AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I
PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
PIANO DI MANUTENZIONE (art. 40 D.P.R. 554/99)
INDICE
1.
1.1.
1.2.
1 STRUTTURA PORTANTE
STRUTTURE PREFABBRICATE IN C.A.P. PER MAGAZZINI E CENTRO DIREZIONALE
STRUTTURE IN ACCIAIO
2.1.
2.2.
2.3.
2.4.
2.5.
2.6.
2.7.
2.8.
2.9.
2.10.
2.11.
2.12.
2 CHIUSURA
PAVIMENTAZIONE INDUSTRIALE
PAVIMENTI RESILIENTI
CHIUSURE CAPANNONI CON PANNELLI PREFABBRICATI
CHIUSURE CON PANNELLI PREFABBRICATI
INFISSO ESTERNO FINESTRA E PORTA
INFISSO ESTERNO PORTA SEZIONALE
STRATO DI COPERTURA MAGAZZINI
CANALI DI GRONDA, PLUVIALI E SCOSSALINE
STRATO DI COPERTURA PALAZZINA DIREZIONALE
SOLAIO PIANO PREFABBRICATO COPERTURA
CANALI DI GRONDA, PLUVIALI E SCOSSALINE
LUCERNARI - BOTOLE - DIFFUSORI - CUPOLE
13
15
17
21
25
30
35
39
43
45
48
52
55
3.1.
3.2.
3.3.
3.4.
3.5.
3.6.
3.7.
3.8.
3 PARTIZIONE INTERNA
CONTROSOFFITTO
PAVIMENTI RESILIENTI
PAVIMENTI SOPRAELEVATI
PARETI IN MURATURA
TRAMEZZI IN LASTRE DI GESSO
RIVESTIMENTI CERAMICI
INFISSO IN PROFILATI DI ALLUMINIO
PORTE
58
59
62
65
68
72
75
78
81
4.1.
4 PARTIZIONE ESTERNA
RINGHIERE, CORRIMANO E PARAPETTI METALLICI
84
85
5.1.
5.2.
5.3.
5.4.
5.5.
5.6.
5.7.
5.8.
5.9.
5.10.
5.11.
5.12.
5.13.
5.14.
5.15.
5.16.
5.17.
5.18.
5.19.
5.20.
5.21.
5.22.
5.23.
5.24.
5.25.
5.26.
5.27.
5.28.
5.29.
5.30.
5.31.
5.32.
5.33.
5.34.
5.35.
5.36.
5.37.
5.38.
5.39.
5.40.
5.41.
5.42.
5.43.
5.44.
5.45.
5.46.
5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
MOTORIZZAZIONE CANCELLI
CENTRALINA DI CONTROLLO ED ACCESSORI
TUBAZIONI E CANALIZZAZIONI
COLLETTORI E CONDOTTE
POZZETTI DI ISPEZIONE
CADITOIE E CHIUSINI
POZZETTI
COLLETTORI DI SCARICO
TUBAZIONI
FOSSE BIOLOGICHE
TUBAZIONI E VALVOLE DI INTERCETTAZIONE
POZZETTI
IDRANTI LAVAGGIO PIAZZALI
LINEE QUADRI E PROTEZIONI
TUBAZIONI E CANALIZZAZIONI
LAMPADE A IODURI METALLICI
PALI PER L'ILLUMINAZIONE
CABINE ELETTRICHE
LINEE QUADRI E PROTEZIONI
GRUPPI ELETTROGENI
QUADRI ELETTRICI DI PIANO
TUBAZIONI E CANALIZZAZIONI
UTILIZZATORI E PRESE
APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE
LAMPADE FLUORESCENTI
ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA
MACCHINARI PER ASCENSORE/MONTACARICHI ELETTRICO
VANO CORSA
CABINA
GUIDE DI CABINA
FUNI E CONTRAPPESO
PORTE DI PIANO
IMPIANTO ELETTRICO
QUADRO ELETTRICO E QUADRO DI MANOVRA
PULSANTIERA
PEDANA ELETTROIDRAULICA
TUBAZIONI
VALVOLE E SARACINESCHE
APPARECCHI SANITARI E RUBINETTERIA
SCALDA ACQUA ELETTRICO
SISTEMA SOLARE
TUBAZIONI
CONDIZIONATORI AUTONOMI
VENTILCONVETTORI
UNITà MOTOCONDENSANTE ESTERNA
UNITà INTERNA PER SISTEMI MULTISPLIT
2.
3.
4.
5.
3
3
9
87
92
93
95
96
98
100
102
104
106
108
109
111
113
114
116
117
119
121
124
126
128
130
131
133
135
136
138
140
142
145
147
148
150
152
153
154
156
158
160
161
163
165
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Manuale di manutenzione
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PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
5.47.
5.48.
5.49.
5.50.
5.51.
5.52.
5.53.
CANALIZZAZIONI
BOCCHETTE DELL'ARIA
UNITà DI TRATTAMENTO ARIA
QUADRI ELETTRICI AUSILIARI DEGLI IMPIANTI TERMOFLUIDICI
IMPIANTO DI REGOLAZIONE AUTOMATICA
SERRANDA TAGLIAFUOCO
ESTRATTORE
26
26
26
26
26
26
26
6.1.
6.2.
6.3.
6.4.
6.5.
6.6.
6.7.
6.8.
6.9.
6.10.
6.11.
6.12.
6.13.
6.14.
6 IMPIANTO DI SICUREZZA
IDRANTI
NASPI
ESTINTORI A POLVERE
TUBAZIONI
ALLARMI
PULSANTE DI EMERGENZA
CENTRALINA DI CONTROLLO
RIVELATORI
RISERVA IDRICA
MAGLIA DI CAPTAZIONE
IMPIANTO DI DISPERSIONE
CONDUTTORI DI TERRA E DI PROTEZIONE
CONDUTTORI EQUIPOTENZIALI
DISPERSORI
26
26
26
26
26
26
26
26
26
26
26
26
26
26
26
7.1.
7 ATTREZZATURA INTERNA
PARETI MOBILI
26
26
8.1.
8.2.
8.3.
8.4.
8.5.
8.6.
8.7.
8.8.
8.9.
8 ATTREZZATURA ESTERNA
STRATO DI USURA IN CONGLOMERATO BITUMINOSO (TAPPETINO)
BINDER
STRATO IN MISTO GRANULOMETRICO STABILIZZATO
STRATO DI PAVIMENTAZIONE SEMIFLESSIBILE CON BITUMI MODIFICATI
STRATO IN MISTO GRANULOMETRICO STABILIZZATO
RECINZIONI IN FERRO-LEGNO E/O CON RETE
CANCELLI
SISTEMAZIONI A VERDE
PAVIMENTO IN MASSELLI DI CLS
26
26
26
26
26
26
26
26
26
26
6.
7.
8.
PREMESSA
Il Piano di Manutenzione è stato redatto secondo quanto contemplato dall’articolo 40 del DPR 554
del 1999.
Il piano si articola nei seguenti documenti:
Manuale d’Uso;
Manuale di Manutenzione;
Programma di manutenzione composto da:
o
Sottoprogrammi degli prestazioni
o
Sottoprogrammi degli controlli
o
Sottoprogrammi degli interventi
Inoltre per le opere prefabbricate sono stati prodotti, nelle relative sezioni, piani d’uso e
manutenzione specifici.
Per i costi della manutenzione si confermano quelli gia’ previsti nel Progetto Preliminare riportati
nell’elaborato “Elaborati generali art. 37 bis 554/99 - Piano Economico e Finanziario – con allegata
lettera di asseverazione” (PD021 P 00 00 O QE 01).
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
1.
1 STRUTTURA PORTANTE
DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA
Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di sostenere i
carichi del sistema edilizio stesso e di collegare staticamente le sue parti.
Unità tecnologiche di classe 1 STRUTTURA PORTANTE
- Struttura di elevazione - Strutture prefabbricate
- Struttura di elevazione - Strutture in acciaio uffici magazzini esistenti
Struttura di elevazione - Strutture prefabbricate
Le strutture di elevazione sono l'insieme degli elementi tecnici portanti del sistema edilizio: essi hanno la
funzione di sostenere i carichi orizzontali e verticali, statici e dinamici, agenti sul sistema stesso e di trasferirli
alle strutture di fondazione. Possono essere continue, come nel caso della muratura portante, o intelaiate,
come nel caso delle strutture in acciaio e di quelle in cemento armato.
MODALITA' D'USO
Quale modalità d'uso corretta occorre che venga periodicamente verificato lo stato di conservazione del
manufatto, verificando se sono presenti o meno lesioni sulle strutture in elevazione, o altro indicatore dello stato
di conservazione delle condizioni originarie dell'opera.
Struttura di elevazione - Strutture in acciaio uffici magazzini esistenti
Le strutture di elevazione sono l'insieme degli elementi tecnici portanti del sistema edilizio: essi hanno la
funzione di sostenere i carichi orizzontali e verticali, statici e dinamici, agenti sul sistema stesso e di trasferirli
alle strutture di fondazione. Possono essere continue, come nel caso della muratura portante, o intelaiate,
come nel caso delle strutture in acciaio e di quelle in cemento armato.
MODALITA' D'USO
Quale modalità d'uso corretta occorre che venga periodicamente verificato lo stato di conservazione del
manufatto, verificando se sono presenti o meno lesioni sulle strutture in elevazione, o altro indicatore dello stato
di conservazione delle condizioni originarie dell'opera.
1.1.
STRUTTURE PREFABBRICATE IN C.A.P. PER MAGAZZINI E CENTRO DIREZIONALE
Classe di unità tecnologica: 1 STRUTTURA PORTANTE
Unità tecnologica:
STRUTTURA DI ELEVAZIONE - STRUTTURE PREFABBRICATE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le strutture verticali in cemento armato precompresso per i magazzini sono costituite dagli elementi tecnici
(pilastri o setti) aventi funzione di sostenere i carichi agenti sul sistema edilizio e di trasmetterli alle strutture di
fondazione.La struttura dei magazzini è prefabbricata con estradosso a due falde, costituito da struttura
prefabbricata portante e portata formata da: pilastri prefabbricati in c.a.v. mensole, scanalature, rastremature,
pluviali da preinserire, etc.; per interassi da
200x12.00m e 100x12.00; travi primarie di maglia; in c.a.p.; travi; secondarie in c.a.p. di gronda - converse ecc.
La struttura prefabbricata per centro direzionale con copertura di tipo piana, costituita da: pilastri prefabbricati in
c.a.v., mensole, scanalature, rastremature, pluviali da preinserire, etc.; travi prefabbricate in c.a.p.; mensole in
calcestruzzo armato per pilastri prefabbricati ed a sostegno delle travi di bordo e/o di spina di solai intermedi
e/o di copertura.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo dell'aspetto della superficie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dello stato del calcestruzzo
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
Manuale di manutenzione
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MANUALE DI MANUTENZIONE
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Monitoraggio delle lesioni
RISORSE D'USO
- Fessurimetro/Distanziometro/Strain gages
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Indagine ultrasonica
RISORSE D'USO
- Emettitore di ultrasuoni
- Ricevitore
- Oscilloscopio
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Prova sclerometrica
RISORSE D'USO
- Sclerometro
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Prova con pacometro
RISORSE D'USO
- Pacometro
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo della carbonatazione
RISORSE D'USO
- Soluzione di fenoftaleina
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dell'ossidazione delle armature
RISORSE D'USO
- Voltmetro ad alta impedenza
- Elettrodo di riferimento
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Carotaggio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Carotatrice
[Intervento] Pulizia della superficie
RISORSE D'USO
- Sabbiatrice/Idrosabbiatrice/Spazzola meccanica
- Solventi
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Applicazione di trattamenti consolidanti
RISORSE D'USO
- Resine siliconiche
- Prodotti a base di silicati
- Dispositivi di protezione individuale
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MANUALE DI MANUTENZIONE
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Applicazione di trattamenti protettivi
RISORSE D'USO
- Resine epossidiche (protettive)
- Soluzioni di resine siliconiche (idrorepellenti)
- Prodotti di finitura
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Ripristino parti mancanti
RISORSE D'USO
- Malta reoplastica a ritiro compensato
- Prodotti di finitura
- Inibitore di corrosione migrante per ferri d'armatura
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Risanamento delle armature
RISORSE D'USO
- Resine epossidiche in soluzione acquosa
- Malta modificata con inibitori di corrosione
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Sostituzione dell'elemento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Vibratore
- Betoniera
[Intervento] Rinforzo dell'elemento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Protezione catodica delle armature
RISORSE D'USO
- Nastro conduttore in lega
- Primer conduttivo
- Rullo
- Fonte elettrica
- Fili di collegamento fra armature
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Ripresa delle lesioni
RISORSE D'USO
- Malta cementizia specifica
- Macchine a spruzzo per applicazione
- Prodotti di finitura
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Sigillatura delle lesioni passanti
RISORSE D'USO
- Tubetti di iniezione e sfiato
- Resina epossidica a consistenza di stucco
- Resina epossidica fluida
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PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Pompa pneumatica a bassa pressione
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere ai carichi e sovraccarichi, in tutte le condizioni di esercizio, nonchè ai fenomeni dinamici,
nel rispetto del coefficiente di sicurezza, senza deformazioni o cedimenti inammissibili.
Livello minimo delle prestazioni
Le strutture di elevazione devono garantire stabilità e resistenza sotto l'effetto di qualsiasi carico ad esse
applicato; per quello che riguarda i livelli minimi prestazionali si deve fare riferimento alle leggi e alle normative
vigenti in materia di progettazione, esecuzione e collaudo delle strutture, per il tipo di struttura ed i materiali
utilizzati.
Resistenza al fuoco
Capacità degli elementi di resistere al fuoco per un tempo determinato senza subire deformazioni incompatibili
con la loro funzione strutturale e di compartimentazione, in modo da garantire l'incolumità degli occupanti
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi di resistenza al fuoco richiesti ad ogni elemento costruttivo variano in funzione del tipo di edificio,
come specificato nella tabella riportata nel D.M 30.11983:
- Abitazioni, conventi, palestre, edifici industriali monopiano Classe REI 30
- Caserme, bar, tipografie Classe REI 60
- Collegi, case per anziani, carceri, alberghi, uffici, ospedali, scuole, cinema, ristoranti, negozi Classe REI 90
- Supermercati, magazzini, Edifici industriali con prodotti infiammabili Classe REI 120
Anigroscopicità
Capacità degli elementi di non essere soggetti a mutamenti di dimensione, comportamento e morfologia in
seguito all'assorbimento e/o al contatto con acqua.
Livello minimo delle prestazioni
Le strutture di elevazione non devono essere soggette a cambiamenti chimico- fisici, strutturali o funzionali nel
caso in cui vengano a contatto o assorbano acqua piovana, di falda o marina. I livelli minimi prestazionali
variano in funzione delle caratteristiche del materiale impiegato e dell'origine e composizione dell'acqua.
Resistenza al gelo
Capacità di non subire gli effetti dovuti alla formazione di ghiaccio, quali disgregazioni o mutamenti di aspetto e
dimensione.
Livello minimo delle prestazioni
Le strutture di elevazione non devono subire disgregazioni e mutamenti di aspetto o dimensione a causa della
formazione di ghiaccio. I livelli minimi prestazionali possono essere definiti facendo riferimento alla normativa
UNI.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire gli effetti dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici, quali disgregazioni e mutamenti di
aspetto.
Livello minimo delle prestazioni
Le strutture di elevazione non devono subire dissoluzioni, disgregazioni o mutamenti di aspetto a causa
dell'azione di agenti aggressivi presenti nell'ambiente (anidride carbonica, solfati, ecc.).
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire riduzioni di prestazioni causate dalla presenza di animali, di vegetali o di
microrganismi.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, del loro impiego e del tipo di agente biologico. In ogni
caso occorre garantire, soprattutto sulle costruzioni meno recenti, una adeguata pulizia e una protezione con
prodotti che contrastino efficacemente lo sviluppo della vegetazione.
Stabilità chimico-reattiva
Capacità degli elementi di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche.
Livello minimo delle prestazioni
I materiali utilizzati per la realizzazione delle strutture di elevazione devono conservare inalterate nel tempo le
proprie caratteristiche chimico-fisiche. I livelli minimi variano in funzione dei materiali impiegati e della loro
compatibilità chimico-fisica stabilita dalle norme vigenti: in particolar modo è opportuno evitare contatti diretti tra
materiali che possono dar luogo a corrosione elettrolitica (acciaio e zinco, acciaio e alluminio) e il contatto
diretto fra l’acciaio ed alcuni materiali aggressivi come il gesso. Si deve prestare attenzione al fenomeno di
reazione alcali-aggregati della miscela costituente il cls, innescata dalla presenza di alcali nel cemento e di
silice amorfa negli aggregati: per garantire i livelli minimi di prestazione è preferibile evitare l'uso di aggregati
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MANUALE DI MANUTENZIONE
reattivi e limitare il contenuto di alcali (sodio e potassio) nel cemento, utilizzando cementi di miscela e
riducendo l'umidità del cls.
Regolarità geometrica
Capacità di soddisfare le esigenze estetiche e funzionali di planarità e assenza di difetti superficiali.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione delle esigenze, delle caratteristiche e dell'importanza dell'opera.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Bollature
Valutazione: anomalia lieve
Presenza diffusa, sulla superficie del calcestruzzo, di fori di grandezza e distribuzione casuale, generati dalla
presenza di bolle d'aria formatesi al momento del getto e non eliminati nella fase di vibratura e costipamento.
Ramificazioni superficiali
Valutazione: anomalia lieve
Fessurazioni capillari ramificate sulla superficie dell'elemento, dovute a un non corretto dosaggio del
calcestruzzo.
Chiazze di umidità
Valutazione: anomalia grave
Presenza di chiazze o zone di umidità, generalmente in aree dell'elemento in prossimità del terreno e/o delle
opere fondazionali.
Incrostazioni urbane
Valutazione: anomalia lieve
Depositi aderenti alla superficie dell'elemento, generalmente di colore nero e di spessore variabile, dovuto al
deposito di pulviscolo atmosferico urbano; tali fenomeni talvolta comportano il distacco delle incrostazioni
stesse ponendo in evidenza i fenomeni di disgregazione presenti sulla superficie sottostante.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche degli elementi strutturali, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.), accompagnate spesso dalla perdita delle caratteristiche di resistenza
e stabilità degli elementi stessi.
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Disgregazioni
Valutazione: anomalia grave
Disgregazioni delle superfici dell'elemento, con effetti di sgretolamenti e lacerazioni.
Distacco
Valutazione: anomalia grave
Decoesione e conseguente caduta di parti di materiale.
Efflorescenze
Valutazione: anomalia lieve
Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie dell'elemento, generalmente poco
coerenti e con colore biancastro.
Erosione
Valutazione: anomalia lieve
Degrado della superficie dovuto all'azione erosiva di agenti di natura chimica o biologica.
Mancanza di copriferro
Valutazione: anomalia grave
Mancanza di calcestruzzo in corrispondenza dell'armatura con conseguente esposizione dei ferri a fenomeni di
corrosione.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Aperture o lesioni che possono essere ortogonali o parallele all'armatura e possono interessare una parte o
l'intero spessore dell'elemento.
Fori e bolle
Valutazione: anomalia lieve
Presenza di piccoli crateri sulla superficie generalmente causati da grani di calce libera che, idratando,
aumentano di volume e generano piccoli distacchi.
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PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Macchie e imbrattamenti
Valutazione: anomalia lieve
Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray,
ecc.) e/o murales o graffiti.
Macchie di ruggine
Valutazione: anomalia grave
Macchie bruno-rossastre sulla superficie del calcestruzzo dovute alla corrosione dei ferri d'armatura.
Muffe biologiche
Valutazione: anomalia lieve
Deposito sottile costituito prevalentemente da microrganismi, che creano una patina di colore variabile aderente
alla superficie.
Nidi di ghiaia
Valutazione: anomalia lieve
Degrado della superficie dovuto alla segregazione dei componenti del calcestruzzo in fase di getto e
caratterizzato da cavità irregolari e inerti di maggior diametro in evidenza.
Variazione di volume
Valutazione: anomalia grave
Aumento di volume dell'elemento e conseguente disgregazione, dovute all'attacco solfatico in ambiente marino
oppure a cicli di gelo-disgelo.
Scheggiature
Valutazione: anomalia lieve
Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e
gli spigoli.
Sfogliamento
Valutazione: anomalia lieve
Disgregazione e sfaldamento degli strati superficiali dell'elemento, causato solitamente dagli effetti del gelo.
Sgretolamento
Valutazione: anomalia grave
Presenza di parti di calcestruzzo friabili e incoerenti.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
- Controllo dell'aspetto della superficie
- Controllo dello stato del calcestruzzo
- Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Monitoraggio delle lesioni
- Indagine ultrasonica
- Prova sclerometrica
- Prova con pacometro
- Controllo della carbonatazione
- Controllo dell'ossidazione delle armature
- Carotaggio
INTERVENTI
- Pulizia della superficie
- Applicazione di trattamenti consolidanti
- Applicazione di trattamenti protettivi
- Ripristino parti mancanti
- Risanamento delle armature
- Sostituzione dell'elemento
- Rinforzo dell'elemento
- Protezione catodica delle armature
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Ripresa delle lesioni
- Sigillatura delle lesioni passanti
A completamento della presente unità tecnologica si rimanda agli allegati A e B.
1.2.
STRUTTURE IN ACCIAIO
Classe di unità tecnologica: 1 STRUTTURA PORTANTE
Unità tecnologica:
STRUTTURA DI ELEVAZIONE - STRUTTURE IN ACCIAIO UFFICI MAGAZZINI
ESISTENTI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Manufatti in acciaio per travi e pilastri in profilati laminati a caldo della Serie IPE, IPN, HEA, HEB, HEM, UPN.
Sono
compresi: le piastre di attacco e di irrigidimento; le flange; la bullonatura (con bulloni di qualsiasi classe) o
saldatura; etc.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo della struttura
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo del film protettivo
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Spessimetro
[Controllo] Controllo del serraggio dei bulloni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Chiave dinamometrica
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo delle saldature
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lenti
- Endoscopio
- Fibroscopio
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo degli apparecchi di appoggio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo con liquidi penetranti
RISORSE D'USO
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Liquidi penetranti
[Controllo] Controllo con ultrasuoni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Emettitore di ultrasuoni
[Controllo] Controllo ai raggi X
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Apparecchio radiogeno
[Intervento] Pulizia manuale delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Solventi
- Opere provvisionali
[Intervento] Pulizia meccanica delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Spazzola metallica
- Solventi
- Mole abrasive meccaniche
[Intervento] Sabbiatura
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Sabbiatrice
- Sabbia
[Intervento] Ripristino della protezione superficiale antiruggine
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Vernice protettiva
- Pittura antiruggine
- Opere provvisionali
[Intervento] Sostituzione dell'elemento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Rinforzo locale delle sezioni indebolite
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Sostituzione degli elementi del giunto
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Chiave dinamometrica
- Pittura antiruggine
[Intervento] Sostituzione e preserraggio dei bulloni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Chiave dinamometrica
[Intervento] Esecuzione della nuova saldatura
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Elettrodo scriccatore
- Elettrodo per saldatura
- Liquidi penetranti
[Intervento] Ripristino dell'apparecchiatura di appoggio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Martinetto idraulico
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere ai carichi e sovraccarichi, in tutte le condizioni di esercizio, nonchè ai fenomeni dinamici,
nel rispetto del coefficiente di sicurezza, senza deformazioni o fessurazioni inammissibili.
Resistenza al fuoco
Capacità degli elementi di resistere al fuoco per un tempo determinato senza subire deformazioni incompatibili
con la loro funzione strutturale e di compartimentazione, in modo da garantire l'incolumità degli occupanti.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi di resistenza al fuoco richiesti ad ogni elemento costruttivo variano in funzione del tipo di edificio,
come specificato nella tabella riportata nel D.M 30.11983.
Stabilità chimico-reattiva
Capacità degli elementi di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione del tipo di rivestimento protettivo adottato per gli elementi strutturali e della
loro compatibilità chimico-fisica stabilita dalle norme vigenti. E' opportuno evitare contatti diretti tra materiali che
possono dar luogo a corrosione elettrolitica (acciaio e zinco, acciaio e alluminio) e il contatto diretto fra l’acciaio
ed alcuni materiali aggressivi come il gesso.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire gli effetti dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici, quali disgregazioni e mutamenti di
aspetto.
Livello minimo delle prestazioni
Le strutture di elevazione, sotto l'azione di agenti aggressivi presenti in atmosfera, nel suolo e in acqua, non
devono subire variazioni delle caratteristiche funzionali e morfologiche; a questo scopo è necessario prevedere
una adeguata protezione nei confronti della corrosione. I livelli minimi variano in funzione del tipo di
rivestimento protettivo adottato; infatti vi sono diversi modi per proteggere le strutture di acciaio dalla
corrosione.
Anigroscopicità
Capacità degli elementi di non essere soggetti a mutamenti di dimensione, comportamento e morfologia in
seguito all'assorbimento e/o al contatto con acqua.
Livello minimo delle prestazioni
Le strutture in elevazione in acciaio, nel caso in cui vengano a contatto con acqua piovana, di falda o marina,
non devono subire diminuzioni delle caratteristiche chimico-fisiche, strutturali e funzionali. I valori minimi di
resistenza all'acqua dipendono dal tipo di rivestimento protettivo adottato per gli elementi strutturali .
Regolarità geometrica
Capacità di soddisfare le esigenze estetiche e funzionali di planarità e assenza di difetti superficiali.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per quello che riguarda il requisito di regolarità geometrica sono connessi al
processo di produzione dei vari elementi costituenti la struttura.
Sostituibilità
Idoneità a consentire la collocazione di elementi tecnici nuovi al posto di quelli danneggiati.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni con facilità,
senza creare pregiudizio all'intero sistema; a tal fine gli elementi utilizzati, oltre a rispondere a quanto stabilito
nelle prescrizioni progettuali, devono essere di comune diffusione sul mercato nazionale. In particolare è
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
opportuno che gli elementi rispettino le dimensioni e le tolleranze stabilite dalle norme UNI per il tipo di prodotto
utilizzato.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corrosione del materiale
Valutazione: anomalia grave
Deterioramento dell'acciaio con formazione di ruggine e continua sfaldatura; relativa riduzione della sezione
resistente.
Corrosione degli elementi del giunto
Valutazione: anomalia grave
Evidenti stacchi di vernice, bolle, crepe, affioramento di ruggine su teste e dadi dei bulloni e sugli altri elementi
del collegamento.
Cricche
Valutazione: anomalia grave
Sottili fessure che si originano nella zona fusa o nella zona alterata a seguito del raffreddamento della
saldatura. Le cricche possono ingrandirsi nel tempo, a seconda delle condizioni di esercizio e delle
caratteristiche iniziali, portando alla rottura del giunto.
Strappi lamellari
Valutazione: anomalia grave
Sottili fessure nel materiale di base laminato che si manifestano quando esso è soggetto a tensioni di trazione
perpendicolari al piano di laminazione dell'elemento, dovute al ritiro della saldatura.
Grippaggio
Valutazione: anomalia grave
Blocco dei vincoli di tipo mobile, come apparecchi di appoggio o giunti di dilatazione, con conseguente
diminuzione della capacità portante della struttura e danneggiamento delle sottostrutture.
Macchie di ruggine
Valutazione: anomalia lieve
Presenza di macchie di ruggine in quantità inferiore allo 0,1% della superficie dell'elemento.
Stacchi di vernice
Valutazione: anomalia lieve
Perdita di parti del rivestimento che ricopre la superficie.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e morfologiche dei profili e degli elementi strutturali, accompagnate spesso dalla perdita
delle caratteristiche di resistenza e stabilità degli elementi stessi.
Imbozzamento
Valutazione: anomalia grave
Corrugamento dell'anima dei profilati accompagnato dalla perdita di resistenza e stabilità degli elementi stessi.
Perdita della pretensione dei bulloni
Valutazione: anomalia grave
Allentamento del carico di precompressione imposto nei giunti con bulloni ad attrito (che può portare alla
modificazione del modello statico adottato per la struttura)
Inclusioni
Valutazione: anomalia grave
Difetti della zona fusa dovuti alla presenza, nel cordone di saldatura, di sostanze solide o gassose diverse dal
metallo.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
- Controllo degli apparecchi di appoggio
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo della struttura
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
- Controllo del film protettivo
- Controllo del serraggio dei bulloni
- Controllo delle saldature
- Controllo con liquidi penetranti
- Controllo con ultrasuoni
- Controllo ai raggi X
INTERVENTI
- Pulizia manuale delle superfici
- Pulizia meccanica delle superfici
- Sabbiatura
- Ripristino della protezione superficiale antiruggine
- Sostituzione dell'elemento
- Rinforzo locale delle sezioni indebolite
- Sostituzione degli elementi del giunto
- Sostituzione e preserraggio dei bulloni
- Esecuzione della nuova saldatura
- Ripristino dell'apparecchiatura di appoggio
2.
2 CHIUSURA
DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA
Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di separare e di
conformare gli spazi interni del sitema stesso rispetto l'esterno.
Unità tecnologiche di classe 2 CHIUSURA
- Chiusura orizzontale inferiore - Pavimentazione magazzini
- Chiusura orizzontale inferiore - Pavimentazione palazzina direzionale
- Chiusura verticale - Magazzini
- Chiusura verticale - Palazzina direzionale
- Chiusura verticale - Infisso esterno
- Chiusura superiore (copertura) - Magazzini
- Chiusura superiore (copertura) - Palazzina direzionale
- Chiusura superiore - Infisso esterno
Chiusura orizzontale inferiore - Pavimentazione magazzini
Le chiusure orizzontali inferiori sono l'insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio aventi
funzione di separare gli spazi interni del sistema edilizio stesso da spazi esterni sottostanti (terreno o
fondazioni). La pavimentazione in questione riguarda in magazzini gomma-gomma e ferro-gomma. Il magazzini
ferro-gomma presentano in alcuni tratti un differente strato di sostegno della pavimentazione industriale.
MODALITA' D'USO
Quale uso corretto delle chiusure orizzontali inferiori è necessario condurre periodicamente controlli e verifiche
sulle condizioni delle superfici, al fine di non trascurare eventuali difetti o degradi che alla lunga potrebbero
portare alla perdita della funzionalità dell'elemento ed occorre effettuare
Chiusura orizzontale inferiore - Pavimentazione palazzina direzionale
Le chiusure orizzontali inferiori sono l'insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio aventi
funzione di separare gli spazi interni del sistema edilizio stesso da spazi esterni sottostanti (terreno o
fondazioni).
MODALITA' D'USO
Quale uso corretto delle chiusure orizzontali inferiori è necessario condurre periodicamente controlli e verifiche
sulle condizioni delle superfici, al fine di non trascurare eventuali difetti o degradi che alla lunga potrebbero
portare alla perdita della funzionalità dell'elemento ed occorre effettuare
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Chiusura verticale - Magazzini
Le chiusure verticali sono gli elementi tecnici del sistema edilizio che delimitano verticalmente gli spazi interni
del sistema stesso rispetto all'esterno. Possono essere opache (pareti) o trasparenti (infissi) e la loro funzione
principale, oltre a quella di separare l'interno dall'esterno, è quella di regolare il passaggio di energia termica, di
energia luminosa, di energia sonora e di proteggere dagli agenti esterni.
MODALITA' D'USO
Quale uso corretto delle chiusure verticali è necessario condurre periodicamente controlli e verifiche sulle
condizioni delle superfici, al fine di non trascurare eventuali difetti o degradi che alla lunga potrebbero portare
alla perdita della funzionalità e della stabilità dell'elemento.
Chiusura verticale - Palazzina direzionale
Le chiusure verticali sono gli elementi tecnici del sistema edilizio che delimitano verticalmente gli spazi interni
del sistema stesso rispetto all'esterno. Possono essere opache (pareti) o trasparenti (infissi) e la loro funzione
principale, oltre a quella di separare l'interno dall'esterno, è quella di regolare il passaggio di energia termica, di
energia luminosa, di energia sonora e di proteggere dagli agenti esterni.
MODALITA' D'USO
Quale uso corretto delle chiusure verticali è necessario condurre periodicamente controlli e verifiche sulle
condizioni delle superfici, al fine di non trascurare eventuali difetti o degradi che alla lunga potrebbero portare
alla perdita della funzionalità e della stabilità dell'elemento.
Chiusura verticale - Infisso esterno
Gli infissi esterni (porte, finestre, serrande, ecc.) hanno fondamentalmente una duplice funzione : di proteggere
gli ambienti interni di un edificio dagli agenti atmosferici (acqua, vento, sole, ecc.) e di garantire il benessere
degli occupanti (isolamento termico, isolamento dai rumori esterni, resistenza alle intrusioni, ecc.) Gli infissi
esterni sono suddivisibili per tipologia (porte, finestre, serrande, ecc.), per materiale (legno, acciaio, leghe
leggere di alluminio, materie plastiche, vetro, ecc.) e per tipo di apertura (infissi fissi, oppure a movimento
semplice - ad una o più ante, girevoli, ribaltabili ecc -, oppure a movimento composto - scorrevoli, a soffietto,
pieghevoli,ecc- o misto).
MODALITA' D'USO
Per infissi eseguiti a regola d'arte è sufficiente una normale pulizia e cura, per assicurare una buona
conservazione, oltre ad assicurare una periodica manutenzione provvedendo alla rimozione di eventuali residui,
al rifacimento degli strati protettivi, alla regolazione e lubrificazione degli organi di movimento e tenuta.
Si definiscono coperture le strutture terminali di un edificio,con la funzione prevalente di proteggere l'edificio
stesso dagli agenti atmosferici. La copertura piana è composta da due parti principali : la "struttura portante",
rappresentata da un solaio/soletta/pannello e il "sistema copertura" che ha lo scopo principale di impedire
l'infiltrazione di acqua nei locali sottostanti. Il sistema copertura è composto da una serie di elementi, impiegati
o meno a seconda del tipo di tetto progettato : elemento di supporto; strato di tenuta all'acqua; elemento
isolante; strato di barriera al vapore; strato di continuità; strato della diffusione del vapore; strato di imprimitura;
strato di ripartizione dei carichi; strato di pendenza; strato di protezione; strato di separazione; strato drenante;
strato filtrante, ecc.
MODALITA' D'USO
Quale uso corretto delle coperture piane è necessario condurre periodicamente controlli e verifiche sulle
condizioni delle superfici, al fine di non trascurare eventuali difetti o degradi che alla lunga potrebbero portare
alla perdita della funzionalità dell'elemento ed occorre effettuare controlli sullo smaltimento delle acque
meteoriche con la verifica della funzionalità di canali e pluviali, onde evitare accumuli e ristagni pericolosi.
Chiusura superiore (copertura) - Palazzina direzionale
Si definiscono coperture le strutture terminali di un edificio,con la funzione prevalente di proteggere l'edificio
stesso dagli agenti atmosferici. La copertura piana è composta da due parti principali : la "struttura portante",
rappresentata da un solaio/soletta/pannello e il "sistema copertura" che ha lo scopo principale di impedire
l'infiltrazione di acqua nei locali sottostanti. Il sistema copertura è composto da una serie di elementi, impiegati
o meno a seconda del tipo di tetto progettato : elemento di supporto; strato di tenuta all'acqua; elemento
isolante; strato di barriera al vapore; strato di continuità; strato della diffusione del vapore; strato di imprimitura;
strato di ripartizione dei carichi; strato di pendenza; strato di protezione; strato di separazione; strato drenante;
strato filtrante, ecc.
MODALITA' D'USO
Quale uso corretto delle coperture piane è necessario condurre periodicamente controlli e verifiche sulle
condizioni delle superfici, al fine di non trascurare eventuali difetti o degradi che alla lunga potrebbero portare
alla perdita della funzionalità dell'elemento ed occorre effettuare controlli sullo smaltimento delle acque
meteoriche con la verifica della funzionalità di canali e pluviali, onde evitare accumuli e ristagni pericolosi.
Chiusura superiore - Infisso esterno
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Gli infissi esterni in copertura (lucernari, botole, diffusori, cupole, ecc.) sono inclinati oppure orizzontali e hanno
fondamentalmente una duplice funzione : di proteggere gli ambienti interni di un edificio dagli agenti atmosferici
(acqua, vento, sole, ecc.) e di garantire il benessere degli occupanti (isolamento termico, isolamento dai rumori
esterni, resistenza alle intrusioni, ecc.) Gli infissi esterni sono suddivisibili per tipologia, per materiale (legno,
acciaio, leghe leggere di alluminio, materie plastiche, vetro, ecc.) e per tipo di apertura (infissi fissi, oppure a
movimento semplice - ad una o più ante, girevoli, ribaltabili ecc -, oppure a movimento composto - scorrevoli, a
soffietto, pieghevoli,ecc- o misto).
MODALITA' D'USO
Per infissi eseguiti a regola d'arte è sufficiente una normale pulizia e cura, per assicurare una buona
conservazione, oltre ad assicurare una periodica manutenzione provvedendo alla rimozione di eventuali residui,
al rifacimento degli strati protettivi, alla regolazione e lubrificazione degli organi di movimento e tenuta.
2.1.
PAVIMENTAZIONE INDUSTRIALE
Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA
Unità tecnologica:
CHIUSURA ORIZZONTALE INFERIORE - PAVIMENTAZIONE MAGAZZINI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Tipo di pavimento utilizzato quando sono necessarie elevate resistenze meccaniche. La sua realizzazione,
secondo buona tecnica, avviene tramite la stesura di uno strato di supporto, uno di calcestruzzo armato e un
manto di usura. Lo spessore del rivestimento varia secondo l'utilizzo e il tipo di supporto. Lo strato di usura può
essere posato in varie soluzioni secondo il tipo di impiego a cui sarà sottoposto, tra cui quella a spolvero, a
pastina, autolivellante.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Verifica della condizione estetica della superficie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
[Controllo] Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Verifica dell'efficienza del pavimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Detergenti
[Intervento] Pulizia e rimozione di croste nere, patine biologiche, graffiti, macchie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Detergenti
[Intervento] Applicazione di trattamenti protettivi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
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MANUALE DI MANUTENZIONE
[Intervento] Verifica dello stato, ripristino e/o sostituzione di giunti e sigillature
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Rimozione e rifacimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Segatrice
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Isolamento acustico
Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa,
assicurando il benessere acustico.
Livello minimo delle prestazioni
Tutti gli elementi che compongono la struttura devono concorrere al raggiungimento del livello minimo di
isolamento acustico determinato in base al tipo di edificio e alla zona in cui è costruito.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di avere una certa resistenza
meccanica, qualora soggetti a sovraccarichi, fenomeni di fatica, impatti, dilatazioni termiche, assestamenti,
deformazioni di strutture portanti, ecc. pertanto si ha che non si devono arrecare disagi per i fruitori e si deve
garantire sempre la funzionalità del pavimento. Dalle norme UNI si possono avere indicazioni sulle
caratteristiche degli elementi.
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi),
modifiche prestazionali.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione dei materiali ed eventuali additivi utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente
biologico e del loro impiego.
Anigroscopicità
Capacità degli elementi di non essere soggetti a mutamenti di dimensione, comportamento e morfologia in
seguito all'assorbimento e/o al contatto con acqua.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto che la presenza di acqua non deve
produrre variazioni dimensionali né tanto meno deformazioni permanenti sul pavimenti stesso. Dalle norme UNI
si possono avere indicazioni sulle caratteristiche degli elementi,
Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Attitudine a non produrre e/o emettere sostanze nocive (tossiche, irritanti, corrosive).
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di non rilasciare sostanze nocive. Per
la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia, ed in
particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le
polveri : eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³; eventuale presenza
di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³; eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³.
Non Sporcabilità
Attitudine dell'elemento ad essere difficilmente sporcabile, sia per le sue caratteristiche fisiche intrinseche sia
per eventuali accorgimenti tecnico-morfologici.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi di accettazione sono legati alla deformazione dei giunti e alla loro variazione di forma
considerando non ammissibile che il giunto perda la sua funzione di assorbimento elastico delle deformazione
e di sigillatura.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
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PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
Ritenzione di umidità
Valutazione: anomalia grave
La ritenzione di umidità consiste nell'assorbimento di umidità con conseguente degrado degli elementi che
possono comportare rigonfiamenti e successive rotture.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Degradi
Valutazione: anomalia grave
Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per
invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.).
Distacchi e scollamenti
Valutazione: anomalia grave
Distacchi e scollamenti di parte o di tutto l'elemento dallo strato di supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad
invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne.
Efflorescenze
Valutazione: anomalia lieve
Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie dell'elemento, generalmente poco
coerenti e con colore biancastro.
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Scheggiature
Valutazione: anomalia grave
Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e
gli spigoli.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
- Verifica della condizione estetica della superficie
INTERVENTI
- Pulizia
- Pulizia e rimozione di croste nere, patine biologiche, graffiti, macchie
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione
- Verifica dell'efficienza del pavimento
- Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili
INTERVENTI
- Applicazione di trattamenti protettivi
- Verifica dello stato, ripristino e/o sostituzione di giunti e sigillature
- Rimozione e rifacimento
2.2.
PAVIMENTI RESILIENTI
Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA
Unità tecnologica:
CHIUSURA ORIZZONTALE INFERIORE - PAVIMENTAZIONE PALAZZINA
DIREZIONALE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I pavimenti in gomma sono rivestimenti realizzati dalla composizione di miscele omogenee a base di
elastometri naturali o sintetici, con l'aggiunta di additivi. Possono essere formati da più strati di materiale e
avere una superficie che può essere in tinta unita, marmorizzata o variegata. In commercio si trovano in
piastrelle o in teli, con spessore variabile che può arrivare fino a 10 mm se si applicano in ambienti molto
sollecitati.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
I pavimenti in linoleum sono rivestimenti realizzati dalla composizione di materie prime di origine naturale come
olio di lino, juta, sughero, farine di legno e resine. Secondo la percentuale dei componenti che li compongono
possono essere in tinta unita, marmorizzati o variegati. In commercio si trovano in rotoli o in teli, con spessore
variabile.
I pavimenti in vinilico sono rivestimenti realizzati dalla composizione di resine viniliche, plastificanti, stabilizzanti,
lubrificanti, additivi inorganici. Si dividono in:
- omogeni quando sono formati da fogli sottili, lisci con colorazione a tinta unita o marmorizzata
- non omogeni quando sono formati da due strati diversi, uniti a caldo : lo strato superiore è detto di copertura e
può essere in tinta unita o marmorizzato, trasparente, traslucido; lo strato inferiore è detto sottostrato e può
essere di qualsiasi colore in relazione con lo strato di copertura. In commercio si trovano in piastrelle o in teli,
con spessore variabile tra 2 e 3 mm.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Verifica della condizione estetica della superficie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
[Controllo] Verifica dell'efficienza del pavimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lucidatrice
- Detergenti
[Intervento] Ripristino del trattamento protettivo
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lucidatrice
- Detergenti
[Intervento] Sostituzione elementi degradati
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lucidatrice
[Intervento] Rimozione e rifacimento del rivestimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lucidatrice
[Intervento] Pulizia spray buffing ll
RISORSE D'USO
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lucidatrice
- Idropulitrice
[Intervento] Pulizia spray cleaner
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lucidatrice
- Idropulitrice
[Intervento] Trattamento di fondo
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lucidatrice
[Intervento] Verifica dello stato delle sigillature
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lucidatrice
[Intervento] Rimozione e rifacimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lucidatrice
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di avere una certa resistenza
meccanica, qualora soggette a sovraccarichi, fenomeni di fatica, impatti, dilatazioni termiche, assestamenti,
deformazioni di strutture portanti, ecc. pertanto si ha che non si devono arrecare disagi per i fruitori e si deve
garantire sempre la funzionalità del pavimento.
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi),
modifiche prestazionali.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente biologico e del loro
impiego, ma comunque i pavimenti non dovranno deteriorarsi, nè permettere lo sviluppo di microrganismi in
genere o comunque perdere le prestazioni iniziali.
Anigroscopicità
Capacità degli elementi di non essere soggetti a mutamenti di dimensione, comportamento e morfologia in
seguito all'assorbimento e/o al contatto con acqua.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto che la presenza di acqua non deve
produrre variazioni dimensionali né tanto meno deformazioni permanenti sul pavimento.
Controllo della scabrosità e regolarità estetica
Proprietà di avere superfici esteticamente regolari, adeguate all'uso cui sono destinate.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione delle varie necessità di progetto, comunque nel rispetto delle caratteristiche
dimensionali ed estetiche del pavimento stesso.
Isolamento acustico
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa,
assicurando il benessere acustico.
Livello minimo delle prestazioni
Tutti gli elementi che compongono la struttura devono concorrere al raggiungimento del livello minimo di
isolamento acustico determinato in base al tipo di edificio e alla zona in cui è costruito.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente aggressivo e del loro
impiego, ma comunque i pavimenti non dovranno deteriorarsi nè comunque perdere le prestazioni iniziali.
Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Attitudine a non produrre e/o emettere sostanze nocive (tossiche, irritanti, corrosive).
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di non rilasciare sostanze nocive. Per
la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia, ed in
particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le
polveri : eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³; eventuale presenza
di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³; eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³.
Pulibilità
Attitudine dell'elemento ad essere facilmente pulibile, in funzione delle sue caratteristiche fisico-chimiche o delle
sue caratteristiche morfologiche.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi di accettazione dipendono dalla superficie e dalle caratteristiche fisico-chimiche.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
Ritenzione di umidità
Valutazione: anomalia grave
La ritenzione di umidità consiste nell'assorbimento di umidità con conseguente degrado degli elementi che
possono comportare rigonfiamenti e successive rotture.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Degradi
Valutazione: anomalia grave
Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per
invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.).
Distacchi e scollamenti
Valutazione: anomalia grave
Distacchi e scollamenti di parte o di tutto l'elemento dallo strato di supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad
invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne.
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Scheggiature
Valutazione: anomalia grave
Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e
gli spigoli.
Distanziamento delle fughe
Valutazione: anomalia lieve
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
- Verifica della condizione estetica della superficie
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
INTERVENTI
- Pulizia delle superfici
- Ripristino del trattamento protettivo
- Pulizia spray buffing ll
- Pulizia spray cleaner
- Trattamento di fondo
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Verifica dell'efficienza del pavimento
- Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione
- Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili
INTERVENTI
- Sostituzione elementi degradati
- Rimozione e rifacimento del rivestimento
- Verifica dello stato delle sigillature
- Rimozione e rifacimento
2.3.
CHIUSURE CAPANNONI CON PANNELLI PREFABBRICATI
Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA
Unità tecnologica:
CHIUSURA VERTICALE - MAGAZZINI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Tamponatura con pannelli prefabbricati in c.a.v. a giunti verticali/orizzontali costituito da doppio strato di
calcestruzzo armato con interposto strato coibente (densità 20kg/mc) con superficie interna tirata a staggia e
finitura a spolvero di cemento e superficie esterna finita con idonea tinteggiatura in colore per i prospetti interni
e con finitura in ghiaietto lavato sui fronti maggiori; spessore 25cm; K=0 KCal/h mq/°C; con sigillatura esterna
tra i pannelli su supporto costituito da spugna aerofila eseguita con sigillante acrilico.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo della superficie dei pannelli
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo del telaio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dei fissaggi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo delle guarnizioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
RISORSE D'USO
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo della infiltrazione d'acqua
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo della verticalità della parete
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Filo a piombo
- Opere provvisionali
[Intervento] Pulizia della superficie
RISORSE D'USO
- Solventi/Prodotti di pulizia
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Sostituzione dell'elemento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Applicazione di trattamenti protettivi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Prodotto protettivo
[Intervento] Ripristino dell'elemento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere alle possibili sollecitazioni, contrastando efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni
gravi.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti esterne devono garantire stabilità, resistenza e funzionalità sotto l'effetto delle possibili sollecitazioni
cui possono essere sottoposte; i livelli minimi prestazionali devono essere ricavati dalle leggi e dalle normative
vigenti che stabiliscono sia i valori da adottare per le azioni sollecitanti sia le prove cui devono essere sottoposti
i materiali per conoscerne le caratteristiche di resistenza meccanica.
Resistenza agli urti
Attitudine delle pareti perimetrali di sopportare le sollecitazioni derivanti da urti che possono prodursi nel corso
dell'uso.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti perimetrali devono resistere all'azione degli urti sia sulla faccia esterna che su quella interna; i livelli
minimi prestazionali sono ricavabili da prove di laboratorio eseguite su provini secondo le modalità riportate
dalla norma UNI 9269 in base alle prescrizione contenute nella norma UNI ISO 7892. In particolare le prove
prevedono la determinazione della resistenza all'urto da corpo molle (massa=50 Kg) e della resistenza all'urto
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
da corpo duro (massa=1 Kg) e stabiliscono i valori massimi dell'energia di impatto che non devono provocare
rotture, distacchi, deformazioni permanenti, sfondamenti etc.. sulla parete.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire gli effetti dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici, quali disgregazioni e mutamenti di
aspetto.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi sono in funzione dell'impiego e dei materiali utilizzati e si rimanda alle norme UNI specifiche.
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire riduzioni di prestazioni causate dalla presenza di animali, di vegetali o di
microrganismi.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, del loro impiego e del tipo di agente biologico. In ogni
caso occorre garantire, soprattutto sulle costruzioni meno recenti, una adeguata pulizia e una protezione con
prodotti che contrastino efficacemente lo sviluppo della vegetazione.
Resistenza al gelo
Capacità di non subire gli effetti dovuti alla formazione di ghiaccio, quali disgregazioni o mutamenti di aspetto e
dimensione.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti esterne non devono subire disgregazioni e mutamenti di aspetto o dimensione a causa della
formazione di ghiaccio. I livelli minimi prestazionali possono essere definiti facendo riferimento alla normativa
UNI in funzione del materiale impiegato.
Isolamento termico
Attitudine ad assicurare una opportuna resistenza al passaggio di calore in funzione delle condizioni climatiche.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali non sono attribuibili ai singoli elementi, ma all'edificio nel suo insieme valutando il
coefficiente volumico di dispersione Cd che deve rientrare nei limiti previsti dalle normative vigenti.La legge cui
si deve far riferimento è la legge n.10 del 9/1/91, nella quale vengono forniti gli strumenti di calcolo e i parametri
con cui determinare il fabbisogno energetico di un edìficio.
Tenuta all'acqua
Attitudine ad impedire l'infiltrazione di acqua piovana che produca macchie di umidità sulla faccia interna o
danneggiamenti alla parete o ad altre parti della struttura.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli prestazionali minimi variano a seconda del livello di tenuta all'acqua che si vuole affidare all'elemento.
Isolamento acustico
Attitudine a fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, sia di tipo aereo che di tipo impattivo, per
assicurare un adeguato benessere uditivo all'interno dell'edificio.
Livello minimo delle prestazioni
Tutti gli elementi che compongono la struttura devono concorrere al raggiungimento del livello minimo di
isolamento acustico determinato in base al tipo di edificio e alla zona in cui è costruito.
Regolarità estetica
Attitudine a presentare omogeneità di colore e di brillantezza.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione delle esigenze, delle caratteristiche e dell'importanza dell'opera.
Regolarità geometrica
Capacità di soddisfare le esigenze estetiche e funzionali di planarità e assenza di difetti superficiali.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione delle esigenze, delle caratteristiche e dell'importanza dell'opera.
Sostituibilità
Attitudine a consentire la collocazione di elementi tecnici nuovi al posto di quelli danneggiati.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali devono garantire la possibilità di sostituire l'elemento facilmente e senza
pregiudicare la funzionalità del sistema: per quello che riguarda le dimensioni standardizzate si rimanda alle
norme UNI relative al tipo di prodotto considerato.
Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Attitudine a non emettere gas, vapori, polveri, particelle o radiazioni dannose per gli utenti, sia in condizioni
normali d'esercizio, sia in condizioni critiche.
Livello minimo delle prestazioni
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Per la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia; in
particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le
polveri:
Eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³
Eventuale presenza di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³
Eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³
Per i livelli minimi prestazionali dei materiali da costruzione si fa riferimento alle norme UNI ENV 13419-1
"Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti organici volatili - Metodo in camera di
prova di emissione"; UNI ENV 13419-2 "Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti
organici volatili - Metodo in cella di prova di emissione"; UNI ENV 13419-3 "Prodotti da costruzione Determinazione delle emissioni di composti organici volatili -Procedimento per il campionamento,
l'immagazzinamento dei campioni e la preparazione dei provini".
Resistenza al fuoco
Capacità degli elementi di resistere al fuoco per un tempo determinato senza subire deformazioni incompatibili
con la loro funzione strutturale e di compartimentazione, in modo da garantire l'incolumità degli occupanti.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi di resistenza al fuoco per le pareti perimetrali sono riportati nella tabella della Circ.Min.Int. n.9 In
tale tabella i valori dell'indice REI sono riferiti all'altezza antincendio dell'edificio, ossia all'altezza massima
misurata dal livello inferiore dell'apertura più alta dell'ultimo piano al livello del piano più basso.
REI = 60 Altezza antincendio 12 m <H<32 m
REI = 120 Altezza antincendio 32 m <H<80 m
REI = 180 Altezza antincendio H>80 m
I valori di resistenza al fuoco di una parete perimetrale si valutano con una prova di laboratorio secondo la
norma UNI 7678 oppure si possono dedurre dalla tabella 2 della C.M. dell'Interno 11961 n.91, dove sono
indicate alcune categorie di pareti alle quali, in funzione dello spessore e del tipo di rivestimento protettivo
adottato, viene assegnata una determinata classe di resistenza al fuoco.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Chiazze di umidità
Valutazione: anomalia grave
Presenza di chiazze o zone di umidità sull'elemento, generalmente in aree dell'elemento in prossimità del
terreno e/o delle opere fondazionali.
Corrosione
Valutazione: anomalia grave
Deterioramento delle parti metalliche con formazione di ruggine e continua sfaldatura.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Degrado dei giunti
Valutazione: anomalia grave
Degrado degli elementi di collegamento fra i pannelli.
Degrado delle guarnizioni
Valutazione: anomalia lieve
Fuoriuscita delle guarnizioni di tenuta dalle loro sedi e loro fessurazione.
Erosione
Valutazione: anomalia grave
Degrado della superficie dovuto all'azione erosiva di agenti di natura chimica o biologica.
Lesioni
Valutazione: anomalia grave
Fessurazioni causate da eventi traumatici con o senza distacco tra le parti.
Macchie e imbrattamenti
Valutazione: anomalia lieve
Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray,
ecc.) e/o murales o graffiti.
Mancanza di parti
Valutazione: anomalia grave
Caduta e perdita di parti del materiale.
Muffe biologiche
Valutazione: anomalia lieve
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Deposito sottile costituito prevalentemente da microrganismi, che creano una patina di colore variabile aderente
alla superficie.
Non planarità
Valutazione: anomalia lieve
Non perfetta complanarità di uno o più elementi della parete rispetto al sistema.
Variazione di volume
Valutazione: anomalia grave
Aumento di volume dell'elemento e conseguente disgregazione, dovute all'attacco solfatico in ambiente marino
oppure a cicli di gelo-disgelo.
Sfogliamento
Valutazione: anomalia grave
Disgregazione e sfaldamento degli strati superficiali dell'elemento, causato solitamente dagli effetti del gelo.
Variazione cromatica
Valutazione: anomalia lieve
Alterazione cromatica della superficie.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo della superficie dei pannelli
- Controllo del telaio
- Controllo dei fissaggi
- Controllo delle guarnizioni
- Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
- Controllo della infiltrazione d'acqua
- Controllo della verticalità della parete
INTERVENTI
- Pulizia della superficie
- Sostituzione dell'elemento
- Applicazione di trattamenti protettivi
- Ripristino dell'elemento
2.4.
CHIUSURE CON PANNELLI PREFABBRICATI
Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA
Unità tecnologica:
CHIUSURA VERTICALE - PALAZZINA DIREZIONALE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Pareti di tamponamento prefabbricate in c.a.v. sp. cm 20 armate con rete elettrosaldata ed armatura aggiuntiva
FeB 44 K costituite da due solette di spessore non inferiore a cm 5 con interposto coibente di polistirolo.
Finitura esterna liscia fondo cassero, finitura interna staggiata a mano colore grigio cemento; sigillature esterne
ed interne dei pannelli di tampnamento eseguite mediante l'utilizzo di appositi mastici su supporto idoneo;
tinteggiatura esterna al quarzo plastico acrilico data a due passate compresa una mano di fissativo. La strutture
è certificata R60.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo della superficie dei pannelli
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
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MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo del telaio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dei fissaggi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo delle guarnizioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo della infiltrazione d'acqua
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo della verticalità della parete
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Filo a piombo
- Opere provvisionali
[Intervento] Pulizia della superficie
RISORSE D'USO
- Solventi/Prodotti di pulizia
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Sostituzione dell'elemento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Applicazione di trattamenti protettivi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Prodotto protettivo
[Intervento] Ripristino dell'elemento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
Manuale di manutenzione
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PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere alle possibili sollecitazioni, contrastando efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni
gravi.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti esterne devono garantire stabilità, resistenza e funzionalità sotto l'effetto delle possibili sollecitazioni
cui possono essere sottoposte; i livelli minimi prestazionali devono essere ricavati dalle leggi e dalle normative
vigenti che stabiliscono sia i valori da adottare per le azioni sollecitanti sia le prove cui devono essere sottoposti
i materiali per conoscerne le caratteristiche di resistenza meccanica. In particolare per il calcolo dei carichi
agenti si può fare riferimento all'Eurocodice 1 (UNI ENV 1991-1/96; UNI ENV 1991-2-1/96; UNI ENV 1991-25/01) o alle prescrizioni italiane riportate nel D.M. 11996 e nella C.M. LL.PP. 01996 n.156AA/STC.
Resistenza agli urti
Attitudine delle pareti perimetrali di sopportare le sollecitazioni derivanti da urti che possono prodursi nel corso
dell'uso.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti perimetrali devono resistere all'azione degli urti sia sulla faccia esterna che su quella interna; i livelli
minimi prestazionali sono ricavabili da prove di laboratorio eseguite su provini secondo le modalità riportate
dalla norma UNI 9269 in base alle prescrizione contenute nella norma UNI ISO 7892. In particolare le prove
prevedono la determinazione della resistenza all'urto da corpo molle (massa=50 Kg) e della resistenza all'urto
da corpo duro (massa=1 Kg) e stabiliscono i valori massimi dell'energia di impatto che non devono provocare
rotture, distacchi, deformazioni permanenti, sfondamenti etc.. sulla parete.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire gli effetti dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici, quali disgregazioni e mutamenti di
aspetto.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi sono in funzione dell'impiego e dei materiali utilizzati e si rimanda alle norme UNI specifiche.
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire riduzioni di prestazioni causate dalla presenza di animali, di vegetali o di
microrganismi.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, del loro impiego e del tipo di agente biologico. In ogni
caso occorre garantire, soprattutto sulle costruzioni meno recenti, una adeguata pulizia e una protezione con
prodotti che contrastino efficacemente lo sviluppo della vegetazione.
