Corso di Programmazione economica e politiche del turismo
Lezione del 23 novembre 2009
• Gli impatti economici del turismo
Impatto economico del turismo
Valutazione economica del turismo
Difficile misurazione: ruolo centrale della domanda
e del comportamento dei turisti.
Es: differenze tra uno sceicco e uno studente…
Dal comportamento economico del turista
riusciamo a ricostruire i confini produttivi
dell’attività turistica.
Impatto economico del turismo
Impatti o effetti?
La valutazione degli effetti di un programma guarda ai
risultati delle azioni in rapporto agli obiettivi che si era
dato, studia le modificazioni del contesto sotto lo
specifico profilo di interesse del programma;
La valutazione di impatto guarda invece alle modificazioni
del contesto di intervento a prescindere dagli obiettivi
del programma, si interessa degli effetti non previsti, e
guarda al contesto d’intervento e alle conseguenze in
senso ampio (Palumbo, 2001).
Impatto economico del turismo
Sviluppo o crescita?
Sviluppo: capacità di un sistema economico di creare
benessere;
Crescita: variazione di uno o più indicatori economici.
Non basta l’aumento del PIL a generare lo sviluppo
economico.
Non basta l’aumento del reddito a generare benessere
e felicità.
Non basta la crescita del turismo per attivare processi
di sviluppo locale stabili nel tempo.
Impatto economico del turismo
In realtà non riusciamo a prevedere con certezza le
scelte del turista, perché in pratica acquista sia
prodotti dedicati sia destinati ai residenti.
Esistono una serie di beni destinati esclusivamente
alla domanda turistica, (pacchetti, voli charter…).
Essi sono significativi per misurare gli impatti che
l’attività turistica genera sull’economia, ma non
danno conto di tutto il fenomeno.
Spesa turistica delle famiglie: consumi per 12 funzioni di
spesa
Impatto economico del turismo
Le questioni generalmente sviluppate nella valutazione dell’impatto
economico del turismo sono:
•
La capacità del settore di attivare il resto dell’economia, utilizzando per
la sua funzione di produzione beni prodotti all’interno del sistema
economico (nazionale, regionale o locale);
• La capacità del settore di generare ricchezza attraverso la creazione di
valore aggiunto e la crescita di posti di lavoro;
• La dipendenza del settore da uno o più mercati;
•
il confronto tra le performance dei diversi settori produttivi alle diverse
scale territoriali;
• Lo studio della base economica dell’area in oggetto, al fine di
monitorarne lo sviluppo equilibrato;
Il turismo: potenzialità per lo sviluppo locale
La valenza economica del turismo è legata:
- alla funzione di redistribuzione spaziale del reddito
dai luoghi da cui è prodotto a quelli di destinazione
delle vacanze;
- alla capacità di attivazione economica, cioè di
generare reddito, e occupazione aggiuntivi ben oltre
i settori turistici, coinvolgendo direttamente o
indirettamente l’intero sistema economico e sociale
in cui si manifesta.
Il turismo: una potenzialità per lo sviluppo locale
La capacità di attivazione intersettoriale differenzia il
turismo dagli altri atti di consumo.
Infatti la domanda turistica è complessa e congiunta e
rivolta verso un insieme di beni legati da
complementarietà:
strutture ricettive, ristorazione, beni culturali, attività
commerciali.
Il turismo: potenzialità per lo sviluppo locale
Per effetto delle interdipendenze settoriali di cui è al
centro, il turismo può generare tre tipi di attivazione
economica:
1. Attivazione diretta:
effetti in termini di produzione, valore aggiunto e
occupazione, generati dalla spesa turistica sui settori
direttamente coinvolti dalla domanda turistica:
(settore ricettivo, dell’intermediazione, dei trasporti).
Il turismo: potenzialità per lo sviluppo locale
Quando la spesa turistica interessa settori non
strettamente turistici (attività commerciali,
culturali, del credito, ) si parla di attivazione
economica a valle della produzione turistica.
2. Attivazione indiretta:
riguarda gli effetti inter-industriali attivati dalla
spesa e dagli investimenti turistici.
Es.1: Il consumo dei prodotti alimentari attiva la
produzione agricola e le varie imprese di
trasformazione alimentare.
Il turismo: potenzialità per lo sviluppo locale
2. Attivazione indiretta
Si tratta di effetti moltiplicativi prodotti
dall’aumento della domanda turistica che
riguardano la capacità di attivazione a monte
della produzione turistica.
