RISPARMIO # DIRITTI # PREVIDENZA # CONSUMI MAGGIO 2008 R I F L E S S I O N I S U L C A S O A L I TA L I A PREVIDENZA Air France è davvero una buona compagnia? 2 4 5 le nuove pensioni I superstiti Gli anni di studio FISCO È l’ora delle tasse: 6 6 Unico o 730? Chi paga l’Ici CREDITO L’assegno è sempre 9 non trasferibile I conti “dormienti” li incassa lo Stato Per salvarli fornire 10 la propria residenza 11 VACANZE Lo scambio di casa che fa risparmiare 12 SALUTE Il diabete ci costa 10 miliardi all’anno 14 INVESTIMENTI L’opera d’arte può valere In evidenza A l di là della conclusione della vicenda Alitalia è forse il caso di fare qualche riflessione un po’ controcorrente su Air France e sulla situazione dei voli aerei in Europa. Si è sempre scritto in questo periodo che la società francese (che ha già assorbito l’olandese Klm) sarebbe un esempio di conduzione e di risanamento.Tanto che, dopo la fusione con Klm, è CIELI LIBERI E MERCATO diventata la prima compagnia aerea del mondo.Attenzione, non è tutto oro quello Crescita dei passeggeri dal 1997 al 2006 (in mln) che luccica.E chi si è preoccupato che AliPaese 1997 2006 Variazione talia finisse in mano ad Air France non ha 62 150 142% lanciato allarmi privi di fondamento. Perché il segreto della redditività della com50 95 90% pagnia si chiama “monopolio”. In altre parole, la società è in mano allo Stato che la 114 212 86% favorisce rispetto a tutti gli altri concorrenti.Dal punto di vista dei conti di bilancio e 80 113 41,25% del personale può anche essere un fatto positivo, non lo è più se lo si guarda dalla LE COMPAGNIE LOW COST parte dei consumatori, cioè di chi vola. I Percentuale dei passeggeri sul totale (2006) cieli francesi, nonostante gli accordi interPaese % Passeggeri nazionali, sono meno liberi degli altri e inFRANCIA 12,8 fatti (vedi tabella) negli ultimi dieci anni la crescita del traffico è stata inferiore agli alGERMANIA 22,5 tri Paesi.La percentuale dei passeggeri delITALIA 23,1 le compagnie low cost, quelle che vendoSPAGNA 24,1 no biglietti a prezzi molto ridotti,è circa la REGNO UNITO 38 metà di Germania,Spagna e Italia e addirittura un terzo rispetto al Regno Unito (vedi tabella in basso). Significa che volare in Francia costa di più e se si considera che il 75 per cento del mercato interno è appannaggio inviolabile di Air France è facile dedurre che i francesi sono sfavoriti. La quota di mercato di Alitalia per i voli domestici è del 42 per cento.Alitalia è in genere la più cara, ma gli italiani hanno più possibilità dei francesi di risparmiare. Dai riscatti alle finestre: più di un’azione 16 con pochi euro 17 Si comincia anche FINANZA Obbligazioni strutturate: attenti a chi le offre 18 I punti critici 19 Risparmio gestito 20 A CURA DI 2C EDIZIONI NOTES 1 MAGGIO 2008 P R E V I D E N Z A P R E V I D E N Z A I riscatti, le finestre, i superstiti: come sono cambiate le pensioni LA LEGGE CHE HA RECEPITO L’ACCORDO CON I SINDACATI HA APPORTATO DIVERSE MODIFICHE AL SISTEMA PREVIDENZIALE. CAMBIANO I TEMPI PER LE USCITE, PER I PAGAMENTI E IL RECUPERO DEGLI ANNI DI STUDIO ad anC hidaresi inappresta pensione, ma anche chi è ancora incerto se riscattare gli anni dei corsi universitari, presto o tardi si troverà a fare i conti con le nuove regole entrate in vigore dal 1° gennaio di quest’anno (introdotte dalla legge n. 247/2007, che ha recepito il protocollo sul Welfare). Sono numerose, infatti, le modifiche apportate dalla riforma: dal nuovo calendario delle finestre per la pensione di anzianità che con il “mix” del sistema degli scalini e delle quote si fa più progressiva, alle “uscite” stabilite anche per il trattamento di vecchiaia.Analizziamo, pertanto, le principali novità introdotte. 2 MAGGIO 2008 PENSIONE DI ANZIANITÀ Che cosa cambia per i lavoratori dipendenti e gli autonomi e che cosa si intende per scalini e quote? In primo luogo cambiano i requisiti in termini di età anagrafica e contributiva ai fini del conseguimento del diritto a questa prestazione; invece, per quanto riguarda il calendario delle finestre, cambia solo per chi ha maturato la soglia minima dei 40 anni di contribuzione. In quest’ultimo caso, però, diventa irrilevante l’età del lavoratore. Per “quota” si intende la somma fra gli anni di età e quelli di anzianità contributiva. Nel dettaglio, per i lavoratori privati e pubblici (iscritti a Inps, Inpdap ecc.) il diritto alla pensione di anzianità spetterà: Per il periodo dal 1° gennaio 2008 al 30 giugno 2009, con il requisito minimo contributivo di 35 anni e l’età di 58 anni; Dal 1° luglio 2009 al 31 dicembre 2010, con quota 95, con l’età anagrafica minima di 59 anni e l’anzianità contributiva minima sempre pari a 35 anni; Dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2012, la quo- ta è pari a 96, con l’età anagrafica minima di 60 anni e sempre con il requisito di 35 anni; Dal 2013 la quota cresce a 97 con età minima di 61 anni e 35 anni di contributi; Con il minimo contributivo di 40 anni si può avere qualunque età. Invece per i lavoratori autonomi (imprenditori agricoli, coltivatori diretti, artigiani e commercianti a cui si applica però il sistema contributivo e non retributivo) il requisito di contribuzione può essere raggiunto con il cumulo della contribuzione realizzata presso una o più gestioni speciali, solo per la concessione della pensione in una di queste gestioni speciali. Nel dettaglio, si potrà richiedere la pensione di anzianità in presenza dei seguenti presupposti: COSÌ SI ACCUMULANO I CONTRIBUTI Per i lavoratori dipendenti. In questo caso il contributo destinato alla pensione è pari al 33% della retribuzione in parte a carico del datore di lavoro e in parte del lavoratore, rispettivamente nella misura del 23,81% e del 9,19% che viene direttamente trattenuto sulla busta paga. Per i lavoratori autonomi. Per chi è già in pensione e chi gode di un’altra copertura il contributo è uguale al 17% dei compensi percepiti. Per lavoratori parasubordinati – ossia collaboratori, lavoratori a progetto, interinali ecc. – il contributo è attualmente a carico del datore di lavoro per i 2/3 e per 1/3 a carico del lavoratore. Infine, per i commercianti e gli artigiani, il contributo è pari al 20% del reddito imponibile. LE FINESTRE PER L’ACCESSO ALL’ASSEGNO DI VECCHIAIA L AV O R AT O R I D I P E N D E N T I Dal 1° gennaio al 30 giugno 2009 con il requisito minimo di 35 anni di contributi e 59 di età; Dal 1° luglio 2009 al 31 dicembre 2010, resta fermo il requisito minimo di 35 anni di contributi, a cui si aggiunge l’età minima di 60 anni e la quota 96; Dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2012 con la quota 97 e l’età di 61 anni, sempre con il minimo contributivo di 35 anni; Dal 2013 con la quota 98 e l’età di 62 anni e la soglia minima di 35 anni di contributi; Con 40 anni di contributi a prescindere dall’età. Quale sarà la sorte dei contributi versati per chi aveva optato per il “rinvio”, cioè per il beneficio del “Bonus” per il posticipo del pensionamento di anzianità, – norma che però ha cessato i suoi effetti al 31 dicembre 2007 – ma dal 1° gennaio 2008 ha continuato a lavorare? L’Inps, a proposito è già intervenuto a dare indicazioni (contenute nel messaggio 10.578/2007) precisando che l’anzianità contributiva maturata dopo la decorrenza del bonus, cioè all’apertura della relativa finestra e fino alla decorrenza giuridica della pensione di anzianità, comporta una quota di pensione “supplementare” che viene ad essere parte integrante della pensione riconosciuta all’atto della decorrenza giuridica. In più l’Inps ha anche spiegato che questa anzianità contributiva supple- Se i requisiti sono maturati entro: FINESTRA (da quando decorre la pensione) Se i requisiti sono maturati entro: FINESTRA (da quando decorre la pensione) 31 MARZO 1° LUGLIO stesso anno 30 SETTEMBRE 1° GENNAIO anno successivo 30 GIUGNO 1° OTTOBRE stesso anno 31 DICEMBRE 1° APRILE anno successivo Se i requisiti sono maturati entro: FINESTRA (da quando decorre la pensione) Se i requisiti sono maturati entro: FINESTRA (da quando decorre la pensione) 31 MARZO 1° OTTOBRE stesso anno 30 SETTEMBRE 1° APRILE anno successivo 30 GIUGNO 1° GENNAIO anno successivo 31 DICEMBRE 1° LUGLIO anno successivo L AV O R AT O R I A U T O N O M I mentare è utile per il possesso dei requisiti dei 37 anni di contribuzione e l’età di 58 anni o dei 40 anni di contribuzione, in modo da potersi così avvantaggiare del cumulo totale della pensione di anzianità con i redditi di lavoro dipendente e autonomo. Ovviamente non si potranno computare i periodi di godimento del bonus in quanto in questi periodi non è stata accreditata alcuna contribuzione. Ma se una volta anda- ti in pensione si continua comunque a svolgere un’attività lavorativa, quando è possibile il cumulo fra pensione di anzianità e reddito di lavoro? Questo tipo di prestazione è sempre cumulabile con qualunque reddito di lavoro a condizione, però, che al momento della pensione si possano far valere 40 anni di contributi o in alternativa 58 anni di età e 37 di contributi. In assenza di questi pre- Per la prima volta, anche per ottenere la prestazione di vecchiaia, bisognerà aspettare la prima finestra utile NOTES 3 MAGGIO 2008 P R E V I D A FAVORE DEI SUPERSTITI La riforma non ha apportato modifiche a questo tipo di trattamento pensionistico che consiste nella prestazione a cui hanno diritto i familiari del pensionato o del lavoratore che sia deceduto: nel primo caso, si parla di pensione di “reversibilità” e nel secondo di “indiretta”. Questi due tipi di pensione decorrono dal 1° giorno del mese successivo a quello del decesso, qualunque sia la data di presentazione della domanda; per recuperare gli arretrati c’è tempo fino a 10 anni per presentare domanda. Nel caso di una coppia di coniugi separati legalmente ma non divorziati, alla morte del coniuge titolare, a quello superstite spetta la pensione Inps di reversibilità? Sì, la pensione compete anche al coniuge separato legalmente. Tuttavia, secondo l’orientamento prevalente della giurisprudenza della Corte Costituzionale, se il beneficiario è il coniuge separato con colpa, questi potrà ottenere la prestazione solo se risulti titolare di un assegno alimentare, stabilito dal Tribunale, a carico del coniuge deceduto. Al contrario, la Corte di cassazione (sentenza n. 15516 del 12 giugno 2003, pronunciata dalla Sezione Lavoro) avrebbe equiparato anche il coniuge separato “con addebito” al comune coniuge superstite, che avrebbe diritto a questo tipo di pensione anche nel caso non sia titolare di un assegno alimentare. Come viene calcolato l’importo di queste pensioni? È uguale a una quota percentuale della pensione che sarebbe spettata all’assicurato (pensione diretta) o della pensione già liquidata (pensione di reversibilità). Ad esempio, tra coniuge e figli, per quanto riguarda le quote percentuali spetta: il 60% se c’è solo il coniuge; l’80% se ci sono il coniuge e un figlio; il 100% in presenza del coniuge e due figli. Fino a quando i figli che 4 MAGGIO 2008 frequentano l’università conservano il diritto al trattamento pensionistico? Il diritto spetta per tutto il corso legale del ciclo di studi, – pertanto, ad esempio, anche se dopo il conseguimento della laurea il figlio si iscrive a un corso di perfezionamento post laurea – ma fino al compimento del 26° anno di età. I REQUISITI NECESSARI PER L’INDIRETTA Requisiti contributivi e assicurativi del lavoratore Almeno 15 anni di contributi alla data del decesso. Oppure 5 anni di assicurazione, 5 anni di contribuzione di cui almeno 3 nei 5 anni precedenti la data della scomparsa.