Resistenza al gelo
Capacità di non subire gli effetti dovuti alla formazione di ghiaccio, quali disgregazioni o mutamenti di aspetto e
dimensione.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti esterne non devono subire disgregazioni e mutamenti di aspetto o dimensione a causa della
formazione di ghiaccio. I livelli minimi prestazionali possono essere definiti facendo riferimento alla normativa
UNI in funzione del materiale impiegato.
Isolamento termico
Attitudine ad assicurare una opportuna resistenza al passaggio di calore in funzione delle condizioni climatiche.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali non sono attribuibili ai singoli elementi, ma all'edificio nel suo insieme valutando il
coefficiente volumico di dispersione Cd che deve rientrare nei limiti previsti dalle normative vigenti.La legge cui
si deve far riferimento è la legge n.10 del 9/1/91, nella quale vengono forniti gli strumenti di calcolo e i parametri
con cui determinare il fabbisogno energetico di un edìficio.
Tenuta all'acqua
Attitudine ad impedire l'infiltrazione di acqua piovana che produca macchie di umidità sulla faccia interna o
danneggiamenti alla parete o ad altre parti della struttura.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli prestazionali minimi variano a seconda del livello di tenuta all'acqua che si vuole affidare all'elemento. La
norma UNI EN 12155 definisce il metodo di prova in laboratorio a cui sottoporre un provino che riproduce, a
grandezza naturale il sistema di parete: il provino deve resistere all'erogazione costante di una determinata
quantità d'acqua sulla superficie esterna; a intervalli regolari viene incrementata la pressione di prova e
vengono registrati in dettaglio i valori della pressione e la localizzazione dell'infiltrazione d'acqua.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Isolamento acustico
Attitudine a fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, sia di tipo aereo che di tipo impattivo, per
assicurare un adeguato benessere uditivo all'interno dell'edificio.
Livello minimo delle prestazioni
Tutti gli elementi che compongono la struttura devono concorrere al raggiungimento del livello minimo di
isolamento acustico determinato in base al tipo di edificio e alla zona in cui è costruito.
Regolarità estetica
Attitudine a presentare omogeneità di colore e di brillantezza.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione delle esigenze, delle caratteristiche e dell'importanza dell'opera.
Regolarità geometrica
Capacità di soddisfare le esigenze estetiche e funzionali di planarità e assenza di difetti superficiali.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione delle esigenze, delle caratteristiche e dell'importanza dell'opera.
Sostituibilità
Attitudine a consentire la collocazione di elementi tecnici nuovi al posto di quelli danneggiati.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali devono garantire la possibilità di sostituire l'elemento facilmente e senza
pregiudicare la funzionalità del sistema: per quello che riguarda le dimensioni standardizzate si rimanda alle
norme UNI relative al tipo di prodotto considerato.
Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Attitudine a non emettere gas, vapori, polveri, particelle o radiazioni dannose per gli utenti, sia in condizioni
normali d'esercizio, sia in condizioni critiche.
Livello minimo delle prestazioni
Per la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia; in
particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le
polveri:
Eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³
Eventuale presenza di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³
Eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³
Per i livelli minimi prestazionali dei materiali da costruzione si fa riferimento alle norme UNI ENV 13419-1
"Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti organici volatili - Metodo in camera di
prova di emissione"; UNI ENV 13419-2 "Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti
organici volatili - Metodo in cella di prova di emissione"; UNI ENV 13419-3 "Prodotti da costruzione Determinazione delle emissioni di composti organici volatili -Procedimento per il campionamento,
l'immagazzinamento dei campioni e la preparazione dei provini".
Resistenza al fuoco
Capacità degli elementi di resistere al fuoco per un tempo determinato senza subire deformazioni incompatibili
con la loro funzione strutturale e di compartimentazione, in modo da garantire l'incolumità degli occupanti.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi di resistenza al fuoco per le pareti perimetrali sono riportati nella tabella della Circ.Min.Int. n.9 In
tale tabella i valori dell'indice REI sono riferiti all'altezza antincendio dell'edificio, ossia all'altezza massima
misurata dal livello inferiore dell'apertura più alta dell'ultimo piano al livello del piano più basso.
REI = 60 Altezza antincendio 12 m <H<32 m
REI = 120 Altezza antincendio 32 m <H<80 m
REI = 180 Altezza antincendio H>80 m
I valori di resistenza al fuoco di una parete perimetrale si valutano con una prova di laboratorio secondo la
norma UNI 7678 oppure si possono dedurre dalla tabella 2 della C.M. dell'Interno 11961 n.91, dove sono
indicate alcune categorie di pareti alle quali, in funzione dello spessore e del tipo di rivestimento protettivo
adottato, viene assegnata una determinata classe di resistenza al fuoco.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Chiazze di umidità
Valutazione: anomalia grave
Presenza di chiazze o zone di umidità sull'elemento, generalmente in aree dell'elemento in prossimità del
terreno e/o delle opere fondazionali.
Corrosione
Valutazione: anomalia grave
Deterioramento delle parti metalliche con formazione di ruggine e continua sfaldatura.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Degrado dei giunti
Valutazione: anomalia grave
Degrado degli elementi di collegamento fra i pannelli.
Degrado delle guarnizioni
Valutazione: anomalia lieve
Fuoriuscita delle guarnizioni di tenuta dalle loro sedi e loro fessurazione.
Erosione
Valutazione: anomalia grave
Degrado della superficie dovuto all'azione erosiva di agenti di natura chimica o biologica.
Lesioni
Valutazione: anomalia grave
Fessurazioni causate da eventi traumatici con o senza distacco tra le parti.
Macchie e imbrattamenti
Valutazione: anomalia lieve
Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray,
ecc.) e/o murales o graffiti.
Mancanza di parti
Valutazione: anomalia grave
Caduta e perdita di parti del materiale.
Muffe biologiche
Valutazione: anomalia lieve
Deposito sottile costituito prevalentemente da microrganismi, che creano una patina di colore variabile aderente
alla superficie.
Non planarità
Valutazione: anomalia lieve
Non perfetta complanarità di uno o più elementi della parete rispetto al sistema.
Variazione di volume
Valutazione: anomalia grave
Aumento di volume dell'elemento e conseguente disgregazione, dovute all'attacco solfatico in ambiente marino
oppure a cicli di gelo-disgelo.
Sfogliamento
Valutazione: anomalia grave
Disgregazione e sfaldamento degli strati superficiali dell'elemento, causato solitamente dagli effetti del gelo.
Variazione cromatica
Valutazione: anomalia lieve
Alterazione cromatica della superficie.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo della superficie dei pannelli
- Controllo del telaio
- Controllo dei fissaggi
- Controllo delle guarnizioni
- Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
- Controllo della infiltrazione d'acqua
- Controllo della verticalità della parete
INTERVENTI
- Pulizia della superficie
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Sostituzione dell'elemento
- Applicazione di trattamenti protettivi
- Ripristino dell'elemento
2.5.
INFISSO ESTERNO FINESTRA E PORTA
Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA
Unità tecnologica:
CHIUSURA VERTICALE - INFISSO ESTERNO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Porte e/o finestre a giunto aperto, composte da specchiature fisse e parti apribili, realizzate da profili tubolari
d'alluminio, con dimensione trasversale della sezione non inferiore a mm. 65 per i telai fissi e mm. 75 per le
ante apribili a sormonto. Lo spessore delle pareti dei profili non deve essere inferiore a mm. 1,8 con una
tolleranza di estrusione di +/-0,2 mm.; prodotti in lega primaria di alluminio 6060 bonificata TaA secondo la
norma UNI 3569-66; con eventuale possibilità di differenziazione delle finiture interne ed esterne (bicolore),
realizzate attraverso verniciatura, previo procedimento di cromatazione, con polveri termoindurenti poliesteri
secondo i colori della tabella RAL (spessore minimo 50 micron). Il serramento nei suoi elementi resistenti è
calcolato e dimensionato in funzione dei carichi prevedibili, statici e dinamici, in conformità alle disposizioni
normative vigenti e a quelle di capitolato. I semiprofili interni ed esterni del telaio e dell'anta sono collegati da
listelli continui di materiale sintetico (poliammide o politermide) di mm. 27,5 di profondità, a bassa conducibilità
per l'interruzione del ponte termico, rinforzati con fibre longitudinali d'alluminio, tali da garantire una resistenza
allo scorrimento tra le due parti superiore a 2,4 KN. L'assemblaggio dei profili è effettuato mediante apposite
squadrette e cavallotti estrusi o pressofusi in alluminio, per la compatibilità dei materiali, fissati con spine
d'acciaio o per deformazione sui profili (cianfrinatura), dotati di apposite canaline per la corretta distribuzione,
nel punto di giunzione, di colla bicomponente che assicura la perfetta saldatura e tenuta degli angoli. Le
caratteristiche prestazionali dei serramenti non sono inferiori ai seguenti valori:
- permeabilità all'aria: classe A3;
- permeabilità all'acqua: classe E4;
- resistenza al vento: classe V3;
- isolamento termico (norma DIN 4108):
gruppo 2.1 (con 2< U < 2,8 W/mq ¦K);
- isolamento acustico (norma DIN 4109):
classe 2 (abbattimento di 34 RW -dB).
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo dei deterioramenti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Controllo] Controllo delle guarnizioni e sigillanti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Controllo] Controllo elementi guida/manovra
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Controllo] Controllo dei vetri
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
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PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo del telaio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Pulizia dei telai
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Detergenti
[Intervento] Pulizia elementi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Detergenti
[Intervento] Pulizia organi di manovra e guide
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Detergenti
[Intervento] Regolazione degli organi di manovra
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Intervento] Regolazione maniglia
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Intervento] Regolazione telai fissi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Intervento] Sostituzione infisso
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Avvitatore
- Trapano
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PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Le finestre in leghe leggere di alluminio dovranno essere in grado di resistere alle sollecitazioni (urti, vento,
ecc.) in maniera tale da non compromettere la propria integrità, evitando pertanto il distacco di parti delle stesse
e garantire la stabilità dell'insieme senza determinare sconnessioni tali da comprometterne anche la
funzionalità. Quali livelli minimi prestazionali si individuano quelli indicati dalle norme UNI
Isolamento acustico
Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa,
assicurando il benessere acustico.
Livello minimo delle prestazioni
La norma UNI 8204 "Serramenti esterni - Classificazione in base alle prestazioni acustiche" classifica i vari
serramenti esterni e definisce i livelli di prestazione degli stessi.
Le finestre in leghe leggere di alluminio devono fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, pertanto
sia il materiale costituente che gli spessori, saranno funzione dell'ubicazione dell'immobile e della sua
destinazione d'uso.
Controllo del flusso luminoso
Capacità di garantire la penetrazione di energia luminosa attraverso le superfici.
Livello minimo delle prestazioni
Quale livello minimo si indica quello indicato dalla normativa vigente, per la quale si ha che in nessun caso le
superfici finestrate apribili di un locale possano essere inferiori ad 1/8 della superficie del pavimento del locale
stesso.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
In caso di aggressione da parte di agenti chimici presenti nell'ambiente, le finestre in leghe leggere di alluminio
quale livello minimo di funzionalità devono avere la capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche
geometriche e chimico-fisiche in modo da non pregiudicarne l'utilizzo, la tenuta all'acqua e al vento, mentre
quale livello minimo estetico occorre evitare la scoloritura ed il formarsi di macchie o chiazze. Dalle norme UNI :
UNI EN 1303 "Accessori per serramenti - Cilindri per serrature - Requisiti e metodi di prova" nella quale sono
individuati i requisiti di robustezza, sicurezza, durabilità, resistenza alla corrosione, dei cilindri e chiavi, UNI
7525 "Metodi di prova per serramenti esterni - Sequenza normale per l'esecuzione di prove funzionali" allo
scopo di dare, per i serramenti esterni, una sequenza normalizzata sull'esecuzione delle prove, UNI 8369-1
"Chiusure verticali - Classificazione e terminologia", UNI 8369-3 "Pareti perimetrali verticali - Classificazione e
terminologia dei serramenti esterni verticali", UNI 8369-5 "Chiusure verticali - Giunto tra pareti perimetrali
verticali ed infissi esterni - Terminologia e simboli per le dimensioni", UNI 9171 "Serrature - Terminologia e
simboli per le dimensioni", UNI 9172 "Serrature - Elenco dei requisiti e delle prove", UNI 9283 "Accessori per
finestre e porte-finestre - Classificazione e terminologia", UNI 9570 "Serrature a cilindro - Caratteristiche,
classificazione e prove".
Resistenza al gelo
Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo.
Livello minimo delle prestazioni
Le caratteristiche dei serramenti devono mantenersi inalterate a seguito sia della formazione di ghiaccio così
come durante la fase di disgelo. I livelli minimi prestazionali sono funzione dell'ubicazione del manufatto e delle
caratteristiche funzionali richieste alla finestra.
Resistenza all'irraggiamento
Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o
chimiche-fisiche.
Livello minimo delle prestazioni
Le finestre in leghe leggere di alluminio non devono subire mutamenti di aspetto (geometria, finiture, coloritura
ecc.) e delle proprie caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante. I livelli
minimi prestazionali sono funzione dell'ubicazione del manufatto e delle caratteristiche funzionali richieste al
serramento. Dalle norme UNI : UNI EN 1303 "Accessori per serramenti - Cilindri per serrature - Requisiti e
metodi di prova" nella quale sono individuati i requisiti di robustezza, sicurezza, durabilità, resistenza alla
corrosione, dei cilindri e chiavi, UNI 7525 "Metodi di prova per serramenti esterni - Sequenza normale per
l'esecuzione di prove funzionali" allo scopo di dare, per i serramenti esterni, una sequenza normalizzata
sull'esecuzione delle prove, UNI 8369-1 "Chiusure verticali - Classificazione e terminologia", UNI 8369-3 "Pareti
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
perimetrali verticali - Classificazione e terminologia dei serramenti esterni verticali", UNI 8369-5 "Chiusure
verticali - Giunto tra pareti perimetrali verticali ed infissi esterni - Terminologia e simboli per le dimensioni", UNI
8975 "Serramenti esterni- Dimensioni di coordinazione", UNI 9122-1 "Guarnizioni per serramenti Classificazione e collaudo", UNI 9171 "Serrature - Terminologia e simboli per le dimensioni", UNI 9172
"Serrature - Elenco dei requisiti e delle prove", UNI 9283 "Accessori per finestre e porte-finestre Classificazione e terminologia", UNI 9570 "Serrature a cilindro - Caratteristiche, classificazione e prove".
Isolamento termico
Capacità di garantire adeguata resistenza al passaggio di caldo e freddo, dall'esterno all'interno e viceversa,
assicurando il benessere termico.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto ad ogni finestra in lega leggera di alluminio per l'isolamento termico è
collegato al contenimento delle dispersioni così come previsto dalle normative vigenti.
Permeabilità all'aria
Attitudine ad essere attraversato da fluidi gassosi con la finalità di consentire una corretta ventilazione dei locali
interessati.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per le finestre in leghe leggere di alluminio sono ricavabili dalla norma UNI EN
12207 la quale classifica i risultati delle prove di permeabilità all'aria di campioni di finestre assemblate.
Controllo della condensazione superficiale
Capacità di non consentire, sulla superficie interna degli elementi, la creazione di condensa.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo, per il requisito del controllo della condensa superficiale, per le finestre in leghe leggere di
alluminio è che queste devono essere conformate in modo da evitare fenomeni di condensa superficiale.
Tenuta all'acqua
Capacità di un elemento di impedire l'infiltrazione di acqua al proprio interno.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali sono ricavabili dalla norma UNI EN 12208 che indica un metodo di prova per
determinare i limiti della impermeabilità all'acqua.
Ventilazione
Capacità di un elemento di garantire, naturalmente o meccanicamente, la possibilità di avere i necessari
ricambi d'aria.
Livello minimo delle prestazioni
Quale limite minimo prestazionale per la ventilazione di un ambiente, si ricorda che l'ampiezza degli infissi e
comunque la superficie finestrata apribile non dovrà essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento.
Controllo della scabrosità
Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate.
Livello minimo delle prestazioni
Per la scabrosità dei materiali e le tolleranze ammissibili per eventuali irregolarità si rimanda alla vigente
normativa.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le finestre in leghe leggere di alluminio devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione dell'uso dei
locali su cui insistono.
Riparabilità
Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale che i serramenti devono garantire è funzione del serramento stesso, della sua
composizione e della sua accessibilità, dall'interno o dall'esterno, nel caso di interventi di manutenzione.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale che i serramenti devono garantire è funzione del serramento stesso, della sua
composizione e della sua accessibilità, dall'interno o dall'esterno, nel caso di interventi di manutenzione.
Resistenza al fuoco
Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni
tali da modificare il livello prestazionale.
Livello minimo delle prestazioni
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
In funzione delle caratteristiche e destinazione del fabbricato e dell'ambiente ove le finestre in leghe leggere di
alluminio verranno poste, la normativa vigente in materia antincendio detta le condizioni che devono essere
rispettate.
Resistenza alle intrusioni
Attitudine ad impedire, con appositi accorgimenti, l'ingresso ad animali nocivi o persone indesiderate.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali richiesti agli accorgimenti da prendere, devono essere in relazione al grado di
impedimento all'ingresso da parte di animali o persone indesiderate voluto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Condensa
Valutazione: anomalia grave
Sulle superfici interne dell'elemento si può avere la formazione di condensa.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Distacchi e scollamenti
Valutazione: anomalia grave
Distacchi e/o scollamenti di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad
invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne.
Perdita di funzionalità
Valutazione: anomalia grave
Perdita di funzionalità connessa alla mancanza di regolazione e/o manutenzione periodica dei supporti e degli
organi di manovra.
Opacizzazioni
Valutazione: anomalia grave
Formazione di macchie ed aloni nell'elemento del telaio con conseguente perdita di lucentezza e maggiore
fragilità.
Degradi
Valutazione: anomalia grave
Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per
invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.).
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
- Controllo dei vetri
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo dei deterioramenti
- Controllo delle guarnizioni e sigillanti
- Controllo elementi guida/manovra
- Controllo del telaio
- Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
INTERVENTI
- Pulizia dei telai
- Pulizia elementi
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Pulizia organi di manovra e guide
- Regolazione degli organi di manovra
- Regolazione maniglia
- Regolazione telai fissi
- Sostituzione infisso
2.6.
INFISSO ESTERNO PORTA SEZIONALE
Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA
Unità tecnologica:
CHIUSURA VERTICALE - INFISSO ESTERNO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
PORTA SEZIONALE L =mm 2750 x 3000, comprendente: elementi del portone in lamiera d'acciaio zincato a
caldo a doppia parete isolata di spessore 42 mm, con protezione salvavita, goffrato con verniciatura a base di
poliestere bianco RAL 9002 esterno-interni; elementi schiumati con poliuretano (100% esente da CFC, schiuma
classe B2
autoestinguente); densità della schiuma pari a 48 kg/mc; altezza variabile 750 mm, oppure 625 mm, con
grecatura orizzontale in moduli con passo di 125mm; scorrimento del portone totalmente verticale; coefficiente
di trasmissione termica pannello K=1,0 W/mqK; coefficiente di trasmissione termica portone installato K=1,64
W/mqK; contrtelaio profilato su due lati in lamiera d'acciaio zincata a caldo con guide di scorrimento verticale,
con protezione verticale contro gli infortuni; chiusura dall'interno tramite chiavistello ruotante a scatto
automatico; gruppo di molle a torsione collaudate per 2000 cicli standard, trattate con micropallinatura
verniciate colore alluminio, poste nella parte anteriore del portone ad un'altezza di circa 800 mm sopra
l'architrave; dispositivi di sicurezza rottura molle; dispositivi di sicurezza rottura cavi; supporti laterali a cerniera
con ruote di scorrimento regolabili in nylon rinforzati su cuscinetti a sfera; guarnizioni in EPDM, guarnizione a
suolo a doppia camera e con doppio labbro a deformazione progressiva, tenuta laterali su listelli di contatto e
guarnizione a labbro di tenuta superiore; oblò in pressofuzione di zinco tipo A; paranco per manovra manuale;
allaccio impiantistico dalla pedana al quadro d'utenza.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo dei deterioramenti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Controllo] Controllo delle guarnizioni e sigillanti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Controllo] Controllo elementi guida/manovra
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Controllo] Controllo dei vetri
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo del telaio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Pulizia dei telai
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Detergenti
[Intervento] Pulizia elementi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Detergenti
[Intervento] Pulizia organi di manovra e guide
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Detergenti
[Intervento] Regolazione degli organi di manovra
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Intervento] Regolazione maniglia
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Intervento] Regolazione telai fissi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Intervento] Sostituzione infisso
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Avvitatore
- Trapano
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Le finestre in leghe leggere di alluminio dovranno essere in grado di resistere alle sollecitazioni (urti, vento,
ecc.) in maniera tale da non compromettere la propria integrità, evitando pertanto il distacco di parti delle stesse
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
e garantire la stabilità dell'insieme senza determinare sconnessioni tali da comprometterne anche la
funzionalità. Quali livelli minimi prestazionali si individuano quelli indicati dalle norme UNI.
Isolamento acustico
Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa,
assicurando il benessere acustico.
Livello minimo delle prestazioni
La norma UNI 8204 "Serramenti esterni - Classificazione in base alle prestazioni acustiche" classifica i vari
serramenti esterni e definisce i livelli di prestazione degli stessi.
Le finestre in leghe leggere di alluminio devono fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, pertanto
sia il materiale costituente che gli spessori, saranno funzione dell'ubicazione dell'immobile e della sua
destinazione d'uso.
Controllo del flusso luminoso
Capacità di garantire la penetrazione di energia luminosa attraverso le superfici.
Livello minimo delle prestazioni
Quale livello minimo si indica quello indicato dalla normativa vigente, per la quale si ha che in nessun caso le
superfici finestrate apribili di un locale possano essere inferiori ad 1/8 della superficie del pavimento del locale
stesso.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
In caso di aggressione da parte di agenti chimici presenti nell'ambiente, le finestre in leghe leggere di alluminio
quale livello minimo di funzionalità devono avere la capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche
geometriche e chimico-fisiche in modo da non pregiudicarne l'utilizzo, la tenuta all'acqua e al vento, mentre
quale livello minimo estetico occorre evitare la scoloritura ed il formarsi di macchie o chiazze.
Resistenza al gelo
Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo.
Livello minimo delle prestazioni
Le caratteristiche dei serramenti devono mantenersi inalterate a seguito sia della formazione di ghiaccio così
come durante la fase di disgelo. I livelli minimi prestazionali sono funzione dell'ubicazione del manufatto e delle
caratteristiche funzionali richieste alla finestra.
Resistenza all'irraggiamento
Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o
chimiche-fisiche.
Livello minimo delle prestazioni
Le finestre in leghe leggere di alluminio non devono subire mutamenti di aspetto (geometria, finiture, coloritura
ecc.) e delle proprie caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante. I livelli
minimi prestazionali sono funzione dell'ubicazione del manufatto e delle caratteristiche funzionali richieste al
serramento.
Isolamento termico
Capacità di garantire adeguata resistenza al passaggio di caldo e freddo, dall'esterno all'interno e viceversa,
assicurando il benessere termico.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto ad ogni finestra in lega leggera di alluminio per l'isolamento termico è
collegato al contenimento delle dispersioni così come previsto dalle normative vigenti.
Permeabilità all'aria
Attitudine ad essere attraversato da fluidi gassosi con la finalità di consentire una corretta ventilazione dei locali
interessati.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per le finestre in leghe leggere di alluminio sono ricavabili dalla norma UNI EN
12207 la quale classifica i risultati delle prove di permeabilità all'aria di campioni di finestre assemblate.
Controllo della condensazione superficiale
Capacità di non consentire, sulla superficie interna degli elementi, la creazione di condensa.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo, per il requisito del controllo della condensa superficiale, per le finestre in leghe leggere di
alluminio è che queste devono essere conformate in modo da evitare fenomeni di condensa superficiale.
Tenuta all'acqua
Capacità di un elemento di impedire l'infiltrazione di acqua al proprio interno.
Livello minimo delle prestazioni
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
I livelli minimi prestazionali sono ricavabili dalla norma UNI EN 12208 che indica un metodo di prova per
determinare i limiti della impermeabilità all'acqua.
Ventilazione
Capacità di un elemento di garantire, naturalmente o meccanicamente, la possibilità di avere i necessari
ricambi d'aria.
Livello minimo delle prestazioni
Quale limite minimo prestazionale per la ventilazione di un ambiente, si ricorda che l'ampiezza degli infissi e
comunque la superficie finestrata apribile non dovrà essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento.
Controllo della scabrosità
Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate.
Livello minimo delle prestazioni
Per la scabrosità dei materiali e le tolleranze ammissibili per eventuali irregolarità si rimanda alla vigente
normativa con particolare riferimento alle norme UNI.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le finestre in leghe leggere di alluminio devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione dell'uso dei
locali su cui insistono.
Riparabilità
Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale che i serramenti devono garantire è funzione del serramento stesso, della sua
composizione e della sua accessibilità, dall'interno o dall'esterno, nel caso di interventi di manutenzione.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale che i serramenti devono garantire è funzione del serramento stesso, della sua
composizione e della sua accessibilità, dall'interno o dall'esterno, nel caso di interventi di manutenzione. Dalle
norme UNI : UNI EN 1303 "Accessori per serramenti - Cilindri per serrature - Requisiti e metodi di prova" nella
quale sono individuati i requisiti di robustezza, sicurezza, durabilità, resistenza alla corrosione, dei cilindri e
chiavi, UNI 7525 "Metodi di prova per serramenti esterni - Sequenza normale per l'esecuzione di prove
funzionali" allo scopo di dare, per i serramenti esterni, una sequenza normalizzata sull'esecuzione delle prove,
UNI 8369-1 "Chiusure verticali - Classificazione e terminologia", UNI 8369-3 "Pareti perimetrali verticali Classificazione e terminologia dei serramenti esterni verticali", UNI 8369-5 "Chiusure verticali - Giunto tra pareti
perimetrali verticali ed infissi esterni - Terminologia e simboli per le dimensioni", UNI 8975 "Serramenti esterniDimensioni di coordinazione", UNI 9122-1 "Guarnizioni per serramenti - Classificazione e collaudo", UNI 9171
"Serrature - Terminologia e simboli per le dimensioni", UNI 9172 "Serrature - Elenco dei requisiti e delle prove",
UNI 9283 "Accessori per finestre e porte-finestre - Classificazione e terminologia", UNI 9570 "Serrature a
cilindro - Caratteristiche, classificazione e prove".
Resistenza al fuoco
Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni
tali da modificare il livello prestazionale.
Livello minimo delle prestazioni
In funzione delle caratteristiche e destinazione del fabbricato e dell'ambiente ove le finestre in leghe leggere di
alluminio verranno poste, la normativa vigente in materia antincendio detta le condizioni che devono essere
rispettate.
Resistenza alle intrusioni
Attitudine ad impedire, con appositi accorgimenti, l'ingresso ad animali nocivi o persone indesiderate.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali richiesti agli accorgimenti da prendere, devono essere in relazione al grado di
impedimento all'ingresso da parte di animali o persone indesiderate voluto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Condensa
Valutazione: anomalia grave
Sulle superfici interne dell'elemento si può avere la formazione di condensa.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Distacchi e scollamenti
Valutazione: anomalia grave
Distacchi e/o scollamenti di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad
invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne.
Perdita di funzionalità
Valutazione: anomalia grave
Perdita di funzionalità connessa alla mancanza di regolazione e/o manutenzione periodica dei supporti e degli
organi di manovra.
Opacizzazioni
Valutazione: anomalia grave
Formazione di macchie ed aloni nell'elemento del telaio con conseguente perdita di lucentezza e maggiore
fragilità.
Degradi
Valutazione: anomalia grave
Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per
invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.).
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
- Controllo dei vetri
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo dei deterioramenti
- Controllo delle guarnizioni e sigillanti
- Controllo elementi guida/manovra
- Controllo del telaio
- Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
INTERVENTI
- Pulizia dei telai
- Pulizia elementi
- Pulizia organi di manovra e guide
- Regolazione degli organi di manovra
- Regolazione maniglia
- Regolazione telai fissi
- Sostituzione infisso
2.7.
STRATO DI COPERTURA MAGAZZINI
Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA
Unità tecnologica:
CHIUSURA SUPERIORE (COPERTURA) - MAGAZZINI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
II manto di copertura magazzini al di sopra del solaio prefabbricato è composto (dall'eterno verso l'interno) da
una lastra in fibrocemento compressa di colore naturale dallo spessore di 5 mm, un strto in lana di roccia dello
spessore 4 cm e listelli per l'appoggio al solaio sottostante.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo elementi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo danni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Pulizia
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Rinnovo elementi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Seghetto alternativo
- Avvitatore
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Isolamento termico
Capacità di garantire adeguata resistenza al passaggio di caldo e freddo, dall'esterno all'interno e viceversa,
assicurando il benessere termico.
Livello minimo delle prestazioni
I limiti prestazionali, intesi come carichi applicati o deformazioni ammissibili, sono ricavabili o dalle indicazioni di
progetto o dalle normative vigenti. Per i pannelli sandwich i limiti prestazionali sono diversi a seconda del
materiale e degli spessori impiegati.
Resistenza al gelo
Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i manti sandwich si possono ricavare dalle norme UNI ed in particolare dalle
norme : UNI 8090 - "Coperture - Terminologia", UNI 8089 - "Coperture - Terminologia funzionale", UNI 8091 "Coperture - Terminologia geometrica", UNI 8178 - "Coperture - Analisi degli elementi e strati funzionali", UNI
8626 - "Prodotti per coperture discontinue - Caratteristiche, piani di campionamento e limiti di accettazione",UNI
8627 - "Sistemi di copertura - Definizione e classificazione degli schemi funzionali, soluzioni conformi e
soluzioni tecnologiche", che riportano le definizioni generali e i metodi di prova e di controllo. Dopo aver stabilito
le prescrizioni comuni a tutti i metodi di prova si conduce una serie di esami su un campione :
- verifiche della resistenza dell'elemento dopo che è stato sottoposto a cicli alterni di gelo e di disgelo (UNI 8634
Strutture di leghe di alluminio - Istruzioni per il calcolo e l'esecuzione); - UNI 8635-11 Prove di prodotti per
coperture discontinue. Determinazione della gelività con cicli alterni; - UNI 8635-12 Prove di prodotti per
coperture discontinue. Determinazione della gelività con porosimetro;
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
I livelli minimi prestazionali per i manti sandwich si possono ricavare dalle norme UNI ed in particolare dalle
norme : UNI 8090 - "Coperture - Terminologia", UNI 8089 - "Coperture - Terminologia funzionale", UNI 8091 "Coperture - Terminologia geometrica", UNI 8178 - "Coperture - Analisi degli elementi e strati funzionali", UNI
8626 - "Prodotti per coperture discontinue - Caratteristiche, piani di campionamento e limiti di accettazione",UNI
8627 - "Sistemi di copertura - Definizione e classificazione degli schemi funzionali, soluzioni conformi e
soluzioni tecnologiche", UNI 10372 "Coperture discontinue - Istruzioni per la progettazione e l'esecuzione con
elementi metallici in lastre", che riportano le definizioni generali e i metodi di prova e di controllo. Dopo aver
stabilito le prescrizioni comuni a tutti i metodi di prova si conduce una serie di esami su un campione :
- verifiche della resistenza, di stabilità e a fatica dell'elemento (UNI 8634 Strutture di leghe di alluminio Istruzioni per il calcolo e l'esecuzione);
- UNI 8635-13. Prove di prodotti per coperture discontinue. Determinazione del carico di rottura a flessione; UNI 8635-1 Prove dei prodotti per coperture discontinue. Determinazione della resistenza meccanica del
dispositivo di ancoraggio; - UNI EN 502. Elementi per coperture di lamiera metallica - Specifica per elementi per
coperture di lamiera di acciaio inossidabile non autoportante; - UNI EN 50 Elementi per coperture di lamiera
metallica - Specifica per elementi per coperture di lamiera di acciaio non autoportante.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i manti sandwich si possono ricavare dalle norme UNI ed in particolare dalle
norme : UNI 8090 - "Coperture - Terminologia", UNI 8089 - "Coperture - Terminologia funzionale", UNI 8091 "Coperture - Terminologia geometrica", UNI 8178 - "Coperture - Analisi degli elementi e strati funzionali", UNI
8626 - "Prodotti per coperture discontinue - Caratteristiche, piani di campionamento e limiti di accettazione",UNI
8627 - "Sistemi di copertura - Definizione e classificazione degli schemi funzionali, soluzioni conformi e
soluzioni tecnologiche", che riportano le definizioni generali e i metodi di prova e di controllo. Dopo aver stabilito
le prescrizioni comuni a tutti i metodi di prova si conduce una serie di esami su un campione :
- descrizione delle caratteristiche e metodi di prova (UNI 8754 - Verniciature, pitturazioni,... - Caratteristiche e
metodi di prova); - prova di resistenza dei prodotti vernicianti anticorrosione dell'elemento posto in camera
umidostatica al 100% di umidità relativa (UNI 8744 - Prodotti vernicianti - prove di resistenza anticorrosione in
camera umidostatica al 100% di umidità relativa); - prova di determinazione della resistenza di un provino
immerso in atmosfera umida contenente anidride solforosa (UNI 8903 - Prodotti vernicianti - Determinazione
della resistenza alla atmosfera umida contenente anidride solforosa); - prova di resistenza dei materiali metallici
con o senza protezione di un campione immerso in nebbia salina (neutra o salina-acetica o cupro-salinaacetica) (UNI ISO 9227 - Prove di corrosione in atmosfere artificiali - Prove in nebbia salina).
Resistenza all'irraggiamento
Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o
chimiche-fisiche.
Livello minimo delle prestazioni
I manti sandwich non devono subire mutamenti di aspetto (geometria, finiture, ecc.) e delle proprie
caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante. I limiti prestazionali sono
ricavabili o dalle indicazioni di progetto o dalle normative vigenti, ed in particolare dalle norme UNI : UNI 8090 "Coperture - Terminologia", UNI 8089 - "Coperture - Terminologia funzionale", UNI 8091 - "Coperture Terminologia geometrica", UNI 8178 - "Coperture - Analisi degli elementi e strati funzionali", UNI 8626 "Prodotti per coperture discontinue - Caratteristiche, piani di campionamento e limiti di accettazione",UNI 8627 "Sistemi di copertura - Definizione e classificazione degli schemi funzionali, soluzioni conformi e soluzioni
tecnologiche", che riportano le definizioni generali e i metodi di prova e di controllo.Per valutare la resistenza
alla luce di strati ossido anodico colorati per verniciature su alluminio e leghe di alluminio si fa riferimento alla
norma UNI 4529 "Metodo di controllo accelerato della resistenza alla luce degli strati di ossido anodico colorati
e film di vernici utilizzando luce artificiale".
Impermeabilità ai liquidi
Attitudine di un elemento a non essere attraversato da liquidi.
Livello minimo delle prestazioni
I manti sandwich devono assicurare una impermeabilità all'acqua in maniera tale da impedire qualsiasi
infiltrazione d'acqua meteorica al loro interno e negli elementi/locali sottostanti. I limiti prestazionali sono
ricavabili o dalle indicazioni di progetto o dalle normative vigenti, ed in particolare dalle norme UNI : UNI 8090 "Coperture - Terminologia", UNI 8089 - "Coperture - Terminologia funzionale", UNI 8091 - "Coperture Terminologia geometrica", UNI 8178 - "Coperture - Analisi degli elementi e strati funzionali", UNI 8626 "Prodotti per coperture discontinue - Caratteristiche, piani di campionamento e limiti di accettazione",UNI 8627 "Sistemi di copertura - Definizione e classificazione degli schemi funzionali, soluzioni conformi e soluzioni
tecnologiche", che riportano le definizioni generali e i metodi di prova e di controllo.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i manti sandwich si possono ricavare dalle norme UNI ed in particolare dalle
norme : UNI 8090 - "Coperture - Terminologia", UNI 8089 - "Coperture - Terminologia funzionale", UNI 8091 "Coperture - Terminologia geometrica", UNI 8178 - "Coperture - Analisi degli elementi e strati funzionali", UNI
8626 - "Prodotti per coperture discontinue - Caratteristiche, piani di campionamento e limiti di accettazione",UNI
8627 - "Sistemi di copertura - Definizione e classificazione degli schemi funzionali, soluzioni conformi e
soluzioni tecnologiche", UNI 10372 "Coperture discontinue - Istruzioni per la progettazione e l'esecuzione con
elementi metallici in lastre", che riportano le definizioni generali e i metodi di prova e di controllo.
Manutenibilità
Attitudine a garantire per un elemento un'attività di manutenzione conforme a condizioni stabilite anche dopo
trascorso del tempo dall'effettuazione dell'intervento.
Livello minimo delle prestazioni
Per la determinazione dei livelli minimi prestazionali richiesti ai manti al fine di mantenere conformi, a condizioni
prestabilite entro un dato periodo di tempo in cui è compiuta l'azione di manutenzione, le proprie caratteristiche
chimico-fisiche, occorre fare riferimento alle norme vigenti tra cui le norme UNI relative alle prove sui materiali e
sugli elementi. Tra le varie norme si cita la UNI 10372 "Coperture discontinue - Istruzioni per la progettazione e
l'esecuzione con elementi metallici in lastre".
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corrosioni
Valutazione: anomalia grave
Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente
riduzione delle sezioni resistenti.
Distacco dagli elementi di copertura
Valutazione: anomalia grave
Distacco e/o spostamento degli elementi del manto di copertura dovuto ad eventi particolari, con il rischio di
avere infiltrazioni di acqua negli strati/locali sottostanti all'elemento stesso.
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Errori di montaggio
Valutazione: anomalia grave
Errori nella posa, nei collegamenti con l'elemento di supporto e nei raccordi dei vari elementi tra di loro e con
altri elementi funzionali (canali di gronda, sfiati, ecc.), tali da causare il distacco dei componenti del manto, lo
spostamento o la perdita di funzionalità nel sistema di protezione dagli agenti atmosferici.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da
provocare, talvolta, distacchi di materiale.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo delle superfici
Manuale di manutenzione
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Controllo elementi
- Controllo danni
INTERVENTI
- Pulizia
- Rinnovo elementi
2.8.
CANALI DI GRONDA, PLUVIALI E SCOSSALINE
Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA
Unità tecnologica:
CHIUSURA SUPERIORE (COPERTURA) - MAGAZZINI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I canali di gronda ed i pluviali costituiscono il sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche,
mediante l'intercettazione delle acque sulle coperture ed il loro smaltimento a valle del manufatto, pertanto
saranno di dimensioni tali da poter soddisfare entrambe le necessità. I canali di gronda sono gli elementi di
raccolta che dalla superficie della copertura vanno verso il perimetro, convogliandosi in apposite canalizzazioni
: i canali di gronda avranno andamento orizzontale o sub-orizzontale. I pluviali sono gli elementi di smaltimento
e hanno la funzione di convogliare ai sistemi di smaltimento al suolo le acque meteoriche raccolte nei canali di
gronda. Per i collegamenti degli elementi tra di loro e con la struttura portante si utilizzano elementi appositi :
bocchettoni, converse, collari, collettori, fondelli, volute, staffe di ancoraggio, ecc.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo degli intasamenti zone di raccolta acque
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dei collegamenti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo delle pendenze
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Pulizia canali di gronda e bocchettoni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Rinnovo elementi di fissaggio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Rinnovo canali di gronda e pluviali
RISORSE D'USO
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I canali di gronda ed i pluviali devono essere idonei a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o
deformazioni gravi sotto l'azione di sollecitazioni meccaniche (urti, vento, ecc). Il limite prestazionale è dettato
dalla loro capacità di resistere, e quindi continuare a smaltire l'acqua meteorica dalla copertura, pertanto
dovranno garantire le condizioni di portata, previste dal progetto, per tutto il loro ciclo di vita.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali sono connessi al mantenimento della funzionalità richiesta al sistema di raccolta e
smaltimento delle acque meteoriche, pertanto la resistenza sotto l'azione di agenti aggressivi varierà, in termini
di spessore e caratteristiche chimico-fisiche, dal singolo materiale utilizzato.
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi),
modifiche prestazionali.
Livello minimo delle prestazioni
Per la determinazione dei livelli minimi prestazionali si rimanda alle norme UNI relative, dato che si hanno
prestazioni differenti per ogni materiale impiegabile.
Resistenza al gelo
Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i canali di gronda ed i pluviali, suddivisi per i vari tipi di materiali che possono
essere impiegati, si possono ricavare dalle norme UNI.
Resistenza all'irraggiamento
Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o
chimiche-fisiche.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali, relativamente alla possibilità o meno di subire mutamenti di aspetto (geometria,
finiture, ecc.) e delle proprie caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante, sono
funzione dell'ubicazione del manufatto e delle caratteristiche funzionali richieste.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
I canali di gronda ed i pluviali, così come tutti gli elementi di collegamento e sostegno, devono garantire un
livello di pulizia accettabile.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto ai canali e pluviali elementi è legato alla possibilità di effettuare
sostituzioni senza creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo a elementi di
comune diffusione, con dimensioni e caratteristiche riportate nella normativa vigente e nelle norme UNI.
Esecuzione accurata dei collegamenti
Gli elementi devono essere ben ancorati onde evitare cadute o distaccamenti pericolosi per l'utenza.
Livello minimo delle prestazioni
ANOMALIE RISCONTRABILI
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Errori di montaggio
Valutazione: anomalia grave
Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano
problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, pieghe, ecc.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da
provocare, talvolta, distacchi di materiale.
Accumuli d'acqua
Valutazione: anomalia lieve
Formazione di accumuli d'acqua per cause connesse ad avvallamenti superficiali e/o ad un errore di formazione
delle pendenze.
Crescita di vegetazione
Valutazione: anomalia lieve
Crescita di vegetazione (erba, licheni, muschi, ecc.) sulla superficie dell'elemento o su parte di essa.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo delle superfici
- Controllo degli intasamenti zone di raccolta acque
- Controllo dei collegamenti
- Controllo delle pendenze
INTERVENTI
- Pulizia canali di gronda e bocchettoni
- Rinnovo elementi di fissaggio
- Rinnovo canali di gronda e pluviali
2.9.
STRATO DI COPERTURA PALAZZINA DIREZIONALE
Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA
Unità tecnologica:
CHIUSURA SUPERIORE (COPERTURA) - PALAZZINA DIREZIONALE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
II manto di copertura della palazzina direzionale al di sopra del solaio prefabbricato è composto (dall'eterno
verso l'interno) da una strato di ghiaia dello spessore di 6/8 cm, uno strato protettivo di geotessuto, uno strato di
coibentazione termica in polistirene estruso monostrato dello spessore di 8 cm, uno stratro di
impermeabilizzazione con doppia guaina bitumosa armata in TNT di poliestere stabilizzante su primer, un
massetto cementizio allegerito con argilla espansa di livellamento e ripartizione dello spessore dio 6/16 cm e
uno strto di separazione dal solaio prefabbricato in polietilene (LPDE).
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo elementi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo danni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Pulizia
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Rinnovo elementi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Seghetto alternativo
- Avvitatore
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Isolamento termico
Capacità di garantire adeguata resistenza al passaggio di caldo e freddo, dall'esterno all'interno e viceversa,
assicurando il benessere termico.
Livello minimo delle prestazioni
I limiti prestazionali, intesi come carichi applicati o deformazioni ammissibili, sono ricavabili o dalle indicazioni di
progetto o dalle normative vigenti. Per i pannelli sandwich i limiti prestazionali sono diversi a seconda del
materiale e degli spessori impiegati.
Resistenza al gelo
Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i manti sandwich si possono ricavare dalle norme UNI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i manti sandwich si possono ricavare dalle norme UNI
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i manti sandwich si possono ricavare dalle norme UNI
Resistenza all'irraggiamento
Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o
chimiche-fisiche.
Livello minimo delle prestazioni
I manti sandwich non devono subire mutamenti di aspetto (geometria, finiture, ecc.) e delle proprie
caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante. I limiti prestazionali sono
ricavabili o dalle indicazioni di progetto o dalle normative vigenti, ed in particolare dalle norme UNI.
Impermeabilità ai liquidi
Attitudine di un elemento a non essere attraversato da liquidi.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Livello minimo delle prestazioni
I manti sandwich devono assicurare una impermeabilità all'acqua in maniera tale da impedire qualsiasi
infiltrazione d'acqua meteorica al loro interno e negli elementi/locali sottostanti. I limiti prestazionali sono
ricavabili o dalle indicazioni di progetto o dalle normative vigenti, ed in particolare dalle norme UNI.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i manti sandwich si possono ricavare dalle norme UNI ed in particolare dalle
norme : UNI 8090 - "Coperture - Terminologia", UNI 8089 - "Coperture - Terminologia funzionale", UNI 8091 "Coperture - Terminologia geometrica", UNI 8178 - "Coperture - Analisi degli elementi e strati funzionali", UNI
8626 - "Prodotti per coperture discontinue - Caratteristiche, piani di campionamento e limiti di accettazione",UNI
8627 - "Sistemi di copertura - Definizione e classificazione degli schemi funzionali, soluzioni conformi e
soluzioni tecnologiche", UNI 10372 "Coperture discontinue - Istruzioni per la progettazione e l'esecuzione con
elementi metallici in lastre", che riportano le definizioni generali e i metodi di prova e di controllo.
Manutenibilità
Attitudine a garantire per un elemento un'attività di manutenzione conforme a condizioni stabilite anche dopo
trascorso del tempo dall'effettuazione dell'intervento.
Livello minimo delle prestazioni
Per la determinazione dei livelli minimi prestazionali richiesti ai manti al fine di mantenere conformi, a condizioni
prestabilite entro un dato periodo di tempo in cui è compiuta l'azione di manutenzione, le proprie caratteristiche
chimico-fisiche, occorre fare riferimento alle norme vigenti tra cui le norme UNI relative alle prove sui materiali e
sugli elementi.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corrosioni
Valutazione: anomalia grave
Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente
riduzione delle sezioni resistenti.
Distacco dagli elementi di copertura
Valutazione: anomalia grave
Distacco e/o spostamento degli elementi del manto di copertura dovuto ad eventi particolari, con il rischio di
avere infiltrazioni di acqua negli strati/locali sottostanti all'elemento stesso.
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Errori di montaggio
Valutazione: anomalia grave
Errori nella posa, nei collegamenti con l'elemento di supporto e nei raccordi dei vari elementi tra di loro e con
altri elementi funzionali (canali di gronda, sfiati, ecc.), tali da causare il distacco dei componenti del manto, lo
spostamento o la perdita di funzionalità nel sistema di protezione dagli agenti atmosferici.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da
provocare, talvolta, distacchi di materiale.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
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CONTROLLI
- Controllo delle superfici
- Controllo elementi
- Controllo danni
INTERVENTI
- Pulizia
- Rinnovo elementi
2.10.
SOLAIO PIANO PREFABBRICATO COPERTURA
Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA
Unità tecnologica:
CHIUSURA SUPERIORE (COPERTURA) - PALAZZINA DIREZIONALE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
SOLAIO PIANO in pannelli alveolari precompressi costituiti da doppio strato di cls armato e da setti verticali.
Spessore delle lastre cm 4 Finitura dell'intradosso liscio fondo cassero con profili a spigolo vivo e fughe a vista
esclusa la eventuale cappa collaboratne in calcestruzzo.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo dell'aspetto della superficie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Monitoraggio delle lesioni
RISORSE D'USO
- Fessurimetro/Distanziometro/Strain gages
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo freccia massima
RISORSE D'USO
- Flessimetro
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Sostituzione del solaio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Vibratore
- Betoniera
[Intervento] Pulizia della superficie
RISORSE D'USO
- Sabbiatrice/Idrosabbiatrice/Spazzola meccanica
- Solventi
- Dispositivi di protezione individuale
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PROGETTO ESECUTIVO
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MANUALE DI MANUTENZIONE
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Applicazione di trattamenti consolidanti
RISORSE D'USO
- Resine siliconiche
- Prodotti a base di silicati
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Applicazione di trattamenti protettivi
RISORSE D'USO
- Resine epossidiche (protettive)
- Soluzioni di resine siliconiche (idrorepellenti)
- Prodotti di finitura
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Ripristino parti mancanti
RISORSE D'USO
- Malta reoplastica a ritiro compensato
- Prodotti di finitura
- Inibitore di corrosione migrante per ferri d'armatura
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Risanamento delle armature
RISORSE D'USO
- Resine epossidiche in soluzione acquosa
- Malta modificata con inibitori di corrosione
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Rinforzo del solaio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Lamine in fibra di carbonio/Lastre in acciaio
- Adesivo epossidico/resina epossidica
[Intervento] Ripresa delle lesioni
RISORSE D'USO
- Malta cementizia specifica
- Macchine a spruzzo per applicazione
- Prodotti di finitura
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Sigillatura delle lesioni passanti
RISORSE D'USO
- Tubetti di iniezione e sfiato
- Resina epossidica a consistenza di stucco
- Resina epossidica fluida
- Pompa pneumatica a bassa pressione
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MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Realizzazione di barriera al vapore
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Fogli di barriera al vapore
[Intervento] Realizzazione di protezione termica
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Fogli di isolante termico
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere ai carichi e sovraccarichi, in tutte le condizioni di esercizio, nonchè ai fenomeni dinamici,
nel rispetto del coefficiente di sicurezza, senza deformazioni o cedimenti inammissibili.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi di prestazione di un solaio possono riguardare il sovraccarico ammissibile in funzione della
destinazione d'uso dell'ambiente sovrastante, oppure la luce limite di esercizio. In ogni caso si deve fare
riferimento alle leggi e alle normative vigenti in materia di progettazione, esecuzione e collaudo delle strutture,
per il tipo di struttura ed i materiali utilizzati
Isolamento termico
Attitudine ad assicurare una limitazione della dispersione del calore da locali riscaldati a locali con diverse
temperature (vani scali, cantine..)
Isolamento acustico
Attitudine a fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, sia di tipo aereo che di tipo impattivo, per
assicurare un adeguato benessere uditivo all'interno degli ambienti.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto ad un solaio dipende dal tipo di attività prevista nel locale da esso
delimitato e dalla destinazione d'uso dei locali confinanti. Mediante prove di laboratorio si può assegnare ad
ogni tipo di solaio finito (struttura, pavimentazione, eventuali strati funzionali) il requisito di isolamento acustico
dai rumori aerei, attraverso l'indice del potere fonoisolante R, e di isolamento dai rumori impattivi, attraverso
l'indice di attenuazione del livello del rumore di calpestio normalizzato Lnw.
Per frequenze medie di 500 Hz il valore di R deve essere compreso tra i 40 e i 50 dB, mentre il valore di Lnw
deve essere compreso tra i 60 e i 70 dB.
Resistenza al fuoco
Capacità degli elementi di resistere al fuoco per un tempo determinato senza subire deformazioni incompatibili
con la loro funzione strutturale e di compartimentazione, in modo da garantire l'incolumità degli occupanti.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi di resistenza al fuoco richiesti ad ogni elemento costruttivo variano in funzione del tipo di edificio,
come specificato nella tabella riportata nel D.M 30.11983:
- Supermercati, magazzini, Edifici industriali con prodotti infiammabili Classe REI 120
Ogni solaio può garantire una determinata resistenza al fuoco in funzione del suo spessore (vedi tabella relativa
nella norma). I solai di aree a rischio come autorimesse, depositi di materiali combustibili, centrali termiche
devono inoltre rispettare le normative in vigore per tali attività. In ogni caso la resistenza al fuoco delle strutture
in c.a. può essere valutata con la C.M. 11961 n.91, che indica i metodi di prova sperimentali e gli spessori dei
materiali protettivi idonei a garantire le varie resistenze R, oppure tramite un metodo analitico di calcolo
riportato nella norma UNI 9502.
Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Attitudine a non emettere gas, vapori, polveri, particelle o radiazioni dannose per gli utenti, sia in condizioni
normali d'esercizio, sia in condizioni critiche.
Livello minimo delle prestazioni
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MANUALE DI MANUTENZIONE
Per la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia; in
particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le
polveri:
Eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³
Eventuale presenza di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³
Eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³
Per i livelli minimi prestazionali dei materiali da costruzione si fa riferimento alle norme UNI ENV 13419-1
"Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti organici volatili - Metodo in camera di
prova di emissione"
ANOMALIE RISCONTRABILI
Chiazze di umidità
Valutazione: anomalia grave
Presenza di chiazze o zone di umidità, generalmente in aree dell'elemento in prossimità del terreno e/o delle
opere fondazionali.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche degli elementi strutturali, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.), accompagnate spesso dalla perdita delle caratteristiche di resistenza
e stabilità degli elementi stessi.
Depositi nei giunti
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Disgregazioni
Valutazione: anomalia grave
Disgregazioni delle superfici dell'elemento, con effetti di sgretolamenti e lacerazioni.
Distacco
Valutazione: anomalia grave
Decoesione e conseguente caduta di parti di materiale.
Erosione
Valutazione: anomalia lieve
Degrado della superficie dovuto all'azione erosiva di agenti di natura chimica o biologica.
Mancanza di copriferro
Valutazione: anomalia grave
Mancanza di calcestruzzo in corrispondenza dell'armatura con conseguente esposizione dei ferri a fenomeni di
corrosione.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Aperture o lesioni che possono essere ortogonali o parallele all'armatura e possono interessare una parte o
l'intero spessore dell'elemento.
Macchie e imbrattamenti
Valutazione: anomalia lieve
Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray,
ecc.) e/o murales o graffiti.
Muffe biologiche
Valutazione: anomalia lieve
Deposito sottile costituito prevalentemente da microrganismi, che creano una patina di colore variabile aderente
alla superficie.
Variazione di volume
Valutazione: anomalia grave
Aumento di volume dell'elemento e conseguente disgregazione, dovute all'attacco solfatico in ambiente marino
oppure a cicli di gelo-disgelo.
Scheggiature
Valutazione: anomalia lieve
Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e
gli spigoli.
Sgretolamento
Valutazione: anomalia grave
Presenza di parti di calcestruzzo friabili e incoerenti.
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MANUALE DI MANUTENZIONE
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
- Controllo dell'aspetto della superficie
- Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Monitoraggio delle lesioni
- Controllo freccia massima
INTERVENTI
- Sostituzione del solaio
- Pulizia della superficie
- Applicazione di trattamenti consolidanti
- Applicazione di trattamenti protettivi
- Ripristino parti mancanti
- Risanamento delle armature
- Rinforzo del solaio
- Ripresa delle lesioni
- Sigillatura delle lesioni passanti
- Realizzazione di barriera al vapore
- Realizzazione di protezione termica
2.11.
CANALI DI GRONDA, PLUVIALI E SCOSSALINE
Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA
Unità tecnologica:
CHIUSURA SUPERIORE (COPERTURA) - PALAZZINA DIREZIONALE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I canali di gronda ed i pluviali costituiscono il sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche,
mediante l'intercettazione delle acque sulle coperture ed il loro smaltimento a valle del manufatto, pertanto
saranno di dimensioni tali da poter soddisfare entrambe le necessità. I canali di gronda sono gli elementi di
raccolta che dalla superficie della copertura vanno verso il perimetro, convogliandosi in apposite canalizzazioni
: i canali di gronda avranno andamento orizzontale o sub-orizzontale. I pluviali sono gli elementi di smaltimento
e hanno la funzione di convogliare ai sistemi di smaltimento al suolo le acque meteoriche raccolte nei canali di
gronda. Per i collegamenti degli elementi tra di loro e con la struttura portante si utilizzano elementi appositi :
bocchettoni, converse, collari, collettori, fondelli, volute, staffe di ancoraggio, ecc.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo degli intasamenti zone di raccolta acque
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dei collegamenti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
Manuale di manutenzione
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo delle pendenze
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Pulizia canali di gronda e bocchettoni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Rinnovo elementi di fissaggio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Rinnovo canali di gronda e pluviali
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I canali di gronda ed i pluviali devono essere idonei a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o
deformazioni gravi sotto l'azione di sollecitazioni meccaniche (urti, vento, ecc). Il limite prestazionale è dettato
dalla loro capacità di resistere, e quindi continuare a smaltire l'acqua meteorica dalla copertura, pertanto
dovranno garantire le condizioni di portata, previste dal progetto, per tutto il loro ciclo di vita.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali sono connessi al mantenimento della funzionalità richiesta al sistema di raccolta e
smaltimento delle acque meteoriche, pertanto la resistenza sotto l'azione di agenti aggressivi varierà, in termini
di spessore e caratteristiche chimico-fisiche, dal singolo materiale utilizzato.
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi),
modifiche prestazionali.
Livello minimo delle prestazioni
Per la determinazione dei livelli minimi prestazionali si rimanda alle norme UNI relative, dato che si hanno
prestazioni differenti per ogni materiale impiegabile.
Resistenza al gelo
Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i canali di gronda ed i pluviali, suddivisi per i vari tipi di materiali che possono
essere impiegati, si possono ricavare dalle norme UNI.
Resistenza all'irraggiamento
Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o
chimiche-fisiche.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali, relativamente alla possibilità o meno di subire mutamenti di aspetto (geometria,
finiture, ecc.) e delle proprie caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante, sono
funzione dell'ubicazione del manufatto e delle caratteristiche funzionali richieste.
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
I canali di gronda ed i pluviali, così come tutti gli elementi di collegamento e sostegno, devono garantire un
livello di pulizia accettabile.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto ai canali e pluviali elementi è legato alla possibilità di effettuare
sostituzioni senza creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo a elementi di
comune diffusione, con dimensioni e caratteristiche riportate nella normativa vigente e nelle norme UNI.
Esecuzione accurata dei collegamenti
Gli elementi devono essere ben ancorati onde evitare cadute o distaccamenti pericolosi per l'utenza.
Livello minimo delle prestazioni
ANOMALIE RISCONTRABILI
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Errori di montaggio
Valutazione: anomalia grave
Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano
problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, pieghe, ecc.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da
provocare, talvolta, distacchi di materiale.
Accumuli d'acqua
Valutazione: anomalia lieve
Formazione di accumuli d'acqua per cause connesse ad avvallamenti superficiali e/o ad un errore di formazione
delle pendenze.
Crescita di vegetazione
Valutazione: anomalia lieve
Crescita di vegetazione (erba, licheni, muschi, ecc.) sulla superficie dell'elemento o su parte di essa.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo delle superfici
- Controllo degli intasamenti zone di raccolta acque
- Controllo dei collegamenti
- Controllo delle pendenze
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
INTERVENTI
- Pulizia canali di gronda e bocchettoni
- Rinnovo elementi di fissaggio
- Rinnovo canali di gronda e pluviali
2.12.
