Novembre 2011
Veci e Bocia - 1
PERIODICO DELLA SEZIONE DI MILANO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI
Anno 59 - Numero 4 - Novembre 2011
Dal Direttore
La fine di ogni anno è il tempo dei
consuntivi. Con il 2011 va a chiudersi l’anno del 150° dell’unità nazionale che per noi Alpini è stato
denso di momenti che ci hanno arricchito moralmente e di cui abbiamo letto molto nella nostra stampa.
Per noi Alpini già si prospettano altri importanti anniversari: nell’ottobre 2012 celebreremo il 140° di
fondazione delle Truppe Alpine,
impegno che vedrà coinvolta la
nostra Sezione. Nel 2012 ci sarà
anche il 60° dalla prima uscita del
nostro caro “Veci e Bocia”.
A queste due importanti ricorrenze
daremo evidenza con alcune interessanti iniziative.
Con quest’ultimo numero del 2011
voglio ringraziare coloro, e sono
stati davvero tanti, che hanno collaborato alla preparazione del nostro
giornale, rendendosi disponibili a
scrivere le “quattro righe” per far
sapere quanto fatto dal loro Gruppo/realtà in modo da dare la giusta
evidenza alle attività degli Alpini.
Grazie di cuore a tutti Voi!
In questo anno abbiamo pubblicato
un numero importante di articoli e
di pagine, riuscendo a coinvolgere
sempre più Gruppi/realtà sezionali.
E se nonostante i nostri sforzi probabilmente non siamo riusciti ad
accontentare tutti, di questo ci scusiamo confermando la piena buona
fede di tutta la redazione di “Veci
e Bocia”.
Ringrazio anche gli inserzionisti
che con i loro messaggi pubblicitari ci hanno messo a disposizione
altre risorse, e invito tutti i Soci a
collaborare per estenderne il numero perché il nostro giornale è letto
da molte persone e riceviamo dei
positivi riscontri.
E infine, in occasione delle imminenti festività, mi associo con il
Comitato di Redazione al Presidente e al Consiglio Direttivo Sezionale nel porgere a tutti Voi, cari
lettori della stampa alpina, e alle
Vostre famiglie i più fervidi auguri di Buon Natale e di felice anno
nuovo.
Gianni Papa
Direzione: Via V. Monti, 36 - 20123 Milano - Tel. 02 48519720 - Fax 02 48025928
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Raduno a Palazzolo sull’Oglio
La Sezione in sfilata a Palazzolo, con sullo sfondo la Torre di San Fedele
“Oglio bollente” a Palazzolo… Se nel
Medioevo era uso per chi difendeva
un castello o una roccaforte gettare
dall’alto delle mura e delle torri dell’olio caldissimo sui nemici per fermali e
scacciarli, lo scorso 15-16 ottobre è
avvenuto l’esatto contrario, con mura
e torri imbandierate e con la cittadinanza e l’amministrazione comunale
palazzolese che hanno simpaticamente e calorosamente accolto la marea di
penne nere giunta da tante parti d’Italia e non solo. Lo scorso giugno il
presidente della Sezione di Brescia
Davide Forlani al raduno sezionale
di Pezzaze disse che lui ci ha prova-
to tante volte a tentare di “lasciarli a
casa” gli alpini organizzando manifestazioni nella calda pianura bresciana,
facendogli attraversare i laghi (raduno
sezionale a Montisola 2010), mandandoli sui monti più impervi, ma gli alpini gli disobbediscono raggiungendo
tutte queste mete; e l’attraversamento
del fiume Oglio con la sua città principale non è stato da meno. Il “caldo”
weekend alpino ha visto i palazzolesi
che, non solo non hanno respinto gli
alpini giunti per questo importante
raduno, anzi, si sono stretti attorno a
loro per fare festa; e quando gli alpini
vanno nel bresciano è sempre festa.
Dal Presidente: Buon Natale a
tutti i Soci della Sezione di Milano
Cari Amici, si avvicinano i giorni delle Feste Natalizie e del nuovo anno.
Questo è il periodo finale dell’anno
nel quale dobbiamo tirare le somme
per noi e per la nostra Associazione. In
questo anno abbiamo vissuto momenti
molto significativi: il 150° dell’unità
d’Italia e i nostri tanti appuntamenti
istituzionali e associativi, a partire dalla grande e bella Adunata Nazionale di
Torino sino a tutti i nostri numerosi incontri Sezionali e di Gruppo. Questo è
stato indubbiamente un anno vivace e
pieno d’iniziative che hanno visto una
buona partecipazione dei nostri soci a
tutti i livelli. Dobbiamo però interro-
garci se abbiamo fatto tutto il possibile
per realizzare i nostri obiettivi associativi in un contesto politico e sociale fra
i più travagliati della nostra storia con
la crisi economica, la crisi politica, la
crisi morale, la mancanza di fiducia
nel domani e con i giovani che non vedono dinanzi a loro un chiaro futuro.
Tutti questi sono problemi che fanno
ormai parte del nostro vivere quotidiano, problemi che si sentono anche in
mezzo a noi e di cui tutti i giorni tocchiamo con mano le evidenze.
Viene quindi da chiederci: com’è possibile essere ancora ottimisti?
(di Luigi Boffi - continua a pag.3)
È stata come una adunata nazionale
“in piccolo”. Almeno trenta i vessilli presenti (i 20 delle Sezioni del 2°
Raggruppamento più una decina di
altri tra cui quelli della Svizzera, del
Sudafrica e Nordica) e centinaia di
gagliardetti.
Era presente anche una delegazione
dell’Esercito Svizzero e una nutrita
rappresentanza del Gruppo ANA di
Ginevra da trent’anni gemellato con
quello di Palazzolo sull’Oglio. Su
ogni muro, balcone, finestra, in ogni
via, vicolo o vetrina c’era una bandiera tricolore e un enorme bandierone è
sceso, grazie all’ausilio dei Vigili del
Fuoco, anche dalla Torre di San Fedele (santo patrono di Palazzolo), simbolo della città bresciana.
Difficile non aver respirato in questi
due giorni l’aria sana dell’italianità e
dell’alpinità che contraddistingue chi
vi ha partecipato sia da protagonista,
sia da spettatore.
Già dal venerdì erano presenti per
la nostra Sezione il presidente Luigi
Boffi, accompagnato dal fido Giancarlo Piva, presenziando alla cerimonia
in ricordo del colonnello Dante Belotti, nostro indimenticato Presidente
sezionale sepolto nel cimitero di Palosco. Al sabato, dopo aver partecipato all’alzabandiera che ha dato il via
al raduno, all’incontro con il sindaco
presso il Palazzo Comunale e in Sala
Consiliare alla riunione dei presidenti
del 2° Raggruppamento, nel pomeriggio Boffi e Piva hanno raggiunto il
sottoscritto, Benzi del Gruppo di Ceriano Laghetto, Gianluca Marchesi e
Cesare Lavizzari (unici rappresentanti
della nostra Sezione in quel giorno)
per assistere prima al lancio dei paracadutisti in Piazzale Giovanni XXIII e
al carosello delle fanfare “Valchiese”
e dei “Congedati della Tridentina”,
quindi per partecipare alla sfilata che
ha portato gli alpini prima al monumento ai Caduti, poi a quello agli Alpini (entrambi fatti su strade in salita,
quindi giuste per gli alpini) per le deposizioni delle corone d’alloro, e concludendola con la partecipazione alla
S. Messa presieduta da S.E. Cardinale
Giovanni Battista Re, sempre vicino
agli alpini.
(di Dario Bignami - continua a pag.3)
2 - Veci e Bocia
Novembre 2011
VITA SEZIONALE
La Festa sezionale d’autunno 2011
La presentazione del libro
Al terzo tentativo finalmente è anda- detto, la riacquistata visibilità al
“Don Gnocchi cappellano alpino”
ta bene. Nel settembre 2010 un acquazzone aveva in parte rovinato la
manifestazione; a fine maggio 2011,
a causa di una situazione di ‘overbooking’, altri stands troppo vicini al
nostro hanno in parte compromesso
la buona riuscita della nostra Festa
Sezionale al Parco Formentano di
Largo Marinai d’Italia.
Lo scorso fine settembre tutto è invece andato liscio e la manifestazione ha avuto il successo che meritava.
La cittadinanza della zona (Corso
XXII Marzo e dintorni) ha risposto
in maniera positiva, dando dimostrazione d’interesse per questo singolare intrattenimento nel fine settimana del 24-25 settembre.
Nelle previsioni, non mancava alcun
elemento per una buona riuscita, ad
iniziare dal tempo, che - diciamolo
sottovoce - è stato fin troppo clemente e ci ha restituito il maltolto
delle edizioni precedenti.
E quando il tempo è bello, tutto
sembra andar bene.
Le prime avvisaglie di positività si
sono notate già il sabato a mezzogiorno, quando nell’aria si sentiva un
fermento diverso dalle altre volte.
Non che ci fosse coda di gente alla
distribuzione, ma sicuramente parecchia gente più degli altri sabati
d’apertura. La coda invece la si è
avuta sia il sabato sera che la domenica a mezzogiorno ed anche abbastanza, direi, la domenica sera.
Che cosa ha funzionato meglio questa volta? Oltre al tempo, come già
centro del parco e la propaganda,
fatta in precedenza con locandine
nei negozi e negli spazi pubblici del
quartiere da parte di una squadra di
benemeriti.
Anche il menù ha ovviamente contribuito; le semplici, solite buone
cose alla griglia, con l’aggiunta di
una “gettonatissima” trippa, seguendo un saggio consiglio dell’amico
Benito Tinti. Attività di contorno, a
cura del Gruppo di Abbiategrasso,
erano la vendita di un buon dolce
friulano a molti sconosciuto, la “Gubana” a favore del progetto “Una
casa per Luca” e le mele arrivate poche ore prima dalla Val di Non.
Anche la presenza della briosa banda di Ombriano è stata importante
la domenica verso fine pomeriggio,
soprattutto perché, al termine del repertorio, ha accompagnato l’ammaina-bandiera con le note del nostro
inno nazionale cantato da noi alpini
e da tutto il pubblico presente.
Uno spettacolo da cartolina quello
della bandiera, in cima alla collinetta, tra il verde del prato e un cielo
ancora azzurro, poco prima del tramonto.
Dario Bignami
Antonio Respighi
PS. La redazione di “Veci e Bocia”
si fa interprete di tutta la Sezione
ringraziando di cuore tutti coloro
che hanno contribuito con il loro
impegno e lavoro a quest’altro bel
successo della nostra Sezione.
Ricordato Don Gnocchi
Nel 2° anniversario della beatificazione e del 109° anniversario della
nascita di don Carlo Gnocchi, martedì
25 ottobre (data della sua memoria fissata nel calendario liturgico nazionale) la sua figura è stata ricordata, nel
Santuario presso il Centro IRCCS S.
Maria Nascente di Milano (via Capecelatro 66), alle ore 18.00, con una
funzione presieduta da monsignor Angelo Mascheroni, vescovo ausiliare
della Diocesi ambrosiana.
La celebrazione ha visto la presenza
di una rappresentanza di alpini della
nostra Sezione di Milano, con presidente Luigi Boffi in testa accompagnato dal vessillo sezionale.
Presenti, inoltre, il vessillo di Como,
con il presidente Enrico Gaffuri e
quello di Varese con il vice presidente.
I gagliardetti dei Gruppi di Parè,
Ronago e Gironico della Sezione di
Como, quello del Gruppo di Villa
D’Adda della Sezione di Bergamo,
quelli dei Gruppi di Milano Lorenteggio, Milano Crescenzago, Bresso e del
neo costituito Gruppo di Brugherio,
hanno completato la presenza alpina
alla cerimonia.
Qualcun’altro mi è probabilmente
sfuggito nel computo finale ma, im-
pegnato come ero con il coro, non ho
potuto prendere nota di tutto.
La funzione, visto l’accenno al coro, è
stata per l’appunto accompagnata dai
canti del “Coro ANA Limbiate”, che
ha iniziato con “Amici Miei”, proseguito all’offertorio con “Maria lassù”,
seguito all’elevazione dal “Santus”.
“Ai preât” ha fatto da sottofondo
alla “Preghiera dell’Alpino” letta dal
presidente Boffi, quindi “Stelutis Alpinis” e “Il testamento del capitano”,
canti questi cari a don Gnocchi, con
chiusura della cerimonia sulle note di
“Signore delle Cime”.
Don Carlo certamente avrà, dall’alto
del cielo, gradito la nostra presenza
e la nostra devozione; una maggiore
rappresentanza di alpini, comunque,
gli avrebbe fatto sicuramente più piacere.
Quindi rientro avventuroso verso
casa; solamente chi frequenta la città, sa quanto sia disagevole circolare,
soprattutto in una giornata di pioggia,
verso le 19.30 nel caos cittadino.
Noi poveri alpini periferici, non avezzi a tale bailamme, ne siamo rimasti
frastornati!
Sandro Bighellini
Quando la cultura entra nelle sedi
alpine.
Nella serata di mercoledì 5 ottobre
nella nostra sede sezionale è stato presentato il libro “Don Carlo Gnocchi
cappellano alpino”, scritto dall’alpino
e scrittore Gaetano Paolo Agnini che
ha avuto modo di conoscere personalmente il Beato sacerdote di San Colombano al Lambro.
Per la “Fondazione Don Gnocchi”
erano presenti a questo evento Danilo Carena e mons. Angelo Bazzari,
presidente e successore di don Carlo
Gnocchi alla guida della “baracca”.
C’erano il Consigliere nazionale Cesare Lavizzari e il nostro Presidente
Luigi Boffi che ha introdotto la serata
riassumendo gli eventi che gli hanno
permesso di conoscere Gaetano Paolo Agnini, il quale, dopo alcuni primi
ricordi sul futuro Beato, ha lasciato
“parlare le immagini” ed è stato mostrato un filmato sulla guerra in Russia
e sulla ritirata.
Agnini ha detto che in quel filmato
c’era anche don Gnocchi e ha detto di
aver raccolto numerose testimonianze di alpini per poter scrivere questo
libro. Nel suo discorso si è sentito il
grande attaccamento a questo nostro
amato Corpo militare: “… dove gli
alpini hanno più doveri che diritti, che
ha profonde radici alpine che permettono di conoscere la sofferenza altrui
e dove la giornata del 26 gennaio deve
essere innalzata a festa
per tutti noi alpini…”.
La serata è proseguita
coi discorsi di mons.
Angelo Bazzari e di Cesare Lavizzari.
Nel chiudere questa importante serata culturale
il presidente Boffi ha
consegnato a Gaetano
Paolo Agnini una medaglia ricordo.
Dario Bignami
Gaetano Paolo Agnini tra Luigi Boffi e mons. Angelo Bazzari
Alla 60a Festa Granda della Sezione
di Piacenza
Se questi sono i presupposti, nel maggio
del 2013 ci aspetta una grande adunata
nazionale. Per il momento Piacenza ha
accolto alla grande le tante penne nere
che hanno partecipato dal 16 al 18 settembre alla 60ª edizione della “Festa
Granda”, manifestazione che richiama
ogni anno tantissimi alpini da ogni parte
d’Italia.
Questa è stata anche l’occasione per
molti di cominciare a visionare gli
eventuali posti dove alloggiare e come
potrebbe essere il percorso della 86ª
adunata nazionale nella città emiliana.
Venerdì 16 settembre alla sera, la manifestazione è iniziata con una serata canora: si sono esibiti i Cori “ANA
Valnure”, “ANA Valtidone” e “CAI” di
Piacenza; il pomeriggio di sabato 17 è
stato caratterizzato da due inaugurazioni: prima quella di una via dedicata al
Capitano Arturo Govoni, e poi c’è stato
quindi lo scoprimento e l’inaugurazione
del cippo “Agli Alpini”.
Dopo l’indirizzo di saluto da parte del
sindaco dott. Reggi e dell’amministrazione comunale piacentina all’Auditorium “Sant’Ilario”, la serata è proseguita con la Veglia Verde presso il Campo
Daturi dove si trova la sede della Sezione ANA di Piacenza.
La mattina di domenica 18, sotto un
cielo che ha lasciato molti dubbi ai
partecipanti (infatti è stato un continuo
alternarsi tra pioggerellina e timidi raggi di sole), Piazza Cavalli è divenuta il
centro, in tutti i sensi, del raduno con
l’arrivo di almeno un migliaio di alpini.
Almeno trenta i vessilli e centinaia i gagliardetti presenti.
Buona la partecipazione della nostra
Sezione con il Presidente Luigi Boffi,
il vice Valerio Fusar Imperatore il sottoscritto come alfiere, il segretario del
2° Raggruppamento Antonio Fenini, il
Consigliere nazionale Cesare Lavizzari,
Luca Geronutti nella solita veste di fotografo e un socio del Gruppo di Bareggio
con gagliardetto al seguito. Era presente
per la sede nazionale anche il generale
Silverio Vecchio.
La cerimonia conclusiva è iniziata alle
10 con l’ammassamento, l’alzabandiera
e la deposizione della corona d’alloro al
Monumento ai Caduti posto sotto i portici del palazzo comunale. La sfilata per
le vie della città, che ha piacevolmente
sorpreso la cittadinanza piacentina (e
chissà cosa potrà succedere all’adunata del 2013), la successiva Santa Messa presieduta dal vescovo di Piacenza
Mons. Gianni Ambrosio e coadiuvata
dal cappellano della Sezione locale don
Stefano Garilli, i discorsi delle autorità
preposte e il “passaggio della Stecca”
al Gruppo di Ferriere, dove si terrà la
prossima “Festa Granda”, hanno chiuso
questo splendido raduno sezionale, facendo scattare il conto alla rovescia per
il prossimo ma soprattutto per l’adunata
nazionale 2013: Piacenza si è dimostrata pronta.
Dario Bignami
Novembre 2011
Veci e Bocia - 3
VITA SEZIONALE
Dal Presidente
Incontro sul futuro
(continua dalla prima pagina)
della nostra Associazione
Certo, non mancano anche per noi le
Il presidente Boffi introduce l’argomento della serata
La serata è stata una di quelle da non
perdere assolutamente per chi ha la
responsabilità della gestione della
Sezione e dei Gruppi. Martedì 27 settembre nella sede sezionale c’è stata
la serata sul tema “Futuro Associativo”, già ampiamente pubblicizzata a
tutti i livelli nella nostra Sezione sia
durante le varie riunioni, sia sul nostro
giornale.
Erano presenti il Presidente nazionale
Corrado Perona e i Consiglieri nazionali Gianbattista Stoppani (addetto
alla nostra Sezione) e Cesare Lavizzari. Il nostro Presidente Luigi Boffi ha
condotto questa importante assemblea
che ha visto la presenza di tutto il Consiglio Direttivo della Sezione milanese, di quasi tutti i Capigruppo e dei
responsabili delle varie Unità. Grazie
all’ausilio di un proiettore collegato a
un computer, tutti hanno potuto vedere quello che il Presidente Perona stava illustrando (in pratica buona parte
del documento fatto uscire circa un
anno fa e pubblicato integralmente su
“Veci e Bocia”), interrompendosi ogni
tanto per snocciolare qualche dato relativo alla situazione numerica associativa dell’ANA a fine 2010.
Ha presentato anche lo scenario di
come l’ANA potrebbe diventare tra
una decina d’anni se non si comincia sin da ora a pensare e cercare dei
rimedi per ridurre, fin che si può, il
calo demografico degli iscritti che si
prospetta per gli anni a venire. Senza
entrare troppo nel merito della discussione, si può tranquillamente dire che
sono state due ore e mezza di riunione
ad alto livello con ben 16 interventi
tutti interessanti, tant’è che il tavolo
della presidenza si è complimentato a
fine riunione perché si sono stati notati buoni contenuti e proposte con molta vivacità ed entusiasmo negli interventi rispetto ad altre simili riunioni.
Ora quanto da noi proposto è stato
raccolto a memoria in un verbale messo a disposizione della Sede nazionale
che elaborerà delle direttive di concerto con le proposte raccolte nelle
altre Sezioni.
Da queste righe ringraziamo il Presidente Perona che con la sua presenza ci
ha confermato il suo forte impegno nel
trovare le migliori risposte all’importante problema del Futuro dell’ANA.
Dario Bignami
preoccupazioni e non possiamo nasconderlo; vivendo nella società civile, che si voglia o no, questi problemi
condizionano in parte il nostro modo
di essere.
Allora qual è la ragione che in questi tempi di crisi ci fa scattare ancora
pieni di voglia di fare e di dare a chi
più ne ha bisogno? La risposta è molto semplice: lo facciamo perché siamo
Alpini, anche se qualcuno, al di fuori
dei nostri ranghi, potrebbe pensare a
questa facile risposta come a una sparata di banalità.
Noi siamo invece sicuri che con i
nostri comportamenti e con il nostro
modo di essere, in questi tempi di crisi riusciamo a riscuotere ancora tanta
fiducia fra la gente. E per capire quanta fiducia è riposta negli Alpini basta
pensare a quanti ci circondano e ci
applaudono quando sfiliamo. Tutto
ciò ci carica però di maggiori responsabilità, etica e morale, per dimostrare
che questa fiducia è riposta seriamente
su chi, come noi, predilige il fare al
dire, il dare al ricevere e attua l’impegno civile verso chi ha bisogno anche
senza apparire sui media o nelle televisioni.
Noi Alpini siamo l’antitesi concreta
del modello attuale di società in cui
tutti pontificano sul da farsi (degli altri) senza mai mettersi in discussione,
in cui la percezione della classe politica e dirigente è di “casta” pronta a
difendere prebende e privilegi sulle
spalle delle popolazioni che soffrono
e che hanno bisogno di aiuti e solidarietà.
Noi Alpini, forti dall’avere sempre
compiuto con lealtà il nostro dovere in
Guerra e in Pace, operiamo imperter-
Raduno a
Palazzolo
(continua dalla prima pagina)
L’ammainabandiera e la classica serata con diversi cori ha concluso questo
primo gran giorno di raduno.
Alla domenica Palazzolo sull’Oglio, e
più precisamente Piazzale Kennedy, è
divenuta il crocevia di molti pullman
giunti da tutta la Lombardia e dall’Emilia Romagna; si è stimato che erano
presenti all’incirca dalle quindicimila
alle ventimila penne nere, forse il più
numeroso di sempre degli ultimi anni
per quanto riguarda il 2° Raggruppamento, di sicuro il più bello ed entu-
riti e con umiltà d’animo nella società
civile per il bene comune.
Noi Alpini dobbiamo continuare così
perché ce lo chiedono i nostri Caduti:
“Onorateci aiutando chi è vivo e ha
bisogno”.
Il Natale ci porta inevitabilmente con
il pensiero ai Natali di guerra di ieri
e ai Natali di oggi dei nostri Soldati,
impegnati nelle varie parti del mondo
dove sono stati inviati in missione di
pace. Dobbiamo essere vicini ai nostri
soldati e farli sentire parte integrante e
vitale della nostra società che ha bisogno di loro per difendere i valori dello
stato democratico.
Certo, dobbiamo anche fare festa
perché il Natale rinnova ogni anno
il miracolo del volersi più bene nelle
famiglie, nella società e quindi anche
nella nostra Associazione. Il Natale ricorda la venuta di un bambino: teniamo sempre davanti agli occhi i sorrisi
dei nostri bambini perché ci aiutano a
riflettere sul senso della vita.
Allora “Auguri di Buon Natale” a
Voi tutti Alpini della Sezione di Milano, agli Amici, ai soci Aggregati e
Aiutanti, a tutte le strutture della nostra Sezione, ai Consiglieri Sezionali,
ai Capigruppo, alla nostra Protezione
Civile, al nostro Servizio d’Ordine, ai
nostri Cori, al Comitato di redazione
di “Veci e Bocia” e a tutti coloro che a
vario titolo lavorano per la Sezione e
per l’Associazione. A tutti Voi rivolgo
un caloroso grazie. E infine, ma non
meno importante, un pensiero va a
tutte le nostre donne che condividono con noi molti sacrifici perché, per
poter fare quello che facciamo, dobbiamo avere al fianco donne speciali
che ci capiscono e che ci approvano.
Anche a loro va un grande grazie di
cuore.
Luigi Boffi
siasmante. Tantissima gente ai lati
delle strade, tantissimi sorrisi, applausi. E in tutto questo splendido contesto
anche la nostra Sezione ha fatto la sua
bellissima figura presentandosi sulle
rive dell’Oglio con un gran numero
di soci, vista l’abbordabile distanza.
Spiace solo per quei soci che non sono
venuti, perché non sanno quello che si
sono persi.
Il prossimo anno il raduno del 2° Raggruppamento si svolgerà a Sondrio
e da bravi alpini andremo sui monti
della Valtellina a festeggiare questo
importante appuntamento con l’occasione dei primi 90 anni della locale
Sezione.
Dario Bignami
Gli Alpini Motociclisti saranno presenti alla
Befana del Motociclista
il 6 gennaio 2012
10 ottobre 2011: il vessillo della Sezione scortato dal consigliere
Francesco Tajana al Columbus Day Parade a New York
in piazza Duomo a Milano con uno stand per distribuzione vin
brulè ad offerta per solidarietà secondo i fini del Moto Club
Ticinese e raccolta di nuove iscrizioni all’ANA
4 - Veci e Bocia
Novembre 2011
VITA SEZIONALE
La nostra Sezione all’Istituto
Prepariamo l’adunata
Palazzolo di Milano
Potete trovare notizie sempre aggiornate
sull’adunata a Bolzano nel sito
http://www.adunatabz2012.it/
Vi invitiamo inoltre a consultare la guida dell’adunata,
già disponibile in
http://www.youblisher.com/p/59171-85-Adunata-Nazionale-A-N-A/
Riunioni di Raggruppamento
del 12 settembre 2011
Le riunioni per Raggruppamenti a
cadenza bimestrale proseguono e trovate qui una sintesi dei verbali delle
riunioni che si sono tenute presso la
sede sezionale e ad Arese, Cinisello
Balsamo, Cernusco sul Naviglio e a
Rozzano.
