DICHIARAZIONE AMBIENTALE Salumificio Monica & Grossi S.p.A Dichiarazione Ambientale – Maggio 2010 PROSCIUTTIFICIO Monica & Grossi S.p.A. redatta secondo i requisiti del Regolamento CE 1221/2009 (EMAS III) relativa al sito di Langhirano (PARMA) Responsabile del Sistema di Gestione Ambientale Monica Michele Legale Rappresentante del SALUMIFICIO MONICA & GROSSI S.p.A. Grossi Marina Data di emissione: 25/05/2010 Data aggiornamento: 25/05/2010 1 Per ogni richiesta di informazioni e/o chiarimenti fare riferimento al Responsabile del Sistema di Gestione Ambientale del sito: Sig. MICHELE MONICA Via Roma 40, 43013 Langhirano (PR) Tel.: 0521/861313 FAX: 0521/852930 e-mail: [email protected] 2 INDICE 1 PRESENTAZIONE DEL SALUMIFICIO MONICA & GROSSI S.P.A. ........................... 5 CARATTERISTICHE DELLO STABILIMENTO .............................................................................6 DATI IDENTIFICATIVI DEL SALUMIFICIO MONICA & GROSSI ...............................................7 DESCRIZIONE DEL SITO ..........................................................................................................8 ORGANIGRAMMA FUNZIONALE...............................................................................................9 1.1 1.2 1.3 1.4 2 INFORMAZIONE SUL CLIMA ....................................................................................... 9 3 SISTEMI DI GESTIONE ............................................................................................... 11 3.1 CENNI AL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE .................................................................. 12 3.2 RUOLI E RESPONSABILITÀ NEL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE ............................... 13 3.3 DOCUMENTAZIONE............................................................................................................... 14 4 IL CICLO DI LAVORAZIONE....................................................................................... 16 5 ANALISI ASPETTI AMBIENTALI ................................................................................ 18 6 CENNI ALLA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE DEGLI ASPETTI AMBIENTALI UTILIZZATA....................................................................................................................... 53 7 PRESENTAZIONE DEI DATI DI PRESTAZIONE AMBIENTALE ............................... 56 8 CONSUMO DI MATERIE PRIME (RQA 16.03) ........................................................... 56 8.1 MATERIE PRIME ................................................................................................................... 56 9 ALTRI MATERIALI E SOSTANZE............................................................................... 59 59 60 60 9.1 PRINCIPALI PRODOTTI DETERGENTI UTILIZZATI .............................................................. 9.2 PRODOTTI PER IL CORRETTO FUNZIONAMENTO DELL’ADDOLCITORE ............................... 9.3 MATERIALE PER L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO .............................................................. 9.4 PRODOTTI CHE ASSICURANO IL CORRETTO FUNZIONAMENTO DELLA TORRE DI RAFFREDDAMENTO ....................................................................................................................... 10 10.1 10.2 10.3 10.4 10.5 10.6 10.7 61 MATRICE RIFIUTI...................................................................................................... 61 TIPOLOGIE DI RIFIUTI ....................................................................................................... 61 MUD..................................................................................................................................... 62 ISCRIZIONE AL CONAI ....................................................................................................... 62 ISCRIZIONE AL SISTRI ....................................................................................................... 62 RIFIUTI SPECIALI (RQA/16.01) ......................................................................................... 62 SOTTOPRODOTTI DELL’ATTIVITÀ DI PRODUZIONE DI PROSCIUTTO CRUDO ................... 63 COMMENTI SU PRODUZIONE DI RIFIUTI E SCARTI ANIMALI ........................................... 64 11 MATRICE CONSUMO DI RISORSE.......................................................................... 65 ENERGIA ELETTRICA .......................................................................................................... 65 GAS METANO....................................................................................................................... 66 CONSUMO COMPLESSIVO DI ENERGIA .............................................................................. 66 GASOLIO ............................................................................................................................. 67 APPROVVIGIONAMENTO IDRICO E CONSUMO DI ACQUA ................................................. 68 11.1 11.2 11.3 11.4 11.5 12 MATRICE RACCOLTA E DEPURAZIONE REFLUI.................................................. 70 13 EMISSIONI IN ATMOSFERA..................................................................................... 72 14 AMIANTO ................................................................................................................... 75 15 PCB/PCT .................................................................................................................... 75 16 SOSTANZE PERICOLOSE........................................................................................ 75 17 GAS REFRIGERANTI (R22, R427/A) E GLICOLE ................................................... 76 18 EMISSIONI TOTALI DI GAS SERRA ........................................................................ 77 19 RUMORE.................................................................................................................... 78 20 INQUINAMENTO SUOLO E SOTTOSUOLO ............................................................ 79 21 AUTORIZZAZIONI AMBIENTALI E CONFORMITÀ LEGISLATIVA......................... 79 22 EMERGENZE AMBIENTALI...................................................................................... 80 23 POLITICA AZIENDALE ............................................................................................. 81 24 RISULTATI OTTENUTI DAL PROGRAMMA AMBIENTALE 2007........................... 82 25 PROGRAMMA AMBIENTALE 2010-2013................................................................. 83 26 PRINCIPALE NORMATIVA AMBIENTALE APPLICABILE...................................... 84 27 SCADENZA DI PRESENTAZIONE DELLA SUCCESSIVA DICHIARAZIONE AMBIENTALE E CONVALIDA DELLA DICHIARAZIONE AMBIENTALE....................... 86 28 GLOSSARIO .............................................................................................................. 86 1 PRESENTAZIONE DEL SALUMIFICIO MONICA & GROSSI S.p.A. Il Salumificio Monica & Grossi S.p.A. opera nel settore alimentare-salumiero. Dalla data della sua fondazione, febbraio 1973, svolge l’attività di lavorazione e stagionatura di prosciutti per conto proprio e di terzi. Inizialmente costituitasi sotto forma di società a responsabilità limitata è stata successivamente trasformata in società per azioni nel corso del 1977. Nato dall’impegno e dallo sforzo della famiglia Monica che opera nel settore fin dagli anni 60, il Salumificio Monica & Grossi S.p.A. ha guadagnato nel tempo una posizione di assoluto livello nel settore dei prosciuttifici per la produzione di Prosciutto di Parma Dop. Risale infatti all’anno 1975 l’ingresso ufficiale della ditta nel prestigioso Consorzio del Prosciutto di Parma che rimane tutt’oggi il prodotto di punta nella produzione dell’azienda. Il rispetto della tradizione nella lavorazione delle carni di prima qualità unita al costante aggiornamento delle linee di produzione e stagionatura, hanno consentito al Salumificio Monica & Grossi S.p.A. di espandere nel corso degli anni la propria rete di vendita e farsi conoscere sul mercato grazie ai suoi prodotti particolarmente apprezzati e di alto livello qualitativo. La ricerca e la costante innovazione tecnologica sono sicuramente una delle basi del successo, infatti il Salumificio Monica & Grossi S.p.A. è stato uno dei primi stabilimenti di produzione di prosciutti a dotarsi di guidovie aeree per la movimentazione dei carichi e ad utilizzare i primi computer per la gestione delle celle frigorifere e dei locali di stagionatura. Nel corso del 1976 viene concesso al Salumificio Monica & Grossi S.p.A. l’autorizzazione da parte dell’Azienda Sanitaria Locale di apporre il marchio C.E.E. numero I 278 L a riconoscimento dello standard igienico-sanitario e dei corretti criteri di sanificazione. Viene redatto inoltre il manuale di produzione in cui vengono indicate le linee guida per la gestione di un proprio sistema di autocontrollo aziendale seguendo le indicazioni del Disciplinare del Consorzio del Prosciutto di Parma che istituzionalizza il metodo tradizionale di produzione e le corrette prassi igienico-sanitarie in vigore. Questo viene applicato dal Salumificio Monica & Grossi S.p.A. in modo scrupoloso al fine di garantire al consumatore una elevata e costante qualità. Nel corso del 2001 la ditta introduce nuovi macchinari di più moderna concezione che sostituiscono le vecchie linee di lavorazione, le celle frigorifere e i locali di stagionatura vengono dotati di nuovi computer che permettono un controllo del prodotto più preciso ed efficace. Ne consegue l’iscrizione alla lista degli impianti abilitati all’esportazione di prodotti a base di carne in Giappone, che conferisce alla ditta un ulteriore riconoscimento a livello di immagine per il lavoro che viene svolto. Il Prosciuttificio produce attualmente circa 90.000 prosciutti all’anno tra Marchiati “Parma”, Nazionali e M.E.C., che si distinguono in prosciutti interi con osso, prosciutti interi senza osso e prosciutti in tranci da 2 o 3 pezzi: l’attività di disossatura e tranciatura viene effettuata da fornitori qualificati. Nell’anno 2007 il Salumificio Monica & Grossi S.p.A. ha ottenuto la certificazione del proprio sistema di qualità in conformità alla Norma UNI-EN-ISO 9001:2000, successivamente aggiornata alla versione 9001:2008, e del proprio sistema ambientale, integrato con il sistema qualità, in conformità alla Norma UNI-EN-ISO 14001:2004. Contestualmente l’Azienda ha avviato la pratica per ottenere la registrazione EMAS che è stata attestata con il Certificato di Registrazione del 14/02/2008 mediante attribuzione del numero IT-000827. Per il prossimo triennio, il completo rinnovo dell’impiantistica di refrigerazione dello stabilimento, con il passaggio dall’R22 ai nuovi gas a impatto zero sullo strato di ozono, la sostituzione di tre gruppi moto condensanti, lo spostamento di 7 gruppi moto condensanti, la sostituzione di tutti i compressori aperti con compressori semiermetici, il totale rifacimento delle tubazioni per la circolazione del gas e la conseguente eliminazione del problema delle perdite di R22, costituiscono il progetto principale del Salumificio Monica & Grossi. 1.1 CARATTERISTICHE DELLO STABILIMENTO Lo stabilimento produttivo, situato nel comune di Langhirano in via Roma n° 40, è costituito da piano terra, primo e secondo piano e piano sotterraneo (piano cantina): • • • • • • • Anno di costruzione: 1973 Superficie utile dello stabilimento: 6124 m2 Superficie edificata: 1715 m2 Aree cortilive esterne: 2285 m2 Foglio 34 Mappale 159 Categoria D/7 L’indicatore di biodiversità richiesto dall’Allegato IV del Reg. CE 1221/2009 calcolato sull’anno 2009 è pari a: 1715 m2/1150,34 ton carne lavorata (cfr. pag. 56) = 1,49 m2/ton. DATI IDENTIFICATIVI DEL SALUMIFICIO MONICA & GROSSI 1.2 Denominazione: Salumificio Monica & Grossi S.p.A. Settore merceologico di appartenenza: Agroalimentare Attività produttive svolte (campo di applicazione del Sistema di Gestione Ambientale): Produzione di prosciutti crudi DOP Parma con sigla aziendale Z29. Produzione di prosciutti crudi nazionali e commercializzazione di prosciutti crudi esteri, in osso, disossati e a tranci, tramite le fasi di: salagione, riposo, lavaggio, asciugatura, pre-stagionatura, sugnatura e stagionatura. Codice NACE/EA: 10.13 Codice ISTAT: 15130 Codice ATECO 2007 101300 Numero addetti: 9 Mesi lavorativi all’anno: 12 Giornate lavorative settimanali: 5 Ore lavorative giorno: 8 Orario di lavoro giornaliero: 8.00 – 12.00; 14.00 – 18.00 La capacità produttiva potenziale annuale dello stabilimento è di circa 100.000 pezzi. Il sito produttivo confina: • a sud con lo stabilimento di proprietà della ditta ILLA, che produce pentole con fondo antiaderente • a nord con il parcheggio dell’azienda AUSL • a ovest con unità condominiali, da cui è separato tramite una strada comunale (via Roma) • a est con dei terreni adibiti a coltivazione. 1.3 DESCRIZIONE DEL SITO Il sito, di proprietà del Salumificio Monica & Grossi, è ubicato in zona collinare, ad un’altitudine di 265 metri, nel paese di Langhirano in Provincia di Parma. Dal capoluogo il salumificio dista circa 22 Km. Langhirano si colloca all’interno della Regione Emilia Romagna, nell’Italia Nord Orientale. Le coordinate geografiche di Langhirano sono: Latitudine 44°36'48"96 N Longitudine 10°15'59"76 E Langhirano è considerata la capitale del prosciutto. Qui infatti sorgono numerosissimi prosciuttifici, grazie alle condizioni climatiche uniche della vallata, le quali favoriscono la naturale e perfetta maturazione del prosciutto, con conseguente sviluppo nelle carni di peculiari caratteristiche di aroma e sapore Il comune di Langhirano fa parte della Comunità Montana Appennino Parma Est e della Regione Agraria n. 4 - Medio Parma. Il Comune di Langhirano è raggiungibile dall'Autostrada A1 in due modi: - Uscendo a "Parma Ovest" si prosegue per Collecchio-Sala Baganza-Felino fino all'incrocio con la Provinciale n° 665 che conduce a Langhirano; - Uscendo a "Parma centro" si prosegue sulla Strada Provinciale 665 che conduce direttamente a Langhirano. Alternativa al collegamento autostradale è la SS 9 Via Emilia, dalla quale si deve deviare all'altezza di Parma per immettersi sulla Provinciale 665. 