UNIFI
SMART
Le proposte di
CSX - Centrosinistra per l’università
per migliorare la qualità e i servizi
dell’Università degli Studi di Firenze
COSA È UNIFI SMART?
La campagna “Unifi smart” nasce dall’esigenza di migliorare la qualità dei servizi per gli studenti dell’ateneo fiorentino, apportando
delle modifiche o delle innovazioni che comportino un innalzamento
complessivo del livello della vita universitaria del nostro ateneo.
L’Università degli Studi di Firenze è uno degli atenei più grandi del
nostro Paese, con circa 48000 iscritti, la sua posizione lo rende particolarmente attrattivo per gli studenti da e fuori regione. I fuorisede e
i pendolari costituiscono buona parte degli iscritti al nostro ateneo
ed è anche in virtù di questo fatto che dobbiamo pensare ad un miglioramento complessivo della nostra vita universitaria.
La caratteristica decentrata delle sedi di studio (Polo Centro Storico,
Polo delle Scienze Sociali, Polo Scientifico, Polo Tecnologico e BioMedico, Polo di Design, sedi distaccate di Empoli, Pistoia e Prato)
comporta inoltre una difficile omogeneizzazione della vita universitaria dello studente fiorentino medio, evidenziando degli forti scompensi fra una struttura e l’altra.
In ragione di tutto ciò abbiamo immaginato, come lista universitaria
CSX Firenze, una serie di misure che si collochino come prioritarie
per il miglioramento della qualità del nostro ateneo. Dopo anni in cui
c’è stato un lavoro di recupero e riassestamento dei conti (certificato
anche dal nostro voto favorevole al bilancio previsionale 2014 nelle
sedute di CdA, Senato e Nucleo di Valutazione nel mese di dicembre) è necessario puntare su degli standard qualitativi superiori
a quelli portati avanti sinora, concentrandoci maggiormente su
didattica e servizi, visti gli investimenti positivi sulla Ricerca ed
un sistema di Diritto allo Studio, garantito a livello regionale,
che premia l’attrattività del nostro territorio.
Pertanto noi portiamo all’attenzione dell’amministrazione universitaria fiorentina le seguenti proposte:
Unifi App, l’introduzione di un’applicazione per smartphone, cellulari e ipad che semplifichi le procedure di accesso e utilizzo delle funzioni del nostro ateneo;
Lezioni online, l’introduzione di un sistema di registrazione dei principali corsi tenuti dai nostri docenti, che permetta agli studenti di
avere un ulteriore supporto nello studio accedendo alla piattaforma
moodle (Unifi E-Learning) dove questi verranno caricati;
Carta dello Studente, l’introduzione definitiva di una carta ricomprendente i servizi essenziali per gli studenti, che ne riconosca lo
status e contenga al suo interno tutte quelle attualmente in uso;
Part time, una modifica del regolamento sugli studenti iscritti a tempo parziale che permetta una maggiore flessibilità di questa tipologia di studenti, migliorando la vita a centinaia di ragazzi;
La discussione in merito a queste 4 idee mette gli studenti al centro
delle politiche dell’Ateneo, migliorando sensibilmente alcuni aspetti
ancora non affrontati (o risolti) della vita universitaria fiorentina.
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UNIFI APP. L’UNIFI IN TASCA.
Al giorno d’oggi la tecnologia cambia i tempi e i costumi delle
persone molto rapidamente, introducendo ogni volta nuovi processi o innovazioni che rendono obsolete usanze che fino a poco tempo prima parevano essere all’avanguardia.
ro personale. In altre realtà accademiche italiane il processo di
semplificazione tecnologica è già partito con l’introduzione di
una applicazione per smartphone funzionale per tutte le operazioni legate all’Ateneo di appartenenza (vedi “La Sapienza”).
In questo contesto così fluido nel quale ci troviamo dobbiamo
iniziare a chiederci come la tecnologia e le innovazioni possano essere funzionali ad un Ateneo come il nostro che conta
oltre 50000 iscritti.
La proposta riguarda lo studio e l’introduzione di un’applicazione, che potremmo denominare “Unifi App”, la quale dovrà ricomprendere tutte le funzioni che servono agli utenti
del nostro ateneo, semplificandone i processi d’accesso.
