CITTÀ SPETTACOLO E CULTURA
Associazione CRISTALLO Verein
BOLZANO
PIANO CULTURALE 2015 – 2020
Bolzano, 26 ottobre 2015
1
La ricerca
L’obiettivo di tracciare le linee di un programma culturale e di spettacolo per i
prossimi cinque anni richiedeva una riflessione sulla città e una rilevazione sui
cittadini, protagonisti della realtà urbana nella quale le attività culturali e di
teatro agiscono come importante motore della vita civile e dei mutamenti in
corso. L’Associazione e il teatro Cristallo risaltano come rilevante e centrale
soggetto nel tessuto sociale e nella riflessione che la città di Bolzano, in
particolare la città popolare, conduce quotidianamente su se stessa in rapporto
dialettico con la città storica. Lo studio prende sinteticamente in considerazione
l’evoluzione delle strutture e della gestione di questi fenomeni secondo un
focus bipolare, spazialmente, per classi sociali e per appartenenza etnico
linguistica. La documentazione statistica, la rilevazione per questionario e la
ricostruzione storica della nascita e della crescita del teatro Cristallo conducono
a una conoscenza dell’immagine e della vita della città. Ciò permette di
misurare e raffrontare le dinamiche vitali, le tensioni, i conflitti e le prospettive
con le attività culturali e di spettacolo che vari istituti e soggetti, il Cristallo in
particolare, offrono ai cittadini. Gli orientamenti programmatici del Cristallo per
il periodo 2015 – 2020 sono strettamente legati a questa lettura.
Antonio Scaglia
Piano culturale 2015-2020: in tutto il processo di elaborazione del nuovo Piano
culturale dell'associazione è stato coinvolto il prof. Antonio Scaglia, sociologo,
che già aveva condotto una prima ricerca nel quartiere Europa-Novacella nel
1994 per conto della Parrocchia Regina Pacis, in vista della riapertura del
Cristallo, e che aveva redatto il primo Piano sociale per il comune di Bolzano. Il
prof. Scaglia ha assunto quindi la guida scientifica del progetto ed ha avuto al
suo fianco un “Focus Group permanente” dell'Associazione Cristallo nelle
persone del presidente Pio Fontana, della direttrice Gaia Carroli e della
vicedirettrice Francesca Lazzaro. Nella fase finale è stato coinvolto anche
Davide Dellai, responsabile dell'organizzazione dentro al Teatro Cristallo.
La parte di somministrazione dei questionari è stata curata anche con l'ausilio
della dottoressa Karin Belloni, di Francesca Emer e Giorgia Andriollo. Le
interviste ad interlocutori privilegiati sono state condotte direttamente dal prof.
Scaglia.
Il lavoro di analisi e di stesura delle linee programmatiche per i prossimi anni si
è ora concluso e, dopo avere coinvolto anche il Comitato culturale
dell'associazione, il documento finale quindi è pronto per la diffusione, proprio
in occasione del 10° anniversario dalla riapertura del Teatro Cristallo.
La Direttrice
Gaia Carroli
Il Presidente
Pio Fontana
2
ORGOGLIO BORGHESE E UTOPIA
POPOLARE NELLA CITTÀ DEI DUE POLI
3
Bolzano spettacolo e cultura: il percorso
Al fine di elaborare le linee programmatiche per il periodo 2015 – 2020
l’Associazione Cristallo Verein ha attivato uno studio sulla città di Bolzano e sui
suoi rapporti con le attività di spettacolo e di cultura. Questo breve excursus
introduttivo ne indica le linee del percorso.
La città bipolare, borghesia e ceti popolari
I dati demografici, le rilevazioni, le riflessioni, gli studi disponibili propongono
una serie di caratteristiche della città, della sua antropologia, della sua
conformazione, della sua anima che provengono dalla sua storia antica e
recente.
Bolzano è una città connotata da una forte struttura bipolare e ambivalente
che la divide in due forme e in due culture. La città che coincide con il centro
storico, a nord/nordest del Talvera e la città nata con il progetto del regime del
Ventennio a sud del Talvera. Per tanti anni e oggi ancora, la prima è simbolo e
riferimento della società e cultura prevalentemente tedesca, con una classe
dirigenziale, economica, nobiliare e religiosa, con uno specifico orgoglio
urbano, per la quale la cultura è segno e veicolo di distinzione. La seconda è
costituita ed esprime la società urbana prevalentemente italiana. La prima ha
monopolizzato per lungo tempo le funzioni urbane più importanti: di governo,
del credito, della religione e della cultura. La seconda è la città industriale e dei
quartieri popolari, dove la classe media e dirigenziale è a maggioranza italiana,
storicamente, costituita da dirigenti e dipendenti delle grandi industrie, degli
organismi della giustizia, dell'amministrazione pubblica e dell’esercito. Questa
classe dirigenziale e borghese non ha mai tentato di sviluppare un suo polo
specifico locale per le attività di spettacolo e della cultura. Le due borghesie si
sono identificate in processi ora conflittuali ora d’intesa nelle qualificate
istituzioni del centro urbano storico.
Il bipolarismo non è tuttavia netto e rigido. La città del centro storico
ricomprende aree popolari e aree urbane con presenza percentuale alta di
extracomunitari (Centro-Piani-Rencio), mentre nella città oltre il Talvera vi
sono nuclei tradizionali tedeschi come a Gries con l’antica parrocchiale e il
monastero e a Europa Novacella con la residenza Maria Heim a fianco della
chiesa di Regina Pacis.
Ambivalenza e bipolarismo connotano, in Alto Adige, anche il rapporto fra città
e territorio periferico/Land anche per quanto concerne sia il concetto sia il
significato sociale e identitario di cultura e di teatro che vede attive numerose
compagnie di teatro popolare di lingua tedesca.
4
Il Cristallo. Teatro e cultura della città popolare
La storia del Teatro Cristallo e dell’Associazione Cristallo che oggi lo gestisce,
come istituzione e riferimento di eventi di spettacolo e di attività culturali, ha
imboccato una strada innovativa e controcorrente. Invece di creare un teatro e
un polo antitetico e concorrenziale con le grandi istituzioni del centro storico
(Teatro Stabile di Bolzano, Fondazione Teatro comunale e Auditorium,
Orchestra Haydn, Vereinigte Bühnen Bozen, Südtiroler Kulturinstitut), ha dato
vita e sviluppato un centro di spettacolo e cultura, la cui connotazione popolare
rappresenti una concreta utopia della cultura aperta e di stimolo per tutte le
aree popolari, senza sentirsi legata o condizionata dal bipolarismo territoriale o
di classe sociale.
Dalle rilevazioni, tramite questionari, e interviste a testimoni privilegiati e dalla
documentazione esistente, la percezione comune è che il Cristallo rappresenti e
dia vita al sentiero impervio ma possibile di questa nuova dimensione popolare
dello spettacolo e della cultura urbana. Anche il coinvolgimento degli enti
residenti conferisce una connessione maggiormente integrata con il tessuto
cittadino, la differenziazione del genere di spettacolo e la varietà delle attività
culturali, in percorsi e con agganci all’attualità e agli interrogativi del tempo e
del giorno, rispondono all’interrogativo sul come confrontarsi e interagire con lo
spettacolo e la cultura dell’identità tedesca, evitando di rinchiudersi nella
dimensione elitaria delle classi privilegiate. Allo stesso tempo, questo processo
di spettacolo e cultura popolare non è inteso come appartenente a una
dimensione e a un livello di formazione inferiore. L’obiettivo è, al contrario, di
praticare un’offerta qualificata e di coinvolgere tutti i cittadini senza distinzione
di ceto, studiando, a questo fine, percorsi e linguaggi.
5
Il Cristallo, ponte nella città bipolare
Il Cristallo rappresenta, accanto ad altri elementi come il Parco del Talvera e
oggi il Museo del monumento di piazza della Vittoria, un ponte fra i due poli
urbani della Bolzano divisa dal Talvera. Un ponte il Cristallo cerca di realizzarlo
anche tra la cultura intesa come privilegio borghese e la sua fruizione e riscatto
popolare, quale segno di una maggiore uguaglianza civica delle opportunità.
Un analogo progetto di alleggerimento del bipolarismo, il progetto del Cristallo
intende realizzarlo con un percorso in cui interagiscano e si confrontino
soggetti di teatro e soggetti che attivano eventi culturali italiani e tedeschi, al
fine di creare uno spazio in cui la dimensione interlinguistica e interculturale
assuma una connotazione insieme diffusa, cioè popolare, e qualificata; tale
cioè da non appiattire o svilire le identità e declassare le espressioni
linguistiche, culturali e artistiche, rendendole invece capaci di fruire della
ricchezza delle due lingue e delle due culture.
Il rapporto con l’Ente pubblico e l’azionariato popolare
Il rapporto con gli enti finanziatori, Provincia e Comune in particolare, appare
essere solido e produce da un lato un rapporto produttivo e insieme
caratterizzato da un certo dirigismo. Allo stesso tempo, visto il successo e la
condivisione del progetto popolare, Provincia e Comune tenderebbero ad
affidare al Cristallo iniziative culturali avanzate da gestire “in autonomia”. Se il
finanziamento pubblico rappresenta una fondamentale spalla alle sua attività, il
Cristallo ha attivato una sorta di azionariato popolare consono alla natura del
suo progetto e al tessuto sociale in cui opera con le Cristallo Card e con il
coinvolgimento di piccoli sponsor locali, che sostengono l'attività, unitamente
agli sponsor principali, quali sono la Fondazione Cassa di Risparmio e l'Azienda
Energetica.
Linee e proposte programmatiche coerenti con questo
disegno
Le linee di proposta programmatica per il prossimo quinquennio sono chiamate
a tener conto di questo quadro di elementi strutturali e dinamici, al fine di
rafforzarne le potenzialità e ovviare ai punti di fragilità.
6
LA TRACCIA DELLO STUDIO
7
L'Associazione Cristallo e la cultura della città
La necessità di una pianificazione culturale è nello spirito e nella realtà
costitutiva dell'Associazione Cristallo, che è stata attivata con l'obiettivo di
favorire e promuovere la cultura nella città di Bolzano, ma anche oltre i suoi
confini, nella convinzione che cultura e attività educativa producono qualità
della vita e crescita nella comunità, nella famiglia e nel singolo; tutto ciò si
concretizza anche in acquisizione di nuove competenze e in una maggiore
assunzione di responsabilità.
Lo sviluppo economico, il patrimonio di capacità tecnologiche e professionali, di
ricchezza acquisita non possono garantire un vero benessere di una comunità,
se la cultura non aiuta a individuare le chiavi di senso della vita individuale e
sociale e a costruire la convivenza delle culture dei popoli che abitano questa
terra.
Lo studio che abbiamo condotto al fine di formulare le linee programmatiche
per il prossimo periodo della attività del Cristallo risponde ad alcune ipotesi ed
esigenze:
1. Il contesto nel quale il Cristallo è nato, nel quale è inserito ed è chiamato
ad operare è la città di Bolzano. Per questa ragione lo studio presenta
non solo alcuni brevi cenni storici, sociali e politici della nascita e dello
sviluppo di Bolzano, una succinta documentazione demografica e socio
economica della città e delle circoscrizioni, ma propone anche:
2. alcuni elementi concettuali costitutivi della “città” intesa come
concentrazione di funzioni e di poteri (abitazioni, servizi, mercato,
giustizia, religione, scienza, politica e amministrazione, spettacolo e
cultura). Spettacolo e cultura sono una funzione nella rete delle altre
funzioni urbane;
3. le attività di spettacolo e di cultura non sono importanti solo perché sono
una maniera per qualificare il tempo libero, ma anche perché sono il
modo con cui la città si rappresenta e riflette, offrendo ai cittadini la
capacità di essere così “culturalmente” protagonisti e capaci di
rappresentare, a loro volta, la vita quotidiana, di darle senso e di essere
così pienamente cittadini;
4. le parti dedicate a spiegare “la città” e la “cultura” sono essenziali e
centrali nello studio che abbiamo condotto; e se ciò non fosse evidente,
dovremmo trovare il modo per esprimerlo e farlo capire, tenendo
presente che le attività di spettacolo e gli eventi culturali sono il veicolo
concreto e forse il più importante di questo processo;
5. le linee programmatiche del Cristallo non hanno pertanto come obiettivo
esclusivo quello di approntare un programma che ottenga attenzione e
successo (anche se questo rimane un obiettivo importante
indispensabile), ma che consideri più essenziale rispondere al compito di
rendere i cittadini, di ogni età, classe sociale e professione, capaci di
crescere nella coscienza dei problemi del proprio tempo, della propria
8
città e della propria cultura; questo è vera e corretta identità;
6. la convinzione, detto in altri termini, che l’ambivalenza e il bipolarismo di
Bolzano, la divisione etnica e sociale, la marginalità di alcuni ceti sociali,
di alcune aree, l’immigrazione storica e quella attuale, non si superano
solo con una più equa distribuzione delle risorse economiche, della
formazione professionale e dell’occupazione, della disponibilità
dell'abitazione e nella fruizione dei servizi, ma anche e soprattutto con la
conoscenza della propria città, della sua cultura (delle culture) e
attraverso la riflessione che le attività culturali rendono possibile;
7. la convinzione che le politiche della cultura non debbono essere
esaminate solo dal punto di vista dei finanziamenti, ma prima e
soprattutto chiedendoci se esse rendono possibile questo progetto e
questo stile di azione.
Le fasi dello studio su Bolzano città, spettacolo e cultura
L’Associazione Cristallo ha formulato l’idea e la proposta di condurre uno studio
sulla città di Bolzano e sui suoi quartieri con l’intento di elaborare le linee del
programma per le attività di spettacolo e culturale per i prossimi anni. Tutto è
iniziato con colloqui con il presidente Pio Fontana, la direttrice Gaia Carroli e la
vicedirettrice Francesca Lazzaro. Si è giunti a tracciare il disegno dello studio,
consistente:
- nella raccolta del materiale di documentazione, informazione,
programmazione e valutazione a disposizione;
- nella raccolta e esposizione di materiale statistico sulla città di Bolzano e
dei suoi quartieri;
- nella formulazione di un questionario (riportato in allegato) da distribuire
a un consistente numero di cittadini. Per ragioni di disponibilità
finanziaria, il campione non è strettamente statistico. Si è cercato
tuttavia di far sì che le persone avvicinate perché lo compilassero,
fossero, nella misura migliore possibile, rappresentative per sesso, età,
condizione professionale e distribuzione territoriale. Le informazioni
fornite dall’elaborazione dei dati del questionario sono pertanto da
considerarsi orientative; utili se affiancate al complesso delle conoscenze
scaturite dalla ricerca. Il questionario è stato testato prima della sua
applicazione;
- nella somministrazione di 314 questionari, che sono stati codificati e poi
si è proceduto all’incrocio e all’elaborazione dei dati;
- nella conduzione, sulla base di una traccia (vedi allegato), di 17
interviste a testimoni privilegiati, ovvero a persone in grado di fornire
informazioni sul tema “spettacolo e attività culturali” nella città di
Bolzano;
- nella sintetizzazione delle interviste ai testimoni privilegiati per temi e
9
questi contenuti sono serviti a formulare e integrare le articolate
interpretazioni del tema “Bolzano, spettacolo e cultura”;
- nel rapporto, che tiene altresì conto di studi e ricerche di respiro
nazionale, nonché di studi sulle strutture e sulle attività culturali a
Bolzano;
- nella stesura del rapporto: i contenuti sono stati oggetto di attenta e
critica lettura da parte dello staff dirigenziale, che ha costantemente
contribuito a fornire informazioni, osservazioni critiche, suggerimenti di
modifica e integrazione del testo, fornendo ulteriori informazioni e
proposte, ragione per cui, lo staff dirigenziale del Cristallo ha svolto il
ruolo di “Focus Group permanente”.
10
LA CITTÀ È LA CULTURA
11
La città è la cultura
Riflettere, parlare e far vivere la cultura è uno dei compiti più impegnativi e
necessari per la sopravvivenza e la vita di un popolo. Quando su un territorio
vivono popoli con culture diverse, la necessità, per ognuno di essi di riflettere,
trasmettere e tenere viva la propria cultura si affianca a un destino altrettanto
irrinunciabile: quello di vivere la propria cultura come una diversità che genera
contrasto, oppure prendere concordemente nelle mani una delle imprese più
coraggiose e vincenti, cioè quella di amare la propria identità culturale nella
stessa misura in cui si rispetta quella dell’altro popolo, inventando un
linguaggio e la capacità di dialogare in modo poliglotta e pluriculturale. Un
processo in cui nessuno deve perdere la propria identità e, allo stesso tempo,
ne esca con un’identità arricchita dall’esperienza che il suo dissimile ha
costruito nella vita di generazioni. E’ più arduo combattere e vincere questa
battaglia che passare la vita nella guerriglia del pregiudizio che si fonda
sull’ignoranza colpevole o meno della cultura altrui. “La cultura – dice lo storico
greco Diogene Laerzio – in tempi di prosperità è un ornamento, nelle avversità
è un rifugio”. Ora, i popoli italiano, tedesco e ladino di questa terra hanno
imparato a convivere con ogni sorta di avversità. Oggi l’avversità maggiore che
devono affrontare è proprio quella di far convivere le loro culture che sono
state misconosciute e rese oggetto di contese e conflitti. Sarà la capacità di
costruire la convivenza delle culture il rifugio, la sfida e anche il destino di
questa terra.
Il metro che misura la vita dei popoli non è l’anno, il decennio o il secolo, ma
sono le generazioni, le nascite, la morte e la vita che continuano nelle
generazioni. Di questo ciclo umano, disse André Malraux scrittore e politico
francese, “la cultura è ciò che, al momento della morte, continua nella forma
della vita”. E’ come dire che la continuazione della nostra vita si avvera molto
di più nella cultura che non nel lasciare in eredità possedimenti o ricchezze
materiali.
Gradualmente, favorire l’accesso di tutti cittadini alla cultura è diventato un
tema di rilevanza per la politica delle città e fa parte di progetti di sviluppo
strategico delle stesse. Politici, economisti, psicologi, esperti di marketing,
artisti, organizzatori sono chiamati a prestare maggiore attenzione alle
dinamiche della partecipazione e promozione del pubblico della cultura. Ma
tutto ciò non si è ancora concretizzato in una elaborazione di politiche
pubbliche che favoriscano l’accesso alla cultura da parte di un numero
maggiore di cittadini.1 Affermare che l’armatura culturale del territorio è
1
De Biase, F Alfieri, F., L'arte dello spettatore: il pubblico della cultura tra bisogni, consumi e tendenze 2008
12
l’elemento più vitale non significa solo preservare e valorizzare l’antropologia e
i modelli culturali trasmessi dalla storia. Significa anche e soprattutto
incentivare le comunità e la città in primo luogo come spazio ove si
concentrano le risorse culturali avanzate, a progettare modelli di sviluppo che
aprono la società al futuro.2
La rilevanza di spettacolo e cultura per un territorio
E’ ciò che questo studio e le sue proposte programmatiche di politica urbana
popolare intendono evidenziare per la città di Bolzano, assumendo come punto
di osservazione e di riferimento l’Associazione Cristallo che sta dimostrando di
impegnarsi efficacemente in questa impresa.
Lo spettacolo è oggetto di una vasta letteratura 3 e questo in un periodo in cui
le politiche di sostegno dello spettacolo riducono significativamente i
finanziamenti, anche se questo si fa sentire meno in Alto Adige.
Il rapporto con la cultura, intesa come l’universo simbolico dei valori, visione
del mondo, quadro istituzionale e delle prassi di vita di una comunità e di una
città, comprende lo spettacolo come elemento rilevante. Quest’ultimo porta in
scena della cultura momenti, temi, interrogativi, riflessioni, drammi, tragedie,
ironie e poesia. Lo spettacolo si assume il ruolo di conferire rilevanza
particolare ai temi della cultura che porta in scena.4
Nei paesi, nelle città e nei territori dove vivono popoli con culture diverse,
attività culturali e spettacolo fanno luogo a insiemi culturali e a spettacoli di
natura, spirito e contenuti diversi. La convivenza, i rapporti di contatto,
conoscenza e confronto culturale e di spettacolo assumono una rilevanza
sostanziale nel definire i livelli di convivenza e possono condurre a un
arricchimento che diviene multicultura oppure genera incomprensioni e
distanze profonde, poiché la cultura e gli spettacoli posseggono una carica che
non è mai neutrale.
Pianificazione della cultura e dello spettacolo in Alto Adige
2
Carta, M. L'armatura culturale del territorio: il patrimonio culturale come matrice di identità e strumento di sviluppo,
Franco Angeli 1999.
3
Salvioli, G., Salvioli, C.. Bibliografia universale del teatro drammatico Italiano. C. Ferrari, 1903.
Sciarelli, F., Tortorella, W (a cura di), Il pubblico del teatro in Italia. Tensione tra sapere ed ignoranza, Electa, Napoli
2004.
4
13
La cultura e la convivenza consapevole e attiva delle culture della terra
altoatesina/sudtirolese, delle città e delle valli è il patrimonio vitale da
alimentare e far crescere ogni giorno.
Questo obiettivo riguarda la politica, Provincia e Comuni, e riguarda gli enti
culturali che fanno della cultura il motivo dominante della loro costituzione e
del loro operare. Dotarsi di una pianificazione è una necessità, in quanto essa
assicura un’azione pluriennale efficace e la sostenibilità sociale ed economica
del progetto culturale. Una necessità che deve convivere con l’incomprimibile
aspirazione dei soggetti, istituzioni, compagnie, associazioni e artisti che
creano e fanno spettacolo e cultura, ossia a dare vita e forma alle proprie
intuizioni, alla creatività artistica, a cogliere nella società e nella città le
espressioni degli eventi, dell’esperienza del quotidiano, le routine, i drammi, le
aspirazioni, le conquiste, le sconfitte. L’arte esalta tutto questo evidenziandone
il senso e il nonsenso, le sensibilità e le sordità, affiancando alla riflessione
razionale il superiore livello di sensazione e immedesimazione vitale propria
della forza che scaturisce con un’immediatezza unica dallo spettacolo dal vivo. 5
5
Trimarchi, M. Lo spettacolo dal vivo tra responsabilità istituzionali e opportunità economiche. Aedon, 2002.
14
LA CITTÀ DI BOLZANO
15
Bolzano: marcata ambivalenza del disegno urbano
Genesi della città contemporanea
La città di Bolzano ha assunto carattere di città capoluogo politico nel periodo
del Ventennio fascista. Un ruolo politico che l’Autonomia del secondo
dopoguerra ha trasformato, facendo di Bolzano la sede della Provincia
Autonoma dell’Alto Adige/Südtirol, soprattutto a opera del secondo Statuto 6 del
1972.7 E’ una città che ha il maggior numero di italiani, di tedeschi e di
immigrati extracomunitari. La struttura demografica e geografica del territorio
altoatesino (e anche del Trentino) è quella di una terra di confine sulla quale le
lingue, le culture, le tradizioni, le ideologie, i progetti e le forme di convivenza
rendono articolata e complessa la vita sociale, comunitaria, familiare e anche
individuale.8
Bolzano diviene capoluogo della neo istituita Provincia nel 1927. Nel 1910 il
Comune di Dodiciville/Zwölfmalgreien e nel 1926 quello di Gries sono unificati
al Comune di Bolzano. All’inizio del Ventennio si ebbe la costituzione della
pubblica amministrazione italiana e di seguito, secondo l’idea di Mussolini che i
problemi delle minoranze non si possono risolvere ma capovolgere 9, con la
costruzione di abitazioni per i dipendenti pubblici lungo assi viari che presero il
nome di Venezia e delle “terre redente” e con una serie di altri interventi, si
cercò di italianizzare la città . 10 Dopo il 1923, le denominazioni delle vie e delle
località ebbero carattere monolingue italiano. Vanno inoltre ricordati il
commissariamento della direzione del Museo Civico (avamposto irriducibile
della resistenza tedesca al Regime), la fondazione della Biblioteca Civica
(1928), come pure vanno ricordate le realizzazioni monumentali e urbanistiche
di grande rilievo: il Monumento alla Vittoria di Marcello Piacentini (1928), il
Foro della Vittoria tra Corso IX maggio (Oggi Corso Libertà) e Viale Giulio
Cesare (oggi Corso Italia), il Quartiere Littorio di via Torino (1938) capace di
ospitare 6.000 persone, il Quartiere Dux, noto come quartiere delle Semirurali,
due quartieri che vedono una massiccia immigrazione italiana creando il
presupposto per una tensione con la popolazione tedesca autoctona e con la
provincia a stragrande maggioranza tedesca. Sommandosi alla situazione
creata dai decreti sugli optanti che invitavano coloro che non intendevano
rimanere in territorio italiano a scegliere di emigrare in altri territori del Terzo
6
DPR 31.08.1972, n. 670 Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il
Trentino-Alto Adige.
7
Delle Donne, G. La città moderna, in: Semirurali e dintorni, Città di Bolzano, Assessorato alla cultura e alla
convivenza, 2° ed. 2013
8
Scaglia, A., Bronzetti, C., Una terra di confine come patria: i Bronzetti di Riverè della Luna. Ein Grenzland als
Heimatland: die Bronzetti aus Eichholz, Trento, Stampalith, 2003.
9
Delle Donne, G,. cit. pag. 86.
10
Non essendoci a Bolzano un Istituto Case popolari, fu l’Istituto Case popolari di Venezia che, per competenza, costruì
un insieme di edifici in stile veneziano lungo vie che portano le denominazioni di Venezia, Zara e Fiume. L’intento fu
anche quello di avvalorare l’idea geografica delle Tre Venezie.
16
Reich, si creava il presupposto per una spaccatura etnica nella città di Bolzano
e fra la città e la provincia, spaccatura che connoterà a lungo la storia e le
vicende dell’Alto Adige11. Alcuni dati rivelano l’entità di questi fenomeni. Al
Censimento del 1921 a Bolzano si hanno:
25.315 residenti, di cui 6.352 italiani, 156 ladini, 13.997 tedeschi e 5.860
stranieri.
Nel 1936, il censimento non distingue per gruppo linguistico, ma le dimensioni
demografiche sono in sé eloquenti: 45.909 residenti e 53.704 presenti. 12
Mentre nel periodo precedente gli italiani provenivano dal Trentino, con
l’amministrazione del Ventennio, funzionari e impiegati provengono dalle varie
regioni d’Italia, gli operai prevalentemente dal Veneto e dalla Lombardia.
Bolzano, da città commerciale e agricola (particolarmente Gries e Rencio)
diviene città dei servizi pubblici e industriale. La popolazione dei nuovi quartieri
considera cosa naturale l’adesione al Fascismo che ha dato lavoro e abitazione.
La città della nuova espansione si sente isolata rispetto alla città del Centro
Storico, come si sente isolata dal territorio della provincia. 13 I nuovi quartieri si
sentono staccati anche dai quartieri che ospitano la dirigenza (oggi diremmo la
borghesia) italiana, ovvero da piazza Vittoria e S. Quirino. I quartieri di
impiegati e operai hanno come riferimento l’Isarco: la riva destra per le
abitazioni e la riva sinistra per il lavoro. Ponte Resia e Ponte Roma saranno
costruiti nel 1939. In tal modo, i quartieri tedeschi e quelli italiani sono divisi
geograficamente, e quindi per lingua, identità, cultura e comunicano più sulla
base di pregiudizi che per reciproca conoscenza. 14 La separazione tra città
italiana e tedesca si accompagna alla distinzione tra città della borghesia
(commerciale o dei funzionari) e i quartieri fortemente popolari che si
designano come “Shangai, Bronx, Manhattan”.15
Dopo il censimento del 1921, per avere la percentuale per gruppo linguistico si
deve arrivare al 1951: gli italiani a Bolzano sono il 76%. Dal 1946 al 1965, la
popolazione italiana di Bolzano aumenta del 2%. Dalle regioni italiane si
accentua la migrazione verso Bolzano di persone in cerca di occupazione. Un
aumento che crea tensioni nel gruppo tedesco, tensioni espresse
simbolicamente nel titolo di un articolo del canonico Gamper sulla
Todesmarsch, ovvero sull’aumento della popolazione italiana vista come una
“marcia funebre” per la sopravvivenza dell’identità sudtirolese. A queste
preoccupazioni si affianca la precarietà abitativa, sia per gli immigrati italiani
che non trovano alloggi, sia per gli optanti rientranti che hanno perso tutto. Il
risultato è il duro confronto e lo scontro politico. C’è, al contempo, anche un
fenomeno migratorio della popolazione tedesca dalle zone rurali verso la città e
dal 1955 al 1965, un consistente flusso migratorio verso Germania, Svizzera e
Austria. Le tensioni provocano l’uscita della Volkspartei dalla Giunta Regionale,
11
Delle Donne, G., cit. p. 88..
12
Per quanto riguarda l'aumento della popolazione italiana a livello comunale e provinciale, vedi in seguito il paragrafo
“Popolazione residente e distribuzione della popolazione nei quartieri”
13
Delle Donne G., cit., pag. 90.
14
Verdorfer, M., Bolzano dalla fine della seconda guerra mondiale ai giorni nostri, in: Semirurali e dintorni, pp. 162 –
172, Ufficio Servizi Museali e Storico-Artistici, Città di Bolzano, 2013
15
Verdorfer, M., cit.
17
nel 1957 il “Los von Trient” di Silvius Magnago a Castel Firmiano, che è legato
anche alla decisione del Ministro italiano Togni di concedere 2,5 miliardi di lire
per l’edilizia popolare di Bolzano. Con la metà degli anni Cinquanta iniziano gli
attentati e le azioni terroristiche. L’Austria presenta due mozioni all’ONU
accusando l’Italia di inadempienza del Trattato di Parigi. Con la Commissione
dei 19, con il Pacchetto e con il Secondo Statuto di Autonomia che riconosce
competenze e autogoverno alla Provincia di Bolzano, il fenomeno del
terrorismo si arresta, ma per la città di Bolzano inizia un periodo in cui gli
italiani parlano di “città frenata o bloccata” per l’opposizione della Volkspartei
provinciale all’espansione edilizia della città. E’ ancora in questo periodo che si
colloca il dibattito sulle Semirurali e sulla scelta progettuale di costruire in
altezza per portare da 800 a 2.000 gli alloggi del quartiere.
La città, dal 1972, vive una nuova stagione: i giovani partecipano ai movimenti
studenteschi che, almeno in parte, rompono le separazioni; a questo
contribuiscono pure i matrimoni misti; anche se, con il nuovo Statuto, entrano
in vigore la proporzionale negli uffici pubblici e nella legislazione provinciale e
si accentua la divisione nell’apparato amministrativo pubblico. Con la crisi
economica, a Bolzano cresce il terziario; a soffrire sono invece i ceti operai e gli
impiegati del settore privato.
Per quanto riguarda la cultura, il Centro storico cittadino si arricchisce di nuove
strutture ed enti dello spettacolo e culturali. Rispetto ad esso il Teatro Cristallo
si pone come opportunità per i quartieri popolari, con la ricerca di una
legittimazione urbana estesa. Il Cristallo deve ovviamente affrontare un
bipolarismo urbano che, come illustrato da questa breve nota, ha radici lontane
e profonde.
La distinzione e l’ambivalenza urbana hanno marcato la contrapposizione
etnica e hanno dato vita, dentro Bolzano, a due città, ognuna con uno spirito
popolare specifico (Volksgeist) che solo negli ultimi anni sta interrogandosi se
questa distinzione e divisione debba persistere nella sua rigidità o non siano
destinate a dare origine a una nuova identità.
L'architetto Silvano Bassetti, in un suo intervento 16 sulla questione affermò: “il
fiume è spesso, nelle città, luogo di aggregazione fisica, di concentrazione
funzionale, di condensazione morfologica. Il Talvera è, al contrario, una cesura.
E' stato usato storicamente come linea di demarcazione tra la città medioevale
e la città fascista, tra la città tedesca e la città italiana”.
La Bolzano Centro storico sta muovendo alcuni passi in avvicinamento alla
Bolzano oltre Talvera sotto l’auspicio di una serie di fattori spaziali e simbolici:
•
il polmone comune del Parco del Talvera;
•
la soluzione–compromesso del Monumento alla Vittoria, trasformato in
Museo, che non solo abdica alla sua simbolica originale e anche a quella
di sentimenti popolari marcatamente contrapposti, ma favorisce
16
Rivista “Letture trentine e altoatesine” - 1982
18
l’estendersi dei caratteri della centralità urbana, sino a poco tempo
addietro appannaggio esclusivo della città storica, alla città al di là del
Talvera, con l’intento di dotarla tra l’altro di funzioni culturali analoghe a
quelle del Centro storico.
Nella stessa direzione vanno le proposte di far defluire il congestionamento
turistico verso ”l’altra città”.
Questa ambivalenza ha marcato ad esempio la dinamica dello sviluppo
residenziale urbano:
• per un lungo periodo risultò impervio pensare a nuove espansioni
territoriali dell’area urbana complessiva, tanto che la città cominciò a
perdere popolazione in modo anche incisivo;
• una volta ammessa l’espansione residenziale con la creazione delle zone
di sviluppo Firmian e Casanova, Bolzano ha ripreso una positiva dinamica
demografica pagando tuttavia il prezzo di veder prevalere la logica
negativa della creazione di quartieri che tendono a ghettizzare. Una
logica che è prevalsa anche nella politica abitativa (detta popolare) che
ha improntato la nascita del quartiere che ha sostituito le “Semirurali”.
A imporsi è stato un modello di politica, del disegno e delle strategie urbane
che discende purtroppo da una concezione dell’urbanistica che si arrocca
attorno a moduli formali. Un modello che nega la prospettiva di una città che
integra unità abitative, simboli e modalità urbanistiche, che ha invece come
obiettivo irrinunciabile la città vissuta, governata e garantita nella socialità e
nella sicurezza dalle stesse comunità che la abitano e la fanno vivere.
Quando alcuni fattori (politici, economici, finanziari, ideologici sovrastrutturali)
prevalgono ed escludono le comunità dall’autogoverno, la vita sociale urbana si
deteriora, si destrutturano anche le forme urbane e si impongono elementi
strutturali estranei alla vita sociale e di governo creando squilibri urbanistici,
conflitti e disagi nella stessa vita delle comunità.
Le città nella storia hanno sempre dato vita a strutture monumentali e
simboliche di potere – spesso non direttamente espressione delle comunità
urbane: sedi di governo, della finanza e dell’economia produttiva, della
distribuzione, del mercato, del tempo libero o dello spettacolo, della cultura,
della religione e dell’arte. Esse esprimono il modello di un potere, di un livello
di legittimazione che fa della città la regolatrice e il luogo di governo del suo
centro, dei quartieri e del territorio di cui si proclama capoluogo.
Le strutture funzionali, i monumenti, i simboli del potere sono pertanto
connaturali alla città e alla sua vocazione di governo. Elementi che dovrebbero
avere comunque il proprio termine di confronto con le comunità urbane cui
sono collegati e irrinunciabilmente si devono confrontare, convivere o
confliggere con il buon governo o con i regimi autoritari.
19
20
La città e il significato della cultura urbana
I due termini sui quali poggiano il significato e il ruolo del Teatro Cristallo e del
Centro culturale sono in primo luogo la città e la cultura.
1. Bolzano, come città capoluogo, rappresenta, come ogni città nella storia
delle società, il luogo in cui risiedono le funzioni più significative del territorio e
delle sue comunità.
Le funzioni tipiche della città e della città di Bolzano in particolare sono:
•
Il governo inteso come espressione dell’esecutivo Provinciale e
Comunale. Le competenze dell’Autonomia speciale conferiscono al
Governo provinciale un rilievo determinante per la vita sociale e
culturale. Specifico della città di Bolzano è che nel governo della
Provincia prevale la presenza del gruppo di lingua tedesca, mentre
nell’amministrazione comunale prevale il gruppo di lingua italiana.
L’ampiezza delle competenze dell’Autonomia speciale e la sua dotazione
finanziaria hanno creato un forte apparato burocratico provinciale, un
determinante influsso sulle attività economiche, sociali, di formazione e un
condizionamento della libera iniziativa dei singoli operatori, delle associazioni e
delle comunità. Per quanto riguarda le attività culturali e artistiche, l’incisività
del contributo provinciale in particolare rende possibile la presenza di numerosi
enti, associazioni, compagnie, iniziative che non sarebbero sorte senza
l’intervento pubblico.
L’intervento finanziario pubblico e gli apparati amministrativi condizionano a
loro volta la programmazione, le scelte strategiche, l'utilizzo delle risorse anche
negli ambiti delle attività culturali e dell'arte. I politici e la dirigenza
amministrativa affermano che mai si interviene nel merito culturale, artistico
degli eventi, degli spettacoli e delle espressioni figurative. E’ facile osservare
che imporre linee guida e strategiche e scelte di allocazione delle risorse
significa operare una valutazione, almeno indiretta, dei contenuti. L’unica
strada per limitare questa discrezionalità politica e amministrativa è praticare il
difficoltoso ma democraticamente fruttuoso percorso della maturazione
partecipata delle decisioni; metodo che dovrebbe riguardare anche il
funzionamento della Consulta provinciale degli organismi culturali. Per quanto
riguarda l’Associazione Cristallo la forma associativa e il processo condiviso per
la formulazione e l’attuazione del programma di attività - Comitato Culturale e
lavoro di concertazione con gli enti residenti - sono un esempio di tale
processo. Un esempio che mostra pure la complessità e le difficoltà che si
incontrano nel far convergere un’articolazione assai differenziata di soggetti,
aspettative della città e dei ceti sociali.
•
I tribunali e gli uffici giudiziari, a Bolzano svolgono un ruolo contrapposto
alla incisiva presenza monumentale, memoria di un passato che ha
impresso alla città l’imponente razionalità urbana e la caratterizzazione
21
che le proviene tutt’oggi dai quartieri oltre Talvera.
•
La scienza. L’Università di Bolzano ha conferito all’identità urbana e
altoatesina una caratterizzazione culturale certamente incisiva. Il vincolo
con Innsbruck come Landesuniversität si è allentato e in buona parte
interrotto nella sua simbolica esclusiva per il gruppo di lingua tedesca. La
scelta trilingue è indubbiamente un valore aggiunto. L’Università ancora
non ha permeato in modo determinante la fisionomia culturale della città
e dei quartieri, poiché il numero di studenti è ancora ridotto, i docenti
residenti e il loro incardinamento troppo limitato. Anche il ruolo
dell'EURAC17 ancora non è percepito come determinante.
•
La religione. Bolzano è diocesi (con Bressanone) dal 1964. L’attività di
formazione ecclesiastica è rimasta a Bressanone, mentre a Bolzano si
colloca la sede principale del Vescovo e degli uffici del governo
ecclesiastico di lingua italiana e di lingua tedesca. La cattedrale, il
vescovado, gli uffici dell’Ordinariato sono collocati nel centro storico di
Bolzano, contribuendo a sancire la dualità e la divisione della città.
Nonostante alcuni segnali che facevano presagire una maggiore
integrazione nel governo ecclesiastico delle due componenti linguistiche,
la distinzione fra i due ambiti italiano e tedesco rimane per ora
solidamente definita. Anche l’autorappresentazione della figura e del
ruolo del curatore d'anime territoriale è tendenzialmente diversa. Quello
di lingua tedesca è tendenzialmente una figura che, pur dedicandosi alla
comunità e ai fedeli, esprime un qual grado di nobile differenziazione 18
dalla condizione popolare, mentre quello italiano tende a un rapporto
maggiormente popolare.
•
La comunicazione. Dalla comunicazione gestita dal potere politico della
città nobiliare, si passa alla comunicazione come relazione tra gli
individui, informazione sociale e politica, di mercato e comunicazione
culturale nel senso più ampio del termine. A Bolzano, la Rai, il giornale
Alto Adige, il Dolomiten sono allocati nella città nuova (oltre Talvera), il
Neue Südtiroler Tageszeitung e il Corriere dell’Alto Adige sono collocati
nella città storica.
•
Il mercato e la finanza. Il digitale cerca di svincolare il legame degli
istituti bancari e delle Borse stesse con lo spazio urbano (si pensi ai
sistemi di In – Bank); la città rimane tuttavia il luogo dove hanno sede le
centrali finanziarie, le sedi di Istituti di investimento, prestito e di
amministrazione del credito. Bolzano ha una forte presenza di questi
17
EURAC Research è l'Accademia Europea di Bolzano, centro di ricerca privato, sostenuta dalla Provincia Autonoma di
Bolzano.
Principali
temi
di
ricerca:
Autonomia,
ambiente
alpino,
salute,
tecnologie.
http://www.eurac.edu/en/pages/default.aspx
18
Forse questa diversità è chiarita dal termine Amt (ufficio) mentre per l’incarico di cura d’anime italiano si utilizza
ormai raramente questo termine. Per capire meglio la differenziazione religiosa fra i due universi culturali, è
significativa la diversità espressiva e simbolica di due termini: volontariato e ehrenamtlich.. L’aggettivo “volontario”
esprime una volontarietà altruista e insieme non retribuita; “eherenamtlich” richiama due elementi: un compito
assunto conla qualità propria dell’agire d’ufficio e la motivazione dell’attribuzione e assunzione che è connotata
dall’onore, anche se l’onorarietà toglie di mezzo la dimensione professionale e la retribuzione.
22
istituti; essi rivelano allo stesso tempo la concentrazione di gruppi
economici che formano la classe media o il ceto borghese cittadino. Il
mercato popolare si divide: quello del centro storico che assume
connotazioni turistiche e di spiccata qualità elitaria di merci e di prezzo,
quello popolare che si identifica con le dinamiche dei quartieri della città
d’oltre Talvera, in piazza della Vittoria e in via Rovigo.
•
La classe media. La polarizzazione della ricchezza su cerchie familiari
sembra essere più tipica della popolazione di lingua tedesca; nella classe
media italiana emergono i titolari di alcune immobiliari e società
commerciali, studi notarili, di avvocati o titolari di catene commerciali.
Mentre la classe media di lingua tedesca considera il concedersi la
frequentazione dei teatri e degli eventi culturali come un indicatore di
prestigio, ciò è meno evidente (non assente) presso la classe media
italiana.
•
Le forme della cultura: la loro elaborazione e rappresentazione. La
cultura e la città sono vincolate da un rapporto quasi inscindibile, perché
la storia, le forme e gli uomini che l’hanno vissuta e che la vivono
condividono la “vita dello spirito” (Geistesleben) 19 che essa incarna. Le
radici della città di oggi si devono scavare e scoprire anche studiando il
passato. Bolzano sta modificando in modo molto significativo lo spirito
della città. La politica è chiamata a cogliere i tratti di questa
trasformazione per lo sviluppo delle nuove forme urbane soprattutto, per
impostare e dare impulso alla convivenza fra le due città al di qua e al di
là della Talvera e soprattutto per le relazioni di rispetto e di reciproco
scambio culturale fra le identità etnico linguistiche.
Bolzano affianca quartieri caratterizzati dallo spirito medioevale e
rinascimentale ove si possono scoprire le radici dei ceti commerciali, accanto
alla non lieve presenza delle famiglie nobiliari. Il disegno dei portici, intervallati
da edifici nobiliari, religiosi e borghesi, aiutano a comprendere uno degli aspetti
molto peculiari della classe media e borghese di lingua tedesca che vive la
cultura urbana intesa come alto, raffinato, elitario modo di vedere il mondo. A
questa visione, agli eventi culturali di teatro, danza, musica, poesia o
letteratura, diremmo persino i riti religiosi, sono elevazione dell’intelligenza,
dello spirito, della sensibilità coltivata dai nobili e per imitazione dai privilegiati
economicamente. Questo tipo di cultura urbana non si divide per lingua. La
borghesia tedesca cittadina (di Bolzano) ha un concetto, una visione e
un’utilizzazione della cultura che affonda le sue radici in questo terreno e si
distingue (senza rifiutarla) dal concetto di cultura della periferia provinciale.
Nella periferia provinciale, nel Land, la popolazione ritiene che questo tipo di
Kultur appartenga ai nobili, agli intellettuali, a ceti che ben poco hanno a che
spartire con la gente semplice delle vallate, dei paesi e dei masi. Per rendere
plasticamente questa distinzione, basta considerare che cosa intende la
borghesia di lingua tedesca della città di Bolzano con il termine Kultur e a quali
19
Simmel, G. Die Großstadt und das Geistesleben, 1903.
23
eventi o spettacoli si rivolge per soddisfarne l’esigenza. Nella città di Bolzano, il
Teatro Stabile di Bolzano, la Fondazione Teatro comunale e Auditorium, la
Walterhaus/Südtiroler Kulturinstitut, le Vereinigte Bühnen Bozen, con concerti,
opere, spettacoli d’autore e di livello superiore sono l’obiettivo di consumo e
occasione per soddisfare esigenze culturalmente ritenute raffinate, come pure
qualificati dibattiti culturali con esperti in luoghi privilegiati, che trasformano
queste partecipazioni in un indicatore forte e significativo di appartenenza alla
upperclass, ovvero all’élite. Nella periferia provinciale, le strutture che
esprimono la Kultur sono le Haus der Kultur. Esse sono una rete di strutture e
istituzioni che ospitano un’ampia varietà di eventi, spettacoli, riunioni di
associazioni di varia natura (Vereine e Verbände, Musikkapellen,
cori,
associazioni sportive, ricreative o di volontariato) prevalentemente di lingua
tedesca. Kultur sembra essere intesa come l’insieme delle forme del vivere la
comunità e ne esprime l’identità; un concetto e una percezione che poco
appartiene alla cultura urbana anche del cittadino di lingua tedesca.
Qui è utile ricordare come sia difficoltoso il raffronto con ciò che la periferia
provinciale italiana intende per cultura, anche perché le comunità di lingua
italiana nelle località periferiche sono sempre meno consistenti. Peraltro, anche
le comunità di lingua italiana attribuiscono la fruizione di eventi o offerte
culturali alte alle élite, ma non attribuiscono la denominazione cultura a eventi
sportivi, associativi, ricreativi o alle feste popolari.
Il ruolo del Cristallo nella Bolzano d'oggi
Da questo punto di vista, l’Associazione Cristallo rappresenta un consistente,
poderoso tentativo di rompere questa linea di demarcazione tra cultura d’élite
e offerta di spettacoli di teatro amatoriale, eventi associativi e feste popolari.
Le compagnie, le rassegne, siano esse attivate dagli enti residenti o dal Teatro
Cristallo stesso, siano messe in scena da compagnie esterne, obbediscono a un
imperativo, alla mission dell’Associazione Cristallo: offrire ai cittadini senza
distinzione di censo, appartenenza associativa o partitica, di grado d’istruzione,
condizione professionale, di genere o di razza, la partecipazione alle rassegne
teatrali e agli eventi informativi, formativi e a un dibattito aperto, per
contribuire alla costruzione della coscienza civile e come partecipazione a
costruire la città dal basso.20 Le interviste hanno messo in luce la capacità di
questa realtà culturale di essere punto di riferimento anche per quartieri che
ancora non hanno potuto maturare un adeguato senso di appartenenza e
d’identità.21 A tutte queste funzioni, la città offre sedi, organizzazioni e
20
Un passo dell’affermazione di un intervistato richiesto di valutare l’influsso del Cristallo sulla vita dei quartieri: “È una
delle pochissime realtà culturali che cercano di costruire una nuova città dal basso. Il ruolo avuto nel corso degli ultimi
dieci anni è molto importante non solo per la comunità italiana”.
21
Lewis Mumford. The Culture of Cities. New York: Harcourt Brace, 1996.. Recensione pubblicata da Robert Wojtowicz
(Old Dominion University), in H-Urban (January, 1999)
24
strutture.
Il Cristallo ha scelto di impostare la programmazione e l'offerta di spettacolo e
di cultura, non accettando la polarizzazione della cultura da parte dei due ceti
medi (borghesi) tedesco e italiano, ma puntando invece su un modello di
offerta rivolto ai ceti urbani popolari e di quartiere senza abbassare la qualità
degli spettacoli e del dibattito culturale. Questo elemento appare confermato
dai dati della ricerca, dai testimoni privilegiati e dalla valutazione del focus
group interno. In merito alla cultura popolare, il Cristallo introduce un modello
diverso da quello che predomina nell’ambito della popolazione di lingua tedesca
del Land ovvero tutto ciò che esprime l'identità comunitaria. Il Cristallo mira a
un concetto di cultura come complesso di eventi di spettacolo, incontri,
confronti e dibattito, piacere dello spettacolo, possibilità di essere informati per
capire e discutere la vita della città e il mondo contemporaneo.
Gli elementi conoscitivi preliminari della città e dei quartieri
a supporto del Piano Culturale
La documentazione statistica per una conoscenza preliminare della città di
Bolzano e dei quartieri poggia sui seguenti elementi:
a) popolazione residente e distribuzione della popolazione nei quartieri;
b) popolazione per sesso, classi di età, stato civile, grado d'istruzione, occupati
per attività economica, tipologia di famiglie - della città e per quartiere;
c) mobilità (saldo migratorio) e struttura della popolazione: residenti a Bolzano
e in Alto Adige, presenza per quartiere, sesso, gruppi d’età, stato civile;
d) gruppi linguistici;
e) uso delle tecnologie, lettura libri, quotidiani, offerta educativa;
f) volontariato;
g) soddisfazione per la situazione economica e sociale;
h) connotazioni sociali e culturali dei quartieri.
25
a) popolazione residente e distribuzione della popolazione nei quartieri
Il periodo di forte incremento demografico della città di Bolzano, con
popolazione esclusivamente o prevalentemente di lingua italiana, si ha a
partire sin dal 1926 con la struttura organizzativa dello Stato (impiegati e
dirigenti dei vari ambiti civili e militari) e poi soprattutto dal 1936 e registra il
suo apice nel 1975. L'intervento di industrializzazione e di forte espansione
urbanistica intrapresa dal regime fascista conferisce a Bolzano una nuova
conformazione urbana e sociale.
Se analizziamo i dati relativi alla consistenza linguistica dal 1921 – l'Italia
aveva acquisito il Tirolo del sud dopo la grande guerra – osserviamo che la
popolazione di lingua italiana sul territorio provinciale era molto ridotta (2,9%
nel 1910, 10,6% nel 1921), ma a partire dal 1936 si è avuto un afflusso
considerevole di popolazione di lingua italiana. Infatti la politica di
nazionalizzazione è testimoniata dai numeri: nel censimento del 1910 il
Sudtirolo contava 7.339 italiani, nel 1961 erano diventati 128.271. La
percentuale del gruppo linguistico italiano nella popolazione complessiva era
salita in mezzo secolo dal 2,9% al 34,3%.
Sulla città di Bolzano il processo di “italianizzazione” è stato ancora più
accentuato, con una immigrazione impressionante e costante.
Bolzano
Valori assoluti
In percentuale
Popolazione residente
al 31.12
Saldo migratorio
Variazione della
popolazione
1940
59.951
0,13
1,41
1941
63.495
0,40
5,74
1942
65.402
1,23
2,96
1946
65.794
3,18
4,89
1947
69247
3,95
5,11
1948
71.530
2,70
3,73
1955
78.945
1,70
2,62
1960
87.115
1,70
2,70
1970
106.009
0,28
1,24
1975
107.112
-3,5
0,3
1990
100.380
-3,1
-3,3
2000
97.300
1,5
0,7
guerra
26
La popolazione trasferitasi nella città di Bolzano nel periodo sopracitato ebbe
varia provenienza. Il grafico che riportiamo ne segnala l'entità riferita all'anno
2012 che è più accentuata in città che nel resto del territorio provinciale.
Popolazione residente per regione di nascita
Bolzano 1981 - 2012 e Alto Adige 2012
90
79,4
80
70
60
Alto Adige
60,5
57,9
Trentino
Veneto
50
Altre Regioni
40
Estero
30
20
10
9,4
13,7 14,9
12,8
4,2
4,4 6,1
27
0
Bolzano 1981
Bolzano 2012
16,1
10,7
2
2,3
5,6
Alto Adige 2012
La differenziazione per origine regionale della popolazione della città tende ad
affievolirsi, poiché le nuove generazioni nate a Bolzano perdono gradualmente
il riferimento con le regioni di origine dei loro genitori. Si nota infatti che nel
grafico più recente i residenti nati in altre regioni diminuiscono
significativamente di peso percentuale, mentre aumenta la percentuale degli
immigrati stranieri.
Nel periodo successivo, lo sviluppo demografico della città di Bolzano ha visto
un aumento della popolazione residente dal 1960 ad oggi secondo il seguente
andamento:
• una crescita continua e costante dal 1960 (87.115) al 1975 (107.112), il
massimo assoluto;
• dal 1975 al 2001 la popolazione residente decresce raggiungendo la
quota di 94.855 abitanti;
• da quella data la popolazione residente ha iniziato a crescere
nuovamente sino a raggiungere i 106.350 nel 2015.
L'andamento demografico, in aumento o in diminuzione, è connesso con una
pluralità di fattori, diversi a seconda del periodo storico.
Nel periodo più recente ha avuto un particolare influsso sull'andamento il
mercato delle abitazioni, a sua volta influenzato dalla indisponibilità o della
disponibilità di nuove aree residenziali, che in alcuni periodi ha motivato il
trasferimento di famiglie verso centri abitati limitrofi (Laives, Bassa Atesina,
Appiano, Terlano ed altri), oppure dinamiche familiari che hanno indebolito
famiglie, soprattutto a conseguenza di separazioni e divorzi.
“Al riguardo dei movimenti emigratori e dei suoi effetti sul numero degli
abitanti, appare utile far notare che, di tutti coloro che hanno spostato nel
corso del 2013 la propria residenza da Bolzano in un altro comune della
provincia (1.861 persone), la quasi totalità ora risiede appena fuori città, in un
comune limitrofo; questo dato - che peraltro descrive un fenomeno che
persiste ormai da parecchi anni, e alla cui portata per la città nel prossimo
futuro dovrà essere prestata una particolare attenzione - induce ad ipotizzare
che si tratti in molti casi di meri spostamenti “strategici”, piuttosto che di
effettivo abbandono della città; cioè persone e famiglie di Bolzano alla ricerca
di più favorevoli condizioni abitative, ma che conservano nella città la sede
degli altri loro interessi (lavoro, scuola, diversi servizi, frequentazioni,
riferimenti culturali) e continuano pertanto a gravitare sulla città come prima,
anche se nelle statistiche non appaiono più come abitanti di Bolzano”
(Andamento e struttura della popolazione di Bolzano e dei suoi quartieri
2014)22.
22
Andamento e struttura della popolazione di Bolzano e dei suoi quartieri, Comune di Bolzano Ufficio Statistica e tempi
28
Il grafico che segue permette di confrontare il diverso sviluppo demografico del
periodo nelle città di Bolzano, Innsbruck e Trento.
La città è in costante crescita demografica e alla data del 24 febbraio 2015 la
popolazione totale era di 106.350 abitanti, di cui 55.510 femmine e 50.840
maschi. Il quartiere Don Bosco arriva a 27.085 abitanti: le zone di espansione
Firmian e Casanova ivi comprese sono rispettivamente di 3.157 e di 3.029
abitanti.
I dati delle tabelle successive si riferiscono sempre ai dati ufficiali relativi al
31.12.2014 al fine di avere una adeguata comparabilità delle informazioni.
della città, 2014
29
Popolazione residente al 31.12.2014 per sesso e quartieri - valori assoluti e
percentuali
Indicatori demografici e familiari
Indicatori
demografici e
familiari
Anno 2014
Anno 2013
Anno 2012
161,9
161,4
160,5
61,1
60,8
60,0
Indice di ricambio
114,3
116,8
125,4
Percentuale di
minori stranieri
sul totale dei
minori
18,6%
18,8%
18,9%
Indice di vecchiaia
Indice
dipendenza
di
30
Se osserviamo i quartieri della città, confrontando gli indici di dipendenza, di
ricambio e di vecchiaia, vediamo che i quartieri hanno il seguente andamento:
• mentre l'indice di dipendenza – persone in età non attiva (0-14 e 65 e
oltre) per ogni cento persone in età lavorativa - sembra mantenersi
piuttosto stabile nella maggior parte dei quartieri;
• l'indice di ricambio – persone in procinto di lasciare la fascia di
popolazione attiva su 100 che stanno per entrarvi - si manifesta come
particolarmente accentuato e in forte crescita nel quartiere di EuropaNovacella, ma con una forte diminuzione negli ultimi tre anni (da 156,2
nel 2011 al 131,7 del 2013, ma in aumento nell'ultimo anno a 133,1); è
in leggera diminuzione anche negli altri quartieri, eccetto Centro Piani
Rencio;
• l'indice di vecchiaia - il rapporto di composizione tra la popolazione
anziana (65 anni e oltre) e la popolazione più giovane (0-14 anni)- a Don
Bosco, dopo la diminuzione del 2012 dovuto all'afflusso di famiglie
giovani nelle subaree
Firmian e Casanova, tende nuovamente a
crescere. L'indice di vecchiaia più alto è a Europa-Novacella (238,1 nel
2013), ma in diminuzione a fine 2014 (232,7), sostanzialmente stabile
invece a Gries-S.Quirino e in leggera diminuzione al Centro-Piani-Rencio
e ad Oltrisarco-Aslago per afflusso di stranieri e famiglie giovani.
b) popolazione per sesso, classi di età, stato civile, grado di istruzione,
tipologia di famiglie della città e per quartiere
Dati al 31.12.2014 per classi di età, per sesso e quartieri:
Quartiere
Classi di età valori assoluti e in percentuale
0-14
15-64
Totale
65 ed oltre
femmine
maschi
femmine
Centro-PianiRencio
OltrisarcoAslago
1.251
maschi
femmine
maschi
femmine
maschi
1.272
6.003
6.172
2.175
1.511
13,3%
14,2%
63,7%
68,9%
23,1%
16,9%
1.101
1.140
4.414
4.797
1.620
1.255
15,4%
15,9%
61,9%
66,7%
22,7%
17,4%
EuropaNovacella
31
18.384
14.327
956
1.061
5.048
4.492
2.816
1.878
10,8%
14,3%
57,2%
60,4%
31,9%
25,3%
2.151
2.341
8.411
7.984
3.613
2.613
15,2%
18,1%
59,3%
61,2%
25,5%
20,2%
2.019
2.112
9.601
9.111
4.356
3.109
12,6%
14,7%
60,1%
63,6%
27,3%
21,7%
Totale
7.478
7.926
33.477
32.556
14.580
10.366
Tot. in %
13,5%
15,6%
60,3%
64,0%
26,3%
20,4%
Don Bosco
GriesS.Quirino
27.113
30.308
106.383
Dati al 31.12.2014 per stato civile, sesso e quartieri:
Quartiere
Totale
Stato civile dati assoluti
e in percentuale
Celibe/
Coniugato/a
Vedovo/a
Divorziato/a
10.000
6.549
1.119
716
54,4%
35,6%
6,1%
3,9%
6.854
6.023
899
551
47,8%
42,0%
6,3%
3,8%
EuropaNovacella
7.008
6.973
1.536
734
43,1%
42,9%
9,5%
4,5%
16.251
Don Bosco
12.225
11.771
2.072
1.045
27.113
45,1%
43,4%
7,6%
3,9%
Nubile
Centro-PianiRencio
OltrisarcoAslago
32
18.384
14.327
Gries-S.Quirino
Totale
14.285
12.924
2.031
1.068
30.308
47,1%
42,6%
6,7%
3,5%
50.372
44.240
7.657
4.114
106.383
47,3%
41,6%
7,2%
3,9%
100,0
La maggior parte della popolazione complessiva di Bolzano (47,3%) è
costituita da non sposati e questo vale per entrambi i sessi e in tutti i quartieri.
E' da notare inoltre che l' 11,6% delle donne, ma solo il 2,4% degli uomini
sono vedove/i.
In tutti i quartieri le donne vedove sono circa 5 volte più numerose degli
uomini vedovi.
Le differenze di stato civile dei due sessi sono considerevoli anche nelle diverse
classi di età: in particolar modo nella fascia degli over 75enni, nella quale la
maggior parte dei maschi sono coniugati (74,9%), mentre il 58,4% delle donne
sono vedove.
Popolazione per grado d’istruzione della città di Bolzano (censimento 2011):
Valore assoluto
in %
femmine e maschi
13.887
13,5%
Laurea
34.293
33,4%
Diploma scuola media superiore
26.442
25,7%
Licenza scuola media inferiore
15.251
14,8%
Licenza scuola elementare
744
0,7%
Nessun titolo
33
La struttura sociale della città di Bolzano
A seguito della incisiva trasformazione urbanistica e sociale avvenuta nel
periodo da 1936 al 1975, nella città di Bolzano hanno assunto una nuova
configurazione anche i ceti e le classi sociali, che possono essere
sinteticamente così individuati:
• il ceto medio (borghese) tedesco costituito da proprietari di immobili e
proprietari terrieri, dalla classe dirigente (sia di ambito commerciale, sia
di ambito produttivo industriale e artigiano, sia della pubblica
amministrazione) e da famiglie e gruppi che presiedono il settore della
comunicazione e della cultura;
• il ceto medio (borghese) italiano, costituito dalla dirigenza della pubblica
amministrazione, dell'esercito, del credito e delle assicurazioni, dagli
imprenditori, industriali, artigiani e imprenditori nei servizi, legati, per la
loro origine, alla nascita della città industriale e all’amministrazione
pubblica italiana;
• il ceto impiegatizio e operaio, inizialmente a maggioranza italiana e, con
l'applicazione del Pacchetto, con una crescente presenza tedesca.
Nel grafico seguente sono indicati gli occupati nella città di Bolzano. (Bolzano
2015, La città in cifre) – Comune di Bolzano 2015
34
Questa configurazione della struttura sociale ha un innegabile influsso anche
sulla domanda di cultura e spettacolo. Ciò spiega la presenza articolata di
istituzioni culturali, di teatri e di attività nelle due lingue, la difficile interazione
e collaborazione fra enti e istituzioni culturali dei due ambiti linguistici,
nonostante la nuova disponibilità a una maggiore interazione, almeno in linea
di principio, che recentemente è senz'altro cresciuta.
Al problema del rapporto e della costruzione di una nuova relazione fra i gruppi
linguistici italiano e tedesco, si aggiunge oggi il problema di interazione
culturale con gli immigrati stranieri.
Il raffronto tra le famiglie della città di Bolzano e le famiglie del territorio
provinciale, Bolzano esclusa, mette in rilievo alcuni aspetti significativi:
• a Bolzano vi sono meno coppie con figli, in maggiore percentuale le
coppie senza figli, i nuclei famigliari costituiti da donne sole; l'ampiezza
media delle famiglie è di 2,15 componenti per famiglia, in ulteriore calo;
• nell'Alto Adige nel suo complesso sono più numerose le famiglie di
uomini soli. Consistente è l'aumento a Bolzano delle famiglie senza figli e
delle donne sole;
• osservando la dinamica delle famiglie si nota pure che le famiglie con figli
aumentano in percentuale per l'Alto Adige nel suo insieme, mentre
diminuiscono nella città di Bolzano.
Tipologia di famiglie
confronto Bolzano - Alto Adige (Astat e Anagrafe Bz al 31.12.2014)
altro
5
6
femmine sole
17
maschi soli
17
17
4
padri con figli
23
Alto Adige
Bolzano
6
12
11
madri con figli
coppie senza figli
14
17
22
coppie con figli
0
5
10
15
20
30
25
30
35
c) mobilità della popolazione (saldo migratorio): residenti a Bolzano e in
Alto Adige, presenza per quartiere, sesso, gruppi d’età, stato civile
In data 31.12.2014 risultano iscritti nei registri anagrafici del Comune di
35
Bolzano 15.459 stranieri; ciò equivale ad un aumento dello 0,9% rispetto
all’anno 2013. Da ormai tre anni gli stranieri costituiscono il 14,5% della
popolazione complessiva della città.
Su tutto il territorio provinciale invece gli stranieri sono l'8,9% della
popolazione e la loro presenza è concentrata nei centri urbani.
Tra i 15.459 stranieri residenti in città, le donne sono complessivamente in
netta maggioranza: 8.061 persone straniere sono donne (52,1%) e 7.398
uomini (47,9%). Nel corso degli ultimi 10 anni si è riscontrato un sensibile
aumento della quota delle donne straniere (nel 2005 era ancora pari al
48,9%).
Visto per singoli quartieri, a Centro-Piani-Rencio ed a Oltrisarco-Aslago
prevalgono di poco gli uomini, negli altri tre quartieri invece nettamente le
donne.
Saldo migratorio per quartieri (Anagrafe BZ al 31.12.2014)
60%
50%
55%
55%
52%
48%
51%
49%
45%
45%
54%
46%
40%
maschi
30%
femmine
20%
10%
0%
Oltrisarco-Aslago
Don Bosco
Centro-Piani-Rencio
Europa-Novacella
Gries-San Quirino
Nel 2014 la quota più alta di stranieri rispetto alla popolazione residente
(19,2%) risulta nel quartiere essere Centro-Piani-Rencio (dove abita il 22,9%
di tutti gli stranieri residenti a Bolzano), quella più bassa a Don Bosco (10,4%).
La quota maggiore di stranieri residenti a Bolzano è in percentuale più alta nel
quartiere Centro-Piani-Rencio particolarmente negli immobili adiacenti alla
stazione ferroviaria e in quelli dei Piani, in edifici a bassa qualità abitativa;
seguono Oltrisarco-Aslago (18,8%) e Europa-Novacella (15,6%): le ragioni di
tale distribuzione sta in parte, come si è detto, nella maggiore disponibilità di
alloggi vetusti e meno qualificati. Don Bosco ha il 10,4% e Gries-S.Quirino il
12,8% di stranieri.
36
Il trend attuale delle naturalizzazioni: fenomeno in netto aumento, se si
considera che nel corso del 2014 742 cittadini stranieri residenti a Bolzano
hanno acquisito la cittadinanza italiana, rispetto ai 572 casi nel 2013 e ai 377
casi nell’anno precedente. In totale, negli ultimi 10 anni sono stati naturalizzati
ca 2.800 cittadini di provenienza straniera residenti a Bolzano.
Per le statistiche demografiche ciò significa che questi non verranno più
considerati “stranieri”, bensì cittadini italiani residenti a Bolzano,
semplicemente nati altrove, come del resto quasi la metà di tutti i Bolzanini.
Analizzando il fenomeno delle naturalizzazioni nel 2014 per paesi di
provenienza troviamo in cima l’Albania (170), il Marocco (108) ed il Perù (86),
complessivamente l'86,7% proviene da paesi esterni all’Unione Europea.
Sull'aumento degli stranieri residenti in città incide il costante aumento delle
nascite da famiglie stranieri residenti, soprattutto se considerate in termini
proporzionali: se infatti nel 2005 le nascite di bambini stranieri costituivano
ancora il 13,1% delle nascite in totale, nel 2014 questo valore ha raggiunto
quota 28,9%.
Si assommano alcune dinamiche demografiche che vanno tenute presenti
contestualmente: la notevole presenza di popolazione straniera, con un tasso
di natalità più elevato, un tasso che rallenta nel periodo più recente,
l'invecchiamento della popolazione autoctona accompagnato dalla diminuzione
della fertilità e della natalità. Si può osservare che la popolazione straniera a
Bolzano sta assumendo gradualmente le dinamiche demografiche proprie della
37
popolazione urbana.
Questa tendenza è in parte spiegata dall'andamento delle naturalizzazioni che
rafforzano l'ipotesi dell’integrazione nella società e nella cultura urbana locale.
Andamento saldo migratorio (2004-2014)
800
742
700
572
600
500
377
400
268
300
221
200
100 50
0
2004
80
2005
123
118
2006
2007
237
139
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
d) I gruppi linguistici
Il dato relativo all'appartenenza linguistica della popolazione di Bolzano vede il
gruppo linguistico italiano leggermente superiore al 73%, mentre il gruppo di
lingua tedesca è leggermente inferiore al 26% e quello ladino inferiore allo
0,68%.
Dal punto di vista della consistenza demografica dei gruppi e tenendo in
considerazione la crescente disponibilità di ambedue i due maggiori gruppi
linguistici ad interagire, sembra giunto il momento di attivare delle attività
culturali e di spettacolo, di approfondimento e dibattito, in modo da accrescere
la conoscenza dell'altrui identità per tracciare insieme nuovi sentieri di
convivenza.
e) Uso delle tecnologie, lettura libri, quotidiani, offerta educativa
Circa la lettura di libri e quotidiani se a livello nazionale in media sono 56,5 su
100 che leggono libri, in Alto Adige sono 43 su 100, e così per la lettura di
quotidiani sono 73 ogni 100 persone che leggono quotidiani almeno una volta
in settimana in Alto Adige, mentre a livello nazionale sono 49,4 persone su
100. In genere si nota una crescita forte dell'uso di internet sia a livello
nazionale sia locale e vi sono alcuni indicatori che segnalano un mutamento
nelle modalità e nelle strategie di comunicazione, di fruizione dei messaggi
38
informativi, di intrattenimento e di fruizione culturale.
Gli strumenti tradizionali conservano la loro funzione, ma ad essi si affiancano i
canali del web: i giornali on line, i social network, i siti web, blog.
I dati relativi all'uso del personal computer, un indicatore della curiosità
culturale oltre che tecnologica, ci indicano una diffusione su tutto il territorio
dell'uso con 64,4 persone che usano il PC ogni 100 abitanti rispetto ad una
media nazionale di 54,3.
La buona qualità dell'offerta educativa (corsi, musei, viaggi) sollecita soggetti
ed enti che svolgono attività culturali e quindi anche il Teatro Cristallo a
riflettere sulla natura e sulla specializzazione della propria offerta: es. come
farsi una documentazione, come avere un’adeguata introduzione tematica, una
corretta informazione e come appropriarsi di una efficace metodologia
conoscitiva culturale.
Sarebbero da approfondire le motivazioni del gap maschile nella lettura e
l'assenza o quasi di sensibilità per formazione e cultura. Per gli altoatesini
(2/3) tempo libero e cultura/formazione sono due cose del tutto distinte.
f) Volontariato
In Alto Adige quasi una persona su quattro (24,4%) dedica del tempo ad
attività gratuite a beneficio di persone che non vivono con lei, a favore della
collettività o dell'ambiente e, complessivamente, oltre metà delle donne svolge
attività di volontariato: l'uomo realizza l'attività di volontariato più spesso in
forma organizzata, mentre la donna preferisce agire per conto proprio.
L'associazionismo è più tipico della periferia, mentre la modalità “autonoma” è
maggiormente propria delle città e quindi di riflesso, il primo è più diffuso nel
gruppo linguistico tedesco, il secondo nell'italiano (città: 61,2% solo per conto
proprio, 17% sia in gruppo che in proprio, 21,8% attraverso gruppi e
associazioni). Chi presta la propria opera in forma organizzata lo fa soprattutto
per attività ricreative e culturali (circa 26.200 persone impegnate,
comprendenti anche bande e cori); molto alto anche il numero di chi opera nel
settore dell'assistenza sociale e della protezione civile. 7.500 persone svolgono
la propria principale attività gratuita nello sport, 5.300 nell'ambito religioso,
3.300 nella solidarietà internazionale, 2.900 nella sanità e 1.900
nell'ambiente23. A Bolzano24 la partecipazione ad associazioni viene espressa
dal 34,5% degli intervistati, con un grado di soddisfazione, di vita associativa,
positivo nell'89,5% dei casi.
g) La soddisfazione per la situazione economica e sociale
Molto interessante è il dato riguardante la soddisfazione delle persone rispetto
23
24
fonte: Astatinfo n. 24/2014
Monitor Città di Bolzano, secondo semestre 2013, Datamedia Ricerche
39
alla situazione economica, e rispetto relazioni famigliari: a livello nazionale
abbiamo un 40% di molto o abbastanza soddisfatto per la situazione
economica (in diminuzione rispetto al 2012), mentre a Bolzano abbiamo un
7,9% di molto soddisfatto e 61,3% di abbastanza soddisfatto; grande è anche
il valore delle relazioni familiari: a livello nazionale abbiamo una media del
33,4% di molto soddisfatto e un 56,8% di abbastanza soddisfatto, mentre a
Bolzano abbiamo una media superiore, ossia il 49,4% di molto soddisfatto e il
42,5% di abbastanza).
Ciò significa che a livello del nostro territorio c'è la convinzione che le cose da
noi vanno bene e che le relazioni familiari rappresentano una forza molto
significativa.
Anche rispetto al tema sicurezza, ossia al rapporto tra fiducia e paure, la
percezione di sicurezza fino allo scorso anno era in linea di massima molto alta
(abbastanza sicuro 46% e molto sicuro 20% in ambito urbano; in ambito
rurale queste percentuali sono ancora più alte). Il recente studio dell'ASTAT ci
dice che nell'ultimo anno c'è stato un aumento della percentuale dei residenti
preoccupati che dal 9,4% del 2014 va al 25,8% del 2015, mentre la percezione
di insicurezza si esprime soprattutto a Bolzano con un'incidenza addirittura del
42,7% (in tutta la provincia il 30,6%).
h) Connotazioni sociali e culturali dei quartieri
Per formulare una proposta di programma che sia connessa con la realtà dei
quartieri, riteniamo utile illustrare alcune caratteristiche della città di Bolzano
che sono in connessione con la domanda e l'offerta culturale.
I dati statistici ed i risultati del questionario mettono in evidenza una
trasformazione abbastanza incisiva della dinamica demografica, delle
caratteristiche della popolazione per gruppi di età, condizione professionale,
grado di istruzione, origine regionale e straniera.
La sensazione di vivere in una città poco omogenea dal punto di vista dei
riferimenti identitari complessivi viene accompagnata dalla diffusa percezione
di un elevato livello di diseguaglianza del vivere urbano. Nel “Piano sociale
della qualità della vita” della città di Bolzano i vari focus group lamentano un
progressivo venire meno delle reti sociali e segnalano l'emergere di
atteggiamenti individualistici diffusi che riducono la possibilità di contare sul
prossimo per ricevere aiuto e sostegno in caso di bisogno.
I quartieri urbani che presentano fenomeni di particolare mutamento, sono:
Centro-Piani-Rencio
È il terzo quartiere più popoloso, che ha il più alto tasso di immigrazione
straniera (19,2%), ha la più bassa percentuale di residenti oltre i 65 anni. Di
conseguenza, “i cittadini del Centro presentano una certa indifferenza, non si
40
sentono necessariamente appartenenti al quartiere, anche perché più
eterogeneo in quanto a composizione sociale, economica, etnica. Il cittadino
del Centro sembra corrispondere a canoni altamente individualistici, più che in
altre zone. Questo cambia quando ci si sposta ai Piani o soprattutto nella zona
di Rencio; quest'area ha una connotazione maggiormente identitaria e anche
vagamente elitaria. Ha accolto anche una parte di popolazione dei rioptanti” 25.
Il
quartiere
è
abitato
tradizionalmente
dalla
borghesia
cittadina
commerciale/alberghiera, prevalentemente di lingua tedesca; a questo ceto
oggi si affiancano quello degli impiegati pubblici e quello delle ditte private,
quello dei ferrovieri, quello degli studenti, quello degli extracomunitari. Molte le
associazioni culturali presenti.
Oltrisarco-Aslago
E' il quartiere più giovane, che ha avuto uno sviluppo particolare nel tempo.
Al nucleo antico lungo la via Claudia Augusta, prevalentemente di lingua
tedesca, si è aggiunto nel dopoguerra una forte presenza di operai, legata alla
vicinanza con la zona industriale, e di artigiani, di lingua italiana e tedesca. A
questi ancora successivamente si è aggiunta una concentrazione di popolazione
di lingua tedesca ad Aslago a seguito dell'assegnazione di alloggi ai rioptanti
nel secondo dopoguerra.
E' il secondo quartiere a più alta percentuale di minorenni stranieri.
Il quartiere si percepisce come “altro” dalla città e vive una sua dimensione
piuttosto staccata dalla vita del Centro storico e degli altri quartieri: molte le
iniziative presenti nel quartiere. E' presente un senso di appartenenza piuttosto
diffuso.
Europa-Novacella
Il quartiere ha una “relativa centralità nel contesto sociale e culturale della
città, sembra costituire un'enclave urbana all'interno della città, capace di
vivere in totale indipendenza” e registra “un rinnovato senso di appartenenza
rispetto alla nuova struttura di promozione culturale che gravita attorno
all'Associazione Cristallo” e il “Teatro Cristallo ha significato la definizione di un
nuovo polo di attrazione culturale all'interno del quartiere” (Piano sociale della
città di Bolzano).
Ha il più alto tasso di popolazione anziana, la più alta percentuale di minorenni
stranieri sul totale dei minorenni residenti a Bolzano e un indice di ricambio
molto alto (133,1); il quartiere ha carattere prevalentemente popolare e un
accentuato tasso di addetti ai servizi. Molte le associazioni culturali presenti.
Don Bosco
Il secondo quartiere più popoloso, registra la percentuale più alta di minori e
25
Piano Sociale Qualità della vita, Comune di Bolzano 2011 – 2015.
41
quella più bassa di stranieri. Viene definito, nel Piano sociale della città di
Bolzano, “quartiere multiculturale ad alto potenziale umano, nel bene e nel
male, con forte senso di appartenenza”, almeno nel nucleo centrale. C'è una
netta differenza tra il Centro Don Bosco e le altre zone del quartiere: Firmian,
Casanova, Ortles-Similaun”. Per gli abitanti delle zone Ortles-Similaun, e poi
Casanova e Firmian è ancora molto presente “il senso di essere abbandonati da
tutti” e di sentirsi così “alla periferia della periferia”.
Il quartiere è stato fortemente interessato ai fenomeni di espansione di edilizia
popolare, prima con il gruppo consistente di immobili di viale Europa, via
Alessandria, via Bari, via Piacenza (anni 70 e 80), che hanno eliminato le
casette popolari del rione “Dux” e più recentemente (dal 2000) con le nuove
zone di espansione Ortles-Similaun, Firmian e Casanova.
Il quartiere si è trovato di fatto smembrato e si è in parte distrutta la comunità
originaria. “Il quartiere, nella percezione degli abitanti – almeno nel
nucleo
centrale - non sembra molto definito come nettamente distinto da EuropaNovacella”.
Nelle aree Casanova e Firmian trovano allocazione famiglie giovani, impiegati e
addetti ai servizi, in particolare quelli socio sanitari. Qui trovano allocazione
anche molte famiglie di extracomunitari e famiglie con problematiche sociali,
collocate senza un disegno armonico negli alloggi popolari e senza possibilità di
integrazione.
Molte le associazioni presenti nel quartiere.
Gries-S.Quirino
Il quartiere più popoloso “ha mantenuto l'antica struttura che lo connota come
paese a sé stante rispetto al resto della città. E' quartiere autoctono per
eccellenza: non è un caso che il bolzanino “integrato” di qualsiasi appartenenza
linguistica si senta “a posto”, se risiede a Gries” (Piano sociale della città di
Bolzano). E' il secondo quartiere più anziano e registra la quota più bassa di
minori stranieri”.
“Il quartiere di Gries viene definito nella descrizione del Piano servizi del
Comune come la circoscrizione “completa”... e corrisponde ad un quartiere di
status sociale medio-alto” e le esigenze manifestate dai residenti riguardano
piuttosto la ricerca della qualità nei servizi presenti. E' abitato tradizionalmente
da contadini e proprietari terrieri di lingua tedesca, dalla borghesia
commerciale/alberghiera, prevalentemente di lingua tedesca e dalle classi
dirigenziali pubbliche e private. Le nuove residenze ospitano pure una buona
percentuale di italiani, anche questi appartenenti per lo più a classi dirigenziali.
Le abitazioni sono di standard superiore, molte le ville e le abitazioni immerse
nel verde agricolo.
Laives
Un accenno va fatto pure a Laives, che, pur non essendo un quartiere di
42
Bolzano, ha una forte connessione con la città di Bolzano sia perché offre
allocazioni residenziali sia perché Laives fruisce più direttamente e più
intensamente dei servizi urbani, anche culturali della città di Bolzano.
Considerazioni finali sull’assetto demografico e urbanistico
La città negli ultimi dieci anni si è fortemente trasformata sotto il profilo socio
demografico: l’invecchiamento della popolazione è molto forte e in tendenza
opposta a quella del resto della provincia, inoltre interi quartieri hanno visto un
aumento marcato della popolazione straniera. Un chiaro disegno di
integrazione urbanistica e sociale della città è auspicabile e comunque piuttosto
carente; i grandi trend demografici e sociali non sembrano incisivamente
governati; sembrano piuttosto obbedire a logiche autonome. La stessa
struttura urbanistica della nuova Bolzano – le zone di espansione Firmian e
Casanova - fotografa una realtà progettata non come un insieme organico, ma
quasi unicamente per risolvere l'emergenza abitativa. Il nuovo quartiere al
bivio della statale di Merano replica il medesimo disegno di urbanizzazione
frammentata che riproduce fratture e segmenti di città caratterizzati da nuclei
di abitanti senza un chiaro riferimento di quartiere e di un adeguato apparato
di servizi. Sembra che Bolzano manchi di uno strutturale progetto di crescita
urbanistica, sociale e culturale, chiaramente identificabile. 26 I due problemi di
maggior rilievo sono, come abbiamo ricordato, la forte ambivalenza centro
storico e città oltre Talvera, e più recentemente fra quartieri oltre Talvera che
hanno maturato un'adeguata identità e le nuove aree di espansione che
soffrono di forme di autentica evoluzione urbana.
26
Intervista al prof. Luca Fazzi
43
IL QUADRO CONCETTUALE
E LE CONNOTAZIONI DI BOLZANO
44
Spettacolo e cultura:
pluralità culturale
specificità
etnico
linguistiche
e
Riprendiamo qui, in modo sintetico e per introdurre un inquadramento della
rilevanza degli eventi di spettacolo e culturali, la riflessione sul rapporto fra
spettacolo e cultura nella città di Bolzano.
Come abbiamo già esplicitato, spettacolo e cultura si configurano nella realtà
territoriale e sociale altoatesina in modo del tutto specifico. Tralasciando la
dotta e forse poco utile disquisizione sulla diversità concettuale di “cultura” e
“Kultur”, è invece più produttivo ricordare qui come l’accezione di ciò che
appartiene all’ambito culturale abbia un significato assai diverso fra gli
ambienti urbani e le periferie (un tempo) decisamente contadine.
La città attribuisce al termine cultura una particolare propensione, fruizione del
sapere e delle arti, alle quali non hanno accesso gli strati popolari (fatte
ovviamente le debite eccezioni). In questo, il ceto medio urbano di lingua
tedesca in possesso di alto reddito e alto grado di istruzione eccelle per
tradizione e aspirazione a fruire di un accesso privilegiato alla fruizione di
spettacoli qualificati come simbolo di status. Di questo appannaggio culturale
fanno parte spettacoli teatrali, di musica e eventi culturali in lingua tedesca o
italiana, quasi senza sostanziale distinzione.
Richiamiamo pure la considerazione circa il fatto che l’élite italiana ben
difficilmente considera parte del suo simbolo di status la fruizione di eventi
culturali in lingua tedesca (fatta eccezione per la musica). Il processo di
trasformazione sociale, soprattutto giovanile, sembra introdurre delle
modifiche a questo cliché tradizionale, anche se non disponiamo di dati
sufficienti per misurare l’entità e le forme di questo cambiamento.
Crisi dello spettacolo
controtendenza
dal
vivo.
Bolzano
in
parziale
Bolzano presenta, in realtà, una situazione in controtendenza rispetto al
panorama nazionale: l’offerta di spettacolo e di attività culturali ha un’intensità
e un’estensione talmente elevata da provocare un interrogativo, ossia se ciò
sia artificiosamente gonfiato a seguito di una eccezionale disponibilità
finanziaria pubblica.
Michele Trimarchi ha cercato di interpretare il rapporto tra domanda reale e
potenziale di cultura nella realtà altoatesina. 27 Dopo aver richiamato le varietà
geografiche, demografiche, etnico linguistiche e culturali, la distinzione tra
ambienti urbani e periferici, egli afferma che il cambio di passo nello sviluppo
27
Trimarchi, M., Strategie culturali: un paradigma di sviluppo del territorio, in: AA. VV., Studio e monitoraggio
dell’offerta teatrale in Alto Adige nel 2005, Autonome Provinz Bozen, Provincia Autonoma di Bolzano, Ripartizione 15
Cultura italiana, 2005
45
degli spettacoli e degli eventi culturali è avvenuto “con una serie di interventi,
manifestazioni e iniziative che nel giro di poco tempo hanno ridisegnato la
mappa culturale della città”.28
Bolzano città dei teatri
A partire dal dopoguerra, la città di Bolzano è stata caratterizzata dalla nascita
e dallo sviluppo di varie realtà teatrali sia in ambito italiano sia in ambito
tedesco e da un progressivo marcato differenziarsi del teatro amatoriale da
quello professionale.
La professionalità dello spettacolo è un fenomeno complesso e che richiede
impegno, investimenti, managerialità organizzativa e direzione artistica e un
mercato del lavoro che renda questo fattibile.29 I fattori che possono
contribuire a rendere più solido il cammino verso la professionalità sono
fondamentalmente due: l’intensificarsi della domanda culturale 30 e di spettacoli
e la sponsorizzazione pubblica e privata.31
Il Teatro Stabile, da questo punto di vista, ha sin dal suo inizio sviluppato e
conservato una chiara connotazione professionale, sviluppando un’attività e
praticando strategie sue proprie, puntando sia sulla produzione propria sia
sullo scambio con altri Stabili del Paese. Una delle criticità che gli sono state
attribuite è di non aver dato vita a una sistematica azione formativa per il
personale professionale del teatro, in modo da supplire all’assenza in città di
una scuola di recitazione.
Infatti le pur numerose iniziative di orientamento e formazione professionale
attivate dal Teatro Stabile hanno avuto carattere prevalentemente puntuale e
non hanno potuto assumere il ruolo di una effettiva scuola permanente di
recitazione.
Il Teatro Stabile di Bolzano era stato definito da Umberto Gandini “il teatro
instabile”, perché dalla sua fondazione fino alla costruzione del teatro civico di
piazza Verdi è stato alla ricerca di una sua sede e sala: prima al cinema Corso
(in corso Libertà, demolito nel 1988), poi al cinema Druso, al cinema Augusteo
(l'attuale Auditorium), poi al cinema teatro Cristallo, alla Fiera di Bolzano in via
Roma, nella “sala del caminetto” dell'Hotel Città, poi finalmente al teatro di
Gries (previsto come cinema e quindi con un palco poco profondo) e infine al
nuovo teatro di piazza Verdi nel 1999.
E’ necessario ricordare come in questo periodo, accanto alla presenza del
Teatro Stabile, sia avvenuto pure un decisivo mutamento di rotta e di strategia
nel teatro tedesco che dalla fine della seconda guerra mondiale si muoveva su
28
Trimarchi, M., Strategie, p.71.
Argano, L., e Taormina, A., Le professionalità dello spettacolo: empiria, mercato e formazione specializzata,
Economia della Cultura, 12 (1), pp.51-59, 2002.
30
Stumpo, G., I consumi culturali: le abitudini dei cittadini italiani. Economia della cultura, 16 (2), pp.179-190, 2006.
31
Trimarchi, M., Dentro lo specchio: economia e politica della domanda di cultura. Economia della cultura, 12(2), pp.
157-170, 2002
29
46
due poli: il Bund Südtiroler Volksbühnen (compagnie amatoriali associate) e il
Südtiroler Kulturinstitut che agiva puntando sull'importazione di spettacoli di
compagnie estere. Gli operatori di teatro di Bolzano di lingua tedesca “abituati
a operare individualmente riconobbero la necessità di costituirsi in una forma
di tipo associazionistico … Con la fondazione di un teatro professionale … si
tentava di avere maggior peso nella trattativa con i finanziatori pubblici”. 32
L’associazione Vereinigte Bühnen nasce nel 1992. L’Assessore comunale Inge
Bauer Polo diventa socia fondatrice e membro del direttivo (un passo di
significativo distacco dall’atteggiamento del precedente Assessore provinciale
Anton Zelger che sosteneva fermamente la dimensione unicamente volontaria
dell’associazionismo e del lavoro teatrale). Nel 1998 l’Associazione seleziona un
Direttore artistico, passo decisivo verso il teatro professionale. 33 La decisione
che si maturò fu quella di andare verso il teatro professionale, di dotarsi di
attori professionisti, di una direzione artistica, di una produzione propria, di
cercare vie nuove internazionali, di tentare (sia pure in forma limitata) di
percorrere il cammino bilingue; tutto questo è tipico dell’apertura e della
dinamica culturale urbana, in corrispondenza della natura della città a
specializzare scientificamente e professionalmente l’attività e l’organizzazione
dello spettacolo.
Il Teatro Cristallo34 ha riaperto, dopo 32 anni di chiusura, nel dicembre del
2005. Per la cittadinanza questo luogo ha sempre costituito un importante
punto di riferimento. Oltre ad essere sala teatrale e cinematografica, dal 1965
al 1970 è stato sede del Teatro Stabile di Bolzano; nel 1973 l’attività si
interruppe per i troppi debiti accumulati e la sala rimase chiusa al pubblico fino
al 1999, ma il teatro venne comunque utilizzato in quel periodo dalla Rai
Sender Bozen per registrare le trasmissioni in lingua tedesca e in seguito
anche dall'Orchestra Haydn per le prove a porte chiuse fino al 1999.
La sua riapertura fu preceduta da varie ricerche 35 per sondare le aspettative e i
desiderata della popolazione, in particolare dei quartieri limitrofi. Dalle ricerche
e dai dati socio-statistici si percepiva che l’area di riferimento era caratterizzata
da una condizione sociale “critica”; gli abitanti del quartiere avevano la
percezione di abitare in un’area marginale rispetto al centro città, dal quale si
sentivano lontani e delle cui proposte culturali erano poco partecipi. Il Teatro
Cristallo doveva ragionare in un’ottica “diversa” dal solito: doveva parlare al
pubblico con semplicità ed immediatezza, perché si rivolgeva, di fatto, ad un
“non-pubblico” della cultura. Dall’analisi di questi bisogni partirono le intese fra
la proprietà dell’immobile, la parrocchia Regina Pacis, e l’Assessorato alla
Cultura Italiana della Provincia Autonoma di Bolzano.
La Giunta provinciale erogò, per la ristrutturazione del Cristallo e per la sua
riapertura al pubblico, la cifra più alta mai investita per la comunità di lingua
32
Geschleier, K., Seeber, Th., Vereinigte Bühnen Bozen. Il teatro professionale tedesco a Bolzano, in: AA. VV., Studio
e monitoraggio dell’offerta teatrale in Alto Adige nel 2005, Autonome Provinz Bozen, Provincia Autonoma di Bolzano,
Ripartizione 15 Cultura italiana, 2005, p. 96.
33
Geschleier – Seeber, cit., p. 96.
34
Bilancio Sociale 2014 dell'Associazione Cristallo, pag. 7
35
Ricerca 1994 prof. Scaglia e TSM
47
italiana a Bolzano. Il costo totale della ristrutturazione e dell'arredo ammontò a
5 milioni di euro (in parte a carico della parrocchia). Il Comune di Bolzano
contribuì indirettamente erogando in via anticipata quanto dovuto per
l'utilizzazione di parte dell'immobile per il Consiglio di Quartiere, il Centro
Civico e il Centro diurno per anziani.
A fronte di tale investimento pubblico, la proprietà concedette all’Associazione
Cristallo Verein in comodato d’uso gratuito l’immobile tramite una convenzione
che ne ha vincolato la destinazione d'uso.
L’idea era di creare un luogo di cultura “aperto” e vicino alla popolazione, che
fosse per essa “specchio” in cui riconoscersi e “faro” per illuminare in avanti il
futuro.
Altri soggetti e altre iniziative hanno marcato la loro presenza in città.
Il risultato di questa intensa e variegata evoluzione, lo si legge nei dati che
fanno registrare nel 2004 l’84% degli spettatori del teatro dal vivo che
scelgono il teatro di prosa (media nazionale 69%) 36, mentre chi frequenta a
Bolzano eventi di intrattenimento è il 38,10% contro la media nazionale del
19,9%.37
Questi dati rimandano alle considerazioni che sono state espresse in merito alla
numerosità degli spettacoli e al fatto che essa deve essere connessa con la
pluralità dei gruppi etnico linguistici e culturali presenti a Bolzano e nella
provincia.
Il teatro amatoriale
La storia del teatro amatoriale a Bolzano segue la storia della comunità di
lingua italiana a partire dall'annessione dell'Alto Adige allo stato italiano: a
partire dagli anni 20 entrano in gioco a Bolzano i funzionari dello stato
nazionale, sia civili che militari, e poi dagli anni 30/40 il grande trasferimento
di popolazioni provenienti dalle “vecchie provincie” per rispondere alla richiesta
di manodopera per la zona industriale e per l'italianizzazione della città: nasce
prepotente la necessità di dare alla nuova popolazione occasioni di svago e di
spettacolo.38
Bolzano è una città nuova nei quartieri Littorio e Dux corrispondenti all'attuale
quartiere di Europa-Novacella e Don Bosco: nascono gruppi di teatro intorno
agli anni '41-'42 e gli spettacoli si tengono nella sala del Teatro Verdi, nella
sala della GIL Cinema Teatro Druso, nella sala dell'OND (opera nazionale
dopolavoro) dove oggi c'è l'Auditorium di via Dante: tra gli animatori più
presenti Ivo Gaddi e Cianci Gatti. C'è anche un gruppo teatrale – il torpedone
36
37
38
Dati SIAE 2004.
Dati ASTAT/ISTAT 2005.
Dal Piai, G., Teatro, che passione! Storia del teatro amatoriale in Alto Adige, Provincia Autonoma di Bolzano, 1987.
48
del buonumore – che si occupa di allietare i militari che tornano dalla
campagna di Russia e che sono raccolti in varie località dell'Alto Adige.
C'è già una vivacità impressionante di gruppi che cominciano a muoversi in
questo ambito e addirittura Bolzano è in grado di partecipare ad un concorso
nazionale per gruppi teatrali giovanili.
Una caratteristica interessante di questi primi approcci con il teatro a Bolzano è
la presenza frequente di registi e attori professionisti nelle compagnie
amatoriali: gli artisti, a Bolzano per ragioni militari o per servizi vari, entrano
nelle compagnie e sviluppano quindi una struttura più solida nelle compagnie
amatoriali, con una osmosi continua di personaggi tra i vari gruppi teatrali.
Anche durante il periodo di occupazione tedesca, il teatro amatoriale di lingua
italiana cerca di resistere, nonostante il regime di soffocazione di ogni
espressione culturale italiana. Soprattutto all'interno delle fabbriche, in
particolare alla Magnesio, continua un'attività teatrale che coinvolge gli operai
della zona: qui opera come regista anche don Daniele Longhi; gli incassi degli
spettacoli erano destinati ai reclusi del campo di concentramento, dove lui
stesso finirà alla fine del '43 e fino alla liberazione del 1945.
Dopo il 1945 il teatro amatoriale esplode in modo forte: nascono varie
compagnie amatoriali che si esibiscono al Teatro Minerva di viale Trieste (oggi
è la chiesa della Sacra Famiglia) nato nel 1949, al Teatro Corso (dal momento
che il Teatro Verdi e la sala di via Dante sono state distrutte) e ancora in varie
sale delle industrie e in una struttura dell'ex campo di concentramento di via
Resia adibita a teatro e chiamata “Teatro del Lavoratore”.
Due le compagnie che si giocano il primato non solo a livello locale, ma anche
nazionale, il Gad Lancia e il Gad Minerva: arrivarono a vincere anche il
concorso nazionale di Pesaro. La nascita dell'ENAL (Ente nazionale assistenza
lavoratori), che ha tra le sue finalità anche quella di organizzare manifestazioni
di tempo libero, dà ulteriore impulso alla vitalità del teatro amatoriale e delle
filodrammatiche. Molte altre però hanno avuto alternanti successi e
dimostravano l'entusiasmo e la volontà di dare a Bolzano un'offerta culturale
teatrale molto forte.
Giorgio Dal Piai, nel suo libro scritto per conto dell'Assessorato alla Cultura
Italiana della Provincia, ben descrive la finalità ultima e grandiosa del teatro
amatoriale a Bolzano: “il teatro è veramente il punto focale della cultura di
quegli anni (anni '40 e '50). Pare che Bolzano e i suoi abitanti vogliano
respirare in un sol fiato ciò che è stato loro impedito nei cinque anni di guerra.
Si capisce che ogni gruppo, ogni cultura regionale salita dalle vecchie
provincie, tende ad esprimere la propria identità. Ma il dialetto non trova
sfoghi, se non nelle parlate venete e trentine. E' il teatro italiano che si
impone. E' la parlata nazionale che consente l'amalgama, anche se non
raffinato come pretenderebbe il teatro moderno, seppur amatoriale. Nella zona
popolare delle semirurali il coacervo di idiomi è incredibile. I ragazzi, per
capirsi, arrivano ad inventare un linguaggio loro, fatto di veneto e di trentino,
con inflessioni lombarde e piemontesi, condite di friulano e romagnolo.”
Contemporaneamente nasce in quegli anni Radio Bolzano dell'EIAR (poi Rai),
49
che aveva allestito un programma radiofonico durante il quale veniva proposta
al pubblico dei radioascoltatori la prosa, recuperando attori e registi delle varie
compagnie teatrali presenti sul territorio.
Da questa presenza molto diffusa di gruppi teatrali nasce anche su iniziativa di
Fantasio Piccoli la compagnia “Il carrozzone” che pesca attori nei vari gruppi:
da questa esperienza prenderà corpo il Teatro Stabile di Bolzano, in
contemporanea a quanto avviene a Milano con il “Piccolo”.
Questo fatto conferma una certa permeabilità tra teatro professionale e teatro
amatoriale: nasce in questo tempo il primo corso di formazione di teatro
(sempre per iniziativa di Fantasio Piccoli) e chi ne beneficia sono proprio le
compagnie di dilettanti, che comunque prevedono direzione artistica, direzione
scenica, regia.
Ricordiamo alcuni Gruppi d'arte Drammatica (GAD) di allora: il GAD Centro di
addestramento professionale, il Gad Cristo Re, il Gad Libertas, il Gad Magnesio,
il Gad Casa del Soldato, il Gad Don Bosco, il Club Amici del Teatro, Circolo
Culturale Liberi e dilettanti ed altri ancora, come pure nel comune limitrofo la
nascita della filodrammatica di Laives.
“Le proposte del Teatro Stabile si rivolgono ad un pubblico preparato,
culturalmente maturo, mentre ad esempio il Gad Minerva, oltre a captare
questo pubblico di élite, s'accosta al popolo, lo educa e gli offre spettacoli
anche impegnativi, allestiti in modo piano e accessibile”. 39
Nel 1956 viene inaugurata la stagione teatrale del Cinema Teatro Cristallo in
via Dalmazia: questa apertura offre alla città di Bolzano una sala teatro vera,
con un numero alto di posti (700 tra platea e galleria) e raccoglie le proposte di
teatro amatoriale, ma anche proposte di teatro professionale.
Dopo gli anni '70, con l'arrivo di una nuova immigrazione, questa volta dalle
regioni del centro e sud d'Italia, continuano ad essere presenti vecchie e nuove
compagnie di teatro
amatoriale, ma si modifica lentamente la proposta
culturale. Il Teatro Stabile diventa via via depositario della proposta di prosa
alta, di presenze di compagnie teatrali provenienti da altre realtà di teatro
professionale, mentre il teatro amatoriale assume una funzione diversa come
opportunità per portare sulla scena soprattutto l'espressione dei vari dialetti e
culture presenti nella città.
Cambia pertanto il ruolo e la funzione che il teatro amatoriale assume,
puntando soprattutto sul teatro regionale. Non che venga meno in assoluto il
teatro amatoriale di prosa, ma ha più rilevanza il teatro delle regioni.
La nascita della UILT (Unione Italiana Libero Teatro) raccoglie questa eredità e
si propone anche come ente deputato alla formazione delle compagnie
amatoriali. Il teatro amatoriale rappresenta un elemento consistente della
tradizione e dell’attività teatrale attuale di Bolzano. Numerose sono le
compagnie operative nell’uno e nell’altro gruppo linguistico.
Stando alla testimonianza di Loris Frazza, 40 il teatro amatoriale di Bolzano si
39
Paolo Carli alias Remo Ferretti al quotidiano L'Adige, 1970.
Bertoldi, M., Il punto sul teatro in lingua italiana, La testimonianza di Loris Frazza. In: AA. VV., Studio e
monitoraggio dell’offerta teatrale in Alto Adige nel 2005, Autonome Provinz Bozen, Provincia Autonoma di Bolzano,
40
50
differenzia in generale da quello professionale per formazione e per il carattere
di adesione associativa volontaria, mentre quello professionale è retribuito. Chi
pratica il teatro amatoriale non ha frequentato Accademie o Scuole d'arte
drammatica come invece ha fatto il professionista. A Bolzano il teatro
amatoriale è ben presente e deve la sua diffusione indirettamente all'incidenza
del Teatro Stabile. Frazza lamenta tuttavia che la rilevante iniziativa dello
Stabile “La bottega del teatro. Corsi per tecnici di palcoscenico” non abbia
avuto sufficiente carattere di continuità. Inoltre, per inserire i giovani nel teatro
professionale, sarebbero necessari percorsi di apprendimento e di traning
sistematici propri di una scuola di recitazione. La presenza del teatro
amatoriale in Bolzano è legata anche all'incisivo sostegno finanziario pubblico.
Il teatro amatoriale locale mette in scena testi di drammaturgia “leggera”,
accattivante e anche di risonanza di pubblico rivolti a ceti sociali medio bassi; e
questo per la difficoltà artistiche e linguistiche nell'affrontare testi più
impegnativi.
Il teatro popolare per il gruppo italiano ha il ruolo, sempre secondo Frazza, di
“avvicinare il pubblico di livello culturale medio basso alla grande prosa.”
Secondo i leader della UILT, accanto a questo generale obiettivo, prevale
tuttavia il divertimento.
Si deve aggiungere che il pubblico del teatro amatoriale della città di Bolzano e
anche delle altre località provinciali sembra si stia decisamente modificando.
Benché quantitativamente l'utenza non diminuisca, la prevalenza di persone
anziane fa prevedere che in futuro questo pubblico sia destinato a contrarsi.
Infatti, mentre le generazioni che provenivano da altre regioni del Paese
portavano con sé, sia pure in modo variegato, un legame con la cultura
popolare e i costumi della loro terra, le nuove generazioni di bolzanini hanno
quasi interrotto il contatto con quelle matrici culturali; di conseguenza, lo
spettatore del teatro amatoriale subirà a breve una trasformazione sia
quantitativa che nella formulazione della domanda di spettacoli.
I contatti con il teatro amatoriale di lingua tedesca sono praticamente assenti;
si limitano a uno scambio di informazioni tra le federazioni. E' interessante la
considerazione espressa da Frazza, secondo la quale nelle filodrammatiche
amatoriali tedesche la rappresentazione della comunità è il nocciolo dell'azione
ed è il luogo dove i musicisti diventano attori.
Per il gruppo di lingua tedesca, il discorso è diverso. Abbiamo più volte
accennato alla diversa accezione di cultura popolare tra gruppo italiano e
tedesco.
Le compagnie teatrali amatoriali di lingua tedesca erano nel 2005 ben 207.
Klaus Hartig ricorda che nel 1967, all’insediamento del Bund der Südtiroler
Volksbünen alla Haus der Kultur Walter von der Vogelweide, Silvius Magnago
affermò: “Questa struttura dovrà essere il baluardo contro qualsiasi
schieramento politico che intenda delegittimare il nostro humus culturale e fare
di noi una massa culturale senza autonomia sotto questo aspetto”. E Anton
Ripartizione 15 Cultura italiana, 2005, pag 100 e s.. Vedi pure: Dal Piai, G. Teatro che passione! Storia del teatro
amatoriale in Alto Adige, Provincia Autonoma di Bolzano, 1987.
51
Zelger ribadisce la connessione fra teatro e cultura autoctona. 41 Lungo fu il
percorso che portò da principi che legavano l’attività teatrale popolare a
costumi, tradizioni e valori religiosi e morali in modo ineccepibile, alla massima
che nel 1995 assegnava al Bund der Südtiroler Volksbühnen il sostanziale
compito di “fornire una drammaturgia appropriata”. Sempre nel 1995, il Bund
diviene Südtiroler Theaterverband e il suo obiettivo è “la promozione e la cura
del teatro in lingua tedesca e ladina” e “promuovere l’assistenza delle
compagnie associate in tutte le problematiche teatrali e organizzative”. Il
seguito dell’articolo di Hartig è una testimonianza ben documentata della
trasformazione del teatro amatoriale nelle comunità del Land Südtirol, segno di
una società e cultura che vede entrare nella cultura popolare una pluralità e un
pluralismo di messaggi e simboli che vanno al di là della rigidità alla quale
intendevano legare il teatro popolare assessori come Anton Zelger e Bruno
Hosp. Hartig ricorda, a sua volta, gli sforzi per aprire l’attività e
l’organizzazione teatrale di lingua tedesca al teatro professionale, coronati dal
successo ottenuto dalle Vereinigte Bühnen Bozen.
Cultura d’élite e cultura popolare
Come già espresso in precedenza, il significato di cultura delle comunità
periferiche (quelle del Land) si esprime in modo marcatamente chiaro nelle
attività della Haus der Kultur, ovvero in un intreccio di tutte quelle attività di
festa, celebrazione, musica e spettacolo, espressioni associative, corredato da
costumi, danze, ritualità di varia natura che contribuiscono ad articolare
l’identità della comunità.
Le forme di cultura popolare associativa italiana hanno una conformazione, un
raccordo ben diverso. Per ora queste forme continuano ad essere legate cioè
alle culture delle regioni italiane di origine, una cultura popolare che si sta
appannando, mentre le giovani generazioni danno vita a una cultura popolare
all’interno di forme associative nuove, legate alla musica, al tempo libero e
all’appartenenza a gruppi sportivi e culturali con accenti di trasversalità
culturale.42
La cultura popolare del gruppo tedesco esprime l’identità della comunità, che
rende evidente e sentito il senso di appartenenza, il legame sociale e la
connessione con la rete delle autorità che qui dimostra la sua dimensione
condivisa e popolare (“ciò che noi siamo”; “das sind wir”).
A chiarire e sottolineare questa dimensione è sostanziale rimarcare il principio
che impronta i rapporti fra Governo Provinciale e comunità territoriali di lingua
tedesca, ovvero il principio di sussidiarietà. Ciò significa che, pur esprimendo
41
Hartig, K., Teatrum populi, in: AA. VV., Studio e monitoraggio dell’offerta teatrale in Alto Adige nel 2005, Autonome
Provinz Bozen, Provincia Autonoma di Bolzano, Ripartizione 15 Cultura italiana, 2005, p.106.
42
Carta, M., L'armatura culturale del territorio: il patrimonio culturale come matrice di identità e strumento di sviluppo
(Vol. 51). Franco Angeli, 1999. Il contributo di questo volume è sicuramente interessante, ma rivela, al contempo,
l’insufficienza del modello analitico applicato alla realtà territoriale e culturale altoatesina / sudtirolese.
52
indirizzi, disponibilità e strategie di bilancio, i progetti mai sono formulati dal
governo centrale, ma dai soggetti istituzionali e territoriali. Un modello di
gestione politica della cultura che responsabili politici italiani e tedeschi
farebbero bene a discutere e raffrontare, in un confronto dal quale trarre
reciproci vantaggi di metodo e d’azione.
Crisi del teatro italiano e specificità della situazione di
Bolzano
La crisi del teatro italiano è uno dei punti di fragilità della attività culturali
organizzate e istituzionali del Paese. I fattori di questo processo sono
molteplici. Mimma Gallina richiama l'erosione progressiva e massiccia degli
spazi da parte dei media (che lo rende irriconoscibile alla grande platea proprio
in quanto linguaggio, ne confonde i codici, i riti, i miti) e ha come principale
conseguenza lo spostamento del pubblico verso forme televisivamente
identificabili (il musical, il cabaret o lo spettacolo comico). Anche sul versante
dell'occupazione, gli operatori dello spettacolo hanno riprodotto e aggravato le
condizioni di precarietà e discontinuità occupazionale delle professioni più
disastrate. Parlare di rapporti di lavoro intermittenti è un eufemismo
fuorviante. E la cosa più grave è che nessuno affronta seriamente e
sistematicamente il problema.43 Ciò provoca indebolimento, impoverimento e
crisi della rete delle iniziative, delle compagnie teatrali che il finanziamento
pubblico o la sponsorizzazione d’altra provenienza non riescono a sostenere.
La città di Bolzano rappresenta, in questo contesto, una situazione per molti
aspetti anomala, con caratteristiche e dinamiche sue proprie:
1. La numerosità dei soggetti (istituzioni, compagnie, gruppi) che fanno
teatro è imponente rispetto alla dimensione demografica della città.
2. La numerosità e l’intensità dell’offerta di spettacoli è indubbiamente ricca
e corrispondente alle attese e questo lo si deduce dal sostegno del
pubblico.
C’è chi ritiene che l’intensità degli spettacoli offerti a Bolzano sia molto
accentuata, tanto da dover essere considerata eccessiva: un convinto
portavoce di questa tesi è Marco Bernardi, Direttore del Teatro Stabile di
Bolzano dal 1980 al 2015. Nella stagione 2005–2006, pertanto nella stagione
che vede l’apertura del Teatro Cristallo, gli spettacoli (teatro, musica, danza
ecc.) furono pari a 1.000, ovvero, in media, 5 spettacoli al giorno, con picchi
43
Gallina, M. (2005). Il teatro possibile: linee organizzative e tendenze del teatro italiano (Vol. 597). FrancoAngeli
53
di 14 al giorno.44 Bernardi raffronta il numero di spettacoli e di spettatori, per
lo stesso periodo, e conclude che Trento ha avuto più spettatori con meno
spettacoli. Rispetto al resto d’Italia, inoltre, il prezzo del biglietto è inferiore in
Alto Adige.
E qui entra in gioco l’interrogativo se il finanziamento pubblico non induca una
spirale negativa indebolendo nel pubblico la consapevolezza che la cultura
richieda un maggiore sostegno da parte del pubblico stesso, sostegno che si
manifesta anche nel pagare un costo equo acquistando il biglietto. Sempre
Bernardi conclude chiedendosi se non si debba inaugurare una politica che
conduca a un minore numero di spettacoli, a sensibilizzare e motivare meglio il
pubblico e chi fa spettacolo; inoltre rispondere di più alla domanda delle
comunità italiane sul territorio, togliendo qualcosa alla città.
A questa analisi, andrebbero aggiunti criticamente alcuni elementi di non
secondaria rilevanza. In primis, non sembra che le realtà di Trento e di
Bolzano, al di là della dimensione demografica, siano “piuttosto assimilabili”.
La differenziazione linguistica e culturale italiana, tedesca (e ladina) producono
una differenziazione marcata sia di strutture, di compagnie, di natura e genere
di spettacoli.
La forte identità delle comunità linguistiche e culturali è il fattore primo della
domanda e dell’offerta di spettacoli45; ma le comunità di riferimento sono ben
più ridotte demograficamente se paragonate singolarmente alla comunità
trentina nel suo insieme. La lettura di questo fenomeno spiega bene il più alto
numero di spettacoli. La media di spettatori per spettacolo, pur essendo
inferiore nella sommatoria, va riconsiderata, attribuendo gli spettacoli degli
specifici gruppi linguistici e culturali all’entità demografica di ognuno. Il
risultato è quello di un’alta vitalità di ognuno di essi.
Fruizione del teatro in Alto Adige e incisività della politica
culturale della Provincia Autonoma di Bolzano
La lettura dei dati relativi all'offerta di spettacoli teatrali e musicali sul territorio
provinciale porta ad una interessante conclusione: il posizionamento della
provincia di Bolzano è, in parte assieme a quella di Trento, superiore a quello
delle altre regioni italiane.
Infatti, se si scorporano le realtà dei grossi centri “capitali della cultura”, come
Milano – con la Scala e altre grosse sale che per contenuti e nomi proposti
attirano un pubblico esteso oltre i confini della città stessa – o ancora Roma,
Venezia e Verona – i dati di Bolzano sono su livelli più alti. 46
Nonostante il nostro territorio esprima valori di partecipazione così alti rispetto
44
Bernardi, M., Spettacolo, crescita dell’offerta e delle strutture. Elementi di criticità, in: AA. VV., Osservatorio, offerta
e residenze teatrali, Centro Trevi, Bolzano, 7 febbraio 2005, p.72-73
45
Seeber. Th., Il teatro di prosa veicolo di cultura linguistica. Le VBB. Programmi e rapporti co le istituzioni. In: AA.
VV., Osservatorio, offerta e residenze teatrali, Centro Trevi, Bolzano, 7 febbraio 2005, pp. 41-46.
46
Dati ISTAT 2013
54
ad altri territori, se andiamo a leggere più in profondità i dati relativi alla
cultura in Alto Adige, consultando le pubblicazioni ASTAT, relativamente alla
partecipazione si può essere sorpresi dal fatto che la partecipazione della
popolazione altoatesina ad eventi culturali (teatro, cinema, altri spettacoli)
delle persone con 6 anni e più sia relativamente basso: il 60,3% della
popolazione non frequenta il teatro (il 32,1% partecipa da 1 a 3 volte), mentre
ai concerti di musica classica non partecipa l'83,2% della popolazione (il 13,6%
da 1 a 3 volte) e i più assenti sono sempre i maschi.
Per certi versi in generale la frequenza al teatro come a concerti di musica
classica riguarda ancora in parte una élite culturale, tuttavia il grande
investimento a livello generalizzato sul territorio, l'azione forte di certe realtà
teatrali (come il Teatro Cristallo, la Walterhaus/Südtiroler Kulturinstitut, le VBB
e il Teatro Stabile, oltre alle compagnie teatrali sul territorio anche periferico) e
una politica di contenimento del costo per il cittadino, in virtù dei finanziamenti
pubblici, porta comunque ad una frequentazione molto alta rispetto ad altre
regioni e quindi incide sul senso di benessere e di appartenenza ad un territorio
ricco di offerte e di opportunità.
Anche se evidentemente Bolzano ha oltre all'indice di offerta più alto anche un
maggiore tasso di partecipazione, si deve comunque osservare che l'offerta è
distribuita su tutto il territorio.
Anche nell'ambito dell'educazione permanente la domanda di corsi è più
accentuata al femminile e orientata prevalentemente su salute, consumo,
sicurezza materiale.
Tutto ciò significa che la politica culturale promossa dalla Provincia e dai
Comuni ha inciso fortemente e in modo uniforme sul tessuto della popolazione,
creando maggiore senso di appartenenza anche nelle località periferiche.
C'è stato ed è tuttora forte l'investimento in cultura non solo nei centri
maggiori, ma anche sulle piccole realtà e certamente le varie Haus der Kultur
hanno avuto un ruolo significativo.
Per il teatro c'è a livello nazionale un calo di spettatori, mentre da noi il dato
sembra tenere.
Economia, qualità della vita, inclusione e cultura
Pur godendo di una condizione comparativamente favorevole rispetto ad altre
regioni del Paese, anche a Bolzano lo spettacolo dal vivo e le attività culturali
risentono almeno parzialmente delle dinamiche che hanno condotto questi
ambiti ad una situazione di criticità.
Un primo generale fattore è costituito dalla carenza di elaborazione di una
conoscenza scientifica degli ambiti culturali. A cominciare dall’economia.
Individuare l’oggetto, i soggetti, gli ambiti, le metodologie dell’economia della
cultura è un processo che le scienze sociali hanno compiuto solo in minima
parte, nel senso che ancora non hanno aperto un sistematico filone di ricerca
55
sui modelli delle politiche e del management burocratico pubblico nel settore
della cultura.47 Anche se la centralità concettuale e antropologica della cultura
appare ben delineabile, meno approfondito è il tema dell’apporto della cultura,
dei beni culturali48 e delle attività culturali alla produzione della ricchezza da un
lato e alla qualità della vita e dell’attività formativa 49 dall’altro. La coscienza –
che le comunità devono maturare – della rilevanza e centralità dei loro beni
culturali dovrebbe rappresentare il modo corretto ed efficace con cui poter
raggiungere l’obiettivo di un'equilibrata qualità della vita economica e culturale,
perché i beni culturali siano considerati come reale incentivo per lo sviluppo
economico e sociale.50 Nemmeno gli aspetti concettuali e metodologici del
finanziamento pubblico per i beni e le attività culturali sono stati
adeguatamente approfonditi.51
L’economia della cultura non può disattendere le aree urbane marginali,
disagiate e oggetto di esclusione economica,52 spaziale, sociale e politica.53
Questa succinta traiettoria concettuale e metodologica dovrebbe essere di
supporto alla lettura che intendiamo condurre delle attività di spettacolo e
culturali della città di Bolzano, delle politiche della cultura della Provincia
Autonoma, del Comune di Bolzano e delle sponsorizzazioni, nonché nella
formulazione delle linee programmatiche del Cristallo per i prossimi anni.
Politica culturale, rafforzamento delle identità e convivenza
Il risultato non deve essere visto unicamente in un forte e diffuso flusso di
denaro pubblico, con il risvolto della fidelizzazione politica/partitica, perché è
anzitutto la rete delle istituzioni e delle attività culturali a giocare un ruolo
rilevante nella creazione e nel rafforzamento dell'identità sociale, culturale,
etnico-linguistica.
Questo fenomeno ha forti connotazioni positive: è comunque auspicabile che le
singole identità (tedesca, italiana e ladina) affianchino, a questo processo volto
a garantire e rafforzare le singole identità, anche un'azione di interazione con
le identità partner, poiché la convivenza non si esaurisce nell'autonoma
47
Santagata, W., Segre, G., & Trimarchi, M., Economia della cultura: la prospettiva italiana, in Economia della cultura,
17(4), pp. 409-420, 2007.
48
Di Maio, A., & De Simone, E. Alcune riflessioni economiche sulla fruizione dei beni culturali. Web Journal on Cultural
Patrimony 2006.
49
Garavaglia, V. (2007). Teatro, educazione e società, UTET 2007.
Bindi, L., Rileggendo “Folklore e profitto”. Patrimoni immateriali, mercati, turismo. EtnoAntropologia, [S.l.], v. 2, p.
151 - 166, apr. 2014; vedi anche: Pencarelli, T., Il branding territoriale e dei beni culturali. Economia, cultura,
territorio, pp.27-43. EUM Edizioni università di Macerata, 2011.
51
Taormina, A., Artistic and cultural training and cultural labour market: a problematic relation. Economia della
Cultura, 22(1), pp. 85-96, 2012.
52
Valenti, C., Teatro e disagio. Economia della Cultura, 14(4), pp. 547-556, 2004.
53
Bodo, S., Da Milano, C., Politiche culturali e sociali per l'inclusione: una prospettiva italiana Economia della Cultura,
14(4), 529-538, 2004; vedi anche: Bodo, S., Da Milano, C., Mascheroni, S., Periferie, cultura e inclusione sociale.
Quaderni dell’Osservatorio della Fondazione Cariplo, 2009.
50
56
espressione della propria identità culturale, ma anche nella capacità di
comunicarla, confrontarla e nel cogliere la ricchezza delle diversità nel rispetto
reciproco e nello scambio solidale delle risorse culturali/linguistiche.
L’ASSOCIAZIONE CRISTALLO VEREIN
57
La mission
L'Associazione Cristallo Verein è un ente culturale di Bolzano, di natura privata
e senza fini di lucro che offre attività artistiche e culturali favorendo a tutti i
livelli la capacità di leggere la realtà e agendo per promuovere la crescita
personale e sociale sul territorio.
Si propone come luogo aperto che favorisce l'aggregazione sociale e l'incontro
anche al di fuori delle iniziative artistiche e culturali formali. Ciò significa che
l’aggregazione sociale è parte integrante della cultura in quanto è contenitore e
momento di interazione, riflessione e scambio.
Fa rete sul territorio ricercando sinergie con gli enti pubblici, con quelli privati e
con il mondo associativo locale.
Come agisce l’Associazione Cristallo?
• Propone una stagione teatrale che contiene rassegne di generi
diversi, curando anche il coordinamento delle proposte degli enti
residenti.
• Progetta altresì percorsi culturali su diverse tematiche rivolgendosi a
un pubblico eterogeneo per interessi, età e formazione.
Le iniziative proposte sono caratterizzate da un taglio lineare e di immediata
comprensione e l'accesso alle stesse è facilitato attraverso politiche di prezzo
popolari. Nella scelta degli spettacoli e delle tematiche, l'Associazione risponde
a bisogni specifici del territorio individuati attraverso una ricerca-azione
condotta periodicamente.
• Gestisce il complesso del Cristallo secondo i criteri di efficienza,
economicità e trasparenza, favorendo la fruizione degli spazi da parte di
enti terzi.
Questa mission intende configurarsi in corrispondenza della situazione socio
culturale della città di Bolzano e dei suoi quartieri. E' infatti questa la ragione
per cui le proposte e le linee strategiche del Piano culturale sono precedute da
un'analisi socio demografica e da una ricerca empirica intesa a rilevare la
domanda della popolazione urbana e dei suoi quartieri.
L’Associazione Cristallo propone un proprio modello di
organizzazione artistica e culturale
Il Teatro Cristallo non ha imboccato la strada del teatro professionale come
obiettivo unico e selettivo. Nato con connotazione di quartiere (di cui la
parrocchia Regina Pacis inizialmente era riferimento), pur assumendo una sua
autonomia e indipendenza, l’Associazione Cristallo tenta di operare nell’ambito
dello spettacolo e del dibattito culturale a tutto campo, ovvero in una
dimensione popolare, pur includendo spettacoli di teatro professionale.
58
Il Cristallo, in realtà, ha scelto di impostare la programmazione e l'offerta di
spettacolo e culturale non accettando la polarizzazione della cultura da parte
dei due ceti medi tedesco e italiano, ma offrendo invece un modello di offerta
rivolto ai ceti urbani popolari e di quartiere, cercando peraltro di non abbassare
la qualità sia degli spettacoli sia dell'informazione sia del dibattito culturale
Il paradigma al quale si attiene si può sintetizzare come segue:
1. il Cristallo è un’Associazione con personalità giuridica riconosciuta - con i
vari organi statutari, tra i quali anche un Comitato culturale. Lo Statuto
fissa un rapporto molto stretto tra l'Associazione e gli enti pubblici
territoriali Provincia e Comune di Bolzano: infatti del Consiglio Direttivo
fanno parte l'assessore provinciale alla cultura italiana, il Sindaco della
città di Bolzano o suo delegato rappresentante l'assessorato alla cultura
comunale e il presidente del Consiglio di Quartiere Europa-Novacella.
Anche nel Comitato culturale sono presenti esperti designati da Provincia
e Comune.
Nell'attuale contesto la ragione giuridica di “associazione culturale”
rappresenta, grazie alla sua flessibilità, la forma di governo e gestione
più rispondente ai veloci cambiamenti socio culturali.
2. Lo staff opera in stretta collaborazione con il Presidente e si occupa di
programmazione,
organizzazione,
management,
contabilità,
comunicazione e promozione, ticketing, assistenza tecnica.
3. Lo staff, avvalendosi anche di consulenze volontarie, predispone il
programma annuale; col supporto del Comitato culturale e artistico,
svolge la funzione di direzione artistica pur non esplicitando tale ruolo in
termini formali; predispone i bilanci, predispone le richieste di contributo
pubblico, si attiva per la ricerca di sponsorizzazioni e raccoglie elementi
per la valutazione dell’attività.
4. Per le attività di spettacolo il Cristallo si avvale della collaborazione degli
enti residenti (nell'attuale assetto: Unione Italiana Libero Teatro,
Associazione l’Obiettivo, Compagnia teatroBlu) e collabora con altri
soggetti o compagnie di Bolzano e fuori provincia. Lo staff concorda i
programmi di attività con gli enti residenti, con enti o compagnie di
Bolzano ed esterne alla provincia, contatta, programma, organizza e
promuove le attività culturali che saranno realizzate annualmente, le
quali vengono poi sottoposte agli organi associativi per l'approvazione.
Intensità dell’offerta di spettacoli e la pluralità identitaria
L’Associazione Cristallo si pone come realtà associativa la cui mission non è di
valorizzare se stessa, ma piuttosto come un soggetto che si propone di
interagire con la città, con i quartieri, con le risorse di produzione dello
spettacolo sul territorio e con le risorse intellettuali, scientifiche e culturali al
59
fine di creare un’offerta di spettacolo, d’informazione e riflessione culturale
nella quale le identità sociali e culturali si riconoscano e siano protagoniste del
processo.54 E’ ciò che Alfieri chiama l’arte dello spettatore.55
Le istituzioni più aperte pensano a favorire l’accesso di tutti i cittadini alla
cultura e in questa impresa si cimentano politici, economisti, psicologi, esperti
di marketing, artisti, organizzatori, massmediologi. Alfieri afferma che favorire
l'accesso di tutti cittadini alla cultura è diventato un argomento dibattuto in più
sedi e presente nell'agenda di molte istituzioni. Da parte dei soggetti
sopracitati vi è una maggiore attenzione alle problematiche e alle dinamiche
della partecipazione del pubblico della cultura. “Nonostante ciò i consumi
culturali in diversi ambiti sono sostanzialmente statici, elitari, ristretti ad alcune
fasce di popolazione. Tale situazione rappresenta sia un ostacolo alla
democratizzazione e crescita civile del nostro paese, sia un non proficuo
utilizzo delle risorse pubbliche e private.”
Gli enti residenti: collaborazione con il Cristallo
La scelta operata dall’Associazione Cristallo, su proposta di Provincia Autonoma
e Comune di Bolzano, sin dalla strutturazione dell’attività teatrale, fu di
stabilire una collaborazione strutturata con alcuni soggetti che in città si
dedicavano con intensità e successo all’attività teatrale e vennero denominati,
con una dizione allora usuale in varie regioni e città d’Italia, enti residenti, ma
con una accezione del tutto propria. Se in letteratura “ente residente” di un
teatro è di solito una compagnia teatrale che viene chiamata a risiedere e a
costruire un progetto di produzione (occasionale o ripetuta nel tempo) e/o di
gestione, i treo enti residenti del Cristallo, invece, coordinati dall’Associazione
Cristallo, collaborano per la costruzione di una stagione unica, composta da
segmenti specifici. I residenti si occupano della scelta, del contatto e del
pagamento degli artisti, usufruiscono di una condizione di affitto agevolato
della sala; percepiscono gli introiti della vendita dei biglietti e abbonamenti. La
comunicazione esterna viene effettuata dall’Ufficio stampa e comunicazione del
Teatro, un ufficio interno che si occupa di promuovere e diffondere l’intera
stagione: i costi relativi afferiscono direttamente all’Associazione Cristallo.
Gli enti residenti del Teatro Cristallo per la stagione 2015/16 sono:
1. UILT Unione Italiana Libero Teatro con la rassegna “Buona domenica a
Teatro” (teatro popolare amatoriale).
2. Associazione l’Obiettivo con la rassegna “Racconti di musica” (cantautori,
musicisti, esperti di musica).
3. Compagnia teatroBlu con la rassegna “Il teatro è dei bambini” (teatro per
54
Viceconte, D. E., Il marketing di un nuovo teatro, 2003
55
Alfieri, F., L'arte dello spettatore: il pubblico della cultura tra bisogni, consumi e tendenze, Franco Angeli, 2008
60
bambini e famiglie) e con le proposte di propedeutica teatrale (laboratori,
stage, conferenze spettacolo, corsi).
Gli enti residenti che collaborano con il Cristallo esprimono significativamente,
in modo differenziato, la cultura, l’arte dello spettacolo nella città di Bolzano.
Essi fruiscono di un percorso di crescita nell’attività di spettacolo, contatti,
collaborazioni e messa in scena di spettacoli realizzati da attori e compagnie di
successo da loro portati a Bolzano.
La UILT punta a riprodurre a Bolzano il modello del teatro amatoriale presente
in molte città e località italiane; un’organizzazione ampia, con la quale, oltre a
intrattenere vincoli associativi, ha la possibilità di attuare scambi di
rappresentazioni e il sostegno dei servizi messi a disposizione degli associati.
L'Associazione L’Obiettivo finalizza la propria attività nel portare a Bolzano e al
Cristallo compagnie, spettacoli e iniziative musicali scegliendo dall’offerta
nazionale.
La compagnia teatroBlu punta su una programmazione di teatro per bambini e
per adulti, nella quale vuole esprimere la sollecitazione al pubblico perché
s’immedesimi e divenga parte pensante e sensitiva del teatro, come esperienza
di vita e di riflessione.
Le linee strategiche e di scelta politica dello spettacolo del Cristallo si
sintetizzano nel riservare agli enti residenti, in ragione della loro storia,
dell’attuale ruolo che svolgono per l’attività di spettacolo, una presenza spazio
– temporale significativa.
A queste presenze, orientate e collocate entro ambiti specifici concordati, il
Cristallo affianca spettacoli ed eventi con l’intento di completare l’offerta
rappresentata dagli enti residenti, puntando su proposte autonome di
spettacolo, su tematiche sociali e di attualità.
61
L’IMPATTO DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E
DI SPETTACOLO DEL CRISTALLO
62
Rilevazione tramite questionario
Al fine di verificare l'impatto delle attività del Teatro Cristallo sulla città di
Bolzano, e in parte del comune di Laives, si è pensato di utilizzare alcuni
strumenti specifici:
• la formulazione e applicazione di un questionario dal titolo “Questionario
di valutazione del gradimento del pubblico del teatro”;
• le interviste a testimoni privilegiati con il preciso intento di mettere a
fuoco alcune linee strategiche per il Teatro Cristallo.
Il questionario
Le aree secondo le quali si articola il questionario sono:
1. Parte Prima: informazioni generali sugli intervistati (sesso, residenza,
stato civile, età, grado di istruzione, professione, consistenza del nucleo
familiare ed età;
2. Parte seconda: quesiti relativi al pubblico frequentante il teatro in
generale;
3. Parte Terza: quesiti relativi al pubblico frequentante il Teatro Cristallo;
4. Parte Quarta: “Non pubblico” con domande le ragioni di non frequenza,
le potenziali ragioni di frequenza, le preferenze di spettacolo.
Vedi il questionario allegato alla fine dello studio.
La metodologia
Il questionario è stato distribuito in vari punti della città da collaboratori
dipendenti del Teatro, ma anche da volontari, ai quali sono state date alcune
consegne al fine di raggiungere e coinvolgere gli intervistati di tutti i quartieri
urbani, di varia appartenenza per sesso, livello di istruzione, ecc..
Si è scelta questa tecnica, perché non era possibile pensare ad un
campionamento casuale, con interviste affidate ad esperti, cosa che avrebbe
comportato un impegno finanziario che non ci si poteva permettere.
Nelle tabelle che seguono che rendono conto della distribuzione degli
intervistati per quartiere, la percentuale degli stessi raffrontata con la
percentuale della popolazione residente in ogni singolo quartiere e la
percentuale degli intervistati per stato civile e titolo di studio e condizione
professionale, sempre confrontati con la percentuale di quartiere.
63
Pur essendovi alcune differenze quantitative fra gli intervistati e i dati di
quartiere, tali difformità sembrano assai contenute, ragione per la quale si può
ritenere che gli intervistati abbiano un solido significato di rappresentatività.
Analisi dei dati
I soggetti intervistati sono stati complessivamente 314, di cui il 45% maschi e
il 55% femmine. La popolazione femminile della città di Bolzano è
percentualmente superiore a quella maschile e gli intervistati di sesso
femminile sono leggermente prevalenti nel campione, come del resto lo sono
anche nella popolazione almeno per i gruppi in età avanzata e fra gli utenti del
teatro.
Sesso
45%
femmine
maschi
55%
Intervistati per quartiere di residenza
Per quanto riguarda gli intervistati per quartiere di residenza, le corrispondenze
fra abitati residenti e numero degli intervistati in % subiscono scostamenti di
non grande rilevanza, per cui anche da questo punto di vista il campione
utilizzato appare senz'altro rappresentativo.
Una nota riguarda i 49 intervistati che non risiedono nei quartieri urbani. Essi
sono provenienti quasi esclusivamente da Laives e in particolare dal sobborgo
64
di San Giacomo.
Queste due aree ospitano una porzione rilevante di bolzanini che hanno scelto
di abitare fuori città per ragioni legate al mercato delle abitazioni e che tuttavia
conservano con la città un legame molto stretto.
Quartiere
Interviste
Popolazione
residente
% sul totale
numero
in %
Valori assoluti
%
Centro-Piani-Rencio
41
13%
18.315
17,3%
Oltrisarco-Aslago
36
11%
14.099
13,4%
Europa-Novacella
60
19%
16.174
15,3%
Don Bosco
66
21%
26.949
25,4%
Gries-S.Quirino
62
20%
30.220
28,4%
Altro Fuori Bolzano
49
16%
314
100%
106.096
99,8
Totale
Stato civile degli intervistati
Gli intervistati per stato civile riproducono in percentuale una distribuzione
molto simile a quella desunta dalla struttura demografica della città.
Stato civile intervistati
intervistati
In %
Stato civile
al 31.12.2012
Valore assoluto
In %
celibe/nubile
132
42%
49.355
46,7%
coniugato/a
143
46%
44.716
42,3%
vedovo/a
21
7%
7.758
7,3%
Divorziato/a
18
6%
3.928
3,7%
65
Intervistati per gruppo di età
I dati degli intervistati per gruppi di età stanno ad indicare una distribuzione
percentualmente equilibrata.
Età
25%
21%
20%
17%
15%
13%
13%
10%
8%
5%
5%
0%
8%
6%
5%
4%
0%
0-9
10-19
20-29
30-39
40-49
50-59
60-64
65-69
70-74
75-79 80 e più
Intervistati per grado di istruzione
Gli intervistati distribuiti secondo il grado di istruzione: le percentuali del grado
di istruzione degli intervistati e le percentuali del grado di istruzione della
popolazione cittadina evidenziano degli scostamenti piuttosto significativi: ciò è
dovuto al fatto che gli utenti del teatro e delle sue attività vedono una
percentuale maggiore di utenza presso individui che hanno titolo di laurea e di
scuola superiore; questo fattore ha influito anche sul processo di
avvicinamento degli intervistati, in quanto è stato più facile ottenere la
disponibilità presso le persone con grado di istruzione più alta.
66
Intervistati per grado d’istruzione
Popolazione per grado d’istruzione
della città di Bolzano
(censimento 2011)
Valore
assoluto
In %
Valore assoluto
In %
88
28%
13.887
13,5%
Diploma scuola media
superiore
149
47%
34.293
33,4%
Licenza scuola media
inferiore
61
19%
26.442
25,7%
Licenza scuola
elementare
10
3%
15.251
14,8%
6
2%
744
0,7%
laurea
Nessun titolo
La famiglia degli intervistati per numero di componenti
Famiglie per numero di componenti e quartieri al 31.12.13/valori percentuali
Quartiere
Famiglie con numero di componenti
1
2
3
4
5
6
7 ed oltre
Centro-PianiRencio
47,4
24,0
13,7
10,0
3,4
1,0
0,5
Oltrisarco-Aslago
37,9
28,0
16,7
12,5
3,5
1,0
0,3
Europa-Novacella
41,7
31,3
14,6
9,1
2,3
0,7
0,4
Don Bosco
30,1
31,2
18,0
13,9
4,5
1,4
1,0
67
Gries-S.Quirino
42,8
27,2
14,5
11,6
3,0
0,7
0,3
Totale
39,9
28,3
15,5
11,5
3,4
1,0
0,5
Il 76% degli intervistati appartiene a nuclei familiari dove non vi sono membri
inferiori ai 14 anni.
Chi frequenta i teatri in città
La frequenza del teatro in provincia di Bolzano è del 37,9%, mentre quella
nazionale italiana è del 18,5%; gli intervistati frequentano teatri in città in
misura del 74%.
Indubbiamente su questa alta percentuale influisce il fatto che non pochi
intervistati fanno parte della cerchia di influenza del Cristallo; tuttavia la
percentuale è alta anche perché la percentuale di pubblico che frequenta il
teatro nella città è indubbiamente molto più alto che in periferia. Se ne
conclude che il tasso di interesse per il teatro in città di Bolzano è da
considerarsi nettamente superiore che in periferia.
Si conferma la prevalenza di frequenza di pubblico femminile, le percentuali
minori di frequenza si registrano in Oltrisarco-Aslago e Centro-Piani-Rencio e le
percentuali di frequenza maggiore sono nei quartieri Don Bosco, EuropaNovacella e Gries-S.Quirino. Da segnalare anche la frequenza degli intervistati
provenienti da fuori città e attribuibili a Laives.
Lei frequenta teatri in città?
26%
no
sì
74%
68
Frequenza dei teatri per gruppo d’età
Per quanto riguarda i gruppi di età frequentano maggiormente le persone tra i
19 e i 50 anni, con il picco più altro tra i 30 e i 49.
Si conferma la frequenza del pubblico con elevato grado di istruzione (scuola
media superiore/laurea), mentre molto bassa di chi è in possesso di licenza di
scuola elementare o senza titolo.
Il pubblico che frequenta appartiene in prevalenza al ceto impiegatizio, opera
nel settore dei servizi culturali e sociali, liberi professionisti, cui si aggiunge un
numero significativo di studenti. E' presumibile che anche i pensionati
provengano dall'esercizio di professioni analoghe.
Lei frequenta teatri in città? (suddivisione per età)
60
56
50
41
40
33
30
no
sì
27
20
20
10
7
10
13
15
10
11
9
5
12 12
12
7
2
5
7
0
10-19
20-29
30-39
40-49
50-59
60-64
69
65-69
70-74
75-79
80 e +
Frequenza dei teatri per grado di istruzione
Lei frequenta teatri in città? (suddivisione per grado di istruzione)
140
118
120
100
77
80
n
o
60
40
20
32
31
11
6
4
0
laurea
diploma scuola media superiore
29
1
5
licenza media inferiore
licenza media elementare
nessuna scuola
Frequenza dei teatri per condizione professionale
70
Lei frequenta teatri in città? (suddivisione per professione)
studente/ssa
10
Operatore/trice sociale o culturale
18
40
9
pensionato/a
51
32
3
operaio/a
3
libero/a professionista
32
1
impiegato/a
66
9
4
disoccupato/a
4
casalingo/a
8
2
7
commerciante
artigiano/a
2
0
9
4
10
20
Perché va a teatro?
71
30
40
50
60
70
La maggior parte degli intervistati è attratta dal teatro per il genere di
spettacolo. Gli intervistati esprimono interessi articolati: dai concerti di musica
leggera, all'opera, al teatro drammatico/comico, dialettale, al teatro per
bambini. Il che significa che la programmazione è chiamata a offrire risposte a
una varietà di aspettative. Abbastanza alta è anche la motivazione generica
“dello svago” e una percentuale non trascurabile è sensibile alla qualità dei
testi, degli autori nonché alla notorietà degli autori.
Perché va a teatro?
11%
34%
36%
presenza attori/autori/testi noti
genere di spettacolo
semplice svago
altro
61%
I dati sull'affluenza di pubblico differenziato a seconda delle rassegne al Teatro
Cristallo confermano l'ipotesi di una aspettativa articolata e differenziata sia
per genere di spettacolo, per tipologia di pubblico (dalla preferenza per forme
di teatro popolare, al teatro per bambini, al teatro maggiormente impegnato e
agli eventi di carattere musicale).
La formula attualmente in uso, cioè la compresenza di 4 diverse rassegne nella
stagione teatrale del Cristallo, è significativamente positiva, se raffrontata
all'aspettativa articolata del pubblico.
L’affluenza del pubblico per rassegna
La componente femminile è più motivata a frequentare il teatri.
Nella motivazione di andare a teatro, il grado di istruzione mette in risalto due
ulteriori specificità:
• la scelta dello spettacolo per semplice svago è meno accentuata in chi ha
un diploma di laurea, così pure la scelta per spettacoli legati a testi e
autori e attori noti.
72
•
In proporzione il pubblico con licenza elementare vede prevalere lo
svago e nessun intervistato dà rilievo alla qualità letteraria degli
spettacolo.
Osservando il dato della preferenza del genere di spettacolo distribuito secondo
la professione dello spettatore, si conferma innanzitutto che le preferenze sono
ampiamente articolate, tuttavia con alcune specificazioni:
- i concerti sono maggiormente graditi a impiegati, liberi professionisti e
addetti ai servizi culturali e sociali nonché agli studenti; lo stesso dicasi per
l'opera lirica;
- il musical e l'operetta (i due generi, pur diversi, erano stati abbinati nella
domanda) vede il particolare gradimento degli studenti;
- fra i pensionati si nota il gradimento di spettacoli di qualità (si ritiene che i
pensionato intervistati abbiano un grado elevato di istruzione), ma si evidenzia
anche fra di loro il gradimento per il teatro popolare (le persone di una certa
età sono quelle che conservano un più forte legame con le culture regionali di
provenienza, ivi compresa la conoscenza dialettale come veicolo capace di
trasmettere valori e simboli popolari).
Quante volte va a teatro nell'arco di un anno?
Per quanto riguarda la frequenza del teatro nell'arco dell'anno inseriamo qui i
risultati della nostra rilevazione:
Quante volte va a teatro in un anno?
3%
23%
28%
0-1
2-3
4-6
7-12
+ di 12
18%
30%
L'alta frequenza al teatro sembra particolarmente influenzata dalla vicinanza
73
fisica alle strutture teatrali territoriali e dalla presenza di ceti sociali con alto
reddito e grado di istruzione.
Quali teatri frequenta?
Le percentuali di frequenza dei teatri maggiormente frequentati dagli
intervistati sono riportate nella tabella seguente (per questa domanda erano
possibili risposte multiple):
Quali teatri frequenta?
100%
90%
80%
70%
60%
50%
40%
30%
20%
10%
0%
93%
73%
29%
28%
11%
9%
Haus der Kultur
Teatro Cristallo
Teatro di Gries
Teatro Comunale
10%
Teatro di San Giacomo
Carambolage
Altro
Il teatro maggiormente frequentato è il Teatro Cristallo, seguito dal Teatro
Comunale di piazza Verdi, dal teatro di Gries e dal Teatro San Giacomo,
seguono Haus der Kultur e Carambolage.
L'incrocio del dato di frequenza con il dato relativo al grado di istruzione ci
permette di dire che il Teatro Cristallo, il teatro di Gries e il teatro di San
Giacomo sembrano essere le strutture che intercettano il range più largo di
carattere sociale sia per reddito sia per istruzione, mentre altre strutture
tendono ad intercettare gruppi elitari.
Quale genere di spettacolo preferisce?
La tabella che riportiamo si riferisce alla preferenza del tipo di spettacolo
espressa dagli intervistati. Le preferenze più accentuate sono: il teatro di prosa
e i concerti di musica; seguono a distanza il gruppo musical/operetta, teatro
74
danza e balletto, teatro dialettale e popolare, monologhi, teatro per bambini e
ragazzi, opera lirica.
Con chi va abitualmente a teatro?
Il valore più alto è segnato dalla modalità “con amici” (soprattutto ragazze
nubili o persone vedove), seguito da “in coppia” (moglie/marito;
compagno/compagnia), con familiari e da soli (per la domanda erano possibili
risposte multiple).
Con chi va abitualmente a teatro?
70%
58%
60%
50%
41%
40%
29%
30%
20%
14%
10%
4%
0%
da solo/a
con moglie/marito
con familiari
con amici
altro
Conosce e frequenta il Teatro Cristallo?
Il 93% degli intervistati conosce il Teatro Cristallo.
Le variabili sesso, appartenenza di quartiere, stato civile, gruppi di età e grado
di istruzione non sembrano offrire informazioni utili.
Non conosce il Teatro Cristallo
La non conoscenza o non frequenza al Teatro Cristallo è attribuita
prevalentemente alla distanza da casa, al fatto che gli spettacoli non sono di
interesse dell'intervistato o dalla impossibilità di raggiungere la sede (ad
75
esempio per condizioni di salute o disagio fisico).
Il pubblico che frequenta il Teatro Cristallo
Come raggiunge abitualmente il Teatro Cristallo
Come raggiunge abitualmente il Teatro Cristallo?
45%
40%
40%
34%
35%
32%
30%
25%
20%
15%
13%
10%
5%
0%
mezzi pubblici
auto
motorino/moto/bici
piedi
Si evidenzia che la maggior parte di coloro che dicono di usufruire del teatro
Cristallo raggiunge il teatro a piedi, o con motorino/bicicletta, in auto e con
mezzi pubblici (per la domanda era possibile rispondere con risposte multiple).
Di un certo interesse è la tabella che riporta la modalità con cui il pubblico
raggiunge abitualmente il teatro Cristallo secondo le classi di età: la
percentuale è alta in tutti i gruppi di età, tranne che nel gruppo dai 10 ai 19: i
bambini vengono portati in auto o con i mezzi pubblici, i giovani con scooter o
bicicletta. La popolazione fra i 65 e gli 80 e più sono in maggioranza residenti
nel quartiere Europa-Novacella e raggiungono il teatro a piedi. L'utilizzo di
motorini e bicicletta sono quelli compresi tra 30 e 59 anni.
Quante volte ha assistito agli spettacoli al Cristallo
nell'ultimo anno?
I valori percentuali maggiori si concentrano sulle frequenze da 2 a 6 (60%); vi
76
è inoltre un 13% che ha assistito a più di dodici spettacoli, con una particolare
presenza femminile e del pubblico con diploma di laurea o scuola superiore. Il
pubblico in possesso di scuola elementare o senza titolo di studio ha valori di
frequenza molto bassi.
Quante volte ha assistito agli spettacoli? (distinzione per sesso)
45
42
40
36
35
33
30
28
27
24
25
femmine
20
20
17
15
10
5
4
2
0
0-1
2-3
4-6
7-12
77
+ di 12
maschi
Quante volte ha assistito agli spettacoli del Teatro Cristallo? (distinzione per grado di istruzione)
40
37
35
31
30
diploma scuola media superiore
25
25
laurea
20
licenza media inferiore
15
14
15
nessuna scuola
14
10
10
5
licenza elementare
18
10
8
4
5
3
2
1
1
1
2
7
5
1
2
1
0
0
1
2
3
4-6
7-12
+ di 12
Usufruisce di agevolazioni proposte dal teatro Cristallo?
78
Usufruisce delle agevolazioni del Teatro Cristallo?
si
no
46%
54%
Se sì, quali?
Se sì, quali?
Altro
25%
Convenzione con altre Associazioni
2%
Kulturpass
3%
Cristallo Card Oro
17%
Cristallo Card
60%
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
Si può verificare l'opportunità di attivare collaborazioni con altre organizzazioni
per diffondere l'acquisto di Cristallo Card e Cristallo Card Oro.
Gli intervistati ritengono che le facilitazioni sul costo del biglietto
(abbonamento/Cristallo Card) siano ottime o buone per il 69%, cui si aggiunge
79
un 14% di valutazione “discreto”.
Possiede un abbonamento?
Possiede un abbonamento?
16%
sì
no
84%
I possessori di abbonamento rappresentano una percentuale piuttosto limitata
(16%), per cui si ritiene che sia possibile incentivarne l'espansione. Fra le
motivazioni che hanno spinto all'acquisto dell'abbonamento prevale la qualità
della proposta teatrale nel suo complesso (68%), la convenienza del prezzo,
seguito dalla certezza del posto (per la domanda erano possibili risposte
multiple).
80
Se sì, cosa l'ha spinta all'acquisto?
Altro
3%
Mi aiuta a vincere la pigrizia
27%
La certezza del posto
32%
La qualità della proposta
68%
La convenienza
47%
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
80%
Quali abbonamenti possiede?
Quali di questi abbonamenti possiede?
Scegli tu
12%
Liberi tutti
18%
Racconti di Musica
44%
Arte del far Ridere
41%
Teatro delle Regioni + Il Mascherone
9%
Il Mascherone
18%
Teatro delle Regioni
41%
0%
5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% 40% 45% 50%
L'abbonamento che ottiene maggior successo è “Racconti di musica”: trattasi
di concerti di musica leggera e di cantautori graditi rivolto ad un pubblico
prevalentemente giovanile. E' da ritenersi un'attività da promuovere se non da
potenziare, perché interessa un pubblico giovane della città e attira giovani
anche dalla periferia e pure dalla vicina provincia di Trento; è auspicabile che
81
la decisione dell'ente pubblico di toglierlo dalla programmazione venga
riconsiderata (per la domanda erano possibili risposte multiple).
Se non ha l’abbonamento: che cosa l'ha scoraggiata
all'acquisto?
Se no, cosa l'ha scoraggiata dall'acquisto?
Altro
27%
Mancanza di tempo
62%
Il n. di spettacoli
14%
Il prezzo
8%
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
La motivazione principale, che scoraggia ad acquisire l'abbonamento, è la
mancanza di tempo per frequentare gli spettacoli,intesa come impossibilità di
assistere ad un numero di spettacoli talmente elevato da giustificare il costo
dell'abbonamento.
Sostegno economico del pubblico all'attività culturale del
Teatro Cristallo
Alla domanda “ha mai sostenuto e/sosterrebbe direttamente le attività culturali
del Cristallo?”: favorevoli ad una simile ipotesi sono poco più della metà degli
82
intervistati, mentre il 26% risponde no e un 19% non so.
Se ne conclude che circa metà degli intervistati non si sentono coinvolti al
punto da ipotizzare un sostegno economico.
Le motivazioni di un disinteresse e di un disimpegno nell'opinione pubblica
possono essere molteplici: l'ubiquitaria presenza della Provincia Autonoma a
sostegno dei costi delle strutture e delle attività culturali e sociali; l'assenza di
assunzione di iniziativa e di autogestione di attività culturali quali forme vitali
della comunità. Ciò induce a pensare che tutto ciò che è formazione o attività
culturale viene delegato alla politica intesa come amministrazione pubblica,
mentre la partecipazione e l'assunzione di decisioni da parte dei cittadini e
della comunità è considerata un surplus.
Alla domanda che riguarderebbe il 55% degli intervistati dichiaratesi disponibili
su come eventualmente esplicitare questo sostegno economico, le modalità si
riducono a quelle contenute nella prassi fiscale con il 22% (5x1000) o nelle
modalità proposte dalla organizzazione con la Cristallo Card (39%) e Cristallo
Card Oro (9%).
Manifestazioni
Il questionario intendeva rilevare il grado di conoscenza dei percorsi culturali
del Teatro Cristallo presso gli intervistati.
Conosce i percorsi culturali del Teatro Cristallo?
Non li conosco
38%
Dipendenze
16%
Tutta tua la città
23%
La seduzione dell'eugenetica
18%
Le vie del sacro
31%
M'illumino di meno
48%
Sulle orme di Ulisse
23%
Madre Terra
45%
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
“M'illumino di meno”, “Madre terra”, e “Le vie del sacro” sono i percorsi che gli
intervistati conoscono di più
(per la domanda erano possibili risposte
multiple).
83
Valutazione del materiale informativo sugli spettacoli del
Teatro Cristallo
La valutazione è espressa nella tabella seguente:
Gradimento del materiale informativo sugli spettacoli
non risponde
1%
non conosco
4%
ottimo
47%
buono
30%
discreto
12%
sufficiente
2%
insufficiente
4%
0%
5%
10%
15%
20%
25%
30%
35%
40%
45%
50%
La qualità del materiale informativo utilizzato nella promozione dal teatro
Cristallo è considerata dagli intervistati come segue: ottima o buono 77%
discreto 12%.
Come viene a conoscenza degli spettacoli in calendario?
Alla domanda “Come viene a conoscenza degli spettacoli in calendario” le
risposte multiple sono piuttosto articolate e sono indicate nella tabella che
segue.
84
Come viene a conoscenza degli spettacoli in calendario?
altro
5%
newsletter
23%
passaparola
49%
affissioni
43%
libretto di stagione
63%
Tg Cristallo
50%
sito internet Cristallo
34%
radio
11%
tv
7%
mezzo stampa
51%
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
Il libretto stagione, il TG Cristallo, la stampa, la Newsletter e l'affissione per
strada sono indicate quale strumento di conoscenza del calendario degli
spettacoli; molto interessante è lo strumento del “passaparola” (per la
domanda erano possibili risposte multiple).
Efficacia del sistema di prenotazione/acquisto dei biglietti e
sito internet
Il sistema di prenotazione e acquisto dei biglietti è valutato ottimo/buono dal
64% e discreto dal 14%, mentre il 6% lo giudica insufficiente.
Il sito internet del Teatro Cristallo riscuote presso gli intervistati le seguenti
valutazioni:
85
Gradimento Sito Internet Teatro Cristallo
non conosco
20%
ottimo
28%
buono
24%
discreto
13%
sufficiente
4%
insufficiente
10%
0%
5%
10%
15%
20%
25%
30%
Le percentuali di ottimo/buono raggiungono il 52% e il 13% di discreto. Da
notare il 4% di sufficiente, ma soprattutto il 20% di intervistati che non
conosce il sito internet; il che significa che una buona percentuale del Cristallo
non pratica la navigazione in internet.
Potrebbe essere interesse del Teatro Cristallo contribuire a rafforzare
l'alfabetizzazione digitale per stabilire con i propri utenti una migliore
comunicazione.
Cortesia e competenza del personale del Teatro Cristallo,
servizio bar e guardaroba
Gli intervistati ritengono che il personale del Teatro Cristallo abbia un ottimo
livello di cortesia e competenza (66%) e il 21 % lo ritiene buono e solo il 3% lo
ritiene insufficiente.
86
Cortesia e competenza personale Teatro Cristallo
non conosco
5%
ottimo
66%
buono
21%
discreto
sufficiente
5%
0%
insufficiente
3%
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
Il servizio Bar al Teatro Cristallo è valutato ottimo e buono al 66%, mentre il
14% lo ritiene discreto, sufficiente il 6%. Forse una diversa configurazione
spaziale e logistica, con un arredo più appropriato, potrebbe fare del bar un
momento di ancor più gradevole ed efficace collegamento tra ambiente esterno
e attività del teatro.
Il servizio guardaroba riscuote una valutazione abbastanza buona, tuttavia
una certa dispersione dei valori sembra evidenziare un qualche limite dovuto
probabilmente all'attuale collocazione spaziale, che non favorisce un servizio
ottimale.
La valutazione circa la pulizia sala e toilette è ottimale o buona per l'80%,
minimali le valutazioni negative.
L'orario di inizio spettacolo ottiene una valutazione considerata ottima o
buona per l'80% degli intervistati e insufficiente per il 4%.
Rete di collaborazione tra i teatri della città
Alla domanda “considera un vantaggio di una rete di collaborazione?”, il 97%
degli intervistati risponde affermativamente”: in realtà questo obiettivo,
benché sembri un'esigenza quasi ovvia, non ha trovato finora modalità e canali
per un'attuazione. Per questa ragione, la risposta sembra essere
semplicemente l’adesione a un’affermazione genericamente positiva;
l’intervistato non si rende conto di ciò che ciò significhi in concreto. Nella
87
realtà, l'unico legame fra le attività dei vari teatri è rappresentato dalla regia
culturale politica comunale e provinciale, che tuttavia non riescono a produrre
una volontà sinergica degli enti. Sono le donne a esprimere il parere positivo
più accentuato.
Intervistati che non conoscono e non frequentano il teatro
Le motivazioni per cui queste persone non vanno a teatro sono contenute nel
grafico e tabella seguenti:
Perché non va a teatro?
altro
20%
non sono mai andato/non fa per me
25%
scarso interesse
14%
prezzi
7%
mancanza di tempo
36%
difficoltà/impossibilità di raggiungere le sale
16%
0%
5%
10% 15% 20% 25% 30% 35% 40%
La tabella mostra una dispersione di motivazioni che vanno dalla mancanza di
tempo, allo “scarso interesse per le iniziative proposte” al “non sono mai
andato, non fa per me”. Il numero maggiore di risposte negative si concentra
sulla mancanza di tempo.
Queste motivazioni trovano un ausilio ad essere interpretate dalla successiva
domanda
Cosa potrebbe convincerla ad andare a teatro?
Tra le donne prevale come ragione di non frequenza la mancanza di tempo.
La motivazione maggiore potrebbe essere quella della presenza di attori
conosciuti, la certezza di avere un'attività di divertimento, trovare la
compagnia per andarci e trovare il tempo a disposizione.
88
Le donne pongono l'accento sull'importanza che vi siano attori conosciuti.
Quale genere di spettacolo eventualmente vorrebbe al
Teatro Cristallo?
Le risposte a questa domanda rappresentano una dispersione di valori che
riproducono in una certa misura quella di chi frequenta con una indicazione che
pone un interrogativo circa l'opportunità di attivare delle proiezioni di film e i
concerti (per la domanda erano possibili risposte multiple). Queste esigenze
sono evidenziate soprattutto dalle donne.
Quale genere di spettacolo gradirebbe vedere al Teatro Cristallo?
altro
24%
musical/operetta
12%
concerti
42%
cinema
31%
teatro per bambini e ragazzi
15%
teatro danza/balletto
24%
teatro dialettale/popolare
32%
teatro di prosa
26%
opera
18%
0%
5%
10%
15%
89
20%
25%
30%
35%
40%
45%
INTERVISTE A TESTIMONI PRIVILEGIATI
90
Gli intervistati
Le interviste a testimoni privilegiati sono state raccolte nel periodo dicembre
2014 – febbraio 2015. Gli intervistati sono stati 15. Ad essere intervistati:
rappresentanti degli enti residenti, responsabili politici e istituzionali delle
attività teatrali e culturali della Provincia Autonoma e del Comune, persone che
hanno costante contatti con le attività culturali e di spettacolo, ad esempio del
mondo della comunicazione.56
La traccia d’intervista e i nominativi degli intervistati sono riportati in
Appendice.
Introduzione all’intervista
Espletate le presentazioni, l’intervista viene introdotta da una premessa sulla
quale si chiede all’intervistato di esprimere la propria valutazione. Questa
breve introduzione sviluppa la traccia seguente:
a. la città costruisce la propria identità, il senso di appartenenza, il proprio
futuro e la capacità di forgiare e autogovernarsi: lo fa organizzando il proprio
sviluppo territoriale, urbanistico, edificiale e monumentale, riflettendo e anche
autorappresentandosi; per questo cultura e spettacolo sono parte vitale della
città;
b. la città di Bolzano ha una storia, una fisionomia culturale e sociale specifiche
e fortemente connotate; essa esprime la più rilevante presenza italiana in Alto
Adige e sta vivendo e attuando una forte trasformazione, mutando il suo
originario significato storico, modificando in parte il suo ruolo di capoluogo
identificandosi maggiormente nella complessa e irrinunciabile responsabilità
politica di autogoverno e di convivenza con la società e la cultura tedesca, con
quella ladina – fortemente minoritaria – e con le popolazioni immigrate.
L’esposizione di questi elementi è generalmente condivisa. L’intervistato
esprime valutazioni in generale di condivisione con qualche approfondimento
che si connette, in quasi tutte le interviste, con la prima domanda della traccia:
Come valuta l’attuale trasformazione demografica, sociale, culturale
della città di Bolzano e dei suoi quartieri?
Le interviste esprimono, nella generalità, l’opinione che le realtà culturali
dell’Alto Adige sono in verità due: Bolzano città e la provincia (il Land), la
56
La traccia d’intervista è riportata n una delle Appendici di questo scritto. In appendice si riporta anche la lista degli
intervistati.
91
prima vede prevalere per entità demografica, per lingua e cultura la società
italiana, con la presenza di un élite dirigenziale pubblica e con la presenza di
ceti popolari che hanno connotato i quartieri di Oltre Talvera, ma anche
Oltrisarco-Aslago. La seconda è fortemente caratterizzata dalla vita e dalla vita
delle comunità periferiche che esprimono i modi di vivere, le identità e la
cultura della Heimat. Sia pure in misura diversa, il fenomeno urbano con le
caratteristiche di Bolzano si riproduce anche in altri centri come Merano,
Bressanone e Brunico. L’unica periferia in cui la presenza italiana ha un peso
significativo, oltre alle città appena citate, sono Laives e qualche centro della
Bassa Atesina o Unterland.
Anche su altre caratteristiche della città gli intervistati sono concordi.
Recentemente, Bolzano si è trasformata demograficamente. La popolazione ha
ripreso a crescere. Vi è un forte invecchiamento, a differenza del resto della
provincia. Inoltre, interi quartieri sono marcati da un’intensa crescita di
cittadini stranieri. Anche il fenomeno di una consistente immigrazione non
suscita reazioni negative di principio. Gli intervistati si dividono: chi ha
responsabilità pubblica cerca di evidenziare l’incidenza dell’edilizia popolare,
delle strutture e iniziative per la formazione, anche se non si nega la presenza
di problemi legati all’integrazione e alla microcriminalità. Per altri, pur
ammettendo che vi sia un processo di integrazione, si esprime l’opinione che
non sembra esserci un incisivo disegno programmatico urbanistico e politico
per una reale integrazione. I nuovi quartieri riflettono questa carenza di
disegno urbano e delle politiche, che mirino all’integrazione urbanistica.
Per quanto riguarda la vita associativa, tradizionalmente forte nei quartieri
popolari (la parte tedesca ha in questo settore una tradizione forte che si
manifesta anche in città), essa persiste, anche se la leadership anziana tende a
rimanere alla guida della maggioranza delle associazioni.
Gli intervistati fanno notare, in maggioranza, che:
- in alcuni quartieri (nelle zone di espansione Firmian e Casanova, come
pure nel quartiere Europa-Novacella) c’è un forte ricambio generazionale
e culturale; si mette in rilievo il fatto che
la comunicazione e
l’aggregazione dei giovani corre lungo nuovi canali: mentre la prima
osservazione viene fatta dalla quasi totalità degli intervistati, la seconda
riguarda coloro che hanno maggiori contatti con i quartieri, le
associazioni e le compagnie di teatro;
- Bolzano è una città in cui si manifesta un'ambivalenza, quasi una
spaccatura del tessuto della città e tra le culture tradizionali e giovanili.
Oggi questa divisione è forse più forte di quella linguistica (questa
seconda affermazione proviene sia dagli intervistati che si occupano
amministrativamente di organizzazioni sociali sia dagli enti residenti).
- Una rottura è continuità storica che oggi, secondo una fascia sempre più
larga di popolazione e anche di leader sociali, culturali e amministrativi si
esprimono nell’esigenza di convivenza intesa come modalità delle
92
identità culturali e linguistiche di vivere vicine. Lo comprendono di più
coloro che vivono in città oppure coloro che provengono dai centri
turistici. Esistono tuttavia opinioni e atteggiamenti, sia da parte italiana (i
tedeschi rimangono chiusi entro la loro società e cultura) sia da parte
tedesca (la convivenza è inevitabile, ma culturalmente e linguisticamente
“keine Vermischung”): ambedue esprimono, più o meno esplicitamente
la convinzione che ognuno dei due gruppi resta legato alla divisione e alla
spartizione.
- Sia pure con diverse forme di apprezzamento (la maggioranza lo
considera come un mutamento auspicato, mentre la minoranza esprime
incertezza e alle volte preoccupazione) si ammette che il clima politico
ora è tranquillo, con assenza di conflitto aperto. Anche la dirigenza
politica ha subito una significativa evoluzione, sia quella tedesca sia
quella italiana (nonostante permangano rappresentanti politici legati al
modello della distinzione e della separazione). Coloro che considerano
positivamente il cambiamento, ritengono che il nuovo cammino sociale e
politico richieda sforzi nuovi e che le nuove identità che si presentano
con l’immigrazione extraeuropea porti a far crescere nuovi modelli.
- Tutti gli intervistati ritengono (con diversa valutazione) che i Centri
giovanili sentano l’esigenza di nuovi rapporti con le altre identità, anche
se realizzarli non è facile. La comunicazione giovanile attraverso le reti
social crea una nuova fluidità nel tessuto urbano, altrimenti legato a un
vincolo provinciale. La lingua e il dialetto dividono meno, ma sono ancora
una separazione, anche se alcuni riescono a perforarla. Fra gli studenti
cresce la visione super provinciale, rafforzata dai contatti con esperienze
europee e che corre negli inglesismi.
- Coloro che sono più sensibili alla politica della formazione e della
convivenza (sia da parte italiana sia da parte tedesca) ritengono che il
percorso evolutivo debba impegnarsi a far crescere il rispetto, per poi
passare a progetti concreti di convivenza. Anche la condizione economica
favorisce la crescita nella dignità e nel rispetto. Coloro che propendono
per il mantenimento della divisione sono meno favorevoli a questo tipo di
incontro o per timore di essere assorbiti da una cultura estranea oppure
per il rifiuto di lasciare le vecchie convinzioni per un nuovo modello di
società.
- In coloro che propugnano il nuovo modello di convivenza si fa cenno alla
pluralità di visioni per l’organizzazione della scuola per l’infanzia
(tradizionale divisione, libertà di interazione, modello progressista
indifferenziato). Le sperimentazioni sono un segno della evoluzione in
corso. Lo stesso dicasi per il problema della seconda lingua alla quale si
aprono percorsi più favorevoli. Più ci si avvicina a modelli applicativi di
cambiamento più forte si manifesta, negli intervistati, la distinzione fra
progressisti e tradizionalisti.
93
- Quasi tutti gli intervistati convengono che si stia trasformando in modo
crescente l’identità pluriregionale della generazione di immigrati
trasferitasi allora per lo sviluppo industriale. I più anziani ricordano i
dialetti come veicolo di identità, i giovani conoscono questo entroterra
per i racconti. Un mondo che non esiste più, ma che vive sullo sfondo.
Una Bolzano nuova che alle due identità aggiunge oggi quella di nuove
popolazioni immigrate.
- I giovani fanno parte di una società che smarrisce gradualmente tale
memoria e fanno parte di una società assai diversa da quella di allora
anche strutturalmente, cioè di una società mista di operai, impiegati,
professionisti, addetti ai servizi, dirigenti, dove sono meno incisive le
componenti della burocrazia statale, della forza pubblica, della
magistratura e dell’esercito.
- E’ comune a tutti l’opinione che, a Bolzano, le appartenenze si
immedesimino nella città ambivalente: al di qua e al di là del Talvera. Le
due città sono diverse anche sul piano architettonico e urbanistico. Allo
stesso tempo, Bolzano è una città ricca di specificità: i quartieri che
cercano e costruiscono un’identità e un percorso di elementi storici e
antropologici che segnano tutto il territorio.
Osservazioni particolari aggiuntive
-
Qualcuno richiama la connotazione di Bolzano come città dal “corto
passato”.
- E ancora che vi è stata e vi è un’immigrazione dalla periferia al centro,
riproducendo fenomeni di grandi centri urbani del passato. Oggi Bolzano
appare più matura e positiva. Una città che ama il rispetto delle regole,
che ha l’ossessione del problema abitativo e che aspira al nuovo in
confronti dialettici come quello suscitato dall’iniziativa di “qualificazione
urbanistica” dell’Areal antistante la stazione ferroviaria, iniziativa
chiamata Kaufhaus.
In questo quadro strutturale e sociale di sviluppo urbano si colloca anche il
ripensamento delle politiche culturali e scolastiche, anche se non sono ancora
chiari i percorsi e le strategie. Le informazioni scaturite dalle interviste
rappresentano un quadro di riferimento significativo per collocarvi le proposte
del piano culturale e degli spettacoli del Cristallo per i prossimi anni.
Che ruolo svolge e quale ruolo dovrebbe svolgere il centro culturale il
Teatro “ Cristallo” nella vita della città e dei quartieri oggi rispetto al
passato?
94
L’opinione comune e incontrastata (tanto da suscitare l’interrogativo sui fattori
di tale universale consenso) è che il Cristallo sia riferimento e incontro
culturale e dello spettacolo per l’intera città, non solo per il quartiere dove è
sorto.57 L’altra asserzione è che la città di Bolzano sia cresciuta attraverso
l’attività culturale.
Le opinioni riportate di seguito fanno parte di un atteggiamento di generale
apprezzamento e consenso, anche se alcune informazioni e sottolineature
provengono da intervistati diversi.
- Con contenuti, accenti e angolature diverse si condividono gli elementi
del percorso storico che vede don Olivo Ghizzo, parroco di Regina Pacis,
riaprire il teatro / cinema sulla base di una convinzione: che la cultura è
determinante per la gente povera; con l’arricchimento culturale si
progetta di mettere assieme “le diverse razze italiane” (del Centro Italia
e del Meridione). E’ una novità che si espande nella città che “va verso
Merano”, al di qua del Talvera, qualcosa di simile al teatro tedesco di Via
Sciliar/Haus der Kultur. L’inaugurazione è una festa, con le scuse del
Landeshauptmann Luis Durnwalder per averlo realizzato in ritardo. In
quel momento si respira anche diffidenza. “Finirà per essere il solito
Oratorio”.
- Il Cristallo è cresciuto fortemente negli ultimi anni, divenendo riferimento
per lo spettacolo e per la cultura dell’intera città e dei quartieri (e anche
del fuori città). Questa dimensione è racchiusa nell’aggettivo “popolare”.
Il che richiama l’estensione e il coinvolgimento di ceti e strati sociali più
diversi. Non significa affatto che il livello di spettacolo sia solo quello
amatoriale e i temi culturali veicolati solo nel linguaggio divulgativo.
Popolare significa che il Cristallo intende offrire una gamma variegata di
spettacolo e cultura offrendola e veicolandola in modo da stimolare e
coinvolgere la generalità dei cittadini.
- Gli intervistati che lo conoscono e lo vivono asseriscono che il Cristallo è
il “luogo”, “i muretti”, l’evoluzione della comunità di 60 anni fa. Per
questi, per il Cristallo “conta, ma non condiziona”, l’essere accanto a una
chiesa. E’ insieme inserito nel cambiamento e si assume il ruolo di una
guida culturale aperta e riflessiva. E’ insieme prototipo della “città
policentrica” rilevante fattore di collegamento fra il centro storico e la
città “oltre Talvera”.
- Altri evidenziano il suo ruolo di realtà che, accanto ad altre, offre un
rilevante servizio alla cittadinanza, come l’Università, il Teatro Comunale,
il Centro Trevi, ma in senso popolare (nell’accezione chiarita
antecedentemente).
57
L’intuizione fu di don Lino Giuliani. La mancanza di aggregazione lo spinse a creare un cinema/teatro per creare la
comunità (1954). Nel 1973, per i troppi debiti, il Cristallo chiuse i battenti, pur rimanendo attivo per le registrazioni
della Rai Sender Bozen e per le prove a porte chiuse dell'Orchestra Haydn. Il Cristallo riprende vita con don Olivo
Ghizzo, che avvia le ricerche e costruisce le intese istituzionali che porteranno alla ristrutturazione (iniziata a fine anni
'90) e poi alla riapertura del 1° dicembre 2005.
95
- Alcuni lo ritengono riferimento anche per le nuove zone (Firmian e
Casanova), che cercano una loro identità. La periferia provinciale lo
considera un’agenzia culturale di livello, con riconoscimento popolare e
istituzionale provinciale e comunale.
- La sua autorevolezza deriva dal fatto di essere considerato espressione
della società civile più che della volontà o dell'iniziativa di organi politici.
E’ un esempio, non solo per la città italiana, di come costruire la nuova
città dal basso.
- Inoltre, il Cristallo è riconosciuto come autorevole istituzione culturale e
di spettacolo anche dalla popolazione tedesca.
- La sua proposta culturale è riuscita a intercettare la città con una
funzione differenziata (il tema dell'”identità” di quest’anno, ad esempio,
ha colto l’interrogativo della città e dell’ambiente esterno ad essa). Non
ha fornito una risposta di programmazione politica, ma ha messo in
campo una riflessione culturale con stimoli e strumenti appropriati, una
riflessione rivolta alla città e ai quartieri.
- Alcuni intervistati ritengono che il Cristallo sia in grado di “stabilire
connessioni con altri ambienti urbani (Merano, Laives) e di reagire alla
quotidianità pigra, di creare un’alternativa culturale alla vecchia
leadership che sparisce”.
- Il Cristallo punta alla cultura come fattore di benessere sociale:
conoscenza, approfondimento, relazione, per alleviare le percezioni di
ansia e insicurezza, le fratture che non sono più solo quella fra italiani e
tedeschi; svolge un ruolo che la politica oggi non gioca appieno.
- Con la presenza e l’operatività degli enti residenti e con iniziative invitate
da fuori, il Cristallo fa teatro popolare con la gamma delle sue
sfaccettature, attraverso la rete dei teatri e delle collaborazioni. A ciò
affianca le attività culturali con una vasta articolazione di iniziative; e,
con tali strumenti, svolge un ruolo determinante nel favorire l’incontro, di
appartenenze culturali di matrice diversa, quelle tradizionali e quelle
nuove, nel libero confronto.
In conclusione:
- Il Cristallo rappresenta una formula, una connotazione volontaria e
professionale ineguagliabile nell’ambito della cultura. La forma del
radicamento popolare della Cristallo Card e la sua diffusione è un modello
oggetto di studio. La sua presenza è notevole, ma non ingombrante.
Permette una riflessione culturale e la formulazione di risposte in
autonomia. Sembra offrire un’alternativa alla caduta di interesse per
96
volontariato e cooperazione, con una formula organizzativa e culturale di
interesse e insieme aperta.
Le osservazioni e i suggerimenti riguardano:
-
-
Il rapporto e la gestione dell’attività degli enti residenti. L’osservazione è
che questo rapporto di collaborazione deve essere gestito in modo da
elaborare, condividere e rispettare gli obiettivi proposti dalla regia del
Cristallo, sia pure in accordo con gli enti residenti stessi; e questo per
quanto riguarda la compatibilità degli obiettivi e degli interessi, la
rilevanza dei programmi e la regia artistica e programmatica che deve
appartenere al Cristallo.
L’altra osservazione riguarda l’esigenza e la necessità di dare maggiore
spazio a sperimentazione, produzione locale e opportunità per complessi
e compagnie giovani.
Quale relazione c’è, o dovrebbe esserci, tra attività culturali e politica
locale, comunale, provinciale?
Su questo tema, le opinioni si dividono piuttosto nettamente. Gli intervistati
appartenenti alla pubblica amministrazione o che hanno (o hanno avuto) ruoli
politici o nella pubblica amministrazione si differenziano dai rappresentanti
degli enti residenti e, in parte anche dai responsabili di enti di spettacolo o
culturali.
- In linea di principio, tutti concordano nel ritenere che la politica culturale
(provinciale e comunale) sia fondamentale per il sostegno e lo sviluppo
delle attività di spettacolo e culturali. La motivazione da tutti condivisa è
che il finanziamento pubblico rende possibile la vita e le attività di enti di
spettacolo e culturali che rappresentano un valore culturale artistico,
anche quando non riescono ad autofinanziarsi con un sufficiente afflusso
di pubblico pagante.
- Provincia (Assessore in lingua italiana) e Comune di Bolzano (Assessora
alla cultura) affermano di dare il sostegno finanziario dopo aver
concordato le linee programmatiche dello spettacolo e della cultura con
gli enti che le attuano. E’ risaputo che la Provincia Autonoma dispone di
maggiori mezzi, il Comune è il partner finanziariamente più debole.
- Le politiche di sostegno e sviluppo allo spettacolo e alla cultura hanno
una gerarchia: la priorità spetta a soggetti di alta qualità (Haydn e
Busoni); segue la politica di finanziamento per settori.
- Le politiche culturali devono puntare su forze aggregative. Fondamentale
un disegno culturale per la città ed escludere l’influsso degli interessi
dominanti.
97
- Per l’assessorato provinciale alla cultura in lingua italiana, il
suggerimento è di orientare spettacoli e attività culturali a ogni ceto
sociale e area urbana. L’assessorato provinciale alla cultura in lingua
tedesca, una volta tracciate le linee maestre e le procedure, lascia alle
comunità, agli enti e alle associazioni l’iniziativa della presentazione di
progetti (sussidiarietà).
- Viene generalmente evidenziato l’obiettivo non centrato: ovvero produrre
e sperimentare.
- Le istituzioni chiedono corretta contabilità e di farsi assistere a questo
scopo. Ciò significa che, dal punto di vista della correttezza della gestione
amministrativa e della contabilità, la situazione appare talvolta carente.
- Altro punto di criticità: l’investimento è alto rispetto al consumo.
- I referenti istituzionali della Provincia e del Comune considerano il
Cristallo tra gli enti sicuramente da sostenere e tutelare.
Il Cristallo è retto da soci fondatori e gestito da organi associativi
(assemblea, consiglio direttivo presidente). Pensa che la ragione
associativa e gli organi siano adeguati a programmare e gestire il
programma che si propone?
Le considerazioni degli intervistati si orientano in generale verso il
mantenimento della forma associativa attuale, anche se alcuni intervistati non
si avventurano in valutazioni, asserendo che non conoscono appieno la
gestione del Cristallo e forse anche la differenza tra le forme gestionali
proposte.
- Secondo alcuni, le forme quali la fondazione e la società cooperativa
hanno caratterizzazioni che limiterebbero l’attuale elasticità della
gestione, la riconoscibilità e la capacità di fare sintesi; altre forme
sarebbero pure più costose. La forma associativa sembra, tutto
sommato, ottimale se vi sono alla guida personalità di rilievo e se è
garantito un clima di gestione democratico.
- La struttura che ospita il Cristallo, oltre agli spazi teatrali, culturali, allo
staff direzionale e di gestione, ospita pure la sede del Consiglio di
Quartiere Europa-Novacella e altri centri (sociale/anziani, centro giovani
e centro civico). Ciò accresce il suo significato plurale e l’apertura alla
città. Ciò non limita affatto il Cristallo nello svolgere le attività culturali e
di spettacolo e in modo qualificato e professionale.
- Tutti comunque ritengono che il Cristallo abbia dimostrato di meritare la
fiducia che gli enti finanziatori e la città hanno posto in esso. Le voci
98
critiche sono un’assoluta minoranza e provengono dal gruppo degli enti
residenti, ma rappresentano una minoranza anche fra di loro.
Il Cristallo offre una risposta adeguata alla domanda di cultura dei
quartieri?
Le opinioni degli intervistati possono essere così sintetizzate:
- L’efficacia dell’azione del Cristallo è legata ai due binari scelti (Teatro e
percorsi culturali) e alla apertura alla città e al dibattito.
- Il Cristallo, nato in un quartiere a prevalenza di anziani, ha saputo
sviluppare l’obiettivo di fare spazio ad altre categorie generazionali. Si
ritiene che la cultura debba dare un segnale per questo nuovo indirizzo di
azione.
- Alcuni si chiedono se il Cristallo non sia un luogo nonostante tutto troppo
formale per attrarre un certo pubblico giovanile. Anche il coinvolgimento
dei quartieri rimane parziale (anche se appare problematico coinvolgere
alcune zone: Firmian, Casanova, Oltrisarco). Le limitazioni sono date da
un insieme di fattori che vanno analizzati e affrontati: la difficoltà di
individuare referenti, di rappresentare e interagire con un’identità di
quartiere non ancora formata (Firmian e soprattutto Casanova).
- Un intervistato ha formulato la domanda: “Ci si può accontentare del
successo del Cristallo?”
- Ecco, in merito, le osservazioni scaturite dagli intervistati. Il Cristallo,
secondo alcuni, è luogo ottimo, uno spazio e un centro che fa vivere
l’esperienza dello star bene nel quartiere, anche se qui avvengono cose
diverse dalla vita ordinaria.
- Altri sostengono che appunto questo rende il Cristallo non limitato al
quartiere ove è collocato. Ciò significherebbe che esso è un indicatore
della forte mobilità interna di Bolzano. La cultura e gli spettacoli sono un
forte fattore di mobilità e stimolano il rapporto tra i due poli urbani.
- Questo ruolo svolto dal Cristallo è percepito fortemente anch e dalla parte
tedesca.
Come valuta la presenza degli enti residenti nell’azione del Cristallo?
Un tema dibattuto, sul quale le opinioni divergono.
99
- Per quanto riguarda gli enti residenti, le opinioni divergono. Un’opinione
è quella che ritiene il modello di presenza strutturale e di coinvolgimento
degli enti residenti entro il Cristallo una formula in salute, nonostante i
limiti e la differenziazione fra gli enti.
- Un’altra opinione è che gli enti residenti contino su una posizione
privilegiata che li favorisce nell’uso della struttura e della promozione.
Questa osservazione porta a concludere che questo spazio e questo
privilegio debba essere condiviso anche da altri soggetti.
- È opinione comune degli intervistati che l’orientamento assunto dal
Cristallo sia quello di riconoscere agli enti residenti di rappresentare una
parte consistente e qualificata dell’attività teatrale di Bolzano. Essendo
una proposta teatrale d’arte si tratta sempre di considerare la loro storia
e ciò che hanno realizzato nonché la loro aspirazione ad esplicare la loro
attività artistica con la più ampia libertà. Alcuni intervistati si esprimono
criticamente rispetto al fatto che, a fronte delle opportunità di cui
godono, gli enti residenti non facciano uno sforzo maggiore nel
collaborare a costruire e rafforzare un comune piano strategico dello
spettacolo. Infine si ritiene che la formula di elasticità attuata dal
Cristallo rappresenti comunque una sfida positiva.
- Qualcuno ritiene invece che la presenza degli enti residenti produca una
situazione di contrasto dentro il Cristallo. Pur tuttavia, ponendo domande
di approfondimento, si giunge a concludere che, in realtà, queste forme
di anomalia di alcuni comportamenti e la difficoltà nello strutturare un
programma teatrale condiviso fra enti residenti, confermano la bontà
della linea programmatica e strategica del Cristallo rispetto agli enti
residenti e alle aperture in corso: unitarietà nella difformità. La maggior
parte degli intervistati giungono, come valutazione conclusiva, a
considerare questo indirizzo strategico come il fattore che permette al
Cristallo di attivare un’offerta e di intercettare una domanda di una
cultura differenziata, anche se non in modo esaustivo: e questa è la
ragione per cui il Cristallo affianca all’offerta dei residenti anche
contributi teatrali o culturali assunti dall’esterno della città proponendolo
nel programma annuale. I più affermano che l’apertura a nuovi soggetti
e soprattutto a esperienze che producano e innovino è fondamentale.
Altre osservazioni che fanno gli intervistati:
-
la quantità di risorse assorbite non sempre corrisponde alle attese
programmatiche;
-
ad altri, la programmazione sembra essere a suo modo completa; “ricca,
ampia, articolata, dotata di una progettualità basata sull’idea di
coinvolgimento chiara e importante per la città”; un programma che
100
cresce e si arricchisce e un’offerta che cerca il senso di sconvolgimenti
sociali radicali;
-
alcuni ritengono che, per la programmazione e la valutazione teatrale,
sarebbe utile un tavolo di lavoro fra coloro che fanno teatro, con la regia
della direzione del Cristallo, per ragionare su “dove andare” e per
elaborare proposte per la nuova legge sulla cultura;
-
attualmente, la programmazione trova difficoltà ad essere concordata; si
genera una dualità fra la linea Cristallo e quella degli enti residenti. E’
opportuno trovare la sinergia anche se, forse, si tratta di una
complementarietà dialettica che fa parte della dinamica stessa del
Cristallo e che, in una certa misura è bene che sussista.
Il Cristallo programma un ampio spettro di attività culturali; come
valuta questo quadro di proposte.
La composizione strutturale del programma (percorsi culturali, sociali,
scientifici e di scoperta del territorio; le rassegne degli enti residenti) riceve,
per gli spettacoli messi in scena dagli enti residenti una valutazione positiva,
con le accentuazioni e le riserve espresse in merito alla domanda
immediatamente precedente. Per i percorsi culturali viene sottolineato
positivamente che essi puntano sull’attualità e sulla forza dei temi, sull’incontro
con personaggi e scrittori e sulla voglia di ritrovarsi.
Bolzano è una città bilingue. Il Cristallo, secondo Lei, può svolgere
un’azione culturale di confronto, collaborazione, interazione con gli
enti che si occupano di cultura e di teatro in ambito tedesco? Con quali
obiettivi, iniziative, collaborazioni?
- La risposta dell’Assessore tedesco alla Cultura è: assolutamente
necessario. Secondo la maggior parte degli intervistati: un settore nel
quale si è lavorato poco. Da parte italiana sembra esservi un
atteggiamento di cautela. Altri sostengono che “la comunità italiana non
cresce se non diventa parte di una comunità più ampia”.
- Secondo i più, la città si riconosce nel teatro; nelle diverse specificità e
nella complementarietà.
- In questo percorso, è importante prepararsi a conoscere e comprendere
simboli, ritmi, sensi, politiche e liturgie diverse dalle proprie. La
conoscenza della lingua e dei linguaggi deve accompagnare e sostenere
questo percorso. Questo deve accompagnarsi alla cordialità dei rapporti,
all’incrocio di élite trasversali, a matrimoni misti, amicizie… Occorre
studiare i percorsi, le modalità e le occasioni. L’aspettativa giovanile è
l’incontro con la musica (spettacolo che si fonde con la musica).
101
Esperienze esistenti, ma non coinvolte. Altre se ne incontrano presso le
associazioni esistenti sul territorio.
Per ora il Cristallo ha una prevalenza di lingua specifica, quella italiana. In
Bolzano esistono alcune (poche) sperimentazioni e luoghi che hanno iniziato
questo percorso (I volti di Piazza Erbe – Die Wette – La scommessa…).
Il Cristallo studi attentamente un percorso. Alcuni intervistati suggeriscono di
affidare il lavoro preparatorio a un tavolo di lavoro di esperti e persone
impegnate nello spettacolo e nella cultura, motivate al progetto e alla
collaborazione fra le due culture.
Con quali obiettivi, iniziative, collaborazioni?
Gli intervistati più favorevoli al progetto affermano che è importante iniziare
col chiarire le situazioni linguistiche e dialettali. Vedere come le persone
possono vivere e passare attraverso queste maglie facendole proprie.
- Lo spettacolo potrebbe aiutare a chiarire e a vivere questo labirinto, con
arte e divertimento. Il teatro per bambini è un fattore assai importante
per strutturare e sviluppare questo cammino.
- L’iniziativa del Cristallo dev’essere ben congegnata, caratterizzata dalla
gradualità: partire dai bambini, dai giovani e dagli spettacoli con minor
incidenza linguistica, è di grande importanza. In questo il Cristallo deve
operare in partnership con istituti e compagnie tedesche (sottoponendo
questi elementi al comune tavolo di lavoro). Ciò condurrà a individuare
alcuni elementi di una nuova cultura urbana.
- Occorre evitare che il progetto si limiti e rimanga appannaggio delle élite.
Oltre ai progettisti, è necessario coinvolgere operatori dell’uno e dell’altro
gruppo linguistico.
- Utilizzare anche musica, danza, arti figurative per introdurre lo stare
assieme e l’interazione.
- Anche le esperienze per conoscere le regioni dell’Euregio sono uno
stimolo a cimentarsi nella comunicazione. Gli scambi culturali / educativi
scolastici e di gemellaggio. L’Università di Bolzano che sceglie il
trilinguismo va considerata un fattore centrale in questo processo (nel
merito specifico non si chiarisce come).
Un parere sul modulo di finanziamento (pubblico/privato) del Cristallo.
Gli intervistati ritengono, unanimemente che il finanziamento pubblico abbia
una grande rilevanza. L’asse della cultura (Kulturachse) è centrale per la vita e
102
lo sviluppo della società. Le politiche della cultura devono avere un progetto e
insieme incentivare l’autonomia delle comunità e dei soggetti culturali.
- Nel rapporto con l’Ente pubblico deve essere trasparente l’autonomia di chi
opera nella cultura, pur rispettando le regole della trasparenza finanziaria
della gestione del denaro pubblico.
- Nel settore del finanziamento privato, il Cristallo con la Cristallo Card e con
altre sollecitazioni di sponsor affianca efficacemente la sponsorizzazione
privata ad una sorta di azionariato popolare.
- Politici e funzionari degli Enti pubblici finanziatori richiamano la correttezza
amministrativa e contabile dei soggetti che godono del sostegno finanziario
pubblico.
Formazione civica. Un tema sostanziale e insieme delicato. Quale
nesso possibile con il Cristallo?
A molti intervistati, questa domanda risulta inizialmente difficile da
comprendere. Quando si esplicita il significato di educazione civica (in tedesco
si
usano
altre
espressioni:
Sozialkunde,
Gemeinschaftskunde,
Bürgererziehung; lett. Bürger Ausbildung).
- Una volta chiarita la domanda, la maggior parte degli intervistati ritiene
che l’attività svolta dal Cristallo (sia con lo spettacolo sia con i percorsi
culturali) rappresenti cultura civica nel senso genuino della parola,
rappresenti un invito all’autonomia del pensiero e delle scelte, a una
migliore capacità critica di leggere la società e gli avvenimenti. I percorsi
culturali sono ritenuti un indiretto fattore di crescita dell’autonomia di
individui e comunità.
- C’è chi sollecita affinché le politiche culturali (e quindi le attività) siano
discusse e concordate assieme all’ente pubblico. Sembra di capire, con la
regia degli enti pubblici. Un tema importante e delicato insieme.
- Alcuni suggeriscono che, forse, il luogo ove ciò può avvenire è la
Consulta per la cultura. Restando chiaro che agli enti di governo resta in
capo la responsabilità dei finanziamenti (nella trasparenza), mentre agli
operatori della cultura e alle comunità rimane la libertà di esprimere le
proprie opzioni programmatiche e operative, e agli artisti va garantita la
libertà di rappresentazione.
- E’ convinzione generale che il Cristallo, in fondo, gioca la sua
legittimazione sul modello che ha costruito e sull’autonomia con la quale
interpreta e interagisce con la città e le sue comunità.
103
Nota conclusiva
Il contenuto di questa nota, deriva dall’insieme delle interviste e va considerato
quale elemento integrativo delle risposte sopra riportate.
Le rappresentazioni teatrali classiche, moderne e contemporanee hanno una
loro rilevanza fondamentale perché trasmettono messaggi e aiutano a riflettere
su temi universali. Nel corso delle interviste, operatori dello spettacolo e della
cultura fanno presente che le attività del teatro amatoriale e le attività culturali
rivolte al vasto pubblico sono da considerarsi come veicolo per la fruizione
anche delle grandi opere teatrali e letterarie. Altre rappresentazioni toccano
invece temi specifici dell'attualità e gli interrogativi dell’oggi.
Per ambedue le tipologie di rappresentazioni e di eventi l’orientamento
dovrebbe essere quello di esplicitare la scelta in base agli obiettivi culturali,
formativi e di dibattito e approfondimento che si intendono perseguire.
Il riferimento e il legame con la realtà e le comunità urbane si devono
esprimere nell'attività e nella collaborazione con gli enti residenti e con altri
soggetti e operatori che hanno quale obiettivo, in forza della loro appartenenza
alla comunità urbana, di portare al processo di riflessione sulla società e la
cultura della città. Anche per questa ragione, gli enti residenti debbono dare il
loro contributo alla programmazione e all’attuazione di momenti specifici della
sua attuazione. E’ sempre opportuno che i soggetti attivi nell’ambito artistico
letterario, teatrale o di altra natura, siano chiamati a collaborare, sia pure
senza che essi siano costretti entro i vincoli della regia di programmazione,
cioè debbono conservare un'autonomia che va garantita peraltro dal board di
regia della programmazione complessiva. Il board deve peraltro ottenere dagli
enti residenti una fattiva collaborazione alla formulazione di comuni obiettivi,
delle scelte di programma e alla loro attuazione.
104
PIANO CULTURALE PER IL TEATRO
E IL CENTRO CULTURALE CRISTALLO
105
Premessa: il Cristallo, città e cultura
Come premessa alle motivazioni di fondo e alle linee strategiche della
programmazione pluriennale del Cristallo, è utile richiamare alcuni elementi
che chiariscono la sua natura, gli obiettivi e il suo ruolo.
Il Cristallo, il cui riferimento è la città nel suo complesso, si qualifica come un
fattore di congiunzione tra i due poli della stessa, grazie ad un’attività
sostenuta dagli enti pubblici, ma capace di una specifica autonomia.
Per tale motivo e in questo senso il Cristallo mira a proporre e a identificarsi
con la cultura popolare.
Il Cristallo si confronta con i tradizionali ceti privilegiati urbani e formula
risposte alle domande di cultura dei nuovi ceti popolari. Popolare significa ciò
che corrisponde alle esigenze:
-
-
-
delle nuove generazioni italiane che, staccandosi dalle culture tradizionali
delle regioni di origine dei genitori, si identificano nella nuova idea di
città;
delle nuove generazioni tedesche che acquisiscono, al pari dei loro
coetanei italiani, la percezione di una cultura in cui le identità linguistiche
e di costume sono rilevanti, ma si aprono al valore della conoscenza e
della cooperazione con l'altro;
delle nuove generazioni di stranieri, che devono trovare proposte
culturali che siano in grado di coinvolgerli per conoscere la nostra terra e
per trovare motivazioni all'inserimento.
Questo orientamento si manifesta nella sua natura giuridica di associazione,
negli obiettivi e nella programmazione degli spettacoli e delle attività culturali,
nel largo spettro di soggetti che coinvolge, nell’affiancare al sostegno degli enti
pubblici le sponsorizzazioni private e l’azionariato popolare con la Cristallo
Card.
Il Cristallo si è evoluto, da un'origine parrocchiale, a soggetto che intende
proporre spettacolo e cultura come fattore di crescita dei cittadini senza
distinzione di grado d’istruzione, censo, genere o credo, privilegiando la
riflessione critica e aperta. L’orientamento di fondo resta comunque la
centralità della persona.
Tenendo conto delle identità etnico linguistiche, il suo progetto è di stabilire la
reciproca conoscenza, favorendo il rispetto delle diversità e la fattiva
convivenza.
Ciò esprime il metodo con cui il Cristallo si rapporta alle culture della città, al
fine di far crescere la coscienza civica.
106
Questo obiettivo e questa metodologia connotano la programmazione degli
spettacoli e delle attività culturali che trovano concreta configurazione nei
percorsi tematici quale strumento per rendere comprensibili i problemi del
tempo.
Aspetti problematici della comunità urbana
La dinamica socio economica recente ha prodotto in generale fenomeni di crisi
familiare di varia natura:
• il moltiplicarsi di nuclei familiari di un solo componente;
• la crisi di nuclei familiari, anche giovani, che, a seguito della perdita del
posto di lavoro, oppure per la rottura del vincolo matrimoniale, entrano
nella fascia di povertà spesso per l’impossibilità di far fronte ai mutui
contratti per l’acquisto dell’abitazione, o per pagare gli alimenti al
coniuge; questi nuclei spesso devono essere aiutati dalla famiglia di
origine di genitori già maturi o anziani;
• le difficoltà cui vanno incontro le famiglie che si trovano, sole, nel doversi
accollare il sostegno a figli disabili, ad anziani bisognosi di assistenza,
ecc.;
• la crisi della popolazione adulta, che non è capace di autonomia di
pensiero e di coerente azione e che quindi non è in grado di essere
propositiva di valori significativi e stili di comportamento nei confronti di
figli e giovani in generale.
Gli aspetti specifici della città di Bolzano e dell’Alto Adige
Questi fenomeni, accompagnati dagli alti costi delle abitazioni, hanno
provocato una notevole fuoriuscita di popolazione residente in cerca di
abitazioni meno onerose nei centri abitati della corona urbana e della Bassa
Atesina. Volendo analizzare gli aspetti locali specifici che si vanno a sommare
alla generale situazione sopra descritta, inoltre, non si può non citare la storia
dei quartieri e il loro attuale sviluppo: Oltrisarco, le Semirurali, Don Bosco e lo
sviluppo di recenti aree ad edilizia popolare portano con sé retaggi culturali e
problemi che sono parte integrante della cultura urbana del passato e dell’oggi.
Infine la diversità linguistica, delle tradizioni e delle visioni del mondo, che
l'Alto Adige contiene sul suo territorio sono una parte costitutiva del processo
conoscitivo, della programmazione e dell’elaborazione delle strategie culturali.
107
Questa è la parte più delicata, ma anche quella più sostanziale del processo
conoscitivo, di riflessione e di interazione culturale della città di Bolzano che
deve crescere in modo plurale e più aperto e ricco.
Un passo avanti, anche piccolo e graduale, nella reciproca conoscenza e
autocoscienza delle culture, nel sentire il bisogno di rappresentare la propria
immagine culturale, anche in termini critici, nel sentire altresì il desiderio di
prestare attenzione alla rappresentazione della cultura altrui, tutto questo
costituisce l’avvio della reale convivenza.
Essa – se non passa attraverso questo processo di autocoscienza e reciprocità
e si affida solo ai fatti, agli eventi, al solo apprendimento materiale delle lingue
- mancherà della sua anima che è intimamente e inevitabilmente la cultura.
Nel delineare le linee guida per i prossimi anni, sulla base delle riflessioni e dei
dati fin qui proposti, vogliamo indicare i target di pubblico su cui il Cristallo
vuole lavorare con maggior assiduità nel prossimo quinquennio, i contenuti
delle proposte teatrali e culturali su cui concentrare l'attenzione e infine le
modalità preferenziali di coinvolgimento.
I target a cui il Teatro Cristallo si rivolge
Il Teatro Cristallo ha già dei target molto ben definiti e presenti, coi quali ha un
rapporto stretto e che continuerà a tenere in evidenza. I target vengono
collocati dentro ad un universo sociologico altrettanto definito, composto dalle
seguenti cornici di riferimento:
Essi sono:
− la comunità, ovvero la socialità che ruota attorno all'identità costruita da
valori e simboli comuni e dal prevalere di una relazionalità solidale; questo
anche
nel contesto urbano che tenderebbe invece a enfatizzare
l'anonimato, l'efficienza pura e il denaro come comunicazione; la
mediazione tra i due modelli produce una nuova idea di cittadinanza; dentro
a questo tema va collocata anche la riflessione sull'identità, intesa come
esercizio dell'assunzione di responsabilità rispetto ai problemi da affrontare
e la capacità di valutazione della sostenibilità delle scelte: popolarismo e
non populismo;
− la famiglia, concetto che, pur nell'acceso dibattito contemporaneo,
continua ad essere considerata quale punto di riferimento nella dinamica
personale, interpersonale e comunitaria; il dibattito culturale su questo
tema appare come uno dei temi più impellenti; la famiglia e in particolare
modo i bambini hanno bisogno di iniziative culturali ed educative che
consentano alla famiglia di acquisire maggiore consapevolezza del suo
ruolo: teatro, spettacolo, cinema, musica, danza ed altro possono portare
108
all'attenzione temi ed argomenti che favoriscano confronti, chiarificazioni e
risposte ai temi cruciali delle famiglie di oggi, che hanno esigenze di stabilire
nuove forme di relazioni solide e arricchenti;
− la persona – donna/uomo, anziano, adulto o bambino/adolescente presenta un valore e una serie di diritti che necessitano di essere letti nella
società contemporanea senza dimenticare la storia della loro evoluzione; la
persona deve poter imparare a fare esperienza di vita sociale in tutte le età,
conoscere le regole che consentono una partecipazione attiva, acquisendo
anche specifiche competenze; il teatro può offrire alla persona l'opportunità
di esprimersi, di portare i propri pensieri, le proprie speranze e il proprio
desiderio di cambiamento.
Entro queste tre cornici di riferimento, i target su cui il Cristallo intende
lavorare con maggiore incisività nel prossimo futuro sono:
− la città, come luogo bipolare, ricondotta all'integrazione delle identità
attraverso la fruizione dello spettacolo e delle attività culturali;
− i giovani, soprattutto delle zone marginali, per i quali vanno individuati
percorsi culturali e di spettacolo sui temi della legalità, della pluralità
culturale e della costruzione delle identità con particolare riferimento alla
convivenza tra i gruppi etnici storici della città e con le culture nuove degli
immigrati;
− le categorie che frequentano poco il teatro: dai dati demografici, dai
questionari, dalle interviste, dai dati relativi alla frequenza del teatro
Cristallo risulta che alcune categorie frequentano meno: le persone con
basso grado di scolarizzazione, adolescenti e persone di età tra i 20 e i 30
anni, gli adulti tra i 30 e i 50; questi ultimi adducono come ragione la
mancanza di tempo.
Per quanto riguarda le aree urbane, quelle che frequentano meno sono le
nuove aree di espansione (Firmian e Casanova) e il quartiere di OltrisarcoAslago. Al fine di un maggiore coinvolgimento si agirà sia sull'inserimento,
nei programmi di spettacolo e attività culturali, di elementi che attraggano
l'interesse di questi soggetti sia con una
maggiore
visibilità
promozionale sia con il coinvolgimento delle realtà istituzionali;
− la popolazione di lingua tedesca, che attualmente non trova nella
proposta del Teatro Cristallo un'offerta vicina alla sua sensibilità; la città di
Bolzano ha visto negli ultimi decenni una trasformazione molto forte, che ha
portato nei quartieri anche periferici, ma in modo particolare a don Bosco,
nella zone di espansione Casanova e Firmian, popolazione di lingua tedesca
in percentuale sempre maggiore;
109
− gli stranieri: la presenza di popolazione di origine straniera raggiunge il
15%, con accentuazioni territoriali nei quartieri di Centro-Piani-Rencio,
Oltrisarco-Aslago ed Europa-Novacella, con prevalenza qui di anziani. Il
coinvolgimento culturale di una parte così consistente di popolazione si
impone se la cultura vuol essere un elemento fondante per l'integrazione nel
tessuto urbano. Ciò significa proporre eventi di spettacolo, temi di
informazione e dibattito capaci di avvicinare questi ceti come protagonisti, a
partire dalle loro forme associative. La partecipazione a queste attività
culturali e di spettacolo rappresenta per tutti i cittadini un valido percorso
alla conoscenza delle diverse culture presupposto indispensabile per la
convivenza.
− le comunità di lingua italiana del territorio esterno: l'attività teatrale e
le attività culturali della città, e quindi anche il Teatro Cristallo, possono e
debbono essere riferimento anche per le comunità periferiche e anche delle
piccole comunità italiane sul territorio provinciale.
Linee programmatiche generali
Linea 1 – Cultura e spettacoli per un disegno di supporto alla qualità
della vita nei quartieri58
Strumenti:
− attivazione di un tavolo di lavoro con istituzioni pubbliche, civili e religiose,
soggetti associativi, cooperativi, che individui e condivida gli elementi di
criticità maggiore nei quartieri, metta in rilievo progetti per una nuova idea
di città, individui le priorità culturali e sociali per l'inclusione, per un
processo di integrazione all'interno dei quartieri e nella città nel suo
complesso, operando in una dimensione che vada “oltre l'individualismo”;
− individuazione, per ogni quartiere, delle associazioni ed enti che per statuto
e prassi condividono gli ideali e la missione del Cristallo;
58
L’analisi spaziale, storica e sociale della città evidenzia, oltre alla bipolarità, anche una diversa partecipazione
dei quartieri alla vita civile e culturale. Centro Piani Rencio, Oltrisarco Aslago e le aree Firmian e Casanova hanno
caratteristiche demografiche e soprattutto sociali e identitarie diverse. I questionari (pur se non sono perqueste zone
particolarmente rappresentativi) segnalano una scarsa partecipazione alle attività culturali e agli spettacoli. Questo
appare essere pure un indicatore di una marginalità alla quale si deve dare risposta. Gli strumenti di questa Linea
programmatica esprimono le modalità per rispondere a queste esigenze.
110
− condivisione comune delle potenzialità e delle carenze di ogni quartiere al
fine di evidenziare le possibilità di azione;
− stesura di un programma operativo che individui priorità, ruolo di ciascuno
nell'attuazione del programma e sistemi di verifica puntuale;
− ricerca del coinvolgimento degli enti pubblici responsabili della politica
culturale sul territorio per il sostegno nei contenuti e nel finanziamento;
− proposta di ricerca di nuove visioni di senso e di prospettiva positiva per il
futuro: individuazione di temi da mettere in evidenza nei nostri percorsi
culturali e da condividere con quelle agenzie culturali ed educative che
possono sostenere questa linea; adozione di una strategia pluriennale di
trattazione dei temi.
Linea 2 - Contenuti e obiettivi per la predisposizione del programma di
attività59
Obiettivi:
− la formazione del “cittadino”, anche adulto, attraverso iniziative di
−
−
−
−
−
accompagnamento nell'assunzione di responsabilità personali e civiche e di
riflessione sul contemporaneo, anche attraverso l'attivazione di percorsi di
auto-riflessione sulle specificità del nostro territorio in cui i giovani, gli
anziani, i nuovi cittadini siano capaci di elaborare in maniera autonoma
spunti di partenza per orientare la scelta contenutistica dei percorsi culturali
e di spettacolo, anche attraverso forme di produzione locale;
l'attenzione alle identità sociali e culturali accanto a fenomeni di identità
debole o quasi assente, con particolare attenzione alle dinamiche giovanili;
le caratteristiche specifiche del territorio e della popolazione presente, con
un'attenzione focalizzata sugli elementi di frammentazione e di
contrapposizione; in modo particolare attenzione ai bisogni espressi nelle
aree maggiormente disagiate e marginali, che si esprimono in modo
specifico nelle zone di espansione urbana;
la conoscenza e diffusione della storia della città e dei suoi quartieri con
riferimento anche al contesto riguardante il territorio provinciale;
la valorizzazione del ruolo di “ponte” svolto dalla donna all'interno della
società;
la valorizzazione delle comunità, perché esse si sentano e siano
L’esigenza di offrire uno strumento di base per la formazione civica, è risultato essere elemento strettamente connesso
con le attività culturali e teatrali del Cristallo. Del pari, il forte mutamento rappresentato da un’alta percentuale di
persone provenienti da paesi esteri e da culture diverse ha evidenziato la necessità di elaborare strategie e strumenti atti
a rispondere a questo forte mutamento nella città di Bolzano.
59
111
protagoniste del processo di riflessione e elaborazione culturale;
− la conoscenza delle culture e dei principi regolatori dei paesi di origine degli
immigrati: particolarmente delicata, ma necessaria anche la riflessione sul
tema dei diritti universali e la compatibilità con gli ordinamenti giuridici dei
paesi a prevalenza islamica.
Linea 3 – Allargamento della fruizione delle proposte di spettacolo e di
percorsi culturali60
Strumenti:
− individuazione delle diverse sensibilità, delle opportunità economiche, del
livello di istruzione e di socialità, rendendo possibile a tutti la prospettiva di
una cittadinanza comune sia pure partendo da identità e posizioni diverse;
− individuazione di articolate modalità di comunicazione, differenziando gli
strumenti che possano coinvolgere la popolazione ai vari livelli;
− utilizzo di mezzi a disposizione, sia quelli tecnologici sia quelli più
tradizionali, per agevolare la partecipazione massima;
− interazione con enti, associazioni, cooperative presenti nei quartieri, che
rappresentano istanze e sensibilità eterogenee e che risultano meno
coinvolti sul fronte della partecipazione, al fine di individuare strategie
condivise per un coinvolgimento progressivo delle rispettive compagini.
Linea 4 – Promozione della conoscenza interlinguistica e interculturale
italiana e tedesca61
La stratificazione sociale e la differenziazione socio spaziale si traducono in livelli diversificati di partecipazione alle
attività culturali e questo conduce a un debole coinvolgimento dei ceti con scarsità di risorse economiche o d’istruzione,
oppure con scarsa possibilità di muoversi, oppure ancora o perché distanti dalle sedi culturali e di spettacolo in attività
culturali, anche in quelle attivate dal Cristallo. I fattori che rendono più difficile a questi cittadni la partecipazione alle
attività culturali sono plurimi e spesso si sovrappongono, altre volte invece si differenziano: l’età, la capacità di cogliere
le informazioni, la disponibilità e la capacità di usufruire di mezzi di trasporto, il livello di istruzione, quello culturale e
linguistico; per altri prevale l’impossibilità di disporre di tempo libero, il tipo di socialità del quartiere in cui si vive. Gli
strumenti qui individuati si presentano, proprio per questa complessità di fattori, in forma aperta. Ciò significa che le
azioni mirate da elaborare in seguito, dovranno tenere conto delle diverse identità di quartiere, di ceto e di possibile
coinvolgimento nelle iniziative. Un ruolo centrale svolgono le modalità con cui si intercettano le forme associative
esistenti, la collaborazione con le stesse e un’adeguata comunicazione
61
Questa linea programmatica risponde ad un risultato del tutto nuovo della rilevazione condotta. Rispetto alla
separatezza tendenzialmente rigida dei gruppi etnico linguistici, si è evidenziata una generale (anche se non totale)
disponibilità ad attivare un processo di collaborazione fra istituzioni, associazioni e iniziative culturali e di spettacolo
italiane e tedesche. Questo processo richiede intelligenza, confronto, sperimentazione, reciproca attenzione e apertura.
Nonostante la complessità, questo elemento va considerato come un terreno sensibile e massimamente importante per la
convivenza linguistica e culturale e quale fattore di arricchimento per la vita civile e politico culturale di Bolzano.
60
112
Strumenti:
− coinvolgimento di enti e istituzioni di lingua tedesca già presenti sul
territorio per offrire al Teatro Cristallo un percorso di spettacolo e cultura in
lingua tedesca;
− collaborazione per la realizzazione degli eventi, individuando i processi e le
forme che, considerando le identità di partenza nel loro genuino valore,
evidenzino gli elementi del pluralismo culturale;
− attivazione, in partnership con enti di cultura tedesca, di una
programmazione mirata di spettacoli, che siano attrattivi, come il teatro
leggero, ma che allo stesso tempo propongano una qualità di realizzazione e
di contenuti, anche mediante un programma di spettacoli che parta dai
bambini/giovani con spettacoli a minore incidenza linguistica e passando
quindi con gradualità al pubblico in generale.
Linea 5 – Arricchimento della proposta culturale e di spettacolo 62
Strumenti:
− attivazione di percorsi di spettacolo nuovi non presidiati sul territorio, che
−
−
−
−
possano coprire ambiti non presenti, con contenuti mirati e di qualità;
attivazione di strategie con altri enti che condividano le linee del Teatro
Cristallo per un progetto teatrale innovativo;
attivazione di un laboratorio permanente, che possa portare ogni anno a
dedicare l'ultimo spettacolo della stagione a tematiche locali o universali con
riferimento al nostro territorio, sapendo coinvolgere parti della popolazione;
attivazione di esperienze di teatro di comunità, che promuovano il lavoro
diretto con la popolazione dei quartieri, coinvolgendo in tale progetto una
regia di sostegno forte ed autorevole, che può venire dal Teatro Stabile o
dalle Vereinigte Bühnen Bozen;
coinvolgimento più incisivo dei nostri partner storici per la stagione e i
percorsi culturali, affinché condividano maggiormente i progetti e siano
parte attiva nella concretizzazione degli stessi, contribuendo alla
ridefinizione e al rinnovamento delle rassegne storiche in cartellone.
Linea 6 – La progettazione culturale63
I contenuti di questa linea programmatica sono connessi con il fatto che la ricerca ha messo in luce sia la centralità
della città e delle sua attività culturali con il territorio extraurbano, sia la necessità e l’urgenza di mettere in rete le
iniziative esistenti a Bolzano mettendo in relazione soggetti, istituti e iniziative di linegua e cultura italiani e tedeschi.
63
La ricerca ha messo in luce il generale e condiviso apprezzameno per ciò che il Cristallo ha ottenuto ne ventanni della
sua attività: una vasta partecipazione alle attività culturali e di spettacolo soprattutto per l’area popolare della città. Gli
strumenti qui indicati sono sia la sintesi degli elementi di metodo e di azione che hanno ottenuto quest’ampia
62
113
Strumenti:
− elaborazione di una nuova forma e di una nuova metodologia di lavoro per il
−
−
−
−
Comitato Culturale dell'associazione Cristallo Verein, che possa esprimersi in
modo concertato e condiviso nelle due sezioni (teatro e attività culturale), al
fine di migliorare il processo di pianificazione culturale e rafforzare la
condivisione di informazioni fra le due sezioni; individuazione di una
presidenza autorevole che coordini, animandole, le due sezioni;
ridefinizione di criteri e di modalità operative nel rapporto con gli enti
coinvolti nella progettazione e programmazione;
attivazione di un monitoraggio permanente all’interno del Cristallo
finalizzato alla valutazione delle attività teatrali e culturali e della socialità;
costruzione di un servizio di documentazione sistematica degli eventi attivati
all'interno del Teatro Cristallo, che possa rappresentare sia una traccia di
quanto proposto sia anche una modalità per ampliare la diffusione e la
partecipazione della popolazione alle proposte del Cristallo;
attivazione di partnership con realtà culturali presenti in Regione, ivi
comprese le realtà cooperative che si occupano di cultura; ricerca sul
territorio e a livello nazionale di enti che possano condividere la missione del
Cristallo, anche in vista di un eventuale ridisegno delle attuali residenze e
partnership, come pure attivazione di partnership con istituzioni pubbliche
(ASSB, IPES...) che possano favorire la realizzazione di azioni culturali
specifiche per l'utenza di loro competenza.
Linee guida operative
Dal punto di vista dei rapporti con gli enti pubblici finanziatori
-
Ricerca di modalità nuove di condivisione degli obiettivi generali di
politica culturale, che garantisca il finanziamento su base pluriennale, per
la necessaria continuità della programmazione culturale.
-
Proposta agli enti pubblici finanziatori di fornire agli operatori culturali in
partecipazione e questo apprezzamento, sia le strategie che si vogliono attivare per far sì che ciò continui anche nel
prossimo quinquennio. Questi risultati come pure gli interrogativi e gli stimoli son prevalentemente scaturiti dalla
ricerca presentata (sprattutto dai questionari e dalle interviste). E’ solo il caso di far notare gli strumenti proposti si
presentano in forma aperta e flessibile poiché la matrice del metodo sin qui applicato è stata caratterizzata dalla costante
capacità di intercettare gli interrogativi sociali e culturali del tempo cercando una risposta proprio nelle attività culturali
e di spettacolo proposte nelle stagioni del Cristallo. Le attività del Cristallo, la memoria storica dello staff dirigenziale,
la documentazione consultata e il metodo utilizzato hanno costituito parte essenziale della ricerca stessa.
114
modo sistematico una rilevazione dei bisogni culturali della popolazione e
la formulazione di linee guida di politica culturale, sulle quali fare
convergere anche l'operato degli attori presenti sul territorio nel pieno
rispetto dell'autonomia di proposta culturale di ciascun ente.
-
Richiesta di valutazione dell'opportunità di attivazione di un osservatorio
per le attività teatrali, di spettacolo, culturali, che possa far meglio
conoscere tutto quanto viene prodotto sul territorio e offrire indicazioni di
prospettiva sulle priorità, sulle sinergie da attuare e sulle zone
maggiormente scoperte.
Dal punto di vista del rapporto con altri teatri e altre istituzioni
culturali
-
-
Ricerca di un rapporto più organico con le realtà teatrali, in particolare
nella città di Bolzano.
Condivisione di alcune linee guida, sulle quali costruire una progettazione
comune di spettacolo e di attività culturale.
Creazione di una card culturale unica condivisa dai teatri di Bolzano per
l'accesso agevolato agli spettacoli.
Condivisione del database dei contatti dei vari teatri, al fine di migliorare
l'informazione e offrire al cittadino, di qualunque provenienza, un
panorama vario di spettacolo.
Ricerca di una condivisione di obiettivi comuni per un coinvolgimento più
forte della Libera Università di Bolzano, partendo da una valutazione
comune circa la lettura del contesto e il metodo di sviluppo delle linee
programmatiche e degli strumenti più idonei.
Dal punto di vista della gestione
-
-
-
creazione di un sistema organico di formulazione degli obiettivi, che
consenta la concretizzazione delle linee guida, con individuazione di
passi, priorità di azioni e indici capaci e con monitoraggio periodico degli
obiettivi e della loro attuazione;
rafforzamento delle competenze linguistiche del personale al fine di
rendere ancora più agevolata e incisiva l'azione del Cristallo con enti e
istituzioni del territorio;
implementazione della rete degli sponsor e individuazione di nuove
iniziative di autofinanziamento.
115
Pluralità delle culture, delle lingue e convivenza
“La convivenza plurietnica può essere percepita e vissuta come arricchimento e
opportunità in più piuttosto che come una condanna: non servono prediche
contro il razzismo, intolleranza e xenofobia, ma esperienze e progetti positivi e
una cultura della convivenza”
Alexander Langer
116
APPENDICE
117
FONTI DI RIFERIMENTO
Linee di politica culturale di Provincia e Comune
Dichiarazione di Governo 2013-2018 – XV Periodo di legislatura – pag.
3
“A consentirci non solo di fissare ma anche di raggiungere questi obiettivi è
l’autonomia speciale, che garantisce i necessari margini di manovra per
individuare risposte politiche ritagliate sulle scadenze e sui problemi che ci
attendono. Non consideriamo questa autonomia un modello immutabile, bensì
lavoriamo per aggiornare e ampliare questo principio così prezioso per l’Alto
Adige e per il suo sviluppo sociale, culturale ed
economico. Sin da ora ci
riconosciamo – in questa necessità di aggiornare e adeguare l’autonomia –
nel metodo del dialogo e della ricerca del consenso tra tutti i gruppi
linguistici”.
Accordo di coalizione per la formazione della nuova Giunta provinciale
per la Legislatura 2013-2018 del 30.12.2013
“Cultura.
Investire nella cultura significa investire nella crescita civile della
persona e nella
valorizzazione del territorio. La cultura costituisce uno
strumento strategico di promozione del benessere sociale in particolare nei
territori e nelle aree più fragili.
Negli ultimi anni l’Alto Adige ha conosciuto un grande sviluppo culturale grazie
anche alla preziosa attività dell’associazionismo e del volontariato. Oggi
l’identità culturale poggia su basi stabili e consolidate. Si apre una nuova
fase:
− investire maggiormente nella creatività delle persone e meno nelle
infrastrutture;
− con interventi di politica provinciale che mirano a dare ulteriore respiro
internazionale alla cultura locale, a superare i confini, a promuovere l’intera
cultura locale che si compone delle espressioni artistiche di tre gruppi
linguistici;
− con interventi pubblici che garantiscano la qualità delle produzioni culturali
locali, lo scambio culturale con i Paesi confinanti e anche le opportunità di
formazione offerte all’utenza e di creare reti culturali tra le associazioni
presenti sul territorio;
− con nuove iniziative culturali che contribuiscono in misura maggiore, anche
118
criticamente, alla discussione sociopolitica;
− con l’elaborazione di un Piano culturale dell’Euregio che sappia promuovere
in modo particolare lo scambio tra il mondo culturale dell’Alto Adige e quelli
di Trentino e Tirolo;
− con una forza di penetrazione sovraregionale e europea raggiunta anche
grazie all’ulteriore sviluppo della cultura tradizionale e popolare locale;
− con interventi che aprano alla conoscenza della storia e della cultura locali e
che offrano occasioni di incontro, dialogo e scambio”;
Linee di indirizzo strategico 2009-2013 dell'Assessore alla cultura e scuola in
lingua italiana, edilizia abitativa Dr. Christian Tommasini del marzo 2009
con particolare riferimento ai seguenti punti:
− edilizia come attività "ponte" con il settore cultura;
− educazione alla cittadinanza;
− sinergie con associazioni del territorio, agenzie educative e centri giovanili;
− partecipazione delle nuove generazioni ai processi culturali;
− raffigurazione della persona e dei canoni di bellezza nella nostra società;
− conoscenza delle lingue;
− convivenza con altre culture;
− progetto formativo integrato: raccordo tra le attività dell'istruzione formale
e le realtà del territorio come luoghi di apprendimento informale.
Linee di politica culturale indicate dal Piano di Sviluppo Strategico della Città di
Bolzano “Bolzano, città a misura d'uomo”: - Aggiornamento 2008 – Obiettivi
con particolare riferimento ai seguenti punti:
− valorizzare storia e cultura locale;
− la città delle tante culture;
− conoscere e soddisfare il proprio pubblico e attrarne di nuovo;
− promuovere sinergie tra associazioni ed istituzioni.
119
Testimoni privilegiati
Achammer Philipp, assessore alla Cultura e Istruzione in lingua tedesca e alla
convivenza, Obmann SVP
Benussi Nicola, Direttore Artistico TeatroBlu Bolzano
Bonagura dott. Sergio, Presidente Commissione Cultura del Comune di Bolzano
Fazzi prof. Luca, Università degli studi di Trento
Forcato Sandro, Il Circolo La Comune Bolzano
Ghizzo don Olivo, già Vicario Generale, parroco di Regina Pacis
Giurdanella dott.ssa Marisa, Direttrice Ufficio Cultura Ripartizione 15 Cultura in
lingua italiana PAB
Ladinser Klaus, Vice Sindaco Comune di Bolzano, Presidente della Fondazione
Teatro Comunale e Auditorium Bolzano/Stiftung Stadttheater und Konzerthaus
Bozen
Lampis dott. Antonio, Dirigente Ripartizione 15 Cultura in lingua italiana PAB
Loris Frazza, Willy Coller, Presidente e Vice Presidente UILT Bolzano (Unione
Italiana Libero Teatro)
Mazzuccato dott. Paolo, RAI Sede Regionale Bolzano
Paone Lucio, Associazione culturale “ L’Obiettivo”, Bolzano
Salghetti avv. Giovanni, Presidente Teatro Stabile di Bolzano
Tommasini dott. Christian, Assessore alla Cultura in lingua italiana, Vice
Presidente Giunta PAB
Trincanato Patrizia, Assessore alla Cultura Comune di Bolzano
Valente dott. Paolo, Direttore Caritas Bolzano
Zambaldi dott. Walter, Direttore del Teatro Stabile di Bolzano
Focus Group permanente Cristallo
Fontana dott. Pio, Presidente Associazione Cristallo
Carroli dott.ssa Gaia, Direttrice Teatro Cristallo
Lazzaro dott.ssa Francesca, Vice Direttrice Teatro Cristallo
120
Bibliografia e Siti
•
Aa. Vv. Osservatorio, offerta e residenze teatrali, Giornata di studio per
operatori teatrali. Atti, Centro Trevi, Bolzano, 5 febbraio 2008
•
Aa. Vv. Studio e monitoraggio dell'offerta teatrale in Alto Adige nel 2005.
Introduzione, in Osservatorio, offerta e residenze teatrali, Provincia
Autonoma di Bolzano, 2008
•
Bilancio Sociale 2014 dell'Associazione Cristallo
•
Indagine multiscopo sulle famiglie ASTAT-2013 ASTAT-TAB n.4/2014
•
Indagine multiscopo sulle famiglie ISTAT – 2014, pubblicata in data
24.04.14
•
Andamento e struttura della popolazione di Bolzano e dei suoi quartieri,
Comune di Bolzano Ufficio Statistica e tempi della città, 2014
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Waltherplatz in Bildern / 200 anni piazza Walther a Bolzano in immagini
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Bodo, S., Da Milano, C., & Mascheroni, S., Periferie, cultura e inclusione
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Bollettino ASTAT: info sugli operatori culturali riferita all'anno 2012 ed
edita nel n. 66/2013; la configurazione e le caratteristiche della
popolazione da servire
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Rilevazione condotta nel luglio 2005 sulla popolazione di Bolzano con
riferimento alla riapertura del Teatro Cristallo a cura della TSM Trento
School of Management;
•
Rilevazione promossa dalla Parrocchia Regina Pacis nel quartiere EuropaNovacella negli anni 1994/95;
•
Rilevazioni statistiche e studi riguardanti la frequenza del teatro a livello
nazionale e locale, nonché quella specifica del teatro Cristallo rispetto alla
122
popolazione dei quartieri di Bolzano (v. Parte II – La fruizione del teatro
e pubblicazione “Studio e monitoraggio dell'offerta teatrale in Alto Adige
nel 2005).
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123
Sitografia
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http://www.gemeinde.bozen.it/servizi_context02.jsp?
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http://www.theater-bozen.it/
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http://www.konzertverein.org/
http://www.kulturinstitut.org/
http://www.teatrocomunale.bolzano.it/?location=teatro-comunale-griesstadttheater-gries-2&lang=de
www.waltherhaus.org/it/teatrocongressi.html
http://www.teatro.it/spettacoli/nuovo_teatro_di_san_giacomo_di_laives/
www.carambolage.org/
www.circololacomune.it
www.prometeo.coop/
www.bolzano.net/associazioni/masetti-exnovo.html
www.theaterimhof.it/ - www.teatrocortile.it/
www.compagniateatroblu.it/
www.theatraki.org/home-it/
www.ftb.bz.it/
www.paginebianche.it/bolzano/u-i-l-t-unione-italiana-libero-teatro
cababoz.com/
http://www.eurac.edu/en/pages/default.aspx
124
Appendice 1. Il questionario
Questionario di valutazione del gradimento del pubblico del teatro Cristallo
Il presente questionario è anonimo. I dati verranno utilizzati per un'indagine
statistica sul pubblico del teatro con particolare attenzione per il pubblico del
Teatro Cristallo di Bolzano.
Parte prima – Informazioni generali
Sesso
•
Maschio
•
Femmina
Luogo di residenza
•
Bolzano
(specificare
quartiere)________________________________________
•
Fuori
Bolzano
(specificare
_________________________________________
Stato civile
•
Celibe/nubile
•
Coniugato/a
•
Vedovo/a
•
Divorziato/a
Età (inserire gruppi di età ASTAT tranne; 0-10 / 11-19)
•
0 - 13
•
14 -19
•
20 - 29
•
30 - 39
•
40 - 49
•
50 – 59
•
60 – 65
•
66 – 75
125
la
il
località)
•
over 76
Grado di istruzione
•
Laurea
•
Diploma scuola media superiore
•
Licenza scuola media inferiore
•
Licenza scuola elementare
•
Nessuna scuola
Professione
•
Operaio / a
•
Artigiano/a
•
Avvocato/a
•
Libero professionista
•
Medico e
•
Insegnante
•
Impiegato/a
•
Infermiere/a
•
Casalingo/a
•
Pensionato/a
•
Studente
•
Disoccupato
•
Altro (specificare) ______________________________________
Quante persone comprende il nucleo familiare (compreso l'intervistato ma
escluse le persone di servizio, pensionati e familiari assenti da oltre 6 mesi)
•
1 persona
•
2 persone
•
3 persone
•
4 persone
•
5 persone
•
6 o più persone
126
Quante persone di 18 anni e oltre?
•
1 persona
•
2 persone
•
3 persone
•
4 persone
•
5 persone
•
6 o più persone
Presenza di bambini tra gli 0 e i 14 anni in famiglia
•
1 persona
•
2 persone
•
3 persone
•
4 persone
•
5 persone
•
6 o più persone
Lei frequenta teatri in città?
•
Si (passare alla seconda parte)
•
No (passare alla terza parte)
Parte seconda – pubblico frequentante il teatro
1.
Perché va a teatro?
•
Per la presenza di testi/autori/attori noti
•
Per il genere di spettacolo (opera, drammatico, comico, dialettale, per
bambini …)
•
Per semplice svago
•
Altro (specificare) _____________________________
2.
Quante volte va a teatro nell'arco di un anno?
•
1 – 3 volte
•
4 – 6 volte
127
•
7 – 12 volte
•
Più di 12 volte
3.
Quali teatri frequenta?
•
Teatro Comunale (piazza Verdi)
•
Haus der Kultur
•
Teatro Cristallo
•
Teatro di Gries
•
Carambolage
•
Teatro di San Giacomo
•
Altro (specificare) __________________________________
4.
Quale genere di spettacolo preferisce?
•
Teatro di prosa
•
Monologhi
•
Teatro dialettale/popolare
•
Musical, Operetta
•
Opera Lirica
•
Teatro Danza / Balletto
•
Teatro per bambini /ragazzi
•
Concerti
•
Altro (specificare) __________________________________
5.
Con chi va abitualmente a teatro?
•
Da solo
•
Con compagno/a
•
Con familiari /
•
Con amici
•
Altro (specificare) _____________________________________
6.
Conosce e frequenta il Teatro Cristallo?
•
Si (passi alla domanda 8)
128
•
No
7.
Se no, perché?
•
Poco tempo a disposizione
•
Difficoltà / Impossibilità a raggiungere la sede
•
Scarso interesse verso le proposte culturali
•
Troppo distante da casa
•
Spettacoli non di mio interesse
•
Altro (specificare) ______________________________________
8.
Se sì, quante volte ha assistito agli spettacoli proposti dal Teatro Cristallo
nell'ultimo anno?
•
1 volta
•
2 – 3 volte
•
4 – 6 volte
•
7 – 12 volte
•
Più di 12 volte
9.
Come raggiunge abitualmente il Teatro Cristallo?
•
Con i mezzi pubblici
•
Con l'auto
•
Con il motorino/moto/scooter / bicicletta
•
A piedi
10.
Usufruisce delle agevolazioni proposte dal Teatro Cristallo?
•
Si
•
No
11.
Se sì, quali?
•
Cristallo Card
•
Cristallo Card Oro
•
Kulturpass
•
Convenzione
specifica
con
altra
129
associazione
(specificare)
_______________
12.
Possiede un abbonamento?
•
Si
•
No
13.
Se sì, cosa l'ha spinta all'acquisto?
•
La convenienza rispetto al prezzo singolo
•
La qualità della proposta teatrale nel suo complesso
•
La certezza di avere sempre lo stesso posto
•
Mi aiuta a vincere la pigrizia e riesco ad impegnarmi ad assistere agli
spettacoli
•
Altro (specificare)___________________________________
14.
Quali di questi abbonamenti possiede?
•
Teatro delle Regioni
•
Il Mascherone
•
Teatro delle Regioni + Il Mascherone
•
Arte del far Ridere
•
Racconti di Musica
•
Liberi tutti
•
Scegli tu
15.
Se no, cosa l'ha scoraggiata dall'acquisto dell’abbonamento?
•
Il prezzo
•
Il numero di spettacoli in abbonamento
•
La mancanza di tempo
•
Altro (specificare) _________________________________________
16. Partecipa alle manifestazioni collaterali alla stagione teatrale (laboratori,
corsi, conferenze spettacolo)?
•
Si
•
No (passi alla domanda 18)
130
17.
Se sì, a quali di queste ha partecipato?
•
Conferenze spettacolo a cura di teatroBlu
•
Laboratori a cura di teatroBlu
•
Stage teatrali/di danza a cura di teatroBlu
•
Altro
____________________________________________
(specificare)
18. Conosce i percorsi culturali del Teatro Cristallo? (indichi quali conosce.
Sono possibili scelte multiple)
•
Percorso Madre Terra
•
Percorso Sulle Orme di Ulisse
•
M'illumino di meno
•
Le vie del sacro
•
In Europa il diverso è uguale. La seduzione dell'eugenetica
•
Tutta tua la città
•
Percorso sulle dipendenze (@lcohol.bz / ipod generation)
•
Non li conosco
19. Rispetto al Teatro Cristallo, esprima da 1 (insufficiente) a 5 (ottimo) il
suo gradimento per
•
Materiale informativo sugli spettacoli
•
facilitazioni sul costo del biglietto
•
Efficacia del sistema di prenotazione e acquisto dei biglietti
•
Sito Internet del Teatro Cristallo
•
Cortesia e competenza del personale del Teatro Cristallo
•
Servizio Bar
•
Pulizia sala e toilette
•
Funzionalità del foyer
20. Considera un vantaggio la creazione di una rete di collaborazione tra i
teatri della città?
•
Si
•
No
131
21. Ha mai sostenuto e/o sosterrebbe direttamente le attività culturali del
Cristallo?
•
No
•
Si
22.
Se sì, in che modo?
•
Cinque per mille
•
Cristallo Card
•
Cristallo Card Oro
•
altro
_____________________________________________
23.
(specificare)
Come viene a conoscenza di solito degli spettacoli in calendario?
•
Mezzo stampa
•
Tv
•
Radio
•
Visitando il sito Internet
•
Tg Cristallo che arriva a casa
•
Consultazione libretto stagione Cristallo
•
Affissioni per strada
•
Passaparola
•
Altro (specificare) _________________________________________
Grazie per la collaborazione!
Parte terza – NON pubblico
24.
Perché non va a teatro?
•
Difficoltà/impossibilità di raggiungere le sale
•
Mancanza di tempo
•
Prezzi degli spettacoli
•
Scarso interesse verso le iniziative culturali proposte
•
Non sono mai andato/non fa per me
132
•
Altro
_____________________________________________
(specificare)
25.
Il teatro per Lei è abbastanza pubblicizzato?
•
Si
•
No
26.
Cosa potrebbe convincerla ad andare a teatro?
•
Presenza di attori conosciuti
•
Testi/regia noti
•
Prezzi bassi
•
Altro (specificare) ___________________________________________
27.
Conosce la stagione teatrale del Cristallo?
•
Si
•
No (passi alla domanda 28)
28.
Quale genere di spettacolo gradirebbe vedere al Teatro Cristallo?
•
Opera
•
Teatro di prosa
•
Teatro dialettale/popolare
•
Musical, Operetta
•
Teatro Danza / Balletto
•
Teatro per bambini / ragazzi
•
Cinema
•
Concerti
•
Altro
_____________________________________________
(specificare)
29. Considera un vantaggio la creazione di una rete di collaborazione tra i
teatri della città?
•
Si
•
No
133
Appendice 2: Traccia d’intervista a testimoni privilegiati
Il Cristallo: guida per intervista a testimoni privilegiati
(dicembre 2014 – febbraio 2015)
Premessa:
a.- la città costruisce la propria identità, il senso di appartenenza, il proprio
futuro e la capacità di forgiare e autogovernarsi: lo fa riflettendo e anche
autorappresentandosi ;
= per questo cultura e spettacolo sono parte vitale della città
b.- la città di Bolzano ha una storia e una fisionomia culturale e sociale
specifiche e fortemente connotate; la più rilevante presenza italiana in Alto
Adige, una forte, recente trasformazione, una collocazione e irrinunciabile
responsabilità politica di autogoverno nella convivenza con la società e la
cultura tedesca (ladina e delle popolazioni immigrate).
Tematiche
Come valuta l’attuale trasformazione demografica, sociale , culturale della città
di Bolzano e dei suoi quartieri?
Che ruolo svolge e quale ruolo dovrebbe svolgere il centro (Associazione)
culturale e teatrale Cristallo nella vita della città e dei quartieri
… oggi, rispetto al recente passato?
Quale relazione c’è o dovrebbe esserci tra attività culturali e politica locale,
comunale, provinciale?
Il Cristallo è retto da soci fondatori e gestito da organi associativi (assemblea,
consiglio direttivo presidente. Pensa la ragione associativa e gli organi siano
adeguati a programmare e gestire il programma che si propone.
Il Cristallo offre una risposta adeguata alla domanda di cultura dei quartieri?
Come valuta la presenza degli enti residenti nell’azione del Cristallo?
134
Il Cristallo programma un ampio spettro di attività culturali; come valuta
questo quadro di proposte.
Bolzano è una città bilingue. Il Cristallo, secondo Lei, può svolgere un’azione
culturale di confronto, collaborazione, interazione con gli enti che si occupano
di cultura e di teatro in ambito tedesco?
Con quali obiettivi, iniziative, collaborazioni?
Un parere sul modulo di finanziamento (pubblico / privato) del Cristallo.
Formazione civica. Un tema sostanziale e insieme delicato. Quale nesso
possibile con il Cristallo?
135
Sommario
............................................................................................................ 1
............................................................................................................ 1
La ricerca............................................................................... 2
ORGOGLIO BORGHESE E UTOPIA POPOLARE NELLA CITTÀ DEI DUE POLI.............3
Bolzano spettacolo e cultura: il percorso..................................... 4
La città bipolare, borghesia e ceti popolari................................... 4
Il Cristallo. Teatro e cultura della città popolare............................ 5
Il Cristallo, ponte nella città bipolare........................................... 6
L’Associazione quale strumento aperto e flessibile........................ 6
Il rapporto con l’Ente pubblico e l’azionariato popolare.................. 6
Linee e proposte programmatiche coerenti con questo disegno .......7
LA TRACCIA DELLO STUDIO........................................................................... 8
L'Associazione Cristallo e la cultura della città.............................. 9
Le fasi dello studio su Bolzano città, spettacolo e cultura ..............10
LA CITTÀ È LA CULTURA.............................................................................. 12
La città è la cultura ............................................................... 13
La rilevanza di spettacolo e cultura per un territorio.................... 14
LA CITTÀ DI BOLZANO................................................................................. 16
Bolzano: marcata ambivalenza del disegno urbano.....................17
Genesi della città contemporanea............................................. 17
La città e il significato della cultura urbana................................. 21
Il ruolo del Cristallo nella Bolzano d'oggi....................................24
Gli elementi conoscitivi preliminari della città e dei quartieri a
supporto del Piano Culturale.................................................. 25
30
La struttura sociale della città di Bolzano................................... 35
d) I gruppi linguistici.............................................................. 39
e) Uso delle tecnologie, lettura libri, quotidiani, offerta educativa . .39
g) La soddisfazione per la situazione economica e sociale.............41
136
h) Connotazioni sociali e culturali dei quartieri................................................. 41
Centro-Piani-Rencio................................................................ 41
Oltrisarco-Aslago................................................................... 42
Europa-Novacella................................................................... 42
Don Bosco............................................................................ 42
Gries-S.Quirino...................................................................... 43
Laives.................................................................................. 43
Considerazioni finali sull’assetto demografico e urbanistico...........44
Spettacolo e cultura: specificità etnico linguistiche e pluralità
culturale............................................................................. 46
Crisi dello spettacolo dal vivo. Bolzano in parziale controtendenza . 46
Bolzano città dei teatri ........................................................... 47
Il teatro amatoriale ............................................................... 49
Cultura d’élite e cultura popolare.............................................. 53
Crisi del teatro italiano e specificità della situazione di Bolzano .....54
Fruizione del teatro in Alto Adige e incisività della politica culturale
della Provincia Autonoma di Bolzano....................................... 55
Economia, qualità della vita, inclusione e cultura ........................56
Politica culturale, rafforzamento delle identità e convivenza ..........57
L’ASSOCIAZIONE CRISTALLO VEREIN............................................................ 59
La mission............................................................................ 60
Come agisce l’Associazione Cristallo? ....................................... 60
L’Associazione Cristallo propone un proprio modello di
organizzazione artistica e culturale.......................................... 60
Intensità dell’offerta di spettacoli e la pluralità identitaria.............61
Gli enti residenti: collaborazione con il Cristallo ......................... 62
L’IMPATTO DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DI SPETTACOLO DEL
CRISTALLO.......................................................................... 64
Rilevazione tramite questionario............................................... 65
Il questionario ...................................................................... 65
La metodologia...................................................................... 65
137
Analisi dei dati....................................................................... 66
Intervistati per quartiere di residenza........................................ 66
Stato civile degli intervistati..................................................... 67
Intervistati per gruppo di età................................................... 68
Intervistati per grado di istruzione............................................ 68
La famiglia degli intervistati per numero di componenti................69
Chi frequenta i teatri in città.................................................... 70
Frequenza dei teatri per gruppo d’età........................................ 71
Frequenza dei teatri per grado di istruzione............................... 72
Frequenza dei teatri per condizione professionale....................... 72
Perché va a teatro?................................................................ 73
La formula attualmente in uso, cioè la compresenza di 4 diverse
rassegne nella stagione teatrale del Cristallo, è significativamente
positiva, se raffrontata all'aspettativa articolata del pubblico.......73
L’affluenza del pubblico per rassegna........................................ 73
Quali teatri frequenta?............................................................ 75
Quale genere di spettacolo preferisce?...................................... 76
Con chi va abitualmente a teatro?............................................ 76
Conosce e frequenta il Teatro Cristallo?..................................... 77
Non conosce il Teatro Cristallo................................................. 77
Il pubblico che frequenta il Teatro Cristallo................................ 77
Come raggiunge abitualmente il Teatro Cristallo.........................77
Quante volte ha assistito agli spettacoli al Cristallo nell'ultimo anno?
......................................................................................... 78
Usufruisce di agevolazioni proposte dal teatro Cristallo?...............79
Se sì, quali?.......................................................................... 80
Possiede un abbonamento?..................................................... 81
Quali abbonamenti possiede?................................................... 82
Se non ha l’abbonamento: che cosa l'ha scoraggiata all'acquisto? .83
Sostegno economico del pubblico all'attività culturale del Teatro
138
Cristallo.............................................................................. 83
Manifestazioni....................................................................... 84
Valutazione del materiale informativo sugli spettacoli del Teatro
Cristallo.............................................................................. 85
Come viene a conoscenza degli spettacoli in calendario?..............85
Efficacia del sistema di prenotazione/acquisto dei biglietti e sito
internet.............................................................................. 86
Cortesia e competenza del personale del Teatro Cristallo, servizio
bar e guardaroba................................................................. 87
Rete di collaborazione tra i teatri della città................................ 88
Intervistati che non conoscono e non frequentano il teatro ..........89
Cosa potrebbe convincerla ad andare a teatro?........................... 89
Quale genere di spettacolo eventualmente vorrebbe al Teatro
Cristallo?............................................................................. 90
Le risposte a questa domanda rappresentano una dispersione di
valori che riproducono in una certa misura quella di chi frequenta
con una indicazione che pone un interrogativo circa l'opportunità di
attivare delle proiezioni di film e i concerti (per la domanda erano
possibili risposte multiple). Queste esigenze sono evidenziate
soprattutto dalle donne......................................................... 90
INTERVISTE A TESTIMONI PRIVILEGIATI........................................................ 91
Gli intervistati .............................................................................................
92
Introduzione all’intervista........................................................ 92
PIANO CULTURALE PER IL TEATRO ............................................................. 106
E IL CENTRO CULTURALE CRISTALLO........................................................... 106
Premessa: il Cristallo, città e cultura....................................... 107
Linee programmatiche generali................................................................... 111
Linee guida operative............................................................ 114
APPENDICE......................................................................... 116
FONTI DI RIFERIMENTO............................................................................. 117
Linee di politica culturale di Provincia e Comune....................... 117
139
Testimoni privilegiati.................................................................................. 119
Focus Group permanente Cristallo............................................................... 119
Sitografia..............................................................................12
140
141
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CITTÀ SPETTACOLO E CULTURA Associazione CRISTALLO