Poste italiane s.p.a. Sped. in a.p. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma, 2, DCB Filiale di Pistoia Direzione, Redazione e Amministrazione: PISTOIA Via Puccini, 38 Tel. 0573/21293 Fax 0573/25149 sito internet: www.settimanalelavita.it e_mail: [email protected] Abb. annuo € 40 (Sostenitore € 60) c/c p.n. 11044518 Pistoia G I O LaVita R N A L E C A T T O L I C O T C All ’interno LETTERA AI CERCATORI DI DIO Un invito alla riflessione per tutti coloro che sono alla ricerca di Dio. Il testo contiene ulteriori indicazioni che possono guidare nello studio degli argomenti religiosi BROMURI A PAGINA 4 S C A n. DOMENICA 14 GIUGNO 2009 N O € 1,10 L’EUCARISTIA, SACRAMENTO DEL FUTURO La pace necessaria ome non ripensare a Giorgio La Pira ascoltando i discorsi che il nuovo presidente americano ha tenuto in Egitto e in Europa in questi ultimi giorni? Nuovo non soltanto in ordine di tempo, ma soprattutto sorprendentemente nuovo nella mentalità e negli orientamenti fondamentali della sua politica. “La pace necessaria” era un pensiero ricorrente nelle parole del sindaco fiorentino. Perché la pace è l’unica vera alternativa alla distruzione generale. “Tertium non datur”, una terza possibilità non è più possibile. I tempi sono cambiati, ma la situazione mondiale è rimasta sostanzialmente la stessa. L’unica via da battere rimane ancora il sentiero d’Isaia, cioè la via del dialogo, della comprensione vicendevole, della solidarietà, della fraternità. Ma c’è di più. E’ semplicemente impressionante il fatto che i due protagonisti si ritrovino uniti a distanza nello stesso richiamo alle comuni radici religiose dei tre popoli che abitano il bacino del Mediterraneo. L’intuizione profetica di La Pira sta finalmente trovando la sua realizzazione. Nessuno dei capi di Stato americani aveva finora pronunciato simili parole. Ha detto testualmente il presidente Obama: “Noi tutti condividiamo la responsabilità di dover lavorare per il giorno in cui le madri israeliane e palestinesi potranno vedere i loro figli crescere insieme senza paura; in cui la Terra Santa delle tre grandi religioni diverrà quel luogo di pace che Dio voleva che fosse; in cui Gerusalemme sarà la casa sicura ed eterna di ebrei, cristiani e musulmani insieme, la città di pace nella quale tutti i figli di Abramo convivranno come nella storia di Isra (una sura del Corano che narra dell’arrivo dell’arrivo di Maometto alla ‘Moschea più lontana’, quasi certamente Gerusalemme, ndt), allorché Mosè, Gesù e Maometto – la pace sia con loro - si unirono in preghiera”. E’ l’eco ampliata del sogno di Martin Luther King, dell’utopia cullata da Giorgio La Pira, dell’azione coraggiosa di Giovanni Paolo II, continuata oggi dal suo successore Benedetto XVI. Il cammino ascensionale della storia. In tutto questo il credente non può non vedere l’influsso dello Spirito Santo che guida invisibilmente il cammino dei popoli verso il loro compimento finale. Il Medio Oriente non è certamente l’unico territorio in cui la pace si trova oggi a repentaglio; anche l’Africa, anche il lontano Oriente sono incandescenti focolai di guerra e di distruzione. Ma nessuno potrà negare che il dissidio palestinese è il punto più delicato per le risonanze che ha nell’intero popolo O 23 Anno 112 La nostra catechesi insiste normalmente sull’eucaristia come sacrificio e come banchetto. Rimane in secondo piano, e forse del tutto dimenticata, la dimensione del futuro. La chiesa antica vedeva in essa il viatico che ci accompagna nel cammino verso l’eternità FROSINI A PAGINA 2 musulmano. Prescindendo dalla presenza sempre più rarefatta dei cristiani, in quel martoriato lembo di terra si trovano due etnie a diretto confronto e, dopo tanti conflitti e tante vittime, non si è ancora trovato un modo ragionevole per farle convivere pacificamente insieme. La guerra nell’Iraq ha terribilmente complicato le cose e il terrorismo (come era facilmente prevedibile), anziché scomparire o anche soltanto diminuire di forza e di intensità, si è ulteriormente rinvigorito e fatto più minaccioso. Che la guerra non avrebbe risolto nulla, anzi avrebbe terribilmente aggravato la situazione, era il discorso di tutti coloro che guardavano senza paraocchi e senza interessi al futuro. Non di tutti però. E noi non possiamo non ricordare quei numerosi cattolici che alla voce forte e autorevole di Giovanni Paolo II, che ammoniva sulle conseguenze di un gesto violento e sconsiderato preferirono battere la strada opposta, anteponendo ancora una volta la scelta politica alle ragioni della fede. Un vizio che sta diventando piuttosto usuale all’interno del co- siddetto mondo cattolico. Oggi quei tali dovrebbero domandare scusa anzitutto a se stessi, ma immediatamente dopo anche a coloro che furono allora bollati di nomignoli offensivi tipo quello di cattocomunista. Che dire poi di quei politici che prima applaudirono con grande entusiasmo al presidente Bush e oggi si affrettano a manifestare il loro totale consenso a colui che si colloca in posizioni esattamente opposte? Che queste cose passino inosservate non è certo un segno di maturità di un popolo. La via della pace è insieme la via della ragione e della fede. Per questo plaudiamo a quanto abbiamo visto e ascoltato in questi giorni. Non senza un richiamo al popolo cristiano, per definizione il popolo della pace e della fraternità. Anche se gli attuali disegni andassero presto in porto, il cammino per forgiare tutte le spade in vomeri e tutte le lance in falci, sarebbe ancora lungo. E’ di questi giorni l’annuncio di una spesa folle per comprare nuovi caccia-bombardieri. L’utopia è ancora lontana. Giordano Frosini OBAMA INDICA UN NUOVO INIZIO DELLA STORIA POVERTÀ E DIVISIONI ETNICHE SCUOTONO LA PICCOLA MOLDAVIA Soprattutto nel discorso del Cairo, ma anche in quelli tenuti in Francia per la commemorazione dello sbarco in Normandia, il neo-Presidente americano chiude l’epoca delle incomprensioni del passato e annuncia il tempo della comprensione e del dialogo ROCCHI A PAGINA 13 Una popolazione che non arriva a quattro milioni, ma un territorio protagonista di annessioni e amputazioni CARUSONE A PAGINA 15 2 in primo piano di Giordano Frosini I n. 23 14 Giugno 2009 Vita La Eucaristia e speranza oggi l ritorno della speranza, che si registra ai nostri giorni, diventa l’occasione propizia per riflettere anche sul rapporto fra la seconda virtù teologale e l’Eucaristia: una considerazione non proprio usuale, anzi praticamente quasi ignorata, nella nostra riflessione e, di conseguenza, nella prassi pastorale della comunità cristiana. Parlare dell’Eucaristia come sacramento della speranza potrebbe a qualcuno addirittura sembrare una forzatura, una licenza per niente giustificata dalla tradizione e dagli stessi testi ispirati, su cui la teologia e la stessa devozione privata in questi ultimi tempi si sono sempre di più specializzate. Anche il recente anno dedicato all’Eucaristia non ha spostato di molto i termini del rapporto. Una cosa, questa, che sorprende alquanto e che ai nostri giorni appare ormai una lacuna da colmare decisamente e urgentemente proprio per la fedeltà a quella tradizione. FUTURO Prima di procedere, però, è bene chiarire il significato da attribuire al termine «futuro», un termine che sembra quasi del tutto dimenticato nel vocabolario della cultura moderna avanzata o post-moderna che dir si voglia. Nei decenni passati, dal fascino del futuro si è passati celermente alla paura del futuro e, in ultimo, all’assenza del futuro. No future, era provocatoriamente stampato sulle magliette dei nostri giovani, come aveva notato anche Giovanni Paolo II. Nessun futuro. L’allusione è al futuro storico e quindi, a fortiori, al futuro escatologico, assoluto, definitivo. Il quale, a sua volta, ha un duplice significato: il significato personale, tipico dei novissimi, e il significato collettivo e cosmico, tipico dell’escatologia vera e propria. Del significato collettivo e cosmico del futuro è cifra la parusìa o «ritorno» del Signore alla fine dei tempi; del significato personale, invece, è cifra la morte personale, che può essere anche considerata come la piccola parusìa. L’uno e l’altro sono degni della nostra attenzione, vanno però chiaramente distinti. L’escatologia ha propriamente a che fare col significato collettivo e cosmico, cioè col punto terminale verso cui la storia dell’umanità e del cosmo è diretta e incamminata. I novissimi individuali, che praticamente esaurivano la conoscenza del popolo cristiano, vanno collocati e letti al suo interno. Una conversione di attenzione che la teologia ha già compiuto, ma che tarda a realizzarsi nella catechesi e nella pastorale. Della distinzione interna al futuro escatologico parleremo a suo tempo. UN MONDO SENZA FUTURO La caduta delle ideologie, che ha segnato la fine o il cambiamento dell’epoca moderna, ha portato con sé anche l’eclisse delle speranze di carattere storico. Quelle speranze che l’apostolo Paolo, quando parlava della speranza cristiana nel suo primo scritto, riconosceva ancora agli «altri», cioè ai pagani, ai non cristiani (cf 1 Ts 4,13). Un chiaro ritorno all’indietro. Il rifiuto della speranza escatologica era già avvenuto nel clima euforico e pretenzioso della modernità: l’éschaton veniva allora riportato all’interno della storia e demandato alle sole forze dell’uomo: «Da me, da solo ». Le ideologie sono state giustamente riconosciute come la trascrizione laica del modello escatologico biblico. Se vogliamo, sulla scia di S. Natoli, possiamo tracciare uno schema storico che va dal paganesimo senza pretese e chiuso in se stesso all’avvento del cristianesimo che, inaspettatamente, introduce nel mondo il concetto di salvezza totale e definitiva. A ciò segue la pretesa dell’uomo di salvarsi da solo all’interno della storia, tipica delle ideologie, fino a giungere al ritorno del paganesimo nella versione attuale del neo-paganesimo. Dopo il crollo della speranza intrastorica, un ritorno alla proposta della salvezza cristiana non sembra rientrare negli schemi del pensiero contemporaneo. Si ricomincia da capo, se vogliamo con impostazioni anche più radicali. Della salvezza non si avverte più nessun bisogno. In questo clima, E. Montale parla di un’avara speranza, ma questa è già una posizione benevola; altri, i più, non esitano a eliminare del tutto questo atteggiamento che ha accompagnato da sempre il cammino dell’uomo sulla terra. Riassumendo, un noto teologo spagnolo afferma: «stiamo assistendo alla caduta della speranza nella cornice della cultura non credente. Questa cultura si presenta oggi non solo come incredula, ma anche come priva di speranza». L’avventura terrestre è l’unica vicenda che l’uomo pensa di dover percorrere nel corso della sua vita. Al di là, semplicemente non c’è nulla, come afferma con sicurezza e cattedraticamente B. Brecht: «Non vi fate sedurre da schiavitù e da piaghe. Che cosa vi può ancora spaventare? Morirete con tutte le bestie e non c’è niente, dopo». Una mentalità che, dai libri, è rapidamente arrivata alla base. Il neo-paganesimo si è diffuso fra noi a macchia d’olio. Con questa mentalità dobbiamo oggi fare i conti. La spe- ranza va costruita praticamente dal nulla: cominciando dalla speranza nella storia alla speranza oltre i suoi limiti. Una situazione ancora peggiore di quella del tempo delle ideologie. L’indifferenza rinunciataria, che grava come una cappa di piombo sulla nostra società, è difficilmente vincibile. Con l’indifferente, almeno nei tempi e nelle condizioni normali, il dialogo è praticamente impossibile. Forse, alla speranza cristiana sarà più facile arrivare se si riuscirà a restituire agli uomini di oggi la fiducia nel futuro immediato, nel futuro a dimensione storica. È anche attraverso le anticipazioni e le preparazioni nel tempo attuale che il cristiano rende ragione della propria speranza, secondo il noto programma dell’apostolo Pietro (cf 1 Pt 3,15). EUCARISTIA E FUTURO Se ora, tenendo presente questo sfondo, riportiamo la nostra attenzione alla situazione della catechesi, della liturgia e della prassi della Chiesa in ordine al tema Eucaristia-speranza, Eucaristia-futuro, si ha la netta impressione di trovarci davanti a un’occasione che, perlomeno, potrebbe essere più intelligentemente sfruttata. Le normali esposizioni sull’Eucaristia danno infatti molto spazio alla dimensione sacrificale e conviviale, lasciando praticamente in disparte la dimensione escatologica sulla quale, al massimo, si registrano soltanto pochi timidi, timidissimi accenni. Soprattutto l’aspetto sacrificale fa la parte del leone nell’esposizione del mistero eucaristico in Occidente. Si sa che la teologia occidentale è rimasta sospesa alla teoria della «soddisfazione vicaria», che ha in S. Anselmo d’Aosta, soprattutto nel Cur Deus homo, il suo primo sostenitore e divulgatore. Per la verità, il suo pensiero soltanto difficilmente viene presentato con la dovuta precisione e oggettività. Ma anche nella sua versione esatta, specialmente ai nostri giorni, esso ha suscitato forti perplessità e anche feroci critiche, non solo al di fuori ma anche al di dentro degli ambienti cristiani. D’altra parte, è impossibile non vedere come la teoria anselmiana ha segnato a fondo tutta quanta la riflessione e la spiritualità dell’Occidente, dal medioevo fino ai nostri giorni. Tutto rimane legato alla sofferenza redentrice di Gesù, a scapito non solo della vita ma anche dell’evento fondamentale della risurrezione, che soltanto nella seconda metà del secolo scorso ha ritrovato il posto che le spettava e che aveva occupato vittoriosamente nei primi secoli cristiani. La stessa Eucaristia veniva, di conseguenza, costretta in questo «letto di Procuste». Forse, nemmeno l’aspetto conviviale ha trovato sempre e dovunque la sua logica e consequenziale applicazione. In tal modo, l’Eucaristia è stata presentata soprattutto come la rinnovazione del sacrificio del Calvario. Così si è insegnato per secoli, dimenticando del tutto o quasi altre ricchezze che il sacramento centrale della fede cristiana racchiude in se stesso. Fra questa certamente, ma non soltanto, la dimensione futuristica ed escatologica. Un vuoto da colmare, una lacuna da superare. L’Eucaristia, così, rimaneva chiusa sostanzialmente nella considerazione del «memoriale» (anamnesis): «O memoriale mortis Domini», si è cantato per molto tempo, isolando questo aspetto da tutti gli altri. Giustamente si sviscerava l’antico termine «memoriale», al quale si riconosceva il valore dell’efficacia e della presenzialità. Non si trattava soltanto di un ricordo vuoto o semplicemente psicologico, ma di una memoria efficace, ontologica, reale. Il gesto era così strappato alla storia e reso presente a coloro che lo celebravano, come se questi partecipassero di persona a quanto veniva commemorato. Niente da defalcare in questa presentazione, semplicemente da completare. IL PANE DEL CAMMINO La dimenticanza del futuro nel mistero eucaristico può essere utilmente e opportunamente vista in connessione col processo di privatizzazione che il pensiero cristiano, compreso quello escatologico, ha conosciuto dopo il medioevo. Due processi che si possono benissimo connettere insieme: la privatizzazione della speranza e la privatizzazione dell’Eucaristia. Due processi indebiti che hanno fortemente depauperato il nostro patrimonio spirituale e, di conseguenza, anche la nostra vita pastorale. Così, l’antica ricostruzione, ha perso molto dell’aspetto pratico, rivoluzionario, dirompente e coinvolgente dell’Eucaristia. Trasformato e folgorato dalla prassi pastorale delle comunità dell’America Latina, Arturo Paoli ha richiamato con forza alla nostra attenzione questo aspetto, con parole che contengono almeno una grossa parte di verità: «Credo che la vera novità può essere soltanto quella di produrre un’etica a partire dall’intenzione di Cristo di salvare il mondo. Per dirla con il neologisino di Teilhard de Chardin: “amoriser le monde”. Bisogna lasciare la retorica che annunzia che il mondo è già stato salvato da Gesù e cominciare col dire che Gesù in noi e con noi sta salvando il mondo. L’umanità aspetta una risposta qui e ora, e non dopo la morte. Oggi, solo se partendo dall’Eucaristia nascono etiche esigenti che aiutano il progetto di Cristo a farsi reale, può nascere credibilità alla Chiesa e al cristianesimo. Quando parlo di etiche penso a un’etica-economica, un’etica politica, un’etica comunitaria. Dare senso all’Eucaristia oggi è possibile solo se la togliamo dall’aurea grandezza in cui l’ha collocata la filosofia dell’essere e la riscopriamo nel senso etico che è reale di questo tempo e di questa terra». L’Eucaristia va contemplata e vissuta sullo sfondo del regno che cresce sulla terra, anche per opera dell’uomo, fino alla sua venuta finale al termine della storia. Ouesta, in categorie cristiane, è da vedersi come un cammino progressivo che, di epoca in epoca, nel groviglio apparentemente disordinato degli avvenimenti, conduce fino alle porte della Gerusalemme celeste. E l’Eucaristia è il pane che sostenta il popolo cristiano in questo cammino di costruzione e in questa marcia di avvicinamento. Vita La 14 Giugno 2009 cultura n. 23 Pensare al futuro dell’essere umano «L a rimozione del futuro, cancellato quanto più avremmo bisogno di pensarvi, è l’autentico male che oscura e incupisce i nostri anni» (p.5). E’ su questo tema che si incentra il breve libretto “Storia e destino” (Einaudi, 2008, pp.109, euro 8) di Aldo Schiavone, di professione storico e direttore dell’Istituto italiano di Scienze umane di Firenze-Napoli. Persi nel presente, fin troppo ossequiosi della storia, quello che difetta all’uomo contemporaneo è proprio una riflessione ragionata sul destino del genere umano, tanto più necessario oggi, di fronte all’accelerazione esponenziale della tecnologia che ha condotto «sul bordo estremo di una soglia finora nemmeno concepibile: oltre la quale ci aspetta un passaggio senza precedenti» (p.5). Per farla breve, tale soglia è la possibilità