Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE Numero 32 27 Settembre 2011 93 Pagine NEWS SBK Imola MOTOGP Rea e la Honda protagonisti a Imola Checa e Ducati vicini al titolo SUPERBIKE MOTOCROSS 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 SPORT Mercato Ducati 1199 Panigale | MV Agusta Brutale R 1090 Novità Honda Nuova Honda CBR1000RR Fireblade 2012 | prova motocross | Hondra azione e Nuova gen 700 to di mo ri bicilindrici ione doppia friz All’Interno KTM Factory 2011 da Pag. 2 a Pag. 13 NEWS: Triumph Tiger 1050 2012 | Massimo Clarke le Moto Guzzi mai viste | Benelli Open Day | Giornate Moto Guzzi MOTOGP: Nico Cereghini “Ma Rossi e Ducati vogliono la stessa moto?” | Davide Brivio analizza il GP di Aragon KTM Factory 2011 prova motocross Sul tetto del mondo con le SX-F di Cairoli e Roczen! di Andrea Perfetti | Finito il Motocross delle Nazioni siamo stati sulla pista di Saint Jean d’Angely in sella alle KTM di Nagl, Herlings, Roczen e Cairoli. E’ arrivata la conferma che Tony è il numero uno. Anche nel mettere a punto la moto 2 3 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE I NEWS MOTOGP SUPERBIKE l test delle KTM Factory 2011 SX-F 250 e 350 Saint Jean d’Angely (Francia) La pista del Nazioni è ancora “calda” quando parcheggiamo l’auto a fianco dell’hospitality della KTM. Il viaggio è stato tosto: 1.200 km d’auto fatti tutti d’un fiato per arrivare puntuali all’appuntamento con le moto protagoniste dei mondiali di motocross del 2011. Si respira ancora l’aria della fantastica edizione vinta dagli Stati Uniti d’America col trio Bagget, Dungey e Villopoto. Ma le emozioni più intense le hanno regalate quei due pazzi della KTM, Tony Cairoli e Ken Roczen. Che sarebbero poi i Campioni del Mondo della MX1 e della MX2. E già questo basta a creare una certa apprensione in chi scrive. Il Tonino nazionale ci ha fatto sognare – nonostante i due zeri rimediati – con un giro assatanato nella manche riservata alla MX1-MX2; la MOTOCROSS 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»»Prove SPORT stessa gara che ha mostrato al mondo intero di cosa è capace il giovanissimo Ken Roczen, autore di un sorpasso su Ryan Dungey (con una 250 ai danni di una 450!) che entra di diritto nelle pagine di storia del motocross. E oggi siamo qui, sulla stessa pista, per provare le moto dei magnifici quattro: le 250 SX-F di Herlings e Roczen, e le SX-F 350 di Nagl e Cairoli. La salivazione è alle stelle. Da una parte ci sono loro, i mezzi ufficiali portati in gara dai nostri beniamini (chi non tifa per Tony abbandoni subito il PC!), dall’altra c’è la splendida pista francese, un continuo saliscendi inframmezzato di doppi, tripli, wave e panettoni in discesa da urlo. Non so se essere più teso per la pista o per l’onore di provare la moto di Antonio Cairoli. È una bella lotta. KTM Factory. Come un abito di altissima sartoria Le factory bike sono schierate davanti a noi. Siamo di fronte allo stato dell’arte del cross mondiale: le quattro tempi di Mattighofen hanno fatto piazza pulita degli allori messi in palio nel 2011 dalle classi MX1 e MX2. L’emozione e la voglia matta di saltare in sella e pigiare start si impastano come la terra nera e il fango di Saint Jean d’Angely. Le K dei campioni non differiscono strutturalmente dalle moto vendute nei concessionari, troviamo quindi il collaudato telaio in acciaio ad alta resistenza, l’avviamento elettrico (a cui nessun pilota pare più voler rinunciare per questioni di peso), la sospensione posteriore dotata di cinematismo progressivo e i potenti motori a 4 tempi, bialbero, alimentati per mezzo dell’iniezione elettronica. Le moto sono equipaggiate con i completi “ Non ci sono vistosi codini in carbonio o telai speciali (come visto su alcune concorrenti giapponesi), gli ingegneri austriaci hanno preferito lavorare di fino sulle moto provenienti dalla normale produzione. E i risultati sono a dir poco esaltanti “ 4 5 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE di scarico Akrapovic in titanio, le sospensioni provengono dal reparto corse WP e gli pneumatici sono i Pirelli Scorpion dotati delle mousse specifiche da motocross. Sono presenti i mozzi alleggeriti in ergal anodizzato e non mancano i pezzi in carbonio, chiamati a proteggere la corona, i dischi dei freni e le pinze. Non ci sono però vistosi codini in carbonio o telai speciali (come visto su alcune concorrenti giapponesi schierate nel Mondiale), gli ingegneri austriaci hanno preferito lavorare di fino sulle moto provenienti dalla normale produzione. E i risultati sono a dir poco esaltanti. Vi anticipiamo una particolarità emersa con evidenza nel corso del nostro test. Delle quattro moto provate, due rispecchiano i gusti molto particolari dei loro 6 MOTOCROSS SPORT piloti (Nagl e Roczen) e non possono certo definirsi “moto per tutti”; le altre due KTM (di Cairoli ed Herlings) si lasciano invece guidare sorprendentemente bene, praticamente come le SX-F standard, solo che in questo caso le prestazioni sono elevate all’ennesima potenza. Performance del motore, frenata, risposta delle sospensioni: è impossibile non lasciare il cuore sulla 250 di Herlings e sulla 350 di Tonino. Nel nostro video vi mostriamo i primi giri di riscaldamento all’interno dello splendido scenario di Saint Jean d’Angely. Purtroppo la registrazione si è interrotta prematuramente, quando la nostra videocamera – all’atterraggio corto di un doppio - ha deciso di superarci in volo, danneggiando i file. 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»»Prove KTM SX-F 250 Herlings Che motore! È la prima cosa che urliamo sotto il casco quando spalanchiamo il gas in fondo al rettilineo. Prima avevamo già apprezzato la bella ergonomia della duemezzo di Jeffrey. Manubrio dalla piega standard, leve alla giusta altezza, solo quella del freno attacca subito e mostra poca modulabilità. Segno che l’olandese non ci va piano coi freni, e dà delle belle strizzate al comando anteriore. Il motore mostra un’ottima progressione già ai medi regimi, aggancia il rapporto superiore anche prima di aver espresso la massima coppia di cui dispone e allunga molto bene. Non mi resta che scegliere tra farlo urlare agli alti (la cosa ha un suo perché) o giocare col cambio, sempre preciso e rapidissimo, e snocciolare le marce in rapida sequenza. La moto è una vera biscia nei cambi di direzione, rapida e precisa nell’assecondare i desiderata del pilota. Il monoammortizzatore e la progressione del link garantiscono una trazione fenomenale in uscita di curva, tanto che risulta difficile persino provocare la classica derapata a uso e consumo del fotografo. E proprio la trazione costituisce un denominatore comune di tutte le moto protagoniste del nostro test: la taratura si dimostra infatti molto simile sia su 250 che su 350; la sospensione copia alla perfezione le piccole asperità del terreno, ma mostra poi la corretta reazione anche all’atterraggio del lungo panettone da quarta che si percorre in discesa. La forcella della moto di Herlings vanta un’ottima risposta sulle buche e nella percorrenza dei canali, mentre si rivela cedevole sulle wave e all’atterraggio dei salti. Ma non ci sentiamo certo di fare una critica al velocissimo olandesino, che pesa parecchi chili meno del sottoscritto. 7 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE KTM SX-F 250 Roczen “Ma come diavolo guida ‘sto qua?”. Passatemi la franchezza, ma è stato il mio primo in pensiero in sella alla moto del funambolo tedesco. Manubrio stretto e basso che ancora un po’ ricorda una Moto2, leva della frizione che punta terra e leva del freno in stile trial. E poi l’erogazione, appuntita come una fiocina. Ma il campione ha sempre ragione. E non mi sento certo nelle condizioni di suggerire a Roczen un setting differente. Tant’è, non ci resta 8 MOTOCROSS SPORT che entrare in pista e vedere come va la moto campione del mondo della MX2, la stessa moto – ve l’abbiamo già detto, ma siamo ancora esaltati dall’impresa – che ha sverniciato la 450 di Dungey durante la prima manche del Nazioni. Affronto le salite di Saint Jean d’Angely e, abituato alla moto di Herlings, butto le marce una dopo l’altra rapidamente. Solo che qui non succede nulla, la moto non fa strada. Anzi si pianta a metà salita, qualcosa non va. E non è certo la moto. Esco dal tornante successivo e cambio strategia, 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»»Prove provo a insistere con la seconda marcia inserita. E scoppia il finimondo! La 250 di Ken prende i giri come una indemoniata, sfoderando una potenza massima terrificante. Butto la terza e sono pronto per il decollo dalle rampe. In una parole: impressionante. Certo, fatico a guidare con quel manubrio lì che mi obbliga a stare piegato come l’orso Yoghi e prendo qualche fondo corsa di troppo quando atterro dai salti, ma l’SX-F è plasmata sul fisico di Roczen (169 cm per 65 kg), assai lontano da quello di chi sta ora guidando 9 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»»Prove SPORT correttamente. E il motore non conosce le mezze misure, ai medio-bassi è lineare e progressivo, ma non vanta una schiena troppo consistente. Bisogna tenerlo su di giri e dagli le marce, in queste condizioni sfodera la sua potenza massima che nulla ha da invidiare ai 450 della MX1, tutt’altro. Proprio per questo motivo la treemmezzo di Nagl è una belva da prendere a piccole dosi, assetto ed erogazione ne fanno un’arma per pochi. Ben allenati e con la voglia di stracciare il gas a una moto che supera abbondantemente i 50 cavalli alla ruota. la sua moto (185 cm per 84 kg). In compenso la frenata anteriore è assai più pastosa e modulabile rispetto a quella della moto di Herlings, mentre la ciclistica ci ha regalato le stesse, ottime sensazioni della moto del pilota olandese. KTM SX-F 350 Nagl Max è famoso nel circus della MX1 per essere un pilota tosto, che ama una guida di potenza. Spettacolare certo, ma anche molto dispendiosa. La sua 350 rispecchia in pieno queste caratteristiche. Il manubrio ha una piega alta, anche troppo se pensiamo che Nagl è alto 172 cm; meglio così, non fatico ad adattarmi. Tutto è esattamente dove vorrei che fosse, solo la leva del freno anteriore ha una corsa molto ridotta che ne limita la modulabilità. La manche di 20 minuti si rivela più impegnativa del previsto. La SX-F è infatti tagliata su misura di Max, che ama guidare una moto rigida e reattiva, a gas sempre aperto. Per questa ragione la forcella evidenzia una taratura assai dura, il nostro passo fatica a farla lavorare 10 KTM SX-F 350 Cairoli Abbiamo lasciato la regina della MX1 per ultima, ma vi diciamo subito che è lei la grande sorpresa della nostra prova. Tony Cairoli la guida come un gatto, agile sulla sella, inimitabile nell’inventarsi nuove traiettorie e nel far sembrare i suoi rivali del mondiale vittime di un imbarazzante slow motion. Ci siamo avvicinati alla tabella rossa della 350 con una bella dose di timore reverenziale, che fortunatamente è andato scomparendo lungo i saliscendi della pista francese. Tonino, più che cucirsi la moto addosso adottando soluzioni estreme, ha portato alla perfezione l’ottima base tecnica già presente nella SX-F 350 standard. La triangolazione sellamanubrio-pedane è semplicemente perfetta e si adatta a piloti di taglia diversa (Cairoli è alto 175 cm per 70 kg). La piega del manubrio segue le ultime tendenze in voga tra i piloti (che vincono), ha le estremità rivolte moderatamente verso il basso, al pari delle leve. Quella del freno anteriore è morbidissima, ma non manca il mordente, tanto che con un dito ci si può mettere la moto per cappello. Giù lo stivale, inseriamo la prima e vediamo se la 350 paga effettivamente lo scotto della cilindrata ridotta. Niente affatto! Ai bassi manca la classica botta da quattroemmezzo, troviamo invece un’erogazione piena e lineare (il motore ha più schiena ai medi di quello di Nagl). La moto di Tony ha una progressione in uscita di curva favolosa, con la terza marcia si percorre quasi tutto il circuito del Nazioni. La prontezza in prima apertura rende superfluo chiamare in causa il rapporto inferiore, mentre l’allungo pare interminabile. A pieni giri la potenza è davvero rilevante e non ci meravigliamo dei tanti hole shot di Tony. La regina della MX1 sposa la maneggevolezza delle piccole 250 e si rivela davvero veloce sulle gobbe e nelle chicane del circuito. Non di meno conquista per il rigore sulle buche della pista e nei canali in uscita di curva, merito di una forcella WP semplicemente perfetta che toglie una bella dose di fatica dalle mani del suo pilota. I venti minuti a mia disposizione sono già terminati, ma il ricordo della moto campione del mondo resterà vivo nella memoria ancora molto a lungo. 11 ZOOM ZOOM 12 ZOOM 13 SPECIALE SUPERBIKE IL GRAN PREMIO di Imola 14 15 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS di Carlo Baldi | Grande gara del pilota Honda che precede Haga. Checa in difficoltà con le gomme riesce a passare Sykes solo nell’ultimo giro ed è terzo. Melandri non ne approfitta e chiude ottavo D opo la Superpole di ieri era lecito attendersi che Checa si aggiudicasse le due gare di Imola, ma come spesso accade in Superbike il pronostico è stato smentito ed il dominatore di gara uno si chiama Jonathan Rea. L’inglese del team Castrol Honda è partito come un fulmine dalla prima fila e si è infilato per primo nella chicane dove però ha commesso un errore e si è fatto 16 superare da Sykes e Checa. Johnny si è ributtato nella mischia a testa bassa e dopo aver raggiunto Sykes lo ha passato al termine del quinto giro per prendere la leadership della gara e non lasciarla più sin sotto la bandiera a scacchi resistendo nel finale ad un pressante Haga che gli era vicinissimo, ma che non ha mai abbozzato un tentativo di sorpasso. Il giapponese del team Pata Aprilia ha fatto una grande gara. Al quinto giro si è portato in posizione e poi, grazie ad un ottimo passo di gara, ha risalito posizioni sino a trovarsi a contatto con il battistrada della Honda. Ci si aspettava un suo attacco a rea nel corso dell’ultimo giro, ma così non è stato e Noriyuki porta comunque a casa un ottimo risultato. Checa era caduto nel warm up per evitare Baiocco che aveva improvvisamente rallentato la sua andatura a causa di un problema tecnico. Anno Numero 2011 01 32 » Prove »»»Superbike SPORT Rea vince Gara 1 a Imola 27 Settembre Nessun danno rilevante a moto e pilota ma per certo questo avvenimento ha accentuato il nervosismo dello spagnolo che vede sempre più vicino il suo primo titolo mondiale. In gara, rallentato da un errata scelta di gomme, Carlos limita i danni e sale sul terzo gradino del podio. Non era quanto sperava, ma visto come è andata la gara alla fine il terzo posto accontenta lo spagnolo del team Althea che porta a 82 punti il suo vantaggio su Melandri che anziché approfittare delle difficoltà di Checa lo vede ancora più lontano in classifica a causa del suo ottavo posto, conquistato dopo una lunga lotta con Badovini. Sykes viene beffato da Checa proprio nell’ultimo giro e vede svanire un podio che avrebbe ampiamente meritato. Così come lo scorso anno il simpatico inglese della Kawasaki non raccoglie il frutto della sua fatica, ma spera di poterlo fare in gara due. Laverty è quinto dopo aver perso il contatto con il gruppo dei primi nel corso del sesto giro a causa di un errore. Sesto e settimo i due alfieri del team Liberty Effembert con Guintoli che precede Smrz. Ottavo Melandri che vince il suo duello con Badovini fatto di molti sorpassi e qualche contatto. Bravo il pilota del team BMW Italia a lottare sino alla fine e avrebbe meritato più del nono posto. Lotta in famiglia in casa Kawasaki con Lascorz decimo che supera Aitchison. Dodicesimo un appannato Corser che precede le due wild card Sandi e polita che raccolgono qualche punto mondiale. Ne conquista uno solo Camier che al termine del primo giro è arrivato lungo all’ultima variante che immette sul rettilineo di arrivo e si è ritrovato in ultima posizione. Restano fuori dalla zona punti Baiocco, Xaus e Rolfo, mentre non sono arrivati al traguardo Berger (problemi alla parte elettronica subito al primo giro) Fores, ritiratosi per problemi tecnici e soprattutto Fabrizio ed Haslam. Michel è caduto nel corso del secondo giro e l’inglese della BMW lo ha imitato al decimo passaggio. 17 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS di Carlo Baldi | Lo spagnolo approfitta di un problema tecnico che costringe Rea al ritiro e vince davanti ad Haga e Camier. Con Melandri decimo Checa è stato campione del mondo per due giri Q uando mancavano quattro giri alla fine Checa era in testa alla gara e Melandri stazionava in decima posizione. Lo spagnolo a quel punto era campione del mondo. Il vantaggio di 101 punti gli avrebbe consentito infatti di festeggiare il titolo 18 mondiale qui ad Imola. E’ bastato però che Melandri superasse Polita per far svanire i sogni di vittoria della squadra di Genesio Bevilacqua il cui trionfo è comunque solo rimandato al prossimo appuntamento di Magny Cours, tra una settimana, che Checa potrà affrontare con un vantaggio di ben 97 punti su Melandri. E’ quasi fatta. Sino al sedicesimo giro la gara era stata dominata da Rea che partito come un fulmine si piazzava in prima posizione e allungava via via il suo vantaggio sino a portarlo a tre secondi e mezzo da Haga che lo seguiva. Poi nel sedicesimo giro il colpo di Anno Numero 2011 01 32 » Prove »»»Superbike SPORT Checa vince gara 2 a Imola e si avvicina al titolo 27 Settembre scena. Checa supera Haga alla variante bassa e dopo poche centinaia di metri supera anche Rea che procedeva ad andatura ridotta a causa della rottura del connettore della batteria. Un pezzo del valore di pochi euro ha tolto la vittoria a Johnny, che ha dovuto mestamente far rientro al suo box. Checa si è quindi ritrovato da terzo a primo in meno di un giro. E’ stata comunque una gara bellissima che prima del decisivo sedicesimo giro ci aveva regalato sorpassi, contatti e forti emozioni. Uno spettacolo per il quale dobbiamo ringraziare tutti i piloti in pista. Oltre a Checa ed allo sfortunato Rea, vincitore morale di questa seconda manche, abbiamo visto in azione un grande Haga, che si è fatto largo con sorpassi al limite che lo hanno portato al secondo posto, posizione che ha poi dovuto cedere nel finale ad un arrembante Checa. Lo spagnolo aveva infatti iniziato a girare fortissimo, tanto da far registrare il nuovo record della pista in 1’47”934 e superato Haga pensava di terminare al secondo posto quando invece un connettore ha tolto di mezzo Rea, regalandogli la dodicesima vittoria stagionale. Terzo posto per Camier che partito determinatissimo è sempre stato nelle prime posizioni nonostante qualche errore dovuto alla troppa foga. Laverty è quarto davanti ad Haslam e a Melandri. Marco ha confermato in gara i problemi avuti in prova e con il serbatoio pieno la sua Yamaha era difficile da guidare. Nel finale, con meno benzina nel serbatoio, marco ha iniziato a rimontare posizioni per concludere sesto. Guintoli e Lascorz si sono piazzati settimo ed ottavo ma hanno dato vita una lotta memorabile a metà gara in un gruppo selvaggio composto anche da Haslam, Laverty e Badovini. L’italiano ha concluso decimo a causa di un dritto, preceduto anche da Aitchison che con il nono posto ha colto il suo miglior risultato stagionale. Xaus, Sandi, Berger e Fores chiudono nell’ordine. Il francese del team Supersonic stava facendo una bella gara quando ha commesso un errore alla variante bassa ed essendo rientrato in pista senza rispettare le procedure comunicate dalla direzione di gara, ha dovuto subire un ride trough che non gli ha comunque impedito di andare a punti. La lista dei piloti che non hanno visto il traguardo è lunghissima e oltre al già citato Rea comprende Polita, Baiocco, Corser, Sykes (problema ai freni) Rolfo e Smrz oltre ad uno sfortunato Fabrizio che si attendeva tanto da questo weekend casalingo, ma che invece deve registrare due gare a zero punti. 