FACOLTÀ DI SCIENZE POLITICHE, SOCIALI
E DELLA COMUNICAZIONE
A.A. 2011-2012
RELAZIONI ISTITUZIONALI E
RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA
LA RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA
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| Responsabilità sociale d’impresa | Prof. Claudio Cipollini
1
GLI OBIETTIVI DEL CORSO
• Far comprendere cosa è la Responsabilità Sociale
(RSI)
• Fornire esempi e casi di studio di RSI
• Speigare la differenza tra social responsibility and
responsiveness
• Chiarire il concetto di corporate social
performance (CSP)
• Mettere in correlazionela social performance alla
financial performance
• Fornire I principali strumenti di rendicontazione
della performance sociale, in particolar modo il
Bilancio Sociale
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Responsabilità Sociale d’Impresa
Concetti introduttivi
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Il SIGNIFICATO di RESPONSABILITA’
La parola RESPONSABILITA ’ nasce nella seconda metà del 18° secolo sul
modello del francese responsabilité
Deriva da RESPONSABILE : “ che risponde di ” , che è garante di ” derivato dal
participio passato del latino “respondere”: rispondere impegnandosi solennemente”
Dopo ARISTOTELE nel 1788 , il FEDERALIST , raccolta
articoli
dove
viene
ripreso
il
concetto
di
RESPONSABILITY utilizzato per responsabilità del
Governo Americano nei confronti del popolo
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Il SIGNIFICATO di RESPONSABILITA’
RESPONSABILITA’
GIURIDICA
RESPONSABILITA’
SOCIALE
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RESPONSABILITA’
MORALE FILOSOFIA
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Il SIGNIFICATO di RESPONSABILITA’: RESPONSABILITA’ GIURIDICA
Da responsabilità
INDIVIDUALE A
sicurezza e difesa
sociale: la società
si premunisce
della pericolosità
del reo
CIVILE: la
situazione è
ripristinabile;
incide sulle cose,
oggetti e
patrimonio del
responsabile
COLLETTIVA:
impegno di tutti i
membri di un
organizzazione (
da una società a
uno Stato)
PENALE: la
situazione non è
ripristinabile;
incide sulla
persona del
responsabile
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Impresa e socialità
Il concetto di “impresa” implica di per sé un aspetto
sociale.
Molti precursori dell’economia aziendale, nel
definire il fenomeno dell’impresa, ne riconoscono
peculiarità non solo strettamente economiche ma
anche attinenti a tematiche della socialità e
dell’eticità.
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Impresa e socialità
«La nozione di azienda, mentre è tutta costruita sul solo aspetto
economico della vita umana, non contrasta con la necessaria
visione di tutti gli aspetti non economici di tale vita, religioso,
etico, sociale, politico, giuridico, tecnico, …».
(G. Zappa, Le produzioni nell’economia delle imprese , Giuffrè,
Milano, 1956, p. 51).
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Impresa e socialità
«Le aziende si costituiscono ed operano in ordine alla soddisfazione dei
bisogni umani (…).
I peculiari ed essenziali problemi dell’azienda sono quindi produzione,
scambio, acquisizione e consumo di beni economici. In questo senso e
soltanto in questo senso si può dire che l’azienda abbia oggetto
economico.
L’affermazione non significa che la sua vita ponga soltanto problemi
economici. Come istituto sociale l’azienda serve ad elevare il benessere
dell’uomo, a favorire lo sviluppo della sua personalità ed a far meglio
realizzare i fini della vita umana
associata che sono essenzialmente di natura etica. La concreta condotta
delle aziende è fondamentalmente subordinata a tali fini, e quindi
all’etica».
(P. Onida, Economia d’azienda, Utet, Torino, 1965, p. 44).
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Impresa e socialità
La teoria morale, oggi maggiormente in auge negli studi di RSI, è l’etica della
responsabilità, così come essa interpretata dal modello analitico degli stakeholder. Ai
nostri tempi, si può attribuire la paternità di tale teoria a Max Weber che, nel celebre
saggio La politica come professione, la indicazione come l’etica che deve caratterizzare
chi “vuole mettere le mani negli ingranaggi della storia” (1969, p.101). Aggiungendo,
poche pagine più avanti, che la responsabilità “è la disponbilità a rispondere delle
conseguenze prevedibili delle proprie azioni” (p.109).
