CNIPA http//:protocollo.gov.it [email protected] IL PROTOCOLLO INFORMATICO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Guglielmo Longobardi Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione Catanzaro 4 dicembre 2003 1 SOMMARIO norme, strategia e obiettivi del progetto protocollo informatico e trasparenza amministrativa lo stato di attuazione della normativa nella PAC le attività svolte e le attività in corso le iniziative del Centro di competenza interoperabilità 2 Esigenza di gestione sistematica dei documenti il decreto regio (gennaio 1900) aumento della quantità dei documenti trattati necessità di suddivisione per attività e/o argomento (classificazione) • inefficienza • ridondanza • lentezza tempi di reperimento 3 L’elettrocardiogramma normativo 1850 1875 1900 1925 1950 1975 2000 2001 4 Riferimenti normativi • L.241/90 D.lgs 10/2002 trasparenza nei procedimenti amministrativi • L.59/1997: validità del documento informatico • DPR 445/2000: testo unico e regole tecniche (DPCM 31/10/2000) • Deliberazioni Aipa 51/2000 e 42/2001 gestione informatica del sistema documentale e conservazione dei documenti informatici • Circolare Aipa n.28 del 7 maggio 2001: interoperabilità dei sistemi di protocollo • D.lgs n.10 del 23/1/2002 l’attuazione della direttiva 1999/93/CE sulle firme elettroniche • DPR 137/2003: firma digitale e regole tecniche (DPCM in fase di approvazione) 5 Riferimenti normativi Il tema della trasparenza dell’azione amministrativa è uno dei 10 obiettivi fondamentali della legislatura approvato dal Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione del 13 febbraio 2002 6 Riferimenti normativi Le Pubbliche Amministrazioni, ai sensi dell’art.50 del Dpr 445/2000, dovranno provvedere alle seguenti azioni: • • • • • • • adozione del protocollo informatico per la registrazione dei dati e documenti delle Amministrazioni; trattamento dei procedimenti amministrativi gestiti completamente in modo informatico; formazione e conservazione dei documenti informatici; sottoscrizione elettronica dei documenti informatici; gestione informatica del sistema documentale e dei flussi documentali; accessi telematici ai dati,ai documenti,ai sistemi,alle banche dati; sicurezza dei dati, dei documenti,delle tecnologie. 7 Riferimenti normativi e vincoli temporali FIRMA DIGITALE PROTOCOLLO INFORMATICO REGOLE TECNICHE INTEROPERABILITA' TESTO UNICO SULLA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA CONSERVAZIONE DOCUMENTI 8 Obiettivi del “Protocollo informatico” Il progetto si propone due obiettivi: – Migliorare l'efficienza interna delle amministrazioni attraverso l'eliminazione dei registri cartacei, la diminuzione degli uffici di protocollo, e la razionalizzazione dei flussi documentali. – Migliorare la trasparenza dell'azione amministrativa attraverso degli strumenti che consentano un effettivo esercizio del diritto di accesso allo stato dei procedimenti ed i relativi documenti da parte dei soggetti interessati (cittadini ed imprese). Amministrazione o Area organizzativa B 9 Principi generali della normativa • Aggiornamento della normativa esistente (RD n.35 1900) facendo salvi i principi generali e cogliendo le opportunità che le vengono offerte dalle nuove tecnologie (documento elettronico, DBMS, reti). • Esplicita indicazione di migliorare l’efficienza dei processi di gestione documentale attraverso l’eliminazione della frammentazione dei sistemi di protocollo. • Collegare il sistema di protocollo alla gestione dei flussi documentali 10 DPR 445/2000 Art 50 c4. Ciascuna amministrazione individua, nell'ambito del proprio ordinamento, gli uffici da considerare ai fini della gestione unica o coordinata dei documenti