Es.2: la necessità di attrezzare le camere per
l’alloggio,
la costruzione di strutture ricettive o la loro
ristrutturazione attivano il settore edilizio,
ceramico, tessile, arredamenti…credito, trasporti,
i servizi della P.A. ai turisti ed agli operatori
Il turismo: potenzialità per lo sviluppo locale
3. Attivazione indotta:
effetti generati dalla domanda di consumo
proveniente dai percettori di reddito nell’attività di
supporto diretto, o indiretto alla domanda turistica.
In pratica la domanda turistica attiva un circuito di
crescita economica:
a) produzione, b) occupazione, c) reddito, d)
consumi.
Produzione turistica e sviluppo locale
La capacità di attivazione economica della spesa turistica
determina nell’area di destinazione dei flussi turistici
l’avvio automatico di crescita economica (occupazione
e reddito) e di sviluppo locale?
Lo sviluppo è influenzato da
1. Caratteristiche del sistema produttivo locale;
1. Dal modello organizzativo assunto dal sistema ricettivo
locale.
Il turismo: potenzialità per lo sviluppo locale
1. Le caratteristiche del sistema produttivo locale in
termini di diversificazione ed efficienza produttiva,
sono molto importanti per consentire al territorio di
internalizzare, capitalizzare e moltiplicare gli effetti
della spesa e degli investimenti.
Ci riferiamo alla capacità di attivazione a valle (effetti
diretti) e a monte (effetti indiretti) della produzione
turistica.
In pratica, oltre alla ricettività deve esistere un sistema
commerciale e di servizi locali in grado di soddisfare e
attrarre domanda turistica.
Il turismo: potenzialità per lo sviluppo locale
1. Le caratteristiche del sistema produttivo locale
Condizione per l’attivazione di processi di sviluppo
locale:
gli effetti moltiplicativi della domanda turistica sulla
produzione innescano processi di sviluppo locale se
esiste una interdipendenza intersettoriale tale da
evitare di dove importare dall’esterno beni e servizi
domandati nel territorio dai turisti e necessari alla
produzione.
Il turismo: potenzialità per lo sviluppo locale
2. Modello organizzativo della produzione turistica
è il sistema di ospitalità della destinazione, cioè l’insieme dell’
offerta alberghiera ed extra alberghiera, costruita per
soddisfare la domanda di vacanza dei turisti.
Ogni destinazione ha un proprio sistema di ospitalità più o meno
complesso e completo.
Es. a) un solo villaggio turistico;
Es. b) l’offerta di ospitalità alberghiera ed extra alberghiera costa
romagnola;
Il turismo: potenzialità per lo sviluppo locale
L’es. a) il villaggio turistico:
rappresenta la tipologia di un’unica grande struttura
chiusa, integrata (solo) al proprio interno, in grado di
fornire autonomamente l’intero prodotto turistico
per la vacanza balneare;
L’es. b) l’ospitalità diffusa
rappresenta una tipologia di offerta che per fornire
un analogo prodotto turistico si basa invece
sull’attività di una molteplicità di imprese operanti in
settori differenti.
Il modello dello sviluppo turistico esogeno:
la struttura turistica integrata.
Per sviluppo esogeno intendiamo un processo di
sviluppo attivato e controllato dall’esterno in cui le
decisioni fondamentali sono prese da operatori
esterni all’area
es. le imprese multinazionali
Nel settore turistico il modello di impresa turistica
integrata è il villaggio vacanza proposto a partire
dagli anni 60.
Un altro modello più recente è l’hotel club.
Il modello dello sviluppo turistico esogeno:
la struttura turistica integrata.
Gli hotel club sono strutture con 200-1000 posti letto, con
impianti e servizi complementari necessari per una completa
vacanza , realizzati in luoghi lontani dai centri abitati, per
offrire vacanza simili a quelle offerte nei villaggi turistici.
La localizzazione esterna deriva da scelte di mercato, o da
incentivi alla localizzazione offerti dai governi locali.
Gli investimenti privati necessari sono sostenuti solo da grandi
attori del settore turistico, esterni al contesto locale.
Il modello dello sviluppo turistico esogeno:
la struttura turistica integrata.
In queste strutture la gestione è effettuata da soggetti
non locali sul modello delle grandi imprese integrate
di tipo industriale.
In questi casi, la spesa turistica non innesca reali
processi di crescita economica del territorio perché:
1. Si riduce notevolmente la tradizionale funzione del
turismo di redistribuzione spaziale del reddito.
Es. dalla città terziaria verso la montagna.
Il modello dello sviluppo turistico esogeno: la
struttura turistica integrata.
2. L’aumento dell’ occupazione è scarso.
Es. il Club med assume non residenti. Solo le
mansioni poco qualificate sono scelte in loco.