Alla formulazione weberiana dell’etica della responsabilità, Jonas (1990) aggiungerà
poi una qualificazione importante. Basandosi su “un’euristica delle paura”, Jonas non
considera sufficiente soffermarsi sulle sole conseguenze prevedibili; occorre spingersi
fino a prendere in conto le conseguenze possibili delle azioni. L’imperativo adeguato al
nuovo tipo di agire umano è, per Jonas: “agisci in modo tale che gli effetti della tua
azione siano compatibili con la continuazione di una vita autenticamente umana”.
Dall’imperativo Kantiano “puoi, perché devi” si passa così al “devi, perché puoi”
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Etica e economia
È pertanto assodata la funzione sociale delle imprese …
Nel tempo si sono delineati distinti approcci con riferimento
al contenuto e al ruolo dei concetti di socialità ed eticità e,
soprattutto, con riferimento al rapporto tra economia ed
etica:
1)economia e etica ambiti autonomi e indipendenti;
2) economia e etica concetti consequenziali e conseguenti;
3) razionalità economica e razionalità etica elaborate in modi
e temi distinti, connesse nel momento in cui gli individui
agiscono operativamente;
4) etica radicata alla razionalità economica.
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Etica e economia
Si sono delineati così diversi orientamenti:
1) negazione dell’approccio etico nelle scelte economiche
dell’impresa (obiettivo: efficiente produzione di ricchezza
sufficiente a generare benessere per l’intera collettività);
2) i problemi economici e la forte competizione internazionale
non permettono di pensare all’etica e alla RSI;
3) la RSI è un lusso per le poche imprese che hanno tempo e
risorse da investire;
4) il ruolo sociale delle imprese è fondamentale ma lo stesso
deve essere inserito nella visione sistematica dell’impresa al
momento della definizione delle sue strategie.
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Impresa e Rsi
Tutti questi approcci sottointendono una concezione semplificata
della realtà delle imprese, oggi più che mai complessa.
È necessario che il perseguimento di risultati economici positivi e
soddisfacenti sia coniugato con il rispetto e la tutela dei valori
fondamentali della società.
La valutazione che il mercato fa di un’impresa risente delle
performance sociali della stessa, nella misura in cui l’incoerenza
fra i comportamenti dell’impresa e i valori rilevanti per la società
si traducono in minori vendite, perdita d’immagine e attrattività.
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Impresa e Rsi
Concezione classica di “impresa”
L’azienda, perseguendo i propri scopi istituzionali di natura economica, persegue di
fatto anche finalità sociali
Massimizzare economicità
esprime la condizione di vita
autonoma dell’impresa, senza il
ricorso a terze economie
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massimizzare benessere
collettivo (beni, ricchezza e
occupazione)
ma l’operare secondo
economicità(equilibrio nei flussi dei
valori economici e finanziari) non è
sufficiente a garantire l’equilibrio
economico durevole ed evolutivo
dell’impresa
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Impresa e Rsi
Prosperità di impresa (economicità) e soddisfazione degli
interlocutori sociali (“socialità”) vengono così asaldarsi
inscindibilmente
Ne deriva l’esigenza del management di attuare una
strategia gestionale e di comunicazione che consideri con
attenzione gli stakeholder e le loro aspettative
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Impresa, RSI e stakeholder
CONCEZIONE CLASSICA:
Clienti
Interlocutori
Fornitori
TEORIA DEGLI STAKEHOLDER:
L’impresa è intesa al centro di un reticolo di interlocutori
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Impresa, stakeholder e RSI
Gli interlocutori assumono consapevolezza del ruolo che
possono svolgere nei processi aziendali di creazione di
valore e manifestano le loro riflessioni, perplessità ed
aspettative.
L’impresa, quindi, oltre a perseguire performance
economiche e finanziare nel tempo è obbligata ad assumere
un solido orientamento sociale, ovvero, a porre l’attenzione
alla soddisfazione delle attese legittime di tutti gli
stakeholder.
