RISPARMIO # DIRITTI # PREVIDENZA # CONSUMI
MAGGIO 2008
R I F L E S S I O N I S U L C A S O A L I TA L I A
PREVIDENZA
Air France è davvero
una buona compagnia?
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5
le nuove pensioni
I superstiti
Gli anni di studio
FISCO
È l’ora delle tasse:
6
6
Unico o 730?
Chi paga l’Ici
CREDITO
L’assegno è sempre
9
non trasferibile
I conti “dormienti”
li incassa lo Stato
Per salvarli fornire
10
la propria residenza 11
VACANZE
Lo scambio di casa
che fa risparmiare
12
SALUTE
Il diabete ci costa
10 miliardi all’anno
14
INVESTIMENTI
L’opera d’arte può valere
In evidenza
A
l di là della conclusione della vicenda Alitalia è forse il
caso di fare qualche riflessione un po’ controcorrente su Air
France e sulla situazione dei voli aerei in Europa. Si è sempre
scritto in questo periodo che la società francese (che ha già assorbito l’olandese Klm) sarebbe un esempio di conduzione e di risanamento.Tanto che, dopo la fusione con Klm, è
CIELI LIBERI E MERCATO
diventata la prima compagnia aerea del
mondo.Attenzione, non è tutto oro quello
Crescita dei passeggeri dal 1997 al 2006 (in mln)
che luccica.E chi si è preoccupato che AliPaese
1997
2006 Variazione
talia finisse in mano ad Air France non ha
62
150
142%
lanciato allarmi privi di fondamento. Perché il segreto della redditività della com50
95
90%
pagnia si chiama “monopolio”. In altre parole, la società è in mano allo Stato che la
114
212
86%
favorisce rispetto a tutti gli altri concorrenti.Dal punto di vista dei conti di bilancio e
80
113
41,25%
del personale può anche essere un fatto
positivo, non lo è più se lo si guarda dalla
LE COMPAGNIE LOW COST
parte dei consumatori, cioè di chi vola. I
Percentuale dei passeggeri sul totale (2006)
cieli francesi, nonostante gli accordi interPaese
% Passeggeri
nazionali, sono meno liberi degli altri e inFRANCIA
12,8
fatti (vedi tabella) negli ultimi dieci anni la
crescita del traffico è stata inferiore agli alGERMANIA
22,5
tri Paesi.La percentuale dei passeggeri delITALIA
23,1
le compagnie low cost, quelle che vendoSPAGNA
24,1
no biglietti a prezzi molto ridotti,è circa la
REGNO UNITO
38
metà di Germania,Spagna e Italia e addirittura un terzo rispetto al Regno Unito (vedi tabella in basso). Significa
che volare in Francia costa di più e se si considera che il 75 per cento del mercato interno è appannaggio inviolabile di Air France è facile dedurre che i francesi sono sfavoriti. La quota di mercato di Alitalia per i voli domestici è del 42 per cento.Alitalia è in genere la più
cara, ma gli italiani hanno più possibilità dei francesi di risparmiare.
Dai riscatti alle finestre:
più di un’azione
16
con pochi euro
17
Si comincia anche
FINANZA
Obbligazioni strutturate:
attenti a chi le offre 18
I punti critici
19
Risparmio gestito 20
A CURA DI 2C EDIZIONI
NOTES
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I riscatti, le finestre, i superstiti:
come sono cambiate le pensioni
LA LEGGE CHE HA RECEPITO L’ACCORDO CON I SINDACATI HA APPORTATO DIVERSE MODIFICHE AL SISTEMA
PREVIDENZIALE. CAMBIANO I TEMPI PER LE USCITE, PER I PAGAMENTI E IL RECUPERO DEGLI ANNI DI STUDIO
ad anC hidaresi inappresta
pensione, ma
anche chi è ancora incerto se riscattare gli
anni dei corsi universitari, presto o tardi si troverà a fare i conti con le
nuove regole entrate in vigore dal 1° gennaio di
quest’anno (introdotte
dalla legge n. 247/2007,
che ha recepito il protocollo sul Welfare).
Sono numerose, infatti,
le modifiche apportate
dalla riforma: dal nuovo
calendario delle finestre
per la pensione di anzianità che con il “mix” del
sistema degli scalini e delle quote si fa più progressiva, alle “uscite” stabilite
anche per il trattamento
di vecchiaia.Analizziamo,
pertanto, le principali novità introdotte.
2
MAGGIO 2008
PENSIONE DI ANZIANITÀ
Che cosa cambia per
i lavoratori dipendenti e gli autonomi e che
cosa si intende per scalini e quote?
In primo luogo cambiano i requisiti in termini di
età anagrafica e contributiva ai fini del conseguimento del diritto a questa
prestazione; invece, per
quanto riguarda il calendario delle finestre, cambia solo per chi ha maturato la soglia minima dei
40 anni di contribuzione.
In quest’ultimo caso, però, diventa irrilevante l’età
del lavoratore. Per “quota”
si intende la somma fra gli
anni di età e quelli di anzianità contributiva. Nel
dettaglio, per i lavoratori
privati e pubblici (iscritti a
Inps, Inpdap ecc.) il diritto alla pensione di anzianità spetterà:
Per il periodo dal 1°
gennaio 2008 al 30 giugno
2009, con il requisito minimo contributivo di 35
anni e l’età di 58 anni;
Dal 1° luglio 2009 al 31
dicembre 2010, con quota 95, con l’età anagrafica
minima di 59 anni e l’anzianità contributiva minima sempre pari a 35 anni;
Dal 1° gennaio 2011 al
31 dicembre 2012, la quo-
ta è pari a 96, con l’età
anagrafica minima di 60
anni e sempre con il requisito di 35 anni;
Dal 2013 la quota cresce a 97 con età minima
di 61 anni e 35 anni di
contributi;
Con il minimo contributivo di 40 anni si può avere qualunque età.
Invece per i lavoratori
autonomi (imprenditori
agricoli, coltivatori diretti, artigiani e commercianti a cui si applica però il
sistema contributivo e
non retributivo) il requisito di contribuzione può
essere raggiunto con il cumulo della contribuzione
realizzata presso una o più
gestioni speciali, solo per
la concessione della pensione in una di queste gestioni speciali. Nel dettaglio,
si potrà richiedere la pensione di anzianità in presenza dei seguenti presupposti:
COSÌ SI ACCUMULANO I CONTRIBUTI
Per i lavoratori dipendenti. In questo caso il contributo destinato alla
pensione è pari al 33% della retribuzione in parte a carico del datore di
lavoro e in parte del lavoratore, rispettivamente nella misura del
23,81% e del 9,19% che viene direttamente trattenuto sulla busta paga.
Per i lavoratori autonomi. Per chi è
già in pensione e chi gode di un’altra
copertura il contributo è uguale al
17% dei compensi percepiti. Per lavoratori parasubordinati – ossia collaboratori, lavoratori a progetto, interinali ecc. – il contributo è attualmente a carico del datore di lavoro per i
2/3 e per 1/3 a carico del lavoratore.
Infine, per i commercianti e gli artigiani, il contributo è pari al 20% del
reddito imponibile.
LE FINESTRE PER L’ACCESSO ALL’ASSEGNO DI VECCHIAIA
L AV O R AT O R I D I P E N D E N T I
Dal
1° gennaio al 30 giugno 2009 con il requisito
minimo di 35 anni di contributi e 59 di età;
Dal 1° luglio 2009 al 31
dicembre 2010, resta fermo il requisito minimo di
35 anni di contributi, a cui
si aggiunge l’età minima
di 60 anni e la quota 96;
Dal 1° gennaio 2011 al
31 dicembre 2012 con la
quota 97 e l’età di 61 anni, sempre con il minimo
contributivo di 35 anni;
Dal 2013 con la quota
98 e l’età di 62 anni e la
soglia minima di 35 anni
di contributi;
Con 40 anni di contributi a prescindere dall’età.
Quale sarà la sorte
dei contributi versati
per chi aveva optato
per il “rinvio”, cioè per
il beneficio del “Bonus”
per il posticipo del
pensionamento di anzianità, – norma che
però ha cessato i suoi
effetti al 31 dicembre
2007 – ma dal 1° gennaio 2008 ha continuato
a lavorare?
L’Inps, a proposito è già
intervenuto a dare indicazioni (contenute nel messaggio 10.578/2007) precisando che l’anzianità
contributiva maturata dopo la decorrenza del bonus, cioè all’apertura della relativa finestra e fino
alla decorrenza giuridica
della pensione di anzianità, comporta una quota di
pensione “supplementare”
che viene ad essere parte
integrante della pensione
riconosciuta all’atto della
decorrenza giuridica.
In più l’Inps ha anche
spiegato che questa anzianità contributiva supple-
Se i requisiti
sono maturati
entro:
FINESTRA
(da quando decorre
la pensione)
Se i requisiti
sono maturati
entro:
FINESTRA
(da quando decorre
la pensione)
31 MARZO
1° LUGLIO
stesso anno
30 SETTEMBRE
1° GENNAIO
anno successivo
30 GIUGNO
1° OTTOBRE
stesso anno
31 DICEMBRE
1° APRILE
anno successivo
Se i requisiti
sono maturati
entro:
FINESTRA
(da quando decorre
la pensione)
Se i requisiti
sono maturati
entro:
FINESTRA
(da quando decorre
la pensione)
31 MARZO
1° OTTOBRE
stesso anno
30 SETTEMBRE
1° APRILE
anno successivo
30 GIUGNO
1° GENNAIO
anno successivo
31 DICEMBRE
1° LUGLIO
anno successivo
L AV O R AT O R I A U T O N O M I
mentare è utile per il possesso dei requisiti dei 37
anni di contribuzione e
l’età di 58 anni o dei 40
anni di contribuzione, in
modo da potersi così avvantaggiare del cumulo totale della pensione di anzianità con i redditi di lavoro dipendente e autonomo. Ovviamente non si
potranno computare i periodi di godimento del bonus in quanto in questi periodi non è stata accreditata alcuna contribuzione.
Ma se una volta anda-
ti in pensione si continua comunque a svolgere un’attività lavorativa, quando è possibile
il cumulo fra pensione
di anzianità e reddito di
lavoro?
Questo tipo di prestazione è sempre cumulabile con qualunque reddito
di lavoro a condizione, però, che al momento della
pensione si possano far valere 40 anni di contributi o
in alternativa 58 anni di
età e 37 di contributi.
In assenza di questi pre-
Per la prima
volta, anche
per ottenere
la prestazione
di vecchiaia,
bisognerà
aspettare
la prima
finestra utile
NOTES
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A FAVORE DEI SUPERSTITI
La riforma non ha apportato
modifiche a questo tipo di
trattamento pensionistico che
consiste nella prestazione a cui
hanno diritto i familiari del
pensionato o del lavoratore che
sia deceduto: nel primo caso, si
parla di pensione di “reversibilità”
e nel secondo di “indiretta”. Questi
due tipi di pensione decorrono dal
1° giorno del mese successivo a
quello del decesso, qualunque sia
la data di presentazione della
domanda; per recuperare gli
arretrati c’è tempo fino a 10 anni
per presentare domanda. Nel caso
di una coppia di coniugi separati
legalmente ma non divorziati, alla
morte del coniuge titolare, a quello
superstite spetta la pensione Inps
di reversibilità? Sì, la pensione
compete anche al coniuge
separato legalmente. Tuttavia,
secondo l’orientamento prevalente
della giurisprudenza della Corte
Costituzionale, se il beneficiario è il
coniuge separato con colpa, questi
potrà ottenere la prestazione solo
se risulti titolare di un assegno
alimentare, stabilito dal Tribunale,
a carico del coniuge deceduto.