L’utente dovrà avere direttamente accesso alle informazioni utili
tramite un portale sempre aggiornato, raggiungibile direttamente dallo smartphone o tablet dopo che l’applicazione sia stata
scaricata.
Il processo di sburocratizzazione e semplificazione, iniziato da
alcuni anni (ad esempio con l’attuazione della verbalizzazione
online dal dicembre 2010 e del percorso per le tesi online), non
può non proseguire sulla strada di processi “smart” tagliati su
misura per gli iscritti della nostra Università, ma anche per l’inte-
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La semplificazione deve necessariamente passare da una serie di informazioni e funzioni da ricomprendere all’interno della “Unifi App”:
Orario e aule delle lezioni, i quali dovranno essere sempre
aggiornati automaticamente come nei tabelloni che si trovano negli edifici universitari, in modo tale da evitare rinvii o spostamenti che spesso causano disguidi e disagi per gli studenti (anche in ragione del fatto che oltre un terzo dei nostri iscritti è pendolare);
Prenotazione/cancellazione e verbalizzazione esami;
Ricevimento docenti;
Programma didattico delle singole materie e collegamento
diretto con la piattaforma Unifi E-Learning;
Piano di studi, dovrà essere sempre consultabile una volta
eseguito l’acceso mediante l’inserimento di matricola e password, ma anche modificabile nei periodi previsti;
Media ponderata, la quale deve essere calcolata automaticamente all’interno della pagina personale in cui sono riportate
le singole materie e i relativi voti (con l’opzione per aggiungere il valore della lode ai fini del calcolo del voto di partenza
alla laurea), vista l’importanza della stessa ai fini del voto di
partenza in sede di laurea;
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Visualizzazione e notifica pagamento tasse studentesche,
dovranno essere disponibili tutte le informazioni riguardanti le
tasse studentesche e sarebbe opportuna una notifica da
mandare a tutti gli utenti a una settimana (o tempi decisi dall’utente) dalla scadenza dei pagamenti per ricordare l’adempimento;
Orari di apertura e chiusura segreterie e possibilità di prenotare l’appuntamento;
Orari di apertura e chiusura biblioteche ed aule studio;
Accesso diretto alla mail ufficiale (@stud.unifi.it /@unifi.it) in
modo tale da rendere l’utilissimo strumento della mail ufficiale
veramente utilizzato dagli utenti.
Queste misure, semplificando la vita universitaria, collocherebbero il nostro ateneo al pari di quelli tecnologicamente più
avanzati. Il costo di questa operazione sarebbe irrisorio rispetto ai vantaggi che ne deriverebbero per una platea complessiva di utenti di circa 55000 unità (studenti + personale
d’ateneo). Inoltre l’investimento sarebbe ammortizzabile grazie al supporto delle strutture e conoscenze già presenti nel
nostro ateneo all’interno del Dipartimento di Statistica, Informatica, Applicazioni “G. Parenti” o dello stesso CSIAF.
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LEZIONI ONLINE. PIÙ VICINI AGLI STUDENTI.
In questi anni la didattica ha ricevuto una drastica modifica rispetto ai ritmi e alla erogazione delle lezioni verso gli studenti
tenuti fino agli anni precedenti la “Riforma Gelmini” (L. 240/
2010). Dal 2006 ad oggi abbiamo perso 1195 corsi di laurea
(dati CUN), con consistenti cambiamenti per le offerte formative
dei corsi di laurea di tutta Italia, al quale si è accompagnato il
blocco del turn over dei docenti (20%) che ha conseguentemente paralizzato e penalizzato l’erogazione del servizio basilare
che l’università dovrebbe dare ai propri studenti, la diffusione
del sapere a partire dall’insegnamento e dalle lezioni.
Nel nostro Ateneo siamo passati dall’anno accademico 2008/
2009 ad oggi da 164 corsi di laurea agli attuali 126, i quali
subiranno un incremento dall’anno prossimo con l’introduzione
del nuovo corso di Laurea Magistrale alla Scuola di Psicologia
(votato nelle sedute di CdA e Senato Accademico del 31 gennaio scorso).