LUCERNARI - BOTOLE - DIFFUSORI - CUPOLE
Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA
Unità tecnologica:
CHIUSURA SUPERIORE - INFISSO ESTERNO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Sulle coperture oltre agli elementi emergenti per lo scarico in atmosfera degli aeriformi e agli elementi di
cornamento e protezione, si hanno un'altra serie di elementi, emergenti o a livello, che creano discontinuità alle
strutture ed agli strati sovrastanti : sono i lucernari (creati per illuminare e ventilare i locali sottostanti alla
struttura di copertura), le botole (create fondamentalmente per poter accedere alla copertura in modo da
consentire l'effettuazione di verifiche e controlli), i diffusori e le cupole (creati soprattutto per illuminare i locali
sottostanti alla struttura di copertura).
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo collegamenti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dei deterioramenti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Controllo] Controllo delle superfici trasparenti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo delle guarnizioni e sigillanti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Controllo] Controllo elementi guida/manovra
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Controllo] Controllo del telaio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Pulizia
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Rinnovo elementi di fissaggio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Rinnovo lucernari, botole, diffusori, cupole
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I lucernari, le botole, i diffusori e le cupole, poichè devono essere idonei a contrastare efficacemente il prodursi
di rotture o deformazioni gravi sotto l'azione di sollecitazioni meccaniche (urti, vento, ecc) come limite
prestazionale si ha che questo è dettato dalle loro capacità di resistere e quindi continuare ad assolvere agli
scopi per cui sono stati progettati e realizzati (illuminazione, ventilazione, passaggio,ecc.).
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali sono connessi al mantenimento della funzionalità richiesta agli elementi stessi,
pertanto la resistenza sotto l'azione di agenti aggressivi varierà, in termini di spessore e caratteristiche chimicofisiche, dal singolo materiale utilizzato.
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi),
modifiche prestazionali.
Livello minimo delle prestazioni
Per la determinazione dei livelli minimi prestazionali dei lucernari, botole, diffusori e cupole si ha che devono
essere garantite le funzioni specifiche dell'elemento in esame, pertanto eventuali attacchi biologici non devono
comprometterne tale funzionalità.
Resistenza al gelo
Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i lucernari, le botole, i diffusori e le cupole si possono ricavare dalle norme UNI.
Resistenza all'irraggiamento
Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o
chimiche-fisiche.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali, relativamente alla possibilità o meno di subire mutamenti di aspetto (geometria,
finiture, ecc.) e delle proprie caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante, sono
funzione dell'ubicazione del manufatto e delle caratteristiche funzionali richieste.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Controllo della condensazione interstiziale
Capacità di non consentire, entro gli elementi, la creazione di acqua di condensa.
Livello minimo delle prestazioni
I lucernari, le botole, i diffusori e le cupole devono essere strutturati in modo da evitare fenomeni di condensa al
proprio interno tenendo presente che il valore della pressione del vapore acqueo deve essere minore del valore
della pressione di saturazione. Per i lucernari, le botole, ecc., quali componenti edilizi, si fa riferimento anche
alla stima della temperatura superficiale interna riportata nella norma UNI 10350, mentre per la conduttività
termica e permeabilità al vapore come materiale da costruzione si cita la norma UNI 1035
Controllo della condensazione superficiale
Capacità di non consentire, sulla superficie interna degli elementi, la creazione di condensa.
Livello minimo delle prestazioni
I lucernari, le botole, i diffusori e le cupole, devono essere strutturati in modo da evitare fenomeni di condensa
superficiale.
Impermeabilità ai liquidi
Attitudine di un elemento a non essere attraversato da liquidi.
Livello minimo delle prestazioni
I lucernari, le botole, i diffusori e le cupole, devono essere costituiti con materiali tali da impedire qualsiasi
infiltrazione d'acqua meteorica al loro interno e nei sottostanti locali. I livelli minimi prestazionali, pertanto, sono
riconducibili allo svolgimento di tale funzione.
Ventilazione
Capacità di un elemento di garantire, naturalmente o meccanicamente, la possibilità di avere i necessari
ricambi d'aria.
Livello minimo delle prestazioni
I locali sottostanti alla copertura dovranno essere dotati di bocchette di aerazione ripartite, preferibilmente ai lati
opposti della copertura.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza
creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo (già in fase progettuale) a elementi di
comune diffusione nel mercato nazionale.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
I lucernari, le botole, i diffusori e le cupole, così come tutti gli elementi di collegamento e sostegno, devono
garantire un livello di pulizia accettabile.
Resistenza al fuoco
Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni
tali da modificare il livello prestazionale.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i lucernari, le botole, i diffusori e le cupole si possono ricavare dalle norme UNI e
dalle normative antincendio.
Reazione al fuoco
Capacità di un elemento soggetto ad un fuoco di parteciparvi.
Livello minimo delle prestazioni
Per i livelli minimi prestazionali si rimanda alla normativa vigente.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Distacchi e scollamenti
Valutazione: anomalia grave
Distacchi e scollamenti di parte o di tutto l'elemento dallo strato di supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad
invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne.
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Errori di montaggio
Valutazione: anomalia grave
Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano
problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, pieghe, ecc.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da
provocare, talvolta, distacchi di materiale.
Crescita di vegetazione
Valutazione: anomalia lieve
Crescita di vegetazione (erba, licheni, muschi, ecc.) sulla superficie dell'elemento o su parte di essa.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
- Controllo delle superfici trasparenti
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo delle superfici
- Controllo collegamenti
- Controllo dei deterioramenti
- Controllo delle guarnizioni e sigillanti
- Controllo elementi guida/manovra
- Controllo del telaio
- Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
INTERVENTI
- Pulizia
- Rinnovo elementi di fissaggio
- Rinnovo lucernari, botole, diffusori, cupole
3.
3 PARTIZIONE INTERNA
DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA
Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di dividere e
conformare gli spazi interni connessi con il sistema edilizio stesso.
Unità tecnologiche di classe 3 PARTIZIONE INTERNA
- Partizione interna orizzontale - Pavimenti e controsoffitti uffici
- Partizione interna verticale - Parete uffici
- Partizione interna verticale - Infissi interni
Partizione interna orizzontale - Pavimenti e controsoffitti uffici
Le partizioni orizzontali sono gli elementi tecnici che hanno la funzione di suddividere ed articolare
orizzontalmente gli spazi interni del sistema edilizio.
MODALITA' D'USO
Le modalità di uso corretto dell'unità tecnologica prevedono un controllo periodico della struttura al fine di
verificare la presenza di eventuali fenomeni di degrado che possano pregiudicare la stabilità e la funzionalità
del solaio stesso e degli elementi da esso portati.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Le pavimentazioni, quali modalità d'uso corretta, richiedono una periodica e costante manutenzione, al fine di
garantire, sempre ed ovunque, buone condizioni di fruibilità; è pertanto necessario provvedere ad una costante
manutenzione con pulizia, riparazione di eventuali danni che potrebbero crearsi nel tempo quali sconnessioni,
rotture, distacchi, ecc., e tutte le altre operazioni utili al mantenimento del pavimento stesso. E' necessario
ispezionare il pavimento per monitorarne il naturale invecchiamento in modo da controllare una eventuale
caduta dei livelli qualitativi al di sotto dei valori accettabili tanto da comprometterne l'affidabilità dello stesso.
Partizione interna verticale - Parete uffici
Le partizioni verticali sono gli elementi tecnici che hanno la funzione di suddividere ed articolare verticalmente
gli spazi interni del sistema edilizio; non portano altri carichi oltre al peso proprio e sono portati da altre strutture
atte a sostenerle.
Le pareti interne, dette anche divisori o tramezzi, hanno la funzione di separare gli ambienti interni fra loro;
proprio per questo devono possedere buoni requisiti di leggerezza, coibenza termo-acustica, resistenza al
fuoco e igienicità. Possono essere realizzate con materiali diversi (mattoni forati, legno, gesso, ecc) e si
possono distinguere in tramezzi opachi e tramezzi trasparenti
MODALITA' D'USO
Quale uso corretto delle pareti interne è necessario condurre periodicamente controlli e verifiche sulle
condizioni delle superfici, al fine di non trascurare eventuali difetti o degradi che alla lunga potrebbero portare
alla perdita della funzionalità e della stabilità dell'elemento.
Partizione interna verticale - Infissi interni
Gli infissi interni vengono utilizzati per separare ambienti dello stesso immobile e possono essere divisi
sostanzialmente in varie tipologie (girevoli ad una o più ante, scorrevoli ad una o più ante, a soffietto, ecc.) e
realizzati con diversi materiali (legno, acciaio, leghe leggere di alluminio, materie plastiche, vetro, oppure
composte con i vari elementi).
MODALITA' D'USO
Per infissi eseguiti a regola d'arte è sufficiente una normale pulizia e cura per assicurare una buona
conservazione. Per una manutenzione periodica degli infissi occorre provvedere alla rimozione di eventuali
residui, alla lubrificazione degli organi di manovra ed al rifacimento degli strati protettiv
3.1.
CONTROSOFFITTO
Classe di unità tecnologica: 3 PARTIZIONE INTERNA
Unità tecnologica:
PARTIZIONE INTERNA ORIZZONTALE - PAVIMENTI E CONTROSOFFITTI
UFFICI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I controsoffitti a pannelli sono costituiti da pannelli che vengono applicati al soffitto o mediante un'intelaiatura di
sostegno che può essere in legno o ad elementi metallici, oppure possono essere appesi con pendini di
sospensione.Il collegamento dei pannelli alla struttura di sostegno può avvenire in due modi : mediante
inchiodatura/incollatura o in semplice appoggio sul telaio. I materiali solitamente impiegati per i pannelli sono :
cartongesso, gesso, gesso rinforzato, alluminio, laminati, fibre di legno e cemento mineralizzate, fibre minerali,
fibre di roccia, ecc.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Controllo] Controllo dei collegamenti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Intervento] Pulizia
RISORSE D'USO
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MANUALE DI MANUTENZIONE
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Detergenti
[Intervento] Ripristino collegamenti e planarità
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Avvitatore
- Trapano
[Intervento] Rinnovo pannelli
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Avvitatore
- Trapano
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Isolamento termico
Capacità di garantire adeguata resistenza al passaggio di caldo e freddo, dall'esterno all'interno e viceversa,
assicurando il benessere termico.
Livello minimo delle prestazioni
Un controsoffitto in pannelli, se previsto, deve assicurare un'opportuna resistenza al passaggio di calore in
funzione delle condizioni climatiche, pertanto quale livello minimo prestazionale si indica di verificare il
coefficiente volumico di dispersione in funzione della destinazione dell'edificio e/o dei locali così come prescritto
dalle normative vigenti.
Isolamento acustico
Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa,
assicurando il benessere acustico.
Livello minimo delle prestazioni
Un controsoffitto in pannelli, se previsto, deve fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, pertanto
sia il materiale costituente, che gli spessori saranno funzione dell'ubicazione dell'immobile e della sua
destinazione d'uso.
Attrezzabilità
Capacità di un elemento a garantire la possibilità di montaggio e installazione di attrezzature.
Livello minimo delle prestazioni
Quale livello minimo prestazionale di un controsoffitto, poichè possono possono essere utilizzati per far passare
degli impianti oltre che per la separazione tra gli ambienti, è necessario che sia facilmente accessibile e/o
ispezionabile, nel caso fosse necessario eseguire un ulteriore alloggiamento di impianti o attrezzature, o per
effettuare interventi manutentivi.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I controsoffitti a pannelli poichè devono essere idonei a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o
deformazioni gravi sotto l'azione di sollecitazioni meccaniche (installazione impianti, urti, ecc) il loro limite
prestazionale è dettato dalla loro capacità di resistere e quindi continuare ad assolvere agli scopi per cui sono
stati progettati e realizzati : protezione, ornamento, mascheratura, ecc.
Controllo della scabrosità
Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate.
Livello minimo delle prestazioni
Per i livelli minimi prestazionali legati alla scabrosità dei materiali e/o per le tolleranze ammissibili ad eventuali
irregolarità, si fa riferimento alla vigente normativa con particolare riferimento alle norme UNI relative ai singoli
componenti costituenti il controsoffitto.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza
creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo a elementi di comune diffusione nel
mercato nazionale.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
I controsoffitti, quale livello minimo prestazionale, devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione
della destinazione d'uso dei locali sottostanti.
Resistenza al fuoco
Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni
tali da modificare il livello prestazionale.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i controsoffitti a pannelli si possono ricavare dalle norme UNI e dalle normative
antincendio vigenti.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (detriti, residui di altre
lavorazioni, ecc.).
Errori di montaggio
Valutazione: anomalia grave
Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano
problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, pieghe, ecc.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da
provocare, talvolta, distacchi di materiale.
Corrosione
Valutazione: anomalia grave
Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente
riduzione delle sezioni resistenti.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo delle superfici
- Controllo dei collegamenti
INTERVENTI
- Pulizia
- Ripristino collegamenti e planarità
- Rinnovo pannelli
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
3.2.
PAVIMENTI RESILIENTI
Classe di unità tecnologica: 3 PARTIZIONE INTERNA
Unità tecnologica:
PARTIZIONE INTERNA ORIZZONTALE - PAVIMENTI E CONTROSOFFITTI
UFFICI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I pavimenti in gomma sono rivestimenti realizzati dalla composizione di miscele omogenee a base di
elastometri naturali o sintetici, con l'aggiunta di additivi. Possono essere formati da più strati di materiale e
avere una superficie che può essere in tinta unita, marmorizzata o variegata. In commercio si trovano in
piastrelle o in teli, con spessore variabile che può arrivare fino a 10 mm se si applicano in ambienti molto
sollecitati.
I pavimenti in linoleum sono rivestimenti realizzati dalla composizione di materie prime di origine naturale come
olio di lino, juta, sughero, farine di legno e resine. Secondo la percentuale dei componenti che li compongono
possono essere in tinta unita, marmorizzati o variegati. In commercio si trovano in rotoli o in teli, con spessore
variabile.
I pavimenti in vinilico sono rivestimenti realizzati dalla composizione di resine viniliche, plastificanti, stabilizzanti,
lubrificanti, additivi inorganici. Si dividono in:
- omogeni quando sono formati da fogli sottili, lisci con colorazione a tinta unita o marmorizzata
- non omogeni quando sono formati da due strati diversi, uniti a caldo : lo strato superiore è detto di copertura e
può essere in tinta unita o marmorizzato, trasparente, traslucido; lo strato inferiore è detto sottostrato e può
essere di qualsiasi colore in relazione con lo strato di copertura. In commercio si trovano in piastrelle o in teli,
con spessore variabile tra 2 e 3 mm.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Verifica della condizione estetica della superficie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
[Controllo] Verifica dell'efficienza del pavimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lucidatrice
- Detergenti
[Intervento] Ripristino del trattamento protettivo
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lucidatrice
- Detergenti
[Intervento] Sostituzione elementi degradati
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lucidatrice
[Intervento] Rimozione e rifacimento del rivestimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lucidatrice
[Intervento] Pulizia spray buffing e/o spray clining
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lucidatrice
- Idropulitrice
[Intervento] Trattamento di fondo
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lucidatrice
[Intervento] Verifica dello stato delle sigillature
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lucidatrice
[Intervento] Rimozione e rifacimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lucidatrice
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Attrezzabilità
Capacità di un elemento a garantire la possibilità di montaggio e installazione di attrezzature.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di avere una superficie e delle
caratteristiche tali da consentire la collocazione di attrezzature.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di avere una certa resistenza
meccanica, qualora soggette a sovraccarichi, fenomeni di fatica, impatti, dilatazioni termiche, assestamenti,
deformazioni di strutture portanti, ecc. pertanto si ha che non si devono arrecare disagi per i fruitori e si deve
garantire sempre la funzionalità del pavimento.
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi),
modifiche prestazionali.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente biologico e del loro
impiego, ma comunque i pavimenti non dovranno deteriorarsi, nè permettere lo sviluppo di microrganismi in
genere o comunque perdere le prestazioni iniziali.
Anigroscopicità
Capacità degli elementi di non essere soggetti a mutamenti di dimensione, comportamento e morfologia in
seguito all'assorbimento e/o al contatto con acqua.
Livello minimo delle prestazioni
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto che la presenza di acqua non deve
produrre variazioni dimensionali né tanto meno deformazioni permanenti sul pavimento.
Controllo della scabrosità e regolarità estetica
Proprietà di avere superfici esteticamente regolari, adeguate all'uso cui sono destinate.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione delle varie necessità di progetto, comunque nel rispetto delle caratteristiche
dimensionali ed estetiche del pavimento stesso.
Isolamento acustico
Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa,
assicurando il benessere acustico.
Livello minimo delle prestazioni
Tutti gli elementi che compongono la struttura devono concorrere al raggiungimento del livello minimo di
isolamento acustico determinato in base al tipo di edificio e alla zona in cui è costruito.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente aggressivo e del loro
impiego, ma comunque i pavimenti non dovranno deteriorarsi nè comunque perdere le prestazioni iniziali.
Non Sporcabilità
Attitudine dell'elemento ad essere difficilmente sporcabile, sia per le sue caratteristiche fisiche intrinseche sia
per eventuali accorgimenti tecnico-morfologici.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi di accettazione sono legati alla deformazione dei giunti e alla loro variazione di forma
considerando non ammissibile che il giunto perda la sua funzione di assorbimento elastico delle deformazione
e di sigillatura.
Pulibilità
Attitudine dell'elemento ad essere facilmente pulibile, in funzione delle sue caratteristiche fisico-chimiche o delle
sue caratteristiche morfologiche.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi di accettazione dipendono dalla superficie e dalle caratteristiche fisico-chimiche.
Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Attitudine a non produrre e/o emettere sostanze nocive (tossiche, irritanti, corrosive).
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di non rilasciare sostanze nocive. Per
la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia, ed in
particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le
polveri : eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³; eventuale presenza
di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³; eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
Ritenzione di umidità
Valutazione: anomalia grave
La ritenzione di umidità consiste nell'assorbimento di umidità con conseguente degrado degli elementi che
possono comportare rigonfiamenti e successive rotture.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Degradi
Valutazione: anomalia grave
Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per
invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.).
Distacchi e scollamenti
Valutazione: anomalia grave
Distacchi e scollamenti di parte o di tutto l'elemento dallo strato di supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad
invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Scheggiature
Valutazione: anomalia grave
Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e
gli spigoli.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
- Pulizia spray buffing e/o spray clining
- Trattamento di fondo
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Verifica della condizione estetica della superficie
- Verifica dell'efficienza del pavimento
- Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione
- Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili
INTERVENTI
- Pulizia delle superfici
- Ripristino del trattamento protettivo
- Sostituzione elementi degradati
- Rimozione e rifacimento del rivestimento
- Verifica dello stato delle sigillature
- Rimozione e rifacimento
3.3.
PAVIMENTI SOPRAELEVATI
Classe di unità tecnologica: 3 PARTIZIONE INTERNA
Unità tecnologica:
PARTIZIONE INTERNA ORIZZONTALE - PAVIMENTI E CONTROSOFFITTI
UFFICI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Sistema che prevede la realizzazione di una intercapedine, tra il solaio e il piano di calpestio, usata per il
passaggio degli impianti.
La caratteristica principale di questo tipo di pavimento è la totale ispezionabilità, perchè ogni singolo pannello di
pavimento può essere rimosso, e la intercambiabilità degli elementi in caso di usura.
Il sistema è formato da:
- colonnine o piedini, che regolano lo spessore dell'intercapedine, realizzati in alluminio o acciaio zincato.
- una struttura di sostegno, realizzata in in acciaio zincato, in modo da formare maglie quadrate o rettangolari.
- piastrelle/quadrotti di pavimento.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Verifica della condizione estetica della superficie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
[Controllo] Verifica delle condizioni della struttura di sostegno
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione
RISORSE D'USO
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Detergenti
[Intervento] Ripristino e/o sostituzione della struttura portante
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Trapano
[Intervento] Rimozione e rifacimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tagliapiastrelle
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Isolamento acustico
Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa,
assicurando il benessere acustico.
Livello minimo delle prestazioni
Tutti gli elementi che compongono la struttura devono concorrere al raggiungimento del livello minimo di
isolamento acustico determinato in base al tipo di edificio e alla zona in cui è costruito.
Attrezzabilità
Capacità di un elemento a garantire la possibilità di montaggio e installazione di attrezzature.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di avere una superficie e delle
caratteristiche tali da consentire la collocazione di attrezzature.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di avere una certa resistenza
meccanica, qualora soggetti a sovraccarichi, fenomeni di fatica, impatti, dilatazioni termiche, assestamenti,
deformazioni di strutture portanti, ecc. pertanto si ha che non si devono arrecare disagi per i fruitori e si deve
garantire sempre la funzionalità del pavimento.
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi),
modifiche prestazionali.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente biologico e del loro
impiego, ma comunque i pavimenti non dovranno deteriorarsi, nè permettere lo sviluppo di microrganismi in
genere o comunque perdere le prestazioni iniziali. Dalle norme UNI si possono avere indicazioni sulle
caratteristiche classificatorie e geometriche delle piastrelle, ed in particolare dalle norme : UNI EN 87 "Piastrelle
di ceramica per rivestimento di pavimenti e pareti - Definizioni, classificazione, caratteristiche e contrassegno",
UNI 7998 - "Pavimentazioni - Terminologia", UNI 7999 - "Pavimentazioni - Analisi dei requisiti", UNI 8380 "Strati del supporto di pavimentazione - Analisi dei requisiti", UNI 8381 - "Strati del supporto di pavimentazione Istruzione per la progettazione e l'esecuzione", UNI EN ISO 10545-1 "Piastrelle di ceramica - Campionamento
e criteri di accettazione", UNI EN ISO 10545-2 "Piastrelle di ceramica - Determinazione delle caratteristiche
dimensionali e della qualità della superficie".
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PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Controllo della scabrosità e regolarità estetica
Proprietà di avere superfici esteticamente regolari, adeguate all'uso cui sono destinate.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione delle varie necessità di progetto, comunque nel rispetto delle caratteristiche
dimensionali ed estetiche delle piastrelle stesse.
Anigroscopicità
Capacità degli elementi di non essere soggetti a mutamenti di dimensione, comportamento e morfologia in
seguito all'assorbimento e/o al contatto con acqua.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto che la presenza di acqua non deve
produrre variazioni dimensionali né tanto meno deformazioni permanenti sul pavimenti stesso.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente aggressivo e del loro
impiego, ma comunque i pavimenti non dovranno deteriorarsi nè comunque perdere le prestazioni iniziali.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Si rimanda alle norme UNI specifiche per il tipo di prodotto utilizzato.
Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Attitudine a non produrre e/o emettere sostanze nocive (tossiche, irritanti, corrosive).
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di non rilasciare sostanze nocive.
Dalle norme UNI si possono avere indicazioni sulle caratteristiche delle piastrelle
ANOMALIE RISCONTRABILI
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
Efflorescenze
Valutazione: anomalia lieve
Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie dell'elemento, generalmente poco
coerenti e con colore biancastro.
Ritenzione di umidità
Valutazione: anomalia grave
La ritenzione di umidità consiste nell'assorbimento di umidità con conseguente degrado degli elementi che
possono comportare rigonfiamenti e successive rotture.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Degradi
Valutazione: anomalia grave
Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per
invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.).
Distacchi e scollamenti
Valutazione: anomalia grave
Distacchi e scollamenti di parte o di tutto l'elemento dallo strato di supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad
invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne.
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Scheggiature
Valutazione: anomalia grave
Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e
gli spigoli.
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MANUALE DI MANUTENZIONE
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Verifica della condizione estetica della superficie
- Verifica delle condizioni della struttura di sostegno
- Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione
- Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili
INTERVENTI
- Pulizia
- Ripristino e/o sostituzione della struttura portante
- Rimozione e rifacimento
3.4.
PARETI IN MURATURA
Classe di unità tecnologica: 3 PARTIZIONE INTERNA
Unità tecnologica:
PARTIZIONE INTERNA VERTICALE - PARETE UFFICI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le pareti in muratura possono essere realizzate in mattoni forati o blocchi di calcestruzzo alleggerito o laterogesso. Gli elementi sono posti in opera a strati orizzontali e legati con malta cementizia: è opportuno che i giunti
orizzontali abbiano spessore uniforme non superiore al cm e che i giunti verticali siano sfalsati rispetto al filare
sottostante. Gli elementi hanno dimensioni unificate e permettono di ottenere pareti di spessore variabile tra i 5
e i 12 cm (al netto delle finiture).
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo dell'aspetto della superficie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dello stato della parete
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo strutturale dopo evento imprevedibile
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo della verticalità della parete
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Filo a piombo
- Opere provvisionali
[Intervento] Realizzazione di protezione termo-acustica
RISORSE D'USO
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PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Pulizia della superficie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Detergenti
[Intervento] Ripristino dell'elemento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Sostituzione della parete
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere alle possibili sollecitazioni, contrastando efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni
gravi.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti esterne devono garantire stabilità, resistenza e funzionalità sotto l'effetto delle possibili sollecitazioni
cui possono essere sottoposte; i livelli minimi prestazionali devono essere ricavati dalle leggi e dalle normative
vigenti che stabiliscono sia i valori da adottare per le azioni sollecitanti sia le prove cui devono essere sottoposti
i materiali per conoscerne le caratteristiche di resistenza meccanica.
Resistenza agli urti
Attitudine delle pareti perimetrali a contrastare le sollecitazioni derivanti da urti che possono prodursi nel corso
dell'uso.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti interne devono resistere all'azione di urti sulla faccia esterna ed interna, prodotti secondo le modalità
riportate dalla norma UNI 820 In particolare si distingue la resistenza all'urto da corpo molle (massa=50 Kg) e la
resistenza all'urto da corpo duro (massa=1 Kg) e si stabiliscono i valori massimi dell'energia di impatto che non
devono provocare rotture, distacchi, deformazioni permanenti, sfondamenti etc.. sulla parete.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire gli effetti dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici, quali disgregazioni e mutamenti di
aspetto.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti esterne non devono subire dissoluzioni, disgregazioni o mutamenti di aspetto a causa dell'azione di
agenti aggressivi presenti nell'ambiente (anidride carbonica, solfati, ecc.). In particolar modo gli elementi lapidei
e in laterizio sono composti da carbonati di calcio che, a contatto con acqua ad elevata concentrazione di
anidride carbonica, si trasformano in bicarbonati, sali molto solubili in acqua e quindi asportabili dalle acque
meteoriche. Pertanto per mantenere i livelli minimi di resistenza agli agenti aggressivi è opportuno prevedere
una adeguata protezione delle pareti: se gli elementi vengono lasciati a vista si utilizzano appositi prodotti
idrorepellenti, mentre per quello che riguarda le pareti intonacate la funzione protettiva viene esplicata dagli
stessi intonaci e dalla tinteggiatura.
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire riduzioni di prestazioni causate dalla presenza di animali, di vegetali o di
microrganismi.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, del loro impiego e del tipo di agente biologico. In ogni
caso occorre garantire, soprattutto sulle costruzioni meno recenti, una adeguata pulizia e una protezione con
prodotti che contrastino efficacemente lo sviluppo della vegetazione.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Isolamento termico
Attitudine ad assicurare una limitazione della dispersione del calore da locali riscaldati a locali con diverse
temperature (vani scali, cantine..)
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali non sono attribuibili ai singoli elementi, ma all'edificio nel suo insieme valutando il
coefficiente volumico di dispersione Cd che deve rientrare nei limiti previsti dalle normative vigenti.La legge cui
si deve far riferimento è la legge n.10 del 9/1/91, nella quale vengono forniti gli strumenti di calcolo e i parametri
con cui determinare il fabbisogno energetico di un edìficio.
Isolamento acustico
Attitudine a fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, sia di tipo aereo che di tipo impattivo, per
assicurare un adeguato benessere uditivo all'interno dell'edificio.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto ad una parete interna dipende dall'attività prevista nel locale delimitato e
dalla destinazione d'uso dei locali confinanti.
Regolarità geometrica
Le pareti interne non devono presentare macchie, gobbe, crateri, fessure, distacchi, scostamenti locali dal
piano teorico.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze.
Regolarità estetica
Le pareti interne devono presentare omogeneità di colore e di brillantezza.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze.
Sostituibilità
Attitudine a consentire la collocazione di elementi tecnici nuovi al posto di quelli danneggiati.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali devono garantire la possibilità di sostituire l'elemento facilmente e senza
pregiudicare la funzionalità del sistema: per quello che riguarda le dimensioni standardizzate si rimanda alle
norme UNI relative al tipo di prodotto considerato.
Pulibilità
Attitudine degli elementi a consentire la rimozione di sporcizia e sostanze indesiderate.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti devono essere accessibili e strutturate in modo da consentire le operazioni di pulizia.
Riparabilità
Le pareti devono consentire il ripristino della funzionalità e dell'efficienza di parti ed elementi degradati.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti devono consentire agevolmente le operazioni di riparazione.
Resistenza al fuoco
Capacità degli elementi di resistere al fuoco per un tempo determinato senza subire deformazioni incompatibili
con la loro funzione strutturale e di compartimentazione, in modo da garantire l'incolumità degli occupanti.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi di resistenza al fuoco di una parete interna si valutano con una prova di laboratorio secondo la
norma prEN 1364-1 [Prove di resistenza al fuoco di elementi non portanti negli edifici- Partizioni]
Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Attitudine a non emettere gas, vapori, polveri, particelle o radiazioni dannose per gli utenti, sia in condizioni
normali d'esercizio, sia in condizioni critiche.
Livello minimo delle prestazioni
Per la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia; in
particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le
polveri:
Eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³
Eventuale presenza di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³
Eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³
Per i livelli minimi prestazionali dei materiali da costruzione si fa riferimento alle norme UNI ENV 13419-1
"Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti organici volatili - Metodo in camera di
prova di emissione"; UNI ENV 13419-2 "Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti
organici volatili - Metodo in cella di prova di emissione"; UNI ENV 13419-3 "Prodotti da costruzione Determinazione delle emissioni di composti organici volatili -Procedimento per il campionamento,
l'immagazzinamento dei campioni e la preparazione dei provini".
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
ANOMALIE RISCONTRABILI
Chiazze di umidità
Valutazione: anomalia grave
Presenza di chiazze o zone di umidità, generalmente in aree dell'elemento in prossimità del terreno e/o delle
opere fondazionali.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Degrado dei giunti
Valutazione: anomalia graveDecoesione, distacco, cambiamento di colore dei giunti.
Disgregazioni
Valutazione: anomalia grave
Disgregazioni delle superfici dell'elemento, con effetti di sgretolamenti e lacerazioni.
Distacco
Valutazione: anomalia grave
Caduta e perdita di parti della muratura..
Efflorescenze
Valutazione: anomalia lieve
Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie dell'elemento, generalmente poco
coerenti e con colore biancastro.
Erosione
Valutazione: anomalia grave
Degrado della superficie dovuto all'azione erosiva di agenti di natura chimica o biologica.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Aperture o lesioni, che possono essere ortogonali o diagonali rispetto ai giunti, e possono interessare una parte
o l'intero spessore della muratura.
Macchie e imbrattamenti
Valutazione: anomalia lieve
Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray,
ecc.) e/o murales o graffiti.
Muffe biologiche
Valutazione: anomalia lieve
Deposito sottile costituito prevalentemente da microrganismi, che creano una patina di colore variabile aderente
alla superficie.
Variazione di volume
Valutazione: anomalia grave
Aumento di volume dell'elemento e conseguente disgregazione, dovute all'attacco solfatico in ambiente marino
oppure a cicli di gelo-disgelo.
Scheggiature
Valutazione: anomalia lieve
Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e
gli spigoli.
Mancanza
Valutazione: anomalia grave
Caduta e perdita di parti della parete.
Non planarità
Valutazione: anomalia lieve
Non perfetta complanarità di uno o più elementi della parete rispetto al sistema.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo dell'aspetto della superficie
- Controllo dello stato della parete
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Controllo strutturale dopo evento imprevedibile
- Controllo della verticalità della parete
INTERVENTI
- Realizzazione di protezione termo-acustica
- Pulizia della superficie
- Ripristino dell'elemento
- Sostituzione della parete
3.5.
TRAMEZZI IN LASTRE DI GESSO
Classe di unità tecnologica: 3 PARTIZIONE INTERNA
Unità tecnologica:
PARTIZIONE INTERNA VERTICALE - PARETE UFFICI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Tali pareti divisorie sono realizzate con elementi modulari di varie dimensioni e consentono la variazione e la
riorganizzazione degli spazi interni attraverso spostamenti e ricollocazioni. Gli elementi modulari sono costituiti
da un doppio strato di lastre di gesso rivestito che sono montate su appositi telai in metallo che vengono fissati
al soffitto e al pavimento mediante appositi sistemi di fissaggio.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo strutturale dopo evento imprevedibile
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo della verticalità della parete
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Filo a piombo
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo della superficie dei pannelli
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dei giunti e dei collegamenti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Pulizia della superficie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Detergenti
[Intervento] Ripristino dell'elemento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Sostituzione dell'elemento
RISORSE D'USO
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Applicazione di trattamenti protettivi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Prodotto protettivo
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere alle possibili sollecitazioni, contrastando efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni
gravi.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti esterne devono garantire stabilità, resistenza e funzionalità sotto l'effetto delle possibili sollecitazioni
cui possono essere sottoposte; i livelli minimi prestazionali devono essere ricavati dalle leggi e dalle normative
vigenti che stabiliscono sia i valori da adottare per le azioni sollecitanti sia le prove cui devono essere sottoposti
i materiali per conoscerne le caratteristiche di resistenza meccanica.
Resistenza agli urti
Attitudine delle pareti perimetrali a contrastare le sollecitazioni derivanti da urti che possono prodursi nel corso
dell'uso.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti interne devono resistere all'azione di urti sulla faccia esterna ed interna, prodotti secondo le modalità
riportate dalla norma UNI 820 In particolare si distingue la resistenza all'urto da corpo molle (massa=50 Kg) e la
resistenza all'urto da corpo duro (massa=1 Kg) e si stabiliscono i valori massimi dell'energia di impatto che non
devono provocare rotture, distacchi, deformazioni permanenti, sfondamenti etc.. sulla parete.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire gli effetti dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici, quali disgregazioni e mutamenti di
aspetto.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti esterne non devono subire dissoluzioni, disgregazioni o mutamenti di aspetto a causa dell'azione di
agenti aggressivi presenti nell'ambiente (anidride carbonica, solfati, ecc.). In particolar modo gli elementi lapidei
e in laterizio sono composti da carbonati di calcio che, a contatto con acqua ad elevata concentrazione di
anidride carbonica, si trasformano in bicarbonati, sali molto solubili in acqua e quindi asportabili dalle acque
meteoriche. Pertanto per mantenere i livelli minimi di resistenza agli agenti aggressivi è opportuno prevedere
una adeguata protezione delle pareti: se gli elementi vengono lasciati a vista si utilizzano appositi prodotti
idrorepellenti, mentre per quello che riguarda le pareti intonacate la funzione protettiva viene esplicata dagli
stessi intonaci e dalla tinteggiatura.
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire riduzioni di prestazioni causate dalla presenza di animali, di vegetali o di
microrganismi.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, del loro impiego e del tipo di agente biologico. In ogni
caso occorre garantire, soprattutto sulle costruzioni meno recenti, una adeguata pulizia e una protezione con
prodotti che contrastino efficacemente lo sviluppo della vegetazione.
Isolamento termico
Attitudine ad assicurare una limitazione della dispersione del calore da locali riscaldati a locali con diverse
temperature (vani scali, cantine..)
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali non sono attribuibili ai singoli elementi, ma all'edificio nel suo insieme valutando il
coefficiente volumico di dispersione Cd che deve rientrare nei limiti previsti dalle normative vigenti.La legge cui
si deve far riferimento è la legge n.10 del 9/1/91, nella quale vengono forniti gli strumenti di calcolo e i parametri
con cui determinare il fabbisogno energetico di un edìficio.
Isolamento acustico
Attitudine a fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, sia di tipo aereo che di tipo impattivo, per
assicurare un adeguato benessere uditivo all'interno dell'edificio.
Livello minimo delle prestazioni
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Il livello minimo prestazionale richiesto ad una parete interna dipende dall'attività prevista nel locale delimitato e
dalla destinazione d'uso dei locali confinanti. La norma UNI 8348 suddivide le pareti interne in tre classi sulla
base del loro potere fonoisolante Rw, valutato con prove di laboratorio secondo la UNI EN ISO 140-3
Regolarità geometrica
Le pareti interne non devono presentare macchie, gobbe, crateri, fessure, distacchi, scostamenti locali dal
piano teorico.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze.
Regolarità estetica
Le pareti interne devono presentare omogeneità di colore e di brillantezza.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze.
Sostituibilità
Attitudine a consentire la collocazione di elementi tecnici nuovi al posto di quelli danneggiati.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali devono garantire la possibilità di sostituire l'elemento facilmente e senza
pregiudicare la funzionalità del sistema: per quello che riguarda le dimensioni standardizzate si rimanda alle
norme UNI relative al tipo di prodotto considerato.
Pulibilità
Attitudine degli elementi a consentire la rimozione di sporcizia e sostanze indesiderate.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti devono essere accessibili e strutturate in modo da consentire le operazioni di pulizia.
Resistenza al fuoco
Capacità degli elementi di resistere al fuoco per un tempo determinato senza subire deformazioni incompatibili
con la loro funzione strutturale e di compartimentazione, in modo da garantire l'incolumità degli occupanti.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi di resistenza al fuoco di una parete interna si valutano con una prova di laboratorio secondo la
norma prEN 1364-1 [Prove di resistenza al fuoco di elementi non portanti negli edifici- Partizioni]
Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Attitudine a non emettere gas, vapori, polveri, particelle o radiazioni dannose per gli utenti, sia in condizioni
normali d'esercizio, sia in condizioni critiche.
Livello minimo delle prestazioni
Per la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia; in
particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le
polveri:
Eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³
Eventuale presenza di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³
Eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³
Per i livelli minimi prestazionali dei materiali da costruzione si fa riferimento alle norme UNI ENV 13419-1
"Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti organici volatili - Metodo in camera di
prova di emissione"; UNI ENV 13419-2 "Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti
organici volatili - Metodo in cella di prova di emissione"; UNI ENV 13419-3 "Prodotti da costruzione Determinazione delle emissioni di composti organici volatili -Procedimento per il campionamento,
l'immagazzinamento dei campioni e la preparazione dei provini".
ANOMALIE RISCONTRABILI
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Distacco
Valutazione: anomalia grave
Caduta e perdita di parti della parete..
Efflorescenze
Valutazione: anomalia lieve
Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie dell'elemento, generalmente poco
coerenti e con colore biancastro.
Macchie e imbrattamenti
Valutazione: anomalia lieve
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray,
ecc.) e/o murales o graffiti.
Muffe biologiche
Valutazione: anomalia lieve
Deposito sottile costituito prevalentemente da microrganismi, che creano una patina di colore variabile aderente
alla superficie.
Scheggiature
Valutazione: anomalia lieve
Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e
gli spigoli.
Mancanza
Valutazione: anomalia grave
Caduta e perdita di parti della parete.
Non planarità
Valutazione: anomalia lieve
Non perfetta complanarità di uno o più elementi della parete rispetto al sistema.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo strutturale dopo evento imprevedibile
- Controllo della verticalità della parete
- Controllo della superficie dei pannelli
- Controllo dei giunti e dei collegamenti
INTERVENTI
- Pulizia della superficie
- Ripristino dell'elemento
- Sostituzione dell'elemento
- Applicazione di trattamenti protettivi
3.6.
RIVESTIMENTI CERAMICI
Classe di unità tecnologica: 3 PARTIZIONE INTERNA
Unità tecnologica:
PARTIZIONE INTERNA VERTICALE - PARETE UFFICI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Per rivestimento ceramico si intendono tutti quei prodotti che si ricavano dalla lavorazione di impasti dove
l’argilla è il materiale principale. Secondo le modalità di lavorazione, le resistenze meccaniche e lo spessore i
rivestimenti ceramici si dividono in: Terraglia pasta bianca, Maiolica, Monocottura pasta bianca, Monocottura
pasta rossa greificata, Gres smaltato, Klinker smaltato, Gres porcellanato, Klinker.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Verifica della condizione estetica della superficie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Controllo] Verifica dell'efficienza del rivestimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Controllo] Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Intervento] Pulizia delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Detergenti
[Intervento] Rimozione di croste nere, patine biologiche, graffiti e macchie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Detergenti specifici
[Intervento] Verifica dello stato, ripristino e/o sostituzione delle sigillature
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Intervento] Rimozione e rifacimento del rivestimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Tagliapiastrelle
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i rivestimenti devono essere correlati al fatto di avere una certa resistenza
meccanica, qualora soggetti a sovraccarichi, fenomeni di fatica, impatti, dilatazioni termiche, assestamenti,
deformazioni di strutture portanti, ecc. pertanto si ha che non si devono arrecare disagi per i fruitori e si deve
garantire sempre la funzionalità del rivestimento.
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi),
modifiche prestazionali.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente biologico e del loro
impiego, ma comunque i rivestimenti non dovranno deteriorarsi, nè permettere lo sviluppo di microrganismi in
genere o comunque perdere le prestazioni iniziali.
Anigroscopicità
Capacità degli elementi di non essere soggetti a mutamenti di dimensione, comportamento e morfologia in
seguito all'assorbimento e/o al contatto con acqua.
Livello minimo delle prestazioni
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
I livelli minimi prestazionali per i rivestimenti devono essere correlati al fatto che la presenza di acqua non deve
produrre variazioni dimensionali né tanto meno deformazioni permanenti sul rivestimento stesso.
Controllo della scabrosità e regolarità estetica
Proprietà di avere superfici esteticamente regolari, adeguate all'uso cui sono destinate.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione delle varie necessità di progetto, comunque nel rispetto delle caratteristiche
dimensionali ed estetiche delle piastrelle stesse.
Resistenza al gelo
Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione e del loro impiego; pertanto la scelta
della piastrella deve essere adeguata alle caratteristiche climatiche del luogo ove andrà posizionata.
Isolamento acustico
Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa,
assicurando il benessere acustico.
Livello minimo delle prestazioni
Tutti gli elementi che compongono la struttura devono concorrere al raggiungimento del livello minimo di
isolamento acustico determinato in base al tipo di edificio e alla zona in cui è costruito.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente aggressivo e del loro
impiego, ma comunque i rivestimenti non dovranno deteriorarsi nè comunque perdere le prestazioni iniziali.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Si rimanda alle norme UNI specifiche per il tipo di prodotto utilizzato.
Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Attitudine a non produrre e/o emettere sostanze nocive (tossiche, irritanti, corrosive).
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i rivestimenti devono essere correlati al fatto di non rilasciare sostanze nocive.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Efflorescenze
Valutazione: anomalia lieve
Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie dell'elemento, generalmente poco
coerenti e con colore biancastro.
Macchie e imbrattamenti
Valutazione: anomalia lieve
Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray,
ecc.) e/o graffi.
Crescita di vegetazione
Valutazione: anomalia lieve
Crescita di vegetazione (muschi, ecc.) sulla superficie dell'elemento o su parte di essa.
Modifiche della superficie
Valutazione: anomalia lieve
Modifiche della superficie dell'elemento dovute ad invecchiamento, ad agenti atmosferici o a sollecitazioni
esterne, con fenomeni di essiccamenti, erosioni, polverizzazioni, ecc. con conseguenti ripercussioni sulle
finiture e regolarità superficiali.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Chiazze di umidità
Valutazione: anomalia grave
Presenza di chiazze o zone di umidità sull'elemento, generalmente in aree dell'elemento in prossimità del
terreno e/o delle opere fondazionali.
Degrado del sigillante
Valutazione: anomalia grave
Degrado del sigillante con separazione e diminuzione di elasticità dei materiali utilizzati per le sigillature
impermeabilizzanti e per i giunti.
Scheggiature
Valutazione: anomalia grave
Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e
gli spigoli.
Disgregazioni
Valutazione: anomalia grave
Disgregazioni delle superfici dell'elemento, con effetti di sgretolamenti e lacerazioni.
Distacchi e scollamenti
Valutazione: anomalia grave
Distacchi e scollamenti di parte o di tutto l'elemento dallo strato di supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad
invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da
provocare, talvolta, distacchi di materiale.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Verifica della condizione estetica della superficie
- Verifica dell'efficienza del rivestimento
- Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione
- Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili
INTERVENTI
- Pulizia delle superfici
- Rimozione di croste nere, patine biologiche, graffiti e macchie
- Verifica dello stato, ripristino e/o sostituzione delle sigillature
- Rimozione e rifacimento del rivestimento
3.7.
INFISSO IN PROFILATI DI ALLUMINIO
Classe di unità tecnologica: 3 PARTIZIONE INTERNA
Unità tecnologica:
PARTIZIONE INTERNA VERTICALE - INFISSI INTERNI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Tale infisso è composto da specchiature fisse ed eventualmente da parti apribili. Esso è composto da profili in
lega di alluminio, con il profilo del telaio fisso ed eventuale anta complanare all'esterno di 50 mm, verniciati,
previo procedimento di cromatazione.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo elementi guida/manovra
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo delle guarnizioni e sigillanti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Controllo] Controllo vetri
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Intervento] Pulizia elementi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Detergenti
[Intervento] Pulizia organi di manovra e guide
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Detergenti
[Intervento] Pulizia vetri
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Detergenti
[Intervento] Regolazione maniglia
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Intervento] Regolazione degli organi di manovra
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Intervento] Sostituzione vetro
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Isolamento acustico
Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa,
assicurando il benessere acustico.
Livello minimo delle prestazioni
Le vetrate devono fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, pertanto sia il materiale costituente,
che gli spessori saranno funzione dell'ubicazione dell'immobile e della sua destinazione d'uso.
Si può anche fare riferimento alle norme UNI relative alla misurazione dell'isolamento acustico degli edifici UNI
EN ISO 140-1, UNI EN ISO 140-3, UNI EN ISO 140Manuale di manutenzione
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Le vetrate devono resistere alle sollecitazioni (urti, vento, ecc.) salvaguardando la propria integrità ed evitando
il distacco, anche di parti degli stessi, in ragione anche della funzione richiesta al serramento stesso. Il livello
minimo prestazionale è funzione del materiale impiegato e dei trattamenti a cui vengono sottoposti tutti gli
elementi costitutivi, facendo riferimento alle norme vigenti ed in particolare alle norme UNI.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
In caso di aggressione da parte di agenti chimici presenti nell'ambiente, i serramenti quale livello minimo di
funzionalità devono avere la capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche geometriche e chimicofisiche in modo da non pregiudicarne l'utilizzo, mentre quale livello minimo estetico occorre evitare la scoloritura
ed il formarsi di macchie o chiazze.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le vetrate devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione dell'uso dei locali su cui insistono.
Riparabilità
Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo che i serramenti devono garantire è funzione del serramento stesso, della sua composizione e
della sua accessibilità nel caso di interventi di riparazione e/o manutenzione.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo che i serramenti devono garantire per la sostituibilità delle parti o del tutto è funzione del
serramento stesso, della sua composizione e della sua accessibilità nel caso di interventi di manutenzione.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Degradi
Valutazione: anomalia grave
Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature.
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo.
Distacchi dalle murature
Valutazione: anomalia grave
Distacchi di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad invecchiamento del materiale
o a sollecitazioni esterne.
Perdita di funzionalità
Valutazione: anomalia grave
Perdita di funzionalità connessa alla mancanza di regolazione e/o manutenzione periodica dei supporti e degli
organi di manovra.
Opacizzazioni
Valutazione: anomalia grave
Formazione di macchie ed aloni nei vetri e/o nel legno con conseguente perdita di lucentezza e maggiore
fragilità.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
- Controllo vetri
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Controllo elementi guida/manovra
- Controllo delle guarnizioni e sigillanti
INTERVENTI
- Pulizia elementi
- Pulizia organi di manovra e guide
- Pulizia vetri
- Regolazione maniglia
- Regolazione degli organi di manovra
- Sostituzione vetro
3.8.
PORTE
Classe di unità tecnologica: 3 PARTIZIONE INTERNA
Unità tecnologica:
PARTIZIONE INTERNA VERTICALE - INFISSI INTERNI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le porte interne vengono utilizzate per separare ambienti dello stesso immobile e possono essere di divise
sostanzialmente in varie tipologie (girevoli ad una o più ante, scorrevoli ad una o più ante, a soffietto, ecc.) e
realizzate con diversi materiali (legno, acciaio, leghe leggere di alluminio, materie plastiche, vetro, oppure
composte con i vari elementi). Le porte interne, dotate o meno di parti vetrate, sono costituite da: Anta o
battente (l'elemento apribile); Telaio fisso (l'elemento fissato al controtelaio che contorna la porta e la sostiene
per mezzo di cerniere); Battuta (la superficie di contatto tra telaio fisso e anta mobile); Cerniera (l'elemento che
sostiene l'anta e ne permette la rotazione rispetto al telaio fisso); Controtelaio (formato da due montanti ed una
traversa è l'elemento fissato alla parete che consente l'alloggio al telaio); Montante (l'elemento verticale del
telaio o del controtelaio); Traversa (l'elemento orizzontale del telaio o del controtelaio).
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo porta
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Controllo] Controllo elementi guida/manovra
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Controllo] Controllo delle guarnizioni e sigillanti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Controllo] Controllo vetri
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Controllo] Controllo del deterioramento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Intervento] Pulizia elementi
RISORSE D'USO
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Detergenti
[Intervento] Regolazione maniglia
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Intervento] Regolazione telai fissi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
[Intervento] Rinnovo dell'impregnazione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Impregnante
[Intervento] Rinnovo della verniciatura
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Vernice
- Pistola a spruzzo
[Intervento] Ripristino telai
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Avvitatore
[Intervento] Sostituzione infisso
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scala a mano
- Avvitatore
- Trapano
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Le porte devono resistere alle sollecitazioni (urti, vento, ecc.) salvaguardando la propria integrità ed evitando il
distacco, anche di parti degli stessi, in ragione anche della funzione richiesta al serramento stesso. Il livello
minimo prestazionale è funzione del materiale impiegato e dei trattamenti a cui vengono sottoposti tutti gli
elementi costitutivi, facendo riferimento alle norme vigenti ed in particolare alle norme UNI.
Isolamento acustico
Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa,
assicurando il benessere acustico.
Livello minimo delle prestazioni
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Le porte devono fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, pertanto sia il materiale costituente,
che gli spessori saranno funzione dell'ubicazione dell'immobile e della sua destinazione d'uso.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
In caso di aggressione da parte di agenti chimici presenti nell'ambiente, i serramenti quale livello minimo di
funzionalità devono avere la capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche geometriche e chimicofisiche in modo da non pregiudicarne l'utilizzo, la tenuta all'acqua e al vento, mentre quale livello minimo
estetico occorre evitare la scoloritura ed il formarsi di macchie o chiazze.
Isolamento termico
Capacità di garantire adeguata resistenza al passaggio di caldo e freddo, dall'esterno all'interno e viceversa,
assicurando il benessere termico.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto al ogni serramento per l'isolamento termico è collegato al contenimento
delle dispersioni così come previsto dalle normative vigenti.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo che i serramenti devono garantire per la sostituibilità delle parti o del tutto è funzione del
serramento stesso, della sua composizione e della sua accessibilità nel caso di interventi di manutenzione.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le porte devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione dell'uso dei locali su cui insistono.
Riparabilità
Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo che i serramenti devono garantire è funzione del serramento stesso, della sua composizione e
della sua accessibilità nel caso di interventi di riparazione e/o manutenzione.
Resistenza al fuoco
Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni
tali da modificare il livello prestazionale.
Livello minimo delle prestazioni
In funzione delle caratteristiche e destinazione del fabbricato e dell'ambiente ove le porte verranno poste, la
normativa vigente in materia antincendio detta i valori REI che devono essere rispettati.
Controllo delle dispersioni di elettricità
Idoneità ad impedire fughe di elettricità.
Livello minimo delle prestazioni
Per le porte costituite da materiale metallico è necessario che queste siano collegate con l'impianto di terra al
fine di evitare, in caso di guasto, rischi di folgorazione. Il livello minimo prestazionale è legato al collegamento
con l'impianto di terra al fine di evitare, in caso di guasto, rischi di folgorazione.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Distacchi e scollamenti
Valutazione: anomalia grave
Distacchi e/o scollamenti di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad
invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da
provocare, talvolta, distacchi di materiale.
Perdita di funzionalità
Valutazione: anomalia grave
Perdita di funzionalità connessa alla mancanza di regolazione e/o manutenzione periodica dei supporti e degli
organi di manovra.
Opacizzazioni
Valutazione: anomalia grave
Formazione di macchie ed aloni nei vetri e/o nel legno con conseguente perdita di lucentezza e maggiore
fragilità.
Degradi
Valutazione: anomalia grave
Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per
invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.).
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo porta
- Controllo elementi guida/manovra
- Controllo delle guarnizioni e sigillanti
- Controllo vetri
- Controllo del deterioramento
INTERVENTI
- Pulizia elementi
- Regolazione maniglia
- Regolazione telai fissi
- Rinnovo dell'impregnazione
- Rinnovo della verniciatura
- Ripristino telai
- Sostituzione infisso
4.
4 PARTIZIONE ESTERNA
DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA
Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di dividere e
conformare gli spazi esterni connessi con il sistema edilizio stesso.
Unità tecnologiche di classe 4 PARTIZIONE ESTERNA
- Partizione esterna orizzontale - Frangisole
- Sistema di copertura parziale
- Partizione esterna inclinata - scala metallica
- Partizione esterna verticale - Ringhiere e parapetti
Partizione esterna verticale - Ringhiere e parapetti
Le ringhiere delle scale, i corrimano, le balaustre sono realizzati in manufatti di carpenteria metallica leggera o
bullonata, con impiego di profilati normali (tondi. quadrati, piatti, angolari), di profili a sezione aperta o chiusa
provenienti da laminazione o per composizione saldata.
MODALITA' D'USO
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Quale modalità corretta d'uso occorre provvedere a effettuare controlli periodici sullo stato di conservazione
degli elementi a garanzia della loro resistenza e stabilità, con il ricorso ad interventi ogni qual volta si denotino
degradi in corso.
4.1.
RINGHIERE, CORRIMANO E PARAPETTI METALLICI
Classe di unità tecnologica: 4 PARTIZIONE ESTERNA
Unità tecnologica:
PARTIZIONE ESTERNA VERTICALE - RINGHIERE E PARAPETTI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le ringhiere delle scale, i corrimano, le balaustre sono realizzati in manufatti di carpenteria metallica leggera o
bullonata, con impiego di profilati normali (tondi. quadrati, piatti, angolari), di profili a sezione aperta o chiusa
provenienti da laminazione o per composizione saldata.Il parapetto è l'elemento di protezione laterale di una
scala. La struttura costituente tali elementi può essere la più varia possibile, così come i materiali utilizzati:
cemento armato, muratura, pietra, legno, ferro, alluminio, ecc. Solitamente il parapetto viene fissato ai
pianerottoli e in punti intermedi delle rampe mediante dispositivi metallici (zanche, grappe, ecc) saldamente
ancorati alla struttura portante. Per gli elementi di protezione si ricorda che l'altezza degli stessi deve essere
almeno di 1,00 metro.
QUANTO DETTO PER QUESTO ELEMENTO VALE ANCHE PER LA PARTIZIONE INTERNA VERTICALE
(CHE QUINDI VIENE OMESSA).
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo collegamenti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Pulizia
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Rinnovo elementi di fissaggio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Rinnovi strutturali
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Poichè devono essere idonei a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi sotto
l'azione di sollecitazioni meccaniche (urti, vento, ecc) il limite prestazionale è dettato dalla loro capacità di
resistere e quindi continuare ad assolvere agli scopi per cui sono stati progettati e realizzati.
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali sono connessi al mantenimento della funzionalità richiesta agli elementi stessi,
pertanto la resistenza sotto l'azione di agenti aggressivi varierà, in termini di spessore e caratteristiche chimicofisiche, dal singolo materiale utilizzato.
Controllo della scabrosità
Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate.
Livello minimo delle prestazioni
Per la scabrosità dei materiali e per le tolleranze ammissibili per eventuali irregolarità si rimanda alla vigente
normativa con particolare riferimento alle norme UNI.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza
creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo (già a livello progettuale) a elementi
di comune diffusione nel mercato nazionale.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Tali elementi devono garantire un livello di pulizia accettabile.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corrosioni
Valutazione: anomalia grave
Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente
riduzione delle sezioni resistenti.
Distacchi e scollamenti
Valutazione: anomalia grave
Distacchi e scollamenti di parte o di tutto l'elemento dallo strato di supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad
invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne.
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Deposito superficiale
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Degradi
Valutazione: difetto grave
Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per
invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.).
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo delle superfici
- Controllo collegamenti
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
INTERVENTI
- Pulizia
- Rinnovo elementi di fissaggio
- Rinnovi strutturali
5.
5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA
Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di consentire
l'utilizzazione di flussi energetici, informativi e materiali richiesti dagli utenti e di consentire il conseguente
allontanamento degli eventuali prodotti di scarto.
Unità tecnologiche di classe 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
- impianto per l'automazione di porte, cancelli e barriere
- impianto raccolta acque meteoriche piazzali
- impianto fognario (acque nere)
- rete adduzione acqua potabile e impianti lavaggio piazzali
- impianto per l'illuminazione piazzali
- Impianto elettrico edifici
- Ascensore e pedana elettroidraulica (impianto fisso di trasporto)
- Impianto idrosanitario
- Impianto di climatizzazione
- 8 impianto di telecomunicazioni
impianto per l'automazione di porte, cancelli e barriere
L'impianto per il controllo dei cancelli automatici permetterà di controllare l'apertura e la chiusura degli accessi.
L'impianto sarà costituito da una centralina di controllo che collegherà i servocomandi e/o serrature
automatiche ai pulsanti di controllo remoti dai quali sarà possibile comandare l'apertura o la chiusura dei
cancelli motorizzati. L'impianto viene realizzato per cancelli da 6m e da 13m.
L' automazione per cancello scorrevole con peso 1200kg e lunghezza 6 metri è così composta: motore
monofase alimentazione 230VAC 50Hz potenza 1000W con portata massima pari a 1800kg completo di
centralina elettronica di comando e controllo installata al di sopra del motore, di finecorsa di tipo magnetico e di
piastra di montaggio, scheda ricevente frequenza 433 MHz con codifica ed antenna accordata, cremagliera in
acciaio zincato 30x12 fissata con attacchi a saldare sul cancello, trasmittente per comando a distanza, doppio
selettore a chiave (esterno/interno) con lo stesso blocchetto serratura per apertura automazione per montaggio
a parete, lampeggiatore arancione per segnalazione cancello in movimento, cartello di segnalazione, doppia
coppia di fotocellule di sicurezza (interne/esterne) con portata pari a 30 metri montate su colonnine in metallo,
costa meccanica di sicurezza posta sulla battuta del cancello, le tubazioni ed i conduttori di collegamento per le
fotocellule, i selettori a chiave e la ricevente con antenna.