Al contrario, la Corte di cassazione
(sentenza n. 15516 del 12 giugno
2003, pronunciata dalla Sezione
Lavoro) avrebbe equiparato anche
il coniuge separato “con addebito”
al comune coniuge superstite, che
avrebbe diritto a questo tipo di
pensione anche nel caso non sia
titolare di un assegno alimentare.
Come viene calcolato l’importo di
queste pensioni? È uguale a una
quota percentuale della pensione
che sarebbe spettata all’assicurato
(pensione diretta) o della pensione
già liquidata (pensione di
reversibilità). Ad esempio, tra
coniuge e figli, per quanto
riguarda le quote percentuali
spetta: il 60% se c’è solo il
coniuge; l’80% se ci sono il
coniuge e un figlio; il 100% in
presenza del coniuge e due figli.
Fino a quando i figli che
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frequentano l’università
conservano il diritto al trattamento
pensionistico? Il diritto spetta per
tutto il corso legale del ciclo di
studi, – pertanto, ad esempio,
anche se dopo il conseguimento
della laurea il figlio si iscrive a un
corso di perfezionamento post
laurea – ma fino al compimento
del 26° anno di età.
I REQUISITI NECESSARI
PER L’INDIRETTA
Requisiti contributivi e
assicurativi
del lavoratore
Almeno 15 anni di contributi alla
data del decesso. Oppure 5 anni di
assicurazione, 5 anni di
contribuzione di cui almeno 3 nei 5
anni precedenti la data della
scomparsa.*
Requisiti soggettivi dei
superstiti
I superstiti aventi diritto sono
nell'ordine: coniuge, figli, genitori,
fratelli e sorelle. Ciò significa che
i genitori, fratelli e sorelle entrano
in gioco solo se mancano il
coniuge e i figli o se, pur
essendoci, non abbiano diritto
alla pensione. Coniuge e figli
possono invece concorrere.
* Ai fini del raggiungimento dei requisiti
contributivi e assicurativi sono utili anche
i periodi di godimento dell’assegno di
invalidità per i quali non risulti svolta
attività lavorativa.
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supposti si potranno presentare due situazioni: se
il pensionato ricomincia a
lavorare come dipendente, allora gli verrà trattenuta l’intera pensione, se invece svolge un’attività autonoma o da libero professionista subirà solo una
trattenuta parziale, nella
misura del minor importo
tra il 30% della quota eccedente il trattamento minimo (che per quest’anno
è stato fissato a quota
443,12 euro al mese) e il
30% del reddito conseguito. Per quanto riguarda invece la pensione di vecchiaia, questo tipo di prestazione è del tutto cumulabile con qualsiasi tipo di
reddito di lavoro.
PENSIONE DI VECCHIAIA
Di quanto si allungano i tempi di attesa della
pensione di vecchiaia
per lavoratori dipendenti e autonomi?
Con la riforma anche
per la pensione di vecchiaia, sul modello ormai
in vigore da tempo per
quella di anzianità, viene
introdotto un meccanismo di “uscite” programmate dall’attività lavorativa:
in pratica, l’assegno non
spetterà più a partire dal
mese successivo al compimento dell’età ma solo
e soltanto in concomitanza di determinate finestre.
In particolare, l’attesa sarà più lunga per gli autonomi e per giunta diversamente articolata per tutte
le categorie a seconda del
momento in cui si maturano i requisiti. In sintesi,
le uscite vengono raggruppate in 4 scaglioni all’anno e in più è stata leggermente innalzata la soglia
dell’età pensionabile, an-
che se per il perfezionamento del diritto resta il
limite dei 65 anni per gli
uomini e dei 60 anni per le
donne anche nel caso del
sistema contributivo.
In merito, invece, al requisito contributivo minimo, occorre distinguere:
per poter richiedere la
pensione di vecchiaia nel
sistema retributivo o misto, regime in cui rientra
chi ha versato prima del
‘96, occorrono come regola generale almeno 20
anni di versamenti; invece nel caso del sistema
contributivo, sono ancora sufficienti 5 anni di
contribuzione (ma le donne, se hanno meno di 65
anni, per avere diritto alla pensione devono avere alle spalle un importo
che non sia più basso dell’assegno sociale, maggiorato del 20%, cioè 475 euro al mese nel 2008).
Infine, nel panorama
dei requisiti, in ogni caso,
è necessario essersi ritirati dal rapporto di lavoro
dipendente.
Quali conseguenze
comportano i quattro
nuovi scaglioni annuali di uscite?
Il calendario delle finestre è molto più vantaggioso per i lavoratori dipendenti, in quanto, se
pur sempre in differita, otterranno la pensione assai prima rispetto ai lavoratori autonomi: dal primo mese del secondo trimestre successivo (si vedano le uscite nella tabella riassuntiva a pag. 3).
Esistono delle eccezioni al sistema degli
scaglioni?
Sì. Indipendentemente
dalle nuove finestre, riceveranno ancora l’assegno
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dal mese successivo coloro che abbiano raggiunto
i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2007. È il caso, ad
esempio, di tutte quelle
persone, uomini e donne,
che pur continuando a lavorare hanno già maturato il
diritto alla pensione di anzianità,magari perché hanno usufruito del bonus.Ecco allora che, essendo già
aperta la finestra,avranno la
possibilità di incassare il
primo assegno dal mese
successivo alla cessazione
dell’attività. Il protocollo
sul Welfare prevede come
unica eccezione quella che
riguarda il personale della
scuola che potrà sfruttare
come in passato una sola
finestra all’anno.
Chiara Conti
rispettivamente che: se
si lavora 40 anni si realizza l’80% della retribuzione pensionabile,
il massimo che si può
ottenere; con 35 anni il
70% e con 30 il 60%.
Il sistema contributivo.
Riguarda chi ha iniziato
l’attività lavorativa dal
1996 in poi e funziona
con il sistema della capitalizzazione. La pensione viene calcolata
sul cosiddetto “montante contributivo”, ossia
la somma dei versamenti effettuati durante
tutta la propria carriera
lavorativa: ogni anno,
per i lavoratori dipendenti, viene accantonato il 33% della retribuzione e pertanto, nel
momento in cui si cessa
di lavorare l’importo del-
A
LE PAROLE
DA RICORDARE
I SISTEMI DI CALCOLO
Per il computo dell’assegno di pensione possono trovare applicazione
tre diversi sistemi di
calcolo, a seconda del
periodo di corresponsione dei contributi.
Il sistema retributivo.
Riguarda chi ha versato
almeno 18 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1995. L’importo dell’assegno è il risultato di due elementi:
il compenso medio degli ultimi 2 anni di occupazione – rivalutato ogni
anno sulla base di specifici coefficienti Istat
che tengono conto dell’aumento del costo della vita – e l’anzianità
maturata. Ogni anno lavorativo rende il 2%
della retribuzione pensionabile. Perciò si avrà
Z
la pensione sarà uguale
alla somma accumulata
in totale applicando però dei coefficienti che
sono diversi a seconda
dell’età in cui si è smesso di lavorare: in linea
di massima, prima ci si
ritira meno si percepisce di pensione.
Il sistema misto. È la
combinazione dei due
sistemi precedenti e riguarda esclusivamente
chi, alla data del 31 dicembre 1995, lavorava
già ma al contempo non
poteva ancora vantare
almeno 18 anni di contributi. Ecco allora che in
questo caso l’importo
dell’assegno di pensione verrà calcolato in
parte con il sistema retributivo e in parte con
quello contributivo.
FINESTRE. Sono le decorrenze fisse
stabilite dalla legge a partire dalle quali si può andare in pensione avendo già
maturato i requisiti di età e di contribuzione che occorrono.
ETÀ PENSIONABILE. È quella fissata
dalla legge per avere diritto a richiedere la pensione di vecchiaia.
PENSIONE DI VECCHIAIA. Ne ha diritto chi ha compiuto 65 anni – 60 per le
donne – e ha maturato 20 anni di contributi (che si riducono a 5 anni per chi
ha iniziato a lavorare dopo il 1995).
Il riconoscimento di questa prestazione è però subordinato alla cessazione
dell’attività di lavoro dipendente.
PENSIONE DI ANZIANITÀ. È la prestazione che spetta a chi ha almeno 58 anni (questa età minima è valida fino al
30 giugno 2009) e 35 anni di contribuzione; chi invece può far valere 40 anni
di contributi potrà andare in pensione
a qualsiasi età.
COME RISCATTARE L’UNIVERSITÀ
Che cosa cambia per il riscatto degli anni di università? Le
nuove norme sono previste dal
Dlgs 184/2007.
I vantaggi. I contributi versati
saranno utili sia per il raggiungimento del diritto alla pensione sia per determinare l’importo: aumentando l’anzianità contributiva si potrà ottenere un
pensionamento anticipato.
I presupposti. È a titolo oneroso a carico del richiedente e
sono riscattabili solo i periodi di
durata legale degli studi universitari e che non siano già
coperti da contribuzione.
I destinatari. Lavoratori dipendenti (privati e pubblici) e autonomi (professionisti senza Albo
e Cassa obbligati all’iscrizione
nella Gestione Separata Inps)
ma non i professionisti iscritti ad
una Cassa privata che dovranno per il riscatto rifarsi ai regolamenti delle relative Casse
(avvocati, notai ecc.).
I contributi. Una volta calcolati dagli istituti – previa domanda – potranno essere corrisposti in un’unica soluzione o dilazionati in 120 rate mensili
senza interessi.
Che cosa succederà alle domande presentate in precedenza e già autorizzate al riscatto?
Occorrerà valutare se rinunciare e presentare una nuova domanda, in quanto le domande
già autorizzate fino al 31 di-
cembre 2007 seguiranno la
vecchia normativa che non prevede la rateazione senza interessi; o decidere di pagare in
un’unica soluzione. Da un punto di vista fiscale, però, la rateazione conviene in quanto poter
dedurre dall’imponibile i contributi diminuisce il peso fiscale
sull’aliquota più elevata. Invece, il pagamento “unico” azzererebbe l’imponibile solo in un
anno. Il contributo per il riscatto è deducibile dall’imponibile. Va poi considerato se il riscatto fa incrementare o raggiungere i requisiti (18 anni) per il
calcolo della pensione con il
sistema retributivo, più favorevole del contributivo.
NOTES
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MAGGIO 2008
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Unico 2008 e 730: le istruzioni
per compilarli e consegnarli
LA LEGGE FINANZIARIA HA INTRODOTTO UNA SERIE DI AGEVOLAZIONI FISCALI CHE SI POSSONO GIÀ FAR
VALERE NELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI DI QUEST’ANNO. NOVITÀ ANCHE PER LE SCADENZE
er dichiarare i reddi-
ti percepiti nel 2007,
Psono
numerose le innovazioni da tenere
presenti nella compilazione del modello.
