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Anno XL, nani. S.
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PUBBLICAZIONE
Nel giorno di GIOVEDI d' ogni settimana.
Un numero, centesimi 5.
DIREZIONE:
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Nella Tipografia Vannucchi, via del Monte, 14, Pisa.
AVVERTENZE:
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Corti
I senza
istanze
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Aegati,
ridersi
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Notaio.
grosso
luci-
A.vstudio
legge.
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(Conto corrente colla Posta).
L'Amministrazione, Fili Vannucchi, risponde dei
soli incassi di cui ha emesso ricevuta.
I manoscritti non si restituiscono.
Le lettere non affrancate Si respingono.
IN ITALIA E ALL' ESTERO
— È in corso il decreto che
sospende l' applicazione dei regolamenti delle facoltà universitarie,
emanati (la!!' on. Nasi.
Tale provvedimento risponde
ai voti piii volte espressi dalle facoltà universitarie all'on. ministro.
L' applicazione dei regolamenti
Nasi per le facoltà sarebbero sospesi
fino al 1° novembre 1904 e frattanto
sarebbero ribhiamati in vigore i regolamenti del 1876 modificati dal
regio decreto dell' 85.
L' on. Orlando si riserva di
ristudiare la riforma dei regolamenti universitari e perciò ha invitato le facoltà a fare le loro proposte sull' importante materia.
— È in corso il decreto del
ministro della pubblica istruzione,
on. Orlando, col quale si istituisce
un corso universitario di perfezionamento per i maestri elementari.
— La Stefani comunica :
Ecco il testo della sentenza
pronunziata oggi dal tribunale arbitrale nella questione di priorità
sollevata dalla Germania, dall' Inghilterra e dall' Italia rispetto alle
rendite doganali assegnate dal Venezuela al pagamento dei reclami :
1. La Germania, l' Inghilterra
e 1' Italia hanno diritto ad un trattamento preferenziale per il pagamento dei loro reclami contro il
Venezuela
2. Il Venezuela avendo acconsentito a riservare il 30 per cento
dei proventi doganali di La Guayra
e di Puerto Cabello pel pagamento
dei reclami di tutte le nazioni contro il Venezuela, le tre potenze
suddette hanno un diritto di preferenza al pagamento dei loro reclami mediante questo 30 per cento
dei proventi dei due porti vene
zuelani suindicati ;
a ciascuna delle parti deve
pagare le sue proprie spese ed
una parte eguale delle spese del
tribunale. Il governo degli Stati
Uniti d' America è incaricato di
sorvegliare l' esecuzione di questa
ultima disposizione entro il periodo
di tre mesi.
— Si telegrafa da Kiel che è
partito da quel porto l' Hohenzoltern con l' imperatore Guglielmo
diretto al Mediterraneo.
L' imperatore passerà la pasqua
in viaggio.
(Conto corrente colla Posta)
LA PROVI NCIA III .1) 2
GIORNALE POLITICO-AMMINISTRATIVO
e
GIÀ UFFICIALE PER GLI ATTI DEL CONSIGLI) PROVINCIALE E COMUNALE
Si assicura che l' imperatrice
lo raggiungerà negli ultimi giorni
avendole i medici consigliato il
soggiorno nel mezzogiorno.
L' Hohenzollern è seguito da un
vapore che dovrà servire come trasporto-corriere.
— Gli avvenimenti della guerra
russo-giapponese, ingigantiti fino
all'incredibile dalla speculazione e
dalle esagerazioni di eccitate fantasie causano danni gravissimi.
Le notizie, spesso contradittorie,
che da quelle lontane e vaste regioni si succedono possono porgere
argomento ad avventati giudizi
certo è che alle rovine. agli strazi
feroci della guerra, noti ma pur
non abbastanza temuti, aggiungono
orrore freddi intensissimi, bufere
e tempeste che giungono ad infliggere torture e ad uccidere coloro
che, o feriti, o partecipanti forzatamente alla lotta vi si trovano
coinvolti.
Intanto i potentati si armano
più tardi vedremo se gli armamenti
varranno a offesa o difesa soltanto.
Commissariato dell'emigrazione
— Il consiglio dell'emigrazione
nella sua ultima adunanza, tra i
vari argomenti, prese in esame la
questione di concorrere col suo
fondo per l' insegnamento elementare serale e festivo di adulti in
quei comuni che hanno maggior
numero di analfabeti e nei quali
è piu numerosa l'emigrazione verso
gli Stati Uniti, dove si è trattato
di escludere per legge gli linnaigranti analfabeti. Il consiglio ha
raccomandato che si destinasse a
questo scopo la somma di L. 50,000
come contributo ai mezzi di cui può
disporre il ministero della pubblica
istruzione per provvedimenti di
carattere urgente.
-
•
fDL
Mefisto fele
-
Opera in 4. atti, un prologo ed un epilogo
di ARRIGO BOITO.
Ogni uomo arso dalla sete
« della scienza e della vita, invaso dalla
« curiosità del bene e del male è Faust.
Come Salomone è il Faust bi• blico, cosi Prometeo è il Faust mitolo« gico. Ogni uomo anelante all'Ignoto, al « l'Ideale, è Faust; puoi discernere una
« favilla della sua grand'anima sotto il
« sopracciglio profondo del Manfredo in« glese, come sotto la visiera del Don
« Chisciotte spagnuolo. Ogni secolo, ogni
« paese, ogni civiltà, ogni ciclo d' arte,
« ogni ciclo di storia ha il suo Faust......
