ANNO LXXX - N. 21
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1°
COPERTINA
TORINO-VALDOCCO
- UNA SUGGESTIVA VISIONE DELLA PROCESSIONE DEI
PELLEGRINI DI VARAZZE CON I LORO ARTISTICI CROCIFISSI (23 settembre 1956'
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ANNO LXXX - N. 21
1' NOVEMBRE 1956
Cento anni fa, il 25 novembre 1856, moriva all'Oratorio di Torino Margherita Occhiena,
madre di Don Bosco e dei birichini di Don Bosco, che la, chiamavano, pur essi, col dolce
nome di Inamena .
A distanza d'un secolo essa vive, « buona e cara immagine », nel ricordo e più nell'affetto di tutta la famiglia salesiana sparsa per il mondo, e vivrà « quanto il mondo
lontana », nella luce della santità del figlio, del quale più d'una favilla appartiene a lei .
Cercheremo di rievocare e lumeggiare la sua figura, di donna, di madre, di madre d'un
santo, raccogliendone in rapida sintesi
i tratti essenziali .
Richiamare il volto della madre, per
contemplarlo e ammirarlo, è sempre
una delle gioie più grandi per i figli .
Così fece Don Lemoyne quando, nel
1886, alla consueta accademia della
vigilia di San Giovanni, presentò a
Don Bosco, e fu il numero più applaudito e il dono più gradito, la biografia
di lei, alla quale il figlio stesso aveva
largamente contribuito, ricordando particolari ed episodi sfuggiti o ignorati,
per ricomporre fedelmente le linee di
quella vita da cui era germinata, come
fiore, la sua .
Come in una grande sinfonia (e tale
fu la vita di Margherita : un mirabile
accordo di pensieri, di sentimenti, di
opere) tre sono i tempi, umili e pur
grandi : la giovane, la madre, la coo.
peratrice
glio di Asti da Mel
.oiedclahDrmpnO178,terzogniad
cinque tra fratelli e sorelle, Margherita trascorse la giovinezza nel lavoro
dei campi e nella pace degli affetti etti domestici : puri e santi. Ragazza sana,
Don Bosco e Mamma Margherita giungono a Valdocco (3 nov. 1846)
X01
CENTENARIO
4
Sabato 24 novembre, ore 18,30 : l'On
. Maria Jervolino,stegraiolPubcaIstrzione,
commemorerà alla RAI la Mamma di S . Giovanni Bosco nel primo centenario della morte .
Domenica 25 novembre : solenne Commemora
zione centenaria nel teatro di Valdocco, tenuta
dall'On. Giuseppe Pella.
forte, seria, simpaticamente disinvolta, guardata con occhio d'invidia dalle compagne
e di ammirazione dai giovani del paese, si
preparò alla vita con . serenità e coraggio .
A 24 anni, il 6 giugno 1812, andò sposa
a Francesco Bosco, fior di galantuomo e di
lavoratore cristiano, rimasto vedovo con un
tiglio di nome Antonio . La giovane coppia
si trasferì ai Becchi : un gruppo di casucce
in cima a un colle, allora, tra alberi, prati,
vigneti, a. pochi chilometri da Castelnuovo
d'Asti . Fu donna modello e insieme educatrice mirabile dei figli che presto vennero
ad allietare la sua povera casa : Giuseppe
(8 aprile 1813) e Giovanni (16 agosto 1815) .
La sventura che la, gettò nel lutto, più
sconsolato, privandola, ancor giovane, nel
1817, del marito, la fece più forte, più generosa e fiduciosa in Dio . Moltiplicò le
energie con uno sforzo di volontà e di braccia
meraviglioso . Donna esperta in tutti i lavori dei campi, anche i più faticosi, arava
reggendo l'aratro con mano virile, seminava,
falciava, alzava i covoni, trebbiava, lasciandosi indietro gli uomini più robusti . Ferrea
come il suo « ferreo » Piemonte .
Ma il lavoro, le occupazioni e le preoccupazioni familiari non la distolsero dall'educare saviamente e santamente i tigli . Li volle
sani . sobri, puri, sereni, timorati di Dio .
Q
uesta popolana, che non sapeva leggere
nè scrivere, aveva un tesoro nella memoria : conosceva da cima a fondo il libro
del Catechismo . E lo insegnò ai tigli, corredandolo e commentandolo con esempi della
scrittura o della vita dei Santi, imparati
frequentando la chiesa, alla quale era felice di accompagnare nei giorni di festa i
suoi figli . La gente guardava ammirata quei
bimbi così puliti, composti, disinvolti : sem402
plice eleganza e sana educazione, specchio
di purezza e freschezza interiore .
Nell'opera alta e ardua della formazione
e preparazione alla vita, Margherita prendeva spunto e avvio da tutto per impartire
preziosi insegnamenti . Nel mondo della natura vedeva riflesse le leggi stesse della vita
dell'uomo : una proda fiorita, un cielo stellato, un nido d'uccello fornivano motivo di
riflessione e di meditazione . Ciò che aveva
colpito la nobile fantasia del ragazzo passava al cuore, ricco di nuovo significato,
svelato dalla illuminazione materna .
Fu anche vigile inflessibile nel tenere lontana ogni occasione di male . « In nessun
modo io voglio che sdruccioliate all'inferno »,
diceva e ripeteva, pronta essa stessa, per
divertire i ,figli e sottrarli a spettacoli pericolosi, a favoleggiare di maghi, di guerrieri,
di castelli, con una verve narrativa e una
« fantasia pittrice » da fare invidia a un
bravo cantastorie del buon tempo antico .
barano i « fumetti di mamma Margherita,
ingenui, innocui, avvincenti, come tutti i racconti di quell'eterno fanciullo ch'è il popolo .
F volato in Paradiso!
Agosto 1860 . Ventre Don Bosco passa accanto al Santuario della Consolata, si vede
comparire dinanzi la mamma morta quattro
armi prima . Il suo aspetto è. bellissimo .
- Oh, mamma! voi qui? ma non siete
morta?
- Sono morta, ma vivo .
- E siete felice?
-- Felicissima
.
Il Santo si affrettò a chiederle se fosse
andata subito in Paradiso . Ella rispose
che aveva dovuto passare per il Purgatorio, dal quale l'avevano liberata le preghiere del figlio e (lei giovani dell'Oratorio .
Quando muore una persona cara, si suole
ripetere : « L' votata in Paradiso » . Anche
Don, Bosco aveva pensato così della sua
cara mamma ; eppure la santa donna
aveva avuto bisogno dei suffragi del figlio
e dei giovanetti dell'Oratorio per essere
ammessa alla visione beatifica di Dio .
Chi di noi oserà pensare che i suoi
cari Morti non abbiano più bisogno di
sufragi?Povdenzlqui mes
di novembre, che la Chiesa consacra in
modo particolare a suffragare i defunti .
insieme con la chiesa, la casa
era l'altro centro educativo, guardato, vigilato perchè nulla e nessuno ne turbasse la pace, la serenità e l'onestà . In un angolo la
nonna, rispettata, ascoltata, circondata di attenzioni squisite e
commoventi, spandeva intorno
come un'aura di tempi patriarcali .
Ma a dirigere il piccolo complesso
concerto familiare a più voci
(aspra, rude, spesso fuori tono
quella del figliastro Antonio, dolce
e duttile quella di Giuseppe, limpida e squillante quella di Giovanni) era Margherita, più felice
quando, la sera e il mattino, poteva guidare il coro delle preghiere . Come la chiesa, anche la
porta della sua casa era aperta ad
ogni dolore, ad ogni miseria, ad
ogni ceto di persone : vicini, poveri, venditori ambulanti (che
spesso alleggeriva di merci poco
edificanti), persino banditi, che la
chiamavano mamma e ai quali
ricordava, additando loro un po'
di paglia per la notte, le preghiere
della sera e il giudizio di Dio .
Ma dove l'istinto educativo di
Margherita brillò di mirabile intuito fu nel guidare la vocazione
dei figli, di Giovanni specialmente .
Osservava e conservava tutto nel
cuore, come un dolce e terribile
segreto . E come le madri delle
colline della Giudea, ammirate
d'un altro Giovanni, diceva alle
vicine col cuore gonfio d'attesa :
Che cosa credete che ne sarà di
mio figlio? » . Era un'eco dell'episodio evangelico, ma un'eco vera
e fedele . E che odissea di avventure, che poema d'audacie e
d'amore, l'avvio di Giovanni al
sacerdozio : capolavoro della sua
missione di madre e di - educatrice, felice, finalmente, di vedere
coronato il sogno dei nove anni,
il sogno della sua vita! Le parole
che disse al figlio ritornando, una
sera, insieme con lui, sacerdote
novello, alla casetta dei Becchi,
Mamma Margherita, educatrice impareggiabile .
sono tra le più alte uscite da cuore di madre . Basterebbero da sole, o insieme alle altre dette nei momenti
più grandi e solenni della vita del figlio, per dare il
tono e la nobiltà di un'anima, anzi di tutta una vita .
I1 terzo e ultimo tempo fu il più grande, perchè il
più eroico . All'invito di fare da madre a tanti ragazzi
poveri e abbandonati, raccolti dalla carità del figlio,
Margherita non esitò . Lasciò la sua casuccia, la sua
terra, ogni cosa cara, e scese a fianco di lui, per dividere con lui stenti, pene, sacrifici, rinunzie . Fu un
mattino del 1846 . Intorno, sulla campagna piemontese, la grande tristezza dell'autunno . Nel cuore dei
due pellegrini una gioia pacata, come di serena e misteriosa attesa . Don Bosco portava con sè il Breviario, un messale e alcuni quaderni; la madre un
canestro di biancheria con alcuni oggetti più indispensabili . Quel viaggio dai Becchi a Torino - scrisse
Francesca Castellino - ha qualche cosa di epico :
Giovanni guardava nell'avvenire, quasi favoloso ; Margherita, come l'antico eroe, andava verso l'ignoto,
avendo già i capelli bianchi.
All'entrata in città il dono d'un orologio da parte
del teologo Vola parve un primo segno elegante della
Provvidenza . Oh! la nuova casetta! Più sfornita di quella
4 03
sul colle, ai Becchi . Margherita scherzò su
tanta povertà, intonando la strofetta : Guai
al inondo se ci sente - forestieri senza niente .
Poi, in quella prima sera torinese, alla sua
voce si unì un'altra, chiara, limpida, tonante . Fu un'aria religiosa dell'Ottocento :
Angioletto del mio Dio . Sotto le finestre alcuni ragazzi ascoltavano, in silenzio, aspettando . Don Bosco era dunque tornato . E
non era solo .
Uno dietro l'altro venivano bimbi soli,
sperduti orfani, senza pane, senza vestito,
senza lavoro, come quello accolto una sega
di tempesta, fradicio di pioggia, smarrito,
affamato, messo a dormire in cucina, in un
lettino di fortuna (il primo degli infiniti
che oggi si allineano nelle camerate salesiane) dopo una preghiera, una carezza, un
sorriso, un augurio di buona, notte la prima
`buona notte' data da Margherita e che ancora riecheggia, « suono di casa, suono di
mamma », la sera, in ogni istituto salesiano
del mondo .
Nella nuova casa c'era bisogno di tutto .
Margherita vendette anche il suo corredo
di sposa . Quel corredo dava il vestito e il
sorriso a un bimbo, un paramento o una
tovaglia all'altare di Dio .
Margherita era tutto ed era sola : cuciniera, vivandiera, guardarobiera, sarta, assistente, portinaia . Reggitrice savia, discreta,
sempre subordinata al figlio (eroismo per
una madre a quella età) era fornita d'una
energia soave e, all'occasione, d'un brio
scintillante, di'un'eloquenza naturale, arguta, incisiva, tradotta in proverbi, in battute del suo dialetto, in discorsetti rivolti
ai più scapati, oggetto delle sue cure costanti
e attente . Correggeva, riprendeva, lodava,
incoraggiava : sistema preventivo in atto, di
cui essa stessa era stata maestra al figlio .
La preghiera accompagnava e santificava,
scandiva e addolciva la dura e varia fatica
d'ogni giorno, come una bella melodia sormonta, a tratti, la pagina musicale, s'interrompe, ritorna, si spiega limpida, pura,
continua . A lei rispondeva, com'eco, il coro
dei giovani, Va solo di Savio : il ragazzo da
lei contemplato nell'estasi della preghiera
dentro la nuova, chiesetta dell'oratorio .
Così Margherita spese gli ultimi anni di
vita, con la tenerezza e la dedizione d'una
madre che divide e moltiplica l'amore e il
pane tra i suoi figli : piccoli operai e piccoli
studenti, contenti di quella cara miseriola »,
felici di quell'amore interamente donato .
Cara e santa madre, non inferiore ad
altre passate nei fasti della storia o della
poesia, perchè come quelle, più di quelle,
contribuì alla resurrezione e alla rigenerazione morale e spirituale della patria . Cara
e santa madre che ogni salesiano vede sorridere accanto alla propria, dimenticando
d'averla lontana o d'averla perduta : madre
di Don Bosco e dei birichini di Don Bosco,
ieri, oggi, sempre, finchè un fanciullo, solo
per il mondo, busserà alla porta d'una casa
salesiana, chiedendo un pane, un sorriso o
il tepore d'un nuovo focolare .
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PIÙ
vivi
CHE i
I parenti dei nostri Martiri Spagnoli accorrono alle loro tombe,
più che per piangerli, per invocarne l'aiuto e la protezione .
Pochi mesi or sono, in occasione del Capitolo Generale dei Fratelli delle Scuole Cristiane, il
Postulatore Generale dell'Istituto presentò al Papa la prova giuridica documentata dell'Odium
Fidei, vale a dire, dell'intenzione persecutrice che animava i governanti spagnoli dell'infausta repubblica comunista, nella loro iniqua sanguinosa persecuzione contro Cristo, la sua Chiesa e i
suoi sacerdoti .
L'opera consta di otto volumi, quasi tutti composti di copie fotografiche di documenti autentici, emanati dal governo, dalle corti, dai sindacati, dai soviet russi, dalla massoneria, ecc . In
questi documenti si prova all'evidenza che l'odio
a Cristo e ai suoi ministri era, il fine principale
della sanguinosa persecuzione, che durante tre
anni circa immolò migliaia e migliaia di sacerdoti, religiosi, vescovi e cattolici praticanti,
senza riguardo a nessuna classe sociale, senza
tribunali, ad arbitrio di « miliziani » incontrollati,
e con una raffinatezza di crudeltà importata dalle
ceche moscovite .
Il Santo Padre, nell'udienza concessa ai
riori di detta Congregazione, s'indugiò
mezz'ora a sfogliare questi volumi, mentre
sue labbra sfuggivano di quando in quando
di ammirazione e di meraviglia .
Supecirca
dalle
frasi
Nel constatare che i documenti erano fotocopie, ebbe anche parole di plauso per questa
precauzione, assolutamente necessaria per provarne l'autenticità .
Poi, a mano a mano che scorreva le pagine,
esclamava :
- Questi sono Martiri nel genuino senso della parola, perché morivano gridando : « Viva Cristo Re i .
Più oltre, sfogliando un altro volume, diceva :
- Questa è una gloria della Chiesa Spagnola . . .
Ormai le spoglie venerate degli eroici testimoni di Cristo
appartengono alla Chiesa. Ecco i due Delegati della Curia
vescovile che imprimono i sigilli del Vescovo di Madrid .
E ancora :
- Questa è una gloria della Chiesa Cattolica . . .
405
Accresceva valore a queste parole del Papa
il fatto che già in altre occasioni si era manifestato fervente ammiratore e devoto dei Martiri
Spagnoli .
Anche in una udienza concessa ai nostri Superiori Maggiori ebbe parole di lode e di ammirazione simili a queste, quando gli parlarono
l
)
Con questo numero del Bollettino tutti i
nostri Cooperatori e amici ricevono pure il
CALENDARIO SALESIANO 1957 }
È il dono del Rettor Maggiore! Abbiamo
fiducia che tornerà gradito a tutti .
Col Calendario c'è pure il modulo del
conto corrente postale . Esso vorrebbe
essere un invito alla grande famiglia dei
Cooperatori, Ex allievi, Amici, a ricordarsi degli immensi bisogni delle opere
nostre, impegnate in mille sante imprese
in tutti i continenti e specialmente nei
luoghi di Missione .
(
l
1
Se ciascuno di quanti riceveranno il
Calendario Salesiano vorrà inviare
l'offerta anche modesta che il cuore gli
suggerirà, il nostro Veneratissimo Rettor
Maggiore sarà in grado di esaudire
tanti accorati appelli, di provvedere a
tanti bisogni delle opere salesiane sparse
per il mondo .
E Don Bosco benedirà come sempre ai
cuori generosi che lo aiuteranno .
i
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1
),
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1
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E fu appunto questo che animò i nostri Superiori a iniziare i processi di beatificazione dei
Martiri salesiani spagnoli .
Di questi processi se ne sono cominciati tre,
uno per ciascuna delle tre Ispettorie esistenti
nella Spagna al tempo della persecuzione .
GESÙ' dalla croce
40(1
Si sono già divulgati per tutta la Congregazione i così detti «Articoli», nei quali è tratteggiata la vita e il martirio di questi eroici Figli
di Don Bosco . Naturalmente la fama del loro
martirio si è diffusa in modo speciale nella Spagna,
dove milioni di fogli stampati l'hanno portata
fino all'angolo più remoto della penisola . Inoltre
riviste, periodici, libri e tutta una serie di pubblicazioni si fanno eco di questi gloriosi martiri
e tutti i cattolici spagnoli oggi vanno orgogliosi
dei loro Martiri .
L'Ispettoria Tarragonese (Barcellona) presenta
31 salesiani e 2 Figlie di Maria Ausiliatrice, a
proposito delle quali bisogna dire,- a . maggior
onta dei persecutori, che, nel loro furore, non
rispettavano nè il sesso nè l'età delle vittime .
L'Ispettoria Betica (Siviglia) si gloria di un
bel manipolo di 19 Salesiani e di 3 Cooperatori .
Questi ultimi saranno così partecipi della gloria
del Salesiani, come furono già partecipi dello
stesso spirito e dello stesso martirio .
delle vittime che la persecuzione rossa aveva
fatto anche tra i Salesiani di Spagna .