I NUOVI TERMINI
PER LA PRESENTAZIONE
Niente di nuovo per
la compilazione. Il modello Unico 2008 si po-
trà compilare come
sempre nella versione
cartacea, una volta scaricata dal sito web delle Entrate – www.agenziaentrate.it – o dopo averlo acquistato in qualunque cartoleria. Invece, ciò che cambia per qualcuno, è la modalità di presentazione della dichiarazione al Fisco.
Infatti, per chi è titolare
di partita Iva, la dichiarazione dovrà essere trasmessa esclusivamente
per via telematica. Obiettivo: velocizzare i tempi
snellendo le procedure e al
tempo stesso permettere
ai contribuenti di rettificare con più facilità eventuali imprecisioni. In particolare, la presentazione via
Internet dovrà avvenire
entro il termine del 31 luglio 2008.All’invio potrà
provvedere lo stesso contribuente, un intermediario abilitato (Caf, dottore
o ragioniere commercialista, banca) o un ufficio
dell’agenzia delle Entrate.
Tuttavia, va detto che sono ammesse delle eccezioni, dal momento che sono
esonerate dall’obbligo di
presentazione online le
persone fisiche che: non
possono presentare il modello 730/2008 perché
privi di datore di lavoro o
non titolari di pensione;
pur potendo presentare il
730/2008, devono dichia-
rare alcuni redditi o comunicare dati usando i relativi quadri del modello
Unico (RM, RT, RW, AC);
devono presentare la dichiarazione per conto di
contribuenti deceduti; sono privi di un sostituto
d’imposta al momento di
presentazione della dichiarazione perché è cessato il rapporto di lavoro.
In questa ipotesi, gli esonerati dall’obbligo di presentare l’Unico tramite
web dovranno però presentare, entro il 30 giugno
2008, la dichiarazione in
forma cartacea ricorrendo ad un ufficio postale.
Ecco allora il calendario
complessivo delle scadenze di consegna dei moduli che prevede un anticipo rispetto al passato:
il modello Unico, per
via postale entro il 30 giugno;
per il modello Unico
per via telematica c’è
tempo fino al 31 luglio;
il modello 730, invece,
CHI DEVE PAGARE L’ICI
L’Ici o imposta comunale
sugli immobili riguarda i
fabbricati, le aree fabbricabili e i terreni agricoli
ubicati in Italia. I fabbricati sono le unità immobiliari iscritte al catasto fabbricati e le aree fabbricabili
sono quelle su cui è possibile costruire.
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MAGGIO 2008
Soggetti passivi. Sono tenuti a pagare l’Ici le seguenti categorie di soggetti: i proprietari degli immobili, i titolari di diritti reali
di uso, usufrutto, abitazione, enfiteusi, superficie.
L’imposta, ovviamente, è
dovuta ai Comuni dove gli
immobili sono ubicati.
Nell’ipotesi di comproprietà degli immobili, ciascun
contitolare sarà obbligato
ad effettuare in modo distinto il versamento dell’Ici, limitatamente alla sua
quota parte.
Nei condomini per le parti comuni e le unità di proprietà condominiale con
rendita catastale attribuita, la dichiarazione deve
essere presentata dall’amministratore del condominio per conto dei condomini, mentre il versamento può essere effettuato
dall’amministratore ovvero dai singoli condomini,
pro quota.
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COME CAMBIA L’IRPEF
Che cos’è. L’imposta sul reddito delle persone
fisiche è la principale imposta diretta, che grava
sui redditi personali in denaro o in natura,
continuativi o occasionali, provenienti da qualsiasi
fonte. Si applica ai redditi di: lavoro dipendente e
autonomo; d’impresa; fondiari e di capitale.
La sua particolarità sta nel fatto che si tratta di
un’imposta “progressiva” per scaglioni e pertanto
ciò comporta che i contribuenti dovranno pagare
un importo al Fisco (prelievo) pari ad una certa
percentuale (aliquota d’imposta) del reddito
accumulato in un anno. Una percentuale che è,
appunto, progressiva, cioè aumenterà in modo più
che proporzionale al reddito e pertanto in misura
crescente in base allo scaglione di reddito di
appartenenza.
I nuovi scaglioni. Con la dichiarazione Unico 2008
tornano cinque scaglioni di reddito (prima erano
quattro) e cinque corrispondenti aliquote per il
calcolo dell’Irpef, una in più rispetto all’anno
precedente. L’aliquota d’imposta sarà pari al:
23% fino a 15mila euro di reddito;
27% per un reddito compreso
tra i 15mila e i 28mila euro;
38% per redditi fra i 28mila e i 55mila euro;
41% fra i 55mila e i 75mila;
43% per i redditi superiori a 75mila.
va consegnato entro il 3
giugno (il 31 maggio cade
di sabato).
IN ARRIVO
PIÙ BENEFICI
Debuttano, infatti, le
nuove regole relative
alle detrazioni per carichi di famiglia, mentre
non si applica più la cosiddetta “no tax area”,
cioè l’imponibile fuori fisco
e le deduzioni per carichi
di famiglia, cosiddetta no
tax family. Il nuovo modello, inoltre, prevede anche
uno specifico quadro «BF
richiesta bonus fiscale»
che riguarda i contribuenti cosiddetti incapienti,
con imposta netta 2006
pari a zero, che hanno diritto al rimborso forfettario
di 150 euro, maggiorato di
un ulteriore bonus di 150
euro per ciascun familiare a carico nel corso del
2006.
Detrazioni per carichi di
famiglia. Ecco allora che
il modello Unico 2008 recepisce le novità varate
sull’Irpef previste dalla
legge Finanziaria 2008 (la
244/2007), fra cui va evidenziato che il reddito
della prima casa “scompare” dal reddito complessi-
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vo del beneficiario ai fini
del calcolo delle detrazioni per carichi familiari;
inoltre, va ricordato l’esonero dal compilare la dichiarazione dei redditi per
i contribuenti titolari solo di redditi fondiari di terreni e fabbricati di importo totale non superiore a
quota 500 euro.
In sintesi, pertanto, per
calcolare le detrazioni per
i familiari a carico, il reddito della casa di abitazione
esce dalla determinazione del reddito complessivo. L’importo si calcola
senza considerare il reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione
principale e quello delle
sue pertinenze. La novità
rileva con esclusivo riferimento al reddito complessivo del soggetto che intende avvalersi del beneficio.Analizziamo ora le detrazioni che riguardano gli
immobili.
Sconti sugli affitti. I giovani fra i 20 e i 30 anni
potranno detrarre fino ad
un massimo di 991,60 euro per i primi tre anni sull’affitto purché la casa sia
diversa da quella dei genitori. Il bonus fiscale sarà
però concesso a chi percepisce un reddito massimo di 15.493,71 euro. Invece, ai contribuenti meno giovani che pagano
l’affitto per la casa (abitazione principale), con reddito fino a 30.987,41 euro, è riconosciuta una detrazione pari a 150 euro,
ma nel caso il loro reddito
non superi i 15.493,71 euro, la detrazione raddoppia a 300 euro. Superfluo
forse dirlo, ovviamente le
detrazioni si applicano
agli inquilini con contratto di locazione regolarmente registrato.
Ici
sulla prima casa. Oltre alla detrazione già in
vigore, pari a 103,29 euro, ne arriva un’ulteriore
dell’1,33 per mille della
base imponibile. Il nuovo
sconto però non potrà superare la soglia di 200 euro.Tra l’altro, questi benefici da oggi valgono anche
per i coniugi che,dopo la se-
CHI PUÒ SERVIRSI
DEL “730”
Possono compilare il modello 730 i
contribuenti che nel 2007 risultano:
pensionati;
lavoratori
dipendenti;
chi percepisce indennità sostitutive
di reddito di lavoro dipendente (ad
esempio, l’indennità di mobilità, ecc.);
soci di cooperative di produzione e
lavoro, di servizi, agricole e di prima
trasformazione dei prodotti agricoli e
di piccola pesca;
soggetti impegnati in lavori socialmente utili.
CHI DEVE UTILIZZARE
IL MODELLO UNICO
l Modello Unico “Persone Fisiche”
(contrassegnato dalla sigla “PF”)
è un modello unificato con cui è
possibile effettuare più dichiarazioni
fiscali. È riservato alle persone
che nel corso del 2007 abbiano
posseduto: redditi di terreni,
di fabbricati, di partecipazione,
di lavoro autonomo occasionale
o continuativo, d’impresa, di lavoro
dipendente (solo però se erogati da
datori di lavoro non obbligati ad
effettuare le ritenute d’acconto,
come accade ad esempio per le
colf), di pensione ed altri redditi
che vanno indicati ognuno nel
proprio quadro di riferimento.
Si tratta, pertanto, di un modulo
sintetico in cui devono figurare,
in piena trasparenza e in modo
analitico, tutti i pagamenti a favore
dell’Amministrazione finanziaria.
I
NOTES
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MAGGIO 2008
parazione o il divorzio,non
siano assegnatari della casa coniugale.
Assegni alle famiglie numerose. Oltre a confermare gli aiuti economici a favore delle famiglie numerose
– cioè sconti d’imposta che
decrescono progressivamente con l’aumentare della somma dei redditi percepiti –,la Finanziaria 2008
ha introdotto l’ulteriore detrazione (super bonus) pari a 1.200 euro, in favore
dei nuclei familiari che abbiano almeno quattro figli
a carico.
Bonus incapienti. I contribuenti che, pur nelle
condizioni previste dal decreto legge 159/2007, non
hanno ricevuto dal sostituto d’imposta l’erogazione
del bonus incapienti, potranno farne richiesta attraverso la compilazione del
quadro BF, solo però se sono tenuti alla presentazione
del modello Unico 2008.
In caso di esenzione dalla
dichiarazione dei redditi,
per fruire del bonus fiscale dovranno utilizzare l’apposito modello di richiesta.
F
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O
STUDI DI SETTORE
PIÙ CLEMENTI
a quest’anno potrebbe risultare meno
costoso l’adeguamento agli studi di settore.
Secondo le ultime indicazioni del Fisco, infatti,
sembra proprio che non sia più necessario
dichiarare l’importo più elevato, indicato come
ricavo o compenso “puntuale di riferimento”.
Pertanto i contribuenti soggetti agli studi
saranno in linea con gli stessi se dichiarano
ricavi o compensi di importo pari o superiore
al “minimo ammissibile”. E ancora, chi
dichiara ricavi o compensi che sono all’interno
del cosiddetto “intervallo di confidenza”,
cioè tra il ricavo o compenso “puntuale di
riferimento” e il ricavo o compenso “minimo
ammissibile” è, di norma, escluso
dall’accertamento in base agli studi di settore.
D
Bonus badanti. Una detrazione del 19% è riconosciuta, inoltre, per le spese
sostenute per le badanti e
ancora per le spese relative allo sport praticato dai
figli, per l’intermediazione
immobiliare,per l’acquisto
di un computer da parte
dei docenti e, infine, per le
erogazioni liberali in favori di istituti scolastici.
Risparmio energetico. Fra
le altre novità della dichiarazione dei redditi ci sono
anche le detrazioni d’imposta del 55% sulle spese
sostenute per la riqualificazione energetica di un immobile. Ma non è tutto: ci
sono ancora le detrazioni
del 20% per chi ha acquistato un frigorifero o un
congelatore di classe energetica non inferiore ad A+
oppure un motore a elevata efficienza o infine un variatore di velocità.
