NOVEMBRE 2015 Anno 21 - n. 234 Direttore: Luigi Allori. Redazione: Clara Amodeo, Giovanni Beduschi (vignettista), Franco Bertoli, Andrea Bina, Roberto Braghiroli, Ortensia Bugliaro, Primo Carpi, Valeria Casarotti, Roberta Coccoli, Claudio Dozio, Teresa Garofalo, Antonietta Gattuso, Sergio Ghittoni, Roberto Lana, Giulia Lazzaroni, Antonella Loconsolo, Angelo Longhi, Lorenzo Meyer, Grazia Morelli, Diana Roca, Sandra Saita, Gero Urso. Collaboratori: Laura Albani, Valia Allori, Stefano Bartolotta, Silvia Benna Rolandi, Maria Piera Bremmi, Don Giuseppe Buraglio, Arturo Calaminici, Daniele Cazzaniga, Augusto Cominazzini, Luca Corbellari, Silvia Cravero, Ivan Crippa, Silvia Faggiano, Luigi Ghezzi, Lorenzo Gomiero, Anna Maria Indino, Monica Landro, Luigi Luce, Sergio Maestri, Valeria Malvicini, Franco Massaro, Giorgio Meliesi, Luigi Muzzi, Pamela Napoletano, Antonio Pizzinato, Giovanni Poletti, Laura Quattrini, Mira Redaelli, Mauro Raimondi, Margherita Rampoldi Meyer, Vittorio Sardo, Dario Vercesi, Norman Zoia. Presidente dell’Associazione Amici di “Zona Nove”: Giovanni Poletti. Pubblicità: Flaviano Sandonà (tel. 02/39662281). Impaginazione: Roberto Sala (tel. 3341791866). La riqualificazione degli Scali Ferroviari cambierà il volto di Milano e della nostra zona Sul palco in zona pagina 10 intervistiamo Giulia Lazzarini, grande attrice di teatro e non solo visti i tre prestigiosi premi vinti per la sua interpretazione nel film “Mia madre” di Nanni Moretti. Ebbene, a dicembre avremo l’onore di vederla al Teatro della Cooperativa in uno dei cavalli di battaglia del direttore Renato Sarti, drammaturgo, regista e attore già collaboratore di Giorgio Strehler al mitico Piccolo Teatro: “Muri. Prima e dopo Basaglia”. La collaborazione tra Lazzarini e Sarti indica bene come il niguardese Teatro della Cooperativa sia ormai diventato un centro culturale che, partito da un progetto di riqualificazione della periferia, sia ormai riconosciuto a livello cittadino e non solo, come dimostrano l’Ambrogino d’oro e la Medaglia commemorativa della Presidenza della Repubblica per “Nome di battaglia Lia”, pièce dedicata all’eroina della Resistenza uccisa a Niguarda dai tedeschi il 24 aprile ‘45. Sicuramente, il successo del Teatro della Cooperativa è dipeso dall’alternanza sul palcoscenico di personaggi noti e giovani compagnie e da un’intensa attività di formazione attraverso laboratori e workshop per bambini, adolescenti e adulti. Ma c’è di più. Il Teatro della Cooperativa e stato e continua a essere un esempio che ha fatto bene al teatro in zona, dove a parte l’Arcimboldi, che si dedica soprattutto alla musica, si notano tra gli altri teatri il Verdi & Buratto (prosa e spettacoli per le scuole), Piazza San Giuseppe (opere in meneghino), Argomm (prosa e teatro per bambini). SEVESO pag. 4 Scoperti 400 scarichi abusivi GIOVANNI POLETTI Si discute sulla pag. 8 Città Metropolitana A GIULIA LAZZARINI Di scena al Teatro pag. 10 della Cooperativa ARTE DI STRADA Tutte le iniziative pag. 11 nella nostra zona (disegno di Gero Urso) VACCINI Sì o no per i bambini a scuola? OTTOBRE ‘15 pag. 13 4 OTTOBRE ‘14 0 Gli scali e molti edifici di pregio sono stati “abbandonati” da banche, assicurazioni e grandi aziende. Ma ora c’è un grandioso progetto di rigenerazione urbana da parte del Comune. OTTOBRE ‘15 pag. 5 OTTOBRE ‘14 “Nessuna Gronda o Grondina all’orizzonte” Intervista all’assessore Piefrancesco Maran OTTOBRE ‘15 pag. 3 OTTOBRE ‘1 Viva il 70° anniversario della Liberazione dal nazifascismo! 42 29 1 5 Giovanni Beduschi a lo sai, mio bel Giovannone dai pennelli a punta come M la spada di Zorro, che comincio a preoccuparmi? Infatti, mi trovo sempre più spesso in accordo con quello che Un fan di Niguarda aolo Tronca, l’ex prefetto di Milano ora P commissario di Roma, ha dichiarato al “Corriere” di essere “appassionato di due luoghi meneghini su tutti: la nobile Sant’Ambrogio e il popolare Niguarda”. Siamo d’accordo con lui. Riecco… lo Zonino d’oro! l prossimo 15 dicembre ritorna lo Zonino d’oro! La serata, che si Izioterrà presso il Teatro della Cooperativa di via Hermada 8 (iniore 20.45), vedrà la premiazione di 11 personaggi meritori della nostra zona. Musica jazz e intrattenimento completeranno lo spettacolo. Ecco i premiati di questa diciottesima edizione: • Giancarlo Rota - Cavaliere della Repubblica • Associazione dateciPista - Gestore del velodromo del Parco Nord dal 2006 • Claudio Jaccarino - Pittore e scrittore. • Riccardo Garrone - Attore • Scuola elementare di via Passerini - Scuola centenaria • Maria Sidoli - Quotata pittrice di falsi d’autore • Lorenzo Oliveto - Campione italiano a 11 anni di Kata e Kumite (componenti del Karate) • Carlo Rovelli - Partigiano • Impresa Turati - Ha riqualificato l’azienda ricreando in via Bauer la vecchia Niguarda di fine ‘800. Alla memoria • Claudio Ciceri - Vice presidente del Niguarda Calcio, storica figura del calcio niguardese. • Renato Vercesi - Collaboratore di “Zona Nove” dalla nascita del giornale e Presidente dell’Anpi di Niguarda Sul prossimo numero pubblicheremo il programma dettagliato. Mercatino Vintage abato 21 e domenica 22 novembre, presso l’ex consultoS rio di via Val Maira 1 (di fianco alla chiesa), si terrà il mercatino vintage allestito dai volontari della conferenza San Vincenzo. Il ricavato della vendita sarà a totale beneficio delle persone in difficoltà della Parrocchia. scarabocchi. Prendi per esempio l’elezione del Sindaco di Milano. Tu giustamente non lo vuoi né leghista né forzista né grillista. E non lo vuoi “matto” come Marino e - aggiun- Bilancio partecipativo Ora i cittadini scelgono i progetti da realizzare Giorgio Meliesi go io - neanche tanto “matteo”. Ne abbiamo già due che bastano e avanzano. Piuttosto, a Palazzo Marino bisogna cambiare nome. (Zorro Nove) La fontana blu e verde l bilancio partecipativo (vedi “Zona Nove” di ottobre, pag. 2) è Identi, arrivato alla fase finale, ossia alla scelta dei progetti. I resitutti coloro che lavorano e studiano a Milano e che hanno compiuto 14 anni, potranno scegliere tra gli oltre 30 progetti che sono stati selezionati grazie ad un percorso iniziato lo scorso luglio. Le idee che usciranno vincitrici dalle “urne” verranno finanziate dall’Amministrazione, che ha stanziato 9 milioni di euro, uno per ogni Zona. Le operazioni di voto si svolgeranno dal 12 al 29 novembre: si voteranno i progetti via computer o smart phone dal sito www.bilanciopartecipativomilano.it, oppure nei due sabati (21 e 28 novembre) anche tramite postazioni (con assistenza) allestite nelle civiche biblioteche. Le scuole che hanno presentato progetti, invece, dispongono di un voto in più per alunno. Il risultato del voto sarà diffuso all’inizio di dicembre. “Con il Bilancio partecipativo . dichiarano Francesca Balzani, vicesindaco e assessore al Bilancio, e Carmela Rozza, assessore ai Lavori Pubblici - abbiamo voluto coinvolgere i cittadini, a partire dai più giovani, nella realizzazione di opere vere e proprie. È stata una sfida per questa Giunta che ha affidato ai milanesi il percorso di progettazione e la scelta finale su come e dove investire risorse reali”. Il bilancio partecipativo è un’iniziativa del Comune di Milano che, per la prima volta, offre la possibilità ai cittadini di indicare all’Amministrazione un’opera da realizzare. La prima fase di presentazione del progetto e di ascolto delle idee e dei progetti è avvenuta lo scorso luglio. Gli incontri sono avvenuti in tutte la zone della città, in media 5 per zona. A settembre e ottobre si è svolta la fase di discussione in vari punti della città. In questi incontri sono stati estratti a sorte 270 cittadini (30 per zona) per partecipare ai laboratori di progettazione, dove in un weekend insieme ai tecnici comunali le idee sono state trasformate in progetti veri e propri. “Tutti i progetti - conclude Rozza - anche se non saranno scelti in sede di voto finale, rappresentano un patrimonio di idee e stimoli assai prezioso per l’Amministrazione. Per questo ne faremo tesoro perché ci aiutano a vedere la città con gli occhi dei giovani” • Progetti per la zona 9 “Muoversi sicuri” è il titolo dell’articolato progetto che riguarda in modo diffuso la zona 9. Include la promozione, la valorizzazione della mobilità sostenibile ciclo-pedonale, l’accesso ai mezzi pubblici - con pannelli a messaggio variabile e totem informativi - e la riqualificazione di molte aree scolastiche. Il progetto “Viver bene in sicurezza” invece include una lista puntuale di azioni per migliorare la sicurezza in particolare nelle vie che costeggiano il Parco Nord. Per l’Isola vedi a pag. 9. uante volte abbiamo visto quei grandi contenitori di ceQ mento in via Valfurva/val Maira. Ebbene, grazie alla sensibilità di cittadini, negozianti e istituzioni, si è voluto dare un poco di colore al grigiore che regna all’interno delle due vasche del Seveso. L’artista Davide Atomo Tinelli ha realizzato una fontana blu e verde con materiale riciclato in plastica che simboleggia le esondazioni del Seveso, inteso come divinità classica e mitologica, contro il grigiore del fiume che ha procurato non poche preoccupazioni ai residenti della zona. Il totem-fontana, composto da fili scintillanti che rappresentano gli zampilli, è attaccato fortemente al tombino grande dentro la vasca e sul pavimento viene ben evidenziato il colore blu dell’acqua. Tutto questo per rendere “allegro” uno spazio nudo e crudo. Sicuramente diventerà motivo di manifestazioni rionali che spesso vengono attuate in zona. Al Centro Girola i “PerCorsi culturali” Centro Girola Fondazione don Carlo Gnocchi organizza, con il paIla ltrocinio del CdZ 9, “I perCorsi culturali del Girola”, ogni lunedì dal15 alle 17. Prossimamente sono previsti: il 23 novembre, “Medicina, i tests per la Memoria” (docente: dott.ssa Lorenza Marino, neuropsicologa del Centro Girola); il 7 dicembre “Laboratorio, La gioia di ballare” (docente: sig.ra Maria Liberti, insegnante della Scuola di Ballo “Antonio Pinna”); il 21 dicembre, “Laboratorio, Addobbi natalizi: crearli da soli”, (docente: Natalia Moccia, operatrice del Centro Girola). ATTENZIONE La sede della redazione in via Val Maira 4 (Pratocentenaro) è aperta ogni mercoledì pomeriggio dalle 15.30 alle 18 per ricevere coloro che desiderano segnalare problemi, annunciare o proporre iniziative, articoli o servizi per il giornale. Si può anche telefonare allo 02.39662281. “Nessuna Gronda o Grondina all’orizzonte” Intervista all’assessore Piefrancesco Maran “Bisogna invece continuare a investire sul trasporto pubblico”. A dicembre ci sarà anche un potenziamento del bike-sharing nei quartieri periferici. Daniele Cazzaniga ono mesi che i cittadini di Bicocca, San S Giuseppe e più in generale della parte nord della zona 9, oltre ai nostri amici dirimpettai sestesi, sono preoccupati della possibile costruzione di una versione “leggera” della Gronda, rinominata Grondina, così come si evincerebbe dal Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) in fase di approvazione a Palazzo Marino. Per chiarire una volta per tutte come stanno le cose abbiamo intervistato Piefrancesco Maran, l’assessore competente in materia, il quale ci ha detto… Per quanto riguarda il Pums, alcuni cittadini e l’Amministrazione di Sesto S. Giovanni contestano la realizzazione di una nuova strada. Come stanno realmente le cose? Ma quale nuova strada? In realtà è proprio il contrario. La questione se siamo buoni diciamo che è stata male interpretata, se siamo maliziosi dobbiamo ricordarci che ci sono dei professionisti del “no gronda nord” che sono rimasti disorientati dal fatto che quel tema sia uscito da tutti gli strumenti pianificatori del Comune e la devono cercare anche dove non c’è. Il Pums viceversa sostiene la necessità di preservare le zone residenziali dal traffico di attraversamento per i quartieri a nord. Non bisogna però dimenticare che quello a nord della città è un tessuto in alcune parti molto denso, che ha un forte potenziale di attrazione e generazione di traffico. Nella zona vi sono alcune barriere, quali la ferrovia o il Naviglio Martesana, il cui superamento è un elemento critico. Le soluzioni per rendere la situazione più fluida devono essere trovate localmente, a seconda delle occasioni e delle morfologie che si creano, proprio perché siamo tutti concordi di non fare nuove strade. Bisogna invece continuare ad investire sul trasporto pubblico: è da li che devono arrivare risposte alla domanda di spostamenti sia attuale che futura, so- prattutto in relazione alle trasformazioni sociologiche in atto. È anche il motivo per cui vogliamo prolungare la linea tranviaria al quartiere Adriano, interpretandolo come un tassello per arrivare fino a Cascina Gobba. C’è poi la questione della riapertura al traffico privato di via Sesto S. Giovanni in direzione Sesto. Cosa risponde alle critiche che giungono dai cittadini? Immagino che le critiche non vengano da Precotto, che si è fatta per anni carico di tutto quel traffico! La riapertura di quella via ha consentito di redistribuire il traffico su più itinerari ed è stata avviata durante i lavori per il rifacimento del ponte di Greco (che tra l'altro mi pare molto apprezzato). Penso si possano studiare ancora degli interventi che ne riducano gli impatti, però non è che abbiamo del traffico nuovo, semplicemente ora è un po’ più su quell’itinerario e un po’ meno su Precotto; avendo un sistema di strade strette penso che convenga distribuirlo anziché concentrarlo tutto su un quartiere come era prima. Per quanto concerne la zona 9 le modifiche alla viabilità riguarderebbero sia Ponale e l’incrocio con Testi sia Bignami e gli incroci con Sarca e Testi. Possiamo chiarire il più possibile come impatterà questa nuova/modificata viabilità sui residenti? E per quanto riguarda i cittadini di Bruzzano e Comasina? Sull’area Testi-Ponale il Piano non prevede novità dal punto di vista della viabilità. Mentre per l’area di Bruzzano l’occasione di un intervento previsto da Regione Lombardia e Ferrovie Nord per la realizzazione del terzo binario e l’eliminazione dei passaggi a livello ha portato a definire una viabilità alternativa. Proprio nel Piano si dice che nel quadrante nord saranno necessari interventi che, utilizzando la viabilità esistente, permettano di migliorare la percorribilità delle strade. Si tratta di interventi ai semafori o piccole riqualificazioni stradali mirate al miglioramento della circolazione locale. Tra Bruzzano e Comasina ci sarà una vera e propria nuova strada. Si tratta di un sottopasso a nord del quartiere che sarà realizzato in occasione della chiusura del passaggio a livello di via Oroboni. È una strada a una corsia per senso di marcia che collegherà i due lati della ferrovia per ricucire le relazioni locali. L’intervento dovrà poi essere completato con la nuova via Giuditta Pasta che porterà il traffico verso la SS 35, allontanandolo dal quartiere. Passando a un altro tema, quando arriveranno le stazioni di bike sharing in Bicocca? Entro metà dicembre verranno aperte 14 nuove stazioni di BikeMi in città, tra cui Bicocca M5, Temolo-Innovazione, ChieseFulvio Testi. Stiamo continuando ad ampliare il sistema anche fuori dalla Cerchia per consentire a sempre più cittadini di poter usufruire di un servizio straordinario che oggi conta oltre 43mila abbonati. Anche il governo studia il dossier per prolungare la Lilla fino a Monza Anna Aglaia Bani ome anticipato sullo scorso numero C circola con insistenza la voce del prolungamento della M5 fino a Monza. In realtà, il progetto è ancora agli inizi: è in fase di elaborazione lo studio di fattibilità, affidato a Metropolitana Milanese spa, che dovrebbe essere pronto in tre mesi. La novità è che l’uscita della M5 dai confini di Milano incassa già una qualche disponibilità del governo a supportare in futuro l’opera, inserita tra le trenta infrastrutture strategiche da realizzare nei prossimi anni. Il ministro Graziano Delrio ha infatti dichiarato: “Aspettiamo gli esiti dello studio di fattibilità, stiamo già lavorando con il Comune di Milano, poi si vedrà”. Dopo le ultime fermate aperte, la Lilla, che oggi viaggia da San Siro Stadio a Bignami, è in costante crescita: dai 55 mila passeggeri di prima dell’estate si è passati a una media di 130mila viaggiatori al giorno. A ottobre, con l’apertura delle fermate di Gerusa- lemme e Monumentale, hanno già viaggiato sulla M5 circa 3 milioni di persone, più del doppio rispetto all’ottobre 2014. Il dato potrebbe essere un po’ falsato dall’effetto Expo, ma il successo della Lilla è sotto gli occhi di tutti. Al punto tale che il Ministro dei Trasporti si lascia andare a un grosso elogio al nostro sistema metropolitano: “Quella di Milano è un’esperienza molto virtuosa anche nella gestione e che tutte le città dovrebbero seguirne l’esempio”. Parole che fanno piacere e confortano la volontà di Palazzo Marino di allungare la linea 5 fino alla città della Villa Reale ma, anche se lo studio di fattibilità dovesse dare “esito positivo”, chi metterà i soldini? Il progetto è strategico perché lo spostamento del capolinea da Bignami fino a Bettola, primo passo per raggiungere Monza, andrebbe a sommarsi al prolungamento della linea Rossa M1, che dovrebbe essere pronto entro il prossimo anno. È qui che allora si punta a creare la stazione di interscambio tra la 5 e la 1. Da Bettola poi si ipotizza di arrivare alla Villa Reale in tre tappe ovvero la “Cittadella istituzionale”, l’ospedale San Gerardo e il parco di Monza. Sei o sette fermate che dovrebbero costare circa un miliardo, alle quali potrebbero aggiungersene altre tre o quattro dal lato di San Siro, da allungare fino a Settimo Milanese per un importo di circa 500 milioni. Insomma, una spesa mica da ridere! Pane per passione Tutti i tipi di pane e la michetta tipica milanese. Tutti i giorni torte e dolci da spettacolo … e per Natale i nostri panettoni, anche farciti, per allietare la tua tavola Via P. Di Calboli 3 - Milano Tel. 02.6425552 a cura di Daniele Cazzaniga “Scarichi abusivi? Il Seveso è una fogna a cielo aperto” Ecco perché a Bresso non vogliono la vasca sotto casa l Seveso è una vera e propria fogna a cielo Iciano aperto, usato da tutti i Comuni che si affaclungo il corso d’acqua per farci i loro porci comodi. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.E ci chiediamo ancora perché i cittadini bressesi che abitano nel quartiere Papa Giovanni XXIII sono schierati contro la vasca al Parco Nord? Non a caso hanno tappezzato il loro quartiere con un volantino di cui pubblichiamo di seguito il testo: “Sono stati scoperti oltre 400 scarichi illegali, di cui 180 nel solo tratto Paderno-CormanoCusano-Bresso. Le polizie provinciali di Milano, Monza e Como e il corpo forestale dello Stato hanno condotto un’inchiesta. Il caso è ora in procura. Il dossier evidenzia restringimenti, ostacoli, cattiva manutenzione dell’alveo, ma soprattutto spalanca il pentolone degli scarichi abusivi. L’inchiesta conferma i timori: il fiume è una fogna. Nonostante tutto prosegue l’iter del progetto della vasca di laminazione nel Parco Nord. Di quest’acqua fortemente inquinata si riempirebbe la vasca durante le piene del Seveso, a poche decine di metri dalle nostre case, esponendoci a miasmi ed esalazioni dannose per la salute. Dov’è finito il senso di responsabilità delle istituzioni nei confronti dei cittadini?” Ecco: sta proprio qui il problema. Possiamo potenziare tutti i depuratori presenti lungo il Seveso e costruire tutte le vasche di laminazione ma se poi ognuno usa il Seveso a proprio piacimento e per le proprie necessità, anche quelle più bieche e meschine… I dati ufficiali parlano chiaro: sono 37 le presunte opere abusive, 89 le ostruzioni in alveo, oltre 400 gli scarichi censiti nella mappa degli orrori che fanno sì che il fiume Seveso si trasformi a ogni temporale in un sorvegliato speciale con il suo carico di ansie e allerte. A scattare la fotografia della situazione sono stati gli uomini del Corpo Forestale e della Polizia Provinciale di Milano, Monza e Como su delega della Procura di Milano, che ha richiesto di accertare eventuali responsabilità dirette o indirette connesse al fenomeno delle esondazioni e di rilevare, attraverso la verifica della funzionalità dell’intera asta fluviale, dalla sorgente nel comune di Cavallasca (Como) sino al suo interramento in Bresso (Milano) tutto ciò che ne compromettesse il decorso regolare. L’indagine, lunga e complessa, ha permesso di ottenere la puntuale mappatura del corso del “Fiume del Diavolo”: restringimenti, ostacoli, ostruzioni, cattiva manutenzione dell’alveo, scarichi o captazioni abusive. E proprio sugli scarichi abusivi che si registra una vera e propria galleria degli orrori: soltanto nel tratto milanese del Seveso, lungo circa sei chilometri, risultavano censiti circa una quindicina di scarichi, ma la polizia locale di Milano ha invece identificato e schedato oltre 400 scarichi di cui una ventina risultavano attivi al momento dell’accertamento. Tutta la documentazione raccolta è stata consegnata alla Procura per i passi successivi. E adesso vediamo a chi la Magistratura andrà a chiedere spiegazioni. • Vasca: Il Parco Nord invia alla Regione le proprie osservazioni. Come prevede l’iter per la Via (Valutazione di impatto ambientale), il Parco Nord sta elaborando la documentazione contro il progetto delle vasca di laminazione nella propria area protetta. Ve ne proponiamo un sunto. Prima di tutto viene segnalato che, siccome verrebbero sottratti 29mila mq di parco, dovrebbe essere prevista una compensazione di quasi 44mila mq, mentre invece nella documentazione del progetto risultano solo 22mila mq di nuove aree da rimboschire. Inoltre viene evidenziato che non si applicano tutta una serie di criteri a tutela di un’area di pregio come prevedono le leggi regionali riguardanti il Parco Nord. Altro punto: i tecnici del Parco segnalano che nella documentazione di progetto non si vi è nessuna indicazione sull’acquisto di aree per nuovi rimboschimenti né sul piano di esproprio. Ancora: l’adeguamento delle piste ciclabili lungo via Aldo Moro non pare in grado di compensare il danno ambientale arrecato al parco dalla realizzazione del bacino di laminazione; si chiede pertanto che tale intervento venga rimosso dalle compensazioni. Ultimo, non certo in ordine di importanza, il fatto che il primo elaborato del progetto stabilisse che tutte