Sistemi Rilevazione Incendio Sistemi antincendio convenzionali - pag. 32 Sistemi antincendio analogici indirizzati - pag. 36 Organi di segnalazione - pag. 41 Rilevatore termico lineare - pag. 43 Sistemi ad aspirazione - pag. 44 Barriere infrarossi a riflessione - pag. 45 pag. 20-22 Barriere infrarossi TX-RX - pag. 46 • pag. 23 Fermi magnetici, cavi ed alimentatori - pag. 474-26 Attenzione: le caratteristiche e le forme dei prodotti possono cambiare senza preavviso pur mantenendo medesime funzionalità. Con la conferma d’ordine, il cliente accetta questa possibilità. 29 Sistemi di Rilevazione Incendio Norme di riferimento La norma di riferimento a cui bisogna attenersi per progettare ed installare un impianto antincendio, è la UNI 9795 “Sistemi fissi automatici di rivelazione, di segnalazione manuale e di allarme d’incendio” e le disposizioni sui rilevatori ottici lineari di fumo, assenti nella versione del 1999. Oltre alla norma UNI 9795, occorre fare riferimento alle norme UNI EN 54 “Sistemi di rilevazione e di segnalazione d’incendio”, le quali pur essendo rivolte ai costruttori dei dispositivi che compongono la rilevazione incendi, contengono a volte alcune indicazioni importanti. Come è fatto un impianto di rilevazione incendio I sistemi di rilevazione incendio si dividono in: sistemi automatici di rivelazione, che utilizzano apparecchiature elettroniche, o sistemi manuali di segnalazione, quando a segnalare l’insorgere di un incendio interviene l’uomo. A seguito della rilevazione (automatica o manuale), il segnale d’incendio viene trasmesso ad una centrale di controllo, la quale invia l’allarme a vari dispositivi, (sonori, luminosi, telefonici, spegnimento incendi, etc). Gli impianti di rilevazione incendi sono realizzabili con apparecchiature convenzionali o con apparecchiature indirizzate. Il sistema fisso automatico è composto da una serie di dispositivi e schematizzabile, come riportato in figura. 30 Manutenzione dei Sistemi di Rilevazione Incendio La decisione di installare un impianto di rivelazione incendi deriva da una apposita valutazione del rischio d’incendio, in funzione delle caratteristiche della struttura da proteggere. L’impianto fisso automatico di rivelazione incendi deve essere obbligatoriamente installato in attività normate, quali ad esempio: • Ospedali e strutture sanitarie • Musei, gallerie, mostre, esposizioni in edifici storici e/o artistici • Alberghi, residence • Altre attività Ne consegue la doverosa necessità di gestire e mantenere correttamente gli impianti. La gestione della sicurezza antincendio: obblighi e responsabilità Per tutti i datori di lavoro o per gli esercenti di attività site in luoghi pericolosi per incendio (cioè elencati nel decreto 16 febbraio 1982), che non sono interessati ad entrare nel dettaglio di questi approfondimenti, in forma molto sintetica possiamo ricordare le norme che regolano questa materia emanate dal Ministero dell’Interno. In particolare, la norma di riferimento è l’art. 5 – Obblighi connessi con l’esercizio dell’attività - del DPR n. 37 del 1998. Il testo di questo articolo prevede che: 1. Gli enti e i privati responsabili di attività soggette ai controlli di prevenzione incendi hanno l’obbligo di mantenere in stato di efficienza i sistemi, i dispositivi, le attrezzature e le altre misure di sicurezza antincendio adottate e di effettuare verifiche di controllo ed interventi di manutenzione secondo le cadenze temporali che sono indicate dal comando nel certificato di prevenzione o all’atto del rilascio della ricevuta a seguito della dichiarazione di cui all’articolo 3, comma 5. Essi provvedono, in particolare, ad assicurare una adeguata informazione e formazione del personale dipendente sui rischi di incendio connessi con la specifica attività, sulle misure di prevenzione e protezione adottate, sulle precauzioni da osservare per evitare l’insorgere di un incendio e sulle procedure da attuare in caso di incendio. 2. I controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione, l’informazione e la formazione del personale, che vengono effettuati, devono essere annotati in un apposito registro a cura dei responsabili dell’attività. Tale registro deve essere mantenuto aggiornato e reso disponibile ai fini dei controlli di competenza del comando. 3. Ogni modifica delle strutture o degli impianti ovvero delle condizioni di esercizio dell’attività, che comportano una alterazione delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio, obbliga l’interessato ad avviare nuovamente le procedure previste dagli articoli 2 e 3 del presente regolamento. L’ efficienza di un sistema di rivelazione automatica d’incendio è tanto maggiore quanto migliore è la cura nella sua conduzione e la qualita’ della manutenzione effettuata. Tecnici abilitati alla manutenzione dei sistemi di rilevazione incendi • “Scopo dell’attività di sorveglianza, controllo e manutenzione è quello di rilevare e rimuovere qualunque causa, deficienza, danno o impedimento che possa pregiudicare il corretto funzionamento ed uso dei presidi antincendio”; • Le attività di controllo periodico e di manutenzione devono essere eseguite “obbligatoriamente” da personale competente e qualificato (Abilitazione lettera G). Registro Manutenzioni Periodiche Tutte le operazioni ordinarie e straordinarie di manutenzione del sistema rilevazione incendio, devono essere riportate su un apposito registro. Il registro antincendio deve riportare informazioni relative a: • responsabilità e deleghe • formazione degli addetti • piano della manutenzione e manutenzioni effettuate (in modo dettagliato e cronologico tutti gli interventi e/o le anomalie verificatesi sul sistema) • sorveglianza interna Il registro deve essere tenuto a disposizione dell’Autorità competente. Tabella esemplificativa degli interventi periodici Controllo funzionale di ciascun dispositivo; - Verifica stato apparati, cavi di collegamento. E’ richiesto il controllo funzionale di tutti (100%) i componenti il sistema, compresi quelli ubicati in posizioni nascoste o di difficoltosa accessibilità (controsoffitti, condotte, sotto pavimenti, etc.). - Controllo segnalatori di allarme locali e trasmettitori remoti; - Verifica funzioni d’allarme mediante attivazione di un dispositivo per zona; - Ispezione visiva per accertare raggiungibilità dispositivi; - Simulazione assenza rete e verifica intervento alimentazione secondaria; - Esercizio con alimentazione secondaria per 30-60 minuti; - Ripristino alimentazione primaria; - Test di almeno un rivelatore per circuito; - Controllo visivo batterie o stato alimentazioni secondarie; - Controllo e ripristino consumabili (carta, inchiostri, etc). 31 Centrali Antincendio Convenzionali Sono centrali per piccole (abitazioni ed uffici), medie (abitazioni su più piani, negozi, medie attività commerciali) e grandi utenze (scuole, fabbriche, ecc) che richiedono un numero anche significativo di rilevatori (fino a 256). Conforme alla Norma UNI EN54-2. La gestione da parte di un microprocessore ad altissima integrazione permette la massima affidabilità delle parti che compongono la centrale ed un firmware potente rende il sistema facilmente programmabile. Queste apparecchiature, grazie alla completezza di gestione e alla flessibilità di adattamento alle diverse situazioni, consentono di affrontare quelle richieste di protezione allarme incendio che fino ad oggi venivano considerate troppo impegnative o estremamente complesse. Articolo MAG02 Articolo MAG04 Articolo MAG08 Centrale allarme incendio a microprocessore Centrale allarme incendio a microprocessore Centrale allarme incendio a microprocessore 2 zone ad individuazione collettiva, 2 uscite sirena controllate, 1 uscita relé “fuoco” ed 1 uscita relé “guasto”, fusibili autoripristinanti, test manuale, alloggiamento per una batteria 12 V 7, 2 Ah, contenitore plastico. Conforme Norma UNI EN 54-2/4 1293-CPD-0132 4 zone ad individuazione collettiva, 2 uscite sirena controllate, 1 uscita relè “fuoco” ed 1 uscita relè “guasto”, fusibili autoripristinanti, test manuale, alloggiamento per una batteria 12 V 7,2 Ah, contenitore plastico. Conforme Norma UNI EN 54-2/4 1293-CPD-0132 8 zone ad individuazione collettiva, 2 uscite sirena controllate, 1 uscita relè “fuoco” ed 1 uscita relè “guasto”, fusibili autoripristinanti, test manuale, alloggiamento per una batteria 12 V 7,2 Ah, contenitore plastico. Conforme Norma UNI EN 54-2/4 Articolo Articolo MAG8PLUS Centrale allarme incendio a microprocessore Articolo MR8 Scheda espansione 8 uscite a relè per centrale MAG8PLUS Conforme Norma UNI EN 54-2/4 MAG4IN Scheda espansione 4 zone per centrale MAG8PLUS 8 zone espandibili a 16 ad individuazione collettiva, 4 uscite sirena controllate, 1 uscita relè “fuoco” ed 1 uscita relè “guasto”, fusibili autoripristinanti, test manuale, alloggiamento per una batteria 12 V 18 Ah, contenitore plastico/metallico. Conforme Norma UNI EN 54-2/4 1293-CPD-0133 Dati tecnici serie MAG2 MAG4 MAG8 Zone 2 4 8 8/16 Numero massimo di rilevatori 40 80 160 256/512 Pulsanti manuali MAG8PLUS secondo normativa Abilitazione/esclusione Si Test zona Si Articolo Attivazione manuale Si Scheda espansione 4 uscite per centrale MAG8PLUS Tensione alimentazione Accumulatore Grado di protezione Contenitore Dimensione (mm) 230 Vac 12V/7Ah MAG4OUT 12V/18Ah IP34 Plastico Plastico/Metallico 340 x 293 mm 440 x 331 mm 33 Impianti di rilevazione incendio convenzionali In questo tipo di impianto la centrale di controllo è in grado di distinguere solo se l’incendio si è sviluppato in una certa zona (nella quale è installato un gruppo di rilevatori), ma non permette di distinguere con precisione quale rilevatore ha generato l’allarme incendio. La mancata individuazione singola dei rilevatori, rende adatto questo tipo di impianto soprattutto per ambienti e locali di piccole dimensioni, dove questa carenza non è particolarmente sentita. La struttura dell’impianto è la seguente: dalla centrale di controllo partono due o più linee bifiliari. Ognuna di queste linee deve essere dedicata esclusivamente ad una certa tipologia di componenti, quindi una linea per i rilevatori (in numero non superiore a 20), una linea per i punti di allarme individuale, una linea per gli avvisatori ottico-acustici, e così via. Ma non basta, infatti la norma UNI 9795 permette che rilevatori aventi un principio differente (fumo, calore, fiamma) possano essere posti sulla stessa linea solo a patto che siano singolarmente distinguibili dalla centrale. Ma questo non è possibile per gli impianti convenzionali, i quali allora possono avere linee costituite solo da rilevatori omogenei fra loro (una linea solo con rilevatori di fumo, una linea con solo rilevatori di calore, etc) anche se è possibile mischiare le tecnologie di rilevazione, cioè sulla stessa linea porre, ad esempio, rilevatori di fumo puntiformi e rilevatori di fumo lineari. Al termine di ciascuna delle linee collegate alla centrale, è posta una resistenza, al fine di bilanciare l’assorbimento di corrente delle linee stesse. Infatti il meccanismo di rilevazione di gruppo è basato sul seguente principio: in caso di allarme di uno o più rilevatori aumenta notevolmente il proprio assorbimento di corrente da parte di essi (mentre in condizioni normali è quasi nullo); questo aumento viene sentito dalla centrale di controllo la quale provvede ad innescare l’allarme. Il bilanciamento di ogni linea tramite restistenza finale, deve essere tale da poter individuare sia il cortocircuito, sia l’interruzione della linea e sia la rimozione di uno o più dispositivi collegati alla linea (rilevatori, pulsanti, etc), inviando una specifica segnalazione di guasto alla centrale di controllo. Combinatori telefonici Segnalatori acustici Campane Pannelli ottici/acustici Unità centrale L5 L6 Rivelatori automatici L7 L8 L1 Espandibile fino ad un massimo di 256 rivelatori. Fino a un massimo di 32 rivelatori. Rivelatori manuali L2 Fino a un massimo di 32 pulsanti. Rivelatori automatici L3 Fino a un massimo di 32 rivelatori Rivelatori automatici L4 32 Fino a un massimo di 32 rivelatori Centrali Antincendio Convenzionali Sono centrali per piccole (abitazioni ed uffici), medie (abitazioni su più piani, negozi, medie attività commerciali) e grandi utenze (scuole, fabbriche, ecc) che richiedono un numero anche significativo di rilevatori (fino a 256). Conforme alla Norma UNI EN54-2. La gestione da parte di un microprocessore ad altissima integrazione permette la massima affidabilità delle parti che compongono la centrale ed un firmware potente rende il sistema facilmente programmabile. Queste apparecchiature, grazie alla completezza di gestione e alla flessibilità di adattamento alle diverse situazioni, consentono di affrontare quelle richieste di protezione allarme incendio che fino ad oggi venivano considerate troppo impegnative o estremamente complesse. Articolo MAG02 Articolo MAG04 Articolo MAG08 Centrale allarme incendio a microprocessore Centrale allarme incendio a microprocessore Centrale allarme incendio a microprocessore 2 zone ad individuazione collettiva, 2 uscite sirena controllate, 1 uscita relé “fuoco” ed 1 uscita relé “guasto”, fusibili autoripristinanti, test manuale, alloggiamento per una batteria 12 V 7, 2 Ah, contenitore plastico. Conforme Norma UNI EN 54-2/4 1293-CPD-0132 4 zone ad individuazione collettiva, 2 uscite sirena controllate, 1 uscita relè “fuoco” ed 1 uscita relè “guasto”, fusibili autoripristinanti, test manuale, alloggiamento per una batteria 12 V 7,2 Ah, contenitore plastico. Conforme Norma UNI EN 54-2/4 1293-CPD-0132 8 zone ad individuazione collettiva, 2 uscite sirena controllate, 1 uscita relè “fuoco” ed 1 uscita relè “guasto”, fusibili autoripristinanti, test manuale, alloggiamento per una batteria 12 V 7,2 Ah, contenitore plastico. Conforme Norma UNI EN 54-2/4 Articolo Articolo MAG8PLUS Centrale allarme incendio a microprocessore Articolo MR8 Scheda espansione 8 uscite a relè per centrale MAG8PLUS Conforme Norma UNI EN 54-2/4 MAG4IN Scheda espansione 4 zone per centrale MAG8PLUS 8 zone espandibili a 16 ad individuazione collettiva, 4 uscite sirena controllate, 1 uscita relè “fuoco” ed 1 uscita relè “guasto”, fusibili autoripristinanti, test manuale, alloggiamento per una batteria 12 V 18 Ah, contenitore plastico/metallico. Conforme Norma UNI EN 54-2/4 1293-CPD-0133 Dati tecnici serie MAG2 MAG4 MAG8 Zone 2 4 8 8/16 Numero massimo di rilevatori 40 80 160 256/512 Pulsanti manuali MAG8PLUS secondo normativa Abilitazione/esclusione Si Test zona Si Articolo Attivazione manuale Si Scheda espansione 4 uscite per centrale MAG8PLUS Tensione alimentazione Accumulatore Grado di protezione Contenitore Dimensione (mm) 230 Vac 12V/7Ah MAG4OUT 12V/18Ah IP34 Plastico Plastico/Metallico 340 x 293 mm 440 x 331 mm 33 Sensori Antincendio Convenzionali Articolo S30 Articolo Rilevatore ottico di fumo collettivo Caratteristiche • Tecnologia a microprocessore • Led allarme con visuale 360° • Area di copertura fino a 120 mq • Basso profilo • Completo di base Conforme Norma UNI EN 54-7 1293-CPD-0119 R20 Articolo Rilevatore Termovelocimetrico collettivo Caratteristiche • Tecnologia a microprocessore • Led allarme con visuale 360° • Area di copertura fino a 60 mq • Classe A1/R • Basso profilo • Completo di base Conforme Norma UNI EN 54-7 1293-CPD-0120 Caratteristiche • Tecnologia a microprocessore • Led allarme con visuale 360° • Classe A1/R • Basso profilo • Temperatura di intevento 58 C° • Completo di base Conforme Norma UNI EN 54-5 1293-CPD-0118 Articolo Articolo RC05CD Camera di analisi per condotte di ventilazione Tipologia Certificazione Caratteristiche: • Base con relè per rilevatori collettivi antincendio • Consente di abbinare i sensori antincendio a qualsiasi centrale antifurto • Alimentazione 12 Vdc S30 R20 M40 RC05CD Ottico di fumo Termo Velocimetrico Multicriterio Camera di analisi Per condotte EN54-7 EN54-5 EN54-5 e 7 EN54-7 A1/R Classe Tensione di lavoro 9-30 Vdc ≤ 50 µA Assorbimento Area max copertura Led allarme 60 mq 120 mq 2 visibilità 360 ° 60 c° Temperatura di allarme Dimensioni 34 Ø 100 x 55 mm B12 Base con relè Caratteristiche: • Tecnologia a microprocessore • Led allarme con visuale 360° in condotte circolari max 1,15 mt sia in condotte rettangolari con H max 1 mt. • Area di copertura fino a 120 mq • Basso profilo Completa di tubi di campionamento, rilevatori di fumo e base. Dati tecnici M40 Rilevatore Multicriterio collettivo 440 x 331 mm Pulsanti manuali I pulsanti d’emergenza sono utilizzati in installazioni di impianti allarme incendio, con lo scopo di consentire l’attivazione manuale dell’allarme incendio qualora se ne rilevi la necessità oppure, quando in condizioni di pre-allarme (ritardo d’allarme) o di coincidenze di rivelazione tra sensori/zone, a ricognizione avvenuta si ritiene necessario anticipare e dare corso all’attivazione dell’allarme con le conseguenti contromisure che l’impianto gestisce. Con le nuove versioni di pulsanti di tipo “ripristinabile” che hanno sostituito quelli a rottura vetro, sono ora più agevoli sia le operazioni di test che quelle di manutenzione e ripristino della funzionalità dopo un’attivazione. Articolo NHF01T Articolo PEAS/S Pulsante d’emergenza ripristinabile con chiave Pulsante d’emergenza ripristinabile per utilizzo in esterno Gradevole design ultrapiatto (28 mm). Corpo in materiale plastico. Caratteristiche: • Dotazioni a corredo: Chiave di prova e resistenza bilanciatura 1Kohm • Portata contatto di scambio 3A 12/24 Vcc • Connessioni a morsettiera • Contenitore in plastica • Foro ingresso cavi con filetto 3/8 gas • Grado di protezione IP67 • Dimensioni 119 x 128 x 62 mm • Conforme Norma UNI EN 54-11 0845-CPD-232.1688 Caratteristiche: • Materiale/Colore: ABS/Rosso • Dimensioni: 90 X 90 X 56 mm • Temperatura di funzionamento: -10/+50 °C • Conforme Norma UNI EN 54-11 1293-CPD-0161 • A richiesta fornibile nei colori Bianco, Giallo, Verde****** ****** Prodotti non certificati Articolo NHF02T Pulsante d’emergenza ripristinabile con chiave e coperchio di protezione Gradevole design ultrapiatto (28 mm). Corpo in materiale plastico. Caratteristiche: • Materiale/Colore: ABS/Rosso • Dimensioni: 90 X 90 X 56 mm • Temperatura di funzionamento: -10/+50 °C • Conforme Norma UNI EN 54-11 1293-CPD-0161 • A richiesta fornibile nei colori Bianco, Giallo, Verde****** ****** Prodotti non certificati Articolo PS01FS Spray per test rilevatori di fumo 35