SILSIS UNIVERSITA’ di PAVIA LABORATORIO DIDATTICO DELLE SCIENZE SPERIMENTALI A0 60 I anno I semestre Docente A. Colli Materiale di lavoro ad uso interno dei tirocinanti SILSIS Alcune parti potrebbero provenire da fonti non citate Mi scuso per eventuali errori ortografico o di sintassi QUARTO INCONTRO 15 febbraio Esposizione da parte di corsisti della loro “Analisi di un progetto”. ALTRE STRATEGIE per un apprendimento significativo: DIDATTICHE “COLLABORATIVE” L’uscita didattica ed il laboratorio una strategia peculiare delle discipline scientifiche Le intelligenze multiple Come fare a rendersi conto se l’alunno ha imparato? Questionari, discussioni, verifiche formative e sommative ECOLOGIA IL FIUME UN ESEMPIO DI PERCORSO 1 ora: questionario iniziale con domande aperte 2 ore: discussione con gli alunni delle risposte date loro al questionario iniziale 3 ore: lezioni teoriche 1 ora: lezione dialogata usando diapositive in PowerPoint, 1 ora: lezione con l’aiuto di un esperto sull’importanza di un corso d’acqua e lo studio della sua funzionalità L3 ore aboratorio attivo presso il fiume Vernavola (PV) con la collaborazione del prof. Sconfietti e costruzione dell’IFF grazie ad una scheda compilata dagli alunni. 1 ora: verifica finale con domande chiuse e aperte 1 ora: discussione in classe delle risposte alla verifica CONCETTI L’ecosistema e la sua complessità popolazione comunità nicchia ecologica habitat biodiversità produttori, consumatori e decompositori la rete alimentare successioni primarie e secondarie il ciclo del carbonio 1. Come si nutrono le piante? 2. Alcune piante riescono a vivere nel deserto dove può non piovere per molti anni. Come te lo spieghi? 3. In un prato ideale ci sono: vegetazione che copre il terreno, muffe, batteri e animaletti detritivori che decompongono i resti di animali e piante, lepri che mangiano l’erba, volpi che mangiano le lepri etc. Cosa succederebbe se l’erba del prato seccasse? e se non ci fossero più volpi o lepri? Cosa succederebbe se mancassero gli organismi detritivori? 4. In un bosco naturale si spezza un ramo e cade in terra. Cosa trovi dopo: un anno, 10, 100? Motiva la risposta. 5. Alcune piante che condividono lo stesso ambiente con molte altre producono delle sostanze chimiche che limitano la crescita delle piante vicine. Come te lo spieghi? 6. Se si taglia un bosco e si lascia il luogo incustodito cosa ti aspetti che ci sia dopo: un anno, 10, 100? 7. Secondo te le risaie pavesi sono sempre esistite? motiva la risposta. 8. Secondo te come si fa dall’Europa a capire che la foresta amazzonica (che si trova in Sud America) si sta riducendo? 9. Nel deserto del Sahara sono stati ritrovati disegni preistorici che ritraggono uomini che cacciano nella savana. Come te lo spieghi? POSSIBILI OSTACOLI QUALI STRATEGIE? P O S S I B I L I T A PROGETTI… PROGETTI ANCHE IN LINGUE STRANIERE CLIL CLIL Apprendimento cooperativo Studio di casi http://ublib.buffalo.edu/libraries/projects /cases/case.html http://www.sciencemag.org/feature/data/ 150essay.shl Problem solving Didattica laboratoriale e “narrativa” Dalla rete http://www.anisn.it/scuola/didattica/asce nsione/Ascensione%20commento.htm http://www.anisn.it/scuola/terremoti/ind ex.htm COOPERATIVE LEARNING APPRENDERE AD INSEGNARE IN MODO COOPERATIVO IL COOPERATIVE LEARNING -NASCE COME STRUMENTO PER MIGLIORARE L'APPRENDIMENTO TRAMITE L'INTERAZIONE TRA GLI INDIVIDUI L'INSEGNANTE È : ORGANIZZATORE MEDIATORE FACILITATORE DELL’APPRENDIMENTO I GRUPPI COOPERATIVI SI CARATTERIZZANO PER ESSERE 1.FORMALI per nuovi contenuti per nuove abilità organizzati dal docente in tempo definito 2.INFORMALI durano una lezione integrano una lezione normale 3.GRUPPI DI BASE gruppi stabili nel tempo per aiuto reciproco IL DOCENTE: • DEFINISCE I CONCETTI STRUTTURANTI • VERIFICA “COSA SANNO GLI ALUNNI” • ORGANIZZA I GRUPPI • STRUTTURA LE FASI DIDATTICHE • STABILISCE I CRITERI DI VERIFICA • ORGANIZZA TEMPI E SPAZI FASE 1 (10 minuti) PRESENTAZIONE DEL LAVORO ALLA CLASSE • CONSEGNA DEI COMPITI INDIVIDUALI • DEFINIZIONI