CITTÀ SPETTACOLO E CULTURA Associazione CRISTALLO Verein BOLZANO PIANO CULTURALE 2015 – 2020 Bolzano, 26 ottobre 2015 1 La ricerca L’obiettivo di tracciare le linee di un programma culturale e di spettacolo per i prossimi cinque anni richiedeva una riflessione sulla città e una rilevazione sui cittadini, protagonisti della realtà urbana nella quale le attività culturali e di teatro agiscono come importante motore della vita civile e dei mutamenti in corso. L’Associazione e il teatro Cristallo risaltano come rilevante e centrale soggetto nel tessuto sociale e nella riflessione che la città di Bolzano, in particolare la città popolare, conduce quotidianamente su se stessa in rapporto dialettico con la città storica. Lo studio prende sinteticamente in considerazione l’evoluzione delle strutture e della gestione di questi fenomeni secondo un focus bipolare, spazialmente, per classi sociali e per appartenenza etnico linguistica. La documentazione statistica, la rilevazione per questionario e la ricostruzione storica della nascita e della crescita del teatro Cristallo conducono a una conoscenza dell’immagine e della vita della città. Ciò permette di misurare e raffrontare le dinamiche vitali, le tensioni, i conflitti e le prospettive con le attività culturali e di spettacolo che vari istituti e soggetti, il Cristallo in particolare, offrono ai cittadini. Gli orientamenti programmatici del Cristallo per il periodo 2015 – 2020 sono strettamente legati a questa lettura. Antonio Scaglia Piano culturale 2015-2020: in tutto il processo di elaborazione del nuovo Piano culturale dell'associazione è stato coinvolto il prof. Antonio Scaglia, sociologo, che già aveva condotto una prima ricerca nel quartiere Europa-Novacella nel 1994 per conto della Parrocchia Regina Pacis, in vista della riapertura del Cristallo, e che aveva redatto il primo Piano sociale per il comune di Bolzano. Il prof. Scaglia ha assunto quindi la guida scientifica del progetto ed ha avuto al suo fianco un “Focus Group permanente” dell'Associazione Cristallo nelle persone del presidente Pio Fontana, della direttrice Gaia Carroli e della vicedirettrice Francesca Lazzaro. Nella fase finale è stato coinvolto anche Davide Dellai, responsabile dell'organizzazione dentro al Teatro Cristallo. La parte di somministrazione dei questionari è stata curata anche con l'ausilio della dottoressa Karin Belloni, di Francesca Emer e Giorgia Andriollo. Le interviste ad interlocutori privilegiati sono state condotte direttamente dal prof. Scaglia. Il lavoro di analisi e di stesura delle linee programmatiche per i prossimi anni si è ora concluso e, dopo avere coinvolto anche il Comitato culturale dell'associazione, il documento finale quindi è pronto per la diffusione, proprio in occasione del 10° anniversario dalla riapertura del Teatro Cristallo. La Direttrice Gaia Carroli Il Presidente Pio Fontana 2 ORGOGLIO BORGHESE E UTOPIA POPOLARE NELLA CITTÀ DEI DUE POLI 3 Bolzano spettacolo e cultura: il percorso Al fine di elaborare le linee programmatiche per il periodo 2015 – 2020 l’Associazione Cristallo Verein ha attivato uno studio sulla città di Bolzano e sui suoi rapporti con le attività di spettacolo e di cultura. Questo breve excursus introduttivo ne indica le linee del percorso. La città bipolare, borghesia e ceti popolari I dati demografici, le rilevazioni, le riflessioni, gli studi disponibili propongono una serie di caratteristiche della città, della sua antropologia, della sua conformazione, della sua anima che provengono dalla sua storia antica e recente. Bolzano è una città connotata da una forte struttura bipolare e ambivalente che la divide in due forme e in due culture. La città che coincide con il centro storico, a nord/nordest del Talvera e la città nata con il progetto del regime del Ventennio a sud del Talvera. Per tanti anni e oggi ancora, la prima è simbolo e riferimento della società e cultura prevalentemente tedesca, con una classe dirigenziale, economica, nobiliare e religiosa, con uno specifico orgoglio urbano, per la quale la cultura è segno e veicolo di distinzione. La seconda è costituita ed esprime la società urbana prevalentemente italiana. La prima ha monopolizzato per lungo tempo le funzioni urbane più importanti: di governo, del credito, della religione e della cultura. La seconda è la città industriale e dei quartieri popolari, dove la classe media e dirigenziale è a maggioranza italiana, storicamente, costituita da dirigenti e dipendenti delle grandi industrie, degli organismi della giustizia, dell'amministrazione pubblica e dell’esercito. Questa classe dirigenziale e borghese non ha mai tentato di sviluppare un suo polo specifico locale per le attività di spettacolo e della cultura. Le due borghesie si sono identificate in processi ora conflittuali ora d’intesa nelle qualificate istituzioni del centro urbano storico. Il bipolarismo non è tuttavia netto e rigido. La città del centro storico ricomprende aree popolari e aree urbane con presenza percentuale alta di extracomunitari (Centro-Piani-Rencio), mentre nella città oltre il Talvera vi sono nuclei tradizionali tedeschi come a Gries con l’antica parrocchiale e il monastero e a Europa Novacella con la residenza Maria Heim a fianco della chiesa di Regina Pacis. Ambivalenza e bipolarismo connotano, in Alto Adige, anche il rapporto fra città e territorio periferico/Land anche per quanto concerne sia il concetto sia il significato sociale e identitario di cultura e di teatro che vede attive numerose compagnie di teatro popolare di lingua tedesca. 4 Il Cristallo. Teatro e cultura della città popolare La storia del Teatro Cristallo e dell’Associazione Cristallo che oggi lo gestisce, come istituzione e riferimento di eventi di spettacolo e di attività culturali, ha imboccato una strada innovativa e controcorrente. Invece di creare un teatro e un polo antitetico e concorrenziale con le grandi istituzioni del centro storico (Teatro Stabile di Bolzano, Fondazione Teatro comunale e Auditorium, Orchestra Haydn, Vereinigte Bühnen Bozen, Südtiroler Kulturinstitut), ha dato vita e sviluppato un centro di spettacolo e cultura, la cui connotazione popolare rappresenti una concreta utopia della cultura aperta e di stimolo per tutte le aree popolari, senza sentirsi legata o condizionata dal bipolarismo territoriale o di classe sociale. Dalle rilevazioni, tramite questionari, e interviste a testimoni privilegiati e dalla documentazione esistente, la percezione comune è che il Cristallo rappresenti e dia vita al sentiero impervio ma possibile di questa nuova dimensione popolare dello spettacolo e della cultura urbana. Anche il coinvolgimento degli enti residenti conferisce una connessione maggiormente integrata con il tessuto cittadino, la differenziazione del genere di spettacolo e la varietà delle attività culturali, in percorsi e con agganci all’attualità e agli interrogativi del tempo e del giorno, rispondono all’interrogativo sul come confrontarsi e interagire con lo spettacolo e la cultura dell’identità tedesca, evitando di rinchiudersi nella dimensione elitaria delle classi privilegiate. Allo stesso tempo, questo processo di spettacolo e cultura popolare non è inteso come appartenente a una dimensione e a un livello di formazione inferiore. L’obiettivo è, al contrario, di praticare un’offerta qualificata e di coinvolgere tutti i cittadini senza distinzione di ceto, studiando, a questo fine, percorsi e linguaggi. 5 Il Cristallo, ponte nella città bipolare Il Cristallo rappresenta, accanto ad altri elementi come il Parco del Talvera e oggi il Museo del monumento di piazza della Vittoria, un ponte fra i due poli urbani della Bolzano divisa dal Talvera. Un ponte il Cristallo cerca di realizzarlo anche tra la cultura intesa come privilegio borghese e la sua fruizione e riscatto popolare, quale segno di una maggiore uguaglianza civica delle opportunità. Un analogo progetto di alleggerimento del bipolarismo, il progetto del Cristallo intende realizzarlo con un percorso in cui interagiscano e si confrontino soggetti di teatro e soggetti che attivano eventi culturali italiani e tedeschi, al fine di creare uno spazio in cui la dimensione interlinguistica e interculturale assuma una connotazione insieme diffusa, cioè popolare, e qualificata; tale cioè da non appiattire o svilire le identità e declassare le espressioni linguistiche, culturali e artistiche, rendendole invece capaci di fruire della ricchezza delle due lingue e delle due culture. Il rapporto con l’Ente pubblico e l’azionariato popolare Il rapporto con gli enti finanziatori, Provincia e Comune in particolare, appare essere solido e produce da un lato un rapporto produttivo e insieme caratterizzato da un certo dirigismo. Allo stesso tempo, visto il successo e la condivisione del progetto popolare, Provincia e Comune tenderebbero ad affidare al Cristallo iniziative culturali avanzate da gestire “in autonomia”. Se il finanziamento pubblico rappresenta una fondamentale spalla alle sua attività, il Cristallo ha attivato una sorta di azionariato popolare consono alla natura del suo progetto e al tessuto sociale in cui opera con le Cristallo Card e con il coinvolgimento di piccoli sponsor locali, che sostengono l'attività, unitamente agli sponsor principali, quali sono la Fondazione Cassa di Risparmio e l'Azienda Energetica. Linee e proposte programmatiche coerenti con questo disegno Le linee di proposta programmatica per il prossimo quinquennio sono chiamate a tener conto di questo quadro di elementi strutturali e dinamici, al fine di rafforzarne le potenzialità e ovviare ai punti di fragilità. 6 LA TRACCIA DELLO STUDIO 7 L'Associazione Cristallo e la cultura della città La necessità di una pianificazione culturale è nello spirito e nella realtà costitutiva dell'Associazione Cristallo, che è stata attivata con l'obiettivo di favorire e promuovere la cultura nella città di Bolzano, ma anche oltre i suoi confini, nella convinzione che cultura e attività educativa producono qualità della vita e crescita nella comunità, nella famiglia e nel singolo; tutto ciò si concretizza anche in acquisizione di nuove competenze e in una maggiore assunzione di responsabilità. Lo sviluppo economico, il patrimonio di capacità tecnologiche e professionali, di ricchezza acquisita non possono garantire un vero benessere di una comunità, se la cultura non aiuta a individuare le chiavi di senso della vita individuale e sociale e a costruire la convivenza delle culture dei popoli che abitano questa terra. Lo studio che abbiamo condotto al fine di formulare le linee programmatiche per il prossimo periodo della attività del Cristallo risponde ad alcune ipotesi ed esigenze: 1. Il contesto nel quale il Cristallo è nato, nel quale è inserito ed è chiamato ad operare è la città di Bolzano. Per questa ragione lo studio presenta non solo alcuni brevi cenni storici, sociali e politici della nascita e dello sviluppo di Bolzano, una succinta documentazione demografica e socio economica della città e delle circoscrizioni, ma propone anche: 2. alcuni elementi concettuali costitutivi della “città” intesa come concentrazione di funzioni e di poteri (abitazioni, servizi, mercato, giustizia, religione, scienza, politica e amministrazione, spettacolo e cultura). Spettacolo e cultura sono una funzione nella rete delle altre funzioni urbane; 3. le attività di spettacolo e di cultura non sono importanti solo perché sono una maniera per qualificare il tempo libero, ma anche perché sono il modo con cui la città si rappresenta e riflette, offrendo ai cittadini la capacità di essere così “culturalmente” protagonisti e capaci di rappresentare, a loro volta, la vita quotidiana, di darle senso e di essere così pienamente cittadini; 4. le parti dedicate a spiegare “la città” e la “cultura” sono essenziali e centrali nello studio che abbiamo condotto; e se ciò non fosse evidente, dovremmo trovare il modo per esprimerlo e farlo capire, tenendo presente che le attività di spettacolo e gli eventi culturali sono il veicolo concreto e forse il più importante di questo processo; 5. le linee programmatiche del Cristallo non hanno pertanto come obiettivo esclusivo quello di approntare un programma che ottenga attenzione e successo (anche se questo rimane un obiettivo importante indispensabile), ma che consideri più essenziale rispondere al compito di rendere i cittadini, di ogni età, classe sociale e professione, capaci di crescere nella coscienza dei problemi del proprio tempo, della propria 8 città e della propria cultura; questo è vera e corretta identità; 6. la convinzione, detto in altri termini, che l’ambivalenza e il bipolarismo di Bolzano, la divisione etnica e sociale, la marginalità di alcuni ceti sociali, di alcune aree, l’immigrazione storica e quella attuale, non si superano solo con una più equa distribuzione delle risorse economiche, della formazione professionale e dell’occupazione, della disponibilità dell'abitazione e nella fruizione dei servizi, ma anche e soprattutto con la conoscenza della propria città, della sua cultura (delle culture) e attraverso la riflessione che le attività culturali rendono possibile; 7. la convinzione che le politiche della cultura non debbono essere esaminate solo dal punto di vista dei finanziamenti, ma prima e soprattutto chiedendoci se esse rendono possibile questo progetto e questo stile di azione. Le fasi dello studio su Bolzano città, spettacolo e cultura L’Associazione Cristallo ha formulato l’idea e la proposta di condurre uno studio sulla città di Bolzano e sui suoi quartieri con l’intento di elaborare le linee del programma per le attività di spettacolo e culturale per i prossimi anni. Tutto è iniziato con colloqui con il presidente Pio Fontana, la direttrice Gaia Carroli e la vicedirettrice Francesca Lazzaro. Si è giunti a tracciare il disegno dello studio, consistente: - nella raccolta del materiale di documentazione, informazione, programmazione e valutazione a disposizione; - nella raccolta e esposizione di materiale statistico sulla città di Bolzano e dei suoi quartieri; - nella formulazione di un questionario (riportato in allegato) da distribuire a un consistente numero di cittadini. Per ragioni di disponibilità finanziaria, il campione non è strettamente statistico. Si è cercato tuttavia di far sì che le persone avvicinate perché lo compilassero, fossero, nella misura migliore possibile, rappresentative per sesso, età, condizione professionale e distribuzione territoriale. Le informazioni fornite dall’elaborazione dei dati del questionario sono pertanto da considerarsi orientative; utili se affiancate al complesso delle conoscenze scaturite dalla ricerca. Il questionario è stato testato prima della sua applicazione; - nella somministrazione di 314 questionari, che sono stati codificati e poi si è proceduto all’incrocio e all’elaborazione dei dati; - nella conduzione, sulla base di una traccia (vedi allegato), di 17 interviste a testimoni privilegiati, ovvero a persone in grado di fornire informazioni sul tema “spettacolo e attività culturali” nella città di Bolzano; - nella sintetizzazione delle interviste ai testimoni privilegiati per temi e 9 questi contenuti sono serviti a formulare e integrare le articolate interpretazioni del tema “Bolzano, spettacolo e cultura”; - nel rapporto, che tiene altresì conto di studi e ricerche di respiro nazionale, nonché di studi sulle strutture e sulle attività culturali a Bolzano; - nella stesura del rapporto: i contenuti sono stati oggetto di attenta e critica lettura da parte dello staff dirigenziale, che ha costantemente contribuito a fornire informazioni, osservazioni critiche, suggerimenti di modifica e integrazione del testo, fornendo ulteriori informazioni e proposte, ragione per cui, lo staff dirigenziale del Cristallo ha svolto il ruolo di “Focus Group permanente”. 10 LA CITTÀ È LA CULTURA 11 La città è la cultura Riflettere, parlare e far vivere la cultura è uno dei compiti più impegnativi e necessari per la sopravvivenza e la vita di un popolo. Quando su un territorio vivono popoli con culture diverse, la necessità, per ognuno di essi di riflettere, trasmettere e tenere viva la propria cultura si affianca a un destino altrettanto irrinunciabile: quello di vivere la propria cultura come una diversità che genera contrasto, oppure prendere concordemente nelle mani una delle imprese più coraggiose e vincenti, cioè quella di amare la propria identità culturale nella stessa misura in cui si rispetta quella dell’altro popolo, inventando un linguaggio e la capacità di dialogare in modo poliglotta e pluriculturale. Un processo in cui nessuno deve perdere la propria identità e, allo stesso tempo, ne esca con un’identità arricchita dall’esperienza che il suo dissimile ha costruito nella vita di generazioni. E’ più arduo combattere e vincere questa battaglia che passare la vita nella guerriglia del pregiudizio che si fonda sull’ignoranza colpevole o meno della cultura altrui. “La cultura – dice lo storico greco Diogene Laerzio – in tempi di prosperità è un ornamento, nelle avversità è un rifugio”. Ora, i popoli italiano, tedesco e ladino di questa terra hanno imparato a convivere con ogni sorta di avversità. Oggi l’avversità maggiore che devono affrontare è proprio quella di far convivere le loro culture che sono state misconosciute e rese oggetto di contese e conflitti. Sarà la capacità di costruire la convivenza delle culture il rifugio, la sfida e anche il destino di questa terra. Il metro che misura la vita dei popoli non è l’anno, il decennio o il secolo, ma sono le generazioni, le nascite, la morte e la vita che continuano nelle generazioni. Di questo ciclo umano, disse André Malraux scrittore e politico francese, “la cultura è ciò che, al momento della morte, continua nella forma della vita”. E’ come dire che la continuazione della nostra vita si avvera molto di più nella cultura che non nel lasciare in eredità possedimenti o ricchezze materiali. Gradualmente, favorire l’accesso di tutti cittadini alla cultura è diventato un tema di rilevanza per la politica delle città e fa parte di progetti di sviluppo strategico delle stesse. Politici, economisti, psicologi, esperti di marketing, artisti, organizzatori sono chiamati a prestare maggiore attenzione alle dinamiche della partecipazione e promozione del pubblico della cultura. Ma tutto ciò non si è ancora concretizzato in una elaborazione di politiche pubbliche che favoriscano l’accesso alla cultura da parte di un numero maggiore di cittadini.1 Affermare che l’armatura culturale del territorio è 1 De Biase, F Alfieri, F., L'arte dello spettatore: il pubblico della cultura tra bisogni, consumi e tendenze 2008 12 l’elemento più vitale non significa solo preservare e valorizzare l’antropologia e i modelli culturali trasmessi dalla storia. Significa anche e soprattutto incentivare le comunità e la città in primo luogo come spazio ove si concentrano le risorse culturali avanzate, a progettare modelli di sviluppo che aprono la società al futuro.2 La rilevanza di spettacolo e cultura per un territorio E’ ciò che questo studio e le sue proposte programmatiche di politica urbana popolare intendono evidenziare per la città di Bolzano, assumendo come punto di osservazione e di riferimento l’Associazione Cristallo che sta dimostrando di impegnarsi efficacemente in questa impresa. Lo spettacolo è oggetto di una vasta letteratura 3 e questo in un periodo in cui le politiche di sostegno dello spettacolo riducono significativamente i finanziamenti, anche se questo si fa sentire meno in Alto Adige. Il rapporto con la cultura, intesa come l’universo simbolico dei valori, visione del mondo, quadro istituzionale e delle prassi di vita di una comunità e di una città, comprende lo spettacolo come elemento rilevante. Quest’ultimo porta in scena della cultura momenti, temi, interrogativi, riflessioni, drammi, tragedie, ironie e poesia. Lo spettacolo si assume il ruolo di conferire rilevanza particolare ai temi della cultura che porta in scena.4 Nei paesi, nelle città e nei territori dove vivono popoli con culture diverse, attività culturali e spettacolo fanno luogo a insiemi culturali e a spettacoli di natura, spirito e contenuti diversi. La convivenza, i rapporti di contatto, conoscenza e confronto culturale e di spettacolo assumono una rilevanza sostanziale nel definire i livelli di convivenza e possono condurre a un arricchimento che diviene multicultura oppure genera incomprensioni e distanze profonde, poiché la cultura e gli spettacoli posseggono una carica che non è mai neutrale. Pianificazione della cultura e dello spettacolo in Alto Adige 2 Carta, M. L'armatura culturale del territorio: il patrimonio culturale come matrice di identità e strumento di sviluppo, Franco Angeli 1999. 3 Salvioli, G., Salvioli, C.. Bibliografia universale del teatro drammatico Italiano. C. Ferrari, 1903. Sciarelli, F., Tortorella, W (a cura di), Il pubblico del teatro in Italia. Tensione tra sapere ed ignoranza, Electa, Napoli 2004. 4 13 La cultura e la convivenza consapevole e attiva delle culture della terra altoatesina/sudtirolese, delle città e delle valli è il patrimonio vitale da alimentare e far crescere ogni giorno. Questo obiettivo riguarda la politica, Provincia e Comuni, e riguarda gli enti culturali che fanno della cultura il motivo dominante della loro costituzione e del loro operare. Dotarsi di una pianificazione è una necessità, in quanto essa assicura un’azione pluriennale efficace e la sostenibilità sociale ed economica del progetto culturale. Una necessità che deve convivere con l’incomprimibile aspirazione dei soggetti, istituzioni, compagnie, associazioni e artisti che creano e fanno spettacolo e cultura, ossia a dare vita e forma alle proprie intuizioni, alla creatività artistica, a cogliere nella società e nella città le espressioni degli eventi, dell’esperienza del quotidiano, le routine, i drammi, le aspirazioni, le conquiste, le sconfitte. L’arte esalta tutto questo evidenziandone il senso e il nonsenso, le sensibilità e le sordità, affiancando alla riflessione razionale il superiore livello di sensazione e immedesimazione vitale propria della forza che scaturisce con un’immediatezza unica dallo spettacolo dal vivo. 5 5 Trimarchi, M. Lo spettacolo dal vivo tra responsabilità istituzionali e opportunità economiche. Aedon, 2002. 14 LA CITTÀ DI BOLZANO 15 Bolzano: marcata ambivalenza del disegno urbano Genesi della città contemporanea La città di Bolzano ha assunto carattere di città capoluogo politico nel periodo del Ventennio fascista. Un ruolo politico che l’Autonomia del secondo dopoguerra ha trasformato, facendo di Bolzano la sede della Provincia Autonoma dell’Alto Adige/Südtirol, soprattutto a opera del secondo Statuto 6 del 1972.7 E’ una città che ha il maggior numero di italiani, di tedeschi e di immigrati extracomunitari. La struttura demografica e geografica del territorio altoatesino (e anche del Trentino) è quella di una terra di confine sulla quale le lingue, le culture, le tradizioni, le ideologie, i progetti e le forme di convivenza rendono articolata e complessa la vita sociale, comunitaria, familiare e anche individuale.8 Bolzano diviene capoluogo della neo istituita Provincia nel 1927. Nel 1910 il Comune di Dodiciville/Zwölfmalgreien e nel 1926 quello di Gries sono unificati al Comune di Bolzano. All’inizio del Ventennio si ebbe la costituzione della pubblica amministrazione italiana e di seguito, secondo l’idea di Mussolini che i problemi delle minoranze non si possono risolvere ma capovolgere 9, con la costruzione di abitazioni per i dipendenti pubblici lungo assi viari che presero il nome di Venezia e delle “terre redente” e con una serie di altri interventi, si cercò di italianizzare la città . 10 Dopo il 1923, le denominazioni delle vie e delle località ebbero carattere monolingue italiano. Vanno inoltre ricordati il commissariamento della direzione del Museo Civico (avamposto irriducibile della resistenza tedesca al Regime), la fondazione della Biblioteca Civica (1928), come pure vanno ricordate le realizzazioni monumentali e urbanistiche di grande rilievo: il Monumento alla Vittoria di Marcello Piacentini (1928), il Foro della Vittoria tra Corso IX maggio (Oggi Corso Libertà) e Viale Giulio Cesare (oggi Corso Italia), il Quartiere Littorio di via Torino (1938) capace di ospitare 6.000 persone, il Quartiere Dux, noto come quartiere delle Semirurali, due quartieri che vedono una massiccia immigrazione italiana creando il presupposto per una tensione con la popolazione tedesca autoctona e con la provincia a stragrande maggioranza tedesca. Sommandosi alla situazione creata dai decreti sugli optanti che invitavano coloro che non intendevano rimanere in territorio italiano a scegliere di emigrare in altri territori del Terzo 6 DPR 31.08.1972, n. 670 Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige. 7 Delle Donne, G. La città moderna, in: Semirurali e dintorni, Città di Bolzano, Assessorato alla cultura e alla convivenza, 2° ed. 2013 8 Scaglia, A., Bronzetti, C., Una terra di confine come patria: i Bronzetti di Riverè della Luna. Ein Grenzland als Heimatland: die Bronzetti aus Eichholz, Trento, Stampalith, 2003. 9 Delle Donne, G,. cit. pag. 86. 10 Non essendoci a Bolzano un Istituto Case popolari, fu l’Istituto Case popolari di Venezia che, per competenza, costruì un insieme di edifici in stile veneziano lungo vie che portano le denominazioni di Venezia, Zara e Fiume. L’intento fu anche quello di avvalorare l’idea geografica delle Tre Venezie. 16 Reich, si creava il presupposto per una spaccatura etnica nella città di Bolzano e fra la città e la provincia, spaccatura che connoterà a lungo la storia e le vicende dell’Alto Adige11. Alcuni dati rivelano l’entità di questi fenomeni. Al Censimento del 1921 a Bolzano si hanno: 25.315 residenti, di cui 6.352 italiani, 156 ladini, 13.997 tedeschi e 5.860 stranieri. Nel 1936, il censimento non distingue per gruppo linguistico, ma le dimensioni demografiche sono in sé eloquenti: 45.909 residenti e 53.704 presenti. 12 Mentre nel periodo precedente gli italiani provenivano dal Trentino, con l’amministrazione del Ventennio, funzionari e impiegati provengono dalle varie regioni d’Italia, gli operai prevalentemente dal Veneto e dalla Lombardia. Bolzano, da città commerciale e agricola (particolarmente Gries e Rencio) diviene città dei servizi pubblici e industriale. La popolazione dei nuovi quartieri considera cosa naturale l’adesione al Fascismo che ha dato lavoro e abitazione. La città della nuova espansione si sente isolata rispetto alla città del Centro Storico, come si sente isolata dal territorio della provincia. 13 I nuovi quartieri si sentono staccati anche dai quartieri che ospitano la dirigenza (oggi diremmo la borghesia) italiana, ovvero da piazza Vittoria e S. Quirino. I quartieri di impiegati e operai hanno come riferimento l’Isarco: la riva destra per le abitazioni e la riva sinistra per il lavoro. Ponte Resia e Ponte Roma saranno costruiti nel 1939. In tal modo, i quartieri tedeschi e quelli italiani sono divisi geograficamente, e quindi per lingua, identità, cultura e comunicano più sulla base di pregiudizi che per reciproca conoscenza. 14 La separazione tra città italiana e tedesca si accompagna alla distinzione tra città della borghesia (commerciale o dei funzionari) e i quartieri fortemente popolari che si designano come “Shangai, Bronx, Manhattan”.15 Dopo il censimento del 1921, per avere la percentuale per gruppo linguistico si deve arrivare al 1951: gli italiani a Bolzano sono il 76%. Dal 1946 al 1965, la popolazione italiana di Bolzano aumenta del 2%. Dalle regioni italiane si accentua la migrazione verso Bolzano di persone in cerca di occupazione. Un aumento che crea tensioni nel gruppo tedesco, tensioni espresse simbolicamente nel titolo di un articolo del canonico Gamper sulla Todesmarsch, ovvero sull’aumento della popolazione italiana vista come una “marcia funebre” per la sopravvivenza dell’identità sudtirolese. A queste preoccupazioni si affianca la precarietà abitativa, sia per gli immigrati italiani che non trovano alloggi, sia per gli optanti rientranti che hanno perso tutto. Il risultato è il duro confronto e lo scontro politico. C’è, al contempo, anche un fenomeno migratorio della popolazione tedesca dalle zone rurali verso la città e dal 1955 al 1965, un consistente flusso migratorio verso Germania, Svizzera e Austria. Le tensioni provocano l’uscita della Volkspartei dalla Giunta Regionale, 11 Delle Donne, G., cit. p. 88.. 12 Per quanto riguarda l'aumento della popolazione italiana a livello comunale e provinciale, vedi in seguito il paragrafo “Popolazione residente e distribuzione della popolazione nei quartieri” 13 Delle Donne G., cit., pag. 90. 