per l’uomo di giungere “oltre la specie”, come l’autore intitola uno dei capitoletti finali del suo volume. E’ la rivoluzione dell’informatica e della biologia a rendere pensabile questa inaudita possibilità. Giungere oltre la specie significa abbandonare la nostra dimensione “naturale” per proiettarsi in una interamente “culturale” o “spirituale”, sebbene quest’ultimo N otte in treno di Irène Némirovsky (Kiev, 11 febbraio 1903 Auschwitz, 17 agosto 1942). Questo il titolo del volumetto numero 44 (pagg. 36, euro 4), della collana quadrimestrale “Ocra gialla”, curata da Fabrizio Zollo per le Edizioni Via del Vento di Pistoia, che da alcuni anni propone, agli appassionati bibliofili, testi inediti e rari del Novecento e che in questa occasione propone ai lettori un racconto, inedito in Italia, della grande scrittrice francese, di origine ucraina, autrice della celeberrima Suite francese. Duemila gli esemplari numerati, impressi su carta vergatina avorio, per i tipi della Stamperia Elle Emme di Pieve a Nievole (Pistoia). Sparse qua e là nel volumetto, alcune foto ritraggono la Némirovsky da sola o con la figlia Denise, avuta dal marito Michel Epstein, che sposò nel 1926. Nata in una famiglia della ricca borghesia ebraica, Irène visse solitaria e infelice, rifugiandosi ben presto nei libri e iniziando fin da giovane a scrivere i suoi primi racconti, con stile lucido e introspettivo. Allo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre, fuggì prima in Finlandia e quindi in Francia, dove si laureò alla Sorbona e pubblicò il suo primo testo, all’età di diciotto anni, su “Fantasio”. A Parigi trascorse vent’anni, in un susseguirsi di successi fra romanzi e racconti pubblicati, tanto da annoverarla fra i massimi autori francesi dell’epoca. È del 1929 David Golder, storia di un banchiere ebreo nella Russia sovietica, mentre nel 1930 pubblica Il ballo, nel 1931 Come le mosche d’autunno, nel 1936 Jézabel e nel 1940 I cani e i lupi, tutte opere tradotte anche in Un breve saggio di Aldo Schiavone riflette sull’inconcepibile punto della storia in cui è collocato, oggi, il genere umano. E offre spunti di natura etica e teologica di Andrea Vaccaro termine assuma connotazioni un po’ diverse da come siamo abituati ad intenderlo. L’uomo, prevede Schiavone sulla scia delle menti più acute dell’attuale mondo della scienza e della tecnologia, entro pochi anni non sarà più definito dai limiti che la natura gli impone (limiti temporali, spaziali, materiali …), piuttosto «dal fatto di averli aboliti». Le scoperte nell’ambito della genetica, della biologia molecolare, delle neuroscienze fanno sì che non sarà più l’evoluzione, con la sua buona componente casuale, a determinare il futuro del genere umano, bensì sarà la volontà dell’uomo stesso. L’uomo vivrà finché vorrà, assumerà la forma che gli piacerà, proverà esperienze mentali ora irrapresentabili. L’uomo alla guida dell’evoluzione: l’intuizione quasi profetica di Teilhard de Chardin sembra trovare la sua concreta realizzazione. C’è più da aver paura o da rallegrarsi di ciò? E’ preferibile affidarsi al cieco Destino, a Madre Natura o all’Intelligenza dell’uomo? La questione ha uno strato teologico tutto da approfondire. A primo impatto la Natura sembra possedere una saggezza quasi provvidenziale e mettere in mano all’uomo una potenza sovrumana richiama miti piuttosto infausti (Adamo, Prometeo, Frankenstein) ed episodi storici non proprio rassicuranti, su tutti la bomba atomica sganciata dalla saggia America. E’ anche vero però che, soprattutto in ottica cristiana, l’uomo è l’unico ente ad avere il requisito del Logos, perché solo lui è creato “ad immagine e somiglianza di Dio”. Proprio su questo versetto della Genesi si chiude la radicale riflessione di Schiavone che si Ocragialla Notte in treno Italia. Soprattutto, però, la Némirovsky è conosciuta per il romanzo in più parti, Suite francese, scritto nei mesi precedenti l’arresto del 1942 e conservato per anni in manoscritto da una delle figlie, pubblicato con clamore in Francia nel 2004 e tradotto con successo in tutto il mondo. Il racconto qui proposto, invece, uscì sul settimanale parigino “Gringoire”, il 5 ottobre 1939, con il titolo La nuit en wagon. Antonio Castronuovo che ha curato la nota al testo evidenzia come questo racconto sia la “magnifica prova dell’aspra nitidezza dello stile della Némirovsky e della sua mirabile perizia nel creare, in brevi tratti e con accorta regia, una scena multiforme, un corale concorso di voci e di volti, armonizzando quadri di massa a dialoghi solisti. La scena è il vagone di un treno che attraversa la Francia in una calda notte di settembre, prima notte di guerra, col suo carico umano di storie pigiate nello spazio di un compartimento, storie disparate e anche dissonanti, come diversi sono i destini delle figure che si scorgono dai finestrini: i soldati di guardia ai binari, i crocchi di contadine, la donna truccata e incollata alle sue <cose>, quei gioielli e quelle pellicce che, all’annuncio di un conflitto, diventano effimeri all’istante”. “Al centro del racconto - sottolinea Castronuovo - si erge la figura della ragazza fuggita di casa per amore, fuggita anche da una madre insoffribile, figura nella quale si coglie qualcosa della perfida madre di Irène, donna che l’aveva messa al mondo per compiacere al marito, ma accogliendo quella nascita come primo segno del declino: una madre che, scomparsa a Parigi nel 1989 a centodue anni, è lungamente sopravvissuta alla figlia”. “Tutto il racconto - conclude Antonio Castronuovo - può essere assunto come un’anticipazione della Suite, come un preludio alla narrazione di quella Francia che affolla, con auto stracolme di suppellettili, le strade dell’esodo. E’ la stessa Francia che si comincia a intravedere dai finestrini del nostro treno che arranca nella notte. Il tratto maggiore dello stile della Némirovsky è l’implacabile capacità di incidere mediante la scrittura: l’esperienza che si compie entrando nelle sue pagine è quella di un francese puro, asciutto, una lingua senza alcuna decorazione, ma lacerata da una sorta di segreta irruenza, di velato tormento. Notte in treno ne è esempio vibrante”. La collana quadrimestrale di prosa “Ocra gialla” viene distribuita nelle migliori librerie e si può ricevere anche in abbonamento annuale mentre, per maggiori informazioni e curiosità sulla piccola ma qualificata casa editrice pistoiese, è attivo il sito internet all’indirizzo www.viadelvento.it. Franco Benesperi chiede infine se l’uomo fatto a somiglianza di Dio sia da intendere il gibbone di Neanderthal, il cavaliere medievale, l’uomo moderno, cioè noi, o forse quello che sta per venire, quello che si libererà dalla selezione naturale verso una selezione “innaturale”, cioè non più animalesca, «stazione d’arrivo … che potremmo chiamare non più laicamente il nostro destino, m a religiosamente la nostra prospettiva escatologica» (p. 95). L’autore non concede molto tempo, il tempo si fa breve e la meta attira sempre più via via che ci si avvicina al suo nucleo. Se un vizio è percepibile – afferma Schiavone – non è tanto da attribuire alla velocità della tecnica, «ma all’incapacità della politica e dell’etica» (p. 83) di starle dietro. «La politica arranca dietro alla tecnica, in affanno: non riesce a guidare una rivoluzione cui non sente di partecipare. Perde di significato e di rilevanza: non tocca contenuti essenziali. Il disincanto collettivo la spenge e la cancella nella ripetizione sempre più stanca di una ritualità priva di anima» (p. 84). Anche l’etica si trova in difficoltà dinanzi a dilemmi mai concepiti prima, dinanzi a quesiti non contemplati nella casistica tradiziona- 3 le, dinanzi a categorie che sparigliano quanto ordinato faticosamente fino ad adesso. L’autore non segnala solo i punti critici, ma cerca anche di offrire una sua proposta: lo sviluppo di «un’etica che sappia trovare il divino nell’accrescimento delle facoltà dell’uomo e non nella sacralità della natura; un’etica della trasformazione e non della conservazione … che non rifiuti l’aumento illimitato di potenza, ma ne determini gli obiettivi; che non consideri definitivo nessun assetto biologico o sociale, ma accetti di considerarli tutti come figure del mutamento e della transizione; che cerchi le sue leggi non nella natura, ma nell’intelligenza e nell’amore» (p. 89). Un libro di piccole dimensioni, ma di spessore notevole. Poeti Contemporanei LA SOFFITTA Esiste in me una soffitta, dentro vi conservo un raggio di luna, una lucciola una pietruzza di mare, un po’ di chiarezza per quando è buio ma più importante di tutto vi ho riposto il mio ricordo più bello che mi fa trasalire più di quando era vita. Questa soffitta è la mia vera casa: là dialogo col mistero e chiedo alle stelle il loro segreto, là mi vengono incontro le corse gioiose della mia infanzia e vi ascolto la voce nuda della mia povera terra, la voce dei suoi stracci e della sua fame ma anche lo splendido canto azzurro dei suoi mari. Quando torno dalle strade rumorose apro la mia soffitta: dentro mi parla senza parole il silenzio, là nessuno mi viene a trovare, mio solo ospite è lo “sguardo di Dio” Anna Tassitano 4 attualità ecclesiale Tre nodi ancora irrisolti, laici, donne e povertà della Chiesa di Giorgio Campanini U n diffuso disagio serpeggia da qualche tempo nella comunità cristiana che è in Italia, od almeno in alcune sue componenti più attente e sensibili. Da Il brutto anatroccolo di Fulvio De Giorgi (accorata denuncia della persistente condizione di minorità del laicato), a numeri speciali di riviste come Servitium, da alcuni pubblici interventi di Enzo Bianchi alle riflessioni dello scrivente (se è consentita un’autocitazione) scaturite da un incontro in sede di Consulta dell’apostolato dei laici (vedi Dopo Verona, è tempo di corresponsabilità dei laici, in «Coscienza», n. 3, 2008), assai lungo è l’elenco degli interventi di quanti auspicano un «nuovo corso», più autenticamente «conciliare» della Chiesa italiana. Lettera ai cercatori di Dio di Elio Bromuri È nelle librerie un volumetto intitolato “Lettera ai cercatori di Dio”. Un’iniziativa della Commissione dei vescovi italiani per la dottrina della fede, presieduta dal teologo Bruno Forte, arcivescovo di Chieti. Intende rispondere a coloro che sono alla ricerca. Nei giorni scorsi un quotidiano nazionale strillava su due pagine dedicate alla cultura la domanda: “Dio, ma ci sei o no? Mistero della fede. Certezze, confessioni, dubbi. Così si ripropongono gli interrogativi di sempre”. Nell’articolo si dà un resoconto di libri che trattano di argomenti religiosi. In verità si deve Senza negare che importanti passi in avanti sono stati compiuti, molta strada resta da percorrere e, a cinquant’anni dall’avvio del Concilio, sembra giunto il momento di fare il bilancio di quanto è passato e di quanto è rimasto nel regno delle pie intenzioni. Tre nodi, in particolare, attendono di essere sciolti. In primo luogo un’adeguata partecipazione dei laici alla vita della Chiesa, soprattutto nel momento della consultazione che precede la decisione: importanti le indicazioni emerse dal convegno ecclesiale di Verona sulla «corresponsabilità», nella comunione in spirito di collaborazione, dei laici nella Chiesa. In secondo luogo l’ancora irrisolta «questione femminile», e cioè l’individuazione di forme di più incisiva presenza della donna nella Chiesa: sembra quasi che la profetica Mulieris dignitatem (1988) non abbia lasciato tracce nella prassi ecclesiale. Infine la questione della «povertà della Chiesa» –grande tema conciliare - almeno nella n. 23 14 Giugno 2009 Partire dal Concilio: come? sua forma, solo apparentemente minimale, di una più lucida e responsabile «sobrietà» (in linea con le autorevoli indicazioni provenute al riguardo dall’arcivescovo di Milano). Si potrebbe sostenere che si tratta di questioni che interessano un numero limitato di fedeli, ma ci si dovrebbe domandare se non sia legato all’incapacità di affrontare seriamente questi temi il disincanto di non pochi giovani e la loro opzione, nel migliore dei casi, per un personale rapporto con la figura di Cristo, al di là di una fattiva appartenenza alla Chiesa. Non dunque nostalgie (e magari antichi risentimenti) di «combattenti e reduci» del 1968, ma problemi reali per troppo tempo accantonati e che, avvicinandosi il 50° dell’avvio del Concilio, appare opportuno affrontare. Perché dunque non cogliere l’occasione di questa ricorrenza per fare il punto sull’attuazione (e in qualche caso sulle ragioni della mancata attuazione) in Italia del Vaticano II? L’orientamento della Chiesa italiana è stato quello di celebrare i convegni ecclesiali a scadenza decennale e dunque, dopo Verona (2006), occorrerebbe attendere il lontano 2016. Ma un evento così importante come il Vaticano II meriterebbe di essere Vita La ricordato e riattualizzato con un convegno straordinario nel 2012, a 50 anni dall’avvio del Concilio , con uno schietto e franco confronto con le forze vive della Chiesa, anche con quelle componenti che –in una recente giornata di studi a Firenze– hanno espresso riserve e disagio sull’attuale situazione della Chiesa italiana. Il rischio che quanto rimane della cristianità italiana sta correndo potrebbe essere quello di indurre al «dissenso» quanti, sia pure criticamente, continuano ad amare appassionatamente la Chiesa. Non sarebbe meglio avviare un ampio dibattito, con la disponibilità da parte di tutti alla «revisione di vita» , in nome di quella Ecclesia semper riformanda evocata dai Padri e che non ha paura né del confronto né del dialogo? «La riforma –ha scritto una volta Primo Mazzolari in riferimento alla Chiesa del suo tempo – non è una parola scomunicata e un desiderio biasimevole. I santi e gli spiriti cristiani d’ogni tempo l’hanno voluta, preparata, predicata». UOMINI E RELIGIONI La domanda fondamentale dire che, forse anche per merito dei critici e dei negazionisti della fede, c’è un aumento di pubblicazioni su temi religiosi che indica un aumento di interesse. La Chiesa, spesso accusata di occuparsi solo di bioetica o di sociologia e politica, in realtà è una comunità di credenti ed ha come principale scopo di vivere la fede e parteciparla ad altri. Dio è l’orizzonte della vita della Chiesa, ed in questo orizzonte non può escludere l’uomo che è il bersaglio della luce divina. Un amico, dopo la prolusione del card. Angelo Bagnasco alla 59ª assemblea generale della Cei (Roma, 25-29 maggio), ha detto che aveva l’impressione che il cardinale avesse preso il posto di Epifani, il segretario della Cgil, perché ha difeso i disoccupati e le famiglie povere. È proprio per questa fede che non si possono chiudere gli occhi. Il credente, infatti - ha detto Simone Weil - è come chi camminando nella notte accende una torcia: non si mette a fissare la torcia, ma la strada e gli oggetti che essa illumina. Così è anche del sole: non si fissa il sole ma le cose che risplendono alla sua luce. La fede cambia la vita, perché vi immette una luce nuova, dall’alto. Il Vangelo dice che chi non crede è nelle tenebre. Per questo si dice che i credenti sono missionari, e possono diventare anche fanatici, come alcuni rimproverano, mentre gli atei non lo sarebbero. A parte che vi è un ateismo militante e missionario (c’è sempre stato), i credenti che hanno scritto la Lettera non intendono imporre nulla, solo affiancarsi ai “cercatori” per dare loro una mano e insegnare la “grammatica della fede”, quei percorsi che aiutano. Un universitario ha confessato in un recente incontro amichevole con altri giovani che si trovava in una tale confusione mentale in campo religioso ed etico da non riuscire più a combinare niente, finché ha trovato un gruppo di credenti che lo hanno aiutato a entrare nella logica della fede e si è sentito rinascere. Oggi è una persona nuova che riesce a fare... anche esami. Non sono miracoli. È la legge della rispondenza alla domanda fondamentale degli uomini segnati dalla Trascendenza. Ne è segno l’esistenza di tante religioni, che si possono descrivere come grandi pellegrinaggi alla ricerca dell’Assoluto. Nei giorni scorsi (dal 29 al 31 maggio) i buddisti hanno festeggiato il Vesak, la ricorrenza della nascita, dell’illuminazione e della dipartita del Buddha Shakyamuni. È la festa più importante onorata dai buddisti di tutte le tradizioni di tutto il mondo. Nella società multiculturale in cui ci troviamo, anche se le fedi non sono tutte uguali, può considerarsi uguale o almeno simile la sincerità e la “buona fede” di coloro che cercano Dio e lo onorano con cuore sincero senza secondi fini. Le reli- gioni possono ammalarsi, deviare e corrompersi e i loro membri dare scandalo per inadempienza, ma ciò nonostante, superando l’ostacolo, nessuno dei veri cercatori di Dio rimarrà deluso. Vita La Incontro con Paolo De Benedetti di Francesca Lozito G uarda il mondo attraverso la Bibbia Paolo De Benedetti. È questo il punto di osservazione privilegiato di un uomo che fin da piccolissimo è stato abituato ad “appassionarsi” alle Scritture. Fin da quando, bambino, le ascoltava dalla voce della mamma. Oggi Paolo De Benedetti ha 82 anni e lascia l’insegnamento in giudaismo presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale a Milano, che nei giorni scorsi ha organizzato una serata in suo onore. Cattolico di radici ebraiche, laureato in filosofia all’Università di Torino nel 1949; perfezionatosi in lingue e letterature orientali presso l’Università Cattolica, per diversi anni ha alternato il lavoro in casa editrice con l’insegnamento universitario. Continuerà ad essere docente di Antico Testamento presso gli Istituti superiori di scienze religiose di Trento e Urbino. Lo abbiamo intervistato. Come vede la situazione odierna del mondo tra la crisi economica e la perdita di tanti valori? “È un mondo molto più instabile di una volta. E l’instabilità ha diversi aspetti. Proprio oggi le persone in grandissima maggioranza si devono spostare. Quando ero