23/04/2013 CORSO DI AGGIORNAMENTO PER COORDINATORI DELLA SICUREZZA La documentazione per la sicurezza: il POS Contenuti minimi – criteri di verifica Applicazione di metodi e strumenti: l’istruttoria POS e il relativo giudizio di idoneità 24 aprile 2013 Claudio Meroni MWH spa Centro Direzionale Milano 2 – Palazzo Canova 20090 Segrate (MI) Tel.: +39 – 02 -21.08.41 1. Durante la realizzazione dell’opera, il coordinatore per l’esecuzione dei lavori: …(omissis)… • e) segnala al committente o al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alle disposizioni degli articoli 94, 95, 96 e 97, comma 1 e alle prescrizioni del piano di cui all’articolo 100 ove previsto, e propone la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto. Nel caso in cui il committente o il responsabile dei lavori non adotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione, senza fornire idonea motivazione, il coordinatore per l’esecuzione dà comunicazione dell’inadempienza alla azienda unità sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti; • f) sospende, in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate. 1 23/04/2013 Risultati “INDAGINE INTEGRATA PER L’APPROFONDIMENTO DEI CASI DI INFORTUNIO MORTALE” Formazione/Informazione Pianificazione Comportamenti Cassazione Penale, Sez. 3, 13 luglio 2012, n. 28136 - Piano operativo di sicurezza non conforme alla normativa La Suprema Corte afferma che "il POS costituisce uno strumento di prevenzione dei rischi connessi allo svolgimento dell'attività e, pertanto, deve contenere disposizioni specifiche in relazione alle diverse attività che vengono svolte nel luogo di lavoro, tali da rendere attuabili gli obiettivi del piano di sicurezza e coordinamento, non potendo costituire la mera riproduzione di quest'ultimo. Il POS si limitava a fornire indicazioni generiche, integranti mere ripetizioni del piano di sicurezza e coordinamento, senza precisare neppure il numero dei lavoratori presenti nel cantiere e senza alcuna indicazione del tipo e del modello delle attrezzature usate. Mancanza o genericità del POS può essere una delle cause di un incidente. Se il POS fosse stato specifico, l’incidente si sarebbe evitato? 2 23/04/2013 Cassazione Penale, Sez. 4, 13 aprile 2011, n. 14987 - Violazione del POS e caduta dall'alto Due operai, constatato che non era possibile utilizzare un trabattello poiché pavimento non era stato completato e vi erano rischi di instabilità, telefonano al RSPP il quale (assumendo ruolo di preposto di fatto) dispone per utilizzo la scala doppia. Un operaio sale su scala per svolgere il lavoro, estendendo la scala fino a mt. 4,40, contro le indicazioni libretto d’uso (estensione massima di mt. 4,15); una volta salito, precipitava a terra riportando gravi lesioni cerebrali che ne determinavano il decesso. L'incidente era avvenuto durante l'attività di lavoro, in quanto la vittima non avrebbe avuto alcuna altra ragione per salire sulla scala; la condotta tenuta su indicazione del RSPP violava le norme di sicurezza e le esplicite disposizioni del Piano di Sicurezza, che prevedevano l'utilizzo di trabattello e le cinture di sicurezza; l'uso di tali mezzi avrebbe evitato l'evento, in quanto l’operaio, anche se avesse patito un malore sarebbe stato protetto dai parapetti del trabattello. Il RSPP insieme al Datore di Lavoro, che a sua volta non aveva controllato il rispetto del POS, vennero condannati in primo grado; la Corte di Appello confermava la condanna del RSPP ma mandava invece assolto, per non aver commesso il fatto, Datore di Lavoro, considerato che non aveva dato alcuna indicazione diversa dal POS ne al RPP ne all’operaio salito sulla scala. Cassazione: ribadisce responsabilità del RSPP, in quanto era stato questi a dare una disposizione in contrasto con le misure di sicurezza, così ponendo in essere con colpa, la condizione che aveva determinato l'evento. Nessun addebito mosso al Datore di Lavoro, in quanto l'azienda di cui questi era amministratore era dotata degli strumenti di lavoro che avrebbero consentito lo svolgimento della attività in sicurezza, come previsto dai P.O.S. Cassazione Penale, Sez. fer, 02 dicembre 2011, n. 45009 - Responsabilità di un coordinatore in fase di esecuzione per la morte di un operaio: omessa sospensione dei lavori in presenza di pericolo per la reiterata inottemperanza alle prescrizioni Operaio dell’Impresa A, ancorché esperto con mansioni di capo cantiere precipita attraverso l'apertura di un lucernaio coperta da una guaina protettiva e, pertanto, non visibile in conseguenza delle negligenti ed imprudenti omissioni e della violazione delle specifiche norme antinfortunistiche ascrivibili all‘CSE che, sebbene presente 2 volte/settimana sul cantiere e avesse aggiornato PSC : • non aveva verificato l'idoneità e la completezza del piano operativo di sicurezza dell’Impresa A; • non aveva provveduto a sospendere le lavorazioni in presenza di pericolo grave ed imminente per l'incolumità degli operai. 3 23/04/2013 • Inquadramento del POS nell’ambito della prevenzione • Contenuti minimi • POS: vero strumento operativo ovvero progetto costruttivo della sicurezza • POS Affidataria • POS vs PSC • Ipotesi per un POS dinamico ed efficace • Esempi 1. I datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici, anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti: • .. omissis.. • g) redigono il piano operativo di sicurezza di cui all’articolo 89, comma 1, lettera h). 4 23/04/2013 1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente capo si intendono per: .. omissis.. • h) piano operativo di sicurezza: il documento che il datore di lavoro dell’impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato, ai sensi dell’articolo 17 comma 1, lettera a), i cui contenuti sono riportati nell’allegato XV; 2. L'accettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100, nonché la redazione del piano operativo di sicurezza costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento alle disposizioni di cui all'articolo 17 comma 1, lettera a), all’articolo 26, commi 1, lettera b), 2, 3, e 5, e all’articolo 29, comma 3. Art. 17. - (Obblighi del datore di lavoro non delegabili) 1. Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività: a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’articolo 28; 5 23/04/2013 Art. 26. - (Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione) 1. Il datore di lavoro, in caso di affidamento di lavori, servizi e forniture all’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell’ambito dell’intero ciclo produttivo dell’azienda medesima, sempre che abbia la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l’appalto o la prestazione di lavoro autonomo: ..omissis.. b) fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività. Art. 26 ..omissis… 2. Nell’ipotesi di cui al comma 1, i datori di lavoro, ivi compresi i subappaltatori: a) cooperano all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto; b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell’esecuzione dell’opera complessiva. 3. Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non é possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. ..omissis... Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. 6 23/04/2013 5. Costi della sicurezza Art. 29. (Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi) ..omissis.. 