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GIUGNO 2010 N° 6
Allegato a Rotary Giugno n. 6 2010. Registrazione Tribunale di Milano n. 89 dell’8/3/1986 Dir. Editoriale: Andrea Pernice
Una pubblicazione per i Rotariani del Distretto 2040
Direzione e Redazione: via Giuseppe Verdi, 1 - 24121 Bergamo
Tel. 035.241227 E-mail [email protected]
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LETTERA
DI
GIUGNO
I valori rotariani
nella condivisione
C
ari Amici
rotariani,
il mese di giugno
è dedicato
ai circoli
professionali rotariani:
gruppi di
Rotariani
uniti da interessi ricreativi,
professionali e di servizio, senza
vincoli di Club, di Distretto, di nazionalità che
scambiano esperienze,
creano rapporti amichevoli e momenti di incontro,
utili a fornire una più ampia civile comprensione.
È un’ulteriore opportunità
di servizio e di amicizia
che rafforza l’immagine
del Rotary in tutto il
mondo. Desidero riportare sull’argomento alcune
annotazioni a qualche socio forse sconosciute. Dal
luglio 2006 sono infatti
avvenuti cambiamenti organizzativi che hanno distinto le Fellowship con
focalizzazione ricreativa e
professionale, dai gruppi
di azione rotariana, comprendenti le fellowship fo-
calizzate sul servizio. Entrambe sono poste in
un’apposita categoria denominata “Gruppi ramificati globali”. Il cambiamento si è reso necessario
per suddividere le fellowship basate “sull’amicizia
di gruppo”, da quelle
orientate al “servizio” che
richiedono una struttura
amministrativa per supportare meglio il loro lavoro. Il nostro Distretto
anche in questo settore è
ben rappresentato con numerose fellowship seguite
da appassionati Rotariani
che svolgono un eccellente
servizio alla causa del Rotary.
La lettera del mese di giugno segna anche il punto
di arrivo del mio ipotetico
viaggio iniziato nel luglio
dello scorso anno con tutti voi. E come sempre accade al termine di una
nuova esperienza, si accumulano ricordi, sensazioni, immagini, che rendono affascinante l’anno trascorso. In occasione del
prossimo congresso evidenzieremo il lavoro collettivo svolto e non è mia
intenzione in questa sede
sottolinearne la carenza o
1
Assemblea, nuovo inizio
La guerra per l’acqua
1
4
5
Il mio sguardo, il Rotary
7
10
Concerto per Haiti
Investire in cultura
Notizie dal Rotaract
Assemblea, nuovo inizio
Presentato ufficialmente ai Club
il nuovo motto presidenziale
L’
atmosfera era quella
dei debutti, fatta del
pieno in sala, dell’attesa palpabile mista a curiosità,
del rinnovarsi dei ruoli che accompagna ogni nuovo inizio
d’Anno Rotariano. E le aspettative sono state soddisfatte da
una giornata di lavori intensa,
carica di stimoli, di pragmatismo, di slancio: situazione necessaria ma non scontata, che
è indice di partecipazione, fattore chiave del Rotary che si fa
nel nostro Distretto.
Dopo gli onori alle bandiere e
i saluti del nuovo segretario
distrettuale Gianfranco Mandelli, i lavori sono stati uffi-
cialmente aperti dal Presidente
del RC Milano, Mario Zanone Poma e dal messaggio di
buon auspicio espresso dal
Governatore in carica Marino
Magri, cui ha fatto seguito il
saluto dell’Università degli
Studi di Milano Bicocca. E
con sentita determinazione è
stata poi la volta del Governatore Eletto Giulio Koch, il cui
intervento ampio e dettagliato
sulle prospettive di impegno
per l’ormai incipiente Anno
Rotariano si è articolato attorno al senso e alle implicazioni
del motto Impegnamoci nelle
comunità - Uniamo i continenti di Ray Klinginsmith - Presi-
dente 2010 - 2011 del Rotary
International - i cui video-interventi hanno evidenziato la
sostanziale valorizzazione dell’impegno rotariano di base,
nei Club, per favorire un comune approccio alle problematiche sociali individuate
territorialmente, che favorisca
in larga scala la sintonia dell’iniziativa rotariana in tutto il
mondo.
Brillante la tavola rotonda
Pianificazione: perché e che cosa
nella sua applicazione sulla pianificazione strategica in diversi
contesti, animata dalla partecipazione di professionisti di
chiara fama come l’Ing. Luigi
segue a pag. 2
segue a pag. 2
La guerra
per
l’acqua
O
rmai tutti siamo in
prima linea. Eventi
sociali e climatici di
portata planetaria erodono e
minacciano ogni giorno di più
la disponibilità del 99 per cento delle molecole di cui è fatto
il nostro organismo: l’Acqua.
L’allarme non può limitarsi
agli ecologi/ambientalisti:
Scienziati, Economisti, Medici
specialisti (Oftalmologi!) devono occuparsi e preoccuparsi
ormai direttamente della Salute umana nella sua quotidianità: non più in elaborata prospettiva, bensì oggi, adesso.
La Guerra per salvare l’Acqua
va combattuta (è già in ritardo) oggi.
Sabato 24 aprile 2010, nel Salone d’Oro del Circolo della
Stampa di Milano, un gruppo
di Specialisti tutti Protagonisti
dei tanti vari risvolti di questa
problematica, Moderatore il
giornalista Ettore Mo, per decenni corrispondente di Guerra del “Corriere”, ha dibattuto
questo importante problema.
Dopo le parole di apertura del
Governatore Marino Magri,
segue a pag. 2
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segue dalla prima
il valore, ma mi preme solo
colloquiare con voi ed esprimere il mio stato d’animo.
Ho trovato amicizia: valorizzato vecchi amici e scoperto dei nuovi secondo il
vero messaggio rotariano.
Ho compreso il grande valore di questo sentimento e
la sua forza coesiva, specie
nei momenti di difficoltà.
Ho imparato la virtù della
prudenza, non contraffatta
da furbizia, scaltrezza, astuzia, ma, come ben scrisse
Monsignor Ravasi, “come
disciplina della mente e della mano, cioè del pensiero e
dell’opera nel modo di agire
propositivo e finalizzato ad
una meta da raggiungere” e
ancora ho apprezzato tanti
esempi di modestia, pacatezza, sincerità, atteggiamenti che nel mondo contemporaneo sembrano
scomparsi, ma che nel mio
viaggio rotariano ho avuto
modo di incontrare e che
mi hanno dato gli stimoli
giusti lungo il cammino a
volte anche faticoso.
Le persone passano ma il seme di Paul Harris è ben radicato e questo deve essere
di stimolo per tutti noi a
pensare in positivo e a costruire insieme scenari di
pace.
Da tutto ciò se ne deduce
che ho ricevuto di più di
quanto penso di aver dato.
Una cosa sola spero di aver
trasmesso a tutti: l’entusiasmo per il Rotary.
È la forza che mi ha sempre
sostenuto e che più di ogni
altro desideravo trasferire a
tutti voi. Non basta credere
nel Rotary occorre l’entusiasmo che ce lo fa amare anche nei momenti difficili,
che ci da il coraggio di affrontare ostacoli che sembrano essere insormontabili,
che ci infonde la speranza
di proseguire il nostro cammino con fede ed ottimismo. Il mio entusiasmo si è
di certo arricchito dopo
questa meravigliosa esperienza e ciò mi conforta per
il futuro del Rotary e del
nostro Distretto, poiché significa che il tessuto vitale
della compagine rotariana è
forte e sana.
Desidero con grande affetto
ringraziare tutti i soci del
Distretto 2040 per quello
che mi hanno dimostrato
nel corso dell’anno e per
quello che hanno fatto nel
vero stile rotariano. Ma le
migliori testimonianze di
gratitudine devono venir loro dai molti beneficiari dei
risultati ottenuti con le opere svolte con il contributo
di tutti. Questo è il messaggio che deve giungere ad
ogni Rotariano e che desidero trasmettere all’amico
Giulio Koch, Governatore
2010-2011, cui a breve passerò il collare.
Con amicizia e affetto, un
caloroso abbraccio
segue dalla prima
La tavola rotonda
Iperti, il prof. Roberto Cauda
e il dott. Paolo Barbieri, coordinata dal prof. Marco Lombardi.
Presentata la nuova composizione della Squadra Distrettuale, tra Rotariani che proseguono nel mandato pluriennale e nuovi volti che entrano in
carica da questo prossimo primo luglio.
E partecipate le sessioni separate del pomeriggio, che hanno visto l’approfondimento di
temi di rilievo quotidiano nella gestione dei Club e dei rapporti con l’Associazione, tra
Distretto e Rotary International. Si è parlato di applicazio-
ne del Piano Strategico, di
programmi e di coordinamento nell’ambito della sessione
dedicata ad AG e Presidenti di
Club, condotta da Giulio
Koch e Alberto Ganna, Istruttore distrettuale; di ruoli e
compiti di segretari, tesorieri e
prefetti, nelle dinamiche di tipo amministrativo - che si
tratti di cooperazione sul fronte progettuale, o di aspetti di
carattere meramente gestionale, con Gianfranco Mandelli,
Antonio Faraone, tesoriere distrettuale, e Alberto Re, Coordinatore banca relatori; di
obiettivi e opportunità per e
con la Rotary Foundation nel-
la sessione condotta dal PDG
Cesare Cardani, che torna a
presiedere la Commissione distrettuale RF; di sviluppo e di
futuro nella sessione dedicata
all’Effettivo e alle Nuove Generazione, con Francesco Vecchi, Presidente della Commissione Effettivo e con il Governatore Nominato Marco Milanesi, Presidente della Commissione Programmi Nuove
Generazioni. Infine si è af-
gere di qualche decennio o in
pochi giorni nel caso di incidenti, come l’ultimo sversamento di idrocarburi nel Lambro. La percezione di queste
problematiche ha portato ad
avviare ricerche mirate alla
comprensione dei fenomeni
(diagnosi) e alla messa a punto
dei rimedi necessari (cura) per
il recupero dei corpi idrici a
partire dalla seconda metà del
secolo scorso.
