Periodico trimestrale di opinioni e notizie - Anno V. N° 22 - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - DCB MO.
IN CORSO
Opinioni e notizie in CMB
NUMERO
22
Porta Europa
Bologna da un nuovo punto di vista
A 05 / N 17 / P 02
INDICE / COLOPHONE
INDICE / COLOPHONE
Scripta
Scripta
manent
manent
Parola
di verbale.
Parola di verbale.
"Il Presidente informa che è stata vinta
la gara dell'Ospedale di Crotone…
“Il Presidente comunica che è
Le altre gare cui si è partecipato
intenzione del Consorzio Provinciale
e di cui si conosce l'esito sono state
delle cooperative di Modena di recarsi
perdute… Presidente e Vice Presidente
ad assumere lavori in Francia
riferiscono al Consiglio sullo stato di
unitamente alla nostra cooperativa
disagio in cui si trovano gli operai di
e a quella dei muratori.
Carpi a Milano per quanto riguarda
Il consiglio su proposta del Presidente
i viaggi. Siccome ora ci sono due
appoggiata anche dal Direttore
cantieri: uno a Milano Gallaratese
per quanto anche disposto ad
e uno a Monza, con la previsione di
assumere lavori all’estero si manifesta
aprirne poi un altro a Pieve Emanuele,
più favorevolmente per assumere
… essi vanno a sostenere, pro capite,
lavori all’interno e in qualsiasi località
una spesa di molto superiore a quella
che questi cadono.”
da loro sostenuta in passato".
Tratto dal Verbale
Tratto
dal Verbale
del Consiglio
Direttivo
del
Consiglio
Direttivo
della
Cooperativa
Braccianti
della
Cooperativa
Muratori
23 febbraio 1923
29 maggio 1967
IN QUESTO NUMERO
IN QUESTO NUMERO
PAG. 5 / PRIMO PIANO
PAG. 4 / COOPERAZIONE
Livorno, tutto un altro porto
Un
waterfront d’eccellenza,
e il futuro a portata diANCPL
mano.
Assemblea
nazionale
Più innovativi e internazionali
A 05 / N 22 / P 02
IN
CORSO
IN CORSO
Opinioni e notizie in CMB
Opinioni e notizie in CMB
NUMERO
18
22
NUMERO
PAG. 9 / PRIMO PIANO / APPROFONDIMENTO
PAG. 5 / PRIMO PIANO
Waterfront,
terra e mare
Benvenuti atra
Bologna
Porta Europa su via Stalingrado: ultima fase
PAG. 13 / SETTORE OSPEDALIERO
PAG. 9 / MERCATO
Orizzonte
Puglia
La
cooperativail
pianta
i cantieri in una regione complessa,
Verso
grande
ma in grado di offrire interessanti prospettive di sviluppo.
gruppo cooperativo
CMB e Unieco, l’unione fa la forza
PAG. 16 / NUOVE NORME
PAG.in
13 /condotta
INTERVENTO IN DETTAGLIO
10
Uno strumento per riconoscere i diritti di ciascuno
shopping sulla Paullese
eLuci
prevenire e
la discriminazione.
Nuovo centro commerciale nell’hinterland di Milano
IN CORSO
Periodico trimestrale di opinioni e notizie
Anno
V. N° 18
inCorso
Periodico trimestrale di opinioni e notizie
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Paolo Zaccarelli
Anno V. responsabile:
N° 22
Segretaria di redazione: Francesca Martinelli
Direttore responsabile: Paolo Zaccarelli
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CMBFederico
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di Modena il 26/06/2006
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Codice alfanumerico
Ecco cosa significano i codici
inCodice
testa ad alfanumerico
ogni pagina
AEcco
= anno
di
pubblicazione
cosa significano
i codici
Nin= testa
numero
dellapagina
rivista
ad ogni
PA= =numero
pagina
anno didi
pubblicazione
N = numero della rivista
P = numero di pagina
PAG. 18 / MERCATO
PAG. 18 / OPINIONI
Chi
sale e chi scende
Il
"giornalino"
un anno dopo
La Classifica 2010 del mensile "Costruire"
il restyling
Cosa ne pensano i lettori
Il marchio della gestione
PAG. 20 / AUTOSTRADE
Collaborazioni
inCorso
Oltre a personale interno CMB,
la redazione di inCorso si avvale
di collaboratori alcuni esterni
SCANNER
L'angolo dei soci fotografi
IRENE RUSSO
Copywriter dell'agenzia Hicadv,
aaaa
ccccc,
suodil'articolo
Nellabbbb
nuova
rubrica
inCorso a
pag.9
guardiamo il mondo
dalla vostra prospettiva.
Inviateci
le opere all’indirizzo
PAOLO
LORENZI
Fotografo
professionista dal 19XX,
[email protected],
ecorredate
accanito sostenitore
Modena
da una brevedel
descrizione
Calcio.
I
suoi
scatti
corredano
delle vostre esperienze nel campo
l'articolo su l'autostrada A28 alle
della fotografia.
pag. 20, 21 e 22
Prossima
PAG. 22 / MERCATOuscita
Conegliano
Veneto
Classifica 2011
forestale
responsabile
Stampato
su cartacertificata
FSC
proveniente da foreste gestite in maniera
corretta e responsabile secondo rigorosi
standard ambientali, sociali ed economici.
Per info: www.fsc-italia.it
L’autostrada
destinata a cambiare in meglio la mobilità
Chi scende eA28
chièsale
in un’area ad alta densità abitativa e di traffico.
RUBRICHE ININCORSO
RUBRICHE
CORSO
PAG.33/ /CORREVA
CORREVAL’ANNO
L’ANNO
PAG.
PAG.12
20/ /INCURSIONI
PAGINE I.T.
PAG.
PAG.
/ CARTA
BIANCA
PAG.412
/ INCURSIONI
PAG.
PAG.23
23/ /BREVI
BREVIMA
MAINTENSE
INTENSE
Millenovecentocinquantuno
Millenovecentoventotto
Dalla
redazione
di Incorso
La fortuna
di diventare
una
generazione
PAG. 10 / PAGINE I.T.
Il sistema che cambia
PAG. 16 / SCANNER
I soci fotografano
rovescia
IlConto
mondoalla
oltre
CMB per Linneo
Notizie
flashnostra
dalle sedi
CMB
News dalla
cooperativa
TERNO
TERNOAL
ALLOTTO
LOTTO
Gioca i nostri numeri
Gioca i nostri numeri
impegnato
GiornoCMB
di apertura
del nel
25 Personale
cantiere
dell'Autostrada
Centro
Commerciale
24 Peschiera BorromeoA28
32 Percentuale
di donne soci
Come gli anni del nuovo
incontri
prima fase
corso dinella
IN CORSO
701Gli
del progetto "Linneo"
lavori (in milioni)
78 L'importo
di Porta Europa
A 05 / N 22 / P 03
STORIA / MAESTRA DI VITA
Correva l’anno

Immagini da un altro secolo
1951
Cantiere ferroviario Pavia-Rogoredo
Sotto il caldo sole dell’estate italiana, un gruppo di uomini provvede
all’armamento della strada ferrata.
Sudore e canottiere cercando un filo di brezza.
A cura di:
Francesca
Martinelli
A 05 / N 22 / P 04
TEMPO DI BILANCI / COOPERATIVE
L'EVENTO
Innovativi e internazionali
ANCPL a Bologna traccia lo stato dell’arte del movimento
cooperativo, alla presenza di Prodi e Profumo.
Nell’esigenza di individuare sempre nuove opportunità dentro la crisi.
L
o scorso 1 dicembre si è tenuta l’Assemblea Nazionale di ANCPL: un evento di
grande risonanza per il movimento cooperativo nonché un’importante occasione per condividere i risultati e discutere
delle criticità che attanagliano il settore. La
giornata è stata dedicata anche a riflessioni
economiche di ampio respiro grazie alla partecipazione, accanto a Carlo Zini Presidente
di ANCPL e Giuliano Poletti Presidente di Legacoop, di esponenti illustri della vita pubbli-
ca, in particolare di Romano Prodi e Alessandro Profumo. La discussione, guidata da Piero
Collina Presidente di CCC, si è incentrata
sulle opportunità della cooperazione tra innovazione e internazionalizzazione, la necessità
di interventi di ristrutturazione e l’individuazione di progetti di sviluppo per le imprese.