3. La valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata, nel rispetto delle modalità di cui ai commi 1 e 2, in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. A seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione debbono essere aggiornate. Nelle ipotesi di cui ai periodi che precedono il documento di valutazione dei rischi deve essere rielaborato, nel rispetto delle modalità di cui ai commi 1 e 2, nel termine di trenta giorni dalle rispettive causali. Impresa A: DVR per rischi propri dell’attività condotta Impresa A: aggiornamento DVR per contesto (POS specifico) Impresa B: DVR per rischi propri dell’attività condotta Impresa all’interno della quale sono affidati lavori: DUVRI (Cantiere: PSC ) per rischi interferenziali e specifici del luogo di lavoro Impresa B: aggiornamento DVR per contesto (POS specifico) 7 23/04/2013 ..omissis.. 3.2.1. Il POS è redatto a cura di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici, ai sensi dell’articolo 17 del presente decreto, e successive modificazioni, in riferimento al singolo cantiere interessato; esso contiene almeno i seguenti elementi: a) i dati identificativi dell'impresa esecutrice, che comprendono: 1) il nominativo del datore di lavoro, gli indirizzi ed i riferimenti telefonici della sede legale e degli uffici di cantiere; 2) la specifica attività e le singole lavorazioni svolte in cantiere dall'impresa esecutrice e dai lavoratori autonomi subaffidatari; 3) i nominativi degli addetti al pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori e, comunque, alla gestione delle emergenze in cantiere, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, aziendale o territoriale, ove eletto o designato; 4) il nominativo del medico competente ove previsto; 5) il nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione; 6) i nominativi del direttore tecnico di cantiere e del capocantiere; 7) il numero e le relative qualifiche dei lavoratori dipendenti dell'impresa esecutrice e dei lavoratori autonomi operanti in cantiere per conto della stessa impresa; b) le specifiche mansioni, inerenti la sicurezza, svolte in cantiere da ogni figura nominata allo scopo dall'impresa esecutrice; c) la descrizione dell'attività di cantiere, delle modalità organizzative e dei turni di lavoro; 8 23/04/2013 d) l'elenco dei ponteggi, dei ponti su ruote a torre e di altre opere provvisionali di notevole importanza, delle macchine e degli impianti utilizzati nel cantiere; e) l'elenco delle sostanze e preparati pericolosi utilizzati nel cantiere con le relative schede di sicurezza; f) l'esito del rapporto di valutazione del rumore; L’accordo disciplina la formazione specifica per coloro che utilizzino le attrezzature di lavoro che richiedono specifica abilitazione : • trattori agricoli e forestali, • piattaforme di lavoro mobili ed elevabili • macchine movimenti terra • gru a torre, gru mobile, gru per autocarro • carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo • pompa per calcestruzzo Vengono inoltre identificati i soggetti formatori che potranno erogare i corsi, i requisiti dei docenti e dei corsi Alla data di entrata in vigore dell’accordo sono riconosciuti i corsi già effettuati che, per ciascuna tipologia di attrezzatura, soddisfino i requisiti previsti (punto 9). I lavoratori che alla data di entrata in vigore dell’accordo sono incaricati dell’uso delle attrezzature previste in questo accordo, devono effettuare i corsi entro 24 mesi dall’entrata in vigore del presente accordo (punto 12). 9 23/04/2013 g) l'individuazione delle misure preventive e protettive, integrative rispetto a quelle contenute nel PSC quando previsto, adottate in relazione ai rischi connessi alle proprie lavorazioni in cantiere; h) le procedure complementari e di dettaglio, richieste dal PSC quando previsto; Individuazione delle misure preventive e protettive, integrative rispetto a quelle contenute nel PSC : Edificio prefabbricato PSC POS Affidataria POS Esecutrice Lavorazioni (Es. Realizzazione vano scale e ascensore) Accesso all’area per mezzi e maestranze; aree stoccaggio, interferenze con linee elettriche, interferenze con altre lavorazioni; interferenze gru-autogru; ipotesi di realizzazione (con casseri rampanti, casseri tradizionali e ponteggi,….) Lavorazioni (Es. . Realizzazione vano scale e ascensore) Attività (Es. Rampata, armatura, casseratura, getto, scasseratura) Individuazione imprese esecutrici, mezzi di sollevamento (gru o autogru o sollevatore telescopico) , limiti responsabilità nei sollevamenti, attrezzature impiegate (casseri tradizionali o casseri rampanti), procedura di consegna delle opere provvisionali da un impresa all’altr Lavorazioni Es. . Realizzazione vano scale e ascensore) Attività (Es. Posa in opera ferro) Gesti costruttivi: -approvvigionamento o allontanamento -movimentazione -stoccaggio o deposito temporaneo -preassemblaggio o trasformazione 20 -collocamento o montaggio in opera 10 23/04/2013 Corte di Cassazione – Sezione IV – Sentenza n. 28779 Due lavoratori perdono la vita in seguito al crollo di un traliccio in fase di demolizione. I necessari controventi temporanei in funi d’acciaio non erano stati predisposti né erano disponibili in loco. DL e RSPP avrebbero dovuto farsi carico dello specifico rischio inerente all'attività svolta - che prevedeva la pericolosa operazione di smontaggio dei tralicci - ed affrontarlo con un POS adeguato alla situazione di pericolo, con l'indicazione e l'adozione di misure di protezione ed attrezzature idonee a prevenire le situazioni di rischio, con la formazione ed informazione dei lavoratori. 21 RSPP può essere ritenuto responsabile rispetto al verificarsi di un infortunio quando sia riconducibile oggettivamente ad una situazione pericolosa che egli avrebbe avuto l'obbligo di conoscere e segnalare Anche il RSPP, infatti, che pure è privo dei poteri decisionali e di spesa [e quindi non può direttamente intervenire per rimuovere le situazioni di rischio], può essere ritenuto (cor)responsabile del verificarsi di un infortunio, ogni qualvolta questo sia oggettivamente riconducibile ad una situazione pericolosa che egli avrebbe avuto l'obbligo di conoscere e segnalare, dovendosi presumere che alla segnalazione avrebbe fatto seguito l'adozione, da parte del datore di lavoro, delle necessarie iniziative idonee a neutralizzare detta situazione. I giudici di merito hanno inoltre rilevato l'insufficienza e la genericità del POS, che non conteneva la regolamentazione della specifica fase realizzativa dei lavori di smantellamento del traliccio e della sequenza cronologica delle operazioni 22 11 23/04/2013 Cassazione Penale, Sez. 4, 20 settembre 2011, n. 34365 - Rischi connessi all'uso di esplosivi, POS e mancanza di informazione, formazione ed istruzione Il lavoratore, assunto con la qualifica di minatore specializzato capo squadra (fochino, con incarico di preparare le cariche di esplosivo e di procedere al brillamento delle stesse) dopo aver provveduto ad installare nelle rispettive canalette (penetranti nello strato roccioso ad una profondità di 4 m) 54 cariche esplosive, provvede a far brillare le stesse a mezzo detonatore: “ogni scoppio avviene con una frazione di tempo pari a 1/10 secondi l'uno dall'altro quindi non è obiettivamente possibile rilevare con certezza la esplosione di ognuna e dei relativi blocchi”. Autorizza quindi gli operai ad avviare le operazioni di sgombero dei detriti e di disgaggio dei materiali rocciosi non completamente staccati dal fronte roccioso. Nel corso delle operazioni l'escavatore condotto da un operaio specializzato presumibilmente tocca con la punta del martellone una carica imprevedibilmente inesplosa nella precedente volata. La deflagrazione investe tutti i