NOVEMBRE 2015
Anno 21 - n. 234
Direttore: Luigi Allori. Redazione: Clara Amodeo, Giovanni Beduschi (vignettista), Franco Bertoli, Andrea Bina, Roberto Braghiroli, Ortensia Bugliaro, Primo Carpi, Valeria Casarotti, Roberta Coccoli, Claudio Dozio, Teresa Garofalo, Antonietta
Gattuso, Sergio Ghittoni, Roberto Lana, Giulia Lazzaroni, Antonella Loconsolo, Angelo Longhi, Lorenzo Meyer, Grazia Morelli, Diana Roca, Sandra Saita, Gero Urso. Collaboratori: Laura Albani, Valia Allori, Stefano Bartolotta, Silvia Benna
Rolandi, Maria Piera Bremmi, Don Giuseppe Buraglio, Arturo Calaminici, Daniele Cazzaniga, Augusto Cominazzini, Luca Corbellari, Silvia Cravero, Ivan Crippa, Silvia Faggiano, Luigi Ghezzi, Lorenzo Gomiero, Anna Maria Indino, Monica Landro,
Luigi Luce, Sergio Maestri, Valeria Malvicini, Franco Massaro, Giorgio Meliesi, Luigi Muzzi, Pamela Napoletano, Antonio Pizzinato, Giovanni Poletti, Laura Quattrini, Mira Redaelli, Mauro Raimondi, Margherita Rampoldi Meyer, Vittorio Sardo,
Dario Vercesi, Norman Zoia. Presidente dell’Associazione Amici di “Zona Nove”: Giovanni Poletti. Pubblicità: Flaviano Sandonà (tel. 02/39662281). Impaginazione: Roberto Sala (tel. 3341791866).
La riqualificazione degli Scali Ferroviari
cambierà il volto di Milano e della nostra zona
Sul palco in zona
pagina 10 intervistiamo
Giulia Lazzarini, grande
attrice di teatro e non solo visti
i tre prestigiosi premi vinti per
la sua interpretazione nel film
“Mia madre” di Nanni Moretti.
Ebbene, a dicembre avremo l’onore di vederla al Teatro della
Cooperativa in uno dei cavalli
di battaglia del direttore Renato Sarti, drammaturgo, regista e attore già collaboratore
di Giorgio Strehler al mitico
Piccolo Teatro: “Muri. Prima e
dopo Basaglia”. La collaborazione tra Lazzarini e Sarti indica bene come il niguardese
Teatro della Cooperativa sia
ormai diventato un centro culturale che, partito da un progetto di riqualificazione della
periferia, sia ormai riconosciuto a livello cittadino e non
solo, come dimostrano l’Ambrogino d’oro e la Medaglia
commemorativa della Presidenza della Repubblica per “Nome
di battaglia Lia”, pièce dedicata all’eroina della Resistenza
uccisa a Niguarda dai tedeschi il 24 aprile ‘45. Sicuramente, il successo del Teatro
della Cooperativa è dipeso
dall’alternanza sul palcoscenico di personaggi noti e giovani
compagnie e da un’intensa attività di formazione attraverso
laboratori e workshop per bambini, adolescenti e adulti. Ma
c’è di più. Il Teatro della Cooperativa e stato e continua a
essere un esempio che ha fatto
bene al teatro in zona, dove a
parte l’Arcimboldi, che si dedica soprattutto alla musica, si
notano tra gli altri teatri il
Verdi & Buratto (prosa e spettacoli per le scuole), Piazza
San Giuseppe (opere in meneghino), Argomm (prosa e teatro per bambini).
SEVESO
pag. 4
Scoperti
400 scarichi abusivi
GIOVANNI POLETTI
Si discute sulla
pag. 8
Città Metropolitana
A
GIULIA LAZZARINI
Di scena al Teatro
pag. 10
della Cooperativa
ARTE DI STRADA
Tutte le iniziative
pag. 11
nella nostra zona
(disegno di Gero Urso)
VACCINI
Sì o no per i bambini
a scuola?
OTTOBRE ‘15
pag. 13
4
OTTOBRE ‘14 0
Gli scali e molti edifici di pregio sono stati “abbandonati” da banche, assicurazioni e grandi aziende.
Ma ora c’è un grandioso progetto di rigenerazione urbana da parte del Comune.
OTTOBRE ‘15
pag. 5
OTTOBRE ‘14
“Nessuna Gronda o Grondina all’orizzonte”
Intervista all’assessore Piefrancesco Maran
OTTOBRE ‘15
pag. 3
OTTOBRE ‘1
Viva il 70° anniversario della Liberazione dal nazifascismo!
42
29
1
5
Giovanni Beduschi
a lo sai, mio bel Giovannone dai pennelli a punta come
M
la spada di Zorro, che comincio a preoccuparmi? Infatti, mi trovo sempre più spesso in accordo con quello che
Un fan di Niguarda
aolo Tronca, l’ex prefetto di Milano ora
P
commissario di Roma, ha dichiarato al
“Corriere” di essere “appassionato di due luoghi meneghini su tutti: la nobile Sant’Ambrogio e il popolare Niguarda”. Siamo d’accordo con lui.
Riecco… lo Zonino d’oro!
l prossimo 15 dicembre ritorna lo Zonino d’oro! La serata, che si
Izioterrà
presso il Teatro della Cooperativa di via Hermada 8 (iniore 20.45), vedrà la premiazione di 11 personaggi meritori della nostra zona. Musica jazz e intrattenimento completeranno lo
spettacolo. Ecco i premiati di questa diciottesima edizione:
• Giancarlo Rota - Cavaliere della Repubblica
• Associazione dateciPista - Gestore del velodromo del
Parco Nord dal 2006
• Claudio Jaccarino - Pittore e scrittore.
• Riccardo Garrone - Attore
• Scuola elementare di via Passerini - Scuola centenaria
• Maria Sidoli - Quotata pittrice di falsi d’autore
• Lorenzo Oliveto - Campione italiano a 11 anni di Kata e
Kumite (componenti del Karate)
• Carlo Rovelli - Partigiano
• Impresa Turati - Ha riqualificato l’azienda ricreando in via
Bauer la vecchia Niguarda di fine ‘800.
Alla memoria
• Claudio Ciceri - Vice presidente del Niguarda Calcio, storica figura del calcio niguardese.
• Renato Vercesi - Collaboratore di “Zona Nove” dalla nascita
del giornale e Presidente dell’Anpi di Niguarda
Sul prossimo numero
pubblicheremo il programma dettagliato.
Mercatino Vintage
abato 21 e domenica 22 novembre, presso l’ex consultoS
rio di via Val Maira 1 (di fianco alla chiesa), si terrà il
mercatino vintage allestito dai volontari della conferenza
San Vincenzo. Il ricavato della vendita sarà a totale beneficio delle persone in difficoltà della Parrocchia.
scarabocchi. Prendi per esempio l’elezione del Sindaco di
Milano. Tu giustamente non lo vuoi né leghista né forzista
né grillista. E non lo vuoi “matto” come Marino e - aggiun-
Bilancio partecipativo
Ora i cittadini scelgono
i progetti da realizzare
Giorgio Meliesi
go io - neanche tanto “matteo”. Ne abbiamo già due che bastano e avanzano. Piuttosto, a Palazzo Marino bisogna cambiare nome. (Zorro Nove)
La fontana blu e verde
l bilancio partecipativo (vedi “Zona Nove” di ottobre, pag. 2) è
Identi,
arrivato alla fase finale, ossia alla scelta dei progetti. I resitutti coloro che lavorano e studiano a Milano e che hanno
compiuto 14 anni, potranno scegliere tra gli oltre 30 progetti che
sono stati selezionati grazie ad un percorso iniziato lo scorso luglio. Le idee che usciranno vincitrici dalle “urne” verranno finanziate dall’Amministrazione, che ha stanziato 9 milioni di euro, uno per ogni Zona.
Le operazioni di voto si svolgeranno dal 12 al 29 novembre: si
voteranno i progetti via computer o smart phone dal sito
www.bilanciopartecipativomilano.it, oppure nei due sabati (21 e
28 novembre) anche tramite postazioni (con assistenza) allestite nelle civiche biblioteche.
Le scuole che hanno presentato progetti, invece, dispongono di
un voto in più per alunno. Il risultato del voto sarà diffuso all’inizio di dicembre.
“Con il Bilancio partecipativo . dichiarano Francesca Balzani,
vicesindaco e assessore al Bilancio, e Carmela Rozza, assessore
ai Lavori Pubblici - abbiamo voluto coinvolgere i cittadini, a partire dai più giovani, nella realizzazione di opere vere e proprie.
È stata una sfida per questa Giunta che ha affidato ai milanesi
il percorso di progettazione e la scelta finale su come e dove investire risorse reali”.
Il bilancio partecipativo è un’iniziativa del Comune di Milano
che, per la prima volta, offre la possibilità ai cittadini di indicare all’Amministrazione un’opera da realizzare. La prima fase di
presentazione del progetto e di ascolto delle idee e dei progetti è
avvenuta lo scorso luglio. Gli incontri sono avvenuti in tutte la
zone della città, in media 5 per zona. A settembre e ottobre si è
svolta la fase di discussione in vari punti della città. In questi
incontri sono stati estratti a sorte 270 cittadini (30 per zona) per
partecipare ai laboratori di progettazione, dove in un weekend
insieme ai tecnici comunali le idee sono state trasformate in
progetti veri e propri.
“Tutti i progetti - conclude Rozza - anche se non saranno scelti in
sede di voto finale, rappresentano un patrimonio di idee e stimoli assai prezioso per l’Amministrazione. Per questo ne faremo tesoro perché ci aiutano a vedere la città con gli occhi dei giovani”
• Progetti per la zona 9 “Muoversi sicuri” è il titolo dell’articolato progetto che riguarda in modo diffuso la zona 9. Include la
promozione, la valorizzazione della mobilità sostenibile ciclo-pedonale, l’accesso ai mezzi pubblici - con pannelli a messaggio variabile e totem informativi - e la riqualificazione di molte aree scolastiche. Il progetto “Viver bene in sicurezza” invece include una
lista puntuale di azioni per migliorare la sicurezza in particolare
nelle vie che costeggiano il Parco Nord. Per l’Isola vedi a pag. 9.
uante volte abbiamo visto quei grandi contenitori di ceQ
mento in via Valfurva/val Maira. Ebbene, grazie alla sensibilità di cittadini, negozianti e istituzioni, si è voluto dare un
poco di colore al grigiore che regna all’interno delle due vasche
del Seveso. L’artista Davide Atomo Tinelli ha realizzato una
fontana blu e verde con materiale riciclato in plastica che simboleggia le esondazioni del Seveso, inteso come divinità classica e mitologica, contro il grigiore del fiume che ha procurato
non poche preoccupazioni ai residenti della zona. Il totem-fontana, composto da fili scintillanti che rappresentano gli zampilli, è attaccato fortemente al tombino grande dentro la vasca
e sul pavimento viene ben evidenziato il colore blu dell’acqua.
Tutto questo per rendere “allegro” uno spazio nudo e crudo.
Sicuramente diventerà motivo di manifestazioni rionali che
spesso vengono attuate in zona.
Al Centro Girola
i “PerCorsi culturali”
Centro Girola Fondazione don Carlo Gnocchi organizza, con il paIla ltrocinio
del CdZ 9, “I perCorsi culturali del Girola”, ogni lunedì dal15 alle 17. Prossimamente sono previsti: il 23 novembre, “Medicina,
i tests per la Memoria” (docente: dott.ssa Lorenza Marino, neuropsicologa del Centro Girola); il 7 dicembre “Laboratorio, La gioia di ballare”
(docente: sig.ra Maria Liberti, insegnante della Scuola di Ballo “Antonio
Pinna”); il 21 dicembre, “Laboratorio, Addobbi natalizi: crearli da soli”,
(docente: Natalia Moccia, operatrice del Centro Girola).
ATTENZIONE La sede della redazione in via Val Maira 4 (Pratocentenaro) è aperta ogni mercoledì pomeriggio dalle 15.30 alle 18 per ricevere coloro
che desiderano segnalare problemi, annunciare o proporre iniziative, articoli o servizi per il giornale. Si può anche telefonare allo 02.39662281.
“Nessuna Gronda o Grondina all’orizzonte”
Intervista all’assessore Piefrancesco Maran
“Bisogna invece continuare a investire sul trasporto pubblico”.
A dicembre ci sarà anche un potenziamento del bike-sharing nei quartieri periferici.
Daniele Cazzaniga
ono mesi che i cittadini di Bicocca, San
S
Giuseppe e più in generale della parte
nord della zona 9, oltre ai nostri amici dirimpettai sestesi, sono preoccupati della possibile
costruzione di una versione “leggera” della
Gronda, rinominata Grondina, così come si
evincerebbe dal Piano urbano della mobilità
sostenibile (Pums) in fase di approvazione a
Palazzo Marino. Per chiarire una volta per
tutte come stanno le cose abbiamo intervistato Piefrancesco Maran, l’assessore competente in materia, il quale ci ha detto…
Per quanto riguarda il Pums, alcuni cittadini e l’Amministrazione di Sesto S.
Giovanni contestano la realizzazione di
una nuova strada. Come stanno realmente le cose?
Ma quale nuova strada? In realtà è proprio il
contrario. La questione se siamo buoni diciamo che è stata male interpretata, se siamo
maliziosi dobbiamo ricordarci che ci sono dei
professionisti del “no gronda nord” che sono rimasti disorientati dal fatto che quel tema sia
uscito da tutti gli strumenti pianificatori del
Comune e la devono cercare anche dove non
c’è. Il Pums viceversa sostiene la necessità di
preservare le zone residenziali dal traffico di
attraversamento per i quartieri a nord. Non
bisogna però dimenticare che quello a nord
della città è un tessuto in alcune parti molto
denso, che ha un forte potenziale di attrazione
e generazione di traffico. Nella zona vi sono alcune barriere, quali la ferrovia o il Naviglio
Martesana, il cui superamento è un elemento
critico. Le soluzioni per rendere la situazione
più fluida devono essere trovate localmente, a
seconda delle occasioni e delle morfologie che
si creano, proprio perché siamo tutti concordi
di non fare nuove strade. Bisogna invece continuare ad investire sul trasporto pubblico: è
da li che devono arrivare risposte alla domanda di spostamenti sia attuale che futura, so-
prattutto in relazione alle trasformazioni sociologiche in atto. È anche il motivo per cui vogliamo prolungare la linea tranviaria al quartiere Adriano, interpretandolo come un tassello per arrivare fino a Cascina Gobba.
C’è poi la questione della riapertura al
traffico privato di via Sesto S. Giovanni
in direzione Sesto. Cosa risponde alle
critiche che giungono dai cittadini?
Immagino che le critiche non vengano da
Precotto, che si è fatta per anni carico di tutto
quel traffico! La riapertura di quella via ha
consentito di redistribuire il traffico su più itinerari ed è stata avviata durante i lavori per il
rifacimento del ponte di Greco (che tra l'altro
mi pare molto apprezzato). Penso si possano
studiare ancora degli interventi che ne riducano gli impatti, però non è che abbiamo del traffico nuovo, semplicemente ora è un po’ più su
quell’itinerario e un po’ meno su Precotto;
avendo un sistema di strade strette penso che
convenga distribuirlo anziché concentrarlo
tutto su un quartiere come era prima.
Per quanto concerne la zona 9 le modifiche alla viabilità riguarderebbero sia
Ponale e l’incrocio con Testi sia Bignami
e gli incroci con Sarca e Testi. Possiamo
chiarire il più possibile come impatterà
questa nuova/modificata viabilità sui residenti? E per quanto riguarda i cittadini di Bruzzano e Comasina?
Sull’area Testi-Ponale il Piano non prevede
novità dal punto di vista della viabilità.
Mentre per l’area di Bruzzano l’occasione di
un intervento previsto da Regione Lombardia e Ferrovie Nord per la realizzazione del
terzo binario e l’eliminazione dei passaggi a
livello ha portato a definire una viabilità alternativa. Proprio nel Piano si dice che nel
quadrante nord saranno necessari interventi che, utilizzando la viabilità esistente,
permettano di migliorare la percorribilità
delle strade. Si tratta di interventi ai semafori o piccole riqualificazioni stradali mirate al miglioramento della circolazione locale. Tra Bruzzano e Comasina ci sarà una
vera e propria nuova strada. Si tratta di un
sottopasso a nord del quartiere che sarà
realizzato in occasione della chiusura del
passaggio a livello di via Oroboni. È una
strada a una corsia per senso di marcia che
collegherà i due lati della ferrovia per ricucire le relazioni locali. L’intervento dovrà poi
essere completato con la nuova via Giuditta
Pasta che porterà il traffico verso la SS 35,
allontanandolo dal quartiere.
Passando a un altro tema, quando arriveranno le stazioni di bike sharing
in Bicocca?
Entro metà dicembre verranno aperte 14
nuove stazioni di BikeMi in città, tra cui
Bicocca M5, Temolo-Innovazione, ChieseFulvio Testi. Stiamo continuando ad ampliare il sistema anche fuori dalla Cerchia
per consentire a sempre più cittadini di poter usufruire di un servizio straordinario
che oggi conta oltre 43mila abbonati.
Anche il governo studia il dossier
per prolungare la Lilla fino a Monza
Anna Aglaia Bani
ome anticipato sullo scorso numero
C
circola con insistenza la voce del prolungamento della M5 fino a Monza. In
realtà, il progetto è ancora agli inizi: è in
fase di elaborazione lo studio di fattibilità, affidato a Metropolitana Milanese
spa, che dovrebbe essere pronto in tre
mesi. La novità è che l’uscita della M5
dai confini di Milano incassa già una
qualche disponibilità del governo a supportare in futuro l’opera, inserita tra le
trenta infrastrutture strategiche da realizzare nei prossimi anni. Il ministro
Graziano Delrio ha infatti dichiarato:
“Aspettiamo gli esiti dello studio di fattibilità, stiamo già lavorando con il Comune di Milano, poi si vedrà”.
Dopo le ultime fermate aperte, la Lilla, che
oggi viaggia da San Siro Stadio a Bignami,
è in costante crescita: dai 55 mila passeggeri di prima dell’estate si è passati a una media di 130mila viaggiatori al giorno. A ottobre, con l’apertura delle fermate di Gerusa-
lemme e Monumentale, hanno già viaggiato
sulla M5 circa 3 milioni di persone, più del
doppio rispetto all’ottobre 2014. Il dato potrebbe essere un po’ falsato dall’effetto Expo,
ma il successo della Lilla è sotto gli occhi di
tutti. Al punto tale che il Ministro dei Trasporti si lascia andare a un grosso elogio al
nostro sistema metropolitano: “Quella di Milano è un’esperienza molto virtuosa anche
nella gestione e che tutte le città dovrebbero
seguirne l’esempio”. Parole che fanno piacere e confortano la volontà di Palazzo
Marino di allungare la linea 5 fino alla
città della Villa Reale ma, anche se lo
studio di fattibilità dovesse dare “esito
positivo”, chi metterà i soldini?
Il progetto è strategico perché lo spostamento del capolinea da Bignami fino a Bettola,
primo passo per raggiungere Monza, andrebbe a sommarsi al prolungamento della
linea Rossa M1, che dovrebbe essere pronto
entro il prossimo anno. È qui che allora si
punta a creare la stazione di interscambio
tra la 5 e la 1. Da Bettola poi si ipotizza di arrivare alla Villa Reale in tre tappe ovvero la
“Cittadella istituzionale”, l’ospedale San
Gerardo e il parco di Monza. Sei o sette fermate che dovrebbero costare circa un miliardo, alle quali potrebbero aggiungersene altre tre o quattro dal lato di San Siro, da allungare fino a Settimo Milanese per un importo di circa 500 milioni. Insomma, una
spesa mica da ridere!
Pane per passione
Tutti i tipi di pane
e la michetta tipica milanese.
Tutti i giorni torte
e dolci da spettacolo
… e per Natale i nostri
panettoni, anche farciti,
per allietare la tua tavola
Via P. Di Calboli 3 - Milano
Tel. 02.6425552
a cura di Daniele Cazzaniga
“Scarichi abusivi? Il Seveso è una fogna a cielo aperto”
Ecco perché a Bresso non vogliono la vasca sotto casa
l Seveso è una vera e propria fogna a cielo
Iciano
aperto, usato da tutti i Comuni che si affaclungo il corso d’acqua per farci i loro porci comodi. Chi è senza peccato scagli la prima
pietra.E ci chiediamo ancora perché i cittadini
bressesi che abitano nel quartiere Papa Giovanni XXIII sono schierati contro la vasca al
Parco Nord? Non a caso hanno tappezzato il
loro quartiere con un volantino di cui pubblichiamo di seguito il testo:
“Sono stati scoperti oltre 400 scarichi illegali,
di cui 180 nel solo tratto Paderno-CormanoCusano-Bresso. Le polizie provinciali di Milano, Monza e Como e il corpo forestale dello Stato hanno condotto un’inchiesta. Il caso è ora in
procura. Il dossier evidenzia restringimenti,
ostacoli, cattiva manutenzione dell’alveo, ma
soprattutto spalanca il pentolone degli scarichi abusivi. L’inchiesta conferma i timori: il
fiume è una fogna. Nonostante tutto prosegue
l’iter del progetto della vasca di laminazione
nel Parco Nord. Di quest’acqua fortemente inquinata si riempirebbe la vasca durante le
piene del Seveso, a poche decine di metri dalle nostre case, esponendoci a miasmi ed esalazioni dannose per la salute. Dov’è finito il
senso di responsabilità delle istituzioni nei
confronti dei cittadini?”
Ecco: sta proprio qui il problema. Possiamo potenziare tutti i depuratori presenti lungo il
Seveso e costruire tutte le vasche di laminazione ma se poi ognuno usa il Seveso a proprio
piacimento e per le proprie necessità, anche
quelle più bieche e meschine…
I dati ufficiali parlano chiaro: sono 37 le presunte opere abusive, 89 le ostruzioni in alveo,
oltre 400 gli scarichi censiti nella mappa degli
orrori che fanno sì che il fiume Seveso si trasformi a ogni temporale in un sorvegliato speciale con il suo carico di ansie e allerte. A scattare la fotografia della situazione sono stati gli
uomini del Corpo Forestale e della Polizia
Provinciale di Milano, Monza e Como su delega della Procura di Milano, che ha richiesto di
accertare eventuali responsabilità dirette o indirette connesse al fenomeno delle esondazioni e di rilevare, attraverso la verifica della funzionalità dell’intera asta fluviale, dalla sorgente nel comune di Cavallasca (Como) sino al
suo interramento in Bresso (Milano) tutto ciò
che ne compromettesse il decorso regolare.
L’indagine, lunga e complessa, ha permesso di
ottenere la puntuale mappatura del corso del
“Fiume del Diavolo”: restringimenti, ostacoli,
ostruzioni, cattiva manutenzione dell’alveo,
scarichi o captazioni abusive. E proprio sugli
scarichi abusivi che si registra una vera e propria galleria degli orrori: soltanto nel tratto
milanese del Seveso, lungo circa sei chilometri, risultavano censiti circa una quindicina di
scarichi, ma la polizia locale di Milano ha invece identificato e schedato oltre 400 scarichi
di cui una ventina risultavano attivi al momento dell’accertamento. Tutta la documentazione raccolta è stata consegnata alla Procura
per i passi successivi.
E adesso vediamo a chi la Magistratura andrà
a chiedere spiegazioni.
• Vasca: Il Parco Nord invia alla Regione le proprie osservazioni. Come prevede
l’iter per la Via (Valutazione di impatto ambientale), il Parco Nord sta elaborando la documentazione contro il progetto delle vasca di
laminazione nella propria area protetta. Ve ne
proponiamo un sunto.
Prima di tutto viene segnalato che, siccome
verrebbero sottratti 29mila mq di parco, dovrebbe essere prevista una compensazione di
quasi 44mila mq, mentre invece nella documentazione del progetto risultano solo 22mila
mq di nuove aree da rimboschire. Inoltre viene evidenziato che non si applicano tutta una
serie di criteri a tutela di un’area di pregio come prevedono le leggi regionali riguardanti il
Parco Nord. Altro punto: i tecnici del Parco segnalano che nella documentazione di progetto
non si vi è nessuna indicazione sull’acquisto di
aree per nuovi rimboschimenti né sul piano di
esproprio. Ancora: l’adeguamento delle piste
ciclabili lungo via Aldo Moro non pare in grado di compensare il danno ambientale arrecato al parco dalla realizzazione del bacino di laminazione; si chiede pertanto che tale intervento venga rimosso dalle compensazioni.