La stessa detrazione del
20% (con un limite massimo di 200 euro) è prevista per chi ha comprato
un televisore per il digitale terrestre.
Chiara Conti
VOI DOMANDATE - GLI ESPERTI RISPONDONO
Club3 fornisce ai lettori anche un servizio di
Gli esperti di Club3 rispondono ad ogni
consulenza da parte dei suoi esperti. Le
domanda di carattere economico, finanziario,
domande e le risposte di interesse generale
fiscale, normativo e previdenziale purché sia
potranno essere pubblicate, per gli altri quesiti
esposta in forma breve e non si tratti di un
la risposta sarà privata. Chi desidera usufruire
quesito multiplo. Gli esperti di Club3 si
di questa opportunità deve utilizzare il modulo
riservano di non dare seguito a quesiti ritenuti
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La stretta antiriciclaggio cambia
le regole per gli assegni bancari
DAL 30 APRILE È INDISPENSABILE RIPORTARE SU OGNI MODULO LA DICITURA “NON TRASFERIBILE”. E QUANDO
IL VALORE È PARI O SUPERIORE AI 5MILA EURO È OBBLIGATORIO INDICARE NOME E COGNOME DEL BENEFICIARIO
ono entrate in vigore
il 30 aprile le nuove
Snorme
previste dal decreto legislativo 231/07
contro il riciclaggio di
danaro sporco che riguardano la disciplina
degli assegni bancari.
La principale novità per
la clientela di banche e Poste è che di regola sui moduli degli assegni si troverà la dicitura “non trasferibile”. Se vengono emessi
per un valore pari o superiore ai 5mila euro, è necessario indicare con precisione nome e cognome
del beneficiario o la ragione sociale,se si tratta di società, altrimenti si rischia
che l’istituto di credito rifiuti di cambiare il titolo.
Il modulo dell’assegno libero - il cui importo poi
non potrà comunque superare i 5mila euro - diventerà l’eccezione:verrà consegnato al cliente solo previa un’espressa domanda
scritta e sconterà in modo
virtuale una imposta di
bollo di un euro e 50 centesimi per ogni titolo. Le
stesse limitazioni sono previste per gli assegni circolari. Gli assegni liberi dovranno riportare, sotto la
firma,il codice fiscale del girante.
Anche l’assegno bancario a favore dello stesso
traente, definito “a me medesimo”,subisce dei limiti,
perché può essere girato
unicamente per l’incasso
a una banca o alle Poste.
Se questo genere di assegni viene girato a terzi,
può essere pagato, ma occorre la segnalazione al ministero dell’Economia. Gli
assegni non trasferibili potranno essere utilizzati per
qualsiasi importo e non solamente per quelli superiori ai 5mila euro.
Dall’agenzia delle Entrate arriveranno istruzioni
per la richiesta agli istituti di credito degli estremi
del richiedente e di colui
che incassa assegni liberi,
in modo da implementare la sezione dell’Anagrafe tributaria dedicata ai nominativi che intenda monitorare. Il cittadino avrà
dunque un motivo in più
per utilizzare gli assegni
non trasferibili, anche se
fino ad oggi anche gli assegni liberi all’occorrenza
sono stati fonte di prova
nei processi penali e tributari.
Il ministero ha precisato
che sono pagabili gli assegni emessi dal 30 aprile in
poi senza l’indicazione
precisa del nome o della
ragione sociale del beneficiario o la clausola di
non trasferibilità, le banche o le Poste sono però
obbligate a segnalarli in
quanto irregolari, e a questo genere di titoli potrà
essere applicata una sanzione dall'1 al 40 per cento dell’importo trasferito.
I vecchi carnet ancora
presenti nei magazzini delle banche o in possesso
della clientela potranno
continuare ad essere utilizzati, tenendo però presenti le nuove regole.
NUOVE LIMITAZIONI
PER I LIBRETTI
La nuova normativa
abbassa la soglia di utilizzo del denaro contante da 12.500 a 5mila euro, disponendo il divieto del trasferimento del
denaro contante o di libretti di deposito bancario o postali al portatore
o di titoli al portatore in
euro, effettuato a qualsiasi
titolo tra soggetti diversi,
quando il valore dell’operazione supera appunto i
5mila euro.
La stretta riguarda quindi anche i libretti al portatore, che a regime potranno avere solo un saldo inferiore ai 5mila euro. Una
circolare del ministero dell’Economia fissa la data
del 30 giugno 2009 per regolarizzare tutti i titoli di
importo superiore.Di conseguenza, i libretti emessi
dal 30 aprile in poi non
possono avere un saldo
superore ai 5mila euro; se
superano tale soglia con
l’accredito da parte della
banca degli interessi, devono essere ridotti (o
estinti) contestualmente
alla scritturazione degli interessi.Anche nel caso di
trasferimento dei depositi bancari o postali al portatore di importo inferiore
ai 5mila euro, il cedente
deve comunicare all’intermediario emittente, entro
30 giorni, i dati identificativi del cessionario e la data del trasferimento. L’inadempienza è sanzionata
dal 10 al 20 per cento del
saldo del libretto ceduto.
Marco De Ciuceis
I vecchi carnet
di assegni
ancora presenti
nei magazzini
delle banche o
in possesso dei
clienti potranno
essere usati,
tenendo presenti
le nuove regole.
NOTES
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Ultima chiamata dalle banche
per recuperare fondi “dormienti”
CHI È TITOLARE DI UN CONTO, MA NEGLI ULTIMI 10 ANNI NON HA PIÙ EFFETTUATO OPERAZIONI, RISCHIA
LA PERDITA DELL’INTERA SOMMA. PER EVITARLO DOVRÀ MUOVERE I SOLDI O FARE UNA SEGNALAZIONE
UN AVVISO IN FILIALE
E SUL SITO INTERNET
in questo peD istrarsi
riodo potrebbe costare davvero caro a
chi è intestatario di
uno dei cosiddetti
“conti dormienti”, che
rischiano di spegnersi definitivamente proprio nei
prossimi mesi. Si tratta di
rapporti finanziari per i
quali non è stata effettuata alcuna operazione o
movimentazione da parte
del titolare o di terzi muniti di una delega scritta, negli ultimi dieci anni. Il pericolo che si corre, come
previsto dal decreto del
presidente della Repubblica numero 116 emanato il 22 giugno 2007 e in vigore dal 17 agosto dell'anno scorso, è quello di perdere l'intero ammontare,
che sarà devoluto a un
fondo amministrato dallo
Stato per le vittime di frodi finanziarie e per assumere precari nella pubblica amministrazione. Secondo diverse associazioni dei consumatori, ci sarebbero in ballo tra i 10 e
i 15 miliardi di euro.
LA NORMA VALE
SOPRA I 100 EURO
La normativa si occupa della maggior parte
dei rapporti finanziari
di diverso genere di
importo superiore ai
100 euro. Si va dai comuni conti correnti
bancari o postali ai titoli di Stato, azionari e
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obbligazionari. Ma sono compresi anche i libretti di risparmio, sia
quelli al portatore sia
quelli nominativi, così come i contratti di assicurazione. A far suonare il
campanello d'allarme per
i titolari di questi tipi di
rapporti “in sonno” da
troppo tempo dovrebbe
essere stato un avviso da
parte degli intermediari.
Istituti di credito, Poste e
compagnie di assicurazione, infatti, hanno precisi
obblighi di informativa in
questa materia, previsti da
un regolamento del ministero dell'Economia e delle
finanze.
Nel caso di rapporti in
cui il periodo di “dormienza” sia maturato prima del
17 agosto 2007, spiegano
all'Associazione bancaria
italiana (Abi),gli intermediari dovrebbero aver già inviato una raccomandata con
avviso di ricevimento all'ultimo indirizzo conosciuto del titolare del rapporto (il termine era il 17
febbraio 2008).
Per i rapporti al portatore, invece, la comunicazione è sostituita
da un avviso esposto in
banca e pubblicato sul
sito internet. La lettera
contiene l'invito a impartire disposizioni, come
può essere una qualunque
movimentazione o la semplice richiesta della propria documentazione,entro
180 giorni dalla data di ricevimento.
Inoltre, la raccomandata avvisa che, nel caso in
cui non si farà nessuna di
queste operazioni, il rapporto sarà estinto e le relative somme saranno devolute al fondo.
Per i rapporti non reclamati, le banche dovranno
provvedere, entro quattro
mesi dalla scadenza dei
180 giorni utili al cliente
per risvegliare il conto, a
devolvere il denaro. Calendario alla mano, dunque,
gli importi girati al fondo
quest'anno riguarderanno
i rapporti già “dormienti”
prima del 17 agosto 2007
e non reclamati dal legittimo proprietario entro il
termine stabilito dalla normativa.
È previsto che questo
denaro sarà utilizzato per
il 20% per assumere personale precario delle varie amministrazioni pubbliche; per l'80%, invece,
andrà a vittime di frodi fi-
nanziarie (sono previsti limiti di reddito e sono favoriti i piccoli risparmiatori).
Anche per i conti per i
quali il limite di 10 anni
senza alcuna operazione
o movimentazione è stato
superato dopo il 17 agosto 2007, naturalmente, è
prevista una lettera al
cliente per segnalare la situazione. Inoltre, gli intermediari dovranno comunicare al ministero dell'Economia e delle Finanze, entro il 31 marzo di
ogni anno, l'elenco dei
rapporti che nell'anno precedente sono stati estinti.
Entro la stessa data, questo elenco sarà pubblicato su un quotidiano a diffusione nazionale, con tanto
di nome, data e luogo di
nascita dei titolari (per i
rapporti al portatore sarà
sufficiente, invece, il numero identificativo del libretto).
TENERE INFORMATI
PARENTI O AMICI
Per risvegliare i conti basta fare un qualunque movimento o una
segnalazione alla banca. Inoltre, è necessario
non dimenticarsi di comunicare al proprio istituto,
per esempio, quando si
cambia residenza (
).
Infine, è bene che qualche parente sia sempre al
corrente dei propri rapporti finanziari. In alcuni
casi, infatti, i conti restano
inattivi per diversi anni
proprio perché gli eredi
del defunto, titolare di uno
o più conti, non sono neppure a conoscenza dell'esistenza di questi depositi,
contratti assicurativi o altro rapporto finanziario.
Marco Ratti
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FONDAMENTALE COMUNICARE IL CAMBIO DI RESIDENZA
rapporti finanziari che non
vedono alcuna
movimentazione o
operazione da dieci anni
rischiano di essere chiusi
definitivamente dalle banche
nei prossimi mesi. E il
denaro potrebbe finire nelle
mani dello Stato, che potrà
utilizzare i soldi per le
vittime di frodi finanziarie o
per stabilizzare i precari
della pubblica
amministrazione. Con
qualche accorgimento, però,
si può evitare che questo
accada e, per il futuro, è
possibile adottare
comportamenti per
scongiurare che il proprio
conto corrente o la propria
polizza vita siano classificati
come “dormienti”. A dare
qualche consiglio sono le
associazioni dei
consumatori.