— Dio mio, Dio mio!
perchè mi hai
abbandonato?"'
Il processo informativo diocesano dei Martiri
dell'Ispettoria che ha sede in Barcellona fu chiuso
nell'ottobre del 1955, e gli atti si trovano già
presso la S . Congregazione dei Riti, in attesa
dell'Introduzione della Causa
. Quello dell'IspettoriaconsedSviglaètermnol'tbre
ultimo scorso . Nello stesso mese fu aperto quello
dell'Ispettoria di Madrid, presenti il Procuratore e il Postulatore Generale della Congregazione Salesiana .
L'Ispettoria Celtica (Madrid) conta ben 44 vittime - sacerdoti, coadiutori, novizi, aspiranti che col loro sanguinoso martirio lavarono le loro
stole nel sangue immacolato dell'Agnello .
In complesso, dunque, sono un centinaio i Martiri
spagnoli, di cui va gloriosa la Famiglia salesiana .
Se il Papa affermò che sono gloria della Chiesa
Universale e della Chiesa Spagnola, a ragione
noi possiamo dire che sono anche fulgida gloria
della Congregazione Salesiana .
Le nostre preghiere a Cristo Re e a Maria
Regina dei Martiri, appianino la via e affrettino
la data in cui, superate le procedure di rito, il
Vicario di Cristo, dalla Cattedra infallibile di
Pietro, possa proclamare in faccia al inondo che
questa schiera di Martiri salesiani sotto iscritti
nel Catalogo dei Santi .
Dopo aver speso tutto te stesso a curare gli interessi di Dio, a beneficare
il prossimo, a santificare l'anima tua, può capitare anche a te, come a
Gesù, che gli uomini ti mettano in croce, e il Signore sembri averti dimenticato. Non temere' Dopo il "crucifige" anche per te verrà la gloria .
la prima chiesa
A SAN DOMENICO SAVIO
ín India
Il 25 agosto 1956, S . E . Mons . Mathias,
Arcivescovo di Madras-Mylapore, accompagnato dal clero della città, dai ragazzi dell'Oratorio Don Bosco e da numerosi Cooperatori salesiani, benediceva
la nuova chiesa dedicata a S . Domenico
Savio e ne consacrava i cinque altari
L'edificio, dono di tanti benefattori della Missione, è un'imponente costruzione in stile moderno,
ricca di un prezioso altare maggiore in marmo
di Carrara, di mosaici della scuola veneziana e di
un maestoso artistico crocifisso in bronzo .
La prima pietra era stata posta e benedetta dal
Rettor Maggiore nel gennaio del 1955, alla conclusione della sua visita all'India meridionale . La
benedizione del Superiore, che era la benedizione
di Don Bosco, attirò sull'opera gli aiuti necessari
per portarla a compimento . Oggi le turbe dei ragazzi oratoriani si riversano nella bella chiesa,
che echeggia dei loro canti e delle loro preghiere .
Al termine della sacra funzione, l'Arcivescovo
parlò ai presenti dicendosi pienamente soddisfatto
di quanto i suoi confratelli avevano fatto per la
gioventù dell'Archidiocesi . « I Salesiani - disse mi hanno grandemente aiutato a dare una soda
formazione morale ai giovani di Madras durante
i venti anni in cui reggo la Diocesi. A una moltitudine di poveri ragazzi essi, sulle orme di
Don Bosco, hanno insegnato la virtù e hanno dato
i mezzi, spirituali e materiali, per mantenersi
buoni e diventare utili alla Chiesa e alla Società .
Contribuisca anche questo nuovo tempio dedicato
al giovane santo Domenico Savio a continuare
quest'opera, a moltiplicarne i frutti, a far sorgere
tra la gioventù dell'India dei giovani santi che emulino le virtù del loro patrono e modello Domenico
Savio, conte è vivo desiderio del Sommo Pontefice » .
L'Oratorio Don Bosco, che è già nel suo secondo
decennio di vita, opera prodigi tra la gioventù
della zona, che è tra le più povere della città. La
maggioranza dei ragazzi che lo frequentano sono
cattolici, ma anche un buon numero di pagani
vanno abitualmente per i giochi e per l'istruzione
religiosa . Ai cattolici si impartono lezioni regolari
di Catechismo ; ai pagani si insegna la morale e
l'educazione civile, preparando la via all'opera della
Grazia.
L'Oratorio è sito nel cuore della città, in via
Broadway, tra la Scuola S . Gabriele, diretta
dai Salesiani, e la Scuola di S . Francesco Saverio
per le ragazze anglo indiane, diretta dalle Figlie
di Maria Ausiliatrice, non lontano dalla chiesa
parrocchiale, forte centro di devozione a Maria
Ausiliatrice e di attività salesiane . Queste quattro
opere di Don Bosco sono come una cittadella cristiana nel cuore della città dei Bramini
Il giovane «Domenico Savio », il ragazzo bramino
che, dopo aver frequentato l'Oratorio Don Bosco
per quattro anni, ha chiesto e ricevuto il battesimo,
sta a lungo inginocchiato nella nuova chiesa, con
lo sguardo fisso all'abside ove trionfa l'immagine
del suo santo giovane patrono . Egli prega . E la
sua preghiera a S . Domenico, Savio è la stessa
che ripete ogni giorno da anni : « O Domenico,
ottieni la luce e la grazia della Fede a tanti altri
ragazzi bramini . Fa che trovino anch'essi Gesù!» .
,~
è uscito
IL GALANTUOMO 1957 • l'almanacco di Don Bosco
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40 7
19
corsi
di
Esercizi
Spirituali per i Cooperatori e 27 per le
Cooperatrici d'Italia
con una media di 40
partecipanti per corso
numerosi esperimenti anche all'estero con esiti lusinghieri
ovunque grande entusiasmo e fervore * molti dicono : tre
giorni di paradiso! peccato che non durino più a lungo!
UNA VERA MANNA
« Vorrei scrivere tanto sugli Esercizi Spirituali,
di quest'anno, ma reputo bastante dire due sole
parole : superlativamente efficaci» . Così un Cooperatore di Napoli .
A questa testimonianza fanno coro le impressioni di quanti parteciparono ai corsi di Esercizi
Spirituali indetti per Cooperatori e per Cooperatrici. Organizzatori, predicatori, esercitanti sono
concordi nel definirli una manna, una provvidenza,
un bagno salutare nello spirito cristiano e salesiano .
L'atmosfera ricca di serenità e di gioia in cui si
svolsero ne hanno fatto rimpiangere la brevità . La
nota comune delle relazioni a noi giunte è il desiderio che ogni anno si ripeta questo delizioso incontro
con Dio non in tre, ma in cinque, in otto giorni .
La parabola evangelica del buon seminatore si
è già avverata nella sua prima parte . Cooperatori
e Cooperatrici, durante gli Esercizi, sono stati il
terreno ottimo nel quale i predicatori hanno lasciato cadere sapientemente, abbondantemente il
buon seme della parola di Dio ; non mancherà di
avverarsi anche la seconda parte, quella dei frutti .
Molti infatti hanno compreso che essere Cooperatori salesiani non vuol dire essere dei semplici
benefattori delle opere di Don Bosco, e quindi si
sono proposti di intensificare il loro spirito cristiano
e salesiano ; molti hanno sentito il bisogno di non
limitarsi alla propria formazione personale e agli
aiuti finanziari, ma di dedicarsi anche a qualcuna
delle opere di apostolato tra le più urgenti nella
società attuale, come l'istruzione religiosa e la diffusione della buona stampa ; altri hanno avuto una
spinta decisiva all'azione e quindi hanno immediatamente concretato il loro entusiasmo in un determinato piano di lavoro, desiderosi di dare agli altri
ciò che essi con tanta abbondanza avevano ricevuto .
LASCIAMO CHE PARLINO I COOPERATORI ...
I molti che ci hanno scritto sono unanimi nel benedire il Signore e quanti furono strumenti della sua
Grazia nei giorni degli Esercizi . Questi riuscirono utilissimi per tutti : i più giovani ne ebbero un orientamento più deciso verso il bene ; gli anziani si sentirono ritemprati nel fisico e nello spirito ; per tutti
fu una eccezionale trasfusione di sangue vivo della Grazia, che ne ringiovanì l'anima . Per questo molti
si propongono di farsi propagandisti di questa pratica, che hanno esperimentato di un'efficacia prodigiosa .
Ma lasciamo che parlino essi stessi :
Per me gli Esercizi Spirituali sono un farmaco miracoloso . . . Mi riprometto, coli l'aiuto
di Maria Ausiliatrice e di Don
Bosco, di parteciparvi tutti gli
anni, perchè in questi santi
Esercizi mi sono sentito rinfrancato nello spirito e migliorato nella salute .
Dopo la mia uscita dal Collegio (agro) per la prima volta
ho rifatto gli Esercizi Spirituali .
Essi sono stati per ire, oltre elle
un riposo fisico, un grande godimento spirituale .
Non avevo trai preso parte
ad un corso di Esercizi Spirituali . Invogliato e aiutato da un
amico, li ho fatti e l'impressione
è stata grande . Effettivamente
non sono soltanto utili, ma necessari, indispensabili. Che dire
poi quando l'ente organizzatore è una casa salesiana?
Strabiliante! . . . Perfezione, se si
può dire così, per cose fatte
da uomini!
E il terzo anno che Dio mi
chiama agli Esercizi e mi fa
vincere ostacoli di ogni genere
per parteciparvi ; è la terza
volta che rispondo con entusiasmo all'invito, attratto anche
dalle premure dei salesiani ; è
il terzo anno che imparo verità
finora da me inesplorate, e meditandole ho gioito e pianto .
Non sono nè Cooperatore
nè Ex allievo . Il caso mi ha
qui condotto . Ho la certezza
che ritornerò, poichè fra queste
mura ho vissuto ore di vera
gioia .
Sono i miei primi Esercizi
e non saranno gli ultimi . Son
restato entusiasta e ho goduto
una gioia in ascesa . Non nascondo che qualche volta ho
pianto, ria di gioia .
Il fuoco della carità che nei
primi anni della mia giovinezza avevano acceso in rie
i figli di Don Bosco, era stato
spento appena fui a contatto
con la vita reale . Onesti Esercizi Spirituali hanno saputo
riaccenderlo e renderlo più vivo
di priora ., .
Credo - vedo - gioisco!
firmato : Un peccatore .
,. . E PIÙ A LUNGO LE COOPERATRICI
E naturale, tanto più che il loro entusiasmo, dopo gli Esercizi, le ha rese
più eloquenti . Sarà il silenzio dei tre giorni, o la gioia incontenibile della
Grazia, o il sentirsi più al vivo parte della famiglia salesiana : sta il fatto
che gli Esercizi per molte Cooperatrici furono una rivelazione e in tutti
i corsi si ebbe un coro unanime di consensi, di benedizioni e soprattutto di
propositi di donarsi con maggiore generosità alle opere di apostolato proprie
della Pia Unione . Ecco alcune espressioni dettate da cuori esuberanti di
gioia e di pace :
Che grazia questi santi Esercizi!-legracomunpierchè
insoavita dalla confessione e
! Un altr'anno verrò la
prima e sarò l'ultima a partire . dalle parole sante dei predicatori . Voglio ritornare tutti gli
Io che, grazie a Dio, sto
anni per procurare alla mia
bene di lingua, non cesserò di
anima questo balsamo insurroparlare di questi giorni e lo
gabile .
dirò a chi vuole e a chi non
t meraviglioso isolarsi per
vuole sentire, finchè si decidequalche giorno dal mondo per
ranno a venire anche loro .
pensare solo a Dio . . . Ora mi
Ho lasciato i miei due figli
sento veramente felice di apalla suocera, ma sono sicura
partenere alla grande e bella
che non la farò pentire di
famiglia salesiana .
avermi lasciata venire!
Appena seppi che si orgaÈ la prima volta che prendo
nizzava questo corso di Eserparte ai santi spirituali Esercizi Spirituali, pur non avendo
cizi . Che incanto!
alcuna relazione con le Cooperatrici salesiane, mi detti da
Ogni anno aspetto con
fare per parteciparvi . Arrivai
grande ansia gli Esercizi Spia Napoli stanca e sfiduciata
rituali per poter ritrovare me
per i molteplici affari da cui
stessa nella intimità dello spiero oppressa, ma quale gioia!
rito dopo tante lotte, tante diAppena mi trovai in quella
strazioni e tanto lavoro . Ora
chiesa tanto accogliente, sentii
posso dire di sentirmi verala canna scendere nel mio
mente ristorata, rinfrancata,
cuore . Peccato che questa pasoddisfatta .
rentesi di pace e di gioia si
chiuda così presto!
Siamo due giovani Cooperatrici e insieme lavoriamo nel
Nell'ascoltare la parola dei
nostro rione tra le piccolissime
Ministri di Dio mi sono sentita
e le più grandi. Abbiamo appervasa da una gioia infinita .
prezzato questi giorni di paQuanta luce, quante cose ho
radiso e ci sentiamo tutte incompreso in quelle meravifervorate per un apostolato più
gliose istruzioni e meditazioni!
ricco . Abbiamo imparato da
Di tutto ciò che ho appreso
Don Bosco a non perdere la
in questi giorni di grazia rendo
pazienza quando insegneremo
lode al Signore e lui propongo
il catechismo . Come Lui, usedi preparare qualche bella voremo modi buoni per attirare
cazione da regalare a Don
le ragazze e avvicinarle a Dio .
Bosco, perchè alla sua scuola
Dico in verità che lui sento
impari a fare ad altri il belle
che ho ricevuto io .
in paradiso . L'anima mia è
Onesta pratica, utilissima per ogni Cooperatore che voglia essere tale nel senso pieno della
parola, va estendendosi anche all'estero . Nel recente Congresso dei Delegati Ispettorati dei Cooperatori d'Europa, i convenuti dalle varie nazioni
riferirono i risultati delle prime esperienze, riusciti
consolanti ovunque . Persino in qualche nostro centro
missionario si è già tentata felicemente la prova,
cominciando con un corso di Esercizi Spirituali
La parte fondamentale
delle pratiche di pietà,
quella che in certo modo
tutte le abbraccia,
consiste nel fare ogni anno
gli Esercizi Spirituali .
SAN GIOVANNI BOSCO
Ho ricevuto tanta luce e il
mio spirito sovrabbonda di
tanta serenità . Ora mi sembra
di poter far fronte all'apostolato con più energia e con più
anfore, per la maggiore concretezza dei propositi a cui mi
hanno spinto le profonde considerazioni sulle verità eterne .
Con l'aiuto del Signore spero
di dare il mio contributo di
bene alla società, dalla quale
non mi voglio estraniare, per
chèogipùemasntoil
dovere di donare al mio prossimo quello che ho ricevuto
nelle meditazioni e istruzioni
tanto profonde e orientative.
Le mie impressioni? Sono
meravigliose: mi pare di aver
sentito Dio nella sua grandezza
• magnificenza . I predicatori
mi hanno sollevato lo spirito
• riempito il cuore di gioia .
Mi hanno edificato anche le
Suore, che ho visto sacrificarsi
nel lavoro col sorriso in volto
• la pace nel cuore . E mi son
detta : voglio imitarle!
Mamma di numerosa famiglia, ritenevo impossibile allontanarmi per più giorni da
casa . Ma il buon Dio ha disposto che i miei stessi figli m'incoraggiassero a partecipare a
questi Esercizi, che mi hanno
resa felice . Quanta pace, quanto
silenzio, quante bellezze intorno
a me e quanta grazia nella mia
anima!
veramente meraviglioso appartenere alla terza
Famiglia di San Giovanni Bosco!
P
aperti . Commovente, fra tutte, la notizia giunta
da Puerto Sastre (Chaco Paraguayo), dove oltre
5o Cooperatori indigeni hanno preso parte agli
Esercizi Spirituali predicati loro nella Missione,
riportandone un'impressione incancellabile .
Ormai la fiamma è accesa . Essa divamperà in
proporzione dello zelo dei dirigenti e della preghiera
dei buoni . Ne avvantaggeranno le anime dei Cooperatori, ne avrà incremento la Pia Unione .
4 09
Sugli altari il vincitore di VIENNA
*
DA
Meridiano
12 RIPORTIAMO IL SEGUENTE ARTICOLO CHE ILLUMINA DI BELLA LUCE LA GLORIA
DI INNOCENZO XI, IL PAPA TESTE . BEATIFICATO, A CUI SI DEVE LA VITTORIA DI VIENNA E DI BUDA,
OTTENUTE,
COME
QUELLA
DI
LEPANTO,
Q
uando il 12 agosto 1689 Innocenzo XI morì,
un poeta, riecheggiando i versi famosi del Tasso,
cantò di lui : «Morto è Innocenzo e tal morì
qual visse - saggio, santo, pietoso, invitto e
forte» . E chi ne consideri bene la vita e l'opera,
deve confermare tale elogio, a prima vista esagerato . Il tempo ha dato ragione a questo Papa
e la storia l'ha collocato tra i grandi, a cui si
deve la salvezza della civiltà .
Se era giunto al papato, non aveva brigato
per ottenere tale dignità . Doveva anzi venir
e'etto nel conclave precedente del I6-o, main
tighi di Potenze e poca benevolenza di colleghi
glielo vietarono . Non se l'ebbe a male : ringraziò
calorosamente il cardinale Imperiali che gli si
era opposto e quando questo suo avversario venne
a morte, gli fece celebrare tremila messe di suffragio
Ma salito alarono pontificio questo Papa lombardo (era nato a Como dalla famiglia Odescalchi, nel 1611) volle attuare il grande disegno
che rimuginava da tempo : dare alla Chiesa
l'esempio di una Corte intemerata e mettere al
sicuro l'Europa dalla minaccia dei Turchi .
Qui sta la grandezza del suo pontificato .
E cominciò a governare con parsimonia in uno
Stato le cui finanze si trovavano a mal partito ;
in poco tempo mise le cose in sesto . Soprattutto
non volle parenti tra i piedi . Il nepotismo che,
in certe circostanze e con certi limiti, poteva
anche essere un bene e apparire necessario, ebbe
in lui un avversario accanito . Invano suo nipote,
Livio Odescalchi, si lusingò di venir chiamato in
Vaticano e di essere fatto cardinale . Lo zio non ci
pensava . Gli fece anzi dire che poteva andare da
lui, ma solo a recitare il rosario e niente più .