« Faust fu dapprincipio una complainte
« cattolica ; rinnovellato poscia dall' idea
« di Lutero, divenne una saga alemanna
« contro il papato ; poscia migrò in Ispa« gna e ridivenne leggenda papista sotto
« la torva fantasia degli inquisitori ; po« scia in Inghilerra tornò ad essere bal« Iuta puritana. I secoli cooperarono a
« questo soggetto come i popoli, e le go« nerazioni non bastarono ad esaurirlo.
« La storia di questo soggetto compendia
« la storia dell' arte. Nasce canzone p« polare, poi diventa ballata, poi, pas« sando dalle labbra del popolo alle mani
« dei poeti, cresce, e Widmann, Spiess e
« Hoch lo mutano in leggenda, poi cresce
« ancora ed è racconto sotto la penna
« di Antonio Hamilton, poi Klinger lo i« nalza alla dignità di romanzo, poi ap« pare per la prima volta in teatro sotto
« le forme del dramma, grazie l' ardito
« ingegno di Kid Marlowe, sullo scorcio
« del 1500. Il suolo del palcoscenico fe« conda di nuova vita questo prodigioso
« tema : il secolo seguente lo trova rap« presentato su tutte le scene delle ville
« e dei villaggi tedeschi. Nel 1776 a Wei« mar il Faust prende un' altra forma sce« nica e si trasforma in pantomima, e
« perché lo spazio del dramma non gli
« basta più, penetra nel campo di due
« arti nuove, la MUSiCa e la coreo-
« grafia
Così Boito nel prologo in teatro (colloquio fra un critico teatrale, uno spettatore e l' autore) che precedeva, nella
prima edizione dell' opera, il libretto. Si
comprende subito da queste parole dell' autore stesso come sia antico il concetto
dal quale si è dipart!ta la leggenda del
Faust, e di cui la tragedia del Goethe è
il pi(i ampio svolgimento. Giova però osservare come il Boito non si sia assolutamente tenuto alla tradizione di essa
leggenda, che ne fa sempre protagonista
il vecchio dottore filosofo, ma abbia invece procurato, con un certo spostamento
di alcune linee particolari del dramma,
di mettere in evidenza maggiore un altro
personaggio, il Mefistofele. Infatti, sempre
nella su accennata prefazione, dopo avere
ricordata la sentenza di madame De Staél
nell'Allemagne « Il Faust di Goethe fa
pensare a tutto e più che a tutto », dice:
Come é inesauribile il tipo
« di Faust, così pure è inesauribile quello
« di Mefistofele
Merislofele è il
« dubbio che genera la scienza, é
« male che genera il bene. Dappertutto
« dove trovi lo spirito di negazione c'
« Mefistofele. Giobbe ha un Mefistofele che
« si chiama Satana, Omero ne ha uno
« che si chiama Tersite, Shakespeare
« ne ha un' altro che si chiama Faistair.
« L' ispirazione originale di Goethe . sta
« nel formare, con questi tre tipi, un tipo
« solo, infernale come Satana, grottesco
« come Tersite, epicureo come Falstaff.
« Mefistofele è l' incarnazione del No e« temilo al vero, al bello, al buono ». E
già poco prima aveva detto :
« Nel Prologo in cielo ve li il Sublime,
« nella Notte del Sabba romantico vedi
« l' Orrido, nella Domenica di Pasqua vedi
« i! Reale, nella Notte del Sabba classico
« vedi il Bello. Cielo, Inferno, Terra., E« lisio : eccoti il Nord, il Sud, l' Est o
« Ovest (lel poema goethiano : esauri« sci mi ciò se ne sei capace ».
25 febbraio 1901.
ABBUONANTI:
Un anno, lire 3; un semestre, lire 1,50; per fuori
dello stato si aggiungono le maggiori spese postali.
INSERZIONI:
In quarta pagina, centesimi 30 per linea.
In terza pagina, lire 1,50 per linea.
Nel corpo del giornale. lire 2 per linea o spazio
di linea.
Sintesi brevissima ma grandiosa e completa. Rivela .come il Boit°, estremamente
compreso del soggetto che imprendeva
a trattare, si discostava però dal punto
di vista sotto cui era stata fino allora
considerata la vecchia leggenda ; egli no
vedeva il vero protagonista in Melistofele
e non in Faust che, per la sua « inassopita bramosia di saper », in un momento di supremo sconforto si abbandona allo
spirito del male il quale poi, piuttosto
che condurlo alla conquista di quell' attimo fuggente cui egli avrebbe detto di
arrestarsi, cerca il proprio trionfo nella
slìda lanciata al Vecchio Padre. Da ciò
un cambiamento sensibile nello svolgimento del tema. Mentre nei precedenti •
drammi vani sono gli episodii in cui il
Mefistofele non entra, almeno direttamente, qui egli è sempre presente, sempre
al fianco del suo, diciamo cosi, protetto,
cerca strappargli la sentenza fatale che
lo renderà suo per sempre. La figura del
dottore e le altre passano in seconda linea, sola campeggia grandiosa quella dello
spirito del male.
E la ragione di questo cambiamento?