le superfici sottratte al Parco sarebbero state compensate con una quantità di boschi pari a 1.5 volte i boschi sottratti ovvero un valore decisamente insufficiente ma comunque ben superiore rispetto a quello del progetto definitivo. Corte dei Conti: via libera alle opere programmate contro il dissesto idrogeologico causato dal Seveso rande soddisfazione è stata espressa da G Palazzo Marino per il sigillo della Corte dei Conti che a livello nazionale autorizza gli interventi di salvaguardia idrogeologica programmati su diversi fiumi, tra cui il Seveso. A breve quindi le Regioni riceveranno i finanziamenti necessari a realizzarle. La notizia, datata 19 ottobre, parla chiaro: con il via libera della Corte dei Conti partiranno nelle prossime settimane, con uno stanziamento di 645 milioni, i primi 33 cantieri previsti dal piano in varie città metropolitane per la riduzione dei rischi dovuti al dissesto idrogeologico e per la prevenzione delle alluvioni: si va dai 260 milioni per la realiz- zazione dello scolmatore e l’adeguamento idrico-strutturale del tratto terminale del torrente Bisagno a Genova agli oltre 95 milioni per gli interventi sul fiume Seveso, fino agli oltre 16 milioni stanziati per le opere di mitigazione del rischio ad Olbia. Le 33 opere - tutte con una progettazione definitiva o esecutiva - interessano 7 regioni (Veneto, Emilia Romagna, Sardegna, Liguria, Lombardia, Toscana e Abruzzo) e rappresentano la prima fase del piano per le città metropolitane che prevede complessivamente 132 interventi per la messa in sicurezza delle città. Il decreto del presidente del Consiglio registrato dalla Corte dei Conti fissa in 654 milioni le risorse a disposizione per le opere: soldi che, dopo la firma degli accordi di programma tra Stato e Regioni prevista per fine mese, saranno trasferiti nelle casse dei Commissari di governo - individuati nei presidenti di Regione - per l’avvio delle procedure di gara e l’apertura dei cantieri. Soddisfazione dei rappresentanti delle Istituzioni a parte, resta aperta, come si può leggere nell’articolo pubblicato in questa stessa pagina, la questione della bonifica del Seveso. Ha senso investire (si badi bene non stiamo dicendo buttare) 95 milioni senza procedere a una seria bonifica delle acque del nostro fiume? Mobilità e sicurezza sulle piste ciclabili Il CdZ 9 per migliorare la pista su viale Marche e piste ciclabili sono uno dei segni distinL tivi della giunta Pisapia, che ha puntato molto sulla mobilità dolce e sul trasporto pubblico per ridurre il traffico che ingolfa e intossica la città. Missione compiuta? Si può sempre fare di più ma l’inversione di tendenza rispetto al passato c’è stata. E proprio per migliorare quanto realizzato il CdZ 9 ha esaminato la situazione della pista ciclabile di viale Marche per valutare possibili migliorie in termini di sicurezza e di efficacia. La Commissione Territorio, presieduta da Luca Simi, durante tre sedute partecipate da un buon numero di cittadini, ha dibattuto la questione anche alla luce di una delibera approvata dal CdZ 9 su sollecitazione del consi- gliere Gianluca Ferrando, con la quale si richiedeva sia di valutare l’effettivo utilizzo delle piste ciclabili sulla circonvallazione esterna sia l’opportunità di apportare modifiche per quanto concerne la sicurezza e la mobilità sostenibile. Dal dibattito sono emersi due aspetti: la corsia ciclabile di viale Marche è utile e frequentata per gli spostamenti fra quartieri interperiferici e per renderla più frequentata sarebbe opportuno potenziarla e prolungarla in direzione Ponte della Ghisolfa e piazzale Bausan. Per questo il CdZ 9 chiede al Comune di completare i prolungamenti, anche alla luce dei contenuti costi di realizzazione di tali itinerari realizzati con tracciatura della corsia ciclabile sulla carreggiata. Poi, per aumentare la sicurezza, il CdZ 9 chiede di adottare almeno in via sperimentale accorgimenti volti a garantire una migliore visibilità dei percorsi riservati alle biciclette. Per esempio la colorazione degli attraversamenti agli incroci con banda colorata, da estendere anche alle fermate dei mezzi pubblici, per contribuire a migliorare sia l’attenzione degli automobilisti sia la percezione della continuità dell’itinerario da parte dei ciclisti. Infine, si suggerisce di installare lungo la linea gialla delimitatrice della corsia ciclabile gli “occhi di gatto” che contribuiscono alla visibilità notturna e alla sicurezza del tracciato. (Daniele Cazzaniga) NIGUARDA ATTREZZATURE TOELETTATURA alimenti VENDITA ANIMALI Orario continuato: 9/19.30 Chiuso il lunedì Via Paolo Rotta, 4 - 20162 Milano (ang. Via Ornato) Zona Niguarda Tel./Fax 02.66.10.48.18 www.argopetshop.it - [email protected] Studio Legale avv. 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Ovviamente tutti i giudizi devono essere rispettati. Avendo frequentato l’Expo quattro volte per un totale di circa 50 ore , ho raccolto commenti di vario tipo, che mi fanno pensare che alcuni si aspettavano un’altra cosa o erano pregiudizialmente contro. Mi ha colpito una signora che si lamentava perché non c’era niente da comprare fatto in Italia (forse pensava che Expo fosse come i mercatini di Natale). Ma come ho vissuto io Expo? Padiglioni stupendi di grande architettura; impianti video con immagini di bellezza impressionante. Ogni Paese ha cercato di esprimere se stesso, di dare l’immagine migliore con l’Italia che ha fatto la scelta di giocare, ancora una volta,sulla bellezza, sull’arte e sul buon gusto. Sono stato impressionato dallo splendido Padiglione Zero, dall’Albero della Vita che ha raccolto un entusiastico consenso, per non parlare di Palazzo Italia, nonostante le cinque ore di attesa per entrare. Ma Expo è stato anche ben altro. È stato la vittoria della serenità, della sicurezza. Ho passeggiato tante ore tra centinaia di mi- gliaia persone di ogni età, migliaia di bambini in carrozzina, centinaia di di studenti, centinaia di disabili grazie ai loro accompagnatori e a un’organizzazione efficiente. Ciò che mi ha colpito è stata la compostezza della gente. Code di migliaia di persone per ore in attesa di entrare nei padiglioni, mai un litigio, mai uno spintone. Il servizio d'ordine ben gestito ha saputo dare sicurezza e consentire a tanta gente di trascorrere nel migliore dei modi una giornata intensa. Solo un cenno alla qualità della pulizia, veramente esemplare. Infine, la scelta felice di consentire l’entrata alle 18 con 5 € ha permesso a tanti lavoratori di andare ad Expo godendosi lo spettacolo serale dell’Albero della Vita e di visitare i padiglioni e cenare in maniera inconsueta Expo ha avuto un incredibile successo di visitatori, con Milano che ha messo in campo centinaia di eventi culturali, manifestazioni di ogni genere, con grande soddisfazione dei milanesi e dei 7 milioni di turisti che hanno invaso la città, ma anche dei commercianti, degli albergatori, dei tassisti e di tante altre categorie. Expo ha dato una grande spinta, si tratta ora di mantenere questa positiva tensione. I tanti giovani che ho visto al lavoro, forse a novembre non tutti potranno avere una occupazione, ma almeno per sei mesi hanno lavorato, appreso un mestiere, fatto esperienza. In centinaia si sono prodigati come volontari, sempre disponibili, ben preparati. A chi ha diretto l’organizzazione di Expo va dato atto di aver saputo riportare la manifestazione entro l’alveo che le era naturale, ovvero un grande appuntamento mondiale, consapevole che la posta in gioco era molto alta per quanto accaduto nei mesi precedenti l’inaugurazione. Expo è stata la dimostrazione che l’Italia ha i numeri per tornare a crescere e dare lavoro soprattutto ai suoi giovani. L’arrivo di quasi 22 milioni di visitatori veniva considerato un miraggio, ma non é stato un sogno bensì una realtà che ci rende orgogliosi di questa città che ancora una volta ha saputo essere esempio di voglia di fare e di attaccamento alle sorti del nostro Paese. La chiusura di Expo è stata uno spettacolo grandioso alla cinese o, come si diceva una volta, all’americana. Peccato che nessun intervento, neanche quello di Pisapia, abbia ricordato che Milano è Città Metropolitana. Solo una dimenticanza? Non ne sono convinto, ma non riesco nemmeno a spiegarmi il perché. La riqualificazione degli Scali Ferroviari cambierà il volto di Milano e della nostra zona Gli scali e molti edifici di pregio sono stati “abbandonati” da banche, assicurazioni e grandi aziende. Ma ora c’è un grandioso progetto di rigenerazione urbana da parte del Comune. Michele Cazzaniga l 22 settembre potrebbe essere ricorIMilano data come una data indelebile per e non solo. Palazzo Marino ha infatti approvato l’accordo di programma con Regione e Fs per riqualificare le aree ferroviarie dismesse o di prossima dismissione presenti nel territorio della nostra metropoli. Un progetto grandioso che prevede il “ripensamento” di un milione e 250mila metri quadrati di cui 500 mila diventeranno aree verdi. “Questo è uno dei più grandi progetti di rigenerazione urbana presentati a Milano e in Italia da molti anni. Senza alcun consumo di suolo, attraverso il riuso e la riqualificazione di parti importanti del territorio con verde, servizi ed edilizia sociale, si realizzerà un’opera di ricucitura della città senza precedenti”, ha affermato con grande soddisfazione il neo assessore all’Urbanistica Alessandro Balducci al termine della seduta di Giunta che ha suggellato lo storico accordo. Si tratta di sette aree, per un totale di circa 1.250.000 metri quadrati, che verranno riqualificate secondo i criteri di uno sviluppo territoriale sostenibile sanciti dal Pgt con un’edificabilità massima di circa 674.000 metri quadrati, notevolmente ridotta rispetto a quella di oltre un milione di metri quadrati del precedente Pgt; la creazione di nuovi spazi pubblici e di uso pubblico per 590.000 metri quadrati, di cui 525.000 saranno destinati a verde con circa 10 km di nuove piste ciclopedonali; la risposta al fabbisogno di abitazioni anche per le fasce sociali più deboli, mediante insediamenti di edilizia residenziale sociale per circa 156.000 metri quadrati, pari a 2.600 nuovi alloggi. Grazie alle risorse economiche, che si potranno generare attraverso la valorizzazione delle aree, saranno inoltre finanziati interventi di miglioramento e sviluppo del sistema ferroviario in ambito milanese per assicurare, mediante interventi di riqualificazione delle stazioni esistenti e di realizzazione di nuove stazioni l’incremento della capacità di trasporto pubblico nella regione metropolitana e il miglioramento del rapporto fra ferrovia e città. Le previsioni funzionali hanno come obiettivo un mix urbano differente nelle varie localizzazioni, in relazione alla capacità di accogliere destinazioni specifiche. Nelle zone di GrecoBreda, quella che ci interessa più da vicino, la funzione prevalente è quella della residenza sociale, con previsione di una percentuale minima destinata a funzioni commerciali e compatibili con la residenza. La cittadinanza verrà coinvolta e ascoltata, al pari di altri progetti fortemente voluti dalla giunta Pisapia. In particolare risulta palese che questo megaprogetto di ridisegno urbano PER LE TUE PROSSIME VACANZE INVERNALI VICINANZE PONTE DI LEGNO AFFITTO APPARTAMENTI ARREDATI 4/6 POSTI LETTO per stagione invernale o settimane per informazioni e prenotazioni 335-5255939 (Signora Elena) di Milano non sia uno strumento per fare cassa ma per sanare ferite territoriali presenti in molte aree della nostra città infatti, per superare la frattura generata dalla presenza degli scali ferroviari, sono previsti contributi aggiuntivi pari a 80 milioni di euro - suddivisi in 60 milioni per la trasformazione dello scalo Farini e 20 milioni per scalo Romana - necessari per la realizzazione di opere di collegamento e interventi di riqualificazione paesaggistica in corrispondenza delle linee ferroviarie che continueranno a passare nei due scali. Ma le novità che cambieranno radicalmente il volto della città non finiscono qui. Infatti, a fianco degli scali ferroviari, si apre anche il capitolo degli edifici delle zone centrali, in molti casi di valore storico. Un patrimonio immobiliare finora spesso sede di grandi aziende o banche, che almeno in parte sarà riconvertito a uso residenziale. Tra gli immobili da riconvertire il palazzo del Comune in via Pirelli, quello dell’Inps, la torre Galfa, Palazzo Broggi, l'ex sede delle Poste, l’ex sede della Banca di Roma, la torre Velasca, l’edificio di via Pantano 8, quello in Porta Romana 10 e le sedi di Allianz e dell'Asl in Corso Italia. Balza subito agli occhi un aspetto positivo: analizzando le 90 iniziative di nuove costruzioni, per un totale di 4.142 appartamenti, nel prossimo decennio difficilmente ci sarà ancora consumo di suolo ma si punterà invece a riconvertire quanto già esistente. Insomma, basta cementificazione selvaggia perché poi la natura presenta il conto, sempre più spesso salatissimo, anche in termini di vite umane. IL NEGOZIO Ferrari Preziosi Via Plinio 37 - Milano - Tel, 02.29533290 SCONTO FINO AL 70% ARGENTO E ACCIAIO FIRMATI BIJOUX MODA SCONTO 30% PICCOLA OREFICERIA PROMOZIONE MESE NOVEMBRE È per rinascere che siamo nati. (Pablo Neruda) GLI APPUNTAMENTI DEL MESE FILMS IN ONA a cura di Grazia Morelli a cura di Silvia Cravero Chi intenda far pubblicare proprie iniziative in questa rubrica dovrà farne pervenire notizia entro il 20 del mese precedente l’uscita del giornale. Visti nelle sale di Skyline, Multisala Bicocca e cinema Rondinella l GIOVEDÌ 12 NOVEMBRE Art Action Via Dante 15/A Bresso Mostra di vignette Humour in the City (Orario: 18.30- 20. Chiuso domenica e festivi). Fino al 19/11. Hangar Bicocca Via Chiese Hypothesis, di Philippe Parreno. Fino al 14/3/2016. Teatro Verdi Via Pastrengo 16 Alle 21, Teatro Menotti al Verdi, Scende giù per Toledo, di G. Patroni Griffi, con A. Cirillo. Fino al 15/11. Alle 20.30, Yves Montand. Un italien à Paris, di e con G. Cannavacciuolo. Fino al 15/11. Alle 21, Caino Royale, regia di R. Pelusio, con A. Bochicchio e G. Longhin. Finoa al 15/11. Sala Fontana Via Boltraffio 21 Teatro della Cooperativa Via Hermada 4 l SABATO 14 NOVEMBRE Teatro Arcimboldi V. dell’Innovazione 2 Casa di Alex Via Moncalieri 5 Alle 21, Nino D’Angelo in Concerto Anni '80... e non solo”. Alle 21.30 , Concerto, del Coro Fa&Desfà. ArgommTeatro Via Graziano Imp. 40 Museo Interattivo del Cinema (Mic) V.le Testi 121 Alle 16, Creare l’incanto, laboratorio/spettacolo di danza per bambini, di M. Fanzaga. l DOMENICA 15 NOVEMBRE Il cinema di M. Garrone, alle 15, Primo amore; alle 17.15, Terra di mezzo; alle 19, Reality. l LUNEDÌ 16 NOVEMBRE Museo Interattivo del Cinema (Mic) Il cinema d’animazione di M. Fuzellier, alle 15, Momo alla conquista del tempo (E. D’Alò); alle 17, La gabbianella e il gatto (E. D’Alò, da Sépulveda). l MARTEDÌ 17 NOVEMBRE Museo Interattivo del Cinema (Mic) Il cinema d’animazione di M. Fuzellier, alle 17, Mia e il Migù (J.-R. Girerd). l MERCOLEDÌ 18 NOVEMBRE La Scighera Via Candiani 131 Alle 20.30, Di vino in vino: appuntamenti di degustazione, Si sorseggia la Puglia. Museo Interattivo del Cinema (Mic) Il cinema d’animazione di M. Fuzellier, alle 17, Volere volare (M. Nichetti). Presenti in sala M. Fuzellier e M. Nichetti. l GIOVEDÌ 19 NOVEMBRE Museo Interattivo del Cinema (Mic) Il cinema d’animazione di M. Fuzellier, alle 17, Che animale sei? (M. Fuzellier). Teatro Arcimboldi V. dell’Innovazione 2 Alle 21, Musica leggera, Nek in Prima di parlare. l VENERDÌ 20 NOVEMBRE Teatro della Cooperativa Via Hermada 4 Alle 21, Come truffare il prossimo e vivere felici, con P. Hendel. Fino al 29/11. Centro Culturale della Cooperativa Via Hermada Alle 21, Maggio 1915: l’Italia entra in guerra, di S. Di Sieno, Università degli Studi Milano, e A. Guerraggio, autore de “La scienza in trincea”. l SABATO 21 NOVEMBRE Teatro Arcimboldi V. dell’Innovazione 2 Alle 21, Bob Dylan and His Band. Museo Interattivo del Cinema (Mic) Il cinema di M. Garrone, alle 16, Oreste Pipolo, fotografo di matrimoni; alle 18, Gomorra. l DOMENICA 22 NOVEMBRE Museo Interattivo del Cinema (Mic) Il cinema di M. Garrone, alle 15, L’imbalsamatore; alle 17.15, Terra di mezzo; alle 19, Estate romana. l MARTEDÌ 24 NOVEMBRE Teatro Arcimboldi V. dell’Innovazione 2 Alle 21, Musical, Mamma Mia! Museo Interattivo del Cinema (Mic) Omaggio a M. Bellocchio, alle 17, Diavolo in corpo. l MERCOLEDÌ 25 NOVEMBRE l GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE Museo Interattivo del Cinema (Mic) Omaggio a M. Bellocchio, alle 15, La balia; alle 17, Sbatti il mostro in prima pagina. Museo Interattivo del Cinema (Mic)+ Omaggio a M. Bellocchio, alle 15, Sorelle mai; alle 17, Buongiorno, notte; alle 19, La Cina è vicina. l VENERDÌ 27 NOVEMBRE l SABATO 28 NOVEMBRE Museo Interattivo del Cinema (Mic) Casa di Alex Via Moncalieri 5 Omaggio a M. Bellocchio, alle 16, Sogni infranti; alle 18,Vacanze in Val Trebbia. Alle 21.30, Concerto Rock, di Omuncolus res. Museo Interattivo del Cinema (Mic) Omaggio a M. Bellocchio, alle15, Sangue del mio sangue; alle 17, I pugni in tasca. l DOMENICA 29 NOVEMBRE Una vita da marziano • Sopravvissuto - The Martian ( ) Regia: Ridley Scott. Cast: Matt Damon, Jessica Chastain, Kristen Wiig. Genere: fantascienza. Nazione e Anno: Stati Uniti, 2015. Durante una missione su Marte, l'astronauta Mark Watney viene considerato morto dopo una tempesta e per questo abbandonato dal suo equipaggio. Ma Watney è sopravvissuto e cerca di segnalare alla Terra che è vivo. Un team di scienziati internazionali cercano organizzare un’audace missione di salvataggio. • Steve McQueen - Una vita spericolata ( ) Regia: Gabriel Clarke, John McKenna. Cast: Steve McQueen, Chad McQueen, John Sturges. Genere: documentario. Nazione e Anno: Stati Uniti, 2015. Un documentario su Steve McQueen che racconta la complessa lavorazione del film del 1971, “Le Mans”. • La legge del mercato ( ) Regia: Stéphane Brizé. Cast: Vincent Lindon, Karine de Mirbeck. Thierry ha 51 anni, una moglie e un figlio disabile. È disoccupato e ha frequentato corsi di formazione che non gli hanno portato lavoro. Finché un giorno viene assunto in un ipermercato con il ruolo di controllo nei confronti di tentativi di furto. Tutto procede regolarmente fino a quando… • Suburra ( ) Regia: Stefano Sollima. Cast: Pierfrancesco Favino, Jean-Hugues Anglade, Elio Germano. Genere: drammatico. Nazione e Anno: Italia, 2015. Nell’antica Roma, la Suburra era il quartiere dove il potere e la criminalità segretamente si incontravano. Dopo oltre duemila anni, quel luogo esiste ancora. Il film è la storia di una grande speculazione edilizia, che trasformerà il litorale romano in una Las Vegas. • Firenze e gli Uffizi al cinema in 3D ( ) Regia: Luca Viotto. Cast: Simon Merrells, Antonio Natali, Simone D'Andrea. Nazione e Anno: Italia, 2015. Un viaggio multisensoriale nel Rinascimento alla scoperta dei capolavori dell’arte italiana: un evento unico di risonanza mondiale che ci condurrà alla scoperta di personaggi leggendari come Michelangelo, Brunelleschi, Raffaello, Leonardo e Botticelli. • The Walk ( ) Regia: Robert Zemeckis. Cast: Joseph GordonLevitt, Ben Kingsley, Charlotte Le Bon. Genere: drammatico. Nazione e Anno: Stati Uniti, 2015. The Walk racconta la storia vera di un giovane sognatore, il funambolo Philippe Petit, che ha compiuto un'impresa passata alla storia: passeggiare fra le Torri Gemelle del World Trade Center in equilibrio su un filo d'acciaio. Con tanto coraggio e un'ambizione cieca, Petit riesce a superare i limiti fisici, la paura e i divieti delle forze dell'ordine e vincere così la sua sfida contro tutto e tutti. • Rock The Kasbah ( ) Regia: Barry Levinson. Cast: Bill Murray, Bruce Willis, Zooey Deschanel, Genere: commedia. Nazione e Anno: Stati Uniti, 2015. Bill Murray è un manager musicale fallito che porta il suo unico cliente in Afghanistan a suonare per le truppe americane. Alla fine di una serie di disavventure si ritrova solo, senza soldi e senza passaporto, ma si imbatte in una ragazza con una voce fantastica che riesce a portare a Kabul, dove la fa partecipare al locale X Factor. • La tomba delle lucciole ( ) Regia: Isao Takahata. Cast: (Voci originali) Tsutomu Tatsumi, Ayano Shiraishi, Yoshiko Shinohara. Genere: animazione, Nazione e Anno: Giappone, 1988. Giappone, 21 settembre 1945. Alla stazione di Kobe, il quattordicenne Seita muore di inedia. Il suo fantasma ripercorre i tragici eventi degli ultimi quattro mesi: i bombardamenti americani, il cadavere della madre sfigurato dalle ustioni, il padre a difendere la gloria dell'impero nella sua bianca uniforme da ufficiale di marina, Seita e la sorellina Setsuko soli contro il mondo impazzito. E poi la paura, la mancanza di soldi, i furti, la fame. Questa notte spaventosa è rischiarata dai flebili bagliori delle lucciole. Ma all’alba non ne rimarrà più nessuna. mediocre discreto bello imperdibile Grazie al libro di Giovanni Poletti finalmente si parla di Città Metropolitana Valeria Casarotti-Teresa Garofalo ra un pubblico numerosissiE mo, attento e interessato, quello che giovedì 22 ottobre ha gremito il Teatro della Cooperativa per un’interessante tavola rotonda coordinata da Luigi Allori, direttore di “Zona Nove”. La presentazione di “Milano Città Metropolitana”, il libro di Giovanni Poletti appena edito, è stata l’occasione per riunire personaggi autorevoli e competenti che hanno relazionato sull’importanza storica della trasformazione della nostra città in Città Metropolitana e sulle problematiche connesse a tale evento. In base alla legge 56 del 2014, infatti, che ha abolito le province, Milano, divenuta una delle 9 Città Metropolitane in Italia, include nel suo territorio ben 134 comuni limitrofi. Abbiamo già un Sindaco metropolitano, uno Statuto e una Conferenza Metropolitana, ma la strada per la realizzazione dei complessi obiettivi previsti è molto lunga, ancora tutta da tracciare. “Perché questa nuova realtà non resti sulla carta o non sia un’imposizione calata dall’alto - afferma Poletti - è essenziale che i cittadini partecipino consapevolmente e siano protagonisti del cambiamento. Questa serata è stata voluta proprio per dare informazioni, fornire notizie su questa realtà di cui poco si parla”. Ad aprire il dibattito Ivan Crippa. In un rapido quanto assai interessante exursus lo storico, che ha collaborato alla stesura del libro