«Quando si cambia
l'indirizzo della propria
residenza - ricorda Mauro
Novelli, segretario nazionale
di Adusbef - bisogna
comunicarlo all'intermediario
tramite una raccomandata
con avviso di ritorno». In
questo modo, si sarà sicuri
di essere sempre
rintracciabili dal proprio
istituto, condizione
indispensabile per poter
essere avvertiti dello stato di
“dormienza” del proprio
rapporto finanziario, che può
essere, per esempio, un
conto corrente, di custodia
titoli, un libretto di risparmio
o una polizza vita. Inoltre, il
segretario Adusbef sottolinea
il pericolo di lasciare i
parenti all'oscuro dei conti di
cui si è titolari. «Succede
troppo spesso - dice Novelli che in famiglia nessuno dica
niente di alcune posizioni
bancarie aperte e, nel caso
I
in cui il titolare dovesse
morire, nessuno saprà mai
nulla di questo denaro».
Che, quindi, andrà
irrimediabilmente perso. In
altre parole, «bisogna
superare le beghe familiari e
cercare di lasciare sempre
traccia dei propri fondi».
Un altro accorgimento utile
quanto semplice da
realizzare, suggerisce
Novelli, potrebbe essere
quello di scrivere una volta
all'anno alla propria banca
per tenere “sveglio” il conto.
Per chi avesse già ricevuto
una lettera da parte di un
istituto che comunica la
“dormienza” del proprio
titolo, è importante fare
attenzione alle scadenze.
Entro 180 giorni dal
ricevimento della
raccomandata, infatti, è
necessario movimentare il
conto per evitare che il
proprio denaro sia devoluto
al fondo. Altroconsumo
spiega che è sufficiente una
semplice comunicazione
all'intermediario, in cui si fa
sapere di voler continuare il
rapporto.
Se si hanno più rapporti con
la stessa banca, come conti
correnti e deposito titoli,
basterà una sola
comunicazione.
Un caso particolare è quello
dei titoli al portatore, come i
libretti di risparmio. In
questo caso, spiega ancora
Altroconsumo,
l'intermediario esporrà in
tutte le filiali e sul proprio
sito Internet un avviso che
informa la clientela in
termini generali del
contenuto della normativa.
Ogni mese sarà poi
predisposto un elenco dei
depositi al portatore diventati
“dormienti”, oltre alla data
di scadenza, fissata 180
giorni dopo l'avviso, entro
cui il titolo dovrà essere
“movimentato”. Il consiglio,
in questo caso, è ovviamente
quello di prestare grande
attenzione in banca e sui siti
Internet agli elenchi, per non
rischiare di perdere denaro.
Per i prossimi anni, infine,
va ricordato che entro il 31
marzo gli intermediari, come
banche, poste o compagnie
di assicurazione, dovranno
comunicare i rapporti che
non hanno registrato alcun
movimento o operazione da
parte del titolare nei 10 anni
precedenti (vedi articolo in
pagina). In quel periodo,
dunque, sarà bene fare
attenzione al sito Internet del
ministero dell'Economia e
delle Finanze, dove sarà
inserito l'elenco completo.
La lista sarà pubblicata
anche su un quotidiano a
diffusione nazionale.
NOTES
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Scambiando la casa, la vacanza
è meno costosa e più confortevole
SE SI POSSIEDE UN APPARTAMENTO SI PUÒ ANDARE IN VILLEGGIATURA PAGANDO SOLO VIAGGIO E VITTO
E ABITANDO GRATIS IN UN ALLOGGIO. UNICA CONDIZIONE: CEDERE PRIMA O POI IL NOSTRO A CHI CI OSPITA
ì, viaggiare. Però ri-
e con
Stuttesparmiando
le comodità di una
casa, non in affitto,
bensì gratis. Lo scambio di case rende possibile il sogno del viaggio senza dover spendere per l’albergo o per costosi affitti. Chiunque sia proprietario di uno o più alloggi e sia disposto a “fare scambio” può spostarsi in tutto il mondo con il
partner o con la famiglia
al solo costo del biglietto
del treno, dell’aereo e del
vitto. Grazie alle possibilità offerte da internet o anche solo con la posta tradizionale, il telefono e il supporto di organizzazioni
specializzate, ci si può tuffare in questo modo di vivere il viaggio.
Basta scegliere di mettere
a disposizione una delle
proprie case con altre persone che fanno lo stesso
in giro per il globo.
L’ISCRIZIONE
E LE ALTERNATIVE
Per prima cosa ci si
iscrive ad una delle associazioni di scambio,
come www.homelink.it,
pagando la quota di iscrizione che può andare da
70 a 175 euro annui.Dopo
l’adesione si possono inse-
rire via internet le caratteristiche della casa che si offre, le foto e altre informazioni, come il periodo in
cui si desidera fare scambi.Nel frattempo,si consulta la raccolta degli elenchi
delle altre case, alla ricerca della meta del prossimo
viaggio e della dimora che
ci ospiterà.Infine ci si mette in contatto con chi ci
darà le chiavi della casa.Lo
scambio può avvenire in
contemporanea:i due proprietari si scambiano gli alloggi nello stesso periodo,
oppure uno dei due proprietari e i suoi famigliari
si spostano in un dato pe-
riodo e l’altra famiglia può
andare quando vuole, perché si tratta di seconde case. C’è anche la modalità
di scambio di ospitalità, ci
si ospita a vicenda o si accoglie un componente dell’altra famiglia: per esempio, se nostro nipote vuole andare a Londra, grazie
a queste organizzazioni
possiamo trovare una coppia di senior che lo ospiti e
noi ospiteremo la loro nipote londinese.
Questo modo di viaggiare esiste da anni, le prime
associazioni sono nate negli anni Cinquanta, ma grazie alle nuove tecnologie
gli scambi stanno aumentando, la comunicazione
tra i proprietari di case si
è infatti velocizzata così come la consultazione dei
“data base”,gli elenchi con
le proposte per tutti i continenti, è diventata più immediata e semplice.Moltissimi gli over 60 che hanno
già scelto questo modo di
fare villeggiatura. Si possono infatti trascorrere lunghi periodi all’estero, anche mesi,avendo a disposizione belle case.
Tra chi fa lo scambio si
sottoscrive un accordo
scritto, un “Exchange
agreement”, in modo da
V
I
er saperne di più sugli
scambi di case, Internet
ci viene di aiuto. Ricordiamo
il sito www.homelink.it, per
informazioni si può scrivere
in viale Frassinetti 84, Oderzo in provincia di Treviso,
cap: 31046. Il telefono è
0422.815575 mentre l’email
è [email protected]. Il costo
base per associarsi è di 120
12
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euro l’anno; comprende la
pubblicazione della scheda
della casa che si intende
mettere in scambio sia su Internet sia sul volume cartaceo e l’iscrizione include l’accesso per un anno a tutte le
inserzioni di Homelink International. C’è anche la possibiltà di un’assicurazione per
i piccoli inconvenienti che ri-
chiedono l’idraulico, il serrandista o l’elettricista, al costo di 30 euro l’anno.
Un
altro
gruppo
è
www.scambiocasa, la sezione italiana di www.homeexchange.com, il cui slogan è
“Sentiti a casa ovunque nel
mondo”. Il telefono per informazioni è 0382.613259,
mentre per ricevere assisten-
za via email si può compilare il modulo su www.scambiocasa.com/emailcontact.php.
Il costo per diventare soci è
di 75 euro ma si legge sul sito che, se non si effettuano
scambi nel primo anno,
l’iscrizione per il secondo anno è gratuita.
Anche Intervac si occupa di
scambio di case. Sul sito
http://intervac-online.com e
sulla sua versione italiana
www.intervac.it c’è la possibilità di diventare soci, al costo
base di 100 euro. Per informazioni su “Intervac” l’indirizzo è via Bottega 33, località Calvenzano, cap: 40038
Vergato, in provincia di Bologna. Il telefono è 051.
917841 e il fax è 051.
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UNA SOLUZIONE CHE PIACE SOPRATTUTTO
A CHI HA RAGGIUNTO UNA CERTA ETÀ
Annalisa Rossi è la
coordinatrice nazionale
di Homelink Italia e spiega:
«Abbiamo in Italia circa 800
soci, direi che gli over 60 sono
il quaranta per cento». Poi
Rossi aggiunge: «Io ho più di
60 anni, la mia famiglia ed io
abbiamo fatto oltre 100 scambi,
abbiamo iniziato nel 1985».
La coordinatrice sottolinea:
«Homelink esiste dal 1953 e
c’è anche un numero verde per
chiamare idraulico elettricista in
evitare incompresioni, in
cui si evidenzia, ad esempio, il numero massimo di
persone che possono dormire in casa o chi pagherà luce e gas. Sul sito
www.homelink.it si trovano i documenti stampabili
per capire come funziona
l’iniziativa: una “Guida allo
scambio”,le “10 regole per
lo scambio di casa” e un
“Modello di scambio casa”.
Su www.scambiocasa.
com c’è un’area con tutte
le “faq”, cioè le domande
più frequenti:per esempio
si legge:“Quanto si risparmia? La risposta è:“Migliaia di dollari (o di euro).
SUL WEB TUTTE QUELLO CHE BISOGNA SAPERE
P
A
917842. C’è ancora un altro
gruppo, nato nel 2003, che è
www.scambiocasa.org, la
versione italiana di www.livingaway.com; il costo è di
70 euro per un anno e 110
per due anni. Il motto è “A
casa lontano da casa”.
Per informazioni: l’email è [email protected] e il telefono è 0464.517014.
caso di piccoli inconvenienti.
Organizziamo anche un meeting
annuale per far conoscere le
nostre attività, il prossimo sarà
il 24 maggio a Villa Torlonia a
Roma, per informazioni basta
scrivere a [email protected]».
Vanda, socia Homelink, spiega:
«Ho fatto almeno dieci scambi,
in Francia, Spagna, Germania,
Austria, Italia. Un modo per
risparmiare in quanto non ci
sono costi per l’albergo e,
anziché fermarsi solo pochi
Una notte in un hotel medio costa sui 250 dollari (circa 170 euro),un pasto in camera costa sui 50 dollari
(circa 34 euro). Si immagini
il risparmio per due settimane!”.Viene anche evidenziato:“Le persone scoprono anche il vantaggio del comfort
giorni in un Paese, si può stare
anche un mese. Mi sono
sempre trovata benissimo e le
persone che sono venute a casa
mia hanno trattato tutto
perfettamente, come se fossero
i padroni di casa». Cristina
Pagetti, referente per l’Italia di
www.scambiocasa.com spiega:
«I senior che partecipano sono
davvero molti. Io farò uno
scambio con una coppia di
americani in pensione che si
sono trasferiti in Croazia».
di stare in una vera casa
piuttosto che in un hotel
anonimo, quello di vivere il
posto come un abitante del
luogo e di avere a disposizione uno spazio molto più
ampio di una normale stanza d’albergo”.
Sergio Demarchi
LIBRI E FILM PER DOCUMENTARSI
o scambio di case è il vero
protagonista di un film del
2006. Nell’“Amore non va in
vacanza”, le attrici Cameron
Diaz e Kate Winslet si
scambiano le dimore grazie
a “HomeExchange”.
L’una interpreta un’americana
e l’altra un’inglese; in
trasferta incontrano Jude Law
e Jack Black e trovano l’amore
a più di seimila miglia di
distanza dalla loro patria.
Il dvd si può trovare sulla
libreria online www.ibs.it a
18,99 euro. Molti aneddoti
dedicati agli appassionati di
“scambio casa” si trovano in
un libro, disponibile sul sito
www.homelink.it/moduli/?cati
d=72. Costa 15 euro e si
intitola “Vai avanti tu... poi se
ti trovi bene mi iscrivo anche
L
io. Avventure di scambio di
casa con HomeLink”.
L’autrice è Annalisa Rossi che
spiega sul web: “Lo scambio
di casa è una vacanza
speciale. Per farlo, infatti, è
necessario essere persone
speciali. Non ci si limita ad
osservare luoghi, ad entrare
solo in edifici di pubblico
accesso. Si entra nell’animo
delle persone, si osserva la
loro quotidianità cercando di
capire come vivono, come
pensano, come agiscono”.
Sul sito è disponibile anche
l’anteprima del volume e si
possono leggere i racconti di
chi fa sia scambi sia “pet
sitting”, cioè si prende cura
degli animali domestici del
vero padrone di casa durante
la vacanza.
NOTES
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MAGGIO 2008
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Il diabete è in continuo aumento
Costa 10 miliardi di euro all’anno
COLPISCE SOPRATTUTTO LA POPOLAZIONE ANZIANA E DA SOLO ASSORBE QUASI UN SESTO DELLE RISORSE
DEL SISTEMA SANITARIO. IL RISCHIO È SUPERIORE PER LE DONNE CON BASSO LIVELLO D’ISTRUZIONE
diabete colpisce
I lsempre
più la terza
età e pesa per quasi un
sesto sulle risorse del
Sistema sanitario nazionale: il 5 per cento
della popolazione incide per quasi il 15 per
cento della spesa. Oggi sono affetti da diabete
3 milioni di italiani (se ne
prevedono 5 milioni entro il 2025) con un costo
per farmaci e ricoveri di oltre 10 miliardi di euro.
«Negli ultimi dieci anni
la spesa è raddoppiata –
spiega Graziella Bruno,
docente di statistica e di
scienze dietetiche all’Università di Torino –. Per un
diabetico i costi delle medicine sono tripli rispetto a chi non ne soffre».
Gli anziani sono sempre
più coinvolti: «Due terzi
dei pazienti diabetici sono
over 65 e il loro consumo
di farmaci è 3 volte superiore rispetto agli indivi-
dui non diabetici della
stessa età». È in corso un
aumento a livello mondiale della malattia, meno
evidente nei Paesi indu-
strializzati rispetto a quelli in via di sviluppo (l’India tra 20 anni avrà un
terzo dei malati nel mondo). «Un dato importante
per la programmazione
sanitaria nazionale - sottolinea la Bruno - emerge da uno studio approfondito condotto a Torino nel 2003: il rischio di
malattia è 3 volte superiore, soprattutto tra le
donne, in presenza di un
basso livello di istruzione. Per giungere a questo
risultato abbiamo prima
individuato tutti i diabetici del capoluogo e poi li
abbiamo confrontati, a
parità di età e di sesso,
con il resto della popolazione cittadina».
L’indagine europea. La ricerca ha coinvolto un
campione di 7.000 pazienti europei con diabete di tipo 2 tra Belgio,
Francia, Germania, Gran
Bretagna, Italia, Olanda,
Spagna e Svezia. Più della
metà (59,8%) della spesa
italiana era assorbita dai
ricoveri ospedalieri, il resto si ripartiva tra assi-
stenza
ambulatoriale
(18,5%) e terapie farmacologiche (21,7%). La
maggior parte dei costi
ambulatoriali in Italia è assorbita dalle visite specialistiche (50,7%), in gran
parte connesse alle complicanze croniche, mentre solo una piccola quota (7,6%) era dovuta alle
visite diabetologiche. Sul
fronte dei farmaci, tanto
gli ipoglicemizzanti orali
quanto l’insulina concorrevano alla spesa per quote modeste (9,8% e 9,5% rispettivamente) mentre oltre un terzo della spesa
era determinato dai trattamenti cardiovascolari
(34,1%): questo dimostra
la rilevanza non solo medica, ma anche economica delle complicanze croniche del diabete.
Le complicanze. Uno dei
meriti dello studio, infatti,
è aver evidenziato in che
modo il costo del paziente diabetico europeo aumenta progressivamente,
a seconda del tipo e del
numero di complicanze.
Questa tendenza riguarda sia i costi di trattamento, sia quelli del ricovero
ospedaliero. In particolare, la presenza di complicanze microvascolari (a
S
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U
T
E
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LAVORARE È AMMESSO TENENDO
SOTTO CONTROLLO DIETA E GLICEMIA
uali attività professionali sono
consentite ai diabetici
dipendenti da insulina (diabete di
tipo 1)? Innanzitutto, per svolgerle
in sicurezza occorre avere la
possibilità di osservare sempre
una rigida dieta e di controllare la
glicemia sul posto di lavoro o nelle
vicinanze. Le indicazioni sono
contenute in una guida redatta
dalla Società tedesca per il
diabete, che specifica un elenco di
lavori sconsigliati.
Vietati quelli che mettono a
repentaglio la sicurezza generale:
macchinista di locomotiva, pilota
d'aereo, camionista, casellante;
per avere riguardo della propria
incolumità meglio stare alla larga
Q
carico di rene, retina, sistema nervoso periferico)
aumenta i costi di trattamento del 70%, quelle
macrovascolari (cardio/cerebrovascolari) del 100%;
se sono presenti entrambe, si impennano fino a
3,5 volte. Per i ricoveri,
gli incrementi sono rispettivamente di due, tre
e 5,5 volte. In Italia, il costo medio annuo del paziente diabetico senza
complicanze, stimato nel
dai lavori che comportano un
pericolo di caduta, per esempio
spazzacamino, muratore,
pompiere, operaio di altiforni,
guida alpina. Da evitare anche gli
impieghi che espongono ad errori
dietetici: cuoco, pasticciere.
Per motivi simili il vademecum
suggerisce di valutare le
occupazioni che favoriscono uno
stile di vita irregolare, ad esempio
il rappresentante, per il quale è
difficile poter assumere piccoli
pasti intermedi.
Per approfondire, si può consultare
il sito www.diabete.net (sezione
Faq e articoli) o quello
www.ministerosalute.it (sezione
“primo piano”).
2000 in 1.792 euro, cresce di 2,4,5 e fino a 10
volte all’insorgere di
1,2,3, o 4 complicanze.
Le complicanze più costose sono quelle di tipo
nefrologico, a danno dei
reni, con un costo medio
annuo di 8.550 euro.
Queste complicanze han-
no un duplice impatto:
sia a breve termine,a seguito dell’evento acuto e del
relativo esborso, sia a lungo termine, dato che il
paziente entra in uno stato che richiede risorse
permanenti per essere
gestito.
Andrea Paternostro
LE PRIME TAPPE
DEL CAMPER-AMBULATORIO
Genova: 16, 17 e 18 maggio
Bologna: 23, 24 e 25 maggio
Siena: 13, 14 e 15 giugno
Firenze: 20, 21 e 22 giugno
Brescia: 26, 27 e 28 giugno
Roma: 4, 5 e 6 luglio
UNA CAMPAGNA NAZIONALE PER PREVENIRE E CONOSCERE I RISCHI
er aumentare il livello di conoscenza del diabete, dei rischi ad esso correlati (secondo
l’Ipsos, un terzo degli italiani li
ignora) e dei test che consentono
di tenerlo sott’occhio, è partita la
campagna nazionale “BCD” buon compenso del diabete, ovvero il controllo costante dei parametri metabolici - che toccherà venti piazze italiane fino a fine
P
14
MAGGIO 2008
ottobre. Nel camper-ambulatorio
sarà possibile farsi controllare
gratuitamente l’emoglobina glicata, cioè la percentuale di emoglobina che si lega al glucosio.
Per capire la differenza rispetto
alla misurazione della semplice
glicemia, si può pensare alla gestione dei soldi in banca. Può capitare che si spenda moltissimo in
un giorno, ma che in un certo pe-
riodo, grazie ad una oculata gestione delle risorse, la situazione
sia comunque soddisfacente:
l’estratto conto quadrimestrale
ha lo stesso valore dell’emoglobina glicata, mentre la semplice glicemia coglie eventuali “sbalzi”
nel bilancio legati a entrate e uscite occasionali. L’emoglobina glicata è quindi fondamentale per
la corretta gestione del bilancio
della malattia nel tempo.
Le scadenze per fare i test (un
prelievo di sangue venoso, in
qualsiasi momento della giornata; l’assunzione di cibo non modifica i risultati) dipendono dalla
sopravvivenza dei globuli rossi,
entro cui l’emoglobina “viaggia”,
in media di 120 giorni. I controlli possono essere quadrimestrali nei malati con diabete di tipo 2,
che compare negli adulti, legato
soprattutto al soprappeso e alla
scarsa attività fisica e trattato con
dieta e antidiabetici per bocca.
Una persona sana normalmente ha
valori di emoglobina glicata
(HbA1C) dal 4 al 6%, un diabetico tende ad avere livelli più elevati se la patologia non è controllata. Il valore va mantenuto pari
o inferiore al 6,5%, secondo l’In-
ternational diabetes federation o
al 7% secondo l’American diabetes association. Anche se l’obiettivo non va inteso in modo rigido, ma personalizzato sul singolo paziente, che deve cercare di
ottenere il miglior valore possibile in base al proprio rischio di
incorrere in crisi ipoglicemiche,
all’età, alle condizioni di salute
generali e all’aspettativa di vita.
L’unità mobile del BCD visiterà altre città in Campania,
Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna fino ad ottobre 2008
Ad esempio, un anziano over 65
e con diabete avanzato, che ha
già sviluppato complicanze, soffre di più patologie limitanti la sua
aspettativa di vita o ha un deterioramento cognitivo in atto, può
attenersi a valori meno rigidi, pari al 7,5-8,5% (trae meno giovamento dalla riduzione del rischio
di complicanze e risente maggiormente degli effetti collaterali dell’ipoglicemia).
NOTES
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Investire nell’arte contemporanea?
È come acquistare azioni in Borsa
L'ESPERIENZA DEGLI ULTIMI ANNI DICE CHE SI POSSONO REALIZZARE GUADAGNI ANCHE DEL 100% O DEL 200%.
PERÒ SI PUÒ ANCHE PERDERE TUTTO. CON L’ARTE ANTICA E MODERNA, INVECE, SI CORRONO RISCHI MINORI
alla metà degli anni
il rendimenDtoNovanta
degli investimenti in
Lucio Fontana,“Concetto spaziale. Attese”, 1965.
A destra, Filippo De Pisis, “Vaso di Fiori”, olio
su tela, 1937.
arte moderna e contemporanea è in costante
crescita. Acquistare un disegno,un dipinto,una scultura attira sempre più persone interessate a far fruttare i propri risparmi.Bisogna però sempre ricordarsi che si tratta di un investimento rischioso. Non è
detto che il quadro acquistato oggi sarà valutato una
cifra superiore tra qualche
anno.Domenico Filipponi,
responsabile Art advisory
di Unicredit private banking, sostiene che il livello
di rischio degli investimenti in arte moderna e contemporanea è «abbastanza
RENDIMENTI DEL 140 PER CENTO IN DODICI ANNI
Fonte: ArsValue - Unicredit Private Banking
Il boom di 50 artisti moderni e contemporanei nelle case d’asta italiane
Nota: il paniere di riferimento dell'indice UPB ArsValue 50 sono
i prezzi di vendita in tutte le case d'asta italiane dei 50 artisti moderni
e contemporanei considerati più significativi.
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NOTES
elevato e simile a quello
del mercato azionario». E
Dolly Predovic, professoressa di Finanza aziendale
della Sda Bocconi,si spinge
più oltre. «Se una persona
guarda all’arte solo come
a un investimento deve sapere che quella contemporanea prevede un’alta propensione al rischio, visto
che si possono realizzare
guadagni anche del 100%
o 200%, così come è possibile perdere tutto». Discorso diverso, invece, per
l’arte antica e quella moderna.«Investimenti di que-
sto genere - dice la docente dell’istituto milanese non vedranno triplicato il loro valore nell’arco di un
anno, ma è probabile che
questo crescerà costantemente nel tempo». Un ragionamento, questo, che
sembra avvicinarsi a quello
delle obbligazioni quotate
in borsa, per definizione
meno rischiose di altri strumenti finanziari.
Chiarito che si tratta
di un settore d’investimento in cui bisogna
entrare mettendo in
conto la possibilità di
guadagnarci quanto
quella di perderci,si può
cercare di dare qualche utile “istruzione per l’uso”.
TUTTE LE ISTRUZIONI
D’USO DEGLI ESPERTI
Come mostra l’indice
UPB-ArsValue 50 pubblicato in pagina, ci sono
interessanti opportunità di guadagno. «Il mercato dell’arte moderna e contemporanea - nota Filipponi - è in costante crescita
dalla metà degli anni Novanta».E guardando l’andamento in 12 anni segnalato dall’indice - che prende
in considerazione le opere
di 50 artisti, per lo più italiani,battute in tutte le aste
della Penisola - si scopre
che il guadagno è stato in
media del 140 per cento.
Il primo accorgimento
consigliato dal responsabile Art advisory è di prendere in considerazione soprattutto artisti già conosciuti.
«Nessuno ha la sfera di cristallo - ragiona Filipponi per cui,per sapere se un artista emergente avrà un posto nella storia dell’arte,dovremo aspettare qualche
decennio».Se si vuole comprare l’opera di un giovane
perché piace da un punto
di vista estetico, bisogna
quindi cercare di non spendere troppo. «Se spendo
molto per un emergente conclude - sarà come andare al casinò».Tradotto: il rischio è elevato.Oltre al nome dell'artista,è importante il soggetto dell’opera.
«Una natura morta di fiori di
Filippo de Pisis - dice ad
esempio Filipponi - avrà un
mercato più facile di una
natura morta di uccelli». Altra indicazione molto importante è assicurarsi che
l’opera sia autentica. Ogni
pittore o scultore impor-
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PER UN DISEGNO POSSONO BASTARE 600-700 EURO
Le opere d’arte in circolaun esperto l’artista
zione, tra gallerie, case
che lo ha creato. Una
d’asta e privati, sono tanvolta che il nome del
tissime. Per orientarsi, sodisegnatore sarà cerprattutto se non si è grantificato, l’opera salirà
di esperti del settore, è
di valore.
bene quindi farsi sempre
L’art advisor fa anche
consigliare da chi lo fa per
qualche nome di artisti
professione. A dare qualche
italiani contemporanei
indicazione utile è Aldo
che, a suo modo di
Smolizza, art advisor del
vedere, vedranno cregruppo Sella e fondatore
scere le proprie quodi Previd Art Consulting,
tazioni. Davanti a tutti,
un fondo per investimenti
Smolizza mette Vain arte rivolto a clienti istinessa Beecroft, una
tuzionali, come banche,
giovane fotografa e
assicurazioni o fondi previpittrice che grazie al
denziali.
suo innovativo mix tra
Secondo Smolizza, il disele due arti «è la più
gno - cioè quel che viene Wainer Vaccari, “Le turbe dell’etologo”, 1983 promettente». Smolizprodotto su carta, come diza cita poi Gino De Dosegni o acquarelli, per esempio - «dà grandis- minicis, morto dieci anni fa. «Il mercato delle
simi risultati, maggiori anche dei dipinti». Per sue opere esploderà presto». Il consulente del
questo, lo consiglia «in qualunque forma, sia gruppo Sella suggerisce anche Wainer Vaccai disegni antichi che moderni e, ultimamente, ri, che propone una pittura figurativa molto insi inizia a vedere qualche opportunità anche novativa, che utilizza spesso figure asiatiche
con i contemporanei». Un disegno del Cinque- all'interno di quadri di grandi dimensioni. Ulcento o Seicento, spiega, si può acquistare timo artista indicato da Smolizza è il padovaanche a cifre abbordabili, intorno ai 600-700 eu- no Renato Meneghetti. Lavora sia nel campo
ro. Spesso queste opere d'arte sono vendute della pittura, sia in quello della scultura e nelsenza che sia stato ancora riconosciuto l’au- le sue opere ha utilizzato anche delle radiotore. Va da sé, quindi, che, una volta compra- grafie per fare dei quadri. Secondo il consuto il disegno, sarà necessario far individuare da lente d'arte, “il suo valore salirà alle stelle”.
tante ha normalmente uno
o più archivi di riferimento,
che sono i soli deputati a
dare certificazioni del genere. «Se compro un Fontana che non si trova nell’archivio Fontana - sottolinea l’art advisor - acquisto un’opera che potrebbe
poi risultare di un altro artista e, quindi, di minor valore». È bene perciò controllare che la documentazione riporti anche l’indicazione dell’archivio di riferimento. Inoltre, Predovic ricorda che per ogni
opera d’arte esiste un pro-
fessionista deputato a garantirne l’originalità. Non
ci sono, quindi, esperti
d’arte “tout court”, in grado di giudicare un quadro
antico come una scultura
contemporanea. Secondo
Filipponi, va tenuto d'occhio anche l’anno a cui il
dipinto risale, visto che
ogni artista ha un periodo
della propria carriera più
importante di altri e quindi più apprezzato dal mercato.I canali di acquisto sono soprattutto le case
d’asta, le gallerie, i privati
e,quando è possibile,l’arti-
sta stesso.Comunque sia,la
professoressa Predovic
consiglia di affidarsi a degli esperti se ci si sta avvicinando all’arte con l’idea
di fare un investimento.
Ogni banca, ormai, ha un
consulente specializzato
nel settore,i cosiddetti “art
advisor”.«Un collezionista,
invece,si affida più spesso
a un gruppo di galleristi di
cui si fida». La collezione,
poi,avrà un valore intangibile, per cui sarà più apprezzata della sommatoria
delle singole opere.
Marco Ratti
Per evitare
di acquistare
dei “falsi”,
è importante
verificare
l’esistenza
di un archivio
dell’autore che
possa certificare
l’originalità
dell’opera.
NOTES
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Con le obbligazioni strutturate
vietato abbassare la guardia
OGGI LE BANCHE LE PROPONGONO A OGNI CLIENTE PURCHÉ MUNITO DI UNA CERTA LIQUIDITÀ
IN REALTÀ SI TRATTA DI STRUMENTI CHE DOVREBBERO ESSERE RISERVATI A RISPARMIATORI ACCORTI
ovrebbero essere ri-
servate solo a clienti
Dpreparati
e con notevoli capitali liquidi, ma le
banche le stanno offrendo a tutti, presentandole come la formula per
non rischiare e ottenere
un buon rendimento.Parliamo delle obbligazioni strutturate che rappresentano
“l’ultimo grido”per il mercato finanziario italiano,
una novità che (anche se
esistente già da qualche anno) sta diventando “di massa”per la martellante campagna realizzata da quasi
tutti gli istituti bancari.
TITOLI CHE FUNZIONANO
IN MODO COMPLESSO
Non è semplice spiegare che cosa sono, essendo strumenti assai
complessi. In genere sono titoli formati dall’unione
di un titolo “zero coupon”
(cioè senza cedole, emesso a un valore inferiore al
nominale e con rimborso
alla scadenza) e di un contratto “derivato” (di solito
un’opzione, cioè un contratto speculativo dal quale può derivare un rendimento collegato al mercato azionario).
Le due componenti sono collegate: il rimborso
del capitale è garantito dallo “zero coupon”, mentre
il rendimento effettivo (alla scadenza o,più raramente, anche nel corso della
durata, mediante cedole)
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QUANTO RENDONO (QUANDO RENDONO)
Alcuni titoli offerti sul mercato con relative caratteristiche e importi delle cedole
CARATTERISTICHE
REND. (1)
EMITTENTE
NOME
SCAD.
BANCO POPOLARE
STAR SYSTEM
BANCO POSTA
2014
Cedola 5,5% solo il primo anno. A scadenza cedola garantita del Min. 1,6%
5,5% se gli indici hanno variazione negativa. Cedola premio del Max. 6,5%
45% a scadenza se gli indici di riferimento (Turchia, Sud Africa,
Cina, Rep.Ceca, Ungheria e Polonia) avranno registrato una variazione positiva, o negativa se inferiore al 35%. Nessuna cedola se gli indici scendono del 35%.
MEDIOBANCA
ESP-PROFILO
DINAMICO (2)
2015
Premio di rimborso a scadenza se l'indice costituito da 9 fondi Min. 0
San Paolo è superiore al valore di partenza. Investimento nei Max.senza
fondi ripartito nell'arco di 12 mesi.
limite
INTESA
RELOAD 3
2012
Cedola 4% solo per i primi due anni; 0,4% negli anni successi- Min. 1,5%
vi. Cedola aggiuntiva annuale se 5 indici di riferimento hanno, an- Max. 4,4%
che in un solo anno, andamento positivo (o negativo ma non superiore al 10%).
UNICREDIT
LOWER
2010
Cedola 2,75% per nove anni.Premio finale pari alla variazio- Min. 2,2%
ne tra la media del valore dell'indice nel periodo di vita del Max. 5,2%
prestito ed il valore iniziale. Se in un qualunque momento l'indice cresce del 40%, premio bloccato e garantito al 40%.
CAPITALIA
VALORE REALE
EUROPA
2014
Cedola fissa del 2,65% per il primo anno, dello 0,80% per gli Min. 1%
anni successivi. Dal secondo al quinto anno, cedola variabile Max. 4,5%
aggiuntiva pari all'incremento dell'indice dei prezzi europeo.
Dal sesto al decimo anno, cedola pari all'Euribor a 6 mesi
+0,20%.