Di acqua e salute ha parlato
Cristina Sossan, del Comitato
Italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua - Onlus, che
ha ricordato che: il 40-50%
dell’acqua è contenuta all’interno delle cellule (il cosiddetto “liquido intracellulare”); e
che circa il 20% di acqua si
trova negli interstizi tra le cellule (“liquido extracellulare”).
Per mantenere l’equilibrio fra
entrate e uscite d’acqua da
parte dell’organismo dovremmo assumere almeno dai 2 ai
3 litri di acqua al giorno, tra
bevande vere e proprie e alimenti ricchi di liquidi. Il
mancato accesso ad acqua di
buona qualità e in quantità
sufficiente, associato alla non
disponibilità di servizi igienico-sanitari sono oggi le tra le
maggiori cause di morte di
milioni di persone e del dilagare delle epidemie. Tali cause
rappresentano la negazione da
parte della Comunità Internazionale delle pari opportunità
di “diritto alla vita” per ogni
essere umano. Diritto alla vita,
perché ci sono nel mondo circa 1 miliardo e 680 milioni di
persone che, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, non hanno accesso all’acqua potabile, con tutte le conseguenze immaginabili per la
salute ed altre attività umane
d’importanza vitale.
Ogni anno, nel mondo muoiono 10.000 bambini al giorno e più di 5 milioni di persone perdono la vita o subiscono
danni ed infermità come conseguenza della cattiva qualità
dell’acqua disponibile.
Accesso all’acqua potabile e ai
servizi igienici non significa
soltanto salute, ma dalla sua
disponibilità in quantità e
qualità sufficienti derivano:
• sviluppo economico e sociale
(agricoltura, industria, istruzione);
• salute e sviluppo individuale
(abbassamento mortalità infantile, aumento tassi di al-
lungamento della vita);
• mantenimento degli ecosistemi e sviluppo territoriale
(produzione di beni e prodotti per la vita degli esseri
viventi, biodiversità, autosufficienza nella produzione).
La mancanza di acqua non garantisce inoltre:
• uguali diritti di cittadinanza
per le donne;
• il minimo sociale per la sopravvivenza;
• uguaglianza di opportunità
(accesso alla scuola, al lavoro...);
• distribuzione corretta della
risorsa (acqua per diversi
usi).
Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2008 anno mondiale della “sanitation”, termine col quale si definiscono i
problemi legati alle malattie
causate dalla mancanza di acqua e di servizi igienici adeguati. Tra le principali malattie e infezioni causa di mortalità e di morte nel Paesi in Via
di Sviluppo ricordiamo: la
malaria e altre infezioni, la filariasi linfatica, il tracoma, la
schistosomiasi. Il Professor
Luciano Cerulli, Direttore Direttore Clinica Oculistica Università Tor Vergata di Roma,
ha parlato dell’acqua come risorsa per la salute oculare.
L’acqua rappresenta un elemento fondamentale per la salute oculare ma può all’inverso
costituire un fattore di rischio
per lo sviluppo di malattie che
compromettono la funzione
visiva. La situazione è completamente diversa se si prendono in considerazione i Paesi in
Via di Sviluppo o i Paesi Industrializzati. Il tracoma, malattia oculare causata dalla Clamidia Trachomatis, è la principale causa di cecità prevenibile
nel mondo. È endemico in 50
Paesi, in particolare dell’Africa
Sub-Sahariana e del Sud-Est
asiatico, specie nelle aree in
cui le risorse igieniche sono
inadeguate. In tali Regioni la
malattia è trasmessa direttamente da persona a persona
con le secrezioni oculari e con
il materiale infetto o dalle mosche. Ne sono affetti 150 milioni di persone nel mondo e
si stima che 1.300.000 persone siano cieche ed 1.800.000
ipovedenti per questa malattia. L’altra grave malattia oculare correlata con l’acqua è
l’oncocercosi. Si tratta di una
parassitosi trasmessa dalla mosca nera che trova il suo habitat ideale nei fiumi. I vermi
invadono il corpo dei soggetti
affetti, migrando fino all’occhio determinando cecità. Nei
Paesi Industrializzati tre sono
le malattie correlabili con l’acqua. Certamente la più grave è
rappresentata dalla cheratite
da Acanthamoeba che colpisce
in prevalenza i portatori di
lenti a contatto che non osservano le norme igieniche prescritte o sono stati istruiti in
modo non corretto. La malattia ha un decorso molto lungo, doloroso, porta quasi sempre alla perdita della vista per
opacità della cornea che però
può essere risolta con un trapianto. La scarsa idratazione
può all’inverso portare ad un
distacco posteriore del vitreo
con possibili complicanze
quali il distacco della retina e
contribuisce all’aggravamento
della sindrome da occhio secco. Successivamente è stato
esposto il contributo del Rotary. Giulio Koch, Governatore
Eletto Distretto Rotary 2040,
ha sottolineato come l’acqua è
da sempre una delle più importanti priorità del Rotary
International. Negli anni i numerosi progetti dei Club nelle
zone dove l’acqua manca, hanno consentito di realizzare
centinaia di migliaia di pozzi e
di altre forme di captazione,
che hanno reso possibile l’utilizzo facile dell’acqua a intere
popolazioni che ne erano prive. Oggi il Rotary ritiene opportuno coalizzarsi con le più
grandi Agenzie mondiali, a
cominciare dall’UNESCO,
per finire a USAID, che è l’organo deputato dal Governo
statunitense ad affrontare nei
Paesi depressi le problematiche dell’acqua: e questo perché si ritiene che insieme allo
sforzo di captare e rendere disponibile l’acqua, sia altrettanto e più importante creare le
condizioni per una maieutica
dell’acqua, coinvolgendo le
popolazioni locali nella gestione degli impianti, nella loro
manutenzione, nel corretto
uso dell’acqua ai fini agro alimentari, zoologici, sanitari
ecc. In questo quadro ben si
inserisce il Progetto che Rotary ed Expo2015 hanno deciso
di portare avanti da oggi alla
data dell’evento, in due zone
disagiate: Haiti, dove l’acqua
c’è, ma è spesso di difficile uti-
frontato l’articolato tema dei
progetti con Barbara Scotti,
Presidnete della Commissione
distrettuale Progetti.
I lavori si sono chiusi con l’intervento conclusivo di Giulio
Koch e con un arrivederci alla
prossima occasione di incontro ad ampia partecipazione, il
Congresso distrettuale del
nuovo Anno Rotariano, che in
chiave programmatica si terrà
nei giorni 2 e 3 ottobre.
La Squadra distrettuale
segue dalla prima
Riccardo Garosci, Presidente
del Comitato del Ministero
dell’Istruzione per l’Educazione Alimentare, ha sintetizzato
i seguenti punti:
• situazione educativa, sanitaria e di comunicazione relativa al cibo e all’acqua;
• migliore alimentazione, attività motoria, percorso didattico, diritti e doveri di studenti e famiglie;
• obiettivi e ruolo del Comitato M.I.U.R. “Scuola e Cibo”;
• progetto pilota, coinvolgimento scuole, funzione economica, sociale, culturale;
• conoscenza e lotta agli sprechi alimentari, valorizzazione
e risparmio delle risorse naturali e delle materie prime;
• ruolo dell’acqua e percorso
scolastico nel più ampio
contesto di ambiente, energia e educazione sociale;
• internazionalizzazione del
Programma “Scuola e Cibo”
e ruolo in EXPO 2015.
È stato poi affrontato da Gabriele Caiati, del Dipartimento di Economia e Politica
Agraria Agroalimentare ed
Ambientale Università di Milano, il problema dell’acqua
come risorsa economico-sociale in quattro punti: il primo
riguarda il fatto che il bene
economico acqua ha caratteristiche peculiari. Il secondo tema tratta delle disuguaglianze
geografiche, a livello mondiale, di disponibilità di acqua
per abitante. Il terzo analizza il
fenomeno assai preoccupante
del degrado qualitativo dell’acqua all’aumentare dello
sviluppo economico. Infine il
quarto ed ultimo tema concerne la crescente competitività
tra i diversi usi alternativi
dell’acqua.
Silvana Galassi, del Dipartimento di Biologia Università
di Milano, ha parlato dello
stato di salute degli ecosistemi
acquatici, ricordando che esistono malattie degli ecosistemi
acquatici determinate dai carichi eccessivi di nutrienti e di
sostanza organica, che determinano rispettivamente l’eutrofizzazione dei laghi e l’anossia di tratti consistenti delle
acque correnti. L’entità degli
“stress” che l’uomo provoca
agli ecosistemi acquatici è tale
da mettere in crisi i loro sistemi di regolazione e da produrre alterazioni vistose che possono essere percepite nel vol-
lizzo, ed il Sahel, dove proprio
manca. I due progetti ambiscono a rendere disponibili dei
veri e propri “modelli”, che
costituiscano l’eredità per i
Paesi depressi nel prossimo futuro per l’acqua. Nello sviluppo dei Progetti, Rotary ed Expo si avvarranno di organizzazioni che per competenze e localizzazione, possono meglio
aiutare la realizzazione dei
progetti.