3. La scelta della formula tutto incluso deriva dalla
scelta aziendale di ridurre i costi, ma non favorisce
l’attivazione del tessuto produttivo locale che in
molti casi produce beni e servizi a costi superiori.
Dunque, scarsa attivazione “a valle”.
Il modello dello sviluppo turistico esogeno: la
struttura turistica integrata.
4. Queste strutture non effettuano approvigionamenti a livello
locale, penalizzando le attività commerciali locali.
Dunque: scarsa attivazione a valle.
5. Queste strutture possono determinare un effetto di
spiazzamento di operatori locali nello stesso settore.
Dunque: scarsa attivazione a valle.
In definitiva, queste strutture hanno non generano sviluppo
locale intenso come dinamica di trasformazione e
ampliamento della struttura produttiva.
L’aumento del reddito medio locale dipende dall’eventuale
aumento dell’occupazione.
Il modello dello sviluppo endogeno:
la struttura ad ospitalità diffusa
Lo sviluppo endogeno prende le mosse da due
esigenze:
1. Superare i modelli che non consideravano:
lo spazio, le caratteristiche socio economiche dei
territori, delle imprese e le risorse locali.
2. Corrispondere ai nuovi modi di produzione:
tecnologia, comunicazione, segmentazione spaziale e
specializzazione delle attività produttive,
globalizzazione dei mercati, aumento delle piccole e
medie imprese.
Il modello dello sviluppo turistico endogeno:
la struttura ad ospitalità diffusa
Tutto questo ha determinato, dal punto di vista territoriale, una
polarizzazione delle attività produttive nelle aree intermedie
(tra centro e periferia) e di media dimensione.
L’approccio dello sviluppo endogeno ha privilegiato lo sviluppo
dal basso ed il ruolo attribuito al territorio, non solo per le
risorse di cui è dotato, ma come luogo in cui si svolgono le
attività produttive, residenziali e turistiche.
In pratica, i principali fattori di sviluppo sono localizzati e dunque
ai fini del processo di sviluppo si attribuisce un ruolo chiave
alle differenziazioni geografiche.
Il modello dello sviluppo turistico endogeno:
la struttura ad ospitalità diffusa
In definitiva, i fattori dello sviluppo endogeno sono:
- La capacità innovativa della destinazione;
- I caratteri dell’ambiente geografico;
- La presenza di reti di relazioni cooperative tra attori
economici, istituzionali, sociali.
- La dotazione qualitativa e quantitativa di infrastrutture e di
servizi turistici.
Il modello dello sviluppo turistico endogeno:
la struttura ad ospitalità diffusa
I patti territoriali si proponevano il raggiungimento di
specifici obiettivi di promozione dello sviluppo locale
(delibera CIPE 21 marzo 1997).
Tuttavia, il sostegno finanziario del centro non ha
garantito lo sviluppo locale di tutte località.
Nei casi di successo è stata registrata la capacità di
mobilitare e valorizzare tutte le risorse locali, di
vario tipo, per trasformare e ampliare la struttura
produttiva locale .
Il modello dello sviluppo turistico endogeno:
la struttura ad ospitalità diffusa
A differenza della struttura turistica integrata, quella a ospitalità
diffusa presenta un prodotto turistico offerto da una
molteplicità di imprese che producono beni e servizi tra loro
legate da rapporti di complementarietà ed interdipendenza:
attività alberghiere ed extra alberghiere, commerciali,
stabilimenti balneari, imprese di noleggio e di servizi.
Le strutture ad ospitalità diffuse si sono sviluppate attorno a
un preesistente centro urbano, nelle località e nei
comprensori turistici di piccole e medie dimensioni.
Il modello dello sviluppo turistico endogeno:
la struttura ad ospitalità diffusa
Queste caratteristiche sono opposte rispetto a quelle della
strutture turistiche integrate:
ES. nell’ospitalità diffusa, l’offerta è congiunta tra diverse attività
di impresa e dunque, la domanda di una cresca all’aumentare
dell’altra.
Ciò non è vero per le strutture integrate.
In pratica, il modello ad ospitalità diffusa consente alla spesa
turistica di dilatare e amplificare i suoi effetti sul territorio in cui
si manifesta.
Ne consegue che i sistemi di produzione turistica locale sono il
risultato della effettiva attività turistica nel territorio.
Il modello dello sviluppo turistico endogeno:
la struttura ad ospitalità diffusa
Sulla base del ciclo di vita del prodotto, è possibile ricostruire il
ciclo di vita di una destinazione in 6 fasi distinte:
-
Esplorazione, da parte di viaggiatori pionieri;
Coinvolgimento: la popolazione locale investe nel turismo;
Sviluppo: miglioramento e specializzazione dell’offerta;
Maturità: la destinazione ha raggiunto un equilibrio dopo la
crescita;
- stagnazione: riduzione delle presenze e degli investimenti,
effetti della concorrenza;
- Declino o rinnovamento.
Possibili distorsioni dei modelli turistici
Nonostante esistano casi di sviluppo turistico indotto
da massicci investimenti esterni
(in Sardegna la costa Smeralda)
il modello di offerta ad ospitalità diffusa è quello più
coerente con l’approccio dello sviluppo locale dal
basso.
Tuttavia, la crescita economica attivata dall’ospitalità
diffusa presenta alcuni rischi per la destinazione in
termini di consumo turistico.
Possibili distorsioni dei modelli turistici
Esempi di eccesso di consumo turistico:
1. Fenomeni di speculazione interna ed esterna:
a) alterazione del mercato immobiliare;
b) spiazzamento di altre attività produttive;
c) dipendenza dal settore delle intermediazione turistica e
immobiliare;
2. Perdita delle relazioni personalizzate, delle tradizioni e dei
costumi locali(artigianato, folklore..)
3. Logoramento e degrado degli ambienti naturali e urbani con la
conseguente capacità di attrazione turistica originaria.
Le opportunità del turismo rurale
Il turismo rurale può costituire un alternativa valida per
contrastare il deterioramento delle risorse
(compreso quello derivante dall’agricoltura stessa) e
lo spiazzamento delle altre attività.
Condizione necessaria:
offerta turistica in grado di valorizzare vocazioni
produttive locali preesistenti.
Le opportunità del turismo rurale
Definizioni di turismo rurale:
UE: “qualsiasi forma di turismo praticata in spazi rurali”;
Hoffman e Leone: qualsiasi pratica turistica che consenta di
conoscere e di fruire dello spazio rurale rispettandone
l’equilibrio ambientale e l’identità culturale.
Solo la seconda definizione è coerente con il modello di ospitalità
diffusa.
Le attività turistiche che utilizzano grandi alberghi, campi da golf,
o piste da sci, seppur localizzate in ambiti rurali, sono forme di
turismo in aree rurali, ma non turismo rurale.
Dunque, le strutture turistiche integrate non sono turismo
rurale.
Le opportunità del turismo rurale
Il turismo rurale è un modello di (non) consumo
turistico che presenta significativi vantaggi generali:
- riduzione dell’esodo della popolazione rurale;
- mantenimento e creazione di occupazione in zone
svantaggiate e territori lenti;
- redistribuzione del reddito;
- sostenibilità ambientale;
- non consuma suolo;
- prodotti a metri zero;
Le opportunità del turismo rurale
Turismo rurale e sviluppo locale
Secondo Golleau (1993) il turismo rurale è locale perché:
- di iniziativa locale;
- a gestione locale;
- con profitti locali;
- caratterizzato da paesaggi locali;
- valorizzante per la cultura locale;
In pratica:
- è coerente con lo sviluppo endogeno in quanto attribuisce un
ruolo attivo al territorio e alla popolazione locale.
- non è un contenitore passivo di scelte esterne;
La domanda e l’offerta del turismo rurale
La domanda:
Il turista rurale evade dalla vita urbana, in periodi di fuori
stagione, privilegia aree a bassa densità turistica;
L’offerta:
è legata alla disponibilità del patrimonio edilizio rurale è per sua
natura diffusa, di dimensioni limitate.
In definitiva, il turismo rurale
è un micro-turismo caratterizzato da piccoli numeri.
Punti di forza: tipicità, contenuti emozionali e non
consumistici;personalizzazione del servizio, rapporti umani;
Punti di debolezza: accessibilità, professionalità, comunicazione;
La distribuzione degli alloggi agro-turistici
I pernottamenti
Strategie per migliorare l’offerta turistica rurale
1.
Migliorare la dotazione infrastrutturale viaria;
2.
Recuperare il patrimonio culturale ed edilizio locale;
3.
Ripristinare gli ecosistemi (decementificazione, agricoltura biologica…..);
4. Offrire strutture ricettive, ristorative e ricreative coerenti con la cultura
rurale e integrate con il paesaggio;
5. Riscoprire l’identità e le vocazioni produttive;
6. Creare un offerta diversificata di servizi;
7. Posizionamento verso l’esterno (marketing territoriale).
Il caso Beaufort
Quattro comuni sulle alpi francesi, 4000 abitanti, a 18 km da
Albertville, tra 800 e 1700 m slm:
economia rurale, deficit infrastrutturale, abbandono dopo la
fine dei cantieri per l’energia idro elettrica alla fine degli anni
60.
