Lunedì 20 Luglio 2015
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alla Salute” € 1,00 in più; con “La Biblioteca dei Ragazzi” € 7,90 in più; con “Guida Touring Club” € 8,90 in più; con “I Grandi Classici dell’umorismo” € 6,90 in più;
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in più; con “Separazione e Divorzio” € 14,90 in più; con “Esecuzioni Immobiliari” € 9,90 in più; con “Contratti e Mansioni” € 9,90 in più; con “Maternità e Paternità”
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ad esaurimento copie, in abbinamento gratuito con Il Denaro a € 2,00. Nella Regione Umbria in abbinamento obbligatorio con Il Giornale dell’Umbria a € 1,10
QUESTIONI ITALIANE
Crescita
e riforme
non vanno
in vacanza
di Guido Gentili
C
he l’Italia (per ora, perché il terreno euro-greco resterà comunque
molto scivoloso) non debba
mettere in conto un impatto
negativo diretto sul suo debordante debito pubblico e
sui costi del suo finanziamento – in discesa significativa nei
primi mesi dell’anno - è una
buona notizia.
Grexit avrebbe sconvolto
l’estate finanziaria e avrebbe
aperto le porte a un autunno di
fuoco, proprio nel momento
in cui il governo approva la
legge di Stabilità per il 2016 e la
sottopone (entro il 15 ottobre)
al giudizio della Commissione
europea.
Tuttavia non è tempo di rilassamenti. Ed avrebbe - al
contrario - un senso lavorare
per evitare di infilarsi nel solito imbuto che tra la metà di settembre e metà ottobre, in un
crescendo di ipotesi e indiscrezioni, sfocia in un abborracciato testo legislativo “last
minute” inviato al Parlamento
e a Bruxelles intorno alla mezzanotte dell’ultimo giorno utile. Con evidenti costi anche reputazionali.
L’Ufficio parlamentare di bilancio, nuova autorità indipendente che ha il compito di validare il quadro programmatico
del governo, ha suggerito di anticipare al 5 ottobre la presentazione della Legge di stabilità.
In Germania, ad esempio, già a
fine giugno il governo inizia a
elaborare il disegno di legge di
bilancio che viene poi presentato ai due rami del Parlamento
entro metà agosto. Si gioca insomma d’anticipo e non si
aspetta, meno che mai nella
confusione, il fischio finale.
Ma non è solo questione di
calendario. Il caso-Grecia, in
queste ultime settimane, ha
messo inevitabilmente in ombra le “emergenze” italiane.
Che però non sono cambiate e
aspettano risposte operative
nei tempi più rapidi possibili.
Dalla riforma della Pa al completamento della delega fiscale, dalla spending review alle
privatizzazioni e da qui al riassetto istituzionale del Paese, le
tappe sulla strada del cambiamento promesso, ma attuato
solo in parte, sono ancora molte. Al pari delle incognite.
Continua u pagina 10
IN EDICOLA
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«NORME
& TRIBUTI MESE»:
FOCUS SU FISCO,
BILANCI E SOCIETÀ
Nariello e Riselli u pagina 11
u pagina 19
Le nuove elaborazioni del Sole 24 Ore sulla qualità degli atenei statali e non statali
La classifica delle università:
vincono Verona e la Bocconi
Sul podio Trento, Politecnico di Milano, Luiss e San Raffaele
pL’università di Verona con- I migliori
quista il primo posto tra le università statali mentre la Bocconi di
Milano vince tra le non statali nelle “classifiche della qualità” universitariacheIlSole24Orerealizza ogni anno.
ATENEI STATALI
1
Verona
1
Milano Bocconi
86
Trento
2
83
3
79
Milano Politecnico
3
Milano San Raffaele
81
3
di Daniele Checchi
78
Bologna
4
Bolzano
68
81
A
4
Padova
5
Roma Campus Biomedico
76
56
Fonte: elaborazioni Il Sole 24 Ore
LE ALTRE GRADUATORIE
SU INTERNET
Stage e tirocini:
nell’ateneo di Brescia
il tasso più elevato
Tutti gli indicatori
e il tool per creare
top-ten personalizzate
u pagina 5
www.ilsole24ore.com/classificheuniversita
Vent’anni di spesa delle famiglie: nell’alimentare meno carne e grassi, più pesce e frutta
Consumi, la casa pigliatutto
Oggi l’abitazione pesa quasi la metà del budget: era un terzo nel ’94
pCasa pigliatutto nella spesa Su 1.300 intervistati nel mondo, l’80% farà nuove assunzioni nei prossimi tre anni
degli italiani. Oggi utenze, affitti e
IMPRESE. I DATI CERVED
Nei bilanci 2014
torna la redditività
Nettiu pagina 13
IMPRESA&
TERRITORI
l
lavoro
Roma Luiss
Il verdetto dei Ceo: la ripresa è possibile
pI leader delle aziende
europee, statunitensi e
asiatiche sono ottimisti:
nei prossimi tre anni l’economia globale aggancerà
la ripresa. E l’80% di loro è
pronto a festeggiarla con
nuove assunzioni: Chief
financial officer e Chief
STILI&
TENDENZE
innovation officer le figure più richieste. Lo rivela
uno studio globale condotto da Kpmg fra 1.300
Ceo delle 10 principali
economie al modno, che Il
Sole 24 Ore di oggi presenta in anteprima.
Cappellini u pagina 13
89%
I manager italiani che credono
nella ripresa in Italia
NORME&
TRIBUTI
EXPORT
LUSSO
Le chance in Iran
da cogliere subito
Bally punta in 5 anni L’«utilità» salva
Il bonus da 80 euro
a quota un miliardo le sponsorizzazioni al riepilogo nel 770
Le sanzioni all’Iran non
verranno tolte prima di 6-12
mesi. Molto però si può già
vendere a questo Paese,
pur nel pieno rispetto
dell’embargo: bastano solo
alcune accortezze sul fronte dei pagamenti e su quello della denominazione dei
beni esportati. E dalla
moda all’arredamento, i
marchi italiani preparano
lo sbarco.
Il marchio svizzero del lusso
Bally punta a raddoppiare i ricavi
in cinque anni.
u pagina 15
Prezzi di vendita all’estero: Albania €2, Austria €2, Francia €2, Germania €2, Monaco P. €2, Slovenia €2, Svizzera Sfr 3,20
FISCO
FISCO
u pagina 16
Le condizioni per dedurre le
spese per la sponsorizzazione
del marchio aziendale continuano ad essere al centro di numerosi interventi della Cassazione. In
attesa che alle problematiche
interpretative possa essere data
una soluzione normativa, la
Corte ha fornito diverse indicazioni sul trattamento di questi
costi: il nesso territoriale e la
capacità di influenzare i clienti
giustificano la deducibilità.
Tutta la storia del bonus Irpef
da 80 euro, dall’erogazione
mensile al recupero in sede di
conguaglio deve essere analiticamente tracciata nel 770
semplificato in scadenza il
prossimo 31 luglio. Al credito
previsto dal comma 1-bis
dell’articolo 13 del Tuir, introdotto dal Dl 66/2014 sono
dedicate le principali modifiche apportate alla dichiarazione del sostituto d’imposta.
u pagina 19
u pagina 21
Pagamenti rallentati dal Patto di stabilità
Debiti Pa, le imprese
sono in attesa
di altri quattro miliardi
pUn miliardo di euro già pronto
nelle casse degli enti locali ma fermato dal Patto di stabilità. Più altri
tre miliardi in arrivo per Comuni,
Province e Regioni destinati ai debiti arretrati. Questa è la fotografia
oggi dell’operazione sblocca debiti, varata oltre due anni fa. In questi
giorni però cominciano ad arriva-
re alle imprese i primi pagamenti
sbloccati grazie al «Patto di stabilità incentivato» tra Regioni ed enti
locali: 725 milioni in tutto, a fronte
di richieste che, appunto, sfiorano
il miliardo fermo nelle casse di Comuni e Province. Altri 2,8 miliardi
arriveranno dal decreto enti locali.
Uvau pagina 8
L’Esperto risponde
20 luglio 2015 — Riservato ai lettori dell’Esperto risponde e agli abbonati del Sole 24 Ore
88
Misurare
per decidere
Bussi u pagina 7
Le risposte
sul bonus
neo-assunti
#15
ATENEI NON STATALI
L’ANALISI
manutenzione pesano il 44% del
budget non alimentare contro il
31% del 1994. Scendono i consumi
di carne e aumentano quelli di
frutta, pesce e verdura.
EBOOK IN REGALO
Il meglio dei quesiti dell’Esperto risponde
2
Continua u pagina 5
FISCO&DIRITTI
RISPARMIO&FAMIGLIA
E BOOK
www.espertorisponde.ilsole24ore.com
Trovatiu pagina 2 e 3
ncora una volta è la società
civile (talvolta nella forma
di associazioni o fondazioni
private) a esprimere una domanda di conoscenza sulla qualità delle istituzioni formative.
A moltissimi genitori sarà sicuramente capitato di domandarsi se la scuola A sia meglio
della scuola B, e molti genitori si
saranno posti l’interrogativo se
l’università C sia davvero migliore dell’università D, al punto da giustificare le spese di trasferimento fuori sede dei
propri figli.
L’esperto
risponde
gli sgravi
FISCO&DIRITTI
per i neoassunti
Fornitori Pa
al vincolo
dello split
payment
Nell’allegato u pagine 2-3
RISPARMIO&FAMIGLIA
Volata
finale
per vacanze
low cost
Nell’allegato u pagine 4-5
Le statistiche sugli incidenti città per città
Luglio il mese peggiore
per la sicurezza stradale
pÈluglioilmesepeggioreperchi L’Infodata del Lunedì
viaggia sulle strade. Gli incidenti
stradali si concentrano proprio in
questo periodo, con un incremento dei veicoli coinvolti già evidente
nel mese di giugno.
A tracciare i contorni dell'«incidente-tipo» sono i dati Istat riferiti
al 2013, anno in cui le autorità di Polizia e i carabinieri hanno verbalizzato ben 181.227 incidenti stradali
con lesioni a persone. Elaborando
le statistiche 2013 nell’Infodata del
Lunedì, emerge la classifica delle
città dove si concentra la maggiore
densità di veicoli coinvolti in sinistri (ogni 10mila veicoli registrati ).
Sul podio si posizionano Genova,
Rimini e Milano. Sono, invece,
Medio Campidano, Agrigento e
Cosenza le città con la minore
incidenza.
Finiziou pagina 8
il semestre peggiore
Numero di veicoli coinvolti
in incidenti stradali ogni mese
24mila
28mila 32mila
luglio
33.291
giugno
32.580
maggio
30.463
settembre
30.328
ottobre
29.089
novembre
27.499
Elaborazioni Il Sole 24 Ore
su dati Istat
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
2
Università
Le performance
A spingere i migliori è la regolarità
degli studenti e i rapporti con le aziende
LE CLASSIFICHE DEL «SOLE 24 ORE»
UNIVERSITÀ,PRIMATO A
Le graduatorie
CLASSIFICA
GENERALE
CLASSIFICA
DIDATTICA
CLASSIFICA
RICERCA
Punteggio complessivo basato
per il 50% sulla didattica e per il
50% sulla ricerca
Punteggio calcolato attribuendo
lo stesso peso a tutti i 9 indicatori
Punteggio calcolato attribuendo
lo stesso peso a tutti i 3 indicatori
Tra le statali Bologna nel gruppo di testa con Trento e Politecnico
Gianni Trovati
pChi è in cerca di un corso di
ATENEI STATALI
1 Verona
2 Trento
3 Milano Politecnico
Bologna
5 Padova
6 Milano Bicocca
Siena
Marche Politecnica
9 Venezia Ca Foscari
10 Pavia
11 Torino Politecnico
Macerata
13 Piemonte Orientale
14 Ferrara
15 Milano
16 Firenze
17 Udine
18 Siena Stranieri
Viterbo Tuscia
20 Venezia Iuav
21 Modena e Reggio Emilia
22 Brescia
23 Roma Foro Italico
24 Pisa
25 Torino
26 Salerno
Insubria
28 Roma La Sapienza
28 Genova
30 Trieste
31 Bergamo
32 Teramo
Napoli Orientale
34 Chieti-Pescara
35 Parma
Roma Tre
Perugia
38 Foggia
39 Roma Tor Vergata
39 Messina
41 Benevento
42 Reggio C. Mediterranea
Potenza
Catanzaro
45 Camerino
46 Cassino
47 Perugia Stranieri
47 Sassari
Lecce
Bari Politecnico
51 Urbino
Molise
53 L’Aquila
54 Calabria Arcavacata di R.
55 Palermo
Catania
57 Napoli Federico II
58 Napoli II Università
59 Cagliari
60 Bari
61 Napoli Parthenope
ATENEI STATALI
88
83
81
81
76
75
75
75
74
73
72
72
70
69
68
65
62
61
61
60
59
58
57
56
55
54
54
52
52
51
49
48
48
47
46
46
46
45
42
42
40
38
38
38
37
36
35
35
35
35
34
34
32
31
29
29
28
27
26
22
11
ATENEI NON STATALI
1 Milano Bocconi
2 Roma Luiss
3 Milano San Raffaele
4 Bolzano
5 Roma Campus biomed.
Castellanza Liuc
7 Milano Cattolica
8 Aosta
9 Milano Iulm
10 Napoli Suor Orsola
Roma Lumsa
12 Roma Unint
13 Bari Jean Monnet
14 Roma Europea
15 Enna Kore
1 Milano Politecnico
2 Verona
3 Pavia
4 Bologna
5 Trento
6 Torino Politecnico
Venezia Iuav
8 Ferrara
9 Siena
Modena e Reggio E.
Siena Stranieri
12 Brescia
Padova
Perugia Stranieri
15 Marche Politecnica
16 Milano Bicocca
17 Milano
18 Venezia Ca Foscari
19 Camerino
Insubria
Macerata
Trieste
23 Udine
24 Piemonte Orientale
25 Genova
Roma Foro Italico
Teramo
Torino
29 Parma
Roma La Sapienza
31 Firenze
32 Pisa
33 Bergamo
Urbino
35 L’Aquila
36 Cassino
37 Perugia
38 Viterbo Tuscia
39 Molise
Roma Tor Vergata
41 Roma Tre
42 Sassari
43 Reggio C. Mediterranea
44 Lecce
45 Chieti-Pescara
Messina
Potenza
48 Palermo
49 Salerno
50 Bari
Bari Politecnico
Cagliari
Foggia
54 Napoli II Università
55 Napoli Orientale
56 Napoli Federico II
57 Calabria Arcavacata di R.
58 Benevento
58 Catania
60 Napoli Parthenope
61 Catanzaro
ATENEI STATALI
82
77
76
75
74
72
72
71
70
70
70
67
67
67
66
65
64
63
61
61
61
61
60
59
58
58
58
58
57
57
56
55
52
52
51
49
48
46
45
45
44
43
42
41
40
40
40
39
38
36
36
36
36
34
33
31
28
27
27
18
18
ATENEI NON STATALI
86
79
78
68
56
56
55
52
43
38
38
35
30
26
24
1 Milano Bocconi
2 Bolzano
3 Aosta
Roma Luiss
5 Castellanza Liuc
6 Milano San Raffaele
7 Milano Cattolica
8 Roma Campus Biomed.
9 Milano Iulm
10 Bari Jean Monnet
11 Roma Europea
Roma Lumsa
13 Roma Unint
14 Enna Kore
15 Napoli Suor Orsola
1 Verona
2 Trento
3 Bologna
4 Milano Bicocca
5 Padova
6 Marche Politecnica
Venezia Ca Foscari
8 Macerata
9 Milano Politecnico
10 Piemonte Orientale
Siena
12 Viterbo Tuscia
13 Firenze
Milano
15 Torino Politecnico
16 Salerno
17 Pavia
18 Ferrara
19 Udine
20 Napoli Orientale
21 Catanzaro
22 Pisa
23 Roma Foro Italico
24 Chieti-Pescara
25 Benevento
Foggia
Siena Stranieri
28 Torino
29 Brescia
30 Insubria
Modena e Reggio E.
Roma Tre
Venezia Iuav
34 Bergamo
Roma La Sapienza
36 Genova
37 Messina
Perugia
39 Trieste
40 Roma Tor Vergata
Teramo
42 Potenza
43 Calabria Arcavacata di R.
Parma
Reggio C. Mediterranea
46 Bari Politecnico
47 Catania
48 Lecce
49 Sassari
50 Napoli Federico II
51 Molise
51 Cassino
53 Napoli II Università
54 Palermo
55 Urbino
56 Cagliari
57 Camerino
58 L'Aquila
59 Bari
60 Napoli Parthenope
Perugia Stranieri
99
92
87
86
85
84
84
82
81
80
80
76
73
73
72
71
69
67
64
62
59
57
55
54
53
53
53
51
49
48
48
48
48
47
47
45
43
43
41
38
38
37
35
35
35
33
31
29
27
26
23
23
20
19
16
15
14
12
8
4
4
ATENEI NON STATALI
83
68
67
67
63
61
56
52
48
45
40
40
35
22
7
1 Milano San Raffaele
2 Roma Luiss
3 Milano Bocconi
4 Napoli Suor Orsola
5 Bolzano
6 Roma Campus Biomed.
7 Milano Cattolica
8 Castellanza Liuc
9 Milano Iulm
10 Aosta
11 Roma Lumsa
Roma Unint
13 Enna Kore
14 Bari Jean Monnet
15 Roma Europea
Questione meridionale
Cresce la distanza fra Nord e Sud
anche nell’efficienza delle strutture
95
91
89
69
68
60
53
48
38
37
35
35
27
15
13
laurea ad alto tasso di esperienze
lavorative, sotto forma di stage e
tirocini, può guardare prima di
tutto a Brescia, all’università del
Piemonte orientale o a Verona;
chi punta invece sulla dimensione internazionale, e vuole quindi
un ateneo attento alla possibilità
di fare all’estero un pezzo di strada accademica, farà bene a rivolgere l’attenzione allo Iuav di Venezia o a Trento, mentre chi pensa già al dopo ed è alla caccia di un
contesto caratterizzato da dottorati di alto livello e da una produzione scientifica competitiva
non dovrebbe trascurare Padova, il Politecnico di Torino e soprattutto Verona.
E proprio un balzo in avanti
dell’Università di Verona fra gli
atenei statali, e della Bocconi fra
i non statali, caratterizza la nuova edizione delle “classifiche
della qualità” universitaria che Il
Sole 24 Ore realizza ogni anno
grazie alle informazioni messe a
disposizione dalle banche dati di
ministero dell’Università e Anvur. Dati che, nonostante gli aggiornamenti generalizzati, mostrano una certa stabilità nelle
performance dei singoli atenei, e
sembrano indicare una polarizzazione crescente fra le università che riescono a garantire risultati di eccellenza e quelle che
invece faticano, sia per problemi
propri sia per le caratteristiche
del contesto in cui operano. È be-
ne sottolineare da subito, però,
che se le graduatorie generali
sintetizzano la condizione complessiva degli atenei, sono i singoli indicatori a mostrare con
puntualità i risultati ottenuti
dalle strutture nei diversi campi,
compreso il giudizio degli studenti che invece fatica a entrare
nei modelli ufficiali per l’attribuzione dei finanziamenti «meritocratici». Ognuno, insomma,
può effettuare una valutazione
“personalizzata”, guardando ciò
che più gli interessa di ogni università: proprio per questo, all’interno dello speciale dedicato
alle classifiche sul sito internet
del
nostro
giornale
(www.ilsole24ore.com/classificheuniversita) è possibile attribuire pesi diversi a ciascun indicatore, così da costruire una
graduatoria personalizzata.
Partendo dai risultati complessivi, la prima novità che si incontra rispetto all’edizione pubblicata dodici mesi fa nasce dal
fatto che entrambe le graduatorie, quella dedicata agli atenei
statali e quella che si concentra
sui non statali, sono guidate da
due primatisti solitari. Nel primo
gruppo, ovviamente più numeroso, il gradino più alto è occupato dall’università di Verona, che
l’anno scorso lo condivideva con
quella di Trento oggi seconda.
Ora è il terzo posto a essere diviso fra due atenei, perché l’Alma
Mater di Bologna raggiunge sull’ultimo scalino del podio il Poli-
tecnico di Milano.
A spingere Verona, oltre ovviamente al livello generalmente
alto ottenuto dall’ateneo in tutti
gli indicatori (condizione indispensabile per occupare i primi
posti in graduatoria) ci sono due
fattori in particolare: il numero
di crediti formativi che gli studenti riescono a ottenere nelle
attività di stage e tirocini presso
le aziende, che rappresentano un
fattore di sviluppo molto importante per le università in questa
fase, e un tasso di occupazione
degli ex studenti a un anno dal titolo fra i più alti in Italia: difficile
non vedere un collegamento fra
questi due elementi.
Passando agli atenei non statali, Bocconi e Luiss scalzano
dalla vetta il San Raffaele. A far
primeggiare l’ateneo milanese è
un’eccellenza quasi generalizzata, dall’attrattività nei confronti
degli studenti di altre regioni alla
struttura docente, accanto a un
bassissimo tasso di dispersione
(93 studenti ogni 100 confermano la propria scelta al secondo
anno) e alle molte esperienze internazionali realizzate dagli studenti. Ma dal momento che tutto
si può migliorare, va segnalato
che sul versante dei crediti riconosciuti a stage e tirocini c’è chi
fa meglio, e lo stesso avviene per
quel che riguarda le borse di studio. Per la Bocconi, come accade
anche per Cattolica, Luiss e un
gruppo ormai largamente minoritario di atenei statali, non è sta-
to inoltre possibile mettere a
confronto il tasso di occupazione a un anno dal titolo, dal momento che queste università non
hanno ancora aderito al consorzio AlmaLaurea che rappresenta
ormai l’unica fonte che raccoglie
i dati in modo omogeneo e confrontabile a livello nazionale.
Nel caso della Luiss, i numeri
più brillanti riguardano la “puntualità” e il successo agli esami
degli studenti, che in più di metà
dei casi arrivano da fuori Lazio, e
la capacità di mettere in campo
dottorati di livello e di ottenere
finanziamenti esterni per i progetti di ricerca.
Primatisti a parte, è da sottolineare che i ranking di quest’anno confermano i buoni risultati
delle università ormai abituate
alle zone alte delle classifiche,
come accade per esempio a Bologna e Padova fra le statali e a
Luiss e San Raffaele fra le non
statali. E altre conferme arrivano purtroppo sul fatto che cresce d’intensità la “questione accademica meridionale”, evidenziata dalle posizioni di coda occupate integralmente da atenei
del Sud, che spesso registrano
parecchi peggioramenti anche
nei singoli indicatori.
Se la classifica generale offre
un quadro sintetico, inevitabilmente influenzato dalle scelte su
modalità di calcolo e pesatura
dei diversi fenomeni nell’indice
finale (per tutto questo si rimanda alla nota metodologica pub-
blicata in pagina), sono i singoli
indicatori a offrire i dati più puntuali, che consentono una doppia
lettura. Oltre al valore assoluto e
al livello raggiunto rispetto agli
altri atenei, che interessa da vicino studenti e famiglie che vogliono individuare punti di forza e di
debolezza delle università (e dei
singoli corsi di laurea grazie ai
dossier di documentazione che
saranno messi a disposizione
nello Speciale università sul sito
internet), docenti e amministratori degli atenei faranno bene a
concentrarsi anche sull’evoluzione dei risultati conseguiti in
ognuno dei parametri rispetto
allo scorso anno.
Per fare un esempio banale, è
inevitabile che le università milanesi abbiano risultati migliori
in termini di tassi occupazionali
o di attrattività rispetto a quelle
calabresi o campane, perché
questo dipende da fattori legati
al contesto socio-economico e
al tessuto imprenditoriale dei
diversi territori. Le graduatorie
parziali, e il confronto puntuale
con l’anno scorso disponibile
nello speciale online per ogni
indicatore, consentono però di
capire come ogni università si
stia muovendo rispetto all’anno scorso e rispetto alle sue
“concorrenti” più dirette per
vicinanza geografica, dimensionale o di impostazione dell’offerta formativa.
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© RIPRODUZIONE RISERVATA
Così il passaggio
dagli indicatori
alle graduatorie
Percentuale di immatricolati da
fuori regione
Numero medio di docenti di ruolo
nelle materie di base e caratterizzanti per corso di studio
Percentuale di crediti ottenuti in
stage sul totale
Percentuale di crediti ottenuti
all'estero sul totale
GLI INDICATORI
ATENEI STATALI
ATENEI STATALI
ATENEI STATALI
ATENEI STATALI
Le migliori 15
Le migliori 15
1 Milano Politecnico
Le migliori 15
1 Brescia
 In ognuno dei dodici indicatori, i
risultati ottenuti dagli atenei sono
stati messi in classifica attribuendo a ogni università un punteggio
misurato in base al risultato
ottenuto. Alla performance migliore sono stati attribuiti 100 punti,
alla peggiore zero punti mentre il
punteggio delle posizioni intermedie è proporzionale al risultato.
DIDATTICA E RICERCA
 Dai punteggi dei singoli indicatori sono state ricavate due classifiche parziali: la prima, dedicata
alla didattica, utilizza i primi nove
indicatori mentre la seconda, sulla
ricerca, è il frutto degli ultimi tre. Il
punteggio attribuito a ogni ateneo
in queste due classifiche è dato
dalla somma dei punteggi ottenuti
nei singoli indicatori, diviso per il
numero di indicatori a cui l'ateneo
partecipa: in genere, quindi, nella
didattica la somma dei punteggi è
stata divisa per 9, ma quando un
dato è mancante la divisione è per
otto e quando i dati mancanti sono
due la divisione è per sette e così
via. Nella classifica relativa alla
ricerca le somme dei punteggisono sempre divise per tre.
LA CLASSIFICA GENERALE
 La graduatoria generale è stata
realizzata calcolando la media dei
punteggi ottenuti da ogni ateneo
nelle due classifiche parziali
relative a didattica e ricerca.Le
due «missioni», quindi, pesano
ciascuna per il 50% sul punteggio
complessivo ottenuto dall'ateneo
nella classifica generale.
ATTRATTIVITÀ
1 Trento
2 Urbino
3 Torino Politecnico
4 Ferrara
5 Chieti-Pescara
6 Siena
7 Molise
8 Bologna
9 L'Aquila
10 Siena Stranieri
11 Camerino
12 Parma
13 Perugia Stranieri
14 Trieste
15 Milano Politecnico
SOSTENIBILITÀ
57,71
52,93
50,70
48,08
45,76
45,08
44,83
42,01
41,29
41,16
39,65
38,97
37,96
37,63
33,91
Le peggiori 15
47 Benevento
48 Catanzaro
49 Salerno
50 Foggia
51 Napoli Federico II
52 Bergamo
53 Bari Politecnico
54 Napoli II Università
55 Calabria Arcavacata
di Rende
56 Napoli Parthenope
57 Sassari
58 Lecce
59 Cagliari
60 Palermo
61 Catania
5,35
4,84
4,61
4,32
3,69
3,59
3,18
3,07
2,36
2,23
2,18
1,49
0,47
0,33
0,26
2
3
4
5
6
19,54
Roma La Sapienza
15,62
Milano
15,58
Napoli Federico II
14,89
Napoli II Università 14,66
Messina
14,57
7 Reggio Calabria
Mediterranea
8 Bari Politecnico
9 Torino Politecnico
10 Venezia Iuav
11 Teramo
12 Torino
13 Milano Bicocca
14 Sassari
15 Catania
10,07
Modena e Reggio E. 10,06
Bergamo
9,87
Trieste
9,86
Macerata
9,75
Trento
9,73
Udine
9,52
Urbino
9,46
Potenza
8,85
Benevento
8,81
Siena Stranieri
8,75
Molise
8,70
Perugia Stranieri
7,67
L'Aquila
7,65
Catanzaro 7,28
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
Le migliori 3
Le migliori 3
1 Milano Bocconi
2 Milano Cattolica
3 Roma Campus
Biomedico
Le peggiori 3
14 Roma Lumsa
15 Napoli Suor Orsola
16 Roma Unint
Le peggiori 3
14 Bari Jean Monnet
15 Napoli Suor Orsola
16 Enna Kore
4,93
3,25
0,95
Fonte: Anagrafe nazionale studenti Anno 2014/15. È considerato «fuori
regione» l'immatricolato proveniente
da una regione diversa da quella in cui
ha sede il corso
13,50
13,45
13,08
13,00
12,99
12,58
12,37
12,35
47 Viterbo Tuscia
ATENEI NON STATALI
71,19
2 Milano San Raffaele 52,28
3 Roma Luiss
51,13
13,53
Le peggiori 15
ATENEI NON STATALI
1 Milano Bocconi
STAGE
Fonte: Miur (anno accademico
2014/2015)
14,18
14,13
11,50
5,56
5,31
4,17
2 Piemonte Orientale
3 Verona
4 L'Aquila
5 Cagliari
6 Modena e Reggio E.
7 Insubria
8 Molise
9 Bari
10 Marche Politecnica
11 Padova
12 Sassari
13 Siena
14 Ferrara
15 Pavia
MOBILITÀ INTERNAZIONALE
11,79
11,30
8,66
8,39
7,48
7,36
7,23
7,05
6,80
6,75
6,49
6,49
6,35
6,28
6,28
Le peggiori 15
47 Bergamo
Calabria Arcavacata
48
di Rende
49 Chieti-Pescara
50 Bari Politecnico
51 Lecce
52 Perugia Stranieri
53 Potenza
54 Napoli Orientale
55 Firenze
56 Roma Tor Vergata
57 Perugia
58 Roma Tre
59 Napoli II Università
60 Napoli Federico II
61 Napoli Parthenope
Le migliori 15
1 Venezia Iuav
2 Perugia Stranieri
3 Trento
4 Sassari
5 Venezia Ca Foscari
6 Torino Politecnico
7 Macerata
8 Siena Stranieri
9 Udine
10 Trieste
11 Reggio Calabria
Mediterranea
12 Bergamo
13 Pavia
14 Palermo
15 Torino
Le peggiori 15
1,72
47 Pisa
1,65
48 Benevento
1,53
1,37
1,36
1,19
1,18
1,18
0,83
0,78
0,74
0,57
0,46
0,20
0,12
49 Bari
50 Roma Foro Italico
51 Molise
52 Napoli Federico II
53 Napoli II Università
54 Piemonte Orientale
55 Messina
56 Calabria Arcavacata
di Rende
Catania
57
58 Milano
59 Catanzaro
60 Napoli Parthenope
61 Foggia
4,69
4,14
3,17
2,89
2,77
2,77
2,05
1,96
1,77
1,74
1,67
1,67
1,66
1,62
1,62
0,54
0,45
0,45
0,43
0,43
0,42
0,42
0,40
0,31
0,28
0,28
0,22
0,17
0,09
0,03
ATENEI NON STATALI
ATENEI NON STATALI
Le migliori 3
1 Roma Campus
12,27
Biomedico
2 Milano San Raffaele 6,96
3 Bolzano
5,91
Le peggiori 3
14 Roma Unint
0,81
15 Milano Cattolica
0,66
16 Milano Iulm
0,04
Le migliori 3
1 Aosta
2 Castellanza Liuc
3 Milano Bocconi
Le peggiori 3
14 Milano San Raffaele
15 Enna Kore
16 Roma Campus
Biomedico
Fonte: Anagrafe nazionale studenti Anno 2014
Fonte: Anagrafe nazionale studenti Anno 2014
11,11
5,96
5,56
0,53
0,31
0,15
d
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
3
(Dis)orientamento
In media il 25% degli immatricolati
cambia ateneo al secondo anno
Percorsi lenti
I piani di studio prevedono 60 crediti all’anno
ma in media gli iscritti non superano i 35
Le pagelle ufficiali
Negli indicatori utilizzati per i finanziamenti
fatica a entrare la «voce» degli studenti
O A VERONA E ALLA BOCCONI
co
di Milano - La Luiss avanza e si piazza al secondo posto fra le non statali
ANNA GODEASSI
IL DOSSIER
Su Internet
le classifiche
«personalizzate»
Sul sito del Sole 24 Ore è disponibile un dossier gratuito sulle «classifichedi qualità» che amplia il quadro
di informazioni sulle caratteristiche
specifiche di ogni ateneo.
Prima di tutto,sono consultabili i
risultati ottenuti da tutti gliatenei in
ciascuno dei dodici indicatori.
È possibile, poi, costruirsi una
speciale classifica «personalizzata», cambiando i pesi dei singoli
indicatori per indagare gli aspetti
che gli utenti ritengono e
ssere piùinteressanti in base
alle esigenze.
Per ogni parametro, inoltre,
un«dossier di documentazione»
offre libero accesso ai dati di base
su cui sono stati costruiti indicatori
e punteggi.
www.ilsole24ore.com/classificheuniversita
BORSE DI STUDIO
DISPERSIONE
EFFICACIA
OCCUPAZIONE
IL VOTO DEGLI STUDENTI
QUALITÀ PRODUZIONE SCIENTIFICA
COMPETIVITITÀ DELLA RICERCA
QUALITÀ DEI DOTTORATI
Percentuale di idonei che hanno
ricevuto la borsa di studio
Percentuale di immatricolati che si
reiscrivono al secondo anno nello
stesso ateneo
Media pro capite dei crediti formativi ottenuti in un anno dagli iscritti
attivi
Giudizio dei laureandi sui corsi di
studio
Percentuale di studenti occupati
(definizione Istat) a un anno dal
titolo
Giudizi ottenuti dai prodotti di
ricerca nella valutazione Anvur
Capacità di attrazione di risorse per
progetti di ricerca
Giudizi ottenuti dall'alta formazione nella valutazione Anvur
ATENEI STATALI
ATENEI STATALI
ATENEI STATALI
ATENEI STATALI
ATENEI STATALI
ATENEI STATALI
ATENEI STATALI
ATENEI STATALI
Le migliori 15
Le migliori 13
Le migliori 15
1 Torino Politecnico
2 Milano Bicocca
2 Insubria
4 Roma Foro Italico
5 Verona
6 Modena e Reggio E.
6 Siena Stranieri
8 Trento
9 Parma
10 Udine
11 Piemonte Orientale
12 Venezia Ca Foscari
13 Trieste
14 Genova
15 Roma Tor Vergata
Le peggiori 15
47 Benevento
48 Catania
Le migliori 15
Le migliori 15
Le migliori 14
Le migliori 27
1 Bergamo
Bologna
Brescia
Camerino
Ferrara
Firenze
Foggia
Genova
Insubria
L'Aquila
Macerata
Marche Politecnica
Milano
Milano Bicocca
Milano Politecnico
Modena e Reggio E.
Parma
Perugia
Perugia Stranieri
Pisa
Potenza
Siena
Siena Stranieri
Trento
Trieste
Udine
Urbino
Le peggiori 3
59 Calabria Arcavacata
di Rende
60 Napoli Orientale
61 Palermo
Le migliori 15
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
100
1 Venezia Iuav
2 Milano Politecnico
3 Perugia Stranieri
Torino
Venezia Ca Foscari
6 Bologna
Roma Foro Italico
8 Macerata
Siena Stranieri
Torino Politecnico
Trento
12 Firenze
Pavia
14 Siena
Verona
Le peggiori 15
47 Potenza
48 Molise
Benevento
Perugia
51 Bari
Catanzaro
Roma Tor Vergata
Teramo
55 Messina
Sassari
57 Foggia
58 L'Aquila
38
33
30
88
84
83
83
83
82
82
81
81
81
81
80
80
78
78
59 Napoli Parthenope
Reggio Calabria
Mediterranea
61 Viterbo Tuscia
44,44
43,0
Padova
42,02
Milano Politecnico
41,10
Pavia
40,83
Roma Foro Italico
40,67
Siena Stranieri
40,32
Verona
38,84
Modena e Reggio E. 38,48
Milano
38,44
Insubria
38,38
Marche Politecnica 38,24
Ferrara
37,96
Milano Bicocca
37,52
Trento
37,51
1 Venezia Iuav
1 Piemonte Orientale
2 Bologna
2 Molise
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
Le peggiori 15
73
72
72
72
71
71
71
71
70
70
67
65
63
63
62
47 Bari
48 Lecce
49 Catanzaro
50 Bari Politecnico
51 Sassari
52 L'Aquila
53 Napoli Orientale
54 Napoli Federico II
55 Foggia
56 Salerno
57 Napoli Parthenope
58 Potenza
59 Benevento
60 Cagliari
61 Reggio Calabria
Mediterranea
32,34
32,27
31,91
31,63
31,53
31,33
30,53
30,49
30,0
29,40
29,12
28,71
28,07
27,76
24,60
Viterbo Tuscia
4 Perugia Stranieri
5 Macerata
6 Camerino
Modena e Reggio E.
8 Potenza
9 Cassino
Siena
11 Trento
12 Calabria Arcavacata
di Rende
13 Lecce
8,15
8,05
8,05
8,04
8,00
7,98
7,98
7,95
7,91
7,91
7,89
7,88
7,87
Le peggiori 17
45 Napoli Federico II
Parma
Roma Foro Italico
Sassari
Trieste
50 Torino
51 Genova
52 Bari
Firenze
54 Napoli Orientale
55 Chieti-Pescara
56 Perugia
57 Roma La Sapienza
58 Catania
59 Bari Politecnico
60 Cagliari
61 Venezia Iuav
7,55
7,55
7,55
7,55
7,55
7,53
7,52
7,51
7,51
7,49
7,48
7,46
7,40
7,33
7,28
7,22
7,10
49 Bari
50 Sassari
51 Molise
52 Cassino
53 Messina
54 Salerno
ATENEI NON STATALI
ATENEI NON STATALI
ATENEI NON STATALI
ATENEI NON STATALI
Le migliori 3
Le migliori 3
Le migliori 3
Le migliori 3
Le migliori 3
1 Bolzano
2 Aosta
3 Roma Unint
Le peggiori 3
14 Roma Campus
Biomedico
15 Roma Lumsa
16 Enna Kore
Bolzano
3 Milano Cattolica
100
100
99
15 Enna Kore
16 Napoli Suor Orsola
Fonte: Ufficio statistica Miur
Roma Luiss
3 Bolzano
93
93
88
Le peggiori 3
Le peggiori 3
14 Bari Jean Monnet
1 Milano Bocconi
60
49
46
14 Aosta
15 Napoli Suor Orsola
16 Enna Kore
Fonte: Anagrafe nazionale studenti
(comportamento nel 2013/14 degli
immatricolati nel 2012/13)
1 Milano San Raffaele
2 Milano Bocconi
3 Roma Luiss
53,04
49,87
49,08
Le peggiori 3
75
74
66
14 Bari Jean Monnet
15 Enna Kore
16 Napoli Suor Orsola
1 Bari Jean Monnet
2 Enna Kore
3 Aosta
8,91
8,78
8,62
Le peggiori 3
37,89
37,50
36,03
Fonte: Anagrafe nazionale studenti Anno 2014
14 Roma Unint
15 Milano Iulm
16 Bolzano
7,98
7,83
7,52
Fonte: AlmaLaurea - Rilevazione sui
laureandi 2014
56,52
55,66
55,26
54,89
54,64
54,13
53,35
53,30
52,71
51,01
50,42
Napoli II Università
Chieti-Pescara
Foggia
Calabria Arcavacata
50,08
di Rende
59 Potenza
47,81
60 Catanzaro
46,22
61 Reggio Calabria
46,0
Mediterranea
55
56
57
58
ATENEI NON STATALI
1 Aosta
81,76
81,31
80,49
78,80
77,91
77,90
77,43
77,11
75,48
75,37
75,12
73,87
73,82
73,46
73,38
88,87
84,0
82,20
1 Verona
2 Padova
2 Trento
4 Piemonte Orientale
5 Milano Bicocca
6 Bologna
Marche Politecnica
Milano
9 Brescia
10 Roma Foro Italico
Venezia Ca Foscari
12 Ferrara
Venezia Iuav
14 Torino
Foggia
1,26
1,25
1,24
1,23
1,20
1,14
1,14
1,14
1,13
1,12
1,12
1,11
1,11
1,10
1,10
Le peggiori 15
47 Lecce
48 Napoli Federico II
Siena Stranieri
50 Camerino
Cagliari
52 L'Aquila
Urbino
54 Napoli Parthenope
55 Napoli II Università
56 Reggio Calabria
Mediterranea
57 Palermo
58 Bari
59 Catania
60 Messina
61 Perugia Stranieri
0,89
0,88
0,88
0,86
0,86
0,85
0,85
0,84
0,83
0,82
0,80
0,76
0,74
0,62
0,47
2 Verona
4 Trento
5 Venezia Ca Foscari
6 Milano Politecnico
7 Milano Bicocca
8 Padova
9 Bologna
9 Viterbo Tuscia
11 Siena Stranieri
12 Siena
13 Napoli Orientale
14 Messina
15 Reggio Calabria
Mediterranea
2,61
1,94
1,80
1,76
1,75
1,74
1,54
1,40
1,36
1,35
1,29
1,19
1,17
1,15
1,12
Le peggiori 15
47 Perugia
48 Cassino
49 Sassari
50 Napoli II Università
Roma Foro Italico
52 Camerino
53 Roma Tor Vergata
54 L'Aquila
Perugia Stranieri
Urbino
57 Palermo
58 Bari
Cagliari
60 Napoli Parthenope
61 Venezia Iuav
0,67
0,62
0,61
0,59
0,59
0,57
0,55
0,52
0,52
0,52
0,51
0,49
0,49
0,46
0,40
1 Torino Politecnico
Verona
2 Firenze
4 Macerata
5 Siena
6 Viterbo Tuscia
6 Marche Politecnica
8 Piemonte Orientale
9 Ferrara
10 Trento
11 Bologna
Udine
13 Milano Politecnico
Pavia
15 Venezia Ca Foscari
3 Urbino
4 Reggio Calabria
Mediterranea
0,80
5 Parma
0,78
0,77
0,75
0,75
0,72
0,72
0,62
0,56
0,54
0,47
0,43
0,41
0,35
6 Bergamo
7 Bari
L'Aquila
9 Brescia
Roma Tre
11 Napoli Federico II
12 Camerino
13 Cassino
14 Molise
15 Bari Politecnico
16 Napoli Parthenope
17 Perugia Stranieri
ATENEI NON STATALI
ATENEI NON STATALI
Le migliori 3
Le migliori 3
Le migliori 3
1 Milano Bocconi
2 Milano San Raffaele
3 Bolzano
1,69
1,65
1,31
63,68
14 Castellanza Liuc
63,33
49,58
15 Bari Jean Monnet
16 Enna Kore
1 Milano San Raffaele
2 Roma Luiss
3 Napoli Suor Orsola
3,98
3,62
2,87
Le peggiori 3
0,85
0,66
0,62
Fonte: Rilevazione 2013 Anvur sulla
qualità della ricerca - Vqr 2004-2010
14 Milano Iulm
15 Roma Europea
16 Bari Jean Monnet
1,45
1,45
1,41
1,40
1,37
1,34
1,33
1,28
1,26
1,25
1,18
1,18
1,17
1,17
1,15
Le peggiori 15
ATENEI NON STATALI
Le peggiori 3
Fonte: AlmaLaurea (laureati 2013)
1 Macerata
2 Salerno
1 Roma Luiss
2 Milano San Raffaele
3 Milano Bocconi
0,79
2,57
2,19
1,16
Le peggiori 3
0,47
0,24
0,06
Fonte: Rilevazione 2013 Anvur sulla
qualità della ricerca - Vqr 2004-2010
14 Enna Kore
15 Aosta
16 Roma Europea
0,24
0,18
0,0
Fonte: Rilevazione 2013 Anvur sulla
qualità della ricerca - Vqr 2004-2010
4
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
5
Università
LE CLASSIFICHE DEL «SOLE 24 ORE»
L’acceleratore
Per AlmaLaurea un periodo in ufficio
aumenta del 10% le chance occupazionali
A Brescia il record degli stage
Il 12% dei crediti formativi nascono in azienda. Secondo il Piemonte orientale
Il livello di copertura per regione
LA COPERTURA
La percentuale di «idonei»
che ha effettivamente ricevuto
la borsa di studio
Gianni Trovati
pA Brescia 12 crediti for-
mativi ogni 100 vengono
maturati dagli studenti fuori dalle aule universitarie,
nel corso di esperienze di
stage e tirocinio svolte direttamente nel mondo del
lavoro e regolate dai piani
accademici dell’università.
Tra Novara, Vercelli e
Alessandria succede la
stessa cosa per l’11,3% dei
crediti che portano gli studenti alla laurea, mentre a
Verona stage e tirocini pesano per l’8,7 per cento. Lo
stesso fenomeno, invece, è
praticamente assente alla
IN CODA
Tirocini quasi assenti
negli atenei napoletani,
a Roma Tre e a Tor Vergata
A Foggia e alla Parthenope
niente mobilità internazionale
Parthenope di Napoli, dove
riguarda un credito formativo ogni mille, alla Federico II, dove si ferma al 2 per
mille dei crediti, oppure alla Seconda università di
Napoli, dove ne abbraccia 5
ogni mille. Ma il problema
non è solo napoletano. Da
Roma Tre a Tor Vergata fino a Perugia, non sono pochi gli atenei che continuano a lasciare in secondo piano il rapporto fra università
e imprese: e il tasso di occupazione, oltre al grado di efficacia della laurea per il tipo di lavoro svolto dopo essere usciti dall’università,
ne risentono.
Anche in questo indicatore, come accade nella maggior parte dei carotaggi che
provano a indagare i vari fe-
nomeni del mondo universitario, il divario che separa gli
atenei del Nord da quelli del
Centro-Sud è ampio, e spesso
in crescita, anche se conosce
qualche eccezione importante: a Firenze, per esempio, gli
stage giocano un ruolo assolutamente marginale nel curriculum che porta alla laurea,
mentre hanno un ruolo importante a Cagliari, Campobasso e Foggia. In generale,
tuttavia, raccogliere una
quota di crediti fra imprese e
studi professionali appare la
regola al Nord e l’eccezione
al Centro-Sud.
Il collegamento fra questa
situazione e il diverso successo occupazionale incontrato dagli studenti è evidente, anche se più che a un rapporto deterministico di causa e conseguenza è bene
pensare a una dinamica più
complessa. Lo scarso peso
che stage e tirocini hanno in
alcuni atenei e in determinati
contesti territoriali rappresenta infatti contemporaneamente il termometro e la
febbre; misura, cioè, l’intensità del problema rappresentato dal rapporto difficile fra
le imprese e alcune università (spesso accresciuto da una
geografia imprenditoriale
povera o concentrata su micro-aziende che difficilmente sentono il bisogno dell’università), e complica la
vita post-universitaria alle
prese con la ricerca di un’occupazione in un contesto che
almeno per il momento rimane difficile.
A dire che lo stage è un acceleratore di occupazione è
l’esperienza comune, ma basta leggere l’ultimo rapporto
AlmaLaurea per veder trasformare questa sensazione
in numeri. Già a un anno dal
Il primato. L’università di Brescia ha il più alto tasso di stage e tirocini
I NUMERI
10%
Il boost occupazionale
Secondo le stime fornite da
AlmaLaurea uno stage
aumenta, nel medio periodo,
del 10 per cento il successo
occupazionale dei laureati
mentre a un anno dal titolo il
tasso di occupazione fra chi ha
svolto uno stage è superiore di
circa un punto e mezzo rispetto
a quello registrato fra quanti
hanno alle spalle
un’esperienza esclusivamente
accademica
20%
L’sperienza all’estero
Gli studenti che riescono a
sommare un periodo di stage a
esperienze internazionali,
sempre secondo le stime di
AlmaLaurea, riescono ad
ampliare del 20% le
prospettive di successo
occupazionale dopo la laurea
titolo - spiegano i ricercatori
del Consorzio che abbraccia
ormai quasi tutte le università
italiane - a parità delle altre
condizioni il tasso di occupazione fra chi ha svolto uno stage è superiore di circa un punto
e mezzo rispetto a quello registrato fra quanti hanno alle
spalle un’esperienza accademica tutta giocata in aula. Ma è
nel medio periodo che la tendenza si consolida, al punto che
secondo AlmaLaurea uno stage aumenta del 10% il successo
occupazionale dei laureati.
Un altro acceleratore di occupazione, rapporto AlmaLaurea alla mano, è rappresentato
dalle esperienze internazionali
durante gli studi. Anche questo
fenomeno è indagato dagli indicatori della qualità universitaria che costruiscono le classifiche, con la solita impostazione
sostanziale che si concentra solo sui fenomeni strutturati, cioè
quelli che si traducono in crediti formativi. Dietro al primato
dello Iuav di Venezia, e alle ovvie performance delle università per stranieri di Perugia e Siena (ci mancherebbe...), vanno
segnalati i risultati di università
generaliste come Trento e la
veneziana Ca’ Foscari, e l’attenzione dedicata all’orizzonte internazionale da università di dimensioni medie come Bergamo
e Sassari. A Bergamo, per esempio, i crediti ottenuti all’estero
sono l’1,7% del totale, il doppio
rispetto alla Sapienza di Roma e
sei volte tanto lo scarsissimo 3
per mille registrato alla Statale
di Milano. L’unione di stage ed
esperienze internazionali, conclude AlmaLaurea, gonfia del
20% le prospettive di successo
occupazionale: è il caso che gli
studenti, e i professori, mettano
la testa su questi dati.
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Lazio
2012-13
2013-14
Liguria
2012-13
2013-14
Abruzzo
CONTRASTO
L’eccezione
Solo la Basilicata garantisce l’aiuto
a tutti gli studenti che rientrano nei parametri
2012-13
2013-14
Basilicata
2012-13
2013-14
Calabria
2012-13
2013-14
Campania
2012-13
2013-14
Emilia Romagna
2012-13
2013-14
Friuli Venezia Giulia
2012-13
2013-14
67,0
70,4
100,0
100,0
57,2
42,1
27,4
52,8
100,0
100,0
98,2
99,4
Lombardia
2012-13
2013-14
Marche
2012-13
2013-14
Molise
2012-13
2013-14
Piemonte
2012-13
2013-14
Prov. Bolzano
2012-13
2013-14
Prov. Trento
2012-13
2013-14
Puglia
2012-13
2013-14
94,1
73,3
Sardegna
2012-13
2013-14
64,4
56,0
87,0
91,2
Sicilia
2012-13
2013-14
76,9
32,3
96,5
98,1
Toscana
2012-13
2013-14
100,0
100,0
84,1
64,4
Umbria
2012-13
2013-14
100,0
100,0
60,9
55,1
Valle d’Aosta
2012-13
2013-14
100,0
100,0
100,0
100,0
Veneto
2012-13
2013-14
100,0
100,0
100,0
100,0
ITALIA
2012-13
2013-14
80,3
74,9
77,1
77,0
100,0
100,0
Aiuti. In Sicilia borsa negata a 7 «idonei» su 10
Al Sud lo studio
non è un «diritto»
pIl diritto allo studio si fer-
ma dove c’è più bisogno di
lui, cioè nelle aree più povere del Paese. Questa sintesi
brutale emerge chiara dai
numeri, a partire dalla voce
più immediata: quella delle
borse di studio.