Demetrio Spinelli, oculista,
Presidente di Vision+ Onlus,
Coordinatore del Progetto Cecità Evitabile del Distretto Rotary 2040 ha sottolineato
quanto fatto dal Distretto negli ultimi cinque anni, con
particolare riguardo alla collaborazione extradistrettuale,
non solo in Italia (Distretto
2060), ma anche all’estero
(Distretto 1710).
Mario Angi, oculista, Responsabile Commissione Salute e
Fame del Distretto Rotary
2060 e Presidente CBM Italia
Onlus ONG, ha sottolineato
le strategie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità contro il Tracoma: S.A.F.E. Surgery, Antibiotics, Facial Cleaness, Environment improvement. La creazione di pozzi in
villaggi rurali, affiancata dalla
distribuzione di antibiotici,
dall’educazione sanitaria e dalla chirurgia sono i passi di un
progetto che prevede l’eliminazione del Tracoma entro i
prossimi anni. Vengono presentati i risultati della campagna pozzi iniziata nel 2006
nella Regione Amhara in Etiopia. Infine l’ingegner Andrea
Mascaretti, Assessore alle Aree
Cittadine e Consigli di Zona
del Comune di Milano ha
presentato le ultime iniziative
relative all’Expo 2015, evento
incentrato sull’acqua.
Il Governatore Marino Magri
ha chiuso il Forum organizzato dal Distretto 2040 con la
collaborazione di Vision+ Onlus, sottolineando l’importanza di queste riunioni che hanno visto la presenza di un
pubblico competente, attento
e numeroso.
Nel corso della mattinata Sergio Angeletti, giornalista e responsabile dei rapporti con la
stampa medico-scientifica di
Vision+ Onlus ha organizzato
una conferenza stampa “a staffetta” tra relatori e giornalisti,
accorsi numerosi vista anche
la “taglia” dei relatori.
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D
GRUPPO OROBICO
al 7 al 16 aprile si è svolta a Saronno
la 22a edizione del Festival Musicale
Giovanile Rotariano.
Organizzato dal RC Saronno con la collaborazione dei Rotary Contact di Bad Driburg (D),
Harrow (GB), Mantes La Jolie (F), Palma Almudaina (E) e Vilvoorde (B) che hanno provveduto a selezionare e ad inviare i giovani musicisti, si è realizzato ancora una volta sotto la
direzione del suo socio Ernesto Leo, che ne ha
curato anche il repertorio e gli arrangiamenti
musicali, e con l’importante contributo organizzativo di sua moglie Anita. Esso ha consentito di riunire per otto giorni più di 40 giovani
dai 12 ai 20 anni di diversi Paesi europei per
lavorare insieme ad un progetto comune. I giovani stranieri hanno trovato ospitalità presso
famiglie, Rotariane e non, del territorio, contribuendo così a sviluppare la conoscenza e l’amicizia reciproca. Dopo 4 giorni di prove intense,
alternate a visite culturali a Milano e Como,
l’orchestra così nata ha tenuto due concerti al
Teatro Giuditta Pasta di Saronno. Il primo il
14 aprile per gli studenti delle scuole, il secondo la sera del giorno successivo, quale conclusione ufficiale dell’evento, con la presenza di
Giuseppe Pozzi, in rappresentanza del Governatore Marino Magri, di numerose autorità e
di un folto gruppo di Rotariani. Tutti i presenti
hanno manifestato il loro vivo apprezzamento
per il repertorio e per la qualità dell’esecuzione
che il Maestro Leo è riuscito ad ottenere da
giovani che si erano incontrati solo una settimana prima. Al di là del puro aspetto musicale
occorre sottolineare i valori sociali e formativi
di questa iniziativa rotariana che attraverso la
musica contribuisce ad avvicinare giovani di diversa provenienza, a far vivere loro una esperienza importante ed a far nascere legami di
sincera amicizia che a volte durano nel tempo.
Ciò è anche alla base del suo successo che continua tuttora dopo tanti anni.
Giovani musicisti europei a Saronno
22° Festival Musicale Giovanile Rotariano
Luciano Calini - RC Treviglio
Il mio sguardo,
il Rotary
S
truggente, credo sia la parola giusta per
definire lo spettacolo, nato da un’idea del
Romano di Lombardia, promosso dal
Gruppo Orobico, magistralmente guidato
dall’ADG Fulvia Castelli ed andato in scena al
Teatro Donizetti di Bergamo giovedì 22 aprile
u.s., per la regia di Oreste Castagna, con la partecipazione delle Associazioni “L’Ancora” di
Cortenuova e “Senzacca” di Bergamo, alla presenza del Governatore Marino Magri, dei Rotariani dei 9 Clubs del Gruppo Orobico e di
un folto pubblico.
Struggente dicevamo per quello che ha lasciato
dentro di noi questo incontro dal nome de Il
mio sguardo: uno sguardo diverso dal nostro, lo
sguardo di coloro che non hanno avuto il dono
immenso della normalità e che nonostante tutto hanno dato vita ad uno spettacolo pieno di
gioia, di allegria, di una voglia di vivere che
non sempre, per dire, forse, raramente, ci capita di vedere nella quotidianità della nostra vita
di tutti i giorni, fra la gente che questo immenso, incommensurabile dono ha avuto e ne fa
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comfort.
“Momenti di straordinaria quotidianità” è stato
il titolo dei quadri che si sono succeduti, dopo
l’apertura con il brano “L’Uccello di Fuoco” di
Strawinsky eseguito da un’ orchestra mista di
musicisti e di amici disabili. Quadri che hanno
volutamente parlato della Quotidianità del linguaggio del ricamo, della pittura, della danza;
tutti coreograficamente legati dal filo di un gomitolo srotolantesi nella mani di leggiadre, volteggianti danzatrici, come si srotola la vita di
tutti i nostri giorni, per ciascuno di noi, più o
meno inspiegabilmente fortunati; quadri che
hanno visto la partecipazione musicale di Alberto Camerini, delle atlete della Foppa Pedretti per la pallacanestro, di Cristiano Doni per
donare un momento di gioia a coloro fra i nostri amici tifosi delle magica Atalanta, ma al di
sopra di tutto quel tentativo di lettera, fra una
di noi ed una di loro, sussurrata per non farsi
udire da noi, nel pubblico, che ci ha toccato fino nel più profondo del cuore, per quel pudore
dei propri sentimenti più intimi di cui abbiamo perso il ricordo.
Istanti di grandissime suggestioni ed emozioni
che ci hanno legato dal principio alla fine dello
spettacolo e ci hanno arricchito, come ha sottolineato il Governatore nel suo breve intervento,
che non possiamo dimenticare, non dobbiamo
dimenticare, dobbiamo anzi avere sempre presente in un sentimento di gratitudine verso
questi nostri amici che ci fanno capire nel vivere la loro diversità, la grandezza, la forza del loro animo e della loro voglia di vivere.
Grazie Fulvia per questo bellissimo dono che ci
hai fatto a suggello del tuo grande impegno di
ADG di questi anni, grazie Presidenti per la
vostra partecipazione attiva: porteremo a lungo
nei nostri occhi e nel nostro cuore il ricordo
della loro allegria, della loro gioia di vivere, nonostante... tutto.
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GRUPPO SEPRIO
Marco Feller
Combattere la
poliomielite
Concerto per Haiti
Teatro Apollonio - Varese 21 aprile 2010
“Dalla Terra alla Luna” - Voci Bianche Coro e Orchestra Sinfonici ArsCantus
Spettacolo dialettale al Teatro Sociale
S
erata di beneficenza per
l’Ospedale dei Padri Camilliani di Port au Prince
in Haiti.
Presso il Teatro Apollonio di
Varese si è svolto il Concerto
per Haiti dal titolo “Dalla Terra alla Luna”. L’evento ha potuto prendere forma grazie al
considerevole supporto finanziario fornito da un comitato
sostenitore formato da Soci
rotariani, sponsors, aziende e
privati ed e’ stato pianificato e
coordinato dai Rotary Club
del Gruppo Seprio in collaborazione con l’Associazione Ars
Cantus organizzazione musicale composta da 200 elementi di Voci Bianche, Coro e Orchestra Sinfonica ottimamente
condotti dal Direttore Maestro Giovanni Tenti, che hanno cantato e suonato pezzi
musicali di vario genere suscitando il vivo interesse del numeroso pubblico presente in
teatro. È stato questo il secondo evento organizzato dal
Gruppo Seprio per raccogliere
fondi destinati all’Ospedale
“Foyer St. Camille” dei Padri
Camilliani presente a Port-auPrince in Haiti, dopo il convegno di carattere informativo e
divulgativo di documenti video e di testimonianze dirette,
allestito presso l’Università
dell’Insubria lo scorso 11 febbraio.
volirsi ed esaurirche da parecchie settimane
si, lasciando queerano comparse in città ed ai
sto popolo nuovari comunicati informativi
vamente in balia
degli organi di stampa e delle
della disperaziotelevisioni locali. La affluenza
ne e della sua mipresso il Teatro di Varese è stasera esistenza. Le
ta numerosa e la partecipazioconcrete finalità
ne degli intervenuti, Rotariani
dei Padri Camile non Rotariani, è stata entuliani con il sostesiasta al punto da richiedere
Padre Menegon espone i progetti
dell’Ospedale St. Camille
gno anche dei
piu’ ripetizioni alla fine del
Rotariani del Seprogramma comprensivo delle
All’inizio della serata e dopo
prio sono quelle di dare, a
varie arie e suonate dell’Ars
una breve introduzione delqueste genti sfortunate, la speCantus. L’Orchestra ha propol’Assistente del Governatore
ranza di un futuro migliore, e
sto brani di Bach, Beethoven,
Remo Mazzetti, la parola è
di poter attivare un progetto
Bellini e Debussy ma anche
passata a Padre Antonio Meche si protragga nel tempo
musiche più moderne come
negon dell’Ordine dei Religiooperando con interventi di beJohn Williams (Colonna Sosi Camilliani che ha ricordato
neficenza ed assistenza a menora del Film E.T. l’Extraterquanto è stato concretamente
dio lungo termine.