Si è mantenuta alta l’attenzione, inoltre, sulle
problematiche legate alla crisi nello scenario
globale ed europeo, oltre alle azioni che il Governo Monti sta mettendo in campo.
Opinioni
CARLO ZINI
Per creare nuovo sviluppo occorre anche porsi la questione
delle dimensioni di impresa minime per restare competitivi.
È necessario indirizzarsi a una presenza ormai indifferibile
sui mercati internazionali, considerando anche i cospicui
investimenti previsti in Asia, Africa e America Latina, e sviluppare reti d’impresa per favorire gli investimenti in ricerca
e innovazione.
ALESSANDRO PROFUMO
Nessuna banca è abbastanza grande per finanziare le grandi opere. Sul fronte della finanza pubblica serve una precisa
indicazione sulle opere ritenute strategiche, che devono essere
individuate con chiarezza. In più bisogna pretendere grande
stabilità normativa, sistemi concessori stabili e banche europee abbastanza forti da finanziare grandi interventi.
ROMANO PRODI
Le misure che prenderà Monti saranno incisive e l’aggiustamento di bilancio è possibile, ma questo potrebbe portare a
una fase di depressione dell’economia. È necessario prepararsi a un 2012 complicato ma che metterà le basi per un meccanismo di ripresa. Gli ingredienti essenziali dovranno essere
regole precise e operazioni di risanamento legate al rilancio.
GIULIANO POLETTI
Dobbiamo prendere delle decisioni: diamo l’esempio noi dirigenti e poi chiediamo ai soci di fare altrettanto. E in tutto questo pensiamo anche al futuro della cooperativa, un obbligo
morale nei confronti dei giovani e delle loro prospettive di lavoro. Dobbiamo essere coerenti con quello che siamo, con i nostri valori, per essere buoni cooperatori.
A 05 / N 22 / P 05
PRIMO PIANO / EDILIZIA PRIVATA
Benvenuti
a Bologna
L’arco, le mura, le torri, i portici.
C’è tutta l’anima di Bologna in Porta Europa, sede del Gruppo Unipol.
A cura di Federico Sarti / Fotografie di Paolo Lorenzi
PRIMO PIANO / EDILIZIA PRIVATA
TUTTI I NUMERI
DI PORTA EUROPA
Importo lavori:
78.000.000,00 euro
Imprese esecutrici dei lavori:
CMB-CESI-CEFLA
Superficie utile direzionale:
14.256 mq
Superficie utile commerciale:
1.580 mq
Superficie accessoria interrata:
27.818 mq
Superficie accessoria fuori terra:
1.874 mq
Superficie portici a uso pubblico:
3.441 mq
Numero piani fuori terra:
6
Numero piani interrati:
2
Postazioni di lavoro uffici:
900
Numero posti sala conferenze:
530
Posti auto:
607
Posti cicli e moto:
1.086 mq
C
inque anni e mezzo di lavoro sono occorsi per realizzare una nuova porta di
accesso alla città di Bologna su via Stalingrado, un'arteria tra le più trafficate
della città e anche principale via di accesso al
Fiera District e alle torri della Regione Emilia
Romagna. A scavalco di via Stalingrado è stato creato un articolato edificio "cerniera" che
si propone di condensare, con un'interpretazione diversa, la ricchezza delle varie forme
storiche della città: la porta, le mura, le torri, i portici.
L’edificio verrà impiegato come nuova
sede del Gruppo Unipol: uffici per 900 addetti, tre atri di accesso che permettono un'ampia gamma di organizzazione delle funzioni,
una sala congressi con auditorium, due ristoranti, attività commerciali e due piazze pedonali sopraelevate attrezzate a verde.
SFIDE COSTRUTTIVE
I lavori hanno fin da subito dovuto misurarsi con problemi che hanno condizionato
le scelte costruttive, l’organizzazione del lavoro, gli approntamenti di sicurezza. Nonostante un'area di cantiere modesta, il nuovo
edificato andava infatti a lambire gran parte
della caotica viabilità esistente, per la quale non erano consentite, se non per tempi
brevissimi, riduzioni di carreggiate. È stato quindi necessario lavorare letteralmente “appesi” su via Stalingrado, per realizzare strutture con luci di elevate dimensioni.
Notevoli complicazioni sono inoltre derivate da ritrovamenti archeologici, in particolare di una piccola necropoli e di un approdo
fluviale di epoca romana.
In definitiva, non sono mancate le occasioni che hanno richiesto ai tecnici capacità
di inventiva per determinare nuove soluzioni
esecutive delle opere. Si è scelto di adottare
l’uso di strutture pre-assemblate per facilitare trasporti e montaggi, soluzioni costruttive
innovative per i rivestimenti delle facciate e
lo studio di protezioni fuori standard per il
montaggio delle coperture in metallo. Si è lavorato spesso di notte, con l'ausilio di quattro gru a torre e di autogru speciali per i sollevamenti più importanti. Il tutto in cadenza
con i tempi dettati dal calendario fieristico
e per riuscire a completare il fabbricato per
stralci funzionali, in modo da rendere gradualmente operative le varie parti dell'edificio.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Dal punto di vista strutturale, il complesso si articola attorno a due piazze. Quella
A 05 / N 22 / P 06-07
PROSPETTIVE
Diversi scorci
dell'intervento
di Porta Europa
BOLOGNA
by numbers
Coordinate:
44°29'38"N 11°20'34"E
Altitudine:
54 m s.l.m.
Superficie:
140,73 km²
Abitanti:
382.825
Densità:
2 720,28 ab./km²
Prefisso telefonico:
051
est, chiusa sui quattro lati, è attraversabile
dal percorso pedonale e nasce come corpo
edilizio laterale a via Stalingrado, realizzata
con una struttura in calcestruzzo armato e
in carpenteria metallica, posta su pali e diaframmi, con solai in prevalenza bidirezionali
o in carpenteria metallica.
La piazza a ovest che sovrasta via Stalingrado è chiusa a nord dal “Portale”, struttura in carpenteria metallica a ponte con luce
netta di 26 metri, e a sud dalla cosiddetta
"Balena" in legno lamellare e ricoperta in zinco-titanio: un profilo di rottura con le severe
forme del complesso, predisposta per ospitare una moderna struttura di ristorazione.
Le torri, a chiusura della composizione,
contengono per lo più i collegamenti verticali: dai due piani interrati destinati ad autorimessa si accede autonomamente alle
coperture che ospitano impianti tecnologici particolarmente avanzati, grazie anche
all'inserimento di pannelli solari e fotovoltaici, controllati completamente a distanza.
Gli involucri esterni si rifanno sostanzialmente a tre tipologie atte a differenziare i
vari corpi del complesso: facciate continue
in vetro con struttura portante in carpenteria metallica fuoriuscente, facciate rivestite
in gres per dare maggior imponenza alle torri, e facciate miste vetro-gres, atte a enfatizzare la verticalità o l’orizzontalità dei volumi edilizi.
Grande cura è stata poi riservata alle opere di finitura e di arredo interno, garantendo
l'ispezionabilità degli impianti, la flessibilità
degli spazi e il controllo del microclima interno. Infatti, la protezione dal traffico viario, il verde di completamento delle piazze
e l'andamento a gradoni delle terrazze hanno creato condizioni insperate di isolamento
dal rumore generato dal traffico viario.
Procedono ancora i lavori di copertura dell'Auditorium, l'ultimo corpo di fabbrica racchiuso tra viale Repubblica e parte del
nuovo edificato. Dopodiché l'intervento sarà
completo e le piazze del complesso potranno essere attraversate dai pedoni, che godranno di un nuovo punto di vista sulla città.
Le opere di costruzione del complesso
sono state suddivise in otto stralci funzionali, in modo da consentire l'utilizzo degli spazi
adibiti a uffici già a partire dal 2009, per una
prima parte, e poi nel 2011, per una seconda.
I lavori sono iniziati nel settembre 2006 e saranno completati a maggio 2012.
A 05 / N 22 / P 08
PRIMO PIANO / EDILIZIA PRIVATA
APPROFONDIMENTO
Breve storia
di un progetto
E
ra il 1985: il Piano Regolatore Comunale
della città di Bologna, nel dettare le linee
di sviluppo delle nuove aree dell'edificato e mirando alla qualificazione e all’integrazione dell'ambiente urbano periferico,
individua la necessità di un'efficace correlazione e continuità tra il disegno urbano e il
progetto architettonico.