* Requisiti soggettivi dei superstiti I superstiti aventi diritto sono nell'ordine: coniuge, figli, genitori, fratelli e sorelle. Ciò significa che i genitori, fratelli e sorelle entrano in gioco solo se mancano il coniuge e i figli o se, pur essendoci, non abbiano diritto alla pensione. Coniuge e figli possono invece concorrere. * Ai fini del raggiungimento dei requisiti contributivi e assicurativi sono utili anche i periodi di godimento dell’assegno di invalidità per i quali non risulti svolta attività lavorativa. E N Z A supposti si potranno presentare due situazioni: se il pensionato ricomincia a lavorare come dipendente, allora gli verrà trattenuta l’intera pensione, se invece svolge un’attività autonoma o da libero professionista subirà solo una trattenuta parziale, nella misura del minor importo tra il 30% della quota eccedente il trattamento minimo (che per quest’anno è stato fissato a quota 443,12 euro al mese) e il 30% del reddito conseguito. Per quanto riguarda invece la pensione di vecchiaia, questo tipo di prestazione è del tutto cumulabile con qualsiasi tipo di reddito di lavoro. PENSIONE DI VECCHIAIA Di quanto si allungano i tempi di attesa della pensione di vecchiaia per lavoratori dipendenti e autonomi? Con la riforma anche per la pensione di vecchiaia, sul modello ormai in vigore da tempo per quella di anzianità, viene introdotto un meccanismo di “uscite” programmate dall’attività lavorativa: in pratica, l’assegno non spetterà più a partire dal mese successivo al compimento dell’età ma solo e soltanto in concomitanza di determinate finestre. In particolare, l’attesa sarà più lunga per gli autonomi e per giunta diversamente articolata per tutte le categorie a seconda del momento in cui si maturano i requisiti. In sintesi, le uscite vengono raggruppate in 4 scaglioni all’anno e in più è stata leggermente innalzata la soglia dell’età pensionabile, an- che se per il perfezionamento del diritto resta il limite dei 65 anni per gli uomini e dei 60 anni per le donne anche nel caso del sistema contributivo. In merito, invece, al requisito contributivo minimo, occorre distinguere: per poter richiedere la pensione di vecchiaia nel sistema retributivo o misto, regime in cui rientra chi ha versato prima del ‘96, occorrono come regola generale almeno 20 anni di versamenti; invece nel caso del sistema contributivo, sono ancora sufficienti 5 anni di contribuzione (ma le donne, se hanno meno di 65 anni, per avere diritto alla pensione devono avere alle spalle un importo che non sia più basso dell’assegno sociale, maggiorato del 20%, cioè 475 euro al mese nel 2008). Infine, nel panorama dei requisiti, in ogni caso, è necessario essersi ritirati dal rapporto di lavoro dipendente. Quali conseguenze comportano i quattro nuovi scaglioni annuali di uscite? Il calendario delle finestre è molto più vantaggioso per i lavoratori dipendenti, in quanto, se pur sempre in differita, otterranno la pensione assai prima rispetto ai lavoratori autonomi: dal primo mese del secondo trimestre successivo (si vedano le uscite nella tabella riassuntiva a pag. 3). Esistono delle eccezioni al sistema degli scaglioni? Sì. Indipendentemente dalle nuove finestre, riceveranno ancora l’assegno P R E V I D E N dal mese successivo coloro che abbiano raggiunto i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2007. È il caso, ad esempio, di tutte quelle persone, uomini e donne, che pur continuando a lavorare hanno già maturato il diritto alla pensione di anzianità,magari perché hanno usufruito del bonus.Ecco allora che, essendo già aperta la finestra,avranno la possibilità di incassare il primo assegno dal mese successivo alla cessazione dell’attività. Il protocollo sul Welfare prevede come unica eccezione quella che riguarda il personale della scuola che potrà sfruttare come in passato una sola finestra all’anno. Chiara Conti rispettivamente che: se si lavora 40 anni si realizza l’80% della retribuzione pensionabile, il massimo che si può ottenere; con 35 anni il 70% e con 30 il 60%. Il sistema contributivo. Riguarda chi ha iniziato l’attività lavorativa dal 1996 in poi e funziona con il sistema della capitalizzazione. La pensione viene calcolata sul cosiddetto “montante contributivo”, ossia la somma dei versamenti effettuati durante tutta la propria carriera lavorativa: ogni anno, per i lavoratori dipendenti, viene accantonato il 33% della retribuzione e pertanto, nel momento in cui si cessa di lavorare l’importo del- A LE PAROLE DA RICORDARE I SISTEMI DI CALCOLO Per il computo dell’assegno di pensione possono trovare applicazione tre diversi sistemi di calcolo, a seconda del periodo di corresponsione dei contributi. Il sistema retributivo. Riguarda chi ha versato almeno 18 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1995. L’importo dell’assegno è il risultato di due elementi: il compenso medio degli ultimi 2 anni di occupazione – rivalutato ogni anno sulla base di specifici coefficienti Istat che tengono conto dell’aumento del costo della vita – e l’anzianità maturata. Ogni anno lavorativo rende il 2% della retribuzione pensionabile. Perciò si avrà Z la pensione sarà uguale alla somma accumulata in totale applicando però dei coefficienti che sono diversi a seconda dell’età in cui si è smesso di lavorare: in linea di massima, prima ci si ritira meno si percepisce di pensione. Il sistema misto. È la combinazione dei due sistemi precedenti e riguarda esclusivamente chi, alla data del 31 dicembre 1995, lavorava già ma al contempo non poteva ancora vantare almeno 18 anni di contributi. Ecco allora che in questo caso l’importo dell’assegno di pensione verrà calcolato in parte con il sistema retributivo e in parte con quello contributivo. FINESTRE. Sono le decorrenze fisse stabilite dalla legge a partire dalle quali si può andare in pensione avendo già maturato i requisiti di età e di contribuzione che occorrono. ETÀ PENSIONABILE. È quella fissata dalla legge per avere diritto a richiedere la pensione di vecchiaia. PENSIONE DI VECCHIAIA. Ne ha diritto chi ha compiuto 65 anni – 60 per le donne – e ha maturato 20 anni di contributi (che si riducono a 5 anni per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995). Il riconoscimento di questa prestazione è però subordinato alla cessazione dell’attività di lavoro dipendente. PENSIONE DI ANZIANITÀ. È la prestazione che spetta a chi ha almeno 58 anni (questa età minima è valida fino al 30 giugno 2009) e 35 anni di contribuzione; chi invece può far valere 40 anni di contributi potrà andare in pensione a qualsiasi età. COME RISCATTARE L’UNIVERSITÀ Che cosa cambia per il riscatto degli anni di università? Le nuove norme sono previste dal Dlgs 184/2007. I vantaggi. I contributi versati saranno utili sia per il raggiungimento del diritto alla pensione sia per determinare l’importo: aumentando l’anzianità contributiva si potrà ottenere un pensionamento anticipato. I presupposti. È a titolo oneroso a carico del richiedente e sono riscattabili solo i periodi di durata legale degli studi universitari e che non siano già coperti da contribuzione. I destinatari. Lavoratori dipendenti (privati e pubblici) e autonomi (professionisti senza Albo e Cassa obbligati all’iscrizione nella Gestione Separata Inps) ma non i professionisti iscritti ad una Cassa privata che dovranno per il riscatto rifarsi ai regolamenti delle relative Casse (avvocati, notai ecc.). I contributi. Una volta calcolati dagli istituti – previa domanda – potranno essere corrisposti in un’unica soluzione o dilazionati in 120 rate mensili senza interessi. Che cosa succederà alle domande presentate in precedenza e già autorizzate al riscatto? Occorrerà valutare se rinunciare e presentare una nuova domanda, in quanto le domande già autorizzate fino al 31 di- cembre 2007 seguiranno la vecchia normativa che non prevede la rateazione senza interessi; o decidere di pagare in un’unica soluzione. Da un punto di vista fiscale, però, la rateazione conviene in quanto poter dedurre dall’imponibile i contributi diminuisce il peso fiscale sull’aliquota più elevata. Invece, il pagamento “unico” azzererebbe l’imponibile solo in un anno. Il contributo per il riscatto è deducibile dall’imponibile. Va poi considerato se il riscatto fa incrementare o raggiungere i requisiti (18 anni) per il calcolo della pensione con il sistema retributivo, più favorevole del contributivo. NOTES 5 MAGGIO 2008 F I S C O Unico 2008 e 730: le istruzioni per compilarli e consegnarli LA LEGGE FINANZIARIA HA INTRODOTTO UNA SERIE DI AGEVOLAZIONI FISCALI CHE SI POSSONO GIÀ FAR VALERE NELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI DI QUEST’ANNO. NOVITÀ ANCHE PER LE SCADENZE er dichiarare i reddi- ti percepiti nel 2007, Psono numerose le innovazioni da tenere presenti nella compilazione del modello. I NUOVI TERMINI PER LA PRESENTAZIONE Niente di nuovo per la compilazione. Il modello Unico 2008 si po- trà compilare come sempre nella versione cartacea, una volta scaricata dal sito web delle