Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art.1, comma 2 DCB Milano)
Ordine Provinciale
Medici Chirurghi
e Odontoiatri Milano
1|2010
ANNO LXIII
GENNAIO - MARZO
INCHIESTA
Decreto Brunetta
Scacco alla
professione
medica
Nuovi programmi di raccolta delle ADR nei bambini
Come rilanciare la pediatria in Italia
Il tempo della maternità e il tempo del lavoro
Perché mettere in conflitto medici e farmacisti?
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Provinciale dei Medici Chirurghi
e degli Odontoiatri di Milano
Inviato agli Iscritti e ai Consiglieri
degli Ordini d’Italia
Autorizzazione Tribunale di Milano n° 366
del 14 agosto 1948
Sommario
Anno LXIII - 1/2010 gennaio-marzo
Editoriale
Le geremiadi del presidente
Direttore Responsabile: Ugo Garbarini
Comitato di Redazione: Valerio Brucoli, Dalila
Patrizia Greco, Maria Grazia Manfredi, Luigi Paglia,
Roberto Carlo Rossi
Ugo Garbarini
Redazione e realizzazione
Tecniche Nuove SPA
Via Eritrea 21
20157 Milano - Italy
Cristiana Bernini - 02 39090689
e-mail [email protected]
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Segreteria
Cinzia Parlanti
Via Lanzone 31 – 20123 Milano
Tel 02 86471400 – Fax. 02 86471448
e-mail: [email protected]
L’intervista
Cambia la domanda di salute dell’infanzia
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Trimestrale
Poste Italiane SpA – Spediz. In abbonamento postale
D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1,
comma 2, DCB Milano
Dati generali relativi all’Ordine
Consiglio Direttivo
Presidente
Ugo Garbarini
Vice Presidente
Roberto Carlo Rossi
Segretario
Salvatore G. Altomare
Tesoriere
Angiolino Bigoni
Presidente Onorario
Roberto Anzalone
Consiglieri
Leandro Aletti, Gianpiero Benetti,
Francesco M.A. Brasca, Valerio Brucoli,
Dino Dini, Claudio Gatti,Giovanni Campolongo,
Luigi Di Caprio, Raffaele Latocca,
Maria Grazia Manfredi, Luigi Paglia,
Massimo Parise, Giordano P. Pochintesta,
Ugo G. Tamborini, Maria Teresa Zocchi
Commissione Odontoiatri
Presidente
Valerio Brucoli
Segretario
Ercole Romagnoli
Componenti
Dino Dini, Claudio Gatti, Luigi Paglia
Collegio Revisori dei Conti
Presidente
Giovanni Canto
Componenti
Luciana Maria Bovone, Paola Pifarotti
Tito Pignedoli
2
Inchiesta
Cancellata la dignità professionale
4
L’opinione
La rivoluzione Brunetta
Enrico Pennasilico
10
Pierluigi Altea
14
Attualità
Farmacovigilanza in pediatria
Maria Cristina Parravicini
18
Il tempo della maternità e il tempo del lavoro
Maria Cristina Parravicini
22
Perché mettere in conflitto Medici e Farmacisti?
Roberto Carlo Rossi
26
Deliberazione
Riscossione coattiva delle quote
28
Previdenza
ENPAM problemi, incognite e prospettive
Salvatore Altomare
30
Finestra sull’audiologia
Lo screening della sordità
Artilio Bini
35
Finestra sull’odontoiatria
Previsione d’inclusione dei terzi molari e indicazioni alla loro estrazione
Franco Bruno e Arnaldo Benech
36
Attività dell’ordine
Un anno ricco di novità
38
Arte
Il fenomeno Picasso
Silvano Battistotti
46
Eventi ECM
48
In libreria
53
Notizie
54
In memoria di…
56
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
1
EDITORIALE
Ugo Garbarini
Le geremiadi del presidente
A
ll’inizio del nuovo anno, rileviamo,
ahinoi, che se il buon giorno si
vede dal mattino, il 2010, testé
apertosi tra scrosci di acqua, non
dà speranze né dal punto di vista
climatico né da quello professionale.
Speravamo di suggellare con
la parola “fine” le movimentate
vicende che ci hanno assillato
nell’anno passato ma siamo
ancora nel mare procelloso
delle tasse e della pec. A queste,
si sono aggiunte altre e non
piccole grane quali la “pandemia
influenzale” e la cosiddetta Legge
“Brunetta” di cui si parlerà in
altre pagine del Bollettino.
Qualche parola sull’ansia
pandemica indotta dall’influenza
A/H1N1. Si tratta della più massiccia
operazione di disinformazione
operata a livello mondiale con
una ricaduta devastante in
senso materiale e psicologico.
Già l’OMS con il suo stadio 6, cioè
con la sua definizione che, quella
in corso, sia una pandemia, ha
ingenerato un clima di vero terrore,
retaggio dei racconti tramandatici
da parenti che vissero nel corso
della pandemia influenzale del
1918: cataste di bare insepolte
nel piazzale antistante il Cimitero
Monumentale… Si è poi aggiunto,
del tutto casualmente, che il
virus era lo stesso di quello della
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
2
“spagnola” come comunemente
viene indicata quella pandemia
che seminò milioni di vittime.
Un giornale di elevatissima
tiratura ci fece un libretto di
divulgazione (che fruttò per inciso
un bel mucchietto di euro) in cui
si raccomanda di fare incetta di
viveri, di acqua (4 litri per persona).
Come all’avvicinarsi di una guerra
atomica, in assenza di bunker.
Ci era raccomandato di mantenere
una certa distanza (1-2 metri!?) sui
mezzi pubblici, di non stringere
più le mani, non parliamo dei
baci, l’uso delle mascherine.
Alcune aziende registrarono
fatturati enormi perché
producevano confezioni di
“disinfettanti” per le mani. Giunse
anche Topo Gigio che ci raccomandò
di lavarcele finalmente queste mani,
indicandone anche le modalità
(non fosse mai che qualcuno
non fosse capace di lavarsele).
Ci fu la corsa degli Stati ad
acquistare i vaccini e, come
alla guerra, fu creata una
lista delle priorità per essere
sottoposti all’unico salvavita
reale. Non potendo essere
tutti vaccinati, si decretò che
gli ultrasessantacinquenni con
patologie a rischio erano le
querce di questa società. Altre
nazioni programmarono di
EDITORIALE
vaccinare tutta la popolazione,
nessuno discriminando.
Ogni giorno, come fosse un
bollettino di guerra, la lista dei
morti con il contestuale chiarimento
che erano morti perché afflitti da
tante e altre patologie per cui ci si
chiedeva come potevano essere
ancora sopravvissuti. Ma allora che
senso aveva pubblicarne i nomi?
D’altra parte non si continuava
a dire che la mortalità di
questa pandemia era inferiore
a quella stagionale? I dati
statistici ancora ne rilevavano la
scarsa mortalità in quelle aree
dell’emisfero australe ove la
pandemia aveva già “infierito”.
Vaccini allestiti frettolosamente
senza il tempo necessario per la
loro validazione. I medici, con il
ministro Fazio in testa (ma disse,
lui non era persona a rischio)
aderirono scarsamente all’iniziativa
di farsi vaccinare, trasmettendo
i loro leciti dubbi ai pazienti. La
conclusione amara fu che, della
filiera delle cause e concause della
scarsa aderenza alla vaccinazione, i
medici, come al solito, furono posti
all’apice. Chi scrive è un tenace
assertore della vaccinoprofilassi,
ma non per questo vien meno,
come tanti altri colleghi, alla
discrezionalità di applicarla
sempre e comunque tanto più
P. Bruegel il Vecchio, Trionfo della morte, 1562, Museo del Prado, Madrid
trattandosi, come nella fattispecie,
di misura non obbligatoria.
Possiamo dire che i colleghi hanno
motivatamente giudicato che i
rischi potenziali avrebbero potuto
essere superiori ai vantaggi.
Ecco allora inserirsi in questo
excursus la FNOMCeO che,
mostrando di avere scarsa fiducia
nei propri iscritti, ha deciso
in accordo con il Ministero, di
organizzare più eventi formativi
sulla vaccinazione quasi a voler
puntare l’indice accusatore del
mancato utilizzo dei milioni di dosi,
contro i medici e la loro ignoranza.
Vorremmo sapere, tirando in
ballo l’OMS, che può influire su
tutto ma anche essere influenzata
(si parla di influenza infatti…),
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
3
quali furono le motivazioni per
cui allertò il mondo definendo
pandemia ciò che in realtà non
era. Rimane il fatto, questo
certo, che le azioni delle aziende
produttrici andarono alle stelle.
La cascata panica ha colpito
anche chi ci governa: nessuno
è responsabile di questo fatto
perché, a scenario invertito
“pandemia letale-mancanza di
vaccini”, avremmo giustamente
indirizzato critiche e anche più
all’indirizzo di chi, sprovveduto,
non aveva provveduto.
Con ciò non si deve gettare sui
medici la colpa dell’inutilizzo
dei vaccini che, come ha
fatto la Francia, sono stati in
parte venduti ad altri Stati.
INCHIESTA
Pierluigi Altea
Cancellata la dignità
professionale
Il Decreto Brunetta è stato accolto con molte riserve
dalla classe medica, direttamente coinvolta nella norma
in materia di ottimizzazione della produttività
del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle PA
art. 69 del Decreto
Legislativo 27
ottobre 2009, n. 150,
“Attuazione della legge 4 marzo 2009,
n. 15, in materia di ottimizzazione della
produttività del lavoro pubblico e di
efficienza e trasparenza delle pubbliche
amministrazioni”, meglio noto come
Decreto Brunetta contro i fannulloni,
modifica l’art. 55 del decreto legislativo
n. 165 del 2001, in particolare l’Art.
55-quinquies (False attestazioni o
certificazioni).
1. “Fermo quanto previsto dal codice
penale, il lavoratore dipendente di una
pubblica amministrazione che attesta
falsamente la propria presenza in
servizio, mediante l’alterazione dei sistemi
di rilevamento della presenza o con altre
modalità fraudolente, ovvero giustifica
l’assenza dal servizio mediante una
certificazione medica falsa o falsamente
attestante uno stato di malattia è punito
con la reclusione da uno a cinque anni
e con la multa da euro 400 a euro 1.600.
La medesima pena si applica al medico
e a chiunque altro concorre nella
commissione del delitto. (….)
3. La sentenza definitiva di condanna o
di applicazione della pena per il delitto di
cui al comma 1 comporta, per il medico,
la sanzione disciplinare della radiazione
dall’albo e altresì, se dipendente di
una struttura sanitaria pubblica o se
L’
La medesima pena si applica
al medico e a chiunque altro concorre
nella commissione del delitto.
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
4
INCHIESTA
convenzionato con il servizio sanitario
nazionale, il licenziamento per giusta
causa o la decadenza dalla convenzione.
Le medesime sanzioni disciplinari si
applicano se il medico, in relazione
all’assenza dal servizio, rilascia
certificazioni che attestano dati
clinici non direttamente constatati né
oggettivamente documentati”.
Un provvedimento che non è piaciuto
affatto ai medici, per molte ragioni.
Innanzitutto perché, secondo alcuni,
sarebbe costituzionalmente illegittimo:
la Corte Costituzionale, infatti, già in
altre occasioni, ha stabilito che non vi
può essere un meccanismo automatico
sanzionatorio derivante da una sentenza
penale di condanna per un reato
commesso.
L’Ordine, il datore di lavoro del
sanitario dipendente pubblico o la
struttura pubblica con cui il medico è
convenzionato devono potere applicare
discrezionalmente la sanzione senza
ingerenza alcuna.
Ma le critiche e i dubbi sulla bontà della
norma che investe prepotentemente i
camici bianchi, riguardano anche altri
aspetti che attengono alla specificità della
professione medica, nel dispositivo di
legge per niente presa in considerazione
secondo i sindacati, al rapporto
medico-paziente fondato sull’alleanza
terapeutica e non sul dubbio metodico
raccomandato invece dalla norma, non
ultimo al buon senso e a quanto accade
nella maggior parte dei Paesi europei
dove le certificazioni per i primi giorni di
malattia sono lasciate alla responsabilità
del cittadino che in coscienza dichiara
la propria indisponibilità al lavoro per
motivi di salute.
Una soluzione evidentemente troppo
semplice per trovare consensi nel nostro
ordinamento giuridico, almeno per ora.
I dubbi della FNOMCeO
e dei sindacati
Le disposizioni relative al procedimento
disciplinare contenute nel Decreto
Brunetta non convincono i medici.
Amedeo Bianco, presidente della
Federazione Nazionale degli Ordini dei
Medici Chirurghi e degli Odontoiatri,
in una sua recente dichiarazione, ha
rilevato l’impossibilità di gestire dal
punto di vista tecnico-professionale,
medico-legale e deontologico gli
aspetti della legge che riguardano la
certificazione delle assenze brevi: per
la maggior parte, rilasciate, come ha
sottolineato Bianco, sulla base di sintomi
soggettivi riferiti dal lavoratore e non
di “dati clinici direttamente riscontrati
e/o oggettivamente documentati”. Per
i medici inadempienti sono previste
sanzioni severe che prevedono anche
il licenziamento e il carcere, oltre che
la radiazione dall’Ordine. Secondo
Bianco, il richiamo letterale all’art. 24
del Codice Deontologico in materia di
certificazione, contenuto nelle legge
Brunetta, sarebbe improprio, «laddove
riconduce forzosamente – dice – quei
principi generali a una fattispecie molto
particolare e delicata, le certificazioni
di disturbi soggettivi, che richiedono
invece un’attenzione e un’articolazione
diverse nella norma». Considerazioni
e critiche, fa notare Bianco, nate dalla
volontà di salvaguardare un bene prezioso
e comune: «la promozione dell’efficacia
e dell’efficienza delle pubbliche
amministrazioni, ma all’interno di una
più forte e articolata rete fiduciaria fra
cittadini, medici e istituzioni pubbliche».
Anche le parole pronunciate qualche
giorno fa da Riccardo Cassi, presidente
di CIMO-ASMD, l’Associazione Sindacale
Medici Dirigenti, seppur in un più ampio
contesto non lasciano dubbi. «Basta
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
5
medici burocrati – afferma – servono
norme urgenti che restituiscano alla
categoria la propria dignità professionale,
anche dal punto di vista contrattuale».
Il profondo disagio in cui vivono oggi
i medici, infatti, dovrebbe far riflettere
su come approntare norme che tengano
conto della peculiarità dell’attività
medica, oggi sin troppo burocratizzata,
riportando l’attenzione sulle capacità
umane e professionali, più che su quelle
meramente dirigenziali. Ma non tutto
tace, per fortuna.
Angelo Testa, presidente nazionale
dello Snami, ha dichiarato: «Sulla
vicenda delle diagnosi, i medici Snami
continueranno a farle come sempre,
secondo scienza e coscienza nel rispetto
del codice deontologico. Se le pubbliche
amministrazioni non le riterranno valide
non sarà certamente un problema dei
medici!». Testa conclude con
un’argomentazione che lo Snami porta
avanti e propone da svariati anni: «Vi
sono pazienti che si rivolgono al proprio
medico il giorno successivo alla malattia.
Lo Snami da sempre propone che possa
valere l’autocertificazione del paziente per
i primi tre giorni di malattia».
Critiche formali e sostanziali
Sono quelle sollevate da Roberto Carlo
Rossi, vicepresidente dell’Ordine dei
Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
di Milano. «Le disposizioni relative al
procedimento disciplinare contenute nel
decreto Brunetta – spiega – sono assurde
sotto diversi punti di vista: lo dico come
vicepresidente di un’istituzione dello
Stato, qual è l’Ordine. Rispettare una
legge, adeguarsi ai suoi dettami, com’è
giusto che sia sempre e comunque,
non significa accettarne acriticamente
i contenuti, soprattutto se questi sono
costruiti su impianti formali e sostanziali
INCHIESTA
sin troppo deboli».
«Il Decreto Brunetta – entra nel
vivo Rossi – introduce automatismi
che la Cassazione già in passato ha
condannato e bollato come scorretti.
Di fatto, il medico condannato per
aver rilasciato un certificato falso
o una certificazione emessa su dati
clinici non direttamente constatati
né oggettivamente documentati, e
che in virtù della norma verrebbe
automaticamente radiato dall’Ordine,
potrebbe impugnare la sentenza con
buone possibilità di successo. Infatti
– aggiunge Rossi – l’automatismo previsto
nel decreto Brunetta lede la potestà
decisionale della commissione medica
dell’Ordine in ambito di giudizio». In
pratica, la costringerebbe ad applicare
la pena massima, quella della radiazione
appunto, senza possibilità di comminare
al reo sanzioni diverse, commisurate alla
gravità dell’illecito, alle circostanze e a
ogni altro elemento determinante.
«Le ragioni che hanno spinto il legislatore
a prevedere una norma così severa, per
non dire forcaiola – spiega Rossi – sono
riconducibili all’onda emotiva che ha
investito il nostro Paese, al desiderio di
voler finalmente punire i fannulloni, con
ogni mezzo. Un progetto condivisibile
in linea di principio – lascia intendere
Rossi – se non fosse che lo strumento
per condurre questa battaglia potrebbe
trasformarsi in un’arma letale per il
medico. La causa? Un altro errore formale
davvero grave che non può sfuggire
però a chi conosce bene le norme
deontologiche che regolano l’operato del
medico nel nostro paese».
«Il decreto – denuncia Rossi – cita il
nostro codice deontologico in maniera
totalmente scorretta, se non addirittura
aberrante quando dice che le sanzioni
disciplinari in oggetto si applicano al
medico che “rilascia certificazioni che
attestano dati clinici non direttamente
constatati né oggettivamente
documentati”».
Rossi fa notare come il nuovo codice,
proprio nella sua più recente versione,
quella del 2006, ha introdotto una
sfumatura importante di cui nel decreto
Brunetta però non vi è alcuna traccia.
“Il medico – recita l’art. 24 del codice
di deontologia medica – è tenuto a
rilasciare al cittadino certificazioni
relative al suo stato di salute che attestino
dati clinici direttamente constatati
e/o oggettivamente documentati”. «Di
queste due congiunzioni, e/o – dice Rossi
– introdotte su iniziativa tra l’altro proprio
dell’Ordine di Milano, non s’è tenuto
conto, stravolgendo il senso complessivo
del dettame ordinistico».
“Il medico – si legge poi nella seconda
parte dell’articolo del codice menzionato
– è tenuto alla massima diligenza, alla
più attenta e corretta registrazione
dei dati e alla formulazione di giudizi
obiettivi e scientificamente corretti”.
«Ma evidentemente il legislatore non s’è
accontentato di questo: ha voluto dare un
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
6
giro di vite rendendo ancor più stringente
la norma deontologica. Aspetti formali
che comportano conseguenze sostanziali
importanti per il medico, oltre che per
il cittadino» commenta il vicepresidente
dell’OMCeO di Milano.
«Ritengo sia giusto punire i fannulloni
– asserisce Rossi – così come i medici
inadempienti, tuttavia sono convinto che
sia invece ingiusto non prevedere una
sorta di riabilitazione per chi sbaglia. La
radiazione dall’Ordine – sottolinea Rossi
– è la morte civile di un professionista,
una pena dal carattere estremo e
definitivo che, proprio in quanto tale,
viene comminata raramente».
Qual è dunque la proposta alternativa a
quanto già stabilito dal decreto Brunetta?
«Innanzitutto – dice il vicepresidente
– una revisione delle norme disciplinari a
carico del medico affinché ci possa essere
piena potestà decisionale dell’Ordine.
La radiazione dovrebbe essere l’atto
ultimo, la pena da comminare a chi
reitera l’illecito e non l’unica e automatica
sanzione prevista per chi sbaglia».
«Ciò che dispiace poi – aggiunge – è il
modo in cui si è giunti a realizzare la
INCHIESTA
“
Il medico è tenuto alla massima
diligenza, alla più attenta e corretta
registrazione dei dati e alla
formulazione di giudizi obiettivi
e scientificamente corretti.
”
norme: senza il minimo coinvolgimento
degli Ordini dei Medici e degli
Odontoiatri e, credo, della Federazione,
l’organismo che avrebbe potuto spiegare
le ragioni che oggi rischiano di rendere
persino inapplicabili i dispositivi di legge
introdotti. Come potremo verificare – si
domanda infatti Rossi – la veridicità del
racconto di un paziente che sostiene di
essere stato a casa tutto il giorno per
una forte emicrania e che si reca solo nel
pomeriggio presso il nostro studio per
farsi rilasciare il certificato medico da
presentare al proprio datore di lavoro?
Per non parlare di un’altra evenienza,
rara, ma possibile: e se quello stesso
paziente a cui noi abbiamo rilasciato
un certificato di malattia sulla base di
un’anamnesi credibile e probabile e dopo
averlo visitato, in realtà, quello stesso
giorno si fosse macchiato di un delitto?
Cosa rischierebbe il medico? Casi limite,
dirà forse qualcuno, ma pur sempre
possibili».
Che fare dunque? «La soluzione
più semplice a questi problemi e
che sosteniamo da tempo – dice
vicepresidente dell’Ordine dei Medici
– spiega Ricciardi – innanzitutto perché
ha cancellato la possibilità di ricorrere
al comitato dei garanti in Regione: una
forma di tutela per il medico che ritiene
di aver subito una sanzione ingiusta. Il
decreto Brunetta, invece, proprio perché
privo di qualsiasi contrappeso sindacale,
comporta un grave rischio, quello di non
Chirurghi ed degli Odontoiatri di Milano poter contrastare eventuali atti arbitrari
– è l’autocertificazione per i primi giorni
che in una qualsiasi organizzazione
di malattia, come avviene già nella
possono presentarsi».
maggior parte dei Paesi al mondo, con
Cosa auspica l’Associazione Sindacale
qualche rara eccezione». Una soluzione
Medici Dirigenti? «Ormai la legge è
semplice che responsabilizzerebbe i
entrata in vigore e non possiamo certo
cittadini: al medico resterebbe l’onere
sperare che ne venga promulgata
di rilasciare certificati più importanti,
un’altra – afferma Ricciardi – perlomeno
per i quali è possibile raccogliere dati
fin quando ci sarà Brunetta a
anamnestici obiettivi, certi e oggettivi,
capo del Ministero della Pubblica
cosa non sempre praticabile, invece, per
Amministrazione. Tuttavia, una cosa è
quei disturbi che durano un giorno o
ancora possibile: introdurre specifiche
addirittura solo poche ore.
norme di applicazione che tutelino
il medico e gli riconoscano quella
Sanzioni severe, senza
peculiarità di cui nel decreto non
contrappesi
c’è traccia». Ma perché il legislatore
Il Decreto Brunetta avrà un impatto
non ha tenuto conto di quegli aspetti
importante sulla vita professionale dei
professionali legati anche al rapporto
medici di medicina generale, ma anche su medico-paziente che rendono l’attività
quella dei medici ospedalieri, seppur con del medico non sovrapponibile a quella
alcune differenze, come spiega Giuseppe di un qualsiasi altro mestiere? «Perché,
Ricciardi, vicepresidente nazionale di
in fondo – dice Ricciardi – credo che il
CIMO (Confederazione Italiana Medici
ministro Brunetta ci ignori, forse anche
Ospedalieri)-ASMD, l’Associazione
in modo inconsapevole. Diversamente,
Sindacale Medici Dirigenti a cui non
non si spiegherebbe infatti perché dal
sono piaciute affatto le norme disciplinari decreto siano state escluse la Polizia, le
introdotte nel decreto legislativo 150.
Forze Armate e alcune classi dirigenti, ma
«È una legge che non condividiamo
non i medici che, oltretutto, a differenza
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
7
INCHIESTA
di qualsiasi altra categoria dirigenziale,
è sottoposta a turni di lavoro festivi e
notturni». Nonostante le critiche, anche
per Ricciardi la legge Brunetta muove
da un principio condivisibile, quello
di ottimizzare le risorse e rendere più
efficiente la pubblica amministrazione,
tuttavia l’ha fatto cavalcando l’onda
del malcontento e i luoghi più comuni,
a discapito dei lavoratori onesti e
soprattutto della classe medica coinvolta
sotto molteplici aspetti nella norma. Cosa
accadrà è difficile prevederlo, anche se
le ricadute sui pazienti sono in parte
immaginabili. Come si comporterà
il medico di fronte a un soggetto che
lamenta un dolore o un disagio di cui però
non trova immediato riscontro oggettivo?
Si rifiuterà di rilasciare il certificato o,
com’è presumibile, sottoporrà il paziente
a indagini diagnostiche superflue,
ma utili a documentare e comprovare
il bisogno di riposo del paziente? «È
proprio questo il problema – conclude
Ricciardi – la medicina difensiva troverà
nuova linfa: il medico additato come
incapace o connivente si metterà ai ripari.