L'indicazione che fu presa in esame era quella
di creare una continuità urbana tra la Bolognina e San Donato-Fiera attraverso relazioni
formali e funzionali. Si trattava di due storici
quartieri di forte sviluppo negli anni Cinquanta e Sessanta, da sempre decisamente separati da via Stalingrado, il più importante nuovo
asse di ingresso alla città venutosi a creare
contestualmente alla realizzazione della Tangenziale. Per l’influenza di questa importante
arteria, l'orientamento che il PRG aveva dato
in quegli anni era di realizzare un completo
riassetto attraverso la separazione del traffico est-ovest, che collegava Bolognina e San
Donato, da quello nord-sud in entrata e uscita dalla città e dalla Zona Fiera. Si desiderava
realizzare un elemento cardine per il territo-
rio, un riferimento forte: “una nuova porta”
per la città. In un primo momento si pensò
all'abbassamento completo del piano stradale di via Stalingrado da poco oltre il ponte di
Mascarella (lo scavalco del fascio ferroviario)
a poco prima della tangenziale cittadina: ciò
avrebbe permesso la creazione di una via pedonale in superficie che meglio avrebbe fatto
dialogare i due quartieri e sulla quale si sarebbe affacciato il nuovo edificato. L'amministrazione sostenne e poi successivamente cassò
questa soluzione, giudicata troppo onerosa;
ma è evidente che le esperienze dei primi anni
Ottanta condotte a Parigi con il riassetto della
zona della Defense e con la realizzazione del
Grande Arche sarebbero state ben più che una
semplice ispirazione.
Oggi la nuova porta alla città è stata realizzata,
ma di quel progetto di interramento di Via Stalingrado resterà solo una soluzione di semplice e parziale copertura, tale però da garantire
la creazione di un percorso pedonale protetto
lungo oltre un chilometro che, collegando i
centri commerciali Minganti con Repubblica,
unisce il quartiere Bolognina a San Donato.
Una “cerniera”
ispirata alla Defense
MERCATO / NUOVE PROSPETTIVE
Verso
il grande
gruppo
cooperativo
A cura della Redazione
A 05 / N 22 / P 09
Aumentare le opportunità,
limitare i rischi.
Con questo obiettivo
CMB e Unieco guardano
a una sempre maggiore
integrazione dei processi.
Partendo da valori comuni.
A 05 / N 22 / P 10
MERCATO / NUOVE PROSPETTIVE
Tra il mese di ottobre e quello di novembre si sono verificati per CMB eventi di rilevante importanza per tracciare le linee di
sviluppo che interesseranno la nostra cooperativa nei prossimi anni. In particolare
lo scorso 25 ottobre, si è tenuto a Bologna
un Consiglio di Amministrazione, allargato ai Quadri e ai Dirigenti di CMB, per
tracciare le linee guida del nuovo Piano
Industriale. In questa occasione sono stati presentati alcuni dati di bilancio e i vincoli per una pianificazione economica sostenibile da parte di Alessandro Bulgarelli
e Marcello Modenese, la situazione del mercato delle costruzioni in Italia e all’estero
da Ruben Saetti, alcuni cambiamenti organizzativi dovuti all’adozione dei nuovi sistemi di gestione e del progetto Linneo da
parte di Francesco Aldrelli e la situazione
divisionale di CMB grazie alle relazioni di
Roberto Davoli, Antonio Borruso e Aldo Tognetti. L’intervento di quest’ultimo e quello del Presidente Carlo Zini, in particolare,
si sono incentrati su un’analisi delle difficoltà riscontrate negli ultimi anni e sulle possibilità di sviluppo che sono cresciute grazie alla collaborazione sempre più
stretta fra CMB e Unieco. Proprio in questa
sede, infatti, sono emerse le potenzialità
nate dall’incontro con Unieco, ormai part-
ner stabile, insieme a CMB, nelle maggiori scommesse degli ultimi anni: dal Consorzio Stabile Eureca, creato per competere
nelle fasce più alte di mercato; a Eureca International per affrontare l’Estero, fino ad
HOLCOA per le concessioni autostradali.
Inoltre, la gestione congiunta di alcuni dei
più grandi cantieri conclusi e in corso, ha
fornito spunti per uno sviluppo congiunto delle due imprese. Da queste premesse
è maturato l’incontro allargato alle direzioni e ai Consigli di Amministrazione di
CMB e Unieco tenutosi al Golf and Country
Club di Colombaro lo scorso 22 novembre.
In quella sede, i Presidenti delle due cooperative hanno presentato un piano di sviluppo comune: a seguire riportiamo le parti salienti del documento divulgato.
CMB E UNIECO: INSIEME PER UN
GRANDE GRUPPO COOPERATIVO
Il documento che segue è il frutto di una riflessione sviluppata dal Coordinamento Strategico CMB-Unieco e porta a sintesi valutazioni condivise sull’esperienza positiva vissuta
in questi ultimi anni, in particolare in seguito
all’accordo di collaborazione e alle successive acquisizioni e impegni comuni importanti,
nonché per visione prospettica delle possibili
evoluzioni dello scenario di mercato.
La sfida più complessa da affrontare è
il passaggio da una visione basata sull’IO
(l’azienda singola) al NOI (il Gruppo). Questo
passaggio è una necessità, da tradurre in opportunità e dunque da gestire. Unieco e CMB
sono realtà consolidate, la prospettiva di una
loro sempre maggiore integrazione richiede
quindi visione quanto concretezza. Il punto
di partenza sono i valori che ribadiamo essere fondamentalmente coincidenti e condivisi,
così come lo è la lettura dello scenario nazionale e internazionale. Il punto di arrivo è un
Gruppo Cooperativo, unitario per strategia e
piano industriale/imprenditoriale, capace di
comprendere le specificità di Unieco e CMB,
in prospettiva di sviluppo e crescita per tutto il Gruppo. La lettura “condivisa” dello scenario esterno evidenzia l’importanza della dimensione aziendale, dell’ingresso nei mercati
esteri e riconosce fondamentali l’affidabilità e la reputazione, le competenze e la competitività. CMB e Unieco confermano il pensiero che insieme possano esserci maggiori
possibilità di successo e opportunità, quanto minori rischi. Sottolineiamo due punti di
forza dell’esperienza rispettivamente di CMB
e Unieco la cui valorizzazione impone attenzione e scelte che siano rafforzative e non depressive delle competenze a oggi presenti: il
radicamento sul territorio per la prima e il
A 05 / N 22 / P 11
MERCATO / NUOVE PROSPETTIVE
multi-business per la seconda.
Rinunciare a uno o a parte di questi punti di forza sarebbe un grave errore, non sono
ammessi quindi “salti nel buio” né scelte affrettate. È richiesta invece strategia e concretezza, lavoro per fasi e chiari strumenti d’attuazione a salvaguardia e valorizzazione di
queste e delle altre specificità.
Per raggiungere l’obiettivo di creare un
Grande Gruppo Cooperativo si è stabilito di
suddividere il percorso in due fasi: la prima di
“Avvicinamento” e la seconda di “Formalizzazione”. Inizialmente ci si pongono tre obiettivi qualitativi e tre imprenditoriali.
Obiettivi qualitativi
• allargare la condivisione e ridurre la concorrenza individuando interessi comuni e
proponendosi in maniera congiunta sul
mercato
• predisporre linguaggi comuni relativamente alle politiche delle risorse umane e
finanziarie, al fine di rendere più efficace
l’integrazione operativa
• risolvere singolarmente situazioni di
inefficienze e problematiche individuali
Obiettivi imprenditoriali
• sviluppare insieme l’area Grandi Lavori
• sviluppare insieme l’Estero
• sviluppare insieme Nuova Immobiliare,
intesa come co-sviluppatori e partner industriali su importanti progetti retail e di
riqualificazione urbana.
Questi obiettivi potranno essere realizzati
grazie alla messa in opera di strumenti organizzativi e operativi comuni:
1. LO STRUMENTO DI NEW EURECA
New Eureca è la forma attualizzata del
Consorzio Stabile Eureca e rappresenta il
“contenitore comune” per le attività legate
alle Grandi Opere e all’Estero. Nei prossimi
mesi andrà definita meglio la segmentazione
del mercato di competenza e dell’organizzazione puntuale di cui dotarsi.