L' automazione per cancello per cancello scorrevole con peso 190kg/ml e lunghezza 13 metri è così composta:
motore monofase alimentazione 380VAC 50Hz potenza 1000W con portata massima pari a 3500kg idoneo per
servizio di tipo industriale con frequenza max di utilizzo del 50%, completo di centralina elettronica di comando
e controllo installata all'interno del cofano di protezione del motore, di finecorsa di tipo meccanico e di piastra di
montaggio, scheda ricevente frequenza 433 MHz con codifica ed antenna accordata, cremagliera in acciaio
zincato 30x30 modulo 6 fissata con attacchi a saldare sul cancello, trasmittente per comando a distanza,
doppio selettore a chiave (esterno/interno) con lo stesso blocchetto serratura per apertura automazione per
montaggio a parete, lampeggiatore arancione per segnalazione cancello in movimento, cartello di
segnalazione, quattro coppie di fotocellule di sicurezza (interne/esterne) con portata pari a 30 metri montate su
colonnine in metallo, quattro coste meccaniche di sicurezza poste sulla battuta del cancello in chiusura, sulla
parte mobile e sul telaio di scorrimento (interno/esterno), tubazioni ed i conduttori di collegamento per le
fotocellule, i selettori a chiave e la ricevente con antenna.
Le due tipologie di automatismo includono gli allacci e i cavidotti per la realizzazione della linea elettrica di
potenza per l'alimentazione della motorizzazione e l'interruttore di protezione della stessa.
MODALITA' D'USO
L'impianto permetterà di controllare da remoto gli accessi dall'esterno.
impianto raccolta acque meteoriche piazzali
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
L'impianto di raccolta delle acque meteoriche ha lo scopo di raccogliere le acque dei piazzali provenienti da
eventi di pioggia e da operazioni di pulizia. L'impianto è composto da tubazioni, chiusini di raccolta e di
ispezione, e chiusini per la raccolta dell'acqua bianca.
MODALITA' D'USO
Quale modalità d'uso corretta si indica la necessità di eseguire controlli periodici atti a verificare il
mantenimento di buone condizioni di funzionamento e scarico delle condotte, ad evitare la formazione di
accumuli indesiderati e consentire di intervenire tempestivamente al fine di non ridurre il rendimento della
condotta stessa, alla verifica di tenuta e conservazione sia dei pozzetti che dei chiusini.
impianto fognario (acque nere)
L'impianto di scarico delle acque reflue è composto da un insieme di componenti con lo scopo di raccogliere le
acque usate (acque fecali, acque saponose e acque grasse) e trasportarle nel corpo ricettore che può essere
anche la rete fognaria pubblica Solitamente i sistemi di scarico funzionano per gravità. Tutti gli impianti devono
osservare le norme di igiene vigenti, tra le quali ricordiamo che tali sistemi devono smaltire rapidamente le
acque di scarico ed essere a tenuta per evitare fuoriuscite di liquidi ed aeriformi.
MODALITA' D'USO
Le modalità d'uso corretto del sistema di scarico delle acque reflue sono ovviamente tutte quelle operazioni tali
da salvaguardare la funzionalità del sistema stesso. E' pertanto necessario verificare periodicamente la pulizia
degli elementi, i loro ancoraggi alla struttura portante e le caratteristiche di funzionalità.
rete adduzione acqua potabile e impianti lavaggio piazzali
L'impianto di adduzione acqua potabile consente di portare agli immobili e ai piazzali acqua. E' composto da
tubazioni, valvole e pozzetti.
Questa unità tecnologica viene accorpata con l'impianto di lavaggio piazzali in quanto in parte costituita dai
medelini elementi con l'aggiunte degli idranti collocati in appositi pozzetti.
MODALITA' D'USO
Tutti gli impianti dovranno essere eserciti secondo le norme, rispettando per ciascuno, le caratteristiche di
funzionamento di ogni componente.
impianto per l'illuminazione piazzali
L'impianto di illuminazione per esterni permette di creare condizioni di visibilità negli ambienti circostanti, in
mancanza d'illuminazione naturale.
L'impianto di illuminazione deve consentire, nel rispetto del risparmio energetico, un buon livello ed uniformità di
illuminamento, limitazione dell'abbagliamento, direzionalità della luce, colore e resa della luce.
L'impianto di illuminazione è costituito da uno o più corpi illuminanti, nel cui interno è alloggiata la sorgente di
luce (armatura); il tutto sorretto da una struttura metallica idonea.
I tipi di lampade utilizzabili per gli impianti di illuminazione esterna sono:
- lampade ad incandescenza ( adatte per l'illuminazione di vialetti residenziali e giardini);
- lampade fluorescenti ( idonee anche per ambienti esterni, devono essere protette meccanicamente)
- lampade compatte ( di dimensioni e consumo di energia ridotte, possiedono un ciclo di vita molto lungo ) ;
- lampade ad alogeni ( idonee per grandi spazi come piazze e campi sportivi, monumenti);
- lampade a ioduri metallici ( utilizzate in grandi aree, piazze, campi sportivi);
- lampade a vapore di mercurio ( sono utilizzate per illuminazione residenziale, stradale e di parchi);
- lampade a vapore di sodio bassa pressione (ottime per zone nebbiose, sono utilizzate nelle gallerie e svincoli
stradali);
- lampade a vapore di sodio alta pressione ( utilizzate per l'illuminazione stradale ed industriale)
Per quanto concerne le strutture di sostegno dei corpi illuminanti, queste possono essere:
- strutture a parete per corpi illuminanti ;
- pali per il sostegno dei corpi illuminanti.
MODALITA' D'USO
Tutti i componenti elettrici di un impianto di illuminazione esterna, devono essere muniti di marcature CE,
obbligatoria dal 1° gennaio 1997; nel caso di compo nenti che possono emettere disturbi, come le lampade a
scarica, deve essere certificata la compatibilità elettromagnetica. Per la protezione dai contatti indiretti, per
questi impianti possono essere utilizzati due tipi di apparecchi:
-apparecchi in classe I, provvisti di isolamento funzionale in tutte le loro parti e muniti di morsetto di terra
-apparecchi in classe II, dotati di isolamento speciale e senza morsetto di terra
Tutti i corpi illuminanti devono avere, riportate nella marcatura, tutti i dati inerenti la tensione, la potenza, e la
frequenza di esercizio.
Per la protezione dai contatti diretti, deve essere ben specificato nelle caratteristiche dell'armatura il grado IP di
protezione.
A completamento della presente unità tecnologica si rimanda agli allegati C.
Impianto elettrico edifici
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
L'impianto elettrico interno è essenzialmente costituito da una linea di alimentazione, da uno o più contenitori (
quadri ) con relative protezioni ( interruttori ), dalle linee di trasporto dell'energia e da gli utilizzatori, comprese le
prese.
La collocazione del gruppo di misura deve essere sempre concordata con l'ente erogatore, è preferibile tuttavia
posizionare il o i contatori per la misura di energia, fuori dal fabbricato, in apposito contenitore privo di masse,
di dimensioni tali da poter contenere oltre a gli strumenti di misura, anche le protezioni della linee in partenza.
Nel caso di attività commerciali che rientrano nella categoria di luoghi con pericolo di esplosione e incendio,
l'interruttore generale deve essere provvisto di bobina di sgancio azionabile da un pulsante a spacco di vetro,
posto all'esterno, in prossimità dell'ingresso.
La linea montante protetta da proprio interruttore raggiunge il primo quadro, posto al'interno del fabbricato o
locale, attestandosi sull'interruttore generale. La composizione degli interruttori del quadro dovrà essere
eseguita in relazione alle linee di alimentazione degli utilizzatori o dei settori, nel caso di sottoquadri questi
dovranno essere dimensionati con gli stessi criteri del quadro principale ( generale ).
L'impianti di nuova installazione e eseguiti dopo il 5 marzo 1990 deve essere corredati di impianto di terra e
interruttori differenziali ad alta sensibilità, la loro esecuzione può essere sottotraccia o in esterno entro
tubazione o canalizzazione autoestinguente. Per gli impianti che rientrano nella legge n. 46 del 5 marzo 1990 e
sono soggetti a progetto, deve essere dato incarico ad un professionista inscritto all'Albo per l'esecuzione degli
elaborati.
Gli impianti nuovi o revisionati devono essere corredati da Dichiarazione di Conformità, rilasciata dall'Impresa
che ha eseguito i lavori, la quale deve essere in possesso dei requisiti specifici per eseguire tali lavori.
L'mpianto elettrico negli edifici include anche tuttle le apparecchiature di illunminazione. Per svolgere
qualunque tipo di attività, produttiva, ricreativa o di altro tipo, all'interno di ambienti bui o durante le ore notturne,
occorre che l'ambiente stesso sia illuminato opportunamente, non sempre una quantità eccessiva di luce rende
confortevole o usufruibile un luogo di lavoro o di svago; è opportuno quindi che l'utilizzo di luce artificiale sia
idoneo secondo il tipo di attività e rispondente alle normative.
Una buona illuminazione negli ambienti di lavoro, riduce il rischio di affaticamento e incidenti, rende l'ambiente
più piacevole aumentando, in certi casi, anche la produttività. Importante risulta l'illuminazione nelle attività
commerciali, dove una buona scelta aiuta e valorizza le merci esposte.
Nell'illuminazione di interni è opportuno non tralasciare il risparmio energetico e conseguentemente economico;
la scelta del posizionamento, del tipo e delle esigenze minime, sono fattori determinanti per la realizzazione di
un buon impianto di illuminazione.
Gli impianti di illuminazione per interni vengono classificati in base al loro tipo di impiego:
- ordinari ( mancanti di protezioni contro la penetrazione di corpi solidi e di acqua )
- di uso generale
- regolabili ( la cui parte principale può essere orientata o spostata )
- fissi
- mobili ( possono essere spostati rimanendo collegati al circuito di alimentazione )
- da incasso ( totalmente o parzialmente incassati nella superficie di posa )
In riferimento alla protezione contro i contatti diretti, gli apparecchi d'illuminazione possono essere inoltre
suddivisi in tre categorie:
- apparecchi di classe I ( provvisti di isolamento principale e morsetto di terra )
- apparecchi di classe II ( provvisti di isolamento principale e supplementare o rinforzato, non hanno il morsetto
di terra )
- apparecchi di classe III ( alimentati a bassissima tensione di sicurezza )
Il grado di protezione degli apparecchi è definito dalla sigla IP seguita da almeno due numeri che ne
determinano il primo, il grado di protezione contro i corpi solidi ed il secondo contro i liquidi ( IP 20 ordinario .....
IP 68 protetto contro la polvere e per posa sommersa ).
A seconda del tipo di posa e del corpo illuminante utilizzato, i sistemi di illuminazione possono essere a
illuminazione diretta, indiretta o mista. I principali parametri da prendere in considerazione per la realizzazione
di un impianto di illuminazione sono: il livello e l'uniformità di illuminamento, il colore della luce e la resa del
colore e la limitazione dell'abbagliamento.
Particolare attenzione dovrà essere posta negli impianti installati nei luoghi di lavori, nei quali la componente
abbagliamento ha una importanza rilevante al fine di evitare incidenti ( lavorazioni con utensili ) e disagio (
luoghi con presenza di terminali )
La classificazione delle sorgenti luminose utilizzabili negli ambienti interni può essere in due grandi categorie:
- a irradiazione per effetto termico ( lampade ad incandescenza )
- a scarica nei gas e nei vapori ( lampade fluorescenti, a vapori di mercurio, di sodio, ecc. )
Un corpo illuminante è composto, oltre che dalla lampada, da un diffusore, un riflettore e un rifrattore.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Il diffusore costituito da un involucro di vetro o di materiale plastico, è utilizzato negli apparecchi di illuminazione
dove è richiesta una illuminazione diffusa o semidiretta, in quanto il flusso luminoso è distribuito abbastanza
uniformemente in tutte le direzioni.
Il riflettore è costituto da superfici speculari ( alluminio brillante, vetro, lamiera smaltata ) che riflettono la luce
emessa dalla lampada in una determinata direzione ( fascio largo o stretto ) I proiettori rientrano nella categoria
dei riflettori.
Il rifrattore è composto da un involucro trasparente recante profonde solcature, con profilo e orientamento
prestabiliti al fine di modificare la distribuzione della luce, alcuni apparecchi illuminanti possono essere proiettori
e rifrattori.
MODALITA' D'USO
Gli impianti elettrici progettati e non, devono essere utilizzati e mantenuti secondo le prescrizioni previste dalle
Norme CEI. Per gli impianti soggetti a verifica, è obbligatorio richiedere prima della scadenza, l'intervento della
ASL, la quale, a collaudo eseguito, rilascerà un verbale con gli interventi da eseguire o il risultato positivo del
collaudo.
Modifiche gli impianti elettrici ampliandoli o gravandoli con un quantitativo di utilizzatori non previsto, può
essere causa di disservizio, con conseguente sgancio dell'interruttore posta a protezione della linea di
alimentazione; in casi particolari, si può determinare anche l'innesco d'incendio. Non sono ammessi interventi
da parte di personale non qualificato, oltre a vietarlo la norma, ciò può essere anche causa di gravi infortuni.
Oltre alle verifiche previste dalle norme, 5 anni per gli impianti normali, 2 anni per gli impianti speciali ( pericolo
di incendio e esplosione, studi medici ecc. ) è obbligo del proprietario o del responsabile del fabbricato,
mantenere l'impianto in perfetta efficienza e sicurezza, intervenendo ogni qual volta si presuma vi sia pericolo.
Tutti i componenti elettrici di un impianto di illuminazione interna, devono essere muniti di marcature CE,
obbligatoria dal 1° gennaio 1997; nel caso di compo nenti che possono emettere disturbi, come le lampade a
scarica, deve essere certificata la compatibilità elettromagnetica. Per la protezione dai contatti indiretti, per
questi impianti possono essere utilizzati due tipi di apparecchi:
-apparecchi in classe I, provvisti di isolamento funzionale in tutte le loro parti e muniti di morsetto di terra
- apparecchi in classe II, dotati di isolamento speciale e senza morsetto di terra
Tutti i corpi illuminanti devono avere, riportate nella marcatura, tutti i dati inerenti la tensione, la potenza, e la
frequenza di esercizio.
Per la protezione dai contatti diretti, deve essere ben specificato nelle caratteristiche dell'armatura il grado IP di
protezione.
I requisiti che da un impianto di illuminazione sono richiesti, al fine di una classificazione buona sono:
- buon livello di illuminamento in relazione alle caratteristiche e destinazione dei locali
- tipo di illuminazione ( diretta, semi diretta, indiretta )
- tipo di lampada in relazione all'efficienza luminosa ed alla resa cromatica
Per illuminamento si intende il flusso luminoso per unità di superficie ed i valori minimi consigliati sono riferiti al
tipo di attività che viene svolta nel locale. Anche il tipo di illuminazione ( diretta, semi diretta, indiretta ) è dettato
dal tipo di attività a cui è destinato l'impianto ed è evidente che la massima efficienza la si raggiunge con quella
diretta.
La scelta della lampada e quindi del tipo di illuminazione può essere dettata da vari fattori, è quindi opportuno
conoscere i vantaggi e gli svantaggi dei vari tipi di lampada di seguito elencati:
- La lampada ad incandescenza permette una accensione istantanea e non necessita di alimentatore, ha
tuttavia costi di esercizio elevati ed elevata produzione di calore.
- Le lampade alogene ( con attacco doppio, unilaterale, bassissima tensione, dicroica ) emettono una luce
bianca con buona efficienza luminosa e non necessita di alimentatore.
- La lampada fluorescente ( lineare o compatta ) è commercializzata con una ampia scelta di tonalità di luce, ha
una bassa luminanza, alto livello di illuminamento, necessita di alimentatore.
- La lampada ad alogenuri metallici ( doppio attacco o unilaterale ) è caratterizzata da una forte concentrazione
di flusso luminoso, necessita di alimentatore
- Le lampade al sodio alta pressione ( doppio attacco o unilaterale ) hanno una lunga durata, sono indicate per
l'illuminazione di arredo, necessitano di alimentatore.
A completamento della presente unità tecnologica si rimanda agli allegati C.
Ascensore e pedana elettroidraulica (impianto fisso di trasporto)
Per ascensore si intende un apparecchio elevatore a motore che collega livelli differenti di un manufatto, dotato
di una cabina, munita di comandi e di dimensioni tali da consentire il trasporto di persone e/o cose, che si
sposta lungo guide rigide di inclinazione sull'orizzontale superiore a 15°. Per montacarichi si intend e un
apparecchio elevatore a motore che collega livelli differenti di un manufatto, dotato di una cabina non munita di
comandi e tale da consentire il trasporto di cose (talvolta persone ma solo per operazioni di carico e scarico),
che si sposta lungo guide rigide di inclinazione sull'orizzontale superiore a 15°. Gli ascensori ed i montacarichi
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
devono essere progettati, fabbricati e installati da persona abilitata al rilascio della dichiarazione di conformità
relativa e all'apposizione della marcatura CE.
Il sistema tecnologico per il trasporto delle persone e/o merci ai piani superiori degli immobili utilizzato è
composto da ascensore per edifici privati con impianto ad azionamento elettrico.L'impianto è installato in vano
proprio, ad azionamento elettrico, di tipo automatico, portata kg 475, per n. 6 persone, n. 5 fermate, corsa utile
m 13,60, velocità mxs 0,60, rapporto di intermittenza 40%, macchinario posto in alto, motore elettrico trifase in
circuito di adatta potenza, guide di scorrimento per la cabina e per il contrappeso in profilati di acciaio a T
trafilato, contrappeso in pani di ghisa, livellamento al piano con frenatura elettrica a mezzo di tiristori e
regolatore elettronico della velocità, cabina con larghezza m 0,95, profondità m 1,30, con pareti in lamiera di
acciaio trattata contro la corrosione, in pannelli a specchiature verticali internamente rivestiti in polivinilcloruro di
colore a scelta secondo campionario, aereazione naturale tramite apposite aperture predisposte nel pannello di
comando e nel pannello opposto, illuminazione a luce diffusa mediante lampade fluorescenti incorporate in
diffusore in perspex opalino, pavimento ricoperto in P.V.C., un ingresso in cabina con porta automatica a due
partite telescopiche, con dispositivo elettromeccanico di interdizione, corredata di fotocellula posta sulle
spallette di cabina, pannelli della porta finiti internamente come la cabina, apertura netta di mm 800 e di mm
2000 di altezza; porte di piano automatiche a due partite telescopiche, abbinate alle porte di cabina, pannelli in
lamiera di acciaio trattata contro la corrosione esternamente, rivestiti in polivinilcloruro come le porte ai piani
predisposti per l'applicazione delle bottoniere e per il fissaggio delle sospensioni e soglie delle porte
automatiche di piano; gruppo di manovra alimentato a corrente raddrizzata.
MODALITA' D'USO
La messa in servizio degli ascensori e dei montacarichi è soggetta ad una comunicazione al comune da parte
del proprietario entro dieci giorni dalla data della dichiarazione CE di conformità dell'impianto, nella
comunicazione devono essere annotate le seguenti caratteristiche dell'impianto: la velocità, la portata, la corsa ,
in numero di fermate e il tipo di stazionamento, oltre al nominativo o la ragione sociale dell'installatore
dell'ascensore. La comunicazione deve inoltre contenere: l'indicazione della ditta a cui è stata affidata la
manutenzione dell'impianto, l'indicazione del soggetto incaricato di effettuare le ispezioni periodiche
sull'impianto che abbia accettato l'incarico.
Le verifiche periodiche sugli impianti di ascensori devono essere effettuate ogni due anni e potranno essere
effettuate dalle ASL, dalle ARPA o dall'Ispettorato del Lavoro, in alternativa il proprietario potrà avvalersi di
organismi notificati ( art 13 DPR 162/99). L'ente che esegue la verifica è tenuto a rilasciare un verbale , verbale
i cui esiti devono essere annotati o allegati ad un apposito libretto.
Impianto idrosanitario
L'impianto di distribuzione, adibito alla distribuzione idrica sanitaria, è costituito da tutto l'insieme degli elementi
tecnici che consentono l'utilizzazione dell'acqua calda e fredda all'interno degli spazi interni del sistema edilizio
o degli spazi esterni connessi. L'impianto è costituito da 1) gli allacciamenti che collegano la rete principale alla
rete di utenza; 2) le macchine idrauliche che controllano le caratteristiche dell'acqua da erogare; 3) gli accumuli
che assicurano la riserva idrica adeguata all'uso degli utenti; 4) i riscaldatori che consentono l'aumento della
temperatura dell'acqua fredda; 5) le reti di distribuzione dell'acqua che hanno il compito di trasportare l'acqua
fino ai terminali di erogazione; 6) e reti di ricircolo dell'acqua calda che mantengono in costante circolazione
l'acqua calda in modo da assicurare la temperatura desiderata; 7) gli apparecchi sanitari che consentono agli
utenti di utilizzare ia l'acqua calda che fredda.
MODALITA' D'USO
Tutti gli impianti dovranno essere eserciti secondo le norme, rispettando per ciascuno, le caratteristiche di
funzionamento di ogni componente . Tutte le operazioni di manutenzione e conduzione dovranno essere
affidate a personale qualificato ai sensi del D.M. n.37/200
Impianto di climatizzazione
Un impianto di climatizzazione serve a dare il massimo confort ambientale climatizzando i locali tramite il
controllo dei parametri di umidità e di temperatura dell'aria immessa o ricircolata negli ambienti climatizzati.Tali
impianti sono composti da vari componenti assemblati e accostati in modo da effettuare i giusti trattamenti
all'aria ambiente, in genere sono composti da una centrale di trattamento aria che ha il compito di riscaldare o
raffreddare, di deumidificare o umidificare e di post riscaldare l'aria trattata, le batterie di riscaldamento e
raffreddamento sono servite rispettivamente da caldaia e da gruppo frigo.
Inoltre tali impianti possono essere dotati di filtri scambiatori a recupero di calore con i flussi incrociati dell'aria,
tali filtri servono a recuperare il calore dell'aria espulsa cedendolo all'aria di rinnovo immessa nell'impianto.
MODALITA' D'USO
Tutti gli impianti dovranno essere eserciti secondo le norme, rispettando per ciascuno, il periodo e l'orario di
accenzione assegnato. Tutte le operazioni di manutenzione e conduzione dovranno essere affidate a personale
qualificato ai sensi della legge 46/90.
completamento della presente unità tecnologica si rimanda agli allegati D.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
5.1.
MOTORIZZAZIONE CANCELLI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO PER L'AUTOMAZIONE DI PORTE, CANCELLI E BARRIERE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I servomotori saranno installati direttamente sui cancelli o nelle loro immediate vicinanze e permetteranno
l'apertura o la chiusura automatica dei cancelli e portoni di ingresso su cui sono installati. Saranno diversi a
seconda del tipo di cancello su cui devono essere installati che potrà essere del tipo ad apertura battente o
scorrevole.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Scale o ponteggio mobile
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
[Intervento] Sostituzioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scaleo o ponteggio mobile
[Intervento] Intervento manutenzione ordinaria
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di isolamento
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scaleo o ponteggio mobile
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
I servomotori devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'uso a cui sono destinati e all'ambiente di posa
in modo da evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere dimensionati in modo da permettere la completa apertura e chiusura del cancello e dotati di
sistemi di sicurezza che ne impediscano l'apertura o chiusura nel caso l'area di manovra del cancello risultasse
occupata da macchine o persone.
Funzionalità
La funzionalità di un servocomando è quella di permettere l'apertura e la chiusura automatica del cancello su
cui è installato. Il buon funzionamento del servocomando è determinato soprattutto dalla sua perfetta
installazione e dall'utilizzo di componenti idonei e certificati.
Livello minimo delle prestazioni
Il funzionamento costante e corretto è garantito dall'utilizzo di componenti di qualità e da una installazione fatta
a regola d'arte.
Sostituibilità
Idoneità a consentire la collocazione di elementi tecnici nuovi al posto di quelli danneggiati.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni con facilità,
senza creare pregiudizio all'intero sistema.
Riparabilità
Le pareti devono consentire il ripristino della funzionalità e dell'efficienza di parti ed elementi degradati.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare riparazioni con facilità,
senza creare pregiudizio all'intero sistema.
Ispezionabilità
Manuale di manutenzione
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Attitudine dell'elemento ad essere agevolmente ispezionato al fine di verificarne lo stato di conservazione e
funzionalità e di consentirne l'eventuale successiva riparazione o sostituzione.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare ispezioni con facilità,
senza creare pregiudizio all'intero sistema.
Smontabilità
Attitudine dell'elemento ad essere facilmente smontato e asportato dalla sua collocazione abituale, all'interno
del subsistema cui appartiene, in modo da essere riparato in altra sede.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare smontaggio degli
elementi costituenti il sistema con facilità, senza creare pregiudizio all'intero sistema.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Mancata apertura e/o chiusura cancello
Valutazione: anomalia grave
Il cancello non si apre o non si chiude al comando.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Verifica buon funzionamento
INTERVENTI
- Sostituzioni
- Intervento manutenzione ordinaria
5.2.
CENTRALINA DI CONTROLLO ED ACCESSORI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO PER L'AUTOMAZIONE DI PORTE, CANCELLI E BARRIERE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
La centralina di controllo dell'impianto sarà collegata sia ai servocomandi dei cancelli che agli interruttori di
controllo remoto di apertura o chiusura. Ai servocomandi dovrà fornire oltre alla corrente elettrica di
alimentazione anche l'impulso di apertura o chiusura.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Scale o ponteggio mobile
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scaleo o ponteggio mobile
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Intervento] Intervento su i contatti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scaleo o ponteggio mobile
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Funzionalità
La funzionalità sarà determinata soprattutto dalla perfetta esecuzione dell'impianto oltre che dall'utilizzo di
componenti idonei e certificati.
Livello minimo delle prestazioni
Una installazione a regola d'arte e l'utilizzo di materiali di qualità adeguata dovrebbero garantire un
funzionamento costante e corretto.
Sostituibilità
Idoneità a consentire la collocazione di elementi tecnici nuovi al posto di quelli danneggiati.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni con facilità,
senza creare pregiudizio all'intero sistema.
Riparabilità
Le pareti devono consentire il ripristino della funzionalità e dell'efficienza di parti ed elementi degradati.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare riparazioni con facilità,
senza creare pregiudizio all'intero sistema.
Ispezionabilità
Attitudine dell'elemento ad essere agevolmente ispezionato al fine di verificarne lo stato di conservazione e
funzionalità e di consentirne l'eventuale successiva riparazione o sostituzione.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare ispezioni con facilità,
senza creare pregiudizio all'intero sistema.
Smontabilità
Attitudine dell'elemento ad essere facilmente smontato e asportato dalla sua collocazione abituale, all'interno
del subsistema cui appartiene, in modo da essere riparato in altra sede.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare smontaggio degli
elementi costituenti il sistema con facilità, senza creare pregiudizio all'intero sistema.
Sicurezza elettrica
La centralina deve essere perfettamente compatibile agli altri elementi dell'impianto garantendo l'apertura e la
chiusura dei cancelli controllati dal sistema.
Livello minimo delle prestazioni
La centralina deve essere installata in modo da evitare incidenti agli utilizzatori.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Mancata apertura e/o chiusura dei cancelli
Valutazione: anomalia grave
I cancelli non rispondono ai comandi di apertura e chiusura impartiti dal controllo remoto.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Verifica buon funzionamento
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
INTERVENTI
- Sostituzioni
- Intervento su i contatti
5.3.
TUBAZIONI E CANALIZZAZIONI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO PER L'AUTOMAZIONE DI PORTE, CANCELLI E BARRIERE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I conduttori devono essere protetti da tubazione o canalizzazione che preservi l'integrità della linea da agenti
atmosferici o urti accidentali. I condotti utilizzati devono essere del tipo autoestinguenti e la loro posa può
essere a vista o sottotraccia in funzione del luogo di installazione. Questi tipi di componenti dell'impianto
elettrico devono essere marcati CE.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
[Intervento] Ripristino del grado di protezione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Funzionalità
Le canalizzazioni possono essere eseguiti in posa a parete o sottotraccia, in entrambi i casi la tubazione o la
canalizzazione utilizzata deve essere autoestinguente e marcata CE. Le condutture, al loro interno, devono
avere un terso dell'area libera da conduttori, in modo da poter effettuare agevolmente la sostituzione o la
verifica di sfilabilità dei conduttori stessi.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Resistenza meccanica
Tutte le canalizzazioni devono essere idonee all'ambiente e tali da poter resistere a sollecitazioni meccaniche
ed a urti; ad evitare rotture o deformazioni.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Deformazione delle tubazioni
Valutazione: anomalia grave
Sono frequenti i casi di canalizzazioni o tubazioni che per effetto della temperatura dell'ambiente, per usura o
per sollecitazioni esterne, subiscono deformazioni o rotture. I punti deboli di un impianto in tubazione a parete
sono le giunzioni e gli ingressi nelle scatole di derivazione. Urti, eccessiva vicinanza a sorgenti di calore,
possono essere causa di deformazione e rottura delle tubazioni.
Rottura delle tubazioni
Valutazione: anomalia grave
La presenza di forti fonti di calore o tipi di lavorazioni con movimentazione di macchine o materiale,
determinano rotture e deformazioni delle tubazioni o delle canalizzazioni.
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
INTERVENTI
- Ripristino del grado di protezione
5.4.
COLLETTORI E CONDOTTE
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO RACCOLTA ACQUE METEORICHE PIAZZALI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Si raggruppano sotto questa voce sia le condotte che collegano il singolo insediamento o immobile alla
fognatura che i collettori costituenti la fognatura stessa.
I materiali costituenti tali elementi solitamente sono : calcestruzzo, gres ceramico, pvc.
Le forme tipiche utilizzate sono : ovoidale, circolare, rettangolare o policentrica.
Le condotte sono posizionate, previa realizzazione dello scavo, su un letto di sabbia o di calcestruzzo magro, e
rinfiancate con medesimo materiale a seconda anche la quota di posa e dei carichi a cui la condotta è
sottoposta.
Le condotte ed i collettori devono poter essere ispezionati, pertanto ove la sezione lo consenta sono presenti
chiusini per ispezione che permettono l'accesso entro la condotta stessa, mentre ove la sezione sia piccola si
realizzano ad intervalli pressoché regolari, dei pozzetti di ispezione che permettono oltre all'accesso anche la
possibilità di inserire sonde ed effettuare operazioni di manutenzione.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo della funzionalità
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo delle pendenze
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo perdite
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia collettori
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Sonda
[Intervento] Rinnovo collettori
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Mola a disco
- Saldatrice
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale dei collettori al fine della resistenza meccanica è connesso al mantenimento delle
condizioni di funzionalità anche sotto sollecitazioni di varia natura, pertanto il progetto e la scelta del materiale
impiegato dovranno tener conto di sollecitazioni esterne, ad eccezione di eventi particolari.
Tenuta all'acqua
Capacità di un elemento di impedire l'infiltrazione di acqua al proprio interno.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale dei collettori al fine di garantire la tenuta è regolamentato dalle norme UNI vigenti,
ed i requisiti e valori di riferimento variano in funzione del materiale adoperato.
Controllo delle dispersioni
Idoneità ad impedire fughe di fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale è quello di impedire qualsiasi fuga di fluidi : affinché i collettori possano esseri
idonei a ciò deve essere verificato periodicamente il sito ove gli stessi sono stati posizionati.
Tenuta agli aeriformi
Capacità di un elemento di impedire l'infiltrazione di aeriformi al proprio interno.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale dei collettori al fine di garantire la tenuta agli aeriformi è regolamentato dalle
norme UNI vigenti, ed i requisiti e valori di riferimento variano in funzione del materiale adoperato.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
I collettori, quale livello minimo prestazionale per la pulibilità, devono essere facilmente individuabili ed
accessibili.
Riparabilità
Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
I collettori, quale livello minimo prestazionale per la riparabilità, devono essere facilmente individuabili ed
accessibili, in modo da consentire di ripristinare l'integrità e la funzionalità nel caso dovessero subire
deformazioni o rotture.
Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori.
Livello minimo delle prestazioni
I collettori, quale livello minimo prestazionale per la facilità di intervento, devono essere facilmente individuabili
ed accessibili, pertanto è necessario provvedere a segnalare i percorsi o sul terreno o in cartografie specifiche.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
I collettori, quale livello minimo prestazionale per la sostituibilità, devono essere realizzati con prodotti
facilmente reperibili sul mercato, pertanto di caratteristiche codificate. Si fa riferimento alle norme UNI relative a
ciascun materiale utilizzato.
Controllo della portata
Attitudine a garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
Quale livello minimo prestazionale i collettori devono essere in grado di garantire in ogni momento la portata
richiesta dall'impianto secondo le indicazioni progettuali a cui si deve far riferimento.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Errori di montaggio
Valutazione: anomalia grave
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano
problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, modifica delle pendenze o perdite di fluido e/o
aeriformi.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da
provocare, talvolta, distacchi di materiale.
Corrosioni
Valutazione: anomalia grave
Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente
riduzione delle sezioni resistenti.
Distacchi e scollamenti
Valutazione: anomalia grave
Distacchi e/o scollamenti di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad
invecchiamento del materiale, a sollecitazioni esterne, a sovraccarichi, a radici delle piante, ecc., tali da
causare distacchi degli stessi elementi, perdite di fluido e/o aeriformi, ed introduzione di terreno e vegetali
all'interno della tubazione.
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Accumulo di grassi e/o cappellacci saponosi o di altri materiali estranei di quantità e/o dimensioni tali da creare
l'intasamento o l'otturazione parziale o totale dei collettori facendo così venir meno la funzionalità degli stessi.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo della funzionalità
- Controllo delle pendenze
- Controllo perdite
INTERVENTI
- Pulizia collettori
- Rinnovo collettori
5.5.
POZZETTI DI ISPEZIONE
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO RACCOLTA ACQUE METEORICHE PIAZZALI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I pozzetti di ispezione vengono realizzati per consentire il controllo delle condotte ed effettuare interventi
manutentivi.
Possono essere realizzati di piccole dimensioni nei quali si opera dall'esterno oppure di dimensioni tali da
permettere l'ingresso nella condotta, o lateralmente ad essa, dotati di scalette di accesso e camera di lavoro.
Solitamente sono realizzati con struttura in muratura o in cemento armato e presentano le solite caratteristiche
di un manufatto edilizio.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo in superficie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo della funzionalità
RISORSE D'USO
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia pozzetti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Sonda
[Intervento] Rinnovo pozzetti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Betoniera
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo delle dispersioni
Idoneità ad impedire fughe di fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale è quello di impedire qualsiasi fuga di fluidi e/o aeriformi: affinché i pozzetti
possano esseri idonei a ciò deve essere verificato periodicamente il sito ove gli stessi sono stati posizionati.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale dei pozzetti al fine della resistenza meccanica è connesso al mantenimento delle
condizioni di funzionalità anche sotto sollecitazioni di varia natura, pertanto il progetto e la scelta del materiale
impiegato dovranno tener conto di sollecitazioni esterne, ad eccezione di eventi particolari.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la pulibilità, devono essere facilmente individuabili ed
accessibili.
Riparabilità
Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la riparabilità, devono essere facilmente individuabili ed
accessibili, in modo da consentire di ripristinare l'integrità e la funzionalità nel caso dovessero subire
deformazioni o rotture.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la sostituibilità, devono essere realizzati con prodotti facilmente
reperibili sul mercato, pertanto di caratteristiche codificate. Si fa riferimento alle norme UNI relative a ciascun
materiale utilizzato.
Ispezionabilità
Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori.
Livello minimo delle prestazioni
I collettori, quale livello minimo prestazionale per la facilità di intervento, devono essere facilmente individuabili
ed accessibili, pertanto è necessario provvedere a segnalare i percorsi o sul terreno o in cartografie specifiche.
Controllo della portata
Attitudine a garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
Quale livello minimo prestazionale i pozzetti devono essere di dimensione esposizione tale da costituire
elementi di continuità per l'intera condotta,senza causare ostacolo o restringimento.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Errori di montaggio
Valutazione: anomalia grave
Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano
problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, modifica delle pendenze o perdite di fluido e/o
aeriformi.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da
provocare, talvolta, distacchi di materiale.
Accumuli
Valutazione: anomalia lieve
Accumuli di reflui, causati o da errori nella predisposizione delle pendenze o per depositi accumulati entro i
collettori tali da interrompere il deflusso delle acque reflue.
Corrosioni
Valutazione: anomalia grave
Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente
riduzione delle sezioni resistenti.
Distacchi
Valutazione: anomalia grave
Distacchi di parte o di tutto il manufatto a seguito di erosioni delle pareti determinate dal continuo contato con
reflui aggressivi e deterioramento delle finiture (scalette, chiusini, attacchi alla condotta, ecc.).
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie ed all'interno dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie,
ramaglie, detriti, ecc.).
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo in superficie
- Controllo della funzionalità
INTERVENTI
- Pulizia pozzetti
- Rinnovo pozzetti
5.6.
CADITOIE E CHIUSINI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO RACCOLTA ACQUE METEORICHE PIAZZALI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le caditoie (o pozzetti di drenaggio) sono utili per raccogliere le acque che cadono su di una superficie e
condurle verso il collettore di raccolta. Le caditoie vengono incassate nel terreno, sono generalmente con
struttura in cemento o muratura e sono dotate superiormente di un chiusino grigliato in cemento, ghisa, ecc..
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo in superficie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo della funzionalità
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia caditoie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Sonda
[Intervento] Rinnovo pozzetti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Betoniera
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale delle caditoie al fine della resistenza meccanica è connesso al mantenimento
delle condizioni di funzionalità anche sotto sollecitazioni di varia natura, pertanto il progetto e la scelta del
materiale impiegato dovranno tener conto di sollecitazioni esterne, ad eccezione di eventi particolari.
Riparabilità
Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Le caditoie, quale livello minimo prestazionale per la riparabilità, devono essere facilmente individuabili ed
accessibili, in modo da consentire di ripristinare l'integrità e la funzionalità nel caso dovessero subire
deformazioni o rotture.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Le caditoie, quale livello minimo prestazionale per la sostituibilità, devono essere realizzate con prodotti
facilmente reperibili sul mercato, pertanto di caratteristiche codificate. Si fa riferimento alle norme UNI relative a
ciascun materiale utilizzato.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le caditoie, quale livello minimo prestazionale per la pulibilità, devono essere facilmente individuabili ed
accessibili.
Ispezionabilità
Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori.
Livello minimo delle prestazioni
I collettori, quale livello minimo prestazionale per la facilità di intervento, devono essere facilmente individuabili
ed accessibili, pertanto è necessario provvedere a segnalare i percorsi o sul terreno o in cartografie specifiche.
Controllo della portata
Attitudine a garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
Quale livello minimo prestazionale le caditoie devono essere di dimensione tale da costituire elementi di
continuità per l'intera condotta,senza causare ostacolo o restringimento.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Errori di montaggio
Valutazione: anomalia grave
Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano
problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, modifica delle pendenze o perdite di fluido.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da
provocare, talvolta, distacchi di materiale.
Corrosioni
Valutazione: anomalia grave
Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente
riduzione delle sezioni resistenti.
Distacchi
Valutazione: anomalia grave
Distacchi di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, a sollecitazioni esterne, a
sovraccarichi, a radici delle piante, ecc., tali da causare perdite di fluido, introduzione di terreno e vegetali
all'interno deldell'elemento.
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie ed all'interno dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie,
ramaglie, detriti, ecc.).
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo in superficie
- Controllo della funzionalità
INTERVENTI
- Pulizia caditoie
- Rinnovo pozzetti
5.7.
POZZETTI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO FOGNARIO (ACQUE NERE)
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I pozzetti utilizzati per l'impianto di scarico sono pozzetti per l'ispezione del sistema : consentono la verifica
funzionale dei collettori a monte e a valle e quindi permettono di poter effettuare un costante monitoraggio della
condotta. I pozzetti vengono incassati nel terreno, sono generalmente con struttura in cemento e sono dotati
superiormente di un chiusino di tenuta.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo in superficie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo della funzionalità
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Intervento] Pulizia pozzetti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Sonda
[Intervento] Rinnovo pozzetti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Betoniera
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo delle dispersioni
Idoneità ad impedire fughe di fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale è quello di impedire qualsiasi fuga di fluidi e/o aeriformi: affinché i pozzetti
possano esseri idonei a ciò deve essere verificato periodicamente il sito ove gli stessi sono stati posizionati.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale dei pozzetti al fine della resistenza meccanica è connesso al mantenimento delle
condizioni di funzionalità anche sotto sollecitazioni di varia natura, pertanto il progetto e la scelta del materiale
impiegato dovranno tener conto di sollecitazioni esterne, ad eccezione di eventi particolari.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la pulibilità, devono essere facilmente individuabili ed
accessibili.
Riparabilità
Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la riparabilità, devono essere facilmente individuabili ed
accessibili, in modo da consentire di ripristinare l'integrità e la funzionalità nel caso dovessero subire
deformazioni o rotture.
Ispezionabilità
Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori.
Livello minimo delle prestazioni
I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la facilità di intervento, devono essere facilmente individuabili
ed accessibili, pertanto è necessario provvedere a segnalare i percorsi o sul terreno o in cartografie specifiche.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la sostituibilità, devono essere realizzati con prodotti facilmente
reperibili sul mercato, pertanto di caratteristiche codificate. Si fa riferimento alle norme UNI relative a ciascun
materiale utilizzato.
Controllo della portata
Attitudine a garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
Quale livello minimo prestazionale i pozzetti devono essere di dimensioni tali da costituire elementi di continuità
per l'intera condotta,senza causare ostacolo o restringimento.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Errori di montaggio
Manuale di manutenzione
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I
PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Valutazione: anomalia grave
Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano
problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, modifica delle pendenze o perdite di fluido e/o
aeriformi.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da
provocare, talvolta, distacchi di materiale.
Accumuli
utazione: anomalia lieve
Accumuli di reflui, causati o da errori nella predisposizione delle pendenze o per depositi accumulati entro i
collettori tali da interrompere il deflusso delle acque reflue.
Corrosioni
Valutazione: anomalia grave
Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente
riduzione delle sezioni resistenti.
Distacchi
Valutazione: anomalia grave
Distacchi di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, a sollecitazioni esterne, a
sovraccarichi, a radici delle piante, ecc., tali da causare perdite di fluido e/o aeriformi, introduzione di terreno e
vegetali all'interno deldell'elemento.
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie ed all'interno dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie,
ramaglie, detriti, ecc.).
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo in superficie
- Controllo della funzionalità
INTERVENTI
- Pulizia pozzetti
- Rinnovo pozzetti
5.8.
COLLETTORI DI SCARICO
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO FOGNARIO (ACQUE NERE)
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I collettori di scarico sono condotte utilizzate per collegare il punto di produzione delle acque usate con la rete
fognaria pubblica (o altro recettore). Normalmente i collettori vengono interrati tenendo presenti alcuni
parametri : la quota e posizione della fognatura, la pendenza che devono avere. I materiali utilizzati per la
realizzazione di tali collettori sono : piombo, gres, ghisa, rame, fibrocemento, pvc, polietilene, polipropilene,ecc.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo della funzionalità
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
Manuale di manutenzione
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AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I
PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo delle pendenze
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia collettori
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Sonda
[Intervento] Rinnovo collettori
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Mola a disco
- Saldatrice
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale dei collettori al fine della resistenza meccanica è connesso al mantenimento delle
condizioni di funzionalità anche sotto sollecitazioni di varia natura, pertanto il progetto e la scelta del materiale
impiegato dovranno tener conto di sollecitazioni esterne, ad eccezione di eventi particolari.
Tenuta all'acqua
Capacità di un elemento di impedire l'infiltrazione di acqua al proprio interno.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale dei collettori al fine di garantire la tenuta è regolamentato dalle norme UNI vigenti,
ed i requisiti e valori di riferimento variano in funzione del materiale adoperato.
Controllo delle dispersioni
Idoneità ad impedire fughe di fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale è quello di impedire qualsiasi fuga di fluidi : affinché i collettori possano esseri
idonei a ciò deve essere verificato periodicamente il sito ove gli stessi sono stati posizionati.
Tenuta agli aeriformi
Capacità di un elemento di impedire l'infiltrazione di aeriformi al proprio interno.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale dei collettori al fine di garantire la tenuta agli aeriformi è regolamentato dalle
norme UNI vigenti, ed i requisiti e valori di riferimento variano in funzione del materiale adoperato.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
I collettori, quale livello minimo prestazionale per la pulibilità, devono essere facilmente individuabili ed
accessibili.
Riparabilità
Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
I collettori, quale livello minimo prestazionale per la riparabilità, devono essere facilmente individuabili ed
accessibili, in modo da consentire di ripristinare l'integrità e la funzionalità nel caso dovessero subire
deformazioni o rotture.
Ispezionabilità
Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori.
Livello minimo delle prestazioni
I collettori, quale livello minimo prestazionale per la facilità di intervento, devono essere facilmente individuabili
ed accessibili, pertanto è necessario provvedere a segnalare i percorsi o sul terreno o in cartografie specifiche.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Livello minimo delle prestazioni
I collettori, quale livello minimo prestazionale per la sostituibilità, devono essere realizzati con prodotti
facilmente reperibili sul mercato, pertanto di caratteristiche codificate. Si fa riferimento alle norme UNI relative a
ciascun materiale utilizzato.
Controllo della portata
Attitudine a garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
Quale livello minimo prestazionale i collettori devono essere in grado di garantire in ogni momento la portata
richiesta dall'impianto secondo le indicazioni progettuali a cui si deve far riferimento.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Errori di montaggio
Valutazione: anomalia grave
Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano
problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, modifica delle pendenze o perdite di fluido e/o
aeriformi.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da
provocare, talvolta, distacchi di materiale.
Corrosioni
Valutazione: anomalia grave
Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente
riduzione delle sezioni resistenti.
Distacchi e scollamenti
Valutazione: anomalia grave
Distacchi e/o scollamenti di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad
invecchiamento del materiale, a sollecitazioni esterne, a sovraccarichi, a radici delle piante, ecc., tali da
causare distacchi degli stessi elementi, perdite di fluido e/o aeriformi, ed introduzione di terreno e vegetali
all'interno della tubazione.
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Accumulo di grassi e/o cappellacci saponosi o di altri materiali estranei di quantità e/o dimensioni tali da creare
l'intasamento o l'otturazione parziale o totale dei collettori facendo così venir meno la funzionalità degli stessi.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo della funzionalità
- Controllo delle pendenze
INTERVENTI
- Pulizia collettori
- Rinnovo collettori
5.9.
TUBAZIONI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO FOGNARIO (ACQUE NERE)
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le tubazioni facenti parte dell'impianto di scarico delle acque reflue asservono a tutti quelli che sono i sistemi di
smaltimento dei liquami prodotti nell'involucro edilizio. Nel progetto in esame le tubazioni sono prefabbricati in
PVC.
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo manovrabilità delle valvole
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo delle staffature
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia tubazioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed i componenti dell'impianto non funzionino
correttamente verificare la tenuta e la pulizia delle tubazioni.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui le tubazioni non devono venire in contatto, consultare
attentamente il libretto di uso e manutenzione.
Pulibilità
Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le operazioni di pulizia devono essere eseguite ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni
dell'impianto.
Controllo della pressione e della velocità di erogazione
Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Le tubazioni devono essere dimensionate in modo che l'impianto di smaltimento sia in grado di rispettare tutte
le caratteristiche tecniche di legge.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corrosione
Valutazione: anomalia grave
Presenza di depositi di ossido sulle tubazioni.
Difetti ai raccordi o alle connessioni
Valutazione: anomalia lieve
Presenza di perdite di fluido in presenza di connessioni o saldature.
Allentamento degli ancoraggi
Valutazione: anomalia grave
Sistemi di fissaggio staffe ecc. che presentano viti o bulloni allentati
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Controllo manovrabilità delle valvole
- Controllo delle staffature
INTERVENTI
- Pulizia tubazioni
5.10.
FOSSE BIOLOGICHE
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO FOGNARIO (ACQUE NERE)
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le fosse biologiche sono in cls prefabbricato complete di bacino chiarificatore, vasca di raccolta e dispositivo
espurgo fanghi, con collegamento alletubazioni, sottofondo di appoggio alto 20cm, con sassi e massetto, per
capacità di circa 15000l/cad.
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo delle dispersioni
Idoneità ad impedire fughe di fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo per le fosse Imhoff al fine di contenere la dispersione di fluidi ed aeriformi è verificabile dal
rispetto delle suddette condizioni, nel rispetto delle indicazioni di tenuta garantite dagli elementi, secondo
quanto riportato sulle norme UNI.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale al quale devono rispondere le fosse imhoff, e i suoi elementi, è legato
all'ubicazione della fossa stessa e dei sovraccarichi applicati.
Controllo delle dispersioni di fluidi e aeriformi
Idoneità ad impedire fughe di fluidi ed aeriformi (odori sgradevoli).
Livello minimo delle prestazioni
Quale livello minimo prestazionale per questo requisito, le fosse imhoff devono garantire al fine di impedire la
dispersione di fluidi ed aeriformi. Per ulteriori indicazioni relative alla tenuta si può fare riferimento alle norme
vigenti ed alle norme UNI.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le fosse devono essere pulite con attività di manutenzione con frequenza periodica programmata, di solito ogni
sei mesi.
Ispezionabilità
Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale al fine di consentire facilità di intervento è legato all'accessibilità e spazi
disponibili in prossimità della fossa stessa.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Deformazioni
Variazioni geometriche e morfologiche degli elementi, accompagnate spesso dalla perdita delle caratteristiche
di resistenza e stabilità degli elementi stessi.
Errori di montaggio
Valutazione: anomalia grave
Errori nei collegamenti e getti della fossa, tali da causare distacchi degli elementi con conseguenti perdite di
fluido, chiusini posati male nei propri alloggiamenti che possono portare, oltre che a rischi per gli utenti e per gli
addetti alla manutenzione, anche alla loro rottura ed alla perdita di fluidi e/o aeriformi.
Fessurazioni, rotture
Valutazione: anomalia grave
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Fessurazioni e/o rotture degli elementi costituenti la fossa Imhoff (talvolta anelli prefabbricati).
Depositi e sedimenti
Valutazione: anomalia lieve
Accumulo di fanghi ed incrostazioni in quantità o dimensioni tali da creare l'otturazione della fossa tale da
richiedere l'intervento di ditta di spurgo.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo chiusini
- Controllo della funzionalità
INTERVENTI
- Pulizia fossa
- Sostituzione fossa
5.11.
TUBAZIONI E VALVOLE DI INTERCETTAZIONE
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
RETE ADDUZIONE ACQUA POTABILE E IMPIANTI LAVAGGIO PIAZZALI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le tubazioni facenti parte dell'impianto per il lavaggio dei piazzali sono realizzate in polietilene ad alta densita',
colore nero, PN 10, prodotte secondo UNI 7611 tipo 312 e DIN 8074, rispondenti alle prescrizioni della
Circolare n. 102 del 02/12/78 del Ministero Sanita' e dotate di Marchio Qualita' rilasciato dall'Istituto Italiano
Plastici. Sono incluse in questa voce le valvole di intercettazione a sfera.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo coibentazione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo delle staffature
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo manovrabilità delle valvole
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo della pressione di esercizio per condotte di acqua potabile
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia tubazioni
RISORSE D'USO
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione valvole e tubazioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed i componenti dell'impianto non funzionino
correttamente verificare la tenuta e la pulizia delle tubazioni.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui le tubazioni non devono venire in contatto, consultare
attentamente il libretto di uso e manutenzione.
Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione
Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento.
Livello minimo delle prestazioni
Al fie di assicurare un rendimento elevato al sistema di distribuzione dell'acqua calda, sarà necessario verificare
la corretta coibentazione di tutte le tubazioni, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con
quelli previsti dalle normative e dai costruttori.
Pulibilità
Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del
sistema idrico-sanitario ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto.
Controllo della pressione e della velocità di erogazione
Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Le tubazioni devono essere dimensionate in modo che l'impianto idrico-sanitario sia in grado di rispettare i
rendimenti, la potenza e tutte le caratteristiche tecniche di legge.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corrosione
Valutazione: anomalia grave
Presenza di depositi di ossido sulle tubazioni.
Difetti ai raccordi o alle connessioni
Valutazione: anomalia lieve
Presenza di perdite di fluido in presenza di connessioni o saldature.
Allentamento degli ancoraggi
Valutazione: anomalia grave
Sistemi di fissaggio staffe ecc. che presentano viti o bulloni allentati
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo coibentazione
- Controllo generale
- Controllo delle staffature
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Controllo manovrabilità delle valvole
- Controllo della pressione di esercizio per condotte di acqua potabile
INTERVENTI
- Pulizia tubazioni
- Sostituzione valvole e tubazioni
5.12.
POZZETTI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
RETE ADDUZIONE ACQUA POTABILE E IMPIANTI LAVAGGIO PIAZZALI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I pozzetti utilizzati per l'impianto di adduzione acqua potabile sono pozzetti per l'ispezione del sistema, in questi
possono essere disposti dellle valvole di intercettazione e/o saracinesche.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo in superficie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo della funzionalità
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia pozzetti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Sonda
[Intervento] Rinnovo pozzetti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Betoniera
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo delle dispersioni
Idoneità ad impedire fughe di fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale è quello di impedire qualsiasi fuga di fluidi e/o aeriformi: affinché i pozzetti
possano esseri idonei a ciò deve essere verificato periodicamente il sito ove gli stessi sono stati posizionati.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale dei pozzetti al fine della resistenza meccanica è connesso al mantenimento delle
condizioni di funzionalità anche sotto sollecitazioni di varia natura, pertanto il progetto e la scelta del materiale
impiegato dovranno tener conto di sollecitazioni esterne, ad eccezione di eventi particolari.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la pulibilità, devono essere facilmente individuabili ed
accessibili.
Riparabilità
Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la riparabilità, devono essere facilmente individuabili ed
accessibili, in modo da consentire di ripristinare l'integrità e la funzionalità nel caso dovessero subire
deformazioni o rotture.
Ispezionabilità
Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori.
Livello minimo delle prestazioni
I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la facilità di intervento, devono essere facilmente individuabili
ed accessibili, pertanto è necessario provvedere a segnalare i percorsi o sul terreno o in cartografie specifiche.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la sostituibilità, devono essere realizzati con prodotti facilmente
reperibili sul mercato, pertanto di caratteristiche codificate. Si fa riferimento alle norme UNI relative a ciascun
materiale utilizzato.
Controllo della portata
Attitudine a garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
Quale livello minimo prestazionale i pozzetti devono essere di dimensioni tali da costituire elementi di continuità
per l'intera condotta,senza causare ostacolo o restringimento.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Errori di montaggio
Valutazione: anomalia grave
Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano
problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, modifica delle pendenze o perdite di fluido e/o
aeriformi.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da
provocare, talvolta, distacchi di materiale.
Accumuli
Valutazione: anomalia lieve
Accumuli di reflui, causati o da errori nella predisposizione delle pendenze o per depositi accumulati entro i
collettori tali da interrompere il deflusso delle acque reflue.
Corrosioni
Valutazione: anomalia grave
Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente
riduzione delle sezioni resistenti.
Distacchi
Valutazione: anomalia grave
Distacchi di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, a sollecitazioni esterne, a
sovraccarichi, a radici delle piante, ecc., tali da causare perdite di fluido e/o aeriformi, introduzione di terreno e
vegetali all'interno deldell'elemento.
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie ed all'interno dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie,
ramaglie, detriti, ecc.).
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo in superficie
- Controllo della funzionalità
INTERVENTI
- Pulizia pozzetti
- Rinnovo pozzetti
5.13.
IDRANTI LAVAGGIO PIAZZALI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
RETE ADDUZIONE ACQUA POTABILE E IMPIANTI LAVAGGIO PIAZZALI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Sono apparecchiature che servono per lavare i piazzali posizionate in appositi pozzetti.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo globale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuali
[Intervento] Revisione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuali
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione elementi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuali
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo della portata dei fluidi
Attitudine a consentire il controllo della portata dei fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
La portata degli idranti è stabilita dalle norme vigenti relative all'attività da proteggere e deve essere indicata
nella relazione tecnica di progetto. Essa deve essere periodicamente controllata.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Gli idranti poichè devono essere idonei a contrastare efficacemente il propagarsi di un incendio, nel momento
dell'utilizzo e pertanto sotto l'azione di eventuali sollecitazioni meccaniche (urti, pressioni, ecc.) il loro limite
prestazionale è dettato dalla loro capacità di resistere in considerazione, ovviamente, della funzione a cui
devono assolvere.
Controllo delle dispersioni
Idoneità ad impedire fughe di fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale è quello di impedire qualsiasi fuga di fluidi e/o aeriformi: affinché i pozzetti
possano esseri idonei a ciò deve essere verificato periodicamente il sito ove gli stessi sono stati posizionati.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la pulibilità, devono essere facilmente individuabili ed
accessibili.
Riparabilità
Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Manuale di manutenzione
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Pagina 113 di 241
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I
PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la riparabilità, devono essere facilmente individuabili ed
accessibili, in modo da consentire di ripristinare l'integrità e la funzionalità nel caso dovessero subire
deformazioni o rotture.
Ispezionabilità
Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori.
Livello minimo delle prestazioni
I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la facilità di intervento, devono essere facilmente individuabili
ed accessibili, pertanto è necessario provvedere a segnalare i percorsi o sul terreno o in cartografie specifiche.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Difetti di tenuta
Valutazione: anomalia lieve
Difetti di tenuta degli idranti e dei suoi componenti con perdite del fluido.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo globale
INTERVENTI
- Revisione
- Sostituzione elementi
5.14.
LINEE QUADRI E PROTEZIONI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO PER L'ILLUMINAZIONE PIAZZALI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Per linea elettrica si intende la parte dell'impianto elettrico preposta al trasporto dell'energia dal quadro elettrico
alll'utilizzatore. I conduttori utilizzati per le linee possono essere non propaganti la fiamma e non propaganti
l'incendio, entrambi devono avere bassa emissione di gas tossici ed essere dimensionati in relazione al
massimo valore di corrente da cui devono essere percorsi. A limitare il valore di corrente di una linea viene
installato, a monte di essa, un interruttore con relè termico, tarato in modo da intervenire per il valore di
corrente massimo sopportato dal conduttore.In abbinamento alla parte termica, in un interruttore, vi è un relè
magnetico, che provvede ad intervenire in caso di corto circuito con tempi sempre più brevi, in relazione al
valore della corrente di c.c.
In conformità alla legge n.46 del 5 marzo 1990, gli impianti devono essere provvisti di interruttori differenziali ad
alta sensibilità ( 0,01- 1 ) A; la presenza di queste protezioni evita il rischio di contatti diretti e indiretti con parti
sotto tensione.
