Pellegrini, Giuseppe dantesca: Cosmologia morti dei nuovo dialogo fa he NUOVO DIALOGO GIUSEPPE DEI PELLEGRINI FIRENZE TIPOGRAFIA PI GIUSEPPE 1856 MARIANI MORTI 1 cllbeteutto, Mietano, Lue. Oh ! il ecco (1). Ben po si mangia beve e Senti Lue. Eh, è stato e conversare Ne e avete perchè ci vuol (1) Conduttore chiamasi la la cavato tanaglia delle anche del Rabduco. le ci a' versi Non sue favella parola opere messi siara poco una anime di Dante. di che imparare però andare intendere strappargli a per lui con studiare Mer. così per giunta. ! sornione appunto giudizio pre- olezzante saluto italiana nostro questo a ove senza di cosette bel condito l'ho mondo panni, veste altre classica poesia Psieopom- dall'altro e mo'che Oc/aide tatuo, Mercurio nostro tornato delle Virg. Si a italica? costrutto, di bocca cavadenti. agi' Inferi, per cui namente lati- Lascio Dan. te, Dio a gherminelle Micille, de' ladri Samosateuse, o le ciance; al gallo del tuo le e avvocati, e l'importuno guettio cin- (1). Lue. Caro male molto Allighieri(2),fai Durante il mio risvegliarequel gallo.Non a ti rammenti che fu consecutivamente esso Etalide, Euforbo, gora, Pirro, Pita- Ermotimo, Aspasia cortigiana,cornacchia, ed Or ed sai infine bene (3)era perchè ordinava cinque anni Virg.Alunno dell'arme dolce, deh per quanto ma animai cogli uomini (1) Lucian. poi per (4)poco Dialog. Il in frane, trad. di professava avere una (4) Dante un coscia era Dante: te il viso ed cissimo ami- arcisevero e gno beni- talenti la sua Micille. Durante, fu il cognome cangiato fu Aldighie- Allighierie Alighieri. Ved. in (3) Capo-mistico gora in filosofo e battesimale nome mutato gallo fare non a per discepoli. grazioso donne vezzeggiativo ri, quindi univ. vero silenzio semifrati Luciano, buon tuo, (2) Il suoi ai a colle perfetto di te, duro più anche un mio pollai? quel mislagogo ciamolalro che ischiocriso de' autocrate nocchio ra- , ital. V. Dante. adora-fave culto Bie^. e coscia-d religiosoper le fave Pilla- oro. e vantava d'oro. burbero e taciturno cogli uomini: be- 5 satirica Non vena. posto lungo studio volume, mio ti ha è da e V indole mansuetudine: tolto Lo quella me e bello siile che Ebbene mia pieno di soavità il mio metti : stile e hai non e po'giù un ti arruffare non altri scherzi se nel amore (1)? dunque quel broncio, berire grande e me fattoonore come in spande di parlar sì largo fiume, fonte,Che e lodalo hai imbarfatta tu perfino la spera celeste a guisa fanciullo? (2)E sì che quella fanciul- scherzare di lona Lue. punto buffonesca. parmi non lui un già scriveva del tempo esser trasta fanciulloche scherza, giuoco,ai dadi e con- Io (3):ma hai bomba fatto guai a te! Virg.Lascialo arrabbiato Però ebbe nigno gentile e un E Dante, l'hai lanciata o tua bomba: qual'è la la più grossa gran tu, monello. anzi sfera povero : pel mal il torto a gioco vantarsi ciarliero eolle donne Biog. ibid. Jnf. C. 5. (i) Inf. C. 1. (2) Purg. C. lo. (3) Dial. 1 FILOSOFI ali/ incanto. una celeste Se lo sapesse poi pretendianche fare di ne Momo brontolare. fico! È sempre de' lazzi sorbi. dolce,quando che molto tava. frequen- 6 fu sempre no (1). Dan, Che rechi, selva sei* tante macele ani- Cillenio, dalla o ehe bruscaccio anzi coso un vaggia ? Mere. Dopo quaggiù scortato avere in off, in aski,iski, aud,ag(an, efl\ in congedate nella tragicommedia ritornato sono di morti retate che fare a ed ordinari, la cessata lassù poli di Sebastole solitesentito ho è ricominciata de' cannoni guerra terarie: quella delle penne letdire perchè già è impossibile impeal solito di mordersi. ai cani Virg. Ed Non ?Mer. messer una per lito so- Alighiero; e per una sillaba, parola, per una se, fra- per (i) È noto celebri virgola,per una di schizzata una Dante come terzetti si : lettera, per una alluda il contro mosca sé a un o stesso fiorentino: popolo quello ingrato popolo maligno Ma Che E Ti accapiglianoal si domanda per due l'hanno? chi con ora discese tiene ancor si farà pel Ed Si è Fiesole di del tuo ragion; che disconvien monte ben tra fruttare antico, ab e far del nimico macigno, : li lazzi sorbi il dolce Inf. C. fico. l'i. per strofo, apod' in- in que' Ne dello frutti i dopo più si da tratto bocca in tratto furono le già ! in uno se taluno esso starnutava bene era prima o sinistra a di operare prenunziava male. dei destra a auguroso se un licame bu- ape l' delfavo un (2). zana pecchioni le e spe ve- assai rare per Plutarco presso Demonio famoso di starnuto moderni quel api. ispirazione del segno a frequenti; sempre (1) Terpsione Megarico la i che nean- Sileno. scodellarono in : sì con qualche ronzare male parono aggrup- chiosatóri mezzo Platoncino a Vìrg. Manco di per quei poterli portare non Ibla, di quelle che in furono Dante a somaro si vede opere scagliarono e appiccati sono il benedetto Però si mie pecchioni interpetrie grossi sciami Mer. come profetante (1 ) starnuto cui su le Socrate di diavolo mezzo Prima davvero. godo il e morte a scriccioli. tanti Lue. abbaruffano si chiostro di Socrate o davanti I' azione se o di meditava poi egli stesso prediceva bene; i diavoli dietro che se che consisteva circostanti,in quanto cattivo: Viva dice che lui, traprend innutava star- nell' adempirla indovini antichi e ! (2) Dicevasi, per che, sendo culla.,le api iblee favo di in mele. lodare il soave eloquio di glideposero ne, Platoca in boc- 8 Di Mer. queste ho ne incontrata verso Dirò v'ho scorie dell'alte (1).Nel qual Deh tenzona. ! prego •quel nodo, Che che Da Din. Dirotti il in no capo solvimi le a lezione l'una sta meglio forse e tenza. sen- addentro, cotanto (2)che mango ri- io tema io saper brevemente 1' altra e tuo ch'io cose qui ha inviluppatatua vuoi tu il sì cuna; qual- quel (odaltre incerto, Che mi Dante, o suggevano, e dianzi e anco l'altra. Mer. Questo sibillino responso Domandala che dimenticai travolli Ciascun del casso, dalle reni indietro venir dinanzi era che il bagnava per torta Lue. Ih Ih! dirittura Per dal mento era che solito (1) Inf. C. l. (2) Inf. C. i, 2, (5) Inf. C. 20. al tornato la occhi loro co- cipio prin- il volto, li convenia, Perchè pianto degli senti nuensi, ama- sequestrare fra lor tolto,e lo degli lombricaio al che Ed bisogno di spiegazione. nuova Dan. ha il veder imagine sì Le natiche fesso(3). che avean tu 8. 10, potevi facciavolta tiritera: la sei molto dire a di dietro. laconico e 9 preciso, per ti boci all'orecchia Obscurus boro inanellata Del che ali m'è a spiccalo cita : molto onde ti di robuste ciata si è slan- volo tutta quanta la reggia e in le tafore, me- propri. cito lo illustre in rassegna ladri che Lisimaco Ernesto pensieri Vagando bene. di compagnie fé è stata gran i nomi passarvi avvenni ma gem- quella politropo Psicopompo, o Volentieri Sì, e api fornita Capocci prof,di astronomia. Dan. Interpretava egli i miei Mer. hai dantesca. Smetti, Mer. un perlustrare e tua oltremodo sangue regina, che astronomica Din. la- esse questa volta tali crisofore fra ita a brevis suo Ma spesso Polilogia. resto ha nostro pria,dispensando colla loro una il fioec. (1)monna Mer. Orazio quanto teste le per trali? as- lia Ita- copiose mi vi prosperano, Verati, il quale mi pocci grandi elogi dell'operettadi esso Caintitolata : Illustrazioni che cosmografidella divina Napoli, 1856. di Commedia Conoscendo queir orsaccio (1) Purg. C. 10. mal Dialoghi io l'umor leccato ec. cile diffi- di Lisi- 10 che maco, tuo sale ira contro le tuo amore alla e possiede,o Luciano, il partecipa però della tua non se sapere, imposture filosofiche libera razionalismo, critica, allo mi del e tico scet- voglia venne di vai leggere quel libretto,e per verità lo troun gioiello. lo Virg.Amoena piorum Concilia Elysiumgue co- Perciò (1). banles sub dimora tegmine fagi(2)di noi radunati concilio per poterne formare Sia toro di a in amiche- appunto adequato giudizio. e diat- gioviale (3),cui da più parti escon sotto duo grandmali quanto si conviene tanV uccello Lue. Eccoci Mer. Attenti al (4)e pratica ha libro. egli è riprende un [Terminata dialogo) incomincio. che si Virg:Ottimamente: (1) 5. perciò posto tutti pronti ad ascoltare. dunque Benone: che legga quel la lettura il