Lezione 5
I modelli di finanziamento delle aziende
I sistemi di finanziamento delle aziende
Quattro possibili modelli:
• A centralità ASL
• Separazione acquirente / fornitore
• A centralità regionale
• Tradizionale (a spesa storica)
Modello a centralità ASL
REGIONE
Altre ASL
Tariffa
per
prestaz
Quota
capitaria
ASL
(Acquirenti e produttori)
Tariffa per prestaz
AO
Privato accreditato
Criteri di finanziamento regionali
Accordi contrattuali (ASL / AO e privato accreditato)
Tetti / target regionali
Modello separazione acquir. / fornitore
REGIONE
Quota
capitaria
ASL
(acquirenti)
Tariffa per prestaz
AO
Privato
accreditato
Criteri di finanziamento regionali
Accordi contrattuali (ASL / AO e privato accreditato)
Tetti / target regionali
Modello a centralità regionale
REGIONE
• Quota capit. (ASL)
• Tariffa per prestaz.
(ASL, AO, priv. accr.)
ASL
(produttrici)
AO
Criteri di finanziamento regionali
Tetti / target regionali
Privato
accreditato
Modello tradizionale
REGIONE
Spesa storica o
attuale
ASL
(produttrici)
AO
Criteri di finanziamento regionali
Tetti / target regionali
Privato
accreditato
4 classi di strumenti per finanziare le
aziende
• Quote capitare
• Sistemi tariffari (ricoveri ospedalieri, att.
Specialistica)
• Finanziamenti per funzione
• Fondi straordinari
• Ex post anche modalità di copertura dei
disavanzi
Quota capitaria
• Considerato un meccanismo efficiente ed
equo di finanziamento delle ASL
• Utilizzato in tutte le Regioni
• Trend attuali
– Presenza di numerosi criteri di ponderazione
(per età, sesso, mortalità, densità della
popolazione)
– Tendenza ad una semplificazione dei criteri
– Ponderazione differenziata in base ai livelli
assistenziali
Tariffa per prestazione
• Due aspetti critici:
– Incremento volumi (e quindi costi eccessivi)
– Svantaggio dei produttori pubblici (a maggiore
complessità gestionale)
• Possibili correttivi:
–
–
–
–
–
–
Ridurre ampiezza quasi mercato (n. AO e pr. accr.)
Differenziazione tariffe per tipologia di produttore
Finanziamenti di funzioni specifiche
Tetti o target di spesa
Accordi contrattuali ASL - produttori puri
Distribuzione discrezionale di “fondi straordinari”
A) Mitigazione “quasi mercato”
NUMERO di
AO, 2000
% LETTI in AO,
1999
NUMERO DI
CASE di CURA
ACCREDITATE, 2000
27
75%
55
16%
VENETO
2
21%
16
5%
TOSCANA
4
27%
27
12%
MARCHE
4
24%
13
12%
SICILIA
17
54%
46
15%
ITALIA
98
39%
525
17%
54 (55%)
49%
157 (30%)
13%
LOMBARDIA
5-REGIONI %
% LETTI in
CASE di CURA
ACCREDITATE, 1999
Presenza strutture pubbliche e private in Italia
% posti letto per degenza ord.
in strutture private accreditate
23,6% a 35,4% (5)
11,8% a 23,6% (7)
0
a 11,8% (8)
Fonte: Elaborazioni OASI su
dati Ufficio Statistica, Ministero
della Sanità, 1998
B) Differenziazione tariffe
• Tendenziale riduzione di tale differenziazione
– Utilizzata in Toscana per gli ospedali con
DEA e terapia intensiva
• Utilizzo in generale di “finanziamenti per
funzione”
C) Finanziamenti per funzione
• Usati da tutte le regioni ma di importi limitati
(4-5%)
• Si riferiscono a funzioni molto diverse
• Spesso il riferimento è a indicatori di
complessità (generici?)
• Scarsa chiarezza sui meccanismi di riparto
D) Strumenti accentrati: tetti o target di
finanziamenti
• Molto utilizzati per conciliare le esigenze di
contenimento dei costi con i nuovi meccanismi
di finanziamento
• Molte soluzioni, trend:
– Tetti vs target
– Tetti di sistema vs
tetti per singolo produttore, per tutti i produttori vs
tetti per singolo produttore, per alcuni produttori vs
tetti per singola azienda acquirente
tetti per coppie di aziende produttrici e acquirenti
E) Strumenti decentrati: accordi contrattuali
• Rari anche se previsti dalla riforma Bindi
(solo la Toscana nelle regioni analizzate, ora
Lombardia)
• Esempio: ASL Siena & AO senese
– Obiettivo: riduzione tasso di ospedalizzazione
– Principali contenuti:
• Tetto sui ricoveri presso AO di residenti della
ASL
• Incremento del finanziamento AO se si riduce
la mobilità verso altri produttori
F) Fondi “straordinari”
• Molto discrezionali
• In teoria possono essere utilizzati in modo più o
meno ampio e con diversi obiettivi:
– Gestire il passaggio ai nuovi modelli di finanziamento
– Intervenire su situazioni contingenti
• In pratica:
– Ampiamente usati
– Generalmente basati su spesa storica o deficit
– Scarsa esplicitazione dei criteri di riparto
Il sistema di programmazione e controllo a
livello regionale della Regione Veneto
• Fase 1: documento regionale di indirizzo delle aziende
• Fase 2: predisposizione budget aziendali da parte di
ciascun DG
• Fase 3: negoziazione DG direttori assessorati per
“calibrare” il budget e concordare indicazioni operative e
obiettivi in termini di recupero di efficienza
• Fase 4: consegna alla Regione dei bilanci consuntivi
aziendali (con indicazioni delle azioni per la copertura di
eventuali disavanzi)
Tendenze attuali nei sistemi di finanziamento
• Riduzione dell’utilizzo dei fondi straordinari negli ultimi
anni, ma ripresa nel 2002 (difficoltà finanziarie)
• Elevata variabilità e “volatilità” dei sistemi di
finanziamento a tariffa
• Ricerca di strumenti di “governo regionale” (e non solo
regione che definisce regole del gioco e lascia le
aziende giocare)
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ASL - Parthenope