Per il buon funzionamento di un interruttore differenziale ( evitare contatti indiretti ) occorre un buon impianto di
terra.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Pinza amperometrica
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo strumentale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Intervento su i contatti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Attitudine a limitare i rischi di incendio
L'utilizzo in fase di realizzazione e manutenzione di materiale idoneo all'ambiente è determinante per evitare
guasti e surriscaldamento dei componenti dell'impianto elettrico. Le linee di alimentazione e le protezioni
devono essere dimensionati in funzione delle correnti di assorbimento degli utilizzatori.
Livello minimo delle prestazioni
Ad evitare il surriscaldamento di un conduttore è indispensabile via sia a monte del conduttore stesso, una
protezione ( fusibile o interruttore termico) .
Sicurezza elettrica
Gli elementi dell'impianto elettrico devono essere in grado di evitare incidenti ai fruitori o agli operatori.
Livello minimo delle prestazioni
L'impianto elettrico deve essere sicuro ed evitare incidenti dovuti alla folgorazione; un buon impianto di terra e
l'installazione di interruttori differenziali ad alta sensibilità può ridurre tali inconvenienti.
Funzionalità
La funzionalità di un impianto elettrico è determinata soprattutto dalla sua perfetta esecuzione e dall'utilizzo di
componenti idonei e certificati. Nei casi di obbligo di progettazione, gli impianti devono essere eseguiti secondo
gli elaborati; le variazioni, gli ampliamenti e le modifiche devono essere concordate con il tecnico o con il
professionista.
Livello minimo delle prestazioni
Una manutenzione programmata e l'utilizzo corretto di un impianto elettrico, determinano il suo funzionamento
costante e corretto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Surriscaldamento
Valutazione: anomalia grave
Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento; causato da troppo assorbimento degli
utilizzatori
Corto circuiti
Valutazione: anomalia grave
Corto circuiti dovuti a difetti di isolamento nell'impianto o negli utilizzatori, a sbalzi di tensione, o a sovraccarichi.
Difetti di taratura
Valutazione: anomalia grave
Difetti di taratura dei contattori o degli interruttori dovuti all'usura o a frequenti interventi.
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Difetti agli interruttori
Valutazione: anomalia grave
Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle
connessioni e nei contatti di chiusura o alla presenza di umidità ambientale o di condensa.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Controllo strumentale
INTERVENTI
- Intervento su i contatti
- Sostituzioni
5.15.
TUBAZIONI E CANALIZZAZIONI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO PER L'ILLUMINAZIONE PIAZZALI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I conduttori degli impianti elettrici, escluso casi particolari ( utilizzo di cavi a doppio isolamento ) , devono essere
protetti da tubazione o canalizzazione, non sono ammessi conduttori a vista o direttamente murati in parete. I
condotti utilizzati ( canale o tubazioni ) devono essere del tipo autoestinguenti, la loro posa può essere a vista o
sottotraccia; è importante per la manutenzione dell'impianto, ad esempio nella sostituzione dei conduttori, che
le tubazioni sia integre e non abbiano subito manomissioni o surriscaldamento con conseguente deformazione.
Nel caso di canalizzazioni in metallo, è obbligatorio eseguire l'equipotenzialità dei vari elementi effettuando un
collegamento elettrico tra di loro. Ogni tipo di tubazione o condotto deve fare capo ad una scatola di
derivazione, che in relazione al tipo di impianto, deve possedere un grado di protezione definito genericamente
con la sigla IP XX, il valore viene previsto in fase di progetto. Per facilitare l'individuazione dei vari tipi di
impianto, spesso vengono utilizzate tubazioni di diverso colore; nel caso di posa delle linee in ambienti
particolari, devono essere utilizzate tubazioni di tipo pesante, aventi cioè caratteristiche meccaniche migliori.
Anche questi tipi di componenti dell'impianto elettrico devono essere marcati CE.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
[Intervento] Ripristino del grado di protezione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Tutte le canalizzazioni devono essere idonee all'ambiente e tali da poter resistere a sollecitazioni meccaniche
ed a urti; ad evitare rotture o deformazioni, in particolari ambiente, si utilizzano tubazioni in ferro.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Funzionalità
Gli impianti elettrici possono essere eseguiti in posa a parete o sottotraccia, in entrambi i casi la tubazione o la
canalizzazione utilizzata deve essere autoestinguente e marcata CE. Le condutture, al loro interno, devono
avere un terso dell'area libera da conduttori, in modo da poter effettuare agevolmente la sostituzione o la
verifica di sfilabilità dei conduttori stessi. Il grado di protezione dei cavidotti deve essere adeguato all'ambiente
di posa, in riferimento alla presenza di corpi estranei ed alla presenza di umidità o acqua ( IP 20 - IP65 ).
Nella stessa tubazione non possono essere posizionati conduttori a tensione diversa, ne doppino telefonico, ne
cavo TV a meno di utilizzare canalizzazioni con settori isolati.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Deformazione delle tubazioni
Valutazione: anomalia grave
Sono frequenti i casi di canalizzazioni o tubazioni che per effetto della temperatura dell'ambiente, per usura o
per sollecitazioni esterne, subiscono deformazioni o rotture. I punti deboli di un impianto in tubazione a parete
sono le giunzioni e gli ingressi nelle scatole di derivazione. Urti, eccessiva vicinanza a sorgenti di calore,
possono essere causa di deformazione e rottura delle tubazioni.
Rottura delle tubazioni
Valutazione: anomalia grave
La presenza di forti fonti di calore o tipi di lavorazioni con movimentazione di macchine o materiale,
determinano rotture e deformazioni delle tubazioni o delle canalizzazioni.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
INTERVENTI
- Ripristino del grado di protezione
- Verifica conduttori
5.16.
LAMPADE A IODURI METALLICI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO PER L'ILLUMINAZIONE PIAZZALI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Proiettore asimmetrico IP65, corpo in alluminio pressofuso, riflettore in alluminio 985% stampato prismatizzato,
ossidato anodicamente e brillantato per un elevato rendimento luminoso. Diffusore vetro di protezione
temperato, resistente agli shock termici e agli urti. Cablato con reattore rifasato ed accenditore, cassetta
contenimento accessori di cablaggio lampada da 600 W.Definita anche ad alogenuri metallici, questo tipo di
lampada è utilizzata ove è richiesta una buona resa dei colori, è quindi ottimale per l'illuminazione di campi
sportivi, aree commerciali, monumenti, grandi superfici. Per il suo funzionamento la lampada ad alogenuri
necessita di un accenditore e di un alimentatore, normalmente di tipo elettronico. All'accensione la corrente
assorbita risulta essere, per circa 4 minuti, 2 volte la corrente nominale di esercizio, nella realizzazione di un
impianto di illuminazione, dovrà essere quindi considerato questo anomalo assorbimento, tenendone conto per
la scelta della sezione delle linee montanti, onde evitare cadute di tensione eccessive che potrebbero non
permettere l'accensione dei corpi illuminanti a valle.
Pregi delle lampade a ioduri metallici:
- buona resa cromatica
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- elevata efficienza luminosa
- ridotto sviluppo di calore
- direzionalità della luce in modo ottimale
Difetti delle lampade a ioduri metallici:
- durata inferiore alle lampade a vapore di mercurio
- posizione di funzionamento condizionata
- basso fattore di potenza (occorre rifasare l'impianto)
- tempo di accensione a caldo elevato ( 10-15 min.)
- costo elevato
- apparecchiature ausiliari per l'accensione ( accenditore e alimentatore)
- sovracorrente all'accensione
Il flusso luminoso emesso dalla lampada è funzione della tensione di alimentazione
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Automezzo con cestello
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione delle lampade e degli apparati deteriorati (ogni 5000 h)
RISORSE D'USO
- Automezzo con cestello
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Corretta disposizione
Al fine di poter ottenere buoni risultati di illuminamento, i centri luce di un impianto di illuminazione, devono
essere tali da permettere una uniformità di illuminamento, evitando l'abbagliamento e zona d'ombra. La
disposizione è definita da calcoli illuminotecnici di progettazione.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Resistenza meccanica
I componenti degli impianti di illuminazione devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di
posa, al fine di evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. L'emettitore di luce deve, se
necessario, essere protetto da eventuali urti o sollecitazioni esterne.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Inquinamento illuminotecnico
Le armature devono essere tali da evitare inquinamento luminoso, va evitato quindi di rivolgere, se non in casi
specifici ( artistici o di effetto ) la luce verso il cielo
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Grado di protezione
Poichè i componenti di un impianto di illuminazione esterna sono soggetti ad eventi atmosferici, acqua, umidità,
polvere, la loro costruzione ed il loro grado di protezione IP deve essere idoneo, nei vari elementi, ad evitare la
penetrazione di tali agenti esterni. Inoltre i componenti stessi devono essere costruiti con appositi materiali atti
a prevenirne la deformazione causata dal funzionamento ordinario o/e alla normale esposizione ai raggi solari.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e le istruzioni di installazione.
Sicurezza elettrica
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Al fine di evitare, guasti o pericoli per l'incolumità delle persone, negli impianti di illuminazione esterna devono
essere presi tutti quei provvedimenti idonei e previsti dalle normative.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Abbassamento livello di illuminazione
Valutazione: anomalia lieve
L'inefficienza della lampada può essere causata dall'approssimarsi del suo limite di vita, dalla polvere
depositatasi sulla lampada, sulla superficie riflettente o sul vetro di protezione dell'armatura. Nel caso di
impianti con regolatori automatici di flusso luminoso, l'irregolare funzionamento di questi ( variac o circuito
elettronico) determina l'abbassamento del livello luminoso, riscontrabile tuttavia in più lampade regolate.
Avarie
Valutazione: anomalia grave
Lo spegnimento della lampada può essere causato da vari fattori, il normale ciclo di vita della lampada (
000/000 ore), il mancato serraggio corretto della lampada sul porta lampada, uno dei contatti di alimentazione (
linea, accenditore, alimentatore, contatti automatici di protezione dell'armatura), un sostanziale abbassamento
della tensione di alimentazione oltre il valore definito dalla casa produttrice.
Intervento delle protezioni
Valutazione: anomalia grave
L'intervento delle protezioni magnetotermiche o differenziali poste al'inizio della linea di alimentazione, causato
da un corto circuito o una dispersione, è la causa del disservizio, non possono essere tuttavia escluse,
interruzioni della linea di alimentazione per cause diverse, quali lavori di scavo nella zona, cedimenti del
sottosuolo con conseguente rottura dei conduttori. La non perfetta tenuta delle guarnizioni sia dell'armatura che
di altre parti dell'impianto, può provocare l'ingresso di acqua o l'accumularsi di condensa con conseguente
diminuzione del grado di protezione IP dell'impianto e quindi degli interruttori.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
INTERVENTI
- Sostituzione delle lampade e degli apparati deteriorati (ogni 5000 h)
5.17.
PALI PER L'ILLUMINAZIONE
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO PER L'ILLUMINAZIONE PIAZZALI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I pali disponibili in commercio sono in acciaio, vetroresina o in alluminio. I pali in acciaio, di varie forme e
tipologie ( pali conici diritti laminati, pali diritti rastremati laminati, pali conici curvi laminati, pali conici diritti da
lamiera, pali da lamiera, ottagonali, diritti ), devono avere dimensioni standardizzate, come previsto dalle Norme
UNI-EN 40. Caratteristiche costruttive dei pali sono la presenza di una finestrella alla base del palo di
dimensioni opportune da permettere la sede per la morsettiera per l'alimentazione dell'armatura. Ogni palo
deve essere sorretto da una fondazione in calcestruzzo di dimensioni idonee a sostenere il suo peso compreso
il corpo illuminante e, a seconda delle zone, a contrastare l'azione del vento. Tutti i pali in acciaio devono
essere protetti contro la corrosione tramite zincatura a caldo come previsto dalla norma UNI-EN 40 e con
riferimento alle norme ISO 1459 e 146 I pali non zincati devono essere protetti con verniciatura antiruggine,
bitumatura interna o bitumatura della parte interrata. Molto in uso sono i pali in resina poliestere , rinforzati con
fibre di vetro, soprattutto per la loro leggerezza, minima manutenzione, non attaccabili dalla corrosione ed
elevato isolamento elettrico ( non occorre la messa a terra del palo ); stesse caratteristiche hanno i pali in lega
di alluminio, più robusti dei precedenti, ma sicuramente più costosi. Non sempre risulta necessaria la
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
protezione contro i fulmini dei pali, in base alle Norma CEI 81-1 ed in base al DPR 547/55 art.39 i pali per
l'illuminazione stradale non necessitano di alcuna messa a terra.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Automezzo con cestello
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
[Intervento] Sostituzione dei pali
RISORSE D'USO
- Automezzo con cestello
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
[Intervento] Ripristino dello strato protettivo
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Automezzo con cestello
- Attrezzi manuali di uso comune
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
[Intervento] Sostituzioni di accessori
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Automezzo con cestello
- Attrezzi manuali di uso comune
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
La posa dei pali deve essere eseguita come prescritto degli elaborati di progetto, rispettando le dimensione dei
plinti e la profondità di posa, in riferimento alla loro altezza ed al peso delle armature da installare alla sommità.
In caso di pali con sbraccio, si dovrà tenere conto del peso dell'armatura e dell'azione del vento su tutta la
struttura.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Stabilità chimico-reattiva
L'impianto di illuminazione deve essere realizzato con materiali in grado di mantenere inalterate nel tempo le
proprie caratteristiche chimico-fisiche.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Corretta disposizione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Al fine di poter ottenere buoni risultati di illuminamento, i centri luce di un impianto di illuminazione, devono
essere tali da permettere una uniformità di illuminamento, evitando l'abbagliamento e zona d'ombra. La
disposizione è definita da calcoli illuminotecnici di progettazione.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Anomalie per corrosione
Valutazione: anomalia lieve
La corrosione dei pali in metallo si evidenzia con la variazione di colore della parte interessata e tuttavia è
individuabile nelle zone dove può ristagnare l'acqua o in parti dove la zincatura o lo strato di protezione
superficiale è stato mal eseguito. Eventuali urti durante la posa o la manutenzione possono provocare la perdita
di parti del materiale posto a protezione della superficie, compromettendo con il tempo l'integrità del palo. Nel
caso di bitumatura nella parte interrata, so dovrà prestare attenzione durante la posa, al fine di evitare
asportazione accidentali della superficie a protezione.
Difetti di messa a terra
Valutazione: anomalia grave
Gli inconvenienti di messa a terra dei pali in metallo possono essere avvenire sia alla base del palo, per la
rottura o mancato serraggio del conduttore di terra all'asola predisposta, sia alla rottura del conduttore G\V.
utilizzato per la messa a terra dell'armatura ( non presente per armature a doppio isolamento )
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
INTERVENTI
- Sostituzione dei pali
- Ripristino dello strato protettivo
- Sostituzioni di accessori
5.18.
CABINE ELETTRICHE
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Quando l'utente necessita di potenze elevate, è richiesta l'installazione di una cabina di trasformazione; tale
scelta spesso viene obbligata dall'ente erogatore di energia, altre volte è determinata da motivi di risparmio
economico, poichè l'energia elettrica in M.T. costa meno che in B.T. Naturalmente la realizzazione di tale
sistema, deve essere preceduta da una progettazione da parte di un professionista iscritto all'Albo ed eseguita
da ditta abilita e specializzata nel settore.
Una cabina di trasformazione Media/Bassa tensione è suddividibile principalmente in due parti, lato M.T. e lato
B.T. ad unire queste due sistemi è sempre presente un trasformatore di tensione.
La tensione in arrivo può avere vari valori, tuttavia nel caso specifico, essendo le più diffuse, saranno prese in
esame le cabine alimentate con 15 kV; da sottolineare che l'ingresso dei cavi ed il loro ammaraggio è di
esclusiva competenza dell'ente erogatore. Lo scomparto dove arrivano i cavi è normalmente ( sempre ) chiuso
e non accessibile all'utente. Le varie porte di accesso agli scomparti del lato M.T. devono essere sempre
bloccate da dispositivi che ne permettono la loro apertura solo in assenza di tensione, ciò si ottiene effettuando
manovre sequenziali sui dispositivi di protezione o di apertura, l'accesso all'interruttore generale o ai
sezionatori, deve avvenire sempre in assenza di tensione e di carico. E' bene sottolineare che solo personale
altamente addestrato e provvisto delle protezioni idonee, può entrare nel locale cabina per effettuare
manutenzione o manovre.
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Il trasformatore, parte essenziale di una cabina, può essere di due tipi, con raffreddamento ad olio o in resina,
in entrambi i casi, la macchina deve essere separata con opportune barriere ( grate o scomparti ) dal resto del
locale.
Per lato BT ( bassa tensione ) si intende il complesso di armadi dove vengono installate tutte le protezione (
interruttori magnetotermici, differenziali, apparati di misura e controllo ) delle linee montanti in uscita. Di norma
in cabina è sempre presente anche un gruppo di rifasamento automatico.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Attrezzi manuali di uso comune
- Pinza amperometrica
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (20 kV) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Dispositivi di protezione individuale
[Controllo] Verifica dei dispositivi di emergenza
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (20 kV) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
- Asta per manovre (fioretto)
[Controllo] Verifica interruttori e delle protezioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (20 kV) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
- Asta per manovre (fioretto)
[Controllo] Verifica dei parametri elettrici ( misura strumentale )
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (20 kV) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
- Asta per manovre (fioretto)
[Intervento] Lubrificazione ingranaggi e contatti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (20 kV) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
Manuale di manutenzione
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AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I
PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (20 kV) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
- Asta per manovre (fioretto)
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Gli impianti elettrici devono essere realizzati con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di
deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Ispezionabilità
L'ingresso alle cabine elettriche devono essere sgombri e facilmente accessibili per consentire un facile utilizzo
sia nel normale funzionamento sia in caso di guasti, analogo provvedimento deve essere preso al loro interno
ed in particolare in prossimità dei quadri, i quali devono essere facilmente accessibili e apribili.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Attitudine a limitare i rischi di incendio
I componenti dell'impianto elettrico devono essere realizzati ed installati in modo da limitare i rischi di probabili
incendi.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Identificabilità
I quadri e le cabine elettriche devono essere facilmente identificabili per consentire un facile utilizzo. Deve
essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori nonché le azioni da compiere in
caso di emergenza su persone colpite da folgorazione.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Sicurezza nell'impiego
Gli elementi costituenti l'impianto elettrico devono essere in grado di consentire ispezioni, manutenzioni e
sostituzioni in modo agevole ed in ogni caso senza arrecare danno a persone o cose.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corto circuiti
Valutazione: anomalia grave
Il cedimento del materiale di isolamento è causa di corto circuito che provoca l'intervento delle protezioni, le
motivazioni di tale cedimento possono essere molteplici, quali il surriscaldamento dei conduttori, l'usura delle
linee, una sovratensione esterna o un intervento imprevisto durante opere esterne.
Difetti agli interruttori
Valutazione: anomalia grave
Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle
connessioni e nei contatti di chiusura o alla presenza di umidità ambientale o di condensa. L'usura e l'elevata
frequenza di intervento dovuta a sovraccarichi, può provocare anomalie agli interruttori, con conseguente
disservizio e impossibilità di ripristino.
Difetti di taratura
Valutazione: anomalia lieve
Difetti di taratura dei contattori o degli interruttori dovuti all'usura o a frequenti interventi. Negli interruttori
scatolati la taratura sia della parte termica che di quella magnetica deve essere effettuata in ragione delle
caratteristiche dell'impianto, analogo procedimento deve essere adottato per il differenziale per il quale la
taratura prevede la regolazione del tempo di intervento e del valore della corrente di dispersione.
Interruzione dell'alimentazione principale
Valutazione: anomalia grave
Interruzione dell'alimentazione principale dovuta ad un interruzione dell'ente erogatore/gestore dell'energia
elettrica.
Interruzione dell'alimentazione secondaria
Valutazione: anomalia grave
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
L'intervento dell'interruttore generale nel lato BT, provoca l'interruzione dell'alimentazione agli utilizzatori, tale
guasto, sicuramente di tipo grave, è spesso dovuto al sovraccarico o a guasto dell'interruttore stesso.
Surriscaldamento
Valutazione: anomalia grave
Una cabina elettrica è classificata come luogo con pericolo d'incendio, questo perchè le temperature che i
componenti raggiungono durante l'esercizio possono essere elevate. L'ambiente assorbe inoltre il calore
prodotto dal o dai trasformatori, siano essi in olio o resina; a tale scopo vengono installati molto spesso
estrattori d'aria comandati da termostato. Nel caso di sovraccarichi o funzionamento continuo a regime, si può
verificare un surriscaldamento dei componenti quali interruttori, o conduttori, che dato l'ambiente, non riescono
a smaltire facilmente la loro temperatura; ciò può provocare l'intervento delle protezioni con conseguente di
servizio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Verifica dei dispositivi di emergenza
- Verifica interruttori e delle protezioni
- Verifica dei parametri elettrici ( misura strumentale )
INTERVENTI
- Lubrificazione ingranaggi e contatti
- Pulizia generale
5.19.
LINEE QUADRI E PROTEZIONI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Per linea elettrica si intende la parte dell'impianto elettrico preposta al trasporto dell'energia dal quadro elettrico
alll'utilizzatore. I conduttori utilizzati per le linee possono essere non propaganti la fiamma e non propaganti
l'incendio, entrambi devono avere bassa emissione di gas tossici ed essere dimensionati in relazione al
massimo valore di corrente da cui devono essere percorsi. A limitare il valore di corrente di una linea viene
installato, a monte di essa, un interruttore con relè termico, tarato in modo da intervenire per il valore di
corrente massimo sopportato dal conduttore.In abbinamento alla parte termica, in un interruttore, vi è un relè
magnetico, che provvede ad intervenire in caso di corto circuito con tempi sempre più brevi, in relazione al
valore della corrente di c.c.
In conformità alla legge n.46 del 5 marzo 1990, gli impianti devono essere provvisti di interruttori differenziali ad
alta sensibilità ( 0,01- 1 ) A; la presenza di queste protezioni evita il rischio di contatti diretti e indiretti con parti
sotto tensione.
Per il buon funzionamento di un interruttore differenziale ( evitare contatti indiretti ) occorre un buon impianto di
terra.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Pinza amperometrica
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo strumentale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Intervento su i contatti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Attitudine a limitare i rischi di incendio
L'utilizzo in fase di realizzazione e manutenzione di materiale idoneo all'ambiente è determinante per evitare
guasti e surriscaldamento dei componenti dell'impianto elettrico. Le linee di alimentazione e le protezioni
devono essere dimensionati in funzione delle correnti di assorbimento degli utilizzatori.
Livello minimo delle prestazioni
Ad evitare il surriscaldamento di un conduttore è indispensabile via sia a monte del conduttore stesso, una
protezione ( fusibile o interruttore termico) .
Sicurezza elettrica
Gli elementi dell'impianto elettrico devono essere in grado di evitare incidenti ai fruitori o agli operatori.
Livello minimo delle prestazioni
L'impianto elettrico deve essere sicuro ed evitare incidenti dovuti alla folgorazione; un buon impianto di terra e
l'installazione di interruttori differenziali ad alta sensibilità può ridurre tali inconvenienti.
Funzionalità
La funzionalità di un impianto elettrico è determinata soprattutto dalla sua perfetta esecuzione e dall'utilizzo di
componenti idonei e certificati. Nei casi di obbligo di progettazione, gli impianti devono essere eseguiti secondo
gli elaborati; le variazioni, gli ampliamenti e le modifiche devono essere concordate con il tecnico o con il
professionista.
Livello minimo delle prestazioni
Una manutenzione programmata e l'utilizzo corretto di un impianto elettrico, determinano il suo funzionamento
costante e corretto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Surriscaldamento
Valutazione: anomalia grave
Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento; causato da troppo assorbimento degli
utilizzatori
Corto circuiti
Valutazione: anomalia grave
Corto circuiti dovuti a difetti di isolamento nell'impianto o negli utilizzatori, a sbalzi di tensione, o a sovraccarichi.
Difetti di taratura
Valutazione: anomalia grave
Difetti di taratura dei contattori o degli interruttori dovuti all'usura o a frequenti interventi.
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Difetti agli interruttori
Valutazione: anomalia grave
Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle
connessioni e nei contatti di chiusura o alla presenza di umidità ambientale o di condensa.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Controllo strumentale
INTERVENTI
- Intervento su i contatti
- Sostituzioni
5.20.
GRUPPI ELETTROGENI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Per gruppo elettrogeno si intende il complesso formato da un generatore di energia elettrica mosso da un
motore a combustione interna; i gruppi elettrogeni vengono utilizzati come sorgenti di energia di riserva o per
l'alimentazione di servizi di sicurezza dell'impianto.
Fornitura e posa in opera di Gruppo Elettrogeno tipo VM modello GE 150, costruito secondo specifiche
Autostrade S.p.A., con potenza apparente pari a 150kVA in servizio continuo a carichi variabili, completo di
quadro elettrico di scambio, serbatoio di servizio, di cisterna gasolio a doppia parete.
Nel caso di G.E. di notevole potenza ( 500 kW ) l'utilizzo deve essere autorizzato dal Ministero dell'Industria e
deve essere denunciato all'UTF. Nel caso di installazione di gruppi elettrogeni di potenza superiore a 25 kW,
l'impianto è soggetto comunque al controllo dei Vigili del Fuoco, i quali devono rilasciare il certificato di
prevenzione incendi.
Uno dei requisiti costruttivi che tali apparati devono avere è un dispositivo automatico di arresto del motore che
deve entrare in funzione, per sovratemperatura dell'acqua di raffreddamento, per caduta di pressione o per
diminuzione del livello del olio. Altro dispositivo obbligatorio è la maniglia di intercettazione del flusso del
combustibile, da utilizzare in caso di arresto del motore. I gruppi elettrogeni possono essere utilizzati quali fonti
di riserva o per alimentare impianti di sicurezza; in questo caso la normativa prevede un tempo di entrata in
funzione del complesso di solo qualche secondo. Quando è richiesta la continuità o l'entrata in servizio in 0,5 s
il gruppo elettrogeno deve essere mantenuto in servizio continuo ( es. durante attività di pubblico spettacolo ).
Il locale dove è posto il G.E. deve essere esclusivo e idoneo, con adeguata resistenza al fuoco ( REI 120 ) e
areato opportunamente tramite una apertura di dimensioni minime di 0,5mq.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Misuratore di isolamento
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
[Controllo] Verifica apparecchiature ausiliare del gruppo
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo generale alternatore
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Manutenzione del motore
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Manutenzione elettrica
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo del rumore prodotto
Al fine di evitare il superamento delle soglie di rumore previste dalle normative, il complesso deve poggiare su
di un basamento di fondazione le cui dimensioni e materiale sono indicate dalla costruttore. Le vibrazioni
possono essere diminuite o addirittura eliminate, posando materiale idoneo ( antivibrazione ) tra il basamento e
la macchina.
Livello minimo delle prestazioni
Nell'installazione di un gruppo elettrogeno, occorre sempre rispettare le istruzioni fornite dalla casa costruttrice,
verificandone, nei casi dubbi, la loro corrispondenza.
Resistenza meccanica
Gli impianti elettrici nei locali dove risiedono i gruppi elettrogeni, devono essere realizzati con materiali in grado
di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture, sotto l'azione di determinate sollecitazioni.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Impermeabilità ai liquidi
I componenti degli impianti elettrici devono essere in grado di evitare il passaggio di fluidi liquidi per evitare alle
persone qualsiasi pericolo di folgorazione per contatto diretto secondo quanto prescritto dalla normativa.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Assenza dell'emissione di sostanze nocive
L'emissione di sostanze inquinanti o nocive deve essere limitato e tuttavia non deve mai superare i limiti
prescritti dalle norme. Il luogo d'installazione deve essere convenientemente ventilato in modo che eventuali
fumi e gas prodotti non possano propagarsi in luoghi occupati da persone. Il locale deve avere aperture di
areazione idonee con un minimo che va da 1/30 a 1/20 della superficie del locale, con una superficie minima di
( 0,5/0,75 )mq a seconda della potenza termica della macchina. La distanza del gruppo elettrogeno dalle pareti
deve essere almeno di 0,6 m, con una altezza del locale non inferiore a 2,5 m
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Attitudine a limitare i rischi di incendio
Al fine di evitare rischi di incendio, tutti i componenti devono essere installati in modo corretto, utilizzando, dove
possibili, materiale autoestinguente.
Nel caso di gruppi elettrogeni collocati all'interno di un edificio, le pareti, il soffitto ed il pavimento devono avere
una resistenza al fuoco almeno REI 120 Le porte di accesso devono aprirsi verso l'esterno ed essere
incombustibili.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Isolamento elettrico
Gli elementi dell'impianto elettrico devono essere in grado di evitare incidenti ai fruitori o agli operatori.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corto circuiti
Valutazione: anomalia grave
Sovratensioni nel circuito di alimentazione, sovraccarichi, difetti dei componenti, possono creare corti circuiti.
Difetti agli interruttori
Valutazione: anomalia grave
Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle
connessioni e nei contatti di chiusura o alla presenza di umidità ambientale o di condensa.
Difetti di taratura
Valutazione: anomalia grave
Difetti di taratura dei contattori o degli interruttori dovuti all'usura o a frequenti interventi.
Surriscaldamento
Valutazione: anomalia grave
Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento; causato da troppo assorbimento degli
utilizzatori
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Verifica apparecchiature ausiliare del gruppo
- Controllo generale alternatore
INTERVENTI
- Manutenzione del motore
- Manutenzione elettrica
5.21.
QUADRI ELETTRICI DI PIANO
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I quadri elettrici hanno il compito di distribuire ai vari livelli dove sono installati l'energia elettrica proveniente
dalla linea principale di adduzione. Sono supporti o carpenterie che servono a racchiudere le apparecchiature
elettriche di comando e/o a preservare i circuiti elettrici. Nel caso in esame è del tipo a bassa tensione BT. Le
strutture più elementari sono centralini da incasso, in materiale termoplastico autoestinguente, con indice di
protezione IP40, fori asolati e guida per l'assemblaggio degli interruttori e delle morsette. Questi centralini si
installano all'interno dei locali civili e possono essere anche a parete.
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Impermeabilità ai liquidi
I componenti degli impianti elettrici devono essere in grado di evitare il passaggio di fluidi liquidi per evitare alle
persone qualsiasi pericolo di folgorazione per contatto diretto secondo quanto prescritto dalla normativa.
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PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Resistenza meccanica
I componenti degli impianti di illuminazione devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di
posa, onde evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. L'emettitore di luce deve, se necessario,
essere protetto da eventuali urti o sollecitazioni esterne.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Ispezionabilità
I quadri devono essere facilmente accessibili per consentire un facile utilizzo sia nel normale funzionamento
che in caso di guasto.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli minimi decisi in fase di progetto.
Sicurezza elettrica
Al fine di evitare, guasti o pericoli per l'incolumità delle persone, negli impianti di illuminazione esterna devono
essere presi tutti quei provvedimenti idonei e previsti dalle normative.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative.
Attitudine a limitare i rischi di incendio
Al fine di evitare rischi di incendio, tutti i componenti devono essere installati in modo corretto, utilizzando, dove
possibili, materiale autoestinguente.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Identificabiltà
I quadri devono essere facilmente identificabili per consentire un facile utilizzo. Deve essere presente un
cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interrutori e le azioni da compiere in caso di emergenza su
persone colpite da folgorazione.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli minimi decisi in fase di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Surriscaldamento
Valutazione: anomalia grave
Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento. Esso può essere dovuto ad
ossidazione delle masse metalliche.
Interruzione dell'alimentazione secondaria
Valutazione: anomalia grave
Interruzione dell'alimentazione secondaria dovuta a guasti al circuito secondario o al gruppo elettrogeno.
Interruzione dell'alimentazione principale
Valutazione: anomalia grave
Interruzione dell'alimentazione principale dovuta ad interruzione dell'ente erogatore dell'energia elettrica.
Disconnessione dell'alimentazione
Valutazione: anomalia grave
Disconnesione dell'alimentazione dovuta a difetti di messa a terra, di sovraccario di tensione di alimentazione,
di corto circuito imprevisto.
Difetti di taratura
Valutazione: anomalia lieve
Difetti di taratura dei contatori di collegamento o della protezione.
Difetti agli interruttori
Valutazione: anomalia grave
Difetti agli interruttori magnetotermici o differrenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle
connessioni o alla presenza di umidità ambientale o di condensa.
Corto circuito
Valutazione: anomalia grave
Corto circuito dovuto a difetti nell'impianto di messa a terra, sbalzi di tensione (sovraccarichi) o altro.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Verifica degli interuttori
- Controllo generale
- Verifica cartellini indicatori
- Verifica apparecchiature di taratura e controllo
- Verifica protezioni
INTERVENTI
- Pulizia generale
- Lubrificazione ingranaggi e contatti
5.22.
TUBAZIONI E CANALIZZAZIONI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I conduttori degli impianti elettrici, escluso casi particolari ( utilizzo di cavi a doppio isolamento ) , devono essere
protetti da tubazione o canalizzazione, non sono ammessi conduttori a vista o direttamente murati in parete. I
condotti utilizzati ( canale o tubazioni ) devono essere del tipo autoestinguenti, la loro posa può essere a vista o
sottotraccia; è importante per la manutenzione dell'impianto, ad esempio nella sostituzione dei conduttori, che
le tubazioni sia integre e non abbiano subito manomissioni o surriscaldamento con conseguente deformazione.
Nel caso di canalizzazioni in metallo, è obbligatorio eseguire l'equipotenzialità dei vari elementi effettuando un
collegamento elettrico tra di loro. Ogni tipo di tubazione o condotto deve fare capo ad una scatola di
derivazione, che in relazione al tipo di impianto, deve possedere un grado di protezione definito genericamente
con la sigla IP XX, il valore viene previsto in fase di progetto. Per facilitare l'individuazione dei vari tipi di
impianto, spesso vengono utilizzate tubazioni di diverso colore; nel caso di posa delle linee in ambienti
particolari, devono essere utilizzate tubazioni di tipo pesante, aventi cioè caratteristiche meccaniche migliori.
Anche questi tipi di componenti dell'impianto elettrico devono essere marcati CE.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
[Intervento] Ripristino del grado di protezione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Tutte le canalizzazioni devono essere idonee all'ambiente e tali da poter resistere a sollecitazioni meccaniche
ed a urti; ad evitare rotture o deformazioni, in particolari ambiente, si utilizzano tubazioni in ferro.
Livello minimo delle prestazioni
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Manuale di manutenzione
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Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I
PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Funzionalità
Gli impianti elettrici possono essere eseguiti in posa a parete o sottotraccia, in entrambi i casi la tubazione o la
canalizzazione utilizzata deve essere autoestinguente e marcata CE. Le condutture, al loro interno, devono
avere un terso dell'area libera da conduttori, in modo da poter effettuare agevolmente la sostituzione o la
verifica di sfilabilità dei conduttori stessi. Il grado di protezione dei cavidotti deve essere adeguato all'ambiente
di posa, in riferimento alla presenza di corpi estranei ed alla presenza di umidità o acqua ( IP 20 - IP65 ).
Nella stessa tubazione non possono essere posizionati conduttori a tensione diversa, ne doppino telefonico, ne
cavo TV a meno di utilizzare canalizzazioni con settori isolati.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Deformazione delle tubazioni
Valutazione: anomalia grave
Sono frequenti i casi di canalizzazioni o tubazioni che per effetto della temperatura dell'ambiente, per usura o
per sollecitazioni esterne, subiscono deformazioni o rotture. I punti deboli di un impianto in tubazione a parete
sono le giunzioni e gli ingressi nelle scatole di derivazione. Urti, eccessiva vicinanza a sorgenti di calore,
possono essere causa di deformazione e rottura delle tubazioni.
Rottura delle tubazioni
Valutazione: anomalia grave
La presenza di forti fonti di calore o tipi di lavorazioni con movimentazione di macchine o materiale,
determinano rotture e deformazioni delle tubazioni o delle canalizzazioni.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
INTERVENTI
- Ripristino del grado di protezione
- Verifica conduttori
5.23.
UTILIZZATORI E PRESE
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Per poter alimentare un utilizzatore possono essere usati due modi, alimentarlo direttamente con una linea
proveniente dal quadro o tramite una spina da inserire in una delle prese dell'impianto. L'alimentazione diretta
si utilizza per apparati non mobili, pompe, condizionatori, grosse apparecchiature; per utilizzatori trasportabili o
soggetti a movimento vengono normalmente utilizzate le prese. Qualunque impianto elettrico presenta punti
deboli nelle giunzioni o nei contatti mobili, le prese, definiti contatti mobili, sono soggette a provocare guasti e
disservizi; in particolare quando l'utilizzatore allacciato assorbe una corrente superiore a quella nominale della
presa o quando più utilizzatori sono collegati tramite attacchi multipli ad una singola presa. Al fine di evitare
guati o corti circuiti è opportuno proteggere la presa o un gruppo prese con un interruttore magnetotermico
avente una corrente nominale non superiore alla portata dei conduttori e delle singole prese.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Misuratore di isolamento
- Pinza amperometrica
[Controllo] Controllo strumentale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Comodità di uso e manovra
Le prese e le spine devono essere realizzate con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso,
di funzionalità e di manovrabilità.
Livello minimo delle prestazioni
In particolare l'altezza di installazione dal piano di calpestio dei componenti deve essere compresa fra 0.40 e 40
m, ad eccezione di quei componenti il cui azionamento avviene mediante comando a distanza (ad. es.
telecomando a raggi infrarossi).
Resistenza meccanica
Gli impianti elettrici devono essere realizzati con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di
deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Sicurezza nell'impiego
Gli elementi dell'impianto elettrico devono essere in grado di evitare incidenti ai fruitori o agli operatori.
Livello minimo delle prestazioni
L'impianto elettrico deve essere sicuro ed evitare incidenti dovuti alla folgorazione; un buon impianto di terra e
l'installazione di interruttori differenziali ad alta sensibilità può ridurre tali inconvenienti.
Attitudine a limitare i rischi di incendio
L'utilizzo in fase di realizzazione e manutenzione di materiale idoneo all'ambiente è determinante per evitare
guasti e surriscaldamento dei componenti dell'impianto elettrico. Le linee di alimentazione e le protezioni
devono essere dimensionati in funzione delle correnti di assorbimento degli utilizzatori.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corto circuiti
Valutazione: anomalia grave
Corto circuiti dovuti a difetti di isolamento nell'impianto o negli utilizzatori, a sbalzi di tensione, o a sovraccarichi.
Difetti agli interruttori
Valutazione: anomalia grave
Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle
connessioni e nei contatti di chiusura o alla presenza di umidità ambientale o di condensa.
Difetti di taratura
Valutazione: anomalia lieve
Difetti di taratura dei contattori o degli interruttori dovuti all'usura o a frequenti interventi.
Surriscaldamento
Valutazione: anomalia grave
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento. Può essere dovuto da ossidazione
delle masse metalliche.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Controllo strumentale
INTERVENTI
- Sostituzioni
5.24.
APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Gli apparecchi per l'illuminazione interna sono essenzialmente composti da tre parti: la carenatura, il gruppo
elettrico e il gruppo ottico. La funzione della carenatura è quella di proteggere i componenti interni dagli agenti
esterni. Per armature poste ad altezza inferiore a 3 m dal suolo, al fine di evitare manomissioni, il vano lampada
e accessori deve esse apribile solo con l'utilizzo di attrezzo idoneo. Nelle armature poste ad altezza superiore
a 3 m, l'apertura della carena determina, tramite contatti a molla, il distacco immediato dell'energia, ciò per
evitare incidenti agli operatori.
La lampada, il reattore, l'accenditore, il condensatore di rifasamento e gli accessori di collegamento fanno parte
del gruppo elettrico.
Il gruppo ottico viene suddiviso in: riflettore, utilizzato per distribuire tramite superfici speculari la luce emessa
dalla lampada (si definiscono cut-off i riflettori che evitano l'abbagliamento), il rifrattore o diffusore, costituito da
coppe, globi o gonnelle in vetro o in materiale plastico prismatizzato che dirigono i raggi della luce in direzioni
prestabilite.
Le caratteristiche elettriche degli apparecchi di illuminazione possono essere riferite: alla protezione contro i
contatti diretti ed indiretti e cioè vengono definiti apparecchi di classe I (provvisti di morsetto di terra), di calasse
II (provvisti di isolamento speciale, non necessitano di collegamento a terra). La protezione contro i contatti
diretti e contro la penetrazione dei liquidi e delle poveri è determinante dal grado di protezione IP (IP 22- IP 65),
la sua severità è evidenziata dalla numerazione più alta.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo del collegamento di terra
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Automezzo con cestello
- Attrezzi manuali di uso comune
- Misuratore di isolamento
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
[Controllo] Controllo visivo
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Automezzo con cestello
- Attrezzi manuali di uso comune
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Misuratore di isolamento
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
[Intervento] Manutenzione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Automezzo con cestello
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzioni di accessori
RISORSE D'USO
- Automezzo con cestello
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Corretta disposizione
Al fine di poter ottenere buoni risultati di illuminamento, i centri luce di un impianto di illuminazione, devono
essere tali da permettere una uniformità di illuminamento, evitando l'abbagliamento e zona d'ombra. La
disposizione è definita da calcoli illuminotecnici di progettazione.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Resistenza meccanica
I componenti degli impianti di illuminazione devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di
posa, onde evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. L'emettitore di luce deve, se necessario,
essere protetto da eventuali urti o sollecitazioni esterne.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Grado di protezione
Poichè i componenti di un impianto di illuminazione esterna sono soggetti ad eventi atmosferici, acqua, umidità,
polvere, la loro costruzione ed il loro grado di protezione IP deve essere idoneo, nei vari elementi, ad evitare la
penetrazione di tali agenti esterni. Inoltre i componenti stessi devono essere costruiti con appositi materiali atti
a prevenirne la deformazione causata dal funzionamento ordinario o/e alla normale esposizione ai raggi solari.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e le istruzioni di installazione.
Sicurezza elettrica
Al fine di evitare, guasti o pericoli per l'incolumità delle persone, negli impianti di illuminazione esterna devono
essere presi tutti quei provvedimenti idonei e previsti dalle normative.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Difetti di messa a terra
Valutazione: anomalia grave
Il distacco del conduttore G/V dal punto di fissaggio è spesso dovuto dalla rottura del capicorda o dalla rottura
del conduttore stesso, causata dall'azione del vento. Non di rado il conduttore di terra viene reciso durante i
lavori di manutenzione della faccia.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo del collegamento di terra
- Controllo visivo
INTERVENTI
- Manutenzione
- Sostituzioni di accessori
5.25.
LAMPADE FLUORESCENTI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le lampade fluorescenti sono particolarmente economiche ed offrono un'efficienza luminosa che può
raggiungere un massimo di 104 lm/W, presentano inoltre una vasta gamma di tonalità di colorazione, oltre ad
una varietà di modelli che si differenziano per potenza e struttura.
Sostanzialmente le lampade fluorescenti possono essere di vario tipo: lineari e circolari aventi varie
caratteristiche cromatiche e potenze diverse; compatte ( tipo integrate ) dette a risparmio energetico con
circuito di alimentazione elettronico incorporato, ( tipo non integrate) ugualmente a risparmio energetico ma con
l'accessorio del portalampada e del reattore di tipo appropriato ed esterno alla lampada.
La loro utilizzazione trova naturale applicazione in tutti gli ambienti sia civili, commerciali che industriali.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Scaleo o ponteggio mobile
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione delle lampade
RISORSE D'USO
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
- Scaleo o ponteggio mobile
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Corretta disposizione
Al fine di poter ottenere buoni risultati di illuminamento, i centri luce di un impianto di illuminazione, devono
essere tali da permettere una uniformità di illuminamento, evitando l'abbagliamento e zona d'ombra. La
disposizione è definita da calcoli illuminotecnici di progettazione.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Resistenza meccanica
I componenti degli impianti di illuminazione devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di
posa, al fine di evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. L'emettitore di luce deve, se
necessario, essere protetto da eventuali urti o sollecitazioni esterne.
Livello minimo delle prestazioni
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Sicurezza elettrica
Al fine di evitare, guasti o pericoli per l'incolumità delle persone, negli impianti di illuminazione esterna devono
essere presi tutti quei provvedimenti idonei e previsti dalle normative.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative.
Grado di protezione
Poichè i componenti di un impianto di illuminazione esterna sono soggetti ad eventi atmosferici, acqua, umidità,
polvere, la loro costruzione ed il loro grado di protezione IP deve essere idoneo, nei vari elementi, ad evitare la
penetrazione di tali agenti esterni. Inoltre i componenti stessi devono essere costruiti con appositi materiali atti
a prevenirne la deformazione causata dal funzionamento ordinario o/e alla normale esposizione ai raggi solari.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e le istruzioni di installazione.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Abbassamento livello di illuminazione
Valutazione: anomalia lieve
L'inefficienza della lampada può essere causata dall'approssimarsi del suo limite di vita, dalla polvere
depositatasi su di essa o sulla superficie riflettente o sul vetro di protezione dell'armatura. L'approssimarsi
dell'esaurimento della lampada è facilmente visibile dalla banda nera che si forma ai due estremi.
Avarie
Valutazione: anomalia grave
Lo spegnimento della lampada può essere causato da vari fattori, il normale ciclo di vita della lampada, il
mancato serraggio corretto della lampada sugli attacchi, uno dei contatti di alimentazione ( linea, start,
reattore), un sostanziale abbassamento della tensione di alimentazione oltre il valore definito dalla casa
produttrice. Le frequenti accensioni e spegnimenti diminuiscono la vita della lampada.
Intervento delle protezioni
Valutazione: anomalia grave
L'intervento delle protezioni magnetotermiche o differenziali poste al'inizio della linea di alimentazione, causato
da un corto circuito o una dispersione, è la causa del disservizio, non possono essere tuttavia escluse,
interruzioni della linea di alimentazione per cause diverse, quali lavori di scavo nella zona, cedimenti del
sottosuolo con conseguente rottura dei conduttori. La non perfetta tenuta delle guarnizioni sia dell'armatura che
di altre parti dell'impianto, può provocare l'ingresso di acqua o l'accumularsi di condensa con conseguente
diminuzione del grado di protezione IP dell'impianto e quindi degli interruttori.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
INTERVENTI
- Sostituzione delle lampade
5.26.
ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
In mancanza dell'illuminazione ordinaria è spesso necessario e talvolta obbligatorio avere un impianto di
illuminazione di sicurezza; la presenza di tali tipo d'impianto permette, in caso di black-out di evitare panico tra i
presenti . Per alcuni tipi di attività, anche se non obbligatorio, è consigliabile l'installazione di alcune lampade di
riserva ad esempio del tipo autoalimentate, in particolare dove è presente il pubblico.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
L'illuminazione di sicurezza, dove è obbligatoria, ha il compito di segnalare le vie di esodo, al fine di permettere
il deflusso corretto agli occupanti di un edificio o di un locale, verso luoghi ritenuti sicuri.
Alcune particolari tipi di attività di lavoro, possono diventare pericolose in caso di improvvisa mancanza
d'illuminazione, per la presenza di organi accessibili in movimento; in questi casi è quindi obbligatorio disporre
di un impianto di illuminazione di sicurezza, al fine di poter concludere le eventuali lavorazioni pericolose.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
[Intervento] Sostituzione delle lampade e degli elementi
RISORSE D'USO
- Pinza amperometrica
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di isolamento
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Corretta disposizione
Al fine di poter ottenere buoni risultati di illuminamento, l'installazione delle lampade di sicurezza, deve essere
tale da permettere una uniformità di illuminamento, rendendo così sicuro l'esodo o la prosecuzione dell'attività.
La disposizione è definita da calcoli illuminotecnici di progettazione. L'autonomia dell'impianto di illuminazione
di sicurezza è determinata dal tipo di ambiente a cui è destinato ( 30 - 60 )min.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Resistenza meccanica
I componenti degli impianti di illuminazione di sicurezza devono avere caratteristiche meccaniche idonee
all'ambiente di posa, al fine di evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. L'emettitore di luce
deve, se necessario, essere protetto da eventuali urti o sollecitazioni esterne.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e raccomandati dalla casa costruttrice.
Sicurezza elettrica
Al fine di evitare, guasti o pericoli per l'incolumità delle persone, negli impianti di illuminazione devono essere
presi tutti quei provvedimenti idonei e previsti dalle normative. La scelta del tipo di illuminazione deve essere
effettuata in relazione all'ambiente ed la tipo di attività che viene svolta; un ambiente può essere ordinario, con
pericolo di incendio e di esplosione, umido, bagnato.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative.
Grado di protezione
Poichè i componenti di un impianto di illuminazione di sicurezza possono essere installati in diversi tipi di
ambienti, la loro costruzione ed il loro grado di protezione IP deve essere idoneo, ad evitare guasti o alterazioni
. Tutti i componenti devono essere costruiti con appositi materiali atti a prevenirne la deformazione causata dal
funzionamento ordinario o/e all'ambiente d'installazione.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e le istruzioni di installazione.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Abbassamento livello di illuminazione
Valutazione: anomalia lieve
Il mancato funzionamento può essere dovuto all'usura della lampada, al precario serraggio sull'attacco, al
distacco di un conduttore o alla rottura del organo di comando. La diminuzione del livello di illuminamento può
essere causata dall'abbassamento della tensione di alimentazione o dalla sporcizia depositatosi sulla superficie
della lampada; nelle lampade autoalimentate, causa di mal funzionamento può essere dovuta al livello di carica
delle batterie o al loro deterioramento.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Avarie
Valutazione: anomalia grave
Possibili avarie possono derivare da corto circuiti degli apparecchi, usura degli accessori o installazione di
componenti non idonei. Nelle lampade autoalimentate, la mancata ricarica delle batterie o il loro esaurimento,
può essere causa di disservizio.
Intervento delle protezioni
Valutazione: anomalia grave
Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle
connessioni, alla presenza di umidità ambientale, alla condensa o all'usura.
Nelle lampade autoalimentate, l'intervento delle protezione, non permette la ricarica delle batterie.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
INTERVENTI
- Sostituzione delle lampade e degli elementi
5.27.
MACCHINARI PER ASCENSORE/MONTACARICHI ELETTRICO
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA
TRASPORTO)
(IMPIANTO
FISSO
DI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
L'impianto "macchine" di un ascensore/montacarichi elettrico è costituito dall'argano a motore (elettrico a
corrente alternata) che aziona puleggia e funi per le movimentazioni della cabina. Sia l'argano che la puleggia
sono posti dentro un apposito locale posto sopra (o sotto) il vano corsa dell'ascensore/montacarichi
comunemente detto locale macchine. Recentemente sono stati introdotti, in alternativa al locale macchine, gli
"armadi", molto contenuti in dimensioni, atti al contenimento dell'argano. Questo tipo di ascensore/montacarichi
non ha limitazioni sulla massima corsa dello stesso.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo della struttura
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo dei livelli
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo scorrimento funi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo apertura freno
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Intervento] Pulizia delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Detergenti
[Intervento] Aggiunta olio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Tornitura puleggia
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione puleggia
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione motore argano
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione ferodi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo della scabrosità
Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate.
Livello minimo delle prestazioni
Per i livelli minimi prestazionali legati alla scabrosità della puleggia occorre che questa sia priva di fessure
pericolose o sporgenze tali da compromettere la funzionalità dell'elemento.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Gli elementi del locale macchina devono avere caratteristiche meccaniche idonee alle rispettive funzionalità.
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e richiesti dalle normative vigenti.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
I locali macchina quale livello minimo prestazionale, devono garantire un livello di pulizia accettabile in
considerazione della funzione che svolgono.
Ispezionabilità
Attitudine dell'elemento ad essere agevolmente ispezionato al fine di verificarne lo stato di conservazione e
funzionalità e di consentirne l'eventuale successiva riparazione o sostituzione.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare ispezioni con facilità,
senza creare pregiudizio all'intero sistema.
Gli elementi presenti al di sotto della pedana devono garantire condizioni di conformità per un dato periodo
dopo effettuata la manutenzione periodica, quali la lubrificazione, torniture, ecc.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Cattivo scorrimento funi
Valutazione: anomalia grave
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Cattivo scorrimento delle funi sulla puleggia a seguito dell'usura della stessa o per altre cause esterne.
Rottura motore, argano
Valutazione: anomalia grave
Rottura del motore a seguito di eccessivo funzionamento, mancanza di olio o altra causa.
Frenatura argano
Valutazione: anomalia grave
Mancata, o parziale, apertura del freno sull'argano.
Degrado struttura
Valutazione: anomalia grave
Degrado della struttura del locale macchine.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo della struttura
- Controllo dei livelli
- Controllo scorrimento funi
- Controllo apertura freno
INTERVENTI
- Pulizia delle superfici
- Aggiunta olio
- Tornitura puleggia
- Sostituzione puleggia
- Sostituzione motore argano
- Sostituzione ferodi
5.28.
VANO CORSA
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA
TRASPORTO)
(IMPIANTO
FISSO
DI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Il vano corsa (o vano ascensore) è il vano entro al quale sono posti la cabina, le funi, le guide di scorrimento e
l'eventuale contrappeso (talvolta, nei più recenti, anche il macchinario), gli interruttori di extracorsa, la catena di
compensazione, e gli ammortizzatori di cabina. Il vano corsa deve essere munito di un proprio impianto
d'illuminazione indipendente da tutti gli altri circuiti, la distanza che a cui i corpi illuminanti devono essere
installati non deve superare i 7 metri. Tutti i corpi illuminanti devono essere protetti meccanicamente contro gli
urti. Il comando per l'accensione delle lampade deve essere realizzato tramite due deviatori posti all'estremità
del vano corsa e muniti di segnalazione luminosa. Nel vano corsa non devono essere installate tubazioni o
canalizzazioni appartenenti ad altri impianti.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Misuratore di isolamento e di terra
[Controllo] Controllo impianto elettrico
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
Manuale di manutenzione
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Misuratore di isolamento e di terra
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
[Controllo] Controllo contatti serrature
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di isolamento e di terra
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
[Intervento] Verifica conduttori
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di isolamento e di terra
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
[Intervento] Intervento sulle connessioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di isolamento e di terra
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
[Intervento] Lubrificazione guide
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia vano corsa
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo della scabrosità
Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate.
Livello minimo delle prestazioni
Per i livelli minimi prestazionali legati alla scabrosità dei vani corsa occorre che questi siano privi di fessure
pericolose o sporgenze tali da compromettere la funzionalità dell'elemento.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I componenti del vano corsa devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di posa, al fine di
evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di
progetto e richiesti dalle normative vigenti.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
I vani corsa quale livello minimo prestazionale, devono garantire un livello di pulizia accettabile in
considerazione della funzione che svolgono.
Sicurezza elettrica
Necessità di avere componenti ed impianti elettrici rispondenti alle normative in materia di sicurezza sul lavoro
e prevenzione infortuni, pertanto è necessario che l'impianto stesso sia provvisto di interruttori differenziali e
impianto di terra.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative e dagli elaborati di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Difetti di connessione
Valutazione: anomalia grave
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Difetti di connessione delle masse con conseguente interruzione della continuità dei conduttori fino al nodo
equipotenziale.
Corrosioni
Valutazione: anomalia grave
I motivi della corrosione possono derivare da varie cause; si può avere una corrosione per reazioni chimiche,
una corrosione per cause elettrochimiche ed anche per correnti vaganti. In tutte questi casi occorre proteggere
il dispersore e i collegamenti utilizzando quale protezione superficiale una pellicola di zinco o materiale di
protezione.
Difetti strutturali
Valutazione: anomalia grave
Difetti strutturali legati ad errori progettuali o a degradi in atto, in funzione del tipo di materiale impiegato.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Controllo impianto elettrico
- Controllo contatti serrature
INTERVENTI
- Verifica conduttori
- Intervento sulle connessioni
- Lubrificazione guide
- Pulizia vano corsa
5.29.
CABINA
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA
TRASPORTO)
(IMPIANTO
FISSO
DI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
La cabina è la struttura, in materiale metallico o di vetro, che permette lo spostamento di persone, attraverso il
vano corsa, verso l'alto o il basso; analoga funzione svolge il piano di carico per i montacarichi unica differenza
che il suo utilizzo avviene per oggetti o materiali vari.
Le pareti interne della cabina possono essere talvolta rivestite in legno trattato (ignifugo) o mediante pellicole
plastiche.
Le dimensioni della cabina sono dettate dagli spazi a disposizione e dall'offerta del mercato, ad ogni qual modo
l'altezza interna deve essere maggiore o uguale a 2,00 metri. Nei casi possibili, la cabina deve essere
progettata in modo da consentire l'accesso o l'uso da parte di disabili, pertanto di dimensioni idonee secondo
quanto previsto dalla normativa sull'abbattimento delle barriere architettoniche.
Le porte della cabina solitamente sono a scorrimento orizzontale (talvolta possiamo anche trovarne a due ante,
oppure a scorrimento verticale o a soffietto). Sopra la cabina è presente "l'arcata di cabina" che è la struttura di
sostegno della cabina stessa ai macchinari di trazione e dove è ubicato il paracadute di sicurezza,
recentemente di tipo bidirezionale, ossia che interviene per contrastare eccessive velocità sia in discesa che in
salita.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Pinza amperometrica
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzatura manuale di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo impianto elettrico
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzatura manuale di uso comune
- Luxometro
[Intervento] Pulizia delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Detergenti
[Intervento] Sostituzione interruttori
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzatura manuale di uso comune
[Intervento] Intervento sui contatti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzatura manuale di uso comune
[Intervento] Sostituzione conduttori
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzatura manuale di uso comune
[Intervento] Sostituzione del rivestimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione cabina
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
I componenti della cabina devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di posa, al fine di
evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di
progetto e richiesti dalle normative vigenti.
Controllo della scabrosità
Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate.
Livello minimo delle prestazioni
Per i livelli minimi prestazionali legati alla scabrosità della cabina questi sono correlati all'utilizzo che viene fatto
della cabina stessa, pertanto dovendo essere utilizzata da utenti, oltre che da addetti alla manutenzione, deve
avere le superfici prive di scabrosità.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le cabine quale livello minimo prestazionale, devono garantire un livello di pulizia accettabile in considerazione
della funzione che svolgono.
Resistenza al fuoco
I componenti degli impianti devono avere caratteristiche fisiche idonee all'ambiente di posa, i conduttori utilizzati
negli impianti di cabina devono essere autoestinguenti.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e raccomandati dalla casa costruttrice, così come
richiesto dalle normative vigenti.
Sicurezza elettrica
Necessità di avere componenti ed impianti elettrici rispondenti alle normative in materia di sicurezza sul lavoro
e prevenzione infortuni, pertanto è necessario che l'impianto stesso sia provvisto di interruttori differenziali e
impianto di terra.