restre), Vangélis (colonna Sorealizzato negli ultimi mesi
Nella circostanza del concerto
nora del film “La conquista
presso l’Ospedale St. Camille,
la Citta’ di Varese, con in testa
del Paradiso”) ed un passaggio
anche grazie ai fondi donati
Comune ed Istituzioni, ha ridella colonna sonora del film
dal Rotary, ed ha evidenziato i
sposto con grande attenzione
“2001: Odissea nello Spazio”.
progetti in atto per il prossimo
ed interessamento a questo
Tra i bis è stata molto apprezfuturo. Tra questi, l’obiettivo
esempio di servizio di volontazata ed applaudita la famosa e
di dotare la struttura di una
riato, grazie anche alle numecoinvolgente Marcia di Rasala per il recupero fisioterapirose locandine promozionali
detzky di J. Strauss.
co dei pazienti, un’officina attrezzata per la costruzione di
protesi per gli arti, una struttura per permettere ai bambini di studiare, ed una nuova
ala dell’Ospedale per incrementare il numero dei posti
letto. La serata in favore di
Haiti è stata voluta principalmente per fugare il timore che
l’attenzione del mondo verso
Una immagine dell’Orchestra durante l’esibizione
quest’isola possa presto affie-
RC PARCHI
La prevenzione
degli incidenti domestici
si impara a scuola
L
egnano. “Il pericolo abita in casa” è la nuova
iniziativa creata e promossa da Rotary Parchi Alto
Milanese, in collaborazione
con il Comune di Legnano,
che ha lo scopo di dare informazioni utili per prevenire gli
incidenti che avvengono in
ambiente domestico e che
coinvolgono i bambini. “Il pericolo abita in casa” si compone di un Dvd interattivo e di
un libretto informativo, e da
lunedì 10 maggio viene distribuito in tutte le scuole elementari pubbliche e private di
Legnano e in particolar modo
a tutti i bambini delle classi
terza, quarta e quinta.
Questo progetto nasce da
un’idea di Nino Savarino, socio del Rotary Parchi Alto Milanese e nasce dalla considerazione che l’ambiente domestico è la prima causa di gravi incidenti che coinvolgono i
bambini.
Attraverso il Dvd, che verrà
utilizzato direttamente nelle
scuole come attività didattica
e il libretto che serve da supporto e approfondimento sia
per gli scolari che per i genitori, “Il pericolo abita in casa”
vuole essere un utile strumen-
to per spiegare attraverso dei
fumetti, e quindi con un linguaggio semplice e adatto ai
bambini, quali sono i pericoli
che si annidano nell’ambiente
domestico, dando le informazioni utili per prevenirli e per
intervenire come primo soccorso.
L’elaborato, inoltre, è tradotto
in molte lingue e risulta quindi uno strumento utile per rivolgersi al Pronto Soccorso
anche per le persone che non
conoscono ancora bene l’italiano. L’attività didattica che
gli insegnanti potranno svolgere attraverso questo strumento semplice e divertente
potrà diventare un modo molto utile per evitare o per gestire in modo corretto molti
grandi e piccoli incidenti. Anche un solo incidente prevenuto, varrà l’impegno che Rotary Parchi Alto Milanese, insieme al Comune di Legnano
ha dedicato a questa iniziativa.
Iniziativa che rientra nei tanti
progetti dedicati al territorio e
ai bambini, realizzati durante
l’anno di presidenza di Fabio
Re Cecconi, come lo Screening Visivo, Adottiamo una
scuola e Prevenzione difficoltà
di apprendimento.
C
on la volontà di creare una nuova occasione volta alla raccolta fondi per combattere la Poliomielite nel
mondo, si è svolta venerdì 23 aprile al Teatro Sociale
in Città Alta una rappresentazione teatrale dialettale e musicale “L’è tot u manicomio” presentata dalla Compagnia Stabile “Il teatro del Gioppino”.
La serata, organizzata da Fabio Bergamaschi, nella sua qualità di Delegato Distrettuale PolioPlus, ha rappresentato la
“prima” della riapertura del teatro da poco recuperato alla
città. Nella suggestiva cornice dei palchi e della platea, riportati alla loro originaria struttura, l’Assessore alla Cultura,
Claudia Sartirani, ha portato il suo saluto e quello del Comune, alla presenza del Governatore Marino Magri, nonché
di altre autorità rotariane e civili. Dopo un breve intervento
di Fabio Bergamaschi che ha riassunto il Progetto PolioPlus,
è andata in scena una divertente commedia che ha coinvolto
il numeroso pubblico presente con un gradimento che si è
rivelato superiore alla aspettative degli stessi organizzatori.
Un altro successo quindi a favore di questo straordinario
progetto mondiale del Rotary International che, proprio in
questi ultimi mesi, lascia ben sperare per la definitiva eradicazione della poliomielite.
Il C.I.R.A.H.
e la formazione informatica
N
el corso di una simpatica riunione organizzata presso l’Opera
Cardinal Ferrari dal RC Milano Europa, il giorno 22 aprile
scorso il C.I.R.A.H. ha assegnato una PHF a Lino Volpe,
Presidente e AD di Avenance
Italia Spa, per il prezioso e determinante sostegno dato all’Associazione rotariana che da
quasi trent’anni si dedica ai
problemi della disabilità. La
motivazione dell’onorificenza
riconosciuta a Lino Volpe si
inquadra nella circostanza che
ha visto, negli ultimi due anni,
l’attenzione del C.I.R.A.H.
sempre più rivolta a quella fascia di persone con disabilità
che, pur legittimamente aspirando ad un inserimento lavorativo adeguato, maggiori difficoltà si trovano ad affrontare
su questo percorso.
Ritenendo che una sufficiente
conoscenza nell’uso del computer - finalizzata a compiti lavorativi - possa accrescere le
possibilità di assunzione e di
reale inclusione nella catena
produttiva, vengono organizzati corsi di informatica di base, tali da mettere in grado di
poter rispondere affermativamente alla domanda, prevista
dal curriculum vitae europeo,
sulla conoscenza del PC e,
quindi, evitare la frequente
esclusione da compiti che, sia
pure marginalmente, ne presuppongono l’uso.
Ormai oltre duecento persone,
selezionate negli ultimi due
anni tra più di mille candidati,
hanno potuto frequentare tali
corsi e, tra queste, alcune hanno presentato disponibilità e
capacità tali da far ritenere utile affrontare momenti di approfondimento: sono stati pertanto organizzati corsi avanzati
che, in una sequenza progressiva di impegno, possono portare all’ottenimento della patente europea di operatore di office automation (ECDL).
Candidature vengono proposte da Enti e Strutture diverse:
solo i limiti imposti dalla non
sempre possibile disponibilità
di persone e di mezzi finanziari
adeguati, hanno impedito finora di dare corso a tutte le richieste avanzate. La lista di attesa è sempre molto lunga e si
auspica che si realizzino presto
le condizioni per una pronta e
completa risposta a tutte le richieste.
La completa gratuità delle lezioni, in alcuni casi ripetute
anche per sopperire a problemi
di sopravvenuta parziale indisponibilità temporanea delle
persone iscritte, ha consentito,
infatti, a molte di persone di
intraprendere un percorso altrimenti loro negato. Già varie
persone che hanno frequentato
i corsi C.I.R.A.H., forse anche
grazie al contributo formativo
loro fornito, hanno trovato occasioni di lavoro: senza ombra
di orgoglio, questa pare la risposta più importante alle attese. Tutto questo è stato possibile grazie ai contributi ricevuti: un particolare accento va
posto sul contributo operativo
che assicura, insieme alla gratuità della docenza, un significativo livello di qualità della
formazione fornita; è doveroso, infatti, evidenziare come i
docenti, tutti di alto livello
professionale, si siano messi
con grande impegno a disposizione, a titolo di volontariato,
per l’impostazione e la realizzazione dei corsi. Inoltre, il supporto alla docenza è fornito
anche dai manuali realizzati
specificamente
per
il
C.I.R.A.H. dalla TCSistemi,
con costi pressoché simbolici.
Altrettanto importante è ricor-
dare l’ambiente dove si svolgono le lezioni: aule perfettamente attrezzate che sono state rese
disponibili in ambienti altamente qualificati a costi estremamente ridotti. E certamente, non da ultima, è richiamata
la circostanza - riconosciuta
con l’assegnazione della citata
PHF - della possibilità offerta,
grazie alla generosità di Avenance Italia e di Lino Volpe, di
poter concedere ai discenti,
sotto forma di Buoni pasto,
non trascurabili rimborsi delle
spese sostenute per la frequenza ai corsi. A tutti va rivolto un
sentito ringraziamento, per
aver consentito di affrontare
un percorso di crescita professionale a persone particolarmente svantaggiate.
La strada scelta dal C.I.R.A.H
è sicuramente lunga e presenta
varie complessità - si cita, in
particolare, quella della formazione a persone non vedenti,
che è stata avviata d’intesa con
una Commissione specifica del
Distretto 2050 -, ma la fiducia
nella collaborazione di persone
di buona volontà, qualunque
sia il distintivo portato all’occhiello, disposte ad operare oltre il proprio interesse personale,
conforta e stimola a proseguire
su questo cammino.
