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RELAZIONE DEL COORDINATORE DEL COMITATO MEDICO SCIENTIFICO IOR RELATIVA AL 2011 Nel corso del 2011 sono stati selezionati dallo IOR 6 progetti scientifici sottoelencati: 1) Progetto n.15 ,Muller Fabbri,Ruggero Ridolfi : RNA non‐codificanti come predittivi di risposta a vaccinazione con celluledendritiche nel melanoma metastatico 2) Progetto n.20 , Carla Masini, Roberto Vespignani, Mattia Altini : Progetto di trasporto Farmaci Antiblastici integrato con tecnologie RFID 3) Progetto n.14 , Marco Maltoni : Approccio globale al paziente neoplastico avanzato:quando vengono coinvolte le Cure Palliative? 4) Progetto n.2 , Ignazio Stanganelli: Progetto IOR salviamo la pelle 5) Progetto n. 5, Davide Tassinari, Alberto Ravaioli : ruolo della presa in carico precoce del paziente con neoplasia in fase avanzata di malattia da parte di un servizio integrato di oncologia e cure palliative. studio "ibrido" casocontrollo 6) Progetto n.6, Lorenzo Gianni, Andrea Rocca :costituzione di una task‐force interaziendale per lo studio ed il trattamento del tumore della mammella (gruppo romagnolo mammella) L’attività di educazione e promozione alla salute realizzata in collaborazione con le Aziende USL della Romagna ha permesso la realizzazione di progetti educazionali , in cui sono stati coinvolti circa 10.000 ragazzi dai 4 ai 14 anni in tutta la Romagna. La “Psiconcologia IOR”, coordinata dal prof. Luigi Grassi, ha avuto un ulteriore importante sviluppo nel 2011, con incontri di gruppo e sviluppo di ulteriori progetti multicentrici. Alcuni degli psicologi a contratto IOR sono inseriti nella rete cure palliative e hospice, altri si occupano dei rapporti con i Volontari. A Faenza la psicologa IOR ,Dr.ssa Elena Samorì ha anche prestato la sua attività nei confronti dei pazienti ricoverati nel day hospital oncologico. (vedi allegato A) É proseguito il sostanziale supporto IOR allo sviluppo della rete di cure palliative in Romagna attraverso il lavoro di Volontari e di contrattisti medici e psicologi attivi negli Hospice e nell’assistenza a domicilio. In particolare, nel 2011 a Lugo l’attività dell’Hospice ospedaliero “Benedetta Corelli Grappadelli”, è stata sostenuta da Medici a contratto IOR, dalla psicologa Ilaria Strada (contratto IOR ) e dai Volontari IOR. A Faenza l’Hospice territoriale “Villa Agnesina” è diretto dal Dr. Luigi Bruno, contrattista IOR, con il supporto della psicologa Dr.ssa Bellini, contrattista IOR. Per quanto riguarda i rapporti con l’Università, nel 2011 lo IOR ha assegnato una borsa di studio per uno specializzando in Oncologia, che, attualmente, lavora presso l’Oncologia di Lugo . In tal modo lo IOR permette alle nostre oncologie di formare specializzandi medici in accordo con l’Università di Ferrara, garantendo l’aggiornamento e il progressivo inserimento di giovani medici. Sempre nell’ambito della formazione, l’Istituto Oncologico Romagnolo ha permesso nel corso del 2011 lo svolgimento di corsi di formazione per medici e infermieri con l’obiettivo di migliorare gli aspetti relazionali tra equipe sanitarie, malati e familiari. I corsi sono stati effettuati in collaborazione con il prof. Manuel Katz e la sua Equipe. Sempre lo IOR ha curato la formazione di medici e infermieri del Dipartimento Oncologico dell’Azienda USL di Ravenna relativamente al processo FMEA ,che ha permesso di ridurre il rischio clinico in alcune aree strategiche di oltre il 50 %,come da relazione presentata in Regione Emilia Romagna. Il processo di informatizzazione dell’oncologia in Area Vasta è stato approvato dalle Direzioni Sanitarie di Rimini e Ravenna, per cui si tenderà all’obiettivo di condividere un’unica piattaforma informatica in Area Vasta, in collaborazione con Log80 e Contrattisti IOR e tale obiettivo prioritario è diventato obiettivo di budget dipartimentale a Ravenna per iol 2012. 1
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L’integrazione scientifica delle oncologie della Romagna è proseguita sotto l’egida dell’IRST, con riunioni mensili del Comitato Scientifico IRST, alle quali il sottoscritto ha sempre partecipato in rappresentanza dello IOR. In ogni riunione sono stati mediamente esaminati circa 10 progetti di ricerca, aperti a tutte le realtà oncologiche della Romagna. Alla realizzazione di tali progetti partecipano attivamente Contrattisti IOR, Biologi, Medici e Data manager. E’ proseguita la attività epidemiologica del Registro Tumori della Romagna ,coordinata dal Dr Fabio Falcini, in collaborazione con Contrattisti IOR. Giorgio Cruciani Coordinatore Comitato Medico Scientifico Istituto Oncologico Romagnolo 2
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ALLEGATO A Gruppo di Lavoro in Psico‐Oncologia IOR Report attività 2011 e progetto 2012 Composizione del Gruppo Il gruppo di lavoro di Psiconcologia dello IOR è costituito da un gruppo di professionisti psicologi che lavorano da tempo all’interno dello IOR con contratti finalizzati allo svolgimento di attività formative e assistenziali. Nel 2011 il gruppo è risultato composto da Alejandra Berardi, Alessandra Montesi, Maura Muccini, Elisa Ruggeri, Elena Samorì, Laura Cavana, Ilaria Strada, Elena Meggiolaro, Ilenia Pagliara, Federica Ruffilli, Giorgia Bellini, Silvia Di Marco e Silvia De Padova. Luogo fisico dove si svolgono le attività di Psiconcologia (specificando sede per sede) Le attività di psiconcologia sono svolte, in funzione della tipologia di attività, assistenziale verso pazienti e familiari o formative/supervisione dei volontari, in diversi luoghi come di seguito riportato: 1. Punti IOR della Romagna 2. Contesti sanitari afferenti alle AUSL della Romagna, specificamente (ad es., hospice, divisioni di oncologia medica, ambulatori o DH oncologici) delle rispettive AUSL della Romagna. Principali iniziative intraprese dal Gruppo nel corso del 2010 Le principali iniziative del Gruppo di Lavoro in Psico‐Oncologia IOR hanno riguardato iniziative generali inerenti l’attività clinica e formativa e iniziative specifiche su progetti speciali del gruppo di lavoro. Tra le iniziative generali sono stati effettuati gruppo di auto‐mutuo aiuto, corsi di formazione rivolti ai volontari e iniziative rivolti alla popolazione generale. Tra quelle specifiche sono stati attivati percorsi di tipo informativo e didattico nonché di ricerca, come di seguito riportato nella sezione “Risultati”. Risultati conseguiti nel corso del 2011 I risultati conseguiti sono rappresentati da: 1. Svolgimento del progetto di ricerca, finanziato dallo IOR, dal titolo Variabili psicosociali e relazionali implicate nella aderenza alle terapie antiemetiche in corso di chemioterapia. Il progetto. Il progetto ha visto la compartecipazione dei centri AUSL della Romagna di Cattolica, Ravenna, Cervia, Forlì, nonché delle AUSL di Ferrara e Treviso per un totale di 178 pazienti. Hanno inoltre partecipato i centri di ricerca afferenti all’Hospital San Pau di Barcelona, Spagna e dell’Universitat Graz, Austria per un totale di altri 150 pazienti. 2. Completamento dello IOR Slide‐kit Psiconcologia come materiale specifico del Gruppo di Lavoro da impiegare nelle attività didattiche del Gruppo stesso per i volontari e gli operatori sanitari e non di area oncologica. Lo slide‐kit è composto da 8 presentazioni sui temi della 1 équipe multidisciplinare, 2. Comunicazione e relazione, 3. Burnout; 4. Aspetti psicologici delle malattie oncologiche; 5. Aspetti psicologici della famiglia; 6. Morte e morire; 6. Tumori e comportamenti a rischio; 8. Ruolo del volontariato in oncologia 3. Organizzazione e partecipazione a due eventi formativi specificamente: a. Aspetti esistenziali alla fine della vita: VITA Therapy (Vital Involvement and Therapeutic Action)” modello di terapia derivato dalla Dignity Therapy (La terapia centrata sulla dignità) nelle cure palliative, condotto da Shannon Poppito, PhD, City of Hope, California USA; b. Ipnosi e Trauma: Applicazioni cliniche, condotto da David Spiegel, Professore di Psichiatria, Dipartimento di Psichiatria e Scienze Comportamentali, Standford Univeristy 3
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e Past President dell’American College of Psychiatrists e della Society for Clinical and Experimental Hypnosis, USA. Di tali eventi, così come delle attività del gruppo di lavoro e degli altri eventi formativi, è stata dato ampio riscontro sul giornale dello IOR. 4. Sviluppo del libretto Accoglienza, Ascolto, Accompagnamento. Un percorso formativo per gli operatori, finalizzato a fornire indicazioni precise sui percorsi formativi necessari per i volontari che si inseriscono nell’area dell’accompagnamento dei pazienti sia a domicilio che in hospice. Modalità di funzionamento del Gruppo Il gruppo si incontra regolarmente in assemblea a cadenza mensile, lavorando quindi sui diversi progetti nel corso del mese stesso. Viene regolarmente effettuato un passaggio via mail del materiale prodotto con un aggiornamento costante e continuo, in condivisione. Eventuali collaborazioni attuate nel corso del 2011 per il raggiungimento degli obiettivi Nel corso del 2011 si sono attivate diverse collaborazioni con altre istituzioni, tra cui l’Università di Ferrara nella organizzazione di eventi formativi; l’Università di Ferrara, l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara, l’Azienda Sanitaria Locale di Treviso, l’Università di Graz e l’Hospital San Pau di Barcellona per lo svolgimento del progetto di ricerca Variabili psicosociali e relazionali implicate nella aderenza alle terapie antiemetiche in corso di chemioterapia Prossimi obiettivi e possibili miglioramenti Gli obiettivi del programma di psiconcologia 2012 sono rappresentati da : 1. Analisi statistica dei dati del progetto di ricerca Variabili psicosociali e relazionali implicate nella aderenza alle terapie antiemetiche in corso di chemioterapia. 