Era stato diffuso un Ordine del giorno che prevedeva la discussione di
una parte comune con temi portati ai
Capigruppo dai Consiglieri sezionali,
e di una parte locale con argomenti
sui quali i Gruppi potevano discutere esprimendo le proprie posizioni.
Come al solito, i vertici della Sezione
e la redazione di “Veci e Bocia” erano
presenti o rappresentati a tutte le riunioni. Il Presidente Boffi era alla riunione di Cernusco sul Naviglio.
I partecipanti sono stati ancora numerosi, e si conferma come questo tipo
di riunioni coinvolga mediamente il
doppio dei Soci solitamente presenti
nelle riunioni in Sede sezionale.
Ed ecco una sintesi delle interessanti discussioni, come tratta dai verbali
giunti in Segreteria sezionale.
Futuro associativo; incontro con il
Presidente nazionale Corrado Perona del 27 settembre. Viene raccomandata la presenza all’incontro e
la rilettura del documento inviato e
stampato su “Veci e Bocia” per portare soluzioni, proposte e idee positive
per la vita futura dell’associazione.
La riunione di Cinisello è stata abbastanza animata su questo punto con
molti interventi sull’argomento degli
“Amici degli Alpini”, sull’eventuale
necessità di modifiche statutarie che
tengano conto di coloro che provengono della “mini naja” e sulla effettiva volontà di mantenere per l’ANA
il carattere di associazione d’arma
anche se questa scelta potrà comportare nel tempo un drastico numero di
associati.
Presentazione del libro “Don Carlo Gnocchi alpino cappellano” con
l’autore Gaetano Paolo Agnini.
Viene sollecitata la partecipazione a
questo interessante incontro presso la
sede sezionale.
Nomina di un capogruppo in rappresentanza di ogni raggruppamento per la commissione che dovrà
proporre il nuovo Regolamento Sezionale. Sono stati indicati: Giancarlo
Bianchi (da confermare o in alterna-
tiva Alessandro Vincenti), Alessandro
Orlandini, Sandro Bighellini, Roberto Semini e Giuseppe Brazzoli.
Adunata 2012 a Bolzano, attendamento sezionale. Molti Gruppi hanno
provveduto in modo autonomo alla sistemazione e vengono raccolte poche
indicazioni sulla necessità di spazi per
camper e tende. Viene evidenziato
come la Sezione si attivi per cercare di
realizzare un attendamento sezionale
e come le risposte siano pochissime;
quasi che i Gruppi preferiscano fare
da sé.
Festa d’Autunno 24-25 settembre.
Viene presentato il programma
dell’evento: viene riportato qualche
commento sul rapporto tra impegno
e benefici dalla Festa. Viene però ribadito come la Festa rappresenti nella
metropoli un momento di buona visibilità e contatto con la cittadinanza,
non ottenibile in altro modo.
Calendario sezionale e prossime
manifestazioni. Sono state presentate
le integrazioni al calendario sezionale (che trovate nell’apposita rubrica
in questo numero). Tra le proposte
si evidenzia quella di ricordare il 4
novembre con la manutenzione del
monumento alla Montagnetta di San
Siro. Viene indicato che in occasione
del Raduno di Palazzolo sull’Oglio ci
sarà un momento di ricordo del colonnello Dante Belotti.
I Gruppi hanno illustrato le ricorrenze
importanti dei prossimi mesi (20° di
Arconate, 80° di Sesto San Giovanni,
nuova sede di Limito-Pioltello-Segrate, 90° di Lodi).
Suggerimenti per O.d.G. successiva
Riunione di Zona e scelta località
di svolgimento. Nelle riunioni sono
state decise le sedi dei prossimi incontri previsti per il mese di novembre.
Sono state date indicazioni per rivedere la suddivisione dei Gruppi per
queste riunioni in modo da contenere in modo accettabile le distanze da
percorrere, con relativi tempi e costi
(qualcuno aveva la riunione a 80 km
dalla propria città).
Per quanto riguarda la discussione
sulle tematiche locali, alcuni Gruppi
hanno condiviso con quelli vicini alcuni dettagli sulle loro attività.
Troverete la sintesi dei verbali delle
riunioni del 14 novembre nel prossimo numero.
Come ogni anno, anche lo scorso
sabato 1 ottobre presso l’Istituto Palazzolo di Milano, gestito dalla “Fondazione Don Gnocchi”, vi è stata la
giornata “Il Palazzolo incontra la
città”.
Questa manifestazione permette, anche se solo per un giorno, ai milanesi
che hanno dei congiunti ricoverati
presso il Centro Palazzolo di fare a
loro e con loro una festa speciale.
Come ogni anno, per via del forte
legame che da sempre esiste con la
Fondazione che porta il nome del Beato a cui tutti noi Alpini siamo riconoscenti per tutto quello che ha fatto
quand’era in vita, la nostra Sezione
vi ha partecipato con una ventina di
Soci.
La calda giornata (in tutti i sensi) è
trascorsa con l’unico impegno, Santa
Messa a parte, di preparare i pasti per
i volontari, per i degenti e i loro famigliari permettendo così a tutti loro di
poter trascorrere qualche ora serena
in allegria.
Dario Bignami
Un incontro alpino al Palazzolo
Il mondo di noi alpini è fatto di tante storie: piccole e grandi, conosciute e sconosciute, belle e meno belle.
Questa è una di quelle piccole e sconosciute, ma non per questo meno importante di tante altre.
Nella giornata di sabato 1 ottobre, durante la manifestazione “Il Palazzolo
incontra la città” nel giardino dell’Istituto mi è capitato un particolare incontro alpino.
Mentre stavo dando una mano nello
smontaggio dei tendoni scorgo da lontano un alpino in sedia a rotelle con
accanto una bella donna.
Defilandomi dal pesante (!) lavoro mi
avvicino alle persone in questione e
mi presento alla signora.
Chiedo gentilmente di poter scambiare quattro parole per poter fare un
articoletto e mi viene accordato il permesso.
La signora Paola con cui interloquisco
è la bella figlia dell’artigliere alpino
Giancarlo Groppelli, classe 1924.
La signora Paola in maniera molto
gentile mi avvisa che suo padre ha una
malattia particolare per cui fa fatica a
ricordare molte cose nonostante sia
abbastanza lucido e presente, quindi
mi dice che suo padre Giancarlo ha
svolto il servizio militare ad Aosta,
che è stato internato per diversi mesi
in Germania dopo la fine della Secon-
da Guerra Mondiale e che si è salvato
perché lo hanno messo nelle cucine
insieme ad altri militari.
Mi informa che ha sempre partecipato ai raduni nazionali di cui l’ultimo è
stato quello di Trieste nel 2004 prima
della malattia.
Difficile sapere di più sulla vita alpina
di Giancarlo Groppelli.
Provo a essere ottimista e gli propongo di poter partecipare fra un anno e
mezzo all’adunata nazionale di Piacenza vista la vicinanza con Milano,
offrendomi anche di spingere la sua
sedia a rotelle; la signora Paola mi
sorride e mi ringrazia della proposta
ma afferma che purtroppo sarà molto
difficile che questa cosa possa andare
a buon fine.
Per ultimo mi dice che suo padre è
stato molto amico dell’alpino Mario
Mazzola, in compagnia del quale frequentava diverso tempo addietro la
sede di via Vincenzo Monti.
Devo ritenermi fortunato di aver fatto
la scelta d’aver partecipato a questa
manifestazione, altrimenti questo importante incontro con questo artigliere
alpino, Giancarlo Groppelli, anch’esso un importante tassello della storia
di noi alpini per quello che ha fatto e
vissuto negli anni della sua giovinezza, non lo avrei mai di certo fatto.
Dario Bignami
Un incontro al “Palazzolo”:Giancarlo Groppelli con la figlia Paola
Novembre 2011
Veci e Bocia - 5
VITA SEZIONALE
Calendario attività dei Gruppi
I Presidenti di Sezione a Costalovara:
Ecco le attività segnalate dai Gruppi per i prossimi mesi.
un gioiello di famiglia da rivalutare
Come di consueto, abbiamo omesso le indicazioni sugli appuntamenti stabiliti
nei calendari nazionale e sezionale o che riguardano attività organizzative
interne dei Gruppi (le riunioni dei Consigli).
Se vi interessano ulteriori dettagli in merito a località e orari precisi degli
eventi, potete prendere contatto con il Capogruppo interessato. Se non trovate
informazioni sulle Vostre manifestazioni, brontolate con il Vostro Capogruppo…
20 gen.: Assemblea di Gruppo
GRUPPO ABBIATEGRASSO
GRUPPO LACCHIARELLA
14-15 apr. 2012: 90° del Gruppo
13 gen.: Assemblea di Gruppo
GRUPPO ARCONATE
GRUPPO LEGNANO
16 dic.: Assemblea diGruppo
12 gen.: Assemblea di Gruppo
GRUPPO ARESE
31 gen.: Assemblea di Gruppo
GRUPPO LIMBIATE
GRUPPO BAREGGIO
22 gen.: Assemblea di Gruppo
26 gen.: Assemblea di Gruppo
GRUPPO LODI
GRUPPO BOLLATE
14 gen.: Assemblea di Gruppo
11 dic.: Pranzo di Natale in sede (dopo GRUPPO MAGENTA
S.Messa in Duomo)
11 dic.: Pranzo di Natale in sede (dopo
28 gen: Assemblea ordinaria del Gruppo S.Messa in Duomo)
21 apr.: Tradizionale cena con asparagi
31 dic.: Capodanno in Sede
06 mag.: Inaugurazione della sede
3 feb. 2012: Trippata di S.Biagio
GRUPPO BRESSO
GRUPPO MELZO
29 gen.: Assemblea di Gruppo
11 dic.: Pranzo di Natale in sede (dopo
GRUPPO CASSANO D’ADDA
S.Messa in Duomo)
11 dic.: Castagnata di Santa Lucia
16 dic.: Scambio auguri in sede
24 dic.: Scambio degli auguri in Sede
GRUPPO MI CENTRO
31 dic.: Capodanno in Sede
29 gen.: Assemblea di Gruppo
17 gen. 2012: Falò di Sant’Antonio
GRUPPO MI CRESCENZAGO
22 gen. 2012: Assemblea ordinaria e Data da definire: 40° del Gruppo
pranzo sociale
GRUPPO MISSAGLIA
28 gen. 2012: Distribuzione “Arance 15 gen.: Assemblea di Gruppo
della salute” per AIRC
GRUPPO PADERNO DUGNANO
GRUPPO CASTANO PRIMO
17 dic.: Auguri in sede e tombolata
08 dic.: S. Messa Madonna di Loreto
22 dic.: Proiezione diapositive in sede
18 dic.: Vin brulè presso Chiesa Ma- 24 dic: Vin brulè nelle parrocchie
donna dei Poveri
12 gen.: Assemblea di Gruppo
19 dic.: Vin brulè presso Chiesa Prepo- GRUPPO RHO
siturale
15 gen.: Assemblea di Gruppo
25 dic.: Vin brulè presso Chiese Ma- GRUPPO S. GIULIANO MILANESE
donna dei Poveri e Prepositurale
18 gen.: Assemblea di Gruppo
31 dic.: S. Messa di ringraziamento
GRUPPO S. VITTORE OLONA
GRUPPO CERIANO LAGHETTO 2 dic.: Assemblea ordinaria del Gruppo
13 gen.: Assemblea di Gruppo
4 dic.: Festa del tesseramento
GRUPPO CESANO MADERNO
16 dic.: Benedizione natalizia e scam27 nov.: Assemblea ordinaria
bio degli auguri
GRUPPO CORSICO
21 dic.: Distribuzione di vin broulè e
16 dic.: Auguri in sede
cioccolata in piazza
17 dic.: Natale in piazza con il GUPIH GRUPPO VAPRIO D’ADDA
GRUPPO GIUSSANO
20 gen. 2012: Assemblea ordinaria
Data da definire: 80° del Gruppo
GRUPPO VIGEVANO-MORTARA
18 dic.: Pranzo sociale
5 feb.: Assemblea ordinaria
Calendario delle principali
prossime manifestazioni
11 dic. 2011 S. Messa in Duomo, per non dimenticare
12 dic. 2011 Annuale cena con CDS e Capigruppo
14 dic. 2011 Scambio auguri in sede sezionale
4 mar. 2012
24 e 25 mar.
14 e 15 apr.
06 mag.
11 mag.
26 e 27 mag.
10 giu.
22 e 23 set.
20 e 21 ott.
28 ott.
9 dic.
Assemblea sezionale
Inaugurazione Gruppo Brugherio
Abbiategrasso - 90° fondazione del Gruppo
Bollate - Inaugurazione nuova sede
85° Adunata nazionale
Festa sezionale di primavera
Ponte Selva - 47° Raduno sezionale
Festa sezionale d’autunno
Sondrio - Raduno del 2° Raggruppamento
Cassano d’Adda -140° di fondazione TT.AA.
S. Messa in Duomo, “Per non dimenticare”
Il Soggiorno Alpino di Costalovara è spesso utilizzato per tenervi riunioni
in ambito ANA: nella foto, l’alzabandiera del 1° raduno dei componenti dei
gruppi e delle commissioni giovani dei 4 raggruppamenti (29-30 ottobre 2011)
Il 22 e il 23 ottobre si è svolto presso
il Soggiorno Alpino di Costalovara la
consueta riunione plenaria dei Presidenti sezionali.
Quest’anno, diversamente dagli scorsi
anni in cui la sede della riunione era
Milano, si è deciso per Bolzano – Altipiano del Renon.
Il motivo di questo cambiamento era
di portare all’attenzione di tutti i presidenti la rinnovata struttura del Soggiorno Alpino dell’ANA di Costalovara e
questa scelta è stata molto apprezzata
dai partecipanti. I lavori eseguiti hanno
reso la struttura ben funzionale a vari
scopi: turistici, sociali, associativi, per
soggiorni di studio o quant’altro possa
aver bisogno di un posto tranquillo con
aria buona e con un ambiente tutto alpino. Lo scenario naturale in cui è collocato il soggiorno è incantevole.
Ma la cosa importante è che quando
siamo in questo Soggiorno Alpino siamo a casa nostra e tutti noi sappiamo
quanto sia importante sentirci a proprio agio in un ambiente sia per motivi di diletto, sia per motivi di lavoro e
studio. Ci sono stato, mi sono trovato
bene e invito tutti i Soci della nostra
Sezione, se ancora non avete conosciuto il Soggiorno Alpino, di organizzare
una gita di gruppo con i vostri familiari
e amici e vi assicuro che ne rimarrete
entusiasti.
In merito ai contenuti dell’incontro, il
nostro Presidente nazionale ha tenuto
una relazione a tutto campo illustrando lo stato del tesseramento, l’iniziativa della “Casa per Luca”, le iniziative sportive per giovani e per i soci
aggregati unificate nelle “Alpiniadi”.
Si è parlato della possibilità di tesserare Alpini in armi e sono stati ribaditi
i criteri per le richieste delle Adunate
nazionali da parte delle Sezioni. Il Presidente ci ha poi portati a conoscenza
della Cooperativa di gestione per il
Soggiorno Alpino di Costalovara, Cooperativa alla quale si assocerà anche
la Sezione di Milano. Ha poi fatto il
punto sullo stato degli incontri circa il
“Futuro Associativo” e la previsione
del Calendario 2012 nel quale abbiamo
fatto rimarcare la necessità di celebrare degnamente il 140° di Fondazione
delle Truppe Alpine in quel di Cassano
d’Adda.
Il Presidente Perona ci ha poi illustrato
i criteri di partecipazione dei Vessilli e
Gagliardetti alle varie manifestazioni.
Di tutti questi argomenti troverete una
cronaca più dettagliata ne “L’Alpino”.
Il prossimo anno la riunione dei Presidenti tornerà alla sede di Milano, ma
le giornate di sole e bel tempo e l’aria
di montagna trovati a Costalovara ci riempieranno l’animo ed il cuore ancora
per tanto tempo.
Riscopriamo e utilizziamo il Soggiorno Alpino di Costalovara: è un
nostro gioiello e vi assicuro che ne
vale la pena.
Luigi Boffi
Il Soggiorno è a 16 chilometri dal capoluogo Bolzano, sulle rive di un laghetto. Un caratteristico trenino collega i paesi di Collalbo a Maria Assunta,
i due capolinea, lungo un tracciato di sei chilometri e mezzo fra prati e boschi abitati da caprioli, con fermate intermedie di cui una dedicata proprio a
Costalovara, appena sopra il Soggiorno alpino e il laghetto, e nei pressi del
Museo dell’apicoltura, un maso pluricentenario.
Costalovara si raggiunge in auto, uscita Bolzano Nord dell’autostrada del
Brennero prendendo la direzione Bolzano-Renon, oppure direttamente da
Bolzano e infine, per chi arriva in treno, con una funivia situata poco distante
la stazione ferroviaria: porta a Soprabolzano, a pochi minuti dal Soggiorno
alpino.
Soggiorno alpino ANA: tel. e fax 0471. 285771; 0471. 345118;
cell. 335.807147; e-mail: [email protected]
6 - Veci e Bocia
Novembre 2011
VITA SEZIONALE
cui la nostra Associazione, a parPrima pietra della “Casa per Luca” con
tire dal presidente Perona in testa, per
Il generale Primicerj e il presidente Perona assieme depongono la pergamena
Alle ore 11 dell’11/11/11, si è svolta
a Gravellona Lomellina la cerimonia
della posa della prima pietra per la casa
che consentirà al “nostro” alpino Luca
Barisonzi di condurre un’esistenza
il più possibile vicino alla normalità.
Tanti i vessilli sezionali e i gagliardetti presenti, provenienti da molte parti
della penisola.
Un vecchio Alpino che portava il ga-
gliardetto di un Gruppo della sezione
di Cividale, interpellato, mi ha orgogliosamente confessato che si era alzato alle tre del mattino e assieme agli
altri del suo Gruppo aveva affrontato
il lungo viaggio di oltre quattrocento
chilometri per arrivare in tempo e non
mancare alla cerimonia.
Questo per sottolineare la grande importanza e la grande determinazione
Indimenticabile
Indimenticabile. Quanto è successo a
Gravellona Lomellina l’11 novembre,
il famoso 11.11.11, alle ore 11 è stato
davvero indimenticabile! Mille i sentimenti, mille le emozioni, mille gli
spunti di riflessione, mille le cose da
raccontarvi: noi ci proviamo. Il “momento” è la posa della prima pietra
alla casa che l’Associazione Nazionale Alpini costruisce a Luca Barisonzi,
il giovane Alpino rimasto paralizzato
in seguito al ferimento in Afghanistan.
Questa iniziativa è stata voluta di concerto dall’Associazione Nazionale Alpini e dal reparto di Luca, l’8° Alpini,
il Battaglione “Cividale” della Brigata
“Julia”.
E qui cominciamo a divagare, ma ci
serve per capire quello che stiamo
facendo. Quando la leva era obbligatoria nell’Esercito si respirava un’aria
di abbondanza: l’ANA era vista alla
stregua di un gruppetto di vecchietti
nostalgici e in effetti noi eravamo diversi, chiusi nelle nostre sedi, presenti
ai momenti istituzionali, scettici nel
sociale. Poi le cose cambiano: non più
leva, cambiano i modelli di strategia
militare, si abbandona la difesa ancorata, si passa alla difesa mobile, non
più “di qua non si passa” e si opta per
truppe specializzate, mobili, elitrasportate. Gli Alpini vengono ridimensionati, vacillano, le popolazioni del
nord insorgono: vengono attribuite
Cittadinanze Onorarie ai nostri Reparti. Arrivano in aiuto le forze armate
della NATO: vogliamo gli Alpini. Gli
Alpini in congedo intanto erano scesi
in campo, erano usciti dalle loro sedi,
si erano dati da fare, nelle loro comunità, in aiuto delle popolazioni colpite
dai disastri.
Parallelamente la partenza per scenari
di guerra dei nostri figli apre una coscienza nuova e gli Alpini in congedo
si stringono vicino ai loro bocia e capiscono che, anche se sono di Taranto
o di Napoli, dopo un po’ l’orgoglio
di appartenenza, lo spirito di Corpo,
è quello di un tempo. Ecco, il primo
spunto è questo: gli Alpini in congedo sentono come propri tutti i ragazzi che indossano il Cappello Alpino;
sentimento non formale, ma sincero,
concreto.
arrivare sino all’ultimo Alpino (non in
ordine di importanza naturalmente),
sta dando alla buona riuscita di questa
magnifica iniziativa.
Presenti il comandante le Truppe Alpine, generale di C.A. Alberto Primicerj,
l’ex comandante la Brigata Julia generale Marcello Bellacicco, il tenente
colonnello comandante dell’ottavo
Reggimento Alpini (quello di Luca
N.d.R.) e il colonnello comandante il
Battaglione Tolmezzo.
Poiché la prima pietra non si mette così
per così a terra, nei giorni precedenti le
squadre di operai (alpini della Sezione
di Pordenone, dislocati presso il Gruppo di Vigevano-Mortara per la sistemazione logistica) avevano già preparato
ed armato la base della casa.
La cerimonia come previsto da programma, si è svolta con puntualità
svizzera.
Con vessilli, gagliardetti e insegne di
altre Associazioni d’Arma, schierati
sull’attenti tutto attorno alla base della
futura casa, per primo ha fatto ingresso
il gonfalone del Comune di Gravellona
Lomellina accompagnato dal suo primo cittadino, quindi il labaro dell’Associazione Nazionale Alpini, con ai lati
il generale Alberto Primicerj e il presidente nazionale Corrado Perona, scortato da diciannove membri del CDN.
Quindi l’alza bandiera, la cerimonia
della posa e benedizione della prima
pietra della futura casa di Luca.
A seguire le allocuzioni di rito con
interventi del sindaco di Gravellona
Lomellina, del generale Primicerj e a
concludere l’intervento appassionato
del presidente Perona, che tra le altre
cose ha rimarcato che la famiglia alpina sia un tutt’uno comprendente alpini
in congedo ed alpini in armi.
Al termine, deflusso del Labaro nazionale e del gonfalone del comune di
Gravellona Lomellina.
Quindi vessilli, gagliardetti e Alpini in
corteo sino al cortile del Comune dove
è stato offerto un rinfresco a tutti i presenti.
A terminare pranzo ufficiale presso la
sede del Gruppo Alpini di Vigevano
Mortara cui va un grazie per l’intenso
impegno di supporto logistico all’evento.
Sandro Bighellini
E da questo punto della storia non ci
saranno più Alpini in congedo e in
servizio ma solo …. Alpini e pensare
a Luca è pensare a tutti i nostri figli
che fanno rivivere lo spirito del Corpo
degli Alpini e che lo rendono attuale
e vivo.
Ma torniamo alla Cerimonia, ve l’avevamo promesso. In sede siamo tutti
intenti ad offrire ospitalità alla prima
squadra di volontari, a svuotare l’ufficio per far posto ai letti a castello, a
mettere in ordine il magazzino perché
dormiranno anche li, a pulire tutto e
riordinare il più possibile, proprio
come quando un ospite importante
viene a casa tua.
Con l’arrivo della prima squadra, dei
meravigliosi alpini friulani che da soli
meriterebbero un articolo, giunge la
notizia dalla Sezione: fra una settimana tutti a Gravellona …. manifestazione nazionale ….fra una settimana?
È vero che gli Alpini non scelgono il
campo in cui operare, ma pensare di
fare una cerimonia in quella stradina
di campagna con la coda della perturbazione che ha scatenato il disastro in
Liguria (in linea d’aria saremo a 80
Km) era impensabile. Lunedì inco-
minciano, martedì erano già fermi, ma
perché il cingolato non si muoveva
nel fango … e lì dovevamo fare una
manifestazione nazionale? Le previsioni danno speranza e allora non
possiamo ignorare l’aiuto del Cielo:
ci proviamo!
I fradis Furlans sono meravigliosi: instancabili, determinati, testa bassa e
avanti con le betoniere che non riescono a stargli dietro. Il ruspista dell’impresa locale è uno sveglio: “Mi scusi
ma lei ha fatto la naja negli Alpini?”
“Magari” ci risponde “L’ho chiesto,
ma mi hanno mandato in artiglieria”
- iscritto sul campo.
Il cantiere va avanti che è uno spettacolo. I vicini dapprima curiosi e
scettici su “questa gente da fuori” ora
si complimentano e fanno amicizia.
I problemi si affrontano e si superano. Ai nostri del cantiere basta dargli
cemento e ferro che al resto ci pensano loro. A noi il contorno, i rapporti
con l’Amministrazione comunale che
guarda ammirata a quest’opera e che
tiene aperto un canale privilegiato con
noi Alpini. Ma la cerimonia avanza:
il rinfresco lo offre una pasticceria
di Vigevano, il cartello di cantiere è
Novembre 2011
Veci e Bocia - 7
VITA SEZIONALE
pronto, quella carta viene firmata,
quel permesso arriva, prepariamo la
segnaletica per Gravellona, prenotiamo un’autoambulanza, ricordiamoci
dell’impianto audio, i Carabinieri del
luogo vogliono sapere chi viene …e
anche noi vorremmo saperlo.
Intanto la nostra vita va avanti. Si
formano le squadre per la Liguria e
a malincuore capisci che siamo più
utili qua, adesso e ti convinci che là
ci andrà sicuramente qualcuno più in
gamba di te, ma qua, ora, adesso serviamo noi.
La convivenza con i Friulani in sede
è splendida. Un rispetto sacro, quasi
arcaico nasce tra di noi: il nostro cuoco e il loro cuoco, la nostra dispensa
e la loro dispensa, con gli spazi che
mantengono la loro autonomia, ma
poi tutto si fonde, fino a non capire
più chi è di casa e chi è ospite. Noi dal
canto nostro abbiamo assunto degli
impegni: le scuole aspettano gli Alpini con le castagne. Non puoi tradire la
fiducia di un bambino anche se è per
una manciata di castagne.