Livello minimo delle prestazioni
Le dispersioni elettriche possono essere verificate controllando i collegamenti equipotenziali e di messa a terra
dei componenti dell'impianto, mediante misurazioni del livello d'isolamento. Devono essere rispettati i parametri
elettrici previsti dalle normative e dagli elaborati di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corto circuiti
Valutazione: anomalia grave
Corto circuiti dovuti a difetti di isolamento nell'impianto o negli utilizzatori, a sbalzi di tensione, o a sovraccarichi.
Surriscaldamento
Valutazione: anomalia grave
Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento; causato da troppo assorbimento degli
utilizzatori
Difetti agli interruttori
Valutazione: anomalia grave
Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle
connessioni e nei contatti di chiusura o alla presenza di umidità ambientale o di condensa.
Usura pavimento
Valutazione: anomalia lieve
Usura del rivestimento del pavimento legata sia al tipo di materiale impiegato che alla frequenza di utilizzo
dell'ascensore stesso.
Atti vandalici
Valutazione: anomalia lieve
Presenza di graffi, scritte, urti e deformazioni dovuti ad atti vandalici.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Controllo impianto elettrico
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
INTERVENTI
- Pulizia delle superfici
- Sostituzione interruttori
- Intervento sui contatti
- Sostituzione conduttori
- Sostituzione del rivestimento
- Sostituzione cabina
5.30.
GUIDE DI CABINA
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA
TRASPORTO)
(IMPIANTO
FISSO
DI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le guide di cabina servono per consentire il movimento della cabina dell'ascensore e del contrappeso. Sono
realizzate con elementi metallici fissati alla struttura portante (cemento armato o acciaio) con forme solitamente
a doppio T, a T o a fungo ancorate alla struttura portante ogni 150 cm circa. Le guide devono sostenere la
cabina con i suoi effetti dinamici ed anche tutte le sollecitazioni derivanti dall'eventuale apertura del paracadute
di sicurezza.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo della struttura
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo del serraggio dei bulloni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Chiave dinamometrica
- Opere provvisionali
[Intervento] Pulizia e lubrificazione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Solventi
- Opere provvisionali
[Intervento] Sostituzione dell'elemento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Sostituzione dei perni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Chiave dinamometrica
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Intervento] Sostituzione pattini
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Sostituzione pattini o ruote
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e raccomandati dalla casa costruttrice oltre che dalla
normativa vigente.
Controllo della scabrosità
Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate.
Livello minimo delle prestazioni
Le guide devono avere tutte le superfici prive di parti scabrose, spigoli. Il livello minimo prestazionale è funzione
del materiale impiegato e tipologia prescelta, facendo riferimento alle norme vigenti ed in particolare alle norme
UNI.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo che le guide devono garantire per la sostituibilità delle parti o del tutto è funzione delle guide
stesse, della sua composizione e della sua accessibilità nel caso di interventi di manutenzione.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corrosione del materiale
Valutazione: anomalia grave
Deterioramento dell'acciaio con formazione di ruggine e continua sfaldatura; relativa riduzione della sezione
resistente.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e morfologiche dei profili e degli elementi strutturali, accompagnate spesso dalla perdita
delle caratteristiche di resistenza e stabilità degli elementi stessi.
Imbozzamento
Valutazione: anomalia grave
Corrugamento dell'anima dei profilati accompagnato dalla perdita di resistenza e stabilità degli elementi stessi.
Allentamento dei bulloni
Valutazione: anomalia grave
Allentamento dei bulloni con conseguente perdita di funzionalità della piastra di giunzione.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo della struttura
- Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
- Controllo del serraggio dei bulloni
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
INTERVENTI
- Pulizia e lubrificazione
- Sostituzione dell'elemento
- Sostituzione dei perni
- Sostituzione pattini
- Sostituzione pattini o ruote
5.31.
FUNI E CONTRAPPESO
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA
TRASPORTO)
(IMPIANTO
FISSO
DI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le funi di un'ascensore servono per il collegamento della cabina al contrappeso. Sono utilizzate per gli impianti
elettrici ed idraulici normali, mentre non sono presenti negli impianti idraulici a trazione diretta. Le funi, almeno
tre in acciaio, sono avvolte su una puleggia ed hanno dimensioni tali da sostenere il carico, e le sollecitazioni
aggiuntive, derivanti dalla cabina secondo quanto prescritto dalla norma ISO 434
Il contrappeso è l'elemento che serve per far muovere la cabina grazie all'aderenza delle funi sulla puleggia.
Esso è costituito da elementi in ghisa o di cemento di peso pari alla cabina incrementato del 50%, posti su una
struttura in acciaio a sua volta collegata alle funi.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo usura pattini
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione fune
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione pattini
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo della scabrosità
Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate.
Livello minimo delle prestazioni
Per i livelli minimi prestazionali legati alla scabrosità delle funi, per quanto riguarda i fili rotti occorre sottolineare
che le funi portanti devono essere sostituite qualora nel tratto maggiormente degradato (per una lunghezza di
8-10 diametri a seconda se la fune abbia 8 o 6 trefoli), i fili rotti visibili abbiano una sezione totale maggiore del
10% della sezione della fune originaria.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I componenti delle funi e del contrappeso devono avere caratteristiche meccaniche idonee, al fine di evitare
deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e
richiesti dalle normative vigenti.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Livello minimo delle prestazioni
Le funi quale livello minimo prestazionale, devono garantire un livello di pulizia accettabile in considerazione
della funzione che svolgono.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza
creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo a elementi di comune diffusione.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Fili rotti
Valutazione: anomalia grave
Per una fune i fili rotti visibili debbono avere una sezione totale minore del 10% della sezione della fune
originaria.
Problemi di scorrimento
Valutazione: anomalia grave
Problemi di scorrimento legati all'usura o ad imperfezioni sui pattini del contrappeso.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Controllo usura pattini
INTERVENTI
- Sostituzione fune
- Sostituzione pattini
5.32.
PORTE DI PIANO
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA
TRASPORTO)
(IMPIANTO
FISSO
DI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Per porte di piano si intendono le porte, previste ai sensi della direttiva 95/16/Ce, disposte ai vari piani per
l'accesso alla cabina dell'ascensore, ma qualora l'ascensore non sia presente al piano costituiscono l'elemento
di chiusura del varco e garantiscono dalla caduta nel vano corsa. Tali porte, in metallo o in vetro, sono
solitamente automatiche a scorrimento orizzontale (ma possiamo trovarne ancora ad una o due ante),
comandate da un dispositivo disposto sulla cabina dell'ascensore che garantisce l'apertura solidalmente a
quelle dell'ascensore stesso. La larghezza minima di dette porte è 80 cm.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo chiusura
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzi manuali di uso comune
Manuale di manutenzione
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo contatti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di isolamento e di terra
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
[Intervento] Pulizia delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Detergenti
[Intervento] Pulizia soglia
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione porta
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo della scabrosità
Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate.
Livello minimo delle prestazioni
Per i livelli minimi prestazionali legati alla scabrosità della porta questi sono correlati all'utilizzo che viene fatto
della porta stessa, pertanto poichè viene toccata da utenti, oltre che da addetti alla manutenzione, deve avere
le superfici prive di scabrosità.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I componenti delle porte di piano devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di posa, al fine
di evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di
progetto e richiesti dalle normative vigenti.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le porte quale livello minimo prestazionale, devono garantire un livello di pulizia accettabile in considerazione
della funzione che svolgono.
Resistenza al fuoco
Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni
tali da modificare il livello prestazionale.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e raccomandati dalla casa costruttrice, così come
richiesto dalle normative vigenti. I livelli minimi di resistenza al fuoco richiesti ad ogni elemento costruttivo
variano in funzione del tipo di edificio, come specificato nella tabella riportata nel D.M 30.11983:
- Supermercati, magazzini, Edifici industriali con prodotti infiammabili Classe REI 120
Le coperture di aree a rischio di parti dell'edificio (autorimesse, depositi di materiali combustibili, centrale
termica, ecc.) devono inoltre rispettare le normative in vigore per tali attività. Per una parete interna i livelli
minimi di resistenza al fuoco possono essere valutati mediante prova di laboratorio così come dettato dalla
norma prEN 1364-1 [Prove di resistenza al fuoco di elementi non portanti negli edifici- Partizioni].
Sicurezza elettrica
Necessità di avere componenti ed impianti elettrici rispondenti alle normative in materia di sicurezza sul lavoro
e prevenzione infortuni, pertanto è necessario che l'impianto stesso sia provvisto di interruttori differenziali e
impianto di terra.
Livello minimo delle prestazioni
Manuale di manutenzione
PG114
MU.005
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Pagina 149 di 241
AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I
PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Le dispersioni elettriche possono essere verificate controllando i collegamenti equipotenziali e di messa a terra
dei componenti dell'impianto, mediante misurazioni del livello d'isolamento. Devono essere rispettati i parametri
elettrici previsti dalle normative e dagli elaborati di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Deformazioni
Valutazione: anomalia lieve
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(urti, impatti, ecc.).
Atti vandalici
Valutazione: anomalia lieve
Presenza di graffi, scritte, murales, ecc. dovuti ad atti vandalici.
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie e sulle soglie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (carte,
detriti, ecc.).
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Controllo chiusura
- Controllo contatti
INTERVENTI
- Pulizia delle superfici
- Pulizia soglia
- Sostituzione porta
5.33.
IMPIANTO ELETTRICO
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA
TRASPORTO)
(IMPIANTO
FISSO
DI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
L'impianto elettrico dell'ascensore (e della padana) ha lo scopo di fornire energia elettrica ai locali (cabina, vano
corsa) ed ai macchinari preposti al movimento del piano mobile. La linea destinata all'alimentazione
dell'impianto deve essere di tipo esclusivo, il suo utilizzo deve essere dedicato solo per l'impianto
dell'ascensore, ciò per evitare che eventuali disservizi non facenti parte dell'impianto, provochino l'intervento
degli interruttori di protezione con conseguente blocco dei motori destinati al sollevamento della cabina.
L'impianto elettrico deve essere sempre diviso in due settori separati con le rispettive protezioni; alla linea di
forza motrice (F.M.) che alimenta i motori non possono essere derivate linea per l'alimentazione di prese di
servizio o parti dell'illuminazione. Per quanto concerne l'impianto di illuminazione, in questo è compresa:
l'illuminazione della cabina, del vano corsa e del locale macchina; le prese di servizio installate nell'impianto
devono essere derivate da tale settore. La presenza di un interruttore generale a protezione della linea
montante, deve essere di tipo selettivo e tale che non intervenga per guasti locali. In riferimento alle normative
vigenti, i circuiti elettrici degli ascensori devono essere installati in modo tale che non sia possibile confonderli
con gli altri, inoltre un eventuale guasto non deve provocare situazioni pericolose e il funzionamento
dell'ascensore deve dipendere da meccanismi controllati da un circuito di comando a sicurezza intrinseca.
L'interruttore generale della F.M. deve essere ubicato in posizione facilmente accessibile dall'accesso del locale
macchinario, inoltre tale interruttore deve essere del tipo bloccabile in posizione di apertura , a mezzo di
lucchetto o dispositivo equivalente.
Il dimensionamento dei componenti sia della F.M. che dell'impianto di illuminazione deve essere eseguito
secondo progetto elaborato da un professionista iscritto all'Albo.
Manuale di manutenzione
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AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Pinza amperometrica
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzatura manuale di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
[Controllo] Controllo strumentale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzatura manuale di uso comune
[Intervento] Sostituzioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzatura manuale di uso comune
[Intervento] Intervento sui contatti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzatura manuale di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
I componenti degli impianti devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di posa, al fine di
evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e raccomandati dalla casa costruttrice.
Grado di protezione
Poichè i componenti dell'impianto sono soggetti a umidità e polvere, la loro costruzione ed il loro grado di
protezione IP deve essere idoneo ad evitare la penetrazione di tali agenti . Tutti i componenti devono essere
costruiti con appositi materiali atti a prevenirne la deformazione causata dal funzionamento ordinario o
eventuali incendi.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e le istruzioni di installazione.
Sicurezza elettrica
Necessità di avere componenti ed impianti elettrici rispondenti alle normative in materia di sicurezza sul lavoro
e prevenzione infortuni, pertanto è necessario che l'impianto stesso sia provvisto di interruttori differenziali e
impianto di terra.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative e dagli elaborati di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corto circuiti
Valutazione: anomalia grave
Manuale di manutenzione
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AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Corto circuiti dovuti a difetti di isolamento nell'impianto o negli utilizzatori, a sbalzi di tensione, o a sovraccarichi.
Surriscaldamento
Valutazione: anomalia grave
Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento causati da eccessivo assorbimento
degli utilizzatori.
Difetti di taratura
Valutazione: anomalia grave
Difetti di taratura dei contattori o degli interruttori dovuti all'usura o a frequenti interventi.
Difetti agli interruttori
Valutazione: anomalia grave
Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle
connessioni e nei contatti di chiusura o alla presenza di umidità ambientale o di condensa.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Controllo strumentale
INTERVENTI
- Sostituzioni
- Intervento sui contatti
5.34.
QUADRO ELETTRICO E QUADRO DI MANOVRA
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA
TRASPORTO)
(IMPIANTO
FISSO
DI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Il quadro elettrico, sempre posizionato nel locale macchine, vede installate nel suo interno tutte le protezioni (
interruttori, sezionatori, relè, ecc..) utilizzate per l'alimentazione elettrica degli apparati; in esso devono essere
sempre presenti i due interruttori generali, uno per l'illuminazione e l'altro per i motori ( F.M. ) : quest'ultimo
dovrà essere corredato di bobina di sgancio, azionabile tramite pulsante di emergenza, per l'arresto della corsa
della cabina. A monte di tale quadro, in prossimità del gruppo di misura, dovrà essere sempre presente un
interruttore generale a servizio esclusivo dell'impianto ascensore. Nel caso di divisione delle linee, illuminazione
e F.M. direttamente alla partenza, oltre all'interruttore generale, si dovrà provvedere ad installare, in apposito
contenitore, i due interruttori a protezione delle linee derivate; nel locale macchine sarà presente ugualmente
un quadro contenente le sole protezioni dei vari settori.
Il quadro di manovra contiene tutti i meccanismi elettrici ed elettromeccanici idonei all'alimentazione dei motori
di sollevamento della cabina.
Da evidenziare che la manutenzione dei due quadri è normalmente di competenza di tecnici diversi. Il quadro
elettrico può essere installato, verificato e modificato da installatori aventi i requisiti previsti dalla sola legge
46/90, al quadro di manovra possono accedere e operare solo installatori in regime di garanzia di qualità, i quali
devono rilasciare, a fine intervento, una dichiarazione CE di conformità.
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzatura manuale di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
I componenti degli impianti devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di posa, al fine di
evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e raccomandati dalla casa costruttrice.
Manuale di manutenzione
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AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Grado di protezione
Capacità di avere costituzione, e quindi grado di protezione IP, idonea ad evitare la penetrazione di umidità e
polvere.
Livello minimo delle prestazioni
E' opportuno che i componenti dell'impianto siano realizzati ed installati secondo quanto indicato dalle norme e
come raccomandato dalle ditte costruttrici di detti materiali e componenti. Devono essere rispettati i livelli
previsti in sede di progetto e le istruzioni di installazione.
Sicurezza elettrica
Necessità di avere componenti ed impianti elettrici rispondenti alle normative in materia di sicurezza sul lavoro
e prevenzione infortuni, pertanto è necessario che l'impianto stesso sia provvisto di interruttori differenziali e
impianto di terra.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative e dagli elaborati di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corto circuiti
Valutazione: anomalia grave
Corto circuiti dovuti a difetti di isolamento nell'impianto o negli utilizzatori, a sbalzi di tensione, o a sovraccarichi.
Surriscaldamento
Valutazione: anomalia grave
Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento, causato da eccessivo assorbimento
degli utilizzatori.
Difetti agli interruttori
Valutazione: anomalia grave
Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle
connessioni e nei contatti di chiusura, o alla presenza di umidità ambientale o di condensa.
Difetti di taratura
Valutazione: anomalia grave
Difetti di taratura dei contattori o degli interruttori, dovuti all'usura o a frequenti interventi.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Controllo strumentale
INTERVENTI
- Sostituzioni
- Intervento sui contatti
5.35.
PULSANTIERA
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA
TRASPORTO)
(IMPIANTO
FISSO
DI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Per pulsantiere si intendono gli elementi dedicati al comando dell'ascensore. Sono ubicati sia ai vari piani, per
la chiamata dello stesso, che all'interno della cabina per la selezione del piano prescelto, oltre ai dispositivi di
allarme e segnalazione.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Pinza amperometrica
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
Manuale di manutenzione
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AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzatura manuale di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
[Intervento] Sostituzione lampadine
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di prova per interruttori differenziali
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Attrezzatura manuale di uso comune
[Intervento] Sostituzione pulsanti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le pulsantiere, quale livello minimo prestazionale, devono garantire un livello di pulizia accettabile in
considerazione della funzione che svolgono.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza
creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo a elementi di comune diffusione.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Insufficiente illuminazione
Valutazione: anomalia grave
Insufficiente illuminazione dell'ambiente ove è presente la porta di piano o dell'interno della cabina, o difetti
della lampada presente nella pulsantiera.
Rottura pulsanti
Valutazione: anomalia lieve
Rottura dei pulsanti a seguito di eccessivo uso o a causa di graffi, urti e deformazioni dovuti ad atti vandalici.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
INTERVENTI
- Sostituzione lampadine
- Sostituzione pulsanti
5.36.
PEDANA ELETTROIDRAULICA
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA
TRASPORTO)
(IMPIANTO
FISSO
DI
Manuale di manutenzione
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AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
L'impianto "macchinario" pedana elottroidraulica di dimensioni standard, è dotato di certificazioni CE, secondo
la norma UNI CEI 45014 e targhetta di identificazione fissata permanente. Per altre spiegazioni sull'uso si
rimanda al libretto d'uso e manutenzione della macchina.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo della struttura
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo dei livelli
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo raccordi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo pistone
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Detergenti
[Intervento] Aggiunta olio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Controllo gruppo valvole
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione guarnizioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Serraggio giunzioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione centralina
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione pistone-cilindro
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Gli elementi del locale macchina devono avere caratteristiche meccaniche idonee alle rispettive funzionalità.
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e richiesti dalle normative vigenti.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
I locali macchina quale livello minimo prestazionale, devono garantire un livello di pulizia accettabile in
considerazione della funzione che svolgono.
Ispezionabilità
Attitudine dell'elemento ad essere agevolmente ispezionato al fine di verificarne lo stato di conservazione e
funzionalità e di consentirne l'eventuale successiva riparazione o sostituzione.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare ispezioni con facilità,
senza creare pregiudizio all'intero sistema.
Gli elementi presenti al di sotto della pedana devono garantire condizioni di conformità per un dato periodo
dopo effettuata la manutenzione periodica, quali la lubrificazione, torniture, ecc.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Cattive tenute
Valutazione: anomalia grave
Cattive tenute delle guarnizioni presenti sul pistone e dei raccordi dei tubi.
Perdite olio
Valutazione: anomalia grave
Perdite di olio dalla centralina con ripercussioni nel locale macchine.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
- Controllo della struttura
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo dei livelli
- Controllo raccordi
- Controllo pistone
INTERVENTI
- Pulizia delle superfici
- Aggiunta olio
- Controllo gruppo valvole
- Sostituzione guarnizioni
- Serraggio giunzioni
- Sostituzione centralina
- Sostituzione pistone-cilindro
5.37.
TUBAZIONI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO IDROSANITARIO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le tubazioni facenti parte dell'impianto idrico-sanitario asservono a tutti quelli che sono i sistemi di distribuzione
dell'acqua sia calda che fredda nel manufatto edilizio. Nel progetto in esame esse sono realizzate in acciaio
zincato, sono opportunamente coibentate secondo gli spessori previsti dalla L.10/91 e sono certificate per
l'utilizzo che devono asservire.
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo coibentazione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo manovrabilità delle valvole
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo delle staffature
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia tubazioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed i componenti dell'impianto non funzionino
correttamente verificare la tenuta e la pulizia delle tubazioni.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui le tubazioni non devono venire in contatto, consultare
attentamente il libretto di uso e manutenzione.
Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione
Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento.
Livello minimo delle prestazioni
Al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema di distribuzione dell'acqua calda, sarà necessario
verificare la corretta coibentazione di tutte le tubazioni, verificare i rendimenti delle singoli componenti e
confrontarli con quelli previsti dalle normative e dai costruttori.
Pulibilità
Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del
sistema idrico-sanitario ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto.
Controllo della pressione e della velocità di erogazione
Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Le tubazioni devono essere dimensionate in modo che l'impianto idrico-sanitario sia in grado di rispettare i
rendimenti, la potenza e tutte le caratteristiche tecniche di legge.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corrosione
Valutazione: anomalia grave
Presenza di depositi di ossido sulle tubazioni.
Difetti ai raccordi o alle connessioni
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Valutazione: anomalia lieve
Presenza di perdite di fluido in presenza di connessioni o saldature.
Allentamento degli ancoraggi
Valutazione: anomalia grave
Sistemi di fissaggio staffe ecc. che presentano viti o bulloni allentati
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo coibentazione
- Controllo generale
- Controllo manovrabilità delle valvole
- Controllo delle staffature
INTERVENTI
- Pulizia tubazioni
5.38.
VALVOLE E SARACINESCHE
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO IDROSANITARIO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le valvole sono di vario tipo e servono per vari utilizzi, per esempio ad escludere parti di impianto su cui
eseguire la manutenzione, a permettere la taratura degli impianti, a bilanciare i flussi, a deviare i flussi, a
miscelare, ecc. Le valvole vengono certificate dal costruttore a seconda dell'uso e funzione che vanno a
compiere, pertanto ci sono valvole omologate per acqua calda e fredda, ecc. Le valvole possono essere ad
azione manuale, quindi la chiusura e apertura è comandata da un operatore oppure possono essere azionate
da servomotori elettrici comandati da microinterruttori o da centraline di comando e regolazione, queste ultime
vengono definite elettrovalvole. Vi sono inoltre delle valvole a passaggio unidirezionale che servono per evitare
dei ritorni di flussi inversi e le valvole di sicurezza.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo tenuta valvole
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo manovrabilità delle valvole
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo sistema automatico di riempimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo sonde di regolazione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Termometro elettronico
Manuale di manutenzione
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AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I
PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo funzionale valvole di sicurezza
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
[Controllo] Controllo motore attuatori
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
[Intervento] Pulizia otturatore
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Lubrificazione elementi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed i componenti dell'impianto non funzionino
correttamente verificare la tenuta e la pulizia delle tubazioni.
Pulibilità
Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione ed ogni qualvolta il livello
di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto.
Controllo della pressione e della velocità di erogazione
Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Le valvole e le saracinesche devono essere dimensionate in modo che l'impianto sia in grado di rispettare i
rendimenti, la potenza e tutte le caratteristiche tecniche di legge.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui i componenti di un sistema di riscaldamento e di
distribuzione dell'ACS non devono venire in contatto, consultare attentamente il libretto di uso e manutenzione.
Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione
Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento.
Livello minimo delle prestazioni
Al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema, sarà necessario verificare la corretta coibentazione delle
valvole e delle saracinesche, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con quelli previsti
dalle normative e dai costruttori.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corrosione
Valutazione: anomalia lieve
Presenza di depositi di ossidi.
Manuale di manutenzione
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AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Difficoltà nella manovra
Valutazione: anomalia grave
Difficoltà di manovra delle valvole e delle saracinesche.
Malfunzionamento delle valvole di regoalzione
Valutazione: anomalia lieve
Le valvole installate sull'impianto non rispondono ai comandi dei sensori.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo tenuta valvole
- Controllo manovrabilità delle valvole
- Controllo sistema automatico di riempimento
- Controllo sonde di regolazione
- Controllo funzionale valvole di sicurezza
- Controllo motore attuatori
INTERVENTI
- Pulizia otturatore
- Lubrificazione elementi
- Pulizia generale
5.39.
APPARECCHI SANITARI E RUBINETTERIA
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO IDROSANITARIO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Gli apparecchi sanitari e la relativa rubinetteria sono gli elementi dell'impianto idrico che consentono agli utenti
lo svolgimento delle operazioni connesse agli usi igienici e sanitati utilizzando l'acqua calda e/o fredda. Tra di
essi troviamo i vasi igienici, i bidet, i lavabi, il piatto doccia la vasca da bagno e saranno el tipo normale oppure
conformati perchè possano essere utilizzati da persone con ridotte capacità motorie. In quest'ultimo caso il
locale dovrà avere dimensioni minime di 180x180 cm.
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Regolarità delle finiture
Realizzazione nel rispetto della regola d'arte e presentazione di finiture prive di difetti.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale degli elementi in oggetto, al fine di garantire lla regolarità delle finiture, è
regolamentato dalle specifiche norme UNI vigenti. In particolare tutte le superfici devono avere cartteristiche di
uniformità e continuità di rivestimento e non devono presentare traccia di riprese o aggiunte di materiale.
Comodità d'uso e manovra
Facilità d'uso, funzionalità e manovrabilità.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale degli apparecchi sanitari al fine di garantire la comodità d'uso e di manovra è
regolamentato dalle norme UNI vigenti, ed i requisiti e valori di riferimento sono deducibili dalle regole
progettuali più comuni.
Resistenza a manovre e sforzi d'uso
Capacità di contrastare il prodursi di deformazioni o rotture in seguito ad operazioni di manovra e di utilizzo.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale degli elementi terminali di erogazione, al fine di garantire la resistenza sotto
l'azione di sollecitazioni derivanti da manovre e sforzi d'uso, è regolamentato dalle specifiche norme UNI
vigenti.
Manuale di manutenzione
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Controllo della portata dei fluidi
Capacità di garantire i valori minimi di portata dei fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Il dimensionamento delle reti di distribuzione dell'acqua freddda e calda può essere veriificato mediante
l'individuazione della portata massima contemporanea utlizzando il metodo delle unità di carico. Pertanto
bisogna accertare che facendo funzionare contemporaneamente tutte le bochette di erogazione dell'acqua
fredda previste in fase di calcolo per almeno 30 minuti consecutivi, la portata di ogni bocchetta rimanga
invariata e pari a quella di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Interruzione del fluido di alimentazione
Valutazione: anomalia grave
Interruzione dell'alimentazione dovuta ad una sospensione di erogazione da parte dell'ente gestore.
Incrostazioni
Valutazione: anomalia lieve
Accumuli di materiale di deposito all'interno delle tubazioni ed in prossimità dei filtri.
Difetti alle valvole
Valutazione: anomalia grave
Difetto di funzionamento delle valvole dovuti ad errori di posa in opera o errato dimensionamento delle stesse.
Difetti ai raccordi o alle connessioni
Valutazione: anomalia grave
Perdita di fluido in prossimità dei raccordi dovute ad errori o sconnessioni delle giunzioni.
Corrosione
Valutazione: anomalia grave
Corrosione delle tubazioni di adduzione con evidenti segni di decadimento delle stesse3 evidenziato con
cambio di colore e presenza di ruggine
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
- Verifica di ancoraggio
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Verifica dei flessibil
- Verifica di tenuta degi scarichi
INTERVENTI
- Rimozione calcare
- Disostruzione degli scarichi
5.40.
SCALDA ACQUA ELETTRICO
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO IDROSANITARIO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Lo scalda acqua elettrico è costituito da una caldaia vetroporcellanata ed è corredato di termostato di
regolazione, termometro, valvola di sicurezza. E' completo di staffe di sostegno e flessibili di collegamento alla
rete.
La capacità sarà di 15-30-50-80 litri.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo tenuta dei circuiti e serbatoio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo stato della coibentazione
RISORSE D'USO
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo delle valvole di sicurezza
RISORSE D'USO
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
[Controllo] Controllo collegamenti elettrici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione delle guarnizioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Ripristino della coibentazione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia
RISORSE D'USO
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento e l'impianto o i componenti non siano in grado di
garantire il corretto funzionamento o la tenuta dei componenti di cui è costituito, chiamare il personale addetto
alla manutenzione..
Tenuta all'acqua
Capacità di impedire l'infiltrazione o le perdite di acqua.
Livello minimo delle prestazioni
Le prestazioni minime dei materiali e componenti devono essere quelle riportate nella scheda tecnica del
costruttore e inoltre devono essere quelle previste dal progetto.
Comprensibilità delle manovre
Capacità di consentire manovre comprensibili.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui le istruzioni siano incomprensibili è necessario richiedere delle nuove istruzioni di uso o l'aiuto di
personale esperto.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui gli accumuli non devono venire in contatto, consultare
attentamente il libretto di uso e manutenzione.
Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione
Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento.
Livello minimo delle prestazioni
Al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema di distribuzione di ACS sarà necessario verificare la
corretta coibentazione di macchinari e degli accessori, verificare i rendimenti delle singoli componenti e
confrontarli con quelli previsti dalle normative e dai costruttori.
Pulibilità
Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del
sistema ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto.
Controllo della temperatura dei fluidi
Capacità di mantenere costante o, comunque entro valori prefissati, la temperatura dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
La temperatura dei fluidi utilizzati deve essere quella consigliata dal costruttore al fine di ottenere le rese
termiche dichiarate.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Difetti di tenuta sistema
Valutazione: anomalia grave
Difetti dovuti alla perdita di fluido in pressione dovuto alla cattiva tenuta dei raccordi o a forature del serbatoio
dovute ad azione corrosiva
Difetto di coibentazione
Valutazione: anomalia grave
Perdita parziale o totale del rivestimento con conseguente dispersioni termiche o formazioni di condense
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo tenuta dei circuiti e serbatoio
- Controllo stato della coibentazione
- Controllo delle valvole di sicurezza
- Controllo collegamenti elettrici
INTERVENTI
- Sostituzione delle guarnizioni
- Ripristino della coibentazione
- Pulizia
5.41.
SISTEMA SOLARE
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO IDROSANITARIO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I Sistemi di produzione di acqua calda per uso sanitario sono costituiti da uno o più pannelli captatori
adeguatamente dimensionato, da un sistema di circolazione che veicola il fluido termovettore all'interno di un
scambiatore abbinato ad un serbatoio di accumulo coibentato, dove il calore viene ceduto all'acqua.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo tenuta dei circuiti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo della temperatura del fluido accumulato
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Termometro elettronico a contatto
[Controllo] Controllo funzionamento pompe
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Tester/Pinza amperometrica
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Intervento] Regolazione organi di controllo
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Termometro elettronico
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Verifica della tenuta dei raccordi e giunzioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Verifica del funzionamento delle pompe
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento e l'impianto non sia in grado di garantire il corretto
funzionamento o la tenuta dei componenti di cui è costituito, chiamare il personale addetto alla manutenzione..
Tenuta all'acqua
Capacità di impedire l'infiltrazione o le perdite di acqua.
Livello minimo delle prestazioni
Le prestazioni minime dei materiali e componenti facenti parte di un impianto di distribuzione o di un sistema di
produzione, nonchè dell'impianto stesso devono essere quelle riportate nella scheda tecnica del costruttore,
inoltre devono essere quelle previste dal progetto.
Comprensibilità delle manovre
Capacità di consentire manovre comprensibili.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui le istruzioni siano incomprensibili ed i quadri di comando presentino delle pulsantiere troppo
complesse, e necessario richiedere delle nuove istruzioni di uso o l'aiuto di personale esperto.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui sistemi solari, o gli altri componenti di un sistema di
riscaldamento o di un impianto di riscaldamento non devono venire in contatto, consultare attentamente il
libretto di uso e manutenzione.
Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione
Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento.
Livello minimo delle prestazioni
al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema di produzione, sarà necessario verificare la corretta
coibentazione di macchinari e degli accessori, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con
quelli previsti dalle normative e dai costruttori.
Pulibilità
Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del
sistema di produzione ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto.
Limitazione dei rischi di esplosione
Attitudine a non innescare e/o alimentare reazioni esplosive.
Livello minimo delle prestazioni
Verificare che i locali dove sono alloggiati i sistemi di produzione solare rispettino le vigenti norme di sicurezza
e prevenzione incendi.
Controllo delle dispersioni
Attitudine ad impedire fughe di gas, fluidi o elettricità.
Livello minimo delle prestazioni
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Le dimensioni dei cablaggi elettrici e delle tubazioni di mandata e di ritorno dei fluidi scaldanti devono essere
dimensionate in modo da garantire il corretto funzionamento dei pannelli.
Controllo della pressione e della velocità di erogazione
Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
I sistemi di produzione solare devono essere in grado di rispettare i rendimenti, la potenza e tutte le
caratteristiche tecniche dichiarate dal costruttore.
Controllo della portata dei fluidi
Attitudine ad assicurare i valori della portata dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
Il numero e la potenza pannello solare installato devono garantire il raggiungimento della temperatura ambiente
prevista in sede di progettazione.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Difetti di regolazione
Valutazione: anomalia grave
Anomalia del sistema che controlla le temperature di lavoro, dovuta al mal funzionamento del termostato di
regolazione
Difetti di circolazione
Valutazione: anomalia lieve
Difetti riconducibili a malfunzionamento dei sistemi di circolazione forzata
Difetti di tenuta impianto
Valutazione: anomalia lieve
Difetti dovuti alla perdita di fluido in pressione dovuto alla cattiva tenuta dei raccordi presenti nel sistema
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo tenuta dei circuiti
- Controllo della temperatura del fluido accumulato
- Controllo funzionamento pompe
INTERVENTI
- Regolazione organi di controllo
- Verifica della tenuta dei raccordi e giunzioni
- Verifica del funzionamento delle pompe
5.42.
TUBAZIONI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le tubazioni facenti parte di un impianto termico asservono a tutti quelli che sono i sistemi di adduzione e
distribuzione dei combustibili e dei fluidi termovettori. Il sistema di adduzione del combustibile è costituita da
una sola tubazione di mandata che può essere in rame, polietilene, acciaio zincato, acciaio catramato, in ogni
caso le tubazioni dovranno essere omologate per il tipo di combustibile utilizzato. le tubazioni che fanno parte
della distribuzione del fluido termovettore dalla caldaia sino ai singoli corpi scaldanti possono essere di acciaio
mannesman, in rame, o in multistrato comunque devono essere opportunamente coibentate secondo gli
spessori previsti dalla L.10/91 ed anche queste devono essere certificate per l'utilizzo che devono asservire.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo coibentazione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo manovrabilità delle valvole
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo delle staffature
RISORSE D'USO
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
[Intervento] Pulizia tubazioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed i componenti dell'impianto non funzionino
correttamente verificare la tenuta e la pulizia delle tubazioni.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui i generatori, i bruciatori, le caldaie, o gli altri
componenti di un sistema di riscaldamento o di un impianto di riscaldamento non devono venire in contatto,
consultare attentamente il libretto di uso e manutenzione.
Controllo della temperatura dei fluidi
Capacità di mantenere costante o, comunque entro valori prefissati, la temperatura dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
La temperatura dei fluidi utilizzati deve essere quella consigliata dal costruttore al fine di ottenere le rese
termiche dichiarate.
Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione
Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento.
Livello minimo delle prestazioni
al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema di riscaldamento o impianto di riscaldamento, sarà
necessario verificare la corretta coibentazione di macchinari e degli accessori, verificare i rendimenti delle
singoli componenti e confrontarli con quelli previsti dalle normative e dai costruttori.
Pulibilità
Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del
sistema di riscaldamento ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto.
Controllo della portata dei fluidi
Attitudine ad assicurare i valori della portata dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
Il diametro delle tubazioni installate deve garantire il corretto funzionamenti dei componenti facenti parte di un
impianto termico.
Controllo delle dispersioni
Attitudine ad impedire fughe di gas, fluidi o elettricità.
Livello minimo delle prestazioni
Le dimensioni dei cablaggi elettrici e delle tubazioni di adduzione del combustibile devono essere dimensionate
in modo da garantire il corretto funzionamento delle caldaie.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Controllo della pressione e della velocità di erogazione
Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Le tubazioni devono essere dimensionate in modo che l'impianto termico sia in grado di rispettare i rendimenti,
la potenza e tutte le caratteristiche tecniche di legge.
Resistenza al fuoco
Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni
tali da modificarne il livello prestazionale.
Livello minimo delle prestazioni
In caso che le tubazioni debbano essere installati in locali che presentino delle problematiche di incendio o che
la potenza da installare sia superiore ai 116 kW è necessario consultare i Vigili del fuoco competenti per
territorio.
Limitazione dei rischi di esplosione
Attitudine a non innescare e/o alimentare reazioni esplosive.
Livello minimo delle prestazioni
Verificare che i locali dove sono alloggiati i generatori di calore siano permanentemente ventilati mediante
idonee aperture di aerazione di dimensioni non inferiori a quelle riportate dalle vigenti norme di sicurezza e
prevenzione incendi.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corrosione
Valutazione: anomalia grave
Presenza di depositi di ossido sulle tubazioni
Difetti ai raccordi o alle connessioni
Valutazione: anomalia lieve
presenza di perdite di fluido in presenza di connessioni o saldature
Allentamento degli ancoraggi
Valutazione: anomalia grave
Sistemi di fissaggio staffe ecc. che presentano viti o bulloni allentati
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
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CONTROLLI
- Controllo coibentazione
- Controllo generale
- Controllo manovrabilità delle valvole
- Controllo delle staffature
INTERVENTI
- Pulizia tubazioni
5.43.
CONDIZIONATORI AUTONOMI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Il condizionatore autonomo monoblocco condensato ad aria è costituito essenzialmente dal contenitore dato da
una struttura in lamiera galvanizzata e pannelli in acciaio verniciato rivestiti internamente con materiale isolante
termo-acustico, facilmente asportabili; un compressore ermetico scroll completo di protezione contro le
sovratemperature, sovracorrenti e contro le temperature eccessive del gas di mandata; un condensatore ad
espansione diretta a pacco alettato in tubi di rame ed alette in alluminio; un evaporatore a espansione diretta a
pacco alettato in tubi di rame ed alette in alluminio; la sezione filtrante con filtro di tipo rigenerabile; un
elettroventilatore centrifugho; il circuito frigorifero; il quadro elettrico.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo scambio termico
RISORSE D'USO
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Termometro elettronico
[Controllo] Controllo dispositivi di comando
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Termometro elettronico
- Tester/Pinza amperometrica
[Controllo] Controllo condensa
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo circuito refrigerante
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo motore ventilatore
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
[Controllo] Controllo gas frigorigeno
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo tenuta
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Strumento cercafughe
[Controllo] Controllo del compressore ermetico
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Apparecchiature specifiche
[Controllo] Controllo batteria scambio termico
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Verifica allarmi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo circuiti elettrici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Termometro elettronico
- Tester/Pinza amperometrica
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Intervento] Pulizia bacinella raccolta condensa
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Acqua corrente e spugne
[Intervento] Taratura dispositivi
RISORSE D'USO
- Strumenti di taratura
- Dispositivi di protezione individuale
[Intervento] Pulizia filtri
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Aspirapolvere
[Intervento] Lubrificazione cuscinetti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia batterie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Acqua corrente e spazzole
[Intervento] Pulizia generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Acqua corrente e spugne
- Attrezzi manuali di uso comune
- Aspirapolvere
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo della temperatura dei fluidi
Capacità di mantenere costante o, comunque entro valori prefissati, la temperatura dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
La temperatura dei fluidi utilizzati deve essere quella consigliata dal costruttore al fine di ottenere le rese
termiche dichiarate.
Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione
Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento.
Livello minimo delle prestazioni
Al fine di assicurare un rendimento elevato, sarà necessario verificare la corretta coibentazione di macchinari e
degli accessori, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con quelli previsti dalle normative
e dai costruttori.
Controllo della temperatura dell'aria ambiente
Capacità di mantenere una temperatura costante nell'ambiente riscaldato.
Livello minimo delle prestazioni
La temperatura dell'aria ambiente deve essere misurata sia nella parte centrale che in punti periferici
dell'ambiente riscaldato ad una altezza di circa 5 m, al fine di verificare che la temperatura ambiente rispetti
quella di progetto, includendo una tolleranza di +/- 0.5°C nel periodo invernale e +/- 1°C nel periodo estivo.
Controllo del rumore prodotto
Attitudine a non produrre eccessivo rumore
Livello minimo delle prestazioni
L'installazione dei condizionatori dovrà garantire il rispetto dei valori di emissione sonora riportati dalla
normativa vigente, pertanto se ne sconsiglia l'installazioni in punti in cui si possono avere fenomeni di
ridondanza acustica od in luoghi dove la normativa prevede soglie di rumore più basse di quelle riportate sul
libretto rilasciato dal costruttore.
Resistenza meccanica
Manuale di manutenzione
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AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed il macchinario non sia in grado di garantire il
corretto funzionamento o la tenuta dei componenti di cui è costituito, consultare il manuale di uso e
manutenzione e effettuare tutte le operazione previste prima di rimettere in funzione il macchinario stesso.
Controllo delle dispersioni
Attitudine ad impedire fughe di gas, fluidi o elettricità.
Livello minimo delle prestazioni
Le dimensioni dei cablaggi elettrici e delle tubazioni di adduzione devono essere dimensionate in modo da
garantire il corretto funzionamento dell'impianto.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui i condizionatori non devono venire in contatto,
consultare attentamente il libretto di uso e manutenzione.
Pulibilità
Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del
sistema o impianto di riscaldamento ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni
dell'impianto.
Controllo della portata dei fluidi
Attitudine ad assicurare i valori della portata dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
La potenza installata devono garantire il raggiungimento della temperatura ambiente prevista in sede di
progettazione.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Difetti di tenuta
Valutazione: anomalia lieve
Perdite di fluido in prossimità delle valvole o sulla stessa batteria.
Difetti di ventilazione
Valutazione: anomalia lieve
Difetto di portata d'aria dovuto ad un malfunzionamento del ventilatore o alla presenza di sporcizia sul filtro
Difetti di regolazione
Valutazione: anomalia lieve
Difetti di regolazione dei dispositivi di controllo e taratura.
Perdite del gas frigorigeno
Valutazione: anomalia grave
Perdite di fluido frigorigeno dal sistema.
Rumorosità
Valutazione: anomalia lieve
Rumore eccessivo prodotto dal motore del ventilatore e del compressore
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo scambio termico
- Controllo dispositivi di comando
- Controllo condensa
- Controllo circuito refrigerante
- Controllo motore ventilatore
- Controllo gas frigorigeno
- Controllo tenuta
Manuale di manutenzione
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AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Controllo del compressore ermetico
- Controllo batteria scambio termico
- Verifica allarmi
- Controllo circuiti elettrici
INTERVENTI
- Pulizia bacinella raccolta condensa
- Taratura dispositivi
- Pulizia filtri
- Lubrificazione cuscinetti
- Pulizia batterie
- Pulizia generale
5.44.
VENTILCONVETTORI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I termoconvettori e i fan-coil detti normalmente convettori per riscaldare o raffreddare l'aria ambiente sfruttando
il principio della convezione forzata, sono costituiti da una o due batterie alettate in alluminio attraversate da
tubazioni in rame (ranghi), all'interno delle quali circola il fluido termovettore, da un ventilatore che provvede al
ricircolo dell'aria ambiente e da una carcassa metallica che contiene il tutto. Sulla carcassa metallica sono
inoltre installati i filtri dell'aria di ripresa nella parte bassa, il quadro di comando del convettore e le griglie di
mandata dell'aria. Il ventilatore del convettore può essere di due tipi, centrifugo per portate maggiori o
tangenziale per minori portate e minore rumorosità. L'aria ambiente attraversa il convettore entrando dalla parte
bassa ed esce da quella alta dopo aver attraversato la batteria di scambio termico.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Termometro elettronico
[Controllo] Controllo tenuta acqua
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo motore ventilatore
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
[Controllo] Controllo batterie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo sistema comando
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo quadro comando
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controlli elettrici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
[Intervento] Pulizia filtri
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Aspirapolvere
[Intervento] Pulizia batterie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Acqua corrente e spazzole
[Intervento] Pulizia bacinella raccolta condensa
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Acqua corrente e spugne
[Intervento] Sostituzione filtri e cuscinetti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Lubrificazione elementi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo della temperatura dei fluidi
Capacità di mantenere costante o, comunque entro valori prefissati, la temperatura dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
La temperatura dei fluidi utilizzati deve essere quella consigliata dal costruttore al fine di ottenere le rese
termiche dichiarate.
Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione
Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento.
Livello minimo delle prestazioni
Al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema di climatizzazione, sarà necessario verificare la corretta
coibentazione di macchinari e degli accessori, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con
quelli previsti dalle normative e dai costruttori.
Assenza dell'emissione di odori sgradevoli
Attitudine a non produrre e/o emettere odori sgradevoli.
Livello minimo delle prestazioni
Per evitare che i convettori siano causa di diffusione di odori sgradevoli, occorre installarli in locali ed in modo
da evitare l'immissione in tali ambienti di sostanze nocive o maleodoranti.
Controllo della temperatura dell'aria ambiente
Capacità di mantenere una temperatura costante nell'ambiente riscaldato.
Livello minimo delle prestazioni
La temperatura dell'aria ambiente deve essere misurata sia nella parte centrale che in punti periferici
dell'ambiente riscaldato ad una altezza di circa 5 m, al fine di verificare che la temperatura ambiente rispetti
quella di progetto, includendo una tolleranza di +/- 0.5°C nel periodo invernale e +/- 1°C nel periodo estivo.
Controllo del rumore prodotto
Attitudine a non produrre eccessivo rumore
Livello minimo delle prestazioni
L'installazione dei convettori dovrà garantire il rispetto dei valori di emissione sonora riportati dalla normativa
vigente, pertanto se ne sconsiglia l'installazioni in punti in cui si possono avere fenomeni di ridondanza acustica
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
od in luoghi dove la normativa prevede soglie di rumore più basse di quelle riportate sul libretto rilasciato dal
costruttore.
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed il macchinario non sia in grado di garantire il
corretto funzionamento o la tenuta dei componenti di cui è costituito, consultare il manuale di uso e
manutenzione e effettuare tutte le operazione previste prima di rimettere in funzione il macchinario stesso.
Pulibilità
Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del
sistema o impianto di riscaldamento ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni
dell'impianto.
Controllo della portata dei fluidi
Attitudine ad assicurare i valori della portata dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
Il numero di convettori e la potenza installata devono garantire il raggiungimento della temperatura ambiente
prevista in sede di progettazione.
Controllo delle dispersioni
Attitudine ad impedire fughe di gas, fluidi o elettricità.
Livello minimo delle prestazioni
Le dimensioni dei cablaggi elettrici e delle tubazioni di adduzione devono essere dimensionate in modo da
garantire il corretto funzionamento degli aerotermi.
Controllo della pressione e della velocità di erogazione
Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
I convettori devono essere in grado di rispettare i rendimenti, la potenza e tutte le caratteristiche tecniche
dichiarate dal costruttore.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Difetti di regolazione
Valutazione: anomalia lieve
Difetto di regolazione dovuto al termostato o ad una eventuale valvola a tre vie di regolazione.
Difetti di tenuta
Valutazione: anomalia lieve
Perdite di fluido in prossimità delle valvole o sulla stessa batteria.
Difetti di ventilazione
Valutazione: anomalia lieve
Difetto di portata d'aria dovuto ad un malfunzionamento del ventilatore o alla presenza di sporcizia sul filtro.
Rumorosità dei ventilatori
Valutazione: anomalia lieve
Eccessiva rumorosità del motore.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
- Controllo tenuta acqua
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Controllo motore ventilatore
- Controllo batterie
- Controllo sistema comando
- Controllo quadro comando
- Controlli elettrici
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
INTERVENTI
- Pulizia filtri
- Pulizia batterie
- Pulizia bacinella raccolta condensa
- Sostituzione filtri e cuscinetti
- Lubrificazione elementi
5.45.
UNITÀ MOTOCONDENSANTE ESTERNA
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Unità motocondensante esterna a recupero di calore, per sistema a Volume di Refrigerante Variabile controllata
da inverter, refrigerante R410A, idonea per installazione all'esterno, struttura modulare per installazione
affiancata di più unità, raffreddata ad aria, costituita da struttura in lamiera d'acciaio autoportante e pannelli
asportabili per la manutenzione. E' costituita da uno scambiatore di calore in tubi di rame alettati in alluminio
suddiviso in più sezioni; ventilatore di tipo elicoidale modulante, con mandata dell'aria verticale e aspirazione
sui lati frontale e posteriore; compressori di tipo Scroll ermetico ad alta efficienza, equipaggiati con inverter a
controllo lineare; dispositivi di sicurezza e controllo. L'unità è provvista di valvole di intercettazione per
l'aspirazione, per i tubi del liquido e per gli attacchi di servizio. Il circuito del refrigerante viene sottoposto a
pulizia con aspirazione sotto vuoto di umidità, polveri e altri residui. Successivamente viene
precaricato con il relativo refrigerante.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo carpenteria sezione ventilante
RISORSE D'USO
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
[Controllo] Controllo sezioni di scambio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Termometro elettronico
[Controllo] Controllo sezione ventilante
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo assorbimento elettrico
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo serrande servocomandate
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo sistema disinfezione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo incrostazioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo sistema elettrico
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia sezioni di ripresa
RISORSE D'USO
- Acqua corrente e spugne
[Intervento] Pulizia sezioni di scambio
RISORSE D'USO
- Acqua corrente e spugne
[Intervento] Pulizia e sostituzione ventilatori
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
[Intervento] Sostituzione cinghie delle sezioni ventilanti
RISORSE D'USO
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo del rumore prodotto
Attitudine a non produrre eccessivo rumore
Livello minimo delle prestazioni
L'installazione delle unità ddovrà garantire il rispetto dei valori di emissione sonora riportati dalla normativa
vigente, pertanto se ne sconsiglia l'installazioni in punti in cui si possono avere fenomeni di ridondanza acustica
od in luoghi dove la normativa prevede soglie di rumore più basse.
Comprensibilità delle manovre
Capacità di consentire manovre comprensibili.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui le operazioni di pulizia e di taratura siano incomprensibili e necessario richiedere delle nuove
istruzioni di uso o l'aiuto di personale esperto.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui le unità non devono venire in contatto, consultare
attentamente il libretto di uso e manutenzione.
Controllo della temperatura dei fluidi
Capacità di mantenere costante o, comunque entro valori prefissati, la temperatura dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
La temperatura dei fluidi utilizzati deve essere quella consigliata dal costruttore al fine di ottenere le rese
termiche dichiarate.
Pulibilità
Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del
sistema o impianto di riscaldamento o condizionamento ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le
prestazioni dell'impianto.
Controllo della pressione e della velocità di erogazione
Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Le dimensioni devono essere in grado di trasportare le portate di fluidi volute in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Difetti di funzionamento motori
Valutazione: anomalia grave
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Difetti di funzionamento dei motori elettrici, azionanti le sezioni ventilati.
Perdite di liquido
Valutazione: anomalia grave
Fughe dei fluidi nei vari circuiti.
Perdita di tensione delle cinghie
Valutazione: anomalia grave
Perdita di tensione delle cinghie del ventilatore.
Rumorosità
Valutazione: anomalia grave
Eccessivo livello del rumore prodotto durante il funzionamento.
Difetti di tenuta del sistema
Valutazione: anomalia lieve
Difetti dovuti all'assemblaggio dei singoli componenti
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo carpenteria sezione ventilante
- Controllo sezioni di scambio
- Controllo sezione ventilante
- Controllo assorbimento elettrico
- Controllo serrande servocomandate
- Controllo sistema disinfezione
- Controllo incrostazioni
- Controllo sistema elettrico
INTERVENTI
- Pulizia sezioni di ripresa
- Pulizia sezioni di scambio
- Pulizia e sostituzione ventilatori
- Sostituzione cinghie delle sezioni ventilanti
5.46.
UNITÀ INTERNA PER SISTEMI MULTISPLIT
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Nell'edifico sono installate delle unità interne del tipo a pavimento a vista, del tipo a cassetta, per sistemi
multisplit a R410A, carrozzeria di colore bianco avorio dotata di isolamento termoacustico, ventilatore di tipo
sirocco, scambiatore di calore costituito da tubi in rame e alette in alluminio, valvola elettronica con controllo a
microprocessore PID, filtro dell'aria, pompa di scarico condensa. In alternativa del tipo per installazione a
parete, per sistemi multisplit a R410A, ventilatore a flusso incrociato, scambiatore di calore costituito da tubi in
rame e alette in alluminio, valvola elettronica con controllo a microprocessore PID, filtro dell'aria in rete di resina
lavabile.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Termometro elettronico
[Controllo] Controllo motore ventilatore
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo sistema comando
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo quadro comando
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controlli elettrici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
[Intervento] Pulizia filtri
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Aspirapolvere
[Intervento] Pulizia bacinella raccolta condensa
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Acqua corrente e spugne
[Intervento] Sostituzione filtri e cuscinetti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Lubrificazione elementi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione filtri
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo della temperatura dei fluidi
Capacità di mantenere costante o, comunque entro valori prefissati, la temperatura dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
La temperatura dei fluidi utilizzati deve essere quella consigliata dal costruttore al fine di ottenere le rese
termiche dichiarate.
Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione
Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento.
Livello minimo delle prestazioni
Al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema di climatizzazione, sarà necessario verificare la corretta
coibentazione di macchinari e degli accessori, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con
quelli previsti dalle normative e dai costruttori.
Assenza dell'emissione di odori sgradevoli
Attitudine a non produrre e/o emettere odori sgradevoli.
Livello minimo delle prestazioni
Per evitare che i termoconvettori siano causa di diffusione di odori sgradevoli, occorre installarli in locali ed in
modo da evitare l'immissione in tali ambienti di sostanze nocive o maleodoranti.
Controllo della temperatura dell'aria ambiente
Manuale di manutenzione
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Pagina 177 di 241
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Capacità di mantenere una temperatura costante nell'ambiente riscaldato.
Livello minimo delle prestazioni
La temperatura dell'aria ambiente deve essere misurata sia nella parte centrale che in punti periferici
dell'ambiente riscaldato ad una altezza di circa 5 m, al fine di verificare che la temperatura ambiente rispetti
quella di progetto, includendo una tolleranza di +/- 0.5°C nel periodo invernale e +/- 1°C nel periodo estivo.
Controllo del rumore prodotto
Attitudine a non produrre eccessivo rumore
Livello minimo delle prestazioni
L'installazione dei termoconvettori dovrà garantire il rispetto dei valori di emissione sonora riportati dalla
normativa vigente, pertanto se ne sconsiglia l'installazioni in punti in cui si possono avere fenomeni di
ridondanza acustica od in luoghi dove la normativa prevede soglie di rumore più basse di quelle riportate sul
libretto rilasciato dal costruttore.
Controllo delle dispersioni
Attitudine ad impedire fughe di gas, fluidi o elettricità.
Livello minimo delle prestazioni
Le dimensioni dei cablaggi elettrici e delle tubazioni di adduzione devono essere dimensionate in modo da
garantire il corretto funzionamento degli aerotermi.
Pulibilità
Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del
sistema o impianto di riscaldamento ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni
dell'impianto.
Controllo della pressione e della velocità di erogazione
Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
I termoconvettori devono essere in grado di rispettare i rendimenti, la potenza e tutte le caratteristiche tecniche
dichiarate dal costruttore.
Controllo della portata dei fluidi
Attitudine ad assicurare i valori della portata dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
Il numero di termoconvettori e la potenza installata devono garantire il raggiungimento della temperatura
ambiente prevista in sede di progettazione.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Difetti di regolazione
Valutazione: anomalia lieve
Difetto di regolazione dovuto al termostato o ad una eventuale valvola di regolazione.
Difetti di tenuta
Valutazione: anomalia lieve
Perdite di fluido in prossimità delle valvole.
Difetti di ventilazione
Valutazione: anomalia lieve
Difetto di portata d'aria dovuto ad un malfunzionamento del ventilatore o alla presenza di sporcizia sul filtro.
Rumorosità dei ventilatori
Valutazione: anomalia lieve
Eccessiva rumorosità del motore.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Controllo motore ventilatore
- Controllo sistema comando
Manuale di manutenzione
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I
PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Controllo quadro comando
- Controlli elettrici
INTERVENTI
- Pulizia filtri
- Pulizia bacinella raccolta condensa
- Sostituzione filtri e cuscinetti
- Lubrificazione elementi
- Sostituzione filtri
5.47.
CANALIZZAZIONI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le canalizzazioni rappresentano il mezzo di trasporto dell'aria climatizzata negli ambienti da riscaldare o
raffreddare, ed inoltre servono a riaspirare l'aria esausta di ripresa dagli ambienti. Le canalizzazioni di mandata
dell'aria che partono dalla centrale di trattamento aria e si diramano per raggiungere tutti gli ambienti da
climatizzare, possono essere costruite con vari materiali, che sono la lamiera zincata, opportunamente
coibentata al suo esterno, pvc, in poliuretano. Le canalizzazioni di ripresa dell'aria possono essere costruite con
gli stessi materiali di quelle di mandata, ma non necessitano di coibentazione. Le canalizzazioni dell'aria
climatizzata sono realizzate con canali quadrangolari e circolari in lamiera zincata, opportunamente coibentati
all'esterno con poliuretano espanso e isolati acusticamente con materassini in lana di vetro con rivestimento
della faccia a contatto con l'aria con velo-vetro trattato con resine neopreniche e protetto con film di polietilene e
lamierino zincato forato.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale canalizzazioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Lampada portatile
- Sistema di video ispezione
[Intervento] Pulizia canali e griglie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Sistema di video ispezione
- Acqua corrente e aspirapolvere
[Intervento] Ripristino coibente
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo del rumore prodotto
Attitudine a non produrre eccessivo rumore
Livello minimo delle prestazioni
L'installazione delle canalizzazioni dovrà garantire il rispetto dei valori di emissione sonora riportati dalla
normativa vigente, pertanto se ne sconsiglia l'installazioni in punti in cui si possono avere fenomeni di
ridondanza acustica od in luoghi dove la normativa prevede soglie di rumore più basse.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed il sistema di canalizzazioni non sia in grado di
garantire il corretto funzionamento o la tenuta dei componenti di cui è costituito, consultare il manuale di uso e
manutenzione e effettuare tutte le operazione previste prima di rimettere in funzione il macchinario stesso.
Manuale di manutenzione
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Comprensibilità delle manovre
Capacità di consentire manovre comprensibili.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui le operazioni di pulizia e di taratura siano incomprensibili e necessario richiedere delle nuove
istruzioni di uso o l'aiuto di personale esperto.
Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione
Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento.
Livello minimo delle prestazioni
Al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema di condizionamento, sarà necessario verificare la corretta
coibentazione delle canalizzazioni, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con quelli
previsti dalle normative e dai costruttori.
Pulibilità
Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione ed ogni qualvolta il livello
di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto.
Controllo della portata dei fluidi
Attitudine ad assicurare i valori della portata dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
Le dimensioni delle canalizzazioni installate devono garantire il raggiungimento della temperatura ambiente
prevista in sede di progettazione.