1.4 ORGANIGRAMMA FUNZIONALE Amministratore Delegato Responsabile Sistema Integrato Responsabile Stabilimento Responsabile HACCP Responsabile Amministrazione Addetto Amministrazione 2 Responsabile Produzione Vice-Responsabile Produzione Addetti alla lavorazione INFORMAZIONE SUL CLIMA La provincia di Parma è interessata, nella parte di pianura, da un clima continentale di tipo padano, e nella zona montana da un clima più mitigato, di tipo Appenninico. Il passaggio tra le due zone è solo relativamente graduale, come si può facilmente osservare in numerose giornate invernali, allorchè sulla pianura incombe una umida cortina nebbiosa, mentre le montagne risplendono al sole. Questa varietà è dovuta a diversi fattori, generali e particolari, che occorre tenere presenti per interpretare la dinamica del clima. In primo luogo il clima risente della posizione della provincia, sufficientemente lontana dall’Adriatico per poterne risentire l’influenza, e a ridosso del crinale Appenninico che ostacola fortemente, senza tuttavia annullarlo completamente, l’afflusso di aria marina dal Tirreno, inoltre risulta sufficientemente protetta dai contrafforti delle Alpi dall’afflusso diretto di masse d’aria fredda di origine settentrionale. Un secondo fattore di controllo del clima è costituito dalla differente altitudine del terreno, che varia di oltre 1800 metri dalla bassa pianura al crinale appenninico, nello spazio di appena un centinaio di chilometri; in tal modo vengono a trovarsi concentrati, in un’area relativamente modesta, diversissimi ambienti altitudinari, che pertanto esercitano il loro reciproco influsso gli uni sugli altri. Un ulteriore fattore climatico è costituito dalla differente esposizione dei versanti rispetto ai venti dominanti e rispetto ai raggi del sole. Nel parmense i venti hanno in genere direzioni diverse, a causa delle catene montagnose che turbano la normale circolazione delle masse d’aria. Tuttavia esistono alcune zone a venti dominanti, come ad esempio il crinale Appenninico, che viene di norma scavalcato dalle masse d’aria di origine marina, nonché le vallate principali, lungo le quali il vento scende verso la pianura, o viceversa (brezza di monte o di valle). Un quarto fattore di controllo del clima è costituito dalle vallate che incidono la nostra provincia perpendicolarmente al crinale Appenninico, e lungo le quali si è visto che possono talora incanalarsi cospicue masse d’aria. La temperatura media diminuisce con l’aumentare dell’altitudine: nella collina e media montagna tra i 12 e i 9 gradi, lungo il crinale scende da 9 a 7 gradi. L’escursione termica annua diminuisce pure con l’aumentare dell’altitudine, in montagna si attesta su valori compresi tra i 20 e i 23 gradi. I giorni di gelo che si registrano in un anno, in montagna si aggirano intorno ai 100. Più interessante ai fini naturalistici è però il numero di cicli di gelo-disgelo che si hanno in montagna, che interessano il periodo che va da ottobre ad aprile, raggiungendo il valore massimo in gennaio, in cui oltre il 50% dei giorni è interessato da tale ciclo. Le precipitazioni seguono, nel Parmense, un regime di tipo sub-litoraneo appenninico, caratterizzato da due massimi di piovosità, primaverile ed autunnale, e da due minimi, invernale ed estivo. Sulle colline e medie montagne cadono in media tra 900 e 1500 mm di pioggia ogni anno, mentre nelle zone dislocate lungo il crinale la piovosità annua supera i 1500 mm e spesso anche i 2000 mm. Il numero di giorni di pioggia all’anno aumenta con la quota: da 50 a 80 nella pianura, collina e media montagna; da 80 a 100 nella zona di alta montagna, escluse però le stazioni dislocate lungo il crinale, ove si superano sempre i 100 giorni. I giorni di permanenza della neve al suolo variano da 20 a 30 in pianura, da 40 a 50 nella media montagna, oltre 70 nei centri abitati più alti e superano i 100 – 150 alle quote più elevate del crinale. Brezza di valle e brezza di monte Lungo le vallate principali, specialmente Val d’Enza, Val Parma e Val Baganza, è frequente il fenomeno della brezza, un vento periodico giornaliero che si verifica in condizioni di stabilità atmosferica. Quando al mattino il sole riscalda il terreno, si riscalda anche l’aria sovrastante. Ma il suolo della pianura è più umido di quello della montagna (che è più roccioso), e poiché l’acqua richiede più calore della roccia per lasciarsi riscaldare, ecco che qualche ora dopo l’insolazione mattutina, la temperatura dei terreni di montagna è superiore a quella dei terreni di pianura. L’aria di montagna, più calda e perciò pi dilatata e leggera, sale verso l’alto, creando a contatto con il suolo una depressione che richiama aria ancora fresca dalla pianura: è la brezza di valle, che durante il giorno sale da valle verso monte. Nel corso della notte si verifica poi il fenomeno opposto (brezza di monte, che scende verso la pianura). Questo fenomeno è alla base della tecnica della stagionatura dei prosciutti: per questo le finestre degli stabilimenti sono orientate in senso parallelo all’asse vallivo, al fine di sfruttare la brezza di giorno, o di valle, per far asciugare e stagionare il famoso prodotto. 3 SISTEMI DI GESTIONE Il Salumificio Monica & Grossi S.p.A. ha deciso di implementare un Sistema di Gestione Integrato che riunisce: il sistema di gestione per la qualità, conforme alla norma UNI EN ISO 9001:2008, il sistema di rintracciabilità, conforme alla norma UNI EN ISO 22005:2008, il sistema di gestione ambientale, conforme al Regolamento CE 1221/2009 e alla norma UNI EN ISO 14001:2004. Il Sistema Integrato è costituito da una serie di documenti, rappresentati da: • Manuale Integrato • Procedure • Istruzioni • Moduli di registrazione • Politica aziendale Tali documenti sono stati elaborati in modo da tenere in considerazione tutti e tre i sistemi di gestione. Inoltre, al fine di garantire la qualità e l’igiene dei prodotti, il Salumificio opera in conformità alla legislazione sanitaria vigente e ai sensi del Reg. CE n° 852/2004 L’azienda ha predisposto ed attuato, per i suoi prodotti, un piano di autocontrollo basato sulla metodologia HACCP e procedure operative formalizzate. 3.1 CENNI AL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE Il Sistema di Gestione Ambientale consente al Prosciuttificio Monica & Grossi di esercitare un controllo costante su tutti gli aspetti ambientali derivanti dalle proprie attività, sia quelli diretti, sia quelli indiretti. Il Prosciuttificio si propone di verificare periodicamente la corrispondenza del proprio SGA ai requisiti della norma ISO 14001:2004 e del Regolamento CE 1221/09 e di individuare le opportunità di miglioramento. Attraverso il SGA, il Prosciuttificio aggiorna la propria politica ambientale, identifica gli eventuali impatti derivanti dalla propria attività, fissa obiettivi e programmi di miglioramento, facilita le operazioni di gestione e controllo di tutte le attività, stabilisce i criteri di controllo dei prodotti e servizi ricevuti dai fornitori, nel costante rispetto delle prescrizioni normative. Il campo di applicazione del Sistema di gestione ambientale è il seguente: Produzione di prosciutto crudo stagionato di Parma, nazionale ed estero, in osso, disossato e a tranci, attraverso le fasi di: salagione, riposo, lavaggio, asciugatura, pre-stagionatura, sugnatura e porzionatura. 3.2 RUOLI E RESPONSABILITÀ NEL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE Le funzioni coinvolte nel SGA ed i loro ruoli sono: Amministratore Delegato (AD) Elabora la politica ambientale, esegue il riesame annuale, approva gli obiettivi, le priorità e i programmi ambientali. Responsabile del Sistema di gestione Integrato (RSI) Segue la realizzazione dei programmi ambientali, fa rispettare le procedure, rappresenta e si interfaccia con AD. RSI, in collaborazione con AD, rende operativo il sistema, gestisce ed emette la documentazione del sistema, gestisce la documentazione ambientale correlata al SGA, definisce le procedure di verifica, attiva i piani di controllo e ne registra le risultanze. Di concerto con AD ed i responsabili delle funzioni coinvolte stabilisce l’esecuzione degli audit integrati. Responsabile di Stabilimento Acquista la materia prima principale e supervisiona il controllo della qualità della stessa; valuta e qualifica i fornitori; stipula e controlla i contratti di vendita con le aziende della grande distribuzione; si rapporta con il Responsabile di Produzione, in merito alla lavorazione e alla qualità del prodotto; si rapporta con l’Amministratore Delegato in merito alla gestione dell’azienda. Responsabile di Produzione (RPROD) Coordina ed è responsabile del reparto di produzione: dall’ingresso della materia prima, fino alla spedizione. Cura la sorveglianza di impianti e attrezzature e la gestione dei servizi tecnici ausiliari di stabilimento (torre evaporativa, addolcitore, ecc.) Programma e gestisce il lavoro degli addetti alle lavorazioni, di cui è supervisore. Segnala all’Amministrazione le necessità di approvvigionamento per il reparto di produzione Comunica all’Amministrazione l’avanzamento della lavorazione del prodotto Si relaziona al Responsabile di Stabilimento. Responsabile HACCP Gestisce il Sistema di Autocontrollo dell’Igiene (HACCP), ed è responsabile del controllo della qualità e dell’igiene dei prodotti. Addetti alle lavorazioni Eseguono le attività di lavorazione dei prodotti del Prosciuttificio, raccogliendo in appositi contenitori i rifiuti prodotti. Amministrazione Tiene i rapporti con i clienti, i fornitori e le parti esterne interessate che possono avere interesse a conoscere il SGA del Prosciuttificio e gli aspetti ambientali delle sue attività. Si occupa dell’archiviazione di tutta la documentazione collegata al Sistema Integrato e, quindi, anche al sottoinsieme ambientale. Assiste il Resp. Sist. Integrato nel mantenimento del sistema di gestione ambientale, attraverso l’aggiornamento dei dati di prestazione ambientale (consumi di risorse, produzione rifiuti, consumo di materie prime, ecc.). Cura la compilazione del registro di carico/scarico rifiuti e dei formulari di trasporto dei rifiuti, controllando la validità delle autorizzazioni di trasportatori e smaltitori. 3.3 DOCUMENTAZIONE Come già anticipato, il Prosciuttificio si è dotato documenti specifici per descrivere gli elementi del proprio sistema integrato e le loro interrelazioni: 1. Politica e Programma Il documento di Politica definisce gli impegni e gli obiettivi generali per il mantenimento della conformità normativa ed il miglioramento continuo delle prestazioni in termini di qualità, rintracciabilità e ambientali. Il documento Programma di miglioramento esplicita le attività di miglioramento delle prestazione del Salumificio, mediante l’individuazione di azioni, di responsabilità e di risorse per il loro raggiungimento. 2. Manuale di Gestione Integrata Descrive e documenta il SGI ed è redatto in base alle disposizioni delle norme di riferimento: UNI EN ISO 14001:2004 e Regolamento CE 1221/09; UNI EN ISO 9001:2008; UNI EN ISO 22005:2008). Il Manuale descrive, in maniera sintetica, come Monica & Grossi soddisfa i requisiti delle norme di riferimento e risulta essere una guida alle procedure emesse dal Prosciuttificio per descrivere in maniera dettagliata le attività necessarie al Sistema Integrato. 3. Procedure di Gestione Definiscono le modalità e le responsabilità relative allo svolgimento delle attività necessarie al Sistema di Gestione Integrato, quindi anche di quelle necessarie al sottoinsieme di gestione ambientale, che presentano aspetti ambientali che hanno o possono avere impatti sull'ambiente. 4. Istruzioni Operative Descrivono le modalità di esecuzione di singole operazioni necessarie al sistema di gestione integrato, quindi anche a quelle operazioni che hanno o possono avere impatti diretti o indiretti sull’ambiente. 5. Insieme dei Documenti di Registrazione I documenti di registrazione permettono di dimostrare la conformità alle esigenze del SGA e di registrare il grado di raggiungimento degli obiettivi previsti in termini di parametri ambientali, nonché collegati alla qualità e rintracciabilità. Permettono inoltre di organizzare i dati per monitorare i processi che hanno influenza sull'ambiente. Tali dati consentiranno di elaborare gli indicatori ambientali necessari per definire gli obiettivi ambientali dell'Azienda 4 IL CICLO DI LAVORAZIONE Di seguito si riporta il diagramma di flusso che schematizza le attività di produzione del Salumificio, dall’acquisto della materia prima, fino alla spedizione ai clienti: le fasi in colore verde sono quelle che hanno una rilevanza dal punto di vista ambientale; quelle in verde chiaro generano aspetti ambientali indiretti. Bollettino Borsa Merci (prezzo al Kg) Acquisto delle cosce fresche alla Borsa Merci di Milano Ricevimento forniture di cosce fresche Controlli in accettazione sulle cosce e rifilatura Salagione e successiva sosta in cella frigorifera (1° sale) per una settimana Ripasso con sale e successiva sosta in cella frigorifera (2° sale) per tre settimane Dissalatura e successivo Preriposo in cella ventilata per 21 giorni Toelettatura e successivo riposo in cella frigorifera statica per 6-8 settimane Lavaggio prosciutti I riquadri colorati di verde identificano le fasi che possono avere un impatto sull’ambiente I riquadri colorati di verde chiaro identificano le fasi che vengono effettuate in outsourcing Asciugamento prosciutti in essicatoio per una settimana Post asciugamento per 2 settimane Pre-stagionatura fino a raggiungere i 7-8 mesi dalla salagione Sugnatura Stagionatura Raccolta ordini clienti (dettaglio e GDO) Spillatura dei prosciutti Riesame ordini Marchiatura a cura di ispettori IPQ Prosciutto di Parma DOP Preparazione Copia commissione per i lotto di spedizione Consegna “Copia commissione” agli incaricati della spedizione Spedizione per disosso esterno con eventuale tranciatura e/o affettamento Rientro prosciutti dal disosso e stoccaggio in cella refrigerata SI È necessario disossare alcuni prosciutti? NO Imballaggio e spedizione prodotto 5 ANALISI ASPETTI AMBIENTALI Al fine di poter correttamente individuare gli aspetti ambientali collegati alle diverse attività svolte da Monica & Grossi SpA, il ciclo produttivo viene scomposto nelle singole fasi di processo e rappresentato con un diagramma di flusso, costruito seguendo il criterio della sequenza logica impiantistica, fisica e temporale delle diverse attività. Ogni singola fase facente parte dell’attività produttiva viene dettagliatamente esaminata a mezzo di uno schema a blocchi che comprende un elenco di input e output. Gli schemi proposti seguono la seguente logica: Nel blocco centrale viene descritta l’attività svolta nella fase da prendere in considerazione. In entrata al blocco centrale si identificheranno gli ingressi di materie prime, di risorse (energia, acqua) e di sostanze (ad es. detergenti, gas refrigeranti, ecc.) necessari per la corretta attuazione della fase. In uscita al blocco centrale si indicheranno i prodotti, ovvero i risultati, della fase in esame. Ulteriori uscite dal blocco centrale sono quelle relative agli scarti (rifiuti) e alle emissioni (aeriformi, liquide e sonore) Carburante dei mezzi di trasporto del fornitore Sale per salatura prosciutti prodotto dal fornitore Fase1A: ricevimento sale Emissioni gas di scarico dei mezzi di trasporto del fornitore Rumore dei mezzi di trasporto del fornitore Sale per salatura prosciutti stoccato all’interno del silos Carburante dei mezzi di trasporto del fornitore Sugna e stucco confezionati e stoccati sul mezzo del fornitore Fase1B: ricevimento sugna e stucco • Emissioni gas di scarico mezzi di trasporto fornitore • Rumore mezzi di trasporto fornitore • Rifiuti da confezioni di sugna non idonee all’utilizzo Sugna e stucco confezionati e stoccati in idoneo locale Carburante dei mezzi di trasporto del fornitore Corda confezionata e stoccata sul mezzo del fornitore Fase1C: ricevimento corda • Emissioni gas di scarico mezzi di trasporto fornitore • Rumore mezzi di trasporto fornitore Corda confezionata e stoccata in idoneo locale • Energia elettrica per macchine (pedana di scarico, nastro, selezionatrice, coltelliera) e impianto di condizionamento locale • Carburante mezzi trasporto fornitore • Acqua glicolata per impianto di condizionamento locali Cosce fresche provenienti dal macello Sacchi plastica uso alimentare Fase1D: ricevimento e rifilatura cosce fresche • Emissioni diffuse di vapore dalla selezionatrice per marchio cosce • Rumore macchine • Rifiuti da rifilo e prosciutti non idonei da restituire al fornitore • Scarico in fognatura acqua di condensa del condizionatore • Scarico in fognatura acqua lavaggio macchinari • Rumore mezzi di trasporto fornitore • Emissioni gas di scarico mezzi di trasporto fornitore Cosce fresche rifilate • Energia elettrica per compressore