Perchè Boito ha Muto spostare la posizione dei personaggi della tragedia goethiana ? Anzi tutto il libretto di Boito
non è una volgare compilazione delle situazioni più o meno interessanti della Su
mentovata tragedia ; ma una vera e propria creazione che da queste situazioni
trae argomento per scene tratteggiate
con gusto proprio e mano maestra, non
trascurando, anzi facendo suo prò di
tanti altri particolari e di mille nonnulla
che egli andò ricercando nei drammi dei
suoi predecessori, dell' inglese Marlowe,
del Neuman, Disquisitio de Fausto, l'Oratio Fausti ad studiosos (di Faust stesso,
dal suo famWus Wagner edita) e nella
leggenda dello Spiess e del Pfitzer da cui
Goethe trasse l'argomento per la sua tragedia immortale. E tutto questo lavoro,
tutte queste ricerche perché Goethe, pur
non trascurando, anzi dando giusta evidenza alle scene diaboliche, aveva procurato di non dare al personaggio di Mefistofele una preponderanza soverchia, lui
che di Faust aveva fatto il suo protagonista ; laddove Boito invece cambiando
questo, e, ',diciamolo finalmente, perché
soltanto in questa maniera poteva dare
carattere proprio ed impronta originale
al suo libretto, oltre che cosi veramente
era in principio la leggenda del can bigio, si adoperò per trovare, e non dovere
inventare, le situzàioni che lo potessero
fare emergere:
Già prima dell'opera del Boit°, Faust
aveva servito da soggetto per composizioni musicali ; ma ben poche ve ne sono
degne di nota. Abbiamo un Fausto
Spohr ; Schumann ne fece una cantata
in tre parti con a soli, coro ed orchestra ; quasi contemporaneamente Berlioz
scrisse la sua Dannazione di Fausto, o
Wagner e List intitolarono così due loro
poemi sinfonici. Infine abbiamo il famoso
Faust di Gounod, opera ancora rroschis.
sima . Non vi ha dubbio però che quella
del folto, per arditezza e novità di conceziene o di stile, per uni t't di linee,
giusto equilibrio nelle parti e, in ultimo,
per ragioni d' indole puramente tecnica,
superi tutte le altre composizioni del
genere, o si crei almeno, nell' arte, una
.
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posizione talmente sua propria, da rendere impossibile qualunque paragone.
Boit° ha diviso questo suo Mefistofele
in due grandi parti, suddivise ancora in
un prologo (che ad imitazione di quello
di Goethe è detto Prologo in cielo),
quattro atti ed un epilogo. Il prologo ed
i tre primi atti appartengono alla prima
parte; il quarto atto e l'epilogo alla seconda, tolta dal Faust II di Goethe.
Il prologo che si svolge, lo abbiamo
già detto, in cielo, é diviso in quattro
tempi come una sinfonia ad orchestra e
cori. Primo tempo : preludio e coro ; secondo tempo : scherzo strumentale (apparizione di Mefistofele). Vi è poi un piccolo intermezzo drammatico. Il terzo
tempo è uno scherzo vocale (coro di cherubini) ; quarto tempo: salmodia finale.
Nel preludio armonicamente si fondono
gli squilli delle sette trombe, divise in
tre punti distinti del palcoscenico, i sette
tuoni e la frase delle penitenti che udremo svolta nella salmodia finale. Il coro
che vien dopo comincia con una invocazione di cinque battute a sole voci : Ave
Signor degli angeli e dei santi; quindi
attacca subito la frase dominante, efficacissima per la progressione cromatica
che la caratterizza, e nella ripresa di
essa frase, dopo le due sospensioni alla
settima minore, è di bellissimo effetto il
movimento dell' accompagnamento che
passa prima da quartine di eroine a terzine delle medesime, poi a quartine di
semicrome fino al finale, in cui, allargandosi molto il tempo, si alternano fra
il basso e l'acuto scale velocissime in la
min., mi mag., do diesis e fa diesis; il
coro termina con un subitaneo smorzando,
dopo del quale squillane ancora le -sette
trombe. A metà del secondo tempo (il
caratteristico Scherzò strumentale) apparisce Mefistofele; egli canta sul motivo
di questo scherzo, il cui trio è di una
semplicità straordinaria : il canto nel
basso. ed una sola nota (fa naturale ribattuto) sopra per accompagnamento.
L'intermezzo drammatico consiste nella
sfida che Mefistofele lancia a Dio, alla cui
voce Boito ha sostituito quello da lui
chiamato chorus mysticus. Sanclus, sanche, rispondono le falangi, anche .questa
volta in progressione cromatica, e l' orchestra con una gran frase discendente,
un po' gounodniana, termina l'intermezzo.
Il coro dei cherubini, terzo tempo, é formato nella sua prima parte con due sole
note, si bemolle, sol naturale. È velocissimo, In tempo di due per quattro, e si
batte in uno, mentre l'accompagnamento
ha una frase il cui ritmo è in tre quarti.
Segue un breve canone a due voci, sempre di -ragazzi, e poi una toccante frase
sulle parole Fratelli teniamci per mano.
Il coro termina con lo stesso movimento
e motivo con cui principia. L'ultimo tempo (salmodia finale) comincia col coro
delle penitenti della terra a cui, poco
per volta, si uniscono i cherubini e poi
tutte e due le falangi celesti che riprendono il coro -già cantato dopo il preludio.
Il prologo termina con i famosi squilli
delle sette ;trombe alle quali risponde
tutta l'orchestra.
Atto primo. La domenica di Pasqua.
