Rassegna Internazionale di vita musicale - Concerti - Opera - Balletto ANNO L I gennaio 2015 euro 6, 50 ISSN 0544-7763 178 105 (nuova edizione) Poste Italiane S.p.A. -Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/04 n. 46) art. 1 comma 1/DCB Roma Cenerentola Romabarocca Rusalka La leggenda del fiore di Lino 1 mm105.indd 1 22/12/2014 18:40:33 rivista n.102 Rassegna Internazionale di vita musicale - Concerti - Opera - Balletto ANNO L I dicembre 2013 euro 6,50 ISSN 0544-7763 175 102 (nuova edizione) La Fisarmonica Digitale Kisetsu No Iro Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/04 n. 46) art. 1 comma 1/DCB Roma Guglielmo Tell 1 rivista n.103 Hai rinnovato l’abbonamento a “IL MONDO DELLA MUSICA” Rassegna internazionale di vita musicale Concerti - Opera - Balletto Rassegna Internazionale di vita musicale - Concerti - Opera - Balletto ? AFFRETTATI!!! 1 rivista n.104 Poste Italiane S.p.A. -Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/04 n. 46) art. 1 comma 1/DCB Roma ISSN 0544-7763 Rassegna Internazionale di vita musicale - Concerti - Opera - Balletto Questo è il futuro del TEATRO DELL’OPERA? DJ sul palcoscenico e discoteca nel golfo mistico Nessun dorma!!! ANNO L I ottobre 2014 euro 6, 50 177 104 (foto diTerry O’Neil) (nuova edizione) 1 * Gli abbonamenti non disdetti entro il 20 gennaio si considerano tacitamente rinnovati. La rivista si può ricevere solo per posta con un abbonamento* ordinario di euro 20,00 Abbonamento sostenitore minimo euro 60,00 Abbonamento benemerito oltre euro 100,00 Le rimesse si effettuano sul c/c postale 14644009 indirizzate a IL MONDO DELLA MUSICA Via Flaminia Nuova, 241 - 00191 ROMA 2 mm105.indd 2 22/12/2014 18:40:34 Sommario All’opera di Roma UNA RUSALKA ACQUITRINOSA di Lorenzo Tozzi 6 Moncalieri dedica IL FESTIVAL DEL JAZZ ad Adolphe Sax di Angela Funaro Gli ottanta anni di ROLANDO NICOLOSI di A. F. IL ROMABAROCCA ENSEMBLE di Luigi Bellingardi 8 Il TELL di Rossini e la LADY MACBETH di Sciostackovic a Bologna di Ivana Musiani 12 LA LEGGENDA DEL FIORE DI LINO 14 al Nazionale di Roma di I. M. BON TON di Ivanhoe 13° Edizione DEL CONCORSO OTTAVIO ZIINO di A. F. INFINITO TANGO tra classico e moderno di Alberto Cervi NARNI la Salisburgo Italiana di Maria Serena Tait RICORDANDO I PRIX DE ROME per la musica Francese di Lorenzo Tozzi A colloquio con CLAUDIO SCIMONE di Lorenzo Tozzi 15 16 RASSEGNA INTERNAZIONALE DI VITA MUSICALE -CONCERTI OPERA -BALLETTO 18 19 20 21 22 25 a cura di Angela Funaro 26 LIBRI E CD 29 NOTIZIE a cura di Luigi Bellingardi La rivista si può ricevere solo per posta con un abbonamento* ordinario di euro 20,00 (per l’estero euro 25,00) Abbonamento sostenitore minimo euro 60,00 Abbonamento benemerito oltre euro 100,00 Le rimesse si effettuano sul c/c postale 14644009 indirizzate a IL MONDO DELLA MUSICA Via Flaminia Nuova, 241 -00191 ROMA FONDATRICE Lydia Boni EDITORE DIRETTORE RESPONSABILE MARIA ELISA TOZZI Comitato di Redazione LUIGI BELLINGARDI DOMENICO CARBONI LORENZO TOZZI Direzione -Redazione -Amministrazione Via Flaminia Nuova, 241 -00191 Roma Tel. -Fax 06 3297736 Grafica: Eurolit srl Stampa: Pignani Printing srl Associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana Anno 2015 Abbon. to in Italia euro 20, 00 Abbon. 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Quelli che si sentiranno vecchi solo quando i rimpianti saranno superiori ai sogni. 