2. Preparazione di articoli scientifici da inviare a riviste nazionali e internazionali, come gruppo di lavoro di psiconcologia IOR. 3. Organizzazione convegno di psiconcologia il 19 aprile 2012 a Meldola con la partecipazione dei ricercatori che hanno partecipato allo studio soprariportato, inclusi i centro stranieri di Barcellona e Graz e a Ferrara, in occasione del XX anniversario dell’istituzione del Servizio di psiconcologia. 4. Collaborazione alla organizzazione di un evento formativo sul tema della comunicazione, rivolto ad oncologi e palliativisti della Romagna, secondo il modello Oncotalk, sviluppato negli Stati Uniti e validato da diversi anni in Italia. 5. Proseguimento creazione libretti informativi di psiconcologia dello IOR in per una disseminazione delle tematiche di psiconcologia nel territorio dell’Area Vasta della Romagna per la popolazione generale, volontariato, pazienti, familiari e operatori. Sono in programma nel corso del 2012 due libretti. 6. Ulteriore consolidamento del gruppo di lavoro di psiconcologia dello IOR e ridefinizione strategie di collegamento con psiconcologia nazionale e internazionale, con partecipazioni del gruppo a diversi progetti di ricerca coinvolgenti la psiconcologia italiana, incluso il proseguimento percorso di supervisione clinica per l’attività sempre più crescente del gruppo di lavoro a livello assistenziale. Sono stati raggiunti gli obiettivi per il 2011? Tutti gli obiettivi definiti nel 2010 da realizzarsi nel 2011 sono stati raggiunti. ALLEGATO B 4
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Approccio globale al paziente neoplastico avanzato: quando vengono coinvolte le Cure Palliative? Marri M., Ranieri D., Gentili N., Sansoni E., Nanni O., Maltoni M. Indice Background: Materiali e Metodi Obiettivi: Pazienti IRST Pazienti Hospice Risultati Discussione 5
6 7 7 7 8 9 10 ISTITUTO ONCOLOGICO ROMAGNOLO COOP. SOCIALE - ONLUS (I.O.R.) - C.so Mazzini n. 65 - 47121 Forlì
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Background: La qualità delle cure e l’uso appropriato dei servizi per i pazienti oncologici in fase avanzata di malattia è una questione complessa e costituisce un elemento chiave nella gestione integrata del paziente tra l’oncologo medico e il medico palliativista. Anche la decisione di interrompere una terapia antitumorale e il passaggio alla sola miglior terapia palliativa è spesso una scelta difficile, data la mancanza di linee guida internazionali che prevedano una definizione di beneficio minimo atteso tale da giustificare il permanere dell’erogazione di una terapia antitumorale a scopo palliativo. Inoltre, la disponibilità sempre crescente di nuovi farmaci chemioterapici con un buon profilo di tossicità induce il medico oncologo a continuare la chemioterapia anche vicino alla morte, senza una chiara evidenza di favorevole rapporto rischi/benefici. Sebbene il trattamento sistemico del cancro possa migliorare la qualità della vita e della sopravvivenza nei pazienti con diversi tipi di tumore metastatico, vi è la possibilità che la chemioterapia venga utilizzata impropriamente. Nel tentativo di misurare la qualità della cura del cancro verso la fine della vita, Earle et coll ( JCO 2003), attraverso la revisione della letteratura e focus groups con pazienti, familiari e medici, hanno individuato diversi indicatori di aggressività di cura alla fine della vita, tra i quali: 1) l'abuso di chemioterapia molto vicino alla morte, 2) alto tasso di visite al pronto soccorso, 3)ricovero in unità di terapia intensiva, 4) la mancanza di invio o l’ invio tardivo all’ hospice o al servizio di assistenza domiciliare. Questi indicatori sono stati ampiamente riconosciuti, valutati e validati da diversi Autori (Earle e coll JCO 2008, Tang e coll JCO 2009, Hashimoto e coll Oncologist 2009, Kao e coll Ann Oncol 2009, Martoni e coll Tumori 2007). Più del 70% dei pazienti con NSCLC si presenta con malattia avanzata alla diagnosi. Con il pesante fardello della diagnosi, la presenza di importanti sintomi e la prognosi riservata di questi pazienti, l'integrazione precoce delle cure palliative è particolarmente rilevante. I pazienti trattati con chemioterapia spesso non sono ammissibili in hospice, pertanto si rendono necessarie altre fonti di sostegno per la gestione dei sintomi psicofisici e il confronto sulle diverse opzioni di affronto della malattia nella fase avanzata e critica. Diversi studi randomizzati hanno dimostrato la fattibilità e l'efficacia dell’ integrazione precoce delle cure palliative alla terapie antiblastiche e terapie di supporto. In particolare, uno studio appena pubblicato su NEJM da Temel e coll. (NEJM 2010), condotto su pazienti con cancro metastatico del polmone, ha evidenziato che l’integrazione precoce delle cure palliative porta ad un significativo miglioramento in termini di qualità di vita e risoluzione dei sintomi. Inoltre, i pazienti che ricevono precocemente tale integrazione rispetto a coloro che seguono il percorso standard, sono sottoposti ad una minore aggressività terapeutica alla fine della vita, presentano una maggiore sopravvivenza e aumentano i loro tempi di permanenza in hospice. Altri dati mostrano che una pratica frequente nelle fasi terminali della malattia, la sedazione palliativa controllata, mostra un impatto positivo sul controllo dei sintomi e un trend a favore di un prolungamento della sopravvivenza (Maltoni, Annals, 2009) Nonostante i dati preliminari della letteratura, e sebbene in AVR la continuità di cura sia sempre stata un obiettivo condiviso tra i vari professionisti, non esiste, a tutt’oggi, sul nostro territorio, una standardizzazione che riguardi l’inserimento precoce delle cure palliative nella gestione dei pazienti oncologici in fase avanzata di malattia. 6
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Evidenze di letteratura (Earle e coll JCO 2008) segnalano come indicatori di appropriatezza terapeutica la percentuale di ultime somministrazioni di terapie chemioterapiche nei 15 giorni antecedenti alla morte del paziente e la percentuale di inizio di nuovi cicli di terapia nei 30 giorni antecedenti alla morte del paziente. E’ stato progettato e condotto uno studio osservazionale retrospettivo per valutare, in un contesto di pratica clinica, quando il medico oncologo ritenga opportuno l’intervento del palliativista e descrivere i comportamenti prescrittivi rispetto a questi due indicatori. Materiali e Metodi Disegno dello studio: studio retrospettivo osservazionale condotto utilizzando i dati inseriti nel programma Log80. Obiettivi:  Valutare i comportamenti dei professioni dei diversi Gruppi di patologia sulla richiesta di intervento del palliativista in ambito IRST durante la presa in carico del paziente oncologico in trattamento antineoplastico per la fase avanzata di malattia.  Per il sottogruppo di pazienti afferenti per residenza o domicilio all’AUSL di Forlì, valutare se la visita/ consulenza del palliativista in IRST influenzi o meno il successivo ricovero presso L’Hospice o il ricorso al servizio di assistenza domiciliate integrata (ADI).  Valutare il comportamento prescrittivo nelle ultime fasi della malattia rispetto agli indicatori proposti. Pazienti IRST Sono stati presi in considerazione i pazienti di ambo i sessi e qualunque età (n 1250) che, nel periodo compreso fra l’01/01/2010 e il 31/12/2010 sono stati ricoverati, presso l’IRST (Degenza ordinaria o il Day Hospital dell’IRST (Forlì o Meldola)), e hanno ricevuto un trattamento antineoplastico per una patologia oncologica in fase avanzata riconducibile a uno dei seguenti gruppi:  Tumori mammari;  Tumori polmonari (NSCLC, SCLC);  Tumori gastroenterici (tumore dello stomaco, del colon del pancreas);  Tumori urogenitali (tumore dell’ovaio, della prostata, del rene);  Melanoma. 7
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I dati estratti dai database sono stati aggiornati al 10/11/2011. Per tali pazienti sono state prese in esame le seguenti variabili:  L’Azienda ULS di residenza (Aziende di AVR, Aziende extra AVR in Emilia Romagna, Aziende extra RER);  Età del paziente;  Sesso;  Sede del tumore;  Linea di terapia (avanzato/resecato, avanzato/I Linea, avanzato/II Linea, avanzato/III Linea, avanzato/>III Linea). Data l’estensione del periodo di analisi e la possibilità che il paziente avanzasse da una linea di terapia ad una successiva per progressione della malattia o cambio della stessa per scelta del paziente o del medico, si è assunto di considerare unicamente la linea di terapia più avanzata.  Terapia somministrata;  Visite antalgiche: Si/No (ambulatorio “liberi dal dolore”) e le consulenze dell’oncologo palliativista (nota sulla cartella clinica del paziente);  Stato in vita (vivo, deceduto nel 2010, deceduto dopo il 31/12/2010);  Data di inizio dell’ultimo ciclo di terapia e il numero di giorni compresi fra questa e la data del decesso;  Data dell’ultima somministrazione di terapia chemioterapica e il numero di giorni compresi fra questa e la data del decesso; Per un sottogruppo di pazienti, afferenti per residenza o domicilio all’Azienda USL di Forlì e deceduti entro il 10/11/2011 è stato valutato il ricovero presso l’Hospice dell’AUSL di Forlì o il ricorso al servizio di assistenza domiciliare integrata (ADI) dipendente dall’Hospice stesso. Pazienti Hospice Sono stati presi in considerazione i pazienti ricoverati presso l’Hospice di Forlì o per cui è stato erogato il servizio di assistenza domiciliare integrata (ADI) dipendente dall’Hospice stesso nel periodo compreso fra l’01/01/2009 e il 20/11/2011. 8