DEI COMPORTAMENTI FASE 2 (5 minuti) LAVORO INDIVIDUALE • ELABORAZIONE DI UNA IDEA • ELABORAZIONE DI UNA PROPOSTA FASE 3 (5/10 minuti) LAVORO IN COPPIA • CORREZIONE VICENDEVOLE • DEFINIZIONE DEI PROBLEMI • ELABORAZIONE DI UNA SOLUZIONE SODDISFACENTE FASE 4 (30 minuti) LAVORO IN GRUPPO • definizione dei ruoli • discussione sulle soluzioni trovate nella fase precedente • elaborazione della soluzione in gruppo FASE 5 (10/15 minuti) PRESENTAZIONE • Preparazione della presentazione in ogni gruppo • Esposizione dei lavori FASE 6 (10 minuti) Riflessione di gruppo sul lavoro svolto • Feed-back sul percorso compiuto • Rinforzo positivo sui comportamenti efficaci osservati • Proposta di un compito relativo al problema risolto FASE 7 (20 minuti) LAVORO DI GRUPPO • Discussione comune sul problema posto • Elaborazione di una soluzione accettata da tutti • Verifica che tutti abbiano compreso le motivazioni della soluzione FASE 8 (20 minuti) REPORTING • Presentazione dei lavori • L’insegnante raccoglie le varie soluzioni • Fornisce il feedback a quanto svolto FASE 9 (ad libitum) VALUTAZIONE • Verifica individuale attraverso schede di lavoro simili a quelle utilizzate nell’attività di gruppo • Valutazione del lavoro di gruppo assegnando punteggi PRO Molti significativi apprendimenti e comprensioni profonde derivano da conversazioni, dibattiti . Può aiutare a sviluppare abilità di problem solving, perché permette di interiorizzare i processi cognitivi impliciti nell'interazione e nella comunicazione. Permette di condividere prospettive diverse, obbliga a esplicitare e comunicare le proprie conoscenze e idee agli altri, oralmente o per iscritto. Il fatto di sentirsi parte di un gruppo può avere un alto valore motivante In molte attività si richiede di lavorare in gruppo ed il successo dell'attività dipende soprattutto dalla collaborazione con i colleghi. Fuori delle agenzie educative molti apprendimenti sono il frutto di informali interazioni di gruppo e del supporto offerto dai pari e dai colleghi. CONTRO Il tradizionale contesto educativo istituzionale rende difficile creare validi gruppi di collaborazione. Può essere difficile costringere e mantenere valide discussioni di gruppo costruttive. Anche in situazioni in cui il team work e la collaborazione sono accettati, l'esperienza di lavorare e di apprendere in gruppo può essere vista come dispendiosa, frustrante in termini di tempo e conflittuale. BUONE PRATICHE http://gold.indire.it/nazionale/archivio/index.php?action=read_esperienza&id _esperienza=BDP-GOLD0000000000197E71 La generazione spontanea della vita: educazione alle scienze e approccio sperimentale P. MARTINETTI Liceo scientifico VIA MONTELLO, N.29 e-mail: [email protected] Comune: CALUSO prof . Maria Grazia Gillone La generazione spontanea della vita" è l'argomento utilizzato per proporre attività di insegnamento che aiutino gli allievi a comprendere come lavorano gli scienziati, lavoro che è caratterizzato da un "approccio scientifico", che consiste nell'interrogare la natura organizzando sperimentazioni nel corso delle quali essi intervengono su fenomeni o processi per saggiare l'accettabilità delle proprie congetture interpretative. I problemi che gli studiosi si posero nel corso dei secoli possono essere utilizzati come "situazioni problematiche" da proporre agli allievi, in modo che questi possano diventare "attori" del processo di apprendimento. DOCUMENTO 1 (da scaricare) DOCUMENTO 2 (da scaricare) … l'insegnamento della scienza non è più l'esposizione di un unico punto di vista, quello degli scienziati odierni, ma diventa un confronto tra parecchi punti di vista, compresi quelli degli allievi; in altre parole, le idee degli scienziati del passato e quelle degli allievi attuali sono messe sullo stesso piano. Tale passaggio ad una pluralità di spiegazioni possibili dei fenomeni studiati presenta un innegabile vantaggio a livello educativo. Infatti, questa strategia didattica è focalizzata non tanto sulla «trasmissione», da parte degli insegnanti, dei «prodotti» della