14 Verdorfer, M., Bolzano dalla fine della seconda guerra mondiale ai giorni nostri, in: Semirurali e dintorni, pp. 162 – 172, Ufficio Servizi Museali e Storico-Artistici, Città di Bolzano, 2013 15 Verdorfer, M., cit. 17 nel 1957 il “Los von Trient” di Silvius Magnago a Castel Firmiano, che è legato anche alla decisione del Ministro italiano Togni di concedere 2,5 miliardi di lire per l’edilizia popolare di Bolzano. Con la metà degli anni Cinquanta iniziano gli attentati e le azioni terroristiche. L’Austria presenta due mozioni all’ONU accusando l’Italia di inadempienza del Trattato di Parigi. Con la Commissione dei 19, con il Pacchetto e con il Secondo Statuto di Autonomia che riconosce competenze e autogoverno alla Provincia di Bolzano, il fenomeno del terrorismo si arresta, ma per la città di Bolzano inizia un periodo in cui gli italiani parlano di “città frenata o bloccata” per l’opposizione della Volkspartei provinciale all’espansione edilizia della città. E’ ancora in questo periodo che si colloca il dibattito sulle Semirurali e sulla scelta progettuale di costruire in altezza per portare da 800 a 2.000 gli alloggi del quartiere. La città, dal 1972, vive una nuova stagione: i giovani partecipano ai movimenti studenteschi che, almeno in parte, rompono le separazioni; a questo contribuiscono pure i matrimoni misti; anche se, con il nuovo Statuto, entrano in vigore la proporzionale negli uffici pubblici e nella legislazione provinciale e si accentua la divisione nell’apparato amministrativo pubblico. Con la crisi economica, a Bolzano cresce il terziario; a soffrire sono invece i ceti operai e gli impiegati del settore privato. Per quanto riguarda la cultura, il Centro storico cittadino si arricchisce di nuove strutture ed enti dello spettacolo e culturali. Rispetto ad esso il Teatro Cristallo si pone come opportunità per i quartieri popolari, con la ricerca di una legittimazione urbana estesa. Il Cristallo deve ovviamente affrontare un bipolarismo urbano che, come illustrato da questa breve nota, ha radici lontane e profonde. La distinzione e l’ambivalenza urbana hanno marcato la contrapposizione etnica e hanno dato vita, dentro Bolzano, a due città, ognuna con uno spirito popolare specifico (Volksgeist) che solo negli ultimi anni sta interrogandosi se questa distinzione e divisione debba persistere nella sua rigidità o non siano destinate a dare origine a una nuova identità. L'architetto Silvano Bassetti, in un suo intervento 16 sulla questione affermò: “il fiume è spesso, nelle città, luogo di aggregazione fisica, di concentrazione funzionale, di condensazione morfologica. Il Talvera è, al contrario, una cesura. E' stato usato storicamente come linea di demarcazione tra la città medioevale e la città fascista, tra la città tedesca e la città italiana”. La Bolzano Centro storico sta muovendo alcuni passi in avvicinamento alla Bolzano oltre Talvera sotto l’auspicio di una serie di fattori spaziali e simbolici: • il polmone comune del Parco del Talvera; • la soluzione–compromesso del Monumento alla Vittoria, trasformato in Museo, che non solo abdica alla sua simbolica originale e anche a quella di sentimenti popolari marcatamente contrapposti, ma favorisce 16 Rivista “Letture trentine e altoatesine” - 1982 18 l’estendersi dei caratteri della centralità urbana, sino a poco tempo addietro appannaggio esclusivo della città storica, alla città al di là del Talvera, con l’intento di dotarla tra l’altro di funzioni culturali analoghe a quelle del Centro storico. Nella stessa direzione vanno le proposte di far defluire il congestionamento turistico verso ”l’altra città”. Questa ambivalenza ha marcato ad esempio la dinamica dello sviluppo residenziale urbano: • per un lungo periodo risultò impervio pensare a nuove espansioni territoriali dell’area urbana complessiva, tanto che la città cominciò a perdere popolazione in modo anche incisivo; • una volta ammessa l’espansione residenziale con la creazione delle zone di sviluppo Firmian e Casanova, Bolzano ha ripreso una positiva dinamica demografica pagando tuttavia il prezzo di veder prevalere la logica negativa della creazione di quartieri che tendono a ghettizzare. Una logica che è prevalsa anche nella politica abitativa (detta popolare) che ha improntato la nascita del quartiere che ha sostituito le “Semirurali”. A imporsi è stato un modello di politica, del disegno e delle strategie urbane che discende purtroppo da una concezione dell’urbanistica che si arrocca attorno a moduli formali. Un modello che nega la prospettiva di una città che integra unità abitative, simboli e modalità urbanistiche, che ha invece come obiettivo irrinunciabile la città vissuta, governata e garantita nella socialità e nella sicurezza dalle stesse comunità che la abitano e la fanno vivere. Quando alcuni fattori (politici, economici, finanziari, ideologici sovrastrutturali) prevalgono ed escludono le comunità dall’autogoverno, la vita sociale urbana si deteriora, si destrutturano anche le forme urbane e si impongono elementi strutturali estranei alla vita sociale e di governo creando squilibri urbanistici, conflitti e disagi nella stessa vita delle comunità. Le città nella storia hanno sempre dato vita a strutture monumentali e simboliche di potere – spesso non direttamente espressione delle comunità urbane: sedi di governo, della finanza e dell’economia produttiva, della distribuzione, del mercato, del tempo libero o dello spettacolo, della cultura, della religione e dell’arte. Esse esprimono il modello di un potere, di un livello di legittimazione che fa della città la regolatrice e il luogo di governo del suo centro, dei quartieri e del territorio di cui si proclama capoluogo. Le strutture funzionali, i monumenti, i simboli del potere sono pertanto connaturali alla città e alla sua vocazione di governo. Elementi che dovrebbero avere comunque il proprio termine di confronto con le comunità urbane cui sono collegati e irrinunciabilmente si devono confrontare, convivere o confliggere con il buon governo o con i regimi autoritari. 19 20 La città e il significato della cultura urbana I due termini sui quali poggiano il significato e il ruolo del Teatro Cristallo e del Centro culturale sono in primo luogo la città e la cultura. 1. Bolzano, come città capoluogo, rappresenta, come ogni città nella storia delle società, il luogo in cui risiedono le funzioni più significative del territorio e delle sue comunità. Le funzioni tipiche della città e della città di Bolzano in particolare sono: • Il governo inteso come espressione dell’esecutivo Provinciale e Comunale. Le competenze dell’Autonomia speciale conferiscono al Governo provinciale un rilievo determinante per la vita sociale e culturale. Specifico della città di Bolzano è che nel governo della Provincia prevale la presenza del gruppo di lingua tedesca, mentre nell’amministrazione comunale prevale il gruppo di lingua italiana. L’ampiezza delle competenze dell’Autonomia speciale e la sua dotazione finanziaria hanno creato un forte apparato burocratico provinciale, un determinante influsso sulle attività economiche, sociali, di formazione e un condizionamento della libera iniziativa dei singoli operatori, delle associazioni e delle comunità. Per quanto riguarda le attività culturali e artistiche, l’incisività del contributo provinciale in particolare rende possibile la presenza di numerosi enti, associazioni, compagnie, iniziative che non sarebbero sorte senza l’intervento pubblico. L’intervento finanziario pubblico e gli apparati amministrativi condizionano a loro volta la programmazione, le scelte strategiche, l'utilizzo delle risorse anche negli ambiti delle attività culturali e dell'arte. I politici e la dirigenza amministrativa affermano che mai si interviene nel merito culturale, artistico degli eventi, degli spettacoli e delle espressioni figurative. E’ facile osservare che imporre linee guida e strategiche e scelte di allocazione delle risorse significa operare una valutazione, almeno indiretta, dei contenuti. L’unica strada per limitare questa discrezionalità politica e amministrativa è praticare il difficoltoso ma democraticamente fruttuoso percorso della maturazione partecipata delle decisioni; metodo che dovrebbe riguardare anche il funzionamento della Consulta provinciale degli organismi culturali. Per quanto riguarda l’Associazione Cristallo la forma associativa e il processo condiviso per la formulazione e l’attuazione del programma di attività - Comitato Culturale e lavoro di concertazione con gli enti residenti - sono un esempio di tale processo. Un esempio che mostra pure la complessità e le difficoltà che si incontrano nel far convergere un’articolazione assai differenziata di soggetti, aspettative della città e dei ceti sociali. • I tribunali e gli uffici giudiziari, a Bolzano svolgono un ruolo contrapposto alla incisiva presenza monumentale, memoria di un passato che ha impresso alla città l’imponente razionalità urbana e la caratterizzazione 21 che le proviene tutt’oggi dai quartieri oltre Talvera. • La scienza. L’Università di Bolzano ha conferito all’identità urbana e altoatesina una caratterizzazione culturale certamente incisiva. Il vincolo con Innsbruck come Landesuniversität si è allentato e in buona parte interrotto nella sua simbolica esclusiva per il gruppo di lingua tedesca. La scelta trilingue è indubbiamente un valore aggiunto. L’Università ancora non ha permeato in modo determinante la fisionomia culturale della città e dei quartieri, poiché il numero di studenti è ancora ridotto, i docenti residenti e il loro incardinamento troppo limitato. Anche il ruolo dell'EURAC17 ancora non è percepito come determinante. • La religione. Bolzano è diocesi (con Bressanone) dal 1964. L’attività di formazione ecclesiastica è rimasta a Bressanone, mentre a Bolzano si colloca la sede principale del Vescovo e degli uffici del governo ecclesiastico di lingua italiana e di lingua tedesca. La cattedrale, il vescovado, gli uffici dell’Ordinariato sono collocati nel centro storico di Bolzano, contribuendo a sancire la dualità e la divisione della città. Nonostante alcuni segnali che facevano presagire una maggiore integrazione nel governo ecclesiastico delle due componenti linguistiche, la distinzione fra i due ambiti italiano e tedesco rimane per ora solidamente definita. Anche l’autorappresentazione della figura e del ruolo del curatore d'anime territoriale è tendenzialmente diversa. Quello di lingua tedesca è tendenzialmente una figura che, pur dedicandosi alla comunità e ai fedeli, esprime un qual grado di nobile differenziazione 18 dalla condizione popolare, mentre quello italiano tende a un rapporto maggiormente popolare. • La comunicazione. Dalla comunicazione gestita dal potere politico della città nobiliare, si passa alla comunicazione come relazione tra gli individui, informazione sociale e politica, di mercato e comunicazione culturale nel senso più ampio del termine. A Bolzano, la Rai, il giornale Alto Adige, il Dolomiten sono allocati nella città nuova (oltre Talvera), il Neue Südtiroler Tageszeitung e il Corriere dell’Alto Adige sono collocati nella città storica. • Il mercato e la finanza. Il digitale cerca di svincolare il legame degli istituti bancari e delle Borse stesse con lo spazio urbano (si pensi ai sistemi di In – Bank); la città rimane tuttavia il luogo dove hanno sede le centrali finanziarie, le sedi di Istituti di investimento, prestito e di amministrazione del credito. Bolzano ha una forte presenza di questi 17 EURAC Research è l'Accademia Europea di Bolzano, centro di ricerca privato, sostenuta dalla Provincia Autonoma di Bolzano. Principali temi di ricerca: Autonomia, ambiente alpino, salute, tecnologie. http://www.eurac.edu/en/pages/default.aspx 18 Forse questa diversità è chiarita dal termine Amt (ufficio) mentre per l’incarico di cura d’anime italiano si utilizza ormai raramente questo termine. Per capire meglio la differenziazione religiosa fra i due universi culturali, è significativa la diversità espressiva e simbolica di due termini: volontariato e ehrenamtlich.. L’aggettivo “volontario” esprime una volontarietà altruista e insieme non retribuita; “eherenamtlich” richiama due elementi: un compito assunto conla qualità propria dell’agire d’ufficio e la motivazione dell’attribuzione e assunzione che è connotata dall’onore, anche se l’onorarietà toglie di mezzo la dimensione professionale e la retribuzione. 22 istituti; essi rivelano allo stesso tempo la concentrazione di gruppi economici che formano la classe media o il ceto borghese cittadino. Il mercato popolare si divide: quello del centro storico che assume connotazioni turistiche e di spiccata qualità elitaria di merci e di prezzo, quello popolare che si identifica con le dinamiche dei quartieri della città d’oltre Talvera, in piazza della Vittoria e in via Rovigo. • La classe media. La polarizzazione della ricchezza su cerchie familiari sembra essere più tipica della popolazione di lingua tedesca; nella classe media italiana emergono i titolari di alcune immobiliari e società commerciali, studi notarili, di avvocati o titolari di catene commerciali. Mentre la classe media di lingua tedesca considera il concedersi la frequentazione dei teatri e degli eventi culturali come un indicatore di prestigio, ciò è meno evidente (non assente) presso la classe media italiana. • Le forme della cultura: la loro elaborazione e rappresentazione. La cultura e la città sono vincolate da un rapporto quasi inscindibile, perché la storia, le forme e gli uomini che l’hanno vissuta e che la vivono condividono la “vita dello spirito” (Geistesleben) 19 che essa incarna. Le radici della città di oggi si devono scavare e scoprire anche studiando il passato. Bolzano sta modificando in modo molto significativo lo spirito della città. La politica è chiamata a cogliere i tratti di questa trasformazione per lo sviluppo delle nuove forme urbane soprattutto, per impostare e dare impulso alla convivenza fra le due città al di qua e al di là della Talvera e soprattutto per le relazioni di rispetto e di reciproco scambio culturale fra le identità etnico linguistiche. Bolzano affianca quartieri caratterizzati dallo spirito medioevale e rinascimentale ove si possono scoprire le radici dei ceti commerciali, accanto alla non lieve presenza delle famiglie nobiliari. Il disegno dei portici, intervallati da edifici nobiliari, religiosi e borghesi, aiutano a comprendere uno degli aspetti molto peculiari della classe media e borghese di lingua tedesca che vive la cultura urbana intesa come alto, raffinato, elitario modo di vedere il mondo. A questa visione, agli eventi culturali di teatro, danza, musica, poesia o letteratura, diremmo persino i riti religiosi, sono elevazione dell’intelligenza, dello spirito, della sensibilità coltivata dai nobili e per imitazione dai privilegiati economicamente. Questo tipo di cultura urbana non si divide per lingua. La borghesia tedesca cittadina (di Bolzano) ha un concetto, una visione e un’utilizzazione della cultura che affonda le sue radici in questo terreno e si distingue (senza rifiutarla) dal concetto di cultura della periferia provinciale. Nella periferia provinciale, nel Land, la popolazione ritiene che questo tipo di Kultur appartenga ai nobili, agli intellettuali, a ceti che ben poco hanno a che spartire con la gente semplice delle vallate, dei paesi e dei masi. Per rendere plasticamente questa distinzione, basta considerare che cosa intende la borghesia di lingua tedesca della città di Bolzano con il termine Kultur e a quali 19 Simmel, G. Die Großstadt und das Geistesleben, 1903. 23 eventi o spettacoli si rivolge per soddisfarne l’esigenza. Nella città di Bolzano, il Teatro Stabile di Bolzano, la Fondazione Teatro comunale e Auditorium, la Walterhaus/Südtiroler Kulturinstitut, le Vereinigte Bühnen Bozen, con concerti, opere, spettacoli d’autore e di livello superiore sono l’obiettivo di consumo e occasione per soddisfare esigenze culturalmente ritenute raffinate, come pure qualificati dibattiti culturali con esperti in luoghi privilegiati, che trasformano queste partecipazioni in un indicatore forte e significativo di appartenenza alla upperclass, ovvero all’élite. Nella periferia provinciale, le strutture che esprimono la Kultur sono le Haus der Kultur. Esse sono una rete di strutture e istituzioni che ospitano un’ampia varietà di eventi, spettacoli, riunioni di associazioni di varia natura (Vereine e Verbände, Musikkapellen, cori, associazioni sportive, ricreative o di volontariato) prevalentemente di lingua tedesca. Kultur sembra essere intesa come l’insieme delle forme del vivere la comunità e ne esprime l’identità; un concetto e una percezione che poco appartiene alla cultura urbana anche del cittadino di lingua tedesca. Qui è utile ricordare come sia difficoltoso il raffronto con ciò che la periferia provinciale italiana intende per cultura, anche perché le comunità di lingua italiana nelle località periferiche sono sempre meno consistenti. Peraltro, anche le comunità di lingua italiana attribuiscono la fruizione di eventi o offerte culturali alte alle élite, ma non attribuiscono la denominazione cultura a eventi sportivi, associativi, ricreativi o alle feste popolari. Il ruolo del Cristallo nella Bolzano d'oggi Da questo punto di vista, l’Associazione Cristallo rappresenta un consistente, poderoso tentativo di rompere questa linea di demarcazione tra cultura d’élite e offerta di spettacoli di teatro amatoriale, eventi associativi e feste popolari. Le compagnie, le rassegne, siano esse attivate dagli enti residenti o dal Teatro Cristallo stesso, siano messe in scena da compagnie esterne, obbediscono a un imperativo, alla mission dell’Associazione Cristallo: offrire ai cittadini senza distinzione di censo, appartenenza associativa o partitica, di grado d’istruzione, condizione professionale, di genere o di razza, la partecipazione alle rassegne teatrali e agli eventi informativi, formativi e a un dibattito aperto, per contribuire alla costruzione della coscienza civile e come partecipazione a costruire la città dal basso.20 Le interviste hanno messo in luce la capacità di questa realtà culturale di essere punto di riferimento anche per quartieri che ancora non hanno potuto maturare un adeguato senso di appartenenza e d’identità.21 A tutte queste funzioni, la città offre sedi, organizzazioni e 20 Un passo dell’affermazione di un intervistato richiesto di valutare l’influsso del Cristallo sulla vita dei quartieri: “È una delle pochissime realtà culturali che cercano di costruire una nuova città dal basso. Il ruolo avuto nel corso degli ultimi dieci anni è molto importante non solo per la comunità italiana”. 21 Lewis Mumford. The Culture of Cities. New York: Harcourt Brace, 1996.. Recensione pubblicata da Robert Wojtowicz (Old Dominion University), in H-Urban (January, 1999) 24 strutture. Il Cristallo ha scelto di impostare la programmazione e l'offerta di spettacolo e di cultura, non accettando la polarizzazione della cultura da parte dei due ceti medi (borghesi) tedesco e italiano, ma puntando invece su un modello di offerta rivolto ai ceti urbani popolari e di quartiere senza abbassare la qualità degli spettacoli e del dibattito culturale. Questo elemento appare confermato dai dati della ricerca, dai testimoni privilegiati e dalla valutazione del focus group interno. In merito alla cultura popolare, il Cristallo introduce un modello diverso da quello che predomina nell’ambito della popolazione di lingua tedesca del Land ovvero tutto ciò che esprime l'identità comunitaria. Il Cristallo mira a un concetto di cultura come complesso di eventi di spettacolo, incontri, confronti e dibattito, piacere dello spettacolo, possibilità di essere informati per capire e discutere la vita della città e il mondo contemporaneo. Gli elementi conoscitivi preliminari della città e dei quartieri a supporto del Piano Culturale La documentazione statistica per una conoscenza preliminare della città di Bolzano e dei quartieri poggia sui seguenti elementi: a) popolazione residente e distribuzione della popolazione nei quartieri; b) popolazione per sesso, classi di età, stato civile, grado d'istruzione, occupati per attività economica, tipologia di famiglie - della città e per quartiere; c) mobilità (saldo migratorio) e struttura della popolazione: residenti a Bolzano e in Alto Adige, presenza per quartiere, sesso, gruppi d’età, stato civile; d) gruppi linguistici; e) uso delle tecnologie, lettura libri, quotidiani, offerta educativa; f) volontariato; g) soddisfazione per la situazione economica e sociale; h) connotazioni sociali e culturali dei quartieri. 25 a) popolazione residente e distribuzione della popolazione nei quartieri Il periodo di forte incremento demografico della città di Bolzano, con popolazione esclusivamente o prevalentemente di lingua italiana, si ha a partire sin dal 1926 con la struttura organizzativa dello Stato (impiegati e dirigenti dei vari ambiti civili e militari) e poi soprattutto dal 1936 e registra il suo apice nel 1975. L'intervento di industrializzazione e di forte espansione urbanistica intrapresa dal regime fascista conferisce a Bolzano una nuova conformazione urbana e sociale. Se analizziamo i dati relativi alla consistenza linguistica dal 1921 – l'Italia aveva acquisito il Tirolo del sud dopo la grande guerra – osserviamo che la popolazione di lingua italiana sul territorio provinciale era molto ridotta (2,9% nel 1910, 10,6% nel 1921), ma a partire dal 1936 si è avuto un afflusso considerevole di popolazione di lingua italiana. Infatti la politica di nazionalizzazione è testimoniata dai numeri: nel censimento del 1910 il Sudtirolo contava 7.339 italiani, nel 1961 erano diventati 128.271. La percentuale del gruppo linguistico italiano nella popolazione complessiva era salita in mezzo secolo dal 2,9% al 34,3%. Sulla città di Bolzano il processo di “italianizzazione” è stato ancora più accentuato, con una immigrazione impressionante e costante. Bolzano Valori assoluti In percentuale Popolazione residente al 31.12 Saldo migratorio Variazione della popolazione 1940 59.951 0,13 1,41 1941 63.495 0,40 5,74 1942 65.402 1,23 2,96 1946 65.794 3,18 4,89 1947 69247 3,95 5,11 1948 71.530 2,70 3,73 1955 78.945 1,70 2,62 1960 87.115 1,70 2,70 1970 106.009 0,28 1,24 1975 107.112 -3,5 0,3 1990 100.380 -3,1 -3,3 2000 97.300 1,5 0,7 guerra 26 La popolazione trasferitasi nella città di Bolzano nel periodo sopracitato ebbe varia provenienza. Il grafico che riportiamo ne segnala l'entità riferita all'anno 2012 che è più accentuata in città che nel resto del territorio provinciale. Popolazione residente per regione di nascita Bolzano 1981 - 2012 e Alto Adige 2012 90 79,4 80 70 60 Alto Adige 60,5 57,9 Trentino Veneto 50 Altre Regioni 40 Estero 30 20 10 9,4 13,7 14,9 12,8 4,2 4,4 6,1 27 0 Bolzano 1981 Bolzano 2012 16,1 10,7 2 2,3 5,6 Alto Adige 2012 La differenziazione per origine regionale della popolazione della città tende ad affievolirsi, poiché le nuove generazioni nate a Bolzano perdono gradualmente il riferimento con le regioni di origine dei loro genitori. Si nota infatti che nel grafico più recente i residenti nati in altre regioni diminuiscono significativamente di peso percentuale, mentre aumenta la percentuale degli immigrati stranieri. Nel periodo successivo, lo sviluppo demografico della città di Bolzano ha visto un aumento della popolazione residente dal 1960 ad oggi secondo il seguente andamento: • una crescita continua e costante dal 1960 (87.115) al 1975 (107.112), il massimo assoluto; • dal 1975 al 2001 la popolazione residente decresce raggiungendo la quota di 94.855 abitanti; • da quella data la popolazione residente ha iniziato a crescere nuovamente sino a raggiungere i 106.350 nel 2015. L'andamento demografico, in aumento o in diminuzione, è connesso con una pluralità di fattori, diversi a seconda del periodo storico. Nel periodo più recente ha avuto un particolare influsso sull'andamento il mercato delle abitazioni, a sua volta influenzato dalla indisponibilità o della disponibilità di nuove aree residenziali, che in alcuni periodi ha motivato il trasferimento di famiglie verso centri abitati limitrofi (Laives, Bassa Atesina, Appiano, Terlano ed altri), oppure dinamiche familiari che hanno indebolito famiglie, soprattutto a conseguenza di separazioni e divorzi. “Al riguardo dei movimenti emigratori e dei suoi effetti sul numero degli abitanti, appare utile far notare che, di tutti coloro che hanno spostato nel corso del 2013 la propria residenza da Bolzano in un altro comune della provincia (1.861 persone), la quasi totalità ora risiede appena fuori città, in un comune limitrofo; questo dato - che peraltro descrive un fenomeno che persiste ormai da parecchi anni, e alla cui portata per la città nel prossimo futuro dovrà essere prestata una particolare attenzione - induce ad ipotizzare che si tratti in molti casi di meri spostamenti “strategici”, piuttosto che di effettivo abbandono della città; cioè persone e famiglie di Bolzano alla ricerca di più favorevoli condizioni abitative, ma che conservano nella città la sede degli altri loro interessi (lavoro, scuola, diversi servizi, frequentazioni, riferimenti culturali) e continuano pertanto a gravitare sulla città come prima, anche se nelle statistiche non appaiono più come abitanti di Bolzano” (Andamento e struttura della popolazione di Bolzano e dei suoi quartieri 2014)22. 22 Andamento e struttura della popolazione di Bolzano e dei suoi quartieri, Comune di Bolzano Ufficio Statistica e tempi 28 Il grafico che segue permette di confrontare il diverso sviluppo demografico del periodo nelle città di Bolzano, Innsbruck e Trento. La città è in costante crescita demografica e alla data del 24 febbraio 2015 la popolazione totale era di 106.350 abitanti, di cui 55.510 femmine e 50.840 maschi. Il quartiere Don Bosco arriva a 27.085 abitanti: le zone di espansione Firmian e Casanova ivi comprese sono rispettivamente di 3.157 e di 3.029 abitanti. I dati delle tabelle successive si riferiscono sempre ai dati ufficiali relativi al 31.12.2014 al fine di avere una adeguata comparabilità delle informazioni. della città, 2014 29 Popolazione residente al 31.12.2014 per sesso e quartieri - valori assoluti e percentuali Indicatori demografici e familiari Indicatori demografici e familiari Anno 2014 Anno 2013 Anno 2012 161,9 161,4 160,5 61,1 60,8 60,0 Indice di ricambio 114,3 116,8 125,4 Percentuale di minori stranieri sul totale dei minori 18,6% 18,8% 18,9% Indice di vecchiaia Indice dipendenza di 30 Se osserviamo i quartieri della città, confrontando gli indici di dipendenza, di ricambio e di vecchiaia, vediamo che i quartieri hanno il seguente andamento: • mentre l'indice di dipendenza – persone in età non attiva (0-14 e 65 e oltre) per ogni cento persone in età lavorativa - sembra mantenersi piuttosto stabile nella maggior parte dei quartieri; • l'indice di ricambio – persone in procinto di lasciare la fascia di popolazione attiva su 100 che stanno per entrarvi - si manifesta come particolarmente accentuato e in forte crescita nel quartiere di EuropaNovacella, ma con una forte diminuzione negli ultimi tre anni (da 156,2 nel 2011 al 131,7 del 2013, ma in aumento nell'ultimo anno a 133,1); è in leggera diminuzione anche negli altri quartieri, eccetto Centro Piani Rencio; • l'indice di vecchiaia - il rapporto di composizione tra la popolazione anziana (65 anni e oltre) e la popolazione più giovane (0-14 anni)- a Don Bosco, dopo la diminuzione del 2012 dovuto all'afflusso di famiglie giovani nelle subaree Firmian e Casanova, tende nuovamente a crescere. L'indice di vecchiaia più alto è a Europa-Novacella (238,1 nel 2013), ma in diminuzione a fine 2014 (232,7), sostanzialmente stabile invece a Gries-S.Quirino e in leggera diminuzione al Centro-Piani-Rencio e ad Oltrisarco-Aslago per afflusso di stranieri e famiglie giovani. b) popolazione per sesso, classi di età, stato civile, grado di istruzione, tipologia di famiglie della città e per quartiere Dati al 31.12.2014 per classi di età, per sesso e quartieri: Quartiere Classi di età valori assoluti e in percentuale 0-14 15-64 Totale 65 ed oltre femmine maschi femmine Centro-PianiRencio OltrisarcoAslago 1.251 maschi femmine maschi femmine maschi 1.272 6.003 6.172 2.175 1.511 13,3% 14,2% 63,7% 68,9% 23,1% 16,9% 1.101 1.140 4.414 4.797 1.620 1.255 15,4% 15,9% 61,9% 66,7% 22,7% 17,4% EuropaNovacella 31 18.384 14.327 956 1.061 5.048 4.492 2.816 1.878 10,8% 14,3% 57,2% 60,4% 31,9% 25,3% 2.151 2.341 8.411 7.984 3.613 2.613 15,2% 18,1% 59,3% 61,2% 25,5% 20,2% 2.019 2.112 9.601 9.111 4.356 3.109 12,6% 14,7% 60,1% 63,6% 27,3% 21,7% Totale 7.478 7.926 33.477 32.556 14.580 10.366 Tot. in % 13,5% 15,6% 60,3% 64,0% 26,3% 20,4% Don Bosco GriesS.Quirino 27.113 30.308 106.383 Dati al 31.12.2014 per stato civile, sesso e quartieri: Quartiere Totale Stato civile dati assoluti e in percentuale Celibe/ Coniugato/a Vedovo/a Divorziato/a 10.000 6.549 1.119 716 54,4% 35,6% 6,1% 3,9% 6.854 6.023 899 551 47,8% 42,0% 6,3% 3,8% EuropaNovacella 7.008 6.973 1.536 734 43,1% 42,9% 9,5% 4,5% 16.251 Don Bosco 12.225 11.771 2.072 1.045 27.113 45,1% 43,4% 7,6% 3,9% Nubile Centro-PianiRencio OltrisarcoAslago 32 18.384 14.327 Gries-S.Quirino Totale 14.285 12.924 2.031 1.068 30.308 47,1% 42,6% 6,7% 3,5% 50.372 44.240 7.657 4.114 106.383 47,3% 41,6% 7,2% 3,9% 100,0 La maggior parte della popolazione complessiva di Bolzano (47,3%) è costituita da non sposati e questo vale per entrambi i sessi e in tutti i quartieri. E' da notare inoltre che l' 11,6% delle donne, ma solo il 2,4% degli uomini sono vedove/i. In tutti i quartieri le donne vedove sono circa 5 volte più numerose degli uomini vedovi. Le differenze di stato civile dei due sessi sono considerevoli anche nelle diverse classi di età: in particolar modo nella fascia degli over 75enni, nella quale la maggior parte dei maschi sono coniugati (74,9%), mentre il 58,4% delle donne sono vedove. Popolazione per grado d’istruzione della città di Bolzano (censimento 2011): Valore assoluto in % femmine e maschi 13.887 13,5% Laurea 34.293 33,4% Diploma scuola media superiore 26.442 25,7% Licenza scuola media inferiore 15.251 14,8% Licenza scuola elementare 744 0,7% Nessun titolo 33 La struttura sociale della città di Bolzano A seguito della incisiva trasformazione urbanistica e sociale avvenuta nel periodo da 1936 al 1975, nella città di Bolzano hanno assunto una nuova configurazione anche i ceti e le classi sociali, che possono essere sinteticamente così individuati: • il ceto medio (borghese) tedesco costituito da proprietari di immobili e proprietari terrieri, dalla classe dirigente (sia di ambito commerciale, sia di ambito produttivo industriale e artigiano, sia della pubblica amministrazione) e da famiglie e gruppi che presiedono il settore della comunicazione e della cultura; • il ceto medio (borghese) italiano, costituito dalla dirigenza della pubblica amministrazione, dell'esercito, del credito e delle assicurazioni, dagli imprenditori, industriali, artigiani e imprenditori nei servizi, legati, per la loro origine, alla nascita della città industriale e all’amministrazione pubblica italiana; • il ceto impiegatizio e operaio, inizialmente a maggioranza italiana e, con l'applicazione del Pacchetto, con una crescente presenza tedesca. Nel grafico seguente sono indicati gli occupati nella città di Bolzano. (Bolzano 2015, La città in cifre) – Comune di Bolzano 2015 34 Questa configurazione della struttura sociale ha un innegabile influsso anche sulla domanda di cultura e spettacolo. Ciò spiega la presenza articolata di istituzioni culturali, di teatri e di attività nelle due lingue, la difficile interazione e collaborazione fra enti e istituzioni culturali dei due ambiti linguistici, nonostante la nuova disponibilità a una maggiore interazione, almeno in linea di principio, che recentemente è senz'altro cresciuta. Al problema del rapporto e della costruzione di una nuova relazione fra i gruppi linguistici italiano e tedesco, si aggiunge oggi il problema di interazione culturale con gli immigrati stranieri. Il raffronto tra le famiglie della città di Bolzano e le famiglie del territorio provinciale, Bolzano esclusa, mette in rilievo alcuni aspetti significativi: • a Bolzano vi sono meno coppie con figli, in maggiore percentuale le coppie senza figli, i nuclei famigliari costituiti da donne sole; l'ampiezza media delle famiglie è di 2,15 componenti per famiglia, in ulteriore calo; • nell'Alto Adige nel suo complesso sono più numerose le famiglie di uomini soli. Consistente è l'aumento a Bolzano delle famiglie senza figli e delle donne sole; • osservando la dinamica delle famiglie si nota pure che le famiglie con figli aumentano in percentuale per l'Alto Adige nel suo insieme, mentre diminuiscono nella città di Bolzano. Tipologia di famiglie confronto Bolzano - Alto Adige (Astat e Anagrafe Bz al 31.12.2014) altro 5 6 femmine sole 17 maschi soli 17 17 4 padri con figli 23 Alto Adige Bolzano 6 12 11 madri con figli coppie senza figli 14 17 22 coppie con figli 0 5 10 15 20 30 25 30 35 c) mobilità della popolazione (saldo migratorio): residenti a Bolzano e in Alto Adige, presenza per quartiere, sesso, gruppi d’età, stato civile In data 31.12.2014 risultano iscritti nei registri anagrafici del Comune di 35 Bolzano 15.459 stranieri; ciò equivale ad un aumento dello 0,9% rispetto all’anno 2013. Da ormai tre anni gli stranieri costituiscono il 14,5% della popolazione complessiva della città. Su tutto il territorio provinciale invece gli stranieri sono l'8,9% della popolazione e la loro presenza è concentrata nei centri urbani. Tra i 15.459 stranieri residenti in città, le donne sono complessivamente in netta maggioranza: 8.061 persone straniere sono donne (52,1%) e 7.398 uomini (47,9%). Nel corso degli ultimi 10 anni si è riscontrato un sensibile aumento della quota delle donne straniere (nel 2005 era ancora pari al 48,9%). Visto per singoli quartieri, a Centro-Piani-Rencio ed a Oltrisarco-Aslago prevalgono di poco gli uomini, negli altri tre quartieri invece nettamente le donne. Saldo migratorio per quartieri (Anagrafe BZ al 31.12.2014) 60% 50% 55% 55% 52% 48% 51% 49% 45% 45% 54% 46% 40% maschi 30% femmine 20% 10% 0% Oltrisarco-Aslago Don Bosco Centro-Piani-Rencio Europa-Novacella Gries-San Quirino Nel 2014 la quota più alta di stranieri rispetto alla popolazione residente (19,2%) risulta nel quartiere essere Centro-Piani-Rencio (dove abita il 22,9% di tutti gli stranieri residenti a Bolzano), quella più bassa a Don Bosco (10,4%). La quota maggiore di stranieri residenti a Bolzano è in percentuale più alta nel quartiere Centro-Piani-Rencio particolarmente negli immobili adiacenti alla stazione ferroviaria e in quelli dei Piani, in edifici a bassa qualità abitativa; seguono Oltrisarco-Aslago (18,8%) e Europa-Novacella (15,6%): le ragioni di tale distribuzione sta in parte, come si è detto, nella maggiore disponibilità di alloggi vetusti e meno qualificati. Don Bosco ha il 10,4% e Gries-S.Quirino il 12,8% di stranieri. 