Siamo fuori di una delle porte di Francoforte sul Meno, gran folla, gran movimento. Qui la musica è molto descrittiva ; suonano le campane, e accompagnamento orchestrale. cambiando tempo,
battuta per battuta ne imita il ritmo un
po' zoppo. Così pure è bene imitato il
movimento che accompagna la cavalcata
del principe elettore. Faust e \Vaglior
entrano in scena. Il primo esprime i suoi
sentimenti di gioventù ; il canto nel basso
e P:accompagnamento all' acuto danno a
queste poche frasi un' intonazione un po'
wagneriana. Seguono le danze (Obertas)
ed il grazioso coro del Laendler, Il bel
gioranetto sen viene alla festa. Faust e
Wagner si accorgono del frate grigio.
'È bello il loro dialogo È ora degli
spettri fino alle parole Andiam maestro.
Qui, sopra ad un pedale, prima di si be.
molle e poi di si naturale, si ode i I coro
che in lontananza ripete la prima frase
del leandler, e poi, nel tempo che il basso
tiene successivamente a mo' di progressione, e con lunghe corone, alcune note
(si, mi ; la, re ; sol, do). cambia scena.
Siamo nel laboratorio di Faust. Egli entra seguito dal frate grigio che si nasconde nell'alcova. Faust canta allora la
sua prima aria : Dai campi, dai prati,
il cui spunto somiglia assai quello dell' adagio nella Kreulzer sonale di BeeMoven, solo che in questa il movimento
è in due quarti, in quella invece in tre.
Segue poi lo smascheramento di Mefistofele: Son lo spirito che nega, uno dei
più bei pezzi dell'opera, e la frase in re
bemolle di Faust se tu mi doni un'ora,
Uve pure fa capolino Un leggero fare
alla Gounod. Formulato il patto, abbiamo il finale in forma di dilettò (fin
da stanotte) dopo di che Faust e Mefistofele montano Sul mantello di quest'ultimo
e, mentre dovrebbero alzarsi per aria,
cala il sipario.
L' atto seconde (scena del giardino)
comincia co' due duetti, fra loro alternantisi, di Faust e Margherita, Mefistofele e Marta. Vi è poi una bella frase
alle parole : Colma il tuo cor d'un palpito ed un' altra pure bella e voluttuosamente insinuante sulle altre: D'i, non
potrò giammai ecc. L' unione dei due
duetti forma la stretta finale di questa
prima parte dell'atto. Si cambia scena e
siamo nella vallea di Schirk ; è la notte
del -sabba romantico. La situazione di
questa scena nelle sue generalissime linee
non è nuova ; il Freischtitz di Weber, per
esempio, ce ne offre una un po' simile.
Faust e Mefistofele, che lo spinge a salire il monte con l' incalzante cammina,
cammina, sono appena apparsi, che. si
cominciano a sentire !e voci • delle • streghe e degli stregoni i quali si .precipi;
tane in scena gridando : Stant salvi in
tutta l'elerniffi. Curiosa la progressione
di questo coro .per quinta ascendente.
Segue il canto di Mefistofele alle tube
inginocchiate e quindi, dopo una danza
di streghe, la ballata del -mondo che egli
canta con una palla di vetro in mano,
dicendone delle _cotte e delle crude. Espressivo è l'accompagnamento di questa
ballata, ripetendo esso nelle. prime battute il canto, una battuta dopo la voce,
e seguendo sempre scherzosamente -e con
ritmi molto bizzarri le ironiche frasi
di Mefistofele che in fine getta il globo
di vetro in terra, frantumandolo. Riddiamo, riddiamo che il mondo è caduto
prorompe allora il coro, e poco dopo
àvvi l' apparizione di Margherita (altra
reminiscenza del Freischtitz). E bello il recitativo di Faust, a cui servono d'accompagnamento il 'motivo del duetto d'amore
e il caratteristico torci il guardo, del
protagonista. Con la ridda e fuga infernale termina l'atto. L' intreccio delle parti
e la polifonia grandiosa fanno di questo
finale uno dei pezzi migliori, ma anche
più difficili, della musica moderna ; è, e,
come è stato sempre, sarà la disperazione di tutti i maestri di coro.
Atto terzo. La morte di Margherita.
— Orrido carcere e Margherita vaneggiante distesa su di un po' di paglia.
L aria che essa modula, e che comunemente vien detta la nenia, è semplicissima, per parole e per musica. Notevolissima la cadenza che ... non fa cadenza;
ma viceversa poi è degno complemento
del pezzo. A. questo proposito torna acconcio osservare come il Boit° eviti più
che può il modo di cadenzare comune.
Entrano ora Faust e Mefistofele; l' orchestra, molto opportunamente, fa sentire il motivo del duetto d' amore (atto
secondo). Segue il parlato d i Margherita:
Ho avvelenato la mia povera madre
ecc., con accompagnamento semplicissimo,
e il duetto della visione, degno di nota
per un lungo pedale di re bemolle, battuta per battuta leggermente oscillato
dall'arpa. Vi è poi un bel!' adagio in mi
minore : Spunta l' aurora pallida, che
-
.
alcuni vogliono un po' plateale; ciò non
toglie che commuova sempre il pubblico.
Con la ripresa del motivo dominante (coro
del prologo) termina l'atto. È giudicata,
grida Mefistofele ; È salva, risponde il
coro delle falangi celesti ; e mentre quegli e Faust scompaiono, e nel fondo appariscon gli sgherri ed il carnefice, cala
il sipario. L'orchestra ha un ff di alcune
battute in tempo velocissimo. Questo brevissimo atto è uno dei più belli ; qui poco
soprannaturale, ma in cambio molto sentimento.