bambino chi viveva in un paese o in una città lavorava lì. Adesso il mondo è pieno di pendolari, di gente che si muove per affari: è dimostrato da una quantità enorme di automobili. Inoltre, oggi l’individuo riceve da fuori un numero incredibile di stimoli: il rapporto tra interno ed esterno che allora era più stabile ora non lo è più. Ma questo mondo è anche dominato da una forma abnorme di messianismo. Se religiosamente il messianismo ebraico cristiano ha una tensione verso il futuro, il messianismo della società di oggi è invece la continua aspirazione a qualcos’altro”. Può fare un esempio? “Una forma degenere di messianismo, una delle infinite tensioni verso le quali si è sbilanciati è: «Oh, se potessi avere quella Mercedes!». Questo succede perché l’essere umano ha sempre teso verso il futuro, ma con diverse aspettative rispetto a quelle di oggi”. Che cosa provoca questa tensione? “Oggi c’è una mescolanza tra molte cose, come religione, economia, e così si cancella anche il 14 Giugno 2009 attualità ecclesiale n. 23 BIBBIA E VITA I nomi e i sassi passato. Provate a chiedere a un bambino il nome dei suoi nonni o addirittura dei suoi bisnonni: ne troverete molti che non lo sanno. Questa è una perdita del passato”. Un problema di memoria? “Sì, non voglio dire che il passato sia tutto buono o bello. Ma va conservato. Io sono molto legato alla mia origine ebraica e ci sono due cose che considero fondamentali e cerco di inculcare in tutti. Prima di tutto ricordare i nomi di coloro che sono morti, perché la vera morte consiste nel dimenticare il nome. Non è un caso che nella liturgia ebraica, nel giorno dell’espiazione, a Kippur si recitano i nomi di tutti coloro che sono morti nell’anno. Non solo per suffragio ma perché ci siano anche loro lì con noi. E la seconda cosa che mi emoziona è che nei cimiteri ebraici certe volte sulle tombe si trova un sasso appoggiato lì. Questo significa che colui che è sepolto in quel luogo non è dimenticato. Mi preoccupo sempre di mettere un sasso sulla tomba delle persone care perché vuol dire che c’è qualcuno vivo che non si dimentica di chi è esistito. Ho messo un sasso anche sulla tomba del cimitero cristiano dove sono sepolti i miei genitori”. Cosa vuol dire perdere il passato? “Ignoranza, oppure desiderio di non ricordare cose tristi. Questa perdita del passato è uno degli aspetti più pericolosi e negativi del nostro presente”. Questo ci fa anche vivere male la tensione verso il futuro? “Non c’è dubbio. Non dobbiamo dimenticare che a un certo punto del futuro noi saremo passato. Nella tradizione biblica c’è un verbo che è fondamentale: zakhor, ricorda. Anche nel cristianesimo, oggi, dopo il Vaticano II si è introdotta una parola che la gente dice senza rendersi conto di quanto sia importante: memoriale, che non è solo memoria, ma far diventare presente quello che è passato, non solo che sia vivo quello che è ricordo, ma che torni ad essere presente”. Cambiamo argomento. Che cosa ha colto del viaggio del Papa in Terra Santa? “Giudico positivamente questo viaggio perché Benedetto XVI è riuscito a dire cose importanti senza dover ricorrere alla diplomazia, facendo discorsi che potevano essere ascoltati senza polemica”. Crede che potrà rilanciare il cammino di pace? “Lo spero, però da tutte e due le parti ci sono gli oltranzisti. Spero che le cose molto terrene, politica, diplomazia riescano dove le attese messianiche non funzionano ancora. Ci vuole pazienza”. Non possiamo non riservare un’ultima riflessione agli animali, che le sono così cari al punto dall’aver dedicato un libro alla loro “teologia”. “La nostra vicinanza agli animali è molto maggiore di quanto non crediamo. Dio ha voluto incarnare la vita in infinite forme di animali (dove anima vuol dire respiro alla maniera ebraica). Noi abbiamo una maggiore sensibilità per gli animali superiori, ma bisogna avere amore per qualsiasi forma di vita, anche per le piante, che nella tradizione ebraica pregano Dio perché doni la pioggia”. 5 La Parola e le parole Corpo e Sangue di Cristo Es 24,3-8; Ebr 9,11-15; Mc 14,12-16.22-26 “Prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: ‘Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e ne presteremo ascolto’. Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo”. In queste parole e nel gesto dell’aspersione del sangue di un animale sono racchiusi aspetti fondamentali dell’esperienza di fede d’Israele. Il primato sta nella parola del Signore che ha parlato e continua a parlare. Quanto ha detto il Signore è il momento di partenza e la fonte di ogni movimento di risposta e di accoglienza della sua presenza nella fede. C’è tuttavia da notare che nella sensibilità d’Israele si entra in rapporto con la Parola del Signore innanzitutto nell’eseguire concretamente i dettami della legge percepita come indicazione di vita che fa vivere un incontro con Dio nel quotidiano. Certamente questa sensibilità si può esporre alla deviazione di una osservanza staccata dal nucleo profondo della legge quale indicazione di un cammino per riconoscere la presenza di Dio nella vita e la costruzione di rapporti giusti con gli altri. Ciononostante è da cogliere l’attenzione alla concretezza, ed un approccio ben diverso da quello intellettualistico che non incide sull’esistenza. Il rappporto con Dio deve penetrare il quotidiano, va vissuto nella realtà della storia e nella fattualità dei gesti concreti. Per Israele ascoltare è possibile solamente nella misura in cui si entra in un coinvolgimento concreto di azione e di lasciarsi plasmare dalla Parola di Dio. Prima c’è un eseguire e poi un prestare ascolto. Saremmo portati a pensare che prima avviene l’ascolto e poi l’esecuzione: invece proprio nell’agire, secondo questo testo, si rende possibile un ascolto che costituisce il movimento più profondo della fede. Ma questo non è un punto di partenza piuttosto un momento secondo di tutto un percorso che inizia dall’azione/parola di Dio e che si concretizza in scelte e comportamenti. I rabbini in Israele commentavano così: “come sul melo i frutti precedono le foglie, Israele si è impegnato a fare prima d’udire”. Il filosofo Emmanuel Lévinas ne farà oggetto di una sua riflessione nella sue ‘Quattro letture talmudiche’, proprio sulla responsabilità come struttura fondamentale dell’essere umano. Il gesto del sangue di animali sparso è simbolo della vita di Dio, del suo amore donato e condiviso che lega insieme in un rapporto di vita tutti coloro che partecipano a questo rito: è il sacrificio di comunione, vertice della liturgia del Primo Testamento, espressione di un perdono e di una accoglienza di Dio nella partecipazione alla sua vita. “Se il sangue dei capri e dei vitelli … sparsi su quelli che sono contaminati, li santificano, purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo, il quale, mosso da uno Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio” La lettera agli Ebrei costituisce una approfondita riflessione sulla vicenda della morte di Gesù in rapporto alla antica liturgia del sacrificio. Da un lato sono ripresi i motivi profondi che stavano alla base della liturgia ebraica del sacrificio, dall’altro questo scritto si concentra sul fatto che l’unico sacerdote è ormai Cristo che non ha compiuto un sacrificio con animali ma ha compiuto nella sua obbedienza il dono di sè totale al Padre e ai suoi fratelli. E’ lui che è entrato nel santuario del cielo non per via di riti religiosi, ma offrendo se stesso, una volta per tutte. In questa prospettiva il sacrificio autentico, il più alto atto religioso, è la sua vita donata, e liturgia del credente diverrà unirsi a Gesù nel fare della propria vita un dono e un servizio, in rapporto al Padre e per la vita degli altri, non solo nell’area religiosa del tempio, ma nei luoghi profani della vita. E’ un annuncio di grande portata che relativizza ogni concezione di tipo sacrificale legata ai riti religiosi. Proprio perché Gesù ha vissuto la sua vita e ha affrontato l’ingiusta condanna e la morte come esperienza in cui si è mantenuto fedele all’amore al Padre – ciò che la lettera indica come la sua obbedienza -, per questa via egli è divenuto causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, che vivono un ascolto come trasformazione dell’esistenza. “In città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua. Mentre mangiavano, prese il pane recitò la benedizione lo spezzò lo diede loro… Poi prese un calice. Disse loro: questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti” Nelle ore drammatiche che lo avvicinano al processo e alla condanna Gesù trascorre con i suoi un momento di grande intimità ripetendo quell’esperienza così consueta del mangiare insieme, che costituiva il luogo privilegiato dell’incontro con le persone e del suo insegnamento in un contesto di condivisione e di fraternità: i vangeli riferiscono di una cena in atmosfera pasquale, vicino ai giorni della Pasqua, di cui anche Paolo parla nella più antica testimonianza della prima lettera ai Corinti. Nella cena di Gesù sono da leggere tutti i significati della celebrazione della Pasqua ebraica che affondava le sue radici nella memoria dell’esodo, nell’antica fase nomadica dell’esistenza di Israele e nei riti - come quello degli azzimi - che si andarono sviluppando nella fase dello stabilirsi nella terra di Canaan e dopo la costruzione del tempio a Gerusalemme. Gesù legge la sua vita, simboleggiata nel vino che distribuisce e indica come suo sangue, alla luce dell’alleanza. Tutto nel suo agire è stato nell’orizzonte dell’incontro tra Dio e il suo popolo. Tutto è orientato ad un mangiare e bere insieme nel regno di Dio in un rinvio ad una dimensione di attesa e di speranza. Nel suo racconto Marco evidenzia che Gesù compie questo gesto mentre attorno a lui tutto si sta muovendo nella direzione del tradimento e dell’abbandono: Gesù, ci dice Marco, rimane fedele al suo progetto di una vita donata nonostante ogni rifiuto, e prepara i suoi ad affrontare ogni motivo di delusione nel far proprio l’atteggiamento del maestro. Celebrare la festa del corpo e sangue del Signore è occasione per scoprire la chiamata nella vita personale e comunitaria a divenire esistenza sulla via del dono di sé, dell’obbedienza al Padre, di attuazione delle parole dell’alleanza. Alessandro Cortesi op Pistoia Sette N. 23 14 Giugno 2009 Domenica 7 giugno in Seminario Greenaccord Tutto pronto per il sesto Forum dell’informazione cattolica I n occasione del sesto Forum dell’informazione cattolica per la salvaguardia del Creato, che si svolgerà dal 26 al 28 giugno a Pistoia, l’associazione Greenaccord ha pubblicato on line “Greencanal”, un nuovo spazio informativo visitabile all’indirizzo www. greencanal.eu. Su Greencanal, si trovano notizie continuamente aggiornate e approfondimenti sul sesto Forum dell’informazione cattolica. Un appuntamento rivolto a tutti gli operatori dell’informazione e della comunicazione, dedicato quest’anno al tema “Il Tempo dell’uomo e il tempo del Creato”. Voci di autorevoli esperti, esponenti del mondo scientifico, accademico ed ecclesiale, rifletteranno su questo argomento per riscoprire il senso profondo del vivere, in modo responsabile e sostenibile, alla luce della fede. Greencanal è solo l’embrione del primo organo d’informazione ufficiale di Greenaccord, un progetto molto più ampio di prossima realizzazione. Il sito “greencanal.eu”, che sarà presentato al Forum di Pistoia, vuole essere uno strumento utile e snello a disposizione di tutti i giornalisti che parteciperanno al Forum, con informazioni utili su programma, comunicati ed informazioni logistiche. L’appuntamento è aperto a tutti gli operatori dell’informazione e della comunicazione che si riuniranno a Pistoia per un week end di formazione, appunto dal 26 al 28 giugno prossimi. Il programma prevede gli interventi, fra gli altri, del segretario generale di Coldiretti Franco Pasquali, del fotografo naturalista Maurizio Biancarelli, della vicedirettrice Censis Carla Collicelli, del filosofo Aldo Masullo, del prefetto emerito della Congregazione Cause dei Santi card. José Saraiva Martins. Interverranno anche Appuntamento a Pistoia dal 26 al 28 giugno. Tutte le informazioni su “greencanal.eu” il presidente dell’Azione Cattolica Franco Miano, un rappresentante degli scout Agesci, il presidente della Commissione Cei per i problemi sociali Arrigo Miglio, l’inventore della «Giornata mondiale della lentezza» Bruno Cortigiani e il presidente della stampa cattolica Andrea Melodia. Fra le varie esperienze che verranno presentate, anche quella di una parrocchia della diocesi di Mantova (Colle Aperto) che illustrerà un particolare sistema di finanziamento ad azionariato popolare per mandare avanti le attività parrocchiali grazie all’energia solare. Si parlerà anche di bioarchitettura e sarà presentato il nuovo documento dei vescovi italiani per la giornata (1 settembre) dedicata alla salvaguardia del Creato. Durante il forum di Pistoia saranno conferiti per la prima volta i premi «Sentinella del creato», in collaborazione con Ucsi e Fisc, a tre giornalisti italiani, che si sono particolarmente distinti nella trattazione di temi inerenti la salvaguardia dell’ambiente. Patrizio Ceccarelli Incontro di famiglie adottive in nome diConMadre Teresa la partecipazione di monsignor Mansueto Bianchi si è parlato di “famiglia e media” T utto centrato sul rapporto tra media e famiglia il momento pomeridiano di riflessione organizzato a Pistoia dalle Suore Missionarie della Carità e dai loro collaboratori toscani. Hanno partecipato le famiglie vicine alle suore di Madre Teresa di Calcutta che, in Toscana, hanno adottato bambini provenienti dal Sud del mondo. L’appuntamento (“una vera festa”, precisano da Pistoia i coniugi Michela e Alessandro Ginanni che con le famiglie Silvia e Armando Pepe, Lucia e Maurizio Passanti, rispettivamente di Sesto Fiorentino e Firenze, hanno organizzato l’incontro) è stato ospitato, domenica 7 giugno, nei locali del seminario vescovile di Pistoia. E’ intervenuto il vescovo Bianchi che, con il direttore dell’ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, ha parlato sul rapporto non sempre facile tra famiglia e internet, televisione, mezzi di informazione e comunicazione. La giornata con le suore di Madre Teresa di Calcutta (“Fa della tua famiglia una famiglia d’amore”, una frase di madre Teresa, è il motto dell’incontro) è iniziato al mattino con la Santa Messa seguita da un momento di pranzo comunitario. Nel pomeriggio la riflessione seguita da filastrocche, storie e canzoni (“un momento di svago per bambini e non”) a cura di Daniele Poli. 28 giugno 2009 in Cattedrale Una ordinazione sacerdotale e i diversi ricordi giubilari I l 28 giugno 2009 alle ore 18 in Cattedrale, ci sarà l’ordinazione sacerdotale di don Ciprias Farcas. Nella stessa occasione saranno celebrati gli anniversari di ordinazione sacerdotale e di professione religiosa. Di seguito l’elenco dei festeggiati. SACERDOTI 25° di ordinazione Don Roberto Breschi Don Paolo Firindelli 60° di ordinazione Don Garibaldo Bisconti Padre Filippo Canigiani Don Alfredo Chiarucci Mons. Renato Gargini Don Renato Gori Don Napoleone Toccafondi 70° di ordinazione Mons. Giuseppe Vignozzi RELIGIOSE Suore minime Sacro Cuore 50° di professione religiosa Sr. M. Irene Camedda Sr. M. Eligia Di Palma Sr. M. Amanda Celli Sr. M. Teresa Eletta Butini (missionaria nello Sri Lanka) Sr. M. Giovannetta Toro Sr. M. Elvirita Obino 60° di professione religiosa Sr. M. Giannina Sini Casa di Riposo di Bonistallo 25° di professione religiosa Sr. Maria Zoppi Suore Mantellate 50° di professione religiosa Sr. Albina Trinci 60° di professione religiosa Sr. Emilia Pagnan Suore Clarisse 50° di professione religiosa Sr. Maria Pia Da Rold Sr. M. Bernarda Biasin Suore Salesiane (Visitazione) 50° di professione religiosa Sr. Maria Pischedda Suore Domenicane (U. S. Tommaso D’Aquino) Crocifissine 60° di professione religiosa Sr. Giovannangela Silingardi 8 chiesa pistoiese n. 23 24a marcia nazionale dei Servi di Maria C Fin dagli inizi, la marcia si svolge nella notte di luna piena del mese di maggio. È evidente il significato simbolico. È noto a tutti che il mese di maggio è dedicato a Maria, la madre di Gesù. La luna piena invece, è simbolo archetipo della rinascita, della ciclicità, e del continuo rinnovamento che permea la realtà della vita. Nelle tradizioni le scuole spirituali, sia occidentali che orientali, in differenti epoche storiche hanno usato la notte di luna piena di ogni mese per condurre pratiche e ritualità di crescita spirituale. I maestri spirituali ritenevano che la luna piena fosse una fonte di energia molto potente. A differenza di quella solare che è di tipo attivo ed estroverso (maschile) l’energia lunare è femminile e perciò apre spazi di coscienza più sottili ed anche più profondi. La bussola è il simbolo scelto per la marcia 2009: ci indica l’oriente, il luogo da cui viene il sole del mattino. Il sole è il centro della vita, la luce verso cui ciascun uomo tende. Il sole è il simbolo del centro dell’uomo, della sua profonda essenza spirituale, è luminosità, vitalità, armonia, chiarezza. Il nostro cammino è un andare insieme nella notte, sulle strade, ma è anche attendere quel raggio di luce che a poco a poco ti annuncia che il sole viene. La strada è il luogo in cui Dio ci raggiunge con segni, voci, presenze che ci invitano alla conversione. Catia Vezzosi Bilancio e progetti Le promesse mantenute del “Chicco di Senape” L’ associazione Il Chicco di Senape ha mantenuto le promesse. Tutti i progetti programmati per gli anni 2007 e 2008 sono stati portati a termine. In particolare gli aiuti programmati per i bambini ed i ragazzi che vivono negli slum (o baraccopoli) di Nairobi. Lo testimonia Roberto Baroncelli, uno dei soci fondatori della associazione, che è anche il garante di fatto dell’arrivo a destinazione dei contributi. Roberto infatti (a proprie spese) visita le scuole sostenute fino ad oggi e pianifica, insieme agli