Pellegrini,
Giuseppe
dantesca:
Cosmologia
morti
dei
nuovo
dialogo
fa
he
NUOVO
DIALOGO
GIUSEPPE
DEI
PELLEGRINI
FIRENZE
TIPOGRAFIA
PI
GIUSEPPE
1856
MARIANI
MORTI
1
cllbeteutto, Mietano,
Lue.
Oh
!
il
ecco
(1). Ben
po
si
mangia
beve
e
Senti
Lue.
Eh,
è
stato
e
conversare
Ne
e
avete
perchè
ci
vuol
(1)
Conduttore
chiamasi
la
la
cavato
tanaglia
delle
anche
del
Rabduco.
le
ci
a' versi
Non
sue
favella
parola
opere
messi
siara
poco
una
anime
di
Dante.
di
che
imparare
però
andare
intendere
strappargli
a
per
lui
con
studiare
Mer.
così
per
giunta.
!
sornione
appunto
giudizio
pre-
olezzante
saluto
italiana
nostro
questo
a
ove
senza
di
cosette
bel
condito
l'ho
mondo
panni,
veste
altre
classica
poesia
Psieopom-
dall'altro
e
mo'che
Oc/aide
tatuo,
Mercurio
nostro
tornato
delle
Virg.
Si
a
italica?
costrutto,
di
bocca
cavadenti.
agi' Inferi,
per
cui
namente
lati-
Lascio
Dan.
te, Dio
a
gherminelle
Micille,
de' ladri
Samosateuse,
o
le
ciance; al gallo del tuo
le
e
avvocati,
e
l'importuno
guettio
cin-
(1).
Lue.
Caro
male
molto
Allighieri(2),fai
Durante
il mio
risvegliarequel gallo.Non
a
ti rammenti
che
fu consecutivamente
esso
Etalide, Euforbo,
gora,
Pirro, Pita-
Ermotimo,
Aspasia cortigiana,cornacchia,
ed
Or
ed
sai
infine
bene
(3)era
perchè
ordinava
cinque
anni
Virg.Alunno
dell'arme
dolce, deh
per
quanto
ma
animai
cogli uomini
(1) Lucian.
poi
per
(4)poco
Dialog.
Il
in
frane,
trad.
di
professava
avere
una
(4) Dante
un
coscia
era
Dante:
te
il viso
ed
cissimo
ami-
arcisevero
e
gno
beni-
talenti
la
sua
Micille.
Durante,
fu
il cognome
cangiato
fu
Aldighie-
Allighierie Alighieri. Ved.
in
(3) Capo-mistico
gora
in
filosofo
e
battesimale
nome
mutato
gallo
fare
non
a
per
discepoli.
grazioso
donne
vezzeggiativo
ri, quindi
univ.
vero
silenzio
semifrati
Luciano, buon
tuo,
(2) Il
suoi
ai
a
colle
perfetto
di te,
duro
più
anche
un
mio
pollai?
quel mislagogo ciamolalro
che
ischiocriso
de'
autocrate
nocchio
ra-
,
ital.
V.
Dante.
adora-fave
culto
Bie^.
e
coscia-d
religiosoper
le fave
Pilla-
oro.
e
vantava
d'oro.
burbero
e
taciturno
cogli uomini:
be-
5
satirica
Non
vena.
posto lungo studio
volume,
mio
ti ha
è
da
e
V indole
mansuetudine:
tolto Lo
quella
me
e
bello siile che
Ebbene
mia
pieno di soavità
il mio
metti
:
stile
e
hai
non
e
po'giù
un
ti arruffare
non
altri scherzi
se
nel
amore
(1)?
dunque
quel broncio,
berire
grande
e
me
fattoonore
come
in
spande di parlar sì largo fiume,
fonte,Che
e
lodalo
hai
imbarfatta
tu
perfino la spera celeste a guisa
fanciullo? (2)E sì che quella fanciul-
scherzare
di
lona
Lue.
punto buffonesca.
parmi
non
lui un
già scriveva del tempo esser
trasta
fanciulloche scherza, giuoco,ai dadi e con-
Io
(3):ma
hai
bomba
fatto
guai a te!
Virg.Lascialo
arrabbiato
Però
ebbe
nigno gentile
e
un
E
Dante, l'hai lanciata
o
tua
bomba:
qual'è
la
la
più grossa
gran
tu,
monello.
anzi
sfera
povero
:
pel mal
il torto
a
gioco
vantarsi
ciarliero eolle donne
Biog. ibid. Jnf. C. 5.
(i) Inf. C. 1.
(2) Purg. C. lo.
(3) Dial. 1 FILOSOFI
ali/
incanto.
una
celeste
Se lo sapesse
poi pretendianche
fare
di
ne
Momo
brontolare.
fico! È
sempre
de' lazzi
sorbi.
dolce,quando
che
molto
tava.
frequen-
6
fu
sempre
no
(1).
Dan,
Che
rechi,
selva
sei*
tante
macele
ani-
Cillenio, dalla
o
ehe
bruscaccio
anzi
coso
un
vaggia ?
Mere.
Dopo
quaggiù
scortato
avere
in off,
in aski,iski,
aud,ag(an,
efl\
in
congedate nella tragicommedia
ritornato
sono
di morti
retate
che
fare
a
ed
ordinari,
la
cessata
lassù
poli
di Sebastole solitesentito
ho
è ricominciata
de' cannoni
guerra
terarie:
quella delle penne letdire
perchè già è impossibile impeal
solito
di mordersi.
ai cani
Virg. Ed
Non
?Mer.
messer
una
per
lito
so-
Alighiero; e per una
sillaba,
parola, per una
se,
fra-
per
(i) È
noto
celebri
virgola,per
una
di
schizzata
una
Dante
come
terzetti
si
:
lettera, per
una
alluda
il
contro
mosca
sé
a
un
o
stesso
fiorentino:
popolo
quello ingrato popolo maligno
Ma
Che
E
Ti
accapiglianoal
si domanda
per
due
l'hanno?
chi
con
ora
discese
tiene
ancor
si farà
pel
Ed
Si
è
Fiesole
di
del
tuo
ragion; che
disconvien
monte
ben
tra
fruttare
antico,
ab
e
far
del
nimico
macigno,
:
li lazzi sorbi
il dolce
Inf. C.
fico.
l'i.
per
strofo,
apod' in-
in
que'
Ne
dello
frutti
i
dopo
più
si
da
tratto
bocca
in
tratto
furono
le
già
!
in
uno
se
taluno
esso
starnutava
bene
era
prima
o
sinistra
a
di
operare
prenunziava
male.
dei
destra
a
auguroso
se
un
licame
bu-
ape
l'
delfavo
un
(2).
zana
pecchioni
le
e
spe
ve-
assai
rare
per
Plutarco
presso
Demonio
famoso
di
starnuto
moderni
quel
api.
ispirazione del
segno
a
frequenti;
sempre
(1) Terpsione Megarico
la
i
che
nean-
Sileno.
scodellarono
in
:
sì
con
qualche
ronzare
male
parono
aggrup-
chiosatóri
mezzo
Platoncino
a
Vìrg. Manco
di
per
quei
poterli portare
non
Ibla, di quelle che
in
furono
Dante
a
somaro
si vede
opere
scagliarono e
appiccati
sono
il benedetto
Però
si
mie
pecchioni interpetrie
grossi sciami
Mer.
come
profetante
(1 )
starnuto
cui
su
le
Socrate
di
diavolo
mezzo
Prima
davvero.
godo
il
e
morte
a
scriccioli.
tanti
Lue.
abbaruffano
si
chiostro
di
Socrate
o
davanti
I' azione
se
o
di
meditava
poi egli stesso
prediceva bene;
i diavoli
dietro
che
se
che
consisteva
circostanti,in quanto
cattivo:
Viva
dice
che
lui,
traprend
innutava
star-
nell' adempirla
indovini
antichi
e
!
(2) Dicevasi,
per
che, sendo
culla.,le api iblee
favo
di
in
mele.
lodare
il
soave
eloquio di
glideposero
ne,
Platoca
in boc-
8
Di
Mer.
queste
ho
ne
incontrata
verso
Dirò
v'ho
scorie
dell'alte
(1).Nel
qual
Deh
tenzona.
! prego
•quel nodo, Che
che
Da
Din.
Dirotti
il
in
no
capo
solvimi
le
a
lezione
l'una
sta
meglio
forse
e
tenza.
sen-
addentro,
cotanto
(2)che
mango
ri-
io
tema
io
saper
brevemente
1' altra
e
tuo
ch'io
cose
qui ha inviluppatatua
vuoi
tu
il sì
cuna;
qual-
quel
(odaltre
incerto, Che
mi
Dante,
o
suggevano,
e
dianzi
e
anco
l'altra.
Mer. Questo sibillino responso
Domandala
che
dimenticai
travolli Ciascun
del casso, dalle reni
indietro
venir
dinanzi
era
che
il
bagnava
per
torta
Lue. Ih
Ih!
dirittura
Per
dal mento
era
che
solito
(1) Inf. C. l.
(2) Inf. C. i, 2,
(5) Inf. C. 20.
al
tornato
la
occhi
loro
co-
cipio
prin-
il volto,
li convenia, Perchè
pianto degli
senti
nuensi,
ama-
sequestrare fra
lor tolto,e
lo
degli
lombricaio
al
che
Ed
bisogno di
spiegazione.
nuova
Dan.
ha
il veder
imagine sì
Le
natiche
fesso(3).
che
avean
tu
8. 10,
potevi
facciavolta
tiritera:
la
sei
molto
dire
a
di dietro.
laconico
e
9
preciso, per
ti boci
all'orecchia
Obscurus
boro
inanellata
Del
che
ali
m'è
a
spiccalo
cita
:
molto
onde
ti
di
robuste
ciata
si è slan-
volo
tutta
quanta la reggia
e
in
le
tafore,
me-
propri.
cito
lo
illustre
in
rassegna
ladri che
Lisimaco
Ernesto
pensieri
Vagando
bene.
di
compagnie
fé
è stata
gran
i nomi
passarvi
avvenni
ma
gem-
quella
politropo Psicopompo,
o
Volentieri
Sì, e
api
fornita
Capocci prof,di astronomia.
Dan.
Interpretava egli i miei
Mer.
hai
dantesca.
Smetti,
Mer.
un
perlustrare
e
tua
oltremodo
sangue
regina, che
astronomica
Din.
la-
esse
questa volta
tali crisofore
fra
ita
a
brevis
suo
Ma
spesso
Polilogia.
resto
ha
nostro
pria,dispensando colla
loro
una
il
fioec.
(1)monna
Mer.
Orazio
quanto
teste
le
per
trali?
as-
lia
Ita-
copiose
mi
vi prosperano,
Verati, il quale mi
pocci
grandi elogi dell'operettadi esso Caintitolata : Illustrazioni
che
cosmografidella
divina
Napoli, 1856.
di
Commedia
Conoscendo
queir orsaccio
(1) Purg.
C.
10.
mal
Dialoghi
io
l'umor
leccato
ec.
cile
diffi-
di Lisi-
10
che
maco,
tuo
sale
ira
contro
le
tuo
amore
alla
e
possiede,o Luciano, il
partecipa però della tua
non
se
sapere,
imposture filosofiche
libera
razionalismo,
critica, allo
mi
del
e
tico
scet-
voglia
venne
di
vai
leggere quel libretto,e per verità lo troun
gioiello.
lo
Virg.Amoena
piorum Concilia Elysiumgue co-
Perciò
(1).
banles
sub
dimora
tegmine fagi(2)di
noi
radunati
concilio
per
poterne formare
Sia
toro
di
a
in amiche-
appunto
adequato giudizio.
e
diat-
gioviale (3),cui da più parti escon
sotto duo
grandmali quanto si conviene
tanV uccello
Lue.