36 Il trend attuale delle naturalizzazioni: fenomeno in netto aumento, se si considera che nel corso del 2014 742 cittadini stranieri residenti a Bolzano hanno acquisito la cittadinanza italiana, rispetto ai 572 casi nel 2013 e ai 377 casi nell’anno precedente. In totale, negli ultimi 10 anni sono stati naturalizzati ca 2.800 cittadini di provenienza straniera residenti a Bolzano. Per le statistiche demografiche ciò significa che questi non verranno più considerati “stranieri”, bensì cittadini italiani residenti a Bolzano, semplicemente nati altrove, come del resto quasi la metà di tutti i Bolzanini. Analizzando il fenomeno delle naturalizzazioni nel 2014 per paesi di provenienza troviamo in cima l’Albania (170), il Marocco (108) ed il Perù (86), complessivamente l'86,7% proviene da paesi esterni all’Unione Europea. Sull'aumento degli stranieri residenti in città incide il costante aumento delle nascite da famiglie stranieri residenti, soprattutto se considerate in termini proporzionali: se infatti nel 2005 le nascite di bambini stranieri costituivano ancora il 13,1% delle nascite in totale, nel 2014 questo valore ha raggiunto quota 28,9%. Si assommano alcune dinamiche demografiche che vanno tenute presenti contestualmente: la notevole presenza di popolazione straniera, con un tasso di natalità più elevato, un tasso che rallenta nel periodo più recente, l'invecchiamento della popolazione autoctona accompagnato dalla diminuzione della fertilità e della natalità. Si può osservare che la popolazione straniera a Bolzano sta assumendo gradualmente le dinamiche demografiche proprie della 37 popolazione urbana. Questa tendenza è in parte spiegata dall'andamento delle naturalizzazioni che rafforzano l'ipotesi dell’integrazione nella società e nella cultura urbana locale. Andamento saldo migratorio (2004-2014) 800 742 700 572 600 500 377 400 268 300 221 200 100 50 0 2004 80 2005 123 118 2006 2007 237 139 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 d) I gruppi linguistici Il dato relativo all'appartenenza linguistica della popolazione di Bolzano vede il gruppo linguistico italiano leggermente superiore al 73%, mentre il gruppo di lingua tedesca è leggermente inferiore al 26% e quello ladino inferiore allo 0,68%. Dal punto di vista della consistenza demografica dei gruppi e tenendo in considerazione la crescente disponibilità di ambedue i due maggiori gruppi linguistici ad interagire, sembra giunto il momento di attivare delle attività culturali e di spettacolo, di approfondimento e dibattito, in modo da accrescere la conoscenza dell'altrui identità per tracciare insieme nuovi sentieri di convivenza. e) Uso delle tecnologie, lettura libri, quotidiani, offerta educativa Circa la lettura di libri e quotidiani se a livello nazionale in media sono 56,5 su 100 che leggono libri, in Alto Adige sono 43 su 100, e così per la lettura di quotidiani sono 73 ogni 100 persone che leggono quotidiani almeno una volta in settimana in Alto Adige, mentre a livello nazionale sono 49,4 persone su 100. In genere si nota una crescita forte dell'uso di internet sia a livello nazionale sia locale e vi sono alcuni indicatori che segnalano un mutamento nelle modalità e nelle strategie di comunicazione, di fruizione dei messaggi 38 informativi, di intrattenimento e di fruizione culturale. Gli strumenti tradizionali conservano la loro funzione, ma ad essi si affiancano i canali del web: i giornali on line, i social network, i siti web, blog. I dati relativi all'uso del personal computer, un indicatore della curiosità culturale oltre che tecnologica, ci indicano una diffusione su tutto il territorio dell'uso con 64,4 persone che usano il PC ogni 100 abitanti rispetto ad una media nazionale di 54,3. La buona qualità dell'offerta educativa (corsi, musei, viaggi) sollecita soggetti ed enti che svolgono attività culturali e quindi anche il Teatro Cristallo a riflettere sulla natura e sulla specializzazione della propria offerta: es. come farsi una documentazione, come avere un’adeguata introduzione tematica, una corretta informazione e come appropriarsi di una efficace metodologia conoscitiva culturale. Sarebbero da approfondire le motivazioni del gap maschile nella lettura e l'assenza o quasi di sensibilità per formazione e cultura. Per gli altoatesini (2/3) tempo libero e cultura/formazione sono due cose del tutto distinte. f) Volontariato In Alto Adige quasi una persona su quattro (24,4%) dedica del tempo ad attività gratuite a beneficio di persone che non vivono con lei, a favore della collettività o dell'ambiente e, complessivamente, oltre metà delle donne svolge attività di volontariato: l'uomo realizza l'attività di volontariato più spesso in forma organizzata, mentre la donna preferisce agire per conto proprio. L'associazionismo è più tipico della periferia, mentre la modalità “autonoma” è maggiormente propria delle città e quindi di riflesso, il primo è più diffuso nel gruppo linguistico tedesco, il secondo nell'italiano (città: 61,2% solo per conto proprio, 17% sia in gruppo che in proprio, 21,8% attraverso gruppi e associazioni). Chi presta la propria opera in forma organizzata lo fa soprattutto per attività ricreative e culturali (circa 26.200 persone impegnate, comprendenti anche bande e cori); molto alto anche il numero di chi opera nel settore dell'assistenza sociale e della protezione civile. 7.500 persone svolgono la propria principale attività gratuita nello sport, 5.300 nell'ambito religioso, 3.300 nella solidarietà internazionale, 2.900 nella sanità e 1.900 nell'ambiente23. A Bolzano24 la partecipazione ad associazioni viene espressa dal 34,5% degli intervistati, con un grado di soddisfazione, di vita associativa, positivo nell'89,5% dei casi. g) La soddisfazione per la situazione economica e sociale Molto interessante è il dato riguardante la soddisfazione delle persone rispetto 23 24 fonte: Astatinfo n. 24/2014 Monitor Città di Bolzano, secondo semestre 2013, Datamedia Ricerche 39 alla situazione economica, e rispetto relazioni famigliari: a livello nazionale abbiamo un 40% di molto o abbastanza soddisfatto per la situazione economica (in diminuzione rispetto al 2012), mentre a Bolzano abbiamo un 7,9% di molto soddisfatto e 61,3% di abbastanza soddisfatto; grande è anche il valore delle relazioni familiari: a livello nazionale abbiamo una media del 33,4% di molto soddisfatto e un 56,8% di abbastanza soddisfatto, mentre a Bolzano abbiamo una media superiore, ossia il 49,4% di molto soddisfatto e il 42,5% di abbastanza). Ciò significa che a livello del nostro territorio c'è la convinzione che le cose da noi vanno bene e che le relazioni familiari rappresentano una forza molto significativa. Anche rispetto al tema sicurezza, ossia al rapporto tra fiducia e paure, la percezione di sicurezza fino allo scorso anno era in linea di massima molto alta (abbastanza sicuro 46% e molto sicuro 20% in ambito urbano; in ambito rurale queste percentuali sono ancora più alte). Il recente studio dell'ASTAT ci dice che nell'ultimo anno c'è stato un aumento della percentuale dei residenti preoccupati che dal 9,4% del 2014 va al 25,8% del 2015, mentre la percezione di insicurezza si esprime soprattutto a Bolzano con un'incidenza addirittura del 42,7% (in tutta la provincia il 30,6%). h) Connotazioni sociali e culturali dei quartieri Per formulare una proposta di programma che sia connessa con la realtà dei quartieri, riteniamo utile illustrare alcune caratteristiche della città di Bolzano che sono in connessione con la domanda e l'offerta culturale. I dati statistici ed i risultati del questionario mettono in evidenza una trasformazione abbastanza incisiva della dinamica demografica, delle caratteristiche della popolazione per gruppi di età, condizione professionale, grado di istruzione, origine regionale e straniera. La sensazione di vivere in una città poco omogenea dal punto di vista dei riferimenti identitari complessivi viene accompagnata dalla diffusa percezione di un elevato livello di diseguaglianza del vivere urbano. Nel “Piano sociale della qualità della vita” della città di Bolzano i vari focus group lamentano un progressivo venire meno delle reti sociali e segnalano l'emergere di atteggiamenti individualistici diffusi che riducono la possibilità di contare sul prossimo per ricevere aiuto e sostegno in caso di bisogno. I quartieri urbani che presentano fenomeni di particolare mutamento, sono: Centro-Piani-Rencio È il terzo quartiere più popoloso, che ha il più alto tasso di immigrazione straniera (19,2%), ha la più bassa percentuale di residenti oltre i 65 anni. Di conseguenza, “i cittadini del Centro presentano una certa indifferenza, non si 40 sentono necessariamente appartenenti al quartiere, anche perché più eterogeneo in quanto a composizione sociale, economica, etnica. Il cittadino del Centro sembra corrispondere a canoni altamente individualistici, più che in altre zone. Questo cambia quando ci si sposta ai Piani o soprattutto nella zona di Rencio; quest'area ha una connotazione maggiormente identitaria e anche vagamente elitaria. Ha accolto anche una parte di popolazione dei rioptanti” 25. Il quartiere è abitato tradizionalmente dalla borghesia cittadina commerciale/alberghiera, prevalentemente di lingua tedesca; a questo ceto oggi si affiancano quello degli impiegati pubblici e quello delle ditte private, quello dei ferrovieri, quello degli studenti, quello degli extracomunitari. Molte le associazioni culturali presenti. Oltrisarco-Aslago E' il quartiere più giovane, che ha avuto uno sviluppo particolare nel tempo. Al nucleo antico lungo la via Claudia Augusta, prevalentemente di lingua tedesca, si è aggiunto nel dopoguerra una forte presenza di operai, legata alla vicinanza con la zona industriale, e di artigiani, di lingua italiana e tedesca. A questi ancora successivamente si è aggiunta una concentrazione di popolazione di lingua tedesca ad Aslago a seguito dell'assegnazione di alloggi ai rioptanti nel secondo dopoguerra. E' il secondo quartiere a più alta percentuale di minorenni stranieri. Il quartiere si percepisce come “altro” dalla città e vive una sua dimensione piuttosto staccata dalla vita del Centro storico e degli altri quartieri: molte le iniziative presenti nel quartiere. E' presente un senso di appartenenza piuttosto diffuso. Europa-Novacella Il quartiere ha una “relativa centralità nel contesto sociale e culturale della città, sembra costituire un'enclave urbana all'interno della città, capace di vivere in totale indipendenza” e registra “un rinnovato senso di appartenenza rispetto alla nuova struttura di promozione culturale che gravita attorno all'Associazione Cristallo” e il “Teatro Cristallo ha significato la definizione di un nuovo polo di attrazione culturale all'interno del quartiere” (Piano sociale della città di Bolzano). Ha il più alto tasso di popolazione anziana, la più alta percentuale di minorenni stranieri sul totale dei minorenni residenti a Bolzano e un indice di ricambio molto alto (133,1); il quartiere ha carattere prevalentemente popolare e un accentuato tasso di addetti ai servizi. Molte le associazioni culturali presenti. Don Bosco Il secondo quartiere più popoloso, registra la percentuale più alta di minori e 25 Piano Sociale Qualità della vita, Comune di Bolzano 2011 – 2015. 41 quella più bassa di stranieri. Viene definito, nel Piano sociale della città di Bolzano, “quartiere multiculturale ad alto potenziale umano, nel bene e nel male, con forte senso di appartenenza”, almeno nel nucleo centrale. C'è una netta differenza tra il Centro Don Bosco e le altre zone del quartiere: Firmian, Casanova, Ortles-Similaun”. Per gli abitanti delle zone Ortles-Similaun, e poi Casanova e Firmian è ancora molto presente “il senso di essere abbandonati da tutti” e di sentirsi così “alla periferia della periferia”. Il quartiere è stato fortemente interessato ai fenomeni di espansione di edilizia popolare, prima con il gruppo consistente di immobili di viale Europa, via Alessandria, via Bari, via Piacenza (anni 70 e 80), che hanno eliminato le casette popolari del rione “Dux” e più recentemente (dal 2000) con le nuove zone di espansione Ortles-Similaun, Firmian e Casanova. Il quartiere si è trovato di fatto smembrato e si è in parte distrutta la comunità originaria. “Il quartiere, nella percezione degli abitanti – almeno nel nucleo centrale - non sembra molto definito come nettamente distinto da EuropaNovacella”. Nelle aree Casanova e Firmian trovano allocazione famiglie giovani, impiegati e addetti ai servizi, in particolare quelli socio sanitari. Qui trovano allocazione anche molte famiglie di extracomunitari e famiglie con problematiche sociali, collocate senza un disegno armonico negli alloggi popolari e senza possibilità di integrazione. Molte le associazioni presenti nel quartiere. Gries-S.Quirino Il quartiere più popoloso “ha mantenuto l'antica struttura che lo connota come paese a sé stante rispetto al resto della città. E' quartiere autoctono per eccellenza: non è un caso che il bolzanino “integrato” di qualsiasi appartenenza linguistica si senta “a posto”, se risiede a Gries” (Piano sociale della città di Bolzano). E' il secondo quartiere più anziano e registra la quota più bassa di minori stranieri”. “Il quartiere di Gries viene definito nella descrizione del Piano servizi del Comune come la circoscrizione “completa”... e corrisponde ad un quartiere di status sociale medio-alto” e le esigenze manifestate dai residenti riguardano piuttosto la ricerca della qualità nei servizi presenti. E' abitato tradizionalmente da contadini e proprietari terrieri di lingua tedesca, dalla borghesia commerciale/alberghiera, prevalentemente di lingua tedesca e dalle classi dirigenziali pubbliche e private. Le nuove residenze ospitano pure una buona percentuale di italiani, anche questi appartenenti per lo più a classi dirigenziali. Le abitazioni sono di standard superiore, molte le ville e le abitazioni immerse nel verde agricolo. Laives Un accenno va fatto pure a Laives, che, pur non essendo un quartiere di 42 Bolzano, ha una forte connessione con la città di Bolzano sia perché offre allocazioni residenziali sia perché Laives fruisce più direttamente e più intensamente dei servizi urbani, anche culturali della città di Bolzano. Considerazioni finali sull’assetto demografico e urbanistico La città negli ultimi dieci anni si è fortemente trasformata sotto il profilo socio demografico: l’invecchiamento della popolazione è molto forte e in tendenza opposta a quella del resto della provincia, inoltre interi quartieri hanno visto un aumento marcato della popolazione straniera. Un chiaro disegno di integrazione urbanistica e sociale della città è auspicabile e comunque piuttosto carente; i grandi trend demografici e sociali non sembrano incisivamente governati; sembrano piuttosto obbedire a logiche autonome. La stessa struttura urbanistica della nuova Bolzano – le zone di espansione Firmian e Casanova - fotografa una realtà progettata non come un insieme organico, ma quasi unicamente per risolvere l'emergenza abitativa. Il nuovo quartiere al bivio della statale di Merano replica il medesimo disegno di urbanizzazione frammentata che riproduce fratture e segmenti di città caratterizzati da nuclei di abitanti senza un chiaro riferimento di quartiere e di un adeguato apparato di servizi. Sembra che Bolzano manchi di uno strutturale progetto di crescita urbanistica, sociale e culturale, chiaramente identificabile. 26 I due problemi di maggior rilievo sono, come abbiamo ricordato, la forte ambivalenza centro storico e città oltre Talvera, e più recentemente fra quartieri oltre Talvera che hanno maturato un'adeguata identità e le nuove aree di espansione che soffrono di forme di autentica evoluzione urbana. 26 Intervista al prof. Luca Fazzi 43 IL QUADRO CONCETTUALE E LE CONNOTAZIONI DI BOLZANO 44 Spettacolo e cultura: pluralità culturale specificità etnico linguistiche e Riprendiamo qui, in modo sintetico e per introdurre un inquadramento della rilevanza degli eventi di spettacolo e culturali, la riflessione sul rapporto fra spettacolo e cultura nella città di Bolzano. Come abbiamo già esplicitato, spettacolo e cultura si configurano nella realtà territoriale e sociale altoatesina in modo del tutto specifico. Tralasciando la dotta e forse poco utile disquisizione sulla diversità concettuale di “cultura” e “Kultur”, è invece più produttivo ricordare qui come l’accezione di ciò che appartiene all’ambito culturale abbia un significato assai diverso fra gli ambienti urbani e le periferie (un tempo) decisamente contadine. La città attribuisce al termine cultura una particolare propensione, fruizione del sapere e delle arti, alle quali non hanno accesso gli strati popolari (fatte ovviamente le debite eccezioni). In questo, il ceto medio urbano di lingua tedesca in possesso di alto reddito e alto grado di istruzione eccelle per tradizione e aspirazione a fruire di un accesso privilegiato alla fruizione di spettacoli qualificati come simbolo di status. Di questo appannaggio culturale fanno parte spettacoli teatrali, di musica e eventi culturali in lingua tedesca o italiana, quasi senza sostanziale distinzione. Richiamiamo pure la considerazione circa il fatto che l’élite italiana ben difficilmente considera parte del suo simbolo di status la fruizione di eventi culturali in lingua tedesca (fatta eccezione per la musica). Il processo di trasformazione sociale, soprattutto giovanile, sembra introdurre delle modifiche a questo cliché tradizionale, anche se non disponiamo di dati sufficienti per misurare l’entità e le forme di questo cambiamento. Crisi dello spettacolo controtendenza dal vivo. Bolzano in parziale Bolzano presenta, in realtà, una situazione in controtendenza rispetto al panorama nazionale: l’offerta di spettacolo e di attività culturali ha un’intensità e un’estensione talmente elevata da provocare un interrogativo, ossia se ciò sia artificiosamente gonfiato a seguito di una eccezionale disponibilità finanziaria pubblica. Michele Trimarchi ha cercato di interpretare il rapporto tra domanda reale e potenziale di cultura nella realtà altoatesina. 27 Dopo aver richiamato le varietà geografiche, demografiche, etnico linguistiche e culturali, la distinzione tra ambienti urbani e periferici, egli afferma che il cambio di passo nello sviluppo 27 Trimarchi, M., Strategie culturali: un paradigma di sviluppo del territorio, in: AA. VV., Studio e monitoraggio dell’offerta teatrale in Alto Adige nel 2005, Autonome Provinz Bozen, Provincia Autonoma di Bolzano, Ripartizione 15 Cultura italiana, 2005 45 degli spettacoli e degli eventi culturali è avvenuto “con una serie di interventi, manifestazioni e iniziative che nel giro di poco tempo hanno ridisegnato la mappa culturale della città”.28 Bolzano città dei teatri A partire dal dopoguerra, la città di Bolzano è stata caratterizzata dalla nascita e dallo sviluppo di varie realtà teatrali sia in ambito italiano sia in ambito tedesco e da un progressivo marcato differenziarsi del teatro amatoriale da quello professionale. La professionalità dello spettacolo è un fenomeno complesso e che richiede impegno, investimenti, managerialità organizzativa e direzione artistica e un mercato del lavoro che renda questo fattibile.29 I fattori che possono contribuire a rendere più solido il cammino verso la professionalità sono fondamentalmente due: l’intensificarsi della domanda culturale 30 e di spettacoli e la sponsorizzazione pubblica e privata.31 Il Teatro Stabile, da questo punto di vista, ha sin dal suo inizio sviluppato e conservato una chiara connotazione professionale, sviluppando un’attività e praticando strategie sue proprie, puntando sia sulla produzione propria sia sullo scambio con altri Stabili del Paese. Una delle criticità che gli sono state attribuite è di non aver dato vita a una sistematica azione formativa per il personale professionale del teatro, in modo da supplire all’assenza in città di una scuola di recitazione. Infatti le pur numerose iniziative di orientamento e formazione professionale attivate dal Teatro Stabile hanno avuto carattere prevalentemente puntuale e non hanno potuto assumere il ruolo di una effettiva scuola permanente di recitazione. Il Teatro Stabile di Bolzano era stato definito da Umberto Gandini “il teatro instabile”, perché dalla sua fondazione fino alla costruzione del teatro civico di piazza Verdi è stato alla ricerca di una sua sede e sala: prima al cinema Corso (in corso Libertà, demolito nel 1988), poi al cinema Druso, al cinema Augusteo (l'attuale Auditorium), poi al cinema teatro Cristallo, alla Fiera di Bolzano in via Roma, nella “sala del caminetto” dell'Hotel Città, poi finalmente al teatro di Gries (previsto come cinema e quindi con un palco poco profondo) e infine al nuovo teatro di piazza Verdi nel 1999. E’ necessario ricordare come in questo periodo, accanto alla presenza del Teatro Stabile, sia avvenuto pure un decisivo mutamento di rotta e di strategia nel teatro tedesco che dalla fine della seconda guerra mondiale si muoveva su 28 Trimarchi, M., Strategie, p.71. Argano, L., e Taormina, A., Le professionalità dello spettacolo: empiria, mercato e formazione specializzata, Economia della Cultura, 12 (1), pp.51-59, 2002. 30 Stumpo, G., I consumi culturali: le abitudini dei cittadini italiani. Economia della cultura, 16 (2), pp.179-190, 2006. 31 Trimarchi, M., Dentro lo specchio: economia e politica della domanda di cultura. Economia della cultura, 12(2), pp. 157-170, 2002 29 46 due poli: il Bund Südtiroler Volksbühnen (compagnie amatoriali associate) e il Südtiroler Kulturinstitut che agiva puntando sull'importazione di spettacoli di compagnie estere. Gli operatori di teatro di Bolzano di lingua tedesca “abituati a operare individualmente riconobbero la necessità di costituirsi in una forma di tipo associazionistico … Con la fondazione di un teatro professionale … si tentava di avere maggior peso nella trattativa con i finanziatori pubblici”. 32 L’associazione Vereinigte Bühnen nasce nel 1992. L’Assessore comunale Inge Bauer Polo diventa socia fondatrice e membro del direttivo (un passo di significativo distacco dall’atteggiamento del precedente Assessore provinciale Anton Zelger che sosteneva fermamente la dimensione unicamente volontaria dell’associazionismo e del lavoro teatrale). Nel 1998 l’Associazione seleziona un Direttore artistico, passo decisivo verso il teatro professionale. 33 La decisione che si maturò fu quella di andare verso il teatro professionale, di dotarsi di attori professionisti, di una direzione artistica, di una produzione propria, di cercare vie nuove internazionali, di tentare (sia pure in forma limitata) di percorrere il cammino bilingue; tutto questo è tipico dell’apertura e della dinamica culturale urbana, in corrispondenza della natura della città a specializzare scientificamente e professionalmente l’attività e l’organizzazione dello spettacolo. Il Teatro Cristallo34 ha riaperto, dopo 32 anni di chiusura, nel dicembre del 2005. Per la cittadinanza questo luogo ha sempre costituito un importante punto di riferimento. Oltre ad essere sala teatrale e cinematografica, dal 1965 al 1970 è stato sede del Teatro Stabile di Bolzano; nel 1973 l’attività si interruppe per i troppi debiti accumulati e la sala rimase chiusa al pubblico fino al 1999, ma il teatro venne comunque utilizzato in quel periodo dalla Rai Sender Bozen per registrare le trasmissioni in lingua tedesca e in seguito anche dall'Orchestra Haydn per le prove a porte chiuse fino al 1999. La sua riapertura fu preceduta da varie ricerche 35 per sondare le aspettative e i desiderata della popolazione, in particolare dei quartieri limitrofi. Dalle ricerche e dai dati socio-statistici si percepiva che l’area di riferimento era caratterizzata da una condizione sociale “critica”; gli abitanti del quartiere avevano la percezione di abitare in un’area marginale rispetto al centro città, dal quale si sentivano lontani e delle cui proposte culturali erano poco partecipi. Il Teatro Cristallo doveva ragionare in un’ottica “diversa” dal solito: doveva parlare al pubblico con semplicità ed immediatezza, perché si rivolgeva, di fatto, ad un “non-pubblico” della cultura. Dall’analisi di questi bisogni partirono le intese fra la proprietà dell’immobile, la parrocchia Regina Pacis, e l’Assessorato alla Cultura Italiana della Provincia Autonoma di Bolzano. La Giunta provinciale erogò, per la ristrutturazione del Cristallo e per la sua riapertura al pubblico, la cifra più alta mai investita per la comunità di lingua 32 Geschleier, K., Seeber, Th., Vereinigte Bühnen Bozen. Il teatro professionale tedesco a Bolzano, in: AA. VV., Studio e monitoraggio dell’offerta teatrale in Alto Adige nel 2005, Autonome Provinz Bozen, Provincia Autonoma di Bolzano, Ripartizione 15 Cultura italiana, 2005, p. 96. 33 Geschleier – Seeber, cit., p. 96. 