del sistema di raffreddamento e valvola miscelatrice acqua calda e fredda • Gas metano per riscaldamento acqua • Gas refrigerante: R22-R427A Cosce fresche rifilate Fase 2: Stoccaggio in cella frigorifera • Emissioni della centrale termica (NO2, CO, CO2, SO2) • Rumore compressore • Rifiuti da manutenzione compressore: filtro olio, olio esausto, pezzi ricambio meccanici • Scarico in fognatura acqua di condensa di valvola miscelatrice e sistema di condizionamento interno cella Cosce fresche rifilate dopo stoccaggio in cella • Energia elettrica per funzionamento sistema di condizionamento locale, macchinari e compressore aria compressa • Sostanza refrigerante: acqua glicolata • Aria compressa • Acqua per inumidire sale Cosce fresche rifilate Sale Fase 3: Salagione (I° sale) Rifiuto: sale esausto Rumore macchinari Rumore compressore aria compressa Rifiuti da manutenzione compressore: filtro olio, olio esausto, pezzi ricambio meccanici • Scarico in fognatura acqua di lavaggio dei macchinari • • • • Cosce fresche rifilate e salate • Energia elettrica per compressore del sistema di raffeddamento e valvola miscelatrice acqua calda e fredda • Gas metano per riscaldamento acqua • Gas refrigerante: R22-R427A Cosce fresche da I° sale Fase 4: Sosta in cella frigorifera (I° sale) • Emissioni della centrale termica (NO2, CO, CO2, SO2) • Rumore compressore • Rifiuti da manutenzione compressore: filtro olio, olio esausto, pezzi ricambio meccanici • Scarico in fognatura acqua di condensa di valvola miscelatrice e sistema di condizionamento interno cella Cosce fresche pronte per il ripasso • Energia elettrica per funzionamento sistema di condizionamento locale, macchinari e compressore aria compressa • Sostanza refrigerante: acqua glicolata • Aria compressa • Acqua per inumidire sale Cosce fresche pronte per il ripasso Sale Fase 5: Ripasso (II° sale) Rifiuto: sale esausto Rumore macchinari Rumore compressore aria compressa Rifiuti da manutenzione compressore: filtro olio, olio esausto, pezzi ricambio meccanici • Scarico in fognatura acqua di lavaggio dei macchinari • • • • Cosce fresche pronte per la sosta in cella di II° sale • Energia elettrica per compressore del sistema di raffeddamento e valvola miscelatrice acqua calda e fredda • Gas metano per riscaldamento acqua • Gas refrigerante: R22-R427A Cosce fresche da II° sale Fase 6: Sosta in cella frigorifera (II° sale) • Emissioni della centrale termica (NO2, CO, CO2, SO2) • Rumore compressore • Rifiuti da manutenzione compressore: filtro olio, olio esausto, pezzi ricambio meccanici • Scarico in fognatura acqua di condensa di valvola miscelatrice e sistema di condizionamento interno cella Cosce fresche pronte per la dissalatura • Energia elettrica per far funzionare macchinari (tunnel dissalatore, massaggiatrice, tiracorde) e compressore aria • Acqua per lavaggio e igienizzazione macchinari • Aria compressa • Prodotti sanificanti-igienizzanti Cosce fresche pronte per la dissalatura Corda Fase 7: Dissalatura • Rumore macchinari • Rumore compressore aria • Rifiuti da attività di manutenzione del compressore: filtro olio, olio esausto, pezzi di ricambio meccanici • Rifiuti: sale esausto, scarti di corda • Scarico in fognatura acqua di lavaggio macchinari e locali Cosce fresche dissalate • Energia elettrica per far funzionare lavatrice verticale • Acqua per lavaggio • Gas metano per riscaldamento acqua di lavaggio • Sostanze detergenti per il lavaggio e l’igienizzazione della lavatrice verticale Bilancelle scariche provenienti da cella frigorifera di II° sale Fase 7 bis: Lavaggio bilancelle da sale • Rumore lavatrice automatica • Emissione di vapore d’acqua non convogliata • Emissioni della centrale termica: CO, NO2, CO2 • Scarico in fognatura acqua di lavaggio • Rifiuti: contenitori esausti delle sostanze detergenti e igienizzanti Bilancelle lavate Energia elettrica per compressore del sistema di raffeddamento e valvola miscelatrice acqua calda e fredda • Gas metano per riscaldamento acqua • Gas refrigerante: R22-R427A • Cosce dissalate e appese a telai Fase 8: Preriposo in cella ventilata • Emissioni della centrale termica (NO2, CO, CO2, SO2) • Rumore compressore • Rifiuti da manutenzione compressore: filtro olio, olio esausto, pezzi ricambio meccanici • Scarico in fognatura acqua di condensa di valvola miscelatrice e sistema di condizionamento interno cella (“Armadio”) Cosce avviate alla toelettatura Energia elettrica per far funzionare coltelli elettrici, coltelliera e compressore aria • Aria compressa • Cosce appese a telai Fase 9: Toelettatura • Rifiuti: scarti di lavorazione (ossa e materiale di rifilo) • Rumore compressore • Rifiuti da manutenzione compressore: filtro olio, olio esausto, pezzi ricambio meccanici Cosce toelettate Energia elettrica per compressore del sistema di raffreddamento e valvola miscelatrice acqua calda e fredda • Gas metano per riscaldamento acqua • Gas refrigerante: R22-R427A • Cosce toelettate Fase 10: Riposo in cella frigorifera statica • Emissioni della centrale termica (NO2, CO, CO2, SO2) • Rumore compressore • Rifiuti da manutenzione compressore: filtro olio, olio esausto, pezzi ricambio meccanici • Scarico in fognatura acqua di condensa di valvola miscelatrice e sistema di condizionamento interno cella Cosce avviate al lavaggio Energia elettrica per funzionamento lavatrice verticale • Gas metano per riscaldamento acqua • Acqua • Cosce provenienti da riposo in cella e appese a telai Fase 11: Lavaggio • Emissioni diffuse di vapore dalla lavatrice per utilizzo di acqua calda • Emissioni della centrale termica (NO2, CO, CO2, SO2) • Rumore macchina lavatrice • Scarico in fognatura acqua di lavaggio • Rifiuti: fanghi dalle vasche di sgrassaggio Cosce lavate appese ai telai Energia elettrica per compressore del sistema di raffeddamento e valvola miscelatrice acqua calda e fredda • Gas metano per riscaldamento acqua • Gas refrigerante: R22-R427A • Cosce lavate appese a telai Fase 12: Asciugamento Post asciugamento • Emissioni della centrale termica (NO2, CO, CO2, SO2) • Rumore compressore • Rifiuti da manutenzione compressore: filtro olio, olio esausto, pezzi ricambio meccanici • Scarico in fognatura acqua di condensa di valvola miscelatrice e sistema di condizionamento interno cella (“Armadio”) Cosce asciutte appese a telai Energia elettrica per compressore del sistema di raffeddamento e valvola miscelatrice acqua calda e fredda • Gas metano per riscaldamento acqua • Sostanza refrigerante: glicole • Cosce asciutte appese a telai Fase 13: Prestagionatura • Emissioni della centrale termica (NO2, CO, CO2, SO2) • Rumore compressore • Rifiuti da manutenzione compressore: filtro olio, olio esausto, pezzi ricambio meccanici • Scarico in fognatura acqua di condensa di valvola miscelatrice e sistema di condizionamento interno cella (“Armadio”) Cosce prestagionate Alcol etilico per pulizia piani di lavoro • Carta per pulire i piani di lavoro • Cosce prestagionate Sugna e stucco Fase 14: Sugnatura • Rifiuti: scarti di imballo della sugna e dello stucco, scarti di rifilo, carta sporca di sugna e stucco, contenitori esausti di alcool Cosce sugnate Energia elettrica per compressore del sistema di raffeddamento e valvola miscelatrice acqua calda e fredda • Gas metano per riscaldamento acqua • Sostanza refrigerante: glicole • Cosce sugnate Fase 15: Stagionatura • Emissioni della centrale termica (NO2, CO, CO2, SO2) • Rumore compressore • Rifiuti da manutenzione compressore: filtro olio, olio esausto, pezzi ricambio meccanici • Scarico in fognatura acqua di condensa di valvola miscelatrice e sistema di condizionamento interno cella (“Armadio”) Cosce stagionate • Cosce stagionate Gas metano per funzionamento macchina marchiatrice Fase 16: Controllo qualità e marchiatura • Rifiuti: prosciutti ritenuti non idonei al consumo • Emissioni diffuse della macchina marchiatrice • Rumore macchina marchiatrice Cosce stagionate marchiate e pronte per essere avviate al consumo Energia elettrica per macchina imballatrice • Aria compressa per funzionamento macchina imballatrice • Cosce pronte per essere avviate al consumo Materiale imballo (film, pallet, cartoni, nastro adesivo, etichette) Fase 17: Spedizione prosciutto con osso • Rifiuti: materiale di imballaggio danneggiato, rotto, non utilizzabile • Emissioni gas di scarico dei mezzi e del carrello elevatore • Rumore macchinari e mezzi di trasporto Prodotto finito con osso al consumatore • Cosce pronte per essere avviate al consumo Contenitori in plastica idonei all’uso alimentare Film estensibile Consumo di energia per caricamento carrello elevatore Fase 18: Spedizione per far effettuare il disosso all’esterno • Emissioni gas di scarico dei mezzi e del carrello elevatore • Rumore mezzi di trasporto del fornitore Cosce disossate, confezionate in sacchi di materiale plastico sottovuoto Energia elettrica per compressore del sistema di raffeddamento e valvola miscelatrice acqua calda e fredda • Gas metano per riscaldamento acqua • Gas refrigerante: R22-R427A • Cosce disossate, confezionate in sacchi di materiale plastico sottovuoto Fase 19: Rientro e stoccaggio in cella refrigerata • Emissioni della centrale termica (NO2, CO, CO2, SO2) • Rumore compressore • Rifiuti da manutenzione compressore: filtro olio, olio esausto, pezzi ricambio meccanici • Scarico in fognatura acqua di condensa di valvola miscelatrice e sistema di condizionamento interno cella Cosce disossate e confezionate sottovuoto stoccate, in attesa di spedizione Energia elettrica per macchina sottovuoto e caricamento carrello elevatore • Aria compressa per funzionamento macchina sottovuoto • Cosce disossate e confezionate sottovuoto stoccate, in attesa di spedizione Buste ad uso alimentare Fase 20: Spedizione prosciutto disossato • Rifiuti: materiale di imballaggio derivante dal rifacimento della confezione in caso di difettosità (confezioni rotte o non più sottovuoto) • Emissioni gas di scarico dei mezzi e del carrello elevatore • Rumore macchinari e mezzi di trasporto Prodotto finito disossato al consumatore Acqua del pozzo Energia elettrica per funzionamento macchina pulivapor • Detergenti e igienizzanti • • Macchinari e locali che necessitano di pulizia e igienizzazione Attività A: lavaggio e igienizzazione macchine e locali • Rifiuti: materiale di imballaggio (confezioni vuote di detergenti e igienizzanti) • Scarichi idrici in fognatura • Rumore macchinari utilizzati per la pulizia (pulivapor e lavapavimenti) Macchinari e locali pronti per essere nuovamente utilizzati per la produzione • Acqua prelevata dal pozzo Sale per addolcitore Energia elettrica per funzionamento degli strumenti dell’addolcitore Attività B: addolcitore acqua pozzo • Rifiuti: sacchi vuoti del sale per addolcitore Acqua addolcita, caratterizzata da una minor durezza • Acqua addolcita Cloro Energia elettrica per funzionamento dell’impianto di clorazione dell’acqua Attività C: clorazione acqua • Rifiuti: contenitori esausti del cloro Acqua addolcita e idonea al consumo umano Energia elettrica per funzionamento della torre • Consumo di acqua • Acqua addolcita, idonea al consumo umano Prodotti chimici per il trattamento acqua (….) Attività D: torre di raffreddamento • Rifiuti: contenitori esausti dei prodotti chimici utilizzati per il trattamento dell’acqua • Scarico in fognatura • Emissione di vapore in atmosfera Acqua trattata e fatta circolare nel circuito di raffreddamento • Gas metano Energia elettrica per funzionamento delle centrali Attività E: centrali termiche • Rifiuti: parti di ricambio centrali termiche prodotte da manutenzione • Emissione di gas di combustione Calore • Gasolio Energia elettrica per l’avvio del generatore Attività F: generatore • Rifiuti: parti di ricambio, filtri aria, filtri olio, olio esausto prodotti dalla manutenzione del generatore • Emissione di gas di combustione del gasolio • Rumore del generatore Energia elettrica Energia elettrica per illuminazione Energia termica per riscaldamento acqua e locali • Acqua • Detergenti • Carta • • Nessuna Attività G: servizi igienici e spogliatoi • Rifiuti: carta utilizzata per asciugarsi, contenitori esausti dei detergenti • Scarico idrico assimilabile al civile Nessuno • • • • • Nessuna Energia elettrica per illuminazione e funzionamento strumenti di lavoro (PC, fax, fotocopiatrice, stampanti, ecc.) Energia termica per riscaldamento locali Gas refrigerante R22-R427A impianto di condizionamento Toner Carta e materiale di cancelleria Attività H: ufficio • Rifiuti: carta, toner esausti • Scarico idrico assimilabile al civile Attività amministrativocontabili Energia elettrica per il funzionamento di macchinari Reflui provenienti dalle lavorazioni del fresco Attività I: trattamento primario acque reflue prima dell’avvio alla rete fognaria • Rifiuti: fanghi prodotti dal trattamento degli effluenti • Scarico idrico in fognatura Reflui depurati Nessun utilizzo di risorse o materiali Gasolio Attività M serbatoio contenente gasolio • Perdita di gasolio Funzionamento degli impianti in caso di interruzione elettricità e utilizzo del generatore Energia elettrica Energia elettrica Attività N: manutenzione della cabina elettrica • Rifiuti: olii contenenti PCB/PCT Energia elettrica per il funzionamento degli impianti CENNI ALLA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE DEGLI ASPETTI 6 AMBIENTALI UTILIZZATA Sulla base dell’analisi di tutte le fasi di lavorazione effettuata tramite lo schema descritto appena sopra si individuano gli aspetti ambientali associati ad ogni fase. Per ciascun aspetto ambientale, si attribuisce una classe d’impatto, analizzandolo sotto quattro diversi profili: 1. conformità alla normativa ambientale, intesa come valutazione dell’esistenza di una normativa ambientale specifica che regolamenta l’aspetto ambientale in questione e, in caso affermativo, verifica del livello di conformità a tale normativa; 2. rilevanza ambientale, intesa come la possibilità di un danno ambientale (dovuto per esempio all’importanza dell’impatto ambientale, alla severità, alla vastità, alla durata o alla probabilità che avvenga) associato all’aspetto ambientale considerato 3. accettabilità parti interessate, intesa come attenzione dell’opinione pubblica, del vicinato o di terzi in genere, e come presenza di aree sensibili da un punto di vista ambientale; 4. adeguatezza tecnico economica, intesa come adeguatezza delle attività di gestione e tenuta sotto controllo dell’aspetto ambientale rispetto ai livelli standard di settore e alle capacità economiche dell’azienda, considerando anche eventuali indicatori ambientali a disposizione dell’azienda che indicano il trend dell’azienda stessa. I criteri seguiti per l’attribuzione della classe d’impatto sono illustrati nella tabella seguente: Classe di impatto Livello di priorità ASPETTO CHE TRASCURATO, 0 PUÒ ESSERE MANTENENDO SEMPLICEMENTE UNA TRACCIA DELLA SUA ESISTENZA AI FINI DI UNA FUTURA EVENTUALE VALUTAZIONE 1 ASPETTO DA TENERE SOTTO CONTROLLO, AL FINE DI GARANTIRE LA CONTINUITÀ DELLA SUA CORRETTA GESTIONE NEL TEMPO Criteri di valutazione TUTTE LE SEGUENTI CONDIZIONI SONO VERIFICATE A. L’aspetto in esame non è regolamentato da norme di legge a nessun livello (né da regolamenti specifici volontariamente sottoscritti dall’azienda) B. L’aspetto in esame non produce effetti rintracciabili o esattamente individuabili sul sito, a causa delle quantità in gioco e della sostanziale insensibilità del sito a tali effetti C. L’aspetto in esame non è mai stato oggetto di lamentele o di interessamento né da parte esterna, né interna all’azienda D. L’aspetto in esame non risulta