2. I COMITATI INTERAZIENDALI
I Comitati vanno ripensati e rafforzati con
lo scopo di diventare un efficace strumento
del percorso qualora siano dotati di:
• Una chiara e coerente interfaccia aziendale
• Un numero di persone ristretto e qualitativamente adatto al ruolo del Comitato
• Un potere concreto (delega ufficiale) di
indirizzo verso la strategia e l’operatività
delle due aziende.
I Comitati Interaziendali funzionano e
sono utili in quanto “cinghia di trasmissione” dall’Azienda al Gruppo e dal Gruppo
all’Azienda.
3. LO STRUMENTO PIANO BIENNALE
CONGIUNTO
I due strumenti descritti diventano efficaci se inseriti in un quadro strategico unitario,
temporalmente definito e strutturato all’interno dei Piani Poliennali di Unieco e CMB.
L’idea è di produrre, rispetto al biennio 2012 2013, un Piano Biennale Congiunto, che rappresenti una parte dei piani delle due aziende.
In questo modo il Piano Biennale Congiunto
diventa uno strumento strategico comune su
cui far poggiare l’attività dei Comitati Interaziendali e da cui far derivare la strategia di
sviluppo di New Eureca.
In conclusione, abbiamo davanti a breve momenti difficili che possono rischiare di
“schiacciarci” sull’emergenza invece che promuovere la progettualità strategica. Dovremo comunque chiedere sacrifici e motivare le
persone coinvolte favorendo un senso di coproprietà verso il progetto.
La creazione del Grande Gruppo Cooperativo richiederà impegno al cambiamento, ma
i sacrifici saranno un investimento sul futuro:
per questo motivo occorrono senso di generosità e assunzione di responsabilità, voglia
di futuro e passare dal concetto di IO a quello
di NOI senza dimenticare il LORO, delle nuove generazioni che ci seguiranno.
A 05 / N 22 / P 12
ALTRE STORIE / NON SOLO CALCIO
Incursioni
1000 parole
scritte da
Rudi
Ghedini
✎ Argomenti a tema libero
La fortuna di diventare
una generazione
AFFINITÁ E DIVERGENZE TRA GLI ALTRI DECENNI E NOI
Generazione è un concetto imprendibile: già stabilirne la durata, l’inizio e la fine, è impresa complicata. Quella del baby boom dura
almeno una dozzina di anni, quella
del Sessantotto comincia a Berkeley (1964) e chissà quando finisce,
quella no-global si è presto inabissata, emersa cinque anni fa la “generazione mille euro” sembra già
superata, quella degli “indignati” fa
sentire i primi vagiti.
Diventare una generazione, è
una fortuna. Vuol dire che si è condiviso con tanti coetanei qualcosa di significativo, che ha segnato
la vita, distinguendola da chi è venuto prima o dopo. Per precisare
i termini del discorso, riprendo le
parole di un grande storico, Marc
Bloch: “Gli uomini nati in un medesimo ambiente sociale, in date vicine, subiscono necessariamente influssi analoghi, specie nel periodo
della loro formazione. L’esperienza
dimostra che il loro comportamento, in relazione ai gruppi di uomini sensibilmente più anziani o più
giovani, presenta dei tratti distintivi nettissimi. Persino nei loro contrasti, che possono essere fra i più
vivaci. Appassionarsi per una medesima disputa, sia pure schierandosi su fronti contrapposti, significa ancora rassomigliarsi. Questa
comunanza di impronta, venendo
da una comunanza di età, fa una
generazione”. È una definizione
che illumina la fragilità della condizione giovanile. Diritto allo studio, libertà della ricerca, difficoltà
nell’accesso al lavoro e nella progettazione dell’esistenza: intorno
agli stessi problemi, periodicamente, da più di quarant’anni, si manifestano forme di contestazione alle
generazioni precedenti. La “comunanza d’età” di cui parla Bloch ogni
tanto scatta, raramente evolve in
“comunanza d’impronta”. Difficile
negare che il nucleo essenziale di
una generazione sia costituito dalla possibilità di definirsi “contro”.
Difficilissimo farlo, se gli ex-giovani nonché ex-contestatori vanno a
sedersi dall’altra parte del banco,
cambiano ruolo e tuttavia sembrano tanto simili ai successori. L’impossibilità di marcare un conflitto
nega ai giovani il tempo per costruirsi legami psicologici e materiali
profondi, il senso di partecipare a
un destino comune.
Chi è stato ragazzo negli anni Cinquanta e Sessanta, dopo il
Sessantotto si è trovato di fronte
a una grande novità: i giovani sono diventati una categoria. Prima,
la gioventù veniva considerata solo una fase di rodaggio, un’anticamera da superare per conquistare
l’età adulta. A fotografare il cambiamento sono stati il rock’n’roll
e il cinema americano: i giovani si
sono riconosciuti, hanno cominciato a identificarsi come soggetto, espresso i loro bisogni, contestato le idee e i valori degli adulti.
La più lucida, acuta premonizione di ciò che sarebbero diventati
i giovani (limitandosi ai maschi),
l’ha avuta Fellini, descrivendo ragazzi insicuri, pavidi, desiderosi di
andarsene, etichettati come “vitelloni”. Anni dopo, Padoa Schioppa
sarebbe scivolato sui “bamboccioni”. Intanto, l’area della giovinezza
si andava dilatando, gli adulti hanno iniziato a invaderla, è diventato
un valore pensare o addirittura vivere come i giovani. Non è una novità che la gioventù sia la condizione più desiderabile, la prima che il
Diavolo offre a Faust.
Il 16 dicembre di vent’anni fa
moriva Pier Vittorio Tondelli. Qual-
che anno fa, un altro scrittore, Enrico Palandri, pubblicava per Laterza un libretto il cui titolo contiene
la parola-chiave: “Pier. Tondelli e la
generazione”. L’esordio di Palandri
avvenne nel 1979 (“Boccalone”),
quello di Tondelli l’anno successivo (“Altri libertini”): molti pensano
che questa coppia di romanzi abbia inaugurato una nuova stagione letteraria, un nuovo sguardo generazionale. Erano anni di intensi
fermenti politici, rispetto ai quali
Palandri definisce la sua posizione
come “laterale”; aggiunge che un
simile atteggiamento gli ha provocato forti inimicizie, “forse in Italia non si sopravvive fuori dalle fazioni. In questo io e Pier eravamo
molto simili, consapevoli del fatto
che qualunque potere, non appena
ne ha la possibilità, liquida i propri
grilli parlanti”. In un altro passaggio del libro, scrive: “La nostra, la
mia e di Pier, è stata una generazione di eretici. Perché se la storia è
sempre storia dei vincitori, l’eresia
è la storia degli sconfitti”.
La tensione politica di quegli
anni ha segnato una generazione,
e Palandri non nega qualche rimpianto: “La sensazione che ai grandi sogni di quegli anni siano seguite solo ambizioni professionali ha
paradossalmente determinato un
orizzonte culturale in cui l’infanzia
e l’adolescenza paiono infinite”.
Sia Palandri che Tondelli (come
Andrea Pazienza) frequentarono il
DAMS, dove allora insegnavano,
fra gli altri, Eco, Barilli e Celati. Lo
scrittore polemizza con “l’esibizione di trasgressione”, così frequente nella Bologna di quegli anni. Con
amarezza, esprime la convinzione
che tra i cosiddetti creativi molti
abbiano offerto ai coetanei l’occasione “per riconoscersi in un de-
cadente e autocompiaciuto smarrimento, desideroso di far saltare
tutto per aria solo per non fare i
conti con quello che si voleva davvero far saltare per aria. C’era molta droga in quegli anni, c’era nei libri miei e di Pier o nelle tavole di
Andrea Pazienza o in tanto rock.
Che la si venda in farmacia o in
una piazza, la droga non è altro che
analgesico”.