Ultimo, non certo in ordine di importanza, il
fatto che il primo elaborato del progetto stabilisse che tutte le superfici sottratte al Parco sarebbero state compensate con una quantità di
boschi pari a 1.5 volte i boschi sottratti ovvero
un valore decisamente insufficiente ma comunque ben superiore rispetto a quello del
progetto definitivo.
Corte dei Conti: via libera alle opere programmate
contro il dissesto idrogeologico causato dal Seveso
rande soddisfazione è stata espressa da
G
Palazzo Marino per il sigillo della Corte
dei Conti che a livello nazionale autorizza gli
interventi di salvaguardia idrogeologica programmati su diversi fiumi, tra cui il Seveso. A
breve quindi le Regioni riceveranno i finanziamenti necessari a realizzarle.
La notizia, datata 19 ottobre, parla chiaro:
con il via libera della Corte dei Conti partiranno nelle prossime settimane, con uno
stanziamento di 645 milioni, i primi 33 cantieri previsti dal piano in varie città metropolitane per la riduzione dei rischi dovuti al dissesto idrogeologico e per la prevenzione delle
alluvioni: si va dai 260 milioni per la realiz-
zazione dello scolmatore e l’adeguamento
idrico-strutturale del tratto terminale del
torrente Bisagno a Genova agli oltre 95 milioni per gli interventi sul fiume Seveso, fino
agli oltre 16 milioni stanziati per le opere di
mitigazione del rischio ad Olbia. Le 33 opere
- tutte con una progettazione definitiva o esecutiva - interessano 7 regioni (Veneto, Emilia
Romagna, Sardegna, Liguria, Lombardia,
Toscana e Abruzzo) e rappresentano la prima fase del piano per le città metropolitane
che prevede complessivamente 132 interventi per la messa in sicurezza delle città. Il decreto del presidente del Consiglio registrato
dalla Corte dei Conti fissa in 654 milioni le
risorse a disposizione per le opere: soldi che,
dopo la firma degli accordi di programma tra
Stato e Regioni prevista per fine mese, saranno trasferiti nelle casse dei Commissari
di governo - individuati nei presidenti di Regione - per l’avvio delle procedure di gara e
l’apertura dei cantieri.
Soddisfazione dei rappresentanti delle
Istituzioni a parte, resta aperta, come si può
leggere nell’articolo pubblicato in questa
stessa pagina, la questione della bonifica
del Seveso. Ha senso investire (si badi bene
non stiamo dicendo buttare) 95 milioni senza procedere a una seria bonifica delle acque del nostro fiume?
Mobilità e sicurezza sulle piste ciclabili
Il CdZ 9 per migliorare la pista su viale Marche
e piste ciclabili sono uno dei segni distinL
tivi della giunta Pisapia, che ha puntato
molto sulla mobilità dolce e sul trasporto
pubblico per ridurre il traffico che ingolfa e
intossica la città. Missione compiuta? Si può
sempre fare di più ma l’inversione di tendenza rispetto al passato c’è stata. E proprio per
migliorare quanto realizzato il CdZ 9 ha esaminato la situazione della pista ciclabile di
viale Marche per valutare possibili migliorie
in termini di sicurezza e di efficacia.
La Commissione Territorio, presieduta da
Luca Simi, durante tre sedute partecipate da
un buon numero di cittadini, ha dibattuto la
questione anche alla luce di una delibera approvata dal CdZ 9 su sollecitazione del consi-
gliere Gianluca Ferrando, con la quale si richiedeva sia di valutare l’effettivo utilizzo
delle piste ciclabili sulla circonvallazione
esterna sia l’opportunità di apportare modifiche per quanto concerne la sicurezza e la mobilità sostenibile.
Dal dibattito sono emersi due aspetti: la corsia ciclabile di viale Marche è utile e frequentata per gli spostamenti fra quartieri interperiferici e per renderla più frequentata sarebbe opportuno potenziarla e prolungarla in direzione Ponte della Ghisolfa e piazzale
Bausan. Per questo il CdZ 9 chiede al
Comune di completare i prolungamenti, anche alla luce dei contenuti costi di realizzazione di tali itinerari realizzati con tracciatura
della corsia ciclabile sulla carreggiata.
Poi, per aumentare la sicurezza, il CdZ 9
chiede di adottare almeno in via sperimentale accorgimenti volti a garantire una migliore visibilità dei percorsi riservati alle biciclette. Per esempio la colorazione degli attraversamenti agli incroci con banda colorata, da
estendere anche alle fermate dei mezzi pubblici, per contribuire a migliorare sia l’attenzione degli automobilisti sia la percezione
della continuità dell’itinerario da parte dei ciclisti. Infine, si suggerisce di installare lungo
la linea gialla delimitatrice della corsia ciclabile gli “occhi di gatto” che contribuiscono alla visibilità notturna e alla sicurezza del tracciato. (Daniele Cazzaniga)
NIGUARDA
ATTREZZATURE
TOELETTATURA alimenti
VENDITA ANIMALI
Orario continuato: 9/19.30
Chiuso il lunedì
Via Paolo Rotta, 4 - 20162 Milano
(ang. Via Ornato) Zona Niguarda
Tel./Fax 02.66.10.48.18
www.argopetshop.it - [email protected]
Studio Legale
avv. Elisabetta Gusso
Risarcimento danno sinistri
stradali, controversie di lavoro,
sfratti, recupero crediti,
separazioni/divorzi
Milano Niguarda - Via Ornato 65
Cell. 338.4650727
IL TAPPEZZIERE
Riparazioni e Rifacimento
Divani, Poltrone, Sedie,
Tende per interni,
Riparazione e sostituzione
tapparelle
Lavori accurati
Materassi - Zanzariere
Via Luigi Ornato 13
Tel. 02.6887767
Cell. 333.2483564
AFFORI
Il Colombo
Termoidraulica
Impianti idraulici
Riscaldamento - Scaldabagni
Condizionamento - Gas
Via Gaetano Osculati, 17
20161 Milano
Tel. 0287073255/Fax 0287073256
Cell. 338.2611745
e-mail: [email protected]
ISTRIA
OTTICA
PA R I S I
v.le Zara, 147 angolo p.le Istria
tel. 02/680031
PRATOCENTENARO
Pasticceria e
Caffetteria Vinti
Produzione propria
Via Val Maira 4
Tel 02.6438259
Expo: da Milano, italiani brava gente
Giovanni Poletti
88% dei visitatori hanno espresso su
L’
Expo un giudizio che va da positivo a entusiasta (io sono fra questi ultimi). Il rimanente 12% si è detto insoddisfatto.
Ovviamente tutti i giudizi devono essere rispettati. Avendo frequentato l’Expo quattro
volte per un totale di circa 50 ore , ho raccolto commenti di vario tipo, che mi fanno pensare che alcuni si aspettavano un’altra cosa
o erano pregiudizialmente contro.
Mi ha colpito una signora che si lamentava
perché non c’era niente da comprare fatto in
Italia (forse pensava che Expo fosse come i
mercatini di Natale).
Ma come ho vissuto io Expo? Padiglioni stupendi di grande architettura; impianti video
con immagini di bellezza impressionante.
Ogni Paese ha cercato di esprimere se stesso,
di dare l’immagine migliore con l’Italia che
ha fatto la scelta di giocare, ancora una volta,sulla bellezza, sull’arte e sul buon gusto.
Sono stato impressionato dallo splendido
Padiglione Zero, dall’Albero della Vita che ha
raccolto un entusiastico consenso, per non
parlare di Palazzo Italia, nonostante le cinque ore di attesa per entrare.
Ma Expo è stato anche ben altro. È stato la
vittoria della serenità, della sicurezza. Ho
passeggiato tante ore tra centinaia di mi-
gliaia persone di ogni età, migliaia di bambini in carrozzina, centinaia di di studenti,
centinaia di disabili grazie ai loro accompagnatori e a un’organizzazione efficiente.
Ciò che mi ha colpito è stata la compostezza
della gente. Code di migliaia di persone per
ore in attesa di entrare nei padiglioni, mai
un litigio, mai uno spintone. Il servizio d'ordine ben gestito ha saputo dare sicurezza e
consentire a tanta gente di trascorrere nel
migliore dei modi una giornata intensa. Solo
un cenno alla qualità della pulizia, veramente esemplare. Infine, la scelta felice di
consentire l’entrata alle 18 con 5 € ha permesso a tanti lavoratori di andare ad Expo
godendosi lo spettacolo serale dell’Albero della Vita e di visitare i padiglioni e cenare in
maniera inconsueta
Expo ha avuto un incredibile successo di
visitatori, con Milano che ha messo in
campo centinaia di eventi culturali, manifestazioni di ogni genere, con grande soddisfazione dei milanesi e dei 7 milioni di
turisti che hanno invaso la città, ma anche
dei commercianti, degli albergatori, dei
tassisti e di tante altre categorie.
Expo ha dato una grande spinta, si tratta
ora di mantenere questa positiva tensione. I
tanti giovani che ho visto al lavoro, forse a
novembre non tutti potranno avere una occupazione, ma almeno per sei mesi hanno lavorato, appreso un mestiere, fatto esperienza. In
centinaia si sono prodigati come volontari,
sempre disponibili, ben preparati. A chi ha
diretto l’organizzazione di Expo va dato atto
di aver saputo riportare la manifestazione
entro l’alveo che le era naturale, ovvero un
grande appuntamento mondiale, consapevole che la posta in gioco era molto alta per
quanto accaduto nei mesi precedenti l’inaugurazione. Expo è stata la dimostrazione che
l’Italia ha i numeri per tornare a crescere e
dare lavoro soprattutto ai suoi giovani.
L’arrivo di quasi 22 milioni di visitatori
veniva considerato un miraggio, ma non
é stato un sogno bensì una realtà che ci
rende orgogliosi di questa città che ancora una volta ha saputo essere esempio di
voglia di fare e di attaccamento alle sorti
del nostro Paese.
La chiusura di Expo è stata uno spettacolo grandioso alla cinese o, come si diceva
una volta, all’americana. Peccato che nessun intervento, neanche quello di Pisapia, abbia ricordato che Milano è Città
Metropolitana. Solo una dimenticanza?
Non ne sono convinto, ma non riesco nemmeno a spiegarmi il perché.
La riqualificazione degli Scali Ferroviari
cambierà il volto di Milano e della nostra zona
Gli scali e molti edifici di pregio sono stati “abbandonati” da banche, assicurazioni e grandi aziende.
Ma ora c’è un grandioso progetto di rigenerazione urbana da parte del Comune.
Michele Cazzaniga
l 22 settembre potrebbe essere ricorIMilano
data come una data indelebile per
e non solo. Palazzo Marino ha
infatti approvato l’accordo di programma con Regione e Fs per riqualificare
le aree ferroviarie dismesse o di prossima dismissione presenti nel territorio
della nostra metropoli.
Un progetto grandioso che prevede il
“ripensamento” di un milione e 250mila metri quadrati di cui 500 mila diventeranno aree verdi.
“Questo è uno dei più grandi progetti
di rigenerazione urbana presentati a
Milano e in Italia da molti anni. Senza alcun
consumo di suolo, attraverso il riuso e la riqualificazione di parti importanti del territorio con
verde, servizi ed edilizia sociale, si realizzerà
un’opera di ricucitura della città senza precedenti”, ha affermato con grande soddisfazione
il neo assessore all’Urbanistica Alessandro
Balducci al termine della seduta di Giunta che
ha suggellato lo storico accordo.
Si tratta di sette aree, per un totale di circa
1.250.000 metri quadrati, che verranno riqualificate secondo i criteri di uno sviluppo territoriale sostenibile sanciti dal Pgt con un’edificabilità massima di circa 674.000 metri quadrati, notevolmente ridotta rispetto a quella di oltre un milione di metri quadrati del precedente Pgt; la creazione di nuovi spazi pubblici e di
uso pubblico per 590.000 metri quadrati, di cui
525.000 saranno destinati a verde con circa 10
km di nuove piste ciclopedonali; la risposta al
fabbisogno di abitazioni anche per le fasce sociali più deboli, mediante insediamenti di edilizia residenziale sociale per circa 156.000 metri quadrati, pari a 2.600 nuovi alloggi.
Grazie alle risorse economiche, che si potranno generare attraverso la valorizzazione delle aree, saranno inoltre finanziati interventi di miglioramento e sviluppo del sistema ferroviario in ambito milanese per
assicurare, mediante interventi di riqualificazione delle stazioni esistenti e di realizzazione di nuove stazioni l’incremento della
capacità di trasporto pubblico nella regione
metropolitana e il miglioramento del rapporto fra ferrovia e città.
Le previsioni funzionali hanno come obiettivo
un mix urbano differente nelle varie localizzazioni, in relazione alla capacità di accogliere
destinazioni specifiche. Nelle zone di GrecoBreda, quella che ci interessa più da vicino, la
funzione prevalente è quella della residenza
sociale, con previsione di una percentuale minima destinata a funzioni commerciali e compatibili con la residenza.
La cittadinanza verrà coinvolta e ascoltata, al
pari di altri progetti fortemente voluti dalla
giunta Pisapia. In particolare risulta palese
che questo megaprogetto di ridisegno urbano
PER LE TUE PROSSIME
VACANZE INVERNALI
VICINANZE PONTE DI LEGNO
AFFITTO
APPARTAMENTI ARREDATI
4/6 POSTI LETTO
per stagione invernale o settimane
per informazioni e prenotazioni
335-5255939 (Signora Elena)
di Milano non sia uno strumento per
fare cassa ma per sanare ferite territoriali presenti in molte aree della
nostra città infatti, per superare la
frattura generata dalla presenza degli scali ferroviari, sono previsti contributi aggiuntivi pari a 80 milioni di
euro - suddivisi in 60 milioni per la
trasformazione dello scalo Farini e
20 milioni per scalo Romana - necessari per la realizzazione di opere di
collegamento e interventi di riqualificazione paesaggistica in corrispondenza delle linee ferroviarie che continueranno a passare nei due scali.
Ma le novità che cambieranno radicalmente il
volto della città non finiscono qui. Infatti, a
fianco degli scali ferroviari, si apre anche il capitolo degli edifici delle zone centrali, in molti
casi di valore storico. Un patrimonio immobiliare finora spesso sede di grandi aziende o
banche, che almeno in parte sarà riconvertito
a uso residenziale. Tra gli immobili da riconvertire il palazzo del Comune in via Pirelli,
quello dell’Inps, la torre Galfa, Palazzo Broggi,
l'ex sede delle Poste, l’ex sede della Banca di
Roma, la torre Velasca, l’edificio di via Pantano
8, quello in Porta Romana 10 e le sedi di
Allianz e dell'Asl in Corso Italia.
Balza subito agli occhi un aspetto positivo:
analizzando le 90 iniziative di nuove costruzioni, per un totale di 4.142 appartamenti, nel
prossimo decennio difficilmente ci sarà ancora
consumo di suolo ma si punterà invece a riconvertire quanto già esistente. Insomma, basta
cementificazione selvaggia perché poi la natura presenta il conto, sempre più spesso salatissimo, anche in termini di vite umane.
IL NEGOZIO
Ferrari Preziosi
Via Plinio 37 - Milano - Tel, 02.29533290
SCONTO FINO AL 70%
ARGENTO E ACCIAIO FIRMATI
BIJOUX MODA
SCONTO 30%
PICCOLA OREFICERIA
PROMOZIONE MESE NOVEMBRE
È per rinascere
che siamo nati.
(Pablo Neruda)
GLI APPUNTAMENTI DEL MESE
FILMS IN
ONA
a cura di Grazia Morelli
a cura di Silvia Cravero
Chi intenda far pubblicare proprie iniziative in questa rubrica dovrà farne pervenire notizia entro il 20 del mese precedente l’uscita del giornale.
Visti nelle sale di Skyline, Multisala Bicocca e cinema Rondinella
l GIOVEDÌ 12 NOVEMBRE
Art Action
Via Dante 15/A
Bresso
Mostra di vignette Humour in the City
(Orario: 18.30- 20. Chiuso domenica e festivi).
Fino al 19/11.
Hangar Bicocca
Via Chiese
Hypothesis, di Philippe Parreno. Fino al
14/3/2016.
Teatro Verdi
Via Pastrengo 16
Alle 21, Teatro Menotti al Verdi, Scende giù
per Toledo, di G. Patroni Griffi, con A. Cirillo.
Fino al 15/11.
Alle 20.30, Yves Montand. Un italien à Paris,
di e con G. Cannavacciuolo. Fino al 15/11.
Alle 21, Caino Royale, regia di R. Pelusio, con
A. Bochicchio e G. Longhin. Finoa al 15/11.
Sala Fontana
Via Boltraffio 21
Teatro della
Cooperativa
Via Hermada 4
l SABATO 14 NOVEMBRE
Teatro Arcimboldi
V. dell’Innovazione 2
Casa di Alex
Via Moncalieri 5
Alle 21, Nino D’Angelo in Concerto Anni '80...
e non solo”.
Alle 21.30 , Concerto, del Coro Fa&Desfà.
ArgommTeatro
Via Graziano Imp. 40
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
Alle 16, Creare l’incanto, laboratorio/spettacolo di danza per bambini, di M. Fanzaga.
l DOMENICA 15 NOVEMBRE
Il cinema di M. Garrone, alle 15, Primo amore; alle 17.15, Terra di mezzo; alle 19, Reality.
l LUNEDÌ 16 NOVEMBRE
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
Il cinema d’animazione di M. Fuzellier, alle
15, Momo alla conquista del tempo (E. D’Alò);
alle 17, La gabbianella e il gatto (E. D’Alò, da
Sépulveda).
l MARTEDÌ 17 NOVEMBRE
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
Il cinema d’animazione di M. Fuzellier, alle
17, Mia e il Migù (J.-R. Girerd).
l MERCOLEDÌ 18 NOVEMBRE
La Scighera
Via Candiani 131
Alle 20.30, Di vino in vino: appuntamenti di
degustazione, Si sorseggia la Puglia.
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
Il cinema d’animazione di M. Fuzellier, alle
17, Volere volare (M. Nichetti). Presenti in sala M. Fuzellier e M. Nichetti.
l GIOVEDÌ 19 NOVEMBRE
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
Il cinema d’animazione di M. Fuzellier, alle
17, Che animale sei? (M. Fuzellier).
Teatro Arcimboldi
V. dell’Innovazione 2
Alle 21, Musica leggera, Nek in Prima di parlare.
l VENERDÌ 20 NOVEMBRE
Teatro della
Cooperativa
Via Hermada 4
Alle 21, Come truffare il prossimo e vivere felici, con P. Hendel. Fino al 29/11.
Centro Culturale
della Cooperativa
Via Hermada
Alle 21, Maggio 1915: l’Italia entra in guerra,
di S. Di Sieno, Università degli Studi Milano,
e A. Guerraggio, autore de “La scienza in trincea”.
l SABATO 21 NOVEMBRE
Teatro Arcimboldi
V. dell’Innovazione 2
Alle 21, Bob Dylan and His Band.
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
Il cinema di M. Garrone, alle 16, Oreste
Pipolo, fotografo di matrimoni; alle 18,
Gomorra.
l DOMENICA 22 NOVEMBRE
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
Il cinema di M. Garrone, alle 15,
L’imbalsamatore; alle 17.15, Terra di mezzo;
alle 19, Estate romana.
l MARTEDÌ 24 NOVEMBRE
Teatro Arcimboldi
V. dell’Innovazione 2
Alle 21, Musical, Mamma Mia!
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
Omaggio a M. Bellocchio, alle 17, Diavolo in
corpo.
l MERCOLEDÌ 25 NOVEMBRE
l GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
Omaggio a M. Bellocchio, alle 15, La balia; alle 17, Sbatti il mostro in prima pagina.
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)+
Omaggio a M. Bellocchio, alle 15, Sorelle mai;
alle 17, Buongiorno, notte; alle 19, La Cina è
vicina.
l VENERDÌ 27 NOVEMBRE
l SABATO 28 NOVEMBRE
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
Casa di Alex
Via Moncalieri 5
Omaggio a M. Bellocchio, alle 16, Sogni infranti; alle 18,Vacanze in Val Trebbia.
Alle 21.30, Concerto Rock, di Omuncolus res.
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
Omaggio a M. Bellocchio, alle15, Sangue del
mio sangue; alle 17, I pugni in tasca.
l DOMENICA 29 NOVEMBRE
Una vita da marziano
• Sopravvissuto - The Martian (
) Regia: Ridley Scott. Cast:
Matt Damon, Jessica Chastain, Kristen Wiig. Genere: fantascienza.
Nazione e Anno: Stati Uniti, 2015. Durante una missione su Marte, l'astronauta Mark Watney viene considerato morto dopo una tempesta e
per questo abbandonato dal suo equipaggio. Ma Watney è sopravvissuto e cerca di segnalare alla Terra che è vivo. Un team di scienziati internazionali cercano organizzare un’audace missione di salvataggio.
• Steve McQueen - Una vita spericolata (
) Regia: Gabriel
Clarke, John McKenna. Cast: Steve McQueen, Chad McQueen, John
Sturges. Genere: documentario. Nazione e Anno: Stati Uniti, 2015. Un
documentario su Steve McQueen che racconta la complessa lavorazione del film del 1971, “Le Mans”.
• La legge del mercato (
) Regia: Stéphane Brizé. Cast:
Vincent Lindon, Karine de Mirbeck. Thierry ha 51 anni, una moglie e
un figlio disabile. È disoccupato e ha frequentato corsi di formazione
che non gli hanno portato lavoro. Finché un giorno viene assunto in un
ipermercato con il ruolo di controllo nei confronti di tentativi di furto.
Tutto procede regolarmente fino a quando…
• Suburra (
) Regia: Stefano Sollima. Cast: Pierfrancesco Favino,
Jean-Hugues Anglade, Elio Germano. Genere: drammatico. Nazione e
Anno: Italia, 2015. Nell’antica Roma, la Suburra era il quartiere dove
il potere e la criminalità segretamente si incontravano. Dopo oltre duemila anni, quel luogo esiste ancora. Il film è la storia di una grande speculazione edilizia, che trasformerà il litorale romano in una Las Vegas.
• Firenze e gli Uffizi al cinema in 3D (
) Regia: Luca Viotto.
Cast: Simon Merrells, Antonio Natali, Simone D'Andrea. Nazione e
Anno: Italia, 2015. Un viaggio multisensoriale nel Rinascimento alla
scoperta dei capolavori dell’arte italiana: un evento unico di risonanza
mondiale che ci condurrà alla scoperta di personaggi leggendari come
Michelangelo, Brunelleschi, Raffaello, Leonardo e Botticelli.
• The Walk (
) Regia: Robert Zemeckis. Cast: Joseph GordonLevitt, Ben Kingsley, Charlotte Le Bon. Genere: drammatico. Nazione e
Anno: Stati Uniti, 2015. The Walk racconta la storia vera di un giovane sognatore, il funambolo Philippe Petit, che ha compiuto un'impresa
passata alla storia: passeggiare fra le Torri Gemelle del World Trade
Center in equilibrio su un filo d'acciaio. Con tanto coraggio e un'ambizione cieca, Petit riesce a superare i limiti fisici, la paura e i divieti delle forze dell'ordine e vincere così la sua sfida contro tutto e tutti.
• Rock The Kasbah (
) Regia: Barry Levinson. Cast: Bill Murray,
Bruce Willis, Zooey Deschanel, Genere: commedia. Nazione e Anno:
Stati Uniti, 2015. Bill Murray è un manager musicale fallito che porta
il suo unico cliente in Afghanistan a suonare per le truppe americane.
Alla fine di una serie di disavventure si ritrova solo, senza soldi e senza passaporto, ma si imbatte in una ragazza con una voce fantastica
che riesce a portare a Kabul, dove la fa partecipare al locale X Factor.
• La tomba delle lucciole (
) Regia: Isao Takahata. Cast: (Voci
originali) Tsutomu Tatsumi, Ayano Shiraishi, Yoshiko Shinohara.
