antagonista della temporalità regnante in Ma la realtà è questa. E questi sono anche i ogni racconto. Sembra insomma che la nar- colori, le luci, le ombre, gli odori di quello rativa moderna abbia scavalcato il recinto che resta della Liguria che amiamo, quella del racconto tradizionale nel momento in cui alta sul mare, che si arrampica sulle ha inteso dare rilievo a quello che è di solito Marittime, si dispone intorno al Saccarello, un elemento ausiliare, sfondo: lo spazio, il in un frenetico saliscendi. SOMMARIO paesaggio; col correlato stilistico inevitabile di far avanzare la descrizione, perlopiù Questa Liguria l'ho riguardata sabato scorso ancella della narrazione, a un ruolo di primo attraverso le parole di Biamonti (non a caso, piano. nel libro, sono spesso quelle di un pittore, Fermare il centro-destra, unire la sinistra di M. T. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3 La letteratura contemporanea si propone Eugenio): terra che «a ogni curva» regala Nota sul voto del 13 maggio 2001 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5 così forme di scrittura in crisi (la lirica, in «una prospettiva di mare e di montagne». declino persino nei versi; l'epica ormai Biamonti la fotografa soprattutto nelle ore di Le condizioni della libertà e della democrazia di MAURO TORELLI . . . . . . . . . . scomparsa) dentro il generoso e autorevole cambiamento e esitazione della luce, all'alba contenitore del romanzo, affidando alla («il cielo, a oriente, s'andava espandendo. La prosa narrativa una funzione di traino e valle non usciva ancora dal buio. Ma il paese, a recupero. Biamonti, con i suoi romanzi sul nord, su un crinale sottile, era tutto una tastiera. crinale tra poesia e narrazione, tra descrizio- Luceva casa per casa. E lì, intorno a loro, sulla ne e storia, si colloca tra i grandi sperimenta- rupe di Beragna, la terra si muoveva. La scuola per la cittadinanza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17 tori della prosa novecentesca, tra gli autori Comparivano ulivi intonati ai muri e muri into- che l'hanno rianimata e resa possibile anche nati alle rocce»), a sera, quando si vedono Appunti per un’iniziativa sulla scuola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17 per il nuovo secolo. «onde di colline, con luci sparse di paesi, tra Nota sul documento “Appunti per un’iniziativa sulla scuola” . . . . . . . . . . 21 Mi si permetta, per concludere, un'aggiunta, macchie buie e il cielo chiaro», con tempi per lo A proposito di paradossi scolastici di GIUSEPPE CHIARANTE . . . . . . . . . . . . . . . . 25 che nasce dalla condivisione con l'amico più mossi, inquieti: «un ponente allegro tempe- Biamonti della stessa terra, il Ponente ligure, stava il mare come un campo di anemoni. Le la Liguria franco-italiana, protagonista, onde andavano tutte per il loro verso, mentre gli Alla scoperta della terra più conosciuta di ALESSANDRO NATTA . . . . . . . . . . . . . 29 come si è visto, anche di questo suo libro. alberi sulle alture erano scossi in vari modi e il Il poeta Alfonso Gatto nella Riviera di Ponente di LUIGI SURDICH . . . . . . . . . . 33 C'è una doppia Liguria qui, quella di costa, siliquastro perdeva i fiori, che si mettevano a vor- devastata dalla speculazione e dal delitto, e ticare insieme ai petali di ciliegio». quella d'altura, insidiata anch'essa dal male, Lasciatemi dire che guardare la mia terra ma ancora in bilico, sospesa tra l'abbandono con le parole di questo libro è stato (effetto disperato e la promessa di un estremo rifu- che ci fanno solo le grandi opere) come ren- gio. Un ligure di Ponente si riconosce intera- dermi conto di ciò che vi avevo sempre visto mente in questa geografia dei luoghi e dei senza accorgermene, senza sapergli dare valori, nulla c'è in essa di arbitrario e l'arte si nome. I sondaggi e la voglia di battersi di LUCIANO DEVESCOVI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10 Turismo, risorsa per il nuovo millennio di PIERO DENEGRI . . . . . . . . . . . . . . . . 11 Storie del Ponente di VITTORIO COLETTI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37 limita a fissare e levigare la dura contingenza. Magari, si potrebbero aggiungere, alla costa, nella stessa rovina, le vie di bassura, i fondovalle purtroppo percorsi da un traffico frenetico e odioso. 40 gennaio/aprile 2001 6 1 gennaio/aprile 2001 contrasto all'attimo di speranza, di rimesco- lascia alla fine i personaggi non molto diver- lamento e rinnovamento alla fine della si da come ce li aveva presentati comincian- seconda guerra mondiale, rivissuto da un do; che la storia li ha cambiati poco (semmai ufficiale francese che viene a cercare di mori- li ha definitivamente fissati nella loro fisio- re nei paesi che aveva liberato nel '45. La sua nomia di partenza). Ma questa è la caratteri- delusione, la sua rinuncia a quelle terre viste stica di Biamonti, la sua originalità; come in un momento di sogno attestano che il succede solo ai grandi scrittori, egli porta al male ha vinto; che le forze del delitto, della limite dell'accettabilità la forma romanzo, follia (ben raffigurate nel romanzo dal conta- situandola ai confini della narrazione, a dino matto che espia nella pazzia un antico pochi ma decisivi passi dalla poesia, dalla delitto) hanno avuto definitivamente la prosa poetica. Anche il linguaggio della quo- meglio, che i sogni sono ormai impossibili. tidianità, materiale tipicissimo del romanzo moderno, entra nel libro solo con parsimo- Come negli altri suoi romanzi, anche in que- nia e attraverso filtri più convenienti alla liri- sto Biamonti adotta una scrittura tutta omis- ca che alla narrativa. I discorsi diretti, inseri- sioni e baluginii, così colma e rarefatta da ti in scenografie essenziali, isolati su abissi sollevare un dubbio sulla sua compatibilità di silenzi e reticenze, spesso alti e solenni, col genere romanzo, che pure, come si sa, è sfidano la legalità narratologica e portano il ampiamente disponibile a contaminazioni e libro in vicinanza di forme concorrenti, dal sconfinamenti. Uno stile tesissimo, scatti di dialogo filosofico alla lirica. puro lirismo, predominanza assoluta della Ma anche qui Biamonti argina la fuoriuscita descrizione sulla narrazione: parrebbe pro- dal genere, compensando con innesti di rea- PAGINE NUOVE DEL PONENTE prio di essere fuori dal territorio romanze- lismo, di dialettalità (a volte, con scelta infe- bimestrale di politica e cultura sco. Sia chiaro: le pagine di Biamonti non lice troppo spiegata: «Possiamo andarci anche ANNO III n. 1/2 - gennaio / aprile 2001 (uscita n. 4) hanno nulla a che vedere con la prosa d'arte questa prima, voglio dire questa primavera»), di e neppure con il poema in prosa, che pure è concretezza linguistica (i tecnicismi agricoli, parente meno lontano. Non hanno l'autore- come questo, di nuovo inutilmente glossato: ferenzialità, l'interna giustificazione che è «il passaggio a minor danno, cioè sul confine»). propria di quei tipi di prosa; trovano il loro Del resto, la prosa narrativa novecentesca si senso oltre se stesse, nel sistema compositivo era già provata a varcare senza smarrirsi i in cui sono inserite. Le parole la notte è un confini del romanzo canonico: penso alle romanzo innanzitutto perché rispetta le Città invisibili di Calvino o a Staccando l’om- regole di montaggio proprie del romanzo, in bra da terra di Daniele Del Giudice, libri che cui ogni luogo è spiegato, completato, inte- hanno in comune con quello di Biamonti il grato da quelli che lo seguono; del romanzo rilievo concesso al paesaggio. Forse non è ha il moto insieme progressivo e regressivo, senza ragione se esperimenti radicali, prove che fa sempre attendere quello che viene che hanno spinto il romanzo nella zona dopo e rivedere alla sua luce quello che è rossa del pericolo di autodistruzione ma stato prima. È vero che il movimento narra- anche di nuova fecondità, si trovino in libri tivo è minimo; che il racconto di Biamonti suggestionati dallo spazio, dall'eterno Direttore responsabile LUCIANA ZANETTA Autorizzazione Tribunale di Imperia n. 3/99 In redazione: PIERO DENEGRI, FRANCA NATTA, CARLA NATTERO Sede: presso SOMS (g. c.) - via Santa Lucia, 14 18100 Imperia Oneglia Tel. 0183 293643 Proprietà ASSOCIAZIONE PER IL RINNOVAMENTO DELLA SINISTRA - IMPERIA Impaginazione e stampa Centro Editoriale Imperiese Imperia Direttore politico - Presidente GIUSEPPE MAURO TORELLI Copertina ARMANDO SABATELLA Questo numero è stato chiuso il 24/04/2001 39 gennaio/aprile 2001 «l’azzurro era di nuovo forte, venato di carminio cadere nel gorgo del tempo. Per questo, il dove passava il vento. Giù nel burrone l'ombra romanzo tradizionale, regno della tempora- sembrava un flusso di pietra». lità domata, gli sta stretto e lo aggira dai Per il resto, vince l'afasia, la rinuncia a parla- limiti, là dove confina con la poesia, più re: «Bisognerebbe sempre tacere». disponibile, persino formalmente, a chiudere L'esplosione dello spazio, il dilagare del pae- il tempo nel recinto di uno spazio (linguisti- saggio sono fin dall'inizio per Biamonti la co o metaforico). Il male dell'uomo è di «non forma con cui fare i conti col suo leitmotiv e essere mai completamente presente», di vivere il incubo, il tempo, la transitorietà delle cose, suo tempo in sospeso tra il vortice del passa- l'incessante cambiamento. to e l'angoscia del domani. Persino il futuro Come Calvino, anche Biamonti prova a gio- ha smesso di essere una speranza, di avere care con lo spazio quella carta (in lui più esi- una direzione; nel frenetico agitarsi di uomi- stenziale e lirica che intellettuale e argomen- ni e cose non c'è un senso: «la storia si muove tativa) che il tempo non cessa di scompiglia- per impulsi così disordinati da parere stanchi». re. La terra riflette nella sua accidentata Nello stordimento della luce o nello sbigotti- superficie la somma contraddittoria dei mil- mento della notte, i ritmi lenti della terra, la lenni trascorsi, fissa nella sua immobilità tor- carnalità solare della donna sono gli unici, tuosi assemblaggi tettonici, lascia intravede- precari appigli di poesia e resistenza; vengo- re il lavoro e la rapina dell'uomo; rende visi- no da loro le ultime parole di conforto nella bile l'oscura radice dell'adesso. I personaggi notte del mondo. Contro di loro muovono le sono sospesi sul loro passato come su un forze del male, le contorsioni dell'uomo agi- baratro; il presente è tormentato dai ricordi, tato dalle onde del tempo implacabile. dalle nostalgie, dai rimorsi. Come la Liguria Questo buio, poi, è storico, come già in estrema («terra e cielo davano veramente l'idea Attesa sul mare. È la crisi dell'occidente, di essere in viaggio»), anche gli uomini sem- idealmente raffigurata nella Francia di brano «alle soglie di un altro mondo», prossimi Mitterand morente, dell'Europa insidiata da a un nuovo, tragico altrove. Li angustia il un meticciato subìto di mal grado, accolto passato, il vissuto gremito di amori e tor- senza amore, sfruttato avidamente e respin- menti: «ho sempre lo stesso vizio: gettarmi sul to senza successo (con tempestività sorpren- passato, il tempo che risorge, un ricordo che dente i passanti notturni spaventati e bracca- entra nel chiarore»; «torna il passato, anima e ti sono anche curdi). Il tema della mescolan- corpo, il tempo è greve»; «temo i rimorsi, le cose za delle razze e dei destini, che sta affasci- che fanno finta di andarsene, poi tornano e divo- nando la letteratura contemporanea e rano il cuore». Tutto viene da lontano, nulla e inquietando i popoli, non ha lasciato insensi- nessuno sa dove finirà; ognuno, ogni cosa si bile Biamonti, scrittore quanto mai europeo, trascina le proprie radici come una sfilaccia- multilingue, ultimo cantore di una civiltà ta ma inestirpabile appendice. mediterranea che ha nutrito la poesia, dai Davvero, montalianamente, «giunco» dalle trovatori a Montale. radici «viscide» e «non mai svelte», l'uomo di Non a caso, in Le parole, la notte, il presente Biamonti si afferra al paesaggio per non cupo e franante dell'Europa è accostato per 38 gennaio/aprile 2001 Il nostro impegno Fermare il centro-destra, unire la sinistra La veste più sobria di “Pagine Nuove del Ponente” risponde sia ad esigenze di risparmio (sempre gradite), quanto alla possibilità di snellimento delle procedure di confezionamento della nostra rivista. Singolarmente ciò coincide con la decisione del Coordinamento dell'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra di Imperia di dotarsi di un sito internet. Il lavoro preparatorio è in fase molto avanzata e stiamo operando affinché, con l'invio a domicilio di questo numero della rivista, vi pervenga anche la denominazione del sito. La scelta è molto impegnativa, in quanto codesto proponimento è accompagnato dalla volontà di organizzare una redazione idonea a garantire un'ampia gamma di informazioni ed elaborazioni, oltre che tempestività e continuità nel fornire ai "visitatori" il prodotto. L'obiettivo costante resta quello di costruire occasioni di dibattito e riflessione politica e culturale, per favorire crescita e unità a sinistra. Il 2001 sarà un anno importante per la nostra associazione, che nei quasi tre anni di vita si è estesa in tutto il Paese. Sarà l'anno dei consuntivi, ma soprattutto dei nuovi proponimenti che permettono all'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra un salto di qualità nella sua funzione di stimolo unitario per la sinistra. Con mezzi spartani, ma con tanta volontà di contribuire a questo sforzo collettivo, anche da codesta realtà territoriale vogliamo partecipare all'impresa. Innanzitutto invitando i compagni a rinnovare la tessera dell'Associazione per il 2001 e a contattare quelli di sinistra che ancora non aderiscono, affinché vengano a incrementare le nostre forze. Le sessantamila lire che chiediamo, ci permettono la continuità dell'impresa. Il nostro appello organizzativo è, altresì, verifica politica della validità della nostra impresa. Riferito dell'Associazione e dei relativi impegni, esiste però un passaggio fondamentale che ci attende e che condizionerà tutte le iniziative future, vale a dire il voto del 13 maggio prossimo. In questo numero della rivista pubblichiamo una nota della Presidenza nazionale, che si è pronunciata recentemente in merito a questo cruciale appuntamento. Sappiamo che, a sinistra fondamentalmente, da alcuni anni si manifesta l'astensionismo elettorale, fenomeno quasi esclusivamente attribuibile in passato a un elettorato con prevalenti connotazioni qualunquistiche e di destra. Oggi non è più così. Non è questa la sede, né tanto meno vi è il tempo, per disquisire sul fenomeno, che ha un suo radicamento e su cui certamente si dovrà ritornare. Abbiamo anche coscienza delle divisioni a sinistra e nei suoi vari partiti. L'esistenza