Eccoci
Mer.
Attenti
al
(4)e
pratica
ha
libro.
egli è
riprende
un
[Terminata
dialogo)
incomincio.
che
si
Virg:Ottimamente:
(1) 5.
perciò
posto tutti pronti ad ascoltare.
dunque
Benone:
che
legga quel
la lettura
il
egregio
lavoro.
prof.Capocci!
bravo
Eneid.
(2)Bucol. Eglog. i.
di mezzano
(5) Che serve
molti
questa beata
così; ed Ermete, turcimanno
de' cieli ci
Lue.
recti-
leggiamo quelle illustrazioni
voì
Dan.
patulae
che
propongo
soprannomi
(i)Inf. C.
di
ullim.
Mercurio
a
Giove
in
greco
:
gli
è
Ermete.
uno
dei
11
Lue.
Il maturo
lo
senno,
criterio, la
esatto
profonda sapienza abbellano quelloscritto.
Viri/.Aggiungi l'acume
critico, e, quel che
più monta,
la sofrosine
Lue. Pur
hai
Issioni
ragione ! la
gran
è la moderna
intemperanza
ti
vanità !
di
padri
di
non
fica
filoso-
Giunone.
abbraccia-nuvole,
parti semibestiali, briachi
ma
rara
filosofica.
troppo
Quanti
oggidìsì
quella gemma
di
nettare
(1) Quali mangia-eléfan-
(2) neopittagoricie neoplalonici che
sperimentalismo di Bacone, dal
telescopicogalileanoe neutoniano
dallo
ricondurci
gliono
vo-
della
fantasmi
ai
po
cam-
terna
lan-
magica ciarlatanesca! Su via, o
Mercurio, torna a fare il tuo ufficio lassù
in
terra.
Metti
all'incanto
tutta la
vendine
elefantofagi:
già per dieci mine
come
tagora, né
talenti
fi) (ìiove,
imbriaco
nacquero
del
alla
marito
Issione dall'
donde
due
per
Olimpo
i
moda,
per
lo
Pit-
di
Pia-
dì bandire
accontentossi
scherzo
fatto
ia
Giunone
a
che
scusa
ingoiano elefanti:
quellispavaldi che
significati
insegnar grandi
di
era
"ptòyt toù; (payojxfvoy;
greco:
che
come
non
cioncato.
nettare
(2) E proverbio
ikiopxjTxfuggi coloro
mandra,
facesti
Centauri, trovando
troppo
que' filosofastri
cose
con
e
tumidi
nulla
sanno.
e
vengon
paroloni
mettono
pro-
1:2
tone,
e
pei due
nemmen
(1),ma
dalli
oboli
nulla
per
gene
Dio-
di
anzi
,
paga
tu
qualcosa, perchè qualcuno gli piglie
re
ne
liberi,
sarcofagi dei Gerofanti
Mer.
Io
nel
poi
come
volume
non
seppellire nei
portandoli a
Oroioghi egiziani.
dell' eloquenza trovo
nume
del
ed
Capocci
pregio
altro
un
infrequente fra i cultori della
ed in particolare fra i
naturale
meno
filosofia
gli astronomi, voglio dire il buon
gusto,la eleganza,puritàe leggiadriadello
fisici
e
stile:
e
più egli è
tanto
di
laudarsi
da
ciò in quanto colà in quella Beozia
ov'egli
(trannele onorevoli
eccezioni)si fa
della lingua italiana.
grande strazio anco
Lue.
Tu
parli da crisostomo
(2) qual sei,
vive
(3).Noi
mastro
Agoreo
dilettati
ed
valente
Ernesto;
esilarati
così ardue,
attici
ma
lepori
calliboe
(1) Dialo
g.
I
e
ed
severe
il
di
all'
di
condite
del
terie
mauna
di
callipighc
non
(4)che alleggino
filos.
siam
astruse, è
trovarle
veneri
ci
que' dialoghi
trattandosi
e
benedizione
vera
a
tutti
la gravezza
incan.
Boccadoro.
(~2)
di
(3) Che sede nel foro: altro soprannome
(4) Non dalle belle natiche,ma dalla bella e
Mercurio.
soave
voce.
14
pressava
al
suo
l'aurora
di
quel secondo
i
termine,
dello
è il
biam
rammentato
che,
impiegando
Occidente
più
sopra,
ciascun
segno
di
di Ariete
il
doveva
penultimo
di questa
è
verso
i Pesci
ad Oriente
prendete
quando
i Pesci
il
ciò che
orizzonte, ad Occidente
riscontro
del
tempo.
vedrete
che
Oriente
sul-
si trova
il Carro
(le quattro stelle del corpo
maggior orsa)rispondereesattamente
di
Boote
direzione
che
»
cioè del
Coro;
di
spira
tra
gere
sor-
riguarda
esatto
un
globo e
posti ad
son
dal
lontano
indicazione
prima
Poiché
T
due
circa
era
star
in circa. Per
ora
modo
per
questo segno sul primo punto
non
un'
ab-
già levati
sull'orizzonte,il sole che
al termine
l'Ariete
del-
come
segno,
ed essendo
levarsi
a
primo
è l'ultimo
che
ad
si trova
Zodiaco
che
ore
giorno: perocché
Pesci
dei
Pesci, il segno
sopraggiuDgeva
e
della
alla
così
vento
Ponente
minato
no-
stro.
Mae-
e
(1)
Virg.I glossografihanno
le cose,
più
e
accurati
abbastanza
[i)Illustraz.
molto
qui
glistessi
di altri
Daniello
non
precisi; poiché
ec.
pag.
44.
V
sono
uno
gliato
imbroe
turi
Venstati
annota:
15
(il Dante)
Ora
«
dicendo
i Pesci
che
antitesi
orizzonte
perchè essendo
Coro.
verso
chiosa:
«
»
che
di
vale
il Venturi
tutto
il vento
di
il sistema
Ariete,
e
venendo
le stelle
quella
sopra
detto in
dei
di due
ore,
secondo
la loro
dei
Pesci,
nascita
ascensione
vi fossero
del
perchè
in
era
correndovi
e
più
poco
dell'altro,ne
che
;
il sole
o
lo
meno,
da
sull'orizzonte
viene
solo due
sole, ed
poco
dal sorgere
segni dello Zodiaco
al sorger
Maestro;
V alba
Dante
lingua
questo immediatamente
il segno
spazio
quasi
e
de' Pesci; ed il Carro
già presso
era
essere
comparire
già
spira
dire
a
giusta
alla
cioè
ad
Caurus, in volgare Ponente
latina
uno
Quando
viene
(1)L'altro
si vede
Boote
dopo
il Carro
il segno
formano
rima)
sole
guizzarenell'orizzonte
parte donde
e
del
Già si vedono
scintillando
della
grazia
il sole nell'Ariete, i Pesci
i Pesci
sorgono
(per
1' orizzonta
per
in
innanzi
levavano
l'Aurora,
così
guizzano (allude
loro)su
alla natura
descrive
ci
di
ore
il Carro
di
Dante
Commedia
(i) La divina
Firenze, presso David Passigli,1858-59
guenza
conse-
in circa
di Boote
Alighieri
pag.
70.
ec.
16
in
tal tempo
si ritrova
Il Daniello,
la
pari
si è
come
il
in
che
Ma
piace, e
se
che
grazia esser
sarebbe
circa
si fare
che
fosse
ita
Cefalo;
vuole
quel
zonzo
a
vero
per
ne
per
ovviare
di
divina
e,
pescare
dire la
ha
Commedia
Venturi, Firenze
alla
che
non
Ì830.
Tom.
quel
svegliala
sapendo
di
Titone,
qualche
altro
galante
Ma
pocci
il Ca-
di
quelle
anco
sate
pas-
scandalo
col
scita
na-
dabben
in
cronaca
benissimo
ce.
ba,
1'al-
ore
non
egli
poteva
prossima
dimoili.
allo
ore
assevera
si fosse
torte, per altro
moda,
due
come
menno
pescasse
fusa
glia,
sba-
ma
ragione al
più presto,
che
doppie
(1) La
e
dar
due
Aurora
con
a
ma
mestiero
stato
giorno madonna
un'ora
Vaurora.
sopra
cioè
circa
Sole ? Per
del
cava
del sole. Infatti
presso,
mancavan
fosse,
la
fosserosolo
l'alba:
già presso
era
frate
vi
nel
seguimi
ci descrive
poche righe di
se
Pompeo
mi
alla nascita
circa
medesimo
di
Dante:
a
stabilisce tal tempo,
dicendo
pie
a
preciso che
scappavia: Ora
Il Venturi
[ì]
»
veduto, salta
tempo
quando io, diceva
che il gir
oramai
collo
tal sito.
difficoltà consistente
maggior
determinare
in
sentenziato
commento
1. pag.
del
! io.
p.
17
che
il sole
doveva
non
il N.
Inoltre
circa.
in
sorgere un'ora
dal
lontano
star
A.
che non
aggiunge con maggior proprietà,
vuole il Daniello.
stelle,
come
già le sette
quattro delle quali formano le ruote e Ire
il limone
dell'Orsa
del corpo
nò
presso
non
il Daniello
Perchè
Lue.
dunque
perchè
Coro?
E
tutto
giace sovra
non
e
sopra
Venturi,
Coro
Dante
della
od
il Carro
tutto
stelle
e
del corpo
Più
li
non
Domandane
a
il Carro
linea
fica
signimeno
nel
o
orizzontale
canto,
ac-
gamento
proluncondotta
procede il Coro:
significatutte
a
delle
le
sette
rote
o
dell' Orsa.
Virg. Senti, Dante
Dan.
molto
il
sopra
sopra
le quattro sole
non
e
detto
il Coro?
presso
nella
ma
pur detto che
ha
sano
pen-
Argeste.
ha
dal punto del cielo da cui
e
si trovavano
conforme
nella direzione
sia
o
le quattro
ma
maggiore
sopra
il
e
di. Cauro,
direzione
Boote,
di
Carro
del
? Che
hai
dico,e pia
a
messer
non
da
rispondere ?
ti rispondo
Capocci
clv i' mi
(1).
metto
ri-
lui.
Virg.Voglio però appuntare
quella corriva
orizzonta
proposizione di fra' Daniello
(i) Inf.
C. G.
18
poetone
parole
P
per
Eppure
so,
il
come
mio
è unico,
non
fata, le
cervella
ciascuno
hanno
le
uova,
corna
dirsi le orizzonta;
non
nulla
mutar
dicesi
come
di
con
ec.
ra-
fondamenta,
invece
ec,
e
il
zonti
oriz-
donora, le
le
i budelli
i coltelli,
cervelli,
i
ha
le budella,le
coltella,
frulla,le cuoia,
ginocchia,le
tanti
sì
Ora
le
peccata, le fusa, le
sia sensibile sia
ma
vi
quanti uomini.
le
(1)
L'orizzonte
proprio,sicché
le
Mon-
storpiatura è patente, e non
Marone, come
tu possa raddrizzarla.
razionale
mora,
storpiar le
appiccatolo della rima?
