Novembre 2011 Veci e Bocia - 1 PERIODICO DELLA SEZIONE DI MILANO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI Anno 59 - Numero 4 - Novembre 2011 Dal Direttore La fine di ogni anno è il tempo dei consuntivi. Con il 2011 va a chiudersi l’anno del 150° dell’unità nazionale che per noi Alpini è stato denso di momenti che ci hanno arricchito moralmente e di cui abbiamo letto molto nella nostra stampa. Per noi Alpini già si prospettano altri importanti anniversari: nell’ottobre 2012 celebreremo il 140° di fondazione delle Truppe Alpine, impegno che vedrà coinvolta la nostra Sezione. Nel 2012 ci sarà anche il 60° dalla prima uscita del nostro caro “Veci e Bocia”. A queste due importanti ricorrenze daremo evidenza con alcune interessanti iniziative. Con quest’ultimo numero del 2011 voglio ringraziare coloro, e sono stati davvero tanti, che hanno collaborato alla preparazione del nostro giornale, rendendosi disponibili a scrivere le “quattro righe” per far sapere quanto fatto dal loro Gruppo/realtà in modo da dare la giusta evidenza alle attività degli Alpini. Grazie di cuore a tutti Voi! In questo anno abbiamo pubblicato un numero importante di articoli e di pagine, riuscendo a coinvolgere sempre più Gruppi/realtà sezionali. E se nonostante i nostri sforzi probabilmente non siamo riusciti ad accontentare tutti, di questo ci scusiamo confermando la piena buona fede di tutta la redazione di “Veci e Bocia”. Ringrazio anche gli inserzionisti che con i loro messaggi pubblicitari ci hanno messo a disposizione altre risorse, e invito tutti i Soci a collaborare per estenderne il numero perché il nostro giornale è letto da molte persone e riceviamo dei positivi riscontri. E infine, in occasione delle imminenti festività, mi associo con il Comitato di Redazione al Presidente e al Consiglio Direttivo Sezionale nel porgere a tutti Voi, cari lettori della stampa alpina, e alle Vostre famiglie i più fervidi auguri di Buon Natale e di felice anno nuovo. Gianni Papa Direzione: Via V. Monti, 36 - 20123 Milano - Tel. 02 48519720 - Fax 02 48025928 http://www.milano.ana.it - E-mail: [email protected] Spedizione in a. p. art. 2 comma 20/C legge 662/96 Filiale di Milano - C.c. postale 38521209 Raduno a Palazzolo sull’Oglio La Sezione in sfilata a Palazzolo, con sullo sfondo la Torre di San Fedele “Oglio bollente” a Palazzolo… Se nel Medioevo era uso per chi difendeva un castello o una roccaforte gettare dall’alto delle mura e delle torri dell’olio caldissimo sui nemici per fermali e scacciarli, lo scorso 15-16 ottobre è avvenuto l’esatto contrario, con mura e torri imbandierate e con la cittadinanza e l’amministrazione comunale palazzolese che hanno simpaticamente e calorosamente accolto la marea di penne nere giunta da tante parti d’Italia e non solo. Lo scorso giugno il presidente della Sezione di Brescia Davide Forlani al raduno sezionale di Pezzaze disse che lui ci ha prova- to tante volte a tentare di “lasciarli a casa” gli alpini organizzando manifestazioni nella calda pianura bresciana, facendogli attraversare i laghi (raduno sezionale a Montisola 2010), mandandoli sui monti più impervi, ma gli alpini gli disobbediscono raggiungendo tutte queste mete; e l’attraversamento del fiume Oglio con la sua città principale non è stato da meno. Il “caldo” weekend alpino ha visto i palazzolesi che, non solo non hanno respinto gli alpini giunti per questo importante raduno, anzi, si sono stretti attorno a loro per fare festa; e quando gli alpini vanno nel bresciano è sempre festa. Dal Presidente: Buon Natale a tutti i Soci della Sezione di Milano Cari Amici, si avvicinano i giorni delle Feste Natalizie e del nuovo anno. Questo è il periodo finale dell’anno nel quale dobbiamo tirare le somme per noi e per la nostra Associazione. In questo anno abbiamo vissuto momenti molto significativi: il 150° dell’unità d’Italia e i nostri tanti appuntamenti istituzionali e associativi, a partire dalla grande e bella Adunata Nazionale di Torino sino a tutti i nostri numerosi incontri Sezionali e di Gruppo. Questo è stato indubbiamente un anno vivace e pieno d’iniziative che hanno visto una buona partecipazione dei nostri soci a tutti i livelli. Dobbiamo però interro- garci se abbiamo fatto tutto il possibile per realizzare i nostri obiettivi associativi in un contesto politico e sociale fra i più travagliati della nostra storia con la crisi economica, la crisi politica, la crisi morale, la mancanza di fiducia nel domani e con i giovani che non vedono dinanzi a loro un chiaro futuro. Tutti questi sono problemi che fanno ormai parte del nostro vivere quotidiano, problemi che si sentono anche in mezzo a noi e di cui tutti i giorni tocchiamo con mano le evidenze. Viene quindi da chiederci: com’è possibile essere ancora ottimisti? (di Luigi Boffi - continua a pag.3) È stata come una adunata nazionale “in piccolo”. Almeno trenta i vessilli presenti (i 20 delle Sezioni del 2° Raggruppamento più una decina di altri tra cui quelli della Svizzera, del Sudafrica e Nordica) e centinaia di gagliardetti. Era presente anche una delegazione dell’Esercito Svizzero e una nutrita rappresentanza del Gruppo ANA di Ginevra da trent’anni gemellato con quello di Palazzolo sull’Oglio. Su ogni muro, balcone, finestra, in ogni via, vicolo o vetrina c’era una bandiera tricolore e un enorme bandierone è sceso, grazie all’ausilio dei Vigili del Fuoco, anche dalla Torre di San Fedele (santo patrono di Palazzolo), simbolo della città bresciana. Difficile non aver respirato in questi due giorni l’aria sana dell’italianità e dell’alpinità che contraddistingue chi vi ha partecipato sia da protagonista, sia da spettatore. Già dal venerdì erano presenti per la nostra Sezione il presidente Luigi Boffi, accompagnato dal fido Giancarlo Piva, presenziando alla cerimonia in ricordo del colonnello Dante Belotti, nostro indimenticato Presidente sezionale sepolto nel cimitero di Palosco. Al sabato, dopo aver partecipato all’alzabandiera che ha dato il via al raduno, all’incontro con il sindaco presso il Palazzo Comunale e in Sala Consiliare alla riunione dei presidenti del 2° Raggruppamento, nel pomeriggio Boffi e Piva hanno raggiunto il sottoscritto, Benzi del Gruppo di Ceriano Laghetto, Gianluca Marchesi e Cesare Lavizzari (unici rappresentanti della nostra Sezione in quel giorno) per assistere prima al lancio dei paracadutisti in Piazzale Giovanni XXIII e al carosello delle fanfare “Valchiese” e dei “Congedati della Tridentina”, quindi per partecipare alla sfilata che ha portato gli alpini prima al monumento ai Caduti, poi a quello agli Alpini (entrambi fatti su strade in salita, quindi giuste per gli alpini) per le deposizioni delle corone d’alloro, e concludendola con la partecipazione alla S. Messa presieduta da S.E. Cardinale Giovanni Battista Re, sempre vicino agli alpini. (di Dario Bignami - continua a pag.3) 2 - Veci e Bocia Novembre 2011 VITA SEZIONALE La Festa sezionale d’autunno 2011 La presentazione del libro Al terzo tentativo finalmente è anda- detto, la riacquistata visibilità al “Don Gnocchi cappellano alpino” ta bene. Nel settembre 2010 un acquazzone aveva in parte rovinato la manifestazione; a fine maggio 2011, a causa di una situazione di ‘overbooking’, altri stands troppo vicini al nostro hanno in parte compromesso la buona riuscita della nostra Festa Sezionale al Parco Formentano di Largo Marinai d’Italia. Lo scorso fine settembre tutto è invece andato liscio e la manifestazione ha avuto il successo che meritava. La cittadinanza della zona (Corso XXII Marzo e dintorni) ha risposto in maniera positiva, dando dimostrazione d’interesse per questo singolare intrattenimento nel fine settimana del 24-25 settembre. Nelle previsioni, non mancava alcun elemento per una buona riuscita, ad iniziare dal tempo, che - diciamolo sottovoce - è stato fin troppo clemente e ci ha restituito il maltolto delle edizioni precedenti. E quando il tempo è bello, tutto sembra andar bene. Le prime avvisaglie di positività si sono notate già il sabato a mezzogiorno, quando nell’aria si sentiva un fermento diverso dalle altre volte. Non che ci fosse coda di gente alla distribuzione, ma sicuramente parecchia gente più degli altri sabati d’apertura. La coda invece la si è avuta sia il sabato sera che la domenica a mezzogiorno ed anche abbastanza, direi, la domenica sera. Che cosa ha funzionato meglio questa volta? Oltre al tempo, come già centro del parco e la propaganda, fatta in precedenza con locandine nei negozi e negli spazi pubblici del quartiere da parte di una squadra di benemeriti. Anche il menù ha ovviamente contribuito; le semplici, solite buone cose alla griglia, con l’aggiunta di una “gettonatissima” trippa, seguendo un saggio consiglio dell’amico Benito Tinti. Attività di contorno, a cura del Gruppo di Abbiategrasso, erano la vendita di un buon dolce friulano a molti sconosciuto, la “Gubana” a favore del progetto “Una casa per Luca” e le mele arrivate poche ore prima dalla Val di Non. Anche la presenza della briosa banda di Ombriano è stata importante la domenica verso fine pomeriggio, soprattutto perché, al termine del repertorio, ha accompagnato l’ammaina-bandiera con le note del nostro inno nazionale cantato da noi alpini e da tutto il pubblico presente. Uno spettacolo da cartolina quello della bandiera, in cima alla collinetta, tra il verde del prato e un cielo ancora azzurro, poco prima del tramonto. Dario Bignami Antonio Respighi PS. La redazione di “Veci e Bocia” si fa interprete di tutta la Sezione ringraziando di cuore tutti coloro che hanno contribuito con il loro impegno e lavoro a quest’altro bel successo della nostra Sezione. Ricordato Don Gnocchi Nel 2° anniversario della beatificazione e del 109° anniversario della nascita di don Carlo Gnocchi, martedì 25 ottobre (data della sua memoria fissata nel calendario liturgico nazionale) la sua figura è stata ricordata, nel Santuario presso il Centro IRCCS S. Maria Nascente di Milano (via Capecelatro 66), alle ore 18.00, con una funzione presieduta da monsignor Angelo Mascheroni, vescovo ausiliare della Diocesi ambrosiana. La celebrazione ha visto la presenza di una rappresentanza di alpini della nostra Sezione di Milano, con presidente Luigi Boffi in testa accompagnato dal vessillo sezionale. Presenti, inoltre, il vessillo di Como, con il presidente Enrico Gaffuri e quello di Varese con il vice presidente. I gagliardetti dei Gruppi di Parè, Ronago e Gironico della Sezione di Como, quello del Gruppo di Villa D’Adda della Sezione di Bergamo, quelli dei Gruppi di Milano Lorenteggio, Milano Crescenzago, Bresso e del neo costituito Gruppo di Brugherio, hanno completato la presenza alpina alla cerimonia. Qualcun’altro mi è probabilmente sfuggito nel computo finale ma, im- pegnato come ero con il coro, non ho potuto prendere nota di tutto. La funzione, visto l’accenno al coro, è stata per l’appunto accompagnata dai canti del “Coro ANA Limbiate”, che ha iniziato con “Amici Miei”, proseguito all’offertorio con “Maria lassù”, seguito all’elevazione dal “Santus”. “Ai preât” ha fatto da sottofondo alla “Preghiera dell’Alpino” letta dal presidente Boffi, quindi “Stelutis Alpinis” e “Il testamento del capitano”, canti questi cari a don Gnocchi, con chiusura della cerimonia sulle note di “Signore delle Cime”. Don Carlo certamente avrà, dall’alto del cielo, gradito la nostra presenza e la nostra devozione; una maggiore rappresentanza di alpini, comunque, gli avrebbe fatto sicuramente più piacere. Quindi rientro avventuroso verso casa; solamente chi frequenta la città, sa quanto sia disagevole circolare, soprattutto in una giornata di pioggia, verso le 19.30 nel caos cittadino. Noi poveri alpini periferici, non avezzi a tale bailamme, ne siamo rimasti frastornati! Sandro Bighellini Quando la cultura entra nelle sedi alpine. Nella serata di mercoledì 5 ottobre nella nostra sede sezionale è stato presentato il libro “Don Carlo Gnocchi cappellano alpino”, scritto dall’alpino e scrittore Gaetano Paolo Agnini che ha avuto modo di conoscere personalmente il Beato sacerdote di San Colombano al Lambro. Per la “Fondazione Don Gnocchi” erano presenti a questo evento Danilo Carena e mons. Angelo Bazzari, presidente e successore di don Carlo Gnocchi alla guida della “baracca”. C’erano il Consigliere nazionale Cesare Lavizzari e il nostro Presidente Luigi Boffi che ha introdotto la serata riassumendo gli eventi che gli hanno permesso di conoscere Gaetano Paolo Agnini, il quale, dopo alcuni primi ricordi sul futuro Beato, ha lasciato “parlare le immagini” ed è stato mostrato un filmato sulla guerra in Russia e sulla ritirata. Agnini ha detto che in quel filmato c’era anche don Gnocchi e ha detto di aver raccolto numerose testimonianze di alpini per poter scrivere questo libro. Nel suo discorso si è sentito il grande attaccamento a questo nostro amato Corpo militare: “… dove gli alpini hanno più doveri che diritti, che ha profonde radici alpine che permettono di conoscere la sofferenza altrui e dove la giornata del 26 gennaio deve essere innalzata a festa per tutti noi alpini…”. La serata è proseguita coi discorsi di mons. Angelo Bazzari e di Cesare Lavizzari. Nel chiudere questa importante serata culturale il presidente Boffi ha consegnato a Gaetano Paolo Agnini una medaglia ricordo. Dario Bignami Gaetano Paolo Agnini tra Luigi Boffi e mons. Angelo Bazzari Alla 60a Festa Granda della Sezione di Piacenza Se questi sono i presupposti, nel maggio del 2013 ci aspetta una grande adunata nazionale. Per il momento Piacenza ha accolto alla grande le tante penne nere che hanno partecipato dal 16 al 18 settembre alla 60ª edizione della “Festa Granda”, manifestazione che richiama ogni anno tantissimi alpini da ogni parte d’Italia. Questa è stata anche l’occasione per molti di cominciare a visionare gli eventuali posti dove alloggiare e come potrebbe essere il percorso della 86ª adunata nazionale nella città emiliana. Venerdì 16 settembre alla sera, la manifestazione è iniziata con una serata canora: si sono esibiti i Cori “ANA Valnure”, “ANA Valtidone” e “CAI” di Piacenza; il pomeriggio di sabato 17 è stato caratterizzato da due inaugurazioni: prima quella di una via dedicata al Capitano Arturo Govoni, e poi c’è stato quindi lo scoprimento e l’inaugurazione del cippo “Agli Alpini”. Dopo l’indirizzo di saluto da parte del sindaco dott. Reggi e dell’amministrazione comunale piacentina all’Auditorium “Sant’Ilario”, la serata è proseguita con la Veglia Verde presso il Campo Daturi dove si trova la sede della Sezione ANA di Piacenza. La mattina di domenica 18, sotto un cielo che ha lasciato molti dubbi ai partecipanti (infatti è stato un continuo alternarsi tra pioggerellina e timidi raggi di sole), Piazza Cavalli è divenuta il centro, in tutti i sensi, del raduno con l’arrivo di almeno un migliaio di alpini. Almeno trenta i vessilli e centinaia i gagliardetti presenti. Buona la partecipazione della nostra Sezione con il Presidente Luigi Boffi, il vice Valerio Fusar Imperatore il sottoscritto come alfiere, il segretario del 2° Raggruppamento Antonio Fenini, il Consigliere nazionale Cesare Lavizzari, Luca Geronutti nella solita veste di fotografo e un socio del Gruppo di Bareggio con gagliardetto al seguito. Era presente per la sede nazionale anche il generale Silverio Vecchio. La cerimonia conclusiva è iniziata alle 10 con l’ammassamento, l’alzabandiera e la deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti posto sotto i portici del palazzo comunale. La sfilata per le vie della città, che ha piacevolmente sorpreso la cittadinanza piacentina (e chissà cosa potrà succedere all’adunata del 2013), la successiva Santa Messa presieduta dal vescovo di Piacenza Mons. Gianni Ambrosio e coadiuvata dal cappellano della Sezione locale don Stefano Garilli, i discorsi delle autorità preposte e il “passaggio della Stecca” al Gruppo di Ferriere, dove si terrà la prossima “Festa Granda”, hanno chiuso questo splendido raduno sezionale, facendo scattare il conto alla rovescia per il prossimo ma soprattutto per l’adunata nazionale 2013: Piacenza si è dimostrata pronta. Dario Bignami Novembre 2011 Veci e Bocia - 3 VITA SEZIONALE Dal Presidente Incontro sul futuro (continua dalla prima pagina) della nostra Associazione Certo, non mancano anche per noi le Il presidente Boffi introduce l’argomento della serata La serata è stata una di quelle da non perdere assolutamente per chi ha la responsabilità della gestione della Sezione e dei Gruppi. Martedì 27 settembre nella sede sezionale c’è stata la serata sul tema “Futuro Associativo”, già ampiamente pubblicizzata a tutti i livelli nella nostra Sezione sia durante le varie riunioni, sia sul nostro giornale. Erano presenti il Presidente nazionale Corrado Perona e i Consiglieri nazionali Gianbattista Stoppani (addetto alla nostra Sezione) e Cesare Lavizzari. Il nostro Presidente Luigi Boffi ha condotto questa importante assemblea che ha visto la presenza di tutto il Consiglio Direttivo della Sezione milanese, di quasi tutti i Capigruppo e dei responsabili delle varie Unità. Grazie all’ausilio di un proiettore collegato a un computer, tutti hanno potuto vedere quello che il Presidente Perona stava illustrando (in pratica buona parte del documento fatto uscire circa un anno fa e pubblicato integralmente su “Veci e Bocia”), interrompendosi ogni tanto per snocciolare qualche dato relativo alla situazione numerica associativa dell’ANA a fine 2010. Ha presentato anche lo scenario di come l’ANA potrebbe diventare tra una decina d’anni se non si comincia sin da ora a pensare e cercare dei rimedi per ridurre, fin che si può, il calo demografico degli iscritti che si prospetta per gli anni a venire. Senza entrare troppo nel merito della discussione, si può tranquillamente dire che sono state due ore e mezza di riunione ad alto livello con ben 16 interventi tutti interessanti, tant’è che il tavolo della presidenza si è complimentato a fine riunione perché si sono stati notati buoni contenuti e proposte con molta vivacità ed entusiasmo negli interventi rispetto ad altre simili riunioni. Ora quanto da noi proposto è stato raccolto a memoria in un verbale messo a disposizione della Sede nazionale che elaborerà delle direttive di concerto con le proposte raccolte nelle altre Sezioni. Da queste righe ringraziamo il Presidente Perona che con la sua presenza ci ha confermato il suo forte impegno nel trovare le migliori risposte all’importante problema del Futuro dell’ANA. Dario Bignami preoccupazioni e non possiamo nasconderlo; vivendo nella società civile, che si voglia o no, questi problemi condizionano in parte il nostro modo di essere. Allora qual è la ragione che in questi tempi di crisi ci fa scattare ancora pieni di voglia di fare e di dare a chi più ne ha bisogno? La risposta è molto semplice: lo facciamo perché siamo Alpini, anche se qualcuno, al di fuori dei nostri ranghi, potrebbe pensare a questa facile risposta come a una sparata di banalità. Noi siamo invece sicuri che con i nostri comportamenti e con il nostro modo di essere, in questi tempi di crisi riusciamo a riscuotere ancora tanta fiducia fra la gente. E per capire quanta fiducia è riposta negli Alpini basta pensare a quanti ci circondano e ci applaudono quando sfiliamo. Tutto ciò ci carica però di maggiori responsabilità, etica e morale, per dimostrare che questa fiducia è riposta seriamente su chi, come noi, predilige il fare al dire, il dare al ricevere e attua l’impegno civile verso chi ha bisogno anche senza apparire sui media o nelle televisioni. Noi Alpini siamo l’antitesi concreta del modello attuale di società in cui tutti pontificano sul da farsi (degli altri) senza mai mettersi in discussione, in cui la percezione della classe politica e dirigente è di “casta” pronta a difendere prebende e privilegi sulle spalle delle popolazioni che soffrono e che hanno bisogno di aiuti e solidarietà. Noi Alpini, forti dall’avere sempre compiuto con lealtà il nostro dovere in Guerra e in Pace, operiamo imperter- Raduno a Palazzolo (continua dalla prima pagina) L’ammainabandiera e la classica serata con diversi cori ha concluso questo primo gran giorno di raduno. Alla domenica Palazzolo sull’Oglio, e più precisamente Piazzale Kennedy, è divenuta il crocevia di molti pullman giunti da tutta la Lombardia e dall’Emilia Romagna; si è stimato che erano presenti all’incirca dalle quindicimila alle ventimila penne nere, forse il più numeroso di sempre degli ultimi anni per quanto riguarda il 2° Raggruppamento, di sicuro il più bello ed entu- riti e con umiltà d’animo nella società civile per il bene comune. Noi Alpini dobbiamo continuare così perché ce lo chiedono i nostri Caduti: “Onorateci aiutando chi è vivo e ha bisogno”. Il Natale ci porta inevitabilmente con il pensiero ai Natali di guerra di ieri e ai Natali di oggi dei nostri Soldati, impegnati nelle varie parti del mondo dove sono stati inviati in missione di pace. Dobbiamo essere vicini ai nostri soldati e farli sentire parte integrante e vitale della nostra società che ha bisogno di loro per difendere i valori dello stato democratico. Certo, dobbiamo anche fare festa perché il Natale rinnova ogni anno il miracolo del volersi più bene nelle famiglie, nella società e quindi anche nella nostra Associazione. Il Natale ricorda la venuta di un bambino: teniamo sempre davanti agli occhi i sorrisi dei nostri bambini perché ci aiutano a riflettere sul senso della vita. Allora “Auguri di Buon Natale” a Voi tutti Alpini della Sezione di Milano, agli Amici, ai soci Aggregati e Aiutanti, a tutte le strutture della nostra Sezione, ai Consiglieri Sezionali, ai Capigruppo, alla nostra Protezione Civile, al nostro Servizio d’Ordine, ai nostri Cori, al Comitato di redazione di “Veci e Bocia” e a tutti coloro che a vario titolo lavorano per la Sezione e per l’Associazione. A tutti Voi rivolgo un caloroso grazie. E infine, ma non meno importante, un pensiero va a tutte le nostre donne che condividono con noi molti sacrifici perché, per poter fare quello che facciamo, dobbiamo avere al fianco donne speciali che ci capiscono e che ci approvano. Anche a loro va un grande grazie di cuore. Luigi Boffi siasmante. Tantissima gente ai lati delle strade, tantissimi sorrisi, applausi. E in tutto questo splendido contesto anche la nostra Sezione ha fatto la sua bellissima figura presentandosi sulle rive dell’Oglio con un gran numero di soci, vista l’abbordabile distanza. Spiace solo per quei soci che non sono venuti, perché non sanno quello che si sono persi. Il prossimo anno il raduno del 2° Raggruppamento si svolgerà a Sondrio e da bravi alpini andremo sui monti della Valtellina a festeggiare questo importante appuntamento con l’occasione dei primi 90 anni della locale Sezione. Dario Bignami Gli Alpini Motociclisti saranno presenti alla Befana del Motociclista il 6 gennaio 2012 10 ottobre 2011: il vessillo della Sezione scortato dal consigliere Francesco Tajana al Columbus Day Parade a New York in piazza Duomo a Milano con uno stand per distribuzione vin brulè ad offerta per solidarietà secondo i fini del Moto Club Ticinese e raccolta di nuove iscrizioni all’ANA 4 - Veci e Bocia Novembre 2011 VITA SEZIONALE La nostra Sezione all’Istituto Prepariamo l’adunata Palazzolo di Milano Potete trovare notizie sempre aggiornate sull’adunata a Bolzano nel sito http://www.adunatabz2012.it/ Vi invitiamo inoltre a consultare la guida dell’adunata, già disponibile in http://www.youblisher.com/p/59171-85-Adunata-Nazionale-A-N-A/ Riunioni di Raggruppamento del 12 settembre 2011 Le riunioni per Raggruppamenti a cadenza bimestrale proseguono e trovate qui una sintesi dei verbali delle riunioni che si sono tenute presso la sede sezionale e ad Arese, Cinisello Balsamo, Cernusco sul Naviglio e a Rozzano. Era stato diffuso un Ordine del giorno che prevedeva la discussione di una parte comune con temi portati ai Capigruppo dai Consiglieri sezionali, e di una parte locale con argomenti sui quali i Gruppi potevano discutere esprimendo le proprie posizioni. Come al solito, i vertici della Sezione e la redazione di “Veci e Bocia” erano presenti o rappresentati a tutte le riunioni. Il Presidente Boffi era alla riunione di Cernusco sul Naviglio. I partecipanti sono stati ancora numerosi, e si conferma come questo tipo di riunioni coinvolga mediamente il doppio dei Soci solitamente presenti nelle riunioni in Sede sezionale. Ed ecco una sintesi delle interessanti discussioni, come tratta dai verbali giunti in Segreteria sezionale. Futuro associativo; incontro con il Presidente nazionale Corrado Perona del 27 settembre. Viene raccomandata la presenza all’incontro e la rilettura del documento inviato e stampato su “Veci e Bocia” per portare soluzioni, proposte e idee positive per la vita futura dell’associazione. La riunione di Cinisello è stata abbastanza animata su questo punto con molti interventi sull’argomento degli “Amici degli Alpini”, sull’eventuale necessità di modifiche statutarie che tengano conto di coloro che provengono della “mini naja” e sulla effettiva volontà di mantenere per l’ANA il carattere di associazione d’arma anche se questa scelta potrà comportare nel tempo un drastico numero di associati. Presentazione del libro “Don Carlo Gnocchi alpino cappellano” con l’autore Gaetano Paolo Agnini. Viene sollecitata la partecipazione a questo interessante incontro presso la sede sezionale. Nomina di un capogruppo in rappresentanza di ogni raggruppamento per la commissione che dovrà proporre il nuovo Regolamento Sezionale. Sono stati indicati: Giancarlo Bianchi (da confermare o in alterna- tiva Alessandro Vincenti), Alessandro Orlandini, Sandro Bighellini, Roberto Semini e Giuseppe Brazzoli. Adunata 2012 a Bolzano, attendamento sezionale. Molti Gruppi hanno provveduto in modo autonomo alla sistemazione e vengono raccolte poche indicazioni sulla necessità di spazi per camper e tende. Viene evidenziato come la Sezione si attivi per cercare di realizzare un attendamento sezionale e come le risposte siano pochissime; quasi che i Gruppi preferiscano fare da sé. Festa d’Autunno 24-25 settembre. Viene presentato il programma dell’evento: viene riportato qualche commento sul rapporto tra impegno e benefici dalla Festa. Viene però ribadito come la Festa rappresenti nella metropoli un momento di buona visibilità e contatto con la cittadinanza, non ottenibile in altro modo. Calendario sezionale e prossime manifestazioni. Sono state presentate le integrazioni al calendario sezionale (che trovate nell’apposita rubrica in questo numero). Tra le proposte si evidenzia quella di ricordare il 4 novembre con la manutenzione del monumento alla Montagnetta di San Siro. Viene indicato che in occasione del Raduno di Palazzolo sull’Oglio ci sarà un momento di ricordo del colonnello Dante Belotti. I Gruppi hanno illustrato le ricorrenze importanti dei prossimi mesi (20° di Arconate, 80° di Sesto San Giovanni, nuova sede di Limito-Pioltello-Segrate, 90° di Lodi). Suggerimenti per O.d.G. successiva Riunione di Zona e scelta località di svolgimento. Nelle riunioni sono state decise le sedi dei prossimi incontri previsti per il mese di novembre. Sono state date indicazioni per rivedere la suddivisione dei Gruppi per queste riunioni in modo da contenere in modo accettabile le distanze da percorrere, con relativi tempi e costi (qualcuno aveva la riunione a 80 km dalla propria città). Per quanto riguarda la discussione sulle tematiche locali, alcuni Gruppi hanno condiviso con quelli vicini alcuni dettagli sulle loro attività. Troverete la sintesi dei verbali delle riunioni del 14 novembre nel prossimo numero. Come ogni anno, anche lo scorso sabato 1 ottobre presso l’Istituto Palazzolo di Milano, gestito dalla “Fondazione Don Gnocchi”, vi è stata la giornata “Il Palazzolo incontra la città”. Questa manifestazione permette, anche se solo per un giorno, ai milanesi che hanno dei congiunti ricoverati presso il Centro Palazzolo di fare a loro e con loro una festa speciale. Come ogni anno, per via del forte legame che da sempre esiste con la Fondazione che porta il nome del Beato a cui tutti noi Alpini siamo riconoscenti per tutto quello che ha fatto quand’era in vita, la nostra Sezione vi ha partecipato con una ventina di Soci. La calda giornata (in tutti i sensi) è trascorsa con l’unico impegno, Santa Messa a parte, di preparare i pasti per i volontari, per i degenti e i loro famigliari permettendo così a tutti loro di poter trascorrere qualche ora serena in allegria. Dario Bignami Un incontro alpino al Palazzolo Il mondo di noi alpini è fatto di tante storie: piccole e grandi, conosciute e sconosciute, belle e meno belle. Questa è una di quelle piccole e sconosciute, ma non per questo meno importante di tante altre. Nella giornata di sabato 1 ottobre, durante la manifestazione “Il Palazzolo incontra la città” nel giardino dell’Istituto mi è capitato un particolare incontro alpino. Mentre stavo dando una mano nello smontaggio dei tendoni scorgo da lontano un alpino in sedia a rotelle con accanto una bella donna. Defilandomi dal pesante (!) lavoro mi avvicino alle persone in questione e mi presento alla signora. Chiedo gentilmente di poter scambiare quattro parole per poter fare un articoletto e mi viene accordato il permesso. La signora Paola con cui interloquisco è la bella figlia dell’artigliere alpino Giancarlo Groppelli, classe 1924. La signora Paola in maniera molto gentile mi avvisa che suo padre ha una malattia particolare per cui fa fatica a ricordare molte cose nonostante sia abbastanza lucido e presente, quindi mi dice che suo padre Giancarlo ha svolto il servizio militare ad Aosta, che è stato internato per diversi mesi in Germania dopo la fine della Secon- da Guerra Mondiale e che si è salvato perché lo hanno messo nelle cucine insieme ad altri militari. Mi informa che ha sempre partecipato ai raduni nazionali di cui l’ultimo è stato quello di Trieste nel 2004 prima della malattia. Difficile sapere di più sulla vita alpina di Giancarlo Groppelli. Provo a essere ottimista e gli propongo di poter partecipare fra un anno e mezzo all’adunata nazionale di Piacenza vista la vicinanza con Milano, offrendomi anche di spingere la sua sedia a rotelle; la signora Paola mi sorride e mi ringrazia della proposta ma afferma che purtroppo sarà molto difficile che questa cosa possa andare a buon fine. Per ultimo mi dice che suo padre è stato molto amico dell’alpino Mario Mazzola, in compagnia del quale frequentava diverso tempo addietro la sede di via Vincenzo Monti. Devo ritenermi fortunato di aver fatto la scelta d’aver partecipato a questa manifestazione, altrimenti questo importante incontro con questo artigliere alpino, Giancarlo Groppelli, anch’esso un importante tassello della storia di noi alpini per quello che ha fatto e vissuto negli anni della sua giovinezza, non lo avrei mai di certo fatto. Dario Bignami Un incontro al “Palazzolo”:Giancarlo Groppelli con la figlia Paola Novembre 2011 Veci e Bocia - 5 VITA SEZIONALE Calendario attività dei Gruppi I Presidenti di Sezione a Costalovara: Ecco le attività segnalate dai Gruppi per i prossimi mesi. un gioiello di famiglia da rivalutare Come di consueto, abbiamo omesso le indicazioni sugli appuntamenti stabiliti nei calendari nazionale e sezionale o che riguardano attività organizzative interne dei Gruppi (le riunioni dei Consigli). Se vi interessano ulteriori dettagli in merito a località e orari precisi degli eventi, potete prendere contatto con il Capogruppo interessato. Se non trovate informazioni sulle Vostre manifestazioni, brontolate con il Vostro Capogruppo… 20 gen.: Assemblea di Gruppo GRUPPO ABBIATEGRASSO GRUPPO LACCHIARELLA 14-15 apr. 2012: 90° del Gruppo 13 gen.: Assemblea di Gruppo GRUPPO ARCONATE GRUPPO LEGNANO 16 dic.: Assemblea diGruppo 12 gen.: Assemblea di Gruppo GRUPPO ARESE 31 gen.: Assemblea di Gruppo GRUPPO LIMBIATE GRUPPO BAREGGIO 22 gen.: Assemblea di Gruppo 26 gen.: Assemblea di Gruppo GRUPPO LODI GRUPPO BOLLATE 14 gen.: Assemblea di Gruppo 11 dic.: Pranzo di Natale in sede (dopo GRUPPO MAGENTA S.Messa in Duomo) 11 dic.: Pranzo di Natale in sede (dopo 28 gen: Assemblea ordinaria del Gruppo S.Messa in Duomo) 21 apr.: Tradizionale cena con asparagi 31 dic.: Capodanno in Sede 06 mag.: Inaugurazione della sede 3 feb. 2012: Trippata di S.Biagio GRUPPO BRESSO GRUPPO MELZO 29 gen.: Assemblea di Gruppo 11 dic.: Pranzo di Natale in sede (dopo GRUPPO CASSANO D’ADDA S.Messa in Duomo) 11 dic.: Castagnata di Santa Lucia 16 dic.: Scambio auguri in sede 24 dic.: Scambio degli auguri in Sede GRUPPO MI CENTRO 31 dic.: Capodanno in Sede 29 gen.: Assemblea di Gruppo 17 gen. 2012: Falò di Sant’Antonio GRUPPO MI CRESCENZAGO 22 gen. 2012: Assemblea ordinaria e Data da definire: 40° del Gruppo pranzo sociale GRUPPO MISSAGLIA 28 gen. 2012: Distribuzione “Arance 15 gen.: Assemblea di Gruppo della salute” per AIRC GRUPPO PADERNO DUGNANO GRUPPO CASTANO PRIMO 17 dic.: Auguri in sede e tombolata 08 dic.: S. Messa Madonna di Loreto 22 dic.: Proiezione diapositive in sede 18 dic.: Vin brulè presso Chiesa Ma- 24 dic: Vin brulè nelle parrocchie donna dei Poveri 12 gen.: Assemblea di Gruppo 19 dic.: Vin brulè presso Chiesa Prepo- GRUPPO RHO siturale 15 gen.: Assemblea di Gruppo 25 dic.: Vin brulè presso Chiese Ma- GRUPPO S. GIULIANO MILANESE donna dei Poveri e Prepositurale 18 gen.: Assemblea di Gruppo 31 dic.: S. Messa di ringraziamento GRUPPO S. VITTORE OLONA GRUPPO CERIANO LAGHETTO 2 dic.: Assemblea ordinaria del Gruppo 13 gen.: Assemblea di Gruppo 4 dic.: Festa del tesseramento GRUPPO CESANO MADERNO 16 dic.: Benedizione natalizia e scam27 nov.: Assemblea ordinaria bio degli auguri GRUPPO CORSICO 21 dic.: Distribuzione di vin broulè e 16 dic.: Auguri in sede cioccolata in piazza 17 dic.: Natale in piazza con il GUPIH GRUPPO VAPRIO D’ADDA GRUPPO GIUSSANO 20 gen. 2012: Assemblea ordinaria Data da definire: 80° del Gruppo GRUPPO VIGEVANO-MORTARA 18 dic.: Pranzo sociale 5 feb.: Assemblea ordinaria Calendario delle principali prossime manifestazioni 11 dic. 2011 S. Messa in Duomo, per non dimenticare 12 dic. 2011 Annuale cena con CDS e Capigruppo 14 dic. 2011 Scambio auguri in sede sezionale 4 mar. 2012 24 e 25 mar. 14 e 15 apr. 06 mag. 11 mag. 26 e 27 mag. 10 giu. 22 e 23 set. 20 e 21 ott. 28 ott. 9 dic. Assemblea sezionale Inaugurazione Gruppo Brugherio Abbiategrasso - 90° fondazione del Gruppo Bollate - Inaugurazione nuova sede 85° Adunata nazionale Festa sezionale di primavera Ponte Selva - 47° Raduno sezionale Festa sezionale d’autunno Sondrio - Raduno del 2° Raggruppamento Cassano d’Adda -140° di fondazione TT.AA. S. Messa in Duomo, “Per non dimenticare” Il Soggiorno Alpino di Costalovara è spesso utilizzato per tenervi riunioni in ambito ANA: nella foto, l’alzabandiera del 1° raduno dei componenti dei gruppi e delle commissioni giovani dei 4 raggruppamenti (29-30 ottobre 2011) Il 22 e il 23 ottobre si è svolto presso il Soggiorno Alpino di Costalovara la consueta riunione plenaria dei Presidenti sezionali. Quest’anno, diversamente dagli scorsi anni in cui la sede della riunione era Milano, si è deciso per Bolzano – Altipiano del Renon. Il motivo di questo cambiamento era di portare all’attenzione di tutti i presidenti la rinnovata struttura del Soggiorno Alpino dell’ANA di Costalovara e questa scelta è stata molto apprezzata dai partecipanti. I lavori eseguiti hanno reso la struttura ben funzionale a vari scopi: turistici, sociali, associativi, per soggiorni di studio o quant’altro possa aver bisogno di un posto tranquillo con aria buona e con un ambiente tutto alpino. Lo scenario naturale in cui è collocato il soggiorno è incantevole. Ma la cosa importante è che quando siamo in questo Soggiorno Alpino siamo a casa nostra e tutti noi sappiamo quanto sia importante sentirci a proprio agio in un ambiente sia per motivi di diletto, sia per motivi di lavoro e studio. Ci sono stato, mi sono trovato bene e invito tutti i Soci della nostra Sezione, se ancora non avete conosciuto il Soggiorno Alpino, di organizzare una gita di gruppo con i vostri familiari e amici e vi assicuro che ne rimarrete entusiasti. In merito ai contenuti dell’incontro, il nostro Presidente nazionale ha tenuto una relazione a tutto campo illustrando lo stato del tesseramento, l’iniziativa della “Casa per Luca”, le iniziative sportive per giovani e per i soci aggregati unificate nelle “Alpiniadi”. Si è parlato della possibilità di tesserare Alpini in armi e sono stati ribaditi i criteri per le richieste delle Adunate nazionali da parte delle Sezioni. Il Presidente ci ha poi portati a conoscenza della Cooperativa di gestione per il Soggiorno Alpino di Costalovara, Cooperativa alla quale si assocerà anche la Sezione di Milano. Ha poi fatto il punto sullo stato degli incontri circa il “Futuro Associativo” e la previsione del Calendario 2012 nel quale abbiamo fatto rimarcare la necessità di celebrare degnamente il 140° di Fondazione delle Truppe Alpine in quel di Cassano d’Adda. Il Presidente Perona ci ha poi illustrato i criteri di partecipazione dei Vessilli e Gagliardetti alle varie manifestazioni. Di tutti questi argomenti troverete una cronaca più dettagliata ne “L’Alpino”. Il prossimo anno la riunione dei Presidenti tornerà alla sede di Milano, ma le giornate di sole e bel tempo e l’aria di montagna trovati a Costalovara ci riempieranno l’animo ed il cuore ancora per tanto tempo. Riscopriamo e utilizziamo il Soggiorno Alpino di Costalovara: è un nostro gioiello e vi assicuro che ne vale la pena. Luigi Boffi Il Soggiorno è a 16 chilometri dal capoluogo Bolzano, sulle rive di un laghetto. Un caratteristico trenino collega i paesi di Collalbo a Maria Assunta, i due capolinea, lungo un tracciato di sei chilometri e mezzo fra prati e boschi abitati da caprioli, con fermate intermedie di cui una dedicata proprio a Costalovara, appena sopra il Soggiorno alpino e il laghetto, e nei pressi del Museo dell’apicoltura, un maso pluricentenario. Costalovara si raggiunge in auto, uscita Bolzano Nord dell’autostrada del Brennero prendendo la direzione Bolzano-Renon, oppure direttamente da Bolzano e infine, per chi arriva in treno, con una funivia situata poco distante la stazione ferroviaria: porta a Soprabolzano, a pochi minuti dal Soggiorno alpino. Soggiorno alpino ANA: tel. e fax 0471. 285771; 0471. 345118; cell. 335.807147; e-mail: [email protected] 6 - Veci e Bocia Novembre 2011 VITA SEZIONALE cui la nostra Associazione, a parPrima pietra della “Casa per Luca” con tire dal presidente Perona in testa, per Il generale Primicerj e il presidente Perona assieme depongono la pergamena Alle ore 11 dell’11/11/11, si è svolta a Gravellona Lomellina la cerimonia della posa della prima pietra per la casa che consentirà al “nostro” alpino Luca Barisonzi di condurre un’esistenza il più possibile vicino alla normalità. Tanti i vessilli sezionali e i gagliardetti presenti, provenienti da molte parti della penisola. Un vecchio Alpino che portava il ga- gliardetto di un Gruppo della sezione di Cividale, interpellato, mi ha orgogliosamente confessato che si era alzato alle tre del mattino e assieme agli altri del suo Gruppo aveva affrontato il lungo viaggio di oltre quattrocento chilometri per arrivare in tempo e non mancare alla cerimonia. Questo per sottolineare la grande importanza e la grande determinazione Indimenticabile Indimenticabile. Quanto è successo a Gravellona Lomellina l’11 novembre, il famoso 11.11.11, alle ore 11 è stato davvero indimenticabile! Mille i sentimenti, mille le emozioni, mille gli spunti di riflessione, mille le cose da raccontarvi: noi ci proviamo. Il “momento” è la posa della prima pietra alla casa che l’Associazione Nazionale Alpini costruisce a Luca Barisonzi, il giovane Alpino rimasto paralizzato in seguito al ferimento in Afghanistan. Questa iniziativa è stata voluta di concerto dall’Associazione Nazionale Alpini e dal reparto di Luca, l’8° Alpini, il Battaglione “Cividale” della Brigata “Julia”. E qui cominciamo a divagare, ma ci serve per capire quello che stiamo facendo. Quando la leva era obbligatoria nell’Esercito si respirava un’aria di abbondanza: l’ANA era vista alla stregua di un gruppetto di vecchietti nostalgici e in effetti noi eravamo diversi, chiusi nelle nostre sedi, presenti ai momenti istituzionali, scettici nel sociale. Poi le cose cambiano: non più leva, cambiano i modelli di strategia militare, si abbandona la difesa ancorata, si passa alla difesa mobile, non più “di qua non si passa” e si opta per truppe specializzate, mobili, elitrasportate. Gli Alpini vengono ridimensionati, vacillano, le popolazioni del nord insorgono: vengono attribuite Cittadinanze Onorarie ai nostri Reparti. Arrivano in aiuto le forze armate della NATO: vogliamo gli Alpini. Gli Alpini in congedo intanto erano scesi in campo, erano usciti dalle loro sedi, si erano dati da fare, nelle loro comunità, in aiuto delle popolazioni colpite dai disastri. Parallelamente la partenza per scenari di guerra dei nostri figli apre una coscienza nuova e gli Alpini in congedo si stringono vicino ai loro bocia e capiscono che, anche se sono di Taranto o di Napoli, dopo un po’ l’orgoglio di appartenenza, lo spirito di Corpo, è quello di un tempo. Ecco, il primo spunto è questo: gli Alpini in congedo sentono come propri tutti i ragazzi che indossano il Cappello Alpino; sentimento non formale, ma sincero, concreto. arrivare sino all’ultimo Alpino (non in ordine di importanza naturalmente), sta dando alla buona riuscita di questa magnifica iniziativa. Presenti il comandante le Truppe Alpine, generale di C.A. Alberto Primicerj, l’ex comandante la Brigata Julia generale Marcello Bellacicco, il tenente colonnello comandante dell’ottavo Reggimento Alpini (quello di Luca N.d.R.) e il colonnello comandante il Battaglione Tolmezzo. Poiché la prima pietra non si mette così per così a terra, nei giorni precedenti le squadre di operai (alpini della Sezione di Pordenone, dislocati presso il Gruppo di Vigevano-Mortara per la sistemazione logistica) avevano già preparato ed armato la base della casa. La cerimonia come previsto da programma, si è svolta con puntualità svizzera. Con vessilli, gagliardetti e insegne di altre Associazioni d’Arma, schierati sull’attenti tutto attorno alla base della futura casa, per primo ha fatto ingresso il gonfalone del Comune di Gravellona Lomellina accompagnato dal suo primo cittadino, quindi il labaro dell’Associazione Nazionale Alpini, con ai lati il generale Alberto Primicerj e il presidente nazionale Corrado Perona, scortato da diciannove membri del CDN. Quindi l’alza bandiera, la cerimonia della posa e benedizione della prima pietra della futura casa di Luca. A seguire le allocuzioni di rito con interventi del sindaco di Gravellona Lomellina, del generale Primicerj e a concludere l’intervento appassionato del presidente Perona, che tra le altre cose ha rimarcato che la famiglia alpina sia un tutt’uno comprendente alpini in congedo ed alpini in armi. Al termine, deflusso del Labaro nazionale e del gonfalone del comune di Gravellona Lomellina. Quindi vessilli, gagliardetti e Alpini in corteo sino al cortile del Comune dove è stato offerto un rinfresco a tutti i presenti. A terminare pranzo ufficiale presso la sede del Gruppo Alpini di Vigevano Mortara cui va un grazie per l’intenso impegno di supporto logistico all’evento. Sandro Bighellini E da questo punto della storia non ci saranno più Alpini in congedo e in servizio ma solo …. Alpini e pensare a Luca è pensare a tutti i nostri figli che fanno rivivere lo spirito del Corpo degli Alpini e che lo rendono attuale e vivo. Ma torniamo alla Cerimonia, ve l’avevamo promesso. In sede siamo tutti intenti ad offrire ospitalità alla prima squadra di volontari, a svuotare l’ufficio per far posto ai letti a castello, a mettere in ordine il magazzino perché dormiranno anche li, a pulire tutto e riordinare il più possibile, proprio come quando un ospite importante viene a casa tua. Con l’arrivo della prima squadra, dei meravigliosi alpini friulani che da soli meriterebbero un articolo, giunge la notizia dalla Sezione: fra una settimana tutti a Gravellona …. manifestazione nazionale ….fra una settimana? È vero che gli Alpini non scelgono il campo in cui operare, ma pensare di fare una cerimonia in quella stradina di campagna con la coda della perturbazione che ha scatenato il disastro in Liguria (in linea d’aria saremo a 80 Km) era impensabile. Lunedì inco- minciano, martedì erano già fermi, ma perché il cingolato non si muoveva nel fango … e lì dovevamo fare una manifestazione nazionale? Le previsioni danno speranza e allora non possiamo ignorare l’aiuto del Cielo: ci proviamo! I fradis Furlans sono meravigliosi: instancabili, determinati, testa bassa e avanti con le betoniere che non riescono a stargli dietro. Il ruspista dell’impresa locale è uno sveglio: “Mi scusi ma lei ha fatto la naja negli Alpini?” “Magari” ci risponde “L’ho chiesto, ma mi hanno mandato in artiglieria” - iscritto sul campo. Il cantiere va avanti che è uno spettacolo. I vicini dapprima curiosi e scettici su “questa gente da fuori” ora si complimentano e fanno amicizia. I problemi si affrontano e si superano. Ai nostri del cantiere basta dargli cemento e ferro che al resto ci pensano loro. A noi il contorno, i rapporti con l’Amministrazione comunale che guarda ammirata a quest’opera e che tiene aperto un canale privilegiato con noi Alpini. Ma la cerimonia avanza: il rinfresco lo offre una pasticceria di Vigevano, il cartello di cantiere è Novembre 2011 Veci e Bocia - 7 VITA SEZIONALE pronto, quella carta viene firmata, quel permesso arriva, prepariamo la segnaletica per Gravellona, prenotiamo un’autoambulanza, ricordiamoci dell’impianto audio, i Carabinieri del luogo vogliono sapere chi viene …e anche noi vorremmo saperlo. Intanto la nostra vita va avanti. Si formano le squadre per la Liguria e a malincuore capisci che siamo più utili qua, adesso e ti convinci che là ci andrà sicuramente qualcuno più in gamba di te, ma qua, ora, adesso serviamo noi. La convivenza con i Friulani in sede è splendida. Un rispetto sacro, quasi arcaico nasce tra di noi: il nostro cuoco e il loro cuoco, la nostra dispensa e la loro dispensa, con gli spazi che mantengono la loro autonomia, ma poi tutto si fonde, fino a non capire più chi è di casa e chi è ospite. Noi dal canto nostro abbiamo assunto degli impegni: le scuole aspettano gli Alpini con le castagne. Non puoi tradire la fiducia di un bambino anche se è per una manciata di castagne. Si conviene di non andare venerdì 11, ma tutti gli altri giorni ci andiamo, compreso sabato 12 quando c’è da fare il the per una gara podistica a più di 1.000 ragazzi delle scuole … Vuoi non esserci quando c’è da dare una mano al nostro futuro? Ci giungono i nomi di chi conferma la presenza e un senso di vertigine cresce. Il gen. Primicerj, Comandante delle Truppe Alpine, il gen Bellacicco già Comandante della “Julia” e Comandante della Forza in