19 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS di Carlo Baldi | Due gare spettacolari con il colpo di scena finale. Checa ad un passo dal mondiale, ma onore a Rea e Haga che hanno dato spettacolo assieme a Sykes. Sottotono Melandri. Ecco i nostri voti ai protagonisti di Imola C ome sempre Imola è stata una festa della Superbike e del motociclismo. Sono stati 78.000 gli spettatori che in questo weekend hanno affollato tribune e paddock dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari e che sono stati ripagati da un grande spettacolo e da due gare mozza fiato, come da tempo non si vedevano. Checa è stato campione del mondo per pochi minuti, il tempo che Melandri recuperasse qualche 20 posizione togliendo allo spagnolo la certezza matematica del titolo. Ma il weekend era iniziato presto, ed il primo colpo di scena era avvenuto giovedì sera quando Max Biaggi aveva annunciato di non essere in grado di scendere in pista a Imola (e forse nemmeno a Magny Cours). La Superbike perdeva un protagonista, ma nel campionato delle derivate dalla serie i protagonisti sono molti e ad un pilota fuori per infortunio si è sostituito subito un altro che da un infortunio si era appena ripreso. Parliamo ovviamente di Rea il quale potendo finalmente utilizzare il ride by wire può sfruttare tutta la potenza della sua Honda senza più la paura di venirne disarcionato. E che la Superbike sia un campionato affascinante proprio perché ha tanti protagonisti lo conferma anche Haga, che sino a poche gare fa sembrava la controfigura di se stesso e che nelle ultime due ha raccolto 56 punti. Tanti certo, ma avrebbero potuto essere addirittura 81, senza la scivolata che, nel pantano Anno Numero 2011 01 32 » Prove »»»Superbike SPORT Le pagelle del GP di Imola 27 Settembre del Nurburgring, gli ha negato la vittoria ad un solo giro dalla fine. I colpi di scena non sono mancati nemmeno nella Supersport dove il leader della classifica Chaz Davies stava dominando una gara che gli avrebbe consegnato il titolo mondiale della categoria quando improvvisamente la sua Yamaha ha smesso di funzionare. Anche per l’inglese del team Parking Go il discorso è rimandato a Magny Cours, la pista francese che tra una sola settimana con molta probabilità assegnerà tre titoli. Si perché nemmeno la Stock 1000 si è decisa sulle rive del Santerno, dove un trio di giovani italiani tutti bravissimi e tutti su Ducati, ha lottato per l’intera gara. Alla fine l’ha spuntata Petrucci, davanti a Giugliano e a Canepa. Zanetti invece, un altro giovane italiano di belle speranze, è caduto con la sua BMW lasciando via libera in classifica a Giugliano che ora può vantare un vantaggio in classifica di 41 punti e che si prepara a festeggiare sulla pista francese. Le pagelle E in attesa che Magny Cours ci dia i suoi verdetti ecco i nostri voti ai protagonisti di Imola. Carlos Checa – Carlos ha dominato le prove e si è aggiudicato la sesta Superpole della sua straordinaria stagione. In gara uno sbaglia la scelta delle gomme ed acciuffa il podio con grinta a due curve dalla fine. Nella seconda lotta con Haga (stabilendo il nuovo record della pista) per un secondo posto che da lì a poco si trasformerà in una vittoria bella quanto insperata. Si è dimostrato calcolatore ma anche pronto a cogliere le occasioni che le gare gli hanno fornito. Dopo la seconda gara era felicissimo e consapevole di aver di fatto vinto un titolo che potrà festeggiare solo in Francia tra sette giorni. Voto 9,5 Jonathan Rea – E’ il vincitore materiale di gara uno e quello morale di gara due. Rientra al Nurburgring dopo un’assenza di tre mesi e gli bastano poche gare e l’aiuto del ride by wire per dominare entrambe le gare di Imola. Viene tradito da un morsetto della batteria, ma il suo resta un weekend stupendo nel quale conferma che se 21 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 » Prove »»»Superbike SPORT è tranquillo perché sa che al momento non ha una squadra per il prossimo anno. Però deve restare sereno e cercare nelle restanti due prove di dimostrare tutto il suo talento. Forza Michel. Voto 6 (di stima) la nuova CBR presentata nel paddock di Imola venerdì lo assisterà, il prossimo anno potrà lottare per il titolo mondiale. Talento. Voto 9 Noriyuki Haga – Gli ho dato voti bassi quando era l’ombra di se stesso e sono felice di poter cambiare radicalmente il mio parere ora che Haga è tornato ad essere Nitronori. I tempi sono cambiati e il giapponese non guida più di traverso come una volta, ma ora che la sua Aprilia funziona a dovere (sembra che visto il forfait di Biaggi la casa di Noale abbia giustamente dato una mano in più al team Pata) la sua guida è estremamente efficace e il giapponese ci mette una grinta che sembrava avesse perso. Ritrovato. Voto 9 Leon Camier – Come spesso accade nel finale di stagione alcuni piloti sembrano 22 trasformati ed ottengono ottimi risultati. E’ il caso di Camier che non saliva sul podio dalla gara di Giugno ad Aragon e che qui a Imola ha mostrato una determinazione inaspettata. Voi dell’Aprilia non mi volete più? E allora vi faccio vedere di cosa sono capace. Purtroppo la grinta non è tutto e la voglia di strafare in gara uno gli è costata un dritto che lo ha relegato in quindicesima posizione. Nella seconda manche è stato ancora più irruento ma anche fortunato e Rea gli ha regalato il terzo gradino del podio. Voto 7 Marco Melandri – Siccome viene dalla MotoGP nessuno gli perdona nulla, ma lui non correva ad Imola dal 1999 quando vi aveva gareggiato con una 125. Il suo problema qui in Romagna non è stata la scarsa conoscenza della pista bensì le difficoltà incontrate nel mettere a punto la sua R1 che se non ha il giusto setting, a serbatoio pieno diventa pesante e difficile da guidare. Doveva tener vivo il mondiale e in fondo ci è riuscito, ma senza dubbio ci si aspettava qualcosa in più da lui. Tenterà di rifarsi a Magny Cours (altra pista che non conosce) anche per conquistare un secondo posto in classifica che per un debuttante in Superbike non è male. Voto 5,5 Tom Sykes – L’inglese che sorride sempre a Imola si sente proprio come a casa sua. Lo scorso anno conquistò la Superpole ed in gara fece un quarto ed un sesto con una moto prossima alla pensione. Quest’anno, reduce dalla vittoria del Nurburgring, si è dovuto accontentare del quarto posto in Superpole e di un quarto posto in gara uno. Nella seconda la nuova Ninja lo ha costretto al rientro ai box per problemi all’impianto frenante. La sua Kawasaki non è ancora competitiva, ma lui è quello che riesce a guidarla meglio e finire qualche volta nei quartieri alti della classifica. Bravo e simpatico. Voto 7 Eugene Laverty - Su una pista dove le Yamaha fanno fatica lui si avvicina al podio e arriva sempre davanti al suo compagno di squadra, sia in prova che in gara. Assieme a Checa e Badovini è l’unico pilota ad avere solo uno zero in classifica. In gara uno commette un errore che gli fa perdere il treno dei migliori mentre nella seconda fa a carenate con Haslam e gli finisce davanti. Sembra che possa accasarsi alla BMW Italia che farebbe senza dubbio un grande acquisto. Voto 7,5 Ayrton Badovini – Avremmo scommesso che a Imola avrebbe fatto un grande risultato ma purtroppo ci saremmo sbagliati. Questa è una delle piste che Ayrton preferisce, ma qui la BMW non riesce ad esprimersi al meglio e il giovane pilota della BMW Italia ha avuto un guizzo in Superpole (settimo) ma poi in gara non è andato più in là di un nono ed un decimo posto. La S1000RR è una moto difficile, ma Ayrton ce la mette tutta e come dicevamo nella valutazione di Laverty, assieme al pilota inglese e a Carlos Checa, Badovini è l’unico ad avere un solo zero in classifica. Un vero martello. Voto 6 Michel Fabrizio – I suoi sostenitori speravano che quelle di Imola potessero essere le gare della riscossa per il pilota della Suzuki ma così non è stato. Male in prova ed in gara, dove ad una caduta in gara uno ha fatto seguito un mesto ritiro in gara due. Michel non Polita - Sandi - Baiocco – le nostre tre wild card non hanno sfigurato davanti ai mostri sacri della Superbike ed alla fine il più bravo dei tre è risultato il più giovane : Federico Sandi. Ma il figlio del capotecnico dell’Aprila può contare sul team Althea mentre gli altri due fanno parte del team Barni che gareggia solo (molto bene) nel CIV. Baiocco non è andato a punti, Sandi ci è andato in entrambe le gare e Il Pirata Alex Polita ha raccolto due punti in gara uno mentre nella seconda il motore della sua 1198 è andato letteralmente in fumo. Speriamo abbiano altre possibilità mondiali. Voto 7 a tutti e tre (di incoraggiamento). James Toseland – James sabato sera ha incontrato giornalisti, piloti ed amici nell’hospitality della BMW per un addio che ha commosso tutti. Il suo polso destro non gli permette più di essere competitivo e lui non vuole restare a fare la comparsa in un mondo che lo ha visto per due volte campione del mondo. Ci vuole coraggio per correre ma ce ne vuole tanto anche per smettere a trentuno anni. Voto 10 23 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS SPORT SBK Imola Classifica Gara 1 Classifica Gara 2 Pos. Pilota Tempi Pos. Pilota Tempi 1 Jonathan Rea 38'03.396 1 Carlos Checa 38’04.538 2 Noriyuki Haga 38’03.507 2 Noriyuki Haga + 4.631 3 Carlos Checa 38’12.845 3 Leon Camier + 15.159 4 Tom Sykes 38’13.188 4 Eugene Laverty + 17.195 5 Eugene Laverty 38'18.095 5 Leon Haslam + 17.388 6 Sylvain Guintoli 38’20.216 6 Marco Melandri + 18.533 7 Jakub Smrz 38’27.623 7 Sylvain Guintoli + 19.615 8 Marco Melandri 38’28.331 8 Joan Lascorz + 20.063 9 Ayrton Badovini 38’28.620 9 Mark Aitchison + 24.194 10 Joan Lascorz 38’28.883 10 Ayrton Badovini + 28.485 11 Mark Aitchison 38’29.544 11 Ruben Xaus + 28.600 12 Troy Corser 38’29.840 12 Federico Sandi + 41.802 13 Federico Sandi 38’33.157 13 Maxime Berger + 54.750 14 Alessandro Polita 38’33.479 14 Javier Fores + 1’12.281 15 Leon Camier 38’38.258 Classifica Generale Pos. 24 Pilota Punti 1 CHECA C. 417 2 MELANDRI M. 320 3 BIAGGI M. 281 4 LAVERTY E. 256 5 HASLAM L. 187 6 CAMIER L. 171 7 GUINTOLI S. 158 8 N. HAGA 155 9 BADOVINI A. 147 10 FABRIZIO M. 141 25 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS SPORT La Superbike in Russia a partire dal 2012 E’ stato firmato, a Roma, l’accordo che porterà dal prossimo anno i Campionati Mondiale FIM Superbike e Supersport in Russia, sul circuito Moscow Raceway E sattamente quattro mesi dopo la conferenza stampa tenutasi a Mosca in cui Paolo Flammini, CEO di Infront Motor Sports e Alexander Yakhnich, CEO di YMS Promotion Ltd avevano annunciato un accordo di partnership, è stato firmato ieri (mercoledì) a Roma il contratto tra le due aziende e quindi YMS Promotion Ltd diventa ufficialmente l’organizzatore del Round Russo del Campionato Mondiale FIM Superbike. L’accordo, che ha durata decennale, prevede che già dal prossimo anno i Campionati Mondiale FIM Superbike e Supersport facciano il loro esordio in Russia, sul circuito Moscow Raceway alla porte di Mosca. La data per l’evento è il 26 Agosto 2012. 26 Paolo Flammini ha dichiarato: “In questi ultimi mesi abbiamo lavorato a stretto contatto con Alexander Yakhnich ed il suo team e siamo riusciti a definire tutti i dettagli per preparare lo sbarco in Russia del Campionato già nel 2012. Potere correre a Mosca, fin dal primo anno, era il nostro obiettivo dichiarato e quindi siamo estremamente soddisfatti della scelta del circuito Moscow Raceway, una struttura all’avanguardia, in avanzata fase di realizzazione e che verrà completata nei prossimi mesi. Il Campionato SBK arriverà dunque in Russia per primo, a testimoniare l’impegno di Infront Motor Sports nell’aprire nuovi e importanti mercati per lo sport motociclistico”. Alexander Yakhnich ha aggiunto: “Siamo molto contenti di poter rappresentare ufficialmente in Russia un campionato così prestigioso come la Superbike. Sappiamo che ci aspettano mesi di duro lavoro organizzativo ma siamo certi che ad Agosto tutto sarà pronto per accogliere degnamente a Mosca i Campionati SBK e Supersport ed i loro protagonisti. L’impegno del mio gruppo per lo sviluppo del motociclismo sportivo in Russia verrà anche testimoniato dall’esordio del team Yakhnich Motorsport nel Campionato Mondiale FIM Supersport 2012 con il pilota russo Vladimir Leonov e con un altro pilota ancora da definire”. 27 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS di Carlo Baldi | Sarà lo spagnolo Fores, vincitore lo scorso anno del campionato spagnolo Stock Extreme 1000 con la S1000RR, a sostituire Toseland nel team BMW Motorrad Italia S arà Xavi Fores, venticinquenne spagnolo di Llombay, cittadina nei pressi di Valencia, a salire sulla S1000RR del team BMW Motorrad Italia, lasciata libera da James Toseland che, come sappiamo, si è ritirato a seguito del grave infortunio al polso 28 patito a marzo nei test privati di Alcaniz. Si pensava che sarebbe stato ancora una volta Lorenzo Lanzi a sostituire lo sfortunato pilota inglese (come già era successo in questa stagione in occasione delle gare di Misano, Aragon e Brno) e invece con una mossa a sorpresa la Anno Numero 2011 01 32 » Prove »»»Superbike SPORT Xavi Fores sostituirà Toseland nelle ultime tre gare del mondiale SBK 27 Settembre Pur essendo ancora giovane Xavi ha già acquisito una notevole esperienza a livello internazionale visto che, oltre alla breve esperienza di quest’anno nel mondiale Moto2, ha partecipato anche al mondiale Supersport nel 2005 ed alla Superstock 1000 FIM Cup nel 2009 con la Kawasaki del team Pedercini. In quella stagione Fores conquistò ben quattro podi (un secondo e tre terzi), terminando al quarto posto assoluto nella classifica piloti. L’anno successivo sembrava potesse fare il grande salto nel mondiale Superbike, tanto che il team DFX gli fece provare la propria Ducati nei test di Novembre a Portimao, ma alla fine fu costretto a tornare a correre in Spagna. Nelle prossime tre gare del mondiale Superbike Xavi avrà la possibilità di mettere in mostra tutto il suo talento, nella speranza di poter disputare in pianta stabile il mondiale 2012. Serafino Foti, Direttore Sportivo del team BMW Italia SBK ha dichiarato: “Xavi è un pilota giovane e con una discreta esperienza sia con le moto a quattro tempi che con le gare internazionali. Inoltre ha dimostrato di poter essere veloce e costante. Visto il poco tempo a nostra disposizione prima del prossimo appuntamento di Imola – ha proseguito Foti – sarà importante l’esperienza da lui acquisita in precedenza in sella alla BMW S 1000 RR e pensiamo che questo gli possa facilitare il compito”. Abbiamo contattato telefonicamente il neo acquisto del team BMW Motorrad Italia SBK che ci ha dichiarato: “Sono contentissimo di poter avere questa grande opportunità. La mia è stata una stagione sino ad ora difficile e quindi per me questa possibilità è molto importante anche per quanto riguarda la mia carriera. Lavorerò moltissimo e darò il massimo per essere competitivo nelle tre gare che potrò disputare. Sono intenzionato a fare del mio meglio anche per trovare una moto in Superbike nel 2012. E’ il campionato che preferisco e che penso si adatti maggiormente alle mie caratteristiche di guida. Ringrazio molto la BMW e Serafino Foti per avermi scelto e mi impegnerò molto per non deludere chi ha creduto in me”. squadra italiana ha convocato Fores. Il promettente pilota spagnolo dopo aver iniziato la stagione in Moto2 con il team di Aspar Martinez era tornato in patria per disputare lo stesso campionato Stock Extreme 1000 dominato lo scorso anno con sei vittorie su sette gare. 29 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS La Ducati annuncia la nuova generazione Superbike che sarà presentata al Salone di Milano in programma dal 10 al 13 novembre. Eccola nel video dei test di Troy Bayliss al Mugello La Ducati annuncia la nuova generazione Superbike che sarà presentata al Salone del Motociclo di Milano (EICMA) in programma dal 10 al 13 novembre. Eccola nel video dei test di Troy Bayliss al Mugello. Questo nuovo modello rompe anche gli schemi della nostra tradizione Superbike aggiungendo un nome, Panigale, accanto alla cilindrata di 1199 cc, a sottolineare il forte legame con il territorio. Per conoscere tutti i dettagli occorrerà aspettare ancora qualche settimana. Il 2012 vedrà la 1199 Panigale impegnata nel Campionato 30 FIM Superstock mentre, coerentemente col piano di sviluppo della 1199 Panigale in versione SBK, il debutto nel Campionato Mondiale Superbike avverrà nel 2013. La scelta di programmare un debutto in due tempi, prima in SSTK e poi in SBK, è motivata dalla maggiore complessità dello sviluppo della versione SBK derivante dalla più ampia libertà di elaborazione consentita dal regolamento. Questa scelta consentirà inoltre ai team Ducati, che saranno in pista il prossimo anno con la versione 2012 della 1198, di contenere i costi di gestione pur avvalendosi del costante sviluppo e supporto dei tecnici e degli ingegneri Ducati. Cosa si sa dei test della 1199 Che la Ducati Superbike 2012 stia girando da tempo, e a quanto pare anche con risultati molto soddisfacenti – “è una bestia!” ha esclamato il collaudatore extra-lusso Troy Bayiliss durante i recenti test svolti al Mugello assieme alla GP12 da 1000 cc - non è più una notizia. Come non lo è il fatto che la nuova moto potrebbe chiamarsi “Extreme”, piuttosto che solamente 1199, con l’eventuale aggiunta di Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT Ducati 1199 Panigale 27 Settembre “SuperQuadra” o “SuperQuadrata” che sia, in relazione al rapporto piuttosto estremo tra l’alesaggio e la corsa suo nuovo motor a V. La nuova superbike bolognese sfoggerà linee assolutamente inusuali per una Ducati, con soluzioni estetiche davvero tiratissime per compattezza e stile racing, vedi codino ridotto all’osso. Dell’attesissima novità Ducati abbiamo parlato più volte, pubblicando anche i disegni dei brevetti – registrati negli Usa – della rivoluzionata ciclistica che, abbandonato il leggendario telaio a traliccio, vede il motore come elemento centrale stressato, al quale sono avvitate due strutture scatolate davanti e dietro. Del motore stesso ripubblichiamo di seguito un articolo realizzato da Massimo Clarke, che ne spiega dettagliatamente le peculiarità tecniche. La 1199 vista da Massimo Clarke «Già da alcuni mesi nel reparto esperienze della Casa bolognese girano al banco diversi esemplari del nuovo motore a due cilindri, nato per contrastare l’offensiva dei quadricilindrici nel mondiale Superbike, ma non solo... L’architettura è sempre a V di 90°, ma ora il cilindro anteriore è inclinato e non più orizzontale (e di conseguenza il posteriore non è più verticale). Questo, per limitare l’ingombro longitudinale del motore, non certo contenuto negli attuali bicilindrici Ducati. L’alesaggio del nuovo motore è di ben 112 mm, ma pare che attualmente ne vengano provati altri ancora maggiori; sembra certo infatti che il motore sarà il capostipite di una nuova generazione di bicilindrici di differenti cilindrate: si tratta di un valore record, che consente l’adozione di valvole di maggiori dimensioni e di una corsa più contenuta, con grandi benefici ai fini delle prestazioni. Il motore può girare più in alto e “respirare” meglio. Le misure caratteristiche del bicilindrico per le gare delle Superbike passerebbero dunque dagli attuali 106 x 67,9 mm a 112 x 60,9 mm. Tra le soluzioni tecniche adottate spiccano l’abbandono dei cuscinetti di banco a rotolamento in favore delle bronzine e quello dei cilindri amovibili, sostituiti da altri integrali con il basamento e muniti di canne riportate, del tipo “umido” (direttamente lambite dal liquido di raffreddamento) e con bordino d’appoggio superiore. Pure le cinghie dentate vengono abbandonate: i due alberi a camme alloggiati in ciascuna testata vengono azionati da una corta catena più ingranaggi. La distribuzione, come ovvio, rimane desmodromica. Il bicilindrico Ducati del futuro è già realtà. 