4 mm105.indd 4 22/12/2014 18:40:45 editoriale di Maria Elisa Tozzi Riflessioni di fine anno Il sorprendente provvedimento preso dalle alte sfere politiche e organizzative nostrane, di licenziare le masse artistiche del Teatro dell’Opera di Roma (opportunamente riconsiderato) c’induce, come musicisti professionisti, a delle serie riflessioni. Il nostro paese sta subendo un periodo di grande decadenza morale provocando una crisi profonda in tutti i settori con totale perdita della serenità. Di fronte a tanto sfacelo non è possibile restare indifferenti ma è necessario alimentare il meglio per evitare reazioni negative, purtroppo, imprevedibili. C’è d’augurarsi che il 2015 diventi un anno di vero cambiamento iniziando da una trasparente e costruttiva politica saggiamente gestita, recuperando quel garbo che pare smarrito o dimenticato. Sarebbe opportuno incentivare la formazione culturale attualmente considerata da molti un optional. E ancora perché non potenziare l’insegnamento musicale rendendolo obbligatorio a tutti i livelli di studi? L’Italia, il paese della musica, non può continuare a ignorare la sua storia!.. Se gli italiani fossero indirizzati dall’infanzia all’arte dei suoni come avviena in Europa, i risultati nel tempo sarebbero sicuramente diversi. Insomma, vogliamo credere e sperare in un anno di rinascita, di grande ripresa collettiva, riesaminando tutto ciò che tempestivamente va riveduto e corretto. Forse così, sarà possibile ritrovare quella fiducia e quell’ottimismo che in questo momento di buio ci appaiono lontanissimi, irraggiungibili. A tutti “Buon Anno!” 5 mm105.indd 5 22/12/2014 18:40:49 Inaugurazione in minore all’Opera di Roma UNA RUSALKA ACQUITRINOSA D oveva essere l’Aida diretta da Riccardo Muti il biglietto di presentazione della stagione lirica 2014-15 del Teatro Costanzi di Roma. Ma le note vicende del “gran rifiuto” del celebre Maestro hanno indotto la direzione dell’Opera a più miti consigli e non potendosi reperire Antonin Dvorak sembra appartenere ancora al filone tardoromantico. E questo non solo per il libretto del giovane Jaroslav Kvapil intriso di elementi fiabeschi, ma anche per la musica, aliena da ogni comprensibile modernismo, di Dvorak che già aveva trattato siffatti argomenti in poemi Il tema aveva goduto di singolari fortune nell’Ottocento grazie a una novella di De la Motte - Fouqué musicata da Lortzing e da Theodor Hoffmann e alla celebre di Andersen oggi scolpita sulla spiaggia di Copenhaghen, ma si arricchisce in Dvorak di sfumature sentimentali inedite e di Rusalka Svetla Vassileva (Rusalka)_®Yasuko Kageyama bacchetta all’altezza di tanta bisogna, si è ripiegati su una defilata opera boema, la Rusalka di Dvorak, proprio poco adatta ad una serata inaugurale in quanto certo non popolare ed in lingua ai più ostica. Anche se cronologicamente appartenente al secolo breve (andò infatti in scena al Teatro Nazionale di Praga alla fine di marzo del 1901), la favola lirica in tre atti Rusalka del boemo sinfonici ispirati a ballate popolari di Karel Jaromir Erben (1896) tra cui una espressamente dedicata allo Spirito delle acque. E proprio a una creatura acquatica, una ninfa che per amore assume sembianze umane con conseguente tragico epilogo, si ispira l’opera di Dvorak, che questa volta fa uso del fiabesco in senso patetico e simbolico piuttosto che grottesco o comico come in precedenza. elementi ispirati alla tradizione popolare. Tipici del boemo, che fu anche