PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO
RELATIVO A
LAVORI AGGIUNTIVI
Miglioramento Funzionale del Parco
“Quattro Stagioni”
Iglesias (CI)
Redatto
(ai sensi dell'art. 100 comma 1 del D.Lgs. 81/2008
rispondente ai requisiti dell’allegato XV dello stesso D.Lgs.)
Elaborato da
Arch. Ezio Diana
Emissione del 19.06.2006
Rev. 01 Ottobre 2012
Committente
Comune di Iglesias
Responsabile dei lavori
P.I. Giorgio Bonesu
Coordinatore per la progettazione.
Emesso il 19/06/2006
PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO
Rev. 01 Ottobre 2012
Miglioramento funzionale del Parco “Quattro Stagioni”
INDICE
QUADRO GENERALE
1. Premessa e riferimenti normativi
4
2. Definizioni
5
3. Scheda anagrafica del cantiere
9
3.1 Fac simile notifica preliminare
10
4. Telefoni utili
11
5. Dati relativi all’ impresa
12
6. Lavori in subappalto
12
7. Caratteristiche tecniche e descrizione dell’ opera
13
8. Documentazione riguardante il piano da tenere in cantiere
13
PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO
SCHEDA 1: Identificazione dei rischi presenti nell’ ambiente circostante e
definizione degli eventuali vincoli conseguenti
14
SCHEDA 2: Identificazione dei rischi trasmessi all’ ambiente circostante e
definizione delle conseguenti misure generali di organizzazione del cantiere
15
SCHEDA 3: Servizi igienico -assistenziali
16
SCHEDA 4: Servizi sanitari e pronto intervento
17
SCHEDA 5: Installazione dei depositi
19
SCHEDA 6: Installazione degli impianti ed esercizio delle attrezzature
21
SCHEDA 7: Dispositivi di protezione individuale
51
SCHEDA 8: Fasi ed attività lavorative
56
SCHEDA 9: Rumore
92
SCHEDA 10: Visite mediche obbligatorie
98
SCHEDA 11: Direzione cantiere, sorveglianza lavori, verifiche e controlli
98
SCHEDA 12: Informazioni e segnalazioni
99
ALLEGATI :
Programma lavori
Planimetria cantiere
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Nel presente Piano di Sicurezza e Coordinamento sono presenti i dati relativi all’ impresa esecutrice
dei lavori e, conseguentemente, le documentazioni che da quest’ultima dovranno essere prodotte, ed
il cui elenco è riportato a pag. 15 Avendo per oggetto le misure di prevenzione e protezione dei
lavoratori durante l’ esecuzione di un’ opera, ai sensi dell’ art. 91/92 del D.Lgs. 81 del 09 aprile 2008
Titolo TITOLO IV – CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI
CAPO I – MISURE PER LA SALUTE E SICUREZZA NEI CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI
Si è resa necessaria una prima revisione, per aggiornamento alla nuova normativa subentrata.
E’ stato consegnato al Committente.
Una copia deve essere consegnata a ciascun impresa che dovrà mettere a disposizione del
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza copia del presente Piano; può altresì presentare al
Coordinatore per l’ esecuzione dei lavori proposta di integrazione al Piano di Sicurezza e
Coordinamento, qualora ritenga di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere sulla base della
propria esperienza. In nessun caso le eventuali integrazioni possono giustificare modifiche o
adeguamento dei prezzi pattuiti.
Il presente Piano rimarrà custodito in cantiere, a disposizione dell’ Organo di Vigilanza territorialmente
competente, affinché possa essere visionato da tutti i lavoratori dell’ impresa; dovrà inoltre essere
aggiornato in occasione di qualsiasi modifica inerente le fasi e le attività lavorative che risultino
significative dal punto di vista della sicurezza e della salute dei lavoratori.
Il Coordinatore per la progettazione
Arch. Ezio Diana
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QUADRO GENERALE
1. Premessa e riferimenti normativi
Il presente Piano di Sicurezza e di Coordinamento riguarda i lavori di “Miglioramento funzionale del
Parco Quattro Stagioni”.
E’ stato redatto dal sottoscritto Arch. Ezio Diana, in qualità di Coordinatore in materia di sicurezza e
salute durante la progettazione, tenendo conto, per l’ individuazione delle misure di prevenzione e
protezione, oltre che delle norme di buona tecnica, delle vigenti disposizioni di legge:
D.Lgs n° 81 del 09 aprile 2008
TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO
Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della
sicurezza nei luoghi di lavoro. (Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008 - Suppl. Ordinario n.108)
DECRETO MINISTERIALE 22 gennaio 2008, n. 37 ex 46/90
Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11_quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge
n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione
degli impianti all'interno degli edifici (G.U. 12 marzo 2008, n. 61).
DECRETO LEGISLATIVO 4 dicembre 1992, n. 475
Attuazione della direttiva 89/686/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1989, in materia di
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi di protezione individuale
DECRETO LEGISLATIVO 19 dicembre 1994, n. 758
Modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro
DECRETO PRESIDENTE REPUBBLICA 24 luglio 1996, n. 459
Regolamento per l'attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE
concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine
DECRETO MINISTERIALE 10 marzo 1998
Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro
DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008 n° 81
TITOLO VIII – AGENTI FISICI
CAPO II – Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro
D.P.R. 30 Giugno 1965 n. 1124 “Testo unico delle disposizioni per l’ assicurazione obbligatoria contro
gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali”.
D.M. 3 Dicembre 1985 “Classificazione e disciplina dell’ imballaggio e dell’ etichettatura delle
sostanze pericolose, in attuazione delle Direttive emanate dal Consiglio e dalla Commissione delle
Comunità Europee”.
Art. 2087 del Codice Civile relativo alla “Tutela delle condizioni di lavoro”.
Art. 673 del Codice Penale relativo all’ “Omesso collocamento o rimozione di segnali o ripari in luogo
di pubblico transito”.
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Norme: CEI - UNI ministeriali, ecc..)
ISO
(Norme di buona tecnica,
decreti ministeriali, circolari
E’ stato altresì verificato la regolarità degli adempimenti delle certificazioni autorizzative obbligatorie
2. Definizioni
Il seguente paragrafo contiene le definizioni dei termini specifici che si incontrano nell’ esposizione dei
concetti relativi alla prevenzione infortuni ed alla salvaguardia della salute dei lavoratori nei cantieri.
Agente “Il fattore chimico, fisico o biologico presente durante il lavoro e potenzialmente dannoso per
la salute”.
Assistenza “Attività tesa a fornire indirizzi e procedure operative ed a coordinare l’attuazione di
quanto previsto dalla normativa e più in generale dalle misure di prevenzione”.
Attrezzature sanitarie “Attrezzature dei presidi sanitari (barelle, ecc.)”.
Cantiere “Qualunque luogo in cui si effettuino lavori edili o di Genio Civile”.
Cartello “Un segnale che, mediante combinazione di una forma geometrica, di colori e di un simbolo,
fornisce un’ indicazione determinata, la cui visibilità è garantita da un’ illuminazione di intensità
sufficiente”.
Cartello supplementare “Un cartello impiegato assieme ad un cartello del tipo precedente e che
fornisce indicazioni supplementari”.
Colore di sicurezza “Un colore al quale è assegnato un significato determinato”.
Comando “ad uomo presente” (o ad azione mantenuta) “Dispositivo di comando che mette e
mantiene in moto gli elementi di una macchina unicamente quando l’organo di servizio è azionato.
Allorché si abbandona l’ organo di servizio, questo ritorna automaticamente nella posizione
corrispondente all’ arresto”.
Committente “Il soggetto per conto del quale l’ opera viene realizzata”.
Comunicazione verbale “Un messaggio verbale predeterminato, con impiego di voce umana o di
sintesi vocale”.
Consulenza “Svolgimento di prestazioni il cui obbligo compete al fruitore della consulenza effettuata
su incarico e per conto dello stesso”.
Coordinatore in materia di sicurezza e salute durante la progettazione dell’opera (Coordinatore
per la progettazione) “Soggetto incaricato dal Committente o dal Responsabile dei Lavori ai sensi
dell’art. 90 comma 3 e dei compiti di cui all’ art. 91 del D.Lgs. 81/2008
Coordinatore in materia di sicurezza e salute durante la realizzazione dell’opera (Coordinatore
per l’ esecuzione dei lavori) “Soggetto incaricato dal Committente o dal Responsabile dei Lavori ai
sensi dell’art. 90 comma 4 e dei compiti di cui all’ art. 92 del D.Lgs. 81/2008
Danno biologico “Menomazione dell’ integrità psicofisica della persona in sé e per sé”.
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Datore di lavoro “E’ qualsiasi persona fisica o giuridica o soggetto pubblico che sia titolare del
rapporto di lavoro con il lavoratore ed abbia responsabilità dell’ impresa ovvero dello stabilimento o del
cantiere”.
Dirigente “E’ il lavoratore che, con la sua attività, influisce sull’ intera azienda o, nelle aziende di
grandi dimensioni, su un ramo rilevante di essa. Di regola non è soggetto al potere gerarchico di
nessun altro lavoratore subordinato ma solo a quello del Datore di lavoro. In ogni caso, ai fini della
sussistenza degli obblighi e delle responsabilità in materia di Igiene e Sicurezza, ciò che rileva non è
tanto la qualifica formalmente posseduta quanto le circostanze che le mansioni di Dirigente siano in
concreto espletate”.
Dispositivi di protezione individuale (DPI) “Qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e
tenuta dal Lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la
sicurezza e la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento od accessorio destinato a tale
scopo”.
Dolo “Previsione e volontà di un fatto illecito da parte dell’ autore. Nell’ ipotesi di dolo il soggetto
accetta preventivamente le conseguenze della propria condotta, mentre nella colpa agisce con la
fiducia o la speranza che l’ evento non si verifichi”.
Emergenza “Ogni scostamento delle normali condizioni operative, tale da determinare situazioni di
pericolo per le persone”.
Equipaggiamento di lavoro “Termine che comprende l’insieme delle macchine, apparecchiature,
utensili e materiali”.
Formazione “Attività tesa a fornire: conoscenze generali sugli obblighi e diritti previsti dalla normativa,
conoscenze generali sui rischi delle attività e sulle relative misure di prevenzione e protezione,
metodologia sulla valutazione dei rischi, metodologie minime di comunicazione. In generale quindi è
un processo teso a fornire quanto necessario per svolgere correttamente una determinata attività”.
Incidente “Evento indesiderato, conseguente a rischi esistenti e prevedibili, con ripercussioni sull’
andamento del lavoro e danni fisici (possibili o reali) a persone o cose”.
Informazione “Trasferimento a tutti i soggetti interessati (singoli o in gruppo) di conoscenze, di dati e
notizie di carattere normativo, procedurale e tecnico utili all’ avvio ed alla realizzazione del processo di
prevenzione”.
Interferenze (rischi di) “Rischio supplementare in aggiunta ai rischi propri dell’ attività di impresa e
che si manifesta per la presenza di equipaggiamenti di lavoro o di attività di diverse imprese nello
stesso luogo di lavoro”.
Infortunio “Evento traumatico dovuto a causa violenta che si verifica durante l’ attività lavorativa e
comporta inabilità con abbandono del posto di lavoro”.
Lavoratore “Persona che presta il proprio lavoro alla dipendenza di un Datore di lavoro”.
Lavoratore indipendente “Persona fisica che esercita un’ attività professionale nel rispetto di
disposizioni contrattuali di prestazione di servizio o di lavoro”.
Medico competente: medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui
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all’articolo 38, che collabora, secondo quanto previsto all’articolo 29, comma 1, con il datore di lavoro
ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e
per tutti gli altri compiti di cui al presente decreto;
Mezzi di protezione “Termine che comprende l’ insieme dei mezzi di protezione collettiva e quelli di
protezione individuale”.
Malore “Stato di malessere improvviso”.
Massima sicurezza tecnologicamente fattibile “Principio che tende all’ eliminazione di ogni fonte di
pericolo e non ammette ostacoli all’ adeguamento del sistema prevenzionale”.
Obbligo di vigilanza “Obbligo che grava sul Datore di lavoro circa l’ effettiva adozione e rispetto delle
misure antinfortunistiche. La Cassazione insegna che la vigilanza ha carattere impositivo e non
meramente dispositivo: il Datore di lavoro è tenuto a pretendere l’ applicazione delle misure di
sicurezza da parte del Lavoratore, usando tutta l’ autorità di cui è investito ed adottando anche
provvedimenti sanzionatori a carico dei Lavoratori riottosi potendo giungere sino all’ estrema
conseguenza del licenziamento disciplinare (Cassazione 26 Gennaio 1994 n. 774)”.
Organismi paritetici “Organismi a livello territoriale costituiti tra le organizzazioni sindacali dei Datori
di lavoro e dei Lavoratori, con funzioni di orientamento e di promozione di iniziative formative nei
confronti dei Lavoratori”.
Paziente “Il Lavoratore colpito da infortunio o malore”.
Pericolo “Proprietà o qualità intrinseca di un’ entità avente il potenziale di causare danni (ad es.
materiali, attrezzature, metodi o pratiche di lavoro)”.
Personale “Termine comprendente l’ insieme dei dipendenti dell’ impresa”.
Posto di lavoro “Qualunque luogo della sede, degli stabilimenti e dei cantieri cui i Lavoratori hanno
accesso nel corso delle attività lavorative, compresi i mezzi per l’ ingresso e l’ uscita”.
Preposto “Il Preposto è colui che sovrintende il lavoro di altri, con funzioni di guida e di controllo, ad
es. Capo Ufficio, Capo Cantiere, Capo Squadra, Capo Reparto, ecc.. Anche per il Preposto, ai fini
della sussistenza degli obblighi e delle responsabilità in materia di Igiene e Sicurezza, ciò che rileva
non è tanto la qualifica formalmente posseduta quanto le circostanze che le mansioni di Preposto
siano in concreto espletate”.
Presidi sanitari “Ambienti ed attrezzature aziendali dedicate al servizio sanitario”.
Prevenzione “Complesso delle disposizioni o misure adottate o previste in tutte le fasi dell’ attività
lavorativa per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell’
integrità dell’ ambiente esterno”.
Primo soccorso “Complesso degli interventi attuati per fornire soccorsi immediati in caso di infortunio
o malore”.
Progetto “Processo per l’ ottenimento di uno specifico risultato “.
Pronto soccorso “Struttura sanitaria pubblica per gli interventi di emergenza”.
Protezione “Tutela generica diretta ad attenuare le conseguenze lesive più che a prevenirle
(prevenzione secondaria). Si intende anche il dispositivo che consente la tutela della salute e della
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sicurezza del Lavoratore esposto ai rischi specifici dell’ ambiente ed a quelli propri delle mansioni che
svolge (in tale significato possono essere individuali o collettive, che sono prioritarie rispetto alle
prime).
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza “Persona eletta o designata per rappresentare i
Lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro “.
Responsabile dei Lavori “Il soggetto incaricato dal Committente per la progettazione o per l’
esecuzione o per il controllo dell’ esecuzione dell’ opera”.
Reato “Infrazione di un comando o divieto posto da una disposizione di legge (non impedire un
evento, che si ha l’ obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo)”.
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione “Persona designata dal datore di lavoro in
possesso di attitudini e capacità adeguate”.
Rischio “Probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego e/o di
esposizione, nonché le dimensioni possibili del danno stesso”.
Rischi eliminabili a priori “Rischi esistenti sul posto di lavoro che risultano completamente eliminabili
mediante l’ applicazione ragionata di quanto previsto dalle leggi e regolamenti e secondo il principio
della massima sicurezza tecnologicamente fattibile”.
Rischi residui “Tutti i rischi non eliminabili a priori”.
Segnale acustico “Segnale sonoro in codice emesso e diffuso da un apposito dispositivo, senza
impiego di voce umana o di sintesi vocale”.
Segnale di avvertimento “Un segnale che avverte di un rischio o pericolo”.
Segnale di divieto “Segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un
pericolo”.
Segnale di informazione “Segnale che fornisce indicazioni diverse da quelle dei segnali di divieto e
di salvataggio”.
Segnale di prescrizione “Segnale che prescrive un determinato comportamento”.
Segnale di salvataggio o di soccorso “Segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di
sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio”.
Segnale gestuale “Movimento o posizione delle braccia o delle mani in forma convenzionale per
guidare persone che effettuano manovre implicanti un rischio o un pericolo attuale per i Lavoratori”.
Segnale luminoso “Segnale emesso da un dispositivo costituito da materiale trasparente o
semitrasparente, che è illuminato dall’ interno o dal retro in modo da apparire esso stesso come una
superficie luminosa”.
Segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro “Segnaletica che, riferita ad un’ attività o ad
una situazione determinata, fornisce un’ indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza o la
salute sul luogo di lavoro, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale
luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale”.
Sicurezza “E’ l’ obiettivo cui mirano tutte le misure antinfortunistiche, idonee a creare la qualità dell’
ambiente di lavoro; è cioè un modo di essere e di operare, un modello delineabile di luogo sicuro”.
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Simbolo “Immagine che rappresenta una situazione o che prescrive un determinato comportamento,
impiegata su un cartello o su una superficie luminosa”.
Sorveglianza “Attività esterna di controllo diretta verificare la conformità dei comportamenti alle norme
ed agli strumenti di prevenzione. Si tratta pertanto di misure successive alla predisposizione delle
difese antinfortunistiche, con scopi di accertamento delle responsabilità”.
Utilizzo normale “Uso al quale è destinata la macchina conformemente alle indicazioni del
fabbricante”.
Valutazione dei rischi “Procedimento di valutazione della possibile entità del danno, quale
conseguenza del pericolo per la salute e la sicurezza dei Lavoratori nell’ espletamento delle loro
mansioni, derivante dal verificarsi di un rischio sul luogo di lavoro (Circolare del Ministero del Lavoro
del 15 Agosto 1995 n. 102)”.
Scheda anagrafica del cantiere
La presente scheda potrà essere completata e/o integrata in tutti i suoi elementi soltanto a
conclusione dell’assegnazione di tutti i lavori, inserendo i dati relativi alle imprese esecutrici dei lavori
aggiudicatarie dell’Appalto; la scheda completa in ogni suo elemento dovrà essere poi trasmessa, da
parte del Committente o del Responsabile del Procedimento secondo il fac-simile di seguito riportato,
all’Organo di Vigilanza territorialmente competente, ottemperando in tal modo all’obbligo di notifica
preliminare derivante dall’ art. 99 del D.Lgs. n° 81 del 09 aprile 2008 elaborata conformemente all'
ALLEGATO XII dello stesso D.Lgs.
Copia della notifica deve essere affissa in maniera visibile presso il cantiere e custodita a disposizione
dell'organo di vigilanza territorialmente competente.
DICHIARAZIONE DI PRESA VISIONE
Le sottoscritte Imprese e Lavoratori autonomi dichiarano di aver preso visione del presente Piano e di
averlo illustrato al proprio personale dipendente con l’ausilio del Coordinatore.
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Fac-simile notifica preliminare
Spett.le A.S.L. 7 di Carbonia
Oggetto: Notifica preliminare relativa ai lavori di “Miglioramento funzionale del Parco “Quattro
Stagioni” ai sensi dell'art. 99 D.Lgs. n° 81 del 9 aprile 2008 Conformemente all’allegato XII
dello stesso D.Lgs
L’Ente Appaltante, con la presente, trasmette a codesta Spett.le Azienda la notifica
preliminare riguardante i lavori di cui in oggetto, ai sensi dell’art. 99 del D.Lgs. n° 81 del 9
aprile 2008
1.Data della comunicazione:
2.Indirizzo cantiere:
3. Committente:
4.Natura dell’ opera:
5.Responsabile dei lavori:
6. Coordinatore per la sicurezza e la salute durante la progettazione:
7. Coordinatore per la sicurezza e la salute durante l’ esecuzione dei lavori:
8. Data presunta dell’ inizio dei lavori in cantiere:
9. Durata presunta dei lavori in cantiere:
10. Numero massimo presunto dei lavoratori sul cantiere:
11. Numero previsto di imprese e di lavoratori autonomi sul cantiere:
12. Imprese esecutrici già selezionate:
13. Ammontare complessivo presunto dei lavori: € 62.407,00
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4. Telefoni utili
Per poter affrontare rapidamente situazioni di emergenza è necessario disporre, in cantiere, di una
serie di recapiti telefonici utili.
Polizia Pronto Intervento
113
Carabinieri Pronto Intervento
112 / 0781.42501
Vigili del fuoco
115
Pronto Soccorso
118
Guardia Medica (via San Leonardo,1)
0781-3922256
0781.22389
Centro Traumatologico (via Cattaneo, 2)
Pronto Soccorso
(Centr.
0781 392750)
Soccorso Iglesias
0781.31333/40056/33000
Sodalitas
0781.33700/23806
Località Zona Industriale, 1
0781 260084
Responsabile dei lavori
P.I. Giorgio Bonesu
0781 260058
0781 260059
Comune di Iglesias
Coordinatore in fase di progettazione Arch. Ezio Diana
0781/40596 – 347/1537545
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5. Dati relativi all’ impresa selezionata
Ragione sociale:
Sede legale:
Tel. e fax:
Codice Fiscale:
Iscrizione A.N.C.:
Iscrizione C.C.I.A.A. di Cagliari:
Posizione INAIL
Posizione INPS
Referenti per la sicurezza (D.Lgs. 626/94)
Rappresentante Legale:
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione:
Medico Competente:
Rappresentante dei Lavoratori:
IMPRESE IN SUB APPALTO:
Le imprese incaricate dei lavori dovranno essere dotate di polizza assicurativa in ottemperanza degli
obblighi previsti dalla vigente normativa.
Su richiesta del Committente o del Responsabile dei Lavori dovrà altresì fornire l’indicazione dei
contratti collettivi applicati ai lavoratori dipendenti ed una dichiarazione in merito al rispetto degli
obblighi assicurativi e previdenziali previsti dalle leggi e dai contratti (art. 4 Capo 1 D.Lgs. 81/2008).
6. Lavori in subappalto
I lavori oggetto del presente Piano non prevedono, in linea di massima, la partecipazione di imprese
subappaltatrici.
Qualora l’impresa prescelta dovesse ricorrere all’ausilio di altri subappaltatori, potrà affidar loro solo
ed esclusivamente lavori appartenenti a categorie non prevalenti.
Nel caso che per l’esecuzione di alcune o di parti delle opere partecipino imprese subappaltatrici, tali
lavori verranno eseguiti dalle ditte prescelte che utilizzeranno i propri dipendenti, mezzi, attrezzature,
utensili e DPI dei quali detengono la disponibilità, a titolo di proprietà o di locazione finanziaria.
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7. Caratteristiche tecniche e descrizione dell’ opera
Il presente Piano ha per oggetto i lavori di “Miglioramento funzionale del Parco “Quattro Stagioni”.
Il progetto prevede:
La predisposizione di un’area da destinare a parcheggio nella zona Nord del parco lungo la
strada vicinale Ollasta con spianamenti, realizzazione dei muretti di contenimento lungo la strada
ove fissare la nuova recinzione e la stesura di un battuto in ghiaia in tutte le superfici.
La realizzazione in questa area di due accessi carrabili con cancelli in acciaio a due ante
incernierate su pilastri in c.a.;
Il posizionamento delle unità igieniche a disposizione con installazione della fossa biologica e
realizzazione dei relativi impianti di scarico e approvvigionamento idrico;
Il ripristino di parti di staccio natura danneggiati, lungo i percorsi pedonali;
La sistemazione di alcuni muretti a secco;
Lo sfalcio della copertura vegetale che si è nel tempo formata;
Il ripristino di alcuni tratti di recinzione;
Dai rilievi e dagli accertamenti effettuati sul sito si evidenzia la necessità dei seguenti interventi:
Lavori di sistemazione finalizzati alla fruibilità del parco:
1.
Sbancamento del materiale di risulta e livellamento superficiale della zona parcheggio;
2.
Scavo a sezione obbligata per fondazioni e fossa biologica;
3.
Casseforme per strutture in c.a.;
4.
Calcestruzzo magro per sottofondazioni rek 150, confezionato sul posto o fornito con
autobetoniera e pompa;
5.
Calcestruzzo per fondazioni, muri e pilastri in c.a. rek 300, confezionato sul posto o fornito con
autobetoniera e pompa;
6.
Acciaio lavorato in barre tonde per opere in c.a.;
7.
Intonaco rustico con malta bastarda compresa sbruffatura;
8.
Paramento rustico in pietra faccia a vista;
9.
Ripristino di staccionata in legno di castagno tramite riutilizzo degli elementi esistenti ed
eventuale integrazione di quelli mancanti;
10. Fornitura e stesura di ghiaietto sull’area w,c,;
11. Fornitura e posa in opera di cancello a due ante in acciaio zincato e verniciato, completo di
sistema di chiusura e fissaggio a suolo;
12. Ripristini di recinzione in rete metallica zincata con sostegni in acciaio zincato;
13. Sgombero e trasporto a discarica di materiale terroso di risulta;
14. Fornitura e posa di fossa Biologica con capienza da M.C. 2.5 compreso il rinterro e costipamento
dei vuoti laterali;
15. Connessione fognaria in tubi di p.v.c. pesante stesi su letto di sabbia compreso del diam. 120;
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16. Pozzetto di raccordo e raccolta in cls 60 x 60;
17. Pozzetto di raccordo e raccolta in cls 50 x 50;
18. Sifoni in p.v.c. diam. 120
19. Trasporto, posizionamento e installazione dei bagni prefabbricati;
20. Fornitura di Condotta idrica completa costituita da tubazione in PLT da 2” Pn 10 x alimentazione
bagni prefabbricati comprensiva di scavo a – 0,50, posa su letto di sabbia, rinterro, n°2 valvole a
saracinesca di controllo, stesa dal Fontanile al serbatoio di raccolta, questo escluso;
21. Fornitura, Montaggio e collegamento di Punto idrico esterno costituito da pozzetto 40 x 40 valvola
saracinesca e rubinetto incassati al suolo, compreso la connessione al punto di erogazione
interna alla unità;
22. Fornitura, posizionamento su terrazzo naturale sterrato in quota di scarico a gravità, connessione
in rete, di Serbatoio di raccolta e riserva per unità igieniche, in plt da lt. 1.000, compresa la
mascheratura costituita da rivestimento in assito di canne lavorate e la sistemazione del terreno.
8. Documentazione riguardante il piano da tenere in cantiere
Per le esigenze normative le imprese che opereranno in cantiere dovranno mettere a disposizione
della committente e custodire presso gli uffici di cantiere la seguente documentazione:
•
Copia progetto esecutivo;
•
Notifica preliminare all’organo di vigilanza territorialmente competente (A.S.L. n. 8 di Cagliari);
•
Denuncia all’ ISPESL dell’ impianto di messa a terra del cantiere;
•
Libretti d’uso e manutenzione delle macchine, impianti di sollevamento, ecc.;
•
Schede di sicurezza dei prodotti;
•
Libro matricola dei dipendenti,
•
Registro infortuni.
•
Piani Operativi di Sicurezza
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9. IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI PRESENTI NELL’ AMBIENTE CIRCOSTANTE E
DEFINIZIONE DEGLI EVENTUALI VINCOLI CONSEGUENTI
Protezione contro i rischi dell’ambiente naturale
Il cantiere dovrà sorgere nel Comune di Iglesias, lungo il lato sinistro della strada vicinale Ollasta
verso la località di “Arivu”, nell’area riguardante il complesso di raccolta e distribuzione idrica
municipale denominato “Quattro Stagioni”.