Atto quarto. Come ho già detto, con
questo comincia la seconda parte dell' opera (Faust II di Goethe). Siamo in piena
Grecia ed in pieno classicismo. Qui il
Boito ha voluto usare, pei versi che fa
cantare ad Elena ed al coro greco, metri greci (come l' esametro e l'asclepiadeo); questi formano grazioso contrasto
con quelli che canta Faust, i quali sono
di forma moderna. Diceva un critico,
scrivendo parecchi anni fa un lungo articolo, a questo proposito, sulla Gazzella
musicale di Milano: « Non ti sembra
questa — son sue parole — una lotta
fra il romanticismo ed il classicismo nella
quale vince quest'ultimo? ». Ma parliamo
della musica.
Ben poco, o punto, si sa della musica greca; appena se ne conoscono i
modi, dorico, frigio, lidico. eolico, ipodorico, nomi, come si vede bene, corrispondenti ad altrettanti di provincie greche ; aggiungi a ciò i tre generi diatofico, cromatico, enarmonico, ed i metodi
fra loro differenti di dividere il tetraccordo dell'Aristos.sene e del Tolomeo, ed
avremo una pallida idea della teoria, ma
non della musica greca. Con questi dati
non poteva certo Boito fare della musica
che in sostanza rispondesse alla situazione scenica ; ma sapendo che la semplicità fu sempre la regola che nelle arti
tenne il popolo greco, procurando Boito
che questa semplicità, avesse la sua musica, è riuscito a dare al sabba classico
un' impronta si originale, nell'originale,
da fare legittimamente suppore che qualche cosa del mondo greco vi abbia. L'atto
comincia con poche battute d' introduzione, in cui una successione di quinte
nel basso per moto retto è da notarsi,
vedete un po' ironia del caso, per il bel'l'effetto che produce. Seguono la graziosa
serenata a due voci (Elena e Panlalis),
il recitativo di Faust e Mefistofele,
quindi la danza in cerchi. Salutata dal
coro entra in scena Elena. Bellissimo il
racconto ch' essa fa della distruzione di
Troia, notevole anche questo per la finale
ove é evitato il modo di cadenzare usuale.
Ed ecco finalmente Faust vestito da cavaliere del XV secolo, il quale intuona
il suo forma ideai purissima, ed a cui
si uniscono poi Eletta, Mefistofele, Pantalis ed il coro, formando cosi lo splendido
concertato che raggiunge addirittura il
sublime nella grande perorazione finale
in la bemolle: Amore, mistero celeste,
profondo ecc. Con alcuni accordi tenuti
dalle Corelidi, che se ne valimi cantando
a bocca chiusa, e con la ripresa delle
prime battute d' introduzione, termida.
questo bellissimo quart' atto, descrizione,
che con prosaico vocabolo moderno dirò
d'ambiente, straordinaria e grandiosa.
E siamo all' epilogo, nel laboratorio
di Faust, mezzo diroccato dal tempo. Se
ne sta egli sul suo seggiolone mesto ed
accasciato. Mefistofele ,dietro di lui l' incita ancora a cercare il suo attimo fuggente. L' orchestra suona il motivo di
Elena nel concertato dell' atto quarto.
Ciò scuote Faust che canta il grande
arioso : Giunto sul passo estremo, nel
quale delinea qual' è il suo sogno supremo. Dopo questo apparisce una confusa visione celestiale, ed in lontananza
odesi il motivo dominante del prologo.
Faust vi fissa gli sguardi, e ad onta che
Mefistefele per distrarnelo, esorcizzando
verso l' alcova, faccia apparire in una
luce calda le sirene (con felicissima ripresa per parte dell' orchestra del mo-
tivo finale dell' atto quarto), egli tien
fermo, pregando, col vangelo stretto fra
le mani. Ad un tratto grida : Sacro attimo fuggente arrestali, sei bello e
muore. Morale : Satana è vinto. Già. durante la preghiera di Faust il coro delle
falangi celesti aveva ripreso il motivo
solito del prologo; qui, giunto ad un
gran Ir vi si unisce quello dei cherubini
che spargon rose sulla salma di Faust
e su Mefistofele che sprofonda, finché
con gli squilli delle trombe celestiali, cui
si unisce tutta l' orchestra, l' opera termina.
Non faccio altri commenti; già troppo
mi vi sono abbandonato in questa vera
e propria articolessa. Domando anzi
scusa di aver si lungamente tediato il
lettore, supposto che abbia avuta la pazienza d' arrivare fin qui, ma non posso
finire senza aggiungere due righe di
storia.
Il Mefistofele fu dato la prima volta
alla scala di Milano il 5 marzo 1868,
ma l' esito fu disastroso. Varie ne furono
le cagioni. Prima di tutto l' opera non
era quale si presentò poi al pubblico la
seconda volta, ma la causa determinante
dell' insuccesso fu affatto estranea alla
musica, e pochi forse la sanno. Era direttore d' orchestra alla scala, e concertava per conseguenza il Mefistofele, il
M.° Mazzuccato, direttore dèl Liceo musicale ove Boito aveva fatti i suoi studi.