lavoratori impegnati nelle attività ed, in particolare, il fochino, che si trovava in prossimità dell’escavatore: per le gravi lesioni alla testa, al torace e all'addome, l'infortunato viene elitrasportato in ospedale, dove decede poco dopo il ricovero per arresto cardiaco. La condotta colposa del lavoratore infortunato non assurge a causa sopravvenuta da sola sufficiente a produrre l'evento quando sia comunque riconducibile all'area di rischio propria della lavorazione svolta: in tal senso il datore di lavoro è esonerato da responsabilità solo quando il comportamento del lavoratore, e le sue conseguenze, presentino i caratteri dell'eccezionalità, dell'abnormità, dell'esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo e alle direttive di organizzazione ricevute, direttive di organizzazione nella specie, come si è detto, del tutto mancanti." In realtà Giudici hanno rilevato: • mancanza di istruzioni ai propri dipendenti; • mancanza di specifiche previsioni sui rischi connessi all'uso degli esplosivi nel piano operativo di sicurezza (POS); risulta infatti che nel POS originario i pericoli connessi all'utilizzo degli esplosivi non erano nemmeno stati menzionati e che nel POS integrativo, poco prima dell'incidente, pur prevedendosi l'utilizzo di esplosivi, ci si limitava a generiche disposizioni che stabilivano che ai lavoratori addetti alla manipolazione ed uso degli esplosivi sarebbero state fornite istruzioni e, quanto alla specifica fase del disgaggio, che sarebbero stati informati sui rischi specifici della lavorazione e formati sul corretto modo di procedere (solo dopo l'incidente si fece riferimento al cd. sistema della canne che prevedeva l'inserimento dei candelotti all'interno di un tubo di plastica per assicurare il buon contatto tra gli stessi) ; • Il fochino eseguiva a memoria lo schema di volata che nemmeno prevedeva quanti candelotti di dinamite si dovessero inserire in ogni foro e tanto meno cautele per assicurare la propagazione dell'esplosivo. 12 23/04/2013 Cassazione Penale, Sez. 4, 19 dicembre 2011, n. 46839 - Lavori di restauro e risanamento conservativo di una casa colonica, crollo della muratura in pietra e variante esecutiva Due operai, intenti ad eseguire lavori di sottofondazione, rimanevano seppelliti sotto la muratura in pietra che li sovrastava, crollata per il collasso della "parete in terra" che stavano perforando. Cassazione Penale, Sez. 4, 19 dicembre 2011, n. 46839 - Lavori di restauro e risanamento conservativo di una casa colonica, crollo della muratura in pietra e variante esecutiva Sebbene l'esecuzione dei lavori aveva subito un’evoluzione, il CSE non aveva apportato nessuna modifica al piano di sicurezza e coordinamento, consentendo che si proseguisse, alla presenza di mutate condizioni di lavoro, senza che fossero apportate idonee misure di sicurezza. Il RL non aveva eseguito il ruolo di "trait d'union" tra la ditta esecutrice e CSE, omettendo di sollecitare adeguamenti del PSC in base alla situazione venutasi a creare concretamente, mancando, poi, di verificare la idoneità del POS, risultato sul punto del tutto carente. PSC e POS strumenti di prevenzione da aggiornare 13 23/04/2013 i) l'elenco dei dispositivi di protezione individuale forniti ai lavoratori occupati in cantiere; l) la documentazione in merito all'informazione ed alla formazione fornite ai lavoratori occupati in cantiere. Contiene indicazioni puntuali e specifiche relative al cantiere in oggetto? Viene aggiornato costantemente? Contiene indicazioni su come è organizzata la sicurezza del cantiere sia a livello del personale che delle imprese (chi fa che cosa) Individua la formazione e l’informazione necessaria ad eseguire le specifiche opere? Chiarisce quali DPI sono necessari e perché? Risulta di facile comprensione e attuazione? 14 23/04/2013 1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente capo si intendono per: .. omissis.. • i) impresa affidataria: impresa titolare del contratto di appalto con il committente che, nell’esecuzione dell’opera appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi. Nel caso in cui titolare del contratto di appalto sia un consorzio tra imprese che svolga la funzione di promuovere la partecipazione delle imprese aderenti agli appalti pubblici o privati, anche privo di personale deputato alla esecuzione dei lavori, l’impresa affidataria è l’impresa consorziata assegnataria dei lavori oggetto del contratto di appalto individuata dal consorzio nell’atto di assegnazione dei lavori comunicato al committente o, in caso di pluralità di imprese consorziate assegnatarie di lavori, quella indicata nell’atto di assegnazione dei lavori come affidataria, sempre che abbia espressamente accettato tale individuazione; • i-bis) impresa esecutrice: impresa che esegue un’opera o parte di essa impegnando proprie risorse umane e materiali Committente Impresa Affidataria Impresa strutture Installazioni elettriche CSE Installazioni meccaniche Strutture metalliche Coperture in lamiera Operatore infortunato 15 23/04/2013 Art. 97- Obblighi del datore di lavoro dell’impresa affidataria 1. Il datore di lavoro dell’impresa affidataria verifica le condizioni di sicurezza dei lavori affidati e l’applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del piano di sicurezza e coordinamento. 2. Gli obblighi derivanti dall’articolo 26 (cooperazione, coordinamento, verifica idoneità), fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 96, comma 2 (PSC+POS = DUVRI +DVR), sono riferiti anche al datore di lavoro dell’impresa affidataria. Per la verifica dell’idoneità tecnico professionale si fa riferimento alle modalità di cui all’allegato XVII. 3. Il datore di lavoro dell’impresa affidataria deve, inoltre: a) coordinare gli interventi di cui agli articoli 95 e 96; b) verificare la congruenza dei piani operativi di sicurezza (POS) delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima della trasmissione dei suddetti piani operativi di sicurezza al coordinatore per l’esecuzione. 32 16 23/04/2013 Art. 97- Obblighi del datore di lavoro dell’impresa affidataria 3-bis. In relazione ai lavori affidati in subappalto, ove gli apprestamenti, gli impianti e le altre attività di cui al punto 4 dell’allegato XV siano effettuati dalle imprese esecutrici, l’impresa affidataria corrisponde ad esse senza alcun ribasso i relativi oneri della sicurezza. 3-ter) Per lo svolgimento delle attività di cui al presente articolo, il datore di lavoro dell’impresa affidataria, i dirigenti e i preposti devono essere in possesso di adeguata formazione. 33 Art. 95 – Misure generali di tutela 1. I datori di lavoro delle imprese esecutrici, durante l’esecuzione dell’opera osservano le misure generali di tutela di cui all’articolo 15 e curano, ciascuno per la parte di competenza, in particolare: a) il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di soddisfacente salubrità; b) la scelta dell’ubicazione di posti di lavoro tenendo conto delle condizioni di accesso a tali posti, definendo vie o zone di spostamento o di circolazione; c) le condizioni di movimentazione dei vari materiali; d) la manutenzione, il controllo prima dell’entrata in servizio e il controllo periodico degli apprestamenti, delle attrezzature di lavoro degli impianti e dei dispositivi al fine di eliminare i difetti che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori; e) la delimitazione e l’allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari materiali, in particolare quando si tratta di materie e di sostanze pericolose; f) l’adeguamento, in funzione dell’evoluzione del cantiere, della durata effettiva da attribuire ai vari tipi di lavoro o fasi di lavoro; g) la cooperazione e il coordinamento tra datori di lavoro e lavoratori autonomi; h) le interazioni con le attività che avvengono sul luogo, all’interno o in prossimità del cantiere. 