Il sito presenta diverse edificazioni realizzate alla fine del IXX secolo adibite a raccolta e distribuzione
delle acque potabili per la città di Iglesias.
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Sono presenti nell’area delle sorgenti d’acqua naturali nonché il rio Ollasta, che essendo di modeste
proporzioni, non possono costituire fonte di rischio per gli addetti ai lavori. Pertanto in relazione alle
caratteristiche dell’ambiente ed alla natura dei lavori, si possono escludere interazioni tra il sistema
“cantiere” ed il sistema “ambiente” quali ad esempio irruzioni d’acqua, moti del terreno e cadute di
massi; inoltre in condizioni ordinarie, non esistono problemi specifici di salubrità dell’aria connessi con
le acque presenti in superficie, né di esposizione a condizioni climatiche particolari che richiedano
l’adozione di presidi o provvedimenti differenti o ulteriori rispetto a quelli usuali (protezione del corpo
dall’irraggiamento solare, dal freddo, dalla pioggia, ecc.) data l’ubicazione geografica del cantiere.
Impianti di protezione contro le scariche atmosferiche
Tutte le strutture metalliche di una certa entità come baracche, ponteggi metallici etc. all’aperto
dovranno avere un collegamento elettrico a terra, se non autoprotette ai sensi della norma CEI 81-1.
A titolo cautelativo tutte le operazioni dovranno essere interrotte durante le ore di pioggia, e gli addetti
dovranno disporre di ripari adeguati e comunque non dovranno sostare all’aperto.
Dopo le piogge o altre manifestazioni atmosferiche di notevole intensità, la ripresa dei lavori dovrà
essere preceduta da un controllo della stabilità del terreno, del ponteggio, delle strutture all’aperto e di
tutto ciò che può compromettere la sicurezza dei lavori.
Reti di servizi tecnici
Prima dell’ inizio delle attività dovrà essere effettuata una ricognizione dei luoghi dei lavori al fine di
individuare l’eventuale esistenza di linee elettriche e reti di distribuzione (telefono, acqua, gas);
qualora tali reti di distribuzione costituiscano pericolo per i lavori in oggetto o viceversa, si dovranno, in
accordo con la committente, mettere in atto le misure di sicurezza necessarie prima dell’ inizio dei
lavori, richiedendo ad esempio, compatibilmente con le esigenze della stessa committente, la
disattivazione della rete durante l’orario di lavoro in cantiere.
Si dovrà richiedere, negli scavi all’aperto, un rilievo indicante i percorsi e la profondità delle reti
interrate ed, in vicinanza di esse, sospendere lo scavo meccanico e procedere con cautela con lo
scavo a mano. La loro posizione dovrà essere segnata mediante un cavo disposto parallelamente alla
rete individuata e sostenuto mediante paletti infissi nel terreno; inoltre si dovrà valutare la possibilità
che la posizione potrebbe essere diversa da quella originaria, impedendo qualsiasi attività di scavo in
una zona di larghezza pari a circa 1,50 m da ciascuna parte della conduttura individuata.
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10. IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI TRASMESSI ALL’ AMBIENTE CIRCOSTANTE
E
DEFINIZIONE
DELLE
CONSEGUENTI
MISURE
GENERALI
DI
ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
Protezione di terzi
I lavori di ristrutturazione oggetto del presente Piano si svolgeranno all’interno degli edifici e nell’area
circostante a questi, nel lotto di proprietà della committente. Tali edifici, per loro collocazione interna al
lotto interessato, che risulta isolato, costituisce un luogo di per se riservato e di facile controllo degli
accessi per il traffico sia di persone che di mezzi.
In ogni caso dovrà prevedersi la realizzazione di opportune segnalazioni al fine di circoscrivere in
modo adeguato l’area di cantiere dalle zone circostanti ad esso. Questo per consentire alle imprese
esecutrici di lavorare liberamente, senza dover tener conto della presenza di estranei. Per ciò che
riguarda gli accessi, si dovranno evitare le interferenze tra i mezzi ed il personale.
In ogni caso recinzioni, sbarramenti, scritte, segnali, protezioni saranno di natura tale da risultare
costantemente ben visibili.
In relazione alla natura dei lavori, per evitare l’emissione di inquinanti fisici o chimici (rumori, polveri,
ecc.), verranno adottati tutti i provvedimenti necessari e che saranno illustrati nelle schede aventi per
oggetto la relativa attività di lavoro.
Avvisi e cartellonistica
All’ ingresso dell’ area di cantiere sarà affisso un tabellone recante i seguenti dati:
1.
Committente;
2.
Titolo generale dell’ opera;
3.
Concessione edilizia;
4.
Oggetto dei lavori;
5.
Data di inizio lavori;
6.
Progettista;
7.
Direttore dei lavori;
8.
Assistente tecnico del cantiere (eventuale);
9.
Coordinatore in materia di sicurezza e salute durante la progettazione e l’ esecuzione dei
lavori, direttore tecnico del cantiere,
10.
Impresa esecutrice;
11.
Data Notifica preliminare
All’entrata del cantiere sarà affisso il cartello “Vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori”, la segnaletica
antinfortunistica (rispondente al TITOLO V – SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL
LAVORO D.Lgs. 81/2008) e la tabella indicante l’orario di lavoro; vicino ad ogni quadro elettrico ci
sarà un cartello di segnalazione “Quadro generale” ed un’ etichetta di avvertimento contro la scossa
elettrica.
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11. SERVIZI IGIENICO-ASSISTENZIALI
Servizi igienici e di ricovero
L’Impresa esecutrice installerà nelle aree libere del cantiere i box prefabbricati per w.c. e spogliatoi in
numero tale da soddisfare le esigenze di cantiere, installeranno poi,in baracche opportunamente
coibentate, illuminate, areate, previste e costruite per questo uso, i locali destinati ad ufficio che
saranno inoltre dotate di tutti gli impianti.
Pulizia dell’ area del cantiere
Le imprese esecutrici sono tenute a garantire la massima pulizia del cantiere, provvedendo a proprie
cure e spese e conformemente alle prescrizioni normative, ad allontanare dal cantiere tutti i materiali
residui (imballaggi, materiali si sfrido delle lavorazioni, oli esausti, ecc.), trasportandoli e scaricandoli
presso una discarica controllata, evitandone l’ accatastamento presso i bordi degli scavi.
Deve altresì predisporre recipienti per la raccolta dei rifiuti minuti che deve provvedere a smaltire con
la necessaria frequenza. E’ tassativamente vietata l’accensione di fuochi per bruciare i rifiuti.
Tutte le attrezzature ed i materiali impiegati nelle lavorazioni devono essere quotidianamente raccolti e
riordinati evitando di lasciare materiale sparso nelle aree di lavoro.
12. SERVIZI SANITARI E PRONTO INTERVENTO
Servizi sanitari
In cantiere saranno tenuti i presidi sanitari indispensabili per prestare le prime immediate cure ai
lavoratori feriti o colpiti da malore improvviso, poichè il cantiere si trova a poca distanza dai posti
pubblici permanenti di pronto soccorso.
Il servizio di Pronto Soccorso è presente ad Iglesias dove a distanza relativamente breve sono situate
diverse strutture ospedaliere.
Qualora un eventuale infortunio richiedesse un immediato veloce intervento, i sopraccitati presidi in
cantiere saranno tenuti in una cassetta di pronto soccorso, contenente quanto individuato dal decreto
ministeriale 15 luglio 2003, n. 388 e dai successivi decreti ministeriali, collocata nel locale adibito a
spogliatoio e la cui ubicazione sarà resa nota a tutti i lavoratori.
Se un lavoratore subisce un incidente talmente lieve da consentirgli di poter riprendere il lavoro, si
consiglia comunque di verificare che la vaccinazione antitetanica sia ancora valida e nelle ore
successive alla fine del lavoro di recarsi da un medico o al pronto soccorso più vicino.
Nel caso di infortunati non trasportabili, nel Par. 4 “Telefoni utili” a pag. 10 vengono indicati i numeri
utili per chiamare i soccorsi.
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Prevenzione incendio
Non si prevedono in cantiere aree o depositi particolarmente soggetti a pericolo d’ incendio, a meno
che in cantiere non si renda necessario stoccare quantitativi di carburante atto al rifornimento delle
macchine operatrici. In tal caso questo dovrà essere conservato in apposite taniche, collocate in un
deposito allestito in una zona appartata del cantiere e convenientemente delimitata.
Conseguentemente il presente Piano prevede una serie di estintori a polvere portatili (almeno 4) per la
protezione delle zone di lavoro e dei quadri elettrici.
Gli estintori dovranno essere di tipo approvato secondo il D.M. 20 Dicembre 1982 ed identificati da
un’ etichetta indicante le caratteristiche principali dell’ apparecchio ai fini dell’ impiego e dell’
identificazione. Su ogni estintore dovrà essere indicata la data della verifica semestrale.
In caso di incendio
• Sgombrare l’ area interessata senza causare panico e cercare di mantenere l’ incendio sotto
controllo sino all’ arrivo dei VV.F. (Tel. 115) e/o del Servizio Antincendio dell’ Ispettorato
Ripartimentale Corpo Forestale della R.A.S. (Numero Verde 167 * 86.50.65);
• interrompere l’ alimentazione elettrica nella zona interessata dall’ incendio, oppure spegnere il
motore qualora l’ incendio si sviluppi su un mezzo;
• allontanare dalla zona di incendio i materiali infiammabili;
• agire con progressione iniziando lo spegnimento dal focolaio più vicino sino a raggiungere il
principale, dirigendo il getto alla base delle fiamme ed avvicinandosi il più possibile senza pericoli
per la persona;
• erogare con precisione, evitando gli sprechi;
• non erogare contro vento, né contro le persone;
• non erogare sostanze conduttrici della corrente elettrica su impianti ed apparecchiature in tensione;
• nel caso di erogazione contemporanea con 2 o più estintori, gli operatori devono agire
parallelamente o fino a formare un angolo massimo di 90°;
• nel caso di erogazione su liquido infiammato in recipiente aperto, operare in modo da evitare
spandimenti di liquido infiammato, facendo rimbalzare l’ estinguente sul lato interno del recipiente
opposto a quello di erogazione;
• nel caso di erogazione su parti in tensione, a prescindere dalla scelta della sostanza che non deve
risultare conduttrice, l’ operatore deve mantenersi a distanza di sicurezza dalle parti in tensione;
• a fuoco estinto, controllare accuratamente l’ avvenuto spegnimento totale delle braci.
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13. INSTALLAZIONE DEI DEPOSITI
Trasporto e deposito di materiali
Per la movimentazione dei carichi dovranno essere usati quanto più possibile mezzi ausiliari atti ad
evitare o ridurre le sollecitazioni sulle persone.
Al manovratore del mezzo di sollevamento e/o trasporto dovrà essere garantito il controllo delle
condizioni di tutto il percorso, anche con l’ ausilio di eventuale aiutante. I percorsi per la
movimentazione dei carichi sospesi dovranno essere scelti in modo da evitare quanto più possibile
che essi interferiscano con zone in cui si trovano persone, questo in particolare durante le
movimentazioni relative al montaggio dei prefabbricati. Diversamente la movimentazione dei carichi
sarà opportunamente segnalata al fine di consentire lo spostamento delle persone.
Per quanto concerne la movimentazione manuale dei carichi (tubazioni, sacchi di cemento, pozzetti,
ecc.), dovranno essere impartite agli addetti le necessarie informazioni con l’ avvertenza che i carichi
pesanti e/o ingombranti (intendendo per carico pesante un carico superiore ai 30 Kg) dovranno essere
movimentati con l’ intervento di più persone al fine di ripartire e diminuire lo sforzo.
Per lo stoccaggio dei materiali occorrenti per l’ esecuzione dei lavori, l’impresa potrà utilizzare sia
alcune baracche (container) appositamente destinati allo scopo sia lo spazio esterno; in questo
secondo caso la zona adibita a deposito dovrà essere adeguatamente delimitata e segnalata.
I depositi di materiale in cataste, pile, mucchi dovranno essere effettuati in modo razionale e tali da
evitare crolli o cedimenti, in particolar modo i tubi dovranno essere disposti a piramide con
arretramenti graduali in modo da garantire in ogni caso la stabilità dell’ impilamento.
E’ assolutamente vietato utilizzare le strade di transito dei mezzi di cantiere, o parti di esse, per
stoccarvi materiali.
Stoccaggio e rifornimento carburante
Qualora in cantiere si rendesse necessario stoccare alcuni quantitativi di carburante atto al
rifornimento delle macchine operatrici, questo dovrà essere conservato in apposite taniche, collocate
in un deposito allestito in una zona appartata del cantiere e convenientemente delimitata; ciò sia per
prevenire incendi o esplosioni in caso di fughe sia, nel caso in cui si sia già verificato l’ incendio, per
prevenire una sua estensione. La quantità presente nel deposito dovrà essere sempre molto ridotta,
provvedendo a rifornire il deposito di frequente durante i periodi di maggior uso.
Rifornimento dei mezzi in cantiere
E’ obbligatorio rispettare le seguenti misure di sicurezza previste dal D.M. 31 marzo 1934;
•
effettuare il rifornimento in una zona appartata del cantiere;
•
spegnere il motore del mezzo e di tutti gli eventuali apparecchi elettrici installati sullo stesso
(ad. es. la radio);
•
controllare la qualità e quantità di prodotto da caricare;
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•
verificare la disponibilità di estintori in prossimità della zona in cui si effettua il rifornimento;
•
allontanare, durante l’ operazione, eventuali estranei e proibire il rifornimento contemporaneo
di più mezzi.
•
E’ assolutamente vietato fumare, accendere fiamme, provocare scintille o altri inneschi nella
zona interessata e per tutto il tempo in cui si svolgono le operazioni.
In caso di incendio seguire le indicazione fornite dalla scheda “Servizi sanitari e pronto intervento”.
14. IMPIANTI ED ESERCIZIO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO
Attrezzature, impianti, macchine, utensili
Le attrezzature, gli impianti, le macchine e gli utensili per i lavori dovranno essere scelti ed installati in
modo da ottenere la sicurezza di impiego; a tal fine nella scelta e nell’ installazione si dovranno
rispettare le norme di sicurezza vigenti nonché quelle particolari previste nelle specifiche tecniche dei
manuali di istruzione ed omologazione, quando previste. Le macchine e quant’ altro citato dovranno
essere dotate di marcatura CE e di libretto d’ uso e manutenzione, essere installate e mantenute
secondo le istruzioni fornite dal fabbricante, essere sottoposte alle verifiche previste dalla normativa
vigente al fine di controllare il mantenimento delle condizioni di sicurezza nel corso del tempo.
A tal fine sono state elaborate delle schede, riguardanti le macchine e gli utensili che l’ impresa
esecutrice potrebbe utilizzare per l’ esecuzione dei lavori oggetto del presente Piano; tali schede
hanno la funzione di rilevare i rischi ed i pericoli che potrebbero manifestarsi durante il lavoro e, sulla
base della normativa vigente, indicare le misure di prevenzione e protezione da adottare nelle fasi di
lavorazione.
MACCHINE
•
Autocarro
•
Autogrù
•
Autobetoniera
•
Pompa per cls
•
Escavatore
•
Pala Meccanica
ATTREZZATURE
•
Betoniera
•
Sega circolare
•
Trancia ferri – piegatrice
•
Gruppo elettrogeno
•
Saldatrice elettrica
•
Argano a cavaletto
•
Compressore
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OPERE PROVVISIONALI
•
Ponteggio metallico
•
Ponteggio su ruote (trabatello)
•
Ponteggio su cavalletti
UTENSILI
•
Martello demolitore elettrico
•
Flessibile elettrico
•
Avvitatore elettrico
•
Trapano elettrico
•
Vibratore per cls elettrico
•
Utensili a mano
•
Scale a mano
Impianti elettrici e di messa a terra
L’ impresa esecutrice utilizzerà l’ energia elettrica fornita dall’ENEL o con proprio gruppo elettrogeno.
L’alimentazione alle macchine ed agli utensili dovrà avvenire solo ed esclusivamente tramite quadri
costruiti in serie ASC che hanno superato prove meccaniche ed alla corrosione, dichiarati come tali
dal costruttore (Norma CEI 17-13/4) e dotati di un grado di protezione minima degli involucri pari ad
almeno IP 43.
Le prese a spina devono avere un grado di protezione IP 65, sia a spina inserita che disinserita;
devono essere protette a monte da interruttori differenziali Idn 300 e 30mA (Norma CEI 64-8/7 art.
704.471); il numero massimo di prese sottese ad interruttori differenziali deve essere differenziali Idn 6
(Norma CEI 64-8/7 art. 704.952).
I cavi devono essere adatti al tipo di posa: se per posa mobile, devono presentare una guaina, di tipo
resistente all’ abrasione ed all’ acqua, denominata neoprene (es. H07RN-F); se per posa fissa,
possono essere utilizzati quelli con guaina isolata in PVC o PER tipo N1W-K o FG7.
Per quanto concerne la messa a terra dei ponteggi metallici ad elementi prefabbricati, dei recipienti e
degli apparecchi metallici di notevoli dimensioni situati all’ aperto, si rimanda a quanto affermato in
“Impianti di protezione contro le scariche atmosferiche” .
Esercizio delle macchine e degli impianti
Le modalità di esercizio delle macchine e degli impianti devono essere oggetto di specifiche istruzioni
allegate, notificate al personale addetto ed a quello eventualmente coinvolto, anche a mezzo di avvisi
collettivi affissi in cantiere.
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MACCHINE
•
AUTOCARRO
Riferimenti normativi applicabili
D.Lgs. 81/2008
Direttiva Macchine CEE 392/89;
All. VI / VII / XV.1 D.Lgs.81/2008
Titolo VIII CAPO II – Protezione dei lavoratori contro
i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro;
All. VIII D.P.I.
Codice e Disposizioni di Circolazione Stradale.
Rischi evidenziati dall’ analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
urti, colpi, impatti, compressioni;
oli minerali e derivati;
cesoiamento, stritolamento;
incendio.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ uso
verificare accuratamente l’ efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi in genere;
verificare l’ efficienza delle luci, dei dispositivi di segnalazione acustici e luminosi;
garantire la visibilità del posto di guida;
controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la stabilità del mezzo.
Durante l’ uso
segnalare l’ operatività del mezzo col girofaro in area di cantiere;
non trasportare persone all’ interno del cassone;
adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d’ uomo in prossimità dei posti di
lavoro;
richiedere l’aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o quando la visibilità è
incompleta;
non azionare il ribaltabile con il mezzo in posizione inclinata;
non superare la portata massima;
non superare l’ ingombro massimo;
posizionare e fissare adeguatamente il carico in modo che risulti ben distribuito e che non possa
subire spostamenti durante il trasporto;
non caricare materiale sfuso oltre l’ altezza delle sponde;
assicurarsi della corretta chiusura delle sponde;
durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare;
segnalare tempestivamente eventuali gravi guasti.
Dopo l’ uso
eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego, con particolare riguardo
per i pneumatici e freni, segnalando eventuali anomalie;
pulire convenientemente il mezzo curando gli organi di comando.
Dispositivi di protezione individuale
guanti;
calzature di sicurezza;
elmetto;
indumenti protettivi (tute).
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•
AUTOGRU
Riferimenti normativi applicabili
D.Lgs. 81/2008
Direttiva Macchine CEE 392/89;
All. VI / VII / XV.1 D.Lgs.81/2008
Titolo VIII CAPO II – Protezione dei lavoratori contro
i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro;
All. VIII D.P.I.
Codice e Disposizioni di Circolazione Stradale.
Rischi evidenziati dall’ analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
contatto con linee elettriche aeree;
urti, colpi, impatti, compressioni;
punture, tagli, abrasioni;
rumore;
oli minerali e derivati.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ uso
verificare che nella zona di lavoro non vi siano linee elettriche aeree che possano interferire con le
manovre;
controllare i percorsi e le aree di manovra, approntando gli eventuali rafforzamenti;
verificare l’ efficienza dei comandi;
ampliare con apposite plance la superficie di appoggio degli stabilizzatori;
verificare che la macchina sia posizionata in modo da lasciare lo spazio sufficiente per il passaggio
pedonale o delimitare la zona d’ intervento.
Durante l’ uso
segnalare l’ operatività del mezzo col girofaro;
preavvisare l’ inizio delle manovre con apposita segnalazione acustica;
attenersi alle segnalazioni per procedere con le manovre;
evitare, nella movimentazione del carico, posti di lavoro e/o di passaggio;
eseguire le operazioni di sollevamento e scarico con le funi in posizione verticale;
illuminare a sufficienza le zone per il lavoro notturno con i dispositivi ottici;
segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti o situazioni pericolose;
non compiere su organi in movimento operazioni di manutenzione;
mantenere i comandi puliti da grasso, olio, ecc..
Dopo l’uso
non lasciare nessun carico sospeso;
posizionare correttamente la macchina raccogliendo il braccio telescopico ed azionando il freno di
stazionamento;
eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego della macchina a motori
spenti;
nelle operazioni di manutenzione attenersi alle indicazioni del libretto della macchina.
Dispositivi di protezione individuale
guanti;
calzature di sicurezza;
elmetto;
otoprotettori;
indumenti protettivi (tute).
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•
AUTOBETONIERA
Riferimenti normativi applicabili
D.Lgs. 81/2008
Direttiva Macchine CEE 392/89;
All. VI / VII / XV.1 D.Lgs.81/2008
Titolo VIII CAPO II – Protezione dei lavoratori contro
i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro;
All. VIII D.P.I.
Codice e Disposizioni di Circolazione Stradale.
Circolare Ministero del Lavoro 103/80;
Rischi evidenziati dall’analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
urti, colpi, impatti, compressioni;
oli minerali e derivati;
cesoiamento, stritolamento;
allergeni;
caduta materiale dall’ alto;
caduta dall’ alto;
scivolamenti, cadute a livello;
incendio.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ uso
verificare l’ efficienza delle luci, dei dispositivi di segnalazione acustici e luminosi;
garantire la visibilità del posto di guida;
verificare accuratamente l’ efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi di guida;
verificare l’ efficienza dei comandi del tamburo;
controllare l’ efficienza della protezione della catena di trasmissione e delle relative ruote dentate;
verificare l’ efficienza delle protezioni degli organi in movimento;
verificare l’ efficienza della scaletta e dell’ eventuale dispositivo di blocco in posizione di riposo;
verificare l’ integrità delle tubazioni dell’ impianto oleodinamico (con benna di scaricamento);
controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la stabilità del mezzo.
Durante l’ uso
segnalare l’ operatività del mezzo col girofaro in area di cantiere;
adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d’ uomo in prossimità dei posti di
lavoro;
richiedere l’ aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o quando la visibilità è
incompleta;
non transitare o stazionare in prossimità del bordo degli scavi;
durante gli spostamenti e lo scarico tenere fermo il canale;
tenersi a distanza di sicurezza durante le manovre di avvicinamento ed allontanamento della benna;
durante il trasporto bloccare il canale;
durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare;
pulire accuratamente il tamburo, la tramoggia ed il canale;
segnalare tempestivamente eventuali gravi guasti.
Dopo l’ uso
eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego, con particolare riguardo
ai pneumatici ed i freni, segnalando eventuali anomalie;
pulire convenientemente il mezzo curando gli organi di comando.
Dispositivi di protezione individuale
guanti;
calzature di sicurezza;
elmetto;
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indumenti protettivi (tute).
• POMPA PER CALCESTRUZZO
Riferimenti normativi applicabili
D.Lgs. 81/2008
Direttiva Macchine CEE 392/89;
All. VI / VII / XV.1 D.Lgs.81/2008
Titolo VIII CAPO II – Protezione dei lavoratori contro
i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro;
All. VIII D.P.I.
Codice e Disposizioni di Circolazione Stradale.
Rischi evidenziati dall’ analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
allergeni;
getti, schizzi;
scivolamenti, cadute a livello;
contatto con linee elettriche aeree;
olii minerali e derivati.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ uso
verificare accuratamente l’ efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi in genere;
verificare l’ efficienza delle luci, dei dispositivi acustici e luminosi;
garantire la visibilità del posto di guida;
verificare l’ efficienza della pulsantiera;
verificare l’ efficienza delle protezioni degli organi di trasmissione;
verificare l’ assenza di linee elettriche aeree che possano interferire con le manovre;
controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la visibilità del mezzo;
posizionare il mezzo utilizzando gli stabilizzatori.
Durante l’ uso
segnalare l’ operatività del mezzo col girofaro in area di cantiere;
non rimuovere la griglia di protezione sulla vasca;
dirigere le manovre di avvicinamento dell’ autobetoniera alla pompa;
segnalare eventuali gravi malfunzionamenti.
Dopo l’ uso
pulire convenientemente la vasca e la tubazione;
eseguire le operazioni di manutenzione e revisione necessarie al reimpiego, segnalando eventuali
anomalie.
Dispositivi di protezione individuale
guanti ed elmetto;
calzature di sicurezza;
indumenti protettivi (tute).
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•
ESCAVATORE
Riferimenti normativi applicabili
D.Lgs. 81/2008
Direttiva Macchine CEE 392/89;
All. VI / VII / XV.1 D.Lgs.81/2008
Titolo VIII CAPO II – Protezione dei lavoratori contro
i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro;
All. VIII D.P.I.
Codice e Disposizioni di Circolazione Stradale.
Rischi evidenziati dall’ analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
urti, colpi, impatti, compressioni;
contatto con linee elettriche aeree,
vibrazioni;
scivolamenti, cadute a livello;
rumore,
oli minerali e derivati;
ribaltamento;
incendio.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ uso
verificare che nella zona di lavoro non vi siano linee elettriche che possano interferire con le manovre;
controllare i percorsi e le aree di lavoro approntando gli eventuali rafforzamenti;
controllare l’ efficienza dei comandi;
verificare l’ efficienza dei gruppi ottici per le lavorazioni in mancanza di illuminazione;
verificare che l’ avvisatore acustico e il girofaro siano regolarmente funzionanti;
controllare la chiusura di tutti gli sportelli del vano motore;
garantire la visibilità del posto di manovra;
verificare l’ integrità dei tubi flessibili e dell’ impianto oleodinamico in genere.
Durante l’ uso
segnalare l’ operatività del mezzo col girofaro;
chiudere gli sportelli della cabina;
usare gli stabilizzatori, ove presenti;
non ammettere a bordo della macchina altre persone;
nelle fasi di inattività tenere a distanza di sicurezza il braccio dai lavoratori;
per le interruzioni momentanee di lavoro, prima di scendere dal mezzo, azionare il dispositivo di
blocco dei comandi;
mantenere sgombra e pulita la cabina;
richiedere l’ aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o quando la visibilità è
incompleta;
durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare;
segnalare tempestivamente eventuali gravi anomalie.
Dopo l’ uso
pulire gli organi di comando da grasso, olio, ecc.;
posizionare correttamente la macchina, abbassando la benna a terra, inserendo il blocco comandi ed
azionando il freno di stazionamento;
eseguire le operazioni di revisione e manutenzione seguendo le indicazioni del libretto e segnalando
eventuali guasti.