I parametri per ottenere la
borsa sono gli stessi in tutta
Italia, ma non sono uguali i soldi che le Regioni mettono per
tradurre in pratica questa tutela: dove i problemi del bilancio regionale sono più gravi, l’attuazione del diritto allo
studio diventa rarefatta, perché la politica agisce diffusamente di forbice anche per
evitare tagli a voci meno strategiche ma evidentemente
considerate più sensibili sul
piano elettorale.
A molti studenti, soprattutto al Sud, continua quindi a capitare il paradosso di ottenere
l’«idoneità» alla borsa, ma non
i soldi: il sistema, insomma,
certifica ufficialmente che
quegli studenti hanno un diritto, ma poi non lo attua. In Sicilia nel 2013/2014 la borsa è stata
negata al 67,7% degli studenti
«idonei», complice anche il
fatto che la copertura effettiva
dei finanziamenti, già bassa in
passato, si è dimezzata in soli 12
mesi. Solo questo crollo ha tolto il primato negativo alla Calabria, che è riuscita a peggiorare
rispetto all’anno precedente il
proprio sistema di diritto allo
studio arrivando a garantirlo
davvero al 42,1% degli idonei
(era il 57,2% nel 2012/2013). Male anche il Piemonte, unica Regione del Centro-Nord a fermarsi lontanissima da una copertura integrale abituale in
Lombardia, Emilia Romagna,
Veneto e così via. Proprio il caso piemontese mostra il lega-
me stretto fra mancate borse di
studio e scelte regionali per
tamponare le difficoltà di bilancio, perché il Piemonte è
anche l’unica Regione settentrionale sottoposta a piano di
rientro dal deficit sanitario. La
prova del nove arriva da un’eccezione speculare, quella della
Basilicata: l’unica Regione del
Sud che riesce a dare a tutti gli
idonei la borsa di studio è anche l’unica a non essere sottoposta a un piano di rientro dal
rosso della sanità.
I buchi del diritto allo studio
rendono così strutturale lo
scambio fra bassi servizi e bassi costi che molti atenei meridionali offrono per provare a
tamponare un po’ l’emigrazione universitaria. Emigrazione
che, comunque, continua a
coinvolgere solo gli studenti
delle famiglie che possono
permetterselo, perché anche
dove la copertura della borsa è
totale non basta sicuramente a
garantire un diritto che avrebbe bisogno di molti più strumenti, a partire dagli alloggi.
G.Tr.
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Dispersione. Gli iscritti che lasciano o cambiano ateneo
Uno studente su quattro si perde al primo anno
pLa vera sfida per gli studen-
ti non è iscriversi all’università, ma realizzare il percorso
che si è scelto; il momento critico è il primo anno, durante il
quale si misurano la solidità del
progetto ma anche la qualità
della struttura che lo ha accolto
e la capacità dell’ateneo di condurlo al traguardo.
Da questo punto di vista, i dati
registrati nell’università italiana
sono preoccupanti, perché al secondo anno manca in media all’appuntamento quasi un quarto
degli studenti che si erano iscritti al primo. In un Paese che continua ad avere un tasso di laureati
fra la popolazione attiva più bas-
so rispetto alla media europea, e
una quota di 19enni che si iscrivono all’università lontanissima
rispetto a quella delle economie
concorrenti, questa ulteriore dispersione di energia rappresenta un altro colpo alla competitività e alla crescita del ”capitale
umano”. Ma prima che il Paese,
le tante storie di giovani che in-
PERCORSI «INEFFICACI»
I piani di studio prevedono
60 crediti all’anno
ma a Reggio Calabria
la media si ferma a 24,6
e a Cagliari non arriva a 28
ciampano all’inizio del percorso
accademico preoccupano studenti e famiglie, che si impegnano ad avviare un investimento
destinato a non arrivare a conclusione. Senza una laurea in tasca, come spiegano concordi
tutte le statistiche, trovare lavoro diventa ancora più complicato, e le prospettive di carriera e
retribuzione a medio termine si
fanno più modeste.
Certo, fra il primo e il secondo
anno molti studenti decidono di
cambiare corso o università, e
non di chiudere i libri: le “classifiche della qualità” universitaria,
che misurano le performance
dei singoli atenei, calcolano per
ogni caso la quota di studenti che
al secondo anno non si ritrovano
nella stessa università, comprendendo quindi nel tasso di dispersione sia chi ha deciso di abbandonare gli studi sia chi ha deciso di proseguirli altrove (i dati
delle singole classi di laurea saranno proposte nei dossier di documentazione consultabili nello
speciale università all’indirizzo
www.ilsole24ore.com/classificheuniversita). Anche in questo
caso, i risultati sono i più diversi.
Il quadro migliore è generalmente offerto da atenei “specialistici”, perché si concentrano su
facoltà tecnico-scientifiche in
cui la dispersione è struttural-
mente inferiore e ospitano studenti mediamente più motivati e
più consapevoli della scelta fatta
con l’iscrizione. Questo spiega i
primati di Venezia Iuav fra gli
atenei statali, seguita dal Politecnico di Milano, e della Bocconi
fra i non statali, in un testa a testa
con la Luiss. Se questo è il quadro, meritano una citazione le
performance brillanti (almeno
rispetto alla media) ottenute da
Ca’ Foscari a Venezia e dalla statale a Torino. Dall’altra parte
della classifica si incontra invece
l’Università di Viterbo, che al secondo anno ritrova meno del
62% degli studenti che si erano
iscritti al primo. Risultati simili
si incontrano all’Università di
Reggio Calabria, alla Parthenope di Napoli, all’Aquila, Sassari e
Foggia, in una teoria di numeri
che contribuiscono a fare della
dispersione un altro problema a
trazione meridionale.
La questione si fa strutturale
quando si pensa che i dati sulla
dispersione vanno spesso a
braccetto con quelli sul l’efficacia dei percorsi formativi, misurata in termini di crediti ottenuti
ogni anno in media dagli studenti. Dove questo indicatore è debole, spesso è alto quello che misura le mancate conferme al secondo anno, e l’unione dei due
fattori indica un sistema univer-
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sitario ricco di buchi in cui inciampano gli studenti più deboli
dal punto di vista motivazionale,
culturale o, peggio, socio-economico. Come la dispersione,
anche la scarsa efficacia dei percorsi si rivela un problema generalizzato quando si pensa che un
piano di studi regolare prevede
60 crediti all’anno, mentre all’atto pratico le medie di ateneo non
vanno oltre i 44,4 crediti a testa
dello Iuav di Venezia fra le statali
(fra i non statali i 53 crediti del
San Raffaele sono favoriti dalla
presenza di medicina). Alla Mediterranea di Reggio Calabria,
però, ci si ferma a quota 24,6 e
non fanno molto meglio gli studenti di Cagliari, Benevento, di
Potenza, della Parthenope di
Napoli o di Salerno.
G.Tr.
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L’ANALISI
La necessità di misurare per decidere
di Daniele Checchi
u Continua da pagina 1
P
er contro, si continua a
registrare una comprensibile resistenza da parte
degli enti pubblici alla piena
divulgazione dell’informazione statistica disponibile, nel timore di incoraggiare una fuga
da alcuni enti e un eccesso di
domande di iscrizione verso
altri. Sono però forse maturi i
tempi per fare un passo in
avanti nel dibattito tra sostenitori e oppositori delle graduatorie tra enti formativi, per
passare a discutere del contenuto e della interpretazione di
queste graduatorie.
Collocare le variabili
Un primo punto che occorre
richiamare al riguardo è che
qualunque variabile non può
essere interpretata singolarmente, ma deve essere collo-
cata, implicitamente o esplicitamente, in un modello interpretativo. L’esercizio proposto nelle pagine precedenti
utilizza 12 indicatori, scelti sulla base dei dati esistenti con
adeguata copertura e tempestività, riscalati per garantirne
ferenze di strategie che gli
atenei possono aver messo e
mettere in atto.
Se un ateneo ha scelto un
orientamento professionalizzante della propria offerta
formativa, occorrerebbe misurarlo dando più peso agli in-
«PESI» INDIVIDUALI
NUMERI E STRATEGIE
la comparabilità e aggregati
con il principio di ugual peso,
al fine di limitare l’arbitrarietà
dell’analista.
Tuttavia essi ci forniscono
una fotografia media dell’ateneo medio, senza alcun
riferimento alle possibili dif-
dicatori relativi al mercato del
lavoro («Tasso di studenti in
cerca di lavoro a un anno dal
titolo» e «Percentuale di crediti ottenuti in stage sul totale»). Se un ateneo ha scelto di
privilegiare la dimensione
della attrattività di studenti,
La varietà degli indicatori
considerati nell’analisi
consente di scegliere
anche un ordine
personale di priorità
La disponibilità
di misurazioni condivise
aiuta a comprendere
le intenzioni degli atenei
e può indirizzare gli studenti
occorrerà prestare attenzione agli indicatori relativi a
«Percentuale di immatricolati fuori regione sul totale degli
immatricolati» e/o «Percentuale di crediti ottenuti all’estero sul totale».
Oppure ancora, se un ateneo punta all’eccellenza
scientifica dovremmo osservarlo e misurarlo secondo la
lente degli indicatori relativi
a «Giudizi ottenuti dai prodotti di ricerca nella valutazione Anvur», «Capacità di
attrazione di risorse per progetti di ricerca» e anche «Giudizi ottenuti dall’alta formazione (dottorandi) nella valutazione Anvur».
Comunicare i risultati
Se conveniamo quindi che
non esista una definizione
univoca della qualità di un ateneo, perché questa è un fenomeno multidimensionale, ne
consegue che ogni potenziale
utente può formarsi un’idea
della qualità a partire dalle
proprie esigenze ed aspirazioni. Tuttavia questo non significa che il processo di informazione e comunicazione non
debba essere guidato dal ministero dell’Istruzione. Attraverso la scelta e la divulgazione degli indicatori si guida la
formazione delle opinioni del
pubblico, e in ultima analisi si
influenzano anche le strategie
scelte dagli atenei.
Un esempio per tutti: quando si presentano indicatori basati sulla velocità di carriera
degli studenti (come per
esempio la «Media dei crediti
formativi ottenuti in un anno
per studente iscritto», o il riferimento agli «studenti in corso» utilizzato per il calcolo dei
costi standard nella ripartizione del finanziamento pubblico degli atenei) si sta segna-
lando l’efficienza del processo
didattico come priorità nella
valutazione della qualità degli
atenei. Molta dell’azione valutativa della didattica svolta in
questi anni da Anvur ha privilegiato una dimensione procedurale, giocata principalmente sul piano di autovalutazione da parte dei docenti responsabili della didattica.
Questa prassi risponde alla
legittima esigenza di preservare il più possibile l’omogeneità di sistema della formazione terziaria nel nostro paese. Ma non è senza costi, perché limita implicitamente
l’autonomia universitaria
nella scelta dei propri obiettivi strategici di posizionamento nel “mercato” della formazione superiore.
Per paradosso, immaginiamo invece una situazione in
cui il ministero annunci due
sole dimensioni rilevanti: occupabilità dei laureati (ovviamente al netto delle condizioni locali del mercato del lavoro) e produttività scientifica
dei docenti. Sulla base di que-
sti indicatori vengano di conseguenza pubblicizzate le
graduatorie degli atenei. La
semplificazione del quadro
valutativo indurrebbe ciascun ateneo a scegliere una
strategia di posizionamento,
alla luce delle competenze
possedute e della propria tradizione culturale. La modalità
attuativa verrebbe lasciata all’autonomia locale, mentre il
governo di sistema continuerebbe a essere mantenuto dal
centro. Questo potrebbe
cambiare significativamente
il quadro sia per gli studenti
che per i docenti:
- i primi dovrebbero implicitamente rivelare (attraverso le proprie scelte) il peso
che attribuiscono al trovare
un lavoro rispetto all’opportunità culturale offerta dal
seguire lezioni impartite da
docenti con elevato impatto
scientifico;
- i secondi dovrebbero a loro
volta scegliere se mettere a
frutto la propria capacità didattica o piuttosto la propria
capacità di ricerca.
Questa prospettiva viene
spesso osteggiata perché si teme una graduale stratificazione del sistema universitario.
In realtà, si tratta di utilizzare
nel modo più efficiente le risorse disponibili, in termini di
docenti e discenti. Rimane comunque al decisore politico
decidere premi e remunerazioni delle diverse configurazioni. Se conseguire gli obiettivi di Lisbona 2020 (quali il
raggiungimento di almeno il
40% dei giovani con titolo terziario) diventa una priorità
governativa, le risorse andranno prioritariamente assegnate sulla base dei risultati
della attività formativa. Se viceversa si intende rafforzare
la competitività scientifica e
tecnologica del paese, occorrerà fare l’operazione inversa.
In entrambi i casi la semplificazione nella scelta di
obiettivi finali in termini di
risultato favorirebbe la trasparenza delle scelte e un utilizzo migliore delle competenze a disposizione.
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Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
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Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
7
Consumi
COME CAMBIA IL BUDGET DELLE FAMIGLIE
Svolta salutista
Nel carrello diminuiscono carne e grassi
mentre salgono pesce, frutta e verdura
La rivoluzione della Gdo
Con iper e discount si creano profili
più segmentati e acquisti su misura
Casa pigliatutto nella spesa degli italiani
Tra immobili e utenze assorbe quasi la metà del totale (non alimentare) contro un terzo del 1994
PAGINA A CURA DI
Chiara Bussi
pRiflessivo, consapevole, con i
prodotti di base nel carrello, ma
una «Ypsilon 10» superaccessoriata in garage e un pc sulla scrivania, con tanto di browser Netscape. Siamo nel 1994, all’indomani
della crisi che ha portato alla svalutazione della lira e ha marcato le distanze dall’edonismo degli anni
80. Vent’anni dopo lo stesso carrello contiene cibi pronti e yogurt
probiotico. Il consumatore è diventato più esigente, maturo e
pragmatico, ma al tempo stesso la
crisi gli ha imposto una nuova sobrietà. È iperconnesso con il mondo,cheassaporaneiristorantietnici e con i viaggi low cost, mentre in
garage ora esibisce un’auto ibrida.
Vent’anni sono passati e il consumatore-tipo ha cambiato pelle.
Lo dicono i dati Istat sulle categorie della spesa per i consumi: quella alimentare si è ridotta di oltre 4
punti percentuali, mentre ha guadagnato sempre più terreno la
L’EVOLUZIONE
Trail’94eil2004
nascelagrandeclassemedia
eneldecenniosuccessivo
siavviailprocesso
di«proletarizzazione»
ACQUISTI DI SERVIZIO
Una delle novità
degli ultimi anni
è data dai cibi pronti
e confezionati
sugli scaffali
spesa per i servizi e quella “obbligata”. Il Paese invecchia, la famiglia si restringe - si passa da 2,8 a 2,4
componenti in media - e il reddito
si assottiglia. Si consumano meno
carne (-3,4% dal 1994 al 2014) e
grassi (-2,2%) , più pesce (+1,1%) ,
frutta e verdura (+7 per cento), in
nome del salutismo ma anche delle esigenze anagrafiche. L’abbigliamento può aspettare (-3,4%),
ma si spende di più per la salute
(+1,5%) e per la casa. Secondo i dati
Istat questa voce è passata dal
31,1% del 1994 al 44,4% della spesa
non alimentare nel 2014.
Nel frattempo si sono verificati
due eventi di svolta, con la lira che è
andata in soffitta cedendo il passo
all’euro e l’Europa che ha attraversato la recessione peggiore dal dopoguerra. Non solo. «A rivoluzionare il modello di consumo - ricorda Italo Piccoli, docente di sociologia dei consumi all’Università
Cattolica - sono stati l’avvento di
internet e l’espansione della grande distribuzione che dall’alimentare si è diffusa anche all’abbigliamento, con la nascita dei primi outlet e delle grandi catene. Lo sconto
che crea discontinuità tra la fascia
medio-alta e quella bassa».
Passata «la sbornia degli anni 80
- fa notare Roberta Paltrinieri, docente di sociologia dei consumi all’Università di Bologna e responsabile scientifico del Cescacom,
Centro Studi Avanzati sul Consumo e la Comunicazione - tra il 1994
e il 2004 nasce la grande classe media, con la capacità economica e la
consapevolezza di consumo. Si
passa dallo “status symbol” allo
“style symbol”, lo stile di consumo». Poi, dal 2004 al 2014 una nuova svolta: «La crisi - prosegue Paltrinieri - ha colpito al cuore la classe media e ne ha innescato un processo di proletarizzazione e di
perdita di identità che si sono riflessi sui comportamenti di consumo. Questo spiega, ad esempio, il
minor peso dell’abbigliamento.
Oggi siamo in un’epoca di sobrietà,
in parte subita e in parte voluta. Si
afferma il biologico, così come l’attenzione per il sociale».
Cambia la domanda e l’offerta si
ridimensiona. «Negli anni 90 si
scopre il discount come riscossa in
nome del prezzo - dice Gianpaolo
Costantino, direttore della divisione consulenziale Iri - ma per il momento il consumatore è meno esigente rispetto ad oggi e si inquadra
in categorie statiche. La Grande distribuzione ha saputo cogliere e
sfruttare la sua evoluzione: nel
2014 il consumatore è iper-segmentato e può attingere a un’offerta su misura a seconda delle esigenze e della disponibilità». Il numero dei negozi diminuisce ma la
sua taglia diventa sempre più grande. Si passa dagli 86.400 punti vendita dei primi anni Duemila agli attuali 69mila, ma gli iper e i discount
crescono di 7 mila unità, mentre
scompaiono 25mila piccoli negozi.
«Il consumo - aggiunge Costantino - diventa di servizio, con l’affermazione dei cibi pronti e confezionati, dal tortellino, antesignano
della nuova tendenza, fino al cibo
etnico e all’insalata già lavata».
La famiglia deve poi fare i conti
con un maggior peso della spesa
per l’abitazione: bollette, utenze,
affitti. «Il baricentro - afferma il direttore del centro Studi di Confcommercio Mariano Bella - si
sposta dalle spese libere a quelle
obbligate, che riguardano l’abitazione, la sanità, le assicurazioni, i
carburanti e la protezione sociale.
Tanto che oggi l’indice delle possibilità effettive di scelta, ovvero il
reddito disponibile al netto dei
consumi obbligati è ai minimi storici». Secondo le elaborazioni di
Confcommercio a soffrire di più in
questi 20 anni sono state le spese
per la cura di sé, per la mobilità e le
relazioni (-3% circa), mentre la
tecnologia e i consumi fuori casi
sono cresciuti del 2 per cento. «La
crisi ci ha dispensato una lezione e
l’abbiamo appresa - conclude Paltrinieri - ed è probabile che la sobrietà resti alla base dei comportamenti di consumo anche nei prossimi anni».
La fotografia
LA SPESA AI RAGGI X
Le categorie di consumo della spesa alimentare e non alimentare
e la variazione percentuale del loro peso dal 1994 al 2014
Variazione %
dal 1994 al 2014
1
PANE E CEREALI
voce relativa all’abitazione è
quella che vanta il peso maggiore tra le spese non alimentari e ha registrato l’incremento più significativo negli ultimi
20 anni. Secondo le stime di
Confcommercio il costo di
utenze, bollette, affitti (imputati ed effettivi) e ristrutturazioni è cresciuto del 127 per
cento. Non solo. La quota di
combustibili ed energia rappresentava il 6,2% della spesa
non alimentare nel 1994 e oggi
vale il 14 per cento.
«I dati sugli affitti - spiega Luca Dondi, consigliere delegato
di Nomisma - non incorporano
il ribasso dei prezzi degli ultimi
anni perché si riferiscono ai
contratti in essere. La spesa per
la manutenzione si spiega invece con i forti incentivi fiscali di
questi ultimi anni».
Negli ultimi 20 anni è cambiato anche il rapporto degli
italiani con quello che era considerato il bene rifugio per eccellenza. Se oggi come allora la
netta maggioranza sceglie la
proprietà, sono cambiate le
proporzioni. Negli anni 90 il
68% optava per l’acquisto ma il
25,3% sceglieva ancora l’affitto.
Oggi, invece, la quota degli affittuari si è fermata al 18 per
cento. «E si è accentuata - prosegue Dondi - la polarizzazione
tra i profili che scelgono questa
formula: la fascia medio-alta
che si sposta per lavoro e quella
bassa, fortemente colpita dalla
crisi, che non può permettersi
l’acquisto». Con la famiglia che
si restringe e il reddito che si assottiglia «gli spazi - conclude il
consigliere delegato di Nomisma - si sono ristretti di 10-12
metri quadrati: negli anni 90 dimensione media più gettonata
era di 95-98 metri, oggi siamo
scesi a 80-85 ».
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LATTE, FORMAGGI E UOVA
+1,1
-1,1
-2,2
5
OLI E GRASSI
6
FRUTTA E VERDURA
+7,1
7
ZUCCHERO, CONFETTURE,
MIELE, CIOCCOLATO E DOLCIUMI,
CAFFÈ, TÈ, CACAO
+0,1
8
ACQUE MINERALI,
BEVANDE ANALCOLICHE,
SUCCHI DI FRUTTA E VERDURA
-4,5
PIATTI PRONTI E ALTRE PREPARAZIONI
ALIMENTARI (*)
n.d.
9
21,7
16,3
-3,4
2
3
26,3
Variazione %
dal 1994 al 2014
ABBIGLIAMENTO E CALZATURE
11
ABITAZIONE, ACQUA, ELETTRICITÀ
-3,1
13
SERVIZI SANITARI
E SPESE PER LA SALUTE
+1,5
14
TRASPORTI E COMUNICAZIONI
-5,1
15
ISTRUZIONE, RICREAZIONE,
SPETTACOLI, CULTURA
-1,8
17,5
17,0
1
16,8
2
22,6
2
22,9
3
8,5
3
8,1
4
4
5
13,9
3,7
5
13,4
3,1
6
17,8
6
22,1
7
7,0
9,4
7
8
9
6,8
14,5
5
5,3
6
15,0
8
7
8
6,7
9,0
10
8,2
10
8,9
11
31,1
11
37,2
12
8,0
12
7,8
13
3,8
13
14
20,7
15
8,3
16
Note: (*) la voce non era presente nelle statistiche del 1994 e 2004
82,5
1
4
+13,3
MOBILI, ARTICOLI
E SERVIZI PER LA CASA
SERVIZI RICETTIVI,
RISTORAZIONE, TABACCHI,
ALTRI BENI E SERVIZI
2014
17,3
7,0
-3,4
12
16
82,7
3
NON ALIMENTARE
10
2004
+0,5
1
Il trend. Costi più che raddoppiati in vent’anni
pCasa, dolce e cara casa. La
1994
ALIMENTARE E BEVANDE NON ALCOLICHE
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Abitazioni più piccole
ma sempre più care
IL TREND NEL 1994, 2004, 2014
Scomposizione percentuale della spesa tra alimentare (in rosso) e non alimentare (in blu).
Peso % di ciascuna categoria di consumo sul totale della spesa alimentare e non alimentare
19,1
14
2,3
4,5
10
5,5
11
44,4
12
4,9
13
5,3
14
15,6
15
6,5
16
17,2
4,7
20,2
15
7,5
16
14,5
-1,9
Fonte: elaborazione Il Sole 24 Ore su dati Istat
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
8
Conti pubblici
La situazione
Enti locali in arretrato per 873 milioni
accolto oltre l’80% delle richieste
I DEBITI IN ATTESA
Imprese, crediti Pa per 4 miliardi
A oggi sbloccati solo 725 milioni - Tempi più lunghi per la tranche da 2,8 miliardi
La nuova dote
Il Governo ha stanziato altri 2,8 miliardi
e punta a chiudere la procedura di infrazione
Gli assegni già pronti
RISORSE SBLOCCATE DAL PATTO VERTICALE CON LE DELIBERE REGIONALI
Importi concessi agli enti locali (in milioni di euro)
Lombardia
Trentino Alto Adige
Valle d'Aosta
PAGINA A CURA DI
Valeria Uva
pLa notizia positiva è che pro-
prio in questi giorni stanno finalmente arrivando nelle casse delle imprese oltre 700 milioni di
pagamenti in arretrato da parte
di Comuni e Province. La notizia
negativa è che ancora oggi, a distanza di oltre due anni dal varo
dell’operazione sblocca-debiti, i
crediti incagliati presso la pubblica amministrazione sono tantissimi: sfiorano i 900 milioni
quelli più vecchi . A questa cifra
il Governo ha preventivato di
aggiungere altri 2,850 miliardi
grazie al decreto enti locali varato a fine giugno con l’intenzione
di chiudere (si spera definitivamente) questa brutta pagina. In
tutto quindi quasi 4 miliardi
(3,728 per l’esattezza) sono le
stime degli arretrati da pagare
(sui 36,5 saldati fino a gennaio).
Partiamo dai soldi appena
sbloccati: 726 milioni di euro
per Comuni e Province, «liberati» grazie al Patto verticale in-
centivato. Il calcolo arriva dall’ come moneta sonante, sotto La ripartizione
ufficio studi dell’Ance (associazione costruttori) che ha analizzato tutte le 18 delibere regionali, varate a maggio scorso, con i
fondi sbloccati, Comune per Comune. È il solito paradosso del
Patto di stabilità: i 726 milioni
erano tutti in cassa , ma non potevano essere saldati ai creditori
per via, appunto, dei vincoli del
Patto.Ora invece sono spendibili senza incorrere in sanzioni e
vanno a sanare i debiti maturati
prima del 30 giugno 2014.
Il meccanismo utilizzato per
allentare i cordoni della borsa è
stato ancora una volta quello
del Patto verticale incentivato.
In pratica ogni Regione (tranne
Val d’Aosta e Trentino Alto
Adige che hanno un diverso
meccanismo) ha ceduto ai propri enti locali i cosiddetti spazi
di Patto (ovvero la possibilità di
spendere). A spingerle un incentivo concreto molto «pesante»: gli spazi ceduti tornano
indietro alle Regioni per l’83%
forma di contributo statale (peraltro a compensazione di altri
tagli ai trasferimenti). A disposizione quest’anno c’erano, in
tutto 1,2 miliardi di euro, come
stabilito dalla legge di stabilità.
Gli enti ne hanno «prenotati»
873 milioni, ma ne hanno ricevuti soltanto 722. Questo per via
di alcune rigidità nel meccanismo: i fondi potevano andare
per il 75% ai Comuni e per il resto alle Province, senza compensazioni tra l’uno e l’altra. E
questo ha fatto sì che per alcuni
la somma a disposizione fosse
insufficiente e per altri eccessiva. Un paletto ora saltato con il
decreto legge enti locali.
Ma il vero problema è che in
cinque Regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia) la «domanda» ha superato
di gran lunga l’«offerta». Ad
esempio in Campania i Comuni
avevano in cassa 194 milioni,
quasi il doppio dei 108 effettivamente liberabili.
A sorpresa, gli enti con disponibilità bloccate si trovano soprattutto al Centro-Sud (si veda la
cartina). Il 48% degli enti del Sud
ha fatto richiesta; a questi si aggiungono il 47% del Centro. Il
problema degli arretrati tocca
«solo» il 23% delle ammministrazioni del Nord. L’Ance ha
contato ben 2.100 enti locali che
hanno presentato richiesta di allentamento del Patto. «Il 35% - si
legge nello studio - ha dichiarato
di avere ancora debiti maturati
più di 10 mesi fa bloccati» .
I debiti residui
A dimostrazione che il problema dell’arretrato non è affatto
concluso ci sono anche le richieste monitorate da alcune Regioni per la seconda fase, ovvero
per i debiti accumulati fino a dicembre 2014 e nel 2015. L’esempio più clamoroso è quello della
Sardegna dove sono fermi 619
milioni, 32 volte la somma effettivamente liberabile. In Emilia
Romagna «servono» 162 milioni
a fronte dei 18 sbloccati ora.
«Esempi che confermano ancora una volta - conclude la nota - la
situazione di difficoltà provocata dal Patto di stabilità interno
nel pagamento dei debiti di parte capitale da parte della Pa». E
infatti il Patto resta la principale
causa di slittamento dei pagamenti per il 73% dei costruttori,
secondo l’ultima indagine congiunturale Ance. E, per vedere
saldata una fattura nel primo semestre di quest’anno, servono 4
mesi oltre i termini di legge: 117 i
giorni di ritardo, scesi solo di
cinque rispetto al 2014.
A tentare di sanare questi
squilibri interviene ora il decreto legge enti locali (si veda
l’articolo in basso) che «riapre» il Patto incentivato allargandolo ai debiti maturati fino
a dicembre scorso. Secondo le
stime Ance in questo modo potrebbero tornare alle imprese
circa 470 milioni.
29,2
35,3
Friuli V.G.
1,62
Veneto
62,24
48,81
Emilia-Romagna
29,16
18,89
9,34
Marche
25,94
58,09
Piemonte
Abruzzo
17,60
Liguria
25,64
Toscana
97,51
Umbria
Lazio
Molise
8,18
Puglia
73,79
94,42
18,04
Campania
15,31
© RIPRODUZIONE RISERVATA
46,69
Basilicata
Calabria
Sardegna
Sicilia
74,30
TOTALE ITALIA
725,26
Fonte: Ance
Dl enti locali. Le risorse aggiuntive destinate agli impegni più recenti
Per chi ha cominciato a pagare
nuova liquidità in arrivo
pLa partita dei debiti arre-
trati della pubblica amministrazione non è affatto conclusa a oltre due anni dai primi
provvedimenti. E lo conferma
il decreto enti locali (Dl
78/2015) che questa settimana
entra nel vivo alla commissione Bilancio del Senato.
Il provvedimento inietta
un’altra massiccia dose di liquidità, che sfiora i tre miliardi di
euro, a Comuni, Province e Regioni. Nel dettaglio: agli enti locali vanno ulteriori 850 milioni
di anticipazioni di liquidità,
mentre alle Regioni sono destinati due miliardi - sotto forma
sempre di anticipazioni (di fatto prestiti agevolati) per ripagare vecchi debiti non finanziari e
non sanitari, sia di parte corrente che di parte capitale.
Le condizioni per ottenere il
finanziamento devono ancora
essere dettate da un decreto
del Mef (che in teoria doveva
essere pronto entro il 30 giugno scorso) ma un primo importante paletto è già contenuto nel decreto: hanno accesso
ai nuovi finanziamenti solo gli
enti locali che possono certificare di aver pagato il 75% delle
anticipazioni di liquidità già
ottenute finora.
Le risorse vanno a coprire
debiti accumulati fino al 31 dicembre scorso (compresi
quelli fuori bilancio) e già certificati come certi, liquidi ed
esigibili. Ma anche queste potrebbero essere rallentate dal
Patto di stabilità.
Il decreto legge 78 allenta le
maglie anche per chi i soldi li ha
ma non riesce a spenderli per
vincoli finanziari. L’intervento è sempre sul patto di stabilità verticale incentivato (si veda l’articolo in alto), in modo
da consentire alle amministrazioni che hanno disponibilità
di pagare un altro stock di debiti pregressi. In particolare, viene allungato il periodo di maturazione dei debiti. A poter
essere pagate non sono più le
fatture (sia di parte capitale
che corrente)fino al 30 giugno
2014, ma anche quelle emesse
fino a dicembre dell’anno scor-
so. In pratica una finestra più
ampia che potrà essere sfruttata per saldare, ad esempio i 470
milioni rimasti incagliati dall’operazione che si sta concludendo in questi giorni.
La riapertura del fronte pagamenti arretrati è arrivata con il
decreto legge di fine giugno,
proprio nel momento in cui
Bruxelles aveva promesso di fare il punto sugli arretrati italiani. Sulla vicenda infatti è aperta,
da oltre un anno, una procedura
di infrazione per il mancato rispetto dei tempi di pagamento
dei fornitori della Pa dettati dalla direttiva pagamenti. E anche
a seguito di un’interrogazione
al Parlamento europeo la Commissione aveva indicato proprio lo scorso mese come termine ultimo per verificare l’andamento dei pagamenti. Intanto il
tema sembra non essere più così centrale nell’agenda del Governo: l’ultimo monitoraggio
del ministero dell’Economia
(fermo a 36 miliardi pagati) porta la data di gennaio 2015.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il caso. Nel 2015 potrà destinare 28 milioni in più alle opere in corso
Bari raddoppia il plafond di spesa
p«Questi 29 milioni per noi
rappresentano una boccata
d’ossigeno enorme. Quest’anno riusciremo a pagare in tempo tutte le opere pubbliche in
corso e le imprese che stanno
lavorando per il Comune di Bari». Francesco Catanese, direttore della Ragioneria del capoluogo pugliese quasi non si
aspettava un «sostegno» di
questa portata.
Grazie all’alleanza Comune-Regione, Bari con il Patto
verticale incentivato ha ricevuto quest’anno ben 28,7 milioni sui 30 richiesti. Il Comune si trova così al secondo posto per importi, dopo Roma
(39 milioni) nello tornata. Anche per Bari non si tratta di finanziamenti veri e propri ma
dei cosiddetti «spazi di patto»
ovvero dello sblocco dei pagamenti da effettuare con risorse
già in cassa. Ma a differenza
del 2014 quando il Comune si
era visto riconoscere solo tre
milioni sui trenta richiesti, stavolta tutto il plafond è disponibile. Questo perché in Regione su 615 enti soggetti al Patto
solo il 10% ha presentato richiesta di spazi.
«In base al Patto normalmente possiamo effettuare pagamenti per circa 30 milioni
l’anno - continua Catanese con questo sblocco in pratica
raddoppiamo la cifra».
Bari ha iniziato già a gennaio
a saldare i debiti più vecchi e
ora sta utilizzando i nuovi spazi per eliminare ogni attesa.
Anche se i tempi rispetto ad altri enti locali sono già buoni: in
media i fornitori del Comune
attendono non più di 30 giorni
per il saldo. Più lunga l’attesa
«tecnica» a partire dall’emissione degli stati di avanzamento, perché molti mesi se ne
vanno in verifiche di legge.
Le risorse sbloccate sono riservate ai pagamenti in conto
capitale, di fatto gli investimenti per le opere pubbliche. Il
Comune deve far fronte a diversi impegni consistenti, quali, ad esempio, la costruzione
del Ponte sull’asse Nord Sud
che collegherà il porto con le
autostrade e che da solo vale
oltre 60 milioni, con lavori arrivati al 50 per cento.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
9
Infodata del Lunedì
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Classifica. Le dieci strade italiane con più sinistri mortali
Aereo. La mappa degli incidenti aerei dagli anni 70
AUTOMOBILI E SICUREZZA
È luglio il mese peggiore per chi viaggia
di Michela Finizio
Cosenza le città con la minore incidenza. Va ricordato, però, che i dati Istat
contano solo i casi in cui sono intervenuti gli agenti. Gli incidenti stradali in
Italia avvengono soprattutto su strade rettilinee, tra più di una autovettura, in
particolare tra le 17 e le 21 del tardo pomeriggio, con un picco massimo il venerdì. A livello nazionale su un totale di circa 49milioni di mezzi registrati al Pra, si
contano quasi 335mila i veicoli incidentati ogni anno: si tratta di 68 mezzi
coinvolti ogni 10mila (media nazionale). In termini assoluti è per forza Roma
la città con il maggior numero di mezzi (in tutto 34.634) citati in un verbale di
Polizia. Il dato non stupisce dal momento che nella capitale si concentrano
oltre 3,5 milioni di veicoli registrati al Pra, circa 8,8 ogni 10 abitanti (contro una
media nazionale di 8,2). Aosta, Oristano e Trento, invece, sono le province
d’Italia con la maggiore densità di auto immatricolate ogni 10 abitanti (da 14 a
9,8). Va detto, però, che a volte l’applicazione di tariffe differenti sul territorio
si riflette in un’elevata mobilità delle pratiche automobilistiche.
È
luglio il mese da bollino rosso per chi circola sulle strade. Gli incidenti
stradali si concentrano proprio in questo periodo, con un incremento
dei veicoli coinvolti già evidente nel mese di giugno. A tracciare i contorni dell'«incidente-tipo» sono i dati Istat riferiti al 2013, anno in cui le autorità di
Polizia e i carabinieri hanno verbalizzato ben 181.227 incidenti stradali con
lesioni a persone. Un fenomeno in calo del 2,2% rispetto al 2012, e che nel 2014
dovrebbe essere sceso ulteriormente (del 3,8%) secondo le stime preliminari
Istat pubblicate il 18 giugno scorso. Elaborando le statistiche 2013, emerge la
classifica delle città dove si concentra la maggiore densità di veicoli coinvolti
in incidenti stradali (ogni 10mila veicoli registrati al Pubblico registro automobilistico). Sul podio si posizionano Genova, Rimini e Milano. In particolare nel
capoluogo ligure sono stati 131 ogni 10mila i mezzi protagonisti di un sinistro,
122 a Rimini e 117 a Milano. Sono, invece, Medio Campidano, Agrigento e
Q www.infodata.ilsole24ore.com
I NUMERI DELLA SICUREZZA SU STRADA
A1 Milano-Napoli.
È online la mappa
degli incidenti
sul tratto autostradale
geolocalizzati per comune:
lungo l’A1 il picco si regista
a Barberino di Mugello (Fi)
con 52 incidenti e 2 morti
A3 Salerno-Reggio.
Lungo l’autostradail picco
di incidenti si registra nel
tratto di Reggio Calabria
(25) ma la mortalità
su strada raggiunge
il record di 3 vittime
a San Cipriano Piacentino
© RIPRODUZIONE RISERVATA
LA MAPPA DEL PERICOLO SULLE STRADE
Data visualization Infografici Il Sole 24 Ore
le classifiche
nazionali
luogo
In base alle statistiche Istat
2013 sugli incidenti stradali è
luglio, seguito subito dopo
da giugno, il mese in cui
si concentrano il maggior
numero di sinistri.
0
Numero di veicoli coinvolti
12mila 24mila 48mila
incrocio
rotatoria
137.022
14.188
mese
natura
20mila 24mila 28mila 32mila
0
gennaio
24.609
tra veicoli
284.429
22.020
tra veicolo
e pedone
veicolo
isolato
19.354
Numero di veicoli coinvolti
febbraio
Numero di veicoli coinvolti
20mila 40mila 60mila
tipo di strada
Numero di veicoli coinvolti
0
30mila 60mila 90mila
urbana
autostrada
251.520
categoria dei veicoli
Numero di veicoli coinvolti
0
10mila 20mila 30mila
quadricicli
18.032
autovetture
65.354
autobus
e filobus
giorno
% con lesioni alle persone
0
lunedì
15,0%
1.00 - 2.59
2,83%
martedì
15,3%
3.00 - 4.59
1,91%
mercoledì
14,9%
5.00 - 6.59
1,77%
179
giovedì
15,2%
7.00 - 8.59
5,51%
675
226.185
13%
% con lesioni alle persone
15%
9%
11%
ora
4,5%
9%
13,5%
passaggio
a livello
199
marzo
25.251
nte tipo
cide
l’in
rettilineo
148.689
aprile
26.595
tram
30.089
maggio
30.463
autocarri
e motrici
21.525
venerdì
15,5%
9.00 -10.59
12,22%
Gli incidenti stradali in Italia
avvengono soprattutto
su strade rettilinee,
tra autovetture, in particolare
tra le 17 e le 21 del tardo
pomeriggio, con un picco
massimo il venerdì
dosso
strettoia
3.597
giugno
32.580
velocipede
17.748
sabato
13,6%
11.00 - 12.59
12,84%
galleria
1.122
luglio
33.291
ciclomotori
14.968
domenica
10,5%
13.00 - 14.59
13,00%
agosto
26.838
motocicli
43.010
15.00 - 16.59
11,42%
settembre
30.328
494
17.00 - 18.59
13,65%
ottobre
29.089
7.518
19.00 - 20.59
13,64%
novembre
27.499
21.00 - 22.59
6,68%
dicembre
26.343
23.00 - 24.59
4,13%
ora
imprecisata
0,39%
XXX
curva
IL PEGGIORE
Veicoli coinvolti
in incidenti
31.123
Sono Aosta, Oristano e
Trento le tre province d’Italia
dove si concentra la maggiore
densità di automobili
registrate al Pra (da 14 a 9,8
ogni 10 abitanti, contro una
media nazionale di 8,2)
altra strada
Sono Avellino, Enna
e Isernia le province
con la maggiore incidenza
di morti in incidenti stradali
(rispettivamente 11%, 7%
e 6% sul totale dei sinistri
registrati)
2.604
motocarri
altri veicoli
agrigento
965
alessandria
2.607
ancona
aosta
558
arezzo
2.137
ascoli piceno
1.705
asti
807
avellino
909
bari
7.232
barletta andria trani
1.504
belluno
813
26,5
69,7
78,6
29,9
69,3
91,5
41,8
27,1
84,3
57,3
48,2
3.165
Veicoli coinvolti
in incidenti ogni 10mila
veicoli registrati al Pra
0
20
40
60
benevento
625
27,2
carbonia-iglesias campobasso
635
342
80 100
IL PEGGIORE
caltanissetta
1.006
cagliari
2.540
brindisi
2.136
brescia
6.339
bolzano
3.064
bologna
7.391
biella
609
bergamo
5.659
36,9
33,5
49,7
57,6
70,6
63,7
68,3
94,5
37,1
65,9
catania
5.288
catanzaro
826
chieti
1.688
como
2.891
cosenza
1.529
cremona
2.044
crotone
476
cuneo
2.239
enna
357
fermo
1.214
ferrara
2.320
51,5
28,7
49,6
58,9
26,8
74,9
37,5
42,0
27,4
78,9
80,4
La maggiore densità di veicoli
coinvolti in incidenti stradali
su autostrada (rispetto
al totale di mezzi registrati
al Pra) si registra a Bologna,
Genova e Savona.
Su strada urbana, invece,
si concentrano a Cagliari,
Genova e Milano
caserta
2.618
la classifica
Dalla suddivisione per
provincia degli incidenti
stradali verbalizzati
da un autorità di Polizia
o dai Carabinieri (dati 2013,
fonte Istat) emerge la
classifica delle città dove si
concentra la maggiore
densità di veicoli coinvolti in
sinistri (ogni 10.000 veicoli
registrati al Pubblico registro
automobilistico). Sul podio
si posizionano Genova,
Rimini e Milano. In Italia
sono quasi 335mila i veicoli
incidentati ogni anno, su un
totale di circa 49milioni di
mezzi registrati al Pra: si
tratta di circa 68 mezzi
coinvolti ogni 10mila (media
nazionale), soprattutto
su strade urbane
38,5
firenze
9.652
106,8
l'aquila
1.425
la spezia
1.509
isernia
235
imperia
1.880
grosseto
1.578
gorizia
806
genova
8.995
frosinone
1.993
forlì-cesena
3.052
foggia
2.457
53,9
84,8
28,8
92,8
77,9
71,3
131
45,7
88,7
60,0
lecce
3.335
lecco
1.594
livorno
3.183
lodi
1.137
lucca
3.921
macerata
1.694
mantova
1.459
massa-carrara
1.520
matera
593
medio campidano
182
messina
2.363
52,9
57,9
105,8
68,3
113
59,8
42,1
90,8
38,3
25,6
43,3
latina
3.231
67,5
totale italia
milano
26.935
Veicoli coinvolti in incidenti
334.906
Veicoli coinvolti in incidenti
ogni 10mila veicoli registrati
68,3
perugia
117,2
pavia
2.891
parma
2.722
palermo
6.079
padova
5.337
oristano
466
olbia-tempio
797
ogliastra
152
nuoro
449
novara
1.941
napoli
8.277
monza e brianza
5.442
modena
6.005
66,6
73,6
61,3
70,8
37,0
56,2
31,7
35,7
64,3
36,8
81,6
103,2
pesaro e urbino
2.296
pescara
1.914
piacenza
2.087
pisa
3.220
pistoia
1.714
pordenone
1.379
potenza
883
prato
1.973
ragusa
1.374
ravenna
3.172
70,7
73,9
85,6
89,0
73,1
53,9
29,4
99,1
49,3
92,7
3.061
51,0
reggio calabria
1.952
43,8
taranto
2.312
sondrio
783
siracusa
1829
siena
1.624
savona
2.871
sassari
1.669
salerno
4.232
rovigo
1.070
roma
34.634
rimini
3.662
rieti
697
reggio emilia
3.502
57,6
50,6
53,3
64,8
108,7
65,6
48,6
54,0
97,2
121,8
49,7
76,8
terni
1.231
torino
11.041
trapani
2.458
trento
2.693
treviso
4.485
trieste
1.366
udine
2.404
varese
4.948
60,8
59,9
67,9
51,5
62,9
72,0
53,5
69,4
È Medio Campidano
la provincia con la maggiore
incidenza di feriti in incidenti
stradali (181% su totale
sinistri registrati ), seguita
da Crotone e Foggia
teramo
1.661
62,3
venezia verbano-cusio-ossola vercelli
4.348
709
725
verona
5.399
vibo valentia
358
vicenza
4.292
viterbo
1.354
75,3
51,7
48,1
71,1
27,3
60,4
47,1
10 Commenti e inchieste
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
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IMPRESE & LEGALITÀ
A Casal di Principe
si è accesa una Luce
di Lionello Mancini
L
a mostra sul ‘600 napoletano «La luce vince l’ombra - Gli Uffizi a Casal di Principe», inaugurata un
mese fa, è una iniziativa forte, che conta su quanto
di meglio c’è nel Paese nel mondo della cultura, dell’associazionismo, del volontariato, delle amministrazioni
locali e nazionali. Fino alla targa dedicata alla mostra
dal Presidente Mattarella. Una ventina le opere prestate dagli Uffizi, dai musei di Capodimonte e di Capua, oltre che dalla Reggia di Caserta, esposte fino al 21 ottobre
nei locali di una brutta (ma vasta) villa sequestrata a un
camorrista, opportunamente negata alla vista esterna
da reti da cantiere e, all’interno, velocissimamente
adattata a museo.
Lo slancio ideativo è da ricondurre a spezzoni innovativi della Cisl, come il nuovo sindacato del terziario
(First) e gli edili lombardi già animatori del Progetto S.
Francesco, e ai direttori dei musei fattivamente appoggiati dal ministero di Franceschini, da Confindustria, dalle forze dell’ordine, fino allo scoppiettante
sindaco di Casale. Oltre che da diversi sponsor locali,
piccoli e grandi.
Meriterebbero, poi, ben più spazio, la settantina di
Ambasciatori, ragazze e ragazzi di Casal di Principe, tutti volontari (che non è proprio come farlo all’Expo) e tutti di buon livello culturale, formati per spiegare ai visitatori sia le opere esposte, sia la location, imbarazzante per
origini e fattura, dunque doppiamente preziosa per dimensioni e simbologia antimafia.
Una serie di obiettivi, «La luce» li ha già centrati: in un
mese sono stati venduti oltre 5mila biglietti, molti a Casalesi; le scuole hanno prenotato visite per settembre, il
cortile della villa è stato scelto per presentazioni di
eventi, libri, premiazioni.
Ha cominciato Roberto Saviano, il giorno dell’inaugurazione: era la prima volta che tornava a Casal di Principe dal 2007, quando i camorristi e i loro accoliti lo insultarono pubblicamente, tanto che ai giovani Ambasciatori, Saviano ha potuto dire sorridendo: «Ragazzi,
non mollate, qui state costruendo un miracolo. Lo vedete: Iovine, Bidognetti, Schiavone sono in galera e io sono
di nuovo qui».
Il 9 luglio, lo stesso luogo è stato scelto per la presentazione del Giffoni Film Festival; la sera stessa, 5mila ragazzine si sono radunate al campo sportivo per ballare
sulle note delle canzoni di «Braccialetti rossi», eseguite
dallo stesso compositore e la sua band, venuti apposta
da Milano. Erano anni che nel povero paese già soggiogato ai Casalesi, ai cosentiniani e compagnia delinquente, non avveniva un fatto del genere.
Certo: tutto questo andirivieni di autorità, star e pezzi
grossi, lo scrigno d’arte da proteggere, questo afflusso
inedito di gente a Casal di Principe, sono una fatica aggiuntiva per Polizia, Carabinieri, Fiamme gialle, già sotto pressione per le ondate di arresti eseguiti su ordine
delle Procure. Ma, forse, con questa Luce che rompe
l’ombra di Gomorra, il Casertano è entrato in una situazione particolare, in cui frammenti di società hanno immaginato l’inimmaginabile e tutto il resto deve seguire.
Dovrà seguire, per esempio una rapida presa di possesso del territorio da parte dello Stato, prima che escano di galera i manutengoli dei boss più noti (quelli resteranno al 41bis).
Lo sanno per esperienza, gli investigatori più esperti
di Caserta, che dopo aver arrestato i latitanti di spicco, i
politici, gli imprenditori e i colletti bianchi collusi, diventa cruciale approfittare di questi mesi – mesi, non anni – di “crisi” criminale, per istituire presidi e avviare
controlli ricorrenti che non lascino respiro.
Ma, per sfruttare questo momento di vantaggio, occorrono persone e mezzi in aggiunta, nella stessa logica
appena adottata per contrastare le bande giovanili a Napoli. Il territorio prigioniero del sistema camorra è vasto, ricattato e degradato: riprenderlo in mano, per i violenti assetati di vendetta, potrebbe essere questione di
poche settimane.
A Casal di Principe è stato acceso un faro fortissimo:
grazie ai quadri e ai media, si vede da tutto il mondo. Sarebbe un disastro, per i giovani Ambasciatori e per le ragazzine che finalmente ballano al campo sportivo, se lo
Stato non sapesse attuare la strategia giusta per impedire che qualche banditello torni a minacciare – o anche
solo irridere – le speranze dei ragazzi di Casale.
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Il nodo-dirigenti
e le inefficienze
delle Entrate
I
n questi giorni abbiamo letto numerosi
interventi sulla vexata quaestio degli
incarichi dirigenziali conferiti senza
concorso dalle agenzie delle Do gane e
delle Entrate, che (in un totale di 1.200 casi)
sono andati in fumo a seguito di una serie
di sentenze di giudici diversi (d’ordine e di
grado). L’ultima è la sentenza 37 emessa
dalla Corte costituzionale il 17 marzo 2015
(ma ne sono previste anche altre).
I commentatori, al fine di sostenere la
causa del ripristino del modello agenziale
e del ruolo dei dirigenti estromessi, hanno
affermato, sostanzialmente, quanto segue:
1) l’agenzia delle Entrate (si tace delle
Dogane) è incappata in una serie di
sentenze negative che fin dalla sua nascita
le hanno impedito di svolgere concorsi
costringendola a ricorrere al conferimento
autoctono di incarichi dirigenziali;
2) nessun imprenditore in ricerca, per la
propria azienda, di elevatissime
professionalità si affiderebbe mai a
procedure concorsuali pubbliche, basate
su prove nozionistiche, di livello scolastico;
3) l’agenzia delle Entrate, ormai privata
dei migliori fra i migliori che si era scelta,
come la Grecia, è al default e così anche le
entrate dello Stato, prova ne è la
retromarcia negli incassi in questi primi
mesi dell’anno.