Genere: animazione, Nazione e Anno: Giappone, 1988. Giappone, 21 settembre 1945. Alla stazione di Kobe, il quattordicenne Seita muore di
inedia. Il suo fantasma ripercorre i tragici eventi degli ultimi quattro
mesi: i bombardamenti americani, il cadavere della madre sfigurato
dalle ustioni, il padre a difendere la gloria dell'impero nella sua bianca
uniforme da ufficiale di marina, Seita e la sorellina Setsuko soli contro
il mondo impazzito. E poi la paura, la mancanza di soldi, i furti, la fame. Questa notte spaventosa è rischiarata dai flebili bagliori delle lucciole. Ma all’alba non ne rimarrà più nessuna.
mediocre
discreto
bello
imperdibile
Grazie al libro di Giovanni Poletti finalmente si parla di Città Metropolitana
Valeria Casarotti-Teresa Garofalo
ra un pubblico numerosissiE
mo, attento e interessato,
quello che giovedì 22 ottobre ha
gremito il Teatro della Cooperativa per un’interessante tavola
rotonda coordinata da Luigi
Allori, direttore di “Zona Nove”.
La presentazione di “Milano
Città Metropolitana”, il libro di
Giovanni Poletti appena edito,
è stata l’occasione per riunire
personaggi autorevoli e competenti che hanno relazionato
sull’importanza storica della
trasformazione della nostra
città in Città Metropolitana e
sulle problematiche connesse
a tale evento.
In base alla legge 56 del 2014,
infatti, che ha abolito le province, Milano, divenuta una delle 9 Città
Metropolitane in Italia, include nel suo territorio ben 134 comuni limitrofi. Abbiamo già un Sindaco metropolitano, uno Statuto e una
Conferenza Metropolitana, ma la strada per la realizzazione dei complessi obiettivi previsti è molto lunga, ancora tutta da tracciare. “Perché
questa nuova realtà non resti sulla carta o non sia un’imposizione calata dall’alto - afferma Poletti - è essenziale che i cittadini partecipino
consapevolmente e siano protagonisti del cambiamento. Questa serata
è stata voluta proprio per dare informazioni, fornire notizie su questa
realtà di cui poco si parla”.
Ad aprire il dibattito Ivan Crippa. In un rapido quanto assai interessante exursus lo storico, che ha collaborato alla stesura del libro sottolinea le tappe che hanno visto Milano essere nei secoli “centro di aggregazione del contado e della provincia. Da questi ultimi - prosegue - la
città ha sempre assorbito una serie rilevante di stimoli che ha fatto propri e nei secoli si è progressivamente trasformata mantenendo però
sempre un contatto stretto con i territori circostanti. Dalla sua storia
millenaria è facile dedurre che Milano ha le carte in regola per farcela”.
A confermare l’essenzialità del rapporto tra periferia e centro Renato
Sarti sottolinea come a Milano la cultura sia stata negli anni ’60 -’70 ’’80 il collante tra la borghesia illuminata del centro e il proletariato:
“Ricordo che in quegli anni il teatro di decentramento era frequente, così come i salotti letterari in cui ci si ritrovava un po’ tutti ed era l’occasione per collegare le varie esperienze e far nascere idee nuove. La separazione di questi due mondi, centro e periferia, non è fisica ma mentale e quando si spegne la borghesia illuminata si spegne la città intera. Guardare in avanti significa guardare la città al di là delle cerchie,
delle circonvallazioni, al di là di ogni ‘limes’ fisico o mentale. Questa era
e questa dovrà tornare a essere Milano”.
La necessità di mantenere attiva la relazione tra cittadini e istituzioni
per costruire una Città Metropolitana è emersa nell’intervento di
Paolo Limonta, responsabile dell’Ufficio Relazioni con la città del
Comune di Milano, il quale afferma che “per realizzare pienamente gli
obiettivi è essenziale mettere il più possibile in contatto la città e chi vi
abita con i palazzi, rafforzando il dialogo e il confronto e sviluppando su
tutto il territorio il senso civico di appartenenza alla comunità, sentimento indispensabile per salvaguardare i diritti di tutti. Milano ha un
numero spropositato di cittadini che uniti in associazioni e comitati
danno oggi alla scelta di risoluzione del proprio problema locale un carattere globale, contribuendo in tal modo a migliorare le condizioni di
vita dell'intera città. Per affrontare con responsabilità il cambiamento
che può avvenire con la città metropolitana occorre parlare molto, informare, coinvolgere i cittadini e sensibilizzarli anche attraverso conferenze e incontri pubblici. Le associazioni e tutti coloro che amano questa
città, e sono tanti , in questo possono giocare un ruolo fondamentale”.
Data la complessa estensione territoriale, fra i problemi che la nuova
organizzazione dovrà affrontare c'è quello della suddivisione di Milano
Città in Municipalità con autonomia amministrativa. Come conciliare
allora la Milano Città e le sue Municipalità? “Credere che la Città
Metropolitana possa come una bacchetta magica risolvere in un attimo tutti i problemi è impensabile - afferma Walter Cherubini, coordinatore della Consulta Periferie di Milano -. Ci vogliono anni di lavoro per attuarla. Il futuro è un percorso di costruzione e di coinvolgimento dei territori e della moltitudine di enti e soggetti coinvolti. Una sfida
alla complessità che si può vincere se, superando l’autoreferenzialismo
e il particolarismo, si stabiliranno tra le diverse realtà relazioni democratiche e si lavorerà con spirito di condivisione per ricucire le asimmetrie che oggi caratterizzano le nostre città”.
Una sfida difficile e appassionante che l’avvocato Claudio Gelfi riconosce essere un’impresa titanica in quanto “riuscire a dare una prospettiva identitaria ai 134 comuni che costituiscono la Milano Città
Per lo scrittore Claudio Antonelli
l’etica è il nostro pane quotidiano
Lorenzo Meyer
o scorso 27 ottobre
L
al Circolo Acli Bicocca si è parlato di etica come patto di convivenza sociale, in occasione dell’uscita del
nuovo libro di Claudio
Antonelli “Etica - Pane
quotidiano”. Durante
la serata, cui è intervenuta anche Beatrice
Uguccioni, presidente
del Consiglio di Zona
9, i cittadini presenti
hanno discusso con
l’autore del libro affiancando molto spesso il concetto di etica a quello di coscienza civica, portando esempi che purtroppo sono quotidianamente
sotto gli occhi di tutti. Dal padrone dei cani che non
raccoglie le feci del proprio animale alle persone che
gettano i rifiuti per strada o che a bordo dei mezzi
pubblici stendono tranquillamente le loro gambe sui
sedili di fronte. Molti sono stati gli interventi durante la serata, alla fine della quale abbiamo voluto approfondire questo argomento con l’autore del libro.
Dottor Antonelli, ci vuole raccontare com’è
nata l’idea di questo libro?
Per molti anni sono stato un utilizzatore del codice
etico, e anche un gestore del sistema dell’etica da
parte di associazioni professionali (Antonelli, tra le
altre cose, riveste la carica di vice presidente
Confassociazioni con delega all’etica ed è incaricato
al Politecnico di Milano per docenza in seminari di
Etica Professionale, ndr). La mia azione era ispirata
dall’atteggiamento di un manager diligente che vuole manovrare le leve giuste per governare l’equità e
la correttezza dei comportamenti professionali. Poi
mi sono appassionato all’argomento, considerandolo
cruciale per il futuro mio, della comunità professionale e della società, e quindi ho cominciato a coltivare il proposito di andare dentro al tema per capire i
fondamenti costitutivi della disciplina. Sono partito
cercando testi e casi da studiare come principiante,
abolendo ogni presunzione di conoscenza pregressa.
Qui mi sono imbattuto in molte difficoltà dovute soprattutto alla presenza di un’enormità di testi teorici di taglio filosofico e il nulla o quasi per gli interessati non esperti; scarseggiano documenti che facciano da ponte tra le teorie e le applicazioni pratiche.
Con questo libro intendo trasferire concetti e metodi
nella maniera più semplice possibile.
Qual è la sua definizione di etica?
Etica è la disciplina che indaga e riflette sui criteri
che permettono di assegnare un giudizio ai compor-
tamenti distinguendoli in giusti e leciti, rispetto a
quelli ritenuti riprovevoli e inopportuni. Sono quei
principi che consentono all’individuo di gestire la
propria libertà nel rispetto degli altri, rendendo compatibili i comportamenti di soggetti diversi. Come
esempio pratico mi vengono in mente le relazioni che
si instaurano tra persone che vivono nello stesso condominio alla ricerca di un equilibrio nell’utilizzo delle parti comuni. Il concetto di etica è molto più concreto di quanto si pensi. Ciascuno di noi lo affronta e
lo esercita quotidianamente. Non si può vivere senza compiere scelte che abbiano una valenza etica,
qualsiasi sia il ruolo che stiamo giocando in quel momento: genitore, avvocato, insegnante, medico, pubblicitario, negoziante, imprenditore, giornalista, poliziotto, manager, politico…
Ci può accennare qualcosa sull’etica del
lavoro?
Esistono due leve motivazionali diverse e complementari per stimolare la voglia di lavorare bene.
Una è data dall’imperativo morale di lavorare per
la comunità, valorizzando se stessi nel bene comune. L’altro fa appello alla realizzazione personale: parte dal presupposto che la competizione
stimoli il desiderio di dare buone prestazioni e assicura la ricompensa individuale meritata.
Nell’attuale situazione di crisi e di mancanza di
lavoro, sembra prevalere la visione strumentale,
secondo la quale il lavoro è quasi unicamente un
mezzo per avere soldi, per sopravvivere o incrementare le proprie ricchezze.
Esiste all’opposto una cultura che considera il lavoro
come un progetto, una sfida, qualcosa da costruire,
da realizzare anche a livello personale. Con questa
visione la persona tende ad attivarsi per il raggiungimento di obiettivi e risultati. Qui la dimensione
professionale e quella personale si confondono e s’intrecciano. Il lavoro in questo caso non è più solo fatica o denaro, ma realizzazione di sé, non è solo sofferenza ma anche piacere, verso una dimensione di
gruppo e non solo individualistica.
Qualcuno pensa che in periodo di crisi non ci
sia tempo per l’etica…
Pensare che se le cose vanno male si debbano solo contenere i costi, concentrarci sulla produttività e la competitività è sbagliato e controproducente. Del resto qualcuno la pensava così anche
in una nota casa automobilistica e poi sappiamo
come è finita. Rinunciare all’etica o metterla in
bassa priorità è un opportunismo miope che taglia le gambe al futuro. La reputazione si basa
sulla fiducia; ci vuole molto a costruirla e basta
un attimo per perderla. L’etica produce benessere individuale e sociale. È il motore essenziale
della sostenibilità.
No alla violenza sulle donne
novembre si celebra la Giornata internazionale
Ituitalper25nel
l’eliminazione della violenza contro le donne, isti1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni
Unite. In uno stato civile e in tempi normali non è detto che capiti spesso di venir aggrediti, tuttavia chiunque
può trovarsi, senza volerlo, in una situazione spiacevole, se non addirittura essere vittima di un’aggressione.
Una maggiore coscienza delle proprie possibilità e dei
propri limiti, unita alla capacità di rapida analisi della
situazione, consentono di capire quando è il momento di
agire e quando è il momento di non farlo.
L’impegno dell’Associazione Tra Cielo e Terra a tutela della donne passa anche da piccole iniziative come quella che viene proposta mercoledì 25 novem-
bre presso la sede dell’Associazione, in viale Zara 9.
Il motivo determinante che a portato a scegliere questa
iniziativa è la coscienza e la responsabilità del ruolo ricoperto da ognuno di noi, per noi, per i nostri cari, verso
l’intera cittadinanza. Non una risposta violenta alla violenza, ma la capacità di poter scegliere la soluzione migliore per ogni situazione. Saper salvaguardare la propria incolumità con una risposta concreta alle paure e
poter creare un muro di gomma per arginare i pericoli.
Per questo l’Associazione Tra Cielo e Terra propone per
il 25 novembre un percorso che comprende nell’arco della giornata l’intervento di uno Psicologo, di un Operatore di Polizia e di un Istruttore qualificato nella difesa
personale. Info: 02/84342092.
Metropolitana, creare sintonia e intesa fra tutti i sindaci perché
forniscano prestazioni più efficaci ed efficienti ai cittadini non è
certo compito facile. Tuttavia si può riuscire - continua il relatore
- perché abbiamo oggi una classe dirigente in grado di mettere in
pratica la legge 56, una legge che, a differenza di tante altre, è ben
fatta e ben strutturata”.
Nel suo interessante intervento Roberto Camagni, ex sindaco
di Milano, sottolinea le funzioni e le competenze di questa Città
Metropolitana che “come spiega molto bene nel suo libro Poletti dice - deve pianificare, creare strategie, coordinare, fare programmazione, mentre la gestione amministrativa è compito che spetta
esclusivamente ai comuni. Questi possono poi decidere se agire da
soli o aggregarsi tra loro per risolvere problemi locali inserendoli
nel quadro metropolitano”.
Saremo davvero in grado di affrontare con successo questo salto nel futuro? Certamente sì. Lo si deduce dalle parole del senatore Franco
Mirabelli, il quale ci ricorda che Milano, aperta alle novità, ha sempre
guardato al mondo trasformandosi progressivamente nella grande
città che oggi amiamo e nella quale siamo tutti orgogliosi di vivere, una
città importante per l’operosità e la lungimiranza della sua gente, per
le risorse commerciali, industriali, artigianali e culturali che possiede. I problemi ci sono, legati alla precaria situazione economica che
caratterizza il nostro tempo, al subentro alla disciolta Provincia, alla
ridefinizione dei compiti dei comuni e della Regione Lombardia, all'amministrazione di una collettività di oltre tre milioni di abitanti”.
Anche questa volta però vogliamo sperare che Milano saprà cogliere
l'occasione per prendere decisioni destinate a migliorare la vita nel
nostro paese e a rilanciare il proprio ruolo di porta italiana per
l’Europa in grado di confrontarsi con realtà tra le più sviluppate come quelle di Parigi e Londra. Una serata davvero interessante che ha
visto anche la presenza di Silvio Ostoni, presidente della
Cooperativa Abitare, e di Beatrice Uguccioni, presidente del CdZ
9. Entrambi hanno sottolineato l’importanza di questo incontro tra
istituzioni e cittadini che, attenti alle problematiche della città, se
chiamati a farlo, mettono volentieri a disposizione del territorio la
città le loro esperienze e le loro competenze.
Gli argomenti dibattuti sono stati tanti e complessi eppure la serata è
trascorsa velocemente. Ad alleggerirla e a renderla ancor più gradevole l’intermezzo musicale jazz del duo Metrop, Stefano Bassalti e Sandro
di Pisa, e lo “spumeggiante” brindisi finale.
In ricordo di Maria Volpari
Angelo Longhi ([email protected])
uesto giornale scritto inQ
teramente da volontari e
che si sostiene grazie alla
pubblicità dei commercianti
dei nostri quartieri compie
quest’anno 21 anni.
Con il volume in uscita questo mese, a cura mia e del direttore Luigi Allori, ricordiamo una delle sue fondatrici,
Maria Volpari, che ci ha lasciato all’inizio della primavera del 2012 a 86 anni (era nata nel 1926).
Scrivono di lei con affetto e
rimpianto persone che l’hanno conosciuta e stimata:
Antonella Loconsolo, vice presidente del Consiglio di Zona
Nove, Barbara Pollastrini,
ora deputata ma per lunghi
anni segretaria della Federazione milanese del
Pci, Ardemia Oriani allora dello Spi Cgil, e poi i
familiari, il marito Ibrahim e Francesca
Falcometà, la nipote.
Maria era una delle numerosissime donne del
Partito Comunista Italiano, e per lei la politica
non è mai stata un “lavoro” a volte ben remunerato, o solo un far carriera, come spesso è oggi
nel migliore dei casi. “Noi siamo convinti che il
mondo, anche questo terribile, intrigato mondo
di oggi, può essere conosciuto, interpretato, trasformato, messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo
obiettivo è una prova che può
riempire degnamente una vita.” (Enrico Berlinguer). Per
questo Maria è vissuta. E per
questo oggi è importante per
noi ricordare lei e le persone
come lei.
È interessante leggere la sua
biografia scritta da lei stessa
nel 1995 conservata da Luigi
Allori e pubblicata nella seconda parte del volume. Leggendola, si intuiscono gli sforzi e la fatica che costò avere
in questa zona periferica di
Milano alcuni servizi come le
scuole, gli asili nido, i servizi
per gli anziani, tutte cose che
oggi sembrano scontate ma
che allora con la crescita impetuosa della popolazione
immigrata dal Sud Italia e l’esplodere della metropoli, non lo erano affatto.
Non era una persona famosa Maria Volpari. Ma
senza l’azione quotidiana di persone così, durata
alcuni decenni, nessun progresso sarebbe avvenuto. Una lezione per l’oggi, un presente in cui
stiamo arretrando sui diritti sul lavoro e non solo, raggiunti precedentemente da quella generazione nata negli anni 20, che si ribellò al fascismo e poi non smise mai un incessante impegno
politico durato per tutta l’esistenza volto a migliorare la propria vita. Nel modo più nobile che
esista: migliorando quella di tutti.
La Biblioteca di Morando
enerdì 6 e sabato 7 novembre, presso Spazio
V
Oberdan e Mic (Museo Interattivo del Cinema), Fondazione Cineteca Italiana ha presentato
un omaggio a Morando Morandini, grande critico
cinematografico e grande uomo. Un ricordo a pochi
giorni dalla sua scomparsa per mantenere viva la
sua genialità, presentando contestualmente l’iniziativa “La Bibioteca di Morando”, progetto di conservazione e valorizzazione della sterminata biblioteca di Morandini, composta da oltre tredicimila
volumi, lettere, foto, faldoni di appunti a partire dal
1952, che la famiglia ha voluto depositare negli archivi della Cineteca Italiana.
I 100 anni della Relatività di Einstein
a teoria della Relatività Generale di Einstein,
L
una delle conquiste più alte del pensiero umano, compie 100 anni. Giovedì 5 e venerdì 6 novembre il Dipartimento di Fisica dell’Università
Bicocca ha ricordato questa rivoluzionaria scoperta in due giornate articolate in incontri, talk e conferenze con un taglio scientifico-divulgativo.
Si è raccontato di come Einstein arrivò a formulare questa teoria e di come oggi grazie a essa descriviamo l’Universo, dal big bang alle stelle, ai buchi
neri. Poi sono state raccontate le sfide che ci attendono: onde gravitazionali, materia ed energia oscura per risalire alla natura della spazio-tempo. Si è
esplorato inoltre il percorso ancora incompleto per
unificare la gravità e il mondo dei quanti. Infine,
per affrontare i paradossi della Relatività da una
angolatura particolarmente spettacolare, le due
giornate si sono concluse con la proiezione del film
“Interstellar” di Christopher Nolan.
Per la vostra
pubblicità
su questo
giornale
telefonate
a Flaviano
Sandonà
Tel/Fax/Segr.
02/39662281
Cell.
335.1348840
NOVEMBRE 2015
Anno 7 - n. 79
Direttore: Luigi Allori. Redazione di “Zona Nove”: Giovanni Beduschi (vignettista), Andrea Bina, Roberto Braghiroli, Ortensia Bugliaro, Valeria Casarotti, Diego Attilio Cherri, Teresa Garofalo, Sergio Ghittoni,
Antonella Loconsolo, Lorenzo Meyer, Grazia Morelli, Sandra Saita, Maria Volpari. Redazione del supplemento Isola: Sergio Ghittoni (responsabile), Primo Carpi, Gilda Ciaruffoli, Diana Comari, Roberto Lana,
Penelope Dixon Giaouris, Angelo Longhi, Maria Antonia Vetti. Collaboratori: Silvia Benna Rolandi, Don Giuseppe Buraglio, Augusto Cominazzini, Ivan Crippa, Celestino De Brasi, Simona Fais, Luigi Ghezzi,
Lorenzo Gomiero, Anna Maria Indino, Monica Landro, Angelo Longhi, Luigi Luce, Sergio Maestri, Valeria Malvicini, Giorgio Meliesi, Sabrina Orrico, Antonio Pizzinato, Laura Quattrini, Mira Redaelli, Mauro
Raimondi, Margherita Rampoldi Meyer, Diana Roca, Caterina Sinisi, Gero Urso, Luigi Venturini, Renato Vercesi, Roberto Vettorello, Norman Zoia. Impaginazione: Roberto Sala (tel. 3341791866).
Conto, partecipo, scelgo all’Isola grazie al Bilancio del Comune
Accadde, accadrà all’Isola
ove milioni di euro per investimenti “sottratti alle decisioni del“N
la politica e consegnati direttamente nelle mani dei cittadini.
L’esperienza più importante in Italia”, hanno detto gli assessori comunali al Bilancio e ai Lavori Pubblici. Non è il Comune a proporre dei
progetti ma i cittadini a scegliere che fare: incontrandosi, discutendo,
assumendosi responsabilità nel costruire il proprio pezzetto di città.
Nei giorni scorsi si sono svolti i lavori di co-progettazione rivolti ai cittadini estratti a sorte sui 610 che si erano candidati nella fase di ascolto. 38 progetti (da 3 a 6 oer ogni Zona) passati al vaglio dei tecnici
dell’Amministrazione per le verifiche preliminari di fattibilità.
I progetti definitivi saranno presentati, in sala il Vicesindaco Francesca
Balzani e l’Assessore ai Lavori Pubblici, mercoledì 11 novembre dalle
ore 17.30 alle 20.00, nello Spazio ex-cisterne, Fabbrica del Vapore via
Procaccini, 4 . Fra il 12 e il 29 novembre tutti coloro che hanno più di
14 anni e abitano, studiano o lavorano a Milano potranno votare il progetto preferito attraverso il sito o presso le biblioteche di Milano.
Gli incontri di ascolto per l’Isola ci sono stati in settembre, condotti dai
facilitatori dell’Rti Irs-Avventura Urbana, ed hanno prosotto un poderoso elenco di desiderata grandi e piccoli, ansiosi di accaparrarsi almeno un pezzetto del milioncino in palio!
• Viabilità e verde. Manutenzione straordinaria e riordino strade e
marciapiedi (anche a causa frequenti esondazioni Seveso), rifacimento
manto stradale (ad es. Via Porro Lambertenghi). Miglioramento
(ad es. illuminazione), potenziamento e collegamento delle piste
ciclabili esistenti. Maggiore diffusione di aree pedonali. Arredo urbano in alcuni spazi e piazze (mercato comunale Piazzale Lagosta
e Piazzale Archinto.). Diffusione di orti urbani e la piantumazione di alberi (ad es. alberi da frutta).
• Scuole. Riqualificazione delle scuole e potenziamento dotazione di
attrezzature (ad es. laboratori informatici adeguati) e della sicurezza
(troppo spesso le scuole sono oggetto di furti e atti vandalici).
• Coesione e cultura. Assenza di una biblioteca: la più vicina è in viale Zara). Carenza di luoghi di incontro e aggregazione per adolescenti
(ad es.attraverso un’apertura pomeridiana di spazi presenti nelle scuole, creazione di campi gioco). Riqualificazione e potenziamento spazi
per anziani dell’Isola, privi di luoghi di ritrovo
• Miglioramento della qualità della vita. Diffusione di materiali sostenibili (ad es. pannelli fotovoltaici e cemento“mangia
smog” per la realizzazione delle opere previste). Tutela attività dei
negozi di vicinato soppiantati da locali e movida. Salvaguardia
spazi delle attività artigiane presenti.
Praticamente tutto! Una carrellata di titoli, molti già noti, altri nuovi e
significativi di come evolvono sensibilità e bisogni del quartiere.
Staremo a vedere quanta e quale Isola arriva in finale. (Primo Carpi)
Mercato Comunale di Piazzale Lagosta
Una grande occasione ma un piccolo ritocco
n un settore dove l’Expo ha creato grandi occasioni di riqualificazione di una intera Area (pensiamo al Mercato di
Piazza Genova) la
ricaduta qui nel
nostro quartiere è
stata modesta…
un restyling delle
facciate fronte e
retro del nostro
Mercato Comunale commissionato
a bravi writers a
cura del Consiglio
Com’era
di Zona. Particolare che ha permesso ai murales di ostentare, in un ovale bianco ben visibile, il
logo protetto “ ‘I ” di Isola.