significativamente migliorabile, alla luce dei livelli standard del settore, mediante interventi economicamente praticabili ALMENO UNA DELLE SEGUENTI CONDIZIONI È VERIFICATA A. L’aspetto in esame è regolamentato da norme di legge (o da prescrizioni sotto scritte dall’azienda) e tutti i requisiti ad esso applicabili sono correttamente soddisfatti ( a parte eventuali episodi sporadici di entità non rilevante) B. L’aspetto in esame produce effetti sul sito che risultano compatibili con le caratteristiche ambientali del sito stesso e che pertanto restano completamente sotto controllo C. L’aspetto in esame è stato oggetto di interessamento da parte di soggetti esterni o interni all’azienda, ma non di lamentele esplicite D. L’aspetto in esame non risulta significativamente migliorabile, alla luce dei livelli standard di settore, mediante interventi economicamente praticabili. L’aspetto risulta peraltro agevolmente controllabile mediante idonei interventi tecnici e/o organizzativi (manutenzione, controlli, ecc.) Classe di impatto Livello di priorità ASPETTO CHE PUO’ ESSERE MIGLIORATO NEL MEDIO-LUNGO PERIODO MEDIANTE INTERVENTI 2 TECNICO-ORGANIZZATIVI E CHE PUÒ ESSERE OGGETTO DI AZIONI DI MIGLIORAMENTO ASPETTO DA MIGLIORARE IMMEDIATAMENTE O NEL BREVE PERIODO, MEDIANTE INTERVENTI 3 TECNICI E/O ORGANIZZATIVI È NECESSARIO ED URGENTE ACQUISIRE DATI A RIGUARDO Criteri di valutazione ALMENO UNA DELLE SEGUENTI CONDIZIONI È VERIFICATA A. L’aspetto in esame è regolamentato da norme di legge (o da prescrizioni sotto scritte dall’azienda) e l’osservanza dei requisiti posti presenta alcuni problemi ( si verificano episodi non del tutto sporadici di mancato rispetto dei requisiti) B. L’aspetto in esame produce effetti sul sito che, in condizioni particolari, possono risultare significativi, per le quantità in gioco e/o per le caratteristiche del sito e delle attività limitrofe C. L’aspetto in esame è stato oggetto di lamentele da parte di soggetti esterni o interni all’azienda. D. L’aspetto in esame risulta migliorabile, in modo chiaramente individuato, con interventi tecnici o organizzativi economicamente praticabili e rispondenti ai livelli standard del settore ALMENO UNA DELLE SEGUENTI CONDIZIONI È VERIFICATA A. L’aspetto in esame è regolamentato da norme di legge (o da prescrizioni sotto scritte dall’azienda) ed i requisiti posti da dette norme o regolamenti risultano disattesi in modo grave (per frequenza e/o entità della non conformità) B. L’aspetto in esame produce effetti di accertata gravità sul sito, a causa delle quantità in gioco e/o della vulnerabilità specifica del sito stesso e/o della concomitanza con altre attività limitrofe C. L’aspetto in esame è stato oggetto di frequenti lamentele o contestazioni/contenziosi da parte di soggetti esterni o interni all’azienda. D. L’aspetto in esame risulta inaccettabile al disotto dei livelli standard del settore ed è migliorabile in modo determinante e ben individuato I dati disponibili allo stato attuale non consentono alcuna valutazione La classe d’impatto viene associata ad una priorità d’intervento secondo la seguente tabella: CLASSE DI IMPATTO 0 1 2 3 Livello di priorità Aspetto che può essere trascurato, perché è già sufficientemente sotto controllo o, comunque, non necessita di particolari attività di controllo. Aspetto da tenere sotto controllo, in quanto, per garantire la costante tutela dell’ambiente, necessita di una costante attività di controllo. Aspetto che può essere migliorato nel medio -lungo periodo, in quanto non sussiste un’imminente pericolo per l’ambiente, ma, non attivando opportuni programmi di miglioramento, potrebbe esserci. Aspetto da migliorare immediatamente, poiché sussiste una situazione di pericolo per l’ambiente. I valori numerici assegnati ai 4 criteri sopracitati vengono utilizzati per determinare la classe di priorità degli aspetti ambientali, a cui sono stati associati. Il livello di priorità si assegna secondo un criterio peggiorativo, ovvero si fa riferimento al criterio la cui valutazione è risultata peggiore, ovvero più alta. Per esempio se, per l’aspetto ambientale “Produzione del rifiuto carta da attività di ufficio” fossero assegnate le seguenti priorità: Criteri: Livello priorità: di Conformità legislativa Rilevanza ambientale Sensibilità parti interessate Adeguatezza tecnico economica Grado di priorità aspetto 1 2 3 2 3 Il criterio che otterrebbe il livello di priorità maggiore, pari a 3, sarebbe quello relativo alla Sensibilità delle parti interessate. Tale criterio guiderebbe l’attribuzione del livello di priorità all’aspetto ambientale “Produzione del rifiuto carta da attività di ufficio”, che, quindi, avrebbe un grado di priorità pari a 3. In ordine crescente di priorità sono definite quattro classi di priorità individuate dai numeri 0, 1, 2, 3. Sono considerati significativi quegli aspetti ambientali che, in seguito alla valutazione, sono classificati come aspetti aventi grado di priorità superiore a 1. In particolare nel caso in cui la priorità risulti pari a 2, l’azienda può tenere sotto controllo l’aspetto ambientale tramite la definizione di obiettivi di medio-lungo periodo da inserire all’interno degli “Obiettivi e programma ambientale”. In ogni caso tutti gli aspetti vengono costantemente monitorati attraverso gli indicatori di prestazione ambientali definiti nella presente Dichiarazione ambientale e valutati attraverso analisi di laboratorio specifiche. Nel caso invece l’aspetto risulti pari a 3, questo dovrà essere preso in considerazione obbligatoriamente nel piano degli “Obiettivi e programma ambientale” poiché l’aspetto deve essere migliorato nel breve periodo. Di seguito vengono riportati gli aspetti ambientali significativi identificati dal Prosciuttificio Monica & Grossi. ASPETTO AMBIENTALE Consumo energetico Consumo idrico IMPATTO RQA/14.05 1. Consumo di energia elettrica per funzionamento sistema di condizionamento locale, macchinari e compressore aria compressa 2. Consumo di metano per il funzionamento della centrale termica 1. Consumo di acqua per lavaggio e igienizzazione macchinari 2. Consumo di acqua per lavaggio bilancelle 3. Consumo di acqua per lavaggio prosciutti 4. Consumo di acqua per lavaggio locali e celle Utilizzo sostanze e 1. Utilizzo di FREON R22 con potenziale distruttivo per l’ozono preparati pericolosi 2. Utilizzo di FREON R427/A ad effetto serra 1. Scarico in fognatura acqua di lavaggio locali e superfici Scarichi idrici in 2. Scarico in fognatura acqua lavaggio macchinari, attrezzature fognatura 3. Scarico in fognatura acqua di lavaggio dei prosciutti Smaltimento o recupero di rifiuti 1. 2. 3. 4. 5. Produzione di rifiuto: sale esausto Produzione di rifiuti: sostanze detergenti (lavapavimenti) Produzione di rifiuti: scarti di lavorazione (ossa e materiale di rifilo) Produzione di rifiuti: fanghi dalle vasche di sgrassaggio per trattamento reflui Produzione di rifiuti: sugna. PRIORITÀ PER LA DEFINIZIONE DI INTERVENTI MIGLIORATIVI - DI CONTROLLO 2 2 2 2 2 7 PRESENTAZIONE DEI DATI DI PRESTAZIONE AMBIENTALE Nei successivi paragrafi vengono esaminati e presentati, anche graficamente, tutti i dati di prestazione ambientale che sono stati raccolti dal Prosciuttificio Monica & Grossi, al fine di individuare, ove possibile, degli obiettivi di miglioramento. I dati raccolti sono associati agli aspetti ambientali valutati come descritto nel paragrafo precedente. 8 CONSUMO DI MATERIE PRIME (RQA 16.03) 8.1 MATERIE PRIME La materia prima principale utilizzata dalla Monica & Grossi per la produzione dei suoi prosciutti sono e costituita dalle cosce di suino fresche. A questa si aggiungono delle materie prime secondarie e accessorie rappresentate da: il sale per la salatura, la sugna e lo stucco per la sugnatura e la corda per la legatura dei prosciutti. I dati sui consumi annui, registrati tramite le fatture di acquisto, sono riassunti nel prospetto sottostante, che prende in considerazione gli anni dal 2001-2009 e il primo trimestre 2010: COSCE FRESCHE (Ton) NB: una coscia fresca di suino pesa circa 14-15 kg SUGNA (Ton) STUCCO (Ton) SALE (Ton) CORDA (Ton) 2001 1087,144 5,130 0,070 74,030 1,186 2002 1112,181 5,334 0,351 86,350 1,191 2003 1106,284 5,242 0,360 72,386 1,232 2004 1089,374 5,730 0,588 73,720 1,238 2005 1117,113 5,872 0,418 89,120 1,207 2006 1075,781 5,056 0,407 77,940 1,877 2007 1201,930 6,105 0,538 87,030 1,208 2008 1210,642 5,707 0,448 85,570 1,146 2009 1150,340 5,752 0,565 824,20 1,232 2010* 301,851 1,313 0,075 21,717 0,783 *I dati relativi al 2010 si riferiscono ai consumi di materie prime registrati fino al 31 marzo 2010 Il grafico riportato qui sotto rappresenta l’andamento dei quantitativi annui espressi in chilogrammi di cosce fresche lavorate, essendo questa l’unità di misura comunemente utilizzata nel settore per esprimere il livello produttivo annuale. Infatti l’attività del prosciuttificio è quella di lavorare delle cosce fresche in ingresso e successivamente di sottoporle ad un processo di stagionatura che può però avere anche durate diverse e cali peso diversi. Per questo sarebbe non corretto esprimere la produzione totale annua in Ton o kg di prodotto finito. Di seguito si riporta, in tabella, l’andamento dei consumi annuali delle materie prime secondarie (espresso in tonnellate e, per maggiore leggibilità, in grammi), rapportato ai quantitativi di cosce fresche lavorate (rispettivamente in tonnellate e in kg): SUGNA STUCCO SALE CORDA ton/ton g/kg ton/ton g/kg ton/ton g/kg ton/ton g/kg 2001 0,00472 4,72 0,00006 0,06 0,06810 0,06 0,00109 1,09 2002 0,00480 4,80 0,00032 0,32 0,07764 0,32 0,00107 1,07 2003 0,00474 4,74 0,00033 0,33 0,06543 0,33 0,00111 1,11 2004 0,00526 5,26 0,00054 0,54 0,06767 0,54 0,00114 1,14 2005 0,00526 5,26 0,00037 0,37 0,07978 0,37 0,00108 1,08 2006 0,00470 4,70 0,00038 0,38 0,07245 0,38 0,00174 1,74 2007 0,00508 5,08 0,00045 0,45 0,07241 0,45 0,00101 1,01 2008 0,00471 4,71 0,00037 0,37 0,07068 0,37 0,00095 0,95 2009 0,00500 5,00 0,00049 0,49 0,07165 0,49 0,00107 1,07 2010* 0,00435 4,35 0,00025 0,25 0,07195 0,25 0,00259 2,59 *I dati relativi al 2010 sono indicativi dei consumi di materie prime registrati fino al 31 marzo 2010 I grafici della pagina seguente rappresentano l’andamento dei consumi delle materie prime secondarie, rapportato ai quantitativi di cosce fresche lavorate (espressi in g/kg): Durante gli anni 2004 e 2005 si è registrato un aumento del consumo di sugna dovuto al fatto che, per alcuni clienti, i prosciutti venivano risugnati al momento della spedizione. Successivamente la richiesta di risugnatura del prodotto finito è calata rispetto al 2004/2005 ed è ritornata a valori normali. Analogo andamento ha avuto lo stucco. Il consumo di sale è divenuto sempre più costante, a partire dal 2001 ad oggi, e questo testimonia la costanza del processo produttivo. Anche la corda rispetta quanto detto per il sale ad eccezione per l’anno 2006: il picco non rispecchia però il reale consumo poiché la fornitura, che doveva essere imputata ai primi giorni del 2007, è andata a finire invece nel conteggio del 2006. Gli indicatori relativi al primo trimestre 2010 sono influenzati dai livelli di scorta: ad esempio l’indicatore della corda è molto elevato in quanto il salumificio ha già provveduto ad acquistare la corda necessaria, oltre che per il primo trimestre, anche per alcuni mesi successivi. Al contrario l’indicatore dello stucco è molto basso perché il prossimo acquisto verrà effettuato nel mese di giugno. 9 ALTRI MATERIALI E SOSTANZE Il salumificio Monica & Grossi utilizza altre tipologie di materiali e prodotti, che non rientrano tra le materie prime: • i prodotti detergenti e i prodotti sanificanti utilizzati per la pulizia dei locali • i prodotti per il corretto funzionamento dell’addolcitore • il materiale per l’imballaggio del prodotto • i prodotti che assicurano l’efficienza della torre di raffreddamento 9.1 PRINCIPALI PRODOTTI DETERGENTI UTILIZZATI La tabella sottostante riassume i consumi annui dei principali prodotti detergenti, sulla base delle fatture di acquisto degli stessi. L’ultima colonna a destra rappresenta il rapporto fra il quantitativo totale di prodotti detergenti (in grammi) e la carne lavorata (in kg): DETERGENTE LAVAMANI (Ton) 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010* 0,120 0,062 0,064 0,020 0,080 0,070 0,110 0,060 0,100 0,020 DETERGENTE DETERGENTE COSCE FRESCHE SGRASSANTE LAVAPAVIMENTI LAVORATE (Ton) (Ton) (Ton) 0,210 0,134 0,100 0,064 0,023 0,220 0 0 0 0 0,210 0,064 0,512 0,330 0,208 0,251 0,375 0,400 0,268 0,132 1087,144 1112,181 1106,284 1089,374 1117,113 1075,781 1201,930 1210,642 1150,340 301,851 INDICATORE PRODOTTI DETERGENTI (Ton/Ton) 0,000497 0,000234 0,000611 0,000380 0,000279 0,000503 0,000403 0,000380 0,000320 0,000503 *Il dato è aggiornato al 31 marzo 2010 L’andamento dei consumi di detergenti si presenta altalenante. Tale andamento dipende infatti dal momento in cui viene effettuato l’approvvigionamento e dal livello di scorta deciso al momento dell’approvvigionamento che può dipendere anche dal prezzo di acquisto. I dati sono poi compensati nell’anno o negli anni successivi. Il detergente sgrassante però non è stato più acquistato dopo il 2006 in quanto non si dimostrava efficace. Si è passati pertanto all’utilizzo del solo detergente lavapavimenti che, dopo un aumento di acquisti nel 2007 e 2008, conseguente alla smessa del detergente sgrassante, ha raggiunto un nuovo equilibrio che complessivamente vede una riduzione dei kg di prodotto chimico utilizzati (nel 2006 il totale era di 471 kg tra sgrassante e lavapavimenti; nel 2007 era 375 kg, nel 2008 era 400 kg, nel 2009 268 kg). La cosa è riscontrabile anche nel modo seguente: escludendo l’anno 2010 che è parziale, la media dell’indicatore prodotti detergenti nel periodo 2001 – 2006 è pari a 0,000417 mentre la stessa scende nel periodo 2007 – 2009 a 0,000368, con una riduzione di quasi il 12%. 9.2 PRODOTTI PER IL CORRETTO FUNZIONAMENTO DELL’ADDOLCITORE Nella tabella seguente sono riportati i prodotti utilizzati per l’addolcimento dell’acqua. I dati sono desunti dalle fatture di acquisto. RQA 16.2-RQA 16.3. Nell’ultima riga è riportato l’indicatore che mette in rapporto il totale in grammi di prodotti per l’addolcitore con i kg di carne lavorata. Il dato definitivo del 2010 potrà dare un’utile conferma sul trend dell’indicatore, che risulta complessivamente in lieve discesa nonostante la risalita del biennio 2008-2009. PRODOTTO SALE per addolcitore (Ton) Ipoclorito di sodio per addolcit. (Ton) Totale prodotti per addolcit. (Ton) Indicatore prodotti per addolcitore (Ton/Ton) 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010* 10,000 6,250 7,000 11,000 5,000 5,100 5,000 6,250 7,500 0** 0,120 0,125 0,225 0,225 0,100 0,100 0,200 0,100 0,175 0,100 10,120 6,375 7,225 11,225 5,100 5,200 5,200 6,350 7,675 0,100 0,00930 0,00537 0,00653 0,0010304 0,00456 0,00483 0,00432 0,00524 0,00667 0,00033 *I dati relativi al 2010 sono aggiornati al 31 marzo 2010 ** Al 31/03/2010 non era ancora stato acquistato il sale per l’addolcitore. 