La campagna promossa da Brunetta
alimenterà i luoghi comuni, come quello
della malasanità: di fronte a pochi casi
eclatanti ci si dimentica dei milioni di
prestazioni sanitarie erogate con successo
dalla grande maggioranza dei medici
italiani».
in provincia di Milano, ed esponente dello
SNAMI – non contempla questo principio,
sebbene invece una qualsiasi sanzione
disciplinare dovrebbe sempre essere
proporzionata al danno causato. Non è
possibile pensare di radiare dall’Ordine
un medico che ha rilasciato un certificato
di malattia di due o tre giorni senza che
ne sussistesse la necessità. Visto che,
oltretutto – ricorda anche Graffagnino
– di tali certificati di massimo tre giorni
riguardanti indisposizioni e piccole
patologie dovrebbero occuparsene
direttamente i cittadini senza coinvolgere
il medico. È una necessità che sosteniamo
da sempre». Poi precisa: «in 36 anni di
attività non ho mai rilasciato un certificato
falso, sia chiaro, ma il problema in
questione è un altro: innanzitutto che le
norme sono state calate dall’alto senza
alcun coinvolgimento degli Ordini e dei
sindacati. Non perché i medici debbano
godere di particolari privilegi, ma solo
perché la loro è un’attività professionale
dalle caratteristiche peculiari che se fosse
stata oggetto di una giusta analisi avrebbe
dato origine a una norma più sensata e
aderente al contesto reale in cui opera il
medico». «Come si dovrebbe comportare
– si domanda l’esponente dello SNAMI – il
medico nei confronti di un suo vecchio
paziente con cui ha un rapporto di stima
e fiducia reciproca che con voce roca al
telefono gli domandasse un certificato di
malattia?
Pene commisurate al danno
Queste sono cose che avvengono
Il Decreto Brunetta non sembra tener
abitualmente» dice con franchezza
conto di uno dei principi di cui già un
Graffagnino. «Nessun medico invece
illustre milanese, Cesare Beccaria, nella
– precisa – rilascerebbe un certificato
seconda metà del ‘700 aveva disquisito nel di malattia per 30 o 40 giorni senza una
suo celeberrimo Dei delitti e delle pene: la
sufficiente documentazione sanitaria.
proporzionalità della pena commisurata al Ma di tutto questo evidentemente la
danno. «Il Decreto Brunetta – dice infatti
legge Brunetta non ha voluto tener conto,
Gioacchino Graffagnino, medico di
ignorando anche la funzione di garanzia
medicina generale a Peschiera Borromeo, che gli Ordini dei Medici svolgono da
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
8
sempre nei confronti dei cittadini e della
collettività». «Purtroppo – denuncia
Graffagnino – la polverizzazione dei
sindacati ha ridotto il peso che i medici
avevano un tempo nella società. Per di
più, sono anni ormai che la Federazione
degli Ordini non batte i pugni sul tavolo».
Le conseguenze, fa capire l’esponente
SNAMI, sono sotto gli occhi di tutti,
alcune delle quali poi persino grottesche.
«Il Decreto Brunetta – ricorda
Graffagnino – dice che costituisce
illecito disciplinare l’inosservanza degli
obblighi di trasmissione telematica
della certificazione medica all’INPS:
un’incongruenza, visto che a Milano, per
esempio, non è ancora attivo il sistema
e i certificati sono ancora cartacei». Ma
a parte questo dettaglio, Graffagnino
sottolinea un altro aspetto di cui non si
parla abbastanza.
«Non dimentichiamoci – dice – che
il medico di medicina generale è un
libero professionista che in virtù di una
convenzione esercita la propria attività per
conto del SSN. Ogni compito aggiuntivo
che gli si chiede, come quello dell’invio
telematico della certificazione, dovrebbe
trovare la giusta remunerazione, invece
ciò puntualmente non accade, visto che
le convenzioni vengono firmate solo ogni
quattro anni».
Anche per Graffagnino la speranza è
che il Decreto Brunetta possa trovare
in un regolamento attuativo regionale il
giusto contrappeso. «Non si può punire
così severamente, con la radiazione, un
medico per avere sbagliato, magari in
buona fede – dice – è necessario trovare
sanzioni intermedie proporzionate al
danno causato e all’eventuale reiterazione
dell’illecito che qualora avvenisse
dovrebbe comportare sì, nei casi più
gravi, come peraltro già avviene, la
radiazione dall’Ordine».
INCHIESTA
Una norma che mina l’alleanza
terapeutica
sanitarie».
« Nonostante i problemi di cui è vittima –
Anche Gianpiero Benetti, coordinatore ricorda Benetti – la sanità italiana è unica
al mondo, un modello portato per esempio
scientifico dell’Azienda Ospedaliera
Giuseppe
Ricciardi,
per efficienza ed equità. Anche per questo
di Melegnano, in provincia di Milano,
vicepresidente
vogliamo
difendere
il
nostro
Servizio
è fortemente critico nei confronti del
sanitario nazionale e non certo per noi, ma nazionale di CIMO
Decreto Brunetta. «Lo sono – precisa
( Confederazione
per i cittadini che ne beneficiano».
– sia in quanto componente del
Italiana Medici
Rispetto alle norme sui procedimenti
Consiglio dell’Ordine dei Medici, sia
Ospedalieri)
disciplinari, Benetti traccia una chiara
in qualità di membro della segreteria
linea di demarcazione tra quello che è
nazionale di ANAAO-ASSOMED,
un certificato palesemente falso e un
l’Associazione Medici Dirigenti». Le
certificato redatto sulla base di elementi
perplessità riguardano innanzitutto
sufficienti a renderlo un documento
l’idea del legislatore che ha, per così dire,
autentico, frutto di un atto medico.
amalgamato la classe medica al settore
Gianpiero
«Nella pratica quotidiana – spiega –
pubblico, senza alcuna distinzione, come
Benetti,
l’’atto medico non prevede
se i dipendenti pubblici fossero tutti
coordinatore
necessariamente la visita del paziente.
uguali, svolgessero le stesse mansioni,
scientifico
Se per esempio il medico non può
nel medesimo contesto.
dell’Azienda
Ospedaliera
recarsi al domicilio del malato e questi,
«Ma non solo – aggiunge Benetti –
di Melegnano
influenzato, lo raggiunge nel suo studio,
per di più, senza avere intavolato una
trattativa con la Federazione degli Ordini, possono essere sufficienti i segni
senza avere raccolto le nostre osservazioni influenzali del paziente e altri pochi
dettagli per giustificare il rilascio del
in merito alle ricadute che il decreto nel
certificato di malattia, anche sulla base
suo complesso e le sanzioni disciplinari
di una conoscenza diretta del paziente.
in particolare avrebbero potuto avere
Se il medico iniziasse sistematicamente
nel mondo medico e avranno se non
a dubitare di quello che dice e riporta
si introdurranno degli aggiustamenti.
Gioacchino
il proprio assistito, si sancirebbe la fine
Le trattative aperte recentemente con i
Graffagnino,
di un rapporto che deve invece essere
sindacati serviranno a inserire modalità
medico di
basato su alleanza terapeutica». Ma a
applicative tali da correggere il tiro
medicina generale
parte i casi particolari, lascia intendere
a Peschiera
della norma». «Andrebbe innanzitutto
Borromeo,
Benetti, i medici, tranne poche eccezioni,
precisato – dice Benetti – il contesto
si
sono
sempre
mostrati
attenti
alle
regole
in cui si opera: non vogliamo che i
comportamentali. «Se così non fosse
problemi organizzativi e la carenza di
– dice – il malcontento che il Decreto
risorse delle strutture in cui si lavora si
Brunetta ha generato tra i medici si
trasformino in una mannaia sulla testa
sarebbe tradotto in una risposta molto
dei medici. L’unico aspetto che dovrebbe
pesante. Invece, tutto scorre come
competere direttamente al medico è
Roberto
sempre. Vogliamo continuare a essere
quello comportamentale per il quale,
Carlo Rossi,
medici e a coltivare il rapporto
però, esistevano già gli strumenti per
vicepresidente
che ci lega ai nostri pazienti in modo
controllarne il buon esito: gli Ordini,
dell’Ordine dei
chiaro e pulito, perché questo è un bene
innanzitutto, gli uffici di pubblica
Medici Chirurghi e
che supera qualsiasi altra cosa, decreti
tutela e gli organismi di controllo
degli Odontoiatri
inclusi».
■
di Milano.
in seno agli ospedali e alle aziende
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
9
L’OPINIONE
La rivoluzione Brunetta
Enrico Pennasilico
La radiazione del medico in caso di condanna definitiva
per false attestazioni o certificazioni rilasciati a pubblici
dipendenti ex art. 55 quinquies D.Lgs 27/10/2009 n. 150
l Ministro per la Pubblica
Amministrazione e
l’Innovazione, Renato
Brunetta, nella prefazione a una
pubblicazione contenente anche il
testo del decreto 27/10/2009 n. 150
che porta il suo nome, sottolinea che
«i pilastri su cui poggia la riforma
sono la trasparenza, la valutazione e il
merito».
Ribadisce che la riforma è fatta per
«premiare le persone serie e oneste
e per eliminare il fenomeno dei
fannulloni o dei nullafacenti», come li
definisce il prof. Pietro Ichino.
Con ogni evidenza, all’interno
di questa ottica, si pone l’art.
55 quinquies intitolato “False
attestazioni o certificazioni”
che qui di seguito si trascrive:
I
1. “fermo quanto previsto dal codice
penale, il lavoratore dipendente di
una pubblica amministrazione, che
attesta falsamente la propria presenza
in servizio mediante l’alterazione dei
sistemi di rilevamento della presenza
o con altre modalità fraudolente,
ovvero giustifica l’assenza dal servizio
mediante una certificazione medica
falsa o falsamente attestante uno stato
di malattia, è punito con la reclusione
da 1 a 5 anni e con la multa da € 400,00
ad € 1.600,00. La medesima pena si
applica al medico e a chiunque altro
concorre nella commissione del delitto;
2. nei casi di cui al comma 1, il
lavoratore, ferme la responsabilità
penale e disciplinare e le relative
sanzioni, è obbligato a risarcire
il danno patrimoniale pari al
compenso corrisposto a titolo di
retribuzione nei periodi per i quali
sia accertata la mancata prestazione,
nonché il danno all’immagine subiti
dall’amministrazione;
3. la sentenza definitiva di condanna
o di applicazione della pena per il
delitto di cui al comma 1) comporta
per il medico la sanzione disciplinare
della radiazione dall’albo e altresì, se
dipendente di una struttura sanitaria
pubblica o se convenzionato con
il Servizio Sanitario Nazionale, il
licenziamento per giusta causa o la
decadenza dalla convenzione.
Le medesime sanzioni disciplinari si
applicano se il medico, in relazione
all’assenza dal servizio, rilascia
certificazioni che attestano dati
clinici non direttamente constatati né
oggettivamente documentati”.
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
10
Confermate le perplessità di natura
tecnico giuridica sul nuovo delitto
introdotto, osservo che il terzo
comma della norma fa derivare dalla
sentenza definitiva di condanna
o di applicazione della pena per il
delitto previsto dal primo comma
della norma stessa, per il medico la
sanzione disciplinare della radiazione
dall’albo, nonché il licenziamento
per giusta causa del medico se
dipendente, o la decadenza della
convenzione se convenzionato
È previsto infine che le medesime
sanzioni disciplinari si applichino se
il medico, in relazione all’assenza dal
servizio, rilascia certificazioni che
attestano dati clinici non direttamente
constatati, né oggettivamente
documentati.
Illegittimità costituzionale
Se la norma sopra esaminata si
interpreta come determinante la
sanzione disciplinare della radiazione
o la decadenza dalla convenzione o
il licenziamento per giusta causa,
come conseguenza automatica
e indefettibile della pronuncia
definitiva di condanna, e addirittura
le medesime sanzioni in caso di
L’OPINIONE
rilascio di certificazioni attestanti dati
clinici non direttamente contatati
né oggettivamente documentati, è
lecito dubitare della costituzionalità di
siffatta norma.
E valga il vero.
e lo svolgimento del preventivo
procedimento disciplinare (Cass.
Sezioni Unite n. 9228 del 7 settembre
1999 ).
Ma v’ha di più.
La sentenza n. 40/1990 della Corte
Costituzionale ha dichiarato la
L’art. 42 del DPR 5/4/50 n.221
illegittimità costituzionale dell’art.
Tale norma introdusse l’istituto
139 n. 2 della Legge 1672/13 n. 89
della radiazione di diritto dall’albo a
– Ordinamento del notariato e
seguito di condanna per determinati
degli archivi notarili «nella parte
reati gravi. Tale radiazione di diritto
in cui prevede che il giudice penale
era di competenza del Consiglio e
inabiliti de iure, anziché sulla base
veniva dichiarata senza la celebrazione di valutazioni discrezionali, il notaio
di alcun procedimento disciplinare
che sia stato condannato per alcuno
come atto dovuto in conseguenza
dei reati indicati nell’art. 5 n. 3 della
della definitiva sentenza di condanna
legge stessa con sentenza non ancora
o in conseguenza di altri fatti quali
passata in cosa giudicata, e ha altresì
l’interdizione da pubblici uffici
dichiarato l’illegittimità costituzionale
perpetua o di durata superiore a tre
dell’art. 142 ultimo comma, della legge
anni, o l’interdizione dalla professione notarile predetta, nella parte in cui
per una uguale durata.
prevede che è destituito di diritto il
Tale norma di contenuto
notaio che ha riportato condanna per
regolamentare e quindi non di
uno dei reati indicati nell’art. 5 n. 3
fonte primaria, è stata riconosciuta
della stessa legge, anziché riservare
illegittima dalle Sezioni Unite della
ogni provvedimento al procedimento
Corte di Cassazione e, come tale,
disciplinare camerale del Tribunale
disapplicata sulla base del principio
civile come per le altre cause
generale dell’ordinamento che
enunciate nello stesso art. 52.
vieta l’irrogazione automatica di
Ha inoltre dichiarato l’illegittimità
siffatte sanzioni senza l’apertura
costituzionale dei primi tre commi
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
11
dell’art. 158 della legge notarile e
infine ha dichiarato l’illegittimità
costituzionale dell’art. 146 della stessa
legge nella parte in cui non prevede
che l’azione disciplinare rimanga
sospesa fino al passaggio in giudicato
della sentenza quando per il fatto
illecito sia promosso processo penale.
Come può vedersi il Giudice delle
leggi ha cassato dall’ordinamento
giuridico una norma della legge del
L’OPINIONE
notariato che prevedeva l’automatismo
della radiazione, senza preventivo
esperimento del procedimento
disciplinare, riaffermando così il
principio della illegittimità della
radiazione automatica di diritto.
È assolutamente pacifico quindi
che le norme che prevedevano o che
dovessero prevedere, come quella che
stiamo esaminando, una radiazione
di diritto, pena capitale sanzionatoria
applicata automaticamente senza un
preventivo procedimento disciplinare,
sono in conflitto con i principi
costituzionali e in particolare con l’art.
3 della Costituzione.
Ma v’ha di più.
La sentenza 18 – 21 gennaio 1999 della
Corte Costituzionale ha dichiarato la
illegittimità costituzionale dell’art.
38 del D.P.R. 27/10/1953 n. 1068
– Ordinamento della professione
di ragioniere e perito commerciale
– nella parte in cui prevede la
radiazione di diritto dall’albo dei
ragionieri e periti commerciali che
abbiano riportato condanne penali
per i reati indicati nel secondo comma
dello stesso articolo.
In tale pronuncia, il Giudice delle leggi
richiamava sia la sentenza n. 40 del
1990 che la sentenza n. 158 del 1990
relativa alla radiazione di diritto per i
dottori commercialisti, sia la sentenza
n. 971 del 1978, sempre della Corte
Costituzionale, che aveva dichiarato la
illegittimità costituzionale delle norme
che disponevano la destituzione di
diritto per i pubblici dipendenti.
Richiamava inoltre la legge n. 19 del
1999 che aveva eliminato l’istituto
della destituzione di diritto nel campo
del pubblico impiego.
Alla luce di tutto quanto sopra
esposto pertanto confermo che
non solo è lecito dubitare della
costituzionalità della norma che
stiamo esaminando, ma è lecito essere
convinti della incostituzionalità della
norma esaminata ove dovesse essere
interpretata quale introducente una
sanzione automatica che deve essere
solo dichiarata senza preventivo
svolgimento di un procedimento
disciplinare.
Ermeneutica della norma
Effettivamente la norma sembra
introdurre un assoluto automatismo
tra la sentenza di condanna e la
sanzione disciplinare.
Il legislatore utilizza il verbo
“comportare”: dice infatti che la
sentenza definitiva comporta la
sanzione disciplinare della radiazione.
Poiché è pacifico che tale verbo
significa “avere, provocare come
conseguenza, implicare” il criterio
ermeneutico letterale legittima la
interpretazione della norma come
introducente una ipotesi di radiazione
automatica di diritto scaturente dalla
sentenza di condanna senza necessità
di un procedimento disciplinare,
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
12
radiazione quindi che deve essere
dichiarata dal Consiglio dell’Ordine
come atto dichiarativo dovuto.
Se ciò è vero, come è vero, quindi è
legittimo sostenere la illegittimità
costituzionale di tale norma che
sostanzialmente reintroduce la
radiazione di diritto che era prevista
dall’art. 42 del D.P.R. n. 574/50 n. 221,
norma regolamentare riconosciuta
illegittima, come sopra abbiamo visto,
dalle Sezioni Unite della Cassazione.
La norma potrebbe resistere al dubbio
di incostituzionalità se dovesse
essere interpretata nel senso che quel
comportamento delittuoso potrebbe
essere considerato come giusta causa
di licenziamento o giusta causa per
applicare la decadenza, sempre però
che fosse possibile l’applicazione di
tale sanzione capitale a seguito di
un procedimento disciplinare che
potrebbe concludersi anche con una
L’OPINIONE
diversa e minore sanzione.
In altri termini ciò che la Corte
Costituzionale ha insegnato è che
non vi può essere un automatismo
sanzionatorio come conseguenza di
una sentenza penale di condanna per
un determinato reato.
L’Ordine, il datore di lavoro del
sanitario pubblico dipendente o la
struttura pubblica con il quale il
medico è convenzionato, devono
poter applicare discrezionalmente la
sanzione senza essere obbligati da un
automatismo riconosciuto illegittimo
dal Giudice delle leggi.
Non posso non sottolineare come
tale norma desti anche vivissime
perplessità per i seguenti motivi.
Poiché la sentenza definitiva
comporta la radiazione, il medico
radiato automaticamente non può più
essere dipendente di una struttura
sanitaria pubblica perché non può
più esercitare la professione medica
in quanto l’iscrizione all’albo è
condizione necessaria per poter
esercitare la professione medica, e
ugualmente il medico radiato non
può più essere convenzionato perché
non può più esercitare la professione
medica. Se ciò è vero, come è
vero, quindi è certamente lecito
dubitare della costituzionalità e della
ragionevolezza di tale norma perché
la sentenza definitiva di condanna
comporta la radiazione dall’albo e
la radiazione dall’albo comporta la
impossibilità della prosecuzione del
rapporto sia di pubblico dipendente
che di medico convenzionato venendo
meno la possibilità di continuare
a esercitare la professione medica
una volta dichiarata la radiazione
come conseguenza della sentenza
di condanna, determinando così un
devastante automatismo a cascata
costituzionalmente illegittimo.
Tanto premesso e ritenuto
conclusivamente così rispondo al
quesito sottoposto al mio esame.
È lecito dubitare, se non con forza
ritenere, che il terzo comma dell’art.
55 quinquies del D.Lgs 30/3/2001
n. 165 Testo Unico del pubblico
impiego, siccome introdotto
dal D.Lgs 27/10/2009 n. 150, sia
costituzionalmente illegittimo
nella parte in cui prevede che la
sentenza definitiva di condanna o
di applicazione pena per il delitto
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
13
previsto al comma 1 della stessa
norma comporta per il medico
la sanzione disciplinare della
radiazione dall’albo e se dipendente
di una struttura sanitaria pubblica
il licenziamento per giusta causa
e se convenzionato con il Servizio
Sanitario Nazionale la decadenza dalla
convenzione, giusto il consolidato
insegnamento del Giudice delle leggi
e delle Sezioni Unite della Cassazione.
A maggior ragione è lecito dubitare,
se non con forza ritenere, che l’ultimo
comma dell’art. 55 quinquies sia
costituzionalmente illegittimo laddove
prevede l’applicazione automatica
delle stesse sanzioni previste dal
comma terzo, come sopra precisato,
per il sanitario che abbia rilasciato
certificazioni che attestano dati clinici
non direttamente constatati, né
oggettivamente documentati.
Essendo evidente la eccezionale
delicatezza della questione è positivo
l’intervento della FNOMCeO che ha
chiesto la costituzione di un tavolo
tecnico con i Ministeri competenti, le
organizzazioni sindacali mediche e
le società scientifiche di riferimento,
per cercare di evitare un immenso
possibile contenzioso e per dare una
tranquillità operativa a tutti i medici
interessati, oggi soggetti a rischio di
morte professionale per un certificato
ritenuto falso o attestante dati clinici
non direttamente constatati, né
oggettivamente documentati.
■
L’INTERVISTA
Pierluigi Altea
Cambia la domanda
di salute dell’infanzia
Alberto Giovanni Ugazio, neo presidente SIP, spiega come
dovrà essere l’offerta di cura e di assistenza di domani
in campagna elettorale si erano
detti pronti a un rinnovamento della
nostra società scientifica, mostra la
volontà di cambiamento che si respira
all’interno della Società. I pediatri
vogliono uscire da un momento
di crisi e riproporsi per quello che
sono da sempre: gli interpreti dei
bisogni e delle necessità di salute
del bambino nel senso più ampio
che questo termine può assumere.
La pediatria è sempre stata una
disciplina molto attenta e sensibile
al bambino nella sua interezza. Oggi
la SIP deve farsi interprete di una
pediatria nuova, ben diversa da
quella del passato che purtroppo
sopravvive ancora in ampi settori
della nostra università degli ospedali
e della pediatria di primo livello.
la prima volta che il
direttivo della Società
Italiana di Pediatria
(SIP), la società scientifica nata nel
lontano 1898, si configura come
una squadra vera e propria ancor
prima dell’insediamento dei suoi
membri. A presentarne la lista,
che ha poi ottenuto un ampio
consenso elettorale, è stato Alberto
Giovanni Ugazio, 65 anni, novarese,
da molti anni parte attiva della
SIP e che lo scorso novembre ha
assunto l’incarico di presidente,
succedendo a Pasquale Di Pietro.
È
Professor Ugazio, un incarico che
giunge dopo molti anni di militanza
attiva all’interno della SIP. La sua sarà
dunque una presidenza all’insegna
della continuità, ma com’è prevedibile
anche orientata alle sfide di domani…
Sì, in effetti ho sempre partecipato
attivamente alla vita della Società
Italiana di Pediatria; una società
scientifica che in questi ultimi
anni ha risentito della crisi che la
pediatria sta vivendo nel nostro
Paese. L’ampio consenso che ciascun
membro del consiglio direttivo ha
avuto dall’elettorato dei soci e che
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
14
Negli ultimi decenni, com’è cambiata la
domanda di salute nell’area pediatrica?
È cambiata radicalmente. Basti
pensare che nella prima metà del
secolo scorso, fino agli anni ‘60 ma
anche oltre, le principali cause di
mortalità, per citare solo un indicatore
significativo, utile a comprendere il
problema, erano le malattie infettive:
i bambini morivano per diarrea,
sepsi e tubercolosi. Patologie, per
così dire, semplici dal punto di
vista assistenziale che la pediatria
ha saputo debellare nel corso del
Novecento. La mortalità infantile che
L’INTERVISTA
all’inizio del secolo scorso sfiorava
infatti il 20% e che negli anni ‘50
era ancora al di sopra del 10%, oggi
si attesta intorno al 4 per mille.
Un autentico successo. Il problema
sta nel fatto che l’esperienza
accumulata dai pediatri in questi
anni di pediatria “semplice” continua
a caratterizzare anche oggi molte
strutture ospedaliere e universitarie,
oltre che l’attività di non pochi
pediatri di famiglia, ma nel frattempo
lo scenario è totalmente cambiato.
Oggi sono gli incidenti stradali le
principali cause di mortalità infantile
(al secondo posto nei bambini al
di sotto dei cinque anni e al primo
per quelli al di sopra), essendo
pressoché scomparse le altre cause
legate alle malattie infettive. Anche
l’AIDS, negli anni in cui mieteva
moltissime vittime, non è mai salita
tra le prime cinque cause di mortalità
infantile. Oggi le altre cause di
mortalità infantile si riferiscono
invece a malattie genetiche,
degenerative, in altre parole a
malattie complesse, come lo sono
d’altronde anche i politraumatismi
e per le quali è richiesto l’intervento
di un’equipe di specialisti.
Le cardiopatie congenite, la fibrosi
cistica e il diabete che un tempo
portavano i bambini alla morte, oggi,
pur non essendo sconfitte, si sono
trasformate in malattie croniche
con cui i pazienti devono convivere
per tutta la vita. Ma purtroppo
la gestione del malato cronico è
molto più complessa di quella di un
paziente affetto da un evento acuto.
Quindi, a suo avviso, ci sarebbe la
necessità di ripensare ai rapporti tra
università, ospedale e territorio?
Sì, è proprio questo il problema.
Dovremmo partire dall’Università.
Oggi abbiamo troppe sedi
universitarie piccole, anche con
20 posti letto soltanto e con poche
migliaia di prestazioni l’anno in DH
e in ambulatorio. Come possiamo
pensare di formare pediatri in grado
di affrontare le malattie complesse in
strutture così limitate? La SIP, sotto la
guida del mio predecessore, Pasquale
Di Pietro, ha svolto un importante
lavoro di censimento: nel nostro
Paese il 70% delle pediatrie conta solo
quattro assistenti, un numero troppo
modesto, appena sufficiente a coprire
i turni di guardia. In questo modo
non si può fare pediatria complessa, si
replica soltanto l’attività dei pediatri
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
15
di famiglia. L’ospedale sotto casa è
una demagogia controproducente
per la salute del bambino. C’è invece
la necessità di reparti pediatrici
di grandi dimensioni in grado
di offrire la giusta assistenza ai
bambini che necessitano davvero
di un ricovero. Solo un’equipe
multidisciplinare integrata è in
grado di affrontare la diagnosi e la
terapia di una malattia complessa.