direttore del Conservatorio di New York, anche l’impressionismo del ritratto ambientale acquatico e il ricorso a Leimotive per delineare i diversi personaggi ed il loro stato sociale. L’allestimento inaugurale del Teatro Costanzi era firmato dal regista Denis Krief, noto per alcune sue apparizioni alla Sagra malatestiana di Rimini, il 6 mm105.indd 6 22/12/2014 18:40:51 Rusalka foto di scena ®C.M.Falsini quale curava anche costumi e scenografie, mentre il direttore norvegese Eivind Gullberg Jensen era chiamato a guidare un cast formato dal soprano bulgaro Svetla Vassileva nei panni del titolo, Maksim Aksenov in quelli del Principe e Steven Humes come Vodník, lo Spirito dell’acqua. “Il palco – ha spiegato il regista di formazione cosmopolita – sarà come una scatola chiusa per rendere la dimensione cameristica della storia e lavorare più sulla recitazione. Rusalka è l’opera che racconta un rito di passaggio alla fine dell’adolescenza. C’è la scoperta della sessualità, il desiderio dei sensi di una ragazza che non vuole più essere bambina”. Si trattava di non far rimpiangere in fondo lo sparagnino allestimento del Teatro di Ostrava visto già a Roma nel 2007. Sconosciute restano le ragioni che hanno suggerito di scegliere un’opera marginale come la Rusalka per l’ inaugurazione della nuova stagione. Certo non poco debbono avere pesato condizionamenti di austerity e tutti devono aver tirato un sospiro di sollievo alla apertura del sipario dopo il lieto esito della ben nota e spinosa vertenza. Eccoci così piombati nelle nordiche leggende acquitrinose care all’Est europeo con la storia di una povera ninfa, tanto bisognosa di amore da scegliere la natura umana nonostante la consapevolezza di una pesante maledizione. Vicende fiabesche che dovrebbero assurgere a viva umanità senza riuscirci. Dvorak rimane infatti sospeso tra un certo epos post-wagneriano (i melismi delle tre Ondine che ricordano le Figlie del Reno del Rheingold) e il melodismo italiano, senza potersi paragonare minimamente ai due esemplari modelli. La scarna vicenda è calata dal regista Denis Krief entro uno stanzone ligneo claustrofobico con due botole per le vie di fuga e un saliscendi di pannelli didascalici ambientali (una lacustre losanga argentata, un canneto, un bosco, la facciata di una casa di sughero, un colonnato), tutto in perfetta sintonia con le imperanti ragioni economiche. Ci si muove così in un’atmosfera più realistica che fiabesca con un Signore delle acque con lunga palandrana nera e arroganza da perfetto camorrista, tre Ondine in tuta da piloti di Formula Uno e grandi veli di tulle, la infelice Rusalka in tubicino e ballerine bianche e lo stralunato corpo di ballo in spericolate minigonne. Insomma ancora una volta si resta a metà: né realismo né fiabesco, proprio come Dvorak che rimane indeciso tra le tinte liriche e quelle drammatiche, anche se il direttore Jensen dimostra più congenialità alle seconde. Alcuni momenti ( la strega che danza, la cuoca e lo sguattero) denunciano addirittura tratti comico- grotteschi, un tono lontano dalla tematica generale. Alla prima svettavano vocalmente i tre protagonisti: la candida ma mai toccante Rusalka di Svetla Vassilieva, il principe borghese di Maksim Aksenov e lo scultoreo Spirito dell’acqua di Steven Humes, ma non hanno demeritato neppure gli altri. Alla fine applausi incoraggianti, ma non senza qualche perplessità di fondo. Tra il pubblico in sala, a riempire prevedibili vuoti, molti studenti di licei romani gettati senza adeguata preparazione nel mondo magico di un’opera non proprio adatta a loro. Speriamo che una volta tanto il buon giorno non si veda dal mattino. Lorenzo Tozzi 7 mm105.indd 7 22/12/2014 18:40:52 Il ROMABAROCCA ENSEMBLE I l Romabarocca Ensemble è stato fondato nel 1994 dal musicologo Lorenzo Tozzi per la riscoperta del vasto repertorio musicale italiano centro-meridionale e soprattutto romano del Sei-Settecento in esecuzione filologica. È oggi costituito da Laura Scipioni e Corrado Stocchi (violini), Gianfranco Russo (viola), Matteo Scarpelli (violoncello), Marco Pesci (tiorba) e Lorenzo Tozzi (cembalo e direzione). In repertorio, con strumenti originali o copie, musiche inedite e rare, strumentali e vocali, sacre e profane, del barocco italiano, oratori, cantate, melodrammi ed intermezzi comici anche in forma scenica. OPERE COMPLETE IN REPERTORIO: E. de’ Cavalieri: Rappresentazione di Anima e di Corpo (Roma, 1600) A. Agazzari: Eumelio (Roma,1606) favola boschereccia G. Cornacchioli: La Diana Schernita (Roma,1629) favola boschereccia A. Scarlatti: Il Pastor di Corinto (Napoli 1701) favola pastorale A. Scarlatti: Giuditta (Roma 1710) oratorio versione di Cambridge F. Gasparini. L’Avaro (Venezia 1720) intermezzo J. A. Hasse: Antonio e Cleopatra ( Napoli, 1725) serenata a due voci L. Leo: Decebalo (Napoli 1743) festa teatrale Serata Farinelli (Carlo Broschi) La voce regina Serata Rainaldi architetto e musico del popolo romano (1611-1691) G.B. Pergolesi: La Serva padrona (Napoli 1734) Haendel: Il Trionfo del Tempo e del Disinganno (Roma 1707) P.Quagliati: La Sfera armoniosa (Roma 1622) D ar conto minutamente dell’attività artistica in Italia e all’Estero del ROMABAROCCA ENSEMBLE è impossibile per ragioni di spazio, Abbiamo pertanto avvicinato Lorenzo Tozzi per chiarire alcuni punti interessanti della sua esperienza artistica e organizzativa. Maestro Tozzi, il far musica d’un artista come d’un didatta specialista ha sempre delle radici lontane. Qualche giorno fa, leggendo un repertorio dei Corsi di direzione d’orchestra di Franco Ferrara a Santa Ce- cilia ho letto il suo nome. In altra sede, parlando una volta con Alan Curtis ho appreso che lei era stato suo allievo in perfezionamento nel teatro barocco. Di qui il quesito: quando e perché ebbe a decidere di affiancare alla professione di insegnante di Storia della danza e di Storia della musica il progetto del Romabarocca Ensemble? Ho cominciato la mia carriera di musicologo occupandomi negli Anni Settanta dell’età che intercorre tra Gluck e Rossini: dunque molto Cherubini, Spontini, musi- ca napoleonica ma anche scuola napoletana (Cimarosa, Paisiello, Piccinni di cui ho curato edizioni critiche per Ricordi). Quando ero giovane avevo già sperimentato la musica da camera suonando Telemann ma non potevo ancora possedere una coscienza filologica. Poi sul finire degli Anni Ottanta ho diretto per diversi anni la prestigiosa Accademia barocca. Solo all’inizio degli Anni Novanta (grazie anche a dei corsi fatti con Curtis e Christensen) ho potuto avvicinarmi alla prassi filologica barocca ed allora ho comunicato a mettere a frutto la mia esperien- 8 mm105.indd 8 22/12/2014 18:40:52 za musicologica sul campo pratico (del resto oltre al pianoforte, ho studiato composizione, musica corale e direzione d’orchestra). E’ questo forse il mio segreto, quello di