Provincia di Pistoia
DECRETO INTERMINISTERIALE
04/03/2013:
LAVORARE in SICUREZZA in PRESENZA
di TRAFFICO VEICOLARE
IL DECRETO INTERMINISTERIALE 4 MARZO 2013:
ANALISI E COMMENTO
Pistoia 25/06/2013
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Il Relatore
Dott. Ing. Paolo Bellezza
INDICE
1. INTRODUZIONE
2. I DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
3. IL DECRETO INTERMINISTERIALE 04/03/2013
4. IL COMMENTO AL D.I. 04/03/2013
5. CONCLUSIONI
6. RINGRAZIAMENTI
7. APPENDICE
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Il Relatore
Dott. Ing. Paolo Bellezza
SIGLE ED ABBREVIAZIONI
1) RSPP = Responsabile del servizio di prevenzione e protezione
2) ASPP = Addetti al servizio di prevenzione e protezione
3) SPP = Servizio di prevenzione e protezione
4) TU =Testo Unico (D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.)
5) DLa = Datore di lavoro
6) VR = Valutazione dei rischi
7) DPI = Dispositivi di protezione individuali
8) DPC = Dispositivi di protezione collettiva
9) D = Dirigente
10) MCC = Movimentazione manuale dei carichi
11) MC = Medico competente
12) L = Lavoratore/i
13) P = Preposto/i
14) CE = Comunità Europea
15) dir. = Direttiva Comunitaria
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Dott. Ing. Paolo Bellezza
16) RLS = Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
17) RLST = Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
territoriale
18) ASL = Azienda Sanitaria Locale
19) DTL = Direzione Territoriale del Lavoro
20) D.I. = Decreto Interministeriale
21) CSP = Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione
22) CSE = Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione
23) G.U. = Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana
24) DT = Disciplinare Tecnico
25) DM = Decreto Ministeriale
26) co. = comma
27) PSC = Piano di sicurezza e coordinamento
28) PSS = Piano di sicurezza sostitutivo
29) POS = Piano operativo di sicurezza
30) C.d.S. = Codice della strada
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1. INTRODUZIONE
La segnaletica stradale è il “dizionario” delle strade: contiene ( o
dovrebbe contenere... se ben scelta e posizionata…) tutti gli
elementi che servono per utilizzare in sicurezza ogni tipo di
strada.
Così come un qualsiasi altro tipo di dizionario è utile per
conoscere, capire ed amare la lingua italiana, così la segnaletica
è lo strumento che informa, consiglia, ammonisce e fa
apprezzare la strada attraverso un insieme assai ampio di segnali
ed oggetti complementari. Ma, a differenza degli altri dizionari,
la segnaletica ha specificità particolari che interagiscono
profondamente con la salute e la sicurezza intesa in questo
contesto come incolumità delle persone, delle maestranze, dei
tecnici e degli eventuali terzi presenti nei cantieri.
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Possiamo dire, pertanto, che il D.I. 04/03/2013, soggetto di
questo Convegno, stabilisce una corrispondenza intensa, un
legame forte, una relazione profonda fra il T.U. e gli altri
Decreti e Leggi che si riferiscono alla sicurezza, ed il Nuovo
Codice della Strada (D. Lgs. n. 285/1992 e s.m.i.), il suo
Regolamento ed il Disciplinare Tecnico di cui al DM del
10/07/2002. In altri termini, il D.I. 04/03/2013 si presenta come
“cerniera” fra la sicurezza e le disposizioni di legge attinenti
alle strade.
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2. I DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
Per prima cosa, occorre osservare che il D.I. 4/03/2013
(“Segnaletica stradale per attività lavorative svolte in presenza di
traffico veicolare” ) che chiameremo per brevità il Decreto,
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 67 del 20/03/2013 ed entrato
in vigore il 19/04/2013, coinvolge i tre Ministeri seguenti:
a) Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
b) Ministero della salute;
c) Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Da ciò deriva la sua importanza ad ampio raggio. Tratta un
argomento che era stato soltanto sfiorato nel TU all’art. 161 co.