egregio lavoro. prof.Capocci! bravo Eneid. (2)Bucol. Eglog. i. di mezzano (5) Che serve molti questa beata così; ed Ermete, turcimanno de' cieli ci Lue. recti- leggiamo quelle illustrazioni voì Dan. patulae che propongo soprannomi (i)Inf. C. di ullim. Mercurio a Giove in greco : gli è Ermete. uno dei 11 Lue. Il maturo lo senno, criterio, la esatto profonda sapienza abbellano quelloscritto. Viri/.Aggiungi l'acume critico, e, quel che più monta, la sofrosine Lue. Pur hai Issioni ragione ! la gran è la moderna intemperanza ti vanità ! di padri di non fica filoso- Giunone. abbraccia-nuvole, parti semibestiali, briachi ma rara filosofica. troppo Quanti oggidìsì quella gemma di nettare (1) Quali mangia-eléfan- (2) neopittagoricie neoplalonici che sperimentalismo di Bacone, dal telescopicogalileanoe neutoniano dallo ricondurci gliono vo- della fantasmi ai po cam- terna lan- magica ciarlatanesca! Su via, o Mercurio, torna a fare il tuo ufficio lassù in terra. Metti all'incanto tutta la vendine elefantofagi: già per dieci mine come tagora, né talenti fi) (ìiove, imbriaco nacquero del alla marito Issione dall' donde due per Olimpo i moda, per lo Pit- di Pia- dì bandire accontentossi scherzo fatto ia Giunone a che scusa ingoiano elefanti: quellispavaldi che significati insegnar grandi di era "ptòyt toù; (payojxfvoy; greco: che come non cioncato. nettare (2) E proverbio ikiopxjTxfuggi coloro mandra, facesti Centauri, trovando troppo que' filosofastri cose con e tumidi nulla sanno. e vengon paroloni mettono pro- 1:2 tone, e pei due nemmen (1),ma dalli oboli nulla per gene Dio- di anzi , paga tu qualcosa, perchè qualcuno gli piglie re ne liberi, sarcofagi dei Gerofanti Mer. Io nel poi come volume non seppellire nei portandoli a Oroioghi egiziani. dell' eloquenza trovo nume del ed Capocci pregio altro un infrequente fra i cultori della ed in particolare fra i naturale meno filosofia gli astronomi, voglio dire il buon gusto,la eleganza,puritàe leggiadriadello fisici e stile: e più egli è tanto di laudarsi da ciò in quanto colà in quella Beozia ov'egli (trannele onorevoli eccezioni)si fa della lingua italiana. grande strazio anco Lue. Tu parli da crisostomo (2) qual sei, vive (3).Noi mastro Agoreo dilettati ed valente Ernesto; esilarati così ardue, attici ma lepori calliboe (1) Dialo g. I e ed severe il di all' di condite del terie mauna di callipighc non (4)che alleggino filos. siam astruse, è trovarle veneri ci que' dialoghi trattandosi e benedizione vera a tutti la gravezza incan. Boccadoro. (~2) di (3) Che sede nel foro: altro soprannome (4) Non dalle belle natiche,ma dalla bella e Mercurio. soave voce. 14 pressava al suo l'aurora di quel secondo i termine, dello è il biam rammentato che, impiegando Occidente più sopra, ciascun segno di di Ariete il doveva penultimo di questa è verso i Pesci ad Oriente prendete quando i Pesci il ciò che orizzonte, ad Occidente riscontro del tempo. vedrete che Oriente sul- si trova il Carro (le quattro stelle del corpo maggior orsa)rispondereesattamente di Boote direzione che » cioè del Coro; di spira tra gere sor- riguarda esatto un globo e posti ad son dal lontano indicazione prima Poiché T due circa era star in circa. Per ora modo per questo segno sul primo punto non un' ab- già levati sull'orizzonte,il sole che al termine l'Ariete del- come segno, ed essendo levarsi a primo è l'ultimo che ad si trova Zodiaco che ore giorno: perocché Pesci dei Pesci, il segno sopraggiuDgeva e della alla così vento Ponente minato no- stro. Mae- e (1) Virg.I glossografihanno le cose, più e accurati abbastanza [i)Illustraz. molto qui glistessi di altri Daniello non precisi; poiché ec. pag. 44. V sono uno gliato imbroe turi Venstati annota: 15 (il Dante) Ora « dicendo i Pesci che antitesi orizzonte perchè essendo Coro. verso chiosa: « » che di vale il Venturi tutto il vento di il sistema Ariete, e venendo le stelle quella sopra detto in dei di due ore, secondo la loro dei Pesci, nascita ascensione vi fossero del perchè in era correndovi e più poco dell'altro,ne che ; il sole o lo meno, da sull'orizzonte viene solo due sole, ed poco dal sorgere segni dello Zodiaco al sorger Maestro; V alba Dante lingua questo immediatamente il segno spazio quasi e de' Pesci; ed il Carro già presso era essere comparire già spira dire a giusta alla cioè ad Caurus, in volgare Ponente latina uno Quando viene (1)L'altro si vede Boote dopo il Carro il segno formano rima) sole guizzarenell'orizzonte parte donde e del Già si vedono scintillando della grazia il sole nell'Ariete, i Pesci i Pesci sorgono (per 1' orizzonta per in innanzi levavano l'Aurora, così guizzano (allude loro)su alla natura descrive ci di ore il Carro di Dante Commedia (i) La divina Firenze, presso David Passigli,1858-59 guenza conse- in circa di Boote Alighieri pag. 70. ec. 16 in tal tempo si ritrova Il Daniello, la pari si è come il in che Ma piace, e se che grazia esser sarebbe circa si fare che fosse ita Cefalo; vuole quel zonzo a vero per ne per ovviare di divina e, pescare dire la ha Commedia Venturi, Firenze alla che non Ì830. Tom. quel svegliala sapendo di Titone, qualche altro galante Ma pocci il Ca- di quelle anco sate pas- scandalo col scita na- dabben in cronaca benissimo ce. ba, 1'al- ore non egli poteva prossima dimoili. allo ore assevera si fosse torte, per altro moda, due come menno pescasse fusa glia, sba- ma ragione al più presto, che doppie (1) La e dar due Aurora con a ma mestiero stato giorno madonna un'ora Vaurora. sopra cioè circa Sole ? Per del cava del sole. Infatti presso, mancavan fosse, la fosserosolo l'alba: già presso era frate vi nel seguimi ci descrive poche righe di se Pompeo mi alla nascita circa medesimo di Dante: a stabilisce tal tempo, dicendo pie a preciso che scappavia: Ora Il Venturi [ì] » veduto, salta tempo quando io, diceva che il gir oramai collo tal sito. difficoltà consistente maggior determinare in sentenziato commento 1. pag. del ! io. p. 17 che il sole doveva non il N. Inoltre circa. in sorgere un'ora dal lontano star A. che non aggiunge con maggior proprietà, vuole il Daniello. stelle, come già le sette quattro delle quali formano le ruote e Ire il limone dell'Orsa del corpo nò presso non il Daniello Perchè Lue. dunque perchè Coro? E tutto giace sovra non e sopra Venturi, Coro Dante della od il Carro tutto stelle e del corpo Più li non Domandane a il Carro linea fica signimeno nel o orizzontale canto, ac- gamento proluncondotta procede il Coro: significatutte a delle le sette rote o dell' Orsa. Virg. Senti, Dante Dan. molto il sopra sopra le quattro sole non e detto il Coro? presso nella ma pur detto che ha sano pen- Argeste. ha dal punto del cielo da cui e si trovavano conforme nella direzione sia o le quattro ma maggiore sopra il e di. Cauro, direzione Boote, di Carro del ? Che hai dico,e pia a messer non da rispondere ? ti rispondo Capocci clv i' mi (1). metto ri- lui. Virg.Voglio però appuntare quella corriva orizzonta proposizione di fra' Daniello (i) Inf. C. G. 18 poetone parole P per Eppure so, il come mio è unico, non fata, le cervella ciascuno hanno le uova, corna dirsi le orizzonta; non nulla mutar dicesi come di con ec. ra- fondamenta, invece ec, e il zonti oriz- donora, le le i budelli i coltelli, cervelli, i ha le budella,le coltella, frulla,le cuoia, ginocchia,le tanti sì Ora le peccata, le fusa, le sia sensibile sia ma vi quanti uomini. le (1) L'orizzonte proprio,sicché le Mon- storpiatura è patente, e non Marone, come tu possa raddrizzarla. razionale mora, storpiar le appiccatolo della rima? Vìrg.Facilmente. le Dante ingens ! Un rima. la dolce suo della grazia horrendum strum Lue. in orizzonte per di i fati, così può ec, tal foggia, oltre pigliareil plurale pel singolare,si restituisce a Dante robustezza, precisione,grandezza, ottica camera magico artifizio, quella sità, immen- parlante, linguaggiostenografico,formule algebriche, equazioni Lue. Senti senti ! Tutto gli attribuisce che che andrà bene, (1) Eneid. lihistraz. (•2) pag. filastrocca 24 e il N. di A. (2). ve prerogati- si ammetta pure 19 il la magico artifizio, ottica camera lante par- quella stenografia,quelle formule algebriche, sia quelle equazioni in poeec. ma ; mi non ricordo mi seno e delle coseno far il la bella i sudori il prò'Mascheroni, di lei mortale la del anche baculino vulgo groppone astronomo di tu e sublimità minima matica mate- per delitto di apollinea.Del resto, o Virgilio, transito tutto ben sasse abbas- non all'emisferoide povero lesa maestà saresti nemica, raviglio ma- che dalla tangente dell' argomento vulgo bastone sua freddi. Mi distinguerela poetica sapea dritto a Dante in menda, quelli e miglia pensate forte il nostro soggetto Ed che sempre rovescio e senza da mai ? se buon a tro- la neanche gli fan dire che più sfolgoranti,non hai volendo ri grazie e tangente debito- vengono come pur che poetico chiamava (1)mi van gorgozzule.Quando Lalande di Ganimede il passano le cose lui alle millanta sì, ti proverberà Omero che va miveglia. qualche cascaggine di dorio ne dubito molto, giacché a espiscato le orizzonta, nelle quali chi (1) Biog. Univ. ec. Lalande. 