sottolinea le tappe che hanno visto Milano essere nei secoli “centro di aggregazione del contado e della provincia. Da questi ultimi - prosegue - la città ha sempre assorbito una serie rilevante di stimoli che ha fatto propri e nei secoli si è progressivamente trasformata mantenendo però sempre un contatto stretto con i territori circostanti. Dalla sua storia millenaria è facile dedurre che Milano ha le carte in regola per farcela”. A confermare l’essenzialità del rapporto tra periferia e centro Renato Sarti sottolinea come a Milano la cultura sia stata negli anni ’60 -’70 ’’80 il collante tra la borghesia illuminata del centro e il proletariato: “Ricordo che in quegli anni il teatro di decentramento era frequente, così come i salotti letterari in cui ci si ritrovava un po’ tutti ed era l’occasione per collegare le varie esperienze e far nascere idee nuove. La separazione di questi due mondi, centro e periferia, non è fisica ma mentale e quando si spegne la borghesia illuminata si spegne la città intera. Guardare in avanti significa guardare la città al di là delle cerchie, delle circonvallazioni, al di là di ogni ‘limes’ fisico o mentale. Questa era e questa dovrà tornare a essere Milano”. La necessità di mantenere attiva la relazione tra cittadini e istituzioni per costruire una Città Metropolitana è emersa nell’intervento di Paolo Limonta, responsabile dell’Ufficio Relazioni con la città del Comune di Milano, il quale afferma che “per realizzare pienamente gli obiettivi è essenziale mettere il più possibile in contatto la città e chi vi abita con i palazzi, rafforzando il dialogo e il confronto e sviluppando su tutto il territorio il senso civico di appartenenza alla comunità, sentimento indispensabile per salvaguardare i diritti di tutti. Milano ha un numero spropositato di cittadini che uniti in associazioni e comitati danno oggi alla scelta di risoluzione del proprio problema locale un carattere globale, contribuendo in tal modo a migliorare le condizioni di vita dell'intera città. Per affrontare con responsabilità il cambiamento che può avvenire con la città metropolitana occorre parlare molto, informare, coinvolgere i cittadini e sensibilizzarli anche attraverso conferenze e incontri pubblici. Le associazioni e tutti coloro che amano questa città, e sono tanti , in questo possono giocare un ruolo fondamentale”. Data la complessa estensione territoriale, fra i problemi che la nuova organizzazione dovrà affrontare c'è quello della suddivisione di Milano Città in Municipalità con autonomia amministrativa. Come conciliare allora la Milano Città e le sue Municipalità? “Credere che la Città Metropolitana possa come una bacchetta magica risolvere in un attimo tutti i problemi è impensabile - afferma Walter Cherubini, coordinatore della Consulta Periferie di Milano -. Ci vogliono anni di lavoro per attuarla. Il futuro è un percorso di costruzione e di coinvolgimento dei territori e della moltitudine di enti e soggetti coinvolti. Una sfida alla complessità che si può vincere se, superando l’autoreferenzialismo e il particolarismo, si stabiliranno tra le diverse realtà relazioni democratiche e si lavorerà con spirito di condivisione per ricucire le asimmetrie che oggi caratterizzano le nostre città”. Una sfida difficile e appassionante che l’avvocato Claudio Gelfi riconosce essere un’impresa titanica in quanto “riuscire a dare una prospettiva identitaria ai 134 comuni che costituiscono la Milano Città Per lo scrittore Claudio Antonelli l’etica è il nostro pane quotidiano Lorenzo Meyer o scorso 27 ottobre L al Circolo Acli Bicocca si è parlato di etica come patto di convivenza sociale, in occasione dell’uscita del nuovo libro di Claudio Antonelli “Etica - Pane quotidiano”. Durante la serata, cui è intervenuta anche Beatrice Uguccioni, presidente del Consiglio di Zona 9, i cittadini presenti hanno discusso con l’autore del libro affiancando molto spesso il concetto di etica a quello di coscienza civica, portando esempi che purtroppo sono quotidianamente sotto gli occhi di tutti. Dal padrone dei cani che non raccoglie le feci del proprio animale alle persone che gettano i rifiuti per strada o che a bordo dei mezzi pubblici stendono tranquillamente le loro gambe sui sedili di fronte. Molti sono stati gli interventi durante la serata, alla fine della quale abbiamo voluto approfondire questo argomento con l’autore del libro. Dottor Antonelli, ci vuole raccontare com’è nata l’idea di questo libro? Per molti anni sono stato un utilizzatore del codice etico, e anche un gestore del sistema dell’etica da parte di associazioni professionali (Antonelli, tra le altre cose, riveste la carica di vice presidente Confassociazioni con delega all’etica ed è incaricato al Politecnico di Milano per docenza in seminari di Etica Professionale, ndr). La mia azione era ispirata dall’atteggiamento di un manager diligente che vuole manovrare le leve giuste per governare l’equità e la correttezza dei comportamenti professionali. Poi mi sono appassionato all’argomento, considerandolo cruciale per il futuro mio, della comunità professionale e della società, e quindi ho cominciato a coltivare il proposito di andare dentro al tema per capire i fondamenti costitutivi della disciplina. Sono partito cercando testi e casi da studiare come principiante, abolendo ogni presunzione di conoscenza pregressa. Qui mi sono imbattuto in molte difficoltà dovute soprattutto alla presenza di un’enormità di testi teorici di taglio filosofico e il nulla o quasi per gli interessati non esperti; scarseggiano documenti che facciano da ponte tra le teorie e le applicazioni pratiche. Con questo libro intendo trasferire concetti e metodi nella maniera più semplice possibile. Qual è la sua definizione di etica? Etica è la disciplina che indaga e riflette sui criteri che permettono di assegnare un giudizio ai compor- tamenti distinguendoli in giusti e leciti, rispetto a quelli ritenuti riprovevoli e inopportuni. Sono quei principi che consentono all’individuo di gestire la propria libertà nel rispetto degli altri, rendendo compatibili i comportamenti di soggetti diversi. Come esempio pratico mi vengono in mente le relazioni che si instaurano tra persone che vivono nello stesso condominio alla ricerca di un equilibrio nell’utilizzo delle parti comuni. Il concetto di etica è molto più concreto di quanto si pensi. Ciascuno di noi lo affronta e lo esercita quotidianamente. Non si può vivere senza compiere scelte che abbiano una valenza etica, qualsiasi sia il ruolo che stiamo giocando in quel momento: genitore, avvocato, insegnante, medico, pubblicitario, negoziante, imprenditore, giornalista, poliziotto, manager, politico… Ci può accennare qualcosa sull’etica del lavoro? Esistono due leve motivazionali diverse e complementari per stimolare la voglia di lavorare bene. Una è data dall’imperativo morale di lavorare per la comunità, valorizzando se stessi nel bene comune. L’altro fa appello alla realizzazione personale: parte dal presupposto che la competizione stimoli il desiderio di dare buone prestazioni e assicura la ricompensa individuale meritata. Nell’attuale situazione di crisi e di mancanza di lavoro, sembra prevalere la visione strumentale, secondo la quale il lavoro è quasi unicamente un mezzo per avere soldi, per sopravvivere o incrementare le proprie ricchezze. Esiste all’opposto una cultura che considera il lavoro come un progetto, una sfida, qualcosa da costruire, da realizzare anche a livello personale. Con questa visione la persona tende ad attivarsi per il raggiungimento di obiettivi e risultati. Qui la dimensione professionale e quella personale si confondono e s’intrecciano. Il lavoro in questo caso non è più solo fatica o denaro, ma realizzazione di sé, non è solo sofferenza ma anche piacere, verso una dimensione di gruppo e non solo individualistica. Qualcuno pensa che in periodo di crisi non ci sia tempo per l’etica… Pensare che se le cose vanno male si debbano solo contenere i costi, concentrarci sulla produttività e la competitività è sbagliato e controproducente. Del resto qualcuno la pensava così anche in una nota casa automobilistica e poi sappiamo come è finita. Rinunciare all’etica o metterla in bassa priorità è un opportunismo miope che taglia le gambe al futuro. La reputazione si basa sulla fiducia; ci vuole molto a costruirla e basta un attimo per perderla. L’etica produce benessere individuale e sociale. È il motore essenziale della sostenibilità. No alla violenza sulle donne novembre si celebra la Giornata internazionale Ituitalper25nel l’eliminazione della violenza contro le donne, isti1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. In uno stato civile e in tempi normali non è detto che capiti spesso di venir aggrediti, tuttavia chiunque può trovarsi, senza volerlo, in una situazione spiacevole, se non addirittura essere vittima di un’aggressione. Una maggiore coscienza delle proprie possibilità e dei propri limiti, unita alla capacità di rapida analisi della situazione, consentono di capire quando è il momento di agire e quando è il momento di non farlo. L’impegno dell’Associazione Tra Cielo e Terra a tutela della donne passa anche da piccole iniziative come quella che viene proposta mercoledì 25 novem- bre presso la sede dell’Associazione, in viale Zara 9. Il motivo determinante che a portato a scegliere questa iniziativa è la coscienza e la responsabilità del ruolo ricoperto da ognuno di noi, per noi, per i nostri cari, verso l’intera cittadinanza. Non una risposta violenta alla violenza, ma la capacità di poter scegliere la soluzione migliore per ogni situazione. Saper salvaguardare la propria incolumità con una risposta concreta alle paure e poter creare un muro di gomma per arginare i pericoli. Per questo l’Associazione Tra Cielo e Terra propone per il 25 novembre un percorso che comprende nell’arco della giornata l’intervento di uno Psicologo, di un Operatore di Polizia e di un Istruttore qualificato nella difesa personale. Info: 02/84342092. Metropolitana, creare sintonia e intesa fra tutti i sindaci perché forniscano prestazioni più efficaci ed efficienti ai cittadini non è certo compito facile. Tuttavia si può riuscire - continua il relatore - perché abbiamo oggi una classe dirigente in grado di mettere in pratica la legge 56, una legge che, a differenza di tante altre, è ben fatta e ben strutturata”. Nel suo interessante intervento Roberto Camagni, ex sindaco di Milano, sottolinea le funzioni e le competenze di questa Città Metropolitana che “come spiega molto bene nel suo libro Poletti dice - deve pianificare, creare strategie, coordinare, fare programmazione, mentre la gestione amministrativa è compito che spetta esclusivamente ai comuni. Questi possono poi decidere se agire da soli o aggregarsi tra loro per risolvere problemi locali inserendoli nel quadro metropolitano”. Saremo davvero in grado di affrontare con successo questo salto nel futuro? Certamente sì. Lo si deduce dalle parole del senatore Franco Mirabelli, il quale ci ricorda che Milano, aperta alle novità, ha sempre guardato al mondo trasformandosi progressivamente nella grande città che oggi amiamo e nella quale siamo tutti orgogliosi di vivere, una città importante per l’operosità e la lungimiranza della sua gente, per le risorse commerciali, industriali, artigianali e culturali che possiede. I problemi ci sono, legati alla precaria situazione economica che caratterizza il nostro tempo, al subentro alla disciolta Provincia, alla ridefinizione dei compiti dei comuni e della Regione Lombardia, all'amministrazione di una collettività di oltre tre milioni di abitanti”. Anche questa volta però vogliamo sperare che Milano saprà cogliere l'occasione per prendere decisioni destinate a migliorare la vita nel nostro paese e a rilanciare il proprio ruolo di porta italiana per l’Europa in grado di confrontarsi con realtà tra le più sviluppate come quelle di Parigi e Londra. Una serata davvero interessante che ha visto anche la presenza di Silvio Ostoni, presidente della Cooperativa Abitare, e di Beatrice Uguccioni, presidente del CdZ 9. Entrambi hanno sottolineato l’importanza di questo incontro tra istituzioni e cittadini che, attenti alle problematiche della città, se chiamati a farlo, mettono volentieri a disposizione del territorio la città le loro esperienze e le loro competenze. Gli argomenti dibattuti sono stati tanti e complessi eppure la serata è trascorsa velocemente. Ad alleggerirla e a renderla ancor più gradevole l’intermezzo musicale jazz del duo Metrop, Stefano Bassalti e Sandro di Pisa, e lo “spumeggiante” brindisi finale. In ricordo di Maria Volpari Angelo Longhi ([email protected]) uesto giornale scritto inQ teramente da volontari e che si sostiene grazie alla pubblicità dei commercianti dei nostri quartieri compie quest’anno 21 anni. Con il volume in uscita questo mese, a cura mia e del direttore Luigi Allori, ricordiamo una delle sue fondatrici, Maria Volpari, che ci ha lasciato all’inizio della primavera del 2012 a 86 anni (era nata nel 1926). Scrivono di lei con affetto e rimpianto persone che l’hanno conosciuta e stimata: Antonella Loconsolo, vice presidente del Consiglio di Zona Nove, Barbara Pollastrini, ora deputata ma per lunghi anni segretaria della Federazione milanese del Pci, Ardemia Oriani allora dello Spi Cgil, e poi i familiari, il marito Ibrahim e Francesca Falcometà, la nipote. Maria era una delle numerosissime donne del Partito Comunista Italiano, e per lei la politica non è mai stata un “lavoro” a volte ben remunerato, o solo un far carriera, come spesso è oggi nel migliore dei casi. “Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intrigato mondo di oggi, può essere conosciuto, interpretato, trasformato, messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.” (Enrico Berlinguer). Per questo Maria è vissuta. E per questo oggi è importante per noi ricordare lei e le persone come lei. È interessante leggere la sua biografia scritta da lei stessa nel 1995 conservata da Luigi Allori e pubblicata nella seconda parte del volume. Leggendola, si intuiscono gli sforzi e la fatica che costò avere in questa zona periferica di Milano alcuni servizi come le scuole, gli asili nido, i servizi per gli anziani, tutte cose che oggi sembrano scontate ma che allora con la crescita impetuosa della popolazione immigrata dal Sud Italia e l’esplodere della metropoli, non lo erano affatto. Non era una persona famosa Maria Volpari. Ma senza l’azione quotidiana di persone così, durata alcuni decenni, nessun progresso sarebbe avvenuto. Una lezione per l’oggi, un presente in cui stiamo arretrando sui diritti sul lavoro e non solo, raggiunti precedentemente da quella generazione nata negli anni 20, che si ribellò al fascismo e poi non smise mai un incessante impegno politico durato per tutta l’esistenza volto a migliorare la propria vita. Nel modo più nobile che esista: migliorando quella di tutti. La Biblioteca di Morando enerdì 6 e sabato 7 novembre, presso Spazio V Oberdan e Mic (Museo Interattivo del Cinema), Fondazione Cineteca Italiana ha presentato un omaggio a Morando Morandini, grande critico cinematografico e grande uomo. Un ricordo a pochi giorni dalla sua scomparsa per mantenere viva la sua genialità, presentando contestualmente l’iniziativa “La Bibioteca di Morando”, progetto di conservazione e valorizzazione della sterminata biblioteca di Morandini, composta da oltre tredicimila volumi, lettere, foto, faldoni di appunti a partire dal 1952, che la famiglia ha voluto depositare negli archivi della Cineteca Italiana. I 100 anni della Relatività di Einstein a teoria della Relatività Generale di Einstein, L una delle conquiste più alte del pensiero umano, compie 100 anni. Giovedì 5 e venerdì 6 novembre il Dipartimento di Fisica dell’Università Bicocca ha ricordato questa rivoluzionaria scoperta in due giornate articolate in incontri, talk e conferenze con un taglio scientifico-divulgativo. Si è raccontato di come Einstein arrivò a formulare questa teoria e di come oggi grazie a essa descriviamo l’Universo, dal big bang alle stelle, ai buchi neri. Poi sono state raccontate le sfide che ci attendono: onde gravitazionali, materia ed energia oscura per risalire alla natura della spazio-tempo. Si è esplorato inoltre il percorso ancora incompleto per unificare la gravità e il mondo dei quanti. Infine, per affrontare i paradossi della Relatività da una angolatura particolarmente spettacolare, le due giornate si sono concluse con la proiezione del film “Interstellar” di Christopher Nolan. Per la vostra pubblicità su questo giornale telefonate a Flaviano Sandonà Tel/Fax/Segr. 02/39662281 Cell. 335.1348840 NOVEMBRE 2015 Anno 7 - n. 79 Direttore: Luigi Allori. Redazione di “Zona Nove”: Giovanni Beduschi (vignettista), Andrea Bina, Roberto Braghiroli, Ortensia Bugliaro, Valeria Casarotti, Diego Attilio Cherri, Teresa Garofalo, Sergio Ghittoni, Antonella Loconsolo, Lorenzo Meyer, Grazia Morelli, Sandra Saita, Maria Volpari. Redazione del supplemento Isola: Sergio Ghittoni (responsabile), Primo Carpi, Gilda Ciaruffoli, Diana Comari, Roberto Lana, Penelope Dixon Giaouris, Angelo Longhi, Maria Antonia Vetti. Collaboratori: Silvia Benna Rolandi, Don Giuseppe Buraglio, Augusto Cominazzini, Ivan Crippa, Celestino De Brasi, Simona Fais, Luigi Ghezzi, Lorenzo Gomiero, Anna Maria Indino, Monica Landro, Angelo Longhi, Luigi Luce, Sergio Maestri, Valeria Malvicini, Giorgio Meliesi, Sabrina Orrico, Antonio Pizzinato, Laura Quattrini, Mira Redaelli, Mauro Raimondi, Margherita Rampoldi Meyer, Diana Roca, Caterina Sinisi, Gero Urso, Luigi Venturini, Renato Vercesi, Roberto Vettorello, Norman Zoia. Impaginazione: Roberto Sala (tel. 3341791866). Conto, partecipo, scelgo all’Isola grazie al Bilancio del Comune Accadde, accadrà all’Isola ove milioni di euro per investimenti “sottratti alle decisioni del“N la politica e consegnati direttamente nelle mani dei cittadini. L’esperienza più importante in Italia”, hanno detto gli assessori comunali al Bilancio e ai Lavori Pubblici. Non è il Comune a proporre dei progetti ma i cittadini a scegliere che fare: incontrandosi, discutendo, assumendosi responsabilità nel costruire il proprio pezzetto di città. Nei giorni scorsi si sono svolti i lavori di co-progettazione rivolti ai cittadini estratti a sorte sui 610 che si erano candidati nella fase di ascolto. 38 progetti (da 3 a 6 oer ogni Zona) passati al vaglio dei tecnici dell’Amministrazione per le verifiche preliminari di fattibilità. I progetti definitivi saranno presentati, in sala il Vicesindaco Francesca Balzani e l’Assessore ai Lavori Pubblici, mercoledì 11 novembre dalle ore 17.30 alle 20.00, nello Spazio ex-cisterne, Fabbrica del Vapore via Procaccini, 4 . Fra il 12 e il 29 novembre tutti coloro che hanno più di 14 anni e abitano, studiano o lavorano a Milano potranno votare il progetto preferito attraverso il sito o presso le biblioteche di Milano. Gli incontri di ascolto per l’Isola ci sono stati in settembre, condotti dai facilitatori dell’Rti Irs-Avventura Urbana, ed hanno prosotto un poderoso elenco di desiderata grandi e piccoli, ansiosi di accaparrarsi almeno un pezzetto del milioncino in palio! • Viabilità e verde. Manutenzione straordinaria e riordino strade e marciapiedi (anche a causa frequenti esondazioni Seveso), rifacimento manto stradale (ad es. Via Porro Lambertenghi). Miglioramento (ad es. illuminazione), potenziamento e collegamento delle piste ciclabili esistenti. Maggiore diffusione di aree pedonali. Arredo urbano in alcuni spazi e piazze (mercato comunale Piazzale Lagosta e Piazzale Archinto.). Diffusione di orti urbani e la piantumazione di alberi (ad es. alberi da frutta). • Scuole. Riqualificazione delle scuole e potenziamento dotazione di attrezzature (ad es. laboratori informatici adeguati) e della sicurezza (troppo spesso le scuole sono oggetto di furti e atti vandalici). • Coesione e cultura. Assenza di una biblioteca: la più vicina è in viale Zara). Carenza di luoghi di incontro e aggregazione per adolescenti (ad es.attraverso un’apertura pomeridiana di spazi presenti nelle scuole, creazione di campi gioco). Riqualificazione e potenziamento spazi per anziani dell’Isola, privi di luoghi di ritrovo • Miglioramento della qualità della vita. Diffusione di materiali sostenibili (ad es. pannelli fotovoltaici e cemento“mangia smog” per la realizzazione delle opere previste). Tutela attività dei negozi di vicinato soppiantati da locali e movida. Salvaguardia spazi delle attività artigiane presenti. Praticamente tutto! Una carrellata di titoli, molti già noti, altri nuovi e significativi di come evolvono sensibilità e bisogni del quartiere. Staremo a vedere quanta e quale Isola arriva in finale. (Primo Carpi) Mercato Comunale di Piazzale Lagosta Una grande occasione ma un piccolo ritocco n un settore dove l’Expo ha creato grandi occasioni di riqualificazione di una intera Area (pensiamo al Mercato di Piazza Genova) la ricaduta qui nel nostro quartiere è stata modesta… un restyling delle facciate fronte e retro del nostro Mercato Comunale commissionato a bravi writers a cura del Consiglio Com’era di Zona. Particolare che ha permesso ai murales di ostentare, in un ovale bianco ben visibile, il logo protetto “ ‘I ” di Isola. Riportiamo qualche foto del nostro Mercato com’era e com’è. Con la speranza di parlarne presto per un grande progetto di rilancio e di reinterpretazione dei suoi spazi oltre che del suo aspetto esteriore. Curiosando in Rete abbiamo trovato una citazione che ci sembra emblematica e augurale al tempo stesso: “Me l’hanno dovuto spiegare perché, trovandomi per la prima volta a Milano, non volevo crederci: quell’insie- I me di lamiere in mezzo al traffico, proprio in mezzo alla piazza, è uno spazio storico della città, in cui i milanesi si recavano sin dal lontano dopoguerra (1948, ndr) per comprare frutta, verdura e fiori ma anche carni, formaggi, pane, dolci, focacce e cibi già pronti di gastronomia. Sì, ci vuole un Com’è certo sforzo mentale per immaginarselo, però devo dire che dentro ho potuto trovare davvero di tutto e a prezzi buoni (certo, dipende dagli stand ma in generale non ho mai avuto problemi né di qualità né di convenienza). Peccato però che fuori sia tutto un po’ lasciato a se stesso, e per essere un evento così radicato nella tradizione meneghina l’intero fabbricato andrebbe un po’ meglio