La soluzione, quindi, che viene suggerita al
Governo e al Parlamento (che sta
esaminando le bozze di decreti delegati
sulla riforma fiscale) è quella di bandire un
concorso i cui titoli richiesti siano appunto
quelli dell’esercizio delle più eccelse
funzioni e una norma ponte con la quale si
possano recuperare i valori attuali,
depredati dall’uso selvaggio delle
sentenze, e rimettere così subito in
funzione la nostra “splendida” macchina
di Bruno Assumma
L
a bozza di decreto delegato redatta in attuazione della legge
delega 23 del 2014 contiene
molte e importanti novità la
cui valenza rischia di essere in parte
compromessa dalla previsione di un
termine di vigenza della disciplina in
esso contenuta.
Infatti l’articolo 31 stabilisce che: «le
disposizioni recate dal presente decreto si applicano a partire dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2017 ».
Soffermandoci soltanto sugli aspetti
di carattere penale è possibile affermare che tale limitazione temporale,
dettata da esigenze di copertura finanziaria della riforma, non solo impedisce l’applicazione di numerose innovazioni a situazioni attualmente pendenti ma, altresì, pone le premesse per
lo sviluppo di un contenzioso giudiziario di grandi proporzioni.
La previsione del duplice termine
temporale consente di ricondurre la
bozza di decreto, di cui ci occupiamo,
alla categoria delle leggi temporanee,
che è espressamente considerata dall’articolo 2 del codice penale nell’am-
fiscale. È una rappresentazione
gattopardesca: se contro il
comportamento dell’agenzia delle Entrate
si sono pronunciati Tar e Consiglio di
Stato (innumerevoli volte), Corte
Costituzionale, le più importanti
Commissioni tributarie regionali (cioè le
Corti d’appello dei tributi) e fra breve la
Corte dei conti e (chissà) i tribunali penali,
la vittima sarebbe l’agenzia delle Entrate?
Io penso che sia molto pericoloso tentare di
farsi gioco della giurisdizione, perché
significa porsi contro l’ordinamento
democratico. Inoltre, l’agenzia delle
Entrate non è un’impresa, non sta nel
mercato e non ne subisce le regole. Infatti,
quando vuole (lo abbiamo visto) può
permettersi qualsiasi errore tanto nessuno
paga, ovvero paga lo Stato!
Proprio per questa ragione e inseguendo
tale assurda chimera, l’agenzia delle
Entrate anziché sorvegliare il corretto
esercizio della funzione tributaria si è
trasformata in un’odiosa ditta di recupero
crediti, che impedisce qualsiasi criterio di
prevenzione e qualsiasi conoscenza
diretta della realtà economica del
territorio in cui opera. In un incontro
tenutosi a Valdobbiadene il 26 giugno,
organizzato dalla categoria
imprenditoriale e al quale Dirpubblica era
stata invitata quale protagonista della
sentenza 37 della Corte costituzionale,
oltre mille piccoli e medi imprenditori,
accorsi da tutta Italia, hanno raccontato e
documentato storie che sarebbero state
impensabili prima della nascita delle
agenzie e che oggi fanno arrossire il più
onesto e innocente funzionario tributario.
Stendiamo un velo pietoso su quella che
dovrebbe costituire la mission primaria
dell’Agenzia, ossia la tax compliance, in
caduta costante. Stendiamo un velo
pietoso sull’immagine generale
conquistata da questo sistema fiscale
(inteso come combinazione di agenzia
delle Entrate ed Equitalia), mai così
odiato come di questi tempi. Ma
stendiamo soprattutto un velo pietoso
sugli incassi; Dirpubblica ha dimostrato,
Lettera firmata
email
Resistenza allo scontrino
Ma ci sono ancora i controlli sull’emissione
degli scontrini da parte dei commercianti?
La disinvoltura degli esercenti è talvolta
quasi un insulto per il cliente. Come mi è capitato di recente in un ben avviato negozio
di una ricca regione autonoma: prima mi è
stato chiesto di pagare in contanti i 50 euro
dovuti per evitare le commissioni sulla carta di credito (ma quando mai?!)e poi, nel
sacchetto della spesa, mi è stato infilato un
bigliettino bianco simile a uno scontrino.
Ma era quello della calcolatrice.
R. C.
Milano
bito della disciplina della successione
nel tempo di norme penali. Il comma 1
di tale articolo prevede il divieto di retroattività della norma penale mentre
il comma successivo stabilisce il principio di retroattività della cosiddetta
abolitio criminis per il caso in cui una
disposizione successiva escluda rilevanza penale a un comportamento in
precedenza sanzionato penalmente.
Il criterio ispiratore va individuato
nella necessità di adeguare il giudizio
sul fatto alle valutazioni di disvalore
sociale, contenute nella disposizione
successiva. Sarebbe ingiusto punire
un fatto che nella valutazione contenuta nella nuova disposizione non è
più meritevole di sanzione penale.
Il terzo comma prevede il cosiddetto principio del favor rei secondo cui
«se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo
che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile».
Tali princìpi, espressione di civiltà
giuridica, non trovano applicazione,
per l’inequivoca previsione del comma cinque, nel caso di leggi ecceziona-
IL SERVIZIO
Il dibattito
 Sul Sole 24 Ore del 16 luglio è stato
pubblicato l’articolo a firma di Enrico
De Mita dal titolo «I reati tributari e la
faccia cattiva del fisco (che poi
concorda)».
Il contributo di De Mita si è
concentrato sullo schema di
attuazione della delega fiscale e sulla
discussa modifica “a tempo” (per soli
due anni) del sistema sanzionatorio
fiscale, sia in ambito penale che
amministrativo.
li e temporanee. Le prime - che non interessano in questa sede - si collegano
a eventi particolari (terremoti, guerre,epidemie,ecc.); le seconde – ed è il
nostro caso - invece sono caratterizzate da una vigenza temporale predeterminata dal legislatore.
La conseguenza sul piano pratico è
che le disposizioni contenute nella
bozza di decreto, una volta entrate in
vigore, non potranno applicarsi ai
fatti commessi prima del primo gennaio 2016 anche nel caso in cui siano
più favorevoli all’imputato. Così, ad
esempio, la causa di non punibilità
prevista dall’articolo 13, consistente
nel pagamento del debito tributario,
non sarà applicabile alle violazioni
commesse prima di gennaio 2016,
frustrando in tal modo le finalità di
deflazione dei processi per omesso
versamento delle ritenute certificate, dell’Iva, e così via.
Peraltro è lecito dubitare della costituzionalità delle limitazioni imposte dalla natura di norma temporanea
sia sotto il profilo della irragionevolezza che della disparità di trattamento tra cittadini.
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L’EDITORIALE
L’urgenza della crescita
di Guido Gentili
u Continua da pagina 1
F
a impressione notare che l’obiettivo delle privatizzazioni (11,2
miliardi fino al 2017) si porta sulle spalle una contabilità ingloriosa. A meno che non si vogliano considerare come privatizzazioni operazioni
come lo sbarco in Borsa di alcune società pubbliche, i governi e i Parlamenti
succedutesi dal 2011 al 2014, osserva l’ultimo rapporto di «Società Libera», hanno portato a termine «unicamente la
privatizzazione dell’Unuci, l’Unione
degli ufficiali in congedo, in pratica un
circolo ricreativo».
La revisione della spesa (10 miliardi
per il 2016 da reperire solo per evitare
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Domenico Rosa
Ancora una sanzione europea all’Italia.
Ancora una volta in tema ambientale. E
ancora una volta a una regione del Sud, la
Campania, per non avere implementato
un sistema di impianti atto a garantire lo
smaltimento dei rifiuti. Eppure sono anni
che se ne parla: la grande crisi dei rifiuti in
Campania è scoppiata nel 2007 e ora pare
che per liberarsi dei rifiuti “storici”
accumulati sul territorio ci vogliano cira
quindici anni. Mi domando che cosa si
aspetti a intervenire. Unica consolazione:
una norma introdotta a gennaio stabilisce
che le sanzioni riguardanti le regioni
debbano essere pagate dalle regioni stesse
e non dallo Stato.
La disciplina «a tempo» foriera di contenziosi e a rischio di legittimità
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Campania indietro nei rifiuti
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Giancarlo Barra
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semplicemente leggendo i dati pubblicati
dell’Agenzia stessa, che su 14 miliardi di
recupero dichiarato dall’agenzia delle
Entrate, la cifra reale di recupero di
evasione (quella derivante da quel
sommerso che supera i 200 miliardi di
euro) resta tra i 5 e i 6 miliardi;
l'apparato (dirigenti compresi) costa più
di quanto incassa.
Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati di uso
redazionale è il direttore responsabile a cui, presso il Servizio Cortesia, presso Progetto Lavoro, via Lario, 16 - 20159 Milano, telefono (02
o 06) 3022.2888, fax (02 o 06) 3022.2519, ci si può rivolgere per i diritti
previsti dal D.Lgs. 196/03.
Manoscritti e fotografie, anche se non pubblicati, non si restituiscono.
che nel 2016 scattino le clausole fiscali
di salvaguardia, 70 miliardi in totale
da qui ai prossimi tre anni) è un cantiere aperto e che si sarebbe dovuto chiudere prima. Ed è in lista d’attesa, all’insegna della parola magica “flessibilità”, una riforma della legge Fornero
sulle pensioni i cui costi sono tutti ancora da decifrare.
Il problema è che senza la crescita non
ci sarà riduzione del debito. E la crescita
italiana (postata al momento a +0,7%
per il 2015, +1,3%-+1,5% nel 2016) continua a essere troppo bassa e inferiore, ormai da molti anni, rispetto a quella media sia dell’eurozona sia, in misura ancora maggiore, dell’Europa. È possibile ed
augurabile che a settembre il Governo
possa prendere atto di qualche variazio-
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ne in positivo –vedremo i dati Istat di
metà agosto- ma è chiaro che la sostanza
di uno sviluppo ancora fragile e disallineato in Europa non cambierebbe.
Il governo Renzi potrà ottenere, a Bruxelles, margini di manovra maggiori, magari osando la riapertura della discussione sul limite del 3% del deficit in rapporto
al Pil? Anche questo è possibile, soprattutto se metterà all’attivo una spending
review convincente. Ma senza una sterzata sulla pressione fiscale sotto quel
43,1% (contabilizzato mettendo sotto la
voce “sgravi fiscali” la manovra degli 80
euro in busta paga, altrimenti il dato ufficiale indica 43,5%) la crescita vera resterà
un miraggio.
In vista della legge di Stabilità, la questione fiscale meriterebbe un confronto
LEFONO e FAX/EMAIL. Altre offerte di abbonato sono disponibili su Internet all'indirizzo www.ilsole24ore.com/offerte. Non inviare denaro. I nuovi
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Pero (MI). I dati potranno essere trattati da incaricati preposti agli abbonamenti, al marketing, all'amministrazione e potranno essere comunicati alle
società del Gruppo per le medesime finalità della raccolta e a società esterne
serio. Nei giorni scorsi i neo «Conservatori e Riformisti», capitanati da Raffaele
Fitto e stretti alleati in Europa dei Tories
di David Cameron, hanno proposto uno
choc da 40 miliardi in meno di imposte,
tra cui l’abolizione totale in due anni dell’Irap, lo stop alle tasse sulla prima casa e
un tetto alla pressione fiscale fissato in
Costituzione. Bisogna entrare nel merito
delle coperture finanziarie di una simile
operazione, ma non c’è dubbio che il richiamo al caso inglese (il bilancio appena
varato scommette su salari più alti, tagli
di spesa e tagli delle tasse, con la corporate tax che scenderà al 18% entro il 2019)
vada considerato con attenzione. Il Regno Unito – da segnalare il boom degli investimenti fissi - registra negli ultimi tre
anni una crescita media del 2,4%, il doppio di quella raggiunta dalla Germania e
tre volte superiore a quella dell’Eurozona. Vorrà pure dire qualcosa.
@guidogentili1
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relative ad edizioni più vecchie di 24 mesi dalla data odierna.
La biblioteca
di GIORGIO DELL’ARTI
Usi e costumi
del «mestiere
più antico»
E
schimesi. Gli eschimesi sono
soliti offrire una donna, in
genere la moglie del padrone
di casa, all’ospite.
Mylitta. Racconta Erodoto che le
donne greche si recavano, almeno una
volta nella loro vita, nel tempio della
dea Mylitta, come la chiamavano gli
assiri, per prostituirsi a uno
sconosciuto. Una volta entrare nel
tempio non potevano più uscirne
finché uno straniero non aveva gettato
una moneta d’argento nel loro grembo,
ripetendo la frase di rito: «Ti convoco
in nome della dea Mylitta». La donna
non aveva il diritto di rifiutare la
moneta e soltanto dopo essersi
concessa poteva tornare a casa. Stando
a Erodoto, le donne più brutte
aspettavano anche tre o quattro anni.
Sinonimi. Sinonimi di prostituta
(pornoi) nell’antica Grecia: compagna
(etèra), donna pubblica, reclusa, lupa,
puledra, madia, passeggiatrice e altri.
Seguitemi . Si conserva tuttora un
sandalo con la parola «seguitemi»
incisa sulla suola, in modo che la
prostituta, camminando, lasciasse sul
terreno molle delle strade questo
messaggio, chiarissimo anche per i
più sprovveduti.
Divieti. Tra gli antichi romani una
donna il cui nonno, padre o marito
avesse ricoperto la carica di cavaliere
romano non poteva darsi alla
prostituzione.
Maometto. Maometto si sposò
quattordici volte, ma sempre con
vedove, a parte il caso di Ayesha. La
poligamia era per Maometto un modo
di aiutare donne rimaste prive di ogni
appoggio, ma poiché c’era il rischio
dell’abuso, i commentatori del Corano
fissarono a quattro il numero delle
mogli, sebbene nel testo sacro non si
trovino che vaghi accenni in merito.
Infatti, oltre a Maometto, anche altri
sovrani dell’Islam ebbero più di
quattro spose. In realtà, nella massa
musulmana la monogamia era la
regola, mentre erano soprattutto i capi
più potenti o i sovrani ad avere diverse
mogli. Mogli e concubine, che erano
indici di un certo stato sociale,
portarono alla formazione dell’harem,
che influì su parte della struttura
politica islamica.
Donna. In alcuni racconti della
letteratura sacra indiana si accenna
alla maggiore sensualità della donna:
Ila, che è un mese uomo e uno donna, si
dedica ai piaceri della carne come
donna, mentre passa il mese in cui è un
uomo in pia meditazione.
Amore. «La voracità di una donna è
due volte quella dell’uomo, la sua
furberia quattro volte, la sua
sfrontatezza sei volte, e la sua capacità
di provar piacere nell’amore otto
volte». (antico proverbio indiano)
Cina. All’epoca della dinastia Zhou
(circa 1120-222 a.C.) si era stabilito un
numero fisso di compagne necessarie
per nutrire e rinvigorire il re, che
aveva una regina, tre consorti, nove
mogli di secondo rango, ventisette
mogli di terzo rango e ottantuno
concubine. Si erano stabilite queste
cifre in base a un sistema in cui i
numeri dispari indicavano le forze
positive della natura, il maschio e la
potenza virile, mentre i numeri pari
erano passivi, simbolo della donna e
della fertilità femminile. Tre, il primo
numero dispari dopo uno, aveva un
significato di grande potenza, mentre
il nove, tre volte tre, indicava la
potenza sovrabbondante.
Moltiplicando nove per tre, si otteneva
ventisette, e ventisette per tre
ottantuno, da cui il numero delle
compagne necessarie.
Pechino. Marco Polo, il famoso
viaggiatore del XIII secolo, riferì che a
Pechino vi erano oltre ventimila
donne che vivevano prostituendosi,
mentre a Hang-Chau erano in
quantità tale che egli rinunciava a
calcolarne anche
approssimativamente il numero.
Notizie tratte da: Vern L. Bullough,
Storia della prostituzione.
Dall’antichità agli anni Sessanta,
Odoya, pp. 230, 20 euro
STAMPATORI: Il Sole 24 ORE S.p.A., via Busto Arsizio 36, 20151 Milano e via
Tiburtina Valeria, Km 68,700, Carsoli 67061 (AQ) - Etis 2000 S.p.A., 8ª strada, 29 zona industriale, 95100 (CT) - Stampa quotidiana S.r.l., via Galileo
Galilei 280/A, località Fossatone, 40059 Medicina (BO) - Stampa quotidiana Srl - Zona industriale Predda Niedda, strada 47 n.4 - 07100 Sassari (SS)
- Rue de Bosquet 16, Zona Ind., 1400 Nivelles (Belgium).
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Registrazione Tribunale di Milano n. 322 del 28-11-1965
La tiratura del Sole 24 Ore di oggi 20 luglio 2015 è stata di
196.465 copie
CONSULENZA/1
CONSULENZA/2
FORMAZIONE
Dalla revisione alla finanza:
1.000 posti da Deloitte
Focus su selezioni,
requisiti e sedi di lavoro
La scuola del mosaico
sfiora la piena occupazione
Daniele Cesariniu pagina 12
Daniele Cesarini u pagina 12
Alberto Magnani u pagina 12
Lavoro&Carriere
# 014
Guida alle migliori opportunità della settimana
COMMERCIO
Allievi direttori
per ipermercati
e catene non food
I piani 2015-16 dei grandi marchi:
servono capi area e facility manager
PAGINA A CURA DI
Francesco Nariello
Serena Riselli
pIl settore della grande distribu-
zione,siaquellaorganizzatadelsettore alimentare, che quella specializzata, è da sempre visto come un grande
serbatoio di posti di lavoro. E il cliché
regge anche di fronte a dati occupazionaligeneralinonpropriorosei:sono oltre 5.600, infatti, i posti di lavoro
che nel giro dei prossimi 12 mesi verranno messi a disposizione da grandi
gruppi del settore, dal Lidl alla Coop,
da Decathlon a H&M.
Il pacchetto di assunzioni più corposoèquellodiEsselunga:2.500posti
per il prossimo biennio. Tra le nuove
aperture ci sono quelle di Soliera
(Modena), dopo l’estate, e di Monza
entro fine anno. Le figure più richieste? Specialisti di reparto e ausiliari di
vendita, ma anche «allievi da avviare
alla carriera direttiva». Il percorso
classicoèl’assunzioneatempodeterminato che poi si stabilizza: il 93% dei
dipendenti ha un contratto a tempo
indeterminato, il 74% full-time.
Rilevante anche la campagna acquisti di Lidl Italia, che prevede 2.000
assunzioni entro il 2016, di cui 400 nei
prossimi due-tre mesi. Tra le figure
più ricercate 40 capi area (manager
con responsabilità di gestione commerciale di più negozi) e responsabili
sviluppoimmobiliareefacilitymanager.L’aziendapuntamolto,sottolinea
il direttore risorse umane, Dorotea
Mader,«suiprogettidiformazionerivoltiaipropricollaboratori».
Per quanto riguarda Coop, i dati
raccoltiriguardanoduedellediecisigledelgruppo:NovaCoop-Piemonte e Coop Lombardia, che in totale
prevedono di reclutare oltre 600
persone. La coop piemontese, con
388assunzionientroil2016,cercaaddettiallavenditaeresponsabiliintermedi, ma anche farmacisti e - in relazioneall’apertura,incentroaTorino,
di un nuovo format imperniato sulla
ristorazione - camerieri, baristi, cuochiepersonaledicucina.«Inoltre-fa
sapere la società - si inseriscono studenti universitari a copertura dei
picchi di lavoro del weekend». Coop
Lombardia, invece, ha un piano 201516 di 610 assunzioni: 383 già effettuate,mentrelealtre227scatterannoentro il prossimo anno.
Occasioni di lavoro in vista anche
in Despar Sud (Maiora Srl), la società
del gruppo che opera in Puglia, Campania, Calabria e Basilicata. Saranno
70 le assunzioni nella rete di supermercati, con ricerche aperte per addetti alla vendita (44 posti) e capi reparto per banchi gastronomia/macelleria, oltre che per incarichi amministrativinellasedecentralediCorato
(Bari). La maggior parte dei neoassunti - precisa l’azienda - «segue un
PER LE
AZIENDE
@
SCRIVETE AL «SOLE»
UN’EMAIL PER SEGNALARE
LE OFFERTE DI LAVORO
Le imprese che vogliono
segnalare le offerte di lavoro
e i posti disponibili
possono inviare una e-mail
all’indirizzo:
[email protected]
programma di training, con tirocinio
formativoe/ocontrattoatermine».
Nuove offerte d’impiego arrivano
anchedallagrandedistribuzionespecializzata. Obi,in vista di due importanti aperture a Roma e a Livorno, ricerca150figure:daglistoremanagerai
capi settore, fino agli addetti alla vendita e alla manutenzione. «Ogni anno
- spiega il direttore Hr Marcello Lorenzi - vengono inserite 400 nuove
posizioni per gestire le esigenze dei
punti vendita in Italia, le nuove apertureelenecessitàstagionali».
Decathlonseleziona,invece,90addetti alle vendite sportive e magazzinieri e 30 responsabili di reparto sport
e di dipartimento logistico e alcune figure altamente specializzate per le sedi produttive di Desio (Mb) e Padova,
come production leader, test leader di
laboratorioeunwebdesigner.
Ottima conoscenza del mondo
della moda e uno spiccato senso dello stile sono tra i requisiti primari per
chiproveràainviarelapropriacandidaturaalcolossodellamodalowcost
H&M: 84 posti tra sales merchandiser manager, store manager e visual
merchandiser.
Tante occasioni di lavoro anche
nei punti vendita Leroy Merlin: 27
consiglieri di vendita con diploma
ed esperienza nel settore commerciale e 30 posizioni con competenze
qualificate,perdiventareifuturimanager di domani (20 allievi capo settore) o per chi ha già esperienza pluriennale in ambiti commerciali e gestionali(10capisettore).
©RIPRODUZIONERISERVATA
COME CANDIDARSI
Tutti contatti per inviare il cv
http://24o.it/annunci20luglio
5.603
Esselunga
NUMERO POSTI:
2.500
PROFILI PIÙ RICHIESTI: l'azienda è alla
ricerca di “allievi da avviare alla
carriera direttiva”, ovvero di figure
direzionali da arruolare - anche in
ottica di turn over - nel settore
vendite dei negozi della rete
(supermercati e superstore). Tra gli
altri profili più gettonati segnalati
dall’ufficio risorse umane ci sono gli
specialisti di reparto e gli ausiliari
di vendita. Richiesti il diploma di
scuola secondaria o la laurea
SEDI: In autunno aprirà il negozio di
Soliera (Modena), mentre entro fine
anno sarà la volta di Monza. Tra i
restyling: Sassuolo (Modena), Corte
Franca (Brescia) e Milano (Viale
Papiniano)
CONTRATTI: a tempo determinato e a
tempo indeterminato, sia full time
che part time
Obi
NUMERO POSTI:
Lidl Italia
NUMERO POSTI:
2.000
PROFILI PIÙ RICHIESTI: capo area, profilo
manageriale che ha la responsabilità
della gestione commerciale ed
economica di circa 5 punti vendita e il
coordinamento di un organico di
circa 50 persone; responsabili
sviluppo immobiliare, che hanno il
compito di garantire una gestione
efficiente del patrimonio
immobiliare; facility manager, figura
che garantisce la qualità e l’efficenza
delle filiali dal punto di vista
impiantistico e strutturale
SEDI: punti vendita in Lazio, Sicilia e
Puglia, oltre che presso la direzione
generale del gruppo in provincia di
Verona
CONTRATTI: a tempo determinato (1
anno rinnovabile) e a tempo
indeterminato (in particolare per i
livelli più alti)
Decathlon
150
PROFILI PIÙ RICHIESTI: store manager e
capi-settore, specialisti delle 4 aree
(garden, building, tecnico e living),
addetti vendita e manutenzione. Il
criterio di selezione si basa sulla
conoscenza ed esperienza del
candidato nel settore di riferimento. I
canditati prescelti verranno formati
grazie alla scuola di formazione Obi
SEDI: Nel corso dell’anno, oltre alle
aperture dei nuovi punti vendita, Obi
prevede diverse ristrutturazioni e
aggiornamenti dei negozi già
esistenti, soprattutto nel Nord e nel
Centro Italia, con ampliamento degli
spazi e dello staff. In particolare, nella
primavera 2016 sono previste due
importanti aperture, una a Roma e
una a Livorno
CONTRATTI: a tempo determinato e a
tempo indeterminato
NUMERO POSTI:
127
PROFILI PIÙ RICHIESTI: responsabili
reparto sport e dipartimento logistico
(è richiesta la laurea); addetti vendite
sportive e magazzinieri (studenti
universitari); production leader e test
leader di laboratorio (laurea in
materie tecnico-gestionali) e web
designer ( laurea in graphic/web).
Requisiti comuni a tutti: inglese e
disponibilità alla mobilità
SEDI: tutta Italia
CONTRATTI: per i responsabili di
reparto sport e di dipartimento
logistico contratto a tempo
determinato full time. Per i venditori
sportivi e magazzinieri :
apprendistato, tempo determinato
part-time. Alle figure di production
leader, test leader di laboratorio e
web designer sono offerti contratti
full time a tempo indeterminato
Coop
NUMERO POSTI:
Lunedì 20 luglio 2015
www.ilsole24ore.com/lavoro
[email protected]
Posti
di lavoro
diretti
ai giovani
nelle
catene
alimentari
e no
Despar sud
615
Le posizioni aperte si riferiscono solo
a Coop Lombardia e Nova CoopPiemonte
PROFILI PIÙ RICHIESTI: addetti alla
vendita e responsabili intermedi con
esperienza nel settore della Gdo di
almeno un anno, farmacisti (laurea
specialistica in farmacia/Ctf e
iscrizione all’albo) , camerieri, baristi,
cuochi e personale di cucina, con
diploma alberghiero ed esperienza
nel settore almeno biennale
SEDI: Torino, regione Piemonte e
provincia di Varese, Brescia (nuova
apertura) e le altre province
lombarde (escluse Mantova e
Sondrio)
CONTRATTI: vari in base a profilo ed
esperienza del candidato; a tempo
determinato e a tempo
indeterminato per profili specifici
H&M
NUMERO POSTI:
NUMERO POSTI:
70
PROFILI PIÙ RICHIESTI: addetti alla
vendita (44 posti), capi reparto
per i banchi gastronomia e reparto
macelleria; nella sede centrale
dell’azienda, invece, è aperta la
ricerca di impiegati amministrativi
e, in particolare, di responsabile
qualità, ispettore tecnico e buyer
per il reparto no food
SEDI: Corato (Bari) presso la sede
centrale; Giovinazzo (Bari) per
l’apertura di un nuovo
supermercato
CONTRATTI: la maggior parte dei
neoassunti segue un programma
di training, con tirocinio formativo
e/o contratto (Ccnl di riferimento
della Gdo) a tempo determinato,
destinato - nell’arco di sei mesi/un
anno - alla stabilizzazione con la
conferma del posto di lavoro
Leroy Merlin
84
PROFILI PIÙ RICHIESTI: 4 sales
merchandiser manager
(richieste doti analitiche,
inglese fluente ed eccellente
utilizzo pc), 40 store manager e
40 visual merchandiser
(requisiti per entrambe le
figure: capacità di lavorare in
team e ottima conoscenza del
settore della moda)
SEDI: tutto il territorio nazionale
CONTRATTI: contratti a tempo
indeterminato corredati da
benefit. In particolare, tutti i
dipendenti hanno diritto ad uno
sconto sui capi del brand,
partecipano a un incentive
program (Hip) legato alla
crescita del valore del titolo in
Borsa, ricevono training e
formazione interna
NUMERO POSTI:
57
PROFILI PIÙ RICHIESTI: 27 consiglieri di
vendita, 20 allievi capo settore e 10
capi settore. Al primo profilo è
richiesto diploma di scuola superiore
o cultura equivalente ed esperienza
(anche breve) nel commercio. Per
diventare allievo capo settore è
invece necessaria la laurea e
disponibilità alla mobilità sul
territorio. Per i capi settore, oltre alla
laurea, è richiesta esperienza
pluriennale
SEDI: tutto il territorio nazionale
CONTRATTI: Per consigliere di vendita e
allievo capo settore contratto a
tempo determinato con diversi
benefit, premio trimestrale e
assicurazione in caso di infortunio.
Per il capo settore contratto a tempo
indeterminato con l’aggiunta di
benefit
PAROLA
CHIAVE D
Grande
distribuzione
organizzata
P
er grande distribuzione, o meglio grande
distribuzione organizzata (Gdo), si intende il
moderno sistema di vendita
al dettaglio effettuato attraverso una rete di supermercati e ipermercati. Si tratta
dell’evoluzione del supermercato singolo, che costituisce a sua volta lo sviluppo di
un tradizionale negozio.
Le catene di ipermercati
vengono definite spesso
grandi superfici e possono
appartenere a un solo proprietario, o far parte di un
consorzio nella quale ogni
supermercato mantiene una
sua precisa autonomia decisionale.
Nel nostro Paese si è soliti
dividere il tutto fra strutture
della grande distribuzione,
ossia Gd, e quelle della distribuzione organizzata, Do. Alle
prime appartengono le
grandi strutture centrali
controllate da un solo soggetto proprietario, che si occupa
proprio della gestione e
supervisione dei vari punti
vendita. La distribuzione
organizzata, è quella composta, invece, da quei gruppi
che si aggregano in consorzi
e riescono a sfruttare molto
bene il proprio marchio.
Solitamente i punti vendita
vengono classificati secondo
la loro dimensione (non
vengono però calcolate le
gallerie commerciali o i
parcheggi). I canali di vendita più importanti sono:
ipermercati (area di vendita
superiore ai 2.500 metri
quadri), supermercati (dai
400 ai 2.500 metri quadri),
discount (struttura senza
prodotti di marca) e cash and
carry (strutture dedicate alla
vendita all’ingrosso).
In generale, in Italia la Gdo
soffre una notevole debolezza delle catene nazionali che
si trovano soverchiate dalla
potenza dei colossi esteri, in
particolar modo nei settori
discount e ipermercati,
rispettivamente dominati da
gruppi tedeschi e francesi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
12
Lavoro & Carriere
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
CONSULENZA
FORMAZIONE
Deloitte sulle tracce di mille giovani
Scuola del mosaico,
diplomati al lavoro
nel 90% dei casi
A CURA DI
Daniele Cesarini
pPiù di mille assunzioni tra
la seconda metà del 2015 e maggio 2016. Deloitte Italia, società
specializzata in servizi professionali alle imprese, lancia così
un piano di inserimenti in
grande stile in concomitanza
con una forte crescita del business e una riorganizzazione
dei vertici aziendali. La campagna di recruiting è stata lanciata proprio dalla nuova
squadra dirigenziale guidata
dal Ceo Enrico Ciai.
Formazione all’estero
«Prevalentemente la ricerca è
rivolta a neolaureati cui la società offre in molti casi corsi di
formazione e possibilità di
esperienze all’estero, ma sono
aperte anche moltissime posizioni per risorse di maggiore
esperienza, soprattutto per la
consulenza fiscale e legale, i
risk services», commenta
Gianluca Del Nero, nuovo talent leader dell’intero network
Deloitte Italy.
«Per quanto riguarda la tempistica, i nuovi ingressi sono
previsti tra giugno 2015 e maggio 2016. Abbiamo già iniziato
con i primo 100, le assunzioni riguarderanno tutte le 19 sedi di
Deloitte in Italia ma con prevalenza su Milano e Roma».
La ricerca di talenti è trasversale alle varie divisioni di
Deloitte: nell’ambito audit
(Deloitte & Touche), l’azienda è in cerca di assistenti revisori contabili.
Per la consulenza in Deloitte
consulting verranno selezionati laureati in ingegneria informatica, economia, fisica, matematica, scienze statistiche, con
un forte interesse per le nuove
tecnologie e l’informatica.
La divisione Deloitte financial advisory services, invece,
offre opportunità ai laureati in
economia o ingegneria; Deloitte - studio tributario e societario è in cerca di neolaureati da
avviare alla pratica per la professione di consulente fiscale,
in qualità di dottori commercialisti e avvocati tributaristi,
oltre che di professionisti senior con 3-5 anni di esperienza.
talent leader –: giornate “pesanti” attendono i nostri candidati,
incontri one to one, dinamiche
di gruppo, test ed assessment.
Per noi è importante trovare i
candidati giusti, investiamo
molto su ciascun nostro professionista e fin dal primo giorno
di lavoro. Per questo vengono
coinvolti nel processo di selezione professionisti Hr ma anche e sempre i nostri esperti di
business per valutare competenze sempre più articolate».
Per i profili con esperienza
Carriera interna
Anche Deloitte - studio legale
associato, oltre a offrire opportunità di ingresso a giovani
praticanti, è alla ricerca di professionisti con esperienza, che
abbiano conseguito il titolo di
avvocato.
Deloitte extended business
services prevede analogamente l’assunzione di profili con
laurea e competenze Erp. Deloitte enterprise risk services,
infine, è interessata a neolaureati in campo economico e finanziario o con percorsi di studi nelle aree tecniche o laureati
in matematica/fisica, ma nel
corso dell’anno sono previsti
anche inserimenti di personale
con precedenti esperienze.
L’ampia quantità di inserimenti previsti non compromette però il focus di Deloitte
sulla qualità dei profili ricercati. I candidati ideali devono
vantare un curriculum accademico d’eccellenza e un’ottima
conoscenza della lingua inglese, ma contano anche le caratteristiche e le attitudini personali.
Una dura selezione, insomma, attende chi voglia candidarsi: «Il percorso di selezione
non è semplice – ammonisce il
Non mancano le possibilità di
formazione e di carriera interne: «In termini di formazione,
ci affidiamo anche alla Deloitte university Europe, inaugurata nel dicembre 2013 e focalizzata su corsi di leadership e
business, per formare le nostre risorse in un contesto europeo con possibilità di fare
anche esperienze all’estero»
conclude Del Nero. «Chi entra da noi, anche in uscita dal
mondo universitario, può e
deve coltivare l’ambizione di
divenire socio di Deloitte. Negli anni recenti abbiamo rivisto il nostro sistema di valutazione delle performance e parallelamente i collegati strumenti di incentivazione in
modo da essere sicuri che il
merito si rifletta chiaramente
ed in modo trasparente in differenziazione delle compensation, in avanzamenti di carriera ed in nuove opportunità
di crescita».
FOTOLIA
pSpilimbergo,
IL VADEMECUM
Posizioni aperte
 1.000. Di queste posizioni, il
40% è destinato al consulting,
circa il 20% all’audit e il restante
40% equamente destinato per le
altre function del network.
Selezioni
 Il processo di selezione dei
candidati è iniziato a giugno
2015. Le selezioni andranno
avanti fino a maggio 2016
Contratti
 tempo indeterminato,
apprendistato, tirocinio
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ANNUNCI ONLINE
Tutti contatti per inviare il cv
http://24o.it/annunci20luglio
Alberto Magnani
Profili cercati
 Deloitte&Touche (audit):
assistenti revisori contabili.
 Deloitte consulting: laureati in
ingegneria informatica,
economia, fisica, matematica,
scienze statistiche.
 Deloitte financial advisory
services: laureati in economia o
ingegneria.
 Deloitte – studio tributario e
societario: neolaureati da avviare
alla pratica per la professione di
consulente fiscale, in qualità di
dottori commercialisti e avvocati
tributaristi; professionisti senior
con tre-cinque anni di
esperienza.
 Deloitte – Studio legale
associato: giovani praticanti,
professionisti con esperienza con
il titolo di avvocato.
 Deloitte extended business
services: neolaureati con
competenze Erp.
 Deloitte enterprise risk
services: neoaureati in campo
economico e finanziario, tecnico
e in matematica e fisica,
professionisti senior.
Formazione interna
 Deloitte prevede corsi di
“induction” locali di due-tre
settimane diretti ai neolaureati
appena inserite, ma anche corsi
internazionali alla Deloitte
university Europe
Dove
 Le sedi di lavoro dei neoassunti
saranno prevalentemente Milano
e Roma, oltre alle 19 sedi di
Deloitte sparse per il territorio
italiano
Per candidarsi
 Consultare la sezione carriera
del sito Internet www.deloitte.it
Pordenone.
Nelle aule della Scuola mosaicisti del Friuli Venezia Giulia, la
storia non si è fermata. E non ha
nessuna intenzione di farlo: dagli
80 ai 100 allievi l’anno, tasso di occupazione vicino al 90%, più di
20 nazionalità rappresentate.
I costi? Minimi: 600 euro all’anno. E si parla solo dei corsi
professionali, quelli che durano
tre anni e prevedono 1.200 ore
annue (38 a settimana). «Se includessimo anche i corsi estivi e
quelli speciali, gli allievi che
passano di qui ogni anno sarebbero almeno 500» dice al Sole 24
Ore Gian Piero Brovedani, direttore dell’istituto.
Fondata nel 1922, la scuola si
avvicina al suo primo secolo di
vita con una formula collaudata: si impara un mestiere antico
con mezzi moderni, si respira la
tradizione italiana in una cornice che guarda all’Europa e al resto del mondo.
Arrivano da Spilimbergo i
mosaici distesi sui 10mila metri
quadrati del Foro Italico, a Roma, in buona compagnia di quelli
del San Sepolcro di Gerusalemme e di altre opere in Giappone e Stati Uniti. Brodevani ricostruisce l’iter educativo, scandito da pratica artigianale e una
formazione teorica aggiornata
da digitale e design: «Si insegna
un mestiere, ed è quello del mosaicista - spiega -. Non solo la
pratica e le fasi laboratoriali, ma
anche disegno geometrico, teoria del colore, grafica computer,
tecnologie dei materiali. Stiamo
parlando di cose complesse, abbiamo bisogno di concezioni di
lettura e di progetti».
La stessa didattica ha una sua
gradualità, smaltita nel triennio:
si inizia con l’abc storico, si approda a realizzazioni individuali. «Incominciamo dalla tradizione romana, dalla “grammatica” di base del mosaico, per poi
passare alla modernità e alla parte contemporanea. Infine, c’è la
trasmissione creativa: non copiare, non assomigliare a qualcuno ma interpretare con una
sensibilità propria» racconta
Brodevani. E a corso finito? La
scuola stima un tasso di occupazione pari a 9 allievi su 10. Tanti si
mettono in proprio, altri trovano
impieghi nei laboratori della regione (sono circa 90) e nel resto
d’Italia. È lo stesso istituto a raccogliere offerte per i suoi ex studenti, trasformandosi in un “general contractor” al servizio dei
giovani: «Non facciamo promozione per pubblicità, facciamo
promozione per portare lavoro
qui» sottolinea Brodevani.
Non è prevista una selezione
all’ingresso, ma l’età media è giovane (24 anni) e i candidati devono rispondere ad alcuni requisiti: aver concluso almeno il terzo
anno di scuola superiore e parlare italiano, la lingua di insegnamento ufficiale. Uno scoglio sormontabile, visto l’elenco di nazionalità dei candidati: Kazakhistan, Bielorussia, Corea del Sud,
Argentina. La scrematura dei
più e meno talentuosi si vede in
corso d’opera, con verifiche quadrimestrali che danno un primo
riscontro sui lavori. «Tra i nostri
iscritti ci sono persone laureati
in economia o commercio, filosofia e pedagogia – dice Brodevani - Serve passione. E se fai una
scelta così, qualcosa in più».
Per informazioni consultare il
sito Internet http://scuolamosaicistifriuli.it.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Dalla revisione alla finanza, porte aperte in tutte le 19 sedi a partire da Milano e Roma
  
  
Lunedì
20 Luglio 2015
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IL GIORNALE DELL’ECONOMIA REALE
t
EXPORT
STILE
MOTORI
Bally punta
a raddoppiare
i ricavi
in cinque anni
Audi R8,
la supercar
diventa facile
da guidare
Cappellini e Netti u pagina 15
Crivelli u pagina 16
Cianflone u pagina 17
Iran, ecco le chance da cogliere subito
e le aziende italiane in pole position
Congiuntura. L’analisi condotta da Cerved sui primi 133mila rendiconti 2014 depositati dalle società evidenzia un miglioramento dell’industria
LE PROPOSTE DEL SOLE
Pmi, indizi di ripresa nei bilanci 2014
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La «classica»
legge di Murphy
di Arthur Bloch
Ricavi in aumento (+1%) e un’accelerazione del valore aggiunto spingono la produttività
Enrico Netti
pUn anno difficile che viene ar-
Gli indicatori
IL CONTO ECONOMICO
FATTURATO
PER SETTORE
Tasso di crescita. In %
2013/2012
2014/2013
Valore
Costo
Fatturato aggiunto del lavoro
Tasso di crescita. In %
2013/2012
2014/2013
Micro
Pmi
Grandi
Tasso di crescita. In %
2013/2012
2014/2013
Industria Costruzioni Servizi
0,0 1,0
2,1 2,7
0,0 0,6
2,3 1,6
0,0 1,5
0,3 0,7
1,3 3,6
2,7 1,6
0,0 0,7
VALORE AGGIUNTO
REDDITIVITÀ
I DEBITI
Tasso di crescita. In %
2013/2012
2014/2013
Industria Costruzioni Servizi
Confronto tra 2007 e 2014. In %
2007
2014
Mol /
Imprese
fatturato in perdita
Roe
Tasso di crescita. In %
2013/2012
2014/2013
Micro
Pmi
Grandi
3,4 5,1
0,1 0,1
1,9 2,2
8,6 7,0
20,7 25,1
I MARGINI
-5,9 -5,1
-6,3 -3,9
-5,2 -3,1
6,5 6,4 6,5
2013
25,0 24,7 20,5
25,5 27,5 25,7
2014
Costruzioni
Servizi
27,8 29,1 26,9
7
3
3
Arthur Bloch
Una raccolta celeberrima, un inventario del
pessimismo esistenziale, una professione
di fede in leggi dell’universo volte sempre
e comunque contro di noi, in un Dio che
ha creato l’uomo fondamentalmente per
ridere alle sue spalle. Un libro decisamente
esilarante.
la legge di
murphy
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il Sole 24 ORE Arte e Cultura
Sett. N.3/2015 Euro 6,90
50003
IL SOLE 24 ORE
Fonte: Cerved, Osservatorio sui bilanci 2014
3
Per accompagnare i lettori
durante i mesi estivi con una
lettura capace di descrivere il
mondo circostante strappando
un sorriso ma anche stimolando
alla riflessione, Il Sole 24 Ore
propone ai lettori la collana «I
grandi classici dell’umorismo»:
14 volumi in edicola ogni
venerdì, in abbinamento al
quotidiano, per apprezzare
grandi autori satirici e
umoristici, di valore non solo
letterario, ma anche filosofico,
sociale e pedagogico.
Equivoci, caricature, colpi di
scena e giochi di parole
caratterizzano questa serie di
libri che sanno descrivere con
ironia (e talvolta con ferocia) i
vizi degli uomini e delle società.
Venerdì prossimo l’autore sarà
Arthur Bloch, con il pessimismo
esilarante della sua celeberrima
«legge di Murphy».
«I grandi classici dell’umorismo»
sono venduti in edicola con Il
Sole 24 Ore al prezzo di € 6,90
oltre al prezzo del quotidiano.
la legge di murphy
7,8 7,7 7,7
% sul totale
2012
Industria
monio netto del 4,2%. «Dall’inizio
della crisi – aggiunge De Bernardis
– il capitale proprio è aumentato in
modo molto consistente, del +53%
rispetto ai livelli del 2007: la metà di
questoincrementoèattribuibilead
effetti contabili, in particolare al Dl
185/2008chehapermessodirivalutare gli immobili iscritti in bilancio,
maperilrestositrattadirisorseche
gliimprenditorihannomessonelle
aziende,ancheincentivatidamisure come l’Aiuto alla crescita economica». L’effetto è una maggiore sostenibilità dei debiti finanziari: in
rapporto al patrimonio netto, si sono attestati al 57%, in calo di 5 punti
percentuali rispetto ai livelli dell’anno precedente e di ben 30 punti
rispetto al 2007.
Tra 2013 e 2014 è migliorato anche un altro importante indicatore
di sostenibilità finanziaria, il rapporto tra oneri finanziari e Mol. In
particolare, si è ridotta di un punto
percentuale la quota di società per
cui gli oneri erodono più della metà
dei margini, al 25,5%. Anche in questo caso l’edilizia è però rimasta
fuori dal trend positivo, con una
quota di società per cui gli oneri finanziari risultano difficilmente sostenibili che ha toccato un picco
“La probabilità che qualcosa
proprio nel 2014.
Nonostante
il miaccada è inversamente
glioramento del 2014,
il numero
proporzionale
alla sua di
desiderabilità.”
società per cui il peso
degli oneri finanziari è eccessivo rimane elevato, di circa 5 punti percentuali superiore rispetto alla quota osservata
nel 2007 (19,9%). Le imprese pagano la perdita di redditività accumulata in sette anni di recessioni e stagnazioni.
Arthur Bloch nasce nel 1948 negli Stati Uniti;
umorista e scrittore amatissimo, è autore di
numerosi libri sulla “Legge di Murphy”, che
sono stati pubblicati in più di trenta Paesi e
hanno venduto milioni di copie in tutto il
mondo, nonché di un manuale di auto aiuto
decisamente originale: Il libro che vi cambierà
la vita (se ci credete...).
IMPRESE IN PERDITA
Il rapporto tra Mol e fatturato. % rispetto al totale
2012
2013
2014
Industria
Costruzioni
Servizi
6,8 7,1 7,4
10,4 6,5
Pmi, colonna portante del sistema
paese. Per loro la crescita del fatturato è stata dell’1,5% contro lo 0,6
delle micro. Per quanto riguarda i
settori corre l’industria: qui il fatturato è più che triplicato (+3,6%) rispetto la media nazionale grazie alla volata delle esportazioni. Anche
il terziario dopo diversi anni di stasi
riesce a mettere a segno un +0,7 per
cento. Le costruzioni invece arretrano, con un -1,6%. Con un clima
deflattivo i costi sono aumentati di
pochi decimi di punto, mossi dai
rincari delle materie prime. Queste
condizioni hanno spinto all’insù il
valore aggiunto dell’industria, al
5,1%, e dei servizi (+2,2%). Al contempo il costo del lavoro è aumentato più dell’inflazione ma con un
trend in rallentamento sugli anni
precedenti. Si consolida così un recupero della produttività esteso a
tutti i comparti, salvo l’edilizia, e
per dimensione d’impresa. Migliorano gli indicatori, alcuni ritornano
ailivellidel2007,esuicontisisentono i primi effetti di una ripresa tutta
da consolidare. Anche sul fronte
della sostenibilità finanziaria, i bilanci analizzati indicano che il 2014
èstatounannopositivo,favoritoda
un processo di riduzione della leva
finanziaria. È infatti proseguita la
stretta del credito, con un calo dei
debiti finanziari del 4,5% dopo il
-6% del 2013. La stretta ha riguardato tutte le fasce dimensionali ed è
stata più marcata per le microimprese e nei settori in cui l’attività
economicaèstatapiùdebole,come
le costruzioni (-5%). Il sistema imprenditoriale ha quindi fatto ricorso a forme alternative di finanziamento, con un aumento del patri-
Arthur Bloch
chiviato con un miglioramento,
seppure lieve, della redditività. In
ripresa anche i margini lordi e netti
delle imprese italiane mentre il ricorso al capitale proprio ha reso più
sostenibili i debiti finanziari rispetto ai livelli pre-crisi. Sono questi gli
elementi chiave che emergono dall’Osservatorio sui bilanci 2014 realizzato da Cerved analizzando i primi 133mila bilanci depositati dalle
società italiane.
I ricavi 2014 hanno fatto segnare
un +1% sull’anno precedente grazie
all’accelerazione dell’industria e
alla spinta delle esportazioni. Come strategia di difesa invece le
aziende hanno manovrato le leve
del contenimento dei costi. Quello
del lavoro ha segnato un rallentamento mentre l’accelerazione del
valore aggiunto (+2,7%) ha portato
a un recupero della produttività. Le
Pmi hanno registrato un aumento
del2%control’1%circadellegrandi
società e delle microimprese. Per
quanto riguarda i comparti industria e terziario, questi mettono a
segno un +2% mentre la produttività delle imprese edili si riduce di
qualche decimo. «Il quadro è positivo perché la caduta si è fermata commenta Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato di
Cerved-.Nonostanteunacongiuntura ancora debole, con i ricavi in
crescita solo dell’1%, le imprese
hanno migliorato la propria redditività.Conilcalodeidebitifinanziari migliora anche la solidità delle
imprese, che continuano il percorso di rafforzamento patrimoniale
iniziato nel 2009».
La redditività del capitale è in ripresa al 6,5% contro il 5,7 del 2013
ma nel 2007 era al 10,4 per cento. Il
rapporto Mol su fatturato, per
esempio, resta ben lontano dai livelli pre-crisi: nel 2007 era al 8,6%
mentre lo scorso anno è risalito al
7%, dopo una crescita di pochi decimi di punto sul 2013.
Un altro elemento positivo arriva dal calo delle imprese in perdita.
Nel2014eraunasuquattrocontroil
27,7% del 2013. Un certo miglioramento ma nel 2007 i conti finivano
in rosso per circa il 21% delle società. Sono le dirette conseguenze di
una economia a due velocità, con le
aziendesopravvissuteallacrisiche
mostrano un trend in ripresa, in
particolare grazie alla riduzione
dei debiti, mentre il mercato continua a cancellare le realtà più deboli.
Loscorsoannoifallimentisonostati oltre 15mila, il record nel decennio, mentre le procedure concorsualinonfallimentarihannosegnato un forte calo (-16,4% sul 2013) a
2.784 casi. Dopo quattro anni di costante aumento ecco la prima leggera flessione (-5,3%) delle liquidazioni volontarie.
De Bernardis prova anche a fare
unaprevisioneperil2015.«Conuna
congiuntura in miglioramento, ci
aspettiamo un rafforzamento della
redditività - spiega l’ad - e un ulteriore consolidamento della situazione finanziaria delle imprese.
D’altra parte, prevediamo che il
processo di selezione perderà vigore ma non si arresterà, con l’uscita dal mercato delle imprese indebolite dalla lunga recessione».
Loscorsoannosonoriusciteatenere testa alla crisi soprattutto le
IL SOLE 24 ORE
9 771826 608763
Il polso dell’economia. Su 1.300 top manager interpellati da Kpmg in 10 Paesi, l’80% dichiara che nei prossimi tre anni farà nuove assunzioni
I Ceo scommettono sulla crescita globale
Micaela Cappellini
pLa
crescita economica?
Secondo i più importanti Ceo
di tutto il mondo, nei prossimi
tre anni non si farà attendere.
E l’80% delle aziende prevede
di fare nuove assunzioni.
È quanto emerge dallo studio globale, condotto da
Kpmg su un campione di
1.300 amministratori delegati
di 10 grandi Paesi, che il Sole
24 Ore di oggi presenta in anteprima. Tutti leader di so-
IN CIMA ALLA LISTA
Le figure più ricercate
sono quella del Chief
financial officer
e del Chief innovation officer,
ancora poco diffuso in Italia
cietà di un certo peso, dai 500
milioni di dollari di fatturato
in su, tre quarti delle quali superano il miliardo l’anno. Si
distribuiscono tra Europa
(Francia, Germania, Regno
Unito, Italia e Spagna), Stati
Uniti e Asia (Cina, India,
Giappone e Australia).