20 in facevi vita, formarne che dovevi con dallo staffilala critica guasti il da né a suo? alle Dante, è esso a estetica? Egli di una questa comparazione Lue. Ma io ti dico che (1) Sogno o su la sua pienza sa- Dunque gusto ha non dammo lo- chè per- La- del tampoco trigonometriche né le ha date lo- ha perchè vi sieno, ma che il gio linguagsignificare preciso guisa dal prestante anche coro algebrico,e racchiude segni chè per- lezione frasi. Non matematiche, soltanto di marmorea una sue metafore comunque voluto con il cattivo delle in nello buona una voluto senso paragonare coniato buoi,e impronta quel linguacciuto che ed filologica col per la tavola zio assegnare dianzi lande cera colpaccio sguaiato un adesso querciolo (1), Capocci ma come pian pianino scolpire,il ricevesti se" mi della uomini scalpellofracassasti che di le che torni, tu raschiar a mica non modo stesso bello, qui mio Luciano di Giove nemmen fabbricate. ha Mer. si orizzonta se sa vita di e stringatocome molte idee in formula. Ora sembra pochi a me giustissima. la soverchia Luciano. lo brevità 22 pesi delle e misure; che Dio-colonna (1),il Tot, Tricefalo, in d' idee Yirq.Io Ora la che di il il il Parammone, il somma V Ermete sono lenza. eccel- sapiente per piace meglio si sapienza parole. veramente Dulciloquiscala- cui per e che Euterpe fletibus urget (2), vengo e quindi appellato re della flebile,soave mos armonia, tenera trovo spesso il mio protetto, e convengo peccar di frequente la glossa al Canto Poich' ebbi riposato Ripresi via Ponete mente su questo sempre è il s'inclini piedi or lasso, che più basso. alquanto quella gradinata Ora e che ; il dizioni con- pie fermo il fate che ponetevi a o lo suo- salire alla mena (1)Ep/xacolonna,scoglio,firmamento Ermete. donde Epjxvj? (2) Georg. in disamina in costantemente è le che converrete passo seggio pas- che pavimento prescrittenel adempiono il corpo piaggia diserta il più basso. era sempre ai miei perfetto piano. Voi per 28 vers. la per Sì che il piefermo si 1. Leggi 10. pagi « generata oscurezza concisione. Mercurio Mer. Luciano con soverchia dalla appunto o po' scabro un log- fondamento, :"3 vedete già: voi detta la che più luogo, perchè il pie fermo mane ririmane il più basso, ma sempre elevato sull'altro pie in moto per la ha non non del tratto meta che prender più a di Ed piano ecco ! alla seconda dire volerci Ma quel quasi sua vera non camminava sul Virg.Io qui Ma l'erta in ancora non saliva? in chiaro quasi — della ciava; comin- que dun- piano, quantunque » perchè gravi difficoltà, incontro Dante che erta, cominciata, era punto di salire. ricordo detto egli vi pone non soggiunge ; deW che intenzione? dunque mi quando che va anda- Dunque — al cominciar quasi sembra sopra. Ma — dalla questo percorre prima posizione inferiore va condizione innanzi poco ha : po' eh' io fui appiè d'un colle giunto, Là Che Guarda' quella valle terminava ove di paura m'avea in alto e il vidi le cor sue Vestile compunto, spalle già del raggio del pianeta Che mena dritto altrui per ogni calle(l). Ora tutti sanno valle è quello spazio che di terreno che si contiene fra i monti, co(1) Inf, Can. I. ver. 11 e segg. .24 minutando di paese, com'è tratto La e selva valle quella del colle. Ivi Che celebre suo deserti (1): lo la fra fa ec. piaggia e Sì ch'io mi E e credo stesso e gia piag- che nel i più zione distin- rimarchevole monte: ornai che monti la e piagge tempre ec. piaggia,cioè che potea camminare quel quasi monte pensoso Dunque, se riprese via per per la salita,è manifesto né la per Petrarca che selve a giafmnai via sanno pur sappialidi Mer. Ma montata lasciò Riprese Solo sonetto campi fiumi il piano si misi indietro e non Poscia repente (1). valle, una è propriamente salila di clivus zioso spa- e il Valdarno terminava ove piagga diserta;e tutti poco lungo giunse percorrendola, fé sosta, viva. persona distendendosi, cominciava e lo passo, rimirar e colle là appiè d' un e posta in selvaggia era Dante, entrandovi di radici alle volte per piano, lo per dalle loro non in minava cam- piano. come lo critico-encicl. della contraddittorio spieghi? (1) Alberti iing. Hai. (2) li. e segg. Tom Dizion. univers. , G. Ibid. V. valle. V. Piaggia. Dan. Inf. C. i. ver. 25 ?lo colla proprietàdel l;t Virg,Lo spiego benissimo congruen parola,la quale toglievia subito ogni in- Erta, rigorosamente parlando ed in antonomastico, significasalita senso repente, ripida, scoscesa, ritta,erecta, eretta, da cui duzione intro- irla. Il Boccaccio nasce Vi fia dice: Dov'era alquanto la cammino. Noi Quivi Che coi Lo via andò raviglia. ma- mai ed aspro erto per a dopo Dante: appiè sì la roccia vi sarian e si leva erta che lani: Vil- Matteo vi non che in Toscana, villici : quale intanto trovammo indarno E stesso divenimmo Andate via la Lett. altra per erta piano repente ed di Casa alcun altrimenti non aspra ed montagna una nella le del monte; erta gambe pronte (1). parlale specialmente montanari, fra cui è rimasta lingua classica, e sentirete che eglino chiaman piaggia e piaggetta,poggio e pogla il declivio, ed getlo la salita blanda la salita dicono anche una pettata, in quanto affatica il petto. Ora logia che (1) Purg, è notissimo generalmente con C. 5. un proverbialmente che ripida,e erta le declive, in montagne con una che orominciano co- piaggia 26 «•he poi, gradatamente levandosi, diventa adesso Vedete erta. capello nella termine camminava piaggia per dell'erta della parò innanzi a il verso cui il poeta salita, e quasi al dolce con cominciar hi frase: controversa della quadra tutto come salita Una ripida gli lonza leggiera e presta bene ; mollo. Mer. Parmi dica tu sì giusta insistenza vate parola senza Lue. Non nello egli ha scendere e stabile il corpo pilibasso or e salire nel- cui rimane que qualun- sia sempre si i casi il appoggia come dizione con- il alternativamente più alto, concuss in- quanto affatto la niente pie fermo su sare ricu- vero inclinato piano un il nel basso, poiché in entrambi fermo una piena ragione tanto si verifica che sempre il che interpretazione. rimarrà con proprietà tua che non la un ostante asseverare loda tanto mai (impiega) non perchè (1), può che r il Capocci isciupa non codesta se dantesca, ed afferma della locuzione divino e e più piede vita graor insegna la lutto rigore il esperienza. Ed a Capocci ha parimente ragione, sostenendo comune (l) Illustra?, pag. 152, ver. 25. 27 l' un che sempre già come ed piede più basso trovasi nel camminare balzelloni o del freddura il chi per lo di vada non spavento quasi terra, parlar piano, Magalotti il la il passo mutare rade piede Ma abbia non i cavalli, nel in avvertito avevano altri chiosatori. a successivamente e come pianta diventa una piede più alto di e più basso, e peggio poi buttar là quella in piaparafrasi per dire che camminava nura, invece mentre fatto che in sta cedeva pro- garsi piaggia.