Vìrg.Facilmente.
le
Dante
ingens !
Un
rima.
la
dolce
suo
della
grazia
horrendum
strum
Lue.
in
orizzonte
per
di i
fati,
così può
ec,
tal
foggia, oltre
pigliareil plurale
pel singolare,si restituisce a Dante
robustezza, precisione,grandezza,
ottica
camera
magico artifizio,
quella
sità,
immen-
parlante,
linguaggiostenografico,formule algebriche,
equazioni
Lue.
Senti
senti
! Tutto
gli attribuisce
che
che
andrà
bene,
(1) Eneid.
lihistraz.
(•2)
pag.
filastrocca
24
e
il N.
di
A.
(2).
ve
prerogati-
si ammetta
pure
19
il
la
magico artifizio,
ottica
camera
lante
par-
quella stenografia,quelle
formule algebriche,
sia
quelle equazioni in poeec.
ma
;
mi
non
ricordo
mi
seno
e
delle
coseno
far il
la
bella
i sudori
il
prò'Mascheroni,
di lei mortale
la
del
anche
baculino
vulgo groppone
astronomo
di
tu
e
sublimità
minima
matica
mate-
per
delitto
di
apollinea.Del resto, o Virgilio,
transito
tutto
ben
sasse
abbas-
non
all'emisferoide
povero
lesa maestà
saresti
nemica,
raviglio
ma-
che
dalla
tangente dell' argomento
vulgo bastone
sua
freddi. Mi
distinguerela poetica
sapea
dritto
a
Dante
in
menda,
quelli
e
miglia pensate
forte
il nostro
soggetto
Ed
che
sempre
rovescio
e
senza
da
mai
?
se
buon
a
tro-
la
neanche
gli fan dire
che
più sfolgoranti,non
hai
volendo
ri
grazie e tangente debito-
vengono
come
pur
che
poetico chiamava
(1)mi
van
gorgozzule.Quando
Lalande
di
Ganimede
il
passano
le
cose
lui alle millanta
sì, ti proverberà
Omero
che
va
miveglia.
qualche cascaggine di dorio ne
dubito molto, giacché
a
espiscato le orizzonta, nelle quali chi
(1) Biog. Univ.
ec.
Lalande.
20
in
facevi
vita,
formarne
che
dovevi
con
dallo
staffilala critica
guasti
il
da
né
a
suo?
alle
Dante,
è
esso
a
estetica?
Egli
di
una
questa comparazione
Lue. Ma
io ti dico che
(1) Sogno
o
su
la
sua
pienza
sa-
Dunque
gusto
ha
non
dammo
lo-
chè
per-
La-
del
tampoco
trigonometriche
né
le ha
date
lo-
ha
perchè vi sieno, ma
che il gio
linguagsignificare
preciso
guisa
dal prestante
anche
coro
algebrico,e racchiude
segni
chè
per-
lezione
frasi. Non
matematiche,
soltanto
di
marmorea
una
sue
metafore
comunque
voluto
con
il cattivo
delle
in
nello
buona
una
voluto
senso
paragonare
coniato
buoi,e
impronta
quel linguacciuto che
ed
filologica
col
per
la tavola
zio
assegnare
dianzi
lande
cera
colpaccio sguaiato
un
adesso
querciolo (1),
Capocci
ma
come
pian pianino scolpire,il
ricevesti
se" mi
della
uomini
scalpellofracassasti
che
di
le
che
torni,
tu
raschiar
a
mica
non
modo
stesso
bello, qui
mio
Luciano
di
Giove
nemmen
fabbricate.
ha
Mer.
si orizzonta
se
sa
vita
di
e
stringatocome
molte
idee
in
formula. Ora
sembra
pochi
a
me
giustissima.
la soverchia
Luciano.
lo
brevità
22
pesi
delle
e
misure; che
Dio-colonna
(1),il Tot,
Tricefalo, in
d' idee
Yirq.Io
Ora
la
che
di
il
il
il Parammone,
il
somma
V Ermete
sono
lenza.
eccel-
sapiente per
piace meglio
si
sapienza
parole.
veramente
Dulciloquiscala-
cui
per
e che
Euterpe fletibus
urget (2),
vengo
e
quindi appellato re della flebile,soave
mos
armonia,
tenera
trovo
spesso
il mio
protetto, e convengo
peccar
di
frequente
la
glossa al
Canto
Poich' ebbi
riposato
Ripresi
via
Ponete
mente
su
questo
sempre
è il
s'inclini
piedi or
lasso,
che
più basso.
alquanto
quella gradinata
Ora
e
che
;
il
dizioni
con-
pie fermo
il
fate che
ponetevi
a
o
lo
suo-
salire
alla
mena
(1)Ep/xacolonna,scoglio,firmamento
Ermete.
donde
Epjxvj?
(2) Georg.
in
disamina
in
costantemente
è
le
che
converrete
passo
seggio
pas-
che
pavimento
prescrittenel
adempiono
il corpo
piaggia diserta
il più basso.
era
sempre
ai miei
perfetto piano. Voi
per
28
vers.
la
per
Sì che il piefermo
si
1.
Leggi
10.
pagi
«
generata
oscurezza
concisione.
Mercurio
Mer.
Luciano
con
soverchia
dalla
appunto
o
po' scabro
un
log-
fondamento,
:"3
vedete
già: voi
detta
la
che
più luogo, perchè il pie fermo
mane
ririmane
il più basso, ma
sempre
elevato
sull'altro pie in moto
per la
ha
non
non
del tratto
meta
che
prender più
a
di
Ed
piano
ecco
!
alla seconda
dire
volerci
Ma
quel quasi
sua
vera
non
camminava
sul
Virg.Io qui
Ma
l'erta
in
ancora
non
saliva?
in chiaro
quasi
—
della
ciava;
comin-
que
dun-
piano, quantunque
»
perchè
gravi difficoltà,
incontro
Dante
che
erta,
cominciata,
era
punto di salire.
ricordo
detto
egli
vi pone
non
soggiunge ;
deW
che
intenzione?
dunque
mi
quando
che
va
anda-
Dunque
—
al cominciar
quasi
sembra
sopra.
Ma
—
dalla
questo percorre
prima posizione inferiore
va
condizione
innanzi
poco
ha
:
po' eh' io fui appiè d'un colle giunto,
Là
Che
Guarda'
quella valle
terminava
ove
di paura
m'avea
in alto
e
il
vidi le
cor
sue
Vestile
compunto,
spalle
già del raggio del pianeta
Che mena
dritto altrui per ogni calle(l).
Ora tutti sanno
valle è quello spazio
che
di terreno
che si contiene
fra i monti, co(1) Inf, Can.
I.
ver.
11
e
segg.
.24
minutando
di paese, com'è
tratto
La
e
selva
valle
quella
del
colle. Ivi
Che
celebre
suo
deserti
(1): lo
la
fra
fa
ec.
piaggia e
Sì ch'io
mi
E
e
credo
stesso
e
gia
piag-
che
nel
i
più
zione
distin-
rimarchevole
monte:
ornai
che
monti
la
e
piagge
tempre
ec.
piaggia,cioè
che
potea camminare
quel quasi
monte
pensoso
Dunque, se riprese via per
per la salita,è manifesto
né
la
per
Petrarca
che
selve
a
giafmnai
via
sanno
pur
sappialidi
Mer. Ma
montata
lasciò
Riprese
Solo
sonetto
campi
fiumi
il piano
si misi indietro
e
non
Poscia
repente
(1).
valle,
una
è propriamente salila di
clivus
zioso
spa-
e
il Valdarno
terminava
ove
piagga diserta;e tutti
poco
lungo
giunse
percorrendola,
fé sosta,
viva.
persona
distendendosi,
cominciava
e
lo passo,
rimirar
e
colle là
appiè d' un
e
posta in
selvaggia era
Dante, entrandovi
di
radici
alle volte per
piano,
lo
per
dalle loro
non
in
minava
cam-
piano.
come
lo
critico-encicl.
della
contraddittorio
spieghi?
(1) Alberti
iing. Hai.
(2) li.
e
segg.
Tom
Dizion.
univers.
,
G.
Ibid.
V.
valle.
V. Piaggia. Dan.
Inf. C.
i.
ver.
25
?lo
colla proprietàdel l;t
Virg,Lo spiego benissimo
congruen
parola,la quale toglievia subito ogni in-
Erta, rigorosamente parlando
ed
in
antonomastico, significasalita
senso
repente, ripida,
scoscesa, ritta,erecta,
eretta,
da cui
duzione
intro-
irla. Il Boccaccio
nasce
Vi fia
dice:
Dov'era
alquanto
la
cammino.
Noi
Quivi
Che
coi
Lo
via
andò
raviglia.
ma-
mai
ed aspro
erto
per
a
dopo
Dante:
appiè
sì
la roccia
vi sarian
e
si leva
erta
che
lani:
Vil-
Matteo
vi
non
che
in Toscana,
villici
:
quale
intanto
trovammo
indarno
E
stesso
divenimmo
Andate
via la
Lett.
altra
per
erta
piano repente ed
di
Casa
alcun
altrimenti
non
aspra ed
montagna
una
nella
le
del monte;
erta
gambe pronte (1).
parlale specialmente
montanari,
fra cui è rimasta
lingua classica, e sentirete che eglino
chiaman
piaggia e piaggetta,poggio e pogla
il declivio, ed
getlo la salita blanda
la
salita
dicono
anche
una
pettata, in quanto
affatica il petto. Ora
logia che
(1) Purg,
è notissimo
generalmente
con
C. 5.
un
proverbialmente
che
ripida,e
erta
le
declive,
in
montagne
con
una
che
orominciano
co-
piaggia
26
«•he
poi, gradatamente levandosi, diventa
adesso
Vedete
erta.
capello
nella
termine
camminava
piaggia
per
dell'erta della
parò
innanzi
a
il
verso
cui
il
poeta
salita, e quasi al
dolce
con
cominciar
hi
frase:
controversa
della
quadra
tutto
come
salita
Una
ripida gli
lonza leggiera
e presta
bene
;
mollo.
Mer.
Parmi
dica
tu
sì giusta insistenza
vate
parola
senza
Lue.
Non
nello
egli ha
scendere
e
stabile
il corpo
pilibasso
or
e
salire
nel-
cui
rimane
que
qualun-
sia sempre
si
i casi
il
appoggia
come
dizione
con-
il
alternativamente
più alto,
concuss
in-
quanto
affatto la
niente
pie fermo
su
sare
ricu-
vero
inclinato
piano
un
il
nel
basso, poiché in entrambi
fermo
una
piena ragione
tanto
si verifica
che
sempre
il
che
interpretazione.
rimarrà
con
proprietà
tua
che
non
la
un
ostante
asseverare
loda tanto
mai
(impiega)
non
perchè (1),
può
che
r
il Capocci
isciupa
non
codesta
se
dantesca, ed afferma
della locuzione
divino
e
e
più
piede
vita
graor
insegna la
lutto
rigore il
esperienza. Ed a
Capocci ha parimente ragione, sostenendo
comune
(l) Illustra?,
pag.
152, ver.
25.