Entrate – www.agenziaentrate.it – o dopo averlo acquistato in qualunque cartoleria. Invece, ciò che cambia per qualcuno, è la modalità di presentazione della dichiarazione al Fisco. Infatti, per chi è titolare di partita Iva, la dichiarazione dovrà essere trasmessa esclusivamente per via telematica. Obiettivo: velocizzare i tempi snellendo le procedure e al tempo stesso permettere ai contribuenti di rettificare con più facilità eventuali imprecisioni. In particolare, la presentazione via Internet dovrà avvenire entro il termine del 31 luglio 2008.All’invio potrà provvedere lo stesso contribuente, un intermediario abilitato (Caf, dottore o ragioniere commercialista, banca) o un ufficio dell’agenzia delle Entrate. Tuttavia, va detto che sono ammesse delle eccezioni, dal momento che sono esonerate dall’obbligo di presentazione online le persone fisiche che: non possono presentare il modello 730/2008 perché privi di datore di lavoro o non titolari di pensione; pur potendo presentare il 730/2008, devono dichia- rare alcuni redditi o comunicare dati usando i relativi quadri del modello Unico (RM, RT, RW, AC); devono presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti; sono privi di un sostituto d’imposta al momento di presentazione della dichiarazione perché è cessato il rapporto di lavoro. In questa ipotesi, gli esonerati dall’obbligo di presentare l’Unico tramite web dovranno però presentare, entro il 30 giugno 2008, la dichiarazione in forma cartacea ricorrendo ad un ufficio postale. Ecco allora il calendario complessivo delle scadenze di consegna dei moduli che prevede un anticipo rispetto al passato: il modello Unico, per via postale entro il 30 giugno; per il modello Unico per via telematica c’è tempo fino al 31 luglio; il modello 730, invece, CHI DEVE PAGARE L’ICI L’Ici o imposta comunale sugli immobili riguarda i fabbricati, le aree fabbricabili e i terreni agricoli ubicati in Italia. I fabbricati sono le unità immobiliari iscritte al catasto fabbricati e le aree fabbricabili sono quelle su cui è possibile costruire. 6 MAGGIO 2008 Soggetti passivi. Sono tenuti a pagare l’Ici le seguenti categorie di soggetti: i proprietari degli immobili, i titolari di diritti reali di uso, usufrutto, abitazione, enfiteusi, superficie. L’imposta, ovviamente, è dovuta ai Comuni dove gli immobili sono ubicati. Nell’ipotesi di comproprietà degli immobili, ciascun contitolare sarà obbligato ad effettuare in modo distinto il versamento dell’Ici, limitatamente alla sua quota parte. Nei condomini per le parti comuni e le unità di proprietà condominiale con rendita catastale attribuita, la dichiarazione deve essere presentata dall’amministratore del condominio per conto dei condomini, mentre il versamento può essere effettuato dall’amministratore ovvero dai singoli condomini, pro quota. F I COME CAMBIA L’IRPEF Che cos’è. L’imposta sul reddito delle persone fisiche è la principale imposta diretta, che grava sui redditi personali in denaro o in natura, continuativi o occasionali, provenienti da qualsiasi fonte. Si applica ai redditi di: lavoro dipendente e autonomo; d’impresa; fondiari e di capitale. La sua particolarità sta nel fatto che si tratta di un’imposta “progressiva” per scaglioni e pertanto ciò comporta che i contribuenti dovranno pagare un importo al Fisco (prelievo) pari ad una certa percentuale (aliquota d’imposta) del reddito accumulato in un anno. Una percentuale che è, appunto, progressiva, cioè aumenterà in modo più che proporzionale al reddito e pertanto in misura crescente in base allo scaglione di reddito di appartenenza. I nuovi scaglioni. Con la dichiarazione Unico 2008 tornano cinque scaglioni di reddito (prima erano quattro) e cinque corrispondenti aliquote per il calcolo dell’Irpef, una in più rispetto all’anno precedente. L’aliquota d’imposta sarà pari al: 23% fino a 15mila euro di reddito; 27% per un reddito compreso tra i 15mila e i 28mila euro; 38% per redditi fra i 28mila e i 55mila euro; 41% fra i 55mila e i 75mila; 43% per i redditi superiori a 75mila. va consegnato entro il 3 giugno (il 31 maggio cade di sabato). IN ARRIVO PIÙ BENEFICI Debuttano, infatti, le nuove regole relative alle detrazioni per carichi di famiglia, mentre non si applica più la cosiddetta “no tax area”, cioè l’imponibile fuori fisco e le deduzioni per carichi di famiglia, cosiddetta no tax family. Il nuovo modello, inoltre, prevede anche uno specifico quadro «BF richiesta bonus fiscale» che riguarda i contribuenti cosiddetti incapienti, con imposta netta 2006 pari a zero, che hanno diritto al rimborso forfettario di 150 euro, maggiorato di un ulteriore bonus di 150 euro per ciascun familiare a carico nel corso del 2006. Detrazioni per carichi di famiglia. Ecco allora che il modello Unico 2008 recepisce le novità varate sull’Irpef previste dalla legge Finanziaria 2008 (la 244/2007), fra cui va evidenziato che il reddito della prima casa “scompare” dal reddito complessi- S C O vo del beneficiario ai fini del calcolo delle detrazioni per carichi familiari; inoltre, va ricordato l’esonero dal compilare la dichiarazione dei redditi per i contribuenti titolari solo di redditi fondiari di terreni e fabbricati di importo totale non superiore a quota 500 euro. In sintesi, pertanto, per calcolare le detrazioni per i familiari a carico, il reddito della casa di abitazione esce dalla determinazione del reddito complessivo. L’importo si calcola senza considerare il reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e quello delle sue pertinenze. La novità rileva con esclusivo riferimento al reddito complessivo del soggetto che intende avvalersi del beneficio.Analizziamo ora le detrazioni che riguardano gli immobili. Sconti sugli affitti. I giovani fra i 20 e i 30 anni potranno detrarre fino ad un massimo di 991,60 euro per i primi tre anni sull’affitto purché la casa sia diversa da quella dei genitori. Il bonus fiscale sarà però concesso a chi percepisce un reddito massimo di 15.493,71 euro. Invece, ai contribuenti meno giovani che pagano l’affitto per la casa (abitazione principale), con reddito fino a 30.987,41 euro, è riconosciuta una detrazione pari a 150 euro, ma nel caso il loro reddito non superi i 15.493,71 euro, la detrazione raddoppia a 300 euro. Superfluo forse dirlo, ovviamente le detrazioni si applicano agli inquilini con contratto di locazione regolarmente registrato. Ici sulla prima casa. Oltre alla detrazione già in vigore, pari a 103,29 euro, ne arriva un’ulteriore dell’1,33 per mille della base imponibile. Il nuovo sconto però non potrà superare la soglia di 200 euro.Tra l’altro, questi benefici da oggi valgono anche per i coniugi che,dopo la se- CHI PUÒ SERVIRSI DEL “730” Possono compilare il modello 730 i contribuenti che nel 2007 risultano: pensionati; lavoratori dipendenti; chi percepisce indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente (ad esempio, l’indennità di mobilità, ecc.); soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e di piccola pesca; soggetti impegnati in lavori socialmente utili. CHI DEVE UTILIZZARE IL MODELLO UNICO l Modello Unico “Persone Fisiche” (contrassegnato dalla sigla “PF”) è un modello unificato con cui è possibile effettuare più dichiarazioni fiscali. È riservato alle persone che nel corso del 2007 abbiano posseduto: redditi di terreni, di fabbricati, di partecipazione, di lavoro autonomo occasionale o continuativo, d’impresa, di lavoro dipendente (solo però se erogati da datori di lavoro non obbligati ad effettuare le ritenute d’acconto, come accade ad esempio per le colf), di pensione ed altri redditi che vanno indicati ognuno nel proprio quadro di riferimento. Si tratta, pertanto, di un modulo sintetico in cui devono figurare, in piena trasparenza e in modo analitico, tutti i pagamenti a favore dell’Amministrazione finanziaria. I NOTES 7 MAGGIO 2008 parazione o il divorzio,non siano assegnatari della casa coniugale. Assegni alle famiglie numerose. Oltre a confermare gli aiuti economici a favore delle famiglie numerose – cioè sconti d’imposta che decrescono progressivamente con l’aumentare della somma dei redditi percepiti –,la Finanziaria 2008 ha introdotto l’ulteriore detrazione (super bonus) pari a 1.200 euro, in favore dei nuclei familiari che abbiano almeno quattro figli a carico. Bonus incapienti. I contribuenti che, pur nelle condizioni previste dal decreto legge 159/2007, non hanno ricevuto dal sostituto d’imposta l’erogazione del bonus incapienti, potranno farne richiesta attraverso la compilazione del quadro BF, solo però se sono tenuti alla presentazione del modello Unico 2008. In caso di esenzione dalla dichiarazione dei redditi, per fruire del bonus fiscale dovranno utilizzare l’apposito modello di richiesta. F I S C O STUDI DI SETTORE PIÙ CLEMENTI a quest’anno potrebbe risultare meno costoso l’adeguamento agli studi di settore. Secondo le ultime indicazioni del Fisco, infatti, sembra proprio che non sia più necessario dichiarare l’importo più elevato, indicato come ricavo o compenso “puntuale di riferimento”. Pertanto i contribuenti soggetti agli studi saranno in linea con gli stessi se dichiarano ricavi o compensi di importo pari o superiore al “minimo ammissibile”. E ancora, chi dichiara ricavi o compensi che sono all’interno del cosiddetto “intervallo di confidenza”, cioè tra il ricavo o compenso “puntuale di riferimento” e il ricavo o compenso “minimo ammissibile” è, di norma, escluso dall’accertamento in base agli studi di settore. D Bonus badanti. Una detrazione del 19% è riconosciuta, inoltre, per le spese sostenute per le badanti e ancora per le spese relative allo sport praticato dai figli, per l’intermediazione immobiliare,per l’acquisto di un computer da parte dei docenti e, infine, per le erogazioni liberali in favori di istituti scolastici. Risparmio energetico. Fra le altre novità della dichiarazione dei redditi ci sono anche le detrazioni d’imposta del 55% sulle spese sostenute per la riqualificazione energetica di un immobile. Ma non è tutto: ci sono ancora le detrazioni del 20% per chi ha acquistato un frigorifero o un congelatore di classe energetica non inferiore ad A+ oppure un motore a elevata efficienza o infine un variatore di velocità. La stessa detrazione del 20% (con un limite massimo di 200 euro) è prevista per chi ha comprato un televisore per il digitale terrestre. Chiara Conti VOI DOMANDATE - GLI ESPERTI RISPONDONO Club3 fornisce ai lettori anche un servizio di Gli esperti di Club3 rispondono ad ogni consulenza da parte dei suoi esperti. Le domanda di carattere economico, finanziario, domande e le risposte di interesse generale fiscale, normativo e previdenziale purché sia potranno essere pubblicate, per gli altri quesiti esposta in forma breve e non si tratti di un la risposta sarà privata. Chi desidera usufruire quesito multiplo. Gli esperti di Club3 si di questa opportunità deve utilizzare il modulo riservano di non dare seguito a quesiti ritenuti qui a fianco versando un contributo spese di impropri, a loro insindacabile giudizio, 25,82 Euro. rimborsando il contributo spese al lettore. Nome e Cognome Il contributo va versato mediante bonifico Via (o piazza) sul c/c 000000320800 c/o Banco Desio Ag.42 Cap Città di Milano ABI 03440 – CAB 01601 intestato a 2C Edizioni. Allegare al quesito questo modulo Provincia Telefono e copia del bonifico e spedire in busta chiusa a: Per informazioni su questo servizio si può telefonare Gli esperti di Club3 ogni mercoledì – dalle 14 alle 15 – al numero 02.36.53.83.08. C/o 2C Edizioni, Via Albani 21, 20149 Milano. 