Si conviene di non andare venerdì 11,
ma tutti gli altri giorni ci andiamo,
compreso sabato 12 quando c’è da
fare il the per una gara podistica a più
di 1.000 ragazzi delle scuole …
Vuoi non esserci quando c’è da dare
una mano al nostro futuro?
Ci giungono i nomi di chi conferma
la presenza e un senso di vertigine
cresce. Il gen. Primicerj, Comandante
delle Truppe Alpine, il gen Bellacicco
già Comandante della “Julia” e Comandante della Forza in Afghanistan,
il Comandante dell’8°Reggimento
“Cividale” Merola e il comandante
del “Tolmezzo”.
Ma il tempo per pensarci non c’è e si
va avanti. Avremo pensato a tutto? Un
ultimo sguardo alle previsioni metereologiche e si và! Venerdì 11 mattinata
nebbiogena. Il Comune ha predisposto la segnaletica come promesso e
pulito le strade interessate.
C’è anche del personale volontario a
garantire la viabilità. Le bandiere alle
case qua e là occhieggiano; rinforziamo la cosa mettendo degli striscioni e
delle bandiere sulla strada della manifestazione.
Cominciano ad arrivare i primi Alpini, i primi Vessilli e le prime strette
di mano. Dopo poco tempo la strada
è invasa è ormai saluti solo chi ti sta
intorno e ti stupisci di come in così
poco tempo questa manifestazione
abbia richiamato così tanti Alpini in
una giornata lavorativa: 32 Sezioni e
70 gagliardetti sono presenti a Gravellona Lomellina.
Gli ultimi accordi con il trombettiere e
l’impianto audio e via si và. Arriva il
Gonfalone di Gravellona che preavvisa il Labaro Nazionale ed è sempre un
momento magico. Poi l’Alzabandiera
e l’emozione dell’Inno d’Italia si ripete sempre nuova e sempre unica … ma
stavolta di più, perché cantare l’inno
nazionale in quel contesto e insieme
Luca Barisonzi in visita al cantiere, tra i volontari alpini friulani
a tutti quegli Alpini … beh … è indimenticabile. I discorsi: il Sindaco è
sorprendente. Aperto, concreto, esplica con belle parole il punto saliente
della cerimonia: l’opera dimostra la
solidarietà e l’operosità degli Alpini.
Promette, non richiesto, di intitolare la
via al Corpo degli Alpini in quanto il
Paese è si in pianura ma è circondato
da una parte dagli Appennini, dall’altra parte dalle Alpi, dal Monviso, che
segna ben visibile il punto di tramonto
in inverno, al Rosa la cui falda freatica
garantisce l’acqua per la coltivazione
del riso in Lomellina, al Resegone
sino all’Adamello; i monti sono patrimonio dell’orizzonte di Gravellona.
E quindi Gravellona in mezzo alla
pianura si sente alpina.
Poi il Generale Primicerj, più sobrio
ma altrettanto incisivo parla di valori
e di come questi ragazzi portino avanti lo spirito del Corpo degli Alpini. Poi
il nostro Perona non può che non collegarsi al difficile momento attraversato dall’Italia (è il giorno in cui maturano le dimissioni del Presidente del
Consiglio) e di come gli Alpini possano e devono contribuire al miglioramento della nostra Patria. Le sue
parole sono decise, sono sicure, alla
fine si lascia andare, e anche questo è
indimenticabile. Viene letto un messaggio del Ministro della Difesa e il
testo della pergamena che verrà murata nelle fondamenta della casa che gli
Alpini stanno preparando per Luca.
Il Sacerdote benedice gli intenti. La
cerimonia finisce. Ci rechiamo tutti a
piedi, ordinati ma non formali, al Municipio dove un rinfresco”rinforzato”
garantisce a tutti i presenti, in quanto
“tutti siamo Autorità”, di scollinare il
mezzogiorno. Un bel Cappello Alpino
sulla Scuola prospiciente il cortile del
Municipio e un clima sereno e cameratesco hanno fatto anche di questo un
momento, appunto, indimenticabile.
Ma la presenza di tali e tanti ospiti
faceva nascere il dovere di ospitarli
nella Sede degli Alpini più vicina per
un informale “disnarello”(ci dicono
termine Milanese: sobria colazione
volta a far tacere i morsi della fame).
Visitiamo la Sede, pranziamo insieme,
facciamo delle foto ricordo e delle ben
meditate dediche sul “Libro d’Onore
della Casa per Luca” ….
Chi vi scrive naturalmente è di questa
sede ma vi possiamo assicurare solo
una cosa …indimenticabile!
Ma tutto questo non è frutto dell’operosità di pochi o dell’efficienza
dell’organizzazione.
Raffrontandoci con l’esterno abbiamo
percepito che quando la nostra Associazione si propone alti impegni tutti
danno una mano, perché all’Associazione “credono”.
Questo è frutto dell’enorme credibilità di cui gode la nostra Associazione,
continuamente alimentata dal nostro
operare. La scelta insita nei nostri valori di testimoniarli con la nostra opera, rifiutando qualsiasi compromesso
con il “potere” scegliendo il cammino
più difficile del rispetto delle regole e di un rapporto preferenziale con
la collettività, con la gente, in questa
e in mille altre circostanze “paga”.
Paga nella disponibilità che troviamo,
nell’aiuto che riceviamo e che diamo.
Paga nel sorriso che riceviamo e che
troviamo quasi involontariamente nel-
la nostra espressione. Paga anche vedere quei meravigliosi Alpini Friulani
lavorare come si lavorava una volta,
non per denaro, ma perché un lavoro
andava fatto bene. Generando meraviglia e apprezzamento di chi ha operato
e opera tutt’ora nel settore da una vita,
ricordandogli i tempi in cui il Lavoro era un piacere e una passione !!! ...
Una cosa da Alpini, insomma.
E non solo: quel giorno di loro c’era
solo una rappresentanza, perché, dopo
la cerimonia, c’era da fare la gettata.
Queste cose scaldano il cuore e ridanno speranza. Danno un senso alla nostra Associazione e al nostro “essere”
e a quello che facciamo, rubando il
tempo alle nostre famiglie e ai nostri
interessi, ma siamo fatti così: prima
l’interesse collettivo e poi quello personale … e se lo dice un Alpino non
sono chiacchiere.
Sì, aveva ragione Pertini: l’Italia sarebbe migliore se ci fossero più Alpini. Noi che lo siamo non possiamo
tirarci indietro, come non si tirano indietro i nostri ragazzi in Afghanistan o
i fradis furlans in cantiere e i volontari
in Liguria.
Luca Barisonzi con il suo sacrificio
ci ha portato a voler esternare tutto
questo, sentimenti, attitudini che noi
avevamo già, ma tenevamo rispettosamente nella nostra sfera personale.
Ma ora l’Italia ha bisogno dei suoi Alpini. Nuove sfide ci attendono, nuovi
mutamenti in cui noi vogliamo essere
attori e non comparse. Con la nostra
credibilità verremo seguiti e comunque daremo un riferimento alle nuove generazioni. Nulla di quello che
faremo andrà perso. Diamo il nostro
esempio ogni giorno, nel quotidiano,
nel sociale, impegnandoci in prima
persona. Come ieri i nostri padri nelle
steppe della Russia e nei Balcani, ora
noi, oggi, dobbiamo proseguire il loro
lavoro: dobbiamo portare avanti questa Società, questa millenaria Cultura
… non possiamo tirarci indietro, tocca
a noi!
Viva l’Italia, Viva gli Alpini
Marco Boccellini e Renzo De Candia
AUGURI DI
BUON NATALE
E FELICE
ANNO NUOVO
DALLA
REDAZIONE DI
“VECI E BOCIA”,
...con qui
a lato un
suggerimento
per i vostri
regali di
Natale
8 - Veci e Bocia
Novembre 2011
VITA SEZIONALE
ta nazionale, raduno di Ponte Selva, S.
Sintesi dei verbali del CDS
Messa in Duomo, raduno del 2° Rag3 ottobre 2011
Intervento del Presidente: Il presidente Boffi ringrazia chi si è adoperato per
la buona riuscita della Festa Sezionale
d’Autunno e sottolinea i buoni rapporti
col Consiglio di Zona che potranno essere utili. Informa che per l’assenza del
Consigliere Respighi i commenti sulla
festa sono rimandati al prossimo CDS.
Il Vicepresidente Donelli conferma il
miglioramento di visibilità e di ritorno
economico e il segretario Dellupi riassume i conti provvisori relativi alla festa.
Il presidente Boffi aggiorna sull’andamento dei lavori e della raccolta fondi
per il progetto: “Una casa per Luca”.
Legge poi il ringraziamento del direttore
dell’Istituto Palazzolo della “Fondazione don Gnocchi” per il contributo dato
alla riuscita della giornata “Il Palazzolo
incontra la città”.
Riporta una richiesta del colonnello
Maurizio Paissan, ex capo-ufficio stampa delle Truppe Alpine, che chiede a
quanti hanno svolto il servizio militare
in Alto Adige racconti di attività svolte a
favore delle popolazioni locali per pubblicare un libro in occasione dell’adunata di Bolzano.
Il presidente Boffi parla del raduno di
Ponte Selva confermando la partecipazione del Coro ANA Milano (ndr: la
data sarà il 10 giugno 2012) e informa
che presto verrà donato il gagliardetto
al nuovo Gruppo di Brugherio. L’Unità
Cinofila della Protezione Civile sezionale è stata sciolta e si stanno eseguendo le relative azioni verso il Comune
di Cinisello Balsamo. Ricorda infine i
prossimi appuntamenti sezionali.
“Futuro Associativo”, commenti
dopo l’incontro col Presidente Nazionale Corrado Perona: Il Vice presidente Donelli evidenzia il successo
della riunione e il presidente Boffi chiude dicendo che il presidente nazionale
Perona è rimasto soddisfatto e contento
della riunione giudicata molto positiva.
Candidature a consigliere per l’Assemblea Sezionale del 4 marzo 2012:
Il presidente Boffi elenca i nomi dei
candidati in scadenza, rieleggibili e non,
e invita a cercare nei Gruppi nuovi candidati.
Adeguamento quota sociale 2012:
Dopo diversi interventi e considerando
l’adeguamento di 3 Euro già applicato lo scorso anno, il CDS ha deciso di
mantenere invariata la quota sociale da
proporre per il 2012.
Adunata 2012 a Bolzano, spazi attendamento sezionale: Il vice presidente Donelli riporta che solo 15 Gruppi
hanno informato la Sezione su come si
muoveranno per l’Adunata.
Gara sezionale di bocce: Il consigliere
Bignami illustra la proposta e, dopo discussione, si decide ascoltare le opinioni dei capigruppo.
Calendario sezionale: Il presidente
Boffi invita i Consiglieri a indicare gli
aggiornamenti al calendario delle attività sezionali. Il segretario Dellupi
informa sugli incarichi per la S. Messa
di Natale dell’11 dicembre. Il presidente Boffi chiude la riunione parlando
dell’incontro dei presidenti di Sezione
che si terrà a Costalovara il 23/10.
7 novembre 2011
Il Presidente Boffi, reso omaggio alla
bandiera, chiede un minuto di silenzio
in memoria delle vittime delle recenti
alluvioni. Il vice Presidente Donelli fa
sapere che alcuni volontari della P.C. sezionale sono stati in Liguria per aiutare
le popolazioni colpite dalle alluvioni e
dalle frane, dando notizie su ciò che è
accaduto, cosa si è fatto e cosa ci sarà
da fare.
Intervento del Presidente: Il Presidente Boffi aggiorna sulla riunione dei Presidenti di Costalovara e parla del Soggiorno Alpino come di un gioiello da riscoprire, magari visitandolo col proprio
Gruppo o la propria famiglia.
Informa che la Sezione è diventata socia della Cooperativa che gestisce il
Soggiorno con una piccola donazione;
parla dei preparativi a Bolzano per l’adunata e comunica l’ordine di sfilamento. Informa poi che il prossimo anno la
manifestazione per il 140° delle Truppe
Alpine si dovrebbe tenere a Cassano
d’Adda, ma senza il Labaro Nazionale
che sarà a Bari alla celebrazione solenne
al Sacrario dei Caduti d’Oltremare.
Il Presidente aggiorna sulla situazione
di Luca Barisonzi e sull’andamento del
progetto: “Una Casa per Luca”.
Raduno del 2° Raggruppamento
(commenti): Il Presidente Boffi evidenzia il successo del Raduno e che si
è sentita la mancanza di una fanfara che
desse il passo in sfilata. Il CDS delibera
che i Gruppi contribuiscano al pari della
Sezione con 150 Euro annuali per assicurare almeno una fanfara per la nostra
Sezione negli eventi importanti (aduna-
gruppamento).
Santa Messa di Natale 11-12-2011: Il
segretario Dellupi aggiorna sui dettagli
organizzativi informando che avremo
tre fanfare: quella storica della Sezione
di Vicenza, quella di Ombriano e quella
di Abbiate Guazzone.
Assemblea sezionale del 4 marzo
2012 e candidature consiglieri: Tutti
i Consiglieri in scadenza di mandato e
rieleggibili si sono ricandidati e vi sono
due nuove candidature: Alessandro Orlandini, capogruppo di Arese, e Giuseppe Gianazza.
Adunata 2012 a Bolzano, spazi per
attendamento sezionale: Il vice Presidente Donelli comunica che si attende
di sapere dove saranno le aree sulle quali verranno dislocati i camper e le tende.
Bilancio al 30-9-2011: Il tesoriere se-
zionale Andrea Gorgoglione informa
che il bilancio della Sezione a fine settembre è a posto. È leggermente calato
il numero delle quote associative.
Assemblee di Gruppo: Viene stilato il
calendario con l’elenco dei consiglieri
sezionali che vi parteciperanno.
Seguono le comunicazioni dei Consiglieri addetti ai Gruppi.
Festa d’Autunno, commenti: Il consigliere Respighi riporta che la Festa
d’Autunno è andata bene; la zona è
popolosa e la gente del posto comincia a conoscerci.
Riconoscendo il principio cha la continuità nello stesso posto è un vantaggio per questo evento, il Presidente
Boffi informa che alla nuova amministrazione comunale è stata ripresentata la richiesta per avere uno dei due
luoghi centrali nei pressi del Castello
Sforzesco.
DAI NOSTRI CORI
Rassegna corale per “Una casa per Luca”
Sabato 15 ottobre, presso il salone polifunzionale dell’oratorio San Giorgio di
Via Mazzini, 2 in Limbiate, si è tenuta la
9a edizione della “Rassegna Corale Città di Limbiate”, avente per tema: “Una
casa per Luca”.
Tutto il “battage” pubblicitario è stato
infatti improntato a questa iniziativa al
fine di coinvolgere, ma soprattutto di
informare, la cittadinanza su quanto la
nostra Associazione a livello nazionale
in primis, e a livello cittadino da parte
del nostro Gruppo di conseguenza, sta
facendo per aiutare il nostro sfortunato
alpino Luca Barisonzi.
Oltre al nostro “Coro ANA Limbiate”,
hanno partecipato alla rassegna il “Coro
Alpino Sestese” di Sesto Calende (VA)
e il Gruppo “Corale dell’Aurora di Bollate”.
Un folto pubblico ha gremito in ogni ordine di posti il salone che avevamo preparato, ben addobbato e imbandierato.
Il nostro coro, quale padrone di casa, ha
aperto la serata proponendo cinque brani del proprio repertorio, comprendente
cante alpine e popolari, svariando dall’abruzzese “Vola Vola Vola” al mitico “Ta
Pum”, passando dalla Sardegna, in onore agli amici del Coro “Nugoro Amada”,
nostri ospiti lo scorso anno, con il brano
“Deus Ti Sarbet Maria”, concludendo
quindi la breve esibizione con “L’Ultima
Notte” e “La Montanara”.
Il “Coro Alpino Sestese”, formazione
mista maschile e femminile, si è presen-
tato con “l’Inno di Mameli”, seguito da
tutto il pubblico alzatosi di scatto in piedi alle prime note. Ci ha poi offerto, con
grande bravura, brani della tradizione
popolare italiana con puntate al folklore
russo e sudamericano. Ultimo, ma certamente non in ordine di merito, il gruppo
“Corale dell’Aurora” di Cascina Nuova di Bollate, formazione mista anche
questa, che ha cambiato completamente
l’atmosfera con un repertorio di spiritual
della tradizione afro-americana.
Tra le due esibizioni, un breve saluto
da parte del nuovo primo cittadino dott.
Raffaele De Luca, seguito dal rituale
scambio di doni e gagliardetti ricordo.
Al termine della serata due urne hanno
raccolto le offerte degli spettatori per la
casa di Luca, offerte che si sono sommate a quanto ricavato dalla vendita delle
gubane (60 pezzi) che in settimana avevamo portato da Abbiategrasso, procurateci da Giancarlo Piva. Quindi tutti nel
sottostante salone per il rinfresco.
È stata certamente un’altra buona rassegna, che ci ha degnamente ripagato degli
sforzi organizzativi dandoci lo stimolo,
qualora fosse necessario, per proseguire
su questi binari e organizzare per tempo
la decima edizione del 2012.
Nel frattempo proseguiremo con una
serata corale, il 19 novembre prossimo,
presso la chiesa dei Santi Pietro e Paolo
di Varedo, sempre dedicata alla raccolta
di fondi per “Una Casa per Luca”.
Sandro Bighellini
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Novembre 2011
Veci e Bocia - 9
VITA SEZIONALE
prudenza, la fattibilità di un progetto
Il nuovo Consigliere Nazionale
puoi vedere se esistono le risorse per
addetto alla nostra Sezione
poterlo sostenere”. Michele, che mi
Gianbattista Stoppani è il Tesoriere dell’Associazione Nazionale Alpini ed è il
Consigliere nazionale delegato a seguire la nostra Sezione. Lo ringraziamo per
quanto sta facendo e farà per la nostra Sezione e vogliamo farvelo conoscere meglio
con il Suo curriculum e con una intervista curata dal nostro Giuseppe Semprini.
È nato a Dizzasco (Como) nel 1945, è sposato con due figli. Laureato in
Economia e Commercio alla Bocconi, iscritto all’Albo Dottori Commercialisti
di Milano dal 1973, è stato presidente dell’Ordine Dottori Commercialisti di
Milano dal 1998 al 2004; è revisore contabile ed è iscritto all’Albo dei Periti
del Tribunale di Milano.
Il curriculum militare e associativo è descritto nell’intervista e lo completiamo
indicando che Gianbattsta è anche sindaco effettivo della “Fondazione ai
Caduti dell’Adamello” per incarico del Consiglio Direttivo Nazionale dal 2001.
La Fondazione ha ricostruito il Rifugio Ai Caduti dell’Adamello, sul monte
Lobbia Alta gruppo dell’Adamello, a quota 3040 metri.
meticolosità, tutto ciò che l’Esercito
gli aveva consegnato con il relativo
prezzo. Una mia zia mi raccontava
le fatiche immense che aveva dovuto
sopportare, poco più che adolescente.
portando sulle spalle da Argegno, sul
lago, fino alle cime delle montagne di
confine, gerle cariche di rotoli di filo
spinato per la costruzione della “linea
Cadorna”.
Quindi, rispondo alla tua domanda:
sono alpino sicuramente per tradizione, ma anche per vocazione.
D. Qual è stato il tuo curriculum di
alpino in armi e nella nostra associaGianbattista, grazie per la disponibi- zione?
lità a questa intervista che permetterà R. Ho frequentato il 56º Corso AUC
ai nostri lettori di conoscerti meglio.
ad Aosta nel 1969. Ho terminato il
D. Tu provieni dalla Val d’Intelvi, un corso come sergente AUC con speciaterritorio che ha originato schiere di lizzazione ACC (armi contro carro) e
montanari e generazioni di Alpini? sono stato destinato alla “Julia”, batSei diventato alpino per tradizione o taglion “Tolmezzo”, compagnia Coper vocazione?
mando presso la caserma di Venzone
R. Sì, è vero, i miei quattro nonni in provincia di Udine. Presso la stessa
sono nati tutti in paesi diversi della compagnia e lo stesso battaglione ho
Val d’Intelvi. Le mie radici affonda- svolto anche per il periodo da sottoteno, quindi, in questa strana valle che nente tenendo corsi sia per gli Alpini
sale stretta e ripida dal lago di Como, dell’8° che per quelli del 7° e facendo
si apre e poi scende, sempre stretta e per intero i durissimi, ma bellissimi,
ripida, verso il lago di Lugano. È una campi “invernale” ed “estivo” del batvalle che ha avuto una lunga e impor- taglione.
tante storia nei secoli passati soprat- Quand’ero ancora sotto le armi, gli
tutto per l’abilità dei suoi abitanti nel Alpini di Dizzasco Intelvi, mio paese
costruire e abbellire i palazzi reali e le natale, mi fecero promettere che appecattedrali di tutta Europa. Per capirne na mi fossi congedato mi sarei dato da
l’importanza basti ricordare che alla fare per costituire il Gruppo Alpini del
fine del ‘700 la Val d’Intelvi, pur es- paese. Così fu. Da allora sono ancosendo molto vicina a Como, era una ra capogruppo di questo piccolissimo
delle dieci province della Lombardia Gruppo di Alpini, anche se da anni mi
austriaca al pari di Como, Milano, Pa- presento in assemblea dimissionario e
via, Cremona quando, invece, Varese chiedo di essere sostituito.
e Lecco erano classificate solo come Sono stato eletto Consigliere nazionaappartenenti al “Territorio e Contado le all’assemblea dei delegati del magdi Como”.
gio 2011.
Per la verità, però, io sono sempre D. Sei subentrato da pochi mesi a Mistato residente in Milano e frequento chele Casini nella carica di Tesoriere
la valle solo d’estate e durante i fine Nazionale. Quali sono stati i principali
settimana.
consigli o avvertimenti ricevuti al moI miei nonni sono stati entrambi Al- mento del passaggio delle consegne?
pini della prim’ora. In particolare il R. Conosco Michele Casini da una
nonno paterno, dal quale ho eredita- vita e lo considero un vero amico. Mito sia il nome, che il cognome, clas- chele mi ha detto: “Stai attento Gianni
se 1860, è stato arruolato tra i primi perché riceverai mille richieste, tutte
Alpini del distretto di Como nel 1880. per cause nobili e degne, raramente
Nella casa di famiglia ho trovato un per progetti non meritevoli, ma devi
bussolotto di metallo contenente un essere capace di dire di no perché le
libretto con annotate, in un italiano nostre disponibilità sono quelle che
non certo perfetto ma con estrema sono. Solo dopo aver valutato, con
conosce bene, mi ha ribadito: “Non
devi essere troppo buono. Mi raccomando!”
Michele è un amico ma forse non ha
tenuto presente il fatto che io, essendo di origini montanare e comasche,
sono spontaneamente portato ad avere
sempre il braccino corto.
D. Qual è il tuo punto di vista sullo
stato delle nostre finanze?
R. Le finanze dell’ANA, per il momento, sono abbastanza solide, ma
non possiamo dimenticare che le entrate sono destinate necessariamente a
diminuire per la riduzione degli iscritti legata all’abolizione della leva obbligatoria, mentre le spese sono tutte
spontaneamente in crescita perché le
iniziative, le necessità, la generosità
degli Alpini e il loro desiderio di far
conoscere i valori e i principi cui s’ispirano, sono tutti incredibilmente in
effervescente crescita.
D. Nel corso di quest’anno quali sono
stati i nostri maggiori impegni finanziari?
R. Ricordiamoci che ogni alpino versa
alla sede nazionale 10,5 Euro all’anno. Il 40% di questa cifra è speso per
la stampa e la spedizione della rivista
“L’Alpino”. Con il restante 60% dobbiamo provvedere alle spese generali
relative al personale e alla sede, all’organizzazione dell’Adunata nazionale
e a tutte le altre manifestazioni. Inoltre finanziamo la Fondazione ANA
Onlus che provvede al sostenimento
delle spese riguardanti la Protezione
Civile e all’Ospedale da campo. A
parte queste voci, il maggior onere
che abbiamo sostenuto quest’anno è
quello relativo al completamento del
complesso di Costalovara che oggi è
una grande realtà che ci appartiene ed
è aperta a tutti i nostri iscritti sia per
le nostre riunioni associative, sia per
gradevolissimi soggiorni con la famiglia.
D. L’11 novembre è stata posta la
prima pietra a Gravellona Lomellina (PV) per la costruzione della casa
tecnologica destinata ad accogliere
l’alpino Luca Barisonzi gravemente
ferito in Afghanistan. A che punto è
arrivata la raccolta fondi?
R. Abbiamo ricevuto moltissimi contributi dalle nostre Sezioni, dai nostri
Gruppi e da numerosissimi privati che
hanno risposto agli spot che una rete
televisiva ci ha offerto. A oggi abbiamo raccolto circa € 470.000. Siamo
quindi a buon punto e possiamo tranquillamente procedere alla costruzione e all’arredo della casa destinata a
Luca con tutti i supporti tecnologici
che gli potranno consentire di vivere
una vita il più possibile normale.
In particolare, nella casa costruiremo
una palestra indispensabile perché
Luca possa quotidianamente eseguire
gli esercizi fisici che gli impediscano
di regredire rispetto a progressi faticosamente ottenuti nel controllo della
mano destra e di altre funzioni.
D. Hai calcolato quante ore della tua
giornata sottrai alla tua famiglia e alla
tua professione per svolgere adeguatamente la tua attività di Tesoriere?
R. No, non l’ho calcolato e non lo voglio calcolare. L’impegno, comunque,
non è sempre uguale: certe settimane sono molto occupate altre molto
meno. Oltre all’impegno per il lavoro
ordinario di tesoreria vi è l’impegno
durante i fine settimana per le manifestazioni associative nazionali, sezionali e di gruppo.
Io però ho sempre sostenuto, con tutti,
che il lavoro, in ogni sua forma, è gioia e non fatica, per cui ora non posso
smentirmi lamentandomi per l’impegno assunto.