di tali divisioni e la necessità di un loro superamento, del resto, sono il movente che ha spinto alla costituzione dell'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra. 3 gennaio/aprile 2001 Ma ora esiste la necessità di battere il centro-destra, coalizione che nell'ultimo scorcio della campagna elettorale, ha mostrato sempre più inquietanti caratteristiche, come il plebiscitarismo, il populismo, l'allarmismo, accenni di totalitarismo, ingredienti quotidiani che le hanno permesso di non disdegnare anche accordi con la Fiamma di Rauti. Se a ciò accompagniamo la sfrontatezza e il protagonismo crescente di Forza Nuova, formazione dichiaratamente fascista, che ha nella nostra provincia uno dei suoi capisaldi e presenza istituzionale, il quadro assume contorni più precisi e ammonisce noi tutti sui rischi post-elettorali. Bloccare il centro-destra, impedirne il trionfo elettorale, sarà comunque positivo, oltre che per il Paese, anche per il dibattito a sinistra. Quindi, votare a sinistra e contro il centro-destra è la nostra parola d'ordine. “Pagine Nuove del Ponente” e l'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra di Imperia si vogliono prodigare fino in fondo, affinché il 13 maggio possa essere un punto di svolta positivo per i lavoratori e i progressisti italiani. m. t. 4 gennaio/aprile 2001 Presentiamo una comunicazione svolta in occasione della presentazione del libro “Le parole la notte” di Francesco Biamonti. Storie del Ponente di Vittorio Coletti L'azione si dà per frammenti e residui in Grandi opposizioni tramano il libro: il radi- questo nuovo, suggestivo romanzo di camento ostinato nella terra e l'irrequietudi- Francesco Biamonti; molte cose restano ne delle zone di passo, il qui e l'altrove, il inspiegate, alluse, velate. Un misterioso feri- presente e il passato, la realtà e il sogno. Ne mento di cui è vittima il protagonista, viene fuori una situazione sospesa, inconclu- Leonardo; cadaveri di assassinati dai traffi- sa. canti di uomini e di droga; rapimenti; pas- In questo smarrimento i discorsi dei perso- saggi clandestini e notturni di umanità soffe- naggi si rarefanno; sono massime deluse, fal- rente e in fuga. Allo stesso modo, emerge in lite, più che brani di dialogo: i protagonisti superficie e subito sprofonda in un buio parlano tra di loro solo per cenni, sospensio- misterioso e indicibile (sofferente e torbido) ni, ellissi. Biamonti, da un lato, lotta con la la storia che i personaggi si portano addos- parola per farla aderire al paesaggio e, dal- so. Spunta da un passato di cui si intravedo- l'altro, la ricaccia nei silenzi da cui viene. no solo le pene: affiora dall'oscuro a tratti, a Intorno ad essa grumi di non detto che scorci, per il resto rimane sorda, chiusa come intensificano quel poco che si dice e al i personaggi stessi, figure essenziali, filifor- tempo stesso lo rendono incompiuto, stanco, mi, invisibili per troppo di luce (le donne) o indicibile. Soltanto la terra ammette la pie- di ombra (i personaggi maschili), mai affer- nezza, l'esuberanza del linguaggio, che rabili in pieno, sempre un po' sfuggenti, reti- dispiega allora raffinate sequenze di termini centi e taciturni. Di una storia, anzi della sto- cromatici e di precisi fitonimi, perizie ria è portatore soprattutto il vero protagoni- metaforiche tutte tese a catturare l'affollata sta di questo come degli altri romanzi di tavolozza, i minuti concerti, i profumi miste- Biamonti, il paesaggio, affrontato dallo scrit- riosi della campagna: tore in un agone stilistico che comincia subi- «mostrò gli ulivi, le mimose, la vigna, il nespolo, to e dura tutto il libro, nel tentativo di affer- il corbezzolo del ritano, il mandorlo, il calican- rare i colori, le sensazioni, i ricordi della to»; terra, di fermarne la mobilità cosmica, di «saliva dai dirupi un odore di lentischi, di elicri- misurarne lo spessore addensato dalle ere si»; geologiche e la consunzione provocata dagli «la terra lì era a zolle chiare, ma verso il ruscello uomini: paesaggio "senza pace" e dolcissi- manteneva un solco di tenebra anche in piena mo. Con un protagonista come questo, tutto luce. Più in alto, su due terrazze tenere come la è al tempo stesso concreto e fantastico, reale cenere, di colore azzurrognolo, le zolle rivoltate e simbolico, determinato e indeterminato. sembravano fiorire nei giorni di sereno»; 37 gennaio/aprile 2001 Segnalo solo, a fini di precisione, che il testo della lettera è tutto dattiloscritto, tranne il cognome «Gatto», dopo il «Caro compagno», la firma «tuo Sandro» e il post-scriptum che sono scritti a mano. La seconda lettera, stavolta su carta non intestata, dattiloscritta, salvo la firma, è la seguente. Imperia 17/9/47 Caro Gatto Risposta immediata, come si conviene a chi onora i poeti! D'accordo per la tua conferenza per martedì 30 e d'accordo pure per il tema. Vuol dire che invece di essere l'apertura sarà la chiusura del mese della nostra stampa. Mi raccomando però di non mancare. Qui continua allegramente l'estate, ed io sto sudando per il caldo e per il lavoro. Nemmeno oggi potrò scriverti a lungo, come desidero. I compagni tutti ti ricordano sempre con simpatia e sono lieti di una tua seconda visita, Rovere in testa. Mia sorella e mio cognato contraccambiano i saluti e ti ricordano che è sempre a tua disposizione ecc. ecc. Tanti auguri e saluti da tutti i compagni della Federazione, da Gilardi, e un forte abbraccio da Sandro Facci mandare da Milano-Sera 15 copie del tuo volume. Alfonso Gatto, Alessandro Natta, la Riviera di Ponente… Una storia di un'Italia di più di cinquant'anni fa, un'Italia appena uscita dalla guerra. Ma anche una storia su cui tornare a riflettere, per quel senso di fratellanza, solidarietà, passione politica che la animava. Ora, oggi che scrivo queste righe, è il 25 aprile del 2001 e a pagina 9 del "Corriere della Sera" leggo, sotto il titolo Tabucchi: l'antifascismo, un valore da difendere anche oggi (occhiello: «Lo scrittore su “Micromega” lancia un appello a Ciampi: è un momento molto grave e i cittadini non possono essere indifferenti»), un appassionato e convincente intervento di colui che io ritengo il mag- gior narratore italiano vivente, Antonio Tabucchi, che, nel rivolgersi al Presidente della Repubblica, afferma: «L'antifascismo… non e un’optional: è un tratto comune delle democrazie europee del dopoguerra», così in Francia, come in Germania, come in Spagna, come in Portogallo. E lo sa bene Tabucchi, l'autore di quel memorabile libro ambientato nella Lisbona di Salazar del 1938, che è Sostiene Pereira, quando ancora ricorda come anche in Portogallo il 25 aprile sia festa nazionale, essendo il giorno della Festa della Rivoluzione dei Garofani, cioè della liberazione dal salazarismo. Associazione per il Rinnovamento della Sinistra Presidenza 10 aprile 2001 - Roma Nota sul voto del 13 maggio I caratteri che sta assumendo la lotta politica con l'approssimarsi delle elezioni - comprese le azioni terroristiche in atto di matrice interna e internazionale - rendono sempre più chiara qual è la posta in gioco nel voto del 13 maggio. Non siamo di fronte al normale alternarsi tra schieramenti politici, ma a uno scontro nel quale si contrappongono insieme a diverse concezioni politiche, diverse visioni di società e nel E in un giorno così, per noi, non si può non pensare a quanto dobbiamo, perché questo giorno sia un giorno di festa, la Festa della Liberazione, ad un uomo come Alessandro Natta, a un poeta come Alfonso Gatto, di cui trascrivo, per concludere, la poesia che si intitola 25 aprile: La chiusa angoscia delle notti, il pianto delle mamme annerite sulla neve accanto ai figli uccisi, l'ululato nel vento, nelle tenebre, dei lupi assediati con la propria strage, la speranza che dentro ci svegliava oltre l'orrore le parole udite dalla bocca fermissima dei morti "liberate l'Italia, Curiel vuole essere avvolto nella sua bandiera": tutto quel giorno ruppe nella vita con la piena del sangue, nell'azzurro il rosso palpitò come una gola. E fummo vivi, insorti con il taglio ridente della bocca, pieni gli occhi piena la mano nel suo pugno; il cuore d'improvviso ci apparve in mezzo al petto. quale sono messi seriamente in discussione i valori fondanti della nostra convivenza democratica sanciti dalla Costituzione. Noi che siamo stati contrari ad un sistema elettorale radicalmente sbagliato e che siamo stati critici dell'azione dei governi del centrosinistra su molti aspetti, e in primo luogo sulla decisione di partecipare alla guerra della Nato nel Kosovo, siamo contemporaneamente persuasi che vi è una differenza reale tra questa destra italiana e il centro sinistra. Sentiamo perciò che è nostro compito, nel corso di questa campagna elettorale, contribuire a superare il pur legittimo sentimento di sfiducia maturato in questi anni in ampi settori dell'elettorato che motiva tendenze all'astensione. Ribadiamo quindi il nostro invito a votare per la sinistra in modo che sia possibile a tutti i partiti della sinistra di avere la rappresentanza parlamentare che ad essi spetta in base ai consensi raccolti, e contemporaneamente in modo da concorrere alla sconfitta delle destre. Siamo persuasi che una sconfitta elettorale della destra italiana nelle elezioni del 13 maggio e dei suoi programmi improntati all'intolleranza, all'egoismo a forme neorazzistiche e, sul piano economico e sociale, a un liberismo estremo, costituisce la condizione più favorevole per rilanciare l'azione di rinnovamento e di una unità della sinistra in cui siamo impegnati da anni. 36 gennaio/aprile 2001 5 gennaio/aprile 2001 DOCUMENTI Associazione per il Rinnovamento della Sinistra Assemblea pubblica - Imperia 20 novembre 2000 Le condizioni della libertà e della democrazia di Mauro Torelli Occorre verificare come si manifesta la democrazia politica in Italia anche attraverso le modalità di approdo alla definizione delle candidature elettorali nel centro-destra e nel centro-sinistra. Non è esagerato rimarcare che nella pratica, oltre che nella teoria, avanza un preoccupante svuotamento della democrazia politica. La destra tende al populismo e al "conservatorismo compassionevole", al primato della carità sui diritti. In Italia esiste una variante rispetto agli altri paesi occidentali: il leader della destra è un ricco e non un professionista politico. La destra punta a scindere il nesso tra libertà e democrazia, mentre per la sinistra il nesso è inscindibile. S'impone, quindi, la necessità di combattere il senso comune che la destra cerca di affermare, con sempre maggior successo, che il mercato è il luogo della libertà. La destra (e qualche neofita, a suo tempo di sinistra) insiste nel caricare i ragionamenti sull'efficienza di significati che, nel concreto, si traducono in posizioni contrarie ai diritti di cittadinanza e sociali, in altre parole contro la democrazia. Come definire altrimenti lo svuotamento di potere delle assemblee elettive a vantaggio degli esecutivi, dei leader, delle tecnocrazie? E ciò risulta tanto più grave in quanto ampi settori della sinistra, negli ultimi lustri, si sono fatti paladini di tali posizioni. Le esperienze sulle modalità di determinazione delle candidature e dei leader delle coalizioni indicano una prassi di snaturamento del nostro sistema costituzionale. Passi per il centro-destra, che applica sistemi che sono gran parte del suo codice genetico, ma inquieta che anche nel centro-sinistra si affermino procedure oligarchiche. La scelta di Rutelli è quanto di più distante dalle migliori tradizioni democratiche del centro e della sinistra, ma è indice di subalternità culturale alla destra. In questi anni all'interno della sinistra si è verificato un processo divaricante. L'insufficiente analisi della realtà che cambia è tra gli impedimenti a una ricomposizione della sinistra. Le divergenze riguardano la politica estera, le questioni economiche, sociali e istituzionali, come contrapposta è anche la visione su cosa significhi far politica. Carenze e limiti della sinistra che hanno contribuito a incrementare la disaffezione nel suo elettorato di riferimento e ciò si è tradotto in astensionismo diffuso. Tra le cause della permanenza della rottura a sinistra non va ignorata la mancata discussione programmatica preventiva alla scelta del candidato leader della coalizione. La "disinvoltura" procedurale è la naturale conseguenza di un indirizzo di politica economica incentrata sul primato dell'impresa, sull'acritica privatizzazione delle attività produttive e dei servizi. Larga parte della sinistra moderata è approdata alla convinzione che il lavoro debba essere considerato come variabile dipendente dall'impresa. La nostra insoddisfazione per la permanente divisione a sinistra, tuttavia, non deve far dimenticare che il centro-destra, oltre a essere fautore della privatizzazione esasperata 6 gennaio/aprile 2001 Un giorno anche Porto Maurizio si lascerà andare nel cielo e nel mare: noi saremo a reggerla con le nostre mani per offrirla come la città felice agli abitanti di un nuovo mondo». Su questi tocchi, su questi incantamenti, su queste fervide suggestioni è costruito l'impatto di Gatto con l'ambiente ligure del Ponente. E la prosa, che assorbe immagini, figurazioni, metafore dal naturale e istintivo spazio della poesia, riflette l'onda di fascinazione che avvolge lo scrittore nel suo itinerario. Lo avvolge ma non gli impedisce di tener sveglia anche l'attenzione critica per il problemi reali, concreti: per le questioni tutte ancora da risolvere sia sul piano delle comunicazioni con l'entroterra sia sul piano del rifornimento idrico, per la crisi del porto a Savona, per la persistenza della borsa nera, per i rischi urbanistici cui vede esposta una città come Sanremo. E si consideri anche la sua attenta e insieme ironica riflessione sul nome della città di Imperia: «È quasi una fortuna che quel nome “Imperia”, un brutto nome che sa di posticcio e d'una toponomastica che s'addiceva alle città fondate con le famose prime pietre da Mussolini, sia rimasto poco più che un'astratta insegna amministrativa sotto la quale le due borgate marinare continuano a vivere ognuna con le proprie tradizioni e con le proprie risorse: aperta, rumorosa, popolare Oneglia; discreta e raccolta nel suo panorama Porto Maurizio». Tappa finale dell'itinerario di Gatto è Sanremo; o, a essere più precisi, San Romolo; ed è da un'escursione al Monte Bignone, in funivia, che egli detta il suo ultimo pezzo. Ma io mi fermo a Imperia, per ricordare che a Imperia, a Oneglia, nella «aperta, rumorosa, popolare Oneglia», Gatto era stato ospite, durante la sua sosta, di Alessandro Natta. E al libriccino, che ora raduna le prose di Gatto, Alessandro Natta ha contribuito con un'esemplare introduzione, che è insieme riconoscimento dell'altezza del poeta, testimonianza