Non persuadeva a quest' ultimo interpretazione che l' egregio maestro dava
alla sua opera, ed un bel giorno alle
prove gli levò la bacchetta di mano e
volle dirigersela da sè. Questo fatto urtò
grandemente artisti, coro, orchestra e
quanti altri mai lo seppero ; e come già
tanti anni prima il pubblico di Roma si
era recato in teatro, deciso a fischiare
Rossini che aveva ardito, spudoratezza
secondo lui imperdonabile, musicare il
Barbiere soggetto già trattato dal venerabile Paisiello, così il pubblico milanese
decise fischiare Boito e la sua opera, lo
meritasse o no, per l' affronto fatto al
Mazzuccato.
Però forse fu bene. Il primo Mefistofele, l' ho già detto, era un po' lontano
dalla perfezione del secondo, e Boito,
che in fondo era persuaso della bontà
delle proprie intezioni, sfido io a non
esserlo, procurò di migliorare il suo lavoro. Vi tolse un intero atto ed un intermezzo sinfonico, alcune lungaggini che
riscontravansi in qualche dialogo, accorciò la nenia di Margherita, e levò affatto
il dialogo in prosa che veniva dopo.
Insomma l' opera fu ridotta in forma tale
Che la critica, per quanto abbia arrotato
i suoi ferri, non ha mai potuto trovare
appunti seri da farvi. Cosi, a novella
vita ridonato, il Mefìstofele trionfò con
inaudito, straordinario successo al Comunale di Bologna la sera del 4 ottobre 1875.
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PIETRO PECCHIAI
Si trova spesso in commercio l'essenza
di Sandalo puro d' un prezzo elevato,
mescolata a delle essenze di poco costo,
cioè: di Copaibe e di Cedro, che provocano dei dolori di stomaco o dei mali di
reni, il Sandalo Midy, al contrario,
provenendo unicamente dalla distillazione
del legno di Sandalo Mysore, guarisce in
48 ore e senza fatica, le malattie della
gioventù.
CRONACA
— L' ordine degli avvocati ha
riconfermato a suo presidente con
voti unanimi il senatore professor Buonamici.
— La commissione diretti va
della Unione fra i commercianti e
industriali si recò domenica mattina dal prefetto comm. Gasperini
per presentargli il ricorso contro
le nuove tasse municipali.
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LITOtato
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novella
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I Comure 1875.
La commissione era composta
dei sigg, Fortunato Ciuti, cav. Feroci, Alberto Modigliano, cav. Niccolai e Domenico Piegaia.
A- I titoli del consolidato 4,5090
che non furono a suo tempo depositati con domanda di rimborso,
debbono essere, per la conversione,
sostituiti con altri del consolidato
3,50 "l o sui quali saranno pagabili
le rate di interessi.
Tale sostituzione, che si eseguisce a vista dalla banca d' Italia
per le cartelle al portatore, deve
effettuarsi presso la direzione, generale del debito pubblico, sempre
però a mezzo della banca.
Si invita chiunque -abbia interesse ad ottenere il cambio prima
della scadenza del trimestre in
corso, a presentare subito i certificati alla banca d'Italia.
— Dalla camera di commercio
ed arti di Pisa riceviamo la secruento comunicazione:
I produttori e gli industriali
della provincia potranno prendere
visione, preso la segreteria della
camera, del programma e dei regolamenti dell' esposizione italiana
che avrà luogo in Londra nel corrente anno, e ritirare i moduli per
domande di aree.
Gli artisti della provincia potranno del pari — oltre prendere
cognizione di interessanti comunicazioni — ritirare i regolamenti
e prospetti riguardanti la sezione
belle arti alla mostra suddetta.
— 11 ricupero di un cadavere
dal mare, avvenuto ne' giorni
scorsi vicino alla località detta la
Pinetina, ha fatto nascere la presunzione che si trattasse del cadavere dello scomparso cav. Cerrai,
direttore della Banca pisana.
Coloro che pitt di altri potevano
avere cognizione di qualche particolarità da riscontrare in que' miseri avanzi furon chiamati ad esaminarli e tutti hanno affermato, si
dice, essere quel cadavere per appunto quello del cav. U. Cerrai.
I periti chiamati dal magistrato
per gl'incombenti di legge presenteranno, ad esame e studi compiuti, la loro perizia.
.
CCHIAI
'essenza
elevato,
) costo,
provo.
mali di
ntrario,
illazione
risce in
io della
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te con
profes-
retti va
tanti e
matperini
contro
STATO CIVILE
dal di 17 al di 23 febbraio 1904 inclusive.
NASCITE DENUNZIATE
Maschi n. 23 — Femmine n. 19.
Nati morti n.
MATRIMONI.