per grandi aree organizzative omogenee, assicurando criteri uniformi di classificazione e archiviazione, nonché di comunicazione interna tra le aree stesse. prima… …dopo 11 Il protocollo INTERNO • La frammentazione degli uffici di protocollo provoca il fenomeno della protocollazione interna – di tipo verticale: segue la gerarchia funzionale – di tipo orizzontale: si protocolla un documento in uscita (anche se interno all’amministrazione) per certificare il termine di una determinata fase della attività 12 La determinazione delle aree omogenee AOO = insieme di uffici che condividono: • regole e processi • il sistema di identificazione dei documenti Cosa fare • cercare la dimensione “giusta” domandandosi: - fino a che punto si possono condividere regole e processi? - quanto è importante la certificazione interna (intraamministrazione)? Cosa non fare • il “gigantismo” dell’AOO= tante realtà differenti da conciliare = nessuna regola comune realmente attuabile • il “nanismo” dell’AOO= tanti registri che codificano livelli del titolario di archivio 13 Condizioni per la determinazione dei confini delle AOO Particolari condizioni logistiche Alta coesione interna 14 Informatizzazione del protocollo: fasi del progetto 1.1 1.2 1.3 1.4 - SENSIBILIZZAZIONE PIANIFICAZIONE CREAZIONE DEL GRUPPO DI LAVORO PROGRAMMAZIONE 2 - RIPROGETTAZIONE DEI PROCESSI 2.1 2.2 2.3 2.4 - RILEVAZIONE ANALISI PROPOSTE DI RAZIONALIZZAZIONE DEL PROCESSO (BPR) DECISIONI 3 - REALIZZAZIONE DEL PROGETTO INFORMATICO 3.1 - STUDIO DI FATTIBILITA’ DEL S.I. DI SUPPORTO 3.2 - (EVENTUALE) CAPITOLATO E ESPLETAMENTO GARA 3.2 - REALIZZAZIONE INSTALLAZIONE E COLLAUDO DELL’APPLICAZIONE SOFTWARE 1 - PREPARAZIONE O AVVIO 4 - VERIFICA RISULTATI 4.1 - TEST SULL’UNITA’ PILOTA E FEEDBACK 4.2 - DIFFUSIONE SULL’INTERA UNITA’ ORGANIZZATIVA 4.3 - RILEVAZIONI DI EVENTUALI SCOSTAMENTI INDIVIDUAZIONE AREE DI MIGLIORAMENTO 15 La Direttiva Stanca 16 Le scadenze fissate dalla legge 1° gennaio 2004 termine per la realizzazione dei sistemi finalizzati alla gestione del protocollo informatico e dei procedimenti amministrativi 17 Scopo della direttiva contribuire a creare, entro l’anno 2003, le condizioni organizzative funzionali e tecnologiche per la progettazione, la realizzazione, lo sviluppo e/o la revisione dei sistemi informativi automatizzati al fine di avviare dal 1° gennaio 2004 ll protocollo informatico e gestire i procedimenti amministrativi in modo elettronico 18 Scopo della direttiva La direttiva si propone tre principali obiettivi: • • • Assicurare il più proficuo e rapido utilizzo del documento informatico e della firma digitale negli scambi di documenti e atti amministrativi; Migliorare l’efficienza interna degli uffici attraverso l’eliminazione dei registri cartacei, la riduzione degli uffici di protocollo e la razionalizzazione dei flussi documentali; Migliorare la trasparenza dell’azione amministrativa attraverso strumenti che consentono l’accesso ai dati da parte del cittadino. 19 Scopo della direttiva Il raggiungimento dei suddetti obiettivi permette: • Una graduale eliminazione dei protocolli cartacei e delle risorse umane, finanziarie e strumentali adibite allo scopo; • Una verifica più agevole dell’effettiva circolazione dei flussi informativi; • La garanzia di trasparenza nei confronti dei destinatari degli atti; • La possibilità di svolgere l’attività amministrativa integralmente in formato elettronico. 20 Trasparenza …”Concreto diritto del cittadino e/ o impresa di conoscere lo stato delle attività amministrative che li riguardano e avere la garanzia che tali attività siano condotte nel rispetto di regole di priorità e massimo impegno”. 