(Allegato 1)
SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE IN ITALIA
ENTE
1) Ente proponente il progetto:
ASSOCIAZIONE COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
NZ 00394
2) Codice di accreditamento:
3) Albo e classe di iscrizione:
ALBO NAZIONALE
1a
CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto:
ANCORA FUORI LE MURA
5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):
A – 02: Assistenza Minori
A - 06: Assistenza Disabili
6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza
il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori
misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto:
Il progetto di servizio civile Nazionale “Ancora Fuori le Mura” si rivolge a minori in stato di disagio
ed alle loro famiglie, a minori in misure attenuate o alternative e ad adulti disabili, coinvolgendo
strutture dell’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII quali Case Famiglia e Centri diurni e di
aggregazione di Cooperative Sociali di tipo misto A e B.
La casa famiglia è una struttura preposta all'accoglienza di minori, anche con disabilità, e persone
adulte con gravi handicap e/o forme di disagio sociale diversificate. E’, per definizione, “una
convivenza continuativa e stabile di due adulti che si dedicano in maniera totale a svolgere la
funzione paterna e materna. Risiedono presso una struttura di civile abitazione 24/24 ore e
accolgono soggetti diversi per età, genere e stato di disagio, privi di ambiente familiare idoneo,
allo scopo di garantire un contesto di vita caratterizzato da un clima di disponibilità affettiva, con
rapporti individualizzati, per assicurare sviluppo e maturazione, educazione, mantenimento,
assistenza, partecipazione alla vita sociale, ospitalità. Il tutto in una organizzazione della vita
quotidiana di tipo familiare.
Il Centro di aggregazione e la cooperativa sociale sono strutture che accolgono per 5/6 giorni
settimanali, dalla mattina al tardo pomeriggio, sia disabili che minori. In relazione all’utenza
organizzano attività idonee e mirate. I minori vengono coinvolti in laboratori ludici, manuali,
espressivi e creativi, in base all’età. Nel Centro di aggregazione preposto all’accoglienza di
disabili adulti le attività educativo-ricreative sono adattate al grado di autonomia.
Le cooperative sociali per disabili sono distinte in due tipi differenti: A e B.
Le cooperative di tipo A sono ambiti di accoglienza di disabili gravi. Vi si svolgono attività ludicoricreative finalizzate alla socializzazione. Nelle cooperative di tipo B le attività sono prettamente
lavorative. Gli utenti vengono investiti di uno specifico incarico, di solito si tratta di produzione di
alimenti o di oggetti di artigianato o di aziende agricole.
L’ obiettivo generale del progetto è quello di promuovere a livello provinciale e regionale la
solidarietà in modo particolare rispetto alla tutela dei diritti sociali, all’applicazione del diritto di
ogni bambino di avere una famiglia ed ai servizi alle persone disabili.
Le sedi di attuazione sono dislocate per la maggior parte in provincia di Catania più una struttura
in provincia di Trapani, che sia da un punto di vista logico che operativo si inseriscono nella rete
delle strutture dell’ente ubicate in provincia di Catania.
Nel contesto di Catania grazie al progetto:
- per quanto riguarda i minori borderline e/o con gravi disabilità l’ente interverrà
potenziando gli interventi di accoglienza tramite azioni mirate sul territorio ed interventi
specifici per ogni minore.
- rispetto ai minori in misure attenuate o alternative che provengono da istituti penali o da
situazioni di malavita si andranno ad implementare i percorsi socio-educativi nell’IPM di
acireale ed i percorsi di reinserimento sociale.
- rispetto ai disabili adulti si miglioreranno le attività rivolte allo sviluppo di capacità di
autonomia
Nel contesto di Trapani, il progetto si prefigge di supportare le famiglie in difficoltà con minori
tramite azioni rivolte alla comunità locale al fine di evitare la sottrazione del minore da parte
delle autorità competenti, quali: promozione e sensibilizzazione, sostegno diretto ai minori ed alle
famiglie, attività culturali, ecc…
A. PROVINCIA DI CATANIA
CONTESTO TERRITORIALE DI RIFERIMENTO
La popolazione della Provincia di Catania rappresenta il 21,5% del totale in Sicilia (5.037.799 ab.)
e presenta le seguenti principali caratteristiche:
- è una tra le province a più alta concentrazione demografica in Italia, con una popolazione
che si caratterizza per l’elevata incidenza di classi giovanili (tra le più alte nel nostro
Paese).
- gli individui di età fino ai 14 anni rappresentano il 16,4% della popolazione totale.
- la popolazione provinciale è di 1.084.977 abitanti e la densità abitativa della provincia è
piuttosto elevata: 305 ab/kmq, a fronte dei 189 ab/kmq dell' intero Paese e dei 196
ab./Kmq della Regione Sicilia
- vi sono distribuiti 58 comuni per 429.517 famiglie circa con 2,05 componenti in media.
- il tasso di urbanizzazione è considerevole: il 67% della popolazione risiede nei 14 comuni
con più di 20.000 abitanti.
(fonte: Bilancio demografico Istat dicembre 2008 – rielaborazione)
CONTESTO SETTORIALE E DESCRIZIONE DEL BISOGNO GENERALE
AREA DI INTERVENTO: MINORI
I minori nella provincia sono 223.238, il 20,63% sulla popolazione totale. Aggregando i diversi dati
dei piani sociali di zona è stato possibile effettuare alcune proiezioni specifiche del contesto
settoriale sintetizzate dalla seguenti tabelle:
Suddivisione per fasce di età dei minori al 1 gennaio 2008
età
numero
% sul totale dei
minori
neonati
da 0 a 1
11.354
5,09
prima infanzia
da 2 a 5
46.443
20,80
infanzia
da 6 a 11
69.970
31,34
preadolescenti
da 12 a 15
52.689
23,60
adolescenti
da 16 a 18
42.782
19,16
totale
223.238
Tabella 1(fonte: Bilancio demografico Istat 2008 – rielaborazione)
Tipologia
proiezione rispetto alla
popolazione minorile della intera
provincia (totale 223.238)
Alunni portatori di
1.607
handicap
Minori in carico alla
4.800
NPI
Minori assistiti in
strutture
469
residenziali
Minori che fruiscono
di assistenza
201
domiciliare
Minori raggiunti da
provvedimenti della
1.451
AGM
Minori a carico dei
2.947
Servizi Sociali
Tabella 2 (fonte: Piani di zona D15 Bronte, D 16 CataniaD17 Giarre, D19 Gravina di Catania – rielaborazione)
Dalle tabelle 1 e 2 si possono evidenziare le seguenti peculiari rilevazioni:
- più del 50% della popolazione giovanile provinciale è compresa nella fascia d’età 6 – 15
anni.
- il numero dei minori disabili pscihci e/o fisici seguiti raggiunge il 2,8% della popolazione
giovanile
- i casi di minori abbandonati e/o di comportamento dannoso da parte del genitore
pervenuti all’Autorità Giudiziaria Minorile sono 1.415
Le aree specifiche su cui il progetto andrà ad intervenire sono rispettivamente:
1. minori borderline, vittime di violenze e/o con gravi disabilità
2. minori in misure attenuate ed alternative.
MINORI BORDERLINE E CON GRAVI DISABILITA’
E’ estremamente difficile quantificare la portata degli specifici destinatari in quanto la
segnalazione dei casi non è di semplice gestione. A livello provinciale si può affermare che nel
contesto catanese vi sono state forti difficoltà che ancora oggi sono presenti nel territorio
successivamente all’applicazione della legge 149/2001 «Disciplina dell’adozione e
dell’affidamento dei minori».
Catania è stata la provincia con il più alto numero assoluto di minori in istituti, di conseguenza le
problematicità erano e sono legate all’alto numero di minori e ad una scarsa ed ormai satura
offerta di servizi, come si evince dal paragrafo specifico dei servizi analoghi, che era ed è
attualmente per lo più orientata ad accoglienze di bambini normodotati o con patologie lievi
mentre gli Istituti accoglievano per lo più minori con disabilità gravi o minori borderline.
A livello esemplificativo e di riferimento, di seguito vengono riportati i principali risultati del
rapporto di ricerca “I minori in istituto in carico al Comune di Catania” anno 2004 pubblicato
nell’ambito del progetto P.O.R. SICILIA “Affido.
La finalità della ricerca era quella di fotografare la situazione esistente in vista degli adempimenti
fissati dalla legge 149/2001 e cioè l’esclusione del ricorso all’istituto, in particolare per i minori di
età inferiore ai tre anni e, per quelli già istituzionalizzati, l'avvio ad altra soluzione entro la data
del 2006.
I principali risultati rispetto ai minori oggetto della ricerca sono i seguenti:
- al momento della rilevazione risultavano 170 minori accolti in 38 strutture del territorio
catanese, mentre al momento della progettazione i minori presenti nelle strutture erano
244
- la loro età si concentra principalmente in due fasce: 14-18 e 11-13. Ciò vuol dire che non
sono più bambini piccoli, ma sono preadolescenti ed adolescenti.
- i problemi di salute sono fisici e psichici, più rilevanti questi ultimi, mentre solo una
piccola frangia di minori ha problemi di handicap.
- ben il 75% dei minori presentano disturbi di tipo relazionale o comportamentale
(aggressività, difficoltà di relazioni con gli adulti e con i pari, immaturità, ecc.) si rilevano
inoltre anche disturbi di tipo funzionale (disturbi del linguaggio, difficoltà scolastiche,
ecc.)
- oltre un terzo dei minori presenta un quadro di multi-problematicità.
- i motivi principali del collocamento attuale sono da imputare in più della metà dei casi
alle difficoltà della famiglia di origine (condotte abbandoniche, inadeguatezza educativa e
di accudimento). Per l’altra metà, i motivi del collocamento, pur essendo ancora legati a
difficoltà genitoriali, sono distribuiti su una vasta gamma di problemi (relazionali, di salute
fisica o psichica, problemi di condotta o penali, problemi economici e abitativi).
- l’instabilità e la disgregazione familiare, unitamente ai problemi economici ed abitativi,
compaiono in modo decisamente rilevante tra i motivi secondari del collocamento e
interessano oltre la metà della popolazione.
L’ass.ne Comunità Papa Giovanni nell’ultimo anno ha ricevuto più di 150 richieste da parte dei
Servizi Sociali per l’affidamento o l’inserimento temporaneo di minori con situazioni molto gravi e
di difficile gestione, in modo particolare le richieste riguardavano:
- 40% minori vittime di violenze e maltrattamenti e/o con percorsi di adozioni fallite
- 30% minori con gravi disturbi psicomotori
- 20% minori borderline accolti in altre strutture socio-educative
- 10% minori con altre problematiche
Questo alto numero di richieste di accoglienze sopra riportate deriva da:
- complessità e problematicità delle situazioni di vita dei minori e quindi scarsa o nulla
possibilità di una adozione
- difficile gestione da parte delle strutture quali i mini-istituti o comunità alloggio
- particolarità delle strutture Case Famiglia dell’ass.ne:
• luogo in cui realmente si ricrea il contesto educativo familiare con la
presenza di una figura paterna e figura materna
• Case famiglia come luogo di passaggio educativo da una situazione di forte
disagio (famiglia in difficoltà, maltrattamenti, violenze, ecc...) per una
futura adozione in una famiglia del territorio.
(Fonte: ass.ne Comunità Papa Giovanni XXIII)
Le case famiglia attualmente accolgono prevalentemente minori borderline e in situazione di
grave disagio familiare o con disabilità gravi affidati tramite il passaggio dai servizi sociali di zona.
La quasi totalità 95% dei minori accolti proviene dalla Sicilia, ma è presente anche qualche
minore straniero.
La tabella 3 riporta una sintesi delle accoglienze al 31.01.2010
MINORI E MINORI DISABILI ACCOLTI NELLE CASE FAMIGLIA
DISTURBO
Disagio sociale grave/ Borderline
FASCIA DI ETA'
N°
da 0 a 5
4
da 6 a 11
2
da 12 a 15
4
da 16 a 17
1
da 0 a 5
5
da 6 a 11
da 12 a 15
5
4
2
Psichico e/o fisico medio
da 16 a 17
TOTALE
27
Tabella 3 (fonte: ass.ne Comunità Papa Giovanni XXIII)
Nell’anno 2009 le sedi di attuazione di progetto in riferimento ai minori border line ed ai minori
disabili gravi in provincia di Catania ha effettuato i seguenti interventi:
• Gestione e animazione della Scuola Calcio, con 25 iscritti (tutti ragazzi, anche
disabili). Attraverso una scuola tecnica per l’insegnamento del gioco del calcio, si
svolgono attività educative per i minori.
• Compagnia teatrale, che organizza laboratori di recitazione, danza, clowneria,
spettacoli teatrali e musical. Coinvolge diversi minori e adolescenti. Attualmente
sono inserite 65 persone. Fino ad oggi sono stati realizzati 27 spettacoli in Sicilia.
• Gruppo di aggregazione giovanile, che coinvolge disabili, ragazzi in cammino
terapeutico, ex carcerati. Tra le iniziative riveste particolare importanza la
realizzazione di un campo annuale di animazione e condivisione per giovani,
denominato “Campo fuori le mura”, arrivato nel 2009 allaa nona edizione. Si
svolge in un quartiere a rischio di Trapani, Fontanelle Milo, nell’ottica della
presenza significativa al fianco dell’oppressione e del disagio, nelle aree ad alto
rischio di mafia.
• Sono stati affidati 5 minori a famiglie affidatatrie del territorio
• Incontri sul terriotorio sono stati realizzati 3 incontri di promozione e
sensibilizzazione presso alcune Parrocchie
• Reinserimento di 1 minore nella famiglia di origine.
• Diversi e costanti incontri di equipe con i vari organi istituzionali.
• Attività ludico/ricreative – motorie/sportive – terapeutiche/riabilitative, ecc...
MINORI IN MISURE ATTENUATE ED ALTERNATIVE
Nel contesto provinciale emergono i seguenti dati:
-
minori segnalati all’attività giudiziaria in totale 1.369 di cui 829 per la prima volta mentre
540 già segnalati in precedenza
ingressi negli Istituti Penitenziari Minorili (IPM) di Acireale e Catania sono stati
rispettivamente 64 e 113
i minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria o a provvedimenti penali è più
alto rispetto alla media nazionale (+2,2%)
un numero significativo di circa 3000 minori a rischio di devianza, con situazione di disagio
familiare, scolastico, psichico, uso di stupefacenti e di alcool nella fasce di età delle
scuole medie-superiori, con frequenza scolastica irregolare dovuta a condizioni di disagio
socio-economico vissute dalle famiglie a causa dell’alto tasso di disoccupazione e per
l'aumento di famiglie che si disgregano.
(Fonte Dipartimento di Giustizia Minorile - Servizio Statistica"- 2009)
La situazione attuale evidenzia l’innalzamento del tasso di criminalità minorile infatti Catania
condivide con Napoli e Palermo il triste primato del numero di minori fermati dall’autorità
giudiziaria in flagranza di reato e di ingressi presso il centro di prima accoglienza della procura dei
minorenni, dato ancor più inquietante se si pensa che la regione Siciliana conta quattro Procure
per i Minorenni (Palermo, Caltanissetta, Messina e Catania). Attualmente sono 311 i minori seguiti
dall’Ufficio Servizio Sociale per Minorenni del distretto catanese del Ministero della Giustizia.
I dati forniti dal Ministero della Giustizia sul Centro di Prima Accoglienza catanese sono i seguenti:
•
•
182 ingressi nel centro nel 2007 mentre nel 2008 sono stati 197
il 35% inadempiente all’obbligo scolastico, il 22% frequentava la scuola dell’obbligo, il 15% era
occupato in attività che consentivano di acquisire competenze specifiche, il 24% svolgevano
attività generiche, il 36% era privo di qualsiasi attività strutturata
(Fonte Dipartimento di Giustizia Minorile - Servizio Statistica"- 2009)
Rispetto all’Istituto Penitenziario Minorile di Acireale la situazione al 31.01.2010 è la seguente:
•
•
•
•
•
•
•
•
21 minori detenuti (a fronte di un ingresso medio annuo di 60 ragazzi)
l’età va dai 14 (minima imputabile) ai 21 anni (età massima di permanenza in IPM). La fascia di
età prevalente 70% va dai 16 ai 19 anni
la provenienza è per la provincia di catania del 60%, il 20% dalla provincia di Messina, 10%
extracomunitari e 10% di altra provenienza
all’ingresso in IPM il 95% di loro ha già commesso un reato di cui ha avuto una pena alternativa
o il perdono giudiziario
il 10% di cui è stato ristretto in IPM vi fà rientro e l’80% fa ingresso presso un carcere per adulti
sempre per recidività
al momento dell’ingresso: il 50% di loro era in possesso di licenza media, il 10% non è in
possesso di licenza elementare, solo 1,8% frequentava la scuola media superiore
l’80% ha genitori con precedenti penali
10% dei detenuti minori ha già figli
(Fonte: Istituto Penale Minorile di Aci-Reale – 31.01.2010)
Uno dei problemi che affrontano i ragazzi detenuti è il trovarsi in un ambiente costituito da
giovani che hanno a loro volta commesso reati o che addirittura sono nel giro di associazioni a
delinquere e che per la maggior parte provengono da quartieri ad alta densità mafiosa con un
basso contesto culturale. Il rapporto che si viene a creare è estremamente complesso e perverso,
in quanto si registra:
- mancanza di un confronto sano ed armonico con coetanei
- mancanza della relazione quotidiana e amicale con ragazze a discapito di una crescita
armonica della relazione con pari dell’altro sesso
- mancanza di relazioni con persone provenienti da altri contesti e con altre esperienze e
stili di vita
- mancanza di stimoli al livello culturale
(Fonte: ass.ne Comunità Papa Giovanni XXIII)
Attualmente le accoglienze sono le seguenti:
N°
1
MINORI IN MISURE ATTENUATE E ALTERNATIVE
ETA’
MISURA
PROVENIENZA
20
Tirocinio formativo in
cooperativa; arresti
domiciliari con permesso di
lavoro
Catania USSM
1
21
Progetto di volontariato in
cooperativa; affidamento ai
servizi sociali
Catania USSM
1
19
Convenzione borsa lavoro
con coop; usufruisce art. 21
IPM Acireale
Tabella 4 (Fonte: ass.ne Comunità Papa Giovanni XXIII)
Rispetto ai minori in misure attenuate ed alternative dal 1995 è attiva una CONVENZIONE DI
VOLONTARIATO per l’animazione e ascolto dei ragazzi all’interno dell’Istituto Penale Minorile di
Acireale. I volontari dell’Associazione con cadenza settimanale visitano i detenuti e li coinvolgono
in diverse attività (sport, teatro, cinema, giochi, feste). In alcune di queste c’è la possibilità di
partecipazione anche per le famiglie, supportando il percorso di inserimento in Comunità con una
pena alternativa e attivando la possibilità di mantenere relazioni significativa anche nel “dopo”
detenzione. L’Associazione è l’unico ente di volontariato abilitato all’entrata nell’IPM di Acireale.
Il rapporto con il Tribunale dei Minori di Catania, la Procura della Repubblica, l’Ufficio Sociale del
Ministero della Giustizia e la Direzione dell’Istituto Penale Minorile di Acireale è estremamente
proficuo. Sono stati attivati dal 1995 ad oggi circa 50 percorsi alternativi tramite l’accoglienza di
ragazzi detenuti, in semilibertà, in misure alternative o in permessi premio.
Nello specifico nel 2009 sono state realizzate le seguenti attività:
• 3 minori inseriti nei Centri di Aggregazione
• organizzazione di 2 incontri di sensibilizzazione sul territorio
• organizzazione di manifestazioni socio-educative all’interno del carcere di Acireale
• organizzazione di circa 100 eventi luduco-ricreativi all’interno del carcere di Acireale
• circa 300 incontri con i vari organi istituzionali
• 4 richieste da parte dei ragazzi carcerati di svolgere un percorso di reinserimento sociale
presso l’ente
• 1 ragazzo in affidamento in prova
Inoltre rispetto alla tematica minori l’ente ha partecipato all’organizzazione di incontri di
formazione e prevenzione: convegni, dibattiti, feste, in collaborazione con le istituzioni
pubbliche, la Diocesi, le parrocchie, i gruppi scout. Circa 20 incontri nelle scuole su tematiche
della pace, nonviolenza, educazione alla legalità, servizio civile ed esclusione sociale.
AREA DI INTERVENTO: DISABILI
Non è possibile delineare con precisione il numero e l’incidenza delle tipologie di disabilità in
provincia, data la stessa difficoltà di delineare una nozione univoca di disabilità e di reperimento
fonti che ne diano una fotografia “numerica”.
Rispetto alla disabilità fisica, nell’ambito dei distretti citati si registrano 3.555,69 invalidi
certificati.
I dati sulla disabilità sensoriale registrano 405 non vedenti e 195 non udenti.
Vista
udito
disabilità fisica
maschi Femmine totale maschi femmine totale maschi femmine totale
158
246
404 104
91
195 1458 2092
3550
Tabella 5 (fonte: Piani di zona D15 Bronte, D 16 Catania, D17 Giarre, D19 Gravina di Catania –
rielaborazione)
I dati sulle certificazioni Inps presi in esame non sono comunque esaustivi e differiscono, a volte
anche in maniera sensibile, da quelli forniti dalle Ausl.
Aggregando i diversi dati dei piani sociali di zona è stato possibile effettuare una proiezione
specifica del contesto settoriale sintetizzata dalle seguenti tabelle
Tipologia disturbi
proiezione
rispetto
alla
popolazione intera provincia
(totale 1.081.915)
mentali organici
2.597
psicotici
2.597
comportamento e
personalità
4.003
insuffuicienza mentale
1.082
altre
sfera affettiva
1.947
1.298
totale disabili
13.632
Tabella 6 (fonte: Piani di zona D15 Bronte, D 16 Catania, D17 Giarre, D19 Gravina di Catania –rielaborazione
La tipologia dei disabili psichici, fisici e sensoriali che risiedono nel territorio, evidenziata,
naturalmente, dalla domanda espressa a livello di servizi sociali e sanitari è la seguente:
- prevalenza dei disturbi psicotici pari al 2,5 %, rispetto ad una frequenza media, a livello di
OMS, confermata dal registro statistico nazionale, dell’1%.
- incremento dei disturbi psichici con le dipendenze da sostanze psicotrope, nonché la
domanda d’intervento in tema di DOC (disturbi ossessivo-compulsivi), che comprendono la
propensione al gioco d’azzardo, soprattutto a livello di video-giochi.
- elevato il livello di allarme in relazione ai disturbi dell’umore e ai disturbi d’ansia, che
coinvolgono sempre più soprattutto l’utenza femminile per le patologie depressive e
l’utenza maschile rispetto ai disturbi d’ansia ed ai disturbi di panico
E’ implicito, infatti, che trattasi di bisogni emersi, che, allo stato attuale, escludono tutto il
quadro della disabilità sommersa.
(Fonte: ricerca S.I.R.I.S. - Sistema informativo Regionale Integrato Socio-sanitari: Azione 4.3 persone con
disabilità; Consorzio Sol.Co Catania rete di imprese sociali)
A fronte dei bisogni emersi dai tavoli tematici dei piani sociali di zona le necessità emergenti sono:
• Affrontare le nuove patologie psichiche emergenti a livello sociale che creano disturbi
psicologici (nuove povertà, dipendenze)
• Individuare degli spazi di espressione e accoglienza per il soggetto disabile che possano
alleggerire parzialmente il carico delle famiglie.
• Garantire ai soggetti disabili, in particolare psichici, ambiti di accoglienza di tipo familiare
non istituzionalizzati, dove attivare percorsi che mirino all’integrazione sociale e al
miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità.
• Potenziare i centri di ricovero/aggregazione diurni per disabili prevedendo ambienti di
studio e di lavoro di alto livello, attivando laboratori differenziati, favorendo l’inserimento
lavorativo di persone con difficoltà.
Le Case famiglia e i Centri diurni dell’associazione Papa Giovanni XXIII agiscono attraverso la
realizzazione di un intervento trasversale integrato:
1. accogliere il disabile in un ambiente familiare che gli dia affetto e ne valorizzi la personalità;
2. impiegare il soggetto disabile in attività lavorative per risponderne ai bisogni socio-assistenziali
ed educativi (cooperative di tipo A) o per l'inserimento lavorativo in territori che spesso non
offrono questa opportunità neppure ai normodotati (cooperative di tipo B).
Le case famiglia accolgono 20 disabili psichici mentre “La Casa di alberto” e “Ro’ la Formichina”,
che sono cooperative sociali di tipo misto, hanno un bacino di 38 persone.
Negli ultimi anni da parte dell’ente vi è stato un trend in crescita delle accoglienze di disabili
psichici sia nelle case famiglia che nei centri aggregativi. Nelle sedi di attuazione di progetto
infatti si è passati da 33 disabili psichici adulti accolti nel 2007 agli attuali 58, che presentano le
seguenti caratteristiche:
- età prevalente compresa tra i 19 anni ed i 26
- provengono tutti dal territorio provinciale
- il 70% arrivano da situazioni di disagio familiare ove i genitori ormai anziani non riescono a
gestire il figlio disabile
- il 30% sono accolti dalle sedi a progetto sin da piccoli
- il 55% frequenta le sedi diurnamente
Nello specifico 38 disabili psichici necessitano di progetti educativi individualizzati in quanto non
sono in grado di svolgere attività con un buon grado di autonomia al fine di garantirgli una buona
qualità di vita mentre 18 disabili necessitano di interventi personalizzati e di attività per lo
sviluppo delle autonomie individuali per un futuro inserimento lavorativo.
I disabili psichici nel corso del 2009 sono stati seguiti attraverso:
- elaborazione di 6 progetti educativi individualizzati
- realizzazione di circa 170 attività ludico ricreative individualizzate
- gestione di circa 25 progetti di “piccola conquista” dell’autonomia
- attività, circa 80, di mantenimento scolastico
- 4 disabili pscichici hanno sviluppato un grado alto di autonimia personale di cui 2 si sono
inseriti nel mondo del lavoro
Nei centri di aggregazione sono state svolte differenti attività:
- 6 attività ludico ricreative personalizzate
- 5 progetti di piccola conquista dell’autonomia
- 25 laboratori di mantenimento scolastico
- agricola con produzione ortaggi biologici, apicoltura; produzione di miele in modalità
biologica, cera e prodotti dell’alveare, allevamento api regine.
- assemblaggio e confezionamento oggetti conto terzi.
- laboratorio di falegnameria. Si realizzano costruzioni apistiche, oggettistica in legno,
panche, sedili, tavoli, cornici artistiche e personalizzate
- 25 laboratori teatrali
- 25 corsi di addestramento all’equitazione
- confezionamento di bomboniere
IDENTIFICAZIONE DEI DESTINATARI DEL PROGETTO
Si riporta in sintesi i destinatari del progetto descritti precedentemente che il progetto “Ancora
fuori le mura” intende raggiungere direttamente:
AREA DI INTERVENTO: MINORI
MINORI BORDERLINE E CON GRAVI DISABILITA’
- 10 minori che verranno inseriti ed accolti nelle strutture dell’associazione
- 27 minori con borderline e con gravi disabilità già presenti nella struttura
MINORI IN MISURE ALTERNATIVE ED ATTENUATE
-
60 minori che passano in un anno all’interno del carcere minorile di Acireale
4 minori in affidamento ai servizi sociali o nelle condizioni di poter usufruire di misure
alternative alla detenzione che saranno inseriti in attività lavorative o di volontariato
all’interno delle Cooperative sociali
AREA DI INTERVENTO: DISABILI
-
58 disabili pscichici accolti presso le case famiglia ed i centri di aggregazione
INDIVIDUAZIONE DEI BENEFICIARI
AREA DI INTERVENTO: MINORI
Qui di seguito vengono elencati i soggetti favoriti indirettamente dalla realizzazione del progetto
“Ancora fuori le mura” raggruppati secondo la tipologia del beneficio ottenuto:
Per una migliorata qualità di vita ed educativa dei loro figli
- Le famiglie dei minori
Per il miglioramento in termini qualitativi e l’aumento in termini quantitativi della capacità di
accoglienza dell’ Associazione Papa Giovanni XXIII rispetto alla loro utenza e quindi per
l’implementazione di una risorsa in più per il territorio di loro competenza
-
-
-
Il Tribunale per Minori di: Catania – Palermo – Caltanisetta - Reggio di Calabria
L’Ufficio Servizi Sociali per Minori (USSM)
I Servizi Sociali dei Comuni di: Biancavilla CT- S. Venerina CT -Palermo - Giarre CT
Acireale CT - Aci Castello CT - Aci Catena CT - Catania - Riposto CT - Bronte CT
Fiumefreddo CT - Zafferana CT - Scicli RG - Pachino SR - Calatnisetta - Palagonia CT
Lentini SR - Piedimonte CT - Paternò CT - Angrano CT - Misterbianco CT - Augusta SR
S. Giovanni La Punta CT - Modica RG Quartieri del Comune di catania: Librino e Ognina
L’Istituto penale minorile di Catania e Acireale
Centro Igene Mentale di: Giarre - Aci Reale – Bronte – Catania
Polizia Ufficio Immigrazione,
USSM del Ministero di Giustizia Minorile (Catania)
Prefettura di Catania
Questura di Catania
-
Per l’ arricchimento delle iniziative che già pongono in essere generato dalla realizzazione delle
attività che l’ Associazione svolge al loro interno
-
-
Parrocchie: Maris Stella (Catania) - Santa Caterina (Trecastagni CT) - San rocco (Trappeto S. Siovanni la Punta CT) - Del Castello (Fiumefreddo CT) - San Cosma e Damiano (quartiere
S. Cosmo-Acireale) - San Paolo (Acireale) - S. Antonio Abate (Aci. S. Antonio CT) - S. Mauro
Abate (Monacella di S. Venerina) – M.S. Immacolata (Dagala del Re- S. Venerina CT) - Sacro
cuore (S. Venerina - CT) - Maria SS delle Grazie (Presa piedimonte etneo CT) – S. Maria di
Gesù Catania -"S. Francesco D' Assisi" al Carmine di Giarre - Gesù Lavoratore di Giarre -S.
Camillo di Giarre - Duomo S. Isidoro agricolo di Giarre - S.Agata di Bronte - Borgo Nuovo di
Bronte
Frati Cappuccini Bronte
Per la collaborazione con L’Associazione in attività di loro competenza
-
Guardia Costiera di Riposto
Carabinieri di: Giarre, Randazzo e S. Venerina
AREA DI INTERVENTO: DISABILI
Per l’offerta di percorsi di aggregazione e di accoglienza che coinvolgono i loro figli
-
Le famiglie dei disabili
Per il miglioramento in termini qualitativi e l’aumento in termini quantitativi della capacità di
accoglienza dell’ Associazione Papa Giovanni XXIII rispetto alla loro utenza e per l’offerta di
percorsi educativi e attività che affiancano i percorsi strattamente terapeutici
-
Il Dipartimento di Salute Mentale
I Servizi Sociali dei Comuni di: Biancavilla CT- S. Venerina CT -Palermo - Giarre CT Acireale CT - Aci Castello CT - Aci Catena CT - Catania - Riposto CT - Bronte CT -
-
Fiumefreddo CT - Zafferana CT - Scicli RG - Pachino SR - Caltanisetta - Palagonia CT Lentini SR - Piedimonte CT - Paternò CT - Angrano CT - Misterbianco CT - Augusta SR S. Giovanni La Punta CT - Modica RG
Quartieri del Comune di Catania: Librino e Ognina
L’Istituto Penale Minorile di Catania e Acireale
Centro Igene Mentale di: Giarre - Aci Reale – Bronte – Catania
Per l’ arricchimento delle iniziative che già pongono in essere generato dalla realizzazione delle
attività che l’ Associazione svolge al loro interno
-
-
Parrocchie: Maris Stella (Catania) - Santa Caterina (Trecastagni CT) - San rocco (Trappeto S. Siovanni la Punta CT) - Del Castello (Fiumefreddo CT) - San Cosma e Damiano (quartiere
S. Cosmo-Acireale) - San Paolo (Acireale) - S. Antonio Abate (Aci. S. Antonio CT) - S. Mauro
Abate (Monacella di S. Venerina) – M.S. Immacolata (Dagala del Re- S. Venerina CT) - Sacro
cuore (S. Venerina - CT) - Maria SS delle Grazie (Presa piedimonte etneo CT) – S. Maria di
Gesù Catania - "S. Francesco D' Assisi" al Carmine di Giarre - Gesù Lavoratore di Giarre -S.
Camillo di Giarre - Duomo S. Isidoro agricolo di Giarre - S.Agata di Bronte - Borgo Nuovo di
Bronte
Frati Cappuccini Bronte
DOMANDA DI SERVIZI ANALOGHI
AREA DI INTERVENTO: MINORI
A fronte dei bisogni emersi dai tavoli tematici dei piani sociali di zona, emerge una distribuzione
dei servizi non corrispondente alle necessità espresse.
Ciò premesso le necessità – e i relativi interventi – emergenti sono:
1. Prevenire e ridurre le condizioni di difficoltà nell’integrazione familiare, sociale e
scolastica attraverso la realizzazione di un sistema integrato di interventi educativi e
socio sanitari rivolto a minori in età compresa tra i 4 e i 10 anni.
2. Favorire nel minore di età compresa tra gli 11 e 18 anni processi di autoeducazione e
acquisizione di autonomia e autostima offrendo, risorse ed opportunità adeguate ai
ragazzi/e in difficoltà.
3. Rinforzare e valorizzare interventi a sostegno delle famiglie al fine di favorire il processo
di integrazione.
4. Attivazione di percorsi di affido familiare e, in subordine, in Comunità, per minori in
situazione di disagio in temporaneo allontanamento dalla famiglia d’origine.
AREA DI INTERVENTO: DISABILI
- Necessità di sostegno psicologico individualizzato sia per i pazienti disabili che per i loro
familiari
- Necessità di sostegno alle famiglie e di appoggio concreto nella gestione delle
problematiche quotidiane con i disabili, percorsi di reinserimento lavorativo e di
progressiva maggior autonomia degli stessi.
- Necessità di attivazione di progetti che rispondano concretamente alla problematica del
“Dopo di Noi”, attraverso attivazione di case famiglia e gruppi appartamento.