27
l' un
che
sempre
già
come
ed
piede
più basso
trovasi
nel camminare
balzelloni
o
del
freddura
il
chi
per
lo
di
vada
non
spavento
quasi terra,
parlar
piano,
Magalotti
il
la
il passo
mutare
rade
piede
Ma
abbia
non
i cavalli, nel
in
avvertito
avevano
altri chiosatori.
a
successivamente
e
come
pianta
diventa
una
piede più alto
di
e
più basso, e peggio poi buttar là quella
in piaparafrasi per dire che camminava
nura,
invece
mentre
fatto che
in
sta
cedeva
pro-
garsi
piaggia.È impossibile distriquesto ginepraio.
per
da
Tirg. Per
altro io credo
riferirsi
chi
come
il
era
al
il sempre
che
piede anziché
al
dicesse: Sì che
il
più basso, cioè
che
stabile
il
restava
dell' assiduo
compimento
pie sempre
mo
fer-
nuamente
pie conti-
basso
al
ascendentale
moto
sarebbe
vero
pratica.
in
Questo sottigliume mi
col
mio
mostra
quel
in
forte
puzza
verbale, perchè si muta
sofisma
o
il
più
dell' altro. Così il concetto
Lue.
potrebbe
più basso,
sostituire
ottimo
con
verso
piano
il restava
il
di
cetto
con-
all'era.
Il
L. Muzzi
e filologo
epigrafista
fior di ragioni che, tenendo
per
o
descrittivo del
in salita
o
in
camminare
discesa,è
serr*
28
pre
così
futile
:
puerile; perciò
e
Per
«
me
Ripresi via
viene
ne
la
per
modo
conclude
ei
concetto
questo
piaggia
la
quale
:
era
e
pie [cioèr uno
l'altro pie)
fermo
era
[dagli
sempre
intoppi)
il più o al più [perlo pia)basso
[in giù
»
dirupante, rovinante
(1)A tale
indietro).
però il significato
arguto pensiero osta
diserta
in
proprio
che
il
di
piaggia che
il
dirupo:
esclude,
come
demmo,
ve-
suffraga il diserta,
ne
perchè significanteabbandonata, solitaria,
lasciò passo giammai persona
in cui, non
viva.
Virg. Ricorriamo
al
Alighiero.
Dan.
non
Rispondo : ora
fui (2).
pena,
ser
Lue. Bravissimo!
ora
che
morto
confessi
quel versucciaccio
da disgradarne il
cit.
1.
sei
non
vita serena,
1) Ved. la
(2) Inf, C.
uomo
sei uscito
ne
proprio
nella
di
parlante.Levaci
testo
eiiz.
e
che
e
già
uomo
bene
e
presto:
più suggetto
fosti
che
l'amor
al-
uomo
perciòpeccastiin
fosti così tenebroso
nostro
ceraforo nefele-
Passigli ec.
pag.
670-77.
30
Lue.
Colla
frase
mosse
quelle
sole
al
riferiscono
alle
e
non
già
della
cioè
del
piccolo ornato
infatti
anche
il moto
la
verso
E
la
non
e
ciò tanto
tu, duca
anche
gli astri
scentis
ver
origine
al
mi
:
il
ai
lotti
Maga-
delì\yi-
pianeti (1).
quantoche
punto
ap-
fai proprio creare
Virgilio,
in primavera. Prima
creillud
Ver
.
.
erat
.
.
.
Immissaeguc
(2).Or
(3)una
sapere
gran
cosa
cosmopoesi,della
zione
crea-
mondiale, del fiat,V universo
non
si stava
dir
nell'atto
si
è fatto.Non
fi) Citat.
ediz.
:
né poteva esistere,appunto
ancora
vuol
;
.
coelo
sidera
della
momento
perchè
est
data
è credibile
stringe di
esisteva
fiat
cieli
ai
la creazione
mundi
ferae silvis et
universo; ed
o
agebat Orbis
magnus
disio
volta
mossa
più
sì del
interpreta: Diede
il Venturi
; intendi
Poeta
microcosmo,
bello,ma
o
si
creazione,
del
mondo
gran
prima
mosse
:
ossia
terra
o
macrocosmo
stelle il
significarela
invero
sembra
belle
ed esclusivamente
immediatamente
che
cose
facciae
non
esistendo
Passigli,pug.
(2) Georg, db. 2,
(3) Inf. C. fi.
di fabbricarlo,
ver.
556
et
già factum
dunque
5,
col.
scg.
e
l'uni-
2, in fin
31
il lutto,
verso
esistessero le
che
i
matematicamente
era
pianeti (fracui
altre
stelle. Che
parte
o
fra il
terra)il
sole
è la primavera?
col
moto
suo
è
cosa
quella
impiegato dal
il tempo
scorre
in
apparente
annuo
¥
le
e
è
solstiziale situato
giunge al punto
polo artico. Che
la
parti,cioè
sue
stagionedell'anno solare che
principio di esso ed il momento
il sole
cui
la
possibile
im-
il
verso
solare ? è
anno
sole nel percorrere
cioè
Eclittica,
quell'orbitadescritta da!
sole, la quale tagliaobliquamente V Equatore
celeste in due punti opposti, allontanandosi
dal
dall'altra
con
Per
le bestie
tutte
un
di
parte
una
angolo
di 23°
dello
Zodiaco
poteva
come
tempo
dall'
medesimo
primavera
se
non
li2 circa.
! io
il mondo
crearsi
e
esistevano
mando
doin
fora
an-
né pianeti,né stelle,né sole,né cielo,
né
Eclittica,né
moto,
né
anno,
Equatore, no
tempo, né
né primavera, nò stagione
soltanto il monoteistico
nissuna, e regnava
la materia
amorfa
nulla, oppure
e caotica.
Virg. Senti
che
mondo
però
ed
tal
diamine
si
può
io stesso
usava
se' ito
a
intendere
quel
! Per
scovare
anco
la terra;
vocabolo
in
significato:
Munlus
ScyihiamRhiphaeasqueardiius
ut ri'ì
arre-.
32
Consurgtt;promitMr
Lihpe
Il mio
E
che
adopera
pure
ti
macrocosmico
al sole
non
era,
già
appartiene
alla
se
del nostro
nel
terra
potea
nemmeno
sto
re-
moto
terra
sistema
in
istante
primo
la
fu
il
lutto
il
centro
planetario;così
cui si plasmava
morfosi
meta-
siccome
ma
;
reale nell'Eclittica
non
mondo
spesso
che, quando
pure
la terra, esistesse
anziché
Austros(l).
giova questa pigmaica
? Poniamo
creata
in
(2).
terra
per
Lue.
Dante
devextis
peranco
essa
esservi
né
terrestre, nò
tempo
stagioni.
professava 1'opinione
Dante
Virg.Ma
generale che girasseil sole, e
allora
ferma
stesse
la terra.
Lue.
In
tal
Dante
caso
alcuni
profeta,come
Ma
ne,
vero
ciò
terra
Virg.Dunque
già
ad
mai
non
stato
veggente
entusiasti
modo
ogni
la supposta
che
era
lo
influisce sulla nostra
non
poiché
avrebbe
non
orbita
la
recato
peranco
rimane
del
né
fanno.
quistiosempre
sole
primavera
non
alla
formata.
riterremo
edificato,ma
il mondo
che
che
(1) Georg, lib. 1, t". 240.
12, io, 14, 18.
(2) Inf. CU,
""c.
gli
fosse
venisse
33
infatti il Poeta
e
divino in primavera:
dall'amor
il moto
impresso
si
della
serve
quellecose belle.
parola caratteristica mosse
hu% Linon lino sinaptis(1).Anche
tendo
ammetche
Demiurgo
farebbesi
come
i
il
pianeti inerti
a
tante
ed
di situazione
la
palle,gli astri
immobili
e
collocato,
avesse
in
distanza
posizione reciproca della
e
tali rapporti
fra loro che
terra
e
del
la primaquella che conduce
vera,
sia che rispettoalle costellazioni
o
nel primo grado di Arieil sole si trovasse
te,
primo segno dello Zodiaco, non ostanti*
dimmi
un
ser
po'qual primavera doveva esquella in cui si dava la pinta alla
pallottolaterrestre e aglialtri globi?Nei
torrida situati sotto
della zona
paralelli
sole
fosse
l'Equatorele quattro stagioni dell'anno
in
si trasformano
In
alcuni
due
estati
e
due
mavere.
pri-
paesi collocati
fra
1' Equatore ed i
se vogliansiprenTropici,
dere
per principiodello stagioni i quattro
soliti punti due solstizialie due equinoziali,
le stagionisono
di tre mesi, ma
comincia
la estate non
l'
più il giorno delaltezza meridiana
maggiore del sole; e
^1)Aìvov
Xtvw
'jWÒ.tttus, greco
adagiosignificanti;
aggiungi frivolezze a frivolezze.
3
34
si
se
prenda
giorno, vi
saranno
di
Inoltre
l'ordine
che
secondo
le
un
autunno
delle
e
sto
que-
due
e
e
exade
mavere,
pri-
di,
quindi stagioni.
i
anche
zone
estali
letrade,un
una
siale
due
ed
inverno
un
invece
principiodella
per
i
principiantisanno
stagioni è variabile
paraggi, e che nei
inverse. Laonde
sono
luoghi intertropicali
se
luogo giacente fra 1' Equatore
per un
il Tropico di Cancro
e
corre
l'autunno,
il Tropico
altro fra l'Equatore e
per un
di
Capricorno è primavera
La
medesima
verifica
sotto
sicché
è
autunno,
tutte
di
inversione
i
a
Tropici e
vicenda
nell' altra
viceversa.
e
stagioni si
nelle
nell'una
mentre
è
perate,
tem-
zone
Fra
primavera.
queste primavere, ridomando,
sarà quella in cui
il mondo?
Sarà
mandato
venne
qua]
a
spasso
quella degli Eterosci, o
podi,
degli Anfìsci,o degli Asci, o degli AntiE fra
o
degli Antèci,o de'Pencd?
le
primavere
qual sarà
esser
duri
doppie nel
corso
di
un
anno
regina? Vedi bene questo
tale un enigma da indormirne
i più
dell' uccello-leone
Sfinge.Poi quale
stramberìa
all'immenso
eletta
far da
Dio
comunicare
macrocosmo,
(2)Tò/jùya 7ràv:
così chiamavano
al gran
i
il molo
Pane
(2),
greci l'universo.
35
ricorrendo
panico
la
anzi
terrestre
là
buttato
sporadi sideree
(1)!
.
.
pe' denti
Virg.Alla
in
che
chicco
delle
una
infinite
sia
la Galas-
compongono
non
era
pane
Dante.
di
può ricorrere
paffutellonostro
al celebre
fin-fine si
futi aequa
Pi-
Orazio:
atque poetisQuidlibetaudendi
ctoribus
di
matico
mate-
punto
vero
Basta, questo
.
precetto del
per
nel
primavera
sem-
potestas.
soggiungo con esso lui : Sed non
ut Serpenles
coeant
ut placidis
immilla, non
avibus
geminentur, ligribusagni (2):ed è
Ed
Lue.
io
molto
coniugar serpenti a
che
peggio
celli
uc-
tigriad agnelliil fare esistere una
la manipolazione
primavera terrestre avanti
e
della
che
si risolve
non
essere
sistema
anelli
Via
di
sia
concentrici
ciclo
vicinanze
che
galattico
;
del
(2) De
che
stellare
Poct.
alla metà
e
la
interno
lib. 1.
e
dietro
il sole
(o
australe
più prossimo
nodo
al
sicché
contorno
Art.
astronomi
spessore)
d'inegualissimo
eccentricamente
della Croce
del
credono
assai
il
tempo.