Da mezzo secolo, sostiene Palandri, la frattura generazionale ha perso fertilità, anzi mortifica
le spinte vitali dei giovani e impedisce loro di entrare nella società
in modo creativo. “Dopo una fiammata di spinelli e trasgressione, la
maggior parte dei giovani diventano docili ex-giovani a venticinque
anni, in Italia forse a trentacinque
o quaranta: si caricano sulle spalle
un mutuo che poi pagheranno per
il resto della vita, ascoltando magari a casa i gruppi rock della giovinezza o facendo il tifo per qualche
squadra di calcio, rassegnati a un
ruolo subalterno nella propria esistenza e nella società”.
Sono parole che dovrebbero
far drizzare le orecchie agli ultimi
giovani, almeno quelli immortalati dalla categoria degli “indignati”.
Sembrano avere poca memoria,
ma hanno visto i loro predecessori delusi e disillusi, hanno visto le
riforme ripetutamente annunciate,
ogni volta rinviate a data da destinarsi; hanno visto la società occidentale arricchirsi e chiudersi, impaurirsi e lasciarsi dominare da
entità metafisiche (i fantomatici
mercati). Alcuni hanno concluso
che contestare le vecchie regole è
l’unico modo per sviluppare intelligenza e fantasia, solidarietà e coscienza di sé. Persino per conquistarsi un futuro.
A 05 / N 22 / P 13
ZOOM / INTERVENTO IN DETTAGLIO
Luci e shopping
sulla Paullese
Il nuovo Centro commerciale Galleria Borromeo cambia il volto di un pezzo
di hinterland milanese. Un esempio di recupero di una zona marginale e degradata.
A cura di Paolo Ratti e Luigi Ripamonti / Fotografie di Giacomo Borsani
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ZOOM / INTERVENTO IN DETTAGLIO
I
naugurato a Peschiera Borromeo lo scorso 23 novembre, il nuovo centro commerciale Galleria Borromea è
stato sviluppato da Ametista Srl,
una società composta da CMB,
Immuno Srl e Coop Lombardia. CMB si è trovata a ricoprire per l’occasione il doppio ruolo
di promotore dell’intervento e di
impresa costruttrice, sviluppando la progettazione esecutiva
delle opere civili e delle urbanizzazioni, sia tramite l’affidamento
e il coordinamento di progettisti
esterni, sia attraverso il proprio
ufficio tecnico.
Lo Shopping Center è posizionato in un punto di grande visibilità, affacciato sulla strada
provinciale Paullese, una delle
principali direttrici verso la città di Milano. Con la sua presenza
e con le sistemazioni esterne a
corredo, rappresenta un evidente recupero di una zona marginale e degradata.
L’edificio è composto da un
unico corpo di fabbrica di forma
poligonale, con due piani dedicati a negozi e ad attività commer-
ciali, il piano terra completamente adibito a parcheggio e agli
ingressi, ulteriori parcheggi al
secondo livello e su parte della
copertura. La restante parte, più
alta e inaccessibile al pubblico, è
dedicata all’alloggiamento degli
impianti meccanici e delle centrali termiche. Attorno all’edificio sono dislocati altri parcheggi, il cui impatto ambientale è
mitigato dall’inserimento di spazi a verde con alberature, mentre le aree per il rifornimento e
lo stoccaggio delle merci si trovano sul retro dell’edificio in una
zona poco visibile dal pubblico.
L’accesso ai piani commerciali è garantito da tappeti e scale
mobili, nonché da due ascensori panoramici con vani in vetro.
Agli operatori sono dedicati ben
7 ascensori e un ampio piazzale
di carico sul retro dell’Ipermercato. Il lato dell’edificio che si
affaccia sulla Strada Paullese si
caratterizza per gli ampi inserti
vetrati, raccordati in una grande
cupola, e per le quinte metalliche che lo rivestono parzialmente. Oltre a garantire la sicurezza
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ZOOM / INTERVENTO IN DETTAGLIO
NUMERI
SU NUMERI
Caratteristiche
tecniche
dell’edificio
Superficie coperta:
23.977,60 mq
Superficie lorda
di pavimento:
29.972 mq
Altezza massima:
16 m
Unità commerciali presenti:
98
Superficie ipermercato:
9.000 mq
Valore di costruzione
del centro commerciale:
45 milioni
di euro
Valore di costruzione
opere di urbanizzazione:
7,4 milioni
di euro
Valore complessivo
dell'investimento:
80 milioni
di euro
ai fini della prevenzione incendi, i vani creati per i corpi scala esterni completano le finiture
della facciata, dove creano effetti di movimento e supporti utili
all’applicazione di cartellonistica, di pannelli decorativi e anche
di arbusti rampicanti.
Gli spazi interni sono attraversati da un percorso-galleria
su due livelli a forma di ovale allungato; le piazzette in cui il percorso si allarga godono dell’illuminazione di sei lucernari. La
Galleria si snoda in una serie di
piacevoli scorci prospettici che
colgono profondità di vedute
diverse, utili anche a facilitare
l’orientamento e segnalare i punti di passaggio. Lungo i percorsi
si affacciano i vari esercizi commerciali e le casse dell’Ipermercato. Nella piazzetta al secondo
piano trovano sede un’area tavoli e i servizi di ristorazione: una
vera e propria “food-court” affacciata sul lato ovest attraverso
la parete vetrata, da cui ammirare gli aerei in atterraggio a Linate
o il fiume Lambro che scorre nella campagna.
L’edificio è stato realizzato in cemento armato prefabbricato con alcuni inserti in struttura mista acciaio e prefabbricato. Per i tamponamenti perimetrali si è optato per un sistema di pannellature prefabbricate in cemento a taglio termico, che garantisce il rispetto dei requisiti
sul risparmio energetico senza dover ricorrere a un ulteriore tamponamento interno. L’intero centro è stato colorato di un vivo colore rosso, ottenuto tramite un ciclo epossil-poliuretanico che crea un effetto
liscio e lucente simile alla carrozzeria di un auto.
Peculiarità dell’edificio è il gran numero di scale di sicurezza esterne
in acciaio sui 4 lati, che mettono in comunicazione le vie di fuga dei 2
piani commerciali con la copertura e il piano terra. Sui lati est e ovest
questi percorsi sono stati distanziati dai prospetti per consentire l’accostamento dei mezzi di soccorso e di carico/scarico: si crea così un
nuovo fronte metallico di scale incorniciate da quinte semitrasparenti, potenziale supporto per la crescita di rampicanti.
Le quinte metalliche, sovrapposte per ampie porzioni ai prospetti,
sono state ottimizzate in fase di progetto esecutivo grazie a pannelli di
rete stirata in alluminio anodizzato, un materiale più leggero, durevole e luminoso dell’acciaio verniciato. Completano i rivestimenti esterni
alcuni inserti in alucobond color antracite, che ben si armonizzano col
colore rosso e con le parti metalliche a vista.
I due lucernari a forma ellittica sono notevoli per dimensione e struttura, con una cupola a luce libera di 30 per 20 metri. Particolare interesse riveste il sistema di ambientazione nei due piani, che sfrutta le
forme a nastro in cartongesso poste a soffitto e riprese dal disegno
geometrico del pavimento in marmo.
Dal punto di vista impiantistico il progetto si allinea coi più moderni
standard qualitativi, nell’ottica di garantire un minor impatto ambientale e una riduzione dei costi di esercizio. L'impianto di climatizzazione invernale ed estivo si avvale di un impianto geotermico che sfrutta
le acque di falda mediante sei pozzi di presa e di resa; in questo modo
si riesce a climatizzare l’intero centro senza ricorrere al gas (che viene utilizzato solo in minima parte per compensazione).
Prima di venire re-immessa nel suolo, la stessa acqua viene utilizzata per l’irrigazione esterna degli spazi verdi, mentre l’acqua calda sanitaria dei bagni pubblici e delle ristorazioni è prodotta con il sistema
del solare termico. Per gli impianti elettrici si è fatto ricorso a sistemi
di illuminazione ad alte prestazioni, con l’utilizzo massiccio di LED per
l’illuminazione della galleria e dei posti auto esterni.
Nel parcheggio in copertura è stato integrato un impianto fotovoltaico (Potenza: 200 Kw).
In fase propedeutica, sono state inoltre realizzate opere di presidio e
protezione di un collettore fognario di notevoli dimensioni (2 metri di
diametro) che passa in aderenza al centro stesso e che per anni ha
costituito un reale impedimento a tutta l’iniziativa. Una brillante soluzione ingegneristica trovata da CMB è stata quella di creare un sistema di protezione completamente ispezionabile mediante lastre interconnesse con sistemi meccanici.