- Necessità di percorsi che favoriscano l’inserimento della persona disabile nel mondo
lavorativo
OFFERTA DI SERVIZI ANALOGHI
AREA DI INTERVENTO: MINORI
Rispetto ai minori in allontanamento familiare nell’anno 2008, secondo i dati forniti dai servizi
sociali provinciali e dal Tribunale dei minori di Catania nel territorio di incidenza del progetto sono
stati effettuati i seguenti interventi:
n. 167 minori in affido etero – familiare, di età compresa tra i 10 e i 14 anni
n. 24 minori in affido preadottivo, di età compresa tra gli 8 e i 14 anni;
n. 12 minori in adozione dai 4 ai 12 anni;
Rispetto alla domanda di servizi espressa nel paragrafo precedente, l’offerta è schematizzabile
nelle seguenti tabelle:
Quantificazione degli interventi
Tipologia dell'offerta
(giudizio rispetto alle richieste)
Centri provinciali per le famiglie
2 – insufficienti
Presidi socio-assistenziali residenziali e
semiresidenziali per minori disabili
14 – insufficienti
Associazioni di volontariato con attività
rivolte a famiglie e minori
Dato difficilmente quantificabile, data
l’eterogeneità degli interventi. La
domanda sociale rispetto ad attività di
tutela del tempo libero del minore è
alta, e ad un indagine empirica sembra
inevasa.
Associazioni sportive con attività rivolte a
126 - sufficienti
Cooperative sociali (tipo A, B e C) con
servizi per infanzia e famiglie in difficoltà
22 – insufficienti
Tabella 7 (fonte: Piani di zona D15 Bronte, D 16 Catania,
rielaborazione)
D17 Giarre, D19 Gravina di Catania
Presidi socio-assistenziali residenziali e
semiresidenziali
N.
Posti
Comunità educative
5
58
Comunità di tipo familiare
6
36
Comunità di pronta accoglienza
2
28
Centri diurni
2
20
Case-famiglia
9
48
Totale
Tasso di utilizzo
24
190
–
98,5%
Tabella 8 (fonte: Piani di zona D15 Bronte, D 16 Catania, D17 Giarre, D19 Gravina di Catania –
rielaborazione)
Nei due agglomerati più grandi (Catania, Acireale) sono presenti più servizi e strutture rispetto ai
piccoli, pertanto i minori, per usufruirne, afferiscono a questi.
Un fenomeno in aumento rispetto al triennio precedente, così come evidenziato dalla relazione di
apertura dell’anno giudiziale del Tribunale dei minori di Catania, al quale non si riesce a dare
adeguata risposta, è la diffusione dei minori stranieri non accompagnati.
AREA DI INTERVENTO: DISABILI
Accorpando i dati rilevabili dall’analisi dei PDZ dei distretti presi in considerazione si possono
sintetizzare gli interventi sul territorio, effettuati sia dal pubblico che dal privato sociale, nella
tabella che segue:
Periodo di riferimento: anno 2007
TIPOLOGIA DI INTERVENTO
(Codifica attività data dai PDZ)
NUMERO
INTERVENTI SUL
TERRITORIO
B2 STRUTTURE RESIDENZIALI
26
Insufficienti a coprire il fabbisogno
254
Insufficiente
richiesta
ND
Non si dispone di dati ma nell’esperienza
dell’Ente sembra un aspetto carente
B6 CENTRI DI AGGREGAZIONE DISABILI FISICI
21
Insufficiente rispetto alla richiesta
B7 CENTRI
PSICHICI
12
Gravemente insufficiente rispetto alla
richiesta
B8 INSERIMENTI SOCIO-TERAPEUTICI
135
Non si dispone di dati di confronto
B9 RESIDENZA SANITARIA (R.S.D.)
ND
ND
B4 ASSISTENZA DOMICILIARE (S.A.D.)
B5 ATTIVITA’ DI SOCIALIZZAZIONE
DI
AGGREGAZIONE
DISABILI
B14 FAMIGLIE COMUNITA’ PER IL “DOPO DI
NOI”
13
B15 SOSTEGNO PER L’INSERIMENTO SOCIO
LAVORATIVO
152
Tabella 9 (fonte: Piani di zona D15 Bronte, D 16 Catania,
rielaborazione)
del
15%
rispetto
alla
Gravemente insufficiente rispetto alla
richiesta
Insufficiente rispetto alla richiesta
D17 Giarre, D19 Gravina di Catania
–
Rispetto all’offerta di servizi analoghi fotografiamo una decisa carenza dei seguenti interventi:
- strutture di tipo diurno e di Laboratori che si occupano di soggetti disabili (soprattutto
disabilità intellettiva grave e medio-grave). Se fino al compimento del 18mo anno di età
le Istituzioni scolastiche intervengono per soddisfare anche parzialmente il bisogno di
integrazione sociale, per la persona disabile in età adulta non resta che la frequenza
“disordinata” di corsi di formazione senza sbocco lavorativo o il confinamento nella
propria abitazione.
- strutture di tipo residenziale in grado di affrontare la problematica del “Dopo di Noi”
- supporto adeguato ai nuclei familiari nei quali è presente un disabile. Viene così favorito
l'isolamento dello stesso nucleo. La disabilità, diventando un problema personale e non
sociale, crea una situazione di handicap per l'intero nucleo.
B. PROVINCIA DI TRAPANI
CONTESTO TERRITORIALE DI RIFERIMENTO
La popolazione della Provincia di Trapani rappresenta il 8.6% del totale in Sicilia (5.037.799 ab.) e
presenta le seguenti caratteristiche:
-
-
-
il territorio dal punto di vista geografico si presenta articolato in zone costiere e collinari
con la presenza di centri urbani grossi, medi e piccoli.
relativamente all’aspetto socio-economico, tenuto conto delle caratteristiche geografiche
del territorio, emerge una diversificazione delle attività produttive presenti, che vanno
dal settore prettamente agricolo, a quello turistico-ricettivo e della pesca, all’attività
d’industria estrattiva del marmo, nonché al settore dei Servizi e del commercio.
gli individui di età fino ai 14 anni rappresentano il 16,4% della popolazione totale, mentre
gli anziani cioè gli individui di età superiore ai 65 anni assorbono una quota di 19,7.
L'indice di vecchiaia presenta un valore di 128 indicando quindi una tendenza all’
“invecchiamento” della popolazione
La popolazione provinciale è di 435.913 abitanti e la densità abitativa della provincia è
pari a 177 ab/Kmq e quindi al di sotto della media nazionale e regionale
Vi sono distribuiti 24 comuni per 163.538 famiglie circa con 2,07 componenti in media.
Il tasso di urbanizzazione è considerevole: il 71% della popolazione risiede nei 6 comuni
con più di 20.000 abitanti.
- Gli stranieri residenti in provincia sono 10.032, pari al 2.3% della popolazione totale.
(fonte: Bilancio demografico Istat dicembre 2008 – rielaborazione)
Allo scopo di analizzare il contesto di riferimento è stato preso in considerazione il Piano di Zona
del Distretto D50 dove ricade il comune di Trapani.
CONTESTO SETTORIALE DI e DESCRIZIONE DEL BISOGNO GENERALE
AREA DI INTERVENTO: MINORI
La popolazione minorile esistente nel territorio distrettuale, è pari a 28.175 e rappresenta circa il
20% della popolazione.
Nel contesto provinciale gli interventi effettuati a favore della popolazione minorile residente
sono in gran parte svolte dai servizi dell'ASL, dai Comuni e dalle organizzazioni del terzo settore.
La seguente tabella sintetizza le caratteristiche principali del contesto di riferimento
Tipologia di intervento e/o situazione ambientale
Ricoveri
L'istituzionalizzazione del minore, spesso è un intervento
determinato da eventi multiproblematici, presenti nel nucleo
familiare, non altrimenti risolvibili con altre modalità. la maggior
parte dei ricoveri effettuati è su disposizione del Tribunale dei
Minorenni, per la mancanza, sul territorio, di famiglie affidatarie
disponibili.
Assistenza domiciliare
Le famiglie in difficoltà seguite dai servizi sociali con minori presenti
nel nucleo sono circa 30 ma si segnalano più di 400 (più del 60% nel
Comune di Trapani) che necessitano di supporto dello svolgimento
dei compiti genitoriali e/o come contenimento della richiesta di
istituzionalizzazione del minore.
Carenza di interventi per i minori (0 -10 anni; 12 -18 anni)
Carenza dell'occupazione del tempo libero
Mancanza di spazi e stimoli ad attività di particolare interesse da
parte della popolazione minorile nelle varie fasce di età (spazi di
gioco e spazi di gioco "guidato" per minori a rischio) con la presenza
di operatori qualificati.
Accompagnamento educativo individualizzato per i minori a rischio
(12-18 anni)
Tabella 10 (fonte: Piano di zona D50 Trapani – rielaborazione)
Utenti coinvolti
Residenziali
105
Diurni
190
Seguite dai Servizi
Sociali
30
Non seguite e
segnalate
>400
Nel quartiere a riscio
di Fontanelle Milo
sono >80 i minori a
rischio
Criticità evidenziate
• scarsa adeguatezza, in termini psico-educativi della maggior parte degli operatori delle
strutture, deputate all'accoglienza del minore;
• carenza di strutture alternative agli istituti quali case famiglia e comunità alloggio;
• alto numero di famiglie in stato di bisogno con minori a carico
• forte abbandono scolastico
• disomogeneità dell'offerta di interventi sul territorio distrettuale;
• carenza di progettazione riferita alla fascia di età compresa tra i 15 e i 18 anni;
(Fonte: Piano di zona D50 Trapani – rielaborazione)
La sede presente nel territorio di Trapani FAMIGLIA APERTA "GARUCCIO" interviene da anni sul
territorio tramite attività di:
- accoglienza di minori in stato di bisogo
- sostegno alle famiglie del territorio
La struttura accoglie 5 minori come da tabella 11 sottostante.
MINORI E MINORI DISABILI ACCOLTI NELLE CASE FAMIGLIA
N°
ETA’
DISTURBO
PROVENIENZA
1
4
Psichico e/o fisico grave
Trapani
1
2
Psichico e/o fisico medio
grave
Tunisina
1
17
Psichico e/o fisico medio
grave
Giarre
1
16
Psichico e/o fisico medio
grave
Canicattì (Ag)
1
11
Psichico e/o fisico medio
Alcamo (Tp)
Tabella 11 (Fonte: ass.ne Comunità Papa Giovanni XXIII)
Nel corso del 2009 la sede ha attuato rispetto alle famiglie in stato di disagio le seguenti attività:
-
-
attività di animazione culturale presso la Parrocchia Sacro Cuore di Trapani e nella
Parrocchia San giuseppe di Contrada Fulgatore e per la festa patrronale di San Giuseppe a
Trapani
supporto di diverso tipo a 40 famiglie
accoglienze diurne di circa 10 minori
gite organizzate con gli accolti della casa e minori disagiati del territorio
1 campo adolescenti di 4 gg tra i ragazzi della struttura, delle case di acireale e del
quartiere a riscio di Fontanelle Milo di 15gg
attivita di sostegno scolastico 1 volta a settimana presso Parrocchia Sacro Cuore per 25
minori con difficoltà scolastiche
incontri con 20 famiglie del territorio 1 volta al mese in parrocchia
visite alle famiglie circa 30
distribuzione di indumenti, alimenti e medicinali
IDENTIFICAZIONE DEI DESTINATARI DEL PROGETTO
I destinatari del progetto come descritto precedentemente sono le 400 famiglie del territorio che
necessitano di supporto dello svolgimento dei compiti genitoriali e/o come contenimento della
richiesta di istituzionalizzazione del minore.
IDENTIFICAZIONE DEI BENEFICIARI
Qui di seguito vengono elencati i soggetti favoriti indirettamente dalla realizzazione del progetto
“Ancora fuori le mura” raggruppati secondo la tipologia del beneficio ottenuto:
Per il miglioramento in termini qualitativi e l’aumento in termini quantitativi della capacità di
accoglienza dell’ Associazione Papa Giovanni XXIII rispetto alla loro utenza e quindi per
l’implementazione di una risorsa in più per il territorio di loro competenza
-
Il Tribunale per Minori di Trapani
Il Servizio Sociale di Trapani
Il Servizio Sociale di Alcamo
Il Servizio Sociale di Palermo
Il Servizio Sociale di Castelvetrano
Centro Igene Mentale di Erice
Per l’ arricchimento delle iniziative che già pongono in essere generato dalla realizzazione delle
attività che l’ Associazione svolge al loro interno
-
Parrocchia Cristo Redentore
Parrocchia Santa Teresa di Trapani
Parrocchia Maria ss Ausiliatrice
Parrocchia Cristo re Casa Santa - Erice
Parrocchia S. Paolo Casa Santa - Erice
Parrocchia SS. Annunziata
Parrocchia Nostra Signora di Lourdes
Parrocchia Sacro Cuore
Parrocchia San Giuseppe - Fulgatore
DOMANDA DI SERVIZI ANALOGHI
Area Minori
Dall’analisi del piano di zona del distretto di Trapani emerge una quantità di servizi posti in essere
che non soddisfano pienamente le necessità del territorio e soprattutto in alcuni settori
decisamente in scarsa misura. Le principali necessità rispetto all’area tematica dei minori sono le
seguenti:
1. promozione e sensibilizzazione della cultura dell'affido familiare;
2. istituzione di un albo distrettuale delle famiglie affidatarie;
3. formazione del personale sui temi di accoglienza, affido e gestione sia del minore che del
nucleo familiare d'origine e di quello affidatario;
4. realizzazione di centri polivalenti per l'aggregazione e socializzazione dei minori e degli
adolescenti;
5. istituzione di case famiglia e/o comunità alloggio.
OFFERTA DI SERVIZIO ANALOGHI
A partire dai dati contenuti nel Piano di Zona del distretto di Trapani è stato possibile sintetizzare
l’offerta dei servizi analoghi nel distretto tramite le seguenti tabelle:
STRUTTURA
CONVENZIONE
CON COMUNE
Si
TIPO DI UTENZA
Piccolo rifugio
Mista (convitto)
Paceco
Mista (semiconvitto)
Incoronata
Si
Femmine (convitto)
Erice Casa Santa
Mista (semiconvitto)
San Antonio
Si
Mista (convitto)
Erice TP
Mista (semiconvitto)
Ospizio Marino
Si
Mista
Trapani
Pio X
Si
Femmine
Valderice
Maschi
San Francesco
Si
Mista (convitto)
D'Assisi Marausa TP
Mista (semiconvitto)
Ali d’Aquila
Si
Mista
Erice TP
Casa di accoglienza
No
Femmine (minori)
Santa Maria del
Donne con figli
Cammino
Tabella 12 (fonte: Piano di zona D50 Trapani – rielaborazione)
ETÀ
06 - 10
06 - 10
03 - 12
03 - 12
03 - 14
03 - 14
00 - 14
CAPACITÀ
RICETTIVA
10
15
20
31
8
92
120
00 - 18
00 - 14
06 - 14
06 - 14
06 - 18
40
totali (F.M.)
19
10
10
0 – 17
fino a 30 anni
10
totali
Nella tabella sottostante vengono specificati, per Comune, tutti gli interventi effettuati nell'anno
2002
Ricoveri
COMUNI
Convitto
TRAPANI
PACECO
VALDERICE
ERICE
BUSETO P.
CUSTONACI
55
15
8
15
3
0
Assistenza
Semiconv. domiciliare
159
0
2
27
2
0
15
15
0
0
0
0
Contributi a
famiglie
affidatarie
4
0
0
1
1
0
Progetti
2
6
12
4
3
1
Minori
partecipanti
censiti
24
60
500
109
44
30
SAN VITO
3
0
0
FAVIGNANA
6
0
0
Tot. Distretto
105
190
30
Tabella 13 (fonte: Piano di zona D50 Trapani – rielaborazione)
1
1
8
0
0
28
0
0
767
7) Obiettivi del progetto:
1. OBIETTIVO GENERALE
Promuovere a livello provinciale e regionale la solidarietà in modo particolare rispetto
alla tutela dei diritti sociali, all’applicazione del diritto di ogni bambino di avere una
famiglia ed ai servizi alle persone disabili
PROVINCIA DI CATANIA
AREA INTERVENTO: MINORI
MINORI BORDERLINE E CON GRAVI DISABILITA’
BISOGNO SPECIFICO DEL CONTESTO
Alto numero (superiore a 300 ) di minori border line e minori con disabilità gravi e
mancanza di strutture di tipo familiare idonee e disponibili all' accoglienza
OBIETTIVI
INDICATORI
DI RISULTATO
RISULTATI ATTESI
SPECIFICI A
Potenziare
gli
interventi
di
accoglienza
residenziale
di
minori borderline
e minori con gravi
disabilità
-Creazione di un corso con
cadenza bimestrale di 4h di
aggiornamento sull'affido e
richieste
d'accoglienza
minori, per gli operatori di
casa famiglia
-Incontri d' equipe con i
vari organi istituzionali:
S.Sociali territoriali, T.M.
Di Catania , 1 volta ogni 2
mesi
-4 incontri sul territorio di
sensibilizzazione
sull'
affidamento di minori.
-incontri settimanali con le
famiglie dei minori
-Elaborazione
di
una
risposta diretta o indiretta
a
15
richieste
di
accoglienza
-Incremento della competenze sulla
gestione
delle
accoglienze
e
sull’affido da parte di 15 operatori di
Casa Famiglia
-Aumento
di
10
accoglienze
residenziale di minori presso
le
strutture dell’Associazione
-Crescita socio-educativa e relazionale
per 10 minori
-Aumento di 4 accoglienze di minori
presso le famiglie affidatarie del
territorio
-Reinserimento di 2 minori presso la
famiglia d'origine di soggetti seguiti
dalla nostra associazione
- 500 persone informate sul significato
ed importanza sociale dell’affido
MINORI IN MISURE ATTENUATE ED ALTERNATIVE
BISOGNO SPECIFICO DEL CONTESTO
Recidività dei minori usciti dalle carceri, difficoltà a trovare un posto all’interno della
società
OBIETTIVI
INDICATORI
DI RISULTATO
RISULTATI ATTESI
SPECIFICI B
Qualificare
i - Creazione di un corso
percorsi
socio- trimestrale
di
3h
di
educativi nell’IPM di formazione per operatori sul
Acireale
ed disagio giovanile
implementare
i - incremento del 40% degli
percorsi
di inserimenti socio riabilitativi
reinserimento
nei centri (percorsi tirocini
sociale
formativi,
borse lavoro,
ecc...)
- Incremento del 30% degli
incontri con i vari organi
istituzionali: USSM, T.M. Di
Catania e operatori istituto
penitenziale minorile
di
Acireale e Catania
- Aumento del 30% delle
attività
ludico
ricreative
all’interno delle carceri
- Aumento del 20% delle
attività
di
mediazione
familiare
- Aumento del 20% delle
attività di inserimento
- Organizzazione di 5 incontri
di
sensibilizzazione
sul
territorio
-Aumento da 2 a 3 delle
manifestazioni
socio
educative
all’interno
del
carcere
- incremento delle competenze
sul disagio giovanile da parte di
5 educatori
- 4 minori in misura alternativa o
attenuata inseriti nei percorsi
dei centri
- 2 ragazzi in affidamento in
prova
- 300 persone informate sulle
problematicità
del
carcere
minorile
- diminuzione del recidività dei
minori usciti dalle carceri
- aumento delle richieste da
parte dei ragazzi di svolgere un
percorso
di
reinserimento
sociale presso i centri o le sedi
dell’ass.ne
- aumento del 10% delle persone
che
a
titolo
volontario
supportano
le
attività
in
carcere
AREA INTERVENTO: DISABILI
BISOGNO SPECIFICO DEL CONTESTO
Negli ultimi anni vi è stato un trend in crescita delle accoglienze da parte delle sedi di
attuazione di progetto da 13 del 2007 a 20 del 2009. 12 disabili psichici necessitano di
progetti educativi individualizzati in quanto non sono in grado di svolgere attività con un
buon grado di autonomia mentre 8 disabili necessitano di interventi personalizzati e di
attività per lo sviluppo delle autonomie individuali per un futuro inserimento lavorativo.
OBIETTIVI
INDICATORI
DI RISULTATO
RISULTATI ATTESI
SPECIFICI C
Implementare gli -Elaborazione
di
un
interventi
di manuale interno per una
acquisizione
corretta elaborazione di
dell’autonomia
progetti educativi per
personale
disabili psichici
- Redazione di 12 progetti
educativi individualizzati
- Attivazione di 12 attività
ludico
ricreative
personalizzate
elaborazione
di
12
progetti
di
“piccola
conquista” dell’autonomia
- incremento del 50 % delle
attività di mantenimento
scolastico
- acquisizione da parte di 15 operatori
degli strumenti per l’elaborazione
del progetto individualizzato
- 12 disabili psichici seguiti tramite
progetti individualizzati
8 disabili che hanno sviluppato
almeno una autonomia personale
- 10 disabili che hanno raggiunto e
mantenuto il progetto di “piccola
conquista”
- n. 2 disabili che si inseriscono nel
mondo del lavoro
PROVINCIA DI TRAPANI
AREA INTERVENTO: MINORI
BISOGNO SPECIFICO DEL CONTESTO
Più di 400 famiglie con minori nella provincia di Trapani in difficoltà nello svolgimento
dei compiti genitoriali ed a rischio di sottrazione del minore da parte delle autorità
competenti in tema di tutela dei minori.
OBIETTIVI
INDICATORI
DI RISULTATO
RISULTATI ATTESI
SPECIFICI D
Incrementare le - Aumento del 40% delle
attività
di
visite e dei colloqui con
sostegno
alle
le famiglie
famiglie
nel - Incremento del 30% delle
territorio
accoglienze diurne di
minori
- Realizzazione una volta
alla
settimana
di
laboratori di sostegno
scolastico
aperti
ai
minori
con
famiglie
probelmatiche
- Aumento delle attività di
dstribuzione
di
indumenti, alimenti e
farmaci
- Realizzazione di 6 incontri
di sensibilizzazione nel
terriotorio
- Incremento del’evento
teatrale annuale da 1 a 2
presso le parrocchie
- Organizzzazione di un
campo di condivisione
nel quartiere a rischio di
Fontenelle Milo
- Aumento delle famiglie supportate
nei compiti genitoriali da .......
- riduzione dei minori inseriti in
strutture
- incremento del 30% dei minori accolti
in forma diurna che potrenno essere
supportati
- riduzione dell’abbandono scolastico
di
n.25
minori
con
famiglie
probelmatiche
- 500 persone che sono a conoscenza
della criticità delle famiglie del
territorio
- coinvolginemnto di 15 famiglie e 40
minori
del
territorio
nella
realizzazione dell’evento teatrale
- coinvolgimento nelle attività del
campo di condivisione di 50 minori e
10 famiglie
8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le
attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in
servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo
che quantitativo:
L’ideazione del progetto “ANCORA FUORI LE MURA” si è articolata secondo una serie di attività, che si
sono svolte nel periodo temporale compreso tra maggio 2009 e dicembre 2009. In particolare si sono
svolte le seguenti attività:
-
-
-
Incontri di coordinamento con gli operatori delle 9 strutture di accoglienza per identificare i
bisogni specifici delle strutture,
Incontri di coordinamento con gli operatori delle 2 cooperative per identificare i bisogni
specifici delle strutture
Incontri con il responsabile del Servizio Nazionale AFFIDO MINORI per avere un quadro generale
del fenomeno a livello nazionale e per ottenere informazioni relativamente alle attività di
sensibilizzazione messe in atto per contrastare il fenomeno,
Mappatura dei bisogni del territorio attraverso contatti con i Servizi Sociali e le associazioni
locali,
Verifica delle risorse umane, materiali e strumentali dell’Associazione
Incontri con gli enti che si occupano di inserimento di minori presenti sul territorio per la
messa in rete delle risorse.
Partecipazione ai gruppi piano dei comuni consorziati dove siamo presenti
Ricognizione dei soggetti istituzionali preposti alla tutela dei minori (Tribunale dei Minori,
Questura, Organi
dell’IPM di Acireale, Servizi Sociali Comunali, uffici affido) e relativi referenti
Creazione di un database di potenziali volontari da coinvolgere nelle attività
Incontri preparatori alla gestione della Scuola sportiva
Predisposizione del programma annuale di rappresentazioni del laboratorio teatrale: contatti
con le scuole, le parrocchie, i gruppi di animazione territoriale
creazione di un calendario dove inserire le attività annuali
preparazione delle strutture per nuove accoglienze
verifica ed inventario di tutti gli accessori necessari (biancheria, materiale per l’igiene
personale, vestiario,ecc…)
preparazione di materiali didattici per i laboratori educativo-ricreativi
mappatura delle fonti di informazione sul territorio (testate giornalistiche, radio, televisioni
locali) al fine di attivare collaborazioni con giornalisti sensibili alle tematiche oggetto del
progetto.
Si riporteranno i punti 8.1 – 8.2 e 8.3 per ogni singola provincia, prima Catania su area di
intervento Minori e Disabili poi Trapani su area Minori.
PROVINCIA DI CATANIA
8.1. Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi
AREA INTERVENTO: MINORI
MINORI BORDERLINE E CON GRAVI DISABILITA’
OBIETTIVO SPECIFICO A:
POTENZIARE GLI INTERVENTI DI ACCOGLIENZA RESIDENZIALE DI MINORI
CON
PROBLEMI DI EQUILIBRIO PSICHICO, BORDERLINE
AZIONI – Attività
AZIONE 1:Preparazione
1.1 Contatti Partner
MESI
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
1.2 Verifica e disponibilità sedi
AZIONE2: Verifica degli interventi svolti
2.1 Analisi quantitativa e qualitativa degli interventi svolti
2.2.Analisi dei bisogni specifici del territorio
2.3. Elaborazione di una relazione sulle attività svolte
AZIONE 3. Relazione con i servizi sociali
3.1. Attività di segreteria
3.2. Accoglimento ed analisi casi proposti
3.3. Valutazione inserimento
AZIONE 4: Promozione e sensibilizzazione del territorio
4.1. Mappatura degli incontri sul territorio
4.2. Individuazione degli incontri annuali e programmazione
4.3. Realizzazione, partecipazione ad incontri pubblici
4.4. Contatti con il territorio
AZIONE 5: Interventi di accoglienza residenziale
5.1. Pianificazione e programmazione accoglienze
5.2. Inserimento dei minori nelle sedi
AZIONE 6: Attività socio-educative
6.1. Attività di sostegno scolastico
6.2. Attività di educazione attiva
6.3. Attività di laboratorio teatrale
AZIONE 7: Attività assistenziali
7.1. Attività igienico-sanitaria personale
7.2. Attività di accompagnamento
AZIONE 8: Attività ludico – ricreative
8.1. Attività manuali-artistiche
8.2. Attività di svago all'esterno della struttura
AZIONE 9: Attività riabilitative
9.1.Attività riabilitative presso strutture specializzate
9.2. Attività riabilitativedomiciliari
9.3. Attività supporto psicologico
AZIONE 10: Attività sportive
10.1. Pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione delle attività
AZIONE 11: Formazione Operatori
11.1. Pianificazione e programmazione di un corso per operatori
11.2. Realizzazione di un corso specifico per operatori
11. 3. Valutazione del corso
AZIONE 12 :Verifica e valutazione degli inserimenti
12.1. Incontri interne di equipe
12.2 elaborazione di relazioni semestrali
12.3. Comunicazione esterna (famiglie – Servizi Sociali)
12.4. Elaborazione di una relazione finale SWOT sugli inserimenti
OBIETTIVO SPECIFICO A: Potenziare gli interventi di accoglienza residenziale di minori con problemi
di equilibrio psichico, borderline
Le sedi di attuazione di progetto della provincia di Catania sono: Casa Famiglia Angeli Custodi, Casa
Famiglia San Francesco, Casa Famiglia Madonna della Provvidenza, Casa S.Maria dell’Odigidria, Casa
Famiglia Madre della Resurrezione, Casa Famiglia Cristo Vivo, Casa Famiglia Shalom Abba, Casa
Famiglia il Granellino di senape, esse attueranno le seguenti azioni/attività:
AZIONE 1: Preparazione
1.1.Contatti Partner
- contatti telefonici con i partner interessati
- raccolta delle adesioni da parte dei partner
1.2 Verifica e disponibilità sedi
- contatti telefonici con le varie sedi per verifica la loro disponibilità
- preparazione delle singole sedi
AZIONE 2: Verifica degli interventi svolti
2.1 Analisi quantitativa e qualitativa degli interventi svolti
- Raccolta dei dati relativi alle accoglienze effettuate fino a dicembre 2009 nelle strutture d'
accoglienza previste
- Revisione delle relazioni semestrali effettuate nell' anno 2009 per i minori accolti
- Valutazione
in
equipe
delle
attività
:
socio-educative,
assistenziali,ludico
ricreative,riabilitative e sportive svolte nell' anno 2009
- Incontri di equipe tra operatori per mettere in luce le difficoltà riscontrate e i risultati
conseguiti
- Verifica dei punti di forza e di debolezza della metodologia adottata
- Discussione e valutazione di nuove proposte e progettualità
2.2.Analisi dei bisogni specifici del territorio
- contatti con i servizi sociali dei comuni del territorio
- raccolta dei vari bisogni specifici segnalati dai comuni del territorio
- analisi in equipe delle richieste specifiche ricevute
- elaborazione di un programma, con relative attività per far fronte ai bisogni specifici emersi
2.3.Elaborazione di una relazione sulle attività svolte
- raccolta dati sulle attività svolte nel 2009
- elaborazione dei dati raccolti
- in equipe stesura di una relazione
AZIONE 3: Relazione con i servizi sociali
3.1Attività di segreteria
- contatti telefonici periodici coi Servizi Sociali territoriali
- richiesta ai Sevizi Sociali delle relazioni sui minori disagiati del territorio
- trasmissione delle relazioni sui minori disagiati del territorio da parte dei S.S al referente
zonale dell' affido dell’Associazione
3.2. Accoglimento ed analisi casi proposti
- Accoglimento delle relazioni sui minori disagiati del territorio da parte del referente zonale
dell' affido dell’Associazione
- Il referente zonale dell' affido dell’Associazione contatta telefonicamente i responsabili delle
strutture di casa famiglia e famiglie affidatarie per richiedere la partecipazione ad una equipe
di valutazione richieste d' accoglienza
- Definizione del giorno e della sede in cui si realizzerà l’incontro di equipe
3.3. Valutazione inserimento
-
valutazione in equipe del potenziale inserimento del minore in una struttura adeguata
preparazione dei responsabili della struttura
preparazione logistica della struttura
AZIONE 4: Promozione e sensibilizzazione del territorio
4.1. Mappatura degli incontri sul territorio
- contatti telefonici con le varie parrocchie , scuole e associazioni del territorio
- contatti telefonici con le parrocchie : Sacro cuore di Gesù e Maria SS. Immacolata
Venerina
- raccolta delle richieste sui temi da trattare proposti all' Associazione
di S.
4.2.Individuazione degli incontri annuali e programmazione
- Incontri d’equipe e scelta delle iniziative da organizzare
- Verifica della disponibilità dei membri dell' associazione
- Definizione degli obiettivi da raggiungere
- Stesura di un programma dettagliato per ogni incontro
- Stesura di un calendario per gli incontri annuali
- Verifica della disponibilità degli spazi
4.3 Realizzazione, partecipazione ad incontri pubblici
- Allestimento delle sale dove si svolgeranno le testimonianze
- Preparazione del materiale tecnico e didattico necessario
- Supporto alla realizzazione degli interventi
- Verifica di gradimento del corso
- Distribuzione di volantini prodotti e consegnatoci da Artigrafiche Fratantonio(Pachino), per
pubblicizzare le varie iniziative
4.4.Contatti con il territorio
- Elaborazione di una mailing list con le persone interessate
- Raccolta dei casi con cui l’ass.ne vieni in contatto
AZIONE 5: Interventi di accoglienza residenziale
5.1. Pianificazione e programmazione accoglienze
- Riunione tra il Referente zonale dell'affido dell'associazione e i responsabili struttura per
pianificare l' accoglienza residenziale del minore
- Realizzazione di un piano educativo personalizzato con gli obiettivi da raggiungere e la
previsione di incontri di verifica del progetto.
- Verifica della disponibilità e dei ruoli dei responsabili struttura
- creazione di un calendario dove inserire gli incontri di conoscenza tra il minore e la struttura
- preparazione dei luoghi per accogliere il minore
5.2. Inserimento dei minori nelle sedi
- attività di conoscenza e socializzazione e presentazione della struttura, dei responsabili e degli
accolti
- colloqui individuale tra il minore e i responsabili per individuare i bisogni
- analisi del loro percorso di vita e valutazione di eventuali casi
contatto e colloqui con psicologo
- colloqui con i servizi sociali per individuare problematicità e tipologia del disagio
- individuazione di un percorso individualizzato
- consegna di indumenti e prodotti per l’igiene personale
- predisposizione di spazi e tempi adatti al momento dell’accoglienza e al primo periodo di
inserimento che aiutino il minore a comprendere il significato dell’intervento protettivo
AZIONE 6. Attività socio-educative
6.1. Attività di sostegno scolastico
- preparazione del materiale didattico necessario
- preparazione della stanza dove svolgere tale attività
- doposcuola pomeridiano di 2 ore per lo svolgimento dei compiti scolastici
- potenziamento pomeridiano di 2 ore per recupero materie scolastiche con difficoltà 2 volte la
settimana
-
realizzazione di laboratori con programmi di video scrittura
ricerche scolastiche su internet
preparazione del materiale didattico per il giorno dopo a scuola
utilizzo di giochi multimediali , per consentire la stimolazione della memoria e per percorsi
para scolastici
attività di lettura (racconti, libri, fiabe, quotidiani)
6.2 Attività di educazione attiva
- incontri quindicennali tra coetanei per trattare temi di attualità
- realizzazione di cineforum
– favorire la realizzazione di incontri organizzati in parrocchie o centri giovanili per trattare
argomenti inerenti alla fascia d'età
- coinvolgimento nella preparazione di feste per l'animazione delle fasce più deboli (bambini
piccoli o con handicap)
- organizzazione di feste di compleanno
– attività e incontro con gruppo scout.
- organizzazione di uscite in luoghi pubblici (bar, cinema, pub…) del territorio per promuovere la
socializzazione anche in ambienti esterni alla comunità
6.3 Attività di laboratorio teatrale
–
preparazione del salone ove avvengono i laboratori
–
preparazione del materiale occorrente
–
corsi di clowneria e giocoleria
–
realizzazione di laboratori su tecniche teatrali, giochi di ruolo, esercizi di rilassamento, esercizi
per conoscere ed armonizzare il proprio corpo, giochi con la voce, con la mimica, di relazione
–
realizzazione di laboratori specifici per l’uso di luci e impianto audio.
–
I laboratori di dance-ability
–
laboratorio su utilizzo delle tecniche di ripresa cinematografica con realizzazione di un filmato
–
laboratori musicali realizzati da ASS: FRA ARTISTi " LAUTARI" di Catania
–
realizzazione di uno spettacolo teatrale presso le parrocchie: Sacro cuore di Gesù e Maria SS.