Proprio in questa direzione, nel 2006
l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
di Roma ha dato vita a un progetto
pionieristico in Italia: l’organizzazione
per intensità di cure dei ricoveri
pediatrici ordinari. Con quali risultati?
La nostra era ed è una realtà
privilegiata, già molto evoluta: il
Bambino Gesù di Roma è il più
grande ospedale pediatrico d’Europa
che ospita al proprio interno tutte
le specialità mediche e chirurgiche.
Abbiamo applicato il modello di
assistenza per intensità di cura: tutti
i 144 posti letto del Dipartimento
sono a disposizione di tutte le Unità
L’INTERVISTA
IL PERSONAGGIO
Alberto Giovanni Ugazio, nato a Novara nel 1944, ha frequentato a Pavia la facoltà di Medicina e Chirurgia
come alunno del Collegio Borromeo per poi conseguire la laurea nel 1969. Ottenuto il titolo accademico, ha
iniziato a frequentare la Clinica Pediatrica di Pavia come allievo del Prof. G. R. Burgio, prima come Assistente
Ospedaliero, poi come Assegnista ministeriale, specializzandosi nel frattempo in Pediatria e in seguito in
Immunologia e Allergologia Clinica presso l’Università di Firenze, sotto la direzione del professor Ricci, in
Italia uno dei pionieri dell’immunologia clinica. Dal 1978 al 1980 è stato Ricercatore della European Molecular
Biology Organization (EMBO) presso l’Institute of Clinical and Experimental Immunology di Amsterdam.
Rientrato in Italia, è divenuto Professore Ordinario di Pediatria presso l’Università di Pavia. Nel 1984 ha fondato
la Clinica Pediatrica e la Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università degli Studi di Brescia che ha
diretto, insieme al dipartimento di pediatria dell’ospedale dei Bambini della stessa città, fino al 2000. Da allora
è direttore del Dipartimento di Medicina Pediatrica dell’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
Ugazio ha dedicato le sue ricerche alla immuno-ematologia e alla allergologia pediatrica con particolare riferimento
al trapianto di midollo osseo, alle basi molecolari e alla terapia molecolare e genica delle immunodeficienze
primitive. Con il professor Burgio, ha contribuito a identificare e caratterizzare i deficit immunitari dei bambini
con Sindrome di Down, a caratterizzare il sistema immunitario del neonato e a identificare le tappe di sviluppo
della immunità secretoria nel bambino. Ha poi coordinato a Brescia l’équipe che ha identificato i genimalattia della Immunodeficienza con iper-IgM X-recessiva e di una variante di Immunodeficienza con iper-IgM
autosomico-recessiva, della SCID T-B+ autosomico-recessiva e della sindrome di Omenn e che ha pubblicato,
simultaneamente all’équipe dell’NIH, i risultati delle prime applicazioni cliniche della terapia genica all’uomo.
La stessa equipe che nel 1996 ha portato a termine con successo il primo trapianto in utero di cellule staminali
ematopoietiche in un feto affetto da deficit primitivo dell’immunità. Attualmente prosegue le sue ricerche in
collaborazione con i Laboratori di Immunologia dell’Ospedale Bambino Gesù diretti dalla Dott.ssa Rita Carsetti.
Nel 1999 la Georgetown University di Washington gli ha conferito la R. T. Scanlon Memorial Lectureship
“For outstanding contributions to the field of allergy and clinical immunology”. Autore di oltre cinquecento
pubblicazioni su riviste internazionali e di numerosi volumi in ambito pediatrico, dallo scorso novembre è
Presidente della Società Italiana di Pediatria.
Operative. Siamo stati i primi in Italia
a farlo, seguiti poi dall’ospedale Meyer
di Firenze e dal Burlo Garofolo di
Trieste. Abbiamo integrato l’attività
di 12 Unità Operative Complesse,
5 Unità Operative Semplici e 5 Alte
Specializzazioni. I ricoveri sono
distribuiti ai vari piani del Padiglione
per livello di intensità di cure, a partire
da una terapia semintensiva a piano
terra. Sono le equipe specialistiche
che, interagendo tra loro, si recano
al letto del malato. In altre parole,
facendo cadere gli steccati tra le
specialità, con tutti i vantaggi che ne
derivano, abbiamo attuato l’interazione
e l’integrazione tra le specialità:
i due elementi che caratterizzano
la medicina contemporanea.
Un modo di concepire le cure molto
efficace che ha senza dubbio ricadute
positive anche nel rapporto medicopaziente che in pediatria è mediato
e reso ancor più complesso dalle
relazioni con i genitori dei bambini
malati. In che modo si dovrebbero
sviluppare questi delicati rapporti?
In realtà così complesse, la
responsabilità delle cure non è mai
individuale, ma è in capo al team
specialistico; tuttavia già nella nostra
sperimentazione abbiamo introdotto
la figura del case manager: è un
pediatra generalista che traccia il
percorso diagnostico e terapeutico
del malato. È affidato a lui il compito
di curare i rapporti con i genitori, ma
anche di seguire il bambino nella sua
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
16
interezza: un aspetto questo ancora
poco considerato. A dimostrazione
di questo, basti considerare i dati di
ICONA 2008 dell’Istituto Superiore di
Sanità: meno del 10% dei bambini a
rischio, perché affetti da una patologia
cronica, viene vaccinato contro
l’influenza stagionale che causa ogni
anno 5-8 mila morti, tra cui molti
bambini. La ragione sta nel fatto che
lo specialista non sempre conosce le
problematiche vaccinali: il pediatra
generalista è l’unico in grado di
dialogare con la famiglia e considerare
i bisogni complessivi del bambino.
In tutto questo, che ruolo ha
il pediatra di famiglia?
Ha un compito estremamente
L’INTERVISTA
importante, anche e soprattutto nella
gestione delle malattie croniche. Se
vogliamo davvero umanizzare gli
ospedali, dobbiamo anzitutto evitare
ricoveri impropri e in questo il
pediatra di famiglia si sta adoperando
con grande dedizione. Il modello
italiano di pediatria che prevede
appunto il pediatra di famiglia e che
ha solo due corrispettivi nel mondo,
in Spagna e negli Stati Uniti, seppur
all’intero di sistemai sanitari assai
differenti, ha raccolto consensi
bipartisan anche negli USA, proprio
quando si ha avuto notizia delle grandi
difficoltà che sta incontrando la
riforma sanitaria voluta dal presidente
Obama. L’American Academy of
Pediatrics con un’operazione di lobby
decisa e spregiudicata è riuscita
a ottenere un appoggio sia dai
democratici, sia dai repubblicani che
voteranno affinché tutti i bambini
americani abbiano assistenza gratuita.
L’idea protestante che ciascuno
debba essere responsabile di se
stesso non sarà dunque applicata
ai bambini che in quanto tali non
hanno evidentemente la possibilità di
scegliere. È una vittoria importante.
ulteriormente il sistema, a mio avviso,
non dovremmo tanto aumentare il
numero dei pediatri, ma far sì che il
pediatra sia messo in condizioni di
assolvere personalmente alle proprie
funzioni professionalmente non
delegabili. Dunque, per il futuro, è
ipotizzabile che il pediatra di famiglia,
così come già sta avvenendo negli
Stati Uniti, coordini un’equipe di
infermieri, di psicologi, di assistenti
sociali e di altre figure sanitarie,
coprendo un bacino di utenza più
ampio. I problemi dell’allattamento
al seno, per esempio, possono
essere affrontati molto bene da
un infermiere specializzato.
Quindi al pediatra di famiglia
competerebbero solo le questioni
centrali, le problematiche di natura
più strettamente medica…
Certo, d’altronde quello attuale
è un modello a cui molti sistemi
sanitari si sono ispirati, ma che oggi
necessita di una riorganizzazione.
I problemi che interessano la sanità nel
suo complesso, in pediatria sono ancor
più evidenti, quasi esemplificativi di
un sistema che andrebbe ripensato…
Sì, sono in qualche modo esasperati.
Nel nostro Paese, invece, sono
sufficienti i pediatri di famiglia a coprire Per non parlare anche di un altro
aspetto: la necessità di ridistribuire le
il fabbisogno di cura e di assistenza?
competenze cliniche. I bambini con
È un problema che si sta dibattendo.
malattie croniche, divenuti adulti,
Tuttavia, non dimentichiamo un
spesso continuano a rivolgersi al
dato: l’Italia è il Paese con il maggior
pediatra che non sempre possiede
numero di pediatri per numero di
le competenze necessarie per
abitanti. Escludendo le aree montane
risolvere i problemi di salute
particolarmente isolate dove non
dell’adulto. D’altro canto, il medico
sempre è disponibile il medico di
dell’adulto non è abituato a vedere
medicina generale o il pediatra di
pazienti affetti da fibrosi cistica o
famiglia, in generale mi sembra
da altre malattie croniche che un
che la situazione sia abbastanza
tempo non sopravvivevano alla
soddisfacente. Per migliorare
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
17
patologia oltre l’età pediatrica.
E il multiculturalismo, invece,
è un problema in Italia?
È un problema molto importante,
non tanto nei suoi aspetti linguistici,
tutto sommato facilmente superabili,
ma in quelli più propriamente
culturali. Quante volte accade di
diagnosticare un diabete in un
bambino la cui famiglia proviene da
regioni rurali dell’Asia o dell’Africa
e accorgersi che quello che noi
consideriamo normale medicina
viene da loro vissuto come
accanimento terapeutico, con
le conseguenze che questo può
drammaticamente comportare…
Per affrontare queste situazioni
dovremmo riuscire a entrare
nelle culture altrui, così lontane
dalla nostra. È un lavoro difficile
che richiede una formazione
specifica di cui anche l’Università
dovrebbe farsi carico.
Per concludere, qual è lo scenario
all’interno del quale opereranno
domani i giovani pediatri?
Oggi, chi ha la fortuna di entrare nel
mondo pediatrico vivrà una grande
rivoluzione, il passaggio dalla pediatria
classica delle malattie semplici a quella
delle malattie complesse. Il passaggio
da una prevenzione delle malattie
del bambino alla prevenzione in età
pediatrica delle malattie dell’adulto.
Una trasformazione affascinante
che non coinvolgerà solo gli aspetti
medici e tecnologici, ma anche quelli
sociali, culturali e interpersonali. La
pediatria ha bisogno di giovani che si
facciano promotori di questi importanti
cambiamenti che interesseranno dapprima
i Paesi industrializzati e speriamo presto
anche quelli in via di sviluppo.
■
ATTUALITÀ
Maria Cristina Parravicini
Farmacovigilanza in pediatria
In Lombardia si sta affermando l’interesse per la segnalazione
spontanea organizzata delle reazioni avverse. Nascono così
appositi programmi di raccolta delle ADR nei bambini
Mauro Venegoni, già
direttore dell’Ufficio
Farmacovigilanza
dell’Aifa e attualmente al Centro
di Farmacovigilanza della
Regione Lombardia, specifica che
«complessivamente, le reazioni
avverse segnalate nei bambini sono
poche rispetto ai farmaci che vengono
utilizzati in età pediatrica; l’uso dei
farmaci in generale aumenta molto
nell’età avanzata, ma ha anche un
picco nei primi tre anni di età. In
questi anni la segnalazione delle
reazioni avverse da farmaci ADR in
Italia è aumentata grazie all’attività
di stimolo che è stata fatta a livello
nazionale e regionale, soprattutto
in Lombardia, con una crescita
delle segnalazioni nell’ordine di due
volte e mezzo rispetto a quelle che
erano tre anni fa. Questa maggiore
sensibilità non ha però fino a ora
coinvolto la pediatria tanto che,
recentemente, sono sorte una serie
di iniziative (oltre a quella lanciata
dall’Azienda ospedaliera L. Sacco),
come il progetto gestito dal Ministero
della Salute con il coinvolgimento di
numerosi ospedali pediatrici (Torino,
Genova, Padova, Napoli, Firenze e
Roma), per raccogliere le segnalazioni
che arrivano nei pronto soccorso
e sensibilizzare di conseguenza i
pediatri».
«Quello che colpisce – sottolinea
È
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
18
Venegoni – è che non solo ci sono
poche segnalazioni sui bambini, ma
che in generale queste segnalazioni
non vengono dai pediatri ma dai
pronto soccorso e dai medici e
infermieri dei centri di prevenzione
vaccinale. La mancanza di
segnalazioni da parte dei pediatri
viene spiegata, in parte, come un
problema di ordine “medico-legale”,
nel senso che molti dei farmaci che
i pediatri sono costretti a usare nei
bambini non hanno l’indicazione
pediatrica, perché mancano gli studi
sulla popolazione pediatrica (fatto
questo a cui si sta cercando di ovviare
a livello europeo prolungando la
brevettabilità del farmaco nel caso
in cui l’azienda attui studi pediatrici).
Una delle possibili spiegazioni quindi
è che il pediatra che ha trattato il
bambino con un farmaco privo di
indicazioni pediatriche, in seguito
a reazione avversa, abbia paura di
procedere alla segnalazione per non
essere perseguito; nella realtà tutto
ciò non si verifica anche perché la
segnalazione è anonima, nel senso
che le informazioni sul paziente
non sono sufficienti a identificarlo.
Personalmente ritengo che le ragioni
alla base dello scarso numero di
segnalazioni siano molto banali: i
medici, oberati da molte incombenze,
devono scegliere delle priorità e,
fintantoché non comprenderanno
ATTUALITÀ
che la farmacovigilanza fa parte del
corredo dell’attività di diagnosi e cura
proprie del medico, continueranno
a considerarla solo un’attività
burocratica e a lasciarla per ultima».
«Negli ospedali e nelle ASL
– prosegue Venegoni – quando si è
riusciti a sensibilizzare i medici che
hanno capito che la farmacovigilanza
è una parte importante dell’attività
diagnostica e che il comunicare
agli altri questo tipo d’informazioni
migliora la sicurezza dei farmaci, e
quindi quella dei pazienti, allora i
medici hanno preso a segnalare.
In Lombardia si è lavorato molto
sugli ospedali tanto che la nostra
Regione che rappresenta il 20% della
popolazione italiana, segnala il 40%
delle ADR totali; va tenuto conto che,
quando abbiamo iniziato a occuparci
del problema – nel 1995 – avevamo 300
segnalazioni per anno contro le 5.000
attuali. Il lavoro iniziato nel ‘95 con
gli ospedali e la medicina generale,
per quanto riguarda la pediatria,
sta partendo adesso: abbiamo un
certo numero di segnalazioni, ma
non abbiamo lo stesso rapporto che
abbiamo per la popolazione adulta.
Per migliorare questa situazione, con
i fondi che vengono annualmente
stanziati per la farmacovigilanza, noi
pensiamo, anche in base a quanto
già deciso dall’Aifa, di puntare per
i prossimi anni oltre che ai pazienti
ricoverati nelle strutture per anziani,
anche alla segnalazione in pediatria
per migliorare le informazioni di
sicurezza dei farmaci nei bambini.
Da qui il coinvolgimento dei pediatri
di libera scelta, perché capiscano
l’importanza non burocratica, ma
clinica e semeiotica di questa attività e
contribuiscano al raggiungimento di
un numero congruo di segnalazioni.
L’idea è quella di lavorare, per
esempio con le ASL, e di avviare dei
progetti con i pediatri di libera scelta.
L’importante è che le iniziative non
appaiano solo burocratiche, ma che
permettano ai medici di avere anche
un’informazione di ritorno: in primo
luogo su quello che hanno segnalato,
poi sulle novità e le informazioni
che riguardano i farmaci usati in
pediatria ecc, così da avere un flusso
bidirezionale che stimoli i medici a
partecipare».
«Il programma generale di
farmacovigilanza – specifica
Venegoni – comprende ovviamente
la sensibilizzazione anche dei
farmacisti sulla sicurezza dei farmaci
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
19
in sintonia con le iniziative prese
dall’Ordine dei Farmacisti di Milano;
per esempio, quando sono state prese
delle misure per i decongestionanti
nasali, sono state fatte dall’Aifa delle
lettere apposta per i farmacisti (dear
pharmacist lecter). Ultimamente
il Centro antiveleni di Milano ha
segnalato che, in coincidenza con
il picco dell’influenza, è stato visto
un numero elevato di errori di
somministrazione soprattutto di
paracetamolo. Questo si è verificato
in parte perché il foglietto illustrativo
non era abbastanza chiaro e, in
parte, per errori ponderali legati alla
difficoltà di valutare la giusta dose in
rapporto al peso dei bambini, tanto
che è stata apportata una modifica ai
foglietti illustrativi dei prodotti che
contengono paracetamolo e sono
state modificate le tabelle per renderle
più chiare e per diminuire il rischio
di sovradosaggio. Proprio in questi
giorni, parte una lettera per informare
i medici di queste variazioni. Ed è
certamente importante far avere
queste informazioni alla popolazione
ATTUALITÀ
anche tramite i farmacisti».
Conclude Alma Lisa Rivolta,
responsabile regionale di
farmacovigilanza, ricordando che
«al progetto MEAP (Monitoraggio
degli Eventi Avversi in Pediatria)
finanziato dalla Regione Lombardia e
coordinato dall’Ospedale Sacco, dopo
la giornata che abbiamo dedicato a
«La farmacovigilanza in pediatria»
abbiamo avuto una serie di adesioni
spontanee da parte di pediatri di libera
scelta, quindi pediatri del territorio e
questo oltre che a essere importante,
sta a significare che se parliamo del
problema e lo divulghiamo, viene
compreso dal pediatra che non ha
mai pensato alla farmacovigilanza.
Si tratta di un risultato confortante
che ci insegna, ancora una volta,
come un’attività d’informazione, oltre
che di formazione in questo settore,
sia importante perché consente
di diffondere maggiormente la
cultura della farmacovigilanza. In
futuro cercheremo sicuramente di
aumentare l’ attenzione nei confronti
di queste fasce di popolazione che
rappresentano una criticità per la
sicurezza d’uso dei farmaci e per le
quali la Regione Lombardia intende
promuovere un sempre maggiore
impegno in termini di vigilanza
sull’uso sicuro e corretto dei farmaci».
Farmacovigilanza e corretta
prescrizione in età pediatrica: una
scommessa
Come ribadisce Emilio Clementi,
Farmacologo dell’Università di Milano
e Direttore dell’Unità Operativa di
Farmacologia Clinica dell’Azienda
Ospedaliera Ospedale L. Sacco di
Milano, «quello della farmacovigilanza
è un problema piuttosto serio in
quanto viene vissuto spesso dai
medici come un evento un po’
burocratico, senza rilevanti ricadute
terapeutiche, da svolgere su richiesta
del Ministero, che obbliga a segnalare
le reazione avverse da farmaci (ADR).
In realtà la farmacovigilanza è una
disciplina di alto valore scientifico
che affronta problematiche e offre
soluzioni importanti per la salute
pubblica che vale la pena di esaminare
e approfondire. Innanzitutto, è
importante chiarire che mantenere gli
attuali alti livelli di qualità del nostro
Servizio Sanitario Nazionale (SSN), il
2° o il 4° nel mondo – a seconda delle
classifiche – è costoso, per cui tutto ciò
che migliora la prescrizione e migliora
il rapporto qualità/beneficio/prezzo è
il benvenuto; da questo punto di vista
la farmacovigilanza è fondamentale
perché il conoscere l’andamento e
i meccanismi d’azione delle ADR
aiuta a fare una mappa del rapporto
farmaco/popolazione/patologia e,
conseguentemente, può contribuire
a un risparmio effettivo nei costi del
SSN, senza che questo influisca in
modo negativo sui benefici. Questo
aspetto è in linea con gli obiettivi
primari del piano Socio Sanitario
Regionale della Lombardia e del SSN.
Se quanto detto è importante
in generale, lo diventa ancor di
più se consideriamo le terapie in
età pediatrica; qui il ruolo della
farmacovigilanza è davvero essenziale.
La nostra conoscenza dei farmaci per
uso pediatrico è veramente molto
limitata a causa della relativa paucità
di studi clinici sul bambino. Se per
l’adulto sappiamo come il farmaco
viene assorbito, metabolizzato,
escreto e come raggiunge una
certa biodisponibilità, non abbiamo
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
20
molte informazioni dirette sulla
farmacocinetica e farmacodinamica
dei principi attivi quando utilizzati
nel bambino. Il bambino non è un
piccolo adulto, la sua capacità di
assorbire, metabolizzare, distribuire
ed espellere i farmaci è diversa da
quella degli adulti, si modifica nel
tempo e non è predittibile sulla base
delle informazioni ricavate nell’adulto.
Stabilire il dosaggio come attualmente
viene fatto sulla base del peso, del
volume e/o della superficie corporea
è un’approssimazione che funziona in
generale, ma non è accurata.
Il Regolamento europeo del 2007 ha
dato delle direttive molto precise per
incentivare gli studi clinici di fase
I nel bambino, che permetteranno
di comprendere i parametri
farmacocinetici, ma siamo ancora
in una fase iniziale. Inoltre, i futuri
trial verranno effettuati su principi
attivi nuovi, mentre è verosimile che i
farmaci in commercio continueranno
a essere utilizzati senza ulteriori studi
specifici sul bambino.
Da quanto suddetto si comprende
come la farmacovigilanza assuma un
ruolo centrale per il miglioramento
del rapporto beneficio rischio nel
paziente pediatrico. Solo se si creerà
una rete efficiente di farmacovigilanza
in età pediatrica si riuscirà a capire se
la risposta di un farmaco, in termini
di frequenza, meccanismi d’azione
delle ADR, luogo, tipo di patologia, è
simile a quello dell’adulto o diversa.
Si potranno così identificare quei
farmaci che da un punto di vista della
safety e/o dell’efficacia hanno qualcosa
di diverso nel bambino rispetto
all’adulto, e quindi studiarli in modo
mirato, senza dover ri-testare tutti i
farmaci sul bambino».
ATTUALITÀ
Il progetto MEAP (Monitoraggio
degli Eventi Avversi in Pediatria)
«Le UO di Farmacologia Clinica e
Pediatria dell’AO Sacco – prosegue
Clementi – hanno deciso di affrontare
con forza il problema della corretta
prescrizione in età pediatrica,
ideando un progetto che ha come
finalità quella di incentivare la
segnalazione spontanea da parte dei
medici pediatri afferenti al progetto,
valutare la comparsa di ADR in età
pediatrica e il loro impatto su salute
e qualità della vita dei pazienti. Il
progetto ha come scopo importante
anche l’incentivare un progressivo
coinvolgimento di medici pediatri
«segnalatori» in una rete permanente
di farmacovigilanza pediatrica con
rapida messa a disposizione (tramite
e-mail) dei risultati del sistema. Ai
medici coinvolti verranno messi
a disposizione report mensili
sull’andamento del progetto e spunti
di educazione continua sulla sicurezza
dei farmaci e sui benefici che il sistema
di segnalazione spontanea può
apportare alla comunità sia in termini
di riduzione del rischio per i pazienti
sia in termini di risparmio delle risorse
per la cura delle ADR.
Un aspetto importante e innovativo
del nostro progetto, sempre nell’ottica
del miglioramento della qualità
della segnalazione, è la costruzione
della prima scheda informatizzata di
segnalazione. Un problema serio per i
pediatri di libera scelta è la mancanza
di tempo e quindi la difficoltà alla
compilazione delle informazioni sulle
schede attuali di segnalazione di ADR.
Per questa ragione abbiamo creato la
scheda informatizzata che permetterà
di immettere i dati in un tempo molto
ridotto, rendendo molto più semplice
veloce e preciso per il pediatra
segnalare, e per noi analizzare i dati.
Il progetto che coordiniamo è stato
reso possibile grazie al finanziamento
da parte della Regione Lombardia e
unisce la realtà ospedaliera e quella
territoriale (al progetto Regionale
MEAP fanno capo 7 Aziende
Ospedaliere, 2 IRCCS e 2 ASL,
dislocati nel territorio lombardo);
questo è molto importante perché
le tipologie di paziente che si
rivolgono all’ospedale o al pediatra
del territorio hanno problemi
di patologia, e quindi di terapia
molto diversi. Il coinvolgimento nel
progetto di 2 IRCCS della Lombardia
(IRCCS E. Medea di Bosisio Parini
e Istituto Nazionale dei Tumori di
Milano) risponde anch’esso alla
logica di raggiungere e includere
nello studio tutte le tipologie di
paziente pediatrico: una grossa fetta
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
21
delle malattie genetiche infatti, si
manifesta nell’infanzia e si tratta di
malattie difficilmente curabili con un
approccio che non sia nell’ambito della
riabilitazione, tanto che questi pazienti
non vengono seguiti dal pediatra
di base ma in centri specializzati in
riabilitazione tra cui gli IRCCS. Per
questo motivo nel nostro progetto,
oltre all’ospedale generalista e al
pediatra di libera scelta, abbiamo
inserito questi due IRCCS “pediatrici”
della Lombardia.
Ci terrei a dire che la creazione di
un sistema che metta a disposizione
rapidamente i risultati è una novità
fondamentale perché il lavoro della
farmacovigilanza è doppio: da un lato
c’è l’informazione e la formazione del
pediatra; dall’altro il feedback che
viene dato al medico ha come risultato
che il pediatra, incentivato a segnalare,
segnala con più appropriatezza,
permettendoci di avere le informazioni
utili per capire se il farmaco è adatto,
se ci sono ipotesi di sovradosaggio, di
sottodosaggio o se ci sono delle ADR
significative. Tutto questo è fattibile
se oltre alla reazione avversa abbiamo
dei dati precisi sul paziente in cui la
reazione avversa si è verificata».