D. Che cosa ti ha indotto ad accettare
questa onerosa carica e quali motivazioni ti inducono ad affrontare le difficoltà di ogni giorno?
R. Hai mai sentito dire: “Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi
guardo io”? Sono stati gli amici a
convincermi, vincendo le mie iniziali resistenze però, non esageriamo, è
sempre bello lavorare per gli altri soprattutto se questi altri sono Alpini.
Grazie ancora per la tua disponibilità
e per il tuo intenso impegno ad alto
livello nell’Associazione. Noi della
Sezione di Milano siamo lieti di poter
avere a disposizione la tua esperienza
come Consigliere nazionale delegato
alla nostra Sezione.
(intervista a cura di Giuseppe Semprini)
Premio sezionale al
Notiziario di Gruppo 2011
La premiazione del notiziario dell’anno proseguirà
nei prossimi anni, ma la sede della premiazione
sarà Ponte Selva, in occasione dell’annuale raduno
sezionale.
Invitiamo tutti i Gruppi a far pervenire la propria
richiesta di candidatura al premio, consegnandola
alla Segreteria con allegata una copia dei notiziari
pubblicati nel corso dell’anno
10 - Veci e Bocia
Novembre 2011
VITA SEZIONALE
Alle ore 11,30, ahimé, scoppiò il finiMilano ha commemorato la strage
mondo, successe ciò che in seguito è
stata definita ‘la strage degli innocendei ‘Piccoli Martiri di Gorla’
La S.Messa in suffragio dei “Piccoli Martiri di Gorla” (foto di Franco Torti)
Giovedì 20 ottobre, alle ore 10,30,
parecchi Alpini della Sezione col presidente Luigi Boffi hanno partecipato
all’annuale cerimonia commemorativa dei ‘Piccoli Martiri di Gorla’,
vittime dell’indiscriminato bombardamento aereo anglo-americano perpetrato sessantasette anni fa, in quel
popolare quartiere milanese. Per colpire gli opifici milanesi in attività, il
comando della 15a Air Force, il primo
mattino di venerdì 20 ottobre 1944,
fece decollare dalle basi pugliesi n° 38
quadrimotori del 461° bomb group, 29
del 484° e 36 del 451° - divenuti poi
35 perché un velivolo dovette rientrare alla base per avarie ad un motore
- indirizzandoli, rispettivamente, sugli
stabilimenti industriali dell’Isotta Fraschini, dell’Alfa Romeo e della Breda
di Sesto San Giovanni: in totale 102
bombardieri B 24 ‘Liberator’, dotati,
ognuno, di 10 bombe del peso di 500
libbre [225 kg] l’una. Mentre gli aerei
dei primi due gruppi centravano, con
approssimativa precisione, gli obiettivi prefissati, causando morti, feriti e
distruzioni, l’azione di dodici dei diciotto aeroplani della prima ondata del
451° bomb group non ebbe successo
perché il capo pattuglia del group leader (per un corto circuito alla strumentazione), attivò prematuramente
il congegno di lancio, subito imitato
da altri undici aviatori, facendo cadere
gli ordigni sulle campagne disabitate
dell’hinterland milanese. Sei bombardieri della stessa ondata, al contrario,
raggiunsero le vicinanze del bersaglio
loro assegnato [Breda] ma, nonostante
la limpida mattinata, colpirono il contiguo stabilimento Pirelli, provocando
comunque danni ingenti e decine di
morti. La seconda ondata del medesimo bomb group, che seguiva di alcuni
minuti la prima formazione, composta
da 17 bombardieri, sbagliò addirittura
la rotta d’attacco e si trovò fuori obiettivo. Quando il comandante della formazione si accorse dell’errore, con la
corsa d’attacco già avanzata, non gli
fu possibile porvi rimedio effettuan-
do un secondo volo d’allineamento.
Anziché liberarsi del carico di morte
sulla via di ritorno in aperta campagna o sul mare Adriatico - considerato
che le bombe già innescate, per ragioni di sicurezza, impediva ai piloti
di rientrare nell’aeroporto - decise di
disfarsene immediatamente facendolo
cadere, a partire dalle ore 11,27, sui
sottostanti rioni di Precotto e Gorla,
privi di obiettivi strategici. Colpirono
la ferrovia dello scalo merci di Greco,
taluni caseggiati e la scuola elementare di Precotto; una bomba, infatti,
centrò l’immobile praticando un ampio squarcio sul tetto, abbatté i tavolati interni ma la struttura portante, pur
danneggiata, rimase in piedi e la soletta in muratura fungente da tetto del
rifugio, coperta di detriti e calcinacci,
resistette alla furia distruttiva e tutti
gli individui, quivi ricoveratisi prima
della deflagrazione, rimasero shoccati
ma incolumi: persero la vita solo tre
ritardatari (due bidelli e un papà), travolti dall’abbattimento delle scale che
portavano al rifugio. Ben più tragica
sorte subì la scuola elementare [a tre
piani] di Gorla - che funzionava a
doppio turno giornaliero - in quello
sventurato mattino, ove trovavansi
poco più di 200 persone. Dato che ore
11,14 era suonato il ‘piccolo allarme’
e dieci minuti dopo anche il ‘grande
allarme’, alcuni scolari, più scaltri e
fortunati di altri nonché quelli della
V classe del maestro Modena (aventi
l’aula ubicata al pianterreno), riuscirono a guadagnare frettolosamente
l’uscita, per rincasare alla spicciolata.
Nel contempo le altre scolaresche, accompagnate dai maestri, raggiungevano le affollate scale, scendendole con
difficoltà data la ressa, con l’intento di
guadagnare il sottostante rifugio antiaereo. Altre mamme, invece, subito
dopo il suono delle sirene annuncianti
il ‘piccolo allarme’, si erano incamminate per raggiungere il plesso scolastico portando in braccio i pargoletti
in età prescolare e si accingevano ad
entrarvi per porsi in salvo nel rifugio.
ti’: una bomba s’infilò nella tromba
delle scale e scoppiò, provocando il
crollo di parte dell’edificio, di pareti
divisorie, delle scale e della soletta
in muratura fungente da tetto al rifugio, seppellendo tutti gli astanti sotto
il consistente cumulo di macerie prodottesi. Morirono 184 alunni, 19 insegnanti, mamme e bidelli, 18 infanti e
bimbi in età prescolare e la direttrice
didattica maestra Isabella Tagliabue.
La civica amministrazione del dopoguerra, presieduta dal sindaco Antonio Greppi, accogliendo la pressante
volontà del comitato dei genitori delle
vittime di Gorla, per non dimenticare,
accettò la richiesta di erigere sul sedime dell’ex scuola, un ‘monumentoossario’, simbolo di pace e di speranza. Fu scelto il bozzetto dello scultore
meneghino Remo Brioschi, raffigurante una madre in posizione eretta,
col capo chino perché affranta dal dolore, che sostiene, con le mani protese
in avanti, il corpo esanime del figliolo.
Mons. Angelo Bazzari, presidente
della Fondazione Don Carlo Gnocchi
ed altri sei sacerdoti (di cui uno salesiano) del Decanato di Precotto, hanno concelebrato la santa Messa servendosi dell’altare installato in luogo
per la circostanza. A lato di esso ha
preso posto pure l’arzillo nonagenario
mons. Giorgio Colombo, il quale, il
giorno successivo all’eccidio, sacerdote novello, volle recarsi sul posto
per partecipare alle meste operazioni
del ricupero delle salme e per confortare i costernati parenti.
Al termine della celebrazione eucaristica, venivano deposte tre corone
d’alloro.
Il sindaco di Milano avv. Giuliano
Pisapia, nella succinta ricostruzione
storica, ha tra l’altro dichiarato: “Sono
trascorsi sessantasette anni ma la città
non dimentica una delle stragi più atroci che abbia colpito il nostro Paese, du-
rante la Seconda guerra mondiale; una
profonda ferita che non si rimargina e
rimane un monito per il futuro. Seicentoquattordici cittadini, in quel nefasto
20 ottobre 1944, persero la vita in seguito alle incursioni aeree su Milano.
Essere qui, in questa piazza, davanti
ad un monumento che ricorda la morte
di 184 alunni della scuola elementare
‘Francesco Crispi’, dei loro insegnanti
e delle loro mamme, riempie il cuore
di angoscia; davanti a una tragedia così
grande si prova sgomento e orrore, perché essa era evitabile. Senza pace non
c’è giustizia e senza giustizia non c’è
pace ...”.
Alla cerimonia hanno presenziato amministratori del Comune di Milano,
della Provincia e della Regione, autorità militari e religiose, un folto pubblico
e una maestra della scuola elementare
di via Cesalpino (intitolata ai Piccoli
Martiri), con i propri multietnici alunni, i quali hanno recitato una poesia e
cantato una canzoncina inneggianti
alla pace, alla concordia e alla fratellanza tra i popoli.
Ai margini dell’imponente monumento-ossario, su cui emerge a caratteri
cubitali la scritta ammonitrice ‘ecco
la guerra’ e la data del micidiale raid
aereo, spiccavano: il Tricolore, i labari della Città di Milano (decorato di
medaglia d’oro al V. M.), della Provincia di Milano, della Regione Lombardia e le bandiere delle Associazioni
d’Arma, dei Combattenti e Reduci,
dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’A.N.P.I., dell’Associazione
Nazionale Vittime Civili di Guerra,
dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro, il vessillo
dell’ANA di Milano e i gagliardetti dei
gruppi di Bollate, Bresso, Brugherio,
Cesano Maderno, Cinisello Balsamo,
Crescenzago, Lorenteggio, MilanoCentro e Missaglia, nonché i vessilli
dell’Istituto del Nastro Azzurro, dei
Bersaglieri, dei Carristi, degli Artiglieri, dei Marinai d’Italia e dell’AIDO.
Roberto Scloza
Programma S. Messa in Duomo 2011
...per non dimenticare
La tradizionale S. Messa in Duomo a ricordo degli Alpini e di tutti
i Caduti in guerra e in pace, si terrà domenica 11 dicembre con il
seguente programma:
ore 8,30 Ammassamento in Piazza Fontana/Duomo
ore 8,55 Arrivo del Vessillo della Sezione e della Corona
ore 9,05 Arrivo del Labaro nazionale
ore 9,15 Arrivo delle Autorità Civili e Militari
ore 9,20 Alzabandiera in Piazza Duomo
ore 9,30 S.Messa celebrata da S.E. il Cardinale Angelo Scola;
partecipa il Coro ANA Sezione di Milano
ore 10,30 Allocuzione ufficiale in Piazza Duomo, oratore ufficiale il
presidente emerito Beppe Parazzini - Ammaina Bandiera
ore 11,00 Sfilata lungo il percorso: Piazza Duomo, Via Orefici,
Piazza Cordusio, Via Meravigli, Corso Magenta,Via
Carducci, Piazza S. Ambrogio.
ore 11,50 Onore ai Caduti e deposizione Corona al Sacrario
ore 12,00 Scioglimento del corteo
Novembre 2011
Veci e Bocia - 11
PROTEZIONE CIVILE
L’emergenza in Liguria
A testimonianza dell’impegno della nostra Unità di Protezione Civile nel soccorso per la recente alluvione in Liguria, riportiamo il diario della nostra Squadra
composta da Giuseppe Donelli, Carlo Franchi, Vasco Guidi, Ambrogio Paleari,
Stefano Tremolada, AlbertoValsecchi e Paolo Vivace. Come sempre i compiti
assegnati sono stati raggiunti e, grazie all’esperienza e alla volontà dei nostri
Volontari, ampliamente superati. Da questo impegno la nostra Unità di Protezione Civile ha tratto ulteriore esperienza, confermando l’utilità di fare una prima
ricognizione per quantificare le necessità di volontari e di materiali in modo da
dare una risposta più efficace alle richieste.
Sperando che il nostro prossimo intervento sia il più lontano possibile nel tempo,
colgo l’occasione per ringraziare per il lavoro svolto i Volontari che hanno fatto
parte della nostra squadra e quelli delle Sezioni di Bergamo, Como e Varese.
Giovedì 27 ottobre. La partenza dal Rocchetta alle 16,30 e si sono presenta3P di Cesano Maderno è fissata per ti al Sindaco che confermava che erano
le 3,30. a Lodi abbiamo incontrato i primi a raggiungerli attraverso le strala squadra della Sezione di Bergamo de. I nostri primi mezzi sono arrivati a
mentre quella della Sezione di Como Rocchetta verso le 18,30. Il Sindaco ci
raggiungeva a Brugnato. Siamo ar- ha portato a fare un giro di ricogniziorivati a Brugnato alle ore 8,30 dopo ne attraverso le varie frazioni, in tutto
avere atteso la scorta delle pattuglie circa due ore, tutte raggiungibili con
della Polizia stradale. Siamo in tutto mezzi leggeri ma attraversando innu30 volontari e ci siamo presentati al merevoli frane tagliate per il solo pasCentro Operativo Misto (COM) per la saggio di automezzi. Le frane devono
registrazione e quindi destinati a Cava- essere smaltite attraverso il carico del
nella, ove arriviamo e subito iniziamo i materiale e il trasporto in apposite aree
lavori consistenti nella pulizia di strade di scarico perché è impossibile smaltirle sul posto in quanto sovrasta abitazioe abitazioni.
Alla ripresa dei lavori arriva l’ordine ni e strade. Il Sindaco ha poi proposto
di entrare in Rocchetta di Vara, paese di spostare tutta la squadra a Rocchetta
ancora isolato, aprendo una strada se- per provvedere alla pulizia di strade e
condaria. Componiamo una squadra di di alcune abitazioni. Abbiamo concorsopralluogo per verificare le condizioni dato un incontro al COM per la giornadi quella strada con Moretti, Fiscato e ta successiva e abbiamo fatto rientro a
Donelli. Abbiamo incontrato dei priva- Beverino.
ti che con mezzi propri stavano già pu- Sabato 29 ottobre. La Squadra dellendo le frane (circa 60 di cui almeno 8 la Sezione di Bergamo si è spostata a
di notevoli dimensioni). Il termine dei Rocchetta mentre il reso proseguiva i
lavori è fissato per le 19,30 e il nostro lavori a Cavanella. Incontro al COM
ricovero è presso il centro polisportivo che confermava il trasferimento comdi Beverino. Siamo rientrati a Cavanel- pleto a Rocchetta e ci dava il mandato
la e abbiamo terminato i lavori di que- di creare e gestire il Centro Operativo
Comunale (COC) dalla richiesta sollesta giornata.
Venerdì 28 ottobre. Rapporto al COM cita dal Sindaco stesso.
che ci indicava come priorità l’aper- Nel pomeriggio c’è stato il trasferimentura della strada per Rocchetta. Una to del resto della squadra con arrivo a
squadra provvedeva alla pulizia della Rocchetta alle 15. Ci siamo sistemati
strada al seguito di una ruspa di priva- nella scuola e abbiamo iniziato i lavori
ti, mentre noi si faceva la pulizia del di pulizia della strada principale, dei
manto stradale e la copertura delle bu- parcheggi e di un ponte. I lavori sono
che. Scavalcando a piedi l’ultima fra- terminati alle 17, ma abbiamo prosena, Moretti e Donelli hanno raggiunto guito con la pulizia di strade e di locali
Troppo grossa la ruspa per entrare tutta nella foto!
Un cortile invaso da una delle tante frane
vari. Nel frattempo si è provveduto a
sistemare un locale del Comune come
COC per gestire tutte le richieste sia
per la popolazione, sia per i Volontari.
Alle ore 18,50 i lavori ancora proseguono...
Domenica 30. Proseguono i lavori di
sgombero di strade, parcheggi e delle
arcate del ponte vecchio. Tutti i mezzi sono impegnati, più alcune ruspe di
privati vista la disponibilità di nostri
volontari ruspisti. Unico neo è la mancanza di acqua che ci permetta un’adeguata pulizia personale. La sistemazione logistica non permette però di
ospitate più 25 Volontari ed è appunto
priva di acqua.
Lunedì 31. Proseguimento dei lavori
di sgombero del fango dalle strade e
dalle abitazioni. Alle 10 sono arrivate
le squadre per il cambio che sono operative già dalle 10,30, rendendo così
possibile aumentare il numero degli
interventi.
A seguito di una richiesta, Paolo Vivace, un nostro volontario del Gruppo di Bollate, è da ieri impegnato alla
guida di una pala gommata da 330 q.li
nell’alveo del fiume per un intervento
tendente alla pulizia dai tronchi e macerie e alla sistemazione provvisoria
degli argini di contenimento.
Terminiamo i lavori alle 13 per il pranzo e per il rientro alle nostre sedi attraverso la strada da noi aperta.
Arriviamo a Cesano Maderno verso le
20; scarichiamo e sistemiamo i materiali e facciamo rientro alle nostre abitazioni.
Giuseppe Donelli
Esercitazione della Protezione Civile
nella zona dei Laghi Bergamaschi
Dal 16 al 18 18 settembre si è svolta
un’esercitazione di protezione civile
ad Endine Gaiano nella bergamasca.
Hanno partecipato gli Alpini di Rho
(Francesco Mariani, Stefano Tremolada e Luigi Azzerboni) iscritti nella
Protezione Civile Alpini comandati
dal nostro Giuseppe Donelli con i volontari della PC della Regione Lombardia ed Emilia Romagna.
Il compito assegnato era quello di ripulire e rendere agibili le zone intorno
ai piccoli laghi che si sviluppano in
quella vallata bergamasca. Sono stati
istituiti 22 cantieri di lavoro e ogni
squadra, dotata dei propri mezzi e con
l’avallo della protezione civile locale,
ha proceduto per tutta la giornata di
sabato nell’opera assegnata.
Noi di Rho avevamo una zona tra la
sponda di un lago e la strada provinciale: abbiamo provveduto alla estirpazione di erbacce, al taglio di piante ormai pericolanti, alla pulizia del
sottobosco in modo da rendere nuovamente accessibile a tutti quell’area
da anni lasciata senza alcuna guida.
E poi, come in tutti i ritrovi dove ci
sono Alpini, alla sera al termine delle
fatiche ci siamo ritrovati a ricordare
le esperienze vissute, ritrovare vecchi
amici che non vedevamo da qualche
anno. Tutto allietato dai cori alpini e
da un’aria che solo nelle zone di montagna si può apprezzare.
Tralascio il fatto che da sabato sera
sono iniziati dei temporali, che le nostre tende hanno retto l’acqua finché
hanno potuto, che qualcuno si è trovato in ammollo per tutta la notte ed
altro ancora, ma sono cose che a volte
fa piacere vivere soprattutto quando si
è abituati a vivere nell’agio, al caldo
e senza grandi problemi. Trovarsi immersi nella natura (con i pro ed i contro) è sempre una bella cosa.
Dimenticavo: nel campo base c’erano
degli spazi aperti a tutta la cittadinanza nei quali venivano esposte le varie
specializzazioni della PC con stand o
applicazioni pratiche. Le nostre unità
di Sommozzatori, Unità cinofile, Nuclei antincendio boschivo, Ospedale
da campo, Rocciatori e Telecomunicazioni hanno fatto la loro bella figura. Domenica siamo tornati alla base
contenti dell’opera svolta e contenti
dell’aver passato dei giorni assieme a
tanti altri che hanno e vivono le nostre
stesse passioni e che credono nei medesimi principi ed ideali.
Luigi Azzerboni
12 - Veci e Bocia
Novembre 2011
VITA SEZIONALE
A Bergamo, al 90° della Sezione
Il concerto della Fanfara
orobica e al suo 28° raduno sezionale
della Taurinense a Milano
Sedici mesi dopo, il 10-11 settembre a
Bergamo è stata ancora adunata. Tanti
(o pochi, a seconda dei punti di vista)
sono stati i mesi che sono passati dalla
spettacolare 83ª adunata nazionale del
maggio dello scorso anno (l’adunata
dei record qualcuno l’ha definita) a
questo 28° raduno sezionale, volutamente fatto in città per festeggiare nel
migliore dei modi i primi 90 anni della Sezione orobica.
Ancora una volta la città di Sant’Alessandro non ha tradito le attese richiamando a sé migliaia di penne nere
giunte da buona parte del nord Italia
(ben 20 i vessilli sezionali presenti,
compreso quello della Sezione del
Sud Africa) e tanti cittadini dei paesi
della bergamasca, basti pensare che la
sera del sabato le vie del centro erano
affollate da più di centomila persone
per assistere allo spettacolo pirotecnico.
Per me si è trattata della terza partecipazione a una manifestazione svolta
a Bergamo nell’arco di cinque anni,
visto che già avevo partecipato anche al raduno sezionale in occasione
dell’85°. Quest’anno ero a Bergamo
come rappresentante della Sezione
di Milano in compagnia degli altri
Consiglieri sezionali Paolo Crepaldi
e Alessandro Pisoni ed erano presenti
anche alcuni soci della nostra Sezione
giunti dai Gruppi di Cassano d’Adda,
Vaprio d’Adda, Melzo e Lodi.
Grande è stata l’affluenza di gente ai
bordi delle strade che al grido di “Berghem, Berghem” ha applaudito a più
non posso il presidente Antonio Sarti e tutto il suo Consiglio sezionale, i
270 e più Gruppi ANA della Sezione
di Bergamo, i reduci di Russia come
il grande past-president sia di Sezione che nazionale Leonardo Caprioli trasportati sulle campagnole; e se
quest’anno non si è sfilato fino a notte
(e neanche sotto la pioggia, per nostra
fortuna), il lungo serpentone di penne nere ha terminato la sua sfilata a
mezzogiorno preciso, giusto in tempo
per gustarsi il delizioso rancio alpino
appositamente preparato per tutti gli
alpini e i loro familiari intervenuti a
festeggiare questo importante 90° anniversario di fondazione della Sezione
di Bergamo.
Dario Bignami
INCONTRI DI COMMILITONI
Artiglieri del Gruppo “Sondrio”
Domenica 4 settembre 2011, nella
splendida cittadina di Gromo in alta
val Seriana, c’è stato il 2° incontro coi
miei commilitoni del “Gruppo Sondrio”, 3/72 CAR a Vipiteno, caserma
“De Caroli”, Brigata “Orobica”.
Il ritrovo è stato in tarda mattinata
nella piazza del municipio e, come
consuetudine, eravamo accompagnati dalle nostre consorti; dopo baci e
abbracci abbiamo fatto tappa al bar
centrale per un aperitivo e scambiarci
alcuni ricordi continuati poi durante
il pranzo. Abbiamo rievocato i tempi
della naja, dal giorno del nostro arrivo
alla 53a batteria comandata dal capitano Novelli, al Gruppo comandato
dal tenente colonnello Inneco, l’addestramento, il giuramento a Merano,
l’aggregamento al Gruppo “Bergamo” a Silandro per il corso radiofonisti e il ritorno a Vipiteno verso la fine
del 1972, dove, a causa delle festività
e l’assenza dei “nonni” in licenza, ci
siamo dovuti sobbarcare, noi reclute,
un’infinità di servizi. Avevamo preparato la nostra branda e su 8 notti, ci
abbiamo dormito una sola volta!
Ho in seguito esposto altri ricordi dettagliati, tant’è che Carminati mi ha
detto se nella mia testa avevo per caso
una RAM di memoria con diversi Mb,
rimanendo lui stupefatto in quanto
non ricordava quasi nulla.
Durante tutti questi discorsi, non si
poteva tralasciare di parlare delle
buone portate gastronomiche bergamasche: salumi e formaggi nostrani,
funghi porcini e casonsei ecc. che ci
allietavano il palato, il tutto accompagnato da un buon vino della val Calepio.
La giornata è poi proseguita con una
visita al paese - eravamo nel centro
storico - nonostante l’acqua a catinelle
che scendeva da alcune ore e che non
ci ha impedito di arrivare al castello
e ai palazzi signorili. Belle e caratteristiche le vie cittadine, curate molto
bene come pure i palazzi e le case, un
posto di tranquillità e pace, che mi è
piaciuto molto.
L’ultima tappa verso le 17, è stata
ancora il bar centrale per un the caldo e la cioccolata - dato il tempo e
la temperatura sui 16 gradi - per poi
congedarci sotto un diluvio e fare rientro a casa con l’impegno di ritrovarci il prossimo anno a Brembilla in
val Brembana - dove Carminati penserà ai preparativi per il 3° incontro,
indicativamente a fine giugno 2012.
Ovviamente l’invito è esteso ad altri
commilitoni che erano con noi in quel
periodo a Vipiteno; per questo potete
contattarmi al n. cell. 348-6539234 o
mandare una e-mail a [email protected]
Nella foto davanti al municipio da sinistra Giovanni Carminati di Brembilla (BG), Osvaldo Carrara del Gruppo
di Limbiate e maestro del coro ANA,
Guido Bonetti del Gruppo di Gandellino, Sezione di Bergamo e Serafino
Bigoni di Ardesio (BG).
Osvaldo Carrara
La soprano Larissa Yudina canta l’Inno nazionale
L’Unità d’Italia, il Risorgimento, gli
Alpini, la musica. Sono questi i quattro “ingredienti” (di cui i primi tre
tutti convogliati nel quarto) che hanno
riempito il cortile di Palazzo Reale a
Milano nel tardo (e caldo…) pomeriggio di sabato 10 settembre grazie
al concerto gratuito tenuto dalla Fanfara della Brigata Alpina “Taurinense” nell’ambito della manifestazione
“MiTo” che ogni anno vede coinvolti
i capoluoghi di Piemonte e Lombardia
in una serie di eventi culturali.
Sono state due ore di note sopraffine,
con i musicanti della Fanfara della
“Taurinense” che hanno ripercorso gli
eventi che portarono all’unità nazionale e quello che successe dopo, mettendoli in musica.
Magnificamente presentate le cante
dall’inossidabile Lucetta, madrina
della Fanfara da diversi anni, e diretti in maniera impeccabile dal Maresciallo Capo Marco Calandri, gli
alpini della Fanfara della “Taurinense” (accompagnati in questa trasferta
meneghina dal Maggiore Mario Renna) hanno piacevolmente intrattenuto
i milanesi che hanno voluto seguire
questo concerto “alternativo”.