Immacolata di S. Venerina
AZIONE 7: Attività assistenziali
7.1 attività igienico-sanitaria personale
– gli accolti vengono assistiti ed aiutati nello svolgimento della pulizia igienica personale
quotidiana
– attività di riordino e pulizia per gli accolti ( attività quotidiane alle quali gli accolti sono
invitati e aiutati a svolgere per responsabilizzarsi e rendersi conto del loro grado di autonomia
e di crescita personale)
– cura alimentare (gli accolti vengono assistiti ed aiutati durante il consumo dei pasti);
– aiuto e stimolazione a preparare i pasti e la tavola per pranzare e cenare
– somministrazione di farmaci agli accolti sotto cura medica farmacologica;
7.2. Attività di accompagnamento
– gestione medico – sanitaria: accompagnamento in strutture sanitarie per accertamenti e analisi
mediche e visite specialistiche;
– servizio di trasporto (gli operatori hanno il compito di accompagnare gli utenti nelle sedi delle
varie attività esterne alla struttura, e nelle varie attività svolte sul territorio)
– accompagnamento per negozi per fare degli acquisti di vario genere
– accompagnamento a scuola, catechismo ,attività sportive ,ecc
– accompagnamento , dove è previsto , presso le famiglie d' origine
Azione 8: Attività ludico – ricreative
8.1 attività manuali-artistiche
– realizzazione di un calendario dove inserire le attività settimanali
– realizzazione di ogni attività- laboratorio specifico
– preparazione dei luoghi dove svolgere le attività
– preparazione del materiale per lo svolgimento della specifica attività
– laboratorio di costruzione di burattini, invenzione di storie e relativi spettacoli
– laboratori ricreativi di carta riciclata, cucito, creta
– laboratori di decoupage , patchwork, collage
–
–
–
–
giochi di gruppo, di società, da tavolo (per la stimolazione di capacità manuali, attentive e di
socializzazione);
attività di manipolazione attraverso l’utilizzo di diversi materiali (creta, ceramica carta,
cartelloni, stoffa);
attività di pittura attraverso l’utilizzo di diversi tipi di colori ( tempere, acquarelli,a cera, a
matita, a dito) e l’utilizzo di tele e fogli particolari (carta riciclata)
riordino dei luoghi dove si è svolta l' attività
8.2. attivita di svago all'esterno della struttura
– realizzazione di un calendario con gli impegni mensili
– realizzazione di ogni attività prevista
– organizzazione di uscite in campeggio in tenda
– visite guidate
– organizzazione di gite in barca
– organizzazione di 1 uscita alla settimana: cinema, gelato, parco giochi ecc;
– organizzazione di momenti di festa;
– escursioni nel territorio (periodiche gite che prevedono la possibilità di trascorrere del tempo
libero all’aria aperta, sia sfruttando le occasioni ed eventi offerti dal territorio, ad esempio
mostre o visite organizzate);
– organizzazione di soggiorni estivi (due volte l’anno gli operatori organizzano un periodo di
vacanza durante il quale insieme agli utenti trascorrono del tempo lontano dagli impegni
quotidiani in montagna o al mare)
AZIONE 9. Attività riabilitative
9.1.Attività riabilitative presso strutture specializzate
– realizzazione di un calendario con gli appuntamenti per ogni terapia
– accompagnamento del minore presso la struttura specializzata
– assistenza al minore durante l' attività svolta
– realizzazione delle varie terapie specifiche
– attività terapeutiche individuali settimanali (gli accolti seguono distinte terapie in base al loro
specifico bisogno che accompagnano le attività quotidiane)
– attività riabilitative psicomotorie secondo i bisogni dei singoli accolti (sedute di psicomotricità,
esplorazione dello spazio, attivazione delle funzioni sensoriali, percorsi psicomotori)
– attività presso strutture specializzate (aias, ecc)
– attività di logopedia
9.2. Attività riabilitative domiciliari
– i minori svolgono terapia domiciliare per il recupero del ritardo psicomotorio
– assistenza di personale specializzato
9.3. Attività supporto psicologico
– realizzazione di un calendario bi-mensile dove fissare i vari appuntamenti quindicennali con
psicologi e neuropsichiatri incaricati del minore
– accompagnamento del minore presso lo studio medico
– supporto da parte del responsabile dei rapporti del minore con la famiglia d' origine
AZIONE 10 . Attività sportive
10.1. Pianificazione attività sportive
– Individuazione della singola attività sportiva da indirizzare in modo specifico al minore
– ricerca di volontari per la realizzazione e sostegno delle singole attività
– ricerca e preparazione del materiale per svolgere l' attività
– ricerca e preparazione dei locali dove svolgere l' attività
– realizzazione di un calendario dove inserire la singola attività
10.2. realizzazione delle attività
– frequentazione di scuole di calcio, di pallavolo, di basket
– attività ludiche all’aperto sia organizzate che non
– corso di ballo
– durante il periodo estivo giochi ed esercizi in acqua con le piscine gonfiabili
– uscite organizzate in bicicletta
– In particolare nella Casa Famiglia S.Maria Dell’Odigidria, ginnastica correttiva con un
–
–
–
–
–
–
professore esperto
In particolare nella Casa Famiglia S.Maria Dell’Odigidria, nella Casa Famiglia Angeli Custodi
,nella Casa Famiglia Madonna della Provvidenza
durante il periodo estivo ginnastica al mare
In particolare nella Casa Famiglia S.Maria Dell’Odigidria, nella Casa Famiglia Angeli Custodi
,nella Casa Famiglia Madonna della Provvidenza partecipazione alla scuola di calcio una volta la
settimana dell' Associazione presso il campetto di calcio messo a disposizione dalla parrocchia
"S. Francesco D' Assisi" al Carmine di Giarre
partecipazione ad incontri calcistici organizzati dalla scuola calcio dell' Associazione con: la
squadra del Chievo e del Parma
partecipazione come scuola calcio dell' Associazione e giovani dell' Associazione alle partite di
calcio di serie A delle squadre: Chievo e Parma presso gli stadi vicini del territorio
attività all’aperto (uscite in bicicletta, con i pattini, a piedi per conoscere le diverse zone del
territorio)
corso di piscina
AZIONE 11: Formazione operatori
11.1. Pianificazione e programmazione di un corso per operatori
- Riunione tra il Responsabile del Servizio Nazionale Minori e il Responsabile del Servizio zonale
minori di Acireale e Catania per pianificare il corso
- Ricerca dei formatori per il corso
- Valutazione dei costi necessari per la realizzazione del corso
- Il Responsabile del Servizio Nazionale Minori e il Responsabile del Servizio zonale minori di
Acireale e Catania provvederanno alla somministrazione di una scheda ai responsabili strutture
c. famiglia e famiglie aperte dell’Associazione che accolgono minori per verificarne i bisogni
formativi
- Analisi delle schede compilate dai responsabili per verificare i bisogni formativi espressi dagli
stessi
11.2. Realizzazione di un corso specifico per operatori
- Il Servizio zonale dell' affido dell’Associazione contatta i formatori per stendere un programma
del corso
- Il referente zonale dell' affido dell’Associazione contatta i responsabili delle strutture che
accolgono minori per proporre la partecipazione al corso di formazione.
- Somministrazione di un questionario per valutare le conoscenze dei responsabili
- Analisi, da parte del formatore, dei punti di debolezza
- Definizione di un programma specifico e di obiettivi da raggiungere
- Verifica degli spazi e dei luoghi dove si svolgerà il corso
- Selezione di materiale didattico
- Programmazione dei giorni e degli orari nei quali si terrà il corso
- Partecipazione dei responsabili delle strutture che accolgono minori al corso
11.3. Valutazione del corso
- Incontri di equipe per il confronto sul corso effettuato
- Individuazione dei punti di forza del lavoro svolto in equipe
- Discussione su eventuali limiti del lavoro effettuato
- Confronto sull’operato dei diversi operatori
- Definizione delle principali difficoltà riscontrate
AZIONE 12: Verifica e valutazione degli inserimenti
12.1. Incontri interne di equipe
- Verifica degli obbiettivi prefissati raggiunti
- Verifica delle difficoltà incontrate nella gestione dei singoli minori
- Verifica dei percorsi socio -educativi verso i minori
- Verifica dei percorsi assistenziali effettuati sui minori
12.2 Elaborazione di relazioni semestrali
-
Raccolta dei vari dati( sanitari, scolastici, rapporti se ci sono con i familiari,sviluppo affettivo e
cognitivo, riguardanti il minore )
Elaborazione di una relazione semestrale sullo stato attuale del minore
stesura della relazione semestrale
12.3. Comunicazione esterna (famiglie – Servizi Sociali)
−
Invio della relazione semestrale sullo stato attuale del minore al responsabile affido Dell'
Associazione, Servizi Sociali competenti, e T. M. di appartenenza del minore
−
Contatti telefonici con i servizi Sociali competenti
−
Incontri d' equipe fra i vari attori istituzionali per fare una verifica globale dell' inserimento
del minore
12.4. Elaborazione di una relazione finale SWOT sugli inserimenti
−
raccolta dei dati in possesso
−
Incontri di equipe per il confronto per il confronto dei dati
−
Individuazione punti di forza del lavoro svolto
−
Discussione su eventuali limiti del lavoro effettuato
−
Confronto sull’operato dei diversi operatori
−
Definizione delle principali difficoltà riscontrate
AREA INTERVENTO: MINORI
MINORI IN MISURE ATTENUATE ED ALTERNATIVE
OBIETTIVO SPECIFICO B:
Qualificare i percorsi socio-educativi nell’IPM di Acireale ed implementare i percorsi di reinserimento
sociale
MESI
AZIONI – Attività
AZIONE1:
Verifica dello stato dell’arte rispetto alla
criminalita’ del territorio
.1.Studio quantitativo del
fenomeno
1.2. Aggiornamento del bisogno
1.3. Pianificazione e programmazione delle attività
AZIONE 2 – Interventi nelle carceri
2.1. Verifica degli interventi passati svolti
2.2 Programmazione attività nelle carceri per il 2010
AZIONE 3- Realizzazione attività presso Istituti
Penitenziari minorili di Acireale
3.1Attività Sportive
3.2.Attività ludico-ricreative
3.3 .attività di mediazione familiare
3.4. attività di laboratori teatrali
3.5. attivita socio- educative
AZIONE 4 – Contatti con carcere e servizi sociali
4.1Attività di segreteria
4.2. Valutazione ed analisi casi proposti
AZIONE 5 – Inserimento lavorativo – educativo dei minori
con pena detentiva presso le cooperativa Rò la formichina
0 1
2
3
4
5
6 7 8 9
10
11
12
e La Casa di Alberto tipo A/b
5.1.Programmazione e preparazione all' inserimento
lavorativo-educativo
5.2 Inserimento lavorativo- educativo
AZIONE 6 – Attivita’ educative presso le case famiglia
6.1 Presentazione struttura
6.2. Partecipazione attiva alla vita di struttura
AZIONE 7 – Valutazione degli inserimenti lavorativieducativi e delle attivita’ educative presso le case
famiglia
7.1verifica dei percorsi di reinserimento conclusi
7.2. Incontri interne di equipe
7.3. Incontri di equipe esterna (operatori carcere, Ussm, T.
per i Minori)
AZIONE 8 - Sensibilizzazione nel territorio ( scuole,
parrocchie, associazioni,club service)
8.1. Pianificazione delle attività e stesura di un calendario
8.2. Realizzazione delle attività
8.3. Valutazione delle attività svolte
AZIONE 9. Corso operatori
9.1.Pianificazione e programmazione di un corso per
operatori
9.2. Realizzazione di un corso specifico per operatori
9.3. Valutazione del corso
AZIONE 1 - Verifica dello stato dell’arte rispetto alla criminalita’ del territorio
1.1. Studio quantitativo del fenomeno
- Reperimento di materiale aggiornato sul fenomeno della criminalità minorile sia a livello
provinciale e regionale
- Aggiornamenti con gli operatori degli Istituti penitenziari Minorili e l' USSM territoriale
- Elaborazione statistica dei dati raccolti
1.2 . Aggiornamento del bisogno
- Incontro tra tutti gli operatori delle Associazione che si occupano del settore carcere e gli
operatori del carcere minorile di Acireale e Catania e l' USSM
- Valutazione della necessità di nuovi operatori
- Valutazione complessiva degli interventi, qualitativi quantitativi, svolti in precedenza
1.3. Pianificazione e programmazione delle attività
- Verifica della disponibilità e dei ruoli degli operatori
- Analisi delle zone maggiormente colpite dalla criminalità minorile
- Scelta delle zone specifiche su cui concentrarsi
- Azioni di prevenzione giovanile da effettuare sul territorio
AZIONE 2 – Interventi negli Istituti Penitenziari Minorili di Acireale
2.1 Verifica degli interventi passati svolti
- Resoconto delle azioni, attività svolte nelle carcere nell' anno 2009
- Incontri di equipe tra operatori per mettere in luce le difficoltà riscontrate
- Verifica dei punti di forza e di debolezza della metodologia adottata
- Discussione e valutazione di nuove proposte e progettualità
2.2 Programmazione attività nelle carceri per il 2010
-
Incontri di equipe tra gli operatori dell' Associazione per la pianificazione delle iniziativeattività da realizzare
Valutazione delle attività specifiche da affrontare
Incontri d’equipe e divisione di ruoli in base alle competenze
Verifica delle risorse umane
Stesura di un calendario per le attività da realizzare
AZIONE 3. Realizzazione attività presso Istituti Penitenziari minorili di Acireale
3.1. Attività Sportive
- preparazione del campetto di calcio
- preparazione del materiale per l' attività (palloni, casacche , divise, ecc)
- organizzazione e partecipazione di tornei di calcio
3.2.Attività ludico-ricreative
- preparazione dei luoghi dove svolgere l' attività
- preparazione del materiale specifico per ogni attività
- cineforum
- giochi di società
- organizzazione feste (natale, pasqua ecc)
- organizzazione di cene nel cortile dell' IPM
3.3 . attività di mediazione familiare
- counsiling
- colloqui con le famiglie
- organizzazione di momenti d' incontro tra le famiglie dell' Associazione e le famiglie dei giovani
detenuti
- cene e momenti di gioco tra i giovani ristretti , le famiglie dell' Associazione e Magistrate del
Tribunale dei minori e procura dei Minori
3.4. attività di laboratori teatrali
- preparazione del salone ove avvengono i laboratori
- preparazione del materiale occorrente
- realizzazione di laboratori su tecniche teatrali, giochi di ruolo, esercizi di rilassamento,
esercizi per conoscere ed armonizzare il proprio corpo, giochi con la voce, con la mimica, di
relazione
- laboratorio su utilizzo delle tecniche di ripresa cinematografica con realizzazione di un filmato
- laboratori musicali
3.5. attivita socio- educative
- recupero scolastico
- responsabilità e gestione della biblioteca interna all' Istituto
- rapporto all' interno della struttura penitenziaria con ragazzi portatori di handicap del centro
di aggregazione della nostra Associazione che hanno il permesso d' ingresso nell' IPM
AZIONE 4 – Contatti con carcere e servizi sociali
4.1. Attività di segreteria
- contatti telefonici periodici da parte dell’'USSM territoriale e operatori delle carceri minorili
territoriali
- richiesta all' USSM territoriale e operatori delle carceri minorili di progetti specifici sui minori
con pena detentiva
- trasmissione progetto specifico sul minore con pena detentiva da parte dll' Ussm territoriale al
referente zonale del servizio carcere dell’Associazione
4.2. Valutazione ed analisi casi proposti
- Accoglimento del progetto specifico sul minore con pena detentiva da parte del referente
zonale del servizio carcere dell’Associazione
- Il referente zonale del servizio carcere
dell’Associazione contatta telefonicamente i
responsabili delle strutture per richiedere la partecipazione ad una equipe di valutazione
richiesta inserimento
- Definizione del giorno e della sede in cui si realizzerà l’incontro di equipe
-
Valutazione in equipe del potenziale inserimento del minorein una struttura adeguata
AZIONE 5 – Inserimento lavorativo – educativo dei minori con pena detentiva presso le cooperativa
Rò la formichina e La Casa di Alberto tipo A/b
5.1.Programmazione e preparazione all' inserimento lavorativo-educativo
- Colloqui tra operatori dell' associazione, del carcere e ass. sociale assegnata e il minore per
pianificare il progetto lavorativo-educativo
- Preparazione dei documenti necessari
- Stesura di un calendario con gli orari, attività , regole da rispettare sul lavoro
5.2 Inserimento lavorativo- educativo
- Accompagnamento del minore dal carcere alla struttura di Cooperativa Rò La Formichina
- Accoglienza minore in struttura
- Presentazione degli operatori che lavorano nella struttura e dei ruoli che ricoprono
- presentazione della struttura e delle regole da rispettare
- programmazione e divisione dei lavori da effettuare
- accompagnamento del minore dalla coop al carcere
- creazione di un rapporto amicale personale con il minore
- animazione dei momenti di pausa e ricreativi
- cura del rapporto con la famiglia
- verifica continua dell' andamento del progetto con i servizi sociali e la direzione dell' IPM
AZIONE 6 – Attivita’ educative presso le case famiglia
Un punto forza nell' inserimento diurno dei giovani detenuti è la possibilità di far vivere loro oltre al
tirocinio lavorativo o alla borsa lavoro anche un' esperienza di volontariato nelle nostre case famiglia
durante la pausa pranzo e nelle prime ore pomeridiane. Per loro tale momento diviene importante
anche come confronto con la vita di una famiglia tenendo presente che molto spesso le loro famiglie di
origine sono multi problematiche
6.1 Presentazione struttura
- Presentazione degli operatori che lavorano nella struttura e dei ruoli che ricoprono
- presentazione della struttura e delle regole da rispettare e degli altri utenti ospiti
6.2. Partecipazione attiva alla vita di struttura
- Partecipazione alla vita quotidiana della struttura
- Collaborazione nella gestione della cucina
- Suddivisione in turni per le pulizie della cucina
- Partecipazione alle attività previste (attività ludiche con i bambini, intrattenimenti vari,
momenti di svago,...)
- Spazio al dialogo e al racconto di vita
- Dialogo sulla legalità.
AZIONE 7 – Valutazione degli inserimenti lavorativi-educativi e delle attivita’ educative presso le
case famiglia
7.1. Verifica dei percorsi di reinserimento conclusi
- Valutazione, all’interno di ogni struttura, dei punti di forza di ogni percorso concluso
- Colloqui con i ragazzi che hanno concluso il percorso per evidenziarne gli aspetti positivi e
quelli negativi
- Valutazione della collaborazione con enti, uffici, servizi sociali, Forze dell’Ordine
- Analisi del percorso di re-inserimento lavorativo e a’ educative presso le case famiglia
7.2. Incontri interne di equipe
- Verifica degli obiettivi prefissati raggiunti
- Verifica delle difficoltà incontrate nella gestione dei singoli minori
- Verifica dei percorsi lavorativi -educativi verso i minori
- Verifica dei percorsi di a’ educative presso le case famiglia
7.3. Incontri di equipe esterna (operatori carcere, Ussm, T. per i Minori)
- Contatti telefonici con i servizi Sociali competenti
- Contatti telefonici con gli operatori del carcere
- Incontri d' equipe fra i vari attori istituzionali per fare una verifica globale dell' inserimento del
minore
AZIONE 8 - Sensibilizzazione nel territorio ( scuole, parrocchie, associazioni,club service)
8.1. Pianificazione delle attività e stesura di un calendario
- Incontri d’equipe tra gli operatori interessati dell' Associazione e gli attori interessati per la
scelta delle iniziative da organizzare
- contatti specifici con le parrocchie Sacro cuore di Gesù e Maria SS. Immacolata di S. Venerina
- Verifica della disponibilità degli insegnanti e dei relatori
- Definizione degli obiettivi da raggiungere
- Valutazione delle tematiche specifiche da affrontare
- Scelta delle metodologia dell’intervento
- Preparazione del materiale didattico, strumentale o tecnico per la realizzazione dell’evento
- Stesura di un programma dettagliato per ogni testimonianza
- Stesura di un calendario per ogni testimonianza
- Verifica della disponibilità degli spazi
- Distribuzione di volantini prodotti e consegnatoci da artiGrafiche Fratantonio (Pachino), per
pubblicizzare le varie iniziative
8.2. Realizzazione delle attività
- Allestimento delle sale dove si svolgeranno le lezioni
- Preparazione del materiale tecnico e didattico necessario
- Supporto alla realizzazione degli interventi
8.3. Valutazione delle attività svolte
- Verifica di gradimento del corso
- Analisi delle competenze acquisite
- Grado di soddisfazione degli attori interessati
AZIONE 9. Corso operatori
9.1. Pianificazione e programmazione di un corso per operatori
- Riunione tra il Responsabile del Servizio Nazionale Minori e il Responsabile del Servizio zonale
minori di Acireale e Catania per pianificare il corso
- Ricerca dei formatori per il corso
- Valutazione dei costi necessari per la realizzazione del corso
- Il Responsabile del Servizio Nazionale Minori e il Responsabile del Servizio zonale minori di
Acireale e Catania provvederanno alla somministrazione di una scheda ai responsabili strutture
c. famiglia e famiglie aperte dell’Associazione che accolgono minori per verificarne i bisogni
formativi
- Analisi delle schede compilate dai responsabili per verificare i bisogni formativi espressi dagli
stessi
9.2. Realizzazione di un corso specifico per operatori
-
Il Servizio zonale carcere dell’Associazione contatta i formatori per stendere un programma
del corso
Il referente zonale del carcere dell’Associazione contatta i responsabili delle strutture che
accolgono minori per proporre la partecipazione al corso di formazione.
Somministrazione di un questionario per valutare le conoscenze dei responsabili
Analisi, da parte del formatore, dei punti di debolezza
Definizione di un programma specifico e di obiettivi da raggiungere
Verifica degli spazi e dei luoghi dove si svolgerà il corso
Selezione di materiale didattico
Programmazione dei giorni e degli orari nei quali si terrà il corso
Partecipazione dei responsabili delle strutture che accolgono minori al corso
9.3. Valutazione del corso
-
Incontri di equipe per il confronto sul corso effettuato
Individuazione punti di forza del lavoro svolto in equipe
Discussione su eventuali limiti del lavoro effettuato
Confronto sull’operato dei diversi operatori
Definizione delle principali difficoltà riscontrate
AREA INTERVENTO: MINORI
8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, con la specifica
delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette attività
Le sedi di attuazione di progetto della provincia di Catania sono: Casa Famiglia Angeli Custodi, Casa
Famiglia San Francesco, Casa Famiglia Madonna della Provvidenza, Casa S.Maria dell’Odigidria, Casa
Famiglia Madre della Resurrezione, Casa Famiglia Cristo Vivo, Casa Famiglia Shalom Abba, Casa
Famiglia il Granellino di senape, Cooperative La Casa Di Alberto e Rò la Formichina di tipo A/B
Si Riporta una tabella riepilogativa del totale delle risorse umane impegnate per la realizzazione del
progetto Ancora Fuori Le Mura (tabella numero 1). le tabelle 2 e 3 entrano nel dettaglio delle
specifiche professionalità e riportano in quale attività è impegnato ogni membro del personale
coinvolto.
RUOLO
Responsabili di struttura
NUMERO
15
Coordinatori attività specifiche 13
Animatori ex scv
17
Educatore professionale
2
AREA D' INTERVENTO MINORI BORDERLINE E CON GRAVI DISABILITA’
OBIETTIVO SPECIFICO A: Potenziare gli interventi di accoglienza residenziale di minori
problemi di equilibrio psichico, borderline
con
Struttura:Casa Famiglia Angeli Custodi
N
RUOLO
1
Coordinatore della sede
–Educatore
e
responsabile della Casa
Famiglia
–
figura
genitoriale materna
SPECIFICA PROFESSIONALITA'
ATTIVITA'
Esperienza pluriennale nella
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento
delle varie attività inerenti alla
struttura
e
ai
singoli
utenti;esperienza
di
partecipazione ad
1.1 contatti Partner
incontri sul territorio
4.1. mappatura degli incontri sul territoriali
1.2. verifica e disponibilità sedi
2.1. analisi quantitativa e qualitativa degli
interventi svolti
3.3. Valutazione inserimento
4.2.individuazione degli incontri annuali e
programmazione
4.3.realizzazione,partecipazione ad incontri
pubblici
5.1. pianificazione e programmazione
accoglienze
5.2. inserimento dei minori nelle sedi
6.1. attività di sostegno scolastico
6.2.attività di educazione attiva
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.1 attività manuali artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.3. Attività di supporto psicologico
10.1. pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione delle attività
11.2 realizzazione di un corso specifico per
operatori
11.3 valutazione del corso
12.1. incontri interne d' equipe
12.2. elaborazione di relazioni semestrali.
1
Coordinatore della sede
-Educatore
e
responsabile
Casa
Famiglia, responsabile
di una coop. Sociale
tipo
A/B
“Rò
La
Formichina” - figura
genitoriale paterna
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, e cooperativa
Rò la
Formichina di tipo a/b; esperienza
con minori con vissuti di devianza,
2.1. analisi quantitativa e qualitativa degli
interventi svolti
si occupa di inserimento
4.2.individuazione degli incontri annuali e
programmazione
lavorativo di ragazzi con
disagio psichico o
sociale,provenienti dal carcere
3.3. Valutazione inserimento
4.1. mappatura degli incontri sul territoriali
4.3.realizzazione,partecipazione ad incontri
pubblici
5.1. pianificazione e programmazione
accoglienze
5.2. inserimento dei minori nelle sedi
6.2.attività di educazione attiva
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.3. Attività di supporto psicologico
10.1. pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione delle attività
11.2 realizzazione di un corso specifico per
operatori
11.3 valutazione del corso
12.1. incontri interne d' equipe
5
Animatore
Esperienza di servizio civile presso la 6.1. attività di sostegno scolastico
struttura,animatore di attività ludico6.2.attività di educazione attiva
ricreative
6.3. attività di laboratori teatrali
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.1 attività manuali artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.3. Attività di supporto psicologico
10.1. pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione delle attività
1
Animatore
Animatore che organizza
8.1 attività manuali artistiche
attività artistiche con
6.1. attività di sostegno scolastico
i ragazzi e bambini (pittura
disegni- lavoretti vari)
Struttura:Casa Famiglia S. Francesco
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia –
figura genitoriale materna
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento delle
varie attività inerenti alla struttura
e ai singoli utenti,
2.1. analisi quantitativa e qualitativa degli
interventi svolti
3.3. Valutazione inserimento
4.1. mappatura degli incontri sul territoriali
sostegno alle famiglie bisognose 4.2.individuazione degli incontri annuali e
del territorio, esperienza di affido programmazione
familiare con le famiglie del
4.3.realizzazione,partecipazione ad incontri
territorio
pubblici
5.1. pianificazione e programmazione
accoglienze
5.2. inserimento dei minori nelle sedi
6.1. attività di sostegno scolastico
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.1 attività manuali artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1.attività riabilitative presso strutture
specializzate
9.1. attività riabilitative domiciliari
9.3. Attività di supporto psicologico
11.2 realizzazione di un corso specifico per
operatori
11.3 valutazione del corso
12.1. incontri interne d' equipe
12.2. elaborazione di relazioni semestrali.
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia –
figura genitoriale paterna
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento delle
varie attività inerenti alla struttura
e ai singoli utenti
2.1. analisi quantitativa e qualitativa degli
interventi svolti
3.3. Valutazione inserimento
4.1. mappatura degli incontri sul territoriali
4.2.individuazione degli incontri annuali e
programmazione
4.3.realizzazione,partecipazione ad incontri
pubblici
5.1. pianificazione e programmazione
accoglienze
5.2. inserimento dei minori nelle sedi
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1.attività riabilitative presso strutture
specializzate
9.1. attività riabilitative domiciliari
9.3. Attività di supporto psicologico
11.2 realizzazione di un corso specifico per
operatori
11.3 valutazione del corso
12.1. incontri interne d' equipe
1
animatrice
Esperienza di servizio civile presso 6.1. attività di sostegno scolastico
la struttura,animatore di attività
7.1. attività igienico-sanitaria personale
ludico-ricreative
7.2. attività di accompagnamento
8.1 attività manuali artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1.attività riabilitative presso strutture
specializzate
2
animatrice
Esperienza di sostegno di vari tipo
pluriennale presso la struttura
6.1. attività di sostegno scolastico
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.1 attività manuali artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1.attività riabilitative presso strutture
specializzate
Struttura: Casa Famiglia Madonna della Provvidenza
1
Coordinatore della sede –
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
Educatore e responsabile famiglia, nel coordinamento delle
della Casa Famiglia –
varie attività inerenti alla struttura
figura genitoriale materna e ai singoli utenti, sostegno alle
famiglie bisognose del territorio. Si
occupa di inserimento lavorativo di
ragazzi con disagio psichico o
sociale,provenienti dal carcere
2.1. analisi quantitativa e qualitativa degli
interventi svolti
2.2. analisi dei bisogni specifici del
territorio
3.1 attività di segreteria
3.3. Valutazione inserimento
4.1. mappatura degli incontri sul territoriali
4.2.individuazione degli incontri annuali e
programmazione
4.3.realizzazione,partecipazione ad incontri
pubblici
5.1. pianificazione e programmazione
accoglienze
5.2. inserimento dei minori nelle sedi
6.1. attività di sostegno scolastico
6.2.attività di educazione attiva
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.1 attività manuali artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1. attività riabilitative presso strutture
specializzate
9.3. Attività di supporto psicologico
10.1. pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione dellle attività
11.2 realizzazione di un corso specifico per
operatori
11.3 valutazione del corso
12.1. incontri interne d' equipe
12.2. elaborazione di relazioni semestrali.
1
Coordinatore della sede - Educatore professionale –
Educatore e responsabile
Attività educative con minori
della Casa Famiglia –
figura genitoriale paterna gestione della casa – gestione
dei rapporti con gli enti esterni
2.1. analisi quantitativa e qualitativa degli
interventi svolti
2.2. analisi dei bisogni specifici del
territorio
(scuole, asl, palestre) -
2.3. elaborazione di una relazione sulle
attività svolte
partecipa agli incontri del
3.3. Valutazione inserimento
consiglio parrocchiale
4.1. mappatura degli incontri sul territoriali
4.2.individuazione degli incontri annuali e
programmazione
4.3.realizzazione,partecipazione ad incontri
pubblici
5.1. pianificazione e programmazione
accoglienze
5.2. inserimento dei minori nelle sedi
6.2.attività di educazione attiva
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1. attività riabilitative presso strutture
specializzate
9.3. Attività di supporto psicologico
10.1. pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione delle attività
11.2 realizzazione di un corso specifico per
operatori
11.3 valutazione del corso
12.1. incontri interne d' equipe
1
Membro della Comunità Attività ricreative con i minori - 4.2.individuazione degli incontri annuali e
Papa Giovanni XXIII
Sostegno nelle varie attività della programmazione
struttura, animatrice presso L'Istituto
penitenziario
di
Acireale,
co- 4.3.realizzazione,partecipazione ad incontri
responsabile della compagnia teatrale pubblici
dell' Associazione Comunità Papa 6.1 attività di sostegno scolastico
Giovanni
6.2.attività di educazione attiva
6.3. attività di laboratori teatrali
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.1. attività manuali-artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1. attività riabilitative presso strutture
specializzate
9.3. Attività di supporto psicologico
10.1. pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione delle attività
11.2 realizzazione di un corso specifico per
operatori
11.3 valutazione del corso
12.1. incontri interne d' equipe
3
Animatore
Esperienza di servizio civile presso la 6.2.attività di educazione attiva
struttura,animatore di attività ludico6.3. attività di laboratori teatrali
ricreative
7.2. attività di accompagnamento
8.1. attività manuali-artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
Struttura:Casa Famiglia S.M. Dell' Odigidria
1
Coordinatore della sede - Esperienza pluriennale nella gestione 2.1. analisi quantitativa e qualitativa degli
Educatore e responsabile della struttura di casa famiglia, nel interventi svolti
coordinamento delle varie attività
della Casa Famiglia –
figura genitoriale materna inerenti alla struttura e ai singoli 2.2. analisi dei bisogni specifici del
territorio
utenti,
sostegno alle famiglie bisognose del 2.3. elaborazione di una relazione sulle
territorio,responsabile zonale affido, attività svolte
rapporto con i
Servizi Sociale e 3.1 attività di segreteria
Tribunali per i Minori, responsabile
della Compagnia Teatrale dell' 3.2. accoglimento ed analisi dei casi
Associazione Comunità Papa Giovanni proposti
esperienza di attività all' interno del 3.3. Valutazione inserimento
carcere minorile Acireale
4.1. mappatura degli incontri sul territorio
4.2.individuazione degli incontri annuali e
programmazione
4.3.realizzazione,partecipazione ad incontri
pubblici
4.4. contatti con il territorio
5.1. pianificazione e programmazione
accoglienze
5.2. inserimento dei minori nelle sedi
6.1 attività di sostegno scolastico
6.2.attività di educazione attiva
6.3. attività di laboratori teatrali
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.1. attività manuali-artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1. attività riabilitative presso strutture
specializzate
9.3. Attività di supporto psicologico
10.1. pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione delle attività
11.1. pianificazione e programmazione di un
corso per operatori
11.2 realizzazione di un corso specifico per
operatori
11.3 valutazione del corso
12.1. incontri interne d' equipe
12.2. elaborazione di relazioni semestrali.
12.3. comunicazione esterna
12.4. elaborazione di una relazione finale
SWOT sugli inserimenti raccolta dei dati in
possesso
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia –
figura genitoriale paterna
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento delle
varie attività inerenti alla struttura
e ai singoli utenti, sostegno alle
famiglie bisognose del territorio,
contatti con i Servizi Sociali, TM
dei minori-adulti e Regione.
Animatore
presso
L'Istituto
penitenziario di Acireale, si occupa
di inserimento lavorativo di ragazzi
con disagio psichico o sociale,
provenienti dal carcere
2.1. analisi quantitativa e qualitativa degli
interventi svolti
2.2. analisi dei bisogni specifici del
territorio
2.3. elaborazione di una relazione sulle
attività svolte
3.1 attività di segreteria
3.2. accoglimento ed analisi dei casi
proposti
3.3. Valutazione inserimento
4.1. mappatura degli incontri sul territorio
4.2.individuazione degli incontri annuali e
programmazione
4.3.realizzazione,partecipazione ad incontri
pubblici
4.4. contatti con il territorio
5.1. pianificazione e programmazione
accoglienze
5.2. inserimento dei minori nelle sedi
6.1 attività di sostegno scolastico
6.2.attività di educazione attiva
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.1. attività manuali-artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1. attività riabilitative presso strutture
specializzate
9.3. Attività di supporto psicologico
10.1. pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione dellle attività
11.2 realizzazione di un corso specifico per
operatori
11.3 valutazione del corso
12.1. incontri interne d' equipe
12.2. elaborazione di relazioni semestrali.