Riportiamo qualche foto del nostro Mercato com’era e com’è.
Con la speranza di parlarne presto per un grande progetto
di rilancio e di reinterpretazione dei suoi spazi oltre che del
suo aspetto esteriore. Curiosando in Rete abbiamo trovato
una citazione che ci sembra emblematica e augurale al tempo stesso: “Me l’hanno dovuto spiegare perché, trovandomi
per la prima volta a Milano, non volevo crederci: quell’insie-
I
me di lamiere in
mezzo al traffico,
proprio in mezzo
alla piazza, è uno
spazio storico della città, in cui i
milanesi si recavano sin dal lontano dopoguerra
(1948, ndr) per
comprare frutta,
verdura e fiori
ma anche carni,
formaggi, pane,
dolci, focacce e
cibi già pronti di
gastronomia.
Sì, ci vuole un
Com’è
certo sforzo mentale per immaginarselo, però devo dire che dentro ho potuto trovare davvero di tutto e a prezzi buoni (certo, dipende dagli stand ma in
generale non ho mai avuto problemi né di qualità né di convenienza). Peccato però che fuori sia tutto un po’ lasciato a
se stesso, e per essere un evento così radicato nella tradizione meneghina l’intero fabbricato andrebbe un po’ meglio curato in modo da restituirlo alla vecchia gloria che si meriterebbe. Bellissimi anche gli stand all’interno, oltre che buoni
i prodotti offerti”. (P. C.)
• In via Arese, 18 tutti i martedì dalle 10 alle 12, da ottobre a dicembre, il Consiglio di Zona 9, in collaborazione con l’Associazione
Ostetriche Felicita Merati Aps, organizza “Spazio gioco”. Un luogo dedicato ai più piccoli (dai 12 mesi ai 3 anni) dove incontrarsi, giocare, imparare e divertirsi, con la guida di un’operatrice qualificata.
Un’occasione piacevole, ricca di stimoli per trascorrere dei momenti insieme, giocando e confrontandosi in gruppo. Lo Spazio accoglie un massimo di 10 bambini insieme al loro accompagnatore. Per iscrizioni:
[email protected]. Partecipazione gratuita.
• Mercatino in giardino. Il 29 novembre 2015 e il 17 aprile 2016
presso Giardino condiviso “Isola Pepe Verde” di via Pepe. Si compra, si
vende e si scambia…
• Grande successo della seconda edizione di “Botteghe e fattorie sotto i grattacieli” organizzata domenica 25 ottobre dal Distretto
Urbano del Commercio (Duc) Isola. Più di 10.000 persone, con un’affluenza continua dalle 10 alle 19, hanno infatti deciso di trascorrere
una soleggiata domenica d’autunno all’Isola “sotto i grattacieli”, tra le
vivacissime bancarelle del mercatino del vintage e dell’artigianato curato dall’Associazione Culturale Salumeria del Design, e dei prodotti a
chilometro zero delle Cascine di Campagna Amica di Coldiretti. I più
curiosi hanno anche apprezzato l’opportunità di una specialissima visita guidata alla scoperta dei tesori storici del quartiere: più di 250 i visitatori dei chiostri cinquecenteschi di Santa Maria della Fontana e un
centinaio quelli alla Fonderia Napoleonica, vero e proprio gioiello di architettura industriale.Una festa a cielo aperto, in coincidenza con la festa patronale di Santa Maria alla Fontana, con pranzo nei chiostri a base di specialità proposte da 6 ristoranti del quartiere uniti nella gestione di una "Osteria" popolare. L’iniziativa quest’anno è stato sostenuto
dal progetto “L’Isola e le sue piazze”, promosso dagli’Assessorati al
Commercio e Turismo di Comune di Milano e Regione Lombardia.
(Sintesi di una comunicazione del Duc Isola).
• Nella girandola di eventi culturali, ludici, associativi che hanno animato ottobre grazie allo straordinario cartellone preparato dal
Consiglio di Zona 9 con la duplice regia di Interkult e di Fine Expo (rimandiamo al riguardo al nostro affollatissimo reportage di ottobre),
una citazione fotografica particolare la riserviamo all’intrattenimento
musicale “La musica bandistica, un cibo
per l’anima!” con la Banda d’Affori di
sabato 24 ottobre ore 16,30-18 che, partendo dai Giardini di Via De Castillia in
prossimità della Casa della Memoria e
procedendo in sfilata sino a Piazza XXV
Aprile, ha attraversando Piazza Gae
Aulenti e Corso Como. Chi nella sua vita non ha marciato almeno una volta seguendo la Banda d’Affori non è ancora
milanese doc.
Specializzata in modifiche
e riparazioni di mobili,
sedie, armadi e cucine.
MOBILI SU MISURA
a cura di Luigi Luce
Al Teatro della Cooperativa Giulia Lazzarini
“Sono orgogliosa di recitare a Niguarda”
ndimenticabile per
Icolotanti
di noi lo spetta“La Tempesta” di
Shakespeare messo in
scena al Piccolo nel
lontano 1978 da Giorgio Strehler e indimenticabile l’interpretazione di Giulia Lazzarini che nella parte
di Ariel, lo spirito del
bene e della concordia, volteggiava leggera
sul palcoscenico. “Come è possibile! La
mamma vola veramente! Così diceva mia figlia, molto piccola, che mi vedeva dalle
quinte. E io volavo veramente, legata a un
cavo manovrato da una sola persona. È stata la mia magnifica imprudenza perché in
effetti poteva succedere di tutto. Non ero
giovanissima quindi non posso neanche dire… cose che si fanno quando si è giovani!
Direi invece che è stato un atto di fede, un
credere profondo in quello che si fa e si è
condotti a fare da una mano come quella di
Strehler. Sentivo di essere dentro a un suo
gioco meraviglioso, che volevo giocare. Un
ricordo indelebile e non solo perché volavo
ma per quello che era lo spettacolo, i cui contenuti, la magia, il potere, la conquista dell'umano, splendidamente colti da Strehler,
sono ancora oggi di grande attualità.
Strehler ha fatto teatro per dire qualcosa,
non per fare spettacolo ma per raccontare la
vita, il potere, l’ingiustizia, la tirannide, l'inutilità di queste cose. In ogni tempo le problematiche umane sono le stesse, il mondo
va ma non si impara mai”.
Così inizia la nostra piacevolissima “chiacchierata” con Giulia Lazzarini, donna sensibile e intelligente, grande attrice di teatro e non solo, che proprio quest’anno ha
vinto tre premi prestigiosi per la sua interpretazione nel film “Mia madre” di Nanni
Moretti. Dal 2 al 6 dicembre avremo l’onore di vederla al Teatro della Cooperativa in
uno dei cavalli di battaglia di Renato Sarti:
“Muri. Prima e dopo Basaglia”.
Come è riuscito Renato Sarti a portarla
in periferia, lei che ha calcato i più famosi palcoscenici del mondo?
“Conosco Renato da sempre. Era anche lui
al Piccolo e ci è capitato di recitare insieme.
Quando sentiva che qualcuno era di Trieste
Strehler si illuminava e Sarti è triestino,
quindi Strehler lo ha sempre aiutato, è stato sempre amabile con lui perché Renato ci
metteva proprio tutta la fede in ogni cosa
che faceva. Ha sempre fatto teatro con ironia e intelligenza, non si è mai sbandato,
mai svenduto, ha tenuto duro è per questo
mi piace molto. Come autore si è impegnato
in un teatro civile che l’ha portato ad essere
un pochino fuori dal cerchio, è un po' unico.
Al Teatro della Cooperativa ha dato una
connotazione precisa tanto da farlo diventare un punto di riferimento culturale per la
città. Sono orgogliosa di recitare a Niguarda
perché so di fare qualcosa di diverso, di personale, di vivo, quasi di battaglia. Renato
scrive i testi e conduce la regia con grande
delicatezza; il supporto scenico è essenziale,
ma alla fine nel teatro è la parola che conta,
se la parola è piena di significato arriva al
pubblico indipendentemente dai vari orpelli su cui un teatro più sontuoso può contare.
Recitare in periferia è bellissimo, perché
l’attenzione del pubblico è totalmente concentrata sull’attore, sente quello che l’attore
prova in quel momento, quello che vuol trasmettere, è come una emozionante ‘convivenza’. Questo è il teatro che fa Renato Sarti con il contributo di uno scenografo molto
bravo come Carlo Sala”.
Cosa l’ha convinta in “Muri”, il testo di
Sarti tratto dall’intervista all’infermiera
che aveva lavorato al manicomio triestino San Giovanni prima e dopo la rivoluzione di Basaglia?
Renato mi ha spesso contattato per recitare
nei suoi spettacoli ma io ero già impegnata.
Un giorno mi ha mandato un suo nuovo testo
chiedendomi di leggerlo, era “Muri” e mi è piaciuto molto; ho capito quanto dolore e quanto
amore c’era nell’autrice dell’intervista, una
donna forte, volitiva, costretta per necessità
economiche a eseguire ordini tremendi. Solo
all’arrivo di Basaglia avviene in lei la trasformazione che la conduce a scoprire che fare l’infermiera, aiutare chi soffre, è per lei una vera
vocazione. Nel bellissimo testo di Sarti interpreto questa donna e nelle parole che pronuncio non c’è solo il sentire dell’intervistata, ma
anche il mio, come se mi fossi intrufolata nella sua mente e vivessi con lei i fatti narrati. Un
altro bel lavoro scritto e diretto da Renato è
“Gorla, fermata Gorla”. Questo mese lo presenterò al Teatro Elfo Puccini purtroppo solo
per pochi giorni, invece l’episodio della strage
dei 184 bambini della scuola di Gorla uccisi da
bombe sganciate dall’Air Force il 20 ottobre
1944, uno dei momenti più tremendi per
Milano, meriterebbe di essere ricordato da tutti e conosciuto dai giovani.
Lei ha lavorato con attori e registi teatrali di grande valore. Quale è stato il loro contributo alla sua formazione?
“Accidenti, come recitavano attori che ho conosciuto e con i quali ho anche lavorato! Sono
stati dei veri maestri per me. Oggi è tutto un
altro modo di fare questo mestiere. Una volta
c’era continuità, quando uscivamo dall’Accademia noi giovani trovavamo i capi compagnia, un capocomico, i primi attori e attori più
anziani dai quali imparare perché si lavorava
con loro non in un solo spettacolo, ma con quella stessa compagnia si presentavano 2 o 3
spettacoli in una stagione e quindi era ‘una
scuola dopo la scuola’. I ragazzi si formavano,
poi c'era chi cresceva e chi cambiava mestiere.Oggi sono troppi gli aspiranti attori, e troppe sono le scuole, i giovani dopo l’Accademia
saltabeccano di qua e di là, e non riescono ad
acquisire con sicurezza il mestiere, non hanno
più dei maestri. È vero, c’è la tv, anche allora
c’era, ma assorbiva in modo più degno perché
aveva un repertorio più colto.
Di cosa avrebbe bisogno a suo parere
dunque il teatro di oggi?
Spesso oggi si mettono in scena testi non
perché il regista senta il bisogno di dire
quello che gli urge dentro ma perché l’argomento è di moda. Ricordo che quando Strehler al Piccolo presentava opere di Brecht, di
Skakespeare o di altri autori ‘scomodi’ spesso faceva irruzione la polizia o si era costretti a sospendere lo spettacolo perché la gente addirittura veniva alle mani. A quei tempi il teatro turbava davvero, oggi non turba
più nessuno. Adesso cosa racconti che non
sia già detto in tv? Allora il teatro deve essere artistico, poetico, deve suscitare un’emozione talmente forte da farti esclamare:
‘Meraviglioso’. Il teatro mi fa volare perché
mi penetra, mi fa immaginare, come quando leggo un libro, ci sono dentro, c’è una partecipazione, un coinvolgimento colto. È questa la meraviglia. La cultura, non solo il potere, muove il mondo, la cultura anzi è quella che si frappone, si oppone al potere; senza la cultura l'uomo sarebbe succubo di ciò
che il potere vuole imporre. (Valeria Casarotti - Teresa Garofalo)
Le poesie di Sandra
all’Artis Café
l 16 ottobre scorso, all’Artis Cafè (via Maestri
Itodel
Lavoro 4) si è svolto un interessante evendedicato all’arte poetica intitolato “Inspira
esperienza, espira poesia”, presentato dalla pittrice niguardese Stefania Favaro, che ha visto
la partecipazione di numerose persone ad
ascoltare le delicate poesie di Sandra Saita
(nella foto a sinistra), e i bei componimenti di
Giuliana Marchesi ed Elisabetta Piccirillo.
La serata si è aperta con le poesie di Sandra
Saita, redattrice di “Zona Nove”, che ha partecipato con successo a rassegne poetiche, come quelle presso alcune biblioteche già nell’87 e nell’89, o all’evento promosso dalla Cooperativa
Edificatrice “La poesia, premio a sé stessa” del 2005, fino alla premiazione al concorso nazionale “La diversità...qualsiasi tipo di diversità” di
Cascina Bellaria del dicembre del 2010.
Sandra ha declamato personalmente le sue delicate poesie piene di
sentimento, a memoria, senza neanche leggerle, trasformando in versi
le sue sensazioni, esprimendole dal suo quotidiano, descrivendo la fratellanza, l’amicizia, la libertà, anche contro benpensanti e obbiettori,
con versi buttati giù di getto, raccontando la sua esperienza come volontaria presso il reparto di Psichiatria dell’Ospedale di Niguarda, a
contatto con la malattia e la sofferenza. Ha spiegato che sono stati proprio i momenti vissuti in ospedale a darle l’ispirazione alla poesia, anche grazie a un ragazzo, Rosario, protagonista dei versi di “Amico”, che
ha segnato un periodo importante della sua vita, e che dopo varie vicissitudini ha scelto il modo più drammatico per dire addio alla sua esistenza. Ha inoltre raccontato che, dopo un lungo periodo segnato da
momenti difficili, un interessante corso di pittura le ha dato lo stimolo
per ricominciare a esprimere i suoi sentimenti anche attraverso la poesia, con pezzi come “Ascolta”, dedicata ai ragazzi che hanno la tristezza
nell’anima e soffrono di depressione, o come una delle ultime opere come “Sensazioni”, dedicata al marito recentemente scomparso, che ha
interpretato con profonda commozione.
Le composizioni poetiche di Giuliana Marchesi ed Elisabetta Piccirillo
sono state interpretate dall’attrice Daniela Marigo, già vincitrice del
premio “Ciack d’oro” nel 2008, con un delicato sottofondo musicale. Esse
sono entrambe vincitrici del concorso letterario internazionale Cinque
Terre-Golfo dei Poeti “Sirio Guerrieri” del 2014, rispettivamente con
“Tutto dormiva” e “La mano forte”.
I brevi componimenti di Giuliana Marchesi dipingono sentimenti e immagini che raccontano esperienze vissute con sintetiche e misteriose
visioni, che tra le altre cose descrivono in modo leggermente ermetico
anche di alcuni suoi viaggi, come quello in Giappone.
Le poesie di Elisabetta Piccirillo, invece, parlano del suo vissuto quotidiano, dei suoi figli, della sua famiglia, di amicizia, della pace e della serenità della sua casa, dei suoi affetti, con dolcezza e semplicità, in armonie piene di sentimento. Ci spiega che adora molto viaggiare, e che
per lei quello che non si conosce non deve essere temuto, ma vissuto come arricchimento, perché quello che più le piace del viaggio è la possibilità di conoscere nuove persone e nuove storie.
L’evento è stato l’occasione per raccogliere offerte per la Onlus “Mirabilia Dei” di Bresso che si occupa di accoglienza, formazione e inserimento lavorativo di persone diversamente abili. (Roberta Coccoli)
Al Centro Culturale della Cooperativa di via Hermada
Dalla scienza durante la guerra al concerto di Natale a Villa Clerici
rima di segnalare le nuove iniziative del Centro Culturale delP
la Cooperativa del mese vogliamo ricordare lo straordinario
successo della serata del 31 ottobre all’Auditorium Ca’ Granda a
chiusura di Expo 2015. Il patrocinio della Commissione cultura del
CdZ 9 ha permesso di offrire un evento dedicato al tema dell’intercultura. Una serata di festa che ha registrato il tutto esaurito
all’Auditorium Ca’ Granda, divenuto per l’occasione sala espositiva
(mostra fotografica di Marco Garofalo), sala concerto (concerto del
fisarmonicista Jovica Jovic), e sala cinematografica (proiezione di
A Prato l’Ensemble
Vocale Ambrosiano
rendete il calendario in mano, l’iPad o il vostro smartphone, anP
date sull'icona calendar, sulla sveglia o sul promemoria e segnate questa data: 3 dicembre, ore 20,45. Come “evento” mettete
“concerto di Ensemble Vocale Ambrosiano” presso la parrocchia S.
Dionigi in Pratocentenaro di Viale Suzzani. Avrete modo di rimanere estasiati dal concerto a cui assisterete.
“Ensemble Vocale Ambrosiano Onlus”, che opera a favore di
cause sociali d umanitarie, si è esibita in più di 300 concerti (di
recente all'Expo, al Teatro della Luna) per raccogliere fondi all'insegna della solidarietà. La corale si esibisce con gospel, spiritual, pop e musical.
A invitarli a Prato sono stati i volontari della San Vincenzo,
una quindicina di volontari che si occupano delle famiglie di
zona in difficoltà economica fornendo conforto e pacchi alimentari acquistati con i fondi che arrivano da donazioni o dai mercatini vintage che l’associazione San Vincenzo organizza più
volte l’anno.
L'ingresso al concerto è libero, come anche la donazione. Il piccolo contributo di ognuno permetterà a chi è più sfortunato di
ricevere quel calore che ognuno merita (Monica Landro)
Info: www.sanvincenzoitalia.it/ - www.ensemblevocale.org/
“Io sto con la sposa”).
* Con i quattro incontri dedicati alla Prima guerra mondiale sembrava esaurito l’argomento ma, grazie a Simonetta Di Sieno, docente di matematiche complementari all’Università di Milano,e a
Angelo Guerraggi, autore de “La scienza in tricea”, si ritorna sul tema. Venerdì 20 novembre ci sarà l’incontro “Maggio 1915: l’Italia
entra in guerra - l’atteggiamento di matematici, fisici e chimici italiani nei mesi precedenti e successivi all’entrata in guerra”.
* Sabato 12 dicembre, ore 21. Ancora una volta, grazie al patrocinio
del CdZ 9, il tradizionale Concerto di Natale, giunto ormai alla
sua quinta edizione. La Corale Ambrosiana sarà accompagnata
da un quartetto d’archi e dal pianoforte a coda che insieme alle
voci e agli archi realizzerà un vero e proprio concerto polifonico.
Il concerto, la cui parte musicale è affidata come sempre al
Clavicembalo Verde, vedrà sul palco cinque musicisti e un coro di venti elementi. L’evento sarà ospitato ancora una volta
a Villa Clerici. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria:
349/0777807 - 02/66114499.
Matteo Fedeli, l’uomo degli Stradivari
ella serata del 23 ottobre la Chiesa di San
Dionigi di Largo Pratocentenaro, angolo viaN
le Suzzani, si è trasformata in un teatro sinfonico, ospitando un interessante concerto organizzato dall'Associazione Amici della Scala in memoria del Commercialista dott. Daniele Campana,
venuto a mancare proprio un anno fa, già revisore dei conti dell’Associazione. La zona dell'altare,
come un palco, ha visto l’esibizione del violinista
Matteo Fedeli, accompagnato al piano da Andrea
Carcano e del coro Polifonico Santa Cecilia, diretto dal Maestro Franco Mandirola.
Matteo Fedeli, detto anche “l’uomo degli Stradivari”, è famoso in tutto il mondo per aver diffuso
un progetto da lui ideato, “Uno Stradivari per
la gente”, con l’intento di far conoscere alle
persone il meraviglioso suono di questi preziosissimi violini. Si è esibito nelle più note sale
da concerto e nelle più belle basiliche italiane,
con i migliori Stradivari mai conosciuti al
mondo, partecipando a più di 600 concerti.
Durante il concerto presso la Chiesa di
Pratocentenaro, sempre seguito da una scorta di
sicurezza, ha suonato il violino “Antonio
Stradivari 1715” - “ex Bazzini”, che fa parte di
una strettissima cerchia di violini costruiti dal
celebre liutaio nel suo periodo d’oro, ed è considerato tra migliori al mondo con il “Cremone-
se” di proprietà della Città di Cremona.
Il suo suono straordinario e gli acuti dal timbro
cristallino e squillante, tipico di Stradivari, hanno riempito tutta la chiesa, inondandola della
sua struggente armonia, fino al bis finale, che somigliava ad una dolcissima e toccante canzone
d'amore.
La sua esibizione si è intrecciata a quella del
Coro Polifonico, che, fondato circa 70 anni fa, accompagna molto spesso i sacri riti presso la
Parrocchia di San Dionigi, e che durante il concerto si è esibito sia in parti con accompagnamento d’organo, che in semplice formazione polifonica. (Roberta Coccoli)
“Ascolta il tuo cuore, città” è un laboratorio teatrale
nche quest’anno Minima Theatralia, colletti- colpiscono in qualche modo per la loro bellez- Fabio Wolf (pianista, musica dal vivo).
A
vo all’interno del circolo Arci La Scighera, or- za, stranezza o enigmaticità, trattando il ma- Iscrizioni fino a fine anno. Saranno tre gli
ganizza il laboratorio teatrale “Ascolta il tuo cuo- teriale scelto in forma drammaturgica, rinno- incontri per formare il gruppo e stabilire i
re, città 2016 - La fiaba e noi”. Minima Theatralia, diretto dall’attrice Marta Marangoni, è un
esperimento che risponde all'esigenza di cercare
forme innovative per un Teatro Popolare e
Sociale. Dal 2010 infatti nei cortili di Niguarda,
un gruppo di artisti conduce un laboratorio di
teatro con un gruppo di cittadini-attori.
Quest’anno il corso si occuperà “delle fiabe che ci
vandolo con una giusta dose d’attualità. Il posto da dove partire teatralmente è senz’altro
un bosco, un bosco dell’anima e perché no anche un bosco vero, magari vicino a casa, magari in un quartiere di Milano”.
Docenti del corso saranno Marta Marangoni
(attrice, cantante, formatrice), Piero Lenardon (Maestro della Filarmonica Clown) e
contenuti: giovedì 29 ottobre, giovedì 26 novembre presso il salone di via Ornato 7 e
giovedi 17 dicembre presso la Sala Ghiglione di via val di Ledro 23. Orario: 20.30
- 22.30. Il 14 gennaio avrà inizio il laboratorio. (Lorenzo Meyer)
Info 3397522181 - [email protected].
Al Mic il Cinema per Grandi e Piccini
ottava edizione del Piccolo Grande Cinema,
L’
il festival delle nuove generazioni a cura di
Fondazione Cineteca Italiana e Mic (Museo
Interattivo del Cinema), si svolgerà dal 13 al 22
novembre 2015 presso Spazio Oberdan e Mic.
Piccolo Grande Cinema è il primo Festival a
Milano e in Lombardia dedicato al cinema per
bambini e ragazzi. In programma tantissime
anteprime con il meglio del cinema di animazione in uscita e da riscoprire; laboratori di fotografia e di poesia con il video-cellulare; una
nuova sezione di film per adulti che riflettono
sull’adolescenza (Neverland); gli omaggi cinematografici a Matteo Garrone e Michel Fuzellier; visite guidate al Nuovo Archivio dei Film
della Cineteca fruibile con applicazioni di
Realtà Aumentata; l’esclusiva “Notte al Museo”; l’incontro con Matteo Garrone e il make
up artist e creature creator del Racconto dei
Racconti; un omaggio con musica dal vivo e
strumenti giocattolo a Buster Keaton nei 120
anni dalla sua nascita. Il tutto in tre programmazioni distinte pensate per le scuole e
per le famiglie.
a cura di Luigi Luce
Fate l’arte e non la guerra
in via Valfurva
Centraline colorate
a ogni angolo di strada
Alla festa di Niguarda
saracinesche dipinte
a Street Art è tornata a Pratocentenaro, con il progetto “Urban
mpossibile non averle viste: da via Bignami a viale Lunigiana, tra
a seconda parte della festa di Niguarda, organizzata dal Comitato
L
Art Musem”, per riqualificare le zone già oggetto delle esondazio- Iviale Fulvio Testi e viale Sarca, a ogni incrocio regolamentato da se- Ldi Quartiere, rimandata dal 4 all’11 ottobre per maltempo, si è svolni del Seveso. Così, il 24 ottobre la via Valfurva si è animata di nuo- mafori. Sono le centraline di a2a, l’azienda che distribuisce energia ta regolarmente, con un’ottima partecipazione di niguardesi, in una
vo dopo il 9 settembre. Una grande scritta “Make Art not War”, ossia
“Fate l’arte non la guerra”, è stata dipinta a colori bianco, nero e rosa
in una vasca di contenimento del Seveso da Daniele Templorini &
Co., creando il più grande “murales a pavimento” di tutta Milano.