8 MAGGIO 2008 C R E D I T O La stretta antiriciclaggio cambia le regole per gli assegni bancari DAL 30 APRILE È INDISPENSABILE RIPORTARE SU OGNI MODULO LA DICITURA “NON TRASFERIBILE”. E QUANDO IL VALORE È PARI O SUPERIORE AI 5MILA EURO È OBBLIGATORIO INDICARE NOME E COGNOME DEL BENEFICIARIO ono entrate in vigore il 30 aprile le nuove Snorme previste dal decreto legislativo 231/07 contro il riciclaggio di danaro sporco che riguardano la disciplina degli assegni bancari. La principale novità per la clientela di banche e Poste è che di regola sui moduli degli assegni si troverà la dicitura “non trasferibile”. Se vengono emessi per un valore pari o superiore ai 5mila euro, è necessario indicare con precisione nome e cognome del beneficiario o la ragione sociale,se si tratta di società, altrimenti si rischia che l’istituto di credito rifiuti di cambiare il titolo. Il modulo dell’assegno libero - il cui importo poi non potrà comunque superare i 5mila euro - diventerà l’eccezione:verrà consegnato al cliente solo previa un’espressa domanda scritta e sconterà in modo virtuale una imposta di bollo di un euro e 50 centesimi per ogni titolo. Le stesse limitazioni sono previste per gli assegni circolari. Gli assegni liberi dovranno riportare, sotto la firma,il codice fiscale del girante. Anche l’assegno bancario a favore dello stesso traente, definito “a me medesimo”,subisce dei limiti, perché può essere girato unicamente per l’incasso a una banca o alle Poste. Se questo genere di assegni viene girato a terzi, può essere pagato, ma occorre la segnalazione al ministero dell’Economia. Gli assegni non trasferibili potranno essere utilizzati per qualsiasi importo e non solamente per quelli superiori ai 5mila euro. Dall’agenzia delle Entrate arriveranno istruzioni per la richiesta agli istituti di credito degli estremi del richiedente e di colui che incassa assegni liberi, in modo da implementare la sezione dell’Anagrafe tributaria dedicata ai nominativi che intenda monitorare. Il cittadino avrà dunque un motivo in più per utilizzare gli assegni non trasferibili, anche se fino ad oggi anche gli assegni liberi all’occorrenza sono stati fonte di prova nei processi penali e tributari. Il ministero ha precisato che sono pagabili gli assegni emessi dal 30 aprile in poi senza l’indicazione precisa del nome o della ragione sociale del beneficiario o la clausola di non trasferibilità, le banche o le Poste sono però obbligate a segnalarli in quanto irregolari, e a questo genere di titoli potrà essere applicata una sanzione dall'1 al 40 per cento dell’importo trasferito. I vecchi carnet ancora presenti nei magazzini delle banche o in possesso della clientela potranno continuare ad essere utilizzati, tenendo però presenti le nuove regole. NUOVE LIMITAZIONI PER I LIBRETTI La nuova normativa abbassa la soglia di utilizzo del denaro contante da 12.500 a 5mila euro, disponendo il divieto del trasferimento del denaro contante o di libretti di deposito bancario o postali al portatore o di titoli al portatore in euro, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore dell’operazione supera appunto i 5mila euro. La stretta riguarda quindi anche i libretti al portatore, che a regime potranno avere solo un saldo inferiore ai 5mila euro. Una circolare del ministero dell’Economia fissa la data del 30 giugno 2009 per regolarizzare tutti i titoli di importo superiore.Di conseguenza, i libretti emessi dal 30 aprile in poi non possono avere un saldo superore ai 5mila euro; se superano tale soglia con l’accredito da parte della banca degli interessi, devono essere ridotti (o estinti) contestualmente alla scritturazione degli interessi.Anche nel caso di trasferimento dei depositi bancari o postali al portatore di importo inferiore ai 5mila euro, il cedente deve comunicare all’intermediario emittente, entro 30 giorni, i dati identificativi del cessionario e la data del trasferimento. L’inadempienza è sanzionata dal 10 al 20 per cento del saldo del libretto ceduto. Marco De Ciuceis I vecchi carnet di assegni ancora presenti nei magazzini delle banche o in possesso dei clienti potranno essere usati, tenendo presenti le nuove regole. NOTES 9 MAGGIO 2008 G C R E D I T O G G Ultima chiamata dalle banche per recuperare fondi “dormienti” CHI È TITOLARE DI UN CONTO, MA NEGLI ULTIMI 10 ANNI NON HA PIÙ EFFETTUATO OPERAZIONI, RISCHIA LA PERDITA DELL’INTERA SOMMA. PER EVITARLO DOVRÀ MUOVERE I SOLDI O FARE UNA SEGNALAZIONE UN AVVISO IN FILIALE E SUL SITO INTERNET in questo peD istrarsi riodo potrebbe costare davvero caro a chi è intestatario di uno dei cosiddetti “conti dormienti”, che rischiano di spegnersi definitivamente proprio nei prossimi mesi. Si tratta di rapporti finanziari per i quali non è stata effettuata alcuna operazione o movimentazione da parte del titolare o di terzi muniti di una delega scritta, negli ultimi dieci anni. Il pericolo che si corre, come previsto dal decreto del presidente della Repubblica numero 116 emanato il 22 giugno 2007 e in vigore dal 17 agosto dell'anno scorso, è quello di perdere l'intero ammontare, che sarà devoluto a un fondo amministrato dallo Stato per le vittime di frodi finanziarie e per assumere precari nella pubblica amministrazione. Secondo diverse associazioni dei consumatori, ci sarebbero in ballo tra i 10 e i 15 miliardi di euro. LA NORMA VALE SOPRA I 100 EURO La normativa si occupa della maggior parte dei rapporti finanziari di diverso genere di importo superiore ai 100 euro. Si va dai comuni conti correnti bancari o postali ai titoli di Stato, azionari e 10 MAGGIO 2008 obbligazionari. Ma sono compresi anche i libretti di risparmio, sia quelli al portatore sia quelli nominativi, così come i contratti di assicurazione. A far suonare il campanello d'allarme per i titolari di questi tipi di rapporti “in sonno” da troppo tempo dovrebbe essere stato un avviso da parte degli intermediari. Istituti di credito, Poste e compagnie di assicurazione, infatti, hanno precisi obblighi di informativa in questa materia, previsti da un regolamento del ministero dell'Economia e delle finanze. Nel caso di rapporti in cui il periodo di “dormienza” sia maturato prima del 17 agosto 2007, spiegano all'Associazione bancaria italiana (Abi),gli intermediari dovrebbero aver già inviato una raccomandata con avviso di ricevimento all'ultimo indirizzo conosciuto del titolare del rapporto (il termine era il 17 febbraio 2008). Per i rapporti al portatore, invece, la comunicazione è sostituita da un avviso esposto in banca e pubblicato sul sito internet. La lettera contiene l'invito a impartire disposizioni, come può essere una qualunque movimentazione o la semplice richiesta della propria documentazione,entro 180 giorni dalla data di ricevimento. Inoltre, la raccomandata avvisa che, nel caso in cui non si farà nessuna di queste operazioni, il rapporto sarà estinto e le relative somme saranno devolute al fondo. Per i rapporti non reclamati, le banche dovranno provvedere, entro quattro mesi dalla scadenza dei 180 giorni utili al cliente per risvegliare il conto, a devolvere il denaro. Calendario alla mano, dunque, gli importi girati al fondo quest'anno riguarderanno i rapporti già “dormienti” prima del 17 agosto 2007 e non reclamati dal legittimo proprietario entro il termine stabilito dalla normativa. È previsto che questo denaro sarà utilizzato per il 20% per assumere personale precario delle varie amministrazioni pubbliche; per l'80%, invece, andrà a vittime di frodi fi- nanziarie (sono previsti limiti di reddito e sono favoriti i piccoli risparmiatori). Anche per i conti per i quali il limite di 10 anni senza alcuna operazione o movimentazione è stato superato dopo il 17 agosto 2007, naturalmente, è prevista una lettera al cliente per segnalare la situazione. Inoltre, gli intermediari dovranno comunicare al ministero dell'Economia e delle Finanze, entro il 31 marzo di ogni anno, l'elenco dei rapporti che nell'anno precedente sono stati estinti. Entro la stessa data, questo elenco sarà pubblicato su un quotidiano a diffusione nazionale, con tanto di nome, data e luogo di nascita dei titolari (per i rapporti al portatore sarà sufficiente, invece, il numero identificativo del libretto). TENERE INFORMATI PARENTI O AMICI Per risvegliare i conti basta fare un qualunque movimento o una segnalazione alla banca. Inoltre, è necessario non dimenticarsi di comunicare al proprio istituto, per esempio, quando si cambia residenza ( ). Infine, è bene che qualche parente sia sempre al corrente dei propri rapporti finanziari. In alcuni casi, infatti, i conti restano inattivi per diversi anni proprio perché gli eredi del defunto, titolare di uno o più conti, non sono neppure a conoscenza dell'esistenza di questi depositi, contratti assicurativi o altro rapporto finanziario. Marco Ratti C R E D I T O G FONDAMENTALE COMUNICARE IL CAMBIO DI RESIDENZA rapporti finanziari che non vedono alcuna movimentazione o operazione da dieci anni rischiano di essere chiusi definitivamente dalle banche nei prossimi mesi. E il denaro