2 bis facente parte del Titolo V (Segnaletica di salute e sicurezza
sul lavoro).
Tale co. 2 bis testualmente recita:
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2 bis « Entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto legislativo, con decreto dei Ministeri del lavoro, della salute
e delle politiche sociali e delle infrastrutture e dei trasporti,
acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province di Trento e Bolzano, sentite le
organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano
nazionale, è emanato il regolamento per l’individuazione delle
procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica
stradale destinata alle attività lavorative che si svolgano in presenza
di traffico veicolare.»
Interessante è osservare che il regolamento citato al co. 2 bis parla
di procedure di “revisione”, “integrazione” e “apposizione” della
segnaletica stradale.
Vediamo il significato delle varie parole, con lo sguardo e la mente
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volti al Vocabolario Treccani, quale riferimento:
Revisione – 1. Nuovo esame inteso ad accertare ed a controllare,
ed eventualmente a correggere o a modificare, i risultati e le
valutazioni dell’esame già operato, oppure la situazione iniziale o
precedente: r. degli atti di un concorso, r. contabile o della
contabilità, nella pratica amministrativa e aziendale, r. delle
liste elettorali effettuata ogni sei mesi da apposita commissione
comunale… 2. In alcuni casi comporta un esplicito rilievo
dell’intervento, conseguente all’esame e al controllo, inteso a
eliminare errori, imperfezioni e difetti, o altri fattori negativi ai fini
del valore e della funzionalità, emersi dall’esame e dal controllo:
r.di un impianto, di una macchina e r.di una centrale termica, di
un ascensore, di un automezzo ( del motore, dei freni, ecc.), r. di
un’opera letteraria, come controllo e perfezionamento operato
dallo stesso autore ( Il Manzoni lavorò per molti anni alla r. dei
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«Promessi Sposi»). 3. Con esplicito rilievo dell’intento e
dell’azione stessa di modificare quanto, a un riesame, risulta non
più adeguato e rispondente alle nuove situazioni ed esigenze,
spec. nel linguaggio giuridico: r. di un trattato, in diritto
internazionale; r. di un contratto, in diritto civile; r. di un
processo, in diritto penale; r. di una norma costituzionale,
procedimento di r. costituzionale, e r. del codice penale, di una
norma procedurale, ecc.
Integrazione – 1. In senso generico, il fatto d’integrare, di
rendere intero, pieno, perfetto ciò che è incompleto o
insufficiente a un determinato scopo, aggiungendo quanto è
necessario o supplendo al difetto con mezzi opportuni: istituire
corsi d’i. con insegnamento di materie specifiche; concedere un
assegno straordinario a i. dello stipendio; a i. delle notizie già
comunicate, si aggiunge che…con eccezioni specifiche:
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a) Cassa i. (propr. Cassa i. guadagni); b) In diritto: i. del
contratto, espressione con la quale si vuol significare che le parti
di un contratto sono soggette non soltanto agli obblighi da esse
esplicitamente stabiliti, ma altresì, anche in mancanza di clausole
espresse, a tutte le conseguenze che la legge e, in via subordinata,
gli usi e le equità ricollegano al contratto; 2. a) Con valore
reciproco, l’integrarsi a vicenda, unione, fusione di più elementi
o soggetti che si completano l’un l’altro, spesso attraverso il
coordinamento dei loro mezzi, delle loro risorse, delle loro
capacità: i. tra eserciti, tra contingenti di forze armate; i. tra stati,
processo attraverso il quale gli stati, attuando fra loro una
cooperazione regolata da organi aventi poteri supernazionali,
tendono all’unificazione delle proprie risorse (in questo senso,
si parla anche dell’i. dell’Europa o i. europea) c) In psicologia,
processo mediante il quale i tratti della personalità si compongono
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armonicamente fra loro e consentono l’adattamento dell’
ambiente; i. percettiva…
Apposizione – 1. L’atto di apporre, [aggiungere, mettere
accanto…]: l’a. della firma, del timbro d’ufficio, della data, del
sigillo. In diritto, azione di a. di termini, azione con cui il
proprietario di un fondo può costringere il vicino a contribuire
alla metà della spesa necessaria per apporre materialmente i
termini fra il suo e l’altro fondo, quando manchino i segni di
confine o siano diventati irriconoscibili. 2. In botanica…3. In
grammatica, sostantivo che si aggiunge a un altro per
determinarlo e attribuirgli una proprietà particolare.