È impossibile distriquesto ginepraio. per da Tirg. Per altro io credo riferirsi chi come il era al il sempre che piede anziché al dicesse: Sì che il più basso, cioè che stabile il restava dell' assiduo compimento pie sempre mo fer- nuamente pie conti- basso al ascendentale moto sarebbe vero pratica. in Questo sottigliume mi col mio mostra quel in forte puzza verbale, perchè si muta sofisma o il più dell' altro. Così il concetto Lue. potrebbe più basso, sostituire ottimo con verso piano il restava il di cetto con- all'era. Il L. Muzzi e filologo epigrafista fior di ragioni che, tenendo per o descrittivo del in salita o in camminare discesa,è serr* 28 pre così futile : puerile; perciò e Per « me Ripresi via viene ne la per modo conclude ei concetto questo piaggia la quale : era e pie [cioèr uno l'altro pie) fermo era [dagli sempre intoppi) il più o al più [perlo pia)basso [in giù » dirupante, rovinante (1)A tale indietro). però il significato arguto pensiero osta diserta in proprio che il di piaggia che il dirupo: esclude, come demmo, ve- suffraga il diserta, ne perchè significanteabbandonata, solitaria, lasciò passo giammai persona in cui, non viva. Virg. Ricorriamo al Alighiero. Dan. non Rispondo : ora fui (2). pena, ser Lue. Bravissimo! ora che morto confessi quel versucciaccio da disgradarne il cit. 1. sei non vita serena, 1) Ved. la (2) Inf, C. uomo sei uscito ne proprio nella di parlante.Levaci testo eiiz. e che e già uomo bene e presto: più suggetto fosti che l'amor al- uomo perciòpeccastiin fosti così tenebroso nostro ceraforo nefele- Passigli ec. pag. 670-77. 30 Lue. Colla frase mosse quelle sole al riferiscono alle e non già della cioè del piccolo ornato infatti anche il moto la verso E la non e ciò tanto tu, duca anche gli astri scentis ver origine al mi : il ai lotti Maga- delì\yi- pianeti (1). quantoche punto ap- fai proprio creare Virgilio, in primavera. Prima creillud Ver . . erat . . . Immissaeguc (2).Or (3)una sapere gran cosa cosmopoesi,della zione crea- mondiale, del fiat,V universo non si stava dir nell'atto si è fatto.Non fi) Citat. ediz. : né poteva esistere,appunto ancora vuol ; . coelo sidera della momento perchè est data è credibile stringe di esisteva fiat cieli ai la creazione mundi ferae silvis et universo; ed o agebat Orbis magnus disio volta mossa più sì del interpreta: Diede il Venturi ; intendi Poeta microcosmo, bello,ma o si creazione, del mondo gran prima mosse : ossia terra o macrocosmo stelle il significarela invero sembra belle ed esclusivamente immediatamente che cose facciae non esistendo Passigli,pug. (2) Georg, db. 2, (3) Inf. C. fi. di fabbricarlo, ver. 556 et già factum dunque 5, col. scg. e l'uni- 2, in fin 31 il lutto, verso esistessero le che i matematicamente era pianeti (fracui altre stelle. Che parte o fra il terra)il sole è la primavera? col moto suo è cosa quella impiegato dal il tempo scorre in apparente annuo ¥ le e è solstiziale situato giunge al punto polo artico. Che la parti,cioè sue stagionedell'anno solare che principio di esso ed il momento il sole cui la possibile im- il verso solare ? è anno sole nel percorrere cioè Eclittica, quell'orbitadescritta da! sole, la quale tagliaobliquamente V Equatore celeste in due punti opposti, allontanandosi dal dall'altra con Per le bestie tutte un di parte una angolo di 23° dello Zodiaco poteva come tempo dall' medesimo primavera se non li2 circa. ! io il mondo crearsi e esistevano mando doin fora an- né pianeti,né stelle,né sole,né cielo, né Eclittica,né moto, né anno, Equatore, no tempo, né né primavera, nò stagione soltanto il monoteistico nissuna, e regnava la materia amorfa nulla, oppure e caotica. Virg. Senti che mondo però ed tal diamine si può io stesso usava se' ito a intendere quel ! Per scovare anco la terra; vocabolo in significato: Munlus ScyihiamRhiphaeasqueardiius ut ri'ì arre-. 32 Consurgtt;promitMr Lihpe Il mio E che adopera pure ti macrocosmico al sole non era, già appartiene alla se del nostro nel terra potea nemmeno sto re- moto terra sistema in istante primo la fu il lutto il centro planetario;così cui si plasmava morfosi meta- siccome ma ; reale nell'Eclittica non mondo spesso che, quando pure la terra, esistesse anziché Austros(l). giova questa pigmaica ? Poniamo creata in (2). terra per Lue. Dante devextis peranco essa esservi né terrestre, nò tempo stagioni. professava 1'opinione Dante Virg.Ma generale che girasseil sole, e allora ferma stesse la terra. Lue. In tal Dante caso alcuni profeta,come Ma ne, vero ciò terra Virg.Dunque già ad mai non stato veggente entusiasti modo ogni la supposta che era lo influisce sulla nostra non poiché avrebbe non orbita la recato peranco rimane del né fanno. quistiosempre sole primavera non alla formata. riterremo edificato,ma il mondo che che (1) Georg, lib. 1, t". 240. 12, io, 14, 18. (2) Inf. CU, ""c. gli fosse venisse 33 infatti il Poeta e divino in primavera: dall'amor il moto impresso si della serve quellecose belle. parola caratteristica mosse hu% Linon lino sinaptis(1).Anche tendo ammetche Demiurgo farebbesi come i il pianeti inerti a tante ed di situazione la palle,gli astri immobili e collocato, avesse in distanza posizione reciproca della e tali rapporti fra loro che terra e del la primaquella che conduce vera, sia che rispettoalle costellazioni o nel primo grado di Arieil sole si trovasse te, primo segno dello Zodiaco, non ostanti* dimmi un ser po'qual primavera doveva esquella in cui si dava la pinta alla pallottolaterrestre e aglialtri globi?Nei torrida situati sotto della zona paralelli sole fosse l'Equatorele quattro stagioni dell'anno in si trasformano In alcuni due estati e due mavere. pri- paesi collocati fra 1' Equatore ed i se vogliansiprenTropici, dere per principiodello stagioni i quattro soliti punti due solstizialie due equinoziali, le stagionisono di tre mesi, ma comincia la estate non l' più il giorno delaltezza meridiana maggiore del sole; e ^1)Aìvov Xtvw 'jWÒ.tttus, greco adagiosignificanti; aggiungi frivolezze a frivolezze. 3 34 si se prenda giorno, vi saranno di Inoltre l'ordine che secondo le un autunno delle e sto que- due e e exade mavere, pri- di, quindi stagioni. i anche zone estali letrade,un una siale due ed inverno un invece principiodella per i principiantisanno stagioni è variabile paraggi, e che nei inverse. Laonde sono luoghi intertropicali se luogo giacente fra 1' Equatore per un il Tropico di Cancro e corre l'autunno, il Tropico altro fra l'Equatore e per un di Capricorno è primavera La medesima verifica sotto sicché è autunno, tutte di inversione i a Tropici e vicenda nell' altra viceversa. e stagioni si nelle nell'una mentre è perate, tem- zone Fra primavera. queste primavere, ridomando, sarà quella in cui il mondo? Sarà mandato venne qua] a spasso quella degli Eterosci, o podi, degli Anfìsci,o degli Asci, o degli AntiE fra o degli Antèci,o de'Pencd? le primavere qual sarà esser duri doppie nel corso di un anno regina? Vedi bene questo tale un enigma da indormirne i più dell' uccello-leone Sfinge.Poi quale stramberìa all'immenso eletta far da Dio comunicare macrocosmo, (2)Tò/jùya 7ràv: così chiamavano al gran i il molo Pane (2), greci l'universo. 35 ricorrendo panico la anzi terrestre là buttato sporadi sideree (1)! . . pe' denti Virg.Alla in che chicco delle una infinite sia la Galas- compongono non era pane Dante. di può ricorrere paffutellonostro al celebre fin-fine si futi aequa Pi- Orazio: atque poetisQuidlibetaudendi ctoribus di matico mate- punto vero Basta, questo . precetto del per nel primavera sem- potestas. soggiungo con esso lui : Sed non ut Serpenles coeant ut placidis immilla, non avibus geminentur, ligribusagni (2):ed è Ed Lue. io molto coniugar serpenti a che peggio celli uc- tigriad agnelliil fare esistere una la manipolazione primavera terrestre avanti e della che si risolve non essere sistema anelli Via di sia concentrici ciclo vicinanze che galattico ; del (2) De che stellare Poct. alla metà e la interno lib. 1. e dietro il sole (o australe più prossimo nodo al sicché contorno Art. astronomi spessore) d'inegualissimo eccentricamente della Croce del credono assai il tempo. I moderni nell'anello Lattea,più vicino sia situato Lattea. mondo, dell'essere medesimo Gio. Herschel collocato del e nell'assurdo nel Via (1)Vx'Kx^ia.g il parere stessa terra col sistema di formante la di alla essa, troverebbesi dell" anello. o zione