essere al contempo musicologo (ho lavorato anche per la Fondazione Rossini e per il Cantiere di Henze) e musicista. Ed è davvero una gioia poter recuperare musiche dimenticate e portarle al pubblico di oggi (qui nella scelta mi aiuta anche la mia sensibilità di critico nel capire come e se sono tuttora accettabili). Il problema è semmai che in questo Paese non si fa abbastanza ricerca e finisce così col pestare sempre lo stesso orto musicale. Io invece da sempre, musicalmente parlando, amo andare controcorrente e seguire i sentieri solitari. Quindi opere meno note di autori celebrati (Leo, Haendel, Scarlatti) o autori semisconosciuti (Agazzari, Cornacchioli, Quagliati, Cavalieri) che sono invece il tessuto connettivo della storia musicale. Il nome dell’Ensemble e dell’associazione (Romabarocca in una sola parola) è già un programma. realtà è la mitologia che vi è trattata in maniera anticonvenzionale per i tempi. Ma a me interessa no): Apollo scende nell’Inferno per riportare alla vita il “peccatore” Eumelio che si è fatto corrompere da cattivi compagni. Tra il 1996 e il 2000 l’Ensemble conosce una notevolissima carriera internazionale per tornare nel 2000 in coincidenza del Giubileo ad una particolare riproposta nella basilica di San Paolo della “Rappresentatione di Anima et di Corpo” (1600). Poco dopo è la volta della Giuditta” di Alessandro Scarlatti. In G. Cornacchioli La Diana Schernita Roma 1629 cosa consiste la versione di Cambridge di questo anche ciò che c’è dietro le opere, oratorio? lo spaccato sociale e le allusioni più o meno sotterranee all’epoca Ci sono due versioni della Giuditin cui le opere hanno visto la luce. ta di Scarlatti. Quella di Napoli è Così nella Diana Endimione tracon trombe e 5 personaggi, quella vestito da Atteone canta alla luna scelta da noi ( che si trova a Cam(l’impura Diana dea della castità) bridge) è invece a 3 soli persocon un anacronistico cannocchianaggi (Giuditta soprano, Oloferne le. (Chiara l’allusione a Galileo tenore e la nutrice contralto) e per che aveva scoperto le macchie lusoli archi ma è egualmente molto nari). Così anche l’Eumelio, che efficace. L’abbiamo fatta più volfu subito accettato da Luciano Alte sia al Gonfalone che al Festival berti a Siena, che mescola mitobarocco di Viterbo e Verona. Della logia e controriforma (il mito di Rappresentazione per il Giubileo Orfeo ad uso del Seminario romadel 2000 conservo un ricordo bel- Con quale orientamento storico ed estetico ha scelto, già nel 1994, vent’anni fa, di allestire in forma scenica al Festival di Tagliacozzo la “Diana schernita” (1629) di Giacinto Cornacchioli e due anni dopo alla Chigiana di Siena, una ribalta di grande prestigio internazionale, l’ “Eumelio” (1606) di Agostino Agazzari? Ero molto interessato ( e lo sono tuttora) all’opera romana così bistrattata e misconosciuta. Solo all’estero la si può talvolta ascoltare. Inoltre avevo letto di un saggio ( in realtà irreperibile) su questa prima opera comica (la Diana): in E. de’ Cavalieri Rappresentazione di Anima e di Corpo Roma 1600 9 mm105.indd 9 22/12/2014 18:41:08 lissimo: c’era davvero tanta gente e molti erano commossi dalla musica di Cavalieri che ho cercato a volte di rendere anche qui attuale (le fiamme minacciate non erano allegoriche ma reali come quelle che in quello stesso febbraio del 1600 arsero sul rogo Giordano Bruno a Campo dei Fiori a pochi metri dalla Chiesa Nuova, dove ebbe luogo