Intanto, nell’altra vasca, si sono esibiti i ragazzi del “MilanMonkey”,
della palestra Total Natural Trainig di Via Val Maira, con il batterista bulgaro Simeon Monov con la sua batteria realizzata con secchi
di vernice, spatole da stuccatore, pentolini in acciaio.
All’ingresso del mercato coperto comunale di via Moncalieri sono state decorate le quattro pareti esterne a opera dell’artista Sergio
Olivotto (vedi in questa stessa pagina), autore anche di una mostra
all’interno del mercato di cui parleremo sul prossimo numero.
Alla manifestazione, promossa dal Consiglio di Zona 9, da
As.CoPrato e dalla Confcommercio, erano presenti tra gli altri Carlo
Proserpio, presidente As.CoPrato, Beatrice Uguccioni, presidente del
CdZ 9, Vanessa Senesi, presidente della Commissione cultura,
Carmela Rozza, assessore ai Lavori pubblici, Marco Granelli, assessore alla sicurezza, che hanno anche assistito alla posa dell’ultimo
“tombino d'artista” in Via Pianell, uno dei 30 tombini che l’Am-ministrazione Comunale ha messo a disposizione degli artisti della “street
art”. (Ortensia Bugliaro-Beatrice Corà)
elettrica e gas, che da agosto fino allo scorso 9 ottobre sono state decorate con bombolette e colori acrilici da 54 artisti in tutta Milano nell’ambito del progetto “Energy Box”, pensato e curato dallo street artist milanese Davide Tinelli, in arte Atomo. In zona 9 le centraline coinvolte sono state 38, decorate da 27 artisti: tra questi i grandi nomi di
Graffio (Rodi-Nota e Sarca-Santa Marcellina), Luz (Testi-Pulci),
Frode (Testi di fronte al Mic), Neve (Testi-Cà Granda e Marche- Arbe)
e lo stesso Atomo (Arbe-Slataper).
“Energy Box 2015 - spiega Atomo - nasce da lontano, più di un anno
fa, pensando a quale vetrina poteva essere Milano per Expo e soprattutto quali possibili interventi, piccoli ma sistematici, per abbellire la
città e recuperare inestetismi urbani. Inestetismi, questi ultimi, funzionali e necessari ma veramente squallidi e anonimi. L’idea è stata
dunque quella di trasformare la città in una galleria a cielo aperto,
dove artisti di peso trasformano questi armadietti privi di qualsiasi
estetica in veri e propri quadri”. Non a caso Atomo è lo stesso street
artist che, nel mese di giugno, aveva diretto i lavori di “Urban art museum” portando 15 street artists a decorare 100 tombini a Pratocentenaro, la zona più martoriata dalle esondazioni del Seveso, e alcuni
madonnari mantovani a decorare le vasche di contenimento davanti
alla piscina Scarioni. (Clara Amodeo)
Le incantevoli figurine di Sergio Olivotti
n occasione dell’evento “Urban
Iottobre
Project Street Art” di sabato 24
2015, promosso da alcune
Associazioni di Commercianti di
Pratocentenaro, è stata inaugurata
la mostra personale di Sergio Olivotti, curata dal giovane gallerista
Daniele Decia della “Galleria di Arte Diffusa Question Mark”, quest’ultima nata come spin off di
Studio D’Ars, dedicata all’arte pubblica e al muralismo, che nei prossimi mesi continuerà a portare a Milano tra
i più grandi street artist della scena nazionale e internazionale per la produzione di murales, mostre ed eventi indoor.
La mostra di Sergio Olivotti, intitolata “Esco a comprare i pomodori”, si è svolta dal 24
al 31 ottobre, presso il Mercato Comunale
Coperto Ca’ Granda. Tra le opere in mostra
c’è anche la realizzazione di alcuni giganteschi murales permanenti sulle pareti esterne del Mercato Comunale nel lato su Via
Moncalieri, realizzati grazie ai contributi
delle Commissioni Cultura e Commercio del
Consiglio di Zona 9.
Architetto, grafico, illustratore, ma anche
professore al Politecnico di Milano dal 2006
al 2011, e tuttora insegnante presso un
Istituto Superiore di Finale Ligure, Sergio
Olivotti è anche fondatore del collettivo
Social Design Poster. A lui si deve l’ideazione della prima “Biennale Italiana del
Poster”. Le sue opere sono state esposte in
molte parti del mondo tenendo inoltre seminari e conferenze in Italia, Spagna,
Macedonia e Turchia.
Lo abbiamo incontrato in occasione della
realizzazione dei suoi divertenti murales e
ci è subito sembrato un simpaticissimo e
poliedrico personaggio, con i suoi ricci ribelli e lo sguardo vivace. Le sue illustrazioni
mostrano personaggi fantastici e misteriosi, ricchi di poesia e di splendida ironia, con
colli lunghi, corpi tondeggianti, uomini con
vistosi cappelli e baffi lunghi, donne con
labbra rosse e svolazzanti gonnelle, e poi
uccelli, cani, pesci, gatti e… ancora gatti!
Nelle sue opere il colore è solo una scusa
per enfatizzare qualche elemento, ma la ca-
ratterizzazione dei personaggi è
data anche da una specie di bi-colore, che nelle figurine dei murales
del Mercato Comunale è data dal
rosso e dal nero, su sfondo bianco.
Ma le tecniche illustrative, e i particolari, arricchiscono così tanto
l’opera, che non si sente proprio la
mancanza di altri colori.
E così vediamo improbabili personaggi che appaiono sostenersi a
maniglie, come se fossero tutti impegnati in un divertente viaggio in tram:
un’elegante signora in abiti succinti, un minuscolo omino che sostiene una volante
donna grassoccia, un uomo con una testa a
forma di pesce rosso, una colonna formata
da gatti e uccelli, uno sopra l’altro.
Nella mostra, allestita all’interno del
Mercato Comunale, le sue cartoline, i
manifesti e le incisioni, sono stati esposti sui banconi, al posto di pomodori,
cavolfiori e insalate, come se il nuovo
cibo offerto ai cittadini fosse un po’ di
gioiosa e poetica arte illustrativa per
nutrire le anime e la fantasia delle persone. Inoltre è stato anche lo spunto per
la presentazione di un simpatico libretto,
“Appunti di Geofantasia”, scritto da
Gianluca Caporaso, con le illustrazioni di
Sergio Olivotti. (Roberta Coccoli)
Giovanni Beduschi
insegnante di fumetto
“I Mestieri di una volta”
secondo Lucrezia Fabiano
Roberta Coccoli
Valera Casarotti-Teresa Garofalo
a Sala Bina di v.le Suzzani 273 ha accolto la personale di una pithi l’avrebbe mai detto che il “nostro” Giovanni Beduschi
C
avrebbe potuto rivestire il ruolo di ingnante? E invece ecco- Ltrice di zona, Lucrezia Fabiano, che dal 28 ottobre al 4 novembre ha
lo lì! Sì, perché sino al 28 novembre Giovanni propone un labo- messo in mostra le sue più recenti opere. In tele di piccole dimensioni
ratorio di fumetto aperto ai bambini dagli 8 ai 15 anni, presso lo
Spazio Culturale MY G di Via da Filicaia 4.
Lo andiamo a trovare durante una delle sue lezioni e lo troviamo a spiegare il fumetto a una decina di brillanti bambini. Gli
chiediamo come gli è venuta l'idea di questo corso per ragazzi
e ci racconta che tutto è nato un po' per caso, in occasione di
una sua visita allo Spazio MY G. Poi ci illustra il laboratorio di
fumetto: nelle prime lezioni è stato illustrato ai ragazzi lo studio dell'espressione di un volto, e poi del corpo; successivamente il programma prevede di preparare le diverse inquadrature
dei personaggi; infine lo studio della tecnica del ripasso, la definizione del soggetto e della sceneggiatura, nonché qualche
rudimento di lettering.
Vediamo i bimbi al lavoro, con diligenza e impegno, e ci soffermiamo osservare i loro personaggi: sono davvero geniali, con
tanto di fumetto con battuta!
Giovanni ci spiega che lavorare con i bambini si sta rivelando
un’esperienza stimolante e creativa anche per lui, tanto che ha
già in progetto di ripetere l’esperienza: per l’anno nuovo, sempre
al MY G, proporrà due corsi di fumetto per bambini: uno di base, e uno avanzato per i bimbi che hanno già frequentato.
Intanto ci annuncia che, nell'ultima lezione, riceveranno anche
un piccolo attestato di frequenza, ma non solo: infatti alle 11 del
28 novembre, siamo anche tutti invitati a visitare l'esposizione
delle vignette dei piccoli fumettisti!
Info: [email protected] - 02-87222837 - 3398709214.
l’artista ha fissato scene che illustrano i mestieri di una volta, alcuni già
scomparsi, altri in via di estinzione, legati soprattutto al mondo contadino e alle attività artigianali diffuse nei borghi e nei paesi della nostra
penisola. Sono immagini che ci trasportano in mondi ormai lontani, che
risvegliano ricordi e nei giovani stimolano l’immaginazione. Ecco lo
spazzacamino che in instabile equilibrio sui tetti svolge il suo lavoro, il
puparo che con le sue marionette offre momenti di allegria a grandi e
piccini nella piazza del paese, i pescatori di tonni, attività oggi protetta
dall’Unesco, il suonatore ambulante di organetto, l’impagliatore di sedie, il bottaio e tanti altri mestieri.
Lucrezia Fabiano affida le proprie emozioni alla pennellata decisa e allo studio dell’accostamento cromatico per descrivere personaggi e luoghi dell’animo e della mente e conservare un patrimonio di storia e di
cultura che è importante non vada perso. “Quando sono andata in pensione - ci racconta Lucrezia - ho ripescato la mia vecchia passione, dipingere, ho frequentato dei corsi di disegno e pittura e ho partecipato a
mostre collettive. Questa è la mia seconda personale, nata dal desiderio di conservare una memoria”.
Un viaggio emozionante nel passato questa mostra che coinvolge e suscita una certa nostalgia per ciò che eravamo. Una realtà che le nuove
generazioni ignorano e che sarebbe importante invece conoscere per
non dimenticare le nostre radici. I responsabili della Sala Bina sono disponibili, previa richiesta da parte delle scuole, ad offrire agli studenti
la possibilità di vedere la mostra per meglio capire una pagina di storia dei loro nonni.
Per informazioni: 335 5260227.
splendida giornata di sole. Dopo le attività proposte al chiuso in Villa
Clerici, di cui abbiamo parlato sullo scorso numero (dibattito associazioni in Villa Clerici, mostra di disegni “Libertà dei sogni”, liutaio, arti marziali con il “Seminario un Ponte con l’Oriente”, cori e cantanti), l’11 si sono susseguiti una serie di spettacoli musicali presso lo spazio Trotti, dove sono stati anche allestiti banchetti di hobbisti, artigiani e altri che
hanno esposto prodotti bio e agricoli a km 0.
Si sono esibiti i gruppi musicali Blueshape, i Papermen, i Tube UP, gli
A3 Apulia Project, il Maestro G. Liguori; c’è stato inoltre uno spazio dedicato alla poesia con le Poesie di Valerio su Niguarda e uno spettacolo
teatrale si è tenuto al Teatro della Cooperativa. Lo Spazio Turati di via
Bauer è rimasto aperto al pubblico con la possibilità di visita dello zoo
mentre il Centro Culturale della Cooperativa ha proposto un Book
Crossing e un Vhs Crossing ai visitatori. Sulla via Ornato un gruppo di
ragazzi capitanata dall’artista Pilar e alunni ed ex alunni del Liceo
Artistico (Carlo Di Benedetto, Karin Florian e Andrea Cerizza) si sono
dilettati a dipingere le saracinesche di due negozi (Fotocolor Niguarda
e la pasticceria di via Ornato) con prodotti offerti dalla Akzo Nobel a
marchio Sikkens. Il progetto, simpaticamente denominato “Da Sara
Cinesca a Marie Claire”, proseguirà con la pittura in altre giornate future: l’idea sarebbe di coinvolgere i commercianti della via che aderiranno all’iniziativa, permettendo che le loro saracinesce vengano abbellite
con la rappresentazione di una donna, simbolo di Niguarda, che gira
per i negozi della via centrale. Ad allietare le vie del quartiere, verso sera, ha contribuito anche la Banda degli Ottoni a scoppio e per finire, al
tramonto, si è potuto assistere a uno spettacolo delle lanterne.
Un grazie va al Comune per la collaborazione tramite l’assessore al
Commercio Franco D’alfonso e allo sponsor del gruppo “Max-Up” per il
palco e le luci. Nel pomeriggio sono intervenuti gli assessori D’Alfonso e
Granelli, i quali hanno fatto un giro per le vie del quartiere e si sono
complimentati con la comunità per l’impegno e la buona riuscita della
festa. (Antonietta Gattuso)
Ecco una foto “inedita” delle barricate
del 24 aprile ‘45 a Niguarda
Maria Maddalena Vedovelli (Gruppo Donne Sezione Anpi Martiri Niguardesi)
na delle tante attività che svolge la Sezione
Anpi Martiri Niguardesi è raccogliere materiale che testimonia la partecipazione degli abitanti del nostro quartiere alla Lotta di Liberazione
contro il nazifascismo. Con questo intento sono andata dalla signora Enrica Brambilla Pasini che
abita nel quartiere dal 1930. Enrica mi ha accolta
con calore ed affabilità, mettendomi subito a mio
agio. Dalla stanza da letto ha portato sul tavolo del
soggiorno due scatole, una di legno e una di cartone, che contenevano tutte le foto dei ricordi della
sua famiglia. Enrica non ha partecipato direttamente alla lotta, ma, come molti niguardesi, approvava quello che nel quartiere accadeva. I suoi vicini e le sue amiche erano tutti partigiani, così come
gli zii Mario Sangiorgio e la moglie Giovanna
Molteni alla quale era molto legata. Giovanna è ricordata in tante testimonianze per quello che ha
fatto in aiuto alle donne del nostro quartiere.
Mostrandomi la fotografia delle barricate di via
U
Graziano angolo via Faita (una foto inedita, mai
pubblicata), che potete vedere in questa stessa pagina, mi ha raccontato di suo marito Guido.
Disertando, si era unito ai partigiani di Niguarda
e, verso la fine della guerra, era costantemente presente sulle barricate del quartiere.
E lo era anche il 24 aprile del ‘45 quando Gina
Galeotti Bianchi venne uccisa dai nazifascisti in fuga da Milano. Enrica mi ha raccontato che era stato proprio lui a soccorrerla per primo e a portarla
in braccio nel portone vicino. Guido aveva sentito
che la vita di questa giovane partigiana stava abbandonandola. Ricordava anche Stellina Vecchio,
l'altra partigiana che era con Gina, accasciata a
terra e disperata vicino alla compagna.
Finita la guerra per Enrica poi c'è stato il matrimonio con Guido e gli anni felici trascorsi insieme.
Grazie Enrica, i ricordi della tua vita e le fotografie
che ci hai dato sono importanti perché fanno parte
della storia di Niguarda.
Nella foto della barricata posta tra via Faiti e via Graziano Imperatore si riconoscono Guido Pasini e quello che poi sarebbe stato il presidente della Cooperativa Edificatrice di Niguarda, Pierino Monzani. Se riconoscete gli altri partigiani scrivete a [email protected] o al giornale.
Processo Pirelli bis: parlano le parti civili
Michele Michelino ([email protected])
ottobre, al processo Pirelli bis per amianto si soA
no tenute due udienze: il 5 e il 19 ottobre. Nella
prima si è sentita la voce degli avvocati delle vittime
e delle poche parti civili rimaste nel processo, che
hanno chiesto risarcimenti per i loro assistiti: 15 mila euro per un ex lavoratore Pirelli con malattia professionale riconosciuta dall’Inail e altri 100mila per
un ex lavoratore vittima di mesotelioma. L’avv.
Laura Mara, legale delle parti civili (Comitato per la
Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Medicina Democratica, Associazione Italiana
Esposti Amianto), ha chiesto la condanna per tutti
gli imputati e i responsabili civili di Pirelli Tyre SpA
e Pirelli & C. SpA. ll legale delle parti civili ha chiesto i danni patrimoniali e non patrimoniali, quantificandoli in 250 mila euro per Medicina Democratica
e 210mila euro per l’Associazione Italiana Esposti
Amianto. Il Comitato per la Difesa della Salute nei
Luoghi di Lavoro e nel Territorio, composto da vittime dell’amianto, che non ha mai monetizzato la salute e la morte, ha preferito non quantificare il danno chiedendo al giudice di stabilire in via equitativa
un risarcimento equo per i danni subiti e per le spese legali sostenute nel processo. Inoltre l’avvocato
Mara ha specificato che l’eventuale risarcimento dato alle tre associazioni sarà impiegato “con specifico
vincolo alla tutela e alla salubrità dell’ambiente, all’informazione e alla formazione delle professiona-
lità, all’interno e all’esterno dei luoghi di lavoro, attraverso la realizzazione di ricerche e progetti a ciò
finalizzati”. Subito dopo è intervenuta l’avvocatessa
della Camera del lavoro di Milano (Cgil) quantificando in 50 mila euro il danno.
L’udienza del 19 ottobre è stata caratterizzata dall’arringa difensiva dell’avvocatessa dei responsabili
civili di Pirelli Tyre SpA e Pirelli & C. SpA contro le
ultime 2 parti offese e le associazioni costituitesi parti civili, che, facendo la storia dei cambiamenti di società avvenuta negli anni, ha cercato di scagionare
le due società Pirelli e i manager imputati della morte di decine di lavoratori per amianto, contestando il
capo d’accusa di omicidio colposo e lesioni gravi. Il legale della Pirelli ha sostenuto la tesi che le società
chiamate a risarcire i danni morali e patrimoniali alle parti civili non c’entrano nulla con quelle per cui
sono responsabili i dirigenti del Consiglio d’Amministrazione della Pirelli di Viale Sarca, Ripamonti e
Caviglia, chiedendo al giudice di respingere tutte le
richieste delle parti civili. E ha quindi chiesto di respingere le richieste di danni morali e materiali per
mancanza di prove e per carenza di legittimità.
Nelle prossime udienze del 2 e 16 novembre e la parola passerà agli avvocati difensori dei 10 manager
imputati della morte di tanti operai.
• Morti per amianto alla Breda Termomeccanica/Ansaldo Il 16 dicembre si entrerà finalmente nel vivo dopo altre un anno di rinvii il processo contro 10 dirigenti
della BredaTermomeccanica/Ansaldo di Milano, imputati della morte per amianto di
12 lavoratori. Davanti al giudice inizierà l’istruttoria in cui saranno chiamati a testimoniare tre testi del Pm e sarà fissato il calendario completo del processo.
L’Orto botanico intitolato ad Aurelia Josz
enerdì 30 ottobre si è concluso l’iter per
V
l’intitolazione del Museo Botanico ad
Aurelia Josz, eccezionale figura femminile
del Novecento e punto di riferimento della
cultura milanese.
Il Comitato di Quartiere di Niguarda è stato
tra i promotori di questa iniziativa.
Aurelia Josz, fondatrice della prima scuola
agraria femminile, morì nel campo di concentramento nazista di Auschwitz nel 1944. Non
si conosce ancora la data esatta della cerimonia di intitolazione, ma la notizia verrà pubblicata sulle pagine Facebook “Comitato di
Quartiere” e “Noi di Niguarda”.
In ricordo di Ermanno Lazzari
nome di battaglia “Gimmi”
Pierluigi Lazzari
i invio questo breve testo in ricordo di uoV
mo normale (vissuto dal ‘48 in via Fulvio
Testi 87, che fece (come altri) cose straordinarie. Non se né vantò mai durante la vita, anzi
mi ha sempre detto di avere fatto quello che riteneva essere il proprio dovere.
Man mano che le nuove generazioni nasceranno, perderemo la memoria e questa è la
cosa più triste. L’8 settembre del ‘43, giorno
dell’armistizio, ci furono quelli che decisero di
tornarsene a casa (chi non ricorda il film con
Alberto Sordi “Tutti a casa”) e chi invece decise di non deporre le armi. Questa è la breve
storia di uno che scelse di salire nella Val Di
Lanzo portandosi il suo fucile, la Beretta da
sottufficiale, le munizioni che era riuscito a
recuperare, uno zaino con qualche indumento e qualcosa da mangiare.
Aveva un contatto, un uomo di quelle valli che
aveva conosciuto tempo addietro e che gli
avrebbe fornito un luogo dove potersi riposare
e nascondersi ed è proprio grazie a quest’uomo
che viene a sapere che nella zona di Boves vi è
un gruppo di militari al comando di un capitano. La Val Di Lanzo è lontana dal cuneese, occorrono giorni di cammino e occorre farlo lontano dalle strade, camminando spesso all’imbrunire o all’alba nascondendosi durante le ore
diurne: i tedeschi pattugliano strade e ponti.
Decide di partire. Il brav’uomo che lo ha ospitato nei primi giorni gli indica la strada che passa lontano da occhi indiscreti: “Troverai qualche altro come me, non ti preoccupare, siamo
abituati a non fare domande!” Passerà così
giorni e notti in solitudine, mangiando quello
che il brav’uomo gli ha dato. Finalmente il 17
settembre entra in contatto con gli uomini sopra Boves; dopo il capitano c’è solo lui come
graduato (è sergente maggiore) e dato che in
montagna valgono i gradi come nell’esercito,
ogni decisione viene concordata. Quando vengono informati dell’arrivo di una colonna di militari tedeschi, si consultano e decidono di combattere: era il 19 settembre ‘43, giorno del suo
26° compleanno. Quello fu il primo scontro, nel
quale un pugno di coraggiosi male armati tennero in scacco un avversario numericamente e
militarmente superiore. Quei ragazzi scrissero
una pagina della nostra Resistenza.
Ermanno Lazzari è quello a destra.
Il 17 settembre al mattino, dopo 72 anni da
quell’incontro, Gimmi si è addormentato serenamente.
Quell’uomo era mio Padre.
Grazie a Pierluigi per il bel ricordo di suo padre. Di famiglia socialista cremonese, amica
dei Matteotti, era poi passato al Pci clandestino dove conobbe Longo e Pajetta. E voglio
rassicurarlo. Noi non perderemo la memoria.
Perché siamo dei “nostalgici”, nostalgici di
questi uomini e donne che pur avendo contribuito a regalarci la libertà non passarono la
loro esistenza a vantarsi. Perchè in momenti
di grande confusione scelsero di stare dalla
parte giusta. (Angelo Longhi presidente
Anpi “Martiri Niguardesi”
a cura di Antonietta Gattuso
Che fare, vaccinare o no i bambini?
accini sì, vaccini no. Il tema è caldo, i pareri diV
scordanti. Ma forse non è corretto dividere i pediatri in due categorie a sé stanti, favorevoli e contrari, come se fossero incapaci di comunicare. Per far
emergere posizioni diverse ma disposte a confrontarsi è il caso di considerare i pro e i contro e accertarsi di fare il bene per i propri figli.
Se si chiede a un medico se è giusto o no vaccinare i
bambini ci si può trovare davanti a risposte diverse.
Qualcuno sosterrebbe che si possono essere effetti
collaterali e reazioni avverse, altri invece risponderebbero con certezza che le evidenze scientifiche dimostrano che gli effetti benèfici sono superiori rispetto agli eventuali collaterali.