31 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT Triumph Tiger 1050 2012 Da oggi sul mercato la nuova Triumph Tiger 1050 Tante le piccole e gran di novità ma invariati i prezzi Nuova MV Agusta Brutale R 1090 La Brutale R 1090 è proposta in 3 colorazioni su base bianca, rossa e nera al prezzo di 13.990€ e sarà disponibile presso la rete di vendita ufficiale da fine settembre 2011 A d affiancare la Brutale 920, entry level della gamma MV Agusta 4 cilindri, nasce la nuova Brutale R 1090. Il motore è il performante quattro cilindri a valvole radiali da 1078 cc. Il propulsore di maggiore cilindrata mai prodotto da MV Agusta, con i 32 suoi 106 kW (144 cv) a 10.300 giri. Il telaio misto traliccio e alluminio si unisce a una forcella Marzocchi USD da 50 mm e a un monoammortizzatore Sachs che hanno una taratura dedicata per la Brutale R 1090 in grado di assecondare la guida più sportiva, anche in pista. Per questo Brutale R 1090 utilizza un pneumatico posteriore da 190/55 - ZR17 che assicura grip ottimale anche durante l’utilizzo estremo. Nuove mappe per la gestione del motore ottimizzano l’erogazione e anche il controllo di trazione dotato di 8 livelli specifici per questo nuovo modello. A partire da oggi Triumph lancia sul mercato internazionale la versione 2012 della Tiger 1050, la “stradale” della famiglia Adventure (di cui fanno parte anche le Tiger 800 e 800XC). in grafite, silenziatori e altri dettagli prima lucidati come i paratacco, sono ora realizzati in acciaio con finitura satinata. Due le novità di rilievo rispetto al MY2011: 1. nuova taratura delle sospensioni (anteriore e posteriore) con idraulica rivista per migliorare l’escursione, con molla del mono più rigida del 29%, e un indice di carico che passa da 108 a 139N/ mm. Il risultato è una guida più reattiva quando si è da soli e più confortevole in coppia, con un miglior controllo in frenata e a pieno carico. 2. un nuovo manubrio in alluminio anodizzato nero, più basso di 20mm rispetto al precedente in acciaio, che rende la posizione di guida più caricata in avanti. Da un punto di vista estetico: nuove grafiche sui fianchetti, nuovi indicatori di direzione e “decromatura” di alcune parti per allinearsi alla tendenza del momento che preferisce la finitura satinata rispetto a quella cromata. Cerchi, flange dei dischi anteriori, pinze anteriori e altri dettagli sono rifiniti in nero, supporti pedane pilota e passeggero sono verniciati Colori: Tiger 1050 Phantom Black Tiger 1050 SE ABS Diablo Red, Crystal White two-tone Matt Black/Matt Graphite. Prezzi: invariati rispetto ai modelli precedenti, con la Tiger 1050 venduta a 11.445 Euro e la Tiger 1050 SE a 12.655 Euro comprensiva di ABS, borse laterali in tinta, cavalletto centrale e paramani. 33 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS Fra le novità della Fireblade 2012 troviamo le nuove ruote e le nuove sospensioni. La sospensione posteriore con ammortizzatore di tipo Balance Free Rear Cushion è una prima mondiale su una moto costruita in serie H onda ha presentato oggi il model year 2012 della CBR1000RR Fireblade, l’edizione della celebre superbike della Casa dell’Ala che celebra i venti anni dal lancio della CBR900RR, il primo storico modello introdotto sul mercato nel 1992. La nuova Fireblade è stata svelata per la prima volta al pubblico europeo simultaneamente in due contesti racing di livello mondiale: 34 l’undicesimo round del WorldSBK Championship a Imola, in Italia, e la 24 Ore di Le Mans, in Francia, fondamentale appuntamento dell’Endurance World Championship. A svelare la nuova superbike Honda agli appassionati delle competizioni sono stati Jonathan Rea, pilota ufficiale del Castrol Honda Team nel WorldSBK e John McGuinness, in forze a LeMans all’Honda TT Legends Team. Jonathan Rea, pilota del Castrol Honda WorldSBK Team, ha commentato: “Mi sento come se fossi cresciuto insieme alla Fireblade. E’ una moto iconica e infatti è una sensazione incredibile essere la persona che ne svela l’ultima versione. Sembra davvero fantastica e non vedo l’ora di metterci le mani!” Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT Nuova Honda CBR1000RR Fireblade 2012 27 Settembre John McGuinness, vincitore di 17 gare al TT dell’Isola di Man: “Ho un vero e proprio debole per la Fireblade. Negli anni l’ho guidata in tante differenti competizioni e con lei ho conquistato molti successi. Infatti si può dire che alcuni tra i più memorabili successi della mia carriera li ho ottenuti in sella alla Fireblade, dalle vittorie al TT fino a quest’anno nel Mondiale Endurance. Svelare il nuovo modello qui a Le Mans è davvero eccitante e sono onorato di essere stato scelto per farlo. E’ grandioso che le migliaia di appassionati delle corse e fans della Fireblade in tutto il mondo possano ora vederla dal vero.” Hirofumi Fukunaga, Large Project Leader della CBR1000RR Fireblade 2012 ha dichiarato: “Questo modello consente a tutti gli appassionati delle moto supersport, compresi i più esperti, di assaporare la gioia di possedere una CBR1000RR Fireblade, una moto che regala maggiore divertimento nella condotta sportiva e un piacere di guida senza precedenti, sia sulle strade tortuose che in circuito.” La CBR1000RR model year 2012 si ispira al tradizionale concept di “controllo totale” che per 20 anni ha caratterizzato le precedenti versioni, fin dall’esordio del modello originale, l’antesignana CBR900RR, presentata al salone EICMA nel 1991. Orientati all’idea di “naturale evoluzione Super Sport”, i tecnici del team che ha sviluppato la CBR1000RR 2012 hanno concentrato i loro sforzi sulla ciclistica, con l’obiettivo di rendere ancora più esaltante il piacere di guida della Fireblade. Fra le novità di maggior rilievo ci sono le nuove ruote e le nuove sospensioni, che hanno portato vantaggi in termini di maneggevolezza, trazione e frenata. La sospensione posteriore con ammortizzatore del tipo Balance Free Rear Cushion è una prima mondiale su una moto costruita in serie. Il team ha inoltre scelto un nuovo styling più aggressivo per la nuova CBR1000RR. Inoltre, la nuova strumentazione fa ora mostra di funzionalità aggiuntive che rendono la moto più facile da usare, in modo che tutti i piloti riescano a ottenere il massimo dalla CBR1000RR Fireblade del 20° anniversario. Motore Propulsore a 4 cilindri in linea DOHC raffreddato a liquido La Fireblade ha sempre utilizzato motori a 4 cilindri in linea che combinano una poderosa erogazione, un peso ridotto e dimensioni compatte, tutti elementi richiesti per realizzare un telaio efficace e maneggevole. Il motore è progettato per raggiungere elevatissimi regimi, ha alesaggio di 76 mm e corsa di 55,1 mm – per una 35 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE cilindrata totale di 999cm3 – con trattamento al nichel carburo di silicio (Ni-SiC) sulle pareti dei cilindri per ridurre gli attriti e garantire la massima affidabilità, anche nelle condizioni più estreme. Il peso ridotto delle parti interne del motore contribuisce alla complessiva riduzione di peso della moto e favorisce sia le prestazioni assolute sia le doti di agilità e maneggevolezza. Controllo Il settaggio del sistema di iniezione elettronica PGM-DSFI (Programmed Dual Sequential Fuel Injection) è stato riprogrammato sulla Firablade 2012 per garantire un’alimentazione ancora più precisa e una potenza perfettamente sfruttabile in tutte le condizioni. In particolare è stato curato il setting delle mappature per le piccole aperture del gas, in modo da massimizzare la fluidità di marcia sui tornanti, sulle curve lente e al tempo stesso nelle delicate fasi di percorrenza e uscita di curva quando la condotta è di tipo sportivo. Analizzando l’apertura del gas e la reazione del motore in queste condizioni, la nuova CBR1000RR evidenzia un miglioramento del controllo del gas fino al 25%. Alle piccole aperture l’iniezione fa corrispondere piccoli cambiamenti di erogazione della potenza e della coppia, mentre all’aumentare dell’apertura del gas la progressione dell’erogazione 36 NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS SPORT 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News contagiri con quattro modalità di visualizzazione. Frizione antisaltellamento Riduce la coppia frenante trasmessa alla ruota posteriore quando si scala di marcia, migliorando così la stabilità in fase di decelerazione e ingresso in curva. diventa gradualmente più incisiva. Il risultato è una risposta del motore più precisa agli input del pilota, che può così beneficiare di una più sicura tenuta di strada, una migliore manovrabilità anche sui tratti di strada o sui circuiti più tortuosi, e un’accelerazione facilmente sfruttabile. Caratteristiche principali Look più dinamico Il nuovo cupolino, la carena a strati e il codino rimodellato rendono più dinamico il look della CBR1000RR 2012. Ammortizzatore posteriore di tipo ‘Balance Free Rear Cushion’ Esordisce per la prima volta su una moto costruita in serie l’avanzato ammortizzatore posteriore con design a doppio condotto, che garantisce una reazione più fluida e accurata, uno smorzamento superiore e una trazione migliore. Forcella BPF La CBR1000RR 2012 monta una forcella telescopica rovesciata da 43 mm con tecnologia BPF Showa. Grazie a un design che riduce la pressione interna, la forcella BPF migliora lo smorzamento, aumenta il grip dello pneumatico anteriore e assicura più stabilità in frenata. Ruote a 12 razze I cerchi in alluminio pressofuso a 12 razze garantiscono rigidità superiore che, in sintonia con la nuova forcella, consente di migliorare la maneggevolezza della moto. Quadro strumenti completamente digitale Ora dotato di cronometro, indicatore della marcia inserita e Ammortizzatore di sterzo HESD di seconda generazione Fondamentale su una moto leggera e compatta, l’ammortizzatore di sterzo Honda assicura massima stabilità alle alte velocità e ottima manovrabilità alle basse velocità. Versione con C-ABS Anche la Fireblade 2012 è disponibile con l’avanzato sistema C-ABS a controllo elettronico che offre la sicurezza del sistema di frenata combinata Honda e la tranquillità dell’antibloccaggio delle ruote. Settaggio PGM-DSFI modificato La CBR1000RR vanta una potente unità a 4 cilindri in linea da 999cc che, grazie al nuovo setting dell’iniezione elettronica, offre un’erogazione più fluida e facile da gestire, soprattutto alle piccole aperture del gas. La CBR1000RR 2012 sarà disponibile in tre nuovi colori: Pearl Sunbeam White, Victory Red, Graphite Black. 37 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT Honda: nuova generazione di motori 700 bicilindrici doppia frizione La Casa giapponese all’EICMA presenterà la nuova generazione di moto spinte dal bicilindrico frontemarcia di 700 cc, dotato anche di cambio a 6 marce a doppia frizione. Pronti anche i nuovi motori 125 a 4 tempi. Per tutti consumi record H onda si appresta a presentare una famiglia di tre modelli, contraddistinti da un’unica “piattaforma” (termine bruttino, solitamente riferito al mondo delle auto, ma tant’è…), il primo dei quali lo conosciamo già: si tratta infatti del moto-scooter Integra 38 presentato all’Eicma 2010. E che Honda ripresenta oggi in veste definitiva, e in configurazione gran turistica. Degli altri due, per ora, non si sa ancora nulla. La Casa di Tokio ha pensato quindi di realizzare una serie di veicoli di media cilindrata e di elevata qualità, realizzati secondo concetti differenti per soddisfare le esigenze di spostamento rapido di svariati tipi di utenti di tutto il mondo, garantendo comunque grande facilità di guida, economicità d’esercizio e un elevato rispetto per l’ambiente. Mezzi caratterizzati da un baricentro molto basso, quindi di facile approccio, con un motore dalla coppia notevole specialmente ai bassi e medi regimi: un motore, com’è ormai noto, bicilindrico parallelo e raffreddato a liquido da 700 cc (alesaggio e corsa 73x80 mm) logicamente alimentato tramite iniezione elettronica PGM-FI abbinato con la seconda generazione della sofisticatissima trasmissione a doppia frizione a controllo elettronico che esordì lo scorso anno con la poderosa VFR1200 DCT - prima moto al mondo ad utilizzare una soluzione del genere – con la possibilità di utilizzare anche un cambio manuale a sei marce. La trasmissione DCT “second generation”, realizzata con la tecnologia già appricata sui veicoli ATV, è più piccola e leggera, e gode di un circuito idraulico accorciato del 40%, e di un solenoide lineare integrato sotto al coperchio del carter destro, in sostituzione di quello esterno precedente. Il software, inoltre, qui gode di una nuova funzione, che facilita ulteriormente la guida: in pratica, ora il sistema è in grado di riconoscere – qualunque sia la scelta effettuata dal pilota - se si sta guidando in città piuttosto che su un passo di montagna, adeguando di conseguenza i suoi tempi di reazione, ed ottimizzando i consumi. Il nuovo bicilindrico Honda, monoalbero in testa con 4 valvole per cilindro, ha i gruppi termici inclinati in avanti di 62°, è fasato a 270° ed è dotato di contralbero di bilanciamento per la riduzione delle vibrazioni, che aziona anche la pompa dell’olio. L’aspirazione avviente tramite un unico condotto che serve entrambi i cilindri, sdoppiato internamente per consentire al flusso di alimentazione di servire le camere di scoppio in tempi differenti, con l’aiuto di apposite camme d’aspirazione a doppio profilo. Questo sofisticato propulsore è accreditato di percorrenze chilometriche di un buon 40% superiori (secondo i calcoli dei progettisti) rispetto ai maxi-scooter bicilindrici attualmente esistenti: vengono infatti dichiarati oltre 27 km/litro (calcolo effettuato in modalità WMTC, come consuetudine di Honda), con ridottissime emissioni allo scarico sia a livello di monossido di carbonio (CO) che di idrocarburi (HC) e monossido di azoto (NO), grazie anche al lavoro del catalizzatore a tre vie, sistemato nell’unico collettore di scarico immediatamente all’uscita dei condotti in esso convergenti, per potersi attivare immediatamente. Consumi molto bassi, dunque, e serbatoio parimenti ridotto - ma comunque con una notevole autonomia - a tutto vantaggio dell’intero progetto, in termini di compattezza generale e possibilità di “stivaggio”, caratteristica fondamentale per gli utenti i mezzi del genere. La Casa giapponese si prepara inoltre a lanciare sul mercato un motore di 125 cc, a 4 tempi, 4 valvole per cilindro e iniezione elettronica. E’ dedicato al mercato globale e si contraddistingue per il basso costo industriale, che lo rende adatto anche ai mercati emergenti (India, Brasile) e per i costi di gestione ridotti, a partire dal consumo di carburante. 39 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT Tutte le promozioni Suzuki di fine anno Nonostante l’aumento dell’aliquota IVA, il nuovo listino Suzuki è stato modificato cercando di venire in contro agli appassionati delle moto della Casa giapponese Suzuki GSR750 con accessori in omaggio sino a fine anno N Suzuki Italia annuncia un’iniziativa speciale l’aumen- continuera ad essere offerta a Euro 10.800, la GSX-R750 a sull’acquisto della nuova naked GSR750 onostante to dell’aliquota IVA, il nuovo listino Suzuki è stato modificato cercando di tenere alta l’attenzione dei motociclisti appassionati verso il marchio Suzuki. Per la Nuova V-Strom è stato mantenuto il prezzo di lancio a Euro 8.190 fino al 31/10/2011, e entro tale data anche la gamma completa di accessori originali 40 con uno sconto del 20%. La nuova GSR750viene proposta fino al 31/12/2011 con una personalizzazione ancora più aggressiva grazie al puntale e alla copertura monoposto compresi nel prezzo di lancio di Euro 7.750 per la versione base e Euro 8.350 con ABS. Fino a fine anno, gli amanti della pista potranno avere la GSX-R600 Euro 11.900 e la GSX-R1000 a Euro 12.500. Ricordiamo che i prezzi ufficiali suggeriti dalla Casa, si intendono franco concessionario, IVA compresa, costi di immatricolazione esclusi. Di seguito riportiamo il nuovo listino suggerito al pubblico di Suzuki Italia divisione Moto in vigore dal 17 settembre 2011. Listino Suzuki (PDF) S uzuki ha introdotto due nuovi accessori: il puntale e il codone monoposto che accrescono lo spirito sportivo della GSR750.I due nuovi accessori verranno offerti in omaggio con la moto a tutti i clienti che acquisteranno una GSR750 entro la fine dell’anno. La GSR750 nella versione accessoriata verrà offerta ad un prezzo speciale di lancio di Euro 7.750 base e di Euro 8.350 con ABS. Questi accessori saranno disponibili anche separatamente dalla moto al prezzo di listino totale di € 500 IVA inclusa. 