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RSI: DEFINIZIONE
RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA (CORPORATE SOCIAL RESPONSIBILITY – CSR)
volontà dell’impresa di rispondere a uno o più
soggetti che avanzano richieste, attese o istanze che
possono avere natura e caratteristiche differenti
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RSI: DEFINIZIONE
A livello normativo non esiste una definizione univoca e formalizzata. In sintesi:
RSI
insieme di politiche che consentono di minimizzare l’impatto negativo
delle attività di un’organizzazione sulla società, massimizzando nel
contempo l’impatto positivo
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RSI: DEFINIZIONE
Libro Verde della Commissione Europea (2001):
RSI
“… integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed
ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e
nei loro rapporti con le parti interessate. Essere socialmente
responsabili significa non solo soddisfare pienamente obblighi
giuridici applicabili, ma anche andare al di là, investendo “di
più” nel capitale umano, nell’ambiente e nei rapporti con le
parti interessate”
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RSI: DEFINIZIONE
La RSI implica pertanto un approccio multistakeholder nella
gestione strategica dell’impresa e nei sistemi di governance,
gestione che tenga conto delle diverse e, a volte, discordanti
aspettative degli stakeholder coinvolti.
Gli obiettivi che una politica aziendale socialmente
responsabile vuole raggiungere concorrono nel medio e
lungo periodo a migliorare qualitativamente e
quantitativamente il patrimonio intangibile dell’impresa
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RSI: DEFINIZIONE
RSI: SHAREHODER VALUE – VS – STAKEHOLDER VALUE
RSI= GOVERNANCE ALLARGATA
La definizione di Csr proposta è: “un modello di governance allargata, in base alla
quale chi governa l’impresa ha responsabilità che si estendono dall’osservanza di
doveri fiduciari nei riguardi della proprietà ad analoghi doveri fiduciari nei
riguardi in generale di tutti gli stakeholder” (SACCONI, 2004)
La procedura di attuazione della responsabilità sociale permette quindi di
esprimere l’autentico interesse sociale che l’impresa deve perseguire (interesse
sociale allargato), che SUPERA quello ristretto usualmente affermato nel diritto
societario e dalle teorie neoistituzionaliste: Cfr. Grossmann S., Hart O. (1986);
Hart O. e Moore J. (1990)
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RSI= GOVERNANCE ALLARGATA
Cos’è la Corporate Governance?
 PROFILO GIURIDICO
 PROFILO AZIENDALISTICO
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RSI= GOVERNANCE ALLARGATA
Cos’è la Corporate Governance?
L’insieme dei principi, delle istituzioni, dei meccanismi che regolano (sovraintendono)
il potere “supremo” del governo aziendale…..si tratta in altri termini delle “regole del
gioco” attraverso le quali si sviluppano le più importanti decisioni dell’impresa, quelle
che in linea di principio concorrono a determinare la prosperità o l’insuccesso di
un’azienda.
SOCI (SHAREHOLDERS)
AMBIENTE ESTERNO E SOGGETTI INTERESSATI ALL’AZIENDA (STAKEHOLDERS)
DIREZIONE (MANAGEMENT)
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
ORGANI DI CONTROLLO (INTERNI ED ESTERNI)
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RSI: DEFINIZIONE
VERSO UNA LETTURA STRATEGICA DELLA RSI
“L’esercizio autentico della responsabilità sociale da parte
dell’impresa si verifica quando essa si fa carico delle attese
degli stakeholder anche oltre gli obblighi di legge non come
puro moto di liberalità, ma quando tale comportamento è
inscritto nella strategia dell’impresa sì da tendere a costituire
una fonte di vantaggio competitivo.”(Molteni, 2004)
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RSI: DEFINIZIONE
VERSO UNA LETTURA STRATEGICA DELLA RSI
E’ tipico della RSI rifiutare la celebre dicotomia di J.S. Mill tra
leggi della produzione e leggi della distribuzione della ricchezza.