di affetto, documento storiografico di indubbia importanza per la delineazione del quadro civile e politico in cui si inseriscono queste prose. Ed è, soprattutto, affettuoso e appassionato omaggio al compagno di militanza politica. Non c'è traccia, fra le righe del reportage di Gatto, del suo incontro con Natta; ma, uscendo dal testo, la memoria di quell'incontro è possibile testimoniarla. Ne fanno fede due lettere conservate nel "Fondo manoscritti di autori moderni e contemporanei" voluto e diretto da Maria Corti. La recentissima pubblicazione del Catalogo delle lettere ad Alfonso Gatto (1942/’70), a cura di G. Lavezzi, C. Martignoni, A. Modena, N. Trotta, con premessa di Graziana Pentich (Pavia, Università degli Studi di Pavia, 2000), ha fatto menzione di tali due lettere, che ora qui di seguito trascrivo. La prima è su carta intestata: «Partito Comunista Italiano/Federazione di Imperia/Sede: Piazza Dante Telefono N. 81-72». Imperia, 10 Settembre 1947 Al compagno ALFONSO GATTO "Unità" TORINO Caro compagno Gatto, ho ricevuto la tua lettera ma non mi è possibile in questo momento rispondere alle tante e care cose che mi dici. Questa mia non è una lettera privata, ma, diciamo, di ufficio. Per il mese della Stampa Comunista la Federazione di Imperia avrebbe intenzione di tenere una serata culturale: a tale scopo sarebbe gradita la tua presenza. Ti chiedo pertanto se mercoledì prossimo, 17 corrente, puoi venire a Imperia per tenere una conferenza. Poiché è urgente per noi stabilire il programma, desidererei ricevere il più presto possibile una tua conferma preferibilmente telefonica. È necessario anche che tu indichi, in caso che accolga l'invito, il tema sul quale parlerai. Risponderò con maggior calma alla cara tua e di Graziana. Ti prego ancora di venire perché anche in noi è rimasto vivissimo il ricordo della tua visita. Tanti fraterni saluti a te e Graziana da parte dei compagni della federazione e miei tuo Sandro. Scusa lo stile "elegante" e cerca di venire. Telefona comunque perché potremo eventualmente spostare la data. 35 gennaio/aprile 2001 DOCUMENTI è però anche il poeta dello sdegno morale, dell'indignazione civile, dell'impegno politico; come ci dicono e ci comunicano ancora oggi i versi conclusivi, rivolti ad affermare la vita e la civiltà contro la morte e la barbarie, di Per i martiri di Piazzale Loreto: Io vidi il nuovo giorno che a Loreto sopra la rossa barricata i morti saliranno per primi, ancòra in tuta e col petto discinto, ancòra vivi di sangue e di ragioni. Ed ogni giorno, ogni ora eterna brucia a questo fuoco, ogni alba ha il petto offeso da quel piombo degli innocenti fulminati al muro. C'è poi anche un altro volto di Gatto che affianca quello del poeta: è il Gatto prosatore, il Gatto giornalista, che soprattutto negli ultimi anni è stato particolarmente oggetto di attenzione e recupero. Molte delle sue prose, affidate alle effimere pagine dei giornali o delle riviste, sono state raccolte in volumi e volumetti. E fra le più recenti uscite editoriali ricorderò i resoconti di Gatto cronista al processo Fenaroli/Ghiani che molto interessò l’opinione pubblica agli inizi degli anni Sessanta (Il mistero di via Monaci, Cava dei Tirreni, Avagliano Editore, 1996) e, ancora, Parole per un pubblico immaginario e altre prose, a cura di Cristina Nesi, per le edizioni Via del Vento di Pistoia (1996), Il pallone rosso di Golia, sempre a cura di Cristina Nesi, per la "Nuova Corona", diretta da Maria Corti, dell'editore Bompiani (1997), Salerno nella polvere del mutamento, a cura di Francesco d'Episcopo (Napoli, Guida, 2000), L'aria e altre prose, a cura della benemerita "gattista" Cristina Nesi (Pistoia, Via del Vento, 2000). A questo elenco aggiungerò il volumetto che le Edizioni San Marco dei Giustiniani ha di recente pubblicato sotto il titolo Alla scoperta della terra più conosciuta e che contengono le prose giornalistiche di un attraversamento della riviera di Ponente da Varazze a Sanremo apparse sull"'Unità" nell'agosto del 1947. Direttamente implicato nella preparazione di questo volumetto (per il quale ho scritto una postfazione, intitolandola Una "guida sentimentale" per la Riviera di Ponente, a calco del prezioso libretto di Alfonso Gatto, Guida sentimentale di Milano, curato da Anna Modena e pubblicato da Scheiwiller nel 1988), vorrei dire che esso nasce da una circostanza del tutto d'occasione. Le Edizioni San Marco dei Giustiniani avevano iniziato la lora attività pubblicando, nel 1976, la plaquette di versi di Alfonso Gatto, Lapide 1975 ed altre cose. Per degnamente festeggiare i venticinque anni di attività editoriale (e, al comtempo, per degnamente onorare il poeta a venticinque anni dalla sua scomparsa), ho segnalato all'editore, Giorgio Devoto, la presenza nell'edizione genovese dell"'Unità" di una serie di prose di Gatto sulla Riviera Ligure. Dal suggerimento alla realizzazione il passo è stato breve e rapido: così rapido che il volumetto è stato edito prima ancora del canonico 2001 (scadenza dei venticinquennali), ma sul finire del 2000. Non era, quella di agosto, la prima circostanza in cui, nel 1947, Gatto fosse capitato in Liguria. Ci era stato alla fine di maggio come "cronista di colore", al seguito del Giro d'Italia, passando da Recco, Genova, e poi lungo la Val Trebbia; e c'era stato poi a luglio nell'occasione tragica della scomparsa di oltre quaranta bambini naufragati al largo dell'isola di Gallinara, per dettare all"'Unità" di Torino (caporedattore era quello che poi sarà l'attore Raf Vallone) la tremenda cronaca dell'evento. Più libero e distensivo il viaggio di agosto, che si traduce in undici articoli dalle varie città toccate, articoli pubblicati con cadenza quasi quotidiana sull"'Unità": e, solo per additare il quoziente alto dei servizi ospitati dal giornale, ricorderò che uno dei pezzi di Gatto si trova affiancato da una corrispondenza dal Festival della Gioventù a Praga, e il cronista si chiama Italo Calvino. In perfetta sintonia con gli spazi, la luce, il vento, i colori della Liguria, Gatto è per natura disponibile ad assorbire le offerte di dolcezza e luminosità che il paesaggio gli propone, non esitando a dar voce piena ai suoi incanti: «A vederla dall'alto del Capo Santa Croce, Alassio è una luce»; «Oneglia è tanto bella da sporcarsi il viso di fumo», «La città veramente sorrideva. Le mancava la parola. La troverà. 34 gennaio/aprile 2001 dell'economia, ha, in ampia parte di sé, chiare tendenze reazionarie. Sempre più nel centro-destra emergono tendenze che rifiutano la laicità dello stato, spingono verso il revisionismo storico che equipara il nazismo al comunismo, accarezzano le tendenze integraliste sempre più profonde della Chiesa, postulano un ordine fondato sulla censura e la repressione. Tali tendenze hanno avuto percorsi facilitati anche dal fatto che la sinistra, da alcuni anni, ha abbassato la guardia e ciò è testimoniato da atteggiamenti come quello manifestato da Violante, "comprensivo" verso i combattenti di Salò, o quello di Veltroni secondo il quale esiste incompatibilità tra democrazia e comunismo. È in ogni caso importante che la sinistra prenda atto del forte ritardo nella riflessione sui mutamenti socio-economici intervenuti e sulla necessità di una battaglia culturale e politica su temi attuali come l'integralismo religioso, il destino della ricerca biotecnologia, la differenza sessuale. Occorre prestare attenzione alla presenza di una novità: la destra, in modo sottile, riesce a far passare con strumenti democratici ideologie antidemocratiche (censura sui libri di testo approvata dal Consiglio regionale laziale). Ho ricordato un fatto esemplare, su cui molto si è dibattuto e che segnala come Berlusconi oscilli tra la complicità e il contenimento degli aspetti più acuti della destra che ha assunto posizioni di potere importanti. La democrazia nel nostro Paese è sotto un pesante attacco. La maggior parte della sinistra non sa coerentemente opporsi a tale attacco in quanto essa stessa ha introiettato parte dei virus dell'autoritarismo. L'oscuramento della prospettiva democratica è determinato da fattori che sono divenuti senso comune e per rimuovere i quali occorrerà un lavoro duro e di lunga lena. Vogliamo elencare alcuni fattori ostativi al pieno rilancio democratico del Paese: • l'esaltazione del decisionismo, a scapito delle garanzie del controllo democratico e la conseguente scelta di spostare la sovranità verso gli esecutivi, i leader e gli organismi tecnici, che non devono rispondere alla rappresentanza democratica (authorities, agenzie, ecc.): in sostanza si afferma una sorta di neofeudalesimo corporativo, a scapito della sovranità e dei diritti; • la centralità del conflitto, a livello internazionale, tra il modello democratico e quello "funzionalista". È insopportabile la situazione di organismi come il Fondo Monetario (FMI) e l'Organizzazione mondiale per il Commercio (Two), dotati di enormi poteri che condizionano il destino di centinaia di nazioni e miliardi di esseri umani, senza che su di essi esista un controllo democratico; • la tendenza della politica a esaurirsi nella situazione immediata, nel sondaggio. La politica diventa gestione del quotidiano: si perde il senso della durata e il rapporto tra passato e futuro, viene meno l'istanza progettuale. Tutto ciò pesa sul venir meno dell'identità, che è innanzi tutto una lunga sedimentazione storica: è criminale che a sinistra ci siano dirigenti che hanno tentato di sbarazzarsene, creando incertezze e sbandamento. Nella sfida alla destra, la sinistra, che ha alle spalle esperienze importanti e proposte convincenti sulle questioni sociali e redistributive del reddito, deve fornire risposte adeguate anche sulla produzione delle risorse. L'opera di denuncia della crisi dell'attuale sviluppo, delle contraddizioni ambientali, sociali ed economiche che lo sottendono, è un atto doveroso. Il fallimento dell'esperienza sovietica, dalla quale in tempi non sospetti il Pci e la sinistra italiana avevano preso le distanze, non deve impedirci di contestare i sostenitori del pensiero unico e dell'intangibilità dell'attuale organizzazione economica e sociale. È, del resto, sotto gli occhi di tutti che a livello planetario solo una minoranza gode i benefici 7 gennaio/aprile 2001 DOCUMENTI di tale struttura economica e che, senza la sua messa in discussione, esiste il rischio di una catastrofe generalizzata. Abbiamo maturato la convinzione dell'esistenza di uno stretto nesso tra una qualità diversa dello sviluppo e la realizzazione della libertà per tutti. Per ottenere tale libertà certamente è indispensabile l'eguaglianza giuridica: ma ciò non è sufficiente poiché è fondamentale il rapporto dialettico tra condizione della democrazia e tipo di sviluppo. La battaglia per realizzare le condizioni per il cambiamento si scontra, a sinistra, con una sorta di mimetismo culturale, particolarmente evidente in chi, in questi anni, ha puntato su una generica modernizzazione, senza specificarne la qualità e la direzione di marcia. In realtà tale mimetismo maschera l'idea che le società sviluppate sono in sostanza pacificate e non è più praticabile il confronto di classe. Quest'impostazione culturale ha portato a seri cedimenti politici su questioni vitali per il mondo del lavoro, quali le pensioni, la sanità, la scuola, le privatizzazioni sfrenate, la politica internazionale . Contemporaneamente, si è verificata un'attenuazione della critica laica verso i rischi della ripresa dell'integralismo cattolico, che recentemente si è manifestato visceralmente con le marce leghiste e le posizioni del cardinale Biffi contro l'islamismo e gli islamici. La sinistra non può continuare nell'inerzia, ma deve organizzare una sua battaglia culturale. L'intreccio tra integralismo, razzismo e visione distorta della scienza, è sempre più caratteristico delle posizioni che la destra manifesta nella sua iniziativa. L'attualità del dibattito scientifico, offre alla sinistra l'opportunità della controffensiva, chiarendo il discrimine che, su tali questioni, la separa dalla destra: per la sinistra le conoscenze scientifiche servono per la liberazione dell'uomo, mentre la destra se ne avvale per opprimere. In questo contesto vogliamo accennare a una pluralità di questioni su cui la sinistra può impegnarsi per rendere sempre più chiara la differenziazione rispetto alla destra. Resta inteso che su ognuna di esse si renderanno necessari approfondimenti di elaborazione e presa di coscienza di massa. La nostra riflessione può partire dal confronto tra il modello privatistico imperante negli Stati Uniti, che sempre più trova adepti in Europa e la risposta tradizionale dello stato sociale (attualmente soggetto a duro attacco), caratteristico dell'organizzazione sociale nel vecchio continente. Il sistema europeo non può resistere al tentativo di scardinamento, inevitabile senza una profonda trasformazione democratica delle grandi istituzioni internazionali, come non possiamo organizzare l'economia del nostro continente senza correggere uno sviluppo sempre più dipendente da un mercato organizzato in funzione di oligopoli e multinazionali. L'uso dell'accumulazione e della spesa pubblica può diventare uno strumento nuovo ed efficace, su cui i lavoratori e la maggior parte dei cittadini possono contare. La formazione, la scuola, l'informazione sono precondizioni fondanti della democrazia, temi sui quali la sinistra italiana ed europea giocherà il suo futuro. Perché ciò avvenga la sinistra deve cambiare radicalmente la linea politica seguita negli anni novanta sulla rappresentanza, valorizzando le posizioni di coloro che nel recente referendum si sono battuti contro l'eliminazione della quota proporzionale dalla legge elettorale per il parlamento. Il tempo è maturo per mettere in discussione il maggioritario uninominale e per la revisione della legge riguardante la rappresentanza negli enti locali troppo sbilanciata in favore degli esecutivi. Colgo l'occasione anche per ricordare come il centro-sinistra abbia assunto una posizione sulla legge costituzionale per la modifica dello stato in senso federale, che porterà, tra 8 gennaio/aprile 2001 Il poeta Alfonso Gatto nella Riviera di Ponente di Luigi Surdich L'otto marzo del 1976 moriva, in un incidente d'auto a Capalbio, il poeta Alfonso Gatto. Era nato a Salerno nel 1908. Aveva dunque 67 anni. Sono trascorsi, da allora, venticinque anni e la ricorrenza che il calendario addita rappresenta un inevitabile appuntamento di riflessione, un'occasione di bilancio su quello che chi è morto ci ha lasciato, su come è stato considerato, su quale sia, insomma, la sua presenza oggi. Nel caso di Gatto, ad una immediata e impregiudicata considerazione, sembra rendersi evidente una distanza entro la quale può trovare spazio