curato in modo da restituirlo alla vecchia gloria che si meriterebbe. Bellissimi anche gli stand all’interno, oltre che buoni i prodotti offerti”. (P. C.) • In via Arese, 18 tutti i martedì dalle 10 alle 12, da ottobre a dicembre, il Consiglio di Zona 9, in collaborazione con l’Associazione Ostetriche Felicita Merati Aps, organizza “Spazio gioco”. Un luogo dedicato ai più piccoli (dai 12 mesi ai 3 anni) dove incontrarsi, giocare, imparare e divertirsi, con la guida di un’operatrice qualificata. Un’occasione piacevole, ricca di stimoli per trascorrere dei momenti insieme, giocando e confrontandosi in gruppo. Lo Spazio accoglie un massimo di 10 bambini insieme al loro accompagnatore. Per iscrizioni: [email protected]. Partecipazione gratuita. • Mercatino in giardino. Il 29 novembre 2015 e il 17 aprile 2016 presso Giardino condiviso “Isola Pepe Verde” di via Pepe. Si compra, si vende e si scambia… • Grande successo della seconda edizione di “Botteghe e fattorie sotto i grattacieli” organizzata domenica 25 ottobre dal Distretto Urbano del Commercio (Duc) Isola. Più di 10.000 persone, con un’affluenza continua dalle 10 alle 19, hanno infatti deciso di trascorrere una soleggiata domenica d’autunno all’Isola “sotto i grattacieli”, tra le vivacissime bancarelle del mercatino del vintage e dell’artigianato curato dall’Associazione Culturale Salumeria del Design, e dei prodotti a chilometro zero delle Cascine di Campagna Amica di Coldiretti. I più curiosi hanno anche apprezzato l’opportunità di una specialissima visita guidata alla scoperta dei tesori storici del quartiere: più di 250 i visitatori dei chiostri cinquecenteschi di Santa Maria della Fontana e un centinaio quelli alla Fonderia Napoleonica, vero e proprio gioiello di architettura industriale.Una festa a cielo aperto, in coincidenza con la festa patronale di Santa Maria alla Fontana, con pranzo nei chiostri a base di specialità proposte da 6 ristoranti del quartiere uniti nella gestione di una "Osteria" popolare. L’iniziativa quest’anno è stato sostenuto dal progetto “L’Isola e le sue piazze”, promosso dagli’Assessorati al Commercio e Turismo di Comune di Milano e Regione Lombardia. (Sintesi di una comunicazione del Duc Isola). • Nella girandola di eventi culturali, ludici, associativi che hanno animato ottobre grazie allo straordinario cartellone preparato dal Consiglio di Zona 9 con la duplice regia di Interkult e di Fine Expo (rimandiamo al riguardo al nostro affollatissimo reportage di ottobre), una citazione fotografica particolare la riserviamo all’intrattenimento musicale “La musica bandistica, un cibo per l’anima!” con la Banda d’Affori di sabato 24 ottobre ore 16,30-18 che, partendo dai Giardini di Via De Castillia in prossimità della Casa della Memoria e procedendo in sfilata sino a Piazza XXV Aprile, ha attraversando Piazza Gae Aulenti e Corso Como. Chi nella sua vita non ha marciato almeno una volta seguendo la Banda d’Affori non è ancora milanese doc. Specializzata in modifiche e riparazioni di mobili, sedie, armadi e cucine. MOBILI SU MISURA a cura di Luigi Luce Al Teatro della Cooperativa Giulia Lazzarini “Sono orgogliosa di recitare a Niguarda” ndimenticabile per Icolotanti di noi lo spetta“La Tempesta” di Shakespeare messo in scena al Piccolo nel lontano 1978 da Giorgio Strehler e indimenticabile l’interpretazione di Giulia Lazzarini che nella parte di Ariel, lo spirito del bene e della concordia, volteggiava leggera sul palcoscenico. “Come è possibile! La mamma vola veramente! Così diceva mia figlia, molto piccola, che mi vedeva dalle quinte. E io volavo veramente, legata a un cavo manovrato da una sola persona. È stata la mia magnifica imprudenza perché in effetti poteva succedere di tutto. Non ero giovanissima quindi non posso neanche dire… cose che si fanno quando si è giovani! Direi invece che è stato un atto di fede, un credere profondo in quello che si fa e si è condotti a fare da una mano come quella di Strehler. Sentivo di essere dentro a un suo gioco meraviglioso, che volevo giocare. Un ricordo indelebile e non solo perché volavo ma per quello che era lo spettacolo, i cui contenuti, la magia, il potere, la conquista dell'umano, splendidamente colti da Strehler, sono ancora oggi di grande attualità. Strehler ha fatto teatro per dire qualcosa, non per fare spettacolo ma per raccontare la vita, il potere, l’ingiustizia, la tirannide, l'inutilità di queste cose. In ogni tempo le problematiche umane sono le stesse, il mondo va ma non si impara mai”. Così inizia la nostra piacevolissima “chiacchierata” con Giulia Lazzarini, donna sensibile e intelligente, grande attrice di teatro e non solo, che proprio quest’anno ha vinto tre premi prestigiosi per la sua interpretazione nel film “Mia madre” di Nanni Moretti. Dal 2 al 6 dicembre avremo l’onore di vederla al Teatro della Cooperativa in uno dei cavalli di battaglia di Renato Sarti: “Muri. Prima e dopo Basaglia”. Come è riuscito Renato Sarti a portarla in periferia, lei che ha calcato i più famosi palcoscenici del mondo? “Conosco Renato da sempre. Era anche lui al Piccolo e ci è capitato di recitare insieme. Quando sentiva che qualcuno era di Trieste Strehler si illuminava e Sarti è triestino, quindi Strehler lo ha sempre aiutato, è stato sempre amabile con lui perché Renato ci metteva proprio tutta la fede in ogni cosa che faceva. Ha sempre fatto teatro con ironia e intelligenza, non si è mai sbandato, mai svenduto, ha tenuto duro è per questo mi piace molto. Come autore si è impegnato in un teatro civile che l’ha portato ad essere un pochino fuori dal cerchio, è un po' unico. Al Teatro della Cooperativa ha dato una connotazione precisa tanto da farlo diventare un punto di riferimento culturale per la città. Sono orgogliosa di recitare a Niguarda perché so di fare qualcosa di diverso, di personale, di vivo, quasi di battaglia. Renato scrive i testi e conduce la regia con grande delicatezza; il supporto scenico è essenziale, ma alla fine nel teatro è la parola che conta, se la parola è piena di significato arriva al pubblico indipendentemente dai vari orpelli su cui un teatro più sontuoso può contare. Recitare in periferia è bellissimo, perché l’attenzione del pubblico è totalmente concentrata sull’attore, sente quello che l’attore prova in quel momento, quello che vuol trasmettere, è come una emozionante ‘convivenza’. Questo è il teatro che fa Renato Sarti con il contributo di uno scenografo molto bravo come Carlo Sala”. Cosa l’ha convinta in “Muri”, il testo di Sarti tratto dall’intervista all’infermiera che aveva lavorato al manicomio triestino San Giovanni prima e dopo la rivoluzione di Basaglia? Renato mi ha spesso contattato per recitare nei suoi spettacoli ma io ero già impegnata. Un giorno mi ha mandato un suo nuovo testo chiedendomi di leggerlo, era “Muri” e mi è piaciuto molto; ho capito quanto dolore e quanto amore c’era nell’autrice dell’intervista, una donna forte, volitiva, costretta per necessità economiche a eseguire ordini tremendi. Solo all’arrivo di Basaglia avviene in lei la trasformazione che la conduce a scoprire che fare l’infermiera, aiutare chi soffre, è per lei una vera vocazione. Nel bellissimo testo di Sarti interpreto questa donna e nelle parole che pronuncio non c’è solo il sentire dell’intervistata, ma anche il mio, come se mi fossi intrufolata nella sua mente e vivessi con lei i fatti narrati. Un altro bel lavoro scritto e diretto da Renato è “Gorla, fermata Gorla”. Questo mese lo presenterò al Teatro Elfo Puccini purtroppo solo per pochi giorni, invece l’episodio della strage dei 184 bambini della scuola di Gorla uccisi da bombe sganciate dall’Air Force il 20 ottobre 1944, uno dei momenti più tremendi per Milano, meriterebbe di essere ricordato da tutti e conosciuto dai giovani. Lei ha lavorato con attori e registi teatrali di grande valore. Quale è stato il loro contributo alla sua formazione? “Accidenti, come recitavano attori che ho conosciuto e con i quali ho anche lavorato! Sono stati dei veri maestri per me. Oggi è tutto un altro modo di fare questo mestiere. Una volta c’era continuità, quando uscivamo dall’Accademia noi giovani trovavamo i capi compagnia, un capocomico, i primi attori e attori più anziani dai quali imparare perché si lavorava con loro non in un solo spettacolo, ma con quella stessa compagnia si presentavano 2 o 3 spettacoli in una stagione e quindi era ‘una scuola dopo la scuola’. I ragazzi si formavano, poi c'era chi cresceva e chi cambiava mestiere.Oggi sono troppi gli aspiranti attori, e troppe sono le scuole, i giovani dopo l’Accademia saltabeccano di qua e di là, e non riescono ad acquisire con sicurezza il mestiere, non hanno più dei maestri. È vero, c’è la tv, anche allora c’era, ma assorbiva in modo più degno perché aveva un repertorio più colto. Di cosa avrebbe bisogno a suo parere dunque il teatro di oggi? Spesso oggi si mettono in scena testi non perché il regista senta il bisogno di dire quello che gli urge dentro ma perché l’argomento è di moda. Ricordo che quando Strehler al Piccolo presentava opere di Brecht, di Skakespeare o di altri autori ‘scomodi’ spesso faceva irruzione la polizia o si era costretti a sospendere lo spettacolo perché la gente addirittura veniva alle mani. A quei tempi il teatro turbava davvero, oggi non turba più nessuno. Adesso cosa racconti che non sia già detto in tv? Allora il teatro deve essere artistico, poetico, deve suscitare un’emozione talmente forte da farti esclamare: ‘Meraviglioso’. Il teatro mi fa volare perché mi penetra, mi fa immaginare, come quando leggo un libro, ci sono dentro, c’è una partecipazione, un coinvolgimento colto. È questa la meraviglia. La cultura, non solo il potere, muove il mondo, la cultura anzi è quella che si frappone, si oppone al potere; senza la cultura l'uomo sarebbe succubo di ciò che il potere vuole imporre. (Valeria Casarotti - Teresa Garofalo) Le poesie di Sandra all’Artis Café l 16 ottobre scorso, all’Artis Cafè (via Maestri Itodel Lavoro 4) si è svolto un interessante evendedicato all’arte poetica intitolato “Inspira esperienza, espira poesia”, presentato dalla pittrice niguardese Stefania Favaro, che ha visto la partecipazione di numerose persone ad ascoltare le delicate poesie di Sandra Saita (nella foto a sinistra), e i bei componimenti di Giuliana Marchesi ed Elisabetta Piccirillo. La serata si è aperta con le poesie di Sandra Saita, redattrice di “Zona Nove”, che ha partecipato con successo a rassegne poetiche, come quelle presso alcune biblioteche già nell’87 e nell’89, o all’evento promosso dalla Cooperativa Edificatrice “La poesia, premio a sé stessa” del 2005, fino alla premiazione al concorso nazionale “La diversità...qualsiasi tipo di diversità” di Cascina Bellaria del dicembre del 2010. Sandra ha declamato personalmente le sue delicate poesie piene di sentimento, a memoria, senza neanche leggerle, trasformando in versi le sue sensazioni, esprimendole dal suo quotidiano, descrivendo la fratellanza, l’amicizia, la libertà, anche contro benpensanti e obbiettori, con versi buttati giù di getto, raccontando la sua esperienza come volontaria presso il reparto di Psichiatria dell’Ospedale di Niguarda, a contatto con la malattia e la sofferenza. Ha spiegato che sono stati proprio i momenti vissuti in ospedale a darle l’ispirazione alla poesia, anche grazie a un ragazzo, Rosario, protagonista dei versi di “Amico”, che ha segnato un periodo importante della sua vita, e che dopo varie vicissitudini ha scelto il modo più drammatico per dire addio alla sua esistenza. Ha inoltre raccontato che, dopo un lungo periodo segnato da momenti difficili, un interessante corso di pittura le ha dato lo stimolo per ricominciare a esprimere i suoi sentimenti anche attraverso la poesia, con pezzi come “Ascolta”, dedicata ai ragazzi che hanno la tristezza nell’anima e soffrono di depressione, o come una delle ultime opere come “Sensazioni”, dedicata al marito recentemente scomparso, che ha interpretato con profonda commozione. Le composizioni poetiche di Giuliana Marchesi ed Elisabetta Piccirillo sono state interpretate dall’attrice Daniela Marigo, già vincitrice del premio “Ciack d’oro” nel 2008, con un delicato sottofondo musicale. Esse sono entrambe vincitrici del concorso letterario internazionale Cinque Terre-Golfo dei Poeti “Sirio Guerrieri” del 2014, rispettivamente con “Tutto dormiva” e “La mano forte”. I brevi componimenti di Giuliana Marchesi dipingono sentimenti e immagini che raccontano esperienze vissute con sintetiche e misteriose visioni, che tra le altre cose descrivono in modo leggermente ermetico anche di alcuni suoi viaggi, come quello in Giappone. Le poesie di Elisabetta Piccirillo, invece, parlano del suo vissuto quotidiano, dei suoi figli, della sua famiglia, di amicizia, della pace e della serenità della sua casa, dei suoi affetti, con dolcezza e semplicità, in armonie piene di sentimento. Ci spiega che adora molto viaggiare, e che per lei quello che non si conosce non deve essere temuto, ma vissuto come arricchimento, perché quello che più le piace del viaggio è la possibilità di conoscere nuove persone e nuove storie. L’evento è stato l’occasione per raccogliere offerte per la Onlus “Mirabilia Dei” di Bresso che si occupa di accoglienza, formazione e inserimento lavorativo di persone diversamente abili. (Roberta Coccoli) Al Centro Culturale della Cooperativa di via Hermada Dalla scienza durante la guerra al concerto di Natale a Villa Clerici rima di segnalare le nuove iniziative del Centro Culturale delP la Cooperativa del mese vogliamo ricordare lo straordinario successo della serata del 31 ottobre all’Auditorium Ca’ Granda a chiusura di Expo 2015. Il patrocinio della Commissione cultura del CdZ 9 ha permesso di offrire un evento dedicato al tema dell’intercultura. Una serata di festa che ha registrato il tutto esaurito all’Auditorium Ca’ Granda, divenuto per l’occasione sala espositiva (mostra fotografica di Marco Garofalo), sala concerto (concerto del fisarmonicista Jovica Jovic), e sala cinematografica (proiezione di A Prato l’Ensemble Vocale Ambrosiano rendete il calendario in mano, l’iPad o il vostro smartphone, anP date sull'icona calendar, sulla sveglia o sul promemoria e segnate questa data: 3 dicembre, ore 20,45. Come “evento” mettete “concerto di Ensemble Vocale Ambrosiano” presso la parrocchia S. Dionigi in Pratocentenaro di Viale Suzzani. Avrete modo di rimanere estasiati dal concerto a cui assisterete. “Ensemble Vocale Ambrosiano Onlus”, che opera a favore di cause sociali d umanitarie, si è esibita in più di 300 concerti (di recente all'Expo, al Teatro della Luna) per raccogliere fondi all'insegna della solidarietà. La corale si esibisce con gospel, spiritual, pop e musical. A invitarli a Prato sono stati i volontari della San Vincenzo, una quindicina di volontari che si occupano delle famiglie di zona in difficoltà economica fornendo conforto e pacchi alimentari acquistati con i fondi che arrivano da donazioni o dai mercatini vintage che l’associazione San Vincenzo organizza più volte l’anno. L'ingresso al concerto è libero, come anche la donazione. Il piccolo contributo di ognuno permetterà a chi è più sfortunato di ricevere quel calore che ognuno merita (Monica Landro) Info: www.sanvincenzoitalia.it/ - www.ensemblevocale.org/ “Io sto con la sposa”). * Con i quattro incontri dedicati alla Prima guerra mondiale sembrava esaurito l’argomento ma, grazie a Simonetta Di Sieno, docente di matematiche complementari all’Università di Milano,e a Angelo Guerraggi, autore de “La scienza in tricea”, si ritorna sul tema. Venerdì 20 novembre ci sarà l’incontro “Maggio 1915: l’Italia entra in guerra - l’atteggiamento di matematici, fisici e chimici italiani nei mesi precedenti e successivi all’entrata in guerra”. * Sabato 12 dicembre, ore 21. Ancora una volta, grazie al patrocinio del CdZ 9, il tradizionale Concerto di Natale, giunto ormai alla sua quinta edizione. La Corale Ambrosiana sarà accompagnata da un quartetto d’archi e dal pianoforte a coda che insieme alle voci e agli archi realizzerà un vero e proprio concerto polifonico. Il concerto, la cui parte musicale è affidata come sempre al Clavicembalo Verde, vedrà sul palco cinque musicisti e un coro di venti elementi. L’evento sarà ospitato ancora una volta a Villa Clerici. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria: 349/0777807 - 02/66114499. Matteo Fedeli, l’uomo degli Stradivari ella serata del 23 ottobre la Chiesa di San Dionigi di Largo Pratocentenaro, angolo viaN le Suzzani, si è trasformata in un teatro sinfonico, ospitando un interessante concerto organizzato dall'Associazione Amici della Scala in memoria del Commercialista dott. Daniele Campana, venuto a mancare proprio un anno fa, già revisore dei conti dell’Associazione. La zona dell'altare, come un palco, ha visto l’esibizione del violinista Matteo Fedeli, accompagnato al piano da Andrea Carcano e del coro Polifonico Santa Cecilia, diretto dal Maestro Franco Mandirola. Matteo Fedeli, detto anche “l’uomo degli Stradivari”, è famoso in tutto il mondo per aver diffuso un progetto da lui ideato, “Uno Stradivari per la gente”, con l’intento di far conoscere alle persone il meraviglioso suono di questi preziosissimi violini. Si è esibito nelle più note sale da concerto e nelle più belle basiliche italiane, con i migliori Stradivari mai conosciuti al mondo, partecipando a più di 600 concerti. Durante il concerto presso la Chiesa di Pratocentenaro, sempre seguito da una scorta di sicurezza, ha suonato il violino “Antonio Stradivari 1715” - “ex Bazzini”, che fa parte di una strettissima cerchia di violini costruiti dal celebre liutaio nel suo periodo d’oro, ed è considerato tra migliori al mondo con il “Cremone- se” di proprietà della Città di Cremona. Il suo suono straordinario e gli acuti dal timbro cristallino e squillante, tipico di Stradivari, hanno riempito tutta la chiesa, inondandola della sua struggente armonia, fino al bis finale, che somigliava ad una dolcissima e toccante canzone d'amore. La sua esibizione si è intrecciata a quella del Coro Polifonico, che, fondato circa 70 anni fa, accompagna molto spesso i sacri riti presso la Parrocchia di San Dionigi, e che durante il concerto si è esibito sia in parti con accompagnamento d’organo, che in semplice formazione polifonica. (Roberta Coccoli) “Ascolta il tuo cuore, città” è un laboratorio teatrale nche quest’anno Minima Theatralia, colletti- colpiscono in qualche modo per la loro bellez- Fabio Wolf (pianista, musica dal vivo). A vo all’interno del circolo Arci La Scighera, or- za, stranezza o enigmaticità, trattando il ma- Iscrizioni fino a fine anno. Saranno tre gli ganizza il laboratorio teatrale “Ascolta il tuo cuo- teriale scelto in forma drammaturgica, rinno- incontri per formare il gruppo e stabilire i re, città 2016 - La fiaba e noi”. Minima Theatralia, diretto dall’attrice Marta Marangoni, è un esperimento che risponde all'esigenza di cercare forme innovative per un Teatro Popolare e Sociale. Dal 2010 infatti nei cortili di Niguarda, un gruppo di artisti conduce un laboratorio di teatro con un gruppo di cittadini-attori. Quest’anno il corso si occuperà “delle fiabe che ci vandolo con una giusta dose d’attualità. Il posto da dove partire teatralmente è senz’altro un bosco, un bosco dell’anima e perché no anche un bosco vero, magari vicino a casa, magari in un quartiere di Milano”. Docenti del corso saranno Marta Marangoni (attrice, cantante, formatrice), Piero Lenardon (Maestro della Filarmonica Clown) e contenuti: giovedì 29 ottobre, giovedì 26 novembre presso il salone di via Ornato 7 e giovedi 17 dicembre presso la Sala Ghiglione di via val di Ledro 23. Orario: 20.30 - 22.30. Il 14 gennaio avrà inizio il laboratorio. (Lorenzo Meyer) Info 3397522181 - [email protected]. Al Mic il Cinema per Grandi e Piccini ottava edizione del Piccolo Grande Cinema, L’ il festival delle nuove generazioni a cura di Fondazione Cineteca Italiana e Mic (Museo Interattivo del Cinema), si svolgerà dal 13 al 22 novembre 2015 presso Spazio Oberdan e Mic. Piccolo Grande Cinema è il primo Festival a Milano e in Lombardia dedicato al cinema per bambini e ragazzi. In programma tantissime anteprime con il meglio del cinema di animazione in uscita e da riscoprire; laboratori di fotografia e di poesia con il video-cellulare; una nuova sezione di film per adulti che riflettono sull’adolescenza (Neverland); gli omaggi cinematografici a Matteo Garrone e Michel Fuzellier; visite guidate al Nuovo Archivio dei Film della Cineteca fruibile con applicazioni di Realtà Aumentata; l’esclusiva “Notte al Museo”; l’incontro con Matteo Garrone e il make up artist e creature creator del Racconto dei Racconti; un omaggio con musica dal vivo e strumenti giocattolo a Buster Keaton nei 120 anni dalla sua nascita. Il tutto in tre programmazioni distinte pensate per le scuole e per le famiglie. a cura di Luigi Luce Fate l’arte e non la guerra in via Valfurva Centraline colorate a ogni angolo di strada Alla festa di Niguarda saracinesche dipinte a Street Art è tornata a Pratocentenaro, con il progetto “Urban mpossibile non averle viste: da via Bignami a viale Lunigiana, tra a seconda parte della festa di Niguarda, organizzata dal Comitato L Art Musem”, per riqualificare le zone già oggetto delle esondazio- Iviale Fulvio Testi e viale Sarca, a ogni incrocio regolamentato da se- Ldi Quartiere, rimandata dal 4 all’11 ottobre per maltempo, si è svolni del Seveso. Così, il 24 ottobre la via Valfurva si è animata di nuo- mafori. Sono le centraline di a2a, l’azienda che distribuisce energia ta regolarmente, con un’ottima partecipazione di niguardesi, in una vo dopo il 9 settembre. Una grande scritta “Make Art not War”, ossia “Fate l’arte non la guerra”, è stata dipinta a colori bianco, nero e rosa in una vasca di contenimento del Seveso da Daniele Templorini & Co., creando il più grande “murales a pavimento” di tutta Milano. Intanto, nell’altra vasca, si sono esibiti i ragazzi del “MilanMonkey”, della palestra Total Natural Trainig di Via Val Maira, con il batterista bulgaro Simeon Monov con la sua batteria realizzata con secchi di vernice, spatole da stuccatore, pentolini in acciaio. All’ingresso del mercato coperto comunale di via Moncalieri sono state decorate le quattro pareti esterne a opera dell’artista Sergio Olivotto (vedi in questa stessa pagina), autore anche di una