costella- diametralmente terra suo opposto nelle 36 Mere. Su hai da dire affò sei e grido a lui (1). pienamente d'accordo. dell'ingegno(ilche acume ai cosi detti il tuo precorso primo di Luciano? uomo avviene sempre Proteo clopedico maraviglioso,encipe'tuoi tempi, e in qualche stalo coli' hai cosa il V me così andiamo Lue. Oh! Tu codesto a di Misererò Dan. che po' tu, Allighiero: parla un via onorarti a infallibile e secolo, ed io mitriarli. Ma sono il Lama, il gran come Genj)superato lerti vo- o la fra le tante sture imposomiglia proprio una è una ieratiche,oppure baggianata Lo Calandrini da stesso cerca-elitropia. valente le tue in Capocci sviste, e varii per attribuendoti vuol per indovino ti carda alcune enormi quantunque ti battezzi passi riconosce balorde e poi,non infallibile (2); di cose il loro il (3), si concilia pag. 154, ver. tuoi dotto ti temporanei, con- un' essere alla sticaggin fanta- tal volta pretenderti più che gue, san- perchè, so ignote ai tal'altra asserisce a pertinenza im- di meglio, in- (i) Inf. C. 1. (2) Illustraz. (3)Illuslraz. pag. 90, ver. 28, 1-3. pag. Ioli ver. 21 38 goscianel montare coscia. che Ora, lasciando delle l'attrazione di anche soggetta a dei poli,dove sfere al può sferoide terrestre contraddetta corpi andar fatto che dall'Equatore ai cresce il tocca dal massimo suo per maggior brevità del semidiametro e per la prevalenza della forza la polare centrale tangenziale;indipendentemente, io diceva, da ciò voi vedete essendo non del caso gravissime eccezioni, perchè segnatamente sulla stare l'esterno eterogeneo introdotto dal- corpo un nella il peso bolica dia- nenti applicazione di principjconcer- tale peso pei peli della su ficile che anche che Newton bene nato, riusciva Dante insegnassea po'difquelle belle un cose. riflesso mi questo medesimo Virg. Ma averlo fatto lo cendo: Capocci, diragione, perchè stesso Egli (Dante)avea il gran che e principiodella universale spiega tutto attendere conveniva lo dimostrasse Lue. O allora non era per anco attrazione scoperto; Isacco Newton che ce (1). perchè, se (1)Illustrai, pag- mento ram- 50, 31. Dante aveva ragione, 39 di lo taccia vantandosi Ma della Siam ricercando Dante ncW tal pelo (1);perchè noi ovaie nelle luogo questo mica negli della Dante si che far centro ma ei del e terrestre, le zanche; che le per bisogna e capitombolison ancor Mere. Un e oltre il N. Dante di diacci per esser più giù nel V opposto è tanto parla caldo centro siam da (1) Ibid. pag. 27, (2) Ibid. pag. 50. di certi propria Virgilio, con che anche un Ma 28. sto que- nonnulla. A. dice eziandio vento, di freddo tellurico,mentre che a dir poco il bronzo liquefarvisi ver, i certo nomo incomodi. sempre io convengo poco che non è non fatica ov'egliavea duca e a capriola nel convenire Ombra eri cheremo cer- notate della la a signore quo: la testa angoscia Volse con E parla, o capitombolo: Lo tuo del prò vanti nel lo non ovi qui faticae angoscia anche uovo signora? altro un bisogno di un a pel il anche Beatrice: cooperante e gente sottile capace andar e credulità, sua confabulante sua della nostra faticaed angoscia? questi son nei impercettibili. se egli Capocci dice di se e della Viry.Eh! Lue. burlarsi vi (2). 40 Noi abbiam pure quaggiù Flegetonte voraginosie vorticosi pirogenìacaldaica, fondata e sulle osservazioni vulcanici persuadono cessare e focolari di esistere sotterranei materie minerali che ma trovisi certa, ed la io crateri dei è fanfaluca. quescenti deli- o conflagrazionee centrale in anzi So di che cosa una so- per bene stre terre- istato tutt' altro ritengo e profondi combustibili, costantemente ignea via formarsi via meno il nucleo ebull izione lennissima o pastose, in o fusione: più latini mente necessaria- e la e qua ziaca, egi- de' fenomeni plutonici.Questi e ed dai e il « di fiamme, indiana Greci dai poi presa il Tartaro è tale che logi oggidì l'opinione prevalente fra que' Geoche l'altra ammettono primitivo liquido igneo stato specialmente desunto equatoriale,dallo e dal so cui dal sotterraneo dalla circonferenza pari i celebri che menisco suo altri che al terra, ai trovasi centro: ma insigniscenziati, fra rigettano affatto ipotesi,ed anzi che poli, scere cre- Poisson, Ioung, Perkins altri chiarissimi sostengono della schiacciamento calor del pappolata del con la fortissime densità e ed tale poetica ni ragiosolidità 41 degli strati tellurici crescendo dalle parti periferichealle centrali,verso queste deve eccessiva essere re superio- Ai diamante. del quella a immensamente e loro io potrei aggiungere anche altri decisivi argomenti è luogo a trattare qui non ; ma quest'ardua quistione.Adunque se Dante di collocar si conlenta anzi della che colaggiù del cio ghiacroba più dura, bisogna di ringraziarloinvece Lue. Egli prosegue : Io mi volsi All' altro Non a viste mai Goder alla vedovo illustra ; che come prima gente: per questo quelle! (1) scrivendo: passo, quelle della Croce prima genie ed Eden, bensì essi ai loro dopo emigrali neW Armenia, nelle nord venuta sparsa dell' ov" 'equinoziale V (1) Purg. umana C. i. era tendersi in- tori, commenta- dimoranti Eva uniti può non vogliono gli altri i soli Adamo : sito, le quattro stelle son australe V che il ciel di lor fiammelle pareva Il N. A. mente quattro stelle privato se' di mirar Poiché che vidi fuor settentrional O destra, e posi man polo,e rimprocciarlo. nel- figliuoli regionial e si era famiglia,in quelleregioni 42 col patriarcalidell'Asia; che rimontando calcolo ai tempi di tal prima gente, cioè a anni il polo australe in circa 7000 indietro, forza del di moto renderla per che cielo nel solo non quella vera precessione noziale equi- creazione anni di presente dal il tutto sì ancora visione,ma zione ; che la crea- mondo risale de' settemila la ma sua del dell' uomo torno avea della tempo primordi ai dalla perfettamente conosciuta era Dante qual nozi equi- lontano visibile a la gente prima degli abbastanza trovavasi Croce precessione certamente Bibbia, della Sacra cose quelle quel a relle avvenne dantesche, delle stelle del cielo, secoli 7000 avventura stelle che, se di lontananza non esse si che alcune (I) meno cose lllustraz. create mo vedia- più tardi anni, la loro luce per ne sarebbe la giunta,e ancor storia di un milione di (1).Siffatta interpetrazione l'A. confessa senza che noi vedrebbero,e quanto vediamo è la loro indietro anni è non ancor in fosserostate di milione un prima; per appartenere all'Humboldt ingegnosissima,ma da appuntarvi. pag. 38-48. io trovo 43 Virg.Eh si ! sei tale assillo da spossessarne sa quello della Lue. In Virg.E Lue. dubito luogo primo Dante di Giove. vacca perchè Perchè precessione degliequinozi. la conoscesse poteva conoscerla? non le tutte ineguaglianze secolari periodichedipendono deviazioni del da reciproche e zioni, attra- perturbazioni de' globi e eliaco nostro che gravemente sistema, e la sione preces- l' equinoziale in ispecieproducesi dalattrazione forza a solare agiscecon maggior dell'equatore,e tende sul menisco farlo cadere che che la conserva di il moto conforme ma piano dell'eclittica, nel inclinazione sua rotazione della terra. lo già avvertivasi, conviene la che mediante Dante stesso non gravitazione universale contraddittorio che Ora, se, pocci Ca- sceva cono- venta (1),diuno conoscesse gravitazione,cioè la precessione equinoziale. Virg.Bisogna distinguermeglio. La precessione dei fenomeni consiste e della in ciò che realmente la apparentemente terra, colla orbita cioè coll'ecl ittica,non (1) Illnstraz. pag. 34, ver. tagliasempre 20. il sole, annua, il me- 44 desimo ma punto dell'equatore, altro lo tagliain a ponente del primo, un 20*23" da stella una ad i descrivere di movimento la 46°56*. La fatto,un diametro quel Lue. in detta 25867 fissa anni, e chio piccolo cer- un uguaglia due volte sull' eclittica, cioè benissimo contemplato avere col senso della conoscerne Dante empiricamente e unque da chi- sapere cioè 1' attrazione. fenomeno Ohibò trapassa tal punto bisogno di senza la causa, sia della precessioneadunque è un mero di osservazione,il semplice effetto l'avesse poteva cielo, o conico, quale si poteva vista termine