Non è socialmente responsabile l’impresa che, mentre produce
ricchezza, non guarda troppo per il sottile alla difesa dei diritti
umani, al rispetto e all’integrità morale delle persone, ecc., e
diventa compassionalmente generosa nel momento della
distribuzione della ricchezza prodotta
> J.D. Rockefeller negli USA di fine Ottocento
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RSI: DEFINIZIONE
VERSO UNA LETTURA STRATEGICA DELLA RSI
“Una configurazione aziendale di principi di responsabilità sociale, processi di
responsabilità sociale e di politiche, programmi e altri risultati osservabili
collegati alle relazioni sociali dell’impresa” (D. J. Wood, “Corporate Social
Performance Revisited”, Academy of Management Review, 16,1991).
La proposta di Wood è che i tre elementi, principi, processi e risultati
osservabili, integrati in un modello, possono essere usati per valutare la
performance sociale di un’impresa. In vista di ciò si dovrà esaminare:
il grado a cui principi di social responsibility motivano le azioni intraprese per
conto dell’impresa, il grado a cui l’impresa fa uso di processi socialmente
responsivi, l’esistenza e la natura di politiche e programmi volti a gestire le
relazioni sociali dell’impresa e gli impatti sociali (i risultati osservabili) di azioni,
programmi e politiche dell’impresa.
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RSI: DEFINIZIONE
VERSO UNA LETTURA STRATEGICA DELLA RSI
Una società sana dà luogo a una domanda crescente di business, man mano
che un maggior numero di bisogni viene soddisfatto e che le aspirazioni
crescono. Qualunque impresa persegua i propri fini a spese della società in cui
opera scoprirà che il successo di cui gode è illusorio e, in fin dei conti,
temporaneo. Allo stesso tempo, una società sana ha bisogno di imprese di
successo. Nessuna iniziativa sociale può eguagliare il settore del business
quando si tratta di creare i posti di lavoro, la ricchezza e l’innovazione che
migliorano progressivamente gli standard di vita
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RSI: DEFINIZIONE
VERSO UNA LETTURA STRATEGICA DELLA RSI
Una società sana dà luogo a una domanda crescente di business, man mano
che un maggior numero di bisogni viene soddisfatto e che le aspirazioni
crescono. Qualunque impresa persegua i propri fini a spese della società in
cui opera scoprirà che il successo di cui gode è illusorio e, in fin dei conti,
temporaneo. Allo stesso tempo, una società sana ha bisogno di imprese di
successo. Nessuna iniziativa sociale può eguagliare il settore del business
quando si tratta di creare i posti di lavoro, la ricchezza e l’innovazione che
migliorano progressivamente gli standard di vita (PORTER E., KRAMER M.R.
(2007), Il punto di incontro tra il vantaggio competitivo e la Corporate Social
Responsibility, «Harvard Business Review Italia», gennaio-febbraio)
La RSI permette di coniugare il progresso sociale e lo sviluppo territoriale
con il miglioramento della competitività e produttività, stimolando
l’innovazione, migliorando il clima aziendale, le relazioni con la comunità e
la corporate reputation.
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RSI: DEFINIZIONE
VERSO UNA LETTURA STRATEGICA DELLA RSI
SILVA E., L’etica fattore chiave, «Il Sole 24 Ore – Responsabilità sociale Rapporti»,
25 marzo 2008.
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RSI: DEFINIZIONE
A.B. Carroll (1979, 1991) definisce un modello concettuale di
corporate social performance che si articola su tre dimensioni:
1)definizione delle responsabilità dell’impresa nei confronti
della società civile;
2)individuazione dei problemi sociali;
3)analisi delle modalità, delle strategie o della filosofia secondo
cui l’impresa risponde ai problemi sociali (social
responsiveness)
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RSI: DEFINIZIONE
Il Modello piramidale delle responsabilità elaborato da Carroll (1991)
Responsabilità
discrezionali, filantropiche
Responsabilità etiche
Responsabilità legali
Responsabilità economiche
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33
Impresa, RSI e stakeholder
Scelte e vincoli derivanti dall’ordinamento giuridico-politico in
relazione a determinati aspetti: grado di libertà economica,
disciplina dell’economia, regolamentazione pubblica,
imposizione fiscale, norme a tutela del lavoro, ecc.