«Per dare l’idea dei risultati fin qui
conseguiti – conclude Emilio Clementi
– vale la pena esaminare qualche
numero: attualmente in Lombardia
abbiamo ricevuto 100 segnalazioni,
mentre per tutto il territorio nazionale
nel corso del 2008 ce ne sono state 245
da parte dei pediatri di libera scelta.
Questo dà l’idea della forza di un
progetto mirato di farmacovigilanza
e insieme delle sue potenzialità
scientifiche in termini di analisi
compiuta del problema della corretta
prescrizione in età pediatrica».
■
ATTUALITÀ
Maria Cristina Parravicini
Il tempo della maternità
e il tempo del lavoro
Una proposta all’Agenzia delle Entrate dal Comitato
Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Milano.
Il commento dell’avvocato Luciana Tullia Bertoli
Luciana Tullia
Bertoli, avvocato
patrocinante in
Cassazione del
Foro di Milano
o scorso 12 dicembre,
nell’Aula Magna del
Palazzo di Giustizia
di Milano, si sono svolti i lavori
del convegno “Studi di settore e
maternità”, organizzato dall’Ordine
degli Avvocati di Milano, a cui ha
presenziato Luigi Magistro, Direttore
Centrale della Direzione Centrale
Accertamento dell’Agenzia delle
Entrate.
Nel corso della sua relazione,
l’avvocato Paolo Giuggioli,
presidente del Consiglio dell’Ordine
degli Avvocati di Milano, ha
L
chiesto all’Agenzia delle Entrate
– nella persona di Luigi Magistro
– di accogliere l’interpretazione
della normativa che considera le
professioniste con figli da zero a tre
anni esonerate dagli studi di settore.
«Il tempo della maternità – commenta
in proposito Luciana Tullia Bertoli,
avvocato patrocinante in Cassazione
del Foro di Milano – si scontra con
il tempo del lavoro: sono due tempi
diversi, percepiti in diverso modo.
Questa attenzione alla percezione del
trascorrere del tempo, condizionata
dall’attività nella quale siamo
immersi, è nell’aria, è un tema attuale
e va a toccare svariati campi di azione
umana. Se per esempio sono solo in
un determinato tipo di tempo – tempo
del lavoro – riesco ad avere dei ritmi
armonici; se contemporaneamente
vivo in due tipi di tempo, il tempo
del lavoro e quello della maternità, lo
scontro è inevitabile. Ed è questo uno
dei temi che abbiamo incominciato
ad affrontare nel Comitato Pari
Opportunità dell’Ordine degli
Avvocati di Milano».
«Uno degli elementi conseguenti a
questo scontro del tempo – prosegue
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
22
l’avv. Bertoli – è proprio l’elemento
fiscale. Tutti i lavoratori autonomi
sono soggetti agli studi di settore
e, poiché i medici possono essere a
loro volta lavoratori autonomi, sono
di conseguenza soggetti agli studi
di settore e questo come norma
generale.
Gli studi di settore sono un insieme di
coefficienti che vengono applicati agli
elementi dichiarati dal contribuente
e, da questa applicazione, scaturisce
un reddito presunto. Il software che
mette insieme gli elementi dichiarati
con i coefficienti si chiama Gerico.
La norma generale quindi recita che
tutti i medici liberi professionisti
sono soggetti agli studi di settore
ma, come sempre, in presenza di
una norma generale, esistono delle
eccezioni ascrivibili al fatto che i
cittadini italiani vivono una serie
infinita di fattispecie, ragione per
cui il legislatore prevede comunque
nella normativa delle eccezioni.
In questo senso, è da evidenziare
l’eccezione dei contribuenti minimi:
si tratta di quei contribuenti – medici
inclusi – che non superando in un
anno corrispettivi pari a 30mila euro
ATTUALITÀ
e utilizzando beni strumentali di
minimo valore, possono usufruire
del meccanismo dei contribuenti
minimi e, in questo caso, non sono
soggetti agli studi di settore. Questo
va detto in modo da sgomberare il
campo, nel senso che stiamo parlando
di donne medico giovani, con figli da
zero a tre anni, cioè nella prima fase
della loro vita professionale, e che
facilmente guadagneranno meno di
30mila euro e, proprio per questo,
possono avvalersi di questa norma
eccezionale. Diversamente, se non
rientrano in questa categoria dei
contribuenti minimi, sono soggette
agli studi settore».
Studi di settore e libera
professione: possibilità
di esonero
L’avv. Bertoli prosegue precisando
che: «Gli studi di settore sono, da
un punto di vista giuridico, una
presunzione in quanto il Ministero
delle Finanze presume che, dati
quegli elementi, si debba avere un
determinato reddito. Quindi se si
hanno determinati elementi, si usano
cioè determinati strumenti – i beni
strumentali giocano molto nella
determinazione del reddito presunto
– oppure se si lavora determinate ore
nell’arco di una settimana, si presume
che il soggetto debba guadagnare
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
23
non meno dell’importo calcolato
con gli studi di settore. Questa
presunzione si può sconfiggere
con una prova contraria: io posso
dimostrare, con documenti, che
ho guadagnato di meno. Tuttavia, i
documenti sono validi se provenienti
da una volontà esterna alla mia, quale
il mio medico curante, il pediatra,
una lettera dell’ente al quale presto
la mia attività che mi comunica una
riduzione di ore di lavoro: cito queste
ipotesi a titolo di esempio.
Solo con una simile documentazione
posso provare la congruità del mio
reddito in relazione all’attività svolta
e dimostrare che non sono stata
ATTUALITÀ
IL FUTURO È DEI MEDICI DONNA,
MA LA MATERNITÀ RESTA UN LIMITE
La Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Medici di Milano prosegue il lavoro impostato nei mandati precedenti.
Da anni, nel SSN la presenza femminile è in costante aumento: 33% sono ora le donne medico in italia (più del 50% però sotto
i 45 anni e addirittura i 2/3 al di sotto dei 35. Le colleghe laureate nel 2007 sono state il 65,2% e all’Università Statale di Milano
le studentesse di Medicina sono il 73%) e il sorpasso sulla popolazione medica globale è previsto per il 2020.
Ma è sempre soltanto una donna su 10 a occupare un posto di dirigente medico di struttura sanitaria complesso o di manager
di azienda sanitaria. La difficoltà di conciliare i tempi di lavoro con quelli della vita familiare è uno dei principali ostacoli al
raggiungimento di un soddisfacente equilibrio tra i due ruoli.
Il duplice impegno condiziona poi spesso le scelte lavorative (e a volte tali scelte sono dei ripieghi, molto pesanti e assai poco
gratificanti). Le donne, oltre che nella medicina territoriale, sono infatti molte nelle pediatrie, nelle neuropsichiatrie e nelle
specialità che hanno a che fare con il laboratorio e la ricerca (guarda caso le specialità che non richiedono frequenti variazioni
di orario). Sono ancora poche invece le professioniste impegnate nelle specialità chirurgiche, in particolare urologia, neurochirurgia, cardiochirurgia e ortopedia. Ed in una visione globale del SSN il problema non riguarda solamente le donne medico,
ma il futuro stesso della sanità così come concepita attualmente: se si pensa infatti che entro 15 anni quasi 200mila colleghi
andranno in pensione, sarà inevitabile la carenza di medici in alcune specialità chirurgiche, con tutte le ripercussioni immaginabili. Ancora, come già osservato nelle Commissioni Pari Opportunità che ci hanno preceduto, i grossi problemi riguardano
il periodo della maternità, il rischio della dequalificazione e della perdita di competitività e le conseguenti difficoltà nel mantenere competenze e posizioni conquistate prima della gravidanza. Noi continuiamo a essere convinte che molto del lavoro da
fare stia proprio nel difendere e valorizzare le differenze di genere, mostrando attenzione ai ruoli peculiari del nostro essere
donna. Nel difficile percorso volto a individuare possibili soluzioni al problema, abbiamo cercato la collaborazione con altri
Ordini Professionali ed è emersa la possibilità di lavorare con il Comitato Pari Opportunità dell’ordine degli Avvocati.
La novità relativa agli studi di settore e maternità, frutto di un convegno tenutosi nel mese di dicembre al Palazzo di Giustizia,
è sicuramente interessante per molte colleghe. È nostra intenzione proseguire su questa strada e occuparci anche di altri
problemi comuni, con la speranza per lo meno di prenderne coscienza, se non di risolverli. Tutte le colleghe che fossero
intenzionate a collaborare con la nostra Commissione, o a sottoporci quesiti, segnalazioni o temi da affrontare, possono contattarci presso lo Sportello delle Pari Opportunità presso l’Ordine dei Medici di Milano – tel. 02 864711
in grado di raggiungere il reddito
presunto dagli studi di settore.
Tuttavia, il legislatore ha previsto
alcuni casi particolari di esonero
dagli studi di settore, fra i quali c’è
lo svolgimento dell’attività in modo
non normale. Questo significa che
se io svolgo nel periodo di imposta
l’attività in modo non normale,
sono esonerata e quindi non devo
raccogliere documentazione quale
prova contraria, è sufficiente che
io rientri in una delle categorie che
l’Agenzia delle Entrate ha individuato
fra quelle che svolgono l’attività in
modo non normale.
«Al nostro convegno, a cui ha
presenziato anche il professor
Vittorino Andreoli, nel corso della
sua relazione, ha spiegato quello
che accade nei primi tre anni nella
relazione madre/figlio: un periodo
in cui il bambino non ha coscienza
dei propri confini, considera il seno
materno parte di se stesso; la madre
ugualmente vive questa comunione
e, mentre è in casa con il bambino,
sente il desiderio di andare a lavorare
per riprendere contatto con il mondo
esterno, salvo poi, tornata a lavorare,
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
24
scontrarsi con il desiderio di essere
di nuovo vicina al suo bambino in
quanto il cordone ombelicale, di fatto,
non si è reciso.
L’intervento del prof. Andreoli
è stato, oltre che interessante,
particolarmente utile perché,
quando il dott. Magistro ha svolto
la sua relazione, ci ha ringraziato in
quanto gli è stato fornito un dato
che non aveva considerato, tanto
che ha accolto la proposta sulla
considerazione del tempo bambino/
mamma, e ha firmato il verbale che
per ora non è ancora un consenso, ma
ATTUALITÀ
conferma il fatto che ha interiorizzato
le nostre argomentazioni».
La “Banca del Tempo”
«Quello che noi abbiamo chiesto
all’Agenzia delle Entrate, quindi
al Ministero delle Finanze, è che
per tutte le professioniste – siano
esse medici, avvocati, notai ecc.
– che hanno figli da zero a tre anni
sia ammesso (dal punto di vista
amministrativo con una circolare)
che la norma eccezionale, sull’esonero
dello svolgimento dell’attività in
modo non normale, sia applicata
automaticamente, e quindi che la
professionista non abbia bisogno
di costruirsi una cartella di
documentazione contraria, cioè che
non debba vincere la presunzione.
Il Ministero ha solo firmato “per
ricevuta” la nostra richiesta, ma si
è trattato di un successo enorme in
primo luogo perché il dott. Magistro
è venuto al convegno, poi perché
ne ha firmato il verbale. A voce ha
dichiarato che ci ringraziava per aver
fornito questo nuovo elemento; ora
dobbiamo attendere le istruzioni per
la dichiarazione dei redditi, ma ci
aspettiamo che contenga le nostre
istanze».
«Personalmente – conclude
Luciana Tullia Bertoli – sono molto
soddisfatta, ma vorrei sottolineare
ulteriormente il tema del tempo che
è decisamente importante. Noi come
Comitato Pari Opportunità abbiamo
incominciato ad affrontare anche il
problema della “Banca del Tempo”;
come avvocato infatti ho avuto modo
di constatare come le colleghe,
fintantoché sono in gravidanza,
vivono nella convinzione che, anche a
parto avvenuto, potranno continuare
a sostenere ritmi lavorativi pari a
quelli antecedenti. Ma se il tempo in
gravidanza sembra quasi dilatarsi,
appena il bambino nasce, sembra
contrarsi e si ha lo scontro dei due
tempi. Questo comporta che, nel
corso dei tre anni, le donne avvocato
possono perdere la propria clientela
a fronte dell’obbligo di andare
in udienza, pena la ricerca
del sostituto: ma il rischio
è che il sostituto, del tutto
involontariamente, attragga il
cliente nella sua sfera d’azione.
Attualmente stiamo lavorando
sulla “Banca del Tempo”
e ci stiamo domandando
come potrebbe essere
una “Banca del Tempo”
per le sostituzioni in
udienza, vale a dire
una “Banca del Tempo”
controllata e gestita dal
nostro Comitato Pari
Opportunità in modo
tale da poter arrivare a
una tutela limpida delle
sostituzioni.
Come avvocato vorrei
sottolineare che la valenza
del tempo visto nel duplice
aspetto del tempo del lavoro
e del tempo della maternità
è il tema che sorregge tutta la
costruzione che abbiamo avviato;
da qui la necessità di trovare
come armonizzare questi
due modi di vivere il tempo
anche dal punto di vista fiscale».
«Sono certa che uno scambio di idee
fra i nostri Comitati per le
Pari Opportunità, sul valore e
sull’utilizzo del tempo, potrebbe
portare a un notevole arricchimento
nell’analisi e nella ricerca dei
mezzi migliori per una gestione
della professionalità armonica e in
equilibrio».
«Auspico, pertanto, la
programmazione di incontri che
potremmo definire interdisciplinari,
su questo tema e su ogni altro tema
connesso alle pari opportunità».
■
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
25
.
ATTUALITÀ
Roberto Carlo Rossi
Perché mettere in conflitto
Medici e Farmacisti?
Il Decreto Legislativo 153/2009 detta i nuovi compiti
assistenziali delle Farmacie e c’è da scommettere che,
per i Medici, non mancheranno i problemi
ell’ultimo scorcio
del 2009, accanto
al più famoso
Decreto Legislativo n° 150 (relativo
a una serie di nuove regole per
i pubblici dipendenti, come
assenze per malattia, produttività,
certificati medici ecc.), è passata
sostanzialmente sotto silenzio la
pubblicazione del Decreto Legislativo
n° 153 (Gazzetta Ufficiale del 4
novembre 2009, n. 257). Si tratta di un
importante provvedimento di Legge
relativo a “nuovi compiti e funzioni
assistenziali delle farmacie pubbliche e
private operanti in convenzione con il
Servizio sanitario nazionale”.
Il Decreto introduce una serie
notevole di innovazioni relativamente
ai servizi erogati in farmacia. Innanzi
tutto le farmacie parteciperanno
attivamente al servizio di assistenza
domiciliare integrata “a supporto
delle attività del Medico di medicina
generale o del pediatra di libera
scelta”.
In particolare è prevista:
1) la consegna domiciliare di farmaci
e dispositivi medici;
2) la preparazione e la dispensazione
N
al domicilio delle miscele per la
nutrizione artificiale e dei medicinali
antidolorifici;
3) la dispensazione per conto delle
strutture sanitarie dei farmaci a
distribuzione diretta;
4) la messa a disposizione di operatori
socio-sanitari, di infermieri e di
fisioterapisti, per l’effettuazione, a
domicilio, di specifiche prestazioni
professionali richieste dal Medico di
famiglia o dal pediatra di libera scelta.
Ma non basta: le farmacie
contribuiranno all’erogazione di
programmi di educazione sanitaria
e di campagne di prevenzione,
erogheranno (“su prescrizione
dei Medici di medicina generale e
dei pediatri di libera scelta” … e ci
mancherebbe!) servizi di secondo
livello (compresa la rianimazione
con defibrillatori semiautomatici!)
rivolti agli assistiti “anche avvalendosi
di personale infermieristico”,
effettueranno prelievi di sangue per
analisi, prenoteranno prestazioni di
assistenza specialistica ambulatoriale
(e il cittadino potrà pagare il ticket
e ritirare i referti), parteciperanno a
iniziative di farmacovigilanza.
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
26
Un annoso conflitto di interessi
Inutile ignorare che il decreto
legislativo 153/2009 butta benzina
sul fuoco di un annoso conflitto
di interessi: quello tra Medico e
Farmacista. Presumiamo che i
moderni speziali saranno contenti
del testo di legge poiché per loro
si aprono indubbiamente nuove
prospettive assistenziali e, diciamolo
pure senza pudore, nuove prospettive
di guadagno. Tuttavia, è davvero
curioso che un provvedimento
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
della nostra Repubblica sancisca
l’unione forzosa tra Medici e
Farmacisti nell’erogare prestazioni
sul territorio, quando, fin dall’epoca
medioevale, le legislazioni locali
e nazionali si sono adoperate per
separare accuratamente gli interessi
dell’uno da quelli dell’altro. Sul
tema si rimanda a un bell’articolo
del Collega Antonio Lupano di
Torino (Occhio Clinico 2007; 5:2829). Per esempio a Venezia, nel 1258,
il Capitolare dei Medici sanciva
“non habebo societatem cum aliquo
ipotecario, scilicet quod habeam
portionem lucri medicinarum
ATTUALITÀ
Peter Paul Rubens,
Il giudizio di Paride, 1636 ca.,
National Gallery, London
rispetto giustamente dovuto verso
i Farmacisti, paventiamo che sarà
difficile non imbattersi in qualche
caso in cui tale “educazione” verrà
indirizzata verso maggiori consumi
sanitari e non verso un corretto,
razionale e scientifico utilizzo delle
risorse a disposizione dei pazienti e
del sistema sanitario pubblico.
Rapporti minati
que venduntur pro me in statione
apotecarii […] quod nullus apotecarius
audeat dare salarium alicui medico
pro quo utatur in statione sua et
faciat vendere medicinas suas”. Più
recentemente (nel 1845) lo scrittore
scledense Arnaldo Fusinato, in una
sua notissima poesia, attribuiva al
popolo questa invettiva contro il
povero Medico Condotto:
“Ordini a caso qualche sciroppo
O qualche pillola che costi troppo,
È tutto inutile, ragion non vale,
Tu sei d’accordo con lo speziale”.
Una convivenza difficile
Proprio alla luce di quanto fin
qui detto, non può non lasciare
perplessi il fatto che si affidino al
Farmacista una serie di compiti
che, inevitabilmente, porteranno
a situazioni di difficile convivenza.
Passi per la possibilità di partecipare
alla farmacovigilanza o per la
concessione di organizzare la
consegna a domicilio di farmaci e
presidi o per la prenotazione di esami
e il ritiro di referti. Ma cosa succederà
se, specie in una piccola realtà in
cui non esistono altro che una o
due farmacie, il Medico non sarà
d’accordo con il Farmacista nel tipo
di servizi infermieristici o fisioterapici
(o, peggio, sulle terapie domiciliari)
da erogare al paziente non
deambulabile? Oppure, in un’epoca
in cui è feroce il monitoraggio della
spesa sanitaria, che cosa succederà
se un Medico prescriverà “troppi”
esami, “troppi” farmaci o “troppe”
“prestazioni professionali” a un
paziente in assistenza domiciliare
“assistito” da una determinata
farmacia? Non sarà immediata,
cieca e senz’appello la condanna del
fedifrago? Che importa se poi se ne
scoprirà l’innocenza solo dopo anni
di calunnie, avvocati e tribunali? Non
sarà sempre e comunque il Medico
l’anello debole di questo sistema? Il
professionista che sottoscrive ricette
e disposizioni assistenziali non sarà
colui che verrà interrogato, sospettato
e “spremuto” per primo nel caso (già
visto) in cui qualche politico vorrà
rientrare dalle spese troppo alte in
campo sanitario? Ed infine, che dire
dell’opportunità, per il Farmacista,
di partecipare a campagne di
educazione sanitaria? Con tutto il
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
27
Non ci risulta che dalla Federazione
o da altre componenti del mondo
medico si siano levate proteste
all’apparire del D Lgs 153/2009.
Tuttavia, per le ragioni che si sono
ora enumerate, lo si considera un
provvedimento che purtroppo
contribuirà a minare i rapporti e
la credibilità dei due professionisti
che, tradizionalmente, costituivano
le autorità indiscusse (nei paesi o nei
quartieri) quando si parlava di salute:
il Medico e il Farmacista. I rischi, per
i Medici, saranno senz’altro quelli
di venir coinvolti, loro malgrado,
in scandali e accuse di prescrizioni
incongrue o di iperprescizione e in
tutto questo il rapporto Medicopaziente e l’alleanza terapeutica
rischia di andare a farsi benedire.
Con buona pace dell’interesse del
cittadino. Forse è davvero il caso di
ritornare sui propri passi e ripensare/
modificare un testo di Legge che
rischia di diventare quantomai
pericoloso e sdrucciolevole. Magari,
questa volta, con l’aiuto di coloro
che la deontologia la tutelano
quotidianamente nell’interesse di
tutti: gli Ordini dei Medici.
■
DELIBERAZIONE
Riscossione coattiva
delle quote
Regolamento interno per accelerare i tempi del recupero
l Consiglio dell’Ordine
Provinciale dei Medici
Chirurghi e degli
Odontoiatri di Milano, nella seduta del
23 novembre 2009,
• premesso che il D.Lgs.C.P.S. 233/46,
recante norme volte alla ricostituzione
degli Ordini delle professioni sanitarie
e alla disciplina dell’esercizio delle
professioni stesse, prevede all’art.
4 che il Consiglio, entro i limiti
strettamente necessari a coprire le
spese dell’Ordine, stabilisca una tassa
annuale di iscrizione all’Albo;
• considerato che è emerso negli
ultimi anni in modo preoccupante
il fenomeno di morosità da parte
di un numero sempre crescente di
iscritti (che oggi si possono stimare
in 2.265 unità) e che ciò non può che
comportare un grave disagio per la
gestione ordinistica;
• tenuto presente che più elementi
concorrono a ritardare il versamento
della quota da parte dei sanitari e che
spesso gli avvisi tornano al mittente
per irreperibilità a diverso titolo
del destinatario o perché, in altri
casi ancora, gli iscritti comunitari
o extracomunitari migrano in altro
Paese senza darne comunicazione
all’Ordine;
I
• ritenuto che, a fronte della
situazione descritta che ha
comportato e comporta sempre più
per l’Ordine un aggravio di lavoro
di segreteria con ulteriori oneri per
il recupero delle quote, ci si è rivolti
più volte alla Federazione Nazionale
per rappresentare le problematiche
emerse;
• verificato essere la Federazione
Nazionale intervenuta sull’argomento:
con deliberazione del Comitato
Centrale n. 39 del 13 febbraio
2004, invitando gli Ordini ad
adottare una deliberazione tendente
a prevedere, in aumento alla tassa
annuale per i medici morosi, un
importo pari al 10 per cento della tassa
stessa, a titolo di rimborso forfetario
per le spese amministrative sostenute
dall’Ente ai fini della riscossione,
con salvezza dell’integrale recupero
delle spese legali e procedurali
eventualmente sostenute in caso di
ricorso all’autorità giudiziaria,
con comunicazione n. 23 del 4
maggio 2006, precisando che:
lo stato di morosità nel pagamento
dei contributi si concretizzava alla
scadenza dell’anno civile, vale a dire al
31 dicembre,
successivamente a tale data andava
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
28
attivata la procedura di cui al
combinato disposto dell’art. 11, ultimo
comma, D.Lgs.C.P.S. n. 233/1946 e
dell’art. 11, secondo comma, D.P.R.
221/1950 (indicando, quale procedura
da seguire per la cancellazione
dall’Albo, quella per “morosità e
irreperibilità”),
l’iscritto cancellato poteva essere
reiscritto quando fossero cessate
le cause che avessero determinato
la cancellazione (e quindi solo ove
avesse pagato i contributi di cui era
moroso),
la reiscrizione entro tre mesi
consentiva al sanitario cancellato
di mantenere lo stesso numero di
iscrizione e l’anzianità maturata
successivamente ai tre mesi;
• preso atto della comunicazione
n. 24 (“Regolamento interno per la
riscossione coattiva delle quote”)
con cui la Federazione Nazionale
in data 3 luglio 2009 (prot. 7596)
indicava quale avrebbe potuto essere
una semplificazione dei protocolli
esattivi da adottare in un eventuale
Regolamento a salvaguardia dell’Ente
e degli iscritti;
• appurato che l’Ordine Provinciale
dei Medici Chirurghi e degli
Odontoiatri di Milano ritiene adeguata
DELIBERAZIONE
una tempistica quale quella di seguito
riportata:
1. invito al pagamento della quota
ordinistica entro il 28 febbraio e, in
difetto di pagamento
2. sollecito al saldo tramite
Raccomandata a r. entro il 30
giugno e, in difetto di pagamento
3. convocazione dal Presidente
tramite raccomandata a r. o
ufficiale giudiziario o messo
comunale entro il 30 novembre e,
in caso di mancata comparizione
(e sempre persistendo
l’inadempienza).
4. cancellazione dall’Albo;
• letto l’art. 11 del Regolamento per
l’amministrazione e la contabilità
approvato nella seduta di Consiglio
del 29 ottobre 2001 e oggi tuttora
vigente;
• in adeguamento degli atti di
indirizzo e di coordinamento della
Federazione;
• all’unanimità
DELIBERA
di avvalersi delle tempistiche sopra
riportate e di elevarle al rango di
regolamento interno per la procedura
da adottare nei confronti dei propri
iscritti morosi;
di esigere da ogni iscritto moroso,
oltre all’importo della tassa, il 10% della
quota a titolo di rimborso forfettario
per le spese amministrative sostenute
dall’Ente. E ciò per tutto quanto
specificato in premessa, da considerare
parte integrante, anche motivazionale,
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
29
della presente delibera.