34 Bilancio Sociale 2014 dell'Associazione Cristallo, pag. 7 35 Ricerca 1994 prof. Scaglia e TSM 47 italiana a Bolzano. Il costo totale della ristrutturazione e dell'arredo ammontò a 5 milioni di euro (in parte a carico della parrocchia). Il Comune di Bolzano contribuì indirettamente erogando in via anticipata quanto dovuto per l'utilizzazione di parte dell'immobile per il Consiglio di Quartiere, il Centro Civico e il Centro diurno per anziani. A fronte di tale investimento pubblico, la proprietà concedette all’Associazione Cristallo Verein in comodato d’uso gratuito l’immobile tramite una convenzione che ne ha vincolato la destinazione d'uso. L’idea era di creare un luogo di cultura “aperto” e vicino alla popolazione, che fosse per essa “specchio” in cui riconoscersi e “faro” per illuminare in avanti il futuro. Altri soggetti e altre iniziative hanno marcato la loro presenza in città. Il risultato di questa intensa e variegata evoluzione, lo si legge nei dati che fanno registrare nel 2004 l’84% degli spettatori del teatro dal vivo che scelgono il teatro di prosa (media nazionale 69%) 36, mentre chi frequenta a Bolzano eventi di intrattenimento è il 38,10% contro la media nazionale del 19,9%.37 Questi dati rimandano alle considerazioni che sono state espresse in merito alla numerosità degli spettacoli e al fatto che essa deve essere connessa con la pluralità dei gruppi etnico linguistici e culturali presenti a Bolzano e nella provincia. Il teatro amatoriale La storia del teatro amatoriale a Bolzano segue la storia della comunità di lingua italiana a partire dall'annessione dell'Alto Adige allo stato italiano: a partire dagli anni 20 entrano in gioco a Bolzano i funzionari dello stato nazionale, sia civili che militari, e poi dagli anni 30/40 il grande trasferimento di popolazioni provenienti dalle “vecchie provincie” per rispondere alla richiesta di manodopera per la zona industriale e per l'italianizzazione della città: nasce prepotente la necessità di dare alla nuova popolazione occasioni di svago e di spettacolo.38 Bolzano è una città nuova nei quartieri Littorio e Dux corrispondenti all'attuale quartiere di Europa-Novacella e Don Bosco: nascono gruppi di teatro intorno agli anni '41-'42 e gli spettacoli si tengono nella sala del Teatro Verdi, nella sala della GIL Cinema Teatro Druso, nella sala dell'OND (opera nazionale dopolavoro) dove oggi c'è l'Auditorium di via Dante: tra gli animatori più presenti Ivo Gaddi e Cianci Gatti. C'è anche un gruppo teatrale – il torpedone 36 37 38 Dati SIAE 2004. Dati ASTAT/ISTAT 2005. Dal Piai, G., Teatro, che passione! Storia del teatro amatoriale in Alto Adige, Provincia Autonoma di Bolzano, 1987. 48 del buonumore – che si occupa di allietare i militari che tornano dalla campagna di Russia e che sono raccolti in varie località dell'Alto Adige. C'è già una vivacità impressionante di gruppi che cominciano a muoversi in questo ambito e addirittura Bolzano è in grado di partecipare ad un concorso nazionale per gruppi teatrali giovanili. Una caratteristica interessante di questi primi approcci con il teatro a Bolzano è la presenza frequente di registi e attori professionisti nelle compagnie amatoriali: gli artisti, a Bolzano per ragioni militari o per servizi vari, entrano nelle compagnie e sviluppano quindi una struttura più solida nelle compagnie amatoriali, con una osmosi continua di personaggi tra i vari gruppi teatrali. Anche durante il periodo di occupazione tedesca, il teatro amatoriale di lingua italiana cerca di resistere, nonostante il regime di soffocazione di ogni espressione culturale italiana. Soprattutto all'interno delle fabbriche, in particolare alla Magnesio, continua un'attività teatrale che coinvolge gli operai della zona: qui opera come regista anche don Daniele Longhi; gli incassi degli spettacoli erano destinati ai reclusi del campo di concentramento, dove lui stesso finirà alla fine del '43 e fino alla liberazione del 1945. Dopo il 1945 il teatro amatoriale esplode in modo forte: nascono varie compagnie amatoriali che si esibiscono al Teatro Minerva di viale Trieste (oggi è la chiesa della Sacra Famiglia) nato nel 1949, al Teatro Corso (dal momento che il Teatro Verdi e la sala di via Dante sono state distrutte) e ancora in varie sale delle industrie e in una struttura dell'ex campo di concentramento di via Resia adibita a teatro e chiamata “Teatro del Lavoratore”. Due le compagnie che si giocano il primato non solo a livello locale, ma anche nazionale, il Gad Lancia e il Gad Minerva: arrivarono a vincere anche il concorso nazionale di Pesaro. La nascita dell'ENAL (Ente nazionale assistenza lavoratori), che ha tra le sue finalità anche quella di organizzare manifestazioni di tempo libero, dà ulteriore impulso alla vitalità del teatro amatoriale e delle filodrammatiche. Molte altre però hanno avuto alternanti successi e dimostravano l'entusiasmo e la volontà di dare a Bolzano un'offerta culturale teatrale molto forte. Giorgio Dal Piai, nel suo libro scritto per conto dell'Assessorato alla Cultura Italiana della Provincia, ben descrive la finalità ultima e grandiosa del teatro amatoriale a Bolzano: “il teatro è veramente il punto focale della cultura di quegli anni (anni '40 e '50). Pare che Bolzano e i suoi abitanti vogliano respirare in un sol fiato ciò che è stato loro impedito nei cinque anni di guerra. Si capisce che ogni gruppo, ogni cultura regionale salita dalle vecchie provincie, tende ad esprimere la propria identità. Ma il dialetto non trova sfoghi, se non nelle parlate venete e trentine. E' il teatro italiano che si impone. E' la parlata nazionale che consente l'amalgama, anche se non raffinato come pretenderebbe il teatro moderno, seppur amatoriale. Nella zona popolare delle semirurali il coacervo di idiomi è incredibile. I ragazzi, per capirsi, arrivano ad inventare un linguaggio loro, fatto di veneto e di trentino, con inflessioni lombarde e piemontesi, condite di friulano e romagnolo.” Contemporaneamente nasce in quegli anni Radio Bolzano dell'EIAR (poi Rai), 49 che aveva allestito un programma radiofonico durante il quale veniva proposta al pubblico dei radioascoltatori la prosa, recuperando attori e registi delle varie compagnie teatrali presenti sul territorio. Da questa presenza molto diffusa di gruppi teatrali nasce anche su iniziativa di Fantasio Piccoli la compagnia “Il carrozzone” che pesca attori nei vari gruppi: da questa esperienza prenderà corpo il Teatro Stabile di Bolzano, in contemporanea a quanto avviene a Milano con il “Piccolo”. Questo fatto conferma una certa permeabilità tra teatro professionale e teatro amatoriale: nasce in questo tempo il primo corso di formazione di teatro (sempre per iniziativa di Fantasio Piccoli) e chi ne beneficia sono proprio le compagnie di dilettanti, che comunque prevedono direzione artistica, direzione scenica, regia. Ricordiamo alcuni Gruppi d'arte Drammatica (GAD) di allora: il GAD Centro di addestramento professionale, il Gad Cristo Re, il Gad Libertas, il Gad Magnesio, il Gad Casa del Soldato, il Gad Don Bosco, il Club Amici del Teatro, Circolo Culturale Liberi e dilettanti ed altri ancora, come pure nel comune limitrofo la nascita della filodrammatica di Laives. “Le proposte del Teatro Stabile si rivolgono ad un pubblico preparato, culturalmente maturo, mentre ad esempio il Gad Minerva, oltre a captare questo pubblico di élite, s'accosta al popolo, lo educa e gli offre spettacoli anche impegnativi, allestiti in modo piano e accessibile”. 39 Nel 1956 viene inaugurata la stagione teatrale del Cinema Teatro Cristallo in via Dalmazia: questa apertura offre alla città di Bolzano una sala teatro vera, con un numero alto di posti (700 tra platea e galleria) e raccoglie le proposte di teatro amatoriale, ma anche proposte di teatro professionale. Dopo gli anni '70, con l'arrivo di una nuova immigrazione, questa volta dalle regioni del centro e sud d'Italia, continuano ad essere presenti vecchie e nuove compagnie di teatro amatoriale, ma si modifica lentamente la proposta culturale. Il Teatro Stabile diventa via via depositario della proposta di prosa alta, di presenze di compagnie teatrali provenienti da altre realtà di teatro professionale, mentre il teatro amatoriale assume una funzione diversa come opportunità per portare sulla scena soprattutto l'espressione dei vari dialetti e culture presenti nella città. Cambia pertanto il ruolo e la funzione che il teatro amatoriale assume, puntando soprattutto sul teatro regionale. Non che venga meno in assoluto il teatro amatoriale di prosa, ma ha più rilevanza il teatro delle regioni. La nascita della UILT (Unione Italiana Libero Teatro) raccoglie questa eredità e si propone anche come ente deputato alla formazione delle compagnie amatoriali. Il teatro amatoriale rappresenta un elemento consistente della tradizione e dell’attività teatrale attuale di Bolzano. Numerose sono le compagnie operative nell’uno e nell’altro gruppo linguistico. Stando alla testimonianza di Loris Frazza, 40 il teatro amatoriale di Bolzano si 39 Paolo Carli alias Remo Ferretti al quotidiano L'Adige, 1970. Bertoldi, M., Il punto sul teatro in lingua italiana, La testimonianza di Loris Frazza. In: AA. VV., Studio e monitoraggio dell’offerta teatrale in Alto Adige nel 2005, Autonome Provinz Bozen, Provincia Autonoma di Bolzano, 40 50 differenzia in generale da quello professionale per formazione e per il carattere di adesione associativa volontaria, mentre quello professionale è retribuito. Chi pratica il teatro amatoriale non ha frequentato Accademie o Scuole d'arte drammatica come invece ha fatto il professionista. A Bolzano il teatro amatoriale è ben presente e deve la sua diffusione indirettamente all'incidenza del Teatro Stabile. Frazza lamenta tuttavia che la rilevante iniziativa dello Stabile “La bottega del teatro. Corsi per tecnici di palcoscenico” non abbia avuto sufficiente carattere di continuità. Inoltre, per inserire i giovani nel teatro professionale, sarebbero necessari percorsi di apprendimento e di traning sistematici propri di una scuola di recitazione. La presenza del teatro amatoriale in Bolzano è legata anche all'incisivo sostegno finanziario pubblico. Il teatro amatoriale locale mette in scena testi di drammaturgia “leggera”, accattivante e anche di risonanza di pubblico rivolti a ceti sociali medio bassi; e questo per la difficoltà artistiche e linguistiche nell'affrontare testi più impegnativi. Il teatro popolare per il gruppo italiano ha il ruolo, sempre secondo Frazza, di “avvicinare il pubblico di livello culturale medio basso alla grande prosa.” Secondo i leader della UILT, accanto a questo generale obiettivo, prevale tuttavia il divertimento. Si deve aggiungere che il pubblico del teatro amatoriale della città di Bolzano e anche delle altre località provinciali sembra si stia decisamente modificando. Benché quantitativamente l'utenza non diminuisca, la prevalenza di persone anziane fa prevedere che in futuro questo pubblico sia destinato a contrarsi. Infatti, mentre le generazioni che provenivano da altre regioni del Paese portavano con sé, sia pure in modo variegato, un legame con la cultura popolare e i costumi della loro terra, le nuove generazioni di bolzanini hanno quasi interrotto il contatto con quelle matrici culturali; di conseguenza, lo spettatore del teatro amatoriale subirà a breve una trasformazione sia quantitativa che nella formulazione della domanda di spettacoli. I contatti con il teatro amatoriale di lingua tedesca sono praticamente assenti; si limitano a uno scambio di informazioni tra le federazioni. E' interessante la considerazione espressa da Frazza, secondo la quale nelle filodrammatiche amatoriali tedesche la rappresentazione della comunità è il nocciolo dell'azione ed è il luogo dove i musicisti diventano attori. Per il gruppo di lingua tedesca, il discorso è diverso. Abbiamo più volte accennato alla diversa accezione di cultura popolare tra gruppo italiano e tedesco. Le compagnie teatrali amatoriali di lingua tedesca erano nel 2005 ben 207. Klaus Hartig ricorda che nel 1967, all’insediamento del Bund der Südtiroler Volksbünen alla Haus der Kultur Walter von der Vogelweide, Silvius Magnago affermò: “Questa struttura dovrà essere il baluardo contro qualsiasi schieramento politico che intenda delegittimare il nostro humus culturale e fare di noi una massa culturale senza autonomia sotto questo aspetto”. E Anton Ripartizione 15 Cultura italiana, 2005, pag 100 e s.. Vedi pure: Dal Piai, G. Teatro che passione! Storia del teatro amatoriale in Alto Adige, Provincia Autonoma di Bolzano, 1987. 51 Zelger ribadisce la connessione fra teatro e cultura autoctona. 41 Lungo fu il percorso che portò da principi che legavano l’attività teatrale popolare a costumi, tradizioni e valori religiosi e morali in modo ineccepibile, alla massima che nel 1995 assegnava al Bund der Südtiroler Volksbühnen il sostanziale compito di “fornire una drammaturgia appropriata”. Sempre nel 1995, il Bund diviene Südtiroler Theaterverband e il suo obiettivo è “la promozione e la cura del teatro in lingua tedesca e ladina” e “promuovere l’assistenza delle compagnie associate in tutte le problematiche teatrali e organizzative”. Il seguito dell’articolo di Hartig è una testimonianza ben documentata della trasformazione del teatro amatoriale nelle comunità del Land Südtirol, segno di una società e cultura che vede entrare nella cultura popolare una pluralità e un pluralismo di messaggi e simboli che vanno al di là della rigidità alla quale intendevano legare il teatro popolare assessori come Anton Zelger e Bruno Hosp. Hartig ricorda, a sua volta, gli sforzi per aprire l’attività e l’organizzazione teatrale di lingua tedesca al teatro professionale, coronati dal successo ottenuto dalle Vereinigte Bühnen Bozen. Cultura d’élite e cultura popolare Come già espresso in precedenza, il significato di cultura delle comunità periferiche (quelle del Land) si esprime in modo marcatamente chiaro nelle attività della Haus der Kultur, ovvero in un intreccio di tutte quelle attività di festa, celebrazione, musica e spettacolo, espressioni associative, corredato da costumi, danze, ritualità di varia natura che contribuiscono ad articolare l’identità della comunità. Le forme di cultura popolare associativa italiana hanno una conformazione, un raccordo ben diverso. Per ora queste forme continuano ad essere legate cioè alle culture delle regioni italiane di origine, una cultura popolare che si sta appannando, mentre le giovani generazioni danno vita a una cultura popolare all’interno di forme associative nuove, legate alla musica, al tempo libero e all’appartenenza a gruppi sportivi e culturali con accenti di trasversalità culturale.42 La cultura popolare del gruppo tedesco esprime l’identità della comunità, che rende evidente e sentito il senso di appartenenza, il legame sociale e la connessione con la rete delle autorità che qui dimostra la sua dimensione condivisa e popolare (“ciò che noi siamo”; “das sind wir”). A chiarire e sottolineare questa dimensione è sostanziale rimarcare il principio che impronta i rapporti fra Governo Provinciale e comunità territoriali di lingua tedesca, ovvero il principio di sussidiarietà. Ciò significa che, pur esprimendo 41 Hartig, K., Teatrum populi, in: AA. VV., Studio e monitoraggio dell’offerta teatrale in Alto Adige nel 2005, Autonome Provinz Bozen, Provincia Autonoma di Bolzano, Ripartizione 15 Cultura italiana, 2005, p.106. 42 Carta, M., L'armatura culturale del territorio: il patrimonio culturale come matrice di identità e strumento di sviluppo (Vol. 51). Franco Angeli, 1999. Il contributo di questo volume è sicuramente interessante, ma rivela, al contempo, l’insufficienza del modello analitico applicato alla realtà territoriale e culturale altoatesina / sudtirolese. 52 indirizzi, disponibilità e strategie di bilancio, i progetti mai sono formulati dal governo centrale, ma dai soggetti istituzionali e territoriali. Un modello di gestione politica della cultura che responsabili politici italiani e tedeschi farebbero bene a discutere e raffrontare, in un confronto dal quale trarre reciproci vantaggi di metodo e d’azione. Crisi del teatro italiano e specificità della situazione di Bolzano La crisi del teatro italiano è uno dei punti di fragilità della attività culturali organizzate e istituzionali del Paese. I fattori di questo processo sono molteplici. Mimma Gallina richiama l'erosione progressiva e massiccia degli spazi da parte dei media (che lo rende irriconoscibile alla grande platea proprio in quanto linguaggio, ne confonde i codici, i riti, i miti) e ha come principale conseguenza lo spostamento del pubblico verso forme televisivamente identificabili (il musical, il cabaret o lo spettacolo comico). Anche sul versante dell'occupazione, gli operatori dello spettacolo hanno riprodotto e aggravato le condizioni di precarietà e discontinuità occupazionale delle professioni più disastrate. Parlare di rapporti di lavoro intermittenti è un eufemismo fuorviante. E la cosa più grave è che nessuno affronta seriamente e sistematicamente il problema.43 Ciò provoca indebolimento, impoverimento e crisi della rete delle iniziative, delle compagnie teatrali che il finanziamento pubblico o la sponsorizzazione d’altra provenienza non riescono a sostenere. La città di Bolzano rappresenta, in questo contesto, una situazione per molti aspetti anomala, con caratteristiche e dinamiche sue proprie: 1. La numerosità dei soggetti (istituzioni, compagnie, gruppi) che fanno teatro è imponente rispetto alla dimensione demografica della città. 2. La numerosità e l’intensità dell’offerta di spettacoli è indubbiamente ricca e corrispondente alle attese e questo lo si deduce dal sostegno del pubblico. C’è chi ritiene che l’intensità degli spettacoli offerti a Bolzano sia molto accentuata, tanto da dover essere considerata eccessiva: un convinto portavoce di questa tesi è Marco Bernardi, Direttore del Teatro Stabile di Bolzano dal 1980 al 2015. Nella stagione 2005–2006, pertanto nella stagione che vede l’apertura del Teatro Cristallo, gli spettacoli (teatro, musica, danza ecc.) furono pari a 1.000, ovvero, in media, 5 spettacoli al giorno, con picchi 43 Gallina, M. (2005). Il teatro possibile: linee organizzative e tendenze del teatro italiano (Vol. 597). FrancoAngeli 53 di 14 al giorno.44 Bernardi raffronta il numero di spettacoli e di spettatori, per lo stesso periodo, e conclude che Trento ha avuto più spettatori con meno spettacoli. Rispetto al resto d’Italia, inoltre, il prezzo del biglietto è inferiore in Alto Adige. E qui entra in gioco l’interrogativo se il finanziamento pubblico non induca una spirale negativa indebolendo nel pubblico la consapevolezza che la cultura richieda un maggiore sostegno da parte del pubblico stesso, sostegno che si manifesta anche nel pagare un costo equo acquistando il biglietto. Sempre Bernardi conclude chiedendosi se non si debba inaugurare una politica che conduca a un minore numero di spettacoli, a sensibilizzare e motivare meglio il pubblico e chi fa spettacolo; inoltre rispondere di più alla domanda delle comunità italiane sul territorio, togliendo qualcosa alla città. A questa analisi, andrebbero aggiunti criticamente alcuni elementi di non secondaria rilevanza. In primis, non sembra che le realtà di Trento e di Bolzano, al di là della dimensione demografica, siano “piuttosto assimilabili”. La differenziazione linguistica e culturale italiana, tedesca (e ladina) producono una differenziazione marcata sia di strutture, di compagnie, di natura e genere di spettacoli. La forte identità delle comunità linguistiche e culturali è il fattore primo della domanda e dell’offerta di spettacoli45; ma le comunità di riferimento sono ben più ridotte demograficamente se paragonate singolarmente alla comunità trentina nel suo insieme. La lettura di questo fenomeno spiega bene il più alto numero di spettacoli. La media di spettatori per spettacolo, pur essendo inferiore nella sommatoria, va riconsiderata, attribuendo gli spettacoli degli specifici gruppi linguistici e culturali all’entità demografica di ognuno. Il risultato è quello di un’alta vitalità di ognuno di essi. Fruizione del teatro in Alto Adige e incisività della politica culturale della Provincia Autonoma di Bolzano La lettura dei dati relativi all'offerta di spettacoli teatrali e musicali sul territorio provinciale porta ad una interessante conclusione: il posizionamento della provincia di Bolzano è, in parte assieme a quella di Trento, superiore a quello delle altre regioni italiane. Infatti, se si scorporano le realtà dei grossi centri “capitali della cultura”, come Milano – con la Scala e altre grosse sale che per contenuti e nomi proposti attirano un pubblico esteso oltre i confini della città stessa – o ancora Roma, Venezia e Verona – i dati di Bolzano sono su livelli più alti. 46 Nonostante il nostro territorio esprima valori di partecipazione così alti rispetto 44 Bernardi, M., Spettacolo, crescita dell’offerta e delle strutture. Elementi di criticità, in: AA. VV., Osservatorio, offerta e residenze teatrali, Centro Trevi, Bolzano, 7 febbraio 2005, p.72-73 45 Seeber. Th., Il teatro di prosa veicolo di cultura linguistica. Le VBB. Programmi e rapporti co le istituzioni. In: AA. VV., Osservatorio, offerta e residenze teatrali, Centro Trevi, Bolzano, 7 febbraio 2005, pp. 41-46. 46 Dati ISTAT 2013 54 ad altri territori, se andiamo a leggere più in profondità i dati relativi alla cultura in Alto Adige, consultando le pubblicazioni ASTAT, relativamente alla partecipazione si può essere sorpresi dal fatto che la partecipazione della popolazione altoatesina ad eventi culturali (teatro, cinema, altri spettacoli) delle persone con 6 anni e più sia relativamente basso: il 60,3% della popolazione non frequenta il teatro (il 32,1% partecipa da 1 a 3 volte), mentre ai concerti di musica classica non partecipa l'83,2% della popolazione (il 13,6% da 1 a 3 volte) e i più assenti sono sempre i maschi. Per certi versi in generale la frequenza al teatro come a concerti di musica classica riguarda ancora in parte una élite culturale, tuttavia il grande investimento a livello generalizzato sul territorio, l'azione forte di certe realtà teatrali (come il Teatro Cristallo, la Walterhaus/Südtiroler Kulturinstitut, le VBB e il Teatro Stabile, oltre alle compagnie teatrali sul territorio anche periferico) e una politica di contenimento del costo per il cittadino, in virtù dei finanziamenti pubblici, porta comunque ad una frequentazione molto alta rispetto ad altre regioni e quindi incide sul senso di benessere e di appartenenza ad un territorio ricco di offerte e di opportunità. Anche se evidentemente Bolzano ha oltre all'indice di offerta più alto anche un maggiore tasso di partecipazione, si deve comunque osservare che l'offerta è distribuita su tutto il territorio. Anche nell'ambito dell'educazione permanente la domanda di corsi è più accentuata al femminile e orientata prevalentemente su salute, consumo, sicurezza materiale. Tutto ciò significa che la politica culturale promossa dalla Provincia e dai Comuni ha inciso fortemente e in modo uniforme sul tessuto della popolazione, creando maggiore senso di appartenenza anche nelle località periferiche. C'è stato ed è tuttora forte l'investimento in cultura non solo nei centri maggiori, ma anche sulle piccole realtà e certamente le varie Haus der Kultur hanno avuto un ruolo significativo. Per il teatro c'è a livello nazionale un calo di spettatori, mentre da noi il dato sembra tenere. Economia, qualità della vita, inclusione e cultura Pur godendo di una condizione comparativamente favorevole rispetto ad altre regioni del Paese, anche a Bolzano lo spettacolo dal vivo e le attività culturali risentono almeno parzialmente delle dinamiche che hanno condotto questi ambiti ad una situazione di criticità. Un primo generale fattore è costituito dalla carenza di elaborazione di una conoscenza scientifica degli ambiti culturali. A cominciare dall’economia. Individuare l’oggetto, i soggetti, gli ambiti, le metodologie dell’economia della cultura è un processo che le scienze sociali hanno compiuto solo in minima parte, nel senso che ancora non hanno aperto un sistematico filone di ricerca 55 sui modelli delle politiche e del management burocratico pubblico nel settore della cultura.47 Anche se la centralità concettuale e antropologica della cultura appare ben delineabile, meno approfondito è il tema dell’apporto della cultura, dei beni culturali48 e delle attività culturali alla produzione della ricchezza da un lato e alla qualità della vita e dell’attività formativa 49 dall’altro. La coscienza – che le comunità devono maturare – della rilevanza e centralità dei loro beni culturali dovrebbe rappresentare il modo corretto ed efficace con cui poter raggiungere l’obiettivo di un'equilibrata qualità della vita economica e culturale, perché i beni culturali siano considerati come reale incentivo per lo sviluppo economico e sociale.50 Nemmeno gli aspetti concettuali e metodologici del finanziamento pubblico per i beni e le attività culturali sono stati adeguatamente approfonditi.51 L’economia della cultura non può disattendere le aree urbane marginali, disagiate e oggetto di esclusione economica,52 spaziale, sociale e politica.53 Questa succinta traiettoria concettuale e metodologica dovrebbe essere di supporto alla lettura che intendiamo condurre delle attività di spettacolo e culturali della città di Bolzano, delle politiche della cultura della Provincia Autonoma, del Comune di Bolzano e delle sponsorizzazioni, nonché nella formulazione delle linee programmatiche del Cristallo per i prossimi anni. Politica culturale, rafforzamento delle identità e convivenza Il risultato non deve essere visto unicamente in un forte e diffuso flusso di denaro pubblico, con il risvolto della fidelizzazione politica/partitica, perché è anzitutto la rete delle istituzioni e delle attività culturali a giocare un ruolo rilevante nella creazione e nel rafforzamento dell'identità sociale, culturale, etnico-linguistica. Questo fenomeno ha forti connotazioni positive: è comunque auspicabile che le singole identità (tedesca, italiana e ladina) affianchino, a questo processo volto a garantire e rafforzare le singole identità, anche un'azione di interazione con le identità partner, poiché la convivenza non si esaurisce nell'autonoma 47 Santagata, W., Segre, G., & Trimarchi, M., Economia della cultura: la prospettiva italiana, in Economia della cultura, 17(4), pp. 409-420, 2007. 48 Di Maio, A., & De Simone, E. Alcune riflessioni economiche sulla fruizione dei beni culturali. Web Journal on Cultural Patrimony 2006. 49 Garavaglia, V. (2007). Teatro, educazione e società, UTET 2007. Bindi, L., Rileggendo “Folklore e profitto”. Patrimoni immateriali, mercati, turismo. EtnoAntropologia, [S.l.], v. 2, p. 151 - 166, apr. 2014; vedi anche: Pencarelli, T., Il branding territoriale e dei beni culturali. Economia, cultura, territorio, pp.27-43. EUM Edizioni università di Macerata, 2011. 51 Taormina, A., Artistic and cultural training and cultural labour market: a problematic relation. Economia della Cultura, 22(1), pp. 85-96, 2012. 52 Valenti, C., Teatro e disagio. Economia della Cultura, 14(4), pp. 547-556, 2004. 53 Bodo, S., Da Milano, C., Politiche culturali e sociali per l'inclusione: una prospettiva italiana Economia della Cultura, 14(4), 529-538, 2004; vedi anche: Bodo, S., Da Milano, C., Mascheroni, S., Periferie, cultura e inclusione sociale. Quaderni dell’Osservatorio della Fondazione Cariplo, 2009. 50 56 espressione della propria identità culturale, ma anche nella capacità di comunicarla, confrontarla e nel cogliere la ricchezza delle diversità nel rispetto reciproco e nello scambio solidale delle risorse culturali/linguistiche. L’ASSOCIAZIONE CRISTALLO VEREIN 57 La mission L'Associazione Cristallo Verein è un ente culturale di Bolzano, di natura privata e senza fini di lucro che offre attività artistiche e culturali favorendo a tutti i livelli la capacità di leggere la realtà e agendo per promuovere la crescita personale e sociale sul territorio. Si propone come luogo aperto che favorisce l'aggregazione sociale e l'incontro anche al di fuori delle iniziative artistiche e culturali formali. Ciò significa che l’aggregazione sociale è parte integrante della cultura in quanto è contenitore e momento di interazione, riflessione e scambio. Fa rete sul territorio ricercando sinergie con gli enti pubblici, con quelli privati e con il mondo associativo locale. Come agisce l’Associazione Cristallo? • Propone una stagione teatrale che contiene rassegne di generi diversi, curando anche il coordinamento delle proposte degli enti residenti. • Progetta altresì percorsi culturali su diverse tematiche rivolgendosi a un pubblico eterogeneo per interessi, età e formazione. Le iniziative proposte sono caratterizzate da un taglio lineare e di immediata comprensione e l'accesso alle stesse è facilitato attraverso politiche di prezzo popolari. Nella scelta degli spettacoli e delle tematiche, l'Associazione risponde a bisogni specifici del territorio individuati attraverso una ricerca-azione condotta periodicamente. • Gestisce il complesso del Cristallo secondo i criteri di efficienza, economicità e trasparenza, favorendo la fruizione degli spazi da parte di enti terzi. Questa mission intende configurarsi in corrispondenza della situazione socio culturale della città di Bolzano e dei suoi quartieri. E' infatti questa la ragione per cui le proposte e le linee strategiche del Piano culturale sono precedute da un'analisi socio demografica e da una ricerca empirica intesa a rilevare la domanda della popolazione urbana e dei suoi quartieri. L’Associazione Cristallo propone un proprio modello di organizzazione artistica e culturale Il Teatro Cristallo non ha imboccato la strada del teatro professionale come obiettivo unico e selettivo. Nato con connotazione di quartiere (di cui la parrocchia Regina Pacis inizialmente era riferimento), pur assumendo una sua autonomia e indipendenza, l’Associazione Cristallo tenta di operare nell’ambito dello spettacolo e del dibattito culturale a tutto campo, ovvero in una dimensione popolare, pur includendo spettacoli di teatro professionale. 58 Il Cristallo, in realtà, ha scelto di impostare la programmazione e l'offerta di spettacolo e culturale non accettando la polarizzazione della cultura da parte dei due ceti medi tedesco e italiano, ma offrendo invece un modello di offerta rivolto ai ceti urbani popolari e di quartiere, cercando peraltro di non abbassare la qualità sia degli spettacoli sia dell'informazione sia del dibattito culturale Il paradigma al quale si attiene si può sintetizzare come segue: 1. il Cristallo è un’Associazione con personalità giuridica riconosciuta - con i vari organi statutari, tra i quali anche un Comitato culturale. Lo Statuto fissa un rapporto molto stretto tra l'Associazione e gli enti pubblici territoriali Provincia e Comune di Bolzano: infatti del Consiglio Direttivo fanno parte l'assessore provinciale alla cultura italiana, il Sindaco della città di Bolzano o suo delegato rappresentante l'assessorato alla cultura comunale e il presidente del Consiglio di Quartiere Europa-Novacella. Anche nel Comitato culturale sono presenti esperti designati da Provincia e Comune. Nell'attuale contesto la ragione giuridica di “associazione culturale” rappresenta, grazie alla sua flessibilità, la forma di governo e gestione più rispondente ai veloci cambiamenti socio culturali. 2. Lo staff opera in stretta collaborazione con il Presidente e si occupa di programmazione, organizzazione, management, contabilità, comunicazione e promozione, ticketing, assistenza tecnica. 3. Lo staff, avvalendosi anche di consulenze volontarie, predispone il programma annuale; col supporto del Comitato culturale e artistico, svolge la funzione di direzione artistica pur non esplicitando tale ruolo in termini formali; predispone i bilanci, predispone le richieste di contributo pubblico, si attiva per la ricerca di sponsorizzazioni e raccoglie elementi per la valutazione dell’attività. 4. Per le attività di spettacolo il Cristallo si avvale della collaborazione degli enti residenti (nell'attuale assetto: Unione Italiana Libero Teatro, Associazione l’Obiettivo, Compagnia teatroBlu) e collabora con altri soggetti o compagnie di Bolzano e fuori provincia. Lo staff concorda i programmi di attività con gli enti residenti, con enti o compagnie di Bolzano ed esterne alla provincia, contatta, programma, organizza e promuove le attività culturali che saranno realizzate annualmente, le quali vengono poi sottoposte agli organi associativi per l'approvazione. Intensità dell’offerta di spettacoli e la pluralità identitaria L’Associazione Cristallo si pone come realtà associativa la cui mission non è di valorizzare se stessa, ma piuttosto come un soggetto che si propone di interagire con la città, con i quartieri, con le risorse di produzione dello spettacolo sul territorio e con le risorse intellettuali, scientifiche e culturali al 59 fine di creare un’offerta di spettacolo, d’informazione e riflessione culturale nella quale le identità sociali e culturali si riconoscano e siano protagoniste del processo.54 E’ ciò che Alfieri chiama l’arte dello spettatore.55 Le istituzioni più aperte pensano a favorire l’accesso di tutti i cittadini alla cultura e in questa impresa si cimentano politici, economisti, psicologi, esperti di marketing, artisti, organizzatori, massmediologi. Alfieri afferma che favorire l'accesso di tutti cittadini alla cultura è diventato un argomento dibattuto in più sedi e presente nell'agenda di molte istituzioni. Da parte dei soggetti sopracitati vi è una maggiore attenzione alle problematiche e alle dinamiche della partecipazione del pubblico della cultura. “Nonostante ciò i consumi culturali in diversi ambiti sono sostanzialmente statici, elitari, ristretti ad alcune fasce di popolazione. Tale situazione rappresenta sia un ostacolo alla democratizzazione e crescita civile del nostro paese, sia un non proficuo utilizzo delle risorse pubbliche e private.” Gli enti residenti: collaborazione con il Cristallo La scelta operata dall’Associazione Cristallo, su proposta di Provincia Autonoma e Comune di Bolzano, sin dalla strutturazione dell’attività teatrale, fu di stabilire una collaborazione strutturata con alcuni soggetti che in città si dedicavano con intensità e successo all’attività teatrale e vennero denominati, con una dizione allora usuale in varie regioni e città d’Italia, enti residenti, ma con una accezione del tutto propria. Se in letteratura “ente residente” di un teatro è di solito una compagnia teatrale che viene chiamata a risiedere e a costruire un progetto di produzione (occasionale o ripetuta nel tempo) e/o di gestione, i treo enti residenti del Cristallo, invece, coordinati dall’Associazione Cristallo, collaborano per la costruzione di una stagione unica, composta da segmenti specifici. I residenti si occupano della scelta, del contatto e del pagamento degli artisti, usufruiscono di una condizione di affitto agevolato della sala; percepiscono gli introiti della vendita dei biglietti e abbonamenti. La comunicazione esterna viene effettuata dall’Ufficio stampa e comunicazione del Teatro, un ufficio interno che si occupa di promuovere e diffondere l’intera stagione: i costi relativi afferiscono direttamente all’Associazione Cristallo. Gli enti residenti del Teatro Cristallo per la stagione 2015/16 sono: 1. UILT Unione Italiana Libero Teatro con la rassegna “Buona domenica a Teatro” (teatro popolare amatoriale). 2. Associazione l’Obiettivo con la rassegna “Racconti di musica” (cantautori, musicisti, esperti di musica). 3. Compagnia teatroBlu con la rassegna “Il teatro è dei bambini” (teatro per 54 Viceconte, D. E., Il marketing di un nuovo teatro, 2003 55 Alfieri, F., L'arte dello spettatore: il pubblico della cultura tra bisogni, consumi e tendenze, Franco Angeli, 2008 60 bambini e famiglie) e con le proposte di propedeutica teatrale (laboratori, stage, conferenze spettacolo, corsi). Gli enti residenti che collaborano con il Cristallo esprimono significativamente, in modo differenziato, la cultura, l’arte dello spettacolo nella città di Bolzano. Essi fruiscono di un percorso di crescita nell’attività di spettacolo, contatti, collaborazioni e messa in scena di spettacoli realizzati da attori e compagnie di successo da loro portati a Bolzano. La UILT punta a riprodurre a Bolzano il modello del teatro amatoriale presente in molte città e località italiane; un’organizzazione ampia, con la quale, oltre a intrattenere vincoli associativi, ha la possibilità di attuare scambi di rappresentazioni e il sostegno dei servizi messi a disposizione degli associati. L'Associazione L’Obiettivo finalizza la propria attività nel portare a Bolzano e al Cristallo compagnie, spettacoli e iniziative musicali scegliendo dall’offerta nazionale. La compagnia teatroBlu punta su una programmazione di teatro per bambini e per adulti, nella quale vuole esprimere la sollecitazione al pubblico perché s’immedesimi e divenga parte pensante e sensitiva del teatro, come esperienza di vita e di riflessione. Le linee strategiche e di scelta politica dello spettacolo del Cristallo si sintetizzano nel riservare agli enti residenti, in ragione della loro storia, dell’attuale ruolo che svolgono per l’attività di spettacolo, una presenza spazio – temporale significativa. A queste presenze, orientate e collocate entro ambiti specifici concordati, il Cristallo affianca spettacoli ed eventi con l’intento di completare l’offerta rappresentata dagli enti residenti, puntando su proposte autonome di spettacolo, su tematiche sociali e di attualità. 61 L’IMPATTO DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DI SPETTACOLO DEL CRISTALLO 62 Rilevazione tramite questionario Al fine di verificare l'impatto delle attività del Teatro Cristallo sulla città di Bolzano, e in parte del comune di Laives, si è pensato di utilizzare alcuni strumenti specifici: • la formulazione e applicazione di un questionario dal titolo “Questionario di valutazione del gradimento del pubblico del teatro”; • le interviste a testimoni privilegiati con il preciso intento di mettere a fuoco alcune linee strategiche per il Teatro Cristallo. Il questionario Le aree secondo le quali si articola il questionario sono: 1. Parte Prima: informazioni generali sugli intervistati (sesso, residenza, stato civile, età, grado di istruzione, professione, consistenza del nucleo familiare ed età; 2. Parte seconda: quesiti relativi al pubblico frequentante il teatro in generale; 3. Parte Terza: quesiti relativi al pubblico frequentante il Teatro Cristallo; 4. Parte Quarta: “Non pubblico” con domande le ragioni di non frequenza, le potenziali ragioni di frequenza, le preferenze di spettacolo. Vedi il questionario allegato alla fine dello studio. La metodologia Il questionario è stato distribuito in vari punti della città da collaboratori dipendenti del Teatro, ma anche da volontari, ai quali sono state date alcune consegne al fine di raggiungere e coinvolgere gli intervistati di tutti i quartieri urbani, di varia appartenenza per sesso, livello di istruzione, ecc.. Si è scelta questa tecnica, perché non era possibile pensare ad un campionamento casuale, con interviste affidate ad esperti, cosa che avrebbe comportato un impegno finanziario che non ci si poteva permettere. Nelle tabelle che seguono che rendono conto della distribuzione degli intervistati per quartiere, la percentuale degli stessi raffrontata con la percentuale della popolazione residente in ogni singolo quartiere e la percentuale degli intervistati per stato civile e titolo di studio e condizione professionale, sempre confrontati con la percentuale di quartiere. 63 Pur essendovi alcune differenze quantitative fra gli intervistati e i dati di quartiere, tali difformità sembrano assai contenute, ragione per la quale si può ritenere che gli intervistati abbiano un solido significato di rappresentatività. Analisi dei dati I soggetti intervistati sono stati complessivamente 314, di cui il 45% maschi e il 55% femmine. La popolazione femminile della città di Bolzano è percentualmente superiore a quella maschile e gli intervistati di sesso femminile sono leggermente prevalenti nel campione, come del resto lo sono anche nella popolazione almeno per i gruppi in età avanzata e fra gli utenti del teatro. Sesso 45% femmine maschi 55% Intervistati per quartiere di residenza Per quanto riguarda gli intervistati per quartiere di residenza, le corrispondenze fra abitati residenti e numero degli intervistati in % subiscono scostamenti di non grande rilevanza, per cui anche da questo punto di vista il campione utilizzato appare senz'altro rappresentativo. Una nota riguarda i 49 intervistati che non risiedono nei quartieri urbani. Essi sono provenienti quasi esclusivamente da Laives e in particolare dal sobborgo 64 di San Giacomo. Queste due aree ospitano una porzione rilevante di bolzanini che hanno scelto di abitare fuori città per ragioni legate al mercato delle abitazioni e che tuttavia conservano con la città un legame molto stretto. Quartiere Interviste Popolazione residente % sul totale numero in % Valori assoluti % Centro-Piani-Rencio 41 13% 18.315 17,3% Oltrisarco-Aslago 36 11% 14.099 13,4% Europa-Novacella 60 19% 16.174 15,3% Don Bosco 66 21% 26.949 25,4% Gries-S.Quirino 62 20% 30.220 28,4% Altro Fuori Bolzano 49 16% 314 100% 106.096 99,8 Totale Stato civile degli intervistati Gli intervistati per stato civile riproducono in percentuale una distribuzione molto simile a quella desunta dalla struttura demografica della città. Stato civile intervistati intervistati In % Stato civile al 31.12.2012 Valore assoluto In % celibe/nubile 132 42% 49.355 46,7% coniugato/a 143 46% 44.716 42,3% vedovo/a 21 7% 7.758 7,3% Divorziato/a 18 6% 3.928 3,7% 65 Intervistati per gruppo di età I dati degli intervistati per gruppi di età stanno ad indicare una distribuzione percentualmente equilibrata. Età 25% 21% 20% 17% 15% 13% 13% 10% 8% 5% 5% 0% 8% 6% 5% 4% 0% 0-9 10-19 20-29 30-39 40-49 50-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80 e più Intervistati per grado di istruzione Gli intervistati distribuiti secondo il grado di istruzione: le percentuali del grado di istruzione degli intervistati e le percentuali del grado di istruzione della popolazione cittadina evidenziano degli scostamenti piuttosto significativi: ciò è dovuto al fatto che gli utenti del teatro e delle sue attività vedono una percentuale maggiore di utenza presso individui che hanno titolo di laurea e di scuola superiore; questo fattore ha influito anche sul processo di avvicinamento degli intervistati, in quanto è stato più facile ottenere la disponibilità presso le persone con grado di istruzione più alta. 66 Intervistati per grado d’istruzione Popolazione per grado d’istruzione della città di Bolzano (censimento 2011) Valore assoluto In % Valore assoluto In % 88 28% 13.887 13,5% Diploma scuola media superiore 149 47% 34.293 33,4% Licenza scuola media inferiore 61 19% 26.442 25,7% Licenza scuola elementare 10 3% 15.251 14,8% 6 2% 744 0,7% laurea Nessun titolo La famiglia degli intervistati per numero di componenti Famiglie per numero di componenti e quartieri al 31.12.13/valori percentuali Quartiere Famiglie con numero di componenti 1 2 3 4 5 6 7 ed oltre Centro-PianiRencio 47,4 24,0 13,7 10,0 3,4 1,0 0,5 Oltrisarco-Aslago 37,9 28,0 16,7 12,5 3,5 1,0 0,3 Europa-Novacella 41,7 31,3 14,6 9,1 2,3 0,7 0,4 Don Bosco 30,1 31,2 18,0 13,9 4,5 1,4 1,0 67 Gries-S.Quirino 42,8 27,2 14,5 11,6 3,0 0,7 0,3 Totale 39,9 28,3 15,5 11,5 3,4 1,0 0,5 Il 76% degli intervistati appartiene a nuclei familiari dove non vi sono membri inferiori ai 14 anni. Chi frequenta i teatri in città La frequenza del teatro in provincia di Bolzano è del 37,9%, mentre quella nazionale italiana è del 18,5%; gli intervistati frequentano teatri in città in misura del 74%. Indubbiamente su questa alta percentuale influisce il fatto che non pochi intervistati fanno parte della cerchia di influenza del Cristallo; tuttavia la percentuale è alta anche perché la percentuale di pubblico che frequenta il teatro nella città è indubbiamente molto più alto che in periferia. Se ne conclude che il tasso di interesse per il teatro in città di Bolzano è da considerarsi nettamente superiore che in periferia. Si conferma la prevalenza di frequenza di pubblico femminile, le percentuali minori di frequenza si registrano in Oltrisarco-Aslago e Centro-Piani-Rencio e le percentuali di frequenza maggiore sono nei quartieri Don Bosco, EuropaNovacella e Gries-S.Quirino. Da segnalare anche la frequenza degli intervistati provenienti da fuori città e attribuibili a Laives. Lei frequenta teatri in città? 26% no sì 74% 68 Frequenza dei teatri per gruppo d’età Per quanto riguarda i gruppi di età frequentano maggiormente le persone tra i 19 e i 50 anni, con il picco più altro tra i 30 e i 49. Si conferma la frequenza del pubblico con elevato grado di istruzione (scuola media superiore/laurea), mentre molto bassa di chi è in possesso di licenza di scuola elementare o senza titolo. Il pubblico che frequenta appartiene in prevalenza al ceto impiegatizio, opera nel settore dei servizi culturali e sociali, liberi professionisti, cui si aggiunge un numero significativo di studenti. E' presumibile che anche i pensionati provengano dall'esercizio di professioni analoghe. Lei frequenta teatri in città? (suddivisione per età) 60 56 50 41 40 33 30 no sì 27 20 20 10 7 10 13 15 10 11 9 5 12 12 12 7 2 5 7 0 10-19 20-29 30-39 40-49 50-59 60-64 69 65-69 70-74 75-79 80 e + Frequenza dei teatri per grado di istruzione Lei frequenta teatri in città? (suddivisione per grado di istruzione) 140 118 120 100 77 80 n o 60 40 20 32 31 11 6 4 0 laurea diploma scuola media superiore 29 1 5 licenza media inferiore licenza media elementare nessuna scuola Frequenza dei teatri per condizione professionale 70 Lei frequenta teatri in città? (suddivisione per professione) studente/ssa 10 Operatore/trice sociale o culturale 18 40 9 pensionato/a 51 32 3 operaio/a 3 libero/a professionista 32 1 impiegato/a 66 9 4 disoccupato/a 4 casalingo/a 8 2 7 commerciante artigiano/a 2 0 9 4 10 20 Perché va a teatro? 71 30 40 50 60 70 La maggior parte degli intervistati è attratta dal teatro per il genere di spettacolo. Gli intervistati esprimono interessi articolati: dai concerti di musica leggera, all'opera, al teatro drammatico/comico, dialettale, al teatro per bambini. Il che significa che la programmazione è chiamata a offrire risposte a una varietà di aspettative. Abbastanza alta è anche la motivazione generica “dello svago” e una percentuale non trascurabile è sensibile alla qualità dei testi, degli autori nonché alla notorietà degli autori. Perché va a teatro? 11% 34% 36% presenza attori/autori/testi noti genere di spettacolo semplice svago altro 61% I dati sull'affluenza di pubblico differenziato a seconda delle rassegne al Teatro Cristallo confermano l'ipotesi di una aspettativa articolata e differenziata sia per genere di spettacolo, per tipologia di pubblico (dalla preferenza per forme di teatro popolare, al teatro per bambini, al teatro maggiormente impegnato e agli eventi di carattere musicale). La formula attualmente in uso, cioè la compresenza di 4 diverse rassegne nella stagione teatrale del Cristallo, è significativamente positiva, se raffrontata all'aspettativa articolata del pubblico. L’affluenza del pubblico per rassegna La componente femminile è più motivata a frequentare il teatri. Nella motivazione di andare a teatro, il grado di istruzione mette in risalto due ulteriori specificità: • la scelta dello spettacolo per semplice svago è meno accentuata in chi ha un diploma di laurea, così pure la scelta per spettacoli legati a testi e autori e attori noti. 72 • In proporzione il pubblico con licenza elementare vede prevalere lo svago e nessun intervistato dà rilievo alla qualità letteraria degli spettacolo. Osservando il dato della preferenza del genere di spettacolo distribuito secondo la professione dello spettatore, si conferma innanzitutto che le preferenze sono ampiamente articolate, tuttavia con alcune specificazioni: - i concerti sono maggiormente graditi a impiegati, liberi professionisti e addetti ai servizi culturali e sociali nonché agli studenti; lo stesso dicasi per l'opera lirica; - il musical e l'operetta (i due generi, pur diversi, erano stati abbinati nella domanda) vede il particolare gradimento degli studenti; - fra i pensionati si nota il gradimento di spettacoli di qualità (si ritiene che i pensionato intervistati abbiano un grado elevato di istruzione), ma si evidenzia anche fra di loro il gradimento per il teatro popolare (le persone di una certa età sono quelle che conservano un più forte legame con le culture regionali di provenienza, ivi compresa la conoscenza dialettale come veicolo capace di trasmettere valori e simboli popolari). Quante volte va a teatro nell'arco di un anno? Per quanto riguarda la frequenza del teatro nell'arco dell'anno inseriamo qui i risultati della nostra rilevazione: Quante volte va a teatro in un anno? 3% 23% 28% 0-1 2-3 4-6 7-12 + di 12 18% 30% L'alta frequenza al teatro sembra particolarmente influenzata dalla vicinanza 73 fisica alle strutture teatrali territoriali e dalla presenza di ceti sociali con alto reddito e grado di istruzione. Quali teatri frequenta? Le percentuali di frequenza dei teatri maggiormente frequentati dagli intervistati sono riportate nella tabella seguente (per questa domanda erano possibili risposte multiple): Quali teatri frequenta? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 93% 73% 29% 28% 11% 9% Haus der Kultur Teatro Cristallo Teatro di Gries Teatro Comunale 10% Teatro di San Giacomo Carambolage Altro Il teatro maggiormente frequentato è il Teatro Cristallo, seguito dal Teatro Comunale di piazza Verdi, dal teatro di Gries e dal Teatro San Giacomo, seguono Haus der Kultur e Carambolage. L'incrocio del dato di frequenza con il dato relativo al grado di istruzione ci permette di dire che il Teatro Cristallo, il teatro di Gries e il teatro di San Giacomo sembrano essere le strutture che intercettano il range più largo di carattere sociale sia per reddito sia per istruzione, mentre altre strutture tendono ad intercettare gruppi elitari. Quale genere di spettacolo preferisce? La tabella che riportiamo si riferisce alla preferenza del tipo di spettacolo espressa dagli intervistati. Le preferenze più accentuate sono: il teatro di prosa e i concerti di musica; seguono a distanza il gruppo musical/operetta, teatro 74 danza e balletto, teatro dialettale e popolare, monologhi, teatro per bambini e ragazzi, opera lirica. Con chi va abitualmente a teatro? Il valore più alto è segnato dalla modalità “con amici” (soprattutto ragazze nubili o persone vedove), seguito da “in coppia” (moglie/marito; compagno/compagnia), con familiari e da soli (per la domanda erano possibili risposte multiple). Con chi va abitualmente a teatro? 70% 58% 60% 50% 41% 40% 29% 30% 20% 14% 10% 4% 0% da solo/a con moglie/marito con familiari con amici altro Conosce e frequenta il Teatro Cristallo? Il 93% degli intervistati conosce il Teatro Cristallo. Le variabili sesso, appartenenza di quartiere, stato civile, gruppi di età e grado di istruzione non sembrano offrire informazioni utili. Non conosce il Teatro Cristallo La non conoscenza o non frequenza al Teatro Cristallo è attribuita prevalentemente alla distanza da casa, al fatto che gli spettacoli non sono di interesse dell'intervistato o dalla impossibilità di raggiungere la sede (ad 75 esempio per condizioni di salute o disagio fisico). Il pubblico che frequenta il Teatro Cristallo Come raggiunge abitualmente il Teatro Cristallo Come raggiunge abitualmente il Teatro Cristallo? 45% 40% 40% 34% 35% 32% 30% 25% 20% 15% 13% 10% 5% 0% mezzi pubblici auto motorino/moto/bici piedi Si evidenzia che la maggior parte di coloro che dicono di usufruire del teatro Cristallo raggiunge il teatro a piedi, o con motorino/bicicletta, in auto e con mezzi pubblici (per la domanda era possibile rispondere con risposte multiple). Di un certo interesse è la tabella che riporta la modalità con cui il pubblico raggiunge abitualmente il teatro Cristallo secondo le classi di età: la percentuale è alta in tutti i gruppi di età, tranne che nel gruppo dai 10 ai 19: i bambini vengono portati in auto o con i mezzi pubblici, i giovani con scooter o bicicletta. La popolazione fra i 65 e gli 80 e più sono in maggioranza residenti nel quartiere Europa-Novacella e raggiungono il teatro a piedi. L'utilizzo di motorini e bicicletta sono quelli compresi tra 30 e 59 anni. Quante volte ha assistito agli spettacoli al Cristallo nell'ultimo anno? I valori percentuali maggiori si concentrano sulle frequenze da 2 a 6 (60%); vi 76 è inoltre un 13% che ha assistito a più di dodici spettacoli, con una particolare presenza femminile e del pubblico con diploma di laurea o scuola superiore. Il pubblico in possesso di scuola elementare o senza titolo di studio ha valori di frequenza molto bassi. Quante volte ha assistito agli spettacoli? (distinzione per sesso) 45 42 40 36 35 33 30 28 27 24 25 femmine 20 20 17 15 10 5 4 2 0 0-1 2-3 4-6 7-12 77 + di 12 maschi Quante volte ha assistito agli spettacoli del Teatro Cristallo? (distinzione per grado di istruzione) 40 37 35 31 30 diploma scuola media superiore 25 25 laurea 20 licenza media inferiore 15 14 15 nessuna scuola 14 10 10 5 licenza elementare 18 10 8 4 5 3 2 1 1 1 2 7 5 1 2 1 0 0 1 2 3 4-6 7-12 + di 12 Usufruisce di agevolazioni proposte dal teatro Cristallo? 78 Usufruisce delle agevolazioni del Teatro Cristallo? si no 46% 54% Se sì, quali? Se sì, quali? Altro 25% Convenzione con altre Associazioni 2% Kulturpass 3% Cristallo Card Oro 17% Cristallo Card 60% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% Si può verificare l'opportunità di attivare collaborazioni con altre organizzazioni per diffondere l'acquisto di Cristallo Card e Cristallo Card Oro. Gli intervistati ritengono che le facilitazioni sul costo del biglietto (abbonamento/Cristallo Card) siano ottime o buone per il 69%, cui si aggiunge 79 un 14% di valutazione “discreto”. Possiede un abbonamento? Possiede un abbonamento? 16% sì no 84% I possessori di abbonamento rappresentano una percentuale piuttosto limitata (16%), per cui si ritiene che sia possibile incentivarne l'espansione. Fra le motivazioni che hanno spinto all'acquisto dell'abbonamento prevale la qualità della proposta teatrale nel suo complesso (68%), la convenienza del prezzo, seguito dalla certezza del posto (per la domanda erano possibili risposte multiple). 80 Se sì, cosa l'ha spinta all'acquisto? Altro 3% Mi aiuta a vincere la pigrizia 27% La certezza del posto 32% La qualità della proposta 68% La convenienza 47% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% Quali abbonamenti possiede? Quali di questi abbonamenti possiede? Scegli tu 12% Liberi tutti 18% Racconti di Musica 44% Arte del far Ridere 41% Teatro delle Regioni + Il Mascherone 9% Il Mascherone 18% Teatro delle Regioni 41% 0% 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% 40% 45% 50% L'abbonamento che ottiene maggior successo è “Racconti di musica”: trattasi di concerti di musica leggera e di cantautori graditi rivolto ad un pubblico prevalentemente giovanile. E' da ritenersi un'attività da promuovere se non da potenziare, perché interessa un pubblico giovane della città e attira giovani anche dalla periferia e pure dalla vicina provincia di Trento; è auspicabile che 81 la decisione dell'ente pubblico di toglierlo dalla programmazione venga riconsiderata (per la domanda erano possibili risposte multiple). Se non ha l’abbonamento: che cosa l'ha scoraggiata all'acquisto? Se no, cosa l'ha scoraggiata dall'acquisto? Altro 27% Mancanza di tempo 62% Il n. di spettacoli 14% Il prezzo 8% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% La motivazione principale, che scoraggia ad acquisire l'abbonamento, è la mancanza di tempo per frequentare gli spettacoli,intesa come impossibilità di assistere ad un numero di spettacoli talmente elevato da giustificare il costo dell'abbonamento. Sostegno economico del pubblico all'attività culturale del Teatro Cristallo Alla domanda “ha mai sostenuto e/sosterrebbe direttamente le attività culturali del Cristallo?”: favorevoli ad una simile ipotesi sono poco più della metà degli 82 intervistati, mentre il 26% risponde no e un 19% non so. Se ne conclude che circa metà degli intervistati non si sentono coinvolti al punto da ipotizzare un sostegno economico. Le motivazioni di un disinteresse e di un disimpegno nell'opinione pubblica possono essere molteplici: l'ubiquitaria presenza della Provincia Autonoma a sostegno dei costi delle strutture e delle attività culturali e sociali; l'assenza di assunzione di iniziativa e di autogestione di attività culturali quali forme vitali della comunità. Ciò induce a pensare che tutto ciò che è formazione o attività culturale viene delegato alla politica intesa come amministrazione pubblica, mentre la partecipazione e l'assunzione di decisioni da parte dei cittadini e della comunità è considerata un surplus. Alla domanda che riguarderebbe il 55% degli intervistati dichiaratesi disponibili su come eventualmente esplicitare questo sostegno economico, le modalità si riducono a quelle contenute nella prassi fiscale con il 22% (5x1000) o nelle modalità proposte dalla organizzazione con la Cristallo Card (39%) e Cristallo Card Oro (9%). Manifestazioni Il questionario intendeva rilevare il grado di conoscenza dei percorsi culturali del Teatro Cristallo presso gli intervistati. Conosce i percorsi culturali del Teatro Cristallo? Non li conosco 38% Dipendenze 16% Tutta tua la città 23% La seduzione dell'eugenetica 18% Le vie del sacro 31% M'illumino di meno 48% Sulle orme di Ulisse 23% Madre Terra 45% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% “M'illumino di meno”, “Madre terra”, e “Le vie del sacro” sono i percorsi che gli intervistati conoscono di più (per la domanda erano possibili risposte multiple). 83 Valutazione del materiale informativo sugli spettacoli del Teatro Cristallo La valutazione è espressa nella tabella seguente: Gradimento del materiale informativo sugli spettacoli non risponde 1% non conosco 4% ottimo 47% buono 30% discreto 12% sufficiente 2% insufficiente 4% 0% 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% 40% 45% 50% La qualità del materiale informativo utilizzato nella promozione dal teatro Cristallo è considerata dagli intervistati come segue: ottima o buono 77% discreto 12%. Come viene a conoscenza degli spettacoli in calendario? Alla domanda “Come viene a conoscenza degli spettacoli in calendario” le risposte multiple sono piuttosto articolate e sono indicate nella tabella che segue. 84 Come viene a conoscenza degli spettacoli in calendario? altro 5% newsletter 23% passaparola 49% affissioni 43% libretto di stagione 63% Tg Cristallo 50% sito internet Cristallo 34% radio 11% tv 7% mezzo stampa 51% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% Il libretto stagione, il TG Cristallo, la stampa, la Newsletter e l'affissione per strada sono indicate quale strumento di conoscenza del calendario degli spettacoli; molto interessante è lo strumento del “passaparola” (per la domanda erano possibili risposte multiple). Efficacia del sistema di prenotazione/acquisto dei biglietti e sito internet Il sistema di prenotazione e acquisto dei biglietti è valutato ottimo/buono dal 64% e discreto dal 14%, mentre il 6% lo giudica insufficiente. Il sito internet del Teatro Cristallo riscuote presso gli intervistati le seguenti valutazioni: 85 Gradimento Sito Internet Teatro Cristallo non conosco 20% ottimo 28% buono 24% discreto 13% sufficiente 4% insufficiente 10% 0% 5% 10% 15% 20% 25% 30% Le percentuali di ottimo/buono raggiungono il 52% e il 13% di discreto. Da notare il 4% di sufficiente, ma soprattutto il 20% di intervistati che non conosce il sito internet; il che significa che una buona percentuale del Cristallo non pratica la navigazione in internet. Potrebbe essere interesse del Teatro Cristallo contribuire a rafforzare l'alfabetizzazione digitale per stabilire con i propri utenti una migliore comunicazione. Cortesia e competenza del personale del Teatro Cristallo, servizio bar e guardaroba Gli intervistati ritengono che il personale del Teatro Cristallo abbia un ottimo livello di cortesia e competenza (66%) e il 21 % lo ritiene buono e solo il 3% lo ritiene insufficiente. 86 Cortesia e competenza personale Teatro Cristallo non conosco 5% ottimo 66% buono 21% discreto sufficiente 5% 0% insufficiente 3% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% Il servizio Bar al Teatro Cristallo è valutato ottimo e buono al 66%, mentre il 14% lo ritiene discreto, sufficiente il 6%. Forse una diversa configurazione spaziale e logistica, con un arredo più appropriato, potrebbe fare del bar un momento di ancor più gradevole ed efficace collegamento tra ambiente esterno e attività del teatro. Il servizio guardaroba riscuote una valutazione abbastanza buona, tuttavia una certa dispersione dei valori sembra evidenziare un qualche limite dovuto probabilmente all'attuale collocazione spaziale, che non favorisce un servizio ottimale. La valutazione circa la pulizia sala e toilette è ottimale o buona per l'80%, minimali le valutazioni negative. L'orario di inizio spettacolo ottiene una valutazione considerata ottima o buona per l'80% degli intervistati e insufficiente per il 4%. Rete di collaborazione tra i teatri della città Alla domanda “considera un vantaggio di una rete di collaborazione?”, il 97% degli intervistati risponde affermativamente”: in realtà questo obiettivo, benché sembri un'esigenza quasi ovvia, non ha trovato finora modalità e canali per un'attuazione. Per questa ragione, la risposta sembra essere semplicemente l’adesione a un’affermazione genericamente positiva; l’intervistato non si rende conto di ciò che ciò significhi in concreto. Nella 87 realtà, l'unico legame fra le attività dei vari teatri è rappresentato dalla regia culturale politica comunale e provinciale, che tuttavia non riescono a produrre una volontà sinergica degli enti. Sono le donne a esprimere il parere positivo più accentuato. Intervistati che non conoscono e non frequentano il teatro Le motivazioni per cui queste persone non vanno a teatro sono contenute nel grafico e tabella seguenti: Perché non va a teatro? altro 20% non sono mai andato/non fa per me 25% scarso interesse 14% prezzi 7% mancanza di tempo 36% difficoltà/impossibilità di raggiungere le sale 16% 0% 5% 10% 15% 20% 25% 30% 35% 40% La tabella mostra una dispersione di motivazioni che vanno dalla mancanza di tempo, allo “scarso interesse per le iniziative proposte” al “non sono mai andato, non fa per me”. Il numero maggiore di risposte negative si concentra sulla mancanza di tempo. Queste motivazioni trovano un ausilio ad essere interpretate dalla successiva domanda Cosa potrebbe convincerla ad andare a teatro? Tra le donne prevale come ragione di non frequenza la mancanza di tempo. La motivazione maggiore potrebbe essere quella della presenza di attori conosciuti, la certezza di avere un'attività di divertimento, trovare la compagnia per andarci e trovare il tempo a disposizione. 88 Le donne pongono l'accento sull'importanza che vi siano attori conosciuti. Quale genere di spettacolo eventualmente vorrebbe al Teatro Cristallo? Le risposte a questa domanda rappresentano una dispersione di valori che riproducono in una certa misura quella di chi frequenta con una indicazione che pone un interrogativo circa l'opportunità di attivare delle proiezioni di film e i concerti (per la domanda erano possibili risposte multiple). Queste esigenze sono evidenziate soprattutto dalle donne. Quale genere di spettacolo gradirebbe vedere al Teatro Cristallo? altro 24% musical/operetta 12% concerti 42% cinema 31% teatro per bambini e ragazzi 15% teatro danza/balletto 24% teatro dialettale/popolare 32% teatro di prosa 26% opera 18% 0% 5% 10% 15% 89 20% 25% 30% 35% 40% 45% INTERVISTE A TESTIMONI PRIVILEGIATI 90 Gli intervistati Le interviste a testimoni privilegiati sono state raccolte nel periodo dicembre 2014 – febbraio 2015. Gli intervistati sono stati 15. Ad essere intervistati: rappresentanti degli enti residenti, responsabili politici e istituzionali delle attività teatrali e culturali della Provincia Autonoma e del Comune, persone che hanno costante contatti con le attività culturali e di spettacolo, ad esempio del mondo della comunicazione.56 La traccia d’intervista e i nominativi degli intervistati sono riportati in Appendice. Introduzione all’intervista Espletate le presentazioni, l’intervista viene introdotta da una premessa sulla quale si chiede all’intervistato di esprimere la propria valutazione. Questa breve introduzione sviluppa la traccia seguente: a. la città costruisce la propria identità, il senso di appartenenza, il proprio futuro e la capacità di forgiare e autogovernarsi: lo fa organizzando il proprio sviluppo territoriale, urbanistico, edificiale e monumentale, riflettendo e anche autorappresentandosi; per questo cultura e spettacolo sono parte vitale della città; b. la città di Bolzano ha una storia, una fisionomia culturale e sociale specifiche e fortemente connotate; essa esprime la più rilevante presenza italiana in Alto Adige e sta vivendo e attuando una forte trasformazione, mutando il suo originario significato storico, modificando in parte il suo ruolo di capoluogo identificandosi maggiormente nella complessa e irrinunciabile responsabilità politica di autogoverno e di convivenza con la società e la cultura tedesca, con quella ladina – fortemente minoritaria – e con le popolazioni immigrate. L’esposizione di questi elementi è generalmente condivisa. L’intervistato esprime valutazioni in generale di condivisione con qualche approfondimento che si connette, in quasi tutte le interviste, con la prima domanda della traccia: Come valuta l’attuale trasformazione demografica, sociale, culturale della città di Bolzano e dei suoi quartieri? Le interviste esprimono, nella generalità, l’opinione che le realtà culturali dell’Alto Adige sono in verità due: Bolzano città e la provincia (il Land), la 56 La traccia d’intervista è riportata n una delle Appendici di questo scritto. In appendice si riporta anche la lista degli intervistati. 91 prima vede prevalere per entità demografica, per lingua e cultura la società italiana, con la presenza di un élite dirigenziale pubblica e con la presenza di ceti popolari che hanno connotato i quartieri di Oltre Talvera, ma anche Oltrisarco-Aslago. La seconda è fortemente caratterizzata dalla vita e dalla vita delle comunità periferiche che esprimono i modi di vivere, le identità e la cultura della Heimat. Sia pure in misura diversa, il fenomeno urbano con le caratteristiche di Bolzano si riproduce anche in altri centri come Merano, Bressanone e Brunico. L’unica periferia in cui la presenza italiana ha un peso significativo, oltre alle città appena citate, sono Laives e qualche centro della Bassa Atesina o Unterland. Anche su altre caratteristiche della città gli intervistati sono concordi. Recentemente, Bolzano si è trasformata demograficamente. La popolazione ha ripreso a crescere. Vi è un forte invecchiamento, a differenza del resto della provincia. Inoltre, interi quartieri sono marcati da un’intensa crescita di cittadini stranieri. Anche il fenomeno di una consistente immigrazione non suscita reazioni negative di principio. Gli intervistati si dividono: chi ha responsabilità pubblica cerca di evidenziare l’incidenza dell’edilizia popolare, delle strutture e iniziative per la formazione, anche se non si nega la presenza di problemi legati all’integrazione e alla microcriminalità. Per altri, pur ammettendo che vi sia un processo di integrazione, si esprime l’opinione che non sembra esserci un incisivo disegno programmatico urbanistico e politico per una reale integrazione. I nuovi quartieri riflettono questa carenza di disegno urbano e delle politiche, che mirino all’integrazione urbanistica. Per quanto riguarda la vita associativa, tradizionalmente forte nei quartieri popolari (la parte tedesca ha in questo settore una tradizione forte che si manifesta anche in città), essa persiste, anche se la leadership anziana tende a rimanere alla guida della maggioranza delle associazioni. Gli intervistati fanno notare, in maggioranza, che: - in alcuni quartieri (nelle zone di espansione Firmian e Casanova, come pure nel quartiere Europa-Novacella) c’è un forte ricambio generazionale e culturale; si mette in rilievo il fatto che la comunicazione e l’aggregazione dei giovani corre lungo nuovi canali: mentre la prima osservazione viene fatta dalla quasi totalità degli intervistati, la seconda riguarda coloro che hanno maggiori contatti con i quartieri, le associazioni e le compagnie di teatro; - Bolzano è una città in cui si manifesta un'ambivalenza, quasi una spaccatura del tessuto della città e tra le culture tradizionali e giovanili. Oggi questa divisione è forse più forte di quella linguistica (questa seconda affermazione proviene sia dagli intervistati che si occupano amministrativamente di organizzazioni sociali sia dagli enti residenti). - Una rottura è continuità storica che oggi, secondo una fascia sempre più larga di popolazione e anche di leader sociali, culturali e amministrativi si esprimono nell’esigenza di convivenza intesa come modalità delle 92 identità culturali e linguistiche di vivere vicine. Lo comprendono di più coloro che vivono in città oppure coloro che provengono dai centri turistici. Esistono tuttavia opinioni e atteggiamenti, sia da parte italiana (i tedeschi rimangono chiusi entro la loro società e cultura) sia da parte tedesca (la convivenza è inevitabile, ma culturalmente e linguisticamente “keine Vermischung”): ambedue esprimono, più o meno esplicitamente la convinzione che ognuno dei due gruppi resta legato alla divisione e alla spartizione. - Sia pure con diverse forme di apprezzamento (la maggioranza lo considera come un mutamento auspicato, mentre la minoranza esprime incertezza e alle volte preoccupazione) si ammette che il clima politico ora è tranquillo, con assenza di conflitto aperto. Anche la dirigenza politica ha subito una significativa evoluzione, sia quella tedesca sia quella italiana (nonostante permangano rappresentanti politici legati al modello della distinzione e della separazione). Coloro che considerano positivamente il cambiamento, ritengono che il nuovo cammino sociale e politico richieda sforzi nuovi e che le nuove identità che si presentano con l’immigrazione extraeuropea porti a far crescere nuovi modelli. - Tutti gli intervistati ritengono (con diversa valutazione) che i Centri giovanili sentano l’esigenza di nuovi rapporti con le altre identità, anche se realizzarli non è facile. La comunicazione giovanile attraverso le reti social crea una nuova fluidità nel tessuto urbano, altrimenti legato a un vincolo provinciale. La lingua e il dialetto dividono meno, ma sono ancora una separazione, anche se alcuni riescono a perforarla. Fra gli studenti cresce la visione super provinciale, rafforzata dai contatti con esperienze europee e che corre negli inglesismi. - Coloro che sono più sensibili alla politica della formazione e della convivenza (sia da parte italiana sia da parte tedesca) ritengono che il percorso evolutivo debba impegnarsi a far crescere il rispetto, per poi passare a progetti concreti di convivenza. Anche la condizione economica favorisce la crescita nella dignità e nel rispetto. Coloro che propendono per il mantenimento della divisione sono meno favorevoli a questo tipo di incontro o per timore di essere assorbiti da una cultura estranea oppure per il rifiuto di lasciare le vecchie convinzioni per un nuovo modello di società. - In coloro che propugnano il nuovo modello di convivenza si fa cenno alla pluralità di visioni per l’organizzazione della scuola per l’infanzia (tradizionale divisione, libertà di interazione, modello progressista indifferenziato). Le sperimentazioni sono un segno della evoluzione in corso. Lo stesso dicasi per il problema della seconda lingua alla quale si aprono percorsi più favorevoli. Più ci si avvicina a modelli applicativi di cambiamento più forte si manifesta, negli intervistati, la distinzione fra progressisti e tradizionalisti. 93 - Quasi tutti gli intervistati convengono che si stia trasformando in modo crescente l’identità pluriregionale della generazione di immigrati trasferitasi allora per lo sviluppo industriale. I più anziani ricordano i dialetti come veicolo di identità, i giovani conoscono questo entroterra per i racconti. Un mondo che non esiste più, ma che vive sullo sfondo. Una Bolzano nuova che alle due identità aggiunge oggi quella di nuove popolazioni immigrate. - I giovani fanno parte di una società che smarrisce gradualmente tale memoria e fanno parte di una società assai diversa da quella di allora anche strutturalmente, cioè di una società mista di operai, impiegati, professionisti, addetti ai servizi, dirigenti, dove sono meno incisive le componenti della burocrazia statale, della forza pubblica, della magistratura e dell’esercito. - E’ comune a tutti l’opinione che, a Bolzano, le appartenenze si immedesimino nella città ambivalente: al di qua e al di là del Talvera. Le due città sono diverse anche sul piano architettonico e urbanistico. Allo stesso tempo, Bolzano è una città ricca di specificità: i quartieri che cercano e costruiscono un’identità e un percorso di elementi storici e antropologici che segnano tutto il territorio. Osservazioni particolari aggiuntive - Qualcuno richiama la connotazione di Bolzano come città dal “corto passato”. - E ancora che vi è stata e vi è un’immigrazione dalla periferia al centro, riproducendo fenomeni di grandi centri urbani del passato. Oggi Bolzano appare più matura e positiva. Una città che ama il rispetto delle regole, che ha l’ossessione del problema abitativo e che aspira al nuovo in confronti dialettici come quello suscitato dall’iniziativa di “qualificazione urbanistica” dell’Areal antistante la stazione ferroviaria, iniziativa chiamata Kaufhaus. In questo quadro strutturale e sociale di sviluppo urbano si colloca anche il ripensamento delle politiche culturali e scolastiche, anche se non sono ancora chiari i percorsi e le strategie. Le informazioni scaturite dalle interviste rappresentano un quadro di riferimento significativo per collocarvi le proposte del piano culturale e degli spettacoli del Cristallo per i prossimi anni. Che ruolo svolge e quale ruolo dovrebbe svolgere il centro culturale il Teatro “ Cristallo” nella vita della città e dei quartieri oggi rispetto al passato? 94 L’opinione comune e incontrastata (tanto da suscitare l’interrogativo sui fattori di tale universale consenso) è che il Cristallo sia riferimento e incontro culturale e dello spettacolo per l’intera città, non solo per il quartiere dove è sorto.57 L’altra asserzione è che la città di Bolzano sia cresciuta attraverso l’attività culturale. Le opinioni riportate di seguito fanno parte di un atteggiamento di generale apprezzamento e consenso, anche se alcune informazioni e sottolineature provengono da intervistati diversi. - Con contenuti, accenti e angolature diverse si condividono gli elementi del percorso storico che vede don Olivo Ghizzo, parroco di Regina Pacis, riaprire il teatro / cinema sulla base di una convinzione: che la cultura è determinante per la gente povera; con l’arricchimento culturale si progetta di mettere assieme “le diverse razze italiane” (del Centro Italia e del Meridione). E’ una novità che si espande nella città che “va verso Merano”, al di qua del Talvera, qualcosa di simile al teatro tedesco di Via Sciliar/Haus der Kultur. L’inaugurazione è una festa, con le scuse del Landeshauptmann Luis Durnwalder per averlo realizzato in ritardo. In quel momento si respira anche diffidenza. “Finirà per essere il solito Oratorio”. - Il Cristallo è cresciuto fortemente negli ultimi anni, divenendo riferimento per lo spettacolo e per la cultura dell’intera città e dei quartieri (e anche del fuori città). Questa dimensione è racchiusa nell’aggettivo “popolare”. Il che richiama l’estensione e il coinvolgimento di ceti e strati sociali più diversi. Non significa affatto che il livello di spettacolo sia solo quello amatoriale e i temi culturali veicolati solo nel linguaggio divulgativo. Popolare significa che il Cristallo intende offrire una gamma variegata di spettacolo e cultura offrendola e veicolandola in modo da stimolare e coinvolgere la generalità dei cittadini. - Gli intervistati che lo conoscono e lo vivono asseriscono che il Cristallo è il “luogo”, “i muretti”, l’evoluzione della comunità di 60 anni fa. Per questi, per il Cristallo “conta, ma non condiziona”, l’essere accanto a una chiesa. E’ insieme inserito nel cambiamento e si assume il ruolo di una guida culturale aperta e riflessiva. E’ insieme prototipo della “città policentrica” rilevante fattore di collegamento fra il centro storico e la città “oltre Talvera”. - Altri evidenziano il suo ruolo di realtà che, accanto ad altre, offre un rilevante servizio alla cittadinanza, come l’Università, il Teatro Comunale, il Centro Trevi, ma in senso popolare (nell’accezione chiarita antecedentemente). 57 L’intuizione fu di don Lino Giuliani. La mancanza di aggregazione lo spinse a creare un cinema/teatro per creare la comunità (1954). Nel 1973, per i troppi debiti, il Cristallo chiuse i battenti, pur rimanendo attivo per le registrazioni della Rai Sender Bozen e per le prove a porte chiuse dell'Orchestra Haydn. Il Cristallo riprende vita con don Olivo Ghizzo, che avvia le ricerche e costruisce le intese istituzionali che porteranno alla ristrutturazione (iniziata a fine anni '90) e poi alla riapertura del 1° dicembre 2005. 95 - Alcuni lo ritengono riferimento anche per le nuove zone (Firmian e Casanova), che cercano una loro identità. La periferia provinciale lo considera un’agenzia culturale di livello, con riconoscimento popolare e istituzionale provinciale e comunale. - La sua autorevolezza deriva dal fatto di essere considerato espressione della società civile più che della volontà o dell'iniziativa di organi politici. E’ un esempio, non solo per la città italiana, di come costruire la nuova città dal basso. - Inoltre, il Cristallo è riconosciuto come autorevole istituzione culturale e di spettacolo anche dalla popolazione tedesca. - La sua proposta culturale è riuscita a intercettare la città con una funzione differenziata (il tema dell'”identità” di quest’anno, ad esempio, ha colto l’interrogativo della città e dell’ambiente esterno ad essa). Non ha fornito una risposta di programmazione politica, ma ha messo in campo una riflessione culturale con stimoli e strumenti appropriati, una riflessione rivolta alla città e ai quartieri. - Alcuni intervistati ritengono che il Cristallo sia in grado di “stabilire connessioni con altri ambienti urbani (Merano, Laives) e di reagire alla quotidianità pigra, di creare un’alternativa culturale alla vecchia leadership che sparisce”. - Il Cristallo punta alla cultura come fattore di benessere sociale: conoscenza, approfondimento, relazione, per alleviare le percezioni di ansia e insicurezza, le fratture che non sono più solo quella fra italiani e tedeschi; svolge un ruolo che la politica oggi non gioca appieno. - Con la presenza e l’operatività degli enti residenti e con iniziative invitate da fuori, il Cristallo fa teatro popolare con la gamma delle sue sfaccettature, attraverso la rete dei teatri e delle collaborazioni. A ciò affianca le attività culturali con una vasta articolazione di iniziative; e, con tali strumenti, svolge un ruolo determinante nel favorire l’incontro, di appartenenze culturali di matrice diversa, quelle tradizionali e quelle nuove, nel libero confronto. In conclusione: - Il Cristallo rappresenta una formula, una connotazione volontaria e professionale ineguagliabile nell’ambito della cultura. La forma del radicamento popolare della Cristallo Card e la sua diffusione è un modello oggetto di studio. La sua presenza è notevole, ma non ingombrante. Permette una riflessione culturale e la formulazione di risposte in autonomia. Sembra offrire un’alternativa alla caduta di interesse per 96 volontariato e cooperazione, con una formula organizzativa e culturale di interesse e insieme aperta. Le osservazioni e i suggerimenti riguardano: - - Il rapporto e la gestione dell’attività degli enti residenti. L’osservazione è che questo rapporto di collaborazione deve essere gestito in modo da elaborare, condividere e rispettare gli obiettivi proposti dalla regia del Cristallo, sia pure in accordo con gli enti residenti stessi; e questo per quanto riguarda la compatibilità degli obiettivi e degli interessi, la rilevanza dei programmi e la regia artistica e programmatica che deve appartenere al Cristallo. L’altra osservazione riguarda l’esigenza e la necessità di dare maggiore spazio a sperimentazione, produzione locale e opportunità per complessi e compagnie giovani. Quale relazione c’è, o dovrebbe esserci, tra attività culturali e politica locale, comunale, provinciale? Su questo tema, le opinioni si dividono piuttosto nettamente. Gli intervistati appartenenti alla pubblica amministrazione o che hanno (o hanno avuto) ruoli politici o nella pubblica amministrazione si differenziano dai rappresentanti degli enti residenti e, in parte anche dai responsabili di enti di spettacolo o culturali. - In linea di principio, tutti concordano nel ritenere che la politica culturale (provinciale e comunale) sia fondamentale per il sostegno e lo sviluppo delle attività di spettacolo e culturali. La motivazione da tutti condivisa è che il finanziamento pubblico rende possibile la vita e le attività di enti di spettacolo e culturali che rappresentano un valore culturale artistico, anche quando non riescono ad autofinanziarsi con un sufficiente afflusso di pubblico pagante. - Provincia (Assessore in lingua italiana) e Comune di Bolzano (Assessora alla cultura) affermano di dare il sostegno finanziario dopo aver concordato le linee programmatiche dello spettacolo e della cultura con gli enti che le attuano. E’ risaputo che la Provincia Autonoma dispone di maggiori mezzi, il Comune è il partner finanziariamente più debole. - Le politiche di sostegno e sviluppo allo spettacolo e alla cultura hanno una gerarchia: la priorità spetta a soggetti di alta qualità (Haydn e Busoni); segue la politica di finanziamento per settori. - Le politiche culturali devono puntare su forze aggregative. Fondamentale un disegno culturale per la città ed escludere l’influsso degli interessi dominanti. 97 - Per l’assessorato provinciale alla cultura in lingua italiana, il suggerimento è di orientare spettacoli e attività culturali a ogni ceto sociale e area urbana. L’assessorato provinciale alla cultura in lingua tedesca, una volta tracciate le linee maestre e le procedure, lascia alle comunità, agli enti e alle associazioni l’iniziativa della presentazione di progetti (sussidiarietà). - Viene generalmente evidenziato l’obiettivo non centrato: ovvero produrre e sperimentare. - Le istituzioni chiedono corretta contabilità e di farsi assistere a questo scopo. Ciò significa che, dal punto di vista della correttezza della gestione amministrativa e della contabilità, la situazione appare talvolta carente. - Altro punto di criticità: l’investimento è alto rispetto al consumo. - I referenti istituzionali della Provincia e del Comune considerano il Cristallo tra gli enti sicuramente da sostenere e tutelare. Il Cristallo è retto da soci fondatori e gestito da organi associativi (assemblea, consiglio direttivo presidente). Pensa che la ragione associativa e gli organi siano adeguati a programmare e gestire il programma che si propone? Le considerazioni degli intervistati si orientano in generale verso il mantenimento della forma associativa attuale, anche se alcuni intervistati non si avventurano in valutazioni, asserendo che non conoscono appieno la gestione del Cristallo e forse anche la differenza tra le forme gestionali proposte. - Secondo alcuni, le forme quali la fondazione e la società cooperativa hanno caratterizzazioni che limiterebbero l’attuale elasticità della gestione, la riconoscibilità e la capacità di fare sintesi; altre forme sarebbero pure più costose. La forma associativa sembra, tutto sommato, ottimale se vi sono alla guida personalità di rilievo e se è garantito un clima di gestione democratico. - La struttura che ospita il Cristallo, oltre agli spazi teatrali, culturali, allo staff direzionale e di gestione, ospita pure la sede del Consiglio di Quartiere Europa-Novacella e altri centri (sociale/anziani, centro giovani e centro civico). Ciò accresce il suo significato plurale e l’apertura alla città. Ciò non limita affatto il Cristallo nello svolgere le attività culturali e di spettacolo e in modo qualificato e professionale. - Tutti comunque ritengono che il Cristallo abbia dimostrato di meritare la fiducia che gli enti finanziatori e la città hanno posto in esso. Le voci 98 critiche sono un’assoluta minoranza e provengono dal gruppo degli enti residenti, ma rappresentano una minoranza anche fra di loro. Il Cristallo offre una risposta adeguata alla domanda di cultura dei quartieri? Le opinioni degli intervistati possono essere così sintetizzate: - L’efficacia dell’azione del Cristallo è legata ai due binari scelti (Teatro e percorsi culturali) e alla apertura alla città e al dibattito. - Il Cristallo, nato in un quartiere a prevalenza di anziani, ha saputo sviluppare l’obiettivo di fare spazio ad altre categorie generazionali. Si ritiene che la cultura debba dare un segnale per questo nuovo indirizzo di azione. - Alcuni si chiedono se il Cristallo non sia un luogo nonostante tutto troppo formale per attrarre un certo pubblico giovanile. Anche il coinvolgimento dei quartieri rimane parziale (anche se appare problematico coinvolgere alcune zone: Firmian, Casanova, Oltrisarco). Le limitazioni sono date da un insieme di fattori che vanno analizzati e affrontati: la difficoltà di individuare referenti, di rappresentare e interagire con un’identità di quartiere non ancora formata (Firmian e soprattutto Casanova). - Un intervistato ha formulato la domanda: “Ci si può accontentare del successo del Cristallo?” - Ecco, in merito, le osservazioni scaturite dagli intervistati. Il Cristallo, secondo alcuni, è luogo ottimo, uno spazio e un centro che fa vivere l’esperienza dello star bene nel quartiere, anche se qui avvengono cose diverse dalla vita ordinaria. - Altri sostengono che appunto questo rende il Cristallo non limitato al quartiere ove è collocato. Ciò significherebbe che esso è un indicatore della forte mobilità interna di Bolzano. La cultura e gli spettacoli sono un forte fattore di mobilità e stimolano il rapporto tra i due poli urbani. - Questo ruolo svolto dal Cristallo è percepito fortemente anch e dalla parte tedesca. Come valuta la presenza degli enti residenti nell’azione del Cristallo? Un tema dibattuto, sul quale le opinioni divergono. 99 - Per quanto riguarda gli enti residenti, le opinioni divergono. Un’opinione è quella che ritiene il modello di presenza strutturale e di coinvolgimento degli enti residenti entro il Cristallo una formula in salute, nonostante i limiti e la differenziazione fra gli enti. - Un’altra opinione è che gli enti residenti contino su una posizione privilegiata che li favorisce nell’uso della struttura e della promozione. Questa osservazione porta a concludere che questo spazio e questo privilegio debba essere condiviso anche da altri soggetti. - È opinione comune degli intervistati che l’orientamento assunto dal Cristallo sia quello di riconoscere agli enti residenti di rappresentare una parte consistente e qualificata dell’attività teatrale di Bolzano. Essendo una proposta teatrale d’arte si tratta sempre di considerare la loro storia e ciò che hanno realizzato nonché la loro aspirazione ad esplicare la loro attività artistica con la più ampia libertà. Alcuni intervistati si esprimono criticamente rispetto al fatto che, a fronte delle opportunità di cui godono, gli enti residenti non facciano uno sforzo maggiore nel collaborare a costruire e rafforzare un comune piano strategico dello spettacolo. Infine si ritiene che la formula di elasticità attuata dal Cristallo rappresenti comunque una sfida positiva. - Qualcuno ritiene invece che la presenza degli enti residenti produca una situazione di contrasto dentro il Cristallo. Pur tuttavia, ponendo domande di approfondimento, si giunge a concludere che, in realtà, queste forme di anomalia di alcuni comportamenti e la difficoltà nello strutturare un programma teatrale condiviso fra enti residenti, confermano la bontà della linea programmatica e strategica del Cristallo rispetto agli enti residenti e alle aperture in corso: unitarietà nella difformità. La maggior parte degli intervistati giungono, come valutazione conclusiva, a considerare questo indirizzo strategico come il fattore che permette al Cristallo di attivare un’offerta e di intercettare una domanda di una cultura differenziata, anche se non in modo esaustivo: e questa è la ragione per cui il Cristallo affianca all’offerta dei residenti anche contributi teatrali o culturali assunti dall’esterno della città proponendolo nel programma annuale. I più affermano che l’apertura a nuovi soggetti e soprattutto a esperienze che producano e innovino è fondamentale. Altre osservazioni che fanno gli intervistati: - la quantità di risorse assorbite non sempre corrisponde alle attese programmatiche; - ad altri, la programmazione sembra essere a suo modo completa; “ricca, ampia, articolata, dotata di una progettualità basata sull’idea di coinvolgimento chiara e importante per la città”; un programma che 100 cresce e si arricchisce e un’offerta che cerca il senso di sconvolgimenti sociali radicali; - alcuni ritengono che, per la programmazione e la valutazione teatrale, sarebbe utile un tavolo di lavoro fra coloro che fanno teatro, con la regia della direzione del Cristallo, per ragionare su “dove andare” e per elaborare proposte per la nuova legge sulla cultura; - attualmente, la programmazione trova difficoltà ad essere concordata; si genera una dualità fra la linea Cristallo e quella degli enti residenti. E’ opportuno trovare la sinergia anche se, forse, si tratta di una complementarietà dialettica che fa parte della dinamica stessa del Cristallo e che, in una certa misura è bene che sussista. Il Cristallo programma un ampio spettro di attività culturali; come valuta questo quadro di proposte. La composizione strutturale del programma (percorsi culturali, sociali, scientifici e di scoperta del territorio; le rassegne degli enti residenti) riceve, per gli spettacoli messi in scena dagli enti residenti una valutazione positiva, con le accentuazioni e le riserve espresse in merito alla domanda immediatamente precedente. Per i percorsi culturali viene sottolineato positivamente che essi puntano sull’attualità e sulla forza dei temi, sull’incontro con personaggi e scrittori e sulla voglia di ritrovarsi. Bolzano è una città bilingue. Il Cristallo, secondo Lei, può svolgere un’azione culturale di confronto, collaborazione, interazione con gli enti che si occupano di cultura e di teatro in ambito tedesco? Con quali obiettivi, iniziative, collaborazioni? - La risposta dell’Assessore tedesco alla Cultura è: assolutamente necessario. Secondo la maggior parte degli intervistati: un settore nel quale si è lavorato poco. Da parte italiana sembra esservi un atteggiamento di cautela. Altri sostengono che “la comunità italiana non cresce se non diventa parte di una comunità più ampia”. - Secondo i più, la città si riconosce nel teatro; nelle diverse specificità e nella complementarietà. - In questo percorso, è importante prepararsi a conoscere e comprendere simboli, ritmi, sensi, politiche e liturgie diverse dalle proprie. La conoscenza della lingua e dei linguaggi deve accompagnare e sostenere questo percorso. Questo deve accompagnarsi alla cordialità dei rapporti, all’incrocio di élite trasversali, a matrimoni misti, amicizie… Occorre studiare i percorsi, le modalità e le occasioni. L’aspettativa giovanile è l’incontro con la musica (spettacolo che si fonde con la musica). 101 Esperienze esistenti, ma non coinvolte. Altre se ne incontrano presso le associazioni esistenti sul territorio. Per ora il Cristallo ha una prevalenza di lingua specifica, quella italiana. In Bolzano esistono alcune (poche) sperimentazioni e luoghi che hanno iniziato questo percorso (I volti di Piazza Erbe – Die Wette – La scommessa…). Il Cristallo studi attentamente un percorso. Alcuni intervistati suggeriscono di affidare il lavoro preparatorio a un tavolo di lavoro di esperti e persone impegnate nello spettacolo e nella cultura, motivate al progetto e alla collaborazione fra le due culture. Con quali obiettivi, iniziative, collaborazioni? Gli intervistati più favorevoli al progetto affermano che è importante iniziare col chiarire le situazioni linguistiche e dialettali. Vedere come le persone possono vivere e passare attraverso queste maglie facendole proprie. - Lo spettacolo potrebbe aiutare a chiarire e a vivere questo labirinto, con arte e divertimento. Il teatro per bambini è un fattore assai importante per strutturare e sviluppare questo cammino. - L’iniziativa del Cristallo dev’essere ben congegnata, caratterizzata dalla gradualità: partire dai bambini, dai giovani e dagli spettacoli con minor incidenza linguistica, è di grande importanza. In questo il Cristallo deve operare in partnership con istituti e compagnie tedesche (sottoponendo questi elementi al comune tavolo di lavoro). Ciò condurrà a individuare alcuni elementi di una nuova cultura urbana. - Occorre evitare che il progetto si limiti e rimanga appannaggio delle élite. Oltre ai progettisti, è necessario coinvolgere operatori dell’uno e dell’altro gruppo linguistico. - Utilizzare anche musica, danza, arti figurative per introdurre lo stare assieme e l’interazione. - Anche le esperienze per conoscere le regioni dell’Euregio sono uno stimolo a cimentarsi nella comunicazione. Gli scambi culturali / educativi scolastici e di gemellaggio. L’Università di Bolzano che sceglie il trilinguismo va considerata un fattore centrale in questo processo (nel merito specifico non si chiarisce come). Un parere sul modulo di finanziamento (pubblico/privato) del Cristallo. Gli intervistati ritengono, unanimemente che il finanziamento pubblico abbia una grande rilevanza. L’asse della cultura (Kulturachse) è centrale per la vita e 102 lo sviluppo della società. Le politiche della cultura devono avere un progetto e insieme incentivare l’autonomia delle comunità e dei soggetti culturali. - Nel rapporto con l’Ente pubblico deve essere trasparente l’autonomia di chi opera nella cultura, pur rispettando le regole della trasparenza finanziaria della gestione del denaro pubblico. - Nel settore del finanziamento privato, il Cristallo con la Cristallo Card e con altre sollecitazioni di sponsor affianca efficacemente la sponsorizzazione privata ad una sorta di azionariato popolare. - Politici e funzionari degli Enti pubblici finanziatori richiamano la correttezza amministrativa e contabile dei soggetti che godono del sostegno finanziario pubblico. Formazione civica. Un tema sostanziale e insieme delicato. Quale nesso possibile con il Cristallo? A molti intervistati, questa domanda risulta inizialmente difficile da comprendere. Quando si esplicita il significato di educazione civica (in tedesco si usano altre espressioni: Sozialkunde, Gemeinschaftskunde, Bürgererziehung; lett. Bürger Ausbildung). - Una volta chiarita la domanda, la maggior parte degli intervistati ritiene che l’attività svolta dal Cristallo (sia con lo spettacolo sia con i percorsi culturali) rappresenti cultura civica nel senso genuino della parola, rappresenti un invito all’autonomia del pensiero e delle scelte, a una migliore capacità critica di leggere la società e gli avvenimenti. I percorsi culturali sono ritenuti un indiretto fattore di crescita dell’autonomia di individui e comunità. - C’è chi sollecita affinché le politiche culturali (e quindi le attività) siano discusse e concordate assieme all’ente pubblico. Sembra di capire, con la regia degli enti pubblici. Un tema importante e delicato insieme. - Alcuni suggeriscono che, forse, il luogo ove ciò può avvenire è la Consulta per la cultura. Restando chiaro che agli enti di governo resta in capo la responsabilità dei finanziamenti (nella trasparenza), mentre agli operatori della cultura e alle comunità rimane la libertà di esprimere le proprie opzioni programmatiche e operative, e agli artisti va garantita la libertà di rappresentazione. - E’ convinzione generale che il Cristallo, in fondo, gioca la sua legittimazione sul modello che ha costruito e sull’autonomia con la quale interpreta e interagisce con la città e le sue comunità. 103 Nota conclusiva Il contenuto di questa nota, deriva dall’insieme delle interviste e va considerato quale elemento integrativo delle risposte sopra riportate. Le rappresentazioni teatrali classiche, moderne e contemporanee hanno una loro rilevanza fondamentale perché trasmettono messaggi e aiutano a riflettere su temi universali. Nel corso delle interviste, operatori dello spettacolo e della cultura fanno presente che le attività del teatro amatoriale e le attività culturali rivolte al vasto pubblico sono da considerarsi come veicolo per la fruizione anche delle grandi opere teatrali e letterarie. Altre rappresentazioni toccano invece temi specifici dell'attualità e gli interrogativi dell’oggi. Per ambedue le tipologie di rappresentazioni e di eventi l’orientamento dovrebbe essere quello di esplicitare la scelta in base agli obiettivi culturali, formativi e di dibattito e approfondimento che si intendono perseguire. Il riferimento e il legame con la realtà e le comunità urbane si devono esprimere nell'attività e nella collaborazione con gli enti residenti e con altri soggetti e operatori che hanno quale obiettivo, in forza della loro appartenenza alla comunità urbana, di portare al processo di riflessione sulla società e la cultura della città. Anche per questa ragione, gli enti residenti debbono dare il loro contributo alla programmazione e all’attuazione di momenti specifici della sua attuazione. E’ sempre opportuno che i soggetti attivi nell’ambito artistico letterario, teatrale o di altra natura, siano chiamati a collaborare, sia pure senza che essi siano costretti entro i vincoli della regia di programmazione, cioè debbono conservare un'autonomia che va garantita peraltro dal board di regia della programmazione complessiva. Il board deve peraltro ottenere dagli enti residenti una fattiva collaborazione alla formulazione di comuni obiettivi, delle scelte di programma e alla loro attuazione. 104 PIANO CULTURALE PER IL TEATRO E IL CENTRO CULTURALE CRISTALLO 105 Premessa: il Cristallo, città e cultura Come premessa alle motivazioni di fondo e alle linee strategiche della programmazione pluriennale del Cristallo, è utile richiamare alcuni elementi che chiariscono la sua natura, gli obiettivi e il suo ruolo. Il Cristallo, il cui riferimento è la città nel suo complesso, si qualifica come un fattore di congiunzione tra i due poli della stessa, grazie ad un’attività sostenuta dagli enti pubblici, ma capace di una specifica autonomia. Per tale motivo e in questo senso il Cristallo mira a proporre e a identificarsi con la cultura popolare. Il Cristallo si confronta con i tradizionali ceti privilegiati urbani e formula risposte alle domande di cultura dei nuovi ceti popolari. Popolare significa ciò che corrisponde alle esigenze: - - - delle nuove generazioni italiane che, staccandosi dalle culture tradizionali delle regioni di origine dei genitori, si identificano nella nuova idea di città; delle nuove generazioni tedesche che acquisiscono, al pari dei loro coetanei italiani, la percezione di una cultura in cui le identità linguistiche e di costume sono rilevanti, ma si aprono al valore della conoscenza e della cooperazione con l'altro; delle nuove generazioni di stranieri, che devono trovare proposte culturali che siano in grado di coinvolgerli per conoscere la nostra terra e per trovare motivazioni all'inserimento. Questo orientamento si manifesta nella sua natura giuridica di associazione, negli obiettivi e nella programmazione degli spettacoli e delle attività culturali, nel largo spettro di soggetti che coinvolge, nell’affiancare al sostegno degli enti pubblici le sponsorizzazioni private e l’azionariato popolare con la Cristallo Card. Il Cristallo si è evoluto, da un'origine parrocchiale, a soggetto che intende proporre spettacolo e cultura come fattore di crescita dei cittadini senza distinzione di grado d’istruzione, censo, genere o credo, privilegiando la riflessione critica e aperta. L’orientamento di fondo resta comunque la centralità della persona. Tenendo conto delle identità etnico linguistiche, il suo progetto è di stabilire la reciproca conoscenza, favorendo il rispetto delle diversità e la fattiva convivenza. Ciò esprime il metodo con cui il Cristallo si rapporta alle culture della città, al fine di far crescere la coscienza civica. 106 Questo obiettivo e questa metodologia connotano la programmazione degli spettacoli e delle attività culturali che trovano concreta configurazione nei percorsi tematici quale strumento per rendere comprensibili i problemi del tempo. Aspetti problematici della comunità urbana La dinamica socio economica recente ha prodotto in generale fenomeni di crisi familiare di varia natura: • il moltiplicarsi di nuclei familiari di un solo componente; • la crisi di nuclei familiari, anche giovani, che, a seguito della perdita del posto di lavoro, oppure per la rottura del vincolo matrimoniale, entrano nella fascia di povertà spesso per l’impossibilità di far fronte ai mutui contratti per l’acquisto dell’abitazione, o per pagare gli alimenti al coniuge; questi nuclei spesso devono essere aiutati dalla famiglia di origine di genitori già maturi o anziani; • le difficoltà cui vanno incontro le famiglie che si trovano, sole, nel doversi accollare il sostegno a figli disabili, ad anziani bisognosi di assistenza, ecc.; • la crisi della popolazione adulta, che non è capace di autonomia di pensiero e di coerente azione e che quindi non è in grado di essere propositiva di valori significativi e stili di comportamento nei confronti di figli e giovani in generale. Gli aspetti specifici della città di Bolzano e dell’Alto Adige Questi fenomeni, accompagnati dagli alti costi delle abitazioni, hanno provocato una notevole fuoriuscita di popolazione residente in cerca di abitazioni meno onerose nei centri abitati della corona urbana e della Bassa Atesina. Volendo analizzare gli aspetti locali specifici che si vanno a sommare alla generale situazione sopra descritta, inoltre, non si può non citare la storia dei quartieri e il loro attuale sviluppo: Oltrisarco, le Semirurali, Don Bosco e lo sviluppo di recenti aree ad edilizia popolare portano con sé retaggi culturali e problemi che sono parte integrante della cultura urbana del passato e dell’oggi. Infine la diversità linguistica, delle tradizioni e delle visioni del mondo, che l'Alto Adige contiene sul suo territorio sono una parte costitutiva del processo conoscitivo, della programmazione e dell’elaborazione delle strategie culturali. 107 Questa è la parte più delicata, ma anche quella più sostanziale del processo conoscitivo, di riflessione e di interazione culturale della città di Bolzano che deve crescere in modo plurale e più aperto e ricco. Un passo avanti, anche piccolo e graduale, nella reciproca conoscenza e autocoscienza delle culture, nel sentire il bisogno di rappresentare la propria immagine culturale, anche in termini critici, nel sentire altresì il desiderio di prestare attenzione alla rappresentazione della cultura altrui, tutto questo costituisce l’avvio della reale convivenza. Essa – se non passa attraverso questo processo di autocoscienza e reciprocità e si affida solo ai fatti, agli eventi, al solo apprendimento materiale delle lingue - mancherà della sua anima che è intimamente e inevitabilmente la cultura. Nel delineare le linee guida per i prossimi anni, sulla base delle riflessioni e dei dati fin qui proposti, vogliamo indicare i target di pubblico su cui il Cristallo vuole lavorare con maggior assiduità nel prossimo quinquennio, i contenuti delle proposte teatrali e culturali su cui concentrare l'attenzione e infine le modalità preferenziali di coinvolgimento. I target a cui il Teatro Cristallo si rivolge Il Teatro Cristallo ha già dei target molto ben definiti e presenti, coi quali ha un rapporto stretto e che continuerà a tenere in evidenza. I target vengono collocati dentro ad un universo sociologico altrettanto definito, composto dalle seguenti cornici di riferimento: Essi sono: − la comunità, ovvero la socialità che ruota attorno all'identità costruita da valori e simboli comuni e dal prevalere di una relazionalità solidale; questo anche nel contesto urbano che tenderebbe invece a enfatizzare l'anonimato, l'efficienza pura e il denaro come comunicazione; la mediazione tra i due modelli produce una nuova idea di cittadinanza; dentro a questo tema va collocata anche la riflessione sull'identità, intesa come esercizio dell'assunzione di responsabilità rispetto ai problemi da affrontare e la capacità di valutazione della sostenibilità delle scelte: popolarismo e non populismo; − la famiglia, concetto che, pur nell'acceso dibattito contemporaneo, continua ad essere considerata quale punto di riferimento nella dinamica personale, interpersonale e comunitaria; il dibattito culturale su questo tema appare come uno dei temi più impellenti; la famiglia e in particolare modo i bambini hanno bisogno di iniziative culturali ed educative che consentano alla famiglia di acquisire maggiore consapevolezza del suo ruolo: teatro, spettacolo, cinema, musica, danza ed altro possono portare 108 all'attenzione temi ed argomenti che favoriscano confronti, chiarificazioni e risposte ai temi cruciali delle famiglie di oggi, che hanno esigenze di stabilire nuove forme di relazioni solide e arricchenti; − la persona – donna/uomo, anziano, adulto o bambino/adolescente presenta un valore e una serie di diritti che necessitano di essere letti nella società contemporanea senza dimenticare la storia della loro evoluzione; la persona deve poter imparare a fare esperienza di vita sociale in tutte le età, conoscere le regole che consentono una partecipazione attiva, acquisendo anche specifiche competenze; il teatro può offrire alla persona l'opportunità di esprimersi, di portare i propri pensieri, le proprie speranze e il proprio desiderio di cambiamento. Entro queste tre cornici di riferimento, i target su cui il Cristallo intende lavorare con maggiore incisività nel prossimo futuro sono: − la città, come luogo bipolare, ricondotta all'integrazione delle identità attraverso la fruizione dello spettacolo e delle attività culturali; − i giovani, soprattutto delle zone marginali, per i quali vanno individuati percorsi culturali e di spettacolo sui temi della legalità, della pluralità culturale e della costruzione delle identità con particolare riferimento alla convivenza tra i gruppi etnici storici della città e con le culture nuove degli immigrati; − le categorie che frequentano poco il teatro: dai dati demografici, dai questionari, dalle interviste, dai dati relativi alla frequenza del teatro Cristallo risulta che alcune categorie frequentano meno: le persone con basso grado di scolarizzazione, adolescenti e persone di età tra i 20 e i 30 anni, gli adulti tra i 30 e i 50; questi ultimi adducono come ragione la mancanza di tempo. Per quanto riguarda le aree urbane, quelle che frequentano meno sono le nuove aree di espansione (Firmian e Casanova) e il quartiere di OltrisarcoAslago. Al fine di un maggiore coinvolgimento si agirà sia sull'inserimento, nei programmi di spettacolo e attività culturali, di elementi che attraggano l'interesse di questi soggetti sia con una maggiore visibilità promozionale sia con il coinvolgimento delle realtà istituzionali; − la popolazione di lingua tedesca, che attualmente non trova nella proposta del Teatro Cristallo un'offerta vicina alla sua sensibilità; la città di Bolzano ha visto negli ultimi decenni una trasformazione molto forte, che ha portato nei quartieri anche periferici, ma in modo particolare a don Bosco, nella zone di espansione Casanova e Firmian, popolazione di lingua tedesca in percentuale sempre maggiore; 109 − gli stranieri: la presenza di popolazione di origine straniera raggiunge il 15%, con accentuazioni territoriali nei quartieri di Centro-Piani-Rencio, Oltrisarco-Aslago ed Europa-Novacella, con prevalenza qui di anziani. Il coinvolgimento culturale di una parte così consistente di popolazione si impone se la cultura vuol essere un elemento fondante per l'integrazione nel tessuto urbano. Ciò significa proporre eventi di spettacolo, temi di informazione e dibattito capaci di avvicinare questi ceti come protagonisti, a partire dalle loro forme associative. La partecipazione a queste attività culturali e di spettacolo rappresenta per tutti i cittadini un valido percorso alla conoscenza delle diverse culture presupposto indispensabile per la convivenza. − le comunità di lingua italiana del territorio esterno: l'attività teatrale e le attività culturali della città, e quindi anche il Teatro Cristallo, possono e debbono essere riferimento anche per le comunità periferiche e anche delle piccole comunità italiane sul territorio provinciale. Linee programmatiche generali Linea 1 – Cultura e spettacoli per un disegno di supporto alla qualità della vita nei quartieri58 Strumenti: − attivazione di un tavolo di lavoro con istituzioni pubbliche, civili e religiose, soggetti associativi, cooperativi, che individui e condivida gli elementi di criticità maggiore nei quartieri, metta in rilievo progetti per una nuova idea di città, individui le priorità culturali e sociali per l'inclusione, per un processo di integrazione all'interno dei quartieri e nella città nel suo complesso, operando in una dimensione che vada “oltre l'individualismo”; − individuazione, per ogni quartiere, delle associazioni ed enti che per statuto e prassi condividono gli ideali e la missione del Cristallo; 58 L’analisi spaziale, storica e sociale della città evidenzia, oltre alla bipolarità, anche una diversa partecipazione dei quartieri alla vita civile e culturale. Centro Piani Rencio, Oltrisarco Aslago e le aree Firmian e Casanova hanno caratteristiche demografiche e soprattutto sociali e identitarie diverse. I questionari (pur se non sono perqueste zone particolarmente rappresentativi) segnalano una scarsa partecipazione alle attività culturali e agli spettacoli. Questo appare essere pure un indicatore di una marginalità alla quale si deve dare risposta. Gli strumenti di questa Linea programmatica esprimono le modalità per rispondere a queste esigenze. 110 − condivisione comune delle potenzialità e delle carenze di ogni quartiere al fine di evidenziare le possibilità di azione; − stesura di un programma operativo che individui priorità, ruolo di ciascuno nell'attuazione del programma e sistemi di verifica puntuale; − ricerca del coinvolgimento degli enti pubblici responsabili della politica culturale sul territorio per il sostegno nei contenuti e nel finanziamento; − proposta di ricerca di nuove visioni di senso e di prospettiva positiva per il futuro: individuazione di temi da mettere in evidenza nei nostri percorsi culturali e da condividere con quelle agenzie culturali ed educative che possono sostenere questa linea; adozione di una strategia pluriennale di trattazione dei temi. Linea 2 - Contenuti e obiettivi per la predisposizione del programma di attività59 Obiettivi: − la formazione del “cittadino”, anche adulto, attraverso iniziative di − − − − − accompagnamento nell'assunzione di responsabilità personali e civiche e di riflessione sul contemporaneo, anche attraverso l'attivazione di percorsi di auto-riflessione sulle specificità del nostro territorio in cui i giovani, gli anziani, i nuovi cittadini siano capaci di elaborare in maniera autonoma spunti di partenza per orientare la scelta contenutistica dei percorsi culturali e di spettacolo, anche attraverso forme di produzione locale; l'attenzione alle identità sociali e culturali accanto a fenomeni di identità debole o quasi assente, con particolare attenzione alle dinamiche giovanili; le caratteristiche specifiche del territorio e della popolazione presente, con un'attenzione focalizzata sugli elementi di frammentazione e di contrapposizione; in modo particolare attenzione ai bisogni espressi nelle aree maggiormente disagiate e marginali, che si esprimono in modo specifico nelle zone di espansione urbana; la conoscenza e diffusione della storia della città e dei suoi quartieri con riferimento anche al contesto riguardante il territorio provinciale; la valorizzazione del ruolo di “ponte” svolto dalla donna all'interno della società; la valorizzazione delle comunità, perché esse si sentano e siano L’esigenza di offrire uno strumento di base per la formazione civica, è risultato essere elemento strettamente connesso con le attività culturali e teatrali del Cristallo. Del pari, il forte mutamento rappresentato da un’alta percentuale di persone provenienti da paesi esteri e da culture diverse ha evidenziato la necessità di elaborare strategie e strumenti atti a rispondere a questo forte mutamento nella città di Bolzano. 59 111 protagoniste del processo di riflessione e elaborazione culturale; − la conoscenza delle culture e dei principi regolatori dei paesi di origine degli immigrati: particolarmente delicata, ma necessaria anche la riflessione sul tema dei diritti universali e la compatibilità con gli ordinamenti giuridici dei paesi a prevalenza islamica. Linea 3 – Allargamento della fruizione delle proposte di spettacolo e di percorsi culturali60 Strumenti: − individuazione delle diverse sensibilità, delle opportunità economiche, del livello di istruzione e di socialità, rendendo possibile a tutti la prospettiva di una cittadinanza comune sia pure partendo da identità e posizioni diverse; − individuazione di articolate modalità di comunicazione, differenziando gli strumenti che possano coinvolgere la popolazione ai vari livelli; − utilizzo di mezzi a disposizione, sia quelli tecnologici sia quelli più tradizionali, per agevolare la partecipazione massima; − interazione con enti, associazioni, cooperative presenti nei quartieri, che rappresentano istanze e sensibilità eterogenee e che risultano meno coinvolti sul fronte della partecipazione, al fine di individuare strategie condivise per un coinvolgimento progressivo delle rispettive compagini. Linea 4 – Promozione della conoscenza interlinguistica e interculturale italiana e tedesca61 La stratificazione sociale e la differenziazione socio spaziale si traducono in livelli diversificati di partecipazione alle attività culturali e questo conduce a un debole coinvolgimento dei ceti con scarsità di risorse economiche o d’istruzione, oppure con scarsa possibilità di muoversi, oppure ancora o perché distanti dalle sedi culturali e di spettacolo in attività culturali, anche in quelle attivate dal Cristallo. I fattori che rendono più difficile a questi cittadni la partecipazione alle attività culturali sono plurimi e spesso si sovrappongono, altre volte invece si differenziano: l’età, la capacità di cogliere le informazioni, la disponibilità e la capacità di usufruire di mezzi di trasporto, il livello di istruzione, quello culturale e linguistico; per altri prevale l’impossibilità di disporre di tempo libero, il tipo di socialità del quartiere in cui si vive. Gli strumenti qui individuati si presentano, proprio per questa complessità di fattori, in forma aperta. Ciò significa che le azioni mirate da elaborare in seguito, dovranno tenere conto delle diverse identità di quartiere, di ceto e di possibile coinvolgimento nelle iniziative. Un ruolo centrale svolgono le modalità con cui si intercettano le forme associative esistenti, la collaborazione con le stesse e un’adeguata comunicazione 61 Questa linea programmatica risponde ad un risultato del tutto nuovo della rilevazione condotta. Rispetto alla separatezza tendenzialmente rigida dei gruppi etnico linguistici, si è evidenziata una generale (anche se non totale) disponibilità ad attivare un processo di collaborazione fra istituzioni, associazioni e iniziative culturali e di spettacolo italiane e tedesche. Questo processo richiede intelligenza, confronto, sperimentazione, reciproca attenzione e apertura. Nonostante la complessità, questo elemento va considerato come un terreno sensibile e massimamente importante per la convivenza linguistica e culturale e quale fattore di arricchimento per la vita civile e politico culturale di Bolzano. 60 112 Strumenti: − coinvolgimento di enti e istituzioni di lingua tedesca già presenti sul territorio per offrire al Teatro Cristallo un percorso di spettacolo e cultura in lingua tedesca; − collaborazione per la realizzazione degli eventi, individuando i processi e le forme che, considerando le identità di partenza nel loro genuino valore, evidenzino gli elementi del pluralismo culturale; − attivazione, in partnership con enti di cultura tedesca, di una programmazione mirata di spettacoli, che siano attrattivi, come il teatro leggero, ma che allo stesso tempo propongano una qualità di realizzazione e di contenuti, anche mediante un programma di spettacoli che parta dai bambini/giovani con spettacoli a minore incidenza linguistica e passando quindi con gradualità al pubblico in generale. Linea 5 – Arricchimento della proposta culturale e di spettacolo 62 Strumenti: − attivazione di percorsi di spettacolo nuovi non presidiati sul territorio, che − − − − possano coprire ambiti non presenti, con contenuti mirati e di qualità; attivazione di strategie con altri enti che condividano le linee del Teatro Cristallo per un progetto teatrale innovativo; attivazione di un laboratorio permanente, che possa portare ogni anno a dedicare l'ultimo spettacolo della stagione a tematiche locali o universali con riferimento al nostro territorio, sapendo coinvolgere parti della popolazione; attivazione di esperienze di teatro di comunità, che promuovano il lavoro diretto con la popolazione dei quartieri, coinvolgendo in tale progetto una regia di sostegno forte ed autorevole, che può venire dal Teatro Stabile o dalle Vereinigte Bühnen Bozen; coinvolgimento più incisivo dei nostri partner storici per la stagione e i percorsi culturali, affinché condividano maggiormente i progetti e siano parte attiva nella concretizzazione degli stessi, contribuendo alla ridefinizione e al rinnovamento delle rassegne storiche in cartellone. Linea 6 – La progettazione culturale63 I contenuti di questa linea programmatica sono connessi con il fatto che la ricerca ha messo in luce sia la centralità della città e delle sua attività culturali con il territorio extraurbano, sia la necessità e l’urgenza di mettere in rete le iniziative esistenti a Bolzano mettendo in relazione soggetti, istituti e iniziative di linegua e cultura italiani e tedeschi. 63 La ricerca ha messo in luce il generale e condiviso apprezzameno per ciò che il Cristallo ha ottenuto ne ventanni della sua attività: una vasta partecipazione alle attività culturali e di spettacolo soprattutto per l’area popolare della città. Gli strumenti qui indicati sono sia la sintesi degli elementi di metodo e di azione che hanno ottenuto quest’ampia 62 113 Strumenti: − elaborazione di una nuova forma e di una nuova metodologia di lavoro per il − − − − Comitato Culturale dell'associazione Cristallo Verein, che possa esprimersi in modo concertato e condiviso nelle due sezioni (teatro e attività culturale), al fine di migliorare il processo di pianificazione culturale e rafforzare la condivisione di informazioni fra le due sezioni; individuazione di una presidenza autorevole che coordini, animandole, le due sezioni; ridefinizione di criteri e di modalità operative nel rapporto con gli enti coinvolti nella progettazione e programmazione; attivazione di un monitoraggio permanente all’interno del Cristallo finalizzato alla valutazione delle attività teatrali e culturali e della socialità; costruzione di un servizio di documentazione sistematica degli eventi attivati all'interno del Teatro Cristallo, che possa rappresentare sia una traccia di quanto proposto sia anche una modalità per ampliare la diffusione e la partecipazione della popolazione alle proposte del Cristallo; attivazione di partnership con realtà culturali presenti in Regione, ivi comprese le realtà cooperative che si occupano di cultura; ricerca sul territorio e a livello nazionale di enti che possano condividere la missione del Cristallo, anche in vista di un eventuale ridisegno delle attuali residenze e partnership, come pure attivazione di partnership con istituzioni pubbliche (ASSB, IPES...) che possano favorire la realizzazione di azioni culturali specifiche per l'utenza di loro competenza. Linee guida operative Dal punto di vista dei rapporti con gli enti pubblici finanziatori - Ricerca di modalità nuove di condivisione degli obiettivi generali di politica culturale, che garantisca il finanziamento su base pluriennale, per la necessaria continuità della programmazione culturale. - Proposta agli enti pubblici finanziatori di fornire agli operatori culturali in partecipazione e questo apprezzamento, sia le strategie che si vogliono attivare per far sì che ciò continui anche nel prossimo quinquennio. Questi risultati come pure gli interrogativi e gli stimoli son prevalentemente scaturiti dalla ricerca presentata (sprattutto dai questionari e dalle interviste). E’ solo il caso di far notare gli strumenti proposti si presentano in forma aperta e flessibile poiché la matrice del metodo sin qui applicato è stata caratterizzata dalla costante capacità di intercettare gli interrogativi sociali e culturali del tempo cercando una risposta proprio nelle attività culturali e di spettacolo proposte nelle stagioni del Cristallo. Le attività del Cristallo, la memoria storica dello staff dirigenziale, la documentazione consultata e il metodo utilizzato hanno costituito parte essenziale della ricerca stessa. 114 modo sistematico una rilevazione dei bisogni culturali della popolazione e la formulazione di linee guida di politica culturale, sulle quali fare convergere anche l'operato degli attori presenti sul territorio nel pieno rispetto dell'autonomia di proposta culturale di ciascun ente. - Richiesta di valutazione dell'opportunità di attivazione di un osservatorio per le attività teatrali, di spettacolo, culturali, che possa far meglio conoscere tutto quanto viene prodotto sul territorio e offrire indicazioni di prospettiva sulle priorità, sulle sinergie da attuare e sulle zone maggiormente scoperte. Dal punto di vista del rapporto con altri teatri e altre istituzioni culturali - - Ricerca di un rapporto più organico con le realtà teatrali, in particolare nella città di Bolzano. Condivisione di alcune linee guida, sulle quali costruire una progettazione comune di spettacolo e di attività culturale. Creazione di una card culturale unica condivisa dai teatri di Bolzano per l'accesso agevolato agli spettacoli. Condivisione del database dei contatti dei vari teatri, al fine di migliorare l'informazione e offrire al cittadino, di qualunque provenienza, un panorama vario di spettacolo. Ricerca di una condivisione di obiettivi comuni per un coinvolgimento più forte della Libera Università di Bolzano, partendo da una valutazione comune circa la lettura del contesto e il metodo di sviluppo delle linee programmatiche e degli strumenti più idonei. Dal punto di vista della gestione - - - creazione di un sistema organico di formulazione degli obiettivi, che consenta la concretizzazione delle linee guida, con individuazione di passi, priorità di azioni e indici capaci e con monitoraggio periodico degli obiettivi e della loro attuazione; rafforzamento delle competenze linguistiche del personale al fine di rendere ancora più agevolata e incisiva l'azione del Cristallo con enti e istituzioni del territorio; implementazione della rete degli sponsor e individuazione di nuove iniziative di autofinanziamento. 115 Pluralità delle culture, delle lingue e convivenza “La convivenza plurietnica può essere percepita e vissuta come arricchimento e opportunità in più piuttosto che come una condanna: non servono prediche contro il razzismo, intolleranza e xenofobia, ma esperienze e progetti positivi e una cultura della convivenza” Alexander Langer 116 APPENDICE 117 FONTI DI RIFERIMENTO Linee di politica culturale di Provincia e Comune Dichiarazione di Governo 2013-2018 – XV Periodo di legislatura – pag. 3 “A consentirci non solo di fissare ma anche di raggiungere questi obiettivi è l’autonomia speciale, che garantisce i necessari margini di manovra per individuare risposte politiche ritagliate sulle scadenze e sui problemi che ci attendono. Non consideriamo questa autonomia un modello immutabile, bensì lavoriamo per aggiornare e ampliare questo principio così prezioso per l’Alto Adige e per il suo sviluppo sociale, culturale ed economico. Sin da ora ci riconosciamo – in questa necessità di aggiornare e adeguare l’autonomia – nel metodo del dialogo e della ricerca del consenso tra tutti i gruppi linguistici”. Accordo di coalizione per la formazione della nuova Giunta provinciale per la Legislatura 2013-2018 del 30.12.2013 “Cultura. Investire nella cultura significa investire nella crescita civile della persona e nella valorizzazione del territorio. La cultura costituisce uno strumento strategico di promozione del benessere sociale in particolare nei territori e nelle aree più fragili. Negli ultimi anni l’Alto Adige ha conosciuto un grande sviluppo culturale grazie anche alla preziosa attività dell’associazionismo e del volontariato. Oggi l’identità culturale poggia su basi stabili e consolidate. Si apre una nuova fase: − investire maggiormente nella creatività delle persone e meno nelle infrastrutture; − con interventi di politica provinciale che mirano a dare ulteriore respiro internazionale alla cultura locale, a superare i confini, a promuovere l’intera cultura locale che si compone delle espressioni artistiche di tre gruppi linguistici; − con interventi pubblici che garantiscano la qualità delle produzioni culturali locali, lo scambio culturale con i Paesi confinanti e anche le opportunità di formazione offerte all’utenza e di creare reti culturali tra le associazioni presenti sul territorio; − con nuove iniziative culturali che contribuiscono in misura maggiore, anche 118 criticamente, alla discussione sociopolitica; − con l’elaborazione di un Piano culturale dell’Euregio che sappia promuovere in modo particolare lo scambio tra il mondo culturale dell’Alto Adige e quelli di Trentino e Tirolo; − con una forza di penetrazione sovraregionale e europea raggiunta anche grazie all’ulteriore sviluppo della cultura tradizionale e popolare locale; − con interventi che aprano alla conoscenza della storia e della cultura locali e che offrano occasioni di incontro, dialogo e scambio”; Linee di indirizzo strategico 2009-2013 dell'Assessore alla cultura e scuola in lingua italiana, edilizia abitativa Dr. Christian Tommasini del marzo 2009 con particolare riferimento ai seguenti punti: − edilizia come attività "ponte" con il settore cultura; − educazione alla cittadinanza; − sinergie con associazioni del territorio, agenzie educative e centri giovanili; − partecipazione delle nuove generazioni ai processi culturali; − raffigurazione della persona e dei canoni di bellezza nella nostra società; − conoscenza delle lingue; − convivenza con altre culture; − progetto formativo integrato: raccordo tra le attività dell'istruzione formale e le realtà del territorio come luoghi di apprendimento informale. Linee di politica culturale indicate dal Piano di Sviluppo Strategico della Città di Bolzano “Bolzano, città a misura d'uomo”: - Aggiornamento 2008 – Obiettivi con particolare riferimento ai seguenti punti: − valorizzare storia e cultura locale; − la città delle tante culture; − conoscere e soddisfare il proprio pubblico e attrarne di nuovo; − promuovere sinergie tra associazioni ed istituzioni. 119 Testimoni privilegiati Achammer Philipp, assessore alla Cultura e Istruzione in lingua tedesca e alla convivenza, Obmann SVP Benussi Nicola, Direttore Artistico TeatroBlu Bolzano Bonagura dott. Sergio, Presidente Commissione Cultura del Comune di Bolzano Fazzi prof. Luca, Università degli studi di Trento Forcato Sandro, Il Circolo La Comune Bolzano Ghizzo don Olivo, già Vicario Generale, parroco di Regina Pacis Giurdanella dott.ssa Marisa, Direttrice Ufficio Cultura Ripartizione 15 Cultura in lingua italiana PAB Ladinser Klaus, Vice Sindaco Comune di Bolzano, Presidente della Fondazione Teatro Comunale e Auditorium Bolzano/Stiftung Stadttheater und Konzerthaus Bozen Lampis dott. Antonio, Dirigente Ripartizione 15 Cultura in lingua italiana PAB Loris Frazza, Willy Coller, Presidente e Vice Presidente UILT Bolzano (Unione Italiana Libero Teatro) Mazzuccato dott. Paolo, RAI Sede Regionale Bolzano Paone Lucio, Associazione culturale “ L’Obiettivo”, Bolzano Salghetti avv. Giovanni, Presidente Teatro Stabile di Bolzano Tommasini dott. Christian, Assessore alla Cultura in lingua italiana, Vice Presidente Giunta PAB Trincanato Patrizia, Assessore alla Cultura Comune di Bolzano Valente dott. Paolo, Direttore Caritas Bolzano Zambaldi dott. Walter, Direttore del Teatro Stabile di Bolzano Focus Group permanente Cristallo Fontana dott. Pio, Presidente Associazione Cristallo Carroli dott.ssa Gaia, Direttrice Teatro Cristallo Lazzaro dott.ssa Francesca, Vice Direttrice Teatro Cristallo 120 Bibliografia e Siti • Aa. Vv. Osservatorio, offerta e residenze teatrali, Giornata di studio per operatori teatrali. Atti, Centro Trevi, Bolzano, 5 febbraio 2008 • Aa. Vv. Studio e monitoraggio dell'offerta teatrale in Alto Adige nel 2005. 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ID_LINK=755&page=1&area=51&id_context=420 www.teatrocristallo.it/ www.teatrocomunale.bolzano.it/ www.teatro-bolzano.it/ http://www.theater-bozen.it/ http://www.fondazioneteatro.bolzano.it/it/teatro-comunale-bolzano/1-0.html http://www.haydn.it/ http://www.konzertverein.org/ http://www.kulturinstitut.org/ http://www.teatrocomunale.bolzano.it/?location=teatro-comunale-griesstadttheater-gries-2&lang=de www.waltherhaus.org/it/teatrocongressi.html http://www.teatro.it/spettacoli/nuovo_teatro_di_san_giacomo_di_laives/ www.carambolage.org/ www.circololacomune.it www.prometeo.coop/ www.bolzano.net/associazioni/masetti-exnovo.html www.theaterimhof.it/ - www.teatrocortile.it/ www.compagniateatroblu.it/ www.theatraki.org/home-it/ www.ftb.bz.it/ www.paginebianche.it/bolzano/u-i-l-t-unione-italiana-libero-teatro cababoz.com/ http://www.eurac.edu/en/pages/default.aspx 124 Appendice 1. Il questionario Questionario di valutazione del gradimento del pubblico del teatro Cristallo Il presente questionario è anonimo. I dati verranno utilizzati per un'indagine statistica sul pubblico del teatro con particolare attenzione per il pubblico del Teatro Cristallo di Bolzano. Parte prima – Informazioni generali Sesso • Maschio • Femmina Luogo di residenza • Bolzano (specificare quartiere)________________________________________ • Fuori Bolzano (specificare _________________________________________ Stato civile • Celibe/nubile • Coniugato/a • Vedovo/a • Divorziato/a Età (inserire gruppi di età ASTAT tranne; 0-10 / 11-19) • 0 - 13 • 14 -19 • 20 - 29 • 30 - 39 • 40 - 49 • 50 – 59 • 60 – 65 • 66 – 75 125 la il località) • over 76 Grado di istruzione • Laurea • Diploma scuola media superiore • Licenza scuola media inferiore • Licenza scuola elementare • Nessuna scuola Professione • Operaio / a • Artigiano/a • Avvocato/a • Libero professionista • Medico e • Insegnante • Impiegato/a • Infermiere/a • Casalingo/a • Pensionato/a • Studente • Disoccupato • Altro (specificare) ______________________________________ Quante persone comprende il nucleo familiare (compreso l'intervistato ma escluse le persone di servizio, pensionati e familiari assenti da oltre 6 mesi) • 1 persona • 2 persone • 3 persone • 4 persone • 5 persone • 6 o più persone 126 Quante persone di 18 anni e oltre? • 1 persona • 2 persone • 3 persone • 4 persone • 5 persone • 6 o più persone Presenza di bambini tra gli 0 e i 14 anni in famiglia • 1 persona • 2 persone • 3 persone • 4 persone • 5 persone • 6 o più persone Lei frequenta teatri in città? • Si (passare alla seconda parte) • No (passare alla terza parte) Parte seconda – pubblico frequentante il teatro 1. Perché va a teatro? • Per la presenza di testi/autori/attori noti • Per il genere di spettacolo (opera, drammatico, comico, dialettale, per bambini …) • Per semplice svago • Altro (specificare) _____________________________ 2. Quante volte va a teatro nell'arco di un anno? • 1 – 3 volte • 4 – 6 volte 127 • 7 – 12 volte • Più di 12 volte 3. Quali teatri frequenta? • Teatro Comunale (piazza Verdi) • Haus der Kultur • Teatro Cristallo • Teatro di Gries • Carambolage • Teatro di San Giacomo • Altro (specificare) __________________________________ 4. Quale genere di spettacolo preferisce? • Teatro di prosa • Monologhi • Teatro dialettale/popolare • Musical, Operetta • Opera Lirica • Teatro Danza / Balletto • Teatro per bambini /ragazzi • Concerti • Altro (specificare) __________________________________ 5. Con chi va abitualmente a teatro? • Da solo • Con compagno/a • Con familiari / • Con amici • Altro (specificare) _____________________________________ 6. Conosce e frequenta il Teatro Cristallo? • Si (passi alla domanda 8) 128 • No 7. Se no, perché? • Poco tempo a disposizione • Difficoltà / Impossibilità a raggiungere la sede • Scarso interesse verso le proposte culturali • Troppo distante da casa • Spettacoli non di mio interesse • Altro (specificare) ______________________________________ 8. Se sì, quante volte ha assistito agli spettacoli proposti dal Teatro Cristallo nell'ultimo anno? • 1 volta • 2 – 3 volte • 4 – 6 volte • 7 – 12 volte • Più di 12 volte 9. Come raggiunge abitualmente il Teatro Cristallo? • Con i mezzi pubblici • Con l'auto • Con il motorino/moto/scooter / bicicletta • A piedi 10. Usufruisce delle agevolazioni proposte dal Teatro Cristallo? • Si • No 11. Se sì, quali? • Cristallo Card • Cristallo Card Oro • Kulturpass • Convenzione specifica con altra 129 associazione (specificare) _______________ 12. Possiede un abbonamento? • Si • No 13. Se sì, cosa l'ha spinta all'acquisto? • La convenienza rispetto al prezzo singolo • La qualità della proposta teatrale nel suo complesso • La certezza di avere sempre lo stesso posto • Mi aiuta a vincere la pigrizia e riesco ad impegnarmi ad assistere agli spettacoli • Altro (specificare)___________________________________ 14. Quali di questi abbonamenti possiede? • Teatro delle Regioni • Il Mascherone • Teatro delle Regioni + Il Mascherone • Arte del far Ridere • Racconti di Musica • Liberi tutti • Scegli tu 15. Se no, cosa l'ha scoraggiata dall'acquisto dell’abbonamento? • Il prezzo • Il numero di spettacoli in abbonamento • La mancanza di tempo • Altro (specificare) _________________________________________ 16. Partecipa alle manifestazioni collaterali alla stagione teatrale (laboratori, corsi, conferenze spettacolo)? • Si • No (passi alla domanda 18) 130 17. Se sì, a quali di queste ha partecipato? • Conferenze spettacolo a cura di teatroBlu • Laboratori a cura di teatroBlu • Stage teatrali/di danza a cura di teatroBlu • Altro ____________________________________________ (specificare) 18. Conosce i percorsi culturali del Teatro Cristallo? (indichi quali conosce. Sono possibili scelte multiple) • Percorso Madre Terra • Percorso Sulle Orme di Ulisse • M'illumino di meno • Le vie del sacro • In Europa il diverso è uguale. La seduzione dell'eugenetica • Tutta tua la città • Percorso sulle dipendenze (@lcohol.bz / ipod generation) • Non li conosco 19. Rispetto al Teatro Cristallo, esprima da 1 (insufficiente) a 5 (ottimo) il suo gradimento per • Materiale informativo sugli spettacoli • facilitazioni sul costo del biglietto • Efficacia del sistema di prenotazione e acquisto dei biglietti • Sito Internet del Teatro Cristallo • Cortesia e competenza del personale del Teatro Cristallo • Servizio Bar • Pulizia sala e toilette • Funzionalità del foyer 20. Considera un vantaggio la creazione di una rete di collaborazione tra i teatri della città? • Si • No 131 21. Ha mai sostenuto e/o sosterrebbe direttamente le attività culturali del Cristallo? • No • Si 22. Se sì, in che modo? • Cinque per mille • Cristallo Card • Cristallo Card Oro • altro _____________________________________________ 23. (specificare) Come viene a conoscenza di solito degli spettacoli in calendario? • Mezzo stampa • Tv • Radio • Visitando il sito Internet • Tg Cristallo che arriva a casa • Consultazione libretto stagione Cristallo • Affissioni per strada • Passaparola • Altro (specificare) _________________________________________ Grazie per la collaborazione! Parte terza – NON pubblico 24. Perché non va a teatro? • Difficoltà/impossibilità di raggiungere le sale • Mancanza di tempo • Prezzi degli spettacoli • Scarso interesse verso le iniziative culturali proposte • Non sono mai andato/non fa per me 132 • Altro _____________________________________________ (specificare) 25. Il teatro per Lei è abbastanza pubblicizzato? • Si • No 26. Cosa potrebbe convincerla ad andare a teatro? • Presenza di attori conosciuti • Testi/regia noti • Prezzi bassi • Altro (specificare) ___________________________________________ 27. Conosce la stagione teatrale del Cristallo? • Si • No (passi alla domanda 28) 28. Quale genere di spettacolo gradirebbe vedere al Teatro Cristallo? • Opera • Teatro di prosa • Teatro dialettale/popolare • Musical, Operetta • Teatro Danza / Balletto • Teatro per bambini / ragazzi • Cinema • Concerti • Altro _____________________________________________ (specificare) 29. Considera un vantaggio la creazione di una rete di collaborazione tra i teatri della città? • Si • No 133 Appendice 2: Traccia d’intervista a testimoni privilegiati Il Cristallo: guida per intervista a testimoni privilegiati (dicembre 2014 – febbraio 2015) Premessa: a.- la città costruisce la propria identità, il senso di appartenenza, il proprio futuro e la capacità di forgiare e autogovernarsi: lo fa riflettendo e anche autorappresentandosi ; = per questo cultura e spettacolo sono parte vitale della città b.- la città di Bolzano ha una storia e una fisionomia culturale e sociale specifiche e fortemente connotate; la più rilevante presenza italiana in Alto Adige, una forte, recente trasformazione, una collocazione e irrinunciabile responsabilità politica di autogoverno nella convivenza con la società e la cultura tedesca (ladina e delle popolazioni immigrate). Tematiche Come valuta l’attuale trasformazione demografica, sociale , culturale della città di Bolzano e dei suoi quartieri? Che ruolo svolge e quale ruolo dovrebbe svolgere il centro (Associazione) culturale e teatrale Cristallo nella vita della città e dei quartieri … oggi, rispetto al recente passato? Quale relazione c’è o dovrebbe esserci tra attività culturali e politica locale, comunale, provinciale? Il Cristallo è retto da soci fondatori e gestito da organi associativi (assemblea, consiglio direttivo presidente. Pensa la ragione associativa e gli organi siano adeguati a programmare e gestire il programma che si propone. Il Cristallo offre una risposta adeguata alla domanda di cultura dei quartieri? Come valuta la presenza degli enti residenti nell’azione del Cristallo? 134 Il Cristallo programma un ampio spettro di attività culturali; come valuta questo quadro di proposte. Bolzano è una città bilingue. Il Cristallo, secondo Lei, può svolgere un’azione culturale di confronto, collaborazione, interazione con gli enti che si occupano di cultura e di teatro in ambito tedesco? Con quali obiettivi, iniziative, collaborazioni? Un parere sul modulo di finanziamento (pubblico / privato) del Cristallo. Formazione civica. Un tema sostanziale e insieme delicato. Quale nesso possibile con il Cristallo? 135 Sommario ............................................................................................................ 1 ............................................................................................................ 1 La ricerca............................................................................... 2 ORGOGLIO BORGHESE E UTOPIA POPOLARE NELLA CITTÀ DEI DUE POLI.............3 Bolzano spettacolo e cultura: il percorso..................................... 4 La città bipolare, borghesia e ceti popolari................................... 4 Il Cristallo. Teatro e cultura della città popolare............................ 5 Il Cristallo, ponte nella città bipolare........................................... 6 L’Associazione quale strumento aperto e flessibile........................ 6 Il rapporto con l’Ente pubblico e l’azionariato popolare.................. 6 Linee e proposte programmatiche coerenti con questo disegno .......7 LA TRACCIA DELLO STUDIO........................................................................... 8 L'Associazione Cristallo e la cultura della città.............................. 9 Le fasi dello studio su Bolzano città, spettacolo e cultura ..............10 LA CITTÀ È LA CULTURA.............................................................................. 12 La città è la cultura ............................................................... 13 La rilevanza di spettacolo e cultura per un territorio.................... 14 LA CITTÀ DI BOLZANO................................................................................. 16 Bolzano: marcata ambivalenza del disegno urbano.....................17 Genesi della città contemporanea............................................. 17 La città e il significato della cultura urbana................................. 21 Il ruolo del Cristallo nella Bolzano d'oggi....................................24 Gli elementi conoscitivi preliminari della città e dei quartieri a supporto del Piano Culturale.................................................. 25 30 La struttura sociale della città di Bolzano................................... 35 d) I gruppi linguistici.............................................................. 39 e) Uso delle tecnologie, lettura libri, quotidiani, offerta educativa . .39 g) La soddisfazione per la situazione economica e sociale.............41 136 h) Connotazioni sociali e culturali dei quartieri................................................. 41 Centro-Piani-Rencio................................................................ 41 Oltrisarco-Aslago................................................................... 42 Europa-Novacella................................................................... 42 Don Bosco............................................................................ 42 Gries-S.Quirino...................................................................... 43 Laives.................................................................................. 43 Considerazioni finali sull’assetto demografico e urbanistico...........44 Spettacolo e cultura: specificità etnico linguistiche e pluralità culturale............................................................................. 46 Crisi dello spettacolo dal vivo. Bolzano in parziale controtendenza . 46 Bolzano città dei teatri ........................................................... 47 Il teatro amatoriale ............................................................... 49 Cultura d’élite e cultura popolare.............................................. 53 Crisi del teatro italiano e specificità della situazione di Bolzano .....54 Fruizione del teatro in Alto Adige e incisività della politica culturale della Provincia Autonoma di Bolzano....................................... 55 Economia, qualità della vita, inclusione e cultura ........................56 Politica culturale, rafforzamento delle identità e convivenza ..........57 L’ASSOCIAZIONE CRISTALLO VEREIN............................................................ 59 La mission............................................................................ 60 Come agisce l’Associazione Cristallo? ....................................... 60 L’Associazione Cristallo propone un proprio modello di organizzazione artistica e culturale.......................................... 60 Intensità dell’offerta di spettacoli e la pluralità identitaria.............61 Gli enti residenti: collaborazione con il Cristallo ......................... 62 L’IMPATTO DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DI SPETTACOLO DEL CRISTALLO.......................................................................... 64 Rilevazione tramite questionario............................................... 65 Il questionario ...................................................................... 65 La metodologia...................................................................... 65 137 Analisi dei dati....................................................................... 66 Intervistati per quartiere di residenza........................................ 66 Stato civile degli intervistati..................................................... 67 Intervistati per gruppo di età................................................... 68 Intervistati per grado di istruzione............................................ 68 La famiglia degli intervistati per numero di componenti................69 Chi frequenta i teatri in città.................................................... 70 Frequenza dei teatri per gruppo d’età........................................ 71 Frequenza dei teatri per grado di istruzione............................... 72 Frequenza dei teatri per condizione professionale....................... 72 Perché va a teatro?................................................................ 73 La formula attualmente in uso, cioè la compresenza di 4 diverse rassegne nella stagione teatrale del Cristallo, è significativamente positiva, se raffrontata all'aspettativa articolata del pubblico.......73 L’affluenza del pubblico per rassegna........................................ 73 Quali teatri frequenta?............................................................ 75 Quale genere di spettacolo preferisce?...................................... 76 Con chi va abitualmente a teatro?............................................ 76 Conosce e frequenta il Teatro Cristallo?..................................... 77 Non conosce il Teatro Cristallo................................................. 77 Il pubblico che frequenta il Teatro Cristallo................................ 77 Come raggiunge abitualmente il Teatro Cristallo.........................77 Quante volte ha assistito agli spettacoli al Cristallo nell'ultimo anno? ......................................................................................... 78 Usufruisce di agevolazioni proposte dal teatro Cristallo?...............79 Se sì, quali?.......................................................................... 80 Possiede un abbonamento?..................................................... 81 Quali abbonamenti possiede?................................................... 82 Se non ha l’abbonamento: che cosa l'ha scoraggiata all'acquisto? .83 Sostegno economico del pubblico all'attività culturale del Teatro 138 Cristallo.............................................................................. 83 Manifestazioni....................................................................... 84 Valutazione del materiale informativo sugli spettacoli del Teatro Cristallo.............................................................................. 85 Come viene a conoscenza degli spettacoli in calendario?..............85 Efficacia del sistema di prenotazione/acquisto dei biglietti e sito internet.............................................................................. 86 Cortesia e competenza del personale del Teatro Cristallo, servizio bar e guardaroba................................................................. 87 Rete di collaborazione tra i teatri della città................................ 88 Intervistati che non conoscono e non frequentano il teatro ..........89 Cosa potrebbe convincerla ad andare a teatro?........................... 89 Quale genere di spettacolo eventualmente vorrebbe al Teatro Cristallo?............................................................................. 90 Le risposte a questa domanda rappresentano una dispersione di valori che riproducono in una certa misura quella di chi frequenta con una indicazione che pone un interrogativo circa l'opportunità di attivare delle proiezioni di film e i concerti (per la domanda erano possibili risposte multiple). Queste esigenze sono evidenziate soprattutto dalle donne......................................................... 90 INTERVISTE A TESTIMONI PRIVILEGIATI........................................................ 91 Gli intervistati ............................................................................................. 92 Introduzione all’intervista........................................................ 92 PIANO CULTURALE PER IL TEATRO ............................................................. 106 E IL CENTRO CULTURALE CRISTALLO........................................................... 106 Premessa: il Cristallo, città e cultura....................................... 107 Linee programmatiche generali................................................................... 111 Linee guida operative............................................................ 114 APPENDICE......................................................................... 116 FONTI DI RIFERIMENTO............................................................................. 117 Linee di politica culturale di Provincia e Comune....................... 117 139 Testimoni privilegiati.................................................................................. 119 Focus Group permanente Cristallo............................................................... 119 Sitografia..............................................................................12 140 141