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Risultati In tabella 1 sono riportati i dati relativi al numero e alla percentuale di pazienti di qualunque residenza che hanno avuto, nel periodo in esame, una visita o una consulenza da parte palliativista suddivisi per patologia e setting terapeutico. A fronte di una eterogenea frequenza di prescrizione della visita del palliativista fra i diversi gruppi di patologia, si osserva, per tutte le patologie un progressivo aumento del ricorso alle visite o consulenze antalgiche con l’avanzare del setting terapeutico. Tabella 1: Visita/Consulenza palliativista: SI T. T. Mammari T. Polmonari
T. Urogenitali Melanoma Totale Gastroenterici Linea di Terapia N % * n % * n % * n % * n % * n % * Avanzato resecato 1 6,25%
1 20,00% 2 7,69%
Avanzato I Linea 16 13,45% 23 12,37% 30 16,39% 11 10,58% 5 20,83% 85 13,80%
Avanzato II Linea 12 18,75% 12 14,63% 22 24,72% 7 14,00% 7 21,88% 60 18,93%
Avanzato III Linea 11 23,91% 5 20,83%
8 21,05% 6 18,18% 5 31,25% 35 22,29%
Avanzato > III Linea 17 31,48% 4 26,67%
6 20,69% 9 32,14% 2 25,00% 38 28,36%
Totale pazienti con visita o consulenza 56 19,51% 44 14,29% 67 18,87% 34 15,45% 19 23,75% 220 17,60%
palliativista Totale pazienti 287 308 355 220 80 1250
*: calcolato sui pazienti in quel setting terapeutico e con quella patologia Nelle tabelle 2 e 3 sono riportati i dati relativi ai 124 pazienti affetti da una delle patologie in esame, afferenti (per residenza o domicilio) all’Ausl di Forlì, deceduti nel periodo in esame. 102 (82 %) pazienti hanno avuto un accesso in Hospice/ADI. Di questi 32 (30 %) aveva ricevuto una visita/consulenza del palliativista già presso l’IRST. Solo 3 dei 22 pazienti (14 %) deceduti senza aver avuto mai contatti con Hospice / ADI avevano avuto in passato un contatto con il palliativista. 19 pazienti risultano non aver avuto mani nessun contatto con la rete delle cure palliative. Tali percentuali variano tra le varie sedi di tumore con una maggior percentuale di accessi all’Hospice/ADI del gruppo di patologia gastroenterico. Tabella 2: pazienti afferenti per domicilio o residenza all’AUSL di Forlì deceduti nel periodo in esame Accesso Hospice/ ADI Accesso Hospice/ ADI Totale SI NO n % n % n % Visita / Consulenza 32 31,37% 3 13,64% 35 28,23% palliativista SI Visita / Consulenza 70 68,63% 19 86,36% 89 71,77% palliativista NO Totale 102 100 % 22 100 % 124 100 % Relativamente alla valutazione della appropriatezza della terapia antineoplastica (ultima scelta terapeutica e ultimo ciclo di somministrazione), sui 124 pazienti afferenti all’AUSL di Forlì e deceduti nel periodo in esame globalmente si rileva una elevata attenzione agli ultimi giorni di vita, in quanto 9
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solo per il 15 % dei pazienti (19/124) il medico prescrive una nuova linea di chemioterapia nell’ultimo mese di vita e solo per 12 % (14/124) la somministrazione dell’ultimo ciclo di terapia negli avviene ultimi 15 giorni di vita. Abbiamo inoltre valutato se la visita/consulenza del palliativista in IRST poteva influenzare o meno il comportamento prescrittivo del professionista oncologo ma su questo sottogruppo di pazienti si è rilevato che la richiesta di consulenza avviene nella stragrande maggioranza dei casi in data successiva alla prescrizione dell’ultimo ciclo di terapia o alla decisione di adottare una nuova linea di terapia (rispettivamente 28/35=80% 29/35=83%). Si sottolinea inoltre che i pazienti che accedono in Hospice/ADI risultano essere trattati in maniera più appropriata secondo gli indicatori adottati rispetto a coloro che decedono nel periodo in esame senza alcun accesso in Hospice/ADI. Infatti il 92 % di pazienti che beneficiano dell’Hospice/ADI hanno ricevuto un ultimo ciclo di terapia a una distanza maggiore di 15 giorni dalla morte e l’86 % riceve una nuova linea di terapia a più di 30 giorni dal decesso. Tra coloro che non accedono in Hospice/ADI le percentuali si attestano rispettivamente al 72 % e al 77 % (tabelle 4 e 5). Tabella 3 pazienti afferenti per domicilio o residenza all’AUSL di Forlì deceduti nel periodo in esame suddivisi per patologia Accesso in Hospice / ADI Accesso in Hospice / ADI Totale complessivo SI NO n % n % n % T. Mammari Visita / Consulenza 7 77,78% 2 22,22% 9 100,00% palliativista Si Visita / Consulenza 11 73,33% 4 26,67% 15 100,00% palliativista No T. Polmonari Visita / Consulenza 6 85,71% 1 14,29% 7 100,00% palliativista Si Visita / Consulenza 20 68,97% 9 31,03% 29 100,00% palliativista No T. Gastroenterici Visita / Consulenza 15 100,00% 0,00% 15 100,00% palliativista Si Visita / Consulenza 30 96,77% 1 3,23% 31 100,00% palliativista No T. Urogenitali Visita / Consulenza 4 100,00% 0,00% 4 100,00% palliativista Si Visita / Consulenza 6 60,00% 4 40,00% 10 100,00% palliativista No Melanoma Visita / Consulenza 0,00% 0,00% palliativista Si Visita / Consulenza 3 75,00% 1 25,00% 4 100,00% palliativista No 10
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Tabella 4 Pazienti afferenti all’AUSL di Forlì deceduti nel 2010. Si considera un indicatore di appropriatezza prescrittiva l’ultima somministrazione di trattamento chemioterapico (CT) antecedente agli ultimi 15 giorni di vita del paziente. Accesso Hospice/ ADI Accesso Hospice/ ADI Totale SI NO n % n % n % ultima CT appropriata 94 92,16% 16 72,73% 110 88,71% ultima CT Inappropriata 8 7,84% 6 27,27% 14 11,29% Totale complessivo 102 100,00% 22 100,00% 124 100,00% Tabella 5 Pazienti afferenti all’AUSL di Forlì deceduti nel 2010. Si considera un indicatore di appropriatezza prescrittiva l’ultimo cambio di linea di terapia antecedente agli ultimi 30 giorni di vita del paziente. Accesso Hospice/ ADI Accesso Hospice/ ADI Totale SI NO n % n % n % Ultima linea appropriata 88 86,27% 17 77,27% 105 84,68% Ultima linea inappropriata 14 13,73% 5 22,73% 19 15,32% Totale complessivo 102 100,00% 22 100,00% 124 100,00% Discussione Questo studio rappresenta una prima valutazione sui potenziali effetti di una integrazione delle cure palliative in ambito oncologico. I dati suggeriscono che ci sia un’attenzione elevata ai sintomi e agli altri aspetti inerenti la qualità della vita tra tutti gli oncologi dell’IRST coinvolti nelle patologie indagate con particolare rilievo ai medici dei gruppi di patologia mammella, gastroenterico e melanoma fin dalle fasi iniziali della malattia avanzata. Inoltre da una prima analisi su un sottogruppo di pazienti deceduti nel 2010 e afferenti all’AUSL di Forlì per residenza o domicilio risulta che il coinvolgimento del palliativista già presso l’IRST porti a un maggior ricorso all’Hospice/ADI e, indirettamente a una minore aggressività terapeutica alla fine della vita da parte del medico oncologo. Siamo consapevoli del fatto che tali considerazioni, pur essendo importanti perché derivanti dalla pratica clinica e non desunti da un contesto sperimentale, si basino su dati derivati da una popolazione non sufficientemente estesa per trarre considerazioni statistiche. Tali risultati, coerenti con i dati di letteratura e le nuove evidenze che progressivamente si vanno a consolidare, possono costituire il naturale background per ulteriori studi su questa tematica di 11
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crescente interesse. In particolare costituisco un ulteriore driver per impostare uno studio ottimale dal punto di vista statistico che intende confrontare 2 assetti organizzativi: la normale pratica clinica e l’early palliative care model. 12
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ALLEGATO C RELAZIONE I ANNO DI ATTIVITA’ Progetto di ricerca IOR RNA non‐codificanti come predittivi di risposta a vaccinazione con cellule dendritiche nel melanoma metastatico Principal Investigators: Dott. Muller Fabbri e Dott. Ruggero Ridolfi Co‐Investigators: Dott.ssa Angela Riccobon, Dott. Massimiliano Petrini, Dott.ssa Laura Fiammenghi, Dott.ssa Laura Ridolfi, Dott. Massimo Guidoboni, Dott. Ivan Vannini, Dott.ssa Francesca Fanini, Dott.ssa Annamaria Granato, Dott.ssa Valentina Ancarani, Dott.ssa Elena Pancisi, Tec. Michele Malatesta. Dr.ssa Erika Bandini, con Borsa di studio finanziata dal progetto Aree di Ricerca: Terapia Genica‐ Immunoterapia Strutture Coinvolte: IRST (UO di Terapia Genica e UO di Immunoterapia e Laboratorio TCS) The Ohio State University, Columbus OH‐USA Finalita’ del Progetto: Identificazione di una o più “signatures” di non‐coding RNAs (ncRNAs) che possa selezionare preventivamente i pazienti responsivi da quelli non responsivi alla vaccinazione con cellule dendritiche nel melanoma metastatico, per stabilire in modo non invasivo quali pazienti possono beneficiare di questo trattamento. Il progetto permette inoltre l’estensione della popolazione analizzata nello studio retrospettivo di confronto dei profili di espressione di miRNA in cellule dendritiche immature e mature di pazienti responders e non responders alla vaccinazione con DC, con l’individuazione di altri possibili ncRNA non precedentemente individuati a causa del limitato numero di campioni impiegati. Modalita’ esecutive: A partire dal 1 gennaio 2011 e per i 2 anni di durata del progetto, vengono isolati i monociti CD14 positivi di tutti i pazienti afferenti all’IRST con diagnosi di melanoma metastatico, eligibili per il protocollo di vaccinazione con cellule dendritiche. Dai monociti e dal pezzo tumorale, utilizzato per la 13