L’apposizione può precedere il termine a cui si riferisce ( per
es.: Il console Cicerone, Il dottor Antonio, il cane Medoro) o
seguirlo (per es.: Pietro Rossi, meccanico) ed è spesso capace di
ulteriori determinazioni.
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Ecco quindi che le tre parole “revisione”, “integrazione” e
“apposizione” illustrano bene l’azione combinata di uno o più
addetti/tecnici chiamati a svolgere più incombenze relative alla
verifica, all’aggiunta ed al nuovo posizionamento della
segnaletica necessaria in un cantiere. Osserviamo che il Decreto
pone in stretta relazione i tre concetti:
a) revisione;
b) integrazione;
c) apposizione;
quali aspetti di un’unica attività che è quella della realizzazione,
in sicurezza, della segnaletica stradale che precede qualsiasi
cantiere.
Premesso questo, i documenti di riferimento sui quali si fonda il
D.I. 04/03/2013 sono i seguenti:
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D.I. 04/03/2013
D. Lgs.
n.81/2008 e
s.m.i.
(TU)
D. Lgs.
n. 285/1992
(Nuovo Codice
della Strada)
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D.P.R.
n. 495/1992
(Regolamento
del N.C.S.)
D.M.
10/07/2002
(Disciplinare
Tecnico)
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D.M.LL.P.
9/06/1995
(Disciplinare
Tecnico)
Parere
Conferenza P.
Stato/ Regione/P.a.
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Tali documenti sono fondamentali e costituiscono il terreno
portante del nostro Decreto.
Vanno conosciuti in modo approfondito ed usati con proprietà
anche se non è sempre facile armonizzarli fra loro in relazione
alla complessità delle circostanze da esaminare.
Non vanno sottovalutati né, tanto meno, dati per conosciuti
quando può essere vero il contrario specie pensando che,
talvolta, per un tecnico la segnaletica stradale è considerata
come.. un optional… invece che un elemento vitale per la
salute e la sicurezza delle persone impegnate in attività
lavorative che avvengono in presenza di traffico veicolare.
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3. IL DECRETO INTERMINISTERIALE
04/03/2013
Senza voler fare una trattazione approfondita che esula, per
ragioni di tempo e di spazio, da un Convegno, pur tuttavia
vediamo che il Decreto si presta ad un’illustrazione che, pur
sobria, può avere sicuro interesse per i gestori delle infrastrutture,
delle imprese appaltatrici, esecutrici e affidatarie (art. 2). Questi
sono, in breve, gli articoli del D.I. :
-Art. 1 - Individua i criteri generali di sicurezza, integrazione ed
apposizione (secondo i concetti visti nel cap. 2) della segnaletica
stradale per le attività lavorative collegandosi, in modo simbiotico, al TU da cui prende le mosse.
-Art. 2 - I gestori delle infrastrutture (tra le quali anche i Comuni e
le Province), le imprese appaltatrici, esecutrici o affidatarie
applicano almeno i criteri minimi (si noti la dizione “minimi”) di
cui all’allegato I, di cui tratteremo fra poco.