all'asse terrestre,in virtù inclinazione sua il quinozio all'e- trocedendo guisa repunti equinoziali compiono rivoluzione il cui giunge così impropriamente fanno un e cosicché, di un'altra: un'intera nel anno punto situalo 50",103 avanti rivoluzione sua ogni quindi osservato conoscerlo. ! di tutti perchè egli mancava quelli squisitistrumenti, alla cui mercè la moderna tuato ha appunto effetastronomia le sue scoperte anche semplicemente di fatto tissime, sperimentali; e quelle delicaservazioni complicale e sfuggevolissimeosla precessionediconcernenti e 46 Voi credete Dan Forse Ma Lue. noi vi di d'uopo ha dilucidarlo. In vita scrivevi, quanto Però confesso tua visione,ma della Ma dicendo secondo i moderni molto nel che di anni che fino al Herschel è la luce avesse al speso giungervi. poggia stelle tempo primordi che veramente l'hanno buccinata delle migliaia delle stelle la luce nel francar dei uno glispazi occhio, nostro e e glielmo Gu- più generosi tali milioni, cresca C. ± due circa tutto base in di refrattore suo Ma sulla fi)Purg. non poiché stimava proveniente dalle più lontane dispensar nebulose ai ancora luogo quella leggenda giungere pocolino un il cielo nel sì telescopiche impiega e cato. dimenti- pillola che tutto astronomi de' milioni l'hai saputo postergando ciò, proseguo del mondo. in s'intende, avrai certo grossa presente (1). profetidella Pizia riuscirmi avevi ; voi siete ora ma indigestaquella solo loco questo degli Oracoli non per pereqrin,come sem Almeno e sperlid'esto che siamo milioni 40 piedi di anni pei questo bello edificio che ragione la distanza della loro delle picco- 47 lezza, siffatta è e ipotesionninamente delle stelle in varie sovra dore, progressionedecrescente di splenponendosi della prima grandezza le ancor ed fino ulteriore. nebulosa risoluta Così le di Andromeda in stelle da e dalla vivacità invece da accumulamento le maggiormente Ma terra. altre fotica dopo luce delle minor da breve stella e cause ridurle o nore mi- penda di- sione esten- maggiore de' suoi la variazione delle stelle oltre il stelle ragioni,vi ha indefinite cissimo falla- maggiore quantità arcane produrre la medesima di Cambridge credono maggiore o o superficie, e diverse delle minute ultimamente la se della della loro anche lucide questo crilerion,poiché potersi sapere, possono dazione gra- meno Giorgio Bond lontane che con cesima all'undecima, sedi- agli Stati-Uniti,si da via esempigrazia,le più come, non di terza lescopi, percettibilicoi più potenti te- appena della le meno, così via e meno, negativa o grandezze è si fonda mentre più brillanti, di seconda ed sazione cas- loro una le mera La immaginosa. arbitraria, al tutto disgraziauna per raggi, di più ignote sità nell'inten- cangianti intervallo,di guisa che ora apparisca di una 48 grandezza di ora nel fu esempio, era egli diventato di rilevò Capo Herschel al la che stella grandezza il 1838 nel dell' talora più luminose si possono la Maclear ed variabile. La cieli distanza 12 anni; e del cielo 61' sarebbe Cigno mia molto lontane Secondo le Strine è 0",2613, raggi dell'orbita dalla percorsa del e del valente perciò tal più boreale astri esperienza parallassedell' a/fa della Lira terrestre, provvisa im- la maggiori trovare più 771400 e di luce di altri la stessa i calcoli corrispondente a nel Canopo, come discernibili. appena della sicché delle stelle che osservazioni dalla , convalida conferma altre venuta di- indebolimento luminosissimi proposizione.Di di Nave prima e brillante disparizione nei anche ranza Spe- passata era alla apparizione, e Buona della più, essendo anche grandezza. Gio. Centauro; trovò la 1843 maggio 1849, di *i dezza: gran- fulgore uguagliava quello suo del « nel per scoperto di 8n-9a lla più splendida seconda 1847 era si rivide quando Allorché, Luglio Ebe, l'asteroide esso un'altra. luce brillante anche di 6a in stella tana più lon- grandezza 49 quasi e invisibile la distanza di (l'j.Ora per determinare stella bisogna appunto che la parallasse; e si sa poterne ottenere il raggio stesso della grande orbita restre terè insufficiente per aver quelladelle stelle la cui lontananza superi 2062648 volle la lunghezza di questa base geometrica; sicché si può in certa guisa sapere una quale spazio definito entro non sono, distanza ma definita ripeto,è già non conoscere si trovano. assaissimo, com'è valuta egli stesso ora fin ottenuti più nello e dell' a del stesso tempo Capra stella di 6.a 3. pag. siamo distanza pag. da stesso noi. 122, Padova » le più cipio prininversa il misure, la 6t.a del nostro che « di Capocci risultati affitto che le stelle vicine. della di Se la lasse paral- tutte, vedesi Lira, di Arturo alla parallassedi una Cigno. » Cosmos, Par. preclaroSantini nulla può dirsi di rapporto Elementi assidua boldt: dell'Hum- fisse,dobbiamo stelle caso se della a generali;i maggiore inferiori conviene nello In « quelle delPa 1881. Il delle di niente la è ben sono numero : pari Centauro 172, Milano sul del che ciò, tutto giusto, l'autorità scrive grandezza pure e Ma ragione fatto istabiliscono qui non brillanti sieno della che in degli astronomi discordia qual a (1) Però, secondo Peter*, la parallasse dei è 0" 103. Questo esempio sia saggio della Lira esse dall' incertissimo sorretto suppositiziodella le in altezza alla loro Astronomia camente fran- ciso pre- confessare grandezza ec. Voi. 2 1830. 4 50 della grandezza e Rispetto poi della al lare. stel- lontananza della creazione tempo di 7000 secoli a degli astri anteriore ci contenteremo di credere quella dell' uomo sulla sua VA. semplice parola, poiché Giove tanto Imarmène che (1)si dirne impacciatissimia Parmi credo la discorra tu niente che le sulle oscurità, come molta perpetue differenze calcoli. È delle nostri rimane ; N. il caduceo Falò. (i) Ei/xapjuiv"i lativi re- che an- la matematica somministra e imbrogliatissima, cielo qualche cade cenda ostante, la fac- del dubbio io stesso che aperta fra i pianeti,e che e in fatto quali A., che non sempre pel terminat de- i limiti dei relativi ciò bisogna contentarsi prossimazione.Vedi, di sovente di avverte probabilità ci errori pur lo mostrano come vero, determinare di io di risultati dei il moderatissimo il modo ; ed asserir si possa astronomiche, misure sempre bene positivospecialmente e di alcun d'intelligibile. che Mer. verebbero tro- a volta o vo far mi verso e deWapho casa scorrazzando parecchi stieri, me- piacerebbe la lungare al- Vergine o 51 i Gemelli, verso mondo P infinito la bussola perdo astrale, e in non quel- pezzo racca- nulla. 0 Dan. insensata Come difettivi sillogismi son Quei de* mortali, cura che ti fanno in alto batter l'ali!(1) Lue. Riprendi i terzetti dove si parla delle facelle. tre Mer. Gli occhi là dove Pur Sì mio: io eglia Che il Lue. Il le : vedevi E queste Capocci di qua polo me staman, son terpret rigetta la ini quali vogliono glossografi, dell'Eridano facellesino a a Parad. (2)Purg. sostiene le due C. quelle (2). risolutamente a e stelle, di là basse, son salite ov'eran le tre e quanto arde: tutto (Archenar); della del Dorado, (Canopo);ed Fomalaut, guarde? facelle quattro chiare dei che lassù quelle tre : a allo stelo. presso che figliuol, lui a Di che Ed più ruota come E il Duca Ed ghiottiandavan pure al cielo le stelle son più tarde, miei Nubi che di Nave oppure sono V invece "*- di chenar Ar- ci) Magellano.Con- li. C. 8. Illustraz. pag. d'Argo 64. e segg. 52 coli' A. volentieri cordo che del celebre navigaportino il nome tore, il quale adempiva il suo famoso gio viag- esse dal 1519-1522, si molto più antichi Arabi fino dalla mentre la metà maior dell'El-Bakar Soufi. Perciò cioè di dice Ma che 6or 20', Nube e quella ìiira le descrive e del Ab- stesso un di C" in una al Canopo ad di eglinell'Ocea- ancor nubecule di luce Via quella della di che ma polo Sud occhio Mar- intendenlissimo fatto nudo è orientale a la tali distanze nubi guali ine- più grande 42°, la più piccolaIO1 del celeste, e nudo, 0'. Pietro entrambe di concerto intorno di lembo ineguale come È poi circolanti occupa tezza con- occhio a retta autore del 1400 cose Lattea. aver consiste fatta maggiore Anghiera