I milanesi hanno ricambiato con grandi applausi e ovazioni al termine di
ogni canta. La scaletta era così composta: “Bonsoir mes Amis”, “4 maggio”, “La bella Gigogin”, “Preghiera
di una madre lombarda”, “Gibilrossa”, “1861. I figli della libertà”, “Irish
tune from Country Derry”, “First Suite for military band in E Flat”, “Servan”, “Piume d’aquila”, “Inno degli
Alpini” e “Il canto degli italiani”,
quest’ultimo (così come “Piume d’aquila”) cantato magnificamente dalla
soprano russa Larissa Yudina e da tutto il pubblico a gran voce e con grande
emozione.
Ovviamente a questo appuntamento
non potevano di certo mancare gli Alpini della nostra Sezione; erano presenti sia il Vessillo sezionale che il gagliardetto del Gruppo di Arese portato
dal suo capogruppo Orlandini con una
trentina di soci guidati dal presidente
Boffi e dal vice Donelli.
Al termine del concerto ci sono stati i
doverosi ringraziamenti per tutti i musicanti della Fanfara della Brigata Alpina “Taurinense”, per il Maresciallo
Capo Marco Calandri e per il Maggiore Mario Renna per il piacevole pomeriggio in musica fatto trascorrere, il
tutto concluso con una doverosa foto
ricordo.
Dario Bignami
Gli Artiglieri del “Sondrio”davanti al Municipio di Gromo
Novembre 2011
Veci e Bocia - 13
VITA NEI GRUPPI
LIMITO-PIOLTELLO-SEGRATE
MILANO-CRESCENZAGO
Inaugurata la nuova sede
Gita-pellegrinaggio al Monte Grappa
Sul muro della sede, coperta dal drappo rosso, spicca la targa con la dedica al ten. Tonini
15 ottobre è sabato ma, diversamente dal solito, la sveglia suona presto;,
l’appuntamento e in sede per le 6.
Oggi per il nostro Gruppo di Limito
Pioltello Segrate è una giornata particolare: finalmente la nostra baita verrà
inaugurata e intitolata al tenente Leonardo Tonini.
Gli Alpini del Gruppo già da alcuni
giorni erano indaffarati nei compiti loro assegnati: dall’immancabile
Maurizio nel ruolo di organizzatore,
Enrico in cucina a preparare arrosti e
brasati (facendomi piangere per pelare chili di cipolle utilizzate per la
preparazione), altri Alpini a tappezzare di bandiere il percorso del corteo
e la piazza del monumento ai Caduti.
Anche il Capo gruppo è momentaneamente sparito: probabilmente sta
preparando il discorso e, conoscendolo e sapendo quanto ci tiene, ci si
può aspettare solo un ottimo intervento. Finalmente si parte; all’ammassamento presso la piscina comunale
sono tanti i Gagliardetti dei Gruppi e
il Vessillo della Sezione di Milano insieme ad alcuni membri del suo Consiglio capitanati dal Vicepresidente e
mio coordinatore nella P.C. Giuseppe
Donelli.
Arrivati al monumento e fatto l’alzabandiera, ci si avvia alla baita per la
S. Messa al campo e il conseguente
rancio offerto dalla ditta Sice Previt di
cui l’Ingegner Tonini era il titolare e
che oggi festeggerà con noi i 50 anni
della sua storia. Siamo nel piazzale
davanti alla baita gremita di persone:
sono più di 600, infatti, gli invitati a
questo doppio evento, la S. Messa al
campo viene officiata da Don Severino Cappellano militare e da Padre Roberto della parrocchia del villaggio,
mentre le note delle nostre cante magistralmente cantate dal coro di Melzo
ci ricordavano gli Amici Alpini andati
avanti.
Nuovo alzabandiera seguito dai discorsi di rito delle autorità presenti e
terminati con il commovente ricordo
scritto della dott. Monica Tonini figlia
del fondatore e quindi l’inaugurazione
della baita stessa.
Poi tutti ai propri posti chi in aiuto in
cucina o sulle polentiere, mentre le
nostre meravigliose donne, sempre
presenti e importanti nelle attività del
Gruppo, si improvvisavano dispensiere e cuoche. Al pomeriggio il rancio si
è chiuso con castagne, frutta e dolce.
La festa era al termine e mentre calava la sera si iniziava a tirare le somme
della giornata trascorsa.
Tutte le cibarie avanzate riusciranno
a portare il sorriso anche ai disagiati
dell’opera “San Francesco”, mentre
a tutti vengono ridistribuiti i compiti di chiusura della festa:, chi al lavaggio delle pentole, chi alla pulizia
dei macchinari ma tutti, malgrado la
stanchezza, eravamo felici perché la
cerimonia aveva mantenuto la sua importanza e avuto il giusto epilogo. La
nostra alpinità ancora una volta aveva
avuto il suo giusto riconoscimento e
noi si rientrava nelle nostre famiglie
con nel cuore la contentezza di aver
contribuito ad aggiungere una pietra
miliare per il Gruppo di Pioltello Limito Segrate.
Mario Sormani
Il Consiglio direttivo del Gruppo
Alpini di Milano-Crescenzago, in
occasione del 40° anniversario della costituzione e del 150° dell’Unità
d’Italia, a ricordo dei Caduti della
Prima guerra mondiale, ha programmato per domenica 2 ottobre una gita-pellegrinaggio al sacrario-ossario
di Cima Grappa.
Partiti di buon mattino con un pullman dalla sede di via Padova, una
ventina di alpini, taluni accompagnati dalla rispettiva consorte, raggiungevano, dopo quasi quattro ore,
la sommità del massiccio del Grappa
[quota 1776] ove, nella prima metà
degli anni ’30, venne realizzato ad
imperitura memoria il monumentale
sacrario-ossario, per dar degna sepoltura ai resti mortali di 12.617 caduti italiani (di cui 10.332 ignoti) e di
10.295 caduti austro-ungarici (di cui
10.000 ignoti).
Poiché nel 1935, prima di morire, il
generale Gaetano Giardino - che nel
1918, quale comandante, portò la IV
armata alla vittoria finale - aveva manifestato il desiderio di voler essere
sepolto tra i ‘suoi’ soldati dell’‘armata del Grappa’, nel mausoleo è stata
inserita anche la sua tomba.
Sulla cima del monte, in prossimità
dell’imbocco sud della ‘Via Eroica’,
si erge un tempietto, a forma circolare, coperto da una cupola metallica e sovrastato da una grande croce;
all’interno della cappella, elevata a
santuario, è custodita la statua della
‘Madonnina del Grappa’, la Vergine ausiliatrice posta sulla vetta il 4
agosto 1901, a simbolo della fede
cristiana del Veneto, dal patriarca di
Venezia mons. Giuseppe Sarto; questi, due anni dopo, eletto al soglio
pontificio, assunse il nome di Pio X.
Egli fu beatificato nel 1951 e canonizzato nel 1954.
Gli alpini crescenzaghesi, prima
dell’Eucaristia, per onorare i Caduti, si schieravano, col gagliardetto,
ponendosi ‘sull’attenti’ a lato del sa-
cello, mantenendo un minuto di religioso silenzio. È opportuno ricordare
che nella zona combattè pure l’alpino
del 4° reggimento Giuseppe Fabbris,
vicentino, cofondatore, con il figlio
Pietro ed altre otto penne nere, del
Gruppo Alpini di Crescenzago.
Pietro Fabbris, reduce di Russia, già
presidente nazionale dell’U.N.I.R.R.,
nominato Cavaliere della Repubblica, attualmente è rimasto l’unico, degli alpini cofondatori, ancora in vita.
Nel piazzale pavimentato antistante
l’ingresso al tempietto, alle ore 11,
mons. Danilo Serena, ex vicario generale della diocesi di Padova, coadiuvato dal diacono don Flaviano
Menon, ha celebrato la Santa Messa
pronunciando un’appropriata omelia,
intercalata con frasi in dialetto veneto.
Nella fase finale della celebrazione,
il capitano alpino, consigliere nonché
alfiere Benedetto Liverta, ha letto la
Preghiera dell’Alpino.
Erano presenti: le bandiere dell’Associazione Combattenti e Reduci
della Sezione di Breda di Piave e
dell’Associazione Nazionale Carabinieri della Sezione di Maserada
sul Piave, i gagliardetti dell’ANA di
Milano-Crescenzago e dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia
delle Sezioni di Breda di Piave, Pero
di Piave e Saletto-San Bartolomeo, e
parecchi cittadini.
Sulla via del ritorno, i gitanti si fermavano dapprima in un ristorante
di Sant’Eulalia di Borso del Grappa
per consumare il pranzo sociale, indi,
raggiunta la vicina città di Bassano
[decorata di M.O.V.M.], approfittando del tempo clemente per sgranchire le gambe, facevano quattro passi
nelle accoglienti vie del centro, non
tralasciando ovviamente di transitare
sul mitico ponte ligneo coperto, ora
riservato al traffico pedonale, sovrastante il fiume Brenta, ricostruito
dall’ANA nel 2° dopoguerra.
Roberto Scloza
Nel prossimo numero
pubblicheremo gli articoli
sull’80° di fondazione del
Gruppo di Sesto San Giovanni
Foto ricordo sulla cima del Monte Grappa, davanti al vecchio ossario
14 - Veci e Bocia
Novembre 2011
VITA NEI GRUPPI
ARCONATE
Celebrati i 20 anni del Gruppo
VAPRIO D’ADDA
Inaugurata la nuova Mediateca
Un momento della cerimonia
L’alzabandiera sui nuovi pennoni presso la Mediateca
Domenica 2 Ottobre 2011, in una bella giornata di sole il Gruppo Alpini di
Arconate ha festeggiato il 20° anniversario della fondazione.
Dal nostro motto inciso sul Monumento degli Alpini: “Come in montagna,
così nella vita” e dall’alzabandiera è
cominciata la manifestazione che ha
attraversato i diversi luoghi significativi del nostro paese.
Oltre al Sindaco e all’amministrazione
Comunale, al corteo erano presenti il
maresciallo della stazione Carabinieri
di Busto Garolfo, i rappresentanti delle
locali associazioni civili e militari con
i loro vessilli. Molto gradita è stata la
presenza del Vessillo della Sezione di
Milano scortato dal Presidente Luigi
Boffi, i diciotto gagliardetti dei Gruppi
della Sezione di Milano e i numerosi
Alpini appartenenti a Gruppi di paesi
limitrofi che hanno voluto essere vicini al nostro Gruppo di Arconate.
Altri momenti importanti della giornata sono stati la deposizione della coro-
na d’alloro al Cimitero presso il monumento ai Caduti, la Preghiera di Don
Franco Quadri e i ringraziamenti fatti
dal senatore Mario Mantovani, sindaco di Arconate agli Alpini, sia a livello
nazionale ma soprattutto a quelli del
nostro Gruppo, per il volontariato attivo reso nel corso di questi venti anni.
In particolare il sindaco ha ricordato il
restauro della Cappella di S. Antonio
Abate e la sistemazione del monumento dedicato a Carlo Borromeo.
Tanti sono stati i momenti commoventi e voglio citare come la lettura della
“Preghiera dell’Alpino” da parte del
Presidente Boffi al termine della S.
Messa e la consegna delle targhe ricordo a tutte le associazioni presenti.
Ma, come in ogni festa alpina che si
rispetti, non poteva mancare un momento conviviale con un ricco buffet e
il tradizionale Rancio Alpino presso il
Centro Anziani Pensionati che ha visto
radunati gli Alpini e i numerosi amici.
Ignazio Torno
MILANO LORENTEGGIO
Castagnata all’asilo
Il primo ottobre 2011 in occasione
dell’inaugurazione della nuova Mediateca di Vaprio d’Adda e a celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, abbiamo voluto lasciare un segno
tangibile a questa nuova struttura
all’avanguardia tecnologica e futuristica per la cultura dei ragazzi del
nostro paese.
La struttura è ora dotata di computer,
internet, libri, musica, è un centro di
aggregazione, e soprattutto ora ha il
segno a ricordo della nostra Patria: il
Tricolore.
Ed ecco che proprio nell’occasione,
della cerimonia di apertura il Gruppo
Alpini di Vaprio d’Adda “ha donato”
alla popolazione giovane odierna e a
quella del futuro il tricolore esposto
all’ingresso della nuova struttura, accompagnato dalla bandiera della Regione Lombardia e dell’Europa.
All’alzabandiera il Sindaco, le autorità locali, l’Amministrazione civica
e i cittadini presenti, composti e in si-
lenzio hanno percorso con lo sguardo
centimetro per centimetro il tragitto
della bandiera che si issava sul pennone centrale fino alla sua massima
altezza, ove la stessa sventolerà per
tutti i giorni dell’anno da oggi al futuro.
Dopo l’alzabandiera accompagnato
dall’Inno nazionale, è stata scoperta
una targa sulla quale è spiegata la
storia del Tricolore dalla sua nascita
ad oggi.
L’entusiasmo nel lavoro svolto dal
nostro Gruppo per la preparazione
dei pennoni e per la loro la posa, e,
soprattutto la soddisfazione nel veder
sventolare alta la nostra bandiera, ci
ha portato, soprattutto dentro di noi,
un momento di vivo ricordo dei nostri valori.
“Per non dimenticare …” è anche questo è un tassello della storia
dell’Associazione Nazionale Alpini.
W l’Italia, W Gli Alpini
Tullio Bonetti
Partendo dalla richiesta della direzione del Nido e Scuola d’Infanzia “Bolchini” di via Cascina Corba arrivata
in Segreteria sezionale, siamo stati
incaricati come
Gruppo di andare ad arrostire le
castagne.
Superate le prime difficoltà per
il reperimento
dell’attrezzatura,
un grazie a Renato che l’ha recuperata presso
il suo oratorio, ci
siamo così presentati all’Asilo
per stabilire i
dettagli. Dopo
il colloquio con
la Coordinatrice
Didattica, è nata
la successiva difficoltà: il tempo
di preparazione molto ristretto. Le castagne infatti dovevano essere pronte
per le 10.30. Il nostro solito trio, composto dal sottoscritto, da Renato e da
Alfredo, è stato rinforzato da Viscardo
e dal gradito intervento del Consigliere sezionale Paolo Crepaldi.
Nonostante la prima perplessità per
i tempi ristretti, siamo riusciti a concludere in tempo la preparazione
delle caldarroste per i tanti bambini
e la festa ha coinvolto anche i nonni
che sono stati molto contenti, anche
se al momento del commiato qualche nipotino piangeva perché voleva
andarsene con loro. Con la pazienza
delle maestre tutto si è risolto bene e
abbiamo concluso la festa con la rituale foto ricordo con tutti i bambini.
Anche noi (e la direzione dell’asilo)
siamo stati contenti per essere riusciti
a mantenere l’impegno che ci eravamo assunti e che probabilmente ci
assumeremo anche l’anno prossimo.
Elio Dal Pont
Novembre 2011
Veci e Bocia - 15
VITA NEI GRUPPI
LACCHIARELLA
Una targa all’Alpe Veglia per il
30° del nostro Gruppo
Alzabandiera all’Alpe Veglia
Il parco naturale Alpe Veglia è un meraviglioso luogo di montagna ancora
incontaminato e completamente immerso nella natura. Sorge a 1750 mt
di altitudine, a ridosso del confine con
la Svizzera, vicino al passo del Sempione. Situata alla testata della Val
Cairasca, raggiungibile solo a piedi o
in jeep, l’Alpe Veglia è una stupenda
conca di origine glaciale modellata
nel corso dei millenni dall’azione di
acqua, vento e ghiaccio. Fino ad assumere l’attuale aspetto di una verde
e florida piana, circondata da boschi
di larici, prati, alte cime, nevai, ghiacciai, e popolata da numerose specie
animali.
Esclusa la stretta gola di deflusso delle
acque, la piana è interamente circondata da montagne altre 3000 mt, che
raggiungono il culmine con il Monte
Leone (3553 mt), la più alta cima delle Alpi Lepontine.
Attualmente il Veglia è un rinomato
luogo turistico estivo. Un tempo era
però abitato solo da cacciatori e allevatori di bestiame che vi salivano nel
periodo estivo per procurarsi provviste. Recenti ritrovamenti archeologici
testimoniano la presenza dell’uomo
all’Alpe Veglia fin dalla preistoria.
Da molti anni alcuni di noi Alpini di
Lacchiarella frequentano l’Alpe Veglia; notando che mancava in questo
splendido luogo alpino un segno della
nostra Associazione, ecco allora l’idea di porre una targa in Alpe con la
Preghiera dell’Alpino.
Ovviamente il luogo più indicato è
stato l’Oratorio di San Giacomo (anno
1621), una chiesetta tipicamente alpina nel centro dell’alpeggio che ha
sempre avuto grande importanza per
la cura pastorale dei molti alpigiani di
Veglia.
La manifestazione si è svolta domenica 18 settembre u.s., in una giornata piovosa in cui, anche grazie a una
breve bufera di neve, la natura della
montagna ci ha accolti mostrandoci
tutta la sua stupenda potenza ma senza
impedirci di alzare il tricolore grazie
al pennone dell’Arlac (Arconate/Lacchiarella) e alla presenza del Vessillo
sezionale per inaugurare la targa dopo
la Santa Messa celebrata da Padre
Fausto.
Una cerimonia importante con la quale abbiamo chiuso i festeggiamenti del
30° di fondazione del nostro Gruppo; un segno lasciato come presenza
dell’A.N.A. e della nostra Sezione di
Milano in Alpe Veglia.
Tutto questo grazie anche al prezioso
aiuto del Gruppo A.N.A. di Varzo e
Trasquera (Sez. Domodossola) e della
famiglia Bastino gestori dell’Albergo
Lepontino in Alpe Veglia ai quali va
un affettuosi ringraziamento.
Un consiglio: salite a Alpe Veglia a
vedere la nostra targa e gustatevi un
soggiorno o un semplice pranzo domenicale presso l’Albergo Lepontino,
l’ambiente è semplice e accogliente e
la cucina è favolosa.
Ercole Razzini
Cosa c’è on-line
Uscendo nuovamente su ben 24 pagine, siamo riusciti a
pubblicare tutto quanto ricevuto in Redazione e pertanto per
questo numero non ci sono ulteriori articoli nella versione
on-line
La chiusura per il prossimo numero è il 15 marzo 2012
CASSANO D’ADDA
139° di fondazione delleTruppe alpine
e attività del Gruppo
Deposizione dell’omaggio floreale al monumento del generale Perrucchetti
Come ogni anno, il 15 ottobre a Cassano d’Adda viene commemorata la costituzione delle Truppe Alpine. La breve cerimonia davanti al Monumento del
Gen. Perrucchetti è iniziata con l’alzabandiera e successivamente abbiamo posto un omaggio floreale seguito dalla lettura della “Preghiera dell’Alpino”, il
tutto sottolineato dal nostro bravo trombettista.
Una castagnata “pro Perrucchetti”
E ...anche i Consiglieri Sezionali “lavorano”! Sabato 22 e domenica 23
ottobre si è svolta a Cassano la 30a
edizione della nostra castagnata cittadina e, fortunatamente, quest’anno
abbiamo avuto due giorni splendidi.
Il ricavato sarà destinato al restauro
della tomba e del monumento dedicati
al Gen. Perrucchetti: una goccia d’acqua rispetto a quello che servirà per
affrontare “l’impresa”.
Il nostro Gruppo ha chiesto aiuto alla
Sezione e spero che la richiesta di aiu-
to venga inoltrata anche in Sede Nazionale e ai tanti Gruppi Alpini.
I lavori ormai non possono più essere
rimandati e il nostro Gruppo in questi anni ha sempre provveduto con le
proprie forze a tale incombenza, ma
per sistemare adeguatamente questi
importanti luoghi della storia degli
Alpini in previsione delle celebrazioni
del 140°, la spesa è decisamente fuori
dalla portata delle nostre possibilità
economiche.
Roberto Semini
SAN VITTORE OLONA
Alla targa Figel
Dal notiziario “Penna Nera” del Gruppo di San Vittore Olona
Anche quest’anno gli amici di Francesco Figel, già capogruppo di Arconate, si sono ritrovati sul monte
Due Mani per onorarne la memoria
in occasione del 9° anniversario della
scomparsa avvenuta appunto nel corso di una uscita addestrativa su quel
monte nel febbraio del 2002.
Purtroppo non eravamo in molti ma
questo non toglie che la cerimonia sia
uscita comunque bene e che anche
quest’anno abbiamo potuto posare le
stelle alpine portate da Giovanni quale segno del nostro “non voler dimenticare” un amico che tante volte ha
camminato con noi su quei sentieri.
Una simpatica presenza è stata quella
del bocia Alessandro, figlio di Giovanni Benzi del Gruppo di Ceriano
Laghetto, che dopo l’arrivo al bivacco ha intrattenuto i presenti.
Come sempre, prima della posa dei
fiori sono state lette la “Preghiera
dell’Alpino” e la “Preghiera dell’alpinista” in ricordo di Francesco e di
quanti su quelle montagne hanno lasciato la propria vita.
La giornata bellissima lasciava spaziare lo sguardo a perdita d’occhio in
ogni direzione, dandoti l’impressione
di poter toccare le cime solo allungando la mano ed il pensiero andava a quanti dall’alto ci proteggono
quando infiliamo gli scarponi con un
pensiero particolare alla vetta davanti
ai nostri occhi, la Grigna che vedrà il
nostro prossimo appuntamento per la
visita alla targa Mazzucchi.
Vorrei lanciare da queste pagine un
appello in occasione dell’edizione
2012 alla targa Figel quando celebreremo il 10° anniversario: sarebbe
bello salire lassù come Sezione e magari riuscire a celebrare la S. Messa,
e a questo scopo facciamo girare la
voce per trovare un Sacerdote disponibile ad accompagnarci.
Forza, diamoci una mano.
Franco Maggioni
16 - Veci e Bocia
Novembre 2011
VITA NEI GRUPPI
“Oltre la vetta”, seconda edizione:
PADERNO DUGNANO
un’emozionante esperienza
Ancora dalla mininaja
Da sinistra: Carlo, Marco e Aldo Barberi
Venerdì 5 agosto, San Candido, Caserma “Cantore” del 6° Reggimento
Alpini. In una splendida giornata di
sole fra i monti della Val Pusteria tutto
è pronto per la cerimonia. Alcuni Alpini in armi ci accolgono con un largo
sorriso all’interno della Caserma e ci
accompagnano verso il luogo dal quale
potremo assistere alla cerimonia. Sono
giovani i cui cognomi ricordano tutte
le regioni d’Italia, a dimostrazione che
gli Alpini non sono più da tempo un’esclusiva delle genti di montagna ma di
ogni connazionale che ne condivide i
valori.
Cosa mai ci faranno Aldo, Gabriella,
Carlo, io e mia moglie Patrizia con il
piccolo Stefano nella Caserma del glorioso reggimento della Brigata Alpina
Tridentina, ormai sciolta? Non tutto
è finito con la sospensione della leva
obbligatoria: la Caserma viene ancora
utilizzata nei periodi di arruolamento
per l’addestramento delle reclute e, da
alcuni anni come in questo caso, per gli
stage “Vivi le Forze Armate” (la cosiddetta “mini naja”).
Marco Barberi, figlio del nostro Capogruppo, ha deciso quest’anno di seguire le orme del padre e del fratello
Carlo e di “guadagnarsi” quel Cappello
Alpino che da quando è nato vede indossare con orgoglio ma che, a causa
della sospensione della leva obbligatoria, non ha potuto ottenere come noi.
Oggi coronerà questo sogno, dopo tre
settimane vissute sperimentando la vita
militare: non si tratta di un giuramento ma della cerimonia di consegna del
Cappello.
I giovani della “mini naja” affluiscono nel piazzale dell’alza bandiera
marciando con sguardi che tradiscono commozione e fierezza per questo
momento. Vestiti di tutto punto con
mimetica e “stupida” in testa, vengono inquadrati dai Caporali istruttori
davanti a noi e ad alcuni gagliardetti
dell’ANA.
Dopo gli onori, il Col. Pinelli, comandante del 6° Reggimento Alpini, tiene
il proprio discorso carico di emozioni ed elogi per quanto fatto dai questi
giovani. Segue poi il discorso di Nino
Geronazzo, Consigliere nazionale
dell’ANA, il quale ricorda che, sebbene questi giovani non potranno iscriversi all’Associazione come “Alpini”
ma solo come “Soci aggregati”, i loro
contributi saranno ben graditi, anzi auspicati. Personalmente ho trovato fuori
luogo questa dichiarazione. La “mini
naja” è stata fortemente voluta dalle
associazioni d’arma, fra cui l’ANA,
per garantirne la sopravvivenza.
Dire a dei giovani, in un momento di
massimo orgoglio della propria vita,
almeno per chi crede in ciò che significa indossare il “Cappello Alpino”, che
non saranno al pari di quelle persone
che da quando sono nate vorrebbero e
potrebbero eguagliare, ma non hanno
potuto e non per loro volere, è proprio demotivante. Non mi sarei stupito se qualcuno di loro avesse lasciato
lo schieramento in quel momento. Per
fortuna ciò non è successo, segno che
questi giovani vogliono meritarsi con i
fatti e non con le parole il Cappello Alpino. Dopo i discorsi, si è passati finalmente al vivo della cerimonia: ad uno
ad uno i nuovi “bocia” vengono chiamati e dopo un vigoroso “Comandi!”
ricevono finalmente il loro Cappello.
Lacrime e commozione hanno toccato
tutti noi e in particolare Aldo quando è
stato chiamato Marco.
Marco ci ha raccontato subito l’esperienza vissuta: sveglia e preparazione
con cubo in 8 minuti, addestramento
formale, marce, esercitazioni e così
via. Non ha nascosto l’orgoglio per
quanto fatto e anche noi abbiamo ricordato quei momenti della nostra naja
con un po’ di nostalgia. Ma quello era
il suo momento e noi siamo stati fieri
di lui: finalmente potrà portare meritatamente il suo Cappello. E per finire e
festeggiare il momento, Aldo ha offerto a tutti il pranzo nella vicina località
di Rasun, dove io e famiglia eravamo
già in vacanza.