12.3. comunicazione esterna
12.4. elaborazione di una relazione finale
SWOT sugli inserimenti raccolta dei dati in
possesso
2
Animatore
Esperienza di servizio civile presso la 6.2.attività di educazione attiva
struttura,animatore di attività ludico6.3. attività di laboratori teatrali
ricreative
7.2. attività di accompagnamento
8.1. attività manuali-artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
Struttura:Casa Famiglia Madre della Resurrezione
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia –
figura genitoriale materna
Esperienza
pluriennale
nella 2.1. analisi quantitativa e qualitativa degli
gestione della struttura, attività interventi svolti
educative con minori, partecipa
2.2. analisi dei bisogni specifici del
agli incontri territoriali
territorio
3.3. Valutazione inserimento
4.1. mappatura degli incontri sul territoriali
4.2.individuazione degli incontri annuali e
programmazione
4.3.realizzazione,partecipazione ad incontri
pubblici
5.1. pianificazione e programmazione
accoglienze
5.2. inserimento dei minori nelle sedi
6.1. attività di sostegno scolastico
6.2.attività di educazione attiva
6.3. attività di laboratori teatrali
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.1 attività manuali artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1. attività riabilitative presso strutture
specializzate
9.3. Attività di supporto psicologico
10.1. pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione delle attività
11.2 realizzazione di un corso specifico per
operatori
11.3 valutazione del corso
12.1. incontri interne d' equipe
12.2. elaborazione di relazioni semestrali.
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia –
figura genitoriale paterna
Coordinatore della Cooperativa La
Casa di Alberto, attività educative
con minori – gestione della casa –
partecipazione agli incontri Caritas
diocesana- si occupa di inserimento
lavorativo di ragazzi con disagio
psichico o sociale, provenienti dal
carcere o dal Servizio di Igiene
Mentale della AUSL, si occupa di
agricoltura sociale
2.1. analisi quantitativa e qualitativa degli
interventi svolti
2.2. analisi dei bisogni specifici del
territorio
3.3. Valutazione inserimento
4.1. mappatura degli incontri sul territoriali
4.2.individuazione degli incontri annuali e
programmazione
4.3.realizzazione,partecipazione ad incontri
pubblici
5.1. pianificazione e programmazione
accoglienze
5.2. inserimento dei minori nelle sedi
6.1. attività di sostegno scolastico
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1. attività riabilitative presso strutture
specializzate
9.3. Attività di supporto psicologico
10.1. pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione delle attività
11.2 realizzazione di un corso specifico per
operatori
11.3 valutazione del corso
12.1. incontri interne d' equipe
12.2. elaborazione di relazioni semestrali.
3
Animatore
Esperienza di servizio civile presso la 6.1. attività di sostegno scolastico
struttura, animatore di attività
7.1. attività igienico-sanitaria personale
ludico-ricreative
7.2. attività di accompagnamento
8.1 attività manuali artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1.attività riabilitative presso strutture
specializzate
Struttura:Casa Famiglia Shalom Abba
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia –
figura genitoriale materna
Esperienza
pluriennale
nella 2.1. analisi quantitativa e qualitativa degli
gestione della struttura, attività interventi svolti
educative con minori, partecipa
2.2. analisi dei bisogni specifici del
agli incontri territoriali
territorio
2.3. elaborazione di una relazione sulle
attività svolte
3.1 attività di segreteria
3.2. accoglimento ed analisi dei casi
proposti
3.3. Valutazione inserimento
4.1. mappatura degli incontri sul territorio
4.2.individuazione degli incontri annuali e
programmazione
4.3.realizzazione,partecipazione ad incontri
pubblici
4.4. contatti con il territorio
5.1. pianificazione e programmazione
accoglienze
5.2. inserimento dei minori nelle sedi
6.1 attività di sostegno scolastico
6.2.attività di educazione attiva
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.1. attività manuali-artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1. attività riabilitative presso strutture
specializzate
9.3. Attività di supporto psicologico
10.1. pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione delle attività
11.1. pianificazione e programmazione di un
corso per operatori
11.2 realizzazione di un corso specifico per
operatori
11.3 valutazione del corso
12.1. incontri interne d' equipe
12.2. elaborazione di relazioni semestrali.
12.3. comunicazione esterna
12.4. elaborazione di una relazione finale
SWOT sugli inserimenti raccolta dei dati in
possesso
3
Figura di supporto
Volontariato pluriennale presso la 6.1 attività di sostegno scolastico
struttura, attività socio- educative,
6.2.attività di educazione attiva
attività assistenziali
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.1. attività manuali-artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1. attività riabilitative presso strutture
specializzate
9.3. Attività di supporto psicologico
Struttura:Casa Famiglia Cristo Vivo
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia –
figura genitoriale materna
Esperienza
pluriennale
nella 2.1. analisi quantitativa e qualitativa degli
gestione della struttura, attività interventi svolti
educative con minori, partecipa
2.2. analisi dei bisogni specifici del
agli incontri territoriali
territorio
3.3. Valutazione inserimento
5.1. pianificazione e programmazione
accoglienze
5.2. inserimento dei minori nelle sedi
6.1. attività di sostegno scolastico
6.2.attività di educazione attiva
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.1 attività manuali artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1. attività riabilitative presso strutture
specializzate
9.3. Attività di supporto psicologico
10.1. pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione delle attività
11.2 realizzazione di un corso specifico per
operatori
11.3 valutazione del corso
12.1. incontri interne d' equipe
12.2. elaborazione di relazioni semestrali
2
Membro della Comunità
Papa Giovanni XXIII
Volontariato pluriennale presso la 6.1. attività di sostegno scolastico
struttura, attività socio- educative,
7.1. attività igienico-sanitaria personale
attività assistenziali
7.2. attività di accompagnamento
8.1 attività manuali artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1.attività riabilitative presso strutture
specializzate
Struttura:Casa Famiglia "Il Granellino di Senapa"
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia –
figura genitoriale materna
Esperienza
pluriennale
nella 2.1. analisi quantitativa e qualitativa degli
gestione della struttura, attività interventi svolti
educative con minori, partecipa
2.2. analisi dei bisogni specifici del
agli incontri territoriali
territorio
3.3. Valutazione inserimento
5.1. pianificazione e programmazione
accoglienze
5.2. inserimento dei minori nelle sedi
6.1. attività di sostegno scolastico
6.2.attività di educazione attiva
6.3. attività di laboratori teatrali
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.1 attività manuali artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1. attività riabilitative presso strutture
specializzate
9.3. Attività di supporto psicologico
10.1. pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione delle attività
11.2 realizzazione di un corso specifico per
operatori
11.3 valutazione del corso
12.1. incontri interne d' equipe
12.2. elaborazione di relazioni semestrali
1
Coniuge della
responsabile- figura
genitoriale paterna
Diploma
di
conservatorio 5.2. inserimento dei minori nelle sedi
insegnante scuola media, gestione
della casa, corso con i disabili e 6.1. attività di sostegno scolastico
minori di laboratori di musica
6.3. attività di laboratori teatrali
7.1. attività igienico-sanitaria personale
7.2. attività di accompagnamento
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1.attività riabilitative presso strutture
specializzate
2
Animatore
Volontariato pluriennale presso la 6.1. attività di sostegno scolastico
struttura, attività socio- educative,
7.1. attività igienico-sanitaria personale
attività assistenziali
7.2. attività di accompagnamento
8.1 attività manuali artistiche
8.2.attività di svago all' esterno della
struttura
9.1.attività riabilitative presso strutture
specializzate
MINORI IN MISURE ATTENUATE ED ALTERNATIVE
OBIETTIVO SPECIFICO B:
Qualificare i percorsi socio-educativi nell’IPM di Acireale ed implementare i percorsi di
reinserimento sociale
Struttura:Casa Famiglia Angeli Custodi
N
RUOLO
SPECIFICA PROFESSIONALITA'
1
Coordinatore della sede - Esperienza pluriennale nella gestione
Educatore e responsabile della struttura di casa famiglia, nel
della Casa Famiglia – figura coordinamento delle varie attività
genitoriale materna
inerenti alla struttura e ai singoli
utenti;esperienza di partecipazione
ad incontri sul territorio
ATTIVITA'
1.2. aggiornamento del bisogno
1.3. pianificazione e programmazione
delle attività
2.1 verifica degli interventi passati svolti
2.2. programmazione attività per il 2010
3.3. attività di mediazione familiare
4.2. valutazione ed analisi casi proposti
6.1. presentazione struttura
6.2. partecipazione attiva alla vita di
struttura
7.1. verifica dei percorsi di reinserimento
conclusi
7.2. incontri interne d' equipe
9.2. realizzazione di un corso specifico
per operatori
9.3. valutazione del corso
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
Casa Famiglia, responsabile
di una coop. Sociale tipo
A/B “Rò La Formichina” figura genitoriale paterna
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, e cooperativa Rò la
Formichina
di
tipo
a/b;
esperienza con minori con vissuti
di devianza,
si occupa di
inserimento lavorativo di ragazzi
con disagio psichico o sociale,
provenienti dal carcere
1.2. aggiornamento del bisogno
1.3. pianificazione e programmazione
delle attività
2.1 verifica degli interventi passati svolti
2.2. programmazione attività per il 2010
3.3. attività di mediazione familiare
4.2. valutazione ed analisi casi proposti
6.1. presentazione struttura
6.2. partecipazione attiva alla vita di
struttura
7.1. verifica dei percorsi di reinserimento
conclusi
7.2. incontri interne d' equipe
9.2. realizzazione di un corso specifico
per operatori
9.3. valutazione del corso
Struttura:Casa Famiglia S. Francesco
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia – figura
genitoriale materna
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento delle
varie attività inerenti alla struttura
e ai singoli utenti, sostegno alle
famiglie bisognose del territorio,
esperienza di affido familiare con
le famiglie del territorio
1.2. aggiornamento del bisogno
1.3. pianificazione e programmazione
delle attività
2.1 verifica degli interventi passati svolti
2.2. programmazione attività per il
20107.2. incontri interne d' equipe
9.2. realizzazione di un corso specifico
per operatori
9.3. valutazione del corso
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia – figura
genitoriale paterna
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento delle
varie attività inerenti alla struttura
e ai singoli utenti
1.2. aggiornamento del bisogno
1.3. pianificazione e programmazione
delle attività
2.1 verifica degli interventi passati svolti
2.2. programmazione attività per il 2010
7.2. incontri interne d' equipe
9.2. realizzazione di un corso specifico
per operatori
9.3. valutazione del corso
Struttura: Casa Famiglia Madonna della Provvidenza
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia – figura
genitoriale
materna
Responsabile
Amministrativo di zona e
Coop. Rò La Formichina
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento delle
varie attività
inerenti alla
struttura e ai singoli utenti,
sostegno alle famiglie bisognose
del territorio,
si occupa di
inserimento lavorativo di ragazzi
con disagio psichico o sociale,e
provenienti dal carcere
1.1. studio quantitativo del fenomeno
1.2. aggiornamento del bisogno
1.3. pianificazione e programmazione
delle attività
2.1 verifica degli interventi passati svolti
2.2. programmazione attività per il 2010
3.3. attività di mediazione familiare
4.1. attività di segreteria
4.2. valutazione ed analisi casi proposti
5.1. programmazione e preparazione all'
inserimento lavorativo-educativo
5.2. inserimento lavorativo-educative
7.1. verifica dei percorsi di reinserimento
conclusi
7.2. incontri interne d' equipe
7.3. incontri d'equipe esterna
9.2. realizzazione di un corso specifico
per operatori
9.3. valutazione del corso
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia – figura
genitoriale paterna
Educatore professionale – Attività
educative con minori - gestione
della casa – gestione dei rapporti
con gli enti esterni (scuole, asl,
palestre) - partecipa agli incontri
del consiglio parrocchiale
1.1. studio quantitativo del fenomeno
1.2. aggiornamento del bisogno
1.3. pianificazione e programmazione
delle attività
2.1 verifica degli interventi passati svolti
2.2. programmazione attività per il 2010
3.1. attività sportive
3.3 attività di mediazione familiare
4.1. attività di segreteria
4.2. valutazione ed analisi casi proposti
7.1. verifica dei percorsi di reinserimento
conclusi
7.2. incontri interne d'equipe
7.3. incontri d'equipe esterna
8.1. sensibilizzazione nel territorio
8.2. realizzazione delle attività
8.3. valutazione delle attività svolte
9.1. pianificazione e programmazione di
un corso per operatori
9.2. realizzazione di un corso specifico
per operatori
9.3. valutazione del corso
1
Membro della
Comunità Attività ricreative con i minori Papa Giovanni XXIII
Sostegno nelle varie attività della
struttura,
animatrice
presso
L'Istituto penitenziario di Acireale,
co-responsabile della compagnia
teatrale
dell'
Associazione
Comunità Papa Giovanni
1.2. aggiornamento del bisogno
1.3. pianificazione e programmazione
delle attività
2.1 verifica degli interventi passati svolti
2.2. programmazione attività per il 2010
3.2. attività ludico- ricreative
3.3. attività di mediazione familiare
3.4. attività di laboratori teatrali
3,.5. attività socio-educative
7.1. verifica dei percorsi di reinserimento
conclusi
7.2. incontri interne d' equipe
9.2. realizzazione di un corso specifico
per operatori
9.3. valutazione del corso
2
Animatori
Esperienza di servizio civile presso 3.1. attività sportive
la
struttura,e
presso
l’istit.
Penitenziario di acireale
2
Animatori
Esperienza di servizio civile presso 3.2. attività ludico- ricreative
la
struttura,e
presso
l’istit.
3.4. attività di laboratori teatrali
Penitenziario di acireale
3,.5. attività socio-educative
Struttura:Casa Famiglia S.M. Dell' Odigidria
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia –
figura genitoriale materna
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento delle
varie attività inerenti alla struttura
e ai singoli utenti, sostegno alle
famiglie
bisognose
del
territorio,responsabile
zonale
affido, rapporto con i
Servizi
Sociale e Tribunali per i Minori,
responsabile
della
Compagnia
Teatrale
dell'
Associazione
1.2. aggiornamento del bisogno
1.3. pianificazione e programmazione
delle attività
2.1 verifica degli interventi passati svolti
2.2. programmazione attività per il 2010
3.3. attività di mediazione familiare
3.4. attività di laboratori teatrali
Comunità
Papa
Giovanni,
esperienza di attività all' interno 7.1. verifica dei percorsi di reinserimento
conclusi
del carcere minorile Acireale
7.2. incontri interne d' equipe
9.2. realizzazione di un corso specifico
per operatori
9.3. valutazione del corso
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia – figura
genitoriale paterna
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento delle
varie
attività
inerenti
alla
struttura e ai singoli utenti,
sostegno alle famiglie bisognose
del territorio, contatti con i
Servizi Sociali, TM dei minoriadulti e Regione - animatore
presso L'Istituto penitenziario di
Acireale,
si
occupa
di
inserimento lavorativo di ragazzi
con disagio psichico o sociale e/o
provenienti dal carcere
1.1. studio quantitativo del fenomeno
1.2. aggiornamento del bisogno
1.3. pianificazione e programmazione
delle attività
2.1 verifica degli interventi passati svolti
2.2. programmazione attività per il 2010
3.1. attività sportive
3.3 attività di mediazione familiare
4.1. attività di segreteria
4.2. valutazione ed analisi casi proposti
7.1. verifica dei percorsi di reinserimento
conclusi
7.2. incontri interne d' equipe
7.3. incontri d' equipe esterna
8.1. sensibilizzazione nel territorio
8.2. realizzazione delle attività
8.3. valutazione delle attività svolte
9.1. pianificazione e programmazione di
un corso per operatori
9.2. realizzazione di un corso specifico
per operatori
9.3. valutazione del corso
2
Animatore
Esperienza di servizio civile
presso la struttura,e presso il'
istit. penitenziario di Acireale
3.1. attività sportive
3.2. attività ludico- ricreative
Struttura:Casa Famiglia Madre della Resurrezione
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia – figura
genitoriale paterna
Coordinatore della Cooperativa La
Casa di Alberto,
attività
educative con minori – gestione
della casa – partecipazione agli
incontri Caritas diocesana - si
occupa di inserimento lavorativo
di ragazzi con disagio psichico o
sociale provenienti dal carcere o
dal Servizio di Igiene Mentale
della AUSL, si occupa di
agricoltura sociale
1.1. studio quantitativo del fenomeno
1.2. aggiornamento del bisogno
1.3. pianificazione e programmazione
delle attività
2.1 verifica degli interventi passati svolti
2.2. programmazione attività per il 2010
7.1. verifica dei percorsi di reinserimento
conclusi
7.2. incontri interne d' equipe
7.3. incontri d' equipe esterna
8.1. sensibilizzazione nel territorio
8.2. realizzazione delle attività
8.3. valutazione delle attività svolte
9.1. pianificazione e programmazione di
un corso per operatori
9.2. realizzazione di un corso specifico
per operatori
9.3. valutazione del corso
Struttura : Cooperativa La Casa di Alberto di tipo A/B
1
Coordinatore della sede, Educatore
della
Cooperativa La Casa di
Alberto di tipo A/B Figura paterna di casa
famiglia
Coordinatore della Cooperativa La
Casa di Alberto, attività educative
con minori – gestione della casa –
partecipazione agli incontri Caritas
diocesana si occupa di
inserimento lavorativo di ragazzi
con disagio psichico o sociale
provenienti dal carcere o dal
Servizio di Igiene Mentale della
AUSL, si occupa di agricoltura
sociale
1.2. aggiornamento del bisogno
1.3. pianificazione e programmazione
delle attività
2.1 verifica degli interventi passati svolti
2.2. programmazione attività per il 2010
5.1. programmazione e preparazione all'
inserimento lavorativo-educativo
5.2. inserimento lavorativo-educativo
7.1. verifica dei percorsi di
reinserimento conclusi
7.2. incontri interne d' equipe
7.3. incontri d' equipe esterna
8.1. sensibilizzazione nel territorio
8.2. realizzazione delle attività
8.3. valutazione delle attività svolte
9.1. pianificazione e programmazione di
un corso per operatori
9.2. realizzazione di un corso specifico
per operatori
9.3. valutazione del corso
1
Responsabile lavori e figura Esperienza pluriennale presso l' Ente 1.3. pianificazione e programmazione
educativa all’interno coop.
delle attività
La Casa di Alberto di tipo
2.1 verifica degli interventi passati svolti
A/B
2.2. programmazione attività per il 2010
5.1. programmazione e preparazione all'
inserimento lavorativo-educativo
5.2. inserimento lavorativo-educativo
.1. verifica dei percorsi di reinserimento
conclusi
7.2. incontri interne d' equipe
Struttura : Cooperativa Rò La Formichina di tipo A/B
1
Coordinatore della sede, Educatore e responsabile
della Cooperativa Rò La
Formichina di tipo A/B Figura paterna di casa
famiglia
Diplomato in tecnico di laboratorio 1.2. aggiornamento del bisogno
chimico- biologico
1.3. pianificazione e programmazione
Animatore attività scuola calcio, delle attività
carcere minorile di Acireale
2.1 verifica degli interventi passati svolti
contatti con i servizi Sociali, TM dei
2.2. programmazione attività per il 2010
minori- adulti, Ussm e Regione
3.1. attività sportive
3.3 attività di mediazione familiare
4.1. attività di segreteria
4.2. valutazione ed analisi casi proposti
5.1.programmazione e preparazione all'
inserimento lavorativo-educativo
5.2. inserimento lavorativo-educativo
7.1. verifica dei percorsi di reinserimento
conclusi
7.2. incontri interne d' equipe
7.3. incontri d'equipe esterna
8.1. sensibilizzazione nel territorio
8.2. realizzazione delle attività
8.3. valutazione delle attività svolte
9.1. pianificazione e programmazione di
un corso per operatori
9.2. realizzazione di un corso specifico
per operatori
9.3. valutazione del corso
1
Responsabile
Amministrativo di zona e
della
coop
Rò
La
Formichina di tipo a/b.esperienza pluriennale di
casa famiglia
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento delle
varie attività inerenti alla struttura
e ai singoli utenti, sostegno alle
famiglie bisognose del territorio, si
occupa di inserimento lavorativo di
ragazzi con disagio psichico o
sociale,e provenienti dal carcere
presso la coop. Rò la Formichina di
tipo a/b
1.1. studio quantitativo del fenomeno
1.2. aggiornamento del bisogno
1.3. pianificazione e programmazione
delle attività
2.1 verifica degli interventi passati svolti
2.2. programmazione attività per il 2010
3.3. attività di mediazione familiare
4.1. attività di segreteria
4.2. valutazione ed analisi casi proposti
5.1. programmazione e preparazione all'
inserimento lavorativo-educativo
5.2. inserimento lavorativo-educativo
7.1. verifica dei percorsi di reinserimento
conclusi
7.2. incontri interne d' equipe
7.3. incontri d'equipe esterna
9.2. realizzazione di un corso specifico
per operatori
9.3. valutazione del corso
1
Responsabile
lavori
e
figura
educativa
all’interno coop. Rò La
Formichina
di tipo B.
Padre di casa famiglia
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di coop.
Rò la Formichina di tipo a/b,
responsabile dei lavori e gestione
dipendenti- utenti
1.3. pianificazione e programmazione
delle attività
esperienza di minori-adulti con
devianza. Esperienza pluriennale
di casa famiglia
3.3. attività di mediazione familiare
2.1 verifica degli interventi passati svolti
2.2. programmazione attività per il 2010
4.2. valutazione ed analisi casi proposti
5.1. programmazione e preparazione all'
inserimento lavorativo-educativo
5.2. inserimento lavorativo-educativo
7.1. verifica dei percorsi di reinserimento
conclusi
7.2. incontri interne d'equipe
7.3. incontri d'equipe esterna
9.2. realizzazione di un corso specifico
per operatori
9.3. valutazione del corso
1
Coordinatrice
della Esperienza
pluriennale
nella
1.3. pianificazione e programmazione
cooperativa
Rò
la
Formichina di tipo A- Figura
materna di casa- famiglia
famiglia
–
responsabile
affido zonale
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento delle
varie
attività
inerenti
alla
struttura e ai singoli utenti,
sostegno alle famiglie bisognose
del territorio,responsabile zonale
affido, rapporto con i Servizi
Sociale e Tribunali per i Minori,
responsabile della Compagnia
Teatrale
dell'
Associazione
Comunità
Papa
Giovanni,
esperienza di attività all' interno
del carcere minorile Acireale
delle attività
2.1 verifica degli interventi passati svolti
2.2. programmazione attività per il 2010
3.3. attività di mediazione familiare
4.2. valutazione ed analisi casi proposti
7.1. verifica dei percorsi di reinserimento
conclusi
7.2. incontri interne d' equipe
7.3. incontri d'equipe esterna
9.2. realizzazione di un corso specifico
per operatori
9.3. valutazione del corso
8.3
Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
AREA INTERVENTO: MINORI
MINORI BORDERLINE E CON GRAVI DISABILITA’
Le sedi di attuazione di progetto della provincia di Catania sono: Casa Famiglia Angeli Custodi, Casa
Famiglia San Francesco, Casa Famiglia Madonna della Provvidenza, Casa S.Maria dell’Odigitra, Casa
Famiglia Madre della Resurrezione, Casa Famiglia Cristo Vivo, Casa Famiglia Shalom Abba, Casa
Famiglia" il Granellino di Senape" e le due cooperative Rò la Formichina e La Casa di Alberto di tipo
A/B, i volontari in esse attueranno le seguenti azioni/attività:
OBIETTIVO SPECIFICO A: Potenziare gli interventi di accoglienza residenziale di minori borderline
e minori con gravi disabilità
Il volontario svolgerà e collaborerà nello svolgimento delle sueguenti azioni-attività:
AZIONE 3: Relazione con i servizi sociali
3.3. Valutazione inserimento
- Partecipazione alla valutazione in equipe del potenziale inserimento del minore in una struttura
adeguata
- Preparazione logistica della struttura
AZIONE 4: Promozione e sensibilizzazione del territorio
4.1. Mappatura degli incontri sul territorio
- collabora a contattare telefonicamente le varie parrocchie , scuole e associazioni del territorio
- collabora a contattare le parrocchie : Sacro cuore di Gesù e Maria SS. Immacolata di S. Venerina
- collabora alla raccolta delle richieste sui temi da trattare proposti all' Associazione
4.3 Realizzazione, partecipazione ad incontri pubblici
- collabora all'
allestimento delle sale dove si svolgeranno le testimonianze
- collabora alla preparazione del materiale tecnico e didattico necessario
- collabora alla realizzazione degli interventi
- collabora alla distribuzione di volantini prodotti e consegnatoci
Fratantonio(Pachino), per pubblicizzare le varie iniziative
da
artiGrafiche
AZIONE 5: Interventi di accoglienza residenziale
5.2. Inserimento dei minori nelle sedi
- affianca i responsabili alle attività di conoscenza e socializzazione e presentazione della
struttura, dei responsabili ,degli accolti e le atre figure presenti in struttura
AZIONE 6. Attività socio-educative
6.1. Attività di sostegno scolastico
- collabora alla preparazione del materiale didattico necessario
- collabora alla preparazione della stanza dove svolgere tale attività
- collabora al doposcuola pomeridiano di 2 ore per lo svolgimento dei compiti scolastici
- collabora al potenziamento pomeridiano di 2 ore per recupero materie scolastiche con difficoltà
2 volte la settimana
- collabora alla realizzazione di laboratori con programmi di video scrittura
- collabora alla ricerche scolastiche su internet
- collabora alla preparazione del materiale didattico per il giorno dopo a scuola
- collabora all' utilizzo di giochi multimediali , per consentire la stimolazione della memoria e per
percorsi para scolastici
- collabora all' attività di lettura ( racconti, libri, fiabe, quotidiani )
6.2 Attività di educazione attiva
- collabora alla
realizzazione di cineforum
- collabora alla preparazione di feste per l'animazione delle fasce più deboli (bambini piccoli o con
handicap)
- collabora alla' organizzazione di feste di compleanno.
- Partecipa all' organizzazione di uscite in luoghi pubblici (bar, cinema, pub…) del territorio per
promuovere la socializzazione anche in ambienti esterni alla comunità
6.3 Attività di laboratorio teatrale
- collabora alla preparazione del salone ove avvengono i laboratori
- collabora alla preparazione del materiale occorrente
- partecipa ai corsi di clowneria e giocoleria
- partecipa alla realizzazione di laboratori su tecniche teatrali, giochi di ruolo, esercizi di
rilassamento, esercizi per conoscere ed armonizzare il proprio corpo, giochi con la voce, con la
mimica, di relazione
- partecipa alla realizzazione di laboratori specifici per l’uso di luci e impianto audio.
- partecipa ai laboratori di dance-ability
- –partecipa al laboratorio su utilizzo delle tecniche di ripresa cinematografica con realizzazione di
un filmato
- partecipazione e collaborazione per la realizzazione di uno spettacolo teatrale presso le
parrocchie:
Sacro cuore di Gesù e Maria SS. Immacolata di S. Venerina
- in particolare presso le strutture :Casa Famiglia Madre della Resurrezione, Casa Famiglia Cristo
Vivo, Casa Famiglia Shalom Abba, Casa Famiglia" il Granellino di Senape" , partecipa ai laboratori
musicali realizzati da ASS: FRA ARTISTi " LAUTARI" di Catania
AZIONE 7: Attività assistenziali
7.1 attività igienico-sanitaria personale
il volontario stimolerà , collaborerà e sosterà gli accolti per tali attività:
- sostiene e stimola gli accolti nello svolgimento della pulizia igienica personale quotidiana
- aiuta e stimola gli accolti per le attività di riordino e pulizia ( attività quotidiane alle quali gli
accolti sono invitati e aiutati a svolgere per responsabilizzarsi e rendersi conto del loro grado di
autonomia e di crescita personale)
- aiuta per la cura alimentare (gli accolti vengono assistiti ed aiutati durante il consumo dei pasti);
- aiuto e stimolazione a preparare i pasti e la tavola per pranzare e cenare
- aiuta per la somministrazione di farmaci agli accolti sotto cura medica farmacologica.
7.2. Attività di accompagnamento
- accompagna gli accolti nelle visite medico – sanitarie: accompagnamento in strutture sanitarie
per accertamenti e analisi mediche e visite specialistiche;
- servizio di trasporto (gli operatori hanno il compito di accompagnare gli utenti nelle sedi delle
varie attività esterne alla struttura, e nelle varie attività svolte sul territorio)
- accompagnamento per negozi per fare degli acquisti di vario genere
- accompagnamento a scuola, catechismo ,attività sportive ,ecc
- accompagnamento , dove è previsto , presso le famiglie d' origine
Azione 8: Attività ludico – ricreative
8.1 attività manuali-artistiche
- collabora alla preparazione dei luoghi dove svolgere le attività
- collabora alla
preparazione del materiale per lo svolgimento della specifica attività
- partecipa ai laboratori di costruzione di burattini, invenzione di storie e relativi spettacoli
- partecipa ai laboratori ricreativi di carta riciclata, cucito, creta
- partecipa ai laboratori di decoupage , patchwork, collage
- partecipa ai giochi di gruppo, di società, da tavolo (per la stimolazione di capacità manuali,
attentive e di socializzazione);
- partecipa alle attività di manipolazione attraverso l’utilizzo di diversi materiali (creta, ceramica
carta, cartelloni, stoffa);
- partecipa alle attività di pittura attraverso l’utilizzo di diversi tipi di colori (tempere, acquarelli,a
cera, a matita, a dito) e l’utilizzo di tele e fogli particolari (carta riciclata)
- partecipa al riordino dei luoghi dove si è svolta l' attività
8.2. attivita di svago all'esterno della struttura
- partecipa all' organizzazione di uscite in campeggio in tenda
- partecipa ai visite guidate
- partecipa alle gite in barca
- collabora e partecipa all' organizzazione di 1 uscita alla settimana: cinema, gelato, parco giochi
ecc;
- collabora e partecipa all' organizzazione di momenti di festa;
- partecipa all'escursioni nel territorio ( periodiche gite che prevedono la possibilità di trascorrere
del tempo libero all’aria aperta, sia sfruttando le occasioni ed eventi offerti dal territorio, ad
esempio mostre o visite organizzate);
- partecipa all' organizzazione di soggiorni estivi (due volte l’anno gli operatori organizzano un
periodo di vacanza durante il quale insieme agli utenti trascorrono del tempo lontano dagli
impegni quotidiani in montagna o al mare)
AZIONE 9: Attività riabilitative
9.1.Attività riabilitative presso strutture specializzate
- accompagnano il minore presso la struttura specializzata per le varie terapie
- assistono il minore durante l' attività svolta
- attività terapeutiche individuali settimanali ( gli accolti seguono distinte terapie in base al loro
specifico bisogno che accompagnano le attività quotidiane)
9.2. Attività riabilitative domiciliari
- aiutano i minori che svolgono terapia domiciliare per il recupero del ritardo psicomotorio
9.3. Attività supporto psicologico
- accompagnano il minore presso lo studio medico
AZIONE 10 . Attività sportive
10.2. realizzazione delle attività
- accompagna i minori a frequentare le scuole di calcio, di pallavolo, di basket
- partecipa all'attività ludiche all’aperto sia organizzate che non
- partecipa all' corso di ballo
- aiuta i minori durante il periodo estivo a far giochi ed esercizi in acqua con le piscine gonfiabili
- collabora e partecipa all' uscite organizzate in bicicletta
- in particolare nella Casa Famiglia S.Maria Dell’Odigidria, nella Casa Famiglia Angeli Custodi ,nella
Casa Famiglia Madonna della Provvidenza
- partecipa durante il periodo estivo alla ginnastica al mare
- In particolare nella Casa Famiglia S.Maria Dell’Odigidria, nella Casa Famiglia Angeli Custodi ,nella
Casa Famiglia Madonna della Provvidenza partecipa alla scuola di calcio una volta la settimana
dell' Associazione presso il campetto di calcio messo a disposizione dalla parrocchia "S. Francesco
D' Assisi" al Carmine di Giarre ( questa lo teniamo solo se teniamo la partner ship, e tu mi devi
dare l' ok o no appena la vedi)
- partecipa agli incontri calcistici organizzati dalla scuola calcio dell' Associazione con: la squadra
del chievo e del parma, aspettiamo a inserirlo appena arriva a voi in ufficio la loro partnership,
loro in realtà ce l' hanno fatta)
- partecipa assieme alla scuola calcio dell' Associazione e giovani dell' Associazione alle partite di
calcio di serie A delle squaddre: chievo e parma presso gli stadi vicini del territorio ( aspettiamo
anche per questo)
- partecipa all'attività all’aperto (uscite in bicicletta, con i pattini, a piedi per conoscere le diverse
zone del territorio)
- partecipa al corso di piscina
MINORI IN MISURE ATTENUATE ED ALTERNATIVE
OBIETTIVO SPECIFICO B:Incrementare l'inserimento residenziale e diurno di minori adolescenti
con misura attenuata o alternativa in strutture di casa famiglia e presso la cooperativa RÒ LA
FORMICHINA e la cooperativa LA CASA DI ALBERTO di tipo A/B.