I medici in generale consigliano i genitori di informarsi pretendendo di stabilire insieme al pediatra il
rapporto tra rischi e benefìci, che non è certo uguale
per ogni bambino. Servirebbe un calendario vaccinale personalizzato. Dei medici per esempio ritengono
che un bimbo di tre mesi sano come un pesce, figlio
di genitori sani, non ha certo bisogno di vaccinarsi
contro l’epatite B, visto che il rischio di contrarre la
malattia è nullo e che sono molti di più i pericoli nei
quali potrebbe incorrere. I medici che seguono la corrente di pensiero opposta, invece consigliano di presentarsi all’ambulatorio vaccinale quando arriva la
chiamata poiché secondo loro le convinzioni personali vanno lasciate da parte. Esiste un codice deontologico da rispettare, un codice che, secondo molti
medici, impone assolutamente di presentare ciò che
la medicina offre alla luce dei suoi metodi scientifici.
Chi è a favore dei vaccini ritiene che consigliarli è obbligatorio come propria responsabilità nei confronti
delle persone.
Ciò di cui si ha principalmente paura quando viene
iniettato un vaccino, è l’eventuale reazione. Molti
credono che le reazioni siano spesso misconosciute:
allergie, patologie autoimmuni, disturbi neurologici,
shock anafilattico, sincope... In realtà non è sicuro
che reazioni di questo tipo non avvengano, però c'è
da dire anche che ogni anno l’Agenzia Nazionale del
Farmaco comunica le statistiche. La stragrande
maggioranza delle reazioni sono locali. La più grave
è lo shock anafilattico che però viene registrato una
volta su diversi milioni. È un evento rarissimo. In
ogni caso ai bimbi appena vaccinati si consiglia di attendere un quarto d’ora prima di uscire dall'ambulatorio.
Il legame tra vaccinazioni e autismo non è confermato da nessuna ricerca. Qualche medico sostiene
che sia vero anche il contrario però, poiché non esiste una prova inversa. Nessuno ha dimostrato che i
vaccini possano causare l’autismo; allo stesso tempo
nessuno ha dimostrato che l’autismo non sia causato dai vaccini; altri medici invece sostengono che le
ricerche scientifiche approfondite finora hanno
escluso una relazione tra il vaccino e l’autismo. Chi
deve tranquillizzarci in merito? Chi propone le vaccinazioni di massa ha l’obbligo di dire se il nesso esiste o meno. I pediatri si stanno poco a poco organizzando per fornire un’informazione trasparente.
C'è ancora chi sostiene che i vaccini più inutili per i
bimbi piccoli siano quelli contro l’epatite B, quello
dell'influenza stagionale o contro il Papilloma virus,
poiché frutto di propaganda; ma in realtà i vaccini
sono tutti diversi fra loro, non si può fare una cernita di questo tipo. Va detto piuttosto che se ci si vaccina contro l’epatite B non la si contrarrà mai; se ci si
vaccina contro il morbillo lo si potrà eventualmente
contrarre in forma lieve. Il vero problema è che bisognerebbe arrivare ad individuare i soggetti che potrebbero sviluppare reazioni gravi.
I genitori sono coloro che decidono e quindi hanno
una responsabilità fondamentale. Ma è importante
dar loro un’informazione equilibrata che non giochi
sull’emotività e sul pathos. È vero, i genitori sono coloro che decidono ma i medici hanno l’obbligo di intervenire per spiegare bene come stanno le cose.
Adesso che il fronte anti-vaccinazioni si è evidenziato in maniera palese, i medici dovrebbero aderire
agli incontri che trattano il tema dei vaccini. La
scienza non è la verità, sostiene qualcuno, ma la ricerca della verità. È per quello che bisogna impegnarsi per perseguirla.
Galvani: le giornate di Scuola aperta
Istituto Galvani presenta le giornate di Scuola
L’
Aperta per i ragazzi frequentanti le Scuole
Secondarie di I grado. Presentazioni corsi Itis: sabato 21 novembre e sabato 12 dicembre - ore 9
Informatica; ore 10 Informatica - ore 11 Meccanica,
Eccatronica - ore 12 Elettronica, Elettrotecnica,
Elettromedicale. Presentazioni corsi Licei: sabato
28 novembre e sabato 19 dicembre: ore 9 Liceo
scientifico delle arti applicate - ore 10 Liceo scientifico delle scienze applicate - ore 11 Liceo linguistico
- ore 12 Liceo linguistico. Per la partecipazione alle
giornate di “Scuola Aperta” è obbligatoria l’iscrizione on-line attraverso l’apposito modulo presente sul
vecchio sito www.galvaniscuola.it o sul nuovo sito
www.istitutogalvani.gov.it, Via Francesco Gatti 14,
20162 Milano - tel. 026435651/2/3.
Pandora, un laboratorio giornalistico
ll’interno del Progetto “Riguarda Niguarda”,
A
finanziato dalla Fondazione Cariplo, da qualche anno l’Associazione Pandora propone agli studenti della scuola secondaria di I grado e ai giovani che utilizzano i servizi territoriali aggregativi,
quali Cag e Centri Diurni, dei laboratori di scrittura giornalistica denominati “Raccontiamoci”.
Questo progetto, di durata triennale, parte dalla
definizione di coesione sociale come mezzo per
realizzare comunità meno vulnerabili e capaci di
prevenire forme di esclusione e di disuguaglianza;
esso è pertanto un intervento con un taglio promozionale e preventivo.
“Raccontiamoci”, in collaborazione con Eumm
(Ecomuseo Urbano Metropolitano MilanoNord)
ha inizio due anni fa. È un’avventura proposta in
forma laboratoriale con incontri a scadenza settimanale o quindicinale e ha l’obiettivo di lavorare
sul tema dell'identità e della diversità. L’obiettivo
è quello di intervenire in contesti multiculturali e
multietnici, che caratterizzano sia la scuola che i
servizi per i giovani in ambito extrascolastico.
I laboratori vengono svolti perlopiù a scuola, con
le classi della Cassinis e presso la sede del
Progetto in via Padre Luigi Monti, per un gruppo
di adolescenti del quartiere che frequentano il
servizio diurno Azimut della Cooperativa Diapason (capofila del Progetto). Il laboratorio “Raccontiamoci” in Cassinis viene svolto già da due anni. Quest’anno partecipano la classi delle prof.sse
Giroletti e Cirillo attraverso cicli di laboratori di
scrittura giornalistica suddivisi in dieci incontri di
due ore ciascuno. I laboratori si svolgono a scuola.
I primi due anni i ragazzi si sono occupati di racconti autobiografici, da quest’anno l’azione si modifica per ampliarsi e dare voce al quartiere, come
se si trattasse di una corale autobiografia di
Niguarda, cosicché i ragazzi verranno aiutati a diventare competenti giovani giornalisti, con la collaborazione di “Zona Nove”.
Ai partecipanti viene data l’opportunità di apprendere e sperimentare la scrittura creativa e
autobiografica come strumento di conoscenza e
integrazione. La proposta parte dal presupposto
che imparare a mettere parole su emozioni e pensieri è il primo passo per sentirsi parte di una comunità. I “migliori” racconti prodotti vengono periodicamente pubblicati sulla rivista interculturale on-line “El Ghibli”, che mette a disposizione del
progetto la competenza di scrittori internazionali
affermati. Non a caso il direttore è il famoso scrittore Pap Khouma.
Un altro bacino di utenti, di cui si occupa in particolare Eco Museo, sono alcuni bambini della
Scuola Cesari. Per il terzo anno di seguito si stanno occupando del recupero della memoria e degli
archivi storici, dei registri scolastici della scuola,
con interviste a persone adulte e anziane che hanno frequentato la scuola.
Per approfondimenti ulteriori vi rimandiamo ai
prossimi numeri di “Zona Nove”.
Info: Pandora, Rosella Reverdito, [email protected].
Cassinis: parte il Progetto Scuole Aperte
l Progetto Scuole Aperte - pubblicato il 6 maggio
IBenessere
2015, proposto dall’Assessorato allo Sport
e Qualità della vita e approvato dalla
Giunta Comunale - permette di costituire vere e
proprie scuole di comunità che possano fare da
ponte con il territorio. In questo modo la Scuola
Aperta diventa luogo di condivisione durante le ore
extrascolastiche. Quest'anno la “nostra” Cassinis,
classificatasi ventiquattresima, è entrata a far parte, insieme ad altre cinque scuole secondarie di I
grado della zona 9 e ad altre di Milano, di una graduatoria che permetterà di fruire, grazie ad un finanziamento, della collaborazione esterna di associazioni, durante le ore pomeridiane, a favore degli
studenti. Le altre scuole della zona 9 sono: la
Sorelle Agazzi, la Pavoni, la Bodio Guicciardi, la
don Orione, la Mandelli e Rodari. In particolare,
le Associazioni che opereranno per la Cassinis, in
collaborazione con l’Associazione Genitori della
stessa scuola, sono il Teatro del Buratto e la Fondazione Verga. Il Teatro del Buratto coinvolgerà i
ragazzi concentrando perlopiù l’attenzione al momento musicale, all’aspetto pittorico e grafico
mentre la Fondazione Verga si occuperà di mediazione linguistico-culturale, approfondendo l’aspetto di insegnamento della lingua italiana per i ragazzi stranieri, valorizzando comunque le competenze creative e sociali di ognuno.
3
Inaugurato il Centro Sportivo
Ripamonti di via Iseo
a cura di Lorenzo Meyer e Mauro Raimondi
Da Herrera a Mancini, oltre mezzo secolo
di allenatori nerazzurri (parte quarta: 1982 -1989)
opo l’epoca di Eugenio Bersellini arriva
D
sulla panchina nerazzurra Rino Marchesi, l’allenatore “gentiluomo”. È la stagione
Il Trap
1982-83 e in fase di calciomercato, dopo Falcao, l’Inter perde anche Michel Platini che andrà a fare le fortune della Juventus. Marchesi
si ritrova quindi come stranieri il modesto
Juary proveniente dall’Avellino e Hansi Muller, grande talento, ma spesso infortunato.
Proprio la convivenza tra il tedesco e Beccalossi sarà uno dei problemi della stagione.
Dal Milan retrocesso in serie B arriva Fulvio
Collovati. Marchesi lancia in prima squadra
Walter Zenga e schiera Bagni come mediano.
L’Inter, con Bordon, Bergomi, Collovati,
Oriali, Marini e Altobelli freschi campioni del
mondo, conquista comunque un ottimo terzo
posto a 5 punti dalla Roma campione d’Italia mentre è eliminata dal
Real Madrid ai quarti di finale di Coppa delle Coppe.
A fine stagione viene rinnovato il contratto all’allenatore che però
clamorosamente viene esonerato un mese dopo. Così racconterà
anni dopo il tecnico milanese: “Fui esonerato il primo giorno di luglio. Avevo firmato il contratto un mese prima. Perché mi mandarono via? Forse a causa del dilemma Muller-Beccalossi. Beccalossi
soffriva la rivalità del tedesco, che era di rango e sapeva anche gestirsi molto bene. Come allenatore io suggerivo l'acquisto di Cerezo
e Stielike, tenendo Beccalossi. Ma la società decise diversamente:
cambiamo l’allenatore”.
A calciomercato praticamente concluso si siede sulla panchina nerazzurra Gigi Radice che nel 1976 aveva conquistato il primo e unico scudetto granata dopo la tragedia di Superga. La sua esperienza
non evitò però una brutta annata che si concluse con un quarto posto in campionato a 8 punti dalla Juventus e l’eliminazione agli ottavi di finale di Coppa Uefa da parte dell’Austria Vienna. Gigi
Radice sarà l’ultimo allenatore di Ivanoe Fraizzoli che nel 1984 cede
la società ad Ernesto Pellegrini. Il “re delle mense” ha già in mente
con precisione l’allenatore ideale per la sua Inter: si chiama
Giovanni Trapattoni. Ma il Trap per adesso è blindato dalla famiglia Agnelli. Ad Appiano Gentile viene chiamato Ilario Castagner
protagonista dello storico secondo posto con il Perugia nella stagione 1978-79 e allenatore del Milan nelle ultime due stagioni.
Pellegrini mette a disposizione del nuovo allenatore tre campioni anche se avanti con l’età: Rummenigge, Brady e Causio.
L’Inter 1984-85 è implacabile in casa ma stenta in trasferta. Demolisce a San siro la Juventus per 4-0 ma spreca una grande occasione al Bentegodi di Verona quando, in vantaggio di 1-0 con gol di
Altobelli e dopo aver dominato la partita, si fa raggiungere da
Briegel. Saranno proprio i gialloblu guidati da Bagnoli a vincere sorprendentemente il campionato. In Coppa Uefa la squadra di Castagner viene eliminata dal solito Real Madrid,
in semifinale, dopo una battaglia clamorosa al Bernabeu famosa anche per la biglia lanciata dagli spalti
che costrinse Bergomi ad uscire dal campo. La stagione 1985-86 riparte sempre con Castagner in
panchina e con tre nuovi acquisti: Fanna
e Marangon dal Verona e Tardelli dalla
Juventus. Anche in questo caso giocatori
“stagionati” che non possono dare la spinta necessaria per lo scudetto. Nonostante
i 13 gol di Rummenigge la squadra non
gira e Pellegrini, dopo 10 giornate, sostituisce Castagner con Mario Corso. La storia del calcio insegna però che gli esoneri
quasi mai portano risultati migliori. E così sarà anche in questo caso. Al di là di
una vittoria nel derby di ritorno, gol di
Minaudo in una delle stracittadine meno
spettacolari della storia, l’Inter chiude
l’annata con un modesto sesto posto.
L’annata successiva si avvera finalmente il
sogno di Ernesto Pellegrini: Giovanni Trapattoni si siede sulla panchina dell’Inter. Il Trap arriva a Milano dopo aver vinto 6 scudetti con la Juventus ma la via per arrivare al successo in nerazzurro non sarà immediata. L’annata 1986-87 vede
l’Inter pari in classifica con il Napoli di Maradona, che diventerà poi
campione d’Italia, fino a metà campionato. Saranno le sconfitte con
Verona, Roma e Milan a rinviare i sogni di gloria nerazzurri che concluderanno comunque con un buon terzo posto e la difesa meno battuta del campionato; la mano del Trap si vede già. Lui sa benissimo
che per vincere i campionati bisogna creare le basi dalla difesa, anche a costo di passare troppo difensivista, come viene accusato da
Pellegrini la stagione successiva: “Ho dato a Trapattoni una grande
squadra e non abbiamo vinto niente”. In realtà il quinto posto della
stagione 1987-88 è dovuto a una campagna acquisti modesta. Al
Milan campione d’Italia arrivano Gullit e Van Basten, in nerazzurro Scifo e Piraccini. Il Trap però continua nella sua missione che passa anche da convincere Zenga, voluto sia dalla Sampdoria dei suoi
amici Mancini e Vialli che da Maradona che lo vuole ad ogni costo al
San Paolo, a rimanere in nerazzurro. Un piccolo-grande tassello verso la vittoria. La campagna acquisti dell’estate 1988 è perfetta. In
maglia nerazzurra arrivano dal Bayern Monaco Lothar Matthaus,
secondo il Trap meno fantasioso di Platini ma più funzionale, e Andy
Brehme (sarà una grande sorpresa per i tifosi nerazzurri), dalla
Fiorentina Nicola Berti destinato a diventare una bandiera nerazzurra, dal Cesena Alessandro Bianchi, grande ala tradita
troppo spesso dagli infortuni, e dall’Avellino Ramon Diaz. Con la
maturazione definitiva di Zenga, Bergomi e Ferri che già compongono la difesa della nazionale, l’invenzione da parte del Trap
di Mandorlini libero, l’ottimo campionato di Matteoli, e un
Serena straordinario capocannoniere con 22 reti l’Inter diventa
una macchina perfetta. Napoli e Milan vengono schiantate
dall’Inter dei record. In un campionato a 18 squadre con la
vittoria che vale ancora 2 punti i nerazzurri del Trap vincono lo scudetto con 58 sui 68 punti disponibili, conquistando 26 vittorie su 34 gare e perdendo solo 2 partite. Serviti anche i detrattori del Trap considerato troppo difensivista: l’attacco nerazzurro segna ben 67 reti subendone solo 19.
a cura di Franco Bertoli
Non solo i tombini si colorano nel nostro quartiere
settembre scorso, durante la presentazioIdeilne9tombini
in Via Valfurva, da parte dell’As.Co.Prato,
dipinti, l’assessore ai Lavori
Pubblici e Arredo Urbano Carmela Rozza l’a-
veva preannunciato: gli artisti della “Street
Art” avrebbero avuto a disposizione l’intero
muro di Via Sesto San Giovanni, la via che
corre alla Bicocca a lato della ferrovia in dire-
zione ponte di via Porto Corsini, per opere murali. Risultato ottimo, direi! Questi sono alcuni
murali che finalmente danno un po’ di colore
ad una parte dimenticata della nostra zona.
stata riaperta domenica 11 ottobre la palestra del Centro Sportivo
È
Ripamonti di via Iseo 10, distrutta da un incendio nell’ottobre di 4
anni fa. Sul campo si è disputata la prima partita di basket.
L’impianto, costruito nel 1965, nel 2008 era stato ceduto da
MilanoSport a Milano Sportiva A.s.d. a fronte di perdite superiori ai
250 mila euro. La struttura era stata poi chiusa su ordine della Procura
e posta sotto sequestro per infiltrazioni mafiose. A caldo, dopo l'incendio, sindaco e assessori, oltre a denunciare l’evento criminoso, avevano
espresso subito l’intenzione di far rinascere la palestra.
I lavori per la riqualificazione del palazzetto sono iniziati lo scorso gennaio ed a giugno 2015 c’è stato il taglio del nastro per la riapertura del primo lotto con una festa alla quale avevano partecipato 200 atleti con disabilità. L’11 ottobre scorso, dopo quattro anni, nella palestra si è tornato a giocare. All’inaugurazione erano
presenti l’assessore al Benessere, Qualità della vita e Sport del
Comune di Milano Chiara Bisconti, la Presidente del Consiglio di
Zona 9 Beatrice Uguccioni e il Presidende della Commissione
Sport del CdZ 9 Gianfranco Tucci.
a cura di Franco Massaro
La Natura nel Parco
e il suo calendario
lcune zone del nostro Parco Nord, una piccolezza direi, non sono
A
state trasformate in prati o boschi, in laghetti o colline, oppure in
orti per i pensionati, ma hanno mantenuto la funzione di alcuni decenni fa, sono infatti coltivate dai contadini di mestiere. In particolare
ci sono due appezzamenti che vengono utilizzati per la produzione di
grano (uno si trova all’angolo tra via del Regno Italico e via Berbera)
e in questo momento la Natura fa partire il nuovo calendario, quindi
si deve lavorare la terra, ripulirla dai residui della passata annata e
prepararla per la semina. Capita quindi di vedere qualche grosso trattore che compie questa operazione e c’è della meraviglia in chi l’osserva lavorare, specialmente da parte dei bambini. Pare proprio d’essere
lontani dalla città e fa piacere! ([email protected])
Parco Nord: apre
la “stazione” per i runner
Giorgio Meliesi
novembre apre “La42 Runstation” in viale Suzzani 283, a ridosso
A
del parco Parco Nord e a 100 m dalla fermata della M5 “BignamiParco Nord”. Qualcosa di più di un negozio, “La42 Runstation” vuole essere una e vera e propria stazione per i runner del Parco Nord.
L’idea innovativa è quella di aggregare in un unico punto fisico un negozio specializzato in articoli tecnici per runner (scarpe, abbigliamento,
accessori, ecc.) e una serie di servizi; in primis docce, spogliatoi e armadietti, ma anche diversi altri come: un servizio di lavaggio e deposito attrezzatura per permettere agli appassionati di non dover più pensare
alla borsa del cambio, l’offerta di integratori specialistici per concludere
bene la sessione di allenamento, consulenze professionali di podologia,
fisioterapia e osteopatia, sessioni di corsa insieme, programmi di allenamento, ecc.
Non è in assoluto la prima offerta combinata di negozio e doccia a
Milano. Sull’onda del crescente numero di appassionati di running,
qualche grande marchio del settore ha inserito il servizio doccia nei suoi
negozi monomarca in centro a Milano. “La42 Runstation” è però unica
per la sua posizione a ridosso di un grande parco come il Parco Nord e
per l’estensione dei servizi offerti.
L’idea nasce un paio di anni fa dall’esigenza di alcuni degli attuali soci,
loro stessi runner amatoriali e frequentatori del Parco Nord. Da poco
più che chiacchiere da aperitivo, nel tempo l’idea si è sviluppata grazie
a diverse conferme di interesse, incontri fortunati, tanto impegno e a
concreti supporti esterni.
Il vero volano dell’iniziativa è stata infatti la selezione del progetto tra
quelli ammessi al programma di finanziamento “Tra il Dire e il Fare impresa in Periferia” promosso dal Comune. Un bando interessante,
creato per finanziare nuove iniziative imprenditoriali che avessero anche un risvolto sociale nel ridare vitalità alle aree periferiche individuate dal Comune. Il luogo scelto, a breve distanza dalla metro 5 e a ridosso ad uno degli ingressi più frequentati del Parco Nord, è un elemento
distintivo dell’iniziativa. Una possibilità in più per rendere ancora più
fruibile questo luogo davvero bello e sorprendente; una rete verde di
congiunzione tra Milano e i suoi comuni limitrofi, nato 40 anni fa dalla
caparbia volontà dei suoi promotori, e tuttora in fase di sviluppo con le
recenti realizzazioni del lago di Niguarda e del collegamento ciclo-pedonale con l’area Expo.
Domenica 15 novembre il Parco Nord ospita l’11ma edizione dell’Alpin
Cup, una mezza maratona Fidal organizzata dagli Alpini di Sesto San
Giovanni. I soci e gli amici de “La42 Runstation” si danno appuntamento lì per cominciare a far conoscere la loro iniziativa e invitare tutti a un
evento di inaugurazione che si terrà, in collaborazione con il Parco
Nord, il sabato successivo, 21 novembre dalle 16 alle 19. Sarà possibile
partecipare ad un piacevole rinfresco in compagnia di Roberto Giordano, runner, cabarettista e ideatore del popolare programma tv “Correndo per il mondo” (www.correndoperilmondo.tv).
Info: www.la42.it - www.facebook.com/la42run - La42 Runstation,
Viale Suzzani 283 - 02 642 465 1- [email protected].
Uno sguardo alle nuove tecnologie applicate alla chirurgia dentale
R. M. V Dental Group
iamo nel Centro chirurgico dentale R.M.V. Dental Group (Via
S
Caduti sul lavoro 61, Sesto San Giovanni - 02/26225783 3662157652 - 3472399264). Vi si respira aria di serenità e cortesia.Visitate il sito internet www.studiodrmorella e lo percepirete. Ci risponde il responsabile della clinica, il dr Emanuele Morella, laureato nel 1991 in medicina e chirurgia con specializzazione in Odontostomatologia presso l’Università di Milano, perfezionato in Ortognatodonzia (scuola E. Gianni), Master in implantoprotesi all’Università di Cuba, Master di Piezochirurgia
Università Unibe (S.D.Q.), Master di implantoprotesi Università
Miami, Master di rigenerazione guidata Cad-Cam assistita InterAmerican University of Porto Rico.
Il problema che il chirurgo odontoiatra deve quasi giornalmente affrontare è rappresentato dalle condizioni dell’osso del paziente, ovvero dalla sua qualità e dalla sua quantità. Il problema può presentarsi sotto due aspetti fondamentali: la retrazione ossea con la presenza di denti; la perdita di osso fisiologica
in seguito a vecchie estrazioni.
L’inplantologia dentale si è evoluta e ha reso possibile in totale sicurezza l’inserimento degli impianti in tutte le loro forme in tutti
i tipi di pazienti con un successo del 98%.
L’innovazione dell’implantologia consiste nell’inserimento di impianti aventi forme tali da rendere possibile il carico immediato.
Con la tecnica del carico immediato il paziente entra in clinica e
ritorna a casa con i propri denti provvisori fissi.Senza dover rinunciare a una normale vita sociale.
Per la sicurezza del paziente l’inserimento degli impianti avviene
alla presenza di un anestesista e utilizzando tecniche di microchirurgia quali la “piezoelettrica”.