21 Destinatari della direttiva • Le amministrazioni centrali dello Stato • Enti pubblici sottoposti alla vigilanza ministeriali Inoltre costituisce un contributo alle determinazioni in materia per le regioni e gli enti locali territoriali 22 CENTRO DI COMPETENZA DEL PROTOCOLLO INFORMATICO 23 Il Centro di competenza Unico punto di riferimento istituito dalla direttiva Stanca con funzioni di : • Indirizzo; • Coordinamento; • Promozione di iniziative di comunicazione; • Collaborazione per l’attuazione della direttiva. 24 Il Centro di competenza INIZIATIVE DI SENSIBILIZZAZIONE E COMUNICAZIONE INIZIATIVE ABILITANTI (REALIZZATE) •indice p.a. (http://indicepa.gov.it) con l’elenco delle AOO individuate •sistema di posta elettronica certificata e firma digitale •Servizio in modalità ASP INIZIATIVE DI SUPPORTO ALLE AMMINISTRAZIONI INTERVENTI NORMATIVI IN FASE DI EMANAZIONE • DPCM sulla posta certificata (ART. 14 DPR 445/2000) 25 Azioni di supporto 1. Redazione di • Documento di linee guida (pubblicato sulla G.U. del 27 ottobre u.s.) • Check list 2. Rilevazione tramite questionari 3. Sito Web come strumento di knowledge sharing 4. Gara per un servizio centralizzato 5. Consulenza e assesment periodici 26 Posta certificata 27 Il punto di partenza D.P.R.445/2000 Articolo 14 (R) Trasmissione del documento informatico 1. Il documento informatico trasmesso per via telematica si intende inviato e pervenuto al destinatario, se trasmesso all'indirizzo elettronico da questi dichiarato. 2. La data e l'ora di formazione, di trasmissione o di ricezione di un documento informatico, redatto in conformità alle disposizioni del presente testo unico e alle regole tecniche di cui agli articoli 8, comma 2 e 9, comma 4, sono opponibili ai terzi. 3. La trasmissione del documento informatico per via telematica, con modalità che assicurino l'avvenuta consegna, equivale alla notificazione per mezzo della posta nei casi consentiti dalla legge. 28 La posta certificata su RUPA È un servizio di posta elettronica in grado di fornire ricevute, opponibili a terzi, che attestino sia l’invio sia l’avvenuto recapito di un messaggio. è disponibile su RUPA e prevede: hosting delle caselle di posta presso il CGI della RUPA gestione dei log dei messaggi livelli di servizio qualitativamente elevati 29 Schema funzionale mittente destinatario Documento elettronico Indice P.A. R.U.P.A. Ricevuta di accettazione Ricevuta di consegna Ricevuta di consegna Ricevuta di consegna 30 Le relazioni con altri servizi l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni rende pubblici gli indirizzi delle caselle di posta certificata associate: alle A.O.O. alle ulteriori funzioni organizzative per le quali è opportuno disporre del servizio di posta certificata 31 Indice PA 32 Indice PA Infrastruttura per servizi di Pagine gialle della P.A. (individuazione ed accesso ai servizi telematici offerti) Supporto interoperabilità dei servizi: • Posta Certificata • Descrizione flussi di processi interamministrazioni • Catalogo dei servizi applicativi e schemi Collegamenti ad indici remoti • (es. Pagine bianche delle amministrazioni, Indici locali federati) 33 L’Indice della PA oggi • Infrastruttura di directory pubblica per la PA • Informazioni pubblicate: – Struttura organizzativa – indirizzi caselle ufficiali – Struttura delle AOO – indirizzi caselle istituzionali – Struttura dei servizi 34 L’Indice PA e il protocollo Indirizzi delle caselle istituzionali (AOO) Indirizzi delle caselle ufficiali (funzioni organizzative) Correlazione fra uffici e AOO Amministrazione X Amministrazione Y (o) Dipartimento A (ou) Dipartimento B (ou) Direzione Generale 1 (ou) Ufficio I (ou) Ufficio II (ou) DG1 (AOO) (o) Ufficio III (ou) Direzione Generale 2 (ou) Ufficio I (ou) Ufficio II (ou) DG2 (AOO) 35 Sito web 36 CHECK LIST 37 Verifica e valutazione dei Sistemi di protocollo informatico OBIETTIVO: avere delle indicazioni sulla aderenza del generico sistema di protocollo informatico e di gestione dei flussi documentali ai requisiti desumibili dal quadro normativo di riferimento 38 FORNITORI Destinatari • Assenza di uno strumento di certificazione • Attività interne di verifica e test AMMINISTRAZIONI • Supporto per le attività di valutazione dei prodotti • Supporto per le attività di collaudo 39 Approccio utilizzato Dal contesto normativo è possibile definire: • funzionalità minime • funzionalità aggiuntive • funzionalità interoperative Il sistema di protocollo informatico e di gestione dei flussi documentali è collocato in relazione con: • sistemi di gestione documentale • sistemi per l'archiviazione e la conservazione dei documenti • sistemi di workflow per l'esecuzione automatica e il tracciamento dei flussi di lavoro (processi). • sistemi di posta elettronica e per la gestione della firma elettronica dei documenti 40 RILEVAZIONE PRELIMINARE 41 Rilevazione preliminare il Centro di competenza ha compiuto in tempi brevi una prima rilevazione dello stato dell’arte – Questionari restituiti: 45 (circa il 70% delle amministrazioni interpellate) – Copertura delle informazioni fornite: variabile – Valore statistico: dati poco congruenti – Valore aggiunto per il Centro di competenza: molto alto I risultati ottenuti sono indispensabili per condurre assessment approfonditi nel corso del 2003 42 Ostacoli al protocollo informatico Criticità indicate nei questionari (numero citazioni) 1.Evoluzione organizzativa (xxxxxxxxxxxxxxxxxx) 2.Sensibilizzazione vertici e definizione obiettivi (xxxxxxx) 3.Inerzia culturale (xxxxx) 4.Indisponibilità di fondi (xxxxxx) 5.Complessità progettuale (xxxx) 6.Integrazione dei sistemi (xx) 7.Sicurezza (x) 8.Scarsità di competenze tecniche (x) 9.Preparazione del titolario (x) 10.Scarsità di personale per la gestione documentale (x) 43 Possibili criticità sottostanti • Non sempre la gestione documentale è considerata l’intervento prioritario per innovare i servizi ed aumentare la trasparenza amministrativa (né il più facile o il più economico o il più visibile) • L’appeal innovativo del “nucleo minimo” può sembrare inferiore rispetto ad una piena realizzazione della gestione documentale, che richiede però maggiori risorse • Peraltro, neanche il “nucleo minimo” si trova sullo scaffale di un negozio perché non è solo un sistema informatico • Pianificare il cambiamento organizzativo richiesto da una gestione documentale estesa è ovviamente difficile quando i vertici cambiano, le strutture vengono accorpate ecc. • È necessario conciliare realtà eterogenee per tipo di utenti, di documentazione, di attività e di struttura territoriale • Integrare i flussi operativi preesistenti con il protocollo informatico è intrinsecamente complesso 44 Linee guida 45 Linee Guida per l’adozione del protocollo Decreto del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie del 14-10-2003 (G.U. n. 249 del 25-10-2003) con “le linee guida” che • costituiscono un quadro unitario di riferimento per le amministrazioni per affrontare il progetto nella sua globalità • forniscono una “check list” di supporto per verificare l’idoneità del sistema informatico alle norme 46 SITO WEB PROTOCOLLO.GOV.IT: STATISTICHE ACCESSI 47 SITO WEB PROTOCOLLO.GOV.IT 48 Pagine Visitate 200.000 180.000 160.000 140.000 120.000 100.000 80.000 60.000 40.000 20.000 0 giugno luglio agosto settembre ottobre 49 Media giornaliera 7.000 6.000 5.000 4.000 3.000 2.000 1.000 0 giugno luglio agosto settembre ottobre 50 Media