Per il raggiungimento di questo obiettivo parteciperanno le seguenti strutture Casa Famiglia Angeli
Custodi, Casa Famiglia San Francesco, Casa Famiglia Madonna della Provvidenza, Casa S.Maria
dell’Odigitra, Casa Famiglia Madre della Resurrezione, e le due cooperative Rò la Formichina e La
Casa di Alberto di tipo A/B
Il volontario:
AZIONE 1 - Verifica dello stato dell’arte rispetto alla criminalita’ del territorio
1.1. Studio quantitativo del fenomeno
-
aiuta per il reperimento di materiale aggiornato sul fenomeno della criminalità minorile sia a
livello provinciale e regionale
aiuta per l' elaborazione statistica dei dati raccolti
AZIONE 3. Realizzazione attività presso Istituti Penitenziari minorili di Acireale( ler strutture
interessate sono:Casa Famiglia Angeli Custodi, Casa Famiglia San Francesco, Casa Famiglia Madonna
della Provvidenza, Casa S.Maria dell’Odigitra,)
3.1. Attività Sportive
- partecipa alla preparazione del campetto di calcio
- partecipa alla preparazione del materiale per l' attività( palloni, casacche , divise, ecc)
- partecipa ai tornei di calcio
3.2.Attività ludico-ricreative
- partecipa alla preparazione dei luoghi dove svolgere l' attività
- partecipa alla preparazione del materiale specifico per ogni attività
- partecipa cineforum
- partecipa ai giochi di società
- partecipa alla organizzazione feste (natale, pasqua ecc)
- partecipa all' organizzazione di cene nel cortile dell' IPM
3.3. attività di mediazione familiare
-
partecipa alla cene e momenti di gioco tra i giovani ristretti , le famiglie dell' Associazione e
Magistrati del Tribunale dei minori e Procura dei Minori
3.4. attività di laboratori teatrali
- partecipa alla preparazione del salone ove avvengono i laboratori
- partecipa alla preparazione del materiale occorrente
- partecipa alla realizzazione di laboratori su tecniche teatrali, giochi di ruolo, esercizi di
rilassamento, esercizi per conoscere ed armonizzare il proprio corpo, giochi con la voce, con la
mimica, di relazione
-
partecipa al laboratorio sull' utilizzo delle tecniche di ripresa cinematografica con
realizzazione di un filmato
partecipa ai
laboratori musicali
3.5. attivita socio- educative
-
partecipa al
recupero scolastico
partecipa alla responsabilità e gestione della bibblioteca interna all' Istituto
partecipa al
rapporto all' interno della struttura penitenziaria con ragazzi portatori di
handicap del centro di aggregazione della nostra Associazione che hanno il permesso d' ingresso
nell' IPM
AZIONE 5 – Inserimento lavorativo – educativo dei minori con pena detentiva presso le cooperativa Rò
la formichina e La Casa di Alberto tipo A/b
5.2. Inserimento lavorativo- educativo
- collabora per l' accompagnamento del minore dal carcere alla struttura di Cooperativa Rò La
Formichina e La Casa di Alberto tipo A/b
- collabora all' accoglienza minore in struttura
- partecipa alla Presentazione degli operatori che lavorano nella struttura e dei ruoli che
ricoprono
- partecipa alla presentazione della struttura e delle regole da rispettare
- collabora per l' accompagnamento del minore dalla coop al carcere
- partecipa alla creazione di un rapporto amicale personale con il minore
- partecipa all' animazione dei momenti di pausa e ricreativi
AZIONE 6 – Attivita’ educative presso le case famiglia
6.1. Presentazione struttura
- partecipa alla presentazione degli operatori che lavorano nella struttura e dei ruoli che
ricoprono
- partecipa alla presentazione della struttura e delle regole da rispettare e degli altri utenti
ospiti
6.2. Partecipazione attiva alla vita di struttura
- Partecipa alla vita quotidiana della struttura assieme agli utenti
- Collabora nella gestione della cucina assieme agli utenti
- partecipa alla suddivisione in turni per le pulizie della cucina assieme agli utenti
- Partecipa alle attività previste ( attività ludiche con i bambini, intrattenimenti vari, momenti
di svago,...)assieme agli utenti
- partecipa allo spazio al dialogo e al racconto di vita
- dialogo sulla legalità.
AZIONE 8 - Sensibilizzazione nel territorio (scuole, parrocchie, associazioni,club service)
8.1. Pianificazione delle attività e stesura di un calendario
-
aiuta per i contatti specifici con le parrocchie Sacro cuore di Gesù e Maria SS. Immacolata di
S. Venerina
aiuta per la distribuzione di volantini prodotti e consegnatoci da artiGrafiche
Fratantonio(Pachino), per pubblicizzare le varie iniziative
8.2. Realizzazione delle attività
-
collabora all' allestimento delle sale dove si svolgeranno le lezioni
collabora alla preparazione del materiale tecnico e didattico necessario
AREA INTERVENTO: DISABILI
OBIETTIVO SPECIFICO C
Implementare gli interventi di acquisizione dell’autonomia personale
MESI 0
AZIONI – Attività
AZIONE 1.Verifica dei bisogni dei
disabili psichici e degli interventi da
effettuare con elaborazione di un
manuale inerente la redazione di
progetti educativi
1.1 Analisi dei percorsi educativi
realizzati nel 2009
1.2.Elaborazione di un programma sugli
interventi personalizzati da effettuare
1.3.Elaborazione di un manuale inerente
la redazione di progetti educativi
AZIONE2:Sviluppo dei progetti
educativi individualizzati
2.1Programmazione di laboratori ad
hoc
2.2.Pianificazione
e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3.Realizzazione dei laboratori ad hoc
e verifica degli interventi
AZIONE3.Attività socio-educative
3.1.Preparazione delle attività socioeducative personalizzate
3.2.Realizzazione delle attivita socioeducative
AZIONE 4. Attività manuali-artistiche
4.1.Stesura di un programma di attività
manuali-artistiche specifiche e
personalizzate
4.2. Realizzazione delle singole attivià
AZIONE 5: Sviluppo di progetti di "
piccola conquista" dell'autonomia.
5.1 Attività igienico-sanitaria
personale
5.2. Attività di accompagnamento
AZIONE 6. Attività di laboratorio
teatrale
6.1 Organizzazione
6.2.Attivita propedeutica teatrali
6.3. Realizzazione di spettacoli teatrali
AZIONE 7 . Attività riabilitative
7.1.Attività riabilitative presso
strutture specializzate
7.2. Attività supporto psicologice
neuro- psichiatriche
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
AZIONE 8. Attività motorie
8.1 Pianificazione attività sportive
8.2. Realizzazione delle attività
AZIONE 9 :Avviamento al lavoro e
accompagnamento attività
occupazionali di disabili psichici
presso le cooperative Rò la
Formichina e La Casa di Alberto di
tipo A/B
9.1 Valutazione inserimento al lavoro
e/o accompagnamento attività
occupazionali
9.2 Disbrigo pratiche burocratiche per l'
inserimento al lavoro e/o
accompagnamento attività
occupazionali di disabili psichici ,
consegna materiale necessario
9.3 Inserimento e e realizzazione
attività presso le cooperative Rò la
Formichina e La Casa di Alberto di tipo
A/B
OBIETTIVO SPECIFICO C : Implementare gli interventi di acquisizione dell’autonomia personale
Le sedi di attuazione di progetto della provincia di Catania sono: Casa Famiglia Angeli Custodi, Casa
Famiglia San Francesco, Casa Famiglia Madonna della Provvidenza, Casa S.Maria dell’Odigidria, Casa
Famiglia Madre della Resurrezione, Casa Famiglia Cristo Vivo, Casa Famiglia Shalom Abba, Casa
Famiglia" il Granellino di Senape" e le due cooperative Rò la Formichina e La Casa di Alberto di tipo
A/B, esse attueranno le seguenti azioni/attività:
(specifichiamo che qualora un' attività non è comune a tutte le strutture, sarà evidenziato)
AZIONE 1 Verifica dei bisogni dei disabili psichici e degli interventi da effettuare con elaborazione
di un manuale inerente la redazione di progetti educativi
1.1 Analisi dei percorsi educativi realizzati nel 2009
- incontro d' equipe tra i responsabili strutture per raccogliere i dati relativi agli interventi
effettuati
- elaborazione di tali dati
- analizzare i punti deboli dell' intervento specifico educativo effettuato
- analizzare i punti forti dell' intervento specifico educativo effettuato, per poi riattivarlo, in
modo ancora più personalizzato e specifico
1.2.Elaborazione di un programma sugli interventi personalizzati da effettuare
- Incontri d’equipe e scelta delle iniziative da organizzare
- Definizione degli obiettivi-attività da raggiungere
- Stesura di un programma dettagliato per ogni attività
- Stesura di un calendario per ogni attività
- Verifica della disponibilità degli spazi
- verifica della disponibilità di volontari
1.3.Elaborazione di un manuale inerente la redazione di progetti educativi
- incontro d' equipe con operatori più esperti sul settore disabilità per formare un focus group
- Definizione del giorno e della sede in cui si realizzerà l’incontro
- Realizzazione di un Focus Group tra operatori esperti per mettere in luce le buone pratiche da
seguire per sviluppare dei buoni progetti educativi
- Registrazione audio dell’incontro
- Interviste agli operatori esperti per ottenere informazioni utili da inserire nel manuale
- Trascrizione dell’incontro e delle interviste su un supporto informatico
- Contatti con ArtiGrafiche Fratantonio (Pachino) per produrre e stampare il materiale
- Distribuzione del manuale agli operatori di ogni struttura dell' associazione
AZIONE2:Sviluppo dei progetti educativi individualizzati
2.1Programmazione di laboratori ad hoc
- Ricerca di artigiani e/o volontari per l’organizzazione di laboratori specifici interni alle
strutture
- Organizzazione delle varie attività specifiche
- Accompagnamento alle cooperative lavorative e/o occupazionali-educative dell’Associazione
presenti sul territorio
- ideazione di laboratori ad hoc per disabili miranti a valorizzare le abilità, le competenza e
l’autonomia degli accolti disabili
2.2 Pianificazione e stesura di un calendario di laboratori ad hoc
- Incontri d’equipe e scelta delle iniziative da organizzare
- Verifica della disponibilità degli insegnanti
- Definizione degli obiettivi da raggiungere
- Stesura di un programma dettagliato per ogni laboratorio
- Stesura di un calendario per ogni laboratorio
- Verifica della disponibilità degli spazi
2.3. Realizzazione dei laboratori ad hoc e verifica degli interventi
- Allestimento delle sale dove si svolgeranno le lezioni
- Preparazione del materiale tecnico e didattico necessario
- Supporto alla realizzazione degli interventi
- Verifica di gradimento del corso
AZIONE 3. Attività socio-educative
3.1.Preparazione delle attività socio- educative personalizzate
- verifica delle grado delle competenze in essere e del grado di autonomia dei disabili psichici
- realizzazione di programmi di attività personalizzati per ogni disabile psichico
- preparazione dei materiali didattici specifici per ogni attività
3.2 .Realizzazione delle attivita socio- educative
- visione di film (assistita e adatta allo sviluppo cognitivo dei singoli disabili psichici)
- lettura di fiabe e favole ( adatte allo sviluppo cognitivo del soggetto psichico)
- attività che hanno lo scopo di favorire la socializzazione e stimolare le capacità e le
potenzialità individuali all’interno di un gruppo.
- utilizzo di giochi multimediali , per consentire la stimolazione della memoria
- giochi di gruppo, di società, da tavolo (per la stimolazione di capacità manuali, attentive e di
socializzazione);
- in particolare nelle sedi delle Cooperative Rò la Formichina e La Casa Di Alberto di tipo A/B si
attueranno tali attività:
- mantenimento scolastico
- laboratori di cura dell' orto (con l'attenzione di farli lavorare a contatto con la natura per la
stimolazione sensoriale,);
- contatti con Fertilpan di Scicli per la fornitura di materiale agricolo, concimi ecc
- visite guidate su realtà del territorio
- in particolare nella struttura di Cooperativa Rò La Formichina di tipo A/b
- corsi addestrativi d' equitazione settimanali presso A.D. Circolo Ippico Linera di Linera di
Alesandro Sciacca
- scuola cucina ( produzione di prodotti che si consumano assieme, tale attività è finalizzata per
attuare attività collegate quali:
- percorsi di autonomia per l'uso del denaro, si va a fare assieme la spesa degli ingredienti da
usare,
- l' uso dell' orologio, la preparazione e cottura del prodotto ha dei tempi precisi ecc )
- ricerca di ricette particolari delle diverse regioni italiane su internet (per svilupare l' uso del
computer e la conoscenza di altre regioni)
- percorsi di autonomia per l' uso di mezzi pubblici
- attività di educazione d' intervento per la salvaguardia dell' ambiente ,con un impegno preciso
da parte dei ragazzi, con attività settimanale di raccolta, recupero e smistamento dei panni
-
usati presso i centri raccolta del territorio
educazione d' intervento all' uso di risorse energetiche rinnovabili (con raccolta settimanale di
trucioli di legno per l'imballaggio di tronchetti ecologigi che utilizziamo per il riscaldamento)
in particolare nella struttura di Cooperativa La Casa di Alberto
laboratori di musica con ASS.FRA ARTISTI "LAUTARI di Catania
AZIONE 4. Attività manuali-artistiche
4.1.Stesura di un programma di attività manuali-artistiche specifiche e personalizzate
- verifica degli interventi di attività manuali e artistiche effettuate nel 2009 dai dati ottenuti,
miglioramento
- identificazione delle competenze acquisite da parte dei disabili e definizione di nuovi obiettivi
individuali
- realizzazione di un calendario dove inserire le attività settimanali di ogni attività- laboratorio
specifico
- preparazione dei luoghi dove svolgere le attività
- preparazione del materiale per lo svolgimento della specifica attività
4.2. Realizzazione delle singole attivià
- attività manuali specifiche (laboratori di arte terapia con utilizzo di diversi materiali e per
sviluppare e migliorare le abilità psico-motorie e consentire l’espressione della propria
fantasia)
- attività di manipolazione attraverso l’utilizzo di diversi materiali (creta, ceramica ,carta,
cartelloni, stoffa);
- organizzazione di laboratori di decoupage , patchwork, collage
- attività di pittura attraverso l’utilizzo di diversi tipi di colori per stimolare la percezione
sensoriale (tempere, acquarelli,a cera, a matita, a dito) e l’utilizzo di tele e fogli particolari
(carta riciclata)
- riordino dei luoghi dove si è svolta l' attività
- in particolare nella struttura di Cooperativa Rò La Formichina di tipo A/b
- creazione e confezionamento bomboniere e biglietti di partecipazione (sotto richieste esterna)
- produzione atigianale di carta reciclata ed utilizzo della carta di magazzino avanzata da
artiGrafiche Fratantonio (Pachino)
- in particolare nella struttura di Cooperativa La Casa di Alberto
- attività manuali di assemblaggio vario
AZIONE 5: Sviluppo di progetti di " piccola conquista" dell'autonomia.
(per ogni disabile psichico verranno individuate alcune attività specifiche da svolgere in maniera autonoma
quotidianamente. Il supporto degli operatori delle sedi decrescerà in base al progetto e alle capacità acquistte
dall' utente)
5.1 Attività igienico-sanitaria personale
- gli accolti vengono stimolati e supportati nello svolgimento della pulizia igienica personale
quotidiana
- attività di riordino e pulizia per gli accolti (attività quotidiane alle quali gli accolti sono invitati
e aiutati a svolgere per responsabilizzarsi e rendersi conto del loro grado di autonomia e di
crescita personale)
- cura alimentare (gli accolti vengono assistiti ed aiutati durante il consumo dei pasti);
- aiuto e stimolazione nella preparazione della tavola per pranzare e cenare
- aiuto e stimolazione nell' attività di riordino della cucina
- somministrazione di farmaci agli accolti sotto cura medica farmacologica
5.2. Attività di accompagnamento
- gestione medico – sanitaria: accompagnamento in strutture sanitarie per accertamenti e analisi
mediche e visite specialistiche;
- servizio di trasporto (gli operatori hanno il compito di accompagnare gli utenti nelle sedi delle
varie attività esterne alla struttura, e nelle varie attività svolte sul territorio)
- accompagnamento per negozi per fare degli acquisti di vario genere per aiutarli nella gestione
della paghetta settimanale
AZIONE 6. Attività di laboratorio teatrale (per fornire la possibilità di esprimersi in modo libero e
per una migliore conoscenza di se stessi)
6.1 Organizzazione
- preparazione del salone ove avvengono i laboratori
- preparazione del materiale occorrente in base alle capacità individuali
- ricerca di esperti ,volontari, per laboratori specifici
6.2.Attivita propedeutica teatrali
- corsi di clowneria e giocoleria
- realizzazione di laboratori su tecniche teatrali, giochi di ruolo, esercizi di rilassamento,
esercizi per conoscere ed armonizzare il proprio corpo, giochi con la voce, con la mimica, di
relazione
- I laboratori di dance-ability
- laboratori musicali
- apprendimento di uno strumento musicale
- laboratori di stesura scenografia
- laboratori di costruzione materiale scenografico e costumi di scena (in rapporto alle capacità
dei disabili)
6.3. Realizzazione di spettacoli teatrali
- allestimento dello spettacolo
- creazione e diffusione di volantini e locandine promozionali proditti e consegnateci da
:artiGrafiche Fratantonio(Pachino)
- contatto delle parrocchie:Sacro cuore di Gesù e Maria SS. Immacolata di S. Venerina
AZIONE 7 . Attività riabilitative
7.1.Attività riabilitative presso strutture specializzate
- realizzazione di un calendario con gli appuntamenti per ogni terapia
- accompagnamento del disabile presso la struttura specializzata
- attività presso strutture specializzate (aias, ecc)
- attività riabilitative psicomotorie secondo i bisogni dei singoli accolti (sedute di psicomotricità,
esplorazione dello spazio, attivazione delle funzioni sensoriali, percorsi psicomotori)
- assistenza disabile durante l' attività svolta
- realizzazione delle varie terapie specifiche
- attività di logopedia
7.2. Attività supporto psicologice neuro- psichiatriche
- realizzazione di un calendario bi-mensile dove fissare i vari appuntamenti con l' Igiene Mentale
territoriale incaricati del disabile
- accompagnamento del disabile presso i locali dell' Igiene Mentale
- supporto da parte dell' operatore dei rapporti del disabile con la famiglia d' origine
AZIONE 8. Attività motorie
8.1 Pianificazione attività sportive
- Individuazione della singola attività sportiva da indirizzare in modo specifico al disabile
psichico
- ricerca di volontari per la realizzazione e sostegno delle singole attività
- ricerca e preparazione del materiale per svolgere l' attività
- ricerca e preparazione dei locali dove svolgere l' attività
- realizzazione di un calendario dove inserire la singola attività
8.2. Realizzazione delle attività
- attività ludiche all’aperto sia organizzate che non
- corso di ballo
- uscite organizzate in bicicletta
- In particolare nella Casa Famiglia S.Maria Dell’Odigidria, nella Casa Famiglia Angeli Custodi,
nella Casa Famiglia Madonna della Provvidenza durante il periodo estivo ginnastica al mare
- In particolare nella Casa Famiglia S.Maria Dell’Odigidria, nella Casa Famiglia Angeli Custodi,
nella Casa Famiglia Madonna della Provvidenza partecipazione alla scuola di calcio dell'
-
associazione presso il campetto di calcio messo a disposizione dalla parrocchia S. Francesco di
Giarre
partecipazione ad incontri calcistici organizzati dalla scuola calcio dell' Associazione con: la
squadra del Chievo e del Parma,
partecipazione come scuola calcio dell' Associazione e giovani dell' Associazione alle partite di
calcio di serie A delle squadre: chievo e parma presso gli stadi vicini del territorio
corso di piscina
in particolare nella struttura di Cooperativa Rò La Formichina di tipo A/b
corso di balli di gruppo
ginnastica con percosi semplici da realizzare
AZIONE 9. Avviamento al lavoro e accompagnamento attività occupazionali di disabili psichici
presso le cooperative Rò la Formichina e La Casa di Alberto di tipo A/B
9.1 Valutazione inserimento al lavoro e/o accompagnamento attività occupazionali
- incontro d' equipe tra gli operatori di strutture di casa famiglia e Cooperative
- per analizzare la possibilità di un possibile avviamento al lavoro e/o accompagnamento attività
occupazionali di disabili psichici accolti
- valutazione delle proposte pervenute
- scelta da parte dell' equipe del singolo disabile psichico da inserire nel progetto sopra elencato
9.2 Disbrigo pratiche burocratiche per l' inserimento al lavoro e/o accompagnamento attività
occupazionali di disabili psichici , consegna materiale necessario
- stipula delle convenzioni
- realizzazione certificati e visite mediche
- iscrizione all' ufficio di collocamento
- consegna del materiale antinfortunistico
9.3 Inserimento e e realizzazione attività presso le cooperative Rò la Formichina e La Casa di Alberto
di tipo A/B
- Accompagnamento del disabile psichico dalla struttura di casa famiglia alla struttura di
Cooperativa Rò La Formichina oe La casa di alberto
- Accoglienza disabile psichico in struttura
- Presentazione degli operatori che lavorano nella struttura e dei ruoli che ricoprono
- presentazione della struttura e delle regole da rispettare
- programmazione e divisione dei lavori da effettuare- assistenza e stimolazione dei disabili psichici per le attività lavorative adeguate a loro( si
punta molto al lavoro di squadra per interagire in modo positivo col disabile psichico)
- partecipazione ad attività di bancarelle nel territorio
- accompagnamento del disabile dalla coop in casa famiglia
- creazione di un rapporto amicale personale con i disabile psichico
- animazione dei momenti di pausa e ricreativi
8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste
AREA D' INTERVENTO DISABILI
OBIETTIVO SPECIFICO C Implementare gli interventi di acquisizione dell’autonomia personale
Struttura:Casa Famiglia Angeli Custodi
N
1
RUOLO
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia –
figura
genitoriale
materna
SPECIFICA PROFESSIONALITA'
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento delle
varie
attività
inerenti
alla
struttura
e
ai
singoli
ATTIVITA'
1.1. analisi dei percorsi educatvi
realizzati nel 2009
1.2. elaborazione di un programma
sugli interventi personalizzati da
effettuare
utenti;esperienza
partecipazione ad
territorio
incontri
di
sul 1.3. elaborazione di un manuale
inerente la redazione di progetti
educatvi
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
3.2. realizzazione delle attività
socio-educative
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
4.2. realizzazione delle singole
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
7.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
7.2. attività di supporto
psicologico
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
9.1. valutazione inserimento al
lavoro e/o accompagnamento
attività occupazionali
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
Casa
Famiglia,
responsabile di una coop.
Sociale tipo A/B “Rò La
Formichina”
figura
genitoriale paterna
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, e cooperativa
Rò la
Formichina di tipo a/b; esperienza
con minori con vissuti di devianza,
si occupa di inserimento lavorativo
di ragazzi con disagio psichico o
sociale,provenienti dal carcere
1.1. analisi dei percorsi educatvi
realizzati nel 2009
1.2. elaborazione di un programma
sugli interventi personalizzati da
effettuare
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
3.2.realizzazione delle attività
socio-educative
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
4.2. realizzazione delle singole
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
7.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
7.2. attività di supporto
psicologico
9.1. valutazione inserimento al
lavoro e/o accompagnamento
attività occupazionali
5
Animatore
Esperienza di servizio civile presso 3.2.realizzazione delle attività
la struttura,animatore di attività socio-educative
ludico-ricreative
4.2. realizzazione delle singole
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
8.2. realizzazione delle attività
Struttura:Casa Famiglia S. Francesco
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia – figura
genitoriale materna
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento delle
varie
attività
inerenti
alla
struttura e ai singoli utenti,
sostegno alle famiglie bisognose
del territorio, esperienza di affido
familiare con le famiglie del
territorio
1.1. analisi dei percorsi educatvi
realizzati nel 2009
1.2. elaborazione di un programma
sugli interventi personalizzati da
effettuare
1.3. elaborazione di un manuale
inerente la redazione di progetti
educatvi
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
3.2. realizzazione delle attività
socio-educative
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
4.2. realizzazione delle singole
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
7.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
7.2. attività di supporto
psicologico
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
9.1. valutazione inserimento al
lavoro e/o accompagnamento
attività occupazionali
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
Esperienza
pluriennale
nella 1.1. analisi dei percorsi educatvi
gestione della struttura di casa realizzati nel 2009
della Casa Famiglia –
figura genitoriale paterna
famiglia, nel coordinamento delle
varie
attività
inerenti
alla 1.2. elaborazione di un programma
sugli interventi personalizzati da
struttura e ai singoli utenti
effettuare
1.3. elaborazione di un manuale
inerente la redazione di progetti
educatvi
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
3.2. realizzazione delle attività
socio-educative
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
4.2. realizzazione delle singole
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
7.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
7.2. attività di supporto
psicologico
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
9.1. valutazione inserimento al
lavoro e/o accompagnamento
attività occupazionali
1
animatrice
Esperienza di servizio civile presso 3.2.realizzazione delle attività
la struttura,animatore di attività socio-educative
ludico-ricreative
4.2. realizzazione delle singole
attività
8.2. realizzazione delle attività
2
animatrice
Esperienza di sostegno di vari tipo
pluriennale presso la struttura
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
Struttura: Casa Famiglia Madonna della Provvidenza
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia – figura
genitoriale materna
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento delle
varie
attività
inerenti
alla
struttura e ai singoli utenti,
sostegno alle famiglie bisognose
del territorio,
si occupa di
inserimento lavorativo di ragazzi
con disagio psichico o sociale,
provenienti dal carcere
1.1. analisi dei percorsi educatvi
realizzati nel 2009
1.2. elaborazione di un programma
sugli interventi personalizzati da
effettuare
1.3. elaborazione di un manuale
inerente la redazione di progetti
educatvi
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
3.2. realizzazione delle attività
socio-educative
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
4.2. realizzazione delle singole
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
7.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
7.2. attività di supporto
psicologico
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
9.1. valutazione inserimento al
lavoro e/o accompagnamento
attività occupazionali
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia – figura
genitoriale paterna
Educatore professionale – Attività
educative con minori gestione
della casa – gestione dei rapporti
con gli enti esterni (scuole, asl,
palestre) - partecipa agli incontri
del consiglio parrocchiale
1.1. analisi dei percorsi educatvi
realizzati nel 2009
1.2. elaborazione di un programma
sugli interventi personalizzati da
effettuare
1.3. elaborazione di un manuale
inerente la redazione di progetti
educatvi
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
7.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
7.2. attività di supporto
psicologico
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
9.1. valutazione inserimento al
lavoro e/o accompagnamento
attività occupazionali
1
Membro della Comunità
Papa Giovanni XXIII
Attività ricreative con i minori Sostegno nelle varie attività della
struttura,
animatrice
presso
L'Istituto penitenziario di Acireale,
co-responsabile della compagnia
teatrale
dell'
Associazione
Comunità Papa Giovanni
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
4.2. realizzazione delle singole
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
6.1. organizzazione
6.2. attività propedeutica teatrali
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
7.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
7.2. attività di supporto
psicologico
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
3
animatori
Esperienza di servizio civile presso 4.2. realizzazione delle singole
la struttura
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
6.2. attività propedeutica teatrali
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
Struttura:Casa Famiglia S.M. Dell' Odigidria
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia – figura
genitoriale materna
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento delle
varie
attività
inerenti
alla
struttura e ai singoli utenti,
sostegno alle famiglie bisognose
del territorio,responsabile zonale
affido, rapporto con i
Servizi
Sociale e Tribunali per i Minori,
responsabile
della
Compagnia
Teatrale
dell'
Associazione
Comunità Papa Giovanni XXIII
1.1. analisi dei percorsi educatvi
realizzati nel 2009
1.2. elaborazione di un programma
sugli interventi personalizzati da
effettuare
1.3. elaborazione di un manuale
inerente la redazione di progetti
educatvi
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
4.2. realizzazione delle singole
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
6.1. organizzazione
6.2. attività propedeutica teatrali
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
7.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
7.2. attività di supporto
psicologico
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
9.1. valutazione inserimento al
lavoro e/o accompagnamento
attività occupazionali
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia – figura
genitoriale paterna
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento delle
varie
attività
inerenti
alla
struttura e ai singoli utenti,
sostegno alle famiglie bisognose
del territorio,contatti con i Servizi
Sociali, TM dei minori-adulti e
Regione animatore presso L'Istituto
penitenziario di Acireale,
si
occupa di inserimento lavorativo
di ragazzi con disagio psichico o
sociale,provenienti dal carcere
1.1. analisi dei percorsi educatvi
realizzati nel 2009
1.2. elaborazione di un programma
sugli interventi personalizzati da
effettuare
1.3. elaborazione di un manuale
inerente la redazione di progetti
educatvi
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
4.2. realizzazione delle singole
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
7.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
7.2. attività di supporto
psicologico
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
9.1. valutazione inserimento al
lavoro e/o accompagnamento
attività occupazionali
2
Animatore
Esperienza di servizio civile presso 4.2. realizzazione delle singole
la struttura,animatore di attività attività
ludico-ricreative
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
6.2. attività propedeutica teatrali
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
Struttura:Casa Famiglia Madre della Resurrezione
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia – figura
genitoriale materna
Esperienza
pluriennale
nella 1.1. analisi dei percorsi educatvi
gestione della struttura, attività realizzati nel 2009
educative con minori ,partecipa
1.2. elaborazione di un programma
agli incontri territoriali
sugli interventi personalizzati da
effettuare
1.3. elaborazione di un manuale
inerente la redazione di progetti
educatvi
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
4.2. realizzazione delle singole
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
6.2. attività propedeutica teatrali
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
7.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
7.2. attività di supporto
psicologico
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
9.1. valutazione inserimento al
lavoro e/o accompagnamento
attività occupazionali
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
Coordinatore della Cooperativa La 1.1. analisi dei percorsi educatvi
Casa di Alberto, attività educative realizzati nel 2009
della Casa Famiglia – figura
genitoriale paterna
con minori – gestione della casa –
partecipazione
agli
incontri
Caritas diocesana- si occupa di
inserimento lavorativo di ragazzi
con
disagio
psichico
o
sociale,provenienti dal carcere o
dal Servizio di Igiene Mentale della
AUSL, si occupa di agricoltura
sociale
1.2. elaborazione di un programma
sugli interventi personalizzati da
effettuare
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
4.2. realizzazione delle singole
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
7.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
7.2. attività di supporto
psicologico
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
9.1. valutazione inserimento al
lavoro e/o accompagnamento
attività occupazionali
3
Animatore
Esperienza di servizio civile presso 4.2. realizzazione delle singole
la struttura,animatore di attività attività
ludico-ricreative
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
6.2. attività propedeutica teatrali
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
Struttura:Casa Famiglia Shalom Abba
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia – figura
genitoriale materna
Esperienza
pluriennale
nella 1.1. analisi dei percorsi educatvi
gestione della struttura, attività realizzati nel 2009
educative con minori, partecipa
1.2. elaborazione di un programma
agli incontri territoriali
sugli interventi personalizzati da
effettuare
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
4.2. realizzazione delle singole
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
7.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
7.2. attività di supporto
psicologico
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
9.1. valutazione inserimento al
lavoro e/o accompagnamento
attività occupazionali
3
Figura di supporto
Volontariato pluriennale presso la 4.2. realizzazione delle singole
struttura,
attività
socio- attività
educative, attività assistenziali
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
6.2. attività propedeutica teatrali
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
Struttura:Casa Famiglia Cristo Vivo
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia – figura
genitoriale materna
Esperienza
pluriennale
nella 2.1.Programmazione di laboratori
gestione della struttura, attività ad hoc
educative con minori, partecipa
2.2. pianificazione e stesura di un
agli incontri territoriali
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
4.2. realizzazione delle singole
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
7.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
7.2. attività di supporto
psicologico
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
2
Membro della Comunità
Papa Giovanni XXIII
Volontariato pluriennale presso la 5.1. attività igienico- sanitaria
struttura,
attività
socio- personale
educative, attività assistenziali
5.2. attività di accompagnamento
6.2. attività propedeutica teatrali
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
Struttura:Casa Famiglia "Il Granellino di Senapa"
1
Coordinatore della sede Educatore e responsabile
della Casa Famiglia – figura
genitoriale materna
Esperienza
pluriennale
nella 2.1.Programmazione di laboratori
gestione della struttura, attività ad hoc
educative con minori, partecipa
2.2. pianificazione e stesura di un
agli incontri territoriali
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
4.2. realizzazione delle singole
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
7.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
7.2. attività di supporto
psicologico
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
1
Coniuge
responsabilegenitoriale paterna
della
figura
Diploma
di
conservatorio 5.1. attività igienico- sanitaria
insegnante scuola media, gestione personale
della casa, corso con i disabili e
5.2. attività di accompagnamento
minori di laboratori di musica
6.2. attività propedeutica teatrali
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
2
Animatore
Volontariato pluriennale presso la 5.1. attività igienico- sanitaria
struttura,
attività
socio- personale
educative, attività assistenziali
5.2. attività di accompagnamento
6.2. attività propedeutica teatrali
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
Struttura : Cooperativa La Casa di Alberto di tipo A/B
1
Coordinatore della sede,
-Educatore
della
Cooperativa La Casa di
Alberto di tipo A/B Figura paterna di casa
famiglia
Coordinatore della Cooperativa La
Casa di Alberto, attività educative
con minori – gestione della casa –
partecipazione
agli
incontri
Caritas diocesana- si occupa di
inserimento lavorativo di ragazzi
con disagio psichico o sociale,
provenienti dal carcere o dal
Servizio di Igiene Mentale della
AUSL, si occupa di agricoltura
sociale
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
9.1. valutazione inserimento al
lavoro e/o accompagnamento
attività occupazionali
9.2. disbrigo pratiche
burocraticheper l' inserimento
9.3. inserimento e realizzazione
attività presso le cooperative
1
Responsabile
lavori
e Esperienza pluriennale presso l' Ente 2.3. realizzazione di laboratori ad
figura educativa all’interno
hoc e verifica degli interventi
coop. La Casa di Alberto di
tipo A/B
3.1.
preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
3.2. realizzazione delle attività
socio- educative
9.3. inserimento e realizzazione
attività presso le cooperative......
1
Figura educativa della
cooperativa La Casa di
Alberto di tipo A
Esperienza di servizio civile presso 2.1.Programmazione di laboratori
una casa famiglia dell' Ente
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
specifiche e personalizzate
3.2. realizzazione delle attività
socio- educative
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
1
Insegnante
canto
di
musica
e
1
Figura educativa
della
cooperativa La Casa di
Alberto di tipo A
Diploma
di
conservatorio 6.1. organizzazione
insegnante
scuola
media.
6.2. attività propedeutica teatrali
volontariato presso l‘Ente
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
Volontariato di 2 anni presso l'Ente
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
4.2. realizzazione delle singole
attività
Struttura : Cooperativa Rò La Formichina di tipo A/B
1
Coordinatore della sede, Educatore e responsabile
della Cooperativa Rò La
Formichina di tipo A/B Figura paterna di casa
famiglia
Diplomato in tecnico di laboratorio
chimico.- biologico- Animatore
attività scuola calcio, carcere
minorile di Acireale - contatti con
i servizi Sociali, TM dei minoriadulti, Ussm e Regione
1.1. analisi dei percorsi educatvi
realizzati nel 2009
1.2. elaborazione di un programma
sugli interventi personalizzati da
effettuare
1.3. elaborazione di un manuale
inerente la redazione di progetti
educatvi
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
specifiche e personalizzate
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
9.1. valutazione inserimento al
lavoro e/o accompagnamento
attività occupazionali
9.2. disbrigo pratiche
burocraticheper l' inserimento
9.3. inserimento e realizzazione
attività presso le cooperative
1
Responsabile
Amministrativo di zona e
della
coop
Rò
La
Formichina di tipo a/b.esperienza pluriennale di
casa famiglia
Esperienza
pluriennale
nella
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento delle
varie
attività
inerenti
alla
struttura e ai singoli utenti,
sostegno alle famiglie bisognose
del territorio,
si occupa di
inserimento lavorativo di ragazzi
con disagio psichico o sociale e
provenienti dal carcere presso la
coop. Rò la Formichina di tipo a/b
1.1. analisi dei percorsi educatvi
realizzati nel 2009
1.2. elaborazione di un programma
sugli interventi personalizzati da
effettuare
1.3. elaborazione di un manuale
inerente la redazione di progetti
educatvi
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
specifiche e personalizzate
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
9.1. valutazione inserimento al
lavoro e/o accompagnamento
attività occupazionali
9.2. disbrigo pratiche
burocraticheper l' inserimento
9.3. inserimento e realizzazione
attività presso le cooperative
1
Responsabile
lavori
e
figura educativa all’interno
Esperienza
pluriennale
nella 1.1. analisi dei percorsi educatvi
gestione della struttura di coop.Rò realizzati nel 2009
coop. Rò La Formichina di
tipo B.