I moderni
nell'anello
Lattea,più vicino
sia situato
Lattea.
mondo,
dell'essere
medesimo
Gio. Herschel
collocato
del
e
nell'assurdo
nel
Via
(1)Vx'Kx^ia.g
il parere
stessa
terra
col
sistema
di
formante
la
di
alla
essa,
troverebbesi
dell" anello.
o
zione
costella-
diametralmente
terra
suo
opposto
nelle
36
Mere.
Su
hai
da
dire
affò sei
e
grido a lui (1).
pienamente d'accordo.
dell'ingegno(ilche
acume
ai
cosi detti
il tuo
precorso
primo
di Luciano?
uomo
avviene
sempre
Proteo
clopedico
maraviglioso,encipe'tuoi tempi, e in qualche
stalo
coli'
hai
cosa
il
V
me
così andiamo
Lue. Oh!
Tu
codesto
a
di
Misererò
Dan.
che
po' tu, Allighiero:
parla un
via
onorarti
a
infallibile
e
secolo, ed
io
mitriarli. Ma
sono
il
Lama,
il gran
come
Genj)superato
lerti
vo-
o
la
fra le tante
sture
imposomiglia proprio una
è una
ieratiche,oppure
baggianata
Lo
Calandrini
da
stesso
cerca-elitropia.
valente
le tue
in
Capocci
sviste, e
varii
per
attribuendoti
vuol
per
indovino
ti carda
alcune
enormi
quantunque
ti battezzi
passi riconosce
balorde
e
poi,non
infallibile
(2);
di
cose
il
loro
il
(3),
si concilia
pag.
154, ver.
tuoi
dotto
ti
temporanei,
con-
un'
essere
alla
sticaggin
fanta-
tal volta
pretenderti più
che
gue,
san-
perchè,
so
ignote ai
tal'altra asserisce
a
pertinenza
im-
di
meglio, in-
(i) Inf. C. 1.
(2) Illustraz.
(3)Illuslraz.
pag.
90,
ver.
28,
1-3.
pag.
Ioli
ver.
21
38
goscianel
montare
coscia.
che
Ora, lasciando
delle
l'attrazione
di
anche
soggetta
a
dei
poli,dove
sfere
al
può
sferoide terrestre
contraddetta
corpi
andar
fatto
che
dall'Equatore ai
cresce
il
tocca
dal
massimo
suo
per
maggior brevità del semidiametro
e
per la prevalenza della forza
la
polare
centrale
tangenziale;indipendentemente, io
diceva, da ciò voi vedete
essendo
non
del
caso
gravissime eccezioni, perchè
segnatamente
sulla
stare
l'esterno
eterogeneo introdotto dal-
corpo
un
nella
il peso
bolica
dia-
nenti
applicazione di principjconcer-
tale
peso
pei peli della
su
ficile che
anche
che Newton
bene
nato, riusciva
Dante
insegnassea
po'difquelle belle
un
cose.
riflesso mi
questo medesimo
Virg. Ma
averlo
fatto
lo
cendo:
Capocci, diragione, perchè
stesso
Egli (Dante)avea
il gran
che
e
principiodella universale
spiega tutto
attendere
conveniva
lo dimostrasse
Lue.
O
allora
non
era
per
anco
attrazione
scoperto;
Isacco Newton
che
ce
(1).
perchè, se
(1)Illustrai, pag-
mento
ram-
50, 31.
Dante
aveva
ragione,
39
di
lo taccia
vantandosi
Ma
della
Siam
ricercando
Dante
ncW
tal
pelo
(1);perchè
noi
ovaie
nelle
luogo
questo
mica
negli
della
Dante
si
che
far
centro
ma
ei
del
e
terrestre,
le zanche;
che
le
per
bisogna
e
capitombolison
ancor
Mere.
Un
e
oltre
il N.
Dante
di diacci
per
esser
più
giù nel
V opposto
è tanto
parla
caldo
centro
siam
da
(1) Ibid.
pag.
27,
(2) Ibid.
pag.
50.
di
certi
propria
Virgilio,
con
che
anche
un
Ma
28.
sto
que-
nonnulla.
A. dice eziandio
vento,
di
freddo
tellurico,mentre
che
a
dir poco
il bronzo
liquefarvisi
ver,
i
certo
nomo
incomodi.
sempre
io convengo
poco
che
non
è
non
fatica
ov'egliavea
duca
e
a
capriola nel
convenire
Ombra
eri
cheremo
cer-
notate
della
la
a
signore
quo:
la testa
angoscia Volse
con
E
parla, o
capitombolo: Lo
tuo
del
prò
vanti
nel
lo
non
ovi
qui
faticae angoscia
anche
uovo
signora?
altro
un
bisogno di
un
a
pel
il
anche
Beatrice:
cooperante
e
gente sottile capace
andar
e
credulità,
sua
confabulante
sua
della nostra
faticaed angoscia?
questi son nei impercettibili.
se
egli Capocci dice di se e della
Viry.Eh!
Lue.
burlarsi
vi
(2).
40
Noi
abbiam
pure
quaggiù
Flegetonte voraginosie
vorticosi
pirogenìacaldaica,
fondata
e
sulle osservazioni
vulcanici
persuadono
cessare
e
focolari
di
esistere
sotterranei
materie
minerali
che
ma
trovisi
certa, ed
la
io
crateri
dei
è
fanfaluca.
quescenti
deli-
o
conflagrazionee
centrale
in
anzi
So
di
che
cosa
una
so-
per
bene
stre
terre-
istato
tutt' altro
ritengo
e
profondi
combustibili,
costantemente
ignea
via formarsi
via
meno
il nucleo
ebull izione
lennissima
o
pastose, in
o
fusione:
più
latini
mente
necessaria-
e
la
e
qua
ziaca,
egi-
de' fenomeni
plutonici.Questi
e
ed
dai
e
il
«
di fiamme,
indiana
Greci
dai
poi
presa
il Tartaro
è
tale
che
logi
oggidì l'opinione prevalente fra que' Geoche
l'altra
ammettono
primitivo
liquido igneo
stato
specialmente
desunto
equatoriale,dallo
e
dal
so
cui
dal
sotterraneo
dalla
circonferenza
pari
i celebri
che
menisco
suo
altri
che
al
terra,
ai
trovasi
centro:
ma
insigniscenziati, fra
rigettano affatto
ipotesi,ed anzi
che
poli,
scere
cre-
Poisson, Ioung, Perkins
altri chiarissimi
sostengono
della
schiacciamento
calor
del
pappolata del
con
la
fortissime
densità
e
ed
tale poetica
ni
ragiosolidità
41
degli strati tellurici crescendo dalle parti
periferichealle centrali,verso
queste deve
eccessiva
essere
re
superio-
Ai
diamante.
del
quella
a
immensamente
e
loro
io potrei
aggiungere anche altri decisivi argomenti
è luogo a trattare
qui non
; ma
quest'ardua quistione.Adunque se Dante
di collocar
si conlenta
anzi
della
che
colaggiù del cio
ghiacroba più dura, bisogna
di
ringraziarloinvece
Lue. Egli prosegue :
Io mi
volsi
All' altro
Non
a
viste mai
Goder
alla
vedovo
illustra
;
che
come
prima gente:
per
questo
quelle! (1)
scrivendo:
passo,
quelle della Croce
prima genie
ed
Eden, bensì essi
ai
loro
dopo emigrali neW Armenia,
nelle
nord
venuta
sparsa
dell'
ov"
'equinoziale
V
(1) Purg.
umana
C. i.
era
tendersi
in-
tori,
commenta-
dimoranti
Eva
uniti
può
non
vogliono gli altri
i soli Adamo
:
sito,
le quattro stelle son
australe
V
che
il ciel di lor fiammelle
pareva
Il N. A.
mente
quattro stelle
privato se' di mirar
Poiché
che
vidi
fuor
settentrional
O
destra, e posi
man
polo,e
rimprocciarlo.
nel-
figliuoli
regionial
e
si
era
famiglia,in quelleregioni
42
col
patriarcalidell'Asia; che rimontando
calcolo ai tempi di tal prima gente, cioè a
anni
il polo australe in
circa 7000
indietro,
forza del
di
moto
renderla
per
che
cielo nel
solo
non
quella
vera
precessione
noziale
equi-
creazione
anni
di
presente
dal
il
tutto
sì ancora
visione,ma
zione
; che la crea-
mondo
risale
de' settemila
la
ma
sua
del
dell' uomo
torno
avea
della
tempo
primordi
ai
dalla
perfettamente conosciuta
era
Dante
qual
nozi
equi-
lontano
visibile a
la
gente
prima
degli
abbastanza
trovavasi
Croce
precessione
certamente
Bibbia,
della Sacra
cose
quelle
quel
a
relle
avvenne
dantesche, delle stelle del cielo,
secoli
7000
avventura
stelle che, se
di
lontananza
non
esse
si
che
alcune
(I)
meno
cose
lllustraz.
create
mo
vedia-
più
tardi
anni, la loro luce per
ne
sarebbe
la
giunta,e
ancor
storia
di
un
milione
di
(1).Siffatta interpetrazione
l'A. confessa
senza
che noi
vedrebbero,e quanto vediamo
è la loro
indietro
anni
è
non
ancor
in
fosserostate
di
milione
un
prima;
per
appartenere all'Humboldt
ingegnosissima,ma
da appuntarvi.
pag.
38-48.
io trovo
43
Virg.Eh
si
! sei tale assillo da spossessarne
sa
quello della
Lue. In
Virg.E
Lue.
dubito
luogo
primo
Dante
di Giove.
vacca
perchè
Perchè
precessione degliequinozi.
la
conoscesse
poteva conoscerla?
non
le
tutte
ineguaglianze secolari
periodichedipendono
deviazioni
del
da
reciproche
e
zioni,
attra-
perturbazioni de' globi
e
eliaco
nostro
che
gravemente
sistema,
e
la
sione
preces-
l'
equinoziale in ispecieproducesi dalattrazione
forza
a
solare
agiscecon maggior
dell'equatore,e tende
sul menisco
farlo cadere
che
che
la
conserva
di
il moto
conforme
ma
piano dell'eclittica,
nel
inclinazione
sua
rotazione
della
terra.
lo
già avvertivasi,
conviene
la
che
mediante
Dante
stesso
non
gravitazione universale
contraddittorio
che
Ora,
se,
pocci
Ca-
sceva
cono-
venta
(1),diuno
conoscesse
gravitazione,cioè la
precessione equinoziale.
Virg.Bisogna distinguermeglio. La precessione
dei
fenomeni
consiste
e
della
in ciò che
realmente
la
apparentemente
terra, colla orbita
cioè coll'ecl ittica,non
(1) Illnstraz.
pag.
34,
ver.
tagliasempre
20.
il sole,
annua,
il
me-
44
desimo
ma
punto dell'equatore,
altro
lo
tagliain
a
ponente del primo,
un
20*23"
da
stella
una
ad
i
descrivere
di
movimento
la
46°56*. La
fatto,un
diametro
quel
Lue.
in
detta
25867
fissa
anni,
e
chio
piccolo cer-
un
uguaglia
due
volte
sull' eclittica, cioè
benissimo
contemplato
avere
col
senso
della
conoscerne
Dante
empiricamente
e
unque
da chi-
sapere
cioè 1' attrazione.
fenomeno
Ohibò
trapassa
tal
punto bisogno di
senza
la causa,
sia
della
precessioneadunque è un mero
di osservazione,il
semplice effetto
l'avesse
poteva
cielo, o
conico,
quale si poteva
vista
termine
all'asse terrestre,in virtù
inclinazione
sua
il
quinozio
all'e-
trocedendo
guisa repunti equinoziali compiono
rivoluzione
il cui
giunge così
impropriamente
fanno
un
e
cosicché, di
un'altra:
un'intera
nel
anno
punto situalo 50",103
avanti
rivoluzione
sua
ogni
quindi
osservato
conoscerlo.
!
di tutti
perchè egli mancava
quelli squisitistrumenti, alla cui mercè
la moderna
tuato
ha appunto effetastronomia
le sue
scoperte anche semplicemente
di fatto
tissime,
sperimentali; e quelle delicaservazioni
complicale e sfuggevolissimeosla precessionediconcernenti
e
46
Voi credete
Dan
Forse
Ma
Lue.
noi
vi
di
d'uopo
ha
dilucidarlo. In vita
scrivevi,
quanto
Però
confesso
tua
visione,ma
della
Ma
dicendo
secondo
i moderni
molto
nel
che
di anni
che
fino
al
Herschel
è
la luce
avesse
al
speso
giungervi.
poggia
stelle
tempo
primordi
che
veramente
l'hanno
buccinata
delle
migliaia
delle stelle
la luce
nel francar
dei
uno
glispazi
occhio,
nostro
e
e
glielmo
Gu-
più generosi
tali milioni,
cresca
C. ±
due
circa
tutto
base
in
di
refrattore
suo
Ma
sulla
fi)Purg.
non
poiché stimava
proveniente dalle più lontane
dispensar
nebulose
ai
ancora
luogo
quella leggenda
giungere
pocolino
un
il cielo nel
sì
telescopiche impiega
e
cato.
dimenti-
pillola che
tutto
astronomi
de' milioni
l'hai
saputo
postergando ciò, proseguo
del mondo.
in
s'intende,
avrai
certo
grossa
presente
(1).
profetidella Pizia
riuscirmi
avevi
;
voi siete
ora
ma
indigestaquella
solo
loco
questo degli Oracoli
non
per
pereqrin,come
sem
Almeno
e
sperlid'esto
che siamo
milioni
40
piedi
di anni
pei
questo bello edificio
che
ragione
la
distanza
della
loro
delle
picco-
47
lezza,
siffatta è
e
ipotesionninamente
delle
stelle in
varie
sovra
dore,
progressionedecrescente di splenponendosi della prima grandezza le
ancor
ed
fino
ulteriore.
nebulosa
risoluta
Così le
di Andromeda
in stelle da
e
dalla
vivacità
invece
da
accumulamento
le maggiormente
Ma
terra.
altre
fotica
dopo
luce
delle
minor
da
breve
stella
e
cause
ridurle
o
nore
mi-
penda
di-
sione
esten-
maggiore
de' suoi
la variazione
delle stelle
oltre il
stelle
ragioni,vi ha
indefinite
cissimo
falla-
maggiore
quantità
arcane
produrre
la medesima
di Cambridge
credono
maggiore o
o
superficie,
e
diverse
delle
minute
ultimamente
la
se
della
della loro
anche
lucide
questo crilerion,poiché
potersi sapere,
possono
dazione
gra-
meno
Giorgio Bond
lontane
che
con
cesima
all'undecima, sedi-
agli Stati-Uniti,si
da
via
esempigrazia,le più
come,
non
di terza
lescopi,
percettibilicoi più potenti te-
appena
della
le meno,
così via
e
meno,
negativa
o
grandezze è
si fonda
mentre
più brillanti, di seconda
ed
sazione
cas-
loro
una
le
mera
La
immaginosa.
arbitraria,
al tutto
disgraziauna
per
raggi,
di
più
ignote
sità
nell'inten-
cangianti
intervallo,di guisa che
ora
apparisca di
una
48
grandezza
di
ora
nel
fu
esempio,
era
egli
diventato
di
rilevò
Capo
Herschel
al
la
che
stella
grandezza
il
1838
nel
dell'
talora
più
luminose
si possono
la
Maclear
ed
variabile. La
cieli
distanza
12
anni;
e
del
cielo
61'
sarebbe
Cigno
mia
molto
lontane
Secondo
le
Strine
è 0",2613,
raggi dell'orbita
dalla
percorsa
del
e
del valente
perciò tal più
boreale
astri
esperienza
parallassedell' a/fa della Lira
terrestre,
provvisa
im-
la
maggiori
trovare
più
771400
e
di luce
di altri
la stessa
i calcoli
corrispondente a
nel
Canopo,
come
discernibili.
appena
della
sicché
delle stelle
che
osservazioni
dalla
,
convalida
conferma
altre
venuta
di-
indebolimento
luminosissimi
proposizione.Di
di
Nave
prima
e
brillante
disparizione nei
anche
ranza
Spe-
passata
era
alla
apparizione,
e
Buona
della
più, essendo
anche
grandezza. Gio.
Centauro;
trovò
la
1843
maggio 1849,
di
*i
dezza:
gran-
fulgore uguagliava quello
suo
del
«
nel
per
scoperto
di 8n-9a
lla
più splendida
seconda
1847
era
si rivide
quando
Allorché,
Luglio
Ebe,
l'asteroide
esso
un'altra.
luce
brillante
anche
di
6a
in
stella
tana
più lon-
grandezza
49
quasi
e
invisibile
la distanza
di
(l'j.Ora
per
determinare
stella
bisogna appunto
che
la parallasse;
e si sa
poterne ottenere
il raggio stesso della grande orbita
restre
terè insufficiente per aver
quelladelle
stelle la cui lontananza
superi 2062648
volle la lunghezza di questa base geometrica;
sicché si può in certa guisa sapere
una
quale spazio definito
entro
non
sono,
distanza
ma
definita
ripeto,è
già
non
conoscere
si trovano.
assaissimo, com'è
valuta
egli stesso
ora
fin
ottenuti
più
nello
e
dell' a
del
stesso
tempo
Capra
stella di 6.a
3. pag.
siamo
distanza
pag.
da
stesso
noi.
122, Padova
»
le
più
cipio
prininversa
il
misure,
la 6t.a del
nostro
che
«
di
Capocci
risultati
affitto che
le stelle
vicine.
della
di
Se
la
lasse
paral-
tutte, vedesi
Lira, di Arturo
alla
parallassedi una
Cigno. » Cosmos, Par.
preclaroSantini
nulla può dirsi di
rapporto
Elementi
assidua
boldt:
dell'Hum-
fisse,dobbiamo
stelle
caso
se
della
a
generali;i
maggiore
inferiori
conviene
nello
In
«
quelle delPa
1881. Il
delle
di
niente
la
è
ben
sono
numero
:
pari
Centauro
172, Milano
sul
del
che
ciò,
tutto
giusto, l'autorità
scrive
grandezza
pure
e
Ma
ragione
fatto
istabiliscono
qui non
brillanti sieno
della
che
in
degli astronomi
discordia
qual
a
(1) Però, secondo Peter*, la parallasse dei
è 0" 103. Questo esempio sia saggio della
Lira
esse
dall' incertissimo
sorretto
suppositiziodella
le
in altezza
alla loro
Astronomia
camente
fran-
ciso
pre-
confessare
grandezza
ec.
Voi. 2
1830.
4
50
della
grandezza e
Rispetto poi
della
al
lare.
stel-
lontananza
della creazione
tempo
di 7000
secoli a
degli astri anteriore
ci contenteremo
di credere
quella dell' uomo
sulla sua
VA.
semplice parola, poiché
Giove
tanto
Imarmène
che
(1)si
dirne
impacciatissimia
Parmi
credo
la discorra
tu
niente
che
le
sulle
oscurità, come
molta
perpetue differenze
calcoli.
È
delle
nostri
rimane
;
N.
il caduceo
Falò.
(i) Ei/xapjuiv"i
lativi
re-
che
an-
la matematica
somministra
e
imbrogliatissima,
cielo
qualche
cade
cenda
ostante, la fac-
del
dubbio
io
stesso che
aperta fra i pianeti,e che
e
in fatto
quali
A., che
non
sempre
pel
terminat
de-
i limiti dei relativi
ciò
bisogna contentarsi
prossimazione.Vedi,
di sovente
di
avverte
probabilità ci
errori
pur
lo mostrano
come
vero,
determinare
di
io
di risultati dei
il moderatissimo
il modo
; ed
asserir
si possa
astronomiche,
misure
sempre
bene
positivospecialmente
e
di
alcun
d'intelligibile.
che
Mer.
verebbero
tro-
a
volta
o
vo
far
mi
verso
e
deWapho
casa
scorrazzando
parecchi
stieri,
me-
piacerebbe
la
lungare
al-
Vergine
o
51
i Gemelli,
verso
mondo
P infinito
la bussola
perdo
astrale,
e
in
non
quel-
pezzo
racca-
nulla.
0
Dan.
insensata
Come
difettivi
sillogismi
son
Quei
de* mortali,
cura
che ti fanno in alto batter l'ali!(1)
Lue. Riprendi i terzetti
dove
si
parla delle
facelle.
tre
Mer. Gli occhi
là dove
Pur
Sì
mio:
io
eglia
Che
il
Lue. Il
le
:
vedevi
E queste
Capocci
di qua
polo
me
staman,
son
terpret
rigetta la ini quali vogliono
glossografi,
dell'Eridano
facellesino
a
a
Parad.
(2)Purg.
sostiene
le due
C.
quelle (2).
risolutamente
a
e
stelle,
di là basse,
son
salite ov'eran
le tre
e
quanto arde:
tutto
(Archenar); della
del Dorado,
(Canopo);ed
Fomalaut,
guarde?
facelle
quattro chiare
dei
che
lassù
quelle tre
: a
allo stelo.
presso
che
figliuol,
lui
a
Di che
Ed
più
ruota
come
E il Duca
Ed
ghiottiandavan
pure al cielo
le stelle son
più tarde,
miei
Nubi
che
di
Nave
oppure
sono
V
invece
"*-
di
chenar
Ar-
ci)
Magellano.Con-
li.
C. 8. Illustraz. pag.
d'Argo
64.
e
segg.
52
coli' A.
volentieri
cordo
che
del celebre navigaportino il nome
tore,
il quale adempiva il suo
famoso
gio
viag-
esse
dal 1519-1522, si
molto
più
antichi
Arabi
fino
dalla
mentre
la
metà
maior
dell'El-Bakar
Soufi. Perciò
cioè di
dice
Ma
che
6or 20',
Nube
e
quella
ìiira le descrive
e
del
Ab-
stesso
un
di C"
in
una
al
Canopo
ad
di
eglinell'Ocea-
ancor
nubecule di luce
Via
quella della
di
che
ma
polo Sud
occhio
Mar-
intendenlissimo
fatto
nudo
è
orientale
a
la
tali
distanze
nubi
guali
ine-
più grande
42°, la più piccolaIO1 del
celeste, e
nudo,
0'. Pietro
entrambe
di concerto
intorno
di
lembo
ineguale come
È poi
circolanti
occupa
tezza
con-
occhio
a
retta
autore
del 1400
cose
Lattea.
aver
consiste
fatta
maggiore
Anghiera
blanda
istrutto
ai
situata
l'ascenzione
queste
Ab-
piedi del Suhel,
Canopo, designazioneed ubicazione
mentre
della
lo
essa
giustacomecché
assai
poteva
quella nube.
bianca
macchia
lire
antica
Dante
sia
o
Dervieo
dourrhaman
dourrhaman
secolo,
dall'Ide-
venne
dell'astronomo
di
dagli
del decimo
identica
letteratura
tempi
segnatamente
e
Bove-bianco
della
in
conoscevano
Nubecula
ler dimostrata
di
quanto
per
concavo
appariscono
co-
54
Herschel
di
stelle
di
sciami
la
Dante
e
Dan.