sessioni mensili 18.000 16.000 14.000 12.000 10.000 8.000 6.000 4.000 2.000 giugno luglio agosto settembre ottobre 51 Documenti Visitati 180.000 160.000 140.000 120.000 100.000 80.000 60.000 40.000 20.000 giugno luglio agosto settembre ottobre 52 Media giornaliera di pagine visitate da un utente 16,00 14,00 12,00 10,00 8,00 6,00 4,00 2,00 - luglio agosto settembre ottobre 53 I files più richiesti sul sito Circa 24.000 documenti reperiti dal sito nell’ultimo trimestre Num 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 File Rivoluzione_digitale.pdf AipaCR28.pdf DPR 445.2000.pdf check-list_vfin.pdf Linee_guida_per.pdf gedoc_COMUNE_LIVORNO.pdf dpcm_311000.pdf problematiche_conservazione+dei+documenti+.pdf avviso_bando_modelli.zip Legge+241_1990.pdf Glossario445.pdf Glossario+delibera42.pdf slides_conservazione+ elettronica+documenti.pdf gedoc2.zip Glossario+ DPCM31102000.pdf oggetto presentazione generale sul tema normativa normativa documenti di riferimento documenti di riferimento progetti normativa documenti di riferimento progetti normativa normativa normativa documenti di riferimento documenti di riferimento normativa download 1.326 1.194 1.116 1.026 993 811 803 773 663 617 594 557 546 537 509 54 Proposta di servizio di gestione del protocollo informatico 55 Caratteristiche generali del servizio • Veloce attivazione Adozione del SIGeD, il software sviluppato per il Ministero dell’Economia, attraverso un accordo di “riuso” ispirato alla legge 340/2000 e alla Finanziaria 2003 • Costi a consumo – investimenti limitati Scelta delle modalità ASP per minimizzare all’amministrazione i costi di impianto e i tempi di attivazione • Flessibile, modulare, espandibile Fornitura di una intera gamma di servizi, dal nucleo minimo alla gestione documentale e alla conservazione sostitutiva del cartaceo 56 Servizi offerti • RePro: servizio di gestione del nucleo minimo di protocollo con accesso “controllato” al Registro di protocollo da parte del cittadino/impresa • GeDoc: servizio di gestione documentale • Store: servizio di archiviazione ottica dei documenti (circolare AIPA 42/2001) • Servizi accessori: formazione (con materiale e modalità coerenti con le iniziative AIPA e MEF), consulenza, BPR, rilevazione della customer satisfaction 57 Caratteristiche della fornitura Infrastrutture utilizzate impianto CED (esistente), conforme alle Linee guida per la sicurezza delle Amministrazioni emanate dall’ AIPA e richieste dalle norme sul protocollo e sulla conservazione piattaforma di e-learning per la formazione sistemi di call center ed help desk di 1° e 2° livello sistemi per monitoraggio SLA, penali e fatturazione Manutenzione evolutiva ed adeguativa del prodotto Collegamento in rete costi a carico del CT per i primi 2 anni per il collegamento ASP - RUPA connessione amministrazione al servizio attraverso i servizi RUPA o via Internet 58 Costi dei servizi per l’amministrazione • Costi Canoni mensili per servizi RePro e GeDoc correlati alla dimensione dell’amministrazione (numero utenti) e ai volumi di documenti trattati Costi a consumo per servizi Store e “altri servizi”, in funzione delle forniture previste per i servizi RePro e GeDoc • Fatturazione periodica con monitoraggio on line dei consumi effettuati • Revisione dei costi periodica legata a fattori di mercato automatica al crescere dei volumi 59 Soggetti coinvolti • Utenti: tutte le amministrazioni dello Stato (amministrazioni centrali e locali, regioni, enti pubblici non economici, scuole, università, aziende e enti del SSN ecc.). Adesione su base volontaria dell’amministrazione attraverso la sottoscrizione di un protocollo di adesione con il CT • Fornitori dei servizi: fornitori di