l'ombra dell'oblio. Un distacco, una sorta di rimozione per davvero, del tutto inopportuna e priva di motivato fondamento, se si considerano almeno due aspetti centrali della sua personalità di poeta. Il primo è costituito dalla centralità storica di Gatto, protagonista di due rilevantissime stagioni della poesia novecentesca, quella ermetica e quella neorealista. Il secondo è rappresentato dall’assoluta riconoscibilità, per ricchezza di immagini, fascino d'inventiva, bellezza di esiti, della sua voce poetica. E ci sarebbe da aggiungere, a corollario di questi punti fermi, che la spiccata e ben identificabile fisionomia di poeta, Gatto la conquista consentendo che l'oscurità della scrittura ermetica venga penetrata e sciolta da una viva accensione dei sensi e dell'immaginativa, e che la referenzialità documentaria o l'enfasi non priva di oratoria della scrittura neorealista si nutrano di un pathos autentico e non retorico. Per dirla, ricavando le espressioni dai titoli di due raccolte di poesie, «la forza degli occhi» ha invaso anche «la storia delle vittime» e «la storia delle vittime» non si ferma a testimonianza, ma diventa sgomento comunicabile oltre la contingenza storica in virtù della «forza degli occhi». Il binomio costituito dalla sensibilità percettiva e dall'impegno civile e politico contrassegna l'identità umana e poetica di Gatto, come molto bene ha còlto un poeta da lui tanto diverso, Edoardo Sanguineti, che, nello scrivere una poesia-acrostico dal titolo derivato dal una raccolta di Gatto, Morto ai paesi, ha messo in evidenza, al secondo e al quarto verso del componimento, i due aspetti di tale binomio: G emiti e canti erano il caldo cuore, A cque marine nei tuoi occhi chiari: T remava appena la tua ombra, nel vento, T ra le rosse bandiere, a Portanova: O dora l'onda, ancora, di erba e cielo. Gli occhi azzurri di Gatto erano occhi che non si spalancavano sul mondo, ma spalancavano il mondo: «A note serena / in occhi limpidi / spalanco la terra» scrive in una delle poesie, Cielo, della sua prima, giovanile raccolta, Isola, apparsa nel 1932. Ed era (ed è), la sua poesia, una festa di colori, azzurri, bianchi, gialli, un cromatismo movimentato dal gioco della luce; e poi aria, vento, intonaci che odorano di fresco, terrazze, loggiati, stanze aperte al sole e al cielo. Ma, nell’avvertenza della precarietà e della labilità, si insinua anche l'ombra, si percepiscono i brividi del freddo, e le stanze si chiudono per diventare emblema di isolamento, solitudine, assenza: «La mia stanza ha il vuoto che le lasci. / Non le manca la sedia, ma il tuo posto. / Non manca il giradischi, la tua voce / manca e il silenzio dell'averti intorno. // Mancano gli occhi tuoi più dello specchio» (da “La stanza”, in Poesia d'amore). Il poeta degli spazi liberi e aperti, il poeta delle sensazioni e delle emozioni, il poeta dai sensi sempre pronti a catturare le impressioni dall'esterno e tradurle in parole 33 gennaio/aprile 2001 DOCUMENTI PROTEO FARE E SAPERE PAGINE NUOVE DEL PONENTE Alfonso Gatto racconta il Ponente Ligure nell’agosto del 1947 ALESSANDRO NATTA e LUIGI SURDICH presentano il libro ALLA SCOPERTA DELLA TERRA PIÙ CONOSCIUTA (Edizioni San Marco dei Giustiniani - Genova) Sabato 16 Dicembre 2000, alle ore 16.30 presso la Sala Varaldo - C.C.I.A.A. (g.c.) - Viale Matteotti, 48 IMPERIA 32 gennaio/aprile 2001 l'altro, a una moltiplicazione dei luoghi dello scontro su questioni fondamentali come la sanità e il lavoro e sarà foriera, se approvata, di seri guai, a cominciare dal rischio di mettere in discussione i contratti nazionali di lavoro. La destra spinge per una sussidiarietà totale, a favore dell'iniziativa privata, minando l'elemento riequilibratore che è il potere pubblico, costringendo sempre più la politica verso il localismo. Come non vedere l'egemonia montante della destra e la subalternità di gran parte del centro-sinistra! La sinistra non può continuare ad accettare che l'agenda politica sia dettata dalla destra. Una visione federale corretta deve saper distinguere tra la giusta critica allo statalismo e l'efficace rivalutazione della funzione statuale in favore delle classi non privilegiate. Gli oltranzisti della sussidiarietà ritengono sempre più necessario un ampio affidamento ai privati della spesa pubblica. Purtroppo la sinistra moderata ha accettato questo principio nella fallita bicamerale. Giova ricordare che questo principio conservatore non è accolto dalla nostra Costituzione. La sinistra deve operare per un programma economico che muti la qualità dello sviluppo e individui nella tassa Tobin, sulle intermediazioni finanziarie, una prima concreta possibilità di risorse aggiuntive, per poter seriamente modernizzare il Paese, dove al primo posto siano il lavoro e i diritti ad esso inerenti. In conclusione voglio riferirmi alla delicata questione dei temi riguardanti l'ordine internazionale. Le divisioni della sinistra sono profonde. Malgrado ciò, una seria riflessione, che parta dall'esperienza di questi anni, si impone. Indico tre questioni sulle quali non è stato sviluppato un ragionamento complessivo, che con chiarezza porti a una sintesi a sinistra, superando l'attuale divaricazione e incertezza: • 1) l'intervento della Nato in Kosovo. Su tale questione la nostra Associazione, anche a livello locale, ha svolto importanti iniziative pubbliche e di riflessione politica. In tali occasioni abbiamo evidenziato le contraddizioni fondamentali da cui ogni ulteriore ragionamento non può prescindere. I promotori dell'intervento hanno violato la Carta dell'Onu, lo Statuto della Nato e la Costituzione italiana e quindi hanno minato alla radice il diritto internazionale; • 2) l'appuntamento di Nizza del prossimo dicembre, è importante per delineare il futuro dell'Unione europea, ma esiste il rischio che si affermi l'orientamento di costituzionalizzare solo i diritti di libertà, escludendo i diritti sociali. Tale operazione, se andrà in porto senza un'adeguata reazione delle sinistre, potrà facilitare l'operato delle forze che nel nostro Paese puntano a modificare in senso reazionario la prima parte della Costituzione italiana; • 3) il rapporto tra Stati Uniti e Unione europea è vissuto, anche a sinistra, in modo subalterno, vale a dire senza prevedere strategicamente una funzione politica complessiva autonoma dell'Europa. L'auspicato protagonismo dell'Unione Europea comporterà necessariamente scelte economiche, finanziarie, militari che determineranno una pluralità di contraddizioni principalmente con gli Usa. Ma è una strada obbligata, necessaria, per creare un maggior equilibrio delle forze a livello mondiale e per permettere anche un'Europa "non imperiale" e quindi punto di riferimento per i popoli esclusi dal benessere e dal progresso, nella battaglia per l'eguaglianza e la pace. L'impegno su tali problematiche, caratterizzerà permanentemente la nostra Associazione. 9 gennaio/aprile 2001 I sondaggi e la voglia di battersi Vale la pena di far campagna elettorale? Alle ore 24 circa, del 16 aprile 2000, quando emersero i primi risultati delle regionali, ebbe inizio la campagna elettorale per le politiche del 2001. Il Polo la cominciò chiedendo lo scioglimento delle Camere e, da settembre, con i megamanifesti ed il resto. L'Ulivo, con le dimissioni di D'Alema e le mille indecisioni, prima di scegliere un candidato. I sondaggi non sono tanto una misura degli orientamenti degli elettori, quanto un modo di influire sui medesimi. Ogni volta che sbandiero le mie vittorie nei pronostici, induco un po' di gente a dirsi: «… beh, se tanti si girano verso lì, un motivo ci sarà…». Succede, così, che da circa dieci mesi, la sinistra dia per scontato un risultato che scontato non dovrebbe essere, e così facendo produca davvero la propria sconfitta. Quel che è peggio, si sente circolare una specie di teoria "delle due destre", per la quale, alla fin fine, non cambierebbe molto se Bianco venisse sostituito da Gasparri, se alla Pubblica Istruzione andasse il Borghezio, eccetera. La conseguenza, per me, è stata un fatto imprevedibile: alla mia verde età mi sono messo a studiare la Costituzione. Non amo la retorica, ma questo non vuol dire dimenticare chi sono, da dove vengo: la mia libertà è garantita da quelle pagine. L'Assemblea Costituente, che i re e la borghesia liberale avevano sempre rifiutato, fu possibile perché c'era stata una guerra di popolo, e non solo contro il fascismo. Ogni riga di quel libro è sangue che fu versato anche per me. Non varrà, per caso, la pena, di chiedersi che fine andrà a fare? Non è consapevolezza diffusa, non in Italia. La piccola borghesia, soprattutto mercantile, ha sempre dimostrato, coi fatti, che la sua Costituzione sono gli affari (Il “Corriere” direbbe "il mercato"). Se poi si possono fare affari anche in democrazia, il brav'uomo non è ostile alla Costituzione: la immagina roba per le scuole, o biblioteche. Ma, se si va alla guerra (e tale è l'immigrazione, secondo molti sedicenti europei, sedicenti cristiani), fa presto a cambiare registro. Il peggior lato di questa faccenda non è il fascismo residuo, presente nell'elettorato tradizionalmente di destra: per un Paese con le nostre tradizioni, una destra razzista, che destra si proclami, con un dodici per cento dei voti, è il meno che ci si possa attendere. Il peggior lato è la negligenza di una sinistra che, per troppi anni, non si è voluta accorgere di quanto fascismo fosse nel fenomeno leghista. Il socialista, il comunista hanno creduto di muoversi, nelle democrazie occidentali, su un terreno dove certe garanzie fossero acquisite per sempre, dopo il 1945. Sindacato, contratti collettivi, fine degli odi etnici, e delle discriminazioni sui luoghi di lavoro: un rispetto, pur minimo, per il ricordo della Resistenza, la Costituzione, i diritti sanciti dall'Onu che, comunque, passò attraverso i decenni dei governi Dc. Solo l'Msi veniva considerato al di fuori di questa cornice. Nulla di tutto questo è patrimonio della piccola borghesia imprenditoriale, presso cui germogliò la pianta leghista, e fu evidente sino dagli anni ‘80. La rivendicazione nordista, l'ostilità contro il Sud, fu solo una fra le manifestazioni di quella borghesia: questa piccola borghesia esprime sentimenti precedenti la Rivoluzione francese. La Repubblica come conquista collettiva, il dovere di esigere sempre maggior indipendenza per la magistratura, la Comunità Europea, la cui esistenza non avrebbe senso se le sue norme si potessero abolire con i blocchi stradali. Ogni principio, che credevamo acquisito, viene rimesso in discussione. Ultima scoperta, che accomuna leghisti, An ed un aggressivo, rinascente, clericalismo: la guerra di religione, la richiesta di discriminare gli immigrati sulla base della fede cattolica (che così diverrebbe un nuovo parametro per un nuovo modo di difendere la razza, ma soprattutto un modo penetrante per dire: «La Costituzione non c'è più, e allora le conseguenze, per esempio, nelle assunzioni, per esempio per l'Inail…»). Se tagliano la trave portante, non mi devo meravigliare se il resto cade da solo. Dunque, non dovremmo avere dubbi: vale, vale la pena di battersi contro l'onda sanfedista. Comunque dovesse andare, la storia del mondo continuerà. Ma, quale storia sarà, dipende anche da quanti cittadini ci avranno sentito, da quanti militanti avranno misurato la nostra voglia di esistere. LUCIANO DEVESCOVI 10 gennaio/aprile 2001 la cultura, l'intellettualità italiana nella espressione più alta si schiera a sinistra. Perché un poeta come Gatto si fa partigiano e comunista, risoluto e combattivo, e gli altri, i Quasimodo, i Caproni... e i pittori e i registi? E perché, nella travagliata vicenda della Repubblica, così a lungo, sono state con la sinistra le forze più vive ed alte della cultura, dell'arte e della scienza? Non si è trattato certo della forza del denaro, né della leva del potere, di intimidazione o paura. Bisogna dire, con onestà, nella misura in cui questa preminenza, egemonia vi è stata è per il fascino e la forza di una grande ideologia di liberazione e di eguaglianza, e perché noi - la sinistra siamo stati sempre e decisamente a sostegno della libertà della ricerca, del pensiero, della creazione artistica, della scienza! Noi, non altri, noi contro gli oscurantismi, i bigottismi, le superstizioni, le censure in ogni campo: arte, scienza, rapporti umani! Si possono raccontare favole e menzogne quanto si vuole, ma la verità è che noi eravamo non solo la forza politica determinante, anche dall'opposizione, per il progresso dei lavoratori e in generale per lo sviluppo del Paese, ma anche il punto di riferimento per tutte le battaglie, per la libertà dell'espressione, per l'arte, per la ricerca scientifica e per i diritti civili! E “L'Unità”? Come siamo riusciti a farne un grande giornale in gara con il “Corriere”, con “La Stampa”? Ho ricordato una battuta, attribuita a Togliatti: «Non dimenticate di mettere le estrazioni del lotto!». E voleva dire: «Cercate di rispondere alle esigenze popolari, di parlare alla classe operaia e di sostenerne l'azione e la lotta di emancipazione e progresso, ma cercate anche di dare voce alle aspirazioni più vaste e generali di civiltà, di sapere, di cultura, con la battaglia delle idee, con le parole dei poeti: dei Gatto e dei Firpo, dei Quasimodo, dei Caproni e dei Calvino». Così fu “L'Unità”: una grande palestra, una scuola di giornalismo, così, e facendo leva e potendo contare sul sostegno costante, straordinario della diffusione organizzata, sottoscrizioni, feste. Tutto era fondato su una precisa concezione della politica: c'era un rapporto di coerenza ben chiaro tra il partito, come una organizzazione di grandi dimensioni, una comunità di uomini e di donne, partecipi e responsabili, e quel giornale, che era espressione, voce e guida di quella forza politica. Tante volte ho pensato, e me lo sono ripetuto ora, rivivendo questo episodio del ‘47, e il vigore poetico e la passione politica di Gatto, e il duro lavoro di quegli anni, per costruire il partito e far vivere il giornale: «Simul stabunt, simul cadent!» (Reggeranno assieme o assieme cadranno!). Certo si può fare politica con altre forme e con altri strumenti, e con nuove idee. Anche la poesia, del resto, come tutta l'arte e perfino le religioni, deve sapersi rinnovare nel tempo. Ma per questo è indispensabile sapere da dove si viene e dove si vuol giungere; bisogna avere coscienza di sé e capacità di proporre idee serie e chiare. Nessuno, badate, nasce e diventa poeta, sul serio voglio dire, e grande, né musicista, né pittore, senza avere alle spalle dei genitori, voglio dire una cultura, una storia, una tradizione. È così anche per la politica. Questo piccolo libro può essere un dono, dolce per chi ama la poesia, e un dono istruttivo, ammonitore, per chi si trova nel cimento della politica. Ed io vorrei raccomandarlo a chi si accinge a pubblicare di nuovo un giornale con il nome “Unità”, a chi vuole essere di sinistra, oggi, forza di giustizia e di progresso, contro l'ideologia del far danaro, la religione del dio danaro e l'immoralità della ricchezza ostentata come ragione e giustificazione del potere. Auguri. 