34 17 23/04/2013 Art. 96 - Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti 1. I datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici, anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti: a) adottano le misure conformi alle prescrizioni di cui all’allegato XIII; b) predispongono l’accesso e la recinzione del cantiere con modalità chiaramente visibili e individuabili; c) curano la disposizione o l’accatastamento di materiali o attrezzature in modo da evitarne il crollo o il ribaltamento; d) curano la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche che possono compromettere la loro sicurezza e la loro salute; e) curano le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se del caso, coordinamento con il committente o il responsabile dei lavori; f) curano che lo stoccaggio e l’evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente; g) redigono il piano operativo di sicurezza di cui all’articolo 89, comma 1, lettera h). 35 Art. 96 - Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti 1-bis. La previsione di cui al comma 1, lettera g) (REDAZIONE POS), non si applica alle mere forniture di materiali o attrezzature. In tali casi trovano comunque applicazione le disposizioni di cui all’articolo 26. 2. L'accettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100, nonché la redazione del piano operativo di sicurezza costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento alle disposizioni di cui all'articolo 17 comma 1, lettera a), all’articolo 26, commi 1, lettera b), 2, 3, e 5, e all’articolo 29, comma 3. 36 18 23/04/2013 Organigramma1 (Nuove residenze) Direttore di Cantiere (Dirigente) Impresa Affidataria Impresa Esecutrice Capo cantiere (Preposto) Direttore di Cantiere (Dirigente) Direttore di Cantiere (Dirigente) Capo cantiere (Preposto) Capo cantiere (Preposto) Capo cantiere (Preposto) Organigramma2 (ristrutturazione) Committente Imprese Affidatarie Direttore di Cantiere- Capo cantiere (DirigentePreposto) Lavoratore Autonomo Capo cantiere (Preposto) Direttore di Cantiere (Dirigente) Capo cantiere (Preposto) 19 23/04/2013 Organigramma3 (Infrastruttura, Intervento residenziali grosse dimensioni) Direttore di Cantiere (Dirigente) ASPP – Supervisore Sicurezza Capo cantiere (Preposto) Preposto ai sollevamenti Impresa Affidataria Impresa Esecutrice Impresa Affidataria Impresa Esecutrice Capo squadra (Preposto) Capo d’area di cantiere (Preposto) Capo d’area di cantiere (Preposto) Capo squadra (Preposto) Preposto alla manutenzione delle attrezzature Capo squadra (Preposto) Capo squadra (Preposto) Direttore Tecnico di Cantiere (Dirigente) … omissis… I principali compiti cui deve adempiere sono: …omissis… • Far porre in essere tutte le misure di sicurezza correttive e preventive segnalate tempo per tempo dal CSE, assicurando che queste vengano immediatamente rispettate da parte di tutto il Personale; • analizzare i Piani Operativi di Sicurezza (POS) delle Imprese operanti in cantiere, al fine della programmazione dei lavori e della programmazione delle opere provvisionali necessarie; • definire la programmazione delle attività delle imprese esecutrici, sulla base delle misure previste nel PSC, nel POS dell’Impresa Affidataria, delle disposizioni impartite dal CSE; • assicurare che il contenuto del POS sia condiviso con gli assistenti di cantiere, i quali verificheranno direttamente in campo sull’operato delle imprese esecutrici; • organizzare i preposti al fine di assicurare la verifica della sicurezza dei lavori affidati; • Far sospendere, in caso di pericolo grave e imminente, o su richiesta del Coordinatore per l’esecuzione dei lavori, l’attività lavorativa; ..omissis..; 20 23/04/2013 Capo Cantiere (Dirigente) Il Capocantiere: • coordina le attività giornaliere e gestisce l’organizzazione della produzione e logistica di cantiere. • Coordina in campo, sulla base del programma predisposto dal Direttore Tecnico di Cantiere l’attuazione delle misure di sicurezza di prevenzione, protezione collettive e di coordinamento individuate dal CSE e dal DL dell’Affidataria, facendosi supportare dalla presenza dei Capi d’area; • Segnala tempestivamente al DTC dell’Affidataria situazioni che presentano rischi interferenziali non risolti o di rischio specifico non controllato dalla imprese esecutrici; • Vigila sull’attività di supervisione dei Capi d’area e dei suoi assistenti di cantiere; • Si assicura che le osservazioni in materia di vigilanza evidenziate dai preposti siano trasmesse al Datore di lavoro, al DTC; • Pianifica con DTC con il CSE, tutte le operazioni di approvvigionamento materiali compresi gli stoccaggi nelle apposite aree che i sollevamenti sui castelli di carico; • … Capo d’area (Preposti) I Capi d’area hanno il compito di coordinare e vigilare sulle attività delle imprese che operano per la realizzazione delle opere di propria competenza (es: carpenterie metalliche, impianti, facciate, etc…), e congiuntamente con il capo cantiere: • Verificare, prima dell’inizio dei lavori, che siano presenti gli apprestamenti di sicurezza previsti, nel PSC, nei POS delle imprese esecutrici e nel POS dell’impresa affidataria; • Verificare che le lavorazioni siano eseguite nell’ordine e secondo le disposizioni impartite dal DTC; • Segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente ogni condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta; • Chiede la sospende i lavoro nell’eventualità dovesse riscontrare un attività in corso soggetta a pericolo grave ed imminente, e ne da immediata comunicazione al capocantiere; ..omissis… 21 23/04/2013 Assistenti di cantiere (Preposti) Gli assistenti di cantiere hanno l’onere di sovraintendere alle attività delle imprese esecutrici di propria competenza, coordinandosi preventivamente con i responsabili d’area e con il capo cantiere. In particolare hanno il compito di : • Verificare che le imprese di propria competenza rispettino i contenuti dei rispettivi POS e rispettino le misure predisposte dal CSE e dal DdL e RSD dell’ATI affidataria; • Segnalano al Responsabile D’area, Capo Cantiere o DTC sia situazioni di pericolo nell’esecuzione dell’attività delle imprese di riferimento sia la presenza di interferenze non risolte in fase di programmazione; • Compilare le liste di controllo predispose dall’Affidataria ….omissis… Inoltre secondo l’art. 96 D. Lgs. 81/08 hanno il compito: • curano la disposizione o l’accatastamento di materiali o attrezzature in modo da evitarne il crollo o il ribaltamento; • curano le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se del caso, coordinamento con il committente o il responsabile dei lavori; • curano che lo stoccaggio e l’evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente; • Inoltre dispongono affinché al termine della singola giornata lavorativa le imprese esecutrici di propria competenza portino a termine le pulizie delle proprie aree di lavoro. ATTIVITÀ DI PROGRAMMAZIONE INTERIMPRESE Al fine della pianificazione l’Affidataria organizza settimanalmente una riunione tra le imprese esecutrici presenti in cantiere. Alle riunioni partecipano il DTC, il Capo cantiere, i Responsabili d’Area, il preposto delegato delle Imprese subappaltatrici. Durante la riunione vengono illustrate da parte del DTC le attività da svolgersi nella settimana successiva e vengono individuate le possibili interferenze tra le Imprese. I programmi settimanali sono sottoposti sistematicamente all’esame del CSE nel corso delle riunioni di coordinamento. 