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La cosa interessante è che i coordinatori alla sicurezza in fase di
progettazione (CSP) e quelli in fase di esecuzione (CSE) devono
tener conto ed applicare tali criteri nei documenti della sicurezza
(ad es. PSC, PSS, POS) avuto riguardo ai seguenti articoli del TU:
-Art. 17 - Obblighi del datore di lavoro non delegabili;
-Art. 26 - Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di
somministrazione;
-Art. 96 - Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti;
-Art. 100 - Piano di sicurezza e coordinamento;
-Art. 3 - I datori di lavoro del gestore delle infrastrutture e delle
imprese esecutrici ed affidatarie, assicurano che a ciascun
lavoratore sia garantita un’idonea informazione, formazione ed
addestramento riguardo alle procedure di cui all’art. 2. La durata e
i contenuti di tali corsi d’informazione, formazione e
addestramento sono riportati nell’allegato II.
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[Al riguardo, riportiamo le definizioni del TU (art.2) che si
riferiscono a:
- informazione = complesso delle attività dirette a fornire alle
conoscenze utili all’ identificazione, alla riduzione e alla gestione
dei rischi in ambiente di lavoro;
- formazione = processo educativo attraverso il quale trasferire
ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e
protezione aziendale conoscenze e procedure utili all’acquisizione
di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti
in azienda e all’identificazione, alla riduzione e alla gestione dei
rischi;
- addestramento = complesso delle attività dirette a far apprendere
ai lavoratori l’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti,
sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le
procedure di lavoro.
Queste definizioni sono alla base della sicurezza.]
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- Per i dispositivi di protezione individuale (DPI) occorre
fare riferimento alle seguenti disposizioni di legge:
a)D. Lgs. n.81/2008 e s.m.i (TU);
b)D. Lgs. 4/12/1992 n.475;
c) D.M. 9/06/1995;
d) D. Lgs. 2/01/1997;
e) UNI EN 471:2004.
Inoltre è importante sottolineare che gli indumenti ad alta
visibilità, usati dalle maestranze e dai tecnici nei cantieri,
devono essere di classe 3, o equivalente, per tutti i lavori svolti
su strade di categorie A,B,C,D ed almeno di classe 2 per le
strade di classe E ed F urbane ed extraurbane ( C.d.S.);
non sono più ammessi gli indumenti ad alta visibilità di classe
1. Il tempo per l’adeguamento alle nuove norme di questo D.I. è
di 12 mesi dalla data di entrata in vigore (19/4/2013).
-Art. 4
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I veicoli operativi di cui all’art. 38 del Regolamento del C.d.S.
devono essere segnalati con dispositivi supplementari a luce
lampeggiante o pannelli luminosi a segnali e messaggio variabile.
-Art. 5 - Raccolta dati;
-Art. 6 - Revisione e integrazione;
-Art. 7 - Disposizioni finali ed entrata in vigore.
Per quanto riguarda gli allegati al D.I. riportiamo l’indice
dell’allegato I (Criteri minimi per la posa, il mantenimento e la
rimozione della segnaletica di delimitazione e di segnalazione
delle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico
veicolare) e dell’allegato II (Schema dei corsi di formazione per
preposti e lavoratori, addetti alle attività di pianificazione,
controllo e apposizione della segnaletica stradale destinata alle
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attività lavorative che si svolgano in presenza di traffico
veicolare) specificando che, per i nostri scopi, il primo è di gran
lunga più interessante rispetto al secondo.
Tali indici consentono di percepire una visione d’insieme
dell’intero D.I.