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preparazione di lisato/omogenato con cui sono pulsate le DC, viene estratto l’RNA totale, per l’analisi simultanea di tutto il miRNoma e di tutte le UCR note presso il Department of Molecular Virology, Immunology and Medical Genetics dell’Ohio State University a Columbus, OH USA. Gli outcome clinici dello studio di vaccinazione (time to progression and overall survival) e la risposta al DTH sono quindi associati alla diversa espressione di ncRNA per stabilire se un profiling di tali ncRNA e’ predittivo di risposta a tale trattamento. Stato di avanzamento del progetto A partire dal 1 gennaio 2011 sono stati arruolati 7 pazienti (FF, NS, PM, CM, QS, LC, VP) nel protocollo di vaccinazione con cellule dendritiche autologhe pulsate con lisato/omogenato tumorale autologo, attivo presso l’IRST. Per tutti i pazienti, tranne uno (FF), è stato possibile isolare i monociti CD14+ a partire da un prelievo di sangue periferico di 50cc. Per il primo nuovo paziente incluso nel 2011 per il quale il campionamento a fresco dei monociti non è stato possibile, sono stati comunque estratti i monociti a partire da cellule PF congelate, ottenute per purificazione del prodotto di aferesi al basale. Per tutti i pazienti sono stati inoltre eseguiti i campionamenti dei monociti anche dopo il quarto ciclo di vaccinazione e per 5 pazienti sono stati isolati anche i monociti nel giorno di esecuzione della seconda aferesi. Da tutti i campioni di monociti è stato estratto l’RNA, che è attualmente conservato a ‐80°C presso l’IRST. Si è proceduto inoltre su 5 pazienti alla raccolta di mRNA su campioni di cellule dendritiche immature e mature per ampliare la casistica dello studio retrospettivo, i cui dati sono stati presentati al Convegno internazionale ASCO 2011 e al Convegno nazionale Nibit 2011. Per aumentare la casistica, previo controllo dell’omogeneità dei campioni, si sta inoltre valutando una collaborazione con il Prof. Masucci del Karolinska Hospital (Stoccolma). Per tutti i pazienti, i tessuti tumorali, utilizzati per la preparazione di omogenato con cui vengono pulsate le DC, sono stati stoccati in azoto liquido presso IRST. È stato programmato di eseguire l’estrazione di RNA su questi campioni al momento della chiusura dello studio in un'unica seduta per rendere omogenee le modalità di estrazione e minimizzare la possibilità di errori casuali, da considerare nelle successive analisi. L’andamento clinico dei pazienti viene riassunto in tabella: 14
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Iniziali paziente Risposta DTH ID Risposta clinica HOM KLH FF DC08 + +++ SD (7 mesi) NS DC09 +++ +++ SD (8 mesi) PM DC010 ‐ ‐ PD (SD 5 mesi) CM DC011 ‐ +++ SD (9+ mesi) QS DC012 + +++ SD (9+ mesi) LC DC013 ‐ +++ SD (5+ mesi) VP DC014 Non applicabile* In trattamento * La paziente deve ancora essere sottoposta al V ciclo di vaccinazione, con determinazione della risposta al test DTH Conclusioni Lo studio procede con la fase di raccolta dei campioni di tutti i nuovi pazienti che saranno arruolati nel 2012 e con l’estrazione di RNA su tessuto tumorale. Ad arruolamento concluso i campioni conservati presso l’IRST verranno inviati al Department of Molecular Virology, Immunology and Medical Genetics dell’Ohio State University a Columbus, OH USA, per le opportune determinazioni. 15
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ALLEGATO D Finanziamento IOR 2011 Cesena Oncoematologia Irst Dal 1 gennaio 2011 il DH Oncoematologia di Cesena è stato ceduto come ramo di azienda all’Irst di Meldola I professionisti che hanno svolto il loro servizio presso il DH Cesena durante il 2011 con supporto IOR sono stati i seguenti: Dr.ssa Giorgia Gentili (biologa ) Il programma /progetto presentato per il 2011 è stato svolto in parte in quanto dal 1/2/2011 ha sostituito la Dr.ssa Monia Dall’Agata entrata in maternità ed ha quindi svolto prevalentemente attività di data manager (tale richiesta è avvenuta da parte delle direzioni Irst per l’impossibilità di sostituire la data manager con altro personale da loro inviato). Al rientro dalla maternità della Dr.ssa Dall’Agata entrata ad orario ridotto si è ritenuto opportuno comunque privilegiare il lavoro di data manager. Pertanto il progetto sui marcatori sierici è l’unico capitolo che nel 2011 non è stato possibile far avanzare 
Referente per il progetto “Valutazione di marcatori sierici nei gliomi”, nel quale segue l’iter gestionale dei pazienti in studio effettuando una raccolta di sieri sui pazienti affetti da patologia neuroncologica, in particolare da glioblastoma, in diversi momenti della loro storia clinica in modo da istituire un archivio atto a conservare i campioni di siero e di altri liquidi biologici, monitorare l’andamento del marcatore IgE tot (considerato già dalla letteratura come analita correlato in maniera direttamente proporzionale alla sopravvivenza) e garantendo anche una continuità tra la nostra unità e il Laboratorio Unico nell’ambito della ricerca sperimentale. 
Attività di supporto nella gestione della parte laboratoristica degli studi clinici aperti presso il nostro centro; trattamento dei campioni da preparare (centrifugazioni, separazioni, stoccaggi etc…) per l’analisi da parte dell’azienda farmaceutica promotrice. 
Attività di riferimento nell’organizzazione dell’aggiornamento scientifico; cura di eventuali convegni interni e/o esterni a cui partecipare e/o programmazione, progettazione, pianificazione di convegni organizzati dalla nostra U.O. 16
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
Attività scientifica di riferimento per pubblicazioni o lavori scientifici (raccolta dati, analisi dei dati, stesura testi/abstract….) 
Attività di riferimento per la redazione di linee guida interne al reparto. Dr.ssa Elisabetta Melegari (specializzanda al 2° anno di specialità presso università degli studi di Ferrara) Il programma proposto per il 2011 in accordo con il Direttore Scientifico IRST è stato il seguente: ‐ fino a Settembre‐Ottobre la dr.ssa ha svolto attività formativa nelle patologie neurooncologica (Senior Dott.ssa Faedi) e mammaria (Dott.ssa Fedeli/Dott. Rocca). La scelta nasceva dall’esigenza di permetterle di seguire attività di ricerca in via di pubblicazione (in particolare Neurooncologia) e di supportare l’attività in gruppi carenti di risorse rispetto all’attività erogata. ‐ Nei mesi a seguire entro Dicembre 2011 per un periodo complessivo di 6‐8 settimane la Dott.ssa ha seguito l’attività del Reparto di Medicina Internistica diretto dal Dott. Pasini nel rispetto della formazione prevista entro il 2° anno di specializzazione nell’ambito della Medicina Generale. Dr.ssa Ilenia Pagliara(psiconcologa) Ha svolto nei primi 6 mesi del 2011 l’attività seguente (contratto IOR dal 01/01/2011 al 30/06/2011):  attività di lavoro con il gruppo psicologhe IOR;  collaborazione in previsione di attività di ricerca IOR in ambito psiconcologico coordinata dal prof. Grassi;  attività di lavoro con il gruppo psicologia ospedaliera Osp. Bufalini;  collaborazione nell’ambulatorio di neuroncologia;  collaborazione presso il reparto di “chirurgia breve” in collaborazione con il dr. Lucchi per la gestione delle donne che devono subire un intervento al seno;  colloqui con i familiari di alcuni pazienti per la gestione di situazioni difficili;  colloqui con i familiari di alcuni pazienti per sostegno psicologico, counselling;  avvio del progetto dedicato alle donne malate di tumore presentato nel convegno organizzato dalla dr.ssa Marina Faedi dal titolo Donne e Tumori, che si è svolto a Cesena il 19 novembre 2010, con l’obiettivo di consentire la condivisione dell’esperienza di malattia tra donne ammalate di tumore attraverso una serie di incontri ciclici a cadenza settimanale e bisettimanale presso la sede Ior di cesena coordinati dalla presenza della psicologa. Dr.ssa Marina Faedi 17
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ALLEGATO E Dr. Ignazio Stanganelli Ricercatore Progetto Melanoma Istituto Oncologico Romagnolo C/o Unita' di Ricerca IRST ‐Centro di Oncologia Dermatologica‐Skin Cancer Unit REPORT PROGETTO MELANOMA Background Dal 1992 l’Istituto Oncologico Romagnolo supporta il progetto Melanoma per lo sviluppo di nuove tecnologie non invasive in particolare nella diagnosi precoce del melanoma. Sino al 2008 il progetto era allocato presso il CPO di Ravenna ed attualmente è parte integrante della rete dell'IRST presso gli ambulatori di Ravenna, Forli' e Meldola. Nel corso di questi anni numerose sono le pubblicazioni su riviste PUBMED ad elevato impact factor prodotte dal gruppo di ricerca costituito dal dr Ignazio Stanganelli, responsabile del progetto, e dalle collaboratrici IOR d.ssa Serena Magi, d.ssa Laura Mazzoni e dalla d.ssa Matelda Medri. Il progetto ha seguito le diverse fasi dello sviluppo della microscopia della epiluminescenza sia con la tecnica semplificata (dermoscopia) che digitale (epiluminescenza digitale) specificatamente rivolte alle diverse aree: 1) validazione diagnostica 2) effetti in vivo della radiazione solare sui nevi melanocitari 3) controllo di qualita’ sulle correlazioni clinico‐patologiche (con i patologi WHO Melanoma panel) 4) sviluppo delle applicazioni telematiche 5) implementazione di specifici algoritmi a supporto diagnostico per la valutazione computerizzata dei nevi e dei melanomi. (Progetto europeo ADAM – cluster EUTISM – M; Information Technology Society, Bruxelles) 6) integrazione alla microscopia confocale (Biopsia ottica virtuale). Numerose sono le attivita‘ di formazione implementate con produzione di specifici prodotti multimediali (patrocinati anche da WHO Melanoma programme) sia a carattere nazionale che europeo in ambito specialistico e nella medicina generale. Tali progetti sono stati sviluppati con la Regione Emilia‐Romagna, l’ASL Citta’ di Milano, l’area Oncologica Nazionale della Società Italiana Medici Generali (SIMG), la Societa’ Ticinese di Dermatologia e l’European Academy of Dermatology (EADV). L’istituto Oncologico Romagnolo ha contribuito all’acquisto di tutte le attrezzature presenti presso l’ambulatorio di Dermatologia Oncologica del CPO/IRST di Ravenna e dell’ambulatorio IRST presso il padiglione Vallisneri di Forli’ per renderlo integrato nella rete oncologica di Area Vasta Romagna e peculiare nel panorama oncologico nazionale. Progetto IOR/IRST/CEUMS “ Salviamo la pelle” Nel 2010 all'interno del progetto Melanoma è stato implementato il Progetto "Salviamo la pelle", in collaborazione con il Ce.Um.S dell'Università di Bologna, diretto dal Prof. Costantino Cipolla. Il progetto è stato selezionato dal CMS IOR/IRST e finanziato dall’Istituto Oncologico Romagnolo nel bando 2010 con i seguenti obiettivi (2111‐2012): 1) Prevenzione primaria sui tumori della pelle e sui rischi sull’esposizione solare, attraverso una campagna di informazione alle popolazioni delle aree zone 18