Dispositivi di protezione individuale
calzature di sicurezza;
guanti;
indumenti protettivi (tute).
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•
PALA MECCANICA
Riferimenti normativi applicabili
D.Lgs. 81/2008
Direttiva Macchine CEE 392/89;
All. VI / VII / XV.1 D.Lgs.81/2008
Titolo VIII CAPO II – Protezione dei lavoratori contro
i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro;
All. VIII D.P.I.
Codice e Disposizioni di Circolazione Stradale.
Rischi evidenziati dall’ analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
vibrazioni;
scivolamenti, cadute a livello;
rumore;
polveri;
oli minerali e derivati;
ribaltamento;
incendio.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ uso
garantire la visibilità del posto di manovra (mezzi con cabina);
verificare l’ efficienza dei gruppi ottici per le lavorazioni in mancanza di illuminazione,
controllare l’ efficienza dei comandi;
verificare che l’ avvisatore acustico, il segnalatore di retromarcia ed il girofaro siano regolarmente
funzionanti,
controllare la chiusura degli sportelli del vano motore;
verificare l’ integrità dei tubi flessibili e dell’impianto oleodinamico in genere;
controllare i percorsi e le aree di lavoro verificando le condizioni di stabilità per il mezzo.
Durante l’ uso
segnalare l’ operatività del mezzo col girofaro,
non ammettere a bordo della macchina altre persone;
non utilizzare la benna per sollevare o trasportare persone;
trasportare il carico con la benna abbassata;
non caricare materiale sfuso sporgente dalla benna
adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere ed in prossimità dei posti di lavoro transitare a passo d’
uomo;
mantenere sgombro e pulito il posto di guida,
durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare;
segnalare eventuali gravi anomalie.
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ATTREZZATURE
•
BETONIERA
Riferimenti normativi applicabili
D.Lgs. 81/2008
Direttiva Macchine CEE 392/89;
All. VI / VII / XV.1 D.Lgs.81/2008
Titolo VIII CAPO II – Protezione dei lavoratori contro
i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro;
All. VIII D.P.I.
Codice e Disposizioni di Circolazione Stradale.
Rischi evidenziati dall’ analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
urti, colpi, impatti, compressioni;
punture, tagli, abrasioni;
elettrici;
rumore;
cesoiamento, stritolamento;
allergeni;
caduta materiale dall’alto;
polveri, fibre;
getti, schizzi;
movimentazione manuale dei carichi.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ uso
verificare la presenza ed efficienza delle protezioni: alla tazza, alla corona, agli organi di trasmissione,
agli organi di manovra;
verificare l’ efficienza dei dispositivi di arresto di emergenza;
verificare la presenza e l’ efficienza della protezione sovrastante il posto di manovra (tettoia);
verificare l’ integrità dei collegamenti elettrici e di messa a terra per la parte visibile ed il corretto
funzionamento degli interruttori e dispositivi elettrici di alimentazione e manovra.
Durante l’ uso
è vietato manomettere le protezioni;
è vietato eseguire operazioni di lubrificazione, pulizia, manutenzione o riparazione sugli organi in
movimento;
nelle betoniere a caricamento automatico accertarsi del fermo macchina prima di eseguire interventi
sui sistemi di caricamento o nei pressi di questi;
nelle betoniere a caricamento manuale le operazioni di carico non devono comportare la
movimentazione di carichi troppo pesanti e/o in condizioni disagiate. Pertanto è necessario utilizzare le
opportune attrezzature manuali quali pale o secchie.
Dopo l’ uso
assicurarsi di aver tolto tensione ai singoli comandi ed all’ interruttore generale di alimentazione al
quadro;
lasciare sempre la macchina in perfetta efficienza, curandone la pulizia alla fine dell’ uso e l’ eventuale
lubrificazione;
ricontrollare la presenza e l’ efficienza di tutti i dispositivi di protezione (in quanto alla ripresa del lavoro
la macchina potrebbe essere riutilizzata da altra persona).
Dispositivi di protezione individuale
guanti;
calzature di sicurezza;
elmetto;
otoprotettori;
maschera per la protezione delle vie respiratorie
indumenti protettivi (tute).
punture, tagli, abrasioni, contusioni; elettrici;
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•
TRANCIAFERRI - PIEGATRICE
Riferimenti normativi applicabili
D.Lgs. 81/2008
Direttiva Macchine CEE 392/89;
All. VI / VII / XV.1 D.Lgs.81/2008
Titolo VIII CAPO II – Protezione dei lavoratori contro
i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro;
All. VIII D.P.I.
Norme CEI.
Rischi evidenziati dall’ analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
elettrici;
punture, tagli, abrasioni;
cesoiamento, stritolamento;
scivolamenti, cadute a livello;
caduta materiale dall’ alto.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ uso
verificare l’ integrità del cavo e della spina;
verificare l’ efficienza del pedale di comando e dell’ interruttore;
non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione e proteggerlo da eventuali danneggiamenti;
verificare che la macchina si trovi in posizione stabile;
verificare l’ efficienza del carter dell’ organo di trasmissione;
verificare la presenza della tettoia di protezione del posto di lavoro (dove necessario).
Durante l’ uso
tenere le mani sempre distanti dall’ organo lavoratore della macchina;
non eseguire tagli di piccoli pezzi senza l’ uso di attrezzi speciali;
non tagliare più di una barra contemporaneamente;
tenere sgombro da materiali il posto di lavoro;
non rimuovere i dispositivi di protezione.
Dopo l’ uso
scollegare elettricamente la macchina;
eseguire le operazioni di manutenzione con la macchina scollegata elettricamente, segnalando
eventuali guasti.
Dispositivi di protezione individuale
guanti;
calzature di sicurezza;
elmetto.
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•
ARGANO A CAVALLETTO
Procedure esecutive:
Installazione ed utilizzo degli argani a cavalletto per il sollevamento dei materiali.
Attrezzature di lavoro:
D.Lgs. 81/2008
All. VI / VII / XV.1 D.Lgs.81/2008
Titolo VIII CAPO II – Protezione dei lavoratori contro
i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro;
All. VIII D.P.I.
Norme CEI.
Argano a cavalletto, puleggia ed attrezzi d’uso comune per l’installazione.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Elettrocuzione;
caduta dell’operatore dall’alto;
caduta di materiale dall’alto per rottura fune o sfilacciamento del carico;
colpito da materiale minuto sollevato impropriamente con forche o piattaforme metalliche .
Misure legislative di prevenzione o protezione dai rischi:.
Se l’argano a cavalletto è montato su impalcato bisogna rispettare quanto segue:
Gli impalcati dei castelli devono essere sufficientemente ampi e muniti, sui lati verso il vuoto, di
parapetto e tavola fermapiede. Per il passaggio della benna o del secchione può essere lasciato un
varco purché, in corrispondenza di esso, sia applicato (sul lato interno) un fermapiede alto non meno
di 30 cm. II varco deve essere delimitato da robusti e rigidi sostegni laterali, dei quali quello opposto
alla posizione di tiro deve essere assicurato superiormente ad elementi dell’impalcatura. Dal lato
interno dei sostegni di cui sopra, all’altezza di 1,20 m e nel senso normale all’apertura, devono essere
applicati due staffoni in ferro sporgenti almeno 20 cm, da servire per appoggio riparo del lavoratore.
Gli intavolati dei singoli ripiani devono essere formati con tavoloni di spessore non inferiore a 5 cm
che devono poggiare su traversi aventi sezione ed interasse dimensionati in relazione al carico
massimo previsto per ciascuno dei ripiani medesimi (D.Lgs. 81/2008 ALLEGATO XVIII punto 3.2.4).
Prima dell’uso accertare le seguenti prescrizioni imposte dalla Lettera circ. 31 luglio 1981 (prot n.
22131/AO-6) :
il cavalletto sia corredato di due contenitori di zavorra e predisposto in modo da poterli applicare, alla
parte posteriore della struttura portante, i contenitori abbiano una capienza adeguata alla portata
prevista per ogni tipo di elevatore, il volume del contenitore sia calcolato per materiale con peso
specifico non superiore a 1300Kg/mc, sia vietato lo zavorraggio con liquido; i contenitori siano muniti
di coperchio con lucchetto;
nel caso che si voglia utilizzare l’elevatore senza zavorra, si sia provveduto ad un adeguato
ancoraggio in base ad indicazioni fornite da tecnico abilitato;
efficienza frenante;
non vengano usati ganci con dispositivi di chiusura a gravità;
siano usati telecomandi con la limitazione sul circuito di manovra della tensione a 25 V.
II motore elettrico abbia grado di protezione IP44.
E’ obbligatorio il dispositivo di extracorsa superiore (D.Lgs 81/2008 ALLEGATO V PARTE II PRESCRIZIONI SUPPLEMENTARI APPLICABILI AD ATTREZZATURE DI LAVORO SPECIFICHE punto
3.3.2).
Evitare di passare sotto i carichi sospesi dando l’ordine di segregare la zona sottostante l’argano e di
far allontanare l’imbracatore quando si è in fase di sollevamento (D.Lgs 81/2008 Allegato VI punto
3.1.5).
II sollevamento di laterizi, pietrame, ghiaia ed altri materiali sciolti deve essere effettuato
esclusivamente a mezzo di benne o cassoni metallici (D.Lgs 81/2008 punto Allegato VI 3.2.9).
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Le funi degli argani a motore devono essere calcolate per un carico di sicurezza non minore ad 8
(D.Lgs 81/2008 Allegato V Parte II punto 3.3.2).
I ganci da utilizzare per il sollevamento devono essere provvisti di dispositivi di chiusura dell’imbocco
(non sono ammessi quelli a gravità) ed avere in rilievo o incisa l’indicazione di portata massima (D.Lgs
81/2008 Allegato V Parte II punto 3.1.3).
Utilizzare funi e catene che abbiano attestazione a contrassegno apposto o collegato in modo leggibile
su ogni tratto.
Effettuare il collegamento elettrico all’impianto di terra.
Gli impianti elettrici di utilizzazione (tra cui l’apparecchio di sollevamento carichi) devono essere
provvisti all’arrivo della linea di alimentazione di interruttore omnipolare di protezione.
Se l’apparecchio di sollevamento elettrico ha potenza maggiore ad 1000 watt ed é alimentato tramite
presa a spina, questa dovrà avere a monte un interruttore per permettere l’inserimento e il
disinserimento della spina a circuito aperto (D.Lgs 81/2008 Allegato IV Parte 5 punto 5.5).
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Per evitare il ribaltamento del cavalletto è consigliato:
se l’argano è installato in un piano intermedio, ancorarlo al solaio sovrastante attraverso un puntone a
reazione;
nei casi di installazione su impalcati, ancorarlo saldamente ad elementi solidi della costruzione, anche
mediante staffe di ferro annegate nel getto del solaio o ad elementi di idonea resistenza del ponteggio.
Dispositivi di prot. individuale: (D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
(D.Lgs 81/2008 Titolo III Capo II)
Casco, guanti, scarpe di sicurezza con suola non imperforabile
Adempimenti con gli enti preposti alla vigilanza:
II datore di lavoro deve fare denuncia di installazione dell’apparecchio di sollevamento dl portata
superiore a 200 chilogrammi all’Ispesl competente per territorio prima della sua messa in servizio (DM
12.09.59 art.7) ;
la verifica periodica, annuale, è prevista, sempre per gli apparecchi di sollevamento di portata
superiore a 200 Kg, a cura del Presidio Multizonale di Prevenzione;
3) II datore di lavoro deve far verificare trimestralmente le funi e catene con annotazione sul libretto
dell’apparecchio o su fogli conformi (DM 12.09.59 artt. 11 e 12).
Gli elevatori a cavalletto devono essere corredati da ”libretto di istruzioni” e autocertificazione del
costruttore di conformità alla Lettera circ. 31 luglio 1981 prot. n. 22131/AO-6.
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OPERE PROVVISIONALI
D.Lgs. 81/2008 TITOLO IV – CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI
CAPO II SEZIONE II - Articolo 112 - Idoneità delle opere provvisionali
•
PONTI SVILUPPABILI SU CARRO
Procedure esecutive:
Uso di ponti sviluppabili su carro ( piattaforme di lavoro elevabili o autocestelli).
Attrezzature di lavoro:
ALLEGATO V
Autocestello.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Caduta del lavoratore dall’alto; caduta di materiali o attrezzi dall’alto.
Misure legislative di prevenzione o protezione dai rischi:
Nei lavori su autocestelli quando non sia possibile disporre di impalcati di protezione o
parapetti, gli operai addetti devono fare uso di idonea cintura di sicurezza con bretelle
collegate a fune di trattenuta. L’orientamento giurisprudenziale è quello di considerare l’uso
della cintura di sicurezza come obbligo cumulativo e non alternativo ai parapetto dl protezione.
La superficie interna minima deve essere non inferiore a 0,25 mq per la prima persona, con
incrementi di 0,35 mq per ogni persona in più. La dimensione minima trasversale deve essere non
inferiore a 50 cm. La piattaforma deve essere dotata da dispositivo di autolivellamento con una
tolleranza del 5% ( Circ. Ispesl n.202 del 10.01.89).
Durante l’uso, il cestello deve essere stabilizzato, altrimenti le ruote del ponte devono essere sempre
bloccate con cunei dalle due parti (art. 140 comma 3 D.Lgs. 81/2008).
L’argano di sollevamento della piattaforma dovrà essere corredato di freno automatico (istruzioni
ENPI).
Garantire una base ampia di appoggio del ponte, ripartire opportunamente il carico del ponte sul
terreno con tavoloni o altro mezzo equivalente (art. 140 comma 1 D.Lgs. 81/2008).
I ponti sviluppabili su carri devono essere usati esclusivamente per I’altezza per cui sono costruiti,
senza l’aggiunta di sovrastrutture.
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Sull’apparecchio deve essere indicata la portata massima (persone e attrezzature). Va considerato
che la persona é comunque assunta per un peso di Kg 80 e che I attrezzature non può essere
valutata al di sotto di Kg 20.
La piattaforma deve essere fornita su tutti i lati di una protezione rigida costituita da parapetto di
altezza non inferiore a m 1.0 regolamentare. L’accesso alla piattaforma deve avvenire tramite
chiusura non apribile verso I’ esterno e tale da ritornare automaticamente nella posizione di chiusura.
Negli apparecchi sviluppabili con l’operatore a bordo, l’operatore stesso deve avere a disposizione,
sulla piattaforma, doppi comandi ad esclusione di quello per la stabilizzazione della base. Deve essere
dotato di pompa d emergenza per portare a terra l’operatore in caso di guasto del gruppo motorepompa.
NORME D’USO:
l’apparecchio deve essere utilizzato da personale opportunamente formato ed informato sui rischi
specifici;
accertarsi della solidità del terreno e posizionarsi in piano;
non superare mai la portata massima indicata sulla tabella della piattaforma;
assicurarsi che lo spazio di manovra della piattaforma sia libero e tenersi a distanza di sicurezza (oltre
i 5 m), dalle linee elettriche;
eseguire i movimenti lentamente evitando spostamenti bruschi;
non utilizzare l’apparecchio in presenza di vento forte;
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a fine lavoro innestare il bloccaggio della torretta girevole.
Dispositivi di prot. individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Cintura di sicurezza da usare alla barra di attacco della piattaforma, casco, scarpe di sicurezza senza
suola imperforabile.
Adempimenti con gli enti preposti ala vigilanza:
I costruttori devono richiedere il collaudo dell’apparecchiatura all’ufficio competente dell’Ispesl.
I ponti devono portare ben visibili la targa d’immatricolazione.
L’utente (il datore di lavoro) deve comunicare l’ubicazione dell’apparecchio al Presidio Multizonale di
Prevenzione (ASL) per le verifiche periodiche che hanno periodicità annuale (DM 12.09.1959 art.5).
Collaudo dell’automezzo presso la motorizzazione civile.
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•
PONTEGGIO METALLICO
Riferimenti normativi applicabili
D.Lgs. 81/2008 TITOLO IV – CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI
CAPO II – NORME PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO NELLE COSTRUZIONI E NEI
LAVORI IN QUOTA
SEZIONE V - PONTEGGI FISSI
Circolare Ministero del Lavoro 13/82;
Circolare Ministero del Lavoro 149/85.
Rischi evidenziati dall’ analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
cadute dall’ alto;
punture, tagli, abrasioni;
scivolamenti, cadute a livello;
elettrici;
caduta materiale dall’ alto;
movimentazione manuale dei carichi.
Caratteristiche di sicurezza
i ponteggi metallici, siano essi a tubi e giunti o ad elementi prefabbricati, devono essere allestiti a
regola d’ arte, secondo le indicazioni del costruttore, con materiale autorizzato, ed essere conservati in
efficienza per l’ intera durata del lavoro;
possono essere impiegati solo se muniti della autorizzazione ministeriale;
possono essere impiegati, senza documentazioni aggiuntive alla autorizzazione ministeriale, per le
situazioni previste dall’ autorizzazione stessa e per le quali la stabilità della struttura è assicurata, vale
per strutture:
alte fino a 20.00 m dal piano d’ appoggio delle basette all’ estradosso del piano di lavoro più alto;
conformi agli schemi-tipo riportati nella autorizzazione;
comprendenti un numero complessivo di impalcati non superiore a quello previsto negli schemi-tipo;
2
con gli ancoraggi conformi a quelli previsti nell’ autorizzazione ed in ragione di almeno uno ogni 22 m ;
con sovraccarico complessivo non superiore a quello considerato nella verifica di stabilità;
con i collegamenti bloccati mediante l’ attivazione dei dispositivi di sicurezza;
i ponteggi che non rispondono anche ad una soltanto delle precedenti condizioni non garantiscono il
livello di sicurezza presupposto nell’ autorizzazione ministeriale e devono pertanto essere giustificati
da una documentazione di calcolo e da un disegno esecutivo aggiuntivi redatti da un ingegnere o
architetto iscritto all’ albo professionale;
nel caso di ponteggio misto - unione di prefabbricato e tubi e giunti - se la cosa non è esplicitamente
prevista dall’ autorizzazione ministeriale è necessaria la documentazione di calcolo aggiuntiva;
anche l’ installazione sul ponteggio di tabelloni pubblicitari, teloni e reti obbliga all’ elaborazione della
documentazione di calcolo aggiuntiva;
le eventuali modifiche al ponteggio devono restare nell’ ambito dello schema-tipo che giustifica l’
esenzione dall’ obbligo del calcolo;
quando non sussiste l’ obbligo del calcolo, schemi-tipo e disegno esecutivo possono essere vistati dal
responsabile di cantiere;
tutti gli elementi metallici costituenti il ponteggio devono avere un carico di sicurezza non inferiore a
quello indicato nell’ autorizzazione ministeriale;
tutti gli elementi metallici del ponteggio devono portare impressi, a rilievo o ad incisione, il nome o il
marchio del fabbricante.
Misure di prevenzione
il ponteggio, unitamente a tutte le altre misure necessarie ad eliminare i pericoli di caduta di persone e
cose, va previsto nei lavori eseguiti ad un’ altezza superiore ai 2.00 m;
in relazione ai luoghi ed allo spazio disponibile è importante valutare quale sia il tipo di ponteggio da
utilizzare che meglio si adatta;
il montaggio e lo smontaggio devono essere eseguiti da personale pratico ed idoneo, dotato di
dispositivi personali di protezione, rispettando quanto indicato nell’ autorizzazione ministeriale e sotto
la diretta sorveglianza di un preposto ai lavori;
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costituendo, nel suo insieme, una vera e propria struttura complessa, il ponteggio deve avere un piano
di appoggio solido e di adeguata resistenza, mezzi di collegamento efficaci, ancoraggi sufficienti,
possedere una piena stabilità;
distanze, disposizioni e reciproche relazioni fra le componenti il ponteggio devono rispettare le
indicazioni del costruttore che compaiono sull’ autorizzazione ministeriale;
gli impalcati, siano essi realizzati in tavole di legno che con tavole metalliche o di materiale diverso,
devono essere messi in opera secondo quanto indicato nell’ autorizzazione ministeriale ed in modo
completo;
sopra i ponti di servizio è vietato qualsiasi deposito, salvo quello temporaneo dei materiali e degli
attrezzi in uso, la cui presenza non deve intralciare i movimenti e le manovre necessarie per l’
andamento del lavoro ed il cui peso deve essere sempre inferiore a quello previsto dal grado di
resistenza del ponteggio;
gli impalcati ed i ponti di servizio devono avere un sottoponte di sicurezza, costruito come il ponte, a
distanza non superiore a 2.50 m. Esso ha la funzione di trattenere persone o materiali che possono
cadere dal ponte soprastante in caso di rottura di una tavola;
l’ impalcato del ponteggio va corredato di una chiara indicazione in merito alle condizioni di carico
massimo ammissibile;
il ponteggio metallico va protetto contro le scariche atmosferiche mediante apposite calate e spandenti
a terra;
per i ponteggi metallici valgono, per quanto applicabili, le disposizioni relative ai ponteggi in legno;
oltre ai ponteggi, anche le altre opere provvisionali costituite da elementi metallici o di notevole
importanza e complessità in rapporto alle dimensioni ed ai sovraccarichi devono essere erette in base
ad un progetto comprendente calcolo e disegno esecutivo.
Istruzioni per gli addetti
verificare che il ponteggio venga realizzato dove necessario;
verificare che venga conservato in buone condizioni di manutenzione, che la protezione contro gli
agenti nocivi esterni sia efficace e che il marchio del costruttore si mantenga rintracciabile e
decifrabile;
appurarne stabilità ed integrità ad intervalli periodici, dopo violente perturbazioni atmosferiche o
prolungata interruzione della attività;
procedere ad un controllo più accurato quando si prende in carico un cantiere già avviato, con il
ponteggio già installato o in fase di completamento;
accedere ai vari piani del ponteggio in modo comodo e sicuro. Se avviene, come d’ uso, tramite scale
portatili, queste devono essere intrinsecamente sicure e, inoltre, essere vincolate, non in prosecuzione
una dell’altra, sporgere di almeno 1.00 m dal piano di arrivo, protette se poste verso la parte esterna
del ponteggio;
non salire o scendere lungo gli elementi del ponteggio;
evitare di correre o saltare sugli intavolati del ponteggio;
evitare di gettare dall’ alto materiali di qualsiasi genere o elementi metallici del ponteggio;
abbandonare il ponteggio in presenza di un forte vento;
controllare che in cantiere siano conservate tutte le documentazioni tecniche necessarie e richieste
relative all’ installazione del ponteggio metallico;
verificare che gli elementi del ponteggio ancora ritenuti idonei al reimpiego siano tenuti separati dal
materiale non più utilizzabile;
segnalare al responsabile del cantiere eventuali non rispondenze a quanto indicato.
Dispositivi di protezione individuale
elmetto;
guanti;
calzature di sicurezza;
cintura di sicurezza.
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•
PONTI SU CAVALLETTI
Riferimenti normativi applicabili
D.Lgs. 81/2008 TITOLO IV – CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI
CAPO II – NORME PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO NELLE COSTRUZIONI E NEI
LAVORI IN QUOTA
SEZIONE V
Rischi evidenziati dall’ analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
cadute dall’ alto
Caratteristiche di sicurezza
devono essere allestiti con buon materiale ed a regola d’ arte ed essere conservati in efficienza per l’
intera durata del lavoro;
possono essere usati solo per lavori da eseguirsi al suolo o all’ interno degli edifici;
non devono avere altezza superiore a 2.00 m. In caso contrario vanno perimetrati con un normale
parapetto;
non devono essere montati sugli impalcati dei ponteggi esterni;
non possono essere usati uno in sovrapposizione all’ altro;
i montanti non devono essere realizzati con mezzi di fortuna, del tipo scale a pioli, pile di mattoni,
sacchi di cemento, ecc.
Misure di prevenzione
i piedi dei cavalletti devono poggiare sempre su pavimento solido e compatto;
la distanza massima fra due cavalletti può essere di 3.60 m se si usano tavoloni con sezione
trasversale minima di 30x5 cm;
per evitare di sollecitare al limite le tavole che costituiscono il piano di lavoro è opportuno che esse
poggino sempre su tre cavalletti (tre cavalletti obbligatori se si usano tavole con larghezza inferiore a
30 cm ma sempre con 5 cm di spessore);
la larghezza dell’ impalcato non deve essere inferiore a 90 cm;
le tavole dell’ impalcato devono risultare bene accostate fra loro, essere fissate ai cavalletti, non
presentare parti a sbalzo superiori a 20 cm.
Istruzioni per gli addetti
verificare la planarità del ponte. Se il caso, spessorare con zeppe in legno e non con mattoni o blocchi
di cemento;
verificare le condizioni generali del ponte, con particolare riguardo all’ integrità dei cavalletti ed alla
completezza del piano di lavoro, all’integrità, al blocco ed all’ accostamento delle tavole;
non modificare la corretta composizione del ponte rimuovendo cavalletti o tavole né utilizzare le
componenti, soprattutto i cavalletti se metallici, in modo improprio;
non sovraccaricare il ponte con carichi non previsti o eccessivi ma caricarli con i soli materiali ed
attrezzi necessari per la lavorazione in corso;
segnalare al responsabile del cantiere eventuali non rispondenze o mancanza delle attrezzature per
poter operare come indicato.
Dispositivi di protezione individuale
elmetto;
calzature di sicurezza.
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•
PONTI SU RUOTE
Procedure esecutive:
Ponti su ruote a torre o trabatelli.
Attrezzature di lavoro:
D.Lgs. 81/2008 TITOLO IV – CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI
CAPO II – NORME PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO NELLE COSTRUZIONI E NEI
LAVORI IN QUOTA
Articolo 140 - Ponti su ruote a torre
SEZIONE VI
Trabatelli.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Caduta di personale dall’alto durante l’uso o durante la salita o la discesa dal ponte;
ribaltamento del trabatello per cattivo ancoraggio alla struttura;
caduta di utensili e materiali dall’alto;
tagli abrasioni e contusioni alle mani durante il montaggio e smontaggio;
elettrocuzione per avvicinamento eccessivo a linee elettriche aeree.
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
I trabatelli devono avere una base d’appoggio ampia per garantire la stabilità al ribaltamento.
La stabilità può essere migliorata con l’ausilio di stabilizzatori e staffe laterali (consiglio).
Se il terreno non dà sufficienti garanzie di solidità interporre dei tavoloni ripartitori e rendere il piano di
scorrimento pianoI ponti su ruote devono essere ancorati alla costruzione almeno ogni due piani.
La verticalità dei ponti su ruote deve essere controllata con livello a pendolino.
I ponti sviluppabili devono essere usati esclusivamente per l’altezza per cui sono costruiti, senza
aggiunta di sovrastrutture.
I Ponti, esclusi quelli usati nei lavori per le linee elettriche di contatto, non devono essere spostati
quando su di essi si trovano lavoratori o sovraccarichi.
Per la salita e la discesa dal trabatello, disporre all’interno dell’incastellatura scale che siano
opportunamente protette contro la caduta (gabbia o aperture che non consentano l’attraversamento
della persona).