22 23/04/2013 ATTIVITÀ DI VIGILANZA E PIANIFICAZIONE Al fine di favorire l’attività di vigilanza e controllo da parte dell’Affidataria, per il tramite dei preposti di cantiere dell’Affidataria, l’Affidataria organizza delle riunioni con gli assistenti di cantiere, il capo cantiere e i membri dell’ufficio sicurezza dell’Affidataria. Durante tale incontro i preposti vengono informati circa la programmazione delle attività e circa le misure di sicurezza da intraprendere in base a quanto stabilito dal CSE durante le riunioni di coordinamento. Inoltre sono analizzate le specifiche misure di sicurezza attuate direttamente da ciascuna impresa esecutrice o approntate prima dell’inizio delle proprie attività da altre imprese. I preposti evidenziano inoltre le problematiche in materia di sicurezza emerse nel corso della settimana e non ancora risolte con le Imprese esecutrici di riferimento. Data: Area: Attività: Sopraelevazione gru Imprese coinvolte: Schede di verifica per Preposto Stato misura Misure di sicurezza da attuare Delimitare tutte le aree di cantiere al piano terra con transenne Presente/attuata e completa (15-20 metri intorno a torre gru), le recinzioni in direzione est ovest Non presente o incompleta dovranno terminare contro la recinzione esterna di cantiere Non conformità rilevata: chiudendo di fatto la viabilità di cantiere lungo corso Inghilterra _______________________________________________________ Posizionamento rete di sicurezza su torre gru verso via XXX Presente/attuata e completa Non presente o incompleta Non conformità rilevata: _______________________________________________________ Interdire l’utilizzo dell’ascensore verso via XXX Presente/attuata e completa Non presente o incompleta Non conformità rilevata: _______________________________________________________ Interdire l’utilizzo del montacarichi Presente/attuata e completa Non presente o incompleta Non conformità rilevata: _______________________________________________________ Fare accedere i mezzi di approvvigionamento da via HHH I Presente/attuata e completa garantendo all’interno del cantiere (a nord zona bombole) slargo Non presente o incompleta per incrocio mezzi Non conformità rilevata: _______________________________________________________ Note: Interferenze con altre lavorazioni: Pulizia aree: Illuminazione zone di lavoro: Utilizzo D.P.I.: Il Preposto: Ricevuto: Ufficio Sicurezza 23 23/04/2013 Lista subappalti e Scomposizione delle lavorazioni e individuazione dei vari responsabili ID 1 2 6 LAVORAZIONE ATTIVITA’ CANTIERIZZAZIONE Recinzione di cantiere e dei depositi di cantiere. Posizionamento segnaletica verticale ed orizzontale. Collocazione dei container metallici prefabbricati di cantiere. Installazione dell’impianto elettrico ed idrico di cantiere Fornitura del materiale Verniciatura recinzione di cantiere REALIZZAZIONE FONDAZIONI POSA IN OPERA COLONNE PREFABBRICATE IMPRESE COINVOLT E IMP A IMP B RISCHI INTERFERENZIALI E SPECIFICITA’ DELLE AREE DI INTERVENTO Schiacciamenti Investimenti Caduta dall’alto … MISURE E AZIONI DI SICUREZZA DA INTRAPRENDERE A CURA DI Predisposizione compartimentazioni e segnalazioni Presenza moviere per ingresso-uscita mezzi e per operazioni di retromarcia Linee vita per imbracatura-sbracatura container IMP A Posa e o ripristino delle scale di accesso allo scavo Posa parapetti e realizzazione passerelle Monitoraggi aria Delimitazione campi di armatura e getto Predisposizione tappi protezione ferri di ripresa ….. ….. ….. … …. ……. Scavo finale IMP C Getto di magrone IMP D Casserature e giunti strutturali Getto e vibrazione del calcestruzzo fondazioni Montaggio delle gabbie di armatura metallica Getto e vibrazione calcestruzzo pareti …… …… …… Posa impermeabilizzazione Fissaggio strutture e controventi in quota …… …… Caduta dall’alto Caduta materiale dall’alto Tagli Sollevamento polveri sottili …… Trasporto e posa conci di colonne IMP C Innalzamento conci di colonna IMP D Fissaggio conci alle colonne inferiori …… Fissaggio strutture e controventi in quota …… Getto colonne …… Caduta materiale dall’alto, Caduta dall’alto, Schiacciamenti, Investimenti …… ….. …… …….. Delimitazione aree di lavoro …….. Realizzazione balconcini di saldatura Rivestimento balconcini con materiale ignifugo Attività di coordinamento a terra Predisposizione ascensori o scale per l’accesso ai livelli dei balconcini Mantovane colonne Reti su perimetro edificio Delimitazione-Interdizione aree …….. Procedura coordinamento gru Procedura verticalizzazione conci …….. …….. Assistenza Manovre betoniere Viabilità priva di ostacoli …….. …….. …….. …….. …….. …….. …….. …….. DOVREBBE INOLTRE CONTENERE PROCEDURE-INDICAZIONI INERENTI: 1) 2) 3) 4) 5) 6) Gestione gru (limiti responsabilità), Gestione opere provvisionali quali parapetti, ponteggi Gestione zone di stoccaggio, Gestione pulizie di cantiere, Gestione delimitazioni, Gli apprestamenti igienico sanitari 24 23/04/2013 PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI: RICHIAMO VERBALE (MAIL) PROPOSTA DI SOSPENSIONE AL RESPONSABILE DEI LAVORI RICHIAMO / COMUNICAZIONE SCRITTA da PARTE DEL CSE A seconda di gravità, volontarietà e ripetizione delle infrazioni. Contiene: • Misure di verifica, di cooperazione , di informazione? • Ruoli preposti e come sono attuati? • Sono contenute misure organizzative? • E’ indicato chiaramente chi fa che cosa? • E’ dato peso non solo a misure rischio ma a tutte quelle che riguarda la gestione della sicurezza in modo sistematico? 25 23/04/2013 1.Durante la realizzazione dell’opera, il coordinatore per l’esecuzione dei lavori: ..omissis.. b) verifica l’idoneità del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento di cui all’articolo 100, assicurandone la coerenza con quest’ultimo, ove previsto adegua il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100, ove previsto, e il fascicolo di cui all’articolo 91, comma 1, lettera b), in relazione all’evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, verifica che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di sicurezza; 3. Il datore di lavoro dell’impresa affidataria deve, inoltre: ..omissis.. b) verificare la congruenza dei piani operativi di sicurezza (POS) delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima della trasmissione dei suddetti piani operativi di sicurezza al coordinatore per l’esecuzione. 