potrebbe finire nelle mani dello Stato, che potrà utilizzare i soldi per le vittime di frodi finanziarie o per stabilizzare i precari della pubblica amministrazione. Con qualche accorgimento, però, si può evitare che questo accada e, per il futuro, è possibile adottare comportamenti per scongiurare che il proprio conto corrente o la propria polizza vita siano classificati come “dormienti”. A dare qualche consiglio sono le associazioni dei consumatori. «Quando si cambia l'indirizzo della propria residenza - ricorda Mauro Novelli, segretario nazionale di Adusbef - bisogna comunicarlo all'intermediario tramite una raccomandata con avviso di ritorno». In questo modo, si sarà sicuri di essere sempre rintracciabili dal proprio istituto, condizione indispensabile per poter essere avvertiti dello stato di “dormienza” del proprio rapporto finanziario, che può essere, per esempio, un conto corrente, di custodia titoli, un libretto di risparmio o una polizza vita. Inoltre, il segretario Adusbef sottolinea il pericolo di lasciare i parenti all'oscuro dei conti di cui si è titolari. «Succede troppo spesso - dice Novelli che in famiglia nessuno dica niente di alcune posizioni bancarie aperte e, nel caso I in cui il titolare dovesse morire, nessuno saprà mai nulla di questo denaro». Che, quindi, andrà irrimediabilmente perso. In altre parole, «bisogna superare le beghe familiari e cercare di lasciare sempre traccia dei propri fondi». Un altro accorgimento utile quanto semplice da realizzare, suggerisce Novelli, potrebbe essere quello di scrivere una volta all'anno alla propria banca per tenere “sveglio” il conto. Per chi avesse già ricevuto una lettera da parte di un istituto che comunica la “dormienza” del proprio titolo, è importante fare attenzione alle scadenze. Entro 180 giorni dal ricevimento della raccomandata, infatti, è necessario movimentare il conto per evitare che il proprio denaro sia devoluto al fondo. Altroconsumo spiega che è sufficiente una semplice comunicazione all'intermediario, in cui si fa sapere di voler continuare il rapporto. Se si hanno più rapporti con la stessa banca, come conti correnti e deposito titoli, basterà una sola comunicazione. Un caso particolare è quello dei titoli al portatore, come i libretti di risparmio. In questo caso, spiega ancora Altroconsumo, l'intermediario esporrà in tutte le filiali e sul proprio sito Internet un avviso che informa la clientela in termini generali del contenuto della normativa. Ogni mese sarà poi predisposto un elenco dei depositi al portatore diventati “dormienti”, oltre alla data di scadenza, fissata 180 giorni dopo l'avviso, entro cui il titolo dovrà essere “movimentato”. Il consiglio, in questo caso, è ovviamente quello di prestare grande attenzione in banca e sui siti Internet agli elenchi, per non rischiare di perdere denaro. Per i prossimi anni, infine, va ricordato che entro il 31 marzo gli intermediari, come banche, poste o compagnie di assicurazione, dovranno comunicare i rapporti che non hanno registrato alcun movimento o operazione da parte del titolare nei 10 anni precedenti (vedi articolo in pagina). In quel periodo, dunque, sarà bene fare attenzione al sito Internet del ministero dell'Economia e delle Finanze, dove sarà inserito l'elenco completo. La lista sarà pubblicata anche su un quotidiano a diffusione nazionale. NOTES 11 MAGGIO 2008 G V I A G G I G G Scambiando la casa, la vacanza è meno costosa e più confortevole SE SI POSSIEDE UN APPARTAMENTO SI PUÒ ANDARE IN VILLEGGIATURA PAGANDO SOLO VIAGGIO E VITTO E ABITANDO GRATIS IN UN ALLOGGIO. UNICA CONDIZIONE: CEDERE PRIMA O POI IL NOSTRO A CHI CI OSPITA ì, viaggiare. Però ri- e con Stuttesparmiando le comodità di una casa, non in affitto, bensì gratis. Lo scambio di case rende possibile il sogno del viaggio senza dover spendere per l’albergo o per costosi affitti. Chiunque sia proprietario di uno o più alloggi e sia disposto a “fare scambio” può spostarsi in tutto il mondo con il partner o con la famiglia al solo costo del biglietto del treno, dell’aereo e del vitto. Grazie alle possibilità offerte da internet o anche solo con la posta tradizionale, il telefono e il supporto di organizzazioni specializzate, ci si può tuffare in questo modo di vivere il viaggio. Basta scegliere di mettere a disposizione una delle proprie case con altre persone che fanno lo stesso in giro per il globo. L’ISCRIZIONE E LE ALTERNATIVE Per prima cosa ci si iscrive ad una delle associazioni di scambio, come www.homelink.it, pagando la quota di iscrizione che può andare da 70 a 175 euro annui.Dopo l’adesione si possono inse- rire via internet le caratteristiche della casa che si offre, le foto e altre informazioni, come il periodo in cui si desidera fare scambi.Nel frattempo,si consulta la raccolta degli elenchi delle altre case, alla ricerca della meta del prossimo viaggio e della dimora che ci ospiterà.Infine ci si mette in contatto con chi ci darà le chiavi della casa.Lo scambio può avvenire in contemporanea:i due proprietari si scambiano gli alloggi nello stesso periodo, oppure uno dei due proprietari e i suoi famigliari si spostano in un dato pe- riodo e l’altra famiglia può andare quando vuole, perché si tratta di seconde case. C’è anche la modalità di scambio di ospitalità, ci si ospita a vicenda o si accoglie un componente dell’altra famiglia: per esempio, se nostro nipote vuole andare a Londra, grazie a queste organizzazioni possiamo trovare una coppia di senior che lo ospiti e noi ospiteremo la loro nipote londinese. Questo modo di viaggiare esiste da anni, le prime associazioni sono nate negli anni Cinquanta, ma grazie alle nuove tecnologie gli scambi stanno aumentando, la comunicazione tra i proprietari di case si è infatti velocizzata così come la consultazione dei “data base”,gli elenchi con le proposte per tutti i continenti, è diventata più immediata e semplice.Moltissimi gli over 60 che hanno già scelto questo modo di fare villeggiatura. Si possono infatti trascorrere lunghi periodi all’estero, anche mesi,avendo a disposizione belle case. Tra chi fa lo scambio si sottoscrive un accordo scritto, un “Exchange agreement”, in modo da V I er saperne di più sugli scambi di case, Internet ci viene di aiuto. Ricordiamo il sito www.homelink.it, per informazioni si può scrivere in viale Frassinetti 84, Oderzo in provincia di Treviso, cap: 31046. Il telefono è 0422.815575 mentre l’email è [email protected]. Il costo base per associarsi è di 120 12 MAGGIO 2008 euro l’anno; comprende la pubblicazione della scheda della casa che si intende mettere in scambio sia su Internet sia sul volume cartaceo e l’iscrizione include l’accesso per un anno a tutte le inserzioni di Homelink International. C’è anche la possibiltà di un’assicurazione per i piccoli inconvenienti che ri- chiedono l’idraulico, il serrandista o l’elettricista, al costo di 30 euro l’anno. Un altro gruppo è www.scambiocasa, la sezione italiana di www.homeexchange.com, il cui slogan è “Sentiti a casa ovunque nel mondo”. Il telefono per informazioni è 0382.613259, mentre per ricevere assisten- za via email si può compilare il modulo su www.scambiocasa.com/emailcontact.php. Il costo per diventare soci è di 75 euro ma si legge sul sito che, se non si effettuano scambi nel primo anno, l’iscrizione per il secondo anno è gratuita. Anche Intervac si occupa di scambio di case. Sul sito http://intervac-online.com e sulla sua versione italiana www.intervac.it c’è la possibilità di diventare soci, al costo base di 100 euro. Per informazioni su “Intervac” l’indirizzo è via Bottega 33, località Calvenzano, cap: 40038 Vergato, in provincia di Bologna. Il telefono è 051. 917841 e il fax è 051. G G I G UNA SOLUZIONE CHE PIACE SOPRATTUTTO A CHI HA RAGGIUNTO UNA CERTA ETÀ Annalisa Rossi è la coordinatrice nazionale di Homelink Italia e spiega: «Abbiamo in Italia circa 800 soci, direi che gli over 60 sono il quaranta per cento». Poi Rossi aggiunge: «Io ho più di 60 anni, la mia famiglia ed io abbiamo fatto oltre 100 scambi, abbiamo iniziato nel 1985». La coordinatrice sottolinea: «Homelink esiste dal 1953 e c’è anche un numero verde per chiamare idraulico elettricista in evitare incompresioni, in cui si evidenzia, ad esempio, il numero massimo di persone che possono dormire in casa o chi pagherà luce e gas. Sul sito www.homelink.it si trovano i documenti stampabili per capire come funziona l’iniziativa: una “Guida allo scambio”,le “10 regole per lo scambio di casa” e un “Modello di scambio casa”. Su www.scambiocasa. com c’è un’area con tutte le “faq”, cioè le domande più frequenti:per esempio si legge:“Quanto si risparmia? La risposta è:“Migliaia di dollari (o di euro). SUL WEB TUTTE QUELLO CHE BISOGNA SAPERE P A 917842. C’è ancora un altro gruppo, nato nel 2003, che è www.scambiocasa.org, la versione italiana di www.livingaway.com; il costo è di 70 euro per un anno e 110 per due anni. Il motto è “A casa lontano da casa”. Per informazioni: l’email è [email protected] e il telefono è 0464.517014. caso di piccoli inconvenienti. Organizziamo anche un meeting annuale per far conoscere le nostre attività, il prossimo sarà il 24 maggio a Villa Torlonia a Roma, per informazioni basta scrivere a [email protected]». Vanda, socia Homelink, spiega: «Ho fatto almeno dieci scambi, in Francia, Spagna, Germania, Austria, Italia. Un modo per risparmiare in quanto non ci sono costi per l’albergo e, anziché fermarsi solo pochi Una notte in un hotel medio costa sui 250 dollari (circa 170 euro),un pasto in camera costa sui 50 dollari (circa 34 euro). Si immagini il risparmio per due settimane!”