LA CERTIFICAZIONE
DEI PROCESSI SCOLASTICI
E LE NUOVE INDICAZIONI
NAZIONALI DEL 1° CICLO
16 settembre 2013 Alessandria
19 settembre 2013 Canelli
CALCAGNO FRANCO
CERTIFICATI E ATTESTATI
Come sinonimi di certificato e certificazione sono usati
anche i termini attestato e attestazione. Alcuni autori,
però, riservano quest'ultimo ai casi in cui la
dichiarazione di scienza è "originaria", in quanto riferita
a fatti o atti direttamente percepiti o compiuti da chi la
rilascia; parlano, invece, di certificazione quando la
dichiarazione di scienza è "derivativa", riferendosi a fatti,
atti o qualità non direttamente percepiti o compiuti da
chi la rilascia, ma risultanti da elementi obiettivi, quali
registri o documenti cui l'ordinamento giuridico riconosce
particolare efficacia probatoria. Sono stati proposti anche
altri criteri di distinzione basati, ad esempio, sul tipo di
certezza creata dall'atto: legale nel caso della
certificazione, notiziale nel caso dell'attestazione.
SOGGETTI DEPUTATI AL RILASCIO


Le certificazioni sono spesso, ma non necessariamente, rilasciate da una pubblica
amministrazione, nel qual caso si parla di certificazione amministrativa (e
conseguentemente di certificato amministrativo), e siamo in presenza di una
particolare specie di atto amministrativo.
Nell'ordinamento italiano una definizione positiva di certificato amministrativo è
contenuta nell'art. 1, comma 1, lettera f), del decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di documentazione amministrativa) secondo il quale per
certificato s'intende "il documento rilasciato da una amministrazione pubblica
avente funzione di ricognizione, riproduzione o partecipazione a terzi di stati,
qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi o registri pubblici o comunque
accertati da soggetti titolari di funzioni pubbliche". Lo stesso decreto stabilisce i
casi in cui i privati possono presentare, in luogo del certificato, una dichiarazione
sostitutiva di certificazione o una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà.

In ambito "privato" i soggetti a rilasciare certificati sono, ad esempio:

gli organismi di certificazione;

i revisori contabili.

I secondi devono essere iscritti in un albo pubblico; i primi sono di prassi[1]
accreditati da un ente di accreditamento.
Effetti giuridici
In generale le certificazioni sono destinate a dare certezza di
fatti, atti o qualità; in certi casi, però, si tratta di una
certezza legale, perché l'ordinamento impone alla generalità
dei consociati il dovere di considerare come certo quanto
affermato nell'atto, dovere che vale anche per il giudice di
fronte al quale fa, quindi, prova legale; in altri casi, invece,
tale dovere manca e si parla di certezza notiziale. Si ritiene
che le certificazioni creatrici di certezza legale possano
provenire solo da funzionari pubblici o da privati che
esercitano funzioni pubbliche.
In quanto dichiarazioni di conoscenza (o, come si usa dire, di
scienza) le certificazioni producono gli effetti giuridici
stabiliti dall'ordinamento, a prescindere dalla volontà di chi
le rilascia: sono, in altri termini, meri atti giuridici.
…LE PAROLE CHE FANNO “PAURA”!
A.
B.
C.
A.
B.
C.
ADEMPIMENTO
RESPONSABILITA’
RENDICONTAZIONE
TEMPO
PERCORSO-PROGRAMMA
ANALISI DEI BISOGNI (di chi??)
Nelle Conclusioni ai lavori di Lisbona del
Parlamento europeo del 2000 si
indicavano future strade da percorrere
nel campo dell'educazione per gli stati
membri: fra queste vi era l’indicazione
di arrivare a una “definizione delle
competenze chiave per l’esercizio della
cittadinanza attiva".
COMPETENZE DI BASE (LISBONA)
Comunicazione nella madrelingua
2. Comunicazione nelle lingue straniere
3. Competenza matematica e competenze
di base in scienza e tecnologia
4. Competenza digitale
5. Imparare ad imparare
6. Competenze sociali e civiche
7. Spirito di iniziativa e imprenditorialità
8. Consapevolezza ed espressione
culturale
1.
I PRESUPPOSTI CULTURALI DELLE
INDICAZIONI NAZIONALI E LE
“RICADUTE”OPERATIVE NELLE
SCUOLE DEL 1°CICLO DI
ISTRUZIONE
􀂃verso gli Istituti Comprensivi
􀂃il curricolo d’istituto verticale (competenze;
traguardi; obiettivi di apprendimento)
􀂃il profilo dello studente al termine del primo
ciclo di istruzione
􀂃le competenze disciplinari e le competenze per
l’esercizio della cittadinanza
􀂃la valutazione degli apprendimenti formali,
non formali e informali
􀂃la certificazione delle competenze
Proposte metodologiche per l’elaborazione del
curricolo verticale in un istituto comprensivo
 􀂃l’attivazione dei dipartimenti disciplinari
 􀂃la
dimensione
evolutiva
delle
competenze
(progressivitàe gradualità)
 􀂃la definizione e la selezione delle competenze, dei
traguardi edegli obiettivi di apprendimento

5. La didattica per competenze: il ricorso ai
compiti autentici o di realtà e l’uso di rubriche
valutative
 􀂃requisiti ed esempi di compiti di realtào autentici
 􀂃esempi e caratteristiche delle rubriche valutative

VALUTARE E CERTIFICARE LE
“COMPETENZE”: VERSO NUOVI
“STRUMENTI”E MODELLI
􀂃i livelli di valutazione
􀂃i livelli di certificazione
Verso gli Istituti Comprensivi
1)La svolta dei comprensivi (IC) –perché
dimensionamento e comprensivi?