operatori ed ai missionari comboniani di Kariobangi, direttamente in loco le azioni da intraprendere. L’associazione vuole ringraziare tutti i soci ed i sostenitori per lo sforzo profuso nell’anno passato e per i contributi ero- gati (in particolare la Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, la Banca di Pistoia, gli scout Agesci Quarrata 1, il Masci (o vecchi scout) e la Misericordia di Pistoia). L’associazione Il Chicco di Senape ha già pianificato anche l’attività per l’anno 2009: si tratta di sostenere una nuova scuola elementare, sorta in uno slum di San Martin nei pressi di Kariobangi (Nairobi). Ci si propone di far conseguire la licenza elementare a 300 bambini veramente dimenticati dal mondo, contribuendo al pagamento degli stipendi del corpo insegnante e alla distribuzione di cibo nelle mense. La scuola è cogestita con la parrocchia di Kariobangi che è anche impegnata a costruire locali più ampi e sicuri. In parallelo ci si propone di Parrocchia di san Niccolò Agliana formare 20 adolescenti in un percorso formativo professionale. I missionari comboniani hanno già selezionato gli operatori sociali che seguiranno il progetto non solo da un punto di vista tecnico ma anche di affiancamento ai fini della motivazione e dell’orientamento dei ragazzi. L’associazione sarà quindi impegnata per tutto il 2009 a reperire fondi per tali scopi. I cittadini pistoiesi potranno contribuire seguendo le varie attività proposte o contattando il numero 057333307 o versando il proprio contributo direttamente sul conto aperto presso la Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia Iban IT84W0626013800000003 296C00. INFO: Associazione onlus “Il chicco di senape” tel. 335 237614 Serata medievale Il ricavato delle manifestazioni è a favore delle opere parrocchiali ormai nel Dna del gruppo parrocchiale di S. Niccolò l’organizzare al meglio spettacoli ed eventi che abbiano diverse finalità, quello di coivolgere la gente, e quello di reperire risorse per far fronte alle molteplici attività della parrocchia. La serata del 2 giugno è stata ricca di avvenimenti, con la partecipazione del Gruppo Castellina, del Gruppo Sbandieratori e Musici di Pescia, e del cantiere Ikrea di Montespertoli-Firenze. Hanno aperto la serata, lungo le vie del paese, il Gruppo Castellina e il Gruppo Sbandieratori riversandosi poi nella piazza Aldo Moro dove un folto pubblico presente applaudiva incessantemente. terra”: anche quella serata gremita di pubblico volevamo che non finisse mai, per il grande calore e per la bellissima musica di don Giosj e dei suoi ragazzi. Insomma merito del gruppo parrocchiale di san Niccolò che in collaborazione anche con Lenza Aglianese ha centrato di nuovo l’obiettivo che non sempre è facile quando si tratta appunto di ritornare indietro nel tempo, nel medioevo. Un merito va dato anche al priore don Rodolfo Vettori che ha infuso nei suoi parrocchiani la voglia di fare, e non è poco, ma noi questo merito già abbiamo avuto modo di sperimentarlo con don Rodolfo. Roberto Fini È L’organizzazione parrocchiale ha poi organizzato la cena medioevale ricca di vivande dal sapore e dalla preparazione stile moedioevale. Ogni vivanda veniva accompagnata da uno spettacolo e su su per tutta la serata. Al termine era programmata la presenza del drago bianco con giullari e danze del fuoco; la cosiddetta «ciliegina sulla torta», e così è stato: grandi applausi e un finale ricco di emozioni. Come dicevamo all’inizio il gruppo parrocchiale di san Niccolò ha veramente nel proprio Dna il saper cogliere i momenti aggregativi. Nel 2008 centrò l’obiettivo con don Giosj Cento, un parroco attivo che ha fondato l’associazione “Ragazzi del cielo. Ragazzi della Vita La Fism Dalla memoria il futuro on Maria di Nazareth nelle strade del quotidiano in cerca di te! Questo è il titolo della 24a Marcia nazionale notturna della famiglia dei Servi di S. Maria che si è tenuta nella notte fra il 9 e 10 maggio con itinerario città di Ancona-Candia. Naturalmente la parrocchia della SS.Annunziata di Pistoia ha partecipato numerosa come tutti gli anni. Con Maria, nelle strade di ogni giorno, pellegrini di speranza. Con Maria, nelle strade di Nazareth, di Cana, di Gerusalemme, nel faticoso sentiero verso il Calvario e in ultimo, verso il luogo dell’attesa paziente e gioiosa dello Spirito, con i discepoli di Gesù. Tante volte abbiamo parlato della marcia, e dei temi prescelti. Questa volta vorrei spiegare la scelta della notte di luna piena. 14 Giugno 2009 Festa del bambino 2009 Concluso il progetto”A scuola di Gioco-Sport” L a Fism di Pistoia ha ritenuto importante favorire e valorizzare l’interesse partecipativo manifestato dai bambini delle scuole dell’infanzia nel seguire il percorso di educazione motoria attuato negli anni precedenti e condividere con le insegnanti e le famiglie le finalità educative di questo percorso. L’attività motoria, infatti, consente ai bambini processi di confronto, di socializzazione, di crescita psico-fisica e costituisce, inoltre, un valido strumento per prevenire forme di disagio scolastico. La Fism, pertanto, ha rinnovato anche per quest’anno scolastico il protocollo d’intesa con il Coni ed il Csi per attuare nelle scuole dell’infanzia paritarie e federate un progetto di educazione motoria, definito “A scuola di Gioco-Sport” per indicare la metodologia ludico-motoria che lo caratterizza. Il percorso si è concluso il 9 maggio scorso con la Festa del bambino che si è svolta al campo-scuola di Pistoia: i bambini sono stati accompagnati dalle loro insegnanti e dagli istruttori del Coni rispettivamente in una delle quattro aree in cui il camposcuola era stato suddiviso ed hanno iniziato le varie attività (staffette, lanci, salti, slalom…); per poi, a turno, passare alle aree successive e completare le attività anche con l’uso di materiali strutturati e secondo specifici criteri temporali ed adeguate differenziazioni secondo le fasce d’età. Conclusi i vari e diversi esercizi-gioco, ai bambini è stata offerta la merenda e proposto un divertente spettacolo di pagliacci. Anche dopo i saluti ed i ringraziamenti delle autorità, rivolti a tutti i partecipanti e a quanti hanno generosamente contribuito per la buona riuscita della festa, molti bambini con le loro famiglie si sono attardati a giocare, godendo degli ampi spazi del campo scuola. Centro studi minori e media Diritti incompiuti dei bambini anche nei media A 20 anni dalla convenzione Onu sui diritti dell’infanzia T ra le dieci sfide dell’appello mondiale per una nuova mobilitazione dell’infanzia presentato a Ginevra dal Bureau International Catholique de l’Enfance (Bice) in occasione del 20° anniversario della Convenzione Onu sui diritti del bambino ce ne è anche una rivolta ai media . Il Bice chiede infatti che, oltre a rispettare il diritto alla vita, alla salute e all’educazione dei bambini, a sostenere la famiglia, a lottare contro la povertà e tutte le forme di violenza e ad umanizzare la giustizia minorile, si mettano le nuove tecnologie a servizio del bambino. In particolare sollecita una riflessione sull’infanzia e sull’adolescenza da parte dei media per una rappresentazione rispettosa dei minori, un impegno a far risaltare il valore della diversità e favorire così il dialogo fra persone, generazioni e comunità ed una diffusione della cultura dei diritti dei minori anche nella comunicazione. “Questo appello –afferma Isabella Poli direttore scientifico del Centro studi minori e media– evidenzia carenze e diritti “incompiuti” anche nel nostro paese. L’immagine del bambino presentato dai media - si legge nel documento del Bice che accompagna l’appello –è quella di un bambino ultraconsumatore, target privilegiato della pubblicità oppure di un bambino vittima o protagonista di atti violenti. Un bambino ben lontano, dunque, dal bambino “soggetto di diritti“ della convenzione Onu di cui si celebra il 20° anniversario. Da questa analisi –continua Isabella Poli- emerge la necessità di un impegno maggiore dei media e delle istituzioni per azioni non solo di tutela dei minori, ma anche di formazione degli operatori della comunicazione e di una produzione che promuova la partecipazione dei bambini e ne aiuti la crescita. L’educazione all’uso responsabile dei media , la “media education”, inserita come materia di studio nel percorso scolastico dei bambini e dei ragazzi potrebbe essere un segno di attenzione alle problematiche del rapporto tra media e minori ed un contributo alla attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro paese”. INFO: tel. 348 2639642 - e-mail: [email protected]. Monastero della Visitazione Festa del sacro cuore di Gesù PREPARAZIONE ALLA FESTA DAL 15 AL 18 GIUGNO Lunedì 15, martedì 16, mercoledì 17 ore 18,30: vespri e Messa. Giovedì 18 ore 16,30: S. Rosario e Messa del “Cenacolo mariano” GIORNO DELLA FESTA - 19 GIUGNO Ore 7,30: Messa conventuale, seguono le lodi ed esposizione del SS. Sacramento Ore 12: recita di nona Ore 16: ora di adorazioone animata dal gruppo “Apostolato della preghiera” Ore 17: S. Messa presieduta dal vescovo, monsignor Mansueto Bianchi, il quale aprirà solennemente l’anno giubilare della fondazione dell’ordine della Visitazione. Ore 21: nella chiesa di San Paolo: Messa presieduta dal vescovo. Vita La 14 Giugno 2009 20 giugno 2009 - Parrocchia di San Paolo Ministero del diaconato a fratel Pierluigi I l 20 giugno, presso la parrocchia di San Paolo, verrà conferito il diaconato a fratel Pierluigi. Parliamo con lui della sua esperienza di fede. Come è nata questa vocazione ad impegnarti devotamente alla chiesa? Provengo dalla parrocchia di Canapale; pur essendo nato in una farniglia cristiana, e partecipando quindi alla Messa domenicale, fino a 18 anni non ho vissuto con grande intensità la realtà parrocchiale. Quello che mi ha responsabilizzato in parrocchia è stata la fondazione di un gruppo giovani che si ritrovava con cadenza settimanale e che rifletteva in modo esperienziale e biblico sulle varie tematiche giovanili. Un’altra esperienza di fede che mi ha toccato il cuore è stata quella del Rinnovarnento nello Spirito Santo (RnS). Ho capito che quanto il Signore mi donava gratuitamente, dovevo gratuitamente corrispondere. Si è prospettato in me un desiderio di donare la mia vita al Signore. Desiderio che mi ha portato anche ad entrare in seminario per un certo tempo, con la consapevolezza però di dover precisare il mio cammino di risposta. Ho lasciato gli studi di ingegneria elettronica e ho intrapreso gli studi di Teologia rendendomi subito conto che essi aiutavano a crescere solo se sostenuti dalla preghiera e dal chiesa pistoiese n. 23 servizio, servizio nella parrocchia con il catechisrno, nel Consiglio pastorale parrocchiale e in un gruppo del Rns. Ho conseguito quindi la laurea in teologia vivendo in questa prospettiva di servizio ecclesiale. Tu sei un insegnante di religione e ancora tra i responsabili diocesani del Rns. Come hai suddiviso il tuo tempo? Per diversi anni dopo la laurea in teologia ho insegnato religione alle scuole medie e superiori alternando questo lavoro con momenti di servizio ecclesiale tra cui appunto quello dei Rns. L’insegnamento della religione è una grande possibilità di evangelizzazione perché, pur non essendo catechesi, mi mette continuamente di fronte alle domande più profonde sulla vita che i ragazzi implicitamente o esplicitamente si pongono. Sia nell’insegnamento che nell’opera pastorale in parrocchia o nei gruppi ecclesiali c’è il tentativo di dare risposta, in modo più o meno esplicito, a quelle domande esistenziali che interpellano ogni uomo. Appartenendo alla Fraternità apostolica di Gerusalemme quali sono le regole che devi seguire? Dopo aver scelto di entrare nelle Fraternità apostoliche di Gerusalemme il mio cammino di fede si è approfondito. Ho mantenuto la stessa prospettiva di servizio nell’insegnamento e nella parrocchia, ma tutto ha assunto consistenza con gli impegni di vita religiosa. E’ come il buon soldato che non si disperde nelle cose profane per essere più pronto ad obbedire al proprio capitano. In effetti più che regola di vita abbiamo un “Libro di vita” che siamo chiamati a mettere in pratica e che traccia e scandisce il nostro quotidiano percorso spirituale di vita di monachesimo cittadino. La preghiera tre volte al giorno, la lectio divina, il lavoro e le attività pastorali segnano il tessuto spirituale e materiale della giornata. Questo tipo di monachesimo nella città mira a mostrare con la vita quelle che sono le sorgenti d’acqua viva nel cuore della città e del mondo per essere testimoni efficaci di Cristo risorto. Cosa significa diventare diacono per te; è un percorso per accedere al sacerdozio? Per me diventare diacono significa offrire la mia disponibilità ad essere sempre più radicalmente al servizio della Chiesa in Pistoia, ancora più sollecitato e stimolato ad amarla, rimanendo umile, cioè consapevole che solo con la grazia di Dio è possibile compiere questi passi, fino al dire sì alla prospettiva del ministero presbiterale. Vuoi dare un messaggio alla comunità in questo tempo di smarrimento? E’ sempre difficile oggi dare dei messaggi, cioè dire delle parole in una Anno Paolino società che sovvrabbonda di parole. La parola oggi più che mai deve essere sorretta dalla testimonianza. Che cosa può testimoniare la mia vita religiosa vissuta attraverso gli impegni di castità, povertà, obbedienza? Il mondo oggi ha bisogno di una bussola per vedere dove andare, cioè per costruire tessuti sociali uniti e pacifici. Quello che dice Gesù, “i Cieli e la terra passeranno, ma la mia Parola non passerà”, vale oggi ancora di più. Radicarsi nella Parola di Dio implica radicarsi in Gesù. Rimanere unedì 22 giugno alle 21,15 nell’ambito della via culturale delle iniziative legate all’Anno paolino, nella sala di San Gaetano (chiesa di San Paolo) ci sarà la presentazione del libro di Annalisa Colzi dal titolo “Come Satana corrompe la società”. Sarà presente l’autrice e dopo la presentazione seguirà un dibattito. Le abbiamo posto alcune domande. Perché ha deciso di scrivere questo libro? Ricorda cosa diceva lo scrittore Charles Baudelaire? “la più grande astuzia del demonio è di persuaderci che non esiste”. In questo modo può agire indisturbato, senza che nessuno si accorga delle sue malefatte . E devo dire, purtroppo che ci è riuscito molto bene. Oggi pochi fanno caso alla sua azione diabolica, tentatrice, invasiva. I giovani si drogano? Colpa della società. I giovani sono violenti? Colpa della società. I giovani si suicidano? Colpa della società. Ma questa società l’abbiamo plasmata noi, e l’abbiamo modellata a nostro uso e consumo, togliendo ogni riferimento religioso, o addiritura costruendoci una religione fai da te. Ed ecco allora il perché di questo libro: cercare di far conoscere l’azione di satana attraverso un mondo, soprattutto quello mediatico, in cui il relativismo la fa da padrone. Sesso, droga, bellezza, potere sono questi i punti di riferimento della maggior parte dei nostri giovani. D’altra parte non potevamo aspettarci di meglio, visto che la maggior parte di essi sono cresciuti a pane e televisione, a pane e internet, a pane e cattiva stampa. Lunedì 22 giugno alle 21,15 nell’ambito della via culturale nella sala di San Gaetano presentazione del libro di Annalisa Colzi. Sarà presente l’autrice Con questo tipo di educatori non potevamo che aspettarci una futura società malata. Ho ritenuto quindi opportuno ristabilire una verità imprescidibile: Satana esiste e vuole le nostre anime, egli desidera distruggere i nostri figli per portarci alla disperazione. Penso che sia arrivato il momento di difenderci da questo assalto malefico, e la prima cosa che dobbiamo fare è conoscere la sua strategia. Hai mai visto iniziare una guerra senza conoscere le mosse del nemico? Bene, Satana è il nostro più grande e astuto nemico e l’attacco più feroce e subdolo lo sferra attraverso i mezzi che sono alla portata di tutti. A quale categoria di persone si rivolge questo libro? Come scrive don Gabriele Amorth nella prefazione, è un libro per adulti, perché ci sono dei passaggi molto crudi . Ma non si può dimenticare che il libro è tratto da esperienze vere che i giovani e giovanissimi fanno ogni giorno. Sicuramente è per i genitori, gli insegnanti , i sacerdoti , gli educatori. È il momento, come dicevo prima, di non appoggiarsi più al caso, ma di istruirsi per poi istruire. Vuole approfondire un concetto a proposito del contenuto del suo libro? Sì, il concetto del male e del bene. Il mondo, come diceva Sant’ Agostino, è diviso in due città: la città di Dio e la città di Satana e queste due città sono mescolate fino alla fine dei secoli. Sta alla nostra libertà di decidere a quale città appartenere. Se si decide di stare con Dio, bisogna però dare un taglio netto e deciso a tutto ciò che ci allontana da lui; San Paolo, il più grande apostolo ce lo ricorda: “non conformatevi alla mentalità di questo secolo”. Invece molti, anche fra i cattolici, si sono adeguati ad un certo andazzo: rapporti prematrimoniali, divorzi, abbigliamento quasi inestente: ma in questo modo si rischia, come è scritto nel libro dell’Apocalisse, di essere vomitati da Dio perché “tiepidi”. Eppure è così semplice sconfiggere il maligno, basta seguire i comandamenti di Dio e affidarci alla Vergine Maria. È questo un consiglio che vorrei dare in primo luogo ai genitori: rimettere la preghiera al centro della famiglia. Qualsiasi tipo di preghiera, ma certo un posto speciale lo riserverei al Santo Rosario. Non c’è problema che non si possa risolvere con questa preghiera meravigliosa, e non dobbiamo dimenticarci che la Madonna è un’acerrima nemica di Satana. Ritorniamo allora a vivere in pienezza il cristianesimo attraverso il Cuore Immacolato di Maria, solo così riusciremo a trasmettere quei valori di cui oggi, come mai la società ha bisogno, solo così potremo colmare quel vuoto presente in tanti giovani D.R. in Lui attraverso la preghiera, la lectio