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Allegato I
1. Premessa
2. Criteri generali di sicurezza
2.1 – Dotazioni delle squadre d’intervento
2.2 – Limitazioni operative legate a particolari condizioni
ambientali
2.3 – Gestione operativa degli interventi
2.4 – Presegnalazione di inizio intervento
2.5 – Sbandieramento
2.6 – Regolamentazione del traffico con movieri
3. Spostamento a piedi
3.1 – Generalità e limitazioni
3.2 – Spostamento a piedi in presenza di autoveicolo
3.3 – Spostamento a piedi in galleria e lungo i viadotti
3.4 – Attraversamento a piedi delle carreggiate
4. Veicoli operativi
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4.1 – Modalità di sosta o di fermata del veicolo
4.2 – Fermata e sosta del veicolo in galleria
4.3 – Discesa dal veicolo
4.4 – Ripresa della marcia con l’autoveicolo
4.5 – Marcia e manovre in corsie di emergenza o banchina
5. Entrata ed uscita dal cantiere
5.1 – Strade con una corsia per senso di marcia
5.2 – Strade con più corsie per senso di marcia
6. Situazioni di emergenza
6.1 – Principi generali di intervento
6.2 – Segnalazione di una situazione di emergenza da parte
di un solo operatore
6.3 – Segnalazione di una situazione di emergenza da parte
di due operatori
6.4 – Segnalazione di una situazione di emergenza da parte
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di tre o più operatori
6.5 – Rimozione di ostacoli dalle carreggiate
6.6 – Segnalazioni di interventi in galleria in situazioni di
emergenza
6.7 – Segnalazione di interventi all’interno di gallerie con
una corsia per senso di marcia
7. Segnalazione e delimitazione di cantieri fissi
7.1 – Generalità
7.2 – Prelevamento della segnaletica dall’autoveicolo
7.3 – Trasporto manuale della segnaletica
7.4 – Istallazione della segnaletica
7.5 – Rimozione della segnaletica per fine lavori
7.6 – Segnalazione e delimitazione dei cantieri mobili
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Allegato II
1.
2.
3.
4.
5.
6.
Premessa
Destinatari dei corsi
Soggetti formatori e sistema di accreditamento
Requisiti dei docenti
Organizzazione dei corsi di formazione
Articolazione e contenuti del percorso formativo
6.1 – Percorso formativo per gli operatori
6.2 – Percorso formativo per i preposti
7. Sedi della formazione
8. Metodologia didattica
9. Valutazione e verifica dell’apprendimento
10. Modulo di aggiornamento
11. Registrazione sul libretto formativo del cittadino
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4. COMMENTO AL D.I. 04/03/2013
Commentare il Decreto a così poche settimane dalla sua
emanazione è rischioso: si possono dire cose o troppo
approssimative o troppo onerose dal punto di vista interpretativo.
Ma, visto che il “rischio” fa parte dell’attività di un CSP e di un
CSE, forniamo le seguenti osservazioni:
a) il Decreto doveva essere emanato entro 12 mesi dalla data di
entrata in vigore del TU (15/05/2008); in realtà è stato emanato
con circa 4 anni di ritardo rispetto alla previsione, cosa che
ricorda l’iter di pubblicazione del D.M. 10/07/2002 (Disciplinare
Tecnico relativo agli schemi segnaletici).Questo modo di
procedere pone seri problemi per tutti gli operatori su strada.