 L’istituto
comprensivo
come
comunità
professionale
 I problemi da controllare:
 -il
territorio-l’organizzazione-il
curricolo
verticale
 2)Strumenti
organizzativi e gestionali per
l’istituto comprensivo (IC)
 -nuove articolazioni professionaliLo staff di
direzione e le figure intermedie-i dipartimenti:

un’organizzazione professionale per l’attuazione
del curricolo
VALUTARE E CERTIFICARE LE
COMPETENZE NEL PRIMO CICLO DI
ISTRUZIONE
Alcuni nodi da sciogliere:




formazione in servizio e ricerca per realizzare la comprensività
Il curricolo d’istituto VERTICALE
“è il cuore didattico del Piano dell’offerta formativa e
rappresenta l’insieme delle esperienze didattiche che, dai 3 ai
14 anni, in modo progressivo, graduale e continuo, promuovono
negli allievi il conseguimento dei risultati attesi sul piano delle
competenze”.
La presenza sempre più diffusa degli istituti
comprensivi consente la progettazione di un UNICO
CURRICOLO VERTICALE e facilita il raccordo con il
secondo ciclo”.
IL PROFILO DELLO STUDENTE AL
TERMINE DEL PRIMO CICLO DI
ISTRUZIONE
“Lo studente al termine del primo ciclo di istruzione, attraverso
gli apprendimenti sviluppati a scuola, lo studio personale, le
esperienze educative vissute in famiglia e nella comunità; è in
grado di iniziare ad affrontare in autonomia e con
responsabilità, le situazioni di vita tipiche della propria età,
riflettendo ed esprimendo la propria personalità in tutte le sue
dimensioni”.
Il profilo descrive, in forma essenziale, le competenze
riferite alle discipline di insegnamento e al pieno
esercizio della cittadinanza che un ragazzo/ragazza
deve mostrare di possedere al termine del primo ciclo di
istruzione. (dalle Nuove Indicazioni per il curricolo nel
primo ciclo di istruzione -2012)
IL PROFILO DELLE COMPETENZE
disciplinari (esempi)
 􀂃dimostra una padronanza della LINGUA ITALIANA tale da
consentirgli di comprendere enunciati e testi di una certa
complessità, di esprimere le proprie idee, di adattare un registro
linguistico appropriato alle diverse situazioni
 􀂃nell’incontro con persone di diverse nazionalità è in grado di
esprimersi a livello elementare in LINGUA INGLESE e di
affrontare una comunicazione essenziale, in semplici situazioni
di vita quotidiana, in una seconda lingua
 􀂃le sue CONOSCENZE MULTIMEDIALI E SCIENTIFICOTECNOLOGICHE gli consentono di analizzare dati e fatti della
realtà e di verificare l’attendibilità delle analisi quantitative e
statistiche proposte da altri
 􀂃si orienta nello SPAZIO E NEL TEMPO dando espressione a
curiosità e ricerca di senso; osserva ed interpreta AMBIENTI,
FATTI, FENOMENI E PRODUZIONI ARTISTICHE
…MA ALLORA…
…ma allora lo faccio il teorema di Pitagora? E la
radice quadrata la deve saper calcolare “a
mano”?
…ma allora…la e senza accento è un errore blu?
…ma allora…se poi va al liceo scientifico non sarà
preparato…
…UN ESEMPIO…BANALE…
Esame finale del 1° ciclo
Mappa concettuale
Ricerca di una serie di argomenti
Collegamenti fra argomenti
…da dove parti so dove finisci…standard
Atomo, P. Neruda, USA, seconda guerra mondiale,
bomba atomica…ecc…

Assimila il senso e la necessità del rispetto della
convivenza civile.
Ha attenzione per le funzioni pubbliche alle quali
partecipa nelle diverse forme in cui questo può avvenire:
momenti educativi informali e non formali, esposizione
pubblica del proprio lavoro; occasioni rituali nella
comunità che frequenta, azioni di solidarietà,
manifestazioni sportive non agonistiche, volontariato,
ecc.
 􀂃Il conseguimento delle competenze delineate nel
profilo costituisce l’obiettivo generale del sistema
educativo e formativo italiano

…DUNQUE…
Dalla prima classe…anche dalla scuola primaria.