Padre di casa
famiglia
la Formichina di tipo a/b,
responsabile dei lavori e gestione
dipendenti- utenti esperienza di
minori-adulti
con
devianza.
Esperienza pluriennale di casa
famiglia
1.2. elaborazione di un programma
sugli interventi personalizzati da
effettuare
1.3. elaborazione di un manuale
inerente la redazione di progetti
educatvi
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
specifiche e personalizzate
3.2. realizzazione delle attività
socio-educative
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
5.2. attività di accompagnamento
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
9.1. valutazione inserimento al
lavoro e/o accompagnamento
attività occupazionali
9.2. disbrigo pratiche
burocraticheper l' inserimento
9.3. inserimento e realizzazione
attività presso le cooperative
1
Figura educativa
cooperativa
Rò
Formichina di tipo A
della
la
Attività ricreative con i minori Sostegno nelle varie attività della
struttura,
animatrice
presso
l'Istituto penitenziario di Acireale,
co-responsabile della compagnia
teatrale
dell'
Associazione
Comunità Papa Giovanni XXIII esperienza Accademia teatro vita.
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
specifiche e personalizzate
3.2. realizzazione delle attività
socio-educative
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
4.2. realizzazione delle singole
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
6.1. organizzazione
6.2. attività propedeutica teatrali
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
1
Coordinatrice
della
Esperienza
pluriennale
nella 1.1. analisi dei percorsi educatvi
cooperativa
Rò
la
Formichina di tipo AFigura materna di casafamiglia
famiglia
–
responsabile affido zonale
gestione della struttura di casa
famiglia, nel coordinamento delle
varie
attività
inerenti
alla
struttura e ai singoli utenti,
sostegno alle famiglie bisognose
del territorio,responsabile zonale
affido, rapporto con i
Servizi
Sociale e Tribunali per i Minori,
responsabile
della
Compagnia
Teatrale
dell'
Associazione
Comunità
Papa
Giovanni,
esperienza di attività all' interno
del carcere minorile Acireale
realizzati nel 2009
1.2. elaborazione di un programma
sugli interventi personalizzati da
effettuare
1.3. elaborazione di un manuale
inerente la redazione di progetti
educatvi
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
specifiche e personalizzate
3.2. realizzazione delle attività
socio-educative
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
4.2. realizzazione delle singole
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
6.1. organizzazione
6.2. attività propedeutica teatrali
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
9.1. valutazione inserimento al
lavoro e/o accompagnamento
attività occupazionali
9.2. disbrigo pratiche
burocraticheper l' inserimento
9.3. inserimento e realizzazione
attività presso le cooperative
1
Figura educativa
cooperativa
Rò
Formichina di tipo A
della
la
Laureata in psicologia, esperienza 1.1. analisi dei percorsi educatvi
con
minori disagiati e disabili realizzati nel 2009
psichici, esperienza di scv presso
1.2. elaborazione di un programma
la struttura
sugli interventi personalizzati da
effettuare
1.3. elaborazione di un manuale
inerente la redazione di progetti
educatvi
2.1.Programmazione di laboratori
ad hoc
2.2. pianificazione e stesura di un
calendario di laboratori ad hoc
2.3. realizzazione di laboratori ad
hoc e verifica degli interventi
3.1. preparazione delle attività
socio-educative personalizzate
specifiche e personalizzate
3.2. realizzazione delle attività
socio-educative
4.1. stesura di un propgramma di
attività manuali-artistiche
specifiche e personalizzate
4.2. realizzazione delle singole
attività
5.1. attività igienico- sanitaria
personale
5.2. attività di accompagnamento
6.1. organizzazione
6.2. attività propedeutica teatrali
6.3. realizzazione di spettacoli
teatrali
8.1. pianificazione attività sportive
8.2. realizzazione delle attività
9.1. valutazione inserimento al
lavoro e/o accompagnamento
attività occupazionali
9.2. disbrigo pratiche
burocraticheper l' inserimento
9.3. inserimento e realizzazione
attività presso le cooperative
8.3. Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
AREA D' INTERVENTO DISABILI
Il volontario:
AZIONE 1. Verifica dei bisogni dei disabili psichici e degli interventi da effettuare con elaborazione
di un manuale inerente la redazione di progetti educativi
1.3.Elaborazione di un manuale inerente la redazione di progetti educativi
- aiuto e collaborazione alla realizzazione del manuale su un supporto informatico
- collaborazione per la distribuzione del manuale agli operatori di ogni struttura dell'
associazione
AZIONE 2. Sviluppo dei progetti educativi individualizzati
2.1 Programmazione di laboratori ad hoc
- partecipa all' organizzazione delle varie attività specifiche
- collabora per l'accompagnamento degli utenti alle cooperative lavorative e/o occupazionalieducative dell’Associazione presenti sul territorio
2.3. Realizzazione dei laboratori ad hoc e verifica degli interventi
- collaborazione nell' allestimento delle sale dove si svolgeranno le lezioni
- collaborazione per la preparazione del materiale tecnico e didattico necessario
- collaborazione alla realizzazione degli interventi
AZIONE 3. Attività socio-educative
3.2.Realizzazione delle attivita socio- educative
- collabora e partecipa alla visione di film ( assistita e adatta allo sviluppo cognitivo dei singoli
disabili psichici)
- collabora e partecipa alla lettura di fiabe e favole ( adatte allo sviluppo cognitivo del soggetto
psichico)
- collabora e partecipa alle attività che hanno lo scopo di favorire la socializzazione e stimolare
le capacità e le potenzialità individuali all’interno di un gruppo.
- collabora e partecipa all' utilizzo di giochi multimediali , per consentire la stimolazione della
memoria
- collabora e partecipa ai giochi di gruppo, di società, da tavolo (per la stimolazione di capacità
manuali, attentive e di socializzazione);
- in particolare nelle sedi delle Cooperative Rò la Formichina e La Casa Di Alberto di tipo A/B si
attueranno tali attività:
- collabora e partecipa al mantenimento scolastico
- collabora e partecipa ai laboratori di cura dell' orto ( con l' attenzione di farli lavorare a
contatto con la natura per la stimolazione sensoriale, );
- collabora e partecipa alle visite guidate su realtà del territorio
- in particolare nella struttura di Cooperativa Rò La Formichina di tipo A/b
- collabora e partecipa ai corsi addestrativi d' equitazione settimanali presso A.D. Circolo Ippico
Linera di Linera di Alesandro Sciacca
- collabora e partecipa alla scuola cucina ( produzione di prodotti che si consumano assieme,
tale attività è finalizzata per attuare attività collegate quali:
- percorsi di autonomia per l'uso del denaro, si va a fare assieme la spesa degli ingredienti da
usare,
- l' uso dell' orologio, la preparazione e cottura del prodotto ha dei tempi precisi ecc )
- c)ricerca di ricette particolari delle diverse regioni italiane su internet( per svilupare l' uso del
computer e la conoscenza di altre regioni)
- collabora e partecipa ai percorsi di autonomia per l' uso di mezzi pubblici
- collabora e partecipa alle attività di educazione d' intervento per la salvaguardia dell'
ambiente ,con un impegno preciso da parte dei ragazzi, con attività settimanale di raccolta,
recupero e smistamento dei panni usati presso i centri raccolta del territorio
- collabora e partecipa all' educazione d' intervento all' uso di risorse energetiche rinnovabili(
con raccolta settimanale di trucioli di legno per l'imballaggio di tronchetti ecologigi che
utilizziamo per il riscaldamento)
- in particolare nella struttura di Cooperativa La Casa di Alberto
- collabora e partecipa ai laboratori di musica con ASS.FRA ARTISTI "LAUTARI di Catania
AZIONE 4. Attività manuali-artistiche
4.2. Realizzazione delle singole attivià
- collabora e partecipa alle attività manuali specifiche (laboratori di arte terapia con utilizzo di
diversi materiali e per sviluppare e migliorare le abilità psico-motorie e consentire
l’espressione della propria fantasia)
- collabora e partecipa alle attività di manipolazione attraverso l’utilizzo di diversi materiali
(creta, ceramica ,carta, cartelloni, stoffa);
- collabora e partecipa all' organizzazione di laboratori di decoupage , patchwork, collage
- collabora e partecipa all' attività di pittura attraverso l’utilizzo di diversi tipi di colori per
stimolare la percezione sensoriale ( tempere, acquarelli,a cera, a matita, a dito) e l’utilizzo di
tele e fogli particolari (carta riciclata)
- collabora e partecipa al riordino dei luoghi dove si è svolta l' attività
- in particolare nella struttura di Cooperativa Rò La Formichina di tipo A/b
- collabora e partecipa alla creazione e confezionamento bomboniere e biglietti di
partecipazione (sotto richieste esterna)
- collabora e partecipa alla produzione atigianale di carta reciclata
- in particolare nella struttura di Cooperativa La Casa di Alberto collabora e partecipa all' attività
manuali di assemblaggio vario
AZIONE 5: Sviluppo di progetti di "piccola conquista" dell'autonomia.
Per ogni disabile psichico verranno individuate alcune attività specifiche da svolgere in maniera
autonoma quotidianamente. Il supporto degli operatori delle sedi decrescerà in base al progetto e alle
capacità acquisite dall'utente
5.1 Attività igienico-sanitaria personale
- il volontario stimolerà , collaborerà e sosterà gli accolti per tali attività:
- sostiene e stimola gli accolti nello svolgimento della pulizia igienica personale quotidiana
- aiuta e stimola gli accolti per le attività di riordino e pulizia (attività quotidiane alle quali gli
accolti sono invitati e aiutati a svolgere per responsabilizzarsi e rendersi conto del loro grado di
autonomia e di crescita personale)
- aiuta per la cura alimentare (gli accolti vengono assistiti ed aiutati durante il consumo dei
pasti);
- aiuto e stimolazione a preparare i pasti e la tavola per pranzare e cenare
- aiuta per la somministrazione di farmaci agli accolti sotto cura medica farmacologica;
5.2. Attività di accompagnamento
- accompagna gli accolti nelle visite medico – sanitarie: accompagnamento in strutture sanitarie
per accertamenti e analisi mediche e visite specialistiche;
- servizio di trasporto (gli operatori hanno il compito di accompagnare gli utenti nelle sedi delle
varie attività esterne alla struttura, e nelle varie attività svolte sul territorio)
- accompagnamento per negozi per fare degli acquisti di vario genere per aiutarli nella gestione
della paghetta settimanale
AZIONE 6. Attività di laboratorio teatrale (per fornire la possibilità di esprimersi in modo libero e
per una migliore conoscenza di se stessi)
6.1 Organizzazione
- collabora alla preparazione del salone ove avvengono i laboratori
- collabora alla preparazione del materiale occorrente in base alle capacità individuali
6.2.Attivita propedeutica teatrali
collabora e partecipa alle seguenti attività:
- corsi di clowneria e giocoleria
- realizzazione di laboratori su tecniche teatrali, giochi di ruolo, esercizi di rilassamento,
esercizi per conoscere ed armonizzare il proprio corpo, giochi con la voce, con la mimica, di
relazione
- I laboratori di dance-ability
- laboratori musicali
- apprendimento di uno strumento musicale
- laboratori di stesura scenografia
- laboratori di costruzione materiale scenografico e costumi di scena( in rapporto alle capacità
dei disabili)
6.3. Realizzazione di spettacoli teatrali
- collabora all' allestimento dello spettacolo
- collaborerà alla diffusione di volantini e locandine promozionali
AZIONE 7. Attività riabilitative
7.1.Attività riabilitative presso strutture specializzate
- accompagnerà il disabile presso la struttura specializzata
7.2. Attività supporto psicologice neuro- psichiatriche
- accompagnamento del disabile presso i locali dell' Igiene Mentale
AZIONE 8. Attività motorie
8.2. Realizzazione delle attività
collabora e partecipa alle seguenti attività:
-
-
attività ludiche all’aperto sia organizzate che non
corso di ballo
uscite organizzate in bicicletta
In particolare nella Casa Famiglia S.Maria Dell’Odigidria, nella Casa Famiglia Angeli Custodi,
nella Casa Famiglia Madonna della Provvidenza
durante il periodo estivo ginnastica al mare
In particolare nella Casa Famiglia S.Maria Dell’Odigidria, nella Casa Famiglia Angeli Custodi,
nella Casa Famiglia Madonna della Provvidenza partecipazione alla scuola di calcio dell'
associazione
partecipazione come scuola calcio dell' Associazione e giovani dell' Associazione alle partite di
calcio di serie A delle squadre: Chievo e Parma presso gli stadi vicini del territorio
corso di piscina in particolare nella struttura di Cooperativa Rò La Formichina di tipo A/b
corso di balli di gruppo
ginnastica con percosi semplici da realizzare
AZIONE 9. Avviamento al lavoro e accompagnamento attività occupazionali di disabili psichici
presso le cooperative Rò la Formichina e La Casa di Alberto di tipo A/B
9.2 Disbrigo pratiche burocratiche per l'inserimento al lavoro e/o accompagnamento attività
occupazionali di disabili psichici , consegna materiale necessario
il volontario potrà collaborare assieme ai responsabili alle seguenti attività:
- stipula delle convenzioni
- realizzazione certificati e visite mediche
- iscrizione all' ufficio di collocamento
- consegna del materiale antinfortunistico
9.3 Inserimento e e realizzazione attività presso le cooperative Rò la Formichina e La Casa di Alberto
di tipo A/B
- Accompagnamento del disabile psichico dalla struttura di casa famiglia alla struttura di
Cooperativa Rò La Formichina oe La casa di alberto
- aiuterà nell' Accoglienza del disabile psichico in struttura
- parteciperà alla Presentazione degli operatori che lavorano nella struttura e dei ruoli che
ricoprono
- parteciperà alla presentazione della struttura e delle regole da rispettare
- programmazione e divisione dei lavori da effettuare- aiuterà nell' assistenza e stimolazione dei disabili psichici per le attività lavorative adeguate a
loro( si punta molto al lavoro di squadra per interagire in modo positivo col disabile psichico)
- parteciperà ad attività di bancarelle nel territorio
- accompagnamento del disabile dalla coop in casa famiglia
- favorirà la creazione di un rapporto amicale personale con i disabile psichico
- animazione dei momenti di pausa e ricreativi
PROVINCIA DI TRAPANI
AREA INTERVENTO: MINORI
8.1. Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi
OBIETTIVO SPECIFICO D:
Incrementare le attività di sostegno alle famiglie nel territorio
MESI 0 1 2
AZIONI – Attività
AZIONE 1: Verifica degli interventi svolti
1.1 Analisi quantitativa e qualitativa degli interventi svolti
1.2.Analisi dei bisogni specifici del territorio
1.3.Elaborazione di una relazione sulle attività svolte
3
4
5
6 7 8 9 10
11
12
AZIONE 2: Relazione con i servizi sociali
2.1Attività di segreteria
2.2. Accoglimento ed analisi casi proposti
2.3. Valutazione inserimento
2.4. Valutazione delle azioni mirate a sostenere le famiglie
bisognose del territorio
AZIONE 3: Promozione e sensibilizzazione del territorio
3.1. Mappatura degli incontri sul territorio
3.2.Individuazione degli incontri annuali e programmazione
3.3 Realizzazione, partecipazione ad incontri pubblici
AZIONE 4: Interventi di accoglienza residenziale
4.1. Pianificazione e programmazione accoglienze
4.2. Inserimento dei minori nelle sedi
AZIONE 5: Attività di sostegno alle famiglie disagiate del
territorio
5.1. Pianificazione attività di sostegno
5.2. Realizzazione di attività domiciliari
5.3. Sostegno diurno di minori con disagi in famiglia
Azione6: Realizzazione delle attività programmate
6.1. Attività di sostegno scolastico
6.2 .Attività di educazione attiva
6.3 Attività di laboratorio teatrale
AZIONE 7: Formazione operatori
7.1. Pianificazione e programmazione di un corso per
operatori
7.2. Realizzazione di un corso specifico per operatori
7.3. Valutazione del corso
AZIONE 8: Verifica e valutazione degli inserimenti
8.1. Incontri interne di equipe
8.2 Elaborazione di relazioni semestrali
OBIETTIVO SPECIFICO D:
Le sedi di attuazione di progetto della provincia di Trapani è la Famigli aperta Garuccio essa
attuerà le seguenti azioni/attività:
AZIONE 1: Verifica degli interventi svolti
1.1 Analisi quantitativa e qualitativa degli interventi svolti
- Raccolta dei dati relativi alle accoglienze residenziali o diurne effettuate fino a dicembre 2009
nella struttura d' accoglienza prevista
- Revisione delle relazioni semestrali effettuate nell' anno 2009 per i minori accolti
- Raccolta dei dati relativi alle attività di sostegno alle famiglie nel territotio
- Valutazione in equipe delle attività : socio-educative, assistenziali,ludico ricreative,riabilitative e
sportive svolte nell' anno 2009
- Incontri di equipe tra operatori della struttura assieme agli operatori dell' Associazione per mettere
in luce le difficoltà riscontrate e i risultati conseguiti
- Verifica dei punti di forza e di debolezza della metodologia adottata
- Discussione e valutazione di nuove proposte e progettualità
1.2. Analisi dei bisogni specifici del territorio
- contatti con i servizi sociali dei comuni del territorio
- contatti con le parrocchie locali e le parrocchie Sacro Cuore di Gesù di TP e la parrocchia San
Giuseppe , contrada Fulgatore TP per vedere i bisogni delle famiglie disagiate appartenenti alle
varie parrocchie
- raccolta dei vari bisogni specifici segnalati dai comuni e dalle parrocchie del territorio
- analisi in equipe delle richieste specifiche ricevute
elaborazione di un programma, con relative attività per far fronte ai bisogni specifici emersi
1.3.Elaborazione di una relazione sulle attività svolte
- raccolta dati sulle attività svolte nel 2009
- elaborazione dei dati raccolti
- in equipe stesura di una relazione
AZIONE 2: Relazione con i servizi sociali
2.1. Attività di segreteria
- contatti telefonici periodici coi Servizi Sociali territoriali
- richiesta ai Sevizi Sociali delle relazioni sui minori disagiati del territorio e delle loro famiglie
- trasmissione delle relazioni sui minori disagiati del territorio da parte dei S.S al referente zonale
dell' affido dell’Associazione
2.2. Accoglimento ed analisi casi proposti
-
Accoglimento delle relazioni sui minori disagiati del territorio e/o delle loro famiglie da parte del
referente zonale dell' affido dell’Associazione
Il referente zonale dell' affido dell’Associazione contatta telefonicamente i responsabili della
struttura famiglia Aperta Garuccio e famiglie affidatarie per richiedere la partecipazione ad una
equipe di valutazione richieste d' accoglienza
Definizione del giorno e della sede in cui si realizzerà l’incontro di equipe
2.3. Valutazione inserimento
-
Valutazione in equipe del potenziale inserimento del minore in struttura
preparazione dei responsabili della struttura
preparazione logistica della struttura
2.4. Valutazione delle azioni mirate a sostenere le famiglie bisognose del territorio
Valutazione in equipe del bisogno delle singole famiglie del territorio
Valutazione in equipe delle azioni da poter effettuare per sostenere le famiglie del territorio
preparazione di un calendario dove inserire le azioni da effettuare
- ricerca di risorse umane per collaborare con la struttura per attuare le azioni previste
AZIONE 3: Promozione e sensibilizzazione del territorio
3.1. Mappatura degli incontri sul territorio
-
contatti telefonici con le varie parrocchie, scuole e associazioni del territorio
• contatti telefonici con le parrocchie: Sacro Cuore di Gesù di TP e la parrocchia San Giuseppe ,
contrada Fulgatore TP
-
raccolta delle richieste sui temi da trattare proposti all' Associazione
3.2.Individuazione degli incontri annuali e programmazione
- Incontri d’equipe e scelta delle iniziative da organizzare
-
Verifica della disponibilità dei membri dell' associazione
Definizione degli obiettivi da raggiungere
Stesura di un programma dettagliato per ogni incontro
Stesura di un calendario per gli incontri annuali
- Verifica della disponibilità degli spazi
3.3 Realizzazione, partecipazione ad incontri pubblici
-
Allestimento delle sale dove si svolgeranno le testimonianze
Preparazione del materiale tecnico e didattico necessario
Supporto alla realizzazione degli interventi
Verifica di gradimento del cors
AZIONE 4: Interventi di accoglienza residenziale
4.1. Pianificazione e programmazione accoglienze
-
Riunione tra il Referente zonale dell'affido dell' Associazione e i responsabili struttura per
pianificare l' accoglienza residenziale del minore
Realizzazione di un piano educativo personalizzato con gli obiettivi da raggiungere e la previsione
di incontri di verifica del progetto.
Verifica della disponibilità e dei ruoli dei responsabili struttura
creazione di un calendario dove inserire gli incontri di conoscenza tra il minore e la struttura
preparazione dei luoghi per accogliere il minore
4.2. Inserimento dei minori nelle sedi
-
attività di conoscenza e socializzazione e presentazione della struttura, dei responsabili , degli
accolti e le atre figure presenti in struttura
colloqui individuale tra il minore e i responsabili per individuare i bisogni
analisi del loro percorso di vita e valutazione di eventuali casi
contatto e colloqui con psicologo
colloqui con i servizi sociali per individuare problematicità e tipologia del disagio
individuazione di un percorso individualizzato
consegna di indumenti e prodotti per l’igiene personale
predisposizione di spazi e tempi adatti al momento dell’accoglienza e al primo periodo di
inserimento che aiutino il minore a comprendere il significato dell’intervento protettivo
AZIONE 5. Attività di sostegno alle famiglie disagiate del territorio
5.1. Pianificazione attività di sostegno
-
-
Individuazione della singola attività da indirizzare in modo specifico alla famiglia bisognosa
ricerca di volontari per la realizzazione e sostegno delle singole attività
• nel periodo estivo e per 1 mese circa organizzazione di un campo a Fontenelle Milo ,
quartiere a rischio di tp
realizzazione di un calendario dove inserire la singola attività
5.2. Realizzazione di attività domiciliari
L' Associazione sostiene ,in casi particolari, le famiglie disagiate dando anche un sostegno domiciliare ,
si cerca di aiutarli nella gestione igienico-sanitaria quotidiana, si dà la possibilità di uscire per svolgere
attività quotidiani fuori casa, tenedo in accudimento i minori, es. : fare la spesa,andare in posta, dal
medico ecc
-
attività di collaborazione domicilari presso le famiglie disagiate del territorio
sostegno a una famiglia disagiata del territorio, con un minore a carico con forte handicap
fisico e psichico, e un minore con problemi di adattamento in via portelli, 6 rilievo tp
5.3. Sostegno diurno di minori con disagi in famiglia
L'Associazione prevede di sostenere le famiglie disagiate del territorio dando la possibilità di far
partecipare tali minori a momenti di attività programmati all' interno della struttura per i minori
accolti.
-
Conoscenza per la famiglia e per il minore della struttura, dei responsabili le figure di
volontari e gli altri utenti.
Inserimento del minore alle attività previste in struttura adatte ai suoi bisogni
Azione 6: Realizzazione delle attività programmate
queste attività si svolgeranno 1 volta a settimana presso i locali delle parrocchie: Sacro Cuore di Gesù
di TP e la parrocchia San Giuseppe , contrada Fulgatore TP
6.1. Attività di sostegno scolastico
-
preparazione del materiale didattico necessario
preparazione della stanza dove svolgere tale attività
doposcuola pomeridiano di 2 ore per lo svolgimento dei compiti scolastici
potenziamento pomeridiano di 2 ore per recupero materie scolastiche con difficoltà 2 volte la
settimana
realizzazione di laboratori con programmi di video scrittura
ricerche scolastiche su internet
preparazione del materiale didattico per il giorno dopo a scuola
utilizzo di giochi multimediali , per consentire la stimolazione della memoria e per percorsi para
scolastici
attività di lettura ( racconti, libri, fiabe, quotidiani )
6.2 .Attività di educazione attiva
–
–
–
–
–
- incontri quindicinnali tra coetanei per trattare temi di attualità
- realizzazione di cineforum
favorire la realizzazione di incontri organizzati presso le parrocchie: Sacro Cuore di Gesù di TP e la
parrocchia San Giuseppe , contrada Fulgatore TP, o centri giovanili per trattare argomenti inerenti
alla fascia d'età
coinvolgimento nella preparazione di feste per l'animazione delle fasce più deboli (bambini piccoli
o con handicap)
organizzazione di feste di compleanno
attività e incontro con gruppo scout.
organizzazione di uscite in luoghi pubblici (bar, cinema, pub…) del territorio per promuovere la
socializzazione anche in ambienti esterni alla comunità
–
6.3 Attività di laboratorio teatrale
-
preparazione del salone ove avvengono i laboratori
preparazione del materiale occorrente
preparazione dell' evento da rappresentare presso le parrocchie: Sacro Cuore di Gesù di TP e la
parrocchia San Giuseppe , contrada Fulgatore TP
laboratori di costruzione materiale scenografico e costumi di scena( in rapporto alle capacità dei
minori)
coinvolgimento per la rappresentazione delle famiglie dei minori partecipanti.( si tende a
coinvolgere anche le famiglie dei minori del territorio durante le varie rappresentazioni, dando loro
un ruolo ben preciso, questo pe lavorare in modo diretto anche con loro)
realizzazione di uno spettacolo ( presepe vivente, la Passione ecc) presso le parrocchie: Sacro
Cuore di Gesù di TP e la parrocchia San Giuseppe , contrada Fulgatore TP
AZIONE 7. Formazione operatori
7.1. Pianificazione e programmazione di un corso per operatori
-
-
Riunione tra il Responsabile del Servizio Nazionale Minori e il Responsabile del Servizio zonale
minori di Acireale e Catania con la Famiglia Aperta Garuccio per pianificare il corso
Ricerca dei formatori per il corso
Valutazione dei costi necessari per la realizzazione del corso
Il Responsabile del Servizio Nazionale Minori e il Responsabile del Servizio zonale minori di Acireale
e Catania provvederanno alla somministrazione di una scheda ai responsabili strutture c. famiglia e
famiglie aperte dell’Associazione, e la Famiglia aperta Garuccio che accolgono minori per
verificarne i bisogni formativi
Analisi delle schede compilate dai responsabili per verificare i bisogni formativi espressi dagli stessi
7.2. Realizzazione di un corso specifico per operatori
-
Il Servizio zonale dell' affido dell’Associazione contatta i formatori per stendere un programma del
corso
Il referente zonale dell' affido dell’Associazione contatta i responsabili delle strutture che
accolgono minoriin provincia di Catania e in provincia di Trapani per proporre la partecipazione al
corso di formazione.
Somministrazione di un questionario per valutare le conoscenze dei responsabili
Analisi, da parte del formatore, dei punti di debolezza
Definizione di un programma specifico e di obiettivi da raggiungere
Verifica degli spazi e dei luoghi dove si svolgerà il corso
Selezione di materiale didattico
Programmazione dei giorni e degli orari nei quali si terrà il corso
Partecipazione dei responsabili delle strutture che accolgono minori al corso
7.3. Valutazione del corso
-
Incontri di equipe per il confronto sul corso effettuato
Evidenziazione sui punti di forza del lavoro svolto in equipe
Discussione su eventuali limiti del lavoro effettuato
Confronto sull’operato dei diversi operatori
Definizione delle principali difficoltà riscontrate
AZIONE 8: Verifica e valutazione degli inserimenti
8.1. Incontri interne di equipe
-
Verifica degli obbiettivi prefissati raggiunti
Verifica delle difficoltà incontrate nella gestione dei singoli minori e/o famiglie disagiate del
territorio
Verifica dei percorsi socio -educativi verso i minori
Verifica dei percorsi assistenziali effettuati sui minori e sulle loro famiglie
8.2 Elaborazione di relazioni semestrali
-
Raccolta dei vari dati( sanitari, scolastici, rapporti se ci sono con i familiari,sviluppo affettivo e
cognitivo, riguardanti il minore )
Elaborazione di una relazione semestrale sullo stato attuale del minore
stesura della relazione semestrale
Struttura: Famiglia Aperta Garuccio
1
Coordinatore
della Esperienza pluriennale nella
sede
-Educatore
e gestione
della
struttura,
1.1. analisi quantitativa e qualitativa
degli interventi
1
responsabile della Casa
Famiglia – figura
genitoriale materna
attività educative con minori,
partecipa
agli
incontri
territoriali – segue le famiglie
affidatarie
del
territoriocontatto con i Servizi Sociali e
Tribunale per i Minori, sostegno
alle famiglie bisognose del
territorio
Coordinatore della sede
-Educatore
e
responsabile della Casa
Famiglia
–
figura
genitoriale paterna
Esperienza pluriennale nella
gestione della struttura,attività
educative
con
minori,
partecipazione
agli
incontri
territoriali
1.2. analisi dei bisogni specifici del
territorio
1.3. elaborazione di una relazione
sulle attività svolte
2.1. attività di segreteria
2.3. valutazione inserimento
2.4. valutazione delle azioni mirate a
sostenere le famiglie bisognose del
territorio
3.1. mappatura degli incontri sul
territorio
3.2. induviduazione degli incontri
annuali e programmazione
3.3.realizzazione, partecipazione ad
incontri pubblici
4.1.pianificazione e programmazione
acoglienze
4.2. inserimento dei minori nelle sedi
5.1. pianificazione attività di
sostegno
5.2. realizzazione di attività
domiciliari
5.3. sostegno diurno di minori con
disagi in famiglia
6.1. attività di sostegno scolastico
6.2. attività di educazione attiva
6.3. attività di laboratorio teatrale
7.1. attività igienico- sanitaria
personale
7.2. attività di accompagnamento
8.1. attività manuali-artistiche
8.2. attività di svago all' esterno
della struttura
9.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
9.2. attività riabilitative domiciliari
9.3. attività di supporto psicologico
10.1. pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione delle attività
11.2. realizzazione di un corso
specifico per operatori
11.3. valutazione del corso
12.1. incontri interne d'equipe
12.2. elaborazione de relazioni
semestrali
1.1. analisi quantitativa e qualitativa
degli interventi
1.2. analisi dei bisogni specifici del
territorio
1.3. elaborazione di una relazione
sulle attività svolte
2.3. valutazione inserimento
2.4. valutazione delle azioni mirate a
sostenere le famiglie bisognose del
territorio
3.1. mappatura degli incontri sul
territorio
3.2. induviduazione degli incontri
annuali e programmazione
3.3.realizzazione, partecipazione ad
incontri pubblici
4.1.pianificazione e programmazione
acoglienze
1
Membro della Comunità
Papa Giovanni XXIII
1
Membro della Comunità
Papa Giovanni XXIII
4.2. inserimento dei minori nelle sedi
5.1. pianificazione attività di
sostegno
5.2. realizzazione di attività
domiciliari
5.3. sostegno diurno di minori con
disagi in famiglia
6.2. attività di educazione attiva
7.1. attività igienico- sanitaria
personale
7.2. attività di accompagnamento
8.1. attività manuali-artistiche
8.2. attività di svago all' esterno
della struttura
9.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
9.2. attività riabilitative domiciliari
9.3. attività di supporto psicologico
10.1. pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione delle attività
11.2. realizzazione di un corso
specifico per operatori
11.3. valutazione del corso
12.1. incontri interne d'equipe
12.2. elaborazione de relazioni
semestrali
Esperienza di servizio civile 5.2.realizzazione di attività
presso la struttura,animatore di domiciliari
attività ludico-ricreative
5.3. sostegno diurno di minori con
disagi in famiglia
6.2. attività di educazione attiva
7.1. attività igienico- sanitaria
personale
7.2. attività di accompagnamento
8.1. attività manuali-artistiche
8.2. attività di svago all' esterno
della struttura
9.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
9.2. attività riabilitative domiciliari
9.3. attività di supporto psicologico
10.1. pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione delle attività
Esperienza pluriennale nella
5.2.realizzazione di attività
gestione della struttura
domiciliari
5.3. sostegno diurno di minori con
disagi in famiglia
6.2. attività di educazione attiva
7.1. attività igienico- sanitaria
personale
7.2. attività di accompagnamento
8.1. attività manuali-artistiche
8.2. attività di svago all' esterno
della struttura
9.1. attività riabilitative presso
strutture specializzate
9.2. attività riabilitative domiciliari
9.3. attività di supporto psicologico
10.1. pianificazione attività sportive
10.2. realizzazione delle attività
Il volontario collaborerà nelle seguenti attività/azioni:
AZIONE 3: Promozione e sensibilizzazione del territorio
3.1. Mappatura degli incontri sul territorio
-
aiuto per i contatti telefonici con le varie parrocchie, scuole e associazioni del territorio
• aiuto per i contatti telefonici con le parrocchie: Sacro Cuore di Gesù di TP e la parrocchia
San Giuseppe, contrada Fulgatore TP
3.3 Realizzazione, partecipazione ad incontri pubblici
-
collaborazione per l' allestimento delle sale dove si svolgeranno le testimonianze
collaborazione per la preparazione del materiale tecnico e didattico necessario
AZIONE 4: Interventi di accoglienza residenziale
4.2. Inserimento dei minori nelle sedi
- affianca i responsabili alle attività di conoscenza e socializzazione e presentazione della struttura,
dei responsabili ,degli accolti e le atre figure presenti in struttura
AZIONE 5. Attività di sostegno alle famiglie disagiate del territorio
5.1
- collaborazione e partecipazione nel periodo estivo e per 15gg
campo a Fontenelle Milo , quartiere a rischio di tp
circa
all' organizzazione di un
5.2. Realizzazione di attività domiciliari
- partecipa alle attività di collaborazione domicilari presso le famiglie disagiate del territorio
- partecipa alle attività di sostegno a una famiglia disagiata del territorio, con un minore a carico
con forte handicap fisico e psichico, e un minore con problemi di adattamento in via portelli, 6
rilievo TP
5.3. Sostegno diurno di minori con disagi in famiglia
-
affianca i responsabili alle attività di conoscenza e socializzazione e presentazione della struttura,
dei responsabili ,degli accolti e le atre figure presenti in struttura
Azione 6: Realizzazione delle attività programmate
Queste attività si svolgeranno 1 volta a settimana presso i locali delle parrocchie: Sacro Cuore di Gesù
di TP e la parrocchia San Giuseppe , contrada Fulgatore TP
6.1. Attività di sostegno scolastico
-
collabora alla preparazione del materiale didattico necessario
collabora alla preparazione della stanza dove svolgere tale attività
collabora al doposcuola pomeridiano di 2 ore per lo svolgimento dei compiti scolastici
collabora al potenziamento pomeridiano di 2 ore per recupero materie scolastiche con difficoltà 2
volte la settimana
collabora alla realizzazione di laboratori con programmi di video scrittura
collabora alla ricerche scolastiche su internet
collabora alla preparazione del materiale didattico per il giorno dopo a scuola
collabora all' utilizzo di giochi multimediali , per consentire la stimolazione della memoria e per
percorsi para scolastici
collabora all' attività di lettura (racconti, libri, fiabe, quotidiani)
6.2 .Attività di educazione attiva
-
collabora alla realizzazione di cineforum
favorisce la realizzazione di incontri organizzati presso le parrocchie: Sacro Cuore di Gesù di TP e
-
la parrocchia San Giuseppe, contrada Fulgatore TP o centri giovanili per trattare argomenti inerenti
alla fascia d'età
collabora alla preparazione di feste per l'animazione delle fasce più deboli (bambini piccoli o con
handicap)
collabora alla' organizzazione di feste di compleanno
partecipa all' organizzazione di uscite in luoghi pubblici (bar, cinema, pub…) del territorio per
promuovere la socializzazione anche in ambienti esterni alla comunità
6.3 Attività di laboratorio teatrale
-
-
collabora e partecipa alla preparazione del salone ove avvengono i laboratori
collabora e partecipa alla preparazione del materiale occorrente
collabora e partecipa alla preparazione dell' evento da rappresentare presso le parrocchie: Sacro
Cuore di Gesù di TP e la parrocchia San Giuseppe , contrada Fulgatore TP (presepe vivente, la
Passione ecc)
collabora e partecipa ai laboratori di costruzione materiale scenografico e costumi di scena (in
rapporto alle capacità dei minori)
collabora e partecipa al coinvolgimento per la rappresentazione delle famiglie dei minori
partecipanti
collabora e partecipa alla realizzazione di uno spettacolo (presepe vivente, la Passione ecc) presso
le parrocchie: Sacro Cuore di Gesù di TP e la parrocchia San Giuseppe , contrada Fulgatore TP
Il progetto ANCORA FUORI LE MURA prevede la possibilità per i volontari in servizio civile di usufruire di
vitto e alloggio per i seguenti motivi:
- nel corso degli anni diversi sono stati i volontari in servizio civile che hanno usufruito di tale servizio
per svariati motivi che vanno da una profonda scelta personale di impegnarsi a pieno anche oltre
l’orario regolare di servizio in una esperienza di condivisione, fino alla mera necessità di un alloggio.