La piezochirurgia utilizza l’effetto cinetico degli ultrasuoni
rendendo l’accessorio chirurgico molto affilato, preciso e poco
invasivo, a differenza della chirurgia tradizionale che utilizza
strumenti rotanti. La tecnica piezosurgery, essendo poco invasiva rende meno dolorosi i postumi post-operatori. E, tramite
gli ultrasuoni, attiva la vascolarizzazione dei tessuti diminuendo i tempi di osteointegrazione, cioè l’integrazione della superficie dell’impianto con l’osso.
Il Centro chirurgico R.M.V. Dental Group, essendo costantemente aggiornato sulle ultime tecniche di chirurgia, segue il paziente dall’anamnesi alla progettazione virtuale del progetto Implanto-protesi. Allo studio la progettazione virtuale comincia con
una corretta anamnesi ottenibile con una Tac per vedere le condizioni generali del paziente. Il passo successivo: presa dell’impronta con appositi scanner. Lo scanner d’impronta permette la
copia reale della bocca senza l’utilizzo di cucchiai siliconi e altri
composti che potrebbero rendere il processo molto sgradevole
per il paziente. Lo scanner d’impronta dello studio copia virtualmente la bocca del paziente e sulla copia virtuale viene realizzato un modello solido utilizzabile per il progetto clinico previsto
per la riabilitazione implanto protesica.
In clinica è presente una Tac Sirona, che permette il controllo
della chirurgia intraoperatoria potendo così lavorare in sicurezza controllando le zone nobilinatomiche (nervo mandibolare, seno mascellare).
“Dalle varie anamnesi - spiega il dott. Morella - molto spesso si
osservano pazienti che hanno una perdita di osso intorno alle
radici. Il paziente accusa sensibilità termica ai denti, che possono anche essere mobili e avere retrazioni gengivali. Quando
la retrazione arriva a scoprire una porzione di radice pari alla
metà della lunghezza del dente, questo non viene ritenuto più
valido per una protesizzazione. Il dente non più valido a fare
da pilastro ad elementi protesici, prima o poi andrà incontro a
una estrazione, causando al paziente un evidente danno biologico, che si traduce in un danno economico per la sua sostituzione con una protesi o un impianto”.
L’utilizzo locale di emocomponenti autologhi rappresenta attualmente una delle strategie più innovative per modulare e incrementare i processi di rigenerazione dell¹osso dentale. Nel nostro
studio da 10 anni l’uso delle Prgf (Proteine ricche di piastrine-Fibrina) - spiega ancora il dott. Morella - come derivato
autologo del sangue del paziente ha consentito di effettuare
un vero e proprio impacco intorno alla radice scoperta. Si
tratta di un mix di derivato piastrinico, osso autologo, materiale biocompatibile inerte.
Questa “impalcatura” viene poi ricoperta da una membrana di collagene che funge da contenitore. Tutto viene posto sotto la gengiva, a contatto con la radice. A questo punto si effettua una piccola
sutura. Dopo 4 mesi si constata una ri-crescita dell’osso decisamente soddisfacente”.
Come si è detto,la mancanza di osso costituisce uno dei limiti maggiori che il chirurgo odontoiatra possa affrontare. La necessità di
posizionare impianti in aree critiche (mancanza di osso) porta l’operatore a dover decidere per un aumento dell’osso recettore.
“I prezzi dello studio - dice il dr Morella - sono equilibrati, il rapporto qualità/prezzo è al passo con i tempi viste le difficoltà economiche che tutto il mercato mondiale sta affrontando.L’avvento delle nuove tecnologie e la loro applicazione nel Centro Chirurgico
R.M.V. Dental Group aiutano notevolmente a contenere i prezzi e
ad allinearsi alle esigenze economiche di ogni singolo paziente. I
prodotti utilizzati nella clinica sono prodotti di cui sono io stesso
responsabile scientifico, prodotti con i quali ha già affrontato numerosi casi clinici difficili”.
L’implantologia, grazie agli impianti prodotti dalla Ornaghi, all’interno del Centro chirurgico R.M.V. Dental Group risulta essere
molto semplice, sicura e affidabile, tutti i prodotti sono di prima
qualità e di un eccellente precisione. I pazienti, grazie alla versatilità del Centro possono quindi avere un servizio con una qualità
eccellente a un prezzo altrettanto soddisfacente.
Lo studio, come servizio aggiuntivo per il paziente, può fornire via
mail un primo preventivo ricevendo ovviamente via mail i file della foto della RX panoramica o Tac, condizione necessaria per poter
valutare la condizione del paziente stesso.
Info: [email protected] - www.studiodrmorella.com.
ONA NOEUV
Cont el coo in di nivôl
L’angolo di Don Giuseppe
La colonna poetica
a cura di Augusto Cominazzini
a cura di Don Giuseppe Buraglio
a cura dei lettori
Mi, la mamma e ti
Il chierichetto del giovedì
Sensazioni di novembre
Quand hoo incontraa l’Ilde me son subit invaghii
ma, per mi, l’è cominciaa on tran tran malarbètt,
dovuu ai manii d’ona mader vittima del sospétt.
Mi, la mamma e ti,
doariom vèss in duu, invece sèmm in trii,
gh’èmm l’imbròi d’aveghela sémper adree,
de vèss spionaa come fudessom di badee.
Mi, la mamma e ti,
par minga véra, ma l’è pròpri inscì,
dôe ‘ndemm nun duu, ingombrant, la ven anca lee,
on infèsc incredibil, pusse grev d’on tripee.
Mi, la mamma e ti,
se vèmm a spass, l’èmm, de chi o de li,
sòtt a bracètt o con la man in de la man,
dedree gh’è l’ombra de la mader guardian.
Mi, la mamma e ti,
ògni vòlta che ‘ndèmm al cinema, de séra o de di,
subit la se intrufola, malfidenta, tra nun duu,
persuasa che sèmm pu svezzà e nemmen di tyrluruu.
Mi, la mamma e ti,
e mi, al scur, foo la part de l’imbesuii,
pò vèss che vun el tenta de toccà la mia morôsa,
anca se la mader la sorveglia i virtù de la tôsa.
Mi, la mamma e ti,
gh’è capitaa de ‘ndà al mar, per pòchi di,
e l’ha pretes che la fioeula la fasèss el bagn
cont indòss un camisôn lông… faa de fustagn.
Ti, la mamma e mi,
stò menage l’è insopportabil, de maledì,
la coscienza la me consiglia de sopportà,
invece el diavol el me dis: “Fa fagòtt e va”.
Ti, la me mamma e mi,
la coscienza l’hoo mettuda de part e son scappaa,
via de côrsa, a perdifiaa per minga pensà,
ma hoo lassaa on affètt sincer e ona mader…
che l’è mèi perd che trovà.
ra il secolo in cui non c’erano ancora tante scuole: gli istituti di culE
tura erano pochi e… per pochi. Pochi superavano il quinquennio
di frequenza tra i banchi o, se lo superavano, era per ripetere qualche
Sandra Saita
Matilde perdonomm!
volta di più ciò che gli altri riuscivano a contenere entro il lustro programmato. C’era una sola maestra, classi sempre sopra i trenta alunni, programmi ben definiti, metodi rigidi, non tempi lunghi o prolungati, non spazi pre o post scolastici ma semplicemente scuola al mattino come al pomeriggio: intervallo-mensa con gioco in cortile, sia col
tempo bello che brutto. Fino alle quattro. Ma il giovedì era vacanza totale. Tutti a casa e per tutto il giorno. Adesso si preferisce avere a disposizione il sabato per creare con la domenica un week-end di libertà
per andare, per viaggiare, per uscire. Allora era meglio il giovedì, tanto… di viaggi non se ne facevano. Meglio uno stacco a metà: tutti in
giro a piedi, in bici a gruppi o anche da soli, per i prati e per i boschi a
controllare il cammino stagionale della natura. E nel mezzo, tutta la
vasta gamma di giochi invernali: non certo sci di fondo o in discesa, al
massimo un telo cerato da far funzionare come slittino; comunque
tanti pupazzi di neve, di ogni foggia, proiettili bianchi in tutte le direzioni, quelli che non uccidono ma solo rinfrescano, con qualche doloretto se la neve non è troppo recente. Per i giovedì c’era comunque e
sempre l’oratorio. E spesso era proprio dall’oratorio che si partiva, con
o senza “don” per le spedizioni ricreative. Lì si giocava tanto. Così tanto da “prenderle su” quando si tornava a casa ancora con tutti i compiti da fare per il venerdì. A lui piaceva tanto il giovedì, anche perché
poteva fare il chierichetto, finalmente alle sei del pomeriggio. Lo faceva anche prima, alla Messa delle sei sì, ma del mattino!
Quella di mettere la Messa anche alla sera era stata proprio una bella invenzione. E poi, la Messa della sera la diceva il suo “don”, quel
prete giovanissimo, cordiale e frizzante, pieno di idee e di sorprese per
i suoi ragazzi. Lui era così affascinato da quel “cucciolo di prete” che la
sua ammirazione per il don diventava contemplazione quando ci si
trovava in chiesa per la preghiera. Era sì un ragazzino delle elementari ma non era così piccolo da non provare anche lui qualcosa per lo
stesso Signore del “don” che diceva la Messa. Era tutto molto sano,
molto d.o.c. Quel “chierichetto del giovedì” non era davvero lontano
dalle cure del suo Dio che, con grande sapienza, lo aveva sistemato all’ombra del giovane coadiutore d’oratorio. E il lavoro del Signore stava manifestando le prime evidenze. Era come la natura che si andava a controllare giù per i prati o dentro la fitta boscaglia: a primavera
qualcosa cambiava, soprattutto qualche germoglio cominciava a inverdire. Quel chierichetto oggi non c’è più. E certo, non c’è più neanche il giovedì di vacanza, non c’è più il ragazzino, non c’è più nulla di
quanto c’era allora. Il tempo passa e tutto cambia. A proposito, lui non
è mica morto! C’è, eccome. Adesso è lui il “don” dell’oratorio.
L’oroscopo di Novembre
ARIETE 21.3 – 20.4
Lavoro, dovrete trovare dei compromessi per
realizzare i vostri programmi ed evitare scontri
con gente opportunista. Amore, potrete fare fuoco e fiamme per la persona che ha accesso al vostro cuore. Salute, energia fisica. Denaro, attenzione, potreste commettere errori o effettuare
spese non ben ponderate.
BILANCIA 23.9 – 22.10
Lavoro, tatto e diplomazia saranno le armi vincenti. Amore, date alla materialità della vita un
tocco di spiritualità, di conseguenza molte situazioni saranno viste in un’altra ottica. Salute, ottima forma fisica. Denaro, slanci impulsivi potrebbero portarvi a commettere errori o a subire perdite, attenzione.
TORO 21.4 – 20.5
Lavoro, vi esprimerete con intraprendenza, ottenendo risultati nelle attività creative. Amore,
alti e bassi, soprattutto a causa di amici indiscreti. Salute, per eliminare le tossine, fate consumo di acqua fuori pasto. Denaro, i guadagni
saranno proporzionali alla vostra abilità e capacità persuasiva.
SCORPIONE 23.10 – 22.11
Lavoro, i più giovani potranno approfittarne per
inserirsi, anche se non sarà quello definitivo.
Amore, un incontro potrà scatenare in voi fantasie e interessanti prospettive per il futuro. Salute,
lievi malesseri stagionali. Denaro, non mancheranno occasioni per miglioramenti economici e
inaspettati guadagni.
GEMELLI 21.5 – 21.6
Lavoro, interessanti risultati professionali grazie al vostro impegno e al vostro notevole intuito. Amore, non sarà facile allontanare un
corteggiatore insistente. Salute, evitate eccessi alimentari e cercate di non fumare
troppo. Denaro, spese consistenti potrebbero
capitarvi tra capo e collo.
SAGITTARIO 23.11 – 21.12
Lavoro, avrete il desiderio di evadere dalla routine lavorativa, anche se non sarà poi così facile
farlo. Amore, potreste ricevere proposte affettuose che vi riempiranno di entusiasmo e voglia
di buttarvi in esperienze emozionanti. Salute,
miglioreranno i vostri malesseri. Denaro, l’autunno si delinea generoso.
CANCRO 22.6 – 22.7
Lavoro, non vi mancano le armi per realizzare sogni finora rimasti nel cassetto, ci vuole
però un po’ di coraggio. Amore, dovrete mediare su un rapporto affettivo che sembra promettere bene. Salute, lievi disturbi improvvisi
ma, curabili da soli. Denaro, situazione critica
specie verso metà mese.
CAPRICORNO 22.12 – 20.1
Lavoro, momento propizio per realizzazioni professionali soprattutto nel campo della creatività. Amore, nessuna nube sembra profilarsi sui
vostri rapporti. Salute, novembre suggerisce di
assumere atteggiamenti di autodifesa, evitando
i motivi di stress. Denaro, le uscite potranno
prevalere sulle entrate.
LEONE 23.7 – 23.8
Lavoro, i risultati potranno essere brillanti
se saprete condurre i progetti con abilità e
accortezza. Amore, orgoglio e impennate rischiano di bloccare un amore sul nascere,
sforzatevi di valutare razionalmente la situazione. Salute, passeggeri cali di energia.
Denaro, bilancio in attivo.
ACQUARIO 21.1 – 19.2
Lavoro, potreste avere una bella gatta da pelare,
tanto vale rimboccarsi le maniche e andare dritti verso la soluzione più rapida. Amore, saprete
farvi un bel baffo dei capricci di un nuovo partner
insistente e pretenzioso. Salute, trattate bene il
vostro corpo. Denaro, nuovi guadagni derivanti
da questioni ereditarie.
VERGINE 24.8 – 22.9
Lavoro, molte situazioni si muovono a vostro
favore, anche se a rilento. Amore, frequenti liti
e incomprensione dovrebbero alla fine portare
a una svolta decisiva, prendere o lasciare. Salute, iperemotivi e un po’ vulnerabili. Denaro,
saprete condurre al meglio le operazioni di compravendita d’immobili.
PESCI 20.2 – 20.3
Lavoro, c’è chi sta lavorando sodo per la realizzazione di un progetto di gruppo del quale fate parte anche voi, mettetevi più d’impegno. Amore,
una persona dolce vi conquisterà con il suo
sguardo e con il suo sorriso. Salute, riguardatevi.
Denaro, nella seconda metà del mese fate attenzione a possibili uscite.
IL SEGNO DEL MESE SCORPIONE 23.10 – 22.11
Segno d’Acqua, è detto Fisso in quanto copre la fase centrale della stagione autunnale. Caratterizza personalità
generose, capaci di slanci notevoli, in amore e in altri sentimenti. Eccessive, qualche volta adorabili.
PIETRA: Topazio – COLORE: Viola – ESSENZA: Cedro – FIORE: Gladiolo – GIORNO: Martedì
E le parve d’udir la voce del diletto
“di fermare i passi” accanto ai suoi silenzi
dove il tempo non ha più
gli scanditi secondi - minuti - ore
e le parve
“di scorgere un sorriso”
nel volto di un’immagine ferma nel tempo
e le parve
nelle sensazioni che la morte arreca
quando il dolore noa ha risposta
e vorresti riprendere
i momenti di un giorno qualunque
un battito d’ali
un respiro
parole sussurrate
“ancor La vita” insieme.
ona franca
a cura di Sandra Saita
La storia di Adam
are lettrici e cari lettori, in questi giorni di autunno i calC
di colori ci fanno compagnia, le foglie leggiadre si staccano dai rami posandosi a terra come ultimo saluto.
Così è la vita di tutto ciò che ci circonda e la nostra. In tutti questi cimiteri ci sono piccole croci bianche - sono quelle dei bimbi.
La storia in questo mese è la storia di una famiglia senegalese e di un bimbo, Aziz, che ora vive nel grande giardino dell’amore. Sono certa che lassù la nostra amata pediatra dott. Donatella Belloli, Zonino d’oro, li abbraccia e si
prende cura di loro.
Era un giorno di esercizio di volontariato nella mia psichiatria che chiamo “mia” perché” tutti quei anni di servizio e gli eventi della vita mi hanno fatto dono di attento
ascolto e amore per loro.
Rimasi colpita dal sorriso di Adam, il padre, che cercava di
essere d’aiuto a tutti i pazienti. Ricordo la moglie con un foulard colorato sul capo a metterle in risalto due occhi grandi
neri e la bellezza che hanno tante donne senegalesi. Hanno
due figli: il maggiore di 18 anni mentre il minore frequenta
le elementari e gioca al pallone.
Ci scambiamo il numero del cellulare perché volevo regalare
a suo figlio un pallone di cuoio e un paio di scarpe per il calcio, ed è così che siamo diventati amici.
Quando mi telefona la voce è subito riconoscibile perchè ogni
volta lui mi dice: “Ciao sorella”. La famiglia è in Italia da parecchi anni con regolare permesso di soggiorno, ma il lavoro
è precario, si fa fatica.
Passano i mesi poi una telefonata mi annuncia che la moglie
aspetta un bambino, ma sono senza carrozzina.
Ringrazio tanto Mariuccia Bonvicini anche lei volontaria di
zona 9 che sempre ad ogni mia richiesta è disponibile ad aiutarmi. Dopo una settimana arrivò una stupenda carrozzina
“Principessa” e tanti vestiti. Avvisai Adam che avevo trovato
il tutto e alla prima occasione ci saremmo incontrati in via
Farini. Invece poco dopo arrivò una telefonata di quelle che
ti gelano il corpo. Adam mi avvisa che la moglie aveva avuto
un parto prematuro. Era un maschio ma erano subentrate
delle complicazioni e il bimbo Aziz a soli tre giorni morì. Gli
chiesi dove era stato sepolto - lui rispose che non avevano i
soldi e il Comune aveva portato la piccola bara bianca in un
deposito con altre bare e quando avrebbero trovato un posto
avrebbero pensato loro alla sepoltura. La piccola bara bianca restò in deposito per un paio di mesi. Adesso Aziz si trova
nel nostro cimitero di Bruzzano con tanti altri bambini, tante piccole croci bianche.
Due mesi fa Adam è ritornato per pochi giorni in psichiatria.
Abbiamo parlato a lungo: il problema più grande è che non
ha lavoro. Adam però ha speranza, sorride e mi dice: sai “sorella”, mi piacerebbe tanto anche trovare un’ambulanza perché al mio paese non c’è e l’ospedale è lontano.
Ho detto ad Adam che volevo raccontare la sua storia, la storia del suo bambino. Perché, sia ben chiaro, Zona Franca non
racconta storie tristi ma solo la verità di ognuno di noi.
Le ricette di ona Nove
a cura di Franco Bertoli
Bucatini all’amatriciana
osolare in padella l’aglio sino a imbiondirlo e il
R
guanciale (senza farlo seccare). Versare due dita di
vino e sfumare. Quindi togliere il guanciale e metterlo
da parte. Versare nella padella i pomodori, salare un
poco e far cuocere a fuoco vivo per qualche minuto.
Rimettere il guanciale in padella aggiungendo un pizzico di pepe nero e cuocere ancora per qualche minuto.
Scolare la pasta al dente e versarla nella padella facendola saltare per un momento. Servire aggiungendo del
pecorino grattugiato.
Ingredienti: 400 gr di bucatini, 100 gr. di guanciale (o
pancetta dolce) tagliato a dadini, 500 gr. di pelati, 50 gr.
di pecorino romano grattugiato,1 cucchiaio di olio evo,
un ¼ di bicchiere di vino bianco secco, 1 spicchio d’aglio, sale, pepe.
Expo è stato uno straordinario successo per Milano e per l’Italia
Franco Mirabelli (senatore della Repubblica del Pd)
onostante i tanti problemi,
N
lo scetticismo che ha circondato la manifestazione fino
al momento dell’inaugurazione
e nonostante i ritardi accumulati negli anni precedenti avessero fatto sembrare impossibile
la sua riuscita, i dati parlano
da soli: più di 21 milioni di visitatori, di cui almeno 7 milioni
provenienti dall'estero; le migliaia di eventi che hanno animato la città e che si sono aggiunti ai tanti incontri svoltisi
quotidianamente nel sito espositivo e a Cascina Triulza che, insieme alla Kip - per la prima volta in un Expo - hanno ospitato le organizzazioni non
governative della cooperazione internazionale e del volontariato. Insomma, un successo che ha procurato a Milano
ammirazione e prestigio e un ruolo su temi decisivi per il
futuro come quello dell’alimentazione, della lotta agli sprechi alimentari e dello sviluppo sostenibile.
La Carta di Milano, firmata da tutti i Paesi, che fissa impegni precisi per la lotta alla fame nel Pianeta, per la salvaguardia della biodiversità e la tutela delle risorse agricole,
insieme al documento firmato da centinaia di sindaci delle
grandi città del mondo che si impegnano a combattere la
malnutrizione e a promuovere comportamenti positivi, sono grandi avvenimenti per cui questa Expo sarà ricordata
a lungo. Ma, soprattutto, le questioni poste dalla Carta di
Milano e dal documento dei sindaci diventano per la nostra
città un’opportunità su cui investire per diventare punto di
riferimento nel mondo dello studio, dell'iniziativa e della ricerca sul tema della nutrizione.
Expo, quindi, è stata una straordinaria occasione colta per
rilanciare la nostra città, le sue eccellenze, le sue vocazioni,
la sua economia. Ora si tratta di pensare a come investire
su questo patrimonio. Si tratta di pensare al dopo Expo, che
non significa solo riprogettare l’area per farne un'altra occasione di crescita per Milano, magari costruendovi un
grande polo universitario e della ricerca capace di diventare punto di riferimento anche sui temi che sono stati di
Expo, ma significa molto di più. Ora la questione è come
mettere al servizio di un progetto il patrimonio di credibilità, infrastrutture, crescita culturale, bellezza urbana, capacità organizzative che si è realizzato in questi anni insieme ad Expo e anche grazie ad Expo per arrivare a due
grandi obiettivi. Il primo deve riguardare gli interventi in
quella parte di città che è stata ai margini di Expo e di questo rinascimento milanese, cioè quella dei pezzi di periferie
degradate, quella che soffre, quella che si sente abbandonata dalle istituzioni e diventa facile preda della demagogia
di chi scarica sugli immigrati le colpe di tutto.
Questa è la città in cui in poco tempo si è realizzata Area
C e si è investito sul trasporto pubblico migliorando la
mobilità e la qualità della vita di tutti, si sono realizzati
grandi progetti, anche in periferia, come Porta Nuova, la
Darsena e la Fondazione Prada, che ne hanno cambiato il
volto. Inoltre, si è ampliata significativamente l’offerta
culturale, artistica e museale della città. Ora la stessa determinazione e la stessa capacità di pensare in grande devono essere investite in un progetto in cui, dove c'è degrado, produca risanamento e opportunità per chi non ne ha,
promuovendo condivisione e partecipazione. Si tratta,
dunque, di fare uno sforzo che coinvolga tutta la città come è stato per Expo o per la Darsena. Il secondo obiettivo
deve essere trasformare la città metropolitana - che rischia di essere un’istituzione, vissuta come burocratica e
distante - in una grande opportunità di sviluppo per migliorare la qualità dei servizi, per creare lavoro, per fare
stare meglio i suoi cittadini. Non fare questo significherebbe perdere un’occasione straordinaria data dalla nascita della città metropolitana. La stessa Expo e il sistema di trasporto pubblico, che proprio l’evento ha messo alla prova con risultati molto positivi, sono la dimostrazione che ragionare in una dimensione metropolitana consente di raccogliere e vincere sfide impensabili negli attuali confini dei Comuni milanesi. Lo stesso sistema del
verde e dei parchi e concepito in una dimensione metropolitana e in quella dimensione può essere ulteriormente
incrementato e valorizzato.
Ecco, le sfide per Milano sono tutt’altro che finite! Il lavoro di questa giunta racconta di competenze, di un’attenzione ai bisogni e di una capacità di valorizzare la partecipazione che consegna un patrimonio che non andrà perso
ma che dovrà segnare la vera continuità da costruire. Da
qui si deve ripartire per affrontare le nuove sfide.
È finita Expo, viva Expo!
Matteo Mauri (deputato del Pd)
ochi giorni fa ho parteciP
pato alla cerimonia di
chiusura di Expo 2015. È stata la celebrazione di un grande successo mondiale per
Milano e per l’Italia. Un successo che adesso tutti provano
a intestarsi ma che non era
per nulla scontato soltanto
qualche mese fa.