mostra all’interno del mercato di cui parleremo sul prossimo numero. Alla manifestazione, promossa dal Consiglio di Zona 9, da As.CoPrato e dalla Confcommercio, erano presenti tra gli altri Carlo Proserpio, presidente As.CoPrato, Beatrice Uguccioni, presidente del CdZ 9, Vanessa Senesi, presidente della Commissione cultura, Carmela Rozza, assessore ai Lavori pubblici, Marco Granelli, assessore alla sicurezza, che hanno anche assistito alla posa dell’ultimo “tombino d'artista” in Via Pianell, uno dei 30 tombini che l’Am-ministrazione Comunale ha messo a disposizione degli artisti della “street art”. (Ortensia Bugliaro-Beatrice Corà) elettrica e gas, che da agosto fino allo scorso 9 ottobre sono state decorate con bombolette e colori acrilici da 54 artisti in tutta Milano nell’ambito del progetto “Energy Box”, pensato e curato dallo street artist milanese Davide Tinelli, in arte Atomo. In zona 9 le centraline coinvolte sono state 38, decorate da 27 artisti: tra questi i grandi nomi di Graffio (Rodi-Nota e Sarca-Santa Marcellina), Luz (Testi-Pulci), Frode (Testi di fronte al Mic), Neve (Testi-Cà Granda e Marche- Arbe) e lo stesso Atomo (Arbe-Slataper). “Energy Box 2015 - spiega Atomo - nasce da lontano, più di un anno fa, pensando a quale vetrina poteva essere Milano per Expo e soprattutto quali possibili interventi, piccoli ma sistematici, per abbellire la città e recuperare inestetismi urbani. Inestetismi, questi ultimi, funzionali e necessari ma veramente squallidi e anonimi. L’idea è stata dunque quella di trasformare la città in una galleria a cielo aperto, dove artisti di peso trasformano questi armadietti privi di qualsiasi estetica in veri e propri quadri”. Non a caso Atomo è lo stesso street artist che, nel mese di giugno, aveva diretto i lavori di “Urban art museum” portando 15 street artists a decorare 100 tombini a Pratocentenaro, la zona più martoriata dalle esondazioni del Seveso, e alcuni madonnari mantovani a decorare le vasche di contenimento davanti alla piscina Scarioni. (Clara Amodeo) Le incantevoli figurine di Sergio Olivotti n occasione dell’evento “Urban Iottobre Project Street Art” di sabato 24 2015, promosso da alcune Associazioni di Commercianti di Pratocentenaro, è stata inaugurata la mostra personale di Sergio Olivotti, curata dal giovane gallerista Daniele Decia della “Galleria di Arte Diffusa Question Mark”, quest’ultima nata come spin off di Studio D’Ars, dedicata all’arte pubblica e al muralismo, che nei prossimi mesi continuerà a portare a Milano tra i più grandi street artist della scena nazionale e internazionale per la produzione di murales, mostre ed eventi indoor. La mostra di Sergio Olivotti, intitolata “Esco a comprare i pomodori”, si è svolta dal 24 al 31 ottobre, presso il Mercato Comunale Coperto Ca’ Granda. Tra le opere in mostra c’è anche la realizzazione di alcuni giganteschi murales permanenti sulle pareti esterne del Mercato Comunale nel lato su Via Moncalieri, realizzati grazie ai contributi delle Commissioni Cultura e Commercio del Consiglio di Zona 9. Architetto, grafico, illustratore, ma anche professore al Politecnico di Milano dal 2006 al 2011, e tuttora insegnante presso un Istituto Superiore di Finale Ligure, Sergio Olivotti è anche fondatore del collettivo Social Design Poster. A lui si deve l’ideazione della prima “Biennale Italiana del Poster”. Le sue opere sono state esposte in molte parti del mondo tenendo inoltre seminari e conferenze in Italia, Spagna, Macedonia e Turchia. Lo abbiamo incontrato in occasione della realizzazione dei suoi divertenti murales e ci è subito sembrato un simpaticissimo e poliedrico personaggio, con i suoi ricci ribelli e lo sguardo vivace. Le sue illustrazioni mostrano personaggi fantastici e misteriosi, ricchi di poesia e di splendida ironia, con colli lunghi, corpi tondeggianti, uomini con vistosi cappelli e baffi lunghi, donne con labbra rosse e svolazzanti gonnelle, e poi uccelli, cani, pesci, gatti e… ancora gatti! Nelle sue opere il colore è solo una scusa per enfatizzare qualche elemento, ma la ca- ratterizzazione dei personaggi è data anche da una specie di bi-colore, che nelle figurine dei murales del Mercato Comunale è data dal rosso e dal nero, su sfondo bianco. Ma le tecniche illustrative, e i particolari, arricchiscono così tanto l’opera, che non si sente proprio la mancanza di altri colori. E così vediamo improbabili personaggi che appaiono sostenersi a maniglie, come se fossero tutti impegnati in un divertente viaggio in tram: un’elegante signora in abiti succinti, un minuscolo omino che sostiene una volante donna grassoccia, un uomo con una testa a forma di pesce rosso, una colonna formata da gatti e uccelli, uno sopra l’altro. Nella mostra, allestita all’interno del Mercato Comunale, le sue cartoline, i manifesti e le incisioni, sono stati esposti sui banconi, al posto di pomodori, cavolfiori e insalate, come se il nuovo cibo offerto ai cittadini fosse un po’ di gioiosa e poetica arte illustrativa per nutrire le anime e la fantasia delle persone. Inoltre è stato anche lo spunto per la presentazione di un simpatico libretto, “Appunti di Geofantasia”, scritto da Gianluca Caporaso, con le illustrazioni di Sergio Olivotti. (Roberta Coccoli) Giovanni Beduschi insegnante di fumetto “I Mestieri di una volta” secondo Lucrezia Fabiano Roberta Coccoli Valera Casarotti-Teresa Garofalo a Sala Bina di v.le Suzzani 273 ha accolto la personale di una pithi l’avrebbe mai detto che il “nostro” Giovanni Beduschi C avrebbe potuto rivestire il ruolo di ingnante? E invece ecco- Ltrice di zona, Lucrezia Fabiano, che dal 28 ottobre al 4 novembre ha lo lì! Sì, perché sino al 28 novembre Giovanni propone un labo- messo in mostra le sue più recenti opere. In tele di piccole dimensioni ratorio di fumetto aperto ai bambini dagli 8 ai 15 anni, presso lo Spazio Culturale MY G di Via da Filicaia 4. Lo andiamo a trovare durante una delle sue lezioni e lo troviamo a spiegare il fumetto a una decina di brillanti bambini. Gli chiediamo come gli è venuta l'idea di questo corso per ragazzi e ci racconta che tutto è nato un po' per caso, in occasione di una sua visita allo Spazio MY G. Poi ci illustra il laboratorio di fumetto: nelle prime lezioni è stato illustrato ai ragazzi lo studio dell'espressione di un volto, e poi del corpo; successivamente il programma prevede di preparare le diverse inquadrature dei personaggi; infine lo studio della tecnica del ripasso, la definizione del soggetto e della sceneggiatura, nonché qualche rudimento di lettering. Vediamo i bimbi al lavoro, con diligenza e impegno, e ci soffermiamo osservare i loro personaggi: sono davvero geniali, con tanto di fumetto con battuta! Giovanni ci spiega che lavorare con i bambini si sta rivelando un’esperienza stimolante e creativa anche per lui, tanto che ha già in progetto di ripetere l’esperienza: per l’anno nuovo, sempre al MY G, proporrà due corsi di fumetto per bambini: uno di base, e uno avanzato per i bimbi che hanno già frequentato. Intanto ci annuncia che, nell'ultima lezione, riceveranno anche un piccolo attestato di frequenza, ma non solo: infatti alle 11 del 28 novembre, siamo anche tutti invitati a visitare l'esposizione delle vignette dei piccoli fumettisti! Info: [email protected] - 02-87222837 - 3398709214. l’artista ha fissato scene che illustrano i mestieri di una volta, alcuni già scomparsi, altri in via di estinzione, legati soprattutto al mondo contadino e alle attività artigianali diffuse nei borghi e nei paesi della nostra penisola. Sono immagini che ci trasportano in mondi ormai lontani, che risvegliano ricordi e nei giovani stimolano l’immaginazione. Ecco lo spazzacamino che in instabile equilibrio sui tetti svolge il suo lavoro, il puparo che con le sue marionette offre momenti di allegria a grandi e piccini nella piazza del paese, i pescatori di tonni, attività oggi protetta dall’Unesco, il suonatore ambulante di organetto, l’impagliatore di sedie, il bottaio e tanti altri mestieri. Lucrezia Fabiano affida le proprie emozioni alla pennellata decisa e allo studio dell’accostamento cromatico per descrivere personaggi e luoghi dell’animo e della mente e conservare un patrimonio di storia e di cultura che è importante non vada perso. “Quando sono andata in pensione - ci racconta Lucrezia - ho ripescato la mia vecchia passione, dipingere, ho frequentato dei corsi di disegno e pittura e ho partecipato a mostre collettive. Questa è la mia seconda personale, nata dal desiderio di conservare una memoria”. Un viaggio emozionante nel passato questa mostra che coinvolge e suscita una certa nostalgia per ciò che eravamo. Una realtà che le nuove generazioni ignorano e che sarebbe importante invece conoscere per non dimenticare le nostre radici. I responsabili della Sala Bina sono disponibili, previa richiesta da parte delle scuole, ad offrire agli studenti la possibilità di vedere la mostra per meglio capire una pagina di storia dei loro nonni. Per informazioni: 335 5260227. splendida giornata di sole. Dopo le attività proposte al chiuso in Villa Clerici, di cui abbiamo parlato sullo scorso numero (dibattito associazioni in Villa Clerici, mostra di disegni “Libertà dei sogni”, liutaio, arti marziali con il “Seminario un Ponte con l’Oriente”, cori e cantanti), l’11 si sono susseguiti una serie di spettacoli musicali presso lo spazio Trotti, dove sono stati anche allestiti banchetti di hobbisti, artigiani e altri che hanno esposto prodotti bio e agricoli a km 0. Si sono esibiti i gruppi musicali Blueshape, i Papermen, i Tube UP, gli A3 Apulia Project, il Maestro G. Liguori; c’è stato inoltre uno spazio dedicato alla poesia con le Poesie di Valerio su Niguarda e uno spettacolo teatrale si è tenuto al Teatro della Cooperativa. Lo Spazio Turati di via Bauer è rimasto aperto al pubblico con la possibilità di visita dello zoo mentre il Centro Culturale della Cooperativa ha proposto un Book Crossing e un Vhs Crossing ai visitatori. Sulla via Ornato un gruppo di ragazzi capitanata dall’artista Pilar e alunni ed ex alunni del Liceo Artistico (Carlo Di Benedetto, Karin Florian e Andrea Cerizza) si sono dilettati a dipingere le saracinesche di due negozi (Fotocolor Niguarda e la pasticceria di via Ornato) con prodotti offerti dalla Akzo Nobel a marchio Sikkens. Il progetto, simpaticamente denominato “Da Sara Cinesca a Marie Claire”, proseguirà con la pittura in altre giornate future: l’idea sarebbe di coinvolgere i commercianti della via che aderiranno all’iniziativa, permettendo che le loro saracinesce vengano abbellite con la rappresentazione di una donna, simbolo di Niguarda, che gira per i negozi della via centrale. Ad allietare le vie del quartiere, verso sera, ha contribuito anche la Banda degli Ottoni a scoppio e per finire, al tramonto, si è potuto assistere a uno spettacolo delle lanterne. Un grazie va al Comune per la collaborazione tramite l’assessore al Commercio Franco D’alfonso e allo sponsor del gruppo “Max-Up” per il palco e le luci. Nel pomeriggio sono intervenuti gli assessori D’Alfonso e Granelli, i quali hanno fatto un giro per le vie del quartiere e si sono complimentati con la comunità per l’impegno e la buona riuscita della festa. (Antonietta Gattuso) Ecco una foto “inedita” delle barricate del 24 aprile ‘45 a Niguarda Maria Maddalena Vedovelli (Gruppo Donne Sezione Anpi Martiri Niguardesi) na delle tante attività che svolge la Sezione Anpi Martiri Niguardesi è raccogliere materiale che testimonia la partecipazione degli abitanti del nostro quartiere alla Lotta di Liberazione contro il nazifascismo. Con questo intento sono andata dalla signora Enrica Brambilla Pasini che abita nel quartiere dal 1930. Enrica mi ha accolta con calore ed affabilità, mettendomi subito a mio agio. Dalla stanza da letto ha portato sul tavolo del soggiorno due scatole, una di legno e una di cartone, che contenevano tutte le foto dei ricordi della sua famiglia. Enrica non ha partecipato direttamente alla lotta, ma, come molti niguardesi, approvava quello che nel quartiere accadeva. I suoi vicini e le sue amiche erano tutti partigiani, così come gli zii Mario Sangiorgio e la moglie Giovanna Molteni alla quale era molto legata. Giovanna è ricordata in tante testimonianze per quello che ha fatto in aiuto alle donne del nostro quartiere. Mostrandomi la fotografia delle barricate di via U Graziano angolo via Faita (una foto inedita, mai pubblicata), che potete vedere in questa stessa pagina, mi ha raccontato di suo marito Guido. Disertando, si era unito ai partigiani di Niguarda e, verso la fine della guerra, era costantemente presente sulle barricate del quartiere. E lo era anche il 24 aprile del ‘45 quando Gina Galeotti Bianchi venne uccisa dai nazifascisti in fuga da Milano. Enrica mi ha raccontato che era stato proprio lui a soccorrerla per primo e a portarla in braccio nel portone vicino. Guido aveva sentito che la vita di questa giovane partigiana stava abbandonandola. Ricordava anche Stellina Vecchio, l'altra partigiana che era con Gina, accasciata a terra e disperata vicino alla compagna. Finita la guerra per Enrica poi c'è stato il matrimonio con Guido e gli anni felici trascorsi insieme. Grazie Enrica, i ricordi della tua vita e le fotografie che ci hai dato sono importanti perché fanno parte della storia di Niguarda. Nella foto della barricata posta tra via Faiti e via Graziano Imperatore si riconoscono Guido Pasini e quello che poi sarebbe stato il presidente della Cooperativa Edificatrice di Niguarda, Pierino Monzani. Se riconoscete gli altri partigiani scrivete a [email protected] o al giornale. Processo Pirelli bis: parlano le parti civili Michele Michelino ([email protected]) ottobre, al processo Pirelli bis per amianto si soA no tenute due udienze: il 5 e il 19 ottobre. Nella prima si è sentita la voce degli avvocati delle vittime e delle poche parti civili rimaste nel processo, che hanno chiesto risarcimenti per i loro assistiti: 15 mila euro per un ex lavoratore Pirelli con malattia professionale riconosciuta dall’Inail e altri 100mila per un ex lavoratore vittima di mesotelioma. L’avv. Laura Mara, legale delle parti civili (Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Medicina Democratica, Associazione Italiana Esposti Amianto), ha chiesto la condanna per tutti gli imputati e i responsabili civili di Pirelli Tyre SpA e Pirelli & C. SpA. ll legale delle parti civili ha chiesto i danni patrimoniali e non patrimoniali, quantificandoli in 250 mila euro per Medicina Democratica e 210mila euro per l’Associazione Italiana Esposti Amianto. Il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, composto da vittime dell’amianto, che non ha mai monetizzato la salute e la morte, ha preferito non quantificare il danno chiedendo al giudice di stabilire in via equitativa un risarcimento equo per i danni subiti e per le spese legali sostenute nel processo. Inoltre l’avvocato Mara ha specificato che l’eventuale risarcimento dato alle tre associazioni sarà impiegato “con specifico vincolo alla tutela e alla salubrità dell’ambiente, all’informazione e alla formazione delle professiona- lità, all’interno e all’esterno dei luoghi di lavoro, attraverso la realizzazione di ricerche e progetti a ciò finalizzati”. Subito dopo è intervenuta l’avvocatessa della Camera del lavoro di Milano (Cgil) quantificando in 50 mila euro il danno. L’udienza del 19 ottobre è stata caratterizzata dall’arringa difensiva dell’avvocatessa dei responsabili civili di Pirelli Tyre SpA e Pirelli & C. SpA contro le ultime 2 parti offese e le associazioni costituitesi parti civili, che, facendo la storia dei cambiamenti di società avvenuta negli anni, ha cercato di scagionare le due società Pirelli e i manager imputati della morte di decine di lavoratori per amianto, contestando il capo d’accusa di omicidio colposo e lesioni gravi. Il legale della Pirelli ha sostenuto la tesi che le società chiamate a risarcire i danni morali e patrimoniali alle parti civili non c’entrano nulla con quelle per cui sono responsabili i dirigenti del Consiglio d’Amministrazione della Pirelli di Viale Sarca, Ripamonti e Caviglia, chiedendo al giudice di respingere tutte le richieste delle parti civili. E ha quindi chiesto di respingere le richieste di danni morali e materiali per mancanza di prove e per carenza di legittimità. Nelle prossime udienze del 2 e 16 novembre e la parola passerà agli avvocati difensori dei 10 manager imputati della morte di tanti operai. • Morti per amianto alla Breda Termomeccanica/Ansaldo Il 16 dicembre si entrerà finalmente nel vivo dopo altre un anno di rinvii il processo contro 10 dirigenti della BredaTermomeccanica/Ansaldo di Milano, imputati della morte per amianto di 12 lavoratori. Davanti al giudice inizierà l’istruttoria in cui saranno chiamati a testimoniare tre testi del Pm e sarà fissato il calendario completo del processo. L’Orto botanico intitolato ad Aurelia Josz enerdì 30 ottobre si è concluso l’iter per V l’intitolazione del Museo Botanico ad Aurelia Josz, eccezionale figura femminile del Novecento e punto di riferimento della cultura milanese. Il Comitato di Quartiere di Niguarda è stato tra i promotori di questa iniziativa. Aurelia Josz, fondatrice della prima scuola agraria femminile, morì nel campo di concentramento nazista di Auschwitz nel 1944. Non si conosce ancora la data esatta della cerimonia di intitolazione, ma la notizia verrà pubblicata sulle pagine Facebook “Comitato di Quartiere” e “Noi di Niguarda”. In ricordo di Ermanno Lazzari nome di battaglia “Gimmi” Pierluigi Lazzari i invio questo breve testo in ricordo di uoV mo normale (vissuto dal ‘48 in via Fulvio Testi 87, che fece (come altri) cose straordinarie. Non se né vantò mai durante la vita, anzi mi ha sempre detto di avere fatto quello che riteneva essere il proprio dovere. Man mano che le nuove generazioni nasceranno, perderemo la memoria e questa è la cosa più triste. L’8 settembre del ‘43, giorno dell’armistizio, ci furono quelli che decisero di tornarsene a casa (chi non ricorda il film con Alberto Sordi “Tutti a casa”) e chi invece decise di non deporre le armi. Questa è la breve storia di uno che scelse di salire nella Val Di Lanzo portandosi il suo fucile, la Beretta da sottufficiale, le munizioni che era riuscito a recuperare, uno zaino con qualche indumento e qualcosa da mangiare. Aveva un contatto, un uomo di quelle valli che aveva conosciuto tempo addietro e che gli avrebbe fornito un luogo dove potersi riposare e nascondersi ed è proprio grazie a quest’uomo che viene a sapere che nella zona di Boves vi è un gruppo di militari al comando di un capitano. La Val Di Lanzo è lontana dal cuneese, occorrono giorni di cammino e occorre farlo lontano dalle strade, camminando spesso all’imbrunire o all’alba nascondendosi durante le ore diurne: i tedeschi pattugliano strade e ponti. Decide di partire. Il brav’uomo che lo ha ospitato nei primi giorni gli indica la strada che passa lontano da occhi indiscreti: “Troverai qualche altro come me, non ti preoccupare, siamo abituati a non fare domande!” Passerà così giorni e notti in solitudine, mangiando quello che il brav’uomo gli ha dato. Finalmente il 17 settembre entra in contatto con gli uomini sopra Boves; dopo il capitano c’è solo lui come graduato (è sergente maggiore) e dato che in montagna valgono i gradi come nell’esercito, ogni decisione viene concordata. Quando vengono informati dell’arrivo di una colonna di militari tedeschi, si consultano e decidono di combattere: era il 19 settembre ‘43, giorno del suo 26° compleanno. Quello fu il primo scontro, nel quale un pugno di coraggiosi male armati tennero in scacco un avversario numericamente e militarmente superiore. Quei ragazzi scrissero una pagina della nostra Resistenza. Ermanno Lazzari è quello a destra. Il 17 settembre al mattino, dopo 72 anni da quell’incontro, Gimmi si è addormentato serenamente. Quell’uomo era mio Padre. Grazie a Pierluigi per il bel ricordo di suo padre. Di famiglia socialista cremonese, amica dei Matteotti, era poi passato al Pci clandestino dove conobbe Longo e Pajetta. E voglio rassicurarlo. Noi non perderemo la memoria. Perché siamo dei “nostalgici”, nostalgici di questi uomini e donne che pur avendo contribuito a regalarci la libertà non passarono la loro esistenza a vantarsi. Perchè in momenti di grande confusione scelsero di stare dalla parte giusta. (Angelo Longhi presidente Anpi “Martiri Niguardesi” a cura di Antonietta Gattuso Che fare, vaccinare o no i bambini? accini sì, vaccini no. Il tema è caldo, i pareri diV scordanti. Ma forse non è corretto dividere i pediatri in due categorie a sé stanti, favorevoli e contrari, come se fossero incapaci di comunicare. Per far emergere posizioni diverse ma disposte a confrontarsi è il caso di considerare i pro e i contro e accertarsi di fare il bene per i propri figli. Se si chiede a un medico se è giusto o no vaccinare i bambini ci si può trovare davanti a risposte diverse. Qualcuno sosterrebbe che si possono essere effetti collaterali e reazioni avverse, altri invece risponderebbero con certezza che le evidenze scientifiche dimostrano che gli effetti benèfici sono superiori rispetto agli eventuali collaterali. I medici in generale consigliano i genitori di informarsi pretendendo di stabilire insieme al pediatra il rapporto tra rischi e benefìci, che non è certo uguale per ogni bambino. Servirebbe un calendario vaccinale personalizzato. Dei medici per esempio ritengono che un bimbo di tre mesi sano come un pesce, figlio di genitori sani, non ha certo bisogno di vaccinarsi contro l’epatite B, visto che il rischio di contrarre la malattia è nullo e che sono molti di più i pericoli nei quali potrebbe incorrere. I medici che seguono la corrente di pensiero opposta, invece consigliano di presentarsi all’ambulatorio vaccinale quando arriva la chiamata poiché secondo loro le convinzioni personali vanno lasciate da parte. Esiste un codice deontologico da rispettare, un codice che, secondo molti medici, impone assolutamente di presentare ciò che la medicina offre alla luce dei suoi metodi scientifici. Chi è a favore dei vaccini ritiene che consigliarli è obbligatorio come propria responsabilità nei confronti delle persone. Ciò di cui si ha principalmente paura quando viene iniettato un vaccino, è l’eventuale reazione. Molti credono che le reazioni siano spesso misconosciute: allergie, patologie autoimmuni, disturbi