La sopraestesa deliberazione,
avente natura di provvedimento
regolamentare, verrà trasmessa
per l’approvazione alla Federazione
Nazionale a norma dell’art. 35 del
D.P.R. 221/1950.
■
PREVIDENZA
Salvatore Altomare
ENPAM problemi, incognite
e prospettive
Un sistema previdenziale che necessita a breve di correttivi
e di modifiche normative
on il Decreto Legislativo
30 giugno 1994, n. 509
(Privatizzazione degli Enti
Pubblici) l’ENPAM è stato trasformato
in Fondazione, con personalità
giuridica di diritto privato con piena
autonomia gestionale, contabile
e amministrativa sotto il diretto
controllo dello Stato.
Il Decreto Legislativo 509/1994
fissa l’obbligo di prevedere una
riserva legale, al fine di assicurare
la continuità nell’erogazione delle
prestazioni. L’art. 59, comma 20,
della Legge 27 dicembre 1997, n. 449,
precisa che il patrimonio netto deve
almeno essere pari a cinque volte
la spesa per le pensioni sostenuta
nell’anno finanziario di riferimento,
anno 1994. Per quanto riguarda
l’ENPAM, nel corso degli anni, il
patrimonio netto è stato in grado
di garantire l’esistenza della riserva
legale. I vincoli di garanzia, imposti
alle Casse privatizzate, oltre alla
riserva legale (riserva tecnica) sono
costituiti dai bilanci tecnici.
Gli Enti previdenziali privatizzati
devono garantire bilanci tecnici
trentennali stabili e una solidità
patrimoniale per i prossimi 50 anni.
C
L’art. 1,comma 763 della legge
296/2006 (Legge Finanziaria 2007)
ha portato la verifica della stabilità
delle gestioni previdenziali da 15 anni
a un arco temporale non inferiore
a 30 anni.
Il Decreto del Ministero del Lavoro
e della Previdenza Sociale del 29
novembre 2007 ha stabilito che è
opportuno che il bilancio tecnico
sviluppi proiezioni di equilibrio della
gestione e di bilancio su un periodo di
50 anni alla data dell’elaborazione.
La sostenibilità delle casse
Secondo i bilanci tecnici, la
sostenibilità delle casse viene valutata
con l’analisi di tre parametri:
1. Saldo previdenziale;
2. Saldo finanziario;
3. Patrimonio netto.
Una situazione di squilibrio può
comportare:
• disavanzo previdenziale (le spese
da prestazioni saranno superiori alle
entrate contributive);
• disavanzo patrimoniale (le uscite
saranno superiore ai ricavi);
• azzeramento del patrimonio.
Il Saldo previdenziale, che mette a
confronto le entrate da contributi
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
30
e le uscite per le prestazioni, è
teoricamente e naturalmente il primo
indicatore sensibile; quando volge al
rosso, devono intervenire i proventi
della gestione del patrimonio a
pareggiare i conti.
È il Saldo finanziario che deve
sostenere il Saldo previdenziale.
Il Decreto ministeriale 29 novembre
2007 non indica esplicitamente a quale
indicatore si debba fare riferimento
per determinare l’effettiva situazione
di squilibrio finanziario dei fondi: non
è precisato se è il saldo previdenziale
oppure il saldo finanziario a delineare
PREVIDENZA
La necessità di correttivi
la situazione di squilibrio. Inoltre
la reale consistenza del patrimonio
dell’Ente, se considerata, potrebbe
coprire eventuali squilibri temporanei
Dovrebbe essere in qualche
modo considerata la consistenza
del patrimonio e non solo la sua
redditività; lo squilibrio di un Fondo
non dovrebbe concretizzarsi sino a
che il patrimonio dell’Ente è in grado
di coprire eventuali temporanei
saldi negativi previdenziali oppure
finanziari.
In merito alla sostenibilità delle Casse,
il Saldo previdenziale, che mette a
confronto le entrate da contributi e le
uscite per le prestazioni, per l’ENPAM
andrà in crisi nel 2024, mentre il
Patrimonio netto volge al rosso
nel 2032. Sebbene l’ultimo bilancio
tecnico non evidenzi problemi di
stabilità nel breve periodo, le nuove
prescrizioni legislative (Finanziaria
2007; Decreto del Ministero del
Lavoro del 29 novembre 2007), in
cui è prevista nei bilanci tecnici
una proiezione di sostenibilità
non inferiore a 30 anni, nel mediolungo periodo comporteranno una
situazione di squilibrio per i Fondi.
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
31
Da quanto riportato, si comprende
l’esigenza di introdurre correttivi
nell’ottica di rispettare le vigenti
prescrizioni di legge.
Le correzioni del sistema
previdenziale dell’ENPAM vanno
fatte, anche perché in assenza di esse,
secondo la previsione attuariale, si
arriverà a una situazione di squilibrio.
Gli studi attuariali evidenziano
un’inversione di tendenza
nell’equilibrio dei Fondi che inizierà a
manifestarsi a seconda delle gestioni,
tra il 2018 e il 2021. La popolazione
dei medici “attiva” è particolarmente
concentrata nella fascia d’età tra i 45
e 54 anni e ciò induce a prevedere
un incremento del numero dei
pensionati. Tra il 2015 e il 2025 si
pensioneranno oltre 120mila medici
di cui 40.000 medici di famiglia con
effetti facilmente intuibili nel rapporto
tra contribuenti attivi e pensionati
dei vari fondi e in particolare del
Fondo di Medicina Generale che
oggi presenta 70.000 contribuenti
attivi e 28.000 pensionati. L’annuale
indicizzazione del contributo e
l’aumento del numero dei contribuenti
non risolveranno i problemi.
PREVIDENZA
Del resto i nuovi contribuenti,
appartenendo a fasce di età a
contribuzione ridotta, comportano
un incremento contributivo incisivo
ma non determinante, avendo
un peso contributivo individuale
inferiore a quello di coloro che
giungono all’età della pensione. C’è
poi da dire che una buona parte dei
medici iscritti all’ENPAM risulta
essere dipendente del SSN (130 mila
circa) per cui, versando i contributi
anche all’INPDAP o all’INPS,
contribuiscono con l’afferenza
alla Quota A e, se svolgono libera
professione, alla Quota B del Fondo
Generale. I rapporti elencati in tabella
1 riferiti all’anno 2008 cambieranno
bruscamente quando oltre 120mila
medici andranno in pensione. Il
rapporto tra contribuenti e pensionati
potrebbe essere destinato a crollare,
con pesanti conseguenze sulle entrate
(in diminuzione) e sulle uscite (in forte
crescita).
Fondo Generale Quota A
Iscritti 342.260
Fondo Medicina Generale
Iscritti 69.452
Pensionati 82.501
Pensionati 25.531
Rapporto = 4,15
Rapporto = 2,72
La longevità crescente è un altro
aspetto del problema. L’aumento di
tre mesi di aspettativa di vita per ogni
anno che passa porta statisticamente
a un’aspettativa totale di vita di circa
20 anni, a partire dai 65 anni.
Correzioni al sistema
previdenziale
Le correzioni del sistema
previdenziale ENPAM, al pari
delle altre gestioni previdenziali “a
ripartizione”, sono state rivolte verso:
• le aliquote del prelievo contributivo;
• i coefficienti di rendimento annuo;
ASPETTI POSITIVI E NEGATIVI DELLE CORREZIONI
1. Aumentando le aliquote del prelievo contributivo, aumenta il debito previdenziale
dell’ENPAM nei riguardi dei contribuenti, in considerazione del fatto che è già assegnata
al momento dell’incasso del contributo quella che sarà la redditività del contributo stesso.
L’aumento dell’aliquota potrebbe non essere più sostenuta dalle Regioni e dallo Stato
(attualmente contribuiscono per i medici di medicina generale con una quota che
rappresenta il 62,5%, minore rispetto a quella dei dipendenti 66%; dell’attuale 16,50%
il 10,375% è a carico della parte pubblica e il restante 6,125% a carico del medico).
L’aumento dell’aliquota può certamente, per un buon periodo, mantenere stabile
l’avanzo di gestione previdenziale (che si è dimostrato rilevante ai fini del Totale
Avanzo di esercizio), ma il Saldo previdenziale, che mette a confronto le entrate da
contributi e le uscite per le prestazioni, deve essere sorretto dalla gestione finanziaria,
altrimenti nel lungo periodo, in considerazione che un aumento delle aliquote
comporta in seguito un aumento della spesa previdenziale (stante l’attuale sistema
retributivo) e in considerazione del numero crescente dei pensionati, sarà negativo.
2. Ridurre i coefficienti di rendimento annuo significa ridurre l’entità della pensione
del contribuente.
3. Aumentando l’età pensionabile si aumenta il periodo della contribuzione e si riduce
il periodo di tempo destinato a pagare le pensioni al contribuente o agli aventi diritto.
• l’età pensionabile.
I correttivi deliberati, nel corso
degli anni, dal Consiglio di
amministrazione e approvati
dal Ministero del Lavoro e della
Previdenza Sociale, di concerto con
il Ministero dell’Economia e delle
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
32
Finanze, hanno riguardato, anche
se con provvedimenti diversi, tutti
i fondi e hanno fatto riferimento
essenzialmente a un aumento
dell’importo della contribuzione e
a una riduzione del coefficiente di
rendimento. Le correzioni devono
PREVIDENZA
essere di natura parametrica, al
fine di conservare l’attuale sistema
reddituale di calcolo delle prestazioni
al precipuo scopo di perseguire
al meglio l’obiettivo di coniugare
l’equità intergenerazionale con
l’adeguatezza delle prestazioni.
Un eventuale intervento di natura
strutturale, con passaggio al sistema
contributivo, determinerebbe indubbi
riflessi negativi in termini di equità
intergenerazionale e adeguatezza della
prestazione. Il passaggio al sistema
contributivo comporta poi un “rischio
occulto”: la riduzione delle prestazioni
a dispetto di un buon patrimonio
dell’ENPAM alla lunga potrebbe
ingolosire il potere pubblico.
La soluzione va cercata al fine di
raggiungere non solo la sostenibilità
finanziaria della gestione sul lungo
periodo ma anche al fine di garantire
trattamenti previdenziali adeguati.
Soluzione proponibile
La soluzione al problema va trovata
essenzialmente:
• nel mantenere l’attuale sistema
retributivo al precipuo scopo di
perseguire al meglio l’obiettivo di
coniugare l’equità intergenerazionale
con l’adeguatezza delle prestazioni;
• nell’aumentare le aliquote del
prelievo contributivo (portandole
gradualmente al valore percentuale
uguale o vicino a quello delle aliquote
dei medici dipendenti pubblici
32,65%);
• nel ristrutturare il sistema
previdenziale dei Fondi ENPAM,
apportando le necessarie correzioni
al fine della costituzione di un unico
fondo, con l’obiettivo di assicurare
prestazioni future adeguate a tutti;
• nell’aumentare la redditività del
M.C. Escher, Relativity (1953)
patrimonio dell’ENPAM, in quanto le
correzioni del sistema previdenziale
ENPAM rivolte verso i coefficienti di
rendimento annuo potrebbero essere
meno incisive e le correzioni circa l’età
pensionabile potrebbero non essere
necessarie. Comunque la soluzione
proponibile non può non tener conto
delle specifiche esposizioni delle
singole gestioni, per cui le correzioni
dovranno concretizzarsi in interventi
mirati, più o meno incisivi, su uno o
più provvedimenti al fine di assicurare
la prescritta stabilità trentennale.
Le riforme interesseranno tutti i fondi
di previdenza gestiti dall’ENPAM, a
eccezione del Fondo degli Specialisti
Esterni, per il quale la prescritta
stabilità è legata al favorevole
evolversi del contenzioso giudiziario
in atto con le Società obbligate al
versamento del contributo di cui
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
33
all’art.1 comma 39 della legge n.
243/2004 e ai positivi riflessi connessi
all’adozione del metodo contributivo
per il calcolo delle prestazioni, già
formalmente deliberato dal Consiglio
di Amministrazione della Fondazione.
Redditività e sostenibilità
I correttivi del sistema previdenziale
devono essere affiancati da una valida
redditività del patrimonio.
Nel mettere a reddito i contributi
versati dai medici e dagli odontoiatri
occorre impostare un’efficace politica
degli investimenti (immobiliare e
mobiliare) a finalità previdenziale,
affinché i proventi della gestione
del patrimonio (Saldo finanziario)
siano validi. L’avanzo di gestione
previdenziale (Saldo previdenziale)
deve essere ben utilizzato al fine della
sostenibilità. I contributi dei medici e
PREVIDENZA
degli odontoiatri devono essere usati
sia per pagare le pensioni che per
accumulare un patrimonio di riserva.
Necessità di modificare
il sistema di tassazione
I contributi versati a finalità
previdenziale dagli iscritti sono esenti
da tassazione e sono interamente
deducibili dal reddito dei contribuenti.
I contributi incassati dall’ENPAM,
messi a reddito nell’attività
d’investimento del patrimonio
(mobiliare e immobiliare), sono
tassati nei rendimenti dell’attività
d’investimento. Le prestazioni erogate
dall’ENPAM (le pensioni) sono tassate
con le normali aliquote progressive.
Questo è il sistema di tassazione, il
cosiddetto ETT (Esenzione, Tassazione,
Tassazione), applicato all’ENPAM.
Doppia tassazione, quella della rendita
finanziaria e quella sul pagamento
delle pensioni, quindi collettiva in fase
di capitalizzazione e individuale sulle
pensioni. La rendita finanziaria del
patrimonio è quindi considerata come
una rendita finanziaria privata.
Agli Enti pubblici di previdenza
nazionale è applicato invece il sistema
di tassazione EET (Esenzione,
Esenzione, Tassazione); vengono
tassate solo le prestazioni erogate.
Il sistema di tassazione ETT è
applicato in Europa solo in Italia,
Svezia e Danimarca, mentre nelle
altre nazioni europee si applica il
sistema di tassazione EET in cui c’è
anche l’esenzione della tassazione
sulla rendita del patrimonio. Gli Enti
previdenziali privatizzati inoltre,
contrariamente a quanto previsto
per quelli pubblici, sono soggetti a
pagare l’IRES (imposta su reddito
delle società con aliquota passata
dal 33% al 27,5% con la finanziaria
del 2008 – Legge 244/2007), l’ICI e
in caso d’acquisto d’immobili l’IVA.
Occorre una modifica del sistema
di tassazione da ETT a EET (meglio
ancora EEE). Si può fare leva sulla
public utilità. Dato che gli investimenti
sono finalizzati al pagamento delle
future pensioni, si potrebbe ottenere
se non un azzeramento in tempi brevi,
almeno un abbassamento graduale
della tassazione fino alla definitiva
eliminazione. Verosimilmente i
Ministeri Vigilanti (quindi lo Stato)
potrebbero chiedere in cambio un
impegno economico alle Casse rivolto
al sociale. In tal caso occorre valutare
con attenzione se ciò può rientrare
nel programma economico dell’Ente
e quale possa essere il rendimento
e se c’è compatibilità con la mission
dell’Ente. Se lo Stato non intende
rinunciare al proficuo gettito fiscale,
per quanto riguarda il patrimonio
immobiliare, occorre valutare con la
“dovuta attenzione” se abbandonare la
tradizionale gestione diretta (proprietà
diretta) il cui rendimento è contenuto
non solo a causa delle imposte, ma
anche delle spese di manutenzione
e di gestione (il dilemma è: gestione
diretta, fondi o società real estate?). La
tassazione sottrae risorse importanti
e “forse” costringe l’Ente, per ridurne
l’effetto, ad artifizi societari e a scelte
di investimento che “forse” non
verrebbero fatte se venisse abolita.
Enti previdenziali privatizzati:
una “modernizzazione
incompleta”
Ma c’è anche un altro importante
problema da risolvere quello
della scarsa autonomia degli enti
privatizzati. Il nuovo modello giuridico,
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
34
introdotto nell’ordinamento con il
Decreto legislativo n.509/94, con un
contenuto caratterizzato dall’impiego
legale della capacità del diritto privato
nella gestione di alcuni interessi
pubblici, è stato sottoposto ed è tuttora
oggetto di analisi sia sul versante
dell’attuazione, sia su quello della
giurisdizione. Il quadro normativo
andrebbe modificato.
La riforma della privatizzazione degli
Enti previdenziali, in riferimento
a una piena autonomia degli Enti
stessi, non si è attuata. Il quadro
normativo, che regola le attività degli
Enti previdenziali privatizzati, non
solo non è adeguato all’impostazione
che originariamente aveva ispirato la
riforma, ma addirittura alcune norme
costituiscono vere e proprie incursioni
in grado di insidiare la riforma stessa
della privatizzazione e di comprimere
la stessa autonomia degli Enti.
Il panorama degli Enti previdenziali
privatizzati risulta quello di una
“incompleta modernizzazione”.
Esiste l’impellente necessità
di una revisione di quegli aspetti
legislativi che limitano la natura
privata degli Enti. Occorre costituire,
d’accordo con i Ministeri Vigilanti,
un gruppo di lavoro paritetico, allo
scopo di avviare un dialogo circa
l’adeguatezza del quadro normativo
che regola l’attività degli enti
previdenziali privatizzati, al fine di
rendere più chiara e concreta la natura
privata degli Enti, senza tuttavia
disconoscerne le finalità pubbliche
che giustificano la vigilanza dello
Stato, e valutare le correzioni del
sistema da apportare, anche quelle
riguardanti il sistema della tassazione,
atte al fine di rispettare i vincoli di
garanzia.
■
FINESTRA SULL’AUDIOLOGIA
Lo screening della sordità
Dott. Artilio Bini
Audiologo – Dirigente medico
Azienda Ospedaliera di Melegnano
I test uditivi neonatali hanno lo scopo di identificare
i soggetti ipoacustici per trattarli precocemente
e prevenirne il danno psico-linguistico e relazionale
no dei capitoli più
affascinanti dell’audiologia
è stato aperto da D.T. Kemp
nel 1987, con la registrazione degli
echi cocleari, tappa basilare per la
conoscenza della fisiologia del sistema
uditivo e per la diagnosi precoce delle
ipoacusie di tipo neurosensoriale a
genesi cocleare.
Gli echi cocleari, o meglio le
otoemissioni acustiche, sono la
risposta generata dall’attività
contrattile delle cellule ciliate esterne.
La loro registrazione ha permesso di
monitorare la funzionalità della coclea
e di scoprirne le eventuali alterazioni.
Nel 1988 è stata sviluppata la prima
apparecchiatura di registrazione delle
TOAE (fotoemissioni acustiche evocate
da transienti) e negli anni successivi
la loro applicazione universale come
screening della sordità alla nascita.
Gli screening uditivi neonatali hanno
lo scopo di identificare i soggetti
ipoacustici per attuare un trattamento
precoce e prevenirne il danno psicolinguistico e relazionale.
La letteratura internazionale ormai
concorda sul dato dell’incidenza
della sordità grave e profonda in 1-2
soggetti su 1.000 nati.
In tali casi la protesizzazione acustica
precoce e l’eventuale impianto
cocleare è la risposta terapeutica alla
disabilità uditiva.
Attualmente la metodica usata per lo
screening audiologico neonatale si
basa sulla registrazione delle TOAE
associate a un eventuale secondo
U
livello con ABR (potenziali evocati
uditivi).
Questi concetti sono stati assunti dalla
Regione Lombardia che ha promosso
lo screening in tutte le Aziende
Ospedaliere del proprio territorio.
Dal 2005 presso l’Azienda Ospedaliere
di Melegnano, nella sede del
Presidio Ospedaliero “Predabissi” di
Vizzolo P. è stata iniziata l’attività di
screening uditivo neonatale. La fattiva
collaborazione tra le unità operative di
Pediatria e Otorinolaringoiatria, che
si sono avvalse di collaboratori con
specifiche qualifiche in audiologia,
hanno decretato il successo e la
prosecuzione di tale importante azione
clinico-diagnostica.
Vengono testati mediamente 1.000
neonati all’anno con il riscontro di
due ipoacustici ogni 1.000 testati
che vengono trattati presso la stessa
struttura con terapia protesica acustica
e, in casi selezionati, presso specifici
centri per gli impianti cocleari.
Lo screening comporta l’utilizzo
di uno strumento portatile per le
otoemissioni e di stazione fissa per gli
ABR necessari come secondo livello.
I neonati vengono testati entro
tre giorni dalla nascita, cosicché
in tre sedute settimanali vengono
esaminati tutti i nuovi nati. I casi
FAIL (fotoemissioni assenti) vengono
controllati dopo 14 giorni.
Successivamente i pazienti con TOAE
assenti vengono inviati ad ABR in una
seduta settimanale.
Gli esami vengono eseguiti da
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
35
personale laureato in Tecniche
Audiometriche e coordinato dallo
specialista Audiologo, coadiuvati
dall’impegno dei medici e del
personale infermieristico del Nido.
Dopo 4 anni di esperienza si può
concludere che la validità e l’efficacia
dello screening audiologico neonatale
debba soggiacere ad alcune regole
irrinunciabili:
- deve essere universale su tutti i nati
- deve avere una sfuggenza al test
nulla o praticamente nulla
- deve essere attuato da personale
medico e tecnico con competenze
specifiche
- deve essere eseguito in piena
collaborazione tra le Unità Operative
coinvolte
- deve essere uniformato a un
protocollo diagnostico chiaro e
unico.
■
FINESTRA SULL’ODONTOIATRIA
Previsione d’inclusione
dei terzi molari e indicazioni
alla loro estrazione
L’approccio è attualmente conservativo. Qualora si debba
intervenire, il momento più indicato è tra i 7 e gli 11 anni
ltimamente
l’atteggiamento circa
l’estrazione profilattica
del terzo molare è cambiato verso
un approccio più conservativo: le
indicazioni all’estrazione rimangono
limitate a infezioni ricorrenti o a
diagnosi ortodontiche di mancanza
di spazio. La tesi dell’affollamento
del settore anteriore all’arcata
inferiore conseguente alla spinta dei
terzi molari appare non avvalorata.
D’altro canto gli studi a riguardo
datano però solo pochi anni e per
una visione univoca necessitano
studi più numerosi e con un followup più lungo. Nel caso certo si debba
U
procedere è preferibile farlo con una
germectomia a un’età di 7-11 anni in
quanto l’intervento è poco invasivo,
veloce e facile, mentre a un’età più
adulta i tempi di guarigione sono
3-4 volte maggiori con un rischio di
complicanze più elevato.
Secondo gli attuali orientamenti
l’estrazione profilattica dei terzi
molari inclusi asintomatici non
appare giustificata, considerando
le possibili complicanze e il trauma
chirurgico che ne derivano. Gli studi a
riguardo datano però solo pochi anni
e pertanto sono necessari per una
visione univoca studi più numerosi
con un follow-up più lungo. D’altra
parte non si trovano in letteratura
dati validi a lungo termine sulle
possibili conseguenze di un mancato
trattamento dei terzi molari inclusi
asintomatici. Da quanto enunciato
appare giustificato un atteggiamento
più conservativo che in passato e la
linea terapeutica attuale è di estrarre
i terzi molari disodontiasici solo
in caso di infezioni ricorrenti o di
inadeguato spazio osseo mandibolare
per l’eruzione se gli scopi della
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
36
Franco Bruno
Medico Chirurgo specialista in Ortodonzia Libero
Professionista Professore a Contratto presso la
Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia
dell’Università di Cagliari
franco [email protected]
Arnaldo Benech
Direttore S.C.D.U. Chirurgia Maxillo Facciale e
Scuola di Specializzazione in Chirurgia Maxillo
Facciale Facoltà di Medicina e Chirurgia e scienze
della Salute – Università del Piemonte Orientale
– C.so Mazzini 18 Novara
[email protected]
necessità di spazio sono dettati da
linee terapeutiche ortodontiche. In
questi ultimi casi si dà la preferenza
all’intervento a un’età più giovane
preferibilmente inferiore ai 18 anni,
con una germectomia, poiché in
pazienti più adulti, come si evince
dai lavori di Chiapasco, Crescentini e
Romanoni del 1994 (20) e di Phillips,
White, Shugars e Zhou del 2003 (21),
i tempi di guarigione sono 3-4 volte
maggiori con rischio di complicanze
più elevato.
Decidere di intervenire per una
germectomia non è mai semplice
e dovrà esserci un accordo stretto
tra chirurgo e ortodontista e una
chiara elencazione ai genitori dei
vantaggi e degli svantaggi. La
germectomia dei terzi molari può
essere praticata in varie fasi del loro
sviluppo: precocissima a un’età fino
agli 8 anni, in cui la calcificazione
coronale è iniziale limitata solo alle
cuspidi e il secondo molare è ancora
nel follicolo, precoce tra gli 8 e i 12
anni in cui la calcificazione coronale
è in fase avanzata e il secondo molare
è già sviluppato più o meno in arcata,
FINESTRA SULL’ODONTOIATRIA
Bibliografia essenziale
sull’argomento
Figura 1 - Analisi cefalometrica secondo Ricketts
ripresa da Schulhof e Turley per I molari superiori
Figura 2 - Analisi ortopantomografica secondo
Ganss per il terzo molare superiore
Figura 3 - Analisi cefalometrica secondo Schulhof e
Turley per il terzo molare inferiore
Figura 4 - Analisi cefalometrica secondo Ricketts
per il terzo molare inferiore
tardiva tra i 12 e i 16 anni in cui
l’elemento è in fase di eruzione e il
secondo molare è già erotto in arcata.