Ci sono voluti tutto l'impegno
e la convinzione possibili in
questi ultimi anni per recuperare un ritardo che sembrava
incolmabile. Sul palco festoso
dell’ultima giornata in tanti hanno sottolineato la collaborazione tra le Istituzioni. Ma i milanesi - che non hanno
la memoria corta - si ricordano bene gli anni persi per i litigi personali e di interesse tra la Regione di Formigoni e
il Comune di Milano di Letizia Moratti che hanno rischiato di portarci al disastro. Solo la tenacia politica dei
Governi a guida Letta e Renzi ha permesso di portare a
compimento l'impresa. E solo con il cambio di guida e la
vittoria di Pisapia e del Centrosinistra a Milano si è fatto
il cambio di passo necessario.
Eppure qualcuno ha sperato fino all’ultimo minuto che
non si finissero i lavori per tempo, che qualcosa andasse
storto, che non si raggiungessero gli obiettivi dei visitatori. Chi l’ha sperato dovrebbe vergognarsi. E i cittadini dovrebbero segnarsi quei nomi, perché sono i nomi di quelli
che non vogliono il bene dell’Italia ma pensano solo ai propri piccoli interessi di bottega. Si era detto: questo Expo
lo vuole il Pd, e se va male è una sconfitta del Pd. Invece
Expo è andato bene e per noi é una vittoria dell’Italia. Ma
quando si raggiunge un grande risultato bisogna darsene
uno ancora più ambizioso. E non sto parlando di cosa si
fará sul sito dell’Esposizione Universale ma di una questione sicuramente molto importante per la quale stiamo
già lavorando. Mi riferisco all’obiettivo alto che ci dobbiamo dare: quello di far diventare i valori e le idee che hanno guidato questi sei mesi di Expo una realtà concreta per
tutti i cittadini del Mondo.
Il lavoro straordinario del ministro Maurizio Martina che non a caso è ministro di Expo e dell’Agricoltura - non
è stato prezioso solo per la riuscita dell’evento, ma anche
perchè ha investito tantissimo sull’eredità che Expo lascerà. Si tratta di un’eredità immateriale - che è stata
scritta nella “Carta di Milano” - in cui c’è un impegno che
ci dobbiamo prendere tutti.
Tra le altre cose, il testo dice così: “Noi donne e uomini,
cittadini di questo pianeta, sottoscriviamo la Carta di
Milano per assumerci impegni precisi in relazione al diritto al cibo sano, sufficiente e nutriente, all'acqua pulita
e all'energia. Affermiamo la responsabilita della generazione presente nel mettere in atto azioni, condotte e scelte che garantiscano la tutela del diritto al cibo anche per
le generazioni future. Un futuro sostenibile e giusto e anche una nostra responsabilita.”
Per fare questo é necessario l’impegno concreto di tutti e
penso che sarebbe utile unire anche le firme di ognuno di
voi a quelle di un milione e mezzo di cittadini che l'hanno
già sottoscritta. Potete farlo su www.carta.milano.it.
Buona firma a tutti. Viva Milano, Viva l’Italia.
C’è un’alternativa alla protesi totale
Nunzio M. Tagliavia
uando le valutazioni cliniche e radiologiche lo indicano,
Q
l’implantologia fornisce due possibili soluzioni alternative per ovviare all'edentulìa totale, cioè a quelle situazioni cliniche dove sono completamente assenti i denti. La prima
consta nell'inserire un numero di viti d’impianto il più alto
possibile, sulle quali posizionare corone (o capsule) unite tra
loro, detti ponti. Questa soluzione presenta lo svantaggio di
essere costosa per il consistente numero di corone-ponti da
posizionare. La seconda possibilità è molto meno costosa ed è
denominata “Toronto bridge”. Questa prevede l’utilizzo di
una particolare protesi in resina rinforzata con lega medicale, ridotta nelle dimensioni, e ancorata mediamente a quat-
tro viti implantologiche. Il risultato è che per la parte superiore della bocca si può evitare il fastidio del palato, tipico
delle protesi totali tradizionali, che in molti casi altera il gusto degli alimenti mentre; per la parte inferiore, la protesi,
avendo un saldo ancoraggio sulle viti, rimane stabile senza
dover utilizzare la pasta adesiva. Se invece il numero di viti
implantologiche di ancoraggio non possono essere più di due
esiste un'ulteriore soluzione e cioè quella di una protesi mobile che si blocca a dei sistemi definiti “locator” (essi ricordano, tanto per rendere più chiara l’idea, agli “automatici” di
sartoria). Anche con questo sistema si può ridurre l'ampiezza del palato per le protesi superiori che spesso dà fastidio, e
evitare l'utilizzo della pasta adesiva in quella inferiore.
Queste soluzioni presentano una notevole resa estetica e di
masticazione, e sono anche indicati ai pazienti non necessariamente avanti negli anni, che si trovano nella condizione di
avere una situazione orale talmente compromessa da rendere irrecuperabili tutti i denti e, allo stesso tempo, richiedono
soluzioni funzionalmente valide e a costi contenuti.
Dottor Nunzio M. Tagliavia, Medico Chirurgo Dentista,
Medicina Estetica del Viso - Via Luigi Mainoni D’Intignano
17/a, Tel.: 026424705, [email protected], www.dentistalowcost.it, www.fillermilano.com.
Le cause della cistite recidivante e sue soluzioni
Paola Chilò
a cistite coinvolge il mondo delle acque interiori. Il disagio
L
psicoemozionale legato a questo tema corrisponde nettamente alla dimensione del femminile presente nella propria vita e quindi a quanto l’accoglienza, l’accettazione, la morbidezza
e il lasciar andare le emozioni contrastanti, possano scorrere liberamente. Spesso la rabbia e i conflitti non portati alla luce,
sedimentano e infiammano l’organo che per eccellenza simboleggia il “lasciar fluire”. Non di rado la lotta interiore riguarda
la sfera sessuale o comunque la relazione con il compagno/compagna. Vi sono anche aspetti relativi al rapporto con il mondo
materno e quindi alla difficoltà di prendersi il proprio spazio.
Le emozioni brucianti che non vengono dichiarate apertamente e che riflettono una incapacità a valorizzare se stessi, vivendo all’insegna del “dover essere” o del “dover fare”, possono
prendere forma in un sintomo che in un certo senso impedisce
il rapporto con l’altro o quantomeno induce a pensare maggiormente ai propri bisogni.
Per aiutare a risolvere l’aspetto emozionale/energetico si possono utilizzare alcuni fiori di Bach che però da soli non bastano.
“Holly” per esempio può sostenere il cammino verso la riconciliazione con il proprio sé. “Agrimony“ è indicato a chi nasconde
un tormento interiore e “Cherry Plum” per chi ha paura di lasciarsi andare. Naturalmente ogni soggetto può necessitare di
uno o più fiori insieme ma la situazione va valutata attentamente da un esperto.
L’altro aspetto importante è l’alimentazione e la salute dell’intestino. Quest’ultimo è una delle cause organiche principali del
problema. La flora batterica intestinale sbilanciata può migrare in altre aree limitrofe come l’apparato genito-urinario e creare infezioni batteriche in quelle sedi. Vi sono tre tipi di processi
infiammatori: acuto, subacuto e cronico. La cistite può risolversi dopo un unico episodio ma potrebbe anche cronicizzarsi. In quest’ultimo caso va valutato in modo molto approfondito l’aspetto
alimentare e le eventuali intolleranze che possono creare un ambiente intestinale disbiotico. I rimedi fitoterapici per eccellenza
sono l’Uva Ursina ed il Mirtillo Rosso ma senza un’analisi globale del problema, che generalmente è legato anche agli aspetti
emozionali ed alimentari, si rischia di risolvere solo parzialmente
la questione e di sperimentarla nuovamente dopo breve tempo.
Paola Chilò, Naturopata esperta in riequilibrio alimentare con orientamento psicosomatico - Per informazioni o appuntamenti: Tel. 3396055882 - Studio
Naturopatia in Via Terruggia 1, 20162 Milano - e-mail [email protected].
Iscriviti all’Associazione Amici di
Per la vostra pubblicità
su questo giornale
telefonate
a Flaviano Sandonà
Tel/Fax/Segr. 02/39662281
Cell. 335.1348840
ONA NOVE
Socio ordinario Euro 10 (Euro 5
per studenti e pensionati), Sostenitore Euro 25. Per iscriversi rivolgersi presso la sede del giornale in
via Val Maira 4.
AREE VERDI USATE
DA CANTIERI M5
Dopo quasi due anni le aree verdi
utilizzate per i cantieri della M5 sono ancora abbandonate a un degrado inspiegabile. Avrebbero dovuto essere restituite agli abitanti
del quartiere nel più breve tempo
possibile. “Zona Nove” se ci sei batti un colpo.
Marco Vittori (ottobre)
un enorme parcheggio a pagamento.Le strisce blu hanno invaso la
città sfruttando gli spazi perfino in
prossimità dei semafori. Venire a
Milano e lasciare l’auto in periferia
per poi prendere la metropolitana
sembrava una soluzione intelligente, ora non si può più fare, o meglio
si può fare spendendo 10 euro di
gratta e parcheggia.
Flavio Maestrini (ottobre)
NIENTE
ASFALTO
Vorrei segnalare la mancata asfaltatura estiva delle seguenti strade
ridotte veramente male: via Cufra,
via Taormina, via Lussino, via
Lussinpiccolo, piazzale Istria angolo Lussinpiccolo e angolo via Cagliero (zona 2). La meravigliosa linea 51 per fortuna spesso è vuota,
immaginate che strage di strade se
viaggiasse anche piena di passeggeri! Inoltre nel cortile della piscina
Murat è comparsa un'antenna
strana: sembra una di quelle che
quando era sindaco la Moratti non
sarebbe mai dovuta essere installata, ma ora con Pisapia si sa: tutto
è cambiato!
Lettera firmata (ottobre)
MULTE LUNGO
VIALE FULVIO TESTI
Periodicamente, i vigili si svegliano
e fioccano le multe per le auto parcheggiate sul terrapieno tra il viale
e il controviale Fulvio Testi. Anche
se teoricamente hanno ragione, bisogna usare il buon senso. Se non ci
fosse questa possibilità, bisognerebbe trovare almeno 1500 posti di
parcheggio in più in una zona dove
mancano le aree disponbili e i parcheggi pubblici e privati.
Mara e Fredi Cassani (ottobre)
LA MALEDIZIONE
DELLE RIGHE BLU
La periferia nord di Milano è ormai
SÌ E NO ALLE
PROPOSTE ALL’ATM
Scrivo a proposito dell’articolo a
pag 3 di ottobre. Non riesco a capire come si possa fare articoli del
genere, anche se in qualcosa chi ha
scritto avrebbe ragione. Riguardo
al 31 all’Ospedale di Niguarda la
risposta non è negativa, in quanto
ma continuerà ad essere un sogno.
Parecchi mesi fa avevo segnalato a
voi per proporla all’Atm la necessità di deviare regolarmente la 51
in via Rotta invece che in via
Terruggia, per permettere ai clienti anziani del supermercato Coop,
di utilizzare la fermata di fronte alla Coop tutta la settimana e non
solo il mercoledì, ma non se n’è fatto nulla.
Ezio Manzotti (ottobre)
Attenti ai parcheggi dell’ospedale
lla fine del mese scorso sono andata all’Ospedale di
A
Niguarda per una visita di controllo per una frattura. Non
essendo in grado di muiovermi agevolalmente, mi sono fatta accompagnare in macchina e sono stata fatta entrare senza problemi è - e senza una parola - dall’addetto. Terminata la visita,
4 ore dopo, all’uscita ho dovuto pagare ben 23 euro. Mi chiedo:
1) perché all’ingresso non c’è nessun cartello che dia le informazioni necessarie su modalità e tariffe? 2) una tariffa di circa
6 euro l’ora per un parcheggio non è eccessiva?
Mira Redaelli (ottobre)
dice che se non si allungano le fermate di viale Ca’ Granda le lunghe
vetture del 31 possono far scender
i passeggeri, e farli salire solo dalle
due porte anteriori. Anche il capolinea attuale dell’Ospedale è stato
fatto per vetture monocassa da 13
metri non per i 7100 da 34 metri.
Forse una soluzione valida sarebbe di allungare e far girare il primo
binario intorno alla casa e far sostare il 5 sul secondo binario. Linee
42, 52, 86: qui il problema era che
una vettura della 42 in partenza
dalla Centrale andava a Bicocca e
una andava a Niguarda, con intervalli di almeno 20 minuti. La soluzione attuale, che serve i due capolinea con un passaggio ogni circa
11 minuti, è interessante, meglio
delle corse alterne. Per una fermata saltata in via Suzzani, ci sarebbe sempre la M5, abbastanza vicina e molto più frequente anche se
non va in stazione Centrale. La lascerei così. Sarebbe augurabile che
la 51 ritornasse in viale Zara, lungo via Murat. Il percorso attuale in
Istria non sembra molto utilizzato.
In questo si può dare ragion ha chi
ha scritto l’articolo. Riguardo alla
linea 4 in Maciachini le considerazioni sono positive e non negative.
Riguardo alla nuova linea B (il
progetto è piuttosto antico) ci sarebbe da applaudire l’assessore se
riuscisse a metterla in cantiere
prima della fine del suo mandato,
ANCORA SUL
BORGO PIRELLI
Il Borgo Pirelli a settembre è tornato sui giornali, in particolare
con interviste alla signora Fregoni
del Consiglio di Zona 9, alle cui
“cure” sono affidate le case del
Borgo. La signora Fregoni si vanta di lottare da tempo, senza successo, per la rivalutazione del
Borgo; la sua diagnosi sulle cause
del grave degrado è offensiva per
gli inquilini “regolari”: “assenza di
Aler e noncuranza (sic) degli inquilini”. Questa la sua sentenza:
“Se Aler non si impegna a responsabilizzare gli abitanti, con contratti che vincolino gli inquilini
negli interventi di manutenzione
a loro carico, mai si arriverà a un
uso responsabile di stabili che
hanno un valore storico e artistico
che ammonta a oltre ottanta an-
ni”. Gli abitanti si chiedono quando mai la consigliera sia venuta a
far visita al quartiere e a sentire le
opinioni degli inquilini, ripeto, regolari; e quali provvedimenti abbia chiesto alle autorità, anche sanitarie e di pubblica sicurezza, di
prendere nei confronti dell'Aler (e
non degli inquilini). La sua proposta di raccogliere firme per ottenere una “protezione” da parte del
Fai è inutile, visto che il caseggiato
e una “villa campione” del Borgo
sono da anni salvaguardati dalle
”belle arti”. Mi permetto di proporre invece di forzare l'Aler a mettere in vendita quegli appartamenti
che siano ancora abitabili, dopo gli
opportuni e immediati interventi
di emergenza.
Giusto Buroni (ottobre)
IL DEGRADO
DI VIA VELATE
È pessima la situazione di via
Guido da Velate verso l’entrata del
“Super DI”. Oltre ai soliti quintali
scaricati giorno/notte ora sono
comparsi decine di topi, che hanno invaso il condominio di via
Ornato 140. Siamo disperati, abbiamo avvisato tutti, Comune,
Vigili, 112/113, Amsa... niente
nessuno si muove.. Volete aiutarci
per favore?!
Lettera firmata (ottobre)
tel. e fax. 02/39662281 – e-mail: [email protected]
A domanda risposta
Cos’è che ho capito dell’agente immobiliare
a cura di Roberta Coccoli
Luca Orlando (Gabetti Niguarda)
I giardinetti di via Racconigi
orniamo ad occuparci dei giardinetti di
T
Via Racconigi, che dopo il loro utilizzo da
parte del cantiere della M5, fino al 2013, non
sono ancora stati ripristinati, e versano ormai
in stato di degrado da tempo. “Vorrei che i
giardinetti di via Racconigi venissero restituiti ai cittadini, perché possano sfruttarli come
una volta: sono una risorsa per il nostro quartiere e sarebbe bello riprenderne possesso, invece sono in parte ancora recintati”: è quanto
ci dice Giusy B., una giovane cittadina che
abita vicino ai giardini di via Racconigi, mostrandoci lo spazio intono a quest’area della
città; e poi continua: “Ci hanno detto che il
prato deve essere bonificato, e che è per questo che non possiamo più accedervi, ma sono
anni che siamo in questa situazione”.
Infatti, dopo le segnalazioni dei residenti del
quartiere nel giugno 2014, seguite, nello stesso anno, da un’interrogazione dei consiglieri
del Movimento 5 Stelle in Con-siglio di Zona,
Paolo Carraro e Antonio La-terza, per avere
informazioni circa il destino dell’area a verde
di Via Racconigi, e la richiesta di adoperarsi
per restituire a giardino tutta l’area, forse c’è
qualche piccolo aggiornamento. È infatti del
29 ottobre la segnalazione di Andrea Bina del
Partito Democratico in Consiglio di Zona, che,
in sede di riunione di Consiglio, ha suggerito
di convocare le Commissioni Territorio-Ambiente-Demanio per un eventuale ridisegno
del sedime stradale per dare soluzione all’annoso problema dell’intricato incrocio
Suzzani/Santa Monica/Racconigi. Senza pe-rò
che ciò possa essere visto come un'apertura
alla proposta di una strada interquartiere, e
quindi mantenendo il senso unico della via
Racconigi da Via Majorana, e quindi dal
Pronto Soccorso dell’Ospedale fino a viale
Suzzani, anche in vista dei nuovi abitanti che
andranno ad occupare le abitazioni dell’Ex
Manifattura Tabacchi.
In vista di un’eventuale possibilità di ridiscutere il disegno urbano di questa area, a
livello personale, ci permettiamo di suggerire un accesso migliore al Pronto Soccorso,
anche da parte delle ambulanze che arrivano dai viali Testi-Suzzani, e quindi permettere una permeabilità in entrambi i sensi di
marcia di via Racconigi, come illustrato nello schema sottostante.
n diciassette anni di attiImolte
vità professionale ho visto
cose. Ho visto il maiale, che davanti a una scodella piena, la divora e la fa rovesciare, “Ho un listino di
provvigioni fisse”. Ho visto
la gente e il suo perbenismo
nelle convinzioni, il suo essere Italiana, il suo insito
lamentarsi e crogiolarsi in
esso, il suo rimanere e restare, concetti ben diversi, nella pozza che secerne. Ho visto fare di
tutta un erba un fascio e con violenza nel momento in cui da esso cade anche solo uno stelo,
calpestarlo, senza raccoglierlo, senza notare l’eccezione, “Tutti gli agenti immobiliari sono gli
stessi”. Ho visto tutto ciò e altro e ho deciso chi
essere, un agente immobiliare. Mi correggo, un
Agente Immobiliare.
Il cardine di questa figura è la fiducia da accordare
ma anche e soprattutto da guadagnarsi, in un vivere dove neanche più a se stessi la si dovrebbe dare.
Trattandosi di un legame, vi è poi un continuo senso del dovere nel tenerlo saldo, tenerlo stretto.
Trattiamo i sogni, le vite, sia di chi vende sia di chi
vuol comprare. Trattiamo anni di sofferenze, anni
di rinunce, anni di calore spesso impressi sulle pareti degli immobili che proponiamo. Umanità, richiesta. Maggiormente per questo ho scelto questa
strada che ho sempre percorso un passo dopo l'altro, anche quando ho messo il piede nel fango e mi
sono sporcato, perché aver umanità significa essere
umani e quindi volti all’errore.
Non starò qui ad elencare il mero lavoro dell’Agente Immobiliare, non è per me questo, non
lo dovrebbe essere, io sono qui a sottolineare
quanto mi abbia cambiato come persona e mi
abbia fatto crescere. Una valutazione corretta e
professionale basata sullo studio quotidiano e
attento del mercato, una proposta capillare dell’immobile canonica e sperimentale, una ricerca
e accompagnamento del compratore, professio-
nale e quindi sincera, una mediazione, una parte burocratica profonda e attenta secondo dettami di legge in continuo aggiornamento, qualsivoglia supporto extra-competente. L'elenco è lungo e potrei continuare, ma se ci si affida ad un
Agente lo si fa per non aver neanche uno sguardo
di tutto ciò, e quindi non mi dilungo.
Cose che ho capito dell’agente immobiliare e
quindi fieramente di me. Una presenza costante, che sia tale nello spazio e nel tempo, nel quotidiano perché in questo si vive e quindi si lavora. Una collaborazione scelta e voluta tanto con
i collaboratori di nome e di fatto quanto con i
clienti. Un cerchio, non altre figure geometriche,
un semplice e uguale cerchio, non vi è perfezione dove non vi è continuità che abbracci tutte le
parti. Un rispetto che altro non è che ascolto ad
essere sinceri. Tanto delle pareti che parlano,
tanto delle mani che si stringono non solo per
conservarne la postura nell’attesa che ritornino
stringendo soldi da consegnarci. Un’umanità
spietata nella sua sincerità, i clienti venditori o
compratori che siano si ritrovano in un istante
di cambiamento delle loro vite, e in questo istante, nel momento in cui il magma, che si porta
dentro mai nella vita come in questi momenti,
ribolle, è una fortuna assistervi e con scienza e
cuore, intelletto e passione, aiutare a farlo fuoriuscire e stabilizzarsi.
Insomma mi ritengo una persona fortunata. Mi
auguro che tu, che leggi, qui stia leggendo me e
non quello che ci hai messo di tuo sulla mia professione. Ti voglio venire incontro e riassumermi,
parafrasarsi è un gesto d'amore e per te che mi
hai letto fin qui è dovuto. Riassumere la figura
dell’Agente Immobiliare in una sola frase. Se mi
incontri per strada e mi chiedi cosa sia un
Agente Immobiliare io ti rispondo: “Una persona
fortunata, poiché può crescere.”
Info: Luca Orlando, Gabetti Niguarda in Via G.
Terruggia, 2 - tel. 02-66100353 - e-mail [email protected].
Ottica e optometria: che cos’è il cheratocono?
l Cheratocono è una patologia degenerativa
Isanon
infiammatoria della cornea che ne caul’assottigliamento (distrofia e atrofia) e la
protrusione (ectasia) verso l’esterno. In questo
modo, la cornea perde la sua forma emisferica
e assume la tipica forma a cono che da il nome
alla patologia. Viene descritta in questi termini per la prima volta dal fisico inglese John
Nottingham nel 1854.
È considerata una malattia rara, con un’incidenza stimata di un caso su 2000 persone. Le cause sono tuttora poco
chiare: alcuni studi la collegano ad anomalie metaboliche a carico delle fibre di collagene della cornea; sicuramente il cheratocono ha una
forte componente ereditaria. A volte il cheratocono si presenta in associazione ad altre rare sindromi, come la sindrome di Down.
• Come vediamo con il cheratocono? Nelle prime fasi del cheratocono, l’assottigliamento della cornea precede la deformazione della
stessa e il peggioramento della visione. Con il progredire dell’ectasia, a
seconda del posizionamento dell’apice del “cono” nell’area corneale, si
ha un netto peggioramento della qualità visiva: immagini sfuocate e
aloni attorno alle fonti di luce rappresentano il comune denominatore
della scarsa qualità visiva riferite dalle persone con tale alterazione
corneale. Generalmente il cheratocono interessa entrambi gli occhi con
grado di severità differente. La cornea da il contributo maggiore al potere diottrico totale dell’occhio, per questo la sua deformazione ha un
effetto così pesante sulla qualità visiva. Alle volte quando è interessato
solo un occhio la visione può essere giudicata normale da parte della
persona in quanto il cervello, che fonde le immagini provenienti dai due
occhi, tende a minimizzare la percezione di alterazione dell’immagine.
• Come evolve il cheratocono? L’evoluzione del cheratocono può variare da soggetto a soggetto: in alcuni casi progredisce rapidamente in
età giovanile per poi stabilizzarsi intorno ai 45 anni, in altri si assiste a
una progressione lenta ma costante. Proprio per questo è importante
monitorare costantemente lo stato di avanzamento del cheratocono rivolgendosi al proprio oculista.
Per poter migliorare la visione nei casi in cui altre soluzioni non sono
percorribili, sono indicate
lenti a contatto per cheratocono morbide nei casi più lievi e/o dure nei
casi più complessi. Sempre applicate dall’ottico optometrista.
Info: Giorgetti Luca, Garatti Gabriele, Dottori in Ottica e Optometria Via Salvatore Pianell 63, tel 02 6426020.
Scarica

Giornale completo