neurologici, shock anafilattico, sincope... In realtà non è sicuro che reazioni di questo tipo non avvengano, però c'è da dire anche che ogni anno l’Agenzia Nazionale del Farmaco comunica le statistiche. La stragrande maggioranza delle reazioni sono locali. La più grave è lo shock anafilattico che però viene registrato una volta su diversi milioni. È un evento rarissimo. In ogni caso ai bimbi appena vaccinati si consiglia di attendere un quarto d’ora prima di uscire dall'ambulatorio. Il legame tra vaccinazioni e autismo non è confermato da nessuna ricerca. Qualche medico sostiene che sia vero anche il contrario però, poiché non esiste una prova inversa. Nessuno ha dimostrato che i vaccini possano causare l’autismo; allo stesso tempo nessuno ha dimostrato che l’autismo non sia causato dai vaccini; altri medici invece sostengono che le ricerche scientifiche approfondite finora hanno escluso una relazione tra il vaccino e l’autismo. Chi deve tranquillizzarci in merito? Chi propone le vaccinazioni di massa ha l’obbligo di dire se il nesso esiste o meno. I pediatri si stanno poco a poco organizzando per fornire un’informazione trasparente. C'è ancora chi sostiene che i vaccini più inutili per i bimbi piccoli siano quelli contro l’epatite B, quello dell'influenza stagionale o contro il Papilloma virus, poiché frutto di propaganda; ma in realtà i vaccini sono tutti diversi fra loro, non si può fare una cernita di questo tipo. Va detto piuttosto che se ci si vaccina contro l’epatite B non la si contrarrà mai; se ci si vaccina contro il morbillo lo si potrà eventualmente contrarre in forma lieve. Il vero problema è che bisognerebbe arrivare ad individuare i soggetti che potrebbero sviluppare reazioni gravi. I genitori sono coloro che decidono e quindi hanno una responsabilità fondamentale. Ma è importante dar loro un’informazione equilibrata che non giochi sull’emotività e sul pathos. È vero, i genitori sono coloro che decidono ma i medici hanno l’obbligo di intervenire per spiegare bene come stanno le cose. Adesso che il fronte anti-vaccinazioni si è evidenziato in maniera palese, i medici dovrebbero aderire agli incontri che trattano il tema dei vaccini. La scienza non è la verità, sostiene qualcuno, ma la ricerca della verità. È per quello che bisogna impegnarsi per perseguirla. Galvani: le giornate di Scuola aperta Istituto Galvani presenta le giornate di Scuola L’ Aperta per i ragazzi frequentanti le Scuole Secondarie di I grado. Presentazioni corsi Itis: sabato 21 novembre e sabato 12 dicembre - ore 9 Informatica; ore 10 Informatica - ore 11 Meccanica, Eccatronica - ore 12 Elettronica, Elettrotecnica, Elettromedicale. Presentazioni corsi Licei: sabato 28 novembre e sabato 19 dicembre: ore 9 Liceo scientifico delle arti applicate - ore 10 Liceo scientifico delle scienze applicate - ore 11 Liceo linguistico - ore 12 Liceo linguistico. Per la partecipazione alle giornate di “Scuola Aperta” è obbligatoria l’iscrizione on-line attraverso l’apposito modulo presente sul vecchio sito www.galvaniscuola.it o sul nuovo sito www.istitutogalvani.gov.it, Via Francesco Gatti 14, 20162 Milano - tel. 026435651/2/3. Pandora, un laboratorio giornalistico ll’interno del Progetto “Riguarda Niguarda”, A finanziato dalla Fondazione Cariplo, da qualche anno l’Associazione Pandora propone agli studenti della scuola secondaria di I grado e ai giovani che utilizzano i servizi territoriali aggregativi, quali Cag e Centri Diurni, dei laboratori di scrittura giornalistica denominati “Raccontiamoci”. Questo progetto, di durata triennale, parte dalla definizione di coesione sociale come mezzo per realizzare comunità meno vulnerabili e capaci di prevenire forme di esclusione e di disuguaglianza; esso è pertanto un intervento con un taglio promozionale e preventivo. “Raccontiamoci”, in collaborazione con Eumm (Ecomuseo Urbano Metropolitano MilanoNord) ha inizio due anni fa. È un’avventura proposta in forma laboratoriale con incontri a scadenza settimanale o quindicinale e ha l’obiettivo di lavorare sul tema dell'identità e della diversità. L’obiettivo è quello di intervenire in contesti multiculturali e multietnici, che caratterizzano sia la scuola che i servizi per i giovani in ambito extrascolastico. I laboratori vengono svolti perlopiù a scuola, con le classi della Cassinis e presso la sede del Progetto in via Padre Luigi Monti, per un gruppo di adolescenti del quartiere che frequentano il servizio diurno Azimut della Cooperativa Diapason (capofila del Progetto). Il laboratorio “Raccontiamoci” in Cassinis viene svolto già da due anni. Quest’anno partecipano la classi delle prof.sse Giroletti e Cirillo attraverso cicli di laboratori di scrittura giornalistica suddivisi in dieci incontri di due ore ciascuno. I laboratori si svolgono a scuola. I primi due anni i ragazzi si sono occupati di racconti autobiografici, da quest’anno l’azione si modifica per ampliarsi e dare voce al quartiere, come se si trattasse di una corale autobiografia di Niguarda, cosicché i ragazzi verranno aiutati a diventare competenti giovani giornalisti, con la collaborazione di “Zona Nove”. Ai partecipanti viene data l’opportunità di apprendere e sperimentare la scrittura creativa e autobiografica come strumento di conoscenza e integrazione. La proposta parte dal presupposto che imparare a mettere parole su emozioni e pensieri è il primo passo per sentirsi parte di una comunità. I “migliori” racconti prodotti vengono periodicamente pubblicati sulla rivista interculturale on-line “El Ghibli”, che mette a disposizione del progetto la competenza di scrittori internazionali affermati. Non a caso il direttore è il famoso scrittore Pap Khouma. Un altro bacino di utenti, di cui si occupa in particolare Eco Museo, sono alcuni bambini della Scuola Cesari. Per il terzo anno di seguito si stanno occupando del recupero della memoria e degli archivi storici, dei registri scolastici della scuola, con interviste a persone adulte e anziane che hanno frequentato la scuola. Per approfondimenti ulteriori vi rimandiamo ai prossimi numeri di “Zona Nove”. Info: Pandora, Rosella Reverdito, [email protected]. Cassinis: parte il Progetto Scuole Aperte l Progetto Scuole Aperte - pubblicato il 6 maggio IBenessere 2015, proposto dall’Assessorato allo Sport e Qualità della vita e approvato dalla Giunta Comunale - permette di costituire vere e proprie scuole di comunità che possano fare da ponte con il territorio. In questo modo la Scuola Aperta diventa luogo di condivisione durante le ore extrascolastiche. Quest'anno la “nostra” Cassinis, classificatasi ventiquattresima, è entrata a far parte, insieme ad altre cinque scuole secondarie di I grado della zona 9 e ad altre di Milano, di una graduatoria che permetterà di fruire, grazie ad un finanziamento, della collaborazione esterna di associazioni, durante le ore pomeridiane, a favore degli studenti. Le altre scuole della zona 9 sono: la Sorelle Agazzi, la Pavoni, la Bodio Guicciardi, la don Orione, la Mandelli e Rodari. In particolare, le Associazioni che opereranno per la Cassinis, in collaborazione con l’Associazione Genitori della stessa scuola, sono il Teatro del Buratto e la Fondazione Verga. Il Teatro del Buratto coinvolgerà i ragazzi concentrando perlopiù l’attenzione al momento musicale, all’aspetto pittorico e grafico mentre la Fondazione Verga si occuperà di mediazione linguistico-culturale, approfondendo l’aspetto di insegnamento della lingua italiana per i ragazzi stranieri, valorizzando comunque le competenze creative e sociali di ognuno. 3 Inaugurato il Centro Sportivo Ripamonti di via Iseo a cura di Lorenzo Meyer e Mauro Raimondi Da Herrera a Mancini, oltre mezzo secolo di allenatori nerazzurri (parte quarta: 1982 -1989) opo l’epoca di Eugenio Bersellini arriva D sulla panchina nerazzurra Rino Marchesi, l’allenatore “gentiluomo”. È la stagione Il Trap 1982-83 e in fase di calciomercato, dopo Falcao, l’Inter perde anche Michel Platini che andrà a fare le fortune della Juventus. Marchesi si ritrova quindi come stranieri il modesto Juary proveniente dall’Avellino e Hansi Muller, grande talento, ma spesso infortunato. Proprio la convivenza tra il tedesco e Beccalossi sarà uno dei problemi della stagione. Dal Milan retrocesso in serie B arriva Fulvio Collovati. Marchesi lancia in prima squadra Walter Zenga e schiera Bagni come mediano. L’Inter, con Bordon, Bergomi, Collovati, Oriali, Marini e Altobelli freschi campioni del mondo, conquista comunque un ottimo terzo posto a 5 punti dalla Roma campione d’Italia mentre è eliminata dal Real Madrid ai quarti di finale di Coppa delle Coppe. A fine stagione viene rinnovato il contratto all’allenatore che però clamorosamente viene esonerato un mese dopo. Così racconterà anni dopo il tecnico milanese: “Fui esonerato il primo giorno di luglio. Avevo firmato il contratto un mese prima. Perché mi mandarono via? Forse a causa del dilemma Muller-Beccalossi. Beccalossi soffriva la rivalità del tedesco, che era di rango e sapeva anche gestirsi molto bene. Come allenatore io suggerivo l'acquisto di Cerezo e Stielike, tenendo Beccalossi. Ma la società decise diversamente: cambiamo l’allenatore”. A calciomercato praticamente concluso si siede sulla panchina nerazzurra Gigi Radice che nel 1976 aveva conquistato il primo e unico scudetto granata dopo la tragedia di Superga. La sua esperienza non evitò però una brutta annata che si concluse con un quarto posto in campionato a 8 punti dalla Juventus e l’eliminazione agli ottavi di finale di Coppa Uefa da parte dell’Austria Vienna. Gigi Radice sarà l’ultimo allenatore di Ivanoe Fraizzoli che nel 1984 cede la società ad Ernesto Pellegrini. Il “re delle mense” ha già in mente con precisione l’allenatore ideale per la sua Inter: si chiama Giovanni Trapattoni. Ma il Trap per adesso è blindato dalla famiglia Agnelli. Ad Appiano Gentile viene chiamato Ilario Castagner protagonista dello storico secondo posto con il Perugia nella stagione 1978-79 e allenatore del Milan nelle ultime due stagioni. Pellegrini mette a disposizione del nuovo allenatore tre campioni anche se avanti con l’età: Rummenigge, Brady e Causio. L’Inter 1984-85 è implacabile in casa ma stenta in trasferta. Demolisce a San siro la Juventus per 4-0 ma spreca una grande occasione al Bentegodi di Verona quando, in vantaggio di 1-0 con gol di Altobelli e dopo aver dominato la partita, si fa raggiungere da Briegel. Saranno proprio i gialloblu guidati da Bagnoli a vincere sorprendentemente il campionato. In Coppa Uefa la squadra di Castagner viene eliminata dal solito Real Madrid, in semifinale, dopo una battaglia clamorosa al Bernabeu famosa anche per la biglia lanciata dagli spalti che costrinse Bergomi ad uscire dal campo. La stagione 1985-86 riparte sempre con Castagner in panchina e con tre nuovi acquisti: Fanna e Marangon dal Verona e Tardelli dalla Juventus. Anche in questo caso giocatori “stagionati” che non possono dare la spinta necessaria per lo scudetto. Nonostante i 13 gol di Rummenigge la squadra non gira e Pellegrini, dopo 10 giornate, sostituisce Castagner con Mario Corso. La storia del calcio insegna però che gli esoneri quasi mai portano risultati migliori. E così sarà anche in questo caso. Al di là di una vittoria nel derby di ritorno, gol di Minaudo in una delle stracittadine meno spettacolari della storia, l’Inter chiude l’annata con un modesto sesto posto. L’annata successiva si avvera finalmente il sogno di Ernesto Pellegrini: Giovanni Trapattoni si siede sulla panchina dell’Inter. Il Trap arriva a Milano dopo aver vinto 6 scudetti con la Juventus ma la via per arrivare al successo in nerazzurro non sarà immediata. L’annata 1986-87 vede l’Inter pari in classifica con il Napoli di Maradona, che diventerà poi campione d’Italia, fino a metà campionato. Saranno le sconfitte con Verona, Roma e Milan a rinviare i sogni di gloria nerazzurri che concluderanno comunque con un buon terzo posto e la difesa meno battuta del campionato; la mano del Trap si vede già. Lui sa benissimo che per vincere i campionati bisogna creare le basi dalla difesa, anche a costo di passare troppo difensivista, come viene accusato da Pellegrini la stagione successiva: “Ho dato a Trapattoni una grande squadra e non abbiamo vinto niente”. In realtà il quinto posto della stagione 1987-88 è dovuto a una campagna acquisti modesta. Al Milan campione d’Italia arrivano Gullit e Van Basten, in nerazzurro Scifo e Piraccini. Il Trap però continua nella sua missione che passa anche da convincere Zenga, voluto sia dalla Sampdoria dei suoi amici Mancini e Vialli che da Maradona che lo vuole ad ogni costo al San Paolo, a rimanere in nerazzurro. Un piccolo-grande tassello verso la vittoria. La campagna acquisti dell’estate 1988 è perfetta. In maglia nerazzurra arrivano dal Bayern Monaco Lothar Matthaus, secondo il Trap meno fantasioso di Platini ma più funzionale, e Andy Brehme (sarà una grande sorpresa per i tifosi nerazzurri), dalla Fiorentina Nicola Berti destinato a diventare una bandiera nerazzurra, dal Cesena Alessandro Bianchi, grande ala tradita troppo spesso dagli infortuni, e dall’Avellino Ramon Diaz. Con la maturazione definitiva di Zenga, Bergomi e Ferri che già compongono la difesa della nazionale, l’invenzione da parte del Trap di Mandorlini libero, l’ottimo campionato di Matteoli, e un Serena straordinario capocannoniere con 22 reti l’Inter diventa una macchina perfetta. Napoli e Milan vengono schiantate dall’Inter dei record. In un campionato a 18 squadre con la vittoria che vale ancora 2 punti i nerazzurri del Trap vincono lo scudetto con 58 sui 68 punti disponibili, conquistando 26 vittorie su 34 gare e perdendo solo 2 partite. Serviti anche i detrattori del Trap considerato troppo difensivista: l’attacco nerazzurro segna ben 67 reti subendone solo 19. a cura di Franco Bertoli Non solo i tombini si colorano nel nostro quartiere settembre scorso, durante la presentazioIdeilne9tombini in Via Valfurva, da parte dell’As.Co.Prato, dipinti, l’assessore ai Lavori Pubblici e Arredo Urbano Carmela Rozza l’a- veva preannunciato: gli artisti della “Street Art” avrebbero avuto a disposizione l’intero muro di Via Sesto San Giovanni, la via che corre alla Bicocca a lato della ferrovia in dire- zione ponte di via Porto Corsini, per opere murali. Risultato ottimo, direi! Questi sono alcuni murali che finalmente danno un po’ di colore ad una parte dimenticata della nostra zona. stata riaperta domenica 11 ottobre la palestra del Centro Sportivo È Ripamonti di via Iseo 10, distrutta da un incendio nell’ottobre di 4 anni fa. Sul campo si è disputata la prima partita di basket. L’impianto, costruito nel 1965, nel 2008 era stato ceduto da MilanoSport a Milano Sportiva A.s.d. a fronte di perdite superiori ai 250 mila euro. La struttura era stata poi chiusa su ordine della Procura e posta sotto sequestro per infiltrazioni mafiose. A caldo, dopo l'incendio, sindaco e assessori, oltre a denunciare l’evento criminoso, avevano espresso subito l’intenzione di far rinascere la palestra. I lavori per la riqualificazione del palazzetto sono iniziati lo scorso gennaio ed a giugno 2015 c’è stato il taglio del nastro per la riapertura del primo lotto con una festa alla quale avevano partecipato 200 atleti con disabilità. L’11 ottobre scorso, dopo quattro anni, nella palestra si è tornato a giocare. All’inaugurazione erano presenti l’assessore al Benessere, Qualità della vita e Sport del Comune di Milano Chiara Bisconti, la Presidente del Consiglio di Zona 9 Beatrice Uguccioni e il Presidende della Commissione Sport del CdZ 9 Gianfranco Tucci. a cura di Franco Massaro La Natura nel Parco e il suo calendario lcune zone del nostro Parco Nord, una piccolezza direi, non sono A state trasformate in prati o boschi, in laghetti o colline, oppure in orti per i pensionati, ma hanno mantenuto la funzione di alcuni decenni fa, sono infatti coltivate dai contadini di mestiere. In particolare ci sono due appezzamenti che vengono utilizzati per la produzione di grano (uno si trova all’angolo tra via del Regno Italico e via Berbera) e in questo momento la Natura fa partire il nuovo calendario, quindi si deve lavorare la terra, ripulirla dai residui della passata annata e prepararla per la semina. Capita quindi di vedere qualche grosso trattore che compie questa operazione e c’è della meraviglia in chi l’osserva lavorare, specialmente da parte dei bambini. Pare proprio d’essere lontani dalla città e fa piacere! ([email protected]) Parco Nord: apre la “stazione” per i runner Giorgio Meliesi novembre apre “La42 Runstation” in viale Suzzani 283, a ridosso A del parco Parco Nord e a 100 m dalla fermata della M5 “BignamiParco Nord”. Qualcosa di più di un negozio, “La42 Runstation” vuole essere una e vera e propria stazione per i runner del Parco Nord. L’idea innovativa è quella di aggregare in un unico punto fisico un negozio specializzato in articoli tecnici per runner (scarpe, abbigliamento, accessori, ecc.) e una serie di servizi; in primis docce, spogliatoi e armadietti, ma anche diversi altri come: un servizio di lavaggio e deposito attrezzatura per permettere agli appassionati di non dover più pensare alla borsa del cambio, l’offerta di integratori specialistici per concludere bene la sessione di allenamento, consulenze professionali di podologia, fisioterapia e osteopatia, sessioni di corsa insieme, programmi di allenamento, ecc. Non è in assoluto la prima offerta combinata di negozio e doccia a Milano. Sull’onda del crescente numero di appassionati di running, qualche grande marchio del settore ha inserito il servizio doccia nei suoi negozi monomarca in centro a Milano. “La42 Runstation” è però unica per la sua posizione a ridosso di un grande parco come il Parco Nord e per l’estensione dei servizi offerti. L’idea nasce un paio di anni fa dall’esigenza di alcuni degli attuali soci, loro stessi runner amatoriali e frequentatori del Parco Nord. Da poco più che chiacchiere da aperitivo, nel tempo l’idea si è sviluppata grazie a diverse conferme di interesse, incontri fortunati, tanto impegno e a concreti supporti esterni. Il vero volano dell’iniziativa è stata infatti la selezione del progetto tra quelli ammessi al programma di finanziamento “Tra il Dire e il Fare impresa in Periferia” promosso dal Comune. Un bando interessante, creato per finanziare nuove iniziative imprenditoriali che avessero anche un risvolto sociale nel ridare vitalità alle aree periferiche individuate dal Comune. Il luogo scelto, a breve distanza dalla metro 5 e a ridosso ad uno degli ingressi più frequentati del Parco Nord, è un elemento distintivo dell’iniziativa. Una possibilità in più per rendere ancora più fruibile questo luogo davvero bello e sorprendente; una rete verde di congiunzione tra Milano e i suoi comuni limitrofi, nato 40 anni fa dalla caparbia volontà dei suoi promotori, e tuttora in fase di sviluppo con le recenti realizzazioni del lago di Niguarda e del collegamento ciclo-pedonale con l’area Expo. Domenica 15 novembre il Parco Nord ospita l’11ma edizione dell’Alpin Cup, una mezza maratona Fidal organizzata dagli Alpini di Sesto San Giovanni. I soci e gli amici de “La42 Runstation” si danno appuntamento lì per cominciare a far conoscere la loro iniziativa e invitare tutti a un evento di inaugurazione che si terrà, in collaborazione con il Parco Nord, il sabato successivo, 21 novembre dalle 16 alle 19. Sarà possibile partecipare ad un piacevole rinfresco in compagnia di Roberto Giordano, runner, cabarettista e ideatore del popolare programma tv “Correndo per il mondo” (www.correndoperilmondo.tv). Info: www.la42.it - www.facebook.com/la42run - La42 Runstation, Viale Suzzani 283 - 02 642 465 1- [email protected]. Uno sguardo alle nuove tecnologie applicate alla chirurgia dentale R. M. V Dental Group iamo nel Centro chirurgico dentale R.M.V. Dental Group (Via S Caduti sul lavoro 61, Sesto San Giovanni - 02/26225783 3662157652 - 3472399264). Vi si respira aria di serenità e cortesia.Visitate il sito internet www.studiodrmorella e lo percepirete. Ci risponde il responsabile della clinica, il dr Emanuele Morella, laureato nel 1991 in medicina e chirurgia con specializzazione in Odontostomatologia presso l’Università di Milano, perfezionato in Ortognatodonzia (scuola E. Gianni), Master in implantoprotesi all’Università di Cuba, Master di Piezochirurgia Università Unibe (S.D.Q.), Master di implantoprotesi Università Miami, Master di rigenerazione guidata Cad-Cam assistita InterAmerican University of Porto Rico. Il problema che il chirurgo odontoiatra deve quasi giornalmente affrontare è rappresentato dalle condizioni dell’osso del paziente, ovvero dalla sua qualità e dalla sua quantità. Il problema può presentarsi sotto due aspetti fondamentali: la retrazione ossea con la presenza di denti; la perdita di osso fisiologica in seguito a vecchie estrazioni. L’inplantologia dentale si è evoluta e ha reso possibile in totale sicurezza l’inserimento degli impianti in tutte le loro forme in tutti i tipi di pazienti con un successo del 98%. L’innovazione dell’implantologia consiste nell’inserimento di impianti aventi forme tali da rendere possibile il carico immediato. Con la tecnica del carico immediato il paziente entra in clinica e ritorna a casa con i propri denti provvisori fissi.Senza dover rinunciare a una normale vita sociale. Per la sicurezza del paziente l’inserimento degli impianti avviene alla presenza di un anestesista e utilizzando tecniche di microchirurgia quali la “piezoelettrica”. La piezochirurgia utilizza l’effetto cinetico degli ultrasuoni rendendo l’accessorio chirurgico molto affilato, preciso e poco invasivo, a differenza della chirurgia tradizionale che utilizza strumenti rotanti. La tecnica piezosurgery, essendo poco invasiva rende meno dolorosi i postumi post-operatori. E, tramite gli ultrasuoni, attiva la vascolarizzazione dei tessuti diminuendo i tempi di osteointegrazione, cioè l’integrazione della superficie dell’impianto con l’osso. Il Centro chirurgico R.M.V. Dental Group, essendo costantemente aggiornato sulle ultime tecniche di chirurgia, segue il paziente dall’anamnesi alla progettazione virtuale del progetto Implanto-protesi. Allo studio la progettazione virtuale comincia con una corretta anamnesi ottenibile con una Tac per vedere le condizioni generali del paziente. Il passo successivo: presa dell’impronta con appositi