AMBIENTE POLITICOISTITUZIONALE
Struttura della
popolazione e
AMBIENTE SOCIOtendenze
DEMOGRAFICO
demografiche,
ripartizione per strati
sociali e grado di
mobilità sociale
IMPRESA
AMBIENTE
CULTURALETECNOLOGICO
AMBIENTE
ECONOMICO
La tecnologia
influenza l’impiego
delle risorse, mentre
la cultura si riflette
soprattutto sul
consumo di beni e
servizi
Modello di funzionamento del sistema economico
prevalente nell’ambito territoriale di riferimento:
economia di mercato, economia di piano, ecc.
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Perché parlare di RSI
Se le regole del gioco economico fossero complete; se i processi di
legiferazione fossero in grado di seguire, in tempi rapidi, l’evoluzione
delle vicende economiche in fasi di accelerata dinamica sociale come
l’attuale; se tutto ciò fosse assicurato, allora sarebbe vero che non
metterebbe conto parlare di RSI.
Ma non è così
(…)perché i contratti sono principalmente incompleti e perché i mercati
non sempre esistono che nascono i numerosi problemi di agenzia
(principale-agente) e quelli associati all’abuso di autorità da parte di chi
detiene il diritto residuale di controllo nei confronti degli stakeholder
non controllanti. (Sacconi, 2003)
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35
Perché parlare di RSI
MODELLI DI CAPITALISMO A CONFRONTO
Per comprendere appieno dove e perché la CSR si sia diffusa e quali forme abbia
assunto a seconda del modello economico-sociale di riferimento, occorre differenziare
i diversi modelli di capitalismo in Europa e in America a partire dagli anni ’80. E’
possibile distinguere tre ‘ideal-tipi’ di capitalismo a seconda del ruolo più o meno
esclusivo giocato dal mercato rispetto allo Stato e ad altre istituzioni pubbliche e
private: market driver, renano e autoritario.
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MODELLI DI CAPITALISMO A CONFRONTO 1/2
Tipo di modello e
caratteristiche
Market driver
Renano
Autoritario asiatico
Governance
Public companies, centralità
degli shareholders, ruolo
della borsa, logica di breve
periodo
Finanza oligopolistica,
gruppi con assetti
proprietari integrati,
centralità degli
stakeholders, ruolo delle
banche, logica di lungo
periodo
Finanza oligopolistica,
relazioni particolaristiche,
debolezza degli stakeholders,
logica di lungo periodo nel
ruolo di programmazione
dello Stato
Modalità di coordinamento
Mercato e gerarchia, bassa
pressione fiscale, ruolo
dell’apparato militare industriale
Ruolo redistributivo dello
Stato,importanza delle
associazioni e dei network,
centralità del
coordinamento settoriale
Ruolo propulsivo dello Stato
(developmental state) e
riduzione della concorrenza
domestica a favore della
competitività sul mercato
internazionale
Regimi di welfare
Residuale: promozione di
soluzioni di mercato che si
basano sull’assunzione
individuale dei rischi
Welfare pubblico, basato sul
riconoscimento
universalistico dei diritti di
cittadinanza, e offerta di
servizi pubblici o di
trasferimenti alle famiglie
Welfare debole e incompleto
a carattere aziendale,
limitato ai lavoratori delle
grandi imprese, ma
accompagnato da interventi
statali relativi alle
infrastrutture sociali
( case e trasporti)
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MODELLI DI CAPITALISMO A CONFRONTO 2/2
Tipo di modello e
caratteristiche
Market driver
Renano
Autoritario asiatico
Formazione del capitale
umano
Lasciata al mercato e
conseguenti problemi di
produzione del bene
collettivo
Servizio pubblico basato
sulla collaborazione tra
Stato e associazioni
Specializzazione nella
produzione ad alta
intensità di manodopera
e tecnologia matura,
ruolo centrale dello
Stato, in funzione dei
bisogni delle imprese
Relazioni industriali
Sindacato debole e uso
della flessibilità numerica
Sindacato forte e uso della
flessibilità funzionale
Controllo politico della
forza lavoro
Meccanismo di contenimento
salariale
Ruolo della disoccupazione
in un mercato del lavoro
flessibile
Controllo mediante accordi
neocorporativi macro o
accordi aziendali
Tenore di vita modesto e
conseguente basso costo
della manodopera,
massiccio utilizzo del
dumping sociale come
vantaggio competitivo
globale
Fonte: Chiesi A.M., Modelli di capitalismo, in Sacconi (a cura di), 2005
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38