Generalmente i trabatelli sono forniti di tronchi di scale inclinate da montare all’interno di ciascun
piano di ponte, in assenza, durante la salita e la discesa, l’operatore deve utilizzare un dispositivo di
anticaduta con bretelle e fune di trattenuta con cursore scorrevole lungo una fune tesa tra la sommità
del trabatello e la base (consiglio).
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Non improvvisare trabatelli in cantiere utilizzando spezzoni di ponteggi montati su ruote. I trabatelli in
commercio sono realizzati su progetto (calcoli e disegni).
Prima dell’uso del trabatello verificare le condizioni generali del ponte ponendo particolare attenzione
alla corretta stabilizzazione della base, la verticalità dei montanti e il bloccaggio delle ruote con cunei
dalle due parti. Durante l’uso non montare pulegge per il sollevamento dei materiali e non porre
sovrastrutture per raggiungere quote più elevate. Durante lo spostamento accertarsi che non vi siano
persone o carico in sommità, che il terreno sia stabile e livellato, che non vi sia interferenza con altre
strutture e che si rispetti sempre la distanza minima dalle altre strutture e che si rispetti sempre la
distanza minima dalle linee elettriche aeree (m 5,0).
Dispositivi di protezione individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Casco, guanti, dispositivo di anticaduta da utilizzare se il trabatello non è provvisto di scala interna.
Adempimenti con gli enti preposti alla vigilanza:
Autorizzazione ministeriale all’uso del trabatello.
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•
ANDATOIE E PASSERELLE
Articolo 130 D.Lgs. 81/2008
Procedure esecutive:
Realizzazione di andatoie e passerelle per il passaggio degli operai e per il trasporto a mano del
materiale.
Attrezzature di lavoro:
ALLEGATO VI
DISPOSIZIONI CONCERNENTI L’USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO
Attrezzi d’uso comune, puleggia o altro apparecchio di sollevamento dei materiali
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Caduta di personale dall’alto;
colpito da materiali caduti dall’alto;
tagli, contusioni e abrasioni per I’uso degli utensili.
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
Le andatoie devono avere la larghezza non minore di 0.60 m, quando siano destinate soltanto al
passaggio dei lavoratori, e di 1,20 m se destinate al trasporto di materiali. La loro pendenza non deve
essere maggiore del 50%;
Le andatoie lunghe devono essere interrotte con pianerottoli di riposo ad opportuni intervalli;
sulle tavole delle andatoie devono essere fissati i listelli trasversali a distanza non maggiore del passo
di un uomo carico;
Le andatoie e le passerelle devono essere munite, verso il vuoto, di normali parapetti e tavole
fermapiede.
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Le passerelle sotto i ponteggi o il raggio di azione dei mezzi di sollevamento dei materiali devono
essere protette da robusti impalcati contro la caduta di materiali dall’alto;
Le passerelle devono essere sempre provviste di parapetti regolamentari verso il vuoto
indipendentemente dalla loro altezza dal suolo.
Dispositivi di prot. individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Casco, guanti, scarpe di sicurezza con suola imperforabile per lavori di costruzione o senza suola
imperforabile per lavori di manutenzione.
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ATTREZZATURE – UTENSILI
•
ATTREZZI MOBILI O PORTATILI A MOTORE A SCOPPIO
Procedure esecutive:
Uso di attrezzi mobili o portatili a motore a scoppio.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Piastra compattatrice, macchina fratazzatrice a pale...
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Vibrazioni, rumore, inalazione di gas, ferite, proiezioni di schegge o di frammenti, incendio o
esplosione.
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
Mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature adeguate al lavoro da svolgere ovvero adatte a tali
scopi ai fini della sicurezza e della salute (art. 70 comma 1 D. Lgs. 81/2008). Prima dell’uso attuare le
misure tecniche ed organizzative adeguate per ridurre al minimo i rischi.
Accertarsi del buono stato di conservazione e di efficienza degli utensili e delle attrezzature.
Programmare una sistematica manutenzione preventiva delle attrezzature.
Se l’attrezzatura di lavoro comporta pericoli dovuti ad emanazione di gas, vapori o liquidi ovvero
emissioni di polvere, deve essere munita di appropriati dispositivi di ritenuta ovvero di estrazione
vicino alla fonte corrispondente ai pericoli.
Se ciò è appropriato e funzionale rispetto ai pericoli dell’attrezzatura di lavoro e del tempo di arresto
normale, un’attrezzatura di lavoro deve essere munita di un dispositivo di arresto di emergenza.
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Posizionare l’apparecchiatura in modo stabile al fine di ridurre le vibrazioni e lontano da sostanze
infiammabili o con rischio di esplosione.
Verificare le protezioni dell’attrezzatura prima dell’uso.
Accertarsi che i dispositivi di silenziamento siano efficaci.
Se si utilizza l’attrezzatura in ambienti confinati accertarsi della salubrità dell’aria (prolungare al di fuori
lo scarico dei gas di combustione e effettuare la ventilazione localizzata).
Addestrare adeguatamente il personale adibito all’uso di attrezzature mobili e portatili a motore.
Attenersi alle indicazione sull’uso delle attrezzature fornite dal fabbricante (obbligatorie per quelle con
marchio CE) e ai codici di buona pratica.
Eliminare le attrezzature difettose o usurate.
Vietare l’uso improprio delle attrezzature.
Dispositivi di prot. individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
A seconda dei casi: guanti, scarpe antinfortunistiche, occhiali o visiere, otoprotettori, maschere.
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•
ATTREZZATURE MOBILI AZIONATE DA ARIA COMPRESSA
Procedure esecutive:
Attrezzature mobili azionate da aria compressa.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Titolo VIII CAPO II – Protezione dei lavoratori contro
i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro;
Compressori e attrezzi funzionanti ad aria compressa (martelli demolitori, idrosabbiatrici, vibratori per
il calcestruzzo).
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Scoppio, proiezione di schegge, frammenti di materiali, danni a varie parti del corpo per avviamento
accidentale dell’attrezzo, danni all’udito per il rumore, danni agli arti superiori per le vibrazioni.
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
Mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature adeguate al lavoro da svolgere ovvero adatte a tali
scopi ai fini della sicurezza e della salute (art. 70 comma 1 D. Lgs. 81/2008).
Prima dell’uso attuare le misure tecniche ed organizzative adeguate per ridurre al minimo i rischi.
I compressori devono essere provvisti di una valvola di sicurezza tarata per la pressione massima di
esercizio e di dispositivo che arresti automaticamente il lavoro di compressione al raggiungimento
della pressione massima di esercizio.
Accertarsi del buono stato di conservazione e di efficienza delle attrezzature, in particolar modo
osservare che siano integre le tubazioni flessibili, i dispositivi di sicurezza (pressostato e valvola di
sicurezza sul compressore), quelli di connessione ed intercettazione (quali giunti, attacchi, valvole),
quelli di scarico dell’aria, quelli silenziatori, ecc.
Programmare una sistematica manutenzione preventiva del1e attrezzature.
Se l’attrezzatura di lavoro comporta pericoli dovuti ad emanazione di gas, vapori o liquidi ovvero
emissioni di polvere, deve essere munita di appropriati dispositivi di ritenuta ovvero di estrazione
vicino alla fonte corrispondente ai pericoli.
Se ciò è appropriato e funzionale rispetto ai pericoli dell’attrezzatura di lavoro e del tempo di arresto
normale, un’attrezzatura di lavoro deve essere munita di un dispositivo di arresto di emergenza.
Gli utensili ad aria compressa (martelli demolitori e simili) devono essere dotati di dispositivo contro il
riavviamento accidentale, devono essere insonorizzati e riportare il valore della pressione acustica,
devono ridurre il numero di vibrazioni al minuto trasmesse sull’uomo. Le macchine nuove devono
essere dotate di Marcatura CE e relativo certificato di conformità al D.Lgs. n. 459/96.
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Qualora esistano interferenze con altre attività lavorative, predisporre schermi e ripari per la sicurezza.
Vietare l’uso improprio dell’aria compressa.
Accertarsi che le tubazioni flessibili e i condotti in genere non arrecano ostacolo, intralcio o inciampo.
Accertarsi che le tubazioni flessibili e i condotti in genere non risultino sottoposti a danneggiamento
meccanico.
Accertarsi che gli utensili tipo mola o disco abrasivo (smerigliatrici, troncatrici, ecc.) siano dotati di
cuffia di protezione.
Conservare il carburante strettamente necessario in recipienti idonei ed etichettati. Accertarsi che gli
elementi rotanti non presentino il rischio di presa ed impigliamento o lesioni da contatto.
Dispositivi di prot. individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
A seconda dei casi: guanti, scarpe antinfortunistiche, maschere antipolvere, otoprotettori, visiere
paraschegge.
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Controlli sanitari:
1. Il datore di lavoro sottopone a sorveglianza sanitaria i lavoratori la cui esposizione al rumore eccede
i valori superiori di azione. rispettivamente LEX = 85 dB(A) e ppeak = 140 Pa (137 dB(C) riferito a 20
µPa);
La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicità diversa
decisa dal medico competente, con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei
rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza di lavoratori in funzione della valutazione del
rischio.
L'organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può disporre contenuti e periodicità della
sorveglianza diversi rispetto a quelli forniti dal medico competente.
2. La sorveglianza sanitaria di cui al comma 1 è estesa ai lavoratori esposti a livelli superiori ai valori
inferiori di azione, su loro richiesta e qualora il medico competente ne confermi l’opportunità.
•
AVVITATORE ELETTRICO
Riferimenti normativi applicabili
D. Lgs. 81/2008
Direttiva Macchine CEE 392/89;
Norme CEI.
D. Lgs. 81/2008
Titolo VIII CAPO II – Protezione dei lavoratori contro
i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro;
ALLEGATO VI
DISPOSIZIONI CONCERNENTI L’USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO
Rischi evidenziati dall’ analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
elettrici;
urti, colpi, impatti, compressioni.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ uso
utilizzare solo utensili a doppio isolamento (220V), o utensili alimentati a bassissima tensione di
sicurezza (50V), comunque non collegati elettricamente a terra;
controllare l’ integrità dei cavi e della spina d’ alimentazione;
verificare la funzionalità dell’ utensile;
verificare che l’ utensile sia di conformazione adatta.
Durante l’ uso
non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione;
interrompere l’ alimentazione elettrica nelle pause di lavoro;
segnalare eventuali malfunzionamenti.
Dopo l’ uso
scollegare elettricamente l’ utensile.
Dispositivi di protezione individuale
guanti;
calzature di sicurezza.
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•
VIBRATORE ELETTRICO PER CALCESTRUZZO
Riferimenti normativi applicabili
D. Lgs. 81/2008
Direttiva Macchine CEE 392/89;
Norme CEI.
D. Lgs. 81/2008
ALLEGATO VI
DISPOSIZIONI CONCERNENTI L’USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO;
Rischi evidenziati dall’ analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
vibrazioni;
elettrici;
allergeni.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ uso
verificare l’ integrità dei cavi di alimentazione e della spina;
posizionare il trasformatore in un luogo asciutto.
Durante l’ uso
proteggere il cavo d’ alimentazione;
non mantenere a lungo fuori dal getto l’ ago in funzione;
nelle pause di lavoro interrompere l’ alimentazione elettrica .
Dopo l’ uso
scollegare elettricamente l’ utensile;
pulire accuratamente l’ utensile;
segnalare eventuali malfunzionamenti.
Dispositivi di protezione individuale
guanti;
calzature di sicurezza;
elmetto.
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•
FLESSIBILE - SMERIGLIATRICE
Riferimenti normativi applicabili
D. Lgs. 81/2008
Direttiva Macchine CEE 392/89;
Norme CEI.
D. Lgs. 81/2008
Titolo VIII CAPO II – Protezione dei lavoratori contro
i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro;
ALLEGATO VI
DISPOSIZIONI CONCERNENTI L’USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO;
Rischi evidenziati dall’ analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
punture, tagli, abrasioni;
rumore;
polvere;
vibrazioni;
elettrici.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ uso
verificare che l’ utensile sia a doppio isolamento (220V);
controllare che il disco sia idoneo al lavoro da eseguire;
controllare il fissaggio del disco;
verificare l’ integrità delle protezioni del disco e del cavo di alimentazione;
verificare il funzionamento dell’ interruttore.
Durante l’ uso
impugnare saldamente l’ utensile per le due maniglie;
eseguire il lavoro in posizione stabile;
non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione;
non manomettere la protezione del disco;
interrompere l’ alimentazione elettrica durante le pause di lavoro;
verificare l’ integrità del cavo e della spina di alimentazione.
Dopo l’ uso
staccare il collegamento elettrico dell’ utensile;
controllare l’ integrità del disco e del cavo di alimentazione;
pulire l’ utensile;
segnalare eventuali malfunzionamenti.
Dispositivi di protezione individuale
guanti;
occhiali o visiera;
calzature di sicurezza;
mascherina antipolvere;
otoprotettori;
elmetto;
indumenti protettivi (tuta).
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•
MARTELLO DEMOLITORE ELETTRICO
Riferimenti normativi applicabili
D. Lgs. 81/2008
Direttiva Macchine CEE 392/89;
Norme CEI.
D. Lgs. 81/2008
Titolo VIII CAPO II – Protezione dei lavoratori contro
i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro;
ALLEGATO VI
DISPOSIZIONI CONCERNENTI L’USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO;
Rischi evidenziati dall’analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
urti, colpi, impatti, compressioni;
rumore;
polvere;
vibrazioni;
elettrico.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ uso
verificare che l’ utensile sia del tipo a doppio isolamento (220V), o alimentato a bassissima tensione di
sicurezza (50V), comunque non collegato a terra;
verificare l’ integrità del cavo e della spina di alimentazione;
verificare il funzionamento dell’ interruttore;
segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato.
Durante l’ uso
impugnare saldamente l’ utensile con le due mani tramite le apposite maniglie;
eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata;
non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione;
staccare il collegamento elettrico durante le pause di lavoro.
Dopo l’ uso
scollegare elettricamente l’ utensile;
controllare l’ integrità del cavo d’ alimentazione;
pulire l’ utensile;
segnalare eventuali malfunzionamenti.
Dispositivi di protezione individuale
guanti, occhiali o visiera;
calzature di sicurezza;
mascherina antipolvere, otoprotettori;
elmetto, indumenti protettivi (tuta).
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•
TRAPANO ELETTRICO
Riferimenti normativi applicabili
D. Lgs. 81/2008
Direttiva Macchine CEE 392/89;
Norme CEI.
D. Lgs. 81/2008
Titolo VIII CAPO II – Protezione dei lavoratori contro
i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro;
ALLEGATO VI
DISPOSIZIONI CONCERNENTI L’USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO;Norme CEI.
Rischi evidenziati dall’ analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
punture, tagli, abrasioni;
polvere;
elettrici;
rumore.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ uso
verificare che l’ utensile sia a doppio isolamento (220V), o alimentato a bassissima tensione di
sicurezza (50V), comunque non collegato elettricamente a terra;
verificare l’ integrità e l’ isolamento dei cavi e della spina di alimentazione;
verificare il funzionamento dell’ interruttore;
controllare il regolare fissaggio della punta.
Durante l’ uso
eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata;
interrompere l’ alimentazione elettrica durante le pause di lavoro;
non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione.
Dopo l’ uso
staccare il collegamento elettrico dell’ utensile;
pulire accuratamente l’ utensile;
segnalare eventuali malfunzionamenti.
Dispositivi di protezione individuale
guanti;
calzature di sicurezza;
mascherina per la polvere;
otoprotettori.
calzature di sicurezza;
mascherina per la polvere;
otoprotettori.
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•
SEGA CIRCOLARE DA CARPENTIERE
Procedure esecutive:
Installazione ed uso della sega circolare per il taglio del legname.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Norme CEI.
D. Lgs. 81/2008
Titolo VIII CAPO II – Protezione dei lavoratori contro
i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro;
ALLEGATO VI
DISPOSIZIONI CONCERNENTI L’USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO;
Sega circolare, spingitoi.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Tagli alle mani;
caduta di materiali dall’alto;
elettrocuzione;
proiezioni di schegge;
danni all’apparato uditivo.
Misure legislative di prevenzione o protezione dai rischi:
Quando nelle immediate vicinanze dei ponteggi e del posto di sollevamento dei materiali vengono
eseguite operazioni a carattere continuativo, si deve costruire un solido impalcato sovrastante, ad
altezza non maggiore di 3,0 m da terra, a protezione contro la caduta di materiali.
Le seghe circolari fisse devono essere provviste:
di una solida cuffia registrabile atta ad evitare il contatto accidentale del lavoratore con la lame e ad
intercettare le schegge;
di coltello divisore in acciaio, quando la macchina è usata per segare tavolame in lungo, applicato
posteriormente alla lama a distanza di non più di 3 mm dalla dentatura per mantenere aperto il taglio;
di schermi messi ai due lati della lama nella parte sporgente sotto la tavola di lavoro in modo de
impedirne il contatto. Qualora per esigenze tecniche non sia possibile l’adozione del dispositivo di cui
alla lett. a), si deve applicare uno schermo paraschegge di dimensioni appropriate.
Collegare la macchina all’impianto di terra coordinato con interruttori differenziali automatici (CEI
64/8).
Accertare che la sega circolare sia provvista di dispositivo contro il riavviamento automatico (bobina di
sgancio) al ristabilirsi della tensione di rete.
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Prima dell’uso:
registrare la cuffia di protezione in modo che risulti libera la sola parte del disco necessaria per
effettuare la lavorazione; registrare il coltello divisore posteriore alla lama a non più di 3 mm dalla
dentatura del disco;
assicurarsi dell’esistenza degli schermi ai due lati del disco nella parte sottostante del banco di lavoro;
attrezzarsi di spingitoi per aiutarsi nel taglio di piccoli pezzi;
verificare l’efficienza della macchina e la pulizia della superficie del piano di lavoro e della base di
lavoro;
verificare l’esistenza del solido impalcato di protezione se l’ubicazione della sega circolare é a ridosso
di ponteggi o di apparecchi di sollevamento dei carichi;
verificare l’integrità dei collegamenti elettrici di terra relativamente alla parte visibile;
verificare che il cavo di alimentazione elettrica non intralci la lavorazione.
Durante l’uso:
usare idonei spingitoi in legno per la lavorazione dei piccoli pezzi;
non distrarsi durante I’operazione di taglio.
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Dopo l’uso:
ripulire il banco di lavoro e la zona circostante;
togliere la tensione elettrica agendo sul macchinario e sul quadro generale d’alimentazione.
Dispositivi di prot. individuale:
((D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Casco, guanti, scarpe di sicurezza con suola imperforabile, occhiali protettivi, otoprotettori.
•
SALDATRICE ELETTRICA
Riferimenti normativi applicabili
D. Lgs. 81/2008
Direttiva Macchine CEE 392/89;
Norme CEI.
D. Lgs. 81/2008
ALLEGATO VI
DISPOSIZIONI CONCERNENTI L’USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO;
Rischi evidenziati dall’ analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
elettrico
gas, vapori,
radiazioni (non ionizzanti);
calore.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ uso
verificare l’ integrità dei cavi e della spina di alimentazione;
verificare l’ integrità della pinza portaelettrodo;
non effettuare operazioni di saldatura in presenza di materiali infiammabili.
Durante l’ uso
non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione;
allontanare il personale non addetto alle operazioni di saldatura,
nelle pause di lavoro interrompere l’ alimentazione elettrica;
in caso di lavorazione in ambienti confinati, predisporre un adeguato sistema di aspirazione fumi e/o di
ventilazione.
Dopo l’ uso
staccare il collegamento elettrico della macchina;
segnalare eventuali malfunzionamenti.
Dispositivi di protezione individuale
guanti;
calzature di sicurezza;
elmetto;
maschera;
gambali e grembiule protettivo.
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•
SCALE A MANO
Riferimenti normativi applicabili
D. Lgs. 81/2008 art. 113
ALLEGATO V
REQUISITI DI SICUREZZA DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO COSTRUITE IN ASSENZA DI
DISPOSIZIONI LEGISLATIVE E REGOLAMENTARI DI RECEPIMENTO DELLE DIRETTIVE
COMUNITARIE DI PRODOTTO, O MESSE A DISPOSIZIONE DEI LAVORATORI
ANTECEDENTEMENTE ALLA DATA DELLA LORO EMANAZIONE. Parte II
Rischi evidenziati dall’ analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
cadute dall’alto;
urti, colpi, impatti, compressioni,
cesoiamento (scale doppie);
movimentazione manuale dei carichi.
Caratteristiche di sicurezza
Scale semplici portatili
devono essere costruite con materiale adatto alle condizioni di impiego, possono quindi essere in
ferro, alluminio o legno, ma devono essere sufficientemente resistenti ed avere dimensioni
appropriate all’ uso;
le scale in legno devono avere i pioli incastrati nei montanti che devono essere trattenuti con tiranti in
ferro applicati sotto i due pioli estremi; le scale lunghe più di 4.00 m devono avere anche un tirante
intermedio;
in tutti i casi devono essere provviste di dispositivi antisdruciolo alle estremità inferiori dei due montanti
e di elementi di trattenuta o di appoggi antisdruciolevoli alle estremità superiori.
Scale ad elementi innestati
la lunghezza della scala in opera non deve superare i 15.00 m;
per lunghezze superiori agli 8 m devono essere munite di rompitratta.
Scale doppie
non devono superare l’ altezza di 5.00 m;
devono essere provviste di catena o dispositivo analogo che impedisca l’ apertura della scala oltre il
limite prestabilito di sicurezza.
Scale a castello
devono essere provviste di mancorrenti lungo la rampa e di parapetti sul perimetro del pianerottolo,
i gradini devono essere antiscivolo;
devono essere provviste di impugnature per la movimentazione;
devono essere provviste di ruote sui soli due montanti opposti alle impugnature di movimentazione e
di tamponi antiscivolo sui due montanti a piede fisso.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ uso
verificare l’ integrità, all’ estremità inferiore dei montanti, dei dispositivi antisdrucciolevoli;
verificare l’ esistenza, quando necessaria, dei dispositivi antisdrucciolevoli di appoggio e/o dei
dispositivi di trattenuta dell’ estremità superiore della scala e la loro integrità;
verificare l’ efficienza degli innesti delle scale ad elementi innestati e delle staffe di scorrimento ed
aggancio delle scale a sfilo;
verificare l’ integrità dei pioli ed il loro incastro nei montanti. Questi ultimi dovranno apparire privi di
fessurazioni, screpolature o altro;
verificare l’ integrità ed il serraggio dei tiranti in ferro che collegano i montanti fra loro;
le scale poste sul filo esterno di una costruzione od opere provvisionali (ponteggi) devono essere
dotate di corrimano e parapetto;
è vietata la riparazione dei pioli rotti con listelli di legno chiodati sui montanti;
è necessario che i pioli siano puliti da fango, terra, grasso, vernici o qualsiasi altro materiale
sdrucciolevole per evitare slittamenti. Anche scarpe male allacciate possono provocare tali incidenti.
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Durante l’ uso
la scala deve appoggiare su superfici piane, resistenti e non sdrucciolevoli, evitando l’ uso di mezzi di
fortuna che possano pregiudicarne la stabilità. Su terreno cedevole va inserita sotto i montanti un’
idonea tavola di legno, per evitare sprofondamenti. Se esiste dislivello tra i due montanti occorre
compensarlo con un apposito piedino antisdrucciolevole regolabile;
la sommità della scala deve essere appoggiata in modo sicuro. Non sono appoggi sicuri tubi o canali
di gronda, funi di sospensione, antenne, spigoli di fabbricati, rami, vetrate, intelaiature di finestre, porte
non chiuse a chiave ed in genere parti mobili o poco resistenti;
la scala deve avere un giusto angolo d’ inclinazione che si ha quando il piede è circa ¼ della sua
lunghezza. Una scala posta in opera con un piede troppo piccolo rischia di ribaltarsi all’ indietro o
lateralmente, mentre con uno troppo grande è sottoposta ad anormali sforzi di flessione;
per raggiungere un ripiano, la scala deve sporgere almeno di 1.00 m oltre il ripiano stesso per
consentire un sicuro accesso;
le scale non vincolate devono essere trattenute al piede da altra persona;
durante gli spostamenti laterali nessun lavoratore deve trovarsi sulla scala;
evitare l’ uso di scale eccessivamente sporgenti oltre il piano di arrivo;
la scala deve essere utilizzata da una sola persona per volta limitando il peso dei carichi da
trasportare;
quando vengono eseguiti lavori in quota, utilizzando scale ad elementi innestati, una persona deve
esercitare da terra una continua vigilanza sulla scala;
la zona di lavoro alla base della scala va circoscritta mediante barriere e, se necessario, con
segnaletica stradale,
la salita e la discesa vanno effettuate con il viso rivolto verso la scala. Le mani devono essere libere e
gli attrezzi collocati in una borsa chiusa da portare da tracolla o alla cintura. I materiali e gli oggetti
pesanti devono essere sollevati mediante la fune di servizio.
Dopo l’ uso
controllare periodicamente lo stato di conservazione provvedendo alla manutenzione necessaria;
le scale non utilizzate devono essere conservate in luogo riparato dalle intemperie e, possibilmente,
sospese ad appositi ganci;
segnalare immediatamente eventuali anomalie riscontrate, in particolare: pioli rotti, gioco fra gli
incastri, fessurazioni, carenza dei dispositivi antiscivolo e di arresto.
Dispositivi di protezione individuale
guanti;
calzature di sicurezza;
elmetto.
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•
UTENSILI A MANO
Riferimenti normativi applicabili
D. Lgs. 81/2008
ALLEGATO V
REQUISITI DI SICUREZZA DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO
Rischi evidenziati dall’ analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose durante il lavoro
urti, colpi, impatti, compressioni;
punture, tagli, abrasioni.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ uso
controllare che l’ utensile non sia deteriorato;
sostituire i manici che presentino incrinature o scheggiature;
verificare il corretto fissaggio del manico;
selezionare il tipo di utensile adeguato all’ impiego;
per punte e scalpelli utilizzare idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle impugnature.
Durante l’ uso
impugnare saldamente l’ utensile;
assumere una posizione corretta e stabile;
distanziare adeguatamente gli altri lavoratori;
non utilizzare in maniera impropria l’ utensile;
non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta dall’ alto;
utilizzare adeguati contenitori per riporre gli utensili di piccola taglia.
Dopo l’ uso
pulire accuratamente l’ utensile;
riporre correttamente gli utensili;
controllare lo stato d’ uso dell’ utensile.
Dispositivi di protezione individuale
guanti;
elmetto;
calzature di sicurezza;
occhiali.
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DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
Di seguito vengono indicati i DPI, in dotazione all’ impresa esecutrice, che i lavoratori dovranno
indossare durante lo svolgimento delle varie attività lavorative.
Tutti i DPI dovranno riportare la marcatura CE, risultando conformi alle norme tecniche nazionali o di
altri Paesi della Comunità Europea e presentare uno stato di efficienza e pulizia.
•
Calzature di sicurezza
•
Casco o elmetto di sicurezza
•
Cinture di sicurezza, funi di trattenuta, ecc.
•
Cuffie e tappi auricolari
•
Guanti
•
Occhiali di sicurezza e visiere
•
CALZATURE DI SICUREZZA
Riferimenti normativi applicabili
D. Lgs. 81/2008
ALLEGATO VIII
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
Analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose per le quali occorre utilizzare il dpi
urti, colpi, impatti, compressioni;
punture, tagli, abrasioni;
calore, fiamme;
freddo.