(1) Rendimento netto composto annuo. (2) Il programma prevede tre emissioni diverse; le altre due sono denominate Profilo
Moderato e Profilo Prudente e differiscono per la diversa composizione della componente azionaria all'interno del paniere di
fondi. L'emissione Profilo Prudente, inoltre, paga una cedola del 4% per il primo anno (rendimento minimo garantito 0,68%).
deriva dall’eventuale variazione positiva di uno o più
indici (ad esempio lo Standard&Poor’s americano),
o da un “paniere” di titoli
azionari o,più recentemente, da un paniere di fondi
scelto tra quelli di solito
gestiti dalla banca emittente. Se è previsto il pagamento di una cedola,in genere è limitato al primo anno (a titolo di “incentivo alla sottoscrizione”);se è pagata una cedola nel corso
della durata, è bassissima
(non oltre l’1% l'anno). Un
esempio: un’obbligazione
con 5 anni di durata paga il
primo anno il 4% lordo
(pari al 3,5% netto) e poi
lo 0,45% annuo (pari allo
0,39% netto). Inoltre paga
ogni anno un “bonus” del
5% se la media di 5 indici di
borse internazionali (ad
esempio Italia, Francia,
Gran Bretagna,USA,Giappone) cresce rispetto alla data di emissione; in caso
contrario, non è pagato
null’altro se non la cedola
garantita. È chiaro che si
aprono diverse possibilità:
l’unica positiva è che ogni
anno la media degli indici
di riferimento salga,in modo che il sottoscrittore incassi il 5,45% ogni anno
(4,75% netto circa).
Ma in uno o più anni
l’evento potrebbe non verificarsi (per effetto di ribassi delle Borse) e il sottoscrittore resterebbe a bocca asciutta e dovrebbe accontentarsi della cedola
iniziale e di quelle “magris-
sime” garantite (se previste). Nella peggiore delle
ipotesi,il rendimento effettivo netto annuo non supererebbe un mediocre
1,4%, molto meno di un
BTP di ugual durata.
LE VARIE TIPOLOGIE
DI INDICIZZAZIONE
Le modalità di indicizzazione sono diverse:
alcuni regolamenti prevedono un’indicizzazione “pura” (valutando la
differenza del valore dell’indice tra il giorno dell’emissione e quello del
rimborso), altri una “media”(con rilevazioni trimestrali dei valori), altri con
un massimale del “bonus”,
altre con una partecipazione solo parziale al rialzo
dell’indice; in alcuni casi,
per finire,l’indice è un mix
di più indici (ad esempio
quello americano, giapponese e medio europeo).
L’esempio più recente è
quello delle obbligazioni
Sistema Attivo emesse da
Mediobanca e collocate in
esclusiva dal gruppo Intesa
San Paolo.A differenza di
altre emissioni, questi titoli consentono un investimento totale del capitale
versato in un “sistema di
fondi”: a seconda del profilo prescelto, la composizione può essere “prudente”,“moderata” o “dinamica”a seconda del peso dei
fondi azionari nel “pacchetto”. Al fine di ridurre al
massimo i rischi, l’investimento avviene gradualmente nell’arco di 6 o 12
mesi, in modo da poter
mediare i prezzi.
Solo il primo profilo prevede una cedola (4% lordo
alla fine del primo anno);
in tutti i casi a scadenza il
rimborso è legato alla va-
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ASPETTI POSITIVI E CRITICI A CONFRONTO
Convengono le obbligazioni
strutturate proposte dalle banche?
Dipende…
Sicuramente si tratta di titoli a
basso livello di rischio, di
conseguenza è ragionevole essere
sicuri che il capitale alla scadenza
sarà rimborsato senza possibilità
di perdite. Però gli aspetti critici
non mancano.
Ricordiamo subito che se vi è
certezza di rimborso alla scadenza
non vi è altrettanta certezza di
riavere il capitale in caso di
vendita anticipata. I titoli infatti,
proprio perché legati in qualche
modo al mercato azionario,
possono avere un valore inferiore
a quello nominale: e quindi se un
risparmiatore vuole venderli dopo
3 anni potrebbe ricavare solo
7.500 euro dei 10mila investiti.
Ricordiamo, inoltre, che si
tratta di un investimento costoso
(anche se il costo è “nascosto”).
In genere, si paga almeno il 3-4%
del capitale a seconda della
durata, che di regola è compresa
fra i cinque ed i sette anni.
Ciò significa che, su 10mila euro
investiti, almeno 300 vanno in
costi e quindi, di fatto, se ne
investono 9.700.
Parliamo anche di scarsa
trasparenza. Capire i meccanismi
che determinano l’eventuale extra
rendimento è sempre molto
difficile, anche per chi ha una
certa esperienza in materia di
riazione dell’indice di riferimento, con garanzia del
capitale versato.
DOCUMENTARSI
È D’OBBLIGO
La Consob, per evitare
malintesi, disguidi o errata comprensione delle caratteristiche dei titoli in questione, ha da
tempo imposto l’obbligo
investimenti. Il prospetto
informativo è apparentemente
esauriente, ma scritto in
“banchese” e molti termini, molte
formule, molte clausole sono
comprensibili solo ad esperti
conoscitori del mercato finanziario
e del suo particolare linguaggio.
E per concludere (ma si tratta
di un elemento molto importante),
parliamo della liquidità delle
obbligazioni, vale a dire della
possibilità di rivenderle prima
della scadenza a condizioni che
siano chiare ed eque.
Le obbligazioni bancarie sono
vendibili sul cosiddetto “mercato
secondario”, ma un conto è se il
titolo è quotato in Borsa, discorso
diverso se è scambiato in un
“mercato organizzato” (in genere
gestito dalla banca stessa o da un
consorzio di banche). In questo
caso, si tratta di un mercato poco
liquido e con ogni probabilità
l’unica controparte disposta a
comprare sarà la banca emittente,
che però fisserà il prezzo che le
risulta più conveniente.
di accompagnare l’offerta
delle obbligazioni bancarie con un prospetto informativo:raccomandiamo di
leggerlo sempre con attenzione prima di sottoscrivere,di chiedere tutti i chiarimenti indispensabili, pretendere esempi di rendimenti prospettici, farsi garantire che il titolo sarà
quotato in Borsa.
E se nonostante tutto restassero ancora dei dubbi,
meglio rifiutare l’offerta
più o meno pressante della banca e continuare ad
investire in Btp, Cct, obbligazioni soprannazionali,
fondi comuni d’investimento o Etf,strumenti certamente più trasparenti e
comprensibili.
Gianluigi De Marchi
NOTES
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LO SCHERMO TOTALE GARANTISCE SOLO ALLA FINE
'anno scorso ho sottoscritto, su consiglio
della mia banca, il prestito obbligazionario
“Merril Lynch Schermo Totale Europa Novembre 2006”. In considerazione dell'andamento
del titolo credo che mi abbiano fatto fare un
pessimo affare. Vorrei capire se mi conviene
A. F. - Aosta
uscire adesso.
I L’obbligazione ha durata di cinque anni ed è a capitale protetto. Nel dettaglio, offre una cedola annua che è la somma tra quella minima garantita
dell'1,1% annuo e il valore maggiore tra zero e il
100% della variazione
dell'indice Eurostat dei
prezzi al consumo (escluLe vostre domande
sa la componente tabacalla Fiera
co) dell'area Euro. In pratica, oltre al minimo gadel risparmio
rantito, la cedola si rivaCome mi devo comportare con i
luta in base all'andamenmercati in ribasso? Meglio un
to dell'inflazione. Oggi il
titolo di Stato o un fondo? Cos'è
prezzo del titolo è inferioun Etf? Come faccio a valutare
re a quello di emissione,
se ho un buon investimento?
perciò si esce in perdita. Se
Esistono strumenti per
mantiene l'obbligazione
guadagnare senza rischi?
in portafoglio fino alla
A queste e altre domande
scadenza, il 30 novembre
risponderanno gli esperti di
2011 sarà rimborsato alMorningstar durante l'ITForum,
la fiera indipendente del trading
la pari. È bene ricordare
e del risparmio che da anni fa
che il sottoscrittore si asincontrare risparmiatori, trader,
sume il rischio emittente
promotori e gestori.
in quanto “creditore”. Di
L'appuntamento è allo stand di
conseguenza, non ha alMorningstar, Palacongressi di
cuna garanzia in caso di
Rimini, il 15 e 16 maggio, dove
fallimento della società.
sarà dedicato ampio spazio alla
L
didattica per imparare a gestire i
propri investimenti. La kermesse
darà inoltre la possibilità di
partecipare gratuitamente a
convegni sui mercati, i prodotti e
le strategie di investimento.
Chi lo desidera può inviare il
proprio quesito a Morningstar
Italy, via Gonzaga 5, 20123
Milano, via fax 02 30301230 o via
mail [email protected].
Si ricorda che Morningstar non fornisce
consulenza né su investimenti, né su costruzioni personalizzate del portafoglio.
20
MAGGIO 2008
LA CINA HA CORSO
BISOGNA ATTENDERE
Ho acquistato ad ago-
sto un fondo azionario
specializzato sulla Cina,
perché avevo letto che
la Borsa di Shanghai
correva molto. Oggi, però, mi trovo con una
perdita superiore al
30%. È meglio vendere
tutto?
L. A. - Roma
I L’errore più comune
per un investitore è quel-
lo di comprare quando le quotazioni sono ai massimi e vendere quando scendono ai minimi. Il rischio è quello di incorrere in perdite o, comunque, in guadagni inferiori rispetto a quanto si potrebbe ottenere con un orizzonte di più lungo periodo. I mercati sono ciclici, quindi alternano fasi
ascendenti a fasi discendenti, che possono avere durate diverse. È difficilissimo entrare o uscire
nel momento “giusto”, meglio, soprattutto per i
fondi azionari, scegliere un ingresso graduale, ad
esempio attraverso un piano di accumulo (Pac). Inoltre, è importante, quando si acquistano prodotti
specializzati sui listini emergenti, ricordare che
hanno una volatilità maggiore rispetto, per esempio, alle Borse europee. Di conseguenza, si può
impiegare più tempo per raggiungere gli obiettivi
prefissati, ossia un certo guadagno. In questo caso l'acquisto è avvenuto meno di un anno fa, peraltro dopo una forte fase di rialzo e ora, che il ciclo ha cambiato rotta, l'investitore deve essere
consapevole che ci vorrà del tempo per tornare
in pari e che nuovi ribassi non sono da escludere.
Risparmio gestito
G
TRA I TITOLI DI STATO
I TEDESCHI SONO AL TOP
Ho in portafoglio diversi titoli di Stato italiani.
Devo preoccuparmi per l'allargamento del differenziale, quello che i tecnici chiamano spread, rispetto al Bund tedesco?Mario C. - Genova
I L'allargamento del differenziale (spread) tra Btp
e Bund significa che gli investitori chiedono una maggior remunerazione del rischio per acquistare le
obbligazioni governative italiane. Secondo gli
esperti, però, non è un problema di fiducia sull'Italia, ma di una migrazione verso la qualità. In una
fase di forte turbolenza sui mercati, gli investitori
cercano porti sicuri e il massimo della qualità e
della liquidità in Europa si trova nel Bund tedesco. Per contro, i Paesi più indebitati, come l'Italia e la Spagna, sono penalizzati. E il colpo è ancora più duro perché gli spread erano scesi a livelli
troppo bassi rispetto alla media storica per effetto della grande quantità di liquidità presente nel
sistema prima dello scoppio della crisi creditizia negli
Stati Uniti. In ogni caso, chi ha titoli di Stato in
portafoglio e li porta a scadenza non corre alcun
rischio, perché non è messa in dubbio la solidità
del Paese e la volatilità colpisce solo i prezzi di
negoziazione sul mercato.
di Sara Silano
www.morningstar.it
Morningstar, società
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del risparmio gestito.
Morningstar e i suoi
dipendenti non forniscono alcun tipo di
consulenza, né su investimenti né su specifici fondi.
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maggio