Infatti, se la sicurezza è fondamentale per qualsiasi attività
relativa ad una qualsiasi opera di ingegneria, lo è, secondo noi, a
fortiori per un’attività attinente alle strade. Ergo, il Decreto
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doveva essere pubblicato assai prima rispetto a quanto è stato fatto;
b) i criteri minimi, enunciati nel Decreto, implicano che al di sotto
delle previsioni riportate non si può scendere. Avremmo preferito
che non fossero definiti “minimi” tali criteri ma “inderogabili”. Se,
in altri termini, è vero che tale superlativo assoluto dà un’idea della
situazione applicativa, pensiamo sarebbe stato preferibile
sottolineare la cogenza della norma, specie pensando che con la
salute e l’incolumità delle maestranze e dei tecnici non possiamo
mai scherzare;
c) il Decreto è ben impostato, fornisce spiegazioni chiare a livello
descrittivo, ma, a nostro parere, sarebbe stato auspicabile che
contenesse schemi grafici di riferimento. Quest’ultimi avrebbero
aiutato assai di più rispetto a qualsiasi descrizione. Infatti, basta
soffermarsi sulla pregevole pubblicazione delle “Linee guida per la
sicurezza dell’operatore su strada” della soc. Autostrade per
l’Italia s.p.a. di Roma per rendersene conto: in quel caso gli schemi
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grafici sono chiarissimi e utilissimi. In particolare abbiamo
consultato (ed apprezzato) la revisione n. 3 del 4/11/2009 di tali
“Linee Guida” che era già stata redatta nel 2008 e di cui riportiamo
l’indice:
Indice
– Politica aziendale per la sicurezza e salute sul lavoro
– Premessa
– 1. Norme di comportamento generali per l’esecuzione delle
manovre in autostrada
1.1- Autorizzazione degli operatori
1.2- Dotazione dei dispositivi di protezione individuale (DPI)
1.3- Spostamento e fermata in autostrada
1.4- Safety car
– 2. Norme di comportamento in caso di attività di verifica e
controllo di breve durata
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2.1- Introduzione
2.2- Norme comportamentali
– 3. Norme di comportamento per la posa, movimentazione e
rimozione della segnaletica per cantieri
3.1- Spostamento e fermata in autostrada
3.2- Pianificazione e programmazione dei lavori
3.3- Posa, movimentazione e rimozione della segnaletica nei
cantieri programmati
– 4. Norme di comportamento per l’esecuzione delle manovre
in autostrada in situazioni di emergenza
4.1- Manovre in situazioni di emergenza
4.2- Posa, movimentazione e rimozione della segnaletica in
situazione di emergenza
– 5. Comunicazione con il centro radio informativo
5.1- Canali radio sociali
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– Legenda dei termini
– Sigle ed abbreviazioni
– Riferimenti
– Sezioni specifiche
Si osserva che la “Linee Guida” di Autostrade s.p.a. hanno i
seguenti pregi:
- sono provviste di un corredo ricchissimo di disegni e schemi che
esemplificano le varie operazioni;
- sono semplici;
- sono esaustive di tutte le situazioni trattate;
d) l’art. 7 del Decreto recita:
«1. Dalla applicazione del presente decreto non derivano nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica».
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Abbiamo qualche dubbio circa l’affermazione ora riportata. Infatti,
quanto recita l’art. 4 riguardo agli indumenti ad alta visibilità (DPI)
che devono essere di classe 3, o equivalente, per le strade di
categoria A, B, C e D ed almeno di classe 2 per le strade E ed F,
porta di conseguenza che gli 8.092 Comuni (all’agosto 2011) e le
110 Province d’Italia (al 2013), se non già in regola, devono
dotarsi di tali nuovi DPI. Il cui ammontare di spesa, in totale, è
oneroso.
Stessa cosa dicasi per i corsi di formazione per preposti e lavoratori
degli Enti Pubblici citati al precedente punto. Tali corsi, obbligatori
ai sensi di legge, richiederanno costi che la Pubblica
Amministrazione dovrà affrontare entro un anno dall’entrata in
vigore del Decreto. Proponiamo che, per reperire i fondi necessari,
siano incrementati, da parte degli Enti Locali e dello Stato, i
controlli sulle strade in modo da applicare le sanzioni nei confronti
dei trasgressori al C.d.S.
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e) per definire le operazioni connesse a quanto prevede il Decreto
riguardo alle procedure di revisione, integrazione e apposizione
della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si
svolgono in presenza del traffico veicolare, abbiamo preparato
l’allegata scheda che tiene conto di una griglia di valutazione. Si
tratta di una bozza, suscettibile di integrazioni e/o correzioni, che
ha lo scopo di condensare gli elementi riportati sul D.I.
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GRIGLIA PREVENTIVA DI VALUTAZIONE PER LA POSA, MANTENIMENTO E RIMOZIONE
DELLA SEGNALETICA DI DELIMITAZIONE E DI SEGNALAZIONE DELLE ATTIVITA'
LAVORATIVE IN PRESENZA DI TRAFFICO VEICOLARE
(DECRETO INTERMINISTERIALE. 4-03-2013)
ENTE / DITTA ………………………………………………………………………………………………..