Marco, siamo fieri di te, porta con orgoglio il tuo Cappello e non sentirti da
meno rispetto ai tuoi Veci: sono i valori
che si ha dentro e i fatti a fare l’Alpino,
non parole e formalità. Tanti auguri!
Marco Vismara
Dal 2 al 19 ottobre ’11, come già pubblicato sul sito della Sezione di Milano, si è
svolta la seconda edizione della rassegna
di eventi dedicati alla montagna, voluta
fortemente dall’assessore alla Cultura di
Paderno Dugnano, Dott. Rodolfo Tagliabue, socio del nostro Gruppo. Lo staff
dell’Ufficio Cultura in collaborazione con
il C.A.I. e con l’A.N.A. ha contribuito con
i numerosi ospiti intervenuti, dai teneri
asinelli ad alpinisti di chiara fama, musicanti e dotti oratori, ha organizzare una
serie di appuntamenti molto interessanti
e suggestivi per il pubblico variegato ed
attento di Paderno Dugnano.
Di questa coinvolgente e raffinata kermesse sul tema della montagna, quattro momenti hanno visto il nostro Gruppo particolarmente impegnato:
1. Nella giornata inaugurale, dedicata ai
bambini, alcuni di noi alpini hanno vestito
i panni dei “conduttori” non più di muli
(come qualcuno avrà provato!) ma di asinelli, che sul dorso portavano il leggero
peso dei bambini divertiti e meravigliati
nell’ascoltare i fantastici racconti narrati loro durante il percorso che si snodava
all’interno del Parco della Cava.
2. Sabato 8 ottobre, durante la sera, con
gli amici del C.A.I. ed in compagnia delle
festanti note del “Corpo Musicale Santa
Cecilia 1900”, abbiamo distribuito caldarroste e vin brulè raccogliendo le offerte
destinate alla comunità alloggio per adulti
disabili “L’Ancora”.
3. La sera di martedì 11 ottobre nello
splendido auditorium della biblioteca Tilane progettata da Gae Aulenti, il nostro
socio prof. Romano Belli ha parlato della
guerra in montagna; quella che si è svolta
sul teatro più alto del mondo, sui ghiacci dell’Adamello nel 1915. La sala era
gremita, tutti attenti ad ascoltare le coinvolgenti parole dell’oratore, intervallate
dalla proiezione di filmati originali girati
dal famoso cine-operatore Luca Comerio.
Al termine della serata il presentatore ha
invitato tutti gli alpini del Gruppo sul palco, con indosso il Cappello e ben schierati
per una foto ricordo, mentre il nostro presidente sezionale Luigi Boffi presente per
l’occasione salutava complimentandosi il
Gruppo di Paderno ed il pubblico in sala.
Le sue sono state parole chiare, incisive
così che tutti i presenti, che magari non ci
conoscevano appieno, hanno capito perfettamente lo spirito che ci anima.
4. L’appuntamento con Simone Moro!
Questo straordinario personaggio, un vero
gigante, non solo come alpinista, tra i più
grandi se non attualmente il più grande
alpinista del mondo, ma anche un gigante
sul piano umano. Lontano da intenti autocelebrativi, attraverso il suo commento
in diretta delle immagini delle sue imprese
che scorrevano sul grande schermo tra la
meraviglia del pubblico, abbiamo compreso più a fondo il sentimento che lo ha
animato in tanti anni di formidabili avventure. Fotografie, filmati, testimonianze
delle sue vittorie sulle più alte montagne
del mondo, ma anche delle sue sconfitte
sempre guidate da una lucida intelligenza. Tra tutte le cose fatte, come alpinista e
come uomo e padre di famiglia, a noi piace ricordarlo anche come alpino, ufficiale
del 138° corso AUC, dove come lui stesso
ci spiega ha imparato a vivere con cuore
instancabile, determinato e generoso i doveri della vita, in poche parole ad essere
un vero alpino! Il ricordo di questa serata
di certo non lo dimenticheremo facilmente
e vi invitiamo a leggere il suo bell’articolo
a pag.17. Sono stati dieci giorni intensi,
estremamente gratificanti che ci hanno
ripagato del lavoro svolto e dell’impegno
profuso.Se verrà ripetuta questa manifestazione ci piacerà condividerla anche con
gli alpini della Sezione e non solo con il
suo presidente.
Aldo Barberi
Giornata di solidarietà
Domenica 18 settembre, nella nostra
sede si è svolta la Giornata di Solidarietà con i ragazzi disabili dell’ANFFAS, accompagnati dai loro genitori e
dai volontari. Il pranzo è stato preparato dalle mogli di alcuni nostri soci: “le
stelle Alpine” le signore Carla, Gabriella, Rosalba e Agnese. Il servizio ai tavoli è stato gestito da Francesco Poma
che ha dettato magnificamente i tempi,
organizzando noi camerieri (io, Carlo,
Marco, Aldo e Antonio).
Come al solito, i preparativi sono iniziati molto presto; sin dal primo mattino le “stelle Alpine” erano intente a
preparare i deliziosi manicaretti che poi
abbiamo gustato a pranzo. Quest’anno
abbiamo avuto la piacevole visita del
nostro Sindaco, il dott. Marco Alparone
e della sua famiglia; ci ha fatto molto
piacere ricevere i suoi complimenti per
quello che facciamo e per quello che il
Gruppo Alpini rappresenta per l’Amministrazione Comunale e per la nostra
comunità.
Inoltre anche la Banda Musicale di Palazzolo Milanese ha intrattenuto i nostri
ospiti prima del pranzo con diverse canzoni e, ovviamente, non potevano chiudere l’esibizione musicale se non con il
nostro “Trentatré”.
Un’esperienza come questa non poteva
che essere speciale; oramai sono diversi
anni che organizziamo questa Giornata di Solidarietà e ogni volta mi lascia
sempre una piacevole sensazione; vedere con quale gioia questi ragazzi e i loro
genitori partecipano e si divertono mi
riempie il cuore di gioia. Vederli così
felici e allegri, nonostante i problemi
che hanno e rispetto alle difficoltà che
quotidianamente devono affrontare, ancora una volta mi ha fatto capire quanto
siamo fortunati e quanto sia importante
mettersi al servizio degli altri per stare
insieme e aiutarci reciprocamente.
Il nostro Cappello continua a tramandare queste tradizioni di solidarietà a noi
Bocia del Gruppo. Al prossimo anno!
Davide Beraldo
Novembre 2011
Veci e Bocia - 17
VITA NEI GRUPPI
La nappina per Antonio
PADERNO DUGNANO
Finalmente, dopo tanto cercare, i “Bo- tato la sua esperienza sotto le armi e
La Vetta a tutti i costi
cia” del Gruppo sono riusciti a trovare le esperienze vissute durante quel tor-
Quasi ogni giorno ci ripetiamo che i nostri ritmi di vita, più o meno voluti, più o
meno subiti, hanno superato ogni livello
di sopportazione: siamo nevrotici, pressappochisti, intolleranti e – ahimè – indifferenti. Le vette e i valori della nostra
vita sono cambiati e l’apparire conta
sempre più dell’essere. Anche queste
mie parole rappresentano, in fondo, una
facile retorica: io stesso mi scopro tante
volte coinvolto nella corsa verso l’effimero.
Neppure le attività “pulite” come lo
sport sono rimaste esenti da questi cambiamenti e, pur rimanendo un incallito
ottimista, non posso restare miope di
fronte alla malattia che sta colpendo anche il mio mondo. L’alta quota, pur impedendo – come sempre – a chiunque di
“correre” a causa della carenza d’ossigeno, non è purtroppo esente da altri effetti
di questi mutamenti sociali. Gli odierni
alpinisti infatti provengono dallo stesso
sistema ipertecnologico ed iperveloce,
per il quale arrivare e raggiungere l’obiettivo è la cosa più importante.
Nel 2001 ho toccato con mano quanto
sia diventata egoista anche la mia categoria, e quanto siano mutati i nostri valori.
Mi trovavo sulla parete del Lhotse: addossata su un fianco dell’Everest, la
quarta montagna della terra (raggiunge
gli 8516 metri). In quel momento numerosi altri alpinisti, delle più svariate
nazionalità, stavano come me tentando
di raggiungere la sua vetta, coronamento
dei loro sogni e progetti. Si stava facendo sera e io, giunto intorno a quota 8000,
avevo appena terminato di montare la
tendina e attrezzare il campo per la notte. A un certo punto una richiesta d’aiuto
raggiunse tutti coloro che si trovavano in
quota: un polacco, arrivato faticosamente alle nostre tende, ci spiegò di aver visto un inglese precipitare lungo la stessa
parete sulla quale stavamo “appollaiati”
noi. Ci disse anche che quell’uomo si era
fermato miracolosamente a metà di un
immenso lastrone, con oltre 1000 metri
di pendio ghiacciato sotto i piedi, e che
stava rischiando la vita. A quelle altitudini il freddo, la mancanza d’ossigeno e
l’inaccessibilità ai mezzi meccanici sono
le ragioni che rendono quasi impossibile
la sopravvivenza di un infortunato.
Infilai immediatamente gli scarponi che
mi ero appena tolto e indossai di nuovo
la tuta d’alta quota, uscendo dalla mia
tendina. Accesi la ricetrasmittente e comunicai l’accaduto a tutte le spedizioni
in ascolto, aggiungendo che stavo per
intraprendere la ricerca dell’alpinista.
Altri avevano ascoltato le descrizioni
affannose del polacco, ma – scoprii con
stupore – ero l’unico ad essermi mosso.
Solo un altro italiano, Silvio Mondinelli,
prese la mia stessa decisione, tentando di
raggiungermi con una bombola d’ossigeno; sfortunatamente però si trovava in
un campo più basso di 600 metri rispetto
al mio, cosa che gli avrebbe comunque
impedito di raggiungermi in tempo utile.
Per questo, a un certo punto, gli dissi di
rientrare. Riuscii a raggiungere da solo
l’infortunato quand’era ormai l’imbrunire. Dopo averlo confortato, lo convinsi
che doveva aiutarmi a farsi trasportare
fino alla mia tenda, dove l’avremmo
potuto rifocillare, e avremmo tentato
di medicare le ferite. Nella caduta però
aveva perso un rampone e questo mi obbligò a studiare una strategia particolare per procedere insieme a lui su quella
parete ghiacciata: legatolo alla mia piccozza e per certi tratti trasportandolo di
peso, riuscii nel buio a risalire quasi 200
metri, dove trovai la via di salvezza verso il mio campo.
Ero senza ossigeno e reduce da un balzo,
compiuto quel giorno, da 6400 a quasi
8000 metri. Questo soccorso mi sfinì e
prosciugò le mie forze. Nonostante il
contatto radio e la mia facile localizzabilità, mi stupii di non aver ricevuto alcun
aiuto esterno concreto, se non nei cinquanta metri finali.
Gli alpinisti che come me si trovavano
intorno a quota 8000 e avevano sentito
cosa stava accadendo, si erano mossi
solo alla fine del salvataggio: probabilmente avevano calcolato che un aiuto
più concreto avrebbe loro precluso il
raggiungimento della vetta nei giorni
successivi.
Io infatti, a causa di quello sforzo, dovetti rinunciare; ma la cosa peggiore fu che
dovetti difendermi anche dagli attacchi
di coloro che rivendicavano la citazione
per la parte d’aiuto svolta (che a questo punto iniziavo a pensare fosse stata
prestata solo per secondi fini). A parte
Silvio, nessuno mi ha mai dimostrato
concretamente che avrebbe rischiato
la propria vita, per salvare quella dello
sfortunato scalatore.
Oggi quell’uomo è salvo. L’intervento
che ho voluto e saputo compiere (pur se
aiutato dalla fortuna) è stato il frutto di
quanto imparato dai miei genitori e successivamente dal servizio militare: alla
Scuola Militare Alpina finii d’interiorizzare quei valori di solidarietà che spero
poi di aver trasmesso, da ufficiale, agli
Alpini del mio plotone e successivamente alla mia compagnia, quando sostituii,
negli ultimi tempi, il mio capitano.
Questo gesto a 8000 metri, che qualunque alpino avrebbe compiuto, ha permesso a Tom Moores di continuare a
vivere. Ciò che invece sta per morire è il
normale senso civico di molti fra noi alpinisti. È un’altra cattiva eredità che stiamo lasciando agli scalatori del domani,
per i quali rischiamo di non essere più
figure da emulare.
Ci sono però alpinisti Alpini, per i quali
questa infausta prospettiva è ancora
lontana, e per questo motivo auguro al
nostro Corpo longevità nell’animo e un
radioso e contagioso sorriso, con e senza
divisa.
Simone Moro, 138° AUC
la nappina che Antonio Brentel, classe
1920, stava cercando per il suo cappello. Ci spieghiamo meglio: Antonio
perse il suo cappello durante il viaggio che aveva intrapreso dopo l’8 settembre 1943.
Tutto ebbe inizio dunque ben 68 anni
fa; Antonio ha combattuto nella Divisione “Pusteria”, 5° Art. da Montagna, Gruppo “Belluno” (Comando
Gruppo), nel settembre del 1943 era
schierato con il suo reparto nella zona
di Gap/Grenoble sul confine Italo
Francese dopo il periodo in Montenegro. Antonio ha partecipato a tutte le
Campagne militari della Pusteria, dal
Fronte Occidentale al Fronte GrecoAlbanese fino al Montenegro.
Quando giunse l’ordine di consegnarsi agli ex alleati Tedeschi per essere
portati in Germania come prigionieri,
Antonio e altri quattro Artiglieri Alpini del suo reparto decisero di non
obbedire e così intrapresero un viaggio a piedi durato più di un mese per
raggiungere i loro paesi nella zona di
Treviso. Ovviamente persero tutto:
dal cappello alla divisa.
E veniamo ai giorni d’oggi; durante
l’ultima Adunata di Torino noi “bocia” abbiamo prestato con piacere
“servizio di scorta” al nostro Vecio, e
proprio durante le giornate di Torino,
Antonio ha espresso il desiderio di poter riavere la Nappina del suo reparto.
Durante quelle giornate ci ha raccon-
mentato viaggio che lo stava riconducendo a Baita.
Abbiamo così deciso di fargli una sorpresa e cercare la nappina tanto desiderata; alla fine l’abbiamo trovata su
una bancarella al Raduno di Raggruppamento a Palazzolo Sull’Oglio.
Finalmente! E adesso? Cosa facciamo? Dopo un giro di telefonate si è
deciso di dare una giusta cornice per
consegnare la nappina tanto attesa e
tanto desiderata al nostro “Vecio”.
L’appuntamento è stato fissato per
giovedì 3 novembre presso la nostra
Baita con una semplice, ma molto
sentita, cerimonia. È stata una bella
sorpresa anche la partecipazione alla
serata del Vice Presidente Sezionale
Valerio Fusar Imperatore e del Consigliere sezionale addetto al nostro
Gruppo, Andrea Sacco.
La nappina è stata consegnata ad Antonio dal Bocia del Gruppo, Marco
Barberi, proprio per rafforzare lo spirito di coesione che esiste tra i nostri
Veci e noi giovani alpini.
Si è trattato di una semplice cerimonia, a cui però tenevamo molto perché
con quel piccolo gesto abbiamo reso
Antonio molto felice.
I Bocia del Gruppo di Paderno Dugnano:
Carlo e Marco Barberi,
Davide Beraldo,
Luca Pizzetti,
Mauro Stoppello,
Marco Vismara
MISSAGLIA
Ritrova il coscritto alpino dopo 43 anni
Sono Ermano Comi del Gruppo ANA
di Missaglia. Dopo ben 43 anni dal
congedo ho potuto incontrare Luigi
Gusmeroli, capogruppo delle penne nere di Piateda della Sezione di
Sondrio. Eravamo compagni di naja
al battaglione “Tirano” a Malles Venosta nel ‘68. L’incontro è avvenuto
al Raduno del 2° Raggruppamento a
Palazzolo sull’Oglio. Ho partecipato
a diversi raduni con la speranza di ritrovare qualche ex commilitone e finalmente ho incontrato un amico col
quale ho condiviso alcuni mesi di una
indimenticabile parentesi di vita. È
stato un incontro commovente seguito
da un forte abbraccio. Con Luigi dividevo l’ufficio trasmissione e ricezione
messaggi; i contatti più frequenti erano con le pattuglie che presidiavano il
confine italo-austriaco per il mantenimento dell’ordine pubblico.
All’epoca il rischio attentati in Alto
Adige si era ridotto, ma per cautelarci
montavamo la guardia col “Garand”
pallottola in canna. In quella terra
dove la differenza linguistica emerge, la presenza di noi alpini serviva,
a mio avviso, a cancellare quella linea
invisibile di confine fra le due Italie.
Il comandante del btg all’epoca era il
Emanno Comi (a sinistra) con Luigi Gusmeroli
Colonnello Antonio Mautone, il quale dopo il congedo era stato nominato
Maggiore Generale; purtroppo sono
due anni che è “andato avanti”. Era un
ufficiale che esigeva molta disciplina,
assai preparato e disponibile, un padre per gli alpini passati sotto il Suo
comando. Conservo ancora un ottimo
ricordo di questa persona. Per quanto
riguarda l’amico Gusmeroli, oltre ad
essere capogruppo, è un volontario
molto attivo che ha prestato la propria assistenza in paesi come la Russia (Rossosch), l’Armenia, l’Albania,
il Monzambico, lo Sri Lanka e altro:
complimenti! Ci siamo lasciati con
l’augurio di rivederci presto.
Ermanno Comi
18 - Veci e Bocia
Novembre 2011
VITA NEI GRUPPI
LODI
Il Coro Congedati Orobica a Lodi
In un certo senso la si potrebbe de- tro cante del loro repertorio per poi
Il 90° anniversario del Gruppo
finire come la “degna chiusura” dei lasciare spazio al Coro dei congedati
festeggiamenti per i novant’anni di
vita del nostro Gruppo la serata che
si è svolta sabato 5 novembre presso
l’Aula Magna del complesso scolastico Spezzaferri dove si è esibito con
un buon successo il Coro dei congedati della “Brigata Alpina Orobica”
diretto da don Bruno Pontalto, alpino
anche lui. L’aggancio a questo importante Coro Alpino è riuscito grazie al
nostro socio Giuseppe Capra che facendo parte del coro lodigiano “Barbarossa”, ha spinto, riuscendoci, per
poter portare a Lodi il coro degli alpini congedati dell’Orobica. La serata in
questione ha visto così il Coro “Barbarossa” fare da “apripista” con quat-
Sfilata per il 90° anniversario del Gruppo di Lodi
Chi l’ha detto che le belle vittorie debbano
arrivare per forza col bel gioco? A volte
bisogna cambiare in corsa e accantonare
solo in parte il bel gioco per essere pratici
quanto serve.
Ed è vero che la paura fa 90, come nella
smorfia napoletana? Come gli anni del
Gruppo di Lodi? Paura poi? No, al massimo un po’ di tensione e di timore.
Timore che nulla potesse andare per il verso sperato anche dopo le opportune modifiche dovute apporre in corsa per far sì che
tutto filasse via liscio. E così è stato alla
fine: tutto è filato via liscio, senza intoppi.
Diplomazia, lavoro di squadra ed entusiasmo: questi sono stati gli ingredienti che
hanno permesso al mio/nostro Gruppo di
Lodi di festeggiare i suoi primi 90 anni.
Un lavoro di squadra durato un anno nel
quale le difficoltà che di volta in volta
emergevano non ci fermavano, la diplomazia necessaria per mantenere i buoni
rapporti con l’Amministrazione comunale,
quando le cose non andavano come volevamo, e l’entusiasmo necessario per centrare l’obiettivo prefissato.
La tensione e i timori di cui parlavo prima
si sono dissolti alle 16.30 di sabato 22 ottobre, quando abbiamo partecipato alla S.
Messa che ha dato il via ai festeggiamenti
proseguiti poi in serata presso l’Auditorium della Banca Popolare di Lodi in occasione della terza rassegna corale cittadina
“LiberCanto”, inserita nel programma dei
nostri festeggiamenti perché tra i cori presenti c’era anche quello della Brigata Alpina “Tridentina” in congedo, le cui cante
erano presentate di volta in volta da Francesco Brighenti, alpino e speaker ufficiale
alle adunate nazionali, che gentilmente ha
prestato la sua opera ed esperienza in questa occasione. La prova del nove, anzi del
novantesimo, da superare, però, era la manifestazione di domenica 23 ottobre.
Una prova superata brillantemente, con i
timori che si sono dissolti con i primi raggi
di sole che passavano attraverso i rami delle piante di Parco Villa Braila e la tensione
che si è sciolta grazie alla numerosa partecipazione dei nostri soci (ed il ricordo è
andato a Gianluigi Sormani e a Francesco
Generati che proprio quest’anno ci hanno
lasciato ma che sicuramente sarebbero stati
presenti) e agli auguri ricevuti da tutte le
penne nere convenute da altri Gruppi (era
presente il Vessillo sezionale di Bergamo
oltre a quello di Milano e una trentina di
gagliardetti), specialmente i nostri gemellati di Crema e Rudiano e quelli di Rivolta
d’Adda e di Maggiora coi quali abbiamo
una grande amicizia, con la presenza della
Fanfara Alpina di Abbiate Guazzone e con
la bella e pittoresca presenza del Gruppo
Fiamme Verdi in divise alpine d’epoca, direttamente dal Friuli.
Nella splendida cornice di Parco Villa
Braila imbandierato a festa e adatto ad accogliere i convenuti, sotto gli occhi della
telecamera di TRS TV (che ha ripreso buona parte della manifestazione e un servizio
televisivo è andato in onda lunedì 24 ottobre) vi è stata la parte istituzionale con
l’alzabandiera, lo scoprimento della bombarda austriaca (presa in consegna da noi
da diverso tempo per restaurarla e quindi
posizionata di fianco al nostro monumento
“Agli Alpini”) e i discorsi di rito delle autorità presenti.
La sfilata si è snodata per le vie più importanti della città, sostando prima ai due monumenti ai Caduti di Piazza Zaninelli per
le deposizioni delle due corone d’alloro e
quindi passando per il centro storico della
città, davanti al nostro bellissimo Duomo,
concludendosi infine in Piazza Castello
con un carosello della Fanfara che poi si
è esibita anche in bar del centro e sotto
le volte del Broletto, neanche fosse a una
qualsiasi adunata nazionale.
È proprio vero che le vittorie più belle sono
quelle più “sofferte” e questo nostro 90° di
fondazione ne è stata la prova, ed è stata
grande la gioia di essere riusciti ad arrivare
fino in fondo vedendo tutti i nostri sforzi
fatti premiati dagli applausi della gente
lodigiana. È andata bene alla fine la manifestazione?
Sicuramente, come tutte le cose, in qualcosa era perfettibile, ma non dobbiamo rimproverarci nulla perché abbiamo fatto tutto
quanto era nelle nostre possibilità con le
forze che avevamo, quindi, per chiudere, al
Gruppo di Lodi ed a tutti i suoi soci ancora
tanti auguri per il 90° anno di fondazione e
per altri novant’anni ancora.
Dario Bignami
della “Brigata Alpina Orobica”, che
si sono esibiti con una decina di brani
e che in un paio d’occasioni ha fatto
salire sul palco dei bambini lì presenti che conoscevano bene alcune delle
cante alpine eseguite dal coro. Questa
serata è stata fatta anche, ma direi soprattutto, per ricordare e omaggiare
Emilio Moroni, un nostro caro amico
che ci ha lasciato poco più di un anno
fa, vera anima e motore del Consiglio
di Zona di Porta Cremonese con il
quale abbiamo sempre lavorato fianco
a fianco quando c’era da organizzare
la nostra annuale castagnata alpina al
Parco di Villa Braila.
Dario Bignami
La 2a Festa Alpina del Gruppo
Ha avuto ancora un buon successo
la Festa Alpina del nostro Gruppo
che per il secondo anno si è tenuta
a Terranova dei Passerini domenica
30 ottobre. Questa volta il tempo
è stato clemente con noi e con gli
altri espositori rispetto all’insistente
pioggia dello scorso anno, e così,
complice anche la vigilia della festa
di Halloween, molte famiglie con
i loro bambini hanno trascorso un
piacevole pomeriggio di svago in
Piazza Falcone e Borsellino, dove si
è svolta la manifestazione. Il padrone
di casa, il sindaco Roberto Depoli,
alpino iscritto al nostro Gruppo, è
stato ben lieto di aderire all’iniziativa
e di ospitarci anche questa volta
facendoci fare bella figura davanti alla
cittadinanza di Terranova. Il nostro
compito è stato principalmente quello
di fare una castagnata per i terranovesi
e nel farla, tra una chiacchiera e l’altra,
abbiamo avuto modo di conoscere
alcune persone che, si spera presto,
diventino dei nuovi soci del Gruppo.
Salvo cambiamenti di rotta, per fine
ottobre del prossimo anno dovrebbe
andare in scena la 3ª Festa del Gruppo
Alpini di Lodi ancora a Terranova dei
Passerini.
Dario Bignami
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Novembre 2011
Veci e Bocia - 19
VITA NEI GRUPPI
LODI
Festeggiato l’alpino Marcello Zuffada
Su invito del sindaco del Comune di
Borgo San Giovanni dott. Nicola Buonsante (che ha una gran simpatia verso
il Corpo degli Alpini), il pomeriggio di
domenica 18 settembre è stato festeggiato l’alpino Marcello Zuffada ed anche
il restauro dell’edicola votiva dedicata
a Sant’Antonio, da lui proprio voluta.
Marcello Zuffada, classe 1920, è un alpino Reduce di Russia nativo di questo paese agricolo (ora resiede a Cerro al Lambro) che facendo un voto a Sant’Antonio
(santo patrono degli animali) durante la
Ritirata, promise a sé stesso che, se fosse
tornato vivo dall’inferno russo, avrebbe
fatto erigere questa edicola votiva; un
voto questo non solo valso per sé stesso
ma valso anche come un ricordo dei suoi
compagni mai tornati a baita.