26 23/04/2013 Committente o RL Trasmette copia del PSC all’impresa affidataria Consegna il POS al CSE Impresa affidataria C.S.E. Redige il piano quale piano complementare e di dettaglio del PSC dello specifico cantiere Verifica l’idoneità del POS Copia del POS e del PSC devono essere messa a disposizione del RLS da parte del datore di lavoro almeno dieci giorni prima dell’inizio dei lavori Il POS è idoneo? NO I LAVORI NON POSSONO INIZIARE l’impresa affidataria deve provvedere alle modifiche/integrazioni necessarie SI Inizio Lavori Committente o RL Trasmette copia del PSC all’impresa affidataria Valuta la congruenza del POS dell’impresa esecutrice rispetto al proprio SI Il POS è congruente? Impresa affidataria C.S.E. Redige il piano quale piano complementare e di dettaglio del PSC Trasmette copia del PSC e del proprio POS approvato da CSE alle imprese esecutrici Verifica l’idoneità del POS Consegna il proprio POS all’impresa affidataria NO l’impresa esecutrice deve provvedere alle modifiche/integrazioni necessarie Impresa Esecutrice Redige il POS quale piano complementare e di dettaglio del PSC considerando quanto previsto nel POS dell’impresa affidataria NO I LAVORI NON POSSONO INIZIARE l’impresa esecutrice deve provvedere alle modifiche/integrazioni necessarie. L’impresa affidataria deve essere informata delle non idoneità del POS Il POS è idoneo? SI Inizio Lavori 27 23/04/2013 VERIFICA DOCUMENTI IMPRESE PIANO OPERATIVO DELLA SICUREZZA (D.Lgs. 81/08 art. 92 comma 1 lettera b) Indirizzo del cantiere: Cantiere per costruzione XXX Ditta o impresa artigiana: Impresa ZZZ Oggetto dell’appalto: Diaframmi in c.a., iniezioni e tiranti Committente dell’impresa: Impresa YYYY PIANO OPERATIVO SICUREZZA DATI DELL’IMPRESA: indirizzo sede legale ed operativa; nominativo Datore Lavoro, tel. Fax. NOMINATIVI: Capocantiere,Direttore Tecnico di Cantiere, RSPP, Medico SI Si Competente, Addetti Emergenze, RLS MANSIONARIO DEI RUOLI RELATIVI ALLA SICUREZZA DEL CANTIERE ELENCO PERSONALE con relative qualifiche ELENCO LAVORATORI AUTONOMI con relative qualifiche INDIRIZZO DEL CANTIERE SI SI N.A. SI DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’ DI CANTIERE (Modalità approvvigionamento e/o stoccaggio materiali e attrezzature, Modalità di movimentazione/sollevamento materiali, Modalità di allestimento delle postazioni di lavoro, Modalità esecutive Si veda richiesta integrazioni punto 1 delle lavorazioni), MODALITA’ ESECUTIVE, TURNI LAVORO ANALISI DEI RISCHI E MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE ELENCO MACCHINE, IMPIANTI, OPERE PROVVISIONALI ELENCO SOSTANZE CHIMICHE IMPIEGATE e SDS PRODOTTI Si veda richiesta integrazioni punto 1 Si veda richiesta integrazioni punto 2 SI VALUTAZIONE RISCHIO RUMORE SI VALUTAZIONE RISCHIO VIBRAZIONI NO ELENCO DPI IMPIEGATI SI ATTESTATI INFORMAZIONE E FORMAZIONE LAVORATORI SI RICHIESTE SPECIFICHE PSC REGISTRO INFORTUNI Si veda richiesta integrazioni punto 3 NO 28 23/04/2013 IDONEITA’ SI NO SUBORDINATA A CONSEGNA INTEGRAZIONI VERIFICA IDONEITA’ CSE data firma PER PRESA VISIONE IL CAPOCANTIERE data firma INTEGRAZIONI RICHIESTE: DATA CONSEGNA INTEGRAZIONI Punto 1 Scheda di lavorazione “Installazione/Smontaggio baracche e attrezzature”: Indicare quali apprestamenti igienico-sanitari sono a carico dell’Impresa Affidataria e quali a carico di ZZZ Scheda di lavorazione “Produzione e rigenerazione fanghi bentonitici”: Prima della messa in esercizio dell’impianto di produzione fanghi bentonitici, è necessario trasmettere risultati della verifica della corretta installazione e del buon funzionamento dello stesso. Scheda di lavorazione “Scavo Paratie”: Nella preparazione del piano di lavoro specificare che la realizzazione dei cordoli è a carico di altra impresa esecutrice e che l’accesso alle aree di lavoro avvenga solo dopo il completamento delle attività suddette senza presenza promiscua di personale di diverse imprese. Schede di lavorazione “Posa di gabbie in ferro per paratie”, “Scarico di gabbie in ferro per paratie”: Specificare che la gabbie dovranno essere sollevate e sostenute con le travi passanti in corrispondenza degli appostiti staffoni o punti di ancoraggio. Prima della fornitura delle gabbie d’armatura dei diaframmi è necessario produrre documentazione con indicazione dei suddetti punti di ancoraggio per il sollevamento delle gabbie. Si suggerisce di recuperare la documentazione già prodotta per CCCCC. Indicare procedure contro il rischio di caduta dall’alto e di schiacciamento, per eseguire le operazioni di imbracatura delle gabbie sui mezzi di trasporto e una volta sovrapposte (su massimo 3 livelli) per lo stoccaggio. INTEGRAZIONI RICHIESTE: DATA CONSEGNA INTEGRAZIONI Schede di lavorazione “Scavo Paratie, Posa di gabbie in ferro per paratie, Getto paratia”: Indicare più precisamente le modalità di protezione dal rischio di caduta all’interno dello scavo. In particolare riportare le prescrizioni impartite dal CSE circa l’obbligo di posizionare (prima dell’inizio degli scavi), sulla testa del pannello in fase di scavo, parapetti in tubi e giunti; i parapetti potranno essere rimossi solo dopo la posa delle gabbie che dovranno sporgere dal p.c. di almeno un metro, fungendo esse stesse da parapetto. Indicare che anche i cigli degli scavi dovranno essere protetti con picchetti e rete arancione. Scheda di lavorazione “Getto paratia”: Citare la procedura concordata con il CSE che stabilisce, nel caso in cui la distanza tra un pannello in fase di scavo ed il pannello (precedentemente scavato) in fase di getto è limitata, al fine di poter procedere contemporaneamente all’esecuzione delle due attività suddette senza creare interferenze tra i mezzi di scavo e di getto, di effettuare il getto del calcestruzzo mediante apposita pompa posizionata fuori dell’area d’imposta delle corre, in modo da separare le aree di manovra dei mezzi di scavo e dei mezzi di approvvigionamento del cls. Precisare inoltre l’utilizzo dell’apposita piattaforma di getto da posizionare prima dell’infilaggio della colonna di getto. Scheda di lavorazione “Iniezioni”: Prima della messa in esercizio dell’impianto di preparazione miscele di iniezione, è necessario trasmettere risultati della verifica della corretta installazione e del buon funzionamento dello stesso. Riportare, al posto della generica dicitura “idonei DPI”, quali sono i DPI specifici da utilizzare per la manipolazione dei singoli prodotti chimici utilizzati presso il cantiere ZZZ, indicando la tipologia e il livello di protezione in base alla specifica norma EN-UNI di riferimento. Punto 2 Allegare elenco macchine, specificando marca e matricola o targa, che saranno utilizzate in cantiere con relativi libretti d’uso e manutenzione. Punto 3 Citare la procedura concordata con il CSE di colmare il vuoto di 1 metro esistente fra i cordoli guida delle paratie prima di iniziare qualsiasi operazione. SI IDONEITA’ INTEGRAZIONI VERIFICA IDONEITA’ CSE data firma PER PRESA VISIONE IL CAPOCANTIERE data firma NO 29 23/04/2013 Il POS deve essere un documento vivo e dinamico, attraverso: 1. Riunione preliminare con CSE e preposto dell’Impresa; 2. Aggiornamenti periodici (dovuti a lavorazioni non previste o analizzate inizialmente in modo non contestualizzato) pianificati nelle riunioni di coordinamento con CSE 3. Misure specifiche e non generiche 4. Misure ergonomiche 5. Indicazioni e schemi di facile comprensione 6. Indicazioni chiaramente contestualizzate a realtà in cui si opera 7. Essere spiegato a tutte le maestranze 8. Organizzato per sezioni e schede 30 23/04/2013 ERGONOMICITA’ 31 23/04/2013 Cavedio Giardino d’inverno Cavedio Ascensori PIANIFICA 32 23/04/2013 Procedure Operative in cui, sulla base dei POS: • Si analizzano le singole fasi di lavoro (approvvigionamento o allontanamento dal cantiere, movimentazione, stoccaggio o deposito, preassemblaggio o trasformazione, collocamento o montaggio in opera) • Evidenziano i rischi presenti nelle singole fasi di lavoro • Pianificano le misure di sicurezza da adottare per ogni rischio identificato (da realizzare direttamente o in carico ad altre imprese es. Ponteggi) • Assicura che siano predisposte e presenti tutte le attrezzature, apprestamenti, dispositivi di protezione individuali necessari per condurre le operazioni in sicurezza Incidente = attività non pianificata 33 23/04/2013 La procedura deve focalizza l’attenzione sulla prevenzione dei comportamenti rischiosi e sulla verifica preliminare dell’eliminazione delle condizioni di rischio per le specifiche attività da svolgere. Pertanto le informazioni devono arrivare a tutto il personale coinvolto nell’attività I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI Categorie dei DPI Il D.Lgs. 475/92 classifica i vari DPI in tre categorie: DPI di I° Categoria Tutti i DPI che proteggono da rischi fisici modesti e sono di semplice progettazione (es. abbigliamento protettivo, indumenti ad alta visibilità) DPI di II° Categoria Tutti i DPI che non fanno parte delle altre categorie (es. Guanti, scarpe antinfortunistiche ecc.) DPI di III° Categoria Tutti i DPI che proteggono da danni gravi e/o permanenti e dalla morte (es. apparecchi respiratori filtranti, DPI contro i rischi elettrici, contro le cadute dall’alto ecc.) 68 34 23/04/2013 I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI Classificazione dei guanti Le caratteristiche generali dei Guanti sono regolate dalla norma tecnica UNI EN 420 e comprendono i criteri di realizzazione i requisiti di innocuità, ergonomia, funzionalità e di pulizia, sono inoltre esplicitate le modalità di marcatura ed i “pittogrammi” relativi alla protezione / applicazione del guanto con annessi i livelli di prestazione. Tali livelli, rappresentati da un numero (da 0 a 5), indicano per un particolare tipo di rischio, il livello di “prestazione” del guanto se sottoposti al rischio stesso. 69 I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI Esempi di guanti e relativi pittogrammi Rischio meccanico EN 388 Rating Standard Resistenza all’elettricità statica e al taglio da urto EN 374 Rating Standard Il livello di prestazione si calcola con prove di penetrazione e permeazione; il primo pittogramma è seguito da tre lettere indicanti i prodotti chimici per cui il t di permeazione70 è > 30min 35 23/04/2013 EFFICACIA DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI Scheda di sicurezza: 8.2 Controllo dell’esposizione Respirazione: utilizzare maschere con filtro per vapori organici o aspiratori localizzati. FFP1D-OV FFP2 Impresa A: Schede con analisi rischi decontestualizzata Attraverso il Piano di Sicurezza e Coordinamento l’analisi dei rischi specifici dell’Impresa A è calata nella realtà operativa in cui si opera Impresa A: Schede con analisi rischi specifiche Impresa B: 36 23/04/2013 Esempio procedura POS SCHEDA DECONTESTUALIZZATA Esempio procedura POS SCHEDA DECONTESTUALIZZATA 37 23/04/2013 Esempio procedura POS SCHEDA DECONTESTUALIZZATA Esempio procedura POS SCHEDA DECONTESTUALIZZATA 38 23/04/2013 Esempio procedura POS SCHEDA CONTESTUALIZZATA Devono essere analizzati i singoli gesti costruttivi contestualizzati alla situazione specifica in cui si opera: - Approvvigionamento o allontanamento materiali - Movimentazione materiali - Stoccaggio o deposito temporaneo - Attività di preassemblaggio o trasformazione - Collocamento o montaggio in opera Esempio procedura POS SCHEDA CONTESTUALIZZATA DESCRIZIONE ATTIVITÀ Le lavorazioni consistono nella posa in opera delle predalles dei solai del piano terra, primo e secondo. 39 23/04/2013 Esempio procedura POS SCHEDA CONTESTUALIZZATA STALLO MEZZI DI TRASPORTO Per lo scarico delle predalles, vista l’assenza di zone di stallo all’interno del cantiere, il bilico che trasporta le lastre, dovrà fermarsi lungo via XXXX in fregio al marciapiede. Una volta parcheggiato il bilico a bordo strada, lo stesso sarà segnalato con coni bianco-rossi e cartelli stradali (cfr. tavola seguente); il passaggio di pedoni sotto le zone di sollevamento sarà impedito con transenne e cartellonistica di sicurezza. Esempio procedura POS SCHEDA CONTESTUALIZZATA SOLLEVAMENTO LASTRE Per la posa delle predalles sarà utilizzata la gru edile di cantiere. A fronte del peso massimo delle lastre di 750kg, la portata in punta della gru è di 1500 kg. Al fine di mantenere sempre contatto visivo con gli elementi da sollevare e le aree sottostanti il gruista sarà posizionato sul ponteggio di cantiere esterno all’edificio. Per l’unica area in ombra (non visibile dal ponteggio) sul marciapiede la responsabilità della verifica che nessuno si trovi sotto i carichi sarà del personale addetto all’imbracatura. 40 23/04/2013 Esempio procedura POS SCHEDA CONTESTUALIZZATA SCHEMA D’IMBRACO LASTRE Per l’imbracatura delle lastre, in conformità alle indicazioni del fornitore, saranno utilizzate 2 catene per gru edili del tipo «CATENA 2 BRACCIA MT4.0 P.TA 2100 KG». Prima del sollevamento dovranno inoltre essere rimosse tutte le parti in polistirolo, predisposte per la formazione delle forometrie Esempio procedura POS SCHEDA CONTESTUALIZZATA IMBRACATURA CARICHI Le predalles saranno trasportate su doppia fila. Per imbracare le predalles sul cassone del mezzo di trasporto è necessario siano presenti 3 operatori. Due saranno addetti all’imbracatura delle lastre e saranno vincolati al traliccio interno della predalles prossima a quella in fase di sollevamento. La lunghezza massima del cordino deve essere pari a 1,5 metri. Per accedere in quota dovrà essere utilizzata un scala a pioli di lunghezza pari a 4 metri tenuta al piede dal terzo operatore. 41 23/04/2013 Esempio procedura POS SCHEDA CONTESTUALIZZATA SOLLEVAMENTO CARICHI La manovra di sollevamento dei carichi deve avvenire con le seguenti modalità: • Messa in tiro delle funi solo dopo aver ricevuto la segnalazione dall’imbracatore ed aver verificato la correttezza dell’aggancio; • Dopo che l’imbracatore si è allontanato è possibile iniziare le operazioni di sollevamento. • Utilizzare delle funi guida per indirizzare e ruotare il carico. Una volta che le predalles sono state avvicinate a pochi cm dal punto di posa, movimentare il carico tenendolo per le catene e mai posizionare le mani sotto i carichi. Esempio procedura POS SCHEDA CONTESTUALIZZATA SISTEMA ANTICADUTA Il personale addetto alla posa in opera delle lastre dovrà utilizzare imbracatura di sicurezza con cordino anticaduta a 2 connettori. Il cordino di posizionamento non svolge la funzione di dispositivo anticaduta ma bensì di trattenuta. Al fine di permettere di lavorare sempre in condizioni di sicurezza, il doppio cordino permette di poter avanzare nel senso di posa delle predalles, con l’operatore che, prima di sganciare il primo cordino, sia vincolato con il secondo cordino alla predalles successiva e solo dopo possa sganciare il primo cordino suddetto. 42 23/04/2013 Esempio procedura POS SCHEDA CONTESTUALIZZATA POSA IN OPERA LASTRE Per le operazioni di posa dei solai prefabbricati (*), il lavoratore opererà dalla lastra appena posata, vincolandosi al traliccio della lastra precedente (2 indietro rispetto a quella in fase di posa), utilizzando una imbracatura per il corpo collegata ad un cordino di posizionamento regolabile (lunghezza massima 2 metri), in modo da essere correttamente posizionato per l’effettuazione delle operazioni; il sistema non deve permettere al lavoratore di poter raggiungere un qualsiasi punto di caduta. (*)Tratto da “Buone pratiche di sicurezza in edilizia” edito dal SERVIZIO DI PREVENZIONE IGIENE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO dell’ULSS 22 Regione Veneto . Esempio procedura POS SCHEDA CONTESTUALIZZATA POSA IN OPERA LASTRE Poiché questo tipo di sistema è utile per evitare la caduta verso il vuoto nel senso di posa delle lastre (in avanti) contro le cadute sui lati aperti è prevista la protezione con ponteggi che saranno preliminarmente alzati di 1 metro oltre il solaio. Dopo essersi agganciati al punto identificato (traliccio della lastra precedente a quella dalla quale si opera), si riceve