- è una opportunità maggiore per chi ha difficoltà economiche o di trovare una sistemazione abitativa
ma vuole comunque svolgere servizio civile anche fuori la propria residenza. Numerosi sono stati infatti
i giovani che dal sud del paese hanno svolto servizio civile nel centro nord e viceversa.
- infine perché l’esperienza di condivisione che genera un forte legame con gli accolti, matura non solo
nei momenti di servizio prefissati ma soprattutto nei momenti informali ove il rapporto diventa quasi
paritario come la condivisione dei pasti e dello stesso tetto.
9)
Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
20
10) Numero posti con vitto e alloggio:
13
11) Numero posti senza vitto e alloggio:
0
12) Numero posti con solo vitto:
7
13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
30
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) :
5
15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:
I volontari durante lo svolgimento del servizio civile sono tenuti a:
1. rispettare le norme in materia di igiene, sicurezza e salute sui luoghi di lavoro
2. rispettare le regole delle strutture, orari, linguaggio e abitudini consolidate
3. mantenere la necessaria riservatezza per quanto attiene a dati,
informazioni o conoscenze acquisite durante lo svolgimento del servizio civile
4. disponibilità a trasferimenti in Italia per incontri di formazione,
sensibilizzazione e promozione del servizio civile
5. flessibilità oraria dovuta alla particolarità delle persone destinatarie del servizio
6. partecipare ad eventi particolari previsti dal programma delle attività (uscite
domenicali, campi invernali ed estivi).
Saltuariamente potrà essere chiesto di svolgere il proprio servizio anche nel giorno festivo
di Domenica, fatto salvo il diritto a recuperare il giorno di riposo di cui non si è usufruito
7.i volontari svolgeranno il servizio dal lunedi al sabato ,avendo un giorno
infrasettimanale libero da concordare con la struttura di assegnazione
8.disponibilità a trasferimenti temporanei di sede di assegnazione per : soggiorni estivi,
periodo natalizio,pasquali ecc...
9. nei giorni in cui la sede di assegnazione verrà chiusa per ferie (natalizie, pasquali,
ecc), i volontari si potranno recare presso la sede disponibile più vicina alla sede di
assegnazione o altra sede concordata col volontario
Si ricorda, inoltre, che la formazione è obbligatoria e quindi, nelle giornate di formazione
non è possibile prendere giornate di permesso.
16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato:
N.
Sede di
attuazione del
progetto
Comune
Indirizzo
Cod.
N. vol. per
ident. sede
sede
Nominativi degli Operatori Locali di
Progetto
Cognome e Data di
nome
nascita
VEDI FILE SEDI PROGETTO
C.F.
Nominativi dei Responsabili Locali di Ente
Accreditato
Cognome e Data di
nome
nascita
C.F.
17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:
L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII da più di 30 anni investe le proprie risorse nella
promozione e gestione di progetti di servizio civile, prima come obiezione di coscienza
sostitutiva al servizio militare, poi come servizio civile nazionale, sia in Italia che all’estero.
Per questa ragione, credendo profondamente nello strumento del Servizio Civile e nei valori
che trasmette a livello sociale, riteniamo che la promozione e la sensibilizzazione non
debbano essere limitate al singolo progetto o strettamente all’arco temporale di emanazione
e scadenza del bando, ma siano permanenti e attraversino trasversalmente le altre attività
dell’Ente.
L’Associazione ha implementato da diversi anni un ufficio centrale finalizzato alla gestione
dei progetti di servizio civile, con una sede locale per le varie aree, italiane ed estere, ove
opera.
Nel corso di tutto l’anno riceviamo richieste di partecipazione ai progetti da parte dei
giovani grazie anche l’attivazione di un numero verde, cosi come durante tutto l’anno
portiamo avanti azioni di sensibilizzazione, discussione, elaborazione riguardanti i vari
aspetti del SCN. Lo strumento privilegiato per le attività di promozione e sensibilizzazione
dell’ente è la partecipazione diretta dei volontari in servizio civile tramite la loro presenza e
la testimonianza come strumento di apprendimento, scoperta in una prospettiva didattica
attiva, operativa ed immediata.
Totale ore espressamente dedicate alla promozione e sensibilizzazione
del Servizio Civile Nazionale
Totale ore espressamente dedicate alla promozione e sensibilizzazione
del progetto ANCORA FUORI LE MURA
TOTALE ORE PROMOZIONE E SENSIBILIZAZZIONE: A+C =
A = 82
C = 42
124
Alle suddette 82 ore bisogna aggiungere una serie di attività difficilmente misurabili e
quantificabili ma che ai fini della promozione e sensibilizzazione rivestono, secondo noi un
elevato grado di rilevanza.
Di seguito si riporta in dettaglio l’elenco delle azioni/attività:
Programma di sensibilizzazione del Servizio Civile Nazionale
A
EVENTO – AZIONE – ATTIVITA’
Banchetto in occasione della “Tre Giorni Generale” dell’Associazione
Comunità Papa Giovanni XXIII, che si svolge a cadenza annuale (nel
mese di maggio) a Rimini, e a cui partecipano tutte le zone periferiche
a livello nazionale ed internazionale dell’associazione. I volontari in
servizio civile di tutto il territorio si occupano della gestione del
banchetto.
Collaborazione fissa con il mensile “Sempre” attraverso la rubrica
“Frontiere di pace”, redatta a cura del Servizio Obiezione di Coscienza
e pace dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che presenta
testimonianze (e illustra i relativi contesti e progetti dove operano) di
volontari in servizio civile nazionale sia in Italia che all’estero
N° ORE
14
32
Banchetto in occasione di “Terra Futura” – Firenze mostra/convegno
sulle buone pratiche di sostenibilità. I volontari di tutto il territorio
nazionale vengono invitati a partecipare nella gestione dell’attività.
16
Interventi in qualità di relatori o testimonianze di volontari ed ex
volontari in incontri pubblici e seminari, banchetti in numerose
manifestazioni nazionali, sportello informativo telefonico, ecc.
20
TOTALE ORE QUANTIFICABILI
82
EVENTI – AZIONI – ATTIVITA’ non quantificabili
Attivazione di un numero verde per far fronte alle richieste telefoniche dei giovani
interessati: 800 913 596
Partecipazione ad eventi pubblici e privati di promozione e sensibilizzazione a livello
nazionale.
Invio, tramite posta prioritaria, di materiale promozionale ad indirizzi privati
acquistati da aziende specializzate in riferimento al target giovani del territorio
Realizzazione e diffusione di uno spot televisivo e radiofonico
B
Programma di promozione del progetto “ANCORA FUORI LE MURA”
C
EVENTO – AZIONE – ATTIVITA’
Volantinaggio in occasione della presentazione pubblica dello
spettacolo teatrale realizzato dai ragazzi accolti nelle strutture della
zona “Dov’è Pinocchio?”. La rappresentazione verrà replicata più volte
nei comuni delle province interessate.
Incontri/testimonianze con gruppi giovanili parrocchiali:
Parrocchia Sant’Antonio Abate” - Aci Sant’Antonio 3 h
Parrocchia Santo Cuore di Gesù di Trapani 4 h
S.Giuseppe in Fulgatore di Trapani 4 h
Parrocchia Maria SS Immaccolata di Dagala del Re 2h
Guppi scout locali 3 h
Interventi nelle scuole: 6 moduli da 2 ore ciascuno per incontri
formativi nelle scuole superiori del territorio interessate al progetto.
Organizzazione n.2 incontri pubblici nella provincia di Catania per
TOTALE ORE QUANTIFICABILI
EVENTI – AZIONI – ATTIVITA’ non quantificabili
N° ORE
6
16
12
8
42
Pubblicizzazione del progetto:
Promozione su siti web:
1. www.apg23.org
2. www.odcpace.apg23.org
3. www.peacelink.it
4. www.rolaformichina.con
5. www.grafichefratantonio.it
6. www.cortivo.it - news letter
Newletters a:
1. gruppi scout a livello nazionale
2. informagiovani del territorio nazionale
3. centri missionari diocesani d’Italia
4. giovani tra i 18 – 28 anni sul territorio provinciale (indirizzario
acquisito da ufficio interno di Fund Raising)
Promozione con inserti su riviste/quotidiani:
1. Mensile “Sempre”
2. La Sicilia
Affissione di materiale promozionale presso:
1. Grafiche Fratantonio
2. Ad Circolo Ippico Linera
3. Università degli Studi di Catania
4. Parrocchia Maria SS Immaccolata di Dagala del Re
5. Parrocchia S. Cuore di Gesù
6. Parrocchia S. Giuseppe in Fulgatore
7. Parrocchia S. Francesco d’Assisi al Carmine
8. Parrocchia S. Cuore di Gesù
Stampa e diffusione volantini (n° copie: 3000) e manifesti (n° copie: 300) sul
servizio civile nazionale volontario e sul progetto specifico, che viene messo a
disposizione presso tutte le sedi periferiche dell’Ente, e diffuso attraverso gli
enti che hanno sottoscritto partnership inerenti la promozione del servizio civile
dell’ente
Bancarelle informative della cooperativa Rò la Formichina durante il periodo
natalizio.
DURATA TOTALE DELLE ATTIVITA’ DI PROMOZIONE:
A+C = 124 ORE
18) Criteri e modalità di selezione dei volontari:
Si rimanda al sistema di selezione accreditato presso l’UNSC
19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione
dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
SI
ASSOCIAZIONE COMUNITA’ PAPA GIOVANNI XXIII
20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del
progetto:
Si rimanda al sistema di monitoraggio accreditato presso l’UNSC
21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
SI
ASSOCIAZIONE COMUNITA’ PAPA GIOVANNI XXIII
22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli
richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
NESSUNO
23)
Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del
progetto:
Il progetto prevede l’impiego di risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo particolare alle
attività per il raggiungimento degli obiettivi specifici, alla promozione del progetto qual ora
approvato, alla formazione specifica e alle risorse tecniche previste alla voce 25. Le risorse sono
state suddivise in generali e specifiche. Le prime sono riferite alle azioni di promozione e
l’organizzazione della formazione specifica, alcune di queste sono state ripartite in base al numero
dei progetti presentati in quanto vengono sostenute dalla Sede Centrale di Gestione del SCN
dell’ente. Le risorse specifiche riguardano spese aggiuntive per il raggiungimento degli obiettivi
specifici previsti a progetto.
RISORSE FINANZIARIE GENERALI
A. Formazione specifica di 1° e 2° livello
Sottovoci
Materiale didattico
Organizzazione
logistica del
coordinatore
Tutor d’aula
Formatori
Risorse
finanziarie
Descrizione spesa
Durante il corso vengono somministrati
materiali cartacei didattici e vengono utilizzati
materiali di cancelleria vari
La programmazione e la preparazione del
percorso formativo richiede il tempo di un
coordinatore per contatti telefonici con docenti
e volontari, affitto e predisposizione delle aule
Come previsto nei box della formazione
specifica, l’ente valorizza l’utilizzo di una
figura all’interno dell’aula che faciliti la
partecipazione di tutti. Il 40% dei tutors
coinvolti richiedono compenso.
Alcuni formatori effettuano la loro docenza in
forma gratuita altri richiedono un compenso.
Numericamente il 50% dei formatori richiede il
pagamento
Totale spesa A:
50 euro
150 euro
200 euro
800 euro
1.200 euro
B. Spese di promozione e pubblicizzazione del progetto
Sottovoci
Descrizione spesa
Elaborazione grafica
Ogni anno il materiale grafico viene rivisitato e
Risorse
finanziarie
25 euro
materiale
promozionale
Stampa materiale
promozionale
Spese Numero Verde
Acquisto indirizzario
target giovani
Invio lettere
informative
Partecipazione ad
eventi
modificato, attualizzando i contenuti e la
presentazione
Il prodotto grafico viene stampato da una
tipografia in 500 copie di volantini e 100 copie
di manifesti (come da box 18)
Il numero verde è attivo quotidianamente (in
orario di ufficio) per rispondere alle domande
dei giovani interessati (come da box 18)
Vengono acquistati da aziende specializzate
indirizzi privati in riferimento al target giovani
del territorio
L’ente invia ai giovani del territorio materiale
tramite posta prioritaria (mailing list – Promo
Posta – spedizioni varie)
L’ente partecipa come descritto nel box
“sensibilizzazione e promozione” a diversi
eventi con propri operatori su tutto il territorio
italiano. Rimborsa le spese di viaggio ai
volontari coinvolti.
Totale spesa B:
75 euro
10 euro
25 euro
75 euro
100 euro
310 euro
RISORSE FINANZIARIE SPECIFICHE
Il progetto prevede l’impiego di risorse finanziarie aggiuntive destinate ad alcune delle attività del
progetto elencate nel punto 8.2 e alle risorse tecniche previste alla voce 26. Nell’elenco
sottostante non saranno riportate tutte le azioni/attività, ma soltanto quelle per cui è previsto
lo stanziamento di risorse finanziarie aggiuntive.
Risorse
strumentali e
tecniche
Attività
Automobili – Quota
carburante
Obiettivo A
- attività di accompagnamento
- incontri con Servizi Sociali e famiglie
- incontri di promozione e sensibilizzazione
Obiettivo B
- Sensibilizzazione nel territorio
2.000 euro
Obiettivo C
Attività di accompagnamento
Obiettivo D
6.1. Attività di sostegno scolastico
Pulmini – quota
carburante
Obiettivo A
- attività di accompagnamento
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo C
Attività di accompagnamento
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
2.000 euro
Computer – acquisto Obiettivo A
Software didattici
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
- attività di sostegno scolastico
Obiettivo D
-
300 euro
- attività di sostegno scolastico
Materiale per
laboratori di
decoupage, pittura,
patchwork, collage (
pennelli; colla;
acquarelli;
pennarelli; colori a
tempera, a matita, a
dito, a cera;
materiale in legno;
cartone; stoffa;
tele; creta)
Obiettivo A
Materiale per la
scuola di clowneria
e giocolieri
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo B
- attività ludico ricreative
Obiettivo C
Azione – Attività manuali artistiche
Obiettivo D
500 euro
azione 8: Attività ludico – ricreative
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo B
- attività ludico ricreative
Obiettivo D
200 euro
azione 8: Attività ludico – ricreative
Materiale per teatro
(cd musicali, testi,
materiale per
scenografia, luci e
materiale
vario)
Obiettivo A
- attività laboratorio teatrale
Obiettivo B
- attività ludico ricreative
- attività ludico ricreative
Obiettivo C
500 euro
attività laboratorio teatrale
Obiettivo D
6.3 Attività di laboratorio teatrale
Materiale per
attività sportive
esterne (palloni da
calcio, pallavolo,
basket, canestro,
divise da calcio)
Obiettivo A
Materiale per
laboratori di cucito
(macchine da
cucire, stoffa, aghi,
fili, bottoni…)
Obiettivo A
- azione 10 Attività Sportive
Obiettivo B
- attività sportive
Obiettivo D
azione 8 - Attività ludico – ricreative
azione 10 - Attività sportive
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo C
300 euro
Azione – Attività manuali artistiche
Materiale per il
Obiettivo A
laboratorio del
azione 8 Attività Riabilitative
linguaggio del corpo
(tappetini, palloni…)
Materiale di facile
consumo per l’igiene
(guanti monouso,
spugnette,
detergenti per
300 euro
400 euro
Obiettivo A
- attività igenico sanitarie
Obiettivo C
- attività igenico sanitarie
500 euro
igiene personale) e
vestiario
Obiettivo D
Libri, fumetti,
riviste
Obiettivo A
azione 4 – interventi di accoglienza residenziale
azione 7 - Attività assistenziali
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo B
- attività ludico ricreative
Obiettivo D
100 euro
azione 8: Attività ludico – ricreative
Giochi di vario tipo
in scatola
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo B
- attività ludico ricreative
Obiettivo C
200 euro
Azione – Attività manuali artistiche
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
Alimenti, vestiario e Obiettivo A
medicinali.
- Inserimento dei minori nelle sedi
Obiettivo D
1000 euro
azione 4 – interventi di accoglienza residenziale
azione 7 - Attività assistenziali
Uffici attrezzati con
pc – stampanti –
telefoni fissi e
telefoni cellulari –
connessione Adsl –
fax – materiale di
segreteria –
Materiale di
cancelleria
Obiettivo A
- contatti con partner
- verifica e disponibilità sedi
- azione 2 Verifica degli interventi svolti
- attività di segreteria
- azione 3 relazione con i Servizi Sociali
- azione 4 Promozione e sensibilizzazione del
territorio
- azione 12 verifica e valutazione degli inserimenti
500 euro
Obiettivo B
Saloni per circa 20
persone attrezzati
con sedie, tavoli,
videoproiettore,
lavagna a fogli,
ecc...
- azione 1 verifica dello stato dell’arte rispetto alla
criminalità del territorio
- attività di mediazione familiare
- azione 4 Contatti con carcere e servizi sociali
- programmazione ed inserimento lavorativo ed
educativo
- azione 7 Valutazione degli inserimenti lavorativieducativi
- azione 9 Corso operatori
Obiettivo C
Azione – Verifica dei bisogni dei disabili psichici
Produzione e stampa Azione – Sviluppo dei progetti educativi
individualizzati
materiale
Azione 9 – Avviamento al lavoro
promozionale e
Obiettivo D
sensibilizzazione
azione 1 - Verifica degli interventi svolti
azione 2 – Relazione con i servizi sociali
azione 3 – Promozione e sensibilizzazione
azione 5 - Attività di sostegno alle famiglie
disagiate del territorio
azione 11 – Formazione degli operatori
500 euro
azione 12 - Verifica e valutazione degli inserimenti
Kit completo per
equitazione – ausili
specifici
Obiettivo A
- azione 8 Attività Riabilitative
200 euro
Obiettivo C
- azione 7 attività riabilitative
Attrezzi vari( stivali, Obiettivo A
zappe, piantine,
- azione 8 Attività Riabilitative
annaffiatoi ecc) per
attività di
giardinaggio e orto
Materiale vario per
laboratorio di
realizzazione
bomboniere e
bigliettini( confetti,
tulle, nastrini, fiori
in carta, fimo ,
carta riciclata ecc)
200 euro
Obiettivo A
300 euro
- azione 8 Attività Riabilitative
Obiettivo C
- azione 7 attività riabilitative
Obiettivo D
- azione 9 Attività riabilitative
800 euro
Personale specifico:
fisioterapisti,
psicoterapeuti,
ecc...
Materiale sostegno e
recupero scolastico
(libri, quaderni,
penne, cartelloni
ecc.)
Obiettivo A
Materiale da
falegnameria
(compressore,
seghetto
alternativo,
trapano, ecc)
Obiettivo A
Materiale audiovisivo
Obiettivo A
- attività di sostegno scolastico
600 euro
Obiettivo D
- attività di sostegno scolastico
- azione 8 Attività Riabilitative
500 euro
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
azione 8 Attività Riabilitative
Obiettivo C
-
100 euro
azione 7 attività riabilitative
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
TOTALE
TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE =
12.000
euro
13.510 EURO
24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners):
La rete di sostegno del progetto “Ancora fuori le mura” è costituita dai seguenti copromotori e
partners:
-
-
-
-
-
-
-
-
PARMA FOOTBALL CLUB S..p.a: disponibilità ad incontrare I ragazzi dellas scuola calico
dell’ente – ingresso gratuito per la scuola calcio dell’ente
PARROCCHIA S. CUORE DI GESU’ di Trapani: organizzazione di incontri pubblici e
sensibilizzazione sul territorio delle varie tematiche sociali: affidamento, diritti dei
bambini, lotta nonviolenta alle azioni di ingiustizia. Attività ludico-ricreative con ragazzi
ospiti delle strutture dell’Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII a progetto
PARROCCHIA S. GIUSEPPE IN FULGATORE – Diocesi di Trapani: organizzazione di incontri
pubblici e sensibilizzazione sul territorio delle varie tematiche sociali: affidamento, diritti
dei bambini, lotta nonviolenta alle azioni di ingiustizia. Attività ludico-ricreative con
ragazzi ospiti delle strutture dell’Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII a progetto
ARTIGRAFICHE FRATANTONIO GIUSEPPE: promozione del servizio civile e del progetto
attraverso affissione di manifesti promozionali presso spazi del copromotore, sostegno per
la realizzazione di materiale promozionale divulgativo per gli eventi specifici dell’ente.
FERTIPLAN SRL: donazione di concime per le attività previste nel progetto al punto 8.1 per
l’attività socio-educativa di laboratorio cura dell’orto
A.D. CIRCOLO IPPICO LINERA: promozione del servizio civile e del progetto dell’ente;
messa a disposizione dei locali per l’attività descritta al punto 8.1 riguardante attività
ludico ricreative
COMUNITA’ PARROCCHIALE “S. FRANCESCO D’ASSISI” AL CARMINE: messa a disposizione
dell’impianto sportivo per l’attività progettuale descritta al punto 8.1; messa a disposizione
di locali per la realizzazione di spettacoli descritti al punto 8.1
ASS. FRA ARTISTI “LAUTARI”: organizzazione e conduzione di un laboratorio musicale a
cadenza settimanale a favore di disabili indicati a progetto
PARROCCHIA S. CUORE DI GESU’ di S. Venerina: promozione del servizio civile e del
progetto attraverso affissione di manifesti promozionale presso spazi; disposizione di locali
per attività di sensibilizzazione sulle tematiche previste al punto 8.1; disposizione di locali
per la realizzazione di spettacoli teatrali così come previsti al punto 8.1
PARROCCHIA MARIA SS. IMMACOLATA DI DAGALA DEL RE (S. Venerina): promozione
attraverso affissione presso nostre sedi di manifesti, del servizio civile nazionale e del
progetto “Ancora fuori le mura”; messa a disposizione di locali per attività di
sensibilizzazione, nel territorio, di tematiche previste a progetto; messa a disposizione di
locali per la realizzazione di spettacoli teatrali tenuti dalla Compagnia Teatrale dell’Ass.
Comunità Papa Giovanni XXIII
FACOLTA’ DI INGEGNERIA – UNIVERSITA’ DI CATANIA: promozione del servizio civile e del
progetto mettendo a disposizione locali per attività di sensibilizzazione
ISTITUTO CORTIVO: promozione del progetto di servizio civile
Vedi allegati 3
25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
Si elencano di seguito le risorse tecniche e strumentali necessarie all’attuazione del
progetto in riferimento agli obiettivi prefissati ed alle attività previste nel punto 8.1.
N°
Risorse strumentali e
tecniche
Attività
10
Automobili
Obiettivo A
- attività di accompagnamento
- incontri con Servizi Sociali e famiglie
- incontri di promozione e sensibilizzazione
Obiettivo B
- Sensibilizzazione nel territorio
Obiettivo C
Attività di accompagnamento
Obiettivo D
6.1. Attività di sostegno scolastico
12
Pulmini
Obiettivo A
- attività di accompagnamento
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo C
Attività di accompagnamento
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
15
Seggioloni auto
Obiettivo A
- attività di accompagnamento
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
10
Passeggini
Obiettivo A
- attività di accompagnamento
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
5
Seggioloni
Obiettivo A
- attività igenico sanitarie
Obiettivo C
- attività igenico sanitarie
Obiettivo D
azione 4 – interventi di accoglienza residenziale
azione 7 - Attività assistenziali
15
Televisori
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
15
Lettore DVD
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
15
Videoregistratori
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
20
Stereo
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo B
- attività ludico ricreative
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
n.q.
Svariati Cd, DVD,
Videocassette
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
13
Computer
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
- attività di sostegno scolastico
Obiettivo D
n.q.
1
Accessori e giochi per
computer
Telecamera
- attività di sostegno scolastico
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo B
- attività ludico ricreative
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
20
Biciclette
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
6
Tende da campeggio
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
6
Altalena
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
4
Piscine in gomma
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
n.q
n.q
Materiale per laboratori di
decoupage, pittura,
patchwork, collage ( pennelli;
colla;
acquarelli; pennarelli; colori a
tempera, a matita, a dito, a
cera; materiale in legno;
cartone; stoffa; tele; creta)
Obiettivo A
Materiale per la scuola di
clowneria e giocolieri
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo B
- attività ludico ricreative
Obiettivo C
Azione – Attività manuali artistiche
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo B
- attività ludico ricreative
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
n.q
Materiale per teatro (cd
musicali, testi, materiale per
Obiettivo A
- attività laboratorio teatrale
scenografia, luci e materiale
vario)
Obiettivo B
- attività ludico ricreative
- attività ludico ricreative
Obiettivo C
attività laboratorio teatrale
Obiettivo D
6.3 Attività di laboratorio teatrale
n.q
Materiale per attività sportive
esterne (palloni da calcio,
pallavolo, basket, canestro,
divise da calcio)
Obiettivo A
- azione 10 Attività Sportive
Obiettivo B
- attività sportive
Obiettivo D
azione 8 - Attività ludico – ricreative
azione 10 - Attività sportive
n.q
Materiale per laboratori di
cucito (macchine da cucire,
stoffa, aghi, fili, bottoni…)
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo C
Azione – Attività manuali artistiche
n.q
Materiale per il laboratorio del Obiettivo A
linguaggio del corpo
azione 8 Attività Riabilitative
(tappetini, palloni…)
n.q
Materiale di facile consumo per
l’igiene (guanti monouso,
spugnette, detergenti per
igiene personale) e vestiario
Obiettivo A
- attività igenico sanitarie
Obiettivo C
- attività igenico sanitarie
Obiettivo D
azione 4 – interventi di accoglienza residenziale
azione 7 - Attività assistenziali
n.q
Libri, fumetti, riviste
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo B
- attività ludico ricreative
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
30
Giochi di vario tipo in scatola
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo B
- attività ludico ricreative
Obiettivo C
Azione – Attività manuali artistiche
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
n.q
Giochi per svariate fasce di età
(es.costruzioni, pupazzi,
teatrino, pista, carte,
scacchiera,puzzle….)
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
Obiettivo B
- attività ludico ricreative
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
n.q
Alimenti, vestiario e
medicinali.
Obiettivo A
- Inserimento dei minori nelle sedi
Obiettivo D
azione 4 – interventi di accoglienza residenziale
azione 7 - Attività assistenziali
6
3
Uffici attrezzati con pc –
stampanti – telefoni fissi e
telefoni cellulari – connessione
Adsl – fax – materiale di
segreteria
Saloni per circa 20 persone
attrezzati con sedie, tavoli,
videoproiettore, lavagna a
fogli, ecc...
Obiettivo A
- contatti con partner
- verifica e disponibilità sedi
- azione 2 Verifica degli interventi svolti
- attività di segreteria
- azione 3 relazione con i Servizi Sociali
- azione 4 Promoizonoe e sensibilizzazione del
territorio
- azione 12 verifica e valutazione degli
inserimenti
Obiettivo B
- azione 1 verifica dello stato dell’arte rispetto
alla criminalità del territorio
- attività di mediazione familiare
- azione 4 Contatti con carcere e servizi sociali
- programmazione ed inserimento lavorativo ed
educativo
- azione 7 Valutazione degli inserimenti
lavorativi-educativi
- azione 9 Corso operatori
Obiettivo C
Azione – Verifica dei bisogni dei disabili psichici
Azione – Sviluppo dei progetti educativi
individualizzati
Azione 9 – Avviamento al lavoro
Obiettivo D
azione 1 - Verifica degli interventi svolti
azione 2 – Relazione con i servizi sociali
azione 3 – Promozione e sensibilizzazione
azione 5 - Attività di sostegno alle famiglie
disagiate del territorio
azione 11 – Formazione degli operatori
azione 12 - Verifica e valutazione degli
inserimenti
4
3
Strutture abitative idonee alla
mobilità dei disabili
Obiettivo C
Kit completo per equitazione
Obiettivo A
Azione – Attività manuali artistiche
- azione 8 Attività Riabilitative
Obiettivo C
- azione 7 attività riabilitative
n.q
n.q
Attrezzi vari( stivali, zappe,
piantine, annaffiatoi ecc) per
attività di giardinaggio e orto
Obiettivo A
Materiale vario per laboratorio
di realizzazione bomboniere e
bigliettini( confetti, tulle,
nastrini, fiori in carta, fimo ,
carta riciclata ecc)
Obiettivo A
- azione 8 Attività Riabilitative
- azione 8 Attività Riabilitative
Obiettivo C
- azione 7 attività riabilitative
Obiettivo D
- azione 9 Attività riabilitative
n.q
Materiale recupero scolastico
Obiettivo A
(libri, quaderni, penne,
cartelloni ecc.)
- attività di sostegno scolastico
Obiettivo D
- attività di sostegno scolastico
n.q
n.q
. Materiale da falegnameria
(compressore, seghetto
alternativo, trapano, ecc)
Obiettivo A
Materiale per attività musicali
(flauti, chitarra, percussioni
ecc)
Obiettivo A
- azione 8 Attività Riabilitative
- azione 8 Attività Riabilitative
Obiettivo C
- azione 7 attività riabilitative
Obiettivo D
azione 9 Attività riabilitative
1
Spalliera a muro
Obiettivo A
azione 8 Attività Riabilitative
Obiettivo D
azione 9 Attività riabilitative
5
Playstation
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
n.q
Materiale audio-visivo
Obiettivo A
- azione 8 Attività Ludico Ricreative
azione 8 Attività Riabilitative
Obiettivo C
-
azione 7 attività riabilitative
Obiettivo D
azione 8: Attività ludico – ricreative
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
26) Eventuali crediti formativi riconosciuti:
NESSUNO
27) Eventuali tirocini riconosciuti :
NESSUNO
(Vedi allegati 4 ove presenti)
28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio,
certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
Il progetto “ANCORA FUORI LE MURA” consente l’acquisizione delle seguenti competenze,
a seconda delle sedi di attuazione di progetto e delle attività svolte dai volontari,
rinvenibili nel “PRONTUARIO PROVVISORIO ED IN PROGRESSIONE DELLE COMPETENZE
EVENTUALMENTE ATTRIBUIBILICON “DICHIARAZIONE” FORMALE DELLA REGIONE IN CAPO AI
VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE”, predisposto dalla Regione Emilia-Romagna, come da
allegati 5:
1 – COMPETENZE DI BASE
E’ in grado di:
-
Riconoscere il ruolo e le funzioni delle Autonomie Locali e dei loro organi di governo
2
2c)
-
-
COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI
PERSONE CON HANDICAP ( O DISABILI)
E’ in grado di:
- Assistere la persona handicappata, in condizione di medio o grave insufficienza
mentale e/o alterazioni psichiche / compromessa attività motoria / incapacità della cura
di se stesso.
- Applicare tecniche di animazione, socializzazione (attività di intrattenimento,
occupazionali, culturali, sportive, di gioco ecc...) per favorire l’integrazione dei singoli e
dei gruppi.
- Mantenere condizioni di igiene ambientale, nonché pulizia e cura della persona.
- Aiutare nell’assunzione dei pasti, nella deambulazione e nell’uso corretto degli
ausili
- Utilizzare gli automezzi per disabili
- Applicare le principali norme igieniche, di sicurezza e di primo soccorso.
- Calibrare la propria relazione d’aiuto in ragione dei bisogni del disabile e della sua
famiglia
- Distinguere le figure professionali operanti nel settore cura/recupero delle persone
disabili, riconoscendone ruoli e competenze specifiche
- Individuare le principali caratteristiche di un servizio residenziale, semiresidenziale
e domiciliare per disabili
2d – 2f) MINORI, SCUOLA E PROGETTI ESTIVI
E’ in grado di:
-
Applicare tecniche di animazione,
l’integrazione dei singoli e dei gruppi;
socializzazione
e
di
gioco
-
Di accompagnare e supportare il minore nell’attività di studio e ricreativa;
-
Collaborare alla progettazione, organizzazione e
socializzazione, di ricostruzione della rete relazionale.
-
Utilizzare le tecniche specifiche di animazione, attività di intrattenimento (giochi,
musica, film), attività culturali (drammatizzazione), supporto alle attività scolastiche
(compiti).
conduzione
di
per
favorire
attività
3 - COMPETENZE TRASVERSALI
E’ in grado di:
-
Adottare stili di comportamento propositivi, improntati alla cordialità e alla cortesia
di
-
Collaborare con il personale dell’Ente, con i colleghi e con i professionisti coinvolti
nel progetti, in relazione ai propri compiti e ai risultati da raggiungere
-
Adeguarsi al contesto: linguaggio e atteggiamenti, rispetto delle regole e orari
-
Gestire la propria attività con la dovuta riservatezza ed eticità
-
Controllare la propria emotività rispetto alla sofferenza
-
Lavorare in team per produrre risultati collettivi
-
Trasferire/mediare agli operatori professionali le specifiche richieste degli utenti
-
Fronteggiare situazioni di emergenza/imprevisti, controllando la propria emotività
rispetto a situazioni di difficoltà.