divina e la liturgia possono essere anche oggi quella bussola che vissuta e partecipata consapevolmente permette di accogliere percorsi di pace per il nostro tempo. I nostri impegni di vita religiosa che esprimono il nostro affidamento a Dio attraverso l’obbedienza al priore manifestano il nostro affidarci fiduciosi nelle mani materne della madre chiesa che è anche quella roccia su cui le porte degli Inferi non prevarranno. Daniela Raspollini Amci Prossimi appuntamenti P er concludere degnamente l’attività di quest’anno, dopo le serate dedicate all’evoluzionismo, ai trapianti ed agli stati vegetativi, alla morale ed all’esame della Gaudium et spes, abbiamo preparato una serie di tre conferenze. La prima sarà tenuta da monsignor vescovo il 18 giugno, giovedì, alle 21, in seminario, sul tema “Attualità del messaggio di San Paolo” al termine dell’Anno giubilare in onore dell’apostolo delle genti. Domenica 21 giugno alle 17.30, sempre in seminario, il giornalista Luigi Sandri, esperto vaticanista del giornale “L’Adige”, ci intratterrà, insieme agli amici dell’associazione “Insieme per la Terra Santa”, sul tema “Gerusalemme tra venti di guerra e sogni di pace”. Martedì 23 giugno, alle 21, sempre in seminario, don Roberto Breschi concluderà il ciclo delle sue conferenze sulla morale e sulla Gaudium et spes, parlandoci di: “Speranze e angosce dell’uomo di oggi”. È poi anche il momento di rinnovare l’adesione all’associazione, per cui questa “settimana dell’Amci”, con i suoi tre interessanti appuntamenti ai quali è superfluo dire tutti sono caldamente invitati a partecipare, costituisce un’occasione davvero propizia per concludere rapidamente il tesseramento. Marco Tamburini Parrocchia di Casalguidi Inaugurata la sala «Frassati» Come Satana corrompe la società G L 9 Servirà per gli incontri della comunità e per le attività dei giovani rande festa, domenica scorsa, a Calsaguidi, dove è stata inaugurata la nuova sala «Pier Giorgio Frassati», attigua alla chiesa di San Pietro, dedicata agli incontri della comunità e alle attività dei giovani. La sala si trova all’interno dell’edificio che sino a qualche anno fa ospitava la sede della Misericordia e che adesso verrà utilizzata per questa nuova funzione grazie anche a un importante lavoro di ristrutturazione. Il taglio del nastro è avvenuto al termine della messa delle 17.30, celebrata da don Simone Amidei, responsabile della pastorale giovanile per la Diocesi di Pistoia. Il parroco, don Renzo Aiardi, ha espresso l’auspicio «che questo nuovo ambiente di aggregazione possa fornire soprattutto ai giovani un punto di riferimento sul piano umano e sul piano cristiano» ed ha benedetto i nuovi locali, presentandoli poi alla comunità insieme ai ragazzi del gruppo post-cresima e del gruppo giovani della parrocchia. Alla cerimonia religiosa è seguito un buffet, accompagnato da musica dal vivo. Un aiuto del Moica Donne al volante I l Movimento italiano casalinghe di Pistoia è corso in aiuto alle donne che incappano in un incidente stradale e devono misurarsi con assicurazioni e carrozziere. Intorno al tavolo ha messo l’Ad del consorzio intercar Anna Maria Gandolfi, l’avvocato Stefania Boccaccini e le signore hanno potuto avere informazioni. C’è un accordo fra Intercar e il Moica per prestare particolare attenzione al mondo femminile che fa ben il 56 per cento degli automobilisti. Quello di giovedì 4 giugno nella sala sinodale del palazzo dei Vescovi g.c. ha visto la partecipazione di ben oltre un centinaio di persone. Le nuove norme consentono di richiedere i danni alle proprie assicurazioni e non a quelle della controparte e il modo è stato ben spiegato da Gangolfi e Boccaccini. Presenti l’autocarrozzeria di Capecchi Mauro e l’infortunistica 2A e Elica Rent. L’occasione, che ha visto la presenza di tutte le autorità cittadine (vescovo, prefetto, sindaco, presidente della Provincia, rappresentante della “Folgore”, presidente dell’Aci e altri), è servita anche a presentare i candidati alla presidenza della Provincia. Alla diretta richiesta della presidente del Moica, “Come e quanto credete possa incidere sul vostro programma la presenza del volontariato nella nostra città e quanto la valorizzazione del Museo del ricamo, unico in Italia, destinato alla conservazione, alla manutenzione ed esposizione di materiali tessili ricamati di cui Pistoia può ritenersi centro eccellente di produzione già nella storia antica e in quella più recente?”, il Moica è certo di avere fatto la sua parte ma serve sempre il convinto sostegno delle istituzioni. Annamaria Michelon Palchetti 10 comunità e territorio n. 23 ELEZIONI PROVINCIA DI PISTOIA Federica Fratoni è la nuova presidente della Provincia F ederica Fratoni, 36 anni, laureata in economia e commercio all’Università di Firenze, con una tesi sul Cespevi (Centro sperimentale per il vivaismo), è la nuova presidente della Provincia di Pistoia. Fratoni è stata eletta al primo turno, sostenuta da Pd, Idv, Prc, Comunisti Italiani e Socialisti. È la prima donna presidente della Provincia di Pistoia. La sua è stata una campagna elettorale lunga ed estenuante cominciata subito dopo le primarie di febbraio. Noi l’abbiamo incontrata lunedì, appena resi noti i risultati delle urne. «Le vittorie sudate sono sempre le più belle –ci ha detto– È stata una lunga galoppata, che ci ha condotto a questo 8 giugno, partita ormai alla metà di dicembre, quando ho deciso di candidarmi alle elezioni primarie. Devo dire che è stata un’esperienza straordinaria in entrambe le fasi, perché questo mi ha consentito di conoscere in maniera molto approfondita il nostro territorio, di crescere sotto il profilo «L «Intendo affrontare subito i problemi del territorio, perché la crisi morde in maniera molto pesante e c’è la necessità di una guida politica che io spero di interpretare al meglio» personale, politico e culturale e mi ha consentito, credo, di farmi conoscere per quella che sono, cercando di portare avanti una proposta politica molto tarata sulle cose concrete e i problemi da affrontare. Problemi che intendo affrontare da subito, perché questo territorio ha bisogno: la crisi morde in maniera molto pe- sante e c’è la necessità di una guida politica che io spero di interpretare al meglio». Lei ha ottenuto un buon risultato anche nelle roccaforti del Centrodestra, come Montecatini e Abetone. Se l’aspettava? «Io credo che in quelle realtà abbia pesato anche il governo di centrodestra, che il voto di Montecatini sia un giudizio politico sull’esperienza di Ettore Severi. Ho cercato di dirlo più volte in campagna elettorale, sono stata, purtroppo per lui, una Cassandra di quello che poi si è rivelato nel voto. Comunque, onore al merito, è stata una bella campagna elettorale, i miei competitori l’hanno animata giocando molto sui contenuti e poco sulle polemiche sterili quindi il mio ringraziamento va a loro e va agli elettori tutti, che mi hanno consentito di raggiungere questo obiettivo importante». Una campagna elettorale, che è cominciata con un centrosinistra diviso, che però è riuscito a ricompattarsi al momento giusto. Come commenta questa unità ritrovata? «Io credo che gli elettori siano sempre stati più avanti della classe dirigente del partito, che certamente ha trovato un momento di contrapposizione forte, perché sono state primarie vere, però devo dire che io fino dal 2 febbraio, un La crisi come opportunità per il vivaismo a Pistoia a crisi c’è eccome. Ma se esuliamo da una lettura superficiale, essa potrebbe rivelarsi anche un’interessante opportunità di crescita per l’intero comparto vivaistico pistoiese». Ad auspicarlo è Francesco Mati, noto vivaista e responsabile di comunicazione e marketing dell’azienda di famiglia, nonché vice-direttore della ConfAgricoltura locale. Il suo, dunque, è un punto di vista privilegiato. I fatti dicono che il settore vivaistico a Pistoia – fortemente improntato alle esportazioni – sta risentendo pesantemente dei contraccolpi della crisi globale, che ha ridotto mediamente i fatturati di circa il 25% (dati non ufficiali). Tra le prime a soffrire sono soprattutto le ditte individuali o a conduzione familiare che lavorano “conto terzi”, che sono cioè incaricate dalle aziende più grandi di realizzare quote di prodotto che verranno poi raccolte e distribuite sul mercato. La loro ridotta dimensione le espone spesso ad un rapporto esclusivo con un solo cliente, con il rischio di andare in gravi difficoltà finanziarie se il cliente non ritira quanto ordinato. Cosa che è puntualmente accaduta in questi mesi, costringendo alcune aziende a chiudere i battenti. Nel complesso, il settore sta dunque scontando gli effetti di una generalizzata contrazione della domanda (sia italiana che straniera) unitamente alle conseguenze di politiche produttive che in questi anni hanno puntato più sulla quantità che sulla ricerca e la qualità. Un’altra carenza strutturale risiede nel rapporto con settore pubblico, cui i vivaisti pistoiesi destinano una quota modestissima della loro produzione. I bassissimi standard richiesti nella realizzazione del verde pubblico in Italia – figli di una pressochè assente cultura arboricola ed urbanistica – spesso portano le nostre aziende a preferire la vendita ad enti pubblici esteri, che esigono invece livelli qualitativi molto più alti e valorizzano a dovere i prodotti a maggiore valore aggiunto, inserendoli in un contesto cittadino ben più studiato ed armonico. Il problema è acuito anche dal sistema con cui vengono gestiti gli appalti per il rifacimento urbano di strade ed aree verdi: sovente a vincere la gara sono le stesse società edili che si occupano dell’asfalto o dell’illuminazione, e che poi conferiscono l’incarico ai vivai in sub (a volte anche sub-sub) appalto, con ovvia dilatazione di tempi e costi. Dal ripensamento di quest’ultimo rapporto può nascere però per i vivaisti pistoiesi l’opportunità di ripartire dopo diversi anni di stagnazione. In particolare, l’inserimento di “progetti verdi urbani” tra gli investimenti infrastrutturali pensati per rilanciare l’economia a livello nazionale, nonché l’adeguamento (verso l’alto) degli standard qualitativi richiesti per il verde pubblico, potrebbero costituire il volano per la ripresa di centinaia di aziende della città. Il periodo di crisi, cioè, potrebbe catalizzare l’attenzione del mondo politico verso il miglioramento del patrimonio verde pubblico nazionale, inteso come strumento per elevare le condizioni di vita della città. Mati propone un nuovo “disciplinare” che, appositamente per l’Italia, fissi le regole qualitative e procedurali per l’erogazione di beni e servizi da parte delle aziende florovivaistiche, in cambio della valorizzazione della loro attività di ricerca e specializzazione, e che punti ad un decisivo risanamento delle nostre aree verdi. L’azione di cui si sta facendo promotore – attraverso ConfAgricoltura, le altre associazioni di categoria e il distretto vivaistico pistoiese – ambisce a coinvolgere il maggior numero di controparti istituzionali e a far diventare Pistoia un “modello-pilota” per l’intero vivaismo italiano, con sperimentazioni e progetti da replicare poi su scala nazionale. Mati si dice fiducioso, aggiungendo che – quale che sia il risultato delle tornate elettorali prossime venture – le forze politiche nostrane hanno capito la posta in gioco ed hanno mostrato un vivo interesse: «Il fondo è stato toccato, ora si comincia a risalire. Il settore vivaistico pistoiese non potrà che adattarsi alle nuove dinamiche di mercato, e fissare nuovi parametri per una maggiore e migliore produzione, soprattutto in ambito pubblico, non potrà che giovare immensamente all’intero comparto. E’ necessario però che cittadini e istituzioni compiano un salto culturale, prima ancora che imprenditoriale: capire che le aree verdi sono funzionali a migliorare la vita nelle e delle nostre città, come già avviene in quasi tutta Europa». Dovesse passare il messaggio, la crisi si tramuterebbe in una concreta occasione di crescita. Massimo Tagariello 14 Giugno 2009 minuto dopo aver archiviato quell’esperienza, ho trovato in tutti gli elettori che ho incontrato la volontà di superare quella fase, di guardare in maniera congiunta contro il comune avversario. Devo dire che in questa campagna elettorale ho comunque avuto il sostegno di tutto il partito, non posso assolutamente Vita La lamentare nessuna carenza o assenza, perché il partito ha capito che questa sfida era molto importante. Effettivamente i numeri dimostrano che ormai non c’è più un voto fidelizzato, ma va conquistato sul campo e il Partito Democratico ha fatto la sua parte ampiamente». Patrizio Ceccarelli Lavori pubblici a Pistoia Al via la sostituzione delle vecchie tubature del gas S Prevista un’estate di disagi nelle vie del centro storico i preannuncia un’estate di disagi, per chi vive o lavora nel centro storico di Pistoia. Lunedì 8 giugno sono cominciati, infatti, i lavori di Toscana Energia per la sostituzione di oltre 1.900 metri della vecchia rete del gas. Ce ne sarà per tutta l’estate. L’intervento fa parte di un importante piano operativo pluriennale varato da Toscana Energia per il risanamento della rete di distribuzione, attraverso la sostituzione delle condotte gas in ghisa grigia con tubazioni in polietilene, da realizzare entro il 2014 nelle città di Pistoia, Montecatini e Firenze. Nel corso del 2009 le risorse destinate a questa tipologia di interventi sul territorio servito ammonteranno ad oltre 6 milioni di euro. I lavori consisteranno nello smontaggio delle pavimentazioni esistenti, nella eliminazione delle barriere architettoniche per consentire la piena fruibilità dei percorsi alle persone portatrici di handicap, nel rifacimento delle pavimentazioni con lastre in cemento scalpellinato, che risulta un sistema di copertura che bene si inserisce nel contesto e che risulta il più adatto a resistere all’usura. Il programma degli interventi riguarderà in particolare cinque strade cittadine del centro: Corso Silvano Fedi (da piazza Garibaldi all’intersezione con via Vannucci e via Cino), via della Madonna, via Curtatone e Montanara, via Pietro Bozzi e via Abbi Pazienza. Questo il calendario con l’inizio previsto dei lavori. Via della Madonna, inizio cantiere lunedì 8 giugno, stima prevista per la posa della nuova conduttura 13 giorni; corso Gramsci, inizio cantiere 13 luglio; via San Bartolomeo, inizio cantiere 24 agosto; via Pacini , inizio cantiere 7 settembre; via della Torre, inizio cantiere 5 ottobre; via Buozzi, inizio cantiere 8 giugno; via Sacconi , inizio cantiere 24 giugno; via Puccini, inizio cantiere 13 luglio; via Curtatone e Montanara, inizio cantiere 24 agosto; via Bozzi, inizio cantiere 28 settembre. «L’obiettivo –spiega l’ing. Marcello Rubino, dirigente di Toscana Energia- è di mantenere un alto standard di sicurezza della rete e di migliorarne la gestione che viene quotidianamente effettuata attraverso una costante ricerca preventiva delle dispersioni, un frequente controllo dell’odorizzazione e un efficiente sistema di pronto intervento». Pa.Ce. PRESIDENZA E DIREZIONE GENERALE Largo Treviso, 3 - Pistoia - Tel. 0573.3633 - [email protected] - [email protected] SEDE PISTOIA Corso S. Fedi, 25 - Tel 0573 974011 - [email protected] FILIALI CHIAZZANO Via Pratese, 471 (PT) - Tel 0573 93591 - [email protected] PISTOIA Via F. D. Guerrazzi, 9 - Tel 0573 3633 - [email protected] MONTALE Piazza Giovanni XXIII, 1 - (PT) - Tel 0573 557313 - [email protected] MONTEMURLO Via Montales, 511 (PO) - Tel 0574 680830 - [email protected] SPAZZAVENTO Via Provinciale Lucchese, 404 (PT) - Tel 0573 570053 - [email protected] LA COLONNA Via Amendola, 21 - Pieve a Nievole (PT) - Tel 0572 954610 - [email protected] PRATO Via Mozza sul Gorone 1/3 - Tel 0574 461798 - [email protected] S. AGOSTINO Via G. Galvani 9/C-D- (PT) - Tel. 0573 935295 - [email protected] CAMPI BISENZIO Via Petrarca, 48 - Tel. 055 890196 - [email protected] BOTTEGONE Via Magellano, 9 (PT) - Tel. 0573 947126 - [email protected] Vita A La l via le iscrizioni ai corsi di musica della scuola civica “Teodulo Mabellini” per l’anno scolastico 2009/2010, corsi che come ogni anno inizieranno in autunno, nel mese di ottobre. Lo ha deciso la giunta, che ha anche dato il via libera all’iter che porterà ad un rapporto di collaborazione con l’Associazione Teatrale Pistoiese, «volto a valorizzare ulteriormente la scuola». Confermata, da parte dell’amministrazione comunale, l’attenzione per una realtà, quella della scuola civica di musica, definita di eccellenza, che ogni anno permette ad oltre 400 studenti di avvicinarsi, ovvero di perfezionarsi nella pratica musicale. Una realtà per la quale ogni anno il Comune investe notevoli risorse, producendo uno sforzo economico ragguardevole, soprattutto in tempi, come gli attuali, caratterizzati da forti tagli alle entrate degli enti locali. La scuola “Mabellini”, che lo scorso anno ha festeggiato i suoi 150 anni di vita, offre agli utenti la possibilità di accedere ad insegnamenti individuali e 14 Giugno 2009 11 n. 23 SCUOLA DI MUSICA MABELLINI Al via le iscrizioni L’inizio dei corsi come sempre sarà ad ottobre, ma quest’anno ci sono novità riguardo alla gestione personalizzati di armonia e contrappunto, nonché di tutta una serie di strumenti musicali. Per i bambini da 5 a 10 anni sono attivati corsi di propedeutica musicale e danza, e ancora laboratori di jazz per giovani ed adulti, coro, musica da camera, musica d’insieme jazz, orchestra. Molti i momenti di dialogo attivati dalla scuola con la città, come nel caso delle lezioni di musica dell’orchestra per le scuole, o come in occasione dei concerti di fine anno, che anche durante queste settimane hanno visto impegnati studenti e insegnanti in concerti e spettacoli al seminario vescovile (nella foto uno degli ultimi eventi), all’assessorato alla cultura, nella chiesa di Sant’Ignazio e al piccolo teatro Bolognini. Il passaggio della gestione ed organizzazione dei corsi dal Comune all’Atp, i