E così successe: inaugurata nel 1946, l’edicola ebbe un primo restauro nel 2004,
quindi un secondo in questa estate 2011.
Marcello Zuffada è stato per molti anni
iscritto al Gruppo di Lodi ma negli ultimi tre anni ne è uscito a causa di diversi
problemi di salute, non per questo però
è stato dimenticato dal nostro Gruppo.
Nel pomeriggio di domenica 18 settembre, una buona parte del nostro Gruppo,
circa 25 soci, si sono trovati all’ingresso del paesino dove si trova l’Oasi di
Sant’Antonio, l’area dove sorge l’edicola votiva, e qui c’era anche buona
parte degli abitanti del paese. Un lungo
applauso ha accolto l’arrivo di Marcello
Zuffada, quindi la semplice cerimonia
ha visto i discorsi da parte del nipote
Sante Zuffada, del sacerdote di Borgo
San Giovanni Dino Monico e per ultimo
del sindaco Nicola Buonsante che poi
lo ha anche premiato. Una foto-ricordo
davanti all’edicola votiva al termine di
questa cerimonia ed un buffet per tutti
hanno chiuso questo pomeriggio di festa
a Borgo San Giovanni.
Dario Bignami
RHO
Due giorni ad Aosta tra ex AUC
Nei giorni 1 e 2 ottobre ho vissuto
un’esperienza veramente particolare e che non mi sarei mai aspettato.
Mi sono trovato ad accompagnare e
quindi a partecipare alla manifestazione del 40.mo anno di fine corso
del 65° AUC. Immaginate me alpino
semplice in mezzo ad un centinaio di
sottotenenti alcuni dei quali diventati
negli anni Tenenti, Capitani, Maggiori e financo Generali.
La giornata di sabato è iniziata con la
visita della vecchia SMALP nel castello Duca degli Abruzzi ad Aosta, li
c’era il ritrovo di questi ex sten alpini tutti oltre la sessantina ma ancora
ben in gamba e vederli abbracciarsi,
ricordare le esperienze vissute anni
addietro, ridere, prendersi in giro magari per punizioni subite oltre 40 anni
prima, mi ha fatto capire che la naja
è naja per tutti, che le esperienze che
vivi a vent’anni ti rimangono dentro
quasi latenti ma appena ritrovi un
qualcuno che le ha vissute assieme
a te esplodono di nuovo ed il tempo
cessa per un breve momento di andare innanzi ma corre all’indietro portando con se solo le cose belle.
Dopo la visita al castello accompagnati da un colonnello e visitate le
sale e visti i cimeli, i trofei e le foto
che ripercorrono la storia della scuola militare alpina c’è stata nella cappella attigua al castello una deposi-
zione di una corona a ricordo dei loro
compagni andati avanti.
Il giorno successivo siamo andati alla
Caserma Cesare Battisti (ora centro
addestramento alpino) che negli anni
passati era il luogo ove venivano addestrati e facevano il loro corso gli
Allievi ufficiali di complemento degli Alpini.
A far gli onori di casa c’era il comandante della caserma, il colonnello
Lamacchia, che dopo aver spiegato
come sono diversi i compiti dei militari professionisti attuali rispetto
a quando c’era la leva obbligatoria
(con pro e contro) ci ha portato in
piazza d’armi ed in un clima surreale abbiamo fatto l’alza bandiera con
inno cantato (non era così ai tempi
della leva).
Una cosa bellissima vedere questi ufficiali schierati, passare ordini
ed eseguirli e cantare il nostro Inno
nazionale. Dopo si è tenuta la Santa
Messa officiata da un cappellano militare e poi rancio in caserma.
Due giorni veramente intensi, toccanti, visitando luoghi che fanno parte della nostra storia ed in mezzo a
persone che ti fanno capire come il
senso della Patria, il senso del dovere e l’essere Alpino sia una cosa che
ti nasce da dentro e che non accetta
compromessi.
Luigi Azzerboni
Cerimonia per il 139° di fondazione
del Corpo degli Alpini
Marcello Zuffada col sindaco Nicola Buonsante e gli Alpini di Lodi
Al nuovo Gruppo ANA di Soncino
“Quando nasce un nuovo Gruppo nella
nostra piccola Sezione c’è molta gioia, quando questi sono due nello stesso
anno è qualcosa di miracoloso e meraviglioso”: parole di Carlo Fracassi, presidente della Sezione di Cremona che
quest’anno ha avuto il piacere di tenere a
battesimo ad aprile il Gruppo di Rivolta
d’Adda e lo scorso 25 settembre anche
quello di Soncino. E, data la distanza
non proprio esagerata da affrontare, anche il nostro Gruppo di Lodi ha voluto
festeggiare degnamente questa nuova
nascita in casa ANA.
Eravamo in tre a questa festa: io (che
però rappresentavo la Sezione di Milano con il Vessillo), Ilio Tescaro e Franco
Zenere. Per Milano era presente anche
Franco Giupponi del Gruppo di Melzo e
il Consigliere nazionale Cesare Lavizzari che ha rimarcato nel suo bell’intervento come un Gruppo Alpini in un paese
sia per la cittadinanza, sindaco in testa,
“una polizza assicurativa perché gli Alpini fanno, lavorano, ma senza chiedere
niente in cambio se non solamente di essere Italiani senza troppe strumentaliz-
zazioni”, aggiungendo poi che “in questo periodo particolare da quando è stata
sospesa la leva obbligatoria gli Alpini
continuano a costruire sedi e monumenti “Agli Alpini” e da quando al vertice
dell’ANA c’è Corrado Perona questo è
il 230°, Gruppo più Gruppo meno, ad essere nato sotto la sua presidenza, segno
che gli alpini hanno ancora tanto da dare
alle proprie comunità”. L’alzabandiera
che ha dato il via alla manifestazione è
stato eseguito in Piazza Nassiriya alla
presenza di quattro vessilli sezionali
(Cremona, Milano, Brescia e Piacenza),
di tutti i Gruppi della Sezione del “Torrazzo” e di tantissimi alpini e gagliardetti perlopiù giunti dai Gruppi delle vicine
province di Bergamo e Brescia. La sfilata ha toccato moltissime vie della cittadina per giungere prima al monumento
ai Caduti per la deposizione della corona
d’alloro e poi fino alla chiesa parrocchiale per la conclusiva S. Messa dove è stato benedetto il gagliardetto del Gruppo
che ha sancito in via definitiva la nascita
del Gruppo di Soncino nella nostra grande famiglia alpina.
Dario Bignami
Sabato 15 ottobre alle sette di sera ci
siamo trovati in una decina davanti
al nostro monumento per ricordare la
ricorrenza della fondazione del nostro
Corpo.
Infatti il 15 ottobre 1872 è iniziata
la Storia degli Alpini e sta a noi ora
proseguirla come anno fatto i nostri
avi, i nostri nonni ed i nostri padri.
Certo le vicende che molti di loro
hanno vissuto non saranno le nostre
ma ogni epoca ha i suoi eroi ed i
suoi problemi noi dobbiamo solo
essere in grado di vivere onorando il
nostro Corpo e dando l’esempio agli
altri senza chiedere nulla in cambio.
Dopo la deposizione di una corona a
ricordo e dopo aver letto la Preghiera
dell’Alpino abbiamo sciolto la nostra
piccola rappresentanza e siamo
tornati ai nostri pensieri quotidiani ma
soddisfatti di aver ricordato con un
semplice atto tutti coloro che ci hanno
preceduto.
Luigi Azzerboni
Attenti a quei due
(...potrebbero piombarvi addosso!)
Sabato 15 e domenica 16 ottobre due
nostri Alpini, nonché consiglieri del
Gruppo, Patrick Mantoan (a destra
nella foto) e Luigi Azzerboni, hanno
effettuato i tre lanci prescritti per ottenere il Brevetto militare di paracadutismo.
Dopo aver seguito un corso tenuto
dalla Sezione di Novara dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia
e aver superato un esame teoricopratico finalmente hanno coronato il
loro desiderio lanciandosi nei cieli di
Novi Ligure.Ovviamente i lanci hanno avuto esito positivo ed ora possono
ritornare con i piedi ben saldi a terra
perché i compiti da svolgere per il
Gruppo sono tanti.
L. A.
20 - Veci e Bocia
Novembre 2011
VITA NEI GRUPPI
La nostra Bandiera e i nostri simboli
BRESSO
In occasione del 40° il nostro Gruppo nità d’Italia e del 40° di fondazione del
Quarant’anni di vita insieme
ha pensato, vista anche la ricorrenza del Gruppo Alpini di Bresso di onorare il
150° dell’unità d’Italia, di stampare un
libretto nel quale, dopo una succinta descrizione dei simboli alpini e la storia del
nostro Gruppo, un’ampia descrizione
dettagliata sul Tricolore, dalla nascita ai
nostri giorni e sul suo relativo impiego.
Nelle pagine introduttive il nostro Capogruppo Carlo Tagliabue ha così scritto:
“Come tutti sanno ogni militare ha giurato fedeltà alla Patria, alla costituzione e alle leggi della propria nazione, la
Bandiera rappresenta e abbraccia questi
tre fondamentali concetti ed è per questo
che ogni cittadino ha il dovere e l’onore di difenderla, rispettarla e onorarla
in tutte le celebrazioni. Quale migliore
occasione nel 150° anniversario dell’U-
nostro Tricolore con questa piccola pubblicazione che, rivolgendosi a tutti, ne
ripercorre la storia dalla sua nascita ad
oggi, oltre a spiegare il modo migliore di
esporla e celebrarla. W l’Italia”
Questo libretto è stato molto apprezzato
dalle autorità comunali, sindaco in testa,
ed è stato distribuito nelle scuole e nelle
classi 3e medie dei due istituti di Bresso.
Abbiamo riscontrato che i ragazzi hanno
positivamente preso in considerazione
questo volumetto che ha ricevuto l’approvazione anche dai loro insegnanti.
Ritengo che questo sia stato un buon riscontro per il Gruppo e per le celebrazioni del nostro 40°.
Giovanni Inzoli
Una serata di “alpinità”
In sfilata per le vie cittadine per il 40° del Gruppo
Quarant’anni di lavoro sono nella vita di
un uomo il traguardo per raggiungere la
meritata pensione ed il conseguente riposo.
Così non è per il Gruppo Alpini di Bresso che, dopo quarant’anni, si comporta
e agisce come fosse nato ieri con una
intensa attività, principalmente sociale,
sul territorio di Bresso e anche fuori dai
suoi confini.
Non voglio ripetere quanto descritto nel
nostro volumetto sul tricolore nel quale
alcune pagine descrivono i punti salienti
dell’attività di questi 40 anni, ma ricordare solo che la costruzione della sede,
il monumento e le civiche benemerenze
sono i pilastri su cui posa l’attività di
questi 40 anni. Non è stato tutto facile
e semplice, anzi tutto ciò che il Gruppo
ha conseguito è stato spesso oggetto di
problemi e difficoltà, economiche e non,
sempre però superate con il cappello alpino sulla testa.
Ma veniamo alla cronaca di questo nostro 40° in parte svolto in occasione della “Sagra della Madonna del Pilastrello”,
in quanto il gruppo nel lontano 1971
mosse i primi passi con la processione
che vede gli alpini portare a spalle la statua della Madonna per le vie cittadine.
Questa tradizione ha compiuto 40 anni
come il nostro Gruppo.
Sabato 3 ottobre si è pensato di dare il
primo là alla manifestazione con una serata di cori presso il cinema-teatro Isimbardi. Unitamente al coro locale “La
Baita”, si è ottenuto di far partecipare anche il Coro ANA di Milano. Ciò ha contribuito al tutto esaurito della sala con
l’esibizione iniziale del coro “La Baita”
e la conseguente serata tenuta principalmente dal Coro ANA ben diretto dal
maestro Marchesotti e dai suoi coristi.
Nell’intervallo il nostro Capogruppo
Carlo Tagliabue ha consegnato delle targhe ricordo e altri riconoscimenti ai cori,
al sindaco e altre personalità di Bresso
con i conseguenti discorsi dei vari premiati. La commozione, applauditissima,
blocca il discorso del socio fondatore,
Giuseppe Parozzi sul ricordo dei soci
che sono andati avanti e la bella serata si
è chiusa con successo al canto dell’inno
nazionale eseguito dai cori uniti e dagli
spettatori presenti e dal “rinfresco” presso la vicina sala oratoriale.
La seconda parte della manifestazione,
la classica sfilata con deposizione di corone ai vari monumenti, è avvenuta la
domenica successiva.
Qualche incomprensione con la fanfara
proveniente dalla bergamasca e qualche
intervento del servizio d’ordine sezionale, fanno sì che la sfilata non sia stata
proprio perfetta, ma abbiamo riscontrato
che non tutti si sono accorti di queste imperfezioni e si sono dichiarati soddisfatti
della manifestazione, ricevendo complimenti da più parti. Al monumento
dei Caduti di Bresso si sono tenuti altri
discorsi, dal nostro Capogruppo che ha
ricordato che lui aveva solo 4 anni quando si fondava il Gruppo di Bresso, dal
Presidente di sezione Luigi Boffi e dal
Sindaco Fortunato Zinni.
C’è stata poi una ulteriore consegna di
riconoscimenti ricordo alla associazioni
d’arma presenti, ai Vessilli delle Sezioni
e a un commosso Antonio Rezia. Presenziavano alla manifestazione i Vessilli di
Sezioni di Milano, Genova, con i nostri
amici di Cornigliano sempre presenti, e
di Luino. Nutrita la presenza di gagliardetti, ben 25. Ringraziamo in modo particolare il coro “La Baita” che Durante
la sfilata a tutti i monumenti e alle soste
lungo il percorso, ha fatto sentire la sua
“voce”. Dopo aver trascorso la mattinata
per le vie di Bresso, si è giunti così alla
nostra sede per il momento conviviale
del pranzo con numerose prenotazioni
sono numerose e ben 250 presenze. Qui
tutto si è svolto in modo oserei dire perfetto, grazie all’organizzazione e al cibo
preparato dal nostro cuoco Enrico e dal
suo personale di cucina. Vista la disponibilità della fanfara, il dopo pranzo è proseguito fra suoni e canti degli Alpini che
si protraggono fino al tardo pomeriggio.
Il 40° è stato ben celebrato! Come è bello il nostro Gruppo che compie 40 anni!
Giovanni Inzoli
Un libro di G. Paolo Agnini dedicato a don Carlo Gnocchi
Così G. Paolo Agnini ha definito il discorso alla sua morosa. La lettera del
corso della vita alpina, così come si Cappellano non sarà una lettera melensa
è definita fin dalla sua fondazione e ma quasi un inno alla vita, pur con tutto
come don Carlo Gnocchi ha saputo ben il pensiero che il giovane alpino voleva
interpretare.
esprimere.
Una persona di grande spiritualità, Alpinità sarà, dunque, superare il
Agnini, per il quale la vita alpina è colore di ogni bandiera, di ogni
quella che più ti coinvolge quando scali contrapposizione per esserci quando
una cima e, nella contemplazione, ti e dove occorre, prima che altri
senti immerso nell’eternità. Ti accorgi decidano, prima che le burocrazie
che la tua forza, prima di essere nelle s’intendano. Friuli, Irpinia, L’Aquila,
tue braccia, è quella che proviene dal sono solo tre esempi per ricordare la
silenzio e dalla solitudine che avvolge lo presenza, la testimonianza degli alpini,
spirito. Diceva don Gnocchi che non vi è una testimonianza di solidarietà, di
nulla di più formativo che l’abitudine al coinvolgimento nel dolore altrui. Una
sacrificio: “È il clima duro dell’alpe, la parola d’incoraggiamento, un sorriso
sferza del vento e il gelo della tormenta, per ridare speranza, per raccogliere ogni
quello che dà i fiori rudi e tenaci della anelito di chi soffre.
montagna”.
Ridare speranza e fiducia è l’impellente
La guerra annulla questa forza, mette in bisogno dell’odierna società, priva degli
crisi ogni dignità, è l’abisso dei dolori, antichi valori, del rispetto e della dignità
un inferno inutile. L’anima dell’alpino, della persona. A questo proposito la
con la sua testimonianza di servizio, ha mente va a quei momenti di disperazione,
un grande compito, quello di dire basta di annullamento di ogni personalità
alle guerre, basta alla schiavitù! Don nelle stragi e negli orrori della guerra,
Gnocchi è stato testimone radicale di durante la ritirata dalle balke della
questo percorso, mostrandoci la scelta Russia, segnata dal percorso di uomini
della carità, di un amore vivo, senza mai stremati dalla stanchezza, dalla fame, di
arrendersi di fronte all’enorme richiesta alpini che si lasciavano andare sul solco
dei bisogni umani.
ghiacciato, con gli occhi rivolti al cielo.
Certamente un simile percorso non In questa situazione sarà don Gnocchi
è facile; di fronte alle avversità e alla ad assistere molti feriti, scoraggiati,
stanchezza può affacciarsi la tentazione infondendo loro speranza con un sorriso,
di cedere, di mollare tutto. Anche don una benedizione. Nell’ultima battaglia,
Gnocchi ha avuto momenti di debolezza, che permetterà agli alpini di uscire dalla
di scoramento, ma: “Passata la notte sacca, don Gnocchi scriverà: “Dio fu con
difficile, all’alba ringrazio Dio in cuor loro, ma gli uomini furono degni di Lui”.
mio e mi alzo…”, sapersi riprendere e Ecco l’Alpinità, essere degni di Chi ci
rialzarsi, quel che conta per lui è essere accompagna tra le selve dei monti, che
un alpino tra gli alpini. L’orrore non lo fa sgorgare fresche sorgenti sui nostri
abbandona ma quando vede i portantini percorsi, che ci entusiasma con stupendi
raccogliere quei corpi straziati è ai loro panorami all’alba e infiniti colori ai
piedi per impartire l’ultima benedizione. tramonti. Che ci permette di scorgerLo
Scriverà: “Così è il campo di battaglia negli occhi del bambino sofferente,
della ‘Julia?, un mattatoio a cielo aperto della moglie che ha perso il marito sotto
e senza difese”.
le macerie, che sa donare parte di sé
Anche nei momenti più difficili stesso all’altro, come don Gnocchi che
non doveva mancare la solidarietà ha saputo donare le cornee ai “suoi”
dell’alpino don Gnocchi. Poco distante bambini. Saper donare è certamente il
dalla prima linea, raccoglierà le parole modo migliore per vedere un futuro più
di un ferito che avrebbe voluto fare un sereno.
Achille Pellegatta
Novembre 2011
Veci e Bocia - 21
VITA NEI GRUPPI
LAINATE
Castagnate per le scuole
Alzabandiera con castagnata in baita
Anche quest’anno ci siamo recati
presso le scuole materne di via
Cairoli e via Papa Giovanni XXIII
per cucinare le gustose castagne, i
ragazzi ci hanno accolti con grande
gioia, siamo stati ringraziati con dei
loro disegni.
È stato un piacere per noi trascorrere
due pomeriggi in loro compagnia e
cercare di dare una risposta alle loro
curiose domande sugli Alpini: chi
sono, cosa fanno, perché il Cappello,
la Penna, l’Aquila, le medaglie e così
via. I ragazzi più grandicelli, delle
seconde elementari dei complessi
scolastici di via Litta e via Lamarmora,
sono stati ospiti presso la nostra Baita
dove, stando sull’attenti e cantando
l’inno nazionale, si è effettuato
l’alzabandiera.
Anche qui, mentre gustavano le
castagne, ci tempestavano di domande
sulle attività degli Alpini, i perché non
finivano mai. Per ringraziarci hanno
dedicato a noi dei loro canti, mentre
le loro maestre ci donano delle gradite
confezioni di vino.
All’altra grande castagnata per tutti
gli alunni della scuola elementare
di via Sicilia, con del vin brulè per i
genitori, le maestre e i nonni, abbiamo
persino avuto qualche difficoltà per
via della numerosa presenza di ragazzi
e genitori. E anche qui si è ripetuto
quanto sopra descritto sulle curiosità
dei ragazzi.
Ma le castagne non sono apprezzate
solo dai ragazzi delle scuole; ci sono
anche i ragazzi di ieri. Ed ecco per
chiudere altra grande castagnata per
gli anziani di Lainate e di Rho, caldarroste distribuite nell’intervallo di una
serata danzante presso il capannone
ex podere Toselli, dove siamo stati
ringraziati con un caloroso applauso.
Ermanno Comi
- 3 aprile. Alpini ancora in piazza a
Lainate per l’adesione alla manifestazione 19ma edizione di: “Bonsai aid
AIDS 2011” organizzata dall’ Associazione ANLAIDS di Villorba (TV).
Nonostante il nostro impegno, il risultato è stato mediocre.
- 31 maggio. La “Marcia del volontariato” era dedicata agli alunni delle
scuole primarie di Lainate. Scopo
della marcia era di far comprendere ai
ragazzi il valore della solidarietà, con
la grande valenza educativa che essa
offre, e che non si è mai troppo piccoli
per la solidarietà. È stata l’occasione
per ringraziare tutti i volontari delle
associazioni del territorio e i volontari
delle scuole. A tutte le associazioni è
stato consegnato un attestato di ringraziamento, con applausi per tutti.
Ma alla nomina dell’associazione
Alpini l’applauso è stato veramente
caloroso e commovente, un applauso
accompagnato da un prolungato urlo
cadenzato: “Alpini!…Alpini!…Alpini!!”
- 10, 11 e 12 giugno. La 36ma Festa
Alpina si è svolta presso il padiglione
delle feste ASGEAAF.
Pur non avendo organizzato grandi
cose, la Festa, nella sua semplicità, è
stato ugualmente un successo.
La numerosa cittadinanza intervenuta
ha avuto modo di apprezzare le specialità culinarie dei nostri bravi cuochi. Un caloroso ringraziamento va
a tutti i soci Alpini ad Amici che si
sono prodigati per il raggiungimento
dell’ottimo risultato avuto.
Il buon risultato ci è servito in particolar modo per rinvigorire il fondo cassa, dandoci modo di poter affrontare
le spese per i lavori di ristrutturazione
della nostra sede.
L’orchidea per l’UNICEF
Anche quest’anno il Gruppo Alpini di
Lainate ha aderito all’iniziativa “L’orchidea UNICEF per i bambini” svoltasi sabato 1 ottobre a Lainate.
La cittadinanza si è dimostrata generosa e non abbiamo avuto difficoltà
alcuna nella distribuzione, ricavando
così un cospicuo contributo per l’UNICEF.
Il merito del buon esito è dovuto in
particolar modo alle nostre gentili collaboratrici: Giovanna Tumiatti, moglie del nostro amato e indimenticato
Sergio Crose, e la signora Eugenia
Re Franceschini, moglie di un nostro
Amico degli Alpini.
SAN GIULIANO MILANESE
Mostra su don Secondo Pollo
Le molte attività del Gruppo
Ecco una sintesi dell’intensa attività
del Gruppo di Lainate.
- 3 aprile. Alcuni Alpini del Gruppo,
con altre associazioni e tanti bambini, hanno aderito all’iniziativa “Giornata del Verde Pulito” coordinata dal
Consorzio Parco del Lura (Comuni di
Bregnano, Bulgarograsso, Cadorago,
Cassina Rizzardi, Cermenate, Guanzate, Lomazzo, Saronno, Rovellasca,
Rovello Porro, Caronno Pertusella e
Lainate), avente lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi
della tutela ambientale e del verde
pubblico.
Sono stati raccolti 40 sacchi di rifiuti
e, dopo una gradita merenda, si è proceduto alla piantumazione di dieci 10
tigli in un parco giochi della città.
- 14 aprile. Il Gruppo è stato impegnato anche in occasione della manifestazione nazionale denominata:
“Siamo tutti pedoni” organizzata dal
Comando Polizia Locale del Comune
di Lainate.
Lo scopo principale della manifesta-
zione era di evidenziare ai ragazzi
come comportarsi negli attraversamenti pedonali a seguito della modifica dell’articolo 191 del codice della
strada. Lungo il percorso dimostrativo
i ragazzi delle quarte elementari delle
scuole di via Litta e via Lamarmora
sono stati ospiti nella nostra Baita Alpina.
Per loro si è svolta una cerimonia di
alzabandiera che tutti hanno seguito
sull’attenti e cantando l’Inno Nazionale; abbiamo loro dato un breve accenno su “chi sono gli Alpino e cosa
fanno gli Alpini”. Dopo un altrettanto
breve intervento del Comandante dei
vigili Bonaventura Ponzo e del vicesindaco Claudia Cozzi sullo scopo
della manifestazione, è stato consegnato ai ragazzi un Attestato di Competenza, nel formato di una piccola
patente.
Consumata una merenda ben gradita i
ragazzi hanno proseguito nel loro itinerario di educazione stradale accompagnati dai vigili e dalle associazioni
dei Carabinieri e Polizia di Stato.
Ai piedi dell’altare i due quadri raffiguranti don Pollo
Sabato 1° Ottobre, nella Chiesetta di
San Gregorio e in un clima più estivo
che autunnale, gli Alpini del Gruppo
“E. Fornoni” di San Giuliano Milanese,
in collaborazione con quello di Vercelli,
hanno allestito in occasione della Festa
della Città una mostra dedicata a don Secondo Pollo, il primo cappellano alpino
beato. All’inaugurazione erano presenti
il Capogruppo Lorenzo Zuccotti insieme
a Maurizio Mattiuzzo della Sez. di Vercelli, il Vice Sindaco Rosario Zannone, il
Prevosto della Città don Lino Maggioni
e tante persone che fin da subito hanno
visitato la mostra con molto interesse.