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turistiche ravennati associata ad una ricerca epidemiologica e sociologica. 2) Campagna educazionale sulla prevenzione primaria e secondaria nelle scuole medie superiori associata ad una ricerca epidemiologica e sociologica. 3) Incontro con gli studenti dell’Università di Bologna, sede di Forlì. 4) Corso per operatori Centri Solarium “ Rischi degli’Ultravioletti Artificiali “ , presso la sede IRST di Meldola In relazione alla mission dell’IRST e per i relativi rapporti con lo IOR, il dr Ignazio Stanganelli e coll hanno in programma di pubblicare l'attività di ricerca su riviste edite su PUBMED con la collaborazione della d.ssa Sara Gandini dell’ IEO, esperta internazionale di epidemiologia solare. Il prof Cipolla ha proposto di editare un libro in cui verranno pubblicate tutte le fasi del progetto. La direzione dello IOR (dr Erroi ed il referente IOR vicepresidente Mario Pretolani) concorda di sviluppare ed ampliare il progetto editoriale del libro dopo la pubblicazione di articoli scientifici su riviste specializzate e su PUBMED. Per questo motivo è stato firmato un protocollo IOR/IRST/CEUMS tra le rispettive direzioni. Organizzazione L'articolazione del progetto è attualmente sviluppata su tre sedi (Ravenna, Forlì, Meldola). RAVENNA AREA DERMATOLOGIA ONCOLOGICA AUSL RA/IRST. Infrastruttura con strumenti di proprietà IOR dati in comodato d’uso all’AUSL 1)
Sistema da stereomicroscopio binoculare tridimensionale e da microscopio ottico con software DERMOX (ultima versione 2011) e di relative metodiche di bioingegneria diagnostica cutanea non invasiva. L’ambulatorio dotato delle infrastrutture indicate è l’unico in Italia ad avere la possibilità delle doppia acquisizione da stereomicroscopia per le valutazioni in vivo e da microscopia ottica per cross‐check istologico per i casi sottoposti ad escissione chirurgica ed analisi istologica. Funzione: L’ambulatorio ha preso in carico la struttura già in essere come CPO/IOR attiva dal 1993, con apertura agli utenti – 3 giorni settimana (ME/GI/VE) ‐ con le modalità gestionali (diagnostiche terapeutiche) come da linee guida dell’AUSL di Ravenna. L’AUSL di Ravenna ci ha inseriti come centro CPO/IRST in un’area di Dermatologia Oncologica condivisa con la Dermatologia. • Circa 13.000 pazienti sono archiviati con il programma DBDERMO (1993‐1997) DERMOX (dal 1997 sino ad oggi) da steromicroscopio tridimensionale binoculare e la struttura rappresenta un punto di riferimento importante per la popolazione dell’area (il 70 %% dei pazienti sono dell’area ravennate) ed i pazienti extra AVR vengono inviati all’ambulatorio di Forlì. • L’infrastruttura è funzionale all’integrazione con il servizio di Anatomia Patologica per le fondamentali attività di ricerca legate alle correlazioni clinico‐patologiche su materiale biologico. • Il materiale biologico dell’Anatomia Patologica di Ravenna e le relative correlazioni cliniche presenti nel nostro data base sono indispensabili per le ricerche genetiche e biomolecolari e per il controllo di qualita’ istologico. Gestione 2011: circa 2000 pazienti/anno Attività chirurgica: 288 asportazioni – 34 melanomi (11%), 82 19
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carcinomi (28%) FORLI’ – SEDE IRST ‐ Padiglione Vallisneri Infrastruttura con strumenti di proprietà IOR dati in comodato uso all’IRST 1)
Stereomicroscopio Tridimensionale con software Videocap dotato di stema di analisi ADAM da noi sviluppato. 2) Videodermatoscopio VIDIX ad Alta Risoluzione 3) Microscopia Laser Confocale (VIVASCOPE 1500 Lucid). L’ambulatorio, attivo da luglio 2009, è dotato delle infrastrutture sopra indicate si qualifica come struttura unica d’eccellenza in campo diagnostico, con caratteristiche di esclusività rispetto a tutti gli altri Istituti Tumori Nazionali e Cliniche universitarie. Funzione L’ambulatorio è attualmente aperto agli utenti 3 giorni la settimana (MA/ME e VE) con attività di III livello diagnostico per utenti di AVR ( anche se con pazienti selezionati dalla sede di Ravenna nel 90% dei casi) e di I II e III livello diagnostico per extra AVR (da settembre 2011). Esami in Microscopia Confocale (da luglio 2009): 1600 circa Visite con Epiluminescenza digitale (da settembre 2011 extra AVR): MELDOLA – SEDE IRST Funzione Consulenza ambulatoriale attiva da Settembre 2011, è aperto ogni martedi’ per attività di 1 livello per visite dermatologiche e per valutazione oncotossicità cutanea per terapie in corso o inserimento di pazienti per terapie innovative (b Raf). Numero tot di visite effettuate: 55 (prime visite + CTR) Sviluppo organizzativo 1. Concentrare nella sede centrale IRST di Meldola le attività di III livello per AVR e di I II e III livello extra AVR (eseguite a Forlì) con attivazione delle prestazioni chirurgiche in sala dedicata come continuità di percorso diagnostico‐terapeutico. 2. Mantenimento della attività sviluppata a Ravenna con nuova acquisizione da parte dello IOR di un Videodermatoscopio VIDIX per favorire la connessione tra Ravenna e la sede IRST. 3. Implementazione Rete informatica tra sede AUSL Ravenna/IRST per la gestione dei pazienti specialmente per quelli di extra AVR seguiti a Ravenna. 4. Rete dedicata teleconsulto VIVANET per la microscopia confocale (Progetto IMI Confocal Network). L’impianto tecnologico verrà fornito gratuitamente da MAVIG. RICERCA Nell’ambito del Centro di Oncologia Dermatologica (COD) ‐ Skin Cancer Unit IRST – ha trovato la sua 20
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naturale evoluzione il Progetto Melanoma dell’IOR che si è sviluppato dal 1992 presso la sede CPO/IOR di Ravenna all’interno del quale si sono sviluppati studi pubblicati con l’apertura del COD IRST, alcuni dei quali pubblicati con casistica proveniente dall’ospedale Niguarda di Milano. 1. Changes observed in slow growing melanomas during long‐term dermoscopic monitoring. Terushkin V, Dusza SW, Scope A, Argenziano G, Bahadoran P, Cowell L, De Giorgi V, Ferarra G, Kittler H, Malvehy J, Menzies S, Piccolo D, Puig S, Rubegni P, Stanganelli I, Thomas L, Zalaudek I, Marghoob AA. Br J Dermatol. 2012 Jan 27..1365‐2133.2012. 2. Accuracy in melanoma detection: A 10‐year multicenter survey. Argenziano G, Cerroni L, Zalaudek I, Staibano S, Hofmann‐Wellenhof R, Arpaia N, Bakos RM, Balme B, Bandic J, Bandelloni R, Brunasso AM, Cabo H, Calcara DA, Carlos‐Ortega B, Carvalho AC, Casas G, Dong H, Ferrara G, Filotico R, Gómez G, Halpern A, Ilardi G, Ishiko A, Kandiloglu G, Kawasaki H, Kobayashi K, Koga H, Kovalyshyn I, Langford D, Liu X, Marghoob AA, Mascolo M, Massone C, Mazzoni L, Menzies S, Minagawa A, Nugnes L, Ozdemir F, Pellacani G, Seidenari S, Siamas K, Stanganelli I, Stoecker WV, Tanaka M, Thomas L, Tschandl P, Kittler H. J Am Acad Dermatol. 2011 Oct 6 3. Dermoscopy of scalp tumours: a multi‐centre study conducted by the international dermoscopy society. Stanganelli I, Argenziano G, Sera F, Blum A, Ozdemir F, Karaarslan IK, Piccolo D, Peris K, Kirchesch H, Bono R, Pizzichetta MA, Gasparini S, Braun RP, Correira O, Thomas L, Zaballos P, Puig S, Malvehy J, Scalvenzi M, Rabinovitz H, Bergamo A, Pellacani G, Longo C, Pavlovic M, Rosendahl C, Hofmann‐Wellenhof R, Cabo H, Marghoob AA, Langford D, Astorino S, Manganoni AM, Gourhant JY, Keir J, Grichnik JM, Fumo G, Dong H, Sortino Rachou AM, Ferrara G, Zalaudek I.J Eur Acad Dermatol Venereol. 2011 Jul 26.1468‐3083.2011. 4. Confocal microscopy of recurrent naevi and recurrent melanomas: a retrospective morphological study. Longo C, Moscarella E, Pepe P, Cesinaro AM, Casari A, Manfredini M, Stanganelli I, Gardini S, Cota C, Argenziano G, Pellacani G, Zalaudek I. Br J Dermatol. 2011 Jul;165(1):61‐8. doi: 10.1111/j.1365‐2133.2011. PUBBLICAZIONI IN CORSO 21
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ll Progetto META (MElanoma TAsk force) ha permesso di analizzare la gestione, la diagnosi, la terapia ed il follow up del melanoma in Italia. Sono stati randomizzati 120 ospedali distribuiti in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale in base al numero dei melanomi primitivi esaminati ogni anno. I centri sono stati suddivisi in Ospedali + (+ 25 melanomi/anno) e Ospedali ‐ (sino a 25 melanomi /anno). 23
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PROGETTI NAZIONALI IN CORSO DI PERFEZIONAMENTO Italian RCM Network ed implementazione piattaforma multimediale VIVANET Coordinamento Giovanni Pellacani Validazione multicentrica RCM con utilizzo protocollo CE IRST Coordinamento Ignazio Stanganelli Definizione di pannelli/patterns di varianti nucleotidiche di geni candidati associati a caratteristiche clinico‐patologiche in pazienti con melanoma Coodinamento Giuseppe Palmieri/Ignazio Stanganelli 24
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ALLEGATO F Relazione avanzamento relativa al progetto di ricerca “Costituzione di una task-force
interaziendale per lo studio ed il trattamento del tumore della mammella: Gruppo
Romagnolo Mammella”.
Nel corso del 2011 e nei primi mesi del 2012 è stato avviato il progetto con individuazione da
parte dei Dr Amadori, Dr. Cruciani e Dr. Ravaioli di tre oncologi coordinatori per le singole
province di riferimento: rispettivamente il Dr Andrea Rocca per l’Irst-Forlì, la Dr.ssa Amelia
Tienghi per Ravenna ed il Dr. Lorenzo Gianni per Rimini.
I tre coordinatori si sono ripetutamente incontrati presso l’IRST di Meldola e, a partire dallo
schema del progetto di ricerca, è stato definito un programma di lavoro con elaborazione di un
documento finale toccando i diversi obiettivi che a nostro avviso il gruppo di lavoro dovrà
porsi. Questo documento verrà inviato, accompagnato da una lettera del Prof. Dino Amadori,
ai Direttori Sanitari delle AUSL di IRST-Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini allo scopo di dare
ufficialità al progetto, permettere l’interazione con le AUSL e consentire ai componenti del
gruppo una più facile partecipazione alle attività, possibilmente in orario di servizio.
Sono stati individuati i possibili componenti del gruppo di lavoro afferenti da tutte le UUOO di
Oncologia dell’Area Vasta Romagna e si pensa di procedere con una prima riunione a
Meldola in data 19/04/2012. Frutto dell’attività di questi mesi è stato inoltre l’avvio di un primo
progetto di ricerca comune in fase di presentazione al Comitato Etico di Area Vasta. Poiché le
attività dei primi 12 mesi di lavoro non hanno previsto costi è stato chiesto in precedenza di
consentire che il budget per il 2011 possa essere aggiunto a quello del 2012 e utilizzato nel
corso del 2012 per le attività del gruppo. Ringraziamo ancora lo IOR per il supporto a questo
progetto nel quale riponiamo molte aspettative per intensificare le collaborazioni fra clinici e
ricercatori delle Oncologie della Romagna nel settore dei tumori della mammella.
Alleghiamo copia del documento finale.
Cordiali saluti
Dr. Lorenzo Gianni, Dr. Andrea Rocca e Dr.ssa Amelia Tienghi
ALLEGATO F 25
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PROGETTO PER LA COSTITUZIONE DI UN GRUPPO COLLABORATIVO INTERAZIENDALE NELL'AREA VASTA ROMAGNA PER LO STUDIO ED IL TRATTAMENTO DEL TUMORE DELLA MAMMELLA (GRUPPO ROMAGNOLO MAMMELLA). Proponenti: Dr. Andrea Rocca (IRST Meldola), Dr. Lorenzo Gianni (UO Oncologia, AUSL Rimini), Dr.ssa Amelia Tienghi (UO Oncologia, AUSL Ravenna) Premessa: dalle collaborazioni ed amicizia già esistenti fra alcuni operatori della Rete Oncologica Romagnola che si occupano di neoplasie della mammella è nata circa 1 anno fa l'idea di costituire un gruppo romagnolo di patologia mammaria. Tale iniziativa è stata incoraggiata dal Direttore Scientifico dell'IRST Prof. Dino Amadori, e dai Direttori delle UUOO di Oncologia di Rimini e Ravenna Dr. Alberto Ravaioli e Dr. Giorgio Cruciani, nell'ottica della Rete Oncologica Romagnola. Siamo pertanto a proporre al tavolo dei Direttori Sanitari dell'AVR questa proposta per la costituzione di un gruppo collaborativo interaziendale nell'Area Vasta Romagna per lo studio ed il trattamento del tumore della mammella. Il presente documento rappresenta il risultato del lavoro di questi mesi ed una bozza ed un progetto programma di lavoro da condividere ed eventualmente modificare sulla base dei suggerimenti che riterrete opportuni. Tale iniziativa avrebbe la finalità di facilitare la collaborazione fra operatori delle diverse aziende nello spirito dell'AVR, possibilmente omogeneizzare i comportamenti e consentire al gruppo di esprimersi nel panorama scientifico italiano ed internazionale, potendo contare su una casistica di dimensioni considerevoli. Finalità del progetto: 1. Individuare un gruppo di Medici Oncologi, Biologi, Data Managers operanti nelle Oncologie della Romagna con specifico interesse per il carcinoma mammario e disponibilità ad una collaborazione sulla patologia di riferimento. 2. Costituire un primo modello di lavoro sulla base del quale migliorare le collaborazioni e sinergie per il trattamento delle diverse patologie oncologiche in AVR. Background Il tumore della mammella rappresenta la principale neoplasia e la seconda causa di morte per tumore nella donna, anche se la sopravvivenza per questa patologia sta migliorando in tutto il mondo occidentale. Anche i dati italiani sono confortanti in tal senso: la sopravvivenza relativa a cinque anni era del 76,3% per i casi diagnosticati nel 1985‐1987 e si è portata all'89,1% per quelli diagnosticati nel 2000‐2002 (1) e pur con qualche differenza tale miglioramento è stato osservato in tutte le fasce di età. In tale ambito la realtà Romagnola si colloca ad un buon livello in quanto, a fronte di tassi di incidenza fra i più elevati in Italia, si osservano tassi di sopravvivenza fra i più elevati (2). Le ragioni di questi miglioramenti sono complesse. Se da una parte l'attuazione degli screenings mammografici ha consentito un sostanziale avanzamento grazie a diagnosi e trattamenti più precoci (3), sicuramente l'impiego di terapie adiuvanti integrate (4‐7), di nuovi farmaci (8), l'aderenza alle linee guida (9) hanno consentito ulteriori miglioramenti. 26
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Negli ultimi anni inoltre la crescente complessità delle problematiche biologiche e diagnostico‐
terapeutiche delle malattie oncologiche ha spinto, in varia misura, gli oncologi ad acquisire competenze più specifiche in rapporto a singole patolologie, interagendo spesso nell'ambito di gruppi multidisciplinari. Questa evoluzione particolarmente spinta nelle grandi istituzioni è comunque osservabili anche in Oncologie più piccole e rappresenta sicuramente un importante valore aggiunto per conseguire ulteriori avanzamenti. Anche nel territorio Romagnolo è in atto una crescente specializzazione dei diversi oncologi in specifiche patologie e presso ogni Unità Operativa di Oncologia esistono oggi medici che specificamente si occupano del tumore della mammella, neoplasie colorettali, polmonari ecc, spesso operanti nell'ambito di gruppi multidisciplinari dedicati. Gli anni passati hanno visto i gruppi romagnoli cooperare nell'ambito di alcune sperimentazioni cliniche e partecipare a gruppi di ricerca nazionali ed internazionali in diverse patologie oncologiche ed in particolare nel campo del tumore della mammella, con una discreta produzione scientifica (10‐21). Questi risultati sono senza dubbio migliorabili grazie ad una strutturazione della collaborazione nell'ambito di gruppi di patologia strutturati. L'esistenza nel territorio Romagnolo di un Registro Tumori di popolazione, l'istituzione con delibera del Direttore Generale dell'AUSL di Ravenna in data 29‐03‐2007 di un Comitato Etico di Area Vasta Romagna e IRST, la dotazione di laboratori avanzati di Biologia Oncologica e di una Tecnostruttura per la ricerca clinica presso l'IRST di Meldola e l'adozione di una cartella clinica comune (Log80) rappresentano ulteriori premesse perché la realtà oncologica romagnola, strutturata in gruppi di patologia, possa sviluppare appieno il proprio potenziale, sia nell'attività assistenziale che nella ricerca oncologica. In tale prospettiva il presente progetto si pone l'obiettivo di migliorare le collaborazioni esistenti in Romagna nell'ambito del trattamento e dello studio del tumore della mammella grazie alla creazione di uno specifico gruppo di patologia. Obiettivi L'obiettivo primario del progetto è la costituzione di un un gruppo di lavoro composto da operatori provenienti dalle diverse Unità Operative di Oncologia della Romagna [Task‐Force Interaziendale per lo studio ed il trattamento del tumore della mammella: Gruppo Romagnolo Mammella (GRM)], composto da medici Oncologi, Biologi, Data managers, Statistici, ma con possibile coinvolgimento futuro di Medici di Prevenzione Oncologica, Senologi‐Chirurghi, Radioterapisti, Patologi, Medici Nucleari, Registro Tumori, ecc. Le prime tappe del processo saranno necessariamente rivolte a costituire, strutturare, definire statuto e modalità operative del gruppo, attribuire competenze specifiche. Per quanto concerne gli obiettivi specifici che il gruppo dovrà perseguire, al momento attuale potrebbero essere individuati i seguenti, naturalmente da discutere ed approfondire nell'ambito del GRM:  Omogeneizzare per quanto possibile il trattamento della neoplasia mammaria in fase iniziale ed avanzata.  Costituire un ambito di confronto su casi clinici complessi.  Produrre un data‐base comune di patologia, che utilizzando informazioni estratte dalla cartella informatica Log80 consenta di disporre di una casistica comune sulla quale condurre agevolmente studi di esito e progetti di ricerca retrospettiva. 27