41 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT Il cambio a doppia frizione Honda di Massimo Clarke | I tecnici della più grande Casa del mondo stanno dedicando una particolare attenzione alle trasmissioni di tipo non convenzionale. Ecco come funziona il cambio meccanico a doppia frizione Pe r inviare il moto alla ruota posteriore, incrementando la coppia come opportuno e modificando adeguatamente il rapporto di trasmissione, quasi tutte le moto oggi in produzione impiegano un cambio di tipo tradizionale. Le uniche eccezioni sono i (pochissimi) modelli che adottano una trasmissione CVT, a variatore, che può essere impiegata tanto in modalità automatica quanto in modalità con posizioni predefinite, ovvero con “marce” che possono essere selezionate dal pilota mediante un semplice comando al manubrio. I progetti della Honda nel passato Questa Casa aveva già sondato con convinzione la strada del cambio automatico negli anni Settanta, con la CB 750 A, prodotta dalla metà del 1976 alla fine del 1978. Lo schema adottato era ispirato a quelli utilizzati in campo automobilistico; vi erano un convertitore di coppia e un cambio a due rapporti, che il pilota selezionava mediante il pedale 42 (la trasmissione quindi era in effetti semiautomatica). L’accoglienza del mercato fu decisamente tiepida, fondamentalmente perché i tempi non erano maturi. E poi lo schema non era forse quello più adatto al settore motociclistico. Ancor prima, nel 1962, la Honda aveva adottato sullo scooter Juno una interessante trasmissione meccano-idraulica, realizzata partendo da un brevetto del tecnico italiano Badalini. In seguito questa stessa trasmissione automatica, a variazione continua di rapporto, era stata utilizzata a livello sperimentale su di una moto da cross, la CR 250, che ha corso solo in patria, imponendosi nel campionato giapponese del 1991. Oggi, a dimostrazione della sua validità, viene impiegata sulla bicilindrica DN-01. Che i tecnici della più grande Casa del mondo dedichino una particolare attenzione anche alle trasmissioni di tipo non convenzionale è confermato dalla recente VFR 1200. Su una versione di questa moto, e si tratta di una importante “prima” in campo moto, viene infatti impiegato un cambio a doppia frizione, molto adatto anche all’impiego sportivo. I cambi a doppia frizione Le trasmissioni di questo tipo hanno fatto la loro comparsa nel settore automobilistico sulle Porsche 956, più volte trionfatrici a Le Mans, verso la fine del 1984. Realizzati in collaborazione con la ZF, erano denominati PDK (Porsche Doppel Kupplung). In effetti la soluzione, pur con notevoli differenze, si ispirava ai “powershift” delle macchine movimento terra e dei trattori impiegati negli aeroporti per spostare gli aerei. Il principio di funzionamento delle trasmissioni di questo tipo è semplice, mentre la realizzazione lo è meno e prevede, per poter sfruttare al meglio le potenzialità offerte, un adeguato ricorso alla gestione elettronica. Il cambio funziona in maniera esattamente eguale a quella dei cambi tradizionali. In questi gli ingranaggi, sempre in presa a due a due, sono montati su di un albero di entrata (primario) e un albero di uscita (secondario), e vi è un tamburo selettore che, ruotando (uno “scatto” ogni volta che si muove il pedale), si dispone in posizioni prefissate, a ognuna delle quali corrisponde una marcia, determinando lo spostamento assiale delle forcelle. Queste ultime a loro volta muovono gli ingranaggi scorrevoli, muniti di denti di innesto frontali. È proprio grazie a tali denti che, a turno, gli ingranaggi folli vengono resi solidali nella rotazione con il loro albero (gli ingranaggi scorrevoli sono infatti obbligati a girare con l’albero stesso, sul quale sono montati con un accoppiamento scanalato). Sono sempre innestate due marce Nelle trasmissioni con doppia frizione vi sono due alberi primari coassiali, disposti uno all’interno dell’altro per buona parte della loro lunghezza. Su uno di essi sono montati gli ingranaggi delle marce dispari e sull’altro quelli delle marce pari. Per ognuno di questi due alberi vi è una frizione. Il funzionamento si basa sul fatto che durante la marcia in ogni momento (eccezion fatta per la posizione di folle, a moto ferma) sono innestate due marce contigue, una dispari e una pari. Ad esempio, la terza e la quarta. Una sola delle due frizioni però trasmette il moto, in quanto l’altra è disinnestata. Quando si passa alla marcia successiva, mentre la prima delle due frizioni “molla la presa”, l’altra “attacca”. In contemporanea si ha insomma il disinnesto di quella che trasmetteva il moto e l’innesto dell’altra. Non appena la prima frizione si è disinnestata, un attuatore fa ruotare il tamburo selettore determinando, su tale albero primario (che ora è “scollegato”, ovvero non trasmette più il moto) l’innesto di una nuova marcia, e così via. Le due frizioni vengono comandate idraulicamente; la pressione dell’olio, il cui passaggio viene regolato da apposite valvole, agisce sullo spingidisco determinando l’entrata in 43 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE presa o il disinnesto. La centralina controlla le valvole in questione, nonché la rotazione del tamburo selettore, affidata di norma a un attuatore elettrico. I vantaggi delle trasmissioni a doppia frizione sono costituiti da una grande rapidità nei cambi di marcia (i tempi possono essere inferiori al centesimo di secondo!), che possono avvenire senza che in pratica si verifichino interruzioni realmente sensibili nel flusso della coppia (insomma, la trasmissione di potenza non è più “a scatti” NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS La soluzione della Honda La Honda ha realizzato una trasmissione di rimarchevole compattezza, per la quale ha sviluppato una elettronica di gestione particolarmente sofisticata. La moto è priva tanto di pedale del cambio quanto di leva della frizione; il pilota può scegliere tra un funzionamento automatico o uno manuale. In questo secondo caso è lui stesso a determinare il passaggio da una marcia all’altra, semplicemente agendo su di una pratica levetta collocata sul manubrio. Se invece preferisce l’opzione automatica, può scegliere tra due modalità differenti. Una è più adatta a una guida tranquilla e fluida, ed è particolarmente vantaggiosa ai fini del consumo, mentre l’altra privilegia una guida sportiva e brillante. In entrambi i casi il divertimento è assicurato… Numero 01 32 Le Moto Guzzi mai viste di Massimo Clarke | In occasione dei 90 anni dalla fondazione, molti hanno parlato della storia gloriosa e delle splendide realizzazioni della Casa di Mandello. Ecco però qualcosa che con tutta probabilità nessuno vi ha mai mostrato… U n anniversario importante va festeggiato come merita. Dunque, lo farò a modo mio, parlando di qualcosa che ben difficilmente troverete sui libri e sulle riviste, ovvero di alcuni interessanti prototipi realizzati dalla Moto Guzzi e rimasti tali, purtroppo. Già, perché la grande Casa lombarda è stata molto attiva anche a livello di proposte 44 Anno 2011 »»»»Prove News SPORT ben avvertibili, come nei cambi tradizionali). Inoltre essi possono avvenire con una eccezionale dolcezza. 27 Settembre tecniche alternative, se non addirittura innovative, e in quanto a creatività per lungo tempo non è stata seconda a nessuno. Alcune idee sono rimaste sulla carta, altre hanno dato origine a sperimentazioni e alcune a realizzazioni che sono arrivate quasi allo stadio di preserie. Particolarmente prolifici sotto questo aspetto sono stati gli anni Ottanta, durante i quali al vertice tecnico dell’azienda era il vulcanico Lino Tonti, che con l’obiettivo di ampliare e di ammodernare la gamma ha sviluppato alcuni progetti molto avanzati e studiato anche alcune strade alternative, come quella che portava al “raddoppio” dei bicilindrici della serie “piccola” (V 35 e V 50), da lui disegnati. 45 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE V4 Per ottenere prestazioni più elevate di quelle fornite dai classici motori Guzzi con due cilindri a V e distribuzione ad aste e bilancieri, il tecnico romagnolo ha pensato di raddoppiare il numero dei cilindri, passando a un V4, ossia a una architettura motoristica che rendeva necessario il passaggio al raffreddamento ad acqua. E di dotare il nuovo motore di distribuzione monoalbero con comando a cinghia dentata. Questo quadricilindrico di 1000 cm3 aveva misure caratteristiche fortemente superquadre, con un alesaggio di 80 mm e una corsa di 50 mm, che consentivano agevolmente il raggiungimento di regimi di rotazione molto alti. Le valvole erano quattro per cilindro. Lo sviluppo è proceduto ben oltre le prove al banco, fino ad arrivare all’allestimento di una moto completa, con la quale sono stati effettuati numerosi test su strada. Considerazioni di marketing e di ordine economico hanno portato i vertici aziendali alla decisione di non procedere con la produzione di serie. W3 Sempre con l’obiettivo di realizzare un motore più frazionato e più potente rispetto ai bicilindrici all’epoca prodotti dalla Guzzi, 46 MOTOCROSS Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT Tonti ha ideato una soluzione davvero inusuale, allargando la V, che è stata portata a 130°, e piazzando centralmente un terzo cilindro, in modo da ottenere una architettura a W di 65°. Le teste delle tre bielle erano montate una a fianco dell’altra sull’unico perno di manovella dell’albero a gomito. Questo schema consentiva di utilizzare diverse parti dei bicilindrici della serie “piccola”, sfruttando razionalmente il principio della modularità costruttiva. Sono stati realizzati alcuni prototipi di 1000 cm3, con teste tanto a due quanto a quattro valvole per cilindro, che sono stati a lungo provati al banco, con risultati molto incoraggianti. 27 Settembre W4 Con l’idea di impiegarlo principalmente sugli ultraleggeri, Tonti ha anche ideato un W4, che in effetti era costituito da due bicilindrici a V di 90°, piazzati uno dietro l’altro, con uno stesso basamento, e opportunamente sfalsati in modo da assicurare un eccellente raffreddamento anche alle teste e ai cilindri della “fila” posteriore. Il progetto, realizzato all’insegna della massima compattezza e leggerezza, prevedeva l’impiego di due alberi a gomito controrotanti, in presa tra loro mediante una coppia di ingranaggi. Di questo motore sono stati tracciati i disegni ed è stato realizzato un “manichino”. Mono 670 Attorno al 1987, vista la grande popolarità della quale stavano godendo le enduro stradali dotate di un monocilindrico di grossa cilindrata. Tonti decise di realizzare un motore di questo tipo. Il progetto venne indicato con la sigla M 71 e portò alla realizzazione di alcuni prototipi, debitamente provati al banco. Si trattava di un “mono” raffreddato ad acqua, con distribuzione bialbero a quattro valvole, caratterizzato dall’impiego di due alberi ausiliari di equilibratura, azionati per mezzo di una cinghia con doppia dentatura. Per contenere l’ingombro verticale del motore, veniva adottata la lubrificazione a carter secco. L’albero a gomito era monolitico e lavorava interamente su bronzine. La pompa dell’acqua veniva comandata dall’albero ausiliario posteriore. Per azionare la distribuzione si utilizzava una cinghia dentata, ma era in programma il passaggio a un comando a catena. Questo monocilindrico di 670 cm3, cilindrata ottenuta abbinando un alesaggio di 102 mm e una corsa di 82 mm, al banco ha fornito una potenza addirittura superiore ai 60 cavalli, un autentico record per l’epoca. D’altronde, Tonti era un “corsaiolo”… 47 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS di Maurizio Tanca | Chiunque ami davvero la moto quasi certamente si sentirà come a casa a Mandello del Lario, patria della Moto Guzzi. Così è stato per la moltitudine dei partecipanti all’irrinunciabile raduno per il 90° compleanno dell’Aquila No n c’è niente da fare. Ogni volta che arrivo a Lecco e mi avvicino a Mandello del Lario, anche solamente per attraversarlo per raggiungere qualche valle o passo più o meno nei dintorni, sento di respirare un’aria particolare. Molto particolare. Aria di casa, la chiamerei. Mi affretto a premettere che non sono un guzzista sfegatato, come non lo sono per qualunque altro marchio, e che ho avuto una sola Moto Guzzi, nel 1977: era una mitica LeMans I, una di quelle moto che oggi varrebbe dei bei soldi, e che col senno di poi sarebbe stato logico tenersi, potendoselo permettere. Io però me ne liberai dopo pochi mesi per disperazione, perché l’acquistai usata (e usata male, scoprii presto) in permuta alla pari con una Kawasaki Z900 di nemmeno un anno (altro gran bel pezzo); e mi presi pure del “pirla” dal mio amico concessionario che quella Le Mans l’aveva in conto vendita, e che accettò lo scambio. L’amata/odiata Guzzona mi diede parecchi grattacapi, ma con quella ciclistica e quel motore, quando tutto funzionava, guidarla era uno spettacolo! Detto ciò, nel corso degli anni seguenti, il mio lavoro di tester mi ha logicamente portato a 48 Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT Giornate Moto Guzzi, aria di casa 27 Settembre provarne un bel po’, di Moto Guzzi, con più o meno entusiasmo. Ma sempre con quel tanto di timore reverenziale che il marchio dell’aquila non può non infondere a chi ne conosca la storia, o anche chi ha solamente visitato il mitico museo nella fabbrica di Mandello. Giusto per citare una Guzzi molto speciale che mi ha lasciato il segno, devo dire che uscii piuttosto esaltato dal test in pista della bellissima quanto “fisica” MGS-01, che quando ho rivisto per strada al GMG 2011 in versione targata mi ha davvero folgorato, tanto è bella! Giornate Mondiali Guzzi Ma veniamo al sodo, ovvero al suddetto GMG (Giornate Moto Guzzi) 2011, quello del 90° dell’illustre Signora di Mandello. Impossibile mancare ad un evento del genere, dunque. Lo stesso hanno evidentemente pensato gli oltre 20.000 motociclisti da tutto il mondo, tra i quali una buona percentuale di “intrusi” con moto di altre marche, giusto per ribadire che quando c’è la passione... Sono arrivato in loco verso le ore 13 di venerdì 16 settembre, perché un’ora dopo Roberto Colaninno, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Piaggio, avrebbe praticamente inaugurato ufficialmente lo storico evento con una conferenza stampa di saluto, titolata “90 49 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE anni di passione e tecnologia”, parlando a qualche centinaio di giornalisti arrivati da tutto il mondo. Colaninno ci ha raccontato un po’ di cose che al sottoscritto, inguaribile pessimista cosmico, hanno infuso una certa tranquillità mista ad un certo entusiasmo. Sul futuro del Gruppo, e in particolare su quello della Casa dell’Aquila. E ha iniziato sottolineando che “le Moto Guzzi DEVONO nascere a Mandello, perché Mandello e la Guzzi sono una cosa sola”. E già questa mi è parsa una dichiarazione importante e confortante per tutti, a partire da chi è coinvolto in prima persona nel futuro dell’azienda, ovvero chi ci lavora, direttamente o indirettamente. Roberto Colaninno ha anche ribadito e sottolineato un concetto già espresso in precedenza: «Anche se cinque anni fa, nel valutare la situazione di Moto Guzzi e le condizioni della fabbrica di Mandello, sulle prime eravamo tentati di gettare via le chiavi di uno stabilimento che era praticamente “morto”, abbiamo tuttavia deciso di buttarci in un progetto molto importante. Un confronto straordinario tra la vecchia e la nuova Moto Guzzi, che tornerà ad essere un’azienda leader di mercato. Un progetto che nasce su basi serie, sulla nostra capacità tecnologica, ovviamente anche con la sua parte di rischio, ma che produrrà straordinari sviluppi. Il tutto rimanendo su questo 50 NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT territorio assolutamente straordinario, che appartiene alla nostra storia. Non è un caso, infatti, se oggi 20.000 motociclisti sono arrivati qui da ogni parte del mondo per testimoniare il loro affetto per questo marchio storico». Progetto Futuro Prossimo In buona sostanza, dopo le novità di quest’anno è previsto l’arrivo di tre o quattro nuovi modelli entro il 2013, prodotti non di massa, ma estremamente innovativi. Il che comporterà un’investimento di oltre 40 milioni di euro, oltre a quello previsto per rimodernare la fabbrica. Con l’arrivo dei nuovi modelli si prevede di triplicare le vendite attuali, con ovvi riflessi positivi sull’occupazione, leggi nuove assunzioni. La storico insediamento di via Parodi 57, dietro alla stazione ferroviaria e all’ombra della Grigna, è dunque in fase di ristrutturazione: innanzitutto va sottolineato che a partire dal 2009 la struttura è stata messa tutta in sicurezza, rifacendo completamente gli impianti elettrici e sostituendo le centrali termica ed elettrica; e il grande edificio centrale interno è stato demolito per ricostruirlo in modo razionale per ospitare il nuovo, grande centro logistico interno, per accedere al quale è già pronta la nuova portineria adeguatamente dimensionata, alle spalle dell’attuale. Dello stabile abbattuto per ora è rimasta solo una parte di muro, che in occasione del GMG è stata piacevolmente allestita a mo’ di murales, quindi arricchita di foto e dipinti rievocativi, e prolungata con una lunghissima parete di plastica che i visitatori hanno provveduto a riempire simpaticamente a modo loro (vedi Gallery), con saluti e moltissimi commenti decisamente flocloristici. In merito ai risultati commerciali, Colaninno si è detto soddisfatto dell’andamento attuale, sottolineando che, a fronte di un calo generale del mercato dell’8% da gennaio ad agosto di quest’anno, dei nuovi modelli 2011 (ovvero Stelvio, Norge e V7 Racer) sono state vendute oltre 4.300 unità contro le 3.280 dell’analogo periodo del 2010. Con un incremento, quindi, del 31%. Per quanto riguarda la temuta delocalizzazione, con ovvio riferimento agli insediamenti Piaggio in Cina, Indonesia, Vietnam ed in India (mercato da 12 milioni di veicoli l’anno, dove il Gruppo italiano rientrerà nel 2012, con l’obiettivo di arrivare a 300.000 veicoli venduti annualmente), Colaninno ha sottolineato con fermezza che avere delle basi laggiù è ormai fondamentale: si tratta infatti di mercati in enorme crescita – e questo vale anche per i mezzi a tre e quattro ruote - quantificabile in circa il 20% l’anno, e che quindi vanno affrontati di petto producendo in loco per i rispettivi mercati interni. Pensate che nell’area Asia Pacific si prevedeva di raggiungere i 100.000 pezzi venduti entro il 2013, il che invece accadrà già alla fine di quest’anno. In Indonesia (mercato da 7.200.000 veicoli l’anno), in particolare, Piaggio è entrata solo lo scorso luglio, ma sono già stati 51 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE venduti oltre 13.000 veicoli. Il tutto, chiaramente, genera e genererà notevoli profitti, che consentiranno appunto gli investimenti a favore di tutti i marchi gestiti da Piaggio (anche se di Gilera comunque si parla sempre pochino, nda). A corollario della conferenza stampa ci è stato mostrato anche un bel filmato sulla storia della Casa, con alcuni bozzetti di progetti a venire, tra i quali quello del famoso nuovo motore, sempre bicilindrico a V di 90°, presumibilmente raffreddato a liquido, che dovrebbe esordire su uno o più dei nuovi modelli di cui si è detto. Motore che peraltro presumo di avere già visto qualche anno fa, quando già girava al banco, ma che poi venne lasciato galleggiare nel limbo dei “vedremo”. Per i titubanti… Vorremmo anche ricordare, alla voce “investimenti”, che a Pontedera sta nascendo la il nuovo Centro Ricambi Worldwide (i lavori sono iniziati lo scorso 9 marzo), per il quale verranno 52 NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS La magia di Mandello Si, Mandello è letteralmente “permeata” dalla Moto Guzzi: nel corso del weekend di GMG, tutte le vetrine dei negozi sfoggiavano i poster e le locandine celebrativi dell’anniversario, e molti degli esercizi commerciali del paese ospitavano almeno un modello, per lo più storico. Inutile dire che anche il Centro Assistenza Moto Guzzi della famiglia di Duilio Agostini (ex collaudatore e poi pilota ufficiale negli anni 50, scomparso a 82 anni nel 2008) vicinissimo alla fabbrica, era gremito di appassionati, specialmente stranieri, alla stregua di un vero e proprio santuario. Proprio come in fabbrica, dove la folla riempiva letteralmente qualunque spazio ove si potesse mettere il naso. Tutti pazientemente in fila, in particolare per visitare il celebre museo, o per ammirare la famosa galleria del vento, datata 1950 (!). Idem per il grande shop center allestito internamente, mecca assoluta per gli amanti dei capi dedicati e dei numerosissimi gadget marchiati con la celebre aquila dorata, e affollato come un supermercato al sabato. Nella nostra Gallery troverete una nutrita serie di immagini scattate al GMG, comprendenti foto di colore e di modelli di ogni età, anche vecchissimi, ma perfettamente Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT stanziati altri 40 milioni di euro. La modernissima base logistica occuperà una superficie complessiva di 65.000 metri quadrati, 38.000 dei quali edificati, e diventerà il punto di riferimento nel settore per i mercati i mercati europei, asiatici e americani. Il nuovo Centro Ricambi, che sarà operativo dal 2013, porterà allo sviluppo globale del Gruppo Piaggio, e le sue potenzialità operative dovrebbero finalmente por fine alle lacune spesso lamentate da molti utenti nella reperibilità di ricambi, come spesso leggiamo nei commenti dei nostri lettori, in particolare affezionati a Moto Guzzi ed Aprilia, o potenziali clienti dissuasi per sentito dire. Il che non potrà che giovare all’immagine ed alla maggiore diffusione dei marchi citati. 