.Viene anche evidenziato:“Le persone scoprono anche il vantaggio del comfort giorni in un Paese, si può stare anche un mese. Mi sono sempre trovata benissimo e le persone che sono venute a casa mia hanno trattato tutto perfettamente, come se fossero i padroni di casa». Cristina Pagetti, referente per l’Italia di www.scambiocasa.com spiega: «I senior che partecipano sono davvero molti. Io farò uno scambio con una coppia di americani in pensione che si sono trasferiti in Croazia». di stare in una vera casa piuttosto che in un hotel anonimo, quello di vivere il posto come un abitante del luogo e di avere a disposizione uno spazio molto più ampio di una normale stanza d’albergo”. Sergio Demarchi LIBRI E FILM PER DOCUMENTARSI o scambio di case è il vero protagonista di un film del 2006. Nell’“Amore non va in vacanza”, le attrici Cameron Diaz e Kate Winslet si scambiano le dimore grazie a “HomeExchange”. L’una interpreta un’americana e l’altra un’inglese; in trasferta incontrano Jude Law e Jack Black e trovano l’amore a più di seimila miglia di distanza dalla loro patria. Il dvd si può trovare sulla libreria online www.ibs.it a 18,99 euro. Molti aneddoti dedicati agli appassionati di “scambio casa” si trovano in un libro, disponibile sul sito www.homelink.it/moduli/?cati d=72. Costa 15 euro e si intitola “Vai avanti tu... poi se ti trovi bene mi iscrivo anche L io. Avventure di scambio di casa con HomeLink”. L’autrice è Annalisa Rossi che spiega sul web: “Lo scambio di casa è una vacanza speciale. Per farlo, infatti, è necessario essere persone speciali. Non ci si limita ad osservare luoghi, ad entrare solo in edifici di pubblico accesso. Si entra nell’animo delle persone, si osserva la loro quotidianità cercando di capire come vivono, come pensano, come agiscono”. Sul sito è disponibile anche l’anteprima del volume e si possono leggere i racconti di chi fa sia scambi sia “pet sitting”, cioè si prende cura degli animali domestici del vero padrone di casa durante la vacanza. NOTES 13 MAGGIO 2008 G S A L U T E G G Il diabete è in continuo aumento Costa 10 miliardi di euro all’anno COLPISCE SOPRATTUTTO LA POPOLAZIONE ANZIANA E DA SOLO ASSORBE QUASI UN SESTO DELLE RISORSE DEL SISTEMA SANITARIO. IL RISCHIO È SUPERIORE PER LE DONNE CON BASSO LIVELLO D’ISTRUZIONE diabete colpisce I lsempre più la terza età e pesa per quasi un sesto sulle risorse del Sistema sanitario nazionale: il 5 per cento della popolazione incide per quasi il 15 per cento della spesa. Oggi sono affetti da diabete 3 milioni di italiani (se ne prevedono 5 milioni entro il 2025) con un costo per farmaci e ricoveri di oltre 10 miliardi di euro. «Negli ultimi dieci anni la spesa è raddoppiata – spiega Graziella Bruno, docente di statistica e di scienze dietetiche all’Università di Torino –. Per un diabetico i costi delle medicine sono tripli rispetto a chi non ne soffre». Gli anziani sono sempre più coinvolti: «Due terzi dei pazienti diabetici sono over 65 e il loro consumo di farmaci è 3 volte superiore rispetto agli indivi- dui non diabetici della stessa età». È in corso un aumento a livello mondiale della malattia, meno evidente nei Paesi indu- strializzati rispetto a quelli in via di sviluppo (l’India tra 20 anni avrà un terzo dei malati nel mondo). «Un dato importante per la programmazione sanitaria nazionale - sottolinea la Bruno - emerge da uno studio approfondito condotto a Torino nel 2003: il rischio di malattia è 3 volte superiore, soprattutto tra le donne, in presenza di un basso livello di istruzione. Per giungere a questo risultato abbiamo prima individuato tutti i diabetici del capoluogo e poi li abbiamo confrontati, a parità di età e di sesso, con il resto della popolazione cittadina». L’indagine europea. La ricerca ha coinvolto un campione di 7.000 pazienti europei con diabete di tipo 2 tra Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Spagna e Svezia. Più della metà (59,8%) della spesa italiana era assorbita dai ricoveri ospedalieri, il resto si ripartiva tra assi- stenza ambulatoriale (18,5%) e terapie farmacologiche (21,7%). La maggior parte dei costi ambulatoriali in Italia è assorbita dalle visite specialistiche (50,7%), in gran parte connesse alle complicanze croniche, mentre solo una piccola quota (7,6%) era dovuta alle visite diabetologiche. Sul fronte dei farmaci, tanto gli ipoglicemizzanti orali quanto l’insulina concorrevano alla spesa per quote modeste (9,8% e 9,5% rispettivamente) mentre oltre un terzo della spesa era determinato dai trattamenti cardiovascolari (34,1%): questo dimostra la rilevanza non solo medica, ma anche economica delle complicanze croniche del diabete. Le complicanze. Uno dei meriti dello studio, infatti, è aver evidenziato in che modo il costo del paziente diabetico europeo aumenta progressivamente, a seconda del tipo e del numero di complicanze. Questa tendenza riguarda sia i costi di trattamento, sia quelli del ricovero ospedaliero. In particolare, la presenza di complicanze microvascolari (a S A L U T E G LAVORARE È AMMESSO TENENDO SOTTO CONTROLLO DIETA E GLICEMIA uali attività professionali sono consentite ai diabetici dipendenti da insulina (diabete di tipo 1)? Innanzitutto, per svolgerle in sicurezza occorre avere la possibilità di osservare sempre una rigida dieta e di controllare la glicemia sul posto di lavoro o nelle vicinanze. Le indicazioni sono contenute in una guida redatta dalla Società tedesca per il diabete, che specifica un elenco di lavori sconsigliati. Vietati quelli che mettono a repentaglio la sicurezza generale: macchinista di locomotiva, pilota d'aereo, camionista, casellante; per avere riguardo della propria incolumità meglio stare alla larga Q carico di rene, retina, sistema nervoso periferico) aumenta i costi di trattamento del 70%, quelle macrovascolari (cardio/cerebrovascolari) del 100%; se sono presenti entrambe, si impennano fino a 3,5 volte. Per i ricoveri, gli incrementi sono rispettivamente di due, tre e 5,5 volte. In Italia, il costo medio annuo del paziente diabetico senza complicanze, stimato nel dai lavori che comportano un pericolo di caduta, per esempio spazzacamino, muratore, pompiere, operaio di altiforni, guida alpina. Da evitare anche gli impieghi che espongono ad errori dietetici: cuoco, pasticciere. Per motivi simili il vademecum suggerisce di valutare le occupazioni che favoriscono uno stile di vita irregolare, ad esempio il rappresentante, per il quale è difficile poter assumere piccoli pasti intermedi. Per approfondire, si può consultare il sito www.diabete.net (sezione Faq e articoli) o quello www.ministerosalute.it (sezione “primo piano”). 2000 in 1.792 euro, cresce di 2,4,5 e fino a 10 volte all’insorgere di 1,2,3, o 4 complicanze. Le complicanze più costose sono quelle di tipo nefrologico, a danno dei reni, con un costo medio annuo di 8.550 euro. Queste complicanze han- no un duplice impatto: sia a breve termine,a seguito dell’evento acuto e del relativo esborso, sia a lungo termine, dato che il paziente entra in uno stato che richiede risorse permanenti per essere gestito. Andrea Paternostro LE PRIME TAPPE DEL CAMPER-AMBULATORIO Genova: 16, 17 e 18 maggio Bologna: 23, 24 e 25 maggio Siena: 13, 14 e 15 giugno Firenze: 20, 21 e 22 giugno Brescia: 26, 27 e 28 giugno Roma: 4, 5 e 6 luglio UNA CAMPAGNA NAZIONALE PER PREVENIRE E CONOSCERE I RISCHI er aumentare il livello di conoscenza del diabete, dei rischi ad esso correlati (secondo l’Ipsos, un terzo degli italiani li ignora) e dei test che consentono di tenerlo sott’occhio, è partita la campagna nazionale “BCD” buon compenso del diabete, ovvero il controllo costante dei parametri metabolici - che toccherà venti piazze italiane fino a fine P 14 MAGGIO 2008 ottobre. Nel camper-ambulatorio sarà possibile farsi controllare gratuitamente l’emoglobina glicata, cioè la percentuale di emoglobina che si lega al glucosio. Per capire la differenza rispetto alla misurazione della semplice glicemia, si può pensare alla gestione dei soldi in banca. Può capitare che si spenda moltissimo in un giorno, ma che in un certo pe- riodo, grazie ad una oculata gestione delle risorse, la situazione sia comunque soddisfacente: l’estratto conto quadrimestrale ha lo stesso valore dell’emoglobina glicata, mentre la semplice glicemia coglie eventuali “sbalzi” nel bilancio legati a entrate e uscite occasionali. L’emoglobina glicata è quindi fondamentale per la corretta gestione del bilancio della malattia nel tempo. Le scadenze per fare i test (un prelievo di sangue venoso, in qualsiasi momento della giornata; l’assunzione di cibo non modifica i risultati) dipendono dalla sopravvivenza dei globuli rossi, entro cui l’emoglobina “viaggia”, in media di 120 giorni. I controlli possono essere quadrimestrali nei malati con diabete di tipo 2, che compare negli adulti, legato soprattutto al soprappeso e alla scarsa attività fisica e trattato con dieta e antidiabetici per bocca. Una persona sana normalmente ha valori di emoglobina glicata (HbA1C) dal 4 al 6%, un diabetico tende ad avere livelli più elevati se la patologia non è controllata. Il valore va mantenuto pari o inferiore al 6,5%, secondo l’In- ternational diabetes federation o al 7% secondo l’American diabetes association. Anche se l’obiettivo non va inteso in modo rigido, ma personalizzato sul singolo paziente, che deve cercare di ottenere il miglior valore possibile in base al proprio rischio di incorrere in crisi ipoglicemiche, all’età, alle condizioni di salute generali e all’aspettativa di vita. L’unità mobile del BCD visiterà altre città in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna fino ad ottobre 2008 Ad esempio, un anziano over 65 e con diabete avanzato, che ha già sviluppato complicanze, soffre di più patologie limitanti la sua aspettativa di vita o ha un deterioramento cognitivo in atto, può attenersi a valori meno rigidi, pari al 7,5-8,5% (trae meno giovamento dalla riduzione del rischio di complicanze e risente maggiormente degli effetti collaterali dell’ipoglicemia). NOTES 15 MAGGIO 2008 G A F F A R I G G Investire nell’arte contemporanea? È come acquistare azioni in Borsa L'ESPERIENZA DEGLI ULTIMI ANNI DICE CHE SI POSSONO REALIZZARE GUADAGNI ANCHE DEL 100% O DEL 200%. PERÒ SI PUÒ ANCHE PERDERE TUTTO. CON L’ARTE ANTICA E MODERNA, INVECE, SI CORRONO RISCHI MINORI alla metà degli anni il rendimenDtoNovanta degli investimenti in Lucio Fontana,“Concetto spaziale. Attese”, 1965. A destra, Filippo De Pisis, “Vaso di Fiori”, olio su tela, 1937. arte moderna e contemporanea è in costante crescita. Acquistare un disegno,un dipinto,una scultura attira sempre più persone interessate a far fruttare i propri risparmi.Bisogna però sempre ricordarsi che si tratta di un investimento rischioso. Non è detto che il quadro acquistato oggi sarà valutato una cifra superiore tra qualche anno.Domenico Filipponi, responsabile Art advisory di Unicredit private banking, sostiene che il livello di rischio degli investimenti in arte moderna e contemporanea è «abbastanza RENDIMENTI DEL 140 PER CENTO IN DODICI ANNI Fonte: ArsValue - Unicredit Private Banking Il boom di 50 artisti moderni e contemporanei nelle case d’asta italiane Nota: il paniere di riferimento dell'indice UPB ArsValue 50 sono i prezzi di vendita in tutte le case d'asta italiane dei 50 artisti moderni e contemporanei considerati più significativi. 