Infine, la creazione di una strada di oltre 3 km parallela all’ex SS 415
Paullese ha l’obiettivo di migliorare la viabilità e alleggerire la pressione sulla città, mentre nuovi percorsi alberati e ciclabili contribuiscono
alla riqualificazione di ampie aree degradate.
EFFETTO CMB / MESSA A FUOCO
SCANNER
a
I soci fotografano
A 05 / N 22 / P 16
A cura di:
Andrea
Rosa
1
2
EFFETTO CMB / MESSA A FUOCO
A 05 / N 22 / P 17
Fabio Cucchi
LA MIA MARRAKESH
Sono nato a Busto Arsizio nel 1975 e ora vivo a Busto
Garolfo. In Cmb Divisione Lombardia mi occupo
della gestione dei cantieri di edilizia residenziale
e cimiteriale. La mia passione per la fotografia è
abbastanza recente, da quando l’avvento del digitale
ha reso più accessibile quest’arte. La mia passione per
i viaggi e per le altre culture mi ha portato dapprima a
fotografare di tutto e poi, con il tempo e lo studio più
approfondito degli strumenti a mia disposizione, a
dedicarmi a dare un senso artistico ai miei reportage,
come quello da cui ho tratto le foto che vedete in
queste pagine. Grazie al circolo fotografico dove sono
iscritto ho imparato cosa significhi fotografare. Con
l’aiuto di professionisti e non, e grazie ad esperienze
di workshop vissute intensamente, ho capito che non
è la macchina fotografica che conta, ma è la persona
che sta dietro l’obbiettivo che crea l’immagine e ne
trasmette le emozioni a chi la guarda.
3
1. Accadde nel suk
2. Controcorrente
3. Frenesia
4. La conceria
5. Gradazione cromatica
6. Via di qua
4
5
6
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OPINIONI / HOUSEORGAN
IN CORSO
Il "giornalino"
un anno dopo
il restyling
A un anno di distanza dal restyling di inCorso, festeggiamo il primo compleanno con un’indagine di
gradimento fra i lettori. Ne abbiamo scelti alcuni –
un piccolissimo spaccato – in modo casuale, senza
ambizioni di esaustività e per un’analisi non statistica. Lettori comunque diversi per ruolo professionale, provenienza geografica e appartenenza generazionale, sicché il quadro che emerge è quanto
mai articolato: il giornalino è autoreferenziale, il
giornalino non lo è; le fotografie sono belle, le fo-
tografie non rendono la bellezza delle opere realizzate; inCorso dovrebbe scavare di più, inCorso
dovrebbe far parlare i protagonisti… Una raccolta
preziosa di stimoli, suggerimenti, critiche e apprezzamenti per i numeri ancora da scrivere.
Visti attraverso il “giornalino”, questi nostri anni
difficili si traducono in una carrellata di cronache,
inaugurazioni, nuove acquisizioni e innovazioni
tecnologiche ed organizzative.
Emerge l’anima di una CMB vitale, impegnata ad
A cura di Paolo Zaccarelli
affrontare difficoltà interne ed esterne, ma anche
capace di riflettere in una gazzetta la propria complessità organizzativa grazie al contributo dei protagonisti diretti.
A partire dai prossimi numeri, la redazione si impegnerà a fare di inCorso uno strumento sempre
più trasparente e autonomo, che sia in grado di dar
voce a una pluralità di soci e lavoratori, conservando altresì un taglio professionale.
Auguri ai lettori, ai collaboratori e alla redazione.
A 05 / N 22 / P 19
OPINIONI / HOUSEORGAN
GIOVANNI FREDA
GIOVANNI NOCITO
Ho l’abitudine di leggere inCorso appena mi
arriva. Apprezzo il profilo semplice
senza fronzoli. Nella stesura degli articoli,
il mio consiglio è di fare qualche riferimento in
più agli operai, alle persone che hanno lavorato. Fa sempre piacere essere ricordati.
Ricevo pareri positivi anche dai soci della
Divisione Lazio, soprattutto da coloro che, lavorando in cantiere, si sentono poco coinvolti
nella vita imprenditoriale di CMB. L'infor-
ALESSANDRA SABBATINI
Il pregio più grande ritengo sia la veste grafica, migliorata rispetto al passato, con un
indice molto pratico e alcune chicche come
il “terno al lotto” e le mini-caricature dei curatori dell’articolo. Alla freschezza della veste
grafica si contrappone spesso la pesantezza
degli articoli, spesso troppo tecnici e prolissi. Si parla sempre di cantieri o ap-
palti in lavorazione, ma poco della
“vita”della cooperativa, che non sempre significa solo “vita di cantiere”. Un punto
di demerito anche per le foto, che a volte non
rendono onore alla grandiosità delle opere.
ANDREA RAVIOLO
A me, "Il giornalino CMB" piace. Mi piace con
il suo formato, di difficile collocazione sullo
scaffale di un collezionista, un formato a prova di fotocopia, per lo meno quanto un registro Buffetti. Mi piace il taglio attuale
e al tempo stesso retrò, il passato remoto
e il presente, i volti dei redattori in stile Ricoh,
le incursioni metropolitane di Rudi e quelle
informatiche di Luca P. Personalmente continuerei ad aggiungere nuove "incursioni" da
parte dei dipendenti, ognuno coi suoi interessi personali e le sue passioni, a volte tenute
nel cassetto. Immagino una rubrica dove trovano spazio articoli come “Così prende forma
la mia torta di mele”, o “Quel film incomprensibile che, alla quarta visione, sono riuscito a
comprendere”.
SIMONETTA ARLETTI
Leggo con particolare attenzione
ciò di cui sono meno informata, le
notizie dalle altre Divisioni e tutto quel che
riguarda gli aspetti sociali, per esempio il
progetto Malawi. La parte istituzionale è ben
rappresentata. Chi è fuori dalla cooperativa penso a mio padre e quindi ai soci sovventori
- lo legge con molto interesse. Per loro è un
mezzo importante per rimanere informati.
mazione è tecnica al punto giusto:
entra nei cantieri più importanti facendone
conoscere le luci (e forse quelle che mancano
sono le ombre...). In generale, il mio consiglio
è di alzare il senso critico, in modo costruttivo.
Su alcune tematiche bisognerebbe "scavare"
di più intervistando le persone coinvolte a più
livelli e riportarne le riflessioni. Mi piacerebbe che ci fosse un appuntamento fisso con le
opinioni e le storie dei soci. So che non è facile coinvolgerli ma penso che valga la pena.
ANDREA BENATTI
È un giornale eminentemente tecnico, ma
non guasterebbe un’impostazione
più leggera: penso che alcuni argomenti siano accessibili ai soli addetti ai lavori. Il
mio consiglio è di aumentarne la leggibilità
trattando tematiche più “folcloristiche”, insomma degli spaccati della vita quotidiana
in CMB. Ottima la ricerca delle foto storiche,
che potrebbe essere arricchita da qualche
racconto del passato.
MARCO FEGGI
Se posso dare un consiglio, per i dipendenti
con un ufficio in sede praticherei una diffusione diretta, risparmiando i soldi della spedizione. Sinceramente apprezzerei una versione on-line: meno carta, meno spese.
RENZO SALGARELLA
L'impostazione grafica risulta gradevole, ma
gli articoli hanno spesso un contenuto istituzionale, un po’ asettico e poco coinvolgente:
si deve pensare soprattutto alla comunicazione verso i soci lettori operai, mentre la parte
impiegatizia, soprattutto di sede, ben conosce
i temi e possiede strumenti più appropriati per
capirli. In questo momento critico, sarebbe
interessante inserire qualche riflessione dei
massimi dirigenti sulle strategie di CMB.
Si potrebbe pensare a una rubrica
sulle opinioni dei soci, anche se questo
potrebbe risultare assai pericoloso.
FLAVIA BISSOLI
Trovo sempre interessanti gli articoli sui vari cantieri, che mi sembrano
ben scritti e con il giusto grado di approfondimento (belle anche le foto). Il fatto di farli
prevalentemente scrivere dai tecnici che ci
hanno lavorato mi sembra una buona idea.
Manca forse una rubrica A che punto siamo
sul progetto con UNIECO.