cui dettagli sono in via di definizione proprio in questi giorni nell’ambito di un accordo di cooperazione pluriennale che sarà portato all’attenzione del consiglio comunale già nelle prossime settimane, servirà ad ottimizzare l’organizzazione dei corsi stessi e a valorizzare ulteriormente l’attività della scuola. A restare invariata, secondo la volontà dell’amministrazione comunale, sarà la finalità educativa e culturale della civica scuola di musica pistoiese. Patrizio Ceccarelli “Giugnoaglianese” Iniziano i festeggiamenti 2009 M olto ricco il programma della manifestazione organizzata dal Comune di Agliana in collaborazione con l’associazione “L’Agorà”. Ecco alcuni degli appuntamenti principali. Domenica 14 giugno, in p.za Gramsci, si svolge la premiazione del concorso di poesia Giovanni da S. Piero, presentata da Serena Magnanensi. Al parco, Trovarobato Night con iniziative e musica per bambini. La sera seguente Radio Morgana in concerto, in p.za Gramsci ed esibizione del gruppo pattinaggio Nuovo Verdi al parco Pertini. Martedì 16 appuntamento con lo spettacolo di moda organizzato dalla Lenza aglianese, al parco spazio per il cinema curato dalla Klab e dal Cral Breda il film Broadway Danny Rose. Il 17 la Misericordia di L a collaborazione che l’Istituto omnicomprensivo montano ha attivato con associazioni e istituzioni del comprensorio si è tradotta in interessanti e valide iniziative, tre delle quali sono sfociate in interessanti manifestazioni conclusive. Il Lions Club Abetone-montagna pistoiese presieduto da Giuliano Tonarelli ha conferito vari premi agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori che avevano partecipato a una iniziativa volta a prevenire le ‘stragi del sabato sera’ attraverso lezioni, incontri e lavori sulla educazione stradale. Altra kermesse è stata rappresentata dalla cerimonia conclusiva di “Da cosa nasce cosa”, attività triennale che studenti e insegnanti hanno condotto insieme all’area territoriale Agliana in collaborazione con la Bottega delle Maschere presenta lo spettacolo comico Sibilla e lo “spirito” del teatro, al Pertini proiezione del film Johnny Stecchino, in via Magni e p.za della Resistenza mangio e ballo con MarcoFolk e torneo di volley in collaborazione con l’Asd Aglianese. Giovedì 18, spazio agli Sciagattori in piazza Gramsci, concerto di Nada e Massimo Zamboni al parco Pertini e nuovo appuntamento con il Ccn “Per negozi e botteghe”: è la volta di Hola, serata spagnola. Il 19 l’associazione Basula presenta la serata Riccardo Marasco, metti un giullare in piazza. Sabato 20 torna in p.za Gramsci la Festa dei popoli presentata dall’associazione PortAperta con cena etnica e concerto dei Giguywassa, al parco spazio per Dialoghi – arte e paesaggio a confronto, un progetto di Vdg25. org, presso i locali de “Il Monte”, appuntamento con la Sagra del Papero. Il 23 spazio per il saggio di danza della Danzarte e per la proiezione de La rosa purpurea del Cairo. Venerdì 26 Sotto a chi… danza! con la Danzarte, al parco spazio per il Sonar Script 2009 e prima serata della IX Mostra mercato delle attività produttive aglianesi e VI della Piana che durerà fino a lunedì 29. In località Pontato il Rebus Group è protagonista con il VI Motoraduno motoenigma che proseguirà anche nel corso delle due giornate successive, al Polispazio Hellana, invece, spettacolo Come si fa a mettere in scena l’amore. Allo stadio, match tra vecchie glorie pistoiesi ed aglianesi. Sabato 27 giugno concerto dei Tigrotti in piazza Montagna pistoiese Due realtà scolastiche Casa del futuro ed educazione stradale con Cna e Lions, manutenzione urbana e prevenzione del teppismo con la Baccarini di Alessandro Tonarelli pensionati della confederazione nazionale dell’artigianato. Oltre a concorrere alla redazione di un libro, le scolaresche hanno progettato una ‘casa del futuro’ della quale, con la consulenza dell’architetto Pellegrini, è stato realizzato un plastico. Presidenti provinciale e comprensoriale della confederazione artigiana –Menichini e Gaggioli-, coordi- natore del progetto –Paoleschi- e dirigente scolastica M. Lucia Qurques hanno condotto la doppia, manifestazione conclusiva dell’iniziativa. E’ stata quindi la volta, nel salone Baccarini della cittadina montana, di presentazione e premiazione dei cartelli che, realizzati dai ragazzi della scuola media, sono stati prodotti nell’ambito di “Adottiamo una Gramsci, altra serata del Sonar Script, presso la Vacchereccia di S. Michele cena su prenotazione; a seguire esibizione della New Line Dance One, appuntamento con il Ccn in centro. Il 28 cena sotto le stelle presso il Nuovo Verdi di p.za Gramsci, a seguire Les Griotes, al Pertini appuntamento con il laboratorio comunale e Teatr’Anti. Torna ancora il Centro commerciale naturale e la Misericordia promuove la visita alla nuova sede. Chiusura lunedì 29 giugno con la 41a edizione della Sagra del Pesce, curata dalla Lenza aglianese in concomitanza con il concerto dell’Isola di Uait, il Ccn organizza Calici sotto le stelle. Al Pertini premiazione dei campioni dello sport locale con musica e intrattenimento. M. B. strada”, iniziativa promossa dalla Società operaia di mutuo soccorso presieduta da Stefano Gaggini e volta a promuovere, un’opera di sensibilizzazione sulla cura dell’arredo urbano e di prevenzione sugli atti di teppismo di cui fanno le spese strutture pubbliche e private. A questo proposito la compagnia montana dell’arma ha attivato un servizio di telecamere che, insediate in ambienti a rischio, li controllano sempre. Tornando alla scuola si è avuta anche un’interessante ‘simulazione’ dell’esame di maturità messa in atto a conclusione del ‘Progetto Borsa’, che l’Istituto omnicomprensivo aveva attuato durante l’anno con la collaborazione della Banca di credito cooperativo della montagna pistoiese. Centro Studi “Donati” di Pistoia XXVII edizione del Premio La Pira Più di settecento elaborati giunti per l’Edizione del Premio Internazionale di Narrativa e Poesia “Giorgio La Pira” 2009 I l 31 maggio è scaduto il termine per la consegna degli elaborati per la partecipazione al XXVII Premio internazionale di narrativa e poesia “Giorgio La Pira” 2009 organizzato dal centro studi “Donati” di Pistoia. La commissione giudicatrice è già al lavoro: sono più di settecento gli elaborati pervenuti, e non sarà facile scegliere i vincitori viste le capacità degli autori che ogni anno si cimentano nel concorso. L’adesione di partecipanti, conferma nuovamente il successo e il prestigio di questo premio letterario che ancora una volta si presenta come una delle manifestazioni culturali meglio inserite nella storia e nella sensibilità di Pistoia. In particolare, è motivo di grande soddisfazione per il centro studi “Donati” il fatto che sempre più poeti e narratori guardino al premio come ad un’occasione per esprimere un messaggio di pace e di speranza. Per gli organizzatori è un vero e proprio invito a investire in un concorso nei confronti del quale la cittadinanza mostra affetto e partecipazione. La premiazione dei vincitori, si terrà domenica 29 novembre in occasione della XXVII Giornata internazionale della pace, della cultura e della solidarietà. Verranno assegnati i seguenti premi sia per la sezione di narrativa che di poesia: 1° Premio di € 700 e targa del Presidente della Repubblica, 2° Premio di € 500, 3° premio di € 250. Sono previste anche sei segnalazioni speciali con premi di rappresentanza. La cittadinanza è naturalmente invitata a partecipare a questo intenso momento di condivisione di valori umani e artistici. La giornata della pace, del resto, si tiene anche per mostrare come l’arte e la bellezza siano tra gli strumenti migliori per comunicare e sostenere i valori della solidarietà e della giustizia. TERRAZZA SULLA CITTÀ Un eroe di nome Giorgio Venturi P artigiano e sindacalista per molti anni, classe 1919: è Giorgio Venturi, che ha raggiunto l’ulteriore traguardo dei novant’anni d’età. Nato a Pracchia, ha un passato da combattente sempre e comunque. Ha lavorato alla Smi di Campotizzoro, dove ha conosciuto sua moglie Irma, licenziato assieme ad altri suo colleghi per le idee politiche. Ha combattuto da partigiano nella Foresta del Teso, come componente della Brigata Bozzi. Non ci tiene ad essere considerato un eroe, bensì gli preme essere trattato come una persona che «la coscienza non l’ha mai venduta». «Si tratta solo di fare delle scelte, anche se si ha paura delle conseguenze» ha affermato Venturi «Si deve saper affrontare le situazioni e andare comunque avanti, fino in fondo con determinazione e volontà. Quando i tedeschi passavano casa per casa per portare in Germania i giovani, tutti noi, messi così alle strette, scegliemmo di essere partigiani, ma si lottava tutti i giorni con la fame. In particolare, mi ricordo di una volta che un contadino ci regalò una delle sue due mucche, perché la gente ci aiutava sempre come poteva. L’attaccammo per le zampe a due pini. I partigiani arrivavano e si tagliavano un pezzo di carne e se lo cuocevano lì sul posto. Il secondo giorno la mucca era piena di mosche. Con il machete tagliavamo via più mosche che carne, ma la fame era più forte». Data la dimostrazione dimostrata nella sua esperienza di partigiano, a Venturi venne proposto di entrare nel sindacato della Cgil. Lavorò quindi alla Camera del Lavoro di Monsummano, occupandosi degli operai dipendenti dei calzaturifici. «Dormivo in una brandina e non tornavo a casa praticamente mai. Gli operai erano erano “acerbi” e dovevamo andare nelle fabbriche e convincere molti di loro, perché avevano paura dei padroni». A casa la moglie Irma Vivarelli si prendeva cura delle due figlie, Maruska e Manola, oltre che della suocera malata di cuore. Per integrare lo stipendio del marito, inoltre, Irma raccoglieva castagne nei boschi. «È per lei –ha affermato Giorgio- che ho scritto quelle righe pubblicate sul giornale. Questa donna, non solo ha sempre portato il massimo rispetto a me e a tutta la famiglia, ma mi ha dato anche amore!». Una carriera continuata nel direttivo provinciale della Cgil, poi direttore dell’Inca ed a seguire incarichi direttivi in enti previdenziali quali Inps, Inam, Fila (il Fondo integrativo per dipendenti delle ditte artigiane). Adesso accusa qualche acciacco fisico, ma Venturi nello spirito è rimasto quello di sempre. «Io oggi rimango allibito –ha dichiarato Venturi- di fronte alle promesse e poi ai voltafaccia dei politici. La gente non la puoi tradire in questo modo. Devi essere sempre presente. Nella vita quello che conta sono i fatti e il lavoro, l’impegno quotidiano. La vita offre tante possibilità e tante cose, bisogna farle!». Leonardo Soldati 12 economia e lavoro n. 23 Vita La 14 Giugno 2009 CONFARTIGIANATO IMPRESE PISTOIA Premiati gli studenti di “E se Geppetto...” O ltre 200 studenti hanno affollato ieri (giovedì 4 giugno) la Sala maggiore del Comune di Pistoia per la cerimonia di premiazione del VI concorso artigianato-scuola “E se Geppetto…”, organizzato da Confartigianato Pistoia, Anap e Gruppo Giovani Imprenditori, con il sostegno della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia spa e il patrocinio del Comune di Pistoia. Il concorso chiedeva agli studenti delle scuole elementari e medie inferiori quale aspetto avrebbe avuto Pinocchio se suo padre, anziché il falegname, avesse fatto un altro mestiere artigiano. E le sorprese non sono mancate, con Pinocchi usciti dalle mani di Geppetti sarti, panettieri, ceramisti, idraulici, elettricisti, orafi, pasticceri e quan’altro. La giuria quest’anno era composta dal professor Antonio Frintino, dalla maestra Angela Palandri, dal segretario regionale Anap Stefano Tosi, da Cristina Tuci della Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia e dal vicepresidente di Confarti- gianato Pistoia Simone Balli. La cerimonia, cui hanno partecipato numerosi autorità cittadine e regionali, è stata arricchita dall’esecuzione di alcuni brani da parte degli studenti della Scuola media ad indirizzo musicale “Cino da Pistoia”, che da sempre collaborano alla realizzazione dell’iniziativa. Questi i premiati. SEZIONE SCUOLE ELEMENTARI 1° premio assoluto “ConfartPin – l‘associazione dei Pinocchi artigiani” realizzato dagli studenti della 2° classe della scuola primaria Croce di Gora (Pistoia): Bartoli Gentili Jesus Enrique, Cappelli Iacopo, Cecchi Gloria, Cecconi Pietro, Chiaramonti Asia, Colonna Alessandro, Esposito Francescaurora, Fontana Matteo, Gori Matteo, Ilari Gaia, Innocenti Federico, Masi Michela, Mengoni Melania, Michelacci Laura, Migliori Ginevra, Milaneschi Matteo, Mucci Margherita, Muraca Irene, Nesti Bianca, Niccolai Alessandro, Pignalosa Martina, Romano Andrea Paolo, Scannerini Leonardo, Selvaggi Brayan, Talini Lorenzo. Docenti: Micheloni Maristella, Mucci Anna SEZIONE SCUOLE MEDIE 3° PREMIO ex aequo “Geppetto pasticcere” realizzato da Cappellini Marco Aurelio della classe 1° A della scuola media “Istituto Suore Mantellate” (Pistoia) Docente: Stefano Gambini 3° PREMIO ex aequo “Geppetto orafo” realizzato da Giulia Dolfi, Aurora Lotti, Bianca Maraviglia della classe 1° E della Scuola media “A. Roncalli” (Pistoia) Docenti: Capparelli Maria, Marchetti Maria Virginia, Annamaria Pellicci 2° PREMIO ex aequo “Geppetto stilista” realizzato Ilaria Nerli, Arianna De Masi della classe 2° H della Scuola media “G. Chini” (Montecatini Terme) Docente: Teresa Fera 2° PREMIO ex aequo “Geppetto tappezziere” realizzato dagli studenti della classe 1° E della Scuola media “B da Montemagno (Quarrata): Biscardi Marta, Breschi Erika, Catarzi Diletta, Ceccarelli Carolina, Cecchi Matteo, Chirico Diletta, Coppini Alberto, Drovandi Anna, Fondi Silvia Maria, Giacomelli Simone, Gonda John Robin, Maccioni Irene, Manetti Edoardo, Mangialardi Francesca, Marconi Maicol, Martini Elena, Pagano Davide, Pagliai Camilla, Pappalardo Daniela, Pavel Ioan Angelo, Rinaldini Alice, Rossi Giulia, Spagnesi Stefano, Vizzino Luana. Docente: Morosi Barbara 1° PREMIO “Geppetto ceramista” realizzato dagli studenti del laboratorio di ceramica delle classi 1° della Scuola media “Melani” (Montale): Fumia Sara, Neri Matilde, Torracchi Tommaso, Foresta Flora, Calusi Alessandro, Bucciantini Emma, Ferri Corinna, Lenzi Giulia, Morreale Samuele, Petracchi Chiara, Simoni Sara, Bistoni Linda, Nerini Andrea, Tortini Alessia. Docente: Luciano Angioli sport pistoiese EVENTI XXV Memorial Bardelli, successo di pubblico S traordinario successo di pubblico per la venticinquesima edizione del “Memorial Giampaolo Bardelli”, l’iniziativa etica a carattere nazionale per promuovere la corretta pratica sportiva e premiare chi ha ben operato contro il doping nello sport, promossa dal giornalista/scrittore/docente universitario di etica sportiva Renzo Bardelli, e organizzata a Pistoia dall’Unione Nazionale Veterani dello Sport - Sezione “Celina Seghi” di Pistoia in collaborazione con Coni Provinciale di Pistoia, Panathlon Club International Pistoia – Montecatini e Accademia della Chionchina. In una Sala Maggiore del Palazzo Comunale gremita, alla presenza del sindaco e del prefetto della città di Pistoia, Renzo Berti e Antonio Recchioni, del presidente e dell’assessore alle aree metropolitane della Regione Toscana, Claudio Martini (che ha espressamente ribadito la richiesta di poter avere il Mondiale di ciclismo in Toscana, promuovendo la candidatura di Firenze 2013) e Agostino Fragai, si è svolta la cerimonia di premiazione della significativa manifestazione. Tra gli insigniti, l’ex sindaco di Roma, attuale deputato nonché scrittore, Walter Veltroni, per il ruolo decisivo e fondamentale che ha avuto, negli anni di governo, nell’indicare una concreta e radicale inversione di rotta e prospettive di ben altra valenza per le sorti dell’intero sport italiano. Veltroni ha parlato di “doping come traduzione dei disvalori della società, ove è necessario vincere sempre e in cui si pensa che le regole si possano aggirare. La battaglia -ha esortato i presenti- dovrà allora svolgersi in due direzioni: bene i controlli e lodevoli le iniziative come quelle di Bardelli, ma è doverosa una battaglia culturale per ripristinare il sistema dei valori”. Sulla falsariga gli altri premiati, dagli Uffici di Procura e Antidoping del Coni, impersonati dall’avvocato Ettore Torri e dal dottor Marco Arpino al medico Mario Zorzoli, membro del gruppo di lavoro sul doping ematico della Wada, il padre del “passaporto biologico” contro il doping nel ciclismo, dai Nas dei Carabinieri di Firenze, con in testa il proprio comandante, tenente Fedele Verzola, al magistrato Luciano Costantini, esperto di legislazione antidoping e docente di corsi universitari, ai 3 laureati del corso di laurea di Scienze Motorie della facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Firenze: Andrea Giusti di Caprona (Pisa), autore di una tesi sul doping nel ciclismo, Elisa Marsili di Ponte Buggianese (Pistoia), che ha elaborato una tesi sul viagra quale sostanza dopante, e Alice Tanturli di Firenze, artefice di una tesi sul doping nella danza sportiva. Gianluca Barni contropiede L a retrocessione della Pistoiese in Seconda Divisione (ex C2) è una condanna sportiva per tutta la città. Qualcuno parla addirittura di vergogna. Certo è che, dopo 16 anni trascorsi tra C1 e B, cadere così in basso è quanto meno avvilente. E, per come è arrivata, c’è da arrabbiarsi parecchio. E’ stato il brutto epilogo di un campionato sempre sofferto, combattuto sul filo del rasoio. Ma dopo l’arrivo di Moreno Torricelli sulla panchina della squadra, il cammino della Pistoiese è cambiato radicalmente. Con passione, entusiasmo, voglia di riuscire a centrare l’obiettivo salvezza, l’ex difensore di Juve e Fiorentina ha saputo svolgere un ottimo lavoro e poco alla volta ha guidato la squadra dall’ultimo posto della classifica fino alla spiaggia dei playout. Qui ha incontrato il Foligno, che si era piazzato appena sopra la Pistoiese, 35 punti i biancazzurri umbri, 33 gli arancioni pistoiesi: un handicap che, al termine