L’incontro con Ottavio Dantone
e con l’esperienza dell’ensemble di
musica antica Accademia Bizantina di
Ravenna, sua città natale, ha segnato
fortemente il suo percorso formativo
intrapreso fin dalla giovanissima età,
suscitando un notevole interesse per la
prassi esecutiva barocca.
Diplomato in violoncello
al Conservatorio di Parma,
parallelamente agli studi di
composizione e di direzione, si è
dedicato ad un approfondimento
costante dell’interpretazione del
repertorio vocale e strumentale del
Seicento e del Settecento sotto la guida di Ottavio Dantone,
affrontando pagine di autori noti e partiture inedite, collaborando
alla realizzazione di concerti, incisioni, oratori e soprattutto opere
quali Olimpiade e Flaminio di Pergolesi, Die Entführung aus dem
Serail, Così fan tutte, La clemenza si Tito di Mozart, Annibale in
Torino di Paisiello, Il viaggio a Reims e L’italiana in Algeri di Rossini,
Giulio Cesare, Rinaldo, Alcina e Orlando di Händel, Tito Manlio di
Vivaldi, Una cosa rara di Martin Soler, Orfeo, Il ritorno di Ulisse e
L’incoronazione di Poppea di Monteverdi.
In qualità di assistente di Dantone, ha partecipato a produzioni
al Teatro alla Scala di Milano, La Fenice di Venezia, Teatro
Comunale di Ferrara, Teatro Alighieri di Ravenna, Métropole di
Lausanne, Opéra National du Rhin di Strasburgo, Palau de Les
Arts di Valencia, Teatro Campoamor di Oviedo e al Festival di
Glyndebourne.
Ha debuttato nel dicembre 2010 alla guida della Grande
Orchestra di Faenza di cui è direttore musicale e successivamente
ha tenuto concerti in diverse città italiane in qualità sia di
direttore che di violoncellista concertatore, dirigendo varie
formazioni con strumenti moderni e d’epoca.
Nel 2014 fonda Dolce Concento, ensemble con strumenti
originali volto all’esecuzione del repertorio antico con una
particolare attenzione a quello classico e romantico.
Lo Staatstheater Oper di Norimberga ha visto il suo debutto
come direttore d’opera con Ezio di Gluck nel luglio 2012 e
recentemente ha diretto Il barbiere di Siviglia di Rossini al Teatro
Campoamor di Oviedo.
Nel 2013 collabora per la prima volta con l’Accademia di Bel
Canto di Modena, guidata da Mirella Freni, dove attualmente
ricopre il ruolo di direttore musicale.
Dolce Concento Ensemble
L’ensemble Dolce Concento nasce dall’incontro di Nicola
Valentini e Andrea Vassalle, due musicisti che hanno messo in
comune i propri studi e le proprie esperienze per dare vita ad un
progetto di lungo respiro volto a riscoprire sonorità nuove nella
musica vocale classica e romantica.
Seguendo la strada tracciata dai loro maestri, tra i quali
Ottavio Dantone, Federico Guglielmo e Alessandro Moccia, il
lavoro su opere, oratori e cantate viene affrontato con un profondo
rispetto dei codici musicali antichi, senza rinunciare ad una lettura
moderna, mirata a coinvolgere il pubblico del nostro tempo.