SANDRO FRANZOSO
La nuova facciata mi sembra più giovane,
adatta a catturare l'attenzione di un pubblico
sempre più articolato: un aspetto importante
nell'aprirsi ai nuovi mercati e ai nuovi partner.
Si nota un certo "cambio di passo".
Sul piano dei contenuti trovo apprezzabile anche il posizionamento delle rubriche Correva
l'anno e Pagine IT, che ci ricordano da dove
veniamo (per tenere i piedi sempre ben piantati nella genesi della Cooperativa) e ci dicono
dove siamo/dobbiamo arrivare.
PAOLO NEVIANI
Condivido lo stile informativo: apprezzo il fatto
che inCorso non sia un organo autoreferenziale, ma una fonte equilibrata di notizie.
GIUSEPPE TESTI
Il giornalino è un validissimo strumento che
deve raccontare anche esperienze passate,
sia negative che positive, affrontate dai vecchi
soci. Il passato forma il futuro e non viceversa.
Mi piacerebbe quindi che queste storie di vita, attraverso questo giornalino e le
persone in grado di raccontarle, arrivasse-
ro alle nuove generazioni.
QUELLI DELL' AGENZIA
DI COMUNICAZIONE
Per noi di Hic adv, inCorso si manifesta come
una serie di file sulla mail che arrivano a
sgoccioli nell’arco di qualche settimana.
Ci sono gli articoli che non bisogna toccare,
altri che necessitano di interventi massicci
per diventare più fluidi. Il gergo delle costruzioni rimane un mistero tale che a volte dobbiamo aggiustare le frasi affidandoci all’analisi logica, senza troppo domandarci cosa
vogliano dire. Da quando inCorso ha goduto
di un restyling, poi, è divertente sbizzarrirsi
coi titoli, l’impaginazione, i box.
La cosa più appagante è avere una
bella foto per il Retroscena, la peggiore non trovare neanche uno scatto adatto alla
copertina. Quando il numero è pronto, avviene l’incontro con Paolo Zaccarelli e Francesca Martinelli. Allora si contratta sulle righe
di troppo o sul valore di una foto, alla ricerca
della misura perfetta fra forma e contenuto.
PAGINE IT / NOVITÀ IN AZIENDA
PAGINE I.T.

A cura di:
Luca
Padovano
Nuovi strumenti, nuove tecnologie, nuove relazioni
ORACLE E-BUSINESS SUITE:
L’ALBA DI UNA NUOVA ERA
Si accendono i motori del Sistema destinato a cambiare in meglio le interazioni
fra colleghi, clienti e fornitori. Il viaggio ha inizio.
“Alla fine di questo percorso, CMB potrà contare
su un sistema avanzato e moderno che permetterà
di affrontare le nuove sfide di un mercato sempre più complesso”
A
lla fine ce l’abbiamo fatta.
Dopo mesi di lavoro, centinaia di ore spese in incontri, verifiche, analisi, progettazione,
speranze e timori, finalmente il nuovo sistema informativo basato su Oracle eBusiness Suite è partito.
Dai primi giorni di dicembre, in un processo di attivazione che durerà qualche
mese, gli elementi del sistema verranno
progressivamente “accesi” e resi operativi e funzionanti su CMB (che è stata la
prima a cominciare), poi sulle altre Società del Gruppo.
Siamo partiti attivando la fatturazione attiva e la Tesoreria; poi toccherà ai
fornitori, alla gestione documentale, al
sistema di Project Management, agli acquisti, per poi arrivare, un po’ più avanti, ai sistemi a supporto della gestione
del cantiere.
Alla fine di questo percorso, CMB
potrà contare su un sistema avanzato
e moderno che permetterà di affrontare le nuove sfide di un mercato sempre
più complesso, complicato e competitivo, grazie a quella che si definisce una
“architettura abilitante”, ovvero un insieme di componenti software, processi
applicativi e funzioni operative che potrà evolvere assieme alle esigenze della
Cooperativa.
Il difficile viene adesso, perché nei
prossimi mesi saremo tutti impegnati a
mettere in servizio il sistema, a migliorarne l’efficacia operativa, ad abituarci a nuovi modi di lavorare e a interagire in modo diverso con i nostri colleghi,
con i clienti e i fornitori.
In questo modo contribuiremo a giustificare coi fatti l’investimento, trasformando il sistema in vero e proprio
strumento di miglioramento continuo,
efficienza e competitività.
Ma adesso non vogliamo pensare a
quanto rimane ancora da fare. Vogliamo voltarci un attimo indietro, verso
la strada che abbiamo percorso finora,
che è stata lunga e faticosa.
E quindi ringraziare tutte le donne e
uomini che hanno permesso di arrivare fin qui e che sono riusciti, in pochissimi mesi, a recuperare un gap in tecnologie e strumentazioni che sembrava
incolmabile.
Grazie ai Process Owner e ai Key
User e a tutti i membri dei gruppi di lavoro, che hanno sottratto tempo alle
loro già pesanti attività giornaliere, sacrificando il loro tempo libero, per individuare i requisiti del nuovo sistema e
verificarne la funzionalità operativa.
Grazie a tutti i membri dei Sistemi Informativi, che hanno analizzato e disegnato il sistema, coordinando le attività operative e il rapporto con i Partner.
A 05 / N 22 / P 20-21
I PUNTI CRITICI DELL’ATTUALE
SISTEMA INFORMATIVO CMB
• parco applicazioni variegato e poco connesso
• informazioni sparse, duplicate, difficilmente reperibili
• sistema vicino al «punto di saturazione» e inadeguato alle nuove sfide
OBIETTIVI DEL PROGETTO LINNEO
• implementare un sistema informativo Corporate, migliore dei Sistemi delle
imprese concorrenti, utilizzando le nuove tecnologie
• integrare dati e processi, consentendo alle persone di comunicare e
collaborare in modo più efficace ed efficiente
• incrementare la capacità di offerta, con informazioni di ritorno dalla
produzione allo Studio Lavori
• incrementare la capacità di governo del ciclo produttivo, facilitando
l’organizzazione, la pianificazione, l’esecuzione e il monitoraggio delle
attività, portando a fattor comune le “best practice” aziendali
• incrementare la capacità di previsione, con strumenti che permettano di
raccogliere i dati e di convertirli rapidamente in informazioni e conoscenze
per intraprendere le azioni più appropriate
• consentire alle persone di concentrarsi sulle attività a maggior valore
aggiunto
CONDIZIONI PER IL SUCCESSO
DEL PROGETTO LINNEO
Grazie allo Steering Committee, che
ha indicato la rotta, mantenuto i rapporti con la Direzione e seguito e supportato costantemente i gruppi di lavoro, non facendo mai mancare le risorse
necessarie.
Grazie ai nostri Partner, Reply, IBM,
Piteco e tanti altri, che ci hanno aiutato a disegnare il sistema, a realizzarlo,
a sviluppare le attività formative e a implementare i componenti HW/SW necessari.
E grazie a CMB, che ha capito che era
giunto il momento di mettere al centro
l’Information Technology e i sistemi informativi per migliorare efficienza e
competitività dell’impresa. CMB che ci
ha creduto, ha investito e pazientato.
Insomma, grazie a tutti. E in bocca al
lupo per le prossime sfide.
• è necessaria una stretta collaborazione tra IT e Business
• le critiche al Sistema devono concludersi con proposte di miglioramento
• i dati vanno inseriti tutti, al momento giusto, correttamente
• la partecipazione all’utilizzo del Sistema non ammette deroghe
ORACLE E-BUSINESS SUITE, IN BREVE
• è un progetto complesso e impegnativo, che coinvolge tutta l’Azienda: non è
un progetto IT, ma di tutta CMB
• è innovativo per la parte Project Management, operatività sul Cantiere/
Servizio, Business Intelligence
• dà senso alla fatica di centinaia di persone, che ogni giorno inseriscono
migliaia di dati affinché possano concorrere a portare conoscenza a se
stessi e all’Impresa
• serve a integrare dati e processi, a consentire alle persone di comunicare e
collaborare in modo più efficace ed efficiente
• serve a meglio organizzare, pianificare, monitorare, prevedere, decidere: un
vero e proprio miglioramento competitivo
MERCATO / CHI SCENDE E CHI SALE
Classifiche 2011
A 05 / N 22 / P 22
Edilizia e Territorio n. 40 - 24/29 ottobre 2011
S
e il 2009 aveva fatto registrare un pesante calo dell’utile (-44,8%), il 2010 si
è attestato su risultati ancora più negativi con un crollo del 58,7%: la crisi
tocca ormai nel vivo anche le imprese al vertice del mondo dell’edilizia. La contrazione
del mercato sia pubblico che privato fa registrare, per le prime 50 società, un misero incremento dell’1,7% (1,3% nel 2009) del valore della produzione complessivo, mentre il
portafoglio ordini si incrementa di un 8,3%
(13% nel 2009). L’andamento della componente estera si attesta a un 36,8% a fronte di un
37,4% e 33,3% nelle classifiche dei due anni
precedenti.