Giretti Francesco, impiegato ferroviario,
di Salerno, con Caponi Virgilia, attendente
a casa di S. Giovanni al Gatano, celibi —
Cresconi Spinello, caffettiere, con Lippi
Zoraide, attendente a casa, celibi, di Pisa
— Ferrini Gaetano, impiegato, con Macchiavelli Annita, attendente a casa, celibi, di
Pisa — Pagai Beniamino, vedovo, possidente, di Bientina, con Castroni Elena,
attendente a casa, nubile, di Pisa — Bertini Alfredo, muratore, con Riccomini Leopolda, attendente a casa, celibi, di San
Marco alle Cappelle -- Andreoni Iacopo,
bottegaio, con Orselli Ida, attendente a
casa, celibi, di S. Giovanni al Gatano —
Favati Alessandro, impiegato ferroviario,
di Livorno, con Marradi Anna, attendente
a casa, di S. Marco alle Cappelle, celibi
— Sereni Otello, operaio, con Iacoponi
Edvige, impagliatrice, celibi, di Pisa —
Vaselli Dante, impiegato, di S. Marco alle
;
Prezzi delle grasce vendute in Pisa
tedera ai signori Heinrich Orstein e Giunel niereato del 24 febbraio 1904
seppe Seifent domiciliati a Vienna, i quali
sono invitati a comparire in quella pretura
N. B. I prezzi segnati nella La colonna sono
nel dì 3 marzo p. v. alla verifica dei crerelativi a generi venduti in partita fior ì duzio
diti ed alla proposta di concordato del
1 prezzi segnati nella 2.a colonna riguardano
fallito Visconti Luigi da Ponsacco.
generi venduti in dettaglio doti, compreso
— Bilanci cc. della società cooperativa
Cereali
L. e C. L. e C.
seconda di consumo e soccorso di Porta a Grano gentile I.a
1'tstt. . 20, 20 20,20
mare — Pisa.
Detto di Maremma25, .25 a 25 50
Avena di Maremma marcita 16.10 a 10.2 5
— Bilancio ec. della società cooperativa
PUBBLICAZIONI DI MATRIMONIO.
Granturco I a
nuovoOtt. 11,10 a I 1.10
di consumo e soccorso di S. Giusto in CanColo mbini Alessandro, bracciante, di
. 11,10 a II, 10
Detto di 2 a nuovo ,
nicci, Pisa.
Barbaricina, con Cantini Ada, attendente
Legumi
— La società anonima cooperativa di
a casa, di S. Stefano extra-moenia, celibi
»
24,65
Fagioli bianchi di I.a q. nuovi
consumo
22,89
in Colognole è convocata in as.
Detti mezzani
Catarzi
Antonio,
scritturale,
con
Ber—
Farina
semblea generale per il dì 13 marzo p. v.
nardini Dina, domestica, celibi, di Pisa —
Farina marca li netta da telaa 31,50
—
dì
consumo
La
società
cooperativa
Bindi Francesco, muratore, con Signorini
» a 30 5)
Farina inarca O netta da tela
Isola, attendente a casa, celibi, di S. Mi- e di soccorso di S. Giusto in Cannicci,
Farina marca n netta da tela r
Pisa, è convocata in adunanza generale straSemola iietta da tela.
chele degli Scalzi.
. . 14,00 a 14,50
Semolino l.a quanta da paste
ordinaria per il 3 marzo p. v.
MORII.
da minestra con tela . .a :34 CO
— Con ordinanza del tribunale civile
Fiaschi Ridolfo, vedovo, di anni 75, di
a 14,00
Detto La qualità da ingralso »
beni
di
Pisa
è
stato
incanto
dei
rinviato
l'
S. Giovanni al Gatano — D' Ancona nei
ti i ) <1
escussi a carico di Leopoldo Regolini alla Olio d'oliva I .a •ta, ati . 108,— 106,50
Cassin Matilde, 30, di Cuneo — Martini
udienza 14 marzo 1904, nella quale i lotti
99.— I I 8,50
Detto di 2.a .
vedova Bindi Maria, 73, di Pisa LanVino
ducci nei Pistelli Agnese, 34, di Bagni invenduti saranno esposti all'incanto con
int) di 1.a Ti:dila del piano
S. Giuliano — Contini Adele, nubile, 41, altro sbasso del 10 per cento; e così il
di l'isa,ett. (nuovo) . 25. -primo lotto sarà esposto per lire 704,59; il
di Bagni San Giuliano — Paolicchi Gio22, --Detto di 2.o ■ruttit,, »
secondo lotto per lire 787,97; il terzo lotto
Detto di colliaa La quanta 32, —
vanni, coniugato, 66, di San Giovanni al
'23. --.
Detto di 2.8
per lire 362,88 ; il quarto lotto per lire
Gatano — Polidori Lorenzo, 8, di Vagli
1254,58; il quinto lotto per lire 410,32;
Sotto — Biasci Navilio, 8 — Lorenzini
PASQUALE, FINALI, gerente i sp.
vedova Giovannetti Carolina, 70, di Pisa l' ottavo lotto per lire 987,43; il nono lotto
per lire 533,83; ed il decimo lotto per lire
Paoli Niccola, coniugato, 70, di Pisa
1937,19.
Federigi Francesca, nubile, 73 — Bianchi
— La società anonima cooperativa di
Comperato
Francesco, coniugato, 78 — Ottolenghi conte
Collesalvetti
è
convocata
in
assemblea
geLeonetto, coniugato, 58, d' Asti — Domenichini negli Orsolini Cleofe, 64, di Pisa nerale per il 13 marzo p. v.
— I soci della società cooperativa di
— Pellegrini Giovanni, coniugato, 76, di
Chiedete i campioni delle nostre novità
consumo
di Barbaricina, Pisa, sono convoper primavera ed estate.