Controllo delle dispersioni
Attitudine ad impedire fughe di gas, fluidi o elettricità.
Livello minimo delle prestazioni
Le dimensioni delle canalizzazioni di distribuzione e di ripresa devono essere dimensionate in modo da
garantire il corretto funzionamento dei diffusori.
Resistenza al fuoco
Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni
tali da modificarne il livello prestazionale.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso che i canali attraversino locali a rischio di incendio o compartimenti protetti, esse devono essere
rivestite o comunque trattate per conferirgli caratteristiche di resistenza al fuoco adeguate.
Controllo della pressione e della velocità di erogazione
Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Le dimensioni dei canali devono essere in grado di trasportare le portate di fluidi volute in sede di progetto.
Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Attitudine a non produrre e/o emettere sostanze nocive (tossiche, irritanti, corrosive).
Livello minimo delle prestazioni
Nel sistema di diffusione dell'aria deve essere immessa soltanto aria pulita o filtrata, in modo da evitare
l'immissione in ambiente di sostanze nocive o maleodoranti.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Difetti di coibentazione
Valutazione: anomalia grave
Difetti di tenuta delle coibentazioni.
Difetti di tenuta
Valutazione: anomalia lieve
Perdite o fughe dei fluidi circolanti nelle canalizzazioni.
Incrostazioni
Valutazione: anomalia lieve
Depositi ed accumuli che pregiudicano la salubrità del sistema.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
Manuale di manutenzione
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale canalizzazioni
INTERVENTI
- Pulizia canali e griglie
- Ripristino coibente
5.48.
BOCCHETTE DELL'ARIA
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Per la diffusione dell'aria di mandata e la ripresa sono installate bocchette rettangolari in alluminio anodizzato,
con alette fisse o direttrici orientabili, complete di guarnizioni di tenuta lungo tutto il perimetro della cornice. In
alternativa sono montati diffusori di mandata aria quadrangolari a coni fissi, completi di serranda di taratura.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Verifica della taratura della serranda
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Anemometro tarato
[Intervento] Pulizia generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Rilievo velocità
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Anemometro tarato
[Intervento] Sostituzione del diffusore
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo del rumore prodotto
Attitudine a non produrre eccessivo rumore
Livello minimo delle prestazioni
L'installazione dei diffusori dovrà garantire il rispetto dei valori di emissione sonora riportati dalla normativa
vigente, pertanto se ne sconsiglia l'installazioni in punti in cui si possono avere fenomeni di ridondanza acustica
od in luoghi dove la normativa prevede soglie di rumore più basse di quelle riportate sul libretto rilasciato dal
costruttore.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed il diffusore non sia in grado di garantire il
corretto funzionamento o la tenuta dei componenti di cui è costituito, consultare il manuale di uso e
manutenzione e effettuare tutte le operazione previste prima di rimettere in funzione il macchinario stesso.
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Pulibilità
Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del
sistema ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui i diffusori non devono venire in contatto, consultare
attentamente il libretto di uso e manutenzione.
Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Attitudine a non produrre e/o emettere sostanze nocive (tossiche, irritanti, corrosive).
Livello minimo delle prestazioni
Nel sistema di diffusione dell'aria deve essere immessa soltanto aria pulita o filtrata, in modo da evitare
l'immissione in ambiente di sostanze nocive o maleodoranti.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Difetti di tenuta
Valutazione: anomalia lieve
Difetti di tenuta del diffusore, dei fissaggi, di eventuali dispositivi antivibrazione
Rumorosità
Valutazione: anomalia lieve
Lievi ma fastidiose vibrazioni dovute ad anomale portate d'aria non previste in fase progettuale
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Verifica della taratura della serranda
INTERVENTI
- Pulizia generale
- Rilievo velocità
- Sostituzione del diffusore
5.49.
UNITÀ DI TRATTAMENTO ARIA
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Unità per la ventilazione primaria con recupero di calore totale (sensibile + latente) attraverso lo scambio
termico fra aria in espulsione ed aria di immissione, a flussi paralleli in controcorrente, per installazione interna
e integrabili in sistemi VRV, costituite da: carrozzeria in lamiera d'acciaio zincata, dotata di isolamento in
schiuma uretanica autoestinguente; filtri di depurazione dell'aria in vello fibroso pluridirezionale. Quadro
elettrico in posizione laterale con accesso facilitato per le operazioni di installazione e manutenzione. Pacco di
scambio termico in carta ininfiammabile con trattamento speciale ad alta efficienza, Vventilatori tangenziali di
tipo Sirocco a tre velocità, serranda di by-pass motorizzata per raffrescamento nelle mezze stagioni, modalità
Fresh Up per il l'impostazione della portata d'aria di immissione e di ripresa e la possibilità di variare la
pressione del locale servito. Comando a filo con display a cristalli liquidi per la visualizzazione delle funzioni e
pulsante per on/off dell'unità con spia di funzionamento, sportellino di accesso ai tasti di controllo della modalità
di funzionamento (automatico, scambio termico, by-pass), della portata di ventilazione (bassa, alta, immissione
forzata (ambiente in pressione), estrazione forzata (ambiente in depressione)),timer on/off, tasto di
ispezione/prova, tasto di reset pulizia filtro. Efficienza di recupero minimo 74% Alimentazione: 220 240 V
monofase a 50 Hz. comando a filo mod BRC301B61, Collegamento al sistema di controllo tramite bus di
comunicazione di tipo non polarizzato. Gestione del funzionamento via web tramite
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
collegamento a comando centralizzato. Possibilità di interfacciamento con bus di comunicazione per sistemi
BMS (Bulding Management Systems) a protocollo LONworks® e BACnet. Condizioni di funzionamento da 15°C a +50°CBS con massimo 80% di umidità relativa.
Le Unità di trattamento aria, denominate U.T.A. costituiscono il cuore dell'impianto di climatizzazione servono a
dare il massimo confort ambientale climatizzando i locali tramite il controllo dei parametri di umidità e di
temperatura dell'aria immessa o ricircolata negli ambienti climatizzati. Le U.T.A. sono costituite da sezioni
collegabili tra loro e composte secondo le esigenze dell'impianto progettato. In genere sono composti da una
sezione di miscela o ricircolo, sezione filtrante, sezione riscaldamento e raffreddamento, sezione di
umidificazione, sezione ventilante. Le batterie di riscaldamento e raffreddamento sono servite da caldaia o da
gruppo frigo, in pompa di calore
Inoltre tali impianti possono essere dotati di filtri scambiatori a recupero di calore con i flussi incrociati dell'aria,
tali filtri servono a recuperare il calore dell'aria espulsa cedendolo all'aria di rinnovo immessa nell'impianto. e
sono destinate al trattamento sia dell'aria primaria che di tutta quella necessaria alla climatizzazione.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo carpenteria sezione ventilante
RISORSE D'USO
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
[Controllo] Controllo motoventilatori
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
[Controllo] Controllo sezioni di scambio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Termometro elettronico
[Controllo] Controllo sezione ventilante
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo ugelli umidificatore
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo umidificatore a vapore
RISORSE D'USO
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
- Tester/Pinza amperometrica
[Controllo] Controllo filtri
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo assorbimento elettrico
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo sezione umidificazione
RISORSE D'USO
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo serrande servocomandate
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo sistema disinfezione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo incrostazioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo batterie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo spurgo
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo sistema elettrico
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia bacinella raccolta condensa
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Acqua corrente e spugne
[Intervento] Pulizia batterie di condensazione
RISORSE D'USO
- Acqua corrente e spazzole
- Dispositivi di protezione individuale
[Intervento] Pulizia e sostituzione motoventilatori
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
[Intervento] Pulizia filtri
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Acqua corrente e spugne
[Intervento] Pulizia sezioni di ripresa
RISORSE D'USO
- Acqua corrente e spugne
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Intervento] Pulizia sezioni di scambio
RISORSE D'USO
- Acqua corrente e spugne
[Intervento] Pulizia umidificatori a vapore
RISORSE D'USO
- Acqua corrente e spugne
[Intervento] Sostituzione celle filtranti
RISORSE D'USO
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione cinghie delle sezioni ventilanti
RISORSE D'USO
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
[Intervento] Sostituzione sistema di disinfezione
RISORSE D'USO
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia batterie
RISORSE D'USO
- Aspirapolvere
- Dispositivi di protezione individuale
- Spazzola
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo del rumore prodotto
Attitudine a non produrre eccessivo rumore
Livello minimo delle prestazioni
L'installazione delle unità di trattamento aria dovrà garantire il rispetto dei valori di emissione sonora riportati
dalla normativa vigente, pertanto se ne sconsiglia l'installazioni in punti in cui si possono avere fenomeni di
ridondanza acustica od in luoghi dove la normativa prevede soglie di rumore più basse.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed la UTA i non sia in grado di garantire il corretto
funzionamento o la tenuta dei componenti di cui è costituito, consultare il manuale di uso e manutenzione e
effettuare tutte le operazione previste prima di rimettere in funzione il macchinario stesso.
Controllo della portata dei fluidi
Attitudine ad assicurare i valori della portata dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
Le dimensioni delle UTA installate devono garantire il raggiungimento della temperatura ambiente prevista in
sede di progettazione.
Controllo delle dispersioni
Attitudine ad impedire fughe di gas, fluidi o elettricità.
Livello minimo delle prestazioni
Le dimensioni dell'UTA, delle canalizzazioni di distribuzione e di ripresa devono essere dimensionate in modo
da garantire il corretto funzionamento dei diffusori.
Comprensibilità delle manovre
Capacità di consentire manovre comprensibili.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui le operazioni di pulizia e di taratura siano incomprensibili e necessario richiedere delle nuove
istruzioni di uso o l'aiuto di personale esperto.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui le UTA non devono venire in contatto, consultare
attentamente il libretto di uso e manutenzione.
Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione
Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento.
Livello minimo delle prestazioni
Al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema di riscaldamento o di condizionamento, sarà necessario
verificare la corretta coibentazione di macchinari e degli accessori, verificare i rendimenti delle singoli
componenti e confrontarli con quelli previsti dalle normative e dai costruttori.
Controllo della temperatura dei fluidi
Capacità di mantenere costante o, comunque entro valori prefissati, la temperatura dei fluidi circolanti.
Livello minimo delle prestazioni
La temperatura dei fluidi utilizzati deve essere quella consigliata dal costruttore al fine di ottenere le rese
termiche dichiarate.
Pulibilità
Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del
sistema o impianto di riscaldamento o condizionamento ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le
prestazioni dell'impianto.
Controllo della pressione e della velocità di erogazione
Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Le dimensioni devono essere in grado di trasportare le portate di fluidi volute in sede di progetto.
Resistenza al fuoco
Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni
tali da modificarne il livello prestazionale.
Livello minimo delle prestazioni
In caso che le UTA debbano essere installati in locali che presentino delle problematiche di incendio è
necessario consultare i Vigili del fuoco competenti per territorio.
Limitazione dei rischi di esplosione
Attitudine a non innescare e/o alimentare reazioni esplosive.
Livello minimo delle prestazioni
Verificare che i locali dove sono alloggiate le unità di trattamento siano permanentemente ventilati mediante
idonee aperture di aerazione come previsto dalle vigenti norme di sicurezza.
Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Attitudine a non produrre e/o emettere sostanze nocive (tossiche, irritanti, corrosive).
Livello minimo delle prestazioni
Nel sistema di diffusione dell'aria deve essere immessa soltanto aria pulita o filtrata, in modo da evitare
l'immissione in ambiente di sostanze nocive o maleodoranti.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Difetti di filtraggio
Valutazione: anomalia grave
Difetti ai filtri di aspirazione.
Difetti di funzionamento motori
Valutazione: anomalia grave
Difetti di funzionamento dei motori elettrici, azionanti le sezioni ventilati
perdite di liquido
Valutazione: anomalia grave
Fughe dei fluidi nei vari circuiti.
Perdita di tensione delle cinghie
Valutazione: anomalia grave
Perdita di tensione delle cinghie del ventilatore.
Rumorosità
Valutazione: anomalia grave
Eccessivo livello del rumore prodotto durante il funzionamento.
Difetti di tenuta del sistema
Valutazione: anomalia lieve
Difetti dovuti all'assemblaggio dei singoli componenti
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo carpenteria sezione ventilante
- Controllo motoventilatori
- Controllo sezioni di scambio
- Controllo sezione ventilante
- Controllo ugelli umidificatore
- Controllo umidificatore a vapore
- Controllo filtri
- Controllo assorbimento elettrico
- Controllo sezione umidificazione
- Controllo serrande servocomandate
- Controllo sistema disinfezione
- Controllo incrostazioni
- Controllo batterie
- Controllo spurgo
- Controllo sistema elettrico
INTERVENTI
- Pulizia bacinella raccolta condensa
- Pulizia batterie di condensazione
- Pulizia e sostituzione motoventilatori
- Pulizia filtri
- Pulizia sezioni di ripresa
- Pulizia sezioni di scambio
- Pulizia umidificatori a vapore
- Sostituzione celle filtranti
- Sostituzione cinghie delle sezioni ventilanti
- Sostituzione sistema di disinfezione
- Pulizia batterie
5.50.
QUADRI ELETTRICI AUSILIARI DEGLI IMPIANTI TERMOFLUIDICI
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Tutte le apparecchiature elettriche e/o elettroniche a supporto degli impianti meccanici e richiedenti
alimentazione elettrica sono alimentate da quadri elettrici (quadri sigla QT). Essi sono del tipo Motor-ControlCenter a cassetti fissi e/o a cassetta, con protezione mediante isolamento e sono costituiti da supporti o
carpenterie che servono a racchiudere le apparecchiature elettriche di comando e/o a preservare i circuiti
elettrici. Le strutture più elementari sono centralini da incasso, in materiale termoplastico autoestinguente, con
indice di protezione IP40, fori asolati e guida per l'assemblaggio degli interruttori e delle morsette. Questi
centralini si installano all'interno dei locali e possono essere anche a parete. Per le unità terminali sono inclusi i
collegamenti tra sonde, i servocomandi ed il trasformatore con il regolatore installato sull'apparecchiatura.
Qualora sia previsto lo scomparto per le apparecchiature di regolazione automatica, il quadro deve
comprendere una o più colonne o scomparti dedicati al montaggio delle apparecchiature di regolazione e
controllo, segregati meccanicamente dagli altri scomparti di potenza.
Inoltre i quadri QT risultano alimentati da rete in condizioni normali e da gruppo elettrogeno in caso di
mancanza rete, in modo da garantire l'alimentazione in ogni condizione ad alcune utenze preferenziali.
Tutte le utenze elettriche termofluidiche sono dotate poi di sezionatore di sicurezza in cassetta IP 55 minimo,
atto ad interrompere la linea di potenza ed installato in prossimità dell'utenza ed alcune macchine risultano
provviste di quadro a bordo, di comando, di protezione e controllo. Ci sono poi delle apparecchiature alimentate
dai quadri non QT:
- ventilconvettori e condizionatori ambiente ai piani;
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- cassette terminali ai piani (regolazione automatica);
- batterie elettriche da canale;
- serrande tagliafuoco.
Per quanto riguarda le linee elettriche degli impianti termofluidici le canalette sono in acciaio zincato verniciato
mentre tutti i collegamenti tra le dorsali e le singole utenze sono realizzati con tubo zincato e guaina in acciaio
ricoperta di PVC.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Verifica protezioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
[Controllo] Verifica apparecchiature di taratura e controllo
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
[Controllo] Verifica degli interuttori
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
[Controllo] Verifica dei sezionatori
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
[Controllo] Verifica messa a terra
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
I componenti degli impianti elettrico devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di posa, onde
evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. L'emettitore di luce deve, se necessario, essere
protetto da eventuali urti o sollecitazioni esterne.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Identificabiltà
I quadri devono essere facilmente identificabili per consentire un facile utilizzo. Deve essere presente un
cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interrutori e le azioni da compiere in caso di emergenza su
persone colpite da folgorazione.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli minimi decisi in fase di progetto.
Impermeabilità ai liquidi
I componenti degli impianti elettrici devono essere in grado di evitare il passaggio di fluidi liquidi per evitare alle
persone qualsiasi pericolo di folgorazione per contatto diretto secondo quanto prescritto dalla normativa.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Ispezionabilità
I quadri devono essere facilmente accessibili per consentire un facile utilizzo sia nel normale funzionamento
che in caso di guasto.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli minimi decisi in fase di progetto.
Attitudine a limitare i rischi di incendio
Al fine di evitare rischi di incendio, tutti i componenti devono essere installati in modo corretto, utilizzando, dove
possibili, materiale autoestinguente.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Sicurezza elettrica
Al fine di evitare, guasti o pericoli per l'incolumità delle persone, negli impianti di illuminazione esterna devono
essere presi tutti quei provvedimenti idonei e previsti dalle normative.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Surriscaldamento
azione: anomalia grave
Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento. Esso può essere dovuto ad
ossidazione delle masse metalliche.
Interruzione dell'alimentazione secondaria
Valutazione: anomalia grave
Interruzione dell'alimentazione secondaria dovuta a guasti al circuito secondario o al gruppo elettrogeno.
Interruzione dell'alimentazione principale
Valutazione: anomalia grave
Interruzione dell'alimentazione principale dovuta ad interruzione dell'ente erogatore dell'energia elettrica.
Disconnessione dell'alimentazione
Valutazione: anomalia grave
Disconnesione dell'alimentazione dovuta a difetti di messa a terra, di sovraccario di tensione di alimentazione,
di corto circuito imprevisto.
Difetti di taratura
Valutazione: anomalia lieve
Difetti di taratura dei contatori di collegamento o della protezione.
Difetti agli interruttori
Valutazione: anomalia grave
Difetti agli interruttori magnetotermici o differrenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle
connessioni o alla presenza di umidità ambientale o di condensa.
Corto circuito
Valutazione: anomalia grave
Corto circuito dovuto a difetti nell'impianto di messa a terra, sbalzi di tensione (sovraccarichi) o altro.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Verifica protezioni
- Verifica apparecchiature di taratura e controllo
- Verifica cartellini indicatori
- Controllo generale
- Verifica degli interuttori
- Verifica dei sezionatori
- Verifica messa a terra
INTERVENTI
- Pulizia generale
- Lubrificazione ingranaggi e contatti
Manuale di manutenzione
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AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
5.51.
IMPIANTO DI REGOLAZIONE AUTOMATICA
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Tutte le regolazioni relative alle unità di trattamento dell'aria ed in genere nell'ambito delle sottocentrali
tecnologiche sono realizzate con l'impiego di unità periferiche a controllo digitale diretto (DDC).
Queste unità DDC vengono installate all'interno dei quadri elettrici degli impianti termofluidici, in appositi
comparti dedicati.
Tutte le unità periferiche vengono collegate tra loro tramite una linea di comunicazione tale da consentire il
monitoraggio di tutti i punti controllati da un'unica postazione interfacciata al Sistema di Supervisione Centrale.
La regolazione dei ventilconvettori, delle batterie a canale, dei condizionatori ambiente e delle cassette
monocondotto di mandata e ripresa, è realizzata con regolatori a microprocessore installati a bordo delle unità
terminali, le quali sono collegate tramite linee di comunicazione a moduli di gestione e controllo ubicati nei
rispettivi quadri di piano.
I collegamenti tra le diverse unità periferiche e i regolatori a microprocessore con i moduli di controllo sono
invece realizzati attraverso una rete ad alta velocità tramite connessioni dirette per distanze fino a 1200 metri,
senza amplificazione intermedia.
Tra gli elementi facenti parte del sistema possiamo anche comprendere le cassette di derivazione, i terminali e
le tubazioni e le canalizzazioni di contenimento, mentre per le unità terminali si intendono i collegamenti tra le
sonde, i servocomandi ed il trasformatore con il regolatore installato sull'apparecchiatura.
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Attitudine a limitare i rischi di incendio
Al fine di evitare rischi di incendio, tutti i componenti devono essere installati in modo corretto, utilizzando, dove
possibili, materiale autoestinguente.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Sicurezza elettrica
Al fine di evitare, guasti o pericoli per l'incolumità delle persone, negli impianti di illuminazione esterna devono
essere presi tutti quei provvedimenti idonei e previsti dalle normative.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative.
Impermeabilità ai liquidi
I componenti degli impianti elettrici devono essere in grado di evitare il passaggio di fluidi liquidi per evitare alle
persone qualsiasi pericolo di folgorazione per contatto diretto secondo quanto prescritto dalla normativa.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Surriscaldamento
Valutazione: anomalia grave
Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento.
Interruzione dell'alimentazione secondaria
Valutazione: anomalia grave
Interruzione dell'alimentazione secondaria dovuta a guasti al circuito secondario o al gruppo elettrogeno.
Interruzione dell'alimentazione principale
Valutazione: anomalia grave
Interruzione dell'alimentazione principale dovuta ad interruzione dell'ente erogatore dell'energia elettrica.
Disconnessione dell'alimentazione
Valutazione: anomalia grave
Disconnesione dell'alimentazione dovuta a difetti di messa a terra, di sovraccario di tensione di alimentazione,
di corto circuito imprevisto.
Difetti agli interruttori
Valutazione: anomalia grave
Difetti agli interruttori magnetotermici o differrenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle
connessioni o alla presenza di umidità ambientale o di condensa.
Corto circuito
Valutazione: anomalia grave
Corto circuito dovuto a difetti nell'impianto di messa a terra, sbalzi di tensione (sovraccarichi) o altro.
Manuale di manutenzione
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AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo del collegamento remoto
- Controllo generale
- Verifica componenti
- Verifica termoregolatori
INTERVENTI
- Sostituzione di subcomponenti
5.52.
SERRANDA TAGLIAFUOCO
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le serrande tagliafuoco e antifumo hanno il compito di chiudere un canale impiantististico, in modo che non vi
sia alcuna comunicazione tra due comparti adiacenti. Esse sono omologate REI 120 - RE 180 (secondo
Circolare 91 MI) motorizzate e azionate dalla centralina di rilevazione fumi.
Ogni serranda è costituita da una cassa di contenimento completa di aletta di chiusura REI 120, la leva per
comando e il contatto di fine corsa per segnalazione al sistema di supervisione, quindi il dispositivo di
bloccaggio e uno sportello di ispezione. Le battute sono dotate di guarnizione di tenuta e sono presenti flange
di accoppiamento ai canali. Inoltre è presente un servomotore elettrico comandato dal sistema di rilevazione
incendi e il dispositivo per il riarmo automatico e manuale.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuali
[Controllo] Controllo elementi
RISORSE D'USO
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Dispositivi di protezione individuale
[Controllo] Controllo funzionalità
RISORSE D'USO
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Dispositivi di protezione individuale
[Intervento] Sostituzione elementi
RISORSE D'USO
- Misuratore di isolamento
- Multimetro digitale
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Dispositivi di protezione individuale
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Riparabilità
Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Le serrande, quale livello minimo prestazionale per la riparabilità, devono essere facilmente individuabili ed
accessibili, in modo da consentire di ripristinare l'integrità e la funzionalità nel caso dovessero subire
deformazioni o rotture.
Manuale di manutenzione
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AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Le serrande, quale livello minimo prestazionale per la sostituibilità, devono essere realizzate con prodotti
facilmente reperibili sul mercato, pertanto di caratteristiche codificate. Si fa riferimento alle norme UNI relative a
ciascun materiale utilizzato.
Resistenza al fuoco
Data la funzione particolare della serranda, essa deve manifestare idonee caratteristiche di resistenza al fuoco.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e raccomandati dalla casa costruttrice, così come
richiesto dalle normative vigenti.
Intervento immediato
I dispositivi di allarme dell'impianto devono intervenire tempestivamente e in modo regolare.
Livello minimo delle prestazioni
Il funzionamento dei dispositivi antincendio deve essere garantito da una fonte di energia ausiliaria, che
consenta ad essi, il loro perfetto funzionamento; non sono ammesse soluzioni posticce o provvisorie, deve
essere sempre garantito il perfetto funzionamento.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Difetti di tenuta
Valutazione: anomalia lieve
Le serrande possono presentare perdite di tenuta alla battuta per degrado delle guarnizioni.
Perdita di funzionalità
Valutazione: anomalia grave
Perdita di funzionalità connessa alla mancanza di regolazione e/o manutenzione periodica dei dispositivi di
controllo e rivelazione.
Guasti e difetti
Valutazione: anomalia grave
Possibili cause di disservizio possono essere la mancanza di alimentazione, un difetto di collegamento con la
centralina, un guasto su i circuiti interni del sistema, il deterioramento della batteria tampone, un guasto sugli
attuatori, ecc.
Cattiva segnalazione
Valutazione: anomalia grave
Cattiva segnalazione dell'azionamento delle serrande sul pannello a seguito di manchevolezza da parte delle
spie luminose o per problemi sulla rete o sulla batteria.
Degradi
Valutazione: anomalia grave
Degradi o sconnessioni sui morsetti e sui contatti all'interno della centralina.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Controllo elementi
- Controllo funzionalità
INTERVENTI
- Sostituzione elementi
5.53.
ESTRATTORE
Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE
Manuale di manutenzione
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Gli estrattori d'aria sono piccole unità meccaniche con il compito di estrarre l'aria dai piccoli ambienti sprovvisti
di aerazione naturale e condurli in condotti ai quali sono collegati. A tal fine gli apparecchi di ventillazione
installati nel manufatto in esame sono del tipo centrifugo a muro, con accensione pilotata dall'interruttore del
locale e spegnimento temporizzato, e scarico in condotto. Gli apparecchi di ventillazione installati nel manufatto
in esame sonodel tipo con motore monofase, del tipo canalizzabile, completi di serrandina antiricircolo e
temporizzatore per spegnimento ritardato. Portata aria : 42 l/s (150 m3/h).
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione dell'estrattore
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Rilievo velocità
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Anemometro tarato
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo del rumore prodotto
Attitudine a non produrre eccessivo rumore
Livello minimo delle prestazioni
L'installazione degli estrattori dovrà garantire il rispetto dei valori di emissione sonora riportati dalla normativa
vigente, pertanto se ne sconsiglia l'installazioni in punti in cui si possono avere fenomeni di ridondanza acustica
od in luoghi dove la normativa prevede soglie di rumore più basse di quelle riportate sul libretto rilasciato dal
costruttore.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento e l'estrattore non sia in grado di garantire il
corretto funzionamento o la tenuta dei componenti di cui è costituito, consultare il manuale di uso e
manutenzione e effettuare tutte le operazione previste prima di rimettere in funzione il macchinario stesso.
Pulibilità
Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione ed ogni qualvolta il livello
di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Difetti di tenuta
Valutazione: anomalia lieve
Difetti di tenuta dell'estrattore, dei fissaggi, di eventuali dispositivi antivibrazione.
Rumorosità
Valutazione: anomalia lieve
Lievi ma fastidiose vibrazioni dovute ad anomale portate d'aria non previste in fase progettuale.
Manuale di manutenzione
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
INTERVENTI
- Sostituzione dell'estrattore
- Pulizia generale
- Rilievo velocità
6.
6 IMPIANTO DI SICUREZZA
DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA
Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di tutelare gli utenti
e/o il sistema edilizio stesso a fronte di situazioni di pericolo.
Unità tecnologiche di classe 6 IMPIANTO DI SICUREZZA
- Impianto di protezione antincendio
- Impianto parafulmine
- Impianto di messa a terra
Impianto di protezione antincendio
L'impianto antincendio è volto a ridurre le conseguenze derivanti dal verificarsi dell'incendio ed è costituito da
un sistema di protezione attiva al fine di prevenire, avvisare, impedire e spegnere l'incendio. Esso può essere
costituito da uno o più elementi sotto riportati :
- impianto fisso di estinzione incendi costituito da idranti e naspi.
- sistema di spegnimento mediante estintori di tipo portatile o carrellato.
- sistema di spegnimento automatico mediante sistemi di spegnimento a sprinkler.
MODALITA' D'USO
La progettazione, l'installazione, l'assistenza e la manutenzione dei sistemi antincendio devono essere eseguite
da persone competenti nella tecnologia dei sistemi di spegnimento.
Impianto parafulmine
Gli impianti di protezione contro i fulmini LPS vengono impiegati, quando, per l'altezza della struttura o per
destinazione d'uso, si vuole proteggere la struttura stessa dalle scariche atmosferiche.
Per determinare quando sia necessario installare questi tipi di impianto, è necessario sia effettuata una
valutazione ( calcolo probabilistico contro la fulminazione ) da parte di un professionista abilitato iscritto all'albo.
I sistemi di protezione che vengono utilizzati possono essere di vari tipo, organi di captazione ad asta, a funi o a
maglia. I livelli di protezione che tali impianti prevedono sono 4, il livello più basso ( I ) prevede le dimensioni
del lato della maglia, minori di 5m, quello più alto( IV ) la maglia deve essere di dimensioni pari a 20m.
L'impianto di protezione contro i fulmini è costituito da captatori, a maglia o ad asta, a cui vengono collegate le
calate che, una volta discese lungo la struttura, vengono unite all'impianto di dispersione. I picchetti facenti
parte dell'impianto di dispersione, devono essere tutti collegati tra di loro. A completamento di un impianto di
protezione contro i fulmini, viene installato anche un SPD, ovvero scaricatori di sovratensione, che
intervengono a protezione degli impianti elettrici interni, nel caso di sovratensioni provenienti dalle linee esterne
di energia e causate, quasi sempre, da fulmini caduti in vicinanza della struttura o sulle linee aeree.
MODALITA' D'USO
Un impianto di protezione contro le scariche atmosferiche deve essere in grado, tramite i dispositivi di
captazione, di sopportare le correnti da fulmine, in riferimento al livello di protezione necessaria. Tali correnti
devono essere portate a terra tramite le calate ed il dispersore. La corretta esecuzione di tale impianto può
preservare un fabbricato o una parte di esso da eventuali incendi o distruzione della struttura stessa.
Per meglio assicurare la protezione da scariche atmosferiche in un fabbricato, è auspicabile anche un impianto
di protezione interna, eseguendo una totale equipotenzialità di tutte le masse metalliche. Per evitare
sovratensioni sulle linee elettriche entranti, è necessario installare all'ingresso delle linee stesse degli
scaricatori (limitatori) di sovratensione. La scelta del tipo di scaricatore da installare deve essere scelta in fase
di progetto.
Manuale di manutenzione
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AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Impianto di messa a terra
Per impianto di terra si intende l'insieme dei dispersori, dei conduttori di terra, dei conduttori di protezione e dei
conduttori equipotenziali. La corretta scelta ed applicazione di ciascun elemento dell'impianto di terra è
condizione indispensabile per rendere affidabile il sistema di protezione. Mettere a terra un sistema, vuol dire
collegare il sistema stesso tramite conduttore e parti conduttrici ad un punto del terreno individuabile con un
dispersore. Un impianto di terra difettoso, errato o mal eseguito non è individuabile con una qualche
disfunzione dell'impianto, bensì lo si rileva solo quando avviene qualche infortunio. L'impianto di messa a terra
può essere di tipo funzionale, ciò avviene nei sistemi TN con il centro stella del trasformatore collegato a terra.
Talvolta la messa a terra viene eseguita per esigenze di lavoro ( nel caso di stabilire un collegamento
temporaneo di una sezione di una linea per manutenzione dello stessa).
L'impianto di terra con abbinato un interruttore differenziale risulta sicuramente il metodo più sicuro per
prevenire i contatti diretti ed indiretti, con parti sotto tensione. La sua integrità e manutenzione permette un
utilizzo sicuro dell'impianto elettrico.
L'impianto di terra deve essere per il suo dimensionamento preventivamente calcolato, in particolar modo se si
tratta di impianto di terra di cabina. Esistono metodi e strumentazione idonee utilizzati dai tecnici per la verifica
e la regolarità dell'impianto di terra.
E' buona norma, nella costruzione di nuovi fabbricati, collegare all'impianto di terra, i ferri dei plinti o le eventuali
strutture in metalliche della costruzione; negli impianti integrativi LPS contro le scariche atmosferiche, è previsto
un dispersore ogni calata, dispersori che debbono essere collegati tra di lori con un conduttore di terra. In
prossimità dei dispersori ispezionabili, deve essere posto un cartello di segnalazione nel quale sono riportate le
coordinate in metri dell'ubicazione del dispersore stesso. Per il funzionamento corretto degli SPD (scaricatori di
sovratensione) è indispensabile utilizzare un conduttore di terra di sezione non inferiore a 16 mmq per il
collegamento del sistema all'impianto di terra.
MODALITA' D'USO
In riferimento al DPR n.462 del 22/10/2001, gli impianti di terra di nuova installazione devono essere denunciati,
entro un mese dalla loro utilizzazione, alle autorità preposte: ISPESL e ASL di zona. Per gli impianti esistenti va
richiesta la verifica periodica alla ASL di competenza; la periodicità è di 5 anni per gli impianti comuni, 2 anni
per gli impianti di terra installati in ambienti a maggior rischio in caso d'incendio e nei luoghi con pericolo di
esplosione (art. 4 e 6 del DPR 462/01).
6.1.
IDRANTI
Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Sono apparecchiature che forniscono un efficiente mezzo di estinzione incendi, erogando un getto d'acqua
continuo. Per l'uso, in caso di focolare d'incendio, è necessario aprire lo sportello o rompere il vetro o plastica di
protezione del contenitore che li mantiene, successivamente si deve aprire la valvola d'intercettazione, avendo
opportunamente srotolato la tubazione flessibile, e eseguire il getto verso il focolare citato. Nel progetto sono
presenti idranti UNI45 costituiti da: - cassetta in lamiera di ferro verniciata da 600 x 370 x 160 mm; - sportello
con specchiatura a vetro; - raccordo a 3 pezzi UNI 45; - rubinetto idrante UNI 45 da 1/2"; - lancia in rame UNI
45 con rubinetto per la regolazione del getto, ugello diam.12 mm; - tubo di nylon da m 20 UNI 4 Inoltre sono
presenti attacchi autopompa UNI70
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Esame a vista
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuali
[Controllo] Controllo globale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuali
[Intervento] Revisione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuali
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione elementi
RISORSE D'USO
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuali
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Gli idranti poichè devono essere idonei a contrastare efficacemente il propagarsi di un incendio, nel momento
dell'utilizzo e pertanto sotto l'azione di eventuali sollecitazioni meccaniche (urti, pressioni, ecc.) il loro limite
prestazionale è dettato dalla loro capacità di resistere in considerazione, ovviamente, della funzione a cui
devono assolvere.
Controllo della portata dei fluidi
Attitudine a consentire il controllo della portata dei fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
La portata degli idranti è stabilita dalle norme vigenti relative all'attività da proteggere e deve essere indicata
nella relazione tecnica di progetto. Essa deve essere periodicamente controllata.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Difetti di tenuta
Valutazione: anomalia lieve
Difetti di tenuta degli idranti e dei suoi componenti con perdite del fluido.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
- Esame a vista
- Controllo globale
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
- Revisione
- Sostituzione elementi
6.2.
NASPI
Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Naspo antincendio su supporto orientabile a muro, completo di rotolo portatubo, tubo gommato con diametro
interno di mm 19 e lunghezza di 25 m, valvola di intercettazione, lancia frazionatrice.
I naspi antincendio in corretto funzionamento forniscono un efficiente mezzo di estinzione incendi. Quelli di tipo
manuale sono delle apparecchiature antincendio composte da una bobina con alimentazione idrica, una valvola
manuale d'intercettazione, una lancia per l'erogazione e la tubazione di adduzione oltre a, quando richiesto,
una guida di scorrimento per la tubazione. Quelli di tipo automatico hanno, diversamente rispetto al tipo
manuale, una valvola automatica di intercettazione. Sono particolarmente validi nella prima fase di sviluppo di
un incendio e possono essere efficacemente utilizzati anche da operatori non addestrati. E' previsto che i naspi
abbiamo una lunga durata di esercizio ma va ricordato che la loro utilità dipende da una manutenzione che
assicura una'istantanea efficienza in caso di necessità. Devono possedere la seguente marcatura: nome e/o
marchio del fornitore; 2. numero della norma di riferimento; 3. anno di costruzione; pressione massima di
esercizio; lunghezza e diametro della tubazione; diametro dell'ugello della lancia erogatrice.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo naspi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuali
Manuale di manutenzione
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I
PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo della pressione di uscita
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuali
[Intervento] Revisione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuali
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuali
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I naspi poichè devono essere idonei a contrastare efficacemente il propagarsi di un incendio, nel momento
dell'utilizzo e pertanto sotto l'azione di eventuali sollecitazioni meccaniche (urti, pressioni, ecc.) devono avere la
capacità di resistere in considerazione, ovviamente, della funzione a cui devono assolvere. I naspi, quali livelli
minimi prestazionali, devono rispettare i valori dettati dalle norme vigenti.
Funzionalità
Attitudine a garantire, in condizioni di normale utilizzo, livelli prestazionali di funzionalità costanti nel tempo.
Livello minimo delle prestazioni
I naspi quale limite prestazionale devono poter essere utilizzati facilmente da chiunque si trovi nella situazione
di emergenza, e devono garantire la portata e la pressione d'acqua necessaria per l'impiego a cui sono
destinati. Le norme vigenti ed in particolare le norme UNI dettano i limiti da verificare.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Difetti di tenuta
Valutazione: anomalia lieve
I naspi presentano perdite di tenuta alla pressione di servizio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo naspi
- Controllo della pressione di uscita
INTERVENTI
- Revisione
- Sostituzione
6.3.
ESTINTORI A POLVERE
Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Gli estintori a polvere sono costituiti da un recipiente metallico, contenente la polvere estinguente
(comunemente bicarbonato di sodio) e da una bomboletta di anidride carbonica (o altro gas). Il recipiente citato
è dotato di un tubo flessibile ed un erogatore (a pistola) atti ad indirizzare il getto verso la fiamma. Essi sono
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
idonei ad estinguere tutti i fuochi di classe A, B e C. Essi possono essere portatili o carrellati e devono essere
dotati di certificati di conformità alla normativa in vigore.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo globale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuali
[Controllo] Controllo tenuta
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuali
[Controllo] Controllo della carica
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuali
[Intervento] Ricarica estintore
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuali
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuali
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica esterna
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni esterne agenti, evitando il prodursi di
deformazioni, cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali sono quelli riportati dalla normativa UNI in vigore.
Facilità d'uso
Capacità di essere utilizzati facilmente nel momento del bisogno.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali sono quelli riportati dalla normativa UNI in vigore, in merito alla tipologia e
caratteristiche di valvole a pulsante, valvole di sicurezza e di controllo pressione, ecc.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi.
Livello minimo delle prestazioni
Poichè gli involucri degli estintori devono resistere all'azione degli agenti atmosferici, e agli effetti correlati, il
livello minimo prestazionale è legato alla capacità di mantenere nel tempo il funzionamento meccanico di tutti i
componenti.
Resistenza meccanica interna
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni dell'agente estinguente contenuto nel
serbatoio, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali sono quelli riportati dalla normativa UNI in vigore.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Tenuta della carica
Valutazione: anomalia grave
Abbassamento della pressione di carica e conseguente riduzione della potenza di getto.
Cattivo funzionamento valvole
Valutazione: anomalia grave
Mancato o difettoso funzionamento delle valvole di sicurezza e/o della valvola a controllo pressione.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
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ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo globale
- Controllo tenuta
- Controllo della carica
INTERVENTI
- Ricarica estintore
- Sostituzione
6.4.
TUBAZIONI
Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le tubazioni facenti parte dell'impianto idrico antincendio asservono a tutti quelli che sono i sistemi di adduzione
e distribuzione dell'acqua nell'involucro edilizio. Nel progetto in esame le tubazioni sono in acciaio zincato per i
percorsi aerei, a vista, nei controsoffitti e per le canalizzazioni incassate a muro.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo manovrabilità delle valvole
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo delle staffature
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia tubazioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed i componenti dell'impianto non funzionino
correttamente verificare la tenuta e la pulizia delle tubazioni.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui le tubazioni non devono venire in contatto, consultare
attentamente il libretto di uso e manutenzione.
Pulibilità
Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del
sistema di riscaldamento ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Controllo della pressione e della velocità di erogazione
Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Le tubazioni devono essere dimensionate in modo che l'impianto di distribuzione sia in grado di rispettare i
rendimenti, la potenza e tutte le caratteristiche tecniche di legge.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corrosione
Valutazione: anomalia grave
Presenza di depositi di ossido sulle tubazioni.
Difetti ai raccordi o alle connessioni
Valutazione: anomalia lieve
Presenza di perdite di fluido in presenza di connessioni o saldature.
Allentamento degli ancoraggi
Valutazione: anomalia grave
Sistemi di fissaggio staffe ecc. che presentano viti o bulloni allentati
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Controllo manovrabilità delle valvole
- Controllo delle staffature
INTERVENTI
- Pulizia tubazioni
6.5.
ALLARMI
Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Gli apparati, quali le sirene e i segnalatori ottici, hanno la funzione di allertare tutti gli occupanti di uno stabile o
di un'area, della presenza di un principio d'incendio, permettendo così un opportuno esodo nei luoghi sicuri o
all'aperto; è quindi indispensabile la buona efficienza di tali attuatori e non è ammessi il funzionamento di uno
solo. Negli ambienti in cui si effettuano lavorazioni rumore (es. locali officina), il funzionamento del
lampeggiante (giallo) è di estrema importanza, altrettanto importante è l'entrata in funzione della sirena negli
ambienti, composti di più locali ove il sistema di allarme sia installato nei corridoi (es. scuole).
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo elementi
RISORSE D'USO
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Dispositivi di protezione individuale
[Controllo] Controllo funzionalità
RISORSE D'USO
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Dispositivi di protezione individuale
[Intervento] Sostituzione elementi
RISORSE D'USO
- Misuratore di isolamento
- Multimetro digitale
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza agenti aggressivi
Gli allarmi installati in particolari luoghi di lavori, nei quali sono presenti in sospensione polveri o sostanze
chimiche corrosive, devono essere opportunamente protetti, senza tuttavia pregiudicarne o diminuire le loro
prestazioni. La scelta degli allarmi e delle sirene, in fase di realizzazione o sostituzione deve essere guidata
dalla situazione ambientale.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Intervento immediato
I dispositivi di allarme dell'impianto devono intervenire tempestivamente e in modo regolare.
Livello minimo delle prestazioni
Il funzionamento dei dispositivi di segnalazione antincendio deve essere garantito da una fonte di energia
ausiliaria, che consenta ai dispositivi, il loro perfetto funzionamento; non sono ammesse soluzioni posticce o
provvisorie, deve essere sempre garantito il perfetto funzionamento. L'ubicazione di sistemi integrati ( otticoacustici ) o separati è stabilità in fase di progetto dal professionista, sentito il parere dei Vigili del Fuoco, non è
ammesso quindi lo spostamento dei dispositivi, se non previa autorizzazione.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Guasti e difetti
Valutazione: anomalia grave
Possibili cause di disservizio possono essere la mancanza di alimentazione, un difetto di collegamento con la
centralina, un guasto su i circuiti interni del sistema, il deterioramento della batteria tampone, un guasto sugli
attuatori, ecc.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo elementi
- Controllo funzionalità
INTERVENTI
- Sostituzione elementi
6.6.
PULSANTE DI EMERGENZA
Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I pulsanti di emergenza per segnalazione incendio, sono composti di un involucro in PVC o in alluminio
pressofuso di colore rosso, da una superficie in materiale frangibile ( vetro ) e da un martelletto da utilizzare in
caso di emergenza.
All'interno di tale pulsante è presente un micro-switch che si attiva in caso di rottura del vetro, mettendo in
funzione, tramite la centralina antincendio, i sistemi otticoacustici dell'allarme.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo elementi
RISORSE D'USO
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Dispositivi di protezione individuale
[Controllo] Controllo funzionalità
RISORSE D'USO
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
[Intervento] Sostituzione elementi
RISORSE D'USO
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Dispositivi di protezione individuale
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza agenti aggressivi
I pulsanti installati in particolari luoghi di lavori, nei quali sono presenti in sospensione polveri o sostanze
chimiche corrosive, devono essere opportunamente protetti, senza tuttavia pregiudicarne o diminuire le loro
prestazioni.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Intervento immediato
I dispositivi di allarme dell'impianto devono intervenire tempestivamente e in modo regolare.
Livello minimo delle prestazioni
Il funzionamento dei pulsanti deve essere garantito da una fonte di energia ausiliaria, che consenta ai
dispositivi, il loro perfetto funzionamento; non sono ammesse soluzioni posticce o provvisorie, deve essere
sempre garantito il perfetto funzionamento.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Rottura
Valutazione: anomalia grave
Rottura dei pulsanti di allarme a seguito di degrado o atto vandalico.
Cattivo funzionamento
Valutazione: anomalia grave
Cattivo funzionamento dei pulsanti di allarme a seguito di cattivi contatti, sconnessioni, ecc.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo elementi
- Controllo funzionalità
INTERVENTI
- Sostituzione elementi
6.7.
CENTRALINA DI CONTROLLO
Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Elemento essenziale di un impianto di rivelazione e allarme antincendio è la centralina di controllo, ad essa
fanno capo tutti i rivelatori e dalla quale partono le segnalazioni ed i comandi per gli attuatori.
Le funzioni che una centralina antincendio deve svolgere sono:
- ricevere i segnali di allarme dai rivelatori e provvedere ad emettere una segnalazione ottica ed acustica di
allarme; deve inoltre consentire di individuare agevolmente la zona dove si sta sviluppando l'incendio
-verificare il corretto funzionamento dei componenti dell'impianto e fornire una segnalazione ottico acustica in
caso di guasto
-alimenta i rivelatori ad essa collegati
-può trasferire i segnali di allarme a postazioni prefissate e/o azionare uno o più dispositivi di allarme e
eventuali impianti automatici di spegnimento
-registra le anomalie o gli interventi dei dispositivi in entrata o in uscita
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
L'alimentazione della centralina è normalmente assicurata dalla rete, e in caso di mancanza di energia, una
batteria posta all'interno dell'involucro deve permettere il regolare funzionamento del sistema.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo elementi
RISORSE D'USO
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Dispositivi di protezione individuale
[Controllo] Controllo funzionalità
RISORSE D'USO
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Dispositivi di protezione individuale
[Intervento] Sostituzione elementi
RISORSE D'USO
- Misuratore di isolamento
- Multimetro digitale
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Dispositivi di protezione individuale
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza agenti aggressivi
Le centraline di controllo antincendio installate in particolari luoghi di lavori, nei quali sono presenti in
sospensione polveri o sostanze chimiche corrosive, devono essere opportunamente protette, senza tuttavia
pregiudicarne o diminuire le loro prestazioni. La scelta dei dispositivi, in fase di realizzazione o sostituzione
deve essere guidata dalla situazione ambientale
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Intervento immediato
I dispositivi di controllo dell'impianto devono intervenire tempestivamente e in modo regolare.
Livello minimo delle prestazioni
Il funzionamento delle centraline di controllo antincendio deve essere garantito da una fonte di energia
ausiliaria che consenta ai dispositivi il loro perfetto funzionamento; non sono ammesse soluzioni posticce o
provvisorie e deve essere sempre garantito il perfetto funzionamento. L'ubicazione di sistemi integrati ( otticoacustici ) o separati è stabilita in fase di progetto dal professionista, sentito il parere dei Vigili del Fuoco, non è
ammesso quindi lo spostamento dei dispositivi, se non previa autorizzazione.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Cattiva segnalazione
Valutazione: anomalia grave
Cattiva segnalazione degli allarmi sul pannello a seguito di manchevolezza da parte delle spie luminose o per
problemi sulla rete o sulla batteria.
Degradi
Valutazione: anomalia grave
Degradi o sconnessioni sui morsetti e sui contatti all'interno della centralina.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo elementi
- Controllo funzionalità
INTERVENTI
- Sostituzione elementi
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
6.8.
RIVELATORI
Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I rivelatori sono dispositivi che permettono di misurare i fenomeni fisici prodotti da un incendio quali, il calore, la
fiamma, il fumo e i prodotto invisibili della combustione ( particelle di carbonio incombusto ), i rivelatori che sono
sensibili a qest'ultimi prodotti sono poco utilizzati perchè contenenti materiale radioattivo.
I rivelatori di fumo possono essere di due tipi:
- rivelatori ottici di fumo a diffusione o oscuramento
- rivelatori di fumo a camera d'ionizzazione
I primi si basano su l'effetto del fumo di riflettere la luce, i due dispositivi l'emettitore ( diodo ad infrarossi ) e il
ricevitore ( fotocellula al silicio ), sono posti in camera e separati da una barriera. In presenza di fumo all'interno
della camera, parte della luce emessa viene deviata sul ricevitore che a sua volta attiva il circuito di soglia,
generando l'allarme. Simili a questi sono i rivelatori di fumo ad oscuramento, utilizzati normalmente in ambienti
con uno sviluppo longitudinale elevato.
I rivelatori di fumo a camera ionizzante si basano sulla reazione che avviene in una camera d'ionizzazione,
dove in presenza di fumo, la corrente emessa dalla sorgente diminuisce, fino a raggiungere la soglia di allarme.
A fianco ai dispositivi sopra elencati, sono altresì validi, quali rivelatori, quelli termici che utilizzano, quale
parametro di misura il calore sviluppato durante l'incendio; tra questi sono distinguibili i rivelatori termici a
massima temperatura ( entrano in funzione ad una temperatura prefissata ) e i rivelatori termovelocimetri,
basati sul valore della resistenza di due termistori in serie, ma isolati termicamente tra di loro. Quando i due
valori di resistenza si discostano per causa della temperatura a cui è sottoposto il termistore esterno e quindi
quando la resistenza dei due componenti è diversa, si ha l'entrata in funzione del circuito di allarme.
Per i rivelatori di fiamma sono elencabili due tipi: i rivelatori ottici di radiazione all'infrarosso e i rivelatori ottici di
radiazione all'ultravioletto; tali dispositivi hanno la caratteristica di vedere l'incendio anche in modo indiretto e
cioè utilizzando il principio della rifrazione. Tali rivelatori, essendo influenzabili dal sole o da corpi caldi,
vengono utilizzati solo negli ambienti interni.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo elementi
RISORSE D'USO
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Dispositivi di protezione individuale
[Controllo] Controllo funzionalità
RISORSE D'USO
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Dispositivi di protezione individuale
[Intervento] Regolazioni varie
RISORSE D'USO
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Dispositivi di protezione individuale
[Intervento] Sostituzione elementi
RISORSE D'USO
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Dispositivi di protezione individuale
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza agenti aggressivi
I dispositivi installati in particolari luoghi di lavori, nei quali sono presenti in sospensione polveri o sostanze
chimiche corrosive, devono essere opportunamente protetti, senza tuttavia pregiudicarne o diminuire le loro
prestazioni. La scelta dei dispositivi, in fase di realizzazione o sostituzione deve essere guidata dalla situazione
ambientale.
Livello minimo delle prestazioni
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto.
Intervento immediato
I rivelatori dell'impianto devono intervenire tempestivamente e in modo regolare.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Livello minimo delle prestazioni
Il funzionamento dei rivelatori deve essere garantito da una fonte di energia ausiliaria che consenta ai
dispositivi il loro perfetto funzionamento; non sono ammesse soluzioni posticce o provvisorie e deve essere
sempre garantito il perfetto funzionamento.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Errori di regolazione
Valutazione: anomalia grave
Vi sono rivelatori cui è possibile effettuare la regolazione in sensibilità, a ciò è opportuno provvedere nel caso di
ambienti particolari e su indicazioni della casa costruttrice.
Difetti di funzionamento
Valutazione: anomalia grave
Tra i difetti possiamo avere : disfunzioni nel sistema talvolta legati alla pulizia degli apparati di rivelazione posti
in ambienti particolarmente aggressivi ( polvere, umidità ); diminuzione di tensione nella centralina che non
permette il regolare funzionamento del rivelatore.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo elementi
- Controllo funzionalità
INTERVENTI
- Regolazioni varie
- Sostituzione elementi
6.9.
RISERVA IDRICA
Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
L'impianto antincendio è dotato di riserva idrica ad uso esclusivo, costituita da due vasche comunicanti poste in
posizione interrata, realizzate in cls armato e aventi capacità utile complessiva di circa 50 mc. Così come
previsto dalla norma UNI 9490, per ogni vasca sono installate le seguenti apparecchiature: - valvola
galleggiante con relativa valvola di intercettazione per il reintegro; -scarico di troppo pieno e scarico di fondo
con valvola bloccata in posizione chiusa; - indicatore di livello; - sistema di allarme se l'acqua scende al di sotto
del livello richiesto; - condotta di prelievo corredata da filtro e da valvola normalmente aperta.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo dello stato del calcestruzzo
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo manovrabilità delle valvole
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo tenuta valvole
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo stato dei filtri
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo della infiltrazione d'acqua
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo sonde di regolazione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Termometro elettronico
[Controllo] Controllo generale dispositivi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia filtri
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione filtri
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Lubrificazione dei componenti
RISORSE D'USO
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
[Intervento] Pulizia e serraggio morsetti
RISORSE D'USO
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
[Intervento] Taratura degli strumenti
RISORSE D'USO
- Attrezzatura tecnica
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
[Intervento] Pulizia e rimozione depositi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Verifica sonde di controllo
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Termometro elettronico
[Intervento] Controllo motori attuatori
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tester/Pinza amperometrica
[Intervento] Applicazione trattamenti alla struttura di c.a.
RISORSE D'USO
- Resine siliconiche
- Prodotti a base di silicati
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Ripresa delle lesioni
RISORSE D'USO
- Malta cementizia specifica
- Macchine a spruzzo per applicazione
- Prodotti di finitura
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Sigillatura delle lesioni passanti
RISORSE D'USO
- Tubetti di iniezione e sfiato
- Resina epossidica a consistenza di stucco
- Resina epossidica fluida
- Pompa pneumatica a bassa pressione
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere ai carichi e sovraccarichi, in tutte le condizioni di esercizio, nonchè ai fenomeni dinamici,
nel rispetto del coefficiente di sicurezza, senza deformazioni o cedimenti inammissibili.
Livello minimo delle prestazioni
La struttura in c.a. della vasca deve garantire stabilità e resistenza sotto l'effetto di qualsiasi carico ad esse
applicato; per quello che riguarda i livelli minimi prestazionali si deve fare riferimento alle leggi e alle normative
vigenti in materia di progettazione, esecuzione e collaudo delle strutture, per il tipo di struttura ed i materiali
utilizzati. Il livello minimo prestazionale dei dispositivi impiantistici è invece connesso al mantenimento delle
condizioni di funzionalità anche sotto sollecitazioni di varia natura, pertanto il progetto e la scelta del materiale
impiegato dovranno tener conto di sollecitazioni esterne, ad eccezione di eventi particolari.
Resistenza al gelo
Capacità di non subire gli effetti dovuti alla formazione di ghiaccio, quali disgregazioni o mutamenti di aspetto e
dimensione.
Livello minimo delle prestazioni
La struttura della vasca in c.a. non deve subire disgregazioni e mutamenti di aspetto o dimensione a causa
della formazione di ghiaccio. I livelli minimi prestazionali possono essere definiti facendo riferimento alla
normativa UNI.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire gli effetti dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici, quali disgregazioni e mutamenti di
aspetto.
Livello minimo delle prestazioni
Manuale di manutenzione
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AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
La struttura della vasca in c.a. non deve subire dissoluzioni, disgregazioni o mutamenti di aspetto a causa
dell'azione di agenti aggressivi presenti nell'ambiente (anidride carbonica, solfati, ecc.). Le strutture esposte ad
atmosfere marine e ad attacchi solfatici devono essere costruite con calcestruzzi confezionati con il corretto
dosaggio e inoltre devono essere previste adeguate misure di protezione delle superfici utilizzando appositi
prodotti protettivi. Per quello che riguarda i livelli minimi prestazionali si fa riferimento alle norme UNI riguardanti
la durabilità del calcestruzzo. Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui i componenti impiantistici
non devono venire in contatto, consultare attentamente il libretto di uso e manutenzione.
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire riduzioni di prestazioni causate dalla presenza di animali, di vegetali o di
microrganismi.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, del loro impiego e del tipo di agente biologico. In ogni
caso occorre garantire, soprattutto sulle costruzioni meno recenti, una adeguata pulizia e una protezione con
prodotti che contrastino efficacemente lo sviluppo della vegetazione.
Stabilità chimico-reattiva
Capacità degli elementi di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche.
Livello minimo delle prestazioni
I materiali utilizzati per la realizzazione della struttura della vasca in c.a. devono conservare inalterate nel
tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche. I livelli minimi variano in funzione dei materiali impiegati e della
loro compatibilità chimico-fisica stabilita dalle norme vigenti: in particolar modo è opportuno evitare contatti
diretti tra materiali che possono dar luogo a corrosione elettrolitica (acciaio e zinco, acciaio e alluminio) e il
contatto diretto fra l’acciaio ed alcuni materiali aggressivi come il gesso. Si deve prestare attenzione al
fenomeno di reazione alcali-aggregati della miscela costituente il cls, innescata dalla presenza di alcali nel
cemento e di silice amorfa negli aggregati: per garantire i livelli minimi di prestazione è preferibile evitare l'uso di
aggregati reattivi e limitare il contenuto di alcali (sodio e potassio) nel cemento, utilizzando cementi di miscela e
riducendo l'umidità del cls.
Tenuta all'acqua
Attitudine ad impedire l'infiltrazione di acqua piovana che produca macchie di umidità sulla faccia interna o
danneggiamenti alla parete o ad altre parti della struttura.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli prestazionali minimi variano a seconda del livello di tenuta all'acqua che si vuole affidare all'elemento
Pulibilità
Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione ed ogni qualvolta il livello
di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto.
Controllo della pressione e della velocità di erogazione
Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi.
Livello minimo delle prestazioni
Le valvole devono essere dimensionate in modo che l'impianto sia in grado di rispettare i rendimenti, la potenza
e tutte le caratteristiche tecniche di legge.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Bollature
Valutazione: anomalia lieve
Presenza diffusa, sulla superficie del calcestruzzo, di fori di grandezza e distribuzione casuale, generati dalla
presenza di bolle d'aria formatesi al momento del getto e non eliminati nella fase di vibratura e costipamento.
Chiazze di umidità
Valutazione: anomalia grave
Presenza di chiazze o zone di umidità sul manufatto in cls, generalmente in aree dell'elemento in prossimità del
terreno.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della vasca in c.a., dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.), accompagnate spesso dalla perdita delle caratteristiche di resistenza
e stabilità degli elementi stessi.
Disgregazioni
Valutazione: anomalia grave
Disgregazioni della superficie in c.a., con effetti di sgretolamenti e lacerazioni.
Efflorescenze
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Valutazione: anomalia lieve
Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie del manufatto in c.a., generalmente
poco coerenti e con colore biancastro.
Mancanza di copriferro
Valutazione: anomalia grave
Mancanza di calcestruzzo in corrispondenza dell'armatura con conseguente esposizione dei ferri a fenomeni di
corrosione.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Aperture o lesioni che possono essere ortogonali o parallele all'armatura e possono interessare una parte o
l'intero spessore dell'elemento.