31 gennaio/aprile 2001 in cui attese l'ora e l'urlo della riscossa. Vi manda la sua bandiera rossa il cielo d'aprile le fabbriche difese ad una ad una la gioia che l'invase d'essere viva e libera nel mondo.» Milano vi manda il suo cuore, compagni. E batte sull'Europa, questo cuore, batte sull'Italia: sveglia i morti sveglia i vivi nel cielo d'Aprile. Così, questo piccolo libro, si presenta come un fatto significativo sotto il profilo letterario, ma anche come una sottile testimonianza storico-politica. Nella prefazione io ho cercato di fare emergere il significato ed il rilievo politico di quella iniziativa, che non può non apparire singolare per il momento - agosto 1947 - e per il giornale ”L'Unità” - organo del Pci. Dovete convenire con me: era una invenzione non da poco mandare un poeta, tra i primi e i più noti in quel momento, a riscoprire la bellezza, il fascino della riviera, del mare, delle colline, dei borghi, a ricordare, con i problemi della rinascita, la possibilità intatta della vacanza favolosa, quando ancora eravamo alle prese con le ferite, le angustie, le difficoltà di una guerra - dalle tessere annonarie al dissesto delle strade e delle ferrovie! Non era una trovata da poco, collocare in prima pagina quel reportage - da Savona a Sanremo, tra il sogno e la realtà - sul giornale dei proletari, dei lavoratori, dei comunisti. Ed anche il momento, oggi, può suscitare riflessioni e insegnamenti illuminanti. Agosto 1947: sono passati poco più di due anni dalla vittoria sul nazifascismo in Europa e nel mondo; dalla liberazione dell'Italia. All'Assemblea Costituente si sta ancora definendo la nuova Costituzione, ma già gli angloamericani e i russi sono ai ferri corti. In Francia e in Italia la sinistra - socialisti e comunisti - sono stati esclusi dal governo. Siamo, dunque, ai prodromi, all'inizio della divisione dell'Europa, dei blocchi contrapposti, del riarmo, della guerra fredda. E noi comunisti, e mi ci metto anch'io, già in prima fila, qui, a Imperia, in Liguria, noi siamo impegnati a rilanciare e promuovere il turismo! A batterci a Savona per il porto, ad Imperia per la derivazione dell'acqua del Tanaro, a Sanremo per la difesa del Casinò! E a costruire le sezioni in queste vallate, a riscoprire e organizzare le feste popolari, anticipando la Chiesa, all'insegna dell'Unità! Ecco, vedete, questo viaggio di Gatto e il resoconto sull'Unità spiegano meglio di tante indagini e analisi cosa era e cosa voleva diventare il Pci, ed anche il suo giornale. Voglio ricordare ancora un momento cruciale: quello del maggio 1947, quando De Gasperi e la Dc rompono il patto della resistenza: quello di un governo di unità fino alla conclusione dei lavori della Costituente e alle elezioni del nuovo parlamento. Avremmo potuto far saltare il tavolo, come si dice, ma noi non siamo uguali a Berlusconi! Non abbiamo mandato tutto all'aria, non abbiamo fatto ostruzionismo, non abbiamo chiamato a raccolta i partigiani… Il Pci, come nella lotta di liberazione, dimostrò allora di essere, e di voler essere, una grande forza nazionale e democratica, un cardine della nuova Italia e di volere una democrazia aperta, per il processo di rinascita e di trasformazione del nostro Paese nel senso del socialismo. E “L'Unità”, allora in quattro edizioni, voleva essere un grande giornale nazionale e popolare, di informazione e di cultura, uno strumento della lotta politica, della gara per l'egemonia, per la conquista del consenso e la direzione della Nazione. Si è polemizzato molto in questi ultimi tempi su egemonia del marxismo, dei comunisti nella cultura italiana… e come mai questa prevalenza se già nel ‘47/’48 eravamo esclusi dal potere politico? Ci sarà pure una ragione per cui, già nella lotta di liberazione, 30 gennaio/aprile 2001 Turismo, risorsa per il nuovo millennio di Piero Denegri * La provincia di Imperia non può una concorrenza mondiale sempre più rimanere insensibile al fatto che il turismo, agguerrita, e con gli italiani che scelgono sia pure nelle nuove forme e nei nuovi modi, sempre più, per le proprie vacanze, l'estero a livello mondiale, continua a crescere e, di (il 2000 ha fatto segnare un incremento della conseguenza, considerare tale settore strate- spesa all'estero del 5%). gico per lo sviluppo economico delle nostre In una economia sempre più globa- città. Nel corso del 2000, gli arrivi mondiali lizzata, bisogna avere un occhio attento al si sono incrementati del 7,4%, arrivando in sistema dei grandi investimenti e delle con- cifra assoluta a circa 700 milioni di arrivi. Di centrazioni, ed il settore turistico italiano questi 403 milioni hanno scelto l'Europa che sotto questo aspetto si presenta molto debo- segna un più 6,2% sul precedente anno. La le. Solo recentemente il capitale finanziario classifica vede l'Italia quarta dopo Francia, italiano ha scoperto, almeno per alcune Stati Uniti e Spagna. grandi città e catene alberghiere, il turismo In Italia nel 2000 gli arrivi hanno come settore in cui investire. Bisogna poi fatto segnare un più 3,7%, con un 2,1% di tenere presente che in Italia i tour operator e italiani e ben 5,9% di stranieri. le catene alberghiere sono deboli: infatti, non Complessivamente fatturiamo circa compaiono ai primi posti delle graduatorie 145.000 miliardi e di questi circa 60.000 sono internazionali, con il rischio che quel poco di di valuta estera. organizzato che abbiamo venga acquistato In Italia operano 34.000 alberghi, proprio dai gruppi stranieri. 2300 tra campeggi e villaggi turistici, 19.000 Tutto ciò dimostra, come il nostro alloggi privati in affitto iscritti al Rec, 6.000 paese, non sia ancora maturo, e quindi non stabilimenti balneari, 94.000 ristoranti, preparato adeguatamente ad affrontare la 142.000 bar, 8.400 tra sale da ballo, discote- sfida dell'offerta turistica che sempre più che, ritrovi. Un insieme di strutture che, sarà di dimensione mondiale. assieme al territorio ed ai suoi valori, con- Dobbiamo, intanto, avere più consa- corre a formare il prodotto turistico. pevolezza della nostra peculiarità turistica, L'Italia, come abbiamo potuto constatare, è che è quella di possedere un tessuto ricettivo una delle prime nazioni turistiche, possiede soprattutto di piccole e medie imprese, una propria identità, con una offerta artico- sovente integrate nel tessuto urbanistico dei lata… mare, montagna, città d'arte, laghi, nostri centri storici, dei nostri piccoli paesi o gastronomia, luoghi di divertimento e litorali; la Liguria ed il Ponente, in particola- svago, ecc.. Che però deve fare i conti con re, ne sono una chiara dimostrazione. 11 gennaio/aprile 2001 §§§ nostra provincia perché non possedevano almeno sette posti letto. Ora invece si è sco- Ecco che, a seguito di quanto appena perto che nella evoluta Inghilterra sono pre- detto, abbiamo già un primo nodo da scio- senti e richieste queste formule e che anche gliere: possedere un tessuto ricettivo di pic- in Italia si può quindi proporre pernotta- cole aziende, inserite nel centri storici, a con- mento e prima colazione in strutture familia- duzione familiare, è una debolezza, in termi- ri che non superino le tre camere. ni di offerta turistica, o può essere un punto di forza? È inoltre necessario che gli operatori turistici si organizzino per sfruttare i vari Penso che debba essere considerato sistemi che la tecnologia mette oggi a dispo- un punto di forza, anche perché diversa- sizione per poter avviare e sviluppare una mente, rincorrendo soluzioni di nazioni tipo moderna politica di marketing sempre più la Spagna, quindi ipotizzando grandiosi orientata ai consumatore turistico. complessi da alcune centinaia di camere cia- Tutto ciò deve essere fatto, ma biso- scuno, rischieremmo di compromettere il gna avere presente che non è sufficiente; nostro territorio ed i valori che esso ancora sempre di più si offre turisticamente oggi il contiene. Dobbiamo cercare l'innovazione, "territorio", e noi dovremmo essere avvan- ma con misura compatibile con l'ambiente. taggiati, ma i frutti non li stiamo raccoglien- Io penso che, prima di tutto, dobbia- do. Basta vedere i dati sugli arrivi e sulle mo avviare progetti mirati per recuperare, presenze turistiche della nostra provincia, sia in termini di qualità che di professiona- che non sono in linea con i dati nazionali, lità, questo importante patrimonio di azien- per comprendere quanto sia necessario de ancora presenti. Ma ancora prima è ancora lavorare. necessario lavorare per costruire una cultura Il territorio ligure può, io dico deve, turistica; una cultura della accoglienza, una essere un grande competitivo prodotto turi- cultura che sappia recuperare i valori delle stico. La Regione Liguria, ma soprattutto le tradizioni locali, dai prodotti tipici agli even- Amministrazioni comunali della nostra pro- ti culturali e religiosi, ed offrire il nostro ter- vincia e la Provincia di Imperia debbono ritorio, la natura del nostro entroterra, ecc,. investire sul territorio; abbiamo bisogno di Penso sia necessario lavorare tutti preservarlo e valorizzarlo. Dobbiamo fare in con l'obiettivo di far fare un salto di qualità modo che le nostre città siano scelte dal turi- alla nostra offerta turistica. Bisogna operare sta per l'alto livello della qualità della vita per migliorare servizi e strutture, innovando riscontrato, così come dobbiamo porci il pro- il sistema ricettivo, scegliendo la qualità e blema dell'innovazione delle strutture ricet- diversificando, almeno in parte, le tipologie tive, del mantenimento delle stesse e in alcu- offerte, ad esempio l'agriturismo ed il bed & ne zone dell'apertura di nuove e moderne. breakfast. Purtroppo dobbiamo assistere ad un Su quest’ultima tipologia, bisogna fenomeno per cui sono sempre di più oggi le ricordarsi che, negli anni passati, si sono case albergo che si trasformano in apparta- fatte chiudere centinaia di aziende nella menti o in residence. 12 gennaio/aprile 2001 Iniziativa di “Pagine Nuove del Ponente” Ci sono tanti modi di descrivere il nostro Ponente ligure che nel corso degli anni si è arricchito il patrimonio di pagine preziose, in prosa e poesia, che ci aiutano a scoprire la terra in cui viviamo, certamente per noi la più conosciuta, ma che può ancora stupire se guardata con altri occhi, con altre attenzioni, con altre sensibilità ed emozioni. Alfonso Gatto ha viaggiato da Varazze a Sanremo, ed è salito anche a San Romolo, nell'agosto del 1947, inviato da “L’Unità” per descrivere quello che vedeva, dopo le devastazioni della guerra, uno sguardo particolare, di poeta ed, insieme, di politico militante: una fusione che ha prodotto pagine eccezionali che piace riscoprire oggi, a tanti anni di distsnza. Il libro è stato presentato da Alessandro Natta, autore della prefazione, da Luigi Surdich, che ha scritto "Una guida sentimentale per la Riviera di Ponente", che commenta e conclude il testo e dall'editore Devoto, a Imperia, il 16 dicembre, in anteprima su tanti altri incontri: a Genova, con la presentazione di Edoardo Sanguineti a Savona, a Sanremo. Ognuna di queste iniziative è stata l'occasione di un accorato rimpianto per “L'Unità”, che in quel periodo non era in edicola - e non si intravedevano ancora soluzioni a breve termine - di ammirazione per quel che il giornale era stato, in quegli anni di ricostruzione del Paese e del partito, e di auspicio per una rapida soluzione delle difficoltà. Oggi “L'Unità” è tornata in edicola e, a maggior ragione, può essere interessante rileggere le parole e le raccomandazioni che allora furono espresse, con caldo consenso del pubblico presente. Presentazione del libro del poeta Alfonso Gatto Alla scoperta della terra più conosciuta di Alessandro Natta Non intendo far concorrenza al Festival, anche se di Sanremo e di San Romolo si parla, e dolcemente, in questo piccolo e splendido libro di cui Surdich, ora e in un saggio acuto, finissimo, ha esposto il senso ed il valore artistico - letterario. La raccolta degli articoli di Gatto, che nella estate 1947, sono stati pubblicati sulla prima pagina dell'Unità, è una idea intelligente, felice, ed io sono grato a Devoto e a Surdich che mi hanno coinvolto, anche perché sono tra i pochi, pochissimi - ritengo - testimoni e partecipi del viaggio di Gatto nel nostro Ponente alla scoperta della terra più conosciuta. Si tratta dell'omaggio che rendiamo ad un bravo poeta, ed anche a un intellettua- le impegnato, in modo chiaro e deciso nella politica, impegno che né allora né oggi era obbligatorio, ma nemmeno disdicevole per un artista, poeta, pittore, musicista che sia, ed anzi, a mio modo di vedere, fortemente raccomandabile anche ora. E a me piaceva - e continua a piacere, lo confesso - quel poeta che osava mandare nel dicembre del 1945, al congresso del Pci, quel messaggio semplice e bello, «Ai compagni d'Italia»: Milano vi manda il suo cuore il vento della pianura, le sue nevi bianche di tante morti, di tante case il lungo inverno 29 gennaio/aprile 2001 riforma scolastica che contribuisca a supera- parlata e scritta, delle basi della conoscenza È necessario che questo fenomeno di Le iniziative, come la Festa di re la scissione fra dirigenti e diretti, fra matematica, delle nozioni pratiche e storiche dismissioni di alberghi vada fermato; per Primavera, le considero come un momento governanti e governati; e quindi a dare a essenziali per un cittadino: che dia insomma fare ciò dobbiamo riuscire a governare un di utile confronto, di unione di vari enti, che tutti - a tutte le donne e a tutti gli uomini - la le conoscenze di base su cui poi innestare - mercato immobiliare drogato, che non lascia certamente però ha bisogno di molti corretti- cultura e la consapevolezza di uomini liberi, anche in questo caso senza troppe dispersio- spazi economici sufficienti al mantenimento vi ed aggiustamenti: ad esempio, fare siste- padroni della propria vita e del proprio ni - sia l'acquisizione degli strumenti lingui- di strutture alberghiere. Ecco perché penso ma con i commercianti, con gli albergatori e i destino. Se si fosse dedicato maggior impe- stici e informatici ormai indispensabili sia che le Amministrazioni comunali debbano ristoratori ecc, ma ritengo che possa essere gno allo sviluppo di questo punto del pen- l'accostamento al complesso del patrimonio intervenire per il mantenimento in vita degli un percorso giusto per costruire delle inizia- siero di Gramsci, certamente (lo dico anche culturale. alberghi tramite incentivi o agevolazioni tive di forte coinvolgimento e di interesse sugli oneri di urbanizzazione che debbono per il turista. in senso autocritico) la riflessione sulla scuola sarebbe stata assai più proficua. Quanto ai livelli superiori, si tratta di porre essere estremamente contenuti, ad esempio, in primo piano l'obiettivo di una scuola "di con l'esenzione dell'Ici per i primi anni e suc- 4) cultura e per la cultura": che dia a donne e È chiaro (spero che questo sia emerso netta- uomini la capacità di fruire e godere dell'in- mente da quanto sin qui detto) che la critica finita ricchezza della realtà naturale e del sopra proposta di una scuola subalterna a patrimonio culturale. una ideologia temicistica o produttivistica In un'epoca in cui ci si avvicina, finalmente, non vuole in alcun modo essere un cedimen- all'obiettivo di assicurare a un numero cre- to al facilismo, allo spontaneismo, all'idea di scente di persone un tempo via via più una scuola dove ciascuno fa solo quello che ampio di non lavoro, è del tutto assurdo gli pare. concepire la scuola essenzialmente come una scuola per il lavoro, anziché come una scuo- Abbiamo detto: una scuola che formi donne la che aiuti a fruire in modo qualitativamen- e uomini liberi e consapevoli (in questo te ricco, libero, consapevole, di questo tempo senso formi dei "cittadini"). finalmente liberato. cessivamente con una quota fortemente §§§ Uno dei nodi, sui quali continuiamo a discutere, è relativo al tipo di turismo sul ridotta. In provincia di Imperia operano circa 450 alberghi, 30 campeggi e villaggi turistici, quale bisogna puntare: meglio i gruppi o l’individuale? 