Punto di partenza: un formaggio famoso e una scelta “non
abbandoniamo l’economia rurale perché è quello che
abbiamo.”
Quali ricchezze?
Le Alpi e il turismo, si ma..
Il caso Beaufort
Quale turismo?
“non permetteremo mai che il turismo diventi il padrone di
noi stessi. Deve essere qualcosa che cresce insieme a noi
facendo delle cose che sono di gioia comune, ma che non
distruggano l’identità e il patrimonio del territorio”.
Per lo sviluppo di Beaufort la cultura, in senso ampio, dalla
valorizzazione, all’accoglienza è stata uno dei fattori di
successo:
oggi ci sono 90 associazioni culturali che contribuiscono allo
sviluppo locale.
Il caso Beaufort
I fattori di successo del caso Beaufort:
- importanza della collaborazione pubblico-pubblico (comunità
di comuni) e pubblico - privato.
- comunicazione interna ed esterna, Marketing territoriale;
- non solo sci e Olimpiadi, ma economia diversificata;
- approccio strategico: cosa vogliamo che sia Beaufort nel 2020?
Il caso della val Badia, provincia di Bolzano.
Il turismo è la risorsa principale, ma differenza di Cortina è stata
costruita una politica di limitazione delle seconde case che
non ha limitato il turismo.
Modalità d’azione:
- controllo dell’espansione urbanistica:
la legge provinciale destina il 60% delle nuove edificazioni ai
residenti. Es. nel 2008 il Comune di Ortisei ha rilasciato 121
concessioni edilizie, di cui solo 5 per nuove costruzioni;
- Limitazioni alla superficie degli appartamenti;
- Agevolazioni ai residenti e all’edilizia rurale;
- Tassazione delle seconde case;
Il caso Val Badia
Tassa di soggiorno per le seconde case
Obiettivo: disincentivare le seconde case e aumentare il gettito
-
è dovuta da persone che dimorano temporaneamente a scopo turistico in
ville, appartamenti ed alloggi posti in comuni diversi da quelli di residenza.
pagano l’imposta i proprietari, gli usufruttuari, i locatari di alloggi che nel
corso dell’anno sono stati utilizzati per soggiorni temporanei a scopo
turistico.
La legge finanziaria provinciale per il 2010:
- la provincia aumenterà il tributo del 50%, rispetto al 25% possibile finora;
- in seguito, i Comuni aumentare del 100% il tributo, rispetto al 50%;
Il gettito è destinato alle organizzazioni turistiche.
Comune di Ortisei, tassa di soggiorno seconde case,
anno 2007
Impatto economico del turismo per le Regioni
Ogni regione è dotata in maniera diversa di risorse e strutture
turistiche.
Per alcune il turismo è parte rilevante dell’economia: Trentino,
Valle d’Aosta, Veneto, Toscana.
Per altre, Campania, Sicilia, Piemonte e Lombardia il turismo
pesa di meno.
Ma il turismo pesa di più o di meno rispetto a cosa?
Indicatori elementari: arrivi, presenze, permanenza media,
capacità ricettiva.
Impatto economico del turismo per le Regioni
La diffusione del turismo all’interno delle regioni
La diffusione del turismo all’interno delle regioni
Dunque, più alto è l’indice di diffusione territoriale del turismo, più grande è il
territorio interessato dal fenomeno turistico.
Regioni a più levata diffusione (in molti comuni) del turismo (posti
letto/sup.reg.):
- Umbria 62%
- Trentino Alto Adige 50%
- Valle d’Aosta 48%
- Toscana 32%
Regioni ad elevata concentrazione (in pochi comuni) del turismo (posti
letto/sup.reg):
- Emilia Romagna 8 %
- Friuli Venezia Giulia 9%
- Campania 10%
- Sardegna 12%
Impatto economico del turismo
Naturalmente la diffusione/concentrazione da conto anche
dell’impatto economico del turismo sull’economia regionale.
La concentrazione è importante per le politiche turistiche:
pochi comuni possono aumentare i posti letto entro certi limiti.
Tuttavia, l’impatto economico del turismo dipende non solo dalle
presenze, ma anche dalla loro distribuzione annuale,
dall’intensità dell’utilizzo delle strutture ricettive regionali.
Regioni che hanno turisti alloggiati in buona parte dell’anno:
Il Lazio, il Trentino alto Adige, la Campania, la Liguria, la
Lombardia.
Le potenzialità di sviluppo del turismo nelle regioni
Le potenzialità di sviluppo del turismo nelle regioni
Scarica

Presentazione 23 11 09