Abitudine alla ricerca
Curiosità
Passate del tempo ad incuriosire i ragazzi…
Come? Devo fare il programma….!!altrimenti i genitori
chi li sente…
…li sente il DS…comunità educante
Con il termine DIPARTIMENTO DISCIPLINARE
si indica l’organismo formato dai docenti di una
medesima disciplina o di un’area disciplinare,
che ha il compito di:
–CONCORDARE scelte comuni circa il valore
formativo e le scelte didattico-metodologiche di
un preciso sapere disciplinare
–COMUNICARE ai docenti le iniziative proposte da
Enti esterni, Associazioni, dal MIUR, da altre
Istituzioni,
–programmare attività di formazione e aggiornamento
LA DIDATTICA PER COMPETENZE:
CHE COSA CAMBIA RISPETTO ALLA
DIDATTICA TRADIZIONALE?
situazioni di apprendimento in cui gli alunni
siano parte attiva nell’elaborazione, nella
presa di decisioni e nel controllo degli esiti e
del processo di apprendimento
 􀂾valorizzazione e uso delle situazioni reali
favorevoli all’introduzione di nuovi argomenti
partendo da problemi e cercando soluzioni􀂾il
lavoro di gruppo o comunque socializzato è
preferito al lavoro individuale
 􀂾il gruppo di lavoro è centrato su compiti
autentici o compiti di realtà􀂾uso sistematico
di rubriche valutative

􀂃
ESEMPI DI COMPITI DI REALTÀ O COMPITI
AUTENTICI IN RELAZIONE A COMPETENZE
DI CITTADINANZA
Indicazioni
nazionali 2022
Il crescere insieme delle scuole e del sistema
scolastico
Indicazioni
nazionali 2017
Progettazione
didattica
(CURRICOLO)
Indicazioni nazionali
2012
Ricerca e
sperimentazione
Indicazioni
nazionali 2007
Valutazione
interna ed esterna
Formazione in
servizio
Solo a seguito di una regolare
osservazione, documentazione e
valutazione delle competenze è
possibile la loro certificazione, al
termine della scuola primaria e
della scuola secondaria di primo
grado, attraverso modelli che
verranno adottati a livello
nazionale.
Una migliore qualità dell’educazione dipende
innanzitutto dal miglioramento dei sistemi di
reclutamento
e
di
formazione
degli
insegnanti, oltre che dal loro status sociale e
dalle condizioni nelle quali debbono lavorare;
essi, infatti, non potranno dare le risposte che ci
si aspetta da loro se non possiedono le
conoscenze e le competenze, le qualità
personali, le possibilità professionali e le
motivazioni necessarie.
Jaques Delors, Nell’educazione un tesoro. Rapporto all’UNESCO
della Commissione Internazionale sull’Educazione per il
Ventunesimo Secolo, Roma, Armando, 1997, p. 133.
ESEMPI IN MATEMATICA
1.
2.
3.
4.
Schede telefoniche a confronto
Convenienza del viaggio in
auto…due
auto
consumi
tragitto…
Colorare stanza con piatrelline
colorate…misura e calcola costo
Campo di tennis…quali figure
riconosci…perimetri…aree…
…VITA VISSUTA…PARTO DA ZERO:
Pazienza
Dedizione
Studio
Ricerca
Piccoli passi
Progetto per gradi
Risorse umane
PARTO DA +1: LA FASE ZERO È
SUPERATA
Raccolta e analisi (lettura
condivisa) dei documenti
Costruzione o rinforzo di uno o
più gruppi di lavoro
Consapevolezza Motivazionale
PARTO DA +2: ZERO E + 1 FATTO:
Organizzazione
del
lavoro
per
dipartimenti e commissioni
Diffusione di buone pratiche fra i
docenti
Confronto e lessico comune
Criteri
fortemente
condivisi
di
valutazione
Produzione e diffusione di documenti
PARTO DA +3…..
Primi confronti con valutazioni o
valutatori esterni (più semplice
ed economico…INVALSI)
Approfondimenti
lessico comune
semantici
su
PARTO DA +4……
Programmazione unica e unitaria
Criteri di valutazione unici
Diffusione in e al Collegio docenti
Vincere
resistenze
passive
utilizzando le buone pratiche
“tradizionali”,
spogliarsi
di
individualismi sterili….
PARTO DA +5:
CurriculumVerticale
Certificazione
competenze
AI GENITORI E AGLI ALUNNI:
Quanto pesa il 7 in matematica?
Quanto vale il 5 in italiano?
Che vergogna!! Ha un 6
comportamento….
in
Siamo in grado di riempire di
significato vero e condiviso queste
frasi?
SI:
sei
arrivato!
lavorare per
migliorare.
Bravo
devi
mantenere e
NO:
Ricomincia da uno dei 5 punti!!
Come se fosse un gioco
dell’OCA!!!
SPIRALE
ELICOIDE
•Dalle
39
Indicazioni al curricolo
•Aree disciplinari e discipline
•Continuità ed unitarietà del curricolo
•Traguardi per lo sviluppo delle competenze
•Obiettivi di apprendimento
•Valutazione
•Certificazione delle competenze
•Una scuola di tutti e di ciascuno
•Comunità educativa, comunità professionale,
cittadinanza
G. Fusacchia
3. L’ORGANIZZAZIONE DEL
CURRICOLO
DALLE INDICAZIONI AL
CURRICOLO
•
•
•
G. Fusacchia
•
Nel rispetto e nella valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, le
Indicazioni costituiscono il quadro di riferimento per la progettazione curricolare
affidata alle scuole. Sono un testo aperto, che la comunità professionale è chiamata ad
assumere e a contestualizzare, elaborando specifiche scelte relative a contenuti,
metodi, organizzazione e valutazione coerenti con i traguardi formativi previsti
dal documento nazionale.
Il curricolo di istituto è espressione della libertà d’insegnamento e dell’autonomia
scolastica e, al tempo stesso, esplicita le scelte della comunità scolastica e l’identità
dell’istituto. La costruzione del curricolo è il processo attraverso il quale si sviluppano e
organizzano la ricerca e l’innovazione educativa.
Ogni scuola predispone il curricolo all’interno del Piano dell’offerta formativa con
riferimento al profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione, ai
traguardi per lo sviluppo delle competenze, agli obiettivi di apprendimento specifici
per ogni disciplina.
A partire dal curricolo di istituto, i docenti individuano le esperienze di apprendimento
più efficaci, le scelte didattiche più significative, le strategie più idonee, con attenzione
all’integrazione fra le discipline e alla loro possibile aggregazione in aree, così come
indicato dal Regolamento dell’autonomia scolastica, che affida questo compito alle
istituzioni scolastiche.
40
AREE DISCIPLINARI E
DISCIPLINE
•
•
•
G. Fusacchia
•
Le discipline, così come noi le conosciamo, sono state storicamente separate l’una
dall’altra da confini convenzionali che non hanno alcun riscontro con
l’unitarietà tipica dei processi di apprendimento. Oggi, inoltre, le stesse
fondamenta delle discipline sono caratterizzate da un’intrinseca complessità e
da vaste aree di connessione che rendono improponibili rigide separazioni.
L’attività didattica è orientata alla qualità dell’apprendimento di ciascun alunno e
non ad una sequenza lineare, e necessariamente incompleta, di contenuti
disciplinari. I docenti, in stretta collaborazione, promuovono attività significative
nelle quali gli strumenti e i metodi caratteristici delle discipline si
confrontano e si intrecciano tra loro, evitando trattazioni di argomenti
distanti dall’esperienza e frammentati in nozioni da memorizzare.
Nelle Indicazioni le discipline non sono aggregate in aree precostituite per
non favorire un’affinità più intensa tra alcune rispetto ad altre, volendo rafforzare
così trasversalità e interconnessioni più ampie e assicurare l’unitarietà del
loro insegnamento. Sul piano organizzativo e didattico la definizione di aree o di
assi funzionali all’ottimale utilizzazione delle risorse è comunque rimessa
all’autonoma valutazione di ogni scuola.
Un ruolo strategico essenziale svolge l’acquisizione di efficaci competenze
comunicative nella lingua italiana che non è responsabilità del solo insegnante
di italiano ma è compito condiviso da tutti gli insegnanti, ciascuno per la
propria area o disciplina, al fine di curare in ogni campo una precisa espressione
41
scritta ed orale.
CONTINUITÀ ED UNITARIETÀ DEL
CURRICOLO
•
•
•
L’itinerario scolastico dai tre ai quattordici anni, pur
abbracciando tre tipologie di scuola caratterizzate ciascuna
da una specifica identità educativa e professionale, è
progressivo e continuo. La presenza, sempre più diffusa, degli
istituti comprensivi consente la progettazione di un unico
curricolo verticale e facilita il raccordo con il secondo ciclo del
sistema di istruzione e formazione.
Negli anni dell’infanzia la scuola accoglie, promuove e
arricchisce l’esperienza vissuta dei bambini in una
prospettiva evolutiva, le attività educative offrono occasioni
di crescita all’interno di un contesto educativo orientato al
benessere, alle domande di senso e al graduale sviluppo
di competenze riferibili alle diverse età, dai tre ai sei anni.
Nella scuola del primo ciclo la progettazione didattica,
mentre continua a valorizzare le esperienze con approcci
educativi attivi, è finalizzata a guidare i ragazzi lungo percorsi
di conoscenza progressivamente orientati alle discipline
e alla ricerca delle connessioni tra i diversi saperi.
42
TRAGUARDI PER LO SVILUPPO
DELLE COMPETENZE
•
•
•
Al termine della scuola dell’infanzia, della scuola primaria
e della scuola secondaria di primo grado, vengono fissati i
traguardi per lo sviluppo delle competenze relativi ai
campi di esperienza ed alle discipline.
Essi rappresentano dei riferimenti ineludibili per gli
insegnanti, indicano piste culturali e didattiche da
percorrere e aiutano a finalizzare l’azione educativa allo
sviluppo integrale dell’allievo.