Dino Abbrescia
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2040Rotary
7
RC MI NORD
RC LECCO
Celebrato il 50° di fondazione
Investire in cultura
Restaurato per l’occasione il dipinto La barca dei comici presso il Museo del Teatro alla Scala
C
onsegna al Museo Del
Teatro alla Scala di
Milano del dipinto restaurato: “La barca dei comici” Il viaggio di Goldoni da
Rimini a Choggia di Casimiro
Brugnone De Rossi (1818 1876) donato al Museo da Renato Simoni.
“Giunse nella città, dov’io era,
una compagnia di cattivi comici a rappresentare le loro triste
commedie. Andai al teatro la
prima sera, mi parve uno zucchero e non aveva più cuore di
abbandonarli. Giunsero i commedianti al termine delle loro
recite; si disponevano alla partenza, ed io mi sentiva portar
via il cuore” Carlo Goldoni Memorie.
Così Carlo Goldoni racconta
di essere partito per Chioggia
al seguito di una compagnia di
commedianti ai quali si era affezionato. Dobbiamo a Casimiro Brugnone De Rossi che
ha immortalato questo momento in un dipinto e a Renato Simoni che lo ha donato al
Museo Teatrale della Scala se
oggi abbiamo potuto festeggiare il nostro cinquantesimo
di vita con un dono a Milano
e ai milanesi. Nonostante la
serataccia di pioggia, tanti soci
sono arrivati puntuali e hanno
cominciato a visitare il Museo,
tutto per noi, da poco restaurato a sua volta.
Si presenta come una bellissima casa privata di fine 700
stracolma di arredi, oggetti,
bronzi, statuine di ogni materiale e, naturalmente di tanti
dipinti tutti riferiti alla musica
e al teatro. Quando tutti gli
ospiti “istituzionali” sono arrivati, il Presidente Gatti, Riccardo Di Bari P.P. e Presidente
della Commissione Programmi con accanto Ede Palmieri,
direttore della Soprintendenza
per i Beni Artistici Storici ed
Etnoantropologici di Milano
hanno aperto ufficialmente la
serata. Sono presenti il Governatore del Distretto, Marino
Magri, il Segretario Nazzareno
Pettinari, il nostro AG Michele Cimino e il Presidente del
Rotaract Club Milano Cristina Romagnoli. Tra gli ospiti
non Rotariani, il Direttore del
Museo dott. Renato Garavaglia, il Senatore Carlo Fontana, past Sovrintendente della
Scala, e i restauratori Cristina
Ansaloni e Giancarlo Brunelli.
Apre la conviviale del cinquantenario (che per la precisione cade il 12 maggio),
Maurizio Gatti, con parecchie
note di commozione nella voce. Saluta gli ospiti e cita le
iniziative che il Club ha preso
per festeggiarsi. Segue un breve cenno di saluto e ringraziamento da parte del padrone di
casa, il Direttore del Museo
Renato Garavaglia, che sottolinea come il Museo Teatrale
della Scala - potendo contare
su oltre 200.000 visitatori
l’anno (per l’80 % stranieri) è uno dei pochi in Italia ad essere attivo dal punto di vista
economico. È poi la volta del
nostro Governatore Magri che
ci porta il saluto degli oltre 80
Club del Distretto, sottolinea
la qualità che da sempre contraddistingue l’attività del Milano Nord e consegna al Presidente una lettera incorniciata
del Presidente Internazionale
John Kenny che ci formula gli
auguri di buon cinquantesimo
anno. Poi riprende la parola il
Presidente, che annuncia di
voler attribuire - in una data
così significativa come quella
del cinquantenario del Club un riconoscimento ai soci che
in quest’anno maturano 40 o
più anni di partecipazione alle
attività e alla vita del nostro
Club. “Abbiamo pensato di
conferire loro una PHF che è
il massimo attestato di benemerenza del Rotary”. In ordine strettamente alfabetico,
chiama Luigi Brindicci (assente giustificato), Paolo Cella,
Francesco Cetti Serbelloni,
Pierluigi Malinverni, Alessandro Pedersoli e Fausto Rovelli.
È il Governatore Magri in persona a consegnare loro le onorificenze. Sorpresi e commossi
tutti ringraziano e il Presidente approfitta per sottolineare i
forti sentimenti di amicizia e il
senso di appartenenza che caratterizzano i soci del Milano
Nord.
Il microfono passa quindi al-
l’ideatore della serata Riccardo
Di Bari che presenta a tutti i
soci il distintivo del cinquantennale del Milano Nord, una
spilla in tiratura limitata, forgiata per l’occasione che viene
distribuita.
Presenta poi la pubblicazione
“La barca dei comici” che illustra le fasi principali del restauro del dipinto: “l’approfondimento storico ed artistico sul quadro e la complessità
delle fasi del restauro hanno
rivelato una storia affascinante, fatta di profonde valenze
simboliche e qualche colpo di
scena. Una storia così particolare che, quando la dottoressa
Palmieri ce l’ha raccontata con
la passione e l’entusiasmo che
la contraddistinguono, abbiamo pensato che valesse la pena
di essere condivisa. Ci ha chiesto un ulteriore piccolo sforzo
economico per finanziare una
pubblicazione e noi - grazie alla sponsorizzazione della
Deutsche Bank apportata dal
nostro socio Giorgio Mascherone, siamo riusciti a non dirle
di no”. L’ultimo intervento
della serata prima del buffet è
riservato alla dottoressa Palmieri (nel box in calce).
La parte ufficiale si chiude con
i ringraziamenti a Riccardo Di
Bari e al Club e con grande e
condivisa soddisfazione.
l’approfondimento
Intervento della D.ssa Ede Palmieri direttore della Soprintendenza
per i Beni Artistici Storici ed Etnoantropologici di Milano
R
ingrazio tutti voi per l’opportunità che è stata data al
Museo teatrale alla Scala e a me personalmente di vivere questa avventura: grazie per quello che avete fatto,
prima di tutto per la conservazione di un bene sofferente, un
dipinto che a causa di una vernice ingiallita, aveva perso la sua
piacevole brillantezza, che aveva problemi di adesione della
pellicola pittorica, con conseguenti cadute di colore, e che a
causa di inopportune traverse messe sul retro soffriva di dannose tensioni.
Tutti questi problemi sono stati affrontati e risolti dal restauro
condotto da Cristina Ansalone e Giancarlo Brunelli che hanno
operato con un intervento attento, meticoloso, di grande professionalità. Grazie anche della possibilità che è stata data a
noi, intendo me e il dipinto, di avanzare nella conoscenza, per
le indagini conoscitive non invasive condotte dalla dott.ssa Silvia Romagnoli, che hanno permesso di vedere il disegno preparatorio sotto la pellicola pittorica visibile.
Non si sapeva quasi nulla, la ricerca è stata un susseguirsi di
colpi di scena degno di un dipinto che ha come protagonista il
giovane Carlo Goldoni e che si trova in un Museo teatrale come quello della Scala: solo era noto che il dipinto era stato donato al museo da Renato Simoni - grande protagonista della
vita culturale milanese della prima metà del 900, critico teatrale, commediografo, saggista, persino librettista di opere (con
Giacosa scrive il libretto per la Turandot di Puccini) - nel
1952. E si sapeva che raffigurava un episodio della giovinezza
di Goldoni, che lui stesso racconta nelle sue Memorie scritte a
Parigi in vecchiaia, tutte tese a presentare la sua vocazione teatrale come un qualcosa di predestinato e ineludibile. Racconta
del quattordicenne Goldoni che si trova in collegio a Rimini,
lontano dalla famiglia impegnato in studi che non lo interessano, triste e convalescente di una leggera forma di vaiolo. Per tirarsi su il morale decide di andare ad assistere allo spettacolo di
una compagnia di commedianti appena giunta in città. E rimane folgorato, ipnotizzato dalla magia del teatro, tanto da
tornarci tutte le sere. Lì scopre tutto: il teatro, la vita, l’amore;
ma scopre soprattutto la sua vocazione teatrale; e quando si
imbarca con i commedianti, la barca diventa metafora del teatro, l’imbarco una forma di autocoscienza della propria vocazione, il viaggio l’avventura della vita. Inventore del soggetto è
Carle Vernet, pittore della restaurazione, che realizza il suo dipinto in contemporanea con l’uscita a Parigi di un’ edizione
integrale delle commedie di Goldoni 1822. In occasione dell’edizione italiana realizzata da Grimaldo per l’Expo 1867 viene chiesto a Brugnone di fare una copia del dipinto di Vernet,
che lascerà in eredità all’Accademia di Firenze e che è stato rintracciato all’Asmara, Residenza dell’Ambasciatore italiano. Il
dipinto della Scala è replica di questo, forse per fondale di scena, ipotesi convalidata dallo stato di “non finito” e da alcune
peculiarità evidenziate dalle indagini di Silvia Romagnoli. Incompiuto rispetto alla prima versione, ma siccome il dipinto di
Firenze nel frattempo è stato dato in deposito esterno all’ambasciata italiana all’Asmara, questo resta preziosa testimonianza
di un soggetto che tanto interesse ha suscitato e continua a suscitare: per la forte valenza simbolica del soggetto, per la piacevolezza cromatica e impaginativa, per la levità dei personaggi:
da Arlecchino alla Virtuosa, da Gianduia al capocomico che
brinda felice al giovane Goldoni.