120 stabilimenti balneari, 500 ristoranti, 1000 Certamente l'individuale offre un più bar e gelaterie. Come si può notare, una rete alto valore aggiunto, ma è più difficile fargli molto capillare che concorre a formare con il arrivare le nostre proposte e rispondere alle nostro territorio e i suoi valori la nostra pro- sue esigenze. Per migliorare questo tipo di posta turistica. offerta, la strada è quella di puntare sul turi- In termini di arrivi e presenze, il 2000 fa registrare una sostanziale tenuta. Infatti, smo degli interessi, sul turismo dei valori, sul turismo delle città di qualità, vivibili… abbiamo negli arrivi una diminuzione di italiani rispetto al precedente anno di 6.043 Ma non ci sono libertà e consapevolezza §§§ senza rigore e disciplina, senza possesso Naturalmente rimane aperto il problema (il unità, ed un aumento di arrivi di stranieri degli strumenti essenziali per capire e acqui- discorso va cioè approfondito) di come per 9.355, il totale delle presenze fa segnare sire cultura, senza assuefazione alle relazioni caratterizzare l'acquisizione di più elevate un leggero calo pari a 14.750 unità, che in sociali e al lavoro. professionalità e il progredire della cono- percentuale si traduce in un meno 0,37%. Deve, perciò, preoccupare il fatto che oggi la scenza e della ricerca scientifica in modo da Come si può constatare dai dati pletato e, per certi aspetti, realizzato il siste- scuola assolva sempre meno ai suoi compiti contribuire a uno sviluppo che non sia sopra descritti, la nostra provincia non ha ma turistico degli interessi; sport, cultura, più elementari: come dimostra il fatto che dominato dall’ossessione produttivistica, fatto segnare, per l'anno appena trascorso (il alimentazione mediterranea, congressistica, tornano a crescere fenomeni di analfabeti- che non distrugga ed anzi sia in equilibrio 2000), un aumento degli arrivi in media con centri per il benessere, per lo svago, e altro. smo e semianalfabetismo, sia iniziale sia di con le risorse del pianeta, che sia indirizzato i dati nazionali. ritorno. a obiettivi di sempre maggiore eguaglianza Perciò, è fondamentale l'attenzione per i INFRASTRUTTURE Il Ponente ha bisogno che sia com- Su questi problemi siamo ancora Io sono del parere che abbiamo biso- troppo indietro, vi sono ancora visioni diver- fra tutti i popoli e tutti gli individui. gno di puntare, per la crescita delle presenze se tra i soggetti che hanno il compito di pro- primi livelli della formazione: occorre, alla Ma la scuola può contribuire a questo solo se turistiche, sulla individuazione di un siste- grammare, mentre abbiamo bisogno al più base, una scuola che, con rigore e severità e comincia - essa - ad essere davvero la sede di ma di punti forti, i cosiddetti punti di eccel- presto che il territorio provinciale disponga senza disperdersi in troppe direzioni, assicu- formazione di donne e uomini liberi consa- lenza, che siano vendibili e quindi vincenti di un sistema di infrastrutture rispondente a ri un apprendimento corretto della lingua pevoli, insomma di un’umanità colta. per la scelta delle nostre località. queste nuove esigenze. 28 gennaio/aprile 2001 13 gennaio/aprile 2001 Le Amministrazioni comunali deb- L'aeroporto di Villanova di Albenga la funzione educativa della scuola. Non sor- liberazione dal lavoro alienato; oppure risa- bono fare la loro parte, e considerare priori- deve trovare le condizioni del proprio svi- prende, perciò, che possa alla fine accadere lire alla naturale inclinazione del movimento tari e strategici interventi di opere nel campo luppo. Penso che debba inserirsi nella spe- che, da parte dei settori conservatori del operaio per la formazione professionale, dello sport, della cultura, ecc, che possono cializzazione dei servizi turistici e comple- mondo cattolico, sempre più frequentemente intesa come immediato interesse delle classi essere realizzati solo se vi è una regia pub- mentari, ma certamente deve divenire un si rivendichi alla scuola confessionale il subalterne. blica. soggetto attivo che contribuisce a costruire i merito di avere un'intenzionalità “educativa” Ma, fermandoci anche solo all'elaborazione pacchetti turistici del Ponente ligure. che mancherebbe invece alla scuola pubbli- dei comunisti italiani, è indubbio, che delle ca. due linee presenti nella riflessione di Voglio citarne alcuni che ritengo fra i più urgenti: Sanremo per il centro congressi, Imperia per il polo fieristico polivalente, il Abbiamo bisogno che il "territorio" È giusta la critica, formulata in risposta da Gramsci (che con tanta passione si era sem- nuovo museo navale e il palazzetto dello da offrire abbia al suo interno le nostre città, parte laica, che tale intenzionalità è di chiaro pre occupato dei problemi della scuola) sport, Ventimiglia con un centro di servizi i nostri centri storici, ma questi debbono segno regressivo, giacché si traduce nella quella che più è stata sviluppata (sino a indi- turistici multimediale nell'area dell'autopar- essere salvaguardati nei propri valori ed proposta di una scuola monoideologica, carla come il possibile fondamento di un co del Roja. arredi, debbono essere liberati dal traffico molto spesso con contenuti schiettamente "nuovo principio educativo") è stato indubbia- conservatori sul piano sia della cultura sia mente quella che si concentrava sulla propo- della moralità e della visione dei diritti della sta di un più diretto rapporto studio/lavoro persona. e sull'assunzione di un "asse scientifico Ma non sorprende che la scuola confessiona- tecnologico" come base di una scuola rifor- le possa sembrare, pur con questi limiti, più mata. "formativa" di quanto non sia l'arido tecnici- Molta minore attenzione è stata invece dedi- smo o sperimentalismo che in molti casi cata all'altra linea che pare fosse, in Gramsci, sembra caratterizzare la scuola di tutti. Se fortemente presente: ossia alla considerazio- non ci si rende conto, compiutamente, di ne che la scuola è stata, sempre, un terreno questo fatto, anche la sacrosanta battaglia fondamentale di formazione delle classi diri- contro il finanziamento della scuola privata genti e che, per tradizione, tale formazione finisce col diventare meno efficace e meno (e la conseguente distinzione tra dirigenti e convincente. diretti) da secoli si era fondata, particolar- Il polo fieristico polivalente deve veicolare e, dove ciò è oggettivamente pro- funzionare quale contenitore delle iniziative blematico, almeno da quello pesante, conte- nazionali ed internazionali sull'alimentazio- nendo il traffico di scorrimento. ne mediterranea, dove l'inserimento del I nostri centri storici, le nostre città museo della pasta ne rafforza l'azione di possono essere loro stesse, con i loro com- promozione e dove possono trovare colloca- merci, con i servizi, con un ambiente valoriz- zione e visibilità le produzioni locali di nic- zato, il nostro prodotto turistico forte, e chia, pesto, paté di olive, acciughe e altri comunque debbono contribuire a formarlo. prodotti. Il centro fieristico, oltre a garantire ed §§§ incentivare le piccole produzioni locali che potrebbero commercializzare i propri pro- FORMAZIONE dotti sotto un unico marchio, è in grado di mente in Italia, sullo studio del latino e sulla funzionare da collante per progetti più Tutto ciò non basta, vi è sempre più 3) concezione umanistico-classistica. ambiziosi, che colleghino l'alimentazione bisogno del capitale umano. Capitale umano È bene dire con grande chiarezza che la sini- Di qui la riflessione di Gramsci sulla centra- mediterranea - olio, pasta, paté di olive, su cui bisogna continuare ad investire, aven- stra ha anch'essa non poche responsabilità se lità del "principio educativo", e dunque sulla pesto, acciughe - alla città di Imperia, crean- do presente che la formazione deve essere nel dibattito sulla crisi della scuola sembra- necessità, nel passaggio dalla scuola dei do un più forte e interessante legame con i soprattutto innovativa. Anche l'università no oggi avere la meglio le posizioni - subal- pochi alla scuola dei molti e anzi di tutti, di centri di produzione. imperiese deve, per questo aspetto, divenire terne ed economicistiche - che ho in prece- non gettare via frettolosamente il vecchio L'area del parco del Roja va ridise- un contenitore dove costruire le capacità denza rapidamente richiamato. impianto educativo imperniato sul latino, gnata e deve divenire un centro di promo- necessarie a far sì che l'offerta turistica trovi, In che cosa consistono tali responsabilità? senza averlo prima sostituito con una base zione e di commercializzazione che utilizza in tutti i soggetti che operano nel settore, il Per un discorso compiuto, occorrerebbe risa- educativa altrettanto forte. le più moderne tecnologie, per presentare il proprio valore aggiunto nella qualità. lire a una tradizione ormai più che secolare, Il problema, che Gramsci poneva, con questa territorio con le sue bellezze e i suoi valori I vari marchi di qualità sono certa- ossia alla tendenza socialdemocratica a pri- riflessione, era - in sostanza - che al centro culturali artistici, architettonici, e naturali mente utili e bisogna continuare a lavorare vilegiare nel pensiero di Marx più l'orienta- del dibattito occorreva porre l'obiettivo della stessa città di Ventimiglia, del Ponente anche in questo senso, ma il problema va mento lavorista e produttivista che la critica (certo un obiettivo/limite, ma non per que- e di tutta la Liguria. affrontato partendo dalla base, ossia dalla del primato dell'economia e l'obiettivo della sto da ridurre a mera chiacchiera) di una 14 gennaio/aprile 2001 27 gennaio/aprile 2001 Quando delle occasioni di lavoro si presen- mo assistendo a un processo, via via più necessità di costruire prima negli imprendi- tano, il più delle volte non corrispondono accelerato, che conduce (come già abbiamo tori e nei cittadini in generale la cultura del alla qualifica professionale acquisita. visto accadere, con risultati generalmente turismo. LA LEGGE QUADRO SUL TURISMO La nuova legge quadro sul turismo negativi, nella scuola americana) a un confu- Abbiamo già detto, nella prima parte di recente approvazione, a mio giudizio, dà Ecco, dunque, la vera domanda: perché una so affastellarsi di discipline, introdotte con di questa relazione, che la rete del ricettivo un importante contributo al ragionamento scuola sempre più indirizzata verso un l'argomento che esse servirebbero ad avvici- in Italia è a stragrande maggioranza a con- fin qui svolto. Infatti, con la definizione e obiettivo distorto (come quello che somma- nare maggiormente la scuola al lavoro e alla duzione familiare ed è composta di piccole e applicazione delle linee guida previste dalla riamente ho cercato di chiarire) dovrebbe vita; e che spinge, al tempo stesso, verso una medie aziende, che - è bene ricordarlo - sono legge, diventano più chiari il percorso ed il interessare coloro che la frequentano? Non è frantumazione e moltiplicazione degli indi- sempre più in difficoltà a stare sul mercato. lavoro che bisogna svolgere perché la propo- certo un caso se là dove vi sono maggiori rizzi scolastici, che dovrebbero corrisponde- Questi aspetti e le azioni di cambia- sta turistica sia sempre più di qualità e con- possibilità di lavoro (in Italia nel mitico re (o che si pensa potrebbero corrispondere) mento che si debbono attuare, necessarie per seguentemente vincente. La legge di riforma Nord-Est), proprio in quelle regioni è più alle molteplici sfaccettature delle richieste reggere la concorrenza e pensare allo svilup- contiene elementi e fornisce indicazioni utili alta la percentuale dei ragazzi che lasciano del mercato del lavoro, ma che, in pratica, precocemente la scuola, per dedicarsi a un hanno soprattutto un effetto disgregante. po, abbisognano di adeguate risorse finan- a comprendere, intanto, i nuovi soggetti turi- lavoro che può forse dare ricchezza, ma non È particolarmente preoccupante che, all'in- ziarie. stici, che non sono più solo gli albergatori, dà né felicità né vera libertà. Che insomma, terno di questa logica, l'annosa questione del non dà un senso alla vita. riordinamento della scuola secondaria sia stata risolta riproponendo in modo istituzio- 2) nalizzato quella distinzione tra scuole di cul- Ritengo pertanto che il problema che prima tura e scuole di preparazione professionale di ogni altro è da discutere, a proposito della che da tempo appariva superata. Ma anche scuola, non è quello del riordinamento dei al livello successivo alla maturità si sta cicli, o altro tema consimile. La nuova orga- andando verso un accavallamento tra indi- nizzazione dei cicli scolastici (e lo stesso si rizzi di istruzione postsecondaria e corsi dovrebbe dire per molti altri problemi) può triennali di laurea universitaria che si con- anche essere ragionevole: se mai, è criticabile Queste sono fondamentali, sia per l'avvio di progetti innovativi, sia per integra- ma anche i gestori degli stabilimenti balneari, i ristoratori, i bar e i centri di svago. re le oggettive risorse delle piccole imprese per metterle nelle condizioni di presentarsi Un altro punto qualificante