Per il 62% dei Ceo interpellati, dunque, nel prossimo triennio l’economia globale tornerà a crescere. Il top management cinese è il più ottimista,
nonostante le tensioni alla
Borsa di Shanghai: l’88% di loro scommette sulla crescita
dell’economia internazionale. Ma anche i Ceo italiani sono positivi: il 78% dei nostri
manager interpellati crede
nella ripresa globale. La fiducia più bassa? Quella degli
americani: solo il 52% dei Ceo
si dice ottimista.
Quando dalle sorti dell’economia globale si passa a quelle
dei singoli Paesi, il livello di fiducia mostra la stessa dicotomia: i Ceo delle aziende cinesi
(95%), di quelle spagnole
(90%) e delle italiane (89%)
credono che i rispettivi Paesi
sapranno agganciare la ripresa; invece, solo il 30% dei manager Usa è positivo sulle prospettive del proprio Paese.
Così come solo il 19% di loro
crede che la propria azienda
abbia prospettive di crescita
nei prossimi tre anni.
Come si spiega, questo pessimismo a stelle strisce? Per
gli esperti di Kpmg, dopo lo
scoppio della crisi l’economia
americana ha intrapreso un
percorso di ripresa che dura
ormai da almeno sette anni.
Anche per fattori quali la
pressione salariale e l’apprezzamento del dollaro, nei prossimi anni c’è la sensazione che
potrebbe esserci un rallentamento del potenziale di sviluppo dell’economia Usa.
Invece la riduzione del
prezzo del petrolio, l’assenza
di inflazione e il quantitative
easing dovrebbero sostenere
la crescita sia del Giappone sia
dell’Eurozona.
Sul fronte dell’occupazione
il sondaggio tra i Ceo lascia
ben sperare: circa l’80% degli
intervistati prevede infatti di
Primo obiettivo: la ricerca di nuovi mercati
GLI INVESTIMENTI
Le principali direttrici di investimento nei prossimi 3 anni.
(Risposte multiple in un campione, valori %)
Sviluppo di nuovi prodotti
37
Acquisizioni
24
Espansione nazionale
34
Espansione all’estero
47
Espansione delle funzioni
33
Internet delle cose/altre infrastrutt. it.
30
Trasformaz. del modello di business
32
Marketing
39
Risorse umane
29
LE SFIDE PER I PROSSIMI 3 ANNI IN ITALIA
Risposte multiple di un campione di Ceo, valori %
Tot. media
internaz
Innovazione
25
25
Adattarsi alle normative dei governi
13
18
Maggiore efficienza
21
27
Gestione della reputazione
17
22
Sviluppo del capitale umano
25
16
Capire l’evoluzione dei consumatori
28
21
Rafforzare il marchio
21
26
Espansione geografica
23
26
Salute finanziaria
26
20
Crescita finanziaria
26
30
Snellire i processi
25
21
Cambiare management
25
20
Fonte: Kpmg
assumere nei prossimi tre anni. Tra le figure manageriali
destinate a ricoprire un ruolo
sempre più rilevante c’è il
Chief financial officer (responsabile della finanza),
mentre il campione dei Ceo
italiani sottolinea l’importanza crescente del Chief innovation officer, una figura peraltro ancora poco diffusa tra le
nostre aziende.
Responsabile delle notti insonni dei top manager mondiali è invece l’aumento della
concorrenza sui mercati globali. A preoccuparli di più è il
mantenimento della base
clienti (lo sostiene l’84% degli
intervistati) e l’ingresso di
nuovi competitor sul mercato (74%). Analogamente, tra
le priorità strategiche, al primo posto c’è l’espansione geografica. «Per la maggior parte delle aziende italiane interpellate - conclude Michele
Parisatto, Managing partner
Kpmg Advisory - il tema prioritario è la trasformazione del
modello di business. Le nostre aziende devono dotarsi
di modelli operativi in grado
di offrire livelli di servizio
omogenei su scala globale. In
questa prospettiva, l’It diventa il vero fattore abilitante.
Una strada può essere poi
quella di ricercare alleanze.
L’altra è quella di essere selettivi nelle strategie di espansione all’estero, concentrandosi solo su pochi mercati ad
alto potenziale».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
03U_La legge di Murphy_Bloch_cover.indd 1
07/07/15 18:09
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
14
Indice Agent321Job: pubblicati i dati statistici relativi al secondo trimestre 2015
Rispetto al secondo trimestre del 2014, nello stesso periodo del 2015 si registra un incremento del 20,13% nel numero di offerte di lavoro pubblicate e del 12,60% nel numero
di candidature – Alimentare, industria e servizi sono i settori più interessanti sia per le aziende produttrici e distributrici sia per gli agenti di commercio
A
per la ricerca di agenti di commercio
sia nel numero di candidature registrate:
si passa, infatti, da un totale di 23.344 annunci pubblicati tra Aprile e Giugno 2014
a 31.646 annunci pubblicati nello stesso
periodo del 2015 (+20,13%); e da un to-
Rispetto al confronto primo trimestre
2014/primo trimestre 2015, in cui le variazioni sono state minime (offerte di lavoro:
+4,27% ‒ candidature: +0,63%), nel rapporto tra il secondo trimestre 2014/secondo trimestre 2015, i dati tornano a
crescere in maniera ragguardevole. C’è da notare però
Periodo di rilevamento:
che, parlando in termini assoSecondo Trimestre 2014
Secondo Trimestre 2015
luti, nel secondo trimestre
2015 sono state registrate
Numero Offerte di Lavoro Totali: 26.344
Numero Offerte di Lavoro Totali: 31.646
43.148 candidature in meno riNumero di Candidature Ricevute: 165.978
Numero di Candidature Ricevute: 186.894
spetto al primo trimestre dello
stesso anno.
Raffronto secondo trimestre 2014/secondo trimestre 2015
I settori merceologici per cui
nel secondo trimestre 2014 le
aziende hanno pubblicato il
maggior numero di offerte di
lavoro sono stati: alimentare,
industria e servizi. Nel secondo trimestre 2015 la situazione
generale non è mutata, anche
se all’interno dei singoli settori
si sono registrate variazioni significative: mentre le offerte
del settore alimentare sono rimaste pressoché stabili (2.426
del secondo trimestre 2014
contro le 2.499 del secondo trimestre 2015), quelle del settore
industria sono passate da 2.949
a 3.779 (+28,15%); al contrario
le offerte di lavoro nel settore
dei servizi hanno subìto un decremento di 702 annunci pubblicati, passando dai 5.395 del
secondo trimestre 2014 ai 4.693
Il secondo trimestre 2015, messo a con- tale di 165.978 candidature tra Aprile e dello stesso periodo del 2015 (-13%).
fronto con lo stesso periodo del 2014, mo- Giugno 2014 a 186.894 candidature nello
A destare particolare attenzione tra le ofstra un incremento sostanziale sia nel stesso periodo dell’anno successivo ferte di lavoro pubblicate sono i dati del
numero di offerte di lavoro pubblicate (+12,60%).
settore agricolo/zootecnico che spiccano
gent321, l’organizzazione internazionale la cui mission è mettere in contatto le aziende con gli
agenti di commercio di qualsiasi Paese,
pubblica il rapporto del secondo trimestre 2015 dell’Indice Agent321Job.
Che cos’è l’Indice Agent321Job?
L’Indice Agent321Job è lo strumento statistico che si occupa di monitorare il mondo degli agenti di commercio misurando:
• le variazioni dell’andamento delle offerte di lavoro pubblicate da aziende italiane ed estere per la ricerca di nuovi agenti di commercio;
• le variazioni dell’andamento delle candidature inviate dagli agenti di commercio per le offerte di lavoro pubblicate.
Le statistiche dell’Indice Agent321Job non si basano esclusivamente sul numero globale di offerte di lavoro/candidature, ma prendono in considerazione anche i macro settori merceologici per cui quelle offerte di lavoro/candidature sono state registrate.
L’Indice Agent321Job ricava i suoi dati dalla stretta collaborazione con i maggiori strumenti (on line e off line) di annunci di lavoro
targetizzati al mondo degli agenti di commercio (portali internet di ricerca agenti, rubriche cartacee di offerte di nuovi mandati di
rappresentanza, fiere di settoreœ), con le associazioni di categoria e con partner istituzionali. Per le sue ricerche può contare quindi
notevolmente, passando da 201
Offerte di Lavoro: confronto secondo trimestre 2014/secondo trimestre 2015
annunci pubblicati nel primo trimestre 2014 ai 1.129 annunci
pubblicati nello stesso periodo
del 2015 (+461%). Lo stesso interesse non si riscontra per
quanto riguarda le candidature
registrate in questo macro settore che non solo non conferma
i dati del 2014, ma anzi nel secondo trimestre 2015 vede le risposte alle offerte scendere e
passare da 1.942 del secondo
trimestre 2014 a 1.770 del secondo trimestre 2015 (-8,86%).
I settori merceologici che nel
secondo trimestre 2015 hanno
registrato il maggior numero
di candidature coincidono con
Candidature: confronto secondo trimestre 2014/secondo trimestre 2015
quelli del secondo trimestre
2014 e sono esattamente anche
quelli per i quali sono stati pubblicati il maggior numero di annunci di lavoro: alimentare, industria e servizi.
Esiste però una differenza:
mentre il numero di offerte di
lavoro 2015 nel settore alimentare è pressoché stabile rispetto a quelle del 2014, le candidature registrate sono aumentate notevolmente, passando
da 22.018 a 29.474, 7.465 candidature in più (+33,86%).
In forte crescita nel secondo
trimestre 2015 rispetto al 2014
per numerica di candidature i dati dei set- mentare di cui abbiamo già parlato. I dati battuta d’arresto, con un decremento deltori abbigliamento (+70,58%), arredamen- seguono il trend già registrato nel primo le candidature registrate del 28,06%.
to (+35,11%), auto/moto (+24,09%), e- trimestre 2014, ad eccezione del settore
stetico (+20,30%) e ferramenta/giardinag- ferramenta/giardinaggio che nei primissigio (+38,78%), oltre a quelli del settore ali- mi mesi del 2015 aveva subìto una forte
© Riproduzione Riservata
su un bacino di 390.000 agenti di commercio, italiani ed esteri, rappresentativo per la quasi totalità di tutte le figure commerciali che
in Italia svolgono l’attività di venditori, rappresentanti, agenti Enasarco, procacciatori, area manager e direttori commerciali.
Il confronto tra le candidature inviate dagli agenti di commercio in risposta alle offerte di lavoro nell’arco di un determinato periodo
(statistiche mese2014/mese2015 e trimestre2014/trimestre2015) mostra quali siano i settori merceologici a cui gli agenti sono più
interessati.
La ricerca citata e i dati sono di proprietà di Agent321 e non possono essere utilizzati per fini commerciali. I dati possono essere
citati solo ed esclusivamente previa autorizzazione di Agent321. Una volta autorizzati è obbligatoria la citazione ad Agent321. Le
statistiche complete sono disponibili sul sito www.agent321.it > sezione Indice Agent321Job
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Lunedì 20 Luglio 2015
Impresa & territori 15
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
Commercio estero/1. Dai pagamenti alla denominazione dei prodotti, il vademecum per vendere a Teheran
Iran, le chance da cogliere subito
Sanzioni eliminate non prima di sei mesi, ma ecco quello che si può già esportare
Micaela Cappellini
p«Il mio primo viaggio in Iran
risale a qualche mese fa. Ad agosto farò il terzo, e se tutta andrà
bene l’anno prossimo aprirò uno
showroom a Teheran». L’anno
prossimo: in perfetta coincidenza con la fine delle sanzioni economiche al Paese. Franco Bandelli è un Iran-entusiasta ante litteram. Con la sua Gildo Profilati rifornisce
il
comparto
dell’arredamento ormai da anni,
anche durante le sanzioni. «L’ho
fatto tramite una società iraniana
locata in Germania», racconta.
Costo della triangolazione? «Un
20-30% in più, fra tasse tedesche e
commissioni», spiega.
Tutto legale, beninteso. Perché
la notizia è questa: dopo lo storico
accordo della settimana scorsa, ci
vorranno tra i sei mesi e un anno
prima che la rimozione delle sanzioni sia completa, ma gli affari con
l’Iran si sono sempre potuti fare.
Bastano solo un paio di accortezze, una sui pagamenti e l’altra sulla
classificazione delle merci vendute. E poiché il modo di fare affari c’è
già oggi, è bene sfruttarlo subito,
proprio nei prossimi 6-12 mesi, in
modo da trovarsi già a Teheran
quando le sanzioni toglieranno
definitivamente il disturbo. Esattamente come ha in mente di fare
la Gildo Profilati.
Luca Miraglia, managing director di Quarkup group, negli ultimi 12 mesi ha portato a Teheran
un centinaio di aziende italiane e
da alcuni anni collabora con Promos per le attività relative all’Iran.
«Il primo punto - spiega - riguarda
la tipologia dei prodotti esportabili: il Regolamento Ue 267 del 2012
(e successive modifiche) dice che
non si esportano in Iran prodotti
che possono essere utilizzati in
uno dei settori oggetto di sanzioni,
come il comparto petrolifero».
Una valvola per un acquedotto,
per esempio, può anche essere
usata per un oleodotto, quindi potrebbe non andare bene. «L’imprenditore che esporta - prosegue
Miraglia - si deve assumere la responsabilità dell’errore, attraverso una dichiarazione che attesti
che il prodotto non è passibile di
dual use». Il problema però è che si
rischiano conseguenze penali, se
l’acquirente poi fa un uso “diverso” del prodotto: anche fino a sette
anni di carcere.
Ecco perché è importante la
giusta analisi del prodotto da
esportare: il solo codice doganale
Taric non basta, occorre essere
inattaccabili. Lo sa bene Luca Scapin, direttore commerciale della
Combi Arialdo, che produce accessori per cancelli e da anni vende pezzi all’Iran passando da un
distributore di Dubai: «Mi raccontavano che molti prodotti in
alluminio non passavano la dogana, a Teheran. Per fortuna i nostri
sono sempre passati». La terminologia è tutto.
Il secondo nodo quando si commercia con l’Iran è la questione dei
pagamenti: «Le banche iraniane spiega ancora Miraglia - non sono
ancora autorizzate ad aprire un
conto corrente in Europa». Come
si fa? «Tipicamente - prosegue Miraglia - si ricorre a una transazione
mediata: l’acquirente iraniano paga attraverso una sarafi, cioè una
casa di cambio locale, che a sua
volta si avvale di società a Dubai,
ma anche in Turchia o in Germania. Se però uno degli attori coinvolti nella transazione risulta inserito nella black list finanziaria, di
nuovo si può incappare in un reato». Molti settori non rientrano nel
regime sanzionatorio, ma tutte le
operazioni necessitano di una specifica procedura di verifica finanziaria. Per questo è importante ri-
volgersi al tramite giusto. «In Italia
- conclude Miraglia - ci sono alcune banche che lavorano con l’Iran,
come Popolare di Sondrio, Monte
dei Paschi o Popolare di Vicenza».
Ciò detto, è bene muoversi. Lo
sostiene da tempo Promos,
l’azienda speciale per l’internazionalizzazione della Camera di
Commercio di Milano: «Con il
Progetto Iran - ricorda il suo direttore, Pier Andrea Chevallard - lo
scorso giugno abbiamo portato
una trentina di imprese del settore edilizia alla fiera Project Iran.
Da settembre inoltre, per sei mesi,
a Teheran allestiremo un “Temporary showroom Made in Italy”
con la presenza di una decina di
imprese di segmento alto. Lo
showroom sarà situato in una delle principali arterie della città: qui
verranno creati degli ambienti ad
hoc, studiati da architetti italiani,
in cui il prodotto avrà il corretto
posizionamento in un concept
che esprima quell’idea di Made in
Italy apprezzata in tutto il mondo». Infine, dal 4 all’8 ottobre, Promos organizza una missione imprenditoriale a Teheran dedicata
alle imprese dell’edilizia e delle
costruzioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Una storia lunga dieci anni
DICEMBRE 2006
Parte il divieto di import-export di
macchinari sensibili all’uso
nucleare. Viene creata la black list
dei settori off-limits agli scambi
MARZO 2008
Gli Stati Uniti procedono a un
inasprimento sia commerciale che
finanziario dell’embargo verso
l’Iran
DI CEMBRE 2011
All’inasprimento delle sanzioni
verso le istituzioni finanziarie
aderiscono Stati Uniti, Unione
Europea, Canada e Regno Unito
APRILE 2015
Tra l’Iran e il gruppo dei “5+1”
(Stati Uniti, Russia, Cina, Regno
Unito, Francia + Germania) viene
raggiunto un accordo ad interim
MARZO 2007
Entrano in vigore il divieto di vendita
delle armi all’Iran e il congelamento
dei beni di alcune società e di alcuni
individui del paese
GIUGNO 2010
Viene esteso l’elenco dei
soggetti individuali e di quelli
societari presenti nella black
list
NOVEMBRE 2013
Viene firmato l’accordo quadro sul
nucleare che fissa al 30 giugno
2015 la data ultima per le
trattative
14 LUGLIO 2015
Irane“5+1”raggiungonol’accordo,
cheoradeveaverel’okdelCongresso
Usaedell’assemblealegislativa
iraniana
Enrico Netti
p«Meglio puntare alla fascia
medio-alta del mercato». È questo il consiglio di Armando
Branchini, vice presidente della
Fondazione Altagamma e profondo conoscitore della regione
del Golfo. «Le migliori opportunità arriveranno dall’abbigliamento e accessori maschili spiega - e nel medio periodo sarà
la classe media ad acquistare i
beni premium “made in Italy”».
Ci sono anche il casual griffato, i profumi e la cosmetica nell’atteso “dopo sanzioni” della
borghesia iraniana. In prima battuta, secondo Branchini, a Teheran sbarcheranno i gruppi del retail con base negli Emirati «che
già gestiscono qualche decina di
negozi e vendono prodotti di fascia media». In seconda battuta
verranno inaugurati i monomarca e i flagship store a misura
di cacciatori di status symbol. I
milionari di Teheran invece sono abituati ad acquistare il lusso
durante i viaggi all’estero.
Il “made in Italy” è di casa in
Iran, fin dai lontani tempi dello
Scià, e tradizionalmente in nostro Paese è tra i primi partner
MISSIONI AL VIA
Alla fine di luglio
è prevista la partenza
una missione commerciale
del sistema legno-arredo,
a settembre quella di Anie-Ice
commerciali. «Per le imprese
italiane ci saranno tante occasioni di business e, nella prima
fase, si muoveranno anche le
aziende industriali iraniane che
vogliono stringere accordi
commerciali con le Pmi» aggiunge Ali Reza Arabnia, italoiraniano presidente e Ceo della
GeicoTaikisha (meccanica). La
partita non sarà facile perché
nel manifatturiero si preannuncia il consueto derby Italia - Germania. «Molti tecnici ed ingegneri iraniani sono formati in
Germania e il pensiero corrente
è che il made in Germany sia migliore, ma noi abbiamo l’arma
segreta dell’empatia innata degli iraniani verso gli italiani»
conclude Arabnia.
C’è poi il ricco capitolo
oil&gas e delle grandi opere
d’ingegneria. Qui sono attesi
grandi investimenti per l’ammodernamento degli impianti e
delle infrastrutture del paese.
«L’elettrotecnica e l’elettronica
hanno un ruolo importante - aggiunge Andrea Maspero, vice
presidente Anie per l’internazionalizzazione -. A settembre
partirà una missione di Anie con
l’Ice che toccherà i principali poli economici del Paese per creare un network con i partner locali». L’obiettivo è di conquistare
la pole position nelle grandi opere di cui l’Iran ha bisogno.
«L’arretrato da recuperare è
importante e il 2016 per noi sarà
un anno strategico perché vo-
gliamo aprire una filiale appena
sarà ratificato il trattato - conferma l’italo-iraniano Dario Roustayan, amministratore delegato della Pilosio (casseforme per
le costruzioni e ristrutturazioni)
appena rientrato da Teheran -.
Ora sto preparando il terreno
per la filiale e ritengo che ci sarà
una rapida escalation nel rinnovamento delle infrastrutture.
Potremmo anche decidere di
produrre qualche linea in loco,
per essere più vicini ai nostri
clienti».
«Molti architetti locali amano
il gusto e lo stile italiano» ricorda
Roberto Snaidero, presidente di
Federlegno-Arredo. Alla fine di
luglio partirà una missione a
Teheran, dopo le due organizza-
Prove di rating
a misura di filiera
pProve di rating a misura di
filiera. Per integrare le valutazioni tecnico-industriali con
l’analisi della produttività. A
questo punta l’accordo siglato
tra RetImpresa, l’agenzia confederale di Confindustria per
le reti di impresa, e Bnl che
verrà annunciato mercoledì
22 luglio.
Il primo passo concreto sarà
un percorso sperimentale per
lo sviluppo di un’attività di ricerca volta a definire un modello di valutazione dei driver
delle prestazioni di filiera con
l’individuazione di indicatori
sintetici di riferimento.Questi
driver verranno poi testati sulle filiere dell’agroalimentare,
del tessile e della moda, individuate di concerto tra Bnl e RetImpresa tra i clienti dell’istituto di credito e i soci di RetImpresa-Confindustria. Una volta definito e testato, il modello
potrà essere applicato ad altre
filiere. L’iniziativa si inquadra
e amplia l’accordo siglato tra
Bnl e RetImpresa nel 2011 per
lo sviluppo delle reti di impresa. Ad oggi sono state create
2.254 reti con 11454 aziende
coinvolte.
«Vogliamo aiutare le imprese a crescere all'interno delle
filiere. Per questo - sottolinea il
Presidente di RetImprese Aldo
Bonomi - lavoreremo con Bnl e
un pool tra i massimi esperti
delle nostre supply chain per
mettere a fuoco i punti di forza
e le aree di miglioramento.
Questo ci aiuterà a sviluppare il
nostro sistema imprenditoriale, perchè collaborando tutti
insieme saremo più forti».
L’accordo, gli fa eco Paolo
Alberto De Angelis, vice direttore generale di Bnl e responsabile della Divisione Corporate
Gruppo Bnp Paribas «punta a
sviluppare un nuovo paradigma nella valutazione delle imprese, approfondendo ulteriormente gli aspetti industriali del business accanto a quelli
più strettamente finanziari attraverso un’analisi della filiera
produttiva cui l’azienda appartiene. Ciò ci permetterà di incrementare la nostra capacità
di comprendere caratteristiche, potenzialità e sostenibilità
delle diverse filiere, per diventare non solo partner delle
aziende ma noi stessi parte integrante delle filiere, capaci di
sostenerne lo sviluppo in Italia
e all’estero».
C.Bu.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
In onda
Commercio estero/2. Con abbigliamento e mobili, prodotti del manifatturiero e tecnologie le Pmi italiane si preparano alla nuova fase
Il «made in Italy» punta alla pole position
Credito. Accordo RetImpresa-Bnl
te nel 2014, con un gruppo imprese che puntano al mercato residenziale e quello dell’hotellerie.
«I pochi cinque stelle, per esempio, devono essere portati al livello degli standard internazionali» e tra le aziende non manca
chi già pensa, appena sarà risolto
il nodo dei trasferimenti dei fondi, all’apertura di show room.
Il Gruppo Fantoni (semilavorati in legno) è attivo in Iran da
ben dodici anni vendendo pannelli in Mdf alla locale filiera del
mobile. «È un mercato marginale rispetto a quelli del Mediterraneo ma significativo - spiega Paolo Fantoni, ad del Gruppo -.
L’embargo ha ridotto gli acquisti
di circa i due terzi e siamo riusciti a vendere solo grazie a clienti
off-shore negli Emirati». Una
via per altro percorsa da molti
fornitori occidentali.
[email protected]
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NOVITÀ IN PALINSESTO
Robot e futuro
nel fine settimana
di «Radio24»
Grandi novità nel week end di
Radio 24: il sabato mattina alle
8.00 (in onda anche domenica
alle 23.00) è iniziata «L’era dei
Robot», di e con Simone Spetia,
che indaga la difficile
convivenza tra “macchina” e
“uomo”, in una co-conduzione
con un robot.
E ancora di futuro si parla
domenica, dopo il Gr delle 7.10,
con «FoodLab – Il cibo del futuro
e il futuro del cibo» di Chiara
Albicocco e Federico
Pedrocchi: un programma che
racconta storie di ricerca, di
innovazione, di servizi - che
stanno cambiando tutto lo
scenario delle tecnologie
agricole e della produzione e
distribuzione di cibo.
La domenica prosegue alle 7.15
con «Reportage dal Futuro»: le
trasmissioni di Radio 24 tra un
secolo. Come abiteremo, che
auto useremo, come ci cureremo
o come lavoreremo? Frammenti
di “notizie da domani” che
Maurizio Melis commenta con
l'aiuto di esperti in studio e/o in
collegamento, andando alla
ricerca delle innovazioni e delle
tendenze di oggi che già
anticipano il futuro.
www.radio24.it
Per ascoltare e riascoltare tutta la
programmazione di Radio 24
16
Impresa & territori
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
STILI&TENDENZE
In breve
ACCESSORI
Pirati e ancore
per Cruciani C
Tra le novità di Cruciani C
per l’estate, i bracciali in
macramé con pirati, ancore
e il logo XOXO (ispirato a
Expo, l’evento per il quale
Cruciani ha firmato la borsa
ufficiale). Disponibile in
decine di colori, i
braccialetti possono essere
acquistati anche online.
www.crucianic.com.
OCCHIALI
Italia Independent
apre a Miami
Dopo l’inaugurazione di
New York, nel novembre
2014,del primo negozio
americano, Italia
Independent ha aperto a
Miami il secondo punto
vendita negli Stati Uniti,
all'interno del nuovo mall
Wynwood Block. La vetrina
più grande del negozio
ospita un sistema di
carrucole e tiranti sul quale
possono essere alloggiati
fino a 150 occhiali. Italia
Independent, quotata alla
borsa di Milano, ha chiuso il
1° trimestre con ricavi per 10
milioni (+21,7%).
Lusso. Il ceo Frederic De Narp: «L’Italia è strategica come mercato e per la produzione»
Bally punta sul retail, in 5 anni
ricavi a quota un miliardo
Nel 2014 a correre
di più sono stati
Giappone (+49%)
e Stati Uniti (+7%)
Giulia Crivelli
pFrederic De Narp non parla
facilmente di numeri: chief executive officer di Bally da circa un
anno e mezzo, non sarebbe in realtà tenuto a farlo. Lo storico
marchio nato in Svizzera 165 anni fa è oggi di proprietà di Jab, società della famiglia tedesca Reimanns, che lo acquistò nel 2008
dal fondo di private equity Tpg.
Al summit organizzato da Financial Times a Monaco all’inizio di giugno, pochi giorni prima
della presentazione della collezione primavera-estate 2016 all’interno di Milano moda uomo,
De Narp ha dato però qualche
cifra e fatto ottimistiche previsioni per il futuro. L’obiettivo è
arrivare a un miliardo di ricavi
entro 5-10 anni dagli attuali 400
milioni, puntando sui mercati
più dinamici, che nel 2014 sono
stati Giappone e Stati Uniti, cresciuti rispettivamente del 49% e
del 7 per cento.
Ottimismo confermato a Milano, dove all'inizio del 2015 Bally
– come parte della strategia di ri-
Anche a Tokyo, durante la
manifestazione “Shoes
from Italy”, è stata rilevata
la crescente diffusione della
tendenza “no gender” nella
moda, con creazioni
sempre più trasversali per
stili e colori. L’Italia è il
quinto Paese esportatore di
moda in Giappone
www.moda24.ilsole24ore.com
ma guerra mondiale, Bally era
leader europeo nella produzione di calzature e nelle calzature
continua a esserci il Dna del
marchio. «Oggi però vogliamo
essere un marchio del lusso, un
simbolo di “effortless chic” –
spiega De Narp, che prima di arrivare a Bally ha lavorato per
marchi della gioielleria e orologeria come Cartier e Harry
Winston –. La qualità resta alla
base di tutto e molta della nostra
produzione è fatta in Italia, dalle
scarpe da donna alla pelletteria,
dalle borse all’abbigliamento.
Però la componente di stile, lo
sforzo di rendere contemporaneo l’heritage di Bally sono sempre più importanti».
Novità importanti anche in
settembre, quando Bally presenterà, sempre a Milano, la collezione donna per la P-E 2016: «Sarà l’occasione per il debutto della
linea Zagliani by Bally: quest’anno abbiamo deciso di inglobare il
brand specializzato in pelletteria di lusso, già in portafoglio a
Jab ma che finora era indipendente – ricord De Narp –. La sinergia tra i due marchi ora sarà
più forte e il primo esempio saranno gli accessori donna».
La svolta stilistica la sta imprimendo Pablo Coppola, il designer scelto da De Narp e che in
passato ha lavorato per Dior,
Tom Ford e Celine.
Sporty chic. Look Bally da uomo per
la primavera-estate 2016. Il focus è
anche sui materiali iperleggeri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
iGuzzini cresce con l’innovazione
Giovanna Mancini
Nella moda cresce
il “no gender”
di De Narp è «raddoppiare le
vendite in Giappone e Stati Uniti
entro il 2020».
Il retail è strategico, ma alla
base di tutto, per un’azienda con
165 anni di storia, c’è il prodotto:
all’inizio del secolo scorso, negli anni che precedettero la Pri-
Design. Il 2015 si è aperto con fatturato che aumenta a doppia cifra. Bene anche l’Italia
pA guastare le feste, verso la meTENDENZE
posizionamento scelta da De
Narp – ha aperto un nuovo
showroom. «Milano è la capitale
mondiale della moda, su questo
non ho dubbi. È importante essere presenti durante le fashion
week, sia per la donna sia per
l’uomo, ma lo è altrettanto avere
uno showroom di rilievo e una
presenza retail nel quadrilatero
– conferma il ceo di Bally –. Il nostro storico negozio di via Monte
Napoleone è in un’ottima posizione, però sta diventando troppo piccolo e soprattutto non si
presta al nuovo concept disegnato da David Chipperfield,
che abbiamo applicato per la prima volta al flagshipstore di Londra e che verrà esteso a tutti i più
importanti negozi Bally del
mondo. Stiamo quindi cercando
una soluzione, ma nel quadrilatero di Milano è veramente difficile trovare nuove location o ampliare quelle esistenti».
Bally ha 780 negozi nel mondo
e la rete continuerà a crescere:
«Londra, aperto nell’ottobre
2014, è stato un punto di svolta, il
vero primo flagshipstore Bally
da 20 anni a questa parte. L’obiettivo è di inaugurarne circa dieci
simili nei prossimi cinque anni: il
primo sarà in novembre a Los
Angeles, su Rodeo Drive, al quale seguirà Tokyo, a Ginza, nel
2016». Viste le crescite registrate
nello scorso anno, nonostante
gli scossoni valutari,l’obiettivo
tà dello scorso anno, ci si è messa la
politica estera, con l’instabilità in
Medio Oriente – che ha allungato
le commesse – e le frizioni tra Russia e Unione europea. Nonostante
questo, il 2014 si è chiuso per iGuzzini, una delle principali aziende di
illuminotecnica in Italia, con un
fatturato in crescita del 3%, a 205,5
milioni di euro, un margine operativo lordo a 22,7 milioni (+2,65% sul
2013) e una riduzione dell’indebitamento sul Mol (sotto l’1%).
Risultati positivi che si sono
consolidati nella prima metà del
2015 (con un incremento a doppia
TV A CURA DI LUIGI PAINI
cifra) e che risultano tanto più significativi per un’azienda che, dopo anni di investimenti in innovazione e sviluppo commerciale per
superare la crisi globale, ha ora come obiettivo la quotazione in Borsa entro 3-5 anni, e dunque la crescita delle voci di bilancio.
«La nostra strategia per crescere è da sempre quella di investire –
conferma Guzzini –. Sia sull’innovazione, di prodotto, di processo e
di servizi, a cui destiniamo ogni
anno circa il 5% del fatturato. Sia
sullo sviluppo della rete commerciale». Il risultato è che da circa 5
anni l’azienda di Recanati (Macerata) produce quasi esclusiva-
mercati molto dinamici, con
vendite in crescita anche a doppia cifra. Ma anche l’Italia sta
dando segnali di risveglio, già registrati lo scorso anno.
Gli investimenti, spiega ancora il presidente della società, sono stati destinati anche a migliorare i processi produttivi, le politiche di brand, di marketing e di
formazione all’interno gruppo,
che oggi occupa 1.270 dipendenti
in tutto il mondo, con 54 nuove assunzioni fatte, a livello europeo,
solo da inizio 2015.
Il cuore dell’azienda restano
però, come è ovvio, i prodotti.
«L’evoluzione rapida delle tec-
mente apparecchi innovativi a
Led, che rappresentano ormai oltre il 70% dell’offerta di catalogo e
la metà del fatturato, e che continuano a crescere sui mercati italiano ed estero. Inoltre iGuzzini
può ora contare, per sviluppare
ulteriormente il processo di internazionalizzazione (il peso dell’estero è salito dal 69% al 73% negli ultimi quattro anni), su 20 filiali
commerciali nei principali Paesi
di esportazione, oltre a un polo
produttivo in Cina, a Shanghai,
destinato al solo mercato asiatico.
Per il 2015 l’attenzione è rivolta
soprattutto al Medio ed Estremo
Oriente e al Nord America, tutti
Calzature. Il brand compirà 30 anni
Obiettivo Usa
per Pantofola d’Oro
Marta Casadei
con ricavi in crescita del 20-25%.
Partiamo da un fatturato di 15 milioni di euro che per il 70% dipende dai mercati stranieri». Kim
Williams, amministratore delegato di Pantofola d'Oro, snocciola previsioni per l'anno in corso.
Si tratta di un anno importante:
nel 2016, infatti, l'azienda marchigiana compie 130 anni. E pare
avere tutta l'intenzione di arrivare alle soglie di questo anniversario in piena forma: a ottobre
l'azienda aprirà a New York, a
SoHo, il primo monomarca “custom made”: «Dopo aver lanciato un portale e-commerce sul
quale puntiamo molto, vogliamo
debuttare nel retail con un negozio sui generis, nel quale il cliente
possa costruire la propria scarpa. Abbiamo avuto la possibilità
di investire sul mercato Usa, anche grazie ad alcune agevolazioni fiscali: è una piazza difficile da
approcciare, ma pensiamo questo sia il modo giusto per farlo».
Pantofola d'Oro è stata fondata nel 1886 ad Ascoli Piceno dove
continua a produrre calzature rigorosamente made in Italy. Dopo aver debuttato a fine Ottocento nel mondo dello sport – prima
il wrestling, poi il ciclismo e il calcio – si è sviluppata in modo organico nel segmento lifestyle
puntando su qualità dei materiali, design accattivante e artigianalità tutta italiana. La collezione
P-E 2016 celebra le origini del
brand in chiave contemporanea:
«Alla fine degli anni Sessanta abbiamo cominciato a vestire i pie-
nologie ci permette oggi di realizzare apparecchi e sistemi di grande impatto estetico – spiega Guzzini – oltre che efficienti e sostenibili. Questo consente anche di
estendere l’uso dei nostri prodotti, tradizionalmente destinati al
settore del contract e del progetto, all’ambito decorativo della casa». Il design minimale dei nuovi
programmi di illuminazione
iGuzzini si ispira al concetto del
“Graphic Lighting”, ovvero di apparecchi innovativi che, in pochissimi millimetri di luce, possono creare numerosi effetti luminosi di grande impatto, dove la luce prevale e il corpo illuminante
quasi sparisce nel disegno luminoso. Del programma fanno parte
le linee Trick e Laser Blade, vincitrici di diversi premi.
L’azienda è in prima linea anche
nel suo impegno per la promozio-
pValorizzare la femminilità
21.10 | SKY ARTE
Omaggio a Yves Saint Laurent (foto)
16.30 | LA VERSIONE DI OSCAR
Oscar Giannino (foto) graffia su riforme e mercato, imposte e privatizzazioni
Frequenze:800-080408
Per intervenire alle trasmissioni:
800-240024 SMS 349-2386666
I Gr possono essere ascoltati anche su:
www.radio24.it
di di ciclisti del calibro di Moser
e, considerando come sia tornato di moda il ciclismo da città abbiamo pensato di realizzare una
collezione che si ispirasse al
mondo delle due ruote in concomitanza con il compleanno
dell'azienda». Pantofola d'Oro
produce ogni anno 35mila scarpe
da calcio, realizzate in una fabbrica a gestione diretta: «Quello
del calcio non è un mondo facile –
dice l'ad – perché è popolato da
grandi marchi. Le nostre calzature, però, sono apprezzate dagli
appassionati,
soprattutto
all'estero. L'accordo con la piattaforma online Pro Direct Soccer ha portato il business ad assorbire il 10% del nostro giro d'affari». Il fatturato di Pantofola
d'Oro è assorbito per circa il 50%
da una licenza per la produzione
di sneaker e per il restante 40%
dal segmento lifestyle: «Produciamo 55mila paia all'anno appoggiandoci ad una rete manifatturiera che ha sede nelle Marche. I nostri prodotti piacciono
molto in Asia, in Giappone e Corea, dove c'è un vero culto del
made in Italy. Il 50% dei consumatori stranieri sono donne, una
clientela sempre più interessata
ai nostri prodotti».
di Rufus Norris, con Tim Roth, Gran
Bretagna 2012 (91’). Ragazzina (sveglia)
di 11 anni impara a crescere in un
quartiere dominato dal degrado.
15.15 | RAITRE
Ciclismo: Tour de France.
Si arriva sulle Alpi: la sedicesima tappa si
snoda su un percorso molto duro di 201 21.00 | SKY CULT HD
chilometri, da Bourg de Péage a Gap.
Breakfast on Pluto,
di Neil Jordan, Cillian Murphy, Liam
21.00 | SKY CLASSICS HD
Neeson, Irlanda - Gran Bretagna 2005
I mostri,
(104’). Ancora un’infanzia difficile, ma
di Dino Risi, con Ugo Tognazzi, Vittorio
questa volta il protagonista è un
Gassman, Italia 1963 (100’). Vizi italici
ragazzino . E i toni sono da commedia.
alla berlina. Passano i decenni, si ride
(amaramente) ora come allora.
21.15 | RAI 5
Einstein on the beach.
L’opera di Philip Glass nello storico
allestimento curato nel 1976 dal geniale
regista Bob Wilson.
ATTUALITÀ
21.00 | HISTORY
Roma, la città invisibile.
Che cosa si nasconde sotto il Colosseo?
Perché il sottosuolo di Roma è
letteralmente “crivellato” di gallerie?
Che cosa accadeva in quelle cave
sotterranee?
21.30 | RAISTORIA
Michelangelo e gli “spirituali”.
Intorno alla metà del ’500, a Roma, il
circolo degli “spirituali” guarda con
interesse alla dottrina luterana: a loro si
avvicina anche Michelangelo
Buonarroti, che probabilmente ne
condivide le idee.
SPETTACOLO
21.00 | LAEFFE
Broken – Una vita spezzata,
21.05 | IRIS
Le onde del destino,
di Lars von Trier, con Emily Watson,
Stellan Skarsgard, Danimarca 1996
(158’). Serata dedicata al geniale (e
spesso disturbante...) regista danese:
segue alle 0.30 “Dogville”, del 2003.
21.10 | SKY CINEMA 1
Apes revolution – Il pianeta delle
scimmie,
di Matt Reeves, con Jason Clarke, Usa
2014 (130’). Uomini e scimmie
umanoidi si confrontano in un plumbeo
mondo post-apocalittico.
6.15 | America 24
di Mario Platero
6.30 | 24 mattino - L’Italia si desta
di Alessandro Milan
7.00 | Gr 24
7.20 | In primo piano
9.05 | Mix 24 Estate
di Giovanni Minoli
9.05 | La musica e la vita negli anni
60’ - 6° parte
10.05 | La storia
11.05 | Cuore e denari
di Nicoletta Carbone e Debora Rosciani
13.00 | Effetto giorno, le notizie in
60 minuti
di Simone Spetia
13.45 | America 24
di Mario Platero
GLIANNI60TRAMUSICAESTORIA
Continuailviaggionellamusicaenellastoria
italianaperraccontareleestatideglianni
Sessanta.Nel1965c’èlaprimapasseggiata
diunuomonellospazio,muoionoMalcom
X,ChurchilleThomasEliot.Èl’annodel
grandeBlack-outaNewYork.Mailvero
urganoavvienenelmondodellamusica
rockconl’arrivodeiRollingStones(foto).
ConMarinaMiloneeFrancoSchipani
14.05 | Tutti convocati
di Carlo Genta e Pierluigi Pardo
15.30 | Il falco e il gabbiano
di Enrico Ruggeri
ne del “sistema made in Italy”, a
cominciare dalle bellezze dell’arte e del paesaggio italiano (tra gli
ultimi interventi di mecenatismo,
l’illuminazione e l’«adozione»,
per i prossimi 15 anni, del Cenacolo Vinciano a Milano), fino all’impegno per Expo 2015, dove iGuzzini è presente in 45 aree e padiglioni. Tra le tante collaborazioni,
quella con Enel Sole per le soluzioni illuminotecniche delle due arterie principali del sito espositivo
oltre all’area centrale. Inoltre, il
sostegno a Save the Children come sponsor tecnico del padiglione a Expo. «Investiamo nell’immagine del Paese e nell’orgoglio
di essere italiani – chiosa Guzzini –
tanto che abbiamo già portato a
Expo 150 nostri clienti ed entro la
fine dell’Esposizione ne porteremo altri 300».
Minimale. Lampade della linea Trick
Oggi
Milano
ALBA E TRAMONTO:
05:52
16.30 | La versione di Oscar
di Oscar Giannino
17.05 | Focus economia
Roma
21:06
05:50
20:41
Nord:
MINIMA
L'Aquila
20
Firenze
39
bel tempo, eccezion fatta per residui
acquazzoni sulle Alpi orientali e
occasionalmente pianure prospicienti in
esaurimento. Temperature in lieve calo,
massime tra 31 e 36.
Centro:
18.30 | La zanzara
In volo sull’attualità
si rinnova un'altra giornata di sole su tutti i
settori con cieli sereni e pochi annuvolamenti
sulla dorsale. Temperature stabili, massime
comprese tra 33 e 38.
20.55 | Smart city
di Maurizio Melis
Sud e isole:
21.00 | Effetto notte, le notizie in 60
minuti
di Roberta Giordano
23.05 | Mix 24 R
© RIPRODUZIONE RISERVATA
www.ilsole24ore.com/meteo
La giornata economico finanziaria
22.05 | Focus economia R
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ancora condizioni di alta pressione e bel
tempo, salvo sparuti annuvolamenti diurni
sulla dorsale. Temperature perlopiù stabili,
massime comprese tra 33 e 39.
Domani
Milano
ALBA E TRAMONTO:
05:53
MINIMA
GR 24: all’ora
STRADE IN DIRETTA: ai 15’ e ai 45’
BORSE IN DIRETTA: alla mezz’ora
L'Aquila
21
MASSIMA
Firenze
40
Roma
21:05
05:51
20:41
Nord:
bel tempo, eccezion fatta per residui
acquazzoni sulle Alpi e occasionalmente in
Liguria; soleggiato sui restanti settori.
Temperature in rialzo, massime tra 33 e 38.
Centro:
altra giornata di sole su tutti i settori con cieli
sereni o poco nuvolosi, pochi cumuli anche in
Appennino. Temperature stabili, massime
comprese tra 33 e 38.
Sud e isole:
Italia
consumer.huawei.com/it

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    
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   
ancora condizioni di alta pressione e bel
tempo, salvo annuvolamenti diurni sulla
dorsale con piovaschi in Calabria.
Temperature stabili, massime comprese tra 33
e 39.
Temperature
Oltre i limiti della luce
c’è la tua infinita creatività.
21.10 | RAI 4
Hero,
di Zhang Yimou, con Jet Li, Tony Leung,
Cina 2002 (120’). Dal futuro al passato:
nella Cina del tempo che fu, tra
inseguimenti e duelli a ritmo di carica.
23.00 | LAEFFE
Elles,
di Malgorzata Szumowska, con Juliette
Binoche, Francia 2011 (99’).
Prostituzione giovanile: perché ragazze
belle e benestanti vendono il loro corpo?
12.30 | Melog, cronache meridiane
di Gianluca Nicoletti
9.05
Mix 24 estate
Ma.Cas.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
MASSIMA
DA NON PERDERE
nelle sue sfaccettature: è questo
il concetto chiave del riposizionamento di Deha, marchio di
punta di Meeting Group, realtà
che ha chiuso il 2014 con ricavi
per 28 milioni di euro. Il brand è
stato fondato nel 2005: inizialmente ispirato al mondo della
danza, si è affermato progressivamente come etichetta
fashion activewear.
Nei prossimi due anni
l'azienda sarà impegnata in un
processo di trasformazione:
«Puntiamo a disegnare la nuova
brand strategy, adeguare l'organizzazione manageriale – dice
Carlo Fei, advisor internazionale di brand strategy a capo del team di consulenti incaricati di
guidare il cambiamento– e insieme a crescere nei mercati internazionali e guidare il passaggio generazionale».
Meeting Group, cui fanno capo anche le etichette Rude Riders, acquisita in licenza nel
2014, e Wright, deve il 48% del
proprio fatturato ai mercati
stranieri. Nel prossimo biennio
il gruppo punta a consolidare
della posizione sul mercato italiano, dove Deha è presente con
650 multibrand e sei monomarca, e a rafforzarsi all'estero: il
marchio è distribuito in una rete
di 500 multimarca e 10 negozi
monobrand. Nei piani di Meeting Group c'è anche l'ingresso
in modo strutturato negli Usa.
Sportiva. L’azienda produce
anche una linea per ciclisti da città
IL TEMPO
L’opinione coi baffi
Deha: non
solo danza
nel futuro
del brand
p«Puntiamo a chiudere il 2015
RADIO 24
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Casualwear
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 
Europa
Parigi
17 28
20 31
Ancona
26 32
26 32
Atene
21 35
23 35
Stoccolma
12 20
11 22
Bari
26 34
27 34
Berlino
11 24
16 28
Tirana
25 33
26 38
Bologna
26 37
23 35
Bruxelles
15 24
15 30
Vienna
20 29
19 31
Cagliari
22 35
22 33
Bucarest
20 38
24 36
Zurigo
15 29
Firenze
22 38
22 39
Copenaghen
14 19
16 22
Mondo
Genova
26 29
25 32
Dublino
12 21
10 20
Hong Kong
26 31
26 31
Milano
24 34
28 35
Francoforte
12 29
14 31
Los Angeles
22 31
19 30
Napoli
26 34
25 33
Istanbul
16 33
18 32
New Delhi
26 30
26 33
Roma
26 32
25 32
Lisbona
17 30
18 32
New York
23 38
21 36
Palermo
23 37
24 38
Londra
15 23
18 25
Rio de Janeiro
17 30
18 30
Torino
22 34
23 35
Madrid
22 38
22 41
Singapore
28 29
28 29
Venezia
25 31
25 32
Mosca
13 23
13 19
Tokyo
24 35
OGGI
DOMANI
OGGI
DOMANI
OGGI
Debole Moderato
Sole
Poco
nuvoloso Nuvoloso Coperto
Var
Pioggia
Pioggia Temporali
Neve
Nebbia
Calmo
Mosso
16 32
DOMANI
22 35
Forte
Agitato
Impresa & territori 17
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
MOTORI
Lusso. Rinnovata la berlina francese
Made in Neckarsulm.
La R8, nelle foto la variante
plus da 610 cavalli
riconoscibile per l’alettone
fisso in carbonio,
è costruita nell’atelier di
Neckarsulm con cura
artigianale e precisione
industriale tedesca
In breve
SERIE SPECIALE
Una Jeep Wrangler
in stile «total black»
Tedesche premium
nel mirino della Ds5
Adriano Tosi
SIENA
pCi vuole coraggio per met-
È in vendita la serie speciale
Wrangler Black Edition
contraddistinta da look
aggressivo e un’ampia
dotazione di serie. È
disponibile nella versione a
quattro porte e con il noto
turbodiesel 2.800 cc da 200 cv
e cambio automatico a cinque
rapporti. Il listino parte da
circa 48mila euro. Realizzata
sulla base della versione
Sahara di Jeep Wrangler, la
Black Edition presenta una
caratterizzazione esterna con
elementi di colore nero per la
griglia a sette feritoie, i cerchi
in lega da 18”, il logo Jeep sul
frontale, le cornici dei
proiettori e le calotte degli
specchi retrovisori. Inoltre, il
cofano rialzato esibisce un
aspetto più aggressivo,
mentre le pedane paracolpi
laterali assicurano protezione
sui percorsi estremi.
Completano l’allestimento: il
tappo del serbatoio Mopar e
la copertura di colore nero
per la ruota di scorta. Inoltre, è
offerto di serie l’esclusivo
Dual Top che comprende
l’hard top rimovibile a tre
pannelli e il soft top per
un’esperienza di guida openair. E veniamo all’interno
dove i sedili sono in pelle
nera, gli inserti lucidi neri per
modanature, cornici delle
bocchette di ventilazione e
sedili anteriori riscaldabili. Di
serie gli airbag laterali
anteriori e il sistema
multimediale Uconnect
con display touchscreen da
6,5”, hard disc da 40 gigabyte,
porta Usb per le chiavette,
porta Aux e lettore video
(Dvd). (C.Ca.)
MOPAR
Cento accessori
per la Fiat 500
L’offerta di accessori Mopar
per la “Nuova” Fiat 500 è
ampia, prevede fino a 100
elementi, ed è pensata per
rendere più glamour l’aspetto
del “cinquino”. Si comincia
con i cerchi di lega da 14, 15 e 16
pollici, con disegno, colori e
trattamenti estetici differenti.
Previste, poi, le calotte degli
specchietti cromate e in
diverse tonalità, i badge
laterali, gli sticker per fiancate
e tetto oltre allo spoiler
posteriore. Un tocco di
praticità, poi, arriva dalla
pratica struttura che si
aggancia dietro per il
trasporto di sci e snowboard.
Tre diversi pacchetti di
personalizzazione: sport
nero, rosso e bianco, con la
fascia colorata lungo la linea
di cintura che termina in
prossimità del lunotto, le
calotte in colore con la
carrozzeria e due “cover” per
le chiavi. In più sono
disponibili altre “cover”: da
quelle personalizzate con
Swarovski alle altrettanto
esclusive rosso corallo, fino a
quelle con fantasia “chevron”
o tricolore “Italy”.
Acompletare l’offerta Mopar
per la nuova Fiat 500, dal
prossimo autunno anche
un’inedita linea di prodotti
esclusivi: dalla felpa con
auricolari incorporati alla
borsa femminile con
caricatore per la batteria del
proprio smartphone, al quale
sono abbinabili degli speciali
obiettivi destinati a
migliorare la qualità degli
scatti e, infine, delle casse di
amplificatori. (C.Ca.)
OGGI
ON
LINE
Audi. La R8 offre prestazioni elevatissime abbinate alla guidabilità di una autovettura da tutti i giorni
La supercar diventa «facile»
La seconda generazione è disponibile in due versioni da 540 o 610 cv
Mario Cianflone
PORTIMAO
pRiesce a miscelare rigore teu-
tonico e adrenalinica passione. È
una sprecar atipica la Audi R8,
giunta alla seconda generazione. È
ancora imparentata con la Lamborghini, e questa volta ha tanto
Dna in comune con la Huracán anziché con la Gallardo, ma la due posti a motore centrale dei quattro
anelli è un altro tipo di creatura rispetto alle sportive di Sant'Agata.