del doppio confronto playout, si è confermato decisivo. Infatti, nella partita d’andata la squadra di Torricelli ha vinto 2-1, mentre in quella di ritorno ha perso per 1-0. A parità di punteggio, è valsa la classifica finale del campionato. Sarebbe bastato vincere una partita in più durante la cosidetta ‘regular season’ oppure vincere per 3-1 la gara playout a Pistoia e sarebbe stata salvezza per la Pistoiese. Invece, è andata male. Ora si tratta di vedere che cosa farà di Enzo Cabella la famiglia Braccialini, proprietaria della società. Resterà o se ne andrà? Le prospettive sono tutt’altro che rosee, perché sono note le difficoltà economiche in cui si trovano i proprietari della società. Senza disponibilità finanziarie sarà ben difficile fare un campionato d’avanguardia, che riscatti il biennio della deludente gestione Braccialini: il primo anno finita ai playout dove la squadra si salvò; il secondo, quello appena concluso, terminato con la retrocessione. Bisogna ammettere che la loro gestione è stata una delle più deludenti degli ultimi trent’anni di storia arancione. Intanto, Torricelli se n’è andato, deluso, amareggiato e arrabbiato dal modo in cui si è conclusa la sua pur meritevole gestione tecnica, finita con un bilancio di 6 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte. I tifosi, la città, si chiedono che cosa faranno i Braccialini. Troveranno qualche imprenditore disposto ad aiutarli nella gestione, cederanno la società a qualcuno che voglia rischiare di rimettere in sesto una società a pezzi oppure decideranno di andare avanti ma col rischio di peggiorare ancor più la situazione. La situazione economica è drammatica: gli stipendi dei giocatori sono stati pagati fino a dicembre; il bilancio si è chiuso in rosso, con una perdita di circa 500mila euro; per l’iscrizione al campionato è necessario presentare le liberatorie dei giocatori e pagare 70mila euro. I Braccialini sono in grado di garantire tutti questi adempimenti? Vita La 14 Giugno 2009 dall’Italia n. 23 13 ELEZIONI EUROPEE La domanda forte che viene dal voto di Francesco Bonini U na delle poche certezze delle elezioni per il rinnovo del parlamento europeo è il nuovo record di astensioni. La percentuale dei votanti infatti nei 27 è scesa al 43,09%. Il sistema proporzionale, adottato con diverse varianti nazionali (con o senza preferenze, con o senza soglia di sbarramento) favorisce la frammentazione dei risultati: sono pochissime le forze politiche che superano la barra psicologica del 30%. E’ il secondo dato sistemico. Sommando astensionismo e piccola taglia delle forze politiche, queste elezioni sembrano offrire un quadro abbastanza fedele del clima complessivo che si respira nei 27: incertezza, assenza di slancio verso il futuro, preoccupazione diffusa. Per quanto concerne la composizione dell’Europarlamento crollano i socialisti, che non sono maggioritari in nessuno dei grandi paesi, “I have come here to seek a new beginning between the United States and Muslims around the world”. “Sono venuto qui per cercare un nuovo inizio tra Usa e i musulmani nel mondo”. Il discorso che il presidente Usa, Barack Obama, ha tenuto il 4 giugno all’Università del Cairo, passerà, probabilmente, alla storia per queste parole che ne riassumono tutto il senso. Citazioni del Corano, del Talmud e della Bibbia hanno arricchito i diversi passaggi del testo che rappresenta una vera e propria mano tesa al mondo arabo e musulmano. Obama allunga la mano ponendo in evidenza ciò che unisce Usa e musulmani, senza negare, tuttavia, la diffidenza e le differenze, con la consapevolezza che non basta certo un discorso a cancellare anni di paura, stereotipi e pregiudizi da entrambe le parti. I problemi sul tappeto da risolvere sono quelli di sempre, ben noti: gli estremismi, il conflitto israelo-palestinese, le armi nucleari, la democrazia, la libertà religiosa, i diritti delle donne, lo sviluppo economico, senza dimenticare l’Afghanistan, l’Iran e l’Iraq. Ce n’è tanto per ricordare le parole di un altro famoso americano, Martin Luther King, “I have a dream”: il sogno di Obama è quello di un nuovo inizio. ALLE PAROLE “SEGUANO I FATTI” Dalle chiese mediorientali arrivano apprezzamenti per il presidente Usa. “Un discorso Una nuova strada perdendo anche la Spagna, per cui il PPE si conferma come la maggiore forza politica, ormai con larga distanza. Si affermano le formazioni nazionaliste o euroscettiche. Rispetto a tanta retorica “federalista” tradizionale urge piuttosto disegnare una nuova e coerente strada di sviluppo del processo europeo, credibile ed efficace nel nuovo sistema mondiale che si va disegnando ed in cui il posto dell’Europa è in discussione. La scarsa partecipazione fa di queste elezioni di “second order” una sorta di sondaggione credibile a proposito dei diversi governi nazionali, del loro stato di salute e delle prospettive, in particolare nei paesi, come la Germania o la Gran Bretagna, dove il voto è imminente o vicino. Il caso più eclatante è forse proprio quello inglese, con il partito laburista terzo dopo i conservatori, che pure non superano il 30%, e l’euroscettico UKIP: gli inglesi non si sono fatti mancare neppure la prima pattuglia di destra estrema. In Italia si è votato di più (66%) , grazie anche all’effetto di trascinamento delle amministrative. Dal punto di vista dei numeri DISCORSO DI OBAMA ALL’ISLAM Un nuovo inizio? che ci voleva da tanto tempo – dichiara monsignor Giuseppe Sarraf, vescovo del Cairo dei Caldei, tra coloro che erano presenti all’Università ad ascoltare Obama – il presidente Usa ha avuto il coraggio di farlo, scegliendo l’Egitto per la sua posizione e il suo peso in Medio Oriente e nel mondo islamico. Il messaggio forte che arriva è lavorare insieme per trovare la soluzione a tutta una agenda di temi, la democrazia, il terrorismo, la libertà religiosa, i diritti umani, la dignità della donna, Il discorso del Cairo: “a new beginning” di Daniele Rocchi la globalizzazione, che sono al centro di discussione nel mondo islamico tra moderati e fondamentalisti”. “Speriamo – conclude – che l’Islam e il mondo arabo sappiano recepire questa mano tesa. Inizia un nuovo processo, una nuova era. Credo anche che l’immagine degli Usa ne trarrà giovamento. Obama vuole vermanete cambiare”. “DETERMINATO E SINCERO” Anche per il custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, “siamo davanti ad un evidente cambiamento di strategia americano che sicuramente sarà accolto in modo positivo dal mondo arabo. Fa ben sperare per il futuro”. “Il presidente Usa – spiega il francescano – è stato molto equilibrato, ribadendo il legame con Israele ma assumendo nel contempo una posizione nuova con il mondo arabo che segna una ripartenza e un cambio di strategia e di rapporti che daranno ulteriore impulso alla ricerca di una soluzione del problema principale, quello del conflitto israelo-palestinese”. Un cambiamento politico e diplomatico che per Pizzaballa “comporterà di certo delle rinunce alle parti in campo: Israele e palestinesi dovranno ripensare le rispettive posizioni e richieste. Altra novità, importante, da segnalare è che Obama si è rivolto ad Hamas chiedendo di fatto il riconoscimento di Israele. Come anche il riconoscimento del nucleare pacifico per l’Iran. Temi che probabilmente non saranno piaciuti ad Israele”. Tuttavia, aggiunge il custode, “Obama si è, in ma- – considerato che mancano all’appello un considerevole numero di elettori rispetto alle politiche – vengono soprattutto delle conferme. Intanto la soglia di sbarramento limita la delegazione di eurodeputati ai partiti già rappresentanti al parlamento italiano. Restano infatti fuori le sinistre comunista e “movimentista” e tutte le altre formazioni, tranne l’UDC, che supera i suoi obiettivi, ben sopra il 6%, l’IDV, che conferma l’annunciata crescita, quasi all’8%, la Lega, che supera di slancio il 10% (e la frontiera del Po). Il PD arretra vistosamente anche se non rovinosamente, mentre il PDL non si avvicina all’ambizioso obiettivo fissato dal presidente Berlusconi, pur confermandosi sopra il 35%, così da inviare a Strasburgo una delle più consistenti pattuglie. Supera inoltre sia pure di poco (29,33 contro 28,38) la Lega nella emblematica competizione in Veneto, tutta interna alla maggioranza. Per tutti, in Italia e in Europa, torna ora il tempo del fare: uscire dalla crisi e rilanciare richiede una politica di qualità ed a tutti lungimiranza e tanto, tanto lavoro. niera equilibrata, impegnato nei confronti sia di Israele sia dei palestinesi”. Sul rischio di un discorso solo di facciata, il religioso non ha dubbi: “Certamente gli Usa vogliono rifarsi un’immagine davanti al mondo arabo, oggi negativa, ma non basta un discorso, ci vogliono fatti concreti. Oggi ho visto un Obama sincero, determinato e trasparente”. DISCORSO IMPORTANTE A porre l’attenzione sul conflitto israelo-palestinese è anche monsignor Paul Dahdah, vicario apostolico dei latini di Beirut per il quale “le parole di Obama saranno importanti tanto più se le due parti, Usa e mondo arabo si riveleranno sinceri”. Spiega il vicario: “L’auspicio è che questo discorso non serva solo a cambiare l’immagine degli Usa ma anche a dare slancio ad un’attività politica forte che miri a risolvere quella che è la vera radice di ogni problema qui nella regione, il conflitto tra israeliani e palestinesi. Se non si risolve questo, il tendere la mano non porterà a nessun risultato”. I riferimenti fatti dal presidente americano alla difesa della giustizia e del diritto per mons. Dahdah sono “fondamentali”. “Se ci sarà il rispetto dei diritti di tutte le parti in causa si troverà la soluzione. Ripeto: questo discorso non deve servire solo a rifare l’immagine degli Usa deturpata da scelte di guerra ma deve veramente segnare un nuovo inizio. Alle parole seguano fatti concreti”. 14 dall’Italia Cattolici in politica C di Vincenzo Rini he cosa debbono essere allora i cattolici per i partiti? Risponde un documento della Chiesa di Cremona: devono essere «un bacino fecondo di idee, progetti ed energie atti a contribuire all’animazione delle città e del Paese». Il che significa: basta appelli ai cattolici in stile accattivante per carpirne il voto, pronti a rifiutare, subito dopo le elezioni, ogni confronto sereno con le loro convinzioni etiche e sociali. I cattolici hanno molto da dare al Paese, in virtù della loro visione della persona, della vita, della convivenza… È con queste ricchezze che politici e partiti devono confrontarsi sempre, senza rifiuti preventivi. Il documento affronta anche un dato quanto mai attuale: la dispersione partitica dei cattolici. Un dato di fatto difficile da accettare da parte di chi ancora si sente legato ai tempi della Democrazia Cristiana, partito “di” cattolici che, però, spesso era inteso come partito “dei” cattolici. Il documento prende atto della realtà e la teorizza: se è vero che la Chiesa «non deve e non intende coinvolgersi con alcuna scelta di schieramento politico o di partito», è altrettanto vero che «L’impegno politico, lecito e doveroso, dei fedeli cristiani oggi può essere svolto anche in diversi schieramenti»; e «Ciò non deve rappresentare un elemento di scandalo... Piuttosto è un apprezzabile segno della ricchezza delle vocazioni che ha saputo esprimere». Con tutto ciò, però, i cristiani, dall’una o dall’altra parte collocati, devono «avere come riferimento imprescindibile il Vangelo e la Dottrina sociale della Chiesa». Affermazione che si traduce in doveroso spirito di profonda libertà di coscienza. In altre parole: un vero cattolico non vende la testa e la coscienza al partito a cui dà il voto. n. 23 14 Giugno 2009 ALCIDE DE GASPERI È uscita in questi giorni la biografia, in tre volumi, di Alcide De Gasperi, realizzata dalla Fondazione che porta il suo nome e scritta a più mani da docenti universitari quali Pier Luigi Ballini, Alfredo Canavero, Francesco Malgeri, Paolo Pombeni e Giorgio Vecchio, nonché dal prefetto della Congregazione per i vescovi, card. Giovanni Battista Re. Edita dalla Fondazione Alcide De Gasperi e da Rubettino, l’opera – di carattere scientifico – porta in apertura la presentazione di Giulio Andreotti e l’introduzione di Maria Romana De Gasperi. La presentazione ufficiale è avvenuta giovedì 28 maggio a Roma, nella Sala della Regina della Camera dei Deputati, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Tre volumi di biografia per ripercorrere la vita dello statista trentino La vera politica di Francesco Rossi “europeo” di De Gasperi nacque, ad avviso del card. Re, dalla “visione” di un futuro di pace, ma anche dalla convinzione che l’Europa unita avrebbe portato al “recupero dei valori che stanno alla radice del continente”. Assieme a Schuman e Adenauer, ha ricordato il prelato, De Gasperi non cercava tanto vantaggi economici dall’Europa unita, quanto piuttosto voleva “darle un’anima”, che si basasse appunto sui valori della pace e della convivenza, ma anche su quelle che sono le radici storiche e religiose del continente. “Prima ancora che essere europeista – ha aggiunto il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini – De Gasperi si sentiva ed era europeo”, avendo sperimentato nelle due guerre mondiali “le lacerazioni e le sofferenze delle popolazioni nei territori dai confini incerti e mutevoli”. Immaginava così “un’Europa dei popoli più che delle nazioni, nella quale trovassero posto e venissero valorizzate le reciproche diversità e dove la molteplicità delle esperienze e delle storie regionali mettesse a frutto le radici comuni”. CREDENTE E POLITICO SENZA COMPROMESSI Alcide De Gasperi fu un credente e un politico “senza compromessi e senza sovrapposizioni”, “nella chiara distinzione dei ruoli di politico e di cattolico”, ma al tempo stesso le sue radici religiose furono “la sorgente che ha dato linfa al suo impegno politico e al suo prodigarsi per la costruzione del bene comune”. Così il card. Giovanni Battista Re ha parlato dello statista trentino alla presentazione della biografia. Il porporato ha ricordato la coerenza di De Gasperi, disposto a “collaborare con tutti quelli che erano disponibili a lavorare per il bene dell’Italia” e al tempo stesso “chiaro nelle sue posizioni”. Come pure la sua “formazione umana e spirituale”, che lo portava a sentirsi “responsabile davanti a Dio del suo agire morale” e per questo motivo lo indirizzava alla “costruzione di una società giusta, pacifica e solidale”. “La fede – ha aggiunto il card. Re – fu l’ossatura della sua vita”: una fede “dovuta non soltanto alla formazione che aveva ricevuto, ma frutto di una profonda maturazione personale”, che gli consentì di “dare prova del suo spessore umano e della sua fedeltà agli ideali” tanto negli anni della sventura, quanto in quelli del Vita La UNA PACE INTERIORE “PIÙ RICCA DI OGNI COMPENSO” successo. NESSUNA DISTINZIONE TRA PUBBLICO E PRIVATO Per il senatore a vita Giulio Andreotti, che da De Gasperi fu chiamato all’impegno politico, l’assenza di distinzioni tra profilo pubblico e privato è uno dei segni della sua “assoluta coerenza”. Egli insegna che “l’uomo è uno, non esiste l’uomo pubblico e quello privato”, ha evidenziato Andreotti, auspicando che l’opera permetta alle nuove generazioni non solo di conoscere una delle figure chiave per la nascita della Repubblica, ma pure di comprendere “la concezione vera della politica”. “Nell’uso corrente – ha aggiunto – la po- litica è qualcosa di degradato, approssimativo” e per farla occorre solo “furbizia”: “tutto il contrario di quello che si desume dalla vita di De Gasperi”, che ha lasciato ai posteri “una concezione della vita politica assolutamente rigorosa e univoca”. E questo, ha concluso il sette volte presidente del Consiglio, è ciò che devono prendere ad esempio i giovani: una “concezione politica che dev’essere innanzitutto assolutamente rigorosa dal punto di vista morale”. L’IMPEGNO PER UNA EUROPA UNITA E CON “UN’ANIMA” Andando al di là dei confini nazionali, l’impegno LEGGE ELETTORALE I tre referendum QUESITO N. 1 (SCHEDA VERDE) Il quesito n. 1 riguarda il premio di maggioranza nazionale per la Camera dei deputati. Esso intende abolire le ‘coalizioni’: vince il premio di maggioranza - che garantisce 340 seggi - il partito (ovvero la ‘lista’) che ottiene più voti; partecipano alla ripartizione dei seggi le ‘liste’ che ottengono almeno il 4% dei voti su base nazionale. QUESITO N. 2 (SCHEDA BIANCA) Il quesito n. 2 concerne il premio di maggioranza regionale per il Senato. Anche tale quesito intende abolire le ‘coalizioni’: vince il premio regionale - che garantisce il 55% dei seggi della Regione - il partito (ovvero la ‘lista’) che ottiene più voti; partecipano alla ripartizione dei seggi le liste che ottengono almeno l’8% dei voti su base regionale. “Mio padre viveva la sua epoca come un trampolino di lancio” e fu con questo spirito che “aveva affrontato a 60 anni la ricostruzione di un Paese”, con una “pace interiore più ricca di ogni lode e di ogni compenso”. Parole di Maria Romana De Gasperi, la quale ha ricordato il silenzio che ha avvolto la figura paterna per mezzo secolo dopo la scomparsa. L’anniversario, viceversa, ne ha riportato in luce la memoria, ed ora questa biografia la consolida. Un impegno importante in particolare per i giovani, che oggi, ha sottolineato Maria Romana, “hanno un grande bisogno di conoscere la propria storia e sentirsi parte di essa”. I referendum indetti con decreto del Presidente della Repubblica QUESITO N. 3 (SCHEDA ROSSA) Il quesito n. 3 è relativo alla disciplina della candidature. Intende abolire le cosiddette ‘candidature multiple’, ossia la possibilità di candidarsi in più circoscrizioni in liste aventi il medesimo contrassegno, con successiva eventuale opzione nel caso di elezione in più di una circoscrizione. P.A. Vita La 14 Giugno 2009 dall’estero n. 23 Povertà e divisioni etniche scuotono la piccola Moldavia R itenuto tutt’ora una dei Paesi più arretrati d’Europa e, secondo alcuni, uno degli Stati