Dante, io torno
Che sempre
Perchè la
tue. Cioè
capo
se
fuga Vun
che
per
te; che
cui
deW
gniamente
con-
replichi?
pensierrampolla
altro insolla
tante
scrivevi
accatastar
sono
dilunga il segno,
avendo
quando
astri
piccole faci (1).
a
a
l'uomo,in
Sovra pensier,da
peranco
quelle Nubi
compararle
Virg. 0
non
e
potea sospettare
non
di
siderea
natura
di
regolari
in
riduzioni
tali
recentissime,
sia
o
isolate,
stellari
nebulose
irregolariirreducibili
ma
ridotte);
stelle
ammassi
e
di
sferica, e
forma
di
complesso
un
e
tante
il poema
1' una
(2).
pel
cose
sacro,
e
lendole
vo-
sull'altra in poche
potevi riuscir chiaro e
parole,non
tiva.
preciso in tutte. La scappatoia non è catDevi
guto
però ringraziareil nostro ardella sua
astronomo
zione
spiegasagace
a
Oh!
ogni
adesso
appresso
modo
mi
salta
Vai.
in
delle altre....
mente
o
Humboldt, Cosmos,
(2) Purg. C.
(3) Illusiraz.
81,
ver.
che
di
1' atmosfera
za
altez-
Mercurio?
pur.
ti.
pag.
egliin
che
positivamente assicura
ha 40 miglia
terrestre
È egli vero,
(3).
(1)
migliore
18.
2 pag.
m.
518-325.
55
Mer.
I fisici discordano
assaissimo
di tal misura; la
si ha
ed
pena
ap-
approssimativa:
ho
non
lutazione
va-
invero
quale
remotamente
io stesso
nella
mai
potuto
trovare
ancora
che
il limite atmosferico.
Lue. Ma
l'inclito A.
la
rilasciata
in forza
della
si
in
liquida che
propria attività
attrazione
al
ab
sfera
globoter-
nel
divisalo
dall' un
fluidità
(1).Ponendo
i princìpicomunemente
quanto concerne
di
fisica
molecolare,
V accortissimo
critico
maggior copia
metafisici, qualora
con
quali
o
se
misodommatico
Fusinieri
Ambrogio
i
contro
e
dei
corpuscolare
combatteva, io potrei inveire
potentemente
e
tempestare
di
argomenti
la
necessità
fisici
di
e
esser
tornerò soltanto
stringesse,
avvertire
che la ipotesidella originaria
sperata
diliquiditàdella terra è veramente
breve
mi
non
Già
una
perfetta;
nostro
origine
colare
mole-
di
meccanica
ad
come
sic-
sì
una
avvenuto
ammessi
Dott.
reciproca
in prima
raqueo
alla
congloba
così questo è
lati
fiussile
materia
aeriforme
stato
aggiunge
il
cosmogonia
(1) Illustraz.
pag.
Laplace
sommo
112
nebulosa,
ver.
7.
inventava
formando
i
lembi
di
pianeti
via
atmosfera
lembi
via
si
in virtù
conglomerava
davano
no, si roton-
dell'attrazione, e pel
rotatorio
acquisitocangiavansi
dottrina
che, per
fatica
enorme
del
onta
e
gli
al
si
quali,sottraendo
tolone
gassose,
del calore
poscia
fecero
ed
materia
la terra
così
ed
zeppa
sembra
impossibile
cotanto
quadre,
e
Virg.O
il nocciolo
e
sia
che
tuttora
vedete,
che
in
vi
la
trale
cen-
assurdità
saltata
cui
teste
sia
mentat
fo-
crogiolata.
mostraci
assurdi.
di
irta
a
indurare
poco
liquescente.Questa tantafèra,
e
sforica
fo-
fabbricazione
tal
però
conservandole
crosta,
liquide
in
della
o
a
a
poco
i
quelle pallol-
a
spezialmente
assoggettarono
ginari.
imma-
ché
già s'intende, poi-
figliuole del sole,
mondiale,
tica
cri-
Uranopoeti,
le trasformarono
incandescenti
minerali,
bulosa
ne-
della
tocco
altri
poi
pur
materia
una
primo
ad
t
perde negli spazi
Successero
con
altri, che
da
tutti
cosmica,
e
da
e
:
boldt,
dall'Hum-
accordatole
astri
sfuma,
in sferoidi
matematica
pompa
favore
mot.)
condensala
quanto
dall' Arago
creano
strema
dall'e-
raffreddata,i quali
solare
vaporosi
.staccali
un
po'qualcuno
di
questi
57
Lue.
Eh,
anche
da
e
pede
giova
ab
antico
Mere.
moderni
il nostro
livam
la terra
se
si mantiene
i tuoi, é
acquolina
in
col
in
io Mercurio
se
(1)E
mano.
è
sudicissimo
obolo
la
ridotto
a
sa-
Dante,
si sentono
questa sciagurata borsa
del mondo,
dice
come
tore
saggio imita-
tuo
tradursi
bocca
colla borsa
degli
Fiacco, glutto sorbere
che
può
hai
il gergo
e
anelano,
che
Persio
Monti
un
importa
cosa
mercurialem, indovinello, o
come
loro
idee
le
appunto
uomini
V
che
regioni centrali?
per Ercole netta-presepi! Tu
Bravo
preso
delibare,
argomento
agliuomini
liquida,e se tale
fu
nelle
un
od
noi
a
profonde»
labiis
però parmi
sterile,mentre
troppo
po
trop-
uno.
modo
Virg. A ogni
o
in
andrei
tema
summis
potersi
non
slans
pochi
lunghezze, sendo
le
per
di
toccar
a
pur
oggi
dove
Verità
perchè
appaio
troppo
na
padro-
immenso
un
mercato,
la
venir
si
vende
1' è
e
per
nuda,
la
Giustizia
destia
perchè è tutta ganasce, la Moperchè vestita di bigello,e vi si
la lira d'Apollo ed anco
la gonnella
brucia
d'Urania,
(1) Sat.
li.
se
non
se
ne
può
subito
58
quattrini.E
cavar
sola
fosse
Urania
di
almeno
che
la
si vende
nella
gon-
!
.
Hai
Lue.
mille
le donne
meglio
larga
in
trionfo
Sì
sotto
Di
trarre
te che
Fatto
E
che
Se
non
da
parere
i mortali
oggi
globi
altro
è da
che
egliuno,
di questa. L'hai
Ohibò, nò
(1)
cento?
dotto astronomo,
eziandio
asseverare
visto
...
e
voin'onrate
e
tu
!
d'argento;
all' idolatre,
nostro
lui
rammento
statici.
aero-
podere
d'oro
voi
al
tanto
affbnde
ha
Dio
v'avete
.
venderla
gliocchi fuor delle tue onde
sull'aria vi è l'etere
Mere.
portano
nessuno
Lue. Ma, tornando
mi
forse per
e
la
cupidigiache
0
Dan.
ragioni;
.
che
infinitamentepiù raro
visto
né
tal' etere?
sentito
nissun
a
sensorio.
Lue. 0
Mere.
dunque
lo dirò
Te
che
si fa
come
io:
la cometa
a
che
saper
perchè avendo
di
interna
Encke
ci sia :J
osservato
e
farse
ai loro
quelle di Biela e di Fave
nella
centricità
ecritorni
periodicidiminuiscono
zioni,
nei tempi delle loro rivolue
anco
se
(1)Par
ad,
n'è argomentato che
C. 27.
Inf. C.
19.
ciò avvenga
59
la resistenza
per
da
Lue.
E
Mer.
Lue.
diffuso
etere
un
è altra
vi
non
opposta alle loro
lo
per
masse
spazio.
ragione
che
questa
?
No.
Allora
pigliare il
gli eterofili possono
Fiorentini
cappello verde degli antichi
fallili: ma
de' modico degliantichi non
derni,
poiché questi hanno appreso il buon
del
costume
turco
è proprio
La
vede
trappola:
vi
cosa;
poco
devoto
eccolo
come
più
grami
è il topo
si apre
creditori
ben
delizia:
bottega chiusa
una
ogni
dopo
una
sedeva
che
ed
sul
tratto
che
è
dentro
è bello
ritorna
sacco.
trattosi
vera
una
rode
che
e
grasso
scappato:
fresco
e
quello del Pignotti,e i dablì spennacchiati e
restano
dell' uomo-gallo di
Platone.
Virg.0 lerque quaterque beati (1)i giocatori
di bussolotti
grandi e piccini!
Lue. Del resto a proposito dell' etere, il quale
lunghissimabarba indiana, fenicia,
egiziana,caldea, persiana,greca e latina, se
ha
una
eglisi
vuole
tanto
può
sottilied elementari
dei
comune
di
(\) Eneid.
composto di particoleed
da
esser
mi
ato-
padre
così detti imponderabili,
come
grazia opporre
resistenza
sensibile
a
dei
quali
corpi
infinitamente
sono
le
solidi
loro
divisate
De
alla
perchè
d'Halley
incontrare
pianeti
di
delle
corso
Oh!
fin
Lue.
Inoltre
cometa
resistenza
di
contrastare
de'
e
densi
la
facesse
e
non
e
ingente
tanto
V etere
se
infine
ritardare
pianeti,sai
lia
ce-
il
tu
accadrebbe?
meglio
so
di ballo
così
e
lo
bero
dovreb-
più
tanto
Giove
comete
quello che
Mere.
a
sì che
davvero
di sterminata
del 1680
Perchè
disseminato?
? E
in particolare
alla spaventosame
e
maggior
tanto
particolarmente
massa
di Mes-
prodigioso volume
ai
chè
Per-
e
ec.
riodich
pe-
lunghissimo periodo, le
e
loro
oppone
e
esteriori
di Olbers
enorme
ellisse
la
alle
l'oppone
non
interne
pure
più grande
nell'etere
nei
l'oppone
se
periodiche
Blanpain,
quali pel
di lui,
Vico, Brorsen, D'Arrest?
alle
sier, di
Poi
quelle
a
densi
segnatamente
comete,
egualmente
non
comete
nuclei?
tre
più
a
di te: andrebbero
precipitare tutti
avverrebbe,
l'accorciamento
di Encke
diecisalvi
nel
sole,
! il
mondo.
fini-
dell'orbita
può dipendere
in
da
della
tutt'al-
dell'etere
cagione che dalla presenza
negli spazi, e forse da perturbazioni subite
tra
Lue.
rispetto la
Io
opinione:
sua
le molte
spifferargliqui
di
eh' i'ho
Egli crede
gli aeroliti,
di
non
posso
Zoomagnetismo
ed
torlo.
altri che
soscrivere
ec.
13
al
Lisimaco
del
lati
Ve-
Trattato
suo
pubblicato
suo
in Firenze
1845-46.
nel
Virg. Verte
un'altra
calorosa
glossatoriintorno
i
disputa
seguenti
Senz'essermi
Da
te la
Che
Che
la
fa di
E nulla
Alcuni
nel
veggio
face
lui di
t'ò
autori
con
:
speglio
verace
se
i
meglio.
più certa.
pareglie l'altre
se
gravi
cosa
terzetti
fra
profferta
discerno
voglia tua
qualunque
tu
Perch'io
il
senza
darebbe
sposti da
Voi. 2, Leti
nel
e
gioni
ra-
piccoli pianeti (1);ma
pe' motivi
parere
tessi
po-
molte
e
Humboldt
sieno
ciò
in
anche
mi
non
con
pure
se
rigettarlaaffatto
forse
misericordia,
ma
cose,
pareglio (2).
la
esso
Crusca
e
fica
Capocci sostengono che pareglio signiil parelio ossia la immagine del sole
riflessione de' suoi
prodotta
per
nubi;
sp egano:
e
il tuo
(1) Illustraz.
(2) Parad.
C.
«
desiderio
pag.
26.
131,
Veggo
nel
vers.
raggi nelle
mo)
l'ultive
(-cri
verace
25.
specchio
63
fa di
Iddio)che
specchio
in
fa di
parelio
se
Ecco
tiralo
alle altre cose,
somma
inimitabili'.
Lue.
parelio,larva,
se
(1)
»
1' ova
accomodate
per
il povero
nulla
immenso
lui, unico,
a
e
vero
nel
paniere:
gamb •, tiralo per
ospite di Procuste si
le
la
è
e
t«"sta,
mente
final-
allungato...e svertebrato. Io fo di
berretta
a
ser
parelio ed ai parelj,
perchè
alle volte
fin
nascono
mel!i, fo di barretta
selene
a
singolarie plurali;
maschi
e
e
;
se
gli
bacchetta
magica
la vecchia
ingozzo
Yirg. Ma
Baubo
Ma
osserva
conoscesse
detto
tanto
e
tanto
vocabolo
per
con
adiettivo di cose,
in
i
per
(2)non
alza-sottana
la
!
il
Capocci legge: Che
reglioall'altre
le
berretta
paregliee
quel
tramutar
soprassoma
le para-
avesse
inventare
ma
que'ge-
fo di
egli o pareljmascolini,
starei cheto:
tue.
che
femmine
di
madonne
a
Dante, ammettendo
par
cinque
andrebbe
l'altra
cose,
e
allora
fa
di
anche
se
pa-
do
secon-
bene.
lezione
lo erudito
ha
per
se, come
bene
professoreParenti, l'au-
(1) Illustraz. pag. 148, vers.
(2) Vai. Biograf. milolog. Ar.
21.
Balbo.
64
torità di ottimi
ed
antichissimi
seguita da Aldo,
fu pur
Daniello
da
e
molti
altri
falso
veduto
ha
sole onde
specchionel
«
insigni.
E l'ingegnosiss
dal
É
a
bensì
il costrutto
susseguente
verso,
più
me
che,
vero
che
scambia
la
quale è
verace
verace
sole,
che
giustificareil
roge
non
avversa
che
le
che
si
punto
ap-
lezione
si
dantesca,
che
non
parelio,e
duce
pro-
non
immaginato
pareglio. Il Capocci
già
per
ar-
ragioni allegate dalla parte
esser
e
più scempie,
ponno
di Brunone
alla
voce
Bianchi
pareglieil
pari o simile,desunta
pareilh
div.
per
viene
maraviglia
di
lui divenisse
il motivo
metafora
speglio,
quale attribuisce
(1) La
la
nissun
tampoco
del
senso
abusiva
tale
guasta
e
forza
che
(1)Ma
»
pare-
perentorio è quello
e
con
il
di maniera
caso,
grave
ed
lo
gere
capovol-
leggendo colla Crusca Che fa di se
glio aW altre cose, bisognerebbe a
stiracchiare
il
cangiare
si viene
la conseguenza.
terzo
renti)
Pa-
questa volta che
risulta
1' assurdo
e
Vellutello,dal
(soggiungeil
Perazzini
non
dal
codici,e
Comm.
pari, simile,
ediz.
Passigli ec.
gnificato
si-
dal provenzale
usata
pag.
il
621.
col
il simili* dei Ialini
genitivo come
peravasi
dativo;
quindi
e
/'/ veggo
senso:
Dio
le
di
Il N.
sta
frase
in
ma
A.
Mer. Bagattella!questi
Contro
la
simile
il
appunto
costruire
:
volo
similis
caso
ricevere
(1) Illiislraz.pag.
1.
147,
a
il genitivo
si riferisce
Plauto
similem.
mei
posse
quando
in
vers.
1. Mostcll.
ce.
a
mo
Ho-
—
natus
:
Ut
valeamus
9.
2.
ve
scri-
Mille
Cicerone
dicendo
se.
dcbbesi
regola
Similesque meorum
similes
aliqtorum
il
intellettuali,com'è
e
aedilm,
describi
è
dice
quando
nostro, di
novarum
meteo.
Pro-
non
anche
patris
versus
se.
ben
me
die
Asin.
può
di
però
genitivo. Infatti
(2).Orazio:
H)
adamalini
col
est
que-
in grammatica,
grammatica
morali
enti
che
peggio dei colpi
e' son
latina; anzi
alla
ad
solo
che, conforme
certo, stante
Bianchi,
dicendo
sui chiodi
martello
pareglie
cose
(1)
logica
...
di
le altre
non
seguente
rappresentale
veggono
rincalza
zoppica
il
col
e
specchio (che è
verace
cose) che fa
tulle
se.
nel
genitivo
ricava
ne
i beati
cui
in
col
egualmente
ado-
che
1.
66
(1).Il Boccaccio,
esse
di
anche
materiale
cosa
De'quai,quand'io
Al mio
II
Se
parola
una
ei debbe
dunque
perchèconsisteva
(e non
latina
se
senso
le
vero
V
grandezza
Virg.Ma
frase
il
e
è
in
(1)
fin
di
dei
è
Dio
stesso
Dio
meno
nem-
gli è
fa tutte
sua
e
non
quella
si veniva
non
sia
Calep. Diclion
da
niente
S.
XTTI, onde
a
il veder
di bello:
splendida idea
secolo
0. 2.
conti
Con
una
anche
SlHILIS.
(2) Canz.
che
di lui.
somigliano lui, cioè
che
nuovo
falsoche
Veci.
lingua
maravigliose, specialmente
perfezione.
Capocci rinfrange:
vagheggiata
nello
la
è davvero
che
tal
qui
e
dir niente
tutto
Dante
mo
fer-
impronta, la immagine della
in
«
non
sublime
e
mai
usa
che
loica, avvegna
le minime,
portano
non
adonti)meglio
poi
così belle
cose
lui,
convenire
ne
la
contro
che sia,
perchè,per
senza
nel saper
Quella locuzione
un
di
astroscopo Dante
pel nostro
neanche
alcun
trovo
ne
(2).
bacio
colgo e
:
ben simile
parer,
(che più?)
scrivendo
di
que
[dunbello)
Bonaventura
non
appar-
Octolin. Lugduni 1631.
V.
67
tiene
menomamente
con
un
rebbe
ripete-
alquanto slombato
gergo
la
(1)
»
è facile ritorcer
Qui
il
Dante; che
proprietà dello specchio.
notissima
Lue.
a
l'argomento contro
medesimo
come
allegante: imperocché, sicDante, qualmente lo stesso Capocci
in vari
di
nia
luoghi asserisce, ha la smateologare,specialmente nel paradiso;
così debbe
teologiche,ed
gran
in
Dottore
dello
particolarequelle
S. Bonaventura.
come
che
quindi
sdruccioli
preferirele comuni
il benemerito
po'troppo lesto
un
alla
scempio
parte
nell'
idee
di sì
brami
Sem-
astrosofo
accoccar
avversa
ed
al
egregio Bianchi, che lo stesso N. A.
giudiziosoe sagace in tutte le
poi chiama
sue
postille
(2).
ghieri.
Virg.Chiosa tu stesso quel pensiero,o Alimio
Dani.
Mer.
V serbolo.
a
chiosar
altro testo
con
(3).
Devenghiamo all'ultimo compito.
Ma
prima che gennaio tutto sverni,
eh' è laggiù negletta
Per la centesma
Ruggeran sì questi cerchi
(1)Jllustraz.
pag.
(2) lllustraz.
pag.
(3) Inf. C.
15.
148, vers.
147, vers.
2
superni,
e
21.
seyg
Che
Le
volgerà
poppe
Sì che
E
Il
che
fortuna
la
la
vero
l'una
frutto
verrà
Oh
di
ruggine]
0
di
Ved.
mand.
al
se
Noi
d" invidia.
marrebb
ri-
per
Bini, ci fanno
risa
(3).
sentir
come
pel primo ed unico
splenderanno,
li)
corni-
27.
pag.
157,
Nannuéci,
lue.
celeste!
leggersiraggeranno,
professor Muzzi,
(3)
quello
dirugginirei Si può
avvertiva
(2) llluslraz.
quel
il Partivalla,
o
dalle
C.
corrono
ri-
pigliatanto
pozzo
addosso
peggio ! Deve
Paraci.
cui
a
del
il calonaco
e
stalline
cri-
bellissimo
dice
saviamente
il
bestiale
bellissimo
1' Achillini
ruggire
sfere
più
trasecolati
Virg. Oh
peggio
que'cardini celesti,specialmente
stridìo di carrucole
altro, come
le
di cristallo che
sendo
ORMARE
diruggineranno
oh
spositori;
dirugginamento
li sentisse
rugge-
(2)
»
quel rugghio
altri
la
Allora
«
pozzo
un
(1).
il fiore
l'altra, strideranno
girelledi
bello
bene
dopo
spiega:
de'cieli.
Lue.
prore,
diretta;
cardini, si
contro
le
che
le
correrà
ne' loro
ranno
u'son
classe
prode Ernesto
s'aspetta
tanto
dal
e.
ver*.
Rivista
Tel.
25.
della
Bini.
collez.
Firenze
dei
SS.
1856.
dri
Pa-
70
Illustrazioni
esse
vi
lord
telescopio di
chi
faccia
non
sa
E
ottime
scritto del
fra
essere
nel
ricco
regno
fosforico,
pur
le
quali,
tuono, nello
appaiono
sì face
ma
di
prima grandezza
di Urania, ne si è appalesato
astro
né
vermiciattolo
elettrica
nel tempestoso
pelago della nostra povera e
letteratura; ed intoniamogli il chere
buio
e
nuda
sì ben
"
del buon
luccioletta
non
Lue.
scorgo
terne.
lan-
Rallegriamoci
gigli e rose i pisciacani.
lui
con
adunque sincèramente
oltre
\
io
chiarissimo
nostro
che
Mer.
lucciole per
inglesie franciose,
gliZanni
per
come
veder
gigantesco
quale poi
infrequente interpolarparole
non
frasi
e
il
Rosse, il
tali macule
fra
quelle del
abbisogna
meritato.
Cherel
io!
(1)
Virg.!
Lue. Su
la
Dan.
via, Dante,
nostra
ora
a
te
a
chiudere
seduta.
Capocci, o
Grandi
tocca
tu
appo
(1) Xaipt salve, tu
(2)Inf. C. 48.
famoso saggio,hai grazie
anzi maravigliose
me
(2).
viva.
Giusep
Pellegrini,
P^
dantesca:
Cosmologia
4^.01
P45
dialogo
nuovo
PLEASE
CARDS
UNIVERSITY
OR
DO
SLIPS
OF
e
NOT
FROM
TORONTO
dei
morti
REMOVE
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