RASSEGNA DI ALCUNE TEORIE ECONOMICHE
1776
Adam Smith
(La ricchezza
delle nazioni)
 Divisione del lavoro  interdipendenza sociale  necessità del mercato
 Fede nella “mano invisibile”  regolazione spontanea del sistema
economico senza bisogno di interventi esterni
 Libero scambio a livello interno e internazionale
 ruolo non protezionistico
e “interventistico” dello Stato in economia
1867
Karl Marx
(Il capitale)
 Valore, plusvalore, pluslavoro (scambio tra merci e denaro)
 Introduzione delle macchine impoverimento dei lavoratori + Caduta
tendenziale del tasso di profitto  crisi della società capitalista
 Concezione marxiana come premessa alle dottrine economiche
socialiste/comuniste (economie pianificate)
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39
RASSEGNA DI ALCUNE TEORIE ECONOMICHE
Dopo il 1870
Economisti neoclassici
(Walras, Marshall, Pareto, …)
 Equilibrio del mercato attraverso il modello domanda/offerta
 “Marginalismo”  massimizzazione dell’utilità per imprenditori e
consumatori
XX secolo
Milton Friedman
John M. Keynes
(scuola monetarista)
 Studi
sulla teoria quantitativa della
moneta Inflazione come fenomeno
monetario, non utile per risolvere la
disoccupazione nel lungo periodo 
Controllo della crescita della massa
monetaria
 Libero mercato  rifiuto di qualsiasi
intervento dello Stato in economia
 In caso di crisi (insufficiente
domanda)  necessità di un
intervento pubblico in economia
(politiche fiscali e monetarie) per
garantire la piena occupazione
 Ispirazione al new deal di
Roosevelt per uscire dalla grande
crisi del ‘29
 Rifiuto della teoria degli stakeholder
e della responsabilità sociale
d’impresa
“La responsabilità sociale di un’impresa è generare
profitti”
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40
“La misurazione delle performance economiche e del progresso sociale”(Dossier
sul rapporto della Commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi, 2009)
La Commissione ha individuato una serie di dimensioni che dovrebbero essere
considerate:
I. condizioni di vita materiale;
II. salute;
III. istruzione;
IV. attività personali incluso il lavoro;
V. partecipazione alla vita politica e governance;
VI. legami e relazioni sociali;
VII. ambiente (stato attuale e futuro);
VIII. insicurezza, sia economica sia fisica.
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41
LA RESPONSABILITA’ GIURIDICA ED
ECONOMICA
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42
LA RESPONSABILITA’ ECONOMICA DELL’AZIENDA
“L’azienda è un sistema di forze economiche che realizza,
nell’ambiente di cui è parte complementare,
in condizioni di autonomia
e in condizioni di durabilità,
un’attività economica consistente in un processo di
produzione e di distribuzione della ricchezza a favore
delle persone che formano il soggetto aziendale
o di altre collettività di riferimento”
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43
LA RESPONSABILITA’ ECONOMICA DELL’AZIENDA
Ciascun tipo di azienda persegue
delle finalità istituzionali
• Di ordine sociale, etico, morale,
filantropico, politico, culturale, sportivo,
ricreativo, economico, ecc)
• Possono essere diverse, ma in ogni caso
devono garantire:
– Autonomia
– Durabilità
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LA RESPONSABILITA’ ECONOMICA DELL’AZIENDA
Autonomia e durabilità
• Durare nel tempo
•
•
•
•
commisurata alla finalità
perchè gli obiettivi sono potenzialmente infiniti
a prescindere dalle persone che vi lavorano
A favore dei soggetti beneficiari e del sistema economico
• Autonomo (ma non isolate)
• Senza autonomia non si perseguono finalità istituzionali
• Se non si è autonomi molte volte non c’è la sostenibilità
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LA RESPONSABILITA’ ECONOMICA DELL’AZIENDA
Il compendio di queste due è detto
Economicità
La capacità di durare nel tempo e di mantenere
una situazione di relativa autonomia – e quindi
la possibilità di soddisfare le finalità istituzionali
– dipende in modo determinante da un
insieme di performance e di condizioni di
equilibrio dell’azienda che viene solitamente
compendiato nel concetto di ECONOMICITA’
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LA RESPONSABILITA’ ECONOMICA DELL’AZIENDA
Le performance aziendali
• Le performance aziendali riguardano sia
l’efficacia che l’efficienza.