P
erché investire in cultura? La risposta di Francesca Colombo,
direttore generale dell’associazione che organizza il versante
milanese del festival MI.TO, parte da un esempio concreto:
quando il “lancio” di una nuova automobile fu posticipato da giugno a settembre perché cadesse in concomitanza con il festival
(omonimo della vettura). Ingegnere, diplomata in pianoforte, già responsabile delle coproduzioni internazionali alla Fondazione Scala,
Colombo si è soffermata sul rapporto fra economia e cultura nel corso di un’affollata conviviale del RC Lecco. Il tema è quanto mai attuale. Quando l’economia è in affanno, i finanziamenti pubblici si
contraggono e anche il settore privato tende a ridurre gli interventi a
sostegno della cultura e del sociale. Di fatto, al di là dei problemi oggettivi legati alla situazione contingente, la sponsorizzazione culturale è ancora percepita più come un’azione liberale o un dovere verso la
comunità che come un’opportunità di investimento capace di generare ricadute economiche concrete, tali da contribuire efficacemente
allo sviluppo di un territorio. Dati alla mano, Francesca Colombo ha
spiegato che la realtà può essere ben diversa, come l’esperienza di
MI.TO dimostra. MI.TO - Settembre Musica, come è noto, è il festival internazionale che dal 2007 unisce le città di Milano e Torino
in una grande festa della musica: per tre settimane, nel mese di settembre, centinaia concerti e spettacoli, mostre, dibattiti, proiezioni
cinematografiche, coinvolgono il pubblico in un vero e proprio viaggio nella musica di ogni tempo. Un viaggio senza confini di genere:
classica e contemporanea, jazz, rock, pop, spesso con progetti appositamente pensati per il festival. Senza confini di cultura: ogni anno
un Paese diverso è ospite del festival e vi porta i suoni e i colori della
propria tradizione. Le barriere cadono pure nella scelta delle sedi dei
concerti: accanto ai luoghi deputati, gli spazi più diversi si trasformano in luogo di spettacolo, come è accaduto, nell’ultima edizione,
perfino con un hangar dell’aeroporto di Linate. L’alleanza fra le due
città rispecchia una realtà di fatto tendente a rafforzarsi nei prossimi
anni, quando ragionare in termini di macroaree sarà all’ordine del
giorno; peraltro, l’espandersi delle metropoli pone degli interrogativi
ai centri circostanti e al loro rapporto con i capoluoghi. I territori interessati possono realmente diventare un immenso palcoscenico sul
quale far agire una programmazione attenta alle caratteristiche dei
singoli luoghi e capace al tempo stesso di apportare un surplus qualitativo nel panorama culturale locale. Dal momento che gran parte
degli eventi è ad accesso gratuito e la parte restante a prezzi popolari,
la conseguenza più immediata di questo processo è l’estensione dell’accesso dalla musica: circa 18.000 sono le persone coinvolte in ciascuna delle ultime edizioni. Di queste, molte partecipano per la prima volta a un concerto classico, richiamati anche da strategie di promozione assai più informali e “spregiudicate” rispetto a quelle tipiche delle società di concerti tradizionali. Non a caso, sempre rispetto
agli standard della musica classica, il festival può vantare un significativo è abbassamento dell’età media degli spettatori. Ciò significa
più pubblico domani per la musica, per tutta la musica (teatri, luoghi della cultura, case discografiche, scuole specializzate, ecc.); e per
la vasta gamma di attività che con le quali l’organizzazione culturale
entra in relazione nel proprio svolgimento. Con oltre cento concerti
in ciascuna città e relativi territorii, a fronte di un investimento di
circa 15 milioni di euro messi sul tavolo da enti pubblici e aziende
private, MI.TO genera un indotto economico calcolato intorno al
milione di euro. La macchina organizzativa interessa non soltanto le
sedi dei concerti, ma anche la ricezione turistica, i trasporti e la galassia molteplice di aziende di ogni genere che un’iniziativa di queste
dimensioni mette in moto per le più diverse esigenze. Al tempo stesso, gli investitori possono contare su una platea in crescita, fortemente partecipe, motivata, giovane. Investire in cultura significa apporta benefici sociali e può favorire buoni risultati economici; a patto naturalmente che l’organizzazione sappia proporsi all’attenzione
degli investitori con modalità e strumenti adeguati.
Perciò Francesca Colombo tiene a sottolineare l’importanza dei meccanismi di controllo gestionale applicati a Milano in ogni comparto dell’attività organizzativa del festival.
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N
ella serata di lunedì 26 aprile, presso
la consueta sede di riunione del Club,
l’Hotel NH, sito all’interno del polo
fieristico di Rho-Pero, il Rotary Club Rho Fiera Centenario ha organizzato una conviviale
per festeggiare i primi cinque anni di attività.
Fu fondato infatti nell’aprile 2005, in occasione del centenario dell’Associazione rotariana,
per volere dell’allora governatore Elio Cerini,
nell’auspicio di poter creare un Club che fosse
strettamente correlato alla nuova realtà fieristica e che avesse un respiro non strettamente legato al territorio. I Soci fondatori Marco Milanesi e Ugo Gatta, l’uno primo Presidente del
Club e futuro Governatore per l’anno 20122013, l’altro attuale Assistente del Governatore
per il Gruppo Visconteo, cercarono di selezionare soci capaci di portare nel Rotary nuovi
fermenti e nuove energie, in conformità alle direttive di Evaston che stanno da anni tentando
di aprire alla presenza femminile e giovanile.
Ed il Club vanta in tal senso qualche primato,
quali l’età media più bassa tra i Club nazionali,
nonché una presenza femminile pari al 30%
circa dell’effettivo. Il Consiglio Direttivo ha voluto organizzare una cena, per sottolineare questo importante traguardo, che potesse avere da
RC RHO FIERA CENTENARIO
Festeggiato il primo lustro di attività
un lato uno spirito celebrativo, dall’altro un risvolto ludico come si conviene ad ogni festa di
compleanno.
Numerosi gli ospiti degli altri Club del gruppo
Visconteo, rappresentati in primis, al tavolo delle
autorità, ognuno dal proprio Presidente. Al cospetto di numerosi amici e di molti familiari dei
soci, l’attuale Presidente, l’architetto François
Roveyaz, ha aperto la celebrazione ricordando i
momenti più importanti vissuti dal Club in questi anni di intensa attività, ringraziando in primo
luogo i due già citati Soci fondatori, Marco Milanesi e Ugo Gatta, i quali hanno rammentato le
ragioni per cui cinque anni fa, con grande impegno e numerosi sforzi, si è dato vita al Rho Fiera
Centenario. A sottolineare alcune delle occasioni
più intense della vita del Club, che hanno cementato la vita associativa nel comune intento
di promuovere progetti ed iniziative, un bellissimo audiovisivo. Nel corso della serata numerosi i momenti toccanti. In particolare il ricordo di ognuno dei Past President, che hanno rimarcato come nel corso di questo lustro molteplici siano state le iniziative intraprese e sostenute dal Club in ottemperanza, appunto, di
quel citato spirito di servizio che da sempre
guida il Rotary. Graditi, nel corso della serata,
anche gli intermezzi disimpegnati, quali i piacevolissimi e sempre più incredibili giochi di
prestigio del primo Presidente, Marco Milanesi, in arte Mago Lix, e l’intrattenimento musicale del Past President Fabio Pasello, bravissimo chitarrista, che ha dedicato agli invitati un
toccante brano di George Gershwin. Momento
fulcro del festeggiamento il taglio della torta,
alla presenza di tutti i Soci, e l’omaggio di un
dono significativo ai Soci fondatori.
Ospiti della conviviale, fra gli altri, alcune Signore, tra cui Luisa Re, volontarie della Caritas
Rhodense, con cui il Rho Fiera Centenario da
alcuni anni cerca di creare sinergie. In occasione di questo evento, così come a Natale il Club
è solito supportate l’Associazione con una raccolta alimentare, si è organizzata una raccolta
di indumenti usati e di biancheria intima nuova per poter essere di aiuto nell’affrontare la
difficile emergenza dei “senza tetto”. E’ stata
anche promossa un’azione di Fund Raising che,
grazie alle generosità dei Soci e degli ospiti, ha
consentito di raccogliere una cospicua cifra che
sarà utilizzata per sostenere i nuovi progetti del
Club, il progetto “I giovani e l’Europa” ed il
Progetto “Casa Nepal”. Il primo vede come attori, in stretta sinergia, l’Ufficio di Milano della Commissione Europea, l’Ufficio Scolastico
Regionale, che ne è l’ente promotore, il Rotary
Rho Fiera Centenario, il Sole 24 Ore ed il
WWF. Tale progetto si è realizzato sotto forma
di un duplice concorso, che ha interessato gli
studenti appartenenti alle le classi III e IV (terza e quarta) della Scuola secondaria superiore
di II° grado della regione Lombardia, regione
nella quale verrà implementato prima di assumere un respiro nazionale ed internazionale. Il
bando è stato pubblicato dall’Ufficio Scolastico
Regionale in data 25 gennaio 2010.
Il Rho Fiera Centenario si è impegnato a fornire i seguenti premi per i vincitori del concorso
individuale:
- 5 borse di studio per stage da effettuare secondo i programmi rotariani a favore dei cinque
studenti vincitori del concorso;
- fornitura di libri a favore di ciascuno dei due
Istituti ai quali appartengono le due classi
vincitrici del concorso e a favore di ciascuno
degli cinque Istituti scolastici ai quali appartengono i cinque studenti vincitori del concorso.
Per quanto riguarda invece il secondo, si sono
appena presi accordi con Diego Rossetti, Presidente della F.lli Rossetti S.p.A e Presidente
dell’Associazione Apeiron, affinché il Rotary
Rho Fiera Centenario possa finanziare parte dei
progetti di cui essa si occupa. Apeiron e il suo
partner nepalese Sahara gestiscono dal 2007 la
struttura protetta di accoglienza Casa Nepal, situata nel quartiere di Kamalpokhari di Kathamandu (Nepal). Casa Nepal è un progetto pluriennale di accoglienza, assistenza, riabilitazione psicologica e fisica, formazione, reinserimento sociale e lavorativo rivolto a donne vittime di violenza, discriminazione, in forte condizione di disagio economico e sociale. Il progetto consta di diverse componenti ed è interattivo con gli altri progetti di Apeiron in Nepal, rivolti alle donne e ai bambini. Il Rotary Rho
Fiera centenario si pone come obiettivo specifico quello di finanziare l’avvio di micro-imprese
da parte di donne coinvolte nei progetti CasaNepal, Shakty Ghaar e Micro-Impresa, che ha
luogo nel Distretto di Syangjya.