Scelta del dpi in funzione dell’ attività lavorativa
Scarpe di sicurezza con suola imperforabile e puntale di protezione
lavori su impalcature, demolizioni, lavori in cls ed elementi prefabbricati.
Scarpe di sicurezza con intersuola termoisolante
attività su e con masse molto fredde o ardenti.
Scarpe di sicurezza a slacciamento rapido
in lavorazioni a rischio di penetrazione di masse incandescenti fuse e nella movimentazione di
materiale di grandi dimensioni.
Misure di prevenzione ed istruzione per gli addetti
nei luoghi di lavoro utilizzare sempre la calzatura di sicurezza idonea all’ attività (scarpa, scarponcino,
stivale);
rendere disponibile in azienda informazioni adeguate su ogni DPI utilizzato in funzione del rischio
lavorativo;
le calzature di sicurezza devono essere consegnate individualmente al lavoratore
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•
CASCO O ELMETTO DI SICUREZZA
Riferimenti normativi applicabili
D. Lgs. 81/2008
ALLEGATO VIII
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
Analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose per le quali occorre utilizzare il dpi
urti, colpi, impatti;
caduta materiali dall’ alto.
Caratteristiche del dpi
il casco o elmetto, oltre ad essere robusto per assorbire gli urti ed altre azioni di tipo meccanico,
affinché possa essere indossato quotidianamente, deve essere leggero, ben areato, regolabile, non
irritante e dotato di regginuca per la stabilità in talune lavorazioni (montaggio ponteggi metallici,
montaggio prefabbricati);
il casco deve essere costituito da una calotta a conchiglia, da una bardatura e da una fascia
antisudore anteriore. La bardatura deve permettere la regolazione in larghezza;
l’ uso del casco deve essere compatibile con l’ utilizzo di altri DPI; vi sono caschi che per la loro
conformazione permettono l’ installazione di visiere o cuffie di protezione;
verificare che il DPI riporti la marcatura CE, risultando conforme alle norme tecniche nazionali o di altri
Paesi della Comunità Europea.
Misure di prevenzione ed istruzione per gli addetti
rendere disponibile in azienda informazioni adeguate su ogni DPI utilizzato in funzione del rischio
lavorativo;
l’ elmetto in dotazione deve essere consegnato individualmente al lavoratore ed usato ogni qualvolta si
eseguano lavorazioni con pericolo di caduta di materiali ed attrezzature dall’ alto;
l’ elmetto deve essere tenuto pulito, specialmente la bardatura, la quale deve essere sostituita quando
presenti segni di cedimento o logoramento alle cinghie;
segnalare tempestivamente eventuali anomalie o danni che possano pregiudicare la resistenza del
DPI.
•
CINTURE DI SICUREZZA, FUNI DI TRATTENUTA SISTEMI DI ASSORBIMENTO
FRENATO DI ENERGIA
Riferimenti normativi applicabili
D. Lgs. 81/2008
ALLEGATO VIII
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
Analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose per le quali occorre utilizzare il dpi
caduta dall’ alto.
Scelta del dpi in funzione dell’ attività lavorativa
ogni qualvolta non sono attuabili misure di protezione collettiva, si possono utilizzare i DPI;
per lavori di breve entità sulle carpenterie, montaggio prefabbricati, montaggio e smontaggio ponteggi,
montaggio gru, etc.;
si devono utilizzare le cinture di sicurezza con bretelle e fasce gluteali, univocamente ad una idonea
fune di trattenuta che limiti la caduta a non più di 1.50 m, e terminare in un gancio di sicurezza del tipo
a moschettone. L’ uso della fune deve avvenire in concomitanza a dispositivi ad assorbimento di
energia (dissipatori) perché anche cadute da altezze modeste possono provocare forze d’ arresto
elevate;
verificare che il DPI riporti il marchio CE su tutti gli elementi costruttivi. Farsi rilasciare la dichiarazione
di conformità CE.
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Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
attenersi alle disposizioni ed informazioni messe a disposizione dall’ azienda sull’ uso del DPI;
periodicamente verificare l’integrità dei componenti e segnalare tempestivamente al responsabile di
cantiere eventuali anomalie riscontrate durante l’ uso.
•
CUFFIE E TAPPI AURICOLARI
Riferimenti normativi applicabili
D. Lgs. 81/2008
ALLEGATO VIII
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
Titolo VIII CAPO II – Protezione dei lavoratori contro
i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro;
Analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose per le quali occorre utilizzare il dpi
rumore.
Scelta del dpi in funzione dell’ attività lavorativa
la caratteristica ideale di un DPI contro il rumore è quello di assorbire le frequenze sonore pericolose
per l’ udito, rispettando nello stesso tempo le frequenze utili per la comunicazione e per la percezione
dei pericoli. E’ indispensabile nella scelta dei DPI valutare prima l’ entità del rumore;
considerato che il livello di rumore è considerato dannoso oltre gli 85 dB(A) (media giornaliera), la
scelta del DPI deve tener conto di diversi fattori, fra cui la praticità di un tipo rispetto ad altri e per
soddisfare ogni esigenza di impiego possiamo scegliere se utilizzare cuffie antirumore, tappetti
auricolari monouso o archetti;
verificare che il DPI riporti la marcatura CE, risultando conforme alle norme tecniche nazionali o di altri
Paesi della Comunità Europea.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
attenersi alle disposizioni ed informazioni messe a disposizione dall’ azienda sull’ uso del DPI;
mantenere in stato di efficienza e sempre puliti i DPI;
il DPI va consegnato individualmente al lavoratore che lo userà ogni qualvolta si eseguono lavorazioni
che comportino il rischio rumore.
• GUANTI
Riferimenti normativi applicabili
D. Lgs. 81/2008
ALLEGATO VIII
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
Analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose per le quali occorre utilizzare il dpi
punture, tagli, abrasioni;
vibrazioni;
getti, schizzi;
catrame;
amianto;
oli minerali e derivati;
calore;
freddo;
elettrici.
Scelta del dpi in funzione dell’ attività lavorativa
I guanti devono proteggere le mani contro uno o più rischi o da prodotti e sostanze nocive per la pelle.
A seconda della lavorazione o dei materiali si dovrà far ricorso ad un tipo di guanto appropriato, il
quale deve riportare la marcatura CE, risultando conforme alle norme tecniche nazionali o di altri
Paesi della Comunità Europea.
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Guanti per uso generale lavori pesanti (tela rinforzata)
resistenti a tagli, abrasioni, strappi, perforazioni, al grasso ed all’ olio;
da utilizzare per il maneggio di materiali da costruzione, mattoni, piastrelle, legname e le costruzioni di
carpenteria leggera.
Guanti per lavori con solventi e prodotti caustici (gomma)
resistenti ai solventi, prodotti caustici e chimici, taglio, abrasione e perforazione;
da utilizzare per la verniciatura (anche a spruzzo) e le manipolazioni varie.
Guanti adatti al maneggio di catrame, olii, acidi e solventi
resistenti alla perforazione, taglio e abrasione, impermeabili e resistenti ai prodotti chimici;
da utilizzare per il maneggio di prodotti chimici, olii disarmanti e le lavorazioni in presenza di catrame.
Guanti antivibrazioni
resistenti al taglio, strappi, perforazione ed all’ assorbimento delle vibrazioni;
da utilizzare per lavori con martelli demolitori, con doppio spessore sul palmo, imbottitura di
assorbimento delle vibrazioni e chiusura di velcro.
Guanti per elettricisti
resistenti a tagli, abrasioni, strappi e isolanti;
da utilizzare per tutti i lavori su parti in tensione (non devono mai essere usati per tensioni superiori a
quelle indicate).
Guanti di protezione contro il calore
resistenti all’ abrasione, strappi, tagli ed anticalore;
da utilizzare per i lavori di saldatura o di manipolazione di prodotti caldi.
Guanti di protezione dal freddo
resistenti al taglio, strappi, perforazione ed isolanti dal freddo;
da utilizzare per trasporti in inverno o lavorazioni in condizioni climatiche fredde in generale.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
rendere disponibile in azienda informazioni adeguate su ogni DPI utilizzato in funzione del rischio
lavorativo;
i guanti in dotazione devono essere costantemente tenuti a disposizione e consegnati al lavoratore
individualmente sul luogo di lavoro;
segnalare tempestivamente al responsabile di cantiere eventuali anomalie riscontrate durante l’ uso.
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•
OCCHIALI DI SICUREZZA E VISIERE
Riferimenti normativi applicabili
D. Lgs. 81/2008
ALLEGATO VIII
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
Analisi dei pericoli e delle situazioni pericolose per le quali occorre utilizzare il dpi
radiazioni (non ionizzanti);
getti, schizzi;
polveri, fibre.
Scelta del dpi in funzione dell’ attività lavorativa
l’ uso degli occhiali di sicurezza è obbligatorio ogni qualvolta si eseguano lavorazioni che possono
produrre lesioni agli occhi per la proiezione di schegge o corpi estranei;
le lesioni possono essere di tre tipi:
meccaniche: schegge, trucioli, aria compressa, urti accidentali;
ottiche: irradiazione ultravioletta, luce intensa, raggi laser;
termiche: liquidi caldi, corpi estranei caldi;
gli occhiali devono avere sempre schermi laterali per evitare le proiezioni di materiali o liquidi di
rimbalzo o comunque di provenienza laterale;
per gli addetti all’ uso di fiamma libera (saldatura guaina bituminosa, ossitaglio) o alla saldatura
elettrica ad arco voltaico, gli occhiali o lo schermo devono essere di tipo inattinico, cioè di colore o
composizione delle lenti (stratificate) capace di filtrare i raggi UV (ultravioletti) e IR (infrarossi), capaci
di portare lesioni alla cornea, al cristallino ed in alcuni casi anche alla retina;
le lenti degli occhiali devono essere realizzate in vetro o in materiale plastico (policarbonato);
verificare che il DPI riporti la marcatura CE, risultando conforme alle norme tecniche nazionali o di altri
Paesi della Comunità Europea.
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
attenersi alle disposizioni ed informazioni messe a disposizione dall’ azienda sull’ uso del DPI;
gli occhiali o la visiera devono essere tenuti ben puliti, consegnati individualmente al lavoratore e usati
ogni qualvolta sia necessario;
segnalare tempestivamente al responsabile di cantiere eventuali anomalie riscontrate durante l’ uso
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•
FASI ED ATTIVITA’ LAVORATIVE
Le lavorazioni oggetto del presente Piano vengono suddivise in fasi, ognuna delle quali a sua volta
presenta una o più attività. Sia le fasi che le attività vengono di seguito elencate secondo l’ordine
temporale di esecuzione in cantiere; per ognuna di esse si allega poi la relativa scheda.
ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
•
Carico e scarico dei materiali in cantiere
•
Realizzazione dell’impianto elettrico e di messa a terra di cantiere
•
Installazione di box, baracca, tettoie
PULITURA BOSCO E SOTTOBOSCO
•
Ripulitura del sottobosco
•
Pulizia e sistemazione dell’alveo e degli argini del Rio Ollasta
•
Dicespugliamento degli areali pianeggianti
•
Pulizia e potatura alberi
•
Spietramenti aree destinate a prato
DEMOLIZIONI E RIMOZIONI
•
Demolizione di murature
•
Rimozione di impianti
ESECUZIONE DI STRUTTURE IN C.A.
•
Apprestamento casseforme e carpenterie
•
Lavorazione del ferro e montaggio
•
Getto di cls preconfezionato con autopompa
•
Disarmo dei getti
MURATURE
•
Realizzazione di murature in blocchi di cls o di mattoni
FINITURE DELLE MURATURE
•
Intonaci esterni ed interni
•
Tinteggiatura esterna ed interna
ISOLANTI ED IMPERMEABILIZZANTI
•
Posa di resina impermeabilizzante nelle coperture piane
•
Posa di guaina impermeabilizzante nelle coperture inclinate
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COPERTURE
•
Posa del manto di tegole
•
Posa delle grondaie
•
Posa dei pluviali
PAVIMENTAZIONI E MARMI
•
Pietre o marmi per soglie, davanzali e scale
•
Pavimentazioni interne
•
Pavimentazioni esterne
LAVORI IN LEGNO
•
Staccionate
•
Arredi Esterni
IMPIANTO IDRICO E FOGNARIO
•
Tubazioni, pozzetti e collettori, Autoclave e pompe
IMPIANTO SANITARIO
•
Apparecchi sanitari
•
Rubinetterie
•
Accessori
IMPIANTI ELETTRICI
•
Impianto di illuminazione e forza motrice
•
Impianto di terra ed equipotenziale
LAVORI IN FERRO E METALLO
•
Ringhiere, parapetti, cancelli
•
Manutenzione ponte
AGENTI CHIMICI
•
Disinfestazione e derattizzazione
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ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
CARICO E SCARICO DEI MATERIALI IN CANTIERE
Procedure esecutive:
Scarico e spostamento dei materiali e manufatti per l’allestimento del cantiere.
Mezzi e attrezzature di lavoro:
Autocarro
Autogrù
Carriole e utensili manuali
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
• Lesioni dorso – lombari
• Investimento per ribaltamento stoccaggi o rotolamento materiali
• Lesioni a varie parti del corpo per contatto con materiali taglienti, appuntiti ecc.
• Lesioni ai piedi per caduta di materiali
• Abrasioni, urti, compressioni
• Ferite per errato uso di utensili manuali o errata movimentazione, proiezione di schegge,
frammenti, inalazione polveri
Misure di sicurezza:
• Ridurre il più possibile la movimentazione manuale dei materiali utilizzando i mezzi meccanici
ausiliari per i carichi superiori a 30 kg o di dimensioni ingombranti e di difficile presa.
Effettuare frequenti turnazioni ( D.Lgs 81/2008 Titolo VI)
• Realizzare stoccaggi in terreno solido, piano e ben costipato
• Stoccare i materiali con distanze fra le singole cataste o depositi di almeno 70 cm
• Bloccare i materiali potenzialmente soggetti a rotolamento (tubi, fasci di ferri) con appositi
supporti laterali
• Non salire direttamente sugli stoccaggi ma impiegare scale a mano a norma
• Indossare i DPI eventualmente previsti per i materiali da movimentare
D.P.I.
• Scarpe antinfortunistiche
• Guanti
• Elmetto per scarico da autocarro o autogru
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REALIZZAZIONE DELL’IMPIANTO ELETTRICO E DI MESSA A TERRA DEL CANTIERE
Procedure esecutive:
Predisposizione di supporto per cassetta ENEL, linea di alimentazione al quadro elettrico e delle
linee derivate per alimentazione delle attrezzature mobili (sega circolare, impastatrice, flessibile,
trapano, martello demolitore), palificata porta cavo, linea di terra con dispersori e rame nudo.
Mezzi e attrezzi di lavoro:
Scale a mano e doppie
Ponti su cavalletti
Utensili e attrezzi manuali
Pinza pressacavo
Sbobinatrice manuale
Cesoie
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
- Caduta dall’alto;
- Caduta di attrezzi;
- Caduta negli scavi
- Elettrocuzione;
- Investimento caduta materiali da bordo scavo;
- Lesioni alle mani per uso di attrezzi;
- Punture ai piedi;
Misure di prevenzione e protezione dei rischi:
- Usare scale a mano o scale doppie con estremità antisdrucciolevoli - Durante il lavoro sopraelevato
gli atrrezzi vanno tenuti in guaine o assicurati per impedirne la caduta.
- Accesso allo scavo mediante rampa predisposta con parapetto di sicurezza ( per h di scavo > di m.
2.00) e/o scala a mano.
- Collegare a terra gli impianti e gli utensili;
- Installare interruttori unipolari per cadauna linea di alimentazione;
- Utilizzare derivazioni a spina munita di interruttore unipolare per gli apparecchi con potenza
maggiore di 1.000 Watt;
- Per derivazioni provvisorie utilizzare conduttori flessibili con isolamento resistente all’usura;
- Proteggere l’impianto con dispositivi di sovraccarico e sovratensione;
- Installare quadri di cantiere certificati e con le indicazioni dei circuiti;
- Gli impianti devono essere certificati attraverso la Dichiarazione di Conformità rilasciata
dall’installatore. DECRETO MINISTERIALE 22 gennaio 2008, n. 37 ex 46/90
- L’impianto di messa a terra deve essere denunciato all’ISPEL col Mod. B
Dispositivi di protezione individuale
Elmetto
Guanti isolanti
Attrezzi dotati di isolamento
Scale in legno
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INSTALLAZIONE DI BOX, BARACCHE, TETTOIE
Procedure esecutive:
Predisposizione del sito e del basamento. Collocazione del prefabbricato; fissaggio al basamento ed
al terreno; allacciamento degli impianti di cantiere.
Mezzi e attrezzi di lavoro:
Autocarro
Autogrù
Utensili e attrezzi manuali
Scale a mano
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi
- Escoriazioni alle mani ed ad altre parti del corpo per contatto con parti taglienti e/o acuminate;
- Lesioni ai piedi per caduta di materiali;
- Lesioni per caduta materiali dall’alto
Misure di prevenzione e protezione dei rischi
- Segnalare e possibilmente proteggere le parti taglienti e/o acuminate
- Collocare i vari componenti seguendo le istruzioni del responsabile
- Collocare i componenti in maniera da evitare ribaltamenti, scivolamenti o cedimenti
- Collocare i componenti facilitando la movimentazione
- Non salire sui componenti prima che vengano saldamente fissati e comunque scale di supporto
Dispositivi di protezione individuale
Elmetto
Guanti
Tuta da lavoro
Scarpe antinfortunistiche
DEMOLIZIONI E RIMOZIONI
DEMOLIZIONE DI MURATURE
Procedure esecutive:
Demolizione di muratura in elevazione di qualsiasi tipo e spessore eseguita con mezzi meccanici o a
mano ove occorra.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Martello pneumatico o elettrico a percussione, compressore, flessibile, mazza e punta, pala
meccanica, autocarro.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
- Caduta dall’alto;
- colpito da materiale caduto dall’alto;
- schiacciato da parti murarie in demolizione;
- contatto con macchine operatrici;
- investito da automezzi;
- elettrocuzione;
- danni a carico dell’apparato uditivo (da rumore) e agli arti superiori (vibrazioni) per l’uso del martello
demolitore;
- danni all’apparato respiratorio per l’inalazione di polveri e fibre;
- danni agli occhi per proiezione di schegge durante l’uso degli utensili.
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Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
Prima di procedere alla demolizione del manufatto accertarsi che lo stesso non presenti materiali
contenenti amianto, eventualmente procedere alla loro eliminazione preventiva in conformità a quanto
disposto dal D.M. Sanità del 06/06/1994. Per interventi di estese dimensioni predisporre apposito
programma d’intervento, a firma del responsabile di cantiere.
Effettuare la verifica di stabilità e predisporre i puntellamenti necessari.
Prima dell’inizio dei lavori di demolizione valutare le possibili interferenze con le linee elettriche aeree;
vietare i lavori a distanza inferiore a metri 5 dalle stesse linee aeree, anche se a bassa tensione.
Vietare l’avvicinamento, la sosta e il transito delle persone mediante avvisi e sbarramenti. Allestire gli
impalcati atti ad eliminare il pericolo di cadute di persone e cose per lavori eseguiti a d altezza
superiore ai m 2,0.
La demolizione dei muri deve essere fatta servendosi dei ponti di servizio indipendenti dall’opera da
demolire.
È vietato far lavorare gli operai sui muri di demolizione.
Quando i muri da demolire sono di altezza inferiore a cinque metri è possibile derogare dall’uso dei
ponteggi obbligando gli operai ad indossare la cintura di sicurezza per altezze di lavoro comprese tra i
due e i cinque metri.
Predisporre il convogliamento a terra dei materiali di risulta.
Bagnare in continuazione le macerie.
E’ consentito l’uso, in deroga al collegamento di terra, di utensili elettrici portatili e di attrezzature
elettriche mobili purché dotati di doppio isolamento e certificati tali da istituto riconosciuto (D.M.
20.11.68).
Le demolizioni devono procedere dall’alto verso il basso.
Le demolizioni di parti di strutture aventi altezza dal terreno non superiore a metri 5 possono essere
effettuate per rovesciamento.
I compressori devono essere provvisti di una valvola di sicurezza tarata per la pressione massima di
esercizio e di dispositivo che arresti automaticamente il lavoro di compressione al raggiungimento
della pressione massima di esercizio.
Mettere a disposizione dei lavoratori utensili adeguati al lavoro da svolgere ed idonei ai fini della
sicurezza e salute.
Accertarsi del buono stato di conservazione e di efficienza degli utensili e delle attrezzature.
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Osservare le ore di silenzio imposte dai regolamenti locali.
Impedire altre lavorazioni nei muri da demolire.
Dispositivi di protezione individuale:
(D.Lgs. 81/2008 Allegato VIII)
Tuta lavabile chiusa ai polsi e alle caviglie, casco, otoprotettori, apparecchi antipolvere (in genere con
filtro P1, P3 in presenza di fibre d’amianto), guanti, scarpe di sicurezza con suola imperforabile,
occhiali a tenuta (Circ. Ministero della Sanità n 23/1891).
Cintura di sicurezza con fune di trattenuta quando le condizioni di lavoro lo richiedono
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RIMOZIONE DI IMPIANTI
Procedure esecutive:
Rimozione di impianti in genere, reti di distribuzione impianti idrosanitari, canali di scarico per lo
smaltimento delle acque nere e bianche, tubazioni e parti terminali dell’impianto di riscaldamento,
condutture impianto elettrico.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Mazza e punta, fiamma ossiacetilenica, flex, utensili di uso comune.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Danni alle mani per l’uso della mazza e della punta;
elettrocuzione;
danni a carico dell’apparato respiratorio per inalazione di polveri e fibre;
danni agli occhi causati da schegge o scintille durante l’uso di mazza e punta;
danni a carico dell’udito (rumore) e degli arti superiori (vibrazioni).
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
E’ vietato eseguire lavori su elementi in tensione e nelle loro immediate vicinanze quando la tensione
supera i 25 volts verso terra se alternata.
Curare le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi.
Curare che lo stoccaggio e l’evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente.
Accertarsi che le parti da rimuovere non contengano amianto - serbatoi in cemento amianto, guaine
per l’isolamento delle tubazioni in amianto, ecc. - ed eventualmente procedere preventivamente alla
loro eliminazione in conformità a quanto disposto dal D.M. Sanità del 06.09.94.
E’ vietato il taglio a cannello o elettricamente su recipienti o tubi chiusi, su recipienti o tubi aperti che
contengano materie che possono dar origine ad incendi o esplosione, in locali, recipienti o fosse non
sufficientemente ventilati; il taglio può comunque essere consentito sotto la diretta sorveglianza di un
esperto che ne indichi le modalità di esecuzione.
Mettere a disposizione dei lavoratori utensili adeguati al lavoro ed idonei ai fini della sicurezza e salute.
Accertarsi del buon stato di conservazione e di efficienza degli utensili e delle attrezzature.
Misure tecniche di prevenzione e protezione :
Effettuare i tagli o le saldature con fiamma ossiacetilenica rispettando le misure indicate nella relativa
scheda attrezzatura.
Dispositivi di prot. individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Tuta lavabile chiusa ai polsi e alle caviglie, casco, apparecchi antipolvere (in genere con filtro P1, P3
in presenza di fibre di amianto), scarpe di sicurezza con suola imperforabile, guanti, otoprotettori,
occhiali a tenuta (Circ. Ministero della Sanità n. 23/1991).
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ESECUZIONE DI STRUTTURE IN C.A.
CONFEZIONAMENTO DEL CALCESTRUZZO IN CANTIERE
Procedure esecutive:
Installazione ed uso della betoniera per il confezionamento del calcestruzzo in cantiere.
Attrezzature di lavoro:
(D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Betoniera, attrezzi d’uso comune.
Individuazione, analisi e valutazione del possibili rischi:
Contatto con organi in movimento;
caduta di materiali dall’alto;
elettrocuzione;
danni a carico dell’apparato uditivo;
danni per azionamenti accidentali e alla ripresa del lavoro;
danni alla cute e all’apparato respiratorio per I’uso del cemento.
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
Quando nelle immediate vicinanze dei ponteggi e del posto di caricamento e sollevamento dei
materiali vengono impastati calcestruzzi, si deve costruire un solido impalcato sovrastante, ad altezza
non maggiore a 3,0 m da terra, a protezione contro la caduta di materiali.
Le principali misure di prevenzione e protezione previste per le betoniere sono:
- il posto di manovra deve avere una perfetta visibilità di tutte le parti in movimento;
- i comandi devono essere facilmente raggiungibili e chiaramente utilizzabili ;
- nelle betoniere a bicchiere il volano deve essere a raggi accecati;
- le parti laterali della betoniera devono essere protette con elementi pieni e con traforati metallici;
- le betoniere con benne di sollevamento, con argano a fune, devono avere il motore di tipo
autofrenante e le funi con coefficiente di sicurezza non inferiore a 8;
- le betoniere con benne a sollevamento oleodinamico devono essere munite di dispositivo di arresto
automatico per interruzione dell’energia di azionamento (comprese le interruzioni per rottura delle
tubazioni);
- tutti gli organi di protezione (pulegge, cinghie, volani, ingranaggi ed altri) devono essere protetti
contro il contatto accidentale mediante I’applicazione di idonee protezioni;
- il pignone e la corona, elementi di trasmissione del movimento alla vasca, devono avere carter di
protezione;
- le betoniere dotate di benna di caricamento azionata da argano e fune devono essere provviste di
fine corsa automatico per I’arresto della benna nella posizione di estremità superiore;
- il grado di protezione elettrica dei componenti non deve essere inferiore a IP44, IP55 se soggetto a
getti d’acqua;
- devono essere equipaggiate, ai fini dell’alimentazione elettrica, di morsettiera ovvero di spine fissate
stabilmente su apposito supporto;
- non sono ammesse prese a spina mobile (prolunghe) ;
- l’apparecchio deve essere collegato all’impianto di terra, deve avete interruttore generale onnipolare,
con posizioni di aperto e chiuso ben definite, deve avere idonea protezione contro i sovraccarichi per
potenze superiori a 1000 W, i cavi di alimentazione devono essere fissati e disposti in modo da non
poter essere danneggiati da urti, vibrazioni e sfregamenti.
Accertare che la betoniera sia provvista di dispositivo contro il riavviamento automatico (bobina di
sgancio) al ristabilirsi della tensione di rete.
Le aperture di alimentazione e di scarico delle macchine devono essere provviste di idonei ripari
costruiti, a seconda delle varie esigenze tecniche, da parapetto, griglie, tramogge e coperture.
Consentire l’utilizzo della betoniera finché la velocità del vento rimanga inferiore a 72 Km/h, in caso
contrario ancorare la betoniera secondo quanto previsto dal costruttore nel libretto delle istruzioni
dell’apparecchio (circ. 29 giugno 1981 n. 70).
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
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Prima dell’uso:
verificare il dispositivo d’arresto d’emergenza;
verificare la presenza e l’efficienza della protezione sovrastante il posto di lavoro (se richiesta) ;
verificare l’integrità dei collegamenti elettrici e di messa a terra relativamente alla parte visibile;
verificare il corretto funzionamento della macchina e dei dispositivi di manovra. Durante l’uso:
non manomettere le protezioni;
non eseguire operazioni di lubrificazione o di manutenzione in genere sugli organi in movimento;
non eseguire operazioni lavorative in prossimità dei raggi raschianti con la macchina in moto.