Nella scuola del primo ciclo i traguardi costituiscono
criteri per la valutazione delle competenze attese e,
nella loro scansione temporale, sono prescrittivi,
impegnando così le istituzione scolastiche affinché ogni
alunno possa conseguirli, a garanzia dell’unità del sistema
nazionale e della qualità del servizio. Le scuole hanno la
libertà e la responsabilità di organizzarsi e di scegliere
l’itinerario più opportuno per consentire agli studenti il
miglior conseguimento dei risultati.
43
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
•
G. Fusacchia
•
Gli obiettivi di apprendimento individuano campi del
sapere, conoscenze e abilità ritenuti indispensabili al
fine di raggiungere i traguardi per lo sviluppo delle
competenze. Essi sono utilizzati dalle scuole e dai docenti
nella loro attività di progettazione didattica, con attenzione
alle condizioni di contesto, didattiche e organizzative
mirando ad un insegnamento ricco ed efficace.
Gli obiettivi sono organizzati in nuclei tematici e definiti
in relazione a periodi didattici lunghi: l’intero triennio
della scuola dell’infanzia, l’intero quinquennio della scuola
primaria, l’intero triennio della scuola secondaria di primo
grado. Per garantire una più efficace progressione degli
apprendimenti nella scuola primaria gli obiettivi di
italiano, lingua inglese e seconda lingua comunitaria,
storia, geografia, matematica e scienze sono indicati anche
al termine della terza classe.
44
VALUTAZIONE





La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari. Attiva le azioni da
intraprendere, regola quelle avviate, promuove il bilancio critico su quelle condotte a termine.
Assume una preminente funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e
di stimolo al miglioramento continuo.
G. Fusacchia

Agli insegnanti competono la responsabilità della valutazione e la cura della documentazione,
nonché la scelta dei relativi strumenti, nel quadro dei criteri deliberati dagli organi collegiali. Le
verifiche intermedie e le valutazioni periodiche e finali devono essere coerenti con gli
obiettivi e i traguardi previsti dalle Indicazioni e declinati nel curricolo.
Occorre assicurare agli studenti e alle famiglie un’informazione tempestiva e trasparente sui
criteri e sui risultati delle valutazioni effettuate nei diversi momenti del percorso scolastico,
promuovendone con costanza la partecipazione e la corresponsabilità educativa, nella
distinzione di ruoli e funzioni.
Alle singole istituzioni scolastiche spetta, inoltre, la responsabilità dell’autovalutazione, che ha la
funzione di introdurre modalità riflessive sull’intera organizzazione dell’offerta educativa e didattica
della scuola, per svilupparne l’efficacia, anche attraverso dati di rendicontazione sociale o
emergenti da valutazioni esterne.
Il sistema nazionale di valutazione ha il compito di rilevare la qualità dell’intero sistema
scolastico, fornendo alle scuole, alle famiglie e alla comunità sociale, al Parlamento e al Governo
elementi di informazione essenziali circa la salute e le criticità del nostro sistema di istruzione.
L’Istituto nazionale di valutazione rileva e misura gli apprendimenti con riferimento ai
traguardi e agli obiettivi previsti dalle Indicazioni, promuovendo, altresì, una cultura della
valutazione che scoraggi qualunque forma di addestramento finalizzata all’esclusivo
superamento delle prove.
La promozione, insieme, di autovalutazione e valutazione costituisce la condizione decisiva per
45il
miglioramento delle scuole e del sistema di istruzione
CERTIFICAZIONE DELLE
COMPETENZE
•
•
G. Fusacchia
•
La scuola finalizza il curricolo alla maturazione delle competenze
previste nel profilo dello studente al termine del primo ciclo,
fondamentali per la crescita personale e per la partecipazione sociale,
e che saranno oggetto di certificazione.
Sulla base dei traguardi fissati a livello nazionale, spetta
all’autonomia didattica delle comunità professionali progettare
percorsi per la promozione, la rilevazione e la valutazione
delle competenze. Particolare attenzione sarà posta a come
ciascuno studente mobilita e orchestra le proprie risorse –
conoscenze, abilità, atteggiamenti, emozioni – per affrontare
efficacemente le situazioni che la realtà quotidianamente propone, in
relazione alle proprie potenzialità e attitudini.
Solo a seguito di una regolare osservazione, documentazione e
valutazione delle competenze è possibile la loro certificazione, al
termine della scuola primaria e della scuola secondaria di primo
grado, attraverso i modelli che verranno adottati a livello nazionale.
Le certificazioni nel primo ciclo descrivono e attestano la padronanza
delle competenze progressivamente acquisite, sostenendo e
46
orientando gli studenti verso la scuola del secondo ciclo.
UNA SCUOLA DI TUTTI E DI
CIASCUNO
•
•
G. Fusacchia
•
La scuola italiana sviluppa la propria azione educativa in coerenza con i principi
dell’inclusione delle persone e dell’integrazione delle culture, considerando
l’accoglienza della diversità un valore irrinunciabile. La scuola consolida le pratiche
inclusive nei confronti di bambini e ragazzi di cittadinanza non italiana promuovendone
la piena integrazione. Favorisce inoltre, con specifiche strategie e percorsi
personalizzati, la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica e del
fallimento formativo precoce; a tal fine attiva risorse e iniziative mirate anche in
collaborazione con gli enti locali e le altre agenzie educative del territorio.