scanner. Lo scanner d’impronta permette la copia reale della bocca senza l’utilizzo di cucchiai siliconi e altri composti che potrebbero rendere il processo molto sgradevole per il paziente. Lo scanner d’impronta dello studio copia virtualmente la bocca del paziente e sulla copia virtuale viene realizzato un modello solido utilizzabile per il progetto clinico previsto per la riabilitazione implanto protesica. In clinica è presente una Tac Sirona, che permette il controllo della chirurgia intraoperatoria potendo così lavorare in sicurezza controllando le zone nobilinatomiche (nervo mandibolare, seno mascellare). “Dalle varie anamnesi - spiega il dott. Morella - molto spesso si osservano pazienti che hanno una perdita di osso intorno alle radici. Il paziente accusa sensibilità termica ai denti, che possono anche essere mobili e avere retrazioni gengivali. Quando la retrazione arriva a scoprire una porzione di radice pari alla metà della lunghezza del dente, questo non viene ritenuto più valido per una protesizzazione. Il dente non più valido a fare da pilastro ad elementi protesici, prima o poi andrà incontro a una estrazione, causando al paziente un evidente danno biologico, che si traduce in un danno economico per la sua sostituzione con una protesi o un impianto”. L’utilizzo locale di emocomponenti autologhi rappresenta attualmente una delle strategie più innovative per modulare e incrementare i processi di rigenerazione dell¹osso dentale. Nel nostro studio da 10 anni l’uso delle Prgf (Proteine ricche di piastrine-Fibrina) - spiega ancora il dott. Morella - come derivato autologo del sangue del paziente ha consentito di effettuare un vero e proprio impacco intorno alla radice scoperta. Si tratta di un mix di derivato piastrinico, osso autologo, materiale biocompatibile inerte. Questa “impalcatura” viene poi ricoperta da una membrana di collagene che funge da contenitore. Tutto viene posto sotto la gengiva, a contatto con la radice. A questo punto si effettua una piccola sutura. Dopo 4 mesi si constata una ri-crescita dell’osso decisamente soddisfacente”. Come si è detto,la mancanza di osso costituisce uno dei limiti maggiori che il chirurgo odontoiatra possa affrontare. La necessità di posizionare impianti in aree critiche (mancanza di osso) porta l’operatore a dover decidere per un aumento dell’osso recettore. “I prezzi dello studio - dice il dr Morella - sono equilibrati, il rapporto qualità/prezzo è al passo con i tempi viste le difficoltà economiche che tutto il mercato mondiale sta affrontando.L’avvento delle nuove tecnologie e la loro applicazione nel Centro Chirurgico R.M.V. Dental Group aiutano notevolmente a contenere i prezzi e ad allinearsi alle esigenze economiche di ogni singolo paziente. I prodotti utilizzati nella clinica sono prodotti di cui sono io stesso responsabile scientifico, prodotti con i quali ha già affrontato numerosi casi clinici difficili”. L’implantologia, grazie agli impianti prodotti dalla Ornaghi, all’interno del Centro chirurgico R.M.V. Dental Group risulta essere molto semplice, sicura e affidabile, tutti i prodotti sono di prima qualità e di un eccellente precisione. I pazienti, grazie alla versatilità del Centro possono quindi avere un servizio con una qualità eccellente a un prezzo altrettanto soddisfacente. Lo studio, come servizio aggiuntivo per il paziente, può fornire via mail un primo preventivo ricevendo ovviamente via mail i file della foto della RX panoramica o Tac, condizione necessaria per poter valutare la condizione del paziente stesso. Info: [email protected] - www.studiodrmorella.com. ONA NOEUV Cont el coo in di nivôl L’angolo di Don Giuseppe La colonna poetica a cura di Augusto Cominazzini a cura di Don Giuseppe Buraglio a cura dei lettori Mi, la mamma e ti Il chierichetto del giovedì Sensazioni di novembre Quand hoo incontraa l’Ilde me son subit invaghii ma, per mi, l’è cominciaa on tran tran malarbètt, dovuu ai manii d’ona mader vittima del sospétt. Mi, la mamma e ti, doariom vèss in duu, invece sèmm in trii, gh’èmm l’imbròi d’aveghela sémper adree, de vèss spionaa come fudessom di badee. Mi, la mamma e ti, par minga véra, ma l’è pròpri inscì, dôe ‘ndemm nun duu, ingombrant, la ven anca lee, on infèsc incredibil, pusse grev d’on tripee. Mi, la mamma e ti, se vèmm a spass, l’èmm, de chi o de li, sòtt a bracètt o con la man in de la man, dedree gh’è l’ombra de la mader guardian. Mi, la mamma e ti, ògni vòlta che ‘ndèmm al cinema, de séra o de di, subit la se intrufola, malfidenta, tra nun duu, persuasa che sèmm pu svezzà e nemmen di tyrluruu. Mi, la mamma e ti, e mi, al scur, foo la part de l’imbesuii, pò vèss che vun el tenta de toccà la mia morôsa, anca se la mader la sorveglia i virtù de la tôsa. Mi, la mamma e ti, gh’è capitaa de ‘ndà al mar, per pòchi di, e l’ha pretes che la fioeula la fasèss el bagn cont indòss un camisôn lông… faa de fustagn. Ti, la mamma e mi, stò menage l’è insopportabil, de maledì, la coscienza la me consiglia de sopportà, invece el diavol el me dis: “Fa fagòtt e va”. Ti, la me mamma e mi, la coscienza l’hoo mettuda de part e son scappaa, via de côrsa, a perdifiaa per minga pensà, ma hoo lassaa on affètt sincer e ona mader… che l’è mèi perd che trovà. ra il secolo in cui non c’erano ancora tante scuole: gli istituti di culE tura erano pochi e… per pochi. Pochi superavano il quinquennio di frequenza tra i banchi o, se lo superavano, era per ripetere qualche Sandra Saita Matilde perdonomm! volta di più ciò che gli altri riuscivano a contenere entro il lustro programmato. C’era una sola maestra, classi sempre sopra i trenta alunni, programmi ben definiti, metodi rigidi, non tempi lunghi o prolungati, non spazi pre o post scolastici ma semplicemente scuola al mattino come al pomeriggio: intervallo-mensa con gioco in cortile, sia col tempo bello che brutto. Fino alle quattro. Ma il giovedì era vacanza totale. Tutti a casa e per tutto il giorno. Adesso si preferisce avere a disposizione il sabato per creare con la domenica un week-end di libertà per andare, per viaggiare, per uscire. Allora era meglio il giovedì, tanto… di viaggi non se ne facevano. Meglio uno stacco a metà: tutti in giro a piedi, in bici a gruppi o anche da soli, per i prati e per i boschi a controllare il cammino stagionale della natura. E nel mezzo, tutta la vasta gamma di giochi invernali: non certo sci di fondo o in discesa, al massimo un telo cerato da far funzionare come slittino; comunque tanti pupazzi di neve, di ogni foggia, proiettili bianchi in tutte le direzioni, quelli che non uccidono ma solo rinfrescano, con qualche doloretto se la neve non è troppo recente. Per i giovedì c’era comunque e sempre l’oratorio. E spesso era proprio dall’oratorio che si partiva, con o senza “don” per le spedizioni ricreative. Lì si giocava tanto. Così tanto da “prenderle su” quando si tornava a casa ancora con tutti i compiti da fare per il venerdì. A lui piaceva tanto il giovedì, anche perché poteva fare il chierichetto, finalmente alle sei del pomeriggio. Lo faceva anche prima, alla Messa delle sei sì, ma del mattino! Quella di mettere la Messa anche alla sera era stata proprio una bella invenzione. E poi, la Messa della sera la diceva il suo “don”, quel prete giovanissimo, cordiale e frizzante, pieno di idee e di sorprese per i suoi ragazzi. Lui era così affascinato da quel “cucciolo di prete” che la sua ammirazione per il don diventava contemplazione quando ci si trovava in chiesa per la preghiera. Era sì un ragazzino delle elementari ma non era così piccolo da non provare anche lui qualcosa per lo stesso Signore del “don” che diceva la Messa. Era tutto molto sano, molto d.o.c. Quel “chierichetto del giovedì” non era davvero lontano dalle cure del suo Dio che, con grande sapienza, lo aveva sistemato all’ombra del giovane coadiutore d’oratorio. E il lavoro del Signore stava manifestando le prime evidenze. Era come la natura che si andava a controllare giù per i prati o dentro la fitta boscaglia: a primavera qualcosa cambiava, soprattutto qualche germoglio cominciava a inverdire. Quel chierichetto oggi non c’è più. E certo, non c’è più neanche il giovedì di vacanza, non c’è più il ragazzino, non c’è più nulla di quanto c’era allora. Il tempo passa e tutto cambia. A proposito, lui non è mica morto! C’è, eccome. Adesso è lui il “don” dell’oratorio. L’oroscopo di Novembre ARIETE 21.3 – 20.4 Lavoro, dovrete trovare dei compromessi per realizzare i vostri programmi ed evitare scontri con gente opportunista. Amore, potrete fare fuoco e fiamme per la persona che ha accesso al vostro cuore. Salute, energia fisica. Denaro, attenzione, potreste commettere errori o effettuare spese non ben ponderate. BILANCIA 23.9 – 22.10 Lavoro, tatto e diplomazia saranno le armi vincenti. Amore, date alla materialità della vita un tocco di spiritualità, di conseguenza molte situazioni saranno viste in un’altra ottica. Salute, ottima forma fisica. Denaro, slanci impulsivi potrebbero portarvi a commettere errori o a subire perdite, attenzione. TORO 21.4 – 20.5 Lavoro, vi esprimerete con intraprendenza, ottenendo risultati nelle attività creative. Amore, alti e bassi, soprattutto a causa di amici indiscreti. Salute, per eliminare le tossine, fate consumo di acqua fuori pasto. Denaro, i guadagni saranno proporzionali alla vostra abilità e capacità persuasiva. SCORPIONE 23.10 – 22.11 Lavoro, i più giovani potranno approfittarne per inserirsi, anche se non sarà quello definitivo. Amore, un incontro potrà scatenare in voi fantasie e interessanti prospettive per il futuro. Salute, lievi malesseri stagionali. Denaro, non mancheranno occasioni per miglioramenti economici e inaspettati guadagni. GEMELLI 21.5 – 21.6 Lavoro, interessanti risultati professionali grazie al vostro impegno e al vostro notevole intuito. Amore, non sarà facile allontanare un corteggiatore insistente. Salute, evitate eccessi alimentari e cercate di non fumare troppo. Denaro, spese consistenti potrebbero capitarvi tra capo e collo. SAGITTARIO 23.11 – 21.12 Lavoro, avrete il desiderio di evadere dalla routine lavorativa, anche se non sarà poi così facile farlo. Amore, potreste ricevere proposte affettuose che vi riempiranno di entusiasmo e voglia di buttarvi in esperienze emozionanti. Salute, miglioreranno i vostri malesseri. Denaro, l’autunno si delinea generoso. CANCRO 22.6 – 22.7 Lavoro, non vi mancano le armi per realizzare sogni finora rimasti nel cassetto, ci vuole però un po’ di coraggio. Amore, dovrete mediare su un rapporto affettivo che sembra promettere bene. Salute, lievi disturbi improvvisi ma, curabili da soli. Denaro, situazione critica specie verso metà mese. CAPRICORNO 22.12 – 20.1 Lavoro, momento propizio per realizzazioni professionali soprattutto nel campo della creatività. Amore, nessuna nube sembra profilarsi sui vostri rapporti. Salute, novembre suggerisce di assumere atteggiamenti di autodifesa, evitando i motivi di stress. Denaro, le uscite potranno prevalere sulle entrate. LEONE 23.7 – 23.8 Lavoro, i risultati potranno essere brillanti se saprete condurre i progetti con abilità e accortezza. Amore, orgoglio e impennate rischiano di bloccare un amore sul nascere, sforzatevi di valutare razionalmente la situazione. Salute, passeggeri cali di energia. Denaro, bilancio in attivo. ACQUARIO 21.1 – 19.2 Lavoro, potreste avere una bella gatta da pelare, tanto vale rimboccarsi le maniche e andare dritti verso la soluzione più rapida. Amore, saprete farvi un bel baffo dei capricci di un nuovo partner insistente e pretenzioso. Salute, trattate bene il vostro corpo. Denaro, nuovi guadagni derivanti da questioni ereditarie. VERGINE 24.8 – 22.9 Lavoro, molte situazioni si muovono a vostro favore, anche se a rilento. Amore, frequenti liti e incomprensione dovrebbero alla fine portare a una svolta decisiva, prendere o lasciare. Salute, iperemotivi e un po’ vulnerabili. Denaro, saprete condurre al meglio le operazioni di compravendita d’immobili. PESCI 20.2 – 20.3 Lavoro, c’è chi sta lavorando sodo per la realizzazione di un progetto di gruppo del quale fate parte anche voi, mettetevi più d’impegno. Amore, una persona dolce vi conquisterà con il suo sguardo e con il suo sorriso. Salute, riguardatevi. Denaro, nella seconda metà del mese fate attenzione a possibili uscite. IL SEGNO DEL MESE SCORPIONE 23.10 – 22.11 Segno d’Acqua, è detto Fisso in quanto copre la fase centrale della stagione autunnale. Caratterizza personalità generose, capaci di slanci notevoli, in amore e in altri sentimenti. Eccessive, qualche volta adorabili. PIETRA: Topazio – COLORE: Viola – ESSENZA: Cedro – FIORE: Gladiolo – GIORNO: Martedì E le parve d’udir la voce del diletto “di fermare i passi” accanto ai suoi silenzi dove il tempo non ha più gli scanditi secondi - minuti - ore e le parve “di scorgere un sorriso” nel volto di un’immagine ferma nel tempo e le parve nelle sensazioni che la morte arreca quando il dolore noa ha risposta e vorresti riprendere i momenti di un giorno qualunque un battito d’ali un respiro parole sussurrate “ancor La vita” insieme. ona franca a cura di Sandra Saita La storia di Adam are lettrici e cari lettori, in questi giorni di autunno i calC di colori ci fanno compagnia, le foglie leggiadre si staccano dai rami posandosi a terra come ultimo saluto. Così è la vita di tutto ciò che ci circonda e la nostra. In tutti questi cimiteri ci sono piccole croci bianche - sono quelle dei bimbi. La storia in questo mese è la storia di una famiglia senegalese e di un bimbo, Aziz, che ora vive nel grande giardino dell’amore. Sono certa che lassù la nostra amata pediatra dott. Donatella Belloli, Zonino d’oro, li abbraccia e si prende cura di loro. Era un giorno di esercizio di volontariato nella mia psichiatria che chiamo “mia” perché” tutti quei anni di servizio e gli eventi della vita mi hanno fatto dono di attento ascolto e amore per loro. Rimasi colpita dal sorriso di Adam, il padre, che cercava di essere d’aiuto a tutti i pazienti. Ricordo la moglie con un foulard colorato sul capo a metterle in risalto due occhi grandi neri e la bellezza che hanno tante donne senegalesi. Hanno due figli: il maggiore di 18 anni mentre il minore frequenta le elementari e gioca al pallone. Ci scambiamo il numero del cellulare perché volevo regalare a suo figlio un pallone di cuoio e un paio di scarpe per il calcio, ed è così che siamo diventati amici. Quando mi telefona la voce è subito riconoscibile perchè ogni volta lui mi dice: “Ciao sorella”. La famiglia è in Italia da parecchi anni con regolare permesso di soggiorno, ma il lavoro è precario, si fa fatica. Passano i mesi poi una telefonata mi annuncia che la moglie aspetta un bambino, ma sono senza carrozzina. Ringrazio tanto Mariuccia Bonvicini anche lei volontaria di zona 9 che sempre ad ogni mia richiesta è disponibile ad aiutarmi. Dopo una settimana arrivò una stupenda carrozzina “Principessa” e tanti vestiti. Avvisai Adam che avevo trovato il tutto e alla prima occasione ci saremmo incontrati in via Farini. Invece poco dopo arrivò una telefonata di quelle che ti gelano il corpo. Adam mi avvisa che la moglie aveva avuto un parto prematuro. Era un maschio ma erano subentrate delle complicazioni e il bimbo Aziz a soli tre giorni morì. Gli chiesi dove era stato sepolto - lui rispose che non avevano i soldi e il Comune aveva portato la piccola bara bianca in un deposito con altre bare e quando avrebbero trovato un posto avrebbero pensato loro alla sepoltura. La piccola bara bianca restò in deposito per un paio di mesi. Adesso Aziz si trova nel nostro cimitero di Bruzzano con tanti altri bambini, tante piccole croci bianche. Due mesi fa Adam è ritornato per pochi giorni in psichiatria. Abbiamo parlato a lungo: il problema più grande è che non ha lavoro. Adam però ha speranza, sorride e mi dice: sai “sorella”, mi piacerebbe tanto anche trovare un’ambulanza perché al mio paese non c’è e l’ospedale è lontano. Ho detto ad Adam che volevo raccontare la sua storia, la storia del suo bambino. Perché, sia ben chiaro, Zona Franca non racconta storie tristi ma solo la verità di ognuno di noi. Le ricette di ona Nove a cura di Franco Bertoli Bucatini all’amatriciana osolare in padella l’aglio sino a imbiondirlo e il R guanciale (senza farlo seccare). Versare due dita di vino e sfumare. Quindi togliere il guanciale e metterlo da parte. Versare nella padella i pomodori, salare un poco e far cuocere a fuoco vivo per qualche minuto. Rimettere il guanciale in padella aggiungendo un pizzico di pepe nero e cuocere ancora per qualche minuto. Scolare la pasta al dente e versarla nella padella facendola saltare per un momento. Servire aggiungendo del pecorino grattugiato. Ingredienti: 400 gr di bucatini, 100 gr. di guanciale (o pancetta dolce) tagliato a dadini, 500 gr. di pelati, 50 gr. di pecorino romano grattugiato,1 cucchiaio di olio evo, un ¼ di bicchiere di vino bianco secco, 1 spicchio d’aglio, sale, pepe. Expo è stato uno straordinario successo per Milano e per l’Italia Franco Mirabelli (senatore della Repubblica del Pd) onostante i tanti problemi, N lo scetticismo che ha circondato la manifestazione fino al momento dell’inaugurazione e nonostante i ritardi accumulati negli anni precedenti avessero fatto sembrare impossibile la sua riuscita, i dati parlano da soli: più di 21 milioni di visitatori, di cui almeno 7 milioni provenienti dall'estero; le migliaia di eventi che hanno animato la città e che si sono aggiunti ai tanti incontri svoltisi quotidianamente nel sito espositivo e a Cascina Triulza che, insieme alla Kip - per la prima volta in un Expo - hanno ospitato le organizzazioni non governative della cooperazione internazionale e del volontariato. Insomma, un successo che ha procurato a Milano ammirazione e prestigio e un ruolo su temi decisivi per il futuro come quello dell’alimentazione, della lotta agli sprechi alimentari e dello sviluppo sostenibile. La Carta di Milano, firmata da tutti i Paesi, che fissa impegni precisi per la lotta alla fame nel Pianeta, per la salvaguardia della biodiversità e la tutela delle risorse agricole, insieme al documento firmato da centinaia di sindaci delle grandi città del mondo che si impegnano a combattere la malnutrizione e a promuovere comportamenti positivi, sono grandi avvenimenti per cui questa Expo sarà ricordata a lungo. Ma, soprattutto, le questioni poste dalla Carta di Milano e dal documento dei sindaci diventano per la nostra città un’opportunità su cui investire per diventare punto di riferimento nel mondo dello studio, dell'iniziativa e della ricerca sul tema della nutrizione. Expo, quindi, è stata una straordinaria occasione colta per rilanciare la nostra città, le sue eccellenze, le sue vocazioni, la sua economia. Ora si tratta di pensare a come investire su questo patrimonio. Si tratta di pensare al dopo Expo, che non significa solo riprogettare l’area per farne un'altra occasione di crescita per Milano, magari costruendovi un grande polo universitario e della ricerca capace di diventare punto di riferimento anche sui temi che sono stati di Expo, ma significa molto di più. Ora la questione è come mettere al servizio di un progetto il patrimonio di credibilità, infrastrutture, crescita culturale, bellezza urbana, capacità organizzative che si è realizzato in questi anni insieme ad Expo e anche grazie ad Expo per arrivare a due grandi obiettivi. Il primo deve riguardare gli interventi in quella parte di città che è stata ai margini di Expo e di questo rinascimento milanese, cioè quella dei pezzi di periferie degradate, quella che soffre, quella che si sente abbandonata dalle istituzioni e diventa facile preda della demagogia di chi scarica sugli immigrati le colpe di tutto. Questa è la città in cui in poco tempo si è realizzata Area C e si è investito sul trasporto pubblico migliorando la mobilità e la qualità della vita di tutti, si sono realizzati grandi progetti, anche in periferia, come Porta Nuova, la Darsena e la Fondazione Prada, che ne hanno cambiato il volto. Inoltre, si è ampliata significativamente l’offerta culturale, artistica e museale della città. Ora la stessa determinazione e la stessa capacità di pensare in grande devono essere investite in un progetto in cui, dove c'è degrado, produca risanamento e opportunità per chi non ne ha, promuovendo condivisione e partecipazione. Si tratta, dunque, di fare uno sforzo che coinvolga tutta la città come è stato per Expo o per la Darsena. Il secondo obiettivo deve essere trasformare la città metropolitana - che rischia di essere un’istituzione, vissuta come burocratica e distante - in una grande opportunità di sviluppo per migliorare la qualità dei servizi, per creare lavoro, per fare stare meglio i suoi cittadini. Non fare questo significherebbe perdere un’occasione straordinaria data dalla nascita della città metropolitana. La stessa Expo e il sistema di trasporto pubblico, che proprio l’evento ha messo alla prova con risultati molto positivi, sono la dimostrazione che ragionare in una dimensione metropolitana consente di raccogliere e vincere sfide impensabili negli attuali confini dei Comuni milanesi. Lo stesso sistema del verde e dei parchi e concepito in una dimensione metropolitana e in quella dimensione può essere ulteriormente incrementato e valorizzato. Ecco, le sfide per Milano sono tutt’altro che finite! Il lavoro di questa giunta racconta di competenze, di un’attenzione ai bisogni e di una capacità di valorizzare la partecipazione che consegna un patrimonio che non andrà perso ma che dovrà segnare la vera continuità da costruire. Da qui si deve ripartire per affrontare le nuove sfide. È finita Expo, viva Expo! Matteo Mauri (deputato del Pd) ochi giorni fa ho parteciP pato alla cerimonia di chiusura di Expo 2015. È stata la celebrazione di un grande successo mondiale per Milano e per l’Italia. Un successo che adesso tutti provano a intestarsi ma che non era per nulla scontato soltanto qualche mese fa. Ci sono voluti tutto l'impegno e la convinzione possibili in questi ultimi anni per recuperare un ritardo che sembrava incolmabile. Sul palco festoso dell’ultima giornata in tanti hanno sottolineato la collaborazione tra le Istituzioni. Ma i milanesi - che non hanno la memoria corta - si ricordano bene gli anni persi per i litigi personali e di interesse tra la Regione di Formigoni e il Comune di Milano di Letizia Moratti che hanno rischiato di portarci al