9.3 MATERIALE PER L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO Di seguito sono riportati i dati annuali sugli acquisti dei materiali utilizzati per l’imballaggio del prodotto finito, desunti dalle fatture di acquisto. RQA 16.2-RQA 16.3. Gli andamenti altalenanti di alcuni anni sono sempre dovuti al fatto che gli acquisti non seguono linearmente i consumi, ma a volte, anche per ragioni di prezzo vantaggioso al momento, vengono fatte scorte che possono durare anche per anni (vedi il caso del film estensibile). PRODOTTO 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010* Film estensib. (23MY) (Ton) 0,236 0,276 0,540 0,000 0,360 0,391 0,756 0*** 0*** 0*** Cartoni** (Ton) 24,471 27,366 32,167 32,625 31,060 28,506 25,629 24,680 27,960 4,508 Totale imballaggi (Ton) 24,707 27,642 32,707 32,625 31,420 28,897 26,385 24,680 27,960 4,508 Indicatore imballaggi (Ton/Ton) 0,02273 0,02485 0,02956 0,02995 0,02813 0,02686 0,02195 0,02039 0,02431 0,01493 *I dati relativi al 2010 sono aggiornati al 31 marzo 2010 ** Il quantitativo in chilogrammi è stato ottenuto moltiplicando il n° di cartoni ordinati per il peso unitario sino all’anno 2006, dal 2007 è stato desunto direttamente dalle fatture di acquisto. *** La quantità acquistata nel 2007 di film estensibile (0,756 Ton) è stata sufficiente per coprire il fabbisogno fino ad oggi (25/05/2010). 9.4 PRODOTTI CHE ASSICURANO IL CORRETTO FUNZIONAMENTO DELLA TORRE DI RAFFREDDAMENTO TIPO DI CONSUMI MATERIA TOTALI ANNO SOSTANZA 2004 (Ton) CHEM-AQUA 8500 0,0750 CBD-92 0,0606 CHEM-AQUA 999 0,0375 REASIN CLEANER 0,0312 BACTICIDE-45 0,0336 CHEM-AQUA 15000 0,0702 MB 215 - CONSUMI CONSUMI CONSUMI CONSUMI CONSUMI TOTALI ANNO TOTALI ANNO TOTALI ANNO TOTALI ANNO TOTALI ANNO 2005 (Ton) 2006 (Ton) 2007 (Ton) 2008 (Ton) 2009 (Ton) 0,0750 0,0303 0,0000 0,0312 0,000 0,000 - 0,1500 0,1212 - 0,0750 0,0303 0,0306 0,150 0,0606 - 0,1125 0,0624 0,0702 0,0306 N.B.: Nel primo trimestre 2010 non vi sono ancora utilizzi dei prodotti in tabella Anche in questo caso l’andamento dei consumi risulta abbastanza altalenante durante gli anni analizzati. La motivazione è sempre la stessa descritta nei paragrafi precedenti. In questo caso non è stato calcolato l’indicatore rapportato alla carne lavorata, trattandosi di quantitativi piuttosto esigui. 10 MATRICE RIFIUTI 10.1 TIPOLOGIE DI RIFIUTI I rifiuti speciali prodotti dal salumificio sono costituiti dai seguenti rifiuti speciali non pericolosi: • sale esausto utilizzato nelle operazioni di salatura delle cosce di suino fresche (CER 020299), • fanghi prodotti dall’operazione di depurazione dei reflui attraverso il loro passaggio in vasca di pretrattamento dei grassi (CER 020204). Tali rifiuti vengono gestiti in conformità al D.Lgs. 152/06 parte III e s.m.i., attraverso la compilazione di formulari di trasporto e di registri di carico e scarico, ognuno dedicato ad un’unica tipologia di rifiuto. I fanghi vengono raccolti direttamente dalla ditta autorizzata al trasporto, che utilizza idoneo dispositivo per l’aspirazione del rifiuto. Il personale del Salumificio non effettua alcuna operazione su questa tipologia di rifiuto. Il sale esausto viene raccolto dal personale di produzione all’interno di opportuni raccoglitori di materiale plastico, che vengono poi stoccati all’esterno dello stabilimento, su pavimentazione cementata, in modo da assicurarne la protezione dalle intemperie. Il Salumificio produce inoltre le seguenti tipologie di rifiuti speciali assimilabili agli urbani: • rifiuti derivanti dalle attività di ufficio e materiale di cancelleria vario • carta • materiale di imballaggio Tali categorie di rifiuti sono avviati al sistema pubblico di raccolta. I rifiuti derivanti da attività di manutenzione, programmate e straordinarie, sono sempre gestiti direttamente dalle imprese che le effettuano, quindi non sono di competenza del Salumificio. Tale obbligo viene definito a livello contrattuale e, in caso di assenza di contratto, viene comunque comunicato in modo scritto. Anche i toner esausti e i contenitori di detergenti vengono resi al fornitore. 10.2 MUD Fino all’anno 2006, il personale dell’Amministrazione di Monica & Grossi ha provveduto, annualmente, secondo le scadenze fissate dalla legge di riferimento (Legge n° 70/1994) a compilare il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale, relativo alla gestione dei rifiuti prodotti nell’anno precedente. Generando solo due tipologie di rifiuti speciali e utilizzando, per ogni tipologia di rifiuto, non più di tre trasportatori e tre smaltitori, la ditta ha potuto usufruire della possibilità di compilare la comunicazione in forma semplificata. Sebbene a partire dal 2008, in rif.to al D.Lgs 16 gennaio 2008 n.4, la compilazione del MUD sia obbligatoria solo per i produttori di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali con più di 10 dipendenti, l’organizzazione ha scelto di redigere il MUD anche per il 2008 e per il 2009. Per quanto riguarda in particolare il 2009, il MUD verrà presentato entro il 30/06/2010, ai sensi del D.P.C.M. 27/04/2010 corretto e integrato dalla Comunicazione del Ministero dell’Ambiente pubblicata sulla GURI n° 100 del 30/04/2010. 10.3 ISCRIZIONE AL CONAI Il Salumificio si è iscritto al CONAI (Consorzio nazionale degli imballaggi) nel 1998, in qualità di utilizzatore di imballaggi, nella categoria “utilizzatori alimentari”, così come si evince dalla “Scheda di adesione al CONAI” a cui è allegata la fotocopia del bollettino postale di pagamento della quota di partecipazione. 10.4 ISCRIZIONE AL SISTRI Ai sensi dell’articolo 1, comma 4 del D.M. 17/12/2009, come modificato da D.M. 15/02/2010, Monica & Grossi, essendo attività industriale con meno di 10 dipendenti e producendo esclusivamente rifiuti non pericolosi, può aderire al SISTRI in modo volontario. Per ora il salumificio ha deciso di non iscriversi, anche in attesa di verificare i prossimi avvenimenti legati all’entrata a regime di questo sistema. 10.5 RIFIUTI SPECIALI (RQA/16.01) Di seguito si riportano in tabella i dati relativi alla produzione di rifiuti della Monica & Grossi, rapportata anche ai dati di produzione, degli anni dal 2001 al 2009 e del primo trimestre 2010. I dati relativi ai quantitativi di rifiuti prodotti annualmente sono stati desunti dal Formulario dei rifiuti e sono commentati al paragrafo 10.7. Descrizione Rifiuto Rifiuti non specificati altrimenti Codice CER 020299 Attività da cui è prodotto Unità di 2001 misura 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010* Sale esausto Ton 22,086 29,960 24,068 25,613 26,028 23,024 20,073 25,942 22,350 5,536 prodotto nella lavorazione di salatura Ton/Ton di delle cosce 0,0203 0,0269 0,0217 0,0235 0,0233 0,0214 0,0167 0,0214 0,0194 0,0183 materia fresche prima Descrizione Rifiuto Fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti Codice CER 020204 Attività da cui è prodotto Unità di 2001 misura 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010* Trattamento Ton 18,500 17,000 23,500 25,600 21,680 25,950 25,200 29,660 26,300 4,320 dei reflui provenienti dalla lavorazione Ton/Ton delle cosce di 0,0170 0,0152 0,0212 0,0235 0,0194 0,0241 0,0209 0,0245 0,0228 0,0143 fresche materia prima *I dati relativi al 2010 sono aggiornati al 31/03/2010 10.6 SOTTOPRODOTTI DELL’ATTIVITÀ DI PRODUZIONE DI PROSCIUTTO CRUDO Esiste un’altra tipologia di scarto di lavorazione prodotto durante la lavorazione del prosciutto, che, per le sue caratteristiche, non viene gestito come “rifiuto”, ma come “sottoprodotto di origine animale”: si tratta delle ossa di animale prodotte nella fase di toelettatura. Per la gestione di tale categoria di prodotto esiste apposita normativa, che prevede la tenuta di un registro vidimato dal Servizio veterinario dell’ASL competente per territorio e la compilazione e conservazione di un documento di trasporto. Il sottoprodotto di origine animale di categoria 3 “non destinato al consumo umano” secondo il Regolamento CE/1774/2002 (ossa di animali) è affidato alla ditta Cuccui Gavino, in possesso del numero di riconoscimento 210/DT3; tale riconoscimento consente al Soggetto di essere il destinatario del sottoprodotto di cui sopra, come impianto di transito (deposito temporaneo). Infatti la destinazione finale del materiale di categoria 3 è quella di ditte autorizzate per il trattamento finale. I mezzi di trasporto utilizzati dal fornitore sono stati immatricolati e vengono regolarmente verificati dal Servizio Veterinario dell’AUSL di Parma in conformità alla Direttiva della Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna n° 2544/04. Nella tabella sottostante si riportano i dati quantitativi di produzione delle “ossa di suino”, rapportate anche all’unità di prodotto, desunti dal “Registro scarico sottoprodotti di origine animale Categoria 3, approvato dal Servizio Veterinario dell’AUSL di Parma”. Descrizione sottoprodotto Unità di di origine misura animale Ton Ossa di suino da toelettatura Ton/Ton dei di prosciutti materia prima 2003 2004 2005 9,560 9,240 8,412 9,296 13,374 16,322 15,588 15,506 13,549 3,522 0,0087 0,0083 0,0076 0,0085 0,0116 0,0151 *I dati relativi al 2010 sono aggiornati al 31/03/2010 2007 0,0129 2008 2010* 2002 0,0119 2006 2009 2001 0,0128 0,0117 10.7 COMMENTI SU PRODUZIONE DI RIFIUTI E SCARTI ANIMALI Di seguito si riporta il grafico con l’andamento dei quantitativi di rifiuti e di scarti animali prodotti, rapportati alla quantità di materia prima lavorata nell’anno, il tutto espresso per maggiore leggibilità in g/kg. L’andamento della produzione di scarti di lavorazione (ossa di suino), così come la produzione di fanghi, ha visto un trend crescente nel periodo 2001-2006, dovuto alla scelta dell’azienda di prestare una maggior cura nella lavorazione di toelettatura, al fine di rendere il prodotto esteticamente migliore, oltre alla decisione di procedere alla manutenzione della vasca di raccolta dei fanghi con cadenza più ravvicinata. Dall’anno 2007 la pulizia della vasca di raccolta dei fanghi si è mantenuta più o meno agli stessi livelli. L’indicatore del primo trimestre 2010 relativo ai fanghi (0,0143 Ton/Ton) è minore rispetto alla media degli anni precedenti in quanto sono stati conferite 5,580 Ton il 01/04/2010 e pertanto non conteggiate nel primo trimestre. Diverso è il discorso che riguarda gli scarti di lavorazione: nel 2007 era stato infatti definito un obiettivo di miglioramento riportato anche in Dichiarazione Ambientale 2007 e verificato nel suo raggiungimento nella presente Dichiarazione Ambientale 2010, obiettivo che prevedeva la riduzione degli scarti di lavorazione del 20%. Si vedano al proposito gli appositi capitoli 23 e 24 Per quanto riguarda il sale esausto, il trend, a parte un lieve picco nel 2002, si dimostra pressoché costante. 11 MATRICE CONSUMO DI RISORSE 11.1 ENERGIA ELETTRICA L’energia elettrica utilizzata dalla Monica & Grossi viene destinata all’alimentazione di: • celle frigorifere • locali di stagionatura • macchinari usati in produzione, dall’ingresso delle materie prime, fino all’imballaggio del prodotto finito • centrale termica • addolcitore • sistema di potabilizzazione dell’acqua • strumenti usati in ufficio (computers, fax, fotocopiatrice, stampante, calcolatrici, ecc.) • sistemi di condizionamento degli uffici amministrativo-contabili Inoltre l’energia elettrica viene utilizzata per fornire illuminazione all’ambiente di lavoro e agli uffici. In base alla lettura delle fatture di “Enel Energia SpA”, i consumi totali di energia elettrica negli ultimi 9 anni e i relativi indicatori di consumo ottenuti rapportando i consumi di energia elettrica ai chilogrammi di materia prima (cosce fresche) sono risultati i seguenti: Anno Consumo di energia elettrica (MWh) Quantità di materia prima lavorata (Ton) Indicatore consumo energia elettrica (MWh/Ton) 2001 1528,823 1087,144 1,41 2002 1505,308 1112,181 1,35 2003 1412,898 1106,284 1,28 2004 1402,551 1089,374 1,29 2005 1467,365 1117,113 1,31 2006 1467,895 1075,781 1,36 2007 1433,113 1201,930 1,19 2008 1490,616 1210,642 1,23 2009 1499,855 1150,340 1,30 2010* 326,901 301,851 1,08 *I dati relativi al 2010 sono aggiornati al 31 marzo 2010 I consumi assoluti di energia elettrica sono influenzati lievemente dall’andamento delle stagioni (freddo secco, freddo umido, caldo secco, caldo umido). L’indicatore di consumo rapportato alla carne lavorata è penalizzato al ridursi della carne lavorata in quanto la climatizzazione delle celle è da mantenere allo stesso livello, indipendentemente dalla carne lavorata. L’indicatore dei primi tre mesi del 2010 è minore in quanto questi mesi sono invernali e pertanto la climatizzazione richiede un minor consumo di energia elettrica. 11.2 GAS METANO Il metano viene utilizzato dall’Azienda per alimentare la centrale termica, costituita da due caldaie: una di potenza pari a 407 KW e l’altra di potenza pari a 290 KW. La prima caldaia funziona 8 ore al giorno, la seconda 4 ore al giorno, entrambe per 250 giorni all’anno, con un numero complessivo di ore di funzionamento pari a 3000 all’anno. I dati sui consumi di metano sono desunti dalle fatture emesse dalla società distributrice del gas (ENìA ENERGIA S.p.a.) e sono riportati nella tabella sottostante. Anno Consumo di gas metano (m3) Quantità di mat. prima lavorata (Ton) 2001 167.199 1087,144 0,00015 ----- 2002 148.275 1112,181 0,00013 ----- 2003 118.073 1106,284 0,00011 ----- 2004 122.148 1089,374 0,00011 ----- 2005 132.820 1117,113 0,00012 ----- 2006 128.282 1075,781 0,00012 ----- 2007 125.327 1201,930 0,00010 ----- 2008 129.443 1234,45 1210,642 0,00011 1,02 2009 129.954 1239,32 1150,340 0,00011 1,08 2010* 41.435 395,15 301,851 0,00014 1,31 Consumo di gas metano (MWh) Indicatore consumo di metano (m3/Ton) (MWh/Ton) *I dati relativi al 2010 sono aggiornati al 31 marzo 2010 Per quanto riguarda i consumi di metano si è registrato un picco di consumo nel 2001 dovuto al malfunzionamento della caldaia. La successiva manutenzione ha fatto si che i consumi si siano progressivamente ridimensionati per attestarsi a valori pressoché costanti negli ultimi sei anni. Il valore dell’indicatore dell’anno 2010 è penalizzato dal fatto che il primo trimestre dell’anno è invernale ed è pertanto normale che in questo periodo il consumo sia maggiore. 11.3 CONSUMO COMPLESSIVO DI ENERGIA Considerando il periodo 2008 – primo trimestre 2010, il consumo complessivo di energia espresso in MWh/Ton carne in ingresso lavorata è riportato nella tabella di pagina seguente (si tenga conto che nel periodo considerato non è stato consumato gasolio – cfr. par. 11.4) Indicatore consumo energia elettrica (MWh/Ton) Indicatore consumo gas metano (MWh/Ton) Indicatore consumo totale energia (MWh/Ton) 2008 1,23 1,02 2,25 2009 1,30 1,08 2,38 1° trim. 2010 1,08 1,31 2,39 Anno Non vengono ad oggi utilizzate fonti di energia rinnovabile. 