27 Settembre funzionanti, compresi parecchi sidecar e motocarri Ercole attrezzati per tutti gli usi: grandiosi il side costituito praticamente da un mini-pulmino, e il motocarro adibito a salumeria mobile dal Guzzi Club bolognese “ I Amig Dla Sfitladoura” (gli amici dell’affettatrice, in puro slang emiliano) il cui sanissimo motto è “Sazi alla meta”. Per la cronaca, il termine dialettale “sfitladoura” si riferisce anche al celeberrimo volano esterno dei mitici monocilindrici Guzzi. Vedrete anche tante special di varie carature, tra le quali un intrigante Falcone Sport degli anni cinquanta messo giù da combattimento, dotato addirittura di compressore volumetrico! Altra bella cosa che mi è piaciuta del GMG 2011 è la statua dedicata a Carlo Guzzi, inaugurata nella piazza di Mandello sabato pomeriggio. Guzzi, con in testa l’immancabile berretto a “coppola”, è raffigurato dietro un lungo muretto dei box tipo Tourist Trophy, come intento a guardar sfrecciare le sue adorate moto ( che peraltro vinsero il T.T. ben 14 volte!). Alle spalle della nuova opera erano piazzati i vari gazebo che ospitavano i ragazzi di Anima Guzzista, gli specialisti della concessionaria Millepercento, alcuni Guzzi Club stranieri, e via dicendo. Non solo: davanti all’ingresso della fabbrica, una postazione delle Poste italiane vendeva cartoline e relativo francobollo celebrativi dell’esclusivo evento dedicato alla Casa italiana. California 90 Non poteva mancare un modello celebrativo del GMG 2011. E non poteva chiamarsi che California 90. La quale festeggia contemporaneamente anche il 40 anni di questa storica ed emblematica Moto Guzzi da granturismo, nata appunto nel 1971 sulla base della celebre “mucca”, la V7 Special, e che venne adottata anche dalle forze dell’ordine un po’ in tutto il mondo. Realizzata con cura artigianale, questa speciale California 1100 introduce un inedita livrea bicolore denominata appunto “Anniversario”, che abbina i colori arancio “California” metallizzato e bianco “Diamante”. Elemento distintivo è sicuramente il logo sul serbatoio, che riproduce la grafia utilizzata dalla Moto Guzzi nei primi anni 30, quelli all’insegna del mito di Omobono Tenni. Questa grafica brillante ha anche il pregio di esaltare le bellissime ruote a raggi, i parafanghi d’acciaio e le luci supplementari fendinebbia, elementi ereditati dalla versione Vintage al pari del parabrezza con supporto in acciaio inox e del tipico manubrio a corna di bue, oltre alle caratteristiche borse laterali rigide con interno foderato in vellutino e al portapacchi cromato. Da notare che la sella è realizzata a mano con pellame bovino, e che sulla piastra di sterzo campeggia la targhetta identificativa che certifica la produzione numerata di questa edizione finale della California 1100, la più lussuosa mai prodotta, il cui prezzo è di 16.690 euro. Dopo di essa arriverà la nuova 1400, della quale abbiamo anticipato le immagini tempo addietro e che vedremo presto dal vivo, al prossimo Eicma di Milano. 53 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS di Carlo Baldi | Migliaia di persone sono arrivate a Pesaro per dimostrare il loro affetto nei confronti della Benelli. Moto.it ha intervistato Il Direttore Tecnico Claudio Consonni ed ha provato per voi la Tre K 1130 S ono stati più di 1500 i partecipanti all’Open Day organizzato dalla Benelli lo scorso sabato 17 settembre per festeggiare il centenario della Casa del Leoncino. Più di quattro mila persone ed oltre seicento motociclette 54 hanno affollato il lungomare di Pesaro per rendere omaggio al glorioso marchio pesarese. Una giornata ricca di emozioni, successi e colpi di scena. Ventiquattro ore di festeggiamenti no stop, durante i quali migliaia di appassionati accorsi da tutta Europa hanno potuto visitare il reparto produttivo Benelli, ricevere in omaggio alcuni gadget, partecipare a tour motociclistici ed assistere alle straordinarie evoluzioni dello stunt-man francese Duke in sella a fiammanti TNT! L’interno Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT Benelli Open Day successo oltre ogni previsione 27 Settembre dell’azienda era stato allestito per ricordare i 100 anni di Benelli ed una bellissima galleria di pannelli ha portato virtualmente i visitatori lungo un percorso storico, partendo dalla nascita della Benelli per arrivare ai giorni nostri. Oltre a tutte le moto attualmente in produzione, faceva bella mostra di se anche la Tornado Tre Superbike che all’inizio degli anni 2000 ha partecipato al mondiale Superbike con Peter Goddard. Nel pomeriggio di sabato gli appassionati hanno poi invaso il Piazzale della Palla di Pomodoro a Pesaro. Una sfilata che è stata un vero e proprio varietà di moto e di scooter di ieri e di oggi. Un vero e proprio museo a cielo aperto, coronato dall’inconfondibile sound dei motori delle 8 Benelli da competizione, sfociato con lo spettacolo “Rombo di Tuono” che ha attraversato tutta la città di Pesaro. La festa è proseguita fino a domenica 18, quando, alla presenza delle autorità cittadine, è stata deposta una corona d’alloro al busto di Tonino Benelli. Un momento molto emozionante, per ricordare uno dei piloti italiani più famosi al mondo, che ha fatto la storia del nostro Paese. Non poteva poi mancare una parata completamente dedicata 55 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE a Benelli e Motobi: oltre 200 moto, hanno sfilato lungo la città e sulle colline pesaresi per rendere omaggio alla gloriosa Casa del Leoncino. In testa anche quattro scooter Caffè Nero, concessi per l’occasione alle autorità cittadine dal gruppo Benelli QJ. Claudio Consonni, Direttore Tecnico della Benelli QJ ha infine ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo avvenimento, dal Comune di Pesaro al Registro Storico ed al Moto Club T.Benelli, con un ringraziamento particolare alla famiglia Benelli, per essere stata 56 NEWS MOTOGP SUPERBIKE presente a tutte le manifestazioni organizzate. Intervista a Claudio Consonni, Direttore Tecnico di Benelli QJ Claudio Consonni ci parla della Benelli, una società con un passato glorioso che ha rischiato di sparire, ma che ora grazie ai cinesi guarda con fiducia al proprio futuro. Claudio Consonni è di origini comasche ed ha cinquantasette anni. Ha trascorso venticinque anni in Yamaha Motor Italia, dove ha ricoperto la funzione di Technical General Manager e diretto i reparti di Produzione, Ricerca e Sviluppo, MOTOCROSS Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT Qualità e Post Vendita. E’ ben noto anche il suo precedente impegno nel settore racing di Yamaha Motor Italia dove ha conseguito svariate vittorie nei campionati Italiani, nel rally Parigi-Dakar ed in quello dei Faraoni, nei Mondiali di Enduro e Motocross e nel mondiale Superbike dove nel 2007 ha conquistato il titolo mondiale costruttori. Primo ed unico successo di questo tipo nella storia della Casa dei tre diapason. Dal luglio del 2010, quindi da poco più di un anno, è il Direttore Tecnico di Benelli QJ. Lo abbiamo incontrato nella sede Benelli di 27 Settembre Pesaro in occasione del centenario della Casa motociclistica italiana che è attualmente di proprietà del gruppo cinese QJ Qianjiang il cui Presidente è Lin Hua Zhong. Qual è lo stato di salute della Benelli? “La Benelli sta bene grazie agli investimenti del gruppo cinese QJ e ora inizia a camminare con le proprie gambe. La situazione economica e la situazione del mercato delle moto la conosciamo tutti, ma noi abbiamo dei programmi chiari e stiamo lavorando per raggiungerli”. Quali sono i vostri programmi a medio termine? “Continuare a migliorare la qualità dei nostri attuali prodotti, anche dal punto di vista dell’appetibilità nei confronti dei clienti. Inoltre vogliamo aumentare l’attenzione verso il cliente, la comunicazione esterna ed il servizio assistenza post vendita. Tutte prerogative indispensabili per restare sul mercato e soddisfare la nostra clientela. Ma i programmi a medio temine più interessanti riguardano il mondo dello scooter. Benelli ed il gruppo QJ si concentreranno sul mercato degli scooter in Benelli ed il gruppo QJ si concentreranno sul mercato degli scooter in quanto al momento è l’unico che possa garantire fatturati interessanti 57 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE quanto al momento è l’unico che possa garantire fatturati interessanti. Stiamo lavorando a nuovi prodotti per creare una gamma di scooter completa che andrà da quello classico, sia a ruote alte che basse, a modelli più sofisticati e adatti al turismo, quindi anche di grosse cilindrate. La novità rispetto ad altri produttori è che questi progetti verranno realizzati con le nuove tecnologie e con una particolare attenzione all’ecologia ed all’ambiente. Qianjiang sta lavorando da tempo in questa direzione. L’azienda cinese che ha acquistato la Benelli in 58 MOTOCROSS Sappiamo che siete già presenti in Venezuela. “In Venezuela dallo scorso anno stiamo realizzando vari progetti, uno dei quali prevede l’invio nel Paese sudamericano di moto Benelli parzialmente montate. Un’azione che si sta Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT Cina dà lavoro a 9.000 persone e produce ogni anno circa un milione e trecentomila veicoli a due ruote. Grazie al gruppo QJ il marchio Benelli potrà entrare nei mercati emergenti in quanto il gruppo QJ ha radici in tutto il mondo, sia in Asia che in Sud America”. 27 Settembre rivelando interessante anche dal punto di vista quantitativo. In Venezuela una consociata del gruppo QJ, la Keeway, ha un proprio stabilimento che produce in gran parte scooter. Benelli ha dei tecnici che lavorano in Keeway Venezuela proprio per produrre moto a marchio Benelli secondo la qualità europea. Sono già stati aperti alcuni grossi punti vendita nelle principali città venezuelane ed il marchio Benelli sta quindi iniziando ad essere conosciuto in Sud America. E’ un mercato emergente dove la richiesta riguarda moto di 200 -300 cc e quindi anche Benelli sta studiando nuovi prodotti che siano appetibili per quella nazione. Progettati in Italia e realizzati in Cina. La produzione degli scooter avverrà in Cina negli stabilimenti QJ però in Benelli a Pesaro resteranno i centri di stile e design. Qui verranno studiati i processi produttivi in relazione alla qualità del prodotto finale. In QJ hanno coniato uno slogan che riguarda la Benelli che dovrà avere lo stile italiano, la qualità giapponese e il prezzo cinese. Un programma interessante che prevede a breve l’inserimento di nuove figure che possano garantire la realizzazione del progetto QJ”. Nessun nuovo progetto per moto di grossa cilindrata “Il mercato della moto in Europa è in netta crisi ed investire milioni di euro nei settori di nicchia, dove le vendite sono purtroppo molto scarse, non avrebbe senso. Vogliamo migliorare i prodotti Benelli a tre cilindri già esistenti, renderli più attuali e più appetibili anche dal punto di vista estetico. Inoltre come ho detto vogliamo portarli più vicino ai nostri potenziali clienti, magari 59 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT organizzando dei demo ride affinché i motociclisti possano toccare con mano la qualità e le prestazioni delle nostre moto”. Ma veniamo al centenario della Benelli. Un azienda con una grande storia alle spalle. Pensi sia possibile mantenere questo bagaglio di storia e di cultura motociclistica in un’azienda di proprietà cinese? E’ possibile far convivere gli scooter con la storia della Benelli? “Certo Benelli ha una grande storia alle spalle. Purtroppo è una storia che si ferma agli anni settanta perché in seguito gli anni successivi sono stati caratterizzati da vicissitudini che hanno portato questa azienda molto vicino alla chiusura. In questi giorni ci sono stati molti convegni qui a Pesaro che hanno ricordato il nostro passato che però non è sempre stato un passato radioso e positivo. C’è stato un momento nel quale l’azienda avrebbe potuto essere rilevata da un gruppo russo che avrebbe smantellato gli stabilimenti di Pesaro e trasferito tutto in Russia. La fortuna di Pesaro e della Benelli è stata che il marchio è stato acquistato dai cinesi, i quali hanno lasciato l’azienda a Pesaro. Certo ora Benelli è in mano ai cinesi ma è ancora a Pesaro. E’ difficile far convivere la nuova con la vecchia Benelli. Ma i tempi cambiano ed il mondo va avanti. La Benelli in passato gareggiava e 60 vinceva con piloti del calibro di Pasolini, Saarinen e Carruthers, ma la storia attuale è molto diversa. La cosa importante è che Benelli sia ancora viva e che in futuro, se riusciremo a lavorare bene, a costruire sia moto che scooter, forse Benelli tornerà ad essere famosa nel mondo ed il suo marchio tornerà ad essere conosciuto nel mondo. Se restiamo legati al passato e ad un certo tipo di moto non avremo futuro”. Oggi realizzare una nuova moto richiede un investimento di circa 5 milioni di euro per poi venderne quante? “Non possiamo rischiare di produrre motociclette che poi potrebbero restare invendute. Attualmente dobbiamo lavorare duramente per far quadrare i conti e permettere a questa azienda di restare attiva. Neppure le altre case, quelle più grosse, stanno realizzando nuove moto o nuovi motori. In questo momento di crisi tutti cercano di modificare e di rielaborare motori e moto esistenti. Noi non possiamo fare diversamente. Cercheremo di migliorare i prodotti Benelli, di lavorare meglio sull’assistenza e sulla comunicazione, ma il grosso del fatturato arriverà dalla vendita degli scooter, che ci consentiranno di avere in futuro quella forza necessaria per poter realizzare qualcosa di nuovo, sempre che il mercato ne faccia richiesta”. Come pensate di migliorare gli attuali tre cilindri? “Cercheremo di diminuire la rumorosità e le vibrazioni e di conseguenza di aumentare il comfort e rendere le nostre moto più appetibili e rispondenti alle richieste del mercato e degli utenti finali. La potenza del motore non verrà incrementata in quanto la riteniamo soddisfacente. Cercheremo di valorizzare la TreK1130 (leggi di seguito la nostra prova) che riteniamo sia una moto che non è stata valorizzata a dovere e che invece ha tutte le caratteristiche per fare bene nei mercati europei. E’ una moto che necessita solo di qualche piccolo ritocco e che ha una base più che valida”. E cosa ci puoi dire del progetto due cilindri? “Al momento è stato sospeso sia perché aveva dato alcuni problemi tecnici e sia perché sono passati alcuni anni e stiamo valutando se sia ancora un progetto valido e attuale. Fare un due cilindri significherebbe scendere a cilindrate più basse e di conseguenza creare nuove tipologie di prodotto. Una cosa che al momento non intendiamo fare”. E QJ su cosa sta lavorando oltre che sugli scooter? “Parlando del futuro, QJ è a buon punto con un motore a quattro cilindri che è stato studiato e realizzato per il mercato cinese, ma che anche Benelli sta valutando per vedere se ci sia magari la possibilità di utilizzarlo in Europa. Questo è un esempio di come QJ e Benelli stiano lavorando insieme per creare un connubio che possa consentire ad entrambi di sfruttare i rispettivi punti di forza. Così come Qianjiang potrà penetrare nuovi mercati anche grazie ad un marchio storico e di impatto come Benelli, quest’ultima potrà invece farsi conoscere nelle nazioni dove QJ opera già da anni con successo. Non dimentichiamo 61 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS Tra le nuove tecnologie state lavorando anche sull’elettrico? “Sì, stiamo portando avanti progetti legati alle nuove energie tra le quali l’elettrico, ma 62 Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT poi che il prodotto da solo non basta. I giapponesi ci hanno insegnato che il mercato richiede una funzionale assistenza post vendita. Il cliente va seguito e coccolato e per fare questo si deve creare una valida organizzazione post vendita, con concessionari preparati sia dal punto tecnologico che da quello del marketing. E tutto questo non si realizza in poco tempo”. 