• Differenza fra efficacia ed efficienza
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LA RESPONSABILITA’ ECONOMICA DELL’AZIENDA
Efficacia
• Rappresenta la capacità di perseguire le finalità
istituzionali parametro ultimo di valutazione del
successo aziendale, in sua mancanza tutto il resto
perde d’importanza (anche l’economicità)
• Efficacia non è quindi un semplice tassello
dell’economicità, è un concetto più elevato e allo
stesso tempo ne è parte.
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LA RESPONSABILITA’ ECONOMICA DELL’AZIENDA
Efficienza
• Efficienza è la capacità di impiegare razionalmente
le risorse disponibili
• Ed è ugualmente importante, perché si da il caso
di aziende riescono a raggiungere i propri fini
(efficaci) ma sprecano moltissimo, precludendo a
tanti altri il possibile soddisfacimento.
• Anche se efficaci, tali aziende non sono da
giudicare positivamente.
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Gli obblighi giuridici delle imprese 1/2
• La responsabilità degli amministratori verso la società
Il nuovo testo dell’art. 2392 c.c., dedicato alla responsabilità degli amministratori nei
confronti della società, conserva la formulazione originaria del codice del 1942,
introducendo tuttavia alcuni importanti elementi di novità, relativi a:
 la natura della diligenza richiesta;
 la responsabilità solidale degli amministratori;
 la responsabilità diretta degli organi deleganti.
• La responsabilità degli amministratori verso gli stakeholder
Secondo quanto previsto dall’art. 2423 c.c. “gli amministratori devono redigere il bilancio
d’esercizio, costituito dalla stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota
integrativa. Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo
veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato
economico dell’esercizio.
La responsabilità verso i creditori sociali:
I presupposti dell’azione di responsabilità dei creditori sociali sono: da un lato “l’inosservanza
(da parte degli amministratori) degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del
patrimonio sociale”, dall’altro il fatto che “il patrimonio sociale risulta insufficiente al
soddisfacimento dei loro crediti” (D.Lgs. 6/2003)
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Gli obblighi giuridici delle imprese 2/2
•
La responsabilità degli amministratori verso gli stakeholder
La responsabilità nei confronti dei concorrenti
La violazione dei principi di correttezza professionale fra due soggetti in rapporto di
concorrenza genera gli “atti di concorrenza sleale” idonei, secondo quanto previsto
dall’art. 2598 c.c., a creare confusione con i prodotti e con l’attività di un concorrente o a
determinare il discredito ed a danneggiare l’altrui azienda
La responsabilità nei confronti dei clienti/consumatori
Per la tutela dei diritti, le Istituzioni hanno contribuito al miglioramento e al rafforzamento
della posizione dei clienti/consumatori, anche per il positivo concorso di molte norme
emanate dall'Unione Europea, mediante l’approvazione e l'entrata in vigore della legge
281 del 30 luglio 1998 che ha istituito il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti
(CNCU) e ha legittimato le associazioni dei consumatori ad agire a tutela degli interessi
collettivi.
La responsabilità nei confronti dei lavoratori
Agli stessi deve essere garantita una retribuzione idonea, tale da consentire “un’esistenza
libera e dignitosa” (art. 36, Costituzione). Inoltre, la legge impone al datore di lavoro
l’obbligo di individuare e di valutare i rischi connessi ai luoghi di lavoro e alle mansioni
svolte, al fine di creare le condizioni per garantire la sicurezza e la salubrità dei lavoratori
(Legge 626 del 1994)
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La libertà d’impresa
VALORE
SOCIALE
VALORE
D’IMPRESA
Art. 41 Cost
L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno
alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività
economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini
sociali.