Le celebrazioni sono poi proseguite domenica 2 con la solenne Santa Messa
sul sagrato della chiesa Prepositurale di
San Giuliano martire, alla presenza del-
le massime autorità civili e militari della
città. Durante la funzione i rappresentanti della Sezione di Vercelli hanno donato
alla parrocchia e al Gruppo Alpini due
quadri raffiguranti don Pollo in abiti religiosi e militari.
Il tema della festa della città di quest’anno è stato: “Prendiamoci a cuore…”, una
frase molto concreta che ha illuminato le
tante sfaccettature dell’amore.
Come ha esortato il Prevosto don Lino
durante l’omelia, dovremmo tutti prenderci a cuore… la santità di ciascuno e
imparare dall’esempio di un giovane prete, don Secondo, che ha saputo donare
la sua vita mentre soccorreva un alpino
ferito “Nessuno ha un amore più grande
di questo: dare la vita per i propri amici”
(Gv 15,13) .
Alessandro Zuccotti
22 - Veci e Bocia
Novembre 2011
VITA NEI GRUPPI
Al giuramento di Alessia
CINISELLO BALSAMO
stante tutto ciò che di negativo si ascol“Lo giuro!”
Ricordo per due amici
“La fiamma rossa che giammai si spegnerà ti, che molti, anzi moltissimi dei nostri
Gino Bellinaso
Angelo Gilardoni
L’abbiamo fatto anche quest’anno,
come sempre! Siamo stati a salutare
gli amici andati avanti ed abbiamo
portato un fiore sulla loro sepoltura,
ricordando i momenti passati insieme,
gli aneddoti, le particolarità. Siamo
stati nei cimiteri della nostra città, ma
anche in quelli dove sono tornati alcuni amici, a Stresa, a Sacconago, a
Bellagio, a Missaglia ed anche fino a
Nago, sul bellissimo lago di Garda.
Quest’anno però c’erano due tappe in
più, due amici che ci hanno lasciato
da poco.
Erano due pilastri del nostro gruppo,
due figure importanti per motivi diversi, la cui mancanza si rende evidente giorno per giorno.
Gino Bellinaso, classe 1923, era l’ultimo reduce del nostro Gruppo.
Con la sua scomparsa finisce un’epoca, viene a mancare quello che da
sempre nella nostra Associazione è
stato basilare, fondante: la testimonianza, la memoria diretta.
Eppure lui, Gino, non ha mai perso la
sua modestia, non è mai montato in
cattedra. Alpino del 7° era stato aggregato alla leggendaria Brigata Julia,
ed aveva combattuto in Montenegro.
Aveva poi subito la prigionia tedesca
dopo l’8 settembre per tanti mesi, obbligato a lavorare per 12 ore al giorno fino al 1945, quando era riuscito a
fuggire. Aveva poi girato tante parti
del mondo come emigrante per finire
poi a Cinisello dove aveva costruito la
sua casa e la sua famiglia.
Era sempre presente, in tutte le nostre
manifestazioni ed anche in tutte le iniziative nostre e dell’Associazione Nazionale Alpini, era stato a Rossosch, a
Seget nei Balcani dove il nostro gruppo ha restaurato una scuola, in Friuli
nel 1976, era stato anche il pilastro
nella raccolta della carta che ci aveva
dato modo di aiutare gli amici della
Sezione di Bergamo nella costruzione
di Endine Gaiano e poi di fare tante
cose belle.
Aveva tanto lavorato con noi anche
nella Casa dell’Accoglienza ed nella
costruzione della nostra sede.
Sempre in prima fila, anzi in seconda
per la sua modestia, ma sempre un
modello per tutti noi. Con la dolcezza
del suo dialetto veneto ed il suo sorriso, che non mancava mai.
Angelo Gilardoni invece era più giovane, era del 1940, e proveniva da
Bellagio di cui ci parlava sempre.
Lo vedevamo poco quando era ancora occupato, ma appena raggiunta la
pensione, aveva “preso servizio” nel
Gruppo, a tempo pieno, anzi pienissimo. Abitava a pochi metri dalla sede
e questo lo coinvolgeva ancora di più.
Non c’era, non ci poteva essere nulla
in sede che non lo vedesse presente.
Brontolava, si lamentava che “a lavorare sono sempre i soliti” che “ci voleva una turnazione”, ma lui era sempre
lì, con quel piglio da falso burbero,
non mancava mai!
Non gli sfuggiva nulla, se ti mancava
qualcosa non facevi in tempo a chiederlo, lui era già lì dietro di te.
E con quel faccione che sembrava
arrabbiato, era capace di stupirti con
attenzioni e gesti gentili con le nostre mogli e con le signore che spesso
sono nella nostra sede.
Preciso, puntuale ed attento era la persona che ogni Gruppo deve augurarsi
di avere nella sua sede ed era l’amico
che tutti noi apprezzavamo.
Abbiamo tanti ricordi di lui, sentiamo
la sua mancanza e quando entreremo
nella nostra sede ci mancherà la sua figura, il suo saluto sfuggente ed anche
il suo mugugno.
Grazie Angelo per tutto quello che ci
hai dato ed hai fatto per noi e grazie
Gino per quello che sei stato ed hai
rappresentato per il nostro gruppo in
tutti questi anni!
Ve ne siete andati nello stesso giorno
ed in tanti eravamo lì, con il nostro
gagliardetto, ad abbracciare simbolicamente entrambi ed a testimoniare il
nostro affetto!
Da quel giorno… il nostro Gruppo è
più povero!
Giuliano Perini
l’antica fede i nostri passi guiderà
bandiere, stendardi, vessilli nel cuor
al ciel porteremo con fervido ardor
e il cielo degli eroi ci accoglierà!
Il Piave è sacro
l’han scritto i nostri nonni
la compagnia dei nostri verdi anni
marciam cantando
che mai saremo stanchi
il Piave è sacro
il Piave, avanti!”
È al suono di queste parole che venerdì 29 Luglio 2011 ho varcato la soglia
della Caserma Clemente (AP), dove è
di stanza il 235° Reggimento Piceno –
Addestramento Volontari e unica sede
per l’addestramento femminile delle
reclute.
L’emozione è stata grande: andavo ad
assistere al giuramento di Alessia Dalla Valle, figlia di amici carissimi e fin
da piccola caratterizzata da un temperamento severo e tenace, che spesso
ha contraddistinto le sue azioni negli
Scout e nel mondo del volontariato. Per
questa giovane ragazza, come del resto
per le sue colleghe, superare il difficile
corso di addestramento, costituito da
studi incessanti e attività fisiche quotidiane, non è stato facile e, certamente,
non sono stati fatti sconti al “settore
rosa” delle nostre Forze Armate.
Ma la determinazione e la volontà hanno vinto ogni prova e oggi, terminato
il corso con l’evento solenne del Giuramento, la nostra soldatessa appartiene al Corpo degli Alpini – Caserma
Cavour (TO) – 32° Reggimento Genio
Guastatori – Brigata Taurinense.
Sia come donna che come insegnante,
desidero allora onorare con poche righe questa giovane concittadina: come
donna, perché mi inorgoglisce la fermezza delle sue scelte, come docente,
perché sono ancora convinta, nono-
giovani, si nutrano ancora di quei valori fondanti che derivano dai Padri della
nostra Patria.
Per questo motivo, mi unisco profondamente alle parole che il Comandante
del Raggruppamento Unità Addestrative, Generale Attilio Claudio Borreca,
ha voluto rivolgere alle famiglie delle
oltre 300 soldatesse presenti: “A voi
Genitori, rinnovo la gratitudine per la
fiducia che ci avete accordato, affidandoci il vostro patrimonio più grande,
i figli, e vi esorto ad essere disposti a
sorreggerli nei momenti difficili che,
inevitabilmente, essi dovranno affrontare negli anni della loro carriera militare”.
Già, restiamo vicini a queste ragazze:
esse sono il nostro orgoglio e rappresentano una delle parti migliori del
Paese, alla quale va la nostra stima, il
nostro rispetto e la nostra affettuosa
solidarietà.
Antonella Garbetta Durante
Alessia Dalla Valle, Geniere alpino
In memoria di Luciano Gandini
Una cosa di cui noi Alpini andiamo
fieri è quella di avere tra le doti essenziali la esaltazione della memoria
e del ricordo. Non è, come si dice, un
“valore aggiunto”. È l’essenza stessa
dell’essere Alpino, è parte integrante, intimamente integrante, di quella
che l’indimenticato Vitaliano Peduzzi
chiamava Alpinità.
E alla memoria delle gesta e degli
eroismi degli Alpini, rilevabile in tutte
le fasi della nostra storia italiana (nessuna esclusa), affianchiamo con pari
dignità il ricordo degli amici che non
risultano sui libri di storia, che non
vantano eroismi ma ai quali dobbiamo riconoscenza per ciò che hanno
costituito per la nostra Associazione,
per l’impegno profuso, per l’amicizia
che hanno dato ed avuto da noi.
Il prossimo 4 febbraio ricorre il 10°
anniversario della scomparsa di una di
queste figure che hanno dedicato anni
ed entusiasmo alla nostra Associazio-
ne: Luciano Gandini. In tanti di noi, e
io sono in testa a questi, è ancora vivo
il suo ricordo, la memoria del suo
entusiasmo e del suo impegno e vogliamo ricordarlo. Il nostro Gruppo lo
ricorderà e ci piacerà riunire in quella
data anche tutti gli amici che vorranno
farlo con noi, per non dimenticarlo.
Mi sono ripromesso di raccogliere le
memorie scritte di chi avrà piacere di
esternare un suo ricordo, la descrizione di una esperienza comune o anche
di un momento. Non c’è obbligo, solo
la possibilità di affidare a un paio di
cartelle un ricordo o un pensiero. Vuole essere il mio e potrà anche essere il
vostro modo di ricordare e ringraziare
un amico che tanto ha dato alla nostra
associazione e a ciascuno di noi e il
cui ricordo è ancora vivo, nonostante
siano passati dieci anni. Aspetto quindi gli scritti di chi vorrà partecipare a
questo mio intento.
Giuliano Perini
Novembre 2011
Veci e Bocia - 23
VITA NEI GRUPPI
ABBIATEGRASSO
SESTO SAN GIOVANNI
Un grande incontro ad Abbiategrasso La 7a “Alpin Cup” al Parco Nord Milano
A fine presentazione, Nelson Cenci firma dediche del suo libro
La 32° edizione della nostra Castagnata è stata quest’anno, anche in
concomitanza dell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, nobilitata da un grande incontro.
Infatti, per una serie di circostanze
fortunate e di comuni conoscenze,
abbiamo avuto la fortuna di avere la
presenza del grande reduce di Russia
Nelson Cenci che è stato da noi invitato a presentare il suo ultimo lavoro
letterario: “Accanto al camino”.
Di buon grado Nelson ha accettato di
trasferirsi dalla sua casa di Cologne,
scortato da nipoti e bisnipoti, per trascorrere un bel pomeriggio fatto segno della simpatia e dell’attenzione
dei numerosissimi intervenuti all’incontro tra cui il Sindaco di Abbiategrasso Roberto Albetti e il grande
vecchio, ma ancora in gambissima,
il 93enne generale Luigi Morena, ex
comandante della Scuola Militare Al-
pina che ormai è divenuto di casa ad
Abbiategrasso.
Tra i presenti avevamo pure Veronica Zito, fresca reduce dal corso di
tre settimane “Vivi le Forze Armate”
trascorse a Brunico naturalmente con
gli Alpini.
L’intervento così prestigioso ha dato
lustro questa edizione della Castagnata che di suo, nei due giorni di
svolgimento, ha posto in campo un
vero record di polentate e di momenti di solidarietà come la vendita delle
“Gubane” finalizzate al progetto “Una
Casa per Luca” e il vin brulè, a favore
della erigenda cappella della casa di
riposo.
Grande è stato l’impegno di un notevole numero di Alpini e di Amici
iscritti al Gruppo aiutati anche da familiari; a tutti va un sentito ringraziamento.
Alberto Valsecchi
ROZZANO
Un caro saluto a Sergio
Sergio Montalbetti
Nella mattinata del 22 Ottobre 2011 è
venuto a mancare il nostro vice capogruppo Sergio Montalbetti.
La sua dipartita ha lasciato tutti un
po’ sgomenti; sapevamo che
era ammalato di quei mali
che solitamente non perdonano, ma conoscendo Sergio
(di forte carattere e fiducioso
nella provvidenza), eravamo
convinti che con cure appropriate ne venisse fuori.
Purtroppo, così non è stato.
Che dire di Sergio, si può
dire che è ingiusto “andare avanti” quando all’età di
63 anni si ha da dare ancora
moltissimo.
In questi momenti non ci sono
parole che possono colmare
questo vuoto, c’è solo il ricordo Tuo, la tua voce in cui
durante le nostre riunioni di
gruppo, esprimevi il tuo parere, e…., quante discussioni.
Ciao Sergio! Sarai sempre nel nostro
ricordo e di tutti quanti che ti hanno
voluto bene.
Il Gruppo Alpini di Rozzano
Nella splendida e tiepida giornata autunnale di domenica 13 novembre, il
bosco del nostro Parco Nord ha visto
una marea di giovani, meno giovani
e ragazzini sfrecciare sui sentieri già
ricoperti da un tappeto di foglie colore oro. Erano i concorrenti della settima edizione dell’“Alpin Cup Parco
Nord”, mezza maratona con i classici
km 21,097 competitiva per atleti tesserati FIDAL. Le corse non competitive
erano su due lunghezze: km 21,097 e,
per i non allenati, la meno faticosa km
10,5. Chiudeva la “Minimaratona “ di
4 km per i bambini e i ragazzi dai 6 ai
14 anni, in parte seguiti dai genitori.
Con un “olimpico” colpo di pistola il
dott. Riccardo Gini, direttore del Parco, ha dato il via alla gara; i concorrenti della competitiva sono partiti come
schegge seguiti a distanza da quelli
delle non competitive. Il lungo serpentone, formato da oltre 1400 concorrenti, ai quali si sono aggiunti fuori gara
oltre un centinaio di “portoghesi”, si è
snodato nei vialetti del parco.
Con piena soddisfazione degli organizzatori in questa edizione si sono avuti
numeri da record: ben 620 gli iscritti
alla mezza maratona competitiva, 160
alla mezza maratona non competitiva,
565 alla 10,5 Km non competitiva. Ma
il dato in crescita che più ci entusiasma è quello dei 73 bambini e ragazzi
iscritti alla minimaratona di 4 km.
Un drappello di Alpini del Gruppo di
Giussano ha contribuito ad “alpinizzare” la manifestazione: lungo il percorso sono stati allestiti due punti di ristoro con acqua e the curati dagli amici
Alpini del Gruppo di Bresso, presenti
anche nelle precedenti edizioni.
Il ristoro finale per tutti i partecipanti
era nello “standard alpino” con cibarie dal formaggino “Alpino” del noto
produttore piemontese, ai caldi wustel,
ai biscotti con Nutella, al the, all’acqua minerale e, per finire in gloria, con
del buon Cabernet. A fine gara i concorrenti avevano a disposizione massaggiatori e servizi con doccia calda.
Le premiazioni sono avvenute presso
il Palazzetto dello Sport, con premi di
merito per la competitiva e ad estrazione per le non competitive.
A tutti è stato dato il tradizionale pacco gara con maglietta o cappellino e
la storica pasta, polpa di pelati e varie
bevande.
Nulla è stato tralasciato, e poiché il
Gruppo Sportivo Alpini ha sempre
coniugato sport e solidarietà, anche
quest’anno la manifestazione, oltre al
fine sportivo, ha avuto come importante obiettivo quello di sostenere economicamente e fare conoscere l’Associazione Italiana per la Donazione di
Organi e Tessuti “A.I.D.O.”, Gruppo
di Sesto San Giovanni, fornendo ai
concorrenti un opuscolo informativo
per incentivare le adesioni e l’interesse
nei confronti di una tematica che troppo spesso passa in secondo piano.
Abbiamo solo un rammarico: l’aver
dovuto dir di no a centinaia (ed erano
diverse centinaia) di atleti che avrebbero voluto partecipare alla manifestazione ma che per limiti logistici e
organizzativi non abbiamo potuto accettare. A loro rivolgiamo l’invito per
la prossima edizione, con il consiglio
di effettuare l’iscrizione per tempo.
Tanti i ringraziamenti dal Comitato
Organizzatore, al Gruppo Sportivo
Alpini di Sesto, all’”Atletica Da Paura”, al Parco Nord Milano: grazie agli
atleti partecipanti, sempre corretti nel
comportamento e sempre pronti ad accettare qualche piccolo inconveniente
organizzativo. Grazie agli sponsor che
rendono possibile la manifestazione e
alle 40 Guardie Ecologiche del parco
che hanno garantito la sicurezza dei
partecipanti. Purtroppo mancava il
nostro socio e Guardia Ecologica Umberto Marazzato degente in ospedale;
a lui vanno i nostri migliori auguri per
una pronta ripresa.
E un arrivederci a tutti per la prossima edizione fissata per l’11 novembre
2012 con una novità: dalla classifica
della gara competitiva sarà estrapolata
una classifica per gli Alpini.
Luigi Ponti
La partenza dei partecipanti alla settima “Alpin Cup Parco Nord”
24 - Veci e Bocia
Novembre 2011
ANAGRAFE A NOVEMBRE
LETTERE AL DIRETTORE
Gli Alpini Motociclisti
Abbiamo ricevuto una lunga lettera da
Giancarlo Bianchi e faccio riferimento in questa risposta ai punti principali. Giancarlo, partendo dall’osservazione che alla pagina 17 del numero
di giugno 2011 un articolo relativo
ai motociclisti è stato inserito nella rubrica “Vita dei Gruppi”, esterna
alcune obiezioni sulla opportunità di
considerare gli Alpini Motociclisti tra
le attività della Sezione. Mi scuso con
i lettori se per quell’articolo non era
stato inserito in cima al testo qualche
elemento grafico che permettesse di
identificarlo in una rubrica diversa da
quella della “Vita dei Gruppi”: presteremo più attenzione nel futuro.
Bianchi chiede poi quali siano i rapporti che intercorrono tra l’“Associazione Alpini Motociclisti” (questa è la
denominazione corretta) e la Sezione
ANA di Milano. Direi che la risposta è
semplice: come per molte altre iniziative in ambito ANA, la nostra Sezione
è spesso all’avanguardia ed è primo
protagonista. Alcuni tra gli animatori
del sodalizio fanno parte della nostra
Sezione. Conosciamo bene il Presidente, il Segretario, alcuni Soci; di
tutti loro è noto ed evidente l’intenso
impegno per la Sezione in tanti altri
settori di attività e di tutti loro posso
certificare il profondo spirito alpino e
l’amore per i nostri valori.
Un altro tema esposto da Giancarlo è
“di non comprendere la presenza di
questo sodalizio nell’ambito ANA,
qualunque sia il livello che ne ha permesso la costituzione…” .
Rispondo a questa obiezione citando
il punto 2 dello statuto (Scopo) di questa Associazione che dice: “Presupposto fondamentale per lo svolgimento
di tutte le manifestazioni dell’Associazione sono le finalità morali ed
istituzionali dell’ANA … L’associazione accetta incondizionatamente di
conformarsi alle norme e alle direttive
dell’ANA.” Se a questa chiara affermazione di principio aggiungiamo
che: “Possono far parte dell’associazione (Alpini Motociclisti) solo le
persone fisiche iscritte all’ANA”, si
può comprendere come questi appassionati di moto siano prima di tutto
soci dell’ANA e poi motociclisti.
Sono nostri Soci che hanno trovato il
modo di rendere dei servizi all’ANA
con del volontariato utilizzando al
meglio una loro passione e operando nel pieno rispetto dei regolamenti
dell’ANA.
In un altro punto della lettera Bianchi
indica che il testo di quell’articolo sarebbe più indicato per un notiziario di
moto-club che per un organo di stampa dell’ANA. Rispondo che ho voluto
pubblicare quell’articolo proprio per
il motivo scritto nel testo di Kenneth
Mazza: fare quel servizio è stata: “..
una ottima occasione per dare visibilità agli Alpini!”
Gianni Papa
OFFERTE
Pro Una casa per Luca
Ass.ne Combattenti e Reduci - Sezione di Magenta
€ 100,00
Croce d’Argento - Limbiate € 1.000,00
Fondazione Don Gnocchi € 500,00
Gruppo Bresso
€ 180,00
Gruppo Bresso
€ 2.550,00
Gruppi Ceriano Laghetto - Cesano
Maderno - Limbiate
€ 110,00
Editore:
ANA Sezione di Milano
Presidente Luigi Boffi
Direttore Responsabile:
Gianni Papa
Redazione:
Sandro Bighellini
Dario Bignami
Gigi Rodeghiero
Giuseppe Semprini
Hanno collaborato:
Luigi Azzerboni
Aldo, Carlo e Marco Barberi
Davide Beraldo
Marco Boccellini
Luigi Boffi
Tullio Bonetti
Osvaldo Carrara
Ermanno Comi
Elio Dal Pont
Renzo De Candia
Giuseppe Donelli
Gruppo Giussano
€ 2.000,00
Gruppo Lainate
€ 120,00
Gruppi Legnano - Busto Arsizio – Castellanza
€ 500,00
Gruppo Limbiate € 2.300,00
Gruppo Paderno Dugnano € 260,00
Sezione Milano
€ 1.330,00
Pro Sede
Pietro Tassan
€ 80,00
Antonella Garbetta Durante
Giovanni Inzoli
Simone Moro
Achille Pellegatta
Giuliano Perini
Luca Pizzetti
Luigi Ponti
Ercole Razzini
Antonio Respighi
Roberto Scloza
Roberto Semini
Mario Sormani
Mauro Stoppello
Ignazio Torno
Alberto Valsecchi
Marco Vismara
Alessandro Zuccotti
Gruppo Alpini Rozzano
Data di chiusura del numero:
23 novembre 2011
Associazione Nazionale Alpini - Sezione di Milano
Direttore Responsabile: Gianni Papa
Aut. Trib. di Milano 14-1-55 n° 3602 del Registro
Stampa EffeTi Servizi - Milano
Cinisello Balsamo
Gino Bellinaso, reduce di guerra e prigionia
Angelo Gilardoni
Tonelli Francesco
Gessate
Angela Venturini, suocera di Armando Pedroni
Lacchiarella
Pierangelo Murano
Lainate
Edvige Pavanello, moglie del Vice
Capogruppo Carlo Bragagnolo Limito-Pioltello-Segrate
Silvana Fiore, moglie di Giuseppe
Ferrante
Lidia Luciani, mamma del capogruppo Roberto Luciani
Piermario Zacchetti, fratello di Francesco
Lodi
Savino Brisaghella, zio di Dario Bignami
Costanza De Franceschi, mamma di
Armando Guarnieri e nonna di Marco
Guarnieri
Attilio Telli, zio di Angelo Loardi
Magenta
Pierino Bani
Melzo
Pietro Bellaviti, reduce di Russia
Milano-Crescenzago
Antonio De Pol
Milano-Lorenteggio
Antonio Frison
Milano Sezione
Licia Brusini, moglie di Agostino Carenzio
Edgardo Rosenthal, reduce di Russia
Antonio Luigi Ziliotto
Rozzano
Sergio Montalbetti, vicecapogruppo
Vaprio d’Adda
Franco Mazzetti
NOTIZIE LIETE
Nascite
Abbiategrasso
Luca Piva, figlio di Umberto e Cristina, e nipote del consigliere sezionale
Giancarlo Piva
Cassano d’Adda
Gabriele Pessina, figlio di William e
Ismene Sarao e nipote di Ugo Sarao
Corsico
Tiago Brazzoli, figlio di Davide e Carmen, e nipote di Giuseppe Brazzoli
Samuele Migliavacca, figlio di Barbara e nipote di Benvenuto
Melzo Giulia e Gabriele Bosi, nipoti di Gianfranco Piasentin
Paderno Dugnano
Serena Vismara, figlia di Marco e Patrizia Zilio
Rho
Federico Lironi, nipote di Abele
Gaia Parolari, nipote di Apollonio
Matrimoni
Lodi
Marco Guarnieri, figlio di Armando,
con Tea Conti
Marco Paolillo e Francesca Losi, figlia di Luigi Losi
Tiziana Binelli e Mario Franzoi, alpino cugino di Dario Bignami Rho
Annalisa Bongiorni, figlia di Gianpietro, con Guido Federico
NOTIZIE TRISTI
Lutti
Cassano d’Adda
Maddalena Vegini, suocera di Daniele
Confalonieri
Castano Primo
Mario Pisoni
Concorso
“Quel giorno da alpino che
non potrò mai dimenticare”
Ci sono momenti nei mesi del vostro servizio militare che giudicate
indimenticabili? Se la risposta è positiva, raccontateli, quei momenti,
partecipando all’iniziativa promossa dal Comitato Organizzatore
dell’Adunata di Bolzano 2012 che ha come titolo:
“Quel giorno da alpino che non potrò mai dimenticare”.
I racconti non dovranno superare le 3.500 battute ed essere inviati
via e-mail a [email protected] , oppure via posta all’Azienda
di Soggiorno e Turismo di Bolzano, piazza Walther 8, 39100 (BZ),
o via fax al numero 0471 980300, fino al 13 maggio 2012.
I lavori inviati verranno valutati ogni mese da una giuria della quale
fanno parte il presidente del Comitato Organizzatore dell’Adunata
Nino Geronazzo; il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli, il direttore
responsabile del mensile “L’Alpino” Vittorio Brunello; il direttore
del quotidiano “Alto Adige” Alberto Faustini; il presidente della
sezione ANA di Bolzano Ferdinando Scafariello e un rappresentante
dell’Azienda di Soggiorno di Bolzano.
I testi più interessanti saranno pubblicati sul quotidiano “Alto Adige”.
Gli autori saranno premiati con una ceramica Thun esclusiva.
Gli autori dei cinque racconti che alla scadenza del concorso
saranno ritenuti i migliori riceveranno un oggetto realizzato dagli
artigiani degli Artigiani Atesini e saranno ospiti di Bolzano per un
fine settimana per due persone durante il Mercatino di Natale 2012.
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