27 Settembre anche l’ibrido e ad altre nuove ed interessanti tecnologie. QJ sta lavorando in collaborazione con alcune università americane anche perché il suo Presidente Lin Hua Zhong è molto attento e sensibile alle nuove tecnologie che salvaguardino l’ambiente. In Cina circolano già migliaia e migliaia di veicoli elettrici a due ruote, ma il settore è in continuo sviluppo ed i nuovi studi riguardano in particolare le batterie al litio. Non sono lontani i tempi nei quali arriveranno sui nostri mercati accattivanti prodotti con lo stile ed il gusto europeo e che disporranno di tecnologie innovative che richiederanno bassi costi di esercizio e che avranno una grande attenzione per l’ambiente. Non mi stupirei quindi se i cinesi riuscissero a fare nei prossimi anni quello che i giapponesi fecero negli anni Settanta. Questo non significherà certo affossare le aziende europee, ma senza dubbio potrebbero rivoluzionare il mercato. Ed alcuni di questi prodotti potrebbero avere il marchio Benelli”. La prova della Tre K 1130 In occasione della nostra visita alla sede Benelli di Pesaro, abbiamo risposto con piacere all’invito dell’azienda italiana e di Claudio Consonni in particolare che ci proponeva un giro sulla bellissima strada panoramica che va da Pesaro a Cattolica alla guida della Tre K 1130. Come sapete chi scrive non è un tester vero e proprio, ma un motociclista che ama guidare e viaggiare in moto. Questa Benelli dall’estetica particolare e dotata di un motore a tre cilindri, aveva sempre destato il mio interesse e di conseguenza, non appena Consonni mi ha detto che la dovevo provare perché, secondo lui, è una moto che il mercato sino ad ora ha apprezzato meno di quanto non valga effettivamente, non ho esitato ad indossare guanti, casco e stivaletti e a fare la conoscenza della Tre K. Ciclistica ed estetica La posizione in sella è molto comoda. La sella è alla giusta altezza (sono alto m. 1,78) e la distanza dal manubrio consente alle braccia di assumere una posizione naturale così come le pedane, che sono comunque regolabili. I comandi al manubrio sono tutti intuitivi e facilmente accessibili, mentre la strumentazione è ben visibile e completa, con il contagiri analogico ed il tachimetro/contachilometri digitale. Questa Benelli non passa certo inosservata grazie ad un’estetica forte ed accattivante, resa filante sia dal cupolino, dove risaltano i due grandi fari …. a mandorla, che dalla sua parte posteriore con la marmitta nascosta sotto la sella a due piani. Un adesivo fissato sul serbatoio ci ricorda che siamo alla guida della versione del Centenario, di un elegante colore grigio metal. Il telaio misto in traliccio e piastre fa capolino appena sotto un serbatoio molto sagomato dove le ginocchia trovano il giusto spazio. Belli e funzionali gli specchietti che inglobano gli indicatori di direzione. Motore Massiccio e dall’aspetto poderoso, il motore ha il suono tipico del tre cilindri. Un suono irregolare per chi è abituato al ritmo del quattro cilindri, ma che diventa un piacevole rombo non appena si gira la manopola del gas. Appare chiaro sin dai primi chilometri come i cavalli a disposizione siano davvero molti e l’erogazione anche piuttosto brusca. Proprio per questo motivo la Benelli ha dotato la Tre K (solo la versione da 1130 cc e non la sorella minore da 899) di un bottone rosso posizionato ben in vista sotto il tachimetro digitale, premuto il quale, sino a circa 6.000 giri, l’erogazione diviene meno aggressiva e più fluida. Personalmente, pur non essendo certo uno “smanettone”, non ho utilizzato questo dispositivo, ma mi sono limitato a dosare il gas mantenendo così la possibilità di aprire energicamente all’uscita delle curve più lente, per godere in pieno dello spunto di questo generoso propulsore. Alla guida La strada panoramica è un susseguirsi di curve e per fortuna il traffico è stato davvero 63 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE modesto. Tracciato e condizioni ideali per la Tre K che proprio sul misto mostra le sue doti migliori, vale dire maneggevolezza e tenuta di strada, ottimamente assecondata dagli pneumatici Pirelli Scorpion. E’ davvero facile trovare il feeling con questa Benelli ed è un vero piacere disegnare le giuste traiettorie nelle numerose curve di una strada che presenta il solo pericolo di venire distratti da un panorama mozzafiato. La giornata soleggiata infatti ha esaltato il blu intenso del mare ed il contrasto con il verde delle pinete. Se capitate da quelle parti non lasciatevi sfuggire l’occasione di fare anche voi un bel giretto su questa panoramica di nome e di fatto. L’impianto frenante dispone di due potenti dischi anteriori ed di uno posteriore. Mi sono affidato principalmente a quelli anteriori per una frenata 64 NEWS MOTOGP SUPERBIKE che mi è sembrata ampiamente all’altezza della situazione. Soddisfacenti anche le sospensioni che non sono state certamente sollecitate più di tanto dalla mia andatura turistico/ sportiva, ma che hanno sempre svolto benissimo il loro compito. Il motore è voluminoso e nelle soste necessarie per poter fare le foto della nostra gallery le ventole di raffreddamento sono entrate spesso in funzione senza però spingere il calore verso le nostre gambe. Le vibrazioni si iniziano ad avvertire verso i 4.500 - 5.000 giri, ma non sono fastidiose anche grazie al contralbero di equilibratura presente su questo motore che dispone di quattro valvole per cilindro. Il cambio si è dimostrato sempre preciso, mentre la frizione non ha mostrato segni di cedimento neppure a caldo. Una moto davvero divertente, MOTOCROSS SPORT 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News adatta anche ad un uso turistico. Il cupolino è regolabile su tre diverse posizioni tramite due pomelli e nella posizione più alta sposta la pressione dell’aria oltre le spalle. La sella è abbastanza comoda, ma non consente movimenti in avanti o indietro per cambiare posizione quando la fatica inizia a farsi sentire. Lo spazio per il passeggero è sufficiente e le sue pedane non sono troppo alte. Con borse e bauletto si possono quindi affrontare anche lunghi viaggi autostradali, visto che il comfort generale della moto lo consente. Una moto con un campo di utilizzo molto ampio che va dall’uso giornaliero alla gita in collina nel weekend, sino ai viaggi autostradali anche in coppia. Divertente, comoda, generosa ed estremamente versatile. Il tutto a € 9.900 per la versione 899 mentre la 1130 che abbiamo provato a Pesaro costa € 11.900. Aveva proprio ragione il Direttore Tecnico della Benelli : questa moto è stata sino ad ora poco compresa ed apprezzata dal mercato. Siamo però certi che chiunque avesse la possibilità di provarla ne resterebbe piacevolmente impressionato e quindi speriamo che la Benelli organizzi al più presto dei demo ride per la Tre K sia nella versione 899 che per quella maggiore 1130. Per la nostra prova abbiamo utilizzato casco X-Lite 701, giacca Alpinestars T-Dyno WP e stivali WP Forma Downtown. 65 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT “200 Miglia di Imola revival” Yamaha festeggia 50 anni di GP Una spettacolare esposizione delle sportive Yamaha che hanno segnato la storia tre diapason nei GP si terrà dal 30 settembre al 2 ottobre 2011 presso all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola A gostini, Baker e Read inaugureranno una spettacolare esposizione delle sportive Yamaha che hanno segnato la storia tre diapason nei GP. Dopo il lancio della speciale livrea a scacchi bianchi e rossi “WGP 50th Anniversary Edition” portata in pista dalle YZR-M1 MotoGp di Jorge Lorenzo e Ben Spies in occasione delle gare di Assen e Laguna Seca, e la presentazione delle nuove colorazioni in tema per la famiglia sportiva 66 dei prodotti di serie R1, R6, FZ8, R125, TZR50 ed Aerox 50, Yamaha continua la celebrazione del 50esimo anniversario della sua presenza nei GP grazie alla partecipazione da protagonista alla seconda edizione della rievocazione storica della “200 miglia di Imola”, della quale sarà partner ufficiale. L’epica manifestazione motociclistica degli anni settanta che nel 2010 ha visto per la prima volta il suo ritorno rievocativo in chiave moderna ad oltre trent’anni anni di distanza, sarà dedicata alle sole moto fabbricate prima del 1980 e si terrà dal 30 settembre al 2 ottobre 2011 come da tradizione presso all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola. In occasione del tanto atteso week-end che offrirà a tutti i partecipanti la possibilità di riammirare dal vivo le “classiche” che hanno rappresentato un’epoca d’oro del motociclismo, Yamaha, oltre a riportare in pista i suoi clienti con le loro moto storiche, presenterà in esclusiva per l’Italia una fantastica esposizione di 600 m2 dedicata ai 50 anni di competizioni nei GP, mostrando le sportive che dal 1965 in poi hanno fatto la storia dei tre diapason attraverso leggendarie vittorie. Alcune icone delle “due ruote” tra cui Giacomo Agostini, Steve Baker and Phil Read scenderanno in pista in sella ad una YZR-M1 in versione “cinquantesimo” e faranno da padrini a questa eccezionale area espositiva che per la gioia di curiosi e veri appassionati ospiterà modelli come la YZR-M1 Campione del Mondo 2010 di Jorge Lorenzo, le YZR-M1 n°46, campioni 2004 e 2008 con Valentino Rossi, la YZR500 1975 e YZR350 1974 di Giacomo Agostini, la YZR500 1992 di Wayne Rainey, la YZR250 1983 di Carlos Lavado, la YZR5001978 di Kenny Roberts e tante altre. Il primo finesettimana di ottobre vedrà così il paddock di Imola trasformarsi in un vero e proprio villaggio della passione racing a tre diapason, offendo inoltre agli amanti delle due ruote la possibilità di assistere a diverse animazioni e spettacoli in pista come, ad esempio, la Parata Gp, a cui parteciperanno più di cento campioni di un tempo che per l’occasione gireranno in sella alle repliche delle loro moto originali. Yamaha sarà inoltre presente anche attraverso i propri Club Ufficiali RD SERIES e Club TZ Italia protagonisti sia in pista che con una propria esposizione di esemplari dei loro modelli più amati. Per informazioni sul programma e sui prezzi/acquisti di turni in pista www.200miglia.com. 67 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT I racconti di Moto.it: “Follia” di Antonio Privitera | Cordiale Direttore, scrivo per raccontarle brevemente quanto segue: il 2 marzo 2011 ho ritirato la mia nuova motocicletta. La giornata era così così ma di rinunciare al giretto inaugurale non se ne parlava proprio... C ordiale Direttore, scrivo per raccontarle brevemente quanto segue: il 2 marzo 2011 ho ritirato la mia nuova motocicletta. La giornata era così così ma di rinunciare al giretto inaugurale non se ne parlava proprio. Sotto i 25 gradi c’è chi manco immatricola la motocicletta, io invece esco proprio quando il tempo è incerto. Mi piace sentire il vento freddo sul viso, percepire che le gomme hanno una presa approssimativa sulla strada e che tutto è rimesso al mio controllo e alla mia trentennale esperienza di motociclista. Aggiungo che la motocicletta io l’ho acquistata full optional e che il manuale di uso e manutenzione inizia con : “ATTENZIONE: nessuna parte di questa motocicletta è commestibile”. Manuale di trecentosessanta pagine, in sei lingue: mi prende male; il concessionario, gentilissimo, mi ricorda di studiarlo per benino che tra un mese ho gli esami. Pensavo scherzasse, invece scopro che quelli che non hanno superato l’esame hanno trovato da un giorno all’altro la motocicletta con la potenza ridotta, senza 68 nemmeno portarla da un concessionario per il tagliando o un controllo: aggiornamento coatto wi-fi. Va bene, studierò il tomo ma ribadisco il mio disappunto che vorrei Lei, Direttore, facesse proprio. Promesso di fare il bravo, ho avviato il motore e mi sono diretto verso il passo della Tufa per mettere alla frusta i 200 cv freschi di scuderia e la ciclistica definita “il mezzo più divertente e rapido per congiungere due rettilinei”: vediamo. Giunto in autostrada provo ad aprire il gas in terza marcia, la propulsione è poderosa ma raggiunti i 130 la spinta si stabilizza e non va oltre; in compenso lampeggia sul cruscotto multifunzione largo quanto un Haipad la scritta “highway limit detected”: ma certo! Il gps integrato ha capito che mi trovo in autostrada e non mi fa sforare il limite, meno male. Autostrada a sei corsie deserta e 130 all’ora… ma che bel panorama…uh, guarda le pecorelle…ripasso le tabelline a saltare…7 per 7?...teniamoci svegli... Dopo una mezz’ora di guida da pensionato arrivo finalmente alla strada tutta curve che porta in cima al passo e mi metto a piegare un po’ per rodare le gomme, e qui inizia il mio sbigottimento: in piega cerco di toccare con il ginocchio (per una questione di sicurezza, si capisce) ma non appena la saponetta sfiora il terreno la moto rallenta e si rialza da sola; butto un occhio alla strumentazione: “lean exceeds max angle”. In uscita di curva apro il gas cercando di impennare, per vedere se tutto è ok con la forcella, e la moto sussulta come se avesse l’asma mentre il display recita “no wheelie system”. Mò mi incazzo, penso in francese tra me e me. Accosto nell’intenzione di prendere il manuale e cercare le istruzioni per bypassare tutti controlli elettronici: mi levo il casco e istantaneamente la moto si spegne. Rimetto il casco, accendo di nuovo, mi levo il casco. Cappero, si spegne ancora! Lo rifaccio un altro paio di volte perché il giochetto inizia a piacermi, fino a quando non inizio a sentirmi un beota. Mi levo i guanti e si apre il vano portaoggetti. Però. 24.000 euro spesi mica male. Caro Direttore, riporto sommariamente le operazioni che mi sono state necessarie per accedere alla modalità “manual”: premere contemporaneamente i pulsanti c e d, fatto. Nello schermo appare: “pin digit”, e io penso “…azz, il pin?? E chi lo sa??” cerco inutilmente nel libretto…inizio a disperarmi, poi sento un bip dalla strumentazione e leggo “quello del bancomat, scemo!”. Cavolo! La stronza passa dall’inglese all’italiano quando ha bisogno di soldi! Ok, io digito e lei, perversa, replica: “transazione effettuata”. Sono cento euro più leggero ma almeno potrò regolare tutto come pare a me, quindi seguo le istruzioni e accedo alla funzione “manual”, mi viene chiesto dal display: data di nascita: ok, la so; paternità: vabbè, fu Pietro; gruppo musicale preferito: ehhh?? I Pooh, va bene? etero o gay?: e io scrivo etero. “RISPOSTA SBAGLIATA!” campeggia a chiare lettere sullo schermo! Imbarazzatissimo cerco di coprire con i guanti il display prima che qualcuno veda tutto: lei scrive “scherzo”. Ok, Carlo, calma. Calma. E’ tutto sotto controllo, oggi niente outing. Alla fine di questa procedura sono riuscito a tornare a casa con la moto che faceva esattamente quello che io desideravo, docile e mansueta fino a quando non si sa. Ora Le chiedo, caro Direttore: ogni mattina scendo in garage e prima di accenderla provo la trepidazione dell’attesa, la gioia dell’incontro, la bellezza di essere in due; arrivo lì e il display mi chiede il pin (e va bene per i cento euro, ma proprio non tollero di essere chiamato “papi”), poi mi propone un itinerario e fa la scontrosa, Le sembra giusto? L’assistenza ufficiale se n’è lavata le mani e non vuole averci nulla a che fare, dice che “è tutto sul manuale di uso e manutenzione”, io sono scoraggiato e deluso. Per lei faccio una follia dietro l’altra ma lei vuole sempre di più. Ho bisogno di aiuto. La prego. Caro Lettore, siamo a conoscenza di molti altri casi analoghi al suo; la Casa, interpellata sulla sua vicenda, risponde che “il comportamento del veicolo rientra negli standard ed è in linea con quello atteso, così come richiesto dalle vigenti norme sulla sicurezza stradale e sulla facilità di guida.”. La follia è spesso causa di divorzio, ma più spesso è causa di matrimonio; non le consigliamo di separarsi dalla sua motocicletta a meno che non sia disposto ad affrontare spese di certo notevoli e non coperte da garanzia; ad ogni modo, di fronte agli screzi o alle piccole bizze del mezzo, le consigliamo di provare con un regalino o una cena fuori, romantica. A volte funziona, con le stupide. 69 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»»»Prove News SPORT Suzuki contesta a Volkswagen la violazione del contratto Suzuki contesta che esista una violazione contrattuale nei confronti della Casa tedesca a seguito dell’accordo firmato nello scorso giugno con Fiat per la fornitura di propulsori diesel N uovo capitolo della polemica tra la Suzuki e il gruppo Volkswagen, nella cui orbita la casa giapponese è entrata circa un anno fa. Ora la Suzuki contesta alla casa di Wolfsburg la violazione del contratto che Volkswagen le aveva notificato a seguito di un accordo sulla fornitura di motori diesel stretto con la Fiat. E poiché ritiene che tale accusa si rifletta negativamente sulla propria immagine, la Suzuki chiede ora alla Volkswagen di annullare tale notifica, annunciandolo entro il prossimo 30 settembre. Suzuki ha spiegato in un comunicato diffuso ieri che, in un periodo antecedente alla firma dell’accordo di fornitura del diesel Fiat, “era giunta alla decisione, dopo specifici studi, di non poter utilizzare i motori diesel Volkswagen per le proprie auto”. La nota precisa anche che la Suzuki aveva informato di questa valutazione gli ingegneri della Casa di Wolfsburg. Suzuki afferma di aver discusso per diversi mesi le condizioni di utilizzazione di alcuni propulsori Volkswagen e ribadisce che “le richieste fatte 70 EICMA: presentata la 69esima edizione del Salone di Milano Previsioni positive per l’EICMA 2011: più di 500.000 visitatori attesi e un incremento del 10% rispetto al 2010. La Fiera di Milano si conferma leader mondiale nelle esposizioni dedicate alla moto N non erano mai state soddisfatte”. Questa contestazione era stata presentata da Osama Suzuki, presidente della Casa giapponese, allo stesso Martin Winterkorn, Ceo della Volkswagen. La decisione di Suzuki di non utilizzare motori diesel Volkswagen era stata successivamente notificata per scritto alla Casa di Wolfsburg. Nel suo comunicato, Suzuki contesta quindi che esista una violazione contrattuale a seguito dell’accordo firmato nello scorso giugno con Fiat per la fornitura di propulsori diesel. Volkswagen aveva inviato alla vigilia del Salone di Francoforte una lettera in cui notificava l’infrazione contrattuale. Ritenendo che tale accusa si rifletta negativamente sulla propria immagine, Suzuki chiede ora alla Volkswagen di annullare tale notifica e di annunciarlo pubblicamente entro il prossimo 30 settembre. umeri in crescita per la 69° edizione dell’EICMA, il Salone Internazionale del Motociclo, che si terrà presso la Fiera di Milano dall’8 al 13 Novembre 2011 (10-13 apertura pubblico). Alla conferenza stampa che si è tenuta oggi, i dati presentati dai vertici dell’EICMA sono senza dubbio positivi: 135.000 metri quadrati totali occupati, tra area esterna e interna, 1.174 espositori presenti, tra diretti e indiretti, 7 padiglioni aperti, con la recente aggiunta anche del padiglione 22 per far fronte alle richieste. Confermata la partnership con la Fiera di Milano, con la quale, è stato ribadito, i progetti di collaborazione sono a lungo termine. Un’edizione 2011 ricca di nuove iniziative, che ha l’obiettivo di riconfermarsi non solo come evento motociclistico del polo fieristico di Rho, ma anche di rendere Milano capitale delle due ruote, attraverso una serie di happening e serate in grado di trasformare le moto in vere protagoniste della mobilità urbana e dello stile di vita quotidiano. Tra queste, Raiders code, la festa che l’8 novembre si terrà nella villa liberty dell’Ippodromo del Galoppo, presso la quale sarà anche presentato il libro fotografico “Occhio alla moto” a sostegno della campagna per la sicurezza stradale. Non solo confermate, ma implementate le aree speciali del Salone: “The Green Planet”, giunta alla terza edizione, dedicata a “vedere e provare” la mobilità sostenibile; Turismo su due ruote, per chi ama viaggiare; l’Eicma Custom e, nell’ area esterna, il Motolive, con sfide, esibizioni e possibilità di provare i modelli nella piste allestite per Riding School e Test Drive. Tra le novità anche MDN Workshop (9 e 10 novembre), l’area Business to Business focalizzata sul networking e sulla formazione. Tra le anticipazioni svelate stamattina anche la premiazione presso l’Auditorium dei Caschi d’Oro di Motosprint, inserita a calendario l’11 novembre. 