Le suddette competenze verranno certificate mediante il rilascio della “Dichiarazione
delle competenze, a valere come credito formativo” (allegati 3), e riconosciute dalla
Regione Emilia- Romagna in attuazione dell’articolo 10, primo comma, della L.R. 20 del
20031.
Inoltre
il progetto “ANCORA FUORI LE MURA” rende possibile l'acquisizione delle seguenti
competenze,rilevabili secondo il sistema di valutazione e monitoraggio accreditato presso
l'Ufficio Nazionale Servizio Civile dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII.
1. Conoscenza ed esperienza pratica rispetto all’applicazione delle principali strat
relazione d’aiuto;
2. Capacità di integrarsi con altre figure professionali nella costruzione e gestione de
di equipe;
3. Conoscenza ed esperienza pratica rispetto alle tecniche fondamentali dell’assiste
base a soggetti disabili sia fisici che psichici
4. Conoscenza delle strategie di reinserimento sociale;
5. Conoscenza ed esperienza pratica in merito alle principali metodologie del lavoro
con le istituzioni;
6. Capacità di mediazione nonviolenta dei conflitti;
7. Conoscenza di base delle strategie di tutela dei diritti umani
Inoltre le suddette competenze verranno certificate e riconosciute dal
Consorzio Condividere Papa Giovanni XXIII quale Ente terzo, secondo il
protocollo di intesa denominato “Protocollo di intesa fra il Consorzio
Condividere Papa Giovanni XXIII e l’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
per il riconoscimento delle competenze acquisibili attraverso la
partecipazione a progetti di servizio civile nazionale ai sensi della legge n
64/2001 e successive circolari e direttive”.
__________________________________________________________________________
1
si richiama il testo dell’articolo 10, comma 1, della L.R. 20 del 2003 («la Regione Emilia-Romagna
stabilisce, a favore dei giovani che abbiano effettuato le prestazioni di servizio civile volontario di
cui all'articolo 4, comma 1, lettera c) per l'intero periodo individuato nei progetti d'impiego,
un'adeguata valutazione dei relativi titoli indicati dall'interessato nell'ambito della
documentazione richiesta per le selezioni pubbliche finalizzate all'assunzione nei ruoli regionali,
sia a tempo determinato che indeterminato.«), che costituisce riconoscimento regionale delle
competenze maturate dai volontari durante il servizio civile, in coerenza le figure messe a
concorso. In proposito potrebbero esserci analoghi riconoscimenti di competenze da parte degli enti
locali che hanno attivato la facoltà prevista dall’articolo 11, comma 2, della stessa L.R. («Gli Enti
locali possono, altresì, nei limiti delle proprie competenze, prevedere benefici e riconoscimenti a
favore dei volontari in servizio civile per le stesse finalità ed entro i limiti previsti dalla presente
legge, nonché dal documento di programmazione triennale di cui all'articolo 7.») o da parte di altri
enti, associazioni, cooperative;
Questo sistema, peraltro, si colloca in coerenza con le previsioni della L.R. 12 del 2003 "NORME PER
L'UGUAGLIANZA DELLE OPPORTUNITA' DI ACCESSO AL SAPERE, PER OGNUNO E PER TUTTO
L'ARCO DELLA VITA, ATTRAVERSO IL RAFFORZAMENTO DELL'ISTRUZIONE E DELLA FORMAZIONE
PROFESSIONALE, ANCHE IN INTEGRAZIONE TRA LORO" in particolare con l'art. 5, primo comma
("Ogni persona ha diritto ad ottenere il riconoscimento formale e la certificazione delle
competenze acquisite. Il riconoscimento può essere utilizzato, anche in ottemperanza alle
disposizioni comunitarie, per conseguire un diploma, una qualifica professionale o altro titolo
riconosciuto. A tal fine la Regione promuove accordi con le componenti del sistema formativo e con
le parti sociali per la definizione di procedure per il riconoscimento, la certificazione e
l'individuazione degli ambiti di utilizzazione delle diverse competenze, nonchè per il
riconoscimento delle competenze acquisite nel mondo del lavoro, utilizzabili come crediti per i
percorsi formativi.") e con il successivo art. 6 ("1. Gli studenti, all'atto della prima iscrizione ad
attività di istruzione o di formazione professionale successiva all'assolvimento dell'obbligo
scolastico, possono richiedere il rilascio del libretto formativo personale, nel quale sono iscritti i
titoli, le qualifiche e le certificazioni conseguite.
2. La Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente, definisce con proprio atto le
caratteristiche del libretto formativo,
nonchè le modalità per il rilascio dello stesso a tutti coloro che lo richiedono.
3. Nel libretto possono essere iscritti anche gli attestati di frequenza in esito a percorsi
dell'educazione non formale, le competenze ed i crediti formativi comunque acquisiti e
documentati, nonchè dichiarazioni di autoformazione.")
Vedi allegati 5
Formazione generale dei volontari
29) Sede di realizzazione:
La sede è scelta sulla base del posizionamento geografico delle sedi di attuazione dei
progetti e dalla disponibilità di fruizione della struttura stessa, essendo la formazione di
tipo residenziale.
Pertanto è previsto che i corsi di formazione generale siano tenuti nelle seguenti sedi:
a) Sede di Gestione del Servizio Civile, Via Dante Alighieri, snc – 61013 Mercatino
Conca (PU)
b) Colonia Stella Maris, Viale Regina Margherita 18 – 47900 – Marebello (RN)
c) Casa Parrocchiale – Scout, Via Colombara – 47854 – Monte Colombo (RN)
d) Casa famiglia Angeli Custodi, via Sabotino 53, Monacella di Santa Venerina –
95010 – Catania (CT)
e) Casa Famiglia Madre della Resurrezzione, via Passo del fico contrada Milisinni
–- 95121 – Catania (CT)
f)
Ass. papa Giovanni XXIII, via Provinciale 11, Linera di Santa Venerina – 95010 –
Catania (CT)
g) Colonia Franchetti, via Volturno, Mannoli – 89057 – Santo Stefano
d’Aspromonte (RC)
h) Casa di Spiritualità Santa Maria Porto di Pace, Via Arghillà Nord - 89135 –
Arghillà – Reggio Calabria
30) Modalità di attuazione:
La formazione generale è effettuata in proprio, con formatori dell’ente, in quanto
l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII è ente accreditato di prima classe nell’albo
nazionale.
31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:
SI
ASSOCIAZIONE COMUNITA PAPA GIOVANNI XXIII
32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
Partendo dai contenuti previsti per la formazione generale, nella determina “Linee guida
per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale” del 4 aprile 2006, la
metodologia di realizzazione prevista per la stessa è la seguente:
Elementi metodologici generali:
Lezioni frontali (almeno per il 50% del monte ore complessivo).
Dinamiche non formali (almeno per il 20% del monte ore complessivo):
- Training
- Teatro dell’Oppresso (TDO)
- Simulazioni
- Giochi di ruolo
- Materiali video
- Dibattiti
- Brainstorming
- Lavoro di gruppo
- Formazione di Gruppo
- Tutoring specifico rispetto ai bisogni formativi
- Momenti di servizio ed attività comuni al gruppo
- Materiali cartacei (dossier etc.)
- Libri e testi
- Cd-Rom tematici
- Testimonianze
- Auto-formazione
- Verifiche periodiche
- Utilizzo di risorse formative ed occasioni formative esterne all’ente,
eventualmente offerte dal territorio
- Cineforum
- Laboratori tematici
La metodologia attiva, utilizzata nei tempi previsti dalla determina del 4 aprile 2006, è
finalizzata al coinvolgimento dei volontari in: lavori di gruppo, simulazioni, esercitazioni,
testimonianze e momenti di dibattito.
L’elaborazione dei moduli formativi è stata guidata dalla consapevolezza che su alcune
tematiche trattate nelle formazione generale, quali il concetto di gruppo e la sue
dinamiche, il significato di cittadinanza attiva, la gestione dei conflitti, tutti possediamo
delle pre-conoscenze, convincimenti e opinioni. E’ quindi importante che i momenti
formativi offrano innanzitutto un clima favorevole al confronto e allo scambio, al fine di
permettere a ciascuno di esprimere il proprio punto di vista e le proprie opinioni.
La formazione generale si effettua in modo residenziale, cercando ove possibile di unire
volontari di progetti diversi, favorendo la creazione un ambiente plurale, che sia
pedagogicamente adeguato all’apprendimento e alla condivisione di contenuti utili a
comprendere, rielaborare e contestualizzare l’esperienza di Servizio Civile, e funzionale
al confronto e all'arricchimento reciproco.
La modalità residenziale è essa stessa esperienza formativo/educativa, che impegna i
volontari al rispetto, alla collaborazione, alla gestione collettiva di spazi e tempi e
favorisce iniziative complementari quali: incontri con soggetti della comunità locale,
giornate tematiche, serate conviviali con cucina tipica della zona di provenienza dei
volontari, visite ad esperienze sul territorio.
Durante la formazione sarà garantita la presenza di un tutor d’aula con gli specifici
compiti di:
- organizzazione logistica
- creazione gruppo e facilitazione relazioni interpersonali
- valutazione e verifica dell’efficienza e dell’efficacia dei moduli
- mediazione e gestione dei conflitti all’interno del gruppo
La formazione generale è suddivisa in due corsi residenziali che verranno effettuati nel
corso dei primi 5 mesi di servizio civile volontario, come da determina.
33) Contenuti della formazione:
Il percorso formativo proposto si compone di contenuti utili allo sviluppo delle mansioni
richieste ma ancor prima punta ad offrire ai volontari un’occasione di educazione alla
cittadinanza attiva ed alla coscienza di essere attuatori del sacro dovere di difesa della
patria sancito dall’art.52 della Costituzione italiana, con mezzi ed attività non militari e
nonviolenti.
La formazione risulta così utile a collocare l’esperienza dei volontari nei contesti, via via
più ampi, che li coinvolgono: il gruppo formativo, la sede di attuazione di progetto, l’ente
ove si presta servizio, la realtà locale, la società italiana, europea e mondiale.
Primo Corso: formazione generale “Introduzione e strumenti”
Questo evento formativo verrà effettuato nel corso dei primi due mesi di Servizio Civile
volontario
L’identità del gruppo in formazione
1
−
−
−
−
Conoscenza fra i volontari
Costruire un’identità di gruppo
Condivisione di motivazioni e aspettative
Contestualizzazione dell’esperienza di Servizio Civile
Si tratta di un laboratorio nel quale il formatore lavorerà alla definizione di un’identità
di gruppo dei volontari partendo dal background individuale e di gruppo. Il gruppo, nel
corso del modulo, si collocherà rispetto al servizio civile condividendo idee,
aspettative, motivazioni ed obiettivi individuali.
La metodologia utilizzata è quella del lavoro individuale, con l'ausilio di schede o
attraverso modalità creative, e della discussione di gruppo.
Presentazione dell’Ente
2
Approfondimenti
− La storia
− I valori
− La mission dell’ente
− Struttura organizzativa e gestionale dell’ente: zone e servizi
L’intervento sociale dell’ente
− Modus operandi
− Ambiti e tipologie d’intervento
− Beneficiari
− Il progetto di servizio civile
I fondamenti: dalla condivisione diretta alla rimozione delle cause
− Fondamenti teorici della condivisione diretta nell'Associazione Comunità
Papa Giovanni XXIII
− La differenza tra condividere e prestare un servizio
− Il ruolo degli “ultimi“ nella costruzione di una società nuova
− La società del gratuito
Durante la lezione, per fornire ai volontari gli elementi di conoscenza del contesto in
cui si troveranno a svolgere il servizio civile, vengono presentate la storia, le
caratteristiche specifiche e le modalità organizzative ed operative dell’ente.
Saranno esplicitati gli ambiti di intervento dell’Ente Associazione Comunità Papa
Giovanni XXII e i fondamenti teorici da cui muove la propria attività operativa, in
quanto alla base del lavoro quotidiano portato avanti nelle strutture di accoglienza
dell’associazione sta proprio la condivisione diretta con gli “ultimi”, come strumento di
rimozione delle cause che stanno alla radice delle ingiustizie sociali.
La modalità utilizzata è frontale.
Il lavoro per progetti
3
−
−
Metodologia della progettazione: dalla definizione degli obiettivi alla
valutazione dei risultati attesi.
Valutazione di esito, efficacia ed efficienza del progetto.
Si presenterà ai volontari il progetto di servizio civile nel quale sono inseriti
illustrandone la struttura generale con particolare attenzione agli obiettivi, sia generali
che specifici. Verranno introdotti i concetti di monitoraggio e valutazione e si
presenteranno gli strumenti del sistema di monitoraggio che l’ente utilizza per seguire
l’andamento dei progetti e per apportare eventuali migliorie.
Il modulo consiste in una lezione principalmente frontale che sia avvale dell'ausilio di
strumenti multimediali.
Dall’Obiezione di Coscienza al Servizio Civile Nazionale: evoluzione storica,
affinità e differenze tra le due realtà
4
La storia del servizio civile la sua evoluzione:
− La storia dell’Obiezione di Coscienza
− Dalla legge 772/72 alla legge 230/98
− I valori e le finalità della legge 64/2001
− Obiezione di Coscienza e Servizio Civile Volontario: affinità e differenze
Gli attori del servizio civile:
− UNSC
− Enti (figure coinvolte nel servizio civile)
− I Volontari
Il dovere di difesa della patria
5
La Costituzione italiana:
− Vivere il dettato costituzionale nella quotidianità
− Sentenze nn. 164/85, 228/04, 229/04, 431/05
Diritti Umani:
− Dichiarazione dei diritti umani
− Organismi di tutela
− Strumenti di osservazione e monitoraggio dei diritti umani
−
Strumenti e tecniche di tutela e difesa dei diritti umani
La difesa civile non armata e nonviolenta
6
−
−
−
−
−
−
Nuovo Modello di Difesa e possibile ruolo dei civili
Le forme attuali di difesa civile non armata e nonviolenta
Elementi fondamentali del conflitto
Dimensioni e livelli del conflitto
Individuazione di strategie di gestione nonviolenta dei conflitti
Gli strumenti della nonviolenza
I moduli 4, 5 e 6, essendo a nostro avviso strettamente collegati, verranno affrontati in
successione.
Partendo dall’origine dell’obiezione di coscienza al servizio militare, e ripercorrendo la
storia che ha portato alla situazione attuale, si approfondiranno il concetto di difesa
civile e difesa popolare nonviolenta, riportando alcuni esempi storici, fino ad arrivare
alla legge 64/2001 e al sistema del servizio civile. La costituzione, approfondita nel
modulo 5, servirà da riferimento trasversale all’analisi e approfondimento delle diverse
tematiche.
Dedicheremo inoltre alcune ore al tema “Gestione e trasformazione nonviolenta del
conflitto” in quanto riteniamo la dimensione conflittuale di centrale importanza nella
relazione in generale ed in particolare nella relazione d’aiuto che caratterizzerà
l’intervento dei volontari in servizio civile presso l’ente, nonché nella costruzione della
pace.
L’obiettivo principale sarà quello di analizzare il concetto di conflitto, mettendo in luce
i luoghi comuni che ne riguardano il significato e approfondendone le caratteristiche
principali e gli ambiti nei quali esso si può manifestare. Se ne evidenzierà la
“dimensione creativa” mettendo in luce le potenzialità che possono derivare da una sua
gestione positiva all’interno delle relazioni con se stessi e con gli altri.
Si introdurrà infine il tema della gestione nonviolenta dei conflitti come modalità di
prevenzione delle situazioni di guerra e di violenza, attraverso l’analisi di alcuni esempi
storici.
Nell'affrontare il tema, l'utilizzo di una modalità frontale è finalizzato a trasmettere i
fondamenti dei temi in oggetto e sarà accompagnata da inserti multimediali quali
video, letture, canzoni. L'utilizzo di strumenti come il brainstorming, il confronto e i
lavori di gruppo è mirato a favorire l'approfondimento e la rielaborazione dei contenuti
proposti.
La normativa vigente e la carta di impegno etico
7
−
−
La carta di impegno etico
Le norme attuali
Diritti e doveri del volontario del servizio civile
8
−
−
Ruolo del volontario
Diritti e doveri del volontario in servizio civile
Nei moduli 7 e 8, partendo dalla “Carta di impegno etico”, si analizzeranno le norme
messe a punto dal legislatore per la gestione del Servizio Civile Nazionale,
approfondendo quelli che sono i diritti e i doveri dell’ente e del volontario, alla luce
della circolare sulla gestione.
La modalità di presentazione sarà quella della lezione frontale, prevedendo spazio
adeguato a disposizione dei volontari per domande e risposte.
Secondo Corso: formazione generale “Approfondimenti e ulteriori
strumenti”
Questo evento verrà effettuato nel corso del quarto mese di Servizio Civile volontario
L’identità del gruppo in formazione
1
−
−
Ri-definizione dell’identità di gruppo
Recupero delle motivazioni iniziali
Durante questo laboratorio si recupereranno, tramite attività interattive e dinamiche,
gli aspetti motivazionali, l’identità di gruppo e le aspettative iniziali che hanno portato
i volontari alla scelta del servizio civile.
La difesa civile non armata e nonviolenta
2
−
−
−
Modello M-m e modello E
Pace positiva e pace negativa
Il conflitto interpersonale e l’esperienza di servizio civile
Si approfondirà il tema della nonviolenza, affrontato nel 1° modulo ed in più si
analizzeranno alcune situazioni conflittuali che i volontari hanno vissuto o stanno
vivendo nella loro esperienza di servizio civile, cercando di farne emergere potenzialità
ed elementi positivi, rimanendo nell'ottica di gestire e non di evitare il conflitto.
Si privilegerà una modalità attiva e partecipata con l'utilizzo di simulazioni,
brainstorming, training, giochi-esercizio. Per favorire la rielaborazione e
l'approfondimento delle attività proposte saranno utilizzati lavori di gruppo e dibattiti.
La solidarietà e le forme di cittadinanza
3
−
−
−
−
−
Ruolo del volontario in servizio civile nella società
Concetto di cittadinanza attiva
Ruolo delle istituzioni e del Terzo Settore
Dinamiche internazionali legate alla globalizzazione e al sottosviluppo
Il ruolo degli organismi internazionali.
Servizio civile nazionale, associazionismo e volontariato
4
−
−
−
Le forme di associazionismo sociale
I diversi attori sociali: pubblico e privato
Il volontariato: quali competenze?
La protezione civile
5
−
−
−
−
Difesa della patria e difesa dell’ambiente: la Protezione Civile
Concetto di rischio: P x V x E
Il metodo Augustus
Protezione civile e Servizio civile volontario: finalità comuni
Nei moduli 3, 4 e 5 l’obiettivo è quello di offrire ai volontari una visione ampia della
società e delle possibili risposte di fronte a problematiche quali povertà, esclusione
sociale e sottosviluppo. Si analizzerà il concetto di cittadinanza attiva e solidarietà
sociale per poi estendere l’analisi sulle attività sociali e di volontariato delle istituzioni
e del Terzo Settore.
Si cercherà inoltre di allargare la riflessione in maniera più ampia possibile, consapevoli
di vivere in un mondo oramai completamente globalizzato.
Infine si affronterà il tema della Protezione Civile come esempio di cittadinanza attiva,
facendone emergere le affinità con la tematica della difesa della patria, centrale
quando si parla di servizio civile volontario.
Nell'affrontare questo modulo si privilegerà l'utilizzo di una modalità attiva e
partecipata da parte dei volontari, con strumenti quali schede/tracce di riflessione,
brainstorming, strumenti multimediali, simulazioni, tecniche del TDO, discussioni e
confronti di gruppo.
6 Lavoro per progetti
−
−
−
Verifica e valutazione della fase di inserimento dei volontari
Analisi dell’andamento del servizio: punti di debolezza e punti di forza
Volontari in servizio civile: quale crescita umana e professionale?
Dopo circa 4 mesi dall’avvio al servizio, il formatore condurrà i volontari ad analizzare
e verificare l’andamento del loro servizio sotto diversi aspetti e cercherà di rispondere
ai quesiti aperti che sono sorti in questa prima fase.
Allo sviluppo di questo modulo saranno utili questionari, schede di approfondimento,
simulazioni.
Alla fine di ognuno dei due eventi formativi si effettuerà una verifica, al fine di fare
emergere criticità e punti di forza, e dove se ne verificasse la necessità apportare i
cambiamenti necessari ad un maggiore efficacia dell’evento.
34) Durata:
Moduli formativi
L’identità del gruppo in formazione
Presentazione dell’Ente
Il lavoro per progetti
Dall’Obiezione di Coscienza al Servizio Civile
Nazionale: evoluzione storica, affinità e differenze
tra le due realtà
Il dovere di difesa della patria
La difesa civile non armata e nonviolenta
La normativa vigente e la carta di impegno etico
Diritti e doveri del volontario del servizio civile
La solidarietà e le forme di cittadinanza
Servizio civile nazionale, associazionismo e
volontariato
La protezione civile
TOTALE ORE FORMAZIONE GENERALE
Ore
Ore
Totale
lezioni dinamiche ore
frontali non form.
3
6
9
4
0
4
3
1
4
2
2
4
1
1
1
2
1
2
3
1
0
3
3
4
2
2
4
3
1
4
3
1
4
24
20
44
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
35) Sede di realizzazione:
La sede è scelta sulla base del posizionamento geografico delle sedi di attuazione dei
progetti e dalla disponibilità di fruizione della struttura stessa, essendo la formazione di
tipo residenziale.
Pertanto è previsto che i corsi di formazione generale siano tenuti nelle seguenti sedi:
a) Casa Famiglia Madre della Resurrezzione, via Passo del fico contrada Milisinni
–- 95121 – Catania (CT)
b) Casa famiglia Angeli Custodi, via Sabotino 53, Monacella di Santa Venerina –
95010 – Catania (CT)
c) Ass. papa Giovanni XXIII, via Provinciale 11, Linera di Santa Venerina – 95010 –
Catania (CT)
d) Casa Famiglia S. Francesco, via Cappuccini 10 – 95036 – Randazzo (CT)
e) Casa Famiglia S. M. dell’Odigitria, via Provinciale 11 – 95010 – Santa
Venerina(CT)
f)
Casa Famiglia Madonna della Provvidenza, corso Sicilia 40/B – 95014 –
Giarre(CT)
g) Famiglia Aperta Garuccio, via Marsala 157 – 91010 – Trapani (TP)
h) Colonia Franchetti, via Volturno, Mannoli – 89057 – Santo Stefano
d’Aspromonte (RC)
i)
Casa di Spiritualità Santa Maria Porto di Pace, Via Arghillà Nord - 89135 –
Arghillà – Reggio Calabria
36) Modalità di attuazione:
In proprio presso l’ente, con formatori dell’ente
37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
PRIMO E SECONDO LIVELLO
Nome cognome
Luogo di nascita
Data di
nascita
Codice fiscale
CONCETTA IABICHINO
Scicli (RG)
27/02/79
LAURA LUBATTI
Mondovì (CN)
07/04/63
LBTLRA63D47F351X
MARIA CARMELA PARISI
Catania (CT
12/02/69
PRSMCR69B5
Catania (CT)
11/10/72
RPSRFL72R51C351S
22/05/66
LVTMRC66E22E512R
BCHCCT79B67I535B
RAFFAELLA RAPISARDA
MARCO LOVATO
Legnago (VR)
ALBERTO PENNISI
Catania (CT)
03/02/73
PNNLRT73B03C351L
MARIO MURATORI
Alessandria (AL)
18/05/64
MRTMRA64E18A182A
ROSALBA GENTILE
Catania (CT)
31/07/53
GNTRSB53L71C351B
ANTONIO CHIARENZA
Catania (CT)
12/11/68
CHRNTN68S13C351N
CATERINA CRISTINA
RUSSO
Catania (CT)
02/08/69
RSSCRN69M42C351W
SCALAMBRINO MARIA
MONTEROTONDO(
ROMA)
NICOLA LAPENTA
Bra (CN)
11/09/61
09/04/74
SCLMPT61P51F611T
LPNNCL74D09B111P
38) Competenze specifiche del/i formatore/i:
NOME COGNOME
COMPETENZE SPECIFICHE
NICOLA LAPENTA
Responsabile del servizio civile, con esperienza pluriennale di
intervento in aree e situazioni di conflitto, formazione al servizio
civile di obiettori di
educazione alla pace.
coscienza,
volontari
ed
operatori,
CONCETTA IABICHINO
Responsabile di casa famiglia. Animatrice del servizio Obiezione
e pace. Esperienza di formazione obiettori di coscienza e
volontari
LAURA LUBATTI
Responsabile casa famiglia. Animatrice e referente per la zona
Acireale del servizio Affido dell’APG23. Collaborazione con i
comuni, servizi sociali e tribunale per i minori. Animatrice di una
compagnia teatrale per ragazzini disagiati e portatori di
handicap.
MARIA CARMELA
PARISI
Responsabile casa famiglia. Laureata in medicina con
specializzazione in pediatria. Specializzazione in bioetica e
sessuologia. Esperienza pluriennale nell’accoglienza di minori e
disabili
RAFFAELLA RAPISARDA Responsabile
casa
famiglia,
animatrice
del
servizio
amministrazione per la zona Acireale e per la cooperativa
sociale Rò la Formichina. Esperienza pluriennale in materia di
affido familiare
MARCO LOVATO
Responsabile di zona, responsabile casa famiglia, con esperienza
di animazione in carcere e quartieri a rischio. Esperienza
pluriennale di accoglienza di minori e disabili. Esperienza in
attività legate alla lotta alla mafia.
ALBERTO PENNISI
Responsabile di casa famiglia. Responsabile della cooperativa
sociale di tipo A e B “Rò la Formichina”. Esperienza con
ragazzini/adulti che vivono varie forme di devianza e disagi.
Esperienza pluriennale nell’accoglienza di minori e disabili
MARIO MURATORI
Responsabile di casa famiglia. Animatore APG23 nelle carceri
minorili del territorio. Allenatore scuola calcio minori e/o
disabili. Esperienza pluriennale nell’accoglienza di minori e
disabili e varie forme di devianza
ROSALBA GENTILE
Laureata in scienze politiche. Esperta di affido familiare,
politiche sociali, politiche di sviluppo. Impiegata presso l’Ufficio
Affido Familiare del Comune di Catania
ANTONIOCHIARENZA
Responsabile di casa famiglia. Animatore del servizio Obiezione
e pace. Esperienza di formazione obiettori di coscienza e
volontari. Esperienza pluriennale nell’accoglienza di minori e
disabili. Responsabile di una cooperativa sociale di tipo A e B “La
Casa di Alberto”. Esperto di gestione delle risorse umane.
Competenze specifiche in materia sicurezza nei luoghi di lavoro.
CATERINA CRISTINA
RUSSO
Responsabile
casa
famiglia.
Esperienza
pluriennale
nell’accoglienza di minori e disabili. Responsabile di zona
SCALAMBRINO MARIA
Responsabile
casa
famiglia.
Esperienza
pluriennale
nell’accoglienza di minori e disabili .Esperienza nel quartiere a
rischio fontanelle milo di trapani. Insegnante scuola
dell’infanzia, esperienze di animazione Pastorale familiare.
PATRIZIA
Vedi allegati 6
39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
La formazione specifica dei progetti presentati dall'Associazione Comunità Papa Giovanni
XXIII, si struttura su due livelli:
Il primo prevede la partecipazione contemporanea di tutti i volontari in servizio Civile,
(all'occorrenza suddivisi in gruppi di max 25 persone), ha carattere residenziale e si
realizza in concomitanza degli eventi di formazione generale.
Il secondo prevede una serie di incontri periodici, fra i volontari che prestano servizio sul
medesimo territorio.
La metodologia adottata è classificabile come metodologia attiva in quanto favorisce il
coinvolgimento dei volontari, non solo attraverso lezioni frontali, ma anche attraverso
lavori di gruppo, simulazioni, esercitazioni, testimonianze e momenti di dibattito.
Entrambi i livelli hanno come obiettivo la trasmissione dei contenuti specifici necessari ai
volontari per la realizzazione delle azioni previste dal progetto, ma si differenziano per
tempistica e periodicità degli eventi formativi.
Elementi metodologici generali:
-
Lezioni frontali
-
Training
-
Teatro dell’Oppresso (TDO)
-
Simulazioni
-
Giochi di ruolo
-
Materiali video
-
Dibattiti
-
Brainstorming
-
Lavoro di gruppo
-
Materiali cartacei (dossier etc.)
-
Libri e testi
-
Cd-Rom tematici
-
Testimonianze e lezioni di esperti in materia
-
Verifiche periodiche
-
Utilizzo di risorse formative ed
eventualmente offerte dal territorio
-
Cineforum
-
Laboratori tematici
occasioni
formative
esterne
all’ente,
40) Contenuti della formazione:
Come indicato al punto 39 la formazione specifica si realizza su due livelli, entrambi volti
a fornire le competenze utili per concorrere alla realizzazione degli obiettivi generali e
specifici, attraverso le azioni previste dal progetto.
PRIMO LIVELLO
I contenuti caratterizzanti di questo primo livello, che coinvolge simultaneamente tutti i
volontari in servizio civile presso l'ente sono:
1. La relazione d'aiuto (durante il primo corso residenziale)
Elementi generali ed introduttivi
−
Il rapporto “aiutante-aiutato”
−
Le principali fasi della relazione di aiuto
−
La fiducia
−
Le difese all’interno della relazione di aiuto
−
Presa in carico della persona aiutata
−
Comunicazione, ascolto ed empatia
−
Gestione della rabbia e dell’aggressività
−
Il disagio psicologico dei minori
−
L’handicap fisico e psichico
−
La devianza
Elementi di approfondimento suddivisi per aree
1.Area Minori
−
Il mondo interno del bambino
−
Il passaggio dalla dipendenza all’autonomia
−
L’attaccamento
−
Il vissuto psicologico del bambino border line e con gravi disabilità
−
La gestione dell’aggressività nella relazione con il minore
2.Area Handicap Psichico
−
Il vissuto psicologico della persona con handicap psichico
−
Le principali forme di handicap psichico
−
Il Burn Out come rischio nelle relazioni educative
3.Area Devianza
−
Le radici della devianza
−
Principali manifestazioni comportamentali della devianza
−
Il Carcere minorile e
−
La conquista della fiducia e la gestione dell’aggressività nella
relazione di aiuto con adolescenti devianti
2. Il lavoro per progetti (nel corso dell’ultimo mese di servizio)
Verifica, valutazione ed analisi di:
−
Obiettivi del progetto
−
Andamento del servizio
−
Competenze acquisite
−
Il sistema formativo
L’obiettivo di questo ultimo modulo è quello di avere un quadro complessivo e una
valutazione di esito, di efficacia ed efficienza del progetto. A tal fine il formatore guiderà
il gruppo all’analisi e alla rielaborazione del servizio svolto cercando di cogliere i punti
critici e gli aspetti problematici incontrati. Farà emergere i punti di forza e, sulla base di
questi, stimolerà il gruppo a migliorare e ri-progettare l’esperienza di servizio civile.
Si effettuerà un laboratorio di auto-valutazione delle competenze. In una prima fase di
lavoro individuale, ogni volontario ricostruirà la storia del proprio servizio civile:
analizzerà le azioni svolte e prenderà in esame le conoscenze, le capacità e le
caratteristiche personali necessarie all’espletamento di ognuna di esse. Il formatore, sulla
base del lavoro precedente, inviterà ognuno dei volontari a costruire un proprio profilo
dal punto di vista delle conoscenze e competenze acquisite ed un ipotesi sul proprio
percorso formativo e professionale futuro, che verrà esplicitato in modo assembleare.
SECONDO LIVELLO
•
Viaggio formativo nella realtà territoriale dell’ente:
-
la storia dell’Associazione sul territorio
-
le strutture presenti sul territorio
-
•
•
•
•
•
ambiti di intervento e risposte
dell’associazione sul territorio
alle
problematiche
sociali
La relazione educativa con minori in situazioni di disagio:
-
la gestione quotidiana di minori con vissuto di disagio
-
la relazione educativa con i minori portatori di handicap fisico e
psichico
-
affettività e corporeità nei minori con handicap fisico e psichico
-
i minori e la mafia: le possibili conseguenze dell’ambiente mafioso
sullo sviluppo psicoaffettivo del minore
-
la realtà degli istituti e le possibili alternative
Analisi, rielaborazione e approfondimento dei contenuti emersi in occasione del
primo e secondo corso di formazione generale:
-
la condivisione diretta
-
la relazione d’aiuto
-
area minori
-
area handicap fisico e psichico
-
area devianza
Modello e ruolo dell’operatore:
-
analisi del ruolo dell’operatore
-
obiettivi e compiti dell’operatore
-
competenze generali e trasversali
-
conoscenze tecnico-specialistiche
-
operatore / volontario: differenze ed analogie di ruolo
La disabilità e il reinserimento sociale:
-
potenzialità e risorse: sviluppo di nuove modalità nel fare e
comunicare
-
l’accessibilità: superamento e gestione delle barriere architettoniche
(e non solo)
-
verso l’autonomia possibile
-
reinserimento sociale attraverso il lavoro
-
il supporto alle famiglie naturali/affidatarie di ragazzi/e portatori di
handicap fisico e psichico
-
l’inserimento di un minore in struttura di accoglienza: dal benvenuto
alla gestione
-
affido: riferimenti normativi
L’affido:
-
la famiglia affidataria e quella adottiva
organi di servizio competenti: collaborazione territoriale tra: Servizi sociali, Enti e
Tribunale per i minorenni
41) Durata:
PRIMO LIVELLO
Modulo formativo
Quando
Durata
A La relazione di aiuto:
- elementi generali ed introduttivi
Nel corso de primi due mesi
12h
- elementi di approfondimento
di servizio
suddivisi per aree
B Il lavoro per progetti
Nel corso dell’ultimo mese
10 h
Durata totale primo livello (A+B)
22 h
SECONDO LIVELLO
Modulo formativo
E Viaggio formativo nella realtà
territoriale dell’ente
La relazione educativa con minori in
situazioni di disagio
Analisi, rielaborazione e
approfondimento dei contenuti emersi
in occasione del primo e secondo
corso di formazione generale
Modello e ruolo dell’operatore
La sicurezza nei luoghi di lavoro
La disabilità e il reinserimento sociale
L’affido
Durata
Quando
Nel corso del primo mese
6h
Nel corso del secondo e del
settimo mese
8h
Nel corso del terzo e del
quinto mese
6h
Nel corso del
Nel corso del
Nel corso del
ottavo mese
Nel corso del
mese
sesto
secondo mese
secondo e
terzo e nono
Durata totale secondo livello (E)
DURATA TOTALE FORMAZIONE SPECIFICA:
3h
3h
12 h
12 h
50 h
A+B = 72 ORE
Altri elementi della formazione
42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica)
predisposto:
Si rimanda al sistema di monitoraggio verificato in sede di accreditamento
Data 27 febbraio 2010
Il Responsabile del Servizio civile nazionale dell’ente
Nicola Lapenta
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