della rinnovate e poter accedere, in modo nuovo e legge quadro penso sia il riconoscimento vincente, ai mercati. dell’autonomia regionale in materia e quindi il principio del trasferimento alle Regioni di Certo che parte degli aspetti sopra tutte le competenze ad esse spettanti, toccati potrebbero trovare più facile soluzio- lasciando allo Stato il ruolo di indirizzo e di ne se l'imprenditore turistico fosse meno coordinamento, per assicurare una crescita tendono profili e sbocchi professionali. individualista e considerasse i vantaggi che armonica ed equilibrata su tutto il territorio che essa sia stata decisa e avviata senza pre- E nella stessa Università, sia nei corsi di lau- strutture consortili per la promozione e la nazionale. liminarmente aver ben chiarito indirizzi, rea triennali sia nelle lauree specialistiche commercializzazione possono offrire. Anche Altro punto rilevante è il riconosci- orientamenti, programmi. La vera questione quinquennali, si verifica una proliferazione perché la peculiarità familiare non deve più mento del ruolo centrale dell'impresa turisti- riguarda il tipo di scuola che si vuole, la di indirizzi che da un lato esaspera un iper- essere considerata una debolezza, ma può ca come volano di sviluppo del fenomeno finalità che essa deve perseguire. specialismo settoriale che frantuma sempre divenire, se sapientemente gestita, un ele- turistico, come soggetto di riferimento per le di più una visione unitaria del sapere e della mento di forza. Valori quali il rapporto politiche di settore e come interfaccia nella Si dice pressoché da ogni parte (e con parti- cultura; e che d'altro lato si caratterizza per umano, la qualità dell'accoglienza, lo scam- gestione della stessa attività pubblica (vedi colare insistenza anche da destra) che occor- una stridente giustapposizione fra corsi di bio di culture e tradizioni possono essere Enit). re una scuola che sia più aperta alle esigenze impianto più propriamente culturali e spe- aspetti importanti di una proposta turistica del nostro tempo, e che perciò dia spazio, sin cialismi eminentemente pratici, dei quali diversa, una proposta che privilegi la qua- dai livelli di base, allo studio dell'inglese e appare assai difficile individuare il fonda- lità, che privilegi i valori. all'insegnamento e alla pratica delle tecnolo- mento e la valenza culturale. gie informatiche. È evidente che, in linea di È in questo processo di crescente subordina- principio, questa opportunità non può esse- zione alle domande della produzione e del e valorizzare i fattori del richiamo turistico re negata da nessuno. Ma il punto è che stia- mercato che si va sempre più annebbiando locale, sia in termini di offerta ricettiva sia di 26 gennaio/aprile 2001 15 gennaio/aprile 2001 Altro aspetto importante, che risponde ad alcune delle esigenze esposte precedentemente, sono i previsti sistemi turistici §§§ locali, ai quali spetta il compito di progettare prodotti tipici dell'agricoltura, dell'artigiana- È evidente che, in un quadro pro- to locale, nonché del patrimonio culturale, grammatorio regionale, è fondamentale l'in- ambientale, storico, artistico e monumentale, dividuazione di forti, omogenei e qualificati componendo il tutto in un’offerta omogenea ambiti locali da parte delle Province, dei e specifica dell'area. Per tali azioni possono Comuni e delle Comunità Montane. Ecco A proposito di paradossi scolastici utilizzare le risorse previste all'art. 6 fondo perché è importante avviare gli interventi e di Giuseppe Chiarante di cofinanziamento dell'offerta turistica. le azioni, di cui parlavo, utili a rafforzare sul È prevista per la prima volta l'intro- nostro territorio valori come l'alimentazione duzione di una carta dei diritti del turista, mediterranea, la convegnistica di livello che sarà redatta dal Ministero del commer- internazionale, un sistema museale (museo cio dell'industria e dell'artigianato in quattro navale e di archeologia marina, museo della lingue. pasta e museo dell'olivo, ecc). Sport come Anche questo, con il fondo di rota- Associazione per il Rinnovamento della Sinistra Firenze 24 e 25 febbraio 2001 1) chiedendo che essa si modifichi nel senso di C'è più di un paradosso nell'attuale situazio- servire di più alla produzione e al lavoro, di ne della scuola italiana (non solo di quella formare le professionalità che sono richieste italiana, del resto), come pure nella discus- dal mercato, di adeguarsi con maggiore sione che si viene sviluppando attorno alla prontezza, nella pratica e nella ideologia che nuoto, ciclismo e altre discipline devono tro- sua crisi e ai suoi problemi. trasmette, agli incessanti mutamenti delle zione per il prestito e il risparmio turistico, vare la possibilità di essere praticati sul Concordo in linea di massima con l'appunto tecnologie e alle trasformazioni dell'organiz- finalizzati a erogare prestiti turistici a chi si nostro territorio. La provincia ha bisogno di preparato, in proposito, in vista di questa zazione produttiva? Anche il confuso speri- trova sotto un certo livello di reddito, a tassi una precisa identità, ha bisogno di emergere, riunione. Ma sembra a me che il paradosso mentalismo, ispirato a un'innovazione senza agevolati, penso sia un chiaro segnale che di presentare le proprie peculiarità. Bisogna principale, quello da cui tanti altri discendo- progetto, con cui il centro-sinistra ha creduto finalmente, nel nostro paese, affrontiamo il che gli enti pubblici tengano conto che la no, consista nel fatto che, mentre viviamo in di poter affrontare - particolarmente negli tema del turismo sotto le varie implicazioni. nuova normativa ci può tornare utile solo se una società e in un'epoca in cui diventano anni del ministero Berlinguer - la questione sappiamo prepararci al confronto per affron- sempre più acute le aporie e le contraddizio- scolastica e universitaria, ha spinto e spinge tarlo da vincitori. ni di uno sviluppo dominato dall'ideologia in questa direzione. Il nuovo assetto normativo risponde, come avevo già accennato precedentemente, Il momento è oggi estremamente di una crescita indefinita della produzione all'esigenza di considerare il territorio come favorevole: molta parte della provincia è materiale (uno sviluppo che crea, contempo- Ma in questo modo, proprio mentre si molti- valore turistico. entrata nelle misure dell'obiettivo 2 della raneamente, abissi di ricchezza e di miseria, plicano, nel bene e nel male, le agenzie for- Infatti, sono previsti ruoli specifici ed direttiva europea, altre zone sono nel Prusst che non riesce a risolvere neppure i proble- mative, la scuola smarrisce, sul terreno suo interventi delle Regioni, ma anche delle (il Piano Riqualificazione Urbana e Sviluppo mi elementari di tutta l'umanità, ma al proprio, senso e finalità e si priva di una Province, dei Comuni e delle Comunità Sostenibile Territorio), la legge 488 oggi tempo stesso già va dissipando e distrug- reale capacità educativa. Questa scuola non Montane, nello sviluppo turistico locale, e finanzia interventi sia nel commercio che nel gendo le risorse del pianeta e forse le condi- serve (e neppure le si chiede che serva) a for- una più oculata politica di assegnazione dei turismo. Dobbiamo saper cogliere l’occasio- zioni stesse della vita), in questo medesimo mare donne e uomini liberi e consapevoli, fondi e delle risorse finanziarie a favore ne e considerare seriamente la possibilità momento rimane largamente diffusa e, anzi, che sappiano godere in tutta la sua ricchez- degli interventi, considerati strategici per lo concreta di realizzare moltissimi progetti e si va ulteriormente diffondendo l'illusione za, e a un livello qualitativamente alto, di sviluppo del territorio. creare le condizioni dello sviluppo. che si possa dare risposta alla crisi della quel più ampio tempo di non lavoro che già scuola, subordinandola, sempre di più, pro- oggi è, o sarebbe, possibile. Al tempo stesso prio a questa ideologia produttivistica da cui essa non serve, nemmeno, a creare vera pro- si dovrebbe, invece, cercare una razionale fessionalità e nuovo lavoro. via d'uscita. Le analisi e le statistiche dimostrano che la In base alla legge quadro, la finalità è Sperando di aver fornito un contri- quella di favorire lo sviluppo del settore eco- buto di riflessione su questi problemi, termi- nomico attraverso la realizzazione di pro- no con il rivolgere un invito a tutti gli ammi- grammi, che ciascuna regione attuerà in nistratori e agli imprenditori, perché faccia- piena autonomia. no tutto il possibile affinché questa occasione non vada sprecata. §§§ * Segretario provinciale della Confesercenti 16 gennaio/aprile 2001 tanto invocata formazione professionale Che cosa infatti significa - se non spingere (tanto invocata, perché si pensa che possa nel senso di accentuare tale subordinazione - essere il surrogato di una carente politica del la parossistica insistenza con cui si propone lavoro) in effetti generalmente non produce di innovare e rendere più moderna la scuola, né cultura né occupazione. 25 gennaio/aprile 2001 DOCUMENTI DOCUMENTI • Ci sono carichi di impegno frontale, con Convegno Nazionale Firenze 24 e 25 febbraio 2001 ELEZIONI RSU SCUOLA gruppi di alunni, deliberati nel POF (Piano - DICEMBRE 2000 - dell'Offerta Formativa di Istituto): progetti teatro, progetti lettura, progetti computer, Una scuola per la cittadinanza - Confronto a sinistra 710 17391 111 2519 3 1 2,25 0,95 30 Appunti per un’iniziativa sulla scuola 138 25 17,98 23 0 0,60 158 67 48,30 394 1 0,17 30 32 4,67 1 0,91 812 76 10,98 1910 148 20,25 67 56,29 3521 52 7,80 1356 177 24,48 4257 224 31,65 Associazione per il Rinnovamento della Sinistra mento anticipato", che si sta delineando, è pericoloso per gli effetti sui gruppi-classe: la 526 42 29,91 za alle superiori nel 2007. ll sistema "a scorri- In questo comparto della rivista, dedicato ai temi inerenti la scuola, pubblichiamo anche una tabella che riassume i risultati delle elezioni, tenutesi nel dicembre dello scorso anno, delle RSU negli istituti scolastici della Liguria e partitamene delle singole province. Oltre al compito doveroso di informazione, ci auguriamo che la sintesi elettorale possa stimolare una riflessione sul sindacato operante nella scuola e le problematiche aperte. seggi sulla questione dell'onda anomala di affluen- L'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra, insieme al comitato di Firenze "Per la scuola della Repubblica", ha organizzato un convegno nazionale, che si è tenuto a Firenze il 24 e 25 febbraio scorso, sul tema "Una scuola per la cittadinanza. Confronto a sinistra". Presentiamo alcuni documenti preparatori particolarmente interessanti, che riteniamo siano un ottimo ausilio per sviluppare il dibattito sulla riforma della scuola: • 1 ) documento nazionale "Appunti per un'iniziativa sulla scuola"; • 2 documento redatto dal gruppo di lavoro dell'Associazione di Imperia (coordinatrice Franca Natta); • 3) nota di Giuseppe Chiarante "A proposito di paradossi scolastici". % Abbiamo voluto aggiungere una riflessione IM inutili gabbie burocratiche). 1418 degli enti locali, con l'attenzione ad evitare 5 ti, attingendo, ad esempio, alla normativa 6,27 tiva! È urgente definire procedure trasparen- 17 decisioni di ampliamento dell'offerta forma- 15,64 che dovranno pure essere consultati per 5505 dei docenti e gli stessi studenti e genitori, seggi Liguria tante di rapporto tra il dirigente, il Collegio % richi aggiuntivi, si giocherà un ruolo impor- % nessuno che, su questa questione degli inca- 21 petenze interne da valorizzare (non sfugge a 20,88 "esperti" sul territorio, quando ci sono com- seggi progetti museo… Non è necessario cercare 2738 96 344 23 6,92 262 66 18,34 367 41 13,01 624 18 6,17 610 68 19,26 779 128 36,26 Per il momento ci fermiamo a queste annota- seggi senza traumi per i ragazzi e le famiglie? % assunzioni di docenti a tempo determinato, SP aggiuntivi. Non è meglio affrontare la spesa della doppia frequenza per alcuni anni, con 3153 117 567 15 71 19 29 5 3,50 1523 25 10 9,56 943 33 13,40 dovrebbero comunque sostenere corsi 22,79 gerebbero i problemi dei "fortunati", che 22,27 Agli effetti nel gruppo di coetanei si aggiun- 28,45 come una attestazione ai "primi della classe"). seggi (è impossibile evitare che la scelta sia vista % be un clima competitivo, anche fra i genitori SV ricerca dei ragazzi più preparati instaurereb- 1169 1648 622 SNALS GILDA COBAS 24 gennaio/aprile 2001 8981 555 UIL Imperia, 21 febbraio 2001 tot. 1730 CISL successivi approfondimenti. UGL 3257 che torneremo su ognuna delle questioni con CGIL nella lettura del documento, ma è probabile GE zioni sui punti che ci sono stati proposti 1. Nella scuola italiana stiamo assistendo a un paradosso. Abbandonata a se stessa per tutti gli anni Ottanta e Novanta, solo con i governi di centro-sinistra essa è ritornata al centro delle attenzioni del mondo politico e dell'opinione pubblica. Tuttavia, l'azione riformatrice che ne è seguita, invece che produrre consenso, ha introdotto confusione e turbamento. Invece che neutralizzare gli attacchi provenienti dai diversi settori interessati a costruire le condizioni per il finanziamento pubblico della scuola privata, li ha resi più virulenti. Da parte dei responsabili di governo del centro-sinistra si è attribuita questa situazione alle resistenze conservatrici al cambiamento provenienti dal mondo della scuola. Non c'è dubbio che resistenze di questo tipo ci siano state e ci siano. Ma ricondurre prevalentemente a questo dato la causa delle difficoltà incontrate dal processo riformatore è segno di miopia. La verità è che, per la scuola come per tanti altri campi, i responsabili dei governi di centro-sinistra (in particolare nella fase della presidenza di Massimo D'Alema) hanno pensato che si sarebbe riusciti a fare fronte ai cambiamenti intervenuti nella società italiana, accettando nella sostanza i paradigmi del liberismo e cercando di mitigarne gli effetti con correttivi di carattere equitativo. Per quel che riguarda il tema dell'istruzione e della formazione, non bisogna dimenticare che il primo tentativo di introdurre il "buono scuola" per le famiglie, perché potesse essere 17 gennaio/aprile 2001 DOCUMENTI speso indifferentemente nella scuola pubblica e in quella privata, oggi cavallo di battaglia di Formigoni e delle regioni governate dal Polo, è stato fatto nella "rossa" Emilia Romagna, con un provvedimento che si è esposto, tra l'altro, a obiezioni di incostituzionalità. In questa situazione la scuola è diventata uno dei principali campi dove la divaricazione politico-programmatica a sinistra - in particolare tra Rifondazione e i Ds - è tra le più forti. E, data l'importanza che l'istruzione ha in una qualsiasi prospettiva di riforma della società, ciò rischia di costituire uno dei maggiori ostacoli alla ricomposizione dei rapporti a sinistra che riteniamo essenziale. 