la prima). La scoperta nel 2003 di Carlo Rainaldi, architetto e musicista, come è avvenuta? Sapevo di questa rarità: un architetto – musicista in una Roma dove c’erano tante fabbriche aperte, quella di Bernini, Borromini e Pietro da Cortona. E’ un progetto che mi ha preso molto tempo ed energie per raccogliere oltre 20 cantate e duetti da tutti i fondi musicali (addirittura una in Illinois). Devo dire che a ricerca già avviata ho avuto l’incoraggiamento prezioso e illuminante di un grande maestro come Paolo Portoghesi (l’abbiamo anche eseguito per la Mostra Roma barocca a Castel S. Angelo e all’Accademia di S. Luca) della Accademia di San Luca e inizialmente dell’Ordine degli Architetti Il 2005 è legato alla rivalorizzazione del “Decebalo” (1743) di Leonardo Leo, con approdo alla documentazione discografica. Nello stesso anno vi è il “Notturno d’Arcadia”: di chi è? con quale idea? Il Decebalo (eroe nazionale rumeno nella resistenza dei Daci contro Roma) nacque da una coproduzione con la Romania e fu eseguito oltre che a Tagliacozzo anche al Teatro Ateneul (in forma di concerto) ed all’Opera di Bucarest (in forma scenica). Il progetto avrebbe dovuto proseguire con il Traiano di Mancini, ma per la mancanza di fondi si è arenato. Cantanti e strumentisti erano sia italiani che rumeni. Il Notturno d’arcadia è invece un mio testo dedicato alla sfortunata poetessa arcadica Petronilla Paolini Massimi di Tagliacozzo, moglie del governatore di castel S. Angelo. E’ un visionario monologo notturno in cui la poetessa, allontanata dai figli e relegata in un convento, rivede come un flashback la sua vita. Vi erano intercalate alcune cantate di Badia (accompagnate da me al cembalo) autore che mise in musica dei testi di oratori di Petronilla. Senza meno meritorio il fatto che riesca a trovar la via della registrazione discografica di queste riscoperte moderne. L. Leo Decebalo Napoli 1743 di Roma e del Lazio. Credo sia davvero una scoperta importante che mette in luce un personaggio eclettico e originale Anche per i lavori più conosciuti come la sequenza drammatica “Marc’Antonio e Cleopatra” di Hasse o del “Trionfo del Tempo e del Disin- ganno” di Handel segue l’impostazione esecutiva di Alan Curtis o dei criteri propri? No, procedo sempre secondo miei criteri. La quadratura del cerchio è essere filologicamente attendi- J. A. Hasse Antonio e Cleopatra Napoli 1725 bili ma anche comunicativi ad un pubblico d’oggi. Fare solo arida filologia annoiando magari il pubblico non serve alla musica. Non ho registrato Antonio e Cleopatra che è un capolavoro, cerco sempre se possibile un esito discografico perchè rimanga qualcosa del lavoro fatto anche con i limiti della registrazione live. Nel 2007 è la volta della riproposta moderna de “Il pastor di Corinto” (1701). Fa parte del Progetto Leonardo Leo? In un certo senso si. Ho molto lavorato anche come musicologo sulla scuola napoletana ora dopo la Giuditta si ripresentava la possibilità di un’opera rara di Alessandro Scarlatti una delle tre pastorali ovvero di mezzo carattere. E’ stata una bella impresa nella quale ho coinvolto il mio compagno di scuola Tito Schipa jr e il pittore Cannelli. E’ il primo esempio di opera barocca a fumetti. Un aiuto apprezzato per il pubblico, visti i limiti economici della messinscena. In realtà di Scarlatti, padre della musica europea, ci sarebbe ancora molto da scoprire. 10 mm105.indd 10 22/12/2014 18:41:08