11.4 GASOLIO All’esterno dello stabilimento, posto sul retro, c’è un serbatoio di capacità pari a circa 1000 litri, contenente gasolio. Tale combustibile è destinato al funzionamento del generatore di corrente, che viene utilizzato quando si verificano interruzioni nell’erogazione di corrente elettrica, per poter mantenere in funzione gli impianti di lavorazione del Salumificio. Tale serbatoio non è interrato ed è posto all’interno di una vasca cementata di circa 60-70 centimetri di altezza e di capacità pari a 1000 litri. Il serbatoio è protetto dalle intemperie essendo posto al di sotto di una tettoia. Negli anni compresi tra il 2001 e il 2006 sono stati fatti due soli acquisiti di gasolio: uno nel 2001 (pari a 1000 l) e uno nel 2003 (pari a 573 l). Per calcolare i consumi annuali (2001-2006) di gasolio si è proceduto in questo modo: si sono sommati i quantitativi dei due acquisti e li si è divisi per 4. Per quanto riguarda il 2007 il notevole quantitativo acquistato dipende dal fatto che è stata fatta una prova di funzionamento delle apparecchiature utilizzando il compressore. I dati sono stati desunti dalle fatture di acquisto. Anno Acquisti di gasolio (l) Anno Acquisti di gasolio (l) 2001 393,25 2006 0 2002 393,25 2007 1800 2003 393,25 2008 0 2004 393,25 2009 0 2005 0 2010* 0 * Il dato 2010 è aggiornato al 31/03/2010 11.5 APPROVVIGIONAMENTO IDRICO E CONSUMO DI ACQUA L’acqua viene utilizzata a fini sia produttivi che civili (servizi e spogliatoi per i dipendenti). L’acqua è utilizzata principalmente per: lavaggio prosciutti, lavaggio attrezzature di lavoro e lavaggio locali. L’acqua viene utilizzata anche in tutto l’impianto di condizionamento delle celle frigorifere e di stagionatura dei prosciutti. Tale impianto utilizza un circuito chiuso, che permette il ricircolo dell’acqua prelevata e il contenimento dei consumi. Tutta l’acqua utilizzata dalla Monica & Grossi viene emunta dal pozzo di proprietà della ditta, regolarmente denunciato. Non viene utilizzata acqua di acquedotto. Le acque provenienti dal pozzo subiscono un trattamento di clorazione in autoclave e potabilizzazione microbiologica. L’analisi di potabilità viene effettuata almeno due volte l’anno. La linea idrica è suddivisa in acqua calda e fredda. Sulla linea dell’acqua calda è installato anche un addolcitore, oggetto di monitoraggio e manutenzione da parte della ditta specializzata. La qualità dell’acqua utilizzata nel ciclo di lavorazione della Monica & Grossi viene controllata ogni anno, direttamente dal Salumificio, che incarica un Laboratorio specializzato ad effettuare un campionamento e su questo un’analisi. I risultati delle analisi vengono archiviati all’interno del Registro del sistema di Autocontrollo “HACCP”. I valori da rispettare sono quelli del DPR n.236/88 fino al 2003 e quelli del D.Lgs. n.31 del 02.02.2001 dal 2004, per tale motivo il riepilogo dei dati delle analisi viene suddiviso in due tabelle distinte. I calcoli effettuati sono una media dei risultati dei vari campionamenti effettuati durante l’anno di riferimento. Parametro (UdM) D.P.R. 236/88 Concentraz. di ioni idrogeno (pH) Conduttività a 20°C(uScm-1) Torbidità (mg/l SiO2) Alcalinità (mg/HCO3-) Alcalinità (ml HCl 0.1 N/l) Azoto ammoniacale (NH4) (mg/l) Nitriti (NO2)(mg/l) Nitrati(NO3)(mg/l) Cloruri (Cl)(mg/l) Cloro libero Solfati (SO4)(mg/l) Sostanza organica (Kubel) (mg/l O2) Durezza totale (°F) Ione ferro (ug/l) Coliformi totali (UFC/100ml) Coliformi fecali(UFC/100ml) Streptococchi fecali (UFC/100ml) Enterococchi (UFC/100ml) Carica batt totale a 22°C(ufc/ml) Carica batt totale a 37°C (ufc/ml) Valore di parametro (CMA) 2001 2002 2003 6.0-9.5 / 10 / / 0,5 0,1 50 200 / 250 7,49 565 4 294,5 48,5 0,0175 0,035 8,32 31,65 0,23 37,05 7,17 534,67 4 266,26 45 0,013 0,03 4,46 29,79 0,33 42,45 7,41 553,67 4 296,7 49,5 0,013 0,03 4,58 23,55 0,30 38,8 5 0,9 0,39 0,41 / 200 0 0 0 0 / / 28,58 5 0 0 0 0 2,75 12,75 24,33 50 0 0 0 0 0 0 26,97 5 0 0 0 0 0 0 CMA: concentrazione massima ammissibile Parametro (UdM) D.Lgs. 31/2001 Conc. di ioni idrogeno (pH) Conduttività a 20°C(µScm-1) Azoto ammon. (NH4) (mg/l) Nitriti (NO2)(mg/l) Nitrati(NO3)(mg/l) Cloruri (Cl)(mg/l) Cloro libero Solfati (SO4)(mg/l) Durezza totale (°F) Coliformi totali (UFC/100ml) E. Coli (UFC/100 ml) Batteri coliformi a 37°C (UFC/100ml) Enterococchi (UFC/100ml) Carica batterica totale a 22°C(ufc/ml) Carica batterica totale a 36°C (ufc/ml) nc: non calcolato Valore di parametro (CMA) 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 6.0-9.5 2500 0,5 0,5 50 250 / 250 / 0 0 7,34 593 0,035 0,035 12,7 30,39 0,3 42,73 27,25 0 0 7,68 596,67 0,05 0,02 8,51 26,83 0,20 38,07 16,67 0 0 7,22 446 0,05 0,02 5,37 27,48 0,23 38,56 23,65 0 0 7,07 526,5 0,035 0,02 6,02 36,78 0,18 32,47 27,42 0 7,07 560 0,02 0,02 5,33 30,13 0,23 28,99 13,6 0 0 7,27 509,5 0,02 0,02 10,30 46,98 / 24,25 20,08 0 0 7,11 600 0,02 0,03 10,04 32,79 / 10 31,70 0 0 0 0 0 nc 0 0 0 nc 0 0 0 0 0 0 0 0 / 0,5 0 9,5 0 0 0 1 / 0,5 0 20,5 0 0 0 1 Come si può osservare, negli anni presi a riferimento, non si è mai riscontrato alcun parametro al di sopra dei limiti consentiti dalla legge. La seguente tabella costituisce un prospetto dei consumi annui di acqua negli anni 20012009 e nel primo trimestre 2010 Anno 2001* 2002* 2003* 2004* 2005* 2006 2007 2008 2009 2010** Totale acqua prelevata da pozzo (m3) 11.958 12.237 12.169 11.983 12.288 19.283 17.953 7.660 7.698 1411 Consumo di acqua per Kg di materia prima lavorata (m3/kg) 0,011 0,011 0,011 0,011 0,011 0,018 0,015 0,006 0,007 0,005 *: i dati relativi ai consumi di acqua fino all’anno 2005 non sono dati reali ma stimati, in quanto sono stati ricavati tramite l’effettuazione di un calcolo. Tale calcolo considera un consumo medio di acqua, nel ciclo di lavorazione di un salumificio, pari a 0,011 mc per chilogrammo di materia prima lavorata (cosce fresche). Quindi, per stimare i consumi di acqua, occorre moltiplicare i chilogrammi di materia prima lavorata in un anno per il fattore di 0,011 mc/kg. **: i dati relativi al 2010 sono aggiornati al 31/03/2010. I dati relativi agli anni 2006, 2007, 2008 e 2009, invece, si basano sulla lettura del contatore di cui è dotata l’azienda. Di seguito si riporta in grafico l’andamento dei consumi per unità di materia prima lavorata: Come si può notare, l’andamento dei consumi d’ acqua è diminuito notevolmente nell’anno 2008 rispetto al 2007 in quanto nel settembre 2007 è stato modificato l’impianto di raffreddamento che prima era ad acqua mentre ora è ad aria. Si tratta del risultato derivante dalla gestione della non conformità n. 22 rilevata durante il normale ciclo di Verifiche Ispettive Interne che ha evidenziato il superamento dei valori di consumo previsti dalla Deliberazione n. 017325 del 17/04/08 e del volume annuo di metri cubi indicato nella richiesta del rinnovo della concessione fatta alla Regione in data 10/12/06. Il dato ad oggi rientra ampiamente nei limiti previsti e l’indicatore del primo trimestre 2010 si mostra in ulteriore diminuzione rispetto al 2008 (dopo aver riscontrato un lieve aumento nel 2009). 12 MATRICE RACCOLTA E DEPURAZIONE REFLUI L’impianto fognario dello stabilimento della ditta Monica & Grossi S.p.A. è costituito da due linee distinte: una per le acque meteoriche e l’altra per gli scarichi delle lavorazioni e dei servizi igienici. Le acque meteorologiche provenienti da tetti e dai cortili si scaricano nel rio che attraversa l’area di proprietà e va a finire nel torrente Parma. È disponibile l’autovalutazione sulle acque di prima pioggia ai sensi della Delibera della Giunta dell’Emilia Romagna Gli scarichi prodotti dal Salumificio Monica & Grossi che recapitano in fognatura provengono da: area cortilizia, locali di lavorazione, lavaggio prosciutti, servizi igienici, , addolcitore, cucina alloggio di custodia (Autorizzazione allo scarico rilasciata dal Comune di Langhirano del 08/05/2007 Prot.n. 3778/797 N. 44 Reg. Scar. Prod. , successivamente integrata da autorizzazione rilasciata dal Comune di Langhirano in data 06/09/07 Prot. n. 15967/16184, N. 44 Reg. Scar. Prod. Già in fase di richiesta di rinnovo dell’autorizzazione, essendo questa in scadenza nel mese di maggio 2011). La linea degli scarichi defluisce nel collettore fognario pubblico che passa nell’area di proprietà del salumificio, collegato al depuratore del Comune di Langhirano. Prima dell’immissione nel collettore pubblico la fognatura è dotata di sifone “Firenze” e pozzetto di prelievo. La linea fognaria delle lavorazioni è dotata di vasca di pretrattamento dei grassi. Il Comune di Langhirano si era dotato di Regolamento di Pubblica Fognatura, approvato dal Consiglio Comunale nel 1989. Tale regolamento ha subito delle successive modifiche, le quali hanno riguardato anche i limiti per gli scarichi in fognatura. In particolare il Regolamento approvato con Delibera in data 30/06/05 stabilendo che una delle attività maggiormente presenti sul territorio è legata alla lavorazione delle carni suine, all’interno del regolamento aveva inserito la tabella specifica per tali attività: tabella P/1 che prevede alcune deroghe sui limiti degli inquinanti. Per il resto permangono i limiti previsti dal D.Lgs. 152/06. Anche il regolamento di pubblica fognatura valido dal 01/06/2008, redatto da Enìa, ente gestore della pubblica fognatura di gran parte della Provincia di Parma, ha mantenuto valida la tabella P/1. Annualmente la Ditta effettua delle analisi su un campione dei reflui prelevato dal pozzetto di ispezione, i cui risultati sono riportati nella tabella sottostante: Risultati 2001 Risultati 2002 Risultati 2003 Risultati 2004 Risultati 2005 Risultati 2006 5,5-9,5 7,19 7,15 7,20 7,66 7,03 7,13 6,38 7,05 6,87 / 2,39 2,12 3300 1504 2,4 2,5 2,12 5,34 5,92 mg/l 50 (Tab. P/1) - 0,3 Assenti Assenti Assenti Assenti Assenti mg/l 2000 (Tab. P/1) 308 288 390 280 120 195 246 140 206 0,50 3 0,80 Parametro U.M. pH Unità di pH Conducibilità µS/cm Materiali grossolani Materiali in sospensione totali Solidi sedimentabili Azoto ammoniacale Azoto nitroso Azoto nitrico Limiti da rispettare ml/l Tab. 3 Allegato 5 D.Lgs. 152/99 50 (Tab. P/1) Risultati Risultati Risultati 2007 2008 2009 Assenti Assenti mg/l 30 1,79 9,86 1,05 5,06 2,59 6,69 1,73 6,81 2,48 mg/l mg/l 0,6 30 2000 (Tab. P/1) 80 (Tab. P/1) 0,10 1,57 0,34 0,62 0,39 0,86 0,56 1,39 0,06 2,42 0,04 0,6 0,12 0,92 0,49 0,46 0,05 0,92 496,44 491,48 709,2 342,19 457,31 430,72 69,4 13,4 79,50 60,50 55,85 49,66 9,95 114 70 283 296 138,5 166 106,90 0,27 0,57 0,48 2,37 0,55 0,8 0,20 1,80 0,80 - 1,65 0,34 0,52 <0,30 0,28 0,47 1,01 1,01 - 0,79 0,36 1,05 <0,20 0,23 0,42 1,07 1,29 ND ND ND ND ND 273 170 262 198 Cloruri mg/l Fosforo (tot) Grassi e oli animali e vegetali Tensioattivi (MBAS) Tensioattivi non ionici Tensioattivi cationici mg/l BOD5 mg/l mg/l 1000 (Tab. P/1) mg/l mg/l 4 mg/l 1500 (Tab. P/1) 1107,81 1852,26 1728,19 72,80 37,55 105,18 119,16 Come si può notare, i limiti imposti sono risultati essere sempre rispettati. Riguardo agli scarichi è fondamentale tenere conto anche del fattore quantitativo: l’acqua scaricata in fognatura si può infatti assumere pari all’acqua prelevata da pozzo, il che significa che dai circa 18.000 metri cubi scaricati nel 2007 si è passati, per i motivi descritti alla pagina precedente, ai circa 7.700 metri cubi del biennio 2008-2009. Questo comporta che, a parità di carne lavorata, lo scarico in fognatura è stato ridotto del 57%. 13 EMISSIONI IN ATMOSFERA Le emissioni in atmosfera sono quelle prodotte dalla centrale termica in dotazione allo stabilimento. Per poter garantire un’efficace funzionamento della centrale e tenere sotto controllo la “qualità” delle sue emissioni, si stipula un contratto con una ditta specializzata e autorizzata alla manutenzione degli impianti termici in base alla normativa vigente. La verifica del possesso dei requisiti necessari ad effettuare la manutenzione sulla centrale termica viene effettuata esaminando l’Iscrizione alla Camera di Commercio per la ditta incaricata: all’interno dell’iscrizione deve essere dichiarato che la ditta o il professionista in questione è in possesso dei requisiti previsti dalla legge 46/90. Solo quelli in possesso di tali requisiti devono essere utilizzati dalla ditta Monica & Grossi. Il controllo sulle emissioni prevede l’effettuazione di un’analisi annuale dei fumi di combustione con calcolo del rendimento, da riportare sul Libretto di caldaia, a cui deve essere allegata la strisciata del rilevatore. I risultati delle analisi e del controllo vengono registrati dal manutentore sul “Libretto della centrale” e sul “Registro relativo agli adempimenti relativi al D.Lgs 3 Aprile 2006 n.152 richiesto dalla Provincia e dall’ARPA in sede di autorizzazione alle emissioni. Tali documenti di registrazione vengono archiviati in Amministrazione. Il controllo annuale prevede anche una verifica sul funzionamento della centrale termica, per evidenziare eventuali necessità di intervento con sostituzione di pezzi. Anche questa tipologia di intervento viene registrata sul “Registro relativo agli adempimenti relativi al D.Lgs 3 Aprile 2006 n.152”. Tabella dei risultati delle analisi chimiche effettuate annualmente da parte di laboratorio di analisi accreditato: Parametro da controllare Ossidi di azoto Ossidi di carbonio Anidride carbonica Valori limite come da autorizzaz. Risultati analisi 2004 (*) Risultati analisi 2005 Risultati analisi 2006 Risultati analisi 2007 Risultati analisi 2008 Risultati analisi 2009 0,5 g/Kg** 0,16 0,15 0,10 0,06 0,06 0,06 0,13 g/kg 0,004 0,04 0,10 0,03 0,04 0,13(***) 284 g/kg 161,79 235,47 150,25 93,07 98,00 134,77 (*) Il dato relativo al 2004 è stato ottenuto come media delle tre analisi effettuate in conseguenza della messa a regime dell’impianto. (**) I risultati delle analisi, in mg/Nm3, vengono trasformati, tramite appositi calcoli che tengono conto della portata e della durata delle emissioni così come riportate nell’autorizzazione , in g/kg (grammi di inquinante su chilogrammo di prodotto finito), secondo quanto richiesto in autorizzazione. Per calcolare i kg di prodotto finito di un determinato anno, si considerano i kg di carne fresa in entrata nell’anno precedente e si applica a questi un calo peso medio del 28%. (***) Il valore rilevato il 29/09/2009 in mg/Nm3 era di 84 contro un limite autorizzato di 100. Trasformando però il risultato in g/kg, l’indicatore raggiunge il valore massimo autorizzato di 0,13. Essendo quest’ultimo valore pari al limite massimo consentito (seppure si tratti di un indicatore calcolato), si sono effettuate attraverso il fornitore CALORCLIMA due analisi di combustione delle caldaie il 30/11/2009 e il 30/12/2009, entrambe con esito positivo. Ovviamente nelle prossime analisi annuali di autocontrollo ai sensi del D. Lgs. 152/06 si porrà particolare attenzione al risultato dell’ossido di carbonio. E qualora questo dovesse essere nuovamente prossimo al limite di 0,13 g/kg, si prenderanno provvedimenti dei quali si darà conto nel prossimo aggiornamento della Dichiarazione. Tabella dei risultati delle prove di rendimento delle caldaie effettuate dai tecnici caldaisti negli ultimi anni. Il valore medio 2009 comprende le due analisi effettuate il 30/11 e il 30/12/2009: Rendimen to min. caldaia da 407 KW Rendimen to min. caldaia da 290 KW Valore minimo ammissi bile 2005 2005 2006 2006 I II I II 2007 2007 2008 2008 2009 2010 media media I II I II 86% 95.0% 88.6% 96.1% 90.3% 93% 86% 94.5% 88.6% 96.1% 93.9% 92,9% 93,6% 90,3% 92.6% 92,5% 92,6% 93% 93,9% 89,8% 92.3% 92,9% Di seguito si riportano in grafico i risultati delle analisi chimiche sui fumi di emissione, in cui i risultati sono rapportati ai limiti imposti dall’autorità competente in autorizzazione. Dalla lettura dei grafici si può verificare come, eccezion fatta per l’ossido di carbonio nell’analisi 2009 di cui si è parlato alla pagina precedente, i valori rilevati si siano sempre mantenuti al di sotto dei limiti imposti in autorizzazione. (si veda la nota sul risultato 2009 riportata a pagina 73) Dall’analisi dei tre grafici sopra riportati si deduce che nel periodo 2005-2009 il limiti definiti sono sempre stati rispettati (si veda la considerazione a pag. 72). Dalle analisi effettuate annualmente (vedi pag. 73), si possono calcolare facilmente le quantità di inquinanti immesse in atmosfera annualmente: Anno di Ossidi di Anidride A: kg carne fresca B: Kg prodotto finito Ossidi carbonio carbonica lavorata nell’anno (applicando 28% di azoto precedente calo peso ad A) (kg/anno) (kg/anno) (kg/anno) 2007 1.075.781 (2006) 774.562 2008 1.201.930 (2007) 865.390 2009 1.210.642 (2008) 871.662 (0,06*B)/1000 = (0,03*B)/1000 = 46,474 23,237 72.088 (0,06*B)/1000 = (0,04*B)/1000 = (98,00*B)/1000 = 51,923 34,616 84.808 (0,06*B)/1000 = (0,13*B)/1000 = (134,77*B)/1000= 52,300 113,316 117.474 (93,07*B)/1000 = Rapportando i kg/anno di ossidi di azoto alle tonnellate di carne lavorata nello stesso anno, si ottengono i seguenti indicatori: 14 Anno Ton carne lavorata Kg Ossidi di azoto Kg/Ton carne lavorata 2007 1201,930 46,474 0,039 2008 1210,642 51,923 0,043 2009 1150,340 52,300 0,045 AMIANTO Presso lo stabilimento erano presenti due coperture costituite da eternit ondulato: una serviva per proteggere il serbatoio del gasolio, l’altra serviva per proteggere il locale dove è dislocato il generatore di corrente. Complessivamente le due coperture erano di 30 mq. Il Salumificio Monica & Grossi ha smaltito completamente le due coperture in data 14/01/2008. Il lavoro è stato eseguito dalla ditta MARINI SRL con sede in Langhirano, in Via Berlinguer 28 come da verbale d’ispezione nr. 08 del Servizio Sanitario Regionale Emilia Romagna. Lo smaltimento è stato effettuato dalla ditta NIAL NIZZOLI S.R.L. come da copia formulario serie FIR 09083/2007 del 01/02/2008. 