Riglione — Rosellini nei Giordani Desicati ali' assemblea generale che sarà tenuta
Specialità: FOULARDS seta stampati, seta
derata, 23, di S. Marco alle Cappelle —
il
dì
28
corrente.
greggia,
Méssalines, Louisines, Ricami svizLodovigi Fortunata, nubile, 66, di Pisa —
avviso
di
un
ecc.
per abiti o camicette da L. 1,20
—
Seconda
pubblicazione
zeri
Poli Rosa, nubile, 55, di Pisa — Donati
il metro.
con cui si fa noto che alla udienza 8 aAttilio, coniugato, 28, di Cascina — CarVendiamo direttamente ai privati e spesaranno
prile
1904
del
Pisa
tribunale
di
dosi Assunta, nubile, 60, di Barga.
diamo le stoffe di seta scelte franco di porto
esposti i beni espropriati in danno di Laze dazio a domicilio.
E più n. 10 al disotto di 5 anni.
zeri Guglielmo ed altri, per i quali è stato
RESIDENZA.
CAMBIAMENTI DI
Schweizer & Co., Lucerna L 68
offerto il prezzo di lire 200 della creditrice
(Emigrati).
(Svizzera)
Ferroni Armando, a Lucea — Guidi istante.
Esportazione di seterie. — Fornitoti di Real Case.
Sunto degli alti legali inseriti nel
Giovanni, a Lodi.
supplemento
al n. 67 (19 febbraio 1904).
(Immi grati).
— Avviso' di convocazione d'assemblea
Loreuzini Narciso, da Bagni San Giugenerale degli ascritti della banca popolare
liano — Lodovichi Demiro, da Livorno.
cooperativa di Laiatico 6 marzo 1904.
— Avviso per nuovo incanto, per mancanza di offerenti, e con ribasso di sei
decimi sugli immobili da espropriarsi in
danno della signora Rosa Ficini vedova
Qu elle persone che hanno la digestione
Maccanti in proprio e N. N. dei suoi tigli
lenta e laboriosa dovranno far uso, dopo i paminori. L' incanto sarà tenuto all' udienza
sti, di 2 o 3 Pastiglie Vichy-État.
ALBUMINA PURA
DEL LATTE FRESCO
del tribunale di Pisa 3 marzo 1904, nella
Confetto piacevelissimo ed assai digestivo in
IL PU GRANDE FATTORE
quale il lotto primo verrà esposto per lire
in virtù del sale Viehy-13tat che nè è
NATURALE
lire
237,79;
e
lotto
secondo
per
386,47;
il
la base. Esigere: " Pastiglie Vichyil lotto terzo per lire 662,67.
113ttat " che si vendono in scatole metal-
Cappelle, con Carrara Velia, impagliatrice,
di Pisa, celibi — Paradossi Ezio, perrucchiere, di S. Marco alle Cappelle, con Antognoli Jolanda, stiratrice, di Pisa, celibi
— Favati Enrico, impiegato, con Betelli
Caterina. attendente a casa, celibi, di San
Giovanni al Gatano — Tarozzi Giulio, professore, con Anselmi Cleofe, ostetrica, di
Pisa, celibi.
. .)
FOULARD SETA!
-
UNA BUONA DIGESTIONE
PlasiuM?
I I
liche sigillate.
'II.A. rri _Ft i
La comica compagnia R. Landini„ diretta dall' artista Niccoli
(stenterello), per aderire al desiderio espressole da molti cittadini
ieri sera dette principio nel R. teatro Rossi, alla prima delle 5 rappresentazioni straordinarie richiestele.
Stasera rappresenta : Ipnotismo
coniugale, e La bella tabaccaia.
Il teatro di marionette in piazza
S. Paolo all' Orto continua ad
essere frequentato da numeroso
pubblico che si diverte moltissimo
al nuovo ballo La spada magica.
Domenica 2 rappresentazioni la
prima a ore 4 e mezzo e l' altra
a ore 8 e mezzo.
ATTI GIUDIZIARI[
Sunto degli atti legali inseriti nel
n. 66 (16 febbraio 1904) del supplemento
al foglio periodico della R. prefettura di
Pisa.
Sunto di notificazione di avviso dell' uffiziale giudiziario della pretura di Pon—
— Estratto di bando per nuovo incanto
dei beni da escutersi a danno di Nassi
Giovanni fu Salvatore di Pisa.
A detto incanto sarà proceduto alla udienza del tribunale di Pisa 29 febbraio
1904, per il prezzo ribassato del 95 per
cento, e cioè per lire 850.
— Con ricorso esibito nella cancelleria
del tribunale civile di Pisa è stata domandata la nomina di un perito per procedere
alla stima della fattoria di Alica posta in
comunità di Palaia e Peccioli con fabbricato per uso di agenzia e padronale composta di 24 poderi fra piccoli e grandi, pià
alcuni terreni boschivi cedui e molte terre
tenute a conto di fattoria con inoltre tre
casette da pigionali insieme unite e situate
nel castello di Alica: aventi tutti i suddetti beni una rendita imponibile per i
terreni di lire 9567,80 ed una rendita accertata per i fabbricati di lire 558,50 per
il comune di Palaia, ed una rendita imponibile per i terreni in comunità di Peccioli di lire 1971,02. In comunità di Pisa
un palazzo situato Lungarno Galileo, con
rendita imponibile di lire 1500.
— Avviso del sindaco di Cascina riguardante la dichiarazione di opera di pubblica
utilità, emessa con decreto prefettizio,
merito all'ampliamento del cimitero per
la frazione di Marciana, seguìto dalla indicazione del prezzo offerto e dall' elenco
dei possidenti da espropriarsi per la esecuzione di detto ampliamento.
•,11.1,■11. II. • 11.3 •
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