16 MAGGIO 2008 NOTES elevato e simile a quello del mercato azionario». E Dolly Predovic, professoressa di Finanza aziendale della Sda Bocconi,si spinge più oltre. «Se una persona guarda all’arte solo come a un investimento deve sapere che quella contemporanea prevede un’alta propensione al rischio, visto che si possono realizzare guadagni anche del 100% o 200%, così come è possibile perdere tutto». Discorso diverso, invece, per l’arte antica e quella moderna.«Investimenti di que- sto genere - dice la docente dell’istituto milanese non vedranno triplicato il loro valore nell’arco di un anno, ma è probabile che questo crescerà costantemente nel tempo». Un ragionamento, questo, che sembra avvicinarsi a quello delle obbligazioni quotate in borsa, per definizione meno rischiose di altri strumenti finanziari. Chiarito che si tratta di un settore d’investimento in cui bisogna entrare mettendo in conto la possibilità di guadagnarci quanto quella di perderci,si può cercare di dare qualche utile “istruzione per l’uso”. TUTTE LE ISTRUZIONI D’USO DEGLI ESPERTI Come mostra l’indice UPB-ArsValue 50 pubblicato in pagina, ci sono interessanti opportunità di guadagno. «Il mercato dell’arte moderna e contemporanea - nota Filipponi - è in costante crescita dalla metà degli anni Novanta».E guardando l’andamento in 12 anni segnalato dall’indice - che prende in considerazione le opere di 50 artisti, per lo più italiani,battute in tutte le aste della Penisola - si scopre che il guadagno è stato in media del 140 per cento. Il primo accorgimento consigliato dal responsabile Art advisory è di prendere in considerazione soprattutto artisti già conosciuti. «Nessuno ha la sfera di cristallo - ragiona Filipponi per cui,per sapere se un artista emergente avrà un posto nella storia dell’arte,dovremo aspettare qualche decennio».Se si vuole comprare l’opera di un giovane perché piace da un punto di vista estetico, bisogna quindi cercare di non spendere troppo. «Se spendo molto per un emergente conclude - sarà come andare al casinò».Tradotto: il rischio è elevato.Oltre al nome dell'artista,è importante il soggetto dell’opera. «Una natura morta di fiori di Filippo de Pisis - dice ad esempio Filipponi - avrà un mercato più facile di una natura morta di uccelli». Altra indicazione molto importante è assicurarsi che l’opera sia autentica. Ogni pittore o scultore impor- A F F A R I G PER UN DISEGNO POSSONO BASTARE 600-700 EURO Le opere d’arte in circolaun esperto l’artista zione, tra gallerie, case che lo ha creato. Una d’asta e privati, sono tanvolta che il nome del tissime. Per orientarsi, sodisegnatore sarà cerprattutto se non si è grantificato, l’opera salirà di esperti del settore, è di valore. bene quindi farsi sempre L’art advisor fa anche consigliare da chi lo fa per qualche nome di artisti professione. A dare qualche italiani contemporanei indicazione utile è Aldo che, a suo modo di Smolizza, art advisor del vedere, vedranno cregruppo Sella e fondatore scere le proprie quodi Previd Art Consulting, tazioni. Davanti a tutti, un fondo per investimenti Smolizza mette Vain arte rivolto a clienti istinessa Beecroft, una tuzionali, come banche, giovane fotografa e assicurazioni o fondi previpittrice che grazie al denziali. suo innovativo mix tra Secondo Smolizza, il disele due arti «è la più gno - cioè quel che viene Wainer Vaccari, “Le turbe dell’etologo”, 1983 promettente». Smolizprodotto su carta, come diza cita poi Gino De Dosegni o acquarelli, per esempio - «dà grandis- minicis, morto dieci anni fa. «Il mercato delle simi risultati, maggiori anche dei dipinti». Per sue opere esploderà presto». Il consulente del questo, lo consiglia «in qualunque forma, sia gruppo Sella suggerisce anche Wainer Vaccai disegni antichi che moderni e, ultimamente, ri, che propone una pittura figurativa molto insi inizia a vedere qualche opportunità anche novativa, che utilizza spesso figure asiatiche con i contemporanei». Un disegno del Cinque- all'interno di quadri di grandi dimensioni. Ulcento o Seicento, spiega, si può acquistare timo artista indicato da Smolizza è il padovaanche a cifre abbordabili, intorno ai 600-700 eu- no Renato Meneghetti. Lavora sia nel campo ro. Spesso queste opere d'arte sono vendute della pittura, sia in quello della scultura e nelsenza che sia stato ancora riconosciuto l’au- le sue opere ha utilizzato anche delle radiotore. Va da sé, quindi, che, una volta compra- grafie per fare dei quadri. Secondo il consuto il disegno, sarà necessario far individuare da lente d'arte, “il suo valore salirà alle stelle”. tante ha normalmente uno o più archivi di riferimento, che sono i soli deputati a dare certificazioni del genere. «Se compro un Fontana che non si trova nell’archivio Fontana - sottolinea l’art advisor - acquisto un’opera che potrebbe poi risultare di un altro artista e, quindi, di minor valore». È bene perciò controllare che la documentazione riporti anche l’indicazione dell’archivio di riferimento. Inoltre, Predovic ricorda che per ogni opera d’arte esiste un pro- fessionista deputato a garantirne l’originalità. Non ci sono, quindi, esperti d’arte “tout court”, in grado di giudicare un quadro antico come una scultura contemporanea. Secondo Filipponi, va tenuto d'occhio anche l’anno a cui il dipinto risale, visto che ogni artista ha un periodo della propria carriera più importante di altri e quindi più apprezzato dal mercato.I canali di acquisto sono soprattutto le case d’asta, le gallerie, i privati e,quando è possibile,l’arti- sta stesso.Comunque sia,la professoressa Predovic consiglia di affidarsi a degli esperti se ci si sta avvicinando all’arte con l’idea di fare un investimento. Ogni banca, ormai, ha un consulente specializzato nel settore,i cosiddetti “art advisor”.«Un collezionista, invece,si affida più spesso a un gruppo di galleristi di cui si fida». La collezione, poi,avrà un valore intangibile, per cui sarà più apprezzata della sommatoria delle singole opere. Marco Ratti Per evitare di acquistare dei “falsi”, è importante verificare l’esistenza di un archivio dell’autore che possa certificare l’originalità dell’opera. NOTES 17 MAGGIO 2008 F I N A N Z A Con le obbligazioni strutturate vietato abbassare la guardia OGGI LE BANCHE LE PROPONGONO A OGNI CLIENTE PURCHÉ MUNITO DI UNA CERTA LIQUIDITÀ IN REALTÀ SI TRATTA DI STRUMENTI CHE DOVREBBERO ESSERE RISERVATI A RISPARMIATORI ACCORTI ovrebbero essere ri- servate solo a clienti Dpreparati e con notevoli capitali liquidi, ma le banche le stanno offrendo a tutti, presentandole come la formula per non rischiare e ottenere un buon rendimento.Parliamo delle obbligazioni strutturate che rappresentano “l’ultimo grido”per il mercato finanziario italiano, una novità che (anche se esistente già da qualche anno) sta diventando “di massa”per la martellante campagna realizzata da quasi tutti gli istituti bancari. TITOLI CHE FUNZIONANO IN MODO COMPLESSO Non è semplice spiegare che cosa sono, essendo strumenti assai complessi. In genere sono titoli formati dall’unione di un titolo “zero coupon” (cioè senza cedole, emesso a un valore inferiore al nominale e con rimborso alla scadenza) e di un contratto “derivato” (di solito un’opzione, cioè un contratto speculativo dal quale può derivare un rendimento collegato al mercato azionario). Le due componenti sono collegate: il rimborso del capitale è garantito dallo “zero coupon”, mentre il rendimento effettivo (alla scadenza o,più raramente, anche nel corso della durata, mediante cedole) 18 MAGGIO 2008 QUANTO RENDONO (QUANDO RENDONO) Alcuni titoli offerti sul mercato con relative caratteristiche e importi delle cedole CARATTERISTICHE REND. (1) EMITTENTE NOME SCAD. BANCO POPOLARE STAR SYSTEM BANCO POSTA 2014 Cedola 5,5% solo il primo anno. A scadenza cedola garantita del Min. 1,6% 5,5% se gli indici hanno variazione negativa. Cedola premio del Max. 6,5% 45% a scadenza se gli indici di riferimento (Turchia, Sud Africa, Cina, Rep.Ceca, Ungheria e Polonia) avranno registrato una variazione positiva, o negativa se inferiore al 35%. Nessuna cedola se gli indici scendono del 35%. MEDIOBANCA ESP-PROFILO DINAMICO (2) 2015 Premio di rimborso a scadenza se l'indice costituito da 9 fondi Min. 0 San Paolo è superiore al valore di partenza. Investimento nei Max.senza fondi ripartito nell'arco di 12 mesi. limite INTESA RELOAD 3 2012 Cedola 4% solo per i primi due anni; 0,4% negli anni successi- Min. 1,5% vi. Cedola aggiuntiva annuale se 5 indici di riferimento hanno, an- Max. 4,4% che in un solo anno, andamento positivo (o negativo ma non superiore al 10%). UNICREDIT LOWER 2010 Cedola 2,75% per nove anni.Premio finale pari alla variazio- Min. 2,2% ne tra la media del valore dell'indice nel periodo di vita del Max. 5,2% prestito ed il valore iniziale. Se in un qualunque momento l'indice cresce del 40%, premio bloccato e garantito al 40%. CAPITALIA VALORE REALE EUROPA 2014 Cedola fissa del 2,65% per il primo anno, dello 0,80% per gli Min. 1% anni successivi. Dal secondo al quinto anno, cedola variabile Max. 4,5% aggiuntiva pari all'incremento dell'indice dei prezzi europeo. Dal sesto al decimo anno, cedola pari all'Euribor a 6 mesi +0,20%. (1) Rendimento netto composto annuo. (2) Il programma prevede tre emissioni diverse; le altre due sono denominate Profilo Moderato e Profilo Prudente e differiscono per la diversa composizione della componente azionaria all'interno del paniere di fondi. L'emissione Profilo Prudente, inoltre, paga una cedola del 4% per il primo anno (rendimento minimo garantito 0,68%). deriva dall’eventuale variazione positiva di uno o più indici (ad esempio lo Standard&Poor’s americano), o da un “paniere” di titoli azionari o,più recentemente, da un paniere di fondi scelto tra quelli di solito gestiti dalla banca emittente. Se è previsto il pagamento di una cedola,in genere è limitato al primo anno (a titolo di “incentivo alla sottoscrizione”);se è pagata una cedola nel corso della durata, è