Il repertorio dell’ensemble va dal periodo barocco delle scuole
italiane che fecero grande il melodramma in Europa, passando
per il classicismo di Gluck e Mozart, fino al Belcanto di Bellini e
Donizzetti. Lavinia Bini
Nasce a Empoli. Nel 2009 si
diploma in Canto con il massimo
dei voti, sotto la guida di Benedetta
Pecchioli, al Conservatorio “Luigi
Cherubini” di Firenze e si laurea in
Scienze Giuridiche all’Università
di Pisa. Nel 2009 debutta come
Despina nel Così fan tutte di Mozart
all’Eurofestival di Roma diretta da
Paolo Ponziano Ciardi e interpreta
Berta nel Barbiere di Siviglia di Rossini
al Teatro dell’Aquila di Fermo, sotto la
direzione di Giampaolo Maria Bisanti,
con la regia di Damiano Michieletto. È
Serpina nella Serva padrona e Livietta
in Livietta e Tracollo di Pergolesi al Teatro Comunale di Bologna e
al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca. Interpreta Zerbine
nella prima rappresentazione italiana della Servante Maîtresse
di Pergolesi al Festival Pergolesi Spontini di Jesi con la regia di
Juliette Deschamps e la direzione di Giacomo Sagripanti. Nel
2011 è Elena nel Cappello di paglia di Firenze di Nino Rota con la
regia di Andrea Cigni e la direzione di Sergio Alapont al Comunale
di Firenze. Nel 2012 è la Donna/Sirena nel Rinaldo di Händel
diretta da Ottavio Dantone, nell’allestimento di Pierluigi Pizzi
per i teatri di Ravenna, Reggio Emilia e Ferrara. Sempre nel 2012
prende parte, al Teatro Colón di Buenos Aires, alla produzione di
I due Figaro di Saverio Mercadante con la direzione di Riccardo
Muti e la regia di Emilio Sagi. È Elvira nell’Italiana in Algeri di
Rossini al Teatro Petruzzelli di Bari diretta da Daniele Rustioni e
con lo storico allestimento di Jean-Pierre Ponnelle e Lauretta nel
Gianni Schicchi di Puccini al Nuovo Teatro dell’Opera di Firenze. A
gennaio 2013 vince il ruolo di Adina nell’Elisir d’amore di Donizetti
nella 64° edizione del Concorso As.Li.Co di Como, interpretandolo
l’anno seguente nei teatri di Brescia, Cremona, Como, Pavia e
Trento, con la regia di Arnoud Bernard e la direzione di Andrea
Battistoni. È Carolina nel Matrimonio Segreto di Cimarosa al
Teatro del Giglio di Lucca e all’Alighieri di Ravenna, diretta da
Julian Kovatchev e con la regia di Italo Nunziata, e Valencienne
nella Vedova allegra di Lehár al Teatro Filarmonico di Verona con
Gino Landi e la direzione di Roberto Gianola. Recentemente ha
debuttato il ruolo di Amina nella Sonnambula di Bellini al Landes
Theater di Salisburgo diretta da Lorenzo Coladonato.
© Michel Juvet
Nicola Valentini
Raffaele Pe
Giovane controtenore in grado di
affrontare un repertorio che spazia dal
recitar cantando fino alla produzione
operistica del xviii secolo, collabora con
alcuni dei maggiori direttori della scena
internazionale, tra cui Sir John Eliot
Gardiner, Paul McCreesh, René Jacobs,
Nicholas McGegan. Ha recentemente
debuttato per Spoleto Festival USA
come protagonista maschile della
Veremonda di Francesco Cavalli, alla Tokyo Opera City Hall come
Ottone ne L’Incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi e
a Barga nel ruolo di Leone nel Bajazet di Francesco Gasparini.
Alla Philharmonie di Berlino si è esibito in un recital dedicato a
Gualberto Magli e agli albori dell’opera in Italia.
RAVENNA FESTIVAL 2015
Viaggiatori
degli inferi
Vincenzo Serra
Nato a Sassari, inizia a studiare
come basso frequentando la classe
del Conservatorio di Musica “Luigi
Canepa” della sua città. Ha seguito
diversi corsi di perfezionamento
tenuti da Bernadette Manca di Nissa,
Giusy Devinu, Leone Magiera, Roberto
Bortoluzzi.
Collabora con diverse associazioni
musicali, eseguendo un repertorio che
spazia dal barocco al contemporaneo. Si è esibito sotto la guida
di direttori quali Antonio Pappano, Daniele Callegari, Renato
Palumbo, Riccardo Frizza, Ottavio Dantone.