2. Per superare questo stato di cose, è necessario uscire dal confronto sterile tra le posizioni, che finora, a sinistra, sono maturate sulla scuola, e cercare di ritrovare le ragioni di un filo comune, riportando la riflessione alla radice dei problemi. E, come sempre dovrebbe accadere nell'elaborazione politica della sinistra, questo diventa possibile, quando si compie un esame rigoroso dei processi reali e dei rapporti di forza presenti nella società e li si misura con le finalità che dovrebbero animare un progetto riformatore. Ora, per quel che riguarda la scuola e i caratteri della sua riforma, è necessario prendere atto che le condizioni complessive entro le quali si è affermato il primato della scuola statale in Italia - sia quelle che si possono far risalire alla riforma Gentile che quelle che hanno reso possibile l'attuazione dei principi sanciti dalla Costituzione - sono totalmente cambiate. Questa può sembrare una valutazione ovvia, ma, per quel che riguarda il ruolo della scuola pubblica nel nostro paese, non se ne sono tratte le conseguenze necessarie. È indubbio, tuttavia, che l'istruzione, la formazione e l'informazione vengono veicolate da molteplici agenzie formative, in una situazione che non ha riscontri nel passato. DOCUMENTI Da questo punto di vista, la scuola è passata da una condizione di quasi monopolio per gli scolarizzati (per quelli che non andavano a scuola supplivano la Chiesa e i partiti di massa) a una nella quale essa tende a essere uno dei veicoli dei processi formativi, e non sempre quello principale. Televisione, parrocchie, tifoserie, centri sociali, volontariato, ecc. diventano, per i giovani, canali molteplici e spesso contradditori di un processo formativo che sfugge al controllo e alla capacità di influenza della scuola. D'altro canto, sul versante della formazione alla professione e della preparazione per l'accesso al lavoro, di fronte a un cambiamento dei sistemi di incontro domanda/offerta di lavoro affidata, sempre dalla nuova legge sul collocamento, alla mediazione di soggetti privati e a un diverso dinamismo del sistema delle imprese, è molto difficile che la scuola (e la scuola pubblica, in particolare) mantenga funzioni e prerogative esercitate, nel bene e nel male, nel passato. Il diffondersi delle tecnologie informatiche e dell'accesso a internet non potrà che introdurre una forte accelerazione in queste tendenze già in atto. Si moltiplicaranno all'infinito gli agenti formativi e informativi. La "rete" tenderà a cancellare le gerarchie residue, mettendo a dura prova le capacità di discernimento critico. 3. Tutto ciò significa che la scuola pubblica è destinata a un ineluttabile e inarrestabile declino? Come vedremo oltre, una sinistra che dovesse accedere all'idea anche solo di un inevitabile ridimensionamento del ruolo della scuola pubblica verrebbe meno alla sua funzione, non solamente rispetto alla politica scolastica, ma rispetto al processo di costruzione di una democrazia rinnovata. Ma i rischi di un tale declino non saranno esorcizzati, collocando la scuola pubblica nel solco di un'innovazione senza progetto, praticata all'insegna di uno sfrenato sperimentalismo, come hanno fatto i governi di 18 gennaio/aprile 2001 pur nella consapevolezza che questa scelta fessione docente con stipendi adeguati. Più riduce il numero di argomenti da trattare in delicato è il problema della diversificazione ogni disciplina (processo di semplificazione) delle retribuzioni. Le esperienze del concor- e non abbiamo timore a sostenere questa sone, che era stato ipotizzato dal ministro posizione di fronte ai colleghi che si ramma- Berlinguer, ci ha resi tutti più prudenti, ma ricano per ogni contenuto del programma sarebbe un errore non affrontare la questione "che una volta si faceva ed ora non si fa più". della differenziazione delle retribuzioni, per Sono questioni che vanno affrontate con col- timori di reazioni negative nella categoria. I leghi dei diversi ordini di scuola, perché ciò processi di decentramento hanno affidato che è preferibile ad una età è diverso da ciò agli istituti scolastici nuove competenze e, di che serve in altri momenti. conseguenza, nuovi carichi di lavoro, che si Definire un'idea del percorso globale, dalla aggiungono a quelli tradizionali. scuola materna in poi, è l'unico modo per Il concetto di "carichi di lavoro" non crea irri- ragionare con insegnanti, genitori e studenti, gidimenti e rifiuti nei docenti, come è acca- alla luce di quadri di riferimento che possa- duto con altri tentativi di trovare indicatori no semplificare ed unificare le scelte specifi- di qualità nella professione. È vero che si che per ogni livello di età. tratta solo di una parte della questione, ma Prendiamo, ad esempio, l'insegnamento può essere prudente procedere in questo della storia, fondamentale per la formazione senso, nella fase di avvio dell'autonomia. alla cittadinanza: pensiamo che una sempli- Individuare i carichi di lavoro, per docenti ficazione dei percorsi, evitando di ripetere che non abbiano alcuna forma di distacco tutta la storia per tre volte, lasci più spazio dall'insegnamento frontale, è una questione per sviluppare competenze operative (impa- di trasparenza e di democrazia nelle scelte di rare ad imparare, imparare ad usare le fonti, Collegi dei docenti. Non tutto può essere sperimentare metodi di ricerca…) e non contrattato a livello locale, sono indispensa- temiamo una ulteriore caduta di cultura, bili indicatori da contrattare razionalmente. purché il curricolo sia impostato in senso multiculturale, superando l'etnocentrismo Abbiamo messo a fuoco alcune indicazioni. dei testi fino ad ora utilizzati e purché si • Ci sono carichi di lavoro differenziati per ritorni, a diverse età, ad operare "sulla linea discipline, soprattutto nella scuola superio- del tempo", lavorando per problemi. re, a cui si potrebbe dare risposta attraverso All'insegnamento della storia, assunto come una quantificazione oraria forfettaria (ad esempio emblematico di costruzione di un esempio, per la correzione di compiti). curricolo globale, dalla materna alle superio- • Ci sono carichi di lavoro di progettazione: ri, pensiamo di dedicare un’iniziativa di stu- la scuola dell'autonomia è basata su progetti dio, da organizzare come associazione. locali, qualcuno deve pur predisporli per sottoporli all'approvazione del Collegio dei Ultima questione, presa in esame nel docu- docenti. È un prodotto dell'intelligenza da mento che abbiamo utilizzato come guida riconoscere. per la prima fase di impegno del gruppo di • Ci sono carichi di lavoro di gestione della lavoro, è la questione dei docenti. Tutti con- scuola, indispensabili nell'autonomia degli cordiamo sull'urgenza di valorizzare la pro- istituti. 23 gennaio/aprile 2001 DOCUMENTI DOCUMENTI moltiplicarsi delle offerte formative, pubbli- 4 e 5) che e private, del territorio. La questione del pluralismo nella scuola pubblica, in contrasto con la tendenza alla 3) separazione (per censo, per religione, per La risposta non può essere solo di tipo "edu- etnia…), è un punto forte per l'aggregazione cativo": educare all'esercizio della cittadinan- di consensi: i docenti sanno che la coeduca- za nella società multiculturale è un valore zione delle diversità è palestra di democra- prezioso intorno al quale possiamo certa- zia. Sulla questione dei libri di testo sono mente ottenere consensi nel mondo della stati offesi nella loro capacità di valutazione scuola, ma è sempre pericoloso separare i critica e sono sensibili alla difesa della valori dalle conoscenze. libertà didattica. Il diritto alla conoscenza è fondamentale nell'esercizio della cittadinanza; c'è un deficit 6) democratico crescente quando si verifica Per sottoporre ad analisi critica le riforme, i l'appropriazione di un numero crescente di nuovi programmi, i processi di decentra- conoscenze da parte di "specialisti". mento delle scelte, le proposte di amplia- Sui saperi, oltre che sui valori, si ridefinisce mento dell'offerta formativa da discutere nei il ruolo della scuola nei confronti delle altre Collegi dei docenti, occorre aver precisato le fonti di formazione-informazione. finalità ed i principi educativi (giustamente È diffusa, nei docenti e nell'opinione pubbli- individuati nel documento nei valori-chiave ca, la sensazione che il processo di riforma della Costituzione), ma anche per i saperi conduca ad un ulteriore abbassamento dei bisogna definire un'idea-guida, un principio livelli di cultura. La sfida da affrontare è educativo e precisare l'ipotesi di curricolo quella di studiare strategie efficaci perché che abbiamo in mente, dai servizi all'infan- questo non accada. O, comunque, per cerca- zia fino al termine degli studi ed ai sistemi re di agire in controtendenza. È un obiettivo di formazione permanente. su cui, forse, è ancora possibile ricompattare Siamo d'accordo che oggi sia urgente, a par- il consenso dei docenti più impegnati, come tire dalla scuola elementare, un processo di è accaduto nel passato. È urgente, però indi- insegnamento-apprendimento per problemi, viduare le sedi di confronto con gli studenti, centrato su argomenti unificanti per supera- i docenti ed i genitori. Nel passato abbiamo re la tradizionale divisione del sapere in avuto i movimenti di cooperazione educati- discipline e per cogliere i concetti chiave che va e le associazioni dei genitori democratici, sono a volte disciplinari, a volte trans e oggi possiamo sfruttare le reti delle tecnolo- multi disciplinari, e non pensiamo che que- gia informatica, ma resta prioritario l'obietti- sto approccio riduca ulteriormente i livelli di vo di creare luoghi di discussione e ricerca. cultura. Le sedi locali dell'Associazione per il Siamo convinti che compito della scuola sia Rinnovamento della Sinistra potrebbero coniugare sapere e saper fare, conoscenze e offrire occasioni di confronto di opinioni, nel competenze, all'interno di quadri generali di momento "caldo" dell'entrata in vigore della riferimento (processi di "scaffalatura mentale" riforma dei cicli e dei nuovi programmi, o di in cui inserire, collegare, comprendere le altre scelte che il futuro governo vorrà fare. informazioni che arrivano dalle altre fonti), 22 gennaio/aprile 2001 centrosinistra, o al contrario attestandosi nella difesa di un ruolo funzionale a un'epoca ormai conclusa. Il problema che ha di fronte la sinistra è quello di una forte rilegittimazione del ruolo della scuola pubblica statale, di un'azione che ponga, dinnanzi agli occhi della maggioranza dell'opinione pubblica e del paese, la scuola statale all'altezza dei cambiamenti intervenuti nella società contemporanea. Ciò sarà possibile se la sinistra saprà indicare, per la scuola pubblica, una nuova finalità generale e un principio educativo in grado di realizzarla. Del resto, se guardiamo anche per sommi capi, alla storia della scuola italiana vediamo che proprio una finalità chiara (formare da un lato le élites dirigenti, e dall'altro su una scala gerarchica nettamente inferiore preparare all'accesso alle professioni) e un coerente assetto istituzionale di tipo duale (mediaavviamento; licei-istituti tecnici/scuole professionali) hanno fatto la forza della riforma Gentile. E ancora una finalità generale, che era quella della democratizzazione e dell'introduzione di criteri di eguaglianza nell'assetto disegnato da Gentile (elevamento dell'obbligo a 13 anni; scuola media unica; liberalizzazione degli accessi all'università), ha dato un rinnovato impulso al ruolo della scuola statale tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta. Ora una nuova legittimazione del ruolo della scuola pubblica in Italia sarà possibile se diventa chiaro che il suo compito principale diventa quello di educare all'esercizio della cittadinanza. A questo fine debbono essere piegati i programmi e gli assetti organizzativi. Per questa ragione risulta povera di contenuti la parola d'ordine della destra di una scuola fondata sull'informatica e l'apprendimento dell'inglese (ma perché non lo spagnolo che con l'inglese è la lingua più diffusa nel mondo?). Non si tratta di sottovalutare l'importanza di un programma di "rialfabettizzazione" qual è la diffusione delle tecnologie informatiche e della conoscenza delle lingue. Ma trattandosi appunto di un programma di nuova alfabetizzazione, essa non può risolvere il compito della scuola e tantomeno quello della scuola pubblica. Sarebbe come, ragionando in termini tradizionali, noi facessimo regredire l'obbligo scolastico alla scuola elementare. Nel tipo di scuola appunto nella quale si apprendeva soprattutto a leggere e scrivere. Simili giudizi non nascondono alcuna diffidenza verso la diffusione delle nuove tecnologie nella scuola, che anzi deve essere promossa e accelerata. L'educazione a distanza attraverso gli strumenti audivisivi e la rete è, ad esempio, uno dei mezzi principali per impostare un efficace programma di educazione permanente e ricorrente. L'uso di internet nella scuola, per consentire di accedere a fonti di informazione senza precedenti a fini anche dell'apprendimento delle singole discipline, diventa un esercizio indispensabile per acquisire quelle abilità di discernimento e di selezione dell'enorme flusso di dati essenziale per non essere travolti dalla messe di informazioni che la rete contiene. 4. Porre come finalità della scuola pubblica l'educazione alla cittadinanza è tuttavia un obiettivo arduo. Di questo bisogna averne consapevolezza. E forse in questa difficoltà sta anche la ragione per cui a sinistra stenta ad affermarsi una simile impostazione. La difficoltà principale sta nel fatto che, in rapporto ai processi di globalizzazione e di costruzione di entità sovranazionali (nel nostro caso il processo di integrazione europea), lo stesso principio della cittadinanza e le modalità del suo esercizio sono poste a dura prova. Ma proprio queste difficoltà ci dicono che, o la scuola pubblica si colloca nel solco di questo grande processo di rifondazione delle basi della democrazia, oppure essa stenterà a ritrovare un suo ruolo. 19 gennaio/aprile 2001 DOCUMENTI Fare della cittadinanza la finalità della scuola pubblica significa altresì confermare che le sue radici si fondano su quei principi repubblicani che caratterizzano la prima parte della nostra costituzione. Significa, in concreto, educazione al pluralismo culturale, ai nuovi principi di uguaglianza, che debbono caratterizzare la società multietnica in formazione, al riconoscimento e alla relazione con l'altro, in presenza di differenze etniche, religiose, culturali, al senso della storia, che va affrontata non come una fonte di "verità", ma come scuola di formazione di un autonomo giudