OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA ALLEGATO XV DEL D.LGS. 81/08 E S.M.I. PINCO PALLINO S.P.A. OGGETTO DELL’APPALTO: ATTIVITA’ DI MONTAGGIO DI INFISSI IL DATORE DI LAVORO (D.L.) (TIMBRO E FIRMA) IL COORDINATORE (C.S.P.) IL COORDINATORE (C.S.E.) (FIRMA) (FIRMA) DATA Documento realizzato in collaborazione con 1 IMPRESA APPLATATRICE (FIRMA PER ACCETTAZIONE) OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA INDICE 2 OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA PREMESSA Il presente Piano Operativo di Sicurezza è stato sviluppato e redatto in modo dettagliato al fine di consentire un’immediata lettura e comprensione da parte di tutti gli operatori del Cantiere. Tutte le informazioni risultano chiare e sintetiche e, per ogni fase di lavoro, è possibile dedurre tutti i rischi, con le relative valutazioni, le misure di prevenzione ed i relativi dispositivi di protezione individuali e/o collettivi da utilizzare. Il Piano contiene l’individuazione, l’analisi e la valutazione dei rischi e le conseguenti procedure, gli apprestamenti e le attrezzature atti a garantire, per tutta la durata dei lavori, il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori. Il piano è costituito da una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessità dell’opera da realizzare ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione. Il datore di lavoro, in relazione alla tipologia del Cantiere, ha valutato, nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, i rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari. All'esito della valutazione, è stato elaborato il presente documento contenente: • una relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante la varie fasi di lavoro previste per lo specifico cantiere in oggetto; • l'individuazione delle misure di prevenzione e di protezione e dei dispositivi di protezione individuale (D.P.I.), conseguente alla valutazione di cui al precedente punto; Il documento è stato redatto con lo scopo di essere: • strumento di pianificazione della prevenzione nelle aree di lavoro; • mezzo di comunicazione ufficiale tra i la ditta in oggetto e il coordinatore della sicurezza in fase di progetto ed in fase di • dichiarazione del datore di lavoro, delle misure di prevenzione adottate e/o previste per l'unità produttiva in relazione ai rischi esecuzione, i quali potranno sempre richiedere alla ditta in oggetto eventuali integrazione/modifiche del presente piano operativo; individuati, delle sostanze utilizzate ed ogni altro contenuto del presente documento. Utilizzazione e Consultazione Il documento sarà utilizzato come guida da tutti i soggetti facenti parte del sistema organizzativo della sicurezza per applicare al meglio tutte le misure da adottare durante le varie lavorazioni in relazioni ai fattori di rischio presenti. Tutti saranno tenuti alla piena osservanza ed applicazione delle misure di sicurezza riportate nel presente documento, in particolar modo dovranno essere osservate le disposizioni riguardanti: • le misure, i dispositivi di protezione individuale e le cautele di sicurezza; • le procedure di miglioramento adottate al fine di prevenire il sorgere di rischi durante le lavorazioni; • eventuali integrazione effettuate dal CSP/CSE nel presente documento (in allegato). IL DOCUMENTO DEVE ESSERE SEMPRE CUSTODITO PRESSO L’AREA DI CANTIERE. 3 OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA DEFINIZIONE E ACRONIMI Pericolo Proprietà o qualità intrinseca di una determinata entità avente il potenziale di causare danni. Rischio Probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego e/o di esposizione, nonché dimensioni possibili del danno stesso. Il rischio (R) è funzione della magnitudo (M) del danno provocato e della probabilità (P) o frequenza del verificarsi del danno. Valutazione dei rischi Procedimento di valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori nell’espletamento delle loro mansioni, derivante dalle circostanze del verificarsi di un pericolo sul posto di lavoro. Lavoratore Persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell‘organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Datore di lavoro Il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l'organizzazione dell'impresa, ha la responsabilità dell'impresa stessa ovvero dell'unità produttiva, in quanto titolare dei poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest'ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale. Servizio di prevenzione e protezione dei rischi Insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all'azienda finalizzati all'attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali nell'azienda, ovvero unità produttiva. Azienda Il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato. Medico competente Medico in possesso di uno dei seguenti titoli: • specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia ed igiene del lavoro o in clinica del lavoro ed altre specializzazioni individuate, ove necessario, con decreto del Ministro della sanità di concerto con il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica; • docenza o libera docenza, in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia ed igiene del lavoro; • autorizzazione di cui all'art. 55 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277. Responsabile del servizio di prevenzione e protezione Datore di lavoro o persona designata dal datore di lavoro in possesso di attitudini e capacità adeguate in relazione al servizio prestato. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Persona, eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e sicurezza durante il lavoro. Prevenzione Il complesso delle disposizioni o misure adottate o previste in tutte le fasi dell’attività lavorativa per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente esterno. Agente 4 OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA L’agente chimico, fisico o biologico, presente durante il lavoro e potenzialmente dannoso per la salute. Unità produttiva Stabilimento o struttura finalizzata alla produzione di beni o servizi, dotata di autonomia finanziaria e tecnico funzionale. Sorveglianza Sanitaria Insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa. Responsabile dei lavori Soggetto incaricato, dal committente del controllo e dell’esecuzione dell’opera; tale soggetto coincide con il progettista per la fase di progettazione dell’opera e con il direttore dei lavori per la fase di esecuzione dell’opera. Lavoratore autonomo Persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell’opera senza vincolo di subordinazione Coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazione dell'opera di seguito denominato coordinatore per la progettazione: Soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, di redigere il piano di sicurezza e di coordinamento nonché di predisporre un fascicolo contenete le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, tenendo conto delle norme di buona tecnica e dell’allegato II al documento UE 26 Maggio 1993. Coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell'opera, di seguito denominato coordinatore per l'esecuzione dei lavori: Soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dell'esecuzione dei compiti di cui all'articolo 92 del D.Lgs. 81/08, che non può essere il datore di lavoro delle imprese esecutrici o un suo dipendente o il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) da lui designato. 5 OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA DATI IDENTIFICATIVI DELL’IMPRESA Ragione sociale: Indirizzo: Telefono: Titolare e/o rappresentante legale: PINCO PALLINO S.p.A. Via Roma, 49 - Villablu 049 123 456 Rossi Mario Attività dell’impresa: L’attività dell’azienda consiste nella produzione e montaggio di serramenti e infissi Orario di lavoro: Medico competente: RSPP: RLS: LUN.- VEN.: Dott. Giuseppe Verdi Obiettivo Ambiente srl Mazzini Giuseppe Committente: Progettista: Costruzioni Importanti S.r.l. via Riva, 12 – Isola Magenta Ing. Fumagalli Andrea Corso Milano, 44 - Casteldelmare Direttore dei lavori: Capocantiere: Coordinatore della sicurezza per l’esecuzione: Coordinatore per la progettazione: Ing. Bianchi Attilio Ing. Neri Vercingetorige Ing. Bianchi Attilio 8.00 : 12.00 13.30 : 17.30 Ing. Bianchi Attilio ELENCO DEI DIPENDENTI PRESENTI IN CANTIERE Nominativo Mansione o qualifica Mario Rossi Tremamondo Ettore Casati Pietro Legale rappresentante Operaio Operaio Presente ELENCO LAVORATORI AUTONOMI/AZIENDE SUBAFFITTUARIE PRESENTI IN CANTIERE Impresa (nominativo) Mansione o qualifica Verificata idoneità tecnico professionale dell’azienda ELENCO DELLE SOSTANZE E PREPARATI PERICOLOSI Presso il cantiere in oggetto l’impresa farà uso dei prodotti chimici indicati nell’elenco di cui sotto. In ogni caso vengono utilizzati tutti i sistemi di protezione individuali necessari per la lavorazione specifica da parte di ogni singolo lavoratore. Sostanza Silicone Fase lavorativa di utilizzo Resina chimica Isolamento serramenti Schiuma poliuretanica 6 OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA TABELLA DI FORMAZIONE DEI LAVORATORI NOMINATIVO MANSIONE INFORMAZIONE ART 36 FORMAZIONE ART 37 Mario Rossi Socio lavoratore X X Tremamondo Ettore Operaio X X Casati Pietro Operaio X X CORSO PRIMO SOCCORSO ART 451 CORSO ANTINCENDIO ART 462 CORSO PIATTAFORME ELEVABILI X X ELENCO DELLE MACCHINE ED ATTREZZATURE IN USO MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI PRESENTE IN CANTIERE LIBRETTI DI ISTRUZIONE O PROCEDURE DI UTILIZZO COLLAUDO VERIFICHE PERIODICHE USO COMUNE CON ALTRE IMPRESE ALTRE INDICAZIONI Utensili elettrici portatili (avvitatore, trapani, etc) Automezzo con braccio meccanico Piastra saldante Tassellatore Scale portatili Smerigliatrice Saldatrice elettrica portatile Carrello elevatore Ponti su ruote (trabattello) ISPESL Piattaforma elevabile Trapano elettrico Pinzatrice Pressatrice ARPA Il libretto deve essere conservato con la attrezzatura Nolo a freddo La descrizione delle attrezzature viene riportata in allegato con l’indicazione delle principali misure di sicurezza da adottare in fase di utilizzo, le figure riportate sono di carattere puramente indicativo e pertanto non necessariamente corrispondono alle attrezzature in dotazione all’azienda, ma si vuole solamente fornire una indicazione delle principali misure di sicurezza che dovranno essere utilizzate in fase di utilizzo in cantiere. 1 2 Designazione degli incarichi di addetto alla gestione delle emergenze: in allegato al presente documento. Designazione degli incarichi di addetto alla gestione delle emergenze: in allegato al presente documento. 7 OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA METODOLOGIA DEI RISCHI DEL CANTIERE Per ogni lavorazione vengono individuati i relativi pericoli connessi con le lavorazioni stesse, le attrezzature impiegate e le eventuali sostanze utilizzate. I rischi sono stati analizzati in riferimento ai pericoli correlati alle diverse attività, alla gravità del danno, alla probabilità di accadimento ed alle norme di legge e di buona tecnica. La stima del rischio, necessaria per definire le priorità negli interventi correttivi, è stata effettuata tenendo conto della: • gravità del danno (funzione del numero di persone coinvolte e delle conseguenze sulle persone in base a eventuali conoscenze statistiche o a previsioni ipotizzabili); • probabilità di accadimento (funzione delle condizioni di sicurezza legate principalmente a valutazioni sullo stato di fatto tecnico). Il valore numerico della valutazione del rischio riportato nelle valutazioni è il seguente: 1. TRASCURABILE 2. BASSO 3. MEDIO 4. ALTO D BASSO MEDIO ALTO BASSO MEDIO MEDIO TRASCURABI LE BASSO BASSO P LEGENDA ALTO MEDIO BASSO TRASCURABIL E Attività/area in cui individuare e programmare miglioramenti con interventi di protezione e prevenzione immediati (tipicamente al massimo 1 giorno) per ridurre sia la probabilità che il danno potenziale Attività/area in cui individuare e programmare miglioramenti con interventi di protezione e prevenzione urgenti (tipicamente entro 30-60 gg) per ridurre prevalentemente o la probabilità o il danno potenziale Attività/area in cui i rischi risultano presenti, ma controllati (continuare ad adottare sorveglianza sulle misure protettive) Attività/area i cui i rischi sono sufficientemente sotto controllo o assenti Tale quantificazione tiene conto anche della probabilità di presenza nella zona di rischio, il tempo di permanenza nella stessa, l'esperienza e la formazione degli esposti, la dotazione di dispositivi di protezione individuale e collettiva, e dei sopralluoghi effettuati da parte del datore di lavoro e dell’RSPP nei cantieri aziendali. Durante tutto lo svolgimento della prestazione il servizio RSPP provvederà a effettuare sopralluoghi per verificare la corrispondenza di quando indicato nel presente documento. 8 OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA LAVORAZIONI EFFETTUATE: DESCRIZIONE ATTIVITA’ LAVORATIVA: L’azienda svolge attività di carpenteria metallica varia ovvero è in grado si eseguire con la massima professionalità il montaggio delle strutture assemblate. FASI OPERATIVE: ATTIVITA’ DI MONTAGGIO DI INFISSI METALLICI RISCHI STIMA DEL RISCHIO LESIONI/URTI BASSO PROIEZIONE DI SCHEGGE BASSO SCIVOLAMENTO A LIVELLO BASSO PERICOLO INTERFERENZIAL E BASSO MOVIMENTAZION E MANUALE DEI CARICHI MEDIO INALAZIONE DI POLVERE BASSO CADUTA DALL’ALTO MEDIO MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE - Utilizzare i dpi di protezione; - Prestare la massima attenzione in fase di taglio della tubazioni, tenere il corpo distante e considerare l’eventuale scivolamento del corpo contundente; - Non utilizzare attrezzature di altre ditte o prestare attrezzature ad altre ditte a meno che l’operazione non risulti dal PSC redatto; - Gli utensili, gli attrezzi e gli apparecchi per l'impiego manuale devono essere tenuti in buono stato di conservazione ed efficienza e quando non utilizzati devono essere tenuti in condizioni di equilibrio stabile (es. riposti in contenitori o assicurati al corpo dell'addetto) e non devono ingombrare posti di passaggio o di lavoro; - Tutti gli organi lavoratori delle apparecchiature devono essere protetti contro i contatti accidentali. - Adozione dei dispositivi di protezione personali (quali occhiali di protezione) ove si utilizzano macchinari con il pericolo di proiezione di schegge / materiale incandescente; - Per chi risulta addetto alla saldatura preferire calzature dotate di copri lacci e adottare i seguenti DPI: grembiule in crosta, maschera, guanti (anche eventualmente con manicotti, in caso di saldature prolungate > 5 ore); - Usare la attrezzatura di modo che la (eventuale) proiezione di schegge non coinvolga il personale operante nelle vicinanze. - Evitare il disordine, togliere immediatamente di mezzo ogni intralcio, tenere ordinate le aree di cantiere; - Ogni qualvolta si rilevi la presenza di materiale in disordine o tale da generare pericolo adeguatamente riporlo nelle apposite aree di deposito; - Il materiale necessario per la lavorazione verrà accatastato adeguatamente e nel caso in cui vi possa essere il rischio di spandimenti verranno usati idonei sistemi di trattenuta del materiale. - Non sostare dietro automezzi in retromarcia; - Percorrere esclusivamente i percorsi pedonali evidenziati presso i piazzali e i reparti delle aziende committenti; - Occupare le aree di lavoro in base a quanto stabilito dalla planimetria di cantiere, divieto di accatastare il materiale in modo improprio e non programmato; - Eventuali variazioni in corso d’opera verranno comunicate alla committenza e concordato in collaborazione con i responsabili di cantiere il da farsi; - Adottare le tecniche di sollevamento dei carichi corrette come indicato nella formazione; - Nel caso in cui il peso da sollevare sia rilevante avvalersi dell’aiuto di un collega; - Le attività che richiedono sforzi fisici violenti e/o repentini devono essere eliminate o ridotte anche attraverso l'impiego di attrezzature idonee alla mansione - I percorsi per la movimentazione dei carichi ed il dislocamento dei depositi devono essere scelti in modo da evitare quanto più possibile le interferenze con zone in cui si trovano persone. - Adozione dei dpi di protezione; - Nel caso in cui la lavorazione avvenga in aree interne adottare barriere dotate di rete antipolvere così da impedire che la polvere giunga alle vicine aree di lavoro. - Le scale non devono essere usate abitualmente come postazioni di lavoro, ma solo per raggiungere attrezzature più idonee o piani di lavoro sopraelevati; - Le scale dovranno essere idonee, con pioli ben fissati e assicurate sia al piede sia al piano, eventualmente con aiuto di altra persona ( Art.113 del D.lgs. n.81/08 ); - Eventuali ponteggi mobili su ruote devo essere realizzati in conformità al libretto di manutenzione ed uso, verrà adeguatamente ancorato o dotato di stabilizzatori; - Divieto assoluto di gettare materiale dall’alto; - Uso delle attrezzature da lavoro in conformità al manuale di istruzione ed uso; 9 OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE Prima di approntare un cantiere, occorre analizzare attentamente l’organizzazione generale, ciò significa, in relazione al tipo ed all’entità, considerare il periodo in cui si svolgeranno i lavori, la durata prevista, il numero massimo ipotizzabile di addetti, la necessità di predisporre logisticamente il sito in modo da garantire un ambiente di lavoro non solo tecnicamente sicuro e igienico, ma anche il più possibile confortevole. Le fasi di lavoro pertanto potranno iniziare solo dopo aver effettuato: • il montaggio della recinzione a mezzo di nastro delimitatore bianco e rosso da parte della committenza; • adozione di idonea cartellonistica di sicurezza; • comunicazione alla ditta esecutrice delle aree di deposito di materiale (quali scarti di lavorazione ma anche materiale metallico) avuta approvazione del CESP/CSE; • il montaggio delle attrezzature di sollevamento adottando tutte le misure atte a evitare l’insorgenza di pericoli di caduta dall’alto; L’area di cantiere dovrà essere adeguatamente delimitata e/o transennata ove comporti il pericolo di lesioni a cose e/o persone. Essendo l’area di cantiere interna ad un’area lavoro più ampia e già segregata dall’azienda principale, verranno semplicemente segregate con nastro di colore bianco e rosso (come in figura sotto), in caso di rottura la ditta provvederà immediatamente alla messa in opera dello stesso. Controlli costanti verranno eseguiti da parte del Coordinatore della sicurezza o del responsabile interno della committenza. Segnaletica di delimitazione dell’area di lavoro Esempio di cartellonistica di prescrizione TESSERINO DI RICONOSCIMENTO Nei lavori di appalto o sub-appalto, sia fra privati che con enti pubblici, il personale impiegato nell’impresa appaltatrice e i lavoratori autonomi che effettuino prestazione all’interno del cantiere o nel luogo di lavoro, devono essere muniti di una tessera di riconoscimento, corredata di fotografia con l’integrazione delle generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro (D.Lgs.81/08 art.18 comma 1 lett. u). NEL CASO DI LAVORATORI IMPIEGATI NELL’IMPRESA APPALTATRICE: nella tessera di riconoscimento dovrà essere precisata anche la data di assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi ed i componenti dell’impresa familiare che esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto (D.Lgs. 81/08 art. 20 comma 3, art. 21 comma 1 lett. c). fotografia COGNOME NOME C.F. ABCDEF12G34H56I 10 (*) Lasciare questa frase se si opera in sub-appalto che deve essere stato autorizzato dal OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA COMMITTENTE PER QUESTO APPALTO: RAGIONE SOCIALE Via …, nn – CAP Paese (PROV) Tel. +39 0… …. Fax +39 0… …. C.F. e P.IVA 0123456789 Datore di Lavoro Sig. Abcd Efghilmno Autorizzato ad operare in sub-appalto al 01/01/2010* committente principale. Fac-simile del tesserino di riconoscimento da utilizzare nelle aree di cantiere DISLOCAZIONE DI ZONE DI STOCCAGGIO RIFIUTI, DEPOSITO MATERIALI La ditta esecutrice provvederà allo smaltimento del materiale di scarto derivante dalla lavorazione, trasportando il materiale di scarto (mediante propri mezzi e a proprie spese) direttamente nelle aree di stoccaggio adempiendo autonomamente alla redazione di documentazione e certificazione per lo scarico della merce. In ogni caso si rinvia allo specifico contratto di appalto e alla planimetria dell’area di cantiere per la identificazione della corretta modalità di stoccaggio del materiale di scarto e relativo trasporto nelle discariche autorizzate. MISURE GENERALI DI TUTELA Durante le attività lavorative, verranno osservate le misure generali di tutela di cui al decreto legislativo n. 81/08, e si cureranno, ciascuno per la parte di competenza, in particolare: • il mantenimento dell’azienda in condizioni ordinate e di soddisfacente salubrità; • la scelta dell'ubicazione di posti di lavoro tenendo conto delle condizioni di accesso a tali posti, definendo vie o zone di spostamento o di circolazione; • le condizioni di movimentazione dei vari materiali; • la manutenzione, il controllo prima dell'entrata in servizio e il controllo periodico degli impianti e dei dispositivi al fine di eliminare i difetti che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori; • la delimitazione e l'allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari materiali, in particolare quando si tratta di materie e di sostanze pericolose; • l'adeguamento, in funzione dell'evoluzione dell’azienda, della durata effettiva da attribuire ai vari tipi di lavoro o fasi di lavoro; • la cooperazione tra datori di lavoro e lavoratori autonomi (ove questi siano presenti); • le interazioni con le attività che avvengono sul luogo, all'interno o in prossimità dell’azienda. Emissioni inquinanti Qualunque emissione provenga dal cantiere nei confronti dell'ambiente esterno dovrà essere valutata al fine di limitarne gli effetti negativi. Nei riguardi delle emissioni di rumore si ricorda la necessità del rispetto del D. Lgs. 81/08, relativo appunto ai limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno, con riguardo alle attività cosiddette temporanee quali sono, a pieno diritto, anche i cantieri edili. Nel caso di riscontrato o prevedibile superamento dei valori diurni e notturni massimi ammissibili, è fatta concessione di richiedere deroga al Sindaco questi, sentito l'organo tecnico competente della USL, concede tale deroga, assodato che tutto quanto necessario all'abbattimento delle emissioni sia stato messo in opera (rispetto D.Lgs. 81/08) e, se il caso, condizionando le attività disturbanti in momenti ed orari prestabiliti. Accessi al cantiere L’azienda accederà alle aree di cantiere mediante ingresso dal centralino/guardiola per farsi riconoscere. Al termine delle lavorazione l’uscita, avverrà a procedimento inverso. Nel caso in cui la lavorazione non preveda tale modalità, comunque l’azienda, prima di accedere alle aree di lavoro, dovrà ottenere l’autorizzazione da parte della committenza e del relativo responsabile. Parcheggi 11 OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA L’azienda esecutrice utilizzerà i parcheggi messi a disposizione della committenza. In ogni caso e per ragione alcuna dovrà essere posizionato il materiale o gli automezzi davanti alla dotazione antincendio, primo soccorso o aree in cui la sosta risulti vietata o adeguatamente segnalata. Depositi di materiali Le aree di deposito risultano essere già definite dalla committenza e segnalate con nella planimetria di cantiere. La ditta esecutrice dovrà attenersi rigorosamente a quanto stabilito in dette aree e non depositare il materiale in modo casuale. Qualora mancassero aree di deposito specifiche, il materiale di scarto verrà accatastato correttamente e ordinatamente di modo da ridurre al minimo le interferenze. Acqua Deve essere messa a disposizione dei lavoratori in quantità sufficiente, tanto per uso potabile che per lavarsi. Per la provvista, la conservazione, la distribuzione ed il consumo devono osservarsi le norme igieniche atte ad evitarne l'inquinamento e ad impedire la diffusione delle malattie. L’acqua da bere, quindi, deve essere distribuita in recipienti chiusi o bicchieri di carta onde evitare che qualcuno accosti la bocca se la distribuzione dovesse avvenire tramite tubazioni o rubinetti. Impianto elettrico L’azienda per la fornitura e l’utilizzo della corrente elettrica farà uso dell’impianto elettrico di cantiere messo in opera dall’azienda edile. La stessa, prima dell’utilizzo, verificherà la presenza della dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico oltre della messa a terra e della compatibilità delle proprie attrezzature con l’impianto esistente. 12 OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA GESTIONE DELL’EMERGENZA IN CANTIERE Prevenzione Tutti i lavoratori dovranno attenersi alle norme generali di comportamento indicate nelle apposite riunioni; in particolare dovranno: • evitare gli accatastamenti, anche temporanei, di materiali facilmente infiammabili (carta, cartoni, materie plastiche, ecc.) provvedendo prontamente a posizionarli nelle aree allo scopo predisposte; • mantenere sempre sgombre le eventuali vie di fuga; • evitare di rimuovere gli estintori dai luoghi previsti, provvedendo a segnalare al diretto superiore, o al personale del S.P.P., la loro eventuale assenza; • segnalare eventuali anomalie (ad es. guasti all'impianto elettrico, presenza di ingombri lungo le vie di fuga o le uscite di sicurezza, perdite di liquidi come acqua, prodotti utilizzati sul cantiere, gas, ecc., principi d'incendio) al diretto superiore o al personale del S.P.P. Il capo cantiere, coadiuvato dagli addetti del servizio di prevenzione e protezione, dovrà controllare: • la non manomissione dei mezzi e degli impianti antincendio, in particolar modo quelli in dotazione presso gli automezzi aziendali; • la non manomissione della segnaletica di sicurezza; • gli attrezzi di lavoro, perché non presentino inconvenienti; • gli impianti elettrici e la messa a terra; • la fruibilità delle vie d'esodo e delle uscite di sicurezza; • l'uso di infiammabili in assenza di fonti d'innesco d'incendio; • l'uso delle attrezzature, mezzi ed automezzi in sicurezza; • assenza di pericoli dopo l'uso di attrezzi e macchine particolari Inoltre, al termine di ogni giornata lavorativa, dovrà controllare: • la rimozione dei rifiuti o il deposito in condizioni che non possano dar luogo ad incendi; • la messa fuori servizio delle apparecchiature elettriche da non utilizzare; • la messa in sicurezza delle macchine da non utilizzare; • le condizioni generali del luogo di lavoro. Ove nell’area di lavoro si verificassero incidenti a persone, si presenta la necessità di prestare soccorso in un tempo quanto più rapido possibile ed in modo più corretto. Occorre osservare alcune semplici regole tra le quali: • agire con prudenza, non impulsivamente, né sconsideratamente; • valutare immediatamente se la situazione necessita di altro aiuto oltre al proprio; • se attorno all’infortunato sussistono situazioni di pericolo (rischi elettrici, chimici, ecc.), prima di intervenire adottare tutte le misure di prevenzione e protezione necessarie. Occorre eliminare, ove ciò sia possibile, il fattore che ha causato l’infortunio attenendosi a normali regole di sicurezza, volte a correggere o eventualmente a diminuire rischi per l’infortunato: • spostare l’infortunato dal luogo dell’incidente solo se è necessario o se sussistono situazioni di pericolo imminente o continuato ed evitare di esporsi agli stessi rischi che hanno causato l’incidente; • accertarsi del danno subito dall’infortunato: tipo di danno (grave, superficiale, ecc.), regione corporea colpita, probabili conseguenze immediate (svenimento, insufficienza cardio-respiratoria, ecc.); • accertarsi delle cause: causa singola o multipla (caduta, folgorazione e caduta, ecc.); agente fisico o chimico (scheggia, intossicazione, ecc.); • posizionare l’infortunato nella posizione più opportuna (di sopravvivenza) ed apprestare le prime cure; • rassicurare l’infortunato e spiegargli cosa sta succedendo cercando di instaurare un clima di reciproca fiducia; • conservare stabilità emotiva per superare gli aspetti spiacevoli della situazione di urgenza e controllare le sensazioni di sconforto e/o disagio che possono derivarne non sottoporre l’infortunato a movimenti inutili; • non muovere assolutamente i traumatizzati al cranio o alla colonna vertebrale e i sospetti di frattura; • non premere e/o massaggiare quando l’infortunio può avere causato lesioni profonde • non somministrare bevande o altre sostanze; • slacciare gli indumenti che possono costituire ostacolo alla respirazione; 13 OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA • se l’infortunato non respira, chi è in grado può effettuare la respirazione artificiale attivarsi ai fini dell’intervento di persone e/o mezzi per le prestazioni più urgenti e per il trasporto dell’infortunato al più vicino posto di pronto soccorso; Norme di comportamento per gli addetti all'emergenza Ciascun addetto, prioritariamente nell'area di propria competenza, dovrà: • raccogliere tutte le informazioni relative all'emergenza, verificarne direttamente, per quanto possibile l'attendibilità; • intervenire con i mezzi di emergenza appropriati nel caso di incendi di ridotte di menzioni; • provvedere, previa informazione al capo cantiere e/o al R.S.S.P. all'evacuazione dell'area di sua competenza; • verificare l'avvenuta evacuazione; • disporre le chiamate ai V.V.F., P.S., ambulanze, ecc., in funzione delle emergenze riscontrate; • affiancare le squadre di soccorso esterne (V.V.F., P.S., ambulanze, ecc.) durante l'intervento, fornendo le indicazioni necessarie. 14 OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA SORVEGLIANZA SANITARIA Va doverosamente osservato che sarà competenza del medico ordinare le visite medico-sanitarie da effettuare avuto riguardo alla particolarità di ogni singola mansione svolta. Misure generali di tutela I datori di lavoro delle imprese esecutrici, durante l’esecuzione dell’opera osservano le misure generali di tutela, in particolare: • il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di soddisfacente salubrità, la scelta dell'ubicazione di posti di lavoro tenendo conto delle condizioni di accesso a tali posti, definendo vie o zone di spostamento o di circolazione; • le condizioni di movimentazione dei vari materiali; • la manutenzione, il controllo prima dell'entrata in servizio e il controllo periodico degli impianti e dei dispositivi al fine di eliminare i difetti che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori; • la delimitazione e l'allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari materiali, in particolare quando si tratta di materie e di sostanze pericolose; • l'adeguamento, in funzione dell'evoluzione del cantiere, della durata effettiva da attribuire ai vari tipi di lavoro o fasi di lavoro; • la cooperazione tra datori di lavoro e lavoratori autonomi; • le interazioni con le attività che avvengono sul luogo, all'interno o in prossimità del cantiere. SISTEMA DI COMUNICAZIONE DELLE EMERGENZE La committenza ha provveduto a rilasciare alla ditta esecutrice copia del piano di gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro. Tutti i lavoratori hanno ricevuto adeguata istruzione da parte del datore di lavoro sulle corrette procedure da attuare. Qualora un lavoratore verifichi l’esistenza di una situazione di emergenza dovrà comunicarlo immediatamente al personale responsabile (squadra di emergenza) secondo le modalità individuate e rese note dalla committenza. Comunicazioni esterne Deve essere chiaro che ogni chiamata telefonica di emergenza viene svolta in una situazione critica, nonostante ciò chi la effettua dovrà seguire scrupolosamente le informazioni ricevute, e non interrompere la telefonata finché non viene comunicato dall’interlocutore stesso, infatti le risposte dell’operatore sono l’unico strumento che i soccorritori hanno a disposizione per capire l’entità del danno e di conseguenza organizzare i soccorsi il più celermente possibile. L’informazione ad addetti all’emergenza o soccorsi esterni deve essere SINTETICA E COMPLETA. Comunicare: 1. 2. 3. CHI: il proprio nominativo e il numero di telefono a cui essere richiamati; DOVE: il luogo in cui si è sviluppata l’emergenza (l’indirizzo dell’edificio se chiamate i soccorsi esterni, il piano e locale); COSA: la tipologia dell’emergenza (incendio, fumo, fuga di gas, allagamento, ecc); 4. COME: entità dell’emergenza, il numero di persone ferite, intrappolate o disabili presenti. I numeri telefonici degli Enti di soccorso esterno sono i seguenti: EMERGENZA CARABINIERI: 112 SOCCORSO PUBBLICO DI EMERGENZA - PRONTO INTERVENTO: 113 EMERGENZA INCENDIO - VIGILI DEL FUOCO: 115 EMERGENZA SANITARIA - PRONTO SOCCORSO (S.U.E.M.): 118 15 OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA RAPPORTO DI VALUTAZIONE RISCHIO RUMORE E’ stata eseguita un’indagine fonometrica in ottemperanza al D.Lgs 81/08 Titolo VIII capo II (da art. 187 ad art. 198) relativo all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (rumore), durante l’attività lavorativa. Articolo 189 - Valori limite di esposizione e valori di azione 1. I valori limite di esposizione e i valori di azione, in relazione al livello di esposizione giornaliera al rumore e alla pressione acustica di picco, sono fissati a: a) valori limite di esposizione rispettivamente LEX = 87 dB(A) e ppeak = 200 Pa (140 dB(C) riferito a 20 µPa); b) valori superiori di azione: rispettivamente LEX = 85 dB(A) e ppeak = 140 Pa (137 dB(C) riferito a 20 µPa); c) valori inferiori di azione: rispettivamente LEX = 80 dB(A) e ppeak = 112 Pa (135 dB(C) riferito a 20 µPa). OBBLIGHI Classe 0 <80 dB(A) <135 dB(C) CLASSI DI RISCHIO LIVELLO DI ESPOSIZIONE QUOTIDIANA Lex,8h dB(A) e/o PRESSIONE ACUSTICA DI PICCO PPEAK dB(C) Classe 1 Classe 2 tra 80 e 85 dB(A) tra 85 e 87 dB(A) tra 135 e 137 dB(C) tra 137 e 140 dB(C) Obbligo di informare ed eventualmente formare i lavoratori su: a) natura di tali rischi; b) misure adottate per ridurre il rumore e loro applicazione; c) valori limite di esposizione valori di azione; d) risultati e significati della misurazione e valutazione del rumore e rischi potenziali; e) uso corretto dei DPI; f) utilità e mezzi per segnalare sintomi di danni all’udito; g) significato e ruolo della sorveglianza sanitaria e suoi obiettivi; h) procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l’esposizione al rumore. Classe 3 >87 dB(A) ≥ 140 dB(C) INFORMAZIONE E FORMAZIONE DEI LAVORATORI NESSUN OBBLIGO SORVEGLIANZA SANITARIA NESSUN OBBLIGO E’ facoltativa: può essere richiesta dal lavoratore o indicata dal Medico Competente E’ obbligatoria, con periodicità stabilita dal Medico Competente. USO DEI DISPOSITIVI I PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI) NESSUN OBBLIGO E’ facoltativo, ma il Datore di Lavoro deve metterli a disposizione dei lavoratori. E’ obbligatorio. Il Datore di Lavoro deve metterli a disposizione dei lavoratori e fare il possibile perché vengano indossati. ESPOSIZIONE APPOSITA SEGNALETICA DI SICUREZZA I luoghi di lavoro sono indicati da appositi segnali. Dette aree sono inoltre delimitate e l’accesso alle stesse è limitato, ove ciò sia tecnicamente possibile e giustificato dal rischio di esposizione. NESSUN OBBLIGO 16 OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA ELENCO DEI MEZZI E DELLE ATTREZZATURE UTILIZZATE N° 1 2 3 4 5 Valore di Leq dB(C) 90,3 89,0 84,1 91,2 80,3 Descrizione sorgente Smerigliatrice Trapano tassellatore Trapano da ferro Furgone tecnico Ambientale cantiere GRUPPO OMOGENEO: OPERAIO AREA: ESTERNA DI CANTIERE n° Descrizione sorgente Tempo di utilizzo al giorno (minuti) Valore di Leq dB(C) Valore di Picco dB(C) 108,0 107,0 104,9 106,9 105 Leq della mansione INCERTEZZA in dB(A) Leq in dB(A) Caratteristiche del rumore 91,5 90,0 84,4 65,2 77,7 fluttuante fluttuante fluttuante fluttuante fluttuante DPI tipologia di DPI Cuffie 2 Trapano tassellatore 70 89,0 90,0 1,00 SI 3 1 4 5 Trapano da ferro Smerigliatrice Furgone tecnico Ambientale cantiere 30 50 40 290 480 84,1 90,3 91,2 80,3 84,4 91,5 65,2 77,7 85,4 1,00 1,00 1,00 1,00 NO SI NO NO Cuffie Presenza di sostanze ototossiche No No No No No Si Si Si Si No Attenuazione Coefficiente Attenuazione garantita dal moltiplicativo reale del DPI DPI beta in dB(A) SNR in dB(A) 26 26 0,75 0,75 Presenza segnali di allarme No No No No No Presenza di vibrazioni 19,5 19,5 1,55 m ± 0,075 m 1,55 m ± 0,075 m 1,55 m ± 0,075 m 1,55 m ± 0,075 m 1,55 m ± 0,075 m Leq attenuato corretto in dB(A) INCERTEZZA Stima del livello di protezione 69,5 1,00 ACCETTABILE 1,00 BUONA 84,4 70,8 65,2 77,7 77,5 Incertezza di misura 0,8 Incertezza di misura 0,9 Lex, 8h corretto 86,7 Lex, 8h attenuato con DPI 78,9 17 Posizione del microfono OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA ELENCO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Il datore di lavoro è il soggetto sul quale ricade l'obbligo di responsabilità n ella scelta di un dispositivo di protezione adeguato alle necessità riscontrate nella valutazione dei rischi. Il datore di lavoro quindi, al momento della scelta dei DPI dovrà operare: • individuando le caratteristiche e l'adeguatezza dei DPI in funzione alla natura dei rischi; • adeguando la scelta dei DPI ogni volta che le condizioni di rischio dovessero modificarsi; • individuando, in base alle prestazioni del dispositivo, le condizioni in cui questo deve essere utilizzato; • valutando, sulla base delle informazioni fornite dal fabbricante e delle norme d'uso, le caratteristiche dei DPI disponibili sul mercato e raffrontandole con quelle da lui individuate; TIPOLOGIA DI DPI CARATTERISTICHE A=2 B=3 C=2 D=1 Guanti di protezione per rischi meccanici UNI EN 388 Anche di tipo monouso (utilizzi inferiori ai 15 minuti) UNI EN 374 Guanti di protezione ai prodotti chimici Calzature di sicurezza Cuffie auricolari Inserti auricolari Imbracatura di sicurezza Cordino di protezione Dispositivi retrattili Elmetto di protezione per l’industria Occhiali di protezione UNI EN 345 S1P Puntale rinforzato 200 J Lamina antiforo (Protezione lacci per i saldatori) UNI EN 352 SNR = DA VERIFICARE UNI EN 361 UNI EN 354 UNI EN 360. UNI EN 397 (qualora fosse necessario, dotare lo stesso di sottogola) UNI EN 166 18 OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA CONCLUSIONI Gli aggiornamenti saranno effettuati in occasione di circostanze che modifichino sostanzialmente il contenuto del piano, per l’eventuale introduzione di nuove e diverse lavorazioni a seguito di varianti in corso d'opera oppure per specifiche esigenze operative e di organizzazione aziendale dell'impresa aggiudicataria dei lavori. Il coordinatore per l’esecuzione potrà chiedere alle imprese esecutrici l’aggiornamento del relativo POS, anche in caso di aggiornamento o revisione del PSC. In occasione di revisioni del piano di sicurezza e coordinamento, il coordinatore per l'esecuzione prenderà le iniziative necessarie per informare i responsabili di tutte le imprese esecutrici sul contenuto delle modifiche apportate. Il presente documento è distribuito integralmente alle parti che lo hanno redatto e firmato per approvazione ed è tenuto a disposizione di tutti i lavoratori per la consultazione presso il cantiere. E’ disponibile per la consultazione o in riproduzione agli organi di Vigilanza e controllo. il P.O.S. è redatto a cura di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici,in riferimento al singolo cantiere interessato. Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività: a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall'articolo 28 del D.Lgs. 81/08; b) la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi. La Direzione aziendale, confortata dai risultati ottenuti e riconosciutegli, si impegna a tenere aggiornato questo Documento ogni qualvolta intervengano modificazioni ai macchinari ovvero alle procedure operative impiegate in cantiere, si impegna altresì ad utilizzare tutte le attrezzature e i dispositivi di protezione individuali più adatti alle esigenze aziendali, procedendo ad una loro sostituzione ove il loro funzionamento risulti pregiudicato. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) Datore di Lavoro Villablu. li ………………………. 19 OBIETTIVO AMBIENTE SRL – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA – RIPRODUZIONE RISERVATA ALLEGATO 1 A scopo preventivo e per le esigenze normative le imprese che operano in cantiere dovranno mettere a disposizione del committente e custodire presso gli uffici di cantiere la seguente documentazione: Da tenere in cantiere: • Copia della iscrizione alla C.C.I.A.A. (visura camerale); • Copia del libro matricola dei dipendenti per ciascuna delle imprese operanti in cantiere vidimato • Copia del registro infortuni per ciascuna delle imprese operanti in cantiere vidimato; • Verifiche periodiche apparecchi di sollevamento (art. 71, comma 11°, D.Lgs. 81/08 e all. VII); • Copia della richiesta di verifica, effettuata in seguito al trasferimento degli apparecchi di sollevamento; • Documento unico di regolarità contributiva (DURC) • Verbali di ispezione effettuate dai funzionari degli enti di controllo che abbiano titolo in materia di ispezione dei cantieri • Registro delle visite mediche periodiche e idoneità della mansione • Certificato di idoneità per lavoratori minorenni (ove presenti) • Tesserini di vaccinazione antitetanica • Tesserino di riconoscimento completo di foto e dati anagrafici • Piano Operativo di Sicurezza, in riferimento al singolo cantiere interessato, redatto ai sensi dell’art 89, comma 1°, lettera h), D.Lgs. 81/08; • Dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico di messa a terra trasmessa all’I.S.P.E.S.L. ed all’A.R.P.A. territorialmente competenti (art. 2, comma 2°, D.P.R. 462/01); • Omologazione dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche trasmessa all’I.S.P.E.S.L. ed all’A.R.P.A. territorialmente competenti (art. 2, comma 2°, D.P.R. 462/01) oppure una relazione tecnica, a firma di personale tecnico, sull'autoprotezione della struttura; • Dichiarazione di conformità, completa di tutti gli allegati obbligatori, degli impianti elettrici realizzati prima del 26/03/08 ai sensi della Legge 46/90 e successivamente ai sensi del Decreto 22/01/08 n. 37; Inoltre, ove applicabile, dovrà essere conservata negli uffici di cantiere o comunque conservata in cantiere la seguente documentazione: • Contratto di appalto (contratto con ciascuna impresa esecutrice e subappaltatrice) • Autorizzazioni per l’eventuale occupazione del suolo pubblico • Autorizzazioni o nulla osta eventuali degli enti di tutela (Soprintendenza dei beni architettonici e Ambientali, etc…) • copia di denuncia di installazione per gli apparecchi di sollevamento non manuali di portata superiore a 200 kg.; • Denuncia all’organo di vigilanza dello spostamento di apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 Kg • Richiesta di visita periodica annuale all’organo di vigilanza degli apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 Kg • Libretto d’uso e manutenzione delle macchine e attrezzature presenti sul cantiere, e schede di manutenzione periodica delle macchine e attrezzature • Dichiarazione di conformità delle macchine CE • Copia di autorizzazione ministeriale all’uso dei ponteggi 20