71 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS SPORT “Ma Rossi e Ducati vogliono la stessa moto?” di Nico Cereghini | Si parla di telaio deltabox e adesso anche di motore più compatto: basta con la “elle” di 90°? In Ducati non sembra che siano tutti d’accordo, e voi? Conta più il risultato o la tradizione? Ci ao a tutti! La disastrosa corsa di Valentino ad Aragon e i discorsi fatti dopo la gara, nei box e nello studio di Fuorigiri, mi riportano a un tema che abbiamo già affrontato insieme in passato, voi ed io: la moto che il pilota sogna e quella che la Ducati intende dargli sono la stessa cosa? Ai primi di giugno, quando vi raccontai che Valentino era contento del davanti e insoddisfatto del retrotreno, molti di voi si misero a discutere proprio su questo tema: a definire la Desmosedici deve essere la ricerca del risultato a tutti i costi oppure è necessario rispettare la tradizione del marchio? Il progettista può essere completamente libero di studiare le soluzioni vincenti, dal telaio fino al motore, oppure deve restare dentro il recinto delle scelte tecniche che distinguono le Ducati da strada? Il tema è più attuale che mai, perché a questo punto sembra che si stia discutendo non soltanto intorno a un telaio Deltabox, ma addirittura intorno a un motore di architettura diversa: ora la V compresa tra le due 72 Ascolta l’audio di Nico » bancate dei cilindri vale 90° (è la famosa “elle” dei bicilindrici Ducati), e invece si penserebbe a un angolo più stretto, per compattare gli ingombri come hanno fatto i concorrenti giapponesi. Ho parlato a lungo con Filippo Preziosi, a Misano. E’ una persona intelligentissima e appassionata, mi sembra portato verso la massima libertà, motivato a individuare le soluzioni vincenti senza alcun preconcetto. E continuo a pensare, come fa lo stesso Valentino, che Preziosi sia un grande tecnico, insomma dubbi sul suo conto non ne ho. Ho ascoltato tanto anche Maurizio Arrivabene, che rappresenta il forte sponsor bianco-rosso ed è molto coinvolto; anche lui vuole soltanto vincere, con Rossi, seguendo Rossi e senza compromessi di nessun tipo. Però ho la sensazione che non tutto fili liscio, che in Ducati si scontrino tuttora i due partiti, pro e contro: marketing e tradizione da una parte, sponsor e tecnici dall’altra. E nel mezzo c’è Valentino che, da grande comunicatore, quando teme che la situazione sia vicina allo stallo mette la parolina giusta nelle interviste per riaprire la discussione. Fino a qui il quadro che mi sono fatto. E mi piacerebbe sentire la vostra proprio sul tema delle priorità. Cercando di non farci influenzare dalla simpatia o dall’antipatia che si nutre verso il pilota, la Ducati deve inseguire il risultato a tutti i costi o piuttosto deve restare fedele alla sua storia? A giugno prevalse tra voi la teoria che, trattandosi di prototipi, meglio la massima libertà perché quel che conta è soltanto vincere. Ma oggi si parlerebbe anche di ridurre la famosa “elle” Ducati ad una più banale “vi”, sebbene soltanto sulla MotoGP. Mantenete le stesse opinioni? 73 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 » Prove »»»MotoGP SPORT Davide Brivio analizza per Moto.it il GP di Aragon di Giovanni Zamagni | “Stoner ha fatto una bella gara, come peraltro lo scorso anno: ha ripreso in mano la situazione per quanto riguarda il campionato, dando un segnale importante a Lorenzo” “ Ha approfittato molto bene di una pista sulla quale Jorge non si è mai trovato e non è mai stato brillante. Considerata la situazione, Lorenzo ha fatto una bella gara, perché ad Aragon la Yamaha ha sempre faticato: nel 2010, nonostante stesse facendo molto bene, Jorge non era riuscito a salire sul podio. Quindi bravo Stoner a vincere e bravo Lorenzo a contenere i danni. Ormai il distacco in classifica generale sta diventando pesante: recuperare 44 punti a uno Stoner così sono troppi. Per quanto riguarda Pedrosa, è stato bravo ma non riesce a inserirsi nella lotta: sta facendo ottime prestazioni, con un livello molto elevato, ma non tale da impensierire i vincitori delle gare”. Si dice che la Honda sia molto competitiva, ma la differenza non la sta facendo più Stoner della RC212V? “Va fatta una considerazione: fino a Brno i piloti Honda erano tutti veloci,anche un po’ improvvisamente, perché nel 2010 non era così. L’anno 74 passato i piloti Yamaha dominavano e quelli Honda si inserivano di tanto in tanto nella lotta. Nel 2011, Pedrosa e Dovizioso hanno ottenuto risultati migliori rispetto allo scorso anno, Simoncelli è maturato e Stoner va forte: il fatto che tutti e 4 fossero costantemente davanti, dimostra che la Honda è una buona moto, forse la migliore del momento. La Yamaha riesce a contrastarla alcune volte grazie a un grande Lorenzo. Jorge è molto forte, Spies un po’ meno e qualche volta sta davanti altre no. Insomma, la Honda è superiore alle altre, anche se nelle ultime 3-4 gare, Stoner e Pedrosa si sono ulteriormente staccati dai loro compagni”. Perché? “Le spiegazioni possibili sono due: o Stoner e Pedrosa sono più costanti, perché abituati da anni a stare davanti, quindi sono più esperti, oppure hanno avuto qualcosina in più dalla Honda. Secondo la mia esperienza, non credo però che la HRC abbia bisogno di aiutare Stoner e Pedrosa per stare davanti a Simoncelli e Dovizioso: ci starebbero comunque, ma mi sembra che ultimamente si siano ulteriormente allontanati. Magari la Honda ha fatto delle piccole evoluzioni, date solo a loro: ma, attenzione, nel caso che sia successo veramente questo, è giusto che sia così! Se hanno delle evoluzioni è normale che le diano a Stoner e Pedrosa, non c’è da scandalizzarsi”. Passiamo a Valentino Rossi e alla Ducati: sinceramente è difficile rimanere ottimisti, anche in prospettiva futura. “Ducati e Valentino stanno ormai pensando al futuro e non alla singola gara. Non si sta rincorrendo il risultato immediato, ma l’obiettivo è quello di cercare di far migliorare la moto e arrivare ad avere il maggior numero di dati possibili da qui alla fine dell’anno per costruire una Desmosedici migliore nel 2012. La situazione è sicuramente difficile: è chiaro che se avessimo avuto una moto già abbastanza competitiva dall’inizio dell’anno e nel fine settimana di gara fai solo la messa a punto specifica per quel tracciato, lavori molto più serenamente e tranquillamente. Adesso invece, ogni gara si parte con una moto molto differente da quella precedente, anche i dati non ti possono aiutare: insomma è molto più impegnativo procedere così. Ma si è un po’costretti a fare così, se si vuole fare un passo in avanti: fare un quinto posto invece di un settimo, non è l’obiettivo e non è nemmeno importante. Per quanto mi riguarda, preferisco fare un ottavo capendo qualcosa, piuttosto che un quinto tirato per i capelli o perché Valentino abbia preso dei grossi rischi. La situazione è difficile, particolare, nuova nella carriera di Valentino, però le circostanze impongono questo. Ad Aragon non conta la posizione di arrivo, ma piuttosto i problemi di grip, i tempi sul giro: bisogna guardare questi dati per lo sviluppo”. Valentino è parso piuttosto indispettito e arrabbiato: qual è la tua opinione? “Rossi sta facendo un grande sforzo mentale e psicologico per resistere a questa situazione. Pensate che Valentino per 15 anni è arrivato in circuito pensando di poter vincere quella gara specifica. Poi, naturalmente, ci sono stati dei GP con problemi di messa a punto e già prima della partenza si sapeva che quella gara particolare sarebbe stata difficile da vincere, però alla vigilia l’obiettivo era sempre salire sul gradino più alto del podio. Quest’anno non è così: è una condizione nella quale non si è mai ritrovato in tutta la sua carriera. Sta metabolizzando una situazione nuova e psicologicamente è molto difficile per un campione che ha delle aspettative personali di alto livello. Lui si aspetta di vincere delle gare, dei campionati ed è per questo che continua a correre. Se sei uno che non ha mai vinto o vinto poco, sopporti meglio questa situazione; Valentino ha passato degli anni difficili, come il 2006 o il 2007, ma mai senza successi. Lui sta facendo un grosso sforzo, ma, attenzione, lo vuole fare: sta lavorando, sta dando il massimo in pista e anche mentalmente. Ma non è un robot, è un uomo e in certi momenti fa fatica”. 75 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS di Emiliano Perucca Orfei | Dopo il quarto posto ottenuto ad Aragon il pilota italiano si è concesso due giorni nella campagna britannica per saggiare le doti della nuova Ford Fiesta WRC. Al suo fianco il pilota ufficiale Mikko Hirvonen, secondo nel Mondiale Rally C umbria - A poche ore di distanza dal quarto posto nel GP di Aragon, Marco Simoncelli ha scelto di concedersi due giorni di “relax” nella campagna britannica in compagnia di Castrol e del team Ford Abu Dhabi World 76 Rally Team. Non si è trattato, però, di una visita di cortesia o di un semplice evento promozionale: a pochi passi dalla cittadina di Cumbria, infatti, SIC si è esibito al volante di una Ford Fiesta WRC, la stessa pilotata da Mikko Hirvonen nel Mondiale Rally WRC con risultati eccezionali. Il finlandese, a tre gare dalla fine, si trova ad appena 15 punti di distacco da sua maestà Sebatien Loeb, che comanda la classifica piloti con 196 punti. Una situazione di campionato delicatissima - soprattutto in virtù del punteggio che premia Anno Numero 2011 01 32 » Prove »»»MotoGP SPORT Marco Simoncelli prova la Ford Fiesta WRC 2011 27 Settembre con 25 punti le vittorie - al quale Hirvonen non è sembrato dare troppo peso: al contrario è apparso molto sereno e disponibile nei confronti degli ospiti dell’evento ma soprattutto del “neofita” Simoncelli, che per la prima volta è salito a bordo di una WRC realizzata secondo le direttive dettate dal drastico cambio di regolamento avvenuto all’inizio del 2011. Per il motociclista italiano, infatti, le WRC da due litri non rappresentavano più una novità da un pezzo - visto che le ha usate più volte nel rally di Monza - a differenza delle nuove WRC da 1.6 litri, profondamente diverse in termini di feedback: meno cavalli, assenza di elettronica e ripartizione fissa tra i due assi della coppia motrice vista l’assenza del differenziale centrale, la nuova Fiesta WRC è apparsa comunque in grado di mettere a proprio agio il nuovo “ospite” in pochi istanti. Già al primo stop, dopo poche tornate all’interno di un tracciato sviluppato all’interno di un vecchio aeroporto, l’italiano ha incassato i complimenti del celebre collega rallista, che ha elogiato la sensibilità del SIC pur suggerendogli alcune piccole rifiniture, in particolar modo legate al momento del cambio di marcia in scalata. Suggerimenti che Sic ha fatto immediatamente propri arrivando, a vista d’occhio, a marciare su ritmi simili a quelli del pilota ufficiale nel momento di massima concentrazione. Non sono mancati momenti di puro svago, come quando sul sedile del navigatore, si sono alternati ad Hirvonen la fidanzata Kate e il responsabile del suo ufficio stampa. Degna di nota la meticolosità con la quale Simoncelli ha formato il proprio posto guida nella Fiesta WRC: i meccanici, assecondando le richieste dell’italiano, sono intervenuti addirittura sostituendo il sedile con uno più idoneo ad ospitare un pilota di un metro ed ottantatre centimetri. «Mi sono divertito un sacco - ha dichiarato Simoncelli - ed è stata una bella esperienza, utilissima per il prossimo rally di Monza. La tecnica di guida tra una moto ed un’auto è molto diversa anche se le derapate, per quanto spettacolari, hanno gli stessi effetti negativi sul tempo. Con Hirvonen come passeggero mi sentivo un po’ sotto pressione perchè sentivo di non poter sbagliare nulla ma alla fine è andato tutto bene, anzi, l’esperienza è stata utile per avere qualche dritta. Mi è piaciuto molto il suo di stile di guida ed ho cercato di capire quali siano le cose che lui fa in modo diverso dal mio quando ho fatto da “navigatore”.» Per par condicio a Simoncelli non rimane che insegnare ad Hirvonen i segreti della MotoGP: «Per me va benissimo - ha risposto simpaticamente il campione italiano - ma prima di tutto bisogna sentire se la Honda è d’accordo...» 77 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS SPORT 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 » Prove »»»MotoGP GP di Aragòn. Le foto più belle Un GP che ha segnato ancora una volta lo strapotere di Stoner. Ecco gli scatti in pista e fuori che raccontano il fine settimana ad Aragòn Sfoglia tutta la gallery su Moto.it 78 79 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS SPORT 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»» Motocross »»»Prove Le foto più spettacolari del Cross delle Nazioni di Massimo Zanzani | Per l’Italia non è stato un grande successo ma per il mondo del Cross è stato un evento davvero emozionante. Ecco gli scatti più belli del fine settimana. Sfoglia tutta la gallery su Moto.it 80 81 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS SPORT Guarneri: “Dopo la prima manche di MX1 e 250 per noi era già finita” di Massimo Zanzani | E’ l’unico italiano a punti al Nazioni ed ha dimostrato quanto sia veloce. Guarneri ci racconta la sua gara E ri venuto per fare il tappabuchi invece sei stato il migliore in assoluto. “Sono contento, ho trovato una pista bella, non era bagnata troppo come al solito. Già il sabato ho fatto secondo e ci siamo qualificati secondi dietro gli americani che, considerando anche la diversità di moto che hanno, non è male. Loro hanno delle moto di un altro livello. Partita la prima manche della MX1 e 250 per noi era già finita. Cairoli e Lupino hanno fatto due zeri e la classifica era già andata, ma io ho comunque fatto lo stesso la mia gara. La prima manche con un po’ di pioggia non è stata facile e i primi giri è stata dura. Sono venuto su fino 82 a l’ottavo posto e non era male, ma mi ha lasciato con l’amaro in bocca. Ho avuto anche un po’ di problemi di gomme. Infatti la seconda sono partito meglio, ottavo, e poi sono venuto su sfruttando anche qualche errore degli altri. Ho passato anche piloti che hanno contratti e nomi più altisonanti del mio e sono andato fino in quarta posizione. Gli ultimi giri per i doppiati ho perso una posizione e ho fatto quinto. Sfortunatamente è stata una brutta giornata per l’Italia: tutti ritiri. Tutti i tifosi italiani mi hanno fatto i complimenti e ho fatto una buona gara. Con i problemi che ho avuto quest’anno ho dimostrato che la mia velocità ancora c’è e avrò una cosa in più da raccontare ai nipoti”. Questi americani sono saliti ancora sul podio. “Soprattutto quando pioveva si è visto che non sono irresistibili. Però non sbagliano quasi mai, ha non ottime partenze, ottime moto e un ottimo ritmo gara. Se però guardi anche le dimensioni dell’America sarebbe come scegliere i migliori piloti di tutt’Europa. Però loro hanno guidato bene, sono andati forte. Più però che per la velocità sono rimasto sorpreso di quanto poco abbiano sbagliato e quindi sono riusciti a portare un’altra volta a casa il titolo. Loro hanno tre piloti tutti tre competitivi quindi battere una squadra così è difficile”. 83 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS di Manuel Lucchese | Mancano ancora diversi mesi alla Dakar 2012, ma la macchina organizzativa è partita! Nel 2012 seguiremo il 23enne Manuele Lucchese e la sua Husaberg sin dai nastri di partenza del rally sudamericano M Seguitemi su Moto.it, vi racconto la mia Dakar! Mi chiamo Manuel Lucchese, sono un ragazzo romano di 23 anni che ha deciso di giocarsi tutto per inseguire un sogno su due ruote. La mia dipendenza 84 motorally. Ho continuato a correre in entrambe le discipline fino al 2007 quando ho abbandonato l’enduro per concentrarmi interamente sui rally. per le due ruote è iniziata nel lontano 1996 all’età di 8 anni, quando mio padre mi ha regalato la mia prima moto da cross. E’ stato subito un colpo di fulmine e pochi giorni dopo ero già nel parco di Villa Ada (noto parco del centro di Roma) a imparare a guidare. I primi anni di minicross sono stati disastrosi, ero veramente negato e nonostante mio padre mettesse un sacco di dedizione e passione, non c’era verso che io dessi gas! Fortunatamente da adolescente mi sono svegliato un po’ e sono arrivati i primi risultati nel campionato italiano minicross. Ma non pensavo fosse questo il mio futuro. Non mi sono mai voluto vedere come un semplice pilota ma come un esploratore, per me la moto non è solo un mezzo da competizione, è qualcosa di molto più grande, la moto è un mezzo che mi permette di esplorare, scoprire, evadere. Nel 2004 dopo vari infortuni ho abbandonato il cross e ho provato per curiosità l’enduro e i motorally: il primo approccio è stato molto positivo con entrambe le discipline e subito alla prima stagione ho chiuso il campionato italiano enduro nei primi 5 e ho persino vinto quello Anno Numero 2011 01 32 »»» Sport SPORT Alla Dakar con il giovanissimo Manuel Lucchese anuel Lucchese racconterà la sua Dakar ai lettori di Moto.it Ci piacciono da matti le sfide. Per questa ragione nel 2012 Manuel Lucchese racconterà ai lettori la sua gara alla mitica Dakar. Manuel ha infatti solo 23 anni e già per questo conquista un primato, a pari merito con Edi Orioli: essere il più giovane concorrente italiano in corsa alla Dakar. Seguiremo la sua gara passo passo, scoprendo i segreti di un pilota semiprofessionista che si prepara a correre una delle competizioni più difficili sia a livello fisico che mentale. Scopriamo direttamente da Manuel chi è e quali sono le sue aspirazioni. Nei prossimi mesi sarà lui stesso ad aggiornarci sulla preparazione e della sua Husaberg 450 in vista della Dakar 2012. 27 Settembre Il fascino unico dei Rally Nel mondo dei rally vivi immediatamente qualcosa di diverso, riesci ad appagare la voglia di vera avventura come nessun’altra disciplina per diversi motivi, primo su tutti la velocità, qui si sfreccia a manetta con la moto raggiungendo punte massime anche di 170km/h, cosa impensabile nel cross o enduro. Anche dal punto di vista mentale i rally richiedono uno sforzo non indifferente per resistere a tanti giorni di gara nei quali l’inconveniente è sempre dietro l’angolo. I rally sono diventati la mia vita ed in questi anni sono riuscito a vincere 1 gara di campionato del mondo, 7 titoli europei e 4 italiani. Però nella vita non corro e basta, oltre alle gare frequento l’università, lavoro come tester per la rivista Endurista e ogni tanto faccio i normali lavori da studente per tirare su qualche soldo in più (cameriere, promoter, barman). Quest’anno la stagione è iniziata in modo strano; dovevo correre il campionato italiano ma io volevo esordire nel deserto, in un modo e nell’altro sono riuscito a trovare la soluzione per andare ad Abu Dhabi per la mia prima volta sulle dune ed è stato amore alla prima smanettata. Incredibilmente alla fine sono riuscito a correre tutte le prove del mondiale quest’anno grazie all’aiuto dei vari organizzatori che mi hanno supportato in qualità di pilota più giovane del mondiale. E ora mi trovo 5° assoluto e migliore degli italiani. Cinque mesi fa la svolta: è tempo di Dakar Pochi mesi fa ho preso una pazza decisione, quella di iscrivermi alla Dakar, una cosa che desideravo da tempo ma le possibilità economiche mi avevano sempre bloccato. Quest’anno senza budget e senza sponsor mi sono buttato, ho preso tutti i miei risparmi e ho mandato l’iscrizione senza pensarci due volte, anche perché quest’anno entrerei nel mio piccolo nella storia della Dakar come il pilota italiano più giovane di sempre assieme a Edi Orioli che partecipò per la prima volta a 23 anni. Ammetto di essere molto preoccupato anche perché sarà davvero una grande sfida percorrere 9.000km di gara in 14 giorni e ho ancora quasi tutto da organizzare! Un mix di emozioni mi sta accompagnando da quando ho mandato l’iscrizione, sento un’enorme carica e voglia di impegnarmi. Con il passare dei mesi sto riuscendo a ridurre al minimo i costi, ad allenarmi e prepararmi per questa incredibile avventura, inoltre sto scoprendo una grandissima solidarietà tra motociclisti di tutto il mondo che mi stanno dando il loro supporto. Proprio questa settimana partirò per l’Australia per correre un importante rally e per valutare la preparazione fisica e mentale, il tutto grazie ad una persona conosciuta casualmente su Facebook, ma questo ve lo racconterò la prossima volta. Intanto seguitemi su Moto.it e sul mio blog www.ladakar.com Nei mesi che verranno condividerò con voi tutto ciò che comporta organizzare la propria partecipazione alla Dakar, spero di ispirare altri giovani come me a buttarsi in questa fantastica disciplina! 