Cambiamento e Sviluppo organizzativo: struttura, clima e cultura di Emanuele Cadario [email protected] università degli studi di torino 1 Le organizzazioni differiscono tra loro in termini di… struttura prodotti e servizi cultura L’analisi di tali aspetti si dimostrerà essere prerequisito imprescindibile onde evidenziare difficoltà e incentivi alla realizzazione del cambiamento organizzativo. [email protected] università degli studi di torino 2 Sviluppo organizzativo Prevede set di attività pianificate che permettono all’organizzazione il passaggio da uno stato in essere ad un altro. punto di partenza comune è individuare la necessità di cambiare, segue l’azione [email protected] Esistono programmi di sviluppo: • per nuovi prodotti e attività • come strategie di adattamento • per superare disfunzioni università degli studi di torino 3 Struttura Weber (1922) riferiva della struttura a proposito della organizzazione burocratica e ne individuava alcune variabili di studio: Dimensione Livelli gerarchici Grado di centralizzazione/decentralizzazione decisionale Controllo Dimensione del lavoro Per la prima volta c’è associazione tra struttura gerarchica (e centralizzazione) e funzionalità. [email protected] università degli studi di torino 4 Ma le strutture burocratiche gerarchizzate mostrarono presto i loro limiti Storicamente si identificano 2 gruppi di risposte ai problemi legati ad una divisione del lavoro troppo “stretta” come quella voluta dalla burocrazia Sistemi socio-tecnici (Trist, 1951) Teoria delle caratteristiche del lavoro (Hackman, 1976) Una terza strada, piuttosto recente (decennio 1990-2000), ha tentato di unificare i due approcci partendo dagli elementi mancanti di ognuno di essi. [email protected] università degli studi di torino 5 Sistemi sociotecnici Studi di Trist e Bamforth (Tavistock Institute of Human Relations), 1951 Il contesto: nelle miniere di carbone è stato introdotto il metodo della parete lunga; ci si attende aumento dell’efficienza e diminuzione della fatica Il problema: ogni minatore svolge un solo compito parcellizzato (vedi Taylor e lo Scientific Management); ha meno rapporti sociali e più strutturati; non riceve aiuti I risultati: assenteismo, turnover, tensione, aumento infortuni, caduta efficienza La spiegazione: il metodo introdotto porta a rompere i tradizionali gruppi di lavoro che si reggevano sulla solidarietà lavorativa e creavano legami interpersonali e senso di appartenenza L’intervento e la soluzione: ricomporre i gruppi e ridistribuire il lavoro con più mansioni per ogni minatore [email protected] università degli studi di torino 6 I sistemi socio-tecnici sottolineano che… • il lavoro deve essere razionalizzato partendo dalle esigenze dei lavoratori • i gruppi devono essere composti da persone con sufficienti capacità specifiche • ai gruppi deve essere lasciata la flessibilità di self-organization; ciò garantisce flessibilità date le esigenze differenti provenienti da molteplici ambienti • occorre legare l’aspetto sociale e psicologico a quello tecnico-operativo • si necessita di identificare le richieste ambientali e impostare piani e politiche di sviluppo [email protected] università degli studi di torino 7 Teoria delle caratteristiche del lavoro [email protected] Accrescere il contenuto motivazionale del lavoro Aumentare la varietà e la complessità dei compiti individuali Incrementare l’autonomia Migliorare la comunicazione favorendo feedback università degli studi di torino 8 Ricerche recenti evidenziano i limiti dei primi due approcci: 1. L’analisi socio-tecnica è vaga sulla spiegazione del successo dei gruppi di lavoro autonomi 2. La teoria delle caratteristiche del lavoro manca di una solida teoria del gruppo Cohen (1996): migliorando la qualità della vita lavorativa e favorendo la progettazione di compiti di gruppo è possibile incrementare la performance. Gruppi di lavoro autonomi mostrano più capacità di gestione del compito, più fiducia nel risultato, minor grado di patologie sociali (turnover, assenteismo,…) e superano in produttività i gruppi tradizionali dopo appena 4 settimane. [email protected] università degli studi di torino 9 Cultura Teoria z di Ouchi (1980) evidenzia le differenze tra: La realtà delle organizzazioni Japan La realtà delle organizzazioni U.S.A. solo di gruppo singolari ricompense impegni a lungo termine carriera decisioni [email protected] per progresso individuale lenti avanzamenti ricerca di approvazioni frequenti dalla base della gerarchia controllo centralizzato università degli studi di torino 10 Con la descrizione delle differenze organizzative all’interno di una società nasce il concetto di cultura organizzativa Significati • insiemi di modi di fare le cose • credenze, valori, costumi, norme di comportamento • modelli di trasmissione sociale • leggende e miti • più sottoculture [email protected] università degli studi di torino 11 Schein, 1985 3 tipi di visioni per realizzare un cambiamento della cultura organizzativa: 1. Antropologica: la cultura è troppo sedimentata ed è difficile modificarla specie nel tempo breve 2. Business management: occorre uno sforzo per poter cambiare la cultura organizzativa 3. Leader strategico: promuove il cambiamento nella direzione desiderata [email protected] università degli studi di torino 12 Curiosità bibliografiche Cohen S.G., Ledford G.E. Jr. & Spreitzer G.M. (1996), A predicative model of self-managing work team effectiveness, in “Human Relations”, 49, pp. 643-676. Hackman J.R., Oldham G.R. (1976), Motivation through the design of work: Test of a theory, in “Organizational Behavior and Human Performance”, 15, pp. 250-279. Ouchi F. (1980), Theory z: How American management can meet the Japanese challenge, New York, AddisonWesley. Schein E.H. (1985), Organizational culture and leadership, Washington, Jossey-Bass. Trist E.L., Bamforth K.W. (1951), Some social and psychological consequences of the Long-Wall method of Coal-Getting, in “Human Relations, 4, ripubblicato in D.S. Pugh (a cura di), Organization theory, Londra, Penguin, (1971). [email protected] università degli studi di torino 13