I
nnocenzo aveva una concezione troppo alta
della sua dignità e dei diritti della Chiesa per
perdersi dietro ad un nipote . Egli aveva un sogno
41 0
CON
L'AIUTO DI MARIA, AUSILIATRICE DEI CRISTIANI
grande da realizzare : la lotta contro la potenza
musulmana fino a metterla fuori combattimento .
Ma, come ai nostri giorni il comunismo mette
in pericolo mortale la civiltà cristiana tra l'indifferenza dei molti che non ci pensano, e dei
troppi che lo accarezzano, così allora i Turchi
speravano di inghiottire l'Europa, mentre i prìncipi cristiani non se ne davano pensiero o, peggio ancora, segretamente li favorivano .La storia a distanza di secoli si ripete con
esattezza matematica!
Innocenzo si era fatta la persuasione che
l'unica cosa veramente importante era di ristabilire la pace tra gli Stati europei ed unirli tutti
contro il nemico comune .
Ma il difficile stava nel metterli d'accordo quei
benedetti principi cristiani, sempre in rissa tra
di loro e portati solo a cercare il loro comodo
privato e non il bene comune d'Europa .
Di qui gli sforzi sovrumani di Innocenzo per
ottenere almeno l'alleanza tra il re di Polonia,
Sobieski, e l'Imperatore . Sette lunghi anni ci
vollero di preghiere a Dio, di paziente lavorìo
diplomatico, di insistenze, di incitamenti, di
suppliche, tra difficoltà sempre rinascenti .
Innocenzo finalmente ci riuscì .
O
rmai poteva dirsi sicuro che un esercito
cristiano avrebbe tenuto testa alla potenza ottomana . Ma un esercito non sta in piedi senza
molto denaro . E denaro sia la Polonia che l'Impero non ne avevano o dicevano di non averne
abbastanza . Ecco allora questo Papa ammirabile
divenire il cassiere della crociata contro i Turchi .
Lui, che aveva trovato esausto l'erario e l'aveva
reso florido con la sua capacità di antico banchiere ; lui che, larghissimo coi poveri e stretto
verso di sè, viveva con poche lire al giorno, ed
era parsimonioso al punto da usare per dieci
anni la stessa veste e servirsi dei paramenti
dei suoi predecessori, quando si
trattò di salvare l'Europa seppe trovare somme favolose da inviare al
Sobieski e all'Imperatore : sette milioni di fiorini d'oro durante i, tredici anni del suo pontificato, qualcosa come parecchie decine di miliardi di adesso .
Ma questo non era un Papa che
fidasse negli uomini e quindi tutta
la sua fiducia era in Dio . Già il
Nunzio di Polonia diceva che l'alleanza tra i due sovrani era un
miracolo di Dio, perché a chi considerava le cose con viste umane,
essa si presentava come un'impresa
disperata .
S . Pio V, il papa di Lepanto, faceva paura ai Turchi con le sue
preghiere : Innocenzo non conosceva
altra arma più forte di questa .
Q
uando nell'agosto 1683 il sultano Maometto IV snudò la sua
spada, «che per volontà di Dio
gettava la sua ombra sull'universo»,
e il gran visir Kara Mustafà mosse
l'esercito verso l'Austria, accarezzavano un progetto ambizioso : abbattere Vienna, primo baluardo d'Europa, dilagare in Germania, misuIl re di Polonia Giovanni Sobieski, liberatore di Vienna, nell'affresco
rarsi con Luigi XIV di Francia e poi
della cupola maggiore della Basilica di Maria Ausiliatrice (Rollini) .
calare in Italia e far della Basilica
di S . Pietro la scuderia del sultano .
Ma Innocenzo glielo sconvolse .
e privati, nelle funzioni di ringraziamento e nella
medaglia fatta coniare per la circostanza, sulla
A Vienna, il 12 settembre 1683, toccò loro una
sconfitta irreparabile, che tre anni dopo divenne
quale era inciso : « La tua destra, o Signore,
mortale con la perdita della città di Buda .
ha depresso il nemico» .
La stella turca impallidiva definitivamente :
A Dio e alla sua Vergine Madre . Per ringral'Europa respirava .
ziarla del patrocinio prestato in questa circostanza il Papa decretò che il 12 settembre, anPiù che al Sobieski e all'Imperatore le lodi
del mondo cristiano andarono a Innocenzo .
niversario della vittoria di Vienna, si celebrasse
Tutti compresero che il vero vincitore era lui :
la festa del S . Nome di Maria, e così attraverso
il re d'Inghilterra lo affermò chiaramente : « È
i secoli si ricordasse la potenza sempre miseriil Papa che, come liberò Vienna, così ha espucordiosa della Vergine .
Lepanto e Vienna restano così due stelle fulgnato Buda » .
Ma egli, da quel santo che era, ogni lode atgidissime nella corona di Maria, Ausiliatrice del
tribuiva a Dio, come fece nei discorsi pubblici
popolo cristiano .
Corso di
cultura sociale
per il Clero
Presso il Pontificio Ateneo Salesiano di Torino, promosso dall'Ufficio Regionale
Assistenti ACLI, è aperto da un anno un corso di cultura e formazione sociale per il
Clero . Finora vi hanno aderito una sessantina di sacerdoti di varie Diocesi . Questo
corso è svolto, oltre che da professori dell'Ateneo Salesiano, anche da docenti delle
Università di Torino, Modena, Venezia . Il corso completo dura quattro semestri
e le lezioni sono settimanali . Detto corso si distingue per serietà e sistematicità
scientifica, per concretezza, e adeguamento alle moderne attività, educando così a
un'azione sociale efficiente e cristianamente ispirata . Alla fine del corso si consegue un
Diploma in Scienze Sociali e soprattutto un valido aiuto nella pratica pastorale .
41 1
Don Bosco si sono estese anche alle famiglie
degli allievi, elevandone notevolmente l'indice
dello spirito cristiano .
•t
VW41Wrr∎W/ EwAMI
Ho sentito che in una città delle Repubbliche del prossimo Oriente, un impresario di religione greco-ortodossa ha
regalato mano d'opera e materiale per
un altare artistico a S . Domenico Savio.
Non è questo un buon " Cooperatore saEgli
ha
contribuito a diffondere il culto e la
lesiano "?
divozione ad un Santo salesiano!
M . RAPISARDA, Messina
L'aver contribuito al culto di un Salito salesiano, sia pure munificamente, non importa di
per sè l'iscrizione alla Pia Unione . £ questo
vale per chi dà abbondantemente, come per chi
dà lo «spicciolo,> della vedova del Vangelo .
L'iscrizione alla Pia Unione è un fatto del tutto
spirituale .
Al grande Benefattore vien rilasciato ti un diploma di benemerenza » ; al Cooperatore invece
il diploma di iscrizione canonica alla Terza Famiglia Salesiana .
La condizione essenziale per appartenere alla
Pia Unione dei Cooperatori Salesiani è di essere
Cristiani Cattolici e - più ancora - buoni cattolica . Il nuovo iscritto viene dichiarato Cooperatore salesiano dietro sua volontaria domanda,
se si trova nelle condizioni volute dal Regolamento della Pia Unione .
Una volta iscritto, il neo-cooperatore rimane
per Sempre tale - dia o non dia offerte pecuniarie o materiali -- a meno che vi rinunci per
propria volontà o per « apostasia » . Come quando
uno si alette fuori dalla « Comunione dei Santi »
per propria colpa o apostasia, così chi si mette
in queste condizioni cessa di essere Cooperatore
e perde tutti i benefici spirituali comunicatigli
con l'iscrizione .
« Nella mia classe (II media)
scrive il professor Meneghetti - ho trentatre ragazzi . All'-inizio
della scuola leggo io stesso, ogni giorno, una pagi
netadlbiogrf Mam rgheit,c
è un vero catechismo vivente . Sono convinto che
la Mamma --- definita da Don Bosco « Mamma
santa » - ha un ascendente speciale sui giovani
• così mi aiuta ad e, ur-o li meglio . Conoscendola
da vicino, i miei ragazzi se ne sono entusiasmati
• hanno voluto acquistare la biografia con i loro
piccoli risparmi per farne un regalo alla loro
Mamma . Hanno nominato Segretario un loro
compagno, «ventre io fungo da cassiere . Per le feste
di Pasqua (qualcuno aspetta invece l'onomastico
della Mamma ) hanno così potuto offrire in dono
alle loro ;Mamme : (con uno sforzo notevole per le
loro borse : L . 350) il fiammante volume, edito
dalla S, E . I . di Torino : Mamma Margherita, la
'Mamma di S . Giovanni Bosco .
» A sentire gli stessi ragazzi, pare che con il
libro sia entrata nelle loro case un'ondata di rinnovata gioia cristiana, sia per il gesto gentile che
i genitori hanno apprezzato nei figli, sia per il
contenuto stesso del libro, che è piaciuto molto ed
ha così una grande efficacia » .
La mia professione d'insegnante mi ha
fatto conoscere ed apprezzare il metodo
di Don Bosco, che cerco di applicare
con i miei alunni . Vorrei fare altrettanto
coi miei numerosi figli, ma trovo che
la cosa è alquanto difficile . Gradirei
qualche consiglio pratico o la segnalazione di un'opera
che mi serva allo scopo.
MARGHERITA CEPPO, Torino
Sono una madre di famiglia . Vorrei un
consiglio illuminato e sicuro per la scelta
di qualche rivista che possa far entrare
in casa tranquillamente .
Una Cooperatrice di Novara
Comprendiamo la sua preoccupazione materna
• cristiana . Vorremmo che altre mamme condividessero codesto suo - senso di responsabilità .
Purtroppo non poche volte è l'insensibilità morale dei genitori che porta in famiglia una stampa
che è demolitrice di ogni senso cristiano .
Lei però ci fa una domanda generica . Noi specifichiamo indicandole, tra le varie eccellenti riviste cattoliche, alcune pubblicazioni che hanno
anche il pregio di essere redatte nello spirito di
Don Bosco . Per ragazzi dai dieci ai sedici anni
possiamo indicarle il settimanale Giovani, illustrato, ricco di articoli interessanti ed educativo .
Ottimo anche il mensile Gioventù Missionaria,
che indirizza a nobili ideali lo spirito avventuroso
dei ragazzi . Per giovanette possiamo indicarle
Primavera, un bel quindicinale in rotocalco, elle
oltre a divertire ed educare, insegna piacevolmente tante cose utili, . . . anche il taglio!
Permetta infine elle indichiamo per lei e per
tutta la famiglia la Rivista mensile fondata già da
Don Bosco ed oggi pubblicata in veste modernissima : Meridiano 12 . La faccia entrare in casa sua :
ne sarà lieta lei, suo marito e tutta la famiglia!
Il suo stesso nome, Signora, ci suggerisce la
risposta . Si proponga come modello un'altra
« Mamma Margherita » e ne sarà soddisfatta .
Senta, a proposito, un brano dell'edificante lettera di un nostro ex allievo, il prof . Meneghetti.
Vi si parla di una classe, ma le ripercussioni
benefiche della conoscenza della Mamma di
Per sua comodità riportiamo gli indirizzi ai quali potrà
rivolgersi per abbonamenti e richieste di saggi gratis :
Giovani : SOCIETA EDITRICE INTERNAZIONALE, Corso Regina
Margherita, 176, Torino.
Gioventù Missionaria : Via Maria Ausiliatrice, 32, Turino .
C .cP . 2/r355Primavera : Via Bonvesin de la Riva, 12, Milano . C .C.P . 3,10,531 .
Meridiano 12 Via Maria Ausiliatrice, 32, Torinon c.c.P. z/g56z.
41 2
flmflti
La Messa d'Oro di Don Serie
Il movimento di pellegrini e di fedeli che - suole allietare i giorni festivi a Valdocco, la domenica 23 settembre u . s . assunse proporzioni straordinarie per la ricorrenza della Messa d'Oro
del Rev .mo Don Giorgio Serie del Capitolo Superiore, che da cinque lustri dirige la Confedera
.ziTountemdCalr,gcoieExsnvldDaoiBec,vn
accolto la lieta notizia con fervide manifestazioni di gioia . Molti, specialmente dei Centri più
vicini, vollero essere presenti alla solenne celebrazione . Da Varazze gli Ex allievi organizzarono
per l'occasione il grandioso pellegrinaggio di cui parliamo sotto .
Accompagnato dalle preghiere della massa di ex allievi che gremiva il Santuario, il venerando
Superiore saliva l'altare assistito dal Rev .mo sig . Ispettore Don Antonio Toigo, presenti il Capitolo Superiore (lei Salesiani, il Consiglio Generalizio delle Figlie di Maria Ausiliatrice, la
Presidenza mondiale degli Ex allievi col presidente gr . uff . Arturo Poesia, e i presidenti regionali comm . dott . Vidili e comm . avv . Bottesini, la presidente internazionale delle Ex allieve
delle Figlie di Maria Ausiliatrice, prof . Angiola -Maria Caviglione, con rappresentanze, il presidente internazionale delle Compagnie avv . Brusa, e tutte le Unioni più vicine con le loro bandiere disposte attorno all'altare . A tutti il festeggiato rivolse commosse parole di ringraziamento
e (li paterno affetto in Don Bosco, invitando tutti ad essere fedeli agli insegnamenti del Padre .
Dopo la Messa, all'affettuoso omaggio degli ex allievi vollero associarsi gli oratoriani, che espressero la riconoscenza di tutti i loro compagni del mondo salesiano al festeggiato, il quale da
25 anni, con la cura degli ex allievi, ha anche quella degli Oratori festivi .
Alla, mensa familiare lo stesso Rettor Maggiore ringraziò a nome della Congregazione il signor
Don Seriè- per d'attività da lui svolta con tanto amore e saggezza e che ha fatto del movimento
Ex a"% - zii una Confederazione ramente mondiale ed efficiente
Gli ex allievi si stringono a affettuosamente attorno a Don Serié dopo la sua Messa d'Oro .
413
TORINO - Via Maria Ausiliatrice,
durante il commovente,
indimenticabile spettacolo di fede
dato dai pellegrini di Varazze .
Un pellegrinaggio di eccezione
Anche quest'anno i pellegrinaggi all'Ausiliatrice, nel periodo estivo . furono numerosi e
vari, provenienti da ogni parte
d'Italia e dall'estero . Ma per
numero e caratteristica merita
di essere ricordato quello della
città di Varazze, organizzato
quale omaggio di ringraziamento a Maria Ausiliatrice e a
Don Bosco per gli 85 anni di
lavoro salesiano in quella città .
All'appello lanciato dalla presidenza degli Ex allievi e Cooperatori, la popolazione ha risposto con tale entusiasmo da
rendere necessario un treno spe41 4
ciale, oltre le macchine private
e gli autopulman per quanti
non avevano potuto essere accolti nel treno . Un totale di
circa 1400 pellegrini .
Nota caratteristica fu la partecipazione di tutte le confraternite con i loro artistici crocifissi. Tali associazioni sono
tutte composte di ex allievi .
Pochi infatti sono a Varazze
che non sentano il vanto di
essere stati educati alla scuola
di Don Bosco .
Altra bella caratteristica fu
la divozione, che era stata rinfocata dal triduo preparatorio
e che colpì quanti videro la
massa degli uomini circondare
devoti l'altare di Don Bosco
con i loro grandi Cristi, accostarsi alla S . Comunione e poi
sfilare in processione nei pressi
della Basilica portando i loro
dieci storici crocifissi .
Anche il ricevimento, offerto
dal Rettor Maggiore nel grande
teatro, fu caratterizzato da una
spontaneità di affetto commovente . Alla presentazione
fatta dal direttore Don Maroncelli e al devoto omaggio
della Giunta municipale presentato dal capostazione signor
Berruti, il Rettor Maggiore
rispose commosso assicurando
di gradire moltissimo l'omaggio
della Città, presente nel fior
fiore dei suoi cittadini . Nei suoi
viaggi per il mondo era stato
lui ad andare incontro alle
masse ; ora invece era Varazze
che veniva a trovare Don
Bosco e il suo Successore nella
loro casa . Li invitava quindi .
a conservare il gran tesoro
della fede, simboleggiata nei
grandi crocifissi . <« Che direste
- esclamava - se una notte
ladri sacrileghi vi rubassero i
preziosi Cristi, ereditati dai
vostri padri? Quale dolore per
voi! Ebbene, lo sapete, oggi c'è
chi tenta di strappare dai vostri
cuori il tesoro della fede, il
Cristo scolpito nelle vostre
anime dalla Grazia . Difendetelo con tutte le vostre forze,
aiutate i sacerdoti a difenderlo
nel cuore dei vostri figli . Don
Bosco è venuto a, Varazze per
cercare le anime dei vostri figliuoli
:questoèl'nic ro
che voi, e i Salesiani con voi,
dovete difendere con fermezza » . Ripeteva poi a tutti la
benedizione che il santo Fondatore aveva dato alla città dai
gradini della parrocchia .
Un monumento a Don Ricaldone
Quando, nel novembre del 1951, l'anima grande del
quarto Successore di Don Bosco lasciava la terra, ci fu
chi disse : «Don Ricaldone meriterebbe un monumento!» .
Oggi, dopo cinque anni, nella sua terra natale di Mirab .elDon,Ricamduvtènrealà
rappresentato in piedi, in atteggiamento paterno tra due giovanetti, uno con abiti civili, l'altro ricoperto di pelli, a significare la duplice attività svolta dal grande figlio e successore di Don Bosco nel campo dell'educazione e in quello
missionario . Il gruppo è opera dello scultore Cellini .
La cerimonia dell'inaugurazione si svolse domenica 30 settembre u . s . e fu solenne . Nel piccolo paese del Monferrato convennero personalità altissime : il Card . Arciv . di
Torino Em .mo Maurilio Fossati, il ministro Braschi in
rappresentanza ufficiale del Governo, il Vescovo di Casale
Mons . Angrisani, il prefetto di Torino dr . Gargiulo, col
presidente della provincia prof . Grosso e il sindaco avv . Peyron, il presidente della provincia di Alessandria prof . Sisto, i rettori dell'Università di Torino prof . Allora, e della
«Pro Deo » padre Morlion ; e poi molti grandi industriali
e uomini della finanza, a rappresentare l'omaggio del mondo
del lavoro a Colui che aveva dato un sì largo contributo
all'istruzione professionale salesiana . Ricordiamo il presidente della Fiat prof. Valletta, il dott . Gianni Agnelli, il
sen . Guglielmone, il sen . Burgo e molte altre personalità .
Parlò per primo il prof . Paolo Ricaldone, che a nome
del comitato promotore fece dono del monumento al Comune . E dopo che Sua Em . il Card . Fossati lo ebbe benedetto, si seguirono a parlare il Sindaco di Mirabello dott . Raiteri, il ministro Braschi a nome del Presidente Segni, l'oratore ufficiale della cerimonia avv . Orazio Quaglia e il nostro venerato Rettor Maggiore .
Accrebbe la festosa aria di famiglia un intelligente e garbato dialogo di quattro allievi dell'Istituto Salesiano di Mirabello, che finirono col dire che il monumento vero a Don Ricaldone non era quello di pietra,
ma l'opera santamente audace, da lui svolta nei vent'anni di governo salesiano .
MIRABELLO (Alessandria) - Le Autorità allo scoprimento del monumento a Don Ricaldone .
415
Inaugurazione del primo laboratorio della nuova
Scuola Professionale nella città di San Salvador Sono trascorsi pochi mesi dalla gradita visita del nostro
venerato Rettor Maggiore alla piccola Repubblica del Salvador, Centro America, e si può affermare che il suo passaggio ha fatto fiorire come per incanto in
quella meravigl iosa terra tropicale un'opera che farà onore a Don Bosco e che darà nuovo impulso
a tutta l'attività salesiana nella
giovane Ispettoria . Le fondamenta
della nuova « Casa del Coadiutore
Salesiano», benedette dal Signor
Don Ziggiotti, sostengono già le
pareti di cinque moderni edifici,
dei quali uno, il laboratorio di
tipografia, è stato inaugurato e benedetto solennemente dal Rev .mo
Ispettore Doti Ignazio Minervini il
16 agosto u . s .
Il nuovo Istituto porta, il nonne
di Don Pietro Ricaldone, il Rettor
Maggiore defunto che ha amato e
lavorato tanto per le scuole professionali, ed è stato costruito per dar
incremento alle vocazioni (lei Coadiutori per le Scuole di Arti e Mestieri, che attualmente dirigiamo
nella Repubblica e per quelle che i
Un W DON BOSCO scritto con 228 lettere viventi : sono i bambini di
Governi di tutte le Repubbliche del
un turno della nostra colonia marina di VALLECROSIA (Imperia), dove
Centro America vogliono affidarci .
con i benefici del mare, trovano anche quello non meno prezioso di
Il progetto è opera di nn nostro
una educazione morale, civile e religiosa .
confratello coadiutore .
Illustre Cooperatore Salesiano - Lo scorso giugno faceva la
sua prima visita ufficiale al collegio salesiano di S . Giulia il Primato
del 'Messico Sua Ecc . l'Arcivescovo Mons . Michele Dario Miranda Y
Gomez.. Erano presenti tutti i Direttori del Messico, che poterono
così offrirgli i loro devoti omaggi, e l'Ispettore nel suo discorso
dichiarò che tutta l'Ispettoria si metteva ai suoi ordini . In tale occasione il direttore della casa
di formazione di Versta de Cruz, della diocesi di Tulancingo, ricordò la bontà e la delicatezza verso
i figli di Don Bosco del Primate, allora Vescovo di quella diocesi, e offerse a Sua Eccellenza il Diploma
di Cooperatore salesiano, dichiarandolo il più illustre cooperatore del
Messico . Sua Eccellenza si disse felicissimo di accettare l'omaggio e il
titolo, e dopo aver esposto a grandi
linee il suo programma a favore
della gioventù, specialmente con l'apostolato del catechismo, affermò che
contava moltissimo sull'opera dei
Salesiani, elle in questo campo disse - tengono eccellentemente bene
il loro posto .
In tale occasione, tra i doni presentati a1 sig . Ispettore Don Ragaz
zini, il Presidente nazionale degli exallievi, dott . Giusto Avila Baeza,
offerse per il futuro studentato teologico 100 .000 mq . di terreno nei
dintorni di Città di Messico ; u n altro
ex allievo, sig . Antonio Rosales, regalò al Superiore un'automobile Nash
perchè possa più rapidamente visitare
le varie opere salesiane della nazione,
e infine un generoso cooperatore,
MEXICO - L'Ispettore Salesiano nei Messico offre il diploma di Coope
signor Giuseppe Quiroz, donò una
borsa perpetua di 15 .000 sterline .
ratore all'Ecc .mo Arcivescovo Mons. Michele Dario Miranda y Gomez.
41 6
10
MILANO - 11 30° della morte del
primo Cardinale salesiano Giovanni
Cagliero è stato ricordato dal Municipio di Milano, che ha dedicato
al suo nome una spaziosa via nel
quartiere nuovo sorto ai confini della
Parrocchia di S . Agostino. La decisione
fu presa in considerazione dei moltissimi meriti del grande missionario
italiano, quale civilizzatore della Pata.goniaedlTr Fuoc
ZAMORA - Il Gen.nno Franco ricevette
recentemente nel suo palazzo « il
Pardo » la Commissione del Patronato
dell'Università « Laboral » di Zamora,
presieduta dall'Ecc
.mo sig . Carlo Pinilla, insigne fondatore dell'Università . Questi, dopo riti fervido saluto
al Capo dello Stato, illustrò il lavoro
di formazione patriottica, professionale e culturale della gioventù della
nuova Spagna, svolto nell'Università in collaborazione coi Figli di
S . Giovanni Bosco. Il Caudillo ringraziò, lodò ed espresse il desiderio di
visitare I' Università, che accoglie un
migliaio di ragazzi .
PALLASKENRY - Nel convegno
degli ex allievi della Scuola agricola
Salesiana di Pallaskenry S . Ecc . il
Ministro d'Italia a Dublino. dott.
Aldo Mario Mazio, volle pagare un
tributo di lode a. Don Bosco e ai
suoi figli . « L'Irlanda, disse, aveva
dato il suo apporto alla vita religiosa d'Italia nel Medioevo, nei
secoli S° e 9° . Perciò non ricevette
che un giusto ricambio quando, undici secoli dopo, ebbe la visita simbolica di Doni Bosco . Migliaia di
Case salesiane sono state erette in
tutto il inondo, ira il collegio di
Pallaskenry significa un miracolo
della fede degli Irlandesi, ed è un
monumento della genialità e dello
spirito creativo dei Salesiani » .
SAN PAOLO - Lo studentato teologico Pio XI celebra quest'anno il
25° di fondazione con un consolante consuntivo. Nel 1936 i candidati al sacerdozio erano 36, oggi
ascendono a 14 .3 . In 25 anni ha formato per la Chiesa e per la, Congrega
zione325sacrdti, qualcni
già insigniti del carattere episcopale .
ne 1936 . La solenne celebrazione
venire preparata da una _novena e
dagli Esercizi spirituali dei seminaristi predicati dai salesiani S . E .
Mons . Pietro Carretto e Don Oreglia .
Parteciparono alle feste, con S . E-l'Arcivescovo, l'Ausiliare Mons
.CarKlvoinsgh,eaRctburilsondSh
QUITO - Alle recenti celebrazioni dei
grande Collegio « Don Rosei) » presero parte alcune tra le più alte
Autorità della Nazione. Tra gli oratori
ci fu il Ministro dell'Educazione, il
quale affermò - bontà sua - : « Se
l'Equatore dovesse presentarsi degnamente alla Conferenza Internazionale
che si terrà nel 1959, esso dovrebbe
essere rappresentato dai Figli di Don
Bosco, chiamati per i1 loro moderno
metodo pedagogico e per la loro piena
responsabilità educativa a forgiare gli
Equatoriani di domani, come formarono quelli di ieri ».
BANGKOK - Il re Rama IX. durante riti ricevimento concesso recentemente a un gruppo di missionari cattolici, ne lodò altamente
l'opera ed ebbe uno speciale accenno
al « lavoro costruttivo e lodevole dei
Salesiani nel P aese per il bene della
gioventù studentesca e artigiana » .
MADRAS - Il Seminario Maggiore
dell'Archidiocesi di Madras-Mylapore,
affidata ai Salesiani, celebrava 1'S
settembre n. s. i suoi 20 anni di
vita, essendo stato aperto dall'Ar
.ivMLeastchoSlnMs
HAAD JAI - La, Scuola delle Figlie
di Maria Ausiliatrice, sebbene conti
solo pochi anni di vita, ha meritato
il raro onore di essere pareggiata
alle scuole governative . Questo prezioso riconoscimento da parte del
Governo Thai è dovuto ai frutti
lusinghieri già raccolti nel campo
dei sapere e dell'educazione .
Mons. Mora, che fu per 17 anni
Rettore del Seminario .
CARACAS (Venezuela) - Il Nunzio Apostolico del Venezuela, S . Ecc . Rev .ma
Mons . Raffaele Forni, illustre ex allievo salesiano, circondato dalle più alte
autorità religiose, civili e militari e da imponente stuolo di cooperatori e di
ex allievi, conferiva al rev .mo sig . Don Pietro Tantardini, Ispettore salesiano
del Venezuela, la Croce " Pro Ecclesia et Pontifice ", concessa dal S . Padre
Pio XII al venerando salesiano, come premio dei suoi So anni di sacerdozio
fecondi di apostolato, e come alto riconoscimento della sua abnegazione e
totale dedizione all'educazione della gioventù nell'America del Sud e in
particolare nel Venezuela.
,15 17
un insigne
Cooperatore
salesiano
Stanislao Solari
nel 500 della morte
A chi entra nel piccolo cimitero di Marore
(uno dei tanti paesi disseminati attorno a Parma)
si presenta una lapide modesta, sulla quale si
legge : « STANISLAO SOLARI - VISSE CREDENDO IN
DIO
-
MORÌ CONFIDANDO NELLA SUA MISERI-
L'epigrafe era stata dettata dallo stesso Solari, perchè anche dal sepolcro
volle dichiarare quella fede, che aveva sorretto
tutta la sua esistenza .
Nel cinquantenario della morte di questo
insigne Cooperatore salesiano (t 23 novembre 1906)
ne rievochiamo la figura .
Stanislao Solari fu un grande pensatore cristiano . Ebbe intelligenza acuta nell'analisi, chiara
nella sintesi ; profonda cultura e sentimento religioso ; vasta conoscenza delle strutture economiche
e condizioni sociali del tempo . Discendente da
antica famiglia genovese, percorse nella Marina
italiana la carriera militare, dalla quale si ritirò
col grado di Capitano di Vascello . Due medaglie
d'argento e una di bronzo al valor militare testimoniano la tempra del suo animo nell'adempimento del dovere verso la patria . Più tardi la
Croce pro Ecclesia et Pontifice attestava le sue
benemerenze nel campo religioso-sociale .
CORDIA - 1829-19061> .
Abbandonato il mare e ritiratosi nella solitudine
del « Borgasso » (modesto podere arido, ghiaioso,
improduttivo, situato a 5 km . da Parma), attese
allo studio di quanti libri di agronomia e di scienze
economiche potè procurarsi . Le numerose postille
Ali 8
delle quali costellava i margini dei libri dimostrano
l'acutezza del suo ingegno e la forza della sua dialettica . Era il tempo in cui i fermenti del proclama di C . Marx e la teoria malthusiana davano
i primi segni della loro attività sovvertitrice nelle
masse operaie, scontente per le disastrose condizioni economiche e sociali in cui si dibattevano ;
il tempo in cui la sterilità della terra oscurava la
fede nelle popolazioni rurali sino a spegnerla e le
costringeva a emigrare per campare la vita . Solari
analizzò profondamente la complessa situazione
economica sociale in tutti i suoi aspetti e indicò
come causa principale del disagio generale le
condizioni deplorevoli in cui languiva l'agricoltura .
Quale il motivo di questo disordine? Aveva
dunque ragione Malthus? No, certo ; ma occorreva dare la confutazione sperimentale dell'errore malthusiano . E si propose di cercarla .
Dal concetto scritturale della Divina Provvidenza, che « fece tutto bene », « in numero, peso
e misura », era logico dedurre che, se in natura
c'è un disordine, questo non viene da Dio nè
dalla sua legge ma dall'uomo, che non sa camminare nella legge di Dio . In particolare la stridente disarmonia tra la progressiva diminuzione
della produzione agricola e il progressivo aumento
della popolazione doveva essere imputata all'ignoranza dell'uomo nella interpretazione del comando : «assoggettate la terra», e di quell'altro :
«mangerai il pane guadagnato con il sudore della
tua fronte» . Quale il significato di questo comando? Che l'uomo deve ricavare dalla terra il
suo alimento con la fatica muscolare indicata dal
sudore che imperla la fronte del lavoratore dei
campi? Anche questo certamente ; ma non solo
questo . Sul volto dell'uomo brilla l'intelligenza
dell'anima ed è specialmente colla fatica della sua
intelligenza che l'uomo deve dominare la terra .
Se dunque la vita dell'uomo, che deve moltiplicarsi e popolare tutta la terra secondo il precetto
divino, è legata alla produzione della terra e questa
non dà il prodotto necessario all'uomo che si è
moltiplicato, la colpa non è del capitale terra,
ma dell'uomo che non sa far fruttare convenientemente il capitale messo a sua disposizione
da Dio .
Ed ecco il Solari impegnarsi in una dura lotta
colla terra esaurita del suo « Borgasso », ridotta
ormai alla produzione irrisoria di pochi quintali
per ettaro, per obbligarla ad elevare la produzione . Lotta dura ma sostenuta con intelligente
tenacia e coronata da pieno successo . Difatti dopo
pochi anni il « Borgasso » dava al suo padrone
ciò che gli aveva domandato : 25-3o quintali per
ettaro . Miracolo? No, vittoria dell'intelligenza,
guidata dalla fede, sulla materia .
Sperimentando intuì che la funzione miglioratrice delle leguminose si doveva attribuire al potere che esse hanno di accumulare l'azoto atmosferico nelle radici ; dimostrò la necessità vantaggiosa di anticipare in una sol volta alla leguminosa
ed al cereale in rotazione la quantità di sali minerali (concimazione chimica) asportati da una
predeterminata produzione di foraggio e di cereali ; diede al concime organico prodotto nella
stalla la funzione di accrescere progressivamente,
sino alla saturazione, la fertilità in atto del terreno . Tre concetti semplici (anche l'antenna di
Marconi era semplice!) che oggi sono acquisiti
nella pratica razionale dell'agricoltura . Ma ottant'anni fa costituivano un'autentica scoperta,
una intuizione geniale, un sistema di coltivazione
razionale che assicurava alla terra una produttività indefinita colle più alte produzioni ; dava la
vera base stabile e sicura all'economia nazionale
e portava un valido contributo positivo per un
nuovo assetto dell'ordine sociale .
Non è possibile riassumere qui i princìpi e
le deduzioni che il Solari e la Scuola solariana
estesero in numerose pubblicazioni . Ma non possiamo omettere un cenno brevissimo sulle relazioni che Solari ebbe con la Congregazione
salesiana . Egli trovò in Don Carlo M . Baratta,
Direttore dell'Istituto salesiano « S . Benedetto » in
SAN GABRIEL
LOS ANGELES (CALIF .)
Nuova Scuola
Professionale "Don Bosco"
Parma, una intelligenza aperta ed un cuore capace
di intenderlo e di amarlo . I comuni ideali della
fede e dell'apostolato guidarono quelle due anime
in una vasta azione di diffusione, che ben presto
oltrepassò i confini della patria . Ebbero vita nel
collegio salesiano successivamente il Cenacolo di
S . Benedetto, la Scuola agraria solariana, la Rivista di agricoltura, la Biblioteca solariana . Inoltre
per l'interessamento di Don Baratta nel 1903 a
Torino il Congresso dei Cooperatori salesiani
trattò il tema : « L'opera salesiana di fronte all'agricoltura », relatore l'avvocato Jacopo Bocchialini del Cenacolo di S . Benedetto . Finalmente nell'agosto del 1904 il Solari era ospite dell'Oratorio .
Il venerando vegliardo veniva presentato dal Venerabile Don Rua ai membri del Capitolo Generale radunato in Valsalice, e a quell'assemblea
internazionale egli esponeva i princìpi della nuova
fisiocrazia, coi riflessi religiosi, economici, sociali .
Stanislao Solari fu il cantore della Divina
Provvidenza . Il Servo di Dio prof, Giuseppe Toniolo in una lettera a Don Baratta chiama il Solari
c illustre e valentissimo », e si dice ammirato della
«finezza del suo ingegno dialettico » e della « lucidità e coerenza dell'ingegno » illuminato dalla
fede cristiana .
La Congregazione salesiana ebbe in lui un
Cooperatore affezionato, insigne e benemerito .
alto a destra) Laboratori : Automeccanica, Meccanica, Falegnameria, Metallurgia, Foto-Rotocalco, Instrumentazione . (nel centro) Amministrazione e Residenza
del personale insegnante . (a sinistra) Scuole, Biblioteca, Laboratori di Fisica e
Chimica, Sale di Disegno, ecc . La scuola professionale offre l'insegnamento
tecnico a oltre 1000 allievi . Ideata dai Salesiani e affidata alle loro cure, è
opera munifica dell'Arcivescovo di Los Angeles, S . Em.il Cardinal Mclntyre .
419
JJaIUNI
(irrl ;
doll'Indirs nrtuì-Qtnii
Dopo nove mesi di assenza, ho riveduto
Shillong . Da 20 giorni la pioggia era caduta incessantemente giorno e notte . Quando l'aero
planosibòfurdalenvoprtae,
la prima visione fu quella della pianura inondata .
Le capanne e le case (lei villaggi affioravano
dalle acque come barconi galleggianti . La pioggia
cessò nel pomeriggio e il sospirato sereno apportò letizia e sollievo . Il Vescovo potè così
fare il suo ingresso in Shillong, accolto dal popolo festante . Era già notte . Una lunga processione con fiaccole, preceduta da molte macchine, sfilò per le vie della città, terminando nella
bella Cattedrale dell'Ausiliatrice .
Il mattino seguente le associazioni . di Azione
Cattolica gremivano la Cattedrale per ascoltare
la Messa del Vescovo . Più di 60O persone sedevano poi attorno al Pastore, per una fraterna
Tipo Assamese dei monti Himalaya verso il Tibet,
42(1
colazione, durante la quale si lesse il rapporto
del lavoro compiuto nell'anno decorso . I membri
dell'Azione Cattolica, compresa la Legione di
Maria, furono fieri nel manifestare lealtà . coraggio
e zelo nel sostenere la Chiesa in tempi così difficili .
Le più belle speranze
Da tre anni non riceviamo rinforzi dall'Europa,
perchè il Governo Indiano concede raramente il
visto ai missionari stranieri . Dopo l'indipendenza
il problema missionario va considerato in una
luce differente da quella di dieci anni or sono .
Gli araldi del messaggio Evangelico devono
adattarsi ai tempi in un'India che con_ i suoi
360 milioni d'abitanti è conscia della sua libertà
e vitalità, ed è fiera della sua antichissima civiltà . Trentatre anni or sono salpavo per l'India
con 1O giovani novizi : era l'inizio delle spedizioni
che ogni anno, fino alla seconda guerra mondiale, si sarebbero succedute portando un'ondata di entusiasmo e di santa giovinezza . Ritor-
Queste corna sono un trofeo di vittoria per Emil, Amministratore civile dei Nongtluh (Assam-India), salvato per
miracolo dall'assalto di un feroce toro selvatico . Accanto
a lui il nostro Don Mauri .
nando ora alla Missione, venivo salutato da
20 novizi Indiani, animati dal medesimo ardore
ed amore per la Chiesa e per Don Bosco .
Seguendo l'esempio dei Salesiani, anche le
Figlie di Maria Ausiliatrice hanno aperto l'aspirantato e il noviziato in Shillong . Molte fanciulle indiane accorrono sotto la bandiera della
Madonna di Don Bosco per diventare suore .
Vengono dal Sud India ed anche dalle tribù
dell'Assam . Nella pianura del Bramaputra in
Barpeta stiamo costruendo un fabbricato per le
Suore Indiane Diocesane, che sono già una
trentina .
Anche le Suore Spagnole, le `° Misioneras de
Cristo Jesus ", accanto all'ospizio di carità per i
vecchi, hanno eretto un altro noviziato . Nello
studentato teologico di Shillong vi sono 50 studenti quasi tutti Indiani . E per il clero diocesano che cosa si è fatto? Tre novelli sacerdoti,
ordinati nell'aprile scorso nel grande seminario
del Sacro Cuore a Madras, diretto dai Salesiani,
sono pure arrivati in Assam per iniziare il loro
apostolato . Tutta questa fioritura di opere è
l'indice del lavoro, degli sforzi, dei sacrifici che
si compiono dai figli di Don Bosco per edificare
la, Chiesa in Assam su fondamenta durature e
far sì che apostoli dell'India siano i figli dell'India .
Per il Papa, con il Papa
Il giorno -1o luglio si celebrò la Festa del Papa .
F una rassegna annuale delle forze cattoliche,
a cui partecipò tutto il compie--,o imponente
delle scuole di Shillong . Ogni anno tale mani-
e
VELLORE-INDIA - Tra, il giubilo di oltre 10.000
cattolici e la curiosità di 5000 non cattolici, di una
larga rappresentanza di chierici, religiosi e suore di
ogni Congregazione, di 164 sacerdoti e di 15 Are ;vescovi e Vescovi, il 12 settembre u . s. S. E. Mons.
Mathias consacrava S . E . Mons . Davide Marianapagani, salesiano, vescovo della diocesi di Vellore .
La fiorente " Compagnia Auxilium " della Cattedrale di SHILLONG (Assam) .
42i
festazione d'amore e lealtà al « dolce Cristo in
terra» diventa sempre più grandiosa, e migliaia
di persone accorrono per assistere al trattenimento all'aperto, così bello e caratteristico nella
varietà dei saggi ginnastici, delle danze coreografiche e folcloristiche e dei canti .
I nostri cattolici sono molto grati al Santo
Padre perchè la sua carità, che abbraccia tutto
il mondo, si è estesa all'Assam . Attraverso i
sussidi dei cattolici americani, si è potuto distribuire migliaia di quintali di latte in polvere e
di burro .
All'educazione della gioventù i missionari dedicano le loro migliori energie . Solo in Shillong
e nei sobborghi la missione cattolica, oltre alle
scuole dirette dai missionari e dalle suore, ha
14 scuole mantenute interamente dalla Missione .
Fascino di un museo
La proposta cadeva su un terreno propizio,
perchè il nostro Collegio Don Bosco di Campo
Grande ha già un'ala del suo fabbricato devoluta
tutta a Museo Regionale .
La parte più ricca e più allettante è la sezione
etnografica : vi sono esposti i più significativi
lavori di 24 tribù di indi del Brasile . Specialisti
nell'intreccio - e nella ceramica sono i Tucanos
del Rio Negro . Artisti nel modellare statuette
di argilla sono i Carajà del Rio Araguaia . I Bororo sono i più documentati : archi, frecce, orecchini, collari, ornamenti, gingilli . Fa impressione lo scheletro di un Bororo, rivestito delle
È la carità dei nostri cooperatori e benefattori
che sostiene e incrementa l'opera nostra di evangelizzazione . Iddio li benedica e ricompensi .
rN STEFANO FERRANDO
Vescovo di Shillong
U H CENTRO
C"N` Rt
I'
,.Peretie
Nel mese di luglio il nostro Liceo «Sacro
Cuore» di San Paolo ospitò il Congresso brasiliano dei religiosi . Furono giorni di studio molto
impegnativi, resi più solenni dallo splendore della
porpora cardinalizia di Sua Em . il Card . Valerio
Valeri, inviato del Santo Padre .
Due nostri confratelli dell'Amazzonia e del
Mato Grosso furono incaricati di redigere un
tema missionario così formulato : «Contributo
della sociologia e della etnologia allo sviluppo
religioso delle missioni» .
Furono relatori don Felice Zavattaro della
Ispettoria del Mato Grosso e il diacono Casimiro
Beksta delle missioni dell'Amazzoni .
Fra le conclusioni pratiche sottolineo il unmero 18 e 19 :
*
In ogni provincia missionaria ci sia un
centro di studi etnografici, con biblioteca, museo,
pubblicazioni recenti, capaci di istruire e informare
opportunamente i missionari della zona .
*
I musei etnografici renderanno un grande
servizio alla cultura e alla storia . L un dovere
di solidarietà umana e cristiana salvare una larga
documentazione di cultura materiale (manufatti,
tecnica, prodotti) e spirituale (lingua, religione,
leggende) dei popoli primitivi .
422
Missioni salesiane del Mato Grosso
CENTRO DI RICERCHE DI CAMPO GRANDE - Indio
Bororo abbigliato col complesso denominato "Aróe e-céba ' .
sue penne tradizionali, sfolgorante, come in una
sagra popolare . Molti anni fa i Bororo di Sangradouro offrirono in dono, al missionario, come
segno di amicizia, un magnifico cesto funerario :
quello ru il primo numero del nostro museo .
Un'altra sezione che attrae e ha valore è la
collezione di mammiferi e uccelli . Meravigliosi i
lepidotteri e i coleotteri . Che sfavillio di colori!
Madre natura ha giocato di fantasia e vi squaderna uno scintillante album di meraviglie naturali . È in cantiere anche una mostra di minerali . Preziosi collaboratori in tutto questo lavoro sono gli stessi Bororo, che accettano con
piacere di venire dalla lontana missione ad aiutare il missionario.
ricanistes » di Parigi . Il centro possiede numerose
bobine di microfilm su argomenti di alto interesse . È all'avanguardia nello studio scientifico
con il suo laboratorio foto-cinematografico, dotato di modernissimi apparecchi .
Gode tanta considerazione che, durante il recente XVIII Congresso Internazionale di Geografia, tenutosi in agosto a Rio de Janeiro, il
governo brasiliano inviò una trentina di congressisti in visita a Campo Grande a1 nostro Museo
etnografico e al nostro Centro di ricerche . Per
due sere consecutive la comitiva dimostrò attenzione al reparto entomologico e alla raccolta
Bororo . In onore degli ospiti fu proiettata una
pellicola a colori su costumi e danze bororo . Sul
registro dei visitatori alcuni dei
più bei nomi della cultura europea, scrissero le loro impressioni .
Eccone una :
«Le collezionai etnografiche del
Collegio Don Bosco di Campo
Grande sono le più interessanti
del mondo, almeno per quanto
riguarda lo studio dei Bororo . Faccio noti che queste ricchezze siano
divulgate con una pubblicazione
scientifica che farà certo onore al
suo
toro i .
Sotto si leggono le firme di
Pierre Deffontaines di Barcellona, di Ivan Ambjorn di Stoccolma, di Leo Aario di Helsinki .
Prima di congedarsi, il prof . ForÈ la nuova Chiesa di GOLAGHAT (Nord-India), architettata da un Coadiutore
di Mosca propose uno
mozov
salesiano . Come si vede, mancano le campane . Chi avrà il merito di farsi
scambio di informazioni culturali
eco della voce di Dio provvedendole?
con la repubblica sovietica .
Attraverso questi studi i nostri missionari
hanno modo
Il centro di ricerche
tatto con le di mettersi rapidamente in contribù dei primitivi, di capirne la
Ma la novità forse più interessante è il Centro
mentalità e di afferrarne i gusti e il folklore .
di ricerche, un'istituzione scientifica sempre alRendendosi in tal modo «tutto a tutti» è più
l'erta per raccogliere materiale, studiarlo e
facile conquistarli al Signore .
sfruttarlo . Recentemente inviò un suo entomoIl museo di Campo Grande è la storia facillogo, don Giovanni Falco, come suo rappresenmente leggibile e documentata dell'opera di satante al Congresso Nazionale dei Musei, che si
crificio e di sofferenza dei nostri missionari nella
tenne nella città di Ouro Preto nello stato di
diffusione del regno di Dio .
Minas Geraes .
Ai nostri lettori vorremmo porgere un invito,
Il centro è dotato di un'ottima biblioteca,
purtroppo irrealizzabile : «Visitateci e comprenricca delle opere classiche di etnologia e si trova
derete» .
in collegamento con i centri culturali più imporCampo Grande, agosto 1956
tanti del mondo . Nelle sale di lettura un appasDon CESARE ALBISETTI
sionato può sfogliare riviste come « Anthropos »
di Friburgo o il « Journal de la société des Amé.misaleno
L'esperienza ci è maestra che i benefattori dei nostri missionari godono
in vita e in morte una specialissima protezione del Cielo
SAN GIOVANNI BOSCO
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1
15
\\
Nel centenario della nascita di Mons . Lorenzo Giordano
Solitudine suprema
Un uomo, sfinito dalle fatiche, divorato da
una debolezza generale e inspiegabile, che lo
consumava a fuoco lento, si era fatto portare
sulle rive del Rio Negro per vedere se passava
di lì qualche battello ad accoglierlo . Ma all'orizzonte le acque erano deserte .
L'avevano ospitato in una baracca ; adagiato
alla meglio sii di una amaca, egli si sentiva morire . Un pallore, un estremo pallore gli bagnava
il viso ormai cerco .
Era Mons . Lorenzo Giordano, prefetto apostolico del Rio Negro . Le poche persone di quella
zona si prodigavano nel tentativo di salvarlo,
ma egli non si illudeva . I lunghi ed estenuanti
giri di missione erano stati in tre anni il suo
«rodaggio» alla morte . Si era aperta la strada
da solo, senza consiglieri e suggeritori, con un
unico compagno, don Balzola . Aveva il cuore
solido come il portone di bronzo di una cattedrale, un respiro che pareva attingere ossigeno
sempre con la stessa profondità, due gambe
che dovevano girare, come dicono i corridori,
nell'olio, ma che la fatica tendeva, minacciosa,
a ossidare e irrugginire .
Vedendo che moriva, si inginocchiarono per
terra, si misero a pregare e a cantare le litanie .
Egli ringraziava con gli occhi e col sorriso .
La tabella clinica del morente segnava una
temperatura spirituale incandescente, una febbre
di sacrificio e una donazione di se spinta sino
all'eroismo .
Ma quella strana e inspiegabile malattia gli
aveva fatto piegare all'improvviso le ginocchia,
gli trasformava in «legno» i muscoli, gli avvelenava il sangue . Perse anche l'uso della parola .
Gli rimanevano solo le labbra per sorridere e gli
occhi per dire grazie . La sua morte si consumò
in solitudine . Nessuno dei confratelli gli fu vicino, in quell'ultimo giorno di vita, 4 dicembre 1919 .
Mani gentili gli chiusero le palpebre . Per fargli
la cassa schiodarono poche assi dal pavimento ;
poi lo portarono religiosamente sull'altra sponda
del fiume, in una località chiamata S . Gioac4 24
chino, in attesa di qualcuno . Solo l'anno s - u< te
l'ispettore don Rota venne per primo a rintracciarlo, dopo aver superato una distanza di 40
giorni di viaggio .
Se il mondo sapesse il cor ch'egli ebbe . . .
«Dio non ama, in fondo, che l'eroismo . I suoi
amici, un giorno o l'altro, li mette tutti in grado
di essere eroi e li prepara a tale grazia» .
Mons . Lorenzo Giordano fu esattamente così .
Nato a Ciriè (Torino) cent'anni fa, il 3O luglio 1856, varcò le soglie del collegio salesiano
di Lanzo a 12 anni, spremendo qualche nascosta
lagrima di nostalgia nel lasciare la casa paterna .
Trovò l'anima grande di don G . B . Lemoyne che
gli istillò l'amore a Gesù, alla Madonna, a Don
Bosco, e coltivò in lui la vocazione sacerdotale .
Tra i-suoi maestri di allora c'era il chierico Luigi
Lasagna . Fece il noviziato a Torino sotto gli
occhi di Don Bosco e a 17 anni la professione
religiosa.
Quel giovinetto allegro maturava rapidamente .
Svolse il suo tirocinio nel collegio di Lanzo ;
poi, mandato a Nizza, in Francia, fece parte,
ancora chierico, del capitolo della casa . Consacrato sacerdote a Tolone, passò a La Navarre .
Ma qui ecco la svolta della Provvidenza . A
La Navarre arriva un giorno il missionario don
Luigi Lasagna, suo antico insegnante . L'incontro
è contagioso ; a - ascinato, don Giordano decide
di varcare l'Oceano .
Ed eccolo in Uruguay, al collegio Pio IX di
Villa Colón, e poi nell'impero del Brasile . Il
5 giugno 1885, primo venerdì del mese, fonda
la casa di S . Paolo . Don Giordano ha sempre
avuto un debole di affetto per il Sacro Cuore .
A S . Paolo, un anno dopo, inaugura la chiesa
del Sacro Cuore e il collegio del Sacro Cuore .
I primi convittori sono 24 ; oggi son moltiplicati
percento e formano una folla giovanile di 25O0
allievi, distribuiti in tutti i rami dell'insegnamento . Il collegio conta anche una facoltà universitaria di Economia e Commercio, che fa
parte della Pontificia Università Cattolica di
S . Paolo ed è parificata . Per nove anni don Giordano diresse quella casa e conquistò i giovani
col suo fascino personale . Aveva l'attrazione
della calamita . I ragazzi gli si affezionavano,
tanto è vero che alcuni anni dopo, una sera che
don Giordano era di passaggio per la città, sessanta suoi ex allievi gli improvvisarono - alla
stazione una fiaccolata e lo portarono trionfalmente a spalle fino al collegio .
Dopo S . Paolo fondò la casa salesiana di Recife . Arrivò con un sacerdote, tre chierici e un
coadiutore . E anche quella casa, una graziosa
villetta con intorno un vasto terreno coltivato
a frutta, fu dedicata al Sacro Cuore .
Scriveva intanto, con la penna e il brio di un
apostolo, libri di istruzione religiosa e di volgarizzazione agricola .
Nel 1915 la S . Sede assegnò ai salesiani la difficile missione dell'alto Rio Negro, dove altri
ordini religiosi avevano fallito . Don Giordano
fu nominato prefetto apostolico ; aveva alle sue
dipendenze don Balzola .
Fu in quegli anni di vita sacrificata che monsignore mise in mostra le bellezze del suo grande
cuore e della sua anima .
Finchè un giorno, come si è detto, la morte
lo colse in perfetta solitudine, lo consumò sull'altare del sacrificio . Non gli restavano che le
labbra per sorridere e gli occhi per ringraziare .
Così lo trovò il Signore, quando arrivò «come
un ladro nella notte» sulle rive del Rio Negro .
Sac . LUIGI MARCIGAGLIA, S . D . B .
Ai Cooperatori salesiani e a tutti i nostri fedeli lettori che desiderano arricchire la loro
pietà con sante indulgenze e suffragare le
anime dei loro cari morti, consigliamo un
libretto, nel quale potranno conoscere molte
nuove indulgenze, farsi idee chiare sulle condizioni per lucrarle e sciogliere i dubbi che
sorgessero in materia . Eccone il titolo :
L . TRIMIELONI
TESORO D'INDULGENZE
Volume in-32, pagine 124 . L. 300
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Una signora protestante aveva costruito un
orfanotrofio in un villaggio a circa 35 km .
da Imphal . Per l'inaugurazione invitò anche
il missionario salesiano, raccomandandogli vivamente di portare la macchina di proiezione,
ormai diventata famosa in tutto il territorio
della Missione . Alla cerimonia erano presenti
molte autorità ; centinaia di persone assistettero alla proiezione del magnifico film a colori
Mater Dei . Così anche la Madonna fu presente all'inaugurazione dell'orfanotrofio protestante!
Alla chiusura dell'anno accademico dell'Università di Bangkok (Thailandia), fu invitato
anche il salesiano Don G . Forlazzini, insegnante di religione cattolica ai Capi Bonzi,
che prese posto fra il corpo insegnante .
L'unica talare attirò l'attenzione del Primo
Ministro che presiedeva la cerimonia e che
chiese al Padre donde venisse . Saputo che
era il Direttore della «Scuola Industriale
Don Bosco», disse : «Questo Don Bosco lo
trovo dappertutto! Ne sono contento, perchè
fa del bene» .
Di ritorno dagli esercizi spirituali a Mawlai,
il sig . Pancolini, coadiutore salesiano missionario in India, ebbe un'avventura curiosa .
Il treno a un certo momento, sulla via del
Manipur dovet e fare una lunga so ta . Sic ome i
luoghi sono infestati dai ribelli Naga, ci fu
un controllo dei documenti . Un commissario,
scortato da due poliziotti, gli chiese :
- Naturalmente voi siete un battista americano .
- Mi dispiace, ma io non sono nè americano
nè battista; sono italiano, cattolico e salesiano .
- E dove siete diretto?
- A casa mia, a Dibrugarh .
- Mi potete favorire i documenti?
- Mi scusi, non li ho con me, ma le posso
dare tutte le informazioni che desidera .
- C'è qualche rapporto tra voi e la Scuola
Don Bosco di Gauhati?
- Certo! Sono un membro di quella istituzione .
- Benissimo! Allora non occorre altro .
Libreria Dottrina Cristiana, via M . Ausiliatrice, 32 . Torino
425
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dellAUJYt/ATR/C
Già moribondo all'ospedale, ritorna sano
in famiglia - Il 13 maggio 1956 mio nipote
Luigi Baldi di anni 17, mentre transitava per il
paese sul suo motociclo, veniva investito da una
auto . L'urto fece sbalzare il poveretto, che ricadde sul selciato battendo il capo . Immediatamente fu ricoverato nell'ospedale di Asti in condizioni disperate : commozione cerebrale e vasta
frattura della base cranica . Era tale la sua gravità che venne giudicato in fin di vita .
Il giorno seguente tutto era già disposto
-- barella e Croce Verde --- per portarlo a morire tra la sua tanto addolorata gente . In quel
momento d'angoscia la sua mamma ed io ci
raccomandammo a Maria SS . Ausiliatrice, a
S . Giovanni Bosco a S . Domenico Savio, perchè
intercedessero per salvarlo . Subito una fiducia
serena invase il nostro cuore e ci fece sperare
che il caro nipote sarebbe guarito . Venne perciò
trattenuto ancora nell'ospedale, rimanendo stazionario ; poi i dottori pensarono di trasportarlo
alle Molinette di Torino, per la trapanazione del
cranio . A Torino venne giudicato gravissimo e
i professori non ci diedero speranze, tranne che
in un miracolo, anche perchè era per metà paralizzato .
Tuttavia il 19 maggio venne tentata l'operazione, che durò parecchie ore . Dopo stette quattro
giorni senza svegliarsi, ma il giorno 24 maggio,
festa di Maria Ausiliatrice, io ebbi la grande gioia
di poter discorrere a lungo con lui ; e dopo un
mesetto fu restituito sano alla sua famiglia .
L'offerta è piccola, ma la nostra riconoscenza
a Maria Ausiliatrice e ai Santi salesiani è immensa .
Canale (Cuneo)
MARIA VOGHERA
Una medicina veramente efficace - Il
15 luglio scorso uno dei miei figli, per un errore di manovra, cadeva con l'automobile in un
precipizio profondo oltre 15 metri . Trasportato
all'ospedale, fu ricoverato con prognosi riservata
per ferite alla testa, lacerazione al rene destro,
lesioni alle costole e alla colonna vertebrale,
ematomi vari per il corpo e stato di choc . Passati tre giorni, le cose si aggravarono tanto che
i professori, dopo un ennesimo consulto con un
926
Primario del Policlinico, mi dissero che era in
pericolo di vita . Le cose stavano precipitando,
quando mi ricordai di avere con me un'immagine di Maria Ausiliatrice . Non indugiai un
istante : la presi e la' posi sul petto di mio figlio
con tutta la fede e la speranza che ho sempre
riposte in Lei . Mio figlio si assopì . Dopo mezz'ora, aprì gli occhi e mi disse : « Papà, mi sento
molto meglio ; ma che cosa mi tenevi sul petto? » .
« Ecco la vera medicina che ti ho applicato .
Ed ora tienila sotto il guanciale, perchè la fede
in Maria Ausiliatrice ti guarirà r> .
Alla sera il dottore espresse la sua meraviglia .
Lo stesso sentimento provarono quanti l'avevano
visto nei giorni precedenti . Della grazia ottenuta conserverò per tutta la vita il ricordo e la
riconoscenza .
Roma, via Val Trompia, 56
TULLIO 'lUZZI
ex allievo decano di Villa Sora
Guarita da nefrosi avanzata - Nello scorso
maggio 1955, la nostra bambina Francesca di
6 anni si ammalò di nefrite . Dopo più di un
mese di letto e di cure assidue, la cara ammalata peggiorava . Allora si decise di portarla eia
uno specialista, che la fece fermare subito all'Ospedale perchè si trattava di nefrosi molto
avanzata . Passarono sette lunghi mesi senza speranza di guarigione, durante i quali pregammo
con fede Maria Ausiliatrice perchè ci ottenesse
la sospirata grazia . Finalmente la Vergine SS .
esaudì le nostre preghiere, così che il 4 maggio u . s . la nostra cara Francesca potè ritornare
in famiglia, con nostra grande gioia . Ora sta
bene e oggi è venuta con noi al Santuario per
ringraziare la Madonna di Don Bosco, che le
ha ottenuto la guarigione .
Casanova (Torino)
Coniugi
GRANDE
Don Bosco interviene a tempo - Il 27 gennaio scorso, il nostro nipotino Massimo di 6 mesi
si ammalava improvvisamente per pneumotorace
spontaneo . Le sue condizioni erano quasi disperate . In questo stato rimase oltre un mese,
nonostante fosse attentamente seguito da professori e con le più moderne cure .
Mi rivolsi allora a Don Bosco e gli affidai
la guarigione del nostro tesoro che, dopo due mesi
d'ospedale, ci fu restituito guarito .
Laveno Mombello (Varese)
CARLA CATTANEO
Era impossibile - Non saprei dare altra
definizione alla grazia che mi ha ottenuto Maria
Ausiliatrice .
Dall'esito di una vertenza sorta tra me e il
Ministero del Tesoro dipendeva la vita, la pace,
il sostentamento della mia famiglia. Nelle more
della vertenza, quando ogni via sembrava preclusa, ogni mio passo destinato all'insuccesso,
mi sono rivolto fiducioso a Colei che dai miei
amati Superiori salesiani ho imparato a considerare come la vera Mamma (come diceva Don
Rua) e a Lei promisi di offrire il mio contributo
per le opere salesiane .
La mia preghiera è stata esaudita e ciò che da
tutti era ritenuto impossibile è diventato consolante
realtà . Non so come esprimere la mia riconoscenza a Maria Ausiliatrice .
Portico di Caserta
MARIO SALVI,
ex allievo
Quarantacinque giorni tra la vita e la
morte -- Il 27 febbraio 1956, mio marito fu
investito da una corriera in Vina del Mar . Trasportato all'ospedale in gravissime condizioni,
stette ben quarantacinque giorni tra la vita e la
morte . Tutto pareva inutile, dagli specialisti più
quotati ai ritrovati più moderni della scienza .
Il suo fisico non reagiva più a nessuna medicina :
respirava solo con l'ossigeno .
Ex allieva del Collegio di Bordighera, sentii
ingigantirsi in me, nell'ora della disperazione, la
fede grande della mia fanciullezza in Maria Ausiliatrice e, con lo slancio di allora, reso più consapevole dai dolori e dalle disillusioni della vita,
invocai il miracolo da Don Bosco .
E il miracolo venne : ora mio marito è tornato
a casa ed è in grado di camminare, sia pur col
bastone . Grata a Don Bosco, invio modesta offerta con preghiera di pubblicare la grazia .
Vina del Mar - Valparaiso (Cile)
GEMMA CUROTTO SPINETTO
Il terribile scontro rese la macchina inservibile - Eravamo andati a 'l'orino in macchina . Mentre mio marito e mio figlio attendevano agli affari, io mi recai a Maria Ausiliatrice,
dove potei assistere alla S . Messa e pregare, invocando grazie e benedizioni sulla mia famiglia .
Lasciai la mia offerta e partii soddisfatta, portando meco, a scopo di protezione, alcune reliquie di S . Giovanni Bosco .
Nel ritorno sull'autostrada, vicino a Milano,
avvenne il terribile scontro che rese la macchina inservibile . In quel momento mi vidi di
fronte alla morte, ma invocai con fede la Vergine
Santa, che quel mattino avevo tanto pregato nel
suo Santuario di Valdocco . E fummo tutti salvi,
compreso il figlio che era al volante e che rimase illeso . Io ebbi la peggio con la rottura del
braccio destro, ma questo fu nulla, considerata
la violenza dell'urto . Sia lode a M . Ausiliatrice e a S . Giovanni Bosco .
Como Coop
. Maria
Monti
Tutti i testimoni furono convinti che
Don Bosco li aveva salvati da morte certa
- Ero partito per la solita questua del vino a
favore dell'Oratorio salesiano di Figline Vald .arAnvoeipstunledroch
era mai stato attaccato al carro . Purtroppo nè
chi mi accompagnava ne io conoscevamo le
strade . Ed ecco all'improvviso aprirsi una discesa di circa sei metri, con in fondo una curva,
al di là della quale altra discesa ripida di circa
cento metri . Il guidatore azionò i freni, tirò le
redini, ma la bestia, sentendosi spinta dal pesante carro, si mise a correre a tutto galoppo .
Il guidatore gridava a squarciagola: « Aiuto!
Aiuto! Si muore! si muore! », mentre io, pensando a Don Bosco, lo lasciavo gridare con la
certezza assoluta che il Santo sarebbe intervenuto . Il giovane cavallo intanto imboccava in
pieno la curva e il carro con la sua velocità
travolgeva tutti nella sottostante cunetta . Fu in
quel pauroso volo che, coprendo la voce dell'altro, gridai : « Don Bosco, Don Bosco, salvateci! » . Il compagno, saltando, cercò di salvarsi,
ma andò a finire sotto la pancia del puledro ;
io, vedendo volare il carro, mi attaccai alla spalliera e andai a battere il petto sulla groppa della
bestia, mentre sulle spalle mi cadeva un caratello, e il collo del mio piede faceva da perno
al pesante carro, che era rimasto dritto in piedi,
verticalmente .
I contadini, che stavano seminando il grano,
alle nostre grida accorsero con in mano gli attrezzi di lavoro . Mi tolsero il caratello di sopra
le spalle, alzarono il carro e io potei dare un
forte strattone tirando via il piede, mentre la
scarpa rimaneva sotto il carro . I contadini, vedendomi alzare, si misero a dire : «Poverino,
s'è rotto il piede!» . E rimasero sbalorditi e senza
427
parola quando invece mi videro camminare speditamente . Anche il compagno era rimasto illeso .
Strada facendo, quell'uomo disse : « Ora capisco che cosa sono i miracoli!» . E visse una
vita più cristiana . I contadini, quando mi vedevano dopo quel fatto, mi dicevano : « L'avete
scampata bella! Potete accendere una candela a
S . Antonio! » . E io rispondevo : «L'ho accesa a
Don Bosco, che invocai in quell'istante con fede
granitica» . Quanti furono testimoni del fatto
furono convinti che Don Bosco ci aveva salvati
da morte certa.
Gaeta
(Latina)
GIUSEPPE TRIMBOLI,
salesiano coadiutore
MOCA (Rep . Dominicana) - Gli otto anni d'intenso
e tenace lavoro nella nostra Parrocchia del S . Cuore
a Moca avevano solenne suggello 1'8 luglio scorso
con la consacrazione del nuovo grandioso tempio
dedicato al Sacro Cuore, di cui abbiamo parlato
nel numero precedente . La cerimonia fu tenuta da
Sua Ecc . Mons . Ottavio A . Beras, Arcivescovo coadiutore e Amministratore Apostolico di Santiago .
Nei giorni del novenario si succedettero numerosi
pellegrinaggi, con una straordinaria partecipazione
ai Sacramenti . La Corale salesiana eseguì magistralmente belle composizioni di Maestri salesiani . Padrini d'onore furono il Presidente della Repubblica,
Gen . Ettore Trujillo Molina, e il Generalissimo
Raffaele Leonida Trujillo . I1 Santuario è lungo
50 metri, largo 20, alto 15 . li campanile raggiunge
i 6o metri .
4 28
La Direttrice della Scuola Infermiere di Montréal (Canada)
dichiara che le 28 candidate agli esami pubblici di licenza
furono tutte promosse, anche le più deboli, invocando concordi l'intercessione di S . G . Bosco .
Sarina Durante (Letojanni-Messina) riconoscente ringrazia
M . A ., S . G . B . e S . D . S. per aver ottenuto il loro aiuto
in una delicata circostanza .
Adele Fava (Genova-Sampierdarena) ringrazia M . A. per
la guarigione di persona a lei cara da una grave malattia .
Coniugi Casalis e Angonoa Giov . Pietro
(Carmagnola-To rino) sono grati a M. A. e a S. G. B. per grazia ricevuta .
Rosalba Marsero, colpita da meningite paralizzante, ringrazia M . A. e S . G . B. che l'hanno guarita perfettamente .
Carmen Pianta e famiglia (Savognin- Svizzera) ringrazia
M . A ., S . G . B . e Don Rinaldi, per la cui intercessione
potè risolvere un problema pendente da cinque anni.
Costanzo Pala (Sassari) rende grazie a M . A . per la risolu zione di un grave caso di osteomielite alla mandibola, che
minacciava la necessità di un intervento chirurgico .
Giuseppina Silvestri (Caserta) è riconoscente a M . A. e a
S . D . S . per due grazie : la guarigione della sua piccola
Maria Ausilia da grave forma di intossicazione intestinale
e la felice nascita del secondogenito senza l'intervento medico, che era sembrato inevitabile .
Lisetta Comola in Chicco (Genova) è grata a S . G . B . che
l'aiutò a superare gravi coliche renali .
Irene Corte invia offerta a M . A . e a S . G. B . per aver ottenuto una grazia a favore del figlio .
Vanna Cancian (Venezia) scioglie la sua promessa rendendo
pubblica la propria guarigione, attribuita a M . Ausiliatrice .
Giuseppina Mensi (Iseo-Brescia) ottenne la protezione di
M . A . durante una delicata operazione agli occhi .
Famiglia Vallini (Legnago-Milano) rende grazie a M . A .
e a S . G . B . per la guarigione di un bambino, che era stato
colpito alla testa da un sasso .
Alfonsina Bottini (Cuneo) invocando M . A. trovò lavoro
e migliorò in salute .
B . Volcan (S . Lugano-Bolzano) potè ottenere da M . A.
di evitare il pericolo di un trasferimento e di rimanere a
lavorare presso la famiglia .
Carlo Gallo (Mombercelli-Asti) ringrazia M . A . e S . G . B.
che gli salvarono la mamma in un gravissimo incidente
stradale, che poteva avere conseguenze mortali .
Maria Bertinatti (Masino Castello-Sondrio) riconoscente a
M. A . per la sua guarigione, compie la promessa di ringraziarnela pubblicamente .
Maria Racca (Castello di Robilante-Cuneo) era perseguitata
da una persona che non riusciva ad allontanare con le
buone maniere . Invocò con fervore S . G . B . e fu esaudita .
Carmela Lombardi (San Paolo-Brasile) essendo stata colta
da infarto e i medici dando il caso disperato, ottenne la
guarigione da M . Ausiliatrice.
Maria Gilardi (Viù-Torino) è grata a M . A . e a S . G . B .
per la protezione sperimentata da tutta la famiglia in difficili
circostanze .
Clementina Cinalli (Fassa-Trento) soffriva da anni di un
male ad una gamba, che i medici avevano dichiarato inguaribile ; ma invocando S . G . B . il male scomparve .
Olga Pisotti (Gorreto per Sarchi-Genova), colpita da esaurimento nervoso con deperimento e vomito continuo, si
raccomandò a S . G . B . e ottenne la grazia .
E. P . (Milano) ringrazia S . G . B . per aver ottenuto la
riconciliazione in famiglia .
Coniugi Vaschetti (Palazzolo sull'Oglio-Brescia) sono riconoscenti a M . A ., S . G . B . e S . 1) . Savio per grazia ricevuta .
Luigi Alberti (Lucignano-Arezzo) trovandosi con sette persone a carico e in difficoltosissime condizioni finanziarie,
si raccomandò a S . G . B . : al secondo giorno del triduo
ebbe un provvidenziale aiuto .
Sr . Adriana Santanera (Nizza Monferrato) è riconoscente
a S . G . B . per essere stata liberata da acutissimi dolori ;
che le rendevano impossibile ogni minimo movimento .
JZiwnoscenti al Veneral9íle
Invoca Don Rua ricordandone la paterna
bontà - Quando ero allievo del Collegio di
Borgo S . Martino, un giorno vidi il Venerabile
Don Rua passeggiare nel cortile, circondato da
molti ragazzi . Mi avvicinai anch'io . Don Rua
mi sorrise e salutò così : si tolse il berretto e fece
l'atto di porlo sul mio capo . Tanta paterna
bontà non la dimenticai più . Per questo, quando
un attacco di trombosi mi paralizzò la gamba
e il braccio sinistro, il mio primo pensiero fu
quello di chiedere aiuto a Don Rua . Dopo
quindici giorni potevo riprendere il mio lavoro,
quasi come se nulla fosse stato .
Mando una prima offerta ; ed è mia intenzione
di recarmi personalmente a Torino a pregare
sulla sua tomba .
Arona
ANDREA BERTOLINO
Più che una grazia, Don Rua mi ha ottenuto un miracolo - Soffrivo di un male,
che per le conseguenze che mi arrecava, era
gravissimo . La mia sofferenza era, si può dire,
continua, di notte e di giorno . Consisteva in
un forte bruciore di stomaco e in una sonnolenza tale da impedirmi anche di accudire ai
miei doveri . Dovunque, in casa, al circolo, a
scuola, a tavola, appena seduto mi addormentavo profondamente . Di notte poi, verso le
ore una o due, mi svegliavo di soprassalto per
l'insorgere dell'acidità che bruciava come il
fuoco e mi causava affanno nella respirazione e
dolore al cuore . I medici non seppero assolutamente trovare farmachi specifici per combattere i miei mali .
Leggendo il Bollettino Salesiano, il mio
sguardo si fermò sulla recensione della biografia
del Ven. Don Michele Rua, scritta dall'amatissimo Don Eugenio Ceria, già mio professore
di religione al Liceo di Villa Sora, Frascati, e
subito ne feci l'ordinazione alla SEI . Ogni sera,
prima di addormentarmi, ne leggevo qualche
pagina e a mano a mano che procedevo nella
lettura, mi convincevo che Don Rua era un
Santo, un eroe della santità, e mi appariva talmente grande da paragonarlo al nostro Santo
padre Don Bosco . Allora cominciai a recitare
ogni sera un Pater, Ave e Gloria per la beatificazione di Don Rua e con tutta fiducia mi
raccomandai a Lui perchè mi liberasse con la
sua potente intercessione dalle mie atroci sofferenze .
Non so che cosa sia avvenuto nel mio organismo : tutte le mie sofferenze scomparvero . Cominciai a non svegliarmi più la notte, non soffrii
più di acidità, di giorno non dormo più . È trascorso un anno, le sofferenze non sono tornate
e vivo come se mai avessi sofferto . Mia moglie
e i miei quattro figli con me ringraziano Don Rua,
che ha ascoltato la mia preghiera . Più che una
grazia, Don Rua ha ottenuto per me da Dio
un miracolo, tanto repentina e immediata è
stata la _ guarigione.
Non finirò di pregarlo e vorrò essere presente
a Roma, in quel giorno non lontano in cui il
Papa lo eleverà alla gloria degli altari .
Palma Montechiaro (Agrigento)
Avv .
GIUSEPPE LA MARCA
Rosa Tabasso, dopo due anni di ansie e preghiere,
invocando il Ven . Don Rua ottenne un impiego per
il figlio .
Gaetana Magno (Graniti - Messina) assillata da
vivo dolore per un caso quasi disperato, ebbe tra le
mani l'immagine di Don Rua, lo pregò con fede e
ottenne la grazia .
Anita T . B . (Cordoba - Argentina) avendo il marito
infermo, lo raccomandò a Don Rua, ottenendone un
pronto miglioramento seguito da guarigione .
Teresa Baravalle (Casanova di Carmagnola - Torino) invocando Don Rua nelle sue tribolazioni, gode
di poter affermare che fu sempre esaudita .
Maria Aimone (Cuorgnè - Torino) era affetta da
grave malattia di cuore per cui i dottori le davano
pochi giorni di vita . Si rivolse con gran fede a Maria
Ausiliatrice e a Don Rua e subito ebbe un miglioramento che spera la porti alla guarigione.
42g
Per íntercessione del Servo di Dio
DON F
ILIPPO RINALDI
Sopravvive in condizioni che i medici ritenevano disperate
Da un paio d'anni ero travagliato da acute sofferenze, la cui origine
permaneva misteriosa dopo ogni indagine medica .
Finalmente nel marzo scorso un'improvvisa emorragia interna rivelò
un'ulcera duodenale perforata, rimasta invisibile a tutti gli esami radiologici . Fui ricoverato d'urgenza in una clinica di Roma e subii una prima
operazione . Nonostante il buon esito dell'intervento, la mia situazione,
a detta dei medici, era incertissima ; tuttavia nel pericolo mi sentivo
tranquillo, perchè avevo affidato la mia sorte a Don Rinaldi .
Dopo due giorni ci fu un attacco di peritonite e fui operato per la seconda volta . Le possibilità di scampare dalla morte si fecero scarsissime e si temeva il collasso da un momento all'altro .
Dopo qualche giorno passato tra la vita e la morte, la mia situazione
si stabilizzò, ma lasciandomi sempre in pericolo di vita . Rimasi in
questo grave stato per circa tre mesi, continuando ad esaurire le mie
scarse energie, finchè le mie condizioni si aggravarono al punto che i
medici pensarono di fare un estremo tentativo di salvarmi procedendo
ad un terzo intervento .
Con i precedenti delle altre due operazioni e per la mia debolezza si
trattava di un tentativo che, se da un lato era necessario per la vita, dall'altro dava pochissime probabilità . Mentre si facevano le ultime analisi per l'operazione, io mi attaccai ancora una volta con tutta la forza
della mia fede al Servo di Dio Don Rinaldi ; con me pregavano i Salesiani e i giovani del « Sacro Cuore» . Ed ecco che, contro ogni previsione, ci fu un improvviso ristagno nelle ferite delle due prime
operazioni, rimaste fino allora aperte, sicchè i medici decisero di non
procedere ad altro intervento . Da quel giorno le mie condizioni andarono rapidamente migliorando fino alla guarigione .
Ringrazio Don Rinaldi della sua paterna assistenza e lo prego perchè,
come mi ottenne un prolungamento di vita, così voglia proteggere il
mio apostolato sacerdotale .
Don ERNESTO BUSON, salesiano
Roma, « Sacro Cuore s, 15 agosto 1956
Grazie, Don Rinaldi!
Mio fratello, di anni z9, da parecchi mesi accusava una forte stanchezza .
I dottori provarono diverse cure senza alcun miglioramento, anzi le
sue condizioni di salute peggiorarono obbligandolo a letto .
Fu ricoverato in clinica, e dopo diversi esami risultò trattarsi di me
ni goradicolinevrite.Rimaseprci aduemsicompletamnteparlizzato . I dottori davano poche speranze che potesse riprendere il movimento, sia degli arti superiori come di quelli inferiori .
Iniziai, unita al caro malato, una fervorosa novena a Don Rinaldi, e senza
scoraggiarci, terminata la prima ne incominciammo una seconda, una
terza, continuandole a catena .
A poco a poco, con grande meraviglia dei medici, mio fratello incominciò
a muovere prima le gambe, poi le braccia, e dopo un mese dall'inizio
del miglioramento, riusciva già a prendere cibo da solo e a fare i primi
passi . Ora, non solo cammina bene, ma può compiere perfettamente il
suo lavoro .
Torino, Casa M . Mazzarello
Sr . MARIA CAVALLO, F . M . A .
4 30
Suor Anna M . Zanini, Ispettrice
F . M . A . (Lima-Perù) dichiara che
una consorella soffriva di una malattia epatica tanto grave che i medici
non osavano operarla . Con una no
.vemRniagloDrò da
essere felicemente operata .
Olimpia Migasso (Brusasco-Torino)
unita alle sorelle, rende pubblica testimonianza a D . R . per due segnalate
grazie.
Margherita Giovanna Verra (Torino)
si rivolse con fede a D . R . e guarì
da pleurite, malgrado l'età avanzata .
Caterina Carrera Reinoldi (Villafranca Piemonte) ringrazia M . A . e
D . R . per essere guarita da una tosse
persistente che da tempo la tormentava.
G . Ferrero Saracco (Nizza Monferrato) rende pubbliche due grazie ottenute pregando D . R . : la guarigione
della suocera, che versava già in gravi
condizioni, e quella della mamma
dalle complicazioni seguite ad un atto
operatorio .
Michele Serafino (Torino) aveva un
figlio colpito da una grave malattia alla
vescica, che esigeva un intervento : lo
raccomandò a D . R . e ne ottenne la
guarigione senza operazione .
Rina Grippaldi (Catania) ebbe per intercessione di D . R . la guarigione della
mamma da una tosse maligna ribelle
ad ogni cura.
Dott . Nello Ciota, ex allievo (Roma)
dichiara di avere contratto un infinito
debito di riconoscenza con D . R . per le
molte prove avute della sua meravigliosa protezione sulla propria persona e sulla famiglia .
Maria Chiesa (Torino) pregando D . R .
e ponendo la sua santa reliquia sul
cuore, ottenne grande miglioramento
nella sua malattia di cuore .
Don Giuseppe Mosetto (Ivrea) dichiara : , Si era ammalato un peccatore ostinato che da 4o anni era lontano da Dio . Lo raccomandai a D . Rinaldi e ottenni di vederlo pentito e
ricevere con edificazione i Sacramenti i .
Rosa Sciarrabba (Agrigento) sofferente di un male che la preoccupava, si
raccomandò a D . R . e con sua gradita
sorpresa si trovò libera da ogni dolore .
Lina De Micheli Calderoni (Crusinallo-Novara) è riconoscente a D . R .
per grazia ricevuta e invoca ancora la
sua protezione per altre necessità urgenti .
Caterina Salvetti (Torino) invocando
D . R ., il figlio tornato dall'America
trovò subito lavoro .
PREGHIAMO PER I NOSTRI MORTI
Salesiani defunti
ottenute per l'intercessione di il area - 'usilzatrice e di S . Giovanni Bosco, di S . Maria Mazzarello, di S . Domenico Savio
e di altri Servi di Dio - alcuni hanno anche inviato offerte
ed elemosine per sante Messe di ringraziamento - i seguenti :
Aimone Maria Ida, Aquilino Marietta, Astori Cavalli
Chiarina, Audano Maria, Barattini Piero, Barberis Olivero Maria, Barbieri Nina, Bartolo Vasta, Bedino Francesco, Bellonzi Giovanni, Benedetti Franca, Bertola Domenica, Bertoli Giovanni Battista, Bernardi Rina, Besozzi
Giuseppina, Bioglio Emma, Bolla Musso Anna, Belloli
Letizia, Bolongaro Vittorio, Borsa Vittorina, Fam . Borelli,
Boscacci Angiolina, Bozzolo Margherita, Bruno Ussono
Anna, Cagnassi Elsa, Camerini Giovanna, Capobianco
Pompea, Caporale Maria, Caporali Bruno, Carosio Pier
Luigi, Carrara Caty, Carraroli Annisa, Cartechini Maria
Luisa, Castellarin Anna, Castiglione Isabella, Cattaneo
Giacomina, Chiesa C ., Chiodelli Imogene, Chiodo Dott .Al-fons,CcIabel ontiAugs,CordeLntia,
Cossanello Paola, Costelli Esterina, Cravero Bruna, Crespi
Biagio, Cutrone Franca, Damiani Arrigo, De Angelis Maria,
De Biasio Paola, De Castello Gonzales Dolores, Della Grisa
Rosetta, Della Pietra Rosa, Delle Barbe Lucia, D'Eramo
Antonietta, Di Benedetto Giuseppe, Di Domenico Lino,
Di Lonardo Alfredo, Epri Lino, Esposito Damiano, Fabbri
Ester, Favre Cecilia, Fiorenza Graziella, Fodella Camilla,
Fornara Teresa, Fornero Giuseppa, Forte Elena, Franceschini Daria, Fretta P ., Gadina Silvia, Gallo Maria, Galleni Aquilina, Garattini Giac ., Garrone Carolina, Gasco
Ernesta, Ghignone C ., Giaccone Remo e Teresina, Gilardi
Carolina, Gilardi Margherita, Granata Maria, Graziano
Maria, Greco Bianca, laccarino Raffaelina, lacoangeli
Iole, La Rosa Raciti Lina, Luca Lanza Maria, Luvolini
Moroni Anna, Macchi Maria, Magliano M ., Mannino
Romeo Anna, Mannu Maria, Mautello Lunati Adele,
Manzarelli Filomena, Marcone Ambrogina, Martini Melide, Masiero Basilio, Mazzone Cav . Pietro, Merlo Santa,
Messina Pilò Maria, Milano Giuseppina, Miroglio Emma,
Monzio Compagnoni Luigia, Motta Riva Gina, Nicora
Maria, Nogara Cariboni, Occello Maria, Orecchia A .,
Orsi Maria Antonia, Padere Assunta, Pedrucci Antonietta,
Perroni Fiore Maria, Pessina Carlo, Perlo A ., Petris Onorina, Pianca Ines, Pisano Cristina, Poledro Maria, Porcari
Alessandra, l'ortolan Maria, Prosio Angela, Proticò Caterina, Ravaino Sergio, Ravera Mussano Dott . Franca,
Ravera Maddalena, Rebecchi Emma, Riggi Luigina, Rizzardi Edvige, Roncalli Elvira, Ronza Maria, Rubat Borel
Maria, Ruggerì Francesca, Russotto Bernardo, Salmaggi
Cesare, Sanna Francesca, Santini P . Luigi, Scremin Vanda,
Siracusa Vittorina, Soldani Dilva, Fam . Sormani, Spoliti
Anna, Stefani Marchioro Carolina, Stella Maria, Raccioli
Guerrina, Taormina Francesca, Tocchetti Anna Maria,
Torti Maria, Trucco Angela, Ughetto Cecilia, Vacchelli
Maria, Vallone Nicolò, Vellano Tidina, Fam . Vesica, Verri
Caterino, Vincenzi Sperandio, Violato Franca, Wilkinson
Matilde, Zonato Guglielmina, Zuddas Assunta .
'ISTITUTO SALESIANO PER LE MISSIONI con sede
in TORINO, eretto in Ente Morale con Decreto
13 gennaio 1924, n . 22, può legalmente ricevere Legati
ed Eredità. Ad evitare possibili contestazioni si consigliano
le seguenti formule :
Se trattasi d'un Legato : a . . . lascio all'Istituto Salesiano
per le Missioni con sede in Torino a titolo di legato la
somma di Lire . . . (oppure) l'immobile sito in . . . » .
Se trattasi, invece, di nominare erede di ogni sostanza
l'Istituto, la formula potrebbe esser questa : a . . . Annullo
ogni mia precedente disposizione testamentaria. Nomino
mio erede universale l'Istituto Salesiano per le Missioni
con sede in Torino, -lasciando ad esso quanto mi appartiene
a qualsiasi titolo» .
(luogo e data)
(firma per esteso)
Ci è giunta la dolorosissima notizia della
morte improvvisa dell'illustre e venerando
salesiano
S . E. MONS . GUGLIELMO PIANI
Delegato Apostolico nel Messico . Lo raccomandiamo vivamente ai generosi suffragi
dei nostri Cooperatori, mentre ci riserviamo
di tratteggiarne la mirabile figura nel
prossimo numero .
Sac.
guay)
Sac.
a 73
Sac .
Giuseppe Maria Vandl, t a Montevideo (Uruil 13-VII-i956 a 78 anni .
Paolo Vicari, t a Buenos Aires il zi-vi-1956
anni .
Francesco Trossero, t a Paranà (Argentina)
il 23-V1-1956 a 4.7 anni .
Coad . Gíovenale Villani, t a Mataró (Spagna) il
28-v-1956 a 8o anni .
Coad . Tommaso Timbro, t a Modena il 23-vi-1996
a 78 anni_
Cooperatori defunti
Sac . Mario Giarola, Parroco di Treville (Diocesi
di Casale Monf .) .
Il 2 luglio un tragico incidente stradale lo strappava
a soli 35 anni di età all'affetto dei suoi cari e del suo
popolo di Treville, al quale per quattro anni, come
Parroco, aveva consacrato tutta la sua attività con sacrificio e dedizione di vero Sacerdote di Cristo .
Nato a Mirabello il 17 gennaio to2i, dalla famiglia
profondamente cristiana apprese quella Fede che lo
sostenne in tutte le prove della vita . Fin da fanciullo
imparò ad amare Don Bosco, che poi si propose come
modello negli anni di Seminario e nel suo apostolato
sacerdotale . Unito da amicizia e ammirazione alla
Famiglia salesiana, seguiva con gioia l'espandersi nel
mondo dell'Opera di Don Bosco e la favoriva diffondendo le divozioni salesiane e inviando buoni giovani
ai nostri aspirantati .
Offriamo preghiere di suffragio per la sua anima eletta
e cristiane condoglianze alla Famiglia, che conta due
.Suore, di cui una è Figlia di Maria Ausiliatrice .
Elisabetta Rodínò, t a Gioiosa Tonici (Reggio C,)
il io-vni-1956 a 84 anni .
Donna di senso e di vita profondamente cristiani,
educò con l'esempio i figli, di cui uno, Don Amedeo,
sacerdote salesiano e un'altra suora . Devotissima di
Maria Ausiliatrice e di Don Bosco, ebbe una vita laboriosa e sacrificata nelle cure della famiglia, alimentata dalla Comunione quotidiana, con lo splendore
delle opere di carità .
Maddalena Pantaleone fu Angelo, t a Vilialba
(Caltanissetta) a tot anni, 7 mesi e io giorni .
Di questa Cooperatrice ricordiamo l'esemplare vita
cristiana e la bella usanza di onorare Maria Ausiliatrice il 24 maggio di ogni anno facendo cantare una
flessa nel suo paese .
Matilde Ríccíardelli, t il 14-is-1956 a 82 anni .
Cooperatrice zelante, segui con materno interessamento l'Opera Salesiana di Caserta fin dalla sua fondazione . aiutandola con la sua operosità e carità .
Altri Cooperatori defunti
Agliardi Giovanni - Boccardini Teresa ved . Bonitaccio
Bonomi Cipriano - Borroni Alfredo - Bortolaso
Apollonio - Braga Antonia - Butti Carmelina - Calza
Nella - Celle Angela - Di Piazza Giacomo - Dorato
Enrichetta - Franco Costanza - Gambino Francesco
- Gatti D . Stefano - Ghedini Antonio - Ligorio Cosimo - Milanesi Giuseppe - Morelli Mistica - Muratíia Angelina - Narduzzo Cuneeonda - Narduzzo
Marianna - Perazzone Angela Petri Caterina - PePoggi Faustina trone Carmela - l'o D . Osvaldo
Riva Roveda Albino - Rota Giovanni - Santi Maria
- Teglia Domenico - Ticozzi D . Giuseppe - Tonegato Umberto - 'I'orrlsi Giovanni - Vigna Suor Lucia
. Virri Gregorio .
431
PREGHIAMO PER I NOSTRI MORTI
Salesiani defunti
ottenute per l'intercessione di Mai t Ausiliatrice e di S . Giovanni Bosco, di S . Maria Mazzarello, di S . Doti-- ., -lco Savio
e di altri Servi di Dio - alcuni hanno anche inviato offerte
ed elemosine per sante Messe di ringraziamento - i seguenti :
Aimone Maria Ida, Aquilino Marietta, Astori Cavalli
Chiarina, Audano Maria, Barattini Piero, Barberis Olivero Maria, Barbieri Nina, Bartolo Vasta, Bedino Francesco, Bellonzi Giovanni, Benedetti Franca, Bertola Domenica, Bertoli Giovanni Battista, Bernardi Rina, Besozzi
Giuseppina, Bioglio Emma, Bolla Musso Anna, Belloli
Letizia, Bolongaro Vittorio, Borsa Vittorina, Fam . Borghi .
Boscacci Angiolina, Bozzolo Margherita, Bruno Ussono
Anna, Cagnassi Elsa, Camerini Giovanna, Capobianco
Pompea, Caporale Maria, Caporali Bruno, Carosio Pier
Luigi, Carrara Caty, Carraroli Annisa, Cartechini Maria
Luisa, Castellarin Anna, Castiglione Isabella, Cattaneo
Giacomina, Chiesa C ., Chiodelli Imogene, Chiodo Dott . Alfcnso, Cocco Isabella, Contini Augusto, Cordero Leontina,
Cossanello Paola, Costelli Esterina, Cravero Bruna, Crespi
Biagio, Cutrone Franca, Damiani Arrigo, De Angelis Maria,
De Biasio Paola, De Castello Gonzales Dolores, Della Grisa
Rosetta, Della Pietra Rosa, Delle Barbe Lucia, D'Eramo
Antonietta, Di Benedetto Giuseppe, Di Domenico Lino,,
Di Lonardo Alfredo, Epri Lino, Esposito Damiano, Fabbri
Ester, Favre Cecilia, Fiorenza Graziella, Fodella Camilla,
Fornara Teresa, Fornero Giuseppa, Forte Elena, Franceschini Daria, Fretta P,, Gadina Silvia, Gallo Maria, Galleni Aquilina, Garattini Giac ., Garrone Carolina, Gasco
Ernesta, Ghignone C ., Giaccone Remo e Teresina, Gilardi
Carolina, Gilardi Margherita, Granata Maria, Graziano
Maria, Greco Bianca, laccarino Raffaelina, lacoangeli
Iole, La Rosa Raciti Lina, Luca Lanza Maria, Luvolini
Moroni Anna, Macchi Maria, Magliano M ., Mannino
Romeo Anna, Mannu Maria, Mautello Lunati Adele,
Manzarelli Filomena, Marcone Ambrogina, Martini Melide, Masiero Basilio, Mazzone Cav . Pietro, Merlo Santa,
Messina Pilò Maria, Milano Giuseppina, Miroglio Emma,
Monzio Compagnoni Luigia, Motta Riva Gina, Nicora
Maria, Nogara Cariboni, Occello Maria, Orecchia A ., Orsi Maria Antonia, Padere Assunta, Pedrucci Antonietta,
Perroni Fiore Maria, Pessina Carlo, Perlo A ., Petris Onorina, Pianca Ines, Pisano Cristina, Poledro Maria, Porcari
Alessandra, Portolan Maria, Prosio Angela, Proticò Caterina, Ravaino Sergio, Ravera Mussano Dott . Franca,
Ravera Maddalena, Rebecchi Emma, Riggi Luigina, Rizzardi Edvige, Roncalli Elvira, Ronza Maria, Rubai Borel
Maria, Ruggeri Francesca, Russotto Bernardo, Salmaggi
Cesare, Sanna Francesca, Santini P . Luigi, Scremin Vanda,
Siracusa Vittorina, Soldani Dilva, Fam . Sormani, Spoliti
Anna, Stefani Marchioro Carolina, Stella Maria, Raccioli
Guerrina, Taormina Francesca, Tocchetti Anna Maria,
Torti Maria, Trucco Angela, Ughetto Cecilia, Vacchelli
Maria, Vallone Nicolò, Vellano Tidina, Fam . Vesica, Verri
Caterina, Vincenzi Sperandio, Violato Franca, Wilkinson
Matilde, Zonato Guglielmina, Zuddas Assunta .
ISTITUTO SALESIANO PER LE MISSIONI con sede
in TORINO, eretto in Ente Morale con Decreto
13 gennaio 1924, n . 22, può legalmente ricevere Legati
ed Eredita . Ad evitare possibili contestazioni si consigliano
le seguenti formule :
L
Se trattasi d'un Legato : o . . . lascio all'Istituto Salesiano
per le Missioni con sede in Torino a titolo di legato la
somma di Lire . . . (oppure) l'immobile sito in . . . » .
Se trattasi, invece, di nominare erede di ogni sostanza
l'Istituto, la formula potrebbe esser questa : si . . . Annullo
ogni mia precedente disposizione testamentaria. Nomino
mio erede universale 'Istituto Salesiano per le Missioni
con sede in Torino, -lasciando ad esso quanto mi appartiene
a qualsiasi titolo,, .
(luogo e data)-
(firma per esteso)
Ci è giunta la dolorosissima notizia della
morte improvvisa dell'illustre e venerando
salesiano
S.
E.
MONS. GUGLIELMO PIANI
Delegato Apostolico nel Messico . Lo raccomandiamo vivamente ai generosi suffragi
dei nostri Cooperatori, mentre ci riserviamo
di tratteggiarne la mirabile figura nel
prossimo numero .
Sac. Giuseppe Maria Vídal, t a Montevideo (Uruguay) il 13-vri-i956 a 78 anni .
Sac. Paolo Vicari, t a Buenos Aires il 2i-vi-ios6
a 73 anni .
Sac . Francesco Trossero, t a Paranà (Argentina)
Il 23-vi-1956 a 47 anni .
Coad . Giovenale Villani, t a Matarò (Spagna) il
28-v-i956 a 8o anni .
Coad . Tommaso Timbro, t a Modena il 23-vi-ig56
a 78 anni .
Cooperatori defunti
Sac . Mario Gíarola, Parroco di Treville (Diocesi
di Casale Monf .) .
Il 2 luglio un tragico incidente stradale lo strappava
a soli 35 anni di età all'affetto dei suoi cari e del suo
popolo di Treville, al quale per quattro anni, come
Parroco, aveva consacrato tutta la sua attività con sacrificio e dedizione di vero Sacerdote di Cristo .
Nato a Mirabello il 17 gennaio 1921, dalla famiglia
profondamente cristiana apprese quella Fede che lo
sostenne in tutte le prove della vita . Fin da fanciullo
imparò ad amare Don Bosco, che poi si propose come
modello negli anni di Seminario e nel suo apostolato
sacerdotale . Unito da amicizia e ammirazione alla
Famiglia salesiana, seguiva con gioia l'espandersi nel
mondo dell'Opera di Don Bosco e la favoriva diffondendo le divozioni salesiane e inviando buoni giovani
ai nostri aspirantati .
Offriamo preghiere di suffragio per la sua anima eletta
e cristiane condoglianze alla Famiglia, che conta due
.Suore, di cui una è Figlia di Maria Ausiliatrice .
Elisabetta Rodinò, t a Gioiosa fonica (Reggio C .)
il io-Viti-i956 a 84 anni .
Donna di senso e di vita profondamente cristiani,
educò con l'esempio i figli, di cui uno, Don Amedeo,,
sacerdote salesiano e un'altra suora . Devotissima di
Maria Ausiliatrice e di Don Bosco, ebbe una vita laboriosa e sacrificata nelle cure della famiglia, alimentata dalla Comunione quotidiana, con lo splendore
dellee opere di carità .
Maddalena Pantaleone fu Angelo, t a Villalba
(Caltanissetta) a ioi anni, 7 mesi e io giorni .
Di questa Cooperatrice ricordiamo l'esemplare vita
cristiana e la bella usanza di onorare Maria Ausiliatrice il 24 maggio di ogni anno facendo cantare una
Messa nel suo paese .
Matilde Ricciardelli, t il r4-1%-1956 a 82 anni .
Cooperatrice zelante, seguì con materno interessamento l'Opera Salesiana di Caserta fin dalla sua fondazione, aiutandola con la sua operosità e carità .
Altri Cooperatori defunti
Agliardi Giovanni - Boccardini Teresa ved . Bonltaccio
Bonomi Cipriano - Borroni Alfredo - Bortolaso
Apollonio - Braga Antonia - Ruttà Carmelina - Calza
Nella - Celle Angela - Di Piazza Giacomo - Dorato
Enrichetta
Franco Costanza - Gambino Francesco
- Gatti D . Stefano - Ghedini Antonio - Ligorio Cosimo
Milanesi Giuseppe - Morelli Mistica - Muraelia Angelina - Narduzzo Cunegonda - Narduzzo
Marianna - Perazzone Angela Petri Caterina - Petrone Carmela - Po D . Osvaldo - Poggi Faustina Riva Roveda Albino - Rota Giovanni - Santi Maria
- Teglia Domenico - Ticozzi D . Giuseppe - Tonegato Umberto - Torrisi Giovanni - Vigna Suor Lucia
- Virri Gregorio . .
431
TOTALE MINIMO PER BORSA L . 50 .000
CROCIATA MISSIONARIA
Borsa Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco (2°), a cura
di Bianchire Maddalena (Vicenza) - 1° vers . 15 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, secondo le
intenzioni di Alessi Giuueppe (Sondrio) - i° vers . 20 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, a cura di Nicco
Brune[ Celestina - 1° vers . 10 .000 .
Borsa Mamma mia Maria, fiducia mia, a cura di B . C (Trento) - 1° vers . 10.000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, aiutateci!,
a cura di Leone Anna - Tot. 20 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, secondo le intenzioni di A . Nl . G . T.
(Trento) - r° vers . 10 .000 .
Borsa Mazzoli Margherita e Giorgio, in protezione, a cura
del Babbo (Modena) - Tot . 33 .000 .
Borsa Maria SS . Ausiliatrice, chiedendo aiuto, a cura di
Don Giuseppe Romano ('l'orino) - 1o vers . 5000 ; Rovelli
Lucia 5000 ; 1) . Giovanni Ruggeri tono ; Bassignano Rosa
5000 - Tot . [6 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, S . Giuseppe, S . Giovanni Bosco,
a cura di Girelli Don Giovanni (Pesaro) - 1° vers . 5000 ;
Scagliotti Ernesto 3500 - Tot . 8500 .
Borsa Maria Ausiliatrice e Don Bosco, a cura di V . M . 1° vers . i o .ooo .
Borsa Mater Divine Gridai e Ausiliatrice, Don Rinaldi
Filippo - 1° vers . N . N . 10 .000 ; N . N . 1000 - Tot . 11 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, Don Bosco, Don Rinaldi Filippo,
guaritemi!, a cura di Galluzzi-Barsotti Anna (Roma) 1° vers . z8 .000 .
Borsa Monsignor Robino, detto «il Don Bosco di Asti
(z°), a cura di N . N . - 1° vers . 16 .000 .
Borsa Ne projicias me a facie tua, a cura di Vaglio Jorio
Alfranco - 1° vers . 15 .000 .
Borsa Oh! Maria, assistete i miei cari in vita e in morte,
a cura di Maria Santagostino (Vercelli) - Gina Galletti
1000 - Tot . 41 .000 .
Borsa Piolanti Michelangelo, in suffragio, a cura della Madre
(Roma) - 1° vers . 25 .000 .
Borsa Per una vocazione tardiva, a cura del Cooperatore
R . AV . R . (Basilea) - 1° vers . 9000 .
Borsa Perardi Luigi, Capitano degli alpini, a cura della
consorte Nina Perardi-De Giovanni - Tot. 4x :845
Borsa Rua Ven . Michele, a cura di R . Bertacchi (Lucca)
- 1° vers . 20 .000 .
Borsa Rinaldi Don Filippo, in suffragio della Cooperatrice
Maria Def reo-Mignone, a cura della sorella Margherita
(Cuneo) - 1° vers . 25 .000 .
Borsa Rinaldi Don Filippo, a cura di Ezechiele Br . (Milano) - Bardelli Luigia 10 .000 - Tot . 39 .400 .
Borsa Rua Ven. Michele, a cura del prof. Passarelli Luigi
(Treviso) - 1° vers . 32 .515 .
Borsa Regina SS . Rosarii - Forni Rosina Zoo ; Famiglia
Cremonesi-Lugo di R . l z .ooo - Tot . 27 .200.
Borsa Roveri Alfonso, sacrestano Santuario Maria Ausiliatrice di Torino - N . N . Casellette 10 .000 - Tot . 46 .000 .
Borsa Rinaldi Don Filippo, a cura di E . M . (Savona) N . N . 5oco ; N . N . 5000 - Tot . 43 .110 .
Borsa Rossi Toffoloni Linda (8"), a cura dei figli Gaetano,
Rina, Antonio (Vicenza) - Tot . 37 .000 .
Borsa Refugium peccatorum, a cura di Isabella Martini
Ceccherini (Roma) - 1° vers . 21 .000 .
(continua)
Borsa Maria Ausiliatrice, a cura di Gallino Irene-Oddenino
Lina 500 - Tot. 50 .500 .
Borsa Gesù, Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, secondo le intenzioni di Erotto Rosa (Vicenza) - L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, riconoscente
e a continua protezione, a cura di Diga Venerandi (Udine)
- L. 50 .000 .
Borsa S . Giovanni Bosco, per ottenere una grazia particolare,
a cura di Batistessa Corinna (Como) - L . 50 .000 .
Borsa S . Cuore di Gesù, in ricordo di persona cara, a cura
di Padovani Giuseppe (Padova) - L . 50 .000 .
Borsa Pretari Annetta Bottaro, a cura del marito Giuseppe
Bottaro (Alessandria) - L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, a cura di
Bice Bruno (Verona) - L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, confido in Te, a cura di M . G .
- I . . 50 .000
Borsa Chierici più poveri (1°), a cura di Morisengo Giovanna - 1 . . 100 .000 .
Borsa Chierici più poveri (2°), a cura di Morisengo Giovanna - L . 100 .000 .
Borsa S . Teresa del Bambino Gesù, a cura di N . N . (Cittadella) - L . 5o .coo .
Borsa Maria Ausiliatrice, zii ringraziamento e protezione, a
cura della famiglia B . V . - L . 50 .000 .
Borsa Amadei Don Angelo (30), a cura di Zucca Italo
(Ancona) - L . 52 .800 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, per grazia ricevuta, a cura di Gastaldi Pietro (Cuneo) - L . 50 .000 .
Borsa Rinaldi Don Filippo (z"), a cura di Castellano Maria
Felice (Pescara) - I . . 80 .000 .
Borsa Mamma Domenica Biancotti, a cura di Mannelli
Franca - Don Biancotti G . B . zo .ooo - Tot . 5o .ooo .
Borsa Don Bosco, proteggi gli Alpini d'Italia - Casali
Sandra z8 .ooo - Tot . 52 .000 .
Borsa Maria SS . Ausiliatrice, S . Giovanni Bosco e Santi
martiri tutti salesiani, pregate per me e saltatemi, a cura di
A. G . (Pesaro) - L . 50 .000 .
Borsa Cuore SS, di Gesù, Maria Ausiliatrice, S . Giovanni
Bosco e Don Filippo Rinaldi, aiutate e proteggete sempre la
mia famiglia, a cura di Angela D'Anioni (Trapani) - L . 50 .000 .
Borsa Zeffirino Namuncurà (5°), a cura di Camilla Della
Valle (Pavia) - L . 50 .000 .
Borsa Zeffirino Namuncurà (01), a cura di Assunta Re
(Pavia) - L . 50 .000 .
Borsa Corti Dott . Linneo e Nina, in suffragio, a cura della
figlia Lidia (Sondrio) - L . 50 .000 .
Borsa Rinaldi Don Filippo, a cura del Comm . Ameglio
- L . 50 .000 .
Borsa Rua Ven. Michele, proteggi la mia famiglia, a cura
dell'ingegnere Filippo Duplaa (Firenze) - L. 50.000 .
(continua)
BOLLETTINO SALESIANO Autorizzazione dei 'Tribunale di Torino in data 16-2- 1949 - n . 403 . Con approvazione ecclesiastica .
1",NOVEMBRE lostt ANNO1.xxx . N . 21
Dltemi, reso ., Sac . Doti . Plerso ZERBINO, via Maria Ausiliatrice. 12 . M'orino zia - Off. Grafiche SEI
4t-
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L'autore ha saputo cesellare, nei tratti fondamentali e caratteristici, la colossale figura di
S . Carlo . Inoltre, aronese di adozione, senza
tradire la storia, ha trasfuso in tutto il lavoro
l'incantevole poesia della Rocca, cullata dalle
azzurre acque del Verbano, dove il Borromeo
aprì gli occhi alla luce . A buon diritto il Card. Maurilio Fossati, arcivescovo di Torino, afferma,
ne11'introduzione dettata al volume, che le pagine del Franceschi " hanno il sommo pregio
di narrare senza mai stancare ' .
E non è poco quando, come nel caso presente,
si tratta di 442 pagine rievocanti la vita di un
santo . Il gran pubblico rifugge, in genere, da
codesta letteratura, pur tanto necessaria ai tempi
per ordinazioni rivolgersi alla
nostri, per la sua tradizionale pesantezza di
stile e per l'ingombro delle farragginose e stucchevoli riflessioni . Il Franceschi con andatura
briosa e spigliata fa parlare i fatti, presentandone possibilmente il nòcciolo con le parole
dei primi autorevoli biografi : Bascapè e Giussano, o delle stesse fonti, desunte, di preferenza dal Sylvain e dal Sala . Sicchè, iniziata la
lettura del libro non è possibile smetterla se non
al voltare dell'ultima pagina . E allora si rimane
con la dolce impressione d'esserci avvicinati a
una tempra non comune di uomo e di santo ; e
socchiudendo gli occhi sembra di contemplare il
Borromeo nella sua molteplice e indefessa attività . Tanto fascinatrice è l'arte del Franceschi .
SEI
CORSO REGINA MARGHERITA 176 - TORINO
conto corrente postale 2/171