15 PCB/PCT Il prosciuttificio ha una centrale elettrica dotata di trasformatore di potenza pari a 500 KVA. Come risulta dalla dichiarazione della ditta Elettroimpianti langhiranese snc del 05/06/2007, l’olio contenuto nel trasformatore matricola n. 4288 contiene una quantità di PCB inferiore a 2 mg/kg pertanto il Prosciuttificio non è soggetto a censimento come previsto dal DM 11/10/2001. 16 SOSTANZE PERICOLOSE All’interno del salumificio si utilizzano sostanze che si possono classificare come pericolose. Tali sostanze o preparati vengono impiegati per: • pulizia e igiene di locali e impianti • derattizzazione (i relativi prodotti sono acquistati dalla ditta incaricata per tale attività dalla Monica & Grossi) • funzionamento della torre di raffreddamento Le sostanze pericolose sono gestite secondo i requisiti legislativi vigenti. Il Responsabile del Sistema di Gestione verifica periodicamente l’esistenza e l’aggiornamento di tutte le schede di sicurezza delle sostanze pericolose presenti in azienda. Ciò permette di avere in ogni momento una visione d’insieme sulle tipologie di sostanze pericolose, sui requisiti di sicurezza connessi, come anche sui rischi e sui potenziali pericoli. La manipolazione dei prodotti avviene nel pieno rispetto delle prescrizioni impartite dalle schede di sicurezza, cercando di evitare incidenti che possano causare sversamenti accidentali. 17 GAS REFRIGERANTI (R22, R427/A) E GLICOLE Il Salumificio Monica & Grossi è dotato di diverse celle frigorifere e locali di condizionamento per la conservazione delle cosce fresche, nelle varie fasi di trasformazione a prosciutto stagionato. Per alimentare tali celle e locali fa uso di R22, di R427/A e di Glicole. Il FREON R22 appartiene all’insieme degli idrofluorocarburi (HCFC), per i quali esistono una serie di provvedimenti nazionali ed europei, volti a limitarne gradualmente l’uso fino ad eliminarli completamente. La manutenzione, quindi anche il rabbocco delle sostanze refrigeranti vengono affidati ad una ditta specializzata, a cui sono stati richiesti i dati sui consumi annuali della Monica & Grossi per R22, R427/A e Glicole nel periodo 2001-primo trimestre 2010: TIPO DI SOSTANZA FREON 22 (Kg/anno) GLICOLE (Kg/anno) R427/A (Kg/anno) CONSUMI CONSUMI CONSUMI CONSUMI CONSUMI CONSUMI CONSUMI CONSUMI CONSUMI ANNO ANNO ANNO ANNO ANNO ANNO ANNO ANNO ANNO 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 CONSUMI ANNO 2010* 169 126 42 35 38 101 181 239 46 0 0 420 0 120 200 700 0 75 0 0 0 0 0 0 0 0 0 30 15 0 *I dati relativi al 2010 sono aggiornati al 31marzo 2010 N.B.: di queste sostanze non sono calcolati gli indicatori rapportati ai kg di carne fresca lavorata in quanto le quantità reintegrate ne sono indipendenti: tutte le celle e i locali refrigerati dello stabilimento devono funzionare indipendentemente dalla carne lavorata. Rispetto ai dati degli anni precedenti, il consumo di freon nel 2007/8, ha visto un aumento consistente. Tale aumento è stato causato da un guasto intervenuto all’impianto della cella da riposo F (2007) e a ripetute perdite nella cella E, pre-riposo ventilato (2008) che ha portato al dato. L’eccezionalità della perdita è testimoniato dal ritorno dell’indicatore 2009 a valori vicini a quelli precedenti le perdite. Il valore 2010 è, per il primo trimestre, pari a 0. Il gas R427/A è utilizzato in un impianto dello stabilimento che ha sostituito un precedente impianto funzionante a R22. In riferimento al D.P.R. 147/06 e al Regolamento CE 842/06, le verifiche di assenza di perdite da una parte degli impianti con Freon 22, dall’altra dell’impianto a R427/A sono eseguite annualmente da parte di tecnico qualificato della ditta FRIGOMECCANICA S.p.A. In ogni caso, il problema del R22 e delle relative perdite, che costituiscono un danno per l’ambiente ma anche un danno economico per l’Azienda, viene ripreso nel Programma Ambientale 2010-2013, riportato in apposito capitolo della presente Dichiarazione. 18 EMISSIONI TOTALI DI GAS SERRA Considerando le emissioni della centrale termica e le perdite di gas Freon e trasformando il tutto in tonnellate di CO2 equivalente, si ha, per l’anno 2009 e il primo trimestre 2010, la seguente situazione: Anno 2009 Primo trim. 2010 Ton di CO2 eq. emesse in atmosfera 372,71 85,19 I calcoli sono stati effettuati secondo la teoria di cui all’All. II della Decisione CE 2007/589. 19 RUMORE L’indagine fonometrica i cui risultati sono stati riportati già nella scorsa Dichiarazione Ambientale non è stata ripetuta, non essendovi state nel frattempo modifiche che potessero influire sul rumore proveniente dal Salumificio. Si riportano nuovamente, a titolo di completezza del presente documento, i risultati dell’indagine fonometrica effettuata nel giugno del 2004. In base alla classificazione acustica comunale (approvata con Delibera del Consiglio Comunale n.94 del 28.11.2003), la ditta Monica & Grossi si colloca in una zona di classe V, per la quale i limiti da rispettare sono: 70 dBA (limite di immissione diurno) 60 dBA (limite di immissione notturno) Le possibili fonti di inquinamento acustico sono rappresentate da: • compressori per il raffreddamento delle celle, posti all’interno di un apposito locale in corrispondenza del lato sud dell’edificio; • torre di evaporazione con ventole esterne, posizionata in corrispondenza del lato sud del fabbricato; • compressore aria a servizio della lavorazione, collocato in un locale posto in corrispondenza del lato nord e attivo in prevalenza nel corso delle 8 ore dell’orario di lavoro (al di fuori dell’orario di lavoro, può attivarsi la ventola di raffreddamento). I compressori per il raffreddamento delle celle e la torre di evaporazione rimangono in funzione 24 ore al giorno per tutti i sette giorni della settimana. I risultati sono riportati nella tabella seguente Punti di misura 1 2 3 4 5 6 MISURE DIURNE La Lr (dBA) (dBA) 59,5 61,6 (*) 51,7 (*) 50,9 (**) 50,9 (***) 55,2 (*) 55,6 61,5 (*) 48,4 (**) 49,5 (**) 49,6 (***) 55,2 (*) MISURE NOTTURNE La Lr (dBA) (dBA) 58,7 51,3 42,4 42,8 48,3 (***) 51,7 (*) 54,3 49,8 42,3 42,8 47,2 (***) 51,7 (*) Punti di misura: punto 1= lato sud, posizione antistante il locale compressori e la torre con i gruppi di raffreddamento; punto 2= lato su-est; punto 3= lato nord, sul confine, in corrispondenza del parcheggio auto di pertinenza del complesso A.U.S.L. punto 4= lato nord, sul confine di proprietà, in corrispondenza del parcheggio auto di pertinenza del complesso A.U.S.L. punto 5= lato nord, sul confine di proprietà, in corrispondenza della rampa di accesso al parcheggio di pertinenza dell’A.U.S.L. e in posizione frontale rispetto al locale compressori aria; punto 6= lato ovest, sul confine di proprietà, in corrispondenza del cancello carraio e del limite tra zona V e zona IV. Legenda: La= livello di rumore ambientale (livello continuo equivalente di pressione sonora ponderata “A” che si rileva quando si escludono le specifiche sorgenti disturbanti) Lr= livello di rumore residuo (livello continuo equivalente di pressione sonora ponderata “A” prodotto da tutte le sorgenti di rumore esistenti in un dato luogo e durante un determinato tempo) (*)= misura influenzata da impianti I.L.L.A. s.p.a. e dal traffico del parcheggio AUSL (**)= misura influenzata dal traffico del parcheggio AUSL (***)= misure influenzate dal traffico stradale su via Roma Le conclusioni dell’indagine fonometrica sono di seguito riportate: essendo la zona classificata come “Area prevalentemente industriale” deve essere applicato il limite differenziale, inteso come differenza tra il livello equivalente del rumore ambientale e quello del rumore residuo, così come individuato dall’art.2 del D.P.C.M. 01.03.1991. In questo caso specifico risulta però inutile procedere col calcolo differenziale in quanto non sono presenti nelle immediate vicinanze dei recettori sensibili ed inoltre l’azienda confina su tre lati con aree classificate anch’esse in zona V e sul quarto lato con un’area collocata in zona IV ma che nel caso specifico corrisponde con Via Roma. Per questo motivo i limiti assoluti attuali sono rispettati sia per il periodo diurno che per quello notturno. 20 INQUINAMENTO SUOLO E SOTTOSUOLO Come già descritto nella precedente Dichiarazione Ambientale, il vecchio serbatoio interrato di 100 q. che veniva utilizzato fino al 1980 per lo stoccaggio del gasolio (prima dell’allacciamento al metanodotto) è stato pulito ed inertizzato con calcestruzzo A (kg. 200 tipo 42.5R) nel mese di settembre 2006. 21 AUTORIZZAZIONI AMBIENTALI E CONFORMITÀ LEGISLATIVA CONCESSIONE EDILIZIA AGIBILITÀ Concessione edilizia n°76/1979 per lavori di Autorizzazione per agibilità rilasciata ampliamento 13/12/1990 dal Comune di Langhirano il Concessione n°117/1997 rilasciata dal Comune Richiesta di concessione edilizia e agibilità di Langhirano per lavori di adeguamento del presentata al comune di Langhirano in data 19salumificio alle vigenti normative di prevenzione 05-2005 incendi AUTORIZZAZIONE ALLE EMISSIONI IN ATMOSFERA Domanda di autorizzazione per la continuazione delle emissioni in atmosfera (art. 12 del D.P.R. 24.05.88, n°203) del 30.06.1989 indirizzata a Regione, Provincia e Comune di appartenenza Domanda di autorizzazione alle emissioni 12.05.2004 indirizzata a Provincia, Comune, AUSL e ARPA (art.6 del DPR 203) Tacito assenso da parte della regione Autorizzazione n°3462- 05.08.2004 Rettificata con determinazione n° 4987 Del 07/12/2005 DOMANDA DI DERIVAZIONE ACQUE PUBBLICHE Denuncia pozzo ad uso extradomestico perforato senza la prescritta autorizzazione e richiesta di autorizzazione alla ricerca in sanatoria del 10.08.1994 Domanda di rinnovo di concessione per la derivazione di acque pubbliche per uso industriale presentata il 10/12/2006 Autorizzazione rilasciata con Determinazione della Giunta Regionale n°7671 del 02/09/1999 (autorizzazione temporanea all’utilizzo delle acque sotterranee) Autorizzazione rilasciata con Determinazione della Giunta Regionale n° 17325 del 17/11/2005 AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO IN FOGNATURA Autorizzazione n° 44 allo scarico insediamenti produttivi rilasciata dal Comune di Langhirano il Richiesta di rinnovo autorizzazione allo scarico 08/05/2007 (Prot. n. 3778/7972; N. 44 Reg. presentata il 26.02.2007 a cui ha fatto seguito Scar. Prod.), integrata da autorizzazione una richiesta di integrazione presentata in data rilasciata dal Comune di Langhirano in data 25/06/2007. 06/09/07 (Prot. n. 15967/16184, N. 44 Reg. Scar. Prod.) Richiesta di rinnovo dell’autorizzazione allo scarico n° 44 del 08/05/2007 in fase di In attesa, nell’anno 2011, di nuova presentazione (ad un anno dalla scadenza autorizzazione. dell’autorizzazione stessa) CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI L’azienda attualmente ha ottenuto il certificato di prevenzione incendi dal comando VVFF di Parma rilasciato in data 05/10/2007 pratica n° 5463 protocollo n° 13362. AUTORIZZAZIONE INTEGRATA (IPPC) L’Autorizzazione Integrata Ambientale non deve essere richiesta dal Prosciuttificio Monica & Grossi in quanto la potenzialità dell’impianto non arriva alle 75 tonnellate al giorno di prodotto finito, così come indicato nell’allegato I, punto 6.4, lettera b “Si applica alle attività di trattamento e trasformazione destinati alla produzione di prodotti alimentari a partire da materie prime animali diverse dal latte con una capacità di prodotti finiti di oltre 75 tonnellate al giorno” (D.Lgs 59/2005). INDUSTRIA A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE Il Prosciuttificio Monica & Grossi non rientra fra le industrie a rischio di incidente rilevante. 22 EMERGENZE AMBIENTALI In base alla memoria storica del personale e dei soci del Prosciuttificio Monica & Grossi non si segnala alcuna emergenza di natura ambientale verificatasi all’interno dello stabilimento. 23 POLITICA AZIENDALE Il rispetto della tradizione nella lavorazione delle carni di prima qualità unita al costante aggiornamento delle linee di produzione e stagionatura, hanno consentito al Salumificio Monica & Grossi S.p.A. di espandere nel corso degli anni la propria rete di vendita e farsi conoscere sul mercato grazie ai suoi prodotti particolarmente apprezzati e di alto livello qualitativo. Essere competitivi significa puntare al costante miglioramento dei processi aziendali dai punti di vista della qualità, rintracciabilità e impatto ambientale, con particolare riferimento ai processi di definizione dei requisiti del prodotto, di approvvigionamento, di esecuzione delle fasi di lavorazione delle materie prime e di consegna. L’obiettivo che la Direzione si è data è finalizzare gli sforzi di tutto il personale a un’attenta gestione delle problematiche legate a qualità, rintracciabilità e tutela dell’ambiente. Si ritiene, quindi, necessaria una forte responsabilizzazione da parte di tutti a garantire la rigorosità del proprio operato per operare con la massima attenzione ai tre fattori indicati. In particolare la Direzione si impegna a: • mettere a disposizione risorse e competenze adeguate per l’efficace funzionamento del sistema di gestione integrato, sviluppando una continua opera di informazione, sensibilizzazione e formazione mirata; • garantire l’efficacia e l’efficienza delle prestazioni offerte, affinché il proprio prodotto risponda ai requisiti contrattuali, alle aspettative esplicite ed implicite del cliente ed ai criteri stabiliti dalla normativa di riferimento, in particolare da quella relativa alla produzione a denominazione di origine protetta (DOP); • pianificare e sviluppare il processo produttivo allo scopo di minimizzare e prevenire le fonti d’inquinamento, migliorare la rintracciabilità del prodotto ed i suoi requisiti qualitativi, così da mirare alla soddisfazione del Cliente e di tutte le parti interessate; • garantire che le proprie attività vengano svolte nel rispetto di leggi e regolamenti in riferimento alle tematiche di qualità, ambiente e rintracciabilità del prodotto; • favorire il miglioramento continuo, mantenendo elevati gli indici di performance in materia di qualità, rintracciabilità e ambiente, attraverso l’implementazione di sistemi di gestione efficaci; • monitorare sistematicamente le prestazioni aziendali; • valutare, controllare e, ove possibile, minimizzare l’impatto ambientale dei processi, dei prodotti e dei servizi; • prevenire i rischi potenziali di contaminazione di suolo, aria ed acqua; • adottare accorgimenti tesi al risparmio delle risorse naturali (combustibili, acqua ed energia); • sensibilizzare i propri fornitori in riferimento alle tematiche di qualità, rintracciabilità e tutela ambientale. Periodicamente saranno effettuati opportuni riesami e verifiche per valutare i risultati raggiunti, in funzione della Politica definita, degli obiettivi e del sistema di indicatori di riferimento, individuando le eventuali azioni correttive che si rendessero necessarie; inoltre verranno periodicamente definiti e aggiornati gli obiettivi e le attività in ottica di continuo miglioramento. Langhirano, 15/09/2006 L’Amministratore Delegato RISULTATI OTTENUTI DAL PROGRAMMA AMBIENTALE 2007 24 Di seguito si riportano gli obiettivi che il Salumificio Monica & Grossi aveva definito nella Dichiarazione Ambientale 2007 e le note relative al loro raggiungimento: Cod A B C Obiettivo Azioni Resp. Aumento resi per: • Presenza => 50% dell’intera fornitura Riduzione scarti prosciutti da di carne flaccida o sfesata lavorazione del 20% con • Presenza => 50% nell’intera fornitura RSGI/PROD conseguente riduzione di rifiuti di carne con grasso untuoso di origine animale di categ. 