Afghanistan, il Comandante dell’8°Reggimento “Cividale” Merola e il comandante del “Tolmezzo”. Ma il tempo per pensarci non c’è e si va avanti. Avremo pensato a tutto? Un ultimo sguardo alle previsioni metereologiche e si và! Venerdì 11 mattinata nebbiogena. Il Comune ha predisposto la segnaletica come promesso e pulito le strade interessate. C’è anche del personale volontario a garantire la viabilità. Le bandiere alle case qua e là occhieggiano; rinforziamo la cosa mettendo degli striscioni e delle bandiere sulla strada della manifestazione. Cominciano ad arrivare i primi Alpini, i primi Vessilli e le prime strette di mano. Dopo poco tempo la strada è invasa è ormai saluti solo chi ti sta intorno e ti stupisci di come in così poco tempo questa manifestazione abbia richiamato così tanti Alpini in una giornata lavorativa: 32 Sezioni e 70 gagliardetti sono presenti a Gravellona Lomellina. Gli ultimi accordi con il trombettiere e l’impianto audio e via si và. Arriva il Gonfalone di Gravellona che preavvisa il Labaro Nazionale ed è sempre un momento magico. Poi l’Alzabandiera e l’emozione dell’Inno d’Italia si ripete sempre nuova e sempre unica … ma stavolta di più, perché cantare l’inno nazionale in quel contesto e insieme Luca Barisonzi in visita al cantiere, tra i volontari alpini friulani a tutti quegli Alpini … beh … è indimenticabile. I discorsi: il Sindaco è sorprendente. Aperto, concreto, esplica con belle parole il punto saliente della cerimonia: l’opera dimostra la solidarietà e l’operosità degli Alpini. Promette, non richiesto, di intitolare la via al Corpo degli Alpini in quanto il Paese è si in pianura ma è circondato da una parte dagli Appennini, dall’altra parte dalle Alpi, dal Monviso, che segna ben visibile il punto di tramonto in inverno, al Rosa la cui falda freatica garantisce l’acqua per la coltivazione del riso in Lomellina, al Resegone sino all’Adamello; i monti sono patrimonio dell’orizzonte di Gravellona. E quindi Gravellona in mezzo alla pianura si sente alpina. Poi il Generale Primicerj, più sobrio ma altrettanto incisivo parla di valori e di come questi ragazzi portino avanti lo spirito del Corpo degli Alpini. Poi il nostro Perona non può che non collegarsi al difficile momento attraversato dall’Italia (è il giorno in cui maturano le dimissioni del Presidente del Consiglio) e di come gli Alpini possano e devono contribuire al miglioramento della nostra Patria. Le sue parole sono decise, sono sicure, alla fine si lascia andare, e anche questo è indimenticabile. Viene letto un messaggio del Ministro della Difesa e il testo della pergamena che verrà murata nelle fondamenta della casa che gli Alpini stanno preparando per Luca. Il Sacerdote benedice gli intenti. La cerimonia finisce. Ci rechiamo tutti a piedi, ordinati ma non formali, al Municipio dove un rinfresco”rinforzato” garantisce a tutti i presenti, in quanto “tutti siamo Autorità”, di scollinare il mezzogiorno. Un bel Cappello Alpino sulla Scuola prospiciente il cortile del Municipio e un clima sereno e cameratesco hanno fatto anche di questo un momento, appunto, indimenticabile. Ma la presenza di tali e tanti ospiti faceva nascere il dovere di ospitarli nella Sede degli Alpini più vicina per un informale “disnarello”(ci dicono termine Milanese: sobria colazione volta a far tacere i morsi della fame). Visitiamo la Sede, pranziamo insieme, facciamo delle foto ricordo e delle ben meditate dediche sul “Libro d’Onore della Casa per Luca” …. Chi vi scrive naturalmente è di questa sede ma vi possiamo assicurare solo una cosa …indimenticabile! Ma tutto questo non è frutto dell’operosità di pochi o dell’efficienza dell’organizzazione. Raffrontandoci con l’esterno abbiamo percepito che quando la nostra Associazione si propone alti impegni tutti danno una mano, perché all’Associazione “credono”. Questo è frutto dell’enorme credibilità di cui gode la nostra Associazione, continuamente alimentata dal nostro operare. La scelta insita nei nostri valori di testimoniarli con la nostra opera, rifiutando qualsiasi compromesso con il “potere” scegliendo il cammino più difficile del rispetto delle regole e di un rapporto preferenziale con la collettività, con la gente, in questa e in mille altre circostanze “paga”. Paga nella disponibilità che troviamo, nell’aiuto che riceviamo e che diamo. Paga nel sorriso che riceviamo e che troviamo quasi involontariamente nel- la nostra espressione. Paga anche vedere quei meravigliosi Alpini Friulani lavorare come si lavorava una volta, non per denaro, ma perché un lavoro andava fatto bene. Generando meraviglia e apprezzamento di chi ha operato e opera tutt’ora nel settore da una vita, ricordandogli i tempi in cui il Lavoro era un piacere e una passione !!! ... Una cosa da Alpini, insomma. E non solo: quel giorno di loro c’era solo una rappresentanza, perché, dopo la cerimonia, c’era da fare la gettata. Queste cose scaldano il cuore e ridanno speranza. Danno un senso alla nostra Associazione e al nostro “essere” e a quello che facciamo, rubando il tempo alle nostre famiglie e ai nostri interessi, ma siamo fatti così: prima l’interesse collettivo e poi quello personale … e se lo dice un Alpino non sono chiacchiere. Sì, aveva ragione Pertini: l’Italia sarebbe migliore se ci fossero più Alpini. Noi che lo siamo non possiamo tirarci indietro, come non si tirano indietro i nostri ragazzi in Afghanistan o i fradis furlans in cantiere e i volontari in Liguria. Luca Barisonzi con il suo sacrificio ci ha portato a voler esternare tutto questo, sentimenti, attitudini che noi avevamo già, ma tenevamo rispettosamente nella nostra sfera personale. Ma ora l’Italia ha bisogno dei suoi Alpini. Nuove sfide ci attendono, nuovi mutamenti in cui noi vogliamo essere attori e non comparse. Con la nostra credibilità verremo seguiti e comunque daremo un riferimento alle nuove generazioni. Nulla di quello che faremo andrà perso. Diamo il nostro esempio ogni giorno, nel quotidiano, nel sociale, impegnandoci in prima persona. Come ieri i nostri padri nelle steppe della Russia e nei Balcani, ora noi, oggi, dobbiamo proseguire il loro lavoro: dobbiamo portare avanti questa Società, questa millenaria Cultura … non possiamo tirarci indietro, tocca a noi! Viva l’Italia, Viva gli Alpini Marco Boccellini e Renzo De Candia AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO DALLA REDAZIONE DI “VECI E BOCIA”, ...con qui a lato un suggerimento per i vostri regali di Natale 8 - Veci e Bocia Novembre 2011 VITA SEZIONALE ta nazionale, raduno di Ponte Selva, S. Sintesi dei verbali del CDS Messa in Duomo, raduno del 2° Rag3 ottobre 2011 Intervento del Presidente: Il presidente Boffi ringrazia chi si è adoperato per la buona riuscita della Festa Sezionale d’Autunno e sottolinea i buoni rapporti col Consiglio di Zona che potranno essere utili. Informa che per l’assenza del Consigliere Respighi i commenti sulla festa sono rimandati al prossimo CDS. Il Vicepresidente Donelli conferma il miglioramento di visibilità e di ritorno economico e il segretario Dellupi riassume i conti provvisori relativi alla festa. Il presidente Boffi aggiorna sull’andamento dei lavori e della raccolta fondi per il progetto: “Una casa per Luca”. Legge poi il ringraziamento del direttore dell’Istituto Palazzolo della “Fondazione don Gnocchi” per il contributo dato alla riuscita della giornata “Il Palazzolo incontra la città”. Riporta una richiesta del colonnello Maurizio Paissan, ex capo-ufficio stampa delle Truppe Alpine, che chiede a quanti hanno svolto il servizio militare in Alto Adige racconti di attività svolte a favore delle popolazioni locali per pubblicare un libro in occasione dell’adunata di Bolzano. Il presidente Boffi parla del raduno di Ponte Selva confermando la partecipazione del Coro ANA Milano (ndr: la data sarà il 10 giugno 2012) e informa che presto verrà donato il gagliardetto al nuovo Gruppo di Brugherio. L’Unità Cinofila della Protezione Civile sezionale è stata sciolta e si stanno eseguendo le relative azioni verso il Comune di Cinisello Balsamo. Ricorda infine i prossimi appuntamenti sezionali. “Futuro Associativo”, commenti dopo l’incontro col Presidente Nazionale Corrado Perona: Il Vice presidente Donelli evidenzia il successo della riunione e il presidente Boffi chiude dicendo che il presidente nazionale Perona è rimasto soddisfatto e contento della riunione giudicata molto positiva. Candidature a consigliere per l’Assemblea Sezionale del 4 marzo 2012: Il presidente Boffi elenca i nomi dei candidati in scadenza, rieleggibili e non, e invita a cercare nei Gruppi nuovi candidati. Adeguamento quota sociale 2012: Dopo diversi interventi e considerando l’adeguamento di 3 Euro già applicato lo scorso anno, il CDS ha deciso di mantenere invariata la quota sociale da proporre per il 2012. Adunata 2012 a Bolzano, spazi attendamento sezionale: Il vice presidente Donelli riporta che solo 15 Gruppi hanno informato la Sezione su come si muoveranno per l’Adunata. Gara sezionale di bocce: Il consigliere Bignami illustra la proposta e, dopo discussione, si decide ascoltare le opinioni dei capigruppo. Calendario sezionale: Il presidente Boffi invita i Consiglieri a indicare gli aggiornamenti al calendario delle attività sezionali. Il segretario Dellupi informa sugli incarichi per la S. Messa di Natale dell’11 dicembre. Il presidente Boffi chiude la riunione parlando dell’incontro dei presidenti di Sezione che si terrà a Costalovara il 23/10. 7 novembre 2011 Il Presidente Boffi, reso omaggio alla bandiera, chiede un minuto di silenzio in memoria delle vittime delle recenti alluvioni. Il vice Presidente Donelli fa sapere che alcuni volontari della P.C. sezionale sono stati in Liguria per aiutare le popolazioni colpite dalle alluvioni e dalle frane, dando notizie su ciò che è accaduto, cosa si è fatto e cosa ci sarà da fare. Intervento del Presidente: Il Presidente Boffi aggiorna sulla riunione dei Presidenti di Costalovara e parla del Soggiorno Alpino come di un gioiello da riscoprire, magari visitandolo col proprio Gruppo o la propria famiglia. Informa che la Sezione è diventata socia della Cooperativa che gestisce il Soggiorno con una piccola donazione; parla dei preparativi a Bolzano per l’adunata e comunica l’ordine di sfilamento. Informa poi che il prossimo anno la manifestazione per il 140° delle Truppe Alpine si dovrebbe tenere a Cassano d’Adda, ma senza il Labaro Nazionale che sarà a Bari alla celebrazione solenne al Sacrario dei Caduti d’Oltremare. Il Presidente aggiorna sulla situazione di Luca Barisonzi e sull’andamento del progetto: “Una Casa per Luca”. Raduno del 2° Raggruppamento (commenti): Il Presidente Boffi evidenzia il successo del Raduno e che si è sentita la mancanza di una fanfara che desse il passo in sfilata. Il CDS delibera che i Gruppi contribuiscano al pari della Sezione con 150 Euro annuali per assicurare almeno una fanfara per la nostra Sezione negli eventi importanti (aduna- gruppamento). Santa Messa di Natale 11-12-2011: Il segretario Dellupi aggiorna sui dettagli organizzativi informando che avremo tre fanfare: quella storica della Sezione di Vicenza, quella di Ombriano e quella di Abbiate Guazzone. Assemblea sezionale del 4 marzo 2012 e candidature consiglieri: Tutti i Consiglieri in scadenza di mandato e rieleggibili si sono ricandidati e vi sono due nuove candidature: Alessandro Orlandini, capogruppo di Arese, e Giuseppe Gianazza. Adunata 2012 a Bolzano, spazi per attendamento sezionale: Il vice Presidente Donelli comunica che si attende di sapere dove saranno le aree sulle quali verranno dislocati i camper e le tende. Bilancio al 30-9-2011: Il tesoriere se- zionale Andrea Gorgoglione informa che il bilancio della Sezione a fine settembre è a posto. È leggermente calato il numero delle quote associative. Assemblee di Gruppo: Viene stilato il calendario con l’elenco dei consiglieri sezionali che vi parteciperanno. Seguono le comunicazioni dei Consiglieri addetti ai Gruppi. Festa d’Autunno, commenti: Il consigliere Respighi riporta che la Festa d’Autunno è andata bene; la zona è popolosa e la gente del posto comincia a conoscerci. Riconoscendo il principio cha la continuità nello stesso posto è un vantaggio per questo evento, il Presidente Boffi informa che alla nuova amministrazione comunale è stata ripresentata la richiesta per avere uno dei due luoghi centrali nei pressi del Castello Sforzesco. DAI NOSTRI CORI Rassegna corale per “Una casa per Luca” Sabato 15 ottobre, presso il salone polifunzionale dell’oratorio San Giorgio di Via Mazzini, 2 in Limbiate, si è tenuta la 9a edizione della “Rassegna Corale Città di Limbiate”, avente per tema: “Una casa per Luca”. Tutto il “battage” pubblicitario è stato infatti improntato a questa iniziativa al fine di coinvolgere, ma soprattutto di informare, la cittadinanza su quanto la nostra Associazione a livello nazionale in primis, e a livello cittadino da parte del nostro Gruppo di conseguenza, sta facendo per aiutare il nostro sfortunato alpino Luca Barisonzi. Oltre al nostro “Coro ANA Limbiate”, hanno partecipato alla rassegna il “Coro Alpino Sestese” di Sesto Calende (VA) e il Gruppo “Corale dell’Aurora di Bollate”. Un folto pubblico ha gremito in ogni ordine di posti il salone che avevamo preparato, ben addobbato e imbandierato. Il nostro coro, quale padrone di casa, ha aperto la serata proponendo cinque brani del proprio repertorio, comprendente cante alpine e popolari, svariando dall’abruzzese “Vola Vola Vola” al mitico “Ta Pum”, passando dalla Sardegna, in onore agli amici del Coro “Nugoro Amada”, nostri ospiti lo scorso anno, con il brano “Deus Ti Sarbet Maria”, concludendo quindi la breve esibizione con “L’Ultima Notte” e “La Montanara”. Il “Coro Alpino Sestese”, formazione mista maschile e femminile, si è presen- tato con “l’Inno di Mameli”, seguito da tutto il pubblico alzatosi di scatto in piedi alle prime note. Ci ha poi offerto, con grande bravura, brani della tradizione popolare italiana con puntate al folklore russo e sudamericano. Ultimo, ma certamente non in ordine di merito, il gruppo “Corale dell’Aurora” di Cascina Nuova di Bollate, formazione mista anche questa, che ha cambiato completamente l’atmosfera con un repertorio di spiritual della tradizione afro-americana. Tra le due esibizioni, un breve saluto da parte del nuovo primo cittadino dott. Raffaele De Luca, seguito dal rituale scambio di doni e gagliardetti ricordo. Al termine della serata due urne hanno raccolto le offerte degli spettatori per la casa di Luca, offerte che si sono sommate a quanto ricavato dalla vendita delle gubane (60 pezzi) che in settimana avevamo portato da Abbiategrasso, procurateci da Giancarlo Piva. Quindi tutti nel sottostante salone per il rinfresco. È stata certamente un’altra buona rassegna, che ci ha degnamente ripagato degli sforzi organizzativi dandoci lo stimolo, qualora fosse necessario, per proseguire su questi binari e organizzare per tempo la decima edizione del 2012. Nel frattempo proseguiremo con una serata corale, il 19 novembre prossimo, presso la chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Varedo, sempre dedicata alla raccolta di fondi per “Una Casa per Luca”. Sandro Bighellini YUCATAN DECIMA s.r.l. via Giovanni Fantoni 14 - 20148 Milano da 40 anni progettiamo e realizziamo strutture prefabbricate industriali, agricoli e tettoie in CA personalizzate CE - ICMQ 1305-CPD-0888 Per informazioni e preventivi gratuiti contattare Elco e Davi Volpi [email protected] - tel. 02.40093078 - fax 02.40093116 Novembre 2011 Veci e Bocia - 9 VITA SEZIONALE prudenza, la fattibilità di un progetto Il nuovo Consigliere Nazionale puoi vedere se esistono le risorse per addetto alla nostra Sezione poterlo sostenere”. Michele, che mi Gianbattista Stoppani è il Tesoriere dell’Associazione Nazionale Alpini ed è il Consigliere nazionale delegato a seguire la nostra Sezione. Lo ringraziamo per quanto sta facendo e farà per la nostra Sezione e vogliamo farvelo conoscere meglio con il Suo curriculum e con una intervista curata dal nostro Giuseppe Semprini. È nato a Dizzasco (Como) nel 1945, è sposato con due figli. Laureato in Economia e Commercio alla Bocconi, iscritto all’Albo Dottori Commercialisti di Milano dal 1973, è stato presidente dell’Ordine Dottori Commercialisti di Milano dal 1998 al 2004; è revisore contabile ed è iscritto all’Albo dei Periti del Tribunale di Milano. Il curriculum militare e associativo è descritto nell’intervista e lo completiamo indicando che Gianbattsta è anche sindaco effettivo della “Fondazione ai Caduti dell’Adamello” per incarico del Consiglio Direttivo Nazionale dal 2001. La Fondazione ha ricostruito il Rifugio Ai Caduti dell’Adamello, sul monte Lobbia Alta gruppo dell’Adamello, a quota 3040 metri. meticolosità, tutto ciò che l’Esercito gli aveva consegnato con il relativo prezzo. Una mia zia mi raccontava le fatiche immense che aveva dovuto sopportare, poco più che adolescente. portando sulle spalle da Argegno, sul lago, fino alle cime delle montagne di confine, gerle cariche di rotoli di filo spinato per la costruzione della “linea Cadorna”. Quindi, rispondo alla tua domanda: sono alpino sicuramente per tradizione, ma anche per vocazione. D. Qual è stato il tuo curriculum di alpino in armi e nella nostra associaGianbattista, grazie per la disponibi- zione? lità a questa intervista che permetterà R. Ho frequentato il 56º Corso AUC ai nostri lettori di conoscerti meglio. ad Aosta nel 1969. Ho terminato il D. Tu provieni dalla Val d’Intelvi, un corso come sergente AUC con speciaterritorio che ha originato schiere di lizzazione ACC (armi contro carro) e montanari e generazioni di Alpini? sono stato destinato alla “Julia”, batSei diventato alpino per tradizione o taglion “Tolmezzo”, compagnia Coper vocazione? mando presso la caserma di Venzone R. Sì, è vero, i miei quattro nonni in provincia di Udine. Presso la stessa sono nati tutti in paesi diversi della compagnia e lo stesso battaglione ho Val d’Intelvi. Le mie radici affonda- svolto anche per il periodo da sottoteno, quindi, in questa strana valle che nente tenendo corsi sia per gli Alpini sale stretta e ripida dal lago di Como, dell’8° che per quelli del 7° e facendo si apre e poi scende, sempre stretta e per intero i durissimi, ma bellissimi, ripida, verso il lago di Lugano. È una campi “invernale” ed “estivo” del batvalle che ha avuto una lunga e impor- taglione. tante storia nei secoli passati soprat- Quand’ero ancora sotto le armi, gli tutto per l’abilità dei suoi abitanti nel Alpini di Dizzasco Intelvi, mio paese costruire e abbellire i palazzi reali e le natale, mi fecero promettere che appecattedrali di tutta Europa. Per capirne na mi fossi congedato mi sarei dato da l’importanza basti ricordare che alla fare per costituire il Gruppo Alpini del fine del ‘700 la Val d’Intelvi, pur es- paese. Così fu. Da allora sono ancosendo molto vicina a Como, era una ra capogruppo di questo piccolissimo delle dieci province della Lombardia Gruppo di Alpini, anche se da anni mi austriaca al pari di Como, Milano, Pa- presento in assemblea dimissionario e via, Cremona quando, invece, Varese chiedo di essere sostituito. e Lecco erano classificate solo come Sono stato eletto Consigliere nazionaappartenenti al “Territorio e Contado le all’assemblea dei delegati del magdi Como”. gio 2011. Per la verità, però, io sono sempre D. Sei subentrato da pochi mesi a Mistato residente in Milano e frequento chele Casini nella carica di Tesoriere la valle solo d’estate e durante i fine Nazionale. Quali sono stati i principali settimana. consigli o avvertimenti ricevuti al moI miei nonni sono stati entrambi Al- mento del passaggio delle consegne? pini della prim’ora. In particolare il R. Conosco Michele Casini da una nonno paterno, dal quale ho eredita- vita e lo considero un vero amico. Mito sia il nome, che il cognome, clas- chele mi ha detto: “Stai attento Gianni se 1860, è stato arruolato tra i primi perché riceverai mille richieste, tutte Alpini del distretto di Como nel 1880. per cause nobili e degne, raramente Nella casa di famiglia ho trovato un per progetti non meritevoli, ma devi bussolotto di metallo contenente un essere capace di dire di no perché le libretto con annotate, in un italiano nostre disponibilità sono quelle che non certo perfetto ma con estrema sono. Solo dopo aver valutato, con conosce bene, mi ha ribadito: “Non devi essere troppo buono. Mi raccomando!” Michele è un amico ma forse non ha tenuto presente il fatto che io, essendo di origini montanare e comasche, sono spontaneamente portato ad avere sempre il braccino corto. D. Qual è il tuo punto di vista sullo stato delle nostre finanze? R. Le finanze dell’ANA, per il momento, sono abbastanza solide, ma non possiamo dimenticare che le entrate sono destinate necessariamente a diminuire per la riduzione degli iscritti legata all’abolizione della leva obbligatoria, mentre le spese sono tutte spontaneamente in crescita perché le iniziative, le necessità, la generosità degli Alpini e il loro desiderio di far conoscere i valori e i principi cui s’ispirano, sono tutti incredibilmente in effervescente crescita. D. Nel corso di quest’anno quali sono stati i nostri maggiori impegni finanziari? R. Ricordiamoci che ogni alpino versa alla sede nazionale 10,5 Euro all’anno. Il 40% di questa cifra è speso per la stampa e la spedizione della rivista “L’Alpino”. Con il restante 60% dobbiamo provvedere alle spese generali relative al personale e alla sede, all’organizzazione dell’Adunata nazionale e a tutte le altre manifestazioni. Inoltre finanziamo la Fondazione ANA Onlus che provvede al sostenimento delle spese riguardanti la Protezione Civile e all’Ospedale da campo. A parte queste voci, il maggior onere che abbiamo sostenuto quest’anno è quello relativo al completamento del complesso di Costalovara che oggi è una grande realtà che ci appartiene ed è aperta a tutti i nostri iscritti sia per le nostre riunioni associative, sia per gradevolissimi soggiorni con la famiglia. D. L’11 novembre è stata posta la prima pietra a Gravellona Lomellina (PV) per la costruzione della casa tecnologica destinata ad accogliere l’alpino Luca Barisonzi gravemente ferito in Afghanistan. A che punto è arrivata la raccolta fondi? R. Abbiamo ricevuto moltissimi contributi dalle nostre Sezioni, dai nostri Gruppi e da numerosissimi privati che hanno risposto agli spot che una rete televisiva ci ha offerto. A oggi abbiamo raccolto circa € 470.000. Siamo quindi a buon punto e possiamo tranquillamente procedere alla costruzione e all’arredo della casa destinata a Luca con tutti i supporti tecnologici che gli potranno consentire di vivere una vita il più possibile normale. In particolare, nella casa costruiremo una palestra indispensabile perché Luca possa quotidianamente eseguire gli esercizi fisici che gli impediscano di regredire rispetto a progressi faticosamente ottenuti nel controllo della mano destra e di altre funzioni. D. Hai calcolato quante ore della tua giornata sottrai alla tua famiglia e alla tua professione per svolgere adeguatamente la tua attività di Tesoriere? R. No, non l’ho calcolato e non lo voglio calcolare. L’impegno, comunque, non è sempre uguale: certe settimane sono molto occupate altre molto meno. Oltre all’impegno per il lavoro ordinario di tesoreria vi è l’impegno durante i fine settimana per le manifestazioni associative nazionali, sezionali e di gruppo. Io però ho sempre sostenuto, con tutti, che il lavoro, in