Dopo l’uso:
accertarsi di aver tolto la tensione al macchinario e al quadro generale di alimentazione (operazioni da
eseguire anche negli spostamenti in cantiere della betoniera).
Dispositivi di protezione individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Casco, guanti, scarpe di sicurezza con suola imperforabile; otoprotettori.
Non indossare indumenti eccessivamente larghi o comunque con parti svolazzanti.
Adempimenti con gli enti preposti alla vigilanza:
Il produttore deve dichiarare, sulla base di verifica effettuata da tecnico abilitato, la stabilità della
betoniera.
Tale dichiarazione deve essere allegata al “libretto di istruzioni” (contenente lo schema di installazione,
le istruzioni per la manutenzione ordinaria, straordinaria e preventiva della betoniera, lo schema dei
circuiti elettrici) che deve essere obbligatoriamente rilasciato dal costruttore. (Circ. 17.11.1980 n. 13)
Controlli sanitari:
1. Il datore di lavoro sottopone a sorveglianza sanitaria i lavoratori la cui esposizione al rumore eccede
i valori superiori di azione. rispettivamente LEX = 85 dB(A) e ppeak = 140 Pa (137 dB(C) riferito a 20
µPa);
La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicità diversa
decisa dal medico competente, con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei
rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza di lavoratori in funzione della valutazione del
rischio.
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LAVORAZIONE E POSA DEL FERRO DI ARMATURA
Procedure esecutive:
Installazione ed uso delle macchine per la lavorazione del ferro (piegatura e tagli).
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Macchina piegaferri e macchina tagliaferri.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Elettrocuzione per contatti diretti o indiretti, per guasti sul circuito d’alimentazione; danni a varie parti
del corpo per rottura;
danni alle mani ed altre parti del corpo per contatto con organi di trasmissione o con organi lavoratori;
danni agli occhi per proiezioni di schegge;
caduta di materiali dall’alto;
danni all’udito per il rumore.
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
Quando nelle immediate vicinanze dei ponteggi e del posto di caricamento e sollevamento dei
materiali vengono eseguite operazioni a carattere continuativo, si deve costruire un solido impalcato
sovrastante, ad altezza non maggiore di 3,0 m da terra, a protezione contro la caduta di materiali.
Collegare le macchine (tagliaferri e piegaferri) all’impianto di terra coordinato con gli interruttori di
protezione (CEI 64/8).
Gli alberi, le pulegge, le cinghie, e tutti gli altri organi o elementi di trasmissione devono essere protetti
ogni qualvolta possono costituire un pericolo.
Le cesoie a ghigliottina, a coltelli circolari, a tamburo portacoltelli e simili devono essere provvisti di
mezzi di protezione che impediscano il contatto delle mani con la lama.
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Verificare quanto segue:
- che i comandi di avviamento siano facilmente raggiungibili ed azionabili, contrassegnati can idonea
simbologia, protetta contro I’azionamento accidentale (i comandi di tipo a pulsante devono essere a
uomo presente, i comandi di tipo a pedale devono essere con riparo superiore e laterale);
- che il comando di arresto di emergenza sia posizionato sulla macchina in modo da essere facilmente
accessibile dal posto di lavoro;
- che il grado di protezione dell’apparecchio sia non inferiore a IP44;
- che vi sia l’interruttore onnipolare a valle del punto di allaccio alla rete di alimentazione;
- che sia protetta contro i sovraccarichi quando superiore a 1000 Watt;
- che le condutture elettriche a vista siano rivestite con materiale non igroscopico, con grado
d’isolamento non inferiore a 3;
- che i cavi siano sostenuti in modo appropriato, fissati e disposti in modo da non venire danneggiati
da urti, vibrazioni e sfregamenti.
Prima dell’uso:
- verificare l’integrità dei collegamenti elettrici e di quelli di terra, nonché l’integrità dell’isolamento delle
parti elettriche in genere ;
- verificare che il cavo di alimentazione non intralci con le operazioni di lavorazione del ferro;
- verificare l’integrità delle protezioni degli organi dl trasmissione (pulegge, cinghie, ingranaggi,...) ;
- verificare il buon funzionamento della macchina e del dispositivo di arresto.
Durante l’uso:
- tenere le mani distanti dagli organi lavoratori della macchina, nell’eseguire i tagli di piccoli pezzi
usare attrezzi speciali; durante il taglio con la troncatrice tenersi fuori della traiettoria di taglio.
Dopo l’uso:
- togliere la corrente da tutte le macchine aprendo gli interruttori delle macchine stesse e quelli posti
sui quadri generali di alimentazione;
- verificare che il materiale lavorato o da lavorare non sia venuto a contatto con i conduttori elettrici;
- pulire le macchine ed eventualmente procedete alla lubrificazione.
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Dispositivi di prot. individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Casco, guanti, scarpe di sicurezza con suola imperforabile, occhiali protettivi e otoprotettori per gli
addetti al taglio del ferro.
STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO
Procedure esecutive:
Esecuzione della casseratura di pilastri, travi, banchinaggio, cordoli, solaio; armatura e getto del cls.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Sega circolare, autopompa, autobetoniera, gru, attrezzi di uso comune.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
1) danni provocati a varie parti del corpo a causa dei ferri d’armatura in attesa di ripresa;
2) colpiti da materiali caduti dall’alto;
3) danni alla cute e all’apparato respiratorio a causa del cemento, del legname da carpenteria e degli
additivi del cemento;
4) proiezione di schegge e tagli prodotti dalla sega circolare;
5) danni all’apparato uditivo.
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
Nei lavori che sono eseguiti ad altezza superiore ai m. 2 devono essere adottate, seguendo lo
sviluppo dei lavori stessi, adeguate impalcature e ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque
precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e cose.
Nella costruzione di opere a struttura in conglomerato cementizio, quando non si provveda alla
costruzione da terra di una normale impalcatura con montanti, prima di iniziare la erezione delle
casseforme per il getto dei pilastri perimetrali, deve essere sistemato, in corrispondenza al pieno
raggiunto, un regolare ponte di sicurezza a sbalzo, avente larghezza utile almeno m. 1,20.
Le armature di sostegno del cassero per il getto della successiva soletta o della trave perimetrale non
devono essere lasciate sporgere dal filo del fabbricato più di cm 40 per l’affrancamento della sponda
esterna del cassero medesimo. Come sottoponte può servire l’impalcato o ponte a sbalzo costruito in
corrispondenza al piano sottostante. In corrispondenza ai luoghi di transito o stazionamento deve
essere sistemato, all’altezza del solaio di copertura del piano terreno, un impalcato di sicurezza
(mantovana) a protezione contro la caduta di materiali dall’alto.
Tale protezione può essere sostituita con una chiusura continua in graticci sul fronte del ponteggio,
qualora presenti le stesse garanzie di sicurezza, o con la segregazione dell’area sottostante.
Le aperture lasciate nei solai devono essere circondate da normale parapetto e da tavola fermapiede,
oppure devono essere coperte con tavolato solidamente fissato e di resistenza non inferiore a quella
del piano di calpestio dei ponti di servizio.
Usare la sega circolare conforme alle norme vigenti.
Misure tecniche di prevenzione a protezione:
Disporre i puntelli di banchinaggio del solaio sempre in corrispondenza di quelli inferiori; eseguire la
loro trattenuta al piede ed eventualmente controventarli.
Vietare il camminamento diretto sui laterizi forati dei solai interponendo un paio dl solide tavole
affiancate allo scopo di ripartire il carico.
Eseguire la protezione delle apertura nei solai e quelle delle rampe scale già in fase di realizzazione
della struttura. Durante le successive lavorazioni le stesse devono essere ripristinate ogni volta che
per esigenze lavorative devono essere momentaneamente rimosse: disarmo, intonacatura, ecc.,
Proteggere i ferri di ripresa dei setti con una tavola legata provvisoriamente alla sommità degli stessi.
Realizzare idonei posti di lavoro in elevato, per l’esecuzione delle casserature, Ia disposizione dei ferri
d’armatura e dai getti del calcestruzzo dei setti,
Usare ponteggi di facciata idonei
Effettuare le operazioni di getto in osservanza delle misure di prevenzione previste.
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Nell’uso della gru adottare le misure di prevenzione indicate nell’apposita scheda. Per la lavorazione
del ferro d’armatura adottare le misure di prevenzione previste.
Dispositivi di prot. individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Casco, guanti, scarpe di sicurezza con suola imperforabile. Stivali di sicurezza durante il getto.
Controlli sanitari:
1. Il datore di lavoro sottopone a sorveglianza sanitaria i lavoratori la cui esposizione al rumore eccede
i valori superiori di azione. rispettivamente LEX = 85 dB(A) e ppeak = 140 Pa (137 dB(C) riferito a 20
µPa);
La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicità diversa
decisa dal medico competente, con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei
rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza di lavoratori in funzione della valutazione del
rischio.
GETTO DEL CALCESTRUZZO CON AUTOBETONIERA
Procedure esecutive:
Utilizzo dell’autobetoniera e dell’autopompa per il getto del calcestruzzo.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Autobetoniera e autopompa.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Lesione per contatto contro gli organi in movimenti dell’autobetoniera;
caduta dall’alto dell’addetto allo sciacquaggio della betoniera sulla bocca di caricamento;
caduta di materiale dall’alto;
ribaltamento dell’autopompa per effetto del momento prodotto dalla pompa in fase di getto;
lesioni dovute a contracolpi del tubo.
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
Nell’esercizio dei mezzi di sollevamento e di trasporto si devono adottare le necessarie misure per
assicurare la stabilità del mezzo e del suo carico.
Prima dell’uso verificare quanto segue (circ. 103/80) :
- targa di indicazioni delle caratteristiche principali della macchina;
protezione completa delle catene di trasmissione, degli ingranaggi dei rulli e anelli di rotolamento
- il tamburo per l’impasto del calcestruzzo non presenti elementi sporgenti non protetti;
- i canali di scarico non presentino pericoli di cesoiamento o di schiacciamento;
- la scala di accesso alla bocca di carico e scarico, se non è provvista di piattaforma, deve avere
l’ultimo gradino a superficie piana ed essere realizzato con grigliato o lamiera traforata;
- valvola di massima pressione, di non ritorno per i circuiti di sollevamento e di sovrappressioni contro
i sovraccarichi dinamici pericolosi;
- tubazioni flessibili rivestite da guaina metallica e indicanti la classe di esercizio; - libretto di istruzioni
rilasciato a corredo della macchina dal costruttore.
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Vietare la sosta delle persone nel raggio d’azione dell’autopompa.
Dotare di idonea protezione (carter) tutti gli organi mobili dell’autobetoniera.
Prima del getto provvedere alla stabilizzazione dell’autopompa.
La fase di getto deve avvenire sotto la sorveglianza ed alle indicazione di un addetto a terra.
Verificare periodicamente la pressione di gonfiaggio dei pneumatici dell’autobetoniera.
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Avvertire prontamente il diretto superiore di ogni anomalia riscontrata nel funzionamento delle
macchine.
Le benne per il sollevamento del conglomerato cementizio devono avere un dispositivo che impedisca
l’accidentale spostamento della leva che comanda l’apertura delle valve di scarico.
Dispositivi di prot. individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
I lavoratori a terra devono essere forniti di casco, guanti e scarpe di sicurezza con suola imperforabile.
DISARMO STRUTTURE IN CEMENTO
Procedure esecutive:
Disarmo delle armature provvisionali di sostegno delle strutture portanti.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Palanchini, martello, tirachiodi, fune per imbracatura tavole.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
1) caduta di tavole dall’alto;
2) cedimento di strutture;
3) caduta dell’operaio dall’alto
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
II disarmo delle armature provvisorie per la realizzazione di manufatti in cemento armato deve essere
effettuato con cautela da operai pratici sotto la diretta sorveglianza del capo cantiere e sempre dopo
che il direttore dei lavori ne abbia data l’autorizzazione.
E’ fatto divieto di disarmare qualsiasi tipo di armatura di sostegno quando sulle strutture insistano
carichi accidentali e temporanei. Nel disarmo delle armature delle opere in calcestruzzo devono
essere adottate le misure precauzionali previste dalle norme per la esecuzione delle opere in
conglomerato cementizio.
II disarmo deve avvenire per gradi ed in maniera da evitare azioni dinamiche. II disarmo non deve
avvenire prima che la resistenza del conglomerato abbia raggiunto il valore necessario in relazione
all’impiego della struttura all’atto del disarmo, tenendo anche conto delle altre esigenze progettuali e
costruttive; la decisione é lasciata al giudizio del direttore dei lavori (D.M. 27.07.1985 art. 6.1.5).
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Non si deve procedere al disarmo se prima il calcestruzzo non ha raggiunto un sufficiente grado di
maturazione in dipendenza della stagione. In generale, in condizione atmosferiche buone:
- si potranno rimuovere le sponde delle casseformi delle travi e dei pilastri non prima di tre giorni dal
getto;
-10 giorni per le solette di modesta luce;
- non prima di 24 giorni per le puntellature delle nervature, delle centine di travi, archi, volte, ecc.;
- non prima di 28 giorni per le strutture a sbalzo.
Le eventuali giornate di gelo non vanno computate al fine di stabilire la stagionatura. Nei primi tre
giorni é vietato il passaggio sulle strutture gettate.
Durante la stagionatura è necessario evitare urti o il carico della struttura gettata. Effettuare il disarmo
in posizione sicura e con movimenti coordinati con gli sforzi necessari per rimuovere le tavole in modo
da non perdere l’equilibrio.
II disarmo deve avvenire con cautela allentando gradualmente i cunei o i dispositivi di forzamento dei
puntelli e riposizionando gli stessi nel momento in cui si riscontrasse un difetto o un cedimento.
Dispositivi di prot. individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Casco, guanti e scarpe di sicurezza con suola imperforabile.
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MONTAGGIO E SMONTAGGIO PONTEGGIO METALLICO
Procedure esecutive:
Montaggio e smontaggio di ponteggio metallico, a tubi e giunti e/o ad elementi ad H, su facciate degli
edifici in esecuzione.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Pulegge, chiave a stella, attrezzi d’uso comune.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Caduta degli elementi del ponteggio per sfilamento durante l’operazione di sollevamento al piano;
caduta del pontista dall’alto;
tagli, abrasioni e contusioni alle mani durante il montaggio;
elettrocuzione.
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
E’ obbligatorio l’uso del ponteggio per ogni lavoro svolto ad altezza superiore a 2.0 m.
Utilizzare esclusivamente ponteggi metallici dotati di regolare autorizzazione ministeriale.
Effettuare le fasi di montaggio e smontaggio del ponteggio sotto l’assistenza di un preposto.
Segregare l’area interessata dal ponteggio, durante l’allestimento, al fine di tenere lontano i non
addetti ai lavori.
II ponteggio deve essere allestito in conformità alle seguenti norme:
I montanti di una stessa fila devono essere posti ad una distanza non superiore a 1,8 m e devono
poggiare in basso su piastra metallica di superficie non inferiore a 150 cmq;
la distanza tra due traversi consecutivi non può essere superiore a 1,8 m;
i correnti dei piani devono essere posti ad una distanza verticale non superiore a 2,0 m;
gli ancoraggi al fabbricato devono essere idonei allo scopo ed effettuati ogni 22,0 mq di ponteggio;
le tavole che costituiscono l’impalcato devono essere fissate in modo che non possano scivolare sui
traversi metallici, devono essere costituite da tavole di spessore minimo di 4 cm per larghezze di 30
cm e 5 cm per larghezze di 20 cm, non devono avere nodi passanti che riducano del 10% la sezione
resistente; non devono presentarsi a sbalzo e devono avere le sommità sovrapposte di almeno 40 cm
in corrispondenza di un traverso;
gli impalcati devono essere protetti su tutti i lati verso il vuoto di parapetto costituito da due correnti, il
superiore ad un altezza di 1 m dal piano calpestio, e tavola fermapiede alta non meno di 22 cm poste
di costa ed aderente al tavolato, sia i correnti che la tavola fermapiede devono essere applicati
all’interno dei montanti;
i ponteggi devono essere controventati sia in senso longitudinale che trasversale, salvo la deroga
prevista dall’art. 3 del DM 02.09.68;
in corrispondenza dei luoghi di transito o stazionamento, sia su facciate esterne che interne, allestire,
all’altezza del solaio di copertura del piano terra, e ogni 12 m di sviluppo verticale del ponteggio,
impalcati di sicurezza (mantovane) a protezione contro la caduta di materiali dall’alto o in alternativa la
chiusura continua della facciata o la segregazione dell’area sottostante.
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Non utilizzare elementi appartenenti al altro ponteggio.
Dispositivi di prot. individuale: (D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Utilizzare, durante le fasi di montaggio e smontaggio, cintura di sicurezza, con bretelle e cosciali, e
fune di trattenuta scorrevole su di una guida rigida orizzontale applicata ai montanti interni del
ponteggio (DM 28.05.85);
Casco, scarpe di sicurezza senza suola imperforabile, guanti.
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Adempimenti con gli enti preposti alla vigilanza:
Fare denuncia dell’impianto di protezione contro le scariche atmosferiche all’Ispesl competente per
territorio (DM 12.09.59 artt. 1 e 2).
Tenere in cantiere, a disposizione degli organi di vigilanza, l’autorizzazione ministeriale all’impiego del
ponteggio firmata dal responsabile di cantiere e, nei casi in cui il ponteggio superi i 20,0 m di altezza
dal suolo, il progetto (disegni e calcoli) firmato da un ingegnere o architetto abilita
REALIZZAZIONE MURATURE IN BLOCCHETTI E/O IN MATTONI
Procedure esecutive:
Esecuzione di muratura in genere, blocchetti in cls, mattoni forati o pieni e malta di cemento.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Gru, ponteggi, attrezzature d’uso comune, molazza, sega clipper per laterizi, cestoni per sollevamento
dei mattoni, carriole.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Caduta dell’operaio o di materiali da costruzione per eccessivo ingombro dei piani di ponteggio;
danni alla cute e all’apparato respiratorio prodotti dalle malte cementizie;
tagli prodotti dalla sega circolare;
danni all’apparato uditivo.
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
Nei lavori che sono eseguiti ad altezza superiore ai m. 2,00 devono essere adottate, seguendo lo
sviluppo dei lavori stessi, adeguate impalcature e ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque
precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e cose.
Usare ponteggi di facciata regolamentari (schede n. A/5.16).
Le aperture nei muri prospicienti il vuoto o vani che abbiano profondità superiore a m. 0,50 devono
essere munite di normale parapetto e tavole fermapiede oppure essere convenientemente sbarrate in
modo da impedire la caduta di persone.
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Prima dell’esecuzione della muratura disporre ordinatamente il materiale e le attrezzature
strettamente necessarie sul piano dell’impalcato senza provocarne l’ingombro. Valutare prima
dell’inizio dei lavori gli spazi di lavoro e gli ostacoli. Nell’uso della gru adottare le misure di prevenzione
indicate nella scheda A/5.12.
Usare le molazze in base alle misure contenute nella scheda A/5.27.
Vietare l’uso di ponti su cavalletti all’esterno dell’edificio e dei ponteggi esterni.
Dispositivi di prot. individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Casco, scarpe di sicurezza, guanti e occhiali speciali per l’addetto al taglio dei laterizi.
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POSA DI PIETRE CON FINITURA A VISTA
Procedure esecutive:
Muraggio delle lastre con malta di cemento.
Mezzi e attrezzi da lavoro:
Utensileria manuale.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Caduta di materiali dall’alto. Caduta di carichi sui piedi o sulle mani.
Misure di prevenzione protezione dei rischi:
Posizionare e fissare accuratamente i materiali da posare e gli attrezzi di lavoro in maniera da
impedirne la caduta verso l’esterno o le parti più basse. Non operare comunque su piani sovrapposti.
Movimentare i carichi con cautela e farsi assistere per il posizionamento qualora si tratti di parti
pesanti o ingombranti.
Dispositivi di protezione individuali:
Scarpe antinfortunistiche, guanti.
REALIZZAZIONE INTONACI ESTERNI
Procedure esecutive:
Realizzazione di intonaci di pareti e soffitti esterni.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Gru, ponteggi, attrezzature d’uso comune, molazza, carriole.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Caduta dell’operaio o di materiali d a costruzione per eccessivo ingombro dei piani di ponteggio;
Danni alla cute e all’apparato respiratorio prodotti dalla malta cementizia
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
Nei lavori che sono eseguiti ad altezza superiore ai m. 2,00 devono essere adottate, seguendo lo
sviluppo dei lavori stessi, adeguate impalcature e ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque
precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e cose.
Usare ponteggi di facciata regolamentari (consultare la scheda relativa).
Le aperture nei muri prospicienti il vuoto o vani che abbiano profondità superiore a m. 0.50 devono
essere munite di normale parapetto e tavole fermapiede oppure essere convenientemente sbarrate in
modo da impedire la caduta di persone.
Sostituire i prodotti pericolosi con altri non pericolosi o meno pericolosi (D. Lgs. n°. 81/2008 Titolo IX
Art. 225)
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Prima dell’esecuzione della intonacatura delle superfici disporre ordinatamente il materiale e le
attrezzature strettamente necessarie sul piano dell’impalcato senza provocarne l’ingombro. Valutare
prima dell’inizio dei lavori gli spazi di lavoro e gli ostacoli per i successivi spostamenti con sicurezza.
Nell’uso della gru adottare le misure di prevenzione indicate nella scheda relativa.
Usare le molazze in base alle misure di prevenzione contenute nella scheda relativa.
Vietare l’uso di ponti su cavalletti all’esterno dell’edificio e dei ponteggi esterni.
Dispositivi di prot. individuale:
((D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Casco, guanti, scarpe di sicurezza.
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REALIZZAZIONE INTONACI INTERNI
Procedure esecutive:
Realizzazione di intonaci di pareti e soffitti interni.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Ponte su cavalletti, trabatello, attrezzature d’uso comune, molazza.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Caduta dell’operaio o di materiali d a costruzione per eccessivo ingombro del posto di lavoro;
Danni alla cute e all’apparato respiratorio prodotti dalla malta cementizia
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
Nei lavori che sono eseguiti ad altezza superiore ai m. 2,00 devono essere adottate, seguendo lo
sviluppo dei lavori stessi, adeguate impalcature e ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque
precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e cose.
Usare ponti su cavalletti o trabatelli regolamentari (consultare le schede relative).
Le aperture lasciate nei solai devono essere circondate da normale parapetto e da tavola fermapiede
oppure devono essere coperte con tavolato solidamente fissato e di resistenza non inferiore a quella
del piano do calpestio dei ponti di servizio. Qualora le aperture vengano usate per il passaggio di
materiali o di persone, un lato del parapetto può essere aperta soltanto per il tempo necessario al
passaggio. Le aperture nei muri prospicienti il vuoto o vani che abbiano profondità superiore a m. 0.50
devono essere munite di normale parapetto e tavole fermapiede oppure essere convenientemente
sbarrate in modo da impedire la caduta di persone.
Sostituire i prodotti pericolosi con altri non pericolosi o meno pericolosi (D. Lgs. n°. 81/2008 Titolo IX
Art. 225)
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Prima dell’esecuzione della intonacatura delle superfici disporre ordinatamente il materiale e le
attrezzature strettamente necessarie sul piano di lavoro senza provocarne ingombro dello stesso.
Valutare prima dell’inizio dei lavori gli spazi liberi e gli ingombri in modo da effettuare con sicurezza gli
spostamenti sul piano di lavoro.
Usare la molazza in base alle misure di prevenzione contenute nella scheda relativa.
Ripristinare le protezioni sul vuoto che sono state rimosse per l’esecuzione dell’intonacatura delle
superfici.
Dispositivi di prot. individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Casco, guanti, scarpe di sicurezza.
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OPERE DA PITTORE – PREPARAZIONE PARETI
Procedure esecutive:
Preparazione di pareti con raschiatura o sverniciatura successivo sciacquaggio.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Smerigliatrice, disco abrasivo, spruzzatore ad aria, sverniciatore, ponteggi.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Caduta dall’alto;
elettrocuzione;
danni alla cute per I’uso di sverniciatori chimici.
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
Nei lavori che sono eseguiti ad altezza superiore a m 2 devono essere adottate adeguate impalcature
e ponteggi.
E’ consentito I’ uso, in deroga al collegamento elettrico di terra, di utensili elettrici dotati di doppio
isolamento certificato da istituto di prova riconosciuto dallo stato (DM 20.11.88 art2).
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Vietate I’ uso di ponti su cavalletti all’esterno degli edifici e sui ponteggi esistenti: allestire ponti
intermedi (mezze pontate). Prima dell’uso dello sverniciatore chimico consultare la relativa scheda
tossicologica della ditta produttrice.
Dispositivi di prot. individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Casco, guanti, scarpe di sicurezza, mascherina con filtri specifici per la polvere e per i vapori.
TINTEGGIATURA DI PARETI E SOFFITTI ESTERNI
Procedure esecutive:
Tinteggiatura di pareti e soffitti esterni.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Pittura e rivestimenti di diversa natura, solventi, trementina, acquaragia, attrezzi ad uso comune,
ponteggi.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Caduta dell’operaio;
Possibili danni all’apparato respiratorio e alla cute, all’occhio, al sistema nervoso, all’apparato
digerente per l’uso di pitture, colle, vernici e solventi;
Possibilità danni alla cute per l’uso della trementina e dell’acqua ragia.
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
Nei lavori che sono eseguiti ad altezza superiore a m 2 devono essere adottate adeguate impalcature
o ponteggi atti ad eliminare i pericoli di caduta di persone e cose.
Usare ponteggi regolamentari (consultare le schede relative).
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Nei lavori di finitura in genere i lavoratori possono non avere la percezione degli ostacoli o delle
carenze nelle opere provvisionali. È necessario, pertanto, verificare attentamente i luogo dei lavori ed
eventualmente segnalare le eventuali deficienze riscontrate al diretto superiore.
Consultare prima dell’uso dei prodotti le relative schede tossicologiche fornite dal fabbricante.
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Vietare l’uso di ponti su cavalletti all’esterno degli edifici o sugli impalcati di ponteggio. Se necessario
allestire ponti intermedi regolamentari (mezze pontate)
Dispositivi di prot. individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Casco, guanti, scarpe di sicurezza, mascherina con filtro specifico.
TINTEGGIATURA PARETI E SOFFITTI INTERNI
Procedure esecutive:
Tinteggiatura di pareti e soffitti.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Pittura di diversa natura, solventi, trementina, acquaragia, attrezzi ad uso comune, ponte su cavalletti
e trabatelli, compressore.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Caduta dell’operaio;
Possibili danni all’apparato respiratorio e alla cute, all’occhio, al sistema nervoso, all’apparato
digerente per l’uso di pitture, colle, vernici e solventi;
Possibilità danni alla cute per l’uso della trementina e dell’acqua ragia.
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
Nei lavori che sono eseguiti ad altezza superiore a m 2 devono essere adottate adeguate impalcature
o ponteggi atti ad eliminare i pericoli di caduta di persone e cose.
Le aperture nei vani prospicienti il vuoto o vani che abbiano profondità superiore a m 0.50 devono
essere convenientemente sbarrate in modo da impedire la caduta di persone.
I compressori devono essere provvisti di una valvola di sicurezza tarata per la pressione massima di
esercizio e di dispositivo che arresti automaticamente il lavoro di compressione al raggiungimento
della pressione massima di esercizio.
Usare ponti su cavalletti e trabatelli regolamentari (consultare le schede relative).
Sostituire ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o lo è meno pericolosi (D. Lgs. n°. 81/2008 Titolo
IX Art. 225)
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Nei lavori di finitura in genere i lavoratori possono non avere la percezione degli ostacoli, delle
aperture o delle carenze nelle opere provvisionali. È necessario, pertanto, verificare attentamente i
luogo dei lavori ed eventualmente segnalare le eventuali deficienze riscontrate al diretto superiore.
Ripristinare le protezioni delle aperture immediatamente dopo aver eseguito i lavori per cui era stato
necessario procedere alla loro rimozione temporanea.
Fare estrema attenzione ai lavori di tinteggiatura eseguiti a spruzzo poiché, 50% della pittura viene in
parte disperso nell’ambiente ed in parte rimbalzato verso l’operatore.
Consultare prima dell’uso dei prodotti le relative schede tossicologiche fornite dal fabbricante.
Dispositivi di prot. individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Guanti, scarpe di sicurezza, mascherina con filtro specifico o maschera autoventilante in base al
sistema di applicazione della pittura.
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REALIZZAZIONE DEL MANTO IMPERMEABILIZZANTE
Procedure esecutive:
Trasporto e accatastamento a piè d’opera dei rotoli di guaina prefabbricata, del cannello e bombola di
gas. Preparazione del sottofondo con primier, predisposizione dei teli, loro taglio e posa a caldo.
Attrezzature di lavoro:
Pennello o rullo, spatola o cazzuola, taglierina, cannello a gas.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi.
Tagli alle mani per errato uso della taglierina, bruciature, cadute dall’alto, aspirazione di vapori.
Misure legislative di protezione prevenzione dei rischi:
Effettuare i tagli della guaina posizionando la stessa in piano e utilizzare un regolo per guidare il taglio.
Nell’uso della lampada a gas, non orientare mai la fiamma verso gli operatori, farsi assistere durante
le operazioni per lo spostamento della bombola e del tubo di collegamento.
Fare riferimento al capitolo sui ponteggi metallici e cinghie di sicurezza per posa nelle coperture
inclinate.
Misure tecniche di protezione e prevenzione:
Utilizzare tute da lavoro e scarpe antisdrucciolevoli, mascherine e guanti. Per la posa nelle coperture
inclinate utilizzare le cinghie di sicurezza. Verificare la presenza dei parapetti lungo la linea di gronda.
Posizionare i materiali in piano (su piattine ) e assicurarsi che non via possibilità di ribaltamento o
rotolamento degli stessi e degli attrezzi da lavoro.
Dispositivi di protezione individuale:
Tuta da lavoro, Scarpe antisdrucciolevoli, guanti, mascherina.
POSA IN OPERA DELLA LATTONERIA DI COPERTURA
Procedure esecutive:
Posa in opera di grondaie e pluviali attraverso il fissaggio delle staffe di ancoraggio con tasselli ad
espansione.
Attrezzature di lavoro:
Macchina sagomatrice e taglierina automatica (per grondaie predisposte a piè d’opera), trapano e
avvitatore elettrico, rivelatrice, utensileria manuale, trabatello o ponteggio metallico.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Caduta dall’alto, caduta materiali o attrezzi dall’alto, tagli per contatto con parti taglienti, elettrocuzione.
Misure di prevenzione e protezione dai rischi:
Fare riferimento all’uso degli utensili elettrici, del trabatello o ponteggio metallico.
Per la predispostone delle grondaie e pluviali a piè d’opera seguire le istruzioni dei macchinari per la
sagomatura e taglio automatico utilizzati.
Posizionare i manufatti e gli attrezzi in maniera da impedirne lo scivolamento; segnalare o proteggere
le parti taglienti. Osservare scrupolosamente le norme sull’oso del trapano elettrico. Utilizzare
ponteggi a norma, forniti di parapetti e fermapiedi.
Dispositivi di protezione individuale:
Tuta da lavoro, elmetto, guanti, cinghie di sicurezza.
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POSA IN OPERA DEL MANTO DI TEGOLE
Procedure esecutive:
Trasporto e posizionamento a piè d’opera delle tegole e della malta; taglio delle tegole, muraggi.
Attrezzi di lavoro:
Utensili manuali, flessibile elettrico, autogrù.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Caduta dall’alto, caduta materiali e attrezzi dall’alto, tagli alle mani per uso scorretto del flessibile,
lesioni per proiezioni di schegge, inalazione di polveri, elettrocuzione.
Misure di prevenzione e protezione dai rischi:
Utilizzare ponteggio metallico dotato di parapetto e fermapiedi; utilizzare le cinghie di sicurezza. Lo
stoccaggio dei materiali a piè d’opera deve prevedere l’uso di piattine da posare in piano o comunque
con cunei o supporti atti ad impedirne il ribaltamento e lo scorrimento.
I tagli ripetitivi vanno eseguiti a banco e non a piè d’opera, utilizzando per quanto possibile seghe
circolari ad acqua, riducendo per quanto possibile i tagli a piè d’opera con flessibile elettrico ai soli
pezzi unici. In ogni caso, detti tagli, dovranno essere eseguiti entro appositi spazi preventivamente
individuati ed all’uopo attrezzati.
Fare riferimento al capitolo Utensili elettrici portatili, movimentazione dei carichi e autogrù.
Dispositivi di protezione individuale:
Tuta da lavoro, scarpe antinfortunistiche, guanti, elmetto, cinghie di sicurezza, occhiali di sicurezza,
mascherina antipolvere.
POSA DI PIETRE O MARMI PER SOGLIE, DAVANZALI, SCALE
Procedure esecutive:
Muraggio delle lastre con malta di cemento.
Mezzi e attrezzi da lavoro:
Utensileria manuale.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Caduta di materiali dall’alto. Caduta di carichi sui piedi o sulle mani.
Misure di prevenzione protezione dei rischi:
Posizionare e fissare accuratamente i materiali da posare e gli attrezzi di lavoro in maniera da
impedirne la caduta verso l’esterno o le parti più basse. Non operare comunque su piani sovrapposti.
Movimentare i carichi con cautela e farsi assistere per il posizionamento qualora si tratti di parti
pesanti o ingombranti.
Dispositivi di protezione individuali:
Scarpe antinfortunistiche, guanti.
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PAVIMENTAZIONI
Procedure esecutive:
Posa in opera di pavimentazione in piastrelle di varia natura per interno o per esterno, a spolvero o a
colla su massetto predisposto.
Mezzi e attrezzi da lavoro:
Taglia piastrelle, flessibile elettrico, utensileria manuale.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Elettrocuzione, lesioni per schegge e tagli alle mani e al corpo per uso del flessibile elettrico,
inalazione di polveri.
Misure di prevenzione e protezione dei rischi:
I tagli da eseguirsi con flessibile dovranno essere eseguiti su appositi spazi appositamente
predisposti. Fare riferimento al capitolo sull’uso del flessibile elettrico.
Dispositivi di protezione individuale:
Per l’uso del flessibile elettrico: tuta da lavoro, guanti, mascherina antipolvere, occhiali paraschegge.
POSA IN OPERA DI MANUFATTI IN LEGNO
Procedure esecutive:
Posa in opere di parapetti e/o ringhiere in ferro, cancelli e simili, persiane. Posizionamento del
manufatto, regolazione dei piombi e dei livelli; fissaggio; montaggio delle finiture e dei congegni di
movimentazione e chiusura.
Mezzi e attrezzi da lavoro:
Utensileria manuale, trapano ed avvitatore elettrico, seghetto elettrico portatile.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Elettrocuzione, tagli alle mani ed al corpo per uso del seghetto elettrico o del trapano, danni per
movimentazione manuale dei carichi
Misure di prevenzione e protezione dei rischi:
Fare riferimento al capitolo sull’uso degli utensili elettrici portatili.
Dispositivi di protezione individuale:
Scarpe, guanti, occhiali.
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SALDATURA ELETTRICA DI ELEMENTI METALLICI
Procedute esecutive:
Operazioni di saldatura elettrica di parti metalliche.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
saldatrice elettrica.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Elettrocuzione;
danni agli occhi per proiezione di scintille;
ustioni, per contatto con le parti arroventate;
pericoli di incendio ed esplosione.
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
E’ vietato effettuare operazioni di saldatura o di taglio al cannello od elettricamente, nelle seguenti
condizioni:
su recipienti o tubi chiusi;
su recipienti o tubi aperti che contengono materie le quali sotto l’azione del calore possono dar luogo a
esplosioni o altre reazioni pericolose;
su recipienti o tubi anche aperti che abbiano contenuto materie che evaporando o gassificandosi sotto
l’azione del calore o dell’umido possono formare miscele esplosive.
E’ altresì vietato eseguire le operazioni di saldatura all’interno di locali, recipienti o fosse che non siano
sufficientemente ventilati. Qualora le condizioni di pericolo precedenti possono essere eliminate con
l’apertura del recipiente chiuso, con l’asportazione delle materie pericolose e dei loro residui o con altri
mezzi o misure, le operazioni di saldatura e taglio possono essere eseguite, purché le misure di
sicurezza siano disposte da un esperto ed effettuate sotto la sua diretta sorveglianza.
Gli apparecchi di saldatura elettrica devono essere provvisti di interruttori onnipolari sul circuito
primario di derivazione.
E’ consentito l’uso, in deroga, al collegamento elettrico di terra, di utensili elettrici portatili e di
apparecchiature elettriche mobili purché dotate di doppio isolamento e certificati tali da istituto
riconosciuto (DM 20.11.68). Nei luoghi conduttori ristretti è prescritto l’utilizzo di apparecchiature
elettriche alimentate da trasformatore di isolamento o di sicurezza, il quale deve essere mantenuto
fuori del luogo stesso (norme CEI). Nelle operazioni di saldatura in detti luoghi devono essere
predisposti mezzi isolanti e usate pinze porta elettrodi completamente protette contro i contatti
accidentali con parti in tensione.
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Prima dell’uso:
- accertarsi che non siano presenti materiali o sostanze che potrebbero incendiarsi o formare
atmosfere esplosive.
- predisporre gli eventuali dispositivi di protezione collettiva (tappeti o pedane isolanti, schermi, ecc.).
- verificare l’integrità dei conduttori, degli isolanti e della pinza.
Durante l’uso:
- adoperare i necessari DPI.
Normativa di riferimento. CEI 565 norma di sicurezza per l’uso di apparecchiature per la saldatura
elettrica ad arco e tecniche affini.
Dispositivi di prot. Individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Occhiali o maschera, guanti isolanti, eventuali grembiule-manicotti-ghette, scarpe di sicurezza isolanti.
Controlli sanitari:
Gli addetti alla saldatura ad arco devono essere sottoposti a visita medica obbligatoria ogni tre mesi.
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REALIZZAZIONE DI IMPIANTO IDRICO-SANITARIO
Procedure esecutive:
Posa in opera di tubazioni in ferro, rame o polietilene reticolato con giunti saldati o raccordati
meccanicamente, di sistemi di controllo elettrici o elettronici della temperatura dell’acqua.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Attrezzi d’uso comune, ponti mobili o scale a mano, mastici, collanti e canapa, raccordi, tagliatubi
filettatrici elettriche o a mano, piegatubi, saldatrice ossiacetilenica.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Lesioni alle mani per l’uso degli utensili;
irritazioni cutanee;
caduta dall’alto di persone od oggetti;
elettrocuzione, inalazione dei fumi della saldatura.
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
Utilizzare i ponti mobili con ruote bloccate durante le operazioni.
Utilizzare scale a mano con pioli incastrati ai montanti, con estremità antisdrucciolo.
Durante il lavoro su scale o ponti, gli utensili non utilizzati devono essere tenuti in guaine o assicurati
in modo da impedirne la caduta.
Conservare le bombole lontane da fonti di calore e vincolate in posizione verticale.
Verificare l’esistenza dell’impianto di terra prima dell’uso delle attrezzature elettriche. E’ permesso
derogare dall’obbligo della presenza della rete di terra utilizzando utensili con doppio isolamento (art. 3
DM 20.11.68).
Usare la fiamma ossiacetilenica in conformità alle norme contenute nella scheda relativa.
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Evitare il contatto con i collanti, in caso di contatto lavare con acqua e sapone.
Verificare l’installazione di valvole di sicurezza a monte del cannello oltre che sui riduttori di pressione
per evitare ritorni di fiamma.
Dispositivi di prot. individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Casco, guanti, scarpe di sicurezza.
Occhiali o visiere durante l’uso della fiamma ossiacetilenica.
Controlli sanitari:
Trimestrale per i saldatori ossiacetilenici
IMPIANTO ELETTRICO
Procedure esecutive:
Lavori su impianti o apparecchiature elettriche, in tensione o fuori tensione, ma in prossimità di parti in
tensione.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Utensili comuni (cacciavite, pinza, forbice, ecc.), utensili elettrici portatili, scale a mano, trabattelli
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Rischio di entrare in contatto con parti in tensione non protette.
Caduta dall’alto per l’uso della scala a mano o del trabatello.
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Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
E’ vietato eseguire lavori su elementi in tensione, o nelle loro immediate vicinanze, se la tensione
verso terra é superiore a 25V in corrente alternata o 50V in corrente continua. Può derogarsi al
suddetto divieto per tensioni non superiori a 1000V, purché: a) l’ordine di eseguire il lavoro su parti in
tensione sia dato dal capo responsabile; b) siano adottate le necessarie misure atte a garantire la
incolumità dei lavoratori.
E’ vietato eseguire lavori elettrici su macchine, apparecchiature e condutture ad alta tensione
(superiore a 400V per c.a. e 600V per c.c., e nelle immediate loro vicinanze se non si é provveduto ad
aprire il circuito nei punti di possibile alimentazione, esposto i cartelli monitori, isolato e messa a terra
la parte sezionata.
Nei lavori in condizioni di particolare pericolo su macchine, apparecchi o conduttori elettrici la cui
esecuzione sia affidata ad un solo lavoratore, deve essere presente anche un’altra persona.
Durante il lavoro su scale, gli utensili non utilizzati devono essere tenuti in guaine o assicurati in modo
da impedirne la caduta.
Per l’uso degli utensili elettrici consultare le schede relative.
I lavori eseguiti ad altezza superiore a metri due devono prevedere l’uso di idonei ponteggi con
parapetto e fascia parapiede regolamentari.
Per l’uso di scala a mano e del trabatello consultare le schede relative.
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Attenersi alle Norme CEI 11-27 per l’esecuzione dei lavori fino a 1000V in corrente alternata e 1.500V
in corrente continua.
In caso di lavori sotto tensione, il preposto ai lavori deve individuare e delimitare la zona di lavoro,
apporre un cartello monitore, sezionare le parti attive e mettere in sicurezza tutte le parti che possono
interferire con la zona di lavoro (rendendo inaccessibili i dispositivi di sezionamento, verificando
l’assenza di tensione, mettendo in corto circuito e a terra la parte sezionata), informare gli addetti circa
le misure di sicurezza e le precauzioni da adottare.
Anche l’esecuzione dei lavori in tensione deve avvenire sotto il controllo del preposto. Accertare prima
dell’esecuzione dei lavori:
- l’efficienza delle attrezzature e dei mezzi di protezione;
- l’assenza di parti attive con pericolo di contatto accidentale, fuori della zona d’intervento;
-la corretta posizione di intervento dell’addetto ai lavori .
Nei ”lavori a contatto” (lavori in tensione nel corso del quale l’operatore, opportunamente protetto, può
entrare nella zona di guardia con parti del proprio corpo), bisogna inoltre limitare e contenere al
massimo la zona d’intervento; proteggere o isolare le parti a potenziale diverso per evitare la
formazione di archi per corto circuito; fissare le parti mobili di elementi attivi che si sono staccati
Dispositivi di prot. individuale: (D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Durante l’esecuzione dei lavori indossare: guanti isolanti, visiera di protezione, elmetto vestiario tale
da non lasciare scoperte parti del corpo pericolose. Si deve verificare, comunque, la doppia protezione
isolante (per es. guanti isolanti e attrezzo isolante) verso le parti in tensione e mantenere la distanza
minima di 15 cm (distanza di guardia per i sistemi di categoria 0 e classe 1) fra le parti in tensione e le
parti del corpo non protette.
ESECUZIONE DI TRACCE, FORI PASSANTI, ECC.
Procedure esecutive:
Esecuzione di tracce su murature e solai per la collocazione delle tubazioni per i vari impianti, eseguita
a mano con martello e scalpello o con il martello demolitore elettrico.
Attrezzature di lavoro:
D. Lgs. 81/2008 TITOLO III – CAPO I
Martello demolitore, scanalatrice elettrica, martello e scalpello, altri utensili a mano (chiavi, avvitatrici,
ecc.), trabatello, scale doppie.
Individuazione, analisi e valutazione dei possibili rischi:
Elettrocuzione;
caduta dall’alto di persone ed oggetti;
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Miglioramento funzionale del Parco “Quattro Stagioni”
danni all’apparato respiratorio per l’inalazione di polveri ed eventuali fibre;
danni all’udito per l’uso del martello elettrico;
danni agli occhi per proiezione di schegge derivanti dall’uso del martello e scalpello o del martello
demolitore.
lesioni ed abrasioni alle mani.
Misure legislative di prevenzione e protezione dai rischi:
Mettere a disposizione dei lavoratori utensili adeguati al lavoro da svolgere ed idonei ai fini della
sicurezza e salute.
Accertarsi del buono stato di conservazione e di efficienza degli utensili e delle attrezzature.
Programmare una sistematica manutenzione preventiva degli utensili.
Consentire l’uso all’aperto di attrezzature elettriche alimentate a tensione non superiore a 220 V.
In ambienti bagnati o molto umidi (dove c’è spandimento d’acqua o di soluzioni acquose e entro
grandi masse metalliche - luoghi conduttori ristretti) l’uso di attrezzature elettriche alimentate a
tensione non superiore a 50 V ovvero mediante separazione elettrica singola (220 V forniti mediante
trasformatore d’isolamento).
Se la bassissima corrente é fornita da un trasformatore, questo deve essere ”di isolamento”, cioè con
i circuiti del primario e del secondario separati ed isolati tra di loro ed il punto mediano del
trasformatore collegato a terra.
E’ consentito l’uso, in deroga al collegamento elettrico di terra, di utensili elettrici portatili purché dotati
di doppio isolamento certificato da istituto riconosciuto dallo stato (DM 20.11.68 art2).
Nei lavori di scalpellatura é obbligatorio l’uso di occhiali protettivi.
Nell’esecuzione delle tracce in elevato (altezza superiore ai 2 metri) utilizzare trabatelli conformi alle
norme vigenti.
Misure tecniche di prevenzione e protezione:
Non lavorare su parti in tensione. Utilizzare attrezzi elettrici con marchio IMQ.
Prima dell’uso del martello elettrico verificare la tenuta e l’integrità dell’impianto elettrico relativamente
alla parte a vista.
Non utilizzare scale a mano per l’esecuzione delle tracce in elevato: la lavorazione richiede un luogo di
lavoro sicuro e protetto sul vuoto.
Dispositivi di prot. individuale:
(D. Lgs. 81/2008 allegato VIII)
Scarpe di sicurezza con suola imperforabile, guanti, occhiali, mascherina antipolvere.
Controlli sanitari:
1. Il datore di lavoro sottopone a sorveglianza sanitaria i lavoratori la cui esposizione al rumore eccede
i valori superiori di azione. rispettivamente LEX = 85 dB(A) e ppeak = 140 Pa (137 dB(C) riferito a 20
µPa);
La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicità diversa
decisa dal medico competente, con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei
rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza di lavoratori in funzione della valutazione del
rischio.
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AGENTI CHIMICI
Attività interessate
Tutte le attività nelle quali vi sia la presenza di prodotti, originati da una reazione chimica voluta e
controllata dall’ uomo, potenzialmente pericolosi per l’ uomo stesso.
Riferimenti normativi applicabili
D.lgs. 81/2008 TITOLO IX – SOSTANZE PERICOLOSE
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ attività
tutte le lavorazioni devono essere precedute da una valutazione tesa ad evitare l’ impiego di sostanze
chimiche nocive ed a sostituire ciò che è nocivo con ciò che non lo è o lo è meno;
prima dell’ impiego della specifica sostanza occorre consultare l’etichettatura e le istruzioni per l’uso al
fine di applicare le misure di sicurezza più opportune;
la quantità dell’agente chimico da impiegare deve essere ridotta al minimo richiesto dalla lavorazione,
tutti i lavoratori addetti o comunque presenti devono essere adeguatamente informati e formati sulle
modalità di deposito e di impiego delle sostanze, sui rischi per la salute connessi, sulle attività di
prevenzione da porre in essere e sulle procedure anche di pronto soccorso da adottare in caso di
emergenza.
Durante l’ attività
è fatto assoluto divieto di fumare, mangiare o bere sul posto di lavoro;
è indispensabile indossare l’ equipaggiamento idoneo (guanti, calzature, maschere per la protezione
delle vie respiratorie, tute, ecc.) da adottarsi in funzioni degli specifici agenti chimici presenti.
Dopo l’ attività
tutti gli esposti devono seguire una scrupolosa igiene personale che deve comprendere anche il
lavaggio delle mani, dei guanti, delle calzature e degli altri indumenti indossati;
deve essere prestata una particolare attenzione alle modalità di smaltimento degli eventuali residui
della lavorazione (ad es. contenitori usati)
Dispositivi di protezione individuale
guanti;
calzature;
occhiali protettivi;
maschere per la protezione delle vie respiratorie;
abbigliamento protettivo.
Pronto soccorso e misure di emergenza
al verificarsi di situazioni di allergie, intossicazioni ed affezioni riconducibili all’ utilizzo di agenti chimici
è necessario condurre l’ interessato al più vicino centro di Pronto Soccorso.
Sorveglianza sanitaria
sono sottoposti a sorveglianza sanitaria, previo parere del medico competente, tutti i soggetti che
utilizzano o che si possono trovare a contatto con agenti chimici considerati pericolosi in conformità
alle indicazioni contenute nell’ etichetta delle sostanze impiegate.
Come riconoscere la presenza di sostanze chimiche nei prodotti
Le norme, discendenti dalla Legge 29 Maggio 1974 n. 256 concernente la “Classificazione e disciplina
dell’ imballaggio e dell’ etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi”, impongono di riportare
sulla confezione di tali sostanze determinati simboli e sigle e consentono, per gli oltre mille prodotti o
sostanze per le quali tali indicazioni sono obbligatorie, di ottenere informazioni estremamente utili per
dare applicazione alle regole richiamate nelle pagine precedenti.
Analoghe informazioni sono riportate, in forma più esplicita, nella scheda tossicologica relativa al
prodotto pericoloso che è fornita o può essere richiesta al fabbricante.
Prodotti non soggetti all’ obbligo di etichettatura non sono considerati pericolosi.
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Specie le informazioni deducibili dall’ etichettatura non sono di immediata comprensione in quanto
vengono date tramite simboli e sigle che si riferiscono ad una ben precisa e codificata chiave di
lettura.
Al di là del nome della sostanza o del prodotto, che essendo un nome chimico (ad es., 1.1 Diossietano, TCA, trietilamina, ecc.) dice ben poco all’ utilizzatore, elementi preziosi sono forniti:
dal simbolo;
dal richiamo a rischi specifici;
dai consigli di prudenza.
Simboli
Sono stampati in nero su fondo giallo-arancione e sono i seguenti:
esplosivo (E): una bomba che esplode;
comburente (O): una fiamma sopra un cerchio;
facilmente infiammabile (F): una fiamma;
tossico (T): un teschio su tibie incrociate;
nocivo (Xn): una croce di Sant’ Andrea;
corrosivo (C): la raffigurazione dell’ azione corrosiva di un acido;
irritante (Xi): una croce di Sant’ Andrea;
altamente o estremamente infiammabile (+F): una fiamma;
altamente tossico o molto tossico (+T): un teschio su tibie incrociate.
Il Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008,
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il 31 dicembre 2008, riguarda la
classificazione, l'etichettatura e l'imballaggio delle sostanze e delle miscele; modifica e abroga le
direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006.
Le Frasi R vengono sostituite dalle Frasi H (Hazard statements, "indicazioni di pericolo"), e le Frasi
S dalle Frasi P (Precautionary statements, "consigli di prudenza").
Vengono inoltre introdotti nuovi pittogrammi di pericolo.
Le nuove regole per l’etichettatura sono entrate in vigore il 1 dicembre 2010 per le sostanze, il 1
giugno 2015 per i preparati (miscele): simboli e frasi R, frasi S verranno sostituiti.
Sono di seguito indicati i parametri per la determinazione del coefficiente di
pericolosità SCORE
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ELETTRICITA’
Attività interessate
Tutte le attività nelle quali vengono utilizzati, o siano comunque attivi, impianti per la produzione o
distribuzione dell’ energia elettrica, a qualunque scopo destinata.
Riferimenti normativi applicabili
D.Lgs. 81/2008
D.M. 22 gennaio 2008, n. 37 ex 46/90
Legge 186/68;
Legge 791/77;
Norme CEI (in particolare 64/8 e 81/1).
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ attività
verificare che non esistano elementi della rete di distribuzione dell’ energia elettrica che possano
costituire pericolo per le lavorazioni e viceversa. Se del caso, devono essere presi immediati contatti
con l’ Ente esercente la rete al fine di individuare ed applicare le misure di sicurezza necessarie (ad
es. segnalazioni, delimitazioni, sbarramenti, ecc.) prima dell’ inizio delle lavorazioni;
le strutture metalliche dei baraccamenti e delle opere provvisionali, i recipienti e gli apparecchi
metallici di notevoli dimensioni situati all’ aperto devono essere collegati elettricamente a terra in modo
da garantire la dispersione delle scariche atmosferiche, come conseguenza della relazione di calcolo
di probabilità prevista dalla normativa vigente;
gli impianti elettrici, di messa a terra ed i dispositivi contro le scariche atmosferiche, quando necessari,
devono essere progettati osservando le norme dei regolamenti di prevenzione e quelle di buona
tecnica riconosciute. Gli impianti sono realizzati, mantenuti e riparati da ditte e/o persone qualificate.
La dichiarazione di conformità degli impianti (con gli allegati), la richiesta di omologazione dell’
impianto di terra e dei dispositivi contro le scariche atmosferiche sono conservate in cantiere;
prima dell’ utilizzo è necessario effettuare una verifica visiva e strumentale delle condizioni di idoneità
delle diverse parti degli impianti e dei singoli dispositivi di sicurezza.
Durante l’ attività
tutto il personale non espressamente addetto deve evitare di intervenire su impianti o parti di impianto
sotto tensione;
qualora si presenti una anomalia nell’ impianto elettrico è necessario segnalarla immediatamente al
responsabile del cantiere;
il personale non deve compiere, di propria iniziativa, riparazioni o sostituzioni di parti di impianto
elettrico;
Predisporre con cura i conduttori elettrici, evitando che intralcino i passaggi, che corrano per terra o
che possano comunque essere danneggiati;
verificare sempre l’ integrità degli isolamenti prima di impiegare conduttori elettrici per allacciamenti di
macchine o utensili;
l’ allacciamento al quadro di utensili, macchine, ecc., deve avvenire sulle prese a spina appositamente
predisposte;
non inserire o disinserire macchine o utensili su prese in tensione;
prima di effettuare l’ allacciamento verificare che gli interruttori di manovra della apparecchiatura e
quello posto a monte della presa siano aperti (macchina ferma e tolta tensione alla presa);
se la macchina o l’utensile, allacciati e messi in moto, non funzionano o provocano l’ intervento di una
protezione elettrica (valvola, interruttore automatico o differenziale) è necessario che l’ addetto
provveda ad informare immediatamente il responsabile del cantiere senza cercare di risolvere il
problema autonomamente.
Dispositivi di protezione individuale
Gli addetti ad interventi su impianti in tensione devono utilizzare se del caso: calzature con suola
isolante e guanti isolanti in lattice.
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Pronto soccorso e misure di emergenza
il corpo umano al passaggio della corrente si riscalda fortemente: ne risultano scottature esterne o
interne, talvolta gravi o addirittura mortali,
l’ elettricità altresì produce frequentemente altri effetti: sul cuore (fibrillazioni); sui muscoli (crampi la
cui intensità può essere tanto elevata da provocare slogature di articolazioni e rotture di ossa); sul
sistema nervoso (paralisi);
gli effetti sono diversi a seconda della qualità e della quantità dell’energia elettrica trasmessa;
nel caso in cui l’infortunato resti in contatto con un conduttore a bassa tensione non disattivabile che
sia facilmente spostabile, è necessario che quest’ultimo venga allontanato con un supporto in
materiale isolante (non con le mani!), ad es. con una tavola di legno ben asciutta, eseguendo un
movimento rapido e preciso. Se il suolo è bagnato occorre che il soccorritore si isoli anche da terra ad
es. mettendo sotto i piedi una tavola di legno asciutta;
se non è possibile rimuovere il conduttore è necessario spostare l’infortunato. In questo caso il
soccorritore deve:
controllare che il suo corpo (piedi compresi) siano isolati da terra (suolo o parti di costruzioni o di
impalcature o di macchinari bagnati o metallici);
isolare bene le mani anche con mezzi di fortuna (ad es. maniche della giacca);
prendere l’ infortunato per gli abiti evitando il contatto con parti umide (ad es. sotto le ascelle),
possibilmente con una mano sola;
allontanare l’ infortunato con una manovra rapida e precisa;
dopo aver provveduto ad isolare l’ infortunato è indispensabile ricorrere d’ urgenza al pronto soccorso
più vicino.
Sorveglianza sanitaria
non espressamente prevista.
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MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
Attività interessate
Tutte le attività che comportano operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o
più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico
che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano
tra l’altro rischi di lesioni dorso lombari (per lesioni dorso lombari si intendono le lesioni a carico delle
strutture osteomiotendinee e nerveovascolari a livello dorso lombare).
I carichi costituiscono un rischio nei casi in cui ricorrano una o più delle seguenti condizioni:
Caratteristiche del carico
troppo pesanti (superiori a 30 Kg);
ingombranti o difficili da afferrare;
in equilibrio instabile o con il contenuto che rischia di spostarsi;
collocati in posizione tale per cui devono essere tenuti e maneggiati ad una certa distanza dal tronco o
con una torsione o inclinazione del tronco.
Sforzo fisico richiesto
eccessivo;
effettuato soltanto con un movimento di torsione del tronco;
comporta un movimento brusco del carico;
compiuto con il corpo in posizione instabile.
Caratteristiche dell’ambiente di lavoro
spazio libero, in particolare verticale, insufficiente per lo svolgimento dell’attività;
pavimento ineguale, con rischi di inciampo o scivolamento per le scarpe calzate dal lavoratore;
posto o ambiente di lavoro che non consentono al lavoratore la movimentazione manuale di carichi ad
una altezza di sicurezza o in buona posizione;
pavimento o piano di lavoro con dislivelli che implicano la movimentazione del carico a livelli diversi;
pavimento o punto d’appoggio instabili;
temperatura, umidità o circolazione dell’aria inadeguate.
Esigenze connesse all’attività
sforzi fisici che sollecitano in particolare la colonna vertebrale, troppo frequenti o troppo prolungati;
periodo di riposo fisiologico o di recupero insufficiente;
distanze troppo grandi di sollevamento, di abbassamento o di trasporto;
ritmo imposto da un processo che il lavoratore non può modulare.
Fattori individuali di rischio
inidoneità fisica al compito da svolgere;
indumenti calzature o altri effetti personali inadeguati portati dal lavoratore;
insufficienza o inadeguatezza delle conoscenze o della formazione.
Riferimenti normativi applicabili
Legge 977/67;
D.Lgs. 81/2008
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’attività
le lavorazioni devono essere organizzate al fine di ridurre al minimo la movimentazione manuale dei
carichi anche attraverso l’ impiego di idonee attrezzature meccaniche per il trasporto ed il
sollevamento.
Durante l’ attività
per i carichi che non possono essere movimentati meccanicamente occorre utilizzare strumenti per la
movimentazione ausiliata (carriole, carrelli) e ricorrere ad accorgimenti organizzativi quali la riduzione
del peso del carico e dei cicli di sollevamento e la ripartizione del carico tra più addetti;
tutti gli addetti devono essere informati e formati in particolar modo su: il peso dei carichi, il centro di
gravita o il lato più pesante, le modalità di lavoro corrette ed i rischi in caso di inosservanza.
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Dispositivi di protezione individuale
guanti;
calzature di sicurezza.
Pronto soccorso e misure di emergenza
non espressamente previste.
Sorveglianza sanitaria
la sorveglianza sanitaria è obbligatoria per tutti gli addetti;
la periodicità delle visite mediche è stabilita dal medico competente.
VIBRAZIONI
Attività interessate
Tutte le attività nelle quali è previsto l’ impiego di utensili ad asse vibrante o ad aria compressa (ad es.
martelli perforatori, vibratori per c.a., fioretti per fori da mine, ecc.) o dove l’ operatore permanga in
contatto con una fonte di vibrazioni (ad es. casseforme vibranti, macchine operatrici, ecc.).
Riferimenti normativi applicabili
D. Lgs. 81/2008
Direttiva Macchine CEE 392/89;
Norme CEI.
D. Lgs. 81/2008
ALLEGATO V Parte I punto 10 – vibrazioni –
Allegato XXV – valutazione della esposizione -
Misure di prevenzione ed istruzioni per gli addetti
Prima dell’ attività
valutare se sia possibile effettuare la stessa lavorazione senza ricorrere ad attrezzature e/o utensili
comunque capaci di trasmettere vibrazioni al corpo dell’ operatore;
gli utensili e le attrezzature vibranti da impiegare dovranno essere scelte tra quelle meno dannose per
l’ operatore; le stesse devono essere dotate di tutte le soluzioni tecniche più efficaci per la protezione
dei lavoratori (ad es. manici antivibrazioni, dispositivi di smorzamento, ecc.) e devono essere installate
e mantenute in stato di perfetta efficienza;
tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione
delle attività e sottoposti a sorveglianza sanitaria. Se del caso deve essere analizzata l’ opportunità di
istituire una rotazione tra gli addetti.
Dispositivi di protezione individuale
guanti imbottiti.
Pronto soccorso e misure di emergenza
il rischio principale per i lavoratori che utilizzano utensili ad aria compressa o ad asse flessibile é
quello dei danni articolari e delle nevralgie croniche. In alcuni casi, all’ aumentare delle frequenze,
possono riscontrarsi distonie neurovegetative e danni circolatori.
Sorveglianza sanitaria
specifica, obbligatoria per tutti i lavoratori interessati, con periodicità annuale se non diversamente
disposto dal medico competente.
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RUMORE
Generalità
Si esaminano in questa scheda i rischi connessi all’ esposizione a sorgenti di rumore del personale
impiegato in cantiere con riferimento alle prescrizioni contenute nel TITOLO VIII – AGENTI FISICI
CAPO II – PROTEZIONE DEI LAVORATORI CONTRO I RISCHI DI ESPOSIZIONE AL RUMORE DURANTE IL
LAVORO
In particolare, si procede alla determinazione preventiva del livello di esposizione personale degli
addetti alle diverse lavorazioni in relazione alle attrezzature di cui è previsto l’impiego nelle medesime.
La valutazione preventiva è svolta secondo i criteri illustrati nel documento del Comitato Paritetico di
Torino “Valutazione del rischio derivante dall’ esposizione a rumore durante il lavoro nelle attività edili”
la cui validità è stata riconosciuta dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.
Si riportano di seguito i valori delle esposizioni personali per le diverse classi di addetti alle lavorazioni,
con l’ indicazione delle relative prescrizioni in conformità al contenuto del Titolo VIII del D.Lgs.
81/2008
Articolo 190 - Valutazione del rischio
1. Nell'ambito di quanto previsto dall’articolo 181, il datore di lavoro valuta l'esposizione dei lavoratori
al rumore durante il lavoro prendendo in considerazione in particolare:
a) il livello, il tipo e la durata dell'esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a rumore impulsivo;
b) i valori limite di esposizione e i valori di azione di cui all'articolo 189;
c) tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rumore, con
particolare riferimento alle donne in gravidanza e i minori;
d) per quanto possibile a livello tecnico, tutti gli effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori derivanti da
interazioni fra rumore e sostanze ototossiche connesse con l'attività svolta e fra rumore e vibrazioni;
e) tutti gli effetti indiretti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni fra rumore e
segnali di avvertimento o altri suoni che vanno osservati al fine di ridurre il rischio di infortuni;
f) le informazioni sull'emissione di rumore fornite dai costruttori dell'attrezzatura di lavoro in conformità
alle vigenti disposizioni in materia;
g) l'esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre l'emissione di rumore;
h) il prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre l'orario di lavoro normale, in locali di cui
è responsabile;
i) le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili
nella letteratura scientifica;
l) la disponibilità di dispositivi di protezione dell'udito con adeguate caratteristiche di attenuazione.
2. Se, a seguito della valutazione di cui al comma 1, può fondatamente ritenersi che i valori inferiori di
azione possono essere superati, il datore di lavoro misura i livelli di rumore cui i lavoratori sono
esposti, i cui risultati sono riportati nel documento di valutazione.
3. I metodi e le strumentazioni utilizzati devono essere adeguati alle caratteristiche del rumore da
misurare, alla durata dell'esposizione e ai fattori ambientali secondo le indicazioni delle norme
tecniche.
I metodi utilizzati possono includere la campionatura, purché sia rappresentativa dell'esposizione del
lavoratore.
4. Nell'applicare quanto previsto nel presente articolo, il datore di lavoro tiene conto dell’incertezza
delle misure determinate secondo la prassi metrologica.
Articolo 196 - Sorveglianza sanitaria
1. Il datore di lavoro sottopone a sorveglianza sanitaria i lavoratori la cui esposizione al rumore eccede
i valori superiori di azione. La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno
o con periodicità diversa decisa dal medico competente, con adeguata motivazione riportata nel
documento di valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza di lavoratori in
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funzione della valutazione del rischio. L'organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può disporre
contenuti e periodicità della sorveglianza diversi rispetto a quelli forniti dal medico competente.
2. La sorveglianza sanitaria di cui al comma 1 è estesa ai lavoratori esposti a livelli superiori ai valori
inferiori di azione, su loro richiesta e qualora il medico competente ne confermi l’opportunità.
Valutazione preliminare dell’ esposizione personale
Si procede all’ individuazione dei gruppi omogenei di lavoratori. per ciascun gruppo omogeneo si
riportano i valori di esposizione e le relative durate in relazione al tipo di attività svolto ed alle
attrezzature impiegate.
In base a tali valori si determinano i livelli personali di esposizione.
Natura dell’ opera: Costruzioni edili in genere
Scheda 1
Tipologia:
Recupero Edifici
Gruppo omogeneo: Escavatorista
Attività
Utilizzo escavatore
Manutenzione e pause tecniche
Fisiologico
% Tempo
dedicato
60
35
5
Fascia di appartenenza rischio rumore superiore a 80
dB(A) fino a 85 dB(A)
Leq dB(A)
87
64
0
LEp,d dB(A) 84,8
Scheda 2
Natura dell’ opera: Costruzioni edili in genere
Tipologia:
Recupero Edifici
Gruppo omogeneo: Autista autocarro
Attività
Utilizzo autocarro
Manutenzione e pause tecniche
Fisiologico
% Tempo
dedicato
75
20
5
Fascia di appartenenza rischio rumore fino a 80
dB(A)
Leq dB(A)
79
59
0
LEp,d dB(A) 77,8
Scheda 3
Natura dell’ opera: Costruzioni edili in genere
Tipologia:
Recupero Edifici
Gruppo omogeneo: Addetto autogru
Attività
Movimentazione carichi
Spostamenti
Manutenzione e pause tecniche
Fisiologico
Fascia di appartenenza rischio rumore superiore a
80 dB(A) fino a 85 dB(A)
% Tempo
dedicato
50
25
20
5
Leq dB(A)
86
78
64
0
LEp,d dB(A) 83,3
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Scheda 4
Natura dell’ opera: Costruzioni edili in genere
Tipologia:
Recupero Edifici
Gruppo omogeneo: Palista
Attività
Utilizzo pala
Manutenzione e pause tecniche
Fisiologico
% Tempo
dedicato
60
35
5
Fascia di appartenenza rischio rumore superiore ad
80 dB(A) fino a 85 dB(A)
Leq dB(A)
86
59
0
LEp,d dB(A) 83,8
Scheda 5
Natura dell’ opera: Costruzioni edili in genere
Tipologia:
Recupero Edifici
Gruppo omogeneo: Autista autobetoniera
Attività
Carico
Trasporto
Scarico
Manutenzione e pause tecniche
Fisiologico
% Tempo
dedicato
10
40
30
15
5
Fascia di appartenenza rischio rumore fino a 80
dB(A)
Leq dB(A)
84
78
78
64
0
LEp,d dB(A) 78,4
Scheda 6
Natura dell’ opera: Costruzioni edili in genere
Tipologia:
Recupero Edifici
Gruppo omogeneo: Autista pompa cls
Attività
Spostamento
Pompaggio
Manutenzione e pause tecniche
Fisiologico
% Tempo
dedicato
20
55
20
5
Fascia di appartenenza rischio rumore fino a 80
dB(A)
Leq dB(A)
78
81
64
0
LEp,d dB(A) 79,8
Scheda 7
Natura dell’ opera: Costruzioni edili in genere
Tipologia:
Recupero Edifici
Gruppo omogeneo: Ponteggiatore
Attività
Montaggio e smontaggio ponteggi
Movimentazione materiale
Fisiologico
Fascia di appartenenza rischio rumore fino a 80
dB(A)
% Tempo
dedicato
70
25
5
Leq dB(A)
78
77
0
LEp,d dB(A) 77,5
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Scheda 8
Natura dell’ opera: Costruzioni edili in genere
Tipologia:
Recupero Edifici
Gruppo omogeneo:
Operaio comune
(Carpentiere)
Attività
Movimentazione materiale
Casseratura
Utilizzo clipper
Getti
Disarmo e pulizia legname
Pulizia cantiere
Fisiologico
% Tempo
dedicato
25
17
3
10
30
10
5
Fascia di appartenenza rischio rumore superiore ad
80 dB(A) fino a 85 dB(A)
Leq dB(A)
84
84
93
78
85
64
0
LEp,d dB(A) 84,2
Scheda 9
Natura dell’ opera: Costruzioni edili in genere
Tipologia:
Recupero Edifici
Gruppo omogeneo: Muratore polivalente
Attività
Murature
Posa serramenti
Posa ringhiere
Assistenza posa impianti
Fisiologico
% Tempo
dedicato
60
20
5
10
5
Fascia di appartenenza rischio rumore superiore ad
80 dB(A) fino a 85 dB(A)
Leq dB(A)
79
84
88
83
0
LEp,d dB(A) 81,7
Scheda 10
Natura dell’ opera: Costruzioni edili in genere
Tipologia:
Recupero Edifici
Gruppo omogeneo: Intonacatore
Attività
Formazione intonaci
Fisiologico
Fascia di appartenenza rischio rumore fino a 85
dB(A)
% Tempo
dedicato
95
5
Leq dB(A)
75
0
LEp,d dB(A) 74,8
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Miglioramento funzionale del Parco “Quattro Stagioni”
Scheda 11
Natura dell’ opera: Costruzioni edili in genere
Tipologia:
Recupero Edifici
Gruppo omogeneo: Ferraiolo ed aiuto ferraiolo
Attività
Preparazione ferro
Posa ferro
Fisiologico
% Tempo
dedicato
40
55
5
Fascia di appartenenza rischio rumore fino ad 80
dB(A)
Leq dB(A)
80
79
0
LEp,d dB(A) 79,2
Scheda 12
Natura dell’ opera: Costruzioni edili in genere
Tipologia:
Recupero Edifici
Gruppo omogeneo: Impiantista
Attività
Preparazione e posa tubazioni
Installazione elementi (pompe, valvole, ecc.)
Fisiologico
% Tempo
dedicato
60
35
5
Fascia di appartenenza rischio rumore fino a 80
dB(A)
Leq dB(A)
80
73
0
LEp,d dB(A) 78,3
Scheda 13
Natura dell’ opera: Costruzioni edili in genere
Tipologia:
Recupero Edifici
Gruppo omogeneo: Serramentista
Attività
Posa serramenti
Fisiologico
% Tempo
dedicato
95
5
Fascia di appartenenza rischio rumore superiore ad
80 dB(A) fino a 85 dB(A)
Leq dB(A)
83
0
LEp,d dB(A) 82,8
Scheda 14
Natura dell’ opera: Costruzioni edili in genere
Tipologia:
Recupero Edifici
Gruppo omogeneo:
Addetto montaggio travi,
arcarecci, pannelli, colmi, canali di gronda, pluviali
Attività
Montaggio travi, arcarecci, ecc.
Pause tecniche
Fisiologico
Fascia di appartenenza rischio rumore fino a 80
dB(A)
% Tempo
dedicato
75
20
5
Leq dB(A)
79
64
0
LEp,d dB(A) 77,8
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Misure di prevenzione e protezione
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 182, il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li
riduce al minimo mediante le seguenti misure:
a) adozione di altri metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore;
b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da svolgere, che emettano il minor
rumore possibile, inclusa l'eventualità di rendere disponibili ai lavoratori attrezzature di lavoro conformi
ai requisiti di cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto è di limitare l'esposizione al rumore;
c) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro;
d) adeguata informazione e formazione sull'uso corretto delle attrezzature di lavoro in modo da ridurre
al minimo la loro esposizione al rumore;
e) adozione di misure tecniche per il contenimento:
1) del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con
materiali fonoassorbenti;
2) del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento;
f) opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi
sul posto di lavoro;
g) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione della
durata e dell'intensità dell'esposizione e l’adozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi
di riposo.
2. Se a seguito della valutazione dei rischi di cui all’articolo 190 risulta che i valori inferiori di azione
sono superati, il datore di lavoro elabora ed applica un programma di misure tecniche e organizzative
volte a ridurre l’esposizione al rumore, considerando in particolare le misure di cui al comma 1.
3. I luoghi di lavoro dove i lavoratori possono essere esposti ad un rumore al di sopra dei valori
superiori di azione sono indicati da appositi segnali.
Dette aree sono inoltre delimitate e l’accesso alle stesse è limitato, ove ciò sia tecnicamente possibile
e giustificato dal rischio di esposizione.
4. Nel caso in cui, data la natura dell'attività, il lavoratore benefici dell'utilizzo di locali di riposo messi a
disposizione dal datore di lavoro, il rumore in questi locali è ridotto a un livello compatibile con il loro
scopo e le loro condizioni di utilizzo.
In base ai valori dei livelli di esposizione sonora, il Datore di Lavoro deve applicare i provvedimenti
previsti dal D.Lgs. 81/2008 distinguendo le seguenti situazioni:
A) Esposizione a valori inferiori di azione: rispettivamente LEX = 80 dB(A) e ppeak = 112 Pa (135
dB(C) riferito a 20 µPa).
Per tale campo di esposizione il Decreto non prevede alcuna attività di prescrizione.
B) Esposizione a valori superiori di azione: rispettivamente LEX = 85 dB(A) e ppeak = 140 Pa (137
dB(C) riferito a 20 µPa);
Il Datore di lavoro ha l’obbligo di formare e informare i lavoratori (ovvero i loro rappresentanti) su:
1.
i rischi derivanti all’ udito derivanti dall’ esposizione al rumore;
2.
le misure adottate in applicazione del Decreto;
3.
le misure di protezione alle quali i lavoratori debbono conformarsi;
4.
la funzione e uso corretto dei mezzi personali di protezione;
5.
le circostanze nelle quali è previsto l’ uso di tali mezzi e le loro modalità di impiego;
6.
il significato ed il ruolo del controllo sanitario;
7.
i risultati ed il significato della valutazione.
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8.
uso corretto degli utensili, delle macchine e delle apparecchiature per ridurre al minimo i
rischi per l’ udito.
9.
Tutti i lavoratori così esposti, indipendentemente dai mezzi personali di protezione, devono
essere sottoposti ad un controllo sanitario comprendente:
a.
una visita medica preventiva, con esame della funzione uditiva, per accertare l’ assenza di
controindicazioni al lavoro specifico;
b.
una visita di controllo, con esame della funzione uditiva, effettuata non oltre un anno dopo la
visita preventiva per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di
idoneità;
c.
visite mediche periodiche successive, a frequenza stabilita dal Medico Competente,
comunque non oltre i due anni.
Se il lavoratore ne fa richiesta ed il Medico Competente ne conferma l’ opportunità, anche al fine di
individuare effetti extrauditivi, il lavoratore stesso deve essere sottoposto ad opportuno controllo
sanitario.
VISITE MEDICHE OBBLIGATORIE
Idoneità fisica dei lavoratori
I lavoratori delle imprese esecutrici dovranno essere in possesso dell’ idoneità fisica al lavoro,
accertata, prima dell’ assunzione, mediante visita medica generale, oppure tramite presa visione di
idoneo documento sanitario personale.
Ove richiamato dalle vigenti disposizioni di legge, i lavoratori dovranno essere sottoposti a visite
mediche specifiche preventive e periodiche, sotto la sorveglianza sanitaria del Medico Competente.
DIREZIONE CANTIERE, SORVEGLIANZA LAVORI, VERIFICHE E CONTROLLI
Direzione cantiere
L’ organizzazione del lavoro e della sicurezza dovrà essere articolata in diversi momenti di
responsabilizzazione e di formazione dei vari soggetti interessati al processo produttivo (datore di
lavoro, dirigente, preposto, lavoratori).
Il datore di lavoro dovrà:
disporre affinché siano attuate le misure di sicurezza relative all’ igiene ed all’ ambiente di lavoro che
assicurino i requisiti richiesti dalle vigenti disposizioni di legge e dalle più aggiornate norme tecniche,
mettendo a disposizione i mezzi necessari;
rendere edotti ed aggiornati i dirigenti, i preposti ed i lavoratori, nell’ ambito delle rispettive attribuzioni
e competenze, sulle esigenze di sicurezza
e sulle normative di attuazione con riferimento alle
disposizioni di legge e tecniche in materia.
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I soggetti che dirigono le singole attività produttive hanno il compito di:
programmare le misure di sicurezza relative all’ igiene ed all’ ambiente di lavoro che assicurino i
requisiti richiesti dalle vigenti disposizioni tecniche in materia e mettere a disposizione i mezzi
necessari allo scopo;
illustrare ai preposti i contenuti di quanto programmato rendendoli edotti dei sistemi di protezione
previsti sia collettivi che individuali in relazione ai rischi specifici cui sono esposti i lavoratori;
rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui sono esposti e portare a loro conoscenza le norme
essenziali di prevenzione con i mezzi a disposizione,
mettere a disposizione dei lavoratori i mezzi di protezione e disporre che i singoli lavoratori osservino
le norme di sicurezza;
verificare ed esigere che siano rispettate le disposizioni di legge e le misure programmate ai fini della
sicurezza collettiva ed individuale;
predisporre affinché gli ambienti, gli impianti, i mezzi tecnici ed i dispositivi di sicurezza siano
mantenuti in buona ed efficiente condizione, provvedendo altresì ad effettuare le verifiche ed i controlli
previsti.
I soggetti che sovrintendono le singole attività lavorative hanno il compito di:
attuare tutte le misure previste dal presente Piano di Sicurezza e Coordinamento;
esigere che i lavoratori osservino le norme di sicurezza e facciano uso dei mezzi personali di
protezione messi a loro disposizione;
aggiornare i lavoratori sulle norme essenziali di sicurezza in relazione ai rischi specifici cui sono
esposti.
Sorveglianza, verifiche e controlli
Durante lo svolgimento dei lavori dovrà essere disposta ed effettuata la sorveglianza dell’ ambiente
esterno e di quello interno con valutazione dei diversi fattori ambientali: recinzioni, vie di transito,
opere costruende, reti di servizi tecnici, macchinari, impianti, attrezzature, luoghi e posti di lavoro,
servizi igienico-assistenziali, e di quant’ altro può influire sulla sicurezza del lavoro degli addetti e di
terzi.
Dopo piogge o altre manifestazioni atmosferiche notevoli e dopo interruzioni prolungate dei lavori, la
ripresa degli stessi dovrà essere preceduta dal controllo di stabilità dei terreni, delle opere
provvisionali, delle reti dei servizi e di quant’ altro suscettibile di averne avuta compromessa la
sicurezza.
INFORMAZIONI E SEGNALAZIONI
In aggiunta alle informazioni di carattere generale fornite agli addetti ed a supplemento di altre misure
di sicurezza, ulteriori informazioni riguardanti la sicurezza sul lavoro potranno essere fornite, secondo
necessità, mediante scritte, avvisi o segnalazioni convenzionali, il cui significato sia stato chiarito
preventivamente agli addetti ai lavori.
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Le modalità di impiego degli apparecchi di sollevamento e di trasporto ed i segnali prestabiliti per l’
esecuzione delle manovre dovranno essere richiamati mediante avvisi chiaramente leggibili.
Eventuali punti di particolare pericolo saranno contraddistinti con segnaletica atta a trasmettere
messaggi di avvertimento, divieto, prescrizione, salvataggio; tale segnaletica dovrà essere conforme
ai requisiti prescritti dal D.Lgs. 81/2008
ALLEGATO XXIV
PRESCRIZIONI GENERALI PER LA
SEGNALETICA DI SICUREZZA
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ALLEGATI
SEGNALETICA
Divieto di accesso alle persone non autorizzate.
Vietato ai pedoni.
Vietato ai carrelli di movimentazione.
Sostanze velenose.
Tensione elettrica pericolosa.
Pericolo di inciampo.
Casco di protezione obbligatoria.
Guanti di protezione obbligatoria.
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Protezione obbligatoria per gli occhi.
Protezione obbligatoria dell'udito.
Calzature di sicurezza obbligatorie.
Protezione individuale obbligatoria contro le cadute.
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LAVORI AGGIUNTIVI Miglioramento Funzionale