Intervenire in fase precocissima di
maturazione del germe rende la sua
enucleazione molto facile, veloce e
poco invasiva; intraoperatoriamente
il follicolo appare di colore bluastro
e la cripta in cui esso è contenuto
viene aperta sul lato mediale della
mandibola superficialmente sopra
il germe del secondo molare.
Intervenire successivamente in fase
precoce di sviluppo del germe porta
a trovare la cripta sotto e dietro il
secondo molare mentre nella fase
tardiva le problematiche chirurgiche
sono quelle di un dente quasi
completamente formato. Nel caso
si debba procedere, il momento più
indicato è tra i 7 e gli 11 anni, età in
cui la struttura ossea mandibolare e
il germe sono ancora in uno stadio di
maturazione incompleto. In questo
periodo l’intervento risulta poco
invasivo, veloce e facile. Altrimenti
è meglio posticipare l’intervento al
periodo in cui il terzo molare è quasi
completamente formato. Di contro la
germectomia del terzo molare deve
essere praticata con cautela perché
non esiste una certezza diagnostica
della mancanza di spazio prima dei
12-13 anni, perché il bambino è molto
meno trattabile e perché il consenso
dei genitori non è facile in quanto le
complicanze possono verificarsi anche
dopo anni.
■
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
37
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ATTIVITÀ DELL’ORDINE
Un anno ricco di novità
Un breve excursus sulle attività degli uffici nel 2009
Sportello di conciliazione
Nel maggio 2009 venivano presi
contatti con l’Ordine degli Avvocati
di Milano per saggiare l’interesse e
la disponibilità dell’Organismo di
Conciliazione Forense a operare la
conciliazione in ambito sanitario.
L’attenzione è stata massima, tanto che
i vertici dei due Enti si sono incontrati
per confermare le rispettive volontà
attuative Referente del progetto per
l’ordine degli avvocati, l’avv. Paola
Ventura. Veniva quindi costituito un
gruppo di lavoro formato dal dott.
Ugo Garbarini, dal dott. Roberto Carlo
Rossi, dalla dott.ssa Monica Cucci,
dall’avv. Enrico Pennasilico, dall’avv.
Mariateresa Garbarini, dall’avv. Paola
Ventura, dall’avv. Nicoletta Bosio e
dall’avv. Gigliola Pirotta, gruppo che
veniva subito istruito, sia a livello
normativo sia a livello pratico, in
merito alla “Conciliazione”. È stato
organizzato un incontro tra il gruppo
così come sopra costituito (con
l’ulteriore presenza del Dott. Ferraro,
Dirigente dell’Ordine degli Avvocati
di Milano) e i rappresentanti dei
Broker maggiormente interessati della
questione perché operativi soprattutto
in campo sanitario (Steffano Group
nella persona del dott. Attilio Steffano,
Rasini Viganò S.p.A. nella persona
del dott. Federico Lanciani, Marsh
Italia nella persona del dott. Carlo
Colella).
Ad oggi si è in attesa di conoscere
dagli stessi proposte attuative di una
modifica – a livello di polizza – volta
a includere la conciliazione tra le voci
incluse nella copertura assicurativa.
Registri per le Medicine
non Convenzionali – Registro
per la Medicina Estetica
Dopo l’approvazione da parte del
Consiglio dell’Istituzione dei Registri
per la medicina non Convenzionale
e per la Medicina Estetica, sono
stati creati, per ognuna delle sette
branche approvate, appositi moduli
da consegnare agli iscritti che
intendano richiedere l’inserimento,
con la specifica dei criteri previsti
come legittimanti: elencazione della
documentazione, delle esperienze
professionali previste dalle norme
transitorie e comprese nell’elenco
degli allegati. Nei moduli è stato
inserito uno spazio per ricevuta
con il nominativo di chi ritira la
documentazione e uno schema nel
quale la Commissione preposta
e nominata dal Consiglio potrà
esprimere il proprio giudizio, ciò per
facilitare il compito di valutazione
ed esame di ogni singola posizione.
A livello informatico, oltre alla
registrazione nell’anagrafica
dell’iscrizione al registro, è stato
previsto un collegamento con il
protocollo informatico che
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
38
consentirà, dopo positiva valutazione
della Commissione e il passaggio
in Consiglio, di attribuire il numero
di iscrizione a seconda della data
di presentazione della richiesta
di iscrizione. Per informazione,
illustrazione degli scopi dei Registri
e spiegazione dei compiti spettanti
e derivanti agli uffici dalla loro
istituzione, è stata organizzata
una riunione del personale con
partecipazione del Presidente.
Documento Programmatico
sulla Sicurezza (DPSS)
Il Documento, approvato nella
seduta di Consiglio del 2/3/2009, è
stato redatto in collaborazione tra
il Direttore sig.ra Gabriella Sartoni,
l’avv. Mariateresa Garbarini e il
Responsabile dei Sistemi Informativi
Luca Alberti della Società Ramcube
con lo scopo di delineare il
quadro delle misure di sicurezza,
organizzative fisiche e logiche adottate
e da adottare per il trattamento dei
dati personali effettuato dall’Ordine.
Il documento si compone di 55
pagine e comprende capitoli
dedicati alla sicurezza fisica e logica,
all’organizzazione degli archivi, alla
sicurezza della rete di comunicazione,
alle norme per la gestione sicura delle
password, all’elenco dei vari compiti
e delle responsabilità, dei rischi che
incombono sui dati, degli interventi
ATTIVITÀ DELL’ORDINE
formativi previsti e l’elenco dei
trattamenti dei dati affidati all’esterno.
È stata predisposta una lettera (oltre
che per i consulenti e i fornitori)
per i Consiglieri quale nomina a
responsabile del trattamento dei
dati personali e sensibili, per il buon
adempimento della carica istituzionale
rivestita che ogni Consigliere ha
controfirmato per accettazione.
Il DPSS è stato consegnato a tutti
i dipendenti e quindi, per meglio
informarli e responsabilizzarli in base
alle loro mansioni, è stata organizzata
una riunione del personale con
la partecipazione del Consulente
informatico durante la quale ciascuno
ha potuto richiedere le delucidazioni
ritenute opportune.
D.Lgs. 81/2008
In ottemperanza ai dettami normativi,
verificata l’esigenza di integrare
e modificare il Documento di
Valutazione Rischi già esistente
alla luce delle effettive realtà ed
esigenze lavorative dell’Ente, oltre
che degli emendamenti normativi
operati dal legislatore (un esempio
tra tutti: l’abrogazione in toto della
precedente normativa di riferimento
L. 626/1994), si sono svolti numerosi
incontri tra il consulente informatico
RamCube S.r.l. nella persona del
signor Luca Alberti, il funzionario
dell’area giuridica amministrativa avv.
Mariateresa Garbarini e il Direttore
signora Gabriella Sartoni.
Numerosi sono stati i contatti
telefonici e telematici anche con
il Responsabile del Servizio di
Prevenzione e Protezione Ram S.r.l.
nella persona del signor Gabriele Villa.
È stato quindi predisposto e stilato
nuovo Documento di Valutazione
Rischi, debitamente munito di data
certa e attualmente custodito presso
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
39
l’Ente. Vengono tenute presso la sede
le riunioni periodiche del servizio
di Protezione cui partecipa anche il
medico competente dottor Umberto
Binda.
Regolamento interno per la
riscossione coattiva delle quote
La FNOMCeO, dopo varie
sollecitazioni anche del nostro Ordine,
ha inviato la bozza del Regolamento
ATTIVITÀ DELL’ORDINE
COMUNICAZIONE
e-mail riunendoli in piccoli gruppi al momento della consegna del
tesserino di iscrizione. Dopo il messaggio di benvenuto del Presidente e un suo intervento riguardante gli aspetti peculiari della
professione, uno dei presenti legge il Giuramento quindi vengono
consegnati a tutti una pergamena sulla quale è riprodotto il giuramento e il libretto “Le norme che regolano la professione medica”.
Lo scopo della cerimonia è stato compreso dai nuovi iscritti che
hanno espresso apprezzamento per la sua istituzione.
Bollettino
La nuova veste grafica, la diversa impostazione ed elaborazione
degli articoli e degli argomenti trattati, le interviste su tematiche
scelte dal comitato di redazione ed effettuate da giornalisti professionisti tra esperti in materia sono state apprezzate dagli iscritti
che hanno espresso il loro gradimento attraverso lettere e e-mail.
Sono usciti, come da previsione, quattro numeri, l’ultimo dei quali ha richiesto un aumento di pagine di un ottavino per consentire un maggiore sviluppo dei temi trattati. Le riunioni del comitato
di redazione, di cui fanno parte il Presidente, il Vice Presidente, il
Presidente della Commissione Odontoiatri, i Consiglieri Manfredi
e Paglia, e a cui partecipa anche la dott.ssa Greco, l’editore e il
redattore esterno, si tengono presso la sede dell’Ordine.
Sito Web
È stato deciso, su sollecitazione di vari Consiglieri e utenti, di procedere alla definizione di un progetto che presenti una diversa qualità e quantità di livelli di servizio agli iscritti. Dopo vari incontri con i
rappresentanti della Società, che aveva in gestione il sito, si è scelto di affidare ad altro gestore la realizzazione di un nuovo Portale
che ottemperasse al meglio la funzione di strumento di riferimento
per la comunicazione e la fornitura di servizi verso gli iscritti e il
pubblico. Sono stati dettagliatamente esaminati, nel corso di varie
riunioni con la partecipazione del Presidente, del vice Presidente e
del dott. Paglia, tutti gli aspetti della comunicazione che si volevano
realizzare, diretta sia agli iscritti che al pubblico; sono stati attentamente considerate tutte le opportunità che il sito può offrire; sono
state valutate le pagine che dovevano essere ampliate e quelle che
dovevano essere implementate. I risultati di questi confronti hanno trovato definizione in apposito Capitolato Tecnico approvato dal
Consiglio del 23/11/2009 e il nuovo Portale dovrebbe essere operativo a partire dal gennaio 2010.
News
Sono state prodotte 13 News dirette ai medici e n. 10 dirette agli
odontoiatri. Le news, che trattano “in diretta” argomenti di attualità, hanno consentito di informare in tempi brevi gli iscritti su
prescrizioni normative e hanno fornito notizie su temi di primaria
importanza per lo svolgimento della professione. Le news sono
seguite con molto interesse dagli iscritti i quali, nel corso dell’anno, hanno incrementato la comunicazione dei loro indirizzi e-mail.
Attualmente siamo in possesso di n. 10.000 indirizzi contro i 9.000
dell’anno 2008.
Cerimonia 50° di laurea
Anche quest’anno è stata consegnata la medaglia d’oro a
tutti i Colleghi che hanno raggiunto i 50 anni di laurea.
Nella cerimonia svoltasi il 22 maggio presso l’Ospedale
Militare sono stati premiati 140 colleghi che, accompagnati
dai familiari, hanno manifestato il loro gradimento e soddisfazione per questo momento di aggregazione che li avvicina al proprio Ordine.
Questionario sul grado di soddisfazione degli iscritti
Sempre allo scopo di far partecipare sempre più attivamente gli
iscritti alla vita dell’Ordine e migliorare gli aspetti della comunicazione tra l’istituzione e i colleghi è stato elaborato dal consigliere
dott.ssa Zocchi un breve questionario inserito nel numero 2 del
Bollettino. Le domande contenute vertevano sulla conoscenza dell’istituzione ordinistica e sui servizi offerti e su eventuali critiche, su
quali argomenti e tematiche fossero da affrontare per meglio tutelare la professione e richieste di suggerimenti sui temi di aggiornamento da trattare nei corsi. Purtroppo, ha risposto al questionario
una bassissima percentuale di iscritti
1° Concorso Letterario
Iniziativa rivolta ai medici e odontoiatri che si sono cimentati nella
stesura di racconti brevi di tematica medica nei quali vengono descritte esperienze di vita clinica, di rapporti con i pazienti, di vita tra
colleghi, di vita personale del medico, di storia della medicina. La
giuria presieduta da Ulrico C. Hoepli e composta da Giorgio Conconi, Bruno Conti, Giorgio Cosmacini, Luigi R. Fassati, Ugo Garbarini,
Dalila P. Greco e Daniela Massari ha scelto i quattro migliori che
sono stati premiati con una targa in argento mentre dal quinto al
decimo classificato è stata consegnata una pergamena ricordo. I
primi quattro racconti sono stati pubblicati sul Bollettino a partire
dal primo numero del 2009.
Giuramento dei nuovi iscritti
Il Presidente ha ritenuto di estrema importanza riproporre la cerimonia del Giuramento professionale facendo in modo che essa
avvenga presso la sede dell’Ordine affinché il neo iscritto abbia un
vero accesso personalizzato all’Istituzione ordinistica. Per perseguire questo scopo, si è pensato di convocare i partecipanti tramite
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
40
ATTIVITÀ DELL’ORDINE
per la riscossione coattiva delle
quote. La bozza è stata attentamente
valutata dagli uffici e modificata
in relazione alle diverse esigenze
locali. L’adozione del Regolamento,
avvenuta nella seduta di Consiglio del
23/11/2009, si è resa necessaria anche
in considerazione della dimensione
del fenomeno della morosità che è
arrivato a interessare, nel corso degli
anni, un totale di 2.265 iscritti in gran
parte extracomunitari che continuano
a migrare e diventano irreperibili.
Attualmente il recupero di tali quote
avviene tramite Equitalia e, molto
spesso, le procedure si concludono
a distanza di anni comportando
una incertezza nei dati di incasso.
Nel nuovo Regolamento è previsto,
dopo l’invio del MAV e il primo
sollecito a opera della Banca, l’invio
di un sollecito al saldo tramite Racc.
A.R. entro il 30 giugno; in difetto di
pagamento, l’iscritto verrà convocato
dal Presidente entro il 30 novembre
e, in caso di mancata comparizione
e persistendo l’inadempienza, si
procederà alla cancellazione dall’Albo.
Istituzione Servizio MAV
Il Consiglio dell’Ordine, nella seduta
del 21 settembre 2009, su proposta del
Tesoriere prof. Angiolino Bigoni, ha
deliberato la istituzione del servizio
MAV (pagamento mediante avviso)
per la riscossione dei contributi
annuali dei Medici Chirurghi e degli
Odontoiatri, a partire dall’anno
2010, affidando tale servizio, dopo
aver interpellato tre istituti bancari
e averne valutate le relative offerte,
alla Banca Intesa San Paolo che
provvederà a inviare l’avviso agli
iscritti nel prossimo mese di gennaio.
Il pagamento della tassa annuale
potrà essere versato, senza addebito
di commissioni, in qualsiasi istituto
bancario, presso gli uffici postali o
tramite internet, con una minore
possibilità di errore di imputazione
dei pagamenti. Per gli uffici
dell’Ordine i vantaggi si tradurranno
in una sensibile diminuzione dei costi
di gestione delle somme incassate,
in una concreta riduzione dei tempi
di accredito e, cosa di estrema
importanza, nella possibilità di
effettuare un monitoraggio delle
singole posizioni in tempo reale
che si tramuterà nella possibilità
di rispondere in tempi brevissimi
alle richieste d’informazione sulla
situazione contributiva dell’iscritto.
Anche questa scelta è stata
dettata per rispondere al meglio
ai criteri di efficienza, efficacia,
trasparenza ed economicità che
deve contraddistinguere la gestione
dell’Ordine.
Posta Elettronica Certificata
La legge 28/1/2009 n. 2 di conversione
del D.L. 29/11/2008 n. 185 ha previsto
che “i professionisti iscritti in albi
ed elenchi comunicano ai rispettivi
ordini o collegi il proprio indirizzo
PEC” entro un anno dall’entrata in
vigore della norma (29 novembre
2009). La FNOMCeO, inizialmente
aveva sconsigliato gli Ordini
dall’intraprendere iniziative volte
alla stipula di singole convenzioni
con gestori accreditati. Nel Consiglio
Nazionale del 16 ottobre 2009 è stato
comunicato ai Presidenti di Ordine
che, a livello Federativo non era
stato ancora individuato il gestore
accreditato con cui convenzionarsi
per offrire il servizio di posta
elettronica certificata a tutti i medici
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
41
e gli odontoiatri italiani. Visti i
ritardi attuativi della FNOMCeO,
l’Ordine si è attivato per ricercare,
tra i gestori accreditati, chi potesse
offrire le condizioni migliori ai
propri iscritti per l’acquisto di caselle
di Posta Elettronica Certificata,
anche perché non era possibile,
vista la ormai vicinissima scadenza
del 29 novembre, indire una gara
nel rispetto delle vigenti leggi,
sul tema relativo alla pubblica
amministrazione. Le offerte pervenute
da Aruba, Register, TWT, Visura sono
state pubblicate sul sito, nella parte
riservata agli iscritti e a parte qualche
difficoltà di collegamento iniziale,
ATTIVITÀ DELL’ORDINE
PROGETTI OBIETTIVO ASSEGNATI
E RAGGIUNTI DAL PERSONALE
varie lamentele telefoniche e 30 mail
pervenute e protocollate, di iscritti che
avrebbero voluto un intervento diretto
dell’Ordine, con offerta gratuita della
PEC, attualmente hanno provveduto
a depositare la loro casella PEC
all’Ordine n. 1.429 iscritti.
Convocazione Unica Assemblea
Sono state prese in esame le norme
contenute nell’art. 4 e 5 del DlgsCPS
13/9/1946 n. 223 con le quali il
legislatore ha attribuito al Consiglio
dell’Ordine il potere di determinare,
con efficacia obbligatoria, a carico
degli iscritti, oltre alla tassa annuale
e a quella di iscrizione, anche le
tasse per il rilascio dei certificati e
dei pareri per la liquidazione degli
onorari. Allo stesso tempo la legge
attribuisce all’Assemblea degli iscritti
il potere di approvare il bilancio
preventivo e il conto consuntivo.
Sono stati quindi presi in esame i dati
numerici relativi alle presenze degli
iscritti alle Assemblee degli ultimi
anni (n. 49 anno 2008 – n. 43 anno
2007 – n.82 anno 2006) e i costi che
derivano dalla convocazione di due
assemblee, una per l’approvazione
del bilancio preventivo e una per
l’approvazione del conto consultivo
(€ 40.000,00). È stato richiesto anche
parere al consulente legale e, nella
seduta di Consiglio del 21/9/2009 si è
deliberato, per motivi di economicità
Rilascio certificati carichi pendenti Procura della Repubblica
Il Rilascio certificati carichi pendenti Procura della Repubblica è finalizzato al
conseguimento di aumento di efficienza dei processi interni e semplificazione delle
procedure di richiesta e rilascio dei certificati di carichi pendenti da parte della Procura
della Repubblica, ricorrendo alla automatizzazione di alcuni passaggi per ottenere
maggiore efficienza e riduzione di costi e di impiego di personale. Risultato raggiunto
sia in tema di tempi di attesa (dai 15 gg. precedenti alle 7 ore attuali) che di maggiore
collaborazione tra i due Enti.
Assistenza ai lavori di manutenzione nei locali
Come previsto dal DPSS un impiegato dell’Ordine ha dovuto assicurare la sua presenza
durante i lavori di manutenzione degli uffici che hanno interessato: Sostituzione
dell’impianto di condizionamento nel locale Server con predisposizione di nuove
condutture di aerazione e contemporanea revisione di tutto l’impianto di elettrificazione.
Sempre nel locale server si è reso necessario, per questioni di sicurezza, posizionare
tutti i cavi telefonici in un apposito mobile-contenitore, acquistato allo scopo, atto a
contenerli in modo da facilitarne l’identificazione e l’ispezione. Interventi di muratura
a causa di infiltrazioni di umidità al di sotto della pavimentazione dei balconi di Via
De Amicis – Bonifica locali delle cantine dopo l’allagamento verificatosi il 20 febbraio
2009 e successiva attrezzatura delle pareti con armadi e scaffalature atti a contenere
documentazione cartacea non eliminabile.
Accessibilità portale servizi anagrafici del Comune di Milano
finalizzato alla riduzione dei tempi di attesa, con l’ obiettivo di accedere all’area riservata
del Portale del Comune di Milano – servizi anagrafici – per ottenere online le informazioni
relative alla residenza, pubblicate nell’area utenti registrati del portale del Comune.
Gli uffici dell’Ordine hanno la necessità di tenere sempre aggiornati i dati relativi agli
indirizzi degli iscritti i quali non sempre ricordano di inviare i propri cambi di indirizzo,
o i trasferimenti di residenza, e questo provoca un dispendio di energie sia in termini
economici (ritorno della corrispondenza già affrancata) che di tempo dedicato. Le
richieste (circa 1.000 all’anno) di conferma di indirizzo al Comune, venivano inviate agli
uffici anagrafe che le riscontrava con molto ritardo e questo andava a discapito della
ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse e dei tempi degli operatori dei due Enti,
contravvenendo alla sempre auspicata collaborazione tra Enti pubblici. A seguito di vari
solleciti, è stato organizzato un risolutivo incontro con l’Assessore Stefano Pillitteri, a
cui hanno partecipato oltre a funzionari comunali, il Consigliere dott. Parise e il direttore
Gabriella Sartoni. Attualmente, al termine di una prima fase di rodaggio, siamo passati
dai 30 gg. necessari per avere una risposta, a due gg. o addirittura a casi in cui la risposta
arriva a un’ora dalla richiesta che ora viene effettuata via e-mail.
Ristampa volume “Norme e Regolamenti”
Vista la delibera di Consiglio, di procedere alla ristampa del volume “Le norme che
regolano la Professione Medica” la cui ultima edizione risaliva al 1988 e le cui copie erano
in via di esaurimento, è stato deciso un progetto obiettivo finalizzato all’aggiornamento
della normativa pubblicata sul volume, con le modifiche apportate o da nuova legislazione
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
42
ATTIVITÀ DELL’ORDINE
e di positivo contenimento delle
spese (€ 20.000,00), pur nel rispetto
della normativa, di convocare per
l’anno 2010, un’unica Assemblea
annuale degli iscritti cui sottoporre
l’approvazione del Consuntivo 2009,
l’assestamento 2010 e il bilancio
preventivo 2011.
o da sentenze intervenute dal 1988 a tutt’oggi. Il volume è stato stampato nel luglio 2009
e viene consegnato agli iscritti al momento del Giuramento.
Fascicoli personali degli iscritti cancellati negli anni 1911-2008
Nel mese di febbraio 2009 si è verificata una perdita d’acqua dalle tubazioni situate
nelle cantine con conseguente allagamento delle stesse e danno irrimediabile per
molta della documentazione cartacea, contenuta negli scatoloni ivi depositati. Tutto
l’ingente materiale polveroso e in pessime condizioni è stato traslocato dai vani cantina
presso il locale conferenze della sede e tutti gli incartamenti sono stati esaminati
per valutare quali dovevano essere distrutti con apposita apparecchiatura, quelli che
potevano esserlo, opportunamente protetti, consegnati all’AMSA per l’incenerimento
e quelli che dovevano e potevano essere conservati. Tra questi 140 voluminosi
pacchi contenenti i fascicoli personali degli iscritti cancellati per decesso, morosità,
trasferimento negli anni dal 1911 al 2005. Considerato quanto stabilito dalla legge in
merito alla conservazione dei fascicoli personali, è stato istituito un progetto obiettivo
per l’inventario e la classificazione, secondo elenchi alfabetici per anni di riferimento,
dei 12.343 fascicoli contenuti nei pacchi e che si trovavano in pessime condizioni di
mantenimento, perché esposti senza alcuna protezione all’umidità e alla polvere nel
corso degli anni. Attualmente tutta la documentazione è stata vagliata, registrata e,
unitamente agli altri fascicoli dei cancellati fino all’ anno 2008, archiviata e protetta
negli armadi ubicati nelle cantine opportunamente bonificate. Tutti i fascicoli sono
inventariati secondo uno schema che li rende immediatamente reperibili in caso di
necessità.
Corsi frequentati dal personale
Progetto congiunto ENPAM/FNOMCeO ICI Albi – n. 2 persone
Corso di Primo Soccorso aziendale – n. 2 persone
Corso Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza – n. 1 persona
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
43
Consulenze del Legale agli uffici
L’ avv. Enrico Pennasilico che da
moltissimi anni fornisce la sua
consulenza agli uffici e al Consiglio,
ha effettuato 80 accessi presso
la sede offrendo assistenza per
la stesura delle motivazioni di
pronunce delle Commissioni Medica
e Odontoiatrica; per l’impostazione
dei procedimenti disciplinari ex art.
44 (es. caso Clinica Santa Rita); per
la stesura di delibere riguardanti
casi complicati relativi al rifiuto di
cancellazione dall’Albo, alle iscrizioni
o alle cancellazioni di cittadini
extracomunitari; alle interdizioni
dall’esercizio professionale derivate
da sentenze comunicate dalla Procura
della Repubblica; controversia su
trasmissione dati di sospensioni alla
Regione Lombardia; assistenza alla
stesura di contratti; rilettura nuova
stesura “Norme e Regolamenti”
con particolare riferimento alla
evoluzione normativa e alle
pronunce giurisprudenziali – L’avv.