Particolare cura è riservata agli allievi con disabilità o con bisogni educativi
speciali, attraverso adeguate strategie organizzative e didattiche, da considerare nella
normale progettazione dell’offerta formativa. Per affrontare difficoltà non risolvibili dai
soli insegnanti curricolari, la scuola si avvale dell’apporto di professionalità
specifiche come quelle dei docenti di sostegno e di altri operatori.
Tali scelte sono bene espresse in alcuni documenti di forte valore strategico per la
scuola, quali ”La via italiana per la scuola interculturale e l’integrazione degli alunni
stranieri” del 2007, “Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità”
del 2009, “Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi
specifici di apprendimento” del 2011 e “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni
educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica” del 27.12.2012,
che sintetizzano i criteri che devono ispirare il lavoro quotidiano degli insegnanti.
47
COMUNITÀ EDUCATIVA,
COMUNITÀ PROFESSIONALE,
CITTADINANZA
•
•
•
•
•
G. Fusacchia
•
Ogni scuola vive e opera come comunità nella quale cooperano studenti, docenti e genitori.
Al suo interno assume particolare rilievo la comunità professionale dei docenti che, valorizzando
la libertà, l’iniziativa e la collaborazione di tutti, si impegna a riconoscere al proprio interno le
differenti capacità, sensibilità e competenze, a farle agire in sinergia, a negoziare in modo
proficuo le diversità e gli eventuali conflitti per costruire un progetto di scuola partendo dalle
Indicazioni nazionali.
Questo processo richiede attività di studio, di formazione e di ricerca da parte di tutti gli operatori
scolastici ed in primo luogo da parte dei docenti. Determinante al riguardo risulta il ruolo del
dirigente scolastico per la direzione, il coordinamento e la promozione delle professionalità
interne e, nello stesso tempo, per favorire la collaborazione delle famiglie, degli enti locali, e per
la valorizzazione delle risorse sociali, culturali ed economiche del territorio.
L’elaborazione e la realizzazione del curricolo costituiscono pertanto un processo dinamico e
aperto, e rappresentano per la comunità scolastica un’occasione di partecipazione e di
apprendimento continuo.
La presenza di comunità scolastiche, impegnate nel proprio compito, rappresenta un presidio per la
vita democratica e civile perché fa di ogni scuola un luogo aperto, alle famiglie e ad ogni
componente della società, che promuove la riflessione sui contenuti e sui modi dell’apprendimento,
sulla funzione adulta e le sfide educative del nostro tempo, sul posto decisivo della conoscenza per lo
sviluppo economico, rafforzando la tenuta etica e la coesione sociale del Paese.
La centralità della persona trova il suo pieno significato nella scuola intesa come
comunità educativa, aperta anche alla più larga comunità umana e civile, capace di includere le
prospettive locale, nazionale, europea e mondiale.
48
SEMINARIO FIRENZE MATERIALI
PRIMARIA OGGI:
COMPLESSITÀ E
PROFESSIONALITÀ
DOCENTE
Firenze
13 – 14 settembre 2013
13 settembre
AULA MAGNA
RETTORATO UNIVERSITA’ DEGLI STUDI
DI FIRENZE
Prof. Federighi
“La professionalità docente e la scuola del futuro”
I cambiamenti nella professionalità docente sono dovuti a:
-aumento demografico
- sviluppo economico
- investimenti pubblici e privati
- domanda di una società sempre più complessa
Dalla ricerca dell’Institute for the Future i cambiamenti nella professionalità
docente sono dovuti a:
-crescita di sistemi e macchine intelligenti
- potenza nell’elaborazione dei dati
- potenza nei sistemi di comunicazione
- presenza di organizzazioni superstrutturate
- crescita dell’interconnessione su scala mondiale
- longevità della popolazione
LE 10 CAPACITA’ CHIAVE CHE I CITTADINI DEVONO
SVILUPPARE PER VIVERE NELLA SOCIETA’ COMPLESSA:
1.Sense making = dare significato agli elementi della vita
2.Intelligenza sociale = capacità di relazione
3. Partecipazione creativa =produzione di idee nuove
4.Competenze cross culturali = competenze in contesti diversi
5.Gestione dei dati = capacità di traduzione, interpretazione dei dati
6.Analisi critica dei messaggi dei media
7.Transdisciplinarità = comprensione di concetti interdisciplinari
8.Approccio mentale = progettazione, lavoro per obiettivi
9.Gestione del carico cognitivo = capacità di utilizzo di strumenti diversi
10.Utilizzo di strumenti digitali
PROFESSIONALITA’ DOCENTE
PERSEGUIRE TALI OBIETTIVI PER FORMARE CITTADINI CAPACI DI VIVERE E LAVORARE
NEL PROSSIMO FUTURO
Prof. Catarsi
“L’insegnante incoraggiante”
-Sottolineare gli aspetti positivi degli alunni per far diventare l’insegnamento
INCORAGGIAMENTO
- Evitare la sola funzione di informatore e interrogatore ma…
 instaurare una relazione positiva
 trattare il bambino come una persona
 Puntare a sviluppare nel bambino autostima, fiducia e sicurezza
Richiedere impegno e sacrificio in una scuola accogliente
 Suscitare la motivazione in modo che il bambino spenda le giuste energie nel processo di
apprendimento
 Accogliere l’ironia e le risate
 Attivare l’ascolto e comprendere le emozioni
 Non essere amico dei propri alunni ma una guida autorevole e competente
 Avere capacità di comunicazione verbale e non verbale
 Avere consapevolezza politica partecipando alla vita sociale in modo attivo per essere persona
del tempo in cui sta vivendo
 Avere competenze nell’osservazione, nella programmazione e nella valutazione
 Utilizzare la valutazione come momento formativo per affrontare con efficacia l’intervento
didattico
 Problematizzare la propria azione professionale per il continuo miglioramento
 Conoscere la storia dell’educazione
 Essere riflessivo e pronto ad arricchire la propria professionalità
 Categorizzare l’esperienza per creare nuovi percorsi
Prof. Cerini
“Le nuove indicazioni e il curricolo verticale”
Le Nuove Indicazioni e l’istituzione degli Istituti
Comprensivi devono garantire ai ragazzi di 14 anni
una formazione più forte.