blanda istrutto ai situata l'ascenzione queste Ab- piedi del Suhel, Canopo, designazioneed ubicazione mentre della lo essa giustacomecché assai poteva quella nube. bianca macchia lire antica Dante sia o Dervieo dourrhaman dourrhaman secolo, dall'Ide- venne dell'astronomo di dagli del decimo identica letteratura tempi segnatamente e Bove-bianco della in conoscevano Nubecula ler dimostrata di quanto per concavo appariscono co- 54 Herschel di stelle di sciami la Dante e Dan. Dante, io torno Che sempre Perchè la tue. Cioè capo se fuga Vun che per te; che cui deW gniamente con- replichi? pensierrampolla altro insolla tante scrivevi accatastar sono dilunga il segno, avendo quando astri piccole faci (1). a a l'uomo,in Sovra pensier,da peranco quelle Nubi compararle Virg. 0 non e potea sospettare non di siderea natura di regolari in riduzioni tali recentissime, sia o isolate, stellari nebulose irregolariirreducibili ma ridotte); stelle ammassi e di sferica, e forma di complesso un e tante il poema 1' una (2). pel cose sacro, e lendole vo- sull'altra in poche potevi riuscir chiaro e parole,non tiva. preciso in tutte. La scappatoia non è catDevi guto però ringraziareil nostro ardella sua astronomo zione spiegasagace a Oh! ogni adesso appresso modo mi salta Vai. in delle altre.... mente o Humboldt, Cosmos, (2) Purg. C. (3) Illusiraz. 81, ver. che di 1' atmosfera za altez- Mercurio? pur. ti. pag. egliin che positivamente assicura ha 40 miglia terrestre È egli vero, (3). (1) migliore 18. 2 pag. m. 518-325. 55 Mer. I fisici discordano assaissimo di tal misura; la si ha ed pena ap- approssimativa: ho non lutazione va- invero quale remotamente io stesso nella mai potuto trovare ancora che il limite atmosferico. Lue. Ma l'inclito A. la rilasciata in forza della si in liquida che propria attività attrazione al ab sfera globoter- nel divisalo dall' un fluidità (1).Ponendo i princìpicomunemente quanto concerne di fisica molecolare, V accortissimo critico maggior copia metafisici, qualora con quali o se misodommatico Fusinieri Ambrogio i contro e dei corpuscolare combatteva, io potrei inveire potentemente e tempestare di argomenti la necessità fisici di e esser tornerò soltanto stringesse, avvertire che la ipotesidella originaria sperata diliquiditàdella terra è veramente breve mi non Già una perfetta; nostro origine colare mole- di meccanica ad come sic- sì una avvenuto ammessi Dott. reciproca in prima raqueo alla congloba così questo è lati fiussile materia aeriforme stato aggiunge il cosmogonia (1) Illustraz. pag. Laplace sommo 112 nebulosa, ver. 7. inventava formando i lembi di pianeti via atmosfera lembi via si in virtù conglomerava davano no, si roton- dell'attrazione, e pel rotatorio acquisitocangiavansi dottrina che, per fatica enorme del onta e gli al si quali,sottraendo tolone gassose, del calore poscia fecero ed materia la terra così ed zeppa sembra impossibile cotanto quadre, e Virg.O il nocciolo e sia che tuttora vedete, che in vi la trale cen- assurdità saltata cui teste sia mentat fo- crogiolata. mostraci assurdi. di irta a indurare poco liquescente.Questa tantafèra, e sforica fo- fabbricazione tal però conservandole crosta, liquide in della o a a poco i quelle pallol- a spezialmente assoggettarono ginari. imma- ché già s'intende, poi- figliuole del sole, mondiale, tica cri- Uranopoeti, le trasformarono incandescenti minerali, bulosa ne- della tocco altri poi pur materia una primo ad t perde negli spazi Successero con altri, che da tutti cosmica, e da e : boldt, dall'Hum- accordatole astri sfuma, in sferoidi matematica pompa favore mot.) condensala quanto dall' Arago creano strema dall'e- raffreddata,i quali solare vaporosi .staccali un po'qualcuno di questi 57 Lue. Eh, anche da e pede giova ab antico Mere. moderni il nostro livam la terra se si mantiene i tuoi, é acquolina in col in io Mercurio se (1)E mano. è sudicissimo obolo la ridotto a sa- Dante, si sentono questa sciagurata borsa del mondo, dice come tore saggio imita- tuo tradursi bocca colla borsa degli Fiacco, glutto sorbere che può hai il gergo e anelano, che Persio Monti un importa cosa mercurialem, indovinello, o come loro idee le appunto uomini V che regioni centrali? per Ercole netta-presepi! Tu Bravo preso delibare, argomento agliuomini liquida,e se tale fu nelle un od noi a profonde» labiis però parmi sterile,mentre troppo po trop- uno. modo Virg. A ogni o in andrei tema summis potersi non slans pochi lunghezze, sendo le per di toccar a pur oggi dove Verità perchè appaio troppo na padro- immenso un mercato, la venir si vende 1' è e per nuda, la Giustizia destia perchè è tutta ganasce, la Moperchè vestita di bigello,e vi si la lira d'Apollo ed anco la gonnella brucia d'Urania, (1) Sat. li. se non se ne può subito 58 quattrini.E cavar sola fosse Urania di almeno che la si vende nella gon- ! . Hai Lue. mille le donne meglio larga in trionfo Sì sotto Di trarre te che Fatto E che Se non da parere i mortali oggi globi altro è da che egliuno, di questa. L'hai Ohibò, nò (1) cento? dotto astronomo, eziandio asseverare visto ... e voin'onrate e tu ! d'argento; all' idolatre, nostro lui rammento statici. aero- podere d'oro voi al tanto affbnde ha Dio v'avete . venderla gliocchi fuor delle tue onde sull'aria vi è l'etere Mere. portano nessuno Lue. Ma, tornando mi forse per e la cupidigiache 0 Dan. ragioni; . che infinitamentepiù raro visto né tal' etere? sentito nissun a sensorio. Lue. 0 Mere. dunque lo dirò Te che si fa come io: la cometa a che saper perchè avendo di interna Encke ci sia :J osservato e farse ai loro quelle di Biela e di Fave nella centricità ecritorni periodicidiminuiscono zioni, nei tempi delle loro rivolue anco se (1)Par ad, n'è argomentato che C. 27. Inf. C. 19. ciò avvenga 59 la resistenza per da Lue. E Mer. Lue. diffuso etere un è altra vi non opposta alle loro lo per masse spazio. ragione che questa ? No. Allora pigliare il gli eterofili possono Fiorentini cappello verde degli antichi fallili: ma de' modico degliantichi non derni, poiché questi hanno appreso il buon del costume turco è proprio La vede trappola: vi cosa; poco devoto eccolo come più grami è il topo si apre creditori ben delizia: bottega chiusa una ogni dopo una sedeva che ed sul tratto che è dentro è bello ritorna sacco. trattosi vera una rode che e grasso scappato: fresco e quello del Pignotti,e i dablì spennacchiati e restano dell' uomo-gallo di Platone. Virg.0 lerque quaterque beati (1)i giocatori di bussolotti grandi e piccini! Lue. Del resto a proposito dell' etere, il quale lunghissimabarba indiana, fenicia, egiziana,caldea, persiana,greca e latina, se ha una eglisi vuole tanto può sottilied elementari dei comune di (\) Eneid. composto di particoleed da esser mi ato- padre così detti imponderabili, come grazia opporre resistenza sensibile a dei quali corpi infinitamente sono le solidi loro divisate De alla perchè d'Halley incontrare pianeti di delle corso Oh! fin Lue. Inoltre cometa resistenza di contrastare de' e densi la facesse e non e ingente tanto V etere se infine ritardare pianeti,sai lia ce- il tu accadrebbe? meglio so di ballo così e lo bero dovreb- più tanto Giove comete quello che Mere. a sì che davvero di sterminata del 1680 Perchè disseminato? ? E in particolare alla spaventosame e maggior tanto particolarmente massa di Mes- prodigioso volume ai chè Per- e ec. riodich pe- lunghissimo periodo, le e loro oppone e esteriori di Olbers enorme ellisse la alle l'oppone non interne pure più grande nell'etere nei l'oppone se periodiche Blanpain, quali pel di lui, Vico, Brorsen, D'Arrest? alle sier, di Poi quelle a densi segnatamente comete, egualmente non comete nuclei? tre più a di te: andrebbero precipitare tutti avverrebbe, l'accorciamento di Encke diecisalvi nel sole, ! il mondo. fini- dell'orbita può dipendere in da della tutt'al- dell'etere cagione che dalla presenza negli spazi, e forse da perturbazioni subite tra Lue. rispetto la Io opinione: sua le molte spifferargliqui di eh' i'ho Egli crede gli aeroliti, di non posso Zoomagnetismo ed torlo. altri che soscrivere ec. 13 al Lisimaco del lati Ve- Trattato suo pubblicato suo in Firenze 1845-46. nel Virg. Verte un'altra calorosa glossatoriintorno i disputa seguenti Senz'essermi Da te la Che Che la fa di E nulla Alcuni nel veggio face lui di t'ò autori con : speglio verace se i meglio. più certa. pareglie l'altre se gravi cosa terzetti fra profferta discerno voglia tua qualunque tu Perch'io il senza darebbe sposti da Voi. 2, Leti nel e gioni ra- piccoli pianeti (1);ma pe' motivi parere tessi po- molte e Humboldt sieno ciò in anche mi non con pure se rigettarlaaffatto forse misericordia, ma cose, pareglio (2). la esso Crusca e fica Capocci sostengono che pareglio signiil parelio ossia la immagine del sole riflessione de' suoi prodotta per nubi; sp egano: e il tuo (1) Illustraz. (2) Parad. C. « desiderio pag. 26. 