ogni sua forma, è gioia e non fatica, per cui ora non posso smentirmi lamentandomi per l’impegno assunto. D. Che cosa ti ha indotto ad accettare questa onerosa carica e quali motivazioni ti inducono ad affrontare le difficoltà di ogni giorno? R. Hai mai sentito dire: “Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io”? Sono stati gli amici a convincermi, vincendo le mie iniziali resistenze però, non esageriamo, è sempre bello lavorare per gli altri soprattutto se questi altri sono Alpini. Grazie ancora per la tua disponibilità e per il tuo intenso impegno ad alto livello nell’Associazione. Noi della Sezione di Milano siamo lieti di poter avere a disposizione la tua esperienza come Consigliere nazionale delegato alla nostra Sezione. (intervista a cura di Giuseppe Semprini) Premio sezionale al Notiziario di Gruppo 2011 La premiazione del notiziario dell’anno proseguirà nei prossimi anni, ma la sede della premiazione sarà Ponte Selva, in occasione dell’annuale raduno sezionale. Invitiamo tutti i Gruppi a far pervenire la propria richiesta di candidatura al premio, consegnandola alla Segreteria con allegata una copia dei notiziari pubblicati nel corso dell’anno 10 - Veci e Bocia Novembre 2011 VITA SEZIONALE Alle ore 11,30, ahimé, scoppiò il finiMilano ha commemorato la strage mondo, successe ciò che in seguito è stata definita ‘la strage degli innocendei ‘Piccoli Martiri di Gorla’ La S.Messa in suffragio dei “Piccoli Martiri di Gorla” (foto di Franco Torti) Giovedì 20 ottobre, alle ore 10,30, parecchi Alpini della Sezione col presidente Luigi Boffi hanno partecipato all’annuale cerimonia commemorativa dei ‘Piccoli Martiri di Gorla’, vittime dell’indiscriminato bombardamento aereo anglo-americano perpetrato sessantasette anni fa, in quel popolare quartiere milanese. Per colpire gli opifici milanesi in attività, il comando della 15a Air Force, il primo mattino di venerdì 20 ottobre 1944, fece decollare dalle basi pugliesi n° 38 quadrimotori del 461° bomb group, 29 del 484° e 36 del 451° - divenuti poi 35 perché un velivolo dovette rientrare alla base per avarie ad un motore - indirizzandoli, rispettivamente, sugli stabilimenti industriali dell’Isotta Fraschini, dell’Alfa Romeo e della Breda di Sesto San Giovanni: in totale 102 bombardieri B 24 ‘Liberator’, dotati, ognuno, di 10 bombe del peso di 500 libbre [225 kg] l’una. Mentre gli aerei dei primi due gruppi centravano, con approssimativa precisione, gli obiettivi prefissati, causando morti, feriti e distruzioni, l’azione di dodici dei diciotto aeroplani della prima ondata del 451° bomb group non ebbe successo perché il capo pattuglia del group leader (per un corto circuito alla strumentazione), attivò prematuramente il congegno di lancio, subito imitato da altri undici aviatori, facendo cadere gli ordigni sulle campagne disabitate dell’hinterland milanese. Sei bombardieri della stessa ondata, al contrario, raggiunsero le vicinanze del bersaglio loro assegnato [Breda] ma, nonostante la limpida mattinata, colpirono il contiguo stabilimento Pirelli, provocando comunque danni ingenti e decine di morti. La seconda ondata del medesimo bomb group, che seguiva di alcuni minuti la prima formazione, composta da 17 bombardieri, sbagliò addirittura la rotta d’attacco e si trovò fuori obiettivo. Quando il comandante della formazione si accorse dell’errore, con la corsa d’attacco già avanzata, non gli fu possibile porvi rimedio effettuan- do un secondo volo d’allineamento. Anziché liberarsi del carico di morte sulla via di ritorno in aperta campagna o sul mare Adriatico - considerato che le bombe già innescate, per ragioni di sicurezza, impediva ai piloti di rientrare nell’aeroporto - decise di disfarsene immediatamente facendolo cadere, a partire dalle ore 11,27, sui sottostanti rioni di Precotto e Gorla, privi di obiettivi strategici. Colpirono la ferrovia dello scalo merci di Greco, taluni caseggiati e la scuola elementare di Precotto; una bomba, infatti, centrò l’immobile praticando un ampio squarcio sul tetto, abbatté i tavolati interni ma la struttura portante, pur danneggiata, rimase in piedi e la soletta in muratura fungente da tetto del rifugio, coperta di detriti e calcinacci, resistette alla furia distruttiva e tutti gli individui, quivi ricoveratisi prima della deflagrazione, rimasero shoccati ma incolumi: persero la vita solo tre ritardatari (due bidelli e un papà), travolti dall’abbattimento delle scale che portavano al rifugio. Ben più tragica sorte subì la scuola elementare [a tre piani] di Gorla - che funzionava a doppio turno giornaliero - in quello sventurato mattino, ove trovavansi poco più di 200 persone. Dato che ore 11,14 era suonato il ‘piccolo allarme’ e dieci minuti dopo anche il ‘grande allarme’, alcuni scolari, più scaltri e fortunati di altri nonché quelli della V classe del maestro Modena (aventi l’aula ubicata al pianterreno), riuscirono a guadagnare frettolosamente l’uscita, per rincasare alla spicciolata. Nel contempo le altre scolaresche, accompagnate dai maestri, raggiungevano le affollate scale, scendendole con difficoltà data la ressa, con l’intento di guadagnare il sottostante rifugio antiaereo. Altre mamme, invece, subito dopo il suono delle sirene annuncianti il ‘piccolo allarme’, si erano incamminate per raggiungere il plesso scolastico portando in braccio i pargoletti in età prescolare e si accingevano ad entrarvi per porsi in salvo nel rifugio. ti’: una bomba s’infilò nella tromba delle scale e scoppiò, provocando il crollo di parte dell’edificio, di pareti divisorie, delle scale e della soletta in muratura fungente da tetto al rifugio, seppellendo tutti gli astanti sotto il consistente cumulo di macerie prodottesi. Morirono 184 alunni, 19 insegnanti, mamme e bidelli, 18 infanti e bimbi in età prescolare e la direttrice didattica maestra Isabella Tagliabue. La civica amministrazione del dopoguerra, presieduta dal sindaco Antonio Greppi, accogliendo la pressante volontà del comitato dei genitori delle vittime di Gorla, per non dimenticare, accettò la richiesta di erigere sul sedime dell’ex scuola, un ‘monumentoossario’, simbolo di pace e di speranza. Fu scelto il bozzetto dello scultore meneghino Remo Brioschi, raffigurante una madre in posizione eretta, col capo chino perché affranta dal dolore, che sostiene, con le mani protese in avanti, il corpo esanime del figliolo. Mons. Angelo Bazzari, presidente della Fondazione Don Carlo Gnocchi ed altri sei sacerdoti (di cui uno salesiano) del Decanato di Precotto, hanno concelebrato la santa Messa servendosi dell’altare installato in luogo per la circostanza. A lato di esso ha preso posto pure l’arzillo nonagenario mons. Giorgio Colombo, il quale, il giorno successivo all’eccidio, sacerdote novello, volle recarsi sul posto per partecipare alle meste operazioni del ricupero delle salme e per confortare i costernati parenti. Al termine della celebrazione eucaristica, venivano deposte tre corone d’alloro. Il sindaco di Milano avv. Giuliano Pisapia, nella succinta ricostruzione storica, ha tra l’altro dichiarato: “Sono trascorsi sessantasette anni ma la città non dimentica una delle stragi più atroci che abbia colpito il nostro Paese, du- rante la Seconda guerra mondiale; una profonda ferita che non si rimargina e rimane un monito per il futuro. Seicentoquattordici cittadini, in quel nefasto 20 ottobre 1944, persero la vita in seguito alle incursioni aeree su Milano. Essere qui, in questa piazza, davanti ad un monumento che ricorda la morte di 184 alunni della scuola elementare ‘Francesco Crispi’, dei loro insegnanti e delle loro mamme, riempie il cuore di angoscia; davanti a una tragedia così grande si prova sgomento e orrore, perché essa era evitabile. Senza pace non c’è giustizia e senza giustizia non c’è pace ...”. Alla cerimonia hanno presenziato amministratori del Comune di Milano, della Provincia e della Regione, autorità militari e religiose, un folto pubblico e una maestra della scuola elementare di via Cesalpino (intitolata ai Piccoli Martiri), con i propri multietnici alunni, i quali hanno recitato una poesia e cantato una canzoncina inneggianti alla pace, alla concordia e alla fratellanza tra i popoli. Ai margini dell’imponente monumento-ossario, su cui emerge a caratteri cubitali la scritta ammonitrice ‘ecco la guerra’ e la data del micidiale raid aereo, spiccavano: il Tricolore, i labari della Città di Milano (decorato di medaglia d’oro al V. M.), della Provincia di Milano, della Regione Lombardia e le bandiere delle Associazioni d’Arma, dei Combattenti e Reduci, dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’A.N.P.I., dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro, il vessillo dell’ANA di Milano e i gagliardetti dei gruppi di Bollate, Bresso, Brugherio, Cesano Maderno, Cinisello Balsamo, Crescenzago, Lorenteggio, MilanoCentro e Missaglia, nonché i vessilli dell’Istituto del Nastro Azzurro, dei Bersaglieri, dei Carristi, degli Artiglieri, dei Marinai d’Italia e dell’AIDO. Roberto Scloza Programma S. Messa in Duomo 2011 ...per non dimenticare La tradizionale S. Messa in Duomo a ricordo degli Alpini e di tutti i Caduti in guerra e in pace, si terrà domenica 11 dicembre con il seguente programma: ore 8,30 Ammassamento in Piazza Fontana/Duomo ore 8,55 Arrivo del Vessillo della Sezione e della Corona ore 9,05 Arrivo del Labaro nazionale ore 9,15 Arrivo delle Autorità Civili e Militari ore 9,20 Alzabandiera in Piazza Duomo ore 9,30 S.Messa celebrata da S.E. il Cardinale Angelo Scola; partecipa il Coro ANA Sezione di Milano ore 10,30 Allocuzione ufficiale in Piazza Duomo, oratore ufficiale il presidente emerito Beppe Parazzini - Ammaina Bandiera ore 11,00 Sfilata lungo il percorso: Piazza Duomo, Via Orefici, Piazza Cordusio, Via Meravigli, Corso Magenta,Via Carducci, Piazza S. Ambrogio. ore 11,50 Onore ai Caduti e deposizione Corona al Sacrario ore 12,00 Scioglimento del corteo Novembre 2011 Veci e Bocia - 11 PROTEZIONE CIVILE L’emergenza in Liguria A testimonianza dell’impegno della nostra Unità di Protezione Civile nel soccorso per la recente alluvione in Liguria, riportiamo il diario della nostra Squadra composta da Giuseppe Donelli, Carlo Franchi, Vasco Guidi, Ambrogio Paleari, Stefano Tremolada, AlbertoValsecchi e Paolo Vivace. Come sempre i compiti assegnati sono stati raggiunti e, grazie all’esperienza e alla volontà dei nostri Volontari, ampliamente superati. Da questo impegno la nostra Unità di Protezione Civile ha tratto ulteriore esperienza, confermando l’utilità di fare una prima ricognizione per quantificare le necessità di volontari e di materiali in modo da dare una risposta più efficace alle richieste. Sperando che il nostro prossimo intervento sia il più lontano possibile nel tempo, colgo l’occasione per ringraziare per il lavoro svolto i Volontari che hanno fatto parte della nostra squadra e quelli delle Sezioni di Bergamo, Como e Varese. Giovedì 27 ottobre. La partenza dal Rocchetta alle 16,30 e si sono presenta3P di Cesano Maderno è fissata per ti al Sindaco che confermava che erano le 3,30. a Lodi abbiamo incontrato i primi a raggiungerli attraverso le strala squadra della Sezione di Bergamo de. I nostri primi mezzi sono arrivati a mentre quella della Sezione di Como Rocchetta verso le 18,30. Il Sindaco ci raggiungeva a Brugnato. Siamo ar- ha portato a fare un giro di ricogniziorivati a Brugnato alle ore 8,30 dopo ne attraverso le varie frazioni, in tutto avere atteso la scorta delle pattuglie circa due ore, tutte raggiungibili con della Polizia stradale. Siamo in tutto mezzi leggeri ma attraversando innu30 volontari e ci siamo presentati al merevoli frane tagliate per il solo pasCentro Operativo Misto (COM) per la saggio di automezzi. Le frane devono registrazione e quindi destinati a Cava- essere smaltite attraverso il carico del nella, ove arriviamo e subito iniziamo i materiale e il trasporto in apposite aree lavori consistenti nella pulizia di strade di scarico perché è impossibile smaltirle sul posto in quanto sovrasta abitazioe abitazioni. Alla ripresa dei lavori arriva l’ordine ni e strade. Il Sindaco ha poi proposto di entrare in Rocchetta di Vara, paese di spostare tutta la squadra a Rocchetta ancora isolato, aprendo una strada se- per provvedere alla pulizia di strade e condaria. Componiamo una squadra di di alcune abitazioni. Abbiamo concorsopralluogo per verificare le condizioni dato un incontro al COM per la giornadi quella strada con Moretti, Fiscato e ta successiva e abbiamo fatto rientro a Donelli. Abbiamo incontrato dei priva- Beverino. ti che con mezzi propri stavano già pu- Sabato 29 ottobre. La Squadra dellendo le frane (circa 60 di cui almeno 8 la Sezione di Bergamo si è spostata a di notevoli dimensioni). Il termine dei Rocchetta mentre il reso proseguiva i lavori è fissato per le 19,30 e il nostro lavori a Cavanella. Incontro al COM ricovero è presso il centro polisportivo che confermava il trasferimento comdi Beverino. Siamo rientrati a Cavanel- pleto a Rocchetta e ci dava il mandato la e abbiamo terminato i lavori di que- di creare e gestire il Centro Operativo Comunale (COC) dalla richiesta sollesta giornata. Venerdì 28 ottobre. Rapporto al COM cita dal Sindaco stesso. che ci indicava come priorità l’aper- Nel pomeriggio c’è stato il trasferimentura della strada per Rocchetta. Una to del resto della squadra con arrivo a squadra provvedeva alla pulizia della Rocchetta alle 15. Ci siamo sistemati strada al seguito di una ruspa di priva- nella scuola e abbiamo iniziato i lavori ti, mentre noi si faceva la pulizia del di pulizia della strada principale, dei manto stradale e la copertura delle bu- parcheggi e di un ponte. I lavori sono che. Scavalcando a piedi l’ultima fra- terminati alle 17, ma abbiamo prosena, Moretti e Donelli hanno raggiunto guito con la pulizia di strade e di locali Troppo grossa la ruspa per entrare tutta nella foto! Un cortile invaso da una delle tante frane vari. Nel frattempo si è provveduto a sistemare un locale del Comune come COC per gestire tutte le richieste sia per la popolazione, sia per i Volontari. Alle ore 18,50 i lavori ancora proseguono... Domenica 30. Proseguono i lavori di sgombero di strade, parcheggi e delle arcate del ponte vecchio. Tutti i mezzi sono impegnati, più alcune ruspe di privati vista la disponibilità di nostri volontari ruspisti. Unico neo è la mancanza di acqua che ci permetta un’adeguata pulizia personale. La sistemazione logistica non permette però di ospitate più 25 Volontari ed è appunto priva di acqua. Lunedì 31. Proseguimento dei lavori di sgombero del fango dalle strade e dalle abitazioni. Alle 10 sono arrivate le squadre per il cambio che sono operative già dalle 10,30, rendendo così possibile aumentare il numero degli interventi. A seguito di una richiesta, Paolo Vivace, un nostro volontario del Gruppo di Bollate, è da ieri impegnato alla guida di una pala gommata da 330 q.li nell’alveo del fiume per un intervento tendente alla pulizia dai tronchi e macerie e alla sistemazione provvisoria degli argini di contenimento. Terminiamo i lavori alle 13 per il pranzo e per il rientro alle nostre sedi attraverso la strada da noi aperta. Arriviamo a Cesano Maderno verso le 20; scarichiamo e sistemiamo i materiali e facciamo rientro alle nostre abitazioni. Giuseppe Donelli Esercitazione della Protezione Civile nella zona dei Laghi Bergamaschi Dal 16 al 18 18 settembre si è svolta un’esercitazione di protezione civile ad Endine Gaiano nella bergamasca. Hanno partecipato gli Alpini di Rho (Francesco Mariani, Stefano Tremolada e Luigi Azzerboni) iscritti nella Protezione Civile Alpini comandati dal nostro Giuseppe Donelli con i volontari della PC della Regione Lombardia ed Emilia Romagna. Il compito assegnato era quello di ripulire e rendere agibili le zone intorno ai piccoli laghi che si sviluppano in quella vallata bergamasca. Sono stati istituiti 22 cantieri di lavoro e ogni squadra, dotata dei propri mezzi e con l’avallo della protezione civile locale, ha proceduto per tutta la giornata di sabato nell’opera assegnata. Noi di Rho avevamo una zona tra la sponda di un lago e la strada provinciale: abbiamo provveduto alla estirpazione di erbacce, al taglio di piante ormai pericolanti, alla pulizia del sottobosco in modo da rendere nuovamente accessibile a tutti quell’area da anni lasciata senza alcuna guida. E poi, come in tutti i ritrovi dove ci sono Alpini, alla sera al termine delle fatiche ci siamo ritrovati a ricordare le esperienze vissute, ritrovare vecchi amici che non vedevamo da qualche anno. Tutto allietato dai cori alpini e da un’aria che solo nelle zone di montagna si può apprezzare. Tralascio il fatto che da sabato sera sono iniziati dei temporali, che le nostre tende hanno retto l’acqua finché hanno potuto, che qualcuno si è trovato in ammollo per tutta la notte ed altro ancora, ma sono cose che a volte fa piacere vivere soprattutto quando si è abituati a vivere nell’agio, al caldo e senza grandi problemi. Trovarsi immersi nella natura (con i pro ed i contro) è sempre una bella cosa. Dimenticavo: nel campo base c’erano degli spazi aperti a tutta la cittadinanza nei quali venivano esposte le varie specializzazioni della PC con stand o applicazioni pratiche. Le nostre unità di Sommozzatori, Unità cinofile, Nuclei antincendio boschivo, Ospedale da campo, Rocciatori e Telecomunicazioni hanno fatto la loro bella figura. Domenica siamo tornati alla base contenti dell’opera svolta e contenti dell’aver passato dei giorni assieme a tanti altri che hanno e vivono le nostre stesse passioni e che credono nei medesimi principi ed ideali. Luigi Azzerboni 12 - Veci e Bocia Novembre 2011 VITA SEZIONALE A Bergamo, al 90° della Sezione Il concerto della Fanfara orobica e al suo 28° raduno sezionale della Taurinense a Milano Sedici mesi dopo, il 10-11 settembre a Bergamo è stata ancora adunata. Tanti (o pochi, a seconda dei punti di vista) sono stati i mesi che sono passati dalla spettacolare 83ª adunata nazionale del maggio dello scorso anno (l’adunata dei record qualcuno l’ha definita) a questo 28° raduno sezionale, volutamente fatto in città per festeggiare nel migliore dei modi i primi 90 anni della Sezione orobica. Ancora una volta la città di Sant’Alessandro non ha tradito le attese richiamando a sé migliaia di penne nere giunte da buona parte del nord Italia (ben 20 i vessilli sezionali presenti, compreso quello della Sezione del Sud Africa) e tanti cittadini dei paesi della bergamasca, basti pensare che la sera del sabato le vie del centro erano affollate da più di centomila persone per assistere allo spettacolo pirotecnico. Per me si è trattata della terza partecipazione a una manifestazione svolta a Bergamo nell’arco di cinque anni, visto che già avevo partecipato anche al raduno sezionale in occasione dell’85°. Quest’anno ero a Bergamo come rappresentante della Sezione di Milano in compagnia degli altri Consiglieri sezionali Paolo Crepaldi e Alessandro Pisoni ed erano presenti anche alcuni soci della nostra Sezione giunti dai Gruppi di Cassano d’Adda, Vaprio d’Adda, Melzo e Lodi. Grande è stata l’affluenza di gente ai bordi delle strade che al grido di “Berghem, Berghem” ha applaudito a più non posso il presidente Antonio Sarti e tutto il suo Consiglio sezionale, i 270 e più Gruppi ANA della Sezione di Bergamo, i reduci di Russia come il grande past-president sia di Sezione che nazionale Leonardo Caprioli trasportati sulle campagnole; e se quest’anno non si è sfilato fino a notte (e neanche sotto la pioggia, per nostra fortuna), il lungo serpentone di penne nere ha terminato la sua sfilata a mezzogiorno preciso, giusto in tempo per gustarsi il delizioso rancio alpino appositamente preparato per tutti gli alpini e i loro familiari intervenuti a festeggiare questo importante 90° anniversario di fondazione della Sezione di Bergamo. Dario Bignami INCONTRI DI COMMILITONI Artiglieri del Gruppo “Sondrio” Domenica 4 settembre 2011, nella splendida cittadina di Gromo in alta val Seriana, c’è stato il 2° incontro coi miei commilitoni del “Gruppo Sondrio”, 3/72 CAR a Vipiteno, caserma “De Caroli”, Brigata “Orobica”. Il ritrovo è stato in tarda mattinata nella piazza del municipio e, come consuetudine, eravamo accompagnati dalle nostre consorti; dopo baci e abbracci abbiamo fatto tappa al bar centrale per un aperitivo e scambiarci alcuni ricordi continuati poi durante il pranzo. Abbiamo rievocato i tempi della naja, dal giorno del nostro arrivo alla 53a batteria comandata dal capitano Novelli, al Gruppo comandato dal tenente colonnello Inneco, l’addestramento, il giuramento a Merano, l’aggregamento al Gruppo “Bergamo” a Silandro per il corso radiofonisti e il ritorno a Vipiteno verso la fine del 1972, dove, a causa delle festività e l’assenza dei “nonni” in licenza, ci siamo dovuti sobbarcare, noi reclute, un’infinità di servizi. Avevamo preparato la nostra branda e su 8 notti, ci abbiamo dormito una sola volta! Ho in seguito esposto altri ricordi dettagliati, tant’è che Carminati mi ha detto se nella mia testa avevo per caso una RAM di memoria con diversi Mb, rimanendo lui stupefatto in quanto non ricordava quasi nulla. Durante tutti questi discorsi, non si poteva tralasciare di parlare delle buone portate gastronomiche bergamasche: salumi e formaggi nostrani, funghi porcini e casonsei ecc. che ci allietavano il palato, il tutto accompagnato da un buon vino della val Calepio. La giornata è poi proseguita con una visita al paese - eravamo nel centro storico - nonostante l’acqua a catinelle che scendeva da alcune ore e che non ci ha impedito di arrivare al castello e ai palazzi signorili. Belle e caratteristiche le vie cittadine, curate molto bene come pure i palazzi e le case, un posto di tranquillità e pace, che mi è piaciuto molto. L’ultima tappa verso le 17, è stata ancora il bar centrale per un the caldo e la cioccolata - dato il tempo e la temperatura sui 16 gradi - per poi congedarci sotto un diluvio e fare rientro a casa con l’impegno di ritrovarci il prossimo anno a Brembilla in val Brembana - dove Carminati penserà ai preparativi per il 3° incontro, indicativamente a fine giugno 2012. Ovviamente l’invito è esteso ad altri commilitoni che erano con noi in quel periodo a Vipiteno; per questo potete contattarmi al n. cell. 348-6539234 o mandare una e-mail a [email protected] Nella foto davanti al municipio da sinistra Giovanni Carminati di Brembilla (BG), Osvaldo Carrara del Gruppo di Limbiate e maestro del coro ANA, Guido Bonetti del Gruppo di Gandellino, Sezione di Bergamo e Serafino Bigoni di Ardesio (BG). Osvaldo Carrara La soprano Larissa Yudina canta l’Inno nazionale L’Unità d’Italia, il Risorgimento, gli Alpini, la musica. Sono questi i quattro “ingredienti” (di cui i primi tre tutti convogliati nel quarto) che hanno riempito il cortile di Palazzo Reale a Milano nel tardo (e caldo…) pomeriggio di sabato 10 settembre grazie al concerto gratuito tenuto dalla Fanfara della Brigata Alpina “Taurinense” nell’ambito della manifestazione “MiTo” che ogni anno vede coinvolti i capoluoghi di Piemonte e Lombardia in una serie di eventi culturali. Sono state due ore di note sopraffine, con i musicanti della Fanfara della “Taurinense” che hanno ripercorso gli eventi che portarono all’unità nazionale e quello che successe dopo, mettendoli in musica. Magnificamente presentate le cante dall’inossidabile Lucetta, madrina della Fanfara da diversi anni, e diretti in maniera impeccabile dal Maresciallo Capo