Teatro Rasi
18 giugno, ore 21
Programma
Claudio Monteverdi (1567-1643)
da Orfeo, Toccata
Georg Friedrich Händel (1685-1759)
da La resurrezione
aria di Lucifero “O voi dell’erebo” (basso)
Christoph Willibald Gluck (1714-1787)
da Orfeo ed Euridice
Sinfonia
aria di Orfeo, “Che farò senza Euridice” (controtenore)
duetto di Orfeo ed Euridice, “Vieni appaga il tuo consorte”
(controtenore e soprano)
Wolfgang Amadus Mozart (1756-1791)
aria da concerto di Didone KV 486, “Basta vincesti... Ah non
lasciarmi” (soprano)
Christoph Willibald Gluck
Danza delle furie
Georg Friedrich Händel
da Giulio Cesare
aria di Cesare “Al lampo dell’armi” (controtenore)
aria di Cleopatra “Piangerò la sorte mia” (soprano)
da Rinaldo
aria di Armida “Furie Terribili” (soprano)
da Orlando
recitativo e aria della pazzia, “Ah stigie larve”, “Vaghe
pupille” (controtenore)
duetto “Giù nei tartari regni” (soprano e basso)
da La resurrezione
aria di Lucifero “Caddi è ver”(basso)
Wolfgang Amadus Mozart
da La Clemenza di Tito
aria di Sesto “Deh per questo istante solo” (controtenore)
Commozione e “maraviglia”. Anche il mondo dei morti desta,
nel teatro classico, i medesimi affetti che abitano il mondo
dei vivi. Nell’opera del Settecento gli inferi non sono però il
regno delle pene e dei contrappassi, come accade nei gironi
danteschi, bensì un universo fantastico dove si consuma solo
e soltanto il dolore del congedo e dell’abbandono. Un vero e
proprio ponte verso la modernità. Anche il Novecento, infatti,
a partire dai Sonetti ad Orfeo di Rilke, sente la visitatio inferni
come un progressivo smarrimento dei sensi, come una discesa
inconsolabile nel dolore della interiorità. Lo spettacolo vedrà
dunque scorrere, come lungo le sponde del “fiume stigio”, due
diverse forme di narrazione: su un versante si incontreranno
i viaggiator inferi del grande teatro classico: l’Orfeo di Gluck,
il Lucifero di Haendel, la Didone di Mozart. E si ascolteranno
i loro stupori, le loro lacrime, le loro invettive. Sul versante
opposto prenderà vita, invece, la storia parallela di una guida
preziosa: Wera Knoop, la giovane danzatrice, musicista e pittrice,
scomparsa a 19 anni nel 1919, alla quale Rilke dedica il suo
profetico poema orfico.
Guido Barbieri
Monteverdi. Händel. Gluck. Mozart. Quattro compositori,
quattro stili, quattro modi differenti di scrivere la musica eppure
un’unica peculiarità che li accomuna: il “senso del teatro”.
Cogliere tutte le sfumature dell’umano e riproporle sotto forma di
suoni, capaci di descrivere fedelmente i tratti dei personaggi che
animano le azioni teatrali.
Un viaggio nell’Inferno dantesco e al tempo stesso nella
produzione operistica del Settecento, quando il melodramma
italiano regnava incontrastato in tutta Europa. Händel, il maggior
esponente del teatro tardo barocco, Gluck, il riformatore
dell’opera seria e Mozart, il più grande operista del classicismo,
musicavano libretti in lingua italiana.
Un viaggio che inizia con la Toccata dall’Orfeo di Monteverdi, il
padre del teatro musicale, vera e propria “ouverture” di un genere
che oggi conosciamo come “opera lirica”.
Un viaggio negli “affetti” che muovono i dannati, così veri e non
distanti in vita, da quelli dei beati.
Nicola Valentini
Guido Barbieri
Critico musicale del quotidiano
«La Repubblica», insegna Storia
ed estetica della musica presso il
Conservatorio “Gioachino Rossini”
di Pesaro. Per trent’anni conduttore
e consulente di Radio 3 collabora
attualmente al ciclo “Lezioni di
musica”. Nel 2006 ha fondato
la rassegna “Contemporanea”
dell’Auditorium Parco della Musica di
Roma e lo scorso anno l’Associazione
“She Lives” per la diffusione della
cultura musicale contemporanea. È
stato direttore artistico della Società
dei Concerti “Bonaventura Barattelli”
di L’Aquila e consulente artistico del Teatro Petruzzelli di Bari.
Attualmente è direttore artistico del Teatro delle Muse e della
Società dei Concerti “Guido Michelli” di Ancona. È autore di testi
musicologici e di testi drammaturgici, ultimo in ordine di tempo
il libretto dell’opera Il viaggio di Roberto, su musiche di Paolo
Marzocchi, andata in scena lo scorso anno a Ravenna, Modena e
Piacenza. Nel 2006 gli è stato assegnato il “Premio Feronia” per la
critica musicale.
Viaggiatori
degli inferi
una esplorazione musicale nel mondo delle ombre
guidata da Guido Barbieri
Dolce Concento Ensemble
direttore Nicola Valentini
soprano Lavinia Bini
controtenore Raffaele Pe
basso Antonio Vincenzo Serra
musiche di
Monteverdi, Händel, Gluck, Mozart
produzione Ravenna Festival
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Viaggiatori degli inferi