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Definire un programma scientifico ed elaborare progetti di ricerca spontanei, frutto di una elaborazione comune, con forte razionale biologico, con coinvolgimento del Laboratorio Biologico dell'IRST, supporto da parte del gruppo Epidemiologico del Registro Tumori della Romagna, dell'Unità di Biostatistica dell'IRST in collaborazione con gli Uffici Innovazione e Ricerca delle AUSL dell'AVR e dei Consulenti dell'IRST. Tale programma dovrebbe rappresentare garanzia di condivisione dei progetti di ricerca fra le diverse Unità Operative della Rete Oncologica di AVR, da proporre al Comitato Medico Scientifico (CMS). Valutare le proposte di collaborazione scientifica con altri gruppi di ricerca, da discutere con il CMS, per rendere possibile la partecipazione compatta come Gruppo Romagnolo. Porsi come interlocutore delle aziende farmaceutiche nella conduzione degli studi clinici da queste sponsorizzati, possibilmente con la strategia del PI unico e possibilita' di disporre degli studi almeno nei 3 centri principali, o per l'ideazione e conduzione di studi clinici spontanei. Collaborare nella produzione di un progetto organico ed itinerante di eventi di aggiornamento sulla patologia mammaria in Romagna. Collaborare alla produzione di materiale informativo divulgativo ad uso delle pazienti affette da neoplasia mammaria che accedono alle Unità Operative di Oncologia della Romagna ed eventualmente di un sito internet del gruppo. Interagire con le Società Scientifiche e Associazioni di Pazienti per attività di tipo informativo‐
divulgativo sulla Patologia. Produrre documentazione procedurale che possa consentire la valutazione della qualità dell'attività svolta. Modalità esecutive 1. I Direttore dell'IRST di Meldola e i Direttori delle Oncologie di Ravenna e Rimini hanno identificato i coordinatori del progetto nei nomi dei Dr. Andrea Rocca (IRST Meldola), Dr. Lorenzo Gianni (UO Oncologia, AUSL Rimini), Dr.ssa Amelia Tienghi (UO Oncologia AUSL Ravenna).Ognuno di essi sarà responsabile di uno specifico aspetto dell'attività del gruppo: la Dr.ssa Tienghi e Dr. Gianni responsabili aspetti educazionali e clinici, il Dr. Rocca responsabile degli aspetti di ricerca traslazionale. I coordinatori si sono già riuniti più volte nel corso del 2011 per produrre il presente documento ed una bozza del programma di lavoro. 2. Il presente documento verrà inviato al tavolo dei Direttori Sanitari delle Aziende AUSL e Direttori Generali dell'AVR per l'autorizzazione, suggerimenti ed indicazioni. 3. Verrà definita entro breve tempo la composizione del gruppo di patologia con individuazione di collaboratori operanti nei Centri della Rete Oncologica di AVR. Si è peraltro considerato di mantenere aperta la partecipazione alle riunioni del gruppo anche ad altri Oncologi della Rete interessati, in particolare ai giovani. Si chiede che venga riconosciuta, da parte di ognuna delle istituzioni di area vasta che partecipano al presente progetto, la possibilità per il personale coinvolto di svolgere queste attività in orario di lavoro. 4. Verrà creato un indirizzario dei componenti del gruppo: postale, telefonico, email da parte dei responsabili del progetto. 5. La prima riunione del gruppo verrà pianificata nei primi mesi del 2012, con l'obiettivo di presentare il progetto, raccogliere suggerimenti e proposte. In seguito si prevedono riunioni operative con cadenza almeno trimestrale. 6. Verranno ricercate anche modalità che possano garantire l'interazione a distanza alternative allo spostamento fisico degli operatori, anche con l'aiuto degli esperti informatici (es. Skype, videoconferenza, cartelle su hard disk remoti, ecc). 28
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7. Andranno definiti gli aspetti economici a supporto del gruppo di lavoro: ricerca di finanziamenti da parte degli Enti di appartenenza, Enti no profit, progetti di ricerca finalizzati. Indicatori di risultato  Costituzione del gruppo e definizione delle modalità operative.  N° di riunioni del gruppo di lavoro: almeno 3 all'anno.  N° progetti di ricerca spontanea comuni attivati: almeno 1 all'anno  N° convegni organizzati dal gruppo: almeno 1 all'anno  N° di pubblicazioni e/o abstract congressuali inviate a nome del gruppo di lavoro: almeno 1 all'anno. Bibliografia 1. Crocetti E. La sopravvivenza per il tumore della mammella femminile è migliorata in tutte le età. I numeri dell'Airtum. Epidemiologia e Prevenzione 2008: 32 (6): 329. http://www.registri‐
tumori.it/PDF/Numeri/10_Rub_Sopr_mammella.pdf 2. Rapporto sui tumori in Italia. Anno 2008. Una prospettiva di genere nello studio dell'epidemiologia dei tumori. I tumori nelle donne italiane http://www.registri‐
tumori.it/cms/files/TumoriFemminili_2008Rev.pdf 3. Greif JM. Mammographic screening for breast cancer: An invited review of the benefits and costs. Breast. 2010 Aug;19(4):268‐72. 4. Early Breast Cancer Trialists' Collaborative Group (EBCTCG). Effects of chemotherapy and hormonal therapy for early breast cancer on recurrence and 15‐year survival: an overview of the randomised trials. Lancet 2005;365(9472):1687‐717. 5. Early Breast Cancer Trialists' Collaborative Group (EBCTCG), Clarke M, Coates AS, Darby SC, et al. Adjuvant chemotherapy in oestrogen‐receptor‐poor breast cancer: patient‐level meta‐
analysis of randomised trials. Lancet. 2008;371(9606):29‐40. 6. Early Breast Cancer Trialists' Collaborative Group (EBCTCG), Davies C, Godwin J, Gray R, Clarke M, Cutter D, Darby S, McGale P, Pan HC, Taylor C, Wang YC, Dowsett M, Ingle J, Peto R. Relevance of breast cancer hormone receptors and other factors to the efficacy of adjuvant tamoxifen: patient‐level meta‐analysis of randomised trials. Lancet. 2011;378(9793):771‐84. 7. Clarke M, Collins R, Darby S, et al. Early Breast Cancer Trialists' Collaborative Group (EBCTCG). Effects of radiotherapy and of differences in the extent of surgery for early breast cancer on local recurrence and 15‐year survival: an overview of the randomised trials. Lancet 2005;366(9503):2087‐106. 8. Soria JC, Blay JY, Spano JP, et al. Added value of molecular targeted agents in oncology, Ann Oncol 22: 1703‐16, 2011. 9. Hébert‐Croteau N, Brisson J, Latreille J, et al. Compliance with consensus recommendations for systemic therapy is associated with improved survival of women with node‐negative breast cancer. J Clin Oncol. 2004; 22(18):3685‐93. 10. Frassineti GL, Zoli W, Silvestro L, Serra P, Milandri C, Tienghi A, Gianni L, Gentile A, Salzano E, Amadori D. Paclitaxel plus doxorubicin in breast cancer: anItalian experience. Semin Oncol. 1997;24(5 Suppl 17):S17‐19‐S17‐25. 29
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11. De Paola F, Vecci AM, Granato AM, Liverani M, Monti F, Innoceta AM, Gianni L, Saragoni L, Ricci M, Falcini F, Amadori D, Volpi A. p27/kip1 expression in normalepithelium, benign and neoplastic breast lesions. J Pathol 2002;196(1):26‐31. 12. Ravaioli A, Pasini G, Polselli A, Papi M, Tassinari D, Arcangeli V, Milandri C, Amadori D, Bravi M, Rossi D, Fattori PP, Pasquini E, Panzini I. Staging of breast cancer: new recommended standard procedure. Breast Cancer Res Treat. 2002;72(1):53‐60. 13. Passardi A, Massa I, Zoli W, Gianni L, Milandri C, Zumaglini F, Nanni O, Maltoni R, Frassineti GL, Amadori D. Phase II study of gemcitabine, doxorubicin and paclitaxel (GAT) as first‐line chemotherapy for metastatic breast cancer: a translational research experience. BMC Cancer 2006; 21;6:76. 14. Gennari A, Amadori D, De Lena M, Nanni O, Bruzzi P, Lorusso V, Manzione L,Conte PF. Lack of benefit of maintenance paclitaxel in first‐line chemotherapy in metastatic breast cancer. J Clin Oncol 2006;24(24):3912‐8. 15. Gianni L, Panzini I, Li S, Gelber RD, Collins J, Holmberg SB, Crivellari D,Castiglione‐Gertsch M, Goldhirsch A, Coates AS, Ravaioli A; International Breast Cancer Study Group (IBCSG). Ocular toxicity during adjuvant chemoendocrine therapy for early breast cancer: results from International Breast Cancer Study Group trials. Cancer. 2006; 106(3):505‐13 16. Amadori D, Nanni O, Volpi A, Casadei Giunchi D, Marangolo M, Livi L, Ravaioli A, Rossi AP, Gambi A, Luzi Fedeli S, Perroni D, Scarpi E, Becciolini A,Silvestrini R. Phase III randomized multicenter study on the effects of adjuvant CMF in patients with node‐negative, rapidly proliferating breast cancer:twelve‐year results and retrospective subgroup analysis. Breast Cancer Res Treat. 2008;108(2):259‐64. 17. Gianni L, Cole BF, Panzini I, Snyder R, Holmberg SB, Byrne M, Crivellari D,Colleoni M, Aebi S, Simoncini E, Pagani O, Castiglione‐Gertsch M, Price KN,Goldhirsch A, Coates AS, Ravaioli A. Anemia during adjuvant non‐taxane chemotherapy for early breast cancer: Incidence and risk factors from two trials of the International Breast Cancer Study Group. Support Care Cancer. 2008;16(1):67‐74. 18. Gianni L, Gelber S, Ravaioli A, Price KN, Panzini I, Fantini M,Castiglione‐Gertsch M, Pagani O, Simoncini E, Gelber RD, Coates AS, Goldhirsch A. Second non‐breast primary cancer following adjuvant therapy for early breastcancer: a report from the International Breast Cancer Study Group. Eur J Cancer 2009;45(4):561‐71. 19. Boccardo F, Amadori D, Guglielmini P, Sismondi P, Farris A, Agostara B, Gambi A, Catalano G, Faedi M, Rubagotti A. Epirubicin followed by cyclophosphamide,methotrexate and 5‐
fluorouracil versus paclitaxel followed by epirubicin and vinorelbine in patients with high‐risk operable breast cancer. Oncology 2010;78(3‐4):274‐81. 20. Amadori D, Silvestrini R, De Lena M, Boccardo F, Rocca A, Scarpi E, SchittulliF, Brandi M, Maltoni R, Serra P, Ponzone R, Biglia N, Gianni L, Tienghi A, Valerio MR, Bonginelli P, Amaducci L, Faedi M, Baldini E, Paradiso A. Randomized phase III trial of adjuvant epirubicin followed by cyclophosphamide,methotrexate, and 5‐fluorouracil (CMF) versus CMF followed by epirubicin in patients with node‐negative or 1‐3 node‐positive rapidly proliferating breast cancer. Breast Cancer Res Treat. 2010 Dec 4. [Epub ahead of print] 21. Ravaioli A, Monti F, Regan MM, Maffini F, Mastropasqua MG, Spataro V, Castiglione‐Gertsch M, Panzini I, Gianni L, Goldhirsch A, Coates A, Price KN, Gusterson BA, Viale G; International Breast Cancer Study Group. p27 and Skp2 immunoreactivity and its clinical significance with endocrine and chemo‐endocrine treatments in node‐negative early breast cancer. Ann Oncol. 2008;19(4):660‐8. 30
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22. Statistica Emilia Romagna. Popolazione residente per province, comuni e classi di età al 1 Gennaio 2010: Femmine. http://sasweb.regione.emilia‐romagna.it/cgi‐
bin/broker.exe?imap=TRPPRES10F 31
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ALLEGATO G QUALE E’ STATA L’ATTIVITA’ DI RICERCA DELL’ONCOLOGIA RIMINESE DEL 2011 Possiamo affermare e sottolineare che: 1) L’Oncologia riminese ha contribuito attivamente allo sviluppo dell’attività di ricerca della rete dell’Oncologia della Romagna concentrata prevalentemente nelle sedi di Forlì‐Cesena, Ravenna e Rimini, con il Coordinamento e la direzione dell’IRST di Meldola. Questo si è concretizzato con la partecipazione a n° 53 ricerche cliniche e di laboratorio. Sono stati “arruolati” n°129 pazienti. 2) L’Oncologia Riminese ha organizzato convegni scientifici anche sotto l’egida IOR‐IRST con i seguenti titoli: a. ”Carcinoma della mammella: superamento dell’endocrinoresitenza: meccanismi e progetti terapeutici”, Rimini 26 Marzo 2011. b. “Neoplasie del pancreas e delle vie biliari”. Cattolica 21 Maggio 2011. c. “Introduzione alla metodologia della ricerca clinica”. Rimini 24 Giugno 2011. d. “Carcinoma del colon‐retto. La medicina che cambia: l’approccio multidisciplinare al trattamento delle metastasi epatiche nell’era della target‐therapy. Rimini 21 Ottobre 2011. e. “Valutazione della risposta in radiologia nei pazienti oncologici: nuovi criteri teorici e pratici. Rimini, 9 Dicembre 2011. Gli obiettivi sono stati quelli di far crescere le competenze dei Professionisti delle Aziende Sanitarie, dei Professionisti IOR, dei Professionisti IRST e di fare conoscere all’esterno le attività le attività culturali dello IOR (in particolare nel “panorama” Emiliano e Italiano). 3) Il Dr. Gianni Lorenzo ha iniziato il lavoro di Coordinamento dei Professionisti IRST‐IOR dedicati al trattamento delle neoplasie mammarie in collaborazione con il Dr. Andrea Rocca dell’IRST e la Dr.ssa Amelia Tienghi di Ravenna: in prospettiva, la creazione di un “gruppo misto” per la partecipazione come IRST‐IOR a programmi internazionali. 4) Il Dr. Tassinari Davide ha iniziato il lavoro di affiancamento al trattamento terapeutico dei pazienti con neoplasia polmonare con metodiche di palliazione “più spinta” dei sintomi per dimostrare un miglioramento della qualità di vita. 5) E’ stato organizzato a Rimini l’incontro annuale dell’International Breast Cancer study Group (IBCSG) che si è svolto quest’anno con la partecipazione di circa 180 Medici da tutto il mondo. Le Oncologie dell’IRST e di Ravenna hanno aderito al gruppo e sono state ammesse come gruppi “Probatory”. 6) E’ continuato il “rifornimento” di farmaci non ancora in commercio, ma di notevole attività ai pazienti dell’Oncologia riminese. Ricordiamo l’Abiraterone nel tumore della prostata (è un super‐ormone); l’inibitore del b‐raf nel melanoma, il Vemurafenib che è una target‐therapy, il Pazopanib nei sarcomi, sempre una target terapia. Sono in corso di organizzazione un nuovo inibitore della ditta Tayo, nel tumore del colon nei pazienti con K‐ras mutato sempre come target‐therapy. 7) Si è provveduto ad aumentare la professionalità dei borsisti IOR permettendo loro di partecipare ai seguenti corsi: ESMO, S. Gallen Gisma, IEO per studio Dasatinib, 8) sono state effettuate pubblicazioni scientifiche di seguito elencate: 32
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S. Aebi, Z. Sun, D. Braun, K. N. Price, M‐ Castiglione‐Gertsch, M. Rabaglio, R. D. Gelber, D. Crivellari, J. Lindtner, R. Snyder, P. Karlsson, E. Simoncini, B.A. Gusterson, G. Viale, M.M. Regan, A.S. Coates, & A. Goldhirsch. Differential efficacy of three cycles of CMF followed by Tamoxifen in patiens with ER‐positive and ER‐negative tumors: long‐term follow‐up on IBCSG Trial IX. Annals of Oncology 22: 1981‐1987,2011. M. Fantini, L. Gianni, D. Tassinari, S. Nicoletti, C. Possenti, F. Drusi, M. Sintini, L. Bagli TOXIC ENCEPHALOPATHY IN ELDERLY PATIENS DURING TREATMENT WITH CAPECITABINE: LITERATURE REVIEW AND A CASE REPORT. Journal of Oncology Pharmacy Practice 17 (3) 288‐291 September 2011. M. Campiglio, R. Bufalino, M. Sandri, E. Ferri, R. A. Aiello, A. De Matteis, M. Mottolese, S. De Placido, P. Quesrzoli, A. Jirillo, A. Bottini, M. Fantini, A. Bonetti, F. Pedani, M. Mauri, A. Maria Molino, A, Ferro, S. M. Pupa, M. Sasso, S. Menard, A. Balsari, E. Tagliabue. increased overall survival independent of RECIST response in metastatic breast cancer patients continuing trastuzumab treatment: evidence from a retrospective study. Breast Cancer Res Tret. Springer DOI 10.1007/s10549‐011‐1484‐4. March 2011 Libro A cura Dr. Alberto Ravaioli Manuale di Oncologia per Infermieri TUMORI. Il Pensiero scientifico editori Vol. 97 N° 1 February 2011. P. Karlsson, Z. Sun, D. Braun, K.N. Price, M. Castiglione‐Gertsch, M. Rabaglio, R.D. Gelber, D. Crivellari, J. Collins, E. Murray, K. Zaman, M. Colleoni, B.A. Gusterson, G. Viale, M.M. Regan, A. S. Coates, A. Goldhisch Long‐term results of International Brear Cancer Study group tirla VIII: addjuvant chemotherapy plus gosereli compared with either therapy alone for premenopausal patients with node‐negative breast cancer. Annals of Oncology 22: 2216‐2226,2011. IBCSG study group 22‐00) Marco Colleoni, Shari Gelber, Istvan Lang, Beat Thurlimann, KAren N.Price, Lorenzo Gianni, Aron Goldhirsch for the IBCSG Study of cm maintenance for endocrine non responsive early breast cancer Poster OT‐01‐01, San Antonio Breast Cancer Symposium, December 6‐10‐2011 Sandro Pignata, Giovanni Scambia, Gabriella Ferrandina, Antonella Savarese, Roberto Sorio, Enrico Breda, Vittorio Gebbia, Pietro Musso, Luigi Frigerio, Pietro Del Medico, Alessandra Vernaglia Lombardi, Antonio Febbraro, Paolo Scollo, Antonella ferro, Stefano Tamberi, Alba brandesa, Alberto Ravaioli, Maria Rosaria Valerio, Enrico Aitini, Donato Natale, Laura Scaltriti, Stefano Greggi, CarmelaPisano, Domenico Lo russo, Vanda Salutari, Francesco Legge, Massimo Di Maio, Alessandro Morabito, Ciro Gallo, Francesco Perrone Carboplatin Plus Paclitaxel Versus carboplatin Plus Pegylated Liposomal Doxorubicin as Firt‐line Treatment for patients with ovarian cencer: the MITO‐2Randomized phase III trial Journal of Clinical Oncology 15 Agosto 2011 33
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M. Di Marco, A. Bergamaschi Consumo di tabacco, alcool e sostanze psicotrope negli adolescenti: fattori ambientali e contesto psico‐sociale TUMORI. Giornale di Psico‐Oncologia (Organo della Società Italiana di Psico‐Oncologia) Vol. 13 N. 1/2011 Ma in definiTIVA, quali avanzamenti nella cura e nella terapia sono stati raggiunti nel 2011? a) Una target‐terapy Lapatinib associata all’Herceptin (anticorpo monoclonale) guarisce più pazienti con tumore della mammella e probabilmente aumenta la sopravvivenza libera da malattia. b) Nei pazienti con sarcoma sono possibili molti trattamenti terapeutici allungando la vita e la sua qualità. c) Il Bevacizumab, un anticorpo monoclonale, produce risultati sorprendenti in alcuni pazienti con tumore del colon determinando remissione della malattia e lunga sopravvivenza. d) Il Vemorafenib ha dimostrato per la prima volta nei pazienti con melanoma K‐ras mutato importanti regressioni della malattia. e) La terapia ormonale adiuvante (dopo la chirurgia) nelle donne giovani e molto giovani appare ben tollerata. f) La gravidanza nelle pazienti operate per tumore della mammella è possibile senza rischi. g) Il tumore della prostata avanzato non più rispondente all’ormonoterapia può essere curato ancora a lungo con numerosi farmaci. h) L’Everolimus può essere utilizzato nei carcinomi neuroendocrini. Se a questi risultati del 2011 si aggiungono quelli che sono stati ottenuti in numerosi altri contesti e negli anni precedenti si comprende come il cammino verso “una maggiore speranza” sia meno lenta e più progressiva. Naturalmente quanto illustrato non rappresenta risultato esclusivo dello IOR, ma senza lo IOR a Rimini e in Romagna i risultati sarebbero arrivati sicuramente in ritardo e non disponibile per tutti i pazienti. In un momento di grande difficoltà per l’industria e per le Aziende Sanitarie per la crisi economica, i cui influssi si faranno sentire ancora a lungo, l’apporto dello IOR alla ricerca e all’assistenza, rappresenta un’azione ancora di più meritevole in grado di fare rimanere la Romagna come una delle aree in Europa con i maggiori livelli assistenziali per la cura del cancro. Abbiamo creduto di dover fornire una relazione con aspetti anche divulgativi (e per questo mi scuso per le semplificazioni), ma credo che i Soci ed i Volontari dell’Istituto Oncologico richiedano anche queste semplificazioni. Dr. Lorenzo Gianni Dr. Alberto Ravaioli Vicedirettore U.O. Oncologia Rimini Direttore U.O. Oncologia Rimini Membro C.M.S. IRST Membro C.M.S. IRST 34
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Relazione del comitato medico scientifico