Marco Calandri, gli alpini della Fanfara della “Taurinense” (accompagnati in questa trasferta meneghina dal Maggiore Mario Renna) hanno piacevolmente intrattenuto i milanesi che hanno voluto seguire questo concerto “alternativo”. I milanesi hanno ricambiato con grandi applausi e ovazioni al termine di ogni canta. La scaletta era così composta: “Bonsoir mes Amis”, “4 maggio”, “La bella Gigogin”, “Preghiera di una madre lombarda”, “Gibilrossa”, “1861. I figli della libertà”, “Irish tune from Country Derry”, “First Suite for military band in E Flat”, “Servan”, “Piume d’aquila”, “Inno degli Alpini” e “Il canto degli italiani”, quest’ultimo (così come “Piume d’aquila”) cantato magnificamente dalla soprano russa Larissa Yudina e da tutto il pubblico a gran voce e con grande emozione. Ovviamente a questo appuntamento non potevano di certo mancare gli Alpini della nostra Sezione; erano presenti sia il Vessillo sezionale che il gagliardetto del Gruppo di Arese portato dal suo capogruppo Orlandini con una trentina di soci guidati dal presidente Boffi e dal vice Donelli. Al termine del concerto ci sono stati i doverosi ringraziamenti per tutti i musicanti della Fanfara della Brigata Alpina “Taurinense”, per il Maresciallo Capo Marco Calandri e per il Maggiore Mario Renna per il piacevole pomeriggio in musica fatto trascorrere, il tutto concluso con una doverosa foto ricordo. Dario Bignami Gli Artiglieri del “Sondrio”davanti al Municipio di Gromo Novembre 2011 Veci e Bocia - 13 VITA NEI GRUPPI LIMITO-PIOLTELLO-SEGRATE MILANO-CRESCENZAGO Inaugurata la nuova sede Gita-pellegrinaggio al Monte Grappa Sul muro della sede, coperta dal drappo rosso, spicca la targa con la dedica al ten. Tonini 15 ottobre è sabato ma, diversamente dal solito, la sveglia suona presto;, l’appuntamento e in sede per le 6. Oggi per il nostro Gruppo di Limito Pioltello Segrate è una giornata particolare: finalmente la nostra baita verrà inaugurata e intitolata al tenente Leonardo Tonini. Gli Alpini del Gruppo già da alcuni giorni erano indaffarati nei compiti loro assegnati: dall’immancabile Maurizio nel ruolo di organizzatore, Enrico in cucina a preparare arrosti e brasati (facendomi piangere per pelare chili di cipolle utilizzate per la preparazione), altri Alpini a tappezzare di bandiere il percorso del corteo e la piazza del monumento ai Caduti. Anche il Capo gruppo è momentaneamente sparito: probabilmente sta preparando il discorso e, conoscendolo e sapendo quanto ci tiene, ci si può aspettare solo un ottimo intervento. Finalmente si parte; all’ammassamento presso la piscina comunale sono tanti i Gagliardetti dei Gruppi e il Vessillo della Sezione di Milano insieme ad alcuni membri del suo Consiglio capitanati dal Vicepresidente e mio coordinatore nella P.C. Giuseppe Donelli. Arrivati al monumento e fatto l’alzabandiera, ci si avvia alla baita per la S. Messa al campo e il conseguente rancio offerto dalla ditta Sice Previt di cui l’Ingegner Tonini era il titolare e che oggi festeggerà con noi i 50 anni della sua storia. Siamo nel piazzale davanti alla baita gremita di persone: sono più di 600, infatti, gli invitati a questo doppio evento, la S. Messa al campo viene officiata da Don Severino Cappellano militare e da Padre Roberto della parrocchia del villaggio, mentre le note delle nostre cante magistralmente cantate dal coro di Melzo ci ricordavano gli Amici Alpini andati avanti. Nuovo alzabandiera seguito dai discorsi di rito delle autorità presenti e terminati con il commovente ricordo scritto della dott. Monica Tonini figlia del fondatore e quindi l’inaugurazione della baita stessa. Poi tutti ai propri posti chi in aiuto in cucina o sulle polentiere, mentre le nostre meravigliose donne, sempre presenti e importanti nelle attività del Gruppo, si improvvisavano dispensiere e cuoche. Al pomeriggio il rancio si è chiuso con castagne, frutta e dolce. La festa era al termine e mentre calava la sera si iniziava a tirare le somme della giornata trascorsa. Tutte le cibarie avanzate riusciranno a portare il sorriso anche ai disagiati dell’opera “San Francesco”, mentre a tutti vengono ridistribuiti i compiti di chiusura della festa:, chi al lavaggio delle pentole, chi alla pulizia dei macchinari ma tutti, malgrado la stanchezza, eravamo felici perché la cerimonia aveva mantenuto la sua importanza e avuto il giusto epilogo. La nostra alpinità ancora una volta aveva avuto il suo giusto riconoscimento e noi si rientrava nelle nostre famiglie con nel cuore la contentezza di aver contribuito ad aggiungere una pietra miliare per il Gruppo di Pioltello Limito Segrate. Mario Sormani Il Consiglio direttivo del Gruppo Alpini di Milano-Crescenzago, in occasione del 40° anniversario della costituzione e del 150° dell’Unità d’Italia, a ricordo dei Caduti della Prima guerra mondiale, ha programmato per domenica 2 ottobre una gita-pellegrinaggio al sacrario-ossario di Cima Grappa. Partiti di buon mattino con un pullman dalla sede di via Padova, una ventina di alpini, taluni accompagnati dalla rispettiva consorte, raggiungevano, dopo quasi quattro ore, la sommità del massiccio del Grappa [quota 1776] ove, nella prima metà degli anni ’30, venne realizzato ad imperitura memoria il monumentale sacrario-ossario, per dar degna sepoltura ai resti mortali di 12.617 caduti italiani (di cui 10.332 ignoti) e di 10.295 caduti austro-ungarici (di cui 10.000 ignoti). Poiché nel 1935, prima di morire, il generale Gaetano Giardino - che nel 1918, quale comandante, portò la IV armata alla vittoria finale - aveva manifestato il desiderio di voler essere sepolto tra i ‘suoi’ soldati dell’‘armata del Grappa’, nel mausoleo è stata inserita anche la sua tomba. Sulla cima del monte, in prossimità dell’imbocco sud della ‘Via Eroica’, si erge un tempietto, a forma circolare, coperto da una cupola metallica e sovrastato da una grande croce; all’interno della cappella, elevata a santuario, è custodita la statua della ‘Madonnina del Grappa’, la Vergine ausiliatrice posta sulla vetta il 4 agosto 1901, a simbolo della fede cristiana del Veneto, dal patriarca di Venezia mons. Giuseppe Sarto; questi, due anni dopo, eletto al soglio pontificio, assunse il nome di Pio X. Egli fu beatificato nel 1951 e canonizzato nel 1954. Gli alpini crescenzaghesi, prima dell’Eucaristia, per onorare i Caduti, si schieravano, col gagliardetto, ponendosi ‘sull’attenti’ a lato del sa- cello, mantenendo un minuto di religioso silenzio. È opportuno ricordare che nella zona combattè pure l’alpino del 4° reggimento Giuseppe Fabbris, vicentino, cofondatore, con il figlio Pietro ed altre otto penne nere, del Gruppo Alpini di Crescenzago. Pietro Fabbris, reduce di Russia, già presidente nazionale dell’U.N.I.R.R., nominato Cavaliere della Repubblica, attualmente è rimasto l’unico, degli alpini cofondatori, ancora in vita. Nel piazzale pavimentato antistante l’ingresso al tempietto, alle ore 11, mons. Danilo Serena, ex vicario generale della diocesi di Padova, coadiuvato dal diacono don Flaviano Menon, ha celebrato la Santa Messa pronunciando un’appropriata omelia, intercalata con frasi in dialetto veneto. Nella fase finale della celebrazione, il capitano alpino, consigliere nonché alfiere Benedetto Liverta, ha letto la Preghiera dell’Alpino. Erano presenti: le bandiere dell’Associazione Combattenti e Reduci della Sezione di Breda di Piave e dell’Associazione Nazionale Carabinieri della Sezione di Maserada sul Piave, i gagliardetti dell’ANA di Milano-Crescenzago e dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia delle Sezioni di Breda di Piave, Pero di Piave e Saletto-San Bartolomeo, e parecchi cittadini. Sulla via del ritorno, i gitanti si fermavano dapprima in un ristorante di Sant’Eulalia di Borso del Grappa per consumare il pranzo sociale, indi, raggiunta la vicina città di Bassano [decorata di M.O.V.M.], approfittando del tempo clemente per sgranchire le gambe, facevano quattro passi nelle accoglienti vie del centro, non tralasciando ovviamente di transitare sul mitico ponte ligneo coperto, ora riservato al traffico pedonale, sovrastante il fiume Brenta, ricostruito dall’ANA nel 2° dopoguerra. Roberto Scloza Nel prossimo numero pubblicheremo gli articoli sull’80° di fondazione del Gruppo di Sesto San Giovanni Foto ricordo sulla cima del Monte Grappa, davanti al vecchio ossario 14 - Veci e Bocia Novembre 2011 VITA NEI GRUPPI ARCONATE Celebrati i 20 anni del Gruppo VAPRIO D’ADDA Inaugurata la nuova Mediateca Un momento della cerimonia L’alzabandiera sui nuovi pennoni presso la Mediateca Domenica 2 Ottobre 2011, in una bella giornata di sole il Gruppo Alpini di Arconate ha festeggiato il 20° anniversario della fondazione. Dal nostro motto inciso sul Monumento degli Alpini: “Come in montagna, così nella vita” e dall’alzabandiera è cominciata la manifestazione che ha attraversato i diversi luoghi significativi del nostro paese. Oltre al Sindaco e all’amministrazione Comunale, al corteo erano presenti il maresciallo della stazione Carabinieri di Busto Garolfo, i rappresentanti delle locali associazioni civili e militari con i loro vessilli. Molto gradita è stata la presenza del Vessillo della Sezione di Milano scortato dal Presidente Luigi Boffi, i diciotto gagliardetti dei Gruppi della Sezione di Milano e i numerosi Alpini appartenenti a Gruppi di paesi limitrofi che hanno voluto essere vicini al nostro Gruppo di Arconate. Altri momenti importanti della giornata sono stati la deposizione della coro- na d’alloro al Cimitero presso il monumento ai Caduti, la Preghiera di Don Franco Quadri e i ringraziamenti fatti dal senatore Mario Mantovani, sindaco di Arconate agli Alpini, sia a livello nazionale ma soprattutto a quelli del nostro Gruppo, per il volontariato attivo reso nel corso di questi venti anni. In particolare il sindaco ha ricordato il restauro della Cappella di S. Antonio Abate e la sistemazione del monumento dedicato a Carlo Borromeo. Tanti sono stati i momenti commoventi e voglio citare come la lettura della “Preghiera dell’Alpino” da parte del Presidente Boffi al termine della S. Messa e la consegna delle targhe ricordo a tutte le associazioni presenti. Ma, come in ogni festa alpina che si rispetti, non poteva mancare un momento conviviale con un ricco buffet e il tradizionale Rancio Alpino presso il Centro Anziani Pensionati che ha visto radunati gli Alpini e i numerosi amici. Ignazio Torno MILANO LORENTEGGIO Castagnata all’asilo Il primo ottobre 2011 in occasione dell’inaugurazione della nuova Mediateca di Vaprio d’Adda e a celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, abbiamo voluto lasciare un segno tangibile a questa nuova struttura all’avanguardia tecnologica e futuristica per la cultura dei ragazzi del nostro paese. La struttura è ora dotata di computer, internet, libri, musica, è un centro di aggregazione, e soprattutto ora ha il segno a ricordo della nostra Patria: il Tricolore. Ed ecco che proprio nell’occasione, della cerimonia di apertura il Gruppo Alpini di Vaprio d’Adda “ha donato” alla popolazione giovane odierna e a quella del futuro il tricolore esposto all’ingresso della nuova struttura, accompagnato dalla bandiera della Regione Lombardia e dell’Europa. All’alzabandiera il Sindaco, le autorità locali, l’Amministrazione civica e i cittadini presenti, composti e in si- lenzio hanno percorso con lo sguardo centimetro per centimetro il tragitto della bandiera che si issava sul pennone centrale fino alla sua massima altezza, ove la stessa sventolerà per tutti i giorni dell’anno da oggi al futuro. Dopo l’alzabandiera accompagnato dall’Inno nazionale, è stata scoperta una targa sulla quale è spiegata la storia del Tricolore dalla sua nascita ad oggi. L’entusiasmo nel lavoro svolto dal nostro Gruppo per la preparazione dei pennoni e per la loro la posa, e, soprattutto la soddisfazione nel veder sventolare alta la nostra bandiera, ci ha portato, soprattutto dentro di noi, un momento di vivo ricordo dei nostri valori. “Per non dimenticare …” è anche questo è un tassello della storia dell’Associazione Nazionale Alpini. W l’Italia, W Gli Alpini Tullio Bonetti Partendo dalla richiesta della direzione del Nido e Scuola d’Infanzia “Bolchini” di via Cascina Corba arrivata in Segreteria sezionale, siamo stati incaricati come Gruppo di andare ad arrostire le castagne. Superate le prime difficoltà per il reperimento dell’attrezzatura, un grazie a Renato che l’ha recuperata presso il suo oratorio, ci siamo così presentati all’Asilo per stabilire i dettagli. Dopo il colloquio con la Coordinatrice Didattica, è nata la successiva difficoltà: il tempo di preparazione molto ristretto. Le castagne infatti dovevano essere pronte per le 10.30. Il nostro solito trio, composto dal sottoscritto, da Renato e da Alfredo, è stato rinforzato da Viscardo e dal gradito intervento del Consigliere sezionale Paolo Crepaldi. Nonostante la prima perplessità per i tempi ristretti, siamo riusciti a concludere in tempo la preparazione delle caldarroste per i tanti bambini e la festa ha coinvolto anche i nonni che sono stati molto contenti, anche se al momento del commiato qualche nipotino piangeva perché voleva andarsene con loro. Con la pazienza delle maestre tutto si è risolto bene e abbiamo concluso la festa con la rituale foto ricordo con tutti i bambini. Anche noi (e la direzione dell’asilo) siamo stati contenti per essere riusciti a mantenere l’impegno che ci eravamo assunti e che probabilmente ci assumeremo anche l’anno prossimo. Elio Dal Pont Novembre 2011 Veci e Bocia - 15 VITA NEI GRUPPI LACCHIARELLA Una targa all’Alpe Veglia per il 30° del nostro Gruppo Alzabandiera all’Alpe Veglia Il parco naturale Alpe Veglia è un meraviglioso luogo di montagna ancora incontaminato e completamente immerso nella natura. Sorge a 1750 mt di altitudine, a ridosso del confine con la Svizzera, vicino al passo del Sempione. Situata alla testata della Val Cairasca, raggiungibile solo a piedi o in jeep, l’Alpe Veglia è una stupenda conca di origine glaciale modellata nel corso dei millenni dall’azione di acqua, vento e ghiaccio. Fino ad assumere l’attuale aspetto di una verde e florida piana, circondata da boschi di larici, prati, alte cime, nevai, ghiacciai, e popolata da numerose specie animali. Esclusa la stretta gola di deflusso delle acque, la piana è interamente circondata da montagne altre 3000 mt, che raggiungono il culmine con il Monte Leone (3553 mt), la più alta cima delle Alpi Lepontine. Attualmente il Veglia è un rinomato luogo turistico estivo. Un tempo era però abitato solo da cacciatori e allevatori di bestiame che vi salivano nel periodo estivo per procurarsi provviste. Recenti ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza dell’uomo all’Alpe Veglia fin dalla preistoria. Da molti anni alcuni di noi Alpini di Lacchiarella frequentano l’Alpe Veglia; notando che mancava in questo splendido luogo alpino un segno della nostra Associazione, ecco allora l’idea di porre una targa in Alpe con la Preghiera dell’Alpino. Ovviamente il luogo più indicato è stato l’Oratorio di San Giacomo (anno 1621), una chiesetta tipicamente alpina nel centro dell’alpeggio che ha sempre avuto grande importanza per la cura pastorale dei molti alpigiani di Veglia. La manifestazione si è svolta domenica 18 settembre u.s., in una giornata piovosa in cui, anche grazie a una breve bufera di neve, la natura della montagna ci ha accolti mostrandoci tutta la sua stupenda potenza ma senza impedirci di alzare il tricolore grazie al pennone dell’Arlac (Arconate/Lacchiarella) e alla presenza del Vessillo sezionale per inaugurare la targa dopo la Santa Messa celebrata da Padre Fausto. Una cerimonia importante con la quale abbiamo chiuso i festeggiamenti del 30° di fondazione del nostro Gruppo; un segno lasciato come presenza dell’A.N.A. e della nostra Sezione di Milano in Alpe Veglia. Tutto questo grazie anche al prezioso aiuto del Gruppo A.N.A. di Varzo e Trasquera (Sez. Domodossola) e della famiglia Bastino gestori dell’Albergo Lepontino in Alpe Veglia ai quali va un affettuosi ringraziamento. Un consiglio: salite a Alpe Veglia a vedere la nostra targa e gustatevi un soggiorno o un semplice pranzo domenicale presso l’Albergo Lepontino, l’ambiente è semplice e accogliente e la cucina è favolosa. Ercole Razzini Cosa c’è on-line Uscendo nuovamente su ben 24 pagine, siamo riusciti a pubblicare tutto quanto ricevuto in Redazione e pertanto per questo numero non ci sono ulteriori articoli nella versione on-line La chiusura per il prossimo numero è il 15 marzo 2012 CASSANO D’ADDA 139° di fondazione delleTruppe alpine e attività del Gruppo Deposizione dell’omaggio floreale al monumento del generale Perrucchetti Come ogni anno, il 15 ottobre a Cassano d’Adda viene commemorata la costituzione delle Truppe Alpine. La breve cerimonia davanti al Monumento del Gen. Perrucchetti è iniziata con l’alzabandiera e successivamente abbiamo posto un omaggio floreale seguito dalla lettura della “Preghiera dell’Alpino”, il tutto sottolineato dal nostro bravo trombettista. Una castagnata “pro Perrucchetti” E ...anche i Consiglieri Sezionali “lavorano”! Sabato 22 e domenica 23 ottobre si è svolta a Cassano la 30a edizione della nostra castagnata cittadina e, fortunatamente, quest’anno abbiamo avuto due giorni splendidi. Il ricavato sarà destinato al restauro della tomba e del monumento dedicati al Gen. Perrucchetti: una goccia d’acqua rispetto a quello che servirà per affrontare “l’impresa”. Il nostro Gruppo ha chiesto aiuto alla Sezione e spero che la richiesta di aiu- to venga inoltrata anche in Sede Nazionale e ai tanti Gruppi Alpini. I lavori ormai non possono più essere rimandati e il nostro Gruppo in questi anni ha sempre provveduto con le proprie forze a tale incombenza, ma per sistemare adeguatamente questi importanti luoghi della storia degli Alpini in previsione delle celebrazioni del 140°, la spesa è decisamente fuori dalla portata delle nostre possibilità economiche. Roberto Semini SAN VITTORE OLONA Alla targa Figel Dal notiziario “Penna Nera” del Gruppo di San Vittore Olona Anche quest’anno gli amici di Francesco Figel, già capogruppo di Arconate, si sono ritrovati sul monte Due Mani per onorarne la memoria in occasione del 9° anniversario della scomparsa avvenuta appunto nel corso di una uscita addestrativa su quel monte nel febbraio del 2002. Purtroppo non eravamo in molti ma questo non toglie che la cerimonia sia uscita comunque bene e che anche quest’anno abbiamo potuto posare le stelle alpine portate da Giovanni quale segno del nostro “non voler dimenticare” un amico che tante volte ha camminato con noi su quei sentieri. Una simpatica presenza è stata quella del bocia Alessandro, figlio di Giovanni Benzi del Gruppo di Ceriano Laghetto, che dopo l’arrivo al bivacco ha intrattenuto i presenti. Come sempre, prima della posa dei fiori sono state lette la “Preghiera dell’Alpino” e la “Preghiera dell’alpinista” in ricordo di Francesco e di quanti su quelle montagne hanno lasciato la propria vita. La giornata bellissima lasciava spaziare lo sguardo a perdita d’occhio in ogni direzione, dandoti l’impressione di poter toccare le cime solo allungando la mano ed il pensiero andava a quanti dall’alto ci proteggono quando infiliamo gli scarponi con un pensiero particolare alla vetta davanti ai nostri occhi, la Grigna che vedrà il nostro prossimo appuntamento per la visita alla targa Mazzucchi. Vorrei lanciare da queste pagine un appello in occasione dell’edizione 2012 alla targa Figel quando celebreremo il 10° anniversario: sarebbe bello salire lassù come Sezione e magari riuscire a celebrare la S. Messa, e a questo scopo facciamo girare la voce per trovare un Sacerdote disponibile ad accompagnarci. Forza, diamoci una mano. Franco Maggioni 16 - Veci e Bocia Novembre 2011 VITA NEI GRUPPI “Oltre la vetta”, seconda edizione: PADERNO DUGNANO un’emozionante esperienza Ancora dalla mininaja Da sinistra: Carlo, Marco e Aldo Barberi Venerdì 5 agosto, San Candido, Caserma “Cantore” del 6° Reggimento Alpini. In una splendida giornata di sole fra i monti della Val Pusteria tutto è pronto per la cerimonia. Alcuni Alpini in armi ci accolgono con un largo sorriso all’interno della Caserma e ci accompagnano verso il luogo dal quale potremo assistere alla cerimonia. Sono giovani i cui cognomi ricordano tutte le regioni d’Italia, a dimostrazione che gli Alpini non sono più da tempo un’esclusiva delle genti di montagna ma di ogni connazionale che ne condivide i valori. Cosa mai ci faranno Aldo, Gabriella, Carlo, io e mia moglie Patrizia con il piccolo Stefano nella Caserma del glorioso reggimento della Brigata Alpina Tridentina, ormai sciolta? Non tutto è finito con la sospensione della leva obbligatoria: la Caserma viene ancora utilizzata nei periodi di arruolamento per l’addestramento delle reclute e, da alcuni anni come in questo caso, per gli stage “Vivi le Forze Armate” (la cosiddetta “mini naja”). Marco Barberi, figlio del nostro Capogruppo, ha deciso quest’anno di seguire le orme del padre e del fratello Carlo e di “guadagnarsi” quel Cappello Alpino che da quando è nato vede indossare con orgoglio ma che, a causa della sospensione della leva obbligatoria, non ha potuto ottenere come noi. Oggi coronerà questo sogno, dopo tre settimane vissute sperimentando la vita militare: non si tratta di un giuramento ma della cerimonia di consegna del Cappello. I giovani della “mini naja” affluiscono nel piazzale dell’alza bandiera marciando con sguardi che tradiscono commozione e fierezza per questo momento. Vestiti di tutto punto con mimetica e “stupida” in testa, vengono inquadrati dai Caporali istruttori davanti a noi e ad alcuni gagliardetti dell’ANA. Dopo gli onori, il Col. Pinelli, comandante del 6° Reggimento Alpini, tiene il proprio discorso carico di emozioni ed elogi per quanto fatto dai questi giovani. Segue poi il discorso di Nino Geronazzo, Consigliere nazionale dell’ANA, il quale ricorda che, sebbene questi giovani non potranno iscriversi all’Associazione come “Alpini” ma solo come “Soci aggregati”, i loro contributi saranno ben graditi, anzi auspicati. Personalmente ho trovato fuori luogo questa dichiarazione. La “mini naja” è stata fortemente voluta dalle associazioni d’arma, fra cui l’ANA, per garantirne la sopravvivenza. Dire a dei giovani, in un momento di massimo orgoglio della propria vita, almeno per chi crede in ciò che significa indossare il “Cappello Alpino”, che non saranno al pari di quelle persone che da quando sono nate vorrebbero e potrebbero eguagliare, ma non hanno potuto e non per loro volere, è proprio demotivante. Non mi sarei stupito se qualcuno di loro avesse lasciato lo schieramento in quel momento. Per fortuna ciò non è successo, segno che questi giovani vogliono meritarsi con i fatti e non con le parole il Cappello Alpino. Dopo i discorsi, si è passati finalmente al vivo della cerimonia: ad uno ad uno i nuovi “bocia” vengono chiamati e dopo un vigoroso “Comandi!” ricevono finalmente il loro Cappello. Lacrime e commozione hanno toccato tutti noi e in particolare Aldo quando è stato chiamato Marco. Marco ci ha raccontato subito l’esperienza vissuta: sveglia e preparazione con cubo in 8 minuti, addestramento formale, marce, esercitazioni e così via. Non ha nascosto l’orgoglio per quanto fatto e anche noi abbiamo ricordato quei momenti della nostra naja con un po’ di nostalgia. Ma quello era il suo momento e noi siamo stati fieri di lui: finalmente potrà portare meritatamente il suo Cappello. E per finire e festeggiare il momento, Aldo ha offerto a tutti il pranzo nella vicina località di Rasun, dove io e famiglia eravamo già in vacanza. Marco, siamo fieri di te, porta con orgoglio il tuo Cappello e non sentirti da meno rispetto ai tuoi Veci: sono i valori che si ha dentro e i fatti a fare l’Alpino, non parole e formalità. Tanti auguri! Marco Vismara Dal 2 al 19 ottobre ’11, come già pubblicato sul sito della Sezione di Milano, si è svolta la seconda edizione della rassegna di eventi dedicati alla montagna, voluta fortemente dall’assessore alla Cultura di Paderno Dugnano, Dott. Rodolfo Tagliabue, socio del nostro Gruppo. Lo staff dell’Ufficio Cultura in collaborazione con il C.A.I. e con l’A.N.A. ha contribuito con i numerosi ospiti intervenuti, dai teneri asinelli ad alpinisti di chiara fama, musicanti e dotti oratori, ha organizzare una serie di appuntamenti molto interessanti e suggestivi per il pubblico variegato ed attento di Paderno Dugnano. Di questa coinvolgente e raffinata kermesse sul tema della montagna, quattro momenti hanno visto il nostro Gruppo particolarmente impegnato: 1. Nella giornata inaugurale, dedicata ai bambini, alcuni di noi alpini hanno vestito i panni dei “conduttori” non più di muli (come qualcuno avrà provato!) ma di asinelli, che sul dorso portavano il leggero peso dei bambini divertiti e meravigliati nell’ascoltare i fantastici racconti narrati loro durante il percorso che si snodava all’interno del Parco della Cava. 2. Sabato 8 ottobre, durante la sera, con gli amici del C.A.I. ed in compagnia delle festanti note del “Corpo Musicale Santa Cecilia 1900”, abbiamo distribuito caldarroste e vin brulè raccogliendo le offerte destinate alla comunità alloggio per adulti disabili “L’Ancora”. 