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more exclusive more inclusive
PIÙ RELAX, PIÙ LIBERTÀ, PIÙ COMFORT, PIÙ VACANZA
Fino a 500 € di riduzione* per 2 persone nei Resort 4 e 5 Tridenti
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Milano, Via Larga 9 - Tel. 02 5834921 - [email protected]
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Rotaract Distretto 2040, insieme per Haiti
Tre conviviali, sette Club e l’impegno dei Soci della Zona Olona Brianza tutti per raggiungere un unico obiettivo: donare quante più protesi possibili ai bambini di Haiti.
Rotaract per Haiti ha raccolto 5.000,00 € per la Casa dei Piccoli Angeli che si occupa della ricostruzione degli arti e della riabilitazione dei bambini che hanno subito mutilazioni a causa del terribile
terremoto del 12 gennaio scorso. Ci siamo avvicinati ad Haiti, al suo territorio e alle sue contraddizioni e ci siamo emozionati davanti all’impegno e ai progetti della Fondazione Rava
(www.nphitalia.org). Un grande service nato dal cuore dei Club del Distretto Rotaract 2040: Appiano Gentile, Erba Laghi, Leonardo da Vinci, Porta Vercellina, Sant’Ambreus, Scala Manzoni, VisconSara Zottola - Presidente Azione Sociale
teo, e di tutta la Zona Olona Brianza. Grazie!
I
l 22 aprile 2010, nella
splendida cornice di Villa
Valera in Arese, il Rotaract
Visconteo ha ospitato i 5 Rotary Padrini (Bollate Nirone,
Garbagnate Groane, Magenta,
Rho, Rho Fiera Centenario)
per una conviviale in favore
della Fondazione Francesca
Rava.
L’Onlus è da anni impegnata
nell’offrire ai bambini di tutto
il mondo assistenza medica
gratuita. In particolare è attiva
in Haiti dove, a seguito della
catastrofe dello scorso gennaio
ed essendo il loro ospedale
l’unico che ha retto alle violente scosse sismiche, è diventata punto di riferimento per i
Rotaract pro Haiti
Conviviale in favore
della Fondazione Francesca Rava
poveri abitanti del quel martoriato paese.
La serata si è aperta con un
aperitivo nel magnifico parco
della Valera, dove i tanti e graditi ospiti sono stati accolti
dalla Presidente Jessica Fantetti, e da tutti i Soci del Visconteo, con il piacere di poter
confermare anche quest’anno
il consueto e gradito appuntamento con i Rotariani, nostri
Rotary ai fornelli
per Haiti
È
difficile capire perché la
natura sia tanto avversa
a popoli che quotidianamente lottano per sopravvivere. Il terremoto ad Haiti ha
scosso l’intero mondo, certo si
sono mobilitate tutte le organizzazioni e si sono coordinate
intere nazioni per aiutare la
popolazione e noi non potevamo restare fermi ad osservare
tutto ciò.
Sì, perché, anche se si è piccoli
e non si dispone di grandi ricchezze, si può sempre aiutare
gli altri.
Da un’idea geniale di una nostra Socia, è nata la nostra voglia di organizzare una cena in
tutto e per tutto, mettendoci
ai fornelli, trasformandoci in
vere casalinghe, ma anche casalinghi, per comprare ogni
prodotto al minor prezzo possibile, chiedere aiuto a chi ce
lo poteva fornire, trovare pane, carne, pesce, vino tutto il
necessario per organizzare un
banchetto degno di un grand
hotel, basandoci sulle sole nostre forze.
La vera grandezza di quest’impresa è stata quella di ritrovare
un gruppo tanto affiatato e
volenteroso nel realizzare forse
un gioco, forse un divertimento, ma con una grande finalità.
Non importa donare assegni
degni di una multinazionale,
oppure bonifici da spavento,
importa aver fatto la propria
parte, seppur minima.
Con tanta volontà e un po’ di
fatica, abbiamo lasciato per-
plessi tutti i partecipanti che
non si aspettavano minimamente un servizio tanto preciso, un menù così ricercato ed
una combriccola di ragazzi solitamente impeccabili, con
qualche rimasuglio di cibo sul
grembiule. Il servizio ai tavoli
è stato degno di un vero ristorante, e il tempo a nostra disposizione non è che sia stato
tantissimo!
L’importante è aver visto tutti
i nostri ospiti orgogliosi di
aver contribuito al nostro progetto, la gioia maggiore è stata
sentir la relatrice della fondazione Rava ringraziarci perché
grazie al ricavato, alcuni bambini potranno riprendere a
camminare e giocare come
ogni bambino dovrebbe fare.
Non è mancata la commozione quando osservando il video, abbiamo capito che forse
in piccolo, ma forse in grande
per quei bambini, anche noi
abbiamo fatto il nostro dovere.
Anche noi abbiamo contribuito alla loro felicità e al tempo
stesso, senza che ce ne accorgessimo, abbiamo riempito i
nostri cuori.
Si può fare del bene sempre, si
può sempre donare felicità,
non importa con quanti soldi
o tempo, non importa con
quanto sforzo, l’importante è
tener ben saldo questo principio.
Si può sempre donare amore,
sempre, si può sempre imparare ad amare, anche con poco.
Cristina Ratti - Rotaract Erba-Laghi
grandi sostenitori e fonte di
ispirazione nel concretizzare i
valori del servizio e dell’amicizia. Nel corso della prima parte della cena, il Club ha riservato un breve momento all’ammissione di una nuova
Socia, Roberta Guarna: un
evento bello ed importante
per la vita del Club, che per
me ha assunto un significato
diverso ed ancora più emozio-
nante. Non era la prima volta
che mi trovavo a presentare un
neo Socio, ma introdurre mia
sorella, in un’occasione così
speciale, mi ha tolto le parole
ed il fiato. Momento centrale
della serata, l’intervento della
dr.ssa Paola Corno Grimaldi,
volontaria della Francesca Rava, che ci ha raccontato la Sua
esperienza personale ed il suo
impegno quotidiano nella
Fondazione ed in particolare
in Haiti. Tuttavia le parole
non sono mai sufficienti a descrivere la grandezza della sofferenza umana, ne l’immaginazione di chi ascolta è in grado di arrivare a comprendere
la disperazione se guidata da
soli racconti, seppure appassionati, come quelli della nostra relatrice. La dr.ssa Corno,
ben conscia di questo limite,
ha concluso il proprio intervento mostrando a tutti noi
un toccante video che dichiarava tutta la potenza del disastro e l’urgenza degli aiuti in
pochi minuti di cruda realtà.
Grazie alla generosità degli
ospiti, con la lotteria organizzata dal Visconteo, si è potuto
raccogliere la somma di
€ 1.200,00 interamente devoluti alla causa haitiana. Certamente una piccolissima goccia
nell’oceano di bisogni ed urgenze della popolazione devastata dal sisma ma contributo
che siamo certi sia arrivato in
mani responsabili e capaci.
Rosa Guarna
Segretaria Rotaract Visconteo
Rotaract per Haiti, una conviviale
per un grande service
“L
a nostra grande
speranza non crolla, anzi cresce. Affermare la vittoria della vita
sulla morte e ricostruire
l’umano è ora il nostro compito qui”. È questa la risposta
dei volontari che ad Haiti affrontano il dramma del terremoto. Ambasciatrice di questa
realtà umana, alla Conviviale
di Club, giovedì 6 maggio,
presso l’Hotel Manin di Milano, la Vice Presidente della
Fondazione Francesca Rava:
Mariachiara Roti, impegnata
in prima linea nel fornire aiuti
umanitari al contesto haitiano,
attraverso medicine, cibo, ed
operando nella ricostruzione
di strade e di villaggi. L’inevitabilità di ciò che è accaduto
ha scosso i cuori di tutto il
mondo ponendo l’uomo di
fronte al sua dramma: la sua
fragilità. Il dramma non è tuttavia tragedia. La tragedia si
ha quando una costruzione
frana e tutti i sassi, i pezzi di
marmo, i pezzi di muro, crollano. E tutto nella vita diventa
niente, è destinato a diventare
niente perché di ciò che abbiamo vissuto nel passato, di ciò
che abbiamo vissuto fino
un’ora fa, fino cinque minuti
fa, non esiste più niente di
formato, di costruito, non esiste più niente. E questo è tragico. La tragedia è il nulla come traguardo, il niente, il
niente di ciò che è. Mentre se
di fronte all’azzeramento delle
fatiche di una vita, rimane anche solo un briciolo di speran-
za, una volontà di ricominciare, si può parlare di dramma,
ma non di tragedia. Il lavoro
della Fondazione Rava ha voluto trasformare la tragedia di
Haiti in un dramma. Ha portato la speranza in una terra
che, pur abituata alla sofferenza, come delineato dal background storico del console generale di Haiti a Milano dott.