più infelici del mondo, la Moldavia di quando in quando è scossa anche da divisioni etniche che rischiano di vanificare quei difficili progressi verso la stabilità economica e politica compiuti in precedenza. È accaduto in aprile quando, dopo le elezioni legislative, oltre diecimila manifestanti sono scesi in piazza per contestare l’esito elettorale, hanno assaltato e occupato il Parlamento, sono stati respinti dalle forze dell’ordine, in una protesta terminata con oltre 250 feriti e alcuni arresti. Gli attivisti non sono stati capaci di coinvolgere gli abitanti delle campagne e i ceti meno abbienti, e sono stati accusati di essere al soldo di Bucarest, per sobillare la maggioranza rumena contro i russofoni. Il territorio dell’attuale repubblica Moldava, che non arriva a quattro milioni e maezzo di abitanti, è grosso modo quello della Bessarabia storica, ma l’identità S arà ancora la coalizione a guida sunnita, la filo-occidentale “14 marzo”, capeggiata da Saad Hariri, a guidare il Libano. Il voto del 7 giugno le ha attribuito, infatti, 71 seggi su 128, rispetto ai 57 dell’alleanza filo-siriana guidata da Hezbollah che dunque resta all’opposizione. Un risultato, questo uscito dalla urne, che secondo alcuni analisti dovrebbe consentire la formazione di un governo di unità nazionale ma senza quel diritto di veto di cui godevano i ministri dell’opposizione nella precedente legislatura. In attesa di conoscere l’esito del voto in Iran del 12 giugno, che potrebbe avere dei riflessi su quello libanese, due sono le certezze che arrivano dalle urne libanesi. La prima è che questa tornata elettorale, che si è svolta senza particolari tensioni, grazie anche all’ingente schieramento di 50 mila militari in Una popolazione che non arriva a quattro milioni, ma un territorio protagonista di annessioni e amputazioni di Angela Carusone non è per nulla precisa a causa delle numerose annessioni e amputazioni territoriali. Oltre che dalla Bessarabia, il Paese è infatti costituito anche dalla Transnistria, che costituisce il 12 per cento dell’intero territorio: si tratta di due aree che hanno vissuto vicende storiche separate e, con un referendum la Transnistria si è autoproclamata repubblica nel 2006. La sua collocazione geopolitica ha sempre conferito alla Moldavia il carattere di frontie- ra: “la Moldavia è allo stesso tempo frontiera geografica e frontiera politica”, sottolinea lo storico Matei Cazacu, ricordando che le continue invasioni, le conquiste e le migrazioni hanno contribuito a plasmare una struttura etnica piuttosto varia in Bessarabia e, ancor più in Transnistria, “situata alla frontiera della frontiera”. Nelle sue relazioni internazionali, la Moldavia continua a trovarsi in bilico tra oriente e occidente, tra legami strutturali e dipendenza energetica nei confronti di Mosca, e l’attrazione verso le strutture euroatlantiche. Paese eminentemente agricolo, dopo il crollo dell’Urss ha risentito del venir meno dei privilegi commerciali con Mosca, entrando in una costante recessione economica, con pesanti ripercussioni sul livello di vita della popolazione, che percepisce in media un salario mensile di 40 euro, e ha visto da un lato aumentare il tasso di mortalità infantile e dall’altro diminuire la speranza di vita. Di più, vive una profonda instabilità strutturale, in cui la corruzione è ancora una caratteri- ELEZIONI IN LIBANO IlVersofuturo è insieme un nuovo governo di unità nazionale? tutto il Paese dei Cedri, è stata l’alta affluenza alle urne, ben il 52,5%, molto più del 45,8% delle presidenziali. La seconda è la divisione politica dei cristiani il cui fronte si è spezzato: da una parte i fedeli all’ex generale Aoun, passato nel 2005 con gli Hezbollah filo siriani ed uscito sconfitto, dall’altra quelli del comandante delle Forze Libanesi, Samir Geagea, premiato dalle urne. I risultati elettorali sono stati commentati anche da alcuni esponenti della Chiesa cattolica locale. ESITO POSITIVO “La vittoria del fronte filo-occidentale non può che essere positiva. Tutte le implicazioni politiche vanno tuttavia ancora verificate ma resta il fatto che l’esito è stato molto positivo”. Padre Davide M. Jeager esprime soddisfazione per l’esito delle urne libanesi che potrebbero, eventualmente anche rilanciare un dialogo col vicino Israele. Una ipotesi che potrebbe essere favorita anche dal fatto che “tra i due Paesi non esistono conflitti territoriali. Le nazioni Unite, già anni addietro, dopo la ritirata israeliana del 2000, hanno confermato che Israele non è più in possesso di alcun territorio del Libano. Ci sono delle insistenze su qualche pezzettino di terra che hanno il sapore del pretesto più che di reale rivendicazione”. Le divergenze territoriali ci sono ma tra Libano e Siria. “Stando così le cose le due parti potrebbero, volendo, arrivare ad una pace – spiega l’esperto – anche se politicamente appare difficile che il Libano possa avventurarsi in un tale trattato di pace separatamente dalla Siria. Se Israele dovesse intavolare un dialogo per arrivare alla pace con la Siria quella con il Libano verrebbe quasi di conseguenza”. Circa la divisione dei cristiani all’interno delle due coalizioni questa non viene vista così negativamente da Jaeger: “se parliamo di democrazia non è necessario che cittadini della stessa fede votino gli stessi partiti. I cittadini votano secondo la loro coscienza. Non è sempre negativo che ci siamo cristiani in diversi schieramenti, anche per evitare un muro contro muro che li veda contrapposti agli altri”. Daniele Rocchi stica di fondo, sopravvissuta all’avvicendarsi delle diverse forze politiche, e uno dei principali ostacoli al suo sviluppo risiede nella debolezza dell’apparato statale. Che blocca la crescita nonostante l’introduzione di una moneta stabile, la privatizzazione della terra e dell’industria, la liberalizzazione del mercato del capitale e del commercio estero. “I vizi strutturali del sistema politico moldavo e il mantenimento del potere nelle mani della ex nomenclatura sovietica sono dovuti sia alla mancanza di un compatto movimento dissidente prima dell’indipendenza, sia al persistere di una cultura clientelare volta alla protezione degli interessi della classe dirigente’’, spiega Nicoletta Pusterlla, dell’Università di Trieste. E aggiunge: ‘’parte della classe politica, legata alle lobby economiche costituite da ex dirigenti di imprese statali sovietiche, favorisce infatti il mantenimento dello status quo, per i vantaggi che può trarre dal passaggio in Moldavia di vari traffici illeciti organizzati in Transnistria dove – sottolinea – tutti i problemi della Moldavia sono presenti, ma in forma più evidente e acuta: la classe politica è più corrotta e meno preparata e, di conseguenza, le condizioni di vita sono peggiori e le tensioni etniche si fanno più pesanti”. Il giovane Stato moldavo si trova dunque ad affrontare numerosi problemi come l’estensione dell’economia sommersa, l’evasione fiscale, il contrabbando e la costante recessione economica, che hanno provocato un peggioramento del livello di vita, con una conseguente crescita dell’instabilità sociale. Da qui l’urganza che l’occidente dedichi maggiore interesse e attenzione al processo di democratizzazione e transizione moldavo, cercando di garantire nell’Europa sudorientale una situazione di stabilità, che recherebbe vantaggio a tutta la comunità internazionale. 15 Dal mondo SICUREZZA STRADALE E ONU La commissione per la sicurezza stradale globale ha lanciato da Roma l’appello “Contro gli incidenti stradali, intervenga l’Onu”. E’ invocazione giustificata dal fatto che il mondo pare spesso dimenticare l’alto numero di decessi che avvengono ogni giorno sulle strade. Contro questa “epidemia nascosta” che nei paesi in via di sviluppo fa già più morti della malaria, e che nel mondo è la prima causa di morte giovanile, la commissione chiede che si istituisca un “Decennio di iniziative per la sicurezza stradale” coordinato dall’Onu e allo scopo di investire in infrastrutture, educare all’uso di caschi e cinture, controllare i limiti di velocità e la sobrietà di chi guida; tutto ciò potrebbe salvare 5 milioni di vite ed evitare 50 milioni di feriti gravi. FUMO IN CINA Per annullare il deficit delle casse locali, la contea cinese di Gong’an impone ai pubblici dipendenti e agli insegnanti il fumo, pena una multa salata; per rimpinguare le casse, l’obiettivo dell’amministrazione è rappresentato da un consumo di “bionde” per i dipendenti pubblici fino a 230mila pacchetti all’anno: la marca delle sigarette da acquistare è obbligatoria, la “Hubei”. In Cina, il vizio del fumo è generalizzato ed altissimo: vi muore un milione di persone all’anno, per malattie connesse al consumo di tabacco. Il provvedimento adottato costituisce una scelta in controtendenza, rispetto alle campagne anti-fumo diffuse ampiamente in tutto il pianeta, ed è violenza contro la persona. I NIBELUNGHI DI TOLKIEN “La mia speranza è che i lettori possano apprezzare e ammirare anche questa opera di mio padre, che cercò di illuminare con la sua passione poetica la leggenda nordica dei Nibelunghi...”: così il figlio dello scrittore inglese John Tolkien (18921973) ha manifestato su “The Guardian” le attese e i timori suoi sull’accoglenza che gli estimatori dell’autore de “Il signore degli anelli” riserveranno alla nuova opera postuma del poeta, uscita a maggio nelle librerie inglesi, intitolata “The legend of Sigurd and Gudrun”, e scritta in versi fra il terzo ed il quarto decennio del XX secolo quando Tolkien era professore di letteratura anglosassone all’università di Oxford. 16 musica e spettacolo È già una star, a soli sedici anni, osannata dalle adolescenti come un idolo. A soli tredici anni è stata lanciata nella famosa serie televisiva “Hannah Montana”, in onda negli Stati Uniti, su Disney Channel, dal 2006 e poi trasmessa in ben altri 50 Paesi. Miley Cyrus recita, canta, compone canzoni e balla come una dannata! Ha già venduto milioni di cd, tutto esaurito nelle sette tappe del suo tour. È uscita in questi giorni nelle librerie italiane la sua autobiografia “Miley Cyrus. La mia strada”. Sul grande schermo è approdato “Hannah Montana – The Movie”, regia di Peter Chelsom, O ra che qualcuno ha ventilato anche possibili conseguenze giudiziarie, la telenovela nata dalla partecipazione del Presidente del Consiglio a una festa di compleanno e dalle conseguenti esternazioni di sua moglie non accenna a lasciare spazio ad altri argomenti. Le prime pagine dei quotidiani ne riportano traccia ogni giorno, così come i sommari dei telegiornali; i programmi di approfondimento informativo non si lasciano scappare l’occasione e cavalcano la vicenda ogni volta che è possibile. Nel frattempo, accadono cose ben più importanti e, soprattutto, maggiormente foriere di possibili conseguenze dirette anche per noialtri comuni cittadini, che però ci vengono raccontate con minore dettaglio e maggiore approssimazione. Per esempio, la principale casa automobilistica italiana mette in atto manovre di espansione europea e globale, in un gioco di interessi economici e politici che coinvolgono svariate migliaia di lavoratori. Il Governatore della Banca d’Italia fa in conti in tasca alle casse italiane e fornisce cifre preoccupanti sulla disoccupazione e sul futuro sviluppo della crisi. Diversi vertici tematici del G8 cercano di proporre soluzioni a urgenti problemi globali riguardanti l’ambiente, la sicurezza, l’economia, la sanità, l’istruzione. Dentro i nostri confini nazionali, l’emergenza dopo il terremoto in Abruzzo è tutt’altro che risolta; si affacciano nuovi problemi di gestione dei n. 23 Vita La 14 Giugno 2009 TERRAZZA SULLE STELLE Magnifica Hannah Montana che negli States ha incassato nel primo week-end 32 milioni di dollari. Il film racconta la storia di una ragazza dalla doppia vita: adolescente dalla vita normale, Miley Stewart la sera, con una parrucca bionda in testa, si trasforma nella pop star Hannah Montana. Una doppia vita che la manda in crisi e quindi suo padre Robby Ray Stewart (attore e cantante country, vero padre di Miley ed al fianco della figlia anche nella serie tv, giunta alla terza stagione) decide di riportarla per un po’ a casa. Afferma il padre: «Siamo una di Leonardo Soldati MASS MEDIA E DINTORNI Noi e la frivolezza rifiuti in diverse regioni dello Stivale; si allunga la lista dei morti sul lavoro; aumentano i numeri della disoccupazione; si discute in Parlamento di ammortizzatori sociali e nuove regole per la sicurezza; si schierano i candidati per le elezioni europee e amministrative del 6-7 giugno; i casi di nuova influenza – virus che solo pochi giorni fa era sulle prime pagine di tutti i giornali – aumentano, ma nessuno ormai sembra preoccuparsene più di tanto (eppure l’allarme sanitario è cresciuto)… Eppure la scena è occupata dalla vicenda di ragazza appena diciottenne che vuole sfondare nel mondo dello spettacolo e per le polemiche intorno alla vicenda “politica” che riguarda lei e altri personaggi più noti. Quando poi ci si mette uno dei quotidiani più venduti a incalzare i protagonisti con domande, interviste, inchieste e approfondimenti, è quasi inevitabile che gli altri media seguano a ruota, cercando di non essere da meno e di non “bucare” altri aspetti della vicenda. E la telenovela continua. Rimane il problema di un flusso informativo che una volta di più privilegia non soltanto glia argomenti degni del peggiore gossip, ma soprattutto i modi tipici dei discorsi da pettegolezzo e non delle cronache sugli aspetti della realtà e del mondo che dovrebbero Basta puntare il dito contro certa informazione? di Marco Driu maggiormente interessare i destinatari. Questi ultimi, dal canto loro, non sono esenti da colpe. Se i media propongono certi contenuti e certe modalità di racconto, è perché – evidentemente – dall’altra parte trovano una massa di persone i cui interessi sono rivolti più ai fatti di sangue o alle storielle di sapore boccaccesco che all’analisi della realtà nella sua concretezza. Probabilmente siamo tutti quanti vittime di quell’inquinamento morale che ancora una volta Papa Benedetto XVI ha voluto stigmatizzare, che ci rende ottusi e insensibili verso i veri problemi che ci circondano, tanto quanto pronti a scagliarci avidamente sulle faccende private altrui o su immagini e racconti che spettacolarizzano la violenza, il piacere, il disprezzo per la persona. Per questo, ci sentiamo autorizzati da un lato a entrare nella vita delle persone attraverso i media ficcanaso, dall’altro a far finta di niente di fronte alle vere questioni nodali – a partire dagli aspetti etici e valoriali – dell’esistenza nostra e altrui. Tutto molto comodo, tutto molto pericoloso. A costo di apparire anacronistici e ripetitivi, ci permettiamo di rilanciare l’auspicio che i mezzi di comunicazione tornino a essere ciò che dovrebbero essere: strumenti al servizio dell’uomo e del suo sviluppo personale e sociale. Sostieni LaVita Abbonamento 2009 Sostenitore Amico c/c postale 11044518. Euro Euro Euro famiglia di musicisti: lo era anche mio nonno e lo sono anche il mio figlio ventenne Trace, chitarrista nel gruppo pop “Metro Station”, e mia figlia Brandi, che mi seguirà prossimamente in tour. Miley ha un ottimo talento sia per la recitazione sia per il canto. Ha la testa sulle spalle, un grande cuore ed è molto più saggia di quanto lo si è alla sua età. Sono molto orgoglioso di lei». A Miley viene chiesto se si riconosce un po’ nel suo personaggio e lei risponde: «Sono un po’ Hannah Montana e un po’ Miley Stewart. Quando sono in giro per lavoro, per fare concerti o, come adesso, per promuovere il film, mi sento un po’ Hannah Montana. Ma poi, quando smetto di lavorare, torno una ragazza acqua e sapone che ama stare in famiglia e con gli amici. E questo film è arrivato proprio al momento giusto. Perché anch’io, come il mio personaggio, avevo bisogno di staccare un po’ e soprattutto di tornare a casa. Il ritorno a casa del mio personaggio, è coinciso con il mio effettivo ritorno a casa, perché abbiamo girato a Nashville, non lontano dalla fattoria dove sono cresciuta. Tornare lì è stato bellissimo, ha significato ritrovare le mie radici. Sicuramente c’è molta follia nei media, ma fanno parte del pacchetto. Mi piace moltissimo quello che faccio: cantare, tenere concerti, recitare in televisione e ora anche realizzare il sogno di fare un film. Se il prezzo di tutto questo è avere i media addosso, pazienza. Fa parte del gioco». Quando le viene chiesto quale è stato il giorno più bello della sua vita, afferma: «Quello in cui mi hanno telefonato per dirmi che ero stata scelta per Hannah Montana. In quel momento non mi sono resa conto bene di come questo avrebbe cambiato la mia vita. Vorrei poterlo rivivere più volte, per poter gustare fino in fondo quella immensa gioia». LaVita Settimanale cattolico toscano Direttore amministrativo e responsabile giuridico: Giordano Frosini STAMPA: Tipografia Artigiana Pistoia IMPIANTI: Palmieri e Bruschi Pistoia FOTOCOMPOSIZIONE: Graficamente Pistoia tel. 0573.22064 e-mail: [email protected] grafi[email protected] [email protected] Registrazione Tribunale di Pistoia N. 8 del 15 Novembre 1949 Sede centrale Via IV Novembre, 108 Vignole di Quarrata (Pistoia) Tel. 0573 70701 - Fax 0573 717591 Indirizzo internet: www.bccvignole.it 42,00 65,00 110,00 I vecchi abbonati possono effettuare il bollettino postale preintestato, e chi non l’avesse ricevuto può richiederlo al numero 0573.21293 (c/c n. 11044518) intestato a Settimanale Cattolico Toscano La Vita Via Puccini, 38 Pistoia. Gli abbonamenti si possono rinnovare anche presso Graficamente in via Puccini 46 Pistoia in orario di ufficio. Le nostre agenzie: Vignole, Quarrata, Santonuovo (Quarrata), Agliana, Spedalino (Agliana), San Giusto (Prato) San Paolo (Prato), Lamporecchio, Sovigliana (Vinci), Ponte a Elsa (Empoli) I nostri ATM: La Querce (Prato) San Baronto (Lamporecchio) Banca di Credito Cooperativo di Vignole Insieme per scelta, dal 1904.