CANTIERE ……………………………………………………………………………………………………
SCHEDA COMPILATA IL …...………... ORE……… DA………………………………………………
ELEMENTI ESAMINATI
Insufficiente
1 CRITERI GENERALI DI SICUREZZA
1) Dotazioni delle squadre di intervento
2) Gestione operativa (preposto)
3) Presegnalazione di inizio intervento
4) Sbandieramento
5) Regolazione traffico con movieri
2 SPOSTAMENTO A PIEDI
1) In presenza di autoveicolo
2) In galleria e lungo viadotti
3) Attraversamento delle carreggiate
3 VEICOLI OPERATIVI
1) Modalità sosta / fermata del veicolo
2) Come 1) ma in galleria
3) Ripresa marcia con autoveicolo
4 ENTRATA / USCITA DAL CANTIERE
1) Strada con una corsia per senso di marcia
2) Strada con più corsie per senso di marcia
5 SITUAZIONE DI EMERGENZA
1) Segnalazione di emergenza da un solo
operatore
2) Segnalazione di emergenza da due
operatori
3) Segnalazione di emergenza da tre o più
operatori
4) Rimozione ostacoli dalla carreggiata
5) Intervento in galleria in emergenza
6) Intervento in galleria con una corsia per
senso di marcia
6 SEGNALAZIONE E DELIMITAZIONE DI
CANTIERI FISSI
1) Prelevamento della segnaletica dall'autoveicolo
2) Trasporto manuale della segnaletica
3) Installazione della segnaletica
4) Rimozione della segnaletica per fine
lavori
5) Segnalazione e delimitazione cantieri
mobili
ESITO DELLA VERIFICA
OSSERVAZIONI
FIRMA DEL TECNICO
COMPILATORE
VALUTAZIONE
Sufficiente Discreta
Ottima
5. CONCLUSIONI
Abbiamo messo in evidenzia gli aspetti più salienti del D.I.
04/03/2013 ma soltanto la sua applicazione pratica consentirà
di acquisire un’esperienza importante in materia.
In altri termini, pensiamo che la teoria conti molto, ma, sulle
strade, la pratica è più importante della teoria.
Tornano allora in mente quelle preziose parole di Leonardo da
Vinci il quale diceva: “La scienza è figliola dell’esperienza”.
Dopo secoli e secoli esse sono ancora, per noi, un riferimento
di vita.
Pistoia 25/06/2013
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Il Relatore
Dott. Ing. Paolo Bellezza
6. RINGRAZIAMENTI
Desideriamo ringraziare i tecnici del Servizio Sicurezza
Cantieri della Provincia di Pistoia, sia dipendenti (come l’arch.
Maurizio Zappalà) che tirocinanti (arch. Giorgio Cappelli e le
studentesse del IV anno dell’I.T.T.S. “Fedi-Fermi” di Pistoia,
Lisa Chiti e Sara Brunetti) per la collaborazione nella stesura
del presente PowerPoint. Senza la loro passione ed il loro
entusiasmo, esso non avrebbe visto la luce.
GRAZIE DELL’ATTENZIONE
Dott. Ing. Paolo Bellezza
Dirigente del Servizio Sicurezza Cantieri – Formazione e Informazione della Provincia di Pistoia
P.zza S. Leone - 51100 Pistoia
Tel. 0573/374530
Cell. 348/6404706
E – mail: [email protected]
Pistoia 25/06/2013
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Il Relatore
Dott. Ing. Paolo Bellezza
7. APPENDICE
Riportiamo le Tavole Sinottiche del TU della sicurezza, redatte
dall’arch. Maurizio Zappalà del Servizio Sicurezza Cantieri della
Provincia di Pistoia, pensando di fare cosa gradita ai partecipanti
questo Convegno.
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Dott. Ing. Paolo Bellezza
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