servizi ASP selezionati attraverso normali procedure di gara • Stazione appaltante: CONSIP, che ha collaborato con il CT nella preparazione della prima gara per la selezione del primo fornitore ASP • Gestore dei contratti quadro : Centro Tecnico • Fornitore del software SIGeD: Ministero dell’Economia 60 Modalità di adesione al servizio Amm.ne C.T. Contratto quadro Fornitore 61 Protocollo di adesione I rapporti tra Centro tecnico ed Amministrazione sono regolati da un “protocollo di adesione” che prevede due allegati: – allegato 1 - disciplinare del servizio – allegato 2 – schema per la stima dei fabbisogni Può essere richiesto – al Centro di competenza per il protocollo [email protected] – o scaricato dal sito http://protocollo.gov.it 62 Protocollo di adesione • Il protocollo di adesione permette: all’Amministrazione di Conoscere l’iniziativa Manifestare il proprio interesse (non impegnativo) all’iniziativa Definire una stima del proprio fabbisogno al Centro tecnico di Dimensionare il servizio Attivare nuovi contratti di fornitura attraverso successive gare o accordi con amministrazioni Eseguire le revisioni dei costi 63 Contratto quadro con ASP • Impostazione contrattuale simile al contratto RUPA con un contratto quadro sottoscritto dal CT e contratti di fornitura per la singola amministrazione (ordinativi di fornitura) • Durata del contratto: contratto quadro: 4 anni (estendibili a 6) ordinativi di fornitura: dal momento della sottoscrizione da parte del CT del contratto quadro e non oltre la scadenza dello stesso 64 Contratto quadro con ASP • • • • • • Condizioni contrattuali generali – servizi, prezzi unitari, importo massimo complessivo, modi e tempi Modalità di accesso da parte delle amministrazioni ai servizi – piano dei fabbisogni, piano dettagliato, ordinativi di fornitura Specifiche tecniche e livelli di sicurezza richiesti per i servizi – capitolato tecnico, specifiche tecniche e di collaudo Garanzie sulla fornitura – modalità di migrazione ad altro fornitore, modalità di affiancamento per uscita dal contratto quadro ecc. Collaudo CT del modello di funzionamento Piano di migrazione a fine contratto per subentro nuovo fornitore e/o amministrazione 65 Ordinativi di fornitura • • Il contratto quadro sottoscritto dal CT verrà reso operativo solo con il primo ordine da parte di una amministrazione L’amministrazione si obbligherà con il fornitore soltanto attraverso l’emissione di ordinativi di fornitura 66 Piano di attuazione Protocollo MEF Progetto 1° gara Protocollo contratto collaudo esercizio adesioni stime fab ordinativi 2° gara contratto 67 Scadenzario Protocollo d’intesa con il MEF sottoscritto il 3/6/2003 Protocollo di adesione con le amministrazioni Pubblicato sulla G.U. n. 252 del 29-10-2003 Termine previsto della prima gara 15/11/2003 Sottoscrizione Contratto quadro tra CT e ASP 30/11/2003 Ordinativi di fornitura delle amministrazioni 1/1/2004 Data presunta di attivazione servizio 30/1/2004 68 Scenari per amministrazioni • • • Costituisce una offerta di servizio Rappresenta un modello di riferimento per le proprie procedure Può essere replicato come modello di erogazione del servizio per gruppi di amministrazioni Gruppo2 Gruppo1 Gruppo1 Gruppo2 Gruppo 3 Gruppo3 ASP territoriale ASP territoriale Centro di competenza 69 Interesse del mercato all’iniziativa • • • • • Permette ai fornitori di dare una risposta completa alla domanda della PA Favorisce lo sviluppo del mercato degli ASP Permette ai fornitori di valorizzare il proprio know-how Permette ai fornitori di pianificare i propri investimenti attraverso contratti pluriennali di servizio Fornisce un esempio concreto a livello nazionale di riuso del software 70