AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE PIANO DI MANUTENZIONE (art. 40 D.P.R. 554/99) INDICE 1. 1.1. 1.2. 1 STRUTTURA PORTANTE STRUTTURE PREFABBRICATE IN C.A.P. PER MAGAZZINI E CENTRO DIREZIONALE STRUTTURE IN ACCIAIO 2.1. 2.2. 2.3. 2.4. 2.5. 2.6. 2.7. 2.8. 2.9. 2.10. 2.11. 2.12. 2 CHIUSURA PAVIMENTAZIONE INDUSTRIALE PAVIMENTI RESILIENTI CHIUSURE CAPANNONI CON PANNELLI PREFABBRICATI CHIUSURE CON PANNELLI PREFABBRICATI INFISSO ESTERNO FINESTRA E PORTA INFISSO ESTERNO PORTA SEZIONALE STRATO DI COPERTURA MAGAZZINI CANALI DI GRONDA, PLUVIALI E SCOSSALINE STRATO DI COPERTURA PALAZZINA DIREZIONALE SOLAIO PIANO PREFABBRICATO COPERTURA CANALI DI GRONDA, PLUVIALI E SCOSSALINE LUCERNARI - BOTOLE - DIFFUSORI - CUPOLE 13 15 17 21 25 30 35 39 43 45 48 52 55 3.1. 3.2. 3.3. 3.4. 3.5. 3.6. 3.7. 3.8. 3 PARTIZIONE INTERNA CONTROSOFFITTO PAVIMENTI RESILIENTI PAVIMENTI SOPRAELEVATI PARETI IN MURATURA TRAMEZZI IN LASTRE DI GESSO RIVESTIMENTI CERAMICI INFISSO IN PROFILATI DI ALLUMINIO PORTE 58 59 62 65 68 72 75 78 81 4.1. 4 PARTIZIONE ESTERNA RINGHIERE, CORRIMANO E PARAPETTI METALLICI 84 85 5.1. 5.2. 5.3. 5.4. 5.5. 5.6. 5.7. 5.8. 5.9. 5.10. 5.11. 5.12. 5.13. 5.14. 5.15. 5.16. 5.17. 5.18. 5.19. 5.20. 5.21. 5.22. 5.23. 5.24. 5.25. 5.26. 5.27. 5.28. 5.29. 5.30. 5.31. 5.32. 5.33. 5.34. 5.35. 5.36. 5.37. 5.38. 5.39. 5.40. 5.41. 5.42. 5.43. 5.44. 5.45. 5.46. 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI MOTORIZZAZIONE CANCELLI CENTRALINA DI CONTROLLO ED ACCESSORI TUBAZIONI E CANALIZZAZIONI COLLETTORI E CONDOTTE POZZETTI DI ISPEZIONE CADITOIE E CHIUSINI POZZETTI COLLETTORI DI SCARICO TUBAZIONI FOSSE BIOLOGICHE TUBAZIONI E VALVOLE DI INTERCETTAZIONE POZZETTI IDRANTI LAVAGGIO PIAZZALI LINEE QUADRI E PROTEZIONI TUBAZIONI E CANALIZZAZIONI LAMPADE A IODURI METALLICI PALI PER L'ILLUMINAZIONE CABINE ELETTRICHE LINEE QUADRI E PROTEZIONI GRUPPI ELETTROGENI QUADRI ELETTRICI DI PIANO TUBAZIONI E CANALIZZAZIONI UTILIZZATORI E PRESE APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE LAMPADE FLUORESCENTI ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA MACCHINARI PER ASCENSORE/MONTACARICHI ELETTRICO VANO CORSA CABINA GUIDE DI CABINA FUNI E CONTRAPPESO PORTE DI PIANO IMPIANTO ELETTRICO QUADRO ELETTRICO E QUADRO DI MANOVRA PULSANTIERA PEDANA ELETTROIDRAULICA TUBAZIONI VALVOLE E SARACINESCHE APPARECCHI SANITARI E RUBINETTERIA SCALDA ACQUA ELETTRICO SISTEMA SOLARE TUBAZIONI CONDIZIONATORI AUTONOMI VENTILCONVETTORI UNITà MOTOCONDENSANTE ESTERNA UNITà INTERNA PER SISTEMI MULTISPLIT 2. 3. 4. 5. 3 3 9 87 92 93 95 96 98 100 102 104 106 108 109 111 113 114 116 117 119 121 124 126 128 130 131 133 135 136 138 140 142 145 147 148 150 152 153 154 156 158 160 161 163 165 167 171 174 176 Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 1 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE 5.47. 5.48. 5.49. 5.50. 5.51. 5.52. 5.53. CANALIZZAZIONI BOCCHETTE DELL'ARIA UNITà DI TRATTAMENTO ARIA QUADRI ELETTRICI AUSILIARI DEGLI IMPIANTI TERMOFLUIDICI IMPIANTO DI REGOLAZIONE AUTOMATICA SERRANDA TAGLIAFUOCO ESTRATTORE 26 26 26 26 26 26 26 6.1. 6.2. 6.3. 6.4. 6.5. 6.6. 6.7. 6.8. 6.9. 6.10. 6.11. 6.12. 6.13. 6.14. 6 IMPIANTO DI SICUREZZA IDRANTI NASPI ESTINTORI A POLVERE TUBAZIONI ALLARMI PULSANTE DI EMERGENZA CENTRALINA DI CONTROLLO RIVELATORI RISERVA IDRICA MAGLIA DI CAPTAZIONE IMPIANTO DI DISPERSIONE CONDUTTORI DI TERRA E DI PROTEZIONE CONDUTTORI EQUIPOTENZIALI DISPERSORI 26 26 26 26 26 26 26 26 26 26 26 26 26 26 26 7.1. 7 ATTREZZATURA INTERNA PARETI MOBILI 26 26 8.1. 8.2. 8.3. 8.4. 8.5. 8.6. 8.7. 8.8. 8.9. 8 ATTREZZATURA ESTERNA STRATO DI USURA IN CONGLOMERATO BITUMINOSO (TAPPETINO) BINDER STRATO IN MISTO GRANULOMETRICO STABILIZZATO STRATO DI PAVIMENTAZIONE SEMIFLESSIBILE CON BITUMI MODIFICATI STRATO IN MISTO GRANULOMETRICO STABILIZZATO RECINZIONI IN FERRO-LEGNO E/O CON RETE CANCELLI SISTEMAZIONI A VERDE PAVIMENTO IN MASSELLI DI CLS 26 26 26 26 26 26 26 26 26 26 6. 7. 8. PREMESSA Il Piano di Manutenzione è stato redatto secondo quanto contemplato dall’articolo 40 del DPR 554 del 1999. Il piano si articola nei seguenti documenti: Manuale d’Uso; Manuale di Manutenzione; Programma di manutenzione composto da: o Sottoprogrammi degli prestazioni o Sottoprogrammi degli controlli o Sottoprogrammi degli interventi Inoltre per le opere prefabbricate sono stati prodotti, nelle relative sezioni, piani d’uso e manutenzione specifici. Per i costi della manutenzione si confermano quelli gia’ previsti nel Progetto Preliminare riportati nell’elaborato “Elaborati generali art. 37 bis 554/99 - Piano Economico e Finanziario – con allegata lettera di asseverazione” (PD021 P 00 00 O QE 01). Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 2 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE 1. 1 STRUTTURA PORTANTE DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di sostenere i carichi del sistema edilizio stesso e di collegare staticamente le sue parti. Unità tecnologiche di classe 1 STRUTTURA PORTANTE - Struttura di elevazione - Strutture prefabbricate - Struttura di elevazione - Strutture in acciaio uffici magazzini esistenti Struttura di elevazione - Strutture prefabbricate Le strutture di elevazione sono l'insieme degli elementi tecnici portanti del sistema edilizio: essi hanno la funzione di sostenere i carichi orizzontali e verticali, statici e dinamici, agenti sul sistema stesso e di trasferirli alle strutture di fondazione. Possono essere continue, come nel caso della muratura portante, o intelaiate, come nel caso delle strutture in acciaio e di quelle in cemento armato. MODALITA' D'USO Quale modalità d'uso corretta occorre che venga periodicamente verificato lo stato di conservazione del manufatto, verificando se sono presenti o meno lesioni sulle strutture in elevazione, o altro indicatore dello stato di conservazione delle condizioni originarie dell'opera. Struttura di elevazione - Strutture in acciaio uffici magazzini esistenti Le strutture di elevazione sono l'insieme degli elementi tecnici portanti del sistema edilizio: essi hanno la funzione di sostenere i carichi orizzontali e verticali, statici e dinamici, agenti sul sistema stesso e di trasferirli alle strutture di fondazione. Possono essere continue, come nel caso della muratura portante, o intelaiate, come nel caso delle strutture in acciaio e di quelle in cemento armato. MODALITA' D'USO Quale modalità d'uso corretta occorre che venga periodicamente verificato lo stato di conservazione del manufatto, verificando se sono presenti o meno lesioni sulle strutture in elevazione, o altro indicatore dello stato di conservazione delle condizioni originarie dell'opera. 1.1. STRUTTURE PREFABBRICATE IN C.A.P. PER MAGAZZINI E CENTRO DIREZIONALE Classe di unità tecnologica: 1 STRUTTURA PORTANTE Unità tecnologica: STRUTTURA DI ELEVAZIONE - STRUTTURE PREFABBRICATE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le strutture verticali in cemento armato precompresso per i magazzini sono costituite dagli elementi tecnici (pilastri o setti) aventi funzione di sostenere i carichi agenti sul sistema edilizio e di trasmetterli alle strutture di fondazione.La struttura dei magazzini è prefabbricata con estradosso a due falde, costituito da struttura prefabbricata portante e portata formata da: pilastri prefabbricati in c.a.v. mensole, scanalature, rastremature, pluviali da preinserire, etc.; per interassi da 200x12.00m e 100x12.00; travi primarie di maglia; in c.a.p.; travi; secondarie in c.a.p. di gronda - converse ecc. La struttura prefabbricata per centro direzionale con copertura di tipo piana, costituita da: pilastri prefabbricati in c.a.v., mensole, scanalature, rastremature, pluviali da preinserire, etc.; travi prefabbricate in c.a.p.; mensole in calcestruzzo armato per pilastri prefabbricati ed a sostegno delle travi di bordo e/o di spina di solai intermedi e/o di copertura. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo dell'aspetto della superficie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dello stato del calcestruzzo RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 3 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Monitoraggio delle lesioni RISORSE D'USO - Fessurimetro/Distanziometro/Strain gages - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Indagine ultrasonica RISORSE D'USO - Emettitore di ultrasuoni - Ricevitore - Oscilloscopio - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Prova sclerometrica RISORSE D'USO - Sclerometro - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Prova con pacometro RISORSE D'USO - Pacometro - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo della carbonatazione RISORSE D'USO - Soluzione di fenoftaleina - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dell'ossidazione delle armature RISORSE D'USO - Voltmetro ad alta impedenza - Elettrodo di riferimento - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Carotaggio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Carotatrice [Intervento] Pulizia della superficie RISORSE D'USO - Sabbiatrice/Idrosabbiatrice/Spazzola meccanica - Solventi - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Applicazione di trattamenti consolidanti RISORSE D'USO - Resine siliconiche - Prodotti a base di silicati - Dispositivi di protezione individuale Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 4 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Applicazione di trattamenti protettivi RISORSE D'USO - Resine epossidiche (protettive) - Soluzioni di resine siliconiche (idrorepellenti) - Prodotti di finitura - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Ripristino parti mancanti RISORSE D'USO - Malta reoplastica a ritiro compensato - Prodotti di finitura - Inibitore di corrosione migrante per ferri d'armatura - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Risanamento delle armature RISORSE D'USO - Resine epossidiche in soluzione acquosa - Malta modificata con inibitori di corrosione - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Sostituzione dell'elemento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Vibratore - Betoniera [Intervento] Rinforzo dell'elemento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Protezione catodica delle armature RISORSE D'USO - Nastro conduttore in lega - Primer conduttivo - Rullo - Fonte elettrica - Fili di collegamento fra armature - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Ripresa delle lesioni RISORSE D'USO - Malta cementizia specifica - Macchine a spruzzo per applicazione - Prodotti di finitura - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Sigillatura delle lesioni passanti RISORSE D'USO - Tubetti di iniezione e sfiato - Resina epossidica a consistenza di stucco - Resina epossidica fluida Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 5 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Pompa pneumatica a bassa pressione - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere ai carichi e sovraccarichi, in tutte le condizioni di esercizio, nonchè ai fenomeni dinamici, nel rispetto del coefficiente di sicurezza, senza deformazioni o cedimenti inammissibili. Livello minimo delle prestazioni Le strutture di elevazione devono garantire stabilità e resistenza sotto l'effetto di qualsiasi carico ad esse applicato; per quello che riguarda i livelli minimi prestazionali si deve fare riferimento alle leggi e alle normative vigenti in materia di progettazione, esecuzione e collaudo delle strutture, per il tipo di struttura ed i materiali utilizzati. Resistenza al fuoco Capacità degli elementi di resistere al fuoco per un tempo determinato senza subire deformazioni incompatibili con la loro funzione strutturale e di compartimentazione, in modo da garantire l'incolumità degli occupanti Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi di resistenza al fuoco richiesti ad ogni elemento costruttivo variano in funzione del tipo di edificio, come specificato nella tabella riportata nel D.M 30.11983: - Abitazioni, conventi, palestre, edifici industriali monopiano Classe REI 30 - Caserme, bar, tipografie Classe REI 60 - Collegi, case per anziani, carceri, alberghi, uffici, ospedali, scuole, cinema, ristoranti, negozi Classe REI 90 - Supermercati, magazzini, Edifici industriali con prodotti infiammabili Classe REI 120 Anigroscopicità Capacità degli elementi di non essere soggetti a mutamenti di dimensione, comportamento e morfologia in seguito all'assorbimento e/o al contatto con acqua. Livello minimo delle prestazioni Le strutture di elevazione non devono essere soggette a cambiamenti chimico- fisici, strutturali o funzionali nel caso in cui vengano a contatto o assorbano acqua piovana, di falda o marina. I livelli minimi prestazionali variano in funzione delle caratteristiche del materiale impiegato e dell'origine e composizione dell'acqua. Resistenza al gelo Capacità di non subire gli effetti dovuti alla formazione di ghiaccio, quali disgregazioni o mutamenti di aspetto e dimensione. Livello minimo delle prestazioni Le strutture di elevazione non devono subire disgregazioni e mutamenti di aspetto o dimensione a causa della formazione di ghiaccio. I livelli minimi prestazionali possono essere definiti facendo riferimento alla normativa UNI. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire gli effetti dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici, quali disgregazioni e mutamenti di aspetto. Livello minimo delle prestazioni Le strutture di elevazione non devono subire dissoluzioni, disgregazioni o mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi presenti nell'ambiente (anidride carbonica, solfati, ecc.). Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire riduzioni di prestazioni causate dalla presenza di animali, di vegetali o di microrganismi. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, del loro impiego e del tipo di agente biologico. In ogni caso occorre garantire, soprattutto sulle costruzioni meno recenti, una adeguata pulizia e una protezione con prodotti che contrastino efficacemente lo sviluppo della vegetazione. Stabilità chimico-reattiva Capacità degli elementi di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche. Livello minimo delle prestazioni I materiali utilizzati per la realizzazione delle strutture di elevazione devono conservare inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche. I livelli minimi variano in funzione dei materiali impiegati e della loro compatibilità chimico-fisica stabilita dalle norme vigenti: in particolar modo è opportuno evitare contatti diretti tra materiali che possono dar luogo a corrosione elettrolitica (acciaio e zinco, acciaio e alluminio) e il contatto diretto fra l’acciaio ed alcuni materiali aggressivi come il gesso. Si deve prestare attenzione al fenomeno di reazione alcali-aggregati della miscela costituente il cls, innescata dalla presenza di alcali nel cemento e di silice amorfa negli aggregati: per garantire i livelli minimi di prestazione è preferibile evitare l'uso di aggregati Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 6 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE reattivi e limitare il contenuto di alcali (sodio e potassio) nel cemento, utilizzando cementi di miscela e riducendo l'umidità del cls. Regolarità geometrica Capacità di soddisfare le esigenze estetiche e funzionali di planarità e assenza di difetti superficiali. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione delle esigenze, delle caratteristiche e dell'importanza dell'opera. ANOMALIE RISCONTRABILI Bollature Valutazione: anomalia lieve Presenza diffusa, sulla superficie del calcestruzzo, di fori di grandezza e distribuzione casuale, generati dalla presenza di bolle d'aria formatesi al momento del getto e non eliminati nella fase di vibratura e costipamento. Ramificazioni superficiali Valutazione: anomalia lieve Fessurazioni capillari ramificate sulla superficie dell'elemento, dovute a un non corretto dosaggio del calcestruzzo. Chiazze di umidità Valutazione: anomalia grave Presenza di chiazze o zone di umidità, generalmente in aree dell'elemento in prossimità del terreno e/o delle opere fondazionali. Incrostazioni urbane Valutazione: anomalia lieve Depositi aderenti alla superficie dell'elemento, generalmente di colore nero e di spessore variabile, dovuto al deposito di pulviscolo atmosferico urbano; tali fenomeni talvolta comportano il distacco delle incrostazioni stesse ponendo in evidenza i fenomeni di disgregazione presenti sulla superficie sottostante. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche degli elementi strutturali, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.), accompagnate spesso dalla perdita delle caratteristiche di resistenza e stabilità degli elementi stessi. Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Disgregazioni Valutazione: anomalia grave Disgregazioni delle superfici dell'elemento, con effetti di sgretolamenti e lacerazioni. Distacco Valutazione: anomalia grave Decoesione e conseguente caduta di parti di materiale. Efflorescenze Valutazione: anomalia lieve Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie dell'elemento, generalmente poco coerenti e con colore biancastro. Erosione Valutazione: anomalia lieve Degrado della superficie dovuto all'azione erosiva di agenti di natura chimica o biologica. Mancanza di copriferro Valutazione: anomalia grave Mancanza di calcestruzzo in corrispondenza dell'armatura con conseguente esposizione dei ferri a fenomeni di corrosione. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Aperture o lesioni che possono essere ortogonali o parallele all'armatura e possono interessare una parte o l'intero spessore dell'elemento. Fori e bolle Valutazione: anomalia lieve Presenza di piccoli crateri sulla superficie generalmente causati da grani di calce libera che, idratando, aumentano di volume e generano piccoli distacchi. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 7 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Macchie e imbrattamenti Valutazione: anomalia lieve Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray, ecc.) e/o murales o graffiti. Macchie di ruggine Valutazione: anomalia grave Macchie bruno-rossastre sulla superficie del calcestruzzo dovute alla corrosione dei ferri d'armatura. Muffe biologiche Valutazione: anomalia lieve Deposito sottile costituito prevalentemente da microrganismi, che creano una patina di colore variabile aderente alla superficie. Nidi di ghiaia Valutazione: anomalia lieve Degrado della superficie dovuto alla segregazione dei componenti del calcestruzzo in fase di getto e caratterizzato da cavità irregolari e inerti di maggior diametro in evidenza. Variazione di volume Valutazione: anomalia grave Aumento di volume dell'elemento e conseguente disgregazione, dovute all'attacco solfatico in ambiente marino oppure a cicli di gelo-disgelo. Scheggiature Valutazione: anomalia lieve Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e gli spigoli. Sfogliamento Valutazione: anomalia lieve Disgregazione e sfaldamento degli strati superficiali dell'elemento, causato solitamente dagli effetti del gelo. Sgretolamento Valutazione: anomalia grave Presenza di parti di calcestruzzo friabili e incoerenti. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI - Controllo dell'aspetto della superficie - Controllo dello stato del calcestruzzo - Controllo dei danni dopo evento imprevedibile INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Monitoraggio delle lesioni - Indagine ultrasonica - Prova sclerometrica - Prova con pacometro - Controllo della carbonatazione - Controllo dell'ossidazione delle armature - Carotaggio INTERVENTI - Pulizia della superficie - Applicazione di trattamenti consolidanti - Applicazione di trattamenti protettivi - Ripristino parti mancanti - Risanamento delle armature - Sostituzione dell'elemento - Rinforzo dell'elemento - Protezione catodica delle armature Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 8 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Ripresa delle lesioni - Sigillatura delle lesioni passanti A completamento della presente unità tecnologica si rimanda agli allegati A e B. 1.2. STRUTTURE IN ACCIAIO Classe di unità tecnologica: 1 STRUTTURA PORTANTE Unità tecnologica: STRUTTURA DI ELEVAZIONE - STRUTTURE IN ACCIAIO UFFICI MAGAZZINI ESISTENTI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Manufatti in acciaio per travi e pilastri in profilati laminati a caldo della Serie IPE, IPN, HEA, HEB, HEM, UPN. Sono compresi: le piastre di attacco e di irrigidimento; le flange; la bullonatura (con bulloni di qualsiasi classe) o saldatura; etc. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo della struttura RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo del film protettivo RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Spessimetro [Controllo] Controllo del serraggio dei bulloni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Chiave dinamometrica - Opere provvisionali [Controllo] Controllo delle saldature RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lenti - Endoscopio - Fibroscopio - Opere provvisionali [Controllo] Controllo degli apparecchi di appoggio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo con liquidi penetranti RISORSE D'USO Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 9 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Liquidi penetranti [Controllo] Controllo con ultrasuoni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Emettitore di ultrasuoni [Controllo] Controllo ai raggi X RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Apparecchio radiogeno [Intervento] Pulizia manuale delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Solventi - Opere provvisionali [Intervento] Pulizia meccanica delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Spazzola metallica - Solventi - Mole abrasive meccaniche [Intervento] Sabbiatura RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Sabbiatrice - Sabbia [Intervento] Ripristino della protezione superficiale antiruggine RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Vernice protettiva - Pittura antiruggine - Opere provvisionali [Intervento] Sostituzione dell'elemento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Rinforzo locale delle sezioni indebolite RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Sostituzione degli elementi del giunto RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Chiave dinamometrica - Pittura antiruggine [Intervento] Sostituzione e preserraggio dei bulloni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 10 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Chiave dinamometrica [Intervento] Esecuzione della nuova saldatura RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Elettrodo scriccatore - Elettrodo per saldatura - Liquidi penetranti [Intervento] Ripristino dell'apparecchiatura di appoggio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Martinetto idraulico LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere ai carichi e sovraccarichi, in tutte le condizioni di esercizio, nonchè ai fenomeni dinamici, nel rispetto del coefficiente di sicurezza, senza deformazioni o fessurazioni inammissibili. Resistenza al fuoco Capacità degli elementi di resistere al fuoco per un tempo determinato senza subire deformazioni incompatibili con la loro funzione strutturale e di compartimentazione, in modo da garantire l'incolumità degli occupanti. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi di resistenza al fuoco richiesti ad ogni elemento costruttivo variano in funzione del tipo di edificio, come specificato nella tabella riportata nel D.M 30.11983. Stabilità chimico-reattiva Capacità degli elementi di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione del tipo di rivestimento protettivo adottato per gli elementi strutturali e della loro compatibilità chimico-fisica stabilita dalle norme vigenti. E' opportuno evitare contatti diretti tra materiali che possono dar luogo a corrosione elettrolitica (acciaio e zinco, acciaio e alluminio) e il contatto diretto fra l’acciaio ed alcuni materiali aggressivi come il gesso. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire gli effetti dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici, quali disgregazioni e mutamenti di aspetto. Livello minimo delle prestazioni Le strutture di elevazione, sotto l'azione di agenti aggressivi presenti in atmosfera, nel suolo e in acqua, non devono subire variazioni delle caratteristiche funzionali e morfologiche; a questo scopo è necessario prevedere una adeguata protezione nei confronti della corrosione. I livelli minimi variano in funzione del tipo di rivestimento protettivo adottato; infatti vi sono diversi modi per proteggere le strutture di acciaio dalla corrosione. Anigroscopicità Capacità degli elementi di non essere soggetti a mutamenti di dimensione, comportamento e morfologia in seguito all'assorbimento e/o al contatto con acqua. Livello minimo delle prestazioni Le strutture in elevazione in acciaio, nel caso in cui vengano a contatto con acqua piovana, di falda o marina, non devono subire diminuzioni delle caratteristiche chimico-fisiche, strutturali e funzionali. I valori minimi di resistenza all'acqua dipendono dal tipo di rivestimento protettivo adottato per gli elementi strutturali . Regolarità geometrica Capacità di soddisfare le esigenze estetiche e funzionali di planarità e assenza di difetti superficiali. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per quello che riguarda il requisito di regolarità geometrica sono connessi al processo di produzione dei vari elementi costituenti la struttura. Sostituibilità Idoneità a consentire la collocazione di elementi tecnici nuovi al posto di quelli danneggiati. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni con facilità, senza creare pregiudizio all'intero sistema; a tal fine gli elementi utilizzati, oltre a rispondere a quanto stabilito nelle prescrizioni progettuali, devono essere di comune diffusione sul mercato nazionale. In particolare è Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 11 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE opportuno che gli elementi rispettino le dimensioni e le tolleranze stabilite dalle norme UNI per il tipo di prodotto utilizzato. ANOMALIE RISCONTRABILI Corrosione del materiale Valutazione: anomalia grave Deterioramento dell'acciaio con formazione di ruggine e continua sfaldatura; relativa riduzione della sezione resistente. Corrosione degli elementi del giunto Valutazione: anomalia grave Evidenti stacchi di vernice, bolle, crepe, affioramento di ruggine su teste e dadi dei bulloni e sugli altri elementi del collegamento. Cricche Valutazione: anomalia grave Sottili fessure che si originano nella zona fusa o nella zona alterata a seguito del raffreddamento della saldatura. Le cricche possono ingrandirsi nel tempo, a seconda delle condizioni di esercizio e delle caratteristiche iniziali, portando alla rottura del giunto. Strappi lamellari Valutazione: anomalia grave Sottili fessure nel materiale di base laminato che si manifestano quando esso è soggetto a tensioni di trazione perpendicolari al piano di laminazione dell'elemento, dovute al ritiro della saldatura. Grippaggio Valutazione: anomalia grave Blocco dei vincoli di tipo mobile, come apparecchi di appoggio o giunti di dilatazione, con conseguente diminuzione della capacità portante della struttura e danneggiamento delle sottostrutture. Macchie di ruggine Valutazione: anomalia lieve Presenza di macchie di ruggine in quantità inferiore allo 0,1% della superficie dell'elemento. Stacchi di vernice Valutazione: anomalia lieve Perdita di parti del rivestimento che ricopre la superficie. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e morfologiche dei profili e degli elementi strutturali, accompagnate spesso dalla perdita delle caratteristiche di resistenza e stabilità degli elementi stessi. Imbozzamento Valutazione: anomalia grave Corrugamento dell'anima dei profilati accompagnato dalla perdita di resistenza e stabilità degli elementi stessi. Perdita della pretensione dei bulloni Valutazione: anomalia grave Allentamento del carico di precompressione imposto nei giunti con bulloni ad attrito (che può portare alla modificazione del modello statico adottato per la struttura) Inclusioni Valutazione: anomalia grave Difetti della zona fusa dovuti alla presenza, nel cordone di saldatura, di sostanze solide o gassose diverse dal metallo. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI - Controllo degli apparecchi di appoggio INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo della struttura Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 12 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Controllo dei danni dopo evento imprevedibile - Controllo del film protettivo - Controllo del serraggio dei bulloni - Controllo delle saldature - Controllo con liquidi penetranti - Controllo con ultrasuoni - Controllo ai raggi X INTERVENTI - Pulizia manuale delle superfici - Pulizia meccanica delle superfici - Sabbiatura - Ripristino della protezione superficiale antiruggine - Sostituzione dell'elemento - Rinforzo locale delle sezioni indebolite - Sostituzione degli elementi del giunto - Sostituzione e preserraggio dei bulloni - Esecuzione della nuova saldatura - Ripristino dell'apparecchiatura di appoggio 2. 2 CHIUSURA DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di separare e di conformare gli spazi interni del sitema stesso rispetto l'esterno. Unità tecnologiche di classe 2 CHIUSURA - Chiusura orizzontale inferiore - Pavimentazione magazzini - Chiusura orizzontale inferiore - Pavimentazione palazzina direzionale - Chiusura verticale - Magazzini - Chiusura verticale - Palazzina direzionale - Chiusura verticale - Infisso esterno - Chiusura superiore (copertura) - Magazzini - Chiusura superiore (copertura) - Palazzina direzionale - Chiusura superiore - Infisso esterno Chiusura orizzontale inferiore - Pavimentazione magazzini Le chiusure orizzontali inferiori sono l'insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio aventi funzione di separare gli spazi interni del sistema edilizio stesso da spazi esterni sottostanti (terreno o fondazioni). La pavimentazione in questione riguarda in magazzini gomma-gomma e ferro-gomma. Il magazzini ferro-gomma presentano in alcuni tratti un differente strato di sostegno della pavimentazione industriale. MODALITA' D'USO Quale uso corretto delle chiusure orizzontali inferiori è necessario condurre periodicamente controlli e verifiche sulle condizioni delle superfici, al fine di non trascurare eventuali difetti o degradi che alla lunga potrebbero portare alla perdita della funzionalità dell'elemento ed occorre effettuare Chiusura orizzontale inferiore - Pavimentazione palazzina direzionale Le chiusure orizzontali inferiori sono l'insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio aventi funzione di separare gli spazi interni del sistema edilizio stesso da spazi esterni sottostanti (terreno o fondazioni). MODALITA' D'USO Quale uso corretto delle chiusure orizzontali inferiori è necessario condurre periodicamente controlli e verifiche sulle condizioni delle superfici, al fine di non trascurare eventuali difetti o degradi che alla lunga potrebbero portare alla perdita della funzionalità dell'elemento ed occorre effettuare Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 13 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Chiusura verticale - Magazzini Le chiusure verticali sono gli elementi tecnici del sistema edilizio che delimitano verticalmente gli spazi interni del sistema stesso rispetto all'esterno. Possono essere opache (pareti) o trasparenti (infissi) e la loro funzione principale, oltre a quella di separare l'interno dall'esterno, è quella di regolare il passaggio di energia termica, di energia luminosa, di energia sonora e di proteggere dagli agenti esterni. MODALITA' D'USO Quale uso corretto delle chiusure verticali è necessario condurre periodicamente controlli e verifiche sulle condizioni delle superfici, al fine di non trascurare eventuali difetti o degradi che alla lunga potrebbero portare alla perdita della funzionalità e della stabilità dell'elemento. Chiusura verticale - Palazzina direzionale Le chiusure verticali sono gli elementi tecnici del sistema edilizio che delimitano verticalmente gli spazi interni del sistema stesso rispetto all'esterno. Possono essere opache (pareti) o trasparenti (infissi) e la loro funzione principale, oltre a quella di separare l'interno dall'esterno, è quella di regolare il passaggio di energia termica, di energia luminosa, di energia sonora e di proteggere dagli agenti esterni. MODALITA' D'USO Quale uso corretto delle chiusure verticali è necessario condurre periodicamente controlli e verifiche sulle condizioni delle superfici, al fine di non trascurare eventuali difetti o degradi che alla lunga potrebbero portare alla perdita della funzionalità e della stabilità dell'elemento. Chiusura verticale - Infisso esterno Gli infissi esterni (porte, finestre, serrande, ecc.) hanno fondamentalmente una duplice funzione : di proteggere gli ambienti interni di un edificio dagli agenti atmosferici (acqua, vento, sole, ecc.) e di garantire il benessere degli occupanti (isolamento termico, isolamento dai rumori esterni, resistenza alle intrusioni, ecc.) Gli infissi esterni sono suddivisibili per tipologia (porte, finestre, serrande, ecc.), per materiale (legno, acciaio, leghe leggere di alluminio, materie plastiche, vetro, ecc.) e per tipo di apertura (infissi fissi, oppure a movimento semplice - ad una o più ante, girevoli, ribaltabili ecc -, oppure a movimento composto - scorrevoli, a soffietto, pieghevoli,ecc- o misto). MODALITA' D'USO Per infissi eseguiti a regola d'arte è sufficiente una normale pulizia e cura, per assicurare una buona conservazione, oltre ad assicurare una periodica manutenzione provvedendo alla rimozione di eventuali residui, al rifacimento degli strati protettivi, alla regolazione e lubrificazione degli organi di movimento e tenuta. Si definiscono coperture le strutture terminali di un edificio,con la funzione prevalente di proteggere l'edificio stesso dagli agenti atmosferici. La copertura piana è composta da due parti principali : la "struttura portante", rappresentata da un solaio/soletta/pannello e il "sistema copertura" che ha lo scopo principale di impedire l'infiltrazione di acqua nei locali sottostanti. Il sistema copertura è composto da una serie di elementi, impiegati o meno a seconda del tipo di tetto progettato : elemento di supporto; strato di tenuta all'acqua; elemento isolante; strato di barriera al vapore; strato di continuità; strato della diffusione del vapore; strato di imprimitura; strato di ripartizione dei carichi; strato di pendenza; strato di protezione; strato di separazione; strato drenante; strato filtrante, ecc. MODALITA' D'USO Quale uso corretto delle coperture piane è necessario condurre periodicamente controlli e verifiche sulle condizioni delle superfici, al fine di non trascurare eventuali difetti o degradi che alla lunga potrebbero portare alla perdita della funzionalità dell'elemento ed occorre effettuare controlli sullo smaltimento delle acque meteoriche con la verifica della funzionalità di canali e pluviali, onde evitare accumuli e ristagni pericolosi. Chiusura superiore (copertura) - Palazzina direzionale Si definiscono coperture le strutture terminali di un edificio,con la funzione prevalente di proteggere l'edificio stesso dagli agenti atmosferici. La copertura piana è composta da due parti principali : la "struttura portante", rappresentata da un solaio/soletta/pannello e il "sistema copertura" che ha lo scopo principale di impedire l'infiltrazione di acqua nei locali sottostanti. Il sistema copertura è composto da una serie di elementi, impiegati o meno a seconda del tipo di tetto progettato : elemento di supporto; strato di tenuta all'acqua; elemento isolante; strato di barriera al vapore; strato di continuità; strato della diffusione del vapore; strato di imprimitura; strato di ripartizione dei carichi; strato di pendenza; strato di protezione; strato di separazione; strato drenante; strato filtrante, ecc. MODALITA' D'USO Quale uso corretto delle coperture piane è necessario condurre periodicamente controlli e verifiche sulle condizioni delle superfici, al fine di non trascurare eventuali difetti o degradi che alla lunga potrebbero portare alla perdita della funzionalità dell'elemento ed occorre effettuare controlli sullo smaltimento delle acque meteoriche con la verifica della funzionalità di canali e pluviali, onde evitare accumuli e ristagni pericolosi. Chiusura superiore - Infisso esterno Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 14 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Gli infissi esterni in copertura (lucernari, botole, diffusori, cupole, ecc.) sono inclinati oppure orizzontali e hanno fondamentalmente una duplice funzione : di proteggere gli ambienti interni di un edificio dagli agenti atmosferici (acqua, vento, sole, ecc.) e di garantire il benessere degli occupanti (isolamento termico, isolamento dai rumori esterni, resistenza alle intrusioni, ecc.) Gli infissi esterni sono suddivisibili per tipologia, per materiale (legno, acciaio, leghe leggere di alluminio, materie plastiche, vetro, ecc.) e per tipo di apertura (infissi fissi, oppure a movimento semplice - ad una o più ante, girevoli, ribaltabili ecc -, oppure a movimento composto - scorrevoli, a soffietto, pieghevoli,ecc- o misto). MODALITA' D'USO Per infissi eseguiti a regola d'arte è sufficiente una normale pulizia e cura, per assicurare una buona conservazione, oltre ad assicurare una periodica manutenzione provvedendo alla rimozione di eventuali residui, al rifacimento degli strati protettivi, alla regolazione e lubrificazione degli organi di movimento e tenuta. 2.1. PAVIMENTAZIONE INDUSTRIALE Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA Unità tecnologica: CHIUSURA ORIZZONTALE INFERIORE - PAVIMENTAZIONE MAGAZZINI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Tipo di pavimento utilizzato quando sono necessarie elevate resistenze meccaniche. La sua realizzazione, secondo buona tecnica, avviene tramite la stesura di uno strato di supporto, uno di calcestruzzo armato e un manto di usura. Lo spessore del rivestimento varia secondo l'utilizzo e il tipo di supporto. Lo strato di usura può essere posato in varie soluzioni secondo il tipo di impiego a cui sarà sottoposto, tra cui quella a spolvero, a pastina, autolivellante. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Verifica della condizione estetica della superficie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale [Controllo] Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Verifica dell'efficienza del pavimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Detergenti [Intervento] Pulizia e rimozione di croste nere, patine biologiche, graffiti, macchie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Detergenti [Intervento] Applicazione di trattamenti protettivi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 15 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Intervento] Verifica dello stato, ripristino e/o sostituzione di giunti e sigillature RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Rimozione e rifacimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Segatrice LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Isolamento acustico Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa, assicurando il benessere acustico. Livello minimo delle prestazioni Tutti gli elementi che compongono la struttura devono concorrere al raggiungimento del livello minimo di isolamento acustico determinato in base al tipo di edificio e alla zona in cui è costruito. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di avere una certa resistenza meccanica, qualora soggetti a sovraccarichi, fenomeni di fatica, impatti, dilatazioni termiche, assestamenti, deformazioni di strutture portanti, ecc. pertanto si ha che non si devono arrecare disagi per i fruitori e si deve garantire sempre la funzionalità del pavimento. Dalle norme UNI si possono avere indicazioni sulle caratteristiche degli elementi. Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi), modifiche prestazionali. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione dei materiali ed eventuali additivi utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente biologico e del loro impiego. Anigroscopicità Capacità degli elementi di non essere soggetti a mutamenti di dimensione, comportamento e morfologia in seguito all'assorbimento e/o al contatto con acqua. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto che la presenza di acqua non deve produrre variazioni dimensionali né tanto meno deformazioni permanenti sul pavimenti stesso. Dalle norme UNI si possono avere indicazioni sulle caratteristiche degli elementi, Assenza dell'emissione di sostanze nocive Attitudine a non produrre e/o emettere sostanze nocive (tossiche, irritanti, corrosive). Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di non rilasciare sostanze nocive. Per la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia, ed in particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le polveri : eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³; eventuale presenza di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³; eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³. Non Sporcabilità Attitudine dell'elemento ad essere difficilmente sporcabile, sia per le sue caratteristiche fisiche intrinseche sia per eventuali accorgimenti tecnico-morfologici. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi di accettazione sono legati alla deformazione dei giunti e alla loro variazione di forma considerando non ammissibile che il giunto perda la sua funzione di assorbimento elastico delle deformazione e di sigillatura. ANOMALIE RISCONTRABILI Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 16 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. Ritenzione di umidità Valutazione: anomalia grave La ritenzione di umidità consiste nell'assorbimento di umidità con conseguente degrado degli elementi che possono comportare rigonfiamenti e successive rotture. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Degradi Valutazione: anomalia grave Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.). Distacchi e scollamenti Valutazione: anomalia grave Distacchi e scollamenti di parte o di tutto l'elemento dallo strato di supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne. Efflorescenze Valutazione: anomalia lieve Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie dell'elemento, generalmente poco coerenti e con colore biancastro. Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Scheggiature Valutazione: anomalia grave Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e gli spigoli. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI - Verifica della condizione estetica della superficie INTERVENTI - Pulizia - Pulizia e rimozione di croste nere, patine biologiche, graffiti, macchie MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione - Verifica dell'efficienza del pavimento - Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili INTERVENTI - Applicazione di trattamenti protettivi - Verifica dello stato, ripristino e/o sostituzione di giunti e sigillature - Rimozione e rifacimento 2.2. PAVIMENTI RESILIENTI Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA Unità tecnologica: CHIUSURA ORIZZONTALE INFERIORE - PAVIMENTAZIONE PALAZZINA DIREZIONALE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I pavimenti in gomma sono rivestimenti realizzati dalla composizione di miscele omogenee a base di elastometri naturali o sintetici, con l'aggiunta di additivi. Possono essere formati da più strati di materiale e avere una superficie che può essere in tinta unita, marmorizzata o variegata. In commercio si trovano in piastrelle o in teli, con spessore variabile che può arrivare fino a 10 mm se si applicano in ambienti molto sollecitati. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 17 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE I pavimenti in linoleum sono rivestimenti realizzati dalla composizione di materie prime di origine naturale come olio di lino, juta, sughero, farine di legno e resine. Secondo la percentuale dei componenti che li compongono possono essere in tinta unita, marmorizzati o variegati. In commercio si trovano in rotoli o in teli, con spessore variabile. I pavimenti in vinilico sono rivestimenti realizzati dalla composizione di resine viniliche, plastificanti, stabilizzanti, lubrificanti, additivi inorganici. Si dividono in: - omogeni quando sono formati da fogli sottili, lisci con colorazione a tinta unita o marmorizzata - non omogeni quando sono formati da due strati diversi, uniti a caldo : lo strato superiore è detto di copertura e può essere in tinta unita o marmorizzato, trasparente, traslucido; lo strato inferiore è detto sottostrato e può essere di qualsiasi colore in relazione con lo strato di copertura. In commercio si trovano in piastrelle o in teli, con spessore variabile tra 2 e 3 mm. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Verifica della condizione estetica della superficie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale [Controllo] Verifica dell'efficienza del pavimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lucidatrice - Detergenti [Intervento] Ripristino del trattamento protettivo RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lucidatrice - Detergenti [Intervento] Sostituzione elementi degradati RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lucidatrice [Intervento] Rimozione e rifacimento del rivestimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lucidatrice [Intervento] Pulizia spray buffing ll RISORSE D'USO Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 18 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lucidatrice - Idropulitrice [Intervento] Pulizia spray cleaner RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lucidatrice - Idropulitrice [Intervento] Trattamento di fondo RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lucidatrice [Intervento] Verifica dello stato delle sigillature RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lucidatrice [Intervento] Rimozione e rifacimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lucidatrice LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di avere una certa resistenza meccanica, qualora soggette a sovraccarichi, fenomeni di fatica, impatti, dilatazioni termiche, assestamenti, deformazioni di strutture portanti, ecc. pertanto si ha che non si devono arrecare disagi per i fruitori e si deve garantire sempre la funzionalità del pavimento. Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi), modifiche prestazionali. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente biologico e del loro impiego, ma comunque i pavimenti non dovranno deteriorarsi, nè permettere lo sviluppo di microrganismi in genere o comunque perdere le prestazioni iniziali. Anigroscopicità Capacità degli elementi di non essere soggetti a mutamenti di dimensione, comportamento e morfologia in seguito all'assorbimento e/o al contatto con acqua. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto che la presenza di acqua non deve produrre variazioni dimensionali né tanto meno deformazioni permanenti sul pavimento. Controllo della scabrosità e regolarità estetica Proprietà di avere superfici esteticamente regolari, adeguate all'uso cui sono destinate. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione delle varie necessità di progetto, comunque nel rispetto delle caratteristiche dimensionali ed estetiche del pavimento stesso. Isolamento acustico Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 19 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa, assicurando il benessere acustico. Livello minimo delle prestazioni Tutti gli elementi che compongono la struttura devono concorrere al raggiungimento del livello minimo di isolamento acustico determinato in base al tipo di edificio e alla zona in cui è costruito. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente aggressivo e del loro impiego, ma comunque i pavimenti non dovranno deteriorarsi nè comunque perdere le prestazioni iniziali. Assenza dell'emissione di sostanze nocive Attitudine a non produrre e/o emettere sostanze nocive (tossiche, irritanti, corrosive). Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di non rilasciare sostanze nocive. Per la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia, ed in particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le polveri : eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³; eventuale presenza di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³; eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³. Pulibilità Attitudine dell'elemento ad essere facilmente pulibile, in funzione delle sue caratteristiche fisico-chimiche o delle sue caratteristiche morfologiche. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi di accettazione dipendono dalla superficie e dalle caratteristiche fisico-chimiche. ANOMALIE RISCONTRABILI Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. Ritenzione di umidità Valutazione: anomalia grave La ritenzione di umidità consiste nell'assorbimento di umidità con conseguente degrado degli elementi che possono comportare rigonfiamenti e successive rotture. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Degradi Valutazione: anomalia grave Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.). Distacchi e scollamenti Valutazione: anomalia grave Distacchi e scollamenti di parte o di tutto l'elemento dallo strato di supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne. Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Scheggiature Valutazione: anomalia grave Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e gli spigoli. Distanziamento delle fughe Valutazione: anomalia lieve MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI - Verifica della condizione estetica della superficie Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 20 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE INTERVENTI - Pulizia delle superfici - Ripristino del trattamento protettivo - Pulizia spray buffing ll - Pulizia spray cleaner - Trattamento di fondo MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Verifica dell'efficienza del pavimento - Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione - Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili INTERVENTI - Sostituzione elementi degradati - Rimozione e rifacimento del rivestimento - Verifica dello stato delle sigillature - Rimozione e rifacimento 2.3. CHIUSURE CAPANNONI CON PANNELLI PREFABBRICATI Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA Unità tecnologica: CHIUSURA VERTICALE - MAGAZZINI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Tamponatura con pannelli prefabbricati in c.a.v. a giunti verticali/orizzontali costituito da doppio strato di calcestruzzo armato con interposto strato coibente (densità 20kg/mc) con superficie interna tirata a staggia e finitura a spolvero di cemento e superficie esterna finita con idonea tinteggiatura in colore per i prospetti interni e con finitura in ghiaietto lavato sui fronti maggiori; spessore 25cm; K=0 KCal/h mq/°C; con sigillatura esterna tra i pannelli su supporto costituito da spugna aerofila eseguita con sigillante acrilico. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo della superficie dei pannelli RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo del telaio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dei fissaggi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo delle guarnizioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile RISORSE D'USO Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 21 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo della infiltrazione d'acqua RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo della verticalità della parete RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Filo a piombo - Opere provvisionali [Intervento] Pulizia della superficie RISORSE D'USO - Solventi/Prodotti di pulizia - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Sostituzione dell'elemento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Applicazione di trattamenti protettivi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Prodotto protettivo [Intervento] Ripristino dell'elemento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere alle possibili sollecitazioni, contrastando efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi. Livello minimo delle prestazioni Le pareti esterne devono garantire stabilità, resistenza e funzionalità sotto l'effetto delle possibili sollecitazioni cui possono essere sottoposte; i livelli minimi prestazionali devono essere ricavati dalle leggi e dalle normative vigenti che stabiliscono sia i valori da adottare per le azioni sollecitanti sia le prove cui devono essere sottoposti i materiali per conoscerne le caratteristiche di resistenza meccanica. Resistenza agli urti Attitudine delle pareti perimetrali di sopportare le sollecitazioni derivanti da urti che possono prodursi nel corso dell'uso. Livello minimo delle prestazioni Le pareti perimetrali devono resistere all'azione degli urti sia sulla faccia esterna che su quella interna; i livelli minimi prestazionali sono ricavabili da prove di laboratorio eseguite su provini secondo le modalità riportate dalla norma UNI 9269 in base alle prescrizione contenute nella norma UNI ISO 7892. In particolare le prove prevedono la determinazione della resistenza all'urto da corpo molle (massa=50 Kg) e della resistenza all'urto Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 22 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE da corpo duro (massa=1 Kg) e stabiliscono i valori massimi dell'energia di impatto che non devono provocare rotture, distacchi, deformazioni permanenti, sfondamenti etc.. sulla parete. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire gli effetti dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici, quali disgregazioni e mutamenti di aspetto. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi sono in funzione dell'impiego e dei materiali utilizzati e si rimanda alle norme UNI specifiche. Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire riduzioni di prestazioni causate dalla presenza di animali, di vegetali o di microrganismi. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, del loro impiego e del tipo di agente biologico. In ogni caso occorre garantire, soprattutto sulle costruzioni meno recenti, una adeguata pulizia e una protezione con prodotti che contrastino efficacemente lo sviluppo della vegetazione. Resistenza al gelo Capacità di non subire gli effetti dovuti alla formazione di ghiaccio, quali disgregazioni o mutamenti di aspetto e dimensione. Livello minimo delle prestazioni Le pareti esterne non devono subire disgregazioni e mutamenti di aspetto o dimensione a causa della formazione di ghiaccio. I livelli minimi prestazionali possono essere definiti facendo riferimento alla normativa UNI in funzione del materiale impiegato. Isolamento termico Attitudine ad assicurare una opportuna resistenza al passaggio di calore in funzione delle condizioni climatiche. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali non sono attribuibili ai singoli elementi, ma all'edificio nel suo insieme valutando il coefficiente volumico di dispersione Cd che deve rientrare nei limiti previsti dalle normative vigenti.La legge cui si deve far riferimento è la legge n.10 del 9/1/91, nella quale vengono forniti gli strumenti di calcolo e i parametri con cui determinare il fabbisogno energetico di un edìficio. Tenuta all'acqua Attitudine ad impedire l'infiltrazione di acqua piovana che produca macchie di umidità sulla faccia interna o danneggiamenti alla parete o ad altre parti della struttura. Livello minimo delle prestazioni I livelli prestazionali minimi variano a seconda del livello di tenuta all'acqua che si vuole affidare all'elemento. Isolamento acustico Attitudine a fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, sia di tipo aereo che di tipo impattivo, per assicurare un adeguato benessere uditivo all'interno dell'edificio. Livello minimo delle prestazioni Tutti gli elementi che compongono la struttura devono concorrere al raggiungimento del livello minimo di isolamento acustico determinato in base al tipo di edificio e alla zona in cui è costruito. Regolarità estetica Attitudine a presentare omogeneità di colore e di brillantezza. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione delle esigenze, delle caratteristiche e dell'importanza dell'opera. Regolarità geometrica Capacità di soddisfare le esigenze estetiche e funzionali di planarità e assenza di difetti superficiali. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione delle esigenze, delle caratteristiche e dell'importanza dell'opera. Sostituibilità Attitudine a consentire la collocazione di elementi tecnici nuovi al posto di quelli danneggiati. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali devono garantire la possibilità di sostituire l'elemento facilmente e senza pregiudicare la funzionalità del sistema: per quello che riguarda le dimensioni standardizzate si rimanda alle norme UNI relative al tipo di prodotto considerato. Assenza dell'emissione di sostanze nocive Attitudine a non emettere gas, vapori, polveri, particelle o radiazioni dannose per gli utenti, sia in condizioni normali d'esercizio, sia in condizioni critiche. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 23 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Per la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia; in particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le polveri: Eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³ Eventuale presenza di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³ Eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³ Per i livelli minimi prestazionali dei materiali da costruzione si fa riferimento alle norme UNI ENV 13419-1 "Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti organici volatili - Metodo in camera di prova di emissione"; UNI ENV 13419-2 "Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti organici volatili - Metodo in cella di prova di emissione"; UNI ENV 13419-3 "Prodotti da costruzione Determinazione delle emissioni di composti organici volatili -Procedimento per il campionamento, l'immagazzinamento dei campioni e la preparazione dei provini". Resistenza al fuoco Capacità degli elementi di resistere al fuoco per un tempo determinato senza subire deformazioni incompatibili con la loro funzione strutturale e di compartimentazione, in modo da garantire l'incolumità degli occupanti. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi di resistenza al fuoco per le pareti perimetrali sono riportati nella tabella della Circ.Min.Int. n.9 In tale tabella i valori dell'indice REI sono riferiti all'altezza antincendio dell'edificio, ossia all'altezza massima misurata dal livello inferiore dell'apertura più alta dell'ultimo piano al livello del piano più basso. REI = 60 Altezza antincendio 12 m <H<32 m REI = 120 Altezza antincendio 32 m <H<80 m REI = 180 Altezza antincendio H>80 m I valori di resistenza al fuoco di una parete perimetrale si valutano con una prova di laboratorio secondo la norma UNI 7678 oppure si possono dedurre dalla tabella 2 della C.M. dell'Interno 11961 n.91, dove sono indicate alcune categorie di pareti alle quali, in funzione dello spessore e del tipo di rivestimento protettivo adottato, viene assegnata una determinata classe di resistenza al fuoco. ANOMALIE RISCONTRABILI Chiazze di umidità Valutazione: anomalia grave Presenza di chiazze o zone di umidità sull'elemento, generalmente in aree dell'elemento in prossimità del terreno e/o delle opere fondazionali. Corrosione Valutazione: anomalia grave Deterioramento delle parti metalliche con formazione di ruggine e continua sfaldatura. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Degrado dei giunti Valutazione: anomalia grave Degrado degli elementi di collegamento fra i pannelli. Degrado delle guarnizioni Valutazione: anomalia lieve Fuoriuscita delle guarnizioni di tenuta dalle loro sedi e loro fessurazione. Erosione Valutazione: anomalia grave Degrado della superficie dovuto all'azione erosiva di agenti di natura chimica o biologica. Lesioni Valutazione: anomalia grave Fessurazioni causate da eventi traumatici con o senza distacco tra le parti. Macchie e imbrattamenti Valutazione: anomalia lieve Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray, ecc.) e/o murales o graffiti. Mancanza di parti Valutazione: anomalia grave Caduta e perdita di parti del materiale. Muffe biologiche Valutazione: anomalia lieve Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 24 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Deposito sottile costituito prevalentemente da microrganismi, che creano una patina di colore variabile aderente alla superficie. Non planarità Valutazione: anomalia lieve Non perfetta complanarità di uno o più elementi della parete rispetto al sistema. Variazione di volume Valutazione: anomalia grave Aumento di volume dell'elemento e conseguente disgregazione, dovute all'attacco solfatico in ambiente marino oppure a cicli di gelo-disgelo. Sfogliamento Valutazione: anomalia grave Disgregazione e sfaldamento degli strati superficiali dell'elemento, causato solitamente dagli effetti del gelo. Variazione cromatica Valutazione: anomalia lieve Alterazione cromatica della superficie. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo della superficie dei pannelli - Controllo del telaio - Controllo dei fissaggi - Controllo delle guarnizioni - Controllo dei danni dopo evento imprevedibile - Controllo della infiltrazione d'acqua - Controllo della verticalità della parete INTERVENTI - Pulizia della superficie - Sostituzione dell'elemento - Applicazione di trattamenti protettivi - Ripristino dell'elemento 2.4. CHIUSURE CON PANNELLI PREFABBRICATI Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA Unità tecnologica: CHIUSURA VERTICALE - PALAZZINA DIREZIONALE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Pareti di tamponamento prefabbricate in c.a.v. sp. cm 20 armate con rete elettrosaldata ed armatura aggiuntiva FeB 44 K costituite da due solette di spessore non inferiore a cm 5 con interposto coibente di polistirolo. Finitura esterna liscia fondo cassero, finitura interna staggiata a mano colore grigio cemento; sigillature esterne ed interne dei pannelli di tampnamento eseguite mediante l'utilizzo di appositi mastici su supporto idoneo; tinteggiatura esterna al quarzo plastico acrilico data a due passate compresa una mano di fissativo. La strutture è certificata R60. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo della superficie dei pannelli RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 25 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo del telaio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dei fissaggi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo delle guarnizioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo della infiltrazione d'acqua RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo della verticalità della parete RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Filo a piombo - Opere provvisionali [Intervento] Pulizia della superficie RISORSE D'USO - Solventi/Prodotti di pulizia - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Sostituzione dell'elemento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Applicazione di trattamenti protettivi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Prodotto protettivo [Intervento] Ripristino dell'elemento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 26 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere alle possibili sollecitazioni, contrastando efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi. Livello minimo delle prestazioni Le pareti esterne devono garantire stabilità, resistenza e funzionalità sotto l'effetto delle possibili sollecitazioni cui possono essere sottoposte; i livelli minimi prestazionali devono essere ricavati dalle leggi e dalle normative vigenti che stabiliscono sia i valori da adottare per le azioni sollecitanti sia le prove cui devono essere sottoposti i materiali per conoscerne le caratteristiche di resistenza meccanica. In particolare per il calcolo dei carichi agenti si può fare riferimento all'Eurocodice 1 (UNI ENV 1991-1/96; UNI ENV 1991-2-1/96; UNI ENV 1991-25/01) o alle prescrizioni italiane riportate nel D.M. 11996 e nella C.M. LL.PP. 01996 n.156AA/STC. Resistenza agli urti Attitudine delle pareti perimetrali di sopportare le sollecitazioni derivanti da urti che possono prodursi nel corso dell'uso. Livello minimo delle prestazioni Le pareti perimetrali devono resistere all'azione degli urti sia sulla faccia esterna che su quella interna; i livelli minimi prestazionali sono ricavabili da prove di laboratorio eseguite su provini secondo le modalità riportate dalla norma UNI 9269 in base alle prescrizione contenute nella norma UNI ISO 7892. In particolare le prove prevedono la determinazione della resistenza all'urto da corpo molle (massa=50 Kg) e della resistenza all'urto da corpo duro (massa=1 Kg) e stabiliscono i valori massimi dell'energia di impatto che non devono provocare rotture, distacchi, deformazioni permanenti, sfondamenti etc.. sulla parete. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire gli effetti dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici, quali disgregazioni e mutamenti di aspetto. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi sono in funzione dell'impiego e dei materiali utilizzati e si rimanda alle norme UNI specifiche. Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire riduzioni di prestazioni causate dalla presenza di animali, di vegetali o di microrganismi. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, del loro impiego e del tipo di agente biologico. In ogni caso occorre garantire, soprattutto sulle costruzioni meno recenti, una adeguata pulizia e una protezione con prodotti che contrastino efficacemente lo sviluppo della vegetazione. Resistenza al gelo Capacità di non subire gli effetti dovuti alla formazione di ghiaccio, quali disgregazioni o mutamenti di aspetto e dimensione. Livello minimo delle prestazioni Le pareti esterne non devono subire disgregazioni e mutamenti di aspetto o dimensione a causa della formazione di ghiaccio. I livelli minimi prestazionali possono essere definiti facendo riferimento alla normativa UNI in funzione del materiale impiegato. Isolamento termico Attitudine ad assicurare una opportuna resistenza al passaggio di calore in funzione delle condizioni climatiche. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali non sono attribuibili ai singoli elementi, ma all'edificio nel suo insieme valutando il coefficiente volumico di dispersione Cd che deve rientrare nei limiti previsti dalle normative vigenti.La legge cui si deve far riferimento è la legge n.10 del 9/1/91, nella quale vengono forniti gli strumenti di calcolo e i parametri con cui determinare il fabbisogno energetico di un edìficio. Tenuta all'acqua Attitudine ad impedire l'infiltrazione di acqua piovana che produca macchie di umidità sulla faccia interna o danneggiamenti alla parete o ad altre parti della struttura. Livello minimo delle prestazioni I livelli prestazionali minimi variano a seconda del livello di tenuta all'acqua che si vuole affidare all'elemento. La norma UNI EN 12155 definisce il metodo di prova in laboratorio a cui sottoporre un provino che riproduce, a grandezza naturale il sistema di parete: il provino deve resistere all'erogazione costante di una determinata quantità d'acqua sulla superficie esterna; a intervalli regolari viene incrementata la pressione di prova e vengono registrati in dettaglio i valori della pressione e la localizzazione dell'infiltrazione d'acqua. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 27 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Isolamento acustico Attitudine a fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, sia di tipo aereo che di tipo impattivo, per assicurare un adeguato benessere uditivo all'interno dell'edificio. Livello minimo delle prestazioni Tutti gli elementi che compongono la struttura devono concorrere al raggiungimento del livello minimo di isolamento acustico determinato in base al tipo di edificio e alla zona in cui è costruito. Regolarità estetica Attitudine a presentare omogeneità di colore e di brillantezza. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione delle esigenze, delle caratteristiche e dell'importanza dell'opera. Regolarità geometrica Capacità di soddisfare le esigenze estetiche e funzionali di planarità e assenza di difetti superficiali. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione delle esigenze, delle caratteristiche e dell'importanza dell'opera. Sostituibilità Attitudine a consentire la collocazione di elementi tecnici nuovi al posto di quelli danneggiati. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali devono garantire la possibilità di sostituire l'elemento facilmente e senza pregiudicare la funzionalità del sistema: per quello che riguarda le dimensioni standardizzate si rimanda alle norme UNI relative al tipo di prodotto considerato. Assenza dell'emissione di sostanze nocive Attitudine a non emettere gas, vapori, polveri, particelle o radiazioni dannose per gli utenti, sia in condizioni normali d'esercizio, sia in condizioni critiche. Livello minimo delle prestazioni Per la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia; in particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le polveri: Eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³ Eventuale presenza di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³ Eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³ Per i livelli minimi prestazionali dei materiali da costruzione si fa riferimento alle norme UNI ENV 13419-1 "Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti organici volatili - Metodo in camera di prova di emissione"; UNI ENV 13419-2 "Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti organici volatili - Metodo in cella di prova di emissione"; UNI ENV 13419-3 "Prodotti da costruzione Determinazione delle emissioni di composti organici volatili -Procedimento per il campionamento, l'immagazzinamento dei campioni e la preparazione dei provini". Resistenza al fuoco Capacità degli elementi di resistere al fuoco per un tempo determinato senza subire deformazioni incompatibili con la loro funzione strutturale e di compartimentazione, in modo da garantire l'incolumità degli occupanti. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi di resistenza al fuoco per le pareti perimetrali sono riportati nella tabella della Circ.Min.Int. n.9 In tale tabella i valori dell'indice REI sono riferiti all'altezza antincendio dell'edificio, ossia all'altezza massima misurata dal livello inferiore dell'apertura più alta dell'ultimo piano al livello del piano più basso. REI = 60 Altezza antincendio 12 m <H<32 m REI = 120 Altezza antincendio 32 m <H<80 m REI = 180 Altezza antincendio H>80 m I valori di resistenza al fuoco di una parete perimetrale si valutano con una prova di laboratorio secondo la norma UNI 7678 oppure si possono dedurre dalla tabella 2 della C.M. dell'Interno 11961 n.91, dove sono indicate alcune categorie di pareti alle quali, in funzione dello spessore e del tipo di rivestimento protettivo adottato, viene assegnata una determinata classe di resistenza al fuoco. ANOMALIE RISCONTRABILI Chiazze di umidità Valutazione: anomalia grave Presenza di chiazze o zone di umidità sull'elemento, generalmente in aree dell'elemento in prossimità del terreno e/o delle opere fondazionali. Corrosione Valutazione: anomalia grave Deterioramento delle parti metalliche con formazione di ruggine e continua sfaldatura. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 28 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Degrado dei giunti Valutazione: anomalia grave Degrado degli elementi di collegamento fra i pannelli. Degrado delle guarnizioni Valutazione: anomalia lieve Fuoriuscita delle guarnizioni di tenuta dalle loro sedi e loro fessurazione. Erosione Valutazione: anomalia grave Degrado della superficie dovuto all'azione erosiva di agenti di natura chimica o biologica. Lesioni Valutazione: anomalia grave Fessurazioni causate da eventi traumatici con o senza distacco tra le parti. Macchie e imbrattamenti Valutazione: anomalia lieve Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray, ecc.) e/o murales o graffiti. Mancanza di parti Valutazione: anomalia grave Caduta e perdita di parti del materiale. Muffe biologiche Valutazione: anomalia lieve Deposito sottile costituito prevalentemente da microrganismi, che creano una patina di colore variabile aderente alla superficie. Non planarità Valutazione: anomalia lieve Non perfetta complanarità di uno o più elementi della parete rispetto al sistema. Variazione di volume Valutazione: anomalia grave Aumento di volume dell'elemento e conseguente disgregazione, dovute all'attacco solfatico in ambiente marino oppure a cicli di gelo-disgelo. Sfogliamento Valutazione: anomalia grave Disgregazione e sfaldamento degli strati superficiali dell'elemento, causato solitamente dagli effetti del gelo. Variazione cromatica Valutazione: anomalia lieve Alterazione cromatica della superficie. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo della superficie dei pannelli - Controllo del telaio - Controllo dei fissaggi - Controllo delle guarnizioni - Controllo dei danni dopo evento imprevedibile - Controllo della infiltrazione d'acqua - Controllo della verticalità della parete INTERVENTI - Pulizia della superficie Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 29 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Sostituzione dell'elemento - Applicazione di trattamenti protettivi - Ripristino dell'elemento 2.5. INFISSO ESTERNO FINESTRA E PORTA Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA Unità tecnologica: CHIUSURA VERTICALE - INFISSO ESTERNO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Porte e/o finestre a giunto aperto, composte da specchiature fisse e parti apribili, realizzate da profili tubolari d'alluminio, con dimensione trasversale della sezione non inferiore a mm. 65 per i telai fissi e mm. 75 per le ante apribili a sormonto. Lo spessore delle pareti dei profili non deve essere inferiore a mm. 1,8 con una tolleranza di estrusione di +/-0,2 mm.; prodotti in lega primaria di alluminio 6060 bonificata TaA secondo la norma UNI 3569-66; con eventuale possibilità di differenziazione delle finiture interne ed esterne (bicolore), realizzate attraverso verniciatura, previo procedimento di cromatazione, con polveri termoindurenti poliesteri secondo i colori della tabella RAL (spessore minimo 50 micron). Il serramento nei suoi elementi resistenti è calcolato e dimensionato in funzione dei carichi prevedibili, statici e dinamici, in conformità alle disposizioni normative vigenti e a quelle di capitolato. I semiprofili interni ed esterni del telaio e dell'anta sono collegati da listelli continui di materiale sintetico (poliammide o politermide) di mm. 27,5 di profondità, a bassa conducibilità per l'interruzione del ponte termico, rinforzati con fibre longitudinali d'alluminio, tali da garantire una resistenza allo scorrimento tra le due parti superiore a 2,4 KN. L'assemblaggio dei profili è effettuato mediante apposite squadrette e cavallotti estrusi o pressofusi in alluminio, per la compatibilità dei materiali, fissati con spine d'acciaio o per deformazione sui profili (cianfrinatura), dotati di apposite canaline per la corretta distribuzione, nel punto di giunzione, di colla bicomponente che assicura la perfetta saldatura e tenuta degli angoli. Le caratteristiche prestazionali dei serramenti non sono inferiori ai seguenti valori: - permeabilità all'aria: classe A3; - permeabilità all'acqua: classe E4; - resistenza al vento: classe V3; - isolamento termico (norma DIN 4108): gruppo 2.1 (con 2< U < 2,8 W/mq ¦K); - isolamento acustico (norma DIN 4109): classe 2 (abbattimento di 34 RW -dB). DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo dei deterioramenti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Controllo] Controllo delle guarnizioni e sigillanti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Controllo] Controllo elementi guida/manovra RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Controllo] Controllo dei vetri RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 30 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo del telaio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Pulizia dei telai RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Detergenti [Intervento] Pulizia elementi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Detergenti [Intervento] Pulizia organi di manovra e guide RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Detergenti [Intervento] Regolazione degli organi di manovra RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Intervento] Regolazione maniglia RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Intervento] Regolazione telai fissi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Intervento] Sostituzione infisso RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Avvitatore - Trapano Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 31 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Le finestre in leghe leggere di alluminio dovranno essere in grado di resistere alle sollecitazioni (urti, vento, ecc.) in maniera tale da non compromettere la propria integrità, evitando pertanto il distacco di parti delle stesse e garantire la stabilità dell'insieme senza determinare sconnessioni tali da comprometterne anche la funzionalità. Quali livelli minimi prestazionali si individuano quelli indicati dalle norme UNI Isolamento acustico Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa, assicurando il benessere acustico. Livello minimo delle prestazioni La norma UNI 8204 "Serramenti esterni - Classificazione in base alle prestazioni acustiche" classifica i vari serramenti esterni e definisce i livelli di prestazione degli stessi. Le finestre in leghe leggere di alluminio devono fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, pertanto sia il materiale costituente che gli spessori, saranno funzione dell'ubicazione dell'immobile e della sua destinazione d'uso. Controllo del flusso luminoso Capacità di garantire la penetrazione di energia luminosa attraverso le superfici. Livello minimo delle prestazioni Quale livello minimo si indica quello indicato dalla normativa vigente, per la quale si ha che in nessun caso le superfici finestrate apribili di un locale possano essere inferiori ad 1/8 della superficie del pavimento del locale stesso. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni In caso di aggressione da parte di agenti chimici presenti nell'ambiente, le finestre in leghe leggere di alluminio quale livello minimo di funzionalità devono avere la capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche geometriche e chimico-fisiche in modo da non pregiudicarne l'utilizzo, la tenuta all'acqua e al vento, mentre quale livello minimo estetico occorre evitare la scoloritura ed il formarsi di macchie o chiazze. Dalle norme UNI : UNI EN 1303 "Accessori per serramenti - Cilindri per serrature - Requisiti e metodi di prova" nella quale sono individuati i requisiti di robustezza, sicurezza, durabilità, resistenza alla corrosione, dei cilindri e chiavi, UNI 7525 "Metodi di prova per serramenti esterni - Sequenza normale per l'esecuzione di prove funzionali" allo scopo di dare, per i serramenti esterni, una sequenza normalizzata sull'esecuzione delle prove, UNI 8369-1 "Chiusure verticali - Classificazione e terminologia", UNI 8369-3 "Pareti perimetrali verticali - Classificazione e terminologia dei serramenti esterni verticali", UNI 8369-5 "Chiusure verticali - Giunto tra pareti perimetrali verticali ed infissi esterni - Terminologia e simboli per le dimensioni", UNI 9171 "Serrature - Terminologia e simboli per le dimensioni", UNI 9172 "Serrature - Elenco dei requisiti e delle prove", UNI 9283 "Accessori per finestre e porte-finestre - Classificazione e terminologia", UNI 9570 "Serrature a cilindro - Caratteristiche, classificazione e prove". Resistenza al gelo Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo. Livello minimo delle prestazioni Le caratteristiche dei serramenti devono mantenersi inalterate a seguito sia della formazione di ghiaccio così come durante la fase di disgelo. I livelli minimi prestazionali sono funzione dell'ubicazione del manufatto e delle caratteristiche funzionali richieste alla finestra. Resistenza all'irraggiamento Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o chimiche-fisiche. Livello minimo delle prestazioni Le finestre in leghe leggere di alluminio non devono subire mutamenti di aspetto (geometria, finiture, coloritura ecc.) e delle proprie caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante. I livelli minimi prestazionali sono funzione dell'ubicazione del manufatto e delle caratteristiche funzionali richieste al serramento. Dalle norme UNI : UNI EN 1303 "Accessori per serramenti - Cilindri per serrature - Requisiti e metodi di prova" nella quale sono individuati i requisiti di robustezza, sicurezza, durabilità, resistenza alla corrosione, dei cilindri e chiavi, UNI 7525 "Metodi di prova per serramenti esterni - Sequenza normale per l'esecuzione di prove funzionali" allo scopo di dare, per i serramenti esterni, una sequenza normalizzata sull'esecuzione delle prove, UNI 8369-1 "Chiusure verticali - Classificazione e terminologia", UNI 8369-3 "Pareti Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 32 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE perimetrali verticali - Classificazione e terminologia dei serramenti esterni verticali", UNI 8369-5 "Chiusure verticali - Giunto tra pareti perimetrali verticali ed infissi esterni - Terminologia e simboli per le dimensioni", UNI 8975 "Serramenti esterni- Dimensioni di coordinazione", UNI 9122-1 "Guarnizioni per serramenti Classificazione e collaudo", UNI 9171 "Serrature - Terminologia e simboli per le dimensioni", UNI 9172 "Serrature - Elenco dei requisiti e delle prove", UNI 9283 "Accessori per finestre e porte-finestre Classificazione e terminologia", UNI 9570 "Serrature a cilindro - Caratteristiche, classificazione e prove". Isolamento termico Capacità di garantire adeguata resistenza al passaggio di caldo e freddo, dall'esterno all'interno e viceversa, assicurando il benessere termico. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto ad ogni finestra in lega leggera di alluminio per l'isolamento termico è collegato al contenimento delle dispersioni così come previsto dalle normative vigenti. Permeabilità all'aria Attitudine ad essere attraversato da fluidi gassosi con la finalità di consentire una corretta ventilazione dei locali interessati. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per le finestre in leghe leggere di alluminio sono ricavabili dalla norma UNI EN 12207 la quale classifica i risultati delle prove di permeabilità all'aria di campioni di finestre assemblate. Controllo della condensazione superficiale Capacità di non consentire, sulla superficie interna degli elementi, la creazione di condensa. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo, per il requisito del controllo della condensa superficiale, per le finestre in leghe leggere di alluminio è che queste devono essere conformate in modo da evitare fenomeni di condensa superficiale. Tenuta all'acqua Capacità di un elemento di impedire l'infiltrazione di acqua al proprio interno. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali sono ricavabili dalla norma UNI EN 12208 che indica un metodo di prova per determinare i limiti della impermeabilità all'acqua. Ventilazione Capacità di un elemento di garantire, naturalmente o meccanicamente, la possibilità di avere i necessari ricambi d'aria. Livello minimo delle prestazioni Quale limite minimo prestazionale per la ventilazione di un ambiente, si ricorda che l'ampiezza degli infissi e comunque la superficie finestrata apribile non dovrà essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento. Controllo della scabrosità Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate. Livello minimo delle prestazioni Per la scabrosità dei materiali e le tolleranze ammissibili per eventuali irregolarità si rimanda alla vigente normativa. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le finestre in leghe leggere di alluminio devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione dell'uso dei locali su cui insistono. Riparabilità Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale che i serramenti devono garantire è funzione del serramento stesso, della sua composizione e della sua accessibilità, dall'interno o dall'esterno, nel caso di interventi di manutenzione. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale che i serramenti devono garantire è funzione del serramento stesso, della sua composizione e della sua accessibilità, dall'interno o dall'esterno, nel caso di interventi di manutenzione. Resistenza al fuoco Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni tali da modificare il livello prestazionale. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 33 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE In funzione delle caratteristiche e destinazione del fabbricato e dell'ambiente ove le finestre in leghe leggere di alluminio verranno poste, la normativa vigente in materia antincendio detta le condizioni che devono essere rispettate. Resistenza alle intrusioni Attitudine ad impedire, con appositi accorgimenti, l'ingresso ad animali nocivi o persone indesiderate. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali richiesti agli accorgimenti da prendere, devono essere in relazione al grado di impedimento all'ingresso da parte di animali o persone indesiderate voluto. ANOMALIE RISCONTRABILI Condensa Valutazione: anomalia grave Sulle superfici interne dell'elemento si può avere la formazione di condensa. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Distacchi e scollamenti Valutazione: anomalia grave Distacchi e/o scollamenti di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne. Perdita di funzionalità Valutazione: anomalia grave Perdita di funzionalità connessa alla mancanza di regolazione e/o manutenzione periodica dei supporti e degli organi di manovra. Opacizzazioni Valutazione: anomalia grave Formazione di macchie ed aloni nell'elemento del telaio con conseguente perdita di lucentezza e maggiore fragilità. Degradi Valutazione: anomalia grave Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.). Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI - Controllo dei vetri INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo dei deterioramenti - Controllo delle guarnizioni e sigillanti - Controllo elementi guida/manovra - Controllo del telaio - Controllo dei danni dopo evento imprevedibile INTERVENTI - Pulizia dei telai - Pulizia elementi Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 34 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Pulizia organi di manovra e guide - Regolazione degli organi di manovra - Regolazione maniglia - Regolazione telai fissi - Sostituzione infisso 2.6. INFISSO ESTERNO PORTA SEZIONALE Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA Unità tecnologica: CHIUSURA VERTICALE - INFISSO ESTERNO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE PORTA SEZIONALE L =mm 2750 x 3000, comprendente: elementi del portone in lamiera d'acciaio zincato a caldo a doppia parete isolata di spessore 42 mm, con protezione salvavita, goffrato con verniciatura a base di poliestere bianco RAL 9002 esterno-interni; elementi schiumati con poliuretano (100% esente da CFC, schiuma classe B2 autoestinguente); densità della schiuma pari a 48 kg/mc; altezza variabile 750 mm, oppure 625 mm, con grecatura orizzontale in moduli con passo di 125mm; scorrimento del portone totalmente verticale; coefficiente di trasmissione termica pannello K=1,0 W/mqK; coefficiente di trasmissione termica portone installato K=1,64 W/mqK; contrtelaio profilato su due lati in lamiera d'acciaio zincata a caldo con guide di scorrimento verticale, con protezione verticale contro gli infortuni; chiusura dall'interno tramite chiavistello ruotante a scatto automatico; gruppo di molle a torsione collaudate per 2000 cicli standard, trattate con micropallinatura verniciate colore alluminio, poste nella parte anteriore del portone ad un'altezza di circa 800 mm sopra l'architrave; dispositivi di sicurezza rottura molle; dispositivi di sicurezza rottura cavi; supporti laterali a cerniera con ruote di scorrimento regolabili in nylon rinforzati su cuscinetti a sfera; guarnizioni in EPDM, guarnizione a suolo a doppia camera e con doppio labbro a deformazione progressiva, tenuta laterali su listelli di contatto e guarnizione a labbro di tenuta superiore; oblò in pressofuzione di zinco tipo A; paranco per manovra manuale; allaccio impiantistico dalla pedana al quadro d'utenza. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo dei deterioramenti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Controllo] Controllo delle guarnizioni e sigillanti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Controllo] Controllo elementi guida/manovra RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Controllo] Controllo dei vetri RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo del telaio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 35 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Pulizia dei telai RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Detergenti [Intervento] Pulizia elementi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Detergenti [Intervento] Pulizia organi di manovra e guide RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Detergenti [Intervento] Regolazione degli organi di manovra RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Intervento] Regolazione maniglia RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Intervento] Regolazione telai fissi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Intervento] Sostituzione infisso RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Avvitatore - Trapano LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Le finestre in leghe leggere di alluminio dovranno essere in grado di resistere alle sollecitazioni (urti, vento, ecc.) in maniera tale da non compromettere la propria integrità, evitando pertanto il distacco di parti delle stesse Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 36 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE e garantire la stabilità dell'insieme senza determinare sconnessioni tali da comprometterne anche la funzionalità. Quali livelli minimi prestazionali si individuano quelli indicati dalle norme UNI. Isolamento acustico Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa, assicurando il benessere acustico. Livello minimo delle prestazioni La norma UNI 8204 "Serramenti esterni - Classificazione in base alle prestazioni acustiche" classifica i vari serramenti esterni e definisce i livelli di prestazione degli stessi. Le finestre in leghe leggere di alluminio devono fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, pertanto sia il materiale costituente che gli spessori, saranno funzione dell'ubicazione dell'immobile e della sua destinazione d'uso. Controllo del flusso luminoso Capacità di garantire la penetrazione di energia luminosa attraverso le superfici. Livello minimo delle prestazioni Quale livello minimo si indica quello indicato dalla normativa vigente, per la quale si ha che in nessun caso le superfici finestrate apribili di un locale possano essere inferiori ad 1/8 della superficie del pavimento del locale stesso. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni In caso di aggressione da parte di agenti chimici presenti nell'ambiente, le finestre in leghe leggere di alluminio quale livello minimo di funzionalità devono avere la capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche geometriche e chimico-fisiche in modo da non pregiudicarne l'utilizzo, la tenuta all'acqua e al vento, mentre quale livello minimo estetico occorre evitare la scoloritura ed il formarsi di macchie o chiazze. Resistenza al gelo Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo. Livello minimo delle prestazioni Le caratteristiche dei serramenti devono mantenersi inalterate a seguito sia della formazione di ghiaccio così come durante la fase di disgelo. I livelli minimi prestazionali sono funzione dell'ubicazione del manufatto e delle caratteristiche funzionali richieste alla finestra. Resistenza all'irraggiamento Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o chimiche-fisiche. Livello minimo delle prestazioni Le finestre in leghe leggere di alluminio non devono subire mutamenti di aspetto (geometria, finiture, coloritura ecc.) e delle proprie caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante. I livelli minimi prestazionali sono funzione dell'ubicazione del manufatto e delle caratteristiche funzionali richieste al serramento. Isolamento termico Capacità di garantire adeguata resistenza al passaggio di caldo e freddo, dall'esterno all'interno e viceversa, assicurando il benessere termico. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto ad ogni finestra in lega leggera di alluminio per l'isolamento termico è collegato al contenimento delle dispersioni così come previsto dalle normative vigenti. Permeabilità all'aria Attitudine ad essere attraversato da fluidi gassosi con la finalità di consentire una corretta ventilazione dei locali interessati. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per le finestre in leghe leggere di alluminio sono ricavabili dalla norma UNI EN 12207 la quale classifica i risultati delle prove di permeabilità all'aria di campioni di finestre assemblate. Controllo della condensazione superficiale Capacità di non consentire, sulla superficie interna degli elementi, la creazione di condensa. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo, per il requisito del controllo della condensa superficiale, per le finestre in leghe leggere di alluminio è che queste devono essere conformate in modo da evitare fenomeni di condensa superficiale. Tenuta all'acqua Capacità di un elemento di impedire l'infiltrazione di acqua al proprio interno. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 37 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE I livelli minimi prestazionali sono ricavabili dalla norma UNI EN 12208 che indica un metodo di prova per determinare i limiti della impermeabilità all'acqua. Ventilazione Capacità di un elemento di garantire, naturalmente o meccanicamente, la possibilità di avere i necessari ricambi d'aria. Livello minimo delle prestazioni Quale limite minimo prestazionale per la ventilazione di un ambiente, si ricorda che l'ampiezza degli infissi e comunque la superficie finestrata apribile non dovrà essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento. Controllo della scabrosità Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate. Livello minimo delle prestazioni Per la scabrosità dei materiali e le tolleranze ammissibili per eventuali irregolarità si rimanda alla vigente normativa con particolare riferimento alle norme UNI. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le finestre in leghe leggere di alluminio devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione dell'uso dei locali su cui insistono. Riparabilità Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale che i serramenti devono garantire è funzione del serramento stesso, della sua composizione e della sua accessibilità, dall'interno o dall'esterno, nel caso di interventi di manutenzione. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale che i serramenti devono garantire è funzione del serramento stesso, della sua composizione e della sua accessibilità, dall'interno o dall'esterno, nel caso di interventi di manutenzione. Dalle norme UNI : UNI EN 1303 "Accessori per serramenti - Cilindri per serrature - Requisiti e metodi di prova" nella quale sono individuati i requisiti di robustezza, sicurezza, durabilità, resistenza alla corrosione, dei cilindri e chiavi, UNI 7525 "Metodi di prova per serramenti esterni - Sequenza normale per l'esecuzione di prove funzionali" allo scopo di dare, per i serramenti esterni, una sequenza normalizzata sull'esecuzione delle prove, UNI 8369-1 "Chiusure verticali - Classificazione e terminologia", UNI 8369-3 "Pareti perimetrali verticali Classificazione e terminologia dei serramenti esterni verticali", UNI 8369-5 "Chiusure verticali - Giunto tra pareti perimetrali verticali ed infissi esterni - Terminologia e simboli per le dimensioni", UNI 8975 "Serramenti esterniDimensioni di coordinazione", UNI 9122-1 "Guarnizioni per serramenti - Classificazione e collaudo", UNI 9171 "Serrature - Terminologia e simboli per le dimensioni", UNI 9172 "Serrature - Elenco dei requisiti e delle prove", UNI 9283 "Accessori per finestre e porte-finestre - Classificazione e terminologia", UNI 9570 "Serrature a cilindro - Caratteristiche, classificazione e prove". Resistenza al fuoco Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni tali da modificare il livello prestazionale. Livello minimo delle prestazioni In funzione delle caratteristiche e destinazione del fabbricato e dell'ambiente ove le finestre in leghe leggere di alluminio verranno poste, la normativa vigente in materia antincendio detta le condizioni che devono essere rispettate. Resistenza alle intrusioni Attitudine ad impedire, con appositi accorgimenti, l'ingresso ad animali nocivi o persone indesiderate. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali richiesti agli accorgimenti da prendere, devono essere in relazione al grado di impedimento all'ingresso da parte di animali o persone indesiderate voluto. ANOMALIE RISCONTRABILI Condensa Valutazione: anomalia grave Sulle superfici interne dell'elemento si può avere la formazione di condensa. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 38 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Distacchi e scollamenti Valutazione: anomalia grave Distacchi e/o scollamenti di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne. Perdita di funzionalità Valutazione: anomalia grave Perdita di funzionalità connessa alla mancanza di regolazione e/o manutenzione periodica dei supporti e degli organi di manovra. Opacizzazioni Valutazione: anomalia grave Formazione di macchie ed aloni nell'elemento del telaio con conseguente perdita di lucentezza e maggiore fragilità. Degradi Valutazione: anomalia grave Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.). Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI - Controllo dei vetri INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo dei deterioramenti - Controllo delle guarnizioni e sigillanti - Controllo elementi guida/manovra - Controllo del telaio - Controllo dei danni dopo evento imprevedibile INTERVENTI - Pulizia dei telai - Pulizia elementi - Pulizia organi di manovra e guide - Regolazione degli organi di manovra - Regolazione maniglia - Regolazione telai fissi - Sostituzione infisso 2.7. STRATO DI COPERTURA MAGAZZINI Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA Unità tecnologica: CHIUSURA SUPERIORE (COPERTURA) - MAGAZZINI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE II manto di copertura magazzini al di sopra del solaio prefabbricato è composto (dall'eterno verso l'interno) da una lastra in fibrocemento compressa di colore naturale dallo spessore di 5 mm, un strto in lana di roccia dello spessore 4 cm e listelli per l'appoggio al solaio sottostante. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 39 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo elementi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo danni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Pulizia RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Rinnovo elementi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Seghetto alternativo - Avvitatore LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Isolamento termico Capacità di garantire adeguata resistenza al passaggio di caldo e freddo, dall'esterno all'interno e viceversa, assicurando il benessere termico. Livello minimo delle prestazioni I limiti prestazionali, intesi come carichi applicati o deformazioni ammissibili, sono ricavabili o dalle indicazioni di progetto o dalle normative vigenti. Per i pannelli sandwich i limiti prestazionali sono diversi a seconda del materiale e degli spessori impiegati. Resistenza al gelo Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i manti sandwich si possono ricavare dalle norme UNI ed in particolare dalle norme : UNI 8090 - "Coperture - Terminologia", UNI 8089 - "Coperture - Terminologia funzionale", UNI 8091 "Coperture - Terminologia geometrica", UNI 8178 - "Coperture - Analisi degli elementi e strati funzionali", UNI 8626 - "Prodotti per coperture discontinue - Caratteristiche, piani di campionamento e limiti di accettazione",UNI 8627 - "Sistemi di copertura - Definizione e classificazione degli schemi funzionali, soluzioni conformi e soluzioni tecnologiche", che riportano le definizioni generali e i metodi di prova e di controllo. Dopo aver stabilito le prescrizioni comuni a tutti i metodi di prova si conduce una serie di esami su un campione : - verifiche della resistenza dell'elemento dopo che è stato sottoposto a cicli alterni di gelo e di disgelo (UNI 8634 Strutture di leghe di alluminio - Istruzioni per il calcolo e l'esecuzione); - UNI 8635-11 Prove di prodotti per coperture discontinue. Determinazione della gelività con cicli alterni; - UNI 8635-12 Prove di prodotti per coperture discontinue. Determinazione della gelività con porosimetro; Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 40 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE I livelli minimi prestazionali per i manti sandwich si possono ricavare dalle norme UNI ed in particolare dalle norme : UNI 8090 - "Coperture - Terminologia", UNI 8089 - "Coperture - Terminologia funzionale", UNI 8091 "Coperture - Terminologia geometrica", UNI 8178 - "Coperture - Analisi degli elementi e strati funzionali", UNI 8626 - "Prodotti per coperture discontinue - Caratteristiche, piani di campionamento e limiti di accettazione",UNI 8627 - "Sistemi di copertura - Definizione e classificazione degli schemi funzionali, soluzioni conformi e soluzioni tecnologiche", UNI 10372 "Coperture discontinue - Istruzioni per la progettazione e l'esecuzione con elementi metallici in lastre", che riportano le definizioni generali e i metodi di prova e di controllo. Dopo aver stabilito le prescrizioni comuni a tutti i metodi di prova si conduce una serie di esami su un campione : - verifiche della resistenza, di stabilità e a fatica dell'elemento (UNI 8634 Strutture di leghe di alluminio Istruzioni per il calcolo e l'esecuzione); - UNI 8635-13. Prove di prodotti per coperture discontinue. Determinazione del carico di rottura a flessione; UNI 8635-1 Prove dei prodotti per coperture discontinue. Determinazione della resistenza meccanica del dispositivo di ancoraggio; - UNI EN 502. Elementi per coperture di lamiera metallica - Specifica per elementi per coperture di lamiera di acciaio inossidabile non autoportante; - UNI EN 50 Elementi per coperture di lamiera metallica - Specifica per elementi per coperture di lamiera di acciaio non autoportante. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i manti sandwich si possono ricavare dalle norme UNI ed in particolare dalle norme : UNI 8090 - "Coperture - Terminologia", UNI 8089 - "Coperture - Terminologia funzionale", UNI 8091 "Coperture - Terminologia geometrica", UNI 8178 - "Coperture - Analisi degli elementi e strati funzionali", UNI 8626 - "Prodotti per coperture discontinue - Caratteristiche, piani di campionamento e limiti di accettazione",UNI 8627 - "Sistemi di copertura - Definizione e classificazione degli schemi funzionali, soluzioni conformi e soluzioni tecnologiche", che riportano le definizioni generali e i metodi di prova e di controllo. Dopo aver stabilito le prescrizioni comuni a tutti i metodi di prova si conduce una serie di esami su un campione : - descrizione delle caratteristiche e metodi di prova (UNI 8754 - Verniciature, pitturazioni,... - Caratteristiche e metodi di prova); - prova di resistenza dei prodotti vernicianti anticorrosione dell'elemento posto in camera umidostatica al 100% di umidità relativa (UNI 8744 - Prodotti vernicianti - prove di resistenza anticorrosione in camera umidostatica al 100% di umidità relativa); - prova di determinazione della resistenza di un provino immerso in atmosfera umida contenente anidride solforosa (UNI 8903 - Prodotti vernicianti - Determinazione della resistenza alla atmosfera umida contenente anidride solforosa); - prova di resistenza dei materiali metallici con o senza protezione di un campione immerso in nebbia salina (neutra o salina-acetica o cupro-salinaacetica) (UNI ISO 9227 - Prove di corrosione in atmosfere artificiali - Prove in nebbia salina). Resistenza all'irraggiamento Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o chimiche-fisiche. Livello minimo delle prestazioni I manti sandwich non devono subire mutamenti di aspetto (geometria, finiture, ecc.) e delle proprie caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante. I limiti prestazionali sono ricavabili o dalle indicazioni di progetto o dalle normative vigenti, ed in particolare dalle norme UNI : UNI 8090 "Coperture - Terminologia", UNI 8089 - "Coperture - Terminologia funzionale", UNI 8091 - "Coperture Terminologia geometrica", UNI 8178 - "Coperture - Analisi degli elementi e strati funzionali", UNI 8626 "Prodotti per coperture discontinue - Caratteristiche, piani di campionamento e limiti di accettazione",UNI 8627 "Sistemi di copertura - Definizione e classificazione degli schemi funzionali, soluzioni conformi e soluzioni tecnologiche", che riportano le definizioni generali e i metodi di prova e di controllo.Per valutare la resistenza alla luce di strati ossido anodico colorati per verniciature su alluminio e leghe di alluminio si fa riferimento alla norma UNI 4529 "Metodo di controllo accelerato della resistenza alla luce degli strati di ossido anodico colorati e film di vernici utilizzando luce artificiale". Impermeabilità ai liquidi Attitudine di un elemento a non essere attraversato da liquidi. Livello minimo delle prestazioni I manti sandwich devono assicurare una impermeabilità all'acqua in maniera tale da impedire qualsiasi infiltrazione d'acqua meteorica al loro interno e negli elementi/locali sottostanti. I limiti prestazionali sono ricavabili o dalle indicazioni di progetto o dalle normative vigenti, ed in particolare dalle norme UNI : UNI 8090 "Coperture - Terminologia", UNI 8089 - "Coperture - Terminologia funzionale", UNI 8091 - "Coperture Terminologia geometrica", UNI 8178 - "Coperture - Analisi degli elementi e strati funzionali", UNI 8626 "Prodotti per coperture discontinue - Caratteristiche, piani di campionamento e limiti di accettazione",UNI 8627 "Sistemi di copertura - Definizione e classificazione degli schemi funzionali, soluzioni conformi e soluzioni tecnologiche", che riportano le definizioni generali e i metodi di prova e di controllo. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 41 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i manti sandwich si possono ricavare dalle norme UNI ed in particolare dalle norme : UNI 8090 - "Coperture - Terminologia", UNI 8089 - "Coperture - Terminologia funzionale", UNI 8091 "Coperture - Terminologia geometrica", UNI 8178 - "Coperture - Analisi degli elementi e strati funzionali", UNI 8626 - "Prodotti per coperture discontinue - Caratteristiche, piani di campionamento e limiti di accettazione",UNI 8627 - "Sistemi di copertura - Definizione e classificazione degli schemi funzionali, soluzioni conformi e soluzioni tecnologiche", UNI 10372 "Coperture discontinue - Istruzioni per la progettazione e l'esecuzione con elementi metallici in lastre", che riportano le definizioni generali e i metodi di prova e di controllo. Manutenibilità Attitudine a garantire per un elemento un'attività di manutenzione conforme a condizioni stabilite anche dopo trascorso del tempo dall'effettuazione dell'intervento. Livello minimo delle prestazioni Per la determinazione dei livelli minimi prestazionali richiesti ai manti al fine di mantenere conformi, a condizioni prestabilite entro un dato periodo di tempo in cui è compiuta l'azione di manutenzione, le proprie caratteristiche chimico-fisiche, occorre fare riferimento alle norme vigenti tra cui le norme UNI relative alle prove sui materiali e sugli elementi. Tra le varie norme si cita la UNI 10372 "Coperture discontinue - Istruzioni per la progettazione e l'esecuzione con elementi metallici in lastre". ANOMALIE RISCONTRABILI Corrosioni Valutazione: anomalia grave Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente riduzione delle sezioni resistenti. Distacco dagli elementi di copertura Valutazione: anomalia grave Distacco e/o spostamento degli elementi del manto di copertura dovuto ad eventi particolari, con il rischio di avere infiltrazioni di acqua negli strati/locali sottostanti all'elemento stesso. Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Errori di montaggio Valutazione: anomalia grave Errori nella posa, nei collegamenti con l'elemento di supporto e nei raccordi dei vari elementi tra di loro e con altri elementi funzionali (canali di gronda, sfiati, ecc.), tali da causare il distacco dei componenti del manto, lo spostamento o la perdita di funzionalità nel sistema di protezione dagli agenti atmosferici. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, distacchi di materiale. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo delle superfici Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 42 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Controllo elementi - Controllo danni INTERVENTI - Pulizia - Rinnovo elementi 2.8. CANALI DI GRONDA, PLUVIALI E SCOSSALINE Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA Unità tecnologica: CHIUSURA SUPERIORE (COPERTURA) - MAGAZZINI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I canali di gronda ed i pluviali costituiscono il sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche, mediante l'intercettazione delle acque sulle coperture ed il loro smaltimento a valle del manufatto, pertanto saranno di dimensioni tali da poter soddisfare entrambe le necessità. I canali di gronda sono gli elementi di raccolta che dalla superficie della copertura vanno verso il perimetro, convogliandosi in apposite canalizzazioni : i canali di gronda avranno andamento orizzontale o sub-orizzontale. I pluviali sono gli elementi di smaltimento e hanno la funzione di convogliare ai sistemi di smaltimento al suolo le acque meteoriche raccolte nei canali di gronda. Per i collegamenti degli elementi tra di loro e con la struttura portante si utilizzano elementi appositi : bocchettoni, converse, collari, collettori, fondelli, volute, staffe di ancoraggio, ecc. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo degli intasamenti zone di raccolta acque RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dei collegamenti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo delle pendenze RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Pulizia canali di gronda e bocchettoni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Rinnovo elementi di fissaggio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Rinnovo canali di gronda e pluviali RISORSE D'USO Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 43 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I canali di gronda ed i pluviali devono essere idonei a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi sotto l'azione di sollecitazioni meccaniche (urti, vento, ecc). Il limite prestazionale è dettato dalla loro capacità di resistere, e quindi continuare a smaltire l'acqua meteorica dalla copertura, pertanto dovranno garantire le condizioni di portata, previste dal progetto, per tutto il loro ciclo di vita. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali sono connessi al mantenimento della funzionalità richiesta al sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche, pertanto la resistenza sotto l'azione di agenti aggressivi varierà, in termini di spessore e caratteristiche chimico-fisiche, dal singolo materiale utilizzato. Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi), modifiche prestazionali. Livello minimo delle prestazioni Per la determinazione dei livelli minimi prestazionali si rimanda alle norme UNI relative, dato che si hanno prestazioni differenti per ogni materiale impiegabile. Resistenza al gelo Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i canali di gronda ed i pluviali, suddivisi per i vari tipi di materiali che possono essere impiegati, si possono ricavare dalle norme UNI. Resistenza all'irraggiamento Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o chimiche-fisiche. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali, relativamente alla possibilità o meno di subire mutamenti di aspetto (geometria, finiture, ecc.) e delle proprie caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante, sono funzione dell'ubicazione del manufatto e delle caratteristiche funzionali richieste. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni I canali di gronda ed i pluviali, così come tutti gli elementi di collegamento e sostegno, devono garantire un livello di pulizia accettabile. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto ai canali e pluviali elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo a elementi di comune diffusione, con dimensioni e caratteristiche riportate nella normativa vigente e nelle norme UNI. Esecuzione accurata dei collegamenti Gli elementi devono essere ben ancorati onde evitare cadute o distaccamenti pericolosi per l'utenza. Livello minimo delle prestazioni ANOMALIE RISCONTRABILI Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 44 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Errori di montaggio Valutazione: anomalia grave Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, pieghe, ecc. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, distacchi di materiale. Accumuli d'acqua Valutazione: anomalia lieve Formazione di accumuli d'acqua per cause connesse ad avvallamenti superficiali e/o ad un errore di formazione delle pendenze. Crescita di vegetazione Valutazione: anomalia lieve Crescita di vegetazione (erba, licheni, muschi, ecc.) sulla superficie dell'elemento o su parte di essa. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo delle superfici - Controllo degli intasamenti zone di raccolta acque - Controllo dei collegamenti - Controllo delle pendenze INTERVENTI - Pulizia canali di gronda e bocchettoni - Rinnovo elementi di fissaggio - Rinnovo canali di gronda e pluviali 2.9. STRATO DI COPERTURA PALAZZINA DIREZIONALE Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA Unità tecnologica: CHIUSURA SUPERIORE (COPERTURA) - PALAZZINA DIREZIONALE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE II manto di copertura della palazzina direzionale al di sopra del solaio prefabbricato è composto (dall'eterno verso l'interno) da una strato di ghiaia dello spessore di 6/8 cm, uno strato protettivo di geotessuto, uno strato di coibentazione termica in polistirene estruso monostrato dello spessore di 8 cm, uno stratro di impermeabilizzazione con doppia guaina bitumosa armata in TNT di poliestere stabilizzante su primer, un massetto cementizio allegerito con argilla espansa di livellamento e ripartizione dello spessore dio 6/16 cm e uno strto di separazione dal solaio prefabbricato in polietilene (LPDE). DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 45 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo elementi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo danni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Pulizia RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Rinnovo elementi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Seghetto alternativo - Avvitatore LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Isolamento termico Capacità di garantire adeguata resistenza al passaggio di caldo e freddo, dall'esterno all'interno e viceversa, assicurando il benessere termico. Livello minimo delle prestazioni I limiti prestazionali, intesi come carichi applicati o deformazioni ammissibili, sono ricavabili o dalle indicazioni di progetto o dalle normative vigenti. Per i pannelli sandwich i limiti prestazionali sono diversi a seconda del materiale e degli spessori impiegati. Resistenza al gelo Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i manti sandwich si possono ricavare dalle norme UNI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i manti sandwich si possono ricavare dalle norme UNI Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i manti sandwich si possono ricavare dalle norme UNI Resistenza all'irraggiamento Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o chimiche-fisiche. Livello minimo delle prestazioni I manti sandwich non devono subire mutamenti di aspetto (geometria, finiture, ecc.) e delle proprie caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante. I limiti prestazionali sono ricavabili o dalle indicazioni di progetto o dalle normative vigenti, ed in particolare dalle norme UNI. Impermeabilità ai liquidi Attitudine di un elemento a non essere attraversato da liquidi. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 46 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Livello minimo delle prestazioni I manti sandwich devono assicurare una impermeabilità all'acqua in maniera tale da impedire qualsiasi infiltrazione d'acqua meteorica al loro interno e negli elementi/locali sottostanti. I limiti prestazionali sono ricavabili o dalle indicazioni di progetto o dalle normative vigenti, ed in particolare dalle norme UNI. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i manti sandwich si possono ricavare dalle norme UNI ed in particolare dalle norme : UNI 8090 - "Coperture - Terminologia", UNI 8089 - "Coperture - Terminologia funzionale", UNI 8091 "Coperture - Terminologia geometrica", UNI 8178 - "Coperture - Analisi degli elementi e strati funzionali", UNI 8626 - "Prodotti per coperture discontinue - Caratteristiche, piani di campionamento e limiti di accettazione",UNI 8627 - "Sistemi di copertura - Definizione e classificazione degli schemi funzionali, soluzioni conformi e soluzioni tecnologiche", UNI 10372 "Coperture discontinue - Istruzioni per la progettazione e l'esecuzione con elementi metallici in lastre", che riportano le definizioni generali e i metodi di prova e di controllo. Manutenibilità Attitudine a garantire per un elemento un'attività di manutenzione conforme a condizioni stabilite anche dopo trascorso del tempo dall'effettuazione dell'intervento. Livello minimo delle prestazioni Per la determinazione dei livelli minimi prestazionali richiesti ai manti al fine di mantenere conformi, a condizioni prestabilite entro un dato periodo di tempo in cui è compiuta l'azione di manutenzione, le proprie caratteristiche chimico-fisiche, occorre fare riferimento alle norme vigenti tra cui le norme UNI relative alle prove sui materiali e sugli elementi. ANOMALIE RISCONTRABILI Corrosioni Valutazione: anomalia grave Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente riduzione delle sezioni resistenti. Distacco dagli elementi di copertura Valutazione: anomalia grave Distacco e/o spostamento degli elementi del manto di copertura dovuto ad eventi particolari, con il rischio di avere infiltrazioni di acqua negli strati/locali sottostanti all'elemento stesso. Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Errori di montaggio Valutazione: anomalia grave Errori nella posa, nei collegamenti con l'elemento di supporto e nei raccordi dei vari elementi tra di loro e con altri elementi funzionali (canali di gronda, sfiati, ecc.), tali da causare il distacco dei componenti del manto, lo spostamento o la perdita di funzionalità nel sistema di protezione dagli agenti atmosferici. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, distacchi di materiale. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 47 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo delle superfici - Controllo elementi - Controllo danni INTERVENTI - Pulizia - Rinnovo elementi 2.10. SOLAIO PIANO PREFABBRICATO COPERTURA Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA Unità tecnologica: CHIUSURA SUPERIORE (COPERTURA) - PALAZZINA DIREZIONALE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE SOLAIO PIANO in pannelli alveolari precompressi costituiti da doppio strato di cls armato e da setti verticali. Spessore delle lastre cm 4 Finitura dell'intradosso liscio fondo cassero con profili a spigolo vivo e fughe a vista esclusa la eventuale cappa collaboratne in calcestruzzo. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo dell'aspetto della superficie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Monitoraggio delle lesioni RISORSE D'USO - Fessurimetro/Distanziometro/Strain gages - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo freccia massima RISORSE D'USO - Flessimetro - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Sostituzione del solaio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Vibratore - Betoniera [Intervento] Pulizia della superficie RISORSE D'USO - Sabbiatrice/Idrosabbiatrice/Spazzola meccanica - Solventi - Dispositivi di protezione individuale Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 48 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Applicazione di trattamenti consolidanti RISORSE D'USO - Resine siliconiche - Prodotti a base di silicati - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Applicazione di trattamenti protettivi RISORSE D'USO - Resine epossidiche (protettive) - Soluzioni di resine siliconiche (idrorepellenti) - Prodotti di finitura - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Ripristino parti mancanti RISORSE D'USO - Malta reoplastica a ritiro compensato - Prodotti di finitura - Inibitore di corrosione migrante per ferri d'armatura - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Risanamento delle armature RISORSE D'USO - Resine epossidiche in soluzione acquosa - Malta modificata con inibitori di corrosione - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Rinforzo del solaio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Lamine in fibra di carbonio/Lastre in acciaio - Adesivo epossidico/resina epossidica [Intervento] Ripresa delle lesioni RISORSE D'USO - Malta cementizia specifica - Macchine a spruzzo per applicazione - Prodotti di finitura - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Sigillatura delle lesioni passanti RISORSE D'USO - Tubetti di iniezione e sfiato - Resina epossidica a consistenza di stucco - Resina epossidica fluida - Pompa pneumatica a bassa pressione Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 49 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Realizzazione di barriera al vapore RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Fogli di barriera al vapore [Intervento] Realizzazione di protezione termica RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Fogli di isolante termico LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere ai carichi e sovraccarichi, in tutte le condizioni di esercizio, nonchè ai fenomeni dinamici, nel rispetto del coefficiente di sicurezza, senza deformazioni o cedimenti inammissibili. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi di prestazione di un solaio possono riguardare il sovraccarico ammissibile in funzione della destinazione d'uso dell'ambiente sovrastante, oppure la luce limite di esercizio. In ogni caso si deve fare riferimento alle leggi e alle normative vigenti in materia di progettazione, esecuzione e collaudo delle strutture, per il tipo di struttura ed i materiali utilizzati Isolamento termico Attitudine ad assicurare una limitazione della dispersione del calore da locali riscaldati a locali con diverse temperature (vani scali, cantine..) Isolamento acustico Attitudine a fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, sia di tipo aereo che di tipo impattivo, per assicurare un adeguato benessere uditivo all'interno degli ambienti. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto ad un solaio dipende dal tipo di attività prevista nel locale da esso delimitato e dalla destinazione d'uso dei locali confinanti. Mediante prove di laboratorio si può assegnare ad ogni tipo di solaio finito (struttura, pavimentazione, eventuali strati funzionali) il requisito di isolamento acustico dai rumori aerei, attraverso l'indice del potere fonoisolante R, e di isolamento dai rumori impattivi, attraverso l'indice di attenuazione del livello del rumore di calpestio normalizzato Lnw. Per frequenze medie di 500 Hz il valore di R deve essere compreso tra i 40 e i 50 dB, mentre il valore di Lnw deve essere compreso tra i 60 e i 70 dB. Resistenza al fuoco Capacità degli elementi di resistere al fuoco per un tempo determinato senza subire deformazioni incompatibili con la loro funzione strutturale e di compartimentazione, in modo da garantire l'incolumità degli occupanti. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi di resistenza al fuoco richiesti ad ogni elemento costruttivo variano in funzione del tipo di edificio, come specificato nella tabella riportata nel D.M 30.11983: - Supermercati, magazzini, Edifici industriali con prodotti infiammabili Classe REI 120 Ogni solaio può garantire una determinata resistenza al fuoco in funzione del suo spessore (vedi tabella relativa nella norma). I solai di aree a rischio come autorimesse, depositi di materiali combustibili, centrali termiche devono inoltre rispettare le normative in vigore per tali attività. In ogni caso la resistenza al fuoco delle strutture in c.a. può essere valutata con la C.M. 11961 n.91, che indica i metodi di prova sperimentali e gli spessori dei materiali protettivi idonei a garantire le varie resistenze R, oppure tramite un metodo analitico di calcolo riportato nella norma UNI 9502. Assenza dell'emissione di sostanze nocive Attitudine a non emettere gas, vapori, polveri, particelle o radiazioni dannose per gli utenti, sia in condizioni normali d'esercizio, sia in condizioni critiche. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 50 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Per la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia; in particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le polveri: Eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³ Eventuale presenza di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³ Eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³ Per i livelli minimi prestazionali dei materiali da costruzione si fa riferimento alle norme UNI ENV 13419-1 "Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti organici volatili - Metodo in camera di prova di emissione" ANOMALIE RISCONTRABILI Chiazze di umidità Valutazione: anomalia grave Presenza di chiazze o zone di umidità, generalmente in aree dell'elemento in prossimità del terreno e/o delle opere fondazionali. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche degli elementi strutturali, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.), accompagnate spesso dalla perdita delle caratteristiche di resistenza e stabilità degli elementi stessi. Depositi nei giunti Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Disgregazioni Valutazione: anomalia grave Disgregazioni delle superfici dell'elemento, con effetti di sgretolamenti e lacerazioni. Distacco Valutazione: anomalia grave Decoesione e conseguente caduta di parti di materiale. Erosione Valutazione: anomalia lieve Degrado della superficie dovuto all'azione erosiva di agenti di natura chimica o biologica. Mancanza di copriferro Valutazione: anomalia grave Mancanza di calcestruzzo in corrispondenza dell'armatura con conseguente esposizione dei ferri a fenomeni di corrosione. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Aperture o lesioni che possono essere ortogonali o parallele all'armatura e possono interessare una parte o l'intero spessore dell'elemento. Macchie e imbrattamenti Valutazione: anomalia lieve Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray, ecc.) e/o murales o graffiti. Muffe biologiche Valutazione: anomalia lieve Deposito sottile costituito prevalentemente da microrganismi, che creano una patina di colore variabile aderente alla superficie. Variazione di volume Valutazione: anomalia grave Aumento di volume dell'elemento e conseguente disgregazione, dovute all'attacco solfatico in ambiente marino oppure a cicli di gelo-disgelo. Scheggiature Valutazione: anomalia lieve Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e gli spigoli. Sgretolamento Valutazione: anomalia grave Presenza di parti di calcestruzzo friabili e incoerenti. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 51 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI - Controllo dell'aspetto della superficie - Controllo dei danni dopo evento imprevedibile INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Monitoraggio delle lesioni - Controllo freccia massima INTERVENTI - Sostituzione del solaio - Pulizia della superficie - Applicazione di trattamenti consolidanti - Applicazione di trattamenti protettivi - Ripristino parti mancanti - Risanamento delle armature - Rinforzo del solaio - Ripresa delle lesioni - Sigillatura delle lesioni passanti - Realizzazione di barriera al vapore - Realizzazione di protezione termica 2.11. CANALI DI GRONDA, PLUVIALI E SCOSSALINE Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA Unità tecnologica: CHIUSURA SUPERIORE (COPERTURA) - PALAZZINA DIREZIONALE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I canali di gronda ed i pluviali costituiscono il sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche, mediante l'intercettazione delle acque sulle coperture ed il loro smaltimento a valle del manufatto, pertanto saranno di dimensioni tali da poter soddisfare entrambe le necessità. I canali di gronda sono gli elementi di raccolta che dalla superficie della copertura vanno verso il perimetro, convogliandosi in apposite canalizzazioni : i canali di gronda avranno andamento orizzontale o sub-orizzontale. I pluviali sono gli elementi di smaltimento e hanno la funzione di convogliare ai sistemi di smaltimento al suolo le acque meteoriche raccolte nei canali di gronda. Per i collegamenti degli elementi tra di loro e con la struttura portante si utilizzano elementi appositi : bocchettoni, converse, collari, collettori, fondelli, volute, staffe di ancoraggio, ecc. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo degli intasamenti zone di raccolta acque RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dei collegamenti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 52 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Opere provvisionali [Controllo] Controllo delle pendenze RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Pulizia canali di gronda e bocchettoni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Rinnovo elementi di fissaggio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Rinnovo canali di gronda e pluviali RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I canali di gronda ed i pluviali devono essere idonei a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi sotto l'azione di sollecitazioni meccaniche (urti, vento, ecc). Il limite prestazionale è dettato dalla loro capacità di resistere, e quindi continuare a smaltire l'acqua meteorica dalla copertura, pertanto dovranno garantire le condizioni di portata, previste dal progetto, per tutto il loro ciclo di vita. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali sono connessi al mantenimento della funzionalità richiesta al sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche, pertanto la resistenza sotto l'azione di agenti aggressivi varierà, in termini di spessore e caratteristiche chimico-fisiche, dal singolo materiale utilizzato. Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi), modifiche prestazionali. Livello minimo delle prestazioni Per la determinazione dei livelli minimi prestazionali si rimanda alle norme UNI relative, dato che si hanno prestazioni differenti per ogni materiale impiegabile. Resistenza al gelo Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i canali di gronda ed i pluviali, suddivisi per i vari tipi di materiali che possono essere impiegati, si possono ricavare dalle norme UNI. Resistenza all'irraggiamento Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o chimiche-fisiche. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali, relativamente alla possibilità o meno di subire mutamenti di aspetto (geometria, finiture, ecc.) e delle proprie caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante, sono funzione dell'ubicazione del manufatto e delle caratteristiche funzionali richieste. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 53 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni I canali di gronda ed i pluviali, così come tutti gli elementi di collegamento e sostegno, devono garantire un livello di pulizia accettabile. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto ai canali e pluviali elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo a elementi di comune diffusione, con dimensioni e caratteristiche riportate nella normativa vigente e nelle norme UNI. Esecuzione accurata dei collegamenti Gli elementi devono essere ben ancorati onde evitare cadute o distaccamenti pericolosi per l'utenza. Livello minimo delle prestazioni ANOMALIE RISCONTRABILI Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Errori di montaggio Valutazione: anomalia grave Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, pieghe, ecc. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, distacchi di materiale. Accumuli d'acqua Valutazione: anomalia lieve Formazione di accumuli d'acqua per cause connesse ad avvallamenti superficiali e/o ad un errore di formazione delle pendenze. Crescita di vegetazione Valutazione: anomalia lieve Crescita di vegetazione (erba, licheni, muschi, ecc.) sulla superficie dell'elemento o su parte di essa. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo delle superfici - Controllo degli intasamenti zone di raccolta acque - Controllo dei collegamenti - Controllo delle pendenze Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 54 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE INTERVENTI - Pulizia canali di gronda e bocchettoni - Rinnovo elementi di fissaggio - Rinnovo canali di gronda e pluviali 2.12. LUCERNARI - BOTOLE - DIFFUSORI - CUPOLE Classe di unità tecnologica: 2 CHIUSURA Unità tecnologica: CHIUSURA SUPERIORE - INFISSO ESTERNO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Sulle coperture oltre agli elementi emergenti per lo scarico in atmosfera degli aeriformi e agli elementi di cornamento e protezione, si hanno un'altra serie di elementi, emergenti o a livello, che creano discontinuità alle strutture ed agli strati sovrastanti : sono i lucernari (creati per illuminare e ventilare i locali sottostanti alla struttura di copertura), le botole (create fondamentalmente per poter accedere alla copertura in modo da consentire l'effettuazione di verifiche e controlli), i diffusori e le cupole (creati soprattutto per illuminare i locali sottostanti alla struttura di copertura). DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo collegamenti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dei deterioramenti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Controllo] Controllo delle superfici trasparenti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo delle guarnizioni e sigillanti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Controllo] Controllo elementi guida/manovra RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Controllo] Controllo del telaio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 55 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Pulizia RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Rinnovo elementi di fissaggio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Rinnovo lucernari, botole, diffusori, cupole RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I lucernari, le botole, i diffusori e le cupole, poichè devono essere idonei a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi sotto l'azione di sollecitazioni meccaniche (urti, vento, ecc) come limite prestazionale si ha che questo è dettato dalle loro capacità di resistere e quindi continuare ad assolvere agli scopi per cui sono stati progettati e realizzati (illuminazione, ventilazione, passaggio,ecc.). Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali sono connessi al mantenimento della funzionalità richiesta agli elementi stessi, pertanto la resistenza sotto l'azione di agenti aggressivi varierà, in termini di spessore e caratteristiche chimicofisiche, dal singolo materiale utilizzato. Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi), modifiche prestazionali. Livello minimo delle prestazioni Per la determinazione dei livelli minimi prestazionali dei lucernari, botole, diffusori e cupole si ha che devono essere garantite le funzioni specifiche dell'elemento in esame, pertanto eventuali attacchi biologici non devono comprometterne tale funzionalità. Resistenza al gelo Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i lucernari, le botole, i diffusori e le cupole si possono ricavare dalle norme UNI. Resistenza all'irraggiamento Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o chimiche-fisiche. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali, relativamente alla possibilità o meno di subire mutamenti di aspetto (geometria, finiture, ecc.) e delle proprie caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante, sono funzione dell'ubicazione del manufatto e delle caratteristiche funzionali richieste. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 56 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Controllo della condensazione interstiziale Capacità di non consentire, entro gli elementi, la creazione di acqua di condensa. Livello minimo delle prestazioni I lucernari, le botole, i diffusori e le cupole devono essere strutturati in modo da evitare fenomeni di condensa al proprio interno tenendo presente che il valore della pressione del vapore acqueo deve essere minore del valore della pressione di saturazione. Per i lucernari, le botole, ecc., quali componenti edilizi, si fa riferimento anche alla stima della temperatura superficiale interna riportata nella norma UNI 10350, mentre per la conduttività termica e permeabilità al vapore come materiale da costruzione si cita la norma UNI 1035 Controllo della condensazione superficiale Capacità di non consentire, sulla superficie interna degli elementi, la creazione di condensa. Livello minimo delle prestazioni I lucernari, le botole, i diffusori e le cupole, devono essere strutturati in modo da evitare fenomeni di condensa superficiale. Impermeabilità ai liquidi Attitudine di un elemento a non essere attraversato da liquidi. Livello minimo delle prestazioni I lucernari, le botole, i diffusori e le cupole, devono essere costituiti con materiali tali da impedire qualsiasi infiltrazione d'acqua meteorica al loro interno e nei sottostanti locali. I livelli minimi prestazionali, pertanto, sono riconducibili allo svolgimento di tale funzione. Ventilazione Capacità di un elemento di garantire, naturalmente o meccanicamente, la possibilità di avere i necessari ricambi d'aria. Livello minimo delle prestazioni I locali sottostanti alla copertura dovranno essere dotati di bocchette di aerazione ripartite, preferibilmente ai lati opposti della copertura. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo (già in fase progettuale) a elementi di comune diffusione nel mercato nazionale. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni I lucernari, le botole, i diffusori e le cupole, così come tutti gli elementi di collegamento e sostegno, devono garantire un livello di pulizia accettabile. Resistenza al fuoco Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni tali da modificare il livello prestazionale. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i lucernari, le botole, i diffusori e le cupole si possono ricavare dalle norme UNI e dalle normative antincendio. Reazione al fuoco Capacità di un elemento soggetto ad un fuoco di parteciparvi. Livello minimo delle prestazioni Per i livelli minimi prestazionali si rimanda alla normativa vigente. ANOMALIE RISCONTRABILI Distacchi e scollamenti Valutazione: anomalia grave Distacchi e scollamenti di parte o di tutto l'elemento dallo strato di supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne. Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 57 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Errori di montaggio Valutazione: anomalia grave Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, pieghe, ecc. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, distacchi di materiale. Crescita di vegetazione Valutazione: anomalia lieve Crescita di vegetazione (erba, licheni, muschi, ecc.) sulla superficie dell'elemento o su parte di essa. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI - Controllo delle superfici trasparenti INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo delle superfici - Controllo collegamenti - Controllo dei deterioramenti - Controllo delle guarnizioni e sigillanti - Controllo elementi guida/manovra - Controllo del telaio - Controllo dei danni dopo evento imprevedibile INTERVENTI - Pulizia - Rinnovo elementi di fissaggio - Rinnovo lucernari, botole, diffusori, cupole 3. 3 PARTIZIONE INTERNA DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di dividere e conformare gli spazi interni connessi con il sistema edilizio stesso. Unità tecnologiche di classe 3 PARTIZIONE INTERNA - Partizione interna orizzontale - Pavimenti e controsoffitti uffici - Partizione interna verticale - Parete uffici - Partizione interna verticale - Infissi interni Partizione interna orizzontale - Pavimenti e controsoffitti uffici Le partizioni orizzontali sono gli elementi tecnici che hanno la funzione di suddividere ed articolare orizzontalmente gli spazi interni del sistema edilizio. MODALITA' D'USO Le modalità di uso corretto dell'unità tecnologica prevedono un controllo periodico della struttura al fine di verificare la presenza di eventuali fenomeni di degrado che possano pregiudicare la stabilità e la funzionalità del solaio stesso e degli elementi da esso portati. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 58 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Le pavimentazioni, quali modalità d'uso corretta, richiedono una periodica e costante manutenzione, al fine di garantire, sempre ed ovunque, buone condizioni di fruibilità; è pertanto necessario provvedere ad una costante manutenzione con pulizia, riparazione di eventuali danni che potrebbero crearsi nel tempo quali sconnessioni, rotture, distacchi, ecc., e tutte le altre operazioni utili al mantenimento del pavimento stesso. E' necessario ispezionare il pavimento per monitorarne il naturale invecchiamento in modo da controllare una eventuale caduta dei livelli qualitativi al di sotto dei valori accettabili tanto da comprometterne l'affidabilità dello stesso. Partizione interna verticale - Parete uffici Le partizioni verticali sono gli elementi tecnici che hanno la funzione di suddividere ed articolare verticalmente gli spazi interni del sistema edilizio; non portano altri carichi oltre al peso proprio e sono portati da altre strutture atte a sostenerle. Le pareti interne, dette anche divisori o tramezzi, hanno la funzione di separare gli ambienti interni fra loro; proprio per questo devono possedere buoni requisiti di leggerezza, coibenza termo-acustica, resistenza al fuoco e igienicità. Possono essere realizzate con materiali diversi (mattoni forati, legno, gesso, ecc) e si possono distinguere in tramezzi opachi e tramezzi trasparenti MODALITA' D'USO Quale uso corretto delle pareti interne è necessario condurre periodicamente controlli e verifiche sulle condizioni delle superfici, al fine di non trascurare eventuali difetti o degradi che alla lunga potrebbero portare alla perdita della funzionalità e della stabilità dell'elemento. Partizione interna verticale - Infissi interni Gli infissi interni vengono utilizzati per separare ambienti dello stesso immobile e possono essere divisi sostanzialmente in varie tipologie (girevoli ad una o più ante, scorrevoli ad una o più ante, a soffietto, ecc.) e realizzati con diversi materiali (legno, acciaio, leghe leggere di alluminio, materie plastiche, vetro, oppure composte con i vari elementi). MODALITA' D'USO Per infissi eseguiti a regola d'arte è sufficiente una normale pulizia e cura per assicurare una buona conservazione. Per una manutenzione periodica degli infissi occorre provvedere alla rimozione di eventuali residui, alla lubrificazione degli organi di manovra ed al rifacimento degli strati protettiv 3.1. CONTROSOFFITTO Classe di unità tecnologica: 3 PARTIZIONE INTERNA Unità tecnologica: PARTIZIONE INTERNA ORIZZONTALE - PAVIMENTI E CONTROSOFFITTI UFFICI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I controsoffitti a pannelli sono costituiti da pannelli che vengono applicati al soffitto o mediante un'intelaiatura di sostegno che può essere in legno o ad elementi metallici, oppure possono essere appesi con pendini di sospensione.Il collegamento dei pannelli alla struttura di sostegno può avvenire in due modi : mediante inchiodatura/incollatura o in semplice appoggio sul telaio. I materiali solitamente impiegati per i pannelli sono : cartongesso, gesso, gesso rinforzato, alluminio, laminati, fibre di legno e cemento mineralizzate, fibre minerali, fibre di roccia, ecc. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Controllo] Controllo dei collegamenti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Intervento] Pulizia RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 59 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Detergenti [Intervento] Ripristino collegamenti e planarità RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Avvitatore - Trapano [Intervento] Rinnovo pannelli RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Avvitatore - Trapano LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Isolamento termico Capacità di garantire adeguata resistenza al passaggio di caldo e freddo, dall'esterno all'interno e viceversa, assicurando il benessere termico. Livello minimo delle prestazioni Un controsoffitto in pannelli, se previsto, deve assicurare un'opportuna resistenza al passaggio di calore in funzione delle condizioni climatiche, pertanto quale livello minimo prestazionale si indica di verificare il coefficiente volumico di dispersione in funzione della destinazione dell'edificio e/o dei locali così come prescritto dalle normative vigenti. Isolamento acustico Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa, assicurando il benessere acustico. Livello minimo delle prestazioni Un controsoffitto in pannelli, se previsto, deve fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, pertanto sia il materiale costituente, che gli spessori saranno funzione dell'ubicazione dell'immobile e della sua destinazione d'uso. Attrezzabilità Capacità di un elemento a garantire la possibilità di montaggio e installazione di attrezzature. Livello minimo delle prestazioni Quale livello minimo prestazionale di un controsoffitto, poichè possono possono essere utilizzati per far passare degli impianti oltre che per la separazione tra gli ambienti, è necessario che sia facilmente accessibile e/o ispezionabile, nel caso fosse necessario eseguire un ulteriore alloggiamento di impianti o attrezzature, o per effettuare interventi manutentivi. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I controsoffitti a pannelli poichè devono essere idonei a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi sotto l'azione di sollecitazioni meccaniche (installazione impianti, urti, ecc) il loro limite prestazionale è dettato dalla loro capacità di resistere e quindi continuare ad assolvere agli scopi per cui sono stati progettati e realizzati : protezione, ornamento, mascheratura, ecc. Controllo della scabrosità Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate. Livello minimo delle prestazioni Per i livelli minimi prestazionali legati alla scabrosità dei materiali e/o per le tolleranze ammissibili ad eventuali irregolarità, si fa riferimento alla vigente normativa con particolare riferimento alle norme UNI relative ai singoli componenti costituenti il controsoffitto. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 60 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo a elementi di comune diffusione nel mercato nazionale. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni I controsoffitti, quale livello minimo prestazionale, devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione della destinazione d'uso dei locali sottostanti. Resistenza al fuoco Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni tali da modificare il livello prestazionale. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i controsoffitti a pannelli si possono ricavare dalle norme UNI e dalle normative antincendio vigenti. ANOMALIE RISCONTRABILI Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (detriti, residui di altre lavorazioni, ecc.). Errori di montaggio Valutazione: anomalia grave Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, pieghe, ecc. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, distacchi di materiale. Corrosione Valutazione: anomalia grave Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente riduzione delle sezioni resistenti. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo delle superfici - Controllo dei collegamenti INTERVENTI - Pulizia - Ripristino collegamenti e planarità - Rinnovo pannelli Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 61 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE 3.2. PAVIMENTI RESILIENTI Classe di unità tecnologica: 3 PARTIZIONE INTERNA Unità tecnologica: PARTIZIONE INTERNA ORIZZONTALE - PAVIMENTI E CONTROSOFFITTI UFFICI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I pavimenti in gomma sono rivestimenti realizzati dalla composizione di miscele omogenee a base di elastometri naturali o sintetici, con l'aggiunta di additivi. Possono essere formati da più strati di materiale e avere una superficie che può essere in tinta unita, marmorizzata o variegata. In commercio si trovano in piastrelle o in teli, con spessore variabile che può arrivare fino a 10 mm se si applicano in ambienti molto sollecitati. I pavimenti in linoleum sono rivestimenti realizzati dalla composizione di materie prime di origine naturale come olio di lino, juta, sughero, farine di legno e resine. Secondo la percentuale dei componenti che li compongono possono essere in tinta unita, marmorizzati o variegati. In commercio si trovano in rotoli o in teli, con spessore variabile. I pavimenti in vinilico sono rivestimenti realizzati dalla composizione di resine viniliche, plastificanti, stabilizzanti, lubrificanti, additivi inorganici. Si dividono in: - omogeni quando sono formati da fogli sottili, lisci con colorazione a tinta unita o marmorizzata - non omogeni quando sono formati da due strati diversi, uniti a caldo : lo strato superiore è detto di copertura e può essere in tinta unita o marmorizzato, trasparente, traslucido; lo strato inferiore è detto sottostrato e può essere di qualsiasi colore in relazione con lo strato di copertura. In commercio si trovano in piastrelle o in teli, con spessore variabile tra 2 e 3 mm. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Verifica della condizione estetica della superficie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale [Controllo] Verifica dell'efficienza del pavimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lucidatrice - Detergenti [Intervento] Ripristino del trattamento protettivo RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lucidatrice - Detergenti [Intervento] Sostituzione elementi degradati RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 62 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Attrezzi manuali di uso comune - Lucidatrice [Intervento] Rimozione e rifacimento del rivestimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lucidatrice [Intervento] Pulizia spray buffing e/o spray clining RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lucidatrice - Idropulitrice [Intervento] Trattamento di fondo RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lucidatrice [Intervento] Verifica dello stato delle sigillature RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lucidatrice [Intervento] Rimozione e rifacimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lucidatrice LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Attrezzabilità Capacità di un elemento a garantire la possibilità di montaggio e installazione di attrezzature. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di avere una superficie e delle caratteristiche tali da consentire la collocazione di attrezzature. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di avere una certa resistenza meccanica, qualora soggette a sovraccarichi, fenomeni di fatica, impatti, dilatazioni termiche, assestamenti, deformazioni di strutture portanti, ecc. pertanto si ha che non si devono arrecare disagi per i fruitori e si deve garantire sempre la funzionalità del pavimento. Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi), modifiche prestazionali. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente biologico e del loro impiego, ma comunque i pavimenti non dovranno deteriorarsi, nè permettere lo sviluppo di microrganismi in genere o comunque perdere le prestazioni iniziali. Anigroscopicità Capacità degli elementi di non essere soggetti a mutamenti di dimensione, comportamento e morfologia in seguito all'assorbimento e/o al contatto con acqua. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 63 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto che la presenza di acqua non deve produrre variazioni dimensionali né tanto meno deformazioni permanenti sul pavimento. Controllo della scabrosità e regolarità estetica Proprietà di avere superfici esteticamente regolari, adeguate all'uso cui sono destinate. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione delle varie necessità di progetto, comunque nel rispetto delle caratteristiche dimensionali ed estetiche del pavimento stesso. Isolamento acustico Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa, assicurando il benessere acustico. Livello minimo delle prestazioni Tutti gli elementi che compongono la struttura devono concorrere al raggiungimento del livello minimo di isolamento acustico determinato in base al tipo di edificio e alla zona in cui è costruito. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente aggressivo e del loro impiego, ma comunque i pavimenti non dovranno deteriorarsi nè comunque perdere le prestazioni iniziali. Non Sporcabilità Attitudine dell'elemento ad essere difficilmente sporcabile, sia per le sue caratteristiche fisiche intrinseche sia per eventuali accorgimenti tecnico-morfologici. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi di accettazione sono legati alla deformazione dei giunti e alla loro variazione di forma considerando non ammissibile che il giunto perda la sua funzione di assorbimento elastico delle deformazione e di sigillatura. Pulibilità Attitudine dell'elemento ad essere facilmente pulibile, in funzione delle sue caratteristiche fisico-chimiche o delle sue caratteristiche morfologiche. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi di accettazione dipendono dalla superficie e dalle caratteristiche fisico-chimiche. Assenza dell'emissione di sostanze nocive Attitudine a non produrre e/o emettere sostanze nocive (tossiche, irritanti, corrosive). Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di non rilasciare sostanze nocive. Per la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia, ed in particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le polveri : eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³; eventuale presenza di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³; eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³. ANOMALIE RISCONTRABILI Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. Ritenzione di umidità Valutazione: anomalia grave La ritenzione di umidità consiste nell'assorbimento di umidità con conseguente degrado degli elementi che possono comportare rigonfiamenti e successive rotture. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Degradi Valutazione: anomalia grave Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.). Distacchi e scollamenti Valutazione: anomalia grave Distacchi e scollamenti di parte o di tutto l'elemento dallo strato di supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 64 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Scheggiature Valutazione: anomalia grave Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e gli spigoli. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI - Pulizia spray buffing e/o spray clining - Trattamento di fondo MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Verifica della condizione estetica della superficie - Verifica dell'efficienza del pavimento - Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione - Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili INTERVENTI - Pulizia delle superfici - Ripristino del trattamento protettivo - Sostituzione elementi degradati - Rimozione e rifacimento del rivestimento - Verifica dello stato delle sigillature - Rimozione e rifacimento 3.3. PAVIMENTI SOPRAELEVATI Classe di unità tecnologica: 3 PARTIZIONE INTERNA Unità tecnologica: PARTIZIONE INTERNA ORIZZONTALE - PAVIMENTI E CONTROSOFFITTI UFFICI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Sistema che prevede la realizzazione di una intercapedine, tra il solaio e il piano di calpestio, usata per il passaggio degli impianti. La caratteristica principale di questo tipo di pavimento è la totale ispezionabilità, perchè ogni singolo pannello di pavimento può essere rimosso, e la intercambiabilità degli elementi in caso di usura. Il sistema è formato da: - colonnine o piedini, che regolano lo spessore dell'intercapedine, realizzati in alluminio o acciaio zincato. - una struttura di sostegno, realizzata in in acciaio zincato, in modo da formare maglie quadrate o rettangolari. - piastrelle/quadrotti di pavimento. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Verifica della condizione estetica della superficie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale [Controllo] Verifica delle condizioni della struttura di sostegno RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione RISORSE D'USO Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 65 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Detergenti [Intervento] Ripristino e/o sostituzione della struttura portante RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Trapano [Intervento] Rimozione e rifacimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tagliapiastrelle LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Isolamento acustico Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa, assicurando il benessere acustico. Livello minimo delle prestazioni Tutti gli elementi che compongono la struttura devono concorrere al raggiungimento del livello minimo di isolamento acustico determinato in base al tipo di edificio e alla zona in cui è costruito. Attrezzabilità Capacità di un elemento a garantire la possibilità di montaggio e installazione di attrezzature. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di avere una superficie e delle caratteristiche tali da consentire la collocazione di attrezzature. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di avere una certa resistenza meccanica, qualora soggetti a sovraccarichi, fenomeni di fatica, impatti, dilatazioni termiche, assestamenti, deformazioni di strutture portanti, ecc. pertanto si ha che non si devono arrecare disagi per i fruitori e si deve garantire sempre la funzionalità del pavimento. Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi), modifiche prestazionali. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente biologico e del loro impiego, ma comunque i pavimenti non dovranno deteriorarsi, nè permettere lo sviluppo di microrganismi in genere o comunque perdere le prestazioni iniziali. Dalle norme UNI si possono avere indicazioni sulle caratteristiche classificatorie e geometriche delle piastrelle, ed in particolare dalle norme : UNI EN 87 "Piastrelle di ceramica per rivestimento di pavimenti e pareti - Definizioni, classificazione, caratteristiche e contrassegno", UNI 7998 - "Pavimentazioni - Terminologia", UNI 7999 - "Pavimentazioni - Analisi dei requisiti", UNI 8380 "Strati del supporto di pavimentazione - Analisi dei requisiti", UNI 8381 - "Strati del supporto di pavimentazione Istruzione per la progettazione e l'esecuzione", UNI EN ISO 10545-1 "Piastrelle di ceramica - Campionamento e criteri di accettazione", UNI EN ISO 10545-2 "Piastrelle di ceramica - Determinazione delle caratteristiche dimensionali e della qualità della superficie". Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 66 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Controllo della scabrosità e regolarità estetica Proprietà di avere superfici esteticamente regolari, adeguate all'uso cui sono destinate. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione delle varie necessità di progetto, comunque nel rispetto delle caratteristiche dimensionali ed estetiche delle piastrelle stesse. Anigroscopicità Capacità degli elementi di non essere soggetti a mutamenti di dimensione, comportamento e morfologia in seguito all'assorbimento e/o al contatto con acqua. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto che la presenza di acqua non deve produrre variazioni dimensionali né tanto meno deformazioni permanenti sul pavimenti stesso. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente aggressivo e del loro impiego, ma comunque i pavimenti non dovranno deteriorarsi nè comunque perdere le prestazioni iniziali. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Si rimanda alle norme UNI specifiche per il tipo di prodotto utilizzato. Assenza dell'emissione di sostanze nocive Attitudine a non produrre e/o emettere sostanze nocive (tossiche, irritanti, corrosive). Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di non rilasciare sostanze nocive. Dalle norme UNI si possono avere indicazioni sulle caratteristiche delle piastrelle ANOMALIE RISCONTRABILI Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. Efflorescenze Valutazione: anomalia lieve Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie dell'elemento, generalmente poco coerenti e con colore biancastro. Ritenzione di umidità Valutazione: anomalia grave La ritenzione di umidità consiste nell'assorbimento di umidità con conseguente degrado degli elementi che possono comportare rigonfiamenti e successive rotture. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Degradi Valutazione: anomalia grave Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.). Distacchi e scollamenti Valutazione: anomalia grave Distacchi e scollamenti di parte o di tutto l'elemento dallo strato di supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne. Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Scheggiature Valutazione: anomalia grave Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e gli spigoli. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 67 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Verifica della condizione estetica della superficie - Verifica delle condizioni della struttura di sostegno - Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione - Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili INTERVENTI - Pulizia - Ripristino e/o sostituzione della struttura portante - Rimozione e rifacimento 3.4. PARETI IN MURATURA Classe di unità tecnologica: 3 PARTIZIONE INTERNA Unità tecnologica: PARTIZIONE INTERNA VERTICALE - PARETE UFFICI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le pareti in muratura possono essere realizzate in mattoni forati o blocchi di calcestruzzo alleggerito o laterogesso. Gli elementi sono posti in opera a strati orizzontali e legati con malta cementizia: è opportuno che i giunti orizzontali abbiano spessore uniforme non superiore al cm e che i giunti verticali siano sfalsati rispetto al filare sottostante. Gli elementi hanno dimensioni unificate e permettono di ottenere pareti di spessore variabile tra i 5 e i 12 cm (al netto delle finiture). DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo dell'aspetto della superficie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dello stato della parete RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo strutturale dopo evento imprevedibile RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo della verticalità della parete RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Filo a piombo - Opere provvisionali [Intervento] Realizzazione di protezione termo-acustica RISORSE D'USO Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 68 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Pulizia della superficie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Detergenti [Intervento] Ripristino dell'elemento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Sostituzione della parete RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere alle possibili sollecitazioni, contrastando efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi. Livello minimo delle prestazioni Le pareti esterne devono garantire stabilità, resistenza e funzionalità sotto l'effetto delle possibili sollecitazioni cui possono essere sottoposte; i livelli minimi prestazionali devono essere ricavati dalle leggi e dalle normative vigenti che stabiliscono sia i valori da adottare per le azioni sollecitanti sia le prove cui devono essere sottoposti i materiali per conoscerne le caratteristiche di resistenza meccanica. Resistenza agli urti Attitudine delle pareti perimetrali a contrastare le sollecitazioni derivanti da urti che possono prodursi nel corso dell'uso. Livello minimo delle prestazioni Le pareti interne devono resistere all'azione di urti sulla faccia esterna ed interna, prodotti secondo le modalità riportate dalla norma UNI 820 In particolare si distingue la resistenza all'urto da corpo molle (massa=50 Kg) e la resistenza all'urto da corpo duro (massa=1 Kg) e si stabiliscono i valori massimi dell'energia di impatto che non devono provocare rotture, distacchi, deformazioni permanenti, sfondamenti etc.. sulla parete. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire gli effetti dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici, quali disgregazioni e mutamenti di aspetto. Livello minimo delle prestazioni Le pareti esterne non devono subire dissoluzioni, disgregazioni o mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi presenti nell'ambiente (anidride carbonica, solfati, ecc.). In particolar modo gli elementi lapidei e in laterizio sono composti da carbonati di calcio che, a contatto con acqua ad elevata concentrazione di anidride carbonica, si trasformano in bicarbonati, sali molto solubili in acqua e quindi asportabili dalle acque meteoriche. Pertanto per mantenere i livelli minimi di resistenza agli agenti aggressivi è opportuno prevedere una adeguata protezione delle pareti: se gli elementi vengono lasciati a vista si utilizzano appositi prodotti idrorepellenti, mentre per quello che riguarda le pareti intonacate la funzione protettiva viene esplicata dagli stessi intonaci e dalla tinteggiatura. Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire riduzioni di prestazioni causate dalla presenza di animali, di vegetali o di microrganismi. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, del loro impiego e del tipo di agente biologico. In ogni caso occorre garantire, soprattutto sulle costruzioni meno recenti, una adeguata pulizia e una protezione con prodotti che contrastino efficacemente lo sviluppo della vegetazione. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 69 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Isolamento termico Attitudine ad assicurare una limitazione della dispersione del calore da locali riscaldati a locali con diverse temperature (vani scali, cantine..) Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali non sono attribuibili ai singoli elementi, ma all'edificio nel suo insieme valutando il coefficiente volumico di dispersione Cd che deve rientrare nei limiti previsti dalle normative vigenti.La legge cui si deve far riferimento è la legge n.10 del 9/1/91, nella quale vengono forniti gli strumenti di calcolo e i parametri con cui determinare il fabbisogno energetico di un edìficio. Isolamento acustico Attitudine a fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, sia di tipo aereo che di tipo impattivo, per assicurare un adeguato benessere uditivo all'interno dell'edificio. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto ad una parete interna dipende dall'attività prevista nel locale delimitato e dalla destinazione d'uso dei locali confinanti. Regolarità geometrica Le pareti interne non devono presentare macchie, gobbe, crateri, fessure, distacchi, scostamenti locali dal piano teorico. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze. Regolarità estetica Le pareti interne devono presentare omogeneità di colore e di brillantezza. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze. Sostituibilità Attitudine a consentire la collocazione di elementi tecnici nuovi al posto di quelli danneggiati. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali devono garantire la possibilità di sostituire l'elemento facilmente e senza pregiudicare la funzionalità del sistema: per quello che riguarda le dimensioni standardizzate si rimanda alle norme UNI relative al tipo di prodotto considerato. Pulibilità Attitudine degli elementi a consentire la rimozione di sporcizia e sostanze indesiderate. Livello minimo delle prestazioni Le pareti devono essere accessibili e strutturate in modo da consentire le operazioni di pulizia. Riparabilità Le pareti devono consentire il ripristino della funzionalità e dell'efficienza di parti ed elementi degradati. Livello minimo delle prestazioni Le pareti devono consentire agevolmente le operazioni di riparazione. Resistenza al fuoco Capacità degli elementi di resistere al fuoco per un tempo determinato senza subire deformazioni incompatibili con la loro funzione strutturale e di compartimentazione, in modo da garantire l'incolumità degli occupanti. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi di resistenza al fuoco di una parete interna si valutano con una prova di laboratorio secondo la norma prEN 1364-1 [Prove di resistenza al fuoco di elementi non portanti negli edifici- Partizioni] Assenza dell'emissione di sostanze nocive Attitudine a non emettere gas, vapori, polveri, particelle o radiazioni dannose per gli utenti, sia in condizioni normali d'esercizio, sia in condizioni critiche. Livello minimo delle prestazioni Per la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia; in particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le polveri: Eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³ Eventuale presenza di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³ Eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³ Per i livelli minimi prestazionali dei materiali da costruzione si fa riferimento alle norme UNI ENV 13419-1 "Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti organici volatili - Metodo in camera di prova di emissione"; UNI ENV 13419-2 "Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti organici volatili - Metodo in cella di prova di emissione"; UNI ENV 13419-3 "Prodotti da costruzione Determinazione delle emissioni di composti organici volatili -Procedimento per il campionamento, l'immagazzinamento dei campioni e la preparazione dei provini". Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 70 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE ANOMALIE RISCONTRABILI Chiazze di umidità Valutazione: anomalia grave Presenza di chiazze o zone di umidità, generalmente in aree dell'elemento in prossimità del terreno e/o delle opere fondazionali. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Degrado dei giunti Valutazione: anomalia graveDecoesione, distacco, cambiamento di colore dei giunti. Disgregazioni Valutazione: anomalia grave Disgregazioni delle superfici dell'elemento, con effetti di sgretolamenti e lacerazioni. Distacco Valutazione: anomalia grave Caduta e perdita di parti della muratura.. Efflorescenze Valutazione: anomalia lieve Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie dell'elemento, generalmente poco coerenti e con colore biancastro. Erosione Valutazione: anomalia grave Degrado della superficie dovuto all'azione erosiva di agenti di natura chimica o biologica. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Aperture o lesioni, che possono essere ortogonali o diagonali rispetto ai giunti, e possono interessare una parte o l'intero spessore della muratura. Macchie e imbrattamenti Valutazione: anomalia lieve Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray, ecc.) e/o murales o graffiti. Muffe biologiche Valutazione: anomalia lieve Deposito sottile costituito prevalentemente da microrganismi, che creano una patina di colore variabile aderente alla superficie. Variazione di volume Valutazione: anomalia grave Aumento di volume dell'elemento e conseguente disgregazione, dovute all'attacco solfatico in ambiente marino oppure a cicli di gelo-disgelo. Scheggiature Valutazione: anomalia lieve Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e gli spigoli. Mancanza Valutazione: anomalia grave Caduta e perdita di parti della parete. Non planarità Valutazione: anomalia lieve Non perfetta complanarità di uno o più elementi della parete rispetto al sistema. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo dell'aspetto della superficie - Controllo dello stato della parete Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 71 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Controllo strutturale dopo evento imprevedibile - Controllo della verticalità della parete INTERVENTI - Realizzazione di protezione termo-acustica - Pulizia della superficie - Ripristino dell'elemento - Sostituzione della parete 3.5. TRAMEZZI IN LASTRE DI GESSO Classe di unità tecnologica: 3 PARTIZIONE INTERNA Unità tecnologica: PARTIZIONE INTERNA VERTICALE - PARETE UFFICI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Tali pareti divisorie sono realizzate con elementi modulari di varie dimensioni e consentono la variazione e la riorganizzazione degli spazi interni attraverso spostamenti e ricollocazioni. Gli elementi modulari sono costituiti da un doppio strato di lastre di gesso rivestito che sono montate su appositi telai in metallo che vengono fissati al soffitto e al pavimento mediante appositi sistemi di fissaggio. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo strutturale dopo evento imprevedibile RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo della verticalità della parete RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Filo a piombo - Opere provvisionali [Controllo] Controllo della superficie dei pannelli RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dei giunti e dei collegamenti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Pulizia della superficie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Detergenti [Intervento] Ripristino dell'elemento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Sostituzione dell'elemento RISORSE D'USO Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 72 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Applicazione di trattamenti protettivi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Prodotto protettivo LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere alle possibili sollecitazioni, contrastando efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi. Livello minimo delle prestazioni Le pareti esterne devono garantire stabilità, resistenza e funzionalità sotto l'effetto delle possibili sollecitazioni cui possono essere sottoposte; i livelli minimi prestazionali devono essere ricavati dalle leggi e dalle normative vigenti che stabiliscono sia i valori da adottare per le azioni sollecitanti sia le prove cui devono essere sottoposti i materiali per conoscerne le caratteristiche di resistenza meccanica. Resistenza agli urti Attitudine delle pareti perimetrali a contrastare le sollecitazioni derivanti da urti che possono prodursi nel corso dell'uso. Livello minimo delle prestazioni Le pareti interne devono resistere all'azione di urti sulla faccia esterna ed interna, prodotti secondo le modalità riportate dalla norma UNI 820 In particolare si distingue la resistenza all'urto da corpo molle (massa=50 Kg) e la resistenza all'urto da corpo duro (massa=1 Kg) e si stabiliscono i valori massimi dell'energia di impatto che non devono provocare rotture, distacchi, deformazioni permanenti, sfondamenti etc.. sulla parete. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire gli effetti dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici, quali disgregazioni e mutamenti di aspetto. Livello minimo delle prestazioni Le pareti esterne non devono subire dissoluzioni, disgregazioni o mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi presenti nell'ambiente (anidride carbonica, solfati, ecc.). In particolar modo gli elementi lapidei e in laterizio sono composti da carbonati di calcio che, a contatto con acqua ad elevata concentrazione di anidride carbonica, si trasformano in bicarbonati, sali molto solubili in acqua e quindi asportabili dalle acque meteoriche. Pertanto per mantenere i livelli minimi di resistenza agli agenti aggressivi è opportuno prevedere una adeguata protezione delle pareti: se gli elementi vengono lasciati a vista si utilizzano appositi prodotti idrorepellenti, mentre per quello che riguarda le pareti intonacate la funzione protettiva viene esplicata dagli stessi intonaci e dalla tinteggiatura. Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire riduzioni di prestazioni causate dalla presenza di animali, di vegetali o di microrganismi. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, del loro impiego e del tipo di agente biologico. In ogni caso occorre garantire, soprattutto sulle costruzioni meno recenti, una adeguata pulizia e una protezione con prodotti che contrastino efficacemente lo sviluppo della vegetazione. Isolamento termico Attitudine ad assicurare una limitazione della dispersione del calore da locali riscaldati a locali con diverse temperature (vani scali, cantine..) Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali non sono attribuibili ai singoli elementi, ma all'edificio nel suo insieme valutando il coefficiente volumico di dispersione Cd che deve rientrare nei limiti previsti dalle normative vigenti.La legge cui si deve far riferimento è la legge n.10 del 9/1/91, nella quale vengono forniti gli strumenti di calcolo e i parametri con cui determinare il fabbisogno energetico di un edìficio. Isolamento acustico Attitudine a fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, sia di tipo aereo che di tipo impattivo, per assicurare un adeguato benessere uditivo all'interno dell'edificio. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 73 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Il livello minimo prestazionale richiesto ad una parete interna dipende dall'attività prevista nel locale delimitato e dalla destinazione d'uso dei locali confinanti. La norma UNI 8348 suddivide le pareti interne in tre classi sulla base del loro potere fonoisolante Rw, valutato con prove di laboratorio secondo la UNI EN ISO 140-3 Regolarità geometrica Le pareti interne non devono presentare macchie, gobbe, crateri, fessure, distacchi, scostamenti locali dal piano teorico. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze. Regolarità estetica Le pareti interne devono presentare omogeneità di colore e di brillantezza. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze. Sostituibilità Attitudine a consentire la collocazione di elementi tecnici nuovi al posto di quelli danneggiati. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali devono garantire la possibilità di sostituire l'elemento facilmente e senza pregiudicare la funzionalità del sistema: per quello che riguarda le dimensioni standardizzate si rimanda alle norme UNI relative al tipo di prodotto considerato. Pulibilità Attitudine degli elementi a consentire la rimozione di sporcizia e sostanze indesiderate. Livello minimo delle prestazioni Le pareti devono essere accessibili e strutturate in modo da consentire le operazioni di pulizia. Resistenza al fuoco Capacità degli elementi di resistere al fuoco per un tempo determinato senza subire deformazioni incompatibili con la loro funzione strutturale e di compartimentazione, in modo da garantire l'incolumità degli occupanti. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi di resistenza al fuoco di una parete interna si valutano con una prova di laboratorio secondo la norma prEN 1364-1 [Prove di resistenza al fuoco di elementi non portanti negli edifici- Partizioni] Assenza dell'emissione di sostanze nocive Attitudine a non emettere gas, vapori, polveri, particelle o radiazioni dannose per gli utenti, sia in condizioni normali d'esercizio, sia in condizioni critiche. Livello minimo delle prestazioni Per la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia; in particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le polveri: Eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³ Eventuale presenza di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³ Eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³ Per i livelli minimi prestazionali dei materiali da costruzione si fa riferimento alle norme UNI ENV 13419-1 "Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti organici volatili - Metodo in camera di prova di emissione"; UNI ENV 13419-2 "Prodotti da costruzione - Determinazione delle emissioni di composti organici volatili - Metodo in cella di prova di emissione"; UNI ENV 13419-3 "Prodotti da costruzione Determinazione delle emissioni di composti organici volatili -Procedimento per il campionamento, l'immagazzinamento dei campioni e la preparazione dei provini". ANOMALIE RISCONTRABILI Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Distacco Valutazione: anomalia grave Caduta e perdita di parti della parete.. Efflorescenze Valutazione: anomalia lieve Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie dell'elemento, generalmente poco coerenti e con colore biancastro. Macchie e imbrattamenti Valutazione: anomalia lieve Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 74 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray, ecc.) e/o murales o graffiti. Muffe biologiche Valutazione: anomalia lieve Deposito sottile costituito prevalentemente da microrganismi, che creano una patina di colore variabile aderente alla superficie. Scheggiature Valutazione: anomalia lieve Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e gli spigoli. Mancanza Valutazione: anomalia grave Caduta e perdita di parti della parete. Non planarità Valutazione: anomalia lieve Non perfetta complanarità di uno o più elementi della parete rispetto al sistema. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo strutturale dopo evento imprevedibile - Controllo della verticalità della parete - Controllo della superficie dei pannelli - Controllo dei giunti e dei collegamenti INTERVENTI - Pulizia della superficie - Ripristino dell'elemento - Sostituzione dell'elemento - Applicazione di trattamenti protettivi 3.6. RIVESTIMENTI CERAMICI Classe di unità tecnologica: 3 PARTIZIONE INTERNA Unità tecnologica: PARTIZIONE INTERNA VERTICALE - PARETE UFFICI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Per rivestimento ceramico si intendono tutti quei prodotti che si ricavano dalla lavorazione di impasti dove l’argilla è il materiale principale. Secondo le modalità di lavorazione, le resistenze meccaniche e lo spessore i rivestimenti ceramici si dividono in: Terraglia pasta bianca, Maiolica, Monocottura pasta bianca, Monocottura pasta rossa greificata, Gres smaltato, Klinker smaltato, Gres porcellanato, Klinker. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Verifica della condizione estetica della superficie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Controllo] Verifica dell'efficienza del rivestimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 75 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Controllo] Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Intervento] Pulizia delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Detergenti [Intervento] Rimozione di croste nere, patine biologiche, graffiti e macchie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Detergenti specifici [Intervento] Verifica dello stato, ripristino e/o sostituzione delle sigillature RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Intervento] Rimozione e rifacimento del rivestimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Tagliapiastrelle LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i rivestimenti devono essere correlati al fatto di avere una certa resistenza meccanica, qualora soggetti a sovraccarichi, fenomeni di fatica, impatti, dilatazioni termiche, assestamenti, deformazioni di strutture portanti, ecc. pertanto si ha che non si devono arrecare disagi per i fruitori e si deve garantire sempre la funzionalità del rivestimento. Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi), modifiche prestazionali. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente biologico e del loro impiego, ma comunque i rivestimenti non dovranno deteriorarsi, nè permettere lo sviluppo di microrganismi in genere o comunque perdere le prestazioni iniziali. Anigroscopicità Capacità degli elementi di non essere soggetti a mutamenti di dimensione, comportamento e morfologia in seguito all'assorbimento e/o al contatto con acqua. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 76 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE I livelli minimi prestazionali per i rivestimenti devono essere correlati al fatto che la presenza di acqua non deve produrre variazioni dimensionali né tanto meno deformazioni permanenti sul rivestimento stesso. Controllo della scabrosità e regolarità estetica Proprietà di avere superfici esteticamente regolari, adeguate all'uso cui sono destinate. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione delle varie necessità di progetto, comunque nel rispetto delle caratteristiche dimensionali ed estetiche delle piastrelle stesse. Resistenza al gelo Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione e del loro impiego; pertanto la scelta della piastrella deve essere adeguata alle caratteristiche climatiche del luogo ove andrà posizionata. Isolamento acustico Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa, assicurando il benessere acustico. Livello minimo delle prestazioni Tutti gli elementi che compongono la struttura devono concorrere al raggiungimento del livello minimo di isolamento acustico determinato in base al tipo di edificio e alla zona in cui è costruito. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente aggressivo e del loro impiego, ma comunque i rivestimenti non dovranno deteriorarsi nè comunque perdere le prestazioni iniziali. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Si rimanda alle norme UNI specifiche per il tipo di prodotto utilizzato. Assenza dell'emissione di sostanze nocive Attitudine a non produrre e/o emettere sostanze nocive (tossiche, irritanti, corrosive). Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i rivestimenti devono essere correlati al fatto di non rilasciare sostanze nocive. ANOMALIE RISCONTRABILI Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Efflorescenze Valutazione: anomalia lieve Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie dell'elemento, generalmente poco coerenti e con colore biancastro. Macchie e imbrattamenti Valutazione: anomalia lieve Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray, ecc.) e/o graffi. Crescita di vegetazione Valutazione: anomalia lieve Crescita di vegetazione (muschi, ecc.) sulla superficie dell'elemento o su parte di essa. Modifiche della superficie Valutazione: anomalia lieve Modifiche della superficie dell'elemento dovute ad invecchiamento, ad agenti atmosferici o a sollecitazioni esterne, con fenomeni di essiccamenti, erosioni, polverizzazioni, ecc. con conseguenti ripercussioni sulle finiture e regolarità superficiali. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 77 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Chiazze di umidità Valutazione: anomalia grave Presenza di chiazze o zone di umidità sull'elemento, generalmente in aree dell'elemento in prossimità del terreno e/o delle opere fondazionali. Degrado del sigillante Valutazione: anomalia grave Degrado del sigillante con separazione e diminuzione di elasticità dei materiali utilizzati per le sigillature impermeabilizzanti e per i giunti. Scheggiature Valutazione: anomalia grave Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e gli spigoli. Disgregazioni Valutazione: anomalia grave Disgregazioni delle superfici dell'elemento, con effetti di sgretolamenti e lacerazioni. Distacchi e scollamenti Valutazione: anomalia grave Distacchi e scollamenti di parte o di tutto l'elemento dallo strato di supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, distacchi di materiale. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Verifica della condizione estetica della superficie - Verifica dell'efficienza del rivestimento - Verifica dei difetti di posa e/o manutenzione - Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili INTERVENTI - Pulizia delle superfici - Rimozione di croste nere, patine biologiche, graffiti e macchie - Verifica dello stato, ripristino e/o sostituzione delle sigillature - Rimozione e rifacimento del rivestimento 3.7. INFISSO IN PROFILATI DI ALLUMINIO Classe di unità tecnologica: 3 PARTIZIONE INTERNA Unità tecnologica: PARTIZIONE INTERNA VERTICALE - INFISSI INTERNI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Tale infisso è composto da specchiature fisse ed eventualmente da parti apribili. Esso è composto da profili in lega di alluminio, con il profilo del telaio fisso ed eventuale anta complanare all'esterno di 50 mm, verniciati, previo procedimento di cromatazione. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo elementi guida/manovra RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 78 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo delle guarnizioni e sigillanti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Controllo] Controllo vetri RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Intervento] Pulizia elementi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Detergenti [Intervento] Pulizia organi di manovra e guide RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Detergenti [Intervento] Pulizia vetri RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Detergenti [Intervento] Regolazione maniglia RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Intervento] Regolazione degli organi di manovra RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Intervento] Sostituzione vetro RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Isolamento acustico Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa, assicurando il benessere acustico. Livello minimo delle prestazioni Le vetrate devono fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, pertanto sia il materiale costituente, che gli spessori saranno funzione dell'ubicazione dell'immobile e della sua destinazione d'uso. Si può anche fare riferimento alle norme UNI relative alla misurazione dell'isolamento acustico degli edifici UNI EN ISO 140-1, UNI EN ISO 140-3, UNI EN ISO 140Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 79 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Le vetrate devono resistere alle sollecitazioni (urti, vento, ecc.) salvaguardando la propria integrità ed evitando il distacco, anche di parti degli stessi, in ragione anche della funzione richiesta al serramento stesso. Il livello minimo prestazionale è funzione del materiale impiegato e dei trattamenti a cui vengono sottoposti tutti gli elementi costitutivi, facendo riferimento alle norme vigenti ed in particolare alle norme UNI. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni In caso di aggressione da parte di agenti chimici presenti nell'ambiente, i serramenti quale livello minimo di funzionalità devono avere la capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche geometriche e chimicofisiche in modo da non pregiudicarne l'utilizzo, mentre quale livello minimo estetico occorre evitare la scoloritura ed il formarsi di macchie o chiazze. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le vetrate devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione dell'uso dei locali su cui insistono. Riparabilità Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo che i serramenti devono garantire è funzione del serramento stesso, della sua composizione e della sua accessibilità nel caso di interventi di riparazione e/o manutenzione. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo che i serramenti devono garantire per la sostituibilità delle parti o del tutto è funzione del serramento stesso, della sua composizione e della sua accessibilità nel caso di interventi di manutenzione. ANOMALIE RISCONTRABILI Degradi Valutazione: anomalia grave Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature. Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo. Distacchi dalle murature Valutazione: anomalia grave Distacchi di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne. Perdita di funzionalità Valutazione: anomalia grave Perdita di funzionalità connessa alla mancanza di regolazione e/o manutenzione periodica dei supporti e degli organi di manovra. Opacizzazioni Valutazione: anomalia grave Formazione di macchie ed aloni nei vetri e/o nel legno con conseguente perdita di lucentezza e maggiore fragilità. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI - Controllo vetri INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 80 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Controllo elementi guida/manovra - Controllo delle guarnizioni e sigillanti INTERVENTI - Pulizia elementi - Pulizia organi di manovra e guide - Pulizia vetri - Regolazione maniglia - Regolazione degli organi di manovra - Sostituzione vetro 3.8. PORTE Classe di unità tecnologica: 3 PARTIZIONE INTERNA Unità tecnologica: PARTIZIONE INTERNA VERTICALE - INFISSI INTERNI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le porte interne vengono utilizzate per separare ambienti dello stesso immobile e possono essere di divise sostanzialmente in varie tipologie (girevoli ad una o più ante, scorrevoli ad una o più ante, a soffietto, ecc.) e realizzate con diversi materiali (legno, acciaio, leghe leggere di alluminio, materie plastiche, vetro, oppure composte con i vari elementi). Le porte interne, dotate o meno di parti vetrate, sono costituite da: Anta o battente (l'elemento apribile); Telaio fisso (l'elemento fissato al controtelaio che contorna la porta e la sostiene per mezzo di cerniere); Battuta (la superficie di contatto tra telaio fisso e anta mobile); Cerniera (l'elemento che sostiene l'anta e ne permette la rotazione rispetto al telaio fisso); Controtelaio (formato da due montanti ed una traversa è l'elemento fissato alla parete che consente l'alloggio al telaio); Montante (l'elemento verticale del telaio o del controtelaio); Traversa (l'elemento orizzontale del telaio o del controtelaio). DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo porta RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Controllo] Controllo elementi guida/manovra RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Controllo] Controllo delle guarnizioni e sigillanti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Controllo] Controllo vetri RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Controllo] Controllo del deterioramento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Intervento] Pulizia elementi RISORSE D'USO Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 81 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Detergenti [Intervento] Regolazione maniglia RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Intervento] Regolazione telai fissi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano [Intervento] Rinnovo dell'impregnazione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Impregnante [Intervento] Rinnovo della verniciatura RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Vernice - Pistola a spruzzo [Intervento] Ripristino telai RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Avvitatore [Intervento] Sostituzione infisso RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Scala a mano - Avvitatore - Trapano LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Le porte devono resistere alle sollecitazioni (urti, vento, ecc.) salvaguardando la propria integrità ed evitando il distacco, anche di parti degli stessi, in ragione anche della funzione richiesta al serramento stesso. Il livello minimo prestazionale è funzione del materiale impiegato e dei trattamenti a cui vengono sottoposti tutti gli elementi costitutivi, facendo riferimento alle norme vigenti ed in particolare alle norme UNI. Isolamento acustico Capacità di garantire adeguata resistenza alle emissioni di rumore, dall'esterno all'interno e viceversa, assicurando il benessere acustico. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 82 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Le porte devono fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, pertanto sia il materiale costituente, che gli spessori saranno funzione dell'ubicazione dell'immobile e della sua destinazione d'uso. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni In caso di aggressione da parte di agenti chimici presenti nell'ambiente, i serramenti quale livello minimo di funzionalità devono avere la capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche geometriche e chimicofisiche in modo da non pregiudicarne l'utilizzo, la tenuta all'acqua e al vento, mentre quale livello minimo estetico occorre evitare la scoloritura ed il formarsi di macchie o chiazze. Isolamento termico Capacità di garantire adeguata resistenza al passaggio di caldo e freddo, dall'esterno all'interno e viceversa, assicurando il benessere termico. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto al ogni serramento per l'isolamento termico è collegato al contenimento delle dispersioni così come previsto dalle normative vigenti. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo che i serramenti devono garantire per la sostituibilità delle parti o del tutto è funzione del serramento stesso, della sua composizione e della sua accessibilità nel caso di interventi di manutenzione. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le porte devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione dell'uso dei locali su cui insistono. Riparabilità Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo che i serramenti devono garantire è funzione del serramento stesso, della sua composizione e della sua accessibilità nel caso di interventi di riparazione e/o manutenzione. Resistenza al fuoco Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni tali da modificare il livello prestazionale. Livello minimo delle prestazioni In funzione delle caratteristiche e destinazione del fabbricato e dell'ambiente ove le porte verranno poste, la normativa vigente in materia antincendio detta i valori REI che devono essere rispettati. Controllo delle dispersioni di elettricità Idoneità ad impedire fughe di elettricità. Livello minimo delle prestazioni Per le porte costituite da materiale metallico è necessario che queste siano collegate con l'impianto di terra al fine di evitare, in caso di guasto, rischi di folgorazione. Il livello minimo prestazionale è legato al collegamento con l'impianto di terra al fine di evitare, in caso di guasto, rischi di folgorazione. ANOMALIE RISCONTRABILI Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Distacchi e scollamenti Valutazione: anomalia grave Distacchi e/o scollamenti di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 83 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, distacchi di materiale. Perdita di funzionalità Valutazione: anomalia grave Perdita di funzionalità connessa alla mancanza di regolazione e/o manutenzione periodica dei supporti e degli organi di manovra. Opacizzazioni Valutazione: anomalia grave Formazione di macchie ed aloni nei vetri e/o nel legno con conseguente perdita di lucentezza e maggiore fragilità. Degradi Valutazione: anomalia grave Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.). MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo porta - Controllo elementi guida/manovra - Controllo delle guarnizioni e sigillanti - Controllo vetri - Controllo del deterioramento INTERVENTI - Pulizia elementi - Regolazione maniglia - Regolazione telai fissi - Rinnovo dell'impregnazione - Rinnovo della verniciatura - Ripristino telai - Sostituzione infisso 4. 4 PARTIZIONE ESTERNA DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di dividere e conformare gli spazi esterni connessi con il sistema edilizio stesso. Unità tecnologiche di classe 4 PARTIZIONE ESTERNA - Partizione esterna orizzontale - Frangisole - Sistema di copertura parziale - Partizione esterna inclinata - scala metallica - Partizione esterna verticale - Ringhiere e parapetti Partizione esterna verticale - Ringhiere e parapetti Le ringhiere delle scale, i corrimano, le balaustre sono realizzati in manufatti di carpenteria metallica leggera o bullonata, con impiego di profilati normali (tondi. quadrati, piatti, angolari), di profili a sezione aperta o chiusa provenienti da laminazione o per composizione saldata. MODALITA' D'USO Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 84 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Quale modalità corretta d'uso occorre provvedere a effettuare controlli periodici sullo stato di conservazione degli elementi a garanzia della loro resistenza e stabilità, con il ricorso ad interventi ogni qual volta si denotino degradi in corso. 4.1. RINGHIERE, CORRIMANO E PARAPETTI METALLICI Classe di unità tecnologica: 4 PARTIZIONE ESTERNA Unità tecnologica: PARTIZIONE ESTERNA VERTICALE - RINGHIERE E PARAPETTI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le ringhiere delle scale, i corrimano, le balaustre sono realizzati in manufatti di carpenteria metallica leggera o bullonata, con impiego di profilati normali (tondi. quadrati, piatti, angolari), di profili a sezione aperta o chiusa provenienti da laminazione o per composizione saldata.Il parapetto è l'elemento di protezione laterale di una scala. La struttura costituente tali elementi può essere la più varia possibile, così come i materiali utilizzati: cemento armato, muratura, pietra, legno, ferro, alluminio, ecc. Solitamente il parapetto viene fissato ai pianerottoli e in punti intermedi delle rampe mediante dispositivi metallici (zanche, grappe, ecc) saldamente ancorati alla struttura portante. Per gli elementi di protezione si ricorda che l'altezza degli stessi deve essere almeno di 1,00 metro. QUANTO DETTO PER QUESTO ELEMENTO VALE ANCHE PER LA PARTIZIONE INTERNA VERTICALE (CHE QUINDI VIENE OMESSA). DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo collegamenti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Pulizia RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Rinnovo elementi di fissaggio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Rinnovi strutturali RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Poichè devono essere idonei a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi sotto l'azione di sollecitazioni meccaniche (urti, vento, ecc) il limite prestazionale è dettato dalla loro capacità di resistere e quindi continuare ad assolvere agli scopi per cui sono stati progettati e realizzati. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 85 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali sono connessi al mantenimento della funzionalità richiesta agli elementi stessi, pertanto la resistenza sotto l'azione di agenti aggressivi varierà, in termini di spessore e caratteristiche chimicofisiche, dal singolo materiale utilizzato. Controllo della scabrosità Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate. Livello minimo delle prestazioni Per la scabrosità dei materiali e per le tolleranze ammissibili per eventuali irregolarità si rimanda alla vigente normativa con particolare riferimento alle norme UNI. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo (già a livello progettuale) a elementi di comune diffusione nel mercato nazionale. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Tali elementi devono garantire un livello di pulizia accettabile. ANOMALIE RISCONTRABILI Corrosioni Valutazione: anomalia grave Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente riduzione delle sezioni resistenti. Distacchi e scollamenti Valutazione: anomalia grave Distacchi e scollamenti di parte o di tutto l'elemento dallo strato di supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne. Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Deposito superficiale Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Degradi Valutazione: difetto grave Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.). MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo delle superfici - Controllo collegamenti Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 86 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE INTERVENTI - Pulizia - Rinnovo elementi di fissaggio - Rinnovi strutturali 5. 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di consentire l'utilizzazione di flussi energetici, informativi e materiali richiesti dagli utenti e di consentire il conseguente allontanamento degli eventuali prodotti di scarto. Unità tecnologiche di classe 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI - impianto per l'automazione di porte, cancelli e barriere - impianto raccolta acque meteoriche piazzali - impianto fognario (acque nere) - rete adduzione acqua potabile e impianti lavaggio piazzali - impianto per l'illuminazione piazzali - Impianto elettrico edifici - Ascensore e pedana elettroidraulica (impianto fisso di trasporto) - Impianto idrosanitario - Impianto di climatizzazione - 8 impianto di telecomunicazioni impianto per l'automazione di porte, cancelli e barriere L'impianto per il controllo dei cancelli automatici permetterà di controllare l'apertura e la chiusura degli accessi. L'impianto sarà costituito da una centralina di controllo che collegherà i servocomandi e/o serrature automatiche ai pulsanti di controllo remoti dai quali sarà possibile comandare l'apertura o la chiusura dei cancelli motorizzati. L'impianto viene realizzato per cancelli da 6m e da 13m. L' automazione per cancello scorrevole con peso 1200kg e lunghezza 6 metri è così composta: motore monofase alimentazione 230VAC 50Hz potenza 1000W con portata massima pari a 1800kg completo di centralina elettronica di comando e controllo installata al di sopra del motore, di finecorsa di tipo magnetico e di piastra di montaggio, scheda ricevente frequenza 433 MHz con codifica ed antenna accordata, cremagliera in acciaio zincato 30x12 fissata con attacchi a saldare sul cancello, trasmittente per comando a distanza, doppio selettore a chiave (esterno/interno) con lo stesso blocchetto serratura per apertura automazione per montaggio a parete, lampeggiatore arancione per segnalazione cancello in movimento, cartello di segnalazione, doppia coppia di fotocellule di sicurezza (interne/esterne) con portata pari a 30 metri montate su colonnine in metallo, costa meccanica di sicurezza posta sulla battuta del cancello, le tubazioni ed i conduttori di collegamento per le fotocellule, i selettori a chiave e la ricevente con antenna. L' automazione per cancello per cancello scorrevole con peso 190kg/ml e lunghezza 13 metri è così composta: motore monofase alimentazione 380VAC 50Hz potenza 1000W con portata massima pari a 3500kg idoneo per servizio di tipo industriale con frequenza max di utilizzo del 50%, completo di centralina elettronica di comando e controllo installata all'interno del cofano di protezione del motore, di finecorsa di tipo meccanico e di piastra di montaggio, scheda ricevente frequenza 433 MHz con codifica ed antenna accordata, cremagliera in acciaio zincato 30x30 modulo 6 fissata con attacchi a saldare sul cancello, trasmittente per comando a distanza, doppio selettore a chiave (esterno/interno) con lo stesso blocchetto serratura per apertura automazione per montaggio a parete, lampeggiatore arancione per segnalazione cancello in movimento, cartello di segnalazione, quattro coppie di fotocellule di sicurezza (interne/esterne) con portata pari a 30 metri montate su colonnine in metallo, quattro coste meccaniche di sicurezza poste sulla battuta del cancello in chiusura, sulla parte mobile e sul telaio di scorrimento (interno/esterno), tubazioni ed i conduttori di collegamento per le fotocellule, i selettori a chiave e la ricevente con antenna. Le due tipologie di automatismo includono gli allacci e i cavidotti per la realizzazione della linea elettrica di potenza per l'alimentazione della motorizzazione e l'interruttore di protezione della stessa. MODALITA' D'USO L'impianto permetterà di controllare da remoto gli accessi dall'esterno. impianto raccolta acque meteoriche piazzali Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 87 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE L'impianto di raccolta delle acque meteoriche ha lo scopo di raccogliere le acque dei piazzali provenienti da eventi di pioggia e da operazioni di pulizia. L'impianto è composto da tubazioni, chiusini di raccolta e di ispezione, e chiusini per la raccolta dell'acqua bianca. MODALITA' D'USO Quale modalità d'uso corretta si indica la necessità di eseguire controlli periodici atti a verificare il mantenimento di buone condizioni di funzionamento e scarico delle condotte, ad evitare la formazione di accumuli indesiderati e consentire di intervenire tempestivamente al fine di non ridurre il rendimento della condotta stessa, alla verifica di tenuta e conservazione sia dei pozzetti che dei chiusini. impianto fognario (acque nere) L'impianto di scarico delle acque reflue è composto da un insieme di componenti con lo scopo di raccogliere le acque usate (acque fecali, acque saponose e acque grasse) e trasportarle nel corpo ricettore che può essere anche la rete fognaria pubblica Solitamente i sistemi di scarico funzionano per gravità. Tutti gli impianti devono osservare le norme di igiene vigenti, tra le quali ricordiamo che tali sistemi devono smaltire rapidamente le acque di scarico ed essere a tenuta per evitare fuoriuscite di liquidi ed aeriformi. MODALITA' D'USO Le modalità d'uso corretto del sistema di scarico delle acque reflue sono ovviamente tutte quelle operazioni tali da salvaguardare la funzionalità del sistema stesso. E' pertanto necessario verificare periodicamente la pulizia degli elementi, i loro ancoraggi alla struttura portante e le caratteristiche di funzionalità. rete adduzione acqua potabile e impianti lavaggio piazzali L'impianto di adduzione acqua potabile consente di portare agli immobili e ai piazzali acqua. E' composto da tubazioni, valvole e pozzetti. Questa unità tecnologica viene accorpata con l'impianto di lavaggio piazzali in quanto in parte costituita dai medelini elementi con l'aggiunte degli idranti collocati in appositi pozzetti. MODALITA' D'USO Tutti gli impianti dovranno essere eserciti secondo le norme, rispettando per ciascuno, le caratteristiche di funzionamento di ogni componente. impianto per l'illuminazione piazzali L'impianto di illuminazione per esterni permette di creare condizioni di visibilità negli ambienti circostanti, in mancanza d'illuminazione naturale. L'impianto di illuminazione deve consentire, nel rispetto del risparmio energetico, un buon livello ed uniformità di illuminamento, limitazione dell'abbagliamento, direzionalità della luce, colore e resa della luce. L'impianto di illuminazione è costituito da uno o più corpi illuminanti, nel cui interno è alloggiata la sorgente di luce (armatura); il tutto sorretto da una struttura metallica idonea. I tipi di lampade utilizzabili per gli impianti di illuminazione esterna sono: - lampade ad incandescenza ( adatte per l'illuminazione di vialetti residenziali e giardini); - lampade fluorescenti ( idonee anche per ambienti esterni, devono essere protette meccanicamente) - lampade compatte ( di dimensioni e consumo di energia ridotte, possiedono un ciclo di vita molto lungo ) ; - lampade ad alogeni ( idonee per grandi spazi come piazze e campi sportivi, monumenti); - lampade a ioduri metallici ( utilizzate in grandi aree, piazze, campi sportivi); - lampade a vapore di mercurio ( sono utilizzate per illuminazione residenziale, stradale e di parchi); - lampade a vapore di sodio bassa pressione (ottime per zone nebbiose, sono utilizzate nelle gallerie e svincoli stradali); - lampade a vapore di sodio alta pressione ( utilizzate per l'illuminazione stradale ed industriale) Per quanto concerne le strutture di sostegno dei corpi illuminanti, queste possono essere: - strutture a parete per corpi illuminanti ; - pali per il sostegno dei corpi illuminanti. MODALITA' D'USO Tutti i componenti elettrici di un impianto di illuminazione esterna, devono essere muniti di marcature CE, obbligatoria dal 1° gennaio 1997; nel caso di compo nenti che possono emettere disturbi, come le lampade a scarica, deve essere certificata la compatibilità elettromagnetica. Per la protezione dai contatti indiretti, per questi impianti possono essere utilizzati due tipi di apparecchi: -apparecchi in classe I, provvisti di isolamento funzionale in tutte le loro parti e muniti di morsetto di terra -apparecchi in classe II, dotati di isolamento speciale e senza morsetto di terra Tutti i corpi illuminanti devono avere, riportate nella marcatura, tutti i dati inerenti la tensione, la potenza, e la frequenza di esercizio. Per la protezione dai contatti diretti, deve essere ben specificato nelle caratteristiche dell'armatura il grado IP di protezione. A completamento della presente unità tecnologica si rimanda agli allegati C. Impianto elettrico edifici Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 88 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE L'impianto elettrico interno è essenzialmente costituito da una linea di alimentazione, da uno o più contenitori ( quadri ) con relative protezioni ( interruttori ), dalle linee di trasporto dell'energia e da gli utilizzatori, comprese le prese. La collocazione del gruppo di misura deve essere sempre concordata con l'ente erogatore, è preferibile tuttavia posizionare il o i contatori per la misura di energia, fuori dal fabbricato, in apposito contenitore privo di masse, di dimensioni tali da poter contenere oltre a gli strumenti di misura, anche le protezioni della linee in partenza. Nel caso di attività commerciali che rientrano nella categoria di luoghi con pericolo di esplosione e incendio, l'interruttore generale deve essere provvisto di bobina di sgancio azionabile da un pulsante a spacco di vetro, posto all'esterno, in prossimità dell'ingresso. La linea montante protetta da proprio interruttore raggiunge il primo quadro, posto al'interno del fabbricato o locale, attestandosi sull'interruttore generale. La composizione degli interruttori del quadro dovrà essere eseguita in relazione alle linee di alimentazione degli utilizzatori o dei settori, nel caso di sottoquadri questi dovranno essere dimensionati con gli stessi criteri del quadro principale ( generale ). L'impianti di nuova installazione e eseguiti dopo il 5 marzo 1990 deve essere corredati di impianto di terra e interruttori differenziali ad alta sensibilità, la loro esecuzione può essere sottotraccia o in esterno entro tubazione o canalizzazione autoestinguente. Per gli impianti che rientrano nella legge n. 46 del 5 marzo 1990 e sono soggetti a progetto, deve essere dato incarico ad un professionista inscritto all'Albo per l'esecuzione degli elaborati. Gli impianti nuovi o revisionati devono essere corredati da Dichiarazione di Conformità, rilasciata dall'Impresa che ha eseguito i lavori, la quale deve essere in possesso dei requisiti specifici per eseguire tali lavori. L'mpianto elettrico negli edifici include anche tuttle le apparecchiature di illunminazione. Per svolgere qualunque tipo di attività, produttiva, ricreativa o di altro tipo, all'interno di ambienti bui o durante le ore notturne, occorre che l'ambiente stesso sia illuminato opportunamente, non sempre una quantità eccessiva di luce rende confortevole o usufruibile un luogo di lavoro o di svago; è opportuno quindi che l'utilizzo di luce artificiale sia idoneo secondo il tipo di attività e rispondente alle normative. Una buona illuminazione negli ambienti di lavoro, riduce il rischio di affaticamento e incidenti, rende l'ambiente più piacevole aumentando, in certi casi, anche la produttività. Importante risulta l'illuminazione nelle attività commerciali, dove una buona scelta aiuta e valorizza le merci esposte. Nell'illuminazione di interni è opportuno non tralasciare il risparmio energetico e conseguentemente economico; la scelta del posizionamento, del tipo e delle esigenze minime, sono fattori determinanti per la realizzazione di un buon impianto di illuminazione. Gli impianti di illuminazione per interni vengono classificati in base al loro tipo di impiego: - ordinari ( mancanti di protezioni contro la penetrazione di corpi solidi e di acqua ) - di uso generale - regolabili ( la cui parte principale può essere orientata o spostata ) - fissi - mobili ( possono essere spostati rimanendo collegati al circuito di alimentazione ) - da incasso ( totalmente o parzialmente incassati nella superficie di posa ) In riferimento alla protezione contro i contatti diretti, gli apparecchi d'illuminazione possono essere inoltre suddivisi in tre categorie: - apparecchi di classe I ( provvisti di isolamento principale e morsetto di terra ) - apparecchi di classe II ( provvisti di isolamento principale e supplementare o rinforzato, non hanno il morsetto di terra ) - apparecchi di classe III ( alimentati a bassissima tensione di sicurezza ) Il grado di protezione degli apparecchi è definito dalla sigla IP seguita da almeno due numeri che ne determinano il primo, il grado di protezione contro i corpi solidi ed il secondo contro i liquidi ( IP 20 ordinario ..... IP 68 protetto contro la polvere e per posa sommersa ). A seconda del tipo di posa e del corpo illuminante utilizzato, i sistemi di illuminazione possono essere a illuminazione diretta, indiretta o mista. I principali parametri da prendere in considerazione per la realizzazione di un impianto di illuminazione sono: il livello e l'uniformità di illuminamento, il colore della luce e la resa del colore e la limitazione dell'abbagliamento. Particolare attenzione dovrà essere posta negli impianti installati nei luoghi di lavori, nei quali la componente abbagliamento ha una importanza rilevante al fine di evitare incidenti ( lavorazioni con utensili ) e disagio ( luoghi con presenza di terminali ) La classificazione delle sorgenti luminose utilizzabili negli ambienti interni può essere in due grandi categorie: - a irradiazione per effetto termico ( lampade ad incandescenza ) - a scarica nei gas e nei vapori ( lampade fluorescenti, a vapori di mercurio, di sodio, ecc. ) Un corpo illuminante è composto, oltre che dalla lampada, da un diffusore, un riflettore e un rifrattore. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 89 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Il diffusore costituito da un involucro di vetro o di materiale plastico, è utilizzato negli apparecchi di illuminazione dove è richiesta una illuminazione diffusa o semidiretta, in quanto il flusso luminoso è distribuito abbastanza uniformemente in tutte le direzioni. Il riflettore è costituto da superfici speculari ( alluminio brillante, vetro, lamiera smaltata ) che riflettono la luce emessa dalla lampada in una determinata direzione ( fascio largo o stretto ) I proiettori rientrano nella categoria dei riflettori. Il rifrattore è composto da un involucro trasparente recante profonde solcature, con profilo e orientamento prestabiliti al fine di modificare la distribuzione della luce, alcuni apparecchi illuminanti possono essere proiettori e rifrattori. MODALITA' D'USO Gli impianti elettrici progettati e non, devono essere utilizzati e mantenuti secondo le prescrizioni previste dalle Norme CEI. Per gli impianti soggetti a verifica, è obbligatorio richiedere prima della scadenza, l'intervento della ASL, la quale, a collaudo eseguito, rilascerà un verbale con gli interventi da eseguire o il risultato positivo del collaudo. Modifiche gli impianti elettrici ampliandoli o gravandoli con un quantitativo di utilizzatori non previsto, può essere causa di disservizio, con conseguente sgancio dell'interruttore posta a protezione della linea di alimentazione; in casi particolari, si può determinare anche l'innesco d'incendio. Non sono ammessi interventi da parte di personale non qualificato, oltre a vietarlo la norma, ciò può essere anche causa di gravi infortuni. Oltre alle verifiche previste dalle norme, 5 anni per gli impianti normali, 2 anni per gli impianti speciali ( pericolo di incendio e esplosione, studi medici ecc. ) è obbligo del proprietario o del responsabile del fabbricato, mantenere l'impianto in perfetta efficienza e sicurezza, intervenendo ogni qual volta si presuma vi sia pericolo. Tutti i componenti elettrici di un impianto di illuminazione interna, devono essere muniti di marcature CE, obbligatoria dal 1° gennaio 1997; nel caso di compo nenti che possono emettere disturbi, come le lampade a scarica, deve essere certificata la compatibilità elettromagnetica. Per la protezione dai contatti indiretti, per questi impianti possono essere utilizzati due tipi di apparecchi: -apparecchi in classe I, provvisti di isolamento funzionale in tutte le loro parti e muniti di morsetto di terra - apparecchi in classe II, dotati di isolamento speciale e senza morsetto di terra Tutti i corpi illuminanti devono avere, riportate nella marcatura, tutti i dati inerenti la tensione, la potenza, e la frequenza di esercizio. Per la protezione dai contatti diretti, deve essere ben specificato nelle caratteristiche dell'armatura il grado IP di protezione. I requisiti che da un impianto di illuminazione sono richiesti, al fine di una classificazione buona sono: - buon livello di illuminamento in relazione alle caratteristiche e destinazione dei locali - tipo di illuminazione ( diretta, semi diretta, indiretta ) - tipo di lampada in relazione all'efficienza luminosa ed alla resa cromatica Per illuminamento si intende il flusso luminoso per unità di superficie ed i valori minimi consigliati sono riferiti al tipo di attività che viene svolta nel locale. Anche il tipo di illuminazione ( diretta, semi diretta, indiretta ) è dettato dal tipo di attività a cui è destinato l'impianto ed è evidente che la massima efficienza la si raggiunge con quella diretta. La scelta della lampada e quindi del tipo di illuminazione può essere dettata da vari fattori, è quindi opportuno conoscere i vantaggi e gli svantaggi dei vari tipi di lampada di seguito elencati: - La lampada ad incandescenza permette una accensione istantanea e non necessita di alimentatore, ha tuttavia costi di esercizio elevati ed elevata produzione di calore. - Le lampade alogene ( con attacco doppio, unilaterale, bassissima tensione, dicroica ) emettono una luce bianca con buona efficienza luminosa e non necessita di alimentatore. - La lampada fluorescente ( lineare o compatta ) è commercializzata con una ampia scelta di tonalità di luce, ha una bassa luminanza, alto livello di illuminamento, necessita di alimentatore. - La lampada ad alogenuri metallici ( doppio attacco o unilaterale ) è caratterizzata da una forte concentrazione di flusso luminoso, necessita di alimentatore - Le lampade al sodio alta pressione ( doppio attacco o unilaterale ) hanno una lunga durata, sono indicate per l'illuminazione di arredo, necessitano di alimentatore. A completamento della presente unità tecnologica si rimanda agli allegati C. Ascensore e pedana elettroidraulica (impianto fisso di trasporto) Per ascensore si intende un apparecchio elevatore a motore che collega livelli differenti di un manufatto, dotato di una cabina, munita di comandi e di dimensioni tali da consentire il trasporto di persone e/o cose, che si sposta lungo guide rigide di inclinazione sull'orizzontale superiore a 15°. Per montacarichi si intend e un apparecchio elevatore a motore che collega livelli differenti di un manufatto, dotato di una cabina non munita di comandi e tale da consentire il trasporto di cose (talvolta persone ma solo per operazioni di carico e scarico), che si sposta lungo guide rigide di inclinazione sull'orizzontale superiore a 15°. Gli ascensori ed i montacarichi Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 90 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE devono essere progettati, fabbricati e installati da persona abilitata al rilascio della dichiarazione di conformità relativa e all'apposizione della marcatura CE. Il sistema tecnologico per il trasporto delle persone e/o merci ai piani superiori degli immobili utilizzato è composto da ascensore per edifici privati con impianto ad azionamento elettrico.L'impianto è installato in vano proprio, ad azionamento elettrico, di tipo automatico, portata kg 475, per n. 6 persone, n. 5 fermate, corsa utile m 13,60, velocità mxs 0,60, rapporto di intermittenza 40%, macchinario posto in alto, motore elettrico trifase in circuito di adatta potenza, guide di scorrimento per la cabina e per il contrappeso in profilati di acciaio a T trafilato, contrappeso in pani di ghisa, livellamento al piano con frenatura elettrica a mezzo di tiristori e regolatore elettronico della velocità, cabina con larghezza m 0,95, profondità m 1,30, con pareti in lamiera di acciaio trattata contro la corrosione, in pannelli a specchiature verticali internamente rivestiti in polivinilcloruro di colore a scelta secondo campionario, aereazione naturale tramite apposite aperture predisposte nel pannello di comando e nel pannello opposto, illuminazione a luce diffusa mediante lampade fluorescenti incorporate in diffusore in perspex opalino, pavimento ricoperto in P.V.C., un ingresso in cabina con porta automatica a due partite telescopiche, con dispositivo elettromeccanico di interdizione, corredata di fotocellula posta sulle spallette di cabina, pannelli della porta finiti internamente come la cabina, apertura netta di mm 800 e di mm 2000 di altezza; porte di piano automatiche a due partite telescopiche, abbinate alle porte di cabina, pannelli in lamiera di acciaio trattata contro la corrosione esternamente, rivestiti in polivinilcloruro come le porte ai piani predisposti per l'applicazione delle bottoniere e per il fissaggio delle sospensioni e soglie delle porte automatiche di piano; gruppo di manovra alimentato a corrente raddrizzata. MODALITA' D'USO La messa in servizio degli ascensori e dei montacarichi è soggetta ad una comunicazione al comune da parte del proprietario entro dieci giorni dalla data della dichiarazione CE di conformità dell'impianto, nella comunicazione devono essere annotate le seguenti caratteristiche dell'impianto: la velocità, la portata, la corsa , in numero di fermate e il tipo di stazionamento, oltre al nominativo o la ragione sociale dell'installatore dell'ascensore. La comunicazione deve inoltre contenere: l'indicazione della ditta a cui è stata affidata la manutenzione dell'impianto, l'indicazione del soggetto incaricato di effettuare le ispezioni periodiche sull'impianto che abbia accettato l'incarico. Le verifiche periodiche sugli impianti di ascensori devono essere effettuate ogni due anni e potranno essere effettuate dalle ASL, dalle ARPA o dall'Ispettorato del Lavoro, in alternativa il proprietario potrà avvalersi di organismi notificati ( art 13 DPR 162/99). L'ente che esegue la verifica è tenuto a rilasciare un verbale , verbale i cui esiti devono essere annotati o allegati ad un apposito libretto. Impianto idrosanitario L'impianto di distribuzione, adibito alla distribuzione idrica sanitaria, è costituito da tutto l'insieme degli elementi tecnici che consentono l'utilizzazione dell'acqua calda e fredda all'interno degli spazi interni del sistema edilizio o degli spazi esterni connessi. L'impianto è costituito da 1) gli allacciamenti che collegano la rete principale alla rete di utenza; 2) le macchine idrauliche che controllano le caratteristiche dell'acqua da erogare; 3) gli accumuli che assicurano la riserva idrica adeguata all'uso degli utenti; 4) i riscaldatori che consentono l'aumento della temperatura dell'acqua fredda; 5) le reti di distribuzione dell'acqua che hanno il compito di trasportare l'acqua fino ai terminali di erogazione; 6) e reti di ricircolo dell'acqua calda che mantengono in costante circolazione l'acqua calda in modo da assicurare la temperatura desiderata; 7) gli apparecchi sanitari che consentono agli utenti di utilizzare ia l'acqua calda che fredda. MODALITA' D'USO Tutti gli impianti dovranno essere eserciti secondo le norme, rispettando per ciascuno, le caratteristiche di funzionamento di ogni componente . Tutte le operazioni di manutenzione e conduzione dovranno essere affidate a personale qualificato ai sensi del D.M. n.37/200 Impianto di climatizzazione Un impianto di climatizzazione serve a dare il massimo confort ambientale climatizzando i locali tramite il controllo dei parametri di umidità e di temperatura dell'aria immessa o ricircolata negli ambienti climatizzati.Tali impianti sono composti da vari componenti assemblati e accostati in modo da effettuare i giusti trattamenti all'aria ambiente, in genere sono composti da una centrale di trattamento aria che ha il compito di riscaldare o raffreddare, di deumidificare o umidificare e di post riscaldare l'aria trattata, le batterie di riscaldamento e raffreddamento sono servite rispettivamente da caldaia e da gruppo frigo. Inoltre tali impianti possono essere dotati di filtri scambiatori a recupero di calore con i flussi incrociati dell'aria, tali filtri servono a recuperare il calore dell'aria espulsa cedendolo all'aria di rinnovo immessa nell'impianto. MODALITA' D'USO Tutti gli impianti dovranno essere eserciti secondo le norme, rispettando per ciascuno, il periodo e l'orario di accenzione assegnato. Tutte le operazioni di manutenzione e conduzione dovranno essere affidate a personale qualificato ai sensi della legge 46/90. completamento della presente unità tecnologica si rimanda agli allegati D. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 91 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE 5.1. MOTORIZZAZIONE CANCELLI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO PER L'AUTOMAZIONE DI PORTE, CANCELLI E BARRIERE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I servomotori saranno installati direttamente sui cancelli o nelle loro immediate vicinanze e permetteranno l'apertura o la chiusura automatica dei cancelli e portoni di ingresso su cui sono installati. Saranno diversi a seconda del tipo di cancello su cui devono essere installati che potrà essere del tipo ad apertura battente o scorrevole. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Scale o ponteggio mobile - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. [Intervento] Sostituzioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzi manuali di uso comune - Scaleo o ponteggio mobile [Intervento] Intervento manutenzione ordinaria RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di isolamento - Attrezzi manuali di uso comune - Scaleo o ponteggio mobile LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica I servomotori devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'uso a cui sono destinati e all'ambiente di posa in modo da evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. Livello minimo delle prestazioni Devono essere dimensionati in modo da permettere la completa apertura e chiusura del cancello e dotati di sistemi di sicurezza che ne impediscano l'apertura o chiusura nel caso l'area di manovra del cancello risultasse occupata da macchine o persone. Funzionalità La funzionalità di un servocomando è quella di permettere l'apertura e la chiusura automatica del cancello su cui è installato. Il buon funzionamento del servocomando è determinato soprattutto dalla sua perfetta installazione e dall'utilizzo di componenti idonei e certificati. Livello minimo delle prestazioni Il funzionamento costante e corretto è garantito dall'utilizzo di componenti di qualità e da una installazione fatta a regola d'arte. Sostituibilità Idoneità a consentire la collocazione di elementi tecnici nuovi al posto di quelli danneggiati. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni con facilità, senza creare pregiudizio all'intero sistema. Riparabilità Le pareti devono consentire il ripristino della funzionalità e dell'efficienza di parti ed elementi degradati. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare riparazioni con facilità, senza creare pregiudizio all'intero sistema. Ispezionabilità Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 92 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Attitudine dell'elemento ad essere agevolmente ispezionato al fine di verificarne lo stato di conservazione e funzionalità e di consentirne l'eventuale successiva riparazione o sostituzione. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare ispezioni con facilità, senza creare pregiudizio all'intero sistema. Smontabilità Attitudine dell'elemento ad essere facilmente smontato e asportato dalla sua collocazione abituale, all'interno del subsistema cui appartiene, in modo da essere riparato in altra sede. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare smontaggio degli elementi costituenti il sistema con facilità, senza creare pregiudizio all'intero sistema. ANOMALIE RISCONTRABILI Mancata apertura e/o chiusura cancello Valutazione: anomalia grave Il cancello non si apre o non si chiude al comando. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Verifica buon funzionamento INTERVENTI - Sostituzioni - Intervento manutenzione ordinaria 5.2. CENTRALINA DI CONTROLLO ED ACCESSORI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO PER L'AUTOMAZIONE DI PORTE, CANCELLI E BARRIERE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE La centralina di controllo dell'impianto sarà collegata sia ai servocomandi dei cancelli che agli interruttori di controllo remoto di apertura o chiusura. Ai servocomandi dovrà fornire oltre alla corrente elettrica di alimentazione anche l'impulso di apertura o chiusura. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Scale o ponteggio mobile - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzi manuali di uso comune - Scaleo o ponteggio mobile Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 93 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Intervento] Intervento su i contatti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzi manuali di uso comune - Scaleo o ponteggio mobile LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Funzionalità La funzionalità sarà determinata soprattutto dalla perfetta esecuzione dell'impianto oltre che dall'utilizzo di componenti idonei e certificati. Livello minimo delle prestazioni Una installazione a regola d'arte e l'utilizzo di materiali di qualità adeguata dovrebbero garantire un funzionamento costante e corretto. Sostituibilità Idoneità a consentire la collocazione di elementi tecnici nuovi al posto di quelli danneggiati. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni con facilità, senza creare pregiudizio all'intero sistema. Riparabilità Le pareti devono consentire il ripristino della funzionalità e dell'efficienza di parti ed elementi degradati. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare riparazioni con facilità, senza creare pregiudizio all'intero sistema. Ispezionabilità Attitudine dell'elemento ad essere agevolmente ispezionato al fine di verificarne lo stato di conservazione e funzionalità e di consentirne l'eventuale successiva riparazione o sostituzione. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare ispezioni con facilità, senza creare pregiudizio all'intero sistema. Smontabilità Attitudine dell'elemento ad essere facilmente smontato e asportato dalla sua collocazione abituale, all'interno del subsistema cui appartiene, in modo da essere riparato in altra sede. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare smontaggio degli elementi costituenti il sistema con facilità, senza creare pregiudizio all'intero sistema. Sicurezza elettrica La centralina deve essere perfettamente compatibile agli altri elementi dell'impianto garantendo l'apertura e la chiusura dei cancelli controllati dal sistema. Livello minimo delle prestazioni La centralina deve essere installata in modo da evitare incidenti agli utilizzatori. ANOMALIE RISCONTRABILI Mancata apertura e/o chiusura dei cancelli Valutazione: anomalia grave I cancelli non rispondono ai comandi di apertura e chiusura impartiti dal controllo remoto. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Verifica buon funzionamento Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 94 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE INTERVENTI - Sostituzioni - Intervento su i contatti 5.3. TUBAZIONI E CANALIZZAZIONI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO PER L'AUTOMAZIONE DI PORTE, CANCELLI E BARRIERE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I conduttori devono essere protetti da tubazione o canalizzazione che preservi l'integrità della linea da agenti atmosferici o urti accidentali. I condotti utilizzati devono essere del tipo autoestinguenti e la loro posa può essere a vista o sottotraccia in funzione del luogo di installazione. Questi tipi di componenti dell'impianto elettrico devono essere marcati CE. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune - Misuratore di prova per interruttori differenziali [Intervento] Ripristino del grado di protezione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Funzionalità Le canalizzazioni possono essere eseguiti in posa a parete o sottotraccia, in entrambi i casi la tubazione o la canalizzazione utilizzata deve essere autoestinguente e marcata CE. Le condutture, al loro interno, devono avere un terso dell'area libera da conduttori, in modo da poter effettuare agevolmente la sostituzione o la verifica di sfilabilità dei conduttori stessi. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Resistenza meccanica Tutte le canalizzazioni devono essere idonee all'ambiente e tali da poter resistere a sollecitazioni meccaniche ed a urti; ad evitare rotture o deformazioni. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI Deformazione delle tubazioni Valutazione: anomalia grave Sono frequenti i casi di canalizzazioni o tubazioni che per effetto della temperatura dell'ambiente, per usura o per sollecitazioni esterne, subiscono deformazioni o rotture. I punti deboli di un impianto in tubazione a parete sono le giunzioni e gli ingressi nelle scatole di derivazione. Urti, eccessiva vicinanza a sorgenti di calore, possono essere causa di deformazione e rottura delle tubazioni. Rottura delle tubazioni Valutazione: anomalia grave La presenza di forti fonti di calore o tipi di lavorazioni con movimentazione di macchine o materiale, determinano rotture e deformazioni delle tubazioni o delle canalizzazioni. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 95 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale INTERVENTI - Ripristino del grado di protezione 5.4. COLLETTORI E CONDOTTE Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO RACCOLTA ACQUE METEORICHE PIAZZALI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Si raggruppano sotto questa voce sia le condotte che collegano il singolo insediamento o immobile alla fognatura che i collettori costituenti la fognatura stessa. I materiali costituenti tali elementi solitamente sono : calcestruzzo, gres ceramico, pvc. Le forme tipiche utilizzate sono : ovoidale, circolare, rettangolare o policentrica. Le condotte sono posizionate, previa realizzazione dello scavo, su un letto di sabbia o di calcestruzzo magro, e rinfiancate con medesimo materiale a seconda anche la quota di posa e dei carichi a cui la condotta è sottoposta. Le condotte ed i collettori devono poter essere ispezionati, pertanto ove la sezione lo consenta sono presenti chiusini per ispezione che permettono l'accesso entro la condotta stessa, mentre ove la sezione sia piccola si realizzano ad intervalli pressoché regolari, dei pozzetti di ispezione che permettono oltre all'accesso anche la possibilità di inserire sonde ed effettuare operazioni di manutenzione. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo della funzionalità RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo delle pendenze RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo perdite RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia collettori RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Sonda [Intervento] Rinnovo collettori RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Mola a disco - Saldatrice Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 96 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale dei collettori al fine della resistenza meccanica è connesso al mantenimento delle condizioni di funzionalità anche sotto sollecitazioni di varia natura, pertanto il progetto e la scelta del materiale impiegato dovranno tener conto di sollecitazioni esterne, ad eccezione di eventi particolari. Tenuta all'acqua Capacità di un elemento di impedire l'infiltrazione di acqua al proprio interno. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale dei collettori al fine di garantire la tenuta è regolamentato dalle norme UNI vigenti, ed i requisiti e valori di riferimento variano in funzione del materiale adoperato. Controllo delle dispersioni Idoneità ad impedire fughe di fluidi. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale è quello di impedire qualsiasi fuga di fluidi : affinché i collettori possano esseri idonei a ciò deve essere verificato periodicamente il sito ove gli stessi sono stati posizionati. Tenuta agli aeriformi Capacità di un elemento di impedire l'infiltrazione di aeriformi al proprio interno. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale dei collettori al fine di garantire la tenuta agli aeriformi è regolamentato dalle norme UNI vigenti, ed i requisiti e valori di riferimento variano in funzione del materiale adoperato. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni I collettori, quale livello minimo prestazionale per la pulibilità, devono essere facilmente individuabili ed accessibili. Riparabilità Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni I collettori, quale livello minimo prestazionale per la riparabilità, devono essere facilmente individuabili ed accessibili, in modo da consentire di ripristinare l'integrità e la funzionalità nel caso dovessero subire deformazioni o rotture. Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori. Livello minimo delle prestazioni I collettori, quale livello minimo prestazionale per la facilità di intervento, devono essere facilmente individuabili ed accessibili, pertanto è necessario provvedere a segnalare i percorsi o sul terreno o in cartografie specifiche. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni I collettori, quale livello minimo prestazionale per la sostituibilità, devono essere realizzati con prodotti facilmente reperibili sul mercato, pertanto di caratteristiche codificate. Si fa riferimento alle norme UNI relative a ciascun materiale utilizzato. Controllo della portata Attitudine a garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni Quale livello minimo prestazionale i collettori devono essere in grado di garantire in ogni momento la portata richiesta dall'impianto secondo le indicazioni progettuali a cui si deve far riferimento. ANOMALIE RISCONTRABILI Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Errori di montaggio Valutazione: anomalia grave Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 97 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, modifica delle pendenze o perdite di fluido e/o aeriformi. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, distacchi di materiale. Corrosioni Valutazione: anomalia grave Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente riduzione delle sezioni resistenti. Distacchi e scollamenti Valutazione: anomalia grave Distacchi e/o scollamenti di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad invecchiamento del materiale, a sollecitazioni esterne, a sovraccarichi, a radici delle piante, ecc., tali da causare distacchi degli stessi elementi, perdite di fluido e/o aeriformi, ed introduzione di terreno e vegetali all'interno della tubazione. Depositi Valutazione: anomalia lieve Accumulo di grassi e/o cappellacci saponosi o di altri materiali estranei di quantità e/o dimensioni tali da creare l'intasamento o l'otturazione parziale o totale dei collettori facendo così venir meno la funzionalità degli stessi. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo della funzionalità - Controllo delle pendenze - Controllo perdite INTERVENTI - Pulizia collettori - Rinnovo collettori 5.5. POZZETTI DI ISPEZIONE Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO RACCOLTA ACQUE METEORICHE PIAZZALI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I pozzetti di ispezione vengono realizzati per consentire il controllo delle condotte ed effettuare interventi manutentivi. Possono essere realizzati di piccole dimensioni nei quali si opera dall'esterno oppure di dimensioni tali da permettere l'ingresso nella condotta, o lateralmente ad essa, dotati di scalette di accesso e camera di lavoro. Solitamente sono realizzati con struttura in muratura o in cemento armato e presentano le solite caratteristiche di un manufatto edilizio. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo in superficie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo della funzionalità RISORSE D'USO Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 98 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia pozzetti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Sonda [Intervento] Rinnovo pozzetti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Betoniera LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo delle dispersioni Idoneità ad impedire fughe di fluidi. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale è quello di impedire qualsiasi fuga di fluidi e/o aeriformi: affinché i pozzetti possano esseri idonei a ciò deve essere verificato periodicamente il sito ove gli stessi sono stati posizionati. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale dei pozzetti al fine della resistenza meccanica è connesso al mantenimento delle condizioni di funzionalità anche sotto sollecitazioni di varia natura, pertanto il progetto e la scelta del materiale impiegato dovranno tener conto di sollecitazioni esterne, ad eccezione di eventi particolari. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la pulibilità, devono essere facilmente individuabili ed accessibili. Riparabilità Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la riparabilità, devono essere facilmente individuabili ed accessibili, in modo da consentire di ripristinare l'integrità e la funzionalità nel caso dovessero subire deformazioni o rotture. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la sostituibilità, devono essere realizzati con prodotti facilmente reperibili sul mercato, pertanto di caratteristiche codificate. Si fa riferimento alle norme UNI relative a ciascun materiale utilizzato. Ispezionabilità Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori. Livello minimo delle prestazioni I collettori, quale livello minimo prestazionale per la facilità di intervento, devono essere facilmente individuabili ed accessibili, pertanto è necessario provvedere a segnalare i percorsi o sul terreno o in cartografie specifiche. Controllo della portata Attitudine a garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni Quale livello minimo prestazionale i pozzetti devono essere di dimensione esposizione tale da costituire elementi di continuità per l'intera condotta,senza causare ostacolo o restringimento. ANOMALIE RISCONTRABILI Deformazioni Valutazione: anomalia grave Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 99 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Errori di montaggio Valutazione: anomalia grave Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, modifica delle pendenze o perdite di fluido e/o aeriformi. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, distacchi di materiale. Accumuli Valutazione: anomalia lieve Accumuli di reflui, causati o da errori nella predisposizione delle pendenze o per depositi accumulati entro i collettori tali da interrompere il deflusso delle acque reflue. Corrosioni Valutazione: anomalia grave Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente riduzione delle sezioni resistenti. Distacchi Valutazione: anomalia grave Distacchi di parte o di tutto il manufatto a seguito di erosioni delle pareti determinate dal continuo contato con reflui aggressivi e deterioramento delle finiture (scalette, chiusini, attacchi alla condotta, ecc.). Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie ed all'interno dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo in superficie - Controllo della funzionalità INTERVENTI - Pulizia pozzetti - Rinnovo pozzetti 5.6. CADITOIE E CHIUSINI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO RACCOLTA ACQUE METEORICHE PIAZZALI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le caditoie (o pozzetti di drenaggio) sono utili per raccogliere le acque che cadono su di una superficie e condurle verso il collettore di raccolta. Le caditoie vengono incassate nel terreno, sono generalmente con struttura in cemento o muratura e sono dotate superiormente di un chiusino grigliato in cemento, ghisa, ecc.. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo in superficie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 100 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo della funzionalità RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia caditoie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Sonda [Intervento] Rinnovo pozzetti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Betoniera LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale delle caditoie al fine della resistenza meccanica è connesso al mantenimento delle condizioni di funzionalità anche sotto sollecitazioni di varia natura, pertanto il progetto e la scelta del materiale impiegato dovranno tener conto di sollecitazioni esterne, ad eccezione di eventi particolari. Riparabilità Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Le caditoie, quale livello minimo prestazionale per la riparabilità, devono essere facilmente individuabili ed accessibili, in modo da consentire di ripristinare l'integrità e la funzionalità nel caso dovessero subire deformazioni o rotture. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Le caditoie, quale livello minimo prestazionale per la sostituibilità, devono essere realizzate con prodotti facilmente reperibili sul mercato, pertanto di caratteristiche codificate. Si fa riferimento alle norme UNI relative a ciascun materiale utilizzato. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le caditoie, quale livello minimo prestazionale per la pulibilità, devono essere facilmente individuabili ed accessibili. Ispezionabilità Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori. Livello minimo delle prestazioni I collettori, quale livello minimo prestazionale per la facilità di intervento, devono essere facilmente individuabili ed accessibili, pertanto è necessario provvedere a segnalare i percorsi o sul terreno o in cartografie specifiche. Controllo della portata Attitudine a garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni Quale livello minimo prestazionale le caditoie devono essere di dimensione tale da costituire elementi di continuità per l'intera condotta,senza causare ostacolo o restringimento. ANOMALIE RISCONTRABILI Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 101 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Errori di montaggio Valutazione: anomalia grave Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, modifica delle pendenze o perdite di fluido. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, distacchi di materiale. Corrosioni Valutazione: anomalia grave Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente riduzione delle sezioni resistenti. Distacchi Valutazione: anomalia grave Distacchi di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, a sollecitazioni esterne, a sovraccarichi, a radici delle piante, ecc., tali da causare perdite di fluido, introduzione di terreno e vegetali all'interno deldell'elemento. Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie ed all'interno dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo in superficie - Controllo della funzionalità INTERVENTI - Pulizia caditoie - Rinnovo pozzetti 5.7. POZZETTI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO FOGNARIO (ACQUE NERE) DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I pozzetti utilizzati per l'impianto di scarico sono pozzetti per l'ispezione del sistema : consentono la verifica funzionale dei collettori a monte e a valle e quindi permettono di poter effettuare un costante monitoraggio della condotta. I pozzetti vengono incassati nel terreno, sono generalmente con struttura in cemento e sono dotati superiormente di un chiusino di tenuta. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo in superficie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo della funzionalità RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 102 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Intervento] Pulizia pozzetti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Sonda [Intervento] Rinnovo pozzetti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Betoniera LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo delle dispersioni Idoneità ad impedire fughe di fluidi. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale è quello di impedire qualsiasi fuga di fluidi e/o aeriformi: affinché i pozzetti possano esseri idonei a ciò deve essere verificato periodicamente il sito ove gli stessi sono stati posizionati. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale dei pozzetti al fine della resistenza meccanica è connesso al mantenimento delle condizioni di funzionalità anche sotto sollecitazioni di varia natura, pertanto il progetto e la scelta del materiale impiegato dovranno tener conto di sollecitazioni esterne, ad eccezione di eventi particolari. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la pulibilità, devono essere facilmente individuabili ed accessibili. Riparabilità Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la riparabilità, devono essere facilmente individuabili ed accessibili, in modo da consentire di ripristinare l'integrità e la funzionalità nel caso dovessero subire deformazioni o rotture. Ispezionabilità Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori. Livello minimo delle prestazioni I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la facilità di intervento, devono essere facilmente individuabili ed accessibili, pertanto è necessario provvedere a segnalare i percorsi o sul terreno o in cartografie specifiche. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la sostituibilità, devono essere realizzati con prodotti facilmente reperibili sul mercato, pertanto di caratteristiche codificate. Si fa riferimento alle norme UNI relative a ciascun materiale utilizzato. Controllo della portata Attitudine a garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni Quale livello minimo prestazionale i pozzetti devono essere di dimensioni tali da costituire elementi di continuità per l'intera condotta,senza causare ostacolo o restringimento. ANOMALIE RISCONTRABILI Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Errori di montaggio Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 103 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Valutazione: anomalia grave Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, modifica delle pendenze o perdite di fluido e/o aeriformi. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, distacchi di materiale. Accumuli utazione: anomalia lieve Accumuli di reflui, causati o da errori nella predisposizione delle pendenze o per depositi accumulati entro i collettori tali da interrompere il deflusso delle acque reflue. Corrosioni Valutazione: anomalia grave Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente riduzione delle sezioni resistenti. Distacchi Valutazione: anomalia grave Distacchi di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, a sollecitazioni esterne, a sovraccarichi, a radici delle piante, ecc., tali da causare perdite di fluido e/o aeriformi, introduzione di terreno e vegetali all'interno deldell'elemento. Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie ed all'interno dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo in superficie - Controllo della funzionalità INTERVENTI - Pulizia pozzetti - Rinnovo pozzetti 5.8. COLLETTORI DI SCARICO Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO FOGNARIO (ACQUE NERE) DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I collettori di scarico sono condotte utilizzate per collegare il punto di produzione delle acque usate con la rete fognaria pubblica (o altro recettore). Normalmente i collettori vengono interrati tenendo presenti alcuni parametri : la quota e posizione della fognatura, la pendenza che devono avere. I materiali utilizzati per la realizzazione di tali collettori sono : piombo, gres, ghisa, rame, fibrocemento, pvc, polietilene, polipropilene,ecc. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo della funzionalità RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 104 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo delle pendenze RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia collettori RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Sonda [Intervento] Rinnovo collettori RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Mola a disco - Saldatrice LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale dei collettori al fine della resistenza meccanica è connesso al mantenimento delle condizioni di funzionalità anche sotto sollecitazioni di varia natura, pertanto il progetto e la scelta del materiale impiegato dovranno tener conto di sollecitazioni esterne, ad eccezione di eventi particolari. Tenuta all'acqua Capacità di un elemento di impedire l'infiltrazione di acqua al proprio interno. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale dei collettori al fine di garantire la tenuta è regolamentato dalle norme UNI vigenti, ed i requisiti e valori di riferimento variano in funzione del materiale adoperato. Controllo delle dispersioni Idoneità ad impedire fughe di fluidi. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale è quello di impedire qualsiasi fuga di fluidi : affinché i collettori possano esseri idonei a ciò deve essere verificato periodicamente il sito ove gli stessi sono stati posizionati. Tenuta agli aeriformi Capacità di un elemento di impedire l'infiltrazione di aeriformi al proprio interno. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale dei collettori al fine di garantire la tenuta agli aeriformi è regolamentato dalle norme UNI vigenti, ed i requisiti e valori di riferimento variano in funzione del materiale adoperato. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni I collettori, quale livello minimo prestazionale per la pulibilità, devono essere facilmente individuabili ed accessibili. Riparabilità Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni I collettori, quale livello minimo prestazionale per la riparabilità, devono essere facilmente individuabili ed accessibili, in modo da consentire di ripristinare l'integrità e la funzionalità nel caso dovessero subire deformazioni o rotture. Ispezionabilità Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori. Livello minimo delle prestazioni I collettori, quale livello minimo prestazionale per la facilità di intervento, devono essere facilmente individuabili ed accessibili, pertanto è necessario provvedere a segnalare i percorsi o sul terreno o in cartografie specifiche. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 105 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Livello minimo delle prestazioni I collettori, quale livello minimo prestazionale per la sostituibilità, devono essere realizzati con prodotti facilmente reperibili sul mercato, pertanto di caratteristiche codificate. Si fa riferimento alle norme UNI relative a ciascun materiale utilizzato. Controllo della portata Attitudine a garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni Quale livello minimo prestazionale i collettori devono essere in grado di garantire in ogni momento la portata richiesta dall'impianto secondo le indicazioni progettuali a cui si deve far riferimento. ANOMALIE RISCONTRABILI Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Errori di montaggio Valutazione: anomalia grave Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, modifica delle pendenze o perdite di fluido e/o aeriformi. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, distacchi di materiale. Corrosioni Valutazione: anomalia grave Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente riduzione delle sezioni resistenti. Distacchi e scollamenti Valutazione: anomalia grave Distacchi e/o scollamenti di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, ad invecchiamento del materiale, a sollecitazioni esterne, a sovraccarichi, a radici delle piante, ecc., tali da causare distacchi degli stessi elementi, perdite di fluido e/o aeriformi, ed introduzione di terreno e vegetali all'interno della tubazione. Depositi Valutazione: anomalia lieve Accumulo di grassi e/o cappellacci saponosi o di altri materiali estranei di quantità e/o dimensioni tali da creare l'intasamento o l'otturazione parziale o totale dei collettori facendo così venir meno la funzionalità degli stessi. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo della funzionalità - Controllo delle pendenze INTERVENTI - Pulizia collettori - Rinnovo collettori 5.9. TUBAZIONI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO FOGNARIO (ACQUE NERE) DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le tubazioni facenti parte dell'impianto di scarico delle acque reflue asservono a tutti quelli che sono i sistemi di smaltimento dei liquami prodotti nell'involucro edilizio. Nel progetto in esame le tubazioni sono prefabbricati in PVC. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 106 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo manovrabilità delle valvole RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo delle staffature RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia tubazioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed i componenti dell'impianto non funzionino correttamente verificare la tenuta e la pulizia delle tubazioni. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui le tubazioni non devono venire in contatto, consultare attentamente il libretto di uso e manutenzione. Pulibilità Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le operazioni di pulizia devono essere eseguite ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto. Controllo della pressione e della velocità di erogazione Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi. Livello minimo delle prestazioni Le tubazioni devono essere dimensionate in modo che l'impianto di smaltimento sia in grado di rispettare tutte le caratteristiche tecniche di legge. ANOMALIE RISCONTRABILI Corrosione Valutazione: anomalia grave Presenza di depositi di ossido sulle tubazioni. Difetti ai raccordi o alle connessioni Valutazione: anomalia lieve Presenza di perdite di fluido in presenza di connessioni o saldature. Allentamento degli ancoraggi Valutazione: anomalia grave Sistemi di fissaggio staffe ecc. che presentano viti o bulloni allentati MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 107 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Controllo manovrabilità delle valvole - Controllo delle staffature INTERVENTI - Pulizia tubazioni 5.10. FOSSE BIOLOGICHE Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO FOGNARIO (ACQUE NERE) DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le fosse biologiche sono in cls prefabbricato complete di bacino chiarificatore, vasca di raccolta e dispositivo espurgo fanghi, con collegamento alletubazioni, sottofondo di appoggio alto 20cm, con sassi e massetto, per capacità di circa 15000l/cad. LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo delle dispersioni Idoneità ad impedire fughe di fluidi. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo per le fosse Imhoff al fine di contenere la dispersione di fluidi ed aeriformi è verificabile dal rispetto delle suddette condizioni, nel rispetto delle indicazioni di tenuta garantite dagli elementi, secondo quanto riportato sulle norme UNI. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale al quale devono rispondere le fosse imhoff, e i suoi elementi, è legato all'ubicazione della fossa stessa e dei sovraccarichi applicati. Controllo delle dispersioni di fluidi e aeriformi Idoneità ad impedire fughe di fluidi ed aeriformi (odori sgradevoli). Livello minimo delle prestazioni Quale livello minimo prestazionale per questo requisito, le fosse imhoff devono garantire al fine di impedire la dispersione di fluidi ed aeriformi. Per ulteriori indicazioni relative alla tenuta si può fare riferimento alle norme vigenti ed alle norme UNI. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le fosse devono essere pulite con attività di manutenzione con frequenza periodica programmata, di solito ogni sei mesi. Ispezionabilità Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale al fine di consentire facilità di intervento è legato all'accessibilità e spazi disponibili in prossimità della fossa stessa. ANOMALIE RISCONTRABILI Deformazioni Variazioni geometriche e morfologiche degli elementi, accompagnate spesso dalla perdita delle caratteristiche di resistenza e stabilità degli elementi stessi. Errori di montaggio Valutazione: anomalia grave Errori nei collegamenti e getti della fossa, tali da causare distacchi degli elementi con conseguenti perdite di fluido, chiusini posati male nei propri alloggiamenti che possono portare, oltre che a rischi per gli utenti e per gli addetti alla manutenzione, anche alla loro rottura ed alla perdita di fluidi e/o aeriformi. Fessurazioni, rotture Valutazione: anomalia grave Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 108 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Fessurazioni e/o rotture degli elementi costituenti la fossa Imhoff (talvolta anelli prefabbricati). Depositi e sedimenti Valutazione: anomalia lieve Accumulo di fanghi ed incrostazioni in quantità o dimensioni tali da creare l'otturazione della fossa tale da richiedere l'intervento di ditta di spurgo. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo chiusini - Controllo della funzionalità INTERVENTI - Pulizia fossa - Sostituzione fossa 5.11. TUBAZIONI E VALVOLE DI INTERCETTAZIONE Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: RETE ADDUZIONE ACQUA POTABILE E IMPIANTI LAVAGGIO PIAZZALI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le tubazioni facenti parte dell'impianto per il lavaggio dei piazzali sono realizzate in polietilene ad alta densita', colore nero, PN 10, prodotte secondo UNI 7611 tipo 312 e DIN 8074, rispondenti alle prescrizioni della Circolare n. 102 del 02/12/78 del Ministero Sanita' e dotate di Marchio Qualita' rilasciato dall'Istituto Italiano Plastici. Sono incluse in questa voce le valvole di intercettazione a sfera. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo coibentazione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo delle staffature RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo manovrabilità delle valvole RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo della pressione di esercizio per condotte di acqua potabile RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia tubazioni RISORSE D'USO Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 109 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione valvole e tubazioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed i componenti dell'impianto non funzionino correttamente verificare la tenuta e la pulizia delle tubazioni. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui le tubazioni non devono venire in contatto, consultare attentamente il libretto di uso e manutenzione. Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento. Livello minimo delle prestazioni Al fie di assicurare un rendimento elevato al sistema di distribuzione dell'acqua calda, sarà necessario verificare la corretta coibentazione di tutte le tubazioni, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con quelli previsti dalle normative e dai costruttori. Pulibilità Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del sistema idrico-sanitario ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto. Controllo della pressione e della velocità di erogazione Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi. Livello minimo delle prestazioni Le tubazioni devono essere dimensionate in modo che l'impianto idrico-sanitario sia in grado di rispettare i rendimenti, la potenza e tutte le caratteristiche tecniche di legge. ANOMALIE RISCONTRABILI Corrosione Valutazione: anomalia grave Presenza di depositi di ossido sulle tubazioni. Difetti ai raccordi o alle connessioni Valutazione: anomalia lieve Presenza di perdite di fluido in presenza di connessioni o saldature. Allentamento degli ancoraggi Valutazione: anomalia grave Sistemi di fissaggio staffe ecc. che presentano viti o bulloni allentati MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo coibentazione - Controllo generale - Controllo delle staffature Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 110 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Controllo manovrabilità delle valvole - Controllo della pressione di esercizio per condotte di acqua potabile INTERVENTI - Pulizia tubazioni - Sostituzione valvole e tubazioni 5.12. POZZETTI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: RETE ADDUZIONE ACQUA POTABILE E IMPIANTI LAVAGGIO PIAZZALI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I pozzetti utilizzati per l'impianto di adduzione acqua potabile sono pozzetti per l'ispezione del sistema, in questi possono essere disposti dellle valvole di intercettazione e/o saracinesche. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo in superficie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo della funzionalità RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia pozzetti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Sonda [Intervento] Rinnovo pozzetti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Betoniera LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo delle dispersioni Idoneità ad impedire fughe di fluidi. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale è quello di impedire qualsiasi fuga di fluidi e/o aeriformi: affinché i pozzetti possano esseri idonei a ciò deve essere verificato periodicamente il sito ove gli stessi sono stati posizionati. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale dei pozzetti al fine della resistenza meccanica è connesso al mantenimento delle condizioni di funzionalità anche sotto sollecitazioni di varia natura, pertanto il progetto e la scelta del materiale impiegato dovranno tener conto di sollecitazioni esterne, ad eccezione di eventi particolari. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la pulibilità, devono essere facilmente individuabili ed accessibili. Riparabilità Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 111 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la riparabilità, devono essere facilmente individuabili ed accessibili, in modo da consentire di ripristinare l'integrità e la funzionalità nel caso dovessero subire deformazioni o rotture. Ispezionabilità Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori. Livello minimo delle prestazioni I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la facilità di intervento, devono essere facilmente individuabili ed accessibili, pertanto è necessario provvedere a segnalare i percorsi o sul terreno o in cartografie specifiche. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la sostituibilità, devono essere realizzati con prodotti facilmente reperibili sul mercato, pertanto di caratteristiche codificate. Si fa riferimento alle norme UNI relative a ciascun materiale utilizzato. Controllo della portata Attitudine a garantire valori minimi di portata dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni Quale livello minimo prestazionale i pozzetti devono essere di dimensioni tali da costituire elementi di continuità per l'intera condotta,senza causare ostacolo o restringimento. ANOMALIE RISCONTRABILI Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Errori di montaggio Valutazione: anomalia grave Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, modifica delle pendenze o perdite di fluido e/o aeriformi. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, distacchi di materiale. Accumuli Valutazione: anomalia lieve Accumuli di reflui, causati o da errori nella predisposizione delle pendenze o per depositi accumulati entro i collettori tali da interrompere il deflusso delle acque reflue. Corrosioni Valutazione: anomalia grave Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente riduzione delle sezioni resistenti. Distacchi Valutazione: anomalia grave Distacchi di parte o di tutto l'elemento dal supporto, dovuti a errori di fissaggio, a sollecitazioni esterne, a sovraccarichi, a radici delle piante, ecc., tali da causare perdite di fluido e/o aeriformi, introduzione di terreno e vegetali all'interno deldell'elemento. Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie ed all'interno dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 112 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo in superficie - Controllo della funzionalità INTERVENTI - Pulizia pozzetti - Rinnovo pozzetti 5.13. IDRANTI LAVAGGIO PIAZZALI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: RETE ADDUZIONE ACQUA POTABILE E IMPIANTI LAVAGGIO PIAZZALI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Sono apparecchiature che servono per lavare i piazzali posizionate in appositi pozzetti. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo globale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuali [Intervento] Revisione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuali - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione elementi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuali - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo della portata dei fluidi Attitudine a consentire il controllo della portata dei fluidi. Livello minimo delle prestazioni La portata degli idranti è stabilita dalle norme vigenti relative all'attività da proteggere e deve essere indicata nella relazione tecnica di progetto. Essa deve essere periodicamente controllata. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Gli idranti poichè devono essere idonei a contrastare efficacemente il propagarsi di un incendio, nel momento dell'utilizzo e pertanto sotto l'azione di eventuali sollecitazioni meccaniche (urti, pressioni, ecc.) il loro limite prestazionale è dettato dalla loro capacità di resistere in considerazione, ovviamente, della funzione a cui devono assolvere. Controllo delle dispersioni Idoneità ad impedire fughe di fluidi. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale è quello di impedire qualsiasi fuga di fluidi e/o aeriformi: affinché i pozzetti possano esseri idonei a ciò deve essere verificato periodicamente il sito ove gli stessi sono stati posizionati. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la pulibilità, devono essere facilmente individuabili ed accessibili. Riparabilità Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 113 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la riparabilità, devono essere facilmente individuabili ed accessibili, in modo da consentire di ripristinare l'integrità e la funzionalità nel caso dovessero subire deformazioni o rotture. Ispezionabilità Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori. Livello minimo delle prestazioni I pozzetti, quale livello minimo prestazionale per la facilità di intervento, devono essere facilmente individuabili ed accessibili, pertanto è necessario provvedere a segnalare i percorsi o sul terreno o in cartografie specifiche. ANOMALIE RISCONTRABILI Difetti di tenuta Valutazione: anomalia lieve Difetti di tenuta degli idranti e dei suoi componenti con perdite del fluido. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo globale INTERVENTI - Revisione - Sostituzione elementi 5.14. LINEE QUADRI E PROTEZIONI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO PER L'ILLUMINAZIONE PIAZZALI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Per linea elettrica si intende la parte dell'impianto elettrico preposta al trasporto dell'energia dal quadro elettrico alll'utilizzatore. I conduttori utilizzati per le linee possono essere non propaganti la fiamma e non propaganti l'incendio, entrambi devono avere bassa emissione di gas tossici ed essere dimensionati in relazione al massimo valore di corrente da cui devono essere percorsi. A limitare il valore di corrente di una linea viene installato, a monte di essa, un interruttore con relè termico, tarato in modo da intervenire per il valore di corrente massimo sopportato dal conduttore.In abbinamento alla parte termica, in un interruttore, vi è un relè magnetico, che provvede ad intervenire in caso di corto circuito con tempi sempre più brevi, in relazione al valore della corrente di c.c. In conformità alla legge n.46 del 5 marzo 1990, gli impianti devono essere provvisti di interruttori differenziali ad alta sensibilità ( 0,01- 1 ) A; la presenza di queste protezioni evita il rischio di contatti diretti e indiretti con parti sotto tensione. Per il buon funzionamento di un interruttore differenziale ( evitare contatti indiretti ) occorre un buon impianto di terra. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Pinza amperometrica - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 114 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo strumentale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Intervento su i contatti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Attitudine a limitare i rischi di incendio L'utilizzo in fase di realizzazione e manutenzione di materiale idoneo all'ambiente è determinante per evitare guasti e surriscaldamento dei componenti dell'impianto elettrico. Le linee di alimentazione e le protezioni devono essere dimensionati in funzione delle correnti di assorbimento degli utilizzatori. Livello minimo delle prestazioni Ad evitare il surriscaldamento di un conduttore è indispensabile via sia a monte del conduttore stesso, una protezione ( fusibile o interruttore termico) . Sicurezza elettrica Gli elementi dell'impianto elettrico devono essere in grado di evitare incidenti ai fruitori o agli operatori. Livello minimo delle prestazioni L'impianto elettrico deve essere sicuro ed evitare incidenti dovuti alla folgorazione; un buon impianto di terra e l'installazione di interruttori differenziali ad alta sensibilità può ridurre tali inconvenienti. Funzionalità La funzionalità di un impianto elettrico è determinata soprattutto dalla sua perfetta esecuzione e dall'utilizzo di componenti idonei e certificati. Nei casi di obbligo di progettazione, gli impianti devono essere eseguiti secondo gli elaborati; le variazioni, gli ampliamenti e le modifiche devono essere concordate con il tecnico o con il professionista. Livello minimo delle prestazioni Una manutenzione programmata e l'utilizzo corretto di un impianto elettrico, determinano il suo funzionamento costante e corretto. ANOMALIE RISCONTRABILI Surriscaldamento Valutazione: anomalia grave Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento; causato da troppo assorbimento degli utilizzatori Corto circuiti Valutazione: anomalia grave Corto circuiti dovuti a difetti di isolamento nell'impianto o negli utilizzatori, a sbalzi di tensione, o a sovraccarichi. Difetti di taratura Valutazione: anomalia grave Difetti di taratura dei contattori o degli interruttori dovuti all'usura o a frequenti interventi. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 115 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Difetti agli interruttori Valutazione: anomalia grave Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle connessioni e nei contatti di chiusura o alla presenza di umidità ambientale o di condensa. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Controllo strumentale INTERVENTI - Intervento su i contatti - Sostituzioni 5.15. TUBAZIONI E CANALIZZAZIONI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO PER L'ILLUMINAZIONE PIAZZALI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I conduttori degli impianti elettrici, escluso casi particolari ( utilizzo di cavi a doppio isolamento ) , devono essere protetti da tubazione o canalizzazione, non sono ammessi conduttori a vista o direttamente murati in parete. I condotti utilizzati ( canale o tubazioni ) devono essere del tipo autoestinguenti, la loro posa può essere a vista o sottotraccia; è importante per la manutenzione dell'impianto, ad esempio nella sostituzione dei conduttori, che le tubazioni sia integre e non abbiano subito manomissioni o surriscaldamento con conseguente deformazione. Nel caso di canalizzazioni in metallo, è obbligatorio eseguire l'equipotenzialità dei vari elementi effettuando un collegamento elettrico tra di loro. Ogni tipo di tubazione o condotto deve fare capo ad una scatola di derivazione, che in relazione al tipo di impianto, deve possedere un grado di protezione definito genericamente con la sigla IP XX, il valore viene previsto in fase di progetto. Per facilitare l'individuazione dei vari tipi di impianto, spesso vengono utilizzate tubazioni di diverso colore; nel caso di posa delle linee in ambienti particolari, devono essere utilizzate tubazioni di tipo pesante, aventi cioè caratteristiche meccaniche migliori. Anche questi tipi di componenti dell'impianto elettrico devono essere marcati CE. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune - Misuratore di prova per interruttori differenziali [Intervento] Ripristino del grado di protezione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Tutte le canalizzazioni devono essere idonee all'ambiente e tali da poter resistere a sollecitazioni meccaniche ed a urti; ad evitare rotture o deformazioni, in particolari ambiente, si utilizzano tubazioni in ferro. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 116 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Funzionalità Gli impianti elettrici possono essere eseguiti in posa a parete o sottotraccia, in entrambi i casi la tubazione o la canalizzazione utilizzata deve essere autoestinguente e marcata CE. Le condutture, al loro interno, devono avere un terso dell'area libera da conduttori, in modo da poter effettuare agevolmente la sostituzione o la verifica di sfilabilità dei conduttori stessi. Il grado di protezione dei cavidotti deve essere adeguato all'ambiente di posa, in riferimento alla presenza di corpi estranei ed alla presenza di umidità o acqua ( IP 20 - IP65 ). Nella stessa tubazione non possono essere posizionati conduttori a tensione diversa, ne doppino telefonico, ne cavo TV a meno di utilizzare canalizzazioni con settori isolati. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI Deformazione delle tubazioni Valutazione: anomalia grave Sono frequenti i casi di canalizzazioni o tubazioni che per effetto della temperatura dell'ambiente, per usura o per sollecitazioni esterne, subiscono deformazioni o rotture. I punti deboli di un impianto in tubazione a parete sono le giunzioni e gli ingressi nelle scatole di derivazione. Urti, eccessiva vicinanza a sorgenti di calore, possono essere causa di deformazione e rottura delle tubazioni. Rottura delle tubazioni Valutazione: anomalia grave La presenza di forti fonti di calore o tipi di lavorazioni con movimentazione di macchine o materiale, determinano rotture e deformazioni delle tubazioni o delle canalizzazioni. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale INTERVENTI - Ripristino del grado di protezione - Verifica conduttori 5.16. LAMPADE A IODURI METALLICI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO PER L'ILLUMINAZIONE PIAZZALI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Proiettore asimmetrico IP65, corpo in alluminio pressofuso, riflettore in alluminio 985% stampato prismatizzato, ossidato anodicamente e brillantato per un elevato rendimento luminoso. Diffusore vetro di protezione temperato, resistente agli shock termici e agli urti. Cablato con reattore rifasato ed accenditore, cassetta contenimento accessori di cablaggio lampada da 600 W.Definita anche ad alogenuri metallici, questo tipo di lampada è utilizzata ove è richiesta una buona resa dei colori, è quindi ottimale per l'illuminazione di campi sportivi, aree commerciali, monumenti, grandi superfici. Per il suo funzionamento la lampada ad alogenuri necessita di un accenditore e di un alimentatore, normalmente di tipo elettronico. All'accensione la corrente assorbita risulta essere, per circa 4 minuti, 2 volte la corrente nominale di esercizio, nella realizzazione di un impianto di illuminazione, dovrà essere quindi considerato questo anomalo assorbimento, tenendone conto per la scelta della sezione delle linee montanti, onde evitare cadute di tensione eccessive che potrebbero non permettere l'accensione dei corpi illuminanti a valle. Pregi delle lampade a ioduri metallici: - buona resa cromatica Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 117 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - elevata efficienza luminosa - ridotto sviluppo di calore - direzionalità della luce in modo ottimale Difetti delle lampade a ioduri metallici: - durata inferiore alle lampade a vapore di mercurio - posizione di funzionamento condizionata - basso fattore di potenza (occorre rifasare l'impianto) - tempo di accensione a caldo elevato ( 10-15 min.) - costo elevato - apparecchiature ausiliari per l'accensione ( accenditore e alimentatore) - sovracorrente all'accensione Il flusso luminoso emesso dalla lampada è funzione della tensione di alimentazione DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Automezzo con cestello - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione delle lampade e degli apparati deteriorati (ogni 5000 h) RISORSE D'USO - Automezzo con cestello - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Misuratore di prova per interruttori differenziali LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Corretta disposizione Al fine di poter ottenere buoni risultati di illuminamento, i centri luce di un impianto di illuminazione, devono essere tali da permettere una uniformità di illuminamento, evitando l'abbagliamento e zona d'ombra. La disposizione è definita da calcoli illuminotecnici di progettazione. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Resistenza meccanica I componenti degli impianti di illuminazione devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di posa, al fine di evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. L'emettitore di luce deve, se necessario, essere protetto da eventuali urti o sollecitazioni esterne. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Inquinamento illuminotecnico Le armature devono essere tali da evitare inquinamento luminoso, va evitato quindi di rivolgere, se non in casi specifici ( artistici o di effetto ) la luce verso il cielo Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Grado di protezione Poichè i componenti di un impianto di illuminazione esterna sono soggetti ad eventi atmosferici, acqua, umidità, polvere, la loro costruzione ed il loro grado di protezione IP deve essere idoneo, nei vari elementi, ad evitare la penetrazione di tali agenti esterni. Inoltre i componenti stessi devono essere costruiti con appositi materiali atti a prevenirne la deformazione causata dal funzionamento ordinario o/e alla normale esposizione ai raggi solari. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e le istruzioni di installazione. Sicurezza elettrica Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 118 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Al fine di evitare, guasti o pericoli per l'incolumità delle persone, negli impianti di illuminazione esterna devono essere presi tutti quei provvedimenti idonei e previsti dalle normative. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative. ANOMALIE RISCONTRABILI Abbassamento livello di illuminazione Valutazione: anomalia lieve L'inefficienza della lampada può essere causata dall'approssimarsi del suo limite di vita, dalla polvere depositatasi sulla lampada, sulla superficie riflettente o sul vetro di protezione dell'armatura. Nel caso di impianti con regolatori automatici di flusso luminoso, l'irregolare funzionamento di questi ( variac o circuito elettronico) determina l'abbassamento del livello luminoso, riscontrabile tuttavia in più lampade regolate. Avarie Valutazione: anomalia grave Lo spegnimento della lampada può essere causato da vari fattori, il normale ciclo di vita della lampada ( 000/000 ore), il mancato serraggio corretto della lampada sul porta lampada, uno dei contatti di alimentazione ( linea, accenditore, alimentatore, contatti automatici di protezione dell'armatura), un sostanziale abbassamento della tensione di alimentazione oltre il valore definito dalla casa produttrice. Intervento delle protezioni Valutazione: anomalia grave L'intervento delle protezioni magnetotermiche o differenziali poste al'inizio della linea di alimentazione, causato da un corto circuito o una dispersione, è la causa del disservizio, non possono essere tuttavia escluse, interruzioni della linea di alimentazione per cause diverse, quali lavori di scavo nella zona, cedimenti del sottosuolo con conseguente rottura dei conduttori. La non perfetta tenuta delle guarnizioni sia dell'armatura che di altre parti dell'impianto, può provocare l'ingresso di acqua o l'accumularsi di condensa con conseguente diminuzione del grado di protezione IP dell'impianto e quindi degli interruttori. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale INTERVENTI - Sostituzione delle lampade e degli apparati deteriorati (ogni 5000 h) 5.17. PALI PER L'ILLUMINAZIONE Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO PER L'ILLUMINAZIONE PIAZZALI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I pali disponibili in commercio sono in acciaio, vetroresina o in alluminio. I pali in acciaio, di varie forme e tipologie ( pali conici diritti laminati, pali diritti rastremati laminati, pali conici curvi laminati, pali conici diritti da lamiera, pali da lamiera, ottagonali, diritti ), devono avere dimensioni standardizzate, come previsto dalle Norme UNI-EN 40. Caratteristiche costruttive dei pali sono la presenza di una finestrella alla base del palo di dimensioni opportune da permettere la sede per la morsettiera per l'alimentazione dell'armatura. Ogni palo deve essere sorretto da una fondazione in calcestruzzo di dimensioni idonee a sostenere il suo peso compreso il corpo illuminante e, a seconda delle zone, a contrastare l'azione del vento. Tutti i pali in acciaio devono essere protetti contro la corrosione tramite zincatura a caldo come previsto dalla norma UNI-EN 40 e con riferimento alle norme ISO 1459 e 146 I pali non zincati devono essere protetti con verniciatura antiruggine, bitumatura interna o bitumatura della parte interrata. Molto in uso sono i pali in resina poliestere , rinforzati con fibre di vetro, soprattutto per la loro leggerezza, minima manutenzione, non attaccabili dalla corrosione ed elevato isolamento elettrico ( non occorre la messa a terra del palo ); stesse caratteristiche hanno i pali in lega di alluminio, più robusti dei precedenti, ma sicuramente più costosi. Non sempre risulta necessaria la Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 119 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE protezione contro i fulmini dei pali, in base alle Norma CEI 81-1 ed in base al DPR 547/55 art.39 i pali per l'illuminazione stradale non necessitano di alcuna messa a terra. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Automezzo con cestello - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Misuratore di prova per interruttori differenziali [Intervento] Sostituzione dei pali RISORSE D'USO - Automezzo con cestello - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale [Intervento] Ripristino dello strato protettivo RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Automezzo con cestello - Attrezzi manuali di uso comune - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Misuratore di prova per interruttori differenziali [Intervento] Sostituzioni di accessori RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Automezzo con cestello - Attrezzi manuali di uso comune - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Misuratore di prova per interruttori differenziali LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica La posa dei pali deve essere eseguita come prescritto degli elaborati di progetto, rispettando le dimensione dei plinti e la profondità di posa, in riferimento alla loro altezza ed al peso delle armature da installare alla sommità. In caso di pali con sbraccio, si dovrà tenere conto del peso dell'armatura e dell'azione del vento su tutta la struttura. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Stabilità chimico-reattiva L'impianto di illuminazione deve essere realizzato con materiali in grado di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Corretta disposizione Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 120 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Al fine di poter ottenere buoni risultati di illuminamento, i centri luce di un impianto di illuminazione, devono essere tali da permettere una uniformità di illuminamento, evitando l'abbagliamento e zona d'ombra. La disposizione è definita da calcoli illuminotecnici di progettazione. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI Anomalie per corrosione Valutazione: anomalia lieve La corrosione dei pali in metallo si evidenzia con la variazione di colore della parte interessata e tuttavia è individuabile nelle zone dove può ristagnare l'acqua o in parti dove la zincatura o lo strato di protezione superficiale è stato mal eseguito. Eventuali urti durante la posa o la manutenzione possono provocare la perdita di parti del materiale posto a protezione della superficie, compromettendo con il tempo l'integrità del palo. Nel caso di bitumatura nella parte interrata, so dovrà prestare attenzione durante la posa, al fine di evitare asportazione accidentali della superficie a protezione. Difetti di messa a terra Valutazione: anomalia grave Gli inconvenienti di messa a terra dei pali in metallo possono essere avvenire sia alla base del palo, per la rottura o mancato serraggio del conduttore di terra all'asola predisposta, sia alla rottura del conduttore G\V. utilizzato per la messa a terra dell'armatura ( non presente per armature a doppio isolamento ) MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale INTERVENTI - Sostituzione dei pali - Ripristino dello strato protettivo - Sostituzioni di accessori 5.18. CABINE ELETTRICHE Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Quando l'utente necessita di potenze elevate, è richiesta l'installazione di una cabina di trasformazione; tale scelta spesso viene obbligata dall'ente erogatore di energia, altre volte è determinata da motivi di risparmio economico, poichè l'energia elettrica in M.T. costa meno che in B.T. Naturalmente la realizzazione di tale sistema, deve essere preceduta da una progettazione da parte di un professionista iscritto all'Albo ed eseguita da ditta abilita e specializzata nel settore. Una cabina di trasformazione Media/Bassa tensione è suddividibile principalmente in due parti, lato M.T. e lato B.T. ad unire queste due sistemi è sempre presente un trasformatore di tensione. La tensione in arrivo può avere vari valori, tuttavia nel caso specifico, essendo le più diffuse, saranno prese in esame le cabine alimentate con 15 kV; da sottolineare che l'ingresso dei cavi ed il loro ammaraggio è di esclusiva competenza dell'ente erogatore. Lo scomparto dove arrivano i cavi è normalmente ( sempre ) chiuso e non accessibile all'utente. Le varie porte di accesso agli scomparti del lato M.T. devono essere sempre bloccate da dispositivi che ne permettono la loro apertura solo in assenza di tensione, ciò si ottiene effettuando manovre sequenziali sui dispositivi di protezione o di apertura, l'accesso all'interruttore generale o ai sezionatori, deve avvenire sempre in assenza di tensione e di carico. E' bene sottolineare che solo personale altamente addestrato e provvisto delle protezioni idonee, può entrare nel locale cabina per effettuare manutenzione o manovre. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 121 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Il trasformatore, parte essenziale di una cabina, può essere di due tipi, con raffreddamento ad olio o in resina, in entrambi i casi, la macchina deve essere separata con opportune barriere ( grate o scomparti ) dal resto del locale. Per lato BT ( bassa tensione ) si intende il complesso di armadi dove vengono installate tutte le protezione ( interruttori magnetotermici, differenziali, apparati di misura e controllo ) delle linee montanti in uscita. Di norma in cabina è sempre presente anche un gruppo di rifasamento automatico. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Attrezzi manuali di uso comune - Pinza amperometrica - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (20 kV) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Dispositivi di protezione individuale [Controllo] Verifica dei dispositivi di emergenza RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (20 kV) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune - Asta per manovre (fioretto) [Controllo] Verifica interruttori e delle protezioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (20 kV) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune - Asta per manovre (fioretto) [Controllo] Verifica dei parametri elettrici ( misura strumentale ) RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (20 kV) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune - Asta per manovre (fioretto) [Intervento] Lubrificazione ingranaggi e contatti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (20 kV) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 122 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (20 kV) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune - Asta per manovre (fioretto) LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Gli impianti elettrici devono essere realizzati con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Ispezionabilità L'ingresso alle cabine elettriche devono essere sgombri e facilmente accessibili per consentire un facile utilizzo sia nel normale funzionamento sia in caso di guasti, analogo provvedimento deve essere preso al loro interno ed in particolare in prossimità dei quadri, i quali devono essere facilmente accessibili e apribili. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Attitudine a limitare i rischi di incendio I componenti dell'impianto elettrico devono essere realizzati ed installati in modo da limitare i rischi di probabili incendi. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Identificabilità I quadri e le cabine elettriche devono essere facilmente identificabili per consentire un facile utilizzo. Deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori nonché le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Sicurezza nell'impiego Gli elementi costituenti l'impianto elettrico devono essere in grado di consentire ispezioni, manutenzioni e sostituzioni in modo agevole ed in ogni caso senza arrecare danno a persone o cose. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI Corto circuiti Valutazione: anomalia grave Il cedimento del materiale di isolamento è causa di corto circuito che provoca l'intervento delle protezioni, le motivazioni di tale cedimento possono essere molteplici, quali il surriscaldamento dei conduttori, l'usura delle linee, una sovratensione esterna o un intervento imprevisto durante opere esterne. Difetti agli interruttori Valutazione: anomalia grave Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle connessioni e nei contatti di chiusura o alla presenza di umidità ambientale o di condensa. L'usura e l'elevata frequenza di intervento dovuta a sovraccarichi, può provocare anomalie agli interruttori, con conseguente disservizio e impossibilità di ripristino. Difetti di taratura Valutazione: anomalia lieve Difetti di taratura dei contattori o degli interruttori dovuti all'usura o a frequenti interventi. Negli interruttori scatolati la taratura sia della parte termica che di quella magnetica deve essere effettuata in ragione delle caratteristiche dell'impianto, analogo procedimento deve essere adottato per il differenziale per il quale la taratura prevede la regolazione del tempo di intervento e del valore della corrente di dispersione. Interruzione dell'alimentazione principale Valutazione: anomalia grave Interruzione dell'alimentazione principale dovuta ad un interruzione dell'ente erogatore/gestore dell'energia elettrica. Interruzione dell'alimentazione secondaria Valutazione: anomalia grave Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 123 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE L'intervento dell'interruttore generale nel lato BT, provoca l'interruzione dell'alimentazione agli utilizzatori, tale guasto, sicuramente di tipo grave, è spesso dovuto al sovraccarico o a guasto dell'interruttore stesso. Surriscaldamento Valutazione: anomalia grave Una cabina elettrica è classificata come luogo con pericolo d'incendio, questo perchè le temperature che i componenti raggiungono durante l'esercizio possono essere elevate. L'ambiente assorbe inoltre il calore prodotto dal o dai trasformatori, siano essi in olio o resina; a tale scopo vengono installati molto spesso estrattori d'aria comandati da termostato. Nel caso di sovraccarichi o funzionamento continuo a regime, si può verificare un surriscaldamento dei componenti quali interruttori, o conduttori, che dato l'ambiente, non riescono a smaltire facilmente la loro temperatura; ciò può provocare l'intervento delle protezioni con conseguente di servizio. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Verifica dei dispositivi di emergenza - Verifica interruttori e delle protezioni - Verifica dei parametri elettrici ( misura strumentale ) INTERVENTI - Lubrificazione ingranaggi e contatti - Pulizia generale 5.19. LINEE QUADRI E PROTEZIONI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Per linea elettrica si intende la parte dell'impianto elettrico preposta al trasporto dell'energia dal quadro elettrico alll'utilizzatore. I conduttori utilizzati per le linee possono essere non propaganti la fiamma e non propaganti l'incendio, entrambi devono avere bassa emissione di gas tossici ed essere dimensionati in relazione al massimo valore di corrente da cui devono essere percorsi. A limitare il valore di corrente di una linea viene installato, a monte di essa, un interruttore con relè termico, tarato in modo da intervenire per il valore di corrente massimo sopportato dal conduttore.In abbinamento alla parte termica, in un interruttore, vi è un relè magnetico, che provvede ad intervenire in caso di corto circuito con tempi sempre più brevi, in relazione al valore della corrente di c.c. In conformità alla legge n.46 del 5 marzo 1990, gli impianti devono essere provvisti di interruttori differenziali ad alta sensibilità ( 0,01- 1 ) A; la presenza di queste protezioni evita il rischio di contatti diretti e indiretti con parti sotto tensione. Per il buon funzionamento di un interruttore differenziale ( evitare contatti indiretti ) occorre un buon impianto di terra. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Pinza amperometrica - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 124 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo strumentale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Intervento su i contatti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Attitudine a limitare i rischi di incendio L'utilizzo in fase di realizzazione e manutenzione di materiale idoneo all'ambiente è determinante per evitare guasti e surriscaldamento dei componenti dell'impianto elettrico. Le linee di alimentazione e le protezioni devono essere dimensionati in funzione delle correnti di assorbimento degli utilizzatori. Livello minimo delle prestazioni Ad evitare il surriscaldamento di un conduttore è indispensabile via sia a monte del conduttore stesso, una protezione ( fusibile o interruttore termico) . Sicurezza elettrica Gli elementi dell'impianto elettrico devono essere in grado di evitare incidenti ai fruitori o agli operatori. Livello minimo delle prestazioni L'impianto elettrico deve essere sicuro ed evitare incidenti dovuti alla folgorazione; un buon impianto di terra e l'installazione di interruttori differenziali ad alta sensibilità può ridurre tali inconvenienti. Funzionalità La funzionalità di un impianto elettrico è determinata soprattutto dalla sua perfetta esecuzione e dall'utilizzo di componenti idonei e certificati. Nei casi di obbligo di progettazione, gli impianti devono essere eseguiti secondo gli elaborati; le variazioni, gli ampliamenti e le modifiche devono essere concordate con il tecnico o con il professionista. Livello minimo delle prestazioni Una manutenzione programmata e l'utilizzo corretto di un impianto elettrico, determinano il suo funzionamento costante e corretto. ANOMALIE RISCONTRABILI Surriscaldamento Valutazione: anomalia grave Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento; causato da troppo assorbimento degli utilizzatori Corto circuiti Valutazione: anomalia grave Corto circuiti dovuti a difetti di isolamento nell'impianto o negli utilizzatori, a sbalzi di tensione, o a sovraccarichi. Difetti di taratura Valutazione: anomalia grave Difetti di taratura dei contattori o degli interruttori dovuti all'usura o a frequenti interventi. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 125 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Difetti agli interruttori Valutazione: anomalia grave Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle connessioni e nei contatti di chiusura o alla presenza di umidità ambientale o di condensa. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Controllo strumentale INTERVENTI - Intervento su i contatti - Sostituzioni 5.20. GRUPPI ELETTROGENI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Per gruppo elettrogeno si intende il complesso formato da un generatore di energia elettrica mosso da un motore a combustione interna; i gruppi elettrogeni vengono utilizzati come sorgenti di energia di riserva o per l'alimentazione di servizi di sicurezza dell'impianto. Fornitura e posa in opera di Gruppo Elettrogeno tipo VM modello GE 150, costruito secondo specifiche Autostrade S.p.A., con potenza apparente pari a 150kVA in servizio continuo a carichi variabili, completo di quadro elettrico di scambio, serbatoio di servizio, di cisterna gasolio a doppia parete. Nel caso di G.E. di notevole potenza ( 500 kW ) l'utilizzo deve essere autorizzato dal Ministero dell'Industria e deve essere denunciato all'UTF. Nel caso di installazione di gruppi elettrogeni di potenza superiore a 25 kW, l'impianto è soggetto comunque al controllo dei Vigili del Fuoco, i quali devono rilasciare il certificato di prevenzione incendi. Uno dei requisiti costruttivi che tali apparati devono avere è un dispositivo automatico di arresto del motore che deve entrare in funzione, per sovratemperatura dell'acqua di raffreddamento, per caduta di pressione o per diminuzione del livello del olio. Altro dispositivo obbligatorio è la maniglia di intercettazione del flusso del combustibile, da utilizzare in caso di arresto del motore. I gruppi elettrogeni possono essere utilizzati quali fonti di riserva o per alimentare impianti di sicurezza; in questo caso la normativa prevede un tempo di entrata in funzione del complesso di solo qualche secondo. Quando è richiesta la continuità o l'entrata in servizio in 0,5 s il gruppo elettrogeno deve essere mantenuto in servizio continuo ( es. durante attività di pubblico spettacolo ). Il locale dove è posto il G.E. deve essere esclusivo e idoneo, con adeguata resistenza al fuoco ( REI 120 ) e areato opportunamente tramite una apertura di dimensioni minime di 0,5mq. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Misuratore di isolamento - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. [Controllo] Verifica apparecchiature ausiliare del gruppo RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 126 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo generale alternatore RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Manutenzione del motore RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Manutenzione elettrica RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo del rumore prodotto Al fine di evitare il superamento delle soglie di rumore previste dalle normative, il complesso deve poggiare su di un basamento di fondazione le cui dimensioni e materiale sono indicate dalla costruttore. Le vibrazioni possono essere diminuite o addirittura eliminate, posando materiale idoneo ( antivibrazione ) tra il basamento e la macchina. Livello minimo delle prestazioni Nell'installazione di un gruppo elettrogeno, occorre sempre rispettare le istruzioni fornite dalla casa costruttrice, verificandone, nei casi dubbi, la loro corrispondenza. Resistenza meccanica Gli impianti elettrici nei locali dove risiedono i gruppi elettrogeni, devono essere realizzati con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture, sotto l'azione di determinate sollecitazioni. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Impermeabilità ai liquidi I componenti degli impianti elettrici devono essere in grado di evitare il passaggio di fluidi liquidi per evitare alle persone qualsiasi pericolo di folgorazione per contatto diretto secondo quanto prescritto dalla normativa. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Assenza dell'emissione di sostanze nocive L'emissione di sostanze inquinanti o nocive deve essere limitato e tuttavia non deve mai superare i limiti prescritti dalle norme. Il luogo d'installazione deve essere convenientemente ventilato in modo che eventuali fumi e gas prodotti non possano propagarsi in luoghi occupati da persone. Il locale deve avere aperture di areazione idonee con un minimo che va da 1/30 a 1/20 della superficie del locale, con una superficie minima di ( 0,5/0,75 )mq a seconda della potenza termica della macchina. La distanza del gruppo elettrogeno dalle pareti deve essere almeno di 0,6 m, con una altezza del locale non inferiore a 2,5 m Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 127 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Attitudine a limitare i rischi di incendio Al fine di evitare rischi di incendio, tutti i componenti devono essere installati in modo corretto, utilizzando, dove possibili, materiale autoestinguente. Nel caso di gruppi elettrogeni collocati all'interno di un edificio, le pareti, il soffitto ed il pavimento devono avere una resistenza al fuoco almeno REI 120 Le porte di accesso devono aprirsi verso l'esterno ed essere incombustibili. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Isolamento elettrico Gli elementi dell'impianto elettrico devono essere in grado di evitare incidenti ai fruitori o agli operatori. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI Corto circuiti Valutazione: anomalia grave Sovratensioni nel circuito di alimentazione, sovraccarichi, difetti dei componenti, possono creare corti circuiti. Difetti agli interruttori Valutazione: anomalia grave Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle connessioni e nei contatti di chiusura o alla presenza di umidità ambientale o di condensa. Difetti di taratura Valutazione: anomalia grave Difetti di taratura dei contattori o degli interruttori dovuti all'usura o a frequenti interventi. Surriscaldamento Valutazione: anomalia grave Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento; causato da troppo assorbimento degli utilizzatori MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Verifica apparecchiature ausiliare del gruppo - Controllo generale alternatore INTERVENTI - Manutenzione del motore - Manutenzione elettrica 5.21. QUADRI ELETTRICI DI PIANO Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I quadri elettrici hanno il compito di distribuire ai vari livelli dove sono installati l'energia elettrica proveniente dalla linea principale di adduzione. Sono supporti o carpenterie che servono a racchiudere le apparecchiature elettriche di comando e/o a preservare i circuiti elettrici. Nel caso in esame è del tipo a bassa tensione BT. Le strutture più elementari sono centralini da incasso, in materiale termoplastico autoestinguente, con indice di protezione IP40, fori asolati e guida per l'assemblaggio degli interruttori e delle morsette. Questi centralini si installano all'interno dei locali civili e possono essere anche a parete. LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Impermeabilità ai liquidi I componenti degli impianti elettrici devono essere in grado di evitare il passaggio di fluidi liquidi per evitare alle persone qualsiasi pericolo di folgorazione per contatto diretto secondo quanto prescritto dalla normativa. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 128 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Resistenza meccanica I componenti degli impianti di illuminazione devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di posa, onde evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. L'emettitore di luce deve, se necessario, essere protetto da eventuali urti o sollecitazioni esterne. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Ispezionabilità I quadri devono essere facilmente accessibili per consentire un facile utilizzo sia nel normale funzionamento che in caso di guasto. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli minimi decisi in fase di progetto. Sicurezza elettrica Al fine di evitare, guasti o pericoli per l'incolumità delle persone, negli impianti di illuminazione esterna devono essere presi tutti quei provvedimenti idonei e previsti dalle normative. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative. Attitudine a limitare i rischi di incendio Al fine di evitare rischi di incendio, tutti i componenti devono essere installati in modo corretto, utilizzando, dove possibili, materiale autoestinguente. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Identificabiltà I quadri devono essere facilmente identificabili per consentire un facile utilizzo. Deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interrutori e le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli minimi decisi in fase di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI Surriscaldamento Valutazione: anomalia grave Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento. Esso può essere dovuto ad ossidazione delle masse metalliche. Interruzione dell'alimentazione secondaria Valutazione: anomalia grave Interruzione dell'alimentazione secondaria dovuta a guasti al circuito secondario o al gruppo elettrogeno. Interruzione dell'alimentazione principale Valutazione: anomalia grave Interruzione dell'alimentazione principale dovuta ad interruzione dell'ente erogatore dell'energia elettrica. Disconnessione dell'alimentazione Valutazione: anomalia grave Disconnesione dell'alimentazione dovuta a difetti di messa a terra, di sovraccario di tensione di alimentazione, di corto circuito imprevisto. Difetti di taratura Valutazione: anomalia lieve Difetti di taratura dei contatori di collegamento o della protezione. Difetti agli interruttori Valutazione: anomalia grave Difetti agli interruttori magnetotermici o differrenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle connessioni o alla presenza di umidità ambientale o di condensa. Corto circuito Valutazione: anomalia grave Corto circuito dovuto a difetti nell'impianto di messa a terra, sbalzi di tensione (sovraccarichi) o altro. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 129 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Verifica degli interuttori - Controllo generale - Verifica cartellini indicatori - Verifica apparecchiature di taratura e controllo - Verifica protezioni INTERVENTI - Pulizia generale - Lubrificazione ingranaggi e contatti 5.22. TUBAZIONI E CANALIZZAZIONI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I conduttori degli impianti elettrici, escluso casi particolari ( utilizzo di cavi a doppio isolamento ) , devono essere protetti da tubazione o canalizzazione, non sono ammessi conduttori a vista o direttamente murati in parete. I condotti utilizzati ( canale o tubazioni ) devono essere del tipo autoestinguenti, la loro posa può essere a vista o sottotraccia; è importante per la manutenzione dell'impianto, ad esempio nella sostituzione dei conduttori, che le tubazioni sia integre e non abbiano subito manomissioni o surriscaldamento con conseguente deformazione. Nel caso di canalizzazioni in metallo, è obbligatorio eseguire l'equipotenzialità dei vari elementi effettuando un collegamento elettrico tra di loro. Ogni tipo di tubazione o condotto deve fare capo ad una scatola di derivazione, che in relazione al tipo di impianto, deve possedere un grado di protezione definito genericamente con la sigla IP XX, il valore viene previsto in fase di progetto. Per facilitare l'individuazione dei vari tipi di impianto, spesso vengono utilizzate tubazioni di diverso colore; nel caso di posa delle linee in ambienti particolari, devono essere utilizzate tubazioni di tipo pesante, aventi cioè caratteristiche meccaniche migliori. Anche questi tipi di componenti dell'impianto elettrico devono essere marcati CE. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune - Misuratore di prova per interruttori differenziali [Intervento] Ripristino del grado di protezione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Tutte le canalizzazioni devono essere idonee all'ambiente e tali da poter resistere a sollecitazioni meccaniche ed a urti; ad evitare rotture o deformazioni, in particolari ambiente, si utilizzano tubazioni in ferro. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 130 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Funzionalità Gli impianti elettrici possono essere eseguiti in posa a parete o sottotraccia, in entrambi i casi la tubazione o la canalizzazione utilizzata deve essere autoestinguente e marcata CE. Le condutture, al loro interno, devono avere un terso dell'area libera da conduttori, in modo da poter effettuare agevolmente la sostituzione o la verifica di sfilabilità dei conduttori stessi. Il grado di protezione dei cavidotti deve essere adeguato all'ambiente di posa, in riferimento alla presenza di corpi estranei ed alla presenza di umidità o acqua ( IP 20 - IP65 ). Nella stessa tubazione non possono essere posizionati conduttori a tensione diversa, ne doppino telefonico, ne cavo TV a meno di utilizzare canalizzazioni con settori isolati. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI Deformazione delle tubazioni Valutazione: anomalia grave Sono frequenti i casi di canalizzazioni o tubazioni che per effetto della temperatura dell'ambiente, per usura o per sollecitazioni esterne, subiscono deformazioni o rotture. I punti deboli di un impianto in tubazione a parete sono le giunzioni e gli ingressi nelle scatole di derivazione. Urti, eccessiva vicinanza a sorgenti di calore, possono essere causa di deformazione e rottura delle tubazioni. Rottura delle tubazioni Valutazione: anomalia grave La presenza di forti fonti di calore o tipi di lavorazioni con movimentazione di macchine o materiale, determinano rotture e deformazioni delle tubazioni o delle canalizzazioni. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale INTERVENTI - Ripristino del grado di protezione - Verifica conduttori 5.23. UTILIZZATORI E PRESE Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Per poter alimentare un utilizzatore possono essere usati due modi, alimentarlo direttamente con una linea proveniente dal quadro o tramite una spina da inserire in una delle prese dell'impianto. L'alimentazione diretta si utilizza per apparati non mobili, pompe, condizionatori, grosse apparecchiature; per utilizzatori trasportabili o soggetti a movimento vengono normalmente utilizzate le prese. Qualunque impianto elettrico presenta punti deboli nelle giunzioni o nei contatti mobili, le prese, definiti contatti mobili, sono soggette a provocare guasti e disservizi; in particolare quando l'utilizzatore allacciato assorbe una corrente superiore a quella nominale della presa o quando più utilizzatori sono collegati tramite attacchi multipli ad una singola presa. Al fine di evitare guati o corti circuiti è opportuno proteggere la presa o un gruppo prese con un interruttore magnetotermico avente una corrente nominale non superiore alla portata dei conduttori e delle singole prese. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 131 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Misuratore di isolamento - Pinza amperometrica [Controllo] Controllo strumentale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Comodità di uso e manovra Le prese e le spine devono essere realizzate con materiali e componenti aventi caratteristiche di facilità di uso, di funzionalità e di manovrabilità. Livello minimo delle prestazioni In particolare l'altezza di installazione dal piano di calpestio dei componenti deve essere compresa fra 0.40 e 40 m, ad eccezione di quei componenti il cui azionamento avviene mediante comando a distanza (ad. es. telecomando a raggi infrarossi). Resistenza meccanica Gli impianti elettrici devono essere realizzati con materiali in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Sicurezza nell'impiego Gli elementi dell'impianto elettrico devono essere in grado di evitare incidenti ai fruitori o agli operatori. Livello minimo delle prestazioni L'impianto elettrico deve essere sicuro ed evitare incidenti dovuti alla folgorazione; un buon impianto di terra e l'installazione di interruttori differenziali ad alta sensibilità può ridurre tali inconvenienti. Attitudine a limitare i rischi di incendio L'utilizzo in fase di realizzazione e manutenzione di materiale idoneo all'ambiente è determinante per evitare guasti e surriscaldamento dei componenti dell'impianto elettrico. Le linee di alimentazione e le protezioni devono essere dimensionati in funzione delle correnti di assorbimento degli utilizzatori. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI Corto circuiti Valutazione: anomalia grave Corto circuiti dovuti a difetti di isolamento nell'impianto o negli utilizzatori, a sbalzi di tensione, o a sovraccarichi. Difetti agli interruttori Valutazione: anomalia grave Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle connessioni e nei contatti di chiusura o alla presenza di umidità ambientale o di condensa. Difetti di taratura Valutazione: anomalia lieve Difetti di taratura dei contattori o degli interruttori dovuti all'usura o a frequenti interventi. Surriscaldamento Valutazione: anomalia grave Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 132 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento. Può essere dovuto da ossidazione delle masse metalliche. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Controllo strumentale INTERVENTI - Sostituzioni 5.24. APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Gli apparecchi per l'illuminazione interna sono essenzialmente composti da tre parti: la carenatura, il gruppo elettrico e il gruppo ottico. La funzione della carenatura è quella di proteggere i componenti interni dagli agenti esterni. Per armature poste ad altezza inferiore a 3 m dal suolo, al fine di evitare manomissioni, il vano lampada e accessori deve esse apribile solo con l'utilizzo di attrezzo idoneo. Nelle armature poste ad altezza superiore a 3 m, l'apertura della carena determina, tramite contatti a molla, il distacco immediato dell'energia, ciò per evitare incidenti agli operatori. La lampada, il reattore, l'accenditore, il condensatore di rifasamento e gli accessori di collegamento fanno parte del gruppo elettrico. Il gruppo ottico viene suddiviso in: riflettore, utilizzato per distribuire tramite superfici speculari la luce emessa dalla lampada (si definiscono cut-off i riflettori che evitano l'abbagliamento), il rifrattore o diffusore, costituito da coppe, globi o gonnelle in vetro o in materiale plastico prismatizzato che dirigono i raggi della luce in direzioni prestabilite. Le caratteristiche elettriche degli apparecchi di illuminazione possono essere riferite: alla protezione contro i contatti diretti ed indiretti e cioè vengono definiti apparecchi di classe I (provvisti di morsetto di terra), di calasse II (provvisti di isolamento speciale, non necessitano di collegamento a terra). La protezione contro i contatti diretti e contro la penetrazione dei liquidi e delle poveri è determinante dal grado di protezione IP (IP 22- IP 65), la sua severità è evidenziata dalla numerazione più alta. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo del collegamento di terra RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Automezzo con cestello - Attrezzi manuali di uso comune - Misuratore di isolamento - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica [Controllo] Controllo visivo RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Automezzo con cestello - Attrezzi manuali di uso comune Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 133 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Misuratore di isolamento - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica [Intervento] Manutenzione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Automezzo con cestello - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzioni di accessori RISORSE D'USO - Automezzo con cestello - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Corretta disposizione Al fine di poter ottenere buoni risultati di illuminamento, i centri luce di un impianto di illuminazione, devono essere tali da permettere una uniformità di illuminamento, evitando l'abbagliamento e zona d'ombra. La disposizione è definita da calcoli illuminotecnici di progettazione. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Resistenza meccanica I componenti degli impianti di illuminazione devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di posa, onde evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. L'emettitore di luce deve, se necessario, essere protetto da eventuali urti o sollecitazioni esterne. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Grado di protezione Poichè i componenti di un impianto di illuminazione esterna sono soggetti ad eventi atmosferici, acqua, umidità, polvere, la loro costruzione ed il loro grado di protezione IP deve essere idoneo, nei vari elementi, ad evitare la penetrazione di tali agenti esterni. Inoltre i componenti stessi devono essere costruiti con appositi materiali atti a prevenirne la deformazione causata dal funzionamento ordinario o/e alla normale esposizione ai raggi solari. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e le istruzioni di installazione. Sicurezza elettrica Al fine di evitare, guasti o pericoli per l'incolumità delle persone, negli impianti di illuminazione esterna devono essere presi tutti quei provvedimenti idonei e previsti dalle normative. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative. ANOMALIE RISCONTRABILI Difetti di messa a terra Valutazione: anomalia grave Il distacco del conduttore G/V dal punto di fissaggio è spesso dovuto dalla rottura del capicorda o dalla rottura del conduttore stesso, causata dall'azione del vento. Non di rado il conduttore di terra viene reciso durante i lavori di manutenzione della faccia. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 134 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo del collegamento di terra - Controllo visivo INTERVENTI - Manutenzione - Sostituzioni di accessori 5.25. LAMPADE FLUORESCENTI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le lampade fluorescenti sono particolarmente economiche ed offrono un'efficienza luminosa che può raggiungere un massimo di 104 lm/W, presentano inoltre una vasta gamma di tonalità di colorazione, oltre ad una varietà di modelli che si differenziano per potenza e struttura. Sostanzialmente le lampade fluorescenti possono essere di vario tipo: lineari e circolari aventi varie caratteristiche cromatiche e potenze diverse; compatte ( tipo integrate ) dette a risparmio energetico con circuito di alimentazione elettronico incorporato, ( tipo non integrate) ugualmente a risparmio energetico ma con l'accessorio del portalampada e del reattore di tipo appropriato ed esterno alla lampada. La loro utilizzazione trova naturale applicazione in tutti gli ambienti sia civili, commerciali che industriali. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Scaleo o ponteggio mobile - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione delle lampade RISORSE D'USO - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune - Scaleo o ponteggio mobile LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Corretta disposizione Al fine di poter ottenere buoni risultati di illuminamento, i centri luce di un impianto di illuminazione, devono essere tali da permettere una uniformità di illuminamento, evitando l'abbagliamento e zona d'ombra. La disposizione è definita da calcoli illuminotecnici di progettazione. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Resistenza meccanica I componenti degli impianti di illuminazione devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di posa, al fine di evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. L'emettitore di luce deve, se necessario, essere protetto da eventuali urti o sollecitazioni esterne. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 135 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Sicurezza elettrica Al fine di evitare, guasti o pericoli per l'incolumità delle persone, negli impianti di illuminazione esterna devono essere presi tutti quei provvedimenti idonei e previsti dalle normative. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative. Grado di protezione Poichè i componenti di un impianto di illuminazione esterna sono soggetti ad eventi atmosferici, acqua, umidità, polvere, la loro costruzione ed il loro grado di protezione IP deve essere idoneo, nei vari elementi, ad evitare la penetrazione di tali agenti esterni. Inoltre i componenti stessi devono essere costruiti con appositi materiali atti a prevenirne la deformazione causata dal funzionamento ordinario o/e alla normale esposizione ai raggi solari. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e le istruzioni di installazione. ANOMALIE RISCONTRABILI Abbassamento livello di illuminazione Valutazione: anomalia lieve L'inefficienza della lampada può essere causata dall'approssimarsi del suo limite di vita, dalla polvere depositatasi su di essa o sulla superficie riflettente o sul vetro di protezione dell'armatura. L'approssimarsi dell'esaurimento della lampada è facilmente visibile dalla banda nera che si forma ai due estremi. Avarie Valutazione: anomalia grave Lo spegnimento della lampada può essere causato da vari fattori, il normale ciclo di vita della lampada, il mancato serraggio corretto della lampada sugli attacchi, uno dei contatti di alimentazione ( linea, start, reattore), un sostanziale abbassamento della tensione di alimentazione oltre il valore definito dalla casa produttrice. Le frequenti accensioni e spegnimenti diminuiscono la vita della lampada. Intervento delle protezioni Valutazione: anomalia grave L'intervento delle protezioni magnetotermiche o differenziali poste al'inizio della linea di alimentazione, causato da un corto circuito o una dispersione, è la causa del disservizio, non possono essere tuttavia escluse, interruzioni della linea di alimentazione per cause diverse, quali lavori di scavo nella zona, cedimenti del sottosuolo con conseguente rottura dei conduttori. La non perfetta tenuta delle guarnizioni sia dell'armatura che di altre parti dell'impianto, può provocare l'ingresso di acqua o l'accumularsi di condensa con conseguente diminuzione del grado di protezione IP dell'impianto e quindi degli interruttori. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale INTERVENTI - Sostituzione delle lampade 5.26. ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO ELETTRICO EDIFICI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE In mancanza dell'illuminazione ordinaria è spesso necessario e talvolta obbligatorio avere un impianto di illuminazione di sicurezza; la presenza di tali tipo d'impianto permette, in caso di black-out di evitare panico tra i presenti . Per alcuni tipi di attività, anche se non obbligatorio, è consigliabile l'installazione di alcune lampade di riserva ad esempio del tipo autoalimentate, in particolare dove è presente il pubblico. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 136 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE L'illuminazione di sicurezza, dove è obbligatoria, ha il compito di segnalare le vie di esodo, al fine di permettere il deflusso corretto agli occupanti di un edificio o di un locale, verso luoghi ritenuti sicuri. Alcune particolari tipi di attività di lavoro, possono diventare pericolose in caso di improvvisa mancanza d'illuminazione, per la presenza di organi accessibili in movimento; in questi casi è quindi obbligatorio disporre di un impianto di illuminazione di sicurezza, al fine di poter concludere le eventuali lavorazioni pericolose. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Misuratore di prova per interruttori differenziali [Intervento] Sostituzione delle lampade e degli elementi RISORSE D'USO - Pinza amperometrica - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di isolamento - Misuratore di prova per interruttori differenziali LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Corretta disposizione Al fine di poter ottenere buoni risultati di illuminamento, l'installazione delle lampade di sicurezza, deve essere tale da permettere una uniformità di illuminamento, rendendo così sicuro l'esodo o la prosecuzione dell'attività. La disposizione è definita da calcoli illuminotecnici di progettazione. L'autonomia dell'impianto di illuminazione di sicurezza è determinata dal tipo di ambiente a cui è destinato ( 30 - 60 )min. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Resistenza meccanica I componenti degli impianti di illuminazione di sicurezza devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di posa, al fine di evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. L'emettitore di luce deve, se necessario, essere protetto da eventuali urti o sollecitazioni esterne. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e raccomandati dalla casa costruttrice. Sicurezza elettrica Al fine di evitare, guasti o pericoli per l'incolumità delle persone, negli impianti di illuminazione devono essere presi tutti quei provvedimenti idonei e previsti dalle normative. La scelta del tipo di illuminazione deve essere effettuata in relazione all'ambiente ed la tipo di attività che viene svolta; un ambiente può essere ordinario, con pericolo di incendio e di esplosione, umido, bagnato. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative. Grado di protezione Poichè i componenti di un impianto di illuminazione di sicurezza possono essere installati in diversi tipi di ambienti, la loro costruzione ed il loro grado di protezione IP deve essere idoneo, ad evitare guasti o alterazioni . Tutti i componenti devono essere costruiti con appositi materiali atti a prevenirne la deformazione causata dal funzionamento ordinario o/e all'ambiente d'installazione. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e le istruzioni di installazione. ANOMALIE RISCONTRABILI Abbassamento livello di illuminazione Valutazione: anomalia lieve Il mancato funzionamento può essere dovuto all'usura della lampada, al precario serraggio sull'attacco, al distacco di un conduttore o alla rottura del organo di comando. La diminuzione del livello di illuminamento può essere causata dall'abbassamento della tensione di alimentazione o dalla sporcizia depositatosi sulla superficie della lampada; nelle lampade autoalimentate, causa di mal funzionamento può essere dovuta al livello di carica delle batterie o al loro deterioramento. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 137 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Avarie Valutazione: anomalia grave Possibili avarie possono derivare da corto circuiti degli apparecchi, usura degli accessori o installazione di componenti non idonei. Nelle lampade autoalimentate, la mancata ricarica delle batterie o il loro esaurimento, può essere causa di disservizio. Intervento delle protezioni Valutazione: anomalia grave Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle connessioni, alla presenza di umidità ambientale, alla condensa o all'usura. Nelle lampade autoalimentate, l'intervento delle protezione, non permette la ricarica delle batterie. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale INTERVENTI - Sostituzione delle lampade e degli elementi 5.27. MACCHINARI PER ASCENSORE/MONTACARICHI ELETTRICO Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA TRASPORTO) (IMPIANTO FISSO DI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE L'impianto "macchine" di un ascensore/montacarichi elettrico è costituito dall'argano a motore (elettrico a corrente alternata) che aziona puleggia e funi per le movimentazioni della cabina. Sia l'argano che la puleggia sono posti dentro un apposito locale posto sopra (o sotto) il vano corsa dell'ascensore/montacarichi comunemente detto locale macchine. Recentemente sono stati introdotti, in alternativa al locale macchine, gli "armadi", molto contenuti in dimensioni, atti al contenimento dell'argano. Questo tipo di ascensore/montacarichi non ha limitazioni sulla massima corsa dello stesso. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo della struttura RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo dei livelli RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo scorrimento funi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo apertura freno RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 138 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Intervento] Pulizia delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Detergenti [Intervento] Aggiunta olio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Tornitura puleggia RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione puleggia RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione motore argano RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione ferodi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo della scabrosità Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate. Livello minimo delle prestazioni Per i livelli minimi prestazionali legati alla scabrosità della puleggia occorre che questa sia priva di fessure pericolose o sporgenze tali da compromettere la funzionalità dell'elemento. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Gli elementi del locale macchina devono avere caratteristiche meccaniche idonee alle rispettive funzionalità. Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e richiesti dalle normative vigenti. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni I locali macchina quale livello minimo prestazionale, devono garantire un livello di pulizia accettabile in considerazione della funzione che svolgono. Ispezionabilità Attitudine dell'elemento ad essere agevolmente ispezionato al fine di verificarne lo stato di conservazione e funzionalità e di consentirne l'eventuale successiva riparazione o sostituzione. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare ispezioni con facilità, senza creare pregiudizio all'intero sistema. Gli elementi presenti al di sotto della pedana devono garantire condizioni di conformità per un dato periodo dopo effettuata la manutenzione periodica, quali la lubrificazione, torniture, ecc. ANOMALIE RISCONTRABILI Cattivo scorrimento funi Valutazione: anomalia grave Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 139 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Cattivo scorrimento delle funi sulla puleggia a seguito dell'usura della stessa o per altre cause esterne. Rottura motore, argano Valutazione: anomalia grave Rottura del motore a seguito di eccessivo funzionamento, mancanza di olio o altra causa. Frenatura argano Valutazione: anomalia grave Mancata, o parziale, apertura del freno sull'argano. Degrado struttura Valutazione: anomalia grave Degrado della struttura del locale macchine. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo della struttura - Controllo dei livelli - Controllo scorrimento funi - Controllo apertura freno INTERVENTI - Pulizia delle superfici - Aggiunta olio - Tornitura puleggia - Sostituzione puleggia - Sostituzione motore argano - Sostituzione ferodi 5.28. VANO CORSA Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA TRASPORTO) (IMPIANTO FISSO DI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Il vano corsa (o vano ascensore) è il vano entro al quale sono posti la cabina, le funi, le guide di scorrimento e l'eventuale contrappeso (talvolta, nei più recenti, anche il macchinario), gli interruttori di extracorsa, la catena di compensazione, e gli ammortizzatori di cabina. Il vano corsa deve essere munito di un proprio impianto d'illuminazione indipendente da tutti gli altri circuiti, la distanza che a cui i corpi illuminanti devono essere installati non deve superare i 7 metri. Tutti i corpi illuminanti devono essere protetti meccanicamente contro gli urti. Il comando per l'accensione delle lampade deve essere realizzato tramite due deviatori posti all'estremità del vano corsa e muniti di segnalazione luminosa. Nel vano corsa non devono essere installate tubazioni o canalizzazioni appartenenti ad altri impianti. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Misuratore di isolamento e di terra [Controllo] Controllo impianto elettrico RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 140 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Misuratore di isolamento e di terra - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. [Controllo] Controllo contatti serrature RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di isolamento e di terra - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. [Intervento] Verifica conduttori RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di isolamento e di terra - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. [Intervento] Intervento sulle connessioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di isolamento e di terra - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. [Intervento] Lubrificazione guide RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia vano corsa RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo della scabrosità Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate. Livello minimo delle prestazioni Per i livelli minimi prestazionali legati alla scabrosità dei vani corsa occorre che questi siano privi di fessure pericolose o sporgenze tali da compromettere la funzionalità dell'elemento. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I componenti del vano corsa devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di posa, al fine di evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e richiesti dalle normative vigenti. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni I vani corsa quale livello minimo prestazionale, devono garantire un livello di pulizia accettabile in considerazione della funzione che svolgono. Sicurezza elettrica Necessità di avere componenti ed impianti elettrici rispondenti alle normative in materia di sicurezza sul lavoro e prevenzione infortuni, pertanto è necessario che l'impianto stesso sia provvisto di interruttori differenziali e impianto di terra. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative e dagli elaborati di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI Difetti di connessione Valutazione: anomalia grave Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 141 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Difetti di connessione delle masse con conseguente interruzione della continuità dei conduttori fino al nodo equipotenziale. Corrosioni Valutazione: anomalia grave I motivi della corrosione possono derivare da varie cause; si può avere una corrosione per reazioni chimiche, una corrosione per cause elettrochimiche ed anche per correnti vaganti. In tutte questi casi occorre proteggere il dispersore e i collegamenti utilizzando quale protezione superficiale una pellicola di zinco o materiale di protezione. Difetti strutturali Valutazione: anomalia grave Difetti strutturali legati ad errori progettuali o a degradi in atto, in funzione del tipo di materiale impiegato. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Controllo impianto elettrico - Controllo contatti serrature INTERVENTI - Verifica conduttori - Intervento sulle connessioni - Lubrificazione guide - Pulizia vano corsa 5.29. CABINA Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA TRASPORTO) (IMPIANTO FISSO DI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE La cabina è la struttura, in materiale metallico o di vetro, che permette lo spostamento di persone, attraverso il vano corsa, verso l'alto o il basso; analoga funzione svolge il piano di carico per i montacarichi unica differenza che il suo utilizzo avviene per oggetti o materiali vari. Le pareti interne della cabina possono essere talvolta rivestite in legno trattato (ignifugo) o mediante pellicole plastiche. Le dimensioni della cabina sono dettate dagli spazi a disposizione e dall'offerta del mercato, ad ogni qual modo l'altezza interna deve essere maggiore o uguale a 2,00 metri. Nei casi possibili, la cabina deve essere progettata in modo da consentire l'accesso o l'uso da parte di disabili, pertanto di dimensioni idonee secondo quanto previsto dalla normativa sull'abbattimento delle barriere architettoniche. Le porte della cabina solitamente sono a scorrimento orizzontale (talvolta possiamo anche trovarne a due ante, oppure a scorrimento verticale o a soffietto). Sopra la cabina è presente "l'arcata di cabina" che è la struttura di sostegno della cabina stessa ai macchinari di trazione e dove è ubicato il paracadute di sicurezza, recentemente di tipo bidirezionale, ossia che interviene per contrastare eccessive velocità sia in discesa che in salita. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Pinza amperometrica - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzatura manuale di uso comune - Dispositivi di protezione individuale Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 142 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo impianto elettrico RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzatura manuale di uso comune - Luxometro [Intervento] Pulizia delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Detergenti [Intervento] Sostituzione interruttori RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzatura manuale di uso comune [Intervento] Intervento sui contatti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzatura manuale di uso comune [Intervento] Sostituzione conduttori RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzatura manuale di uso comune [Intervento] Sostituzione del rivestimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione cabina RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 143 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE I componenti della cabina devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di posa, al fine di evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e richiesti dalle normative vigenti. Controllo della scabrosità Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate. Livello minimo delle prestazioni Per i livelli minimi prestazionali legati alla scabrosità della cabina questi sono correlati all'utilizzo che viene fatto della cabina stessa, pertanto dovendo essere utilizzata da utenti, oltre che da addetti alla manutenzione, deve avere le superfici prive di scabrosità. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le cabine quale livello minimo prestazionale, devono garantire un livello di pulizia accettabile in considerazione della funzione che svolgono. Resistenza al fuoco I componenti degli impianti devono avere caratteristiche fisiche idonee all'ambiente di posa, i conduttori utilizzati negli impianti di cabina devono essere autoestinguenti. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e raccomandati dalla casa costruttrice, così come richiesto dalle normative vigenti. Sicurezza elettrica Necessità di avere componenti ed impianti elettrici rispondenti alle normative in materia di sicurezza sul lavoro e prevenzione infortuni, pertanto è necessario che l'impianto stesso sia provvisto di interruttori differenziali e impianto di terra. Livello minimo delle prestazioni Le dispersioni elettriche possono essere verificate controllando i collegamenti equipotenziali e di messa a terra dei componenti dell'impianto, mediante misurazioni del livello d'isolamento. Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative e dagli elaborati di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI Corto circuiti Valutazione: anomalia grave Corto circuiti dovuti a difetti di isolamento nell'impianto o negli utilizzatori, a sbalzi di tensione, o a sovraccarichi. Surriscaldamento Valutazione: anomalia grave Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento; causato da troppo assorbimento degli utilizzatori Difetti agli interruttori Valutazione: anomalia grave Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle connessioni e nei contatti di chiusura o alla presenza di umidità ambientale o di condensa. Usura pavimento Valutazione: anomalia lieve Usura del rivestimento del pavimento legata sia al tipo di materiale impiegato che alla frequenza di utilizzo dell'ascensore stesso. Atti vandalici Valutazione: anomalia lieve Presenza di graffi, scritte, urti e deformazioni dovuti ad atti vandalici. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Controllo impianto elettrico Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 144 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE INTERVENTI - Pulizia delle superfici - Sostituzione interruttori - Intervento sui contatti - Sostituzione conduttori - Sostituzione del rivestimento - Sostituzione cabina 5.30. GUIDE DI CABINA Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA TRASPORTO) (IMPIANTO FISSO DI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le guide di cabina servono per consentire il movimento della cabina dell'ascensore e del contrappeso. Sono realizzate con elementi metallici fissati alla struttura portante (cemento armato o acciaio) con forme solitamente a doppio T, a T o a fungo ancorate alla struttura portante ogni 150 cm circa. Le guide devono sostenere la cabina con i suoi effetti dinamici ed anche tutte le sollecitazioni derivanti dall'eventuale apertura del paracadute di sicurezza. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo della struttura RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo del serraggio dei bulloni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Chiave dinamometrica - Opere provvisionali [Intervento] Pulizia e lubrificazione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Solventi - Opere provvisionali [Intervento] Sostituzione dell'elemento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Sostituzione dei perni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Chiave dinamometrica Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 145 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Intervento] Sostituzione pattini RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Sostituzione pattini o ruote RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e raccomandati dalla casa costruttrice oltre che dalla normativa vigente. Controllo della scabrosità Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate. Livello minimo delle prestazioni Le guide devono avere tutte le superfici prive di parti scabrose, spigoli. Il livello minimo prestazionale è funzione del materiale impiegato e tipologia prescelta, facendo riferimento alle norme vigenti ed in particolare alle norme UNI. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo che le guide devono garantire per la sostituibilità delle parti o del tutto è funzione delle guide stesse, della sua composizione e della sua accessibilità nel caso di interventi di manutenzione. ANOMALIE RISCONTRABILI Corrosione del materiale Valutazione: anomalia grave Deterioramento dell'acciaio con formazione di ruggine e continua sfaldatura; relativa riduzione della sezione resistente. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e morfologiche dei profili e degli elementi strutturali, accompagnate spesso dalla perdita delle caratteristiche di resistenza e stabilità degli elementi stessi. Imbozzamento Valutazione: anomalia grave Corrugamento dell'anima dei profilati accompagnato dalla perdita di resistenza e stabilità degli elementi stessi. Allentamento dei bulloni Valutazione: anomalia grave Allentamento dei bulloni con conseguente perdita di funzionalità della piastra di giunzione. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo della struttura - Controllo dei danni dopo evento imprevedibile - Controllo del serraggio dei bulloni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 146 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE INTERVENTI - Pulizia e lubrificazione - Sostituzione dell'elemento - Sostituzione dei perni - Sostituzione pattini - Sostituzione pattini o ruote 5.31. FUNI E CONTRAPPESO Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA TRASPORTO) (IMPIANTO FISSO DI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le funi di un'ascensore servono per il collegamento della cabina al contrappeso. Sono utilizzate per gli impianti elettrici ed idraulici normali, mentre non sono presenti negli impianti idraulici a trazione diretta. Le funi, almeno tre in acciaio, sono avvolte su una puleggia ed hanno dimensioni tali da sostenere il carico, e le sollecitazioni aggiuntive, derivanti dalla cabina secondo quanto prescritto dalla norma ISO 434 Il contrappeso è l'elemento che serve per far muovere la cabina grazie all'aderenza delle funi sulla puleggia. Esso è costituito da elementi in ghisa o di cemento di peso pari alla cabina incrementato del 50%, posti su una struttura in acciaio a sua volta collegata alle funi. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo usura pattini RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione fune RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione pattini RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo della scabrosità Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate. Livello minimo delle prestazioni Per i livelli minimi prestazionali legati alla scabrosità delle funi, per quanto riguarda i fili rotti occorre sottolineare che le funi portanti devono essere sostituite qualora nel tratto maggiormente degradato (per una lunghezza di 8-10 diametri a seconda se la fune abbia 8 o 6 trefoli), i fili rotti visibili abbiano una sezione totale maggiore del 10% della sezione della fune originaria. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I componenti delle funi e del contrappeso devono avere caratteristiche meccaniche idonee, al fine di evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e richiesti dalle normative vigenti. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 147 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Livello minimo delle prestazioni Le funi quale livello minimo prestazionale, devono garantire un livello di pulizia accettabile in considerazione della funzione che svolgono. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo a elementi di comune diffusione. ANOMALIE RISCONTRABILI Fili rotti Valutazione: anomalia grave Per una fune i fili rotti visibili debbono avere una sezione totale minore del 10% della sezione della fune originaria. Problemi di scorrimento Valutazione: anomalia grave Problemi di scorrimento legati all'usura o ad imperfezioni sui pattini del contrappeso. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Controllo usura pattini INTERVENTI - Sostituzione fune - Sostituzione pattini 5.32. PORTE DI PIANO Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA TRASPORTO) (IMPIANTO FISSO DI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Per porte di piano si intendono le porte, previste ai sensi della direttiva 95/16/Ce, disposte ai vari piani per l'accesso alla cabina dell'ascensore, ma qualora l'ascensore non sia presente al piano costituiscono l'elemento di chiusura del varco e garantiscono dalla caduta nel vano corsa. Tali porte, in metallo o in vetro, sono solitamente automatiche a scorrimento orizzontale (ma possiamo trovarne ancora ad una o due ante), comandate da un dispositivo disposto sulla cabina dell'ascensore che garantisce l'apertura solidalmente a quelle dell'ascensore stesso. La larghezza minima di dette porte è 80 cm. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo chiusura RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzi manuali di uso comune Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 148 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo contatti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di isolamento e di terra - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. [Intervento] Pulizia delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Detergenti [Intervento] Pulizia soglia RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione porta RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo della scabrosità Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate. Livello minimo delle prestazioni Per i livelli minimi prestazionali legati alla scabrosità della porta questi sono correlati all'utilizzo che viene fatto della porta stessa, pertanto poichè viene toccata da utenti, oltre che da addetti alla manutenzione, deve avere le superfici prive di scabrosità. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I componenti delle porte di piano devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di posa, al fine di evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e richiesti dalle normative vigenti. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le porte quale livello minimo prestazionale, devono garantire un livello di pulizia accettabile in considerazione della funzione che svolgono. Resistenza al fuoco Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni tali da modificare il livello prestazionale. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e raccomandati dalla casa costruttrice, così come richiesto dalle normative vigenti. I livelli minimi di resistenza al fuoco richiesti ad ogni elemento costruttivo variano in funzione del tipo di edificio, come specificato nella tabella riportata nel D.M 30.11983: - Supermercati, magazzini, Edifici industriali con prodotti infiammabili Classe REI 120 Le coperture di aree a rischio di parti dell'edificio (autorimesse, depositi di materiali combustibili, centrale termica, ecc.) devono inoltre rispettare le normative in vigore per tali attività. Per una parete interna i livelli minimi di resistenza al fuoco possono essere valutati mediante prova di laboratorio così come dettato dalla norma prEN 1364-1 [Prove di resistenza al fuoco di elementi non portanti negli edifici- Partizioni]. Sicurezza elettrica Necessità di avere componenti ed impianti elettrici rispondenti alle normative in materia di sicurezza sul lavoro e prevenzione infortuni, pertanto è necessario che l'impianto stesso sia provvisto di interruttori differenziali e impianto di terra. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 149 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Le dispersioni elettriche possono essere verificate controllando i collegamenti equipotenziali e di messa a terra dei componenti dell'impianto, mediante misurazioni del livello d'isolamento. Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative e dagli elaborati di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI Deformazioni Valutazione: anomalia lieve Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (urti, impatti, ecc.). Atti vandalici Valutazione: anomalia lieve Presenza di graffi, scritte, murales, ecc. dovuti ad atti vandalici. Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie e sulle soglie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (carte, detriti, ecc.). MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Controllo chiusura - Controllo contatti INTERVENTI - Pulizia delle superfici - Pulizia soglia - Sostituzione porta 5.33. IMPIANTO ELETTRICO Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA TRASPORTO) (IMPIANTO FISSO DI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE L'impianto elettrico dell'ascensore (e della padana) ha lo scopo di fornire energia elettrica ai locali (cabina, vano corsa) ed ai macchinari preposti al movimento del piano mobile. La linea destinata all'alimentazione dell'impianto deve essere di tipo esclusivo, il suo utilizzo deve essere dedicato solo per l'impianto dell'ascensore, ciò per evitare che eventuali disservizi non facenti parte dell'impianto, provochino l'intervento degli interruttori di protezione con conseguente blocco dei motori destinati al sollevamento della cabina. L'impianto elettrico deve essere sempre diviso in due settori separati con le rispettive protezioni; alla linea di forza motrice (F.M.) che alimenta i motori non possono essere derivate linea per l'alimentazione di prese di servizio o parti dell'illuminazione. Per quanto concerne l'impianto di illuminazione, in questo è compresa: l'illuminazione della cabina, del vano corsa e del locale macchina; le prese di servizio installate nell'impianto devono essere derivate da tale settore. La presenza di un interruttore generale a protezione della linea montante, deve essere di tipo selettivo e tale che non intervenga per guasti locali. In riferimento alle normative vigenti, i circuiti elettrici degli ascensori devono essere installati in modo tale che non sia possibile confonderli con gli altri, inoltre un eventuale guasto non deve provocare situazioni pericolose e il funzionamento dell'ascensore deve dipendere da meccanismi controllati da un circuito di comando a sicurezza intrinseca. L'interruttore generale della F.M. deve essere ubicato in posizione facilmente accessibile dall'accesso del locale macchinario, inoltre tale interruttore deve essere del tipo bloccabile in posizione di apertura , a mezzo di lucchetto o dispositivo equivalente. Il dimensionamento dei componenti sia della F.M. che dell'impianto di illuminazione deve essere eseguito secondo progetto elaborato da un professionista iscritto all'Albo. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 150 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Pinza amperometrica - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzatura manuale di uso comune - Dispositivi di protezione individuale [Controllo] Controllo strumentale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzatura manuale di uso comune [Intervento] Sostituzioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzatura manuale di uso comune [Intervento] Intervento sui contatti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzatura manuale di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica I componenti degli impianti devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di posa, al fine di evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e raccomandati dalla casa costruttrice. Grado di protezione Poichè i componenti dell'impianto sono soggetti a umidità e polvere, la loro costruzione ed il loro grado di protezione IP deve essere idoneo ad evitare la penetrazione di tali agenti . Tutti i componenti devono essere costruiti con appositi materiali atti a prevenirne la deformazione causata dal funzionamento ordinario o eventuali incendi. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e le istruzioni di installazione. Sicurezza elettrica Necessità di avere componenti ed impianti elettrici rispondenti alle normative in materia di sicurezza sul lavoro e prevenzione infortuni, pertanto è necessario che l'impianto stesso sia provvisto di interruttori differenziali e impianto di terra. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative e dagli elaborati di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI Corto circuiti Valutazione: anomalia grave Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 151 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Corto circuiti dovuti a difetti di isolamento nell'impianto o negli utilizzatori, a sbalzi di tensione, o a sovraccarichi. Surriscaldamento Valutazione: anomalia grave Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento causati da eccessivo assorbimento degli utilizzatori. Difetti di taratura Valutazione: anomalia grave Difetti di taratura dei contattori o degli interruttori dovuti all'usura o a frequenti interventi. Difetti agli interruttori Valutazione: anomalia grave Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle connessioni e nei contatti di chiusura o alla presenza di umidità ambientale o di condensa. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Controllo strumentale INTERVENTI - Sostituzioni - Intervento sui contatti 5.34. QUADRO ELETTRICO E QUADRO DI MANOVRA Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA TRASPORTO) (IMPIANTO FISSO DI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Il quadro elettrico, sempre posizionato nel locale macchine, vede installate nel suo interno tutte le protezioni ( interruttori, sezionatori, relè, ecc..) utilizzate per l'alimentazione elettrica degli apparati; in esso devono essere sempre presenti i due interruttori generali, uno per l'illuminazione e l'altro per i motori ( F.M. ) : quest'ultimo dovrà essere corredato di bobina di sgancio, azionabile tramite pulsante di emergenza, per l'arresto della corsa della cabina. A monte di tale quadro, in prossimità del gruppo di misura, dovrà essere sempre presente un interruttore generale a servizio esclusivo dell'impianto ascensore. Nel caso di divisione delle linee, illuminazione e F.M. direttamente alla partenza, oltre all'interruttore generale, si dovrà provvedere ad installare, in apposito contenitore, i due interruttori a protezione delle linee derivate; nel locale macchine sarà presente ugualmente un quadro contenente le sole protezioni dei vari settori. Il quadro di manovra contiene tutti i meccanismi elettrici ed elettromeccanici idonei all'alimentazione dei motori di sollevamento della cabina. Da evidenziare che la manutenzione dei due quadri è normalmente di competenza di tecnici diversi. Il quadro elettrico può essere installato, verificato e modificato da installatori aventi i requisiti previsti dalla sola legge 46/90, al quadro di manovra possono accedere e operare solo installatori in regime di garanzia di qualità, i quali devono rilasciare, a fine intervento, una dichiarazione CE di conformità. - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzatura manuale di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica I componenti degli impianti devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di posa, al fine di evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e raccomandati dalla casa costruttrice. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 152 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Grado di protezione Capacità di avere costituzione, e quindi grado di protezione IP, idonea ad evitare la penetrazione di umidità e polvere. Livello minimo delle prestazioni E' opportuno che i componenti dell'impianto siano realizzati ed installati secondo quanto indicato dalle norme e come raccomandato dalle ditte costruttrici di detti materiali e componenti. Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e le istruzioni di installazione. Sicurezza elettrica Necessità di avere componenti ed impianti elettrici rispondenti alle normative in materia di sicurezza sul lavoro e prevenzione infortuni, pertanto è necessario che l'impianto stesso sia provvisto di interruttori differenziali e impianto di terra. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative e dagli elaborati di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI Corto circuiti Valutazione: anomalia grave Corto circuiti dovuti a difetti di isolamento nell'impianto o negli utilizzatori, a sbalzi di tensione, o a sovraccarichi. Surriscaldamento Valutazione: anomalia grave Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento, causato da eccessivo assorbimento degli utilizzatori. Difetti agli interruttori Valutazione: anomalia grave Difetti agli interruttori magnetotermici e differenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle connessioni e nei contatti di chiusura, o alla presenza di umidità ambientale o di condensa. Difetti di taratura Valutazione: anomalia grave Difetti di taratura dei contattori o degli interruttori, dovuti all'usura o a frequenti interventi. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Controllo strumentale INTERVENTI - Sostituzioni - Intervento sui contatti 5.35. PULSANTIERA Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA TRASPORTO) (IMPIANTO FISSO DI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Per pulsantiere si intendono gli elementi dedicati al comando dell'ascensore. Sono ubicati sia ai vari piani, per la chiamata dello stesso, che all'interno della cabina per la selezione del piano prescelto, oltre ai dispositivi di allarme e segnalazione. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Pinza amperometrica - Misuratore di prova per interruttori differenziali Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 153 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzatura manuale di uso comune - Dispositivi di protezione individuale [Intervento] Sostituzione lampadine RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di prova per interruttori differenziali - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzatura con isolamento (1000 V) : cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Attrezzatura manuale di uso comune [Intervento] Sostituzione pulsanti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le pulsantiere, quale livello minimo prestazionale, devono garantire un livello di pulizia accettabile in considerazione della funzione che svolgono. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo a elementi di comune diffusione. ANOMALIE RISCONTRABILI Insufficiente illuminazione Valutazione: anomalia grave Insufficiente illuminazione dell'ambiente ove è presente la porta di piano o dell'interno della cabina, o difetti della lampada presente nella pulsantiera. Rottura pulsanti Valutazione: anomalia lieve Rottura dei pulsanti a seguito di eccessivo uso o a causa di graffi, urti e deformazioni dovuti ad atti vandalici. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale INTERVENTI - Sostituzione lampadine - Sostituzione pulsanti 5.36. PEDANA ELETTROIDRAULICA Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: ASCENSORE E PEDANA ELETTROIDRAULICA TRASPORTO) (IMPIANTO FISSO DI Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 154 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE L'impianto "macchinario" pedana elottroidraulica di dimensioni standard, è dotato di certificazioni CE, secondo la norma UNI CEI 45014 e targhetta di identificazione fissata permanente. Per altre spiegazioni sull'uso si rimanda al libretto d'uso e manutenzione della macchina. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo della struttura RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo dei livelli RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo raccordi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo pistone RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Detergenti [Intervento] Aggiunta olio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Controllo gruppo valvole RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione guarnizioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Serraggio giunzioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione centralina RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione pistone-cilindro RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 155 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Gli elementi del locale macchina devono avere caratteristiche meccaniche idonee alle rispettive funzionalità. Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e richiesti dalle normative vigenti. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni I locali macchina quale livello minimo prestazionale, devono garantire un livello di pulizia accettabile in considerazione della funzione che svolgono. Ispezionabilità Attitudine dell'elemento ad essere agevolmente ispezionato al fine di verificarne lo stato di conservazione e funzionalità e di consentirne l'eventuale successiva riparazione o sostituzione. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare ispezioni con facilità, senza creare pregiudizio all'intero sistema. Gli elementi presenti al di sotto della pedana devono garantire condizioni di conformità per un dato periodo dopo effettuata la manutenzione periodica, quali la lubrificazione, torniture, ecc. ANOMALIE RISCONTRABILI Cattive tenute Valutazione: anomalia grave Cattive tenute delle guarnizioni presenti sul pistone e dei raccordi dei tubi. Perdite olio Valutazione: anomalia grave Perdite di olio dalla centralina con ripercussioni nel locale macchine. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI - Controllo della struttura INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo dei livelli - Controllo raccordi - Controllo pistone INTERVENTI - Pulizia delle superfici - Aggiunta olio - Controllo gruppo valvole - Sostituzione guarnizioni - Serraggio giunzioni - Sostituzione centralina - Sostituzione pistone-cilindro 5.37. TUBAZIONI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO IDROSANITARIO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le tubazioni facenti parte dell'impianto idrico-sanitario asservono a tutti quelli che sono i sistemi di distribuzione dell'acqua sia calda che fredda nel manufatto edilizio. Nel progetto in esame esse sono realizzate in acciaio zincato, sono opportunamente coibentate secondo gli spessori previsti dalla L.10/91 e sono certificate per l'utilizzo che devono asservire. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 156 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo coibentazione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo manovrabilità delle valvole RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo delle staffature RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia tubazioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed i componenti dell'impianto non funzionino correttamente verificare la tenuta e la pulizia delle tubazioni. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui le tubazioni non devono venire in contatto, consultare attentamente il libretto di uso e manutenzione. Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento. Livello minimo delle prestazioni Al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema di distribuzione dell'acqua calda, sarà necessario verificare la corretta coibentazione di tutte le tubazioni, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con quelli previsti dalle normative e dai costruttori. Pulibilità Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del sistema idrico-sanitario ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto. Controllo della pressione e della velocità di erogazione Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi. Livello minimo delle prestazioni Le tubazioni devono essere dimensionate in modo che l'impianto idrico-sanitario sia in grado di rispettare i rendimenti, la potenza e tutte le caratteristiche tecniche di legge. ANOMALIE RISCONTRABILI Corrosione Valutazione: anomalia grave Presenza di depositi di ossido sulle tubazioni. Difetti ai raccordi o alle connessioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 157 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Valutazione: anomalia lieve Presenza di perdite di fluido in presenza di connessioni o saldature. Allentamento degli ancoraggi Valutazione: anomalia grave Sistemi di fissaggio staffe ecc. che presentano viti o bulloni allentati MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo coibentazione - Controllo generale - Controllo manovrabilità delle valvole - Controllo delle staffature INTERVENTI - Pulizia tubazioni 5.38. VALVOLE E SARACINESCHE Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO IDROSANITARIO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le valvole sono di vario tipo e servono per vari utilizzi, per esempio ad escludere parti di impianto su cui eseguire la manutenzione, a permettere la taratura degli impianti, a bilanciare i flussi, a deviare i flussi, a miscelare, ecc. Le valvole vengono certificate dal costruttore a seconda dell'uso e funzione che vanno a compiere, pertanto ci sono valvole omologate per acqua calda e fredda, ecc. Le valvole possono essere ad azione manuale, quindi la chiusura e apertura è comandata da un operatore oppure possono essere azionate da servomotori elettrici comandati da microinterruttori o da centraline di comando e regolazione, queste ultime vengono definite elettrovalvole. Vi sono inoltre delle valvole a passaggio unidirezionale che servono per evitare dei ritorni di flussi inversi e le valvole di sicurezza. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo tenuta valvole RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo manovrabilità delle valvole RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo sistema automatico di riempimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo sonde di regolazione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Termometro elettronico Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 158 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo funzionale valvole di sicurezza RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica [Controllo] Controllo motore attuatori RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica [Intervento] Pulizia otturatore RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Lubrificazione elementi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed i componenti dell'impianto non funzionino correttamente verificare la tenuta e la pulizia delle tubazioni. Pulibilità Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto. Controllo della pressione e della velocità di erogazione Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi. Livello minimo delle prestazioni Le valvole e le saracinesche devono essere dimensionate in modo che l'impianto sia in grado di rispettare i rendimenti, la potenza e tutte le caratteristiche tecniche di legge. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui i componenti di un sistema di riscaldamento e di distribuzione dell'ACS non devono venire in contatto, consultare attentamente il libretto di uso e manutenzione. Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento. Livello minimo delle prestazioni Al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema, sarà necessario verificare la corretta coibentazione delle valvole e delle saracinesche, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con quelli previsti dalle normative e dai costruttori. ANOMALIE RISCONTRABILI Corrosione Valutazione: anomalia lieve Presenza di depositi di ossidi. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 159 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Difficoltà nella manovra Valutazione: anomalia grave Difficoltà di manovra delle valvole e delle saracinesche. Malfunzionamento delle valvole di regoalzione Valutazione: anomalia lieve Le valvole installate sull'impianto non rispondono ai comandi dei sensori. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo tenuta valvole - Controllo manovrabilità delle valvole - Controllo sistema automatico di riempimento - Controllo sonde di regolazione - Controllo funzionale valvole di sicurezza - Controllo motore attuatori INTERVENTI - Pulizia otturatore - Lubrificazione elementi - Pulizia generale 5.39. APPARECCHI SANITARI E RUBINETTERIA Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO IDROSANITARIO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Gli apparecchi sanitari e la relativa rubinetteria sono gli elementi dell'impianto idrico che consentono agli utenti lo svolgimento delle operazioni connesse agli usi igienici e sanitati utilizzando l'acqua calda e/o fredda. Tra di essi troviamo i vasi igienici, i bidet, i lavabi, il piatto doccia la vasca da bagno e saranno el tipo normale oppure conformati perchè possano essere utilizzati da persone con ridotte capacità motorie. In quest'ultimo caso il locale dovrà avere dimensioni minime di 180x180 cm. LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Regolarità delle finiture Realizzazione nel rispetto della regola d'arte e presentazione di finiture prive di difetti. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale degli elementi in oggetto, al fine di garantire lla regolarità delle finiture, è regolamentato dalle specifiche norme UNI vigenti. In particolare tutte le superfici devono avere cartteristiche di uniformità e continuità di rivestimento e non devono presentare traccia di riprese o aggiunte di materiale. Comodità d'uso e manovra Facilità d'uso, funzionalità e manovrabilità. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale degli apparecchi sanitari al fine di garantire la comodità d'uso e di manovra è regolamentato dalle norme UNI vigenti, ed i requisiti e valori di riferimento sono deducibili dalle regole progettuali più comuni. Resistenza a manovre e sforzi d'uso Capacità di contrastare il prodursi di deformazioni o rotture in seguito ad operazioni di manovra e di utilizzo. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale degli elementi terminali di erogazione, al fine di garantire la resistenza sotto l'azione di sollecitazioni derivanti da manovre e sforzi d'uso, è regolamentato dalle specifiche norme UNI vigenti. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 160 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Controllo della portata dei fluidi Capacità di garantire i valori minimi di portata dei fluidi. Livello minimo delle prestazioni Il dimensionamento delle reti di distribuzione dell'acqua freddda e calda può essere veriificato mediante l'individuazione della portata massima contemporanea utlizzando il metodo delle unità di carico. Pertanto bisogna accertare che facendo funzionare contemporaneamente tutte le bochette di erogazione dell'acqua fredda previste in fase di calcolo per almeno 30 minuti consecutivi, la portata di ogni bocchetta rimanga invariata e pari a quella di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI Interruzione del fluido di alimentazione Valutazione: anomalia grave Interruzione dell'alimentazione dovuta ad una sospensione di erogazione da parte dell'ente gestore. Incrostazioni Valutazione: anomalia lieve Accumuli di materiale di deposito all'interno delle tubazioni ed in prossimità dei filtri. Difetti alle valvole Valutazione: anomalia grave Difetto di funzionamento delle valvole dovuti ad errori di posa in opera o errato dimensionamento delle stesse. Difetti ai raccordi o alle connessioni Valutazione: anomalia grave Perdita di fluido in prossimità dei raccordi dovute ad errori o sconnessioni delle giunzioni. Corrosione Valutazione: anomalia grave Corrosione delle tubazioni di adduzione con evidenti segni di decadimento delle stesse3 evidenziato con cambio di colore e presenza di ruggine MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI - Verifica di ancoraggio INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Verifica dei flessibil - Verifica di tenuta degi scarichi INTERVENTI - Rimozione calcare - Disostruzione degli scarichi 5.40. SCALDA ACQUA ELETTRICO Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO IDROSANITARIO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Lo scalda acqua elettrico è costituito da una caldaia vetroporcellanata ed è corredato di termostato di regolazione, termometro, valvola di sicurezza. E' completo di staffe di sostegno e flessibili di collegamento alla rete. La capacità sarà di 15-30-50-80 litri. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo tenuta dei circuiti e serbatoio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo stato della coibentazione RISORSE D'USO Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 161 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo delle valvole di sicurezza RISORSE D'USO - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale [Controllo] Controllo collegamenti elettrici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione delle guarnizioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Ripristino della coibentazione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia RISORSE D'USO - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento e l'impianto o i componenti non siano in grado di garantire il corretto funzionamento o la tenuta dei componenti di cui è costituito, chiamare il personale addetto alla manutenzione.. Tenuta all'acqua Capacità di impedire l'infiltrazione o le perdite di acqua. Livello minimo delle prestazioni Le prestazioni minime dei materiali e componenti devono essere quelle riportate nella scheda tecnica del costruttore e inoltre devono essere quelle previste dal progetto. Comprensibilità delle manovre Capacità di consentire manovre comprensibili. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui le istruzioni siano incomprensibili è necessario richiedere delle nuove istruzioni di uso o l'aiuto di personale esperto. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui gli accumuli non devono venire in contatto, consultare attentamente il libretto di uso e manutenzione. Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento. Livello minimo delle prestazioni Al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema di distribuzione di ACS sarà necessario verificare la corretta coibentazione di macchinari e degli accessori, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con quelli previsti dalle normative e dai costruttori. Pulibilità Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 162 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del sistema ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto. Controllo della temperatura dei fluidi Capacità di mantenere costante o, comunque entro valori prefissati, la temperatura dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni La temperatura dei fluidi utilizzati deve essere quella consigliata dal costruttore al fine di ottenere le rese termiche dichiarate. ANOMALIE RISCONTRABILI Difetti di tenuta sistema Valutazione: anomalia grave Difetti dovuti alla perdita di fluido in pressione dovuto alla cattiva tenuta dei raccordi o a forature del serbatoio dovute ad azione corrosiva Difetto di coibentazione Valutazione: anomalia grave Perdita parziale o totale del rivestimento con conseguente dispersioni termiche o formazioni di condense MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo tenuta dei circuiti e serbatoio - Controllo stato della coibentazione - Controllo delle valvole di sicurezza - Controllo collegamenti elettrici INTERVENTI - Sostituzione delle guarnizioni - Ripristino della coibentazione - Pulizia 5.41. SISTEMA SOLARE Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO IDROSANITARIO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I Sistemi di produzione di acqua calda per uso sanitario sono costituiti da uno o più pannelli captatori adeguatamente dimensionato, da un sistema di circolazione che veicola il fluido termovettore all'interno di un scambiatore abbinato ad un serbatoio di accumulo coibentato, dove il calore viene ceduto all'acqua. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo tenuta dei circuiti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo della temperatura del fluido accumulato RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Termometro elettronico a contatto [Controllo] Controllo funzionamento pompe RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Tester/Pinza amperometrica Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 163 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Intervento] Regolazione organi di controllo RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Termometro elettronico - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Verifica della tenuta dei raccordi e giunzioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Verifica del funzionamento delle pompe RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento e l'impianto non sia in grado di garantire il corretto funzionamento o la tenuta dei componenti di cui è costituito, chiamare il personale addetto alla manutenzione.. Tenuta all'acqua Capacità di impedire l'infiltrazione o le perdite di acqua. Livello minimo delle prestazioni Le prestazioni minime dei materiali e componenti facenti parte di un impianto di distribuzione o di un sistema di produzione, nonchè dell'impianto stesso devono essere quelle riportate nella scheda tecnica del costruttore, inoltre devono essere quelle previste dal progetto. Comprensibilità delle manovre Capacità di consentire manovre comprensibili. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui le istruzioni siano incomprensibili ed i quadri di comando presentino delle pulsantiere troppo complesse, e necessario richiedere delle nuove istruzioni di uso o l'aiuto di personale esperto. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui sistemi solari, o gli altri componenti di un sistema di riscaldamento o di un impianto di riscaldamento non devono venire in contatto, consultare attentamente il libretto di uso e manutenzione. Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento. Livello minimo delle prestazioni al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema di produzione, sarà necessario verificare la corretta coibentazione di macchinari e degli accessori, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con quelli previsti dalle normative e dai costruttori. Pulibilità Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del sistema di produzione ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto. Limitazione dei rischi di esplosione Attitudine a non innescare e/o alimentare reazioni esplosive. Livello minimo delle prestazioni Verificare che i locali dove sono alloggiati i sistemi di produzione solare rispettino le vigenti norme di sicurezza e prevenzione incendi. Controllo delle dispersioni Attitudine ad impedire fughe di gas, fluidi o elettricità. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 164 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Le dimensioni dei cablaggi elettrici e delle tubazioni di mandata e di ritorno dei fluidi scaldanti devono essere dimensionate in modo da garantire il corretto funzionamento dei pannelli. Controllo della pressione e della velocità di erogazione Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi. Livello minimo delle prestazioni I sistemi di produzione solare devono essere in grado di rispettare i rendimenti, la potenza e tutte le caratteristiche tecniche dichiarate dal costruttore. Controllo della portata dei fluidi Attitudine ad assicurare i valori della portata dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni Il numero e la potenza pannello solare installato devono garantire il raggiungimento della temperatura ambiente prevista in sede di progettazione. ANOMALIE RISCONTRABILI Difetti di regolazione Valutazione: anomalia grave Anomalia del sistema che controlla le temperature di lavoro, dovuta al mal funzionamento del termostato di regolazione Difetti di circolazione Valutazione: anomalia lieve Difetti riconducibili a malfunzionamento dei sistemi di circolazione forzata Difetti di tenuta impianto Valutazione: anomalia lieve Difetti dovuti alla perdita di fluido in pressione dovuto alla cattiva tenuta dei raccordi presenti nel sistema MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo tenuta dei circuiti - Controllo della temperatura del fluido accumulato - Controllo funzionamento pompe INTERVENTI - Regolazione organi di controllo - Verifica della tenuta dei raccordi e giunzioni - Verifica del funzionamento delle pompe 5.42. TUBAZIONI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le tubazioni facenti parte di un impianto termico asservono a tutti quelli che sono i sistemi di adduzione e distribuzione dei combustibili e dei fluidi termovettori. Il sistema di adduzione del combustibile è costituita da una sola tubazione di mandata che può essere in rame, polietilene, acciaio zincato, acciaio catramato, in ogni caso le tubazioni dovranno essere omologate per il tipo di combustibile utilizzato. le tubazioni che fanno parte della distribuzione del fluido termovettore dalla caldaia sino ai singoli corpi scaldanti possono essere di acciaio mannesman, in rame, o in multistrato comunque devono essere opportunamente coibentate secondo gli spessori previsti dalla L.10/91 ed anche queste devono essere certificate per l'utilizzo che devono asservire. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo coibentazione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 165 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo manovrabilità delle valvole RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo delle staffature RISORSE D'USO - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale [Intervento] Pulizia tubazioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed i componenti dell'impianto non funzionino correttamente verificare la tenuta e la pulizia delle tubazioni. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui i generatori, i bruciatori, le caldaie, o gli altri componenti di un sistema di riscaldamento o di un impianto di riscaldamento non devono venire in contatto, consultare attentamente il libretto di uso e manutenzione. Controllo della temperatura dei fluidi Capacità di mantenere costante o, comunque entro valori prefissati, la temperatura dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni La temperatura dei fluidi utilizzati deve essere quella consigliata dal costruttore al fine di ottenere le rese termiche dichiarate. Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento. Livello minimo delle prestazioni al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema di riscaldamento o impianto di riscaldamento, sarà necessario verificare la corretta coibentazione di macchinari e degli accessori, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con quelli previsti dalle normative e dai costruttori. Pulibilità Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del sistema di riscaldamento ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto. Controllo della portata dei fluidi Attitudine ad assicurare i valori della portata dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni Il diametro delle tubazioni installate deve garantire il corretto funzionamenti dei componenti facenti parte di un impianto termico. Controllo delle dispersioni Attitudine ad impedire fughe di gas, fluidi o elettricità. Livello minimo delle prestazioni Le dimensioni dei cablaggi elettrici e delle tubazioni di adduzione del combustibile devono essere dimensionate in modo da garantire il corretto funzionamento delle caldaie. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 166 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Controllo della pressione e della velocità di erogazione Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi. Livello minimo delle prestazioni Le tubazioni devono essere dimensionate in modo che l'impianto termico sia in grado di rispettare i rendimenti, la potenza e tutte le caratteristiche tecniche di legge. Resistenza al fuoco Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni tali da modificarne il livello prestazionale. Livello minimo delle prestazioni In caso che le tubazioni debbano essere installati in locali che presentino delle problematiche di incendio o che la potenza da installare sia superiore ai 116 kW è necessario consultare i Vigili del fuoco competenti per territorio. Limitazione dei rischi di esplosione Attitudine a non innescare e/o alimentare reazioni esplosive. Livello minimo delle prestazioni Verificare che i locali dove sono alloggiati i generatori di calore siano permanentemente ventilati mediante idonee aperture di aerazione di dimensioni non inferiori a quelle riportate dalle vigenti norme di sicurezza e prevenzione incendi. ANOMALIE RISCONTRABILI Corrosione Valutazione: anomalia grave Presenza di depositi di ossido sulle tubazioni Difetti ai raccordi o alle connessioni Valutazione: anomalia lieve presenza di perdite di fluido in presenza di connessioni o saldature Allentamento degli ancoraggi Valutazione: anomalia grave Sistemi di fissaggio staffe ecc. che presentano viti o bulloni allentati MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo coibentazione - Controllo generale - Controllo manovrabilità delle valvole - Controllo delle staffature INTERVENTI - Pulizia tubazioni 5.43. CONDIZIONATORI AUTONOMI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Il condizionatore autonomo monoblocco condensato ad aria è costituito essenzialmente dal contenitore dato da una struttura in lamiera galvanizzata e pannelli in acciaio verniciato rivestiti internamente con materiale isolante termo-acustico, facilmente asportabili; un compressore ermetico scroll completo di protezione contro le sovratemperature, sovracorrenti e contro le temperature eccessive del gas di mandata; un condensatore ad espansione diretta a pacco alettato in tubi di rame ed alette in alluminio; un evaporatore a espansione diretta a pacco alettato in tubi di rame ed alette in alluminio; la sezione filtrante con filtro di tipo rigenerabile; un elettroventilatore centrifugho; il circuito frigorifero; il quadro elettrico. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo scambio termico RISORSE D'USO Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 167 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Termometro elettronico [Controllo] Controllo dispositivi di comando RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Termometro elettronico - Tester/Pinza amperometrica [Controllo] Controllo condensa RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo circuito refrigerante RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo motore ventilatore RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica [Controllo] Controllo gas frigorigeno RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo tenuta RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Strumento cercafughe [Controllo] Controllo del compressore ermetico RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Apparecchiature specifiche [Controllo] Controllo batteria scambio termico RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Verifica allarmi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo circuiti elettrici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Termometro elettronico - Tester/Pinza amperometrica Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 168 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Intervento] Pulizia bacinella raccolta condensa RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Acqua corrente e spugne [Intervento] Taratura dispositivi RISORSE D'USO - Strumenti di taratura - Dispositivi di protezione individuale [Intervento] Pulizia filtri RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Aspirapolvere [Intervento] Lubrificazione cuscinetti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia batterie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Acqua corrente e spazzole [Intervento] Pulizia generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Acqua corrente e spugne - Attrezzi manuali di uso comune - Aspirapolvere LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo della temperatura dei fluidi Capacità di mantenere costante o, comunque entro valori prefissati, la temperatura dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni La temperatura dei fluidi utilizzati deve essere quella consigliata dal costruttore al fine di ottenere le rese termiche dichiarate. Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento. Livello minimo delle prestazioni Al fine di assicurare un rendimento elevato, sarà necessario verificare la corretta coibentazione di macchinari e degli accessori, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con quelli previsti dalle normative e dai costruttori. Controllo della temperatura dell'aria ambiente Capacità di mantenere una temperatura costante nell'ambiente riscaldato. Livello minimo delle prestazioni La temperatura dell'aria ambiente deve essere misurata sia nella parte centrale che in punti periferici dell'ambiente riscaldato ad una altezza di circa 5 m, al fine di verificare che la temperatura ambiente rispetti quella di progetto, includendo una tolleranza di +/- 0.5°C nel periodo invernale e +/- 1°C nel periodo estivo. Controllo del rumore prodotto Attitudine a non produrre eccessivo rumore Livello minimo delle prestazioni L'installazione dei condizionatori dovrà garantire il rispetto dei valori di emissione sonora riportati dalla normativa vigente, pertanto se ne sconsiglia l'installazioni in punti in cui si possono avere fenomeni di ridondanza acustica od in luoghi dove la normativa prevede soglie di rumore più basse di quelle riportate sul libretto rilasciato dal costruttore. Resistenza meccanica Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 169 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed il macchinario non sia in grado di garantire il corretto funzionamento o la tenuta dei componenti di cui è costituito, consultare il manuale di uso e manutenzione e effettuare tutte le operazione previste prima di rimettere in funzione il macchinario stesso. Controllo delle dispersioni Attitudine ad impedire fughe di gas, fluidi o elettricità. Livello minimo delle prestazioni Le dimensioni dei cablaggi elettrici e delle tubazioni di adduzione devono essere dimensionate in modo da garantire il corretto funzionamento dell'impianto. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui i condizionatori non devono venire in contatto, consultare attentamente il libretto di uso e manutenzione. Pulibilità Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del sistema o impianto di riscaldamento ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto. Controllo della portata dei fluidi Attitudine ad assicurare i valori della portata dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni La potenza installata devono garantire il raggiungimento della temperatura ambiente prevista in sede di progettazione. ANOMALIE RISCONTRABILI Difetti di tenuta Valutazione: anomalia lieve Perdite di fluido in prossimità delle valvole o sulla stessa batteria. Difetti di ventilazione Valutazione: anomalia lieve Difetto di portata d'aria dovuto ad un malfunzionamento del ventilatore o alla presenza di sporcizia sul filtro Difetti di regolazione Valutazione: anomalia lieve Difetti di regolazione dei dispositivi di controllo e taratura. Perdite del gas frigorigeno Valutazione: anomalia grave Perdite di fluido frigorigeno dal sistema. Rumorosità Valutazione: anomalia lieve Rumore eccessivo prodotto dal motore del ventilatore e del compressore MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo scambio termico - Controllo dispositivi di comando - Controllo condensa - Controllo circuito refrigerante - Controllo motore ventilatore - Controllo gas frigorigeno - Controllo tenuta Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 170 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Controllo del compressore ermetico - Controllo batteria scambio termico - Verifica allarmi - Controllo circuiti elettrici INTERVENTI - Pulizia bacinella raccolta condensa - Taratura dispositivi - Pulizia filtri - Lubrificazione cuscinetti - Pulizia batterie - Pulizia generale 5.44. VENTILCONVETTORI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I termoconvettori e i fan-coil detti normalmente convettori per riscaldare o raffreddare l'aria ambiente sfruttando il principio della convezione forzata, sono costituiti da una o due batterie alettate in alluminio attraversate da tubazioni in rame (ranghi), all'interno delle quali circola il fluido termovettore, da un ventilatore che provvede al ricircolo dell'aria ambiente e da una carcassa metallica che contiene il tutto. Sulla carcassa metallica sono inoltre installati i filtri dell'aria di ripresa nella parte bassa, il quadro di comando del convettore e le griglie di mandata dell'aria. Il ventilatore del convettore può essere di due tipi, centrifugo per portate maggiori o tangenziale per minori portate e minore rumorosità. L'aria ambiente attraversa il convettore entrando dalla parte bassa ed esce da quella alta dopo aver attraversato la batteria di scambio termico. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Termometro elettronico [Controllo] Controllo tenuta acqua RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo motore ventilatore RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica [Controllo] Controllo batterie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo sistema comando RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo quadro comando RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 171 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controlli elettrici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica [Intervento] Pulizia filtri RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Aspirapolvere [Intervento] Pulizia batterie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Acqua corrente e spazzole [Intervento] Pulizia bacinella raccolta condensa RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Acqua corrente e spugne [Intervento] Sostituzione filtri e cuscinetti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Lubrificazione elementi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo della temperatura dei fluidi Capacità di mantenere costante o, comunque entro valori prefissati, la temperatura dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni La temperatura dei fluidi utilizzati deve essere quella consigliata dal costruttore al fine di ottenere le rese termiche dichiarate. Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento. Livello minimo delle prestazioni Al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema di climatizzazione, sarà necessario verificare la corretta coibentazione di macchinari e degli accessori, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con quelli previsti dalle normative e dai costruttori. Assenza dell'emissione di odori sgradevoli Attitudine a non produrre e/o emettere odori sgradevoli. Livello minimo delle prestazioni Per evitare che i convettori siano causa di diffusione di odori sgradevoli, occorre installarli in locali ed in modo da evitare l'immissione in tali ambienti di sostanze nocive o maleodoranti. Controllo della temperatura dell'aria ambiente Capacità di mantenere una temperatura costante nell'ambiente riscaldato. Livello minimo delle prestazioni La temperatura dell'aria ambiente deve essere misurata sia nella parte centrale che in punti periferici dell'ambiente riscaldato ad una altezza di circa 5 m, al fine di verificare che la temperatura ambiente rispetti quella di progetto, includendo una tolleranza di +/- 0.5°C nel periodo invernale e +/- 1°C nel periodo estivo. Controllo del rumore prodotto Attitudine a non produrre eccessivo rumore Livello minimo delle prestazioni L'installazione dei convettori dovrà garantire il rispetto dei valori di emissione sonora riportati dalla normativa vigente, pertanto se ne sconsiglia l'installazioni in punti in cui si possono avere fenomeni di ridondanza acustica Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 172 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE od in luoghi dove la normativa prevede soglie di rumore più basse di quelle riportate sul libretto rilasciato dal costruttore. Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed il macchinario non sia in grado di garantire il corretto funzionamento o la tenuta dei componenti di cui è costituito, consultare il manuale di uso e manutenzione e effettuare tutte le operazione previste prima di rimettere in funzione il macchinario stesso. Pulibilità Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del sistema o impianto di riscaldamento ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto. Controllo della portata dei fluidi Attitudine ad assicurare i valori della portata dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni Il numero di convettori e la potenza installata devono garantire il raggiungimento della temperatura ambiente prevista in sede di progettazione. Controllo delle dispersioni Attitudine ad impedire fughe di gas, fluidi o elettricità. Livello minimo delle prestazioni Le dimensioni dei cablaggi elettrici e delle tubazioni di adduzione devono essere dimensionate in modo da garantire il corretto funzionamento degli aerotermi. Controllo della pressione e della velocità di erogazione Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi. Livello minimo delle prestazioni I convettori devono essere in grado di rispettare i rendimenti, la potenza e tutte le caratteristiche tecniche dichiarate dal costruttore. ANOMALIE RISCONTRABILI Difetti di regolazione Valutazione: anomalia lieve Difetto di regolazione dovuto al termostato o ad una eventuale valvola a tre vie di regolazione. Difetti di tenuta Valutazione: anomalia lieve Perdite di fluido in prossimità delle valvole o sulla stessa batteria. Difetti di ventilazione Valutazione: anomalia lieve Difetto di portata d'aria dovuto ad un malfunzionamento del ventilatore o alla presenza di sporcizia sul filtro. Rumorosità dei ventilatori Valutazione: anomalia lieve Eccessiva rumorosità del motore. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI - Controllo tenuta acqua INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Controllo motore ventilatore - Controllo batterie - Controllo sistema comando - Controllo quadro comando - Controlli elettrici Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 173 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE INTERVENTI - Pulizia filtri - Pulizia batterie - Pulizia bacinella raccolta condensa - Sostituzione filtri e cuscinetti - Lubrificazione elementi 5.45. UNITÀ MOTOCONDENSANTE ESTERNA Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Unità motocondensante esterna a recupero di calore, per sistema a Volume di Refrigerante Variabile controllata da inverter, refrigerante R410A, idonea per installazione all'esterno, struttura modulare per installazione affiancata di più unità, raffreddata ad aria, costituita da struttura in lamiera d'acciaio autoportante e pannelli asportabili per la manutenzione. E' costituita da uno scambiatore di calore in tubi di rame alettati in alluminio suddiviso in più sezioni; ventilatore di tipo elicoidale modulante, con mandata dell'aria verticale e aspirazione sui lati frontale e posteriore; compressori di tipo Scroll ermetico ad alta efficienza, equipaggiati con inverter a controllo lineare; dispositivi di sicurezza e controllo. L'unità è provvista di valvole di intercettazione per l'aspirazione, per i tubi del liquido e per gli attacchi di servizio. Il circuito del refrigerante viene sottoposto a pulizia con aspirazione sotto vuoto di umidità, polveri e altri residui. Successivamente viene precaricato con il relativo refrigerante. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo carpenteria sezione ventilante RISORSE D'USO - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale [Controllo] Controllo sezioni di scambio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Termometro elettronico [Controllo] Controllo sezione ventilante RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo assorbimento elettrico RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo serrande servocomandate RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo sistema disinfezione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo incrostazioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 174 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo sistema elettrico RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia sezioni di ripresa RISORSE D'USO - Acqua corrente e spugne [Intervento] Pulizia sezioni di scambio RISORSE D'USO - Acqua corrente e spugne [Intervento] Pulizia e sostituzione ventilatori RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica [Intervento] Sostituzione cinghie delle sezioni ventilanti RISORSE D'USO - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo del rumore prodotto Attitudine a non produrre eccessivo rumore Livello minimo delle prestazioni L'installazione delle unità ddovrà garantire il rispetto dei valori di emissione sonora riportati dalla normativa vigente, pertanto se ne sconsiglia l'installazioni in punti in cui si possono avere fenomeni di ridondanza acustica od in luoghi dove la normativa prevede soglie di rumore più basse. Comprensibilità delle manovre Capacità di consentire manovre comprensibili. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui le operazioni di pulizia e di taratura siano incomprensibili e necessario richiedere delle nuove istruzioni di uso o l'aiuto di personale esperto. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui le unità non devono venire in contatto, consultare attentamente il libretto di uso e manutenzione. Controllo della temperatura dei fluidi Capacità di mantenere costante o, comunque entro valori prefissati, la temperatura dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni La temperatura dei fluidi utilizzati deve essere quella consigliata dal costruttore al fine di ottenere le rese termiche dichiarate. Pulibilità Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del sistema o impianto di riscaldamento o condizionamento ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto. Controllo della pressione e della velocità di erogazione Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi. Livello minimo delle prestazioni Le dimensioni devono essere in grado di trasportare le portate di fluidi volute in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI Difetti di funzionamento motori Valutazione: anomalia grave Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 175 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Difetti di funzionamento dei motori elettrici, azionanti le sezioni ventilati. Perdite di liquido Valutazione: anomalia grave Fughe dei fluidi nei vari circuiti. Perdita di tensione delle cinghie Valutazione: anomalia grave Perdita di tensione delle cinghie del ventilatore. Rumorosità Valutazione: anomalia grave Eccessivo livello del rumore prodotto durante il funzionamento. Difetti di tenuta del sistema Valutazione: anomalia lieve Difetti dovuti all'assemblaggio dei singoli componenti MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo carpenteria sezione ventilante - Controllo sezioni di scambio - Controllo sezione ventilante - Controllo assorbimento elettrico - Controllo serrande servocomandate - Controllo sistema disinfezione - Controllo incrostazioni - Controllo sistema elettrico INTERVENTI - Pulizia sezioni di ripresa - Pulizia sezioni di scambio - Pulizia e sostituzione ventilatori - Sostituzione cinghie delle sezioni ventilanti 5.46. UNITÀ INTERNA PER SISTEMI MULTISPLIT Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Nell'edifico sono installate delle unità interne del tipo a pavimento a vista, del tipo a cassetta, per sistemi multisplit a R410A, carrozzeria di colore bianco avorio dotata di isolamento termoacustico, ventilatore di tipo sirocco, scambiatore di calore costituito da tubi in rame e alette in alluminio, valvola elettronica con controllo a microprocessore PID, filtro dell'aria, pompa di scarico condensa. In alternativa del tipo per installazione a parete, per sistemi multisplit a R410A, ventilatore a flusso incrociato, scambiatore di calore costituito da tubi in rame e alette in alluminio, valvola elettronica con controllo a microprocessore PID, filtro dell'aria in rete di resina lavabile. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Termometro elettronico [Controllo] Controllo motore ventilatore RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 176 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo sistema comando RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo quadro comando RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controlli elettrici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica [Intervento] Pulizia filtri RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Aspirapolvere [Intervento] Pulizia bacinella raccolta condensa RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Acqua corrente e spugne [Intervento] Sostituzione filtri e cuscinetti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Lubrificazione elementi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione filtri RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo della temperatura dei fluidi Capacità di mantenere costante o, comunque entro valori prefissati, la temperatura dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni La temperatura dei fluidi utilizzati deve essere quella consigliata dal costruttore al fine di ottenere le rese termiche dichiarate. Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento. Livello minimo delle prestazioni Al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema di climatizzazione, sarà necessario verificare la corretta coibentazione di macchinari e degli accessori, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con quelli previsti dalle normative e dai costruttori. Assenza dell'emissione di odori sgradevoli Attitudine a non produrre e/o emettere odori sgradevoli. Livello minimo delle prestazioni Per evitare che i termoconvettori siano causa di diffusione di odori sgradevoli, occorre installarli in locali ed in modo da evitare l'immissione in tali ambienti di sostanze nocive o maleodoranti. Controllo della temperatura dell'aria ambiente Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 177 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Capacità di mantenere una temperatura costante nell'ambiente riscaldato. Livello minimo delle prestazioni La temperatura dell'aria ambiente deve essere misurata sia nella parte centrale che in punti periferici dell'ambiente riscaldato ad una altezza di circa 5 m, al fine di verificare che la temperatura ambiente rispetti quella di progetto, includendo una tolleranza di +/- 0.5°C nel periodo invernale e +/- 1°C nel periodo estivo. Controllo del rumore prodotto Attitudine a non produrre eccessivo rumore Livello minimo delle prestazioni L'installazione dei termoconvettori dovrà garantire il rispetto dei valori di emissione sonora riportati dalla normativa vigente, pertanto se ne sconsiglia l'installazioni in punti in cui si possono avere fenomeni di ridondanza acustica od in luoghi dove la normativa prevede soglie di rumore più basse di quelle riportate sul libretto rilasciato dal costruttore. Controllo delle dispersioni Attitudine ad impedire fughe di gas, fluidi o elettricità. Livello minimo delle prestazioni Le dimensioni dei cablaggi elettrici e delle tubazioni di adduzione devono essere dimensionate in modo da garantire il corretto funzionamento degli aerotermi. Pulibilità Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del sistema o impianto di riscaldamento ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto. Controllo della pressione e della velocità di erogazione Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi. Livello minimo delle prestazioni I termoconvettori devono essere in grado di rispettare i rendimenti, la potenza e tutte le caratteristiche tecniche dichiarate dal costruttore. Controllo della portata dei fluidi Attitudine ad assicurare i valori della portata dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni Il numero di termoconvettori e la potenza installata devono garantire il raggiungimento della temperatura ambiente prevista in sede di progettazione. ANOMALIE RISCONTRABILI Difetti di regolazione Valutazione: anomalia lieve Difetto di regolazione dovuto al termostato o ad una eventuale valvola di regolazione. Difetti di tenuta Valutazione: anomalia lieve Perdite di fluido in prossimità delle valvole. Difetti di ventilazione Valutazione: anomalia lieve Difetto di portata d'aria dovuto ad un malfunzionamento del ventilatore o alla presenza di sporcizia sul filtro. Rumorosità dei ventilatori Valutazione: anomalia lieve Eccessiva rumorosità del motore. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Controllo motore ventilatore - Controllo sistema comando Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 178 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Controllo quadro comando - Controlli elettrici INTERVENTI - Pulizia filtri - Pulizia bacinella raccolta condensa - Sostituzione filtri e cuscinetti - Lubrificazione elementi - Sostituzione filtri 5.47. CANALIZZAZIONI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le canalizzazioni rappresentano il mezzo di trasporto dell'aria climatizzata negli ambienti da riscaldare o raffreddare, ed inoltre servono a riaspirare l'aria esausta di ripresa dagli ambienti. Le canalizzazioni di mandata dell'aria che partono dalla centrale di trattamento aria e si diramano per raggiungere tutti gli ambienti da climatizzare, possono essere costruite con vari materiali, che sono la lamiera zincata, opportunamente coibentata al suo esterno, pvc, in poliuretano. Le canalizzazioni di ripresa dell'aria possono essere costruite con gli stessi materiali di quelle di mandata, ma non necessitano di coibentazione. Le canalizzazioni dell'aria climatizzata sono realizzate con canali quadrangolari e circolari in lamiera zincata, opportunamente coibentati all'esterno con poliuretano espanso e isolati acusticamente con materassini in lana di vetro con rivestimento della faccia a contatto con l'aria con velo-vetro trattato con resine neopreniche e protetto con film di polietilene e lamierino zincato forato. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale canalizzazioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Lampada portatile - Sistema di video ispezione [Intervento] Pulizia canali e griglie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Sistema di video ispezione - Acqua corrente e aspirapolvere [Intervento] Ripristino coibente RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo del rumore prodotto Attitudine a non produrre eccessivo rumore Livello minimo delle prestazioni L'installazione delle canalizzazioni dovrà garantire il rispetto dei valori di emissione sonora riportati dalla normativa vigente, pertanto se ne sconsiglia l'installazioni in punti in cui si possono avere fenomeni di ridondanza acustica od in luoghi dove la normativa prevede soglie di rumore più basse. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed il sistema di canalizzazioni non sia in grado di garantire il corretto funzionamento o la tenuta dei componenti di cui è costituito, consultare il manuale di uso e manutenzione e effettuare tutte le operazione previste prima di rimettere in funzione il macchinario stesso. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 179 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Comprensibilità delle manovre Capacità di consentire manovre comprensibili. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui le operazioni di pulizia e di taratura siano incomprensibili e necessario richiedere delle nuove istruzioni di uso o l'aiuto di personale esperto. Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento. Livello minimo delle prestazioni Al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema di condizionamento, sarà necessario verificare la corretta coibentazione delle canalizzazioni, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con quelli previsti dalle normative e dai costruttori. Pulibilità Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto. Controllo della portata dei fluidi Attitudine ad assicurare i valori della portata dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni Le dimensioni delle canalizzazioni installate devono garantire il raggiungimento della temperatura ambiente prevista in sede di progettazione. Controllo delle dispersioni Attitudine ad impedire fughe di gas, fluidi o elettricità. Livello minimo delle prestazioni Le dimensioni delle canalizzazioni di distribuzione e di ripresa devono essere dimensionate in modo da garantire il corretto funzionamento dei diffusori. Resistenza al fuoco Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni tali da modificarne il livello prestazionale. Livello minimo delle prestazioni Nel caso che i canali attraversino locali a rischio di incendio o compartimenti protetti, esse devono essere rivestite o comunque trattate per conferirgli caratteristiche di resistenza al fuoco adeguate. Controllo della pressione e della velocità di erogazione Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi. Livello minimo delle prestazioni Le dimensioni dei canali devono essere in grado di trasportare le portate di fluidi volute in sede di progetto. Assenza dell'emissione di sostanze nocive Attitudine a non produrre e/o emettere sostanze nocive (tossiche, irritanti, corrosive). Livello minimo delle prestazioni Nel sistema di diffusione dell'aria deve essere immessa soltanto aria pulita o filtrata, in modo da evitare l'immissione in ambiente di sostanze nocive o maleodoranti. ANOMALIE RISCONTRABILI Difetti di coibentazione Valutazione: anomalia grave Difetti di tenuta delle coibentazioni. Difetti di tenuta Valutazione: anomalia lieve Perdite o fughe dei fluidi circolanti nelle canalizzazioni. Incrostazioni Valutazione: anomalia lieve Depositi ed accumuli che pregiudicano la salubrità del sistema. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 180 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale canalizzazioni INTERVENTI - Pulizia canali e griglie - Ripristino coibente 5.48. BOCCHETTE DELL'ARIA Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Per la diffusione dell'aria di mandata e la ripresa sono installate bocchette rettangolari in alluminio anodizzato, con alette fisse o direttrici orientabili, complete di guarnizioni di tenuta lungo tutto il perimetro della cornice. In alternativa sono montati diffusori di mandata aria quadrangolari a coni fissi, completi di serranda di taratura. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Verifica della taratura della serranda RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Anemometro tarato [Intervento] Pulizia generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Rilievo velocità RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Anemometro tarato [Intervento] Sostituzione del diffusore RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo del rumore prodotto Attitudine a non produrre eccessivo rumore Livello minimo delle prestazioni L'installazione dei diffusori dovrà garantire il rispetto dei valori di emissione sonora riportati dalla normativa vigente, pertanto se ne sconsiglia l'installazioni in punti in cui si possono avere fenomeni di ridondanza acustica od in luoghi dove la normativa prevede soglie di rumore più basse di quelle riportate sul libretto rilasciato dal costruttore. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed il diffusore non sia in grado di garantire il corretto funzionamento o la tenuta dei componenti di cui è costituito, consultare il manuale di uso e manutenzione e effettuare tutte le operazione previste prima di rimettere in funzione il macchinario stesso. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 181 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Pulibilità Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del sistema ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui i diffusori non devono venire in contatto, consultare attentamente il libretto di uso e manutenzione. Assenza dell'emissione di sostanze nocive Attitudine a non produrre e/o emettere sostanze nocive (tossiche, irritanti, corrosive). Livello minimo delle prestazioni Nel sistema di diffusione dell'aria deve essere immessa soltanto aria pulita o filtrata, in modo da evitare l'immissione in ambiente di sostanze nocive o maleodoranti. ANOMALIE RISCONTRABILI Difetti di tenuta Valutazione: anomalia lieve Difetti di tenuta del diffusore, dei fissaggi, di eventuali dispositivi antivibrazione Rumorosità Valutazione: anomalia lieve Lievi ma fastidiose vibrazioni dovute ad anomale portate d'aria non previste in fase progettuale MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Verifica della taratura della serranda INTERVENTI - Pulizia generale - Rilievo velocità - Sostituzione del diffusore 5.49. UNITÀ DI TRATTAMENTO ARIA Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Unità per la ventilazione primaria con recupero di calore totale (sensibile + latente) attraverso lo scambio termico fra aria in espulsione ed aria di immissione, a flussi paralleli in controcorrente, per installazione interna e integrabili in sistemi VRV, costituite da: carrozzeria in lamiera d'acciaio zincata, dotata di isolamento in schiuma uretanica autoestinguente; filtri di depurazione dell'aria in vello fibroso pluridirezionale. Quadro elettrico in posizione laterale con accesso facilitato per le operazioni di installazione e manutenzione. Pacco di scambio termico in carta ininfiammabile con trattamento speciale ad alta efficienza, Vventilatori tangenziali di tipo Sirocco a tre velocità, serranda di by-pass motorizzata per raffrescamento nelle mezze stagioni, modalità Fresh Up per il l'impostazione della portata d'aria di immissione e di ripresa e la possibilità di variare la pressione del locale servito. Comando a filo con display a cristalli liquidi per la visualizzazione delle funzioni e pulsante per on/off dell'unità con spia di funzionamento, sportellino di accesso ai tasti di controllo della modalità di funzionamento (automatico, scambio termico, by-pass), della portata di ventilazione (bassa, alta, immissione forzata (ambiente in pressione), estrazione forzata (ambiente in depressione)),timer on/off, tasto di ispezione/prova, tasto di reset pulizia filtro. Efficienza di recupero minimo 74% Alimentazione: 220 240 V monofase a 50 Hz. comando a filo mod BRC301B61, Collegamento al sistema di controllo tramite bus di comunicazione di tipo non polarizzato. Gestione del funzionamento via web tramite Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 182 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE collegamento a comando centralizzato. Possibilità di interfacciamento con bus di comunicazione per sistemi BMS (Bulding Management Systems) a protocollo LONworks® e BACnet. Condizioni di funzionamento da 15°C a +50°CBS con massimo 80% di umidità relativa. Le Unità di trattamento aria, denominate U.T.A. costituiscono il cuore dell'impianto di climatizzazione servono a dare il massimo confort ambientale climatizzando i locali tramite il controllo dei parametri di umidità e di temperatura dell'aria immessa o ricircolata negli ambienti climatizzati. Le U.T.A. sono costituite da sezioni collegabili tra loro e composte secondo le esigenze dell'impianto progettato. In genere sono composti da una sezione di miscela o ricircolo, sezione filtrante, sezione riscaldamento e raffreddamento, sezione di umidificazione, sezione ventilante. Le batterie di riscaldamento e raffreddamento sono servite da caldaia o da gruppo frigo, in pompa di calore Inoltre tali impianti possono essere dotati di filtri scambiatori a recupero di calore con i flussi incrociati dell'aria, tali filtri servono a recuperare il calore dell'aria espulsa cedendolo all'aria di rinnovo immessa nell'impianto. e sono destinate al trattamento sia dell'aria primaria che di tutta quella necessaria alla climatizzazione. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo carpenteria sezione ventilante RISORSE D'USO - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale [Controllo] Controllo motoventilatori RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica [Controllo] Controllo sezioni di scambio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Termometro elettronico [Controllo] Controllo sezione ventilante RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo ugelli umidificatore RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo umidificatore a vapore RISORSE D'USO - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale - Tester/Pinza amperometrica [Controllo] Controllo filtri RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo assorbimento elettrico RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo sezione umidificazione RISORSE D'USO Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 183 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo serrande servocomandate RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo sistema disinfezione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo incrostazioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo batterie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo spurgo RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo sistema elettrico RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia bacinella raccolta condensa RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Acqua corrente e spugne [Intervento] Pulizia batterie di condensazione RISORSE D'USO - Acqua corrente e spazzole - Dispositivi di protezione individuale [Intervento] Pulizia e sostituzione motoventilatori RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica [Intervento] Pulizia filtri RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Acqua corrente e spugne [Intervento] Pulizia sezioni di ripresa RISORSE D'USO - Acqua corrente e spugne Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 184 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Intervento] Pulizia sezioni di scambio RISORSE D'USO - Acqua corrente e spugne [Intervento] Pulizia umidificatori a vapore RISORSE D'USO - Acqua corrente e spugne [Intervento] Sostituzione celle filtranti RISORSE D'USO - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione cinghie delle sezioni ventilanti RISORSE D'USO - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica [Intervento] Sostituzione sistema di disinfezione RISORSE D'USO - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia batterie RISORSE D'USO - Aspirapolvere - Dispositivi di protezione individuale - Spazzola LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo del rumore prodotto Attitudine a non produrre eccessivo rumore Livello minimo delle prestazioni L'installazione delle unità di trattamento aria dovrà garantire il rispetto dei valori di emissione sonora riportati dalla normativa vigente, pertanto se ne sconsiglia l'installazioni in punti in cui si possono avere fenomeni di ridondanza acustica od in luoghi dove la normativa prevede soglie di rumore più basse. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed la UTA i non sia in grado di garantire il corretto funzionamento o la tenuta dei componenti di cui è costituito, consultare il manuale di uso e manutenzione e effettuare tutte le operazione previste prima di rimettere in funzione il macchinario stesso. Controllo della portata dei fluidi Attitudine ad assicurare i valori della portata dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni Le dimensioni delle UTA installate devono garantire il raggiungimento della temperatura ambiente prevista in sede di progettazione. Controllo delle dispersioni Attitudine ad impedire fughe di gas, fluidi o elettricità. Livello minimo delle prestazioni Le dimensioni dell'UTA, delle canalizzazioni di distribuzione e di ripresa devono essere dimensionate in modo da garantire il corretto funzionamento dei diffusori. Comprensibilità delle manovre Capacità di consentire manovre comprensibili. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui le operazioni di pulizia e di taratura siano incomprensibili e necessario richiedere delle nuove istruzioni di uso o l'aiuto di personale esperto. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 185 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui le UTA non devono venire in contatto, consultare attentamente il libretto di uso e manutenzione. Controllo delle dispersioni di calore per trasmissione Attitudine a contenere entro livelli prefissati le perdite di calore per conduzione, convezione e irraggiamento. Livello minimo delle prestazioni Al fine di assicurare un rendimento elevato al sistema di riscaldamento o di condizionamento, sarà necessario verificare la corretta coibentazione di macchinari e degli accessori, verificare i rendimenti delle singoli componenti e confrontarli con quelli previsti dalle normative e dai costruttori. Controllo della temperatura dei fluidi Capacità di mantenere costante o, comunque entro valori prefissati, la temperatura dei fluidi circolanti. Livello minimo delle prestazioni La temperatura dei fluidi utilizzati deve essere quella consigliata dal costruttore al fine di ottenere le rese termiche dichiarate. Pulibilità Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del sistema o impianto di riscaldamento o condizionamento ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto. Controllo della pressione e della velocità di erogazione Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi. Livello minimo delle prestazioni Le dimensioni devono essere in grado di trasportare le portate di fluidi volute in sede di progetto. Resistenza al fuoco Capacità degli elementi di resistere al fuoco, per un tempo determinato, senza subire deformazioni o variazioni tali da modificarne il livello prestazionale. Livello minimo delle prestazioni In caso che le UTA debbano essere installati in locali che presentino delle problematiche di incendio è necessario consultare i Vigili del fuoco competenti per territorio. Limitazione dei rischi di esplosione Attitudine a non innescare e/o alimentare reazioni esplosive. Livello minimo delle prestazioni Verificare che i locali dove sono alloggiate le unità di trattamento siano permanentemente ventilati mediante idonee aperture di aerazione come previsto dalle vigenti norme di sicurezza. Assenza dell'emissione di sostanze nocive Attitudine a non produrre e/o emettere sostanze nocive (tossiche, irritanti, corrosive). Livello minimo delle prestazioni Nel sistema di diffusione dell'aria deve essere immessa soltanto aria pulita o filtrata, in modo da evitare l'immissione in ambiente di sostanze nocive o maleodoranti. ANOMALIE RISCONTRABILI Difetti di filtraggio Valutazione: anomalia grave Difetti ai filtri di aspirazione. Difetti di funzionamento motori Valutazione: anomalia grave Difetti di funzionamento dei motori elettrici, azionanti le sezioni ventilati perdite di liquido Valutazione: anomalia grave Fughe dei fluidi nei vari circuiti. Perdita di tensione delle cinghie Valutazione: anomalia grave Perdita di tensione delle cinghie del ventilatore. Rumorosità Valutazione: anomalia grave Eccessivo livello del rumore prodotto durante il funzionamento. Difetti di tenuta del sistema Valutazione: anomalia lieve Difetti dovuti all'assemblaggio dei singoli componenti Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 186 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo carpenteria sezione ventilante - Controllo motoventilatori - Controllo sezioni di scambio - Controllo sezione ventilante - Controllo ugelli umidificatore - Controllo umidificatore a vapore - Controllo filtri - Controllo assorbimento elettrico - Controllo sezione umidificazione - Controllo serrande servocomandate - Controllo sistema disinfezione - Controllo incrostazioni - Controllo batterie - Controllo spurgo - Controllo sistema elettrico INTERVENTI - Pulizia bacinella raccolta condensa - Pulizia batterie di condensazione - Pulizia e sostituzione motoventilatori - Pulizia filtri - Pulizia sezioni di ripresa - Pulizia sezioni di scambio - Pulizia umidificatori a vapore - Sostituzione celle filtranti - Sostituzione cinghie delle sezioni ventilanti - Sostituzione sistema di disinfezione - Pulizia batterie 5.50. QUADRI ELETTRICI AUSILIARI DEGLI IMPIANTI TERMOFLUIDICI Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Tutte le apparecchiature elettriche e/o elettroniche a supporto degli impianti meccanici e richiedenti alimentazione elettrica sono alimentate da quadri elettrici (quadri sigla QT). Essi sono del tipo Motor-ControlCenter a cassetti fissi e/o a cassetta, con protezione mediante isolamento e sono costituiti da supporti o carpenterie che servono a racchiudere le apparecchiature elettriche di comando e/o a preservare i circuiti elettrici. Le strutture più elementari sono centralini da incasso, in materiale termoplastico autoestinguente, con indice di protezione IP40, fori asolati e guida per l'assemblaggio degli interruttori e delle morsette. Questi centralini si installano all'interno dei locali e possono essere anche a parete. Per le unità terminali sono inclusi i collegamenti tra sonde, i servocomandi ed il trasformatore con il regolatore installato sull'apparecchiatura. Qualora sia previsto lo scomparto per le apparecchiature di regolazione automatica, il quadro deve comprendere una o più colonne o scomparti dedicati al montaggio delle apparecchiature di regolazione e controllo, segregati meccanicamente dagli altri scomparti di potenza. Inoltre i quadri QT risultano alimentati da rete in condizioni normali e da gruppo elettrogeno in caso di mancanza rete, in modo da garantire l'alimentazione in ogni condizione ad alcune utenze preferenziali. Tutte le utenze elettriche termofluidiche sono dotate poi di sezionatore di sicurezza in cassetta IP 55 minimo, atto ad interrompere la linea di potenza ed installato in prossimità dell'utenza ed alcune macchine risultano provviste di quadro a bordo, di comando, di protezione e controllo. Ci sono poi delle apparecchiature alimentate dai quadri non QT: - ventilconvettori e condizionatori ambiente ai piani; Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 187 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - cassette terminali ai piani (regolazione automatica); - batterie elettriche da canale; - serrande tagliafuoco. Per quanto riguarda le linee elettriche degli impianti termofluidici le canalette sono in acciaio zincato verniciato mentre tutti i collegamenti tra le dorsali e le singole utenze sono realizzati con tubo zincato e guaina in acciaio ricoperta di PVC. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Verifica protezioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica [Controllo] Verifica apparecchiature di taratura e controllo RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica [Controllo] Verifica degli interuttori RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica [Controllo] Verifica dei sezionatori RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica [Controllo] Verifica messa a terra RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica I componenti degli impianti elettrico devono avere caratteristiche meccaniche idonee all'ambiente di posa, onde evitare deformazioni o rotture per causa di eventi esterni. L'emettitore di luce deve, se necessario, essere protetto da eventuali urti o sollecitazioni esterne. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Identificabiltà I quadri devono essere facilmente identificabili per consentire un facile utilizzo. Deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interrutori e le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli minimi decisi in fase di progetto. Impermeabilità ai liquidi I componenti degli impianti elettrici devono essere in grado di evitare il passaggio di fluidi liquidi per evitare alle persone qualsiasi pericolo di folgorazione per contatto diretto secondo quanto prescritto dalla normativa. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 188 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Ispezionabilità I quadri devono essere facilmente accessibili per consentire un facile utilizzo sia nel normale funzionamento che in caso di guasto. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli minimi decisi in fase di progetto. Attitudine a limitare i rischi di incendio Al fine di evitare rischi di incendio, tutti i componenti devono essere installati in modo corretto, utilizzando, dove possibili, materiale autoestinguente. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Sicurezza elettrica Al fine di evitare, guasti o pericoli per l'incolumità delle persone, negli impianti di illuminazione esterna devono essere presi tutti quei provvedimenti idonei e previsti dalle normative. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative. ANOMALIE RISCONTRABILI Surriscaldamento azione: anomalia grave Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento. Esso può essere dovuto ad ossidazione delle masse metalliche. Interruzione dell'alimentazione secondaria Valutazione: anomalia grave Interruzione dell'alimentazione secondaria dovuta a guasti al circuito secondario o al gruppo elettrogeno. Interruzione dell'alimentazione principale Valutazione: anomalia grave Interruzione dell'alimentazione principale dovuta ad interruzione dell'ente erogatore dell'energia elettrica. Disconnessione dell'alimentazione Valutazione: anomalia grave Disconnesione dell'alimentazione dovuta a difetti di messa a terra, di sovraccario di tensione di alimentazione, di corto circuito imprevisto. Difetti di taratura Valutazione: anomalia lieve Difetti di taratura dei contatori di collegamento o della protezione. Difetti agli interruttori Valutazione: anomalia grave Difetti agli interruttori magnetotermici o differrenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle connessioni o alla presenza di umidità ambientale o di condensa. Corto circuito Valutazione: anomalia grave Corto circuito dovuto a difetti nell'impianto di messa a terra, sbalzi di tensione (sovraccarichi) o altro. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Verifica protezioni - Verifica apparecchiature di taratura e controllo - Verifica cartellini indicatori - Controllo generale - Verifica degli interuttori - Verifica dei sezionatori - Verifica messa a terra INTERVENTI - Pulizia generale - Lubrificazione ingranaggi e contatti Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 189 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE 5.51. IMPIANTO DI REGOLAZIONE AUTOMATICA Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Tutte le regolazioni relative alle unità di trattamento dell'aria ed in genere nell'ambito delle sottocentrali tecnologiche sono realizzate con l'impiego di unità periferiche a controllo digitale diretto (DDC). Queste unità DDC vengono installate all'interno dei quadri elettrici degli impianti termofluidici, in appositi comparti dedicati. Tutte le unità periferiche vengono collegate tra loro tramite una linea di comunicazione tale da consentire il monitoraggio di tutti i punti controllati da un'unica postazione interfacciata al Sistema di Supervisione Centrale. La regolazione dei ventilconvettori, delle batterie a canale, dei condizionatori ambiente e delle cassette monocondotto di mandata e ripresa, è realizzata con regolatori a microprocessore installati a bordo delle unità terminali, le quali sono collegate tramite linee di comunicazione a moduli di gestione e controllo ubicati nei rispettivi quadri di piano. I collegamenti tra le diverse unità periferiche e i regolatori a microprocessore con i moduli di controllo sono invece realizzati attraverso una rete ad alta velocità tramite connessioni dirette per distanze fino a 1200 metri, senza amplificazione intermedia. Tra gli elementi facenti parte del sistema possiamo anche comprendere le cassette di derivazione, i terminali e le tubazioni e le canalizzazioni di contenimento, mentre per le unità terminali si intendono i collegamenti tra le sonde, i servocomandi ed il trasformatore con il regolatore installato sull'apparecchiatura. LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Attitudine a limitare i rischi di incendio Al fine di evitare rischi di incendio, tutti i componenti devono essere installati in modo corretto, utilizzando, dove possibili, materiale autoestinguente. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Sicurezza elettrica Al fine di evitare, guasti o pericoli per l'incolumità delle persone, negli impianti di illuminazione esterna devono essere presi tutti quei provvedimenti idonei e previsti dalle normative. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i parametri elettrici previsti dalle normative. Impermeabilità ai liquidi I componenti degli impianti elettrici devono essere in grado di evitare il passaggio di fluidi liquidi per evitare alle persone qualsiasi pericolo di folgorazione per contatto diretto secondo quanto prescritto dalla normativa. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI Surriscaldamento Valutazione: anomalia grave Surriscaldamento che può provocare difetti di protezione e di isolamento. Interruzione dell'alimentazione secondaria Valutazione: anomalia grave Interruzione dell'alimentazione secondaria dovuta a guasti al circuito secondario o al gruppo elettrogeno. Interruzione dell'alimentazione principale Valutazione: anomalia grave Interruzione dell'alimentazione principale dovuta ad interruzione dell'ente erogatore dell'energia elettrica. Disconnessione dell'alimentazione Valutazione: anomalia grave Disconnesione dell'alimentazione dovuta a difetti di messa a terra, di sovraccario di tensione di alimentazione, di corto circuito imprevisto. Difetti agli interruttori Valutazione: anomalia grave Difetti agli interruttori magnetotermici o differrenziali dovuti all'eccessiva polvere presente all'interno delle connessioni o alla presenza di umidità ambientale o di condensa. Corto circuito Valutazione: anomalia grave Corto circuito dovuto a difetti nell'impianto di messa a terra, sbalzi di tensione (sovraccarichi) o altro. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 190 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo del collegamento remoto - Controllo generale - Verifica componenti - Verifica termoregolatori INTERVENTI - Sostituzione di subcomponenti 5.52. SERRANDA TAGLIAFUOCO Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le serrande tagliafuoco e antifumo hanno il compito di chiudere un canale impiantististico, in modo che non vi sia alcuna comunicazione tra due comparti adiacenti. Esse sono omologate REI 120 - RE 180 (secondo Circolare 91 MI) motorizzate e azionate dalla centralina di rilevazione fumi. Ogni serranda è costituita da una cassa di contenimento completa di aletta di chiusura REI 120, la leva per comando e il contatto di fine corsa per segnalazione al sistema di supervisione, quindi il dispositivo di bloccaggio e uno sportello di ispezione. Le battute sono dotate di guarnizione di tenuta e sono presenti flange di accoppiamento ai canali. Inoltre è presente un servomotore elettrico comandato dal sistema di rilevazione incendi e il dispositivo per il riarmo automatico e manuale. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuali [Controllo] Controllo elementi RISORSE D'USO - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Dispositivi di protezione individuale [Controllo] Controllo funzionalità RISORSE D'USO - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Dispositivi di protezione individuale [Intervento] Sostituzione elementi RISORSE D'USO - Misuratore di isolamento - Multimetro digitale - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Dispositivi di protezione individuale LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Riparabilità Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Le serrande, quale livello minimo prestazionale per la riparabilità, devono essere facilmente individuabili ed accessibili, in modo da consentire di ripristinare l'integrità e la funzionalità nel caso dovessero subire deformazioni o rotture. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 191 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Le serrande, quale livello minimo prestazionale per la sostituibilità, devono essere realizzate con prodotti facilmente reperibili sul mercato, pertanto di caratteristiche codificate. Si fa riferimento alle norme UNI relative a ciascun materiale utilizzato. Resistenza al fuoco Data la funzione particolare della serranda, essa deve manifestare idonee caratteristiche di resistenza al fuoco. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto e raccomandati dalla casa costruttrice, così come richiesto dalle normative vigenti. Intervento immediato I dispositivi di allarme dell'impianto devono intervenire tempestivamente e in modo regolare. Livello minimo delle prestazioni Il funzionamento dei dispositivi antincendio deve essere garantito da una fonte di energia ausiliaria, che consenta ad essi, il loro perfetto funzionamento; non sono ammesse soluzioni posticce o provvisorie, deve essere sempre garantito il perfetto funzionamento. ANOMALIE RISCONTRABILI Difetti di tenuta Valutazione: anomalia lieve Le serrande possono presentare perdite di tenuta alla battuta per degrado delle guarnizioni. Perdita di funzionalità Valutazione: anomalia grave Perdita di funzionalità connessa alla mancanza di regolazione e/o manutenzione periodica dei dispositivi di controllo e rivelazione. Guasti e difetti Valutazione: anomalia grave Possibili cause di disservizio possono essere la mancanza di alimentazione, un difetto di collegamento con la centralina, un guasto su i circuiti interni del sistema, il deterioramento della batteria tampone, un guasto sugli attuatori, ecc. Cattiva segnalazione Valutazione: anomalia grave Cattiva segnalazione dell'azionamento delle serrande sul pannello a seguito di manchevolezza da parte delle spie luminose o per problemi sulla rete o sulla batteria. Degradi Valutazione: anomalia grave Degradi o sconnessioni sui morsetti e sui contatti all'interno della centralina. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Controllo elementi - Controllo funzionalità INTERVENTI - Sostituzione elementi 5.53. ESTRATTORE Classe di unità tecnologica: 5 IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI Unità tecnologica: IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 192 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Gli estrattori d'aria sono piccole unità meccaniche con il compito di estrarre l'aria dai piccoli ambienti sprovvisti di aerazione naturale e condurli in condotti ai quali sono collegati. A tal fine gli apparecchi di ventillazione installati nel manufatto in esame sono del tipo centrifugo a muro, con accensione pilotata dall'interruttore del locale e spegnimento temporizzato, e scarico in condotto. Gli apparecchi di ventillazione installati nel manufatto in esame sonodel tipo con motore monofase, del tipo canalizzabile, completi di serrandina antiricircolo e temporizzatore per spegnimento ritardato. Portata aria : 42 l/s (150 m3/h). DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione dell'estrattore RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Rilievo velocità RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Anemometro tarato LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo del rumore prodotto Attitudine a non produrre eccessivo rumore Livello minimo delle prestazioni L'installazione degli estrattori dovrà garantire il rispetto dei valori di emissione sonora riportati dalla normativa vigente, pertanto se ne sconsiglia l'installazioni in punti in cui si possono avere fenomeni di ridondanza acustica od in luoghi dove la normativa prevede soglie di rumore più basse di quelle riportate sul libretto rilasciato dal costruttore. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento e l'estrattore non sia in grado di garantire il corretto funzionamento o la tenuta dei componenti di cui è costituito, consultare il manuale di uso e manutenzione e effettuare tutte le operazione previste prima di rimettere in funzione il macchinario stesso. Pulibilità Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto. ANOMALIE RISCONTRABILI Difetti di tenuta Valutazione: anomalia lieve Difetti di tenuta dell'estrattore, dei fissaggi, di eventuali dispositivi antivibrazione. Rumorosità Valutazione: anomalia lieve Lievi ma fastidiose vibrazioni dovute ad anomale portate d'aria non previste in fase progettuale. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 193 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale INTERVENTI - Sostituzione dell'estrattore - Pulizia generale - Rilievo velocità 6. 6 IMPIANTO DI SICUREZZA DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di tutelare gli utenti e/o il sistema edilizio stesso a fronte di situazioni di pericolo. Unità tecnologiche di classe 6 IMPIANTO DI SICUREZZA - Impianto di protezione antincendio - Impianto parafulmine - Impianto di messa a terra Impianto di protezione antincendio L'impianto antincendio è volto a ridurre le conseguenze derivanti dal verificarsi dell'incendio ed è costituito da un sistema di protezione attiva al fine di prevenire, avvisare, impedire e spegnere l'incendio. Esso può essere costituito da uno o più elementi sotto riportati : - impianto fisso di estinzione incendi costituito da idranti e naspi. - sistema di spegnimento mediante estintori di tipo portatile o carrellato. - sistema di spegnimento automatico mediante sistemi di spegnimento a sprinkler. MODALITA' D'USO La progettazione, l'installazione, l'assistenza e la manutenzione dei sistemi antincendio devono essere eseguite da persone competenti nella tecnologia dei sistemi di spegnimento. Impianto parafulmine Gli impianti di protezione contro i fulmini LPS vengono impiegati, quando, per l'altezza della struttura o per destinazione d'uso, si vuole proteggere la struttura stessa dalle scariche atmosferiche. Per determinare quando sia necessario installare questi tipi di impianto, è necessario sia effettuata una valutazione ( calcolo probabilistico contro la fulminazione ) da parte di un professionista abilitato iscritto all'albo. I sistemi di protezione che vengono utilizzati possono essere di vari tipo, organi di captazione ad asta, a funi o a maglia. I livelli di protezione che tali impianti prevedono sono 4, il livello più basso ( I ) prevede le dimensioni del lato della maglia, minori di 5m, quello più alto( IV ) la maglia deve essere di dimensioni pari a 20m. L'impianto di protezione contro i fulmini è costituito da captatori, a maglia o ad asta, a cui vengono collegate le calate che, una volta discese lungo la struttura, vengono unite all'impianto di dispersione. I picchetti facenti parte dell'impianto di dispersione, devono essere tutti collegati tra di loro. A completamento di un impianto di protezione contro i fulmini, viene installato anche un SPD, ovvero scaricatori di sovratensione, che intervengono a protezione degli impianti elettrici interni, nel caso di sovratensioni provenienti dalle linee esterne di energia e causate, quasi sempre, da fulmini caduti in vicinanza della struttura o sulle linee aeree. MODALITA' D'USO Un impianto di protezione contro le scariche atmosferiche deve essere in grado, tramite i dispositivi di captazione, di sopportare le correnti da fulmine, in riferimento al livello di protezione necessaria. Tali correnti devono essere portate a terra tramite le calate ed il dispersore. La corretta esecuzione di tale impianto può preservare un fabbricato o una parte di esso da eventuali incendi o distruzione della struttura stessa. Per meglio assicurare la protezione da scariche atmosferiche in un fabbricato, è auspicabile anche un impianto di protezione interna, eseguendo una totale equipotenzialità di tutte le masse metalliche. Per evitare sovratensioni sulle linee elettriche entranti, è necessario installare all'ingresso delle linee stesse degli scaricatori (limitatori) di sovratensione. La scelta del tipo di scaricatore da installare deve essere scelta in fase di progetto. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 194 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Impianto di messa a terra Per impianto di terra si intende l'insieme dei dispersori, dei conduttori di terra, dei conduttori di protezione e dei conduttori equipotenziali. La corretta scelta ed applicazione di ciascun elemento dell'impianto di terra è condizione indispensabile per rendere affidabile il sistema di protezione. Mettere a terra un sistema, vuol dire collegare il sistema stesso tramite conduttore e parti conduttrici ad un punto del terreno individuabile con un dispersore. Un impianto di terra difettoso, errato o mal eseguito non è individuabile con una qualche disfunzione dell'impianto, bensì lo si rileva solo quando avviene qualche infortunio. L'impianto di messa a terra può essere di tipo funzionale, ciò avviene nei sistemi TN con il centro stella del trasformatore collegato a terra. Talvolta la messa a terra viene eseguita per esigenze di lavoro ( nel caso di stabilire un collegamento temporaneo di una sezione di una linea per manutenzione dello stessa). L'impianto di terra con abbinato un interruttore differenziale risulta sicuramente il metodo più sicuro per prevenire i contatti diretti ed indiretti, con parti sotto tensione. La sua integrità e manutenzione permette un utilizzo sicuro dell'impianto elettrico. L'impianto di terra deve essere per il suo dimensionamento preventivamente calcolato, in particolar modo se si tratta di impianto di terra di cabina. Esistono metodi e strumentazione idonee utilizzati dai tecnici per la verifica e la regolarità dell'impianto di terra. E' buona norma, nella costruzione di nuovi fabbricati, collegare all'impianto di terra, i ferri dei plinti o le eventuali strutture in metalliche della costruzione; negli impianti integrativi LPS contro le scariche atmosferiche, è previsto un dispersore ogni calata, dispersori che debbono essere collegati tra di lori con un conduttore di terra. In prossimità dei dispersori ispezionabili, deve essere posto un cartello di segnalazione nel quale sono riportate le coordinate in metri dell'ubicazione del dispersore stesso. Per il funzionamento corretto degli SPD (scaricatori di sovratensione) è indispensabile utilizzare un conduttore di terra di sezione non inferiore a 16 mmq per il collegamento del sistema all'impianto di terra. MODALITA' D'USO In riferimento al DPR n.462 del 22/10/2001, gli impianti di terra di nuova installazione devono essere denunciati, entro un mese dalla loro utilizzazione, alle autorità preposte: ISPESL e ASL di zona. Per gli impianti esistenti va richiesta la verifica periodica alla ASL di competenza; la periodicità è di 5 anni per gli impianti comuni, 2 anni per gli impianti di terra installati in ambienti a maggior rischio in caso d'incendio e nei luoghi con pericolo di esplosione (art. 4 e 6 del DPR 462/01). 6.1. IDRANTI Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA Unità tecnologica: IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Sono apparecchiature che forniscono un efficiente mezzo di estinzione incendi, erogando un getto d'acqua continuo. Per l'uso, in caso di focolare d'incendio, è necessario aprire lo sportello o rompere il vetro o plastica di protezione del contenitore che li mantiene, successivamente si deve aprire la valvola d'intercettazione, avendo opportunamente srotolato la tubazione flessibile, e eseguire il getto verso il focolare citato. Nel progetto sono presenti idranti UNI45 costituiti da: - cassetta in lamiera di ferro verniciata da 600 x 370 x 160 mm; - sportello con specchiatura a vetro; - raccordo a 3 pezzi UNI 45; - rubinetto idrante UNI 45 da 1/2"; - lancia in rame UNI 45 con rubinetto per la regolazione del getto, ugello diam.12 mm; - tubo di nylon da m 20 UNI 4 Inoltre sono presenti attacchi autopompa UNI70 DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Esame a vista RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuali [Controllo] Controllo globale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuali [Intervento] Revisione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuali - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione elementi RISORSE D'USO Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 195 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuali - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Gli idranti poichè devono essere idonei a contrastare efficacemente il propagarsi di un incendio, nel momento dell'utilizzo e pertanto sotto l'azione di eventuali sollecitazioni meccaniche (urti, pressioni, ecc.) il loro limite prestazionale è dettato dalla loro capacità di resistere in considerazione, ovviamente, della funzione a cui devono assolvere. Controllo della portata dei fluidi Attitudine a consentire il controllo della portata dei fluidi. Livello minimo delle prestazioni La portata degli idranti è stabilita dalle norme vigenti relative all'attività da proteggere e deve essere indicata nella relazione tecnica di progetto. Essa deve essere periodicamente controllata. ANOMALIE RISCONTRABILI Difetti di tenuta Valutazione: anomalia lieve Difetti di tenuta degli idranti e dei suoi componenti con perdite del fluido. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI - Esame a vista - Controllo globale INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI Nessuno INTERVENTI - Revisione - Sostituzione elementi 6.2. NASPI Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA Unità tecnologica: IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Naspo antincendio su supporto orientabile a muro, completo di rotolo portatubo, tubo gommato con diametro interno di mm 19 e lunghezza di 25 m, valvola di intercettazione, lancia frazionatrice. I naspi antincendio in corretto funzionamento forniscono un efficiente mezzo di estinzione incendi. Quelli di tipo manuale sono delle apparecchiature antincendio composte da una bobina con alimentazione idrica, una valvola manuale d'intercettazione, una lancia per l'erogazione e la tubazione di adduzione oltre a, quando richiesto, una guida di scorrimento per la tubazione. Quelli di tipo automatico hanno, diversamente rispetto al tipo manuale, una valvola automatica di intercettazione. Sono particolarmente validi nella prima fase di sviluppo di un incendio e possono essere efficacemente utilizzati anche da operatori non addestrati. E' previsto che i naspi abbiamo una lunga durata di esercizio ma va ricordato che la loro utilità dipende da una manutenzione che assicura una'istantanea efficienza in caso di necessità. Devono possedere la seguente marcatura: nome e/o marchio del fornitore; 2. numero della norma di riferimento; 3. anno di costruzione; pressione massima di esercizio; lunghezza e diametro della tubazione; diametro dell'ugello della lancia erogatrice. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo naspi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuali Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 196 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo della pressione di uscita RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuali [Intervento] Revisione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuali - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuali - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I naspi poichè devono essere idonei a contrastare efficacemente il propagarsi di un incendio, nel momento dell'utilizzo e pertanto sotto l'azione di eventuali sollecitazioni meccaniche (urti, pressioni, ecc.) devono avere la capacità di resistere in considerazione, ovviamente, della funzione a cui devono assolvere. I naspi, quali livelli minimi prestazionali, devono rispettare i valori dettati dalle norme vigenti. Funzionalità Attitudine a garantire, in condizioni di normale utilizzo, livelli prestazionali di funzionalità costanti nel tempo. Livello minimo delle prestazioni I naspi quale limite prestazionale devono poter essere utilizzati facilmente da chiunque si trovi nella situazione di emergenza, e devono garantire la portata e la pressione d'acqua necessaria per l'impiego a cui sono destinati. Le norme vigenti ed in particolare le norme UNI dettano i limiti da verificare. ANOMALIE RISCONTRABILI Difetti di tenuta Valutazione: anomalia lieve I naspi presentano perdite di tenuta alla pressione di servizio. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo naspi - Controllo della pressione di uscita INTERVENTI - Revisione - Sostituzione 6.3. ESTINTORI A POLVERE Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA Unità tecnologica: IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Gli estintori a polvere sono costituiti da un recipiente metallico, contenente la polvere estinguente (comunemente bicarbonato di sodio) e da una bomboletta di anidride carbonica (o altro gas). Il recipiente citato è dotato di un tubo flessibile ed un erogatore (a pistola) atti ad indirizzare il getto verso la fiamma. Essi sono Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 197 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE idonei ad estinguere tutti i fuochi di classe A, B e C. Essi possono essere portatili o carrellati e devono essere dotati di certificati di conformità alla normativa in vigore. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo globale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuali [Controllo] Controllo tenuta RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuali [Controllo] Controllo della carica RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuali [Intervento] Ricarica estintore RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuali - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuali - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica esterna Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni esterne agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali sono quelli riportati dalla normativa UNI in vigore. Facilità d'uso Capacità di essere utilizzati facilmente nel momento del bisogno. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali sono quelli riportati dalla normativa UNI in vigore, in merito alla tipologia e caratteristiche di valvole a pulsante, valvole di sicurezza e di controllo pressione, ecc. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi. Livello minimo delle prestazioni Poichè gli involucri degli estintori devono resistere all'azione degli agenti atmosferici, e agli effetti correlati, il livello minimo prestazionale è legato alla capacità di mantenere nel tempo il funzionamento meccanico di tutti i componenti. Resistenza meccanica interna Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni dell'agente estinguente contenuto nel serbatoio, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali sono quelli riportati dalla normativa UNI in vigore. ANOMALIE RISCONTRABILI Tenuta della carica Valutazione: anomalia grave Abbassamento della pressione di carica e conseguente riduzione della potenza di getto. Cattivo funzionamento valvole Valutazione: anomalia grave Mancato o difettoso funzionamento delle valvole di sicurezza e/o della valvola a controllo pressione. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 198 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo globale - Controllo tenuta - Controllo della carica INTERVENTI - Ricarica estintore - Sostituzione 6.4. TUBAZIONI Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA Unità tecnologica: IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le tubazioni facenti parte dell'impianto idrico antincendio asservono a tutti quelli che sono i sistemi di adduzione e distribuzione dell'acqua nell'involucro edilizio. Nel progetto in esame le tubazioni sono in acciaio zincato per i percorsi aerei, a vista, nei controsoffitti e per le canalizzazioni incassate a muro. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo manovrabilità delle valvole RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo delle staffature RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia tubazioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Nel caso in cui si verifichino delle anomalie di funzionamento ed i componenti dell'impianto non funzionino correttamente verificare la tenuta e la pulizia delle tubazioni. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui le tubazioni non devono venire in contatto, consultare attentamente il libretto di uso e manutenzione. Pulibilità Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione dei componenti del sistema di riscaldamento ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 199 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Controllo della pressione e della velocità di erogazione Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi. Livello minimo delle prestazioni Le tubazioni devono essere dimensionate in modo che l'impianto di distribuzione sia in grado di rispettare i rendimenti, la potenza e tutte le caratteristiche tecniche di legge. ANOMALIE RISCONTRABILI Corrosione Valutazione: anomalia grave Presenza di depositi di ossido sulle tubazioni. Difetti ai raccordi o alle connessioni Valutazione: anomalia lieve Presenza di perdite di fluido in presenza di connessioni o saldature. Allentamento degli ancoraggi Valutazione: anomalia grave Sistemi di fissaggio staffe ecc. che presentano viti o bulloni allentati MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Controllo manovrabilità delle valvole - Controllo delle staffature INTERVENTI - Pulizia tubazioni 6.5. ALLARMI Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA Unità tecnologica: IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Gli apparati, quali le sirene e i segnalatori ottici, hanno la funzione di allertare tutti gli occupanti di uno stabile o di un'area, della presenza di un principio d'incendio, permettendo così un opportuno esodo nei luoghi sicuri o all'aperto; è quindi indispensabile la buona efficienza di tali attuatori e non è ammessi il funzionamento di uno solo. Negli ambienti in cui si effettuano lavorazioni rumore (es. locali officina), il funzionamento del lampeggiante (giallo) è di estrema importanza, altrettanto importante è l'entrata in funzione della sirena negli ambienti, composti di più locali ove il sistema di allarme sia installato nei corridoi (es. scuole). DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo elementi RISORSE D'USO - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Dispositivi di protezione individuale [Controllo] Controllo funzionalità RISORSE D'USO - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Dispositivi di protezione individuale [Intervento] Sostituzione elementi RISORSE D'USO - Misuratore di isolamento - Multimetro digitale - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 200 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza agenti aggressivi Gli allarmi installati in particolari luoghi di lavori, nei quali sono presenti in sospensione polveri o sostanze chimiche corrosive, devono essere opportunamente protetti, senza tuttavia pregiudicarne o diminuire le loro prestazioni. La scelta degli allarmi e delle sirene, in fase di realizzazione o sostituzione deve essere guidata dalla situazione ambientale. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Intervento immediato I dispositivi di allarme dell'impianto devono intervenire tempestivamente e in modo regolare. Livello minimo delle prestazioni Il funzionamento dei dispositivi di segnalazione antincendio deve essere garantito da una fonte di energia ausiliaria, che consenta ai dispositivi, il loro perfetto funzionamento; non sono ammesse soluzioni posticce o provvisorie, deve essere sempre garantito il perfetto funzionamento. L'ubicazione di sistemi integrati ( otticoacustici ) o separati è stabilità in fase di progetto dal professionista, sentito il parere dei Vigili del Fuoco, non è ammesso quindi lo spostamento dei dispositivi, se non previa autorizzazione. ANOMALIE RISCONTRABILI Guasti e difetti Valutazione: anomalia grave Possibili cause di disservizio possono essere la mancanza di alimentazione, un difetto di collegamento con la centralina, un guasto su i circuiti interni del sistema, il deterioramento della batteria tampone, un guasto sugli attuatori, ecc. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo elementi - Controllo funzionalità INTERVENTI - Sostituzione elementi 6.6. PULSANTE DI EMERGENZA Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA Unità tecnologica: IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I pulsanti di emergenza per segnalazione incendio, sono composti di un involucro in PVC o in alluminio pressofuso di colore rosso, da una superficie in materiale frangibile ( vetro ) e da un martelletto da utilizzare in caso di emergenza. All'interno di tale pulsante è presente un micro-switch che si attiva in caso di rottura del vetro, mettendo in funzione, tramite la centralina antincendio, i sistemi otticoacustici dell'allarme. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo elementi RISORSE D'USO - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Dispositivi di protezione individuale [Controllo] Controllo funzionalità RISORSE D'USO - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 201 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale [Intervento] Sostituzione elementi RISORSE D'USO - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Dispositivi di protezione individuale LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza agenti aggressivi I pulsanti installati in particolari luoghi di lavori, nei quali sono presenti in sospensione polveri o sostanze chimiche corrosive, devono essere opportunamente protetti, senza tuttavia pregiudicarne o diminuire le loro prestazioni. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Intervento immediato I dispositivi di allarme dell'impianto devono intervenire tempestivamente e in modo regolare. Livello minimo delle prestazioni Il funzionamento dei pulsanti deve essere garantito da una fonte di energia ausiliaria, che consenta ai dispositivi, il loro perfetto funzionamento; non sono ammesse soluzioni posticce o provvisorie, deve essere sempre garantito il perfetto funzionamento. ANOMALIE RISCONTRABILI Rottura Valutazione: anomalia grave Rottura dei pulsanti di allarme a seguito di degrado o atto vandalico. Cattivo funzionamento Valutazione: anomalia grave Cattivo funzionamento dei pulsanti di allarme a seguito di cattivi contatti, sconnessioni, ecc. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo elementi - Controllo funzionalità INTERVENTI - Sostituzione elementi 6.7. CENTRALINA DI CONTROLLO Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA Unità tecnologica: IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Elemento essenziale di un impianto di rivelazione e allarme antincendio è la centralina di controllo, ad essa fanno capo tutti i rivelatori e dalla quale partono le segnalazioni ed i comandi per gli attuatori. Le funzioni che una centralina antincendio deve svolgere sono: - ricevere i segnali di allarme dai rivelatori e provvedere ad emettere una segnalazione ottica ed acustica di allarme; deve inoltre consentire di individuare agevolmente la zona dove si sta sviluppando l'incendio -verificare il corretto funzionamento dei componenti dell'impianto e fornire una segnalazione ottico acustica in caso di guasto -alimenta i rivelatori ad essa collegati -può trasferire i segnali di allarme a postazioni prefissate e/o azionare uno o più dispositivi di allarme e eventuali impianti automatici di spegnimento -registra le anomalie o gli interventi dei dispositivi in entrata o in uscita Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 202 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE L'alimentazione della centralina è normalmente assicurata dalla rete, e in caso di mancanza di energia, una batteria posta all'interno dell'involucro deve permettere il regolare funzionamento del sistema. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo elementi RISORSE D'USO - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Dispositivi di protezione individuale [Controllo] Controllo funzionalità RISORSE D'USO - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Dispositivi di protezione individuale [Intervento] Sostituzione elementi RISORSE D'USO - Misuratore di isolamento - Multimetro digitale - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Dispositivi di protezione individuale LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza agenti aggressivi Le centraline di controllo antincendio installate in particolari luoghi di lavori, nei quali sono presenti in sospensione polveri o sostanze chimiche corrosive, devono essere opportunamente protette, senza tuttavia pregiudicarne o diminuire le loro prestazioni. La scelta dei dispositivi, in fase di realizzazione o sostituzione deve essere guidata dalla situazione ambientale Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Intervento immediato I dispositivi di controllo dell'impianto devono intervenire tempestivamente e in modo regolare. Livello minimo delle prestazioni Il funzionamento delle centraline di controllo antincendio deve essere garantito da una fonte di energia ausiliaria che consenta ai dispositivi il loro perfetto funzionamento; non sono ammesse soluzioni posticce o provvisorie e deve essere sempre garantito il perfetto funzionamento. L'ubicazione di sistemi integrati ( otticoacustici ) o separati è stabilita in fase di progetto dal professionista, sentito il parere dei Vigili del Fuoco, non è ammesso quindi lo spostamento dei dispositivi, se non previa autorizzazione. ANOMALIE RISCONTRABILI Cattiva segnalazione Valutazione: anomalia grave Cattiva segnalazione degli allarmi sul pannello a seguito di manchevolezza da parte delle spie luminose o per problemi sulla rete o sulla batteria. Degradi Valutazione: anomalia grave Degradi o sconnessioni sui morsetti e sui contatti all'interno della centralina. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo elementi - Controllo funzionalità INTERVENTI - Sostituzione elementi Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 203 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE 6.8. RIVELATORI Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA Unità tecnologica: IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I rivelatori sono dispositivi che permettono di misurare i fenomeni fisici prodotti da un incendio quali, il calore, la fiamma, il fumo e i prodotto invisibili della combustione ( particelle di carbonio incombusto ), i rivelatori che sono sensibili a qest'ultimi prodotti sono poco utilizzati perchè contenenti materiale radioattivo. I rivelatori di fumo possono essere di due tipi: - rivelatori ottici di fumo a diffusione o oscuramento - rivelatori di fumo a camera d'ionizzazione I primi si basano su l'effetto del fumo di riflettere la luce, i due dispositivi l'emettitore ( diodo ad infrarossi ) e il ricevitore ( fotocellula al silicio ), sono posti in camera e separati da una barriera. In presenza di fumo all'interno della camera, parte della luce emessa viene deviata sul ricevitore che a sua volta attiva il circuito di soglia, generando l'allarme. Simili a questi sono i rivelatori di fumo ad oscuramento, utilizzati normalmente in ambienti con uno sviluppo longitudinale elevato. I rivelatori di fumo a camera ionizzante si basano sulla reazione che avviene in una camera d'ionizzazione, dove in presenza di fumo, la corrente emessa dalla sorgente diminuisce, fino a raggiungere la soglia di allarme. A fianco ai dispositivi sopra elencati, sono altresì validi, quali rivelatori, quelli termici che utilizzano, quale parametro di misura il calore sviluppato durante l'incendio; tra questi sono distinguibili i rivelatori termici a massima temperatura ( entrano in funzione ad una temperatura prefissata ) e i rivelatori termovelocimetri, basati sul valore della resistenza di due termistori in serie, ma isolati termicamente tra di loro. Quando i due valori di resistenza si discostano per causa della temperatura a cui è sottoposto il termistore esterno e quindi quando la resistenza dei due componenti è diversa, si ha l'entrata in funzione del circuito di allarme. Per i rivelatori di fiamma sono elencabili due tipi: i rivelatori ottici di radiazione all'infrarosso e i rivelatori ottici di radiazione all'ultravioletto; tali dispositivi hanno la caratteristica di vedere l'incendio anche in modo indiretto e cioè utilizzando il principio della rifrazione. Tali rivelatori, essendo influenzabili dal sole o da corpi caldi, vengono utilizzati solo negli ambienti interni. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo elementi RISORSE D'USO - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Dispositivi di protezione individuale [Controllo] Controllo funzionalità RISORSE D'USO - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Dispositivi di protezione individuale [Intervento] Regolazioni varie RISORSE D'USO - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Dispositivi di protezione individuale [Intervento] Sostituzione elementi RISORSE D'USO - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Dispositivi di protezione individuale LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza agenti aggressivi I dispositivi installati in particolari luoghi di lavori, nei quali sono presenti in sospensione polveri o sostanze chimiche corrosive, devono essere opportunamente protetti, senza tuttavia pregiudicarne o diminuire le loro prestazioni. La scelta dei dispositivi, in fase di realizzazione o sostituzione deve essere guidata dalla situazione ambientale. Livello minimo delle prestazioni Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Intervento immediato I rivelatori dell'impianto devono intervenire tempestivamente e in modo regolare. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 204 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Livello minimo delle prestazioni Il funzionamento dei rivelatori deve essere garantito da una fonte di energia ausiliaria che consenta ai dispositivi il loro perfetto funzionamento; non sono ammesse soluzioni posticce o provvisorie e deve essere sempre garantito il perfetto funzionamento. ANOMALIE RISCONTRABILI Errori di regolazione Valutazione: anomalia grave Vi sono rivelatori cui è possibile effettuare la regolazione in sensibilità, a ciò è opportuno provvedere nel caso di ambienti particolari e su indicazioni della casa costruttrice. Difetti di funzionamento Valutazione: anomalia grave Tra i difetti possiamo avere : disfunzioni nel sistema talvolta legati alla pulizia degli apparati di rivelazione posti in ambienti particolarmente aggressivi ( polvere, umidità ); diminuzione di tensione nella centralina che non permette il regolare funzionamento del rivelatore. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo elementi - Controllo funzionalità INTERVENTI - Regolazioni varie - Sostituzione elementi 6.9. RISERVA IDRICA Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA Unità tecnologica: IMPIANTO DI PROTEZIONE ANTINCENDIO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE L'impianto antincendio è dotato di riserva idrica ad uso esclusivo, costituita da due vasche comunicanti poste in posizione interrata, realizzate in cls armato e aventi capacità utile complessiva di circa 50 mc. Così come previsto dalla norma UNI 9490, per ogni vasca sono installate le seguenti apparecchiature: - valvola galleggiante con relativa valvola di intercettazione per il reintegro; -scarico di troppo pieno e scarico di fondo con valvola bloccata in posizione chiusa; - indicatore di livello; - sistema di allarme se l'acqua scende al di sotto del livello richiesto; - condotta di prelievo corredata da filtro e da valvola normalmente aperta. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo dello stato del calcestruzzo RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo manovrabilità delle valvole RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo tenuta valvole RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 205 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo stato dei filtri RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo della infiltrazione d'acqua RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dei danni dopo evento imprevedibile RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo sonde di regolazione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Termometro elettronico [Controllo] Controllo generale dispositivi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia filtri RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione filtri RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Lubrificazione dei componenti RISORSE D'USO - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale [Intervento] Pulizia e serraggio morsetti RISORSE D'USO - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale [Intervento] Taratura degli strumenti RISORSE D'USO - Attrezzatura tecnica - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale [Intervento] Pulizia e rimozione depositi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Verifica sonde di controllo Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 206 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Termometro elettronico [Intervento] Controllo motori attuatori RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tester/Pinza amperometrica [Intervento] Applicazione trattamenti alla struttura di c.a. RISORSE D'USO - Resine siliconiche - Prodotti a base di silicati - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Ripresa delle lesioni RISORSE D'USO - Malta cementizia specifica - Macchine a spruzzo per applicazione - Prodotti di finitura - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Sigillatura delle lesioni passanti RISORSE D'USO - Tubetti di iniezione e sfiato - Resina epossidica a consistenza di stucco - Resina epossidica fluida - Pompa pneumatica a bassa pressione - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere ai carichi e sovraccarichi, in tutte le condizioni di esercizio, nonchè ai fenomeni dinamici, nel rispetto del coefficiente di sicurezza, senza deformazioni o cedimenti inammissibili. Livello minimo delle prestazioni La struttura in c.a. della vasca deve garantire stabilità e resistenza sotto l'effetto di qualsiasi carico ad esse applicato; per quello che riguarda i livelli minimi prestazionali si deve fare riferimento alle leggi e alle normative vigenti in materia di progettazione, esecuzione e collaudo delle strutture, per il tipo di struttura ed i materiali utilizzati. Il livello minimo prestazionale dei dispositivi impiantistici è invece connesso al mantenimento delle condizioni di funzionalità anche sotto sollecitazioni di varia natura, pertanto il progetto e la scelta del materiale impiegato dovranno tener conto di sollecitazioni esterne, ad eccezione di eventi particolari. Resistenza al gelo Capacità di non subire gli effetti dovuti alla formazione di ghiaccio, quali disgregazioni o mutamenti di aspetto e dimensione. Livello minimo delle prestazioni La struttura della vasca in c.a. non deve subire disgregazioni e mutamenti di aspetto o dimensione a causa della formazione di ghiaccio. I livelli minimi prestazionali possono essere definiti facendo riferimento alla normativa UNI. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire gli effetti dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici, quali disgregazioni e mutamenti di aspetto. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 207 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE La struttura della vasca in c.a. non deve subire dissoluzioni, disgregazioni o mutamenti di aspetto a causa dell'azione di agenti aggressivi presenti nell'ambiente (anidride carbonica, solfati, ecc.). Le strutture esposte ad atmosfere marine e ad attacchi solfatici devono essere costruite con calcestruzzi confezionati con il corretto dosaggio e inoltre devono essere previste adeguate misure di protezione delle superfici utilizzando appositi prodotti protettivi. Per quello che riguarda i livelli minimi prestazionali si fa riferimento alle norme UNI riguardanti la durabilità del calcestruzzo. Per i luoghi di installazione o le sostanze nocive con cui i componenti impiantistici non devono venire in contatto, consultare attentamente il libretto di uso e manutenzione. Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire riduzioni di prestazioni causate dalla presenza di animali, di vegetali o di microrganismi. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione dei materiali utilizzati, del loro impiego e del tipo di agente biologico. In ogni caso occorre garantire, soprattutto sulle costruzioni meno recenti, una adeguata pulizia e una protezione con prodotti che contrastino efficacemente lo sviluppo della vegetazione. Stabilità chimico-reattiva Capacità degli elementi di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche. Livello minimo delle prestazioni I materiali utilizzati per la realizzazione della struttura della vasca in c.a. devono conservare inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche. I livelli minimi variano in funzione dei materiali impiegati e della loro compatibilità chimico-fisica stabilita dalle norme vigenti: in particolar modo è opportuno evitare contatti diretti tra materiali che possono dar luogo a corrosione elettrolitica (acciaio e zinco, acciaio e alluminio) e il contatto diretto fra l’acciaio ed alcuni materiali aggressivi come il gesso. Si deve prestare attenzione al fenomeno di reazione alcali-aggregati della miscela costituente il cls, innescata dalla presenza di alcali nel cemento e di silice amorfa negli aggregati: per garantire i livelli minimi di prestazione è preferibile evitare l'uso di aggregati reattivi e limitare il contenuto di alcali (sodio e potassio) nel cemento, utilizzando cementi di miscela e riducendo l'umidità del cls. Tenuta all'acqua Attitudine ad impedire l'infiltrazione di acqua piovana che produca macchie di umidità sulla faccia interna o danneggiamenti alla parete o ad altre parti della struttura. Livello minimo delle prestazioni I livelli prestazionali minimi variano a seconda del livello di tenuta all'acqua che si vuole affidare all'elemento Pulibilità Attitudine a garantire la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le operazioni di pulizia devono essere eseguite come previsto nei libretti di istruzione ed ogni qualvolta il livello di sporcizia pregiudichi le prestazioni dell'impianto. Controllo della pressione e della velocità di erogazione Capacità di garantire una adeguata pressione di emissione ed una opportuna velocità di circolazione ai fluidi. Livello minimo delle prestazioni Le valvole devono essere dimensionate in modo che l'impianto sia in grado di rispettare i rendimenti, la potenza e tutte le caratteristiche tecniche di legge. ANOMALIE RISCONTRABILI Bollature Valutazione: anomalia lieve Presenza diffusa, sulla superficie del calcestruzzo, di fori di grandezza e distribuzione casuale, generati dalla presenza di bolle d'aria formatesi al momento del getto e non eliminati nella fase di vibratura e costipamento. Chiazze di umidità Valutazione: anomalia grave Presenza di chiazze o zone di umidità sul manufatto in cls, generalmente in aree dell'elemento in prossimità del terreno. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della vasca in c.a., dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.), accompagnate spesso dalla perdita delle caratteristiche di resistenza e stabilità degli elementi stessi. Disgregazioni Valutazione: anomalia grave Disgregazioni della superficie in c.a., con effetti di sgretolamenti e lacerazioni. Efflorescenze Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 208 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Valutazione: anomalia lieve Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie del manufatto in c.a., generalmente poco coerenti e con colore biancastro. Mancanza di copriferro Valutazione: anomalia grave Mancanza di calcestruzzo in corrispondenza dell'armatura con conseguente esposizione dei ferri a fenomeni di corrosione. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Aperture o lesioni che possono essere ortogonali o parallele all'armatura e possono interessare una parte o l'intero spessore dell'elemento. Corrosione del materiale Valutazione: anomalia grave Deterioramento dell'acciaio con formazione di ruggine e continua sfaldatura; relativa riduzione della sezione resistente. Degradi Valutazione: anomalia grave Degradi strutturali e conformativi comportanti la formazione di microfessure, screpolature, sfogliamenti (per invecchiamento, fenomeni di fatica, ecc.). Difficoltà nella manovra Valutazione: anomalia grave Difficoltà di manovra delle valvole. Malfunzionamento delle valvole di regolazione Valutazione: anomalia lieve Le valvole installate sull'impianto non rispondono ai comandi dei sensori. Difetti di filtraggio Valutzione: anomalia grave Intasamento dei filtri installati. Difetti di taratura Valutazione: anomalia lieve Difetti di taratura dei dispositivi di controllo quali manometri, termometri. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo dello stato del calcestruzzo - Controllo manovrabilità delle valvole - Controllo tenuta valvole - Controllo stato dei filtri - Controllo della infiltrazione d'acqua - Controllo dei danni dopo evento imprevedibile - Controllo sonde di regolazione - Controllo generale dispositivi INTERVENTI - Pulizia filtri - Sostituzione filtri - Lubrificazione dei componenti - Pulizia e serraggio morsetti - Taratura degli strumenti - Pulizia e rimozione depositi - Verifica sonde di controllo - Controllo motori attuatori - Applicazione trattamenti alla struttura di c.a. - Ripresa delle lesioni - Sigillatura delle lesioni passanti Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 209 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE 6.10. MAGLIA DI CAPTAZIONE Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA Unità tecnologica: IMPIANTO PARAFULMINE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE La maglia di captazione è la parte dell'impianto contro i fulmini, che è destinata ad attirare e convogliare il fulmine nella sua caduta. Le dimensioni della maglia di captazione sono definite dal livello di protezione dell'impianto base e dalla probabilità di fulminazione. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Automezzo con cestello - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo di continuità delle calate RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Automezzo con cestello - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione delle calate e dei componenti RISORSE D'USO - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale - Automezzo con cestello [Intervento] Verifica della struttura RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Automezzo con cestello - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzi manuali di uso comune LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza alla corrosione In un impianto di protezione dalle scariche atmosferiche i componenti di cui è costituito devono avere caratteristiche tali da evitare o limitare il formarsi di fenomeni di corrosione. Livello minimo delle prestazioni Le eventuali tracce di corrosione o deterioramento devono essere tali da non pregiudicare le prestazioni elettriche di conducibilità. Resistenza meccanica La resistenza meccanica e termica dell'impianto è determinata dalle dimensioni dei vari componenti, le quali sono dettate dalle Normative e tuttavia calcolate in fase di progettazione. E' determinante per la resistenza meccanica dell'impianto, oltre alle dimensione, anche la posa, la quale deve essere tale da evitare eventuali deformazioni o sforzi (trazione o torsione). Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 210 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE La funzionalità di un impianto integrativo contro la fulminazione è determinata, oltre che dai materiali utilizzati e dalla loro installazione, dal rispetto delle distanze di posa dei conduttori che devono nel tempo restare invariate, in particolare la maglia di captazione viene progettata determinando opportunamente le sue dimensioni. ANOMALIE RISCONTRABILI Corrosione Valutazione: anomalia grave Il diminuire delle dimensioni, il cambio di colore o la presenza di materiale granulare bianco nelle giunzioni, è un evidente sintomo della presenza di corrosione. Difetti di ancoraggio Valutazione: anomalia grave La deformazione della struttura di una calata è causata da difetti nei componenti di ancoraggio o di giunzione, le eventuali opere di manutenzione della facciata o del fabbricato, non devono alterare la disposizione e le caratteristiche di posa dei conduttori di calata o degli anelli di collegamento. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Controllo di continuità delle calate INTERVENTI - Sostituzione delle calate e dei componenti - Verifica della struttura 6.11. IMPIANTO DI DISPERSIONE Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA Unità tecnologica: IMPIANTO PARAFULMINE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE In un impianto LPS la dispersione dell'eventuale fulmine avviene tramite l'impianto di dispersione, il quale è costituito da dispersori infissi nel terreno e collegate tra di loro ad anello. In riferimento alle Norme CEI 81 i dispersori da utilizzare negli impianti di parafulmine sono due: - tipo A, costituiti da elementi singoli, verticali o orizzontali, uno per ogni calata - tipo B, detto ad anello, costituito da un conduttore interrato per 80% della sua lunghezza e collegato alle singole calate Il dimensionamento dei materiali deve essere rilevato consultando le normative inerenti gli impianti di terra DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo funzionale dell'impianto di dispersione RISORSE D'USO - Automezzo con cestello - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Automezzo con cestello - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 211 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Sostituzione dei dispersori RISORSE D'USO - Attrezzi manuali di uso comune - Dispositivi di protezione individuale - Automezzo con cestello - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Pinza amperometrica - Misuratore di isolamento LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza alla corrosione In un impianto di protezione dalle scariche atmosferiche i componenti di cui è costituito devono avere caratteristiche tali da evitare o limitare il formarsi di fenomeni di corrosione. Livello minimo delle prestazioni Le eventuali tracce di corrosione o deterioramento devono essere tali da non pregiudicare le prestazioni elettriche di conducibilità Resistenza meccanica Gli elementi dell'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture per garantire la funzionalità dell'impianto. Livello minimo delle prestazioni I materiali e le dimensioni dell'impianto di dispersione devono rispettare gli elaborati di progetto. ANOMALIE RISCONTRABILI Corrosione Valutazione: anomalia grave Il diminuire delle dimensioni, il cambio di colore o la presenza di materiale granulare bianco nelle giunzioni, è un evidente sintomo della presenza di corrosione. Mancanza di continuità Valutazione: anomalia grave La mancanza di continuità tra la maglia di captazione e l'impianto di dispersione è da considerare un difetto grave di tutto il sistema, creando inefficienza dell'impianto e talvolta pericolo, dato che il fulmine non può scaricare a terra in modo guidato. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo funzionale dell'impianto di dispersione - Controllo generale INTERVENTI - Sostituzione dei dispersori 6.12. CONDUTTORI DI TERRA E DI PROTEZIONE Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA Unità tecnologica: IMPIANTO DI MESSA A TERRA DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Il conduttore di terra è costituito dal conduttore che collega i dispersori o il dispersore al collettore ( nodo ) principale di terra; dal conduttore che collega i dispersori tra loro e se isolato, è anch'esso un conduttore di terra. Se i dispersori sono collegati da un conduttore in tubazione interrata anch'esso è da considerarsi come conduttore di terra, mentre se tale conduttore è direttamente interrato è da considerarsi come dispersore. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 212 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Il conduttore di protezione è il conduttore che collega le masse, al collettore ( o nodo ) principale di terra. Il conduttore di protezione deve avere una sezione adeguata, tale da resistere agli sforzi meccanici, alla corrosione e alle sollecitazioni termiche che si verificano per un guasto, così detto, verso massa. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Misuratore di isolamento e di terra [Intervento] Sostituzione conduttori di protezione RISORSE D'USO - Misuratore di isolamento e di terra - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza alla corrosione I requisiti essenziali che deve avere un impianto di terra sono: la sua resistenza ai fenomeni di corrosione, la sua resistenza meccanica e termica. I dispersori, costituiti da acciaio, devo essere sempre ricoperti o da uno strato di zinco dato a caldo o da uno strato di rame stagnato, tali accorgimenti proteggono gli elementi disperdenti da alterazioni profonde. Particolare requisito deve avere la giunzione tra il dispersore (picchetto) ed il dispersore (corda di rame); il collegamento tra i due deve essere effettuato con capocorda in rame stagnato, ciò diminuisce notevolmente il potenziale elettrochimico. Per il collegamento delle due parti dell'impianto, possono essere usati anche morsetti in ottone o materiali idonei a ricoprire la giunzione stessa, al fine di evitare l'accesso all'elettrolita. La resistenza meccanica e termica dell'impianto è determinata dalle dimensioni dei vari componenti le quali sono dettate dalle Normative e tuttavia calcolate in fase di progettazione. Livello minimo delle prestazioni Al fine di evitare la corrosione, oltre a utilizzare componenti di dimensioni idonee, occorre evitare giunzioni tra zinco e rame; nel caso di saldature, occorre proteggere il punto di saldature con rivestimenti protettivi. Per la connessione a compressione, a mano o idraulica, le giunzioni possono avere varie combinazioni ( conduttoreconduttore, conduttore passante-conduttore derivato ). Una buona connessione che limita la corrosione è rappresentato da la saldatura alluminotermica, che si effettua per reazione tra l'ossido di rame ed alluminio in polvere. Resistenza meccanica La resistenza meccanica e termica dell'impianto è determinata dalle dimensioni dei vari componenti, le quali sono dettate dalle Normative e tuttavia calcolate in fase di progettazione. E' determinante per la resistenza meccanica dell'impianto, oltre alle dimensione, anche la posa, la quale deve essere tale da evitare eventuali deformazioni o sforzi (trazione o torsione). Livello minimo delle prestazioni Il conduttore di terra può essere costituito da fili, corde, piattine, che, oltre ad avere una buona conducibilità elettrica, deve possedere una buona resistenza meccanica. Le dimensioni minime del conduttore di terra e di protezione ed i componenti di collegamento sono determinate dalle normative e tuttavia per la rimozione dei collegamenti devono essere usati idonei attrezzi. ANOMALIE RISCONTRABILI Difetti di connessione Valutazione: anomalia grave Difetti di connessione delle masse con conseguente interruzione della continuità dei conduttori fino al nodo equipotenziale. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 213 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo connessioni - Controllo generale INTERVENTI - Sostituzione conduttori di protezione 6.13. CONDUTTORI EQUIPOTENZIALI Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA Unità tecnologica: IMPIANTO DI MESSA A TERRA DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Questi conduttori connettono l'impianto di terra alle masse metalliche estranee, al fine di portare, queste ultime, allo stesso potenziale. I conduttori equipotenziali si dividono in principali e supplementari, i primi vengono collegati direttamente al collettore o nodo di terra, i secondi fanno parte di collegamenti locali e vengono collegati al conduttore principale. La sezione del conduttore principale di terra non deve essere inferiore a 6mmq con un massimo di 25mmq; quella dei conduttori supplementari deve essere non inferiore a quella del conduttore di protezione più piccolo. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di isolamento e di terra - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. [Controllo] Controllo strumentale (misura del valore di resistenza) RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di isolamento e di terra - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. [Intervento] Sostituzione dei conduttori equipotenzili RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di isolamento e di terra - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. [Intervento] Intervento sulle connessioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di isolamento e di terra - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. [Intervento] Sostituzione dei nodi equipotenzili RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di isolamento e di terra - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. [Intervento] Misure strumentali RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di isolamento e di terra - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza alla corrosione Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 214 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Il sistema di equipotenzialità di un impianto di messa a terra deve mantenere integre le sue caratteristiche, i punti di collegamento devono essere sgombri da corrosione e non presentare diminuzione delle loro dimensioni. Livello minimo delle prestazioni I conduttori equipotenziali principali e supplementari devono essere protetti contro la corrosione, evitando in particolare fenomeni di reazioni elettrochimiche che spesso avvengono nelle giunzioni, a tale scopo vengono utilizzati materiali tra di loro compatibili o rivestiti di materiale idoneo a evitare l'accesso all'elettrolita. Resistenza meccanica Gli elementi ed i materiali dell'impianto di messa a terra devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture, tale requisiti devono essere associati anche ai componenti facenti parte dell'equipotenzialità. Livello minimo delle prestazioni L'equipotenzialità di un impianto di terra deve avere una buona conducibilità elettrica e una buona resistenza meccanica. Le dimensioni minime dei conduttori, il metodo di collegamento ed i tipi di componenti da utilizzare sono dettate dalle normative. ANOMALIE RISCONTRABILI Corrosione Valutazione: anomalia grave Il diminuire delle dimensioni, il cambio di colore o la presenza di materiale granulare bianco nelle giunzioni, è un evidente sintomo della presenza di corrosione. Difetti di serraggio Valutazione: anomalia lieve Movimenti frequenti o manomissioni, possono provocare l'indebolimento dei punti di contatto tra conduttori equipotenziali e masse metalliche con evidente instabilità e mobilità del bullone di serraggio MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale - Controllo strumentale (misura del valore di resistenza) INTERVENTI - Sostituzione dei conduttori equipotenzili - Intervento sulle connessioni - Sostituzione dei nodi equipotenzili - Misure strumentali 6.14. DISPERSORI Classe di unità tecnologica: 6 IMPIANTO DI SICUREZZA Unità tecnologica: IMPIANTO DI MESSA A TERRA DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Viene definito dispersore un corpo metallico, o un complesso di corpi metallici, posti in contatto elettrico con il terreno e destinati, o utilizzati, per realizzare il collegamento elettrico con la terra. I dispersori possono essere intenzionali o di fatto, i primi sono posti nel terreno al solo fine di disperdere corrente, i secondi sono corpi metallici interrati per altri fini, ma che possono contribuire a realizzare il collegamento elettrico a terra ( es. sono dispersori di fatto i ferri delle armature di fondazione di un fabbricato ). I dispersori sono costituiti da materiali che ne consentano una durata di vita adeguata, i più comuni materiali usati sono il rame e l'acciaio rivestito di rame o di zinco. I tipi di dispersori più usati sono costituiti da tondini, profilati, tubi, nastri, corde e piastre; le dimensioni minime utilizzate sono comunque indicate dalle norme. La resistenza di terra di un dispersore o di un sistema di dispersori, viene calcolata in fase di progetto; il, valore viene definito anche in base alla sensibilità dell'interruttore differenziale installato nell'impianto. Il collegamento tra dispersori è costituito da i conduttori di terra, se tali conduttori sono nudi e interrati, anch'essi diventano elementi disperdenti. L'inconveniente più gravoso in un dispersore di terra è la corrosione, contro la quale si adottano provvedimenti di protezione rivestendo il dispersore con altri metalli quale lo zinco. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 215 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo generale RISORSE D'USO - Misuratore di isolamento e di terra - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. - Dispositivi di protezione individuale [Intervento] Misura della resistenza del dispersore RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di isolamento e di terra - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. [Intervento] Sostituzione dispersori RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Misuratore di isolamento e di terra - Attrezzatura con isolamento (1000 V): cacciaviti, pinze, chiavi, ecc. LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza alla corrosione I requisiti essenziali che deve avere un dispersore di terra sono: la sua resistenza ai fenomeni di corrosione, la sua resistenza meccanica e termica. I dispersori, costituiti da acciaio, devo essere sempre ricoperti o da uno strato di zinco dato a caldo o da uno strato di rame stagnato, tali accorgimenti proteggono gli elementi disperdenti da alterazioni profonde. Livello minimo delle prestazioni L'eventuali tracce di corrosione o deterioramento devono essere tali da non pregiudicare le prestazioni elettriche di dispersione di un dispersore. Resistenza meccanica La resistenza meccanica di un dispersore è determinata dalle sue dimensioni, le quali sono dettate dalle Normative e tuttavia calcolate in fase di progettazione. Livello minimo delle prestazioni Un dispersore deve garantire nel tempo le sue caratteristiche di conducibilità elettrica e meccaniche, in caso di rimozione e opportuno riposizionare il dispersore in prossimità, senza utilizzare il foro ove era alloggiato precedentemente, permettendo così una maggiore stabilità. ANOMALIE RISCONTRABILI Corrosioni Valutazione: anomalia grave I motivi della corrosione possono derivare da varie cause; si può avere una corrosione per reazioni chimiche, una corrosione per cause elettrochimiche ed anche per correnti vaganti. In tutte questi casi occorre proteggere il dispersore e i collegamenti utilizzando quale protezione superficiale una pellicola di zinco o materiale di protezione. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo generale INTERVENTI - Misura della resistenza del dispersore - Sostituzione dispersori - Protezione delle connessioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 216 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE 7. 7 ATTREZZATURA INTERNA DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di consentire o facilitare l'esercizio di attività degli utenti negli spazi interni del sistema edilizio stesso. Unità tecnologiche di classe 7 ATTREZZATURA INTERNA - Arredo domestico 7.1. PARETI MOBILI Classe di unità tecnologica: 7 ATTREZZATURA INTERNA Unità tecnologica: ARREDO DOMESTICO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le pareti mobili sono realizzate con elementi modulari di varie dimensioni e consentono la variazione e la riorganizzazione degli spazi interni attraverso spostamenti e ricollocazioni. Gli elementi modulari sono costituiti da pannelli sandwich o lastre sottili di vari materiali (cartongesso, fibrocemento, legno, metallo, vetro, policarbonato..) e possono essere montati su appositi telai oppure essere autoportanti. I telai sono realizzati in legno o metallo e vengono fissati al soffitto e al pavimento mediante appositi sistemi di fissaggio. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo della superficie dei pannelli RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dei vetri RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo del telaio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo dei fissaggi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo delle guarnizioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Controllo] Controllo della verticalità della parete RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Filo a piombo - Opere provvisionali [Controllo] Controllo strutturale dopo evento imprevedibile RISORSE D'USO Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 217 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Pulizia della superficie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Detergenti [Intervento] Ripristino dell'elemento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Sostituzione dell'elemento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali [Intervento] Applicazione di trattamenti protettivi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Opere provvisionali - Prodotto protettivo LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere alle possibili sollecitazioni, contrastando efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi. Livello minimo delle prestazioni Le pareti esterne devono garantire stabilità, resistenza e funzionalità sotto l'effetto delle possibili sollecitazioni cui possono essere sottoposte; i livelli minimi prestazionali devono essere ricavati dalle leggi e dalle normative vigenti che stabiliscono sia i valori da adottare per le azioni sollecitanti sia le prove cui devono essere sottoposti i materiali per conoscerne le caratteristiche di resistenza meccanica. Regolarità estetica Le pareti interne devono presentare omogeneità di colore e di brillantezza. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze. Resistenza agli urti Attitudine delle pareti perimetrali a contrastare le sollecitazioni derivanti da urti che possono prodursi nel corso dell'uso. Livello minimo delle prestazioni Le pareti interne devono resistere all'azione di urti sulla faccia esterna ed interna, prodotti secondo le modalità riportate dalla norma UNI 820 In particolare si distingue la resistenza all'urto da corpo molle (massa=50 Kg) e la resistenza all'urto da corpo duro (massa=1 Kg) e si stabiliscono i valori massimi dell'energia di impatto che non devono provocare rotture, distacchi, deformazioni permanenti, sfondamenti etc.. sulla parete. Regolarità geometrica Le pareti interne non devono presentare macchie, gobbe, crateri, fessure, distacchi, scostamenti locali dal piano teorico. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze. Isolamento termico Attitudine ad assicurare una limitazione della dispersione del calore da locali riscaldati a locali con diverse temperature (vani scali, cantine..) Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 218 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE I livelli minimi prestazionali non sono attribuibili ai singoli elementi, ma all'edificio nel suo insieme valutando il coefficiente volumico di dispersione Cd che deve rientrare nei limiti previsti dalle normative vigenti.La legge cui si deve far riferimento è la legge n.10 del 9/1/91, nella quale vengono forniti gli strumenti di calcolo e i parametri con cui determinare il fabbisogno energetico di un edìficio. Attrezzabilità Attitudine delle pareti a sopportare carichi appesi (dovuti ad elementi di arredo, tende, insegne, cavi..) e a consentire l'installazione di attrezzature. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione delle prove effettuate in laboratorio o in sito dove vengono riprodotte le sollecitazioni alle quali i diversi tipi di pareti verticali possono essere sottoposte, in particolare per la stabilità della parete sotto eventuali carichi appesi si può fare riferimento alla norma UNI 832 Isolamento acustico Attitudine a fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori, sia di tipo aereo che di tipo impattivo, per assicurare un adeguato benessere uditivo all'interno dell'edificio. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto ad una parete interna dipende dall'attività prevista nel locale delimitato e dalla destinazione d'uso dei locali confinanti. La norma UNI 8348 suddivide le pareti interne in tre classi sulla base del loro potere fonoisolante Rw, valutato con prove di laboratorio secondo la UNI EN ISO 140-3. Le classi sono delimitate dai seguenti valori del potere fonoisolante: - classe 1 40 dB <Rw< 47 dB - classe 2 47 dB <Rw< 55 dB - classe 3 55 dB <Rw Riparabilità Le pareti devono consentire il ripristino della funzionalità e dell'efficienza di parti ed elementi degradati. Livello minimo delle prestazioni Le pareti devono consentire agevolmente le operazioni di riparazione. Pulibilità Attitudine degli elementi a consentire la rimozione di sporcizia e sostanze indesiderate. Livello minimo delle prestazioni Le pareti devono essere accessibili e strutturate in modo da consentire le operazioni di pulizia. Sostituibilità Attitudine a consentire la collocazione di elementi tecnici nuovi al posto di quelli danneggiati. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali devono garantire la possibilità di sostituire l'elemento facilmente e senza pregiudicare la funzionalità del sistema: per quello che riguarda le dimensioni standardizzate si rimanda alle norme UNI relative al tipo di prodotto considerato. Resistenza al fuoco Capacità degli elementi di resistere al fuoco per un tempo determinato senza subire deformazioni incompatibili con la loro funzione strutturale e di compartimentazione, in modo da garantire l'incolumità degli occupanti. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi di resistenza al fuoco di una parete interna si valutano con una prova di laboratorio secondo la norma prEN 1364-1 [Prove di resistenza al fuoco di elementi non portanti negli edifici- Partizioni] Assenza dell'emissione di sostanze nocive Attitudine a non emettere gas, vapori, polveri, particelle o radiazioni dannose per gli utenti, sia in condizioni normali d'esercizio, sia in condizioni critiche. Livello minimo delle prestazioni Per la concentrazione di sostanze nocive nell'aria ambiente si fa riferimento alle normative vigenti in materia; in particolare si riportano i livelli massimi di concentrazione di sostanze quali la formaldeide, il gas radon e le polveri: Eventuale presenza di formaldeide libera nell'aria in concentrazione < 0,1 mg/m³ Eventuale presenza di polveri nell'aria, in concentrazione < 0,1 mg/m³ Eventuale presenza di gas radon < 0,5 mg/m³ ANOMALIE RISCONTRABILI Chiazze di umidità Valutazione: anomalia grave Presenza di chiazze o zone di umidità, generalmente in aree dell'elemento in prossimità del terreno e/o delle opere fondazionali. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 219 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Degrado dei giunti Valutazione: anomalia grave Decoesione, distacco, cambiamento di colore dei giunti. Disgregazioni Valutazione: anomalia grave Disgregazioni delle superfici dell'elemento, con effetti di sgretolamenti e lacerazioni. Distacco Valutazione: anomalia grave Caduta e perdita di parti della muratura.. Efflorescenze Valutazione: anomalia lieve Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie dell'elemento, generalmente poco coerenti e con colore biancastro. Erosione Valutazione: anomalia grave Degrado della superficie dovuto all'azione erosiva di agenti di natura chimica o biologica. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Aperture o lesioni, che possono essere ortogonali o diagonali rispetto ai giunti, e possono interessare una parte o l'intero spessore della muratura. Macchie e imbrattamenti Valutazione: anomalia lieve Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray, ecc.) e/o murales o graffiti. Muffe biologiche Valutazione: anomalia lieve Deposito sottile costituito prevalentemente da microrganismi, che creano una patina di colore variabile aderente alla superficie. Variazione di volume Valutazione: anomalia grave Aumento di volume dell'elemento e conseguente disgregazione, dovute all'attacco solfatico in ambiente marino oppure a cicli di gelo-disgelo. Scheggiature Valutazione: anomalia lieve Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e gli spigoli. Mancanza Valutazione: anomalia grave Caduta e perdita di parti della parete. Non planarità Valutazione: anomalia lieve Non perfetta complanarità di uno o più elementi della parete rispetto al sistema. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo della superficie dei pannelli - Controllo dei vetri - Controllo del telaio - Controllo dei fissaggi - Controllo delle guarnizioni - Controllo della verticalità della parete - Controllo strutturale dopo evento imprevedibile Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 220 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE INTERVENTI - Pulizia della superficie - Ripristino dell'elemento - Sostituzione dell'elemento - Applicazione di trattamenti protettivi 8. 8 ATTREZZATURA ESTERNA DESCRIZIONE DELLA CLASSE DI UNITA' TECNOLOGICA Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di consentire o facilitare l'esercizio di attività degli utenti negli spazi esterni del sistema edilizio stesso. Unità tecnologiche di classe 8 ATTREZZATURA ESTERNA - Pavimentazione dei piazzali in conglomerato bituminoso - Pavimentazione dei piazzali con conglomerato bituminoso speciale - Recinzione e cancelli - Aree esterne inerbite e alberate - Pavimentazione esterna palazzina direzionale - Armamento ferroviario Pavimentazione dei piazzali in conglomerato bituminoso Unità tecnologica presente nei piazzali per il deposito merce, composta da: strato inferiore di misto stabilizzato granulometrico e da terreno in parte costipato e trattato per tale scopo, strato di binder, strato superficiale di usura. MODALITA' D'USO La pavimentazione di tipo stradale, quale modalità d'uso corretta, richiede una periodica e costante manutenzione, al fine di garantire, sempre ed per quanto possibile ovunque, buone condizioni di fruibilità veicolare, di alloggiamento merce e di sosta mezzi. E' pertanto necessario provvedere ad una costante manutenzione con pulizia delle degli spiazzi e, riparazione di eventuali danni che potrebbero crearsi nel tempo quali sconnessioni, rotture, buche, ecc., e tutte le altre operazioni utili al mantenimento della strada stessa. Pavimentazione dei piazzali con conglomerato bituminoso speciale Unità tecnologica presente nei piazzali per il deposito merce, composta da: strato inferiore di misto stabilizzato granulometrico e da terreno in parte costipato e trattato per tale scopo, strato di pavimentazione semiflessibile dello spessore complessivo di cm 10 con bitumi modificati realizzata mediante la posa di uno strato composto da base ad alto modulo avente spessore medio di cm 5 e da conglomerato poroso intasato con malta cementizia avente spessore medio di cm MODALITA' D'USO La pavimentazione di tipo stradale, quale modalità d'uso corretta, richiede una periodica e costante manutenzione, al fine di garantire, sempre ed per quanto possibile ovunque, buone condizioni di fruibilità veicolare, di alloggiamento merce e di sosta mezzi. E' pertanto necessario provvedere ad una costante manutenzione con pulizia delle degli spiazzi e, riparazione di eventuali danni che potrebbero crearsi nel tempo quali sconnessioni, rotture, buche, ecc., e tutte le altre operazioni utili al mantenimento della strada stessa. Recinzione e cancelli Le recinzioni vengono utilizzate per delimitare aree alle quali si vuole attribuire un limite ben definito, o per proteggerle da intrusioni non desiderate e comunque per indicare ove finisce una proprietà o una destinazione e inizia un'altra entità. Le tipologie sono innumerevoli visto che oltre alla funzione di limite protetto devono assolvere ad una funzione estetica. La Recinzione è costituita da fondazione in cemento armaro e da pannello grigliato elettroforgiato in acciaio Fe B 360 con collegamenti in tondo liscio diametro non inferiore a 5 mm, bordi orizzontali orizzontali elettroforgiati in ferro bugnato e piantane in profilato piatto secondo UNI 5681, zincato a caldo secondo norma UNI-E10000.0 (ex UNI 5744/66), con collegamenti effettuati tramite bulloni in acciaio inox zincati del tipo antisvitamento. I cancelli sono utilizzati per permettere l'accesso al manufatto in oggetto o, ovviamente, per proteggere quest'ultimo da intrusioni non desiderate. Il cancelli sono in acciaio trattato e sono realizzati con impianto automatico di apertura e chiusura. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 221 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE MODALITA' D'USO Le recinzioni e i cancelli, quale modalità d'uso corretta, necessitano di una costante e periodica manutenzione al fine di riprendere eventuali deformazioni e/o rotture dovute ad urti e di proteggere le superfici dalle aggressioni di agenti aggressivi. Aree esterne inerbite e alberate MODALITA' D'USO Pavimentazione esterna palazzina direzionale Pavimentazione in mattonelle di calcestruzzo vibrocompresso tipo betonella su strato di base costituito da sabbia fina battuta dello spessore medio non inferiore a cm MODALITA' D'USO Le pavimentazioni in masselli autobloccanti, quale modalità d'uso corretta, richiedono una periodica e costante manutenzione, al fine di garantire, sempre ed ovunque, buone condizioni di fruibilità pedonale/veicolare. E' pertanto necessario provvedere ad una costante manutenzione con pulizia, riparazione di eventuali danni che potrebbero crearsi nel tempo quali sconnessioni, distacchi, rotture, buche, ecc., e tutte le altre operazioni utili al mantenimento della pavimentazione stessa. 8.1. STRATO DI USURA IN CONGLOMERATO BITUMINOSO (TAPPETINO) Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA Unità tecnologica: PAVIMENTAZIONE DEI PIAZZALI IN CONGLOMERATO BITUMINOSO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Lo strato di usura in conglomerato bituminoso è lo strato direttamente a contatto con le ruote dei veicoli e, pertanto, quello maggiormente sottoposto al peso, alle intemperie e alle varie sollecitazioni provenienti dal traffico. Viene confezionato fuori opera e steso con apposite macchine spanditrici in strati di spessore variabile in funzione dell'importanza dell'opera. Esso è realizzato con conglomerati bituminosi di tipo chiuso o semiaperto. I conglomerati di tipo chiuso garantiscono una buona impermeabilizzazione del solido stradale. Per autostrade e strade importanti ed in aree con frequenti piogge spesso si ricorre al manto drenante fonoassorbente costituito da una miscela ricca di filler e pietrischetto ma di povera di sabbia, miscelati a caldo con bitume modificato su fondo stradale impermeabilizzato, capace di garantire ottima visibilità anche in caso di forti piogge. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo dei bordi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo dello strato RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo delle pendenze RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Ripristino dello strato RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Compattatore - Dumper - Fresatrice - Taglia asfalto Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 222 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Intervento] Sfalcio vegetazione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Rasaerba/Tagliasiepi [Intervento] Pulizia dei piazzali RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Sistema per il lavaggio piazzali - Spazzatrici LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Gli strati di usura devono assicurare una resistenza meccanica, nei confronti di carichi applicati, in modo da contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi, e garantire la fruibilità ai veicoli. I limiti prestazioni, intesi come carichi applicati o deformazioni ammissibili, sono ricavabili o dalle indicazioni di progetto o dalle normative vigenti. Resistenza al gelo Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale delle pavimentazioni è legato al fatto che dovranno conservare nel tempo le proprie caratteristiche funzionali se sottoposte a fenomeni alterni di gelo e disgelo. Ispezionabilità Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale fornito in merito alla facilità di intervento consiste nella possibilità di permettere facili ispezioni, manutenzioni e ripristini, garantite anche attraverso una corretta impostazione progettuale. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale degli strati di usura è correlato al fatto che devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione dell'uso e dell'importanza che rivestono. Riparabilità Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale che gli strati di usura devono garantire, relativamente alla riparabilità, è funzione dell'importanza degli stessi, della loro composizione e della loro accessibilità nel caso di interventi di manutenzione. ANOMALIE RISCONTRABILI Accumuli d'acqua Valutazione: anomalia lieve Formazione di accumuli d'acqua per cause connesse ad avvallamenti superficiali e/o ad un errore di formazione delle pendenze. Modifiche della superficie Valutazione: anomalia grave Modifiche della superficie dell'elemento dovute ad invecchiamento, ad agenti atmosferici o a sollecitazioni esterne, con fenomeni di essiccamenti, erosioni, polverizzazioni, ecc. con conseguenti ripercussioni sulle finiture e regolarità superficiali. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, cedimenti, ecc.). Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 223 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sull'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, la rottura dello strato. Crescita di vegetazione Valutazione: anomalia lieve Crescita di vegetazione (erba, licheni, muschi, ecc.) sulla superficie dell'elemento o su parte di essa. Cedimento Valutazione: anomalia grave Cedimento dell'elemento, legato a sovraccaricamento, assestamento strati sottostanti, ecc. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI - Pulizia dei piazzali MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo dei bordi - Controllo dello strato - Controllo delle pendenze INTERVENTI - Ripristino dello strato - Sfalcio vegetazione 8.2. BINDER Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA Unità tecnologica: PAVIMENTAZIONE DEI PIAZZALI IN CONGLOMERATO BITUMINOSO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Il binder è uno strato di collegamento posto tra lo strato di base e lo strato di usura nelle sovrastrutture in cui la pavimentazione è realizzata in conglomerato bituminoso. Ha la duplice funzione di migliorare il collegamento fra base e usura e di aumentare la resistenza alle azioni tangenziali; viene confezionato con conglomerati bituminosi fuori opera e steso a strati di spessore compreso fra i 4 e i 10 cm. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo dello strato RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Rifacimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Compattatore - Dumper - Fresatrice - Taglia asfalto LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Lo strato di binder deve assicurare stabilità e resistenza sotto l'effetto di sollecitazioni, pertanto quali livelli minimi si fa riferimento alle prescrizioni di legge e alle normative vigenti in materia, tra cui le norme CNR UNI. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 224 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE ANOMALIE RISCONTRABILI Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, cedimenti, ecc.). Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sull'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, la rottura dello strato. Cedimento Valutazione: anomalia grave Cedimento dell'elemento, legato a sovraccaricamento, assestamento strati sottostanti, ecc, con conseguente compromissione dello strato superiore. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo dello strato INTERVENTI - Rifacimento 8.3. STRATO IN MISTO GRANULOMETRICO STABILIZZATO Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA Unità tecnologica: PAVIMENTAZIONE DEI PIAZZALI IN CONGLOMERATO BITUMINOSO DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Lo strato in misto granulometrico stabilizzato è la parte della sovrastruttura che ha la funzione principale di distribuire i carichi sul terreno. Tale strato ha spessore di 20 cm e viene stabilizzato in sito mediante mescolazione del misto granulato stabilizzato con aggiunta di cemento in ragione di q.li 1,00 per mc. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo indiretto della anomalie sullo strato RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Consolidamento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Pompe per iniezioni consolidanti [Intervento] Rifacimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Compattatore - Dumper LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 225 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Per i livelli minimi si rimanda alle prescrizioni di legge e alle normative vigenti in materia, tra cui le norme UNI : UNI EN 932-1 31/01/98 "Metodi di prova per determinare le proprietà generali degli aggregati - Metodi di campionamento"; UNI EN 932-2 31/10/00 "Metodi di prova per determinare le proprietà generali degli aggregati - Metodi per la riduzione dei campioni di laboratorio"; UNI EN 932-3 28/02/98 "Metodi di prova per determinare le proprietà generali degli aggregati - Procedura e terminologia per la descrizione petrografica semplificata". ANOMALIE RISCONTRABILI Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, cedimenti, ecc.). Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sull'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, la rottura dello strato. Cedimento Valutazione: anomalia grave Cedimento dell'elemento, legato a sovraccaricamento, assestamento strati sottostanti, ecc, con conseguente compromissione degli strati superiori.. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo indiretto della anomalie sullo strato INTERVENTI - Consolidamento - Rifacimento 8.4. STRATO DI PAVIMENTAZIONE SEMIFLESSIBILE CON BITUMI MODIFICATI Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA Unità tecnologica: PAVIMENTAZIONE DEI PIAZZALI CON CONGLOMERATO BITUMINOSO SPECIALE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Lo strato di pavimentazione semiflessibile con bitumi modificati è lo strato direttamente a contatto con le ruote dei veicoli e, pertanto, quello maggiormente sottoposto al peso, alle intemperie e alle varie sollecitazioni provenienti dal traffico. Lo strato avente spessore complessivo di cm 10 è realizzato con bitumi modificati mediante la posa di uno strato composto da base ad alto modulo avente spessore medio di cm 5 e da conglomerato poroso intasato con malta cementizia avente spessore medio di cm DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo dei bordi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo dello strato RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 226 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Controllo] Controllo delle pendenze RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Ripristino dello strato RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Compattatore - Dumper - Fresatrice - Taglia asfalto [Intervento] Sfalcio vegetazione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Rasaerba/Tagliasiepi [Intervento] Pulizia dei piazzali RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Sistema per il lavaggio piazzali - Spazzatrici LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Gli strati di usura devono assicurare una resistenza meccanica, nei confronti di carichi applicati, in modo da contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi, e garantire la fruibilità ai veicoli. I limiti prestazioni, intesi come carichi applicati o deformazioni ammissibili, sono ricavabili o dalle indicazioni di progetto o dalle normative vigenti. Resistenza al gelo Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale delle pavimentazioni è legato al fatto che dovranno conservare nel tempo le proprie caratteristiche funzionali se sottoposte a fenomeni alterni di gelo e disgelo. Ispezionabilità Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale fornito in merito alla facilità di intervento consiste nella possibilità di permettere facili ispezioni, manutenzioni e ripristini, garantite anche attraverso una corretta impostazione progettuale. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale degli strati di usura è correlato al fatto che devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione dell'uso e dell'importanza che rivestono. Riparabilità Capacità di un elemento di poter essere, in parte o totalmente, riparato, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale che gli strati di usura devono garantire, relativamente alla riparabilità, è funzione dell'importanza degli stessi, della loro composizione e della loro accessibilità nel caso di interventi di manutenzione. ANOMALIE RISCONTRABILI Accumuli d'acqua Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 227 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Valutazione: anomalia lieve Formazione di accumuli d'acqua per cause connesse ad avvallamenti superficiali e/o ad un errore di formazione delle pendenze. Modifiche della superficie Valutazione: anomalia grave Modifiche della superficie dell'elemento dovute ad invecchiamento, ad agenti atmosferici o a sollecitazioni esterne, con fenomeni di essiccamenti, erosioni, polverizzazioni, ecc. con conseguenti ripercussioni sulle finiture e regolarità superficiali. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, cedimenti, ecc.). Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sull'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, la rottura dello strato. Crescita di vegetazione Valutazione: anomalia lieve Crescita di vegetazione (erba, licheni, muschi, ecc.) sulla superficie dell'elemento o su parte di essa. Cedimento Valutazione: anomalia grave Cedimento dell'elemento, legato a sovraccaricamento, assestamento strati sottostanti, ecc. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI - Pulizia dei piazzali MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo dei bordi - Controllo dello strato - Controllo delle pendenze INTERVENTI - Ripristino dello strato - Sfalcio vegetazione 8.5. STRATO IN MISTO GRANULOMETRICO STABILIZZATO Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA Unità tecnologica: PAVIMENTAZIONE DEI PIAZZALI CON CONGLOMERATO BITUMINOSO SPECIALE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Lo strato in misto granulometrico stabilizzato è la parte della sovrastruttura che ha la funzione principale di distribuire i carichi sul terreno. Tale strato ha spessore di 20 cm e viene stabilizzato in sito mediante mescolazione del misto granulato stabilizzato con aggiunta di cemento in ragione di q.li 1,00 per mc. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo indiretto della anomalie sullo strato RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Consolidamento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Pompe per iniezioni consolidanti Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 228 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Intervento] Rifacimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Compattatore - Dumper LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Per i livelli minimi si rimanda alle prescrizioni di legge e alle normative vigenti in materia, tra cui le norme UNI : UNI EN 932-1 31/01/98 "Metodi di prova per determinare le proprietà generali degli aggregati - Metodi di campionamento"; UNI EN 932-2 31/10/00 "Metodi di prova per determinare le proprietà generali degli aggregati - Metodi per la riduzione dei campioni di laboratorio"; UNI EN 932-3 28/02/98 "Metodi di prova per determinare le proprietà generali degli aggregati - Procedura e terminologia per la descrizione petrografica semplificata". ANOMALIE RISCONTRABILI Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, cedimenti, ecc.). Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sull'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, la rottura dello strato. Cedimento Valutazione: anomalia grave Cedimento dell'elemento, legato a sovraccaricamento, assestamento strati sottostanti, ecc, con conseguente compromissione degli strati superiori.. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo indiretto della anomalie sullo strato INTERVENTI - Consolidamento - Rifacimento 8.6. RECINZIONI IN FERRO-LEGNO E/O CON RETE Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA Unità tecnologica: RECINZIONE E CANCELLI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Le recinzioni vengono utilizzate per delimitare aree alle quali si vuole attribuire un limite ben definito, per proteggerle da intrusioni non desiderate e comunque per indicare ove finisce una proprietà, o una destinazione, ed inizia un'altra entità. Le tipologie sono innumerevoli : acciaio zincato, ferro battuto, acciaio rivestito con pvc, legno, ecc. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 229 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo collegamenti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia dai depositi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Verniciatura e ripresa pellicole protettive RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia da imbrattamenti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Solventi chimici [Intervento] Rinnovo elementi di fissaggio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Troncatrice - Avvitatore [Intervento] Rinnovo elementi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Troncatrice - Avvitatore LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo della scabrosità Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate. Livello minimo delle prestazioni Per la scabrosità dei materiali e le tolleranze ammissibili per eventuali irregolarità si rimanda alla vigente normativa con particolare riferimento alle norme UNI. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni Le recinzioni poichè devono essere idonee a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi sotto l'azione di sollecitazioni meccaniche (urti, vento, neve, ecc) il loro limite prestazionale è dettato dalla loro capacità di resistere in considerazione, ovviamente, della funzione a cui devono assolvere. Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi), modifiche prestazionali. Livello minimo delle prestazioni Per la determinazione dei livelli minimi prestazionali si rimanda alle norme relative, dato che si hanno prestazioni differenti per ogni materiale impiegabile e per ogni elemento considerato. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 230 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE I livelli minimi prestazionali sono connessi al mantenimento della funzionalità richiesta agli elementi delle recinzioni, pertanto la resistenza sotto l'azione di agenti aggressivi varierà, in termini di spessore e caratteristiche chimico-fisiche, dal singolo materiale utilizzato e dalla funzione dell'elemento. Resistenza al gelo Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo. Livello minimo delle prestazioni Per i livelli minimi prestazionali si rimanda alle norme vigenti. Resistenza all'irraggiamento Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o chimiche-fisiche. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali, relativamente alla possibilità o meno di subire mutamenti di aspetto (geometria, finiture, ecc.) e delle proprie caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante, sono funzione dell'ubicazione dell'elemento e delle caratteristiche funzionali richieste. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Le recinzioni devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione dell'uso degli stessi. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo a elementi di comune diffusione. Resistenza alle intrusioni Attitudine ad impedire, con appositi accorgimenti, l'ingresso ad animali nocivi o persone indesiderate. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi richiesti alle recinzioni affinché si comportino come barriere contro l'ingresso di animali o persone non desiderate, e quindi presentino un adeguato infittimento, dipende dal livello di limitazione all'intrusione che vogliamo ottenere. ANOMALIE RISCONTRABILI Rigonfiamenti pellicola protettiva Valutazione: anomalia grave Formazione di bolle e/o scaglie con possibilità di distacco della pellicola dal supporto di base. Corrosioni Valutazione: anomalia grave Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente riduzione delle sezioni resistenti. Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. Macchie e imbrattamenti Valutazione: anomalia grave Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray, ecc.). Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Errori di montaggio Valutazione: anomalia grave Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, distacchi, ecc. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 231 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, distacchi di materiale. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI Nessuno MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo delle superfici - Controllo collegamenti INTERVENTI - Pulizia dai depositi - Verniciatura e ripresa pellicole protettive - Pulizia da imbrattamenti - Rinnovo elementi di fissaggio - Rinnovo elementi 8.7. CANCELLI Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA Unità tecnologica: RECINZIONE E CANCELLI DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE I cancelli sono utilizzati per permettere l'accesso al manufatto in oggetto o, ovviamente, per proteggere quest'ultimo da intrusioni non desiderate. Le tipologie con le quali vengono realizzati i cancelli sono innumerevoli così come molti sono i materiali impiegati per la loro realizzazione :acciaio zincato, ferro battuto, legno, ecc. I cancelli possono essere ad azionamento manuale o motorizzato. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo delle superfici RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo collegamenti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo movimenti e meccanismi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia dai depositi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Verniciatura e ripresa pellicole protettive RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 232 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE [Intervento] Pulizia da imbrattamenti RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Solventi chimici [Intervento] Rinnovo elementi di fissaggio RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Troncatrice - Avvitatore [Intervento] Rinnovo elementi cancelli RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Troncatrice - Avvitatore LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Controllo della scabrosità Proprietà di avere le superfici degli elementi di rugosità ed irregolarità adeguate all'uso cui sono destinate. Livello minimo delle prestazioni Per la scabrosità dei materiali e le tolleranze ammissibili per eventuali irregolarità si rimanda alla vigente normativa con particolare riferimento alle norme UNI. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I cancelli poichè devono essere idonei a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi sotto l'azione di sollecitazioni meccaniche (urti, vento, neve, ecc) il loro limite prestazionale è dettato dalla loro capacità di resistere in considerazione, ovviamente, della funzione a cui devono assolvere. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali sono connessi al mantenimento della funzionalità richiesta agli elementi dei cancelli, pertanto la resistenza sotto l'azione di agenti aggressivi varierà, in termini di spessore e caratteristiche chimicofisiche, dal singolo materiale utilizzato e dalla funzione dell'elemento. Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi), modifiche prestazionali. Livello minimo delle prestazioni Per la determinazione dei livelli minimi prestazionali si rimanda alle norme relative, dato che si hanno prestazioni differenti per ogni materiale impiegabile e per ogni elemento considerato. Resistenza al gelo Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo. Livello minimo delle prestazioni Per i livelli minimi prestazionali si rimanda alle norme vigenti. Resistenza all'irraggiamento Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o chimiche-fisiche. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali, relativamente alla possibilità o meno di subire mutamenti di aspetto (geometria, finiture, ecc.) e delle proprie caratteristiche chimico-fisiche a seguito dell'esposizione all'energia raggiante, sono funzione dell'ubicazione dell'elemento e delle caratteristiche funzionali richieste. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 233 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE I cancelli devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione dell'uso degli stessi . Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto agli elementi è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza creare pregiudizio all'intero sistema, fatto questo che si ottiene ricorrendo a elementi di comune diffusione. Resistenza alle intrusioni Attitudine ad impedire, con appositi accorgimenti, l'ingresso ad animali nocivi o persone indesiderate. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi richiesti ai cancelli affinché si comportino come barriere contro l'ingresso di animali o persone non desiderate, e quindi presentino un adeguato infittimento, dipende dal livello di limitazione all'intrusione che vogliamo ottenere. ANOMALIE RISCONTRABILI Rigonfiamenti pellicola protettiva Valutazione: anomalia grave Formazione di bolle e/o scaglie con possibilità di distacco della pellicola dal supporto di base. Corrosioni Valutazione: anomalia grave Deterioramenti degli elementi metallici con formazione di ruggine e continua sfaldatura, con conseguente riduzione delle sezioni resistenti. Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. Macchie e imbrattamenti Valutazione: anomalia grave Presenza sulla superficie di macchie di varia natura e/o imbrattamenti con prodotti macchianti (vernici, spray, ecc.). Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Errori di montaggio Valutazione: anomalia grave Errori eseguiti in fase di montaggio (esecuzione di giunzioni, fissaggi, ecc.) che nel tempo determinano problemi comportanti scorrimenti, deformazioni, sollevamenti, distacchi, ecc. Fessurazioni Valutazione: anomalia grave Presenza, estesa o localizzata, di fessure sulla superficie dell'elemento, di profondità variabile tale da provocare, talvolta, distacchi di materiale. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI - Pulizia dai depositi MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo delle superfici - Controllo collegamenti - Controllo movimenti e meccanismi Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 234 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE INTERVENTI - Verniciatura e ripresa pellicole protettive - Pulizia da imbrattamenti - Rinnovo elementi di fissaggio - Rinnovo elementi cancelli 8.8. SISTEMAZIONI A VERDE Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA Unità tecnologica: AREE ESTERNE INERBITE E ALBERATE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE Per le sistemazioni a verde si fa riferimento alle aree, più o meno estese, sistemate con elementi vegetazionali secondo un progetto definito (aree di sosta, rotatorie, ecc) oltre che agli elementi divisori o di protezione di spazi ben precisi (spartitraffico, limite corsia,ecc.). La composizione di un'area verde è varia, a secondo dell'impostazione ed esigenze progettuali, ma comunque costituita da prati, siepi, arbusti ed alberi scelti tra le innumerevoli specie presenti in natura. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Controllo della superficie dell'area verde RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo del sistema di smaltimento acque meteoriche RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo impianto di irrigazione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo essenze e prato RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo malattie piante RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo danni per eventi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia dell'area verde RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Aspirafoglie - Biotrituratore [Intervento] Taglio erba RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 235 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Tagliaerba - Decespugliatore [Intervento] Potatura piante e siepi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tagliasiepi - Motosega [Intervento] Concimazioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Spandiconcime [Intervento] Trattamenti antiparassitari e ossigenazione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Arieggiatore - Bucatrice [Intervento] Taratura impianto di irrigazione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Trasemina e piantumazioni RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Mototrivella - Motocoltivatore - Fresatrice - Traseminatrice - Levazolle [Intervento] Rinnovo terreno RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Motocarriola - Dumper - Interrasassi - Levazolle [Intervento] Rinnovo impianto di irrigazione RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Trancher su miniescavatore LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza alle intrusioni Attitudine ad impedire, con appositi accorgimenti, l'ingresso ad animali nocivi o persone indesiderate. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi richiesti alle sistemazioni a verde (siepi, arbusti,ecc.) affinché si comportino come barriere contro l'ingresso di animali o persone non desiderate, e quindi presentino un adeguato infittimento, dipende dal livello di limitazione all'intrusione che vogliamo ottenere. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 236 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Livello minimo delle prestazioni Quale livello minimo per la sostituibilità degli elementi costituenti le sistemazioni a verde, e soprattutto quelli dell'impianto di irrigazione (irrigatori, elettrovalvole, ecc.), si individua la necessità di sostituirli con elementi simili a quelli rimossi (evitare terreni argillosi, piante con apparato radicale non adeguato alla ricopertura di terreno, ecc.), e se possibile di comune diffusione sul mercato ad evitare problemi di reperimento (irrigatori, elettrovalvole, ecc.). Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi), modifiche prestazionali. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione della tipologia delle essenze presenti e della destinazione del manufatto ove è inserita l'area verde. Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali sono connessi al mantenimento della funzionalità richiesta al sistema di irrigazione, pertanto la resistenza sotto l'azione di agenti aggressivi varierà, in termini di spessore e caratteristiche chimicofisiche, dal singolo materiale utilizzato e dalla funzione dell'elemento. Resistenza al gelo Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo. Livello minimo delle prestazioni Per i livelli minimi prestazionali si rimanda alle norme vigenti in riferimento a ciascun elemento o componente considerato. Manutenibilità Attitudine a garantire per un elemento un'attività di manutenzione conforme a condizioni stabilite anche dopo trascorso del tempo dall'effettuazione dell'intervento. Livello minimo delle prestazioni Gli elementi costituenti le sistemazioni a verde (essenze, piante, impianto di irrigazione, ecc.) poichè devono garantire condizioni di conformità per un dato periodo dopo effettuata la manutenzione, quali le potature, i tagli d'erba, le concimazioni, i trattamenti antiparassitari, le tarature dell'impianto di irrigazione,ecc. è necessario che, quale livello minimo prestazionale, siano facilmente accessibili ed individuabili tutti gli elementi che lo compongono. Pulibilità Attitudine a garantire per un elemento la possibilità di rimuovere sporco e depositi. Livello minimo delle prestazioni Gli elementi costituenti le sistemazioni a verde, e soprattutto quelli dell'impianto di irrigazione (irrigatori, elettrovalvole, ecc.), devono garantire un livello di pulizia accettabile in funzione dell'uso degli stessi. ANOMALIE RISCONTRABILI Errori e difetti Valutazione: anomalia grave Un cattivo mantenimento delle sistemazioni a verde si può ravvisare per vari motivi : errori nel dimensionamento e realizzazione dell'impianto di irrigazione (che possono portare sino ad inaridimento del terreno); errori nella scelta e/o disposizione delle essenze; trattamenti sbagliati, ecc. Ossigenazione, equilibrio igrometrico Valutazione: anomalia grave Carenza di apporto di ossigeno, di acqua e/o di sostanze nutritive. Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi superficiali di materiale quali carte, foglie e detriti vari, che possono andare ad ostruire gli irrigatori, oltre che creare un disagio estetico. Malattie delle piante Valutazione: anomalia grave Malattie delle piante che può presentarsi con segni evidenti sui tronchi o sulle foglie (ingiallimento, mal bianco, ecc.), che sono legati al tipo di essenza. Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 237 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Infestanti Valutazione: anomalia lieve Presenza di infestanti nei prati che possono nel tempo andare a soffocare (e poi sostituire) il prato originario. Perdita di fertilità Valutazione: anomalia grave Possibilità che il terreno perda le proprie caratteristiche chimico-fisiche (utilizzo errato, carenza di concimazioni, ecc.). MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI - Controllo impianto di irrigazione INTERVENTI - Pulizia dell'area verde - Taglio erba - Potatura piante e siepi MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Controllo della superficie dell'area verde - Controllo del sistema di smaltimento acque meteoriche - Controllo essenze e prato - Controllo malattie piante - Controllo danni per eventi INTERVENTI - Concimazioni - Trattamenti antiparassitari e ossigenazione - Taratura impianto di irrigazione - Trasemina e piantumazioni - Rinnovo terreno - Rinnovo impianto di irrigazione 8.9. PAVIMENTO IN MASSELLI DI CLS Classe di unità tecnologica: 8 ATTREZZATURA ESTERNA Unità tecnologica: PAVIMENTAZIONE ESTERNA PALAZZINA DIREZIONALE DESCRIZIONE DELL'ELEMENTO TECNICO MANUTENIBILE La pavimentazione è realizzata in masselli di spessore 4 ÷ 6 cm, larghezza 20 ÷ 25 cm, lunghezza 10 ÷ 16 cm di calcestruzzo vibrocompresso a doppio strato, attraverso la stesa di un riporto di circa 3-5 cm di sabbia, il taglio e lo spacco dei masselli non inseribili interi, la compattazione dei masselli a mezzo piastra vibrante, la sigillatura a finire dei giunti fra singoli masselli costituita da una stesura di sabbia fine e asciutta. DESCRIZIONE DELLE RISORSE NECESSARIE PER CONTROLLI ED INTERVENTI [Controllo] Verifica della condizione estetica della superficie RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Verifica dell'efficienza del pavimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo delle pendenze RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Controllo] Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili RISORSE D'USO Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 238 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Pulizia RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Detergenti [Intervento] Pulizia marciapiedi RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune [Intervento] Ripristino pavimentazione infossata RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tagliamarmette - Autobetoniera/Betoniera [Intervento] Pulizia e rimozione di croste nere, patine biologiche, graffiti, macchie, erbe RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Detergenti [Intervento] Rimozione e rifacimento RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Tagliamarmette - Autobetoniera/Betoniera [Intervento] Riparazione strato di sostegno RISORSE D'USO - Dispositivi di protezione individuale - Attrezzi manuali di uso comune - Compattatore/Costipatore - Betoniera LIVELLO MINIMO DELLE PRESTAZIONI PER I REQUISITI Resistenza agli agenti aggressivi Capacità di non subire effetti degenerativi dovuti all'azione di agenti aggressivi chimici. Livello minimo delle prestazioni Le pavimentazioni dovranno conservare nel tempo, sotto l'azione di agenti chimici presenti in ambiente, le proprie caratteristiche funzionali, pertanto i livelli minimi prestazionali sono ricavabili dalla destinazione d'uso dell'area pavimentata. Resistenza al gelo Capacità di mantenere inalterate le proprie caratteristiche e non subire degradi o modifiche dimensionalifunzionali a seguito della formazione di ghiaccio così come anche durante la fase di disgelo. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale delle pavimentazioni è legato al fatto che dovranno conservare nel tempo le proprie caratteristiche funzionali se sottoposte a fenomeni alterni di gelo e disgelo. Resistenza meccanica Capacità di resistere, nelle condizioni di esercizio, alle sollecitazioni agenti, evitando il prodursi di deformazioni, cedimenti e/o rotture. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto di avere una certa resistenza meccanica, qualora soggetti a sovraccarichi, fenomeni di fatica, impatti, dilatazioni termiche, assestamenti, deformazioni di strutture portanti, ecc. pertanto si ha che non si devono arrecare disagi per i fruitori e si deve Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 239 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE garantire sempre la funzionalità del pavimento. Dalle norme UNI si possono avere indicazioni sulle caratteristiche degli elementi. Resistenza agli attacchi biologici Capacità degli elementi di non subire, a seguito della crescita e presenza di agenti biologici (organismi viventi), modifiche prestazionali. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione dei materiali ed eventuali additivi utilizzati, dall'esposizione, dal tipo di agente biologico e del loro impiego. Anigroscopicità Capacità degli elementi di non essere soggetti a mutamenti di dimensione, comportamento e morfologia in seguito all'assorbimento e/o al contatto con acqua. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per i pavimenti devono essere correlati al fatto che la presenza di acqua non deve produrre variazioni dimensionali né tanto meno deformazioni permanenti sul pavimenti stesso. Dalle norme UNI si possono avere indicazioni sulle caratteristiche degli elementi, Resistenza all'irraggiamento Capacità degli elementi, a seguito di esposizione ad energia raggiante, a non subire modifiche strutturali o chimiche-fisiche. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi prestazionali per le pavimentazioni sono ricavabili dalle norme UNI relative al materiale costituente l'elemento stesso. Regolarità geometrica Le pavimentazioni non devono presentare macchie, gobbe, crateri, fessure, distacchi, scostamenti locali dal piano teorico. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi variano in funzione delle varie esigenze. Ispezionabilità Attitudine a garantire facili condizioni di intervento per ispezioni, manutenzioni e/o lavori. Livello minimo delle prestazioni I livelli minimi richiesti alla facilità di intervento sono funzione della facilità di accesso alla pavimentazione. Sostituibilità Capacità di un elemento di garantire la possibilità di effettuare sostituzioni di parti e/o elementi, onde garantire le prestazioni originarie. Attitudine dell'elemento ad essere facilmente sostituito in caso di guasto irreparabile o di obsolescenza funzionale o tecnologica dell'elemento. Livello minimo delle prestazioni Il livello minimo prestazionale richiesto è legato alla possibilità di effettuare sostituzioni senza creare pregiudizio all'intero sistema. Pulibilità Attitudine degli elementi a consentire la rimozione di sporcizia e sostanze indesiderate. Livello minimo delle prestazioni Le pavimentazioni devono essere accessibili e strutturate in modo da consentire le operazioni di pulizia. ANOMALIE RISCONTRABILI Modifiche cromatiche Valutazione: anomalia lieve Modificazione, su aree piccole o estese, della pigmentazione e del colore superficiale, con la comparsa di macchie e/o patine opacizzanti. Deformazioni Valutazione: anomalia grave Variazioni geometriche e/o morfologiche della superficie dell'elemento, dovute a sollecitazioni di varia natura (sovraccaricamento, sbalzi termici, ecc.). Distacchi Valutazione: anomalia grave Distacchi e scollamenti di parte o di tutto l'elemento dallo strato di supporto, dovuti a errori di posa, ad invecchiamento del materiale o a sollecitazioni esterne. Depositi Valutazione: anomalia lieve Depositi sulla superficie dell'elemento di pulviscolo atmosferico o altro materiale estraneo (foglie, ramaglie, detriti, ecc.). Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 240 di 241 AMPLIAMENTO DELL’INTERPORTO CHIETI-PESCARA ED OPERE ESTERNE DI COLLEGAMENTO ALLA VIABILITA’ PRINCIPALE Project financing per l’attuazione delle previsioni del Docup Abruzzo 200-2006 asse I PROGETTO ESECUTIVO PIANO DI M ANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE Scheggiature Valutazione: anomalia grave Scheggiatura dell'elemento con distacco ed allontanamento di porzioni di materiale soprattutto lungo i bordi e gli spigoli. Crescita di vegetazione Valutazione: anomalia grave Crescita di vegetazione (erba, licheni, muschi, ecc.) sulla superficie dell'elemento o su parte di essa. Efflorescenze Valutazione: anomalia lieve Fenomeni legati alla formazione cristallina di sali solubili sulla superficie dell'elemento, generalmente poco coerenti e con colore biancastro. MANUTENZIONI ESEGUIBILI DIRETTAMENTE DALL'UTENTE CONTROLLI Nessuno INTERVENTI - Pulizia e rimozione di croste nere, patine biologiche, graffiti, macchie, erbe MANUTENZIONI ESEGUIBILI A CURA DI PERSONALE SPECIALIZZATO CONTROLLI - Verifica della condizione estetica della superficie - Verifica dell'efficienza del pavimento - Controllo delle pendenze - Controllo dei danni causati da eventi imprevedibili INTERVENTI - Pulizia - Pulizia marciapiedi - Ripristino pavimentazione infossata - Rimozione e rifacimento - Riparazione strato di sostegno Manuale di manutenzione PG114 MU.005 Rev. 00 Pagina 241 di 241