3. La sera di martedì 11 ottobre nello splendido auditorium della biblioteca Tilane progettata da Gae Aulenti, il nostro socio prof. Romano Belli ha parlato della guerra in montagna; quella che si è svolta sul teatro più alto del mondo, sui ghiacci dell’Adamello nel 1915. La sala era gremita, tutti attenti ad ascoltare le coinvolgenti parole dell’oratore, intervallate dalla proiezione di filmati originali girati dal famoso cine-operatore Luca Comerio. Al termine della serata il presentatore ha invitato tutti gli alpini del Gruppo sul palco, con indosso il Cappello e ben schierati per una foto ricordo, mentre il nostro presidente sezionale Luigi Boffi presente per l’occasione salutava complimentandosi il Gruppo di Paderno ed il pubblico in sala. Le sue sono state parole chiare, incisive così che tutti i presenti, che magari non ci conoscevano appieno, hanno capito perfettamente lo spirito che ci anima. 4. L’appuntamento con Simone Moro! Questo straordinario personaggio, un vero gigante, non solo come alpinista, tra i più grandi se non attualmente il più grande alpinista del mondo, ma anche un gigante sul piano umano. Lontano da intenti autocelebrativi, attraverso il suo commento in diretta delle immagini delle sue imprese che scorrevano sul grande schermo tra la meraviglia del pubblico, abbiamo compreso più a fondo il sentimento che lo ha animato in tanti anni di formidabili avventure. Fotografie, filmati, testimonianze delle sue vittorie sulle più alte montagne del mondo, ma anche delle sue sconfitte sempre guidate da una lucida intelligenza. Tra tutte le cose fatte, come alpinista e come uomo e padre di famiglia, a noi piace ricordarlo anche come alpino, ufficiale del 138° corso AUC, dove come lui stesso ci spiega ha imparato a vivere con cuore instancabile, determinato e generoso i doveri della vita, in poche parole ad essere un vero alpino! Il ricordo di questa serata di certo non lo dimenticheremo facilmente e vi invitiamo a leggere il suo bell’articolo a pag.17. Sono stati dieci giorni intensi, estremamente gratificanti che ci hanno ripagato del lavoro svolto e dell’impegno profuso.Se verrà ripetuta questa manifestazione ci piacerà condividerla anche con gli alpini della Sezione e non solo con il suo presidente. Aldo Barberi Giornata di solidarietà Domenica 18 settembre, nella nostra sede si è svolta la Giornata di Solidarietà con i ragazzi disabili dell’ANFFAS, accompagnati dai loro genitori e dai volontari. Il pranzo è stato preparato dalle mogli di alcuni nostri soci: “le stelle Alpine” le signore Carla, Gabriella, Rosalba e Agnese. Il servizio ai tavoli è stato gestito da Francesco Poma che ha dettato magnificamente i tempi, organizzando noi camerieri (io, Carlo, Marco, Aldo e Antonio). Come al solito, i preparativi sono iniziati molto presto; sin dal primo mattino le “stelle Alpine” erano intente a preparare i deliziosi manicaretti che poi abbiamo gustato a pranzo. Quest’anno abbiamo avuto la piacevole visita del nostro Sindaco, il dott. Marco Alparone e della sua famiglia; ci ha fatto molto piacere ricevere i suoi complimenti per quello che facciamo e per quello che il Gruppo Alpini rappresenta per l’Amministrazione Comunale e per la nostra comunità. Inoltre anche la Banda Musicale di Palazzolo Milanese ha intrattenuto i nostri ospiti prima del pranzo con diverse canzoni e, ovviamente, non potevano chiudere l’esibizione musicale se non con il nostro “Trentatré”. Un’esperienza come questa non poteva che essere speciale; oramai sono diversi anni che organizziamo questa Giornata di Solidarietà e ogni volta mi lascia sempre una piacevole sensazione; vedere con quale gioia questi ragazzi e i loro genitori partecipano e si divertono mi riempie il cuore di gioia. Vederli così felici e allegri, nonostante i problemi che hanno e rispetto alle difficoltà che quotidianamente devono affrontare, ancora una volta mi ha fatto capire quanto siamo fortunati e quanto sia importante mettersi al servizio degli altri per stare insieme e aiutarci reciprocamente. Il nostro Cappello continua a tramandare queste tradizioni di solidarietà a noi Bocia del Gruppo. Al prossimo anno! Davide Beraldo Novembre 2011 Veci e Bocia - 17 VITA NEI GRUPPI La nappina per Antonio PADERNO DUGNANO Finalmente, dopo tanto cercare, i “Bo- tato la sua esperienza sotto le armi e La Vetta a tutti i costi cia” del Gruppo sono riusciti a trovare le esperienze vissute durante quel tor- Quasi ogni giorno ci ripetiamo che i nostri ritmi di vita, più o meno voluti, più o meno subiti, hanno superato ogni livello di sopportazione: siamo nevrotici, pressappochisti, intolleranti e – ahimè – indifferenti. Le vette e i valori della nostra vita sono cambiati e l’apparire conta sempre più dell’essere. Anche queste mie parole rappresentano, in fondo, una facile retorica: io stesso mi scopro tante volte coinvolto nella corsa verso l’effimero. Neppure le attività “pulite” come lo sport sono rimaste esenti da questi cambiamenti e, pur rimanendo un incallito ottimista, non posso restare miope di fronte alla malattia che sta colpendo anche il mio mondo. L’alta quota, pur impedendo – come sempre – a chiunque di “correre” a causa della carenza d’ossigeno, non è purtroppo esente da altri effetti di questi mutamenti sociali. Gli odierni alpinisti infatti provengono dallo stesso sistema ipertecnologico ed iperveloce, per il quale arrivare e raggiungere l’obiettivo è la cosa più importante. Nel 2001 ho toccato con mano quanto sia diventata egoista anche la mia categoria, e quanto siano mutati i nostri valori. Mi trovavo sulla parete del Lhotse: addossata su un fianco dell’Everest, la quarta montagna della terra (raggiunge gli 8516 metri). In quel momento numerosi altri alpinisti, delle più svariate nazionalità, stavano come me tentando di raggiungere la sua vetta, coronamento dei loro sogni e progetti. Si stava facendo sera e io, giunto intorno a quota 8000, avevo appena terminato di montare la tendina e attrezzare il campo per la notte. A un certo punto una richiesta d’aiuto raggiunse tutti coloro che si trovavano in quota: un polacco, arrivato faticosamente alle nostre tende, ci spiegò di aver visto un inglese precipitare lungo la stessa parete sulla quale stavamo “appollaiati” noi. Ci disse anche che quell’uomo si era fermato miracolosamente a metà di un immenso lastrone, con oltre 1000 metri di pendio ghiacciato sotto i piedi, e che stava rischiando la vita. A quelle altitudini il freddo, la mancanza d’ossigeno e l’inaccessibilità ai mezzi meccanici sono le ragioni che rendono quasi impossibile la sopravvivenza di un infortunato. Infilai immediatamente gli scarponi che mi ero appena tolto e indossai di nuovo la tuta d’alta quota, uscendo dalla mia tendina. Accesi la ricetrasmittente e comunicai l’accaduto a tutte le spedizioni in ascolto, aggiungendo che stavo per intraprendere la ricerca dell’alpinista. Altri avevano ascoltato le descrizioni affannose del polacco, ma – scoprii con stupore – ero l’unico ad essermi mosso. Solo un altro italiano, Silvio Mondinelli, prese la mia stessa decisione, tentando di raggiungermi con una bombola d’ossigeno; sfortunatamente però si trovava in un campo più basso di 600 metri rispetto al mio, cosa che gli avrebbe comunque impedito di raggiungermi in tempo utile. Per questo, a un certo punto, gli dissi di rientrare. Riuscii a raggiungere da solo l’infortunato quand’era ormai l’imbrunire. Dopo averlo confortato, lo convinsi che doveva aiutarmi a farsi trasportare fino alla mia tenda, dove l’avremmo potuto rifocillare, e avremmo tentato di medicare le ferite. Nella caduta però aveva perso un rampone e questo mi obbligò a studiare una strategia particolare per procedere insieme a lui su quella parete ghiacciata: legatolo alla mia piccozza e per certi tratti trasportandolo di peso, riuscii nel buio a risalire quasi 200 metri, dove trovai la via di salvezza verso il mio campo. Ero senza ossigeno e reduce da un balzo, compiuto quel giorno, da 6400 a quasi 8000 metri. Questo soccorso mi sfinì e prosciugò le mie forze. Nonostante il contatto radio e la mia facile localizzabilità, mi stupii di non aver ricevuto alcun aiuto esterno concreto, se non nei cinquanta metri finali. Gli alpinisti che come me si trovavano intorno a quota 8000 e avevano sentito cosa stava accadendo, si erano mossi solo alla fine del salvataggio: probabilmente avevano calcolato che un aiuto più concreto avrebbe loro precluso il raggiungimento della vetta nei giorni successivi. Io infatti, a causa di quello sforzo, dovetti rinunciare; ma la cosa peggiore fu che dovetti difendermi anche dagli attacchi di coloro che rivendicavano la citazione per la parte d’aiuto svolta (che a questo punto iniziavo a pensare fosse stata prestata solo per secondi fini). A parte Silvio, nessuno mi ha mai dimostrato concretamente che avrebbe rischiato la propria vita, per salvare quella dello sfortunato scalatore. Oggi quell’uomo è salvo. L’intervento che ho voluto e saputo compiere (pur se aiutato dalla fortuna) è stato il frutto di quanto imparato dai miei genitori e successivamente dal servizio militare: alla Scuola Militare Alpina finii d’interiorizzare quei valori di solidarietà che spero poi di aver trasmesso, da ufficiale, agli Alpini del mio plotone e successivamente alla mia compagnia, quando sostituii, negli ultimi tempi, il mio capitano. Questo gesto a 8000 metri, che qualunque alpino avrebbe compiuto, ha permesso a Tom Moores di continuare a vivere. Ciò che invece sta per morire è il normale senso civico di molti fra noi alpinisti. È un’altra cattiva eredità che stiamo lasciando agli scalatori del domani, per i quali rischiamo di non essere più figure da emulare. Ci sono però alpinisti Alpini, per i quali questa infausta prospettiva è ancora lontana, e per questo motivo auguro al nostro Corpo longevità nell’animo e un radioso e contagioso sorriso, con e senza divisa. Simone Moro, 138° AUC la nappina che Antonio Brentel, classe 1920, stava cercando per il suo cappello. Ci spieghiamo meglio: Antonio perse il suo cappello durante il viaggio che aveva intrapreso dopo l’8 settembre 1943. Tutto ebbe inizio dunque ben 68 anni fa; Antonio ha combattuto nella Divisione “Pusteria”, 5° Art. da Montagna, Gruppo “Belluno” (Comando Gruppo), nel settembre del 1943 era schierato con il suo reparto nella zona di Gap/Grenoble sul confine Italo Francese dopo il periodo in Montenegro. Antonio ha partecipato a tutte le Campagne militari della Pusteria, dal Fronte Occidentale al Fronte GrecoAlbanese fino al Montenegro. Quando giunse l’ordine di consegnarsi agli ex alleati Tedeschi per essere portati in Germania come prigionieri, Antonio e altri quattro Artiglieri Alpini del suo reparto decisero di non obbedire e così intrapresero un viaggio a piedi durato più di un mese per raggiungere i loro paesi nella zona di Treviso. Ovviamente persero tutto: dal cappello alla divisa. E veniamo ai giorni d’oggi; durante l’ultima Adunata di Torino noi “bocia” abbiamo prestato con piacere “servizio di scorta” al nostro Vecio, e proprio durante le giornate di Torino, Antonio ha espresso il desiderio di poter riavere la Nappina del suo reparto. Durante quelle giornate ci ha raccon- mentato viaggio che lo stava riconducendo a Baita. Abbiamo così deciso di fargli una sorpresa e cercare la nappina tanto desiderata; alla fine l’abbiamo trovata su una bancarella al Raduno di Raggruppamento a Palazzolo Sull’Oglio. Finalmente! E adesso? Cosa facciamo? Dopo un giro di telefonate si è deciso di dare una giusta cornice per consegnare la nappina tanto attesa e tanto desiderata al nostro “Vecio”. L’appuntamento è stato fissato per giovedì 3 novembre presso la nostra Baita con una semplice, ma molto sentita, cerimonia. È stata una bella sorpresa anche la partecipazione alla serata del Vice Presidente Sezionale Valerio Fusar Imperatore e del Consigliere sezionale addetto al nostro Gruppo, Andrea Sacco. La nappina è stata consegnata ad Antonio dal Bocia del Gruppo, Marco Barberi, proprio per rafforzare lo spirito di coesione che esiste tra i nostri Veci e noi giovani alpini. Si è trattato di una semplice cerimonia, a cui però tenevamo molto perché con quel piccolo gesto abbiamo reso Antonio molto felice. I Bocia del Gruppo di Paderno Dugnano: Carlo e Marco Barberi, Davide Beraldo, Luca Pizzetti, Mauro Stoppello, Marco Vismara MISSAGLIA Ritrova il coscritto alpino dopo 43 anni Sono Ermano Comi del Gruppo ANA di Missaglia. Dopo ben 43 anni dal congedo ho potuto incontrare Luigi Gusmeroli, capogruppo delle penne nere di Piateda della Sezione di Sondrio. Eravamo compagni di naja al battaglione “Tirano” a Malles Venosta nel ‘68. L’incontro è avvenuto al Raduno del 2° Raggruppamento a Palazzolo sull’Oglio. Ho partecipato a diversi raduni con la speranza di ritrovare qualche ex commilitone e finalmente ho incontrato un amico col quale ho condiviso alcuni mesi di una indimenticabile parentesi di vita. È stato un incontro commovente seguito da un forte abbraccio. Con Luigi dividevo l’ufficio trasmissione e ricezione messaggi; i contatti più frequenti erano con le pattuglie che presidiavano il confine italo-austriaco per il mantenimento dell’ordine pubblico. All’epoca il rischio attentati in Alto Adige si era ridotto, ma per cautelarci montavamo la guardia col “Garand” pallottola in canna. In quella terra dove la differenza linguistica emerge, la presenza di noi alpini serviva, a mio avviso, a cancellare quella linea invisibile di confine fra le due Italie. Il comandante del btg all’epoca era il Emanno Comi (a sinistra) con Luigi Gusmeroli Colonnello Antonio Mautone, il quale dopo il congedo era stato nominato Maggiore Generale; purtroppo sono due anni che è “andato avanti”. Era un ufficiale che esigeva molta disciplina, assai preparato e disponibile, un padre per gli alpini passati sotto il Suo comando. Conservo ancora un ottimo ricordo di questa persona. Per quanto riguarda l’amico Gusmeroli, oltre ad essere capogruppo, è un volontario molto attivo che ha prestato la propria assistenza in paesi come la Russia (Rossosch), l’Armenia, l’Albania, il Monzambico, lo Sri Lanka e altro: complimenti! Ci siamo lasciati con l’augurio di rivederci presto. Ermanno Comi 18 - Veci e Bocia Novembre 2011 VITA NEI GRUPPI LODI Il Coro Congedati Orobica a Lodi In un certo senso la si potrebbe de- tro cante del loro repertorio per poi Il 90° anniversario del Gruppo finire come la “degna chiusura” dei lasciare spazio al Coro dei congedati festeggiamenti per i novant’anni di vita del nostro Gruppo la serata che si è svolta sabato 5 novembre presso l’Aula Magna del complesso scolastico Spezzaferri dove si è esibito con un buon successo il Coro dei congedati della “Brigata Alpina Orobica” diretto da don Bruno Pontalto, alpino anche lui. L’aggancio a questo importante Coro Alpino è riuscito grazie al nostro socio Giuseppe Capra che facendo parte del coro lodigiano “Barbarossa”, ha spinto, riuscendoci, per poter portare a Lodi il coro degli alpini congedati dell’Orobica. La serata in questione ha visto così il Coro “Barbarossa” fare da “apripista” con quat- Sfilata per il 90° anniversario del Gruppo di Lodi Chi l’ha detto che le belle vittorie debbano arrivare per forza col bel gioco? A volte bisogna cambiare in corsa e accantonare solo in parte il bel gioco per essere pratici quanto serve. Ed è vero che la paura fa 90, come nella smorfia napoletana? Come gli anni del Gruppo di Lodi? Paura poi? No, al massimo un po’ di tensione e di timore. Timore che nulla potesse andare per il verso sperato anche dopo le opportune modifiche dovute apporre in corsa per far sì che tutto filasse via liscio. E così è stato alla fine: tutto è filato via liscio, senza intoppi. Diplomazia, lavoro di squadra ed entusiasmo: questi sono stati gli ingredienti che hanno permesso al mio/nostro Gruppo di Lodi di festeggiare i suoi primi 90 anni. Un lavoro di squadra durato un anno nel quale le difficoltà che di volta in volta emergevano non ci fermavano, la diplomazia necessaria per mantenere i buoni rapporti con l’Amministrazione comunale, quando le cose non andavano come volevamo, e l’entusiasmo necessario per centrare l’obiettivo prefissato. La tensione e i timori di cui parlavo prima si sono dissolti alle 16.30 di sabato 22 ottobre, quando abbiamo partecipato alla S. Messa che ha dato il via ai festeggiamenti proseguiti poi in serata presso l’Auditorium della Banca Popolare di Lodi in occasione della terza rassegna corale cittadina “LiberCanto”, inserita nel programma dei nostri festeggiamenti perché tra i cori presenti c’era anche quello della Brigata Alpina “Tridentina” in congedo, le cui cante erano presentate di volta in volta da Francesco Brighenti, alpino e speaker ufficiale alle adunate nazionali, che gentilmente ha prestato la sua opera ed esperienza in questa occasione. La prova del nove, anzi del novantesimo, da superare, però, era la manifestazione di domenica 23 ottobre. Una prova superata brillantemente, con i timori che si sono dissolti con i primi raggi di sole che passavano attraverso i rami delle piante di Parco Villa Braila e la tensione che si è sciolta grazie alla numerosa partecipazione dei nostri soci (ed il ricordo è andato a Gianluigi Sormani e a Francesco Generati che proprio quest’anno ci hanno lasciato ma che sicuramente sarebbero stati presenti) e agli auguri ricevuti da tutte le penne nere convenute da altri Gruppi (era presente il Vessillo sezionale di Bergamo oltre a quello di Milano e una trentina di gagliardetti), specialmente i nostri gemellati di Crema e Rudiano e quelli di Rivolta d’Adda e di Maggiora coi quali abbiamo una grande amicizia, con la presenza della Fanfara Alpina di Abbiate Guazzone e con la bella e pittoresca presenza del Gruppo Fiamme Verdi in divise alpine d’epoca, direttamente dal Friuli. Nella splendida cornice di Parco Villa Braila imbandierato a festa e adatto ad accogliere i convenuti, sotto gli occhi della telecamera di TRS TV (che ha ripreso buona parte della manifestazione e un servizio televisivo è andato in onda lunedì 24 ottobre) vi è stata la parte istituzionale con l’alzabandiera, lo scoprimento della bombarda austriaca (presa in consegna da noi da diverso tempo per restaurarla e quindi posizionata di fianco al nostro monumento “Agli Alpini”) e i discorsi di rito delle autorità presenti. La sfilata si è snodata per le vie più importanti della città, sostando prima ai due monumenti ai Caduti di Piazza Zaninelli per le deposizioni delle due corone d’alloro e quindi passando per il centro storico della città, davanti al nostro bellissimo Duomo, concludendosi infine in Piazza Castello con un carosello della Fanfara che poi si è esibita anche in bar del centro e sotto le volte del Broletto, neanche fosse a una qualsiasi adunata nazionale. È proprio vero che le vittorie più belle sono quelle più “sofferte” e questo nostro 90° di fondazione ne è stata la prova, ed è stata grande la gioia di essere riusciti ad arrivare fino in fondo vedendo tutti i nostri sforzi fatti premiati dagli applausi della gente lodigiana. È andata bene alla fine la manifestazione? Sicuramente, come tutte le cose, in qualcosa era perfettibile, ma non dobbiamo rimproverarci nulla perché abbiamo fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità con le forze che avevamo, quindi, per chiudere, al Gruppo di Lodi ed a tutti i suoi soci ancora tanti auguri per il 90° anno di fondazione e per altri novant’anni ancora. Dario Bignami della “Brigata Alpina Orobica”, che si sono esibiti con una decina di brani e che in un paio d’occasioni ha fatto salire sul palco dei bambini lì presenti che conoscevano bene alcune delle cante alpine eseguite dal coro. Questa serata è stata fatta anche, ma direi soprattutto, per ricordare e omaggiare Emilio Moroni, un nostro caro amico che ci ha lasciato poco più di un anno fa, vera anima e motore del Consiglio di Zona di Porta Cremonese con il quale abbiamo sempre lavorato fianco a fianco quando c’era da organizzare la nostra annuale castagnata alpina al Parco di Villa Braila. Dario Bignami La 2a Festa Alpina del Gruppo Ha avuto ancora un buon successo la Festa Alpina del nostro Gruppo che per il secondo anno si è tenuta a Terranova dei Passerini domenica 30 ottobre. Questa volta il tempo è stato clemente con noi e con gli altri espositori rispetto all’insistente pioggia dello scorso anno, e così, complice anche la vigilia della festa di Halloween, molte famiglie con i loro bambini hanno trascorso un piacevole pomeriggio di svago in Piazza Falcone e Borsellino, dove si è svolta la manifestazione. Il padrone di casa, il sindaco Roberto Depoli, alpino iscritto al nostro Gruppo, è stato ben lieto di aderire all’iniziativa e di ospitarci anche questa volta facendoci fare bella figura davanti alla cittadinanza di Terranova. Il nostro compito è stato principalmente quello di fare una castagnata per i terranovesi e nel farla, tra una chiacchiera e l’altra, abbiamo avuto modo di conoscere alcune persone che, si spera presto, diventino dei nuovi soci del Gruppo. Salvo cambiamenti di rotta, per fine ottobre del prossimo anno dovrebbe andare in scena la 3ª Festa del Gruppo Alpini di Lodi ancora a Terranova dei Passerini. Dario Bignami Azienda Grafica a Servizio Completo Stampa Digitale q Servizi Internet e Multimedia Trasferimenti da Analogico a Digitale Service Audio-Video q Banner q Striscioni Prespaziati adesivi per vetrine e automezzi Plottaggi q Card-Badge q Gadget € 6,00 Cad. Guidoncino di Gruppo Minimo solo 10 pezzi ! Banner - Striscioni - Adesivi... Per Feste Alpine, pubblicità e sponsor, compresi occhielli, esclusa grafica e IVA Personalizzazioni abbigliamento per Gruppi Stampati e Partecipazioni di Classe Superiore www.effetiservizi.com - Tel. 0289122361 Novembre 2011 Veci e Bocia - 19 VITA NEI GRUPPI LODI Festeggiato l’alpino Marcello Zuffada Su invito del sindaco del Comune di Borgo San Giovanni dott. Nicola Buonsante (che ha una gran simpatia verso il Corpo degli Alpini), il pomeriggio di domenica 18 settembre è stato festeggiato l’alpino Marcello Zuffada ed anche il restauro dell’edicola votiva dedicata a Sant’Antonio, da lui proprio voluta. Marcello Zuffada, classe 1920, è un alpino Reduce di Russia nativo di questo paese agricolo (ora resiede a Cerro al Lambro) che facendo un voto a Sant’Antonio (santo patrono degli animali) durante la Ritirata, promise a sé stesso che, se fosse tornato vivo dall’inferno russo, avrebbe fatto erigere questa edicola votiva; un voto questo non solo valso per sé stesso ma valso anche come un ricordo dei suoi compagni mai tornati a baita. E così successe: inaugurata nel 1946, l’edicola ebbe un primo restauro nel 2004, quindi un secondo in questa estate 2011. Marcello Zuffada è stato per molti anni iscritto al Gruppo di Lodi ma negli ultimi tre anni ne è uscito a causa di diversi problemi di salute, non per questo però è stato dimenticato dal nostro Gruppo. Nel pomeriggio di domenica 18 settembre, una buona parte del nostro Gruppo, circa 25 soci, si sono trovati all’ingresso del paesino dove si trova l’Oasi di Sant’Antonio, l’area dove sorge l’edicola votiva, e qui c’era anche buona parte degli abitanti del paese. Un lungo applauso ha accolto l’arrivo di Marcello Zuffada, quindi la semplice cerimonia ha visto i discorsi da parte del nipote Sante Zuffada, del sacerdote di Borgo San Giovanni Dino Monico e per ultimo del sindaco Nicola Buonsante che poi lo ha anche premiato. Una foto-ricordo davanti all’edicola votiva al termine di questa cerimonia ed un buffet per tutti hanno chiuso questo pomeriggio di festa a Borgo San Giovanni. Dario Bignami RHO Due giorni ad Aosta tra ex AUC Nei giorni 1 e 2 ottobre ho vissuto un’esperienza veramente particolare e che non mi sarei mai aspettato. Mi sono trovato ad accompagnare e quindi a partecipare alla manifestazione del 40.mo anno di fine corso del 65° AUC. Immaginate me alpino semplice in mezzo ad un centinaio di sottotenenti alcuni dei quali diventati negli anni Tenenti, Capitani, Maggiori e financo Generali. La giornata di sabato è iniziata con la visita della vecchia SMALP nel castello Duca degli Abruzzi ad Aosta, li c’era il ritrovo di questi ex sten alpini tutti oltre la sessantina ma ancora ben in gamba e vederli abbracciarsi, ricordare le esperienze vissute anni addietro, ridere, prendersi in giro magari per punizioni subite oltre 40 anni prima, mi ha fatto capire che la naja è naja per tutti, che le esperienze che vivi a vent’anni ti rimangono dentro quasi latenti ma appena ritrovi un qualcuno che le ha vissute assieme a te esplodono di nuovo ed il tempo cessa per un breve momento di andare innanzi ma corre all’indietro portando con se solo le cose belle. Dopo la visita al castello accompagnati da un colonnello e visitate le sale e visti i cimeli, i trofei e le foto che ripercorrono la storia della scuola militare alpina c’è stata nella cappella attigua al castello una deposi- zione di una corona a ricordo dei loro compagni andati avanti. Il giorno successivo siamo andati alla Caserma Cesare Battisti (ora centro addestramento alpino) che negli anni passati era il luogo ove venivano addestrati e facevano il loro corso gli Allievi ufficiali di complemento degli Alpini. A far gli onori di casa c’era il comandante della caserma, il colonnello Lamacchia, che dopo aver spiegato come sono diversi i compiti dei militari professionisti attuali rispetto a quando c’era la leva obbligatoria (con pro e contro) ci ha portato in piazza d’armi ed in un clima surreale abbiamo fatto l’alza bandiera con inno cantato (non era così ai tempi della leva). Una cosa bellissima vedere questi ufficiali schierati, passare ordini ed eseguirli e cantare il nostro Inno nazionale. Dopo si è tenuta la Santa Messa officiata da un cappellano militare e poi rancio in caserma. Due giorni veramente intensi, toccanti, visitando luoghi che fanno parte della nostra storia ed in mezzo a persone che ti fanno capire come il senso della Patria, il senso del dovere e l’essere Alpino sia una cosa che ti nasce da dentro e che non accetta compromessi. Luigi Azzerboni Cerimonia per il 139° di fondazione del Corpo degli Alpini Marcello Zuffada col sindaco Nicola Buonsante e gli Alpini di Lodi Al nuovo Gruppo ANA di Soncino “Quando nasce un nuovo Gruppo nella nostra piccola Sezione c’è molta gioia, quando questi sono due nello stesso anno è qualcosa di miracoloso e meraviglioso”: parole di Carlo Fracassi, presidente della Sezione di Cremona che quest’anno ha avuto il piacere di tenere a battesimo ad aprile il Gruppo di Rivolta d’Adda e lo scorso 25 settembre anche quello di Soncino. E, data la distanza non proprio esagerata da affrontare, anche il nostro Gruppo di Lodi ha voluto festeggiare degnamente questa nuova nascita in casa ANA. Eravamo in tre a questa festa: io (che però rappresentavo la Sezione di Milano con il Vessillo), Ilio Tescaro e Franco Zenere. Per Milano era presente anche Franco Giupponi del Gruppo di Melzo e il Consigliere nazionale Cesare Lavizzari che ha rimarcato nel suo bell’intervento come un Gruppo Alpini in un paese sia per la cittadinanza, sindaco in testa, “una polizza assicurativa perché gli Alpini fanno, lavorano, ma senza chiedere niente in cambio se non solamente di essere Italiani senza troppe strumentaliz- zazioni”, aggiungendo poi che “in questo periodo particolare da quando è stata sospesa la leva obbligatoria gli Alpini continuano a costruire sedi e monumenti “Agli Alpini” e da quando al vertice dell’ANA c’è Corrado Perona questo è il 230°, Gruppo più Gruppo meno, ad essere nato sotto la sua presidenza, segno che gli alpini hanno ancora tanto da dare alle proprie comunità”. L’alzabandiera che ha dato il via alla manifestazione è stato eseguito in Piazza Nassiriya alla presenza di quattro vessilli sezionali (Cremona, Milano, Brescia e Piacenza), di tutti i Gruppi della Sezione del “Torrazzo” e di tantissimi alpini e gagliardetti perlopiù giunti dai Gruppi delle vicine province di Bergamo e Brescia. La sfilata ha toccato moltissime vie della cittadina per giungere prima al monumento ai Caduti per la deposizione della corona d’alloro e poi fino alla chiesa parrocchiale per la conclusiva S. Messa dove è stato benedetto il gagliardetto del Gruppo che ha sancito in via definitiva la nascita del Gruppo di Soncino nella nostra grande famiglia alpina. Dario Bignami Sabato 15 ottobre alle sette di sera ci siamo trovati in una decina davanti al nostro monumento per ricordare la ricorrenza della fondazione del nostro Corpo. Infatti il 15 ottobre 1872 è iniziata la Storia degli Alpini e sta a noi ora proseguirla come anno fatto i nostri avi, i nostri nonni ed i nostri padri. Certo le vicende che molti di loro hanno vissuto non saranno le nostre ma ogni epoca ha i suoi eroi ed i suoi problemi noi dobbiamo solo essere in grado di vivere onorando il nostro Corpo e dando l’esempio agli altri senza chiedere nulla in cambio. Dopo la deposizione di una corona a ricordo e dopo aver letto la Preghiera dell’Alpino abbiamo sciolto la nostra piccola rappresentanza e siamo tornati ai nostri pensieri quotidiani ma soddisfatti di aver ricordato con un semplice atto tutti coloro che ci hanno preceduto. Luigi Azzerboni Attenti a quei due (...potrebbero piombarvi addosso!) Sabato 15 e domenica 16 ottobre due nostri Alpini, nonché consiglieri del Gruppo, Patrick Mantoan (a destra nella foto) e Luigi Azzerboni, hanno effettuato i tre lanci prescritti per ottenere il Brevetto militare di paracadutismo. Dopo aver seguito un corso tenuto dalla Sezione di Novara dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia e aver superato un esame teoricopratico finalmente hanno coronato il loro desiderio lanciandosi nei cieli di Novi Ligure.Ovviamente i lanci hanno avuto esito positivo ed ora possono ritornare con i piedi ben saldi a terra perché i compiti da svolgere per il Gruppo sono tanti. L. A. 20 - Veci e Bocia Novembre 2011 VITA NEI GRUPPI La nostra Bandiera e i nostri simboli BRESSO In occasione del 40° il nostro Gruppo nità d’Italia e del 40° di fondazione del Quarant’anni di vita insieme ha pensato, vista anche la ricorrenza del Gruppo Alpini di Bresso di onorare il 150° dell’unità d’Italia, di stampare un libretto nel quale, dopo una succinta descrizione dei simboli alpini e la storia del nostro Gruppo, un’ampia descrizione dettagliata sul Tricolore, dalla nascita ai nostri giorni e sul suo relativo impiego. Nelle pagine introduttive il nostro Capogruppo Carlo Tagliabue ha così scritto: “Come tutti sanno ogni militare ha giurato fedeltà alla Patria, alla costituzione e alle leggi della propria nazione, la Bandiera rappresenta e abbraccia questi tre fondamentali concetti ed è per questo che ogni cittadino ha il dovere e l’onore di difenderla, rispettarla e onorarla in tutte le celebrazioni. Quale migliore occasione nel 150° anniversario dell’U- nostro Tricolore con questa piccola pubblicazione che, rivolgendosi a tutti, ne ripercorre la storia dalla sua nascita ad oggi, oltre a spiegare il modo migliore di esporla e celebrarla. W l’Italia” Questo libretto è stato molto apprezzato dalle autorità comunali, sindaco in testa, ed è stato distribuito nelle scuole e nelle classi 3e medie dei due istituti di Bresso. Abbiamo riscontrato che i ragazzi hanno positivamente preso in considerazione questo volumetto che ha ricevuto l’approvazione anche dai loro insegnanti. Ritengo che questo sia stato un buon riscontro per il Gruppo e per le celebrazioni del nostro 40°. Giovanni Inzoli Una serata di “alpinità” In sfilata per le vie cittadine per il 40° del Gruppo Quarant’anni di lavoro sono nella vita di un uomo il traguardo per raggiungere la meritata pensione ed il conseguente riposo. Così non è per il Gruppo Alpini di Bresso che, dopo quarant’anni, si comporta e agisce come fosse nato ieri con una intensa attività, principalmente sociale, sul territorio di Bresso e anche fuori dai suoi confini. Non voglio ripetere quanto descritto nel nostro volumetto sul tricolore nel quale alcune pagine descrivono i punti salienti dell’attività di questi 40 anni, ma ricordare solo che la costruzione della sede, il monumento e le civiche benemerenze sono i pilastri su cui posa l’attività di questi 40 anni. Non è stato tutto facile e semplice, anzi tutto ciò che il Gruppo ha conseguito è stato spesso oggetto di problemi e difficoltà, economiche e non, sempre però superate con il cappello alpino sulla testa. Ma veniamo alla cronaca di questo nostro 40° in parte svolto in occasione della “Sagra della Madonna del Pilastrello”, in quanto il gruppo nel lontano 1971 mosse i primi passi con la processione che vede gli alpini portare a spalle la statua della Madonna per le vie cittadine. Questa tradizione ha compiuto 40 anni come il nostro Gruppo. Sabato 3 ottobre si è pensato di dare il primo là alla manifestazione con una serata di cori presso il cinema-teatro Isimbardi. Unitamente al coro locale “La Baita”, si è ottenuto di far partecipare anche il Coro ANA di Milano. Ciò ha contribuito al tutto esaurito della sala con l’esibizione iniziale del coro “La Baita” e la conseguente serata tenuta principalmente dal Coro ANA ben diretto dal maestro Marchesotti e dai suoi coristi. Nell’intervallo il nostro Capogruppo Carlo Tagliabue ha consegnato delle targhe ricordo e altri riconoscimenti ai cori, al sindaco e altre personalità di Bresso con i conseguenti discorsi dei vari premiati. La commozione, applauditissima, blocca il discorso del socio fondatore, Giuseppe Parozzi sul ricordo dei soci che sono andati avanti e la bella serata si è chiusa con successo al canto dell’inno nazionale eseguito dai cori uniti e dagli spettatori presenti e dal “rinfresco” presso la vicina sala oratoriale. La seconda parte della manifestazione, la classica sfilata con deposizione di corone ai vari monumenti, è avvenuta la domenica successiva. Qualche incomprensione con la fanfara proveniente dalla bergamasca e qualche intervento del servizio d’ordine sezionale, fanno sì che la sfilata non sia stata proprio perfetta, ma abbiamo riscontrato che non tutti si sono accorti di queste imperfezioni e si sono dichiarati soddisfatti della manifestazione, ricevendo complimenti da più parti. Al monumento dei Caduti di Bresso si sono tenuti altri discorsi, dal nostro Capogruppo che ha ricordato che lui aveva solo 4 anni quando si fondava il Gruppo di Bresso, dal Presidente di sezione Luigi Boffi e dal Sindaco Fortunato Zinni. C’è stata poi una ulteriore consegna di riconoscimenti ricordo alla associazioni d’arma presenti, ai Vessilli delle Sezioni e a un commosso Antonio Rezia. Presenziavano alla manifestazione i Vessilli di Sezioni di Milano, Genova, con i nostri amici di Cornigliano sempre presenti, e di Luino. Nutrita la presenza di gagliardetti, ben 25. Ringraziamo in modo particolare il coro “La Baita” che Durante la sfilata a tutti i monumenti e alle soste lungo il percorso, ha fatto sentire la sua “voce”. Dopo aver trascorso la mattinata per le vie di Bresso, si è giunti così alla nostra sede per il momento conviviale del pranzo con numerose prenotazioni sono numerose e ben 250 presenze. Qui tutto si è svolto in modo oserei dire perfetto, grazie all’organizzazione e al cibo preparato dal nostro cuoco Enrico e dal suo personale di cucina. Vista la disponibilità della fanfara, il dopo pranzo è proseguito fra suoni e canti degli Alpini che si protraggono fino al tardo pomeriggio. Il 40° è stato ben celebrato! Come è bello il nostro Gruppo che compie 40 anni! Giovanni Inzoli Un libro di G. Paolo Agnini dedicato a don Carlo Gnocchi Così G. Paolo Agnini ha definito il discorso alla sua morosa. La lettera del corso della vita alpina, così come si Cappellano non sarà una lettera melensa è definita fin dalla sua fondazione e ma quasi un inno alla vita, pur con tutto come don Carlo Gnocchi ha saputo ben il pensiero che il giovane alpino voleva interpretare. esprimere. Una persona di grande spiritualità, Alpinità sarà, dunque, superare il Agnini, per il quale la vita alpina è colore di ogni bandiera, di ogni quella che più ti coinvolge quando scali contrapposizione per esserci quando una cima e, nella contemplazione, ti e dove occorre, prima che altri senti immerso nell’eternità. Ti accorgi decidano, prima che le burocrazie che la tua forza, prima di essere nelle s’intendano. Friuli, Irpinia, L’Aquila, tue braccia, è quella che proviene dal sono solo tre esempi per ricordare la silenzio e dalla solitudine che avvolge lo presenza, la testimonianza degli alpini, spirito. Diceva don Gnocchi che non vi è una testimonianza di solidarietà, di nulla di più formativo che l’abitudine al coinvolgimento nel dolore altrui. Una sacrificio: “È il clima duro dell’alpe, la parola d’incoraggiamento, un sorriso sferza del vento e il gelo della tormenta, per ridare speranza, per raccogliere ogni quello che dà i fiori rudi e tenaci della anelito di chi soffre. montagna”. Ridare speranza e fiducia è l’impellente La guerra annulla questa forza, mette in bisogno dell’odierna società, priva degli crisi ogni dignità, è l’abisso dei dolori, antichi valori, del rispetto e della dignità un inferno inutile. L’anima dell’alpino, della persona. A questo proposito la con la sua testimonianza di servizio, ha mente va a quei momenti di disperazione, un grande compito, quello di dire basta di annullamento di ogni personalità alle guerre, basta alla schiavitù! Don nelle stragi e negli orrori della guerra, Gnocchi è stato testimone radicale di durante la ritirata dalle balke della questo percorso, mostrandoci la scelta Russia, segnata dal percorso di uomini della carità, di un amore vivo, senza mai stremati dalla stanchezza, dalla fame, di arrendersi di fronte all’enorme richiesta alpini che si lasciavano andare sul solco dei bisogni umani. ghiacciato, con gli occhi rivolti al cielo. Certamente un simile percorso non In questa situazione sarà don Gnocchi è facile; di fronte alle avversità e alla ad assistere molti feriti, scoraggiati, stanchezza può affacciarsi la tentazione infondendo loro speranza con un sorriso, di cedere, di mollare tutto. Anche don una benedizione. Nell’ultima battaglia, Gnocchi ha avuto momenti di debolezza, che permetterà agli alpini di uscire dalla di scoramento, ma: “Passata la notte sacca, don Gnocchi scriverà: “Dio fu con difficile, all’alba ringrazio Dio in cuor loro, ma gli uomini furono degni di Lui”. mio e mi alzo…”, sapersi riprendere e Ecco l’Alpinità, essere degni di Chi ci rialzarsi, quel che conta per lui è essere accompagna tra le selve dei monti, che un alpino tra gli alpini. L’orrore non lo fa sgorgare fresche sorgenti sui nostri abbandona ma quando vede i portantini percorsi, che ci entusiasma con stupendi raccogliere quei corpi straziati è ai loro panorami all’alba e infiniti colori ai piedi per impartire l’ultima benedizione. tramonti. Che ci permette di scorgerLo Scriverà: “Così è il campo di battaglia negli occhi del bambino sofferente, della ‘Julia?, un mattatoio a cielo aperto della moglie che ha perso il marito sotto e senza difese”. le macerie, che sa donare parte di sé Anche nei momenti più difficili stesso all’altro, come don Gnocchi che non doveva mancare la solidarietà ha saputo donare le cornee ai “suoi” dell’alpino don Gnocchi. Poco distante bambini. Saper donare è certamente il dalla prima linea, raccoglierà le parole modo migliore per vedere un futuro più di un ferito che avrebbe voluto fare un sereno. Achille Pellegatta Novembre 2011 Veci e Bocia - 21 VITA NEI GRUPPI LAINATE Castagnate per le scuole Alzabandiera con castagnata in baita Anche quest’anno ci siamo recati presso le scuole materne di via Cairoli e via Papa Giovanni XXIII per cucinare le gustose castagne, i ragazzi ci hanno accolti con grande gioia, siamo stati ringraziati con dei loro disegni. È stato un piacere per noi trascorrere due pomeriggi in loro compagnia e cercare di dare una risposta alle loro curiose domande sugli Alpini: chi sono, cosa fanno, perché il Cappello, la Penna, l’Aquila, le medaglie e così via. I ragazzi più grandicelli, delle seconde elementari dei complessi scolastici di via Litta e via Lamarmora, sono stati ospiti presso la nostra Baita dove, stando sull’attenti e cantando l’inno nazionale, si è effettuato l’alzabandiera. Anche qui, mentre gustavano le castagne, ci tempestavano di domande sulle attività degli Alpini, i perché non finivano mai. Per ringraziarci hanno dedicato a noi dei loro canti, mentre le loro maestre ci donano delle gradite confezioni di vino. All’altra grande castagnata per tutti gli alunni della scuola elementare di via Sicilia, con del vin brulè per i genitori, le maestre e i nonni, abbiamo persino avuto qualche difficoltà per via della numerosa presenza di ragazzi e genitori. E anche qui si è ripetuto quanto sopra descritto sulle curiosità dei ragazzi. Ma le castagne non sono apprezzate solo dai ragazzi delle scuole; ci sono anche i ragazzi di ieri. Ed ecco per chiudere altra grande castagnata per gli anziani di Lainate e di Rho, caldarroste distribuite nell’intervallo di una serata danzante presso il capannone ex podere Toselli, dove siamo stati ringraziati con un caloroso applauso. Ermanno Comi - 3 aprile. Alpini ancora in piazza a Lainate per l’adesione alla manifestazione 19ma edizione di: “Bonsai aid AIDS 2011” organizzata dall’ Associazione ANLAIDS di Villorba (TV). Nonostante il nostro impegno, il risultato è stato mediocre. - 31 maggio. La “Marcia del volontariato” era dedicata agli alunni delle scuole primarie di Lainate. Scopo della marcia era di far comprendere ai ragazzi il valore della solidarietà, con la grande valenza educativa che essa offre, e che non si è mai troppo piccoli per la solidarietà. È stata l’occasione per ringraziare tutti i volontari delle associazioni del territorio e i volontari delle scuole. A tutte le associazioni è stato consegnato un attestato di ringraziamento, con applausi per tutti. Ma alla nomina dell’associazione Alpini l’applauso è stato veramente caloroso e commovente, un applauso accompagnato da un prolungato urlo cadenzato: “Alpini!…Alpini!