Pasini, mai come ora ha avuto
la necessità di una risposta urgente all’imprevisto che l’ha
segnata. Il Rotaract ancora
una volta, ha voluto sostenere
questa speranza. La risposta
data, porta in sé una bellezza
straordinaria, che è tale perché
espressa attraverso la creatività. Ognuno dei singoli invitati
alla serata, ha devoluto la sua
offerta per acquistare uno o
più mattoncini di “Lego” simbolo di uno o più mattoni reali, donati per la costruzione di
un nuovo edificio in Haiti. Al
termine della serata, quella costruzione in lego, divenuta
formalmente simbolo di un
edificio, era il nostro dono di
speranza. Il Rotaract Appiano
Gentile e delle Colline Comasche, ha voluto mettersi in
gioco completamente, contribuendo con un gesto, senza
dubbio più che simbolico; donando una somma di denaro
finalizzata all’acquisto di una
protesi, ha voluto dare speranza per la “ricostruzione” non
di un edificio, ma ancora più
a fondo, di un uomo. La coscienza quindi non di un solo
aiuto materiale, ma oltresì di
un aiuto umano, poiché la
perdita di un arto o di parte di
esso rappresenta per queste
persone, un segno indelebile,
sulla propria persona, del
dramma vissuto. In questo gesto, di fronte ad una bellezza e
ad una creatività del genere, ci
si può fermare “al come siamo
stati bravi” oppure domandarci stupiti cosa ci abbia mosso.
Riteniamo che la testimonianza della rappresentante della
Fondazione Rava ci abbia
aperti a delle domande decisive: “che speranza ci può essere
per Haiti?”, “quale aiuto da
parte nostra?”, provocandoci a
stare di fronte a questo fatto
estremamente drammatico da
uomini.
Valeria Vittori - Rotaract Appiano Gentile
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rotarACT
Rotaract Classic Race
Zona Lariano Orobica
Alla scoperta di un’icona
I
l 14 marzo 2010 si sono
accesi i motori delle più
belle veterane delle strade
che hanno percorso la provincia di Varese, sfidandosi per la
scalata della classifica nella
prima Rotaract Classic Race.
È una delle prime giornate tiepide di inizio primavera, il cielo non è terso, c’è qualche nube, ma le previsioni di neve
sono state disattese e l’adrenalina che si sente vibrare nell’aria fa alzare la temperatura.
Ore 11.00: le macchine cominciano a riempire il parcheggio di Villa Recalcati, sede della Provincia di Varese, i
curiosi si avvicinano per chiedere ai piloti informazioni sui
bolidi, qualcuno riconosce
l’auto che avevano i suoi genitori, e i bambini si divertono a
correre tra quegli strani mezzi
che non hanno mai visto.
Dopo le verifiche tecniche e la
distribuzione dei road book, la
griglia di partenza è pronta, e
la pista è aperta dalle moto
d’epoca BMW: c’è il rischio
che la strada sia ancora ghiacciata dopo l’ultima nevicata, e
i centauri controlleranno che
il circuito sia pulito.
I ragazzi del Rotaract Club
Varese Verbano sono in fibrillazione per la partenza della
prima edizione della Rotaract
Classic Race, ognuno è al suo
posto, pronto a rendersi utile
in ogni modo per la perfetta
riuscita dell’evento; le postazioni sono distribuite lungo
tutta la Provincia, dal lungolago di Gavirate alle strette stradine dell’Alpe San Michele.
I piloti e i navigatori sgommano alla partenza e si dirigono
verso l’ippodromo per le prime prove cronometrate. Si dirigeranno poi a Gavirate dove
li attendono cinque pressostati
lungo la strada ciclabile che
costeggia il lago. Per gli equipaggi non c’è tempo di godersi il bel paesaggio, sono concentrati sulle prove, sulla precisione, sulla velocità.
La gara si sposta a Cuvio per
altre prove cronometrate e poi
si snoda lungo la stradina che
porta all’Alpe San Michele,
dove ci sarà tempo per qualche foto al panorama sulle
Prealpi ancora innevate e per
un caffè al volo nel piccolo rifugio.
Si prosegue in discesa di nuovo verso Cuvio e a Gavirate
dove si ripeteranno le prove
cronometrate.
Intorno alle 17.00 la prima
auto arriva a Mustonate, nel
largo parcheggio del ristorante
Tana d’Orso, dove le auto rimarranno in esposizione per
tutta la sera, durante la cena
degli equipaggi e la premiazione. Alla fine della gara il sole
tramonta sul lago, gli equipaggi arrivano tutti, uno dopo
l’altro, al traguardo, nonostante qualche ammaccatura.
Il clima tra noi ragazzi del
Club è di soddisfazione per la
perfetta riuscita di un evento
che tutti (noi compresi) consideravano sopra le nostre capacità. La commissione che ha
organizzato la gara tira finalmente un respiro di sollievo
dopo i nervosismi degli ultimi
giorni e si unisce al resto del
Club per i festeggiamenti finali. È ora di decretare i vincitori
della giornata! Aiolfi, che ha
corso senza navigatore sulla
sua A 112, è il migliore della
classifica assoluta. Vengono assegnati premi speciali alle scuderie che hanno partecipato e
si premiano i primi classificati
nella classifica speciale riservata ai Rotariani (primo Ezio
Salviato con Filippo Salviato,
secondi Matteo Cecchetti con
Cristina Agostinini) e ai rotaractiani (Silvia Balestrieri con
Nicola Dell’Oro).
Ovviamente ogni evento del
Rotaract ha un risvolto benefico, la gara era finalizzata alla
raccolta di fondi da destinare
al più ambizioso progetto internazionale del Rotary: il programma Polio Plus, il cui
obiettivo è debellare la poliomielite.
Un ringraziamento speciale
del Rotaract Varese Verbano
va agli amici della scuderia
HPC Franco Fraquelli e Fabio
Contini, per il prezioso aiuto
nell’organizzazione, e a Roberto Violini per il suo entusiasmo contagioso e per i consigli
d’oro.
Francesca Salviato
Rotaract Varese Verbano
unedì 10 maggio si è
svolta a Bergamo la seconda conviviale dell’anno della Zona Lariano
Orobica. I numerosi partecipanti dei 10 Club della Zona
(Appiano Gentile, Bergamo,
Bergamo Città alta, Bergamo
Donizetti, Cantù, Como Erba
Laghi, Sondrio Treviglio) hanno avuto l’onore di ospitare il
dott. Gian Riccardo Marini,
AD di Rolex Italia. Al termine
del pranzo, il dott. Marini ha
offerto ai presenti, con un breve, ma esauriente intervento,
una panoramica sul mondo
Rolex: in seguito ad un essen-
L
gi. Wilsdorf registrò ufficialmente il marchio “Rolex” nel
1915: la scelta di questo nome
fu dettata da esigenze di brevità, impatto sul consumatore,
facile memorizzazione e pronunciabilità in tutte le lingue.
Sin dai primi anni di vita, Rolex SA ha collezionato una serie ininterrotta di successi e
primati nel campo dell’innovazione tecnologica: furono
Rolex i primi orologi impermeabili, i primi orologi con il
datario (“day-date”) e a carica
automatica (1931), così come
i primi orologi ad ottenere la
certificazione di cronometro.
positivi del prodotto finito
senza ricorrere a fornitori
esterni: la società ha infatti
scelto di insistere su un’integrazione verticale (per la quale
solo negli anni ’90 sono state
acquisite 16 aziende fornitrici)
che oggi permette a Rolex di
vantare una produzione completamente autosufficiente.
Al termine, il dott. Marini ha
sottolineato come l’azienda
Rolex si presenta come una realtà imprenditoriale sensibile,
umana, vicina al consumatore:
un’azienda che, insieme ai suoi
orologi, simboli di eccellenza,
esporta una filosofia di vita ed
ziale excursus sulla storia dell’azienda, il relatore ha posto
l’accento sulla grande capacità
di rinnovamento che ha portato i prodotti Rolex a diventare
uno status symbol in virtù dei
continui successi riportati sul
mercato, permettendo all’azienda di imporsi anche come leader nel campo della comunicazione e degli sponsor a
livello internazionale.
La Rolex SA fu fondata nel
1905 da Hans Wilsdorf, un
orologiaio bavarese, e dal fratellastro Alfred Davies (i primi
orologi prodotti recavano all’interno della cassa la sigla
W&D, Wilsdorf & Davies):
ai due si unì successivamente
in società lo svizzero Hermann
Aegler, produttore dei meccanismi utilizzati dall’azienda
per la produzione degli orolo-
Da sempre in prima linea nel
campo delle sponsorizzazioni
(fin dal 1927, quando Mercedes Gleitze attraversò la Manica a nuoto con un Rolex Oyster al polso), Rolex SA ha accostato il proprio marchio a
tutti i maggiori eventi sportivi
del mondo, dalla Wimbledon
Championship (tennis) alla
Rolex Fei World Cup (equitazione), passando per la Rolex
Farr 40 World Championship
(vela) e l’Open Championship
(golf ). Grande interesse si è
percepito nei presenti anche
quando il dottor Marini ha illustrato, con l’ausilio di un video esplicativo, le dinamiche
di produzione degli orologi
Rolex, dinamiche molto complesse e lunghe anche perché
Rolex produce al proprio interno tutti gli elementi com-
un messaggio positivo per tutte le realtà imprenditoriali.
Il grande interesse dei rotaractiani presenti si è dimostrato
anche per le numerose domande poste al dott. Marini
soprattutto in relazione agli
sviluppi futuri di Rolex, alla
crescita a livello globale del
marchio e alla produzioni di
orologi. È stata una serata
davvero interessante e nella
quale si è avuta la possibilità
di ascoltare le parole di un importante manager di uno dei
maggiori brand del lusso nel
mondo; è però anche stata anche un’occasione fondamentale per sviluppare la conoscenza
tra tutti i Soci dei 10 Club
della Zona, e un momento di
vera unione, concreta amicizia
e collaborazione per la Zona
Lariano Orobica.
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