(programmazione democratica dello Stato…)
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RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA
OBIETTIVO
VALORE
SOCIALE
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VALORE
D’IMPRESA
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IL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE
Responsabilità
sociale d’impresa
Responsabilità
ambientale
Responsabilità
economico
finanziaria
Responsabilità
etico-sociale
Sostenibilità (sviluppo sostenibile)
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IL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE
1° ambito:
LA MORALITÀ
FONTE: coscienza individuale
CONTENUTO:
COMUNICAZIONE:
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valori personali
introspezione
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IL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE
Responsabilità sociale delle imprese limitata alla moralità
ESITO POSITIVO:
la filantropia tradizionale, contingente, emotiva, soggettiva
ESITO NEGATIVO:
il paternalismo o, peggio, il “padronalismo”
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IL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE
2° ambito:
IL DIRITTO
FONTE: lo Stato
CONTENUTO:
COMUNICAZIONE:
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le leggi valide
subita
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IL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE
Se gli ambiti della responsabilità sociale
sono solo la morale e il diritto,
non c’è spazio per la moderna CSR
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IL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE
3° ambito:
L’ETICITÀ
[die Sittlichkeit]
FONTE:
CONTENUTO:
COMUNICAZIONE:
l’intersoggettività dello stare-con in
maniera relativamente stabile
i valori praticati con l’altro che consentono
la stabilità dello stare-con
riconoscimento e dialogo
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IL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE
La responsabilità sociale
Non è una responsabilità giuridica – imputata
Non è una responsabilità morale - scelta
È una responsabilità etica – condivisa
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RESPONSABILITÀ SOCIALE COME FENOMENO VOLONTARIO
Responsabilità sociale =ƒ ( economia, ambiente, etica )
Frontiera etica
L’etica è lo spazio del non esigibile per
norma. È condizionata da diversi elementi:
religiosi, politici, culturali, ecc.
SPAZIO DEL COMPORTAMENTO ETICO
Area del
non esigibile,
dove si colloca
la responsabilità sociale
Frontiera giuridica
Rispetto delle
norme
SPAZIO DELLE NORME
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Fuori dalla
norma
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Se la vera “fonte legittimante” dell’attività d’impresa risiede nello
svolgimento della sua intrinseca funzione sociale, e se è l’etica a
garantirne il corretto assolvimento, allora la stretta osservanza
delle leggi sarebbe di per sé inadeguata ad assicurare all’impresa
quell’indispensabile “diritto di cittadinanza” che si pone ormai
come precondizione che porta all’esistenza dell’impresa stessa e,
al medesimo tempo, come l’attributo che ne assicura la
sopravvivenza
(SCIARELLI S., Responsabilità sociale ed etica d’impresa: una relazione
finalizzata allo sviluppo aziendale, Finanza, Marketing e Produzione,
n° 1, 1999 )
DOVE STIAMO ANDANDO: VALORI CONDIVISI ?
L’intera società attuale (pubblico e privato, amministrazione pubblica e imprese private, imprese
sociali) deve rivisitare le loro attuali posizioni e interazioni.
Il progresso come una obiettivo unitario e integrato e non come derivata di una lotta tra opposte
concezioni, tra permessi e licenze, tra profitto e rendicontazione sociale.
Non più la “mano invisibile” di Adam Smith, ma condivisione da parte dell’impresa con l’ambiente
esterno, con il territorio di riferimento (i cluster) delle politiche di sviluppo economiche e sociali.
“Il concetto si fonda sulla premessa che sia il progresso
economico sia il progresso sociale vanno affrontati con dei
principi basati sul valore. Il valore si definisce in termini di
benefici in relazione ai costi e non in termini esclusivamente
di benefici. ....Le imprese tuttavia, non hanno quasi mai
affrontato i problemi sociali in una prospettiva di valore, ma
li hanno sempre considerati aspetti periferici. Ciò ha reso
meno visibili le connessioni tra obiettivi economici e obiettivi
sociali. ....Le organizzazioni sociali e le agenzie pubbliche
considerano spesso il successo solo in base ai benefici
ottenuti o ai soldi spesi. Nel momento in cui i Governi e le
ONG cominceranno a ragionare maggiormente in termini di
valore , il loro interesse per la collaborazione con le imprese
crescerà inevitabilmente.”
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