Corrosione del materiale
Valutazione: anomalia grave
Deterioramento dell'acciaio con formazione di ruggine e continua sfaldatura; relativa riduzione della sezione
resistente.
Degradi
Valutazione: anomalia grave
Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per
invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.).
Difficoltà nella manovra
Valutazione: anomalia grave
Difficoltà di manovra delle valvole.
Malfunzionamento delle valvole di regolazione
Valutazione: anomalia lieve
Le valvole installate sull'impianto non rispondono ai comandi dei sensori.
Difetti di filtraggio
Valutzione: anomalia grave
Intasamento dei filtri installati.
Difetti di taratura
Valutazione: anomalia lieve
Difetti di taratura dei dispositivi di controllo quali manometri, termometri.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo dello stato del calcestruzzo
- Controllo manovrabilità delle valvole
- Controllo tenuta valvole
- Controllo stato dei filtri
- Controllo della infiltrazione d'acqua
- Controllo dei danni dopo evento imprevedibile
- Controllo sonde di regolazione
- Controllo generale dispositivi
INTERVENTI
- Pulizia filtri
- Sostituzione filtri
- Lubrificazione dei componenti
- Pulizia e serraggio morsetti
- Taratura degli strumenti
- Pulizia e rimozione depositi
- Verifica sonde di controllo
- Controllo motori attuatori
- Applicazione trattamenti alla struttura di c.a.
- Ripresa delle lesioni
- Sigillatura delle lesioni passanti
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
6.10.
MAGLIA DI CAPTAZIONE
Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA
Unità tecnologica:
IMPIANTO PARAFULMINE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
La maglia di captazione è la parte dell'impianto contro i fulmini, che è destinata ad attirare e convogliare il
fulmine nella sua caduta. Le dimensioni della maglia di captazione sono definite dal livello di protezione
dell'impianto base e dalla probabilità di fulminazione.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Automezzo con cestello
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo di continuità delle calate
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Automezzo con cestello
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione delle calate e dei componenti
RISORSE D'USO
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
- Automezzo con cestello
[Intervento] Verifica della struttura
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Automezzo con cestello
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzi manuali di uso comune
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza alla corrosione
In un impianto di protezione dalle scariche atmosferiche i componenti di cui è costituito devono avere
caratteristiche tali da evitare o limitare il formarsi di fenomeni di corrosione.
Livello minimo delle prestazioni
Le eventuali tracce di corrosione o deterioramento devono essere tali da non pregiudicare le prestazioni
elettriche di conducibilità.
Resistenza meccanica
La resistenza meccanica e termica dell'impianto è determinata dalle dimensioni dei vari componenti, le quali
sono dettate dalle Normative e tuttavia calcolate in fase di progettazione. E' determinante per la resistenza
meccanica dell'impianto, oltre alle dimensione, anche la posa, la quale deve essere tale da evitare eventuali
deformazioni o sforzi (trazione o torsione).
Livello minimo delle prestazioni
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
La funzionalità di un impianto integrativo contro la fulminazione è determinata, oltre che dai materiali utilizzati e
dalla loro installazione, dal rispetto delle distanze di posa dei conduttori che devono nel tempo restare invariate,
in particolare la maglia di captazione viene progettata determinando opportunamente le sue dimensioni.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corrosione
Valutazione: anomalia grave
Il diminuire delle dimensioni, il cambio di colore o la presenza di materiale granulare bianco nelle giunzioni, è un
evidente sintomo della presenza di corrosione.
Difetti di ancoraggio
Valutazione: anomalia grave
La deformazione della struttura di una calata è causata da difetti nei componenti di ancoraggio o di giunzione,
le eventuali opere di manutenzione della facciata o del fabbricato, non devono alterare la disposizione e le
caratteristiche di posa dei conduttori di calata o degli anelli di collegamento.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Controllo di continuità delle calate
INTERVENTI
- Sostituzione delle calate e dei componenti
- Verifica della struttura
6.11.
IMPIANTO DI DISPERSIONE
Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA
Unità tecnologica:
IMPIANTO PARAFULMINE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
In un impianto LPS la dispersione dell'eventuale fulmine avviene tramite l'impianto di dispersione, il quale è
costituito da dispersori infissi nel terreno e collegate tra di loro ad anello.
In riferimento alle Norme CEI 81 i dispersori da utilizzare negli impianti di parafulmine sono due:
- tipo A, costituiti da elementi singoli, verticali o orizzontali, uno per ogni calata
- tipo B, detto ad anello, costituito da un conduttore interrato per 80% della sua lunghezza e collegato alle
singole calate
Il dimensionamento dei materiali deve essere rilevato consultando le normative inerenti gli impianti di terra
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo funzionale dell'impianto di dispersione
RISORSE D'USO
- Automezzo con cestello
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Automezzo con cestello
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Sostituzione dei dispersori
RISORSE D'USO
- Attrezzi manuali di uso comune
- Dispositivi di protezione individuale
- Automezzo con cestello
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Pinza amperometrica
- Misuratore di isolamento
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza alla corrosione
In un impianto di protezione dalle scariche atmosferiche i componenti di cui è costituito devono avere
caratteristiche tali da evitare o limitare il formarsi di fenomeni di corrosione.
Livello minimo delle prestazioni
Le eventuali tracce di corrosione o deterioramento devono essere tali da non pregiudicare le prestazioni
elettriche di conducibilità
Resistenza meccanica
Gli elementi dell'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche devono essere in grado di contrastare in
modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture per garantire la funzionalità dell'impianto.
Livello minimo delle prestazioni
I materiali e le dimensioni dell'impianto di dispersione devono rispettare gli elaborati di progetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corrosione
Valutazione: anomalia grave
Il diminuire delle dimensioni, il cambio di colore o la presenza di materiale granulare bianco nelle giunzioni, è un
evidente sintomo della presenza di corrosione.
Mancanza di continuità
Valutazione: anomalia grave
La mancanza di continuità tra la maglia di captazione e l'impianto di dispersione è da considerare un difetto
grave di tutto il sistema, creando inefficienza dell'impianto e talvolta pericolo, dato che il fulmine non può
scaricare a terra in modo guidato.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo funzionale dell'impianto di dispersione
- Controllo generale
INTERVENTI
- Sostituzione dei dispersori
6.12.
CONDUTTORI DI TERRA E DI PROTEZIONE
Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI MESSA A TERRA
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Il conduttore di terra è costituito dal conduttore che collega i dispersori o il dispersore al collettore ( nodo )
principale di terra; dal conduttore che collega i dispersori tra loro e se isolato, è anch'esso un conduttore di
terra. Se i dispersori sono collegati da un conduttore in tubazione interrata anch'esso è da considerarsi come
conduttore di terra, mentre se tale conduttore è direttamente interrato è da considerarsi come dispersore.
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Il conduttore di protezione è il conduttore che collega le masse, al collettore ( o nodo ) principale di terra.
Il conduttore di protezione deve avere una sezione adeguata, tale da resistere agli sforzi meccanici, alla
corrosione e alle sollecitazioni termiche che si verificano per un guasto, così detto, verso massa.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Misuratore di isolamento e di terra
[Intervento] Sostituzione conduttori di protezione
RISORSE D'USO
- Misuratore di isolamento e di terra
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza alla corrosione
I requisiti essenziali che deve avere un impianto di terra sono: la sua resistenza ai fenomeni di corrosione, la
sua resistenza meccanica e termica. I dispersori, costituiti da acciaio, devo essere sempre ricoperti o da uno
strato di zinco dato a caldo o da uno strato di rame stagnato, tali accorgimenti proteggono gli elementi
disperdenti da alterazioni profonde.
Particolare requisito deve avere la giunzione tra il dispersore (picchetto) ed il dispersore (corda di rame); il
collegamento tra i due deve essere effettuato con capocorda in rame stagnato, ciò diminuisce notevolmente il
potenziale elettrochimico. Per il collegamento delle due parti dell'impianto, possono essere usati anche morsetti
in ottone o materiali idonei a ricoprire la giunzione stessa, al fine di evitare l'accesso all'elettrolita.
La resistenza meccanica e termica dell'impianto è determinata dalle dimensioni dei vari componenti le quali
sono dettate dalle Normative e tuttavia calcolate in fase di progettazione.
Livello minimo delle prestazioni
Al fine di evitare la corrosione, oltre a utilizzare componenti di dimensioni idonee, occorre evitare giunzioni tra
zinco e rame; nel caso di saldature, occorre proteggere il punto di saldature con rivestimenti protettivi. Per la
connessione a compressione, a mano o idraulica, le giunzioni possono avere varie combinazioni ( conduttoreconduttore, conduttore passante-conduttore derivato ). Una buona connessione che limita la corrosione è
rappresentato da la saldatura alluminotermica, che si effettua per reazione tra l'ossido di rame ed alluminio in
polvere.
Resistenza meccanica
La resistenza meccanica e termica dell'impianto è determinata dalle dimensioni dei vari componenti, le quali
sono dettate dalle Normative e tuttavia calcolate in fase di progettazione. E' determinante per la resistenza
meccanica dell'impianto, oltre alle dimensione, anche la posa, la quale deve essere tale da evitare eventuali
deformazioni o sforzi (trazione o torsione).
Livello minimo delle prestazioni
Il conduttore di terra può essere costituito da fili, corde, piattine, che, oltre ad avere una buona conducibilità
elettrica, deve possedere una buona resistenza meccanica. Le dimensioni minime del conduttore di terra e di
protezione ed i componenti di collegamento sono determinate dalle normative e tuttavia per la rimozione dei
collegamenti devono essere usati idonei attrezzi.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Difetti di connessione
Valutazione: anomalia grave
Difetti di connessione delle masse con conseguente interruzione della continuità dei conduttori fino al nodo
equipotenziale.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo connessioni
- Controllo generale
INTERVENTI
- Sostituzione conduttori di protezione
6.13.
CONDUTTORI EQUIPOTENZIALI
Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI MESSA A TERRA
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Questi conduttori connettono l'impianto di terra alle masse metalliche estranee, al fine di portare, queste ultime,
allo stesso potenziale. I conduttori equipotenziali si dividono in principali e supplementari, i primi vengono
collegati direttamente al collettore o nodo di terra, i secondi fanno parte di collegamenti locali e vengono
collegati al conduttore principale. La sezione del conduttore principale di terra non deve essere inferiore a
6mmq con un massimo di 25mmq; quella dei conduttori supplementari deve essere non inferiore a quella del
conduttore di protezione più piccolo.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di isolamento e di terra
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
[Controllo] Controllo strumentale (misura del valore di resistenza)
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di isolamento e di terra
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
[Intervento] Sostituzione dei conduttori equipotenzili
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di isolamento e di terra
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
[Intervento] Intervento sulle connessioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di isolamento e di terra
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
[Intervento] Sostituzione dei nodi equipotenzili
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di isolamento e di terra
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
[Intervento] Misure strumentali
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di isolamento e di terra
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza alla corrosione
Manuale di manutenzione
PG114
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PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Il sistema di equipotenzialità di un impianto di messa a terra deve mantenere integre le sue caratteristiche, i
punti di collegamento devono essere sgombri da corrosione e non presentare diminuzione delle loro
dimensioni.
Livello minimo delle prestazioni
I conduttori equipotenziali principali e supplementari devono essere protetti contro la corrosione, evitando in
particolare fenomeni di reazioni elettrochimiche che spesso avvengono nelle giunzioni, a tale scopo vengono
utilizzati materiali tra di loro compatibili o rivestiti di materiale idoneo a evitare l'accesso all'elettrolita.
Resistenza meccanica
Gli elementi ed i materiali dell'impianto di messa a terra devono essere in grado di contrastare in modo efficace
il prodursi di deformazioni o rotture, tale requisiti devono essere associati anche ai componenti facenti parte
dell'equipotenzialità.
Livello minimo delle prestazioni
L'equipotenzialità di un impianto di terra deve avere una buona conducibilità elettrica e una buona resistenza
meccanica. Le dimensioni minime dei conduttori, il metodo di collegamento ed i tipi di componenti da utilizzare
sono dettate dalle normative.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corrosione
Valutazione: anomalia grave
Il diminuire delle dimensioni, il cambio di colore o la presenza di materiale granulare bianco nelle giunzioni, è un
evidente sintomo della presenza di corrosione.
Difetti di serraggio
Valutazione: anomalia lieve
Movimenti frequenti o manomissioni, possono provocare l'indebolimento dei punti di contatto tra conduttori
equipotenziali e masse metalliche con evidente instabilità e mobilità del bullone di serraggio
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
- Controllo strumentale (misura del valore di resistenza)
INTERVENTI
- Sostituzione dei conduttori equipotenzili
- Intervento sulle connessioni
- Sostituzione dei nodi equipotenzili
- Misure strumentali
6.14.
DISPERSORI
Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA
Unità tecnologica:
IMPIANTO DI MESSA A TERRA
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Viene definito dispersore un corpo metallico, o un complesso di corpi metallici, posti in contatto elettrico con il
terreno e destinati, o utilizzati, per realizzare il collegamento elettrico con la terra. I dispersori possono essere
intenzionali o di fatto, i primi sono posti nel terreno al solo fine di disperdere corrente, i secondi sono corpi
metallici interrati per altri fini, ma che possono contribuire a realizzare il collegamento elettrico a terra ( es. sono
dispersori di fatto i ferri delle armature di fondazione di un fabbricato ). I dispersori sono costituiti da materiali
che ne consentano una durata di vita adeguata, i più comuni materiali usati sono il rame e l'acciaio rivestito di
rame o di zinco. I tipi di dispersori più usati sono costituiti da tondini, profilati, tubi, nastri, corde e piastre; le
dimensioni minime utilizzate sono comunque indicate dalle norme. La resistenza di terra di un dispersore o di
un sistema di dispersori, viene calcolata in fase di progetto; il, valore viene definito anche in base alla sensibilità
dell'interruttore differenziale installato nell'impianto. Il collegamento tra dispersori è costituito da i conduttori di
terra, se tali conduttori sono nudi e interrati, anch'essi diventano elementi disperdenti. L'inconveniente più
gravoso in un dispersore di terra è la corrosione, contro la quale si adottano provvedimenti di protezione
rivestendo il dispersore con altri metalli quale lo zinco.
Manuale di manutenzione
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Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I
PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo generale
RISORSE D'USO
- Misuratore di isolamento e di terra
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
- Dispositivi di protezione individuale
[Intervento] Misura della resistenza del dispersore
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di isolamento e di terra
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
[Intervento] Sostituzione dispersori
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Misuratore di isolamento e di terra
- Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc.
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza alla corrosione
I requisiti essenziali che deve avere un dispersore di terra sono: la sua resistenza ai fenomeni di corrosione, la
sua resistenza meccanica e termica. I dispersori, costituiti da acciaio, devo essere sempre ricoperti o da uno
strato di zinco dato a caldo o da uno strato di rame stagnato, tali accorgimenti proteggono gli elementi
disperdenti da alterazioni profonde.
Livello minimo delle prestazioni
L'eventuali tracce di corrosione o deterioramento devono essere tali da non pregiudicare le prestazioni
elettriche di dispersione di un dispersore.
Resistenza meccanica
La resistenza meccanica di un dispersore è determinata dalle sue dimensioni, le quali sono dettate dalle
Normative e tuttavia calcolate in fase di progettazione.
Livello minimo delle prestazioni
Un dispersore deve garantire nel tempo le sue caratteristiche di conducibilità elettrica e meccaniche, in caso di
rimozione e opportuno riposizionare il dispersore in prossimità, senza utilizzare il foro ove era alloggiato
precedentemente, permettendo così una maggiore stabilità.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Corrosioni
Valutazione: anomalia grave
I motivi della corrosione possono derivare da varie cause; si può avere una corrosione per reazioni chimiche,
una corrosione per cause elettrochimiche ed anche per correnti vaganti. In tutte questi casi occorre proteggere
il dispersore e i collegamenti utilizzando quale protezione superficiale una pellicola di zinco o materiale di
protezione.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo generale
INTERVENTI
- Misura della resistenza del dispersore
- Sostituzione dispersori
- Protezione delle connessioni
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
7.
7 ATTREZZATURA INTERNA
DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA
Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di consentire o
facilitare l'esercizio di attività degli utenti negli spazi interni del sistema edilizio stesso.
Unità tecnologiche di classe 7 ATTREZZATURA INTERNA
- Arredo domestico
7.1.
PARETI MOBILI
Classe di unità tecnologica: 7 ATTREZZATURA INTERNA
Unità tecnologica:
ARREDO DOMESTICO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le pareti mobili sono realizzate con elementi modulari di varie dimensioni e consentono la variazione e la
riorganizzazione degli spazi interni attraverso spostamenti e ricollocazioni. Gli elementi modulari sono costituiti
da pannelli sandwich o lastre sottili di vari materiali (cartongesso, fibrocemento, legno, metallo, vetro,
policarbonato..) e possono essere montati su appositi telai oppure essere autoportanti. I telai sono realizzati in
legno o metallo e vengono fissati al soffitto e al pavimento mediante appositi sistemi di fissaggio.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo della superficie dei pannelli
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dei vetri
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo del telaio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo dei fissaggi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo delle guarnizioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo della verticalità della parete
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Filo a piombo
- Opere provvisionali
[Controllo] Controllo strutturale dopo evento imprevedibile
RISORSE D'USO
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Pulizia della superficie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Detergenti
[Intervento] Ripristino dell'elemento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Sostituzione dell'elemento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
[Intervento] Applicazione di trattamenti protettivi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Opere provvisionali
- Prodotto protettivo
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere alle possibili sollecitazioni, contrastando efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni
gravi.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti esterne devono garantire stabilità, resistenza e funzionalità sotto l'effetto delle possibili sollecitazioni
cui possono essere sottoposte; i livelli minimi prestazionali devono essere ricavati dalle leggi e dalle normative
vigenti che stabiliscono sia i valori da adottare per le azioni sollecitanti sia le prove cui devono essere sottoposti
i materiali per conoscerne le caratteristiche di resistenza meccanica.
Regolarità estetica
Le pareti interne devono presentare omogeneità di colore e di brillantezza.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze.
Resistenza agli urti
Attitudine delle pareti perimetrali a contrastare le sollecitazioni derivanti da urti che possono prodursi nel corso
dell'uso.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti interne devono resistere all'azione di urti sulla faccia esterna ed interna, prodotti secondo le modalità
riportate dalla norma UNI 820 In particolare si distingue la resistenza all'urto da corpo molle (massa=50 Kg) e la
resistenza all'urto da corpo duro (massa=1 Kg) e si stabiliscono i valori massimi dell'energia di impatto che non
devono provocare rotture, distacchi, deformazioni permanenti, sfondamenti etc.. sulla parete.
Regolarità geometrica
Le pareti interne non devono presentare macchie, gobbe, crateri, fessure, distacchi, scostamenti locali dal
piano teorico.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze.
Isolamento termico
Attitudine ad assicurare una limitazione della dispersione del calore da locali riscaldati a locali con diverse
temperature (vani scali, cantine..)
Livello minimo delle prestazioni
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
I livelli minimi prestazionali non sono attribuibili ai singoli elementi, ma all'edificio nel suo insieme valutando il
coefficiente volumico di dispersione Cd che deve rientrare nei limiti previsti dalle normative vigenti.La legge cui
si deve far riferimento è la legge n.10 del 9/1/91, nella quale vengono forniti gli strumenti di calcolo e i parametri
con cui determinare il fabbisogno energetico di un edìficio.
Attrezzabilità
Attitudine delle pareti a sopportare carichi appesi (dovuti ad elementi di arredo, tende, insegne, cavi..) e a
consentire l'installazione di attrezzature.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione delle prove effettuate in laboratorio o in sito dove vengono riprodotte le
sollecitazioni alle quali i diversi tipi di pareti verticali possono essere sottoposte, in particolare per la stabilità
della parete sotto eventuali carichi appesi si può fare riferimento alla norma UNI 832
Isolamento acustico
Attitudine a fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, sia di tipo aereo che di tipo impattivo, per
assicurare un adeguato benessere uditivo all'interno dell'edificio.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto ad una parete interna dipende dall'attività prevista nel locale delimitato e
dalla destinazione d'uso dei locali confinanti. La norma UNI 8348 suddivide le pareti interne in tre classi sulla
base del loro potere fonoisolante Rw, valutato con prove di laboratorio secondo la UNI EN ISO 140-3. Le classi
sono delimitate dai seguenti valori del potere fonoisolante:
- classe 1
40 dB <Rw< 47 dB
- classe 2
47 dB <Rw< 55 dB
- classe 3
55 dB <Rw
Riparabilità
Le pareti devono consentire il ripristino della funzionalità e dell'efficienza di parti ed elementi degradati.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti devono consentire agevolmente le operazioni di riparazione.
Pulibilità
Attitudine degli elementi a consentire la rimozione di sporcizia e sostanze indesiderate.
Livello minimo delle prestazioni
Le pareti devono essere accessibili e strutturate in modo da consentire le operazioni di pulizia.
Sostituibilità
Attitudine a consentire la collocazione di elementi tecnici nuovi al posto di quelli danneggiati.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali devono garantire la possibilità di sostituire l'elemento facilmente e senza
pregiudicare la funzionalità del sistema: per quello che riguarda le dimensioni standardizzate si rimanda alle
norme UNI relative al tipo di prodotto considerato.
Resistenza al fuoco
Capacità degli elementi di resistere al fuoco per un tempo determinato senza subire deformazioni incompatibili
con la loro funzione strutturale e di compartimentazione, in modo da garantire l'incolumità degli occupanti.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi di resistenza al fuoco di una parete interna si valutano con una prova di laboratorio secondo la
norma prEN 1364-1 [Prove di resistenza al fuoco di elementi non portanti negli edifici- Partizioni]
Assenza dell'emissione di sostanze nocive
Attitudine a non emettere gas, vapori, polveri, particelle o radiazioni dannose per gli utenti, sia in condizioni
normali d'esercizio, sia in condizioni critiche.
Livello minimo delle prestazioni
Per la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia; in
particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le
polveri:
Eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³
Eventuale presenza di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³
Eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³
ANOMALIE RISCONTRABILI
Chiazze di umidità
Valutazione: anomalia grave
Presenza di chiazze o zone di umidità, generalmente in aree dell'elemento in prossimità del terreno e/o delle
opere fondazionali.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Degrado dei giunti
Valutazione: anomalia grave
Decoesione, distacco, cambiamento di colore dei giunti.
Disgregazioni
Valutazione: anomalia grave
Disgregazioni delle superfici dell'elemento, con effetti di sgretolamenti e lacerazioni.
Distacco
Valutazione: anomalia grave
Caduta e perdita di parti della muratura..
Efflorescenze
Valutazione: anomalia lieve
Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie dell'elemento, generalmente poco
coerenti e con colore biancastro.
Erosione
Valutazione: anomalia grave
Degrado della superficie dovuto all'azione erosiva di agenti di natura chimica o biologica.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Aperture o lesioni, che possono essere ortogonali o diagonali rispetto ai giunti, e possono interessare una parte
o l'intero spessore della muratura.
Macchie e imbrattamenti
Valutazione: anomalia lieve
Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray,
ecc.) e/o murales o graffiti.
Muffe biologiche
Valutazione: anomalia lieve
Deposito sottile costituito prevalentemente da microrganismi, che creano una patina di colore variabile aderente
alla superficie.
Variazione di volume
Valutazione: anomalia grave
Aumento di volume dell'elemento e conseguente disgregazione, dovute all'attacco solfatico in ambiente marino
oppure a cicli di gelo-disgelo.
Scheggiature
Valutazione: anomalia lieve
Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e
gli spigoli.
Mancanza
Valutazione: anomalia grave
Caduta e perdita di parti della parete.
Non planarità
Valutazione: anomalia lieve
Non perfetta complanarità di uno o più elementi della parete rispetto al sistema.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo della superficie dei pannelli
- Controllo dei vetri
- Controllo del telaio
- Controllo dei fissaggi
- Controllo delle guarnizioni
- Controllo della verticalità della parete
- Controllo strutturale dopo evento imprevedibile
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
INTERVENTI
- Pulizia della superficie
- Ripristino dell'elemento
- Sostituzione dell'elemento
- Applicazione di trattamenti protettivi
8.
8 ATTREZZATURA ESTERNA
DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA
Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di consentire o
facilitare l'esercizio di attività degli utenti negli spazi esterni del sistema edilizio stesso.
Unità tecnologiche di classe 8 ATTREZZATURA ESTERNA
- Pavimentazione dei piazzali in conglomerato bituminoso
- Pavimentazione dei piazzali con conglomerato bituminoso speciale
- Recinzione e cancelli
- Aree esterne inerbite e alberate
- Pavimentazione esterna palazzina direzionale
- Armamento ferroviario
Pavimentazione dei piazzali in conglomerato bituminoso
Unità tecnologica presente nei piazzali per il deposito merce, composta da:
strato inferiore di misto stabilizzato granulometrico e da terreno in parte costipato e trattato per tale scopo,
strato di binder,
strato superficiale di usura.
MODALITA' D'USO
La pavimentazione di tipo stradale, quale modalità d'uso corretta, richiede una periodica e costante
manutenzione, al fine di garantire, sempre ed per quanto possibile ovunque, buone condizioni di fruibilità
veicolare, di alloggiamento merce e di sosta mezzi. E' pertanto necessario provvedere ad una costante
manutenzione con pulizia delle degli spiazzi e, riparazione di eventuali danni che potrebbero crearsi nel tempo
quali sconnessioni, rotture, buche, ecc., e tutte le altre operazioni utili al mantenimento della strada stessa.
Pavimentazione dei piazzali con conglomerato bituminoso speciale
Unità tecnologica presente nei piazzali per il deposito merce, composta da:
strato inferiore di misto stabilizzato granulometrico e da terreno in parte costipato e trattato per tale scopo,
strato di pavimentazione semiflessibile dello spessore complessivo di cm 10 con bitumi modificati realizzata
mediante la posa di uno strato composto da base ad alto modulo avente spessore medio di cm 5 e da
conglomerato poroso intasato con malta cementizia avente spessore medio di cm
MODALITA' D'USO
La pavimentazione di tipo stradale, quale modalità d'uso corretta, richiede una periodica e costante
manutenzione, al fine di garantire, sempre ed per quanto possibile ovunque, buone condizioni di fruibilità
veicolare, di alloggiamento merce e di sosta mezzi. E' pertanto necessario provvedere ad una costante
manutenzione con pulizia delle degli spiazzi e, riparazione di eventuali danni che potrebbero crearsi nel tempo
quali sconnessioni, rotture, buche, ecc., e tutte le altre operazioni utili al mantenimento della strada stessa.
Recinzione e cancelli
Le recinzioni vengono utilizzate per delimitare aree alle quali si vuole attribuire un limite ben definito, o per
proteggerle da intrusioni non desiderate e comunque per indicare ove finisce una proprietà o una destinazione
e inizia un'altra entità. Le tipologie sono innumerevoli visto che oltre alla funzione di limite protetto devono
assolvere ad una funzione estetica.
La Recinzione è costituita da fondazione in cemento armaro e da pannello grigliato elettroforgiato in acciaio Fe
B 360 con collegamenti in tondo liscio diametro non inferiore a 5 mm, bordi orizzontali orizzontali elettroforgiati
in ferro bugnato e piantane in profilato piatto secondo UNI 5681, zincato a caldo secondo norma UNI-E10000.0 (ex UNI 5744/66), con collegamenti effettuati tramite bulloni in acciaio inox zincati del tipo
antisvitamento.
I cancelli sono utilizzati per permettere l'accesso al manufatto in oggetto o, ovviamente, per proteggere
quest'ultimo da intrusioni non desiderate. Il cancelli sono in acciaio trattato e sono realizzati con impianto
automatico di apertura e chiusura.
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PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
MODALITA' D'USO
Le recinzioni e i cancelli, quale modalità d'uso corretta, necessitano di una costante e periodica manutenzione
al fine di riprendere eventuali deformazioni e/o rotture dovute ad urti e di proteggere le superfici dalle
aggressioni di agenti aggressivi.
Aree esterne inerbite e alberate
MODALITA' D'USO
Pavimentazione esterna palazzina direzionale
Pavimentazione in mattonelle di calcestruzzo vibrocompresso tipo betonella su strato di base costituito da
sabbia fina battuta dello spessore medio non inferiore a cm
MODALITA' D'USO
Le pavimentazioni in masselli autobloccanti, quale modalità d'uso corretta, richiedono una periodica e costante
manutenzione, al fine di garantire, sempre ed ovunque, buone condizioni di fruibilità pedonale/veicolare. E'
pertanto necessario provvedere ad una costante manutenzione con pulizia, riparazione di eventuali danni che
potrebbero crearsi nel tempo quali sconnessioni, distacchi, rotture, buche, ecc., e tutte le altre operazioni utili al
mantenimento della pavimentazione stessa.
8.1.
STRATO DI USURA IN CONGLOMERATO BITUMINOSO (TAPPETINO)
Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA
Unità tecnologica:
PAVIMENTAZIONE DEI PIAZZALI IN CONGLOMERATO BITUMINOSO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Lo strato di usura in conglomerato bituminoso è lo strato direttamente a contatto con le ruote dei veicoli e,
pertanto, quello maggiormente sottoposto al peso, alle intemperie e alle varie sollecitazioni provenienti dal
traffico. Viene confezionato fuori opera e steso con apposite macchine spanditrici in strati di spessore variabile
in funzione dell'importanza dell'opera. Esso è realizzato con conglomerati bituminosi di tipo chiuso o
semiaperto. I conglomerati di tipo chiuso garantiscono una buona impermeabilizzazione del solido stradale. Per
autostrade e strade importanti ed in aree con frequenti piogge spesso si ricorre al manto drenante
fonoassorbente costituito da una miscela ricca di filler e pietrischetto ma di povera di sabbia, miscelati a caldo
con bitume modificato su fondo stradale impermeabilizzato, capace di garantire ottima visibilità anche in caso di
forti piogge.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo dei bordi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo dello strato
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo delle pendenze
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Ripristino dello strato
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Compattatore
- Dumper
- Fresatrice
- Taglia asfalto
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Intervento] Sfalcio vegetazione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Rasaerba/Tagliasiepi
[Intervento] Pulizia dei piazzali
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Sistema per il lavaggio piazzali
- Spazzatrici
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Gli strati di usura devono assicurare una resistenza meccanica, nei confronti di carichi applicati, in modo da
contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi, e garantire la fruibilità ai veicoli. I limiti
prestazioni, intesi come carichi applicati o deformazioni ammissibili, sono ricavabili o dalle indicazioni di
progetto o dalle normative vigenti.
Resistenza al gelo
Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale delle pavimentazioni è legato al fatto che dovranno conservare nel tempo le
proprie caratteristiche funzionali se sottoposte a fenomeni alterni di gelo e disgelo.
Ispezionabilità
Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale fornito in merito alla facilità di intervento consiste nella possibilità di permettere
facili ispezioni, manutenzioni e ripristini, garantite anche attraverso una corretta impostazione progettuale.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale degli strati di usura è correlato al fatto che devono garantire un livello di pulizia
accettabile in funzione dell'uso e dell'importanza che rivestono.
Riparabilità
Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale che gli strati di usura devono garantire, relativamente alla riparabilità, è funzione
dell'importanza degli stessi, della loro composizione e della loro accessibilità nel caso di interventi di
manutenzione.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Accumuli d'acqua
Valutazione: anomalia lieve
Formazione di accumuli d'acqua per cause connesse ad avvallamenti superficiali e/o ad un errore di formazione
delle pendenze.
Modifiche della superficie
Valutazione: anomalia grave
Modifiche della superficie dell'elemento dovute ad invecchiamento, ad agenti atmosferici o a sollecitazioni
esterne, con fenomeni di essiccamenti, erosioni, polverizzazioni, ecc. con conseguenti ripercussioni sulle
finiture e regolarità superficiali.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, cedimenti, ecc.).
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sull'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, la
rottura dello strato.
Crescita di vegetazione
Valutazione: anomalia lieve
Crescita di vegetazione (erba, licheni, muschi, ecc.) sulla superficie dell'elemento o su parte di essa.
Cedimento
Valutazione: anomalia grave
Cedimento dell'elemento, legato a sovraccaricamento, assestamento strati sottostanti, ecc.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
- Pulizia dei piazzali
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo dei bordi
- Controllo dello strato
- Controllo delle pendenze
INTERVENTI
- Ripristino dello strato
- Sfalcio vegetazione
8.2.
BINDER
Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA
Unità tecnologica:
PAVIMENTAZIONE DEI PIAZZALI IN CONGLOMERATO BITUMINOSO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Il binder è uno strato di collegamento posto tra lo strato di base e lo strato di usura nelle sovrastrutture in cui la
pavimentazione è realizzata in conglomerato bituminoso. Ha la duplice funzione di migliorare il collegamento fra
base e usura e di aumentare la resistenza alle azioni tangenziali; viene confezionato con conglomerati
bituminosi fuori opera e steso a strati di spessore compreso fra i 4 e i 10 cm.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo dello strato
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Rifacimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Compattatore
- Dumper
- Fresatrice
- Taglia asfalto
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Lo strato di binder deve assicurare stabilità e resistenza sotto l'effetto di sollecitazioni, pertanto quali livelli
minimi si fa riferimento alle prescrizioni di legge e alle normative vigenti in materia, tra cui le norme CNR UNI.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
ANOMALIE RISCONTRABILI
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, cedimenti, ecc.).
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sull'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, la
rottura dello strato.
Cedimento
Valutazione: anomalia grave
Cedimento dell'elemento, legato a sovraccaricamento, assestamento strati sottostanti, ecc, con conseguente
compromissione dello strato superiore.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo dello strato
INTERVENTI
- Rifacimento
8.3.
STRATO IN MISTO GRANULOMETRICO STABILIZZATO
Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA
Unità tecnologica:
PAVIMENTAZIONE DEI PIAZZALI IN CONGLOMERATO BITUMINOSO
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Lo strato in misto granulometrico stabilizzato è la parte della sovrastruttura che ha la funzione principale di
distribuire i carichi sul terreno. Tale strato ha spessore di 20 cm e viene stabilizzato in sito mediante
mescolazione del misto granulato stabilizzato con aggiunta di cemento in ragione di q.li 1,00 per mc.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo indiretto della anomalie sullo strato
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Consolidamento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Pompe per iniezioni consolidanti
[Intervento] Rifacimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Compattatore
- Dumper
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Manuale di manutenzione
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AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA
ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Per i livelli minimi si rimanda alle prescrizioni di legge e alle normative vigenti in materia, tra cui le norme UNI :
UNI EN 932-1 31/01/98 "Metodi di prova per determinare le proprietà generali degli aggregati - Metodi di
campionamento"; UNI EN 932-2 31/10/00 "Metodi di prova per determinare le proprietà generali degli aggregati
- Metodi per la riduzione dei campioni di laboratorio"; UNI EN 932-3 28/02/98 "Metodi di prova per determinare
le proprietà generali degli aggregati - Procedura e terminologia per la descrizione petrografica semplificata".
ANOMALIE RISCONTRABILI
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, cedimenti, ecc.).
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sull'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, la
rottura dello strato.
Cedimento
Valutazione: anomalia grave
Cedimento dell'elemento, legato a sovraccaricamento, assestamento strati sottostanti, ecc, con conseguente
compromissione degli strati superiori..
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo indiretto della anomalie sullo strato
INTERVENTI
- Consolidamento
- Rifacimento
8.4.
STRATO DI PAVIMENTAZIONE SEMIFLESSIBILE CON BITUMI MODIFICATI
Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA
Unità tecnologica:
PAVIMENTAZIONE DEI PIAZZALI CON CONGLOMERATO BITUMINOSO
SPECIALE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Lo strato di pavimentazione semiflessibile con bitumi modificati è lo strato direttamente a contatto con le ruote
dei veicoli e, pertanto, quello maggiormente sottoposto al peso, alle intemperie e alle varie sollecitazioni
provenienti dal traffico. Lo strato avente spessore complessivo di cm 10 è realizzato con bitumi modificati
mediante la posa di uno strato composto da base ad alto modulo avente spessore medio di cm 5 e da
conglomerato poroso intasato con malta cementizia avente spessore medio di cm
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo dei bordi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo dello strato
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Controllo] Controllo delle pendenze
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Ripristino dello strato
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Compattatore
- Dumper
- Fresatrice
- Taglia asfalto
[Intervento] Sfalcio vegetazione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Rasaerba/Tagliasiepi
[Intervento] Pulizia dei piazzali
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Sistema per il lavaggio piazzali
- Spazzatrici
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Gli strati di usura devono assicurare una resistenza meccanica, nei confronti di carichi applicati, in modo da
contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi, e garantire la fruibilità ai veicoli. I limiti
prestazioni, intesi come carichi applicati o deformazioni ammissibili, sono ricavabili o dalle indicazioni di
progetto o dalle normative vigenti.
Resistenza al gelo
Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale delle pavimentazioni è legato al fatto che dovranno conservare nel tempo le
proprie caratteristiche funzionali se sottoposte a fenomeni alterni di gelo e disgelo.
Ispezionabilità
Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale fornito in merito alla facilità di intervento consiste nella possibilità di permettere
facili ispezioni, manutenzioni e ripristini, garantite anche attraverso una corretta impostazione progettuale.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale degli strati di usura è correlato al fatto che devono garantire un livello di pulizia
accettabile in funzione dell'uso e dell'importanza che rivestono.
Riparabilità
Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale che gli strati di usura devono garantire, relativamente alla riparabilità, è funzione
dell'importanza degli stessi, della loro composizione e della loro accessibilità nel caso di interventi di
manutenzione.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Accumuli d'acqua
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Valutazione: anomalia lieve
Formazione di accumuli d'acqua per cause connesse ad avvallamenti superficiali e/o ad un errore di formazione
delle pendenze.
Modifiche della superficie
Valutazione: anomalia grave
Modifiche della superficie dell'elemento dovute ad invecchiamento, ad agenti atmosferici o a sollecitazioni
esterne, con fenomeni di essiccamenti, erosioni, polverizzazioni, ecc. con conseguenti ripercussioni sulle
finiture e regolarità superficiali.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, cedimenti, ecc.).
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sull'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, la
rottura dello strato.
Crescita di vegetazione
Valutazione: anomalia lieve
Crescita di vegetazione (erba, licheni, muschi, ecc.) sulla superficie dell'elemento o su parte di essa.
Cedimento
Valutazione: anomalia grave
Cedimento dell'elemento, legato a sovraccaricamento, assestamento strati sottostanti, ecc.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
- Pulizia dei piazzali
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo dei bordi
- Controllo dello strato
- Controllo delle pendenze
INTERVENTI
- Ripristino dello strato
- Sfalcio vegetazione
8.5.
STRATO IN MISTO GRANULOMETRICO STABILIZZATO
Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA
Unità tecnologica:
PAVIMENTAZIONE DEI PIAZZALI CON CONGLOMERATO BITUMINOSO
SPECIALE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Lo strato in misto granulometrico stabilizzato è la parte della sovrastruttura che ha la funzione principale di
distribuire i carichi sul terreno. Tale strato ha spessore di 20 cm e viene stabilizzato in sito mediante
mescolazione del misto granulato stabilizzato con aggiunta di cemento in ragione di q.li 1,00 per mc.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo indiretto della anomalie sullo strato
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Consolidamento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Pompe per iniezioni consolidanti
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Intervento] Rifacimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Compattatore
- Dumper
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Per i livelli minimi si rimanda alle prescrizioni di legge e alle normative vigenti in materia, tra cui le norme UNI :
UNI EN 932-1 31/01/98 "Metodi di prova per determinare le proprietà generali degli aggregati - Metodi di
campionamento"; UNI EN 932-2 31/10/00 "Metodi di prova per determinare le proprietà generali degli aggregati
- Metodi per la riduzione dei campioni di laboratorio"; UNI EN 932-3 28/02/98 "Metodi di prova per determinare
le proprietà generali degli aggregati - Procedura e terminologia per la descrizione petrografica semplificata".
ANOMALIE RISCONTRABILI
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, cedimenti, ecc.).
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sull'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, la
rottura dello strato.
Cedimento
Valutazione: anomalia grave
Cedimento dell'elemento, legato a sovraccaricamento, assestamento strati sottostanti, ecc, con conseguente
compromissione degli strati superiori..
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo indiretto della anomalie sullo strato
INTERVENTI
- Consolidamento
- Rifacimento
8.6.
RECINZIONI IN FERRO-LEGNO E/O CON RETE
Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA
Unità tecnologica:
RECINZIONE E CANCELLI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Le recinzioni vengono utilizzate per delimitare aree alle quali si vuole attribuire un limite ben definito, per
proteggerle da intrusioni non desiderate e comunque per indicare ove finisce una proprietà, o una destinazione,
ed inizia un'altra entità. Le tipologie sono innumerevoli : acciaio zincato, ferro battuto, acciaio rivestito con pvc,
legno, ecc.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo collegamenti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia dai depositi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Verniciatura e ripresa pellicole protettive
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia da imbrattamenti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Solventi chimici
[Intervento] Rinnovo elementi di fissaggio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Troncatrice
- Avvitatore
[Intervento] Rinnovo elementi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Troncatrice
- Avvitatore
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo della scabrosità
Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate.
Livello minimo delle prestazioni
Per la scabrosità dei materiali e le tolleranze ammissibili per eventuali irregolarità si rimanda alla vigente
normativa con particolare riferimento alle norme UNI.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
Le recinzioni poichè devono essere idonee a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni
gravi sotto l'azione di sollecitazioni meccaniche (urti, vento, neve, ecc) il loro limite prestazionale è dettato dalla
loro capacità di resistere in considerazione, ovviamente, della funzione a cui devono assolvere.
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi),
modifiche prestazionali.
Livello minimo delle prestazioni
Per la determinazione dei livelli minimi prestazionali si rimanda alle norme relative, dato che si hanno
prestazioni differenti per ogni materiale impiegabile e per ogni elemento considerato.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
I livelli minimi prestazionali sono connessi al mantenimento della funzionalità richiesta agli elementi delle
recinzioni, pertanto la resistenza sotto l'azione di agenti aggressivi varierà, in termini di spessore e
caratteristiche chimico-fisiche, dal singolo materiale utilizzato e dalla funzione dell'elemento.
Resistenza al gelo
Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo.
Livello minimo delle prestazioni
Per i livelli minimi prestazionali si rimanda alle norme vigenti.
Resistenza all'irraggiamento
Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o
chimiche-fisiche.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali, relativamente alla possibilità o meno di subire mutamenti di aspetto (geometria,
finiture, ecc.) e delle proprie caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante, sono
funzione dell'ubicazione dell'elemento e delle caratteristiche funzionali richieste.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Le recinzioni devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione dell'uso degli stessi.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza
creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo a elementi di comune diffusione.
Resistenza alle intrusioni
Attitudine ad impedire, con appositi accorgimenti, l'ingresso ad animali nocivi o persone indesiderate.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi richiesti alle recinzioni affinché si comportino come barriere contro l'ingresso di animali o persone
non desiderate, e quindi presentino un adeguato infittimento, dipende dal livello di limitazione all'intrusione che
vogliamo ottenere.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Rigonfiamenti pellicola protettiva
Valutazione: anomalia grave
Formazione di bolle e/o scaglie con possibilità di distacco della pellicola dal supporto di base.
Corrosioni
Valutazione: anomalia grave
Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente
riduzione delle sezioni resistenti.
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
Macchie e imbrattamenti
Valutazione: anomalia grave
Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray,
ecc.).
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Errori di montaggio
Valutazione: anomalia grave
Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano
problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, distacchi, ecc.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da
provocare, talvolta, distacchi di materiale.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
Nessuno
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo delle superfici
- Controllo collegamenti
INTERVENTI
- Pulizia dai depositi
- Verniciatura e ripresa pellicole protettive
- Pulizia da imbrattamenti
- Rinnovo elementi di fissaggio
- Rinnovo elementi
8.7.
CANCELLI
Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA
Unità tecnologica:
RECINZIONE E CANCELLI
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
I cancelli sono utilizzati per permettere l'accesso al manufatto in oggetto o, ovviamente, per proteggere
quest'ultimo da intrusioni non desiderate. Le tipologie con le quali vengono realizzati i cancelli sono
innumerevoli così come molti sono i materiali impiegati per la loro realizzazione :acciaio zincato, ferro battuto,
legno, ecc. I cancelli possono essere ad azionamento manuale o motorizzato.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo delle superfici
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo collegamenti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo movimenti e meccanismi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia dai depositi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Verniciatura e ripresa pellicole protettive
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
[Intervento] Pulizia da imbrattamenti
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Solventi chimici
[Intervento] Rinnovo elementi di fissaggio
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Troncatrice
- Avvitatore
[Intervento] Rinnovo elementi cancelli
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Troncatrice
- Avvitatore
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Controllo della scabrosità
Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate.
Livello minimo delle prestazioni
Per la scabrosità dei materiali e le tolleranze ammissibili per eventuali irregolarità si rimanda alla vigente
normativa con particolare riferimento alle norme UNI.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I cancelli poichè devono essere idonei a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi
sotto l'azione di sollecitazioni meccaniche (urti, vento, neve, ecc) il loro limite prestazionale è dettato dalla loro
capacità di resistere in considerazione, ovviamente, della funzione a cui devono assolvere.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali sono connessi al mantenimento della funzionalità richiesta agli elementi dei cancelli,
pertanto la resistenza sotto l'azione di agenti aggressivi varierà, in termini di spessore e caratteristiche chimicofisiche, dal singolo materiale utilizzato e dalla funzione dell'elemento.
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi),
modifiche prestazionali.
Livello minimo delle prestazioni
Per la determinazione dei livelli minimi prestazionali si rimanda alle norme relative, dato che si hanno
prestazioni differenti per ogni materiale impiegabile e per ogni elemento considerato.
Resistenza al gelo
Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo.
Livello minimo delle prestazioni
Per i livelli minimi prestazionali si rimanda alle norme vigenti.
Resistenza all'irraggiamento
Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o
chimiche-fisiche.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali, relativamente alla possibilità o meno di subire mutamenti di aspetto (geometria,
finiture, ecc.) e delle proprie caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante, sono
funzione dell'ubicazione dell'elemento e delle caratteristiche funzionali richieste.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Manuale di manutenzione
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Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I
PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
I cancelli devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione dell'uso degli stessi .
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza
creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo a elementi di comune diffusione.
Resistenza alle intrusioni
Attitudine ad impedire, con appositi accorgimenti, l'ingresso ad animali nocivi o persone indesiderate.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi richiesti ai cancelli affinché si comportino come barriere contro l'ingresso di animali o persone non
desiderate, e quindi presentino un adeguato infittimento, dipende dal livello di limitazione all'intrusione che
vogliamo ottenere.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Rigonfiamenti pellicola protettiva
Valutazione: anomalia grave
Formazione di bolle e/o scaglie con possibilità di distacco della pellicola dal supporto di base.
Corrosioni
Valutazione: anomalia grave
Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente
riduzione delle sezioni resistenti.
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
Macchie e imbrattamenti
Valutazione: anomalia grave
Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray,
ecc.).
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Errori di montaggio
Valutazione: anomalia grave
Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano
problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, distacchi, ecc.
Fessurazioni
Valutazione: anomalia grave
Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da
provocare, talvolta, distacchi di materiale.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
- Pulizia dai depositi
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo delle superfici
- Controllo collegamenti
- Controllo movimenti e meccanismi
Manuale di manutenzione
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
INTERVENTI
- Verniciatura e ripresa pellicole protettive
- Pulizia da imbrattamenti
- Rinnovo elementi di fissaggio
- Rinnovo elementi cancelli
8.8.
SISTEMAZIONI A VERDE
Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA
Unità tecnologica:
AREE ESTERNE INERBITE E ALBERATE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
Per le sistemazioni a verde si fa riferimento alle aree, più o meno estese, sistemate con elementi vegetazionali
secondo un progetto definito (aree di sosta, rotatorie, ecc) oltre che agli elementi divisori o di protezione di
spazi ben precisi (spartitraffico, limite corsia,ecc.). La composizione di un'area verde è varia, a secondo
dell'impostazione ed esigenze progettuali, ma comunque costituita da prati, siepi, arbusti ed alberi scelti tra le
innumerevoli specie presenti in natura.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Controllo della superficie dell'area verde
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo del sistema di smaltimento acque meteoriche
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo impianto di irrigazione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo essenze e prato
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo malattie piante
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo danni per eventi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia dell'area verde
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Aspirafoglie
- Biotrituratore
[Intervento] Taglio erba
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Tagliaerba
- Decespugliatore
[Intervento] Potatura piante e siepi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tagliasiepi
- Motosega
[Intervento] Concimazioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Spandiconcime
[Intervento] Trattamenti antiparassitari e ossigenazione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Arieggiatore
- Bucatrice
[Intervento] Taratura impianto di irrigazione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Trasemina e piantumazioni
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Mototrivella
- Motocoltivatore
- Fresatrice
- Traseminatrice
- Levazolle
[Intervento] Rinnovo terreno
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Motocarriola
- Dumper
- Interrasassi
- Levazolle
[Intervento] Rinnovo impianto di irrigazione
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Trancher su miniescavatore
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza alle intrusioni
Attitudine ad impedire, con appositi accorgimenti, l'ingresso ad animali nocivi o persone indesiderate.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi richiesti alle sistemazioni a verde (siepi, arbusti,ecc.) affinché si comportino come barriere contro
l'ingresso di animali o persone non desiderate, e quindi presentino un adeguato infittimento, dipende dal livello
di limitazione all'intrusione che vogliamo ottenere.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie.
Livello minimo delle prestazioni
Quale livello minimo per la sostituibilità degli elementi costituenti le sistemazioni a verde, e soprattutto quelli
dell'impianto di irrigazione (irrigatori, elettrovalvole, ecc.), si individua la necessità di sostituirli con elementi
simili a quelli rimossi (evitare terreni argillosi, piante con apparato radicale non adeguato alla ricopertura di
terreno, ecc.), e se possibile di comune diffusione sul mercato ad evitare problemi di reperimento (irrigatori,
elettrovalvole, ecc.).
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi),
modifiche prestazionali.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione della tipologia delle essenze presenti e della destinazione del manufatto ove è
inserita l'area verde.
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali sono connessi al mantenimento della funzionalità richiesta al sistema di irrigazione,
pertanto la resistenza sotto l'azione di agenti aggressivi varierà, in termini di spessore e caratteristiche chimicofisiche, dal singolo materiale utilizzato e dalla funzione dell'elemento.
Resistenza al gelo
Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo.
Livello minimo delle prestazioni
Per i livelli minimi prestazionali si rimanda alle norme vigenti in riferimento a ciascun elemento o componente
considerato.
Manutenibilità
Attitudine a garantire per un elemento un'attività di manutenzione conforme a condizioni stabilite anche dopo
trascorso del tempo dall'effettuazione dell'intervento.
Livello minimo delle prestazioni
Gli elementi costituenti le sistemazioni a verde (essenze, piante, impianto di irrigazione, ecc.) poichè devono
garantire condizioni di conformità per un dato periodo dopo effettuata la manutenzione, quali le potature, i tagli
d'erba, le concimazioni, i trattamenti antiparassitari, le tarature dell'impianto di irrigazione,ecc. è necessario
che, quale livello minimo prestazionale, siano facilmente accessibili ed individuabili tutti gli elementi che lo
compongono.
Pulibilità
Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi.
Livello minimo delle prestazioni
Gli elementi costituenti le sistemazioni a verde, e soprattutto quelli dell'impianto di irrigazione (irrigatori,
elettrovalvole, ecc.), devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione dell'uso degli stessi.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Errori e difetti
Valutazione: anomalia grave
Un cattivo mantenimento delle sistemazioni a verde si può ravvisare per vari motivi : errori nel
dimensionamento e realizzazione dell'impianto di irrigazione (che possono portare sino ad inaridimento del
terreno); errori nella scelta e/o disposizione delle essenze; trattamenti sbagliati, ecc.
Ossigenazione, equilibrio igrometrico
Valutazione: anomalia grave
Carenza di apporto di ossigeno, di acqua e/o di sostanze nutritive.
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi superficiali di materiale quali carte, foglie e detriti vari, che possono andare ad ostruire gli irrigatori,
oltre che creare un disagio estetico.
Malattie delle piante
Valutazione: anomalia grave
Malattie delle piante che può presentarsi con segni evidenti sui tronchi o sulle foglie (ingiallimento, mal bianco,
ecc.), che sono legati al tipo di essenza.
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Infestanti
Valutazione: anomalia lieve
Presenza di infestanti nei prati che possono nel tempo andare a soffocare (e poi sostituire) il prato originario.
Perdita di fertilità
Valutazione: anomalia grave
Possibilità che il terreno perda le proprie caratteristiche chimico-fisiche (utilizzo errato, carenza di concimazioni,
ecc.).
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
- Controllo impianto di irrigazione
INTERVENTI
- Pulizia dell'area verde
- Taglio erba
- Potatura piante e siepi
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Controllo della superficie dell'area verde
- Controllo del sistema di smaltimento acque meteoriche
- Controllo essenze e prato
- Controllo malattie piante
- Controllo danni per eventi
INTERVENTI
- Concimazioni
- Trattamenti antiparassitari e ossigenazione
- Taratura impianto di irrigazione
- Trasemina e piantumazioni
- Rinnovo terreno
- Rinnovo impianto di irrigazione
8.9.
PAVIMENTO IN MASSELLI DI CLS
Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA
Unità tecnologica:
PAVIMENTAZIONE ESTERNA PALAZZINA DIREZIONALE
DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE
La pavimentazione è realizzata in masselli di spessore 4 ÷ 6 cm, larghezza 20 ÷ 25 cm, lunghezza 10 ÷ 16 cm
di calcestruzzo vibrocompresso a doppio strato, attraverso la stesa di un riporto di circa 3-5 cm di sabbia, il
taglio e lo spacco dei masselli non inseribili interi, la compattazione dei masselli a mezzo piastra vibrante, la
sigillatura a finire dei giunti fra singoli masselli costituita da una stesura di sabbia fine e asciutta.
DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI
[Controllo] Verifica della condizione estetica della superficie
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Verifica dell'efficienza del pavimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo delle pendenze
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Controllo] Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili
RISORSE D'USO
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Pulizia
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Detergenti
[Intervento] Pulizia marciapiedi
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
[Intervento] Ripristino pavimentazione infossata
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tagliamarmette
- Autobetoniera/Betoniera
[Intervento] Pulizia e rimozione di croste nere, patine biologiche, graffiti, macchie, erbe
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Detergenti
[Intervento] Rimozione e rifacimento
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Tagliamarmette
- Autobetoniera/Betoniera
[Intervento] Riparazione strato di sostegno
RISORSE D'USO
- Dispositivi di protezione individuale
- Attrezzi manuali di uso comune
- Compattatore/Costipatore
- Betoniera
LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI
Resistenza agli agenti aggressivi
Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici.
Livello minimo delle prestazioni
Le pavimentazioni dovranno conservare nel tempo, sotto l'azione di agenti chimici presenti in ambiente, le
proprie caratteristiche funzionali, pertanto i livelli minimi prestazionali sono ricavabili dalla destinazione d'uso
dell'area pavimentata.
Resistenza al gelo
Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale delle pavimentazioni è legato al fatto che dovranno conservare nel tempo le
proprie caratteristiche funzionali se sottoposte a fenomeni alterni di gelo e disgelo.
Resistenza meccanica
Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni,
cedimenti e/o rotture.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di avere una certa resistenza
meccanica, qualora soggetti a sovraccarichi, fenomeni di fatica, impatti, dilatazioni termiche, assestamenti,
deformazioni di strutture portanti, ecc. pertanto si ha che non si devono arrecare disagi per i fruitori e si deve
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
garantire sempre la funzionalità del pavimento. Dalle norme UNI si possono avere indicazioni sulle
caratteristiche degli elementi.
Resistenza agli attacchi biologici
Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi),
modifiche prestazionali.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione dei materiali ed eventuali additivi utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente
biologico e del loro impiego.
Anigroscopicità
Capacità degli elementi di non essere soggetti a mutamenti di dimensione, comportamento e morfologia in
seguito all'assorbimento e/o al contatto con acqua.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto che la presenza di acqua non deve
produrre variazioni dimensionali né tanto meno deformazioni permanenti sul pavimenti stesso. Dalle norme UNI
si possono avere indicazioni sulle caratteristiche degli elementi,
Resistenza all'irraggiamento
Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o
chimiche-fisiche.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi prestazionali per le pavimentazioni sono ricavabili dalle norme UNI relative al materiale
costituente l'elemento stesso.
Regolarità geometrica
Le pavimentazioni non devono presentare macchie, gobbe, crateri, fessure, distacchi, scostamenti locali dal
piano teorico.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze.
Ispezionabilità
Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori.
Livello minimo delle prestazioni
I livelli minimi richiesti alla facilità di intervento sono funzione della facilità di accesso alla pavimentazione.
Sostituibilità
Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire
le prestazioni originarie. Attitudine dell'elemento ad essere facilmente sostituito in caso di guasto irreparabile o
di obsolescenza funzionale o tecnologica dell'elemento.
Livello minimo delle prestazioni
Il livello minimo prestazionale richiesto è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza creare pregiudizio
all'intero sistema.
Pulibilità
Attitudine degli elementi a consentire la rimozione di sporcizia e sostanze indesiderate.
Livello minimo delle prestazioni
Le pavimentazioni devono essere accessibili e strutturate in modo da consentire le operazioni di pulizia.
ANOMALIE RISCONTRABILI
Modifiche cromatiche
Valutazione: anomalia lieve
Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di
macchie e/o patine opacizzanti.
Deformazioni
Valutazione: anomalia grave
Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura
(sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.).
Distacchi
Valutazione: anomalia grave
Distacchi e scollamenti di parte o di tutto l'elemento dallo strato di supporto, dovuti a errori di posa, ad
invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne.
Depositi
Valutazione: anomalia lieve
Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie,
detriti, ecc.).
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PROGETTO ESECUTIVO
PIANO DI M ANUTENZIONE
MANUALE DI MANUTENZIONE
Scheggiature
Valutazione: anomalia grave
Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e
gli spigoli.
Crescita di vegetazione
Valutazione: anomalia grave
Crescita di vegetazione (erba, licheni, muschi, ecc.) sulla superficie dell'elemento o su parte di essa.
Efflorescenze
Valutazione: anomalia lieve
Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie dell'elemento, generalmente poco
coerenti e con colore biancastro.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE
CONTROLLI
Nessuno
INTERVENTI
- Pulizia e rimozione di croste nere, patine biologiche, graffiti, macchie, erbe
MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO
CONTROLLI
- Verifica della condizione estetica della superficie
- Verifica dell'efficienza del pavimento
- Controllo delle pendenze
- Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili
INTERVENTI
- Pulizia
- Pulizia marciapiedi
- Ripristino pavimentazione infossata
- Rimozione e rifacimento
- Riparazione strato di sostegno
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