scienza, quanto piuttosto sulla comprensione della «spiegazione concettuale» e sulla sua giustificazione. Detto in altri termini, nell'approccio costruttivista e cognitivista all'apprendimento/insegnamento delle scienze, lo scopo non è tanto trasmettere agli allievi concetti e modelli mediante definizioni, quanto piuttosto fare in modo che siano consapevoli dei problemi che hanno portato gli scienziati a proporre concetti e modelli e dei modi di ragionare con i quali hanno giustificato queste loro proposte. In questo modo si favorisce non soltanto l'apprendimento della scienza, ma anche l'apprendimento a proposito della scienza, in quanto gli allievi devono affrontare interrogativi sul «come si forma il sapere scientifico» e sul «come scegliere tra punti di vista diversi». DESCRIZIONE DELL’ESPERIENZA (da scaricare) DOMANDE, DOMANDE LA SCIENZA E’ ANCHE NARRAZIONE? RACCONTI TEATRO TEATRO E PER SAPERE SE IL TUTTO HA AVUTO SUCCESSO VERIFICHE VALUTAZIONE http://www.edscuola.it/archivio/valutazione.html INDAGINE PISA http://www.edscuola.it/archivio/norme/varie/pisa_2003.p df . http://www.univirtual.it/corsi/fino2001_I/miche/04.htm la valutazione La valutazione, finalizzata all'analisi della qualità, dell'adeguatezza e dell'efficacia di un processo formativo. Operazioni della valutazione possono essere l'accertamento, la verifica, il monitoraggio La valutazione può essere: - formativa, con funzioni di tipo diagnostico, orientativo e di correzione; si effettua durante l'apprendimento e ha lo scopo, da una parte, di definire il punto di partenza (diagnosi dei requisiti) per la programmazione didattica, dall'altra, di conoscere e far capire allo studente la sua situazione - sommativa, per accertare la situazione finale; inevitabilmente tende ad assumere una funzione "fiscale" e si conclude con la formulazione di un voto o di un giudizio. In alcuni modelli può accertare la padronanza (Mastery Learning). Quella quantitativa tende ad effettuare una misura "oggettiva" mediante valutazioni docimologiche rigorose Quella qualitativa usa invece un approccio olistico e induttivo: tiene perciò più conto dell'individuo rispetto a quella quantitativa. La verifica dell'apprendimento è, contemporaneamente, anche verifica dell'insegnamento ed è più efficace ed utile se è di tipo formativo, poiché permette un progressivo e continuo affinamento della didattica. La verifica si può effettuare mediante relazioni sugli esperimenti, prove oggettive e strutturate, saggi pratici e, soprattutto, attraverso il colloquio continuo fra docente e studenti. In particolare si possono proporre relazioni scritte (rapporti), domande aperte, domande strutturate e problemi, ma anche test a scelta multipla, vero/falso, a completamento, a correlazione, ecc. I test, dal punto di vista della valutazione, hanno caratteristiche di oggettività decisamente superiori e possono essere gestiti anche da un computer; tuttavia essi hanno il difetto di non considerare l'individuo e le sue competenze che non siano quelle esaminate direttamente E ANCORA…. RIPROPORRE IL QUESTIONARIO INIZIALE REALIZZARE MAPPE ALL’ INIZIO, IN ITINERE; ALLA FINE DI UN PERCORSO E CONFRONTARLE PER ESAME • scegliere un “tema” • individuare i concetti indispensabili • preparare una mappa “esperta” • preparare un miniquestionario o predisporre una strategia per analizzare “cosa sanno già gli alunni” e quali eventuali misconoscenze hanno • ipotizzare alcuni possibili “ostacoli” • scegliere strategie opportune per superarli (almeno tre) • sviluppare almeno un laboratorio con scheda per l’insegnante, scheda per l’alunno, condizioni di fattibilità, metodo di verifica • preparare una possibile verifica formativa e una sommativi • Esaminare criticamente un progetto relativo all’insegnamento delle scienze. (per l’orale) CONSEGNA ITINERARIO DIDATTICO il Durante l’esame orale sarà discusso l’ITINERARIO DIDATTICO (il perché della scelta, tipo di scuola, esportabilità, condizioni di fattibilità, eventuali vincoli, innovazione ) ed illustrato il progetto