…Alpini!!” - 10, 11 e 12 giugno. La 36ma Festa Alpina si è svolta presso il padiglione delle feste ASGEAAF. Pur non avendo organizzato grandi cose, la Festa, nella sua semplicità, è stato ugualmente un successo. La numerosa cittadinanza intervenuta ha avuto modo di apprezzare le specialità culinarie dei nostri bravi cuochi. Un caloroso ringraziamento va a tutti i soci Alpini ad Amici che si sono prodigati per il raggiungimento dell’ottimo risultato avuto. Il buon risultato ci è servito in particolar modo per rinvigorire il fondo cassa, dandoci modo di poter affrontare le spese per i lavori di ristrutturazione della nostra sede. L’orchidea per l’UNICEF Anche quest’anno il Gruppo Alpini di Lainate ha aderito all’iniziativa “L’orchidea UNICEF per i bambini” svoltasi sabato 1 ottobre a Lainate. La cittadinanza si è dimostrata generosa e non abbiamo avuto difficoltà alcuna nella distribuzione, ricavando così un cospicuo contributo per l’UNICEF. Il merito del buon esito è dovuto in particolar modo alle nostre gentili collaboratrici: Giovanna Tumiatti, moglie del nostro amato e indimenticato Sergio Crose, e la signora Eugenia Re Franceschini, moglie di un nostro Amico degli Alpini. SAN GIULIANO MILANESE Mostra su don Secondo Pollo Le molte attività del Gruppo Ecco una sintesi dell’intensa attività del Gruppo di Lainate. - 3 aprile. Alcuni Alpini del Gruppo, con altre associazioni e tanti bambini, hanno aderito all’iniziativa “Giornata del Verde Pulito” coordinata dal Consorzio Parco del Lura (Comuni di Bregnano, Bulgarograsso, Cadorago, Cassina Rizzardi, Cermenate, Guanzate, Lomazzo, Saronno, Rovellasca, Rovello Porro, Caronno Pertusella e Lainate), avente lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della tutela ambientale e del verde pubblico. Sono stati raccolti 40 sacchi di rifiuti e, dopo una gradita merenda, si è proceduto alla piantumazione di dieci 10 tigli in un parco giochi della città. - 14 aprile. Il Gruppo è stato impegnato anche in occasione della manifestazione nazionale denominata: “Siamo tutti pedoni” organizzata dal Comando Polizia Locale del Comune di Lainate. Lo scopo principale della manifesta- zione era di evidenziare ai ragazzi come comportarsi negli attraversamenti pedonali a seguito della modifica dell’articolo 191 del codice della strada. Lungo il percorso dimostrativo i ragazzi delle quarte elementari delle scuole di via Litta e via Lamarmora sono stati ospiti nella nostra Baita Alpina. Per loro si è svolta una cerimonia di alzabandiera che tutti hanno seguito sull’attenti e cantando l’Inno Nazionale; abbiamo loro dato un breve accenno su “chi sono gli Alpino e cosa fanno gli Alpini”. Dopo un altrettanto breve intervento del Comandante dei vigili Bonaventura Ponzo e del vicesindaco Claudia Cozzi sullo scopo della manifestazione, è stato consegnato ai ragazzi un Attestato di Competenza, nel formato di una piccola patente. Consumata una merenda ben gradita i ragazzi hanno proseguito nel loro itinerario di educazione stradale accompagnati dai vigili e dalle associazioni dei Carabinieri e Polizia di Stato. Ai piedi dell’altare i due quadri raffiguranti don Pollo Sabato 1° Ottobre, nella Chiesetta di San Gregorio e in un clima più estivo che autunnale, gli Alpini del Gruppo “E. Fornoni” di San Giuliano Milanese, in collaborazione con quello di Vercelli, hanno allestito in occasione della Festa della Città una mostra dedicata a don Secondo Pollo, il primo cappellano alpino beato. All’inaugurazione erano presenti il Capogruppo Lorenzo Zuccotti insieme a Maurizio Mattiuzzo della Sez. di Vercelli, il Vice Sindaco Rosario Zannone, il Prevosto della Città don Lino Maggioni e tante persone che fin da subito hanno visitato la mostra con molto interesse. Le celebrazioni sono poi proseguite domenica 2 con la solenne Santa Messa sul sagrato della chiesa Prepositurale di San Giuliano martire, alla presenza del- le massime autorità civili e militari della città. Durante la funzione i rappresentanti della Sezione di Vercelli hanno donato alla parrocchia e al Gruppo Alpini due quadri raffiguranti don Pollo in abiti religiosi e militari. Il tema della festa della città di quest’anno è stato: “Prendiamoci a cuore…”, una frase molto concreta che ha illuminato le tante sfaccettature dell’amore. Come ha esortato il Prevosto don Lino durante l’omelia, dovremmo tutti prenderci a cuore… la santità di ciascuno e imparare dall’esempio di un giovane prete, don Secondo, che ha saputo donare la sua vita mentre soccorreva un alpino ferito “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13) . Alessandro Zuccotti 22 - Veci e Bocia Novembre 2011 VITA NEI GRUPPI Al giuramento di Alessia CINISELLO BALSAMO stante tutto ciò che di negativo si ascol“Lo giuro!” Ricordo per due amici “La fiamma rossa che giammai si spegnerà ti, che molti, anzi moltissimi dei nostri Gino Bellinaso Angelo Gilardoni L’abbiamo fatto anche quest’anno, come sempre! Siamo stati a salutare gli amici andati avanti ed abbiamo portato un fiore sulla loro sepoltura, ricordando i momenti passati insieme, gli aneddoti, le particolarità. Siamo stati nei cimiteri della nostra città, ma anche in quelli dove sono tornati alcuni amici, a Stresa, a Sacconago, a Bellagio, a Missaglia ed anche fino a Nago, sul bellissimo lago di Garda. Quest’anno però c’erano due tappe in più, due amici che ci hanno lasciato da poco. Erano due pilastri del nostro gruppo, due figure importanti per motivi diversi, la cui mancanza si rende evidente giorno per giorno. Gino Bellinaso, classe 1923, era l’ultimo reduce del nostro Gruppo. Con la sua scomparsa finisce un’epoca, viene a mancare quello che da sempre nella nostra Associazione è stato basilare, fondante: la testimonianza, la memoria diretta. Eppure lui, Gino, non ha mai perso la sua modestia, non è mai montato in cattedra. Alpino del 7° era stato aggregato alla leggendaria Brigata Julia, ed aveva combattuto in Montenegro. Aveva poi subito la prigionia tedesca dopo l’8 settembre per tanti mesi, obbligato a lavorare per 12 ore al giorno fino al 1945, quando era riuscito a fuggire. Aveva poi girato tante parti del mondo come emigrante per finire poi a Cinisello dove aveva costruito la sua casa e la sua famiglia. Era sempre presente, in tutte le nostre manifestazioni ed anche in tutte le iniziative nostre e dell’Associazione Nazionale Alpini, era stato a Rossosch, a Seget nei Balcani dove il nostro gruppo ha restaurato una scuola, in Friuli nel 1976, era stato anche il pilastro nella raccolta della carta che ci aveva dato modo di aiutare gli amici della Sezione di Bergamo nella costruzione di Endine Gaiano e poi di fare tante cose belle. Aveva tanto lavorato con noi anche nella Casa dell’Accoglienza ed nella costruzione della nostra sede. Sempre in prima fila, anzi in seconda per la sua modestia, ma sempre un modello per tutti noi. Con la dolcezza del suo dialetto veneto ed il suo sorriso, che non mancava mai. Angelo Gilardoni invece era più giovane, era del 1940, e proveniva da Bellagio di cui ci parlava sempre. Lo vedevamo poco quando era ancora occupato, ma appena raggiunta la pensione, aveva “preso servizio” nel Gruppo, a tempo pieno, anzi pienissimo. Abitava a pochi metri dalla sede e questo lo coinvolgeva ancora di più. Non c’era, non ci poteva essere nulla in sede che non lo vedesse presente. Brontolava, si lamentava che “a lavorare sono sempre i soliti” che “ci voleva una turnazione”, ma lui era sempre lì, con quel piglio da falso burbero, non mancava mai! Non gli sfuggiva nulla, se ti mancava qualcosa non facevi in tempo a chiederlo, lui era già lì dietro di te. E con quel faccione che sembrava arrabbiato, era capace di stupirti con attenzioni e gesti gentili con le nostre mogli e con le signore che spesso sono nella nostra sede. Preciso, puntuale ed attento era la persona che ogni Gruppo deve augurarsi di avere nella sua sede ed era l’amico che tutti noi apprezzavamo. Abbiamo tanti ricordi di lui, sentiamo la sua mancanza e quando entreremo nella nostra sede ci mancherà la sua figura, il suo saluto sfuggente ed anche il suo mugugno. Grazie Angelo per tutto quello che ci hai dato ed hai fatto per noi e grazie Gino per quello che sei stato ed hai rappresentato per il nostro gruppo in tutti questi anni! Ve ne siete andati nello stesso giorno ed in tanti eravamo lì, con il nostro gagliardetto, ad abbracciare simbolicamente entrambi ed a testimoniare il nostro affetto! Da quel giorno… il nostro Gruppo è più povero! Giuliano Perini l’antica fede i nostri passi guiderà bandiere, stendardi, vessilli nel cuor al ciel porteremo con fervido ardor e il cielo degli eroi ci accoglierà! Il Piave è sacro l’han scritto i nostri nonni la compagnia dei nostri verdi anni marciam cantando che mai saremo stanchi il Piave è sacro il Piave, avanti!” È al suono di queste parole che venerdì 29 Luglio 2011 ho varcato la soglia della Caserma Clemente (AP), dove è di stanza il 235° Reggimento Piceno – Addestramento Volontari e unica sede per l’addestramento femminile delle reclute. L’emozione è stata grande: andavo ad assistere al giuramento di Alessia Dalla Valle, figlia di amici carissimi e fin da piccola caratterizzata da un temperamento severo e tenace, che spesso ha contraddistinto le sue azioni negli Scout e nel mondo del volontariato. Per questa giovane ragazza, come del resto per le sue colleghe, superare il difficile corso di addestramento, costituito da studi incessanti e attività fisiche quotidiane, non è stato facile e, certamente, non sono stati fatti sconti al “settore rosa” delle nostre Forze Armate. Ma la determinazione e la volontà hanno vinto ogni prova e oggi, terminato il corso con l’evento solenne del Giuramento, la nostra soldatessa appartiene al Corpo degli Alpini – Caserma Cavour (TO) – 32° Reggimento Genio Guastatori – Brigata Taurinense. Sia come donna che come insegnante, desidero allora onorare con poche righe questa giovane concittadina: come donna, perché mi inorgoglisce la fermezza delle sue scelte, come docente, perché sono ancora convinta, nono- giovani, si nutrano ancora di quei valori fondanti che derivano dai Padri della nostra Patria. Per questo motivo, mi unisco profondamente alle parole che il Comandante del Raggruppamento Unità Addestrative, Generale Attilio Claudio Borreca, ha voluto rivolgere alle famiglie delle oltre 300 soldatesse presenti: “A voi Genitori, rinnovo la gratitudine per la fiducia che ci avete accordato, affidandoci il vostro patrimonio più grande, i figli, e vi esorto ad essere disposti a sorreggerli nei momenti difficili che, inevitabilmente, essi dovranno affrontare negli anni della loro carriera militare”. Già, restiamo vicini a queste ragazze: esse sono il nostro orgoglio e rappresentano una delle parti migliori del Paese, alla quale va la nostra stima, il nostro rispetto e la nostra affettuosa solidarietà. Antonella Garbetta Durante Alessia Dalla Valle, Geniere alpino In memoria di Luciano Gandini Una cosa di cui noi Alpini andiamo fieri è quella di avere tra le doti essenziali la esaltazione della memoria e del ricordo. Non è, come si dice, un “valore aggiunto”. È l’essenza stessa dell’essere Alpino, è parte integrante, intimamente integrante, di quella che l’indimenticato Vitaliano Peduzzi chiamava Alpinità. E alla memoria delle gesta e degli eroismi degli Alpini, rilevabile in tutte le fasi della nostra storia italiana (nessuna esclusa), affianchiamo con pari dignità il ricordo degli amici che non risultano sui libri di storia, che non vantano eroismi ma ai quali dobbiamo riconoscenza per ciò che hanno costituito per la nostra Associazione, per l’impegno profuso, per l’amicizia che hanno dato ed avuto da noi. Il prossimo 4 febbraio ricorre il 10° anniversario della scomparsa di una di queste figure che hanno dedicato anni ed entusiasmo alla nostra Associazio- ne: Luciano Gandini. In tanti di noi, e io sono in testa a questi, è ancora vivo il suo ricordo, la memoria del suo entusiasmo e del suo impegno e vogliamo ricordarlo. Il nostro Gruppo lo ricorderà e ci piacerà riunire in quella data anche tutti gli amici che vorranno farlo con noi, per non dimenticarlo. Mi sono ripromesso di raccogliere le memorie scritte di chi avrà piacere di esternare un suo ricordo, la descrizione di una esperienza comune o anche di un momento. Non c’è obbligo, solo la possibilità di affidare a un paio di cartelle un ricordo o un pensiero. Vuole essere il mio e potrà anche essere il vostro modo di ricordare e ringraziare un amico che tanto ha dato alla nostra associazione e a ciascuno di noi e il cui ricordo è ancora vivo, nonostante siano passati dieci anni. Aspetto quindi gli scritti di chi vorrà partecipare a questo mio intento. Giuliano Perini Novembre 2011 Veci e Bocia - 23 VITA NEI GRUPPI ABBIATEGRASSO SESTO SAN GIOVANNI Un grande incontro ad Abbiategrasso La 7a “Alpin Cup” al Parco Nord Milano A fine presentazione, Nelson Cenci firma dediche del suo libro La 32° edizione della nostra Castagnata è stata quest’anno, anche in concomitanza dell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, nobilitata da un grande incontro. Infatti, per una serie di circostanze fortunate e di comuni conoscenze, abbiamo avuto la fortuna di avere la presenza del grande reduce di Russia Nelson Cenci che è stato da noi invitato a presentare il suo ultimo lavoro letterario: “Accanto al camino”. Di buon grado Nelson ha accettato di trasferirsi dalla sua casa di Cologne, scortato da nipoti e bisnipoti, per trascorrere un bel pomeriggio fatto segno della simpatia e dell’attenzione dei numerosissimi intervenuti all’incontro tra cui il Sindaco di Abbiategrasso Roberto Albetti e il grande vecchio, ma ancora in gambissima, il 93enne generale Luigi Morena, ex comandante della Scuola Militare Al- pina che ormai è divenuto di casa ad Abbiategrasso. Tra i presenti avevamo pure Veronica Zito, fresca reduce dal corso di tre settimane “Vivi le Forze Armate” trascorse a Brunico naturalmente con gli Alpini. L’intervento così prestigioso ha dato lustro questa edizione della Castagnata che di suo, nei due giorni di svolgimento, ha posto in campo un vero record di polentate e di momenti di solidarietà come la vendita delle “Gubane” finalizzate al progetto “Una Casa per Luca” e il vin brulè, a favore della erigenda cappella della casa di riposo. Grande è stato l’impegno di un notevole numero di Alpini e di Amici iscritti al Gruppo aiutati anche da familiari; a tutti va un sentito ringraziamento. Alberto Valsecchi ROZZANO Un caro saluto a Sergio Sergio Montalbetti Nella mattinata del 22 Ottobre 2011 è venuto a mancare il nostro vice capogruppo Sergio Montalbetti. La sua dipartita ha lasciato tutti un po’ sgomenti; sapevamo che era ammalato di quei mali che solitamente non perdonano, ma conoscendo Sergio (di forte carattere e fiducioso nella provvidenza), eravamo convinti che con cure appropriate ne venisse fuori. Purtroppo, così non è stato. Che dire di Sergio, si può dire che è ingiusto “andare avanti” quando all’età di 63 anni si ha da dare ancora moltissimo. In questi momenti non ci sono parole che possono colmare questo vuoto, c’è solo il ricordo Tuo, la tua voce in cui durante le nostre riunioni di gruppo, esprimevi il tuo parere, e…., quante discussioni. Ciao Sergio! Sarai sempre nel nostro ricordo e di tutti quanti che ti hanno voluto bene. Il Gruppo Alpini di Rozzano Nella splendida e tiepida giornata autunnale di domenica 13 novembre, il bosco del nostro Parco Nord ha visto una marea di giovani, meno giovani e ragazzini sfrecciare sui sentieri già ricoperti da un tappeto di foglie colore oro. Erano i concorrenti della settima edizione dell’“Alpin Cup Parco Nord”, mezza maratona con i classici km 21,097 competitiva per atleti tesserati FIDAL. Le corse non competitive erano su due lunghezze: km 21,097 e, per i non allenati, la meno faticosa km 10,5. Chiudeva la “Minimaratona “ di 4 km per i bambini e i ragazzi dai 6 ai 14 anni, in parte seguiti dai genitori. Con un “olimpico” colpo di pistola il dott. Riccardo Gini, direttore del Parco, ha dato il via alla gara; i concorrenti della competitiva sono partiti come schegge seguiti a distanza da quelli delle non competitive. Il lungo serpentone, formato da oltre 1400 concorrenti, ai quali si sono aggiunti fuori gara oltre un centinaio di “portoghesi”, si è snodato nei vialetti del parco. Con piena soddisfazione degli organizzatori in questa edizione si sono avuti numeri da record: ben 620 gli iscritti alla mezza maratona competitiva, 160 alla mezza maratona non competitiva, 565 alla 10,5 Km non competitiva. Ma il dato in crescita che più ci entusiasma è quello dei 73 bambini e ragazzi iscritti alla minimaratona di 4 km. Un drappello di Alpini del Gruppo di Giussano ha contribuito ad “alpinizzare” la manifestazione: lungo il percorso sono stati allestiti due punti di ristoro con acqua e the curati dagli amici Alpini del Gruppo di Bresso, presenti anche nelle precedenti edizioni. Il ristoro finale per tutti i partecipanti era nello “standard alpino” con cibarie dal formaggino “Alpino” del noto produttore piemontese, ai caldi wustel, ai biscotti con Nutella, al the, all’acqua minerale e, per finire in gloria, con del buon Cabernet. A fine gara i concorrenti avevano a disposizione massaggiatori e servizi con doccia calda. Le premiazioni sono avvenute presso il Palazzetto dello Sport, con premi di merito per la competitiva e ad estrazione per le non competitive. A tutti è stato dato il tradizionale pacco gara con maglietta o cappellino e la storica pasta, polpa di pelati e varie bevande. Nulla è stato tralasciato, e poiché il Gruppo Sportivo Alpini ha sempre coniugato sport e solidarietà, anche quest’anno la manifestazione, oltre al fine sportivo, ha avuto come importante obiettivo quello di sostenere economicamente e fare conoscere l’Associazione Italiana per la Donazione di Organi e Tessuti “A.I.D.O.”, Gruppo di Sesto San Giovanni, fornendo ai concorrenti un opuscolo informativo per incentivare le adesioni e l’interesse nei confronti di una tematica che troppo spesso passa in secondo piano. Abbiamo solo un rammarico: l’aver dovuto dir di no a centinaia (ed erano diverse centinaia) di atleti che avrebbero voluto partecipare alla manifestazione ma che per limiti logistici e organizzativi non abbiamo potuto accettare. A loro rivolgiamo l’invito per la prossima edizione, con il consiglio di effettuare l’iscrizione per tempo. Tanti i ringraziamenti dal Comitato Organizzatore, al Gruppo Sportivo Alpini di Sesto, all’”Atletica Da Paura”, al Parco Nord Milano: grazie agli atleti partecipanti, sempre corretti nel comportamento e sempre pronti ad accettare qualche piccolo inconveniente organizzativo. Grazie agli sponsor che rendono possibile la manifestazione e alle 40 Guardie Ecologiche del parco che hanno garantito la sicurezza dei partecipanti. Purtroppo mancava il nostro socio e Guardia Ecologica Umberto Marazzato degente in ospedale; a lui vanno i nostri migliori auguri per una pronta ripresa. E un arrivederci a tutti per la prossima edizione fissata per l’11 novembre 2012 con una novità: dalla classifica della gara competitiva sarà estrapolata una classifica per gli Alpini. Luigi Ponti La partenza dei partecipanti alla settima “Alpin Cup Parco Nord” 24 - Veci e Bocia Novembre 2011 ANAGRAFE A NOVEMBRE LETTERE AL DIRETTORE Gli Alpini Motociclisti Abbiamo ricevuto una lunga lettera da Giancarlo Bianchi e faccio riferimento in questa risposta ai punti principali. Giancarlo, partendo dall’osservazione che alla pagina 17 del numero di giugno 2011 un articolo relativo ai motociclisti è stato inserito nella rubrica “Vita dei Gruppi”, esterna alcune obiezioni sulla opportunità di considerare gli Alpini Motociclisti tra le attività della Sezione. Mi scuso con i lettori se per quell’articolo non era stato inserito in cima al testo qualche elemento grafico che permettesse di identificarlo in una rubrica diversa da quella della “Vita dei Gruppi”: presteremo più attenzione nel futuro. Bianchi chiede poi quali siano i rapporti che intercorrono tra l’“Associazione Alpini Motociclisti” (questa è la denominazione corretta) e la Sezione ANA di Milano. Direi che la risposta è semplice: come per molte altre iniziative in ambito ANA, la nostra Sezione è spesso all’avanguardia ed è primo protagonista. Alcuni tra gli animatori del sodalizio fanno parte della nostra Sezione. Conosciamo bene il Presidente, il Segretario, alcuni Soci; di tutti loro è noto ed evidente l’intenso impegno per la Sezione in tanti altri settori di attività e di tutti loro posso certificare il profondo spirito alpino e l’amore per i nostri valori. Un altro tema esposto da Giancarlo è “di non comprendere la presenza di questo sodalizio nell’ambito ANA, qualunque sia il livello che ne ha permesso la costituzione…” . Rispondo a questa obiezione citando il punto 2 dello statuto (Scopo) di questa Associazione che dice: “Presupposto fondamentale per lo svolgimento di tutte le manifestazioni dell’Associazione sono le finalità morali ed istituzionali dell’ANA … L’associazione accetta incondizionatamente di conformarsi alle norme e alle direttive dell’ANA.” Se a questa chiara affermazione di principio aggiungiamo che: “Possono far parte dell’associazione (Alpini Motociclisti) solo le persone fisiche iscritte all’ANA”, si può comprendere come questi appassionati di moto siano prima di tutto soci dell’ANA e poi motociclisti. Sono nostri Soci che hanno trovato il modo di rendere dei servizi all’ANA con del volontariato utilizzando al meglio una loro passione e operando nel pieno rispetto dei regolamenti dell’ANA. In un altro punto della lettera Bianchi indica che il testo di quell’articolo sarebbe più indicato per un notiziario di moto-club che per un organo di stampa dell’ANA. Rispondo che ho voluto pubblicare quell’articolo proprio per il motivo scritto nel testo di Kenneth Mazza: fare quel servizio è stata: “.. una ottima occasione per dare visibilità agli Alpini!” Gianni Papa OFFERTE Pro Una casa per Luca Ass.ne Combattenti e Reduci - Sezione di Magenta € 100,00 Croce d’Argento - Limbiate € 1.000,00 Fondazione Don Gnocchi € 500,00 Gruppo Bresso € 180,00 Gruppo Bresso € 2.550,00 Gruppi Ceriano Laghetto - Cesano Maderno - Limbiate € 110,00 Editore: ANA Sezione di Milano Presidente Luigi Boffi Direttore Responsabile: Gianni Papa Redazione: Sandro Bighellini Dario Bignami Gigi Rodeghiero Giuseppe Semprini Hanno collaborato: Luigi Azzerboni Aldo, Carlo e Marco Barberi Davide Beraldo Marco Boccellini Luigi Boffi Tullio Bonetti Osvaldo Carrara Ermanno Comi Elio Dal Pont Renzo De Candia Giuseppe Donelli Gruppo Giussano € 2.000,00 Gruppo Lainate € 120,00 Gruppi Legnano - Busto Arsizio – Castellanza € 500,00 Gruppo Limbiate € 2.300,00 Gruppo Paderno Dugnano € 260,00 Sezione Milano € 1.330,00 Pro Sede Pietro Tassan € 80,00 Antonella Garbetta Durante Giovanni Inzoli Simone Moro Achille Pellegatta Giuliano Perini Luca Pizzetti Luigi Ponti Ercole Razzini Antonio Respighi Roberto Scloza Roberto Semini Mario Sormani Mauro Stoppello Ignazio Torno Alberto Valsecchi Marco Vismara Alessandro Zuccotti Gruppo Alpini Rozzano Data di chiusura del numero: 23 novembre 2011 Associazione Nazionale Alpini - Sezione di Milano Direttore Responsabile: Gianni Papa Aut. Trib. di Milano 14-1-55 n° 3602 del Registro Stampa EffeTi Servizi - Milano Cinisello Balsamo Gino Bellinaso, reduce di guerra e prigionia Angelo Gilardoni Tonelli Francesco Gessate Angela Venturini, suocera di Armando Pedroni Lacchiarella Pierangelo Murano Lainate Edvige Pavanello, moglie del Vice Capogruppo Carlo Bragagnolo Limito-Pioltello-Segrate Silvana Fiore, moglie di Giuseppe Ferrante Lidia Luciani, mamma del capogruppo Roberto Luciani Piermario Zacchetti, fratello di Francesco Lodi Savino Brisaghella, zio di Dario Bignami Costanza De Franceschi, mamma di Armando Guarnieri e nonna di Marco Guarnieri Attilio Telli, zio di Angelo Loardi Magenta Pierino Bani Melzo Pietro Bellaviti, reduce di Russia Milano-Crescenzago Antonio De Pol Milano-Lorenteggio Antonio Frison Milano Sezione Licia Brusini, moglie di Agostino Carenzio Edgardo Rosenthal, reduce di Russia Antonio Luigi Ziliotto Rozzano Sergio Montalbetti, vicecapogruppo Vaprio d’Adda Franco Mazzetti NOTIZIE LIETE Nascite Abbiategrasso Luca Piva, figlio di Umberto e Cristina, e nipote del consigliere sezionale Giancarlo Piva Cassano d’Adda Gabriele Pessina, figlio di William e Ismene Sarao e nipote di Ugo Sarao Corsico Tiago Brazzoli, figlio di Davide e Carmen, e nipote di Giuseppe Brazzoli Samuele Migliavacca, figlio di Barbara e nipote di Benvenuto Melzo Giulia e Gabriele Bosi, nipoti di Gianfranco Piasentin Paderno Dugnano Serena Vismara, figlia di Marco e Patrizia Zilio Rho Federico Lironi, nipote di Abele Gaia Parolari, nipote di Apollonio Matrimoni Lodi Marco Guarnieri, figlio di Armando, con Tea Conti Marco Paolillo e Francesca Losi, figlia di Luigi Losi Tiziana Binelli e Mario Franzoi, alpino cugino di Dario Bignami Rho Annalisa Bongiorni, figlia di Gianpietro, con Guido Federico NOTIZIE TRISTI Lutti Cassano d’Adda Maddalena Vegini, suocera di Daniele Confalonieri Castano Primo Mario Pisoni Concorso “Quel giorno da alpino che non potrò mai dimenticare” Ci sono momenti nei mesi del vostro servizio militare che giudicate indimenticabili? Se la risposta è positiva, raccontateli, quei momenti, partecipando all’iniziativa promossa dal Comitato Organizzatore dell’Adunata di Bolzano 2012 che ha come titolo: “Quel giorno da alpino che non potrò mai dimenticare”. I racconti non dovranno superare le 3.500 battute ed essere inviati via e-mail a [email protected] , oppure via posta all’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano, piazza Walther 8, 39100 (BZ), o via fax al numero 0471 980300, fino al 13 maggio 2012. I lavori inviati verranno valutati ogni mese da una giuria della quale fanno parte il presidente del Comitato Organizzatore dell’Adunata Nino Geronazzo; il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli, il direttore responsabile del mensile “L’Alpino” Vittorio Brunello; il direttore del quotidiano “Alto Adige” Alberto Faustini; il presidente della sezione ANA di Bolzano Ferdinando Scafariello e un rappresentante dell’Azienda di Soggiorno di Bolzano. I testi più interessanti saranno pubblicati sul quotidiano “Alto Adige”. Gli autori saranno premiati con una ceramica Thun esclusiva. Gli autori dei cinque racconti che alla scadenza del concorso saranno ritenuti i migliori riceveranno un oggetto realizzato dagli artigiani degli Artigiani Atesini e saranno ospiti di Bolzano per un fine settimana per due persone durante il Mercatino di Natale 2012.