A causa di una progressiva riduzione
dell’attività, la redditività delle prime 50 imprese non può non soffrire con l’Ebitda (margine operativo lordo) che scende del 5,1% e
l’Ebit (margine operativo netto) del 22,2%,
mentre l’utile netto decrementa del 58,7% dal
2009 al 2010.
Anche per CMB il 2010 è stato un anno di
luci e ombre, nel quale la cooperativa è rimasta ancorata alla Top 10, pur con una flessione del giro d’affari consolidato che si è riflesso su una forte contrazione della redditività.
Dal punto di vista commerciale, d’altra parte,
il portafoglio lavori supera la soglia dei tre miliardi e assicura così circa cinque anni di produzione; la sua composizione, per il 53% da
concessioni, garantisce ricavi da gestione nel
lungo periodo.
LA CLASSIFICA 2011
Posizione
Società
Valore della
Produzione
2010*
Impregilo
Astaldi
Salini Costruttori
Pizzarotti
Bonatti
CMC
Condotte
Unieco
Ghella
CMB
Rizzani De Eccher
Pavimental
Coopsette
Grandi Lavori Fincosit
Ing. Mantovani
Maltauro
Itinera
Consorzio Etruria
Bentini
Dec
Vianini Lavori
Baldassini-Tognozzi-Pontello
Impresa
Claudio Salini
Cesi
2.062.321
2.044.768
1.122.823
954.924
823.104
805.792
741.250
705.190
621.503
565.582
482.609
467.594
438.095
416.079
413.301
403.584
339.788
327.612
325.811
313.349
291.362
281.637
250.160
248.782
248.241
2010 2009
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
1
2
3
4
7
6
5
10
8
9
14
13
21
15
11
20
12
25
17
23
16
19
28
18
Variazione
Percentuale
2009/2010
-24,2
9,2
-2,8
30,0
24,9
12,6
2,0
35,6
-4,7
-10,6
19,1
70,5
0,0
49,0
2,4
-19,3
21,2
-33,6
59,4
9,1
25,3
-21,2
-13,2
31,2
-16,0
% dei ricavi
su mercato
estero
78,1
56,0
64,6
21,8
73,0
49,9
26,3
0,0
82,0
0,0
79,3
2,0
2,7
11,4
0,0
9,0
0,1
25,0
92,0
0,0
0,0
0,0
9,7
8,0
0,0
Utile al netto
delle imposte
2010
Variazione %
2010/2009
130.757
63.523
31.052
25.460
42.123
12.552
7.196
13.572
13.005
7.603
16.396
171
508
6.258
22.249
-5.414
7.843
-137.197
3.214
501
29.300
-192.381
865
1.172
1.331
* "Edilizia e Territorio" utilizza valori civilistici del Bilancio Consolidato, che corrispondono al giro d'affari gestionale di 616,1 milioni di euro.
60,4
10,6
n.s.
20,0
-8,1
-2,0
53,3
-43,1
-60,3
-43,6
1,2
n.s.
-83,7
-17,9
28,3
n.s.
19,2
n.s.
116,1
n.s.
38,9
n.s.
-82,8
n.s.
n.s.
Portafoglio
Ordini al
31/12/2010
23.119.782
9.014.000
9.923.483
3.735.892
1.004.941
2.962.000
3.761.678
1.405.553
3.462.429
3.044.400
1.758.629
904.089
3.408.269
2.158.000
2.500.000
3.102.000
3.000.000
1.734.000
389.525
992.953
825.000
1.015.000
2.030.184
731.863
587.000
Variazione %
2010/2009
11,3
-0,2
116,3
-5,9
-12,9
1,1
-5,2
-1,1
30,1
12,2
64,0
1,7
9,6
-11,2
-10,7
9,5
7,1
-22,0
-24,8
-17,7
-19,5
-35,7
-4,4
-18,2
3,5
A 05 / N 22 / P 23
FLASH / DAL MONDO CMB
Brevi ma intense
✄ Ritagli di vita cooperativa
VENETO
INFRASTRUTTURE
VARIANTE DI
VITTORIO VENETO
Con l’udienza del 25 ottobre
2011, il Consiglio di Stato ha
respinto l’istanza di ricorso
promossa dal secondo classificato, confermando la posizione
già espressa dal TAR e dando
così validità all’aggiudicazione
dell’appalto relativo alla Variante di Vittorio Veneto al Consorzio Eureca, capogruppo di ATI.
Si tratta di un appalto integrato della società ANAS (che
prevede sia la progettazione
esecutiva dell’opera che la sua
costruzione), aggiudicato secondo la modalità dell’offerta
economicamente più vantaggiosa. I lavori prevedono la
realizzazione della Variante al
tratto della Strada Statale n.51
di Alemagna, che ad oggi attraversa il centro storico della
città di Vittorio Veneto (TV)
provocando la congestione
del traffico urbano. L’appalto
consiste principalmente nella
realizzazione di una galleria di
1.500 m, il Traforo di Sant’Augusta, che costituisce il nucleo
centrale dell’opera e presenta
una critica interferenza con il
canale di adduzione idrica della
vicina centrale ENEL. I lavori
saranno infine completati da
tre rotatorie, una galleria artificiale e una porzione di nuova
viabilità con importanti interventi di mitigazione acustica.
Il contratto è stato stipulato lo
scorso 6 dicembre.
uguri
MILANO
EURECA
VERSO L'EXPO
Il Consorzio Eureca, in raggruppamento con C.C.C., Vitali e C.I.C., si è aggiudicato in
via definitiva l’intervento per
la nuova viabilità di accesso
all’area dell’Expo 2015, commissionato da Infrastrutture
Lombarde Spa. L’opera si inserisce nel complesso e articolato
sistema di azioni di innovazione e potenziamento urbano finalizzato a valorizzare il territorio lombardo e a creare un forte
impatto visivo su coloro che
accederanno alla città da nordovest. Il complesso - aggiudicato tramite una gara di appalto
concorso che ha visto coinvolti fra i progettisti gli architetti
Antonio Citterio e Patricia Viel
- prevede la realizzazione di una
galleria artificiale di circa 1.180
m, che sorpassa l’area in via di
riqualificazione di Cascina Merlata, per poi proseguire dopo
una rotatoria, con un’importante opera in viadotto.
Quest’ultima, dopo un primo
superamento dello scalo ferroviario di Milano Certosa
scavalcherà l'autostrada A4
Milano-Torino con una struttura appesa a doppio arco
asimmetrico, l'autostrada A8
Milano-Laghi con un viadotto
ad archi l'area Expo e con un
ardito ponte strallato ad arco
inclinato. Il particolare gioco
prospettico degli archi caratterizza l'originale profilo, che
ricorda il leggendario mostro di
Loch Ness. Tant’è che l’opera è
stata soprannominata "Nessie"
dal gruppo di lavoro.
Con l’avvicinarsi delle feste natalizie, il Consiglio di Amministrazione e tutta la redazione di inCorso porgono i loro migliori
auguri ai Soci e ai lavoratori di CMB. Anche quest’anno, CMB
ha scelto di effettuare una donazione a favore dell’Associazione
Internazionale “Medici Senza Frontiere”, organizzazione onlus
che da quaranta anni offre soccorso medico gratuito a milioni
di persone. Una realtà indipendente, non legata a partiti politici o a confessioni religiose, senza scopo di lucro: con il sostegno
anche di CMB, quest’anno MSF continua a occuparsi dell’emergenza di Haiti, dove sta allestendo il nuovo ospedale di Tabarre
nella capitale Port-au-Prince.
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N.22 - Gennaio 2012 - Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi