Provincia di Mantova
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA
PER IL RIPRISTINO IDRODINAMICO DEL CANALE
DELLE GRAZIE, PER FAVORIRE LA CIRCOLAZIONE
IDRICA E L'ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
PRELIMINARE
Studio T
DEFINITIVO
Studio di Ingegneria
Idraulico Ambientale
Largo 24 Agosto 1942, 33/A - 43100 Parma - Tel. 0521-292795
[email protected] - www.studiotelo.it
ESECUTIVO
IL RESPONSABILE DI PROGETTO
TITOLO ELABORATO
PIANO DI SICUREZZA E
DI COORDINAMENTO E
QUADRO D'INCIDENZA
D
SCALA
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
Ing. Giovanni Trombani
AGGIORNAMENTI:
REV.
DATA
DESCRIZIONE
0
APR. 2014
EMISSIONE
Davide Menna Davide Menna
1
GIU. 2014
EMISSIONE
Davide Menna Davide Menna
REDATTO
CONTROLL.
APPROV.
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SOMMARIO
1.
FINALITÀ _________________________________________________________________ 1
2.
UTILIZZATORI DEL PIANO ________________________________________________ 1
3.
SUBAPPALTI ______________________________________________________________ 1
4.
RIFERIMENTI LEGISLATIVI _______________________________________________ 1
5.
DOCUMENTAZIONE _______________________________________________________ 3
6.
IDENTIFICAZIONE DEL CANTIERE _________________________________________ 4
7.
ATTIVITÀ DI CANTIERE E FASI LAVORATIVE. _____________________________ 6
8.
PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA (P.O.S.). _________________________________ 7
9.
IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI PRESENTI IN CANTIERE ____________________ 8
10.
MISURE GENERALI DI PREVENZIONE ______________________________________ 8
11.
INTERFERENZE AL CANTIERE. ___________________________________________ 12
12.
OPERE PROVVISIONALI. _________________________________________________ 13
13.
MACCHINARIO OPERATIVO IN CANTIERE. ________________________________ 13
14.
ATTREZZATURE DI LAVORO. _____________________________________________ 13
15.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE DEL PERSONALE OPERATIVO. 14
16.
PRESCRIZIONI PER LA SEGNALETICA DI SICUREZZA IN CANTIERE _______ 17
17.
COMUNICAZIONI DI EMERGENZA.________________________________________ 18
18.
FORMAZIONE ED INFORMAZIONE DEI LAVORATORI. _____________________ 18
19.
COORDINAMENTO DELLE ATTIVITÀ SOVRAPPOSTE ______________________ 19
20.
VALUTAZIONE DEI COSTI DEGLI APPRESTAMENTI DI SICUREZZA ED IGIENE20
21.
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO ____________________________________ 21
Studio ing. Telò
CITTA’ DI CURTATONE
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
1.
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
FINALITÀ
Il presente piano di sicurezza e coordinamento, redatto dal sottoscritto Ing. Riccardo Telò incaricato dal
Committente COMUNE DI CURTATONE di assolvere le funzioni di Coordinatore in materia di sicurezza e
salute durante la progettazione per gli INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL
RIPRISTINO IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA CIRCOLAZIONE
IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO
DEL MINCIO”; collega le misure di prevenzione al processo lavorativo ed ai metodi di esecuzione delle opere
in funzione dei rischi conseguenti; inoltre il piano coordina le diverse figure professionali operanti nello stesso
cantiere e rappresenta anche un valido strumento di formazione ed informazione degli addetti per la sicurezza
collettiva ed individuale, oltre ad avere funzioni operative.
Tale piano potrà essere soggetto ad aggiornamenti ed integrazioni, da parte del Coordinatore in materia di
sicurezza e salute durante la realizzazione dell’opera, e/o dalla ditta aggiudicatrice nei modi e nei tempi
previsti dall'art. 31 della legge 163/06e succ. mod. ed int.
2.
UTILIZZATORI DEL PIANO
Il piano sarà utilizzato:
dai responsabili dell’impresa come guida per applicare le misure adottate ed effettuare la mansione di
controllo;
dai lavoratori e, in particolar modo, dal loro rappresentante dei lavoratori;
dal committente e responsabile dei lavori per esercitare il controllo;
dal coordinatore per l’esecuzione dei lavori per l’applicazione dei contenuti del piano;
dal progettista e direttore dei lavori per operare nell’ambito delle loro competenze;
dalle altre Imprese e lavoratori autonomi operanti in cantiere;
dalle Autorità competenti preposte alle verifiche ispettive di controllo del cantiere.
3.
SUBAPPALTI
L’impresa appaltatrice, prima dell’inizio dei lavori di competenza, dovrà fornire al Coordinatore per la
sicurezza in fase esecutiva e per le attività costruttive affidate ad altre ditte o a lavoratori autonomi secondo
quanto previsto dalla legge 163/06 con successive modifiche ed integrazioni i seguenti dati:
Tipologia dei lavori subappaltati
Ditta o nome del lavoratore autonomo
Responsabile di cantiere e suo sostituto
Responsabile della sicurezza sui lavori
Rappresentante per la sicurezza
4.
RIFERIMENTI LEGISLATIVI
Le misure di prevenzione e protezione da adottare, gli adempimenti e gli obblighi da ottemperare, i ruoli e le
responsabilità, le sanzioni previste risultano conformi all’attuale quadro legislativo.
La politica di sicurezza attuata nel cantiere si articola in un programma generale secondo i principi generali di
tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori in attuazione delle direttive in materia e comprende:
1. l’attuazione delle misure tecniche ed organizzative imposte dalle norme di legge ovvero suggerite da quelle
di buona tecnica o dalla valutazione dei rischi finalizzate a ridurre le situazioni di rischio e la probabilità
del verificarsi dell’infortunio;
2. la sensibilizzazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, l’informazione dei
lavoratori operanti;
3. la fornitura, dotazione e disposizioni d’uso dei mezzi di protezione personali.
1
CITTA’ DI CURTATONE
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IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
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CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
L'impresa esecutrice è tenuta al rispetto del piano di sicurezza e delle vigenti disposizioni di legge di cui sotto si
elencano le principali:
D.P.R. 27 aprile 1955 n. 547 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.
D.P.R. 7 gennaio 1956 n. 164 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni. Norme
generali per l'igiene del lavoro.
D.P.R. 19 marzo 1956 n. 303 Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali
D.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124 Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali
D.lvo 15 agosto 1991 n. 277 Attuazione delle direttive n. 80/188/Cee, n. 82/605/Cee, n. 83/447/Cee, n.
86/188/Cee e n. 88/642/Cee- in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione
ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dell'art. 7 della legge 30 luglio 1990, n. 212.
D.lvo 19 sett.1994 n. 626 Attuazione delle direttive 89/391/Cee, 89/654/Cee, 89/655/Cee, 89/656/Cee,
90/269/Cee,90/270/Cee,90/394/Ceee90/679/Cee -riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute
dei lavoratori sul luogo di lavoro.
D.lvo 14 agosto 1996 n. 493 Attuazione della direttiva 92/58/Cee concernente le prescrizioni minime per la
segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro.
D.lvo 14 agosto 1996 n. 494 Attuazione della direttiva 92/57/Cee concernente le prescrizioni minime di
sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili.
D.P.R. 25 luglio 1996 n. 459 Regolamento per l'attuazione delle direttive 89/392/Cee, 91 /368/Cee e
93/68/Cee concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli stati membri relative alle macchine.
D.m. 3 dicembre 1985 Classificazione e disciplina dell'imballaggio e dell'etichettatura delle sostanze
pericolose, in attuazione delle direttive emanate dal Consiglio della Commissione delle Comunità europee
(e successive modifiche ed integrazioni).
D.lvo 528/99 modifiche ed integrazioni al D-lvo 494/96.
D.lvo 4 dicembre 1992 n. 475 Attuazione della direttiva 89/686/Cee del Consiglio del 21 dicembre 1989, in
materia di riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione
individuale.
Legge 5 marzo 1990 n. 46 Norme per la sicurezza degli impianti (e relativo regolamento di applicazione)..
Legge 18/11/98 n.415 : Modifiche alla legge 11-2-94 n.109
Art. 2087 del codice civile - Relativo alla tutela delle condizioni di lavoro
Art. 673 del codice penale - Relativo all'omesso collocamento o rimozione di segnali o ripari (in luoghi di
pubblico transito).
Decreto Legislativo 9 aprile 2008 , n. 81 – relativo alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di
lavoro.
2
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
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CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
5.
DOCUMENTAZIONE
5.1
DOCUMENTAZIONE da fornire al coordinatore in fase di esecuzione da parte dell'impresa
Almeno 10 giorni prima dell’inizio dei propri lavori dovrà essere trasmessa da parte dell'impresa al
Coordinatore per l’esecuzione dei lavori la seguente dichiarazione :
Dichiarazione su carta intestata
La sottoscritta Impresa ............................................, con sede in ...........................................,
Via……………… ......................................, operante, in qualità di Appaltatore , presso il cantiere relativo
all'esecuzione dei lavori denominati “Interventi di manutenzione straordinaria per il ripristino idrodinamico
del Canale delle Grazie per favorire la circolazione idrica e l’accesso dei natanti, nel Comune di Curtatone,
all'interno del Parco del Mincio”;
DICHIARA:
1. che per tutta la propria attività in cantiere, compresa quella dei propri subappaltatori e/o lavoratori
autonomi , sono stati nominati dall’Impresa Appaltatrice, con accettazione da parte degli interessati :
il responsabile di cantiere (capocantiere ) il sig. ...............
2. che il capocantiere sarà persona con presenza assidua e costante in cantiere.
3. che il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è il sig : ..................
4. che il datore di lavoro (Decreto Legislativo 9 aprile 2008 , n. 81 art.2 comma 1 lettera b) è il sig...................
5. che si impegna a comunicare tempestivamente, anche via fax, al Coordinatore in fase di esecuzione dei
lavori eventuali variazioni di nominativo .
6. di avere messo o di impegnarsi a mettere a disposizione dei rappresentanti della sicurezza della propria
impresa, delle imprese in subappalto e dei lavoratori autonomi impegnati per proprio conto nei lavori, il
piano di sicurezza dei lavori, in copia conforme a quello depositato in cantiere, almeno 10 giorni prima
dell’inizio dei lavori.
7. che le attrezzature utilizzate per l’espletamento dell’attività relativa ai lavori in oggetto risultano conformi
alle normative vigenti ed il personale risulta informato sui rischi specifici della sua operatività.
8. che i lavoratori operanti presso il cantiere sono dotati di dispositivi di protezione individuale idonei e
specifici alle attività da svolgere.
9. che il contratto collettivo nazionale di lavoro applicato ai lavoratori dipendenti è quello delle imprese
................................. (dovrà essere fornita copia al C.E.L. di eventuali accordi integrativi aziendali e
territoriali in vigore per le varie Imprese Appaltatrici e subappaltatrici).
10. di garantire, per il proprio personale e per quello dei propri subappaltatori, il completo rispetto di quanto
previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro, compresi eventuali accordi integrativi aziendali e
territoriali in vigore per l’impresa appaltatrice e per quelle subappaltatrici, segnatamente per il rispetto
degli orari settimanali di lavoro.
11. che sono stati effettuati con regolarità i controlli medici obbligatori nei casi previsti dalla normativa vigente
(oppure dichiarare che la sorveglianza sanitaria per la propria attività non è richiesta dalla normativa
vigente).
12. che le macchine e le attrezzature impiegate per l’esecuzione dei lavori sono rispondenti alle vigenti
normative applicabili e sono idonee all’impiego previsto.
13. che il personale impiegato per l’utilizzo e la conduzione delle macchine è abilitato allo scopo ed è informato
sui rischi specifici.
14. che sono stati effettuati con regolarità i versamenti agli enti previdenziali ed assicurativi previsti dalle leggi
e dai contratti.
15. Piano Operativo della sicurezza (POS)
Inoltre la stessa impressa dovrà fornire al Coordinatore in fase di esecuzione la seguente documentazione:
1. Elenco delle macchine e attrezzature di cui si prevede l’impiego con aggiornamento anticipato via fax al
coordinatore in fase di esecuzione dei lavori in caso di modifiche o integrazioni.
2. Elenco delle persone che possono essere presenti in cantiere per conto dell’Impresa (dipendenti,
3
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IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
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CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
subappaltatori, lavoratori autonomi) anche non simultaneamente; eventuali aggiunte di nominativi
dovranno essere comunicate via fax al coordinatore in fase di esecuzione dei lavori; per tutto il personale
che potrà accedere al cantiere dovrà essere compilata, a cura dell’Impresa Appaltatrice per i propri
dipendenti e per quelli delle ditte operanti in subappalto e/o lavoratori autonomi, la scheda di competenza
allegata alla presente (Allegati n. 2a e 2b).
3. Fotocopia di un documento di riconoscimento dello stesso personale di cui al punto 1.
4. Copia del certificato di iscrizione alla Camera di commercio (per Appaltatore, subappaltatori, lavoratori
autonomi).
5. Dati dei veicoli (tipo e targa) dei veicoli dell’Impresa (e/o subappaltatori e/o lavoratori autonomi) che
potranno accedere al cantiere.
5.2
DOCUMENTAZIONE da tenere in cantiere
Ciascuna Impresa Appaltatrice, e/o subappaltatrice e/o lavoratore autonomo per quanto di competenza, dovrà
tenere a disposizione per i controlli delle autorità competenti, presso il proprio ufficio di cantiere, la
documentazione richiesta dalla normativa vigente di cui si fornisce elenco da intendersi non esaustivo e da
integrarsi a cura di ciascuna Impresa per eventuali specifiche documentazioni richieste in relazione alla propria
specifica attività ;
DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA
copia del contratto di appalto tra il committente e l’appaltatore
copia del contratto di subappalto tra l’appaltatore e le varie ditte e/o lav. autonomi
copia del piano di sicurezza
copia del libro matricola
copia del registro infortuni
copia del certificato di iscrizione alla camera di commercio
DOCUMENTAZIONE TECNICA
dichiarazione di conformità ( L-46/90 ) per l’impianto elettrico di cantiere:
certificazioni attestanti la conformità delle macchine
libretti di uso e manutenzione delle macchine
libretti di immatricolazione degli apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 kg completi di
verbali di verifica periodica o documenti inviati alle sedi AUSL competenti, attestanti le richieste di
verifiche successive alla prima.
copia della richiesta all’ISPESL di omologazione di sicurezza di apparecchi di sollevamento nuovi ed i
documenti attestanti le richieste di prima verifica.
denuncia di messa in servizio all’ISPESL o all’AUSL degli apparecchi di sollevamento con portata
superiore ai 200 kg.
certificato di omologazione delle cinture di sicurezza .
dichiarazioni di conformità dei D.P.I.
DOCUMENTI SANITARIA
documentazione comprovante l’effettuazione degli accertamenti sanitari preventivi periodici ai sensi del
art.41 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 , n. 81.
certificato medico di idoneità al lavoro per apprendisti e minori .
6.
IDENTIFICAZIONE DEL CANTIERE
6.1
ANAGRAFE DI CANTIERE
Descrizione dell'opera:
“INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO IDRODINAMICO DEL
CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI,
NEL COMUNE DI CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO;
Parte d’opera in esecuzione:
Completa
4
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PROGETTO ESECUTIVO
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IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Committente
COMUNE DI CURTATONE
6.2
DATI GENERALI
Indirizzo cantiere
Data presunta inizio lavori
Durata presunta dei lavori in appalto
Durata presunta dei lavori in Amministrazione diretta
Numero medio presunto dei lavoratori /giorno
Ammontare lavori a base d'asta
Numero max presunto giornaliero dei lavoratori
6.3
Valli del Mincio – Canale delle Grazie
Comune di Curtatone
Agosto-Settembre 2014
28 giorni
28 giorni
3
€ 62.500,00
4
IDENTIFICAZIONE DEI SOGGETTI
A) Incarichi
Committente
Responsabile del procedimento
Progettisti
Coordinatore per la progettazione
Direttore dei lavori
Coordinatore per l'esecuzione
Direttore di cantiere
COMUNE DI CURTATONE
Ing. Giovanni Trombani
Ing. Riccardo Telò
Ing. Riccardo Telò
Ing. Riccardo Telò
Ing. Riccardo Telò
Da definire
B) Dati imprese
Dati da compilare a cura del Coordinatore in fase di esecuzione sulla base dell’aggiudicatario della gara di
Appalto
Impresa appaltatrice
Ragione sociale
Iscrizione Camera di Commercio
Specializzazione dell’Impresa
Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
Primo responsabile di cantiere
Sostituto del responsabile di cantiere
Medico competente
Timbro dell’Impresa _____________________
Firma
______________________
5
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
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IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
7.
Piano di Sicurezza e Coordinamento
ATTIVITÀ DI CANTIERE E FASI LAVORATIVE.
7.1 DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL’OPERA DA REALIZZARE PER SINGOLA FASE
I lavori verranno eseguiti da:
Ditta appaltatrice
QUADRO ECONOMICO DEI LAVORI
DESCRIZIONE
A
LAVORI
A1 Opere a Misura
A2 Oneri della Sicurezza non soggetti a ribasso d'asta
TOTALE LAVORI
COSTO
€ 60,950.00
€ 1,550.00
€ 62,500.00
I lavori preparatori per l’allestimento del cantiere consisteranno in:
• Aperture di piste di collegamento con l’area di intervento sul fiume, per garantire l’accesso all’area
di cantiere e la circolazione di mezzi e personale al suo interno.
• Pulizia dell’area di cantiere;
• Installazione delle infrastrutture di cantiere;
• Delimitazione con opportuni mezzi dell’area di cantiere, al fine di evitare l’accesso alle aree di
cantiere ai non addetti ai lavori:
• installazione della cartellonistica informativa;
Successivamente si procederà con i seguenti lavori :
OPERE IN APPALTO
1.
Scavo per il ripristino idrodinamico del Canale delle Grazie. Il ripristino idrodinamico
interesserà un’area di circa 5.100 m² del Canale e comprenderà oltre allo scavo, la formazione di
barene e tratti di argine fronte scavo e lo stendimento del materiale asportato in opportune aree
disponibili, opportunamente perimetrate con le barene.
7.2. PROGRAMMA LAVORI
Il Programma Lavori qui presentato è indicativo e basato su ipotesi di lavoro standardizzate.
È compito delle Imprese confermare quanto esposto o notificare immediatamente al Coordinatore Sicurezza
in fase esecutiva (CSE), eventuali modifiche o diversità rispetto quanto programmato.
Le modifiche verranno accettate dal Coordinatore Sicurezza in fase esecutiva (CSE) solo se giustificate e
correlate da relazione esplicativa e presentate prima dell’apertura del cantiere o, se Impresa selezionata in
seguito, prima della partenza della propria fase di lavori.
Le modifiche al Programma dei lavori devono essere presentate da ciascuna Impresa partecipante. Quanto
sopra vale anche per ulteriori modifiche o variazioni
Il (CSE) in ogni caso, con l’inizio dei lavori, o all’assegnazione degli stessi alle varie Imprese notificherà
richiesta di conferma del Programma lavori predisposto (vedi Capitolo PROCEDURE Dl GESTIONE DEL
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO – (Schemi di coordinamento)
6
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
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IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
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CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
CRONOPROGRAMMA DELLE ATTIVITÀ
Giorni
OPERE
2
4
6
8
10
12
14
16
18
20
22
24
26
28
Apertura e preparazione cantiere e
mobilitazione pontone
Realizzazione di Barene di
contenimento costituite da pali di
castagno
Ripristino ed apertura canali funzionali
al ricircolo idrico e all'ingresso dei
natanti: scavi e riporti
Smobilitazione pontone, chiusura e
sistemazione del cantiere
7.3. INDIVIDUAZIONE DELL’ENTITÀ DEI LAVORI ESPRESSI IN uomini-giorni E PRESENZA
MEDIA PERSONALE IN CANTIERE.
QUADRO DI INCIDENZA
Si traccia per migliore comprensione, l’ipotesi di calcolo dell’entità dei lavori espresso in uomini x giorni.
Tale ipotesi si basa sul Diagramma lavori predisposto e quindi valgono tutte le considerazioni di previsione in
precedenza segnalate.
La valutazione di tale entità permette di stimare un valore che permetta di valutare la fascia, rispetto ai
parametri del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 , n. 81, dove inserire l’opera in oggetto.
La stima fatta individua in 3 uomini-giorno la media relativa all’opera in oggetto.
Tale valore, non rende obbligatoria la predisposizione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di
sito produttivo prevista per cantieri di entità superiore a 30.000 uomini-giorno.
Tale valutazione ovviamente di stima, resta comunque l’elemento base per l’attivazione delle procedure
contemplate dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008 , n. 81 art. 90 e 91. Di seguito si riporta il Quadro di
incidenza per le lavorazioni in appalto.
QUADRO DI INCIDENZA PRECENTUALE DELLA QUANTITA' DI MANODOPERA PER LE DIVERSE CATEGORIE DI LAVORO
% incidenza
manodopera per
tipologia di lavoro
Incidenza
economica del
Personale
% incidenza
manodopera sul
totale dell'opera
4
30%
€ 13,680.00
65.5%
3
3
20%
€ 1,000.00
4.8%
16.98%
2
3
60%
€ 6,210.00
29.7%
100.0%
2.33
3.33
37%
€ 20,890.00
100.0%
Valore dell'opera
Ripristino ed apertura canali
funzionali al ricircolo idrico e
all'ingresso dei natanti: scavi e
riporti
€ 45,600.00
74.82%
2
Mobilitazione e smobilitazione
di pontoni galleggianti modulari
€ 5,000.00
8.20%
Realizzazione di Barene di
contenimento costituite da pali
di castagno
€ 10,350.00
€ 60,950.00
TOTALE
8.
%
N° personale N° personale
medio /giorno max /giorno
CATEGORIA
PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA (P.O.S.).
(Allegato XV capo 3.2 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 , n. 81)
Il Piano Operativo di Sicurezza è da considerarsi come piano complementare di dettaglio al presente Piano di
7
CITTA’ DI CURTATONE
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Sicurezza e Coordinamento. Tale piano è costituito dall’individuazione, analisi, e valutazione dei rischi per la
sicurezza specifici per ogni impresa e per ogni opera rispetto all’utilizzo di particolari attrezzature ed alle
conseguenti modalità operative; è completato dalle indicazioni delle misure di prevenzione e protezione e dei
D.p.i. Tale P.O.S. descrive quindi le modalità di gestione in sicurezza delle fasi lavorative entrando in merito
ad ogni singolo dettaglio necessario ad identificare le procedure operative, i rischi possibili e le conseguenti
procedure per la riduzione di tali rischi.
Il P.O.S. dovrà fornire i dettagli richiesti relativamente ad ogni singola Fase di Lavorazione.
Prima della firma del contratto, e almeno 20 giorni prima della consegna dei lavori, la Ditta Appaltatrice dovrà
redigere e trasmettere alla stazione appaltante il Piano Operativo di Sicurezza relativo a tutte le opere realizzate
direttamente dall’Appaltatore.
Relativamente ai lavori che la Ditta Appaltatrice intenderà affidare in Subappalto, si potrà posticipare la stesura
dei relativi P.O.S. alla fase di qualificazione delle ditte subappaltatrici stesse.
Sarà compito del Coordinatore per l’esecuzione:
• verificare che il P.O.S. sia congruente con il lavoro da svolgere
• chiederne l’adeguamento qualora non risultasse congruente
• verificare che sia nella sostanza rispettato
• coordinare gli eventuali P.O.S. delle imprese operanti in cantiere
Inoltre il P.O.S. in particolare dovrà provvedere a descrivere in modo accurato le procedure operative, i rischi
possibili e le conseguenti procedure per la riduzione di tali rischi relativamente alle Fasi di Lavorazione.
9.
IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI PRESENTI IN CANTIERE
Nel cantiere oggetto del presente piano di sicurezza e per entrambe le due entità, sono presenti i seguenti rischi
a cui è sottoposto il personale operativo:
Movimentazione manuale dei carichi
Rumore
Annegamento
Vibrazioni
Elettricità
10.
MISURE GENERALI DI PREVENZIONE
10.1 MISURE GENERALI DI TUTELA (Decreto Legislativo 9 aprile 2008 , n. 81 art. 15)
Prescrizioni
Il datore di lavoro dell'impresa appaltatrice è tenuto all'osservanza delle seguenti misure generali di tutela
prescritte dalla legge:
a) la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza;
b) la programmazione della prevenzione, mirata ad un complesso che integri in modo coerente nella
prevenzione le condizioni tecniche produttive dell'azienda nonché l'influenza dei fattori dell'ambiente e
dell'organizzazione del lavoro;
c) l'eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle
conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;
d) il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella
scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di
ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo;
e) la riduzione dei rischi alla fonte;
f) la sostituzione di ciò che e' pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso;
g) la limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio;
h) l'utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro;
i) la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;
j) il controllo sanitario dei lavoratori;
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CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
k) l'allontanamento del lavoratore dall'esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e
l'adibizione, ove possibile, ad altra mansione;
l) l'informazione e formazione adeguate per i lavoratori;
m) l'informazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti;
n) l'informazione e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
o) l'istruzioni adeguate ai lavoratori;
p) la partecipazione e consultazione dei lavoratori;
q) la partecipazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
r) la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di
sicurezza, anche attraverso l'adozione di codici di condotta e di buone prassi;
s) le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei
lavoratori e di pericolo grave e immediato;
t) l'uso di segnali di avvertimento e di sicurezza;
u) la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di
sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti.
Le misure relative alla sicurezza, all'igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso
comportare oneri finanziari per i lavoratori.
10.2
PRINCIPALI MISURE DI PREVENZIONE
1. SEPPELLIMENTO - SPROFONDAMENTO
I lavori di scavo all'aperto, con mezzi manuali o meccanici, devono essere preceduti da un accertamento delle
condizioni del terreno e delle opere eventualmente esistenti nella zona interessata. Devono essere adottate
tecniche di scavo adatte alle circostanze che garantiscano anche la stabilità delle sponde e scarpate.
Gli scavi devono essere realizzati in funzione delle indicazioni progettuali e, devono tener conto delle
caratteristiche geolitologiche del terreno, dall'inclinazione delle pareti e dalle altre circostanze influenti sulla
stabilità, in modo da impedire frane e crolli causate anche da piogge, infiltrazioni, cicli di gelo e disgelo.
Devono essere predisposti percorsi e mezzi per il sicuro accesso ai posti di lavoro e per il rapido allontanamento
in caso di emergenza. La presenza di scavi aperti deve essere in tutti i casi adeguatamente segnalata.
Sul ciglio degli scavi devono essere vietati i depositi di materiali, l'installazione di macchine pesanti o fonti di
vibrazioni e urti, il passaggio e la sosta di veicoli.
2. URTI - COLPI - IMPATTI - COMPRESSIONI
Le attività che richiedono sforzi fisici violenti e/o repentini devono essere eliminate o ridotte anche attraverso
l'impiego di attrezzature idonee alla mansione. Gli utensili, gli attrezzi e gli apparecchi per l'impiego manuale
devono essere tenuti in buono stato di conservazione ed efficienza e quando non utilizzati devono essere tenuti
in condizioni di equilibrio stabile (es. riposti in contenitori o assicurati al corpo dell'addetto) e non devono
ingombrare posti di passaggio o di lavoro. I depositi di materiali in cataste, pile e mucchi devono essere
organizzati in modo da evitare crolli o cedimenti e permettere una sicura e agevole movimentazione.
3. PUNTURE - TAGLI - ABRASIONI
Deve essere evitato il contatto del corpo dell'operatore con elementi taglienti o pungenti o comunque capaci di
procurare lesioni.
Tutti gli organi lavoratori delle apparecchiature devono essere protetti contro i contatti accidentali ed a norma.
Si impone che tutti i lavoratori dovranno impiegare i DPI idonei alla mansione (calzature di sicurezza, guanti,
elmetti di protezione, schermi, occhiali, etc.).
4. VIBRAZIONI
Qualora non sia possibile evitare l'utilizzo diretto di utensili ed attrezzature comunque capaci di trasmettere
vibrazioni al corpo dell'operatore (come ad es. per la motosega nel caso di decespugliamento), queste ultime
devono essere dotate di tutte le soluzioni tecniche più efficaci per la protezione dei lavoratori (es.: manici
antivibrazioni, dispositivi di smorzamento, etc.) ed essere mantenute in stato di perfetta efficienza. I lavoratori
addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria e deve essere valutata l'opportunità di adottare la
rotazione tra gli operatori.
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PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
5. SCIVOLAMENTI - CADUTE A LIVELLO
I percorsi per la movimentazione dei carichi ed il dislocamento dei depositi di massi, ghiaia, scatole in ferro per
le gabbionate, ecc, devono essere scelti in modo da evitare quanto più possibile le interferenze con zone in cui si
trovano persone.
I percorsi pedonali interni al cantiere devono sempre essere mantenuti sgombri da attrezzature, materiali,
macerie o altro capace di ostacolare il cammino degli operatori. Tutti gli addetti devono indossare calzature
idonee. Per ogni postazione di lavoro è necessario individuare la via di fuga più vicina.
6. CALORE - FIAMME - ESPLOSIONE
Nei lavori effettuati in presenza di materiali, sostanze o prodotti infiammabili o combustibili, devono essere
adottate le misure atte ad impedire i rischi conseguenti. In particolare:
le attrezzature e gli impianti devono essere di tipo idoneo all'ambiente in cui si deve operare;
le macchine, i motori e le fonti di calore eventualmente preesistenti negli ambienti devono essere tenute
inattive; gli impianti elettrici preesistenti devono essere messi fuori tensione;
gli addetti devono portare calzature ed indumenti che non consentano l'accumulo di cariche elettrostatiche o
la produzione di scintille e devono astenersi dal fumare;
nelle immediate vicinanze devono essere predisposti estintori idonei per la classe di incendio prevedibile;
all'ingresso degli ambienti o alla periferie delle zone interessate dai lavori devono essere poste scritte e
segnali ricordanti il pericolo.
7. FREDDO
Deve essere impedito lo svolgimento di attività che comportino l'esposizione a temperature troppo rigide per gli
addetti; quando non sia possibile realizzare un microclima più confortevole si deve provvedere con tecniche
alternative (es. Rotazione degli addetti), con l'abbigliamento adeguato e con i dispositivi di protezione
individuale.
8. ELETTRICI
Prima di iniziare le attività deve essere effettuata una ricognizione dei luoghi dei lavori al fine di individuare la
eventuale esistenza di linee elettriche aeree o interrate e stabilire le idonee precauzioni per evitare possibili
contatti diretti o indiretti con elementi in tensione.
I percorsi e la profondità delle linee interrate o in cunicolo in tensione devono essere rilevati e segnalati in
superficie quando interessano direttamente la zona di lavoro. Devono essere altresì formulate apposite e
dettagliate istruzioni scritte per i preposti e gli addetti ai lavori in prossimità di linee elettriche.
La scelta degli impianti e delle attrezzature elettriche per le attività di difesa del suolo deve essere effettuata in
funzione dello specifico ambiente di lavoro, verificandone la conformità alle norme di Legge e di buona
tecnica. L'impianto elettrico di cantiere deve essere sempre progettato e deve essere redatto in forma scritta nei
casi previsti dalla Legge; l'esecuzione, la manutenzione e la riparazione dello stesso deve essere effettuata da
personale qualificato.
9. RUMORE
Nell'acquisto di nuove attrezzature occorre prestare particolare attenzione alla silenziosità d'uso. Le attrezzature
devono essere correttamente mantenute e utilizzate, in conformità alle indicazioni del fabbricante, al fine di
limitarne la rumorosità eccessiva. Durante il funzionamento gli schermi e le paratie delle attrezzature devono
essere mantenute chiuse e dovranno essere evitati i rumori inutili. Quando il rumore di una lavorazione o di
una attrezzatura non può essere eliminato o ridotto, si devono porre in essere protezioni collettive quali la
delimitazione dell'area interessata e/o la posa in opera di schermature supplementari della fonte di rumore. Se
la rumorosità non è diversamente abbattibile è necessario adottare i dispositivi di protezione individuali
conformi a quanto indicato nel rapporto di valutazione del rumore e prevedere la rotazione degli addetti alle
mansioni rumorose.
10. CESOIAMENTO - STRITOLAMENTO
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PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Il cesoiamento e lo stritolamento di persone tra parti mobili di macchine e parti fisse delle medesime o di opere,
in genere, deve essere impedito limitando con mezzi materiali il percorso delle parti mobili o segregando
stabilmente la zona pericolosa. Qualora ciò non risulti possibile deve essere installata una segnaletica
appropriata e devono essere osservate opportune distanze di rispetto; ove del caso devono essere disposti
comandi di arresto di emergenza in corrispondenza dei punti di potenziale pericolo.
11. CADUTA DI MATERIALE DALL'ALTO
Le perdite di stabilità incontrollate dell'equilibrio di masse materiali in posizione ferma o nel corso di maneggio
e trasporto manuale o meccanico ed i conseguenti moti di crollo, scorrimento, caduta inclinata su pendii o
verticale nel vuoto devono, di regola, essere impediti mediante la corretta sistemazione delle masse o attraverso
l'adozione di misure atte a trattenere i corpi in relazione alla loro natura, forma e peso.
Gli effetti dannosi conseguenti alla possibile caduta di masse materiali su persone o cose devono essere
eliminati mediante dispositivi rigidi o elastici di arresto aventi robustezza, forme e dimensioni proporzionate
alle caratteristiche dei corpi in caduta.
Quando i dispositivi di trattenuta o di arresto risultino mancanti o insufficienti, deve essere impedito l'accesso
involontario alle zone di prevedibile caduta, segnalando convenientemente la natura del pericolo. Tutti gli
addetti devono comunque fare uso dell'elmetto di protezione personale.
12. ANNEGAMENTO
Nelle attività in presenza di corsi o bacini d'acqua devono essere prese misure per evitare l'annegamento
accidentale.
I lavori superficiali o di escavazione nel letto o in prossimità di corsi o bacini d'acqua o in condizioni simili
devono essere programmati tenendo conto delle variazioni del livello dell'acqua, prevedendo mezzi per la
rapida evacuazione. Deve essere approntato un programma di pronto intervento per il salvataggio delle persone
sorprese da irruzioni d'acqua o cadute in acqua e previste le attrezzature necessarie. Le persone esposte a tale
rischio devono indossare giubbotti insommergibili.
Gli esposti al rischio, gli incaricati degli interventi di emergenza e tutti gli addetti al cantiere devono essere
informati e formati sul comportamento da tenere e addestrati in funzione dei relativi compiti.
13. INVESTIMENTO
Per l'accesso al cantiere degli addetti ai lavori e dei mezzi di lavoro devono essere predisposti percorsi sicuri.
Deve essere comunque sempre impedito l'accesso di estranei alle zone di lavoro.
All'interno del cantiere la circolazione degli automezzi e delle macchine semoventi deve essere regolata con
norme il più possibile simili a quelle della circolazione sulle strade pubbliche e la velocità deve essere limitata a
seconda delle caratteristiche e condizioni dei percorsi e dei mezzi.
Per l'accesso degli addetti ai rispettivi luoghi di lavoro devono essere approntati percorsi sicuri e, quando
necessario, separati da quelli dei mezzi meccanici.
Le vie d'accesso al cantiere e quelle corrispondenti ai percorsi interni devono essere illuminate secondo le
necessità diurne o notturne e mantenute costantemente in condizioni soddisfacenti.
14. MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
La movimentazione manuale dei carichi deve essere ridotta al minimo e razionalizzata al fine di non richiedere
un eccessivo impegno fisico del personale addetto.
In ogni caso è opportuno ricorrere ad accorgimenti quali la movimentazione ausiliaria o la ripartizione del
carico. Il carico da movimentare deve essere facilmente afferrabile e non deve presentare caratteristiche tali da
provocare lesioni al corpo dell'operatore, anche in funzione della tipologia della lavorazione.
In relazione alle caratteristiche ed entità dei carichi, l'attività di movimentazione manuale deve essere
preceduta ed accompagnata da una adeguata azione di informazione e formazione, previo accertamento, per
attività non sporadiche, delle condizioni di salute degli addetti.
15. POLVERI - FIBRE
Nelle lavorazioni che prevedono l'impiego di materiali in grana minuta o in polvere oppure fibrosi e nei lavori
che comportano l'emissione di polveri o fibre dei materiali lavorati, la produzione e/o la diffusione delle stesse
deve essere ridotta al minimo utilizzando tecniche e attrezzature idonee.
Qualora la quantità di polveri o fibre presenti superi i limiti tollerati e comunque nelle operazioni di raccolta ed
allontanamento di quantità importanti delle stesse, devono essere forniti ed utilizzati indumenti di lavoro e DPI
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PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
idonei alle attività ed eventualmente, ove richiesto, il personale interessato deve essere sottoposto a
sorveglianza sanitaria.
16. GETTI - SCHIZZI
Nei lavori a freddo e a caldo, eseguiti a mano o con apparecchi, con materiali, sostanze e prodotti che danno
luogo a getti e schizzi dannosi per la salute devono essere adottati provvedimenti atti ad impedirne la
propagazione nell'ambiente di lavoro, circoscrivendo la zona di intervento. Gli addetti devono indossare
adeguati indumenti di lavoro e utilizzare i DPI necessari.
17. GAS - VAPORI
Nei lavori a freddo o a caldo, eseguiti a mano o con apparecchi, con materiali, sostanze e prodotti che possono
dar luogo, da soli o in combinazione, a sviluppo di gas, vapori, nebbie, aerosol e simili, dannosi alla salute,
devono essere adottati provvedimenti atti a impedire che la concentrazione di inquinanti nell'aria superi il
valore massimo tollerato indicato nelle norme vigenti. La diminuzione della concentrazione può anche essere
ottenuta con mezzi di ventilazione generale o con mezzi di aspirazione localizzata seguita da abbattimento.
Qualora sia accertata o sia da temere la presenza o la possibilità di produzione di gas tossici o asfissianti o la
irrespirabilità dell'aria ambiente e non sia possibile assicurare una efficace aerazione ed una completa bonifica,
gli addetti ai lavori devono essere provvisti di idonei respiratori dotati di sufficiente autonomia. Deve inoltre
sempre essere garantito il continuo collegamento con persone all'esterno in grado di intervenire prontamente
nei casi di emergenza.
18. INFEZIONI DA MICRORGANISMI
Prima dell'inizio dei lavori di bonifica deve essere eseguito un esame della zona e devono essere assunte
informazioni per accertare la natura e l'entità dei rischi presenti nell'ambiente e l'esistenza di eventuali malattie
endemiche.
Sulla base dei dati particolari rilevati e di quelli generali per lavori di bonifica, deve essere approntato un
programma tecnico-sanitario con la determinazione delle misure da adottare in ordine di priorità per la
sicurezza e l'igiene degli addetti nei posti di lavoro e nelle installazioni igienico assistenziali, da divulgare
nell'ambito delle attività di informazione e formazione.
Quando si fa uso di mezzi chimici per l'eliminazione di insetti o altro, si devono seguire le indicazioni dei
produttori. L'applicazione deve essere effettuata solamente da persone ben istruite e protette. La zona trattata
deve essere segnalata con le indicazioni di pericolo e di divieto di accesso fino alla scadenza del periodo di
tempo indicato. Gli addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria e devono utilizzare indumenti
protettivi e DPI appropriati.
19. OLI MINERALI E DERIVATI
Nelle attività che richiedono l'impiego di oli minerali o derivati (es. stesura del disarmante sulle casseforme,
attività di manutenzione attrezzature e impianti) devono essere attivate le misure necessarie per impedire il
contatto diretto degli stessi con la pelle dell'operatore. Occorre altresì impedire la formazione di aerosoli
durante le fasi di lavorazione utilizzando attrezzature idonee. Gli addetti devono costantemente indossare
indumenti protettivi, utilizzare i DPI ed essere sottoposti a sorveglianza sanitaria.
20 PIENE IMPROVVISE E INCREMENTI IDROMETRICI
Durante le lavorazione e nel caso in cui forti precipitazione potrebbero causare innalzamenti repentini dei
livelli idrometrici delle Valli del Mincio e del Fiume Mincio, devono, pertanto, essere attivate procedure di
sgombero immediato da parte di tutti i lavoratori e dei mezzi ivi presenti. Preventivamente in cotradditorio con
la DL verrà designata opportuna area di scurezza segnalata da opportuno cartello sulla quale far convergere
tutti i messi e le maestranze presenti. Si dovranno pertanto sospendere tutte le lavorazioni in acqua fatto salvo
quelle poste in piena sicurezza.
11.
INTERFERENZE AL CANTIERE.
Nel caso in cui nel cantiere si rilevino delle interferenze con linee tecnologiche o viarie si dovrà procedere
all'attuazione delle prescrizioni seguenti e la massima attenzione nelle varie lavorazioni e operazioni di
cantiere.
Vie di comunicazione.
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PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Nel caso in cui il cantiere interferisca con vie di comunicazione per il transito di autoveicoli il direttore tecnico
di cantiere dovrà preventivamente contattare l'ente gestore della strada per concordare il disciplinare per
l'esecuzione degli interventi previsti in progetto e redigere apposito piano di sicurezza operativo per le sole
attività riguardanti l'interferenza in oggetto.
12.
OPERE PROVVISIONALI.
Le attività lavorative e l'organizzazione del cantiere prevedono l'installazione delle seguenti opere provvisionali
idonee alla salvaguardia degli operatori :
Savanelle
Argini provisionali
Aggottamenti
La descrizione delle norme di sicurezza da seguire durante l'uso delle opere provvisionali sono descritte in
dettaglio nelle schede tecniche di riferimento.
13.
MACCHINARIO OPERATIVO IN CANTIERE.
Nel cantiere oggetto del presente piano di sicurezza e coordinamento i macchinari operativi presunti di lavoro
saranno i seguenti:
Autocarro
Gruppo elettrogeno
Utensili elettrici portatili
Escavatore
Pala meccanica
Sega circolare
Battipalo
Braccio meccanico per sollevamento o falco posizionato
Qualora durante i lavori, l’appaltatore proponesse l’utilizzo di altre macchine, anche non presenti in elenco,
sarà necessario aggiornare il presente modello.
La descrizione delle norme di sicurezza da seguire durante l'uso delle macchine operanti in cantiere sono
descritte in dettaglio nelle schede tecniche di riferimento.
14.
ATTREZZATURE DI LAVORO.
14.1 ATTREZZATURA DI LAVORO: OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO art.71 Decreto Legislativo 9
aprile 2008 , n. 81
Prescrizioni
Il datore di lavoro dell'impresa appaltatrice deve:
a) mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature adeguate al lavoro da svolgere ovvero adattate a tali scopi
ed idonee ai fini della sicurezza e della salute;
b) attuare le misure tecniche ed organizzative adeguate per ridurre al minimo i rischi connessi all'uso delle
attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori e per impedire che dette attrezzature possano essere utilizzate
per operazioni e secondo condizioni per le quali non sono adatte.
All'atto della scelta delle attrezzature di lavoro il datore di lavoro deve prendere in considerazione:
le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro da svolgere;
i rischi presenti nell'ambiente di lavoro;
i rischi derivanti dall'impiego delle attrezzature stesse.
i rischi derivanti da interferenze con le altre attrezzature già in uso.
Le attrezzature di lavoro devono essere:
installate in conformità alle istruzioni del fabbricante;
utilizzate correttamente;
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PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza di
cui all'articolo 70 e siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d'uso e libretto di manutenzione;
oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza di
cui all'articolo 70 e siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d'uso e libretto di manutenzione;
assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza stabilite con specifico
provvedimento regolamentare adottato in relazione alle prescrizioni di cui all'articolo 18, comma 1, lettera
z);
Se l'impiego delle attrezzature richiede conoscenze o responsabilità particolari in relazione ai loro rischi
specifici, il datore di lavoro deve assicurarsi che:
l'uso dell'attrezzatura di lavoro sia riservato a lavoratori all'uopo incaricati che abbiano ricevuto una
formazione adeguata specifica;
in caso di riparazione, di trasformazione o manutenzione, il lavoratore interessato è qualificato in maniera
specifica per svolgere tali compiti (art. 71 comma 7.b Decreto Legislativo 9 aprile 2008 , n. 81).
14.2 ATTREZZATURE DI LAVORO: INFORMAZIONI AI LAVORATORI art 73 Decreto Legislativo 9
aprile 2008 , n. 81
Prescrizioni
Il datore di lavoro deve provvedere affinché per ogni attrezzatura di lavoro a disposizione, i lavoratori
incaricati dispongano (in modo comprensibile per i lavoratori interessati) di ogni informazione e di ogni
istruzione d'uso necessaria (in modo comprensibile per i lavoratori interessati) in rapporto:
1. alla sicurezza;
2. alle condizioni di impiego delle attrezzature anche sulla base delle conclusioni eventualmente tratte dalle
esperienze acquisite nella fase di utilizzazione delle attrezzature di lavoro;
3. alle situazioni anormali prevedibili (art. 73 Decreto Legislativo 9 aprile 2008 , n. 81).
14.3 ELENCO ATTREZZATURE DI LAVORO
Nel cantiere oggetto del presente piano di sicurezza si prevede l'utilizzo delle seguenti attrezzature :
Decespugliatore a motore;
Motosega;
Generatore di corrente a motore;
Utensili a mano;
Motopompa;
La descrizione delle norme di sicurezza da seguire durante l'uso delle attrezzature di cantiere sono descritte in
dettaglio nelle schede tecniche di riferimento. Nel caso in cui l’impresa prevedesse di utilizzare macchine
operative differenti da quelli sopraccitati valgono le disposizioni di cui all’art. 5.1.
15.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE DEL PERSONALE
OPERATIVO.
15.1 DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE: OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO art.77
Decreto Legislativo 9 aprile 2008 , n. 81
Prescrizioni
Il datore di lavoro dell'impresa appaltatrice sceglie e fornisce i Dispositivi di Protezione Individuale adeguati ai
rischi presenti nel cantiere che non possono essere evitati con altri mezzi.
I D.P.I. devono essere conformi ai requisiti previsti dall' art. 76 Decreto Legislativo 9 aprile 2008 , n. 81.
Il datore di lavoro dell'impresa individua le condizioni in cui un DPI deve essere usato (art. 43 lett. c. 2 lett. a,
b, c, d). Il datore di lavoro deve valutare le caratteristiche dei DPI in base alle informazioni fornite dal
fabbricante. La dotazione va aggiornata al variare dei rischi.
Il datore di lavoro deve:
a) mantenere in efficienza i DPI assicurandone le condizioni d'igiene e curandone manutenzione, riparazione e
sostituzioni;
b) provvede affinché i DPI siano utilizzati solo per gli usi previsti conformemente alle informazioni del
fabbricante;
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PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
c) fornisce istruzioni comprensibili per i lavoratori;
d) destina ogni DPI ad un uso personale e qualora le circostanze richiedano l'uso di uno stesso DPI da parte di
più persone, prende adeguate misure igienico-sanitarie;
e) informa preliminarmente il lavoratore sui rischi da cui il DPI lo protegge;
f) rende disponibili informazioni adeguate su ogni DPI;
g) assicura una formazione adeguata e organizza uno specifico addestramento sull'uso corretto dei DPI (art.77
c. 4 lettera h D. L. 9 aprile 2008, n. 81).
L'addestramento è obbligatorio per ogni DPI che, ai sensi del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475,
appartenga alla terza categoria e per i dispositivi di protezione dell'udito art.77 c. 5 D. L. 9 aprile 2008, n. 81.
Ente competente
La vigilanza sull'applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e' svolta
dalla azienda sanitaria locale competente per territorio e, per quanto di specifica competenza, dal Corpo
nazionale dei vigili del fuoco.
Ferme restando le competenze in materia di vigilanza attribuite dalla legislazione vigente al personale ispettivo
del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, lo stesso personale può esercitare l'attività' di vigilanza
sull'applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nelle seguenti attività,
informandone preventivamente il servizio di prevenzione e sicurezza dell'Azienda sanitaria locale competente
per
territorio:
a. attività nel settore delle costruzioni edili o di genio civile e più in particolare lavori di costruzione,
manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione e risanamento di opere fisse, permanenti o
temporanee, in muratura e in cemento armato, opere stradali, ferroviarie, idrauliche, scavi, montaggio e
smontaggio di elementi prefabbricati; lavori in sotterraneo e gallerie, anche comportanti l'impiego di
esplosivi;
b. lavori mediante cassoni in aria compressa e lavori subacquei;
c. ulteriori attività lavorative comportanti rischi particolarmente elevati, individuate con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale, e
della salute, adottato sentito il comitato di cui all'articolo 5 e previa intesa con la Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, in relazione alle quali
il personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale svolge attività di vigilanza
sull'applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, informandone
preventivamente il servizio di prevenzione e sicurezza dell'Azienda sanitaria locale competente per
territorio.
La vigilanza di cui al presente articolo e' esercitata nel rispetto del coordinamento di cui agli articoli 5 e 7 D. L.
9 aprile 2008, n. 81. È fatto salvo quanto previsto dall'articolo 64 del decreto del Presidente della Repubblica 19
marzo 1956, n. 303, con riferimento agli organi di vigilanza competenti, come individuati dal presente decreto.
Sanzioni
È punito con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da 5.000 a 15.000 euro il datore di lavoro
(art.55 D. L. 9 aprile 2008, n. 81):
a. che omette la valutazione dei rischi e l'adozione del documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera
a), ovvero che lo adotta in assenza degli elementi di cui alle lettere a), b), d) ed f) dell'articolo 28 e che
viola le disposizioni di cui all'articolo 18, comma 1, lettere q) e z), prima parte;
b. che non provvede alla nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione ai sensi
dell'articolo 17, comma 1, lettera b), salvo il caso previsto dall'articolo 34;
Nei casi previsti al comma 1, lettera a), si applica la pena dell'arresto da sei mesi a un anno e sei mesi se la
violazione è commessa:
a. nelle aziende di cui all'articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d), f);
b. in aziende in cui si svolgono attivita' che espongono i lavoratori a rischi biologici di cui all'articolo
268, comma 1, lettere c) e d), da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, e da attivita' di
manutenzione, rimozione smaltimento e bonifica di amianto;
c. per le attivita' disciplinate dal titolo IV caratterizzate dalla compresenza di più imprese e la cui entità
presunta di lavoro non sia inferiore a 200 uomini-giorno.
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IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
È punito con l'ammenda da 3.000 a 9.000 euro il datore di lavoro che non redige il documento di cui all'articolo
17, comma 1, lettera a), secondo le modalità di cui all'articolo 29, commi 1, 2 e 3, nonché nei casi in cui nel
documento di valutazione dei rischi manchino una o più delle indicazioni di cui all'articolo 28, comma 2,
lettere c) ed e).
Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti:
a. con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 800 a 3.000 euro per la violazione degli
articoli 18, comma 1, lettere b), e), g), i), m), n), o), p), 34, comma 3, 36, commi 1, 2 e 3, 43, comma
1, lettere a), b) e c);
b. con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.000 a 5.000 euro per la violazione degli articoli
18, commi 1, lettere d), h), e v), e 2, 26, comma 1, lettera b), 43, comma 1, lettere d) ed e), 45, comma
1, 46, comma 2;
c. con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.000 a 5.000 euro per la violazione dell'articolo 18,
comma 1, lettera c). Nei casi previsti dal comma 2, si applica la pena dell'arresto da quattro a otto
mesi;
d. con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da 1.500 a 6.000 euro per la violazione degli
articoli 26, comma 1, e 2, lettere a) e b), 34, commi 1 e 2;
e. con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da 2.000 a 4.000 euro per la violazione degli
articoli 18, comma 1, lettera l), e 43, comma 4;
f. con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 3.000 a 10.000 euro per non aver provveduto alla
nomina di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a);
g. con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 a 4.500 euro per la violazione dell'articolo 18,
comma 1, lettera bb);
h. con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 10.000 euro per la violazione degli articoli 18,
comma 1, lettera u), 29, comma 4, e 35, comma 2;
i. con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 7.500 euro per la violazione dell'articolo 18,
comma 1, lettera r), con riferimento agli infortuni superiori ai tre giorni;
j. con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 3.000 euro per la violazione dell'articolo 18,
comma 1, lettera r), con riferimento agli infortuni superiori ad un giorno;
k. con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro per ciascun lavoratore, in caso di
violazione dell'articolo 26, comma 8;
l. con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 3.000 in caso di violazione
dall'articolo 18, comma 1, lettera s);
m. con la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 500 in caso di violazione dall'articolo 18, comma 1,
lettera aa).
L'applicazione della sanzione di cui al comma 4, lettera i), esclude l'applicazione delle sanzioni conseguenti
alla violazione dell'articolo 53 del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965,
n. 1124
15.2 DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE : OBBLIGHI DEI LAVORATORI (art 78 D.L. 9
aprile 2008 , n. 81)
Prescrizioni
I lavoratori devono sottoporsi al programma di formazione e addestramento organizzato dal datore di lavoro
sull'utilizzo dei DPI messi a loro disposizione.
I lavoratori devono aver cura dei propri DPI, non vi apportano modifiche e li riconsegnano dopo averli
utilizzati secondo le procedure di cantiere e segnalano immediatamente ogni difetto al datore di lavoro (art. 78
comma 3 Decreto Legislativo 9 aprile 2008 , n. 81).
Ente competente
La vigilanza sull'applicazione della legislazione in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro e' svolta
dalla unità sanitaria locale competente per territorio (art. 13 c. 1 Decreto Legislativo 9 aprile 2008 , n. 81)
Sanzioni
I lavoratori sono puniti:
16
CITTA’ DI CURTATONE
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
a.
b.
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 200 a 600 euro per la violazione dell'articolo 20,
comma 2, lettere b), c), d), e), f), g), h) e i) del D.L. 9 aprile 2008 , n. 81;
con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per la violazione dell'articolo 20 comma 3
D.L. 9 aprile 2008 , n. 81; la stessa sanzione si applica ai lavoratori autonomi di cui alla medesima
disposizione..
15.3 ELENCO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
Nel cantiere, oggetto del presente piano di sicurezza e coordinamento, i dispositivi di protezione individuale da
utilizzare a seguito della valutazione dei rischi sulle attività lavorative sono i seguenti :
1. Calzature di sicurezza ;
2. Casco o elmetto di sicurezza ;
3. Cinture di sicurezza, funi di trattenuta ;
4. Cuffie e tappi auricolari ;
5. Guanti ;
6. Occhiali di sicurezza e visiere.
La descrizione dei DPI e del loro uso è riportata nelle schede tecniche di riferimento.
16.
PRESCRIZIONI PER LA SEGNALETICA DI SICUREZZA IN CANTIERE
Quando, anche a seguito della valutazione effettuata in conformità all'art. 17, comma 1, del Decreto Legislativo
9 aprile 2008 , n. 81, risultano rischi che non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure,
metodi o sistemi di organizzazione del lavoro, o con mezzi tecnici di protezione collettiva, il datore di lavoro fa
ricorso alla segnaletica di sicurezza (art. 163 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 , n. 81), secondo le
prescrizioni di cui agli allegati da XXIV a XXXII al presente decreto, allo scopo di :
avvertire di un rischio o di un pericolo le persone esposte;
vietare comportamenti che potrebbero causare pericolo;
prescrivere determinati comportamenti necessari ai fini della sicurezza;
fornire indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio;
fornire altre indicazioni in materia di prevenzione e sicurezza.
Qualora sia necessario fornire mediante la segnaletica di sicurezza indicazioni relative a situazioni di rischio
non considerate negli allegati al presente decreto, il datore di lavoro, anche in riferimento alla normativa
nazionale di buona tecnica, adotta le misure necessarie, secondo le particolarità del lavoro, l'esperienza e la
tecnica.
Il datore di lavoro, per regolare il traffico all'interno dell'impresa o dell'unità produttiva, fa ricorso, se del caso,
alla segnaletica prevista dalla legislazione vigente relativa al traffico stradale, ferroviario, fluviale.
La segnaletica di sicurezza deve essere conforme ai requisiti specifici stabiliti dalla normativa vigente.
Le segnaletiche di sicurezza devono essere utilizzate solo per trasmettere il messaggio o l'informazione
precisati all'art. 148, comma 1Vedi allegato XXIV Del D.Lgs. 9 aprile 2008 , n. 81.
La segnaletica che si riferisce a un divieto, un avvertimento o un obbligo ed altresì quella che serve ad indicare
l'ubicazione e ad identificare i mezzi di salvataggio o di pronto soccorso deve essere di tipo permanente e
costituita da cartelli.
La segnaletica destinata ad indicare l'ubicazione e ad identificare i materiali e le attrezzature antincendio deve
essere di tipo permanente e costituita da cartelli o da un colore di sicurezza.
La segnaletica per i rischi di urto contro ostacoli e di caduta delle persone deve essere di tipo permanente e
costituita da un colore di sicurezza o da cartelli.
La segnaletica delle vie di circolazione deve essere di tipo permanente e costituita da un colore di sicurezza.
La segnaletica di pericoli, la chiamata di persone per un'azione specifica e lo sgombero urgente delle persone
devono essere fatti in modo occasionale e, tenuto conto del principio dell'intercambiabilità e complementarità,
per mezzo di segnali luminosi, acustici o di comunicazioni verbali.
I mezzi e i dispositivi segnaletici devono, a seconda dei casi, essere regolarmente puliti, sottoposti a
manutenzione, controllati e riparati e, se necessario, sostituiti, affinché conservino le loro proprietà intrinseche
o di funzionamento. Il numero e l'ubicazione dei mezzi o dei dispositivi segnaletici da sistemare è funzione
dell'entità dei rischi, dei pericoli o delle dimensioni dell'area da coprire.
17
CITTA’ DI CURTATONE
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Le zone, i locali o gli spazi utilizzati per il deposito di quantitativi notevoli di sostanze o preparati pericolosi
devono essere segnalati con un cartello di avvertimento appropriato, conformemente all'allegato XXV, punto
3.2, o indicati conformemente all'allegato XXVI, punto 1 del D.Lgs. 9 aprile 2008 , n. 81, tranne nel caso in
cui l'etichettatura dei diversi imballaggi o recipienti sia sufficiente a tale scopo.
Il datore di lavoro provvede affinché :
il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sia informato di tutte le misure adottate e da adottare
riguardo alla segnaletica di sicurezza impiegata all'interno dell'impresa ovvero all'unità produttiva;
i lavoratori siano informati di tutte le misure adottate riguardo alla segnaletica di sicurezza impiegata
all'interno dell'impresa ovvero dell'unità produttiva.
17.
COMUNICAZIONI DI EMERGENZA.
In caso di infortunio grave e/o in presenza di eventi disastrosi il responsabile dell'impresa appaltatrice valuta
l'opportunità di attivare il piano di emergenza dirigendo e coordinando tutte le attività di primo intervento.
Le comunicazioni di emergenza relative al cantiere dovranno essere comunicate agli enti competenti: -Polizia
di Stato 113 -Arma dei carabinieri 112 -Vigili del fuoco 115 -Pronto soccorso dell'Ospedale più vicino al
cantiere 118 -Corpo forestale dello Stato Segnalazione incendi 1515.
18.
FORMAZIONE ED INFORMAZIONE DEI LAVORATORI.
18.1 INFORMAZIONE DEI LAVORATORI (art. 21 D. lgs. 626/94 sostituito dal Decreto Legislativo 9 aprile
2008 , n. 81)
Il datore di lavoro dell'impresa appaltatrice provvede affinché ciascun lavoratore riceva un'adeguata
informazione su:
a) sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attività della impresa in generale;
b) sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l'evacuazione dei luoghi di lavoro;
c) sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli articoli 45 e 46;
d) sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione, e del medico
competente.
e) sui rischi specifici cui è esposto in relazione all'attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni
aziendali in materia;
f) sui pericoli connessi all'uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati di
sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica;
g) sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate.
18.2 FORMAZIONE DEI LAVORATORI art. 37 D. Lgs 9 aprile 2008 , n. 81
Il datore di lavoro, i dirigenti ed i preposti in cantiere, nell'ambito delle rispettive attribuzioni e competenze,
assicurano che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di sicurezza e di
salute anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento alle attività dello specifico
cantiere e alle proprie mansioni.
La formazione dei lavoratori va ripetuta periodicamente in relazione all'evoluzione dei rischi ovvero
all'insorgenza di nuovi rischi.
Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto ad una formazione particolare sulla normativa in
materia di sicurezza e salute e i rischi specifici esistenti nel proprio ambito di rappresentanza, dotandolo di
adeguate nozioni sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi.
Anche i lavoratori incaricati dell'attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi
di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione
dell'emergenza devono ricevere un'adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico; in attesa
dell'emanazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 46, continuano a trovare applicazione le
disposizioni di cui al decreto del Ministro dell'interno in data 10 marzo 1998, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta
Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998, attuativo dell'articolo 13 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.
Infine formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con organismi
paritetici (organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori), durante l'orario di lavoro e senza che
ciò comporti oneri economici a carico dei lavoratori (art. 37 comma 12 D. Lgs. n. 9 aprile 2008 , n. 81).
18
CITTA’ DI CURTATONE
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
19.
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
COORDINAMENTO DELLE ATTIVITÀ SOVRAPPOSTE
L'impresa appaltatrice dovrà presentare entro quindici giorni dall'assegnazione dell'appalto e comunque entro i
termini specificati nel capitolato speciale d’appalto allegato al progetto esecutivo il programma temporale delle
opere con elencate le fasi operative e le eventuali attività sovrapposte per evidenziare le lavorazioni che possono
interferire fra di loro.
Nel caso in cui si verifichino sovrapposizioni il direttore tecnico di cantiere presenterà al coordinatore per
l'esecuzione un piano di sicurezza particolare nel quale indicherà i provvedimenti predisposti al fine di evitare
che i rischi di una lavorazione possano influire negativamente sulla sicurezza delle maestranze che svolgono
altre attività lavorative nello stesso luogo.
Le prescrizioni generali da impartire all'impresa possono essere così riassunte:
la velocità dei mezzi operativi in cantiere deve essere limitata onde evitare investimenti di personale a terra
incaricato di svolgere altre operazioni;
non è consentito il trasporto di uomini, addetti ad altre attività, sui mezzi meccanici che devono essere
guidati dal solo manovratore;
nelle zone adiacenti dove è in corso un rinterro non possono essere presenti carpentieri od altri operatori;
il personale addetto al rinterro manuale deve effettuare le lavorazioni in gruppo per gestire eventuali
emergenze;
durante la movimentazione dei carichi da parte di mezzi meccanici i lavoratori addetti ad altre attività
dovranno evitare di sostare nel raggio di azione della macchina;
in zone franose ed in pendenza non si potranno eseguire attività lavorative a valle mentre a monte sono in
corso scavi od altri movimenti terra;
19
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
20.
VALUTAZIONE DEI COSTI DEGLI APPRESTAMENTI DI SICUREZZA ED
IGIENE
Il costo per la prevenzione degli infortuni e della salute dei lavoratori previsto da questo piano di sicurezza
compilato nel rispetto di tutte le norme di settore viene stabilito nella somma forfettaria di € 2.500,00
Gli apprestamenti della sicurezza principali sono:
- costo opere igienico assistenziali;
- costo opere relative alla logistica;
- costo opere relative alle interferenze;
- costo opere relative all’impiantistiche;
- costo opere provvisionali;
- costo DPI;
- costo opere speciali relative ad apprestamenti di sicurezza specifici;
- costo adeguamento e manutenzione macchine;
- costo prevenzione incendi;
- costo per informazione e formazione lavoratori;
- costo per i controlli sanitari;
- costo per partecipazione, cooperazione e controllo;
- costo per aggiornamento SPP;
Le voci sotto riportate, riguardano i principali apprestamenti individuabili ed evidenziabili dell’opera con
l’unico scopo di permetterne l’individuazione e una valutazione dei costi di sicurezza, come previsto dal
Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 allegato XV capitolo 4. Tale valore e suddivisione non contempla tutti
gli apprestamenti necessari ma esclusivamente i principali. Si ribadisce in ogni caso che i prezzi previsti a
capitolato sono già comprensivi dei costi stimati in questa sezione. Si ribadisce altresì che tali costi sono
fondamentali ed obbligatori in quanto imposti da precise norme. Eventuali maggior costi imputabili alla
sicurezza perché non previsti in questa sezione, o perché eccedenti le valutazioni riportate, non potranno in
nessun caso essere addebitati e computati alla Committenza. Gli unici costi suscettibili di modifiche riguardano
esclusivamente le voci riportate a computo come parti integranti dell’opera in oggetto. DFI seguito si
evidenziano i costi della Sicurezza per le sole opere in appalto.
Opere igienico assistenziali
Opere previste
Baracca di cantiere
Spogliatoi e servizi
Pacchetto di medicazione
Cassetta di medicazione
Sommano
€ 300.00
Sommano
€ 300.00
Sommano
€ 950.00
Opere relative alla logistica
Opere previste
Segnaletica – Cartelli
Nastri segnaletici per delimitazione aree
Estintori a polvere omologati
Pulizia e riordino periodico del cantiere
Sgombero di corpi occludenti ed ingombranti
Aggottamenti
DPI Stima (3 operai/giorno presenti)
Calzature di sicurezza
Protezioni auricolari (tappi auricolari e cuffie)
Elmetto di protezione
Guanti
Occhiali di protezione
Maschere di protezione
Giubbotti salvagente
TOTALE GENERALE
€ 1,550.00
20
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
21.
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
Nella seguente sezione si riportano le schede di riferimento per il presente piano di sicurezza relative alle
diverse fasi di lavorazione, alle macchine in uso nel cantiere, alle attrezzature di cantiere, ai dispositivi
personali di sicurezza ed alla individuazione dei rischi presenti in cantiere.
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
FASI LAVORATIVE
INSTALLAZIONE CANTIERE E FORMAZIONE PISTE
Quando si installa un cantiere, la prima cosa da fare è valutare il cantiere in termini di organizzazione
generale. Ciò significa, in relazione al tipo ed all’entità, considerare ad esempio: il periodo in cui si
svolgeranno i lavori, la durata prevista, il numero massimo ipotizzabile di addetti, la necessità di predisporre
logisticamente il sito in modo da garantire un ambiente di lavoro non solo tecnicamente sicuro e igienico, ma
anche il più possibile confortevole.
ATTIVITÀ CONTEMPLATE
caratteristiche dei lavori e localizzazione impianti
servizi igienico assistenziali
acqua
delimitazione dell’area
servizi igienici, docce e lavabi
tabella informativa
emissioni inquinanti
spogliatoio
accessi al cantiere
refettorio e locale ricovero
percorsi interni piste, rampe e viottoli
eventuali dormitori
parcheggi
presidi sanitari
uffici
pulizia
depositi di materiali
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
DPR 547/55
DPR 303/56
DPR 164/56
D.Lgs. 277/91
D.Lgs. 626/94
D.Lgs 528/99
D.Lgs 81/08
PRINCIPALI MISURE DI PREVENZIONE E DI IGIENE
Caratteristiche dei lavori e localizzazione degli impianti
È sempre necessaria una disamina tecnica preventiva sulla situazione dell'area rispetto a:
attraversamenti di linee elettriche aeree o di cavi sotterranei, fognature, acquedotti (prendendo immediati
accordi con le società ed aziende esercenti le reti al fine di mettere in atto le misure di sicurezza necessarie
prima di dare inizio ai lavori);
21
CITTA’ DI CURTATONE
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
-
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
aspetti idrologici (sorgenti, acque superficiali), presenza di eventuali servitù a favore di altri fondi
confinanti, notizie sulla climatologia, vale a dire pericolo di frane, smottamenti, rischi di valanghe,
comportamento dei venti dominanti.
Delimitazione dell’area
Al fine di identificare nel modo più chiaro l'area dei lavori è necessario recintare l’area di cantiere lungo tutto il
suo perimetro solo per le seguenti lavorazioni: fascia tampone. La recinzione impedisce l'accesso agli estranei e
segnala in modo inequivocabile la zona dei lavori. Deve essere costituita con delimitazioni robuste e durature
corredate da richiami di divieto e pericolo. Inoltre dovrà essere interdetta la fruibilità del percorso
ciclopedonale per tutta la durata di contiere nei tratti di lavoro che verranno individuati da appositi cartelli e
sbarre di chiusura. La necessità della perimetrazione viene richiamata anche dai regolamenti edilizi locali.
L’area dove allocare il cantiere verrà concordata direttamente dalla Ditta in accordo con la DL. All’interno di
questa area, sarà cura dell’impresa garantire la messa in sicurezza del macchinario e delle vie di transito degli
esterni. Quando sia previsto, il passaggio o lo stazionamento di terzi in prossimità di zone di lavoro di
pertinenza al cantiere, si devono adottare misure per impedire che la caduta accidentale di oggetti e materiali
costituisca pericolo. Recinzioni, sbarramenti, protezioni, segnalazioni e avvisi devono essere mantenuti in
buone condizioni e resi ben visibili.
Tabella informativa
L'obbligo dell'esibizione del cartello di cantiere è determinato essenzialmente da norma di carattere urbanistico.
Devono essere collocati almeno un cartello informativo secondo lo standard imposto dal Parco del Mincio in
siti ben visibili e contenere tutte le indicazioni necessarie a qualificare il cantiere. Cartello e sistema di sostegno
devono essere realizzati con materiali di adeguata resistenza e aspetto decoroso. Anche nella legge n. 47/85 si
richiama la necessità dell'apposizione del cartello di cantiere, facendo obbligo agli istituti di controllo di
segnalare le inottemperanze sia riguardo le caratteristiche dell’opera che dei soggetti interessati.
Emissioni inquinanti
Qualunque emissione provenga dal cantiere nei confronti dell'ambiente esterno dovrà essere valutata al fine di
limitarne gli effetti negativi. Nei riguardi delle emissioni di rumore si ricorda la necessità del rispetto del
D.P.C.M. del 1 marzo 1991e successive modifiche ed integrazioni, relativo appunto ai limiti massimi di
esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno, con riguardo alle attività cosiddette
temporanee quali sono, a pieno diritto, i cantieri edili. Nel caso di riscontrato o prevedibile superamento dei
valori diurni e notturni massimi ammissibili, è fatta concessione di richiedere deroga al Sindaco. Questi, sentito
l'organo tecnico competente della USL, concede tale deroga, assodato che tutto quanto necessario
all'abbattimento delle emissioni sia stato messo in opera (rispetto D.Lgs. 277e successive modifiche ed
integrazioni) e, se il caso, condizionando le attività disturbanti in momenti ed orari prestabiliti.
Accessi al cantiere
Le vie di accesso al cantiere richiedono un’indagine preliminare che permetta la giusta scelta dei mezzi da
usare per il trasporto dei materiali necessari alla costruzione o di quelli di risulta. Essendo previsti notevoli
movimenti di terra diviene importante anche la scelta delle zone di scarico. Non da trascurare, quando è il caso,
il problema delle modalità di trasporto delle maestranze locali dai centri abitati e il trasferimento degli operai
all’interno dei grandi ed estesi cantieri. La dislocazione degli accessi al cantiere è per forza di cose vincolata
alla viabilità esterna ed alla percorribilità interna. Le vie di accesso al cantiere e quelle corrispondenti ai
percorsi interni devono essere illuminate secondo le necessità diurne e notturne. La ditta deve in tutti i casi
limitare il transito dei mezzi di trasporto su strade pubbliche e non interferire, nel possibile, con il traffico
locale.
Depositi di materiali
La individuazione dei depositi è subordinata ai percorsi, alla eventuale pericolosità dei materiali (combustibili,
gas compressi, vernici...), ai problemi di stabilità (non predisporre, ad esempio, depositi di materiali sul ciglio
degli scavi ed accatastamenti eccessivi in altezza).
Il deposito di materiale in cataste, pile, mucchi va sempre effettuato in modo razionale e tale da evitare crolli o
cedimenti pericolosi. E opportuno allestire i depositi di materiali - così come le eventuali lavorazioni - che
possono costituire pericolo in zone appartate del cantiere e delimitate in modo conveniente.
22
CITTA’ DI CURTATONE
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Servizi igienico assistenziali
L'entità dei servizi varia a seconda dei casi (dimensioni del cantiere, numero degli addetti contemporaneamente
impiegati). Inoltre, è in diretta dipendenza al soddisfacimento delle esigenze igieniche ed alla necessità di
realizzare quelle condizioni di benessere e dignità personale indispensabili per ogni lavoratore.
Poiché l'attività edile rientra pienamente fra quelle che il legislatore considera esposte a materie insudicianti o
in ambienti polverosi, qualunque sia il numero degli addetti, i servizi igienico - assistenziali (docce, lavabi,
gabinetti, spogliatoi, refettorio, locale di riposo, eventuali dormitori) sono indispensabili. Essi debbono essere
ricavati in baracche opportunamente coibentate, illuminate, aerate, riscaldate durante la stagione fredda e
comunque previste e costruite per questo uso.
Acqua
Deve essere messa a disposizione dei lavoratori in quantità sufficiente, tanto per uso potabile che per lavarsi.
Per la provvista, la conservazione, la distribuzione ed il consumo devono osservarsi le norme igieniche atte ad
evitarne l'inquinamento e ad impedire la diffusione delle malattie. L’acqua da bere, quindi, deve essere
distribuita in recipienti chiusi o bicchieri di carta onde evitare che qualcuno accosti la bocca se la distribuzione
dovesse avvenire tramite tubazioni o rubinetti.
Docce e lavabi
Docce sufficienti ed appropriate devono essere messe a disposizione dei lavoratori per potersi lavare appena
terminato l'orario di lavoro. Docce, lavabi e spogliatoi devono comunque comunicare facilmente fra loro. I
locali devono avere dimensioni sufficienti per permettere a ciascun lavoratore di rivestirsi senza impacci e in
condizioni appropriate di igiene.
Docce e lavabi vanno dotati di acqua corrente calda e fredda, di mezzi detergenti e per asciugarsi. Le prime
devono essere individuali e riscaldate nella stagione fredda. Per quanto riguarda il numero dei lavabi, un
criterio orientativo è di 1 ogni 5 dipendenti occupati per turno.
Servizi igienici
I lavoratori devono disporre in prossimità dei posti di lavoro, dei locali di riposo, di locali speciali dotati di un
numero sufficiente di gabinetti e di lavabi, con acqua corrente, calda se necessario, dotati di mezzi detergenti e
per asciugarsi. Almeno una latrina è sempre d'obbligo. In linea di massima, attenendosi alle indicazioni della
ingegneria sanitaria, ne va predisposta una all’interno dell’area di cantiere.
Spogliatoio
Locali appositamente destinati a spogliatoi devono essere messi a disposizione dei lavoratori. Devono essere
convenientemente arredati, avere una capacità sufficiente, essere possibilmente vicini al luogo di lavoro, aerati,
illuminati, ben difesi dalle intemperie, riscaldati durante la stagione fredda e muniti di sedili.
Devono, inoltre, essere attrezzati con armadietti a due settori interni chiudibili a chiave: una parte destinata
agli indumenti da lavoro, l’altra per quelli privati.
Presidi sanitari
Se il cantiere è lontano dai posti pubblici permanenti di pronto soccorso va prevista una camera di medicazione.
Essa risulta obbligatoria qualora le attività presentino rischi di scoppio, asfissia, infezione o avvelenamento e
quando l'impresa occupi più di 50 addetti soggetti all'obbligo delle visite mediche preventive e periodiche.
Negli altri casi è sufficiente tenere la cassetta del pronto soccorso se nel cantiere sono occupati più di 50
addetti; in quelli di modesta entità basta il pacchetto di meditazione. Cassetta e pacchetto di medicazione
devono contenere quanto indicato e previsto dalla norma.
Pulizia
Le installazioni e gli arredi destinati ai refettori, agli spogliatoi, ai bagni, alle latrine, ai dormitori ed in genere
ai servizi di igiene e di benessere per i lavoratori devono essere mantenuti in stato di scrupolosa manutenzione
e pulizia a cura del datore di lavoro. A loro volta, i lavoratori devono usare con cura e proprietà i locali, le
installazioni, gli impianti e gli arredi destinati ai servizi
23
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
FASI LAVORATIVE
SCAVI E MOVIMENTO TERRA
ATTIVITÀ CONTEMPLATE
valutazione ambientale: vegetale, colturale, archeologico, urbano, geomorfologico
ispezioni ricerca sottosuolo
preparazione, delimitazione e sgombero area
esercizio impianti aggottamento
predisposizione paratie sostegno contro terra ed opere di carpenteria per la messa in opera
predisposizione, ancoraggio e posa di passerelle, parapetti e andatoie provvisorie
movimento macchine operatrici
deposito provvisorio materiali di scavo
carico e rimozione materiali di scavo
interventi con attrezzi manuali per regolarizzazione superficie di scavo e pulizia
Tutte le attività di scavo comportano la verifica preventiva da parte di un responsabile di area direttiva,
l’organizzazione e la sorveglianza dei lavori da parte di responsabili di area gestionale; la squadra operativa
tipo può comportare la presenza, anche concomitante di: capo squadra, carpentiere, operaio comune
polivalente, operatori di macchina e mezzi di trasporto.
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 547/55
D.P.R. 303/56
D.P.R. 164/56
D.P.R. 320/56
D. L.gs 277/91
D. L.gs 626/94
D.Lgs 81/08
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE
DURANTE IL LAVORO
cadute dall’alto
seppellimento, sprofondamento
urti, colpi, impatti, compressioni
scivolamenti, cadute a livello
elettrici
rumore
caduta materiale dall’alto
annegamento (in presenza di corsi d’acqua o canalizzazioni)
investimento (da parte dei mezzi meccanici)
polveri, fibre (prodotti durante lo scavo)
infezioni da microrganismi (in ambienti insalubri)
ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
Qualunque lavoro di scavo deve essere preceduto da una analisi geotecnica del terreno che in relazione alle
caratteristiche del lavoro dovrà portare a determinarne i fattori di stabilità. Di tale perizia si deve fare
riferimento nel piano di sicurezza eventualmente redatto, ove del caso, producendone la relazione in allegato.
Splateamento e sbancamento
A mano
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CITTA’ DI CURTATONE
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
negli scavi a mano le pareti devono avere una inclinazione tale da impedire franamenti
quando la parete del fronte di attacco supera metri 1,50 è vietato lo scalzamento manuale della base per
provocare il franamento della parete
in tali casi è consigliabile procedere dall’alto verso il basso con sistema a gradini
Con mezzi meccanici
le persone non devono sostare o transitare o comunque essere presenti nel campo di azione dell’escavatore,
né alla base o sul ciglio del fronte di attacco
le persone non devono accedere al ciglio superiore del fronte di scavo: la zona pericolosa sarà delimitata con
barriere mobili o segnalata con opportuni cartelli
il ciglio superiore deve essere pulito e spianato
prima di accedere alla base della parete di scavo accertarsi del completamento dei lavori, armature
comprese, quando previste
si deve sempre fare uso del casco di protezione
a scavo ultimato le barriere mobili sul ciglio superiore saranno sostituite con regolari parapetti atti ad
impedire la caduta di persone e cose a fondo scavo
i mezzi meccanici non dovranno mai avvicinarsi al ciglio dello scavo
non devono essere effettuati depositi, anche se momentanei, in prossimità del ciglio dello scavo
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
casco
guanti
protettore auricolare
calzature di sicurezza
maschere per la protezione delle vie respiratorie
indumenti ad alta visibilità
PROCEDURE DI EMERGENZA
Franamenti delle pareti
Nel caso di franamenti delle pareti è necessario attuare le procedure di emergenza che comprendono:
l’evacuazione dei lavoratori dallo scavo, la definizione della zona di influenza della frana, l’intervento
eventuale delle squadre di soccorso interne e/o esterne, la programmazione degli interventi tecnici necessari per
rimettere in sicurezza lo scavo
Allagamento dello scavo
Nel caso di allagamento dello scavo dovuto a circostanze naturali o allo straripamento di corsi d’acqua limitrofi
o da infiltrazioni di condutture in pressione e necessario attuare le procedure di emergenza che comprendono
l’evacuazione dei lavoratori dallo scavo, la delimitazione dell’area “a rischio” anche di smottamenti
conseguenti, l’intervento eventuale delle squadre di soccorso esterne e/o interne, l’attivazione immediata di
idonei sistemi di deflusso delle acque. La ripresa dei lavori dovrà essere condizionata da una valutazione delle
superfici di scavo e dalla messa in atto di procedure o sistemi protettivi per garantirne la stabilità
25
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
FASI LAVORATIVE
TAGLIO DI VEGETAZIONE: DISBOSCAMENTO E DECESPUGLIAMENTO
ATTIVITA’ CONTEMPLATE
valutazione ambientale: vegetale, colturale
preparazione, delimitazione e sgombero area
movimento macchine operatrici
taglio di piante con motoseghe
accatastamento e trasporto con uso di funi, leve e automezzi
taglio vegetazione con decespugliatore
raccolta manuale della vegetazione tagliata
interventi con attrezzi manuali per operare alla raccolta ed agli accatastamenti del legname
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 547/55
D.P.R. 303/56
D.P.R. 164/56
D.P.R. 320/56
D. L.gs 277/91
D. L.gs 626/94
D.Lgs 528/99
D.Lgs 81/08
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE
DURANTE IL LAVORO
urti, colpi, impatti, compressioni
schiacciamenti e tagli
scivolamenti, cadute a livello
rumore
annegamento (in presenza di corsi d’acqua o canalizzazioni)
investimento (da parte dei mezzi meccanici)
polveri, fibre (prodotti durante l'uso di motoseghe e decespugliatori)
infezioni da microrganismi (in ambienti insalubri)
ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
le persone non devono sostare o transitare o comunque essere presenti nel campo di azione delle macchine
operatrici
le persone non devono accedere alla zona di lavoro che sarà delimitata con barriere mobili o segnalata con
opportuni cartelli
particolare attenzione va rivolta durante il crollo delle piante tagliate sia da parte dell'operatore alla
motosega che da parte di terzi o altro personale presente in cantiere
nessuno può sostare o avvicinarsi alle motoseghe e decespugliatori in azione per un raggio di almeno 5 m
verificare la disponibilità e la efficienza di tutti i dispositivi di sicurezza necessari al lavoro prima di dar
corso alle operazioni di taglio
si deve sempre fare uso del casco di protezione, dei guanti e delle calzature adeguate
devono essere utilizzati indumenti antitaglio
i mezzi meccanici non dovranno mai avvicinarsi alle zone dove stanno lavorando addetti al taglio ed alla
pulizia
particolare attenzione va rivolta alla movimentazione manuale e con automezzi di prodotti infiammabili e
inquinanti nelle fasi di rifornimento di carburante per motoseghe e decespugliatori
non devono essere effettuati depositi, anche se momentanei, in prossimità del ciglio dei lavori
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CITTA’ DI CURTATONE
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
casco
guanti
protettore auricolare
calzature di sicurezza
maschere per la protezione delle vie respiratorie
indumenti antitaglio
PROCEDURE DI EMERGENZA
Nel caso di taglio o ferite approntare i primi soccorsi sul luogo utilizzando il pacchetto medico in dotazione alla
squadra e provvedere se necessario ad un ricovero immediato.
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CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
FASI LAVORATIVE
OPERE IDRAULICHE-AMBIENTALI IN GENERE
ATTIVITÀ CONTEMPLATE
ispezioni ricerca sottosuolo
preparazione, delimitazione e sgombero area
scavi a sezione obbligata
scavi di sbancamento
riporti e movimentazione terra
deposito provvisorio materiali di scavo
esercizio impianti aggottamento eventuali acque
predisposizione, ancoraggio e posa di passerelle, parapetti e andatoie provvisorie
movimento macchine operatrici
interventi con attrezzi manuali per regolarizzazione superfici di posa
posa in opera in genere di tubi
realizzazione ancoraggi con getti di calcestruzzo
saldatura di tubi in PeAD
posa di pozzetti prefabbricati
realizzazione pozzetti in calcestruzzo armato
lavorazioni ferri di armatura
posa in opera di chiusini in ferro
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 547/55
D.P.R. 303/56
D.P.R. 164/56
D.P.R. 320/56
D. L.gs 277/91
D. L.gs 626/94
D.Lgs 81/08
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE
DURANTE IL LAVORO
cadute dall’alto
seppellimento, sprofondamento
urti, colpi, impatti, compressioni
scivolamenti, cadute a livello
rumore
agenti chimici
allergeni
caduta materiale dall’alto
annegamento (in presenza di corsi d’acqua o canalizzazioni)
investimento (da parte dei mezzi meccanici)
polveri, fibre (prodotti durante lo scavo)
infezioni da microrganismi (in ambienti insalubri)
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CITTA’ DI CURTATONE
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
Qualunque lavoro deve essere preceduto da una analisi geotecnica del terreno che in relazione alle
caratteristiche del lavoro dovrà portare a determinarne i fattori di stabilità.
Attività di posa e realizzazione di opere di idraulica in genere
A mano
negli scavi a mano le pareti devono avere una inclinazione tale da impedire franamenti
quando la parete del fronte di lavoro supera metri 1,50 è vietato lo scalzamento manuale della base
per provocare il franamento della parete
in tali casi è consigliabile procedere dall’alto verso il basso con sistema a gradini
la posa e saldatura delle tubazioni dovrà essere effettuata nella massima sicurezza utilizzando le
protezioni adeguate durante le saldature
Con mezzi meccanici
le persone non devono sostare o transitare o comunque essere presenti nel campo di azione
dell’escavatore, né alla base o sul ciglio del fronte di attacco
le persone non devono accedere al ciglio superiore del fronte di lavoro: la zona pericolosa sarà
delimitata con barriere mobili o segnalata con opportuni cartelli
il ciglio superiore deve essere pulito e spianato
le pareti devono essere controllate per eliminare le irregolarità ed evitare eventuali distacchi di
blocchi (disgaggio)
prima di accedere alla base della parete di lavoro accertarsi del completamento dei lavori, armature
comprese, quando previste
si deve sempre fare uso del casco di protezione
i mezzi meccanici non dovranno mai avvicinarsi alle zone dove stanno lavorando addetti alla posa
manuale delle tubazioni
non devono essere effettuati depositi, anche se momentanei, in prossimità del ciglio dei lavori
Lavori in sezione ristretta
il pericolo è dovuto alla ristrettezza della sezione di lavoro, per cui anche una piccola frana o
distacco di un blocco possono provocare gravi infortuni. Perciò, quando la quota supera i metri
1,50 di profondità, le pareti verticali delle trincee devono essere convenientemente armate
le pareti inclinate devono avere pendenza di sicurezza
non armare pareti inclinate con sbadacchi orizzontali poiché i puntelli ed i traversi possono slittare
verso l’alto, per effetto della spinta del terreno
l’attraversamento delle trincee e degli scavi in genere deve essere realizzato mediante passerelle
larghe almeno cm. 60 se destinate al passaggio pedonale ed almeno cm. 120 se destinate al
trasporto di materiale, munite sui due lati di parapetto con fasce fermapiede
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
casco
guanti
protettore auricolare
occhiali protettivi
calzature di sicurezza
maschere per la protezione delle vie respiratorie
indumenti ad alta visibilità
29
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
FASI LAVORATIVE
SMANTELLAMENTO CANTIERE
ATTIVITÀ CONTEMPLATE
sgombero area
movimento autocarri e macchine operatrici
smontaggio ponteggi
smontaggio macchine
smontaggio recinzione
smontaggio eventuali baraccamenti
carico materiali ed attrezzature su automezzi
formazione rilevati, cassonetti e costipatura
fornitura e posa attrezzature di servizio (marciapiedi, illuminazione, paletti, guardrails, etc.)
verniciatura segnaletica orizzontale
rimozione delle delimitazioni ed apertura al traffico
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 547/55
D.P.R. 303/56
D.P.R. 164/56
D. L.gs 277/91
D. L.gs 626/94
D.L.ge 528/99
D.Lgs 81/08
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE
DURANTE IL LAVORO
urti, colpi, impatti, compressioni
vibrazioni
scivolamenti, cadute a livello
calore, fiamme, esplosione
elettrici
rumore
cesoiamento, stritolamento
investimento (da parte di mezzi meccanici)
movimentazione manuale dei carichi
polveri, fibre
ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
Tutti gli addetti devono rispettare la segnaletica di cantiere e le indicazioni eventualmente fornite dai preposti,
in merito alla circolazione dei mezzi e delle attrezzature nell’area di lavoro. Quando le lavorazioni interessano
tratti di strada aperti al traffico, prima occorre delimitare in maniera ben visibile la zona di lavorazione,
comprensiva delle aree di manovra delle macchine operatrici; peraltro tutti i lavoratori devono indossare
indumenti ad alta visibilità. Tutti gli addetti a terra devono tenersi lontani dalle attrezzature in funzione,
possibilmente sotto il controllo visivo dell’operatore
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
casco o copricapo
guanti
30
CITTA’ DI CURTATONE
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
ortoprotettori
calzature di sicurezza (anche con suola termica)
maschere per la protezione delle vie respiratorie
indumenti protettivi
indumenti ad alta visibilità
PROCEDURE DI EMERGENZA
Nelle lavorazioni che richiedono l’impiego di fiamme libere ed a bordo delle macchine è opportuno tenere a
portata di mano un estintore.
Per le attività che si svolgono a notevole distanza dal più vicino centro di Pronto Soccorso è necessario
prevedere idonei sistemi di comunicazione per contattare direttamente i Centri di trasporto di emergenza (es.
Elisoccorso)
31
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
MACCHINE DI CANTIERE
AUTOCARRO
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 547/55D.
L.gs 626/94
D.Lgs 81/08
Direttiva Macchine CEE 392/89
Codice e Disposizioni di Circolazione Stradale
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE
DURANTE IL LAVORO
urti,
colpi,
impatti,
compressioni
olii minerali e derivati
cesoiamento, stritolamento
incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO
Verificare accuratamente l’efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi in genere.
Verificare l’efficienza delle luci, dei dispositivi di segnalazione acustici e luminosi.
Garantire la visibilità del posto di guida. Controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la stabilità
del mezzo
DURANTE L’USO:
Segnalare l’operatività del mezzo col girofaro in area di cantiere, non trasportare persone all’interno del
cassone, adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d’uomo in prossimità dei posti
di lavoro,
richiedere l’aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o quando la visibilità è
incompleta, non azionare il ribaltabile con il mezzo in posizione inclinata, non superare la portata massima,
non superare l’ingombro massimo, posizionare e fissare adeguatamente il carico in modo che risulti ben
distribuito e che non possa subire spostamenti durante il trasporto,
non caricare materiale sfuso oltre l’altezza delle sponde, assicurarsi della corretta chiusura delle sponde,
durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare,
segnalare tempestivamente eventuali gravi guasti
DOPO L’USO:
Eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego, con particolare riguardo per i
pneumatici e freni, segnalando eventuali anomalie, pulire convenientemente il mezzo curando gli organi di
comando
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
o Guanti
o calzature di sicurezza
o elmetto
o indumenti protettivi (tute)
32
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
MACCHINE DI CANTIERE
GRUPPO ELETTROGENO
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 547/55
D.P.R. 303/56
Direttiva Macchine CEE 392/89
D. L.gs 277/91
D. L.gs 626/94
D.Lgs. 81/08
Norme CEI
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE
DURANTE IL LAVORO
elettrici
rumore
gas
olii minerali e derivati
incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
non installare in ambienti chiusi e poco ventilati
collegare all’impianto di messa a terra il gruppo elettrogeno
distanziare il gruppo elettrogeno dai posti di lavoro
verificare il funzionamento dell’interruttore di comando e di protezione
verificare l’efficienza della strumentazione
DURANTE L’USO:
non aprire o rimuovere gli sportelli
per i gruppi elettrogeni privi di interruttore di protezione, alimentare gli utilizzatori interponendo un quadro
elettrico a norma
eseguire il rifornimento di carburante a motore spento e non fumare
segnalare tempestivamente gravi anomalie
DOPO L’USO:
staccare l’interruttore e spegnere il motore
eseguire le operazioni di manutenzione e revisione a motore spento, segnalando eventuali anomalie
per le operazioni di manutenzione attenersi alle indicazioni del libretto
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
calzature di sicurezza
guanti
otoprotettori
indumenti protettivi (tute)
33
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
MACCHINE DI CANTIERE
UTENSILI ELETTRICI PORTATILI
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 547/55
D.P.R. 303/56
D. L.gs 626/94
D.Lgs. 81/08
D. L.gs 277/91
Direttiva Macchine CEE 392/89
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE
DURANTE IL LAVORO
punture, tagli, abrasioni
elettrici
rumore
scivolamenti, cadute a livello
caduta di materiale dall’alto
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
verificare la presenza e la funzionalità delle protezioni
verificare la pulizia dell'area circostante
verificare la pulizia della superficie della zona di lavoro
verificare l'integrità dei collegamenti elettrici
verificare il buon funzionamento dell'interruttore di manovra
verificare la corretta disposizione del cavo di alimentazione
DURANTE L’USO:
afferrare saldamente l’utensile
non abbandonare l’utensile ancora in moto
indossare i dispositivi di protezione individuale
DOPO L’USO:
lasciare il banco ed il luogo di lavoro libero da materiali
lasciare la zona circostante pulita
verificare l'efficienza delle protezioni
segnalare le eventuali anomalie di funzionamento
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
guanti
calzature di sicurezza
casco
cuffie o tappi auricolari
occhiali
34
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
MACCHINE DI CANTIERE
ESCAVATORE
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 547/55D.P.R. 303/56
Direttiva Macchine CEE 392/89
D. L.gs 277/91
D. L.gs 626/94
D.Lgs. 81/08
D.L.gs 528/99
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE
DURANTE IL LAVORO
urti, colpi, impatti,
compressioni
contatto con linee elettriche aeree
vibrazioni
scivolamenti, cadute a livello
rumore
olii minerali e derivati
ribaltamento
incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
verificare che nella zona di lavoro non vi siano linee elettriche che possano interferire con le manovre
controllare i percorsi e le aree di lavoro approntando gli eventuali rafforzamenti
controllare l’efficienza dei comandi
verificare l’efficienza dei gruppi ottici per le lavorazioni in mancanza di illuminazione
verificare che l’avvisatore acustico e il girofaro siano regolarmente funzionanti
controllare la chiusura di tutti gli sportelli del vano motore
garantire la visibilità del posto di manovra
verificare l’integrità dei tubi flessibili e dell’impianto oleodinamico in genere
DURANTE L’USO:
segnalare l’operatività del mezzo col girofaro
chiudere gli sportelli della cabina
usare gli stabilizzatori, ove presenti, non ammettere a bordo della macchina altre persone nelle fasi di
inattività tenere a distanza di sicurezza il braccio dai lavoratori, per le interruzioni momentanee di lavoro,
prima di scendere dal mezzo, azionare il dispositivo di blocco dei comandi
mantenere sgombra e pulita la cabina
richiedere l’aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o quando la visibilità è
incompleta, durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumares e egnalare
tempestivamente eventuali gravi anomalie
DOPO L’USO:
pulire gli organi di comando da grasso, olio, etc.
posizionare correttamente la macchina, abbassando la benna a terra, inserendo il blocco comandi ed
azionando il freno di stazionamento
eseguire le operazioni di revisione e manutenzione seguendo le indicazioni del libretto e segnalando
eventuali guasti
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
calzature di sicurezza
guanti
indumenti protettivi (tute)
35
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
MACCHINE DI CANTIERE
BATTIPALO
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 547/55
D.P.R. 303/56
Direttiva Macchine CEE 392/89
D. L.gs 277/91
D. L.gs 626/94
D.Lgs 81/08
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE
DURANTE IL LAVORO
urti, colpi, impatti, compressioni
vibrazioni
scivolamenti, cadute a livello
contatto con linee elettriche aeree e sotterranee
rumore
olii minerali e derivati
incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
verificare che nella zona di lavoro non vi siano linee elettriche che possano interferire con le manovre
controllare i percorsi e le aree di manovra approntando gli eventuali rafforzamenti
verificare l’efficienza dei comandi
verificare l’efficienza dei gruppi ottici per le lavorazioni in mancanza di illuminazione
verificare che l’avvisatore acustico e il girofaro siano regolarmente funzionanti
controllare la chiusura di tutti gli sportelli del vano motore
garantire la visibilità del posto di guida
verificare l’integrità dei tubi flessibili e dell’impianto oleodinamico in genere
controllare l’efficienza dell’aggancio del battipalo alla motrice
delimitare la zona a livello di rumorosità elevato
DURANTE L’USO:
segnalare l’operatività del mezzo col girofaro
non ammettere a bordo della macchina altre persone
chiudere gli sportelli della cabina
utilizzare gli stabilizzatori ove presenti
mantenere sgombra e pulita la cabina
posizionare in modo stabile il battipalo prima di procedere all’infissione
nelle fasi inattive tenere a distanza di sicurezza il battipalo dai lavoratori
per le interruzioni momentanee di lavoro, prima di scendere dal mezzo azionare il dispositivo di blocco dei
comandi
durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare
segnalare tempestivamente eventuali gravi anomalie
36
CITTA’ DI CURTATONE
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
DOPO L’USO:
posizionare correttamente la macchina abbassando il battipalo a terra, azionando il blocco comandi ed il
freno di stazionamento
pulire gli organi di comando da grasso, olio, etc.
eseguire le operazioni di revisione e manutenzione seguendo le indicazioni del libretto, segnalando
eventuali guasti
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
calzature di sicurezza
otoprotettori
guanti
elmetto
indumenti protettivi (tute)
37
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
ATTREZZATURE DI CANTIERE
DECESPUGLIATORE A MOTORE
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 547/55
D.P.R. 303/56
D. L.gs 277/91
D. L.gs 626/94
D.Lgs. 81/08
Direttiva Macchine CEE 392/89
RISCHI EVIDENZIATI DALL'ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE
DURANTE IL LAVORO
proiezioni di materiale
tagli e abrasioni
rumore
vibrazioni
incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL'USO:
verificare l'integrità delle protezioni degli organi lavoratori e delle parti ustionanti
controllare il fissaggio degli organi lavoratori
verificare il funzionamento dei dispositivi di accensione e arresto
DURANTE L'USO:
allontanare dall'area di intervento gli estranei alla lavorazione
eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata
non manomettere le protezioni
eseguire il rifornimento di carburante a motore spento e non fumare
DOPO L'USO:
pulire l'utensile
controllare l'integrità della lama o del rocchetto portafilo
segnalare eventuali malfunzionamenti
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
guanti
visiera
calzature di sicurezza
ortoprotettori
grembiule
gambali o ghette
38
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
ATTREZZATURE DI CANTIERE
MOTOSEGA
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 547/55
D.P.R. 303/56
D. L.gs 277/91
D. L.gs 626/94
D.Lgs. 81/08
Direttiva Macchine CEE 392/89
RISCHI EVIDENZIATI DALL'ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE
DURANTE IL LAVORO
tagli e abrasioni
rumore
proiezione schegge
incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL'USO:
verificare l'integrità delle protezioni per le mani
verificare il funzionamento dei dispositivi di accensione e arresto
controllare il dispositivo di funzionamento ad uomo presente
verificare la tensione e l'integrità della catena
verificare il livello del lubrificante specifico per la catena
segnalare la zona d'intervento esposta a livello di rumorosità elevato
DURANTE L'USO:
eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata
non manomettere le protezioni
spegnere l'utensile nelle pause di lavoro
non eseguire operazioni di pulizia con organi in movimento
evitare il rifornimento di carburante col motore in funzione e non fumare
DOPO L'USO:
pulire la macchina
controllare l'integrità dell'organo lavoratore
provvedere alla registrazione e alla lubrificazione dell'utensile
segnalare eventuali malfunzionamenti
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
guanti
occhiali o visiera
calzature di sicurezza
ortoprotettori
elmetto
39
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
ATTREZZATURE DI CANTIERE
GENERATORE DI CORRENTE A MOTORE
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 547/55
D.P.R. 303/56
Direttiva Macchine CEE 392/89
D. L.gs 277/91
D. L.gs 626/94
D.Lgs. 81/08
Norme CEI
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE
DURANTE IL LAVORO
elettrici
rumore
gas
olii minerali e derivati
incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
non installare in ambienti chiusi e poco ventilati
distanziare il generatore dai posti di lavoro
verificare il funzionamento dell’interruttore di comando e di protezione
verificare l’efficienza della strumentazione
DURANTE L’USO:
non aprire o rimuovere gli sportelli
eseguire il rifornimento di carburante a motore spento e non fumare
segnalare tempestivamente gravi anomalie
DOPO L’USO:
staccare l’interruttore e spegnere il motore
eseguire le operazioni di manutenzione e revisione a motore spento, segnalando eventuali anomalie
per le operazioni di manutenzione attenersi alle indicazioni del libretto
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
calzature di sicurezza
guanti
otoprotettori
indumenti protettivi (tute)
40
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
ATTREZZATURE DI CANTIERE
MOTOPOMPA
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 547/55
D. L.gs 626/94
D.Lgs. 81/08
Direttiva Macchine CEE 3 92/89
Norme CEI
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE
DURANTE IL LAVORO
scivolamenti, cadute a livello
elettrici
annegamento
rumore
gas
olii minerali e derivati
incendio
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’USO:
non installare in ambienti chiusi e poco ventilati
verificare il funzionamento dell’interruttore di comando e di protezione
verificare l’efficienza della strumentazione
controllare che tutte le parti visibili della pompa non siano danneggiate
allacciare la macchina ad un impianto di alimentazione provvisto di un interruttore di comando e uno di
protezione
DURANTE L’USO:
non aprire o rimuovere gli sportelli
eseguire il rifornimento di carburante a motore spento e non fumare
segnalare tempestivamente gravi anomalie
DOPO L’USO:
staccare l’interruttore e spegnere il motore
eseguire le operazioni di manutenzione e revisione a motore spento, segnalando eventuali anomalie
per le operazioni di manutenzione attenersi alle indicazioni del libretto
pulire accuratamente la griglia di protezione della girante
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
calzature di sicurezza
guanti
otoprotettori
indumenti protettivi (tute)
41
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
ATTREZZATURE DI CANTIERE
UTENSILI A MANO
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 547/55
D. L.gs 626/94
D.Lgs. 81/08
RISCHI EVIDENZIATI DALL'ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE
DURANTE IL LAVORO
urti, colpi, impatti, compressioni
punture, tagli, abrasioni
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL'USO:
controllare che l'utensile non sia deteriorato
sostituire i manici che presentino incrinature o scheggiature
verificare il corretto fissaggio del manico
selezionare il tipo di utensile adeguato all'impiego
per punte e scalpelli utilizzare idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle impugnature
DURANTE L'USO:
impugnare saldamente l'utensile
assumere una posizione corretta e stabile
distanziare adeguatamente gli altri lavoratori
non utilizzare in maniera impropria l'utensile
non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta dall'alto
utilizzare adeguati contenitori per riporre gli utensili di piccola taglia
DOPO L'USO:
pulire accuratamente l'utensile
riporre correttamente gli utensili
controllare lo stato d'uso dell'utensile
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
guanti
elmetto
calzature di sicurezza
occhiali
42
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
CASCO O ELMETTO DI SICUREZZA
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 303/56D.P.R. 547/55D. L.gs 475/92D. L.gs 626/94, D.Lgs. 81/08 ANALISI DEI PERICOLI E
DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE PER LE QUALI OCCORRE UTILIZZARE IL DPI urti, colpi,
impatti caduta materiali dall’alto CARATTERISTICHE DEL DPI
il casco o elmetto, oltre ad essere robusto per assorbire gli urti e altre azioni di tipo meccanico, affinché
possa essere indossato quotidianamente, deve essere leggero, ben areato, regolabile, non irritante e dotato di
regginuca per la stabilità in talune lavorazioni (montaggio ponteggi metallici, montaggio prefabbricati),
il casco deve essere costituito da una calotta a conchiglia, da una bardatura e da una fascia antisudore
anteriore. La bardatura deve permettere la regolazione in larghezza l’uso del casco deve essere compatibile
con l’utilizzo di altri DPI, vi sono caschi che per la loro conformazione permettono l’installazione di visiere
o cuffie di protezione verificare che il DPI riporti la marcatura CE, risultando conforme alle norme tecniche
nazionali o di altri Paesi della Comunità Europea MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER
GLI ADDETTI rendere disponibile in azienda informazioni adeguate su ogni DPI utilizzato in funzione
del rischio lavorativo l’elmetto in dotazione deve essere consegnato individualmente al lavoratore ed usato
ogni qualvolta si eseguano lavorazioni con pericolo di caduta di materiali ed attrezzature dall’alto l’elmetto
deve essere tenuto pulito, specialmente la bardatura, la quale deve essere sostituita quando presenti segni di
cedimento o logoramento alle cinghie segnalare tempestivamente eventuali anomalie o danni che possano
pregiudicare la resistenza del DPI
43
CITTA’ DI CURTATONE
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
CINTURE DI SICUREZZA, FUNI DI TRATTENUTA, SISTEMI DI
ASSORBIMENTO FRENATO DI ENERGIA
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 547/55
D. L.gs 475/92
D. L.gs 626/94
D.Lgs. 81/08
ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE PER LE QUALI OCCORRE
UTILIZZARE IL DPI
caduta dall’alto
SCELTA DEL DPI IN FUNZIONE DELL’ATTIVITA’ LAVORATIVA
ogni qualvolta non sono attuabili misure di protezione collettiva, si possono utilizzare i DPI
per lavori di breve entità sulle carpenterie, opere di edilizia industrializzata (banches et tables), montaggio
prefabbricati, montaggio e smontaggio ponteggi, montaggio gru etc.
si devono utilizzare le cinture di sicurezza con bretelle e fasce gluteali, univocamente ad una idonea fune di
trattenuta che limiti la caduta a non più di 1,5 m., e terminare in un gancio di sicurezza del tipo a
moschettone. L’uso della fune deve avvenire in concomitanza a dispositivi ad assorbimento di energia
(dissipatori) perché anche cadute da altezze modeste possono provocare forze d’arresto elevate
verificare che il DPI riporti il marchio CE su tutti gli elementi costruttivi. Farsi rilasciare la dichiarazione di
conformità CE
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
attenersi alle disposizioni e informazioni messe a disposizione dall’azienda sull’uso del DPI
periodicamente verificare l’integrità dei componenti e segnalare tempestivamente al responsabile di cantiere
eventuali anomalie riscontrate durante l’uso
44
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
CUFFIE E TAPPI AURICOLARI
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 303/56
D.P.R. 547/55
D. L.gs 277/91
D. L.gs 475/92
D. L.gs 626/94
D.Lgs. 81/08
ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE PER LE QUALI OCCORRE
UTILIZZARE IL DPI
rumore
SCELTA DEL DPI IN FUNZIONE DELL’ATTIVITA’ LAVORATIVA
la caratteristica ideale di un DPI contro il rumore è quello di assorbire le frequenze sonore pericolose per
l’udito, rispettando nello stesso tempo le frequenze utili per la comunicazione e per la percezione dei
pericoli. E’ indispensabile nella scelta dei DPI valutare prima l’entità del rumore
considerato che il livello di rumore è considerato dannoso oltre gli 85 dB(A) (media giornaliera), la scelta
del DPI deve tener conto di diversi fattori, fra cui la praticità di un tipo rispetto ad altri, per soddisfare ogni
esigenza di impiego possiamo scegliere se utilizzare cuffie antirumore, tappetti auricolari monouso o
archetti
verificare che il DPI riporti la marcatura CE, risultando conforme alle norme tecniche nazionali o di altri
Paesi della Comunità Europea
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
attenersi alle disposizioni e informazioni messe a disposizione dall’azienda sull’uso del DPI
mantenere in stato di efficienza e sempre puliti i DPI
il DPI va consegnato individualmente al lavoratore che lo userà ogni qualvolta si eseguono lavorazioni che
comportino il rischio rumore
45
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
GUANTI
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 303/56
D.P.R. 547/55
D. L.gs 475/92
D. L.gs 626/94
D.Lgs. 81/08
ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE PER LE QUALI OCCORRE
UTILIZZARE IL DPI
punture, tagli, abrasioni vibrazioni getti, schizzi catrame amianto olii minerali e derivati calore elettrici
SCELTA DEL DPI IN FUNZIONE DELL’ATTIVITA’ LAVORATIVA
I guanti devono proteggere le mani contro uno o più rischi o da prodotti e sostanze nocive per la pelle. A
seconda della lavorazione o dei materiali si dovrà far ricorso ad un tipo di guanto appropriato:guanti per uso
generale lavori pesanti (tela rinforzata): resistenti a tagli, abrasioni, strappi, perforazioni, al grasso e all’olio
uso: maneggio di materiali da costruzione, mattoni, piastrelle, legname, costruzioni di carpenteria leggera
guanti per lavori con solventi e prodotti caustici (gomma): resistenti ai solventi, prodotti caustici e chimici,
taglio, abrasione e perforazione uso: verniciatura (anche a spruzzo), manipolazioni varie guanti adatti al
maneggio di catrame, olii, acidi e solventi: resistenti alla perforazione, taglio e abrasione, impermeabili e
resistenti ai prodotti chimici uso: maneggio di prodotti chimici, olii disarmanti, lavorazioni in presenza di
catrame guanti antivibrazioni: resistenti al taglio, strappi, perforazione e ad assorbimento delle vibrazioni uso:
lavori con martelli demolitori, con doppio spessore sul palmo, imbottitura di assorbimento delle vibrazioni e
chiusura di velcro guanti per elettricisti: resistenti a tagli, abrasioni, strappi e isolanti uso: per tutti i lavori su
parti in tensione (non devono mai essere usati per tensioni superiori a quelle indicate)guanti di protezione
contro il calore: resistenti all’abrasione, strappi, tagli e anticalore uso: lavori di saldatura o di manipolazione di
prodotti caldi guanti di protezione: resistenti al taglio, strappi, perforazione e isolanti uso: trasporti in inverno o
lavorazioni in condizioni climatiche fredde in generale Verificare che il DPI riporti la marcatura CE, risultando
conforme alle norme tecniche nazionali o di altri Paesi della Comunità Europea.
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
rendere disponibile in azienda informazioni adeguate su ogni DPI utilizzato in funzione del rischio lavorativo
i guanti in dotazione, devono essere costantemente tenuti a disposizione e consegnati al lavoratore
individualmente sul luogo di lavoro segnalare tempestivamente al responsabile di cantiere eventuali anomalie
riscontrate durante l’uso.
46
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
OCCHIALI DI SICUREZZA E VISIERE
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI D.P.R. 303/56D.P.R. 547/55D. L.gs 475/92D. L.gs
626/94, D.Lgs. 81/08
ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE PER LE QUALI OCCORRE
UTILIZZARE IL DPIradiazioni (non ionizzanti)getti, schizzipolveri, fibre
SCELTA DEL DPI IN FUNZIONE DELL’ATTIVITÀ LAVORATIVAl’uso degli occhiali di sicurezza
è obbligatorio ogni qualvolta si eseguano lavorazioni che possono produrre lesioni agli occhi per la
proiezione di schegge o corpi estraneile lesioni possono essere di tre tipi:meccaniche: schegge, trucioli, aria
compressa, urti accidentaliottiche: irradiazione ultravioletta, luce intensa, raggi lasertermiche: liquidi caldi,
corpi estranei caldigli occhiali devono avere sempre schermi laterali per evitare le proiezioni di materiali o
liquidi di rimbalzo o comunque di provenienza lateraleper gli addetti all’uso di fiamma libera (saldatura
guaina bituminosa, ossitaglio) o alla saldatura elettrica ad arco voltaico, gli occhiali o lo schermo devono
essere di tipo inattinico, cioè di colore o composizione delle lenti (stratificate) capace di filtrare i raggi UV
(ultravioletti) e IR (infrarossi) capaci di portare lesioni alla cornea e al cristallino, e in alcuni casi anche la
retinale lenti degli occhiali devono essere realizzate in vetro o in materiale plastico (policarbonato)verificare
che il DPI riporti la marcatura CE, risultando conforme alle norme tecniche nazionali o di altri Paesi della
Comunità Europea
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTIattenersi alle disposizioni e
informazioni messe a disposizione dall’azienda sull’uso del DPIgli occhiali o la visiera devono essere tenuti
ben puliti, consegnati individualmente al lavoratore e usati ogni qualvolta sia necessariosegnalare
tempestivamente al responsabile di cantiere eventuali anomalie riscontrate durante l’uso.
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CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
CALZATURE DI SICUREZZA
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 303/56D.P.R. 547/55D. L.gs 475/92D. L.gs 626/94, D.Lgs. 81/08
ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE PER LE QUALI OCCORRE
UTILIZZARE IL DPI
urti, colpi, impatti e compressionipunture, tagli e abrasionicalore, fiamme
SCELTA DEL DPI IN FUNZIONE DELL’ATTIVITA’ LAVORATIVAscarpe di sicurezza con suola
imperforabile e puntale di protezione: lavori su impalcature, demolizioni, lavori in cls, lavori in alveo
asciutto .scarpe di sicurezza con intersuola termoisolante: attività su e con masse molto fredde o
ardentiscarpe di sicurezza a slacciamento rapido: in lavorazioni a rischio di penetrazione di masse
incandescenti fuse e nella movimentazione di materiale di grandi dimensioni
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTInei luoghi di lavoro utilizzare
sempre la calzatura di sicurezza idonea all’attività (scarpa, scarponcino, stivale)rendere disponibile in
azienda informazioni adeguate su ogni DPI utilizzato in funzione del rischio lavorativole calzature di
sicurezza devono essere consegnate individualmente al lavoratore
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CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI PRESENTI IN CANTIERE
VIBRAZIONI
ATTIVITA’ INTERESSATE
Tutte le attività nelle quali è previsto l’impiego di utensili ad asse vibrante o ad aria compressa (es. martelli
perforatori, vibratori per c.a., fioretti per fori da mine, etc.) o dove l’operatore permanga in contatto con una
fonte di vibrazioni (es. casseforme vibranti, macchine operatrici, etc.).
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 303/56
D.P.R. 1124/65
D. L.gs 626/94
Direttiva Macchine CEE 392/89
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’ATTIVITA’:
valutare se sia possibile effettuare la stessa lavorazione senza ricorrere ad attrezzature e/o utensili comunque
capaci di trasmettere vibrazioni al corpo dell’operatore,
gli utensili e le attrezzature vibranti da impiegare dovranno essere scelte tra quelle meno dannose per
l’operatore; le stesse devono essere dotate di tutte le soluzioni tecniche più efficaci per la protezione dei
lavoratori (es. manici antivibrazioni, dispositivi di smorzamento, etc.) e devono essere installate e
mantenute in stato di perfetta efficienza,
tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione delle
attività e sottoposti a sorveglianza sanitaria. Se del caso deve essere analizzata l’opportunità di istituire una
rotazione tra gli addetti.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
guanti imbottiti
PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
Il rischio principale per i lavoratori che utilizzano utensili ad aria compressa o ad asse flessibile é quello dei
danni articolari e delle nevralgie croniche. In alcuni casi, all’aumentare delle frequenze, possono riscontrarsi
distonie neurovegetative e danni circolatori.
SORVEGLIANZA SANITARIA
Specifica, obbligatoria per tutti i lavoratori interessati, con periodicità annuale se non diversamente disposto dal
medico competente.
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CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI PRESENTI IN CANTIERE
RUMORE
ATTIVITÀ INTERESSATE
Tutte le attività che comportano per il lavoratore una esposizione personale superiore ad 80 dB(A).
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 303/56
D.P.R. 1124/65
D.P.R. 524/82
D.M. 588/87
D. L.gs 277/91
D. L.gs 135/92 e 137/92
D.Lgs 81/08
Regolamenti di igiene locali
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’ATTIVITÀ: i rischi derivanti dall’esposizione a rumore devono essere valutati secondo i criteri
stabiliti dal D. L.gs. 277/91. I rischi derivanti dall’esposizione a rumore devono essere ridotti al minimo, in
relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, mediante misure tecniche, organizzative e
procedurali concretamente attuabili, privilegiando gli interventi alla fonte
DURANTE L’ATTIVITÀ: nella scelta delle lavorazioni devono essere privilegiati i processi lavorativi meno
rumorosi e le attrezzature silenziatele attrezzature da impiegare devono essere idonee alle lavorazioni da
effettuare, correttamente installate, mantenute ed utilizzatele sorgenti rumorose devono essere il più possibile
separate e distanti dai luoghi di lavoro, le zone caratterizzate da elevati livelli di rumorosità devono essere
segnalate, tutto il personale deve essere informato sui rischi derivanti dall’esposizione al rumore e sulle misure
di prevenzione adottate a cui conformarsi (es. funzioni e modalità di impiego degli ortoprotettori)il personale
che risulta esposto ad un livello personale superiore agli 85 dB(A) deve essere anche formato sull’uso corretto
dei DPI, degli utensili e delle attrezzature tutto il personale interessato deve essere fornito di idonei dispositivi
di protezione individuale (ortoprotettori) la riduzione ulteriore del rischio può essere ottenuta ricorrendo a
misure organizzative quali la riduzione della durata delle lavorazioni rumorose e l’introduzione di turni di
lavoro
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
ortoprotettori (cuffie, archetti, tamponi)
PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
Non espressamente previste
SORVEGLIANZA SANITARIA
La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per tutti gli addetti il cui livello di esposizione personale è superiore
ad 85 dB(A)nei casi in cui il livello di esposizione personale è superiore ad 80 dB(A) (compreso tra 80 e 85),
la sorveglianza sanitaria può essere richiesta dallo stesso lavoratore o risultare opportuna in relazione ai
livelli ed alla durata delle esposizioni parziali che contraddistinguono la valutazione personale complessiva
del gruppo omogeneo di riferimento la periodicità delle visite mediche è stabilita dal medico competente
(almeno annuale sopra i 90 dB(A) e biennale sopra gli 85 dB(A))
50
CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI PRESENTI IN CANTIERE
MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
ATTIVITÀ INTERESSATE
Tutte le attività che comportano operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più
lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico che, per le
loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano tra l’altro rischi di
lesioni dorso lombari (per lesioni dorso lombari si intendono le lesioni a carico delle strutture osteomiotendinee
e nerveovascolari a livello dorso lombare).
I carichi costituiscono un rischio nei casi in cui ricorrano una o più delle seguenti condizioni:
Caratteristiche del carico
troppo pesanti (superiori a 30 Kg.)
ingombranti o difficili da afferrare
in equilibrio instabile o con il contenuto che rischia di spostarsi
collocati in posizione tale per cui devono essere tenuti e maneggiati ad una certa distanza dal tronco o con
una torsione o inclinazione del tronco
Sforzo fisico richiesto
eccessivo
effettuato soltanto con un movimento di torsione del tronco
comporta un movimento brusco del carico
compiuto con il corpo in posizione instabile
Caratteristiche dell’ambiente di lavoro
spazio libero, in particolare verticale, insufficiente per lo svolgimento dell’attività
terreno ineguale, con rischi di inciampo o scivolamento per le scarpe calzate dal lavoratore
posto o ambiente di lavoro che non consentono al lavoratore la movimentazione manuale di carichi ad una
altezza di sicurezza o in buona posizione
terreno o piano di lavoro con dislivelli che implicano la movimentazione del carico a livelli diversi
terreno o punto d’appoggio instabili
temperatura, umidità o circolazione dell’aria inadeguate
Esigenze connesse all’attività
sforzi fisici che sollecitano in particolare la colonna vertebrale, troppo frequenti o troppo prolungati
periodo di riposo fisiologico o di recupero insufficiente
distanze troppo grandi di sollevamento, di abbassamento o di trasporto
ritmo imposto da un processo che il lavoratore non può modulare
Fattori individuali di rischio
inidoneità fisica al compito da svolgere
indumenti calzature o altri effetti personali inadeguati portati dal lavoratore
insufficienza o inadeguatezza delle conoscenze o della formazione
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
Legge 977/67
D. L.gs 626/94
D.Lgs 81/08
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’ATTIVITÀ:
le lavorazioni devono essere organizzate al fine di ridurre al minimo la movimentazione manuale dei
carichi anche attraverso l’impiego di idonee attrezzature meccaniche per il trasporto ed il sollevamento
DURANTE L’ATTIVITÀ:
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CITTA’ DI CURTATONE
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
per i carichi che non possono essere movimentati meccanicamente occorre utilizzare strumenti per la
movimentazione ausiliata (carriole, carrelli) e ricorrere ad accorgimenti organizzativi quali la riduzione del
peso del carico e dei cicli di sollevamento e la ripartizione del carico tra più addetti
tutti gli addetti devono essere informati e formati in particolar modo su: il peso dei carichi, il centro di
gravita o il lato più pesante, le modalità di lavoro corrette ed i rischi in caso di inosservanza.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
guanti
calzature di sicurezza
PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
Non espressamente previste.
SORVEGLIANZA SANITARIA
la sorveglianza sanitaria è obbligatoria per tutti gli addetti,
la periodicità delle visite mediche è stabilita dal medico competente.
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CITTA’ DI CURTATONE
PROGETTO ESECUTIVO
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
SCHEDE TECNICHE DI RIFERIMENTO
IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI PRESENTI IN CANTIERE
ELETTRICITÀ
ATTIVITÀ INTERESSATE
Tutte le attività nelle quali vengono utilizzati, o siano comunque attivi, impianti per la produzione o
distribuzione dell’energia elettrica, a qualunque scopo destinata.
RIFERIMENTI NORMATIVI APPLICABILI
D.P.R. 547/55
D.M. 22/12/58
D.M. 12/9/59
Legge 186/68
Legge 791/77
D.P.R. 524/82
Legge 46/90
D. L.gs 626/94
D.Lgs 81/08
Norme CEI (in particolare 64/8 e 81/1)
MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
PRIMA DELL’ ATTIVITÀ:
verificare che non esistano elementi della rete di distribuzione dell’energia elettrica che possano costituire
pericolo per le lavorazioni e viceversa. Se del caso, devono essere presi immediati contatti con l’Ente
esercente la rete al fine di individuare e applicare le misure di sicurezza necessarie (es. segnalazioni,
delimitazioni, sbarramenti etc.) prima dell’inizio delle lavorazioni
le strutture metalliche dei baraccamenti e delle opere provvisionali, i recipienti e gli apparecchi metallici di
notevoli dimensioni situati all’aperto devono essere collegati elettricamente a terra in modo da garantire la
dispersione delle scariche atmosferiche, come conseguenza della relazione di calcolo di probabilità prevista
dalla normativa vigente
gli impianti elettrici, di messa a terra ed i dispositivi contro le scariche atmosferiche, quando necessari,
devono essere progettati osservando le norme dei regolamenti di prevenzione e quelle di buona tecnica
riconosciute. Gli impianti sono realizzati, mantenuti e riparati da ditte e/o persone qualificate. La
dichiarazione di conformità degli impianti (con gli allegati), la richiesta di omologazione dell’impianto di
terra e dei dispositivi contro le scariche atmosferiche sono conservate in cantiere
prima dell’utilizzo è necessario effettuare una verifica visiva e strumentale delle condizioni di idoneità delle
diverse parti degli impianti e dei singoli dispositivi di sicurezza
DURANTE L’ATTIVITÀ:
tutto il personale non espressamente addetto deve evitare di intervenire su impianti o parti di impianto sotto
tensione
qualora si presenti una anomalia nell’impianto elettrico è necessario segnalarla immediatamente al
responsabile del cantiere
il personale non deve compiere, di propria iniziativa, riparazioni o sostituzioni di parti di impianto elettrico
disporre con cura i conduttori elettrici, evitando che intralcino i passaggi, che corrano per terra o che
possano comunque essere danneggiati
verificare sempre l’integrità degli isolamenti prima di impiegare conduttori elettrici per allacciamenti di
macchine od utensili
l’allacciamento al quadro di utensili, macchine, etc., deve avvenire sulle prese a spina appositamente
predisposte
non inserire o disinserire macchine o utensili su prese in tensione
prima di effettuare l’allacciamento verificare che gli interruttori di manovra della apparecchiatura e quello
posto a monte della presa siano “aperti” (macchina ferma e tolta tensione alla presa)
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CITTA’ DI CURTATONE
INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER IL RIPRISTINO
IDRODINAMICO DEL CANALE DELLE GRAZIE PER FAVORIRE LA
CIRCOLAZIONE IDRICA E L’ACCESSO DEI NATANTI, NEL COMUNE DI
CURTATONE, ALL'INTERNO DEL PARCO DEL MINCIO
PROGETTO ESECUTIVO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
se la macchina o l’utensile, allacciati e messi in moto, non funzionano o provocano l’intervento di una
protezione elettrica (valvola, interruttore automatico o differenziale) è necessario che l’addetto provveda ad
informare immediatamente il responsabile del cantiere senza cercare di risolvere il problema
autonomamente
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
gli addetti ad interventi su impianti in tensione devono utilizzare se del caso: calzature con suola isolante e
guanti isolanti in lattice
PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
il corpo umano al passaggio della corrente si riscalda fortemente: ne risultano scottature esterne o interne,
talvolta gravi o addirittura mortali
l’elettricità altresì produce frequentemente altri effetti: sul cuore (fibrillazioni); sui muscoli (crampi la cui
intensità può essere tanto elevata da provocare slogature di articolazioni e rotture di ossa); sul sistema
nervoso (paralisi)
gli effetti sono diversi a seconda della qualità e della quantità dell’energia elettrica trasmessa
nel caso in cui l’infortunato resti in contatto con un conduttore a bassa tensione non disattivabile che sia
facilmente spostabile, è necessario che quest’ultimo venga allontanato con un supporto in materiale isolante
(non con le mani!), ad es. con una tavola di legno ben asciutta, eseguendo un movimento rapido e preciso.
Se il suolo è bagnato occorre che il soccorritore si isoli anche da terra ad es. mettendo sotto i piedi una
tavola di legno asciutta
se non è possibile rimuovere il conduttore è necessario spostare l’infortunato. In questo caso il soccorritore
deve:
controllare che il suo corpo (piedi compresi) siano isolati da terra (suolo o parti di costruzioni o di
impalcature o di macchinari bagnati o metallici)
isolare bene le mani anche con mezzi di fortuna (es.: maniche della giacca)
prendere l’infortunato per gli abiti evitando il contatto con parti umide (es.: sotto le ascelle), possibilmente
con una mano sola
allontanare l’infortunato con una manovra rapida e precisa
dopo aver provveduto ad isolare l’infortunato è indispensabile ricorrere d’urgenza al pronto soccorso più
vicino, mettendo nel contempo in pratica quanto indicato al riguardo nel “Manuale del Primo Soccorso nel
Cantiere Edile”
SORVEGLIANZA SANITARIA
Non espressamente prevista
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