disastro. Solo la tenacia politica dei Governi a guida Letta e Renzi ha permesso di portare a compimento l'impresa. E solo con il cambio di guida e la vittoria di Pisapia e del Centrosinistra a Milano si è fatto il cambio di passo necessario. Eppure qualcuno ha sperato fino all’ultimo minuto che non si finissero i lavori per tempo, che qualcosa andasse storto, che non si raggiungessero gli obiettivi dei visitatori. Chi l’ha sperato dovrebbe vergognarsi. E i cittadini dovrebbero segnarsi quei nomi, perché sono i nomi di quelli che non vogliono il bene dell’Italia ma pensano solo ai propri piccoli interessi di bottega. Si era detto: questo Expo lo vuole il Pd, e se va male è una sconfitta del Pd. Invece Expo è andato bene e per noi é una vittoria dell’Italia. Ma quando si raggiunge un grande risultato bisogna darsene uno ancora più ambizioso. E non sto parlando di cosa si fará sul sito dell’Esposizione Universale ma di una questione sicuramente molto importante per la quale stiamo già lavorando. Mi riferisco all’obiettivo alto che ci dobbiamo dare: quello di far diventare i valori e le idee che hanno guidato questi sei mesi di Expo una realtà concreta per tutti i cittadini del Mondo. Il lavoro straordinario del ministro Maurizio Martina che non a caso è ministro di Expo e dell’Agricoltura - non è stato prezioso solo per la riuscita dell’evento, ma anche perchè ha investito tantissimo sull’eredità che Expo lascerà. Si tratta di un’eredità immateriale - che è stata scritta nella “Carta di Milano” - in cui c’è un impegno che ci dobbiamo prendere tutti. Tra le altre cose, il testo dice così: “Noi donne e uomini, cittadini di questo pianeta, sottoscriviamo la Carta di Milano per assumerci impegni precisi in relazione al diritto al cibo sano, sufficiente e nutriente, all'acqua pulita e all'energia. Affermiamo la responsabilita della generazione presente nel mettere in atto azioni, condotte e scelte che garantiscano la tutela del diritto al cibo anche per le generazioni future. Un futuro sostenibile e giusto e anche una nostra responsabilita.” Per fare questo é necessario l’impegno concreto di tutti e penso che sarebbe utile unire anche le firme di ognuno di voi a quelle di un milione e mezzo di cittadini che l'hanno già sottoscritta. Potete farlo su www.carta.milano.it. Buona firma a tutti. Viva Milano, Viva l’Italia. C’è un’alternativa alla protesi totale Nunzio M. Tagliavia uando le valutazioni cliniche e radiologiche lo indicano, Q l’implantologia fornisce due possibili soluzioni alternative per ovviare all'edentulìa totale, cioè a quelle situazioni cliniche dove sono completamente assenti i denti. La prima consta nell'inserire un numero di viti d’impianto il più alto possibile, sulle quali posizionare corone (o capsule) unite tra loro, detti ponti. Questa soluzione presenta lo svantaggio di essere costosa per il consistente numero di corone-ponti da posizionare. La seconda possibilità è molto meno costosa ed è denominata “Toronto bridge”. Questa prevede l’utilizzo di una particolare protesi in resina rinforzata con lega medicale, ridotta nelle dimensioni, e ancorata mediamente a quat- tro viti implantologiche. Il risultato è che per la parte superiore della bocca si può evitare il fastidio del palato, tipico delle protesi totali tradizionali, che in molti casi altera il gusto degli alimenti mentre; per la parte inferiore, la protesi, avendo un saldo ancoraggio sulle viti, rimane stabile senza dover utilizzare la pasta adesiva. Se invece il numero di viti implantologiche di ancoraggio non possono essere più di due esiste un'ulteriore soluzione e cioè quella di una protesi mobile che si blocca a dei sistemi definiti “locator” (essi ricordano, tanto per rendere più chiara l’idea, agli “automatici” di sartoria). Anche con questo sistema si può ridurre l'ampiezza del palato per le protesi superiori che spesso dà fastidio, e evitare l'utilizzo della pasta adesiva in quella inferiore. Queste soluzioni presentano una notevole resa estetica e di masticazione, e sono anche indicati ai pazienti non necessariamente avanti negli anni, che si trovano nella condizione di avere una situazione orale talmente compromessa da rendere irrecuperabili tutti i denti e, allo stesso tempo, richiedono soluzioni funzionalmente valide e a costi contenuti. Dottor Nunzio M. Tagliavia, Medico Chirurgo Dentista, Medicina Estetica del Viso - Via Luigi Mainoni D’Intignano 17/a, Tel.: 026424705, [email protected], www.dentistalowcost.it, www.fillermilano.com. Le cause della cistite recidivante e sue soluzioni Paola Chilò a cistite coinvolge il mondo delle acque interiori. Il disagio L psicoemozionale legato a questo tema corrisponde nettamente alla dimensione del femminile presente nella propria vita e quindi a quanto l’accoglienza, l’accettazione, la morbidezza e il lasciar andare le emozioni contrastanti, possano scorrere liberamente. Spesso la rabbia e i conflitti non portati alla luce, sedimentano e infiammano l’organo che per eccellenza simboleggia il “lasciar fluire”. Non di rado la lotta interiore riguarda la sfera sessuale o comunque la relazione con il compagno/compagna. Vi sono anche aspetti relativi al rapporto con il mondo materno e quindi alla difficoltà di prendersi il proprio spazio. Le emozioni brucianti che non vengono dichiarate apertamente e che riflettono una incapacità a valorizzare se stessi, vivendo all’insegna del “dover essere” o del “dover fare”, possono prendere forma in un sintomo che in un certo senso impedisce il rapporto con l’altro o quantomeno induce a pensare maggiormente ai propri bisogni. Per aiutare a risolvere l’aspetto emozionale/energetico si possono utilizzare alcuni fiori di Bach che però da soli non bastano. “Holly” per esempio può sostenere il cammino verso la riconciliazione con il proprio sé. “Agrimony“ è indicato a chi nasconde un tormento interiore e “Cherry Plum” per chi ha paura di lasciarsi andare. Naturalmente ogni soggetto può necessitare di uno o più fiori insieme ma la situazione va valutata attentamente da un esperto. L’altro aspetto importante è l’alimentazione e la salute dell’intestino. Quest’ultimo è una delle cause organiche principali del problema. La flora batterica intestinale sbilanciata può migrare in altre aree limitrofe come l’apparato genito-urinario e creare infezioni batteriche in quelle sedi. Vi sono tre tipi di processi infiammatori: acuto, subacuto e cronico. La cistite può risolversi dopo un unico episodio ma potrebbe anche cronicizzarsi. In quest’ultimo caso va valutato in modo molto approfondito l’aspetto alimentare e le eventuali intolleranze che possono creare un ambiente intestinale disbiotico. I rimedi fitoterapici per eccellenza sono l’Uva Ursina ed il Mirtillo Rosso ma senza un’analisi globale del problema, che generalmente è legato anche agli aspetti emozionali ed alimentari, si rischia di risolvere solo parzialmente la questione e di sperimentarla nuovamente dopo breve tempo. Paola Chilò, Naturopata esperta in riequilibrio alimentare con orientamento psicosomatico - Per informazioni o appuntamenti: Tel. 3396055882 - Studio Naturopatia in Via Terruggia 1, 20162 Milano - e-mail [email protected]. Iscriviti all’Associazione Amici di Per la vostra pubblicità su questo giornale telefonate a Flaviano Sandonà Tel/Fax/Segr. 02/39662281 Cell. 335.1348840 ONA NOVE Socio ordinario Euro 10 (Euro 5 per studenti e pensionati), Sostenitore Euro 25. Per iscriversi rivolgersi presso la sede del giornale in via Val Maira 4. AREE VERDI USATE DA CANTIERI M5 Dopo quasi due anni le aree verdi utilizzate per i cantieri della M5 sono ancora abbandonate a un degrado inspiegabile. Avrebbero dovuto essere restituite agli abitanti del quartiere nel più breve tempo possibile. “Zona Nove” se ci sei batti un colpo. Marco Vittori (ottobre) un enorme parcheggio a pagamento.Le strisce blu hanno invaso la città sfruttando gli spazi perfino in prossimità dei semafori. Venire a Milano e lasciare l’auto in periferia per poi prendere la metropolitana sembrava una soluzione intelligente, ora non si può più fare, o meglio si può fare spendendo 10 euro di gratta e parcheggia. Flavio Maestrini (ottobre) NIENTE ASFALTO Vorrei segnalare la mancata asfaltatura estiva delle seguenti strade ridotte veramente male: via Cufra, via Taormina, via Lussino, via Lussinpiccolo, piazzale Istria angolo Lussinpiccolo e angolo via Cagliero (zona 2). La meravigliosa linea 51 per fortuna spesso è vuota, immaginate che strage di strade se viaggiasse anche piena di passeggeri! Inoltre nel cortile della piscina Murat è comparsa un'antenna strana: sembra una di quelle che quando era sindaco la Moratti non sarebbe mai dovuta essere installata, ma ora con Pisapia si sa: tutto è cambiato! Lettera firmata (ottobre) MULTE LUNGO VIALE FULVIO TESTI Periodicamente, i vigili si svegliano e fioccano le multe per le auto parcheggiate sul terrapieno tra il viale e il controviale Fulvio Testi. Anche se teoricamente hanno ragione, bisogna usare il buon senso. Se non ci fosse questa possibilità, bisognerebbe trovare almeno 1500 posti di parcheggio in più in una zona dove mancano le aree disponbili e i parcheggi pubblici e privati. Mara e Fredi Cassani (ottobre) LA MALEDIZIONE DELLE RIGHE BLU La periferia nord di Milano è ormai SÌ E NO ALLE PROPOSTE ALL’ATM Scrivo a proposito dell’articolo a pag 3 di ottobre. Non riesco a capire come si possa fare articoli del genere, anche se in qualcosa chi ha scritto avrebbe ragione. Riguardo al 31 all’Ospedale di Niguarda la risposta non è negativa, in quanto ma continuerà ad essere un sogno. Parecchi mesi fa avevo segnalato a voi per proporla all’Atm la necessità di deviare regolarmente la 51 in via Rotta invece che in via Terruggia, per permettere ai clienti anziani del supermercato Coop, di utilizzare la fermata di fronte alla Coop tutta la settimana e non solo il mercoledì, ma non se n’è fatto nulla. Ezio Manzotti (ottobre) Attenti ai parcheggi dell’ospedale lla fine del mese scorso sono andata all’Ospedale di A Niguarda per una visita di controllo per una frattura. Non essendo in grado di muiovermi agevolalmente, mi sono fatta accompagnare in macchina e sono stata fatta entrare senza problemi è - e senza una parola - dall’addetto. Terminata la visita, 4 ore dopo, all’uscita ho dovuto pagare ben 23 euro. Mi chiedo: 1) perché all’ingresso non c’è nessun cartello che dia le informazioni necessarie su modalità e tariffe? 2) una tariffa di circa 6 euro l’ora per un parcheggio non è eccessiva? Mira Redaelli (ottobre) dice che se non si allungano le fermate di viale Ca’ Granda le lunghe vetture del 31 possono far scender i passeggeri, e farli salire solo dalle due porte anteriori. Anche il capolinea attuale dell’Ospedale è stato fatto per vetture monocassa da 13 metri non per i 7100 da 34 metri. Forse una soluzione valida sarebbe di allungare e far girare il primo binario intorno alla casa e far sostare il 5 sul secondo binario. Linee 42, 52, 86: qui il problema era che una vettura della 42 in partenza dalla Centrale andava a Bicocca e una andava a Niguarda, con intervalli di almeno 20 minuti. La soluzione attuale, che serve i due capolinea con un passaggio ogni circa 11 minuti, è interessante, meglio delle corse alterne. Per una fermata saltata in via Suzzani, ci sarebbe sempre la M5, abbastanza vicina e molto più frequente anche se non va in stazione Centrale. La lascerei così. Sarebbe augurabile che la 51 ritornasse in viale Zara, lungo via Murat. Il percorso attuale in Istria non sembra molto utilizzato. In questo si può dare ragion ha chi ha scritto l’articolo. Riguardo alla linea 4 in Maciachini le considerazioni sono positive e non negative. Riguardo alla nuova linea B (il progetto è piuttosto antico) ci sarebbe da applaudire l’assessore se riuscisse a metterla in cantiere prima della fine del suo mandato, ANCORA SUL BORGO PIRELLI Il Borgo Pirelli a settembre è tornato sui giornali, in particolare con interviste alla signora Fregoni del Consiglio di Zona 9, alle cui “cure” sono affidate le case del Borgo. La signora Fregoni si vanta di lottare da tempo, senza successo, per la rivalutazione del Borgo; la sua diagnosi sulle cause del grave degrado è offensiva per gli inquilini “regolari”: “assenza di Aler e noncuranza (sic) degli inquilini”. Questa la sua sentenza: “Se Aler non si impegna a responsabilizzare gli abitanti, con contratti che vincolino gli inquilini negli interventi di manutenzione a loro carico, mai si arriverà a un uso responsabile di stabili che hanno un valore storico e artistico che ammonta a oltre ottanta an- ni”. Gli abitanti si chiedono quando mai la consigliera sia venuta a far visita al quartiere e a sentire le opinioni degli inquilini, ripeto, regolari; e quali provvedimenti abbia chiesto alle autorità, anche sanitarie e di pubblica sicurezza, di prendere nei confronti dell'Aler (e non degli inquilini). La sua proposta di raccogliere firme per ottenere una “protezione” da parte del Fai è inutile, visto che il caseggiato e una “villa campione” del Borgo sono da anni salvaguardati dalle ”belle arti”. Mi permetto di proporre invece di forzare l'Aler a mettere in vendita quegli appartamenti che siano ancora abitabili, dopo gli opportuni e immediati interventi di emergenza. Giusto Buroni (ottobre) IL DEGRADO DI VIA VELATE È pessima la situazione di via Guido da Velate verso l’entrata del “Super DI”. Oltre ai soliti quintali scaricati giorno/notte ora sono comparsi decine di topi, che hanno invaso il condominio di via Ornato 140. Siamo disperati, abbiamo avvisato tutti, Comune, Vigili, 112/113, Amsa... niente nessuno si muove.. Volete aiutarci per favore?! Lettera firmata (ottobre) tel. e fax. 02/39662281 – e-mail: [email protected] A domanda risposta Cos’è che ho capito dell’agente immobiliare a cura di Roberta Coccoli Luca Orlando (Gabetti Niguarda) I giardinetti di via Racconigi orniamo ad occuparci dei giardinetti di T Via Racconigi, che dopo il loro utilizzo da parte del cantiere della M5, fino al 2013, non sono ancora stati ripristinati, e versano ormai in stato di degrado da tempo. “Vorrei che i giardinetti di via Racconigi venissero restituiti ai cittadini, perché possano sfruttarli come una volta: sono una risorsa per il nostro quartiere e sarebbe bello riprenderne possesso, invece sono in parte ancora recintati”: è quanto ci dice Giusy B., una giovane cittadina che abita vicino ai giardini di via Racconigi, mostrandoci lo spazio intono a quest’area della città; e poi continua: “Ci hanno detto che il prato deve essere bonificato, e che è per questo che non possiamo più accedervi, ma sono anni che siamo in questa situazione”. Infatti, dopo le segnalazioni dei residenti del quartiere nel giugno 2014, seguite, nello stesso anno, da un’interrogazione dei consiglieri del Movimento 5 Stelle in Con-siglio di Zona, Paolo Carraro e Antonio La-terza, per avere informazioni circa il destino dell’area a verde di Via Racconigi, e la richiesta di adoperarsi per restituire a giardino tutta l’area, forse c’è qualche piccolo aggiornamento. È infatti del 29 ottobre la segnalazione di Andrea Bina del Partito Democratico in Consiglio di Zona, che, in sede di riunione di Consiglio, ha suggerito di convocare le Commissioni Territorio-Ambiente-Demanio per un eventuale ridisegno del sedime stradale per dare soluzione all’annoso problema dell’intricato incrocio Suzzani/Santa Monica/Racconigi. Senza pe-rò che ciò possa essere visto come un'apertura alla proposta di una strada interquartiere, e quindi mantenendo il senso unico della via Racconigi da Via Majorana, e quindi dal Pronto Soccorso dell’Ospedale fino a viale Suzzani, anche in vista dei nuovi abitanti che andranno ad occupare le abitazioni dell’Ex Manifattura Tabacchi. In vista di un’eventuale possibilità di ridiscutere il disegno urbano di questa area, a livello personale, ci permettiamo di suggerire un accesso migliore al Pronto Soccorso, anche da parte delle ambulanze che arrivano dai viali Testi-Suzzani, e quindi permettere una permeabilità in entrambi i sensi di marcia di via Racconigi, come illustrato nello schema sottostante. n diciassette anni di attiImolte vità professionale ho visto cose. Ho visto il maiale, che davanti a una scodella piena, la divora e la fa rovesciare, “Ho un listino di provvigioni fisse”. Ho visto la gente e il suo perbenismo nelle convinzioni, il suo essere Italiana, il suo insito lamentarsi e crogiolarsi in esso, il suo rimanere e restare, concetti ben diversi, nella pozza che secerne. Ho visto fare di tutta un erba un fascio e con violenza nel momento in cui da esso cade anche solo uno stelo, calpestarlo, senza raccoglierlo, senza notare l’eccezione, “Tutti gli agenti immobiliari sono gli stessi”. Ho visto tutto ciò e altro e ho deciso chi essere, un agente immobiliare. Mi correggo, un Agente Immobiliare. Il cardine di questa figura è la fiducia da accordare ma anche e soprattutto da guadagnarsi, in un vivere dove neanche più a se stessi la si dovrebbe dare. Trattandosi di un legame, vi è poi un continuo senso del dovere nel tenerlo saldo, tenerlo stretto. Trattiamo i sogni, le vite, sia di chi vende sia di chi vuol comprare. Trattiamo anni di sofferenze, anni di rinunce, anni di calore spesso impressi sulle pareti degli immobili che proponiamo. Umanità, richiesta. Maggiormente per questo ho scelto questa strada che ho sempre percorso un passo dopo l'altro, anche quando ho messo il piede nel fango e mi sono sporcato, perché aver umanità significa essere umani e quindi volti all’errore. Non starò qui ad elencare il mero lavoro dell’Agente Immobiliare, non è per me questo, non lo dovrebbe essere, io sono qui a sottolineare quanto mi abbia cambiato come persona e mi abbia fatto crescere. Una valutazione corretta e professionale basata sullo studio quotidiano e attento del mercato, una proposta capillare dell’immobile canonica e sperimentale, una ricerca e accompagnamento del compratore, professio- nale e quindi sincera, una mediazione, una parte burocratica profonda e attenta secondo dettami di legge in continuo aggiornamento, qualsivoglia supporto extra-competente. L'elenco è lungo e potrei continuare, ma se ci si affida ad un Agente lo si fa per non aver neanche uno sguardo di tutto ciò, e quindi non mi dilungo. Cose che ho capito dell’agente immobiliare e quindi fieramente di me. Una presenza costante, che sia tale nello spazio e nel tempo, nel quotidiano perché in questo si vive e quindi si lavora. Una collaborazione scelta e voluta tanto con i collaboratori di nome e di fatto quanto con i clienti. Un cerchio, non altre figure geometriche, un semplice e uguale cerchio, non vi è perfezione dove non vi è continuità che abbracci tutte le parti. Un rispetto che altro non è che ascolto ad essere sinceri. Tanto delle pareti che parlano, tanto delle mani che si stringono non solo per conservarne la postura nell’attesa che ritornino stringendo soldi da consegnarci. Un’umanità spietata nella sua sincerità, i clienti venditori o compratori che siano si ritrovano in un istante di cambiamento delle loro vite, e in questo istante, nel momento in cui il magma, che si porta dentro mai nella vita come in questi momenti, ribolle, è una fortuna assistervi e con scienza e cuore, intelletto e passione, aiutare a farlo fuoriuscire e stabilizzarsi. Insomma mi ritengo una persona fortunata. Mi auguro che tu, che leggi, qui stia leggendo me e non quello che ci hai messo di tuo sulla mia professione. Ti voglio venire incontro e riassumermi, parafrasarsi è un gesto d'amore e per te che mi hai letto fin qui è dovuto. Riassumere la figura dell’Agente Immobiliare in una sola frase. Se mi incontri per strada e mi chiedi cosa sia un Agente Immobiliare io ti rispondo: “Una persona fortunata, poiché può crescere.” Info: Luca Orlando, Gabetti Niguarda in Via G. Terruggia, 2 - tel. 02-66100353 - e-mail [email protected]. Ottica e optometria: che cos’è il cheratocono? l Cheratocono è una patologia degenerativa Isanon infiammatoria della cornea che ne caul’assottigliamento (distrofia e atrofia) e la protrusione (ectasia) verso l’esterno. In questo modo, la cornea perde la sua forma emisferica e assume la tipica forma a cono che da il nome alla patologia. Viene descritta in questi termini per la prima volta dal fisico inglese John Nottingham nel 1854. È considerata una malattia rara, con un’incidenza stimata di un caso su 2000 persone. Le cause sono tuttora poco chiare: alcuni studi la collegano ad anomalie metaboliche a carico delle fibre di collagene della cornea; sicuramente il cheratocono ha una forte componente ereditaria. A volte il cheratocono si presenta in associazione ad altre rare sindromi, come la sindrome di Down. • Come vediamo con il cheratocono? Nelle prime fasi del cheratocono, l’assottigliamento della cornea precede la deformazione della stessa e il peggioramento della visione. Con il progredire dell’ectasia, a seconda del posizionamento dell’apice del “cono” nell’area corneale, si ha un netto peggioramento della qualità visiva: immagini sfuocate e aloni attorno alle fonti di luce rappresentano il comune denominatore della scarsa qualità visiva riferite dalle persone con tale alterazione corneale. Generalmente il cheratocono interessa entrambi gli occhi con grado di severità differente. La cornea da il contributo maggiore al potere diottrico totale dell’occhio, per questo la sua deformazione ha un effetto così pesante sulla qualità visiva. Alle volte quando è interessato solo un occhio la visione può essere giudicata normale da parte della persona in quanto il cervello, che fonde le immagini provenienti dai due occhi, tende a minimizzare la percezione di alterazione dell’immagine. • Come evolve il cheratocono? L’evoluzione del cheratocono può variare da soggetto a soggetto: in alcuni casi progredisce rapidamente in età giovanile per poi stabilizzarsi intorno ai 45 anni, in altri si assiste a una progressione lenta ma costante. Proprio per questo è importante monitorare costantemente lo stato di avanzamento del cheratocono rivolgendosi al proprio oculista. Per poter migliorare la visione nei casi in cui altre soluzioni non sono percorribili, sono indicate lenti a contatto per cheratocono morbide nei casi più lievi e/o dure nei casi più complessi. Sempre applicate dall’ottico optometrista. Info: Giorgetti Luca, Garatti Gabriele, Dottori in Ottica e Optometria Via Salvatore Pianell 63, tel 02 6426020.