Pennasilico ha affiancato anche
ATTIVITÀ DELL’ORDINE
QUALCHE NUMERO
l’avv. Mariateresa Garbarini dell’area
giuridico amministrativa e ha fornito
alla Presidenza o alla Direzione, nel
corso dell’anno, 60 consulenze che
gli sono state richieste per le vie
brevi al momento della sua presenza
in sede, con correlata redazione di
memorie o corrispondenza attinenti
la questione sottoposta. Sono stati
richiesti dal Consiglio 10 pareri legali
riguardanti tematiche difficoltose
(LaClinique, Università Ambrosiana,
procedimenti disciplinari a doppio
iscritto ecc.) ed ha altresì fornito
numerose decine di consulenze (anche
telefoniche) a medici e odontoiatri che
hanno richiesto appuntamento con
lui con particolare riferimento alle
problematiche di responsabilità civile
e previdenziale.
Notifiche tramite Ufficiale
Giudiziario
Per mancata informazione, da parte
degli iscritti, dei cambi di indirizzo
o a causa della loro noncuranza
nel ritirare le raccomandate loro
indirizzate, molte volte si verifica
la necessità di ricorrere all’ufficiale
Giudiziario per notificare sia le
convocazioni dal Presidente ex art. 39
DPR 5/4/1950 n.221, sia le convocazioni
alla celebrazione di procedimenti
disciplinari, o l’invio delle decisioni
adottate dalle Commissioni
al termine di procedimento.
D’intesa con il consulente legale
che, sino a quest’anno è sempre
stato incaricato di svolgere tale
procedura, considerato che all’interno
dell’Ordine è stato assunto personale
la cui professionalità consente di
Riunioni di Consiglio
Riunioni di Commissione Medica
Riunioni Commissione Odontoiatri
(oltre 32 riunioni del mercoledì in cui i componenti la Commissione sono a
disposizione dei Colleghi o del pubblico e all’esame della documentazione assegnata)
Riunione Collegio dei revisori dei Conti
RIUNIONI COMMISSIONI ORDINISTICHE
Aggiornamento professionale
Aspetti deontologici contrati convenzioni e dispositivi di legge
Assicurazioni private – INPS – INAIL
Associazioni mediche e odontoiatriche attività culturali
Bioetica e deontologia
Continuità assistenziale
Contro l’abusivismo in odontoiatria
Dirigenza medica e spedalità privata
ENPAM – ONAOS
Giovani medici
Medicina ad indirizzo estetico
Medicine non convenzionali
Pari opportunità
Precariato medico
Problemi professione odontoiatrica
Problemi sociali
Pubblicità
Responsabilità professionale medica – Odontoiatrica e psichiatria forense
Precariato medico
Tavolo tecnico sindrome post-polio
ACCESSI IN SEDE
Accessi del Presidente in sede
Documentazione protocollata e assegnata all’ufficio del Presidente
(n. 173 esposti + 519 varie)
Accessi del Vice Presidente in sede
Documentazione protocollata e assegnata all’ufficio del Vice Presidente
(n. 144 esposti + n. 161 varie)
Accessi del Consigliere Segretario in sede
Documentazione protocollata e assegnata all’ufficio del Consigliere Segretario
(n. 69 esposti + 48 varie)
Accessi del Presidente Commissione Odontoiatri in sede
Documentazione protocollata e assegnata alla Commissione Odontoiatri
(94 esposti + 186 varie)
Accessi del Tesoriere in sede
Sostegno all’ufficio amministrazione e contabilità nella conduzione delle trattative
e dei contratti, controllo sulle fatture e documenti contabili
n. 14
n. 9
n. 13
n. 2
2 riunioni
2 riunioni
3 riunioni
2 riunioni
1 riunione
1 riunione
3 riunioni
1 riunione
5 riunioni
3 riunioni
2 riunioni
1 riunione
1 riunione
1 riunione
1 riunione
n. 218
n. 692
n. 165
n. 305
n. 122
n. 117
n. 96
n. 280
n. 159
PROCEDIMENTI DISCIPLINARI CELEBRATI
Albo Medici
Ricorsi presentati dai medici alla CCEPSS al termine del procedimento
Albo Odontoiatri
Medici convocati a seguito di esposti pervenuti di cui n. 42 ex art. 39
Odontoiatri convocati a seguito di esposti pervenuti di cui n. 7 ex art. 39
n. 37
n. 6
n. 7
n. 98
n. 44
PATROCINI PER CORSI E MANIFESTAZIONI
Patrocini concessi dal Consiglio per Corsi o Manifestazioni
Convegni residenziali ECM con un totale di n. 1.707 partecipanti
Corso FAD
Visti di equità rilasciati
n. 75
n. 12
n. 1
n. 50
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
44
ATTIVITÀ DELL’ORDINE
IN & OUT
Dati protocollo in entrata
Dati protocollo in uscita
e-Mail pervenute (compresa posta indesiderata)
e-Mail inviate
n. 12.000
n. 7.400
n. 18.200
n. 5.005
ENPAM
Domande di pensione presentate
Richieste informazioni protocollate in arrivo
Domande di sussidio presentate
Casi esaminati dalla Commissione Invalidità
Accessi al Totem informativo presente negli uffici
n. 410
n. 170
n. 26
n. 15
n. 100
ISCRIZIONI E CANCELLAZIONI
Iscrizioni Albo Medici
n. 402 di cui 290 di prima iscrizione (tra cui 14 cittadini comunitari e 13 extracomunitari)
e n. 112 di provenienti da altri Ordini provinciali.
Iscrizioni Albo Odontoiatri
n. 73 di cui 38 di prima iscrizione (tra cui 4 di cittadini comunitari e 1 cittadino extracomunitario con
reciprocità);
n. 14 di provenienti da altri Ordini provinciali e n. 21 doppie iscrizioni.
Cancellazioni Albo Medici
n. 241 di cui n. 93 per decesso; n. 94 trasferimento ad altro Ordine provinciale; n. 12 trasferimento
residenza all’estero; n. 42 rinunce all’iscrizione
Cancellazioni Albo Odontoiatri
n. 37 di cui n. 5 per decesso; n. 19 trasferimento ad altro Ordine provinciale; n. 2 trasferimento
residenza all’estero; n. 11 rinunce all’iscrizione.
Iscrizioni Elenco Psicoterapeuti
n. 22
Tesserini di iscrizione emessi (compresi i duplicati)
n. 766
Certificati di iscrizione emessi (compresi Good Standing)
n. 3.183
Certificati online richiesti tramite sito Web
n. 3.298
Pass auto e vetrofanie rilasciati
n. 1964
AREA GIURIDICA –AMMINISTRATIVA
Documentazione protocollata ed evasa
+ 252 E-Mail riguardanti vari quesiti: Accesso agli atti amministrativi, Contrattualistica,
PEC, Problematiche generali inerenti la professione, procedimenti disciplinari ecc.
PUBBLICITÀ SANITARIA
Documentazione protocollata ed evasa
di cui 71 richieste di parere preventivo, 58 richieste parere per apertura sito Internet,
47 esposti, 12 varie.
Convocazioni a seguito esposto
Presenze Consigliere dott. Ugo Tamborini per consulenze ai Colleghi
CONSULENTI ESTERNI: APPUNTAMENTI FISSATI DAL CENTRALINO DELL’ORDINE
Legale
Avv. Matteo Fortis (oltre alle consulenze telefoniche)
Fiscale
Dott. Marco Razza (oltre alle consulenze telefoniche)
Dott.ssa Eva Azzimonti (oltre alle consulenze telefoniche)
Previdenziale e Contratti
Dott. Pier Franco Rossi
APPUNTAMENTI FISSATI CON I CONSIGLIERI
Medicina Generale
Dott. Luigi Di Caprio
Dott. Ugo Tamborini
Medicina dei servizi
Dott. Giovanni Campolongo
n. 200
n. 188
n. 20
n. 40
n. 184
n. 214
n. 136
n. 129
n. 23
n. 10
n. 8
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
45
predisporre tale prassi, si è passati
ad autonomamente richiedere tali
notifiche agli uffici preposti del
Tribunale di Milano.
Consulenza Informatica
• Sviluppo IAM (Anagrafica Iscritti):
nuova idoneità agli obblighi di legge
(good-standing, registri MNC),
migrazione patrimonio informativo
da vecchia a nuova piattaforma
tecnologica (lettere automatiche in
ambiente Intranet), miglioramento
funzioni di controllo degli accessi ai
dati riservati.
• Rinnovamento infrastruttura
Server: incremento delle prestazioni,
maggiore flessibilità e continuità
di servizio, migliore sicurezza del
patrimonio informativo, adesione agli
obblighi di legge in materia di privacy
dei dati.
• MAV: semplificazione procedura
di pagamento dei contributi annuali,
riduzione errori di imputazione,
diminuzione costi di gestione
e dei tempi di accreditamento,
monitoraggio delle singole posizioni e
dello stato del credito
• PEC: adesione agli obblighi di legge,
e-mail con valore legale, riduzione
costi invio/ricezione documenti,
trasmissione sicura
• Sviluppo nuovo Portale: flessibilità
e adattabilità, grafica moderna e
consona all’Ente, miglioramento aree
pubbliche e riservate, aggiornamenti
in tempo reale, maggiore interazione
con gli Iscritti, percorso di
navigazione consistente
• Servizio di assistenza: team
focalizzato sulle esigenze dell’Ordine.■
ARTE
Silvano Battistotti
Il fenomeno Picasso
(Parte quarta)
“Donna in poltrona” 1913 cm. 150x100 olio su tela
ediamo ora la “Donna in
poltrona” del 1913 cm.
150x100 olio su tela, ancora
in verticale, ma qui siamo già di fronte
a una sintesi formale che supera le
geometrie esasperate dei primi quadri
V
cubisti. I tratti sono più morbidi, le
linee curve modulate si alternano ai
piani spezzati, le campiture si fanno
più ampie e meno articolate, ne risulta
una maggior distensione e un ampio
respiro che si trasmette al fruitore
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
46
senza ansia ossessiva. Le parti più
evocative del ricordo figurale sono i
capelli, trattati con una ondulazione di
linee cromatiche ben inserite sui colori
di fondo, le mammelle sono viste sia
frontalmente, con i capezzoli-turaccioli
in forte aggetto, sia lateralmente con
appiattimento; i grandi archi laterali
sfalsati tra loro delimitano il corpo
della figura, articolati all’interno da
altre successioni di superfici ricurve
e di piani intersecantisi, l’abito della
donna è rappresentato con modulazioni
curve ma pare essere un pezzo di
tenda con gli occhielli verso il basso, i
braccioli della poltrona sono dinamizzati
da piccoli semicerchi accavallantisi
e vediamo persino una traccia di
frange della stessa, molto stilizzate e
mimetizzate all’interno di rettangoli;
i colori vanno un po’ animandosi, pur
restando ancora su grigio-verdi e bruni
con piccoli accenni di rosso. Siamo
di fronte a un ritmo dinamo-plastico,
che vedremo anche nei Futuristi
italiani, caratterizzato dall’alternanza
tra ampie campiture di colore più
omogeneo in contrasto con piccole zone
più dinamizzate e modulate da linee
curve che contornano quasi la massa
compositiva centrale. Siamo alle ultime
battute di questo periodo; presto il
colore prenderà di nuovo il sopravvento
e le forme, più geometrizzate e inventate,
ci porteranno verso una maggior
sintesi formale. “I tre musici” 1921
cm. 204x233 olio su tela, è il classico
esempio di quanto appena accennato.
Qui abbiamo tre personaggi variamente
interpretabili, cioè un Pierrot che
suona il clarino, un Arlecchino che
“I tre musici” 1921 cm.
204x233 olio su tela
suona la chitarra e un Monaco che
regge lo spartito musicale. Al di là di
questa breve descrizione andiamo a
scoprire la stretta connessione, o meglio
interconnessione,dei tre personaggi,
quasi un monolite scultoreo con alcuni
accenti cromatici che ci riportano a una
tavolozza non mortificata. Appaiono
i tre colori fondamentali, giallo, rosso
e blu più il bianco e il nero, quel nero
che Picasso ha sempre usato in modo
insuperabile e che funge sempre da
catalizzatore per esaltare gli altri colori.
Le figure sono variamente spezzate in
parte dalle linee ma qui vediamo che
sono le forme delle superfici cromatiche
stesse a modulare le forme e a creare
piani diversi. Certo non abbiamo
più quelle spezzature prepotenti dei
primi periodi cubisti ma il risultato
qui ottenuto è più disteso e leggibile.
Guardate per esempio il particolare
del cane sotto il tavolo: il corpo è sotto
la sedia del Pierrot, le due zampe con
unghie fuoriescono verso sinistra e la
testa è là in fondo, dietro tutti, anche
se cerca di insinuarsi più in avanti; il
piano del tavolo è sbilenco pendendo a
destra con un bruno che ben si accosta
all’azzurro del piano posteriore che a sua
volta si lega con quegli azzurri, bianchi
e neri sul piano stesso. L’azzurro di
fondo è parte del vestito del Pierrot (che
è bianco) e parte dell’Arlecchino che è a
triangoli rossi (o meglio arancio, che è il
complementare del blu) e gialli. Il nero
domina ovunque, definisce, rinforza,
blocca le figure in moduli geometrici
ben calibrati, il fondo è bruno, come ai
vecchi tempi, ma si porta tra le fessure
fino in primo piano legando il tutto in
modo ineccepibile. Ultima osservazione:
guardate il volto dell’Arlecchino e la
barba del Monaco, osservate come
paiono pezzi di collage strappati da
una carta da parati o da una reticella
metallica ritagliata. È ancora una volta
il piacere di tenersi sempre attaccati
a qualcosa della vita reale, è l’uso
dell’oggetto stravolgendone la funzione,
ma inserendolo in un nuovo contesto in
cui le possibilità d’uso possono dilatarsi
a dismisura.
E il tutto con una sobrietà di mezzi,
con un equilibrio misurato tale da
trasfigurare i tre musicisti in una
dimensione cristallizzata nel tempo,
ma un tempo oltre quello musicale.
Negli anni Venti e Trenta Picasso
dipinge e scolpisce secondo due filoni
interessanti: l’uno è costituito dal
repertorio classico con infiltrazioni di
tipo surrealista, l’altro, strettamente
legato al primo, trasmuta il reale
violento delle cose per unificare natura
e storia in una identica drammaticità
(Minotauromachia 1935; Guernica 1937
o Pesca notturna ad Antibes 1939). Negli
ultimi tre decenni della sua carriera
pittorica Picasso ha spaziato veramente
in un suo macrocosmo, non tralasciando
nessun aspetto della vita quotidiana
senza traslarlo con il suo” tocco magico”
di grande artista con cicli quasi
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
47
ossessivi che egli vorrà sviscerare fino
all’impossibile. Avremo allora la serie
del “Gatto con uccello” del 1939, quella
del “Teschio di toro” del 1942 e a partire
dal 1963 la serie infinita de “Il pittore e
la modella” dove l’artista, con l’occhio
compiaciuto del guardone, osserva le
modelle che tanto l’ispiravano con la
loro bellezza, senza contare la numerosa
attività grafica espressa sempre nel
campo dell’erotismo.
Vi è poi un altro settore in cui Picasso
si è cimentato: quello del rifacimento
di grandi capolavori del passato,
intorno alla metà degli anni cinquanta,
quasi a volerci suggerire come lui
avrebbe interpretato quelle grandi
opere, così egli riproietta nel presente
“Las meninas” da Velasquez, “Donne
d’Algeri” da Delacroix, “Le déjeuner
sur l’herbe” da Manet ecc. Anche in
queste opere Picasso ci dimostra la
sua grandezza con la sua capacità di
“metabolizzatore “continuo, con quella
sua vena di creatore e ricreatore tanto
che questa sua ossessione esplicita
di dipingere lo indusse a dire: “tutto
sommato, la cosa veramente terribile
per un pittore è la tela bianca.
■
ISCRIZIONI ECM
Iscrizione agli eventi ECM dell’Ordine
dei Medici e degli Odontoiatri di Milano
L’iscrizione ai Corsi ECM organizzati dall’Ordine dei Medici di Milano può essere effettuata via e-mail
all’indirizzo [email protected] inserendo nella mail tutti i dati richiesti nella scheda sotto riportata.
N.B. Si specifica che l’adozione di tale modalità comporta l’implicita autorizzazione da parte dell’Ordine al trattamento
dei dati ivi inseriti e che tali dati potranno essere cancellati o rettificati a Vostra richiesta ex art. 7 D.Lgs. 196/2003.
Qualora il medico non avesse indirizzo mail potrà inviare la scheda di seguito riportata tramite Fax al n. 02 93661587
*Nome/Cognome.......................................................................................................................................................................................................
*Luogo e data di nascita...........................................................................................................................................................................................
*Anno di Laurea............................................................*Specialità........................................................................................................................
*Qualifica.....................................................................................................................................................................................................................
Istituto...........................................................................................................................................................................................................................
Indirizzo professionale...................................................................................................................................................................n.......................
CAP...........................................................Città...........................................................................................................................Prov........................
Residente a..................................................................................................................................................................................................................
Indirizzo domicilio..........................................................................................................................................................................n.......................
CAP....................................................Città..........................................................................................................................................Prov...............
Tel. ab...................................................................................................................................................Osp.................................................................
Cellulare.........................................................................................................Fax.......................................................................................................
E-mail............................................................................................................................................................................................................................
*Codice fiscale............................................................................................................................................................................................................
❑ 1 Il carcinoma orale
Sabato 6 marzo 2010
❑ 3 Opzione terapeutiche in tema
di patologia degenerativa del rachide
Sabato 20 marzo 2010
❑ 2 Il maschio infertile: che fare?
Sabato 13 marzo 2010
❑ 4 Indicazioni e limiti delle seconde classi
scheletriche da ipoplasia mandibolare:
protocolli ortopedico/ortodontici e chirurgici
Sabato 17 aprile 2010
Consenso al trattamento dei dati personali
Il trattamento dei dati personali che La riguardano viene svolto nel rispetto di quanto stabilito dalla Legge 196/2003 sulla tutela dei dati personali.
Si raccomanda di compilare la scheda di iscrizione in tutte le sue parti, compreso il codice fiscale, indispensabile al fine di ottenere l’attribuzione dei crediti formativi.
❑ Accetto
❑ Non accetto
Firma............................................................................................................................................................................................................
L’accettazione al consenso del trattamento dei dati è fondamentale ai fini dell’iscrizione.
INFORMAZIONI GENERALI
• L’iscrizione al Corso è gratuita.
• Il Corso è in fase di accreditamento presso il Ministero della Salute: verrà rilasciato un attestato di partecipazione con crediti formativi attribuiti
dalla Commissione E.C.M.
• L’attestato verrà rilasciato solo a coloro che parteciperanno all’intera durata dei lavori e compileranno il questionario di valutazione/apprendimento
e il modulo di valutazione dell’evento.
CORSI ECM
1
Il carcinoma orale
Sabato 6 marzo 2010 – ore 8.15-13.40
Auditorium Don Alberione – Periodici San Paolo
Via Giotto 36 – Milano
Il 6 di marzo ci sarà la presentazione alla Regione Lombardia del “Progetto Nazionale di prevenzione
del Carcinoma del Cavo Orale” promosso dalla C.A.O. insieme a importanti società scientifiche
universitarie quali la S.I.P.M.O. e la S.I.O.C.M.F. È stato questo l’inizio di un percorso che si propone
di sensibilizzare le differenti professionalità mediche (dall’odontoiatra al medico di medicina generale
nell’ambito della comune casa ordinistica) verso una gravissima patologia che, tra l’altro, è particolarmente
temuta dai cittadini della nostra regione. Un discorso che è anche funzionale alla promozione della rete di
strutture già presente sul territorio (cliniche universitarie, reparti ospedalieri, ambulatori ecc.). Le strategie
di contrasto del carcinoma intraorale si fondano su diagnosi il più possibile precoci e sulla promozione
di misure di prevenzione primaria (tra cui le tecniche di cessazione del fumo). Alcune recenti ricerche
hanno mostrato che solo il 53% degli odontoiatri si sente sufficientemente preparato per gestire
appropriatamente un soggetto che presenti una lesione orale potenzialmente maligna o una sospetta
neoplasia. L’obiettivo principale di questo corso è quello di fornire ai partecipanti tutte le informazioni
più importanti per prendere decisioni e agire comportamenti basati sulle migliori evidenze scientifiche
disponibili.
Coordinatori
Valerio Brucoli, Dino Dini, Claudio Gatti,
Luigi Paglia, Ercole Romagnoli
Introduzione
Valerio Brucoli
Moderatore
Dott. Antonio Carrassi
PROGRAMMA
8.15-8.30
Registrazione Partecipanti
8.30-9.20
Apertura lavori
Dott. Ugo Garbarini
Presidente OMCeO Milano
Saluto delle Autorità
Prof. Ferruccio Fazio (Ministro della Salute)
Dott. Luciano Bresciani
(Assessore alla Sanità Regione Lombardia)
Generale Samuele Valentino
(Comandante Ospedale Militare di Milano)
Prof. Enrico Gherlone
(Referente per l’Odontoiatria Ministero Salute)
Sono stati invitati a partecipare
Dott. Carlo Lucchina
(Direttore Generale Sanità Regione Lombardia)
Presidenti OMCeO Lombardia
Presidenti CAO OMCeO Lombardia
Direttori Generali ASL e A.O. Lombardia
Direttori Sanitari ASL e A.O. Lombardia
9.20-10.00
Francesco Spadari
Dorina Lauritano
Epidemiologia e fattori di rischio
10.00-10.40
Alessandra Majorana
Aspetti diagnostici e clinici delle lesioni
orali potenzialmente maligne
10.40-11.20
Silvio Abati
Il carcinoma orale: presentazione iniziale
e problematiche cliniche
11.20-11.50
Intervallo
11.50-12.30
Federico Biglioli
Davide Sozzi
Strategie terapeutiche e protocolli
di follow-up
12.30-13.10
Antonio Carrassi
Il ruolo dell’Odontoiatra nella prevenzione
del cancro orale
13.10-13.40
Discussione e compilazione
schede di valutazione
e di verifica
n. 200 posti disponibili - Accreditato per Medico Chirurgo e Odontoiatra
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
49
CORSI ECM
2
Il maschio infertile: che fare?
Sabato 13 marzo 2010 – ore 8.15-13.45
Auditorium Don Alberione – Periodici San Paolo
Via Giotto 36 – Milano
10.45-11.00
Moderatori
Giovanni M. Colpi
Direttore U.O.C. di Urologia II
Andrologia e Riproduzione Assistita
A. O. San Paolo – Milano
Marco Grasso
Direttore U.O.C. di Urologia
A. O. San Gerardo – Monza
Intervallo
Moderatori
Giovanni M. Colpi
Rubens Fadini
11.00-11.30
Marco Grasso
Quando è criticabile il ricorso diretto
alla fecondazione in vitro
PROGRAMMA
8.15-8.45
Registrazione Partecipanti
8.45-9.15
Giorgio Del Noce
Responsabile Servizio di Andrologia –
Promea – Torino
Infertilità maschile: epidemiologia ed implicazioni socioeconomiche
9.15-9.45
Rubens Fadini
Direttore Biogenesi – Istituti Clinici Zucchi – Monza
La Legge 40/2004, i “viaggi della speranza”,
la delibera della Consulta
9.45-10.15
Candido Bondavalli
Direttore U.O.C. di Urologia
A. O. Carlo Poma – Mantova
Paolo Parma
Dirigente Medico – U.O.C. di Urologia
A. O. Carlo Poma – Mantova
Quando prescrivere l’esame seminale e quando
la crioconservazione del seme
11.30-12.00
Francesco Fusi
Responsabile Centro di PMA
IRCCS San Raffaele – Milano
Quando è indicato il ricorso alla fecondazione
in vitro e risultati della stessa
12.00-12.30
Mirco Castiglioni
Dirigente Medico – U.O.C. di Urologia II
Andrologia e Riproduzione Assistita
A. O. San Paolo – Milano
Indicazioni ed efficacia dei trattamenti
del maschio nell’infertilità di coppia
12.30-13.00
Giovanni M. Colpi
Etica, economia ed appropriatezza nella
gestione del maschio infertile
13.00-13.15
Candido Bondavalli
Giovanni M. Colpi – Rubens Fadini
Francesco Fusi – Marco Grasso
Conclusioni
13.15-13.45
10.15-10.45
Mario Mancini
Dirigente Medico – U.O.C. di Urologia II
Andrologia e Riproduzione Assistita
A. O. San Paolo – Milano
Quando e come è utile l’ecografia nel maschio
infertile
Compilazione schede
di valutazione e di verifica
n. 200 posti disponibili – Accreditato per Medico Chirurgo
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
50
3
Opzioni terapeutiche in tema di patologia
degenerativa del rachide
Sabato 20 marzo 2010 – ore 8.00-13.45
Auditorium Don Alberione – Periodici San Paolo
Via Giotto 36 – Milano
Coordinatore
Dott. Roberto Assietti
Dirigente Medico – S. C. di Neurochirurgia
Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico – Milano
PROGRAMMA
8.00-8.30
Registrazione Partecipanti
8.30-8.45
Dott. Pietro Marino
Responsabile S. C. di Medicina d’Urgenza
Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico – Milano
Introduzione ed inquadramento
epidemiologico
11.45-12.45
Dott. Roberto Assietti
Trattamenti chirurgici tradizionali
e mini-invasivi
12.45-13.10
Dott. Mario Morosi
Responsabile S. C. di Neurochirurgia
Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico – Milano
Conclusioni
13.10-13.45
Compilazione schede
di valutazione e di verifica
8.45-9.30
Dott. Roberto Assietti
Anatomia, fisiopatologia e biomeccanica
del rachide
9.30-10.15
Dott. Antonio Pieri
Dirigente Medico – S. C. di Neurochirurgia
Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico - Milano
Quadri clinico radiologici principali
10.15-10.45
Intervallo
10.45-11.45
Dott.ssa Patrizia Tito
Dirigente Medico – S. C. di Neurochirurgia
Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico – Milano
Trattamenti conservativi medici, fisici
e chirurgici percutanei
n. 200 posti disponibili – Accreditato per Medico Chirurgo
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
51
CORSI ECM
4
3
Indicazioni e limiti delle seconde classi scheletriche da ipoplasia
mandibolare: protocolli ortopedico/ortodontici e chirurgici
Sabato 17 aprile 2010 – ore 8.15-14.15 - Auditorium Don Alberione
Periodici San Paolo - Via Giotto 36 – Milano
Le malocclusioni di seconda classe, caratterizzate da ipoplasia della mandibola, sono molto frequenti nella razza
caucasica e possono riconoscere una tendenza famigliare. Svariati Autori si sono occupati di far luce sui tempi, sulle
modalità di trattamento e sugli aspetti prognostici dei trattamenti.