bassissima (non oltre l’1% l'anno). Un esempio: un’obbligazione con 5 anni di durata paga il primo anno il 4% lordo (pari al 3,5% netto) e poi lo 0,45% annuo (pari allo 0,39% netto). Inoltre paga ogni anno un “bonus” del 5% se la media di 5 indici di borse internazionali (ad esempio Italia, Francia, Gran Bretagna,USA,Giappone) cresce rispetto alla data di emissione; in caso contrario, non è pagato null’altro se non la cedola garantita. È chiaro che si aprono diverse possibilità: l’unica positiva è che ogni anno la media degli indici di riferimento salga,in modo che il sottoscrittore incassi il 5,45% ogni anno (4,75% netto circa). Ma in uno o più anni l’evento potrebbe non verificarsi (per effetto di ribassi delle Borse) e il sottoscrittore resterebbe a bocca asciutta e dovrebbe accontentarsi della cedola iniziale e di quelle “magris- sime” garantite (se previste). Nella peggiore delle ipotesi,il rendimento effettivo netto annuo non supererebbe un mediocre 1,4%, molto meno di un BTP di ugual durata. LE VARIE TIPOLOGIE DI INDICIZZAZIONE Le modalità di indicizzazione sono diverse: alcuni regolamenti prevedono un’indicizzazione “pura” (valutando la differenza del valore dell’indice tra il giorno dell’emissione e quello del rimborso), altri una “media”(con rilevazioni trimestrali dei valori), altri con un massimale del “bonus”, altre con una partecipazione solo parziale al rialzo dell’indice; in alcuni casi, per finire,l’indice è un mix di più indici (ad esempio quello americano, giapponese e medio europeo). L’esempio più recente è quello delle obbligazioni Sistema Attivo emesse da Mediobanca e collocate in esclusiva dal gruppo Intesa San Paolo.A differenza di altre emissioni, questi titoli consentono un investimento totale del capitale versato in un “sistema di fondi”: a seconda del profilo prescelto, la composizione può essere “prudente”,“moderata” o “dinamica”a seconda del peso dei fondi azionari nel “pacchetto”. Al fine di ridurre al massimo i rischi, l’investimento avviene gradualmente nell’arco di 6 o 12 mesi, in modo da poter mediare i prezzi. Solo il primo profilo prevede una cedola (4% lordo alla fine del primo anno); in tutti i casi a scadenza il rimborso è legato alla va- F I N A N Z A ASPETTI POSITIVI E CRITICI A CONFRONTO Convengono le obbligazioni strutturate proposte dalle banche? Dipende… Sicuramente si tratta di titoli a basso livello di rischio, di conseguenza è ragionevole essere sicuri che il capitale alla scadenza sarà rimborsato senza possibilità di perdite. Però gli aspetti critici non mancano. Ricordiamo subito che se vi è certezza di rimborso alla scadenza non vi è altrettanta certezza di riavere il capitale in caso di vendita anticipata. I titoli infatti, proprio perché legati in qualche modo al mercato azionario, possono avere un valore inferiore a quello nominale: e quindi se un risparmiatore vuole venderli dopo 3 anni potrebbe ricavare solo 7.500 euro dei 10mila investiti. Ricordiamo, inoltre, che si tratta di un investimento costoso (anche se il costo è “nascosto”). In genere, si paga almeno il 3-4% del capitale a seconda della durata, che di regola è compresa fra i cinque ed i sette anni. Ciò significa che, su 10mila euro investiti, almeno 300 vanno in costi e quindi, di fatto, se ne investono 9.700. Parliamo anche di scarsa trasparenza. Capire i meccanismi che determinano l’eventuale extra rendimento è sempre molto difficile, anche per chi ha una certa esperienza in materia di riazione dell’indice di riferimento, con garanzia del capitale versato. DOCUMENTARSI È D’OBBLIGO La Consob, per evitare malintesi, disguidi o errata comprensione delle caratteristiche dei titoli in questione, ha da tempo imposto l’obbligo investimenti. Il prospetto informativo è apparentemente esauriente, ma scritto in “banchese” e molti termini, molte formule, molte clausole sono comprensibili solo ad esperti conoscitori del mercato finanziario e del suo particolare linguaggio. E per concludere (ma si tratta di un elemento molto importante), parliamo della liquidità delle obbligazioni, vale a dire della possibilità di rivenderle prima della scadenza a condizioni che siano chiare ed eque. Le obbligazioni bancarie sono vendibili sul cosiddetto “mercato secondario”, ma un conto è se il titolo è quotato in Borsa, discorso diverso se è scambiato in un “mercato organizzato” (in genere gestito dalla banca stessa o da un consorzio di banche). In questo caso, si tratta di un mercato poco liquido e con ogni probabilità l’unica controparte disposta a comprare sarà la banca emittente, che però fisserà il prezzo che le risulta più conveniente. di accompagnare l’offerta delle obbligazioni bancarie con un prospetto informativo:raccomandiamo di leggerlo sempre con attenzione prima di sottoscrivere,di chiedere tutti i chiarimenti indispensabili, pretendere esempi di rendimenti prospettici, farsi garantire che il titolo sarà quotato in Borsa. E se nonostante tutto restassero ancora dei dubbi, meglio rifiutare l’offerta più o meno pressante della banca e continuare ad investire in Btp, Cct, obbligazioni soprannazionali, fondi comuni d’investimento o Etf,strumenti certamente più trasparenti e comprensibili. Gianluigi De Marchi NOTES 19 MAGGIO 2008 F I N A N Z A G LO SCHERMO TOTALE GARANTISCE SOLO ALLA FINE 'anno scorso ho sottoscritto, su consiglio della mia banca, il prestito obbligazionario “Merril Lynch Schermo Totale Europa Novembre 2006”. In considerazione dell'andamento del titolo credo che mi abbiano fatto fare un pessimo affare. Vorrei capire se mi conviene A. F. - Aosta uscire adesso. I L’obbligazione ha durata di cinque anni ed è a capitale protetto. Nel dettaglio, offre una cedola annua che è la somma tra quella minima garantita dell'1,1% annuo e il valore maggiore tra zero e il 100% della variazione dell'indice Eurostat dei prezzi al consumo (escluLe vostre domande sa la componente tabacalla Fiera co) dell'area Euro. In pratica, oltre al minimo gadel risparmio rantito, la cedola si rivaCome mi devo comportare con i luta in base all'andamenmercati in ribasso? Meglio un to dell'inflazione. Oggi il titolo di Stato o un fondo? Cos'è prezzo del titolo è inferioun Etf? Come faccio a valutare re a quello di emissione, se ho un buon investimento? perciò si esce in perdita. Se Esistono strumenti per mantiene l'obbligazione guadagnare senza rischi? in portafoglio fino alla A queste e altre domande scadenza, il 30 novembre risponderanno gli esperti di 2011 sarà rimborsato alMorningstar durante l'ITForum, la fiera indipendente del trading la pari. È bene ricordare e del risparmio che da anni fa che il sottoscrittore si asincontrare risparmiatori, trader, sume il rischio emittente promotori e gestori. in quanto “creditore”. Di L'appuntamento è allo stand di conseguenza, non ha alMorningstar, Palacongressi di cuna garanzia in caso di Rimini, il 15 e 16 maggio, dove fallimento della società. sarà dedicato ampio spazio alla L didattica per imparare a gestire i propri investimenti. La kermesse darà inoltre la possibilità di partecipare gratuitamente a convegni sui mercati, i prodotti e le strategie di investimento. Chi lo desidera può inviare il proprio quesito a Morningstar Italy, via Gonzaga 5, 20123 Milano, via fax 02 30301230 o via mail [email protected]. Si ricorda che Morningstar non fornisce consulenza né su investimenti, né su costruzioni personalizzate del portafoglio. 20 MAGGIO 2008 LA CINA HA CORSO BISOGNA ATTENDERE Ho acquistato ad ago- sto un fondo azionario specializzato sulla Cina, perché avevo letto che la Borsa di Shanghai correva molto. Oggi, però, mi trovo con una perdita superiore al 30%. È meglio vendere tutto? L. A. - Roma I L’errore più comune per un investitore è quel- lo di comprare quando le quotazioni sono ai massimi e vendere quando scendono ai minimi. Il rischio è quello di incorrere in perdite o, comunque, in guadagni inferiori rispetto a quanto si potrebbe ottenere con un orizzonte di più lungo periodo. I mercati sono ciclici, quindi alternano fasi ascendenti a fasi discendenti, che possono avere durate diverse. È difficilissimo entrare o uscire nel momento “giusto”, meglio, soprattutto per i fondi azionari, scegliere un ingresso graduale, ad esempio attraverso un piano di accumulo (Pac). Inoltre, è importante, quando si acquistano prodotti specializzati sui listini emergenti, ricordare che hanno una volatilità maggiore rispetto, per esempio, alle Borse europee. Di conseguenza, si può impiegare più tempo per raggiungere gli obiettivi prefissati, ossia un certo guadagno. In questo caso l'acquisto è avvenuto meno di un anno fa, peraltro dopo una forte fase di rialzo e ora, che il ciclo ha cambiato rotta, l'investitore deve essere consapevole che ci vorrà del tempo per tornare in pari e che nuovi ribassi non sono da escludere. Risparmio gestito G TRA I TITOLI DI STATO I TEDESCHI SONO AL TOP Ho in portafoglio diversi titoli di Stato italiani. Devo preoccuparmi per l'allargamento del differenziale, quello che i tecnici chiamano spread, rispetto al Bund tedesco?Mario C. - Genova I L'allargamento del differenziale (spread) tra Btp e Bund significa che gli investitori chiedono una maggior remunerazione del rischio per acquistare le obbligazioni governative italiane. Secondo gli esperti, però, non è un problema di fiducia sull'Italia, ma di una migrazione verso la qualità. In una fase di forte turbolenza sui mercati, gli investitori cercano porti sicuri e il massimo della qualità e della liquidità in Europa si trova nel Bund tedesco. Per contro, i Paesi più indebitati, come l'Italia e la Spagna, sono penalizzati. E il colpo è ancora più duro perché gli spread erano scesi a livelli troppo bassi rispetto alla media storica per effetto della grande quantità di liquidità presente nel sistema prima dello scoppio della crisi creditizia negli Stati Uniti. In ogni caso, chi ha titoli di Stato in portafoglio e li porta a scadenza non corre alcun rischio, perché non è messa in dubbio la solidità del Paese e la volatilità colpisce solo i prezzi di negoziazione sul mercato. di Sara Silano www.morningstar.it Morningstar, società indipendente, è leader mondiale nell’analisi e valutazione del risparmio gestito. Morningstar e i suoi dipendenti non forniscono alcun tipo di consulenza, né su investimenti né su specifici fondi.