la lastra e dopo averla posizionata si sganciano le catene più vicine 43 23/04/2013 Esempio procedura POS SCHEDA CONTESTUALIZZATA POSA IN OPERA PRIME LASTRE Per la posa delle prime lastre dovrà essere realizzato un banchinaggio pieno vincolandosi ai ferri di ripresa delle travi di bordo. POS , aggiornamento PSC, aggiornamento POS con procedure di dettaglio Rischio investimento = f(∑ mezzi) Rischio inquinamento aria = f(∑ mezzi) 44 23/04/2013 Procedure emergenza Il PSC indica quale è l’organizzazione prevista per il servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori, quali sono i dispositivi e attrezzature necessarie, quali sono le procedure da attivare in caso d’emergenza I servizi di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori possono essere affrontati in tre modi: 1) gestione comune delle emergenze (il CSP indica nel piano quanto previsto) 2) gestione separata delle emergenze (il CSP indica nel piano la necessità che ogni ditta provveda per proprio conto; in questo caso dovrà essere previsto un paragrafo a parte per i lavoratori autonomi) 3) il Committente o il Responsabile dei Lavori si avvale della facoltà, art.104 comma 4, di organizzare apposito servizio per la gestione delle emergenze IL POS DETTAGLIA LE MODALITA’ SPECIFICHE DI GESTIONE DELL’EMERGENZA IN BASE A COME LE IMPRESE INTENDONO ORGANIZZARE IL PROPRIO PERSONALE E QUELLO DEI SUOI SUBAPPALTATORI AGGIORNANDO PERIODICAMENTE L’ELENCO DEL PERSONALE ADDETTO ALLA GESTIONE DELLE EMERGENZE LE PLANIMETRIE DI GESTIONE DELL’EMERGENZA DEVONO ESSERE AGGIORNATE IN BASE ALL’ANDAMENTO DEL CANTIERE DIFFERENZE TRA I PIANI DI SICUREZZA IN SINTESI P.S.C. (Piano di Sicurezza e di Coordinamento) Art 100 D.Lgs. 81/08 e s.m.i. A carico del committente o del responsabile dei lavori. P.S.C. redatto dal Coordinatore per la progettazione. ( Art 91 D.Lgs 81/08 e s.m.i.) Il P.S.C. può essere redatto dal Coordinatore per l’esecuzione dei lavori ,solo quando ricorrono i casi di cui all’art.90, commi 5 e 11 D.Lgs. 81/08 e s.m.i. Per la redazione del P.S.C. è necessario possedere i requisiti di cui all’art.98 D.Lgs. 81/08 e s.m.i. P.O.S. (Piano Operativo di Sicurezza ) Art 89, comma 1, lettera h) D.Lgs. 81/08 e s.m.i A carico del datore di lavoro della impresa affidataria ed esecutrice P.O.S. redatto dal datore di lavoro della impresa affidataria ed esecutrice. art 96,comma 1, lettera g), D.Lgs 81/08 e s.m.i.) Per la redazione del P.O.S. Il datore di lavoro deve possedere una adeguata formazione Il P.S.C. può essere modificato esclusivamente dal Il P.O.S. può essere modificato dal datore di lavoro a Coordinatore per l’esecuzione dei lavori, in relazione seguito verifica da parte del Coordinatore per l’esecuzione dei lavori che ne assicura la coerenza con il P.S.C. (art all’evoluzione dei lavori. 92,comma 1, lettera b), D.Lgs 81/08 e s.m.i.) Il P.S.C. viene trasmesso dal Committente o responsabile Il P.O.S. dell’impresa esecutrice, deve essere prima trasmesso all’impresa affidataria che ne verifica la dei lavori a tutte le imprese invitate a presentare offerte per l’esecuzione dei lavori (art 101, comma 1, D.Lgs 81/08 congruenza con il proprio e successivamente quest’ultima e s.m.i.). lo trasmette al Coordinatore per l’esecuzione dei lavori In caso di opera pubblica, la stazione appaltante, mette a (art. 101, comma 3, D.Lgs 81/08 e s.m.i.) che ne verifica disposizione di tutti i concorrenti alla gara di appalto, il la congruenza con il PSC (art 92,comma 1, lettera b), P.S.C. D.Lgs 81/08 e s.m.i.). Prima dell’inizio dei lavori, l’impresa aggiudicataria (sia Dopo l’esito positivo delle DUE verifiche, i lavori hanno negli appalti pubblici che privati ) trasmette il P.S.C. alle inizio non oltre 15 giorni dall’avvenuta ricezione (art 101, imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi. comma 3, D.Lgs 81/08 e s.m.i.). (art 101, comma 2, D.Lgs 81/08 es.m.i.) In caso di appalto di opera pubblica, l’appaltatore consegna alla stazione appaltante , entro 30 giorni dall’aggiudicazione, il P.O.S. quale piano complementare al P.S.S (quando non è previsto il P.S.C. ). I datori di lavoro delle imprese esecutrici devono mettere a I datori di lavoro delle imprese esecutrici devono metter a disposizione dei rappresentanti per la sicurezza copia del disposizione dei rappresentanti per la sicurezza copia del P.S.C., almeno 10 giorni prima dell’inizio dei lavori. (art P.O.S., almeno 10 giorni prima dell’inizio dei lavori. 100, comma 4, D.Lgs 81/08 e s.m.i.) (art 100, comma 4, D.Lgs 81/08 e s.m.i.) 45 23/04/2013 DIFFERENZE TRA I PIANI DI SICUREZZA IN SINTESI P.d.L. (Piano di Lavoro) Art 256, comma 2, D.Lgs. 81/08 e s.m.i. P.S.S. (Piano Sostitutivo di Sicurezza) D.Lgs 163/06 e s.m.i. (Legge Merloni ter) A carico del datore di lavoro della impresa esecutrice della A carico dell’appaltatore o del concessionario demolizione o rimozione materiali contenenti amianto P.S.S. redatto a cura dell’appaltatore o del P.d.L. predisposto dal datore di lavoro della impresa concessionario. esecutrice della demolizione o rimozione materiali contenenti amianto. Per la redazione del P.d.L. è necessario possedere i requisiti di cui all’art.10, punto 6, D.P.R. 8 Agosto 1994. Eventuali integrazioni o modifiche possono essere richieste dall’organo di vigilanza dell’ A.S. competente territorialmente (Art.256, comma5, D.Lgs 81/08 e s.m.i.) Il P.d.L. viene trasmesso all’organo di vigilanza della’ A.S. competente per territorio, minimo 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. L’obbligo dei 30 giorni non si applica nei casi d’urgenza. Per la redazione del P.S.S. è necessario possedere i requisiti di cui all’art.98 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.. Il P.S.S. può essere modificato dal Coordinatore per l’esecuzione dei lavori , a seguito proposte delle imprese esecutrici Entro 30 giorni dall’aggiudicazione, e comunque prima della consegna dei lavori, l’appaltatore o il concessionario consegna alla stazione appaltante il P.S.S. (quando non è previsto il P.S.C.). (Art 131, comma 2, lettera b), D.Lgs 163/06 I lavoratori ovvero i loro rappresentanti hanno accesso alla documentazione inerente i lavori di bonifica da amianto. (art 256. comma4, D.Lgs 81/08 e s.m.i.) I datori di lavoro delle imprese esecutrici devono metter a disposizione dei rappresentanti per la sicurezza copia del P.S.S., almeno 10 giorni prima dell’inizio dei lavori. DIFFERENZE TRA I PIANI DI SICUREZZA IN SINTESI Pi.M.U.S (Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio) D.Lgs 81/08 e s.m.i. A carico del datore di lavoro dell’impresa che monta e smonta il ponteggio Il Pi.M.U.S. è redatto a cura del datore di lavoro a mezzo di persona competente. (art 136, comma 1, D.Lgs 81/08 e s.m.i.) Il Pi.M.U.S. deve essere redatto da persona competente. Le eventuali modifiche al ponteggio, che devono essere subito riportate sul disegno, devono restare nell’ambito dello schema-tipo che ha giustificato l’esenzione dall’obbligo del calcolo (art 134, comma 2, D.lgs 81/08 e s.m.i.) Il datore di lavoro dell’impresa che monta e smonta il ponteggio e/o i lavoratori autonomi che opereranno sul ponteggio sono tenuti a sottoscrivere ed attuare il Pi.M.U.S. relativo al ponteggio che si andrà a realizzare Il datore di lavoro assicura che i ponteggi siano montati, smontati o trasformati sotto la diretta sorveglianza di un preposto, a regola d’arte e conformemente al Pi.M.U.S., ad opera di lavoratori che hanno ricevuto una formazione adeguata e mirata alle operazioni previste. (Art 136, comma 6, D.Lgs 81/08 e s.m.i.) 46