Relativamente ai tempi, ad oggi, il timing corretto prevede la stimolazione della crescita mandibolare poco prima del
picco di crescita adolescenziale o pre-puberale.
Vi sono svariati dispositivi ortopedici con i quali procedere alla stimolazione mandibolare. Generalmente si tratta di
apparecchi rimovibili che devono essere portati dal paziente per il maggior numero di ore possibili nelle 24 ore.
Non in tutti i casi la stimolazione mandibolare porta alla soluzione completa del difetto. Le variabili in gioco riguardano
il tipo di difetto, la gravità, la ereditarietà del difetto e i tempi di trattamento. La non completa risoluzione della
problematica può richiedere un intervento chirurgico ortognatico a fine crescita eseguito dal chirurgo maxillo-facciale. Il
trattamento chirurgico delle ipoplasie mandibolari si avvale oggi di tecniche chirurgiche molto affidabili e sperimentate
che vanno applicate con tecnica corretta dopo aver pensato un piano terapeutico che molto spesso è bimascellare
con armonizzazione nei vari piani dello spazio dei mascellari, ovviamente con anche l’ottenimento di una corretta
chiave occlusale. Spesso obiettivo morfo-estetico e stabilità nel tempo non vanno di pari passo e occorre, discutendone
col paziente, optare per la soluzione preferita. La recidiva, imprevedibile per il singolo caso clinico, è mediamente
proporzionale all’avanzamento praticato e se per piccoli avanzamenti è di fatto senza apprezzabili conseguenze occlusali,
per grandi avanzamenti sarà caratterizzata da perdita della corretta occlusione ma con modeste conseguenze estetiche.
Coordinatore
Dott. Claudio Gatti
Consigliere Ordine dei Medici Chirurghi
e degli Odontoiatri di Milano
Libero Professionista a Milano e Parabiago
Maxillo-Facciale – A. O. San Paolo – Università
degli Studi di Milano
Il trattamento chirurgico delle ipoplasie
mandibolari: indicazioni, limiti e aspetti
prognostici
Moderatore
Dott. Luigi Paglia
Consigliere Ordine dei Medici Chirurghi
e degli Odontoiatri di Milano
Responsabile Dip. Odontoiatria Infantile
Istituto Stomatologico Italiano – Milano
11.00-11.20
11.20-12.20
PROGRAMMA
8.15-8.45
Registrazione Partecipanti
8.45-9.00
Introduzione
Intervallo
Dott. Claudio Gatti
9.00-10.00
Prof.ssa Giovanna Garattini
Professore Associato di Malattie
Odontostomatologiche - A. O. San Paolo
Università degli Studi di Milano
Il trattamento ortopedico delle ipoplasie
mandibolari: lo stato dell’arte
Dott.ssa Maria Costanza
Meazzini
Consulente ortodontico per le malformazioni
cranio-facciali – Milano
Il trattamento ortopedico e distrattivo delle
ipoplasie emi-mandibolari: potenzialità,
limiti e risultati a distanza
12.20-13.20
Dott. Luca Autelitano
Dirigente Medico – U. O. di Chirurgia MaxilloFacciale – A. O. San Paolo – Milano
Il trattamento chirurgico delle ipoplasie
emi-mandibolari: indicazioni e stabilità
nel tempo
13.20-13.40
Discussione
Dott. Luigi Paglia
13.40-14.15
Conclusioni e compilazione
schede di valutazione e di verifica
10.00-11.00
Prof. Roberto Brusati
Professore Ordinario di Chirurgia
n. 290 posti disponibili – Accreditato per Odontoiatra
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
52
IN LIBRERIA
Gestione dei rifiuti e rischi per la salute
La spalla diagnosi e valutazione medico-legale
Strategie di prevenzione primaria e di promozione
della salute
a cura di Antonio Faggioli e Ernesto Burgio
C.G. edizioni medico scientifiche, 2009, Torino
Giuseppe Basile, Paolo Mannella, Alberto Passeri
Ghedimedia, 2009, Milano
L’elaborato nasce dall’esigenza di una trattazione specifica
delle “patologie di spalla”, secondo una prospettiva
congiunta clinica e medico-legale. Sono sempre più
ampie, infatti, le convergenze e i reciproci contributi tra
le due discipline specialistiche. Tra i “punti d’incontro”,
gli autori ritengono che lo studio del distretto scapoloomerale sia un argomento di rilevanza, per le molteplici
manifestazioni patologiche da cui esso può essere affitto
e per l’interferenza di queste condizioni sull’economia
dell’arto superiore e, quindi, sulla globale “validità” della
persona. Da qui l’intento di fornire una sinossi metodologica
utile alla conduzione di un esame clinico adeguato e
accurato, fruibile in ambito sia diagnostico-terapeutico
sia di accertamento e valutazione medico-legale.
La conoscenza dell’anatomia funzionale consente di
comprendere i segni clinici e le manovre di estrinsecazione
semeiologici, la cui corretta esecuzione e interpretazione
permettono di formulare un giudizio sulla disabilità
della persona. Un contributo alla conferma del sospetto
diagnostico giunge dalle metodiche di diagnostica per
immagini, la cui conoscenza approfondita è indispensabile
per prospettare o valutare a posteriori un idoneo iter
diagnostico-terapeutico anche in termini di “appropriatezza”
e “beneficialità”. Ciò introduce allo studio del distretto
scapolo-omerale in chiave di lettura prevalentemente
medico-legale, con riferimento al rapporto di causalità tra
lesione/patologia, sua conseguenza anatomo-funzionale,
fino alla possibile estrinsecazione giuridica, operando
altresì una “personalizzazione” del momento valutativo.
Gli autori auspicano l’utilizzo di una coerente e univoca
metodologia accertativa e valutativa, per correlare
razionalmente l’eventuale menomazione riscontrata con
il pregiudizio psico-fisico dell’esaminato e con il suo
“funzionamento” negli svariati domìni della vita quotidiana.
Ciò consentirà di superare le discrasie accertative e
valutative percepite nella pratica clinica e medicolegale, fonte non trascurabile di “conflitto” sanitario.
Il volume proposto dall’Associazione Medici per
l’Ambiente – ISDE Italia affronta il problema della
gestione/smaltimento dei rifiuti in un’ottica di rispetto
del binomio salute dell’uomo e dell’ambiente.
Il testo è suddiviso in cinque parti. La prima
presenta i principi fondamentali dell’ecologia
e i doveri deontologici del medico.
La seconda parte entra nel cuore delle problematiche
ambientali, affrontando innanzitutto il quadro
legislativo in materia di rifiuti. Un labirinto di
decreti e leggi in recepimento di direttive europee
spesso disattese dagli amministratori locali.
La terza parte del testo affronta il tema “Salute pubblica
e inceneritori di rifiuti: principio di precauzione,
principio di prevenzione, significatività statistica e
recenti evidenze epidemiologiche”. Le note dolenti
vanno riportate “la salute delle popolazioni esposte
può essere seriamente compromessa: in relazione
alla quantità e qualità dei rifiuti inceneriti, alle non
sempre ideali condizioni di combustione, all’intensità e
continuità delle emissioni, alla diffusione e persistenza
in ambiente di inquinanti che vanno ad aggiungersi a
quelli provenienti dalle altre fonti di inquinamento”.
La quarta parte si occupa di “Percezione del rischio,
comunicazione sul rischio, partecipazione democratica:
un nesso inscindibile di concetti e di pratiche”,
verrebbe da aggiungere mai praticate. La fiducia degli
autori fa ben sperare: “in una parola occorre che tutti
(ricercatori, controllori, amministratori, cittadini)
maturino e adottino un atteggiamento responsabile”.
La quinta parte contiene le conclusioni in cui
l’associazione ISDE Italia fa otto proposte operative
vi riportiamo quella conclusiva, sempre disattesa in
Italia: “il riconoscimento da parte delle istituzioni di
“Comitati di Esperti”, esenti da conflitti d’interesse”.
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
53
NOTIZIE
SPECIALISTI CERCASI PER EDUCAZIONE SANITARIA IN TANZANIA
L’ospedale di Ikonda, costruito dai Padri Missionari della Consolata di Torino cinquant’anni fa, si trova
nella regione dell’Ukinga (2000 metri di altitudine) e a 850 kilometri dalla città di Dar es Salaam. È sorto
per la pressante richiesta della popolazione locale afflitta da un’alta mortalità materno infantile.
Fin dagli anni Settanta il Ministero della Sanità tanzaniano ha riconosciuto l’importanza strategica
di questa struttura sanitaria da incorporarla nella organizzazione sanitaria regionale. I Padri della
Consolata hanno sempre privilegiato il processo di africanizzazione tanto che ora tutto il personale
medico e paramedico è tanzaniano e la presenza saltuaria di specialisti occidentali ha solo la
funzione di supporto didattico (attualmente è presente una infettivologa e una farmacista).
Questo ospedale deve ancora fare affidamento a figure sanitarie capaci di diagnosticare e curare pazienti con
le più varie patologia. Per tentare di mantenere il livello assistenziale più e elevato possibile, Padre Alessandro
Nava, attuale Amministratore, sta cercando specialisti in ORTOPEDIA, PEDIATRIA, GINECOLOGIA
che desiderino fare educazione sanitaria nell’ambito della propria specialità per periodi non inferiori
all’anno, limite temporale nato dalle esperienze passate e dalle richieste degli stessi medici tanzaniani.
Inoltre, la presenza di pazienti cardiopatici ha spinto il personale sanitario a chiedere con insistenza
la presenza di un CARDIOLOGO anche per un periodo molto più breve (uno, due mesi) con lo scopo
di insegnare le basi di una specialità da sempre poco considerata nei Paesi equatoriali.
È richiesta la conoscenza della lingua inglese.
Per ulteriori informazioni: www.ikondahospital.org – tel. 338 6673367
Per contattare direttamente Padre Alessandro Nava: [email protected]
tel. +255 (0)754372769 oppure Dr. Manuela Buzzi: [email protected] – tel.+255 (0)762098451
CERCO-OFFRO
A.D. Global Solution, azienda attiva nel settore della formazione,
CERCA docenti in area Salute e Sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08),
in particolare sulla tematica del Primo Soccorso Aziendale.
Si richiede laurea in medicina, esperienza nella formazione
di adulti sul tema specifico, disponibilità a eventuali trasferte.
Inviare C.V. completo di autorizzazione al
trattamento dei dati personali ai sensi del
D.Lgs. 196/03 a [email protected].
A proposito dell’articolo sulla
Sindrome Post Polio, così si esprime
il collega prof. Silvio Boccardi
«Non credo all’esistenza di una Sindrome
Post Polio definita, ma all’aggravamento
dei segni legati alla poliomelite
accentuati dall’invecchiamento e dalla
progressiva perdita dei compensi»
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
54
NOTIZIE
UN VUOTO INCOLMABILE
Giorgio Conconi ci ha lasciato improvvisamente.
Incredulità, stupore, sconcerto, sconforto, rimpianto, dolore, ricordi.
Ricordi dei momenti trascorsi insieme nei congressi,
nelle manifestazioni culturali da lui organizzate
nelle belle ville patrizie della sua città.
Di quei tempi, ricordo il grande prestigio di cui giustamente
godeva come medico e come persona, cordiale, ottimista,
aperta e soprattutto, ricca di cultura umanistica, ricco di
una grande fede che, da laico inveterato, gli invidiavo.
Credo di avere letto tutti i suoi romanzi, anche per questo stimandolo
ed ammirandolo, pensando alla mia incapacità espressiva.
Quel magnifico “Quando Gesù sorrise” testimonianza della
sua grande fede e conoscenza delle Sacre Scritture.
Leggevo il suo piacevolissimo e gustosissimo elzeviro
che, alla domenica, ci confezionava sul Corriere della
Sera, frutto e testimonianza della sua professione.
Professione di un medico che rifletteva sul suo lavoro e
sul mondo di personaggi con cui veniva a contatto.
Era anche componente della Commissione Cultura dell’Ordine e ne
aveva entusiasticamente accettato di farne parte anche quest’anno.
È un vuoto incolmabile quello che lascia, ricorderemo con
affetto, simpatia e rimpianto le sue doti morali e siamo vicini
alla sua bella Famiglia che ne è stata dolorosamente privata.
Ugo Garbarini
ENTUSIASMO PER UN
COMPITO IMPEGNATIVO
È appena finito il 2009 e già lo abbiamo archiviato come
anno pieno di eventi catastrofici di grande entità. Il
terremoto d’Abruzzo ci ha scosso particolarmente,
abbiamo rivolto il nostro pensiero alle numerose
vittime e alle numerose persone rimaste senza casa,
il bene più prezioso. Noi Socie AMMI abbiamo raccolto fondi che abbiamo donato
per la ricostruzione dell’Ospedale Pediatrico dell’Aquila, contributo di solidarietà
molto sentito da tutte noi AMMINE. Abbiamo inoltre dato la nostra solidarietà agli
alluvionati di Messina e dintorni. Sono passati ormai otto mesi dalla mie elezione a
Segretaria Nazionale e il mio entusiasmo è sempre un crescendo. Con questa carica
così importante ho avuto modo di contattare numerose Sezioni e parlando con le varie
Presidenti, Segretarie,Vice Presidenti ho potuto constatare quale grande famiglia è
l’AMMI. Il mio compito è molto impegnativo, ho dovuto redigere il nuovo indirizzario
triennale e ho stilato i verbali del Consiglio Nazionale Il mio telefono cellulare è sempre
aperto per fornire indicazioni,informazioni e supporto materiale per lo svolgimento
delle attività delle Sezioni. Il nuovo anno mi vedrà impegnata nei nostri interregionali di
Lucca,Benevento e di Padova; inoltre parteciperò al Congresso Nazionale di Palermo.
Questi incontri con le Sezioni di tutta Italia mi daranno ancor più la carica per lavorare
con impegno affinché la nostra associazione continui a essere un punto di riferimento
importante per tutte le mogli dei Medici. Sono gradite nuove iscrizioni,la nostra
associazione è aperta a tutte coloro che vogliono essere al corrente di tutte le nostre
attività che riguardano principalmente le informazioni relative alla prevenzione medica
e alla divulgazione scientifica e culturale. Abbiamo inoltre in programma due viaggi
all’anno, uno in Italia e uno all’estero;tali viaggi culturali sono un’occasione di incontri
tra amiche unite dallo stesso interesse. Porgo i miei migliori auguri di Buon Anno 2010.
La Presidente di Milano / Segretaria Nazionale AMMI
Alba Maspero Casorati
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
55
WWW.DENTISTIMILANO.IT
Notevole riscontro ha avuto il 3° Convegno di
Dentisti Milano dal tema di scottante attualità:
“La professione che cambia: sicurezza,
burocrazia, prospettive”. La realtà odontoiatrica
infatti è in rapido e continuo cambiamento per
quanto riguarda sia gli adempimenti strutturali
che fiscali, così come per il ruolo delle nuove
figure professionali che gravitano attorno allo
Studio. Il dr. Ezio Carlo Rossi, presidente di
Dentisti Milano, ha aperto la giornata con un
breve discorso introduttivo, ricordando l’attività
dell’associazione e presentando l’iniziativa,
intrapresa quest’anno, a favore della popolazione
dell’Abruzzo colpita dal terremoto. Ha quindi
dato il via ai lavori il dr. Sergio Morena, che ha
illustrato le normative in atto per la sicurezza sul
posto di lavoro. Il secondo intervento è stato di
Massimo Romagnoli, esperto di sicurezza, privacy
e gestione dello studio dentistico: ha evidenziato
la lista degli adempimenti necessari a una
corretta conduzione dello studio odontoiatrico.
La parola è passata poi al dr. Carlo Fossati,
presidente della Fondazione I.S.I. che ha esposto
un’efficace sintesi sui differenti ruoli delle nuove
figure professionali. Il dr. Claudio Giammatteo,
direttore del Fondo Faschim, ha concluso i lavori,
presentando l’esperienza maturata da questo
fondo sanitario. La sua esposizione brillante e
accattivante ha dato seguito a un crescendo di
domande e risposte che ha tenuto viva la tavola
rotonda conclusiva, sicuramente proficua per
tutti. Dentisti Milano ringrazia l’assicurazione
Assita, l’Istituto Stomatologico Italiano e
Antenna Service Consulente Informatica che
con la loro generosità, ospitalità, disponibilità e
competenza hanno consentito la realizzazione
dell’evento. L’associazione, ritenendo doveroso
rispettare il proprio motto “Etica e Professione”
per salvaguardare la qualità del loro lavoro, a
vantaggio di tutta la collettività e della qualità
dell’odontoiatria italiana, si augura di poter
continuare a realizzare questo tradizionale
appuntamento d’informazione con un 4°
Convegno. Dentisti Milano è pronta ad accogliere
chiunque condivida questi ideali. Per informazioni
e iscrizioni www.dentistimilano.it.
IN RICORDO DI…
I colleghi che ci hanno lasciato
ABRAMO
ADAMI
ALTAMURA
AUDISIO
BARBACCIA
BARBAGALLO
BEDONI
BENETTI
BIGATELLO
BLASI
BORELLA
BOTTANI
BRIGIDA
BRINA
CALDERARI
CALVI ZAMPETTI
CAMPORESE
CARLONI
CASATI
CASTELLANI
CATTANEO
COHN
COLLIVASONE
CONCONI
COZZI
CRIVELLI
DALLE RIVE
DE CANCELLIS
DE CHERCHI
DE PALO
DE POL
DELLA MORTE
DI NOLA
DI PREMIO
FABRIS
FABRIS
FELISI
FERRARI
FERRARIO
FRANCESCHINI
GABRICI
GIANA
GRILLI
GRILLO
GUARNERA
LASTRUCCI
LEPERA
LESCA
LICATA
LO MONACO
Dott. Francesco
10-apr-42
Dott. Andrea
28-feb-50
Dott. Vincenzo
26-feb-3 0
Dott. Roberto
03-ago-48
Dott.ssaPaola
24-gen-50
Dott.ssa Giuseppina 28-ago-27
Dott. Pietro
23-mag-49
Dott. Mario Dino
30-mar-55
Dott. Attilio Maria
03-feb-48
Dott. Raffaele
19-apr-24
Dott.ssa Elena
12-dic-54
Dott. Gilberto
16-mag-29
Dott. Vincenzo
25-gen-33
Prof. Aldo
06-feb-18
Dott. Gerolamo
22-ott-30
Dott. Aurelio
02-apr-24
Dott. Sergio Carlantonio12-giu-46
Dott. Antonio
04-mag-55
Dott. Giuseppe
02-mar-45
Dott. Renato
27-dic-46
Dott. Edoardo
02-ott-25
Dott. Neville Herbert 18-apr-39
Dott.ssa Rosella Maria 12-lug-59
Dott. Giorgio
06-mar-37
Dott.ssa Enrica
20-apr-50
Dott. Gerolamo
14-feb-46
Dott. Francesco
25-ott-23
Dott. Francesco
22-set-28
Dott.ssa Maria Sonia 20-feb-36
Prof. Giuseppe
25-ott-35
Dott.ssa Maria Pia
24-set-34
Dott. Ennio
24-mar-45
Dott.ssa G. M. Immacolata 01-set-64
Dott.ssa Raffaella
20-giu-47
Dott. Nicola
03-lug-42
Prof. Pietro
16-ago-16
Dott. Arnaldo
19-gen-29
Prof. Alberto
02-ago-47
Dott.ssa Elena Giovanna 23-ago-56
Dott.ssa Giuliana
08-gen-23
Dott. Enzo
09-feb-09
Dott. Giancarlo
22-giu-57
Dott.ssa A. Antonietta M. 27-mar-41
Dott. Walter Vincenzo 22-gen-54
Dott.ssa Silvia
07-gen-47
Dott. Renato
25-dic-54
Dott. Paolo
25-mar-55
Prof. Sergio
14-set-18
Dott. Giuseppe
04-giu-27
Dott. Giuseppe
25-set-39
LORENZELLI
LUSSO
MACULOTTI
MAISANO
MANENTI
MARI
MARTINELLI
MEDA
MELILLO
MELLI
MELZI
MICOSSI
MIGLIAVACCA
MISSAGLIA
MOLTENI
MORESCHI
MORONI
MOROSINI
NAVA
OLGIATI
ORDESI
OTTOLENGHI
PALMIERI
PARDI
PASQUINUCCI
PEDRIALI
PERTILE
PISCETTA
PIZZIGONI
RATTO
RICCI
RILKE
RIZZONICO
ROBBIANI
RUFFO
SALVADORI
SCAGLIONE
SELVA
SENESI
SIGNORELLI
SOLDATI
SURACE
TORNAGHI
VALASSINA
VALOTI
VALSESCHINI
VARALDI
VIMERCATI
VINCI
ZULLO
26-mar-09
13-mag-09
14-mag-09
30-ago-09
14-set-09
10-lug-08
27-ott-09
27-feb-09
21-ott-09
18-ott-09
28-nov-09
05-nov-09
01-set-08
23-mag-09
11-ago-08
28-nov-09
25-apr-09
16-dic-08
26-lug-09
15-ago-09
28-nov-08
11-mar-09
09-gen-09
14-ott-09
13-giu-08
22-dic-08
12-feb-08
08-feb-09
31-mar-07
12-ott-09
24-feb-06
08-nov-09
07-ago-08
07-set-08
10-gen-09
10-dic-08
14-set-09
30-lug-08
30-ott-08
31-gen-09
18-ott-09
14-dic-08
05-mag-09
30-mar-09
15-lug-09
12-mar-09
04-mar-08
01-dic-07
16-mag-09
15-apr-08
Dott. Alberto
22-lug-23
Dott. Gino
07-ago-28
Dott. Luigi
04-ott-47
Dott. Renato
10-apr-23
Dott.ssa Gabriella
01-mar-21
Dott. Luigi
30-dic-47
Dott.ssa Carla
06-apr-53
Dott. Guido
14-gen-19
Dott. Pietro
25-mar-25
Dott. Alessandro
09-giu-84
Dott.ssa P. Amedea 30-gen-67
Dott. Piero
27-ott-46
Dott. Carlo Stefano Pio 26-dic-56
Dott.ssa Rosabianca M. 28-lug-50
Prof. Franco
16-nov-32
Dott. Silvio
29-ago-22
Dott. Gianalessandro 11-lug-41
Dott. Pierluigi
24-mar-41
Dott. Claudio
29-set-52
Dott. Vittorio
29-giu-48
Dott. Giorgio Emilio 14-set-50
Dott. Donato
10-feb-57
Dott. Luigi
21-giu-68
Prof. Giorgio
06-apr-40
Dott. Guido
26-set-22
Dott. Enrico
20-gen-42
Dott. Enrico
11-mar-79
Dott. Angelo
17-mag-18
Dott. Fulvio
19-feb-34
Dott. Emilio
03-mar-21
Dott. Arturo
03-set-22
Prof. Franco
25-ott-29
Dott. Erminio
13-set-24
Dott.ssa D. Maria
26-lug-55
Dott. G. Domenico
01-gen-27
Prof. Bruno
03-ott-31
Dott. Roberto
05-set-45
Dott. Gian Franco
09-giu-32
Dott.ssa Elisabetta 24-set-58
Dott. Giorgio
23-giu-29
Prof. Bruno
07-ago-28
Prof. Antonino
02-lug-35
Dott.ssa Raffaella
22-apr-43
Dott. Gian Piero
20-feb-40
Dott.ssa G.Elena
27-set-51
Prof. Silvio G. Antonio 10-ott-33
Dott. Umberto
21-ago-37
Dott. Giancarlo
31-ott-38
Prof. Giuseppe Walter 05-ott-37
Dott. Antonio
21-ago-67
[bollettino OMCeOMI] 1/2010 GENNAIO-MARZO
56
22-gen-09
02-gen-09
28-apr-09
16-mar-09
19-gen-09
25-feb-09
10-gen-09
02-dic-08
03-apr-09
28-giu-09
12-mar-09
01-ago-09
28-ago-09
25-ago-07
06-dic-07
06-nov-09
19-set-09
09-set-08
16-mar-09
09-mar-09
26-nov-09
18-giu-09
02-ago-09
01-mag-07
18-apr-09
03-lug-09
15-ago-09
17-mag-09
13-giu-09
07-ott-08
11-gen-09
10-giu-09
23-feb-09
07-ago-09
16-lug-09
10-dic-08
09-dic-09
02-nov-09
28-gen-09
14-dic-08
04-mar-09
17-ago-09
30-set-09
01-mag-09
12-set-09
08-gen-09
02-ago-09
06-feb-09
29-mag-09
23-mag-09
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Gennaio-Marzo 1/2010