Dopo la Riforma, e le conseguenti modifiche dello Statuto e degli organi d’Ateneo, è stata presa la decisione di varare un regime di offerta formativa bloccata, in modo tale da garantire
un’uniformità per almeno un triennio nell’erogazione della didattica per gli studenti. Oggi, dopo il primo triennio dalla Riforma
Gelmini possiamo permetterci di immaginare un innalzamento
del livello della didattica dell’ateneo fiorentino, sacrificata negli
ultimi anni per rilanciare la ricerca (sulla quale i risultati positivi
sono ben noti).
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Per rendere maggiormente innovativa ed attrattiva la nostra
didattica, a partire dalle lezioni, è necessario ampliare l’offerta
dei servizi che agevolino lo studio dei nostri iscritti. In tale direzione si colloca la nostra proposta: innovare le modalità di fruizione, erogazione e diffusione del Sapere tramite l’introduzione delle lezioni online.
Questa procedura, già sperimentata in altre realtà italiane (vedi
Politecnico di Torino, già dall’ Anno accademico 2010/2011),
permetterebbe l’agevolazione dell’apprendimento di tutti i nostri
studenti, raggiungendoli nella loro totalità. Si tratterebbe di una
procedura innovativa offerta da un’università pubblica, la
quale andrebbe a competere sul terreno troppo spesso abusato dalle università telematiche che non offrono i servizi, gli strumenti e le conoscenze che solamente un percorso accademico
completo come il nostro può offrire.
Il principio ispiratore di questa proposta è quello di raggiungere
la totalità degli studenti, permettendo a chi è impossibilitato a
frequentare le lezioni (per motivi di lavoro, personali o familiari)
di poter fruire almeno parzialmente dei benefici derivanti da una
frequenza assidua. E’ ben noto che il numero massimo di studenti che va regolarmente a lezione raggiunge a stento il 60%
(addirittura per la costruzione del Polo delle Scienze Sociali di
Novoli venne usato il criterio di 1:3, calibrando la dimensione
delle aule su una frequenza media del 33%) e che il picco di
presenze si realizza nelle prime settimane dei corsi. Alla luce di
questi dati è evidente che è necessario immaginare nuove e
più flessibili modalità di erogazione del sapere.
Pertanto chiediamo che venga avviata una fase di sperimentazione riguardante le lezioni online. Per far partire questo progetto possiamo utilizzare la piattaforma moodle (Unifi E-learning) sulla quale gli studenti già oggi possono accedere alle
slides/dispense delle lezioni, caricate dal docente, mediante la
matricola, la propria password e la chiave d’accesso che viene
regolarmente fornita al primo giorno di lezione.
Si tratterebbe di garantire la registrazione delle lezioni più importanti delle varie scuole (sperimentalmente si potrebbe partire
dai corsi maggiori e più frequentati), le quali verrebbero caricate sul sito e sarebbero fruibili dagli utenti iscritti al corso, che potrebbero visualizzarle tramite video oppure scaricare il file in formato MP4, Ipad o Smartphone (utilizzandolo anche come semplice audio). Un tale sistema permetterebbe un apprendimento
più veloce e completo degli studenti, i quali riuscirebbero a studiare più agevolmente le parti maggiormente critiche delle materie. Questa modalità di fruizione delle lezioni dovrà accompagnarsi alla frequenza in aula, ma non dovrà essere considerata
come sostitutiva, ed è in questo senso che la proponiamo come un ulteriore servizio agli studenti.
Un ulteriore beneficio derivante da tale sperimentazione sarebbe la registrazione dei corsi tenuti dai docenti più noti dell’Università fiorentina. L’offerta al grande pubblico della possibilità di accedere al mondo della conoscenza permetterebbe di
allargare la gamma dei nostri utenti, rendendo un servizio
non solo agli studenti ma all’intera comunità.
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La possibilità di registrare e diffondere i corsi dei professori
più celebri renderebbe infatti più attrattiva la nostra Università, la quale lancerebbe una modalità innovativa di diffusione
del sapere, e contemporaneamente stimolerebbe i docenti
ad apportare alla didattica di base le nuove conoscenze ed
esperienze maturate.