85 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»» Sport SPORT Pharaons Rally ai nastri di partenza Mancano pochi giorni al via della quattordicesima edizione del Pharaons Rally. Dal 3 all’8 ottobre andrà in scena la 14ª edizione del rally egiziano. I veicoli sono già in navigazione verso Alessandria I veicoli sono in navigazione verso Alessandria e il 30 settembre saranno raggiunti dai piloti. Ottima la partecipazione con oltre 120 equipaggi in gara. Nella categoria moto si assegna il titolo Mondiale con tre piloti in lotta: Rodrigues, Przygonski e Coma. Tra le auto Jean Louis Schlesser tenta il riaggancio al leader della classifica Novitskiy. L’attesa è febbrile. Mancano pochi giorni al via della quattordicesima edizione del Pharaons 86 Rally, i mezzi in gara sono stati imbarcati sulla nave Spes della Grimaldi Lines e mercoledì 21 settembre sono partiti dal Porto di Venezia per raggiungere Alessandria dopo tre giorni di navigazione. 63 moto, 12 quad, 25 auto, 2 camion, più un’altra ventina di equipaggi impegnati tra Pharaons Classic e Raid. Questi i numeri del Pharaons 2011, numeri importanti se si considera che il fantastico Egitto è uscito da poco da una situazione difficile. Il conto alla rovescia è dunque cominciato per tutti e l’ansia per il grande evento che si avvicina colpisce un po’ tutti, piloti ufficiali o semplici amatori, ognuno pronto a mettere in gioco i propri sogni, le speranze, gli obiettivi più o meno importanti. Due giorni di verifiche presso il Movenpick Hotel di 6th October City, 1 e 2 ottobre, poi finalmente l’adrenalina potrà essere scaricata alla guida del proprio mezzo. Le Piramidi di Giza il 3 ottobre saranno l’ormai classico ma sempre strabiliante contesto che saluterà la partenza del rally, con la prima delle sei tappe che l’8 ottobre riporteranno la carovana di nuovo davanti alle tombe dei faraoni Cheope, Chefren e Micerino. 2600 chilometri complessivi, pochissimi trasferimenti, il Pharaons 2011 sarà molto duro e sono da tenere d’occhio soprattutto la seconda e la quinta tappa, giornate epiche in cui tutto sarà possibile. La battaglia al Pharaons sarà senza esclusione di colpi. Tra le moto Marc Coma, il rullo compressore che vince tutto quello a cui partecipa, cercherà da un lato di fare il bis dopo la vittoria dello scorso anno e magari superare il record di quattro vittorie al Pharaons che condivide con l’indimenticato Fabrizio Meoni. Dall’altro lato cercherà di dare l’assalto alla classifica Mondiale, comandata dal portoghese Helder Rodrigues (69 punti) davanti al polacco Kuba Przygonski (58 punti, mentre Coma è a quota 50). Ma il Pharaons segnerà anche il ritorno alle competizioni di “Chaleco” Lopez, che risale in sella alla sua Aprilia dopo il terribile incidente di aprile in Tunisia. Anche Jordi Viladoms punta a un posto di primo piano, così come i compagni di squadra di Przygonski, Marek Dabrowski e Jaceck Czachor. Da tenere d’occhio il debutto “africano” di Andrea Mancini, velocissimo pilota italiano che negli ultimi anni è stato l’unico in grado di tenere testa a Coma e Despres al Sardegna Rally Race. Molta curiosità susciteranno invece le due Piaggio Vespa PX che saranno guidate da Andrea Revel Nutini e Marcello Dabrogni. Non vinceranno certo il Pharaons, ma il premio simpatia sarà tutto per loro. Auto Tra le auto “sua maestà” Jean Louis Schlesser torna in Egitto dopo la rocambolesca vittoria dell’anno scorso. Sfida importante per il francese, che è in lotta per la Coppa del Mondo FIA. Data l’assenza del capoclassifica Novitskiy e i 60 punti in palio al Pharaons, Schlesser avrebbe la possibilità di ricucire gran parte del gap che lo divide dal russo. Sulla sua strada troverà i determinatissimi piloti del Team Toyota Autobody, il giapponese Jun Mitsuhashi e Masahiro Terada, così come l’agguerrito team russo G-Force capitanato da Boris Gadasin, già due volte vincitore della Coppa del Mondo Baja. Si prosegue con il Team Sixt Ukraine con Vadym Nesterchuk, le tre auto del Team Leading Lodges of Africa e le tre Nissan del Team Dessoude, tutte guidate da… Cinotto: padre e due figli in una sfida tutta familiare. Ma tanto interesse sarà concentrato su Thierry Magnaldi: l’ex motociclista ha esordito al Silk Way Rally con un SSV Polaris Razor, dando del filo da torcere alle vere quattro ruote. Sulle dune egiziane la sua esperienza e la leggerezza del mezzo potranno riservare sorprese! Tre gli equipaggi egiziani in gara, che cercheranno di ben figurare nella gara di casa: l’esperto Tarek El Erian, Karim El Zanaty e Gary Garbis. 87 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS SPORT Micheluz vince il Campionato Europeo Enduro Micheluz con al sua Fantic 300 2T (due tempi) ha dominato nel corso della stagione le 7 prove del campionato e nel fine settimana conclusivo appena tenutosi in Francia a Riom-ès-Montagnes ha conquistato il titolo M icheluz ha costruito il suo successo già nella gara di venerdì: un trionfo senza dubbi che ha lasciato indietro i principali rivali per il titolo, l’olandese Mark Wassink e lo slovacco Stefan Svitko, e messo subito in chiaro quale fosse l’unico risultato possibile per il pilota friulano. Sabato ha consolidato il vantaggio in classifica con un ottimo secondo posto. Ma è arrivata domenica la conferma del grande carattere di questo pilota, durante la prova cross. Micheluz poteva accontentarsi di arrivare nei 10 per avere la certezza matematica del titolo, ma accontentarsi non è nel suo DNA: nonostante una partenza difficile in decima posizione per un contatto con un avversario, è arrivato terzo dopo una spettacolare, quanto rischiosa, rimonta. “Sono molto emozionato – è il commento di Micheluz - è una grandissima soddisfazione essere arrivato a questo risultato, voglio ringraziare la Fantic tutta con Federico Fregnan, il mio meccanico Michele Zamattia, mio padre che mi ha seguito in queste trasferte e 88 tutti gli sponsor e i tanti tifosi che mi hanno sostenuto in questa grande stagione”. Grazie al fondamentale contributo di Micheluz, insieme ad Alessio Paoli, Maurizio Gerini, Roberto Rota, l’Italia ha conquistato anche il Trofeo Continentale Senior. Una grande soddisfazione per il pilota ma anche per tutta la scuderia Fantic Motor Doimo Cityline, alla prima stagione in questo campionato con la nuove moto due tempi lanciate meno di un anno fa. Comprensibilmente felice Federico Fregnan, patron della scuderia, a cui va il merito non solo di aver acquistato il marchio Fantic Motor, ma di averlo rilanciato sia sul mercato con i nuovi modelli 2 Tempi, che nel mondo dell’agonismo: “Meno di dodici mesi fa, quando abbiamo lanciato le nuove moto 2T e deciso di affrontare l’avventura con Micheluz, non avremmo onestamente pensato, pur nel nostro entusiasmo e ottimismo, di raggiungere questi livelli in così breve tempo. La scelta di fare una moto puntando a materiali, tecnici e piloti di altissimo livello si è rivelata vincente. Ringrazio Maurizio per la sua grande prestazione e per la continuità che ha avuto nel corso dell’anno, oltre a tutti i tecnici e i meccanici per avergli dato un mezzo veloce ed affidabile.” Risaliva al lontano 1981 l’ultima vittoria europea di Fantic, quando Gualtiero Brissoni con la 125 2T vinse il campionato. 89 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE NEWS MOTOGP SUPERBIKE MOTOCROSS Fabio Farioli, manager del Team KTM Farioli, racconta come si è avvicinato al mondo delle moto, dalla sua prima gara, al suo rapporto con KTM e i giovani piloti, per finire con papà Arnaldo con un Suzuki 80, giravo nella casa di campagna. Questo me lo ricordo molto bene e quindi avrò avuto sei o sette anni” Papà in moto te lo ricordi? “No, assolutamente. Anche perchè non è mai venuto in moto con me : quando sono nato lui aveva già smesso, e si era concentrato sul lavoro” Non c’è mai stato dubbio che il tuo futuro sarebbe stato nelle moto? “Direi proprio di no. Sono nato con le moto. Al pomeriggio, dopo la scuola, andavo in officina e stavo lì con i ragazzi. Quando dovevo girare in moto andavo con chi faceva motocross oppure enduro, quindi alla fine per forza di cose...La domenica andavo a vedere le gare di motocross. Diciamo che la mia vita era immersa nelle moto fin dall’inizio” F abio Farioli, bergamasco doc, classe 1970, ha iniziato a correre a 15 anni e ha vinto un mondiale enduro nel ‘93, ma al suo attivo ha: 14 titoli italiani enduro, 1 supermotard, 2 titoli italiani raid marathon, un trofeo motocross nel 1988 e 4 vittorie a squadre alla Sei Giorni, oltre ad un’altra 90 miriade di vittorie, titoli e risultati. Non posso non chiedergli – perchè sono davvero curiosa – se si ricorda la prima volta in vita sua in cui vide una moto. Lui ci pensa un po’ e poi pensa alla sua prima motoretta, è un ricordo un po’ sfocato, ma c’è, ben presente nella sua memoria. “Avevo una motorettina piccola, con le rotelle dietro, e giravo nel piazzale sotto casa dei miei. Ricordo che mi infilavo sotto i paraurti delle macchine e c’era Pierino, il capo magazziniere, che veniva a tirarmi fuori. Lasciavo lì la moto, lo chiamavo e lui veniva a tirarmela fuori. Avrò avuto 3 anni forse. I ricordi si fanno più nitidi quando, Anno Numero 2011 01 32 »»» Sport SPORT Intervista a Fabio Farioli manager del Team KTM Farioli 27 Settembre La prima gara? “A 15 anni ad Erba, gara di campionato regionale di cross 125. Ero già grande perchè papà non mi aveva fatto mai fare il minicross. Mi aveva detto “quando sarai grande a sufficienza deciderai tu se correre in moto, io non ti spingo”. Credo che sia stata la cosa migliore” Risultato della prima gara? “Non arrivai in finale. Ma alla seconda gara invece arrivai in finale. Ho corso fino all’89 nel cross, ho vinto un campionato italiano 500, quando c’erano i senior nazionali – allora si chiamavano così. Poi quell’inverno durante un allenamento ho rotto i legamenti del ginocchio e quando ho ripreso a girare l’ho fatto con la moto da enduro. Mi è piaciuto e ho piantato lì il cross e mi sono dato all’enduro” E fino a quando hai corso nell’enduro? E questa volta le domande le fa Fabio: “Seriamente? Ho smesso diversi anni fa...Meno seriamente? Ho smesso tre anni fa. Sai quando cominci ad occuparti di certe cose il tempo viene meno. Andavo in moto due o tre volte prima della gara e basta. Già io sono uno che non si è mai allenato ai tempi, quando dovevo farlo, figurati negli ultimi anni” Ma ci sono state anche altre gare nella tua vita, Africa? Baja? “Avevo delle gare a cui ero affezionato ed una di queste era l’Italian Baja, a Pordenone. E credo di averlo vinto 3 volte (1998, 2000 e 2001), Anche Lignano Sabbiadoro, la 12 ore, mi piaceva tanto e penso di essere stato l’unico ad averla vinta così tante volte, sempre con compagni diversi. Avevo le mie piccole manie, le gare che mi piaceva fare. Mi impegnavo e le facevo. Così come il super motard, quando l’ho fatto mi è piaciuto e mi ci sono dedicato. I rally africani invece sono stati un’esperienza a parte. Ricordo che fin dall’inizio Ktm pressava perchè voleva un pilota italiano di punta, io però non avevo l’interesse, visto che già facevo il mondiale enduro. Ero sempre occupato durante tutto l’anno e avrei dovuto in quei mesi che dedicavo al riposo - dicembre, gennaio, e febbraio - continuare ad andare in moto. Sono sicuro che avrei perso l’entusiasmo. Loro spingevano e io dicevo no. Ho fatto due o tre volte il Desert Challenge in Dubai, arrivando anche secondo, dietro a Peterhansel. Ai tempi quando alla Dakar gli ingaggi erano alti e guadagnavi dei bei soldi avevo avuto delle offerte, potevo correre con Yamaha o Gilera, a livello ufficiale, ma non accettai. Per vari motivi: un po’ non ero convinto, un po’ papà aveva paura, un po’ perchè era un periodo che la Ktm era in difficoltà e una serie di importatori, fra cui noi, stavano lavorando per rilanciarla. Sarebbe sembrato un controsenso andare a correre con un’altra marca” Già, KTM, com’è il tuo rapporto con gli austriaci? “Penso di essere una persona che capisce quali sono i diritti, i doveri, i limiti, cosa bisogna fare e cosa no, sempre tenendo conto che noi corriamo perchè l’azienda deve vendere le moto. Non è che vendiamo le moto perchè dobbiamo correre. Questo è un concetto che 91 Spedizione su abbonamento gratuito Periodico elettronico di informazione motociclistica Ricevi Moto.it Magazine » PROVE mi è stato insegnato – e sorride mentre lo dice – fin da quando eravamo importatori, dalla famiglia, e quindi qualche volta faccio fatica perchè contrasta con il discorso prettamente sportivo. Tu pensi, ‘devo vincere, e basta’ però io ragiono e mi dico, ‘sì è vero, dobbiamo vincere, ma dobbiamo anche vendere le moto’. Quindi quando faccio delle scelte devo ragionare a livello di marketing anche se non sarebbe compito mio...però è più forte di me e lo faccio, e scopro che poi molte volte mi ascoltano. E fa un esempio: C’è stato un periodo in cui in Ktm volevano usare solo i 4 tempi. Convinti che nel cross andassero bene solo i 4 tempi. Gli dissi che noi vendevamo le moto da enduro 2 tempi, ‘le abbiamo solo noi, perchè dobbiamo far finta di nulla?’ dissi. Ci fu una lunga battaglia ma alla fine capirono e adesso abbiamo sempre un 2 tempi e un 4 tempi” Hanno un modo di vedere le cose un po’ “austriaco”? “Sì, però io ho imparato tanto da loro. Prima andavo dietro all’emozione e al sentimento mentre ora sono più razionale nelle scelte. Credo che ogni tanto serva ragionare in modo “tedesco”. Con loro vado d’accordo, per esempio con Pit Beirer mi trovo bene: quando loro vogliono fare una cosa è inutile mettersi contro, ma quando ci sono cose in cui mi devo 92 NEWS MOTOGP SUPERBIKE impuntare loro mi ascoltano perchè mi conoscono e sanno che non lo faccio inutilmente” C’è stato un momento in cui l’ufficio ha avuto il sopravvento sull’andare in moto? “Sì c’è stato, anche se quando sei giovane tutto ti sembra più facile. I tempi cambiano: una volta correre era facile. Ricordo che partivamo a pianificare la stagione, se non con l’anno in corso, cioè a gennaio, poco prima di Natale. Invece adesso siamo a settembre e stiamo già lavorando per l’anno prossimo. E’ diventato tutto più complicato” Che cos’è cambiato? “Ma sai che non lo so? Penso che in genere in tutti i lavori, nelle attività, è diventato tutto più complicato. Hai gli stessi risultati ma è tutto molto più difficile. Le cose che prima potevi fare da solo e in un’ora adesso le fai in mezza giornata e ci vuole un’altra persona. Una volta in ufficio eravamo in 15 e facevamo tutto: gestivamo la squadra corse, importazione e rivendita. Ora siamo in 15 e gestiamo la rivendita e una parte della squadra corse, per il resto ci sono altre persone” Ma la tua giornata media allora di quante ore è fatta? “Ah no, aspetta. Io, tanto per cominciare, non mi alzo mai prima delle 8 e mezza...e ride... poi porto le bambine all’asilo MOTOCROSS 27 Settembre Anno Numero 2011 01 32 »»» Sport SPORT e vado a fare colazione. Non arrivo in ufficio prima delle 9 e mezza. Poi smetto all’una e rientro alle 14,30, ma da lì vado avanti ad oltranza. Finisco alle otto di sera e se devo fare qualcosa con calma aspetto la sera per farlo, o la notte, mi metto davanti al computer – mi accendo il mio sigaro e sto lì a lavorare al computer - e sono capace di restarci fino alle 2, alle 3 o alle 4 di mattina” Parliamo ora dei piloti, ho come l’impressione che a te piaccia occuparti di loro… Ragiona un attimo e risponde “Sì, mi piace, anche se ho le mie preferenze. Non a livello di piloti, cerco di spiegarmi. Ci sono piloti di cui mi occupo volentieri, ce ne sono altri a cui lascio fare quello che ritengono più opportuno perchè mi complicano la vita. Sotto la tenda sono tutti uguali, ma ci sono piloti per cui io posso decidere determinate cose ed altri a cui lascio decidere. Preferisco che lo facciano da sé perchè hanno sempre delle complicazioni, questo non va bene, quest’altro neanche...e quindi se possono farsi le cose da soli io preferisco. Abbiamo sempre avuto due piloti per ogni categoria e non ho mai fatto preferenze. Magari a livello umano posso preferirne uno, perchè è più vicino al mio modo di essere, ma quando sono sulla moto per me sono tutti uguali. Che vinca uno, o l’altro, cambia niente” Editore: CRM S.r.l., Via Melzo 9 - 20129 Milano P. Iva 11921100159 Responsabile editoriale Ippolito Fassati Capo Redattore Andrea Perfetti Redazione Maurizio Tanca Cristina Bacchetti Marco Berti Francesco Paolillo Aimone dal Pozzo Grafica Thomas Bressani Ti piace seguire i giovani? Vederli crescere? Ti da soddisfazione? “Sì, soprattutto se vedo i risultati. Com’è stato con Oldrati, o quest’anno con Manzi e soprattutto se vedo che ascoltano me o Belometti, in gara ed in allenamento. Con Oldrati e Manzi abbiamo avuto due ottimi esempi, Jonathan non è ancora un campione ma ha tutti i numeri per diventarlo. E’ bravo, intelligente e sa quello che deve fare per diventare un professionista. Lavora sodo e non si tira mai indietro, in moto ci sa andare e quando c’è da allenarsi è uno che si fa il mazzo. Poi magari ne vedi un altro che se ne sbatte, oppure pensa che solo perchè ha vinto una giornata è chissà chi e si sente in diritto di parlare male di tutto e di tutti, o ancora si sente in diritto di non doversi allenare come crede e allora ti dici: “ma se non frega niente a lui vuoi che importi a me? Ne prendiamo un altro” Ma quando segui i tuoi piloti in gara sei un ansioso? “No...anche se, in realtà quando c’è davanti qualcuno dei nostri divento ansioso. Dipende un po’ anche dal pilota, ma mi… Continua su Moto.it Collaboratori Nico Cereghini Massimo Clarke Giovanni Zamagni Carlo Baldi Massimo Zanzani Lorenzo Boldrini COPYRIGHT Tutto il materiale contenuto in Moto. it Magazine è oggetto di diritti esclusivi di CRM S.r.l. con sede in Milano, Via Melzo 9. Ne è vietata quindi ogni riproduzione, anche parziale, senza l’autorizzazione scritta di CRM S.r.l. 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