131, Veggo nel vers. raggi nelle mo) l'ultive (-cri verace 25. specchio 63 fa di Iddio)che specchio in fa di parelio se Ecco tiralo alle altre cose, somma inimitabili'. Lue. parelio,larva, se (1) » 1' ova accomodate per il povero nulla immenso lui, unico, a e vero nel paniere: gamb •, tiralo per ospite di Procuste si le la è e t«"sta, mente final- allungato...e svertebrato. Io fo di berretta a ser parelio ed ai parelj, perchè alle volte fin nascono mel!i, fo di barretta selene a singolarie plurali; maschi e e ; se gli bacchetta magica la vecchia ingozzo Yirg. Ma Baubo Ma osserva conoscesse detto tanto e tanto vocabolo per con adiettivo di cose, in i per (2)non alza-sottana la ! il Capocci legge: Che reglioall'altre le berretta paregliee quel tramutar soprassoma le para- avesse inventare ma que'ge- fo di egli o pareljmascolini, starei cheto: tue. che femmine di madonne a Dante, ammettendo par cinque andrebbe l'altra cose, e allora fa di anche se pa- do secon- bene. lezione lo erudito ha per se, come bene professoreParenti, l'au- (1) Illustraz. pag. 148, vers. (2) Vai. Biograf. milolog. Ar. 21. Balbo. 64 torità di ottimi ed antichissimi seguita da Aldo, fu pur Daniello da e molti altri falso veduto ha sole onde specchionel « insigni. E l'ingegnosiss dal É a bensì il costrutto susseguente verso, più me che, vero che scambia la quale è verace verace sole, che giustificareil roge non avversa che le che si punto ap- lezione si dantesca, che non parelio,e duce pro- non immaginato pareglio. Il Capocci già per ar- ragioni allegate dalla parte esser e più scempie, ponno di Brunone alla voce Bianchi pareglieil pari o simile,desunta pareilh div. per viene maraviglia di lui divenisse il motivo metafora speglio, quale attribuisce (1) La la nissun tampoco del senso abusiva tale guasta e forza che (1)Ma » pare- perentorio è quello e con il di maniera caso, grave ed lo gere capovol- leggendo colla Crusca Che fa di se glio aW altre cose, bisognerebbe a stiracchiare il cangiare si viene la conseguenza. terzo renti) Pa- questa volta che risulta 1' assurdo e Vellutello,dal (soggiungeil Perazzini non dal codici,e Comm. pari, simile, ediz. Passigli ec. gnificato si- dal provenzale usata pag. il 621. col il simili* dei Ialini genitivo come peravasi dativo; quindi e /'/ veggo senso: Dio le di Il N. sta frase in ma A. Mer. Bagattella!questi Contro la simile il appunto costruire : volo similis caso ricevere (1) Illiislraz.pag. 1. 147, a il genitivo si riferisce Plauto similem. mei posse quando in vers. 1. Mostcll. ce. a mo Ho- — natus : Ut valeamus 9. 2. ve scri- Mille Cicerone dicendo se. dcbbesi regola Similesque meorum similes aliqtorum il intellettuali,com'è e aedilm, describi è dice quando nostro, di novarum meteo. Pro- non anche patris versus se. ben me die Asin. può di però genitivo. Infatti (2).Orazio: H) adamalini col est que- in grammatica, grammatica morali enti che peggio dei colpi e' son latina; anzi alla ad solo che, conforme certo, stante Bianchi, dicendo sui chiodi martello pareglie cose (1) logica ... di le altre non seguente rappresentale veggono rincalza zoppica il col e specchio (che è verace cose) che fa tulle se. nel genitivo ricava ne i beati cui in col egualmente ado- che 1. 66 (1).Il Boccaccio, esse di anche materiale cosa De'quai,quand'io Al mio II Se parola una ei debbe dunque perchèconsisteva (e non latina se senso le vero V grandezza Virg.Ma frase il e è in (1) fin di dei è Dio stesso Dio meno nem- gli è fa tutte sua e non quella si veniva non sia Calep. Diclion da niente S. XTTI, onde a il veder di bello: splendida idea secolo 0. 2. conti Con una anche SlHILIS. (2) Canz. che di lui. somigliano lui, cioè che nuovo falsoche Veci. lingua maravigliose, specialmente perfezione. Capocci rinfrange: vagheggiata nello la è davvero che tal qui e dir niente tutto Dante mo fer- impronta, la immagine della in « non sublime e mai usa che loica, avvegna le minime, portano non adonti)meglio poi così belle cose lui, convenire ne la contro che sia, perchè,per senza nel saper Quella locuzione un di astroscopo Dante pel nostro neanche alcun trovo ne (2). bacio colgo e : ben simile parer, (che più?) scrivendo di que [dunbello) Bonaventura non appar- Octolin. Lugduni 1631. V. 67 tiene menomamente con un rebbe ripete- alquanto slombato gergo la (1) » è facile ritorcer Qui il Dante; che proprietà dello specchio. notissima Lue. a l'argomento contro medesimo come allegante: imperocché, sicDante, qualmente lo stesso Capocci in vari di nia luoghi asserisce, ha la smateologare,specialmente nel paradiso; così debbe teologiche,ed gran in Dottore dello particolarequelle S. Bonaventura. come che quindi sdruccioli preferirele comuni il benemerito po'troppo lesto un alla scempio parte nell' idee di sì brami Sem- astrosofo accoccar avversa ed al egregio Bianchi, che lo stesso N. A. giudiziosoe sagace in tutte le poi chiama sue postille (2). ghieri. Virg.Chiosa tu stesso quel pensiero,o Alimio Dani. Mer. V serbolo. a chiosar altro testo con (3). Devenghiamo all'ultimo compito. Ma prima che gennaio tutto sverni, eh' è laggiù negletta Per la centesma Ruggeran sì questi cerchi (1)Jllustraz. pag. (2) lllustraz. pag. (3) Inf. C. 15. 148, vers. 147, vers. 2 superni, e 21. seyg Che Le volgerà poppe Sì che E Il che fortuna la la vero l'una frutto verrà Oh di ruggine] 0 di Ved. mand. al se Noi d" invidia. marrebb ri- per Bini, ci fanno risa (3). sentir come pel primo ed unico splenderanno, li) corni- 27. pag. 157, Nannuéci, lue. celeste! leggersiraggeranno, professor Muzzi, (3) quello dirugginirei Si può avvertiva (2) llluslraz. quel il Partivalla, o dalle C. corrono ri- pigliatanto pozzo addosso peggio ! Deve Paraci. cui a del il calonaco e stalline cri- bellissimo dice saviamente il bestiale bellissimo 1' Achillini ruggire sfere più trasecolati Virg. Oh peggio que'cardini celesti,specialmente stridìo di carrucole altro, come le di cristallo che sendo ORMARE diruggineranno oh spositori; dirugginamento li sentisse rugge- (2) » quel rugghio altri la Allora « pozzo un (1). il fiore l'altra, strideranno girelledi bello bene dopo spiega: de'cieli. Lue. prore, diretta; cardini, si contro le che le correrà ne' loro ranno u'son classe prode Ernesto s'aspetta tanto dal e. ver*. Rivista Tel. 25. della Bini. collez. Firenze dei SS. 1856. dri Pa- 70 Illustrazioni esse vi lord telescopio di chi faccia non sa E ottime scritto del fra essere nel ricco regno fosforico, pur le quali, tuono, nello appaiono sì face ma di prima grandezza di Urania, ne si è appalesato astro né vermiciattolo elettrica nel tempestoso pelago della nostra povera e letteratura; ed intoniamogli il chere buio e nuda sì ben " del buon luccioletta non Lue. scorgo terne. lan- Rallegriamoci gigli e rose i pisciacani. lui con adunque sincèramente oltre \ io chiarissimo nostro che Mer. lucciole per inglesie franciose, gliZanni per come veder gigantesco quale poi infrequente interpolarparole non frasi e il Rosse, il tali macule fra quelle del abbisogna meritato. Cherel io! (1) Virg.! Lue. Su la Dan. via, Dante, nostra ora a te a chiudere seduta. Capocci, o Grandi tocca tu appo (1) Xaipt salve, tu (2)Inf. C. 48. famoso saggio,hai grazie anzi maravigliose me (2). viva. Giusep Pellegrini, P^ dantesca: Cosmologia 4^.01 P45 dialogo nuovo PLEASE CARDS UNIVERSITY OR DO SLIPS OF e NOT FROM TORONTO dei morti REMOVE THIS POCKET LIBRARY