In altre parole una versione moderna e innovativa delle
raccolte delle lezioni che i docenti facevano nelle nostre
università negli anni passati.
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CARTA DELLO STUDENTE. TUTTI I SERVIZI IN UNA TESSERA.
Nel prossimo futuro la capacità di attrazione delle Università
si andrà a misurare non solo per la qualità della Didattica e
della Ricerca, ma soprattutto in base ai Servizi che esse riusciranno ad offrire ai propri utenti ed iscritti. Proprio per
questo noi da anni proponiamo l’introduzione di una Carta dello
Studente, la quale deve ricomprendere tutti i servizi per gli studenti, diventando un mezzo per semplificare e migliorare la vita
universitaria.
In questo senso è necessario fare una premessa su quali sono
stati i progetti portati avanti in questi anni sia dal nostro Ateneo
che, parallelamente, dall’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio della Toscana. L’Università degli Studi di Firenze nello scorso anno, durante il mandato del precedente Direttore Generale
Dr. Giovanni Colucci, si era posta l’obiettivo di inserire fra i servizi offerti ai propri utenti la Unifi Card. Questo progetto era stato
presentato per la prima volta nel marzo del 2013 e prevedeva
l’introduzione di una carta che avrebbe dovuto contenere al suo
interno tutte quelle già in uso (biblioteca, libretto universitario,
servizi mensa e accesso casa dello studente, questi ultimi due
legati a un accordo da conseguire con il Dsu Toscana) con la
possibilità di un suo utilizzo come bancomat. Ma la nota più rilevante riguardava l’accordo con Ataf che avrebbe comportato un
aumento di 40 euro delle tasse universitarie come copertura per
la riduzione del costo degli abbonamenti per gli autobus, un servizio che però interessa solamente a una parte della popolazione studentesca fiorentina (10000 studenti su oltre 50000).
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Dopo la nostra pronuncia contraria come rappresentanti degli
studenti siamo riusciti a stoppare un progetto che avrebbe aumentato le tasse universitarie (per chi avesse voluto attivare la
carta) a fronte di un beneficio che riguardava solo una parte degli studenti. Nel mese di ottobre 2013 il progetto Unifi Card è tornato all’ordine del giorno in Consiglio di Amministrazione proponendo una carta gratuita, ricomprensiva dei servizi già offerti,
ma nella quale come pecca principale vi era la totale assenza
di dialogo e accordo con il Dsu Toscana, il che avrebbe comportato l’introduzione di una carta senza le componenti mensa e accesso alle case dello studente (si tenga presente che Firenze è
la città in Toscana con il più alto numero di servizi mensa e utenti, inoltre vi sono 1375 posti letto nelle residenze universitarie).
Contemporaneamente alla proposta dell’Ateneo fiorentino, il
Dsu Toscana ha avviato uno studio per l’introduzione di una Carta dello Studente a livello regionale, la quale sarà contenuta nella CNS (Carta Nazionale dei Servizi) che, già dotata di un microchip, permetterà il riconoscimento dell’utente. La fase sperimentale di questo progetto è stata già avviata con un apposito bando del 20 settembre 2013 per l’acquisizione dei servizi informatici necessari. Il progetto del Dsu Toscana prevede quindi una
carta gratuita ricomprendente tutti i servizi per gli studenti (biblioteche, ristorazione, residenze, libretto universitario, carta di
credito) e nella quale si possono applicare, mediante accordi
successivi con gli enti preposti, l’accesso a diversi circuiti di
scontistica (dai trasporti agli eventi culturali).
Risulta evidente come questi due progetti siano in contraddizione l’uno con l’altro, poiché perseguono il medesimo scopo ma
rischiano di creare due carte prive dei servizi necessari a soddisfare i reali bisogni degli studenti. Proprio per questo ci siamo
pronunciati già da mesi per l’avvio di un dialogo reciproco fra gli
enti che metta al primo posto il bene degli studenti ed il raggiungimento dell’obiettivo a prescindere da logiche campanilistiche
o di parte.
La Carta dello Studente noi l’abbiamo sempre pensata come
lo strumento in grado di allargare i diritti degli studenti universitari riconoscendone, tramite i servizi offerti, lo status.