3. • Presenza => 40% nell’intera fornitura di microemorragie Ridurre consumi energia Sostituzione n.2 compressori e n. 2 RSGI elettrica e fughe di FREON R22 condensatori. (- 15%). Ridurre consumi energia ACQ elettrica e dispersione cloruri in Acquisto nuova lavasciuga. acque reflue. Di seguito si riportano i risultati raggiunti: Obiettivo A: Riduzione scarti prosciutti da lavorazione del 20 %: considerando i grammi scartati per ogni kg di carne lavorata, nell’anno 2006 l’indicatore aveva un valore di 15,17 g/kg. In seguito all’attuazione delle azioni specificate, l’indicatore è progressivamente sceso negli anni successivi: nel 2007 a 12,97 g/kg; nel 2008 a 12,81 g/kg, nel 2009 a 11,78 g/kg, con una riduzione (2009 vs. 2006) pari ad oltre il 22%. Obiettivo B: Riduzione dei consumi di energia elettrica e riduzione del 15% di fughe di R22: la sostituzione dei 2 compressori e dei 2 condensatori è stata effettuata nel mese di settembre 2008. Riducendo la quantità di impianti contenenti R22 si è anche ridotta la quantità di gas rabboccato (cfr. tabella a pag. 76). Non si rilevano invece sostanziali riduzioni di consumo di energia elettrica. In ogni caso per azzerare le fughe di R22 si dovrà eliminare completamente il gas e lo si dovrà fare innanzitutto perché il gas non potrà più essere reintegrato a causa della sua eliminazione dal commercio. Di qui la nascita del nuovo obiettivo riportato nel prossimo paragrafo. Obiettivo C: Riduzione della dispersione di cloruri nelle acque reflue e riduzione dei consumi di energia elettrica: la nuova lavasciuga è stata acquistata ed è in funzione dal 09/07/2008. Per quanto riguarda i consumi di energia elettrica purtroppo non si sono rilevate sostanziali riduzioni. Per quanto concerne invece i kg di cloruri immessi in fognatura per ogni kg di carne fresca lavorata, si può affermare che l’obiettivo è stato raggiunto, come evidenziato dalla tabella seguente: Anno Concentraz. di cloruri nello scarico - cfr. pag.72 - Reflui scaricati (pari ad acqua approvvigionata) Cloruri scaricati (kg/anno) Indicatore Carne fresca (kg Cl/kg carne lavorata - cfr. pag.57 fresca (kg) lavorata) (mg/l) - cfr. pag.70- 2007 1107,8 17.953 19.888 1.201.930 0,0165 2008 1852,26 7.660 14.188 1.210.642 0,0117 2009 1728,19 7.698 13.304 1.150.340 0,0116 (l/1000) 25 Cod PROGRAMMA AMBIENTALE 2010-2013 Obiettivo A Eliminazione entro il 2013 di 885 kg di freon R22 attualmente presenti negli impianti di refrigerazione dello stabilimento con un anticipo di almeno 2 anni rispetto agli obblighi di legge B Eliminazione entro il 2013 di R22 immesso in atmosfera in seguito a fughe dovute a guasti degli impianti di refrigerazione (nell’ultimo triennio si è riscontrata una media di 155 kg/anno di R22 immesso in atmosfera). Progressiva riduzione del rischio di fughe di R22 nel triennio 2010-2013 C Dopo la riduzione del 22% degli scarti dei prosciutti ottenuta nel periodo 20062009, mantenere il livello di scarti al di sotto dei 12 g/kg per l’intero triennio 20102013 Azioni e tempi Responsabili Sostituzione di tre gruppi moto condensanti -celle di sale A, D e Anticella-, spostamento di 7 gruppi moto condensanti, sostituzione di tutti i compressori aperti con i semiermetici e passaggio da freon Alta Direzione R22 ad altro gas a potenziale nullo di per la messa a disposizione distruzione dell’ozono. delle risorse, Con la ditta specializzata si pari a circa completerà entro il 2010 il progetto 100.000 €. per la precisa definizione delle modalità e della tempistica migliore Direttore degli interventi. Generale per Nel biennio successivo si procederà l’approvaz. del alla sostituzione graduale delle progetto macchine e delle relative tubazioni presentato dalla con una progressiva riduzione dei ditta specializz. rischi di fughe di R22: • Max 100 kg/anno nel biennio 2010-2011; • Max 50 kg/anno nell’anno 2012. Continuare nella prassi di rendere le forniture di carne fresca in ingresso nei seguenti casi: • Presenza => 50% dell’intera fornitura di carne flaccida o sfesata • Presenza => 50% nell’intera fornitura di carne con grasso untuoso • Presenza => 40% nell’intera fornitura di microemorragie RSGI/PROD sono le due funzioni deputate alla verifica scrupolosa del Qualora si riscontrassero negli anni rispetto della 2010-2013 valori di scarti al di sopra regola imposta dei 12 g/kg, sarà responsabilità di RSGI quella di verificare l’effettivo rispetto della suddetta regola e di apportare eventuali modifiche. 26 PRINCIPALE NORMATIVA AMBIENTALE APPLICABILE ESTREMI LEGGE TITOLO AMBITO D.Lgs. 152/2006 e s.m.e i. – Parte IV Norme in materia ambientale Norme per la semplificaz. degli adempimenti in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza pubblica nonché per Legge n.70/94 l’attuazione del sistema di ecogestione e di audit ambientale. Regolamento recante la definizione del modello e dei Decreto Ministeriale n.145 contenuti del formulario di accompagnamento dei rifiuti del 01/04/1998 ai sensi degli artt.15,18, comma 2, lettera a), e comma 4, del D.lgs. n.22 del 5/2/1997 Regolamento recante approvazione del modello dei Rifiuti Decreto ministeriale n.148 registri di carico e scarico dei rifiuti ai sensi degli artt.12, del 01/04/1998 18, comma2, lettera m), e 18, comma 4, del D.lgs. n.22 del 05/02/1997. D.M. 17/12/2009 mod. da Istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei D.M. 15/02/2010 rifiuti - Sistri Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle Decreto Ministeriale del procedure semplificate di recupero ai sensi degli artt.31 5/2/98 e 33 del D.lgs. n.22 del 5/2/1997 D.P.C.M. 27/04/2010 e Proroga al 30/06/2010 per la presentazione del MUD Comun. Min. Ambiente 2009 GURI n.100 del 30/04/10 Norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine Reg. CE 1774/02 animale non destinati al consumo umano Sottoprod. Approvazione delle «Linee guida per l'applicazione del di origine Reg. n. 1774/02 del Parlamento e del Consiglio Del. Giunta EMR animale dell'Unione Europea del 3/10/2002, recante norme n. 2544/04 sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano» Acqua D.Lgs. 152/2006 e s.m.e i. – Parte III D.P.R. n.236 del 24/5/88 D.P.R. n.238 del 18/2/99 D.lgs. n.31 del 2/2/01 Regio decreto n.1285 del 14/8/20 Regio decreto n.1175 del 11/12/33 D.lgs del Governo n.275 del 12/07/93 Legge ordinaria del Norme in materia ambientale Attuazione della direttiva CEE numero 80/778 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, ai sensi dell’art.15 della legge 16/4/87. Regolamento recante norme per l’attuazione di talune disposizioni della legge n. 36 del 5/1/94 in materia di risorse idriche. Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano. Regolamento per la derivazione ed utilizzazione di acque pubbliche Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici Riordino in materia di concessioni di acque pubbliche. Proroga di termini di denuncia dei pozzi ESTREMI LEGGE TITOLO AMBITO 17/8/99 Regolamento di pubblica fognatura di Enìa (ente gestore) valido dal 01/06/2008 D.P.C.M. 1/3/91 Regolamento di pubblica fognatura Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno Legge n.447 del 26/11/95 Legge quadro sull’inquinamento acustico Rumore D.P.C.M. 14/11/97 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore Zonizzazione acustica del Comune di Langhirano approvata con deliberazione Zonizzazione acustica del territorio di C.C. n. 94 del 28/11/2003 (ultima variante del 11/03/2010) D.lgs. del Governo n.285/98 e successive modificazioni ed integrazioni Attuazione di direttive comunitarie in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura dei preparati pericolosi, a norma dell’art.38 della legge n.128/88 Sostanze Attuazione della direttiva 92/32/CEE concernente Pericolose D.lgs. 3 febbraio 1997, n. classificazione, imballaggio ed etichettatura di sostanze 52 pericolose Regolamento CE Regolamento Reach n.1907/2006 Energia D.M. n. 37 del 22/01/2008 (ex. L. 10/91) DPR 412/1993 Aria Regolamento recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici (N.B.: le Dich. di conformità rilasciate ai sensi della L. 10/91 sono ancora valide) Regolamento in materia di progettazione, installazione, esercizio manutenzione degli impianti termici degli edifici, ai fini del contenimento dei consumi di energia D.Lgs. 152/2006 e s.m.e i. – Parte V Norme in materia ambientale D.P.R. 147/2006 Regolamento concernente modalità per il controllo ed il recupero delle fughe di sostanze lesive della fascia di ozono stratosferico da apparecchiature di refrigerazione e di condizionamento d'aria e pompe di calore, di cui al regolamento (CE) n. 2037/2000 Regolamento CE n.1005/2009 Regolamento CE n.842/2006 del 17/05/06 Decreto Ministeriale del 03/10/2001 Abroga e sostituisce il Reg. CE n. 2037/2000 Regolamento su taluni gas florurati ad effetto serra (in applicazione del Protocollo di Kyoto) Recupero, riciclo, rigenerazione e distribuzione degli halon 27 SCADENZA DI PRESENTAZIONE DELLA SUCCESSIVA DICHIARAZIONE AMBIENTALE E CONVALIDA DELLA DICHIARAZIONE AMBIENTALE Il Prosciuttificio Monica & Grossi ha intenzione di redigere la prossima Dichiarazione Ambientale nell’anno 2014, presentando un aggiornamento annuale (convalidato ad anni alterni), in virtù della deroga prevista per le “Organizzazioni di piccole dimensioni” dall’articolo 7 del Regolamento CE n° 1221/2009. Nell’anno 2009 il numero di dipendenti è stato inferiore a 50 e il fatturato inferiore a 7.000.000 €. Il salumificio Monica & Grossi S.p.A. dichiara che i dati contenuti all’interno del presente documento sono reali. Il Verificatore Ambientale accreditato ha verificato la conformità della presente Dichiarazione Ambientale. Il Verificatore Ambientale è Det Norske Veritas Italia srl, con sede ad Agrate Brianza (MI) e con codice di accreditamento presso il Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit Sezione Italia n° IT-V-0003 del 19.04.1999. 28 GLOSSARIO Ambiente= contesto nel quale un’Organizzazione opera, comprendente l’aria, l’acqua, il terreno, le risorse naturali, la flora, la fauna, gli esseri umani e le loro interrelazioni. Aspetto ambientale= un elemento delle attività, dei prodotti o dei servizi di un’organizzazione che ha, o può avere, un impatto sull’ambiente. Il regolamento “EMAS” definisce gli aspetti ambientali diretti “quelli su cui l’Organizzazione ha un controllo di gestione diretto”, mentre gli aspetti indiretti sono “quelli che possono derivare dall’interazione di un’organizzazione con terzi e che possono essere influenzati, in misura ragionevole, da un’organizzazione. Aspetto Ambientale Significativo= un aspetto ambientale che ha, o può avere, un impatto ambientale significativo. BOD5= richiesta biochimica di ossigeno a 5 giorni (viene utilizzato come misura dell’inquinamento come deficit di ossigeno). CER (Codice Europeo dei Rifiuti)= codice identificativo dei rifiuti assegnato in base all’origine degli stessi, secondo quanto disposto dalla normativa in campo di rifiuti. CFC= cloro fluoro carburi, composti chimici organici gassosi contenenti elementi chimici quali: cloro, fluoro, carbonio e idrogeno. COD= domanda chimica di ossigeno per ossidare la maggior parte della sostanza organica presente. EMAS= Environmental Management Audit Scheme (Sistema di ecogestione ed audit). Falde= acque sotterranee. Geomorfologia= scienza che studia le forme del rilievo (montagne, colline e valli). Impatto ambientale= qualunque modificazione dell’ambiente, negativa o benefica, totale o parziale, conseguente ad attività, prodotti o servizi di un’Organizzazione. Livello di attenzione e di allarme= la concentrazione di inquinante atmosferico che se persistente determina il rischio di raggiungere il livello di allarme ovvero la concentrazione di inquinante atmosferico che può determinare una condizione di rischio ambientale sanitario. Tali limiti sono adottati per limitare le conseguenze sanitarie e ambientali in occasione di episodi anche brevi ma acuti di inquinamento atmosferico. Morfologia= forma del terreno preso in considerazione. NH4+= sta ad indicare l’elemento chimico azoto, sottoforma di ioni ammonio. NO2-= sta ad indicare l’elemento chimico azoto, sottoforma di nitriti. NO3-= sta ad indicare l’elemento chimico azoto, sottoforma di nitrati. P= indica l’elemento chimico fosforo. Particelle solide sospese o polveri= sono costituite da granellini di sabbia o sostanze di varia natura e dimensione, fuliggine, composti metallici, sali, pollini. In particolare la frazione di polveri il cui diametro pari a 10 micron prende il nome di PM10 ed è particolarmente pericolosa in quanto è la cosiddetta frazione respirabile che può causare danni all’apparato respiratorio. PCB=policrolobifenili. PCT= policlorotrifenili. Ph= è un unità di misura del grado di acidità di un composto chimico o di una soluzione; tanto più i valori di Ph sono bassi, tanto più la sostanza è acida; l’intervallo dei valori va da 0 a 14. Prestazioni ambientali= i risultati misurabili della gestione dei propri aspetti ambientali da parte di un’organizzazione. Prevenzione dell’inquinamento= utilizzo di processi, prassi, tecniche, materiali, prodotti, servizi o fonti di energia per evitare, ridurre o tenere sotto controllo (separatamente o in combinazione) la generazione, l’emissione o lo scarico di qualsiasi tipo di inquinante o rifiuto, al fine di ridurre gli impatti ambientali negativi. RSGA= Responsabile del Sistema di Gestione Ambientale. Raccolta differenziata= la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, compresa la frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al riciclaggio e al recupero di materia prima. Rete fognaria= sistema di condotte per la raccolta e il convogliamento delle acque reflue urbane. Rifiuto= qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell'allegato A alla parte quarta del D. Lgs. 152/06 e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi (si disfi include qualsiasi comportamento attraverso cui in modo diretto o indiretto una sostanza o un bene sono avviati o sottoposti ad attività di smaltimento o di recupero; abbia deciso significa la volontà di destinare ad operazioni di smaltimento o recupero sostanze, materiali o beni; abbia l’obbligo significa l’obbligo di avviare a operazioni di smaltimento e recupero sostanze, materiali o beni, stabilito da una disposizione di legge, da un provvedimento delle pubbliche autorità o imposto dalla natura stessa del materiale). S.G.A.= Sistema di Gestione Ambientale. Scarico= qualsiasi immissione effettuata esclusivamente tramite un sistema stabile di collettamento che collega senza soluzione di continuità il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. SST= solidi sospesi totali.