Certo è veloce (la più veloce della
storia Audi), reattiva (molto, moltissimo), sa essere cattiva (anche
tantissimo) ma non è estrema, dura.Inveceèdocile,faciledaguidare
come neppure si può immaginare
ed è comoda. La nuova R8, realizzata con una struttura space frame
di alluminio e carbonio, è offerta in
due varianti: quella “normale” e la
plus. La prima monta, in posizione
posteriore-centrale, un V10 da 5.2
litri aspirato capace di erogare 540
cavalli, nella seconda, invece, il
dieci cilindri la scatena 610 cavali.
L'abbiamo provata nelle strade
dell'Algarve, in Portogallo, tra Faro e Portimao e poi l'abbiamo messa alla prova della pista nel famoso
(e tortuoso) “Autódromo”.
Facile salire (anzi scendere) a
bordo e trovare la giusta posizione
di guida, non stanca neppure dopo
ore di viaggio. Sembra per queste
doti, stare a bordo di una normale
berlina è invece è una top car, una
delle vetture più prestanti del
mondo, una coupé che sfida per
“cavalleria” Ferrari 588 Gtb, Porsche 911 Turbo S e, ovviamente,
Lamborghini Huracán.
Ma qui siamo nel regno di Ingolstadt, anzi in quello Neckarsulm, e tutto è studiato per essere
fruibile, facile, intuitivo. Anche la
semplicità vuol dire tecnologia e
alte prestazioni . La R8 sembra dire:«Vuoicorrere,magariinpista»?
Bene,bastaselezionarelamodalità
Dynamic o quella Individual, da un
pulsante sul volante dal look volutamente racing e di ispirazione
Lms, ed ecco che l'intelligenza del
sistema Audi Drive Select permette di cambiare l'anima della vettura: da docile a super prestazionale.
Impostando la modalità Confort, e
con la tonalità dello scarico settata
sul valore normale, allora si viaggia
comodi e, ovviamente, limiti permettendo, velocissimi. Si possono
tenere ritmi molto elevati oppure
guidare rilassati con la musica dellostereoBang&Olufsenedimenticare di vare dietro la spalla un esercito di cavalli. E per di più il motore
non scalda come una centrale nucleare e la climatizzazione è efficiente, anche se non è bi zona, e piacevolmente regolabile dalle manopole munite di display direttamente integrate sulle bocchette.
La guida è dunque facile e intuitiva, i freni (ceramici sulla plus) sono prontissimi e il cambio S tronic,
a doppia frizione, 7 marce, è il classico fulmine di guerra. Grazie alla
trazioneintegraleintelligente(che
ripartisce la coppia liberamente
sui due assi) abbinata al torque
vectoring, la due posti tedesca non
mostra mai segni di difficoltà, in
ogni caso sulla plus ci sono anche
tre modalità aggiuntive: Dry, Wet e
Snow. Il telaio è estremamente rigido e leggero (la carrozzeria grezza pesa solo 200 kg) mentre l'aerodinamica sfrutta un sottoscocca
totalmente liscio. La versione plus
ha un alettone posteriore fisso per
aumentare la deportanza.
Gli interni sono curatissimi, con
unmistotuttoinstileAudidirigore
estetico, funzionalità e tecnologia.
Ecco, a dire il vero, la notevole puli-
Carta d’identità Audi R8 V10 / V10 plus
Coupé due porte, due posti. Lunghezza 4.426 mm, larghezza 1.940 mm,
altezza 1.240 mm, passo 2.650 mm, peso a secco 1.630 kg
V10
V10 plus
Cilindrata (cc)
5.204
5.204
Alimentazione
Benzina
Benzina
N. Cilindri/disposizione
V10
V10
Potenza Cv(kW) @giri-min.
540
610
Coppia ([email protected])
540
560
Integrale
Integrale
Autom. 7 marce
Autom. 7 marce
Vel. max (km/h)
320
330
Accel. sec. 0-100 km/h
3.05
3.02
Consumo (l/100 km)*
11.04
12.03
Emissioni CO2 (g/km)
272
287
169.500
198.800
Trazione
Trasmissione
Pezzo da euro**:
zia delle linee (parliamo anche della carrozzeria) è forse l'unico appunto che si può muovere alla R8
che, al pari altre Audi, è indubbiamente raffinata ed elegante, formalmente ineccepibile ma non
emoziona come altre super car. Insomma, l'effetto wow estetico non
è il suo forte, lo è invece quando si
sale a bordo e ci si mette al volante,
perché li stupisce davvero. A iniziare dal virtual cockpit, il cruscottodigitalechevisualizza,inunpannello a cristalli liquidi, il cluster
strumenti, con configurazione a
piacere, l'infotainment e il navigatore con grafica in 3D ad alta risoluzione. Lo abbiamo già conosciuto
su Audi Tt e altre auto del gruppo
Volkswagen, ma sulla R8, questo
sistema, realizzato in collaborazione con il chip maker californiano nVidia, ci sembra ancora più
raffinato e contribuisce, insieme
all'interfaccia Mmi e al volante
multifunzione con tutti i comandi
base,compresoiltastorosso“engine start”, a offrire al pilota un posto
guidacheletteralmenteloavvolge.
Tralechicche,optionalsulla“base,
di serie sulla plus ci sono i fari con
spot laser per gli abbaglianti la cui
profondità viene così raddoppiata.
Infine la R8 è, per la casa dei
quattro anelli, un manifesto di
sportività con la versione da gara
Lms, che sviluppata congiutamente alla stradale, è alleggerita e con
585 cavalli, e di tecnologia con la R8
e-tron full electric e con il concept
Piloted driving basato su questa e
che porta a un livello più alto i test
sulla guida autonoma.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
APPROFONDIMENTO ONLINE
I dettagli tecnici e tutte le foto
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Nota: * ciclo combinato Ue; ** chiavi in mano, Ipt esclusa
Tecnologia. Il sistema OnStar di GM è sbarcato in Europa, tra i plus la possibilità di parlare personalmente con gli addetti
Assistenza online su tutte le Opel
Marina Terpolilli
LONDRA
pEsiste da venti anni negli Stati
Uniti e conta oltre 1,5 milioni di
utilizzatori, 13 milioni di richieste
per mese e 50 milioni di interazioni fino a quest’anno. È il servizio di
geolocalizzazione e di assistenza
all’emergenza OnStar di GM che
dopo la Cina e il Messico ha deciso di “esportarlo” in Europa, un
mercato che come numeri vale
quanto gli Usa. Dopo l’annuncio
al Salone di Ginevra oggi è pronta
la centrale operativa europea realizzata nel sito di Luton, nei dintorni di Londra, presso la fabbrica
GM della Vauxhall. Qui abbiamo
testato il sistema viaggiando su
auto che l’avevano a bordo, interagendo con il personale capace
di rispondere a qualsiasi richiesta
dei clienti in ben 8 lingue, coprendo un territorio che inizialmente
interesserà 13 Paesi.
La buona notizia è che questo
sistema, in grado di salvare vite
umane ed evitare disastri, non sia
riservato a pochi ricchi fortunati,
ma sarà disponibile di serie su tutte le auto Opel (e Vauxhall) che
abbiano un equipaggiamento di
livello superiore, come le Cosmo
in Italia. Per le altre è in opzione a
pagamento, con un fee di 500 euro, disponibile su tutte le auto in
gamma utilitarie comprese. Pure
il canone annuale dovuto per l’accesso ai servizi non è eccessivo:
99 euro l’anno, escluso l’uso dell’hotspot wi-fi che si paga a parte.
L’OnStar, ci assicurano gli
esperti di GM, va oltre i servizi
forniti dall’eCall, il servizio gratuito che diventerà obbligatorio
dal 31 marzo 2018 in tutti i 28 stati
membri su tutte le auto nuove e i
veicoli commerciali. Il vantaggio
dell’OnStar è quello di avere un
operatore a disposizione 24 ore su
24 365 giorni l’anno che interagisce in viva voce con gli occupanti
e risponde il 90% delle volte in
meno di 10 secondi. È interessante notare che l’OnStar è utilizzato
non soltanto nel caso sia coinvol-
In punta di
dita. Con l’app
si possono
aprire le porte e
localizzare
l’auto
ta in un incidente l’auto sulla quale è montato, ma anche per avvertire di un incendio, per chiedere
soccorso per terzi, siano in auto o
meno, in pratica, per un uso sociale. Negli Usa mensilmente sono
circa 6.000 le chiamate definite in
GM del “Buon Samaritano”.
Al di là dei numeri statistici,
l’OnStar avvicina le persone alla
tecnologia, anche quelle più refrattarie, per la sua semplicità
d’uso basta premere uno dei tre
pulsanti a disposizione nell’ordi-
ne: Privacy, OnStar, Sos. Il primo
viene azionato se si vuole mascherare la posizione dell’auto alla centrale operativa, copertura
che viene disattivata in caso di incidente grave che comporta
l’apertura degli airbag, per velocizzare i soccorsi; il secondo interagisce con un operatore per ricevere un indirizzo, richiedere il
download di un percorso nel proprio navigatore, verificare la diagnostica dell’auto o comunicare
un guasto; il terzo è per richiedere
È un’estate decisamente calda dal
punto di vista delle novità
automobilistiche. Qualche esempio?
Alfa Romeo Giulia, Audi A4, Renault
Talisman, i suv Mercedes Gle e Clc,
Fiat 500 e Opel Astra, Bmw Serie 3.
Su Motori24 servizi sui nuovi
modelli e le anticipazioni di quelli
che saranno in vetrina al salone di
Francoforte dal 19 al 27 settembre
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Lettere alla redazione motori del Sole 24 Ore
[email protected]
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Mamma Citroën. Con restyling della Ds5 debutta il nuovo brand francese
Ssangyong. Il crossover della svolta
Parte da «Tivoli»
il rilancio coreano
Cesare Cappa
pPasso
dopo passo, anche
Ssangyong risale la china. E la via
più semplice ed immediata per
attirare l’attenzione è quella di
buttarsi nel mercato dei suv/
crossover compatti. Una scelta
obbligata, in un contesto continentale sempre più stregato da
questa tipologia di veicoli. Essenziale nelle linee, Tivoli rivela il
nuovo corso stilistico della casa
coreana che in passato si era distinta per modelli esteticamente
“discutibili”. Un’evoluzione che
contagia pure materiali e finiture,
mentre meccanica e dinamica di
guida sono ancora “in panchina”.
La qualità percepita a bordo
non teme la concorrenza. Discutibile il design di plancia e comandi, simile ad alcune vetture di altri
brandcoreani.Leversionipiùricche di Tivoli, sono dotate del sistema di navigazione che sfrutta
l’esperienza Tom Tom e della retrocamera posteriore. L’interfaccia uomo-macchina, si presenta
al pubblico di bordo grazie ad uno
schermo Touch da 7 pollici. Ma
un suv compatto, nel disperato
tentativo di fare tendenza, deve
essere pure funzionale. Lo spazio
di Tivoli è nella media e il volume
del bagagliaio è di circa 423 litri
quando la configurazione del-
l’abitacoloèacinqueposti.Buona
quindi la capacità messa in campo, meno la fruibilità del vano. Lo
“scalino”chesidevesuperareper
inserire e prelevare oggetti è importante. Circostanza che non
agevola i carichi pesanti. Lunga
4.202 mm, larga 1.798 mm e alta
1.590 mm, la Tivoli si mostra tecnicamente bivalente. Un dualismo che distingue motorizzazioni, cambi e tipi di trazione. Così, la
gamma motori si declina in un
“millesei” aspirato a benzina (anche bifuel Gpl) ed in un turbodiesel dotato della medesima cubatura.Icavallisonorispettivamente 128 e 115. Di serie troviamo un
cambio manuale a sei rapporti,
proprio come l’automatico offerto in alternativa. Quest’ultimo,
forse un po’ anacronistico per
modi e modalità di funzionamento. La trazione può essere sia anteriore sia integrale. E nonostanteilsuoterrenodicacciasiacertamente la città. il sottosterzo (anche alle basse velocità) e l’assetto
morbido, sono comunque elementi che vanno sottolineati.
Tutto il resto passa l’esame alla
prima prova. La nuova Ssangyong è offerta in tre allestimenti:
Start, Go, e Be. Prezzo di partenza
fissato a quota 15.950 euro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Originale.Tivoli dice addio agli «eccessi» stilistici del passato
L’INNOVAZIONE
I MODELLI IN ARRIVO
Le novità dell’estate
e tutte le anteprime
di Francoforte 2015
immediatamente i soccorsi.
OnStar interviene pure nel caso sia avvenuto il furto dell’auto,
per favorire il ritrovamento in
collaborazione con le forze dell’ordine, ponendo anche un blocco all’accensione. È utile anche
quando si dimenticano le chiavi
all’interno dell’abitacolo o nella
malaugurata ipotesi si chiuda
dentro il proprio bambino o un altro soggetto non in grado di aprire
dall’interno. Ci pensa l’operatore
che, dopo aver verificato l’identità del chiamante, può aprire le sicure dell’auto oppure richiuderla
da remoto.
Infine l’app per smartphone
che sovrintende a diverse funzioni come: chiamare OnStar, visualizzare dati meccanici, bloccare/sbloccare le porte, localizzare la vettura online, attivare
clacson e luci (per ritrovare l’auto in un parcheggio affollato), inviare rapidamente indicazioni
stradali al navigatore della vettura, gestire le impostazioni dell’hotspot Wi-Fi della vettura,
funzioni che, in parte, possono
essere chieste anche all’operatore dall’interno dell’auto.
tersi in testa di insidiare Audi,
Bmw e Mercedes, ma i francesi
sono convinti di farcela. In Ds, il
marchio lusso di Psa, sanno che
la strada sarà lunga, ma le basi sono già state gettate: per rafforzare il brand, Ds parteciperà alla
Formula E (elettrica) con il team
Virgin dal 2016. Dal punto di vista
del prodotto si punta invece su
Ds3, Ds4 e sulla Ds5, prima vettura a dire addio al marchio del
Double Chevron, pur essendo
solo un leggero restyling della
Citroën DS5. In attesa delle “vere” DS, quelle cioè che nasceranno dal foglio bianco, pur con tutte le inevitabili sinergie con Citroën e Peugeot, ecco come va
l’ammiraglia.
Il design cambia soprattutto
nei fari anteriori e nella mascherina, la cui cornice cromata acquisisce spessore. Dentro, si
contano 12 tasti in meno sulla
console, grazie al nuovo touchscreen da 7” che condensa molte
funzioni prima demandate ai
pulsanti. È stato inoltre integrato
il Mirror Link, che “specchia” lo
schermo del proprio smartphone - Android e iOS - all’interno di
quello della vettura: il sistema
non è ancora al 100% delle sue
potenzialità con tutti gli smartphone, ma l’obiettivo della piena compatibilità verrà raggiunto. Infine, l’abitabilità: in quattro
si viaggia molto comodi anche se
si è più alti di 180 cm. Sottopelle,
debutta il cambio Eat6, i cui pregi
sono la fluidità e la capacità di
scegliere il rapporto giusto nel
momento giusto; non eccezionale invece la rapidità di cambiata. Su strada la DS5 convince soprattutto per il comfort, mentre
non è ancora al livello di A4, Serie
3 e Classe C - se DS vuole essere
premium i riferimenti sono questi - nel piacere di guida. E’ facile e
prevedibile, ma non dinamica: lo
sterzo è abbastanza lento e il motore (ora Euro 6 come tutti quelli
a listino) non spinge come ci si
aspetterebbe dai suoi 180 cv e
400 Nm di coppia. I prezzi? Si
parte dai 30.900 euro della 1.6
BlueHDi 120 cv S&S in versione
Chic, la So Chic costa 2.050 euro
in più e altri 4.000 euro sono richiesti per la Sport Chic (solo
dalla BlueHDi 150 in su). Per le
flotte, come dice il nome, la versione più interessante è la Business: 35.200 euro con il BlueHDi
120 cv S&S, 37.200 con quello da
150 e 39.700 per il 180 cavalli.
I NUMERI DEL SETTORE
Come cambia l’auto: Le immatricolazioni
dalla guida autonoma nel mercato italiano
alle connected car
e in quello europeo
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
18
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Il bonus da 80 euro
al riepilogo nel 770
Nevio Bianchi e Barbara Massara u pagina 21
t
LAVORO
LA SETTIMANA DI NORME & TRIBUTI
Sospensione
dell’attività,
revoche
semplificate
LUNEDÌ: Edilizia e ambiente, Il merito, Autonomie locali e Pa
MARTEDÌ: Condominio
MERCOLEDÌ: Diritto dell'economia
GIOVEDÌ: Giurisprudenza / Il merito
VENERDÌ: Incentivi e agevolazioni
Stefano Rossi u pagina 27
Reddito d’impresa. Le indicazioni della Cassazione sul trattamento di costi che di frequente vengono contestati dal fisco
L’«utilità» salva le sponsorizzazioni
Il nesso territoriale e la capacità di influenzare i clienti giustificano la deducibilità
PAGINA A CURA DI
Gianfranco Ferranti
pLe condizioni per la dedu-
cibilità delle spese per la
sponsorizzazione del marchio aziendale continuano ad
essere al centro di numerosi
interventi della Cassazione,
in attesa che alle problematiche interpretative possa essere data una soluzione normativa. La Corte ha affermato
che l’impresa che intende dedurre i costi per la sponsorizzazione del proprio marchio
deve dimostrarne l’utilità per
lo sviluppo dell’attività commerciale, l’idoneità a influenzare le scelte della clientela
(anche potenziale), l’effettività delle prestazioni rese e la
congruità della spesa sostenuta. Di recente si è, peraltro,
verificato un contrasto giurisprudenziale in merito alla
necessità che sussista un legame territoriale con il luogo di
svolgimento dell’attività.
La Suprema corte ha ritenuto, nella sentenza 24478/2014,
che quando l’agenzia delle Entrate ritiene fittizi i costi di
sponsorizzazione è onere dell’impresa dimostrare che il
rapporto negoziale abbia avuto effettiva esecuzione, non
potendo limitarsi a eccepire la
correttezza del dato contabile.
La giurisprudenza di merito ha
ritenuto, ad esempio, necessario dimostrare le modalità di
divulgazione del messaggio
pubblicitario allegando il relativo materiale fotografico (Ctp
di Cremona 182/03/14) - anche
se non è sufficiente limitarsi a
presentare «fotografie di auto
non contestualizzate in un
contesto di gara» (Ctp di Pavia
69 e 70 del 2013) – o di aver controllato l’operato del fornitore
della pubblicità online, verificando attraverso i provider
l’effettivo traffico internet, il
numero dei visitatori, la copia
delle pagine web salvate presso il server e alcuni campionistampa delle migliaia di email
spedite (Ctp Treviso 38/4/13).
La giurisprudenza prevalente della Cassazione ha ritenuto che debba sussistere un
collegamento tra il luogo in cui
si svolge l’evento sponsorizzato e quello in cui risiede la potenziale clientela dell’impresa
che sostiene la spesa, al fine di
dimostrare il «concreto vantaggio che nello specifico contesto territoriale ne avrebbero
potuto ritrarre le attività … in
termini di allargamento della
clientela e di incremento dei ricavi» (sentenza 10914/2015).
Nella stessa direzione, con la
pronuncia 25100/2014 è stato
ritenuto non sussistere il requisito dell’inerenza perché
una ditta operante in Italia aveva sponsorizzato due auto partecipanti a un racing svoltosi in
Paesi esteri. Inoltre, nella sentenza 27482/2014 sono state
considerate di rappresentanza
le spese sostenute da una società che, pur operando in ambito prevalentemente europeo e mondiale, aveva sponsorizzato «una modesta realtà dilettantistica locale», senza
dimostrare il rapporto funzionale con il mercato di sbocco
dei prodotti e l’idoneità della
sponsorizzazione «a condizionare le scelte economiche
di una cerchia significativa di
potenziali clienti».
Un caso in parte analogo era
stato in precedenza affrontato
nell’ordinanza 3433/2012, riguardante una società operante nel settore dell’impiantistica per imballaggi, la quale
avrebbe dovuto fornire la prova della sussistenza di una «diretta aspettativa di ritorno
commerciale» che potesse risultare «ragionevolmente riconducibile all’attività di un
pilota professionista» e all’apposizione sulla vettura da cor-
sa della denominazione della
stessa società.
In senso difforme si è, invece, espressa la sentenza
3770/2015, in cui è stato affermato che la pubblicità ha la
funzione di «sensibilizzare
preventivamente l’interesse
dei consumatori verso beni o
servizi ancora non offerti concretamente». Secondo i giudici, inoltre, è quindi da escludere che «debba sussistere un legame territoriale tra l’offerta
pubblicitaria e l’area geografica in cui l’impresa svolge la
propria attività». Si ritiene, comunque, necessario che il contribuente dimostri il concreto
vantaggio “prospettico” che la
sponsorizzazione può apportare all’attività dell'impresa.
Le affermazioni della Suprema corte, peraltro, vanno contestualizzate rispetto ai casi affrontati, nei quali poteva sorgere il sospetto di una successiva restituzione (totale o
parziale) allo sponsor del corrispettivo da parte del soggetto
sponsorizzato.
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IN ESCLUSIVA PER GLI ABBONATI
Le sentenze di Cassazione citate
www.quotidianofisco.ilsole24ore.com
pLa distinzione tra spese di pub-
*Offerta valida in italia dal 13/7/2015 al 27/8/2015
blicità e di rappresentanza e la riconducibilità di quelle per le sponsorizzazioni all’una o all’altra categoria hanno formato oggetto di interpretazioni
contrastanti
dell’amministrazione finanziaria
e della Cassazione.
L’agenzia delle Entrate, peraltro, sta contestando sempre più
spesso l’antieconomicità di queste spese perché sproporzionate
rispetto all’utile conseguito dall’impresa oppure perché non in
grado di generare un apprezzabile
“ritorno” sui ricavi. L’attività di
controllo riguarda soprattutto le
erogazioni effettuate nei riguardi
di enti non commerciali e di associazioni sportive dilettantistiche,
che determinano il proprio reddito forfetariamente e potrebbero,
pertanto, attestare la percezione
di somme superiori al valore della
prestazione resa senza subire pe-
ANTIECONOMICITÀ
Nel mirino la proporzione
delle erogazioni rispetto
all’utile conseguito
e la loro capacità di generare
ritorni apprezzabili sui ricavi
nalizzazioni ai fini reddituali.
Lo schema di decreto delegato
sulla crescita e la internazionalizzazione delle imprese ha previsto, a partire dal 2016, l’incremento dell’importo deducibile
delle spese di rappresentanza,
ma sarebbe opportuno andare
più in là, ribadendo che le spese
per le sponsorizzazioni sono
equiparate a quelle di pubblicità
e che queste ultime sono deducibili per un importo non superiore
a un certo ammontare dei corrispettivi delle cessioni di beni e
servizi alla cui produzione o al
cui scambio è diretta l’attività di
impresa. Sarebbe in questo modo individuato forfetariamente,
al pari di quanto previsto per le
spese di rappresentanza, un limite entro cui il costo sostenuto per
la pubblicità deve ritenersi “proporzionato” e, conseguentemente, inerente. Una proposta in tal
senso era stata formulata nell’ordine del giorno 9/1750/7 della
Camera del 27 ottobre 2006 (nel
quale era proposto che l’importo
deducibile delle spese di pubblicità non superasse il 5 per cento
dei detti corrispettivi).
L’Agenziaeladottrinaprevalente ritengono, correttamente, che le
In edicola e in abbonamento
CON «IL SOLE 24 ORE»
Nel nuovo «Norme&Tributi Mese»
split payment, bilanci, pubblicità
pIva e split payment,qualità
I criteri della Suprema corte
LA CONGRUITÀ DEL CORRISPETTIVO
Lo sponsor eroga un corrispettivo rilevante e sproporzionato rispetto
alle ridotte prestazioni pubblicitarie ricevute in cambio.
In presenza di un comportamento antieconomico tenuto dal
contribuente e della mancata annotazione del corrispettivo nella
contabilità dell’associazione che ha reso la prestazione, la
sponsorizzazione è da considerare inesistente.
Sentenze 16327/2014 e 24478/2014
IL NESSO CON L’ATTIVITÀ SVOLTA
Un’impresachesvolgelapropriaattivitànelterritorionazionalesponsorizza
uneventochesisvolgeall’estero(oviceversa)
8 Devesussistereunnessotral’attivitàsvoltadallasocietàequella
sponsorizzata.Nonèlogico,dalpuntodivistaeconomico,sponsorizzare
uneventolocalizzatoinItalia(oall’estero)seiconsumatoririsiedono
soprattuttoall’estero(ovveronelterritorionazionale).
Sentenze25100/2014,27482/2014e10914/2015
8 Sonodeducibililespeseperladivulgazionedelmarchioaziendaleinaree
geograficheincuinonèpresentealcunpuntovendita.
Sentenza3770/2015
IL MARCHIO DI UN’ALTRA IMPRESA
Lo sponsor, pur non essendo il titolare del marchio, ne è
l’utilizzatore, in via esclusiva, sul territorio nazionale
La deducibilità è possibile perché le sponsor trae, dallo sfruttamento
del segno distintivo altrui, un’utilità ai fini del potenziale incremento
della propria attività commerciale. Sentenza 27198/2014
L’interpretazione. Pareri difformi delle Entrate e della giurisprudenza sulla possibilità di ricondurre il corrispettivo alle spese di rappresentanza
Pubblicità ancora in cerca di un tetto
LE INIZIATIVE
spese di sponsorizzazione debbano avere lo stesso trattamento di
quelle di pubblicità, a condizione
che il loro scopo sia quello di reclamizzare un prodotto commerciale
oppure il nome o il marchio dell’impresa e che siano corrisposte a
fronte di un obbligo sinallagmatico
del soggetto beneficiario.
Anche l’Assonime ha ritenuto,
nell’approfondimento 6/2013, che
le spese di sponsorizzazione siano
riconducibili nel novero delle spese di pubblicità, inserendosi in un
contratto sinallagmatico di prestazione di servizio.
Il ministero dei Beni culturali ha
rilevato, nel decreto del 19 dicembre 2012, che le soluzioni prospettate in ordine alla riconducibilità
delle sponsorizzazioni all’una o al-
l’altra tipologia di spese non appaiono univoche. Le attuali incertezze derivano dalla giurisprudenza
della Corte di cassazione, la quale
ha più volte affermato che le spese
in esame vanno considerate di
rappresentanza.
Va, però, considerato che la giurisprudenza di legittimità ha preso
in esame periodi d'imposta anteriori a quello a partire dal quale ha
trovato applicazione la vigente disciplina relativa a questa tipologia
di spese, nell'ambito della quale è
stato affermato con chiarezza che
le stesse sono caratterizzate dalla
mancanza di un corrispettivo o di
una specifica controprestazione
da parte dei destinatari dei beni e
servizi erogati.
dei bilanci con il nuovo standard
Isqc1, trattamento delle spese di
pubblicità sono alcuni degli argomenti in evidenza nel nuovo
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20 Norme e tributi
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
FISCO
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Imposte indirette. Il venditore deve conservare il contratto, la corrispondenza e le condizioni di consegna dell’operazione futura
Iva, l’acconto cerca le «carte» giuste
Per fatturare senza applicare l’imposta servono i documenti che provano l’invio oltreconfine
€PAGINA A CURA DI
Massimo Sirri
Riccardo Zavatta
pQuando si riceve un pagamen-
to anticipato scatta l’obbligo di fatturazione, ma solo se esiste un nesso immediato e diretto con la futura operazione (cessione di beni o
prestazione di servizi). Il principio è stato ribadito dalla Cassazione con la sentenza 10606/2015.
La pronuncia fa una precisazione sull’articolo 6, comma 4, del
Dpr 633/72, secondo cui l’imposta
diviene esigibile (con obbligo di
emettere fattura) prima del verificarsi degli eventi previsti ai commi precedenti della stessa disposizione: stipulazione per gli immobili, consegna/spedizione per i beni mobili o pagamento per i
servizi. Per i giudici la norma si applica solo se - in linea con la giustizia europea (causa C-419/02) - gli
elementi qualificanti dell’operazione sono già noti e se i beni o servizi sono specificamente individuati. Gli stessi criteri valgono per
la volontaria emissione anticipata
della fattura, cui pure la disposizione nazionale ricollega l’anticipazione dell’esigibilità del tributo
e del momento impositivo.
In pratica, il pagamento di un
acconto (o dell’intero corrispettivo) o l’emissione di una pre-fattura (in assenza di pagamento), è la
manifestazione anticipata, parziale o totale, dell’operazione che
verrà. Le regole di fatturazione sono dunque le stesse, anche per il
regime d’imponibilità, non imponibilità o esenzione.
Se l’acconto riguarda una cessione all’esportazione, com’è nel
caso della sentenza, per emettere
fattura non imponibile Iva ex articolo 8, del Dpr 633/72, occorrerà
quindi provare che il bene è effettivamente destinato a uscire dal
territorio dell’Unione europea (se
la cessione è intracomunitaria, an-
drà invece provato il trasferimento in altro Stato Ue). Trattandosi
di un evento futuro, è però lecito
considerare che, in realtà, la fattura sia correttamente emessa senza
applicazione dell’Iva, se l’operatore è in grado di fornire la ragionevole certezza che l’esportazione si
realizzerà (o che il bene sarà inviato in altro Paese comunitario). Il
problema, come spesso accade, è
operativo e riguarda i documenti
di cui occorre dotarsi per offrire
questa prova.
I documenti da conservare
Anche se nel caso specifico
(punto 3.1 della sentenza) i giudici non sembrano attribuire una
rilevanza decisiva all’esistenza
del contratto (di cui non si conoscono le clausole), è da ritenere
che la sottoscrizione di un accordo scritto sia necessaria. Dalle
LA PAROLA
CHIAVE
Caparra
7Il versamento di una somma a
titolo di caparra confirmatoria in
base all’articolo 1385 del Codice
civile è una movimentazione di
denaro priva di effetto ai fini Iva.
La caparra, infatti, ha lo scopo di
rafforzare le obbligazioni
contrattuali assunte, valendo
come risarcimento del danno
subito da colui che la riceve, in
caso di inadempimento da parte
di chi l’ha versata. Ha la stessa
funzione risarcitoria la
restituzione del doppio
dell’importo versato, se
inadempiente è chi l’ha ricevuta.
L’AGENDA DEL PARLAMENTO A CURA DI Roberto Turno
La maratona al Senato per la riforma della Rai. Il decreto legge
83 su fallimenti a giustizia in pole alla Camera. Ma anche la
legge europea che sbarca in aula a palazzo Madama, il Ddl
concorrenza in primo piano nelle commissioni di Montecitorio,
il Dl 78 su Comuni e Regioni al voto al Senato con i tagli da 2,35
mld alla sanità. Settimana intensa in Parlamento, anche perché
prima della pausa estiva il Governo accelera i tempi per il sì
finale della riforma della Pa, appena giunto in terza lettura al
Senato.
Novità rispetto alla settimana precedente
•
Provvedimento
Rivalutazione pensioni
e ammortizzatori sociali
Misure urgenti per gli
enti locali e territoriali
Misure urgenti in
materia fallim., civile e
processuale civile e di
organizz. Giustizia
Continuità
dei dispositivi
di sicurezza e di
controllo del territorio
Misure urgenti in
materia di rifiuti
e autorizzazione
integrata ambientale
e per gli stabilimenti
Ilva di Taranto
e di Monfalcone
Partecipazione
all’operazione militare
Ue nel Mediterraneo
centromeridionale
DISEGNI DI LEGGE
Provvedimento
Riforma del Senato, del
titolo V, abolizione delle
Province e del Cnel
(Finocchiaro, Pd)
Delega per la riforma
della Pa - collegato alla
manovra 2015
(Carbone, Pd)
Misure sanitarie
omnibus - Ddl Lorenzin
(De Biase, Pd)
Green Economy collegato a legge
Stabilità 2015
(Vaccari, Pd)
Semplificazioni,
razionalizzazione e
competitività nel settore
agricolo - collegato
manovra 2015
Delega al Governo per la
riforma del processo
civile - collegato manovra
2015 (Ferranti, Pd)
Riforma della Rai
(Buemi, Aut;
Ranucci, Pd)
Riforma dell’istruzione collegato alla manovra
2015 (Coscia, Pd)
Legge annuale sulla
concorrenza (Fregolent,
Pd, e Martella, Pd)
DECRETI LEGGE
N. atto Scad.
Stato dell’iter
7 Approvato
S 1993 20-lug
definitivamente
All’esame della comm.
S 1977 18-ago
Bilancio del Senato
C 3201 26-ago
All’esame della
commissione Giustizia
della Camera
S1992 30-ago
Assegnato alle
commissioni riunite
Affari costituzionali
e Difesa del Senato
C 3210 2-sett
All’esame delle
commissioni riunite
Ambiente e Attività
produttive della Camera
S 1997 6-sett
Assegnato alle
commissioni Esteri
e Difesa del Senato
N. atto Stato dell’iter
Approvato dalla Camera. All’esame
S 1429B in terza lettura alla comm. Affari
costituzionali del Senato, sede
referente - presentato da 476 giorni
C 3098
Torna al Senato in terza lettura –
presentato da 468 giorni
All’esame della comm. Igiene e
S 1324 sanità del Senato, sede referente –
presentato da 514 giorni
Approvato dalla Camera.
S 1676 All’esame della comm. Ambiente
del Senato, sede referente – presentato
da 523 giorni
Approvato dal Senato. All’esame
comm. Agricoltura della
C 3119 della
Camera, sede referente –
presentato da 519 giorni
All’esame della comm. Giustizia
C 2953 della Camera, sede referente –
presentato da 130 giorni
S 1880
All'esame dell'assemblea
del Senato - presentato da 91 giorni
C 3104
Legge n. 107 pubblicata sulla
«Gazzetta Ufficiale» del 15 luglio
C 3012
All’esame delle comm. riunite Finanze e
Attività produttive della Camera, sede
referente - presentato da 111 giorni
pattuizioni contrattuali dovrà
emergere in modo inequivoco
che il bene è destinato a uscire
dal territorio nazionale.
È altrettanto opportuno che siano evidenziati termini e modalità
di consegna. Stesso discorso per
l’uso di coerenti clausole di resa
(in particolare, quando la cessione
si incardina in un’operazione
complessa, magari di tipo triangolare). Anche le indicazioni allo
spedizioniere possono fornire
utili informazioni sulla destinazione programmata dei beni.
Una particolare attenzione andrà riservata alla tempistica per la
consegna: la Corte di giustizia Ue
(causa C-84/09) ha precisato che,
se è vero che la qualificazione di
un’operazione (intracomunitaria,
nella fattispecie) non può dipendere dal rispetto di un termine per
il trasporto, è anche vero che deve
essere verificato un nesso temporale e sostanziale tra cessione e
trasporto, oltre che continuità nello svolgimento dell’operazione.
Lo scambio di corrispondenza
fra le parti può servire, soprattutto
se, cambiando le condizioni iniziali della vendita, bisogna addebitare l’imposta sull’acconto ricevuto e fatturato come non imponibile, per una cessione che, originariamente prevista come
intracomunitaria o all’esportazione, si trasforma in interna.
Caparra o deposito cauzionale
Se, invece, l’operazione non è del
tutto delineata, l’incasso di una
somma, magari per “prenotare”
una fornitura e vincolare il fornitore, potrebbe essere inquadrato,
a livello giuridico e documentale,
in base a un titolo diverso. È il caso
della caparra o del versamento di
una cauzione o deposito cauzionale: i relativi versamenti sono
fuori campo Iva.
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Le carte da conservare
IL CASO
DELL’ACCONTO
Il caso
Un produttore nazionale di macchine
su commessa, alla firma del contratto,
riceve un acconto del 10% per un bene
da esportare negli Usa a un cliente
americano. Entro il 2015 incasserà un
altro acconto del 40%; la consegna è
prevista a febbraio 2016; il saldo
avverrà alla data dell’esportazione
La fatturazione
8 Per gli acconti, il fornitore deve
emettere fattura non imponibile
LE MODIFICHE
AL CONTRATTO
Il cambio di destinazione
Il cliente dell’esempio precedente, a
gennaio 2016, prima della consegna,
avverte il fornitore che il bene resterà in
Italia, presso la controllata italiana della
società Usa. La possibilità di decidere
variazioni nella destinazione del bene è
prevista da una clausola del contratto
L’anticipo per l’immobile
Un’impresa vuole “opzionare” l’acquisto
di un immobile a scopo d’investimento.
Non avendo deciso se acquistare un
appartamento o un negozio, d’accordo
con la società venditrice, versa un
anticipo di 20mila euro, da imputare al
prezzo dell’immobile che sarà scelto
La fatturazione
8 Bisogna qualificare correttamente il
titolo in base al quale è eseguito il
versamento. Non essendo ancora
Difesa semplificata
se l’operazione
è descritta in dettaglio
pAnche per applicare corret-
(articolo 8, comma 1, lettera a, Dpr
633/72)
8 Lo stesso avviene per la fattura di
saldo (Rm 525446/1975)
Le carte necessarie
8 Ordine firmato dal cliente
8 Contratto scritto con accordi su tempi
e modi di consegna e pagamento e
termini di resa
8 Incarico al vettore per il trasporto in
esportazione
8 Corrispondenza scambiata fra le parti
tempi della comunicazione, per consentire
al fornitore di rettificare le fatture emesse
La fatturazione
8 Bisogna emettere nota debito per sola
Iva in relazione agli acconti già fatturati
come non imponibili
8 Con contratti simili, il fornitore dovrebbe
prudentemente tenere conto della
Il contratto
possibilità di rettificare le fatture emesse
È necessario regolare la possibilità di
in regime di non imponibilità Iva, sia per
modificare il luogo di consegna, soprattutto
raggiungere lo status di esportatore
nei rapporti internazionali. Attenzione ai
abituale, sia per il relativo plafond
LA CAPARRA
La giurisprudenza Ue. I controlli
individuato il bene da acquistare (oltre
tutto potrebbero applicarsi aliquote
diverse a seconda del tipo di
immobile), pare da escludere la
fatturazione dell’incasso come acconto
8 In base all’impostazione contrattuale
che le parti potrebbero scegliere,
l’importo versato potrebbe qualificarsi
come caparra confirmatoria o deposito
cauzionale (fuori campo Iva) o come
corrispettivo per l’opzione riservata al
compratore (rilevante Iva come
obbligazione di permettere)
tamente la disciplina delle fatture a fronte della ricezione di un
acconto o di quelle emesse in anticipo rispetto al momento in cui
l’operazione si considera effettuata, è utile fare riferimento alle
indicazioni fornite dalla giurisprudenza europea.
Il principio, già “cristallizzato” dalla sentenza nella causa C419/02, per cui l’imposta diviene
esigibile solo se sussistono tutti
gli elementi che permettono di
considerare realizzato il «fatto
generatore», con conseguente
insorgenza degli obblighi documentali, è stato confermato da
successive pronunce.
Anche nella sentenza C270/09, infatti, i giudici osservano che tutti gli elementi della
futura cessione/prestazione
devono essere noti e che i beni o
servizi devono essere designati
con precisione. Al contrario, se
l’operazione non è ancora chiaramente individuata, gli acconti
versati non possono essere assoggettati a Iva (o, per meglio
dire, non si considerano rilevanti a tali fini).
Possono esserci effetti pesanti quando, nonostante sia avvenuto il pagamento di un acconto, l’operazione non è poi realizzata. Le conseguenze di un
simile caso sono state esaminate in un’altra sentenza della Corte di giustizia (C-107/13). Qui è
controverso il diritto di detrarre
l’Iva versata in relazione a un acconto fatturato da un fornitore
che non effettuerà l’operazione.
Questo diritto, secondo la pronuncia, può essere messo in discussione se l’amministrazione
finanziaria dimostra adeguatamente «gli elementi oggettivi»
in base ai quali è lecito concludere che il soggetto sapeva o do-
veva sapere che l’operazione alla base della fatturazione in acconto si inscrive in un meccanismo d’evasione e non sarà
quindi mai eseguita.
In ogni caso, anche quando
l’incasso di una somma non sia
effettivamente inquadrabile come acconto, bisogna comunque
prestare attenzione.
L’importo ricevuto, infatti,
potrebbe essere ricondotto a
un’operazione autonomamente
rilevante ai fini Iva. Esemplare,
in questo senso, è la vicenda esaminata nella causa C-277/05 in
cui era in discussione la natura
della somma trattenuta a fronte
della disdetta di una prenotazione alberghiera. La Corte di giustizia attribuisce al versamento
la natura di caparra e, dunque, di
indennità forfettaria (fuori campo Iva) per il risarcimento del
danno subito dall’albergatore
per il recesso esercitato dal
cliente. Ma non è da escludere,
se non dopo un’attenta disamina
delle pattuizioni contrattuali,
che l’importo in questione possa
essere considerato come il corrispettivo di un’autonoma prestazione, individuabile nel servizio
di prenotazione reso dall’albergatore o in un generico obbligo,
assunto da tale soggetto, di “permettere” il recesso dal contratto.
Da qui l’esigenza di procedere
con cautela, redigendo, se possibile, accordi scritti e precisando
in modo puntuale la natura delle
operazioni dedotte in contratto,
così da limitare la tendenza a una
loro riqualificazione da parte degli organi di controllo.
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ESCLUSIVA PER GLI ABBONATI
Le sentenze e i documenti citati
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Le condotte abusive. I «vantaggi» nel mirino del fisco
Rischioso l’anticipo
senza pagamento
pL’emissione anticipata del-
la fattura, soprattutto se indipendente dal pagamento di un
acconto, può nascondere un
intento “abusivo”. È quanto
può accadere se si sollecita la
ricezione di una fattura in vista,
per esempio, di un cambio di
regime nelle operazioni attive.
Proprio questo è il caso della
sentenza nella causa C-419/02,
in cui una società aveva concordato pagamenti anticipati
per forniture di merce da eseguire in seguito, per esercitare
il diritto alla detrazione dell’imposta, altrimenti impedito
dal futuro regime delle proprie
operazioni attive. La problematica è risolta dai giudici nel
senso che i pagamenti effettuati in anticipo non dovevano essere assoggettati a Iva, poiché i
beni oggetto delle forniture
non erano chiaramente individuati. Ma lo stesso risultato
avrebbe potuto essere raggiunto (come precisa l’avvocato generale nelle proprie conclusioni) eccependo l’abuso
delle norme sulla detrazione.
Pagare in anticipo non è vietato, né lo è emettere fattura prima che si verifichi il momento
impositivo. Tutto ciò, però,
non deve frustrare gli obiettivi
del sistema Iva.
È sensibile al tema dell’abuso in presenza di fatture
emesse anticipatamente anche l’agenzia delle Entrate,
che, nella circolare 67/
E/2007, richiama, nell’ambito
delle possibili fattispecie di
comportamento abusivo,
proprio la fatturazione anticipata da parte di operatori che,
essendo soggetti al regime del
pro-rata, potrebbero essere
tentati di migliorare la propria percentuale di detrazione, anticipando l’emissione
della fattura in regime d’imponibilità per operazioni che,
magari, saranno effettuate solo a distanza di tempo. La tentazione, poi, potrebbe essere
ancora maggiore se il flusso di
fatturazione è tutto interno al
perimetro di un gruppo societario, in cui la fisiologia delle
operazioni potrebbe essere
piegata a logiche “superiori”,
ma non opponibili al fisco.
Analoghi criteri potrebbero
guidare le scelte degli operatori in concomitanza con altri
eventi, rispetto ai quali l’emissione anticipata della fattura
potrebbe determinare una
qualche forma di vantaggio. Si
pensi alle situazioni in cui viene stabilito un innalzamento di
aliquota Iva. In questi casi, la
pre-fatturazione potrebbe forse essere sindacata, a maggior
ragione se - sempre considerando l’ipotesi di un gruppo societario - è attuata nei confronti di entità con diritto di detrazione nullo o ridotto.
Un altro caso che potrebbe
suscitare l’attenzione dell’am-
LA CONTESTAZIONE
Sotto la lente
dell’agenzia delle Entrate
la fatturazione anticipata
allo scopo di aumentare
la percentuale di detrazione
ministrazione finanziaria, è
quello delle fatture in regime
di non imponibilità emesse
molto prima che avvenga
l’esportazione dei beni o il loro
trasferimento in altro Stato
membro dell’Ue.
In questi casi, se la fattura
non dipende dal pagamento di
un acconto (si ricorda, fra l’altro, che, dal 2013, il versamento
di acconti relativi alle cessioni
intracomunitarie non è più
soggetto all’obbligo di fatturazione), non è da escludere che,
in sede di controllo, i verificatori possano eccepirne l’irrilevanza con riguardo alla disciplina del plafond degli esportatori abituali. In questi casi, occorrerà dimostrare che il
comportamento risponde a
valide ragioni: per esempio,
consente di “scontare” la fattura in banca o l’emissione è prevista dal contratto per ottenere
il pagamento.
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Norme e tributi 21
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
FISCO
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Dichiarazioni. Il credito da 80 euro al mese ai lavoratori ha determinato diverse modifiche al prospetto da inviare entro il 31 luglio
Nel 770 la storia del bonus Irpef
I sostituti indicano gli importi erogati e quelli recuperati in sede di conguaglio
Nevio Bianchi
Barbara Massara
pTutta la storia del bonus Irpef
da 80 euro, dall’erogazione mensile al recupero in sede di conguaglio deve essere analiticamente
tracciata nel 770 semplificato in
scadenza il prossimo 31 luglio.
Poiché il credito previsto dal
comma 1-bis dell’articolo 13 del
Tuir, introdotto dal Dl 66/2014
rappresenta la vera e importante
novità dell’anno fiscale 2014 con
riferimento ai redditi di lavoro dipendente e ad alcune categorie di
redditi assimilati (ad esempio collaborazioni coordinate e continuative anche a progetto), al bonus sono dedicate le principali
modifiche apportate alla dichiarazione del sostituto d’imposta. In
attesa di un chiarimento delle Entrate su alcuni punti oscuri legati
alla compilazione del modello (si
veda l’articolo pubblicato sul Sole
24 Ore del 16 luglio), vediamo di
seguito le principali regole che i
sostituti devono osservare.
Erogazione e recupero
Già nella Certificazione unica il
sostituto d’imposta aveva dovuto
rappresentare le diverse situazioni relative al bonus, come quella di
bonus erogato (codice 1 al punto
119 e punto 120) o di bonus non
spettante per mancanza dei requisiti di legge (codice 2 al punto 119), e
si era interrogato sulla casistica del
bonus non erogato (punto 121), rispetto alla quale l’agenzia delle Entrate aveva poi consentito la non
compilazione.
Ora con il 770 l’Agenzia vuole
quadrare l’importo del credito riconosciuto ed erogato ai lavoratori con quello che il sostituto ha utilizzato sia in compensazione
esterna nel modello F24 (codice
tributo 1655), sia in compensazione interna attraverso il meccanismo dello scomputo dalle ritenute
a debito.
Con questa finalità, e conformemente alle regole applicabili per il
I nuovi punti nei quadri
01 COMUNICAZIONE
DI LAVORO DIPENDENTE
Punto 122: bonus recuperato in
sede di conguaglio
02 ST
8 Col. 2: versamento con codice
1655 del bonus recuperato
8 Col. 3: versamento con codice
1001 del bonus recuperato
con nota V nel punto 10(solo
per enti pubblici)
8 Col. 4: utilizzo del credito con
scomputo dalle ritenute con
nota U nel punto 10
03 SX
8 Rigo SX47: colonna 1 importo
del credito riconosciuto, al
lordo dell'importo recuperato
8 Rigo SX47: colonna 2
l'importo del credito
recuperato
8 Rigo SX47: colonna 3
l'importo del credito erogato
ma non utilizzato e quindi
residuo
credito per famiglie numerose e
per canoni di locazione, nella comunicazione di lavoro dipendente è stato inserito il punto 122 in cui
indicare l’importo del bonus recuperato in sede di conguaglio (effettuato in corso o a fine anno).
Il campo deve essere compilato sia nel caso di recupero parziale (con conseguente erogazione
della parte residua, esposta al
punto 120) sia di recupero totale,
corrispondente cioè al caso in cui
non ci sia stata erogazione (punto
119 con codice 2 e punto 120 non
compilato).
Nella comunicazione il sostituto deve anche evidenziare, nei
campi da 123 a 127, le erogazioni/recuperi effettuati da precedenti sostituti, con l’indicazione del relativo codice fiscale.
Anche il prospetto dei versamenti ST è interessato da modifiche derivanti dal bonus Renzi.
In particolare, nella colonna 2
del prospetto ST deve essere
esposto l’importo versato a seguito di recupero del credito, cioè
quello che secondo la risoluzione
dell’Agenzia 22/E/2014 avrebbe
dovuto essere versato in F24 con lo
stesso codice tributo 1655, ma nella
sezione a debito.
Solo per gli enti pubblici, che
non dovendo utilizzare il codice
1655 hanno versato il credito oggetto di recupero usando il codice
delle ritenute, questo versamento
deve essere esposto nella colonna
3 del prospetto ST con il codice V
nella nota del punto 10.
Laddove il credito sia stato
scomputato dalle ritenute a debito (codice 1001), e cioè sempre per
gli enti pubblici ovvero prima dell’istituzione del codice 1655 per i
sostituti privati, questo utilizzo
dovrà essere esposto in un rigo autonomo nella colonna 4 del riquadro ST (importi utilizzati a scomputo), e distinto con la nuova nota
U da riportare al punto 10.
La compilazione punto per punto
La guida al modello 770 /2015 con i prospetti che sono stati modificati e i dati già presenti nella Certificazione unica
I DATI DA INSERIRE
RAPPORTO
DI LAVORO:
tipo e durata
BONUS IRPEF:
debutta
nei dati fiscali
LAVORATORI
SOCIALMENTE
UTILI
FAMILIARI
A CARICO:
mesi
e percentuale
DATI
ASSICURATIVI
INAIL
L’indicazione in SX
Nel quadro SX infine, al pari di
quanto avviene per gli altri crediti similari (famiglie numerose e canoni di locazione), il bonus Renzi, anche se utilizzato in
compensazione interna non
deve rientrare nella colonna 5
del rigo SX4, ma trova una distinta indicazione nel nuovo rigo SX47.
Nella colonna 1 deve essere riportato l’importo complessivo del
bonus riconosciuto nell’anno 2014
considerato al lordo di quanto recuperato, cioè corrispondente alla
somma del bonus effettivamente
erogato (punto 120 della comunicazione) e di quello recuperato
(corrispondente al punto 122 della
comunicazione).
L’importo complessivo del bonus recuperato deve essere poi distinto nella colonna 2 del rigo
SX47, mentre nella colonna 3 va indicato l’eventuale credito residuo
dell’anno 2014, che in assenza di indicazioni ministeriali, dovrebbe
coincidere con quella parte del bonus che per incapienza di debito da
ritenute/contributi e premi, non è
stato utilizzato nel 2014, e quindi da
riportare a nuovo nel 2015.
A CURA DI Ornella Lacqua

RITENUTE
E ADDIZIONALI
IRPEF
CREDITI E
COMPENSAZIONI
SOMME LIQUIDATE
a seguito di
pignoramento
Come già per la Cu, anche nel 770/2015 va indicato il tipo di contratto di lavoro e il
periodo di inizio e fine del rapporto. Il punto 2, nella parte B, «Dati fiscali» del 770 va
sempre compilato in presenza del punto 1. In questo campo va indicato il codice 1 se
il contratto di lavoro è a tempo indeterminato, il codice 2 se il contratto è a tempo
determinato. Nel punto 8 va indicata la data di inizio del rapporto di lavoro e nel
punto 9 la data di cessazione. Se il dipendente è passato senza interruzione da un
sostituto a un altro va indicata la data di inizio del rapporto con il primo sostituto
NOVITÀ
GIÀ IN CU
SÌ
SÌ
Nella sezione «Detrazioni e Crediti» sono stati introdotti due righi per gestire il bonus di
80 euro riconosciuto in busta paga dal sostituto ai dipendenti e ad alcune categorie
assimilate, con un reddito fino a 26mila euro. Se il datore di lavoro ha riconosciuto il
bonus Irpef e lo ha erogato tutto o in parte, nel punto 119 indica il codice 1 e nel punto 120
il relativo importo. Se non ha riconosciuto il credito o lo ha riconosciuto ma non erogato,
indica il codice 2 e nel punto 121 l’ammontare del bonus, mentre nella casella 122 va
riportato il credito recuperato. I campi da 123 a 127 sono riferiti a quanto corrisposto da
precedenti datori di lavoro
SÌ
Nelle caselle relative ai lavori socialmente utili deve essere riportato: nel punto 241
la parte dei compensi esenti; nel punto 242 la parte assoggettata a tassazione
eccedente in tutto 3.098,74 euro nel periodo d’imposta; nel punto 243 l’importo
delle ritenute ; nel punto 244 l’importo dell’addizionale regionale all’Irpef; nei punti
245 e 246 l’importo delle ritenute sospese
SÌ
Come già nella Cu il datore deve indicare i dati relativi ai familiari che nel 2014 sono
stati fiscalmente a carico del sostituito. La sezione dedicata ai dati del coniuge e dei
familiari a carico va compilata solo nell’ipotesi di erogazione di redditi di lavoro
dipendente, equiparati e assimilati. Per ogni familiare a carico si riportano, nei righi
da 1 a 10: il grado di parentela, il codice fiscale, il numero dei mesi a carico, il figlio di
età inferiore a tre anni (numero dei mesi per i quali il figlio ha avuto un’età inferiore a
tre anni), la percentuale di detrazione spettante e la percentuale di detrazione
spettante per famiglie numerose nel punto 767
NO
Il sostituto d’imposta deve compilare la sezione «Dati assicurativi Inail», punti da 35 a
40 per tutti i soggetti per i quali ricorre la tutela obbligatoria in base al Dpr 1124/1965,
che erano già soggetti alla denuncia nominativa (legge 63/1993). In particolare, nel
punto 36, va indicato il numero della posizione assicurativa territoriale Inail con il
relativo controcodice. Se l’assicurato ha svolto, nel 2014, attività lavorative
riconducibili a due diverse Pat riferite alla stessa azienda, bisogna usare ulteriori righi.
Sono, infatti, da assimilare a inizio e fine di rapporto di lavoro anche i trasferimenti di
soggetti da una posizione assicurativa a un’altra nell’ambito della stessa azienda
NO
Nella prima sezione del prospetto ST bisogna indicare i dati relativi alle ritenute alla fonte
operate ed effettuate per assistenza fiscale, alle imposte sostitutive prelevate, ed esporre i
rispettivi versamenti. Nella seconsa sezione vanno inseriti i dati sulle trattenute di addizionale
regionale all’Irpef. Anche nel quadro ST trova spazio, nel caso di recupero, il bonus di 80 euro.
Infatti, nel campo 2 della sezione I, va indicato il bonus che, nel 2014, si è provveduto a
recuperare al lavoratore e a versare tramite il modello F24, usando il codice tributo 1655.Nel
prospetto SV bisogna indicare i dati sulle trattenute di addizionali comunali all’Irpef
NO
Nel prospetto SX è stato aggiunto, nella Sezione «Riepilogo altri crediti», il rigo SX47
«Credito bonus riconosciuto» dedicato al bonus Irpef di 80 euro riconosciuto nel
periodo d’imposta 2014. In particolare il sostituto d’imposta deve indicare:
8 nel punto 1, l’ammontare del credito bonus Irpef riconosciuto nel 2014: questo
ammontare deve essere indicato al lordo di quanto eventualmente recuperato;
8 nel punto 2, l’ammontare del bonus riconosciuto e successivamente recuperato in
sede di effettuazione delle operazioni di conguaglio. Questo credito recuperato
può riferirsi anche a bonus riconosciuti da precedenti sostituti d’imposta;
8 nel punto 3 il credito Irpef che residua e che può essere utilizzato nel 2015
Il quadro SY ospita la gestione delle somme oggetto di pignoramento nel 2014, a
prescindere dall’effettuazione della ritenuta del 20 per cento. In particolare, il
prospetto SY si compone di tre parti: la prima sezione va compilata dal soggetto
erogatore delle somme; la seconda dal debitore principale e la terza a cura delle
banche e delle Poste italiane. Per le somme indicate in questo quadro non vanno
compilate le ordinarie comunicazioni contenute nella dichiarazione dei sostituti
d’imposta
SÌ
I dati sono
più
dettagliati
SÌ
SÌ
Cambiano
i numeri
delle caselle
SÌ
Indicazione
facoltativa
nella Cu
NO
L’elaborazione. Alcuni dati vanno esposti ex novo
Da completare
il quadro tracciato
nella Cu 2015
Ornella Lacqua
pLa compilazione del model-
lo 770 semplificato da parte dei
sostituti d’imposta quest’anno
sarà facilitata, in parte, dal fatto
che molti dati sono già stati indicati nella certificazione unica
consegnata ai lavoratori e ai
pensionati entro il 2 marzo e trasmessa all’agenzia delle Entrate
entro il 9 marzo.
Nella Cu infatti, il sostituto ha
già dovuto inserire i dati riferiti
al rapporto di lavoro, agli oneri
detraibili, al bonus Irpef (anche
se non allo stesso livello di dettaglio), ai lavori socialmente utili e
anche le informazioni sui familiari a carico. Resta però da completare, ad esempio, il quadro
sul Tfr, perché nel 770 è molto
più ampio rispetto a quello contenuto nella Cu.
Nella dichiarazione - con la
quale entro il 31 luglio i sostituti
devono comunicare all’agenzia
delle Entrate i dati relativi alle ritenute effettuate nel 2014, i versamenti eseguiti, i crediti, le
compensazioni operate e i dati
contributivi e assicurativi - dovranno essere compilati ex novo la parte D dedicata all’assistenza fiscale, il prospetto riassuntivo SS, il quadro ST (che
contiene le ritenute operate anche per assistenza fiscale e le imposte sostitutive); il quadro SV
che si riferisce alle trattenute di
addizionali comunali all’Irpef; il
prospetto SX che rappresenta il
riepilogo dei crediti e delle compensazioni e, infine, il quadro
SY che riguarda le somme liquidate a seguito di pignoramenti
presso terzi.
La dichiarazione deve essere
sottoscritta dal dichiarante o da
chi ne ha la rappresentanza legale, negoziale o di fatto.
Il modello 770 deve essere
firmato anche dai soggetti che
sottoscrivono la relazione di
revisione: dal revisore contabile iscritto nel registro istituito
presso il ministero della Giustizia; dal responsabile della revisione nel caso di società di revisione; oppure dal collegio sindacale. Il soggetto che effettua
il controllo contabile deve anche indicare il proprio codice
fiscale.
presentazione della dichiarazione (31 luglio 2015), si sono verificate operazioni straordinarie che abbiano determinato o
meno l’estinzione del sostituto
d’imposta.
Se il soggetto preesistente si è
estinto, senza prosecuzione dell’attività (è il caso del fallimento
o della liquidazione), la dichiarazione deve essere presentata
dal curatore fallimentare, dal
commissario o dal liquidatore,
in nome e per conto del soggetto
estinto. Se invece, l’attività è
proseguita da un altro soggetto
(come in caso di fusione o scissione totale) il 770 deve essere
presentato da colui che succede
nei precedenti rapporti, includendo anche i dati relativi al periodo dell’anno in cui ha operato
il sostituto d’imposta estinto.
Se invece l’operazione straordinaria non ha determinato
l’estinzione del soggetto (trasformazione o conferimento
d’azienda) gli obblighi dichiarativi spettano a tutti i soggetti
che sono intervenuti nelle
operazioni.
L’invio e le correzioni
L’invio alle Entrate del modello
deve avvenire con modalità
esclusivamente telematica, direttamente o tramite un intermediario abilitato. Il servizio restituisce, immediatamente dopo l’invio, un messaggio che
conferma solo l’avvenuta trasmissione del file e, in seguito,
fornisce all’utente un’altra comunicazione attestante l’esito
dell’elaborazione effettuata sui
dati pervenuti.
Se il sostituto d’imposta, prima della scadenza del termine di
presentazione, intende rettificare o integrare una dichiarazione già presentata, deve compilare un nuovo 770, completo
di tutte le sue parti, barrando la
casella «Correttiva nei termini». Scaduti i termini di presentazione della dichiarazione, il
sostituto può rettificarla o integrarla, presentandone una nuova e barrando la casella «Dichiarazione integrativa».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il 770 ordinario
SÌ
Aggiunta
del bonus
Irpef
NO
NO
NO
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La dichiarazione si compone di
due modelli: il 770 semplificato
e il 770 ordinario. In base ai dati
da comunicare e ai quadri del
modello da compilare, i soggetti
tenuti a presentare la dichiarazione devono trasmettere uno o
entrambi i modelli. Il 770 ordinario, in particolare, va usato
per comunicare le ritenute operate su dividendi, proventi da
partecipazione, redditi di capitale, operazioni di natura finanziaria e indennità di esproprio; i
versamenti effettuati, le compensazioni operate e i crediti
d’imposta utilizzati.
Le operazioni straordinarie
Nella compilazione del modello 770 semplificato si deve tener conto di particolari regole
se, nel 2014 o entro il termine di
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Norme e tributi
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
FISCO E SENTENZE
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Persone fisiche. Secondo la Ctp Milano la sostanza prevale sulla violazione formale - Situazione analoga per la «voluntary»
Crediti «garantiti» sulle imposte estere
Detrazione ammessa anche se in dichiarazione manca l’indicazione dei versamenti
Antonio Tomassini
pSpettano
in detrazione
dalle imposte dovute in Italia
le imposte pagate all’estero
anche nel caso in cui queste
non vengano indicate in dichiarazione, come previsto
dall’articolo 165, comma 8, del
Tuir. Una diversa interpretazione, che faccia prevalere il
formalismo dell’indicazione
in dichiarazione rispetto alla
“sostanza” della spettanza
del credito si porrebbe in
aperto contrasto con i principi costituzionali di uguaglianza (articolo 3) e di capacità contributiva (articolo
53). Ad affermarlo è la sentenza della Ctp di Milano
2944/17/15 depositata lo scorso 27 marzo (presidente Duchi, relatore Del Re).
La vicenda contenziosa origina da due avvisi di accertamento emessi per la pretesa
violazione da parte di un contribuente dell’articolo 165 del
Tuir: quest’ultimo avrebbe
preteso di scomputare dal
suo carico impositivo italiano
le imposte assolte in Francia,
senza rispettare le formalità
previste dalla stessa normativa. A fronte del ricorso presentato dal contribuente, i
giudici di primo grado, appurata la sussistenza di una doppia imposizione degli stessi
flussi reddituali in Italia e in
Francia, annullano gli avvisi
di accertamento.
Secondo il collegio milanese l’articolo 165 del Tuir, se
non correttamente interpretato, si porrebbe in contrasto
con gli articoli 3 e 53 della Costituzione in quanto «non è
corretto operare una discriminazione tra i cittadini che
operano all’estero con quelli
che operano in Italia, oneran-
do i primi di adempimenti
formali maggiori in relazione
alla dichiarazione dei redditi
a pena di irragionevoli sanzioni e interessi». La mancata
indicazione dell’imposte assolte all’estero non può quindi portare a conseguenze pregiudizievoli per il contribuente e, tantomeno, calpestare il divieto di doppia
imposizione.
A supporto della sua tesi, la
Ctp ricorda anche la prevalenza delle norme convenzionali su quelle interne e il fatto
che la convenzione ItaliaFrancia non «prevede alcun
adempimento formale per
beneficiare della detrazione». In altre parole, laddove
sia provato l’assolvimento
delle imposte all’estero, la detrazione deve essere sempre
riconosciuta e per l’eventuale
mancata compilazione del
quadro della dichiarazione
dei redditi italiana va applicata esclusivamente la sanzione
in misura fissa pari a 258 euro.
C’è un intimo legame tra la
decisione della Ctp e la tematica della spettanza del credito per imposte estere nell’ambito della procedura di voluntary disclosure. È evidente, infatti, che la posizione
dell’aderente sarà la medesima del contribuente interessato dalla vicenda decisa dalla Ctp di Milano. La decisione
dovrebbe far riflettere l’agenzia delle Entrate che sembra
si stia orientando verso il
mancato riconoscimento del
credito per imposte estere.
Una soluzione, se si continua ad attribuire rilevanza al
dato formale della mancata
indicazione in dichiarazione,
potrebbe essere quella di far
precedere la voluntary disclo-
LA PAROLA
CHIAVE
Doppia imposizione
7 I fenomeni di doppia
imposizione internazionale
si creano quando ci sono
redditi conseguiti da un
soggetto residente in uno
Stato (Stato della residenza),
ma che si considerano prodotti
in un altro Stato (Stato della
fonte). In queste circostanze,
lo stesso reddito sarebbe
tassato in entrambi gli Stati.
Per evitare la doppia
imposizione, il modello Ocse
di convenzione, prevede due
metodi alternativi: l’esenzione;
il credito d’imposta
sure dal ravvedimento operoso sulle violazioni reddituali,
ciò al fine di consentire di correggere le dichiarazioni indicando il credito in dichiarazione. Nel ravvedimento, infatti, la recente circolare 9/
E/2015 ha già dato il via libera
al riconoscimento. È una modalità per evitare discriminazioni (si pensi al tema dell’euroritenuta: oggi sono avvantaggiati gli aderenti che non
l’hanno pagata: invece che
l’intestazione diretta hanno
preferito intestare il conto a
una società interposta) ed
evitare la violazione di quei
principi richiamati dalla Ctp
di Milano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
IN ESCLUSIVA PER GLI ABBONATI
Le sentenze commentate in pagina
www.quotidianofisco.ilsole24ore.com
Contenzioso. È inammissibile il ricorso senza procura «ad litem» e la sentenza va impugnata nei tempi di legge anche quando non è stata notificata
Firma autentica e termini, costa cara la doppia distrazione
Ferruccio Bogetti
Gianni Rota
pL’omessa comunicazione del
dispositivo della sentenza da parte
della segreteria della Ctp non legittima la rimessione in termini dell’appellante, che per questo motivo ha tardivamente impugnato la
sentenza: in caso di omessa notifica,infatti,aifinidell’impugnazione
vale solo la data di deposito. Inoltre
l’omessa autentica della procura
ad litem nel ricorso introduttivo da
parte del difensore fiscale non può
essere sanata con successiva ratifica perché ciò è precluso dal diritto
processuale tributario. Così si è
espressalasentenza1543/34/15della Ctr Lombardia (presidente Sacchi, relatore Guida).
Una società farmaceutica cede
nel 2008 un ramo d’azienda per
quasi 2 milioni di euro. L’amministrazionerivalutailvalorediavviamento dai 300mila dichiarati a 2,5
milioni e chiede la maggiore impostadiregistroconavvisodirettifica
notificao il 29 settembre 2010. La
contribuente fa predisporre il ricorso introduttivo dai propri difensori fiscali i quali siglano ogni
pagina del ricorso, lo sottoscrivono nella parte finale, ma si dimenticano di autenticare la firma del-
l’amministratore nella procura ad
litem. Ciò avviene sia nella copia
trasmessa all’amministrazione, sia
in quella poi depositata alla segreteria della Ctp. Questa omissione
non passa inosservata all’amministrazione che chiede l’inammissibilità del ricorso introduttivo per
mancanza di autentica della sottoscrizione dell’amministratore,
considerato che nessuna sanatoria
può compiersi con la sigla dei difensori su ogni pagina dell’atto.
La Ctp dichiara inammissibile
l’impugnazione per assenza di autentica della procura ad litem per i
seguenti motivi:
eil ricorso introduttivo può anche essere trasmesso all’amministrazione senza autentica del difensoreacondizioneperòchel’originale dello stesso depositato in
Ctp riporti la certificazione autografa del difensore in calce al conferimento dell’incarico recante la
firma autografa del contribuente;
rquesta svista non può essere
sanata dal successivo deposito
pressolasegreteriadellaCtpdiuna
procura notarile una volta che sia
già avvenuta la costituzione in giudizio perché la ratifica retroattiva
degli atti eseguiti senza potere di
rappresentanza non opera nel
campo processuale.
LasentenzadellaCtpdepositata
il 15 aprile 2013 viene, però, impugnata dalla società contribuente l’8
agosto 2014. Per l’amministrazione
costituitasi in Ctr l’appello è inammissibile perché proposto tardivamenteoltreiseimesi.Perlasocietà,
invece, è tempestivo in quanto il
mancato rispetto del termine è da
imputare alla segreteria della Ctp
che non le ha comunicato il dispositivo della sentenza così da poter
prendere visione della sentenza e
appellare entro i termini. I giudici
regionali, infine, dichiarano inammissibile l’impugnazione perché:
1 il dispositivo della sentenza ha
natura puramente informativa e
pertanto dalla sua notifica non
decorrere alcun termine per l’impugnazione;
1 il termine per impugnare decorre dalla data di deposito della
sentenza, anche in assenza di sua
notifica.
Le controversie trattate in camera di consiglio, così come quelle
discusse pubblicamente, devono
essere tenute sotto controllo da
parte del contribuente interessato.
All’approssimarsi del sesto mese è
sempre bene interrogare se la sentenza non è ancora stata depositata. In caso contrario, infatti, dev’essere impugnata anche senza comunicazione del dispositivo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Società immobiliari. Sgravio non limitato alle Sgr
Immobile affittato,
sempre deducibili
gli oneri sui mutui
Giorgio Gavelli
pGli interessi passivi relativi a
finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla
locazione sono deducibili non
solo per le «immobiliari di gestione» (come ritenuto dall’agenzia delle Entrate), ma anche per tutte le altre società operanti nel settore immobiliare. È
questo il principio desumibile
dalla decisione 959/1/2015 della
Ctp Milano (presidente D’Orsi,
relatore Chiametti)
Dalperiodod’impostasuccessivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 i soggetti Ires (ad esclusione delle banche e degli altri
soggetti esclusi dal legislatore)
possono dedurre gli oneri finanziari e assimilati (se inerenti e
non colpiti da altre disposizioni
limitative quale, ad esempio, l’articolo 90 del Tuir) solo nei limiti
di cui all’articolo 96 del Tuir: devono, quindi, verificare prima gli
interessi attivi e poi il risultato
operativo lordo (Rol). Tra le (poche) tipologie di oneri che sfuggono a questa disciplina, troviamo (ai sensi dell’articolo 1, comma 36, della Finanziaria 2008)
«gli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca
su immobili destinati alla locazione», che quindi si deducono
senza misurare il Rol. Letteralmente, questa disposizione non
fa distinzioni di tipo soggettivo
(sul piano delle imprese ammesse al beneficio) né su quello oggettivo (tipologia di immobili).
Tuttavia, le Entrate (circolari 19/
E/2009 e 37/E/2009) hanno ristretto notevolmente la cerchia
dei soggetti interessati, ritenendo la norma applicabile alle sole
“immobiliari di gestione” (Sgr),
vale a dire le società in cui il valore del patrimonio (assunto a valori correnti) è prevalentemente
costituito da beni immobili di-
Responsabilità. Un’attenuante per il contribuente
La superficialità del fiscalista
consente di ridurre la sanzione
Rosanna Acierno
pÈ possibile invocare e otte-
nere la riduzione delle sanzioni
qualora l’irregolare tenuta delle
scritture contabili è addebitabile al fiscalista. In tal caso, infatti,
pur ravvisando una culpa in eligendo e in vigilando del contribuente, le violazioni commesse
sono addebitabili esclusivamente alla superficialità del
professionista. Sono queste le
principali conclusioni cui è
giunta la Ctr Aosta 7/1/15 (presidente Longarini, relatore Lotti).
La pronuncia trae origine da
un ricorso contro alcuni avvisi
di accertamento relativi a diversi anni di imposta, con cui
l’ufficio di Aosta disconosce alcuni costi sostenuti a titolo di
spese di rappresentanza, pubblicità e acquisto di carburanti
perché non correttamente annotati nelle scritture contabili.
L’ufficio aveva così ripreso a
tassazione un maggiore reddito
di impresa, con conseguente richiesta di maggiori imposte, oltre a sanzioni e interessi.
Riuniti i ricorsi, la Ctp di Aosta li respingeva nella parte in
cui si chiedeva l’illegittimità
dell’accertamento a causa della
evidente tenuta irregolare e disordinata della contabilità. Tuttavia, i giudici di primo grado
accoglievano la richiesta del
contribuente di ridurre le sanzioni, in ottemperanza a quanto
previsto dall’articolo 7 del Dlgs
472/97, perché l’asserita violazione di tenuta irregolare della
contabilità era addebitabile al
fiscalista che lo aveva assistito.
La pronuncia di primo grado veniva poi appellata dall’ufficio. A
sua volta, il contribuente si costituiva in giudizio proponendo
appello incidentale alla senten-
za di primo grado nella parte in
cui era stato soccombente.
Il collegio regionale valdostano respingeva l’appello dell’ufficio e accoglieva parzialmente l’appello incidentale del
contribuente, ritenendo giustificate (anche se in parte) alcune
spese da lui dedotte. In particolare, condividendo la tesi del
giudice di primo grado, la Ctr ha
precisato che, ai fini della riduzione delle sanzioni, la gravità
delle violazioni non deve essere
valutata solo in base alla norma
non rispettata, ma anche con riferimento alle circostanze che
hanno determinato il comportamento illecito del contribuente e alla sua condotta. Il
giudice tributario, infatti, se
chiamato a decidere sulla riduzione delle sanzioni amministrative irrogate dall’agenzia
delle Entrate, deve concederla
Iva. In assenza di prove adeguate resta la detraibilità
Fatture fittizie, avviso illegittimo
al cessionario in buona fede
Guido Chiametti
Paolo Solari
pIl cessionario non può essere
responsabile della falsità ideologica delle fatture in mancanza di
prove che dimostrino come fosse
a conoscenza dell’illecito. All’amministrazione finanziaria spetta
l’onere della prova ed è compito
del contribuente smentire. A stabilirlo è la Ctr Lombardia con la
sentenza 2218/65/15 (presidente
Frangipane, relatore Vicini).
Una Spa impugnava l’avviso di
accertamento ai fini Iva con il
quale l’ufficio aveva provveduto
a recuperare a tassazione l’imposta su fatture per operazioni ritenute soggettivamente inesistenti. In sede di ricorso, la società lamentava la carenza di motivazione dell’atto e rilevava come i costi
fossero stati effettivamente sostenuti, evidenziando altresì la
propria “buona fede” in quanto
non a conoscenza del fatto che il
fornitore aveva posto in essere
operazioni fittizie.
La Ctp respingeva il ricorso: la
non coincidenza tra chi aveva
emesso le fatture e chi aveva effettivamente eseguito la prestazione
faceva venire meno la detraibilità ;
non sussiteva, inoltre, secondo i
giudici alcuna “buona fede” in
quanto dalla visura camerale del
cedente era risultato come questi
non svolgesse attività commerciale; la ricorrente, inoltre, non conosceva il legale rappresentante,
nonostante l’elevato volume d’affari intercorso tra le due società.
La Spa proponeva appello, lamentando la carenza e l’inade-
guatezza della motivazione addotta dal giudice di primo grado.
Ribadiva l’effettivo acquisto dei
beni indicati nelle fatture, come
dimostrato dalla documentazione già prodotta (documenti di trasporto e pagamenti) ed evidenziava come, contrariamente a
quanto argomentato in sentenza,
la società cedente (fornitore) non
era cessata nel 2008, avendo trasferito la propria sede all’estero,
nel medesimo anno. L’ufficio, dal
canto suo, evidenziava come non
fosse invocabile la “buona fede”
della parte in quanto era emerso
che la cedente era una società cosiddetta “cartiera”.
La Ctr dichiarava illegittimo
l’avviso di accertamento, compensando le spese di giudizio. Nel
merito della controversia, ripor-
versi dagli immobili alla cui produzione o al cui scambio è effettivamente diretta l’attività (“immobili merce”), nonché da quelli
direttamente utilizzati nell’esercizio dell’impresa (articolo 87
del Tuir e risoluzione 323/
E/2007). Le società immobiliari i
cui soci non possono fruire della
“pex” per il difetto del requisito
di commercialità sarebbero le
sole destinatarie dell’esclusione
dal “test del Rol”.
Il principio espresso dai giudici di primo grado si affianca ad altragiurisprudenzadimeritoconforme (Ctp Brescia decisione
637/15/2014, Ctp Milano
211/8/2013 e 11708/24/2014). La tesi espressa dell’agenzia delle Entrate, infatti, già in passato non ha
trovato concordi né la dottrina
né la giurisprudenza. Probabilmente per questo motivo il legislatore è “corso ai ripari”, modificando la norma di riferimento
con il Dlgs 161/2015 «per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese», attuativo della delegafiscale.Ildecretoapprovatoad
aprile dal Governo, che ha già ottenuto il parere favorevole delle
commissioni parlamentari, con
l’articolo 4, comma 4, è interventuo per specificare che l’articolo
1, comma 36 della Finanziaria
2008 si riferisce solo alle «società
che svolgono in via effettiva e
prevalente attività immobiliare», intendendo come tali quelle
«il cui valore dell’attivo patrimoniale è costituito per la maggior
parte dal valore normale degli
immobili destinati alla locazione
e i cui ricavi sono rappresentati
per almeno due terzi da canoni di
locazione». La modifica (applicandosi dal 2016) renderebbe palese che per il passato non vi erano limitazioni, allineandosi alla
giurisprudenza prevalente.
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non solo quando vi è una evidente sproporzione aritmetica
tra la loro entità e la violazione
commessa, ma anche nel caso in
cui si ravvisi una particolare tenuità nella condotta illegittima
del contribuente.
In particolare, le circostanze
che rendono manifesta la sproporzione delle sanzioni irrogate rispetto alla maggiore imposta accertata possono verificarsi anche nel caso in cui il contribuente non sia incorso negli
anni precedenti in alcuna violazione tributaria e quella commessa per la prima volta sia addebitabile a un errore del professionista incaricato della tenuta della contabilità.
Pertanto, qualora sia palese
- come nel caso di specie - che
le violazioni fiscali (peraltro
ridotte a seguito dell’accoglimento parziale dell’appello
incidentale) siano imputabili
al consulente fiscale e, dunque, non denotino una particolare attitudine del contribuente finalizzata all’evasione, il giudice tributario deve
accogliere la richiesta di riduzione delle sanzioni per evidente sproporzione.
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tandosi ad ampia e recente giurisprudenza di legittimità, i giudici
evidenziavano che la nozione di
fattura soggettivamente inesistente presupponeva comunque
l’effettività dell’acquisto dei beni,
seppure attraverso l’utilizzo della
“simulazione soggettiva” (acquisto proveniente da un soggetto diverso da quello indicato sulle fatture). La Ctr sottolineava, inoltre,
che la falsità soggettiva delle fatturenonescludeva,comunque,l’opponibilità al fisco dei pagamenti
effettuati a titolo di Iva e, quindi, la
relativa detraibilità. Nel caso di
specie, da un lato l’ufficio non aveva fornito le prove idonee richieste, dall’altro la società appellante
aveva prodotto documentazione
comprovante la legittimità del
proprio operato e la “buona fede”.
Infine,lasocietàcedente(fornitore) non era un soggetto completamente privo di organizzazione,
in quanto nell’esercizio 2007 (in
contestazione) disponeva di una
porzione di capannone industriale di circa 460 mq in forza di un
contratto di locazione regolarmente registrato.
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Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
23
INFORMAZIONE PROMOZIONALE
Speciale AZIENDE ITALIANE PER L’AEROSPAZIO, LA DIFESA E LA SICUREZZA - Aziende Eccellenti
AIAD: da quasi 70 anni l’Organizzazione
Industriale di riferimento
L’
AIAD nasce nel 1946 come Associazione delle Industrie Aeronautiche (AIA). Con l’avvento anche delle attività spaziali
assume successivamente la denominazione di Associazione delle Industrie Aerospaziali e nel ‘97, incorporati il Raggruppamento
delle Industrie a Tecnologica Avanzata per la Difesa e la divisione
Difesa e Spazio della Federazione Nazionale delle Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche, acquisisce nei propri quadri associativi
anche tutte le maggiori imprese operanti nei settori militari navale
e terrestre. Ad oggi l’AIAD, divenuta Federazione nel marzo 2009,
è l’Organizzazione nazionale delle Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza; conta numerosi Soci che sviluppano
complessivamente un fatturato annuo di 15,3 miliardi di euro e
occupano oltre 50 mila addetti. Di questi numeri Finmeccanica e
le Società del Gruppo coprono circa l’80%; pur tuttavia, il 75% delle aziende federate sono da considerarsi Piccole e Medie Imprese.
L’AIAD mantiene stretti e costanti rapporti con quegli organi ed istituzioni che, in ambito nazionale e/o nel mondo, svolgono attività
d’interesse per l’industria del settore. Redige e presenta rapporti e
posizioni industriali ai vari dicasteri governativi; la propria capacità
di monitoraggio e coordinamento - che si avvale delle esperienze e
le conoscenze rese disponibili da un ventaglio sempre più ampio
di aziende distribuite su tutto il territorio nazionale – le ha permesso di consolidare una solida immagine di autorevolezza, affidabilità
e rispetto del proprio mandato istituzionale. Intensa e significativa
è l’attività a sostegno del processo di internazionalizzazione che
l’AIAD svolge da e verso l’estero coordinando, congiuntamente al
Segretariato Generale della Difesa e all’Agenzia Spaziale Italiana,
e in collaborazione anche con l’ICE, la partecipazione aggregata
e collettiva delle imprese nazionali alle
più importanti manifestazioni all’estero
e un sempre più ricco e significativo programma di incontri bilaterali organizzati
al fine di esplorare e favorire possibili
collaborazioni tra le imprese italiane e
quelle di altri Paesi. Presidente della Federazione, da settembre 2014, è l’On.
Guido Crosetto. Carlo Festucci è il Segretario Generale.
Guido Crosetto
L’elettronica applicata a difesa e sicurezza
i - Protect, la pistola dotata di sensori per comunicare in tempo reale con la centrale
B
eretta
“i-PROTECT”, un
progetto
innovativo di
protezione individuale, specificatamente ideato per diminuire i tempi di reazione della
Centrale Operativa delle Forze dell’Ordine, in termini di
intervento, supporto e soccorso ed innalzare così il livello
di sicurezza dei cittadini e degli operatori sul campo. Il sistema, ideato dalla Fabbrica
d’Armi Beretta nell’ambito di
un progetto di ricerca con l’Università di Brescia e finanziato dal Ministero dello Sviluppo
Economico, è stato sviluppato
congiuntamente con la società
Intellitronika di Roma, specializzata nella progettazione di
sistemi informatici e di comunicazione. Il sistema i-PROTECT
è costituito dalla nuova pistola
“Beretta PX4 Storm-i” in calibro 9x19mm, da una fondina
specifica e da uno smartphone
dotato dell’applicativo “ODINO 5” per integrare l’arma
nel sistema di comando e controllo. L’applicazione del sistema i-PROTECT alle pistole della famiglia PX4 Storm avviene
tramite l’inserimento nel fusto
dell’arma di una componente
elettronica, realizzata facendo
uso delle più moderne tecnologie di miniaturizzazione, dunque senza modificarne peso,
bilanciamento, funzionamento
e sicurezze. Il sistema è in grado di rilevare i seguenti stati
ed eventi associati all’utilizzo
dell’arma: arma in fondina o
estratta, cane armato o disarmato e sparo. Nell’ottica di una
sinergia costruttiva fra imprese
ed Istituzione, il sistema è stato
reso disponibile, dalle aziende
sviluppatrici, in via sperimentale e senza costi all’Arma dei
Carabinieri. Altri paesi avevano e hanno tuttora allo studio
progetti similari che sono stati
di volta in volta presentati alle
di tutto il mondo, ma nessuno
finora è riuscito ad applicarli
in via officiale e concreta sul
campo, soprattutto chiamando
in causa le Forze dell’Ordine.
Dal 1° luglio fino al 31 agosto
2015, infatti, i Carabinieri di
Quartiere del Comando Provinciale di Milano, testeranno sul
territorio le potenzialità operative del sistema.
Fiocchi, leader italiano nel mondo
Azienda ai massimi livelli da quattro generazioni
N
on capita tutti i giorni di approc- ti paesi solo per considerare le
ciarsi ad una azienda che produce più importanti.
munizioni e la curiosità è grande perché L’esempio citato del catalogo,
per i più si tratta di un mondo lontano di cui ancora oggi è possibile
che poco si fa conoscere ma che appro- visionare alcuni esemplari nefondito ci sorprende di quanti pregiudizi gli archivi aziendali, è uno strupossano essere sfatati.
mento di marketing oggi sconFiocchi è dal 1876, quasi 140 anni, l’a- tato ed imprescindibile ma non
zienda italiana leader nel settore delle certo per l’epoca.
munizioni di piccolo calibro non solo Tutto ciò non deve far pensaperché vanta la gamma più completa di re che i vari componenti della
prodotti ma perché fin dalla sua nascita famiglia impegnati in azienda
è caparbiamente italiana.
non fossero, e siano, fortemenNel resto del mondo i competitor di Fioc- te concentrati sul prodotto.
chi sono dei giganti ma un
recente studio di mercato
commissionato dall’azienda ad una agenzia specializzata ha dimostrato che
Stefano Fiocchi - Presidente
Fiocchi gode di una brand
awareness internazionale
e trasversale nella società.
na all’interno della fabbrica.
La gamma di munizioni si
Negli anni 30 del secolo
rivolge al settore caccia,
scorso i successori di Giulio
sport, sicurezza e difesa
Fiocchi avevano costruito di
senza trascurare alcuni imfronte alla nuova sede, un
pieghi industriali come in
asilo per i figli dei dipendenambito zootecnico.
ti, istituzione tuttora funzioGiulio fiocchi, il fondatonante ed aperta a tutti.
re, rileva con il fratello una
Oggi la quarta generazione
piccola realtà in difficoltà
Fiocchi, guidata dall’attuale
ed in pochi anni pone le
Presidente Stefano Fiocchi,
basi per il futuro successo.
lavora affinché l’azienda sia
Nel corso di questo quasi
sempre più competitiva nel
Alimentazione pallottole 9mm in macchina di caricamento cartucce
secolo e mezzo il succesmercato globale.
so di Fiocchi si basa su un
Tutto questo oggi significa
mix di fattori che ben miscelati tra loro, sono ciò che tutti gli stu- La ricerca di soluzioni innovative, l’atten- due siti produttivi, quello storico di Lecdenti di economia leggono sui libri di zione per i dettagli sono un’altra carat- co e quello nato negli anni 80 ad Ozark
teristica imprescindibile del successo di negli Stati Uniti; significa importanti actesto.
cordi commerciali con il Medio Oriente,
Sia il capostipite che i discendenti hanno Fiocchi in Italia e nel mondo.
sempre pensato al mondo quale merca- Basti citare la qualifica NATO ottenuta numerose partnership e contatti internato di riferimento sviluppando una rete di dalle munizioni Fiocchi in dotazione agli zionali con le più alte autorità nei rispetcontatti, partnership o filiali fin dalla pri- eserciti dei paesi appartenenti al Pat- tivi paesi.
ma metà del secolo scorso. A quei tempi to Atlantico. Questa qualifica significa Fiocchi oggi non è solo un marchio afi venditori Fiocchi giravano l’Europa con l’adempimento, ed il mantenimento, di fermato è anche sinonimo di affidabiliun catalogo disegnato a mano, e poi ri- standard qualitativi elevatissimi, richiesti tà e serietà. Nel mondo attuale, dove la
prodotto, in cui un testo, che oggi ci sem- anche da paesi che non appartengono concorrenza è sempre più spietata, dove
bra un po’ retorico, descrive le qualità alla NATO proprio perché estremamen- non ci sono certezze, dove gli scenari
dei prodotti, le origini dell’azienda e le te qualificanti delle garanzie che il pro- internazionali sono instabili, proprio per
questo settore delicatissimo, l’impegno
varie possibilità di ordinativo. Oggi que- dotto offre.
sta stessa propensione è testimoniata dal L’altro elemento chiave del successo di di Fiocchi è più forte che mai affinché
questi 140 anni di storia siano un vanto
grande investimento che Fiocchi destina Fiocchi sono le relazioni umane.
alla partecipazione alle fiere di settore, Fin dalla costituzione dell’azienda Giu- per l’industria italiana nel mondo.
circa una dozzina all’anno in altrettan- lio Fiocchi aver fatto costruire una cuci- www.fiocchi.com
GEM elettronica: un’azienda
volta all’innovazione
La costante ricerca di nuove tecnologie e il
mantenimento di elevati standard tecnologici
identificano l’azienda come una delle leader nel
proprio settore a livello internazionale
D
al 1977 la GEM elettronica è una industria nazionale che svolge attività
di progettazione e sviluppo di radar civili
e militari, di sistemi inerziali di navigazione, guida, posizionamento e stabilizzazione e di sistemi optoelettronici dedicati
alla sorveglianza marittima e terrestre.
Come industria leader nel suo settore,
GEM elettronica ha sviluppato un ampio
portafoglio di prodotti con design innovativo e tecnologie allo stato dell’arte.
Grazie alla elevata affidabilità dei suoi
prodotti offerti a costi competitivi, GEM
elettronica (www.gemrad.com) è diventata il fornitore di fiducia per diverse marine militari internazionali, guardie costiere, operatori di navi commerciali e grandi
industrie di integrazione di sistemi.
“Siamo tra le principali compagnie al
mondo produttrici di radar e sistemi optoelettronici impiegati per la sorveglianza
costiera avendo installato più di mille siti
fissi e mobili”.
L’ azienda realizza i suoi prodotti attraverso un centro di R&S organizzato in tre
aree tecnologiche:
Il laboratorio “Antenne & Sistemi Radar
(ARS)” è stato instituito nel
1983 avendo come obbiettivo primario, il progetto e lo
sviluppo di sistemi radar per la
navigazione in banda X ed in
banda S.
Oggi l’attività dei ricercatori e
dei progettisti del laboratorio
ARS è focalizzata sullo sviluppo di sistemi radar con antenne attive o passive, sistemi di
simulazione e modellazione
radar e sistemi radar a compressione di impulso
Il laboratorio ARS inoltre conduce studi su tecniche di pro-
cessazione dei segnali radar, ricerche
nel campo del Digital Beam Forming
Adattivo e nella caratterizzazione e discriminazione dei segnali radar attraverso il filtraggio Doppler.
Il Laboratorio di “Ricerca Fotonica &
Scienze Avanzate di Navigazione PRANS” conduce ricerca accademica di
base e ricerca applicata rivolta a trovare nuove soluzioni nel campo dei Sensori
per la Navigazione Inerziale e tecniche
di spettroscopia Laser. Le applicazioni riguardano principalmente, veicoli marini,
sottomarini, terrestri, sotterranei, aerei e
spaziali.
Al momento la ricerca si concentra sui giroscopi in fibra ottica di alte prestazioni, accelerometri ad altissima sensibilità,
sensori per la guida, navigatori inerziali
di altissima precisione e sistemi integrati di navigazione. Altre applicazioni riguardano tecniche laser e di spettrometria ottica, studio di modelli matematici e
algoritmi per la realizzazione di molte
funzioni di navigazione e guida.
Le risorse del laboratorio PRANS comprendono camere bianche con gli stru-
VTS Turchia - sito di Bozcaada
Sistema Inerziale FOG-100
menti di processo, laboratori e attrezzature di test oltre alla profonda esperienza
dello staff scientifico e ingegneristico.
Il Laboratorio di “Sistemi Elettro-Ottici
(EOS)” è stato creato nel 1998 con lo
scopo di sviluppare tecnologie e sensori
in grado di acquisire ed identificare oggetti, anche in condizioni di scarsa visibilità, sfruttando la radiazione infrarossa
dell’oggetto stesso.
Lo staff del centro EOS lavora a stretto
contatto con il laboratorio Il Laboratorio
di Ricerca Fotonica il quale è impegnato in ricerche su tecnologie laser, ottica
quantistica, sensori e in fibra ottica.
I campi in cui il Laboratorio EOS conduce le proprie ricerche e sviluppa nuove
tecnologie sono: Sensori infrarossi, Illuminatori laser , Sistemi ottici per sorveglianza e ricognizione, e Individuazione ed
acquisizione di bersagli.
Nel settore della sorveglianza il team
di ricercatori del Laboratorio EOS effettua ricerche e sviluppa tecnologie
come il LIDAR, analisi d’immagine, tecnologie di visione notturna e inseguimento bersagli.
L’impegno nella ricerca di soluzioni tecnologiche innovative e le collaborazioni
con diverse Università Italiane
hanno portato la GEM elettronica al raggiungimento di
diversi traguardi, non ultimo
il conferimento da parte della
S.I.F. (Società Italiana di Fisica)
del Premio “Guglielmo Marconi” per il “contributo originale
da un punto di vista scientifico
e manageriale nella progettazione e sviluppo di sorgenti laser innovative operanti nel vicino e medio infrarosso, basate
su cristalli fluoruri di elevata
qualità ottica drogati con opportune terre rare”.
Un partner affidabile e qualificato,
dalla progettazione alla realizzazione
del prodotto
Coniugare tradizione e innovazione, questa la
strategia di successo del Nuovo Mollificio Campano
I
nnovazione, competitività, flessibilità, sono i fattori che hanno determinato il successo di NMC Nuovo Mollificio Campano, azienda napoletana
che opera dal 1985 nella produzione e
progettazione di molle, tranciati, fili sagomati e, nella produzione di molle per
segmenti raschiaolio di cui è l’unica realtà italiana ad avere il know how. L’azienda è gestita direttamente dalla famiglia Capasso, e ciò assicura stabilità e
visioni a lungo termine.
L’azienda già alla seconda generazione, si è affermata nei settori Elettromeccanico, Aeronautico ed Automotive, diventando per alcune aziende partner
per processi speciali degli acciai, ottenendo qualifiche e certificazioni per lavorazioni su particolari aeronautici ed
automotive.
Nell’ottica di poter seguire il cliente dalla fase di progettazione al post
vendita, e competere nei mercati internazionali, NMC ha attuato un programma di innovazione tecnologica,
formazione, inserendo nei suoi reparti
produttivi oltre alla produzione di molle, anche aree dedite alla prototipazione; per cui è in grado di fornire da
un minimo di 10 pezzi fino alla produzione di serie.
Nell’ultimo anno ha ottenuto oltre alle
certificazioni già in essere ( ISO 9001ISO/TS 16949-ISO 14001-EN 9100),
la qualifica NADCAP e la qualificazione di processi speciali critici tra cui alcuni a specifiche Boeing. NMC ha da
poco iniziato la produzione di molle
con applicazione critiche realizzate in
titanio.
Nel piano di investimenti sono previsti acquisti
di macchinari produttivi
e, una forte espansione
su mercati internazionali, senza delocalizzazione ; NMC produrrà e resterà in Italia, dove ha le
proprie radici, da dove
ha cominciato; ed è sempre in Campania che ha
intenzione di espandere
la produzione nei prossimi anni. Per affiancare i clienti esteri, ha chiuso accordi con aziende di primaria importanza
che si occupano di logistica; questo al
fine di consentire un’alimentazione continua DLF delle linee produttive; in Italia invece, segue a richiesta la propria
clientela alimentando le linee secondo il
metodo KANBAN .
Flessibilità, qualità, costi, sono l’arma
vincente per le PMI del futuro; come imprenditori è il caso di dire...
Noi non molliamo mai.
www.nuovomollificiocampano.com
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
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INFORMAZIONE PROMOZIONALE
Speciale AZIENDE ITALIANE PER L’AEROSPAZIO, LA DIFESA E LA SICUREZZA - Aziende Eccellenti
Soluzioni avanzate di ingegneria della logistica Aerea: l’Italia che ancora sa volare
SIMAV: un operatore ad alta specializzazione nella progettazione,
implementazione e manutenzione di sistemi complessi
25
anni di storia, 34 uffici operativi, 20 attività in siti
internazionali e 700 dipendenti: queste in sintesi
le cifre principali di Simav, l’azienda del Gruppo Siram
specializzata nello sviluppo, progettazione, implementazione e gestione di servizi nei settori Industria - Oil &
Gas e Farmaceutica, Difesa & Aerospazio, Infrastrutture.
La combinazione di competenze uniche acquisite sul
campo, unite agli alti livelli di tecnologia e ai continui
investimenti in ricerca e sviluppo, fanno di Simav un
operatore di Logistica Integrata a tutto tondo in grado
di offrire soluzioni su misura, basate sulle specifiche esigenze dei
clienti. Nata nel 1987, dal 2006
Simav è parte del Gruppo Siram,
primo operatore in Italia nei servizi energetici e multi tecnologici
e parte di Veolia, leader a livello
mondiale nella gestione ottimizzata delle risorse ambientali. Oggi
Simav è presente capillarmente su
tutto il territorio nazionale ed ha un
presidio ottimale del mercato, con
una consolidata esperienza in:
• manutenzione e conduzione di
impianti industriali di tutti i generi, supporto alla produzione
e gestione integrata dei servizi agli edifici, agli spazi e alle
persone
• gestione e manutenzione di sistemi ed infrastrutture complessi quali aeroporti civili e aeroporti e basi militari, in Italia e all’estero
• efficientamento energetico e ambientale con approccio ecosostenibile, realizzazione, riqualificazione e manutenzione
di impianti energetici
• gestione completa della filiera, approvvigionamento, produzione e commercializzazione di biomasse liquide e solide.
LA DIVISIONE DIFESA E AEROSPAZIO
SIMAV, grazie ad una divisione aziendale interamente dedicata al settore della Difesa e all’Aerospazio è in grado di
supportare e gestire sistemi complessi sviluppando soluzioni
avanzate di ingegneria della logistica. Simav si propone con
un nuovo concetto di Global Service, offrendo un insieme di
servizi di assistenza tecnica e manutenzione specifici per il
settore militare. Il portafoglio include un’offerta completa di
servizi logistici: gestione di infrastrutture ed impianti, gestione della manutenzione degli AGE e GSE per l’Aeronautica
Militare, gestione e manutenzione di apparati e sistemi com-
plessi. In particolare, in
questo ambito Simav ha
potenziato la propria offerta attraverso molteplici
attività che spaziano dal
mantenimento, efficientamento e miglioramento
degli impianti e delle infrastrutture, al supporto
logistico integrato di sistemi complessi di comando e controllo, di radar, di telecomunicazione, di manutenzione ai mezzi di supporto agli aeromobili, con punte di eccellenza nei servizi di metrologia.
I progetti realizzati in ambito civile e militare coniugano le attività di supporto e manutenzione alle Infrastrutture (fabbricati,
impianti tecnologici, impianti speciali) con quelle di supporto
a mezzi e sistemi a terra (Ground Support Equipment, Aircraft
Ground Equipment, Sistemi di aiuto al volo e alla navigazione, etc..). Il modello di business è volto a completare l’attuale
offerta logistica con progetti (anche in regime di Project Financing) di efficienza e saving energetico, rispetto ai quali il
know how del Gruppo Siram e Veolia rappresenta un valore
aggiunto ed esperienziale di riferimento nei segmenti di mercato presidiati, con notevole beneficio per gli Stakeholder.
Tra le esperienze e referenze più significative in questo settore
Simav vanta enti quali Aeroporti di Roma e Aeroporti di Napoli in ambito civile, Aeroporti Militari di tutto il territorio italiano dove l’azienda svolge attività di manutenzione infrastrutturale e di supporto logistico ai GSE delle linee di volo (AMX,
EFA, JSF, C27J, C130).
www.simav.it
La realtà difende la sua “italianità” e propone novità interessanti per il settore
I
l 2014 ha rappresentato
una tappa importante per
AEREA SpA, società che opera da decenni nel settore aerospaziale. Il 27 giugno, infatti, è stato inaugurato a Turate
(Como), il nuovo stabilimento:
si tratta di un complesso accuratamente studiato, capace di
unire una razionale organizzazione dei locali e degli impianti a un design moderno,
accattivante e che introduce il
visitatore in un mondo di alta
tecnologia.
La società Aerea fu fondata nel 1927. All’inizio degli
anni settanta era ormai avviata al declino. Nel 1974
l’ingegner Mantovani ne rilevò la proprietà, riorganizzandola e indirizzando
l’attività verso un settore di
nicchia complesso ma che
offriva opportunità di mercato, arricchendo l’Italia di una
tecnologia che non aveva:
la produzione di sistemi per
il trasporto o il rilascio carichi da aerei ed elicotteri. Fin
dall’inizio, gli sbocchi furono
soprattutto sui mercati internazionali, prima in Germania, poi negli Stati Uniti. Dalla seconda metà degli anni
settanta si è specializzata
nella progettazione, sviluppo, produzione, manutenzione e supporto logistico
di equipaggiamenti per
velivoli ad ala fissa e ad
ala rotante quali travetti
porta carichi, sistemi di
sospensione e lanciatori
a rotaia. Tutti i prodotti della società sono attualmente basati su progetti propri o sviluppati
attraverso programmi di
collaborazione internazionale in forma pariteti-
La sede di Aerea Spa di Turate (CO), in via Carlo Cattaneo 24
ca, per soddisfare specifiche
richieste dei clienti.
I criteri salienti di AEREA sono
fondati su un trinomio: primato di prodotto, primato di processo, indipendenza.
AEREA è presente con i propri prodotti in quasi tutti i programmi (EF2000, AV-8B Harrier II Plus, AMX, MB339…)
ed è stata selezionata sin
dall’inizio per la partecipazione diretta al programma F35
JSF (Joint Strike Fighter).
Una quota rilevante della produzione è destinata anche al
settore dell’ala rotante, con
forniture alle maggiori industrie elicotteristiche del mondo, tra cui AgustaWestland e
Anticipare e neutralizzare minacce in continua evoluzione tecnologica
Dal 1978 attiva
anche in Germania
Elettronica, fondata nel 1951, è uno dei leader europei nella produzione di apparati per la Difesa Elettronica
U
na storia di altri tempi, quella di Elettronica. Storia di una
realtà costellata di persone che
hanno contribuito a costruirla e a
imporla nel panorama nazionale
e internazionale. Elettronica nasce a Roma nel 1951 e da allora persegue una politica di eccellenza volta a soddisfare i sempre
più complessi e articolati requisiti
imposti dalle logiche del mercato.
La nicchia nella quale opera questa azienda, la difesa elettronica, è
forse poco nota ai più, ma sicuramente fondamentale per la sicurezza dei Paesi che se ne avvalgono.
Proprio per questo motivo è importante mantenersi al passo con
i tempi, con questa tecnologia che
avanza alla velocità della luce.
Investire nelle risorse, ingegneri
e tecnici altamente specializzati, è uno dei pilastri del management di Elettronica. Per riuscire a
impiegare le fervide menti che le
Università italiane coltivano, Elettronica ha instaurato diverse collaborazioni, per incentivare il talento e contribuire a mantenere
viva la voglia di lavorare nel nostro Paese.
“Siamo giunti a un punto di svolta, - spiega l’Ing. Enzo Benigni,
President & CEO - stiamo mettendo in atto nuovi processi, applicando metodologie di business
innovative, favorendo un fisiologico ricambio generazionale. Abbiamo un know how invidiabile,
custodito dai veterani della nostra
Eurocopter Deutschland, oggi
Airbus Helicopter.
La presenza su diverse piattaforme (A109, A129, AB206,
AB212, AB412, BO-105,
EC.635, Lynx, Sea Lynx,
H-520,
EH-101/AW101,
AW139, AW149, AW159
ed NH- 90) rappresenta per
la società una notevole opportunità, diversificando la
clientela e permettendo ampia possibilità di successo sul
mercato.
Nella logistica, l’azienda di
Turate ha sempre assicurato
l’assistenza tecnica post-vendita necessaria al mantenimento in efficienza dei propri
prodotti nei Paesi acquirenti.
E
L’ing. Enzo Benigni - Presidente & CEO
azienda, che va trasmesso e infuso nelle giovani leve”.
La padronanza dei propri mezzi, di una tecnologia allo stato
dell’arte e all’avanguardia, rappresenta per Elettronica un punto
di forza da preservare.
I risultati che sono stati raggiunti
in questi sessanta e più anni di attività sono lo specchio di un lavoro volto alla ricerca del più alto
livello di qualità: specializzare,
miniaturizzare, espandersi.
Grande valore alle risorse umane,
innanzitutto, con una politica di
welfare che si pone come obiettivo la creazione di un ambiente
sempre più “familiare”, nonché di
favorire la conciliazione tra casa
e lavoro, specialmente per i genitori. “Dobbiamo entrare nell’ottica
delle grandi aziende, ottimizzare
ELTogether (evento in Elettronica per i dipendenti)
ancor di più la cura che abbiamo
sempre dimostrato ai nostri dipendenti, perché da una maggiore
tranquillità non può che scaturire
maggiore produttività” afferma
Enzo Benigni.
L’ottimizzazione delle risorse e
della loro gestione si riflette sul lavoro di tutti i giorni.
Elettronica può vantare progressi sostanziali in tutti i settori di
sua competenza, anche grazie
a queste nuove linee di business.
“Rafforziamo quotidianamente il
nostro core business, studiando
nuove soluzioni, per rispondere in
maniera sempre più competitiva
ai requisiti dei clienti e del mercato stesso. Un ruolo di fondamentale importanza è rivestito dal sostegno e dalla collaborazione con
Forze Armate e Istituzioni italiane
ed estere”.
Elettronica è una piccola azienda,
ma altamente specializzata e preparata: le sue soluzioni spaziano
da singoli sistemi stand alone a
soluzioni integrate per la autopro-
Nuova Area Produzione
tezione di piattaforme avioniche,
marittime e terrestri in scenari operativi differenti.
“Riusciamo a operare in aree di
rischio, sia a livello di sorveglianza, di intercettazione che di contromisura attiva” racconta Enzo
Benigni. “Questa capacità, unita a una grande versatilità e alla
evoluzione verso la miniaturizzazione, ci pone ai primi posti tra
le aziende che operano nel nostro
settore”.
Non bisogna mai abbassare la
guardia, però. Oltre a mantenere
questo primato, Elettronica è stata lungimirante nel suo approccio
al mondo Cyber, dal quale emergono, oramai quotidianamente,
evidenti problematiche. “Abbiamo sempre investito molte risorse
nella Ricerca e Sviluppo - continua
Enzo Benigni - e continuiamo a innovare anche le nostre tecnologie
di base, quali infrarosso e comunicazioni, applicando un processo di strategia che ci consenta
di capire in anticipo quali siano
le novità da mettere sul mercato.
Possiamo così imparare a comunicare pur parlando lingue diverse:
questo è un po’ il senso del connubio che stiamo mettendo in atto,
quello tra Electronic Warfare e il
mondo Cyber”.
Il Cyber Space si aggiunge come
dominio a quelli tradizionali, affianca ed esalta la EW, spingendola a un livello qualitativamente
e quantitativamente più performante.
Dal punto di vista operativo la
sinergia si attua con una conver-
genza tra spettro elettromagnetico
e sistemi operativi che utilizziamo
ogni giorno: computer, cellulari,
tablet. Nell’era della comunicazione, riuscire a connettere e a
far parlare più piattaforme vuol
dire raggiungere una completa situation awareness e poter intervenire direttamente a disturbo dello
spettro, ma, al contempo, esporsi
ad attacchi cibernetici. La vulnerabilità delle reti, unita alla mole
di informazioni di dati eterogenei
che trasmette, richiede una capacità di analisi differente da prima.
La nuova società, denominata
CY4Gate e partecipata da Elettronica al 70%, opererà nel campo
della Cyber EW e dell’Intelligence, potendo contare sui software
sviluppati dalla Intelligence Division di Expert System, culla di
esperti di Open Source Intelligence (OSInt), e sui sistemi di difesa
di Elettronica.
CY4Gate sarà in grado di fornire
una completa gamma di soluzioni
per ottenere una innovativa, veloce e strutturata analisi di flussi di
dati non uniformi, la protezione
integrale delle moderne reti netcentriche e delle loro informazioni
e la difesa attiva contro ogni tipo
di minaccia informatica. Ciò si
tradurrà in strumenti all’avanguardia in grado di affrontare con successo la crescente complessità dei
moderni scenari operativi tramite
capacità di data fusion, analisi
e contromisure, quindi un importante supporto per gli operatori di
guerra elettronica e dell’intelligence, nonché per le forze di polizia.
Accanto alla padronanza delle tecnologie e dei processi
produttivi, un’altra componente della strategia cui la società
ha tradizionalmente improntato la propria azione è l’attenzione alle condizioni e alle regole dei diversi mercati, che si
traduce in flessibilità nei confronti del cliente, apertura alle
collaborazioni e adeguamento alle esigenze particolari.
Il fatturato di AEREA è cresciuto negli ultimi dieci anni e si è
attestato su una cifra superiore ai 30 milioni di euro annui.
Circa l’85% dei ricavi è realizzato verso l’estero, segnatamente con forniture verso Paesi europei e NATO. Il numero
degli addetti ha raggiunto circa le 120 unità. E proprio al
personale dedica particolare
attenzione la proprietà che si
sente fortemente legata al territorio e all’Italia. In un periodo come quello attuale, dove
il lavoro degli imprenditori è
ostacolato dalla burocrazia
e dalla scarsa competitività
del sistema Italia, dove buona
parte delle industrie in grado
di farlo non perde l’occasione
per delocalizzare all’estero,
AEREA ha voluto rimanere in
Italia. “L’azienda rimane qui.
Perché è italiana e qui siamo
nati. L’Europa e la NATO devono essere considerati
ormai mercati domestici.
Resta l’amara constatazione che anziché rendere più fluide le transazioni in queste aree,
l’Italia, abbia sempre più
reso articolate e onerose
le operazioni volte alla
competitività”, ha concluso l’ingegner Silvano
Mantovani.
www.aerea.it
lettronica GmbH, controllata di
Elettronica in Germania, nasce
nel 1978, per coprire al meglio
un’esigenza derivante dai grandi programmi di cooperazione
europea ai quali l’azienda romana stava prendendo parte. Il suo
rilancio, sia in termini tecnologici
sia di risorse, rappresenta il naturale prosieguo di ciò che sta avvenendo nella sede di Roma. Sono
state approntate tre nuove linee
di Business, rese immediatamente operative: la prima prevede lo
sviluppo e la produzione di schede digitali ad alto contenuto tecnologico; la seconda si occupa
di progettazione e integrazione
di sistemi avanzati in applicazione Homeland Security e A&D; la
terza è relativa a prodotti di validazione, test e training di sistemi complessi Radar e Electronic
Warfare. “Dal lancio sul mercato, avvenuto il 18 Marzo 2015
a Meckenheim, sono molti i risultati ottenuti - spiega Alessandro
Ercolani, Vice President & Chief
Restructuring Officer - È stato acquisito un contratto per lo sviluppo
di un’applicazione di Homeland
Security in Middle East. Prosegue
con successo lo sviluppo dell’Electronic Warfare Simulator, la suite della German Navy unica al
Mondo e, soprattutto, abbiamo
aperto un nuovo mercato in campo Telco”.
Grazie a una partnership industriale con un importante gruppo
italiano, la Compel, in forte crescita in diversi campi industria-
Facendo leva sulla continua ricerca dell’eccellenza, insita nel proprio DNA aziendale, Elettronica
ha acquisito la piena padronanza
e il completo controllo delle tecnologie sviluppate e implementate
nei propri prodotti, ai quali si associa il vantaggio esclusivo di una
li, Elettronica GmbH sta già lavorando per supportare tutta la
componente produttiva del digitale di importanti player del settore come Alcatel. Recentemente
è stato siglato un importantissimo
accordo per fornire, sempre in sinergia con Compel, il Centro di
Ricerca italiano di Huawei, considerato tra i più avanzati al mondo per le nuove sfide in campo di
comunicazione. I successi, come
spiega Ercolani “sono il frutto della nostra nuova visione che punta
all’eccellenza, all’innovazione e
alla tecnologia con un piano industriale solido, che vede in Elettronica GmbH un partner a valore aggiunto del mondo industriale
europeo”. Una testimonianza del
buon lavoro svolto è la candidatura di Elettronica GmbH come
migliore azienda straniera tra le
12000 presenti nella Renania
Settentrionale-Vestfalia, la più ricca e popolosa Regione della Germania. Una competizione importantissima con le più grandi realtà
industriali a livello mondiale presenti nel territorio, che conferma il
nuovo corso aziendale.
Il Presidente e AD Enzo Benigni è
stato invitato all’Economics Forum
dal titolo “Germania e Italia: la
digitalizzazione e l’innovazione
nell’Economia“ che si terrà a settembre a Milano, per presentare
il piano industriale di Elettronica
GmbH come caso di visione imprenditoriale italiana insieme al
Ministro dell’Economia tedesco
(NRW) Garrelt Duin.
società front-line, sia da un punto di vista tecnologico che operativo, un’azienda che continua a
credere nel proprio core business
e si proietta nel futuro con la consapevolezza e l’esperienza del
suo passato.
www.elt-roma.com
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
25
INFORMAZIONE PROMOZIONALE
Speciale AZIENDE ITALIANE PER L’AEROSPAZIO, LA DIFESA E LA SICUREZZA - Aziende Eccellenti
Pietro Rosa TBM alla
conquista del mercato
dell’Aerospazio
Una solida realtà con 130 anni di storia
nella lavorazione del metallo
F
ondata nel 1887 per la produzione di attrezzi per l’agricoltura prima e di coltelleria dopo, Pietro Rosa TBM e’ oggi un’azienda specializzata nella progettazione, nell’ ingegneria e nella
produzione di componenti “mission critical” per turbine terrestri e
aeronautiche e per aerostrutture in acciaio , titanio, nickel, alluminio e altri materiali esotici.
La sede è a Maniago ( PN ), dove si trovano il “Technology Campus”, con un importante team di ingegneri di 4 nazionalità diverse, e tre stabilimenti produttivi che coprono un’area di 25.000
mq. Oltre all’Europa,l’azienda offre la sua presenza commerciale
anche in USA, India , Cina, Giappone e Corea.
Grazie a un ambizioso piano di sviluppo, l’azienda prevede di
raddoppiare il fatturato entro il
2020 grazie a contratti a lungo
termine già sottoscritti con primari clienti dell’ Aerospazio e Difesa
nelle principali piattaforme motoristiche.
Pietro Rosa TBM investe ogni
anno in Ricerca e Sviluppo e in
tecnologia circa il 10% del proprio fatturato, favorendo così lo
sviluppo di nuovi processi / prodotti, nonché una crescita che negli ultimi dieci anni ha registrato una media del 15% all’anno. Oltre 25 anni di collaborazione con le maggiori Università e centri
di ricerca internazionali hanno permesso di costruire una solida
proprietà intellettuale nelle tecnologie di formatura a caldo, nelle
lavorazioni per asportazione di truciolo e nelle tecnologie di saldatura laser sotto vuoto, nonché di brevettare con successo alcune
idee e soluzioni altamente innovative.
Pietro Rosa TBM dispone oggi di tutte le certificazioni necessarie a
operare nel settore aeronautico a cui si è aggiunta, di recente, la
OHSAS 18001 in materia di salute e sicurezza negli ambienti di
lavoro. Negli ultimi anni ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti da
parte di importanti clienti internazionali dell’aerospazio a conferma dell’affidabilità di un’azienda italiana che esporta nel mondo
oltre il 95% del proprio fatturato. Ulteriori informazioni sul sito
della società: www.pietrorosatbm.com
L’aria è un materiale robustissimo.
Aero Sekur lo conferma con i suoi prodotti
I
l gruppo Aero Sekur fattura circa 45 mln€
e impiega 240 dipendenti, distribuiti tra
la sede principale di Aprilia (LT) e quelle
di Caselle Torinese, Arenzano (GE) - dove
opera la controllata Sekur Sistemi, specializzata in impianti di filtrazione anti - CBRN
e avanzati sistemi di condizionamento d’aria per il supporto a terra degli aeromobili
- e San Pietro Infine (CE).
Negli USA, in Florida, è basata Aero Sekur
Inc., società del gruppo dedicata alle attività di MRO per il Nord America.
La fornitura di sistemi integrati di galleggianti e zattere di emergenza ad AgustaWestland e Airbus Helicopters rappresenta la quota più significativa delle
vendite del gruppo. Ad oggi, circa 800
sono le installazioni a bordo di elicotteri quali l’AW109, AW169, AW139,
Sistema
integrato di
galleggianti
e zattere di
emergenza
per l’AW189
AW189 e H175.
Un’ulteriore, importante, linea di prodotto è rappresentata dai serbatoi carburante flessibili di tipo autostagnante e antiurto, per installazione su aeromobili ad ala
fissa e rotante. Aero Sekur è presente nel
programma F-35 con il proprio sistema di
hangar gonfiabile per la manutenzione del
velivolo, composto da un Localized Enclosure e da un Environmental Control Unit.
La produzione avviene nello stabilimento di
San Pietro Infine, appena inaugurato, dove
sono state assunte 35 unità, e in quello di
Arenzano, dove lavorano 15 addetti.
Il settore della difesa è altrettanto strategico
per Aero Sekur. La società, nell’ambito del
progetto FORZA NEC, fornisce la maschera e la tuta anti-CBRN, il giubbetto e l’elmetto balistico. Il settore spaziale rappresenta
la nicchia di eccellenza tecnologica per
Aero Sekur. Il recente successo della missione ESA IXV, equipaggiata con un recovery system progettato e prodotto nello stabilimento di Aprilia, costituisce la conferma
dell’affidabilità dei sistemi di emergenza e
recupero di Aero Sekur, tanto da aver convinto l’ESA a scegliere i paracadute della
società per le prossime missioni ExoMars
del 2016 e 2018. www.aerosekur.com
Mecaer Aviation Group: tecnologia e stile
Alcuni significativi programmi acquisiti nell’ultimo anno
Bell 429 MAGnificent
M
ecaer Aviation Group
(MAG) ha recentemente
portato a certificazione il nuovo interior VVIP “MAGnificent “
per l’elicottero Bell 429 e ne ha
sviluppato per intero lo stile, la
progettazione, la produzione
e l’allestimento. Lo stile, protetto da brevetto, è stato ideato
dall’interior center dell’azienda
(MAG Design Studio) ed ha ottenuto un importante riconoscimento internazionale per il design e la produzione (Red Dot
Award 2014).
L’esperienza MAG nel settore della personalizzazione di
interni di elicotteri per diverse
missioni (Corporate, Oil and
Gas, HEMS, VIP) è più che decennale e comprende non solo
la parte estetica ed ergonomica
degli interni, ma anche tutte le
tecnologie che sono necessarie
per il miglior comfort dei passeggeri durante il volo. MAG
progetta, certifica, realizza ed
installa tutto l’interno di cabina,
dagli impianti ad esso associati
(elettrico e di illuminazione, comunicazione e controllo cabina, condizionamento, idraulico
ed abbattimento del rumore) ai
componenti in esso inclusi, quali ad esempio i mobiletti, le poltrone, le galley, le lavatory, i vetri elettrocromici, ecc.
Per molte delle tecnologie,
MAG possiede prodotti pro-
prietari e/o brevetti, quali ad
esempio il SILENS per l’abbattimento del rumore in cabina e
l’IFEEL per la gestione delle comunicazioni e delle funzionalità di bordo.
Nelle oltre mille realizzazioni effettuate, MAG ha utilizzato materiali tecnologicamente
avanzati, sui quali svolge una
continua attività di ricerca e sviluppo anche con il supporto di
Università.
La Bell Helicopter ha deciso di
inserire il MAGgnificent come
linea VVIP nel catalogo commerciale Bell. Sullo stesso velivolo inoltre, MAG realizza il
nuovo carrello di atterraggio
retrattile.
Il rapporto di collaborazione
con la Bell è consolidato anche
su altre piattaforme, quale l’elicottero Bell 525, di dimensioni
di gran lunga superiori al 429,
per il quale MAG realizza sia
l’intero sistema di atterraggio
che gli interior.
Anche per Airbus Helicopters, in particolare per l’H160,
MAG fornisce sia il carrello di
atterraggio che la progettazione degli interior.
BELL 505 JET RANGER
Comandi di volo
Il “Jet Ranger” è un elicottero per il quale si prevede una
grandissima diffusione. MAG
ne ha progettato e realizzato l’intera catena dei comandi
di volo, i servocomandi e l’impianto idraulico. Tali sistemi,
già installati sul prototipo, sono
attualmente in fase di test presso il laboratorio di Borgomanero, per consentirne la certificazione.
Nel sito di Borgomanero sono
oggi in test molte tipologie di
attuatori elettromeccanici avanzati, la cui ricerca è stata fatta
in collaborazione con le Università di Torino e di Milano, utilizzando fondi regionali. MAG è
capofila per questi progetti che
coinvolgono anche piccole e
medie Aziende.
Lo stabilimento di Borgomanero progetta, certifica e produce,
tra gli altri, comandi di volo e
damper per gli elicotteri Agusta
Westland e le aste per il sistema comandi dell’Airbus H160,
dell’elicottero coreano KHP Surion e per il Piaggio P180.
H145 Elisoccorso (HEMS)
Oltre al rapporto con i costruttori di velivoli, MAG ha rapporti diretti anche con operatori
di elicotteri quale, tra gli altri,
INAER, appartenente al gruppo Avincis (Babcock), il maggior gruppo di servizi elicotteristici europeo. Per INAER,
MAG ha sviluppato ed installato un nuovo KIT di componenti
di interior HEMS. Il KIT è stato
LOGIC: tradizione e innovazione al
servizio dell’eccellenza aerospaziale
4 famiglie di prodotti e soluzioni ad alta affidabilità per l’elettronica avionica
U
n know-how di oltre 50
anni nello sviluppo, nella produzione e nella vendita di equipaggiamenti avionici all’avanguardia per i più
importanti costruttori mondiali nel settore aeronautico.
Questa è LOGIC, una società
lombarda con sede a Cassina de’ Pecchi, presieduta da
Maria Grazia Santambrogio
e fondata nel 1962, con cento persone e 23,3 milioni di
fatturato a fine 2014 (più del
15% rispetto al 2013). In più
di mezzo secolo di attività
LOGIC ha accumulato esperienze su ogni tipologia di
applicazione elettronica per
la produzione di sistemi di
bordo sia per elicotteri che
aeroplani.
LOGIC è in grado di supportare il cliente in tutte le fasi
della vita del prodotto, dalla
stesura della specifica tecnica
alla qualificazione, dalla produzione a tutte le attività post
vendita, supportando ogni
specifica esigenza. In particolare, la Società studia e
sviluppa software e hardware di ultima generazione, si
occupa della progettazione
meccanica dei pezzi, realizza prototipi e qualifica i propri prodotti secondo le specifiche più rigorose come la
DO 254 e la DO 178 fino al
livello A; effettua test ambientali con macchinari all’avanguardia e progetta prodotti
finiti chiavi in mano. Per fare
ciò, LOGIC investe costantemente in ricerca (circa 10%
del fatturato) e può contare su
risorse qualificate di ingegneri con una comprovata com-
petenza nel settore aeronautico che garantiscono tutte le
fasi del processo produttivo e
sviluppano soluzioni sempre
più avanzate e al passo con
l’evoluzione del mercato.
LOGIC ha partecipato a numerosi programmi aerospaziali e di difesa, per citare
solo quelli più famosi: la realizzazione degli elicotteri
pesanti da trasporto (Boeing
CH47 ed Agusta EH101); la
numerosa famiglia “Eurocopter” (EC135/145/225/725,
NH90); l’H46 della Marina.
Ha contribuito alla realizzazione dei sistemi avionici di
velivoli come EFA, M346,
A400M, Mirage, Rafale, droni UAV, ATR e l’executive PC12. Vanta clienti prestigiosi in
tutto il mondo tra i maggiori
produttori di elicotteri ed aerei, in particolare negli Stati
po dell’elettronica per sistemi
avionici, LOGIC rappresenta
un’eccellenza che ha saputo
coniugare tradizione e innovazione, sviluppando negli
anni una vasta e variegata
gamma di prodotti, oggi organizzata in quattro principali linee. La prima è “Cockpit
& Processing”, sistemi semplici e complessi di strumentazione di bordo e ruggedized
display AMLCD con un’interfaccia user friendly; la seconda famiglia di prodotti è
denominata “Fuel Management” e riguarda i sistemi di
misurazione e gestione carburante in grado di misurare
e gestire il carburante fino a
soluzioni per il completo sistema. LOGIC è leader in Italia
in questo comparto. La terza
famiglia è “Electromechanical Actuation” e riguarda i
Sede Logic S.p.A.
De-Icing Controller
Uniti d’America, in Europa,
in Giappone e in Sud Corea,
con una prospettiva di espansione commerciale anche in
India e America del Sud. Forte della propria esperienza di
decenni e insieme ai nuovi e
più moderni sviluppi nel cam-
fornito per la versione elisoccorso dell’H145 di Airbus Helicopter, entrato recentemente in
servizio in Italia e per il quale
MAG è stata la prima azienda
in Europa a certificare il KIT.
La progettazione e la produzione di questa versione è stata sviluppata nel sito di Monteprandone, dove vengono effettuate
anche le manutenzioni complete di elicotteri e dove, grazie ad
una pista privata di 1800 metri, sarà possibile prevedere un
ulteriore sviluppo nell’ala fissa.
CARRELLO ALA FISSA, TEST
A Borgomanero si stanno inoltre completando i test sul sistema di atterraggio del velivolo addestratore turco
“Hurkus”.
Lo Stabilimento di Montreal è il principale centro per i sistemi di atterraggio. Qui si progettano, si producono
e si supportano in esercizio sistemi di
atterraggio per velivoli ad ala rotante
e, riguardo all’ala fissa, per trainer e
light jet. Il sistema comprende le gambe, l’attuazione elettromeccanica o
idraulica, ruote, freni, control panel e
altro. Si producono inoltre, grazie ad
un contratto con UTAS, tutti i carrelli
anteriori ed altri componenti per vari
modelli Gulfstream, compresi quelli di
maggiore dimensione come per esempio il G650. UTAS (ex Goodrich) è
un’azienda del gruppo UTC, con la
quale MAG ha una collaborazione
che dura da oltre 12 anni e che ha
consentito a MAG di progettare e produrre anche lo steering manifold del
carrello principale dell’Airbus A380.
Proposal for Embraer E170 VIP cabin
AW139 VIP COMPLETION
Di recente è stato realizzato
ed allestito il primo completion
di un AW139 VIP nello stabilimento di Hagerstown in Maryland (USA). MAG Inc. ha
realizzato non solo gli interni
ed i sistemi associati, ma anche la verniciatura della livrea
esterna e tutte le attività per la
messa in volo e la consegna al
Cliente finale. L’azienda americana ha anche un insediamento a Philadelphia dove effettua
le attività di installazione di
interior per Agusta Westland.
Entrambi i siti, in aree aeroportuali, svolgono inoltre attività di manutenzione, p.e. per
New Jersey State Police e per
Maryland State Police.
sistemi di azionamento elettromeccanico e quelli di controllo motore per i quali la Società ha ricevuto per quattro
anni consecutivi il prestigioso “Performance Excellence
Award” da parte di Boeing
e nel 2015 un ulteriore riconoscimento “Gold” facendola rientrare nei 119 migliori
fornitori al mondo su 30.000
imprese. Un traguardo che testimonia gli elevatissimi standard qualitativi della Società
e che stimola ancora di più
LOGIC a migliorare anno
dopo anno.
La quarta linea di prodotti è
rappresentata da “Power Management & Control”, uno
spettro completo di soluzioni
che assicurano una gestione
intelligente della potenza elettrica distribuita tra i sistemi
avionici. Infine, grazie ai laboratori dotati delle più moderne tecnologie di testing,
LOGIC è in grado di effettuare test meccanici accurati simulando vibrazioni, test
su temperatura, di altitudine,
nebbia salina e EMC/EMI.
DIVISIONS
BUSINESS
LINES
Actuation & Landing Systems
•
•
•
•
Actuation & Flight Control Systems
Landing Systems
Hydraulic Systems
Damping Systems
Design and Production of Kits
Cabin Comfort System
Cabin Interior System
Design and Production of Kits
Aircraft Services
• Installed Kit
• Style Design
• Mission Customization & MRO
Product Related Services
PRODUCTS
SITES
Laval (Canada)
COMPANIES
MECAER America Inc.
LINEE DI BUSINESS
Secondo l’Ingegner Brun,
A.D. di Mecaer Aviation
Group, “l’insieme delle competenze tecnologiche nelle
quattro linee di business (Sistemi di atterraggio, Attuazione e Comandi di volo,
Cabin Comfort Systems, ed
Aircraft Services), sviluppate
negli ultimi 20 anni, con investimenti in ricerca e sviluppo
di oltre 100 mln di €, ha consentito a MAG di raggiungere un fatturato 130 mln di €,
Borgomanero (Italy)
Monteprandone (Italy)
Mecaer Aviation Group S.p.A.
con una significativa diversificazione di portafoglio Clienti
e di area geografica, e consentirà di raggiungere circa
200 mln entro il 2019. Inoltre, le stesse competenze, che
ad oggi sono maggiormente
impiegate per l’ala rotante,
consentiranno un ulteriore
sviluppo dell’Azienda. Infatti, attraverso significativi investimenti, intendiamo estendere la nostra presenza nel
settore dell’ala fissa (business
jet, addestratori ed unman-
Roma (Italy)
Monteprandone, Vergiate (Italy)
Philadelphia, Hagerstown (USA)
MAG Inc.
SAT S.p.A.
ned), che oggi rappresenta
solo il 15% del nostro fatturato e che, rispetto al settore
elicotteristico, è un mercato
di dimensioni molto maggiori e per il quale tutte le fonti
concordano nel prevedere un
trend in aumento. In questo
settore, Mag Design Studio
ha già sviluppato delle soluzioni di stile per un velivolo
VIP di Embraer ed ha vinto un
premio per un concept sviluppato partendo da un velivolo
tipo ATR”. www.mecaer.com
26 Norme e tributi
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
EDILIZIA E TERRITORIO
www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com
Impianti termici. Ricade su proprietario, inquilino o amministratore condominiale la responsabilità di errori nella compilazione
Libretto unico ma non per tutti
Seguono le regole nazionali 15 Regioni, nelle altre può servire un modello per ogni apparecchio
PAGINA A CURA DI
Silvio Rezzonico
Maria Chiara Voci
pLo Stato ha semplificato. E ha
varato un modello unico che permette - a chi in casa ha più impianti per il riscaldamento e/o
per il raffrescamento - di compilare un solo documento per tutti,
completo di diverse schede. Alcune Regioni, però, hanno introdotto regole locali: con il risultato che, a un anno e mezzo dalla
norma statale (Dm 10 febbraio
2014 in applicazione del Dpr
74/2013), c’è chi ha una modulistica diversa da quella nazionale
e chi di libretti continua a chiederne uno per ogni apparato presente nel fabbricato.
Da un lato ci sono 15 tra Regioni e province autonome che hanno deciso di attenersi alla normativa nazionale sul libretto
unico. Dall’altro, ci sono le eccezioni che vanno dall’Emilia Romagna al Piemonte, dal Veneto
alla Lombardia. Fino all’estremo
della Provincia di Bolzano che,
nei mesi scorsi, ha fatto circolare
un documento d’intenti dove
viene messa in discussione l’esistenza stessa del libretto, considerato “inutile”, perché in Alto
Adige esiste una disciplina locale sulla sicurezza degli impianti
(Lp 18/1992).
In questo caso, la complessità
delle discipline locali ricade direttamente anche sull’utente finale, e non solo su tecnici e installatori. Perché – stando al Dpr
74/2013 – l’obbligo di predisporre
il libretto d’impianto, compilandolo secondo i nuovi modelli,
spetta al proprietario di un alloggio o all’inquilino (anche quando
ha ereditato la gestione di un impianto esistente) o all’amministratore per una caldaia centralizzata condominiale.
Per questo, tocca al cittadino
sapere che in Emilia Romagna
occorre compilare un libretto
per ogni impianto presente in casa (ma con una serie di distinguo
sulle potenze, che costringono
anche chi non è esperto a confrontarsi con una norma davvero
complessa). E ancora, tenere
conto, come spiega Giovanni Maj
della società di formazione etraining «che nel libretto emiliano bisogna indicare obbligatoriamente anche il numero dell’attestato di prestazione energetica e i
codici Pdr (o punto di riconsegna) e Pod (o point of delivery).
Sono codici, rinvenibili in bolletta, che vengono assegnati a ciascuna utenza rispettivamente dai
distributori di gas in rete e dalla
aziende di fornitura di energia
elettrica».
Stessa situazione in Veneto
(dove non è richiesto però il
LA PAROLA
CHIAVE
Libretto di impianto
7 Il libretto di impianto è la
“cartella clinica” dell’impianto
(sia esso un sistema per
il riscaldamento invernale che
per il raffrescamento estivo).
Segue l’impianto dalla prima
accensione fino a fine servizio e
successiva demolizione. Sul
libretto vengono registrate
tutte le modifiche, sostituzioni
di apparecchi e componenti, gli
interventi di manutenzione e
di controllo, i valori di
rendimento nel corso della sua
vita utile ed i cambi di
proprietà.
Pod) e in Lombardia: qui per gli
impianti sotto i 5 kW si segue la
regola nazionale (nessun libretto) e così anche per i condizionatori sotto i 12 kW (al contrario di
ciò che accade nel resto d’Italia).
E dove, anziché indicare Pdr e
Pod, bisogna invece ricopiare il
codice di targatura rilasciato
dall’installatore o dal manutentore al momento del controllo
dell’apparato (nel caso non sia
ancora assegnato, viene apposto
dopo la prima verifica dei fumi).
Al contrario, in Piemonte, oltre
ad Ape, Pod e Pdr, è richiesta anche la misurazione dei valori di
emissione degli ossidi di azoto, i
cosiddetti NOx. «Una prassi –
prosegue Maj – non prevista dalla norma in materia, peraltro recentemente aggiornata con le
Uni 10389-1 del 2009 e che comporta l’utilizzo di strumenti più
sofisticati da parte dei tecnici
manutentori. Con l’aggravante
che, laddove si trovino valori di
NOx superiori ai limiti imposti
nella sola regione Piemonte,
non resta che sostituire l’apparecchio visto che non è possibile
intervenire sul generatore di calore per ricondurre gli inquinanti sotto le soglie stabilite».
Tutto, infine, si riflette nella
pratica. Poniamo il caso di una casa con un impianto composto da
caldaia a gas con produzione di
acqua calda sanitaria (sotto i 35
kW); sistema di condizionamento domestico (dual) split da 2 kW;
caldaia a pellet da 16 kW. Secondo la norma nazionale, il libretto è
unico, con una scheda per ciascuno dei tre sistemi. Ma in Lombardia, dovranno essere predisposti
due libretti (perché per i condizionatori sotto una certa potenza
non è richiesto il libretto) mentre
in Emilia Romagna e Veneto i libretti dovranno essere tre.
Il quadro
01 ABRUZZO
Legge appena approvata in attesa
di pubblicazione sul Bur (Pdl
34/04)
Libretto: unico
Catasto impianti: non attivo ma
previsto
02 BASILICATA
Normativa nazionale
Libretto: unico
Catasto impianti: non attivo
03 CALABRIA
Normativa nazionale
Libretto: unico
Catasto impianti: non attivo
04 CAMPANIA
Normativa nazionale
Libretto: unico
Catasto impianti: non attivo
05 EMILIA ROMAGNA
Dgr 1578/2014
Libretto: un libretto per ogni
sottosistema di generazione,
la cui compilazione va
valutata in funzione della
situazione impiantistica (si
veda la Guida alla
compilazione del Criter);
inserimento obbligatorio nel
libretto degli estremi Ape e
dei codici Pdr e Pod
Catasto impianti: non attivo ma
previsto sistema informatico
Criter
08 LIGURIA
Dgr 1673/2014
Libretto: unico
Catasto impianti: non attivo
14 SARDEGNA
Dgr 1872/2014
Libretto: unico
Catasto impianti: non attivo
09 LOMBARDIA
Dgr 5027/2014
Libretto: un libretto per ogni
sistema di riscaldamento o
condizionamento (eccetto che
sotto i 5Kw per il caldo e sotto i 12
kW per il freddo); targatura
regionale degli impianti
obbligatoria
Catasto impianti: attivo, sistema
informatico Curit
15 SICILIA
Dgr 556/2014e
Libretto: unico
Catasto impianti: attivo, sistema
informatico Cite
10 MARCHE
Dgr 19/2015
Libretto: unico, ma previsti
modelli regionali per i rapporti di
controllo di efficienza energetica
(di fatto identici a quelli
nazionali)
Catasto impianti: non attivo ma
previsto
11 MOLISE
Normativa nazionale
Libretto: unico
Catasto impianti: non attivo
06 FRIULI VENEZIA GIULIA
Dgr 1872/2014
Libretto: unico
Catasto impianti: non attivo
12 PIEMONTE
Dgr 13-381/2014
Libretto: unico ma compilato
secondo un modello
regionale; inserimento
obbligatorio nel libretto degli
estremi dell’Ape e dei codici
Pdr e Pod; rilevazione
obbligatoria NOx
Catasto impianti: attivo, sistema
informatico Citt
07 LAZIO
Normativa nazionale
Libretto: unico
Catasto impianti: non attivo
13 PUGLIA
Circolare 6 giugno 2014
Libretto: unico
Catasto impianti: non attivo
16 TOSCANA
Dpgr25/R/2015
Libretto: unico, ma previsto
modello regionale
Catasto impianti: non attivo ma
previsto sistema informatico
Sir/Siree (in attivazione)
17 PROVINCIA DI TRENTO
Normativa nazionale
Libretto: unico
Catasto impianti: non attivo
18 PROVINCIA DI BOLZANO
Normativa nazionale
Libretto: unico
Catasto impianti: non attivo
19 UMBRIA
Dgr 961/2014
Libretto: unico
Catasto impianti: non attivo, ma
previsto sistema informatico Curit
20 VALLE D’AOSTA
Dgr 1370/2014
Libretto: unico
Catasto impianti: non attivo
21 VENETO
Dgr 726/2014
Libretto: un libretto per ogni
sottosistema di generazione;
inserimento obbligatorio nel
libretto dell’Ape e dei codici Pdr
Catasto impianti: non attivo ma
previsto sistema informatico Circe
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Banche dati. Attivo solo in Lombardia, Piemonte e Sicilia
Il catasto si paga
ma non c’è ancora
pSe sul libretto di impianto
l’attivismo delle Regioni rischia di mettere a dura prova i
cittadini e i professionisti, un
fronte su cui al contrario i Governi regionali avrebbero dovuto spendersi e organizzarsi,
e invece non lo hanno fatto, è
quello della creazione dei catasti regionali degli impianti,
dei grandi database – accessibili ai cittadini – che raccolgono tutti i dati sugli impianti
presenti in un territorio.
L’obbligo di predisporre
queste raccolte è datato 1999 e
risale all’entrata in vigore dell’articolo 17 del Dpr 551: sulla
base di questa legge e del successivo Dlgs 192/2005 sono,
peraltro, più di dieci anni che i
cittadini pagano (a valere su
una quota dei costi del bollino
blu) un contributo alle autonomie proprio per l’avvio dei catasti. Tuttavia, ad oggi, solo tre
Governi locali hanno uno strumento di raccolta dati realmente attivo: si tratta di Lombardia, Piemonte e Sicilia, che
utilizzano rispettivamente il
sistema Curit (ormai strumento a regime, perché avviato nel
2008), il Cit (che ha sostituito
nel 2014 il vecchio Sigit) e il Cite (creato a marzo 2012, ma
operativo solo da fine dello
scorso anno).
Anche il Veneto ha un sistema già strutturato, ma per ora
silente: si chiama Circe e discende da una norma di fine
2014. Sono, inoltre, in via di approntamento il database della
Toscana che prende il nome di
Sir/Siree; quello dell’Emilia
Romagna (Criter) e quello dell’Umbria (Curit).
Altrove, tutto resta più o meno relegato alle dichiarazioni
di intenti (come in Abruzzo o
nelle Marche) o peggio ancora
a un completo oblio. Salvo poi
il fatto che, in alcuni casi, sono
intervenute le Province e i Co-
muni sopra i 40mila abitanti
per sopperire in toto alla mancanza dei catasti, con la strutturazione di proprie banche
dati (ovviamente effettuate
per territori più piccoli).
Eppure, l’obiettivo di mappare la situazione esistente a livello del parco impianti per il
caldo e per il freddo era considerato strategico, sia per un
fatto di maggiore sicurezza, sia
per garantire migliori controlli, sia per una questione politica e per orientare al meglio gli
incentivi per la sostituzioni
degli apparati obsoleti.
LA SITUAZIONE
La sovrattassa è già dovuta
quando si effettuano
i controlli: database
in arrivo
in altri quattro territori
Ma il ritardo delle Regioni
potrebbe riflettersi anche a livello nazionale. Perché l’ultimo decreto varato dalla conferenza Stato-Regioni che detta
le linee guida sulla predisposizione degli Ape prevede, fra il
resto, che l’Enea metta a punto
nei prossimi mesi un registro
nazionale degli attestati di prestazione energetica interoperabile con i catasti regionali.
Un traguardo che oggi pare
davvero un’utopia. Specie se si
considera che i catasti non esistono e che, laddove ci sono,
per ora non è stato neppure
possibile mettere d’accordo le
Regioni sul metodo di esportazione dei dati in formato Xml
dalle singole banche dati.
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ESCLUSIVA PER GLI ABBONATI
Il libretto di impianto nazionale
www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com
INFORMAZIONE PROMOZIONALE
Speciale INNOVAZIONE TECNOLOGICA - Aziende Eccellenti
L’eccellenza della chirurgia robotica: il da Vinci Xi Nel futuro con LFoundry
LFoundry, una start-up italiana nel settore dei circuiti
integrati al silicio, si propone come player globale
ab medica e l’impegno nella tecnologia medicale robotica
a oltre 30 anni ab medica ha come obiettivo l’innovazione in campo medicale, un impegno che ha permesso
all’azienda di diventare punto di riferimento del mercato italiano.
Grazie ad ab medica nel 1999 è stato introdotto in Italia il
primo modello di robot da Vinci.
Ultima evoluzione della chirurgia mininvasiva, il sistema da
Vinci, prodotto da Intuitive Surgical Inc., è oggi l’unica tecnologia disponibile per accedere a una reale chirurgia robotica.
Oggetto di oltre 15 anni di letteratura scientifica, il robot da
Vinci è diffuso nelle sale operatorie di tutto il mondo. Sono
3.317 i sistemi da Vinci nel mondo e 76 in Italia, dove nel
2014 si sono svolti oltre 11.000 interventi in urologia, chirurgia generale, ginecologia, chirurgia toracica, cardiochirurgia, otorinolaringoiatria e chirurgia dei trapianti.
L’ultimo modello, il da Vinci Xi, appartiene alla 6° generazione d’innovazione tecnologica: è l’unico robot in grado di
tradurre i movimenti del chirurgo in modo intuitivo e permettere una reale visione 3D del campo operatorio. Dotato di 4
bracci robotici, interscambiabili e montati su un’unica colon-
na, utilizza strumenti con diametro da 5 mm a un massimo di 8
mm. Consente inoltre di effettuare una chirurgia multiquadrante,
ovvero interventi più complessi su
organi posizionati in diversi quadranti anatomici e, grazie alla tecnologia
Single-Site, di intervenire con unico
accesso attraverso l’ombelico.
Rispetto alla chirurgia open, alla chirurgia laparoscopica tradizionale o
alla più avanzata laparoscopia teleassistita, la chirurgia robotica da Vinci facilita l’accesso ad anatomie difficoltose, consente un gesto chirurgico più preciso, elimina il tremore fisiologico e permette una riduzione dei tempi operatori (confrontati
alla laparoscopia). Al paziente, inoltre, un intervento con il
robot da Vinci garantisce piccole incisioni, minore necessità di trasfusioni, minore dolore post-operatorio, riduzione dei
tempi di degenza e ripresa più rapida della normale attività.
www.abmedica.it
© 2015 Intuitive Surgical, Inc.
D
La scienza delle misure al servizio
dell’innovazione e della qualità
N
elle economie avanzate i processi di misura (o misurazione) sono
importanti nell’industria e nella ricerca
scientifica. Il successo dei prodotti ad
alta tecnologia dipende spesso da rigorosi controlli di qualità, nei quali la misura ha un ruolo chiave. L’Europa investe
oltre 80 miliardi di Euro all’anno in misurazioni (lo 0,7 % del PIL europeo). Stime
recenti indicano che per ogni euro speso
in attività di misura quasi tre euro siano
generati in termini di benefici diretti, senza contare le ricadute sociali indirette su
salute, sicurezza e ambiente. Nell’applicazione delle leggi sono elemento essenziale su cui si ripone la “fede pubblica”,
come richiamato dalla Corte Costituzionale nella recente Sentenza sull’obbligo
di taratura degli autovelox.
Gli scambi commerciali tra nazioni richiedono misurazioni confrontabili e
standard uniformi su scala globale.
Fornirli è il compito della metrologia la scienza delle misure - e degli istituti
metrologici che come l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM), nati
nel secolo scorso per sostenere l’industria manifatturiera, garantiscono oggi,
attraverso la partecipazione ad accordi internazionali, il riconoscimento dei
campioni nazionali e dei certificati di
taratura nei principali Paesi industrializzati. Ciò assicura all’Italia l’equivalenza
internazionale degli standard e alle imprese la libera circolazione dei certificati emessi dai laboratori accreditati.
L’INRIM, ente di ricerca del MIUR, svolge i compiti di istituto metrologico pri-
Le misurazioni a coordinate hanno un impatto diretto
sulla qualità dei manufatti. INRIM ha brevettato un
metodo per la compensazione degli errori delle
macchine di misura
mario in accordo con la L. 273/91
“Istituzione del Sistema Nazionale di Taratura” curando, da un lato, l’eccellenza nella ricerca e nell’alta formazione (è
sede di dottorato), e offrendo, dall’altro,
un reale supporto tecnico-scientifico alle
imprese manifatturiere che investono in
innovazione e qualità. La metrologia
quale tecnologia abilitante al servizio
della fabbrica del futuro e della tutela
del made in Italy.
U
n’eredità
importante,
proveniente da due multinazionali statunitensi (Texas
Instruments e Micron Technology), con in programma una
forte crescita verso la progressiva leadership nel settore delle cosiddette “foundries”, attraverso lo sviluppo di
tecnologie e la produzione di
circuiti integrati a semiconduttore. Un’evoluzione dal
2013 che l’ha portata a essere un’azienda con headquarter italiano, creata da due
holding, una italiana e una
tedesca, ognuna delle quali
detiene il 50% della società.
Attualmente LFoundry è riconosciuta come un centro d’eccellenza a livello mondiale
nel segmento che costituisce
il suo patrimonio ereditario:
i sensori di immagine, per i
quali LFoundry fornisce knowhow e funzionalità speciali
quali il BSI (Back Side Illumination) con tecnologia fino a
90nm operando su fette di silicio da 200 millimetri di diametro. Dalla sua creazione
nel 2013 ha inoltre sviluppato tecnologie per Secure microcontrollers, Smart-Power
devices e MEMS integrati in
CMOS, al fine di acquisire la
necessaria diversificazione e
ampiezza di gamma. “Siamo fornitori europei di tecnologia al silicio ed intendiamo
essere rilevanti nella rivoluzione del cosiddetto “internet
of things”, che proietta entro
il 2020 la produzione e vendita di decine di miliardi di
chips che renderanno intelligenti e interconnessi pressoche’ tutte gli oggetti della vita
quotidiana” afferma il Presidente Sergio Galbiati che
poi continua: “in Europa vi
sono poche foundries alternative a noi in questo campo. I
nostri concorrenti sono in Far
East. Siamo quindi una delle pochissime realtà che può
mettere a disposizione in Europa una KET (Key Enabling
Technology) per una catena
del valore indigena in particolare se, come è possibile,
il futuro darà vita ancor più
chiaramente ad una competizione vera anche di carattere
geo-economico, nella quale i
componenti al silicio saranno
materia prima di rilevanza
strategica, essendo il valore
sempre più intrinsecamente
generato dalla integrazione
delle competenze fondanti
dei vari anelli della catena.
LFoundry rappresenta oggi
una sfida 100% made in Europe; un progetto di questo
tipo, che ha nel cuore del
proprio sviluppo l’Europa,
non può prescindere da una
politica industriale nazionale
e europea che si ponga l’obiettivo di essere competitiva
a livello mondiale. La compagnia nasce con tale DNA, pur
essendo il settore dei semiconduttori ormai globalizzato da decenni. È tuttavia l’intero ecosistema europeo che
deve prenderne coscienza se
vogliamo che imprese di questo tipo non solo nascano,
ma si evolvano continuando
ad avere presenze regionali
rilevanti e rispettate. Il quartier generale di LFoundry si
trova ad Avezzano, in provincia di L’Aquila, dove sono
localizzate la ricerca e sviluppo e la produzione. Sales,
marketing e design, invece,
sono nella filiale di Landshut,
in Baviera. Ad oggi la Compagnia conta circa 1550 dipendenti. Continua Sergio
Galbiati: “siamo un’azienda
ad alta intensità di capitale:
abbiamo un asset strategico
di grande valore per il il nostro territorio, in senso lato. È
per questo motivo che siamo
convinti di avere intrapreso
la strada giusta valorizzando al meglio la tecnologia
Il dottor Sergio Galbiati
a nostra disposizione e il capitale umano che ci costituisce”. Nel sito di Avezzano,
si opera secondo un modello di business che poggia su
tre pilastri: il primo è costituito dalla produzione di circuiti integrati su wafer di silicio
adattando la tecnologia dei
clienti sulle attrezzature della
propria linea di produzione.
In secondo luogo vengono,
invece, messe a disposizione
dei clienti tecnologie proprietarie (definite in gergo PDK)
che consentono agli stessi di
progettare i loro dispositivi.
C’è poi un terzo pilasto, denominato “Joint Technology
Development”: è un mix dei
due precedenti modelli e prevede una partnership con il
cliente per sviluppare insieme l’innovazione potenzialmente “disruptive”, ovvero
non esistente precedentemente. L’efficienza e l’efficacia
complessive sono pertanto
una miscela della tradizionale ed indispensabile efficienza produttiva e della efficacia della Ricerca e Sviluppo.
Questo requisito è di carattere generale ogni volta che si
ha a che fare con un trasferimento tecnologico, e fa di
questo tipo di aziende in cui i
due aspetti sono così compenetrati, un valore in sè nella
generazione di conoscenza.
www.lfoundry.com
L’ambiente produttivo di LFoundry:
la clean room
Norme e tributi 27
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
LAVORO
Ispezioni. In arrivo modifiche con il decreto legislativo sulle semplificazioni
Sospensione dell’attività,
la revoca sarà facilitata
Il Jobs act consente di dilazionare i versamenti dovuti
PAGINA A CURA DI
Stefano Rossi
pFacilitare la revoca del prov-
vedimento di sospensione dell’attività, con il pagamento “dilazionato” della somma dovuta dal
datore. È l’obiettivo di una delle
disposizioni inserite nello schema di decreto legislativo sulla
semplificazione delle procedure
e degli adempimenti in materia di
lavoro, che il Governo ha approvato l’11 giugno (in attuazione del
Jobs act) e ora all’esame delle
commissioni parlamentari per i
pareri, prima del varo definitivo.
L’articolo 22, comma 4 dello
schema di Dlgs prevede l’inserimento di un comma 5-bis all’articolo 14 del Testo unico sulla sicurezza. La norma fissa una minima
revisione delle sanzioni da versare, ma soprattutto stabilisce che il
datore di lavoro possa ottenere la
revoca della sospensione pagando subito il 25% della «somma aggiuntiva» (oggi, invece, è costretto a versare l’intera somma).
Il resto dell’importo, maggiorato del 5%, potrà essere versato
entro sei mesi dalla data dell’istanza di revoca della sospensione. In caso di mancato versamento, anche parziale, il provvedimento di accoglimento dell’istanza è titolo esecutivo per
l’importo non versato.
I presupposti per lo stop
Recentemente con la nota
7127/2015, il ministero del Lavoro
ha chiarito il criterio di calcolo
della soglia dei lavoratori irregolari che fa scattare la sospensione
dell’attività. Un provvedimento
che da gennaio ad aprile 2015 è stato emesso in 2.468 casi di gravi
violazioni in materia di lavoro,
con una forte incidenza nella ristorazione, nel commercio e nelle costruzioni (dati del ministero
del Lavoro, protocollo 8477 del 19
maggio 2015).
Più in generale, il potere di sospensione, previsto dall’articolo
14 del Dlgs 81/2008 consente agli
ispettori del ministero del Lavoro
di bloccare l’attività imprenditoriale in caso di violazioni nei seguenti casi:
e impiego di personale non risultante dalla documentazione
obbligatoria in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro;
rgravi e reiterate violazioni in
materia di tutela della salute e della sicurezza. Per le violazioni in
materia prevenzionistica, la prerogativa della sospensione è estesa anche agli organi di vigilanza
delle Asl.
Il provvedimento ha natura discrezionale. Tuttavia, con la circolare 33/2009 il ministero ha
precisato che se la sospensione
dell’attività determina a sua volta
una situazione di maggior pericolo per l’incolumità dei lavoratori
o di terzi è opportuno non applicarla. Si pensi a uno scavo in presenza di una falda acquifera o a
scavi aperti in strade di grande
traffico. Nel caso di attività di servizio pubblico, anche in concessione, deve essere valutata
l’esclusione del provvedimento,
in modo da non pregiudicare il
godimento dei diritti costituzionalmente garantiti (ad esempio le
attività di trasporto, di fornitura
di energia elettrica), o nelle ipotesi di grave danno agli impianti o
alle attrezzature (attività a ciclo
continuo) o ai beni aziendali
(frutti giunti a maturazione o alle-
vamento di animali).
Il nuovo comma 11-bis dell’articolo 14 del Testo unico prevede poi un vero e proprio limite
nei casi in cui il lavoratore «in
nero» sia l’unico occupato dall’impresa e non nella singola
unità produttiva.
Con la nota 13506 del 30 luglio
2010 il ministero ha affermato poi
che se prima dell’adozione e della
conseguente notifica della sospensione non sussistono più i
presupposti, a seguito di spontanea regolarizzazione dei lavoratori, vengono meno i presupposti
per la sua adozione.
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Gli effetti e la revoca
Gli effetti del provvedimento,
circoscritti alla singola unità
produttiva o cantiere oggetto
dell’ispezione, decorrono dalle
12 del giorno lavorativo successivo ovvero dalla cessazione dell’attività lavorativa in corso che
non può essere interrotta, salvo
che ricorrano situazioni di pericolo imminente o di grave rischio per la salute dei lavoratori
o di terzi. Entro questo termine il
datore di lavoro, per poter continuare l’attività, dovrà:
e regolarizzare i lavoratori
non risultanti dalle scritture o da
altra documentazione obbligatoria con assunzione a tempo indeterminato e part-time non inferiore alle 20 ore settimanali (circolare 38/2010);
r ripristinare le regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di
violazioni prevenzionistiche;
t versare una somma aggiuntiva pari a 1.950 euro in caso di sospensione per lavoro irregolare o
3.250 euro nelle ipotesi di sospensione per gravi e reiterate violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro (importi aumentati del 30% in seguito alla legge
9/2014, circolare 5/2014).
La sospensione dell’attività
comporta inoltre l’interdizione
alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni e alla partecipazione a gare di appalto.
La durata del provvedimento è
strettamente legata all’effettiva
durata della sospensione dell’attività imprenditoriale ed è riferita all’impresa nel suo complesso
e quindi coinvolge qualsiasi tipo
di attività contrattuale nei confronti della Pa.
L’applicazione
scatta
la sospensione
Le ipotesi di sospensione dell’attività alla luce
degli ultimi sviluppi di prassi e normativa
IL CASO
non si applica
la sospensione
LA SOLUZIONE
IRREGOLARITÀ PER OLTRE IL 20% DEI LAVORATORI
In un controllo presso un ristorante gli ispettori trovano al lavoro
dodici persone. Sei di questi lavoratori risultano regolarmente
assunti, mentre per gli altri sei non sono state effettuate le
comunicazioni al centro per l’impiego o comunque non c’è stata
alcuna formalizzazione del rapporto di lavoro. In particolare, dal
tenore delle dichiarazioni rilasciate, quattro lavoratori possono
essere ricompresi nella categoria dei tirocinanti provenienti
dall’istituto turistico alberghiero; due, invece, sono collocabili
nell’area della subordinazione
Scatta la sospensione dell’attività imprenditoriale perché la
percentuale dei lavoratori non in regola è pari al 50% del totale
dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro. In sostanza, i sei
lavoratori «in nero» sono sconosciuti alla pubblica
amministrazione poiché per i quattro tirocinanti non è stata
comunicata alcuna convenzione o progetto formativo in base
all’articolo 5 del Dm 142/1998. Invece, per gli altri due
lavoratori non è stato trasmesso il modello Unilav di assunzione
entro le 24 del giorno antecedente l’assunzione
IL MANCATO RISPETTO DELLA SOSPENSIONE
Nel punto vendita di una catena di negozi di abbigliamento sono
individuate quattro commesse addette alla vendita, senza
preventiva comunicazione di assunzione, su un totale di dieci
lavoratori presenti sul luogo di lavoro. Gli ispettori, constatata la
percentuale del 40% di lavoratori non in regola sul totale dei
presenti, emettono provvedimento di sospensione dell’attività
imprenditoriale relativamente all’unità locale oggetto di
ispezione, dalle 12 del giorno lavorativo successivo. Il datore di
lavoro non ottempera al provvedimento di sospensione
La sospensione è giustificata dal tenore delle dichiarazioni rese
dai lavoratori, anche incrociate tra loro, che evidenziano gli
elementi della subordinazione e quindi la carenza delle
procedure di comunicazione telematica preventiva. Gli
ispettori, constatando l’apertura del negozio nonostante la
sospensione, adottano la prescrizione obbligatoria finalizzata
alla cessazione della condotta e alla regolarizzazione del
personale, sia con il pagamento della somma aggiuntiva di
1.950 euro, sia con l’ulteriore versamento della somma di
1.600 euro per l’estinzione del reato
LA PRESENZA DELL’AMMINISTRATORE AL LAVORO
In un’ispezione, i funzionari del ministero del Lavoro trovano
all’interno di un cantiere edile il legale rappresentante della
società, in qualità di amministratore unico, e un operaio intento
a demolire un rudere in condizioni di precaria stabilità adiacente
a una scuola materna. All’interno del cantiere operano altre
aziende interessate da lavorazioni per la messa in sicurezza
dell’area
Non scatta la stop dell’attività: ragioni di opportunità sconsigliano
l’adozione del provvedimento, per tutelare l’incolumità pubblica.
Inoltre, l’operaio irregolare è l’unico occupato dall’impresa. La
presenza dell’amministratore unico, anche se intento a svolgere
attività di lavoro, non consente di includerlo nella base di computo
ai fini della percentuale di lavoratori non in regola (nota del Lavoro
7127/2015). Il lavoratore irregolare va allontanato sino al
momento della sua regolarizzazione anche sotto il profilo della
sicurezza (visite mediche, formazione e informazione)
LA REGOLARIZZAZIONE IMMEDIATA
In un take away gli ispettori trovano due persone al lavoro. Un
lavoratore è addetto alla consegna a domicilio, l’altro prepara i
prodotti da consegnare. Anche il titolare responsabile
dell’esercizio si occupa della preparazione dei prodotti. Dalle
libere dichiarazioni rilasciate dai prestatori di lavoro, anche
incrociate tra loro, emerge che il giorno del controllo è il primo
giorno di lavoro. Nel corso dell’ispezione, il responsabile
produce gli Unilav di assunzione con decorrenza immediata, con
contratti a tempo indeterminato e orario full time
In base alla nota del ministero del Lavoro 13506/2010, il
provvedimento di sospensione sarà escluso poiché la
regolarizzazione dei lavoratori interessati è avvenuta
antecedentemente alla conclusione del primo accesso
ispettivo. Infatti, stanti le finalità cautelari del provvedimento,
verranno meno i requisiti di legge. Tuttavia, la tardività della
comunicazione di assunzione e la natura subordinata dei
rapporti di lavoro determinano l’applicazione degli illeciti
connessi all’impiego di lavoratori «in nero»
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Il conto degli irregolari. Il ministero del Lavoro ha chiarito come individuare la soglia che porta alla sanzione
Il socio amministratore è fuori dal calcolo
pL’articolo 14 del Testo unico
sulla sicurezza prevede l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività nel caso in cui si
riscontri «l’impiego di personale
non risultante dalla documentazione obbligatoria in misura pari o
superiore al 20 per cento del totale
dei lavoratori presenti sul luogo di
lavoro». È necessario quindi capire quali lavoratori debbano essere
conteggiati nella base di computo
e come applicare il sistema di calcolo della percentuale.
In primo luogo, la norma conferma la nozione di lavoratore «in
nero» quale lavoratore «sconosciuto alla Pa». In questo senso, il
lavoratore «in nero» è quello impiegato senza la preventiva comunicazione di assunzione al
centro per l’impiego o previa comunicazione ad altri enti per le
specifiche tipologie contrattuali
(si pensi al lavoro accessorio).
Del resto, il requisito della subordinazione non costituisce elemento essenziale per la sospensione, diversamente dalla maxisanzione per lavoro nero prevista
dall’articolo 3 del Dl 12/2002 con-
vertito dalla legge 73/2002 e recentemente modificato dalla legge 9/2014.
Saranno irregolari e quindi
computati ai fini del calcolo della
percentuale:
e i lavoratori rispetto ai quali non
è stata effettuata la comunicazione di assunzione al centro per
l’impiego;
IL LIMITE
Lo stop all’azienda scatta
se gli ispettori rilevano
lavoratori non dichiarati
per almeno il 20%
del totale dei presenti
r il coniuge, i figli, gli affini, gli affiliati e gli affidati del datore di lavoro che prestino attività lavorativa in maniera prevalente e continuativa (circolare 10478/2013),
per i quali non è stata effettuata la
denuncia nominativa all’Inail (articolo 23 del Dpr 1124/1965).
Il ministero del Lavoro è intervenuto con la nota 7127 del 28
aprile 2015 per chiarire la posizione dei soci. In particolare, ricordando la nozione di lavoratore
prevista dall’articolo 2 comma 1
lettera a) del Dlgs 81/2008, la nota
chiarisce che devono essere
compresi tutti i lavoratori per i
quali è stata omessa la formalizzazione del rapporto, anche per i
soggetti, che pur risultando indicati nella visura camerale, in
quanto titolari di cariche societarie, svolgono attività lavorativa a
qualsiasi titolo. In sostanza, i soci
di cooperative o di società, anche
di fatto, che prestano la loro attività di lavoro per conto della società e dell’ente devono essere
computati nella base di calcolo.
Diversamente, i soci amministratori, non essendoci una dissociazione fra la figura del lavoratore e quella del datore, non possono essere computati nella categoria dei «lavoratori» ai fini
dell’adozione del provvedimento di sospensione.
I lavoratori autonomi occasionali (articolo 2222 del Codice civile) che dagli accertamenti non
risultino genuini dalla docu-
mentazione fiscale, devono rientrare nel calcolo.
Un’altra categoria è quella dei
beneficiari delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento,
rispetto ai quali non siano state effettuate le comunicazioni delle
convenzioni o dei progetti formativi (articolo 5 del Dm 142/1998).
La quota del 20 per cento, infine, deve essere calcolata sul «totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro» al momento dell’accesso ispettivo, comprendendo,
quindi, sia i lavoratori «in nero»
sia quelli regolarmente assunti.
Se si accerta dunque nell’unità produttiva la presenza di dieci
lavoratori di cui tre «in nero», la
percentuale andrà calcolata su
base dieci e non su base sette
(cioè i soli lavoratori regolari).
Perciò risulterà che il numero di
tre lavoratori «in nero» rappresenterà il 30% del «totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro», con conseguente adozione del provvedimento di sospensione
dell’attività
imprenditoriale.
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Le contestazioni. Se la direzione interregionale non risponde in 15 giorni il provvedimento diventa inefficace
Trenta giorni per fare ricorso
pContro la sospensione dell’at-
tività, si può ricorrere in via amministrativa, entro 30 giorni dalla notifica, alla direzione interregionale del Lavoro territorialmente
competente, che si pronuncia nel
termine di 15 giorni dalla notifica
(articolo 14 del Testo unico sulla
sicurezza).
Trascorso questo termine, il
provvedimento di sospensione
perde efficacia. In sostanza il legislatore ha previsto un’ipotesi di
«silenzio incidente», per cui il
mancato pronunciamento della
direzione interregionale del lavoro comporta la perdita di efficacia dell’atto interdittivo. Tuttavia, il provvedimento di sospensione, nelle more del pronunciamento, non perde efficacia.
L’unità produttiva sospesa non
potrà pertanto operare.
L’articolo 14 del decreto legisla-
tivo 81/2008, modificato dal decreto legislativo 106/2009, prevede infatti una specifica sanzione in
caso di inottemperanza all’ordine
di sospensione. In particolare, il
datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione è punito con l’arresto fino a sei
mesi nelle ipotesi di sospensione
per gravi e reiterate violazioni in
materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e con l’arresto da tre mesi a sei mesi o con
l’ammenda da 2500 a 6400 euro
nelle ipotesi di sospensione per la-
LE RICADUTE PENALI
Rischia l’arresto
fino a sei mesi
il datore
che non rispetta
la chiusura temporanea
voro irregolare.
Così, nella prima ipotesi, l’inottemperanza al provvedimento
comporteràlanonammissionealla prescrizione obbligatoria poiché è prevista la sola sanzione dell’arresto fino a sei mesi. In questo
caso, il personale ispettivo provvederàesclusivamenteainformare l’autorità giudiziaria della commissione del reato.
Nel caso di inottemperanza alla
sospensione per occupazione di
personale «in nero», invece, la pena alternativa dell’arresto e dell’ammenda consentono di ritenere applicabile la prescrizione obbligatoria prevista dagli articoli 20
e seguenti del decreto legislativo
758/1994, assimilabile all’articolo
301 del Testo unico sulla sicurezza. In sostanza, la prescrizione
consisterà nel sospendere l’attività imprenditoriale sino ad avve-
nuta regolarizzazione dei lavoratori interessati. Con l’adempimento alla prescrizione obbligatoria, ossia con l’assunzione dei
lavoratori «in nero» e il versamento della somma aggiuntiva, il
datore di lavoro potrà ottenere
quindi la revoca della sospensione ed essere ammesso al pagamento di un quarto del massimo
dell’ammenda pari a 1600 euro,
con estinzione del reato da parte
dell’autorità giudiziaria.
Quanto alle novità previste dalloschemadiDlgssullesemplificazioni attuativo del Jobs act (che
modifica l’articolo 14 del testo unico sulla sicurezza con l’aggiunta
del comma 5-bis), si dovrà capire
se l’istanza del pagamento del 25%
della somma aggiuntiva possa valere anche in caso di inottemperanza al provvedimento di sospensione, per ottenere la revoca
el’ammissionealpagamentodella
sanzioneamministrativaperinottemperanza al provvedimento.
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28
Norme e tributi
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
AUTONOMIE LOCALI
Le massime
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Bilancio. La check list dei controlli da effettuare per la redazione del documento di bilancio nel rispetto del Dlgs 118/2011
Mobilità
Dal 2015 nuove indicazioni per l’accertamento delle entrate e l’impegno delle spese
Personale
in «eccesso»,
tempi e criteri
di destinazione
Preventivo all’esame dei revisori
ELETTROSMOG
Stop all’antenna
se c’è l’ambulatorio
È illegittima l’autorizzazione
del Comune all’installazione di
un'antenna per telefonia
mobile vicino ad un
poliambulatorio
(Tar Sardegna, sezione II,
sentenza 2 luglio 2015, n. 906)
 La sentenza ha precisato
che tra i compiti del Comune
vi è quello della riduzione al
minimo dei campi
elettromagnetici
«attraverso il corretto
insediamento urbanistico e
territoriale degli impianti».
AGRICOLTURA
All’imprenditore
basta la Dia
È illegittima la dichiarazione di
inefficacia di una Dia per lavori
di restauro di una stalla perché
l’interessato non è
imprenditore agricolo, ma
coltivatore diretto.
Tar Emilia Romagna - Bologna,
Sezione II, sentenza 6 luglio
2015, n. 639)
 L’articolo 2135 del Codice
civile stabilisce che: «È
imprenditore agricolo colui
che esercita l’attività: di
coltivazione del fondo (…),
allevamento di animali con
attività connesse», e quindi
l’interessato, pur essendo
coltivatore diretto, poteva
essere qualificato anche
come imprenditore agricolo.
STABILIMENTI BALNEARI
Il vincolo paesistico
blocca la Scia
È legittimo il divieto del
dirigente comunale alla
prosecuzione dell’attività di
uno stabilimento balneare
effettuata in base alla Scia.
(Consiglio di Stato, sezione VI,
sentenza 8 luglio 2015, n. 3397)
 Nel caso di specie questa
segnalazione non era
sufficiente, perché l’ attività
richiedeva la valutazione di
interessi sensibili
(ambientali, paesaggio,
sicurezza), ed erano quindi
necessari il nulla osta della
Soprintendenza e
l’autorizzazione di pubblica
sicurezza.
A CURA DI
Vittorio Italia
www.quotidianoentilocali.ilsole24ore.com
La rubrica integrale e i testi
delle sentenze
Paola Mariani
Patrizia Ruffini
pIl preventivo 2015 deve te-
ner conto delle novità apportate al sistema di bilancio degli
enti locali dal Dlgs 118/2011, che
impattano anche sulle modalità di controllo da parte dell’organo di revisione.
Per la corretta redazione del
bilancio di previsione 2015, e
per una verifica del rispetto
del Dlgs 118/2011 da parte dei
revisori dei conti, è opportuno
seguire la check list dei principali controlli.
zioni tassative, accertare per
cassa. A fronte di importi che
presumibilmente non verranno riscossi è obbligatorio iscrivere un fondo crediti di dubbia
esigibilità (Fcde) calcolato nel
rispetto del principio contabile applicato concernente la
contabilità finanziaria.
Analogamente le spese saranno previste nel rispetto del
criterio dell’esigibilità (per
esempio la premialità del personale dell’anno 2015 sarà esigibile solo nell’esercizio 2016).
L’ARMONIZZAZIONE
Previsioni «armonizzate»
Dal 2015 gli enti che non hanno
partecipato alla sperimentazione devono affiancare i
nuovi schemi di bilancio di
previsione per missioni e programmi con funzioni conoscitive, agli schemi di bilancio
annuale e pluriennale adottati
secondo gli schemi del Dpr
194/1996, che conservano la
funzione autorizzatoria. Entrambe le versioni del bilancio riportano le medesime risultanze contabili, poiché la
doppia classificazione è riferita ai medesimi dati.
Le previsioni devono tener
conto che dal 1 gennaio 2015 è
obbligatorio rispettare il principio contabile della competenza finanziaria potenziata
per l’accertamento delle entrate e l’impegno delle spese. Il
principio contabile applicato
concernente la contabilità finanziaria aiuta a rispettare il
principio contabile generale
della competenza finanziaria
potenziata prevedendo eccezioni tassative e modalità di
contabilizzazione di alcune
particolari fattispecie di entrata e di spesa.
Le previsioni delle entrate
da Imu, per esempio, saranno
riferite all’importo che si prevede di riscuotere entro il termine di chiusura del rendiconto (e non all’importo teorico
desunto dalle banche dati dei
tributi), così come la voce da
recupero evasione Imu terrà
conto dell’importo degli avvisi di accertamento per i quali a
fine anno saranno decorsi i termini per la notifica (che sarà
oggetto di apposito provvedimento di accertamento) e così
via. Anche le entrate di dubbia
e difficile esazione devono essere accertate al lordo e per intero ed è vietato, salvo ecce-
I nuovi schemi vanno
affiancati a quelli annuali
e pluriennali adottati
secondo il Dpr 194/1996
con funzione autorizzatoria
Il preventivo deve tener
conto anche del riaccertamento straordinario dei residui. Le previsioni di competenza 2015-2017 saranno quindi più elevate per effetto degli
accertamenti e impegni reimputati e sarà iscritto, laddove
determinato, il fondo pluriennale vincolato fra le entrate e
fra le spese. L’eventuale maggior disavanzo da riaccerta-
QUOTIDIANO ENTI LOCALI
Congedo parentale
per figli disabili:
a luglio la domanda
SulQuotidianodeglientilocalie
dellaPagliapprofondimenti
originaliperamministratori,
dirigenti,funzionarierevisoridei
conti.Nell’edizioneonlineoggi:
-Congedoparentaleperfigli
disabili,alugliodomandaall’Inps
ancorasucarta(D.Casciola)
mento straordinario deve essere iscritto fra le previsione
degli anni 2015-2017 prima di
tutte le spese, nel rispetto di
quanto approvato dal Consiglio con la relativa deliberazione di ripiano.
Il bilancio armonizzato è riferito a tre anni e comprende le
previsioni di competenza e di
cassa, per il primo esercizio; le
previsioni di cassa dovranno
poi essere riportate nel piano
esecutivo di gestione (faq Arconet 4).
Il bilancio di previsione è
deliberato in pareggio finanziario complessivo per la competenza, comprensivo dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione (effettuato nel rispetto delle nuove indicazioni
dei principi) e del recupero del
disavanzo di amministrazione. Le previsioni di competenza relative alle spese correnti
sommate alle previsioni di
competenza relative ai trasferimenti in c/capitale (corrispondenti alla voce del piano
dei
conti
finanziario
U.2.04.00.00.000), al saldo negativo delle partite finanziarie
e alle quote di capitale delle rate di ammortamento dei mutui, con l’esclusione dei rimborsi anticipati, non possono
essere superiori alle previsioni di competenza dei primi tre
titoli dell’entrata, ai contribuiti destinati al rimborso dei prestiti (corrispondenti alla voce
del piano dei conti finanziario
E.4.02.06.00.000) e all’utilizzo
dell'avanzo di competenza di
parte corrente e non possono
avere altra forma di finanziamento salvo le eccezioni
espressamente disciplinate.
Lo schema armonizzato deve rappresentare le previsioni
delle entrate e delle spese, i relativi riepiloghi per titoli e per
missioni e i prospetti riguardanti il quadro generale riassuntivo e gli equilibri (allegato
9 al Dlgs 118/2011).
Gli enti che hanno partecipato alla sperimentazione,
invece, approvano il bilancio
armonizzato con finalità autorizzatorie; per loro resta
ancora in vigore l’obbligo di
allegare il bilancio redatto
secondo il vecchio schema
del Dpr 194/1996, con finalità
conoscitive.
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CONDIZIONI VALIDE DA: 17/07/2015 A: 24/07/2015
COMUNI E PROVINCE
15
20
25
29
1,295
1,442
1,547
1,615
2,413
2,778
3,018
3,157
1,307
1,449
1,553
1,620
2,439
2,795
3,029
3,165
Presto Flessibile
1,319
1,458
1,560
N/D
2,466
2,811
3,041
N/D
1,228
1,400
1,546
1,626
1,250
1,400
1,550
1,652
1,250
1,400
1,550
1,678
1,400
1,546
1,638
1,702
REGIONI E PROVINCE AUTONOME
Presto a Erogazione Unica a Quota Capitale Costante
Spread unico per Tasso variabile e fisso
Prima data di pagamento Prima data di pagamento
31/12/15
30/06/16
Numero Scadenza
Spread
Scadenza
Spread
rate
contra’o unico (%)
contra’o unico (%)
20
30
40
50
60
30/06/25
30/06/30
30/06/35
30/06/40
30/06/45
0,750
1,250
1,400
1,541
1,626
31/12/25
31/12/30
31/12/35
31/12/40
31/12/45
N/D
N/D
N/D
N/D
N/D
Presto a Erogazione Mulpla
2016
Numero
max rate
20
30
40
50
60
1,125
1,400
1,550
1,668
1,753
Scadenza Periodo di ulizzo
2017
2018
2019
Spread unico (%)
per Tasso variabile e fisso
1,250
1,400
1,550
1,795
1,880
1,250
1,400
1,550
1,923
2,000
1,250
N/D
N/D
2,000
2,000
2020
Cassa deposi
e pres
società per azioni
Via Goito, 4
00185 Roma
1,400
N/D
2,000
2,000
2,000
AZIENDE SANITARIE, ENTI PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA, UNIVERSITA’
E ISTITUTI ASSIMILATI, ENTI REGIONALI PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO,
AGENZIE REGIONALI PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE
Mutui Fondiari
senza Preammortamento
a Erogazione Unica
Numero
rate
10
20
30
40
50
60
Prima data di pagamento
31/12/15
Scadenza
Spread
Scadenza
contra’o Tasso variabile contra’o
(%)
30/06/20
30/06/25
30/06/30
30/06/35
30/06/40
30/06/45
0,564
0,750
1,250
1,400
1,550
1,659
30/06/20
30/06/25
30/06/30
30/06/35
30/06/40
30/06/45
Pres Chirografari
con Piano di Erogazione non Predefinito
(quadro cauzionale senza fideiussione dell’ente territoriale di riferimento)
Spread
Tasso fisso
(%)
0,565
0,750
1,250
1,400
1,550
1,686
Tasso variabile
Tasso fisso
Inizio ammortamento
Inizio ammortamento
Capitale sociale
€ 3.500.000.000,00 i.v.
• Iscria presso CCIAA
di Roma al n. REA
1053767
• C.F. e iscrizione al
registro delle imprese
di Roma 80199230584
• Parƒta IVA
07756511007
01/01/16 01/07/16 01/01/17 01/01/18 01/01/16 01/07/16 01/01/17 01/01/18
Amm.to
(anni)
5 0,750
10 1,250
15 1,400
20 1,550
Spread (%)
N/D N/D
N/D N/D
N/D N/D
N/D N/D
N/D
N/D
N/D
N/D
03 IL RIACCERTAMENTO
STRAORDINARIO DEI RESIDUI
È STATO APPROVATO PRIMA O
DOPO LA PREDISPOSIZIONE
DEL BILANCIO DI PREVISIONE
E SONO STATE
CORRETTAMENTE EFFETTUATE
LE VARIAZIONI CONSEGUENTI
AL RIACCERTAMENTO?
Il riaccertamento
straordinario e le conseguenti
variazioni devono essere
effettuate nel bilancio
provvisorio. Le stesse devono
essere riportate nel bilancio
di previsione in approvazione.
Poichè l'ente deve applicare
l’eventuale maggior
disavanzo fin dal bilancio
2015-2017, la relativa voce
deve essere iscritta prima di
tutte le spese nel preventivo
04 AL BILANCIO
AUTORIZZATORIO RISULTA
ALLEGATO IL BILANCIO
ARMONIZZATO RISPETTOSO
DEGLI SCHEMI ALLEGATI AL
DLGS 118/201?
Il bilancio armonizzato è un
allegato obbligatorio e non è
possibile approvare il bilancio di
previsione 2015 in assenza di
tale documento.
Deve essere predisposto nel
rispetto di quanto previsto
all’allegato 9 al Dlgs 118/2011.
05 ENTRAMBE LE VERSIONI
DEL BILANCIO RIPORTANO LE
MEDESIME RISULTANZE
CONTABILI?
Si ricorda che ad esempio anche
il bilancio autorizzatorio deve
risultare integrato della voce FPV
in tutti gli allegati ove presente
l'avanzo di amministrazione ai
fini dell'equilibrio.
06 LE PARTITE DI GIRO
PAREGGIANO IN ENTRAMBI GLI
SCHEMI?
Si ricorda che anche se
disciplinate diversamente
rispetto alla normativa
previgente devono pareggiare
nei due schemi di bilancio.
07 IL DLGS 118/2011 E
SUCCESSIVE INTEGRAZIONI E
CORREZIONI HA DISCIPLINATO
L’ACCERTAMENTO CHIEDENDO
IL RISPETTO DEL NUOVO
PRINCIPIO DELLA COMPETENZA
FINANZIARIA POTENZIATA, LE
PREVISIONI DELLE ENTRATE
RISPETTANO LA NUOVA
DISCIPLINA?
Devono essere accertate al lordo
anche le entrate di dubbia e
difficile esazione ed è vietato,
salvo eccezioni tassative,
accertare per cassa.
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08 A FRONTE DI IMPORTI CHE
PRESUMIBILMENTE NON
VERRANNO RISCOSSI È STATO
ISCRITTO UN FCDE CALCOLATO
NEL RISPETTO DEL PRINCIPIO
CONTABILE APPLICATO
CONCERNENTE LA CONTABILITÀ
FINANZIARIA?
Si ricorda che devono essere
redatti tanti prospetti relativi al
Fcde quanti sono gli esercizi
contemplati nel bilancio di
previsione.
09 IL DLGS 118/2011 HA
DISCIPLINATO L'IMPEGNO
CHIEDENDO IL RISPETTO DEL
NUOVO PRINCIPIO DELLA
COMPETENZA FINANZIARIA
POTENZIATA, LE PREVISIONI
DELLA SPESA RISPETTANO LA
NUOVA DISCIPLINA?
Si ricorda che il «di cui già
impegnato» evidenzia la quota
dello stanziamento relativa ad
impegni già assunti negli
esercizi precedenti mentre il
fondo pluriennale vincolato è
relativo a spese imputate in
esercizi futuri.
10 DAL 2016 L’ESERCIZIO
PROVVISORIO SEGUIRÀ NUOVE
REGOLE, LE PREVISIONI DEL
BILANCIO PLURIENNALE
RELATIVAMENTE AL SECONDO E
IL TERZO ESERCIZIO NE
TENGONO CONTO?
Nel corso dell’esercizio
provvisorio dal 2016 l’ente potrà
impegnare mensilmente
nel limite di un dodicesimo
degli stanziamenti del secondo
esercizio del bilancio di
previsione deliberato nel corso
del 2015 (ridotti delle somme
già impegnate negli esercizi
precedenti e dell'importo
accantonato al fondo
pluriennale vincolato).
0,750
1,250
1,400
1,550
La verifica non è obbligatoria
sull’offerta a rischio di anomalia
pQuando un’offerta non è rile-
Spread unico (%)
1,144
1,376
1,514
1,600
02 L’ENTE HA RINVIATO IL
PIANO DEI CONTI INTEGRATO,
L'ADOZIONE DELLA
CONTABILITÀ ECONOMICO
PATRIMONIALE E IL BILANCIO
CONSOLIDATO?
Prendere atto della scelta e
citare gli estremi della delibera
con la quale l’ente si è avvalso di
una o più facoltà di rinvio al 2016
concesse dalla norma (gli enti
locali con popolazione inferiore
a 5.000 abitanti possono non
tenere la contabilità economicopatrimoniale fino all’esercizio
2017)
Alberto Barbiero
Inizio ammortamento
01/01/17 01/01/18 01/01/19 01/01/20 01/01/21
10
15
20
24
01 L’ENTE È ENTRATO A
REGIME DAL 1 GENNAIO 2015 O
HA PARTECIPATO ALLA
SPERIMENTAZIONE?
La disciplina è parzialmente
differente nei due casi (di
seguito ci rivolgeremo
prevalentemente agli enti che
non hanno partecipato alla
sperimentazione).
Appalti. Controlli di congruità solo a certe condizioni
AVVISO
Amm.to
(anni)
altri interventi: sezione VI, Consiglio di Stato 2662/2015; sezione
V 2274/2015, ).
Nella stessa sentenza i giudici
amministrativi affrontano anche
il tema del rispetto dei minimi salariali da parte dell’offerente, richiesto nelle gare con il prezzo
più basso dal comma 3-bis dell’articolo 82 del codice, ribadendo
come i valori del costo del lavoro
risultanti dalle tabelle ministeriali non costituiscano un limite
inderogabile, ma semplicemente
un parametro di valutazione:
l’eventuale scostamento di questi parametri dalle relative voci di
costo non legittima di per sé un
giudizio di anomalia. In sede di
valutazione di congruità delle offerte non possono non essere
considerati aspetti particolari
che riguardano le imprese: la stazione appaltante deve tenere
conto anche delle possibili economie che le imprese possono
conseguire (anche con riferimento al costo del lavoro), nel rispetto delle disposizioni di legge
e dei contratti collettivi.
Pertanto, secondo il Consiglio
di Stato un’offerta non può ritenersi anomala, ed essere esclusa
da una gara, per il solo fatto che il
costo del lavoro sia stato calcolato secondo valori inferiori a
quelli risultanti dalle tabelle ministeriali o dai contratti collettivi: occorre, invece, una discordanza considerevole e palesemente ingiustificata.
seildecretodellaFunzionePubblica sulla mobilità del personale in sovrannumero sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale nel
mese di luglio (cioè entro i 120
giorni successivi), i dipendenti
intressati degli enti di area vasta
e della Croce Rossa, compresi i
vigili (con l’unica esclusione dei
“provinciali” impegnati nelle
attività connesse al mercato dei
lavoro), prenderanno servizio
nelle Pa di destinazione.
Nelle assegnazioni le amministrazioni riceventi non hanno
alcuno spazio di apprezzamento o valutazione: i criteri dettati
fanno riferimento esclusivamente a fattori che hanno natura oggettiva, quali la residenza,
l’età,lapresenzadicondizionidi
handicap, anche di familiari, le
tipologie di attività svolte. Questo potrà alimentare le perplessità,pernondireostilità,dimolti
Comuni. Le amministrazioni riceventi si dovranno fare carico,
attingendo dai fondi per le assunzioni a tempo indeterminato,nonsolodeltrattamentoeconomico fondamentale, ma anche di quello accessorio in godimento per le voci che hanno
natura fissa e continuativa.
Nelle regioni che non daranno attuazione al riordino delle
funzioni delle Province si applica, comunque, il collocamento
in sovrannumero del personale
degli enti di area vasta e, se a statutospeciale,dovrannoprovvedere all’assunzione diretta. Il
personale degli enti di area vasta, in caso di ritardi o inadempimenti, può direttamente iscriversi negli elenchi di mobilità.
Sono queste le principali indicazioni dettate dalla proposta
di decreto della Funzione Pubblica. Le finalità sono quelle di
mettere finalmente in moto il
concreto passaggio dei dipendenti delle province e delle città
metropolitane a Comuni, regioni, amministrazioni statali e, novità, enti del servizio sanitario
nazionale e i pubblici non economici controllati da regioni e
comuni. Nel contempo si vuole
dare una garanzia sul trattamento economico accessorio
del personale trasferito. In assenza di una specifica previsionedileggeedirisorsedisponibilidapartedeglientidiareavasta,
non si prevede che i singoli dipendenti si portino dietro tutto
il trattamento in godimento, ma
solo le voci fisse e continuative,
e si dispone che tali oneri siano
sostenuti dalle amministrazioni che li assumono con risorse
proprie, che sono tratte da quelleperleassunzioniechedevono
andare ad alimentare uno specifico fondo riservato. In modo
ambiguo si dispone anche il divietodiincrementareicompensi di produttività, di risultato e le
indennità accessorie, voci che
rimangono confermati negli
importi in godimento all’atto
del trasferimento.
I tempi di attuazione sono rigidamente prefissati e decorrono dalla data di pubblicazione
del provvedimento in Gazzetta
ufficiale: entro 20 giorni province e città metropolitane pubblicano sul portale della mobilità
della Funzione Pubblica l’elenco dei dipendenti in sovrannumero; entro 40 giorni le regioni
pubblicano le informazioni sul
personale degli enti di area vasta per i quali hanno proceduto
alla ricollocazione diretta; sempre entro 40 giorni tutte le Pa
rendono noto l’elenco dei posti
disponibili, distinguendoli per
categorie e per funzioni (operazione da ripetere per il 2016 entro il mese di gennaio); entro 60
giorni (ovvero entro febbraio
per il 2016) la Funzione Pubblica indica i posti disponibili; entro 30 giorni da tale pubblicazione i dipendenti interessati
presentano le domande ed entro i 30 giorni successivi sono
assegnati alle singole Pa.
I criteri di assegnazione sono
assai rigidi sia per l’individuazione delle amministrazioni
(che preferibilmente sono della
stessa provincia), sia del personale (assegnazione agli stessi
compiti), per le precedenza (disabili, che assistono congiunti
disabili, con figli di età inferiore
a 3 anni), che per le preferenze
(situazione di famiglia ed età).
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FINANZIAMENTI PUBBLICI
Presto Ordinario
pEntro il mese di novembre,
Equilibri e schemi
Cassa depositi e prestiti spa
Inizio ammortamento
01/01/16
01/07/16
01/01/17
Tasso
Tasso
Tasso
Tasso
Tasso Tasso
Amm.to variabile fisso variabile fisso variabile fisso
(anni) Spread su (%) Spread su (%) Spread su (%)
Euribor (%)
Euribor (%)
Euribor (%)
Arturo Bianco
Dieci nuovi controlli sul preventivo 2015
Spread (%)
N/D N/D
N/D N/D
N/D N/D
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www.cdp.it
vata come troppo bassa, la verifica di congruità prevista dal codice dei contratti come ulteriore
strumento di analisi non è obbligatoria. Il Consiglio di Stato, sezione III, con la sentenza 3329 del
3 luglio 2015 ha chiarito quali sono le condizioni di utilizzo della
particolare verifica realizzabile
dalle stazioni appaltanti sulle offerte (all’articolo 86, comma 3
del Dlgs 163/2006).
Nel caso analizzato, l’offerta
dell’operatore economico oggetto del ricorso non rientrava in uno
dei casi disciplinati dall’articolo
86, comma 2, del codice dei contratti, nei quali è prevista la verificaobbligatoriael’amministrazione ha ritenuto di non dover procedere nella verifica facoltativa prevista dall’articolo 86, comma 3,
del codice dei contratti pubblici.
Il Consiglio di Stato evidenzia
che l’articolo 86 del codice dei
contratti individua, nei commi 1 e
2, distinti criteri per l’individuazione delle offerte che si sospettino essere anomale, a seconda
che il criterio di aggiudicazione
sia quello del prezzo più basso,
ovvero, come nella fattispecie,
quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Al comma 3, invece, con una clausola generale valida per entrambe le
ipotesi, stabilisce poi che la stazione appaltante può procedere
in ogni caso alla valutazione della
congruità di ogni altra offerta che
in base a elementi specifici appaia anormalmente bassa.
L’esercizio di tale facoltà comporta, pertanto, l’apertura di un
subprocedimento in contraddittorio con il concorrente che ha
presentato l’offerta ritenuta a rischio di anomalia.
Il supremo organo di giustizia amministrativa precisa tuttavia come la scelta della stazione appaltante di attivare il procedimento di verifica della congruità
dell’offerta
sia
LA SCELTA FACOLTATIVA
Per far scattare il dubbio
serve una discordanza grave
e ingiustificata, non basta
uno scostamento nel calcolo
del costo del lavoro
ampiamente discrezionale e
possa essere sindacata, in conseguenza, davanti al giudice
amministrativo solo in caso di
macroscopica irragionevolezza o di decisivo errore di fatto.
Anche per la verifica di congruità (qualora l’amministrazione decida di avvalersene) il Consiglio di Stato rileva come le valutazioni debbano essere compiute in modo globale e sintetico,
con riguardo alla serietà dell’offerta nel suo complesso e non
con riferimento alle singole voci
dell’offerta (collegandosi anche
alla linea affermata di recente in
Norme e tributi 29
Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
GIUSTIZIA E SENTENZE
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Procedure concorsuali. La giurisprudenza ha già esteso alle procedure in bianco la possibilità di sospensione fino a 60 giorni
Concordato, sì al taglio dei contratti
Più chance per sciogliere gli accordi pendenti al momento del deposito dell’istanza
PAGINA A CURA DI
Nicola Soldati
pL’imprenditore che presen-
ta domanda di concordato preventivo può richiedere al tribunale o al giudice delegato lo
scioglimento, o la sospensione,
da alcuni contratti pendenti alla
data di presentazione del ricorso. È la legge fallimentare, come
modificata dal Dl 83/2015, a dare
questa possibilità all’imprenditore allo scopo di consentire un
più agevole accesso alla procedura concordataria, diminuendo o limitando gli effetti dei contratti conclusi dal punto di vista
economico finanziario ai fini
della tenuta della proposta che
verrà formulata ai creditori.
La stessa legge consente al
debitore di chiedere al tribunale
anche la sola sospensione del
contratto per un termine non
superiore a 60 giorni, prorogabili per una sola volta. Una disposizione introdotta dal decreto sviluppo del 2012 (Dl 83/2012).
L’obiettivo della norma
La facoltà concessa all’imprenditore di scegliere se e da quali
contratti richiedere lo scioglimento e/o la sospensione punta
ad anticipare la salvaguardia del
patrimonio del debitore al fine
di facilitargli la strutturazione
nel modo ritenuto più conveniente della proposta per il superamento della crisi d’impresa. Lo scopo, della norma è permettere al debitore di liberarsi
dei contratti che ritiene inutili o
dannosi e di concorsualizzare il
diritto di credito del contraente
in bonis, facendolo divenire un
diritto all’indennizzo.
La giurisprudenza
Dato questo punto cardine, nel
silenzio della norma, la giurisprudenza dominante formatasi sulla possibilità di ottenere la
sosopensione fino a 60 giorni è
arrivata ad affermare che la
chance è lasciata all’imprenditore, sia con riferimento al concordato “in bianco”, sia con riferimento al concordato “pieno”, con la sola accortezza, nella prima ipotesi, di indicare il
tipo di concordato che intenderà presentare.
In taluni casi, interpretando
la norma con maggiore rigore, i
tribunali hanno chiesto anche
l’esposizione di una situazione
economica aggiornata, l’incidenza della prosecuzione dei
contratti sul passivo concordatario e l’inutilità dei beni e servizi oggetto di tali contratti al fine
di consentire il vaglio della sussistenza dei presupposti per accordare all’imprenditore la misura richiesta.
Del pari, nei concordati “in
bianco”, la giurisprudenza ha
talvolta ritenuto ammissibile la
sola richiesta di sospensione,
con riserva di scioglimento, al
posto dell’immediato scioglimento, in assenza di proposta e
di piano, elementi questi che caratterizzano tale tipologia di
concordato.
La giurisprudenza è stata
quasi sempre concorde nell’ammettere l’applicazione di
questa norma a tutte le tipologie di concordato, vale a dire sia
a quello in continuità, che a
quello liquidatorio, nonché a
quelli misti o a continuità indiretta. Infatti, nel concordato liquidatorio, lo scioglimento co-
stituisce l’effetto anticipatorio
della liquidazione e trova il suo
fondamento nell’effetto positivo per i creditori, dalla liberazione dagli effetti negativi che
la prosecuzione medio tempore di un contratto può avere sul
patrimonio del debitore.
Per contro, nel concordato in
continuità, l’ammissibilità dello
scioglimento ha una logica ancora più pregnante proprio nell’ottica di una necessaria ristrutturazione aziendale.
Gli stessi ragionamenti potrebbero valere anche per le
norme del Dl 83/2015.
Altro elemento di cruciale
importanza è lo spazio temporale per la formulazione della richiesta da parte del debitore; la
norma prevede un arco temporale chiaramente delineato che
comincia dalla presentazione
della domanda, per poi arrivare
alla fase successiva all’ammissione al concordato, fino a che
non vi sia l’espressione del voto
da parte dei creditori concorsuali a seguito della presentazione della definitiva proposta.
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Il procedimento. Spetta al magistrato valutare se liberarsi degli accordi sia funzionale alla realizzazione del piano
Il giudice esamina l’impatto sui creditori
pIl Dl 83/2015 ha inciso anche sul
procedimento per richiedere lo
scioglimento o la sospensione dei
contratti in corso.
In realtà, l’articolo 169 bis della
legge fallimentare, già prima del 27
giugno, prevedeva una seppure
scarna indicazione della procedura da seguire, procedura che, nel
silenzio della legge, era stata integrata nella pratica dalla dottrina e
dalla giurisprudenza.
La norma distingue l’autorità
competente per la pronuncia in relazione al momento in cui l’istanza
viene presentata: se contestualmente alla domanda di concordato deve essere indirizzata al tribunale come giudice collegiale, dopo
l’ammissione, al giudice delegato.
In ogni caso, l’autorità adita decide con decreto motivato, sentita
la controparte contrattuale, e, se
necessario, assunte sommarie informazioni.
Appare evidente come alla luce
della previsione normativa la discrezionalità del giudice risulti essere assai ampia e debba essere basata sul collegamento funzionale
che lo scioglimento dal contratto o
la sospensione possono avere con
il piano concordatario.
Ciò sta a significare che il giudice dovrà tenere in considerazione
e valorizzare comparativamente
tra loro, la domanda del debitore, i
diritti della controparte contrattuale, l’impatto della decisione sul
migliore soddisfacimento dei cre-
ditori, il tutto finalizzato al perseguimento del piano predisposto
dal debitore.
Altresì, non deve trascurarsi il
fatto che, una volta sciolto il contratto, lo scioglimento avrà effetto
anche nell’eventuale fallimento
conseguente all’insuccesso della
domanda o della procedura di
concordato, non potendo trovare
applicazione gli articoli 72 e seguenti della legge fallimentare,
poiché i contratti sciolti non risulteranno pendenti alla data di apertura del fallimento.
Nel silenzio della norma, prima
della recente riforma, la giurisprudenza, non senza alcuni contrasti, aveva ritenuto necessario
un preventivo contraddittorio
con la controparte in bonis, in
un’apposita udienza.
Il decreto deve essere poi notificato alla parte interessata allo
scopo di dare efficacia al decreto
emesso. Infine, lo scioglimento
del contratto ha come contropartita il riconoscimento di un indennizzo equivalente al risarcimento
del danno conseguente al mancato adempimento da soddisfarsi
come credito anteriore al concordato, salvo che non sia maturata
una prededuzione a seguito di
eventuali prestazioni eseguite legalmente e in conformità agli accordi o agli usi negoziali dopo la
presentazione della domanda di
concordato.
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I precedenti
POSSIBILITÀ PER L’ITER «CON RISERVA»
La domanda di scioglimento dei contratti in corso di
esecuzione può essere formulata anche durante la fase di
concordato con riserva poiché, così come per gli effetti
protettivi stabiliti dall’articolo 168, è volta ad anticipare la
salvaguardia dell’integrità del patrimonio del debitore. I
contratti di appalto in corso di esecuzione al momento della
domanda di concordato hanno natura di contratti a
prestazioni corrispettive, quindi ricompresi tra quelli
interessati dalla disciplina di cui all’articolo 169 bis della
legge fallimentare
Tribunale di Treviso, 24 febbraio 2015
LA RATIO DELL’ISTANZA
La disciplina prevista dall’articolo 169 bis della legge
fallimentare, che stabilisce la possibilità per il debitore di
richiedere contestualmente alla presentazione del ricorso
per concordato preventivo l’autorizzazione allo
scioglimento o, in subordine, alla sospensione dei contratti
in corso di esecuzione, è applicabile anche al concordato
con riserva. La norma favorisce l’accesso al concordato e la
protezione della fase preparatoria del piano, anche con
sacrificio degli interessi dei singoli creditori
Tribunale di Venezia, 20 gennaio 2015
DOPPIO CONTROLLO DEL GIUDICE
Il controllo sullo scioglimento o la sospensione dei contratti
in corso di esecuzione di cui all’articolo 169 bis della legge
fallimentare si esplica attraverso la verifica da parte del
giudice dell’eventuale carattere abusivo del ricorso allo
strumento, nonché della coerenza dell’istanza di
scioglimento rispetto al piano proposto. L’articolo 169 bis
della legge fallimentare evidenzia una ratio convergente
nel favorire l’accesso alla procedura di concordato oltre a
perseguire soluzioni non puramente liquidatorie
Tribunale di Ravenna, 22 ottobre 2014
LA DISCLOSURE DEL CREDITORE
La regolamentazione dei rapporti pendenti nel concordato
preventivo è governata dalla regola generale della loro
prosecuzione. La richiesta di scioglimento o sospensione
contenuta nella domanda di concordato in bianco deve
essere accompagnata da una disclosure del debitore sulla
tipologia di proposta di concordato che intenderà
presentare, liquidatorio o in continuità, al fine di consentire
al tribunale il vaglio della sussistenza dei presupposti per lo
scioglimento o la sospensione dei contratti in corso
Tribunale di Monza, 16 gennaio 2013
L’oggetto dello stop. Escluso il lavoro subordinato
Ammessi leasing,
appalti e permute
pIl punto sicuramente più
delicato e più discusso relativamente alla scioglimento o
sospensione dei contratti pendenti è costituito dall’individuazione di quali contratti possano essere oggetto di tale domanda da parte del debitore.
Prima del 27 giugno (entrata
in vigore del Dl 83/2015) non vi
era nessun contratto che specificamente fosse indicato dalla
previsione di cui all’articolo
169 bis della legge fallimentare,
salvo un’indicazione che
escludeva particolari tipologie
quali quelle di lavoro subordinato, di preliminare di acquisto
di immobile da adibire a prima
casa o quale sede principale
dell’attività di impresa, di finanziamenti destinati ad uno
specifico affare, nonché di locazione di immobile, laddove il
debitore fosse il locatore.
Il legislatore d’urgenza ha ritenuto opportuno regolare la
figura del contratto di locazione finanziaria, stabilendo che il
concedente ha diritto alla restituzione del bene ed è tenuto a
versare al debitore una somma,
a favore della procedura pari al
maggiore importo realizzato
dalla vendita o ricollocazione
del bene rispetto al credito residuo in linea capitale.
Altresì, in base al principio
dell’autonomia della clausola
compromissoria, in caso di
scioglimento del contratto,
tale clausola rimane pienamente valida di talché ogni
controversia conseguente allo scioglimento del contratto
dovrà essere discussa in sede
arbitrale
A fronte di tali esclusioni potrebbe argomentarsi che tutti
gli altri contratti possono essere oggetto di domanda di scioglimento o sospensione.
Invero, in dottrina e giurisprudenza si era discusso se la
disciplina dei contratti pendenti di cui agli articolo 72 e
seguenti della legge fallimentare fosse applicabile, in
quanto tale, anche a questa
fattispecie di scioglimento ad
istanza di parte stante la diversa categorizzazione in
«contratti pendenti» e «con-
tratti in corso di esecuzione».
Tuttavia, il recente decreto
legge ha modificato la rubrica
dell’articolo sostituendo «in
corso di esecuzione» con
«pendenti», per cui tale differenziazione appare oggi superata, quanto meno a livello terminologico; per pendenti devono intendersi quei contratti
in cui le prestazioni siano ineseguite, o non compiutamente
eseguite, da entrambe le parti.
Occorre, quindi, esaminare
la sostanza del problema come affrontato dalla giurispru-
LOCAZIONE FINANZIARIA
Il Dl 83 ha stabilito
che il concedente ha diritto
alla restiruzione del bene
e ha fissato i criteri
per calcolare il dovuto
denza per potere comprendere al meglio quale potrà essere
il suo futuro dopo l’intervento
riformatore.
È stato affermato che possano essere oggetto di domanda
di scioglimento o sospensione
sia i contratti sinallagmatici,
purché una delle parti non abbia esaurito la propria prestazione, che quelli con prestazioni a carico di una sola parte
(ad esempio il debitore) con
l’avvertenza che l’operatività
dell’articolo 169 bis della legge
fallimentare debba essere valutata in termini più ampi poiché il debitore, a differenza del
fallito, mantiene un significativo potere gestorio sul proprio patrimonio.
In questo senso, i tribunali
hanno ritenuto genericamente
ammissibili le domande di
scioglimento aventi ad oggetto
i contratti di appalto, i preliminari di compravendita e di permuta di immobili, i contratti
bancari (quali l’affidamento di
linee di credito, il conto corrente, il conto anticipi, l’anticipo fatture, il mandato all’incasso), i contratti di investimento
in strumenti derivati, nonché il
contratto di affitto d’azienda.
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Il Sole 24 Ore
Lunedì 20 Luglio 2015 - N. 198
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