Pertanto questa dovrà contenere tutti i dati dello studente, mediante il sistema di portabilità della persona, e garantire l’accesso a tutti i luoghi del Sapere semplificando l’attuale sistema
per cui lo studente fiorentino si ritrova con 4-5 tessere differenti (libretto universitario, tessera biblioteca, tessera mensa,
tessera fotocopie della biblioteca, tessera d’accesso alle residenze per i borsisti). La sburocratizzazione di questi processi
dovrà scontare un costo iniziale di attivazione della nuova carta
che però sarà colmato dal risparmio derivante dall’unificazione
di quelle attualmente in uso (il costo di queste si aggira attorno
ai 5 euro per studente).
Ma la semplificazione è solo uno degli enormi vantaggi derivanti dall’introduzione della Carta dello Studente, la quale potrà essere utilizzata anche come carta di credito sulla quale versare
le rate della borsa di studio o i rimborsi produttività e merito.
Infine questo strumento dovrà avere come obiettivo l’allargamento dei diritti degli studenti, permettendo mediante accordi
(territoriali o regionali) di accedere a forti sconti sia per i traspor10
ti (quasi la metà degli studenti dell’Unifi è pendolare) che per
eventi che permettano di vivere appieno la città (musei, teatro ecc.). D’altra parte sia la Cultura che i Trasporti rientrano
fra i 5 punti essenziali per garantire i Livelli Essenziali delle
Prestazioni (LEP) come ci ricorda il D. Lgs. 68/2012 in “Materia di Revisione delle Norme sul Diritto allo Studio Universitario”.
Si tratterebbe insomma di completare la creazione di un
sistema di Diritto allo Studio a tre gambe in cui si aggiunga
ai finanziamenti per il diritto allo studio “stricto sensu” (Dsu
Toscana) ed ai rimborsi per finanziare il merito (Unifi) una terza fonte di vantaggi per gli studenti da raggiungere tramite i
servizi garantiti dalla Carta dello Studente.
Questo importante obiettivo non può continuare ad essere riposto nel cassetto ed è per questo che chiediamo che vengano verificate tutte le strade percorribili per raggiungerlo. Sarà fondamentale un dialogo immediato con l’ente regionale per il DSU affinché si capiscano i tempi e le modalità di
diffusione della Carta dello Studente avviata a livello regionale, in modo tale da permettere all’Ateneo di espletare tutte le
pratiche per l’adozione se vi saranno le condizioni per farlo.
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STUDENTI PART-TIME. L’UNIVERSITÀ AI TEMPI DELLA CRISI.
Solitamente quando si parla degli studenti italiani viene citato sovente l’elevato numero di fuoricorso (34%), definito come
un’anomalia tutta italiana da risolvere. Ed effettivamente nel
luglio del 2012 si è provato ad introdurre fra le norme della spending review varata dal Governo Monti alcune modifiche al sistema di contribuzione studentesca che elevassero proporzionalmente le tasse per gli studenti che non si laureavano in tempo.
Questo tipo di misura ha riaperto il vaso di pandora sulla tipologia dei fuori corso italiani e su che tipo di figure rientrino in tale
classe.
Gli studenti che rientrano nel novero dei fuori corso non vengono distinti per le reali motivazioni che li portano a conseguire il
titolo in ritardo rispetto alla tabella di marcia. Ed effettivamente i
motivi lavorativi, personali e familiari, che sono una delle cause
principali dei ritardi, non vengono calcolati nel computo. Già da
alcuni anni si discute della figura dello studente a tempo parziale (part time), senza che però vi sia un reale incentivo all’applicazione delle norme in materia e ad un processo, prima ancora culturale che normativo, per istituzionalizzare questa figura.
Lo studente part time è comparso per la prima volta, come definizione giuridica, oltre vent’anni fa nella Legge “Ruberti”
(L.390/1991) e successivamente è stato ripreso nei decreti
Zecchino (509/99) e Moratti (270/2004), i quali obbligavano le
università a disciplinarne le modalità formative. Ma purtroppo
l’introduzione di questa figura non ha prodotto gli effetti sperati,
anche e soprattutto per la mancata applicazione e pubblicizzazione da parte degli stessi atenei.
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Nell’Università degli Studi di Firenze il regolamento vigente è stato introdotto col Decreto Rettorale 468/2010 (“Regolamento per
lo studente impegnato a tempo parziale nelle attività didattiche
(studente part-time)) che ha parzialmente modificato il D.R.
1145/2008 che aveva introdotto la materia fra i regolamenti del
nostro ateneo. Allo stato attuale risultano iscritti sotto questa forma meno di 1000 studenti fiorentini (meno del 2%) ma questo
dato è inficiato da alcune cause che riducono o finiscono per
ridurre il numero reale di coloro che potrebbero usufruirne.
Le motivazioni che inducono gli studenti a preferire la tipologia
normale di iscrizioni derivano da una scarsa pubblicità del sistema, da alcuni retaggi culturali (essere studente part-time viene considerato come studiare a tempo perso) e da alcune modifiche da inserire nella normativa che renderebbero più appetibile questo tipo di iscrizione, rendendo più facile il percorso di studi ad una serie di studenti che potrebbero in questo modo uscire dal computo numerico dei fuoricorso.
E’ evidente che si trarrebbero degli effettivi vantaggi da un maggior utilizzo dell’iscrizione a tempo parziale da parte di più studenti, poiché lo scorporo con gli studenti “normalmente” in ritardo aiuterebbe il nostro ateneo a ridurne il numero e quindi ottenere una migliore performance di laureati sulla quale poi ricevere la quota premiale dei finanziamenti ministeriali.
Ma per ottenere un miglioramento nell’utilizzo di questo strumento, bisognerà renderlo efficace e maggiormente flessibile per
tutte le situazioni che uno studente può incontrare durante il suo
percorso accademico. Da questo punto di vista noi proponiamo
sia una maggiore pubblicizzazione di questa modalità di iscrizione che una modifica al regolamento che ne consenta una maggiore fruizione.
Il regolamento attualmente in vigore prevede l’iscrizione in questa particolare modalità per motivi personali, familiari o lavorativi
andando a comprendere tutte le tipologie di casi, ma ha delle
forti problematiche legate alla durata dello stesso (almeno 2 anni accademici consecutivi), ai crediti formativi da conseguire
(min. 12 max. 30) ed alla riduzione dei contributi universitari, la
cui quota deve essere fissata dal Consiglio di Amministrazione.
Pertanto noi proponiamo:
Una modalità di iscrizione più flessibile che preveda la possibilità di iscrizione in modalità part time anche per una sola annualità accademica, prevedendo delle particolari procedure di
rientro per lo studente che voglia riprendere il proprio percorso
full time.
La modifica dei CFU (Crediti Formativi Universitari) da conseguire. Ossia noi chiediamo che venga ripristinato il minimo di
crediti conseguibile in 9 CFU come previsto nel precedente
regolamento, modificato col D.R. 468/2010. Ed inoltre dobbiamo
prevedere una flessibilità doppia da parte dello studente nel
decidere quanti crediti conseguire nel suo piano di studi a tempo parziale, quindi il numero massimo di CFU conseguibili potrà
essere 30 (come nel regolamento attuale) oppure di 45.
La riduzione della contribuzione studentesca dovrà essere
proporzionale al numero di CFU conseguibili nell’anno acca13
demico (quindi riduzione del 50% nel primo caso e del 25% nel
secondo caso). La prima rata dovrà essere pagata completamente mentre nella seconda si applicheranno le riduzioni in base al piano di studi predisposto.
Le modifiche in oggetto sono state già portate avanti in alcune
realtà importanti del panorama accademico italiano (vedi l’Università “Statale” a Milano) e potranno sicuramente migliorare il
percorso accademico di diversi studenti del nostro ateneo, che
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hanno forti difficoltà, per la cause sopra richiamate, a completare il percorso accademico normale.
Queste modifiche avvantaggerebbero gli studenti e l’ateneo
stesso, rivelando quanti e quali sono i “reali” studenti fuoricorso, senza che nel loro computo rientrino soggetti che hanno
dei reali problemi nell’affrontare con regolarità il proprio percorso di studi.
Proposta di nuovo regolamento in allegato A
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