APPRENDIMENTO
E
SAPER STARE AL MONDO
Il 25% dei ragazzi di 15 anni non hanno acquisito la capacità di
comprendere il testo regolativo
Come fare per risolvere il problema?
ATTIVARE L’IMPEGNO CONVERGENTE PER RAGGIUNGERE COMPETENZE
TRASVERSALI E COMPETENZE INTERNE ALLE DISCIPLINE
NON SOLO L’INSEGNANTE DI ITALIANO SI OCCUPA DI COMPRENSIONE DEL TESTO
REGOLATIVO MA TUTTO IL TEAM DOCENTE PUR MANTENENDO LA SPECIFICITA’ DELLA
DISCIPLINA INSEGNATA
Per fare ciò non basta solo la continuità ma è necessario far giocare continuità e
discontinuità (cambiamento=crescita).
Cioè puntare su coerenza dei comportamenti in un curricolo progressivo.
Es.:
TECNOLOGIA
SCUOLA PRIMARIA
-Vedere e osservare
- Intervenire e trasformare
SCUOLA SECONDARIA
- Vedere, osservare e progettare
- Intervenire, trasformare e produrre
Costruire quindi un curricolo evolutivo con struttura
elicoidale nel quale l’insegnante deve scegliere e
proporre esperienze significative.
Ambiente di apprendimento
=
DISCONTINUITA’ COSTRUTTIVA
PROGRESSIVA AUTONOMIA
CLIMA FAVOREVOLE E INCORAGGIANTE
DIFFERENZIAZIONE NELLA CLASSE PRIMA DELLA SCUOLA
PRIMARIA SIA PER QUANTO RIGUARDA L’AMBIENTE CHE
PER GLI OGGETTI
Virtù dell’insegnante della scuola
dell’infanzia =
cura, preoccupazione per i bambini
Virtù dell’insegnante di scuola primaria =
saper far vedere, farsi capire
Virtù dell’insegnante di scuola secondaria =
portare la passione per la disciplina
insegnata
Prof. Mazzoli
“Valutazione del sistema e qualità dell’insegnamento”
Per aumentare qualità di un servizio alla persona serve riflessione sul
proprio lavoro e un miglioramento mirato e realistico.
Questa azione va fatta in team per prendere consapevolezza del
lavoro fatto e di quello che è necessario fare.
Strumenti normativi:
DPR 80/2013 art.6 Regolamento SNV
CM 22/2013 Misure di accompagnamento delle Nuove Indicazioni
Nazionali
Dimensioni della valutazione:
-Autovalutazione
- Valutazione esterna
- Azioni di miglioramento
- Rendicontazione sociale
Prof. D’Alonzo
“Bisogni educativi speciali e scuola”
Complessità nella scuola:
- Alunni difficili
- Alunni male-educati
- Alunni con disabilità
- Alunni con disturbi specifici
- Alunni stranieri
- Alunni ansiosi, pigri, scansafatiche
- Alunni iperdotati
Come intervenire?
• Notare
• Interpretare
STRATEGIE INCLUSIVE PER INTEGRARE TUTTI GLI ALUNNI
Problematicita’:
- Evitare categorie e separazioni
- Non temere le famiglie
- Attivare il Piano Didattico Personalizzato
- Abbassare gli obiettivi
Prospettive:
- Credere nell’integrazione
- Non relegare l’insegnante di sostegno in un ruolo di serie b
- Attivare il lavoro unitario di team
- Fondamentale il ruolo del DS
- Migliorare le competenze degli insegnanti nell’affrontare i BES
L’UOMO PER DIVENTARE TALE DEVE STARE CON GLI ALTRI, DEVE CONFRONTARSI
Prof. Bandini
“Le competenze per la professione docente”
Competenza chiave
RELAZIONALE E COMUNICATIVA
NON TEORICA MA IN SITUAZIONE
14 settembre
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI FIRENZE
Prof. Franceschini
“La valutazione degli apprendimenti”
Non separare mai la valutazione degli apprendimenti dalla
didattica e dall’organizzazione scolastica.
Valutazione degli
apprendimenti
Valutazione
didattica offerta
Valutazione
organizzazione scol.
Al fine di rendere la valutazione strumento
razionale tre domande devono sempre essere
interconnesse:
COME SI VALUTA?
QUANDO SI VALUTA?
PERCHE’ SI VALUTA? (A COSA SERVE?)
Le contingenze economiche e politiche hanno sempre influenzato la valutazione
VALUTAZIONE SELETTIVA - nasce con la scuola stessa, dall’unità fino alla fine
della seconda guerra mondiale, per introdurre e confermare il sistema delle classi
sociali. I voti sostituiscono la violenza antica ma sono strumenti autoritari di
regolazione della relazione.
VALUTAZIONE SCIENTIFICA – dalla fine della seconda guerra mondiale. Nella
democrazia cambia la prospettiva della valutazione anche se la selettiva permane
almeno fino agli anni ‘70.
Negli anni ‘70 la politica utilizza la scuola per modificare la qualità della vita e per
avviare il miglioramento dello status sociale.
VALUTAZIONE AUTENTICA – anni ‘80. Le scuole entrano in concorrenza e
vengono definite aziende. Con la successiva crisi finanziaria provocata dall’alto la
scuola diventa un centro di spesa.
Inizia il dibattito sulla qualità del servizio. Non viene ridotto tutto al voto finale
ma all’intera organizzazione per arrivare alla valutazione delle competenze. La
valutazione della capacità di risolvere problemi, di trasferire ciò che è stato
appreso nella realtà.
Prof.ssa Bellandi
“La valutazione delle abilità trasversali all’apprendimento: l’esperienza dell’ IC Fucini di
Monteroni d’Orbia”
PROVE OGGETTIVE Q1 VATA
Batterie per la valutazione di abilità trasversali dell’apprendimento: scrittura, logica, abilità
di studio
L’esperienza parte dalla necessità di costruire il curricolo verticale con strumenti di
valutazione trasparenti per migliorare la qualità dell’offerta formativa.
Finalità
-Dare strumenti per valutare ogni singolo alunno e il gruppo classe
- valutare le azioni intraprese
- creare documenti di valutazione
- monitorare il processo di insegnamento-apprendimento
Obiettivi specifici
-Rilevare i punti di forza e di debolezza di ogni alunno
- creare percorsi specifici per ognuno
- creare un clima positivo
- monitorare l’andamento del gruppo classe nelle discipline
- analizzare i giudizi delle insegnanti confrontandoli con i risultati delle prove oggettive
E’ stato avviato un percorso integrato tra prove Q1 VATA e
Prove Invalsi
Le prestazioni sono state corrette collegialmente e
classificate in tre fasce di livello:
BUONO – ADEGUATO – INSUFFICIENTE
I risultati sono stati confrontati con i giudizi dati
precedentemente dai docenti.
La creazione di gruppi di livello ha permesso il recupero
delle difficoltà.
Prof.ssa Manconi
“Le prove Invalsi: strumento del Collegio Docenti per una didattica diversa”
Esperienza della scuola Angelo Mauri di Roma
L’esperienza parte dalla necessità di analizzare gli errori delle prove Invalsi per
migliorare la didattica.
Il percorso:
-Prove Invalsi somministrate a tutte le classi non solo quelle campione
- analisi dei risultati in sede
- presentazione dei risultati in Collegio Docenti
- ricerca-azione dei dipartimenti
ESERCIZI TROPPO STANDARDIZZATI
NECESSARIO USCIRE DALLO STANDARD
Riferimenti per materiali:
http://ospitiweb.indire.it/angelomauri/
On line:
Prove kangaroo
Olimpiadi matematiche
Prof.ssa Boffo
“La gestione della classe”
La classe è un dispositivo disciplinante e conformante. La relazione
educativa e la comunicazione formativa sono la base per la
costruzione del percorso di insegnamento/apprendimento.
Il buon docente mette in atto il modello dalla cura, cioè basa
l’attenzione all’altro a partire dall’attenzione su se stesso
Gestione dei comportamenti in classe:
-Costruzione di una comunità di intenti tra docenti e alunni
- attivazione di percorsi di apprendimento collaborativo
- attivazione di percorsi sulla gestione delle emozioni
- attenzione all’organizzazione e alla gestione degli spazi
- capacità di andare verso il bambino anche con supporti digitali
Prof.ssa Loiero
“Il curricolo verticale”
-Lavoro per dipartimenti
- perseguimento delle competenze finali fin dalla scuola dell’infanzia
- abbandono dell’accumulo di contenuti ma approfondimenti sempre
più complessi
- selezione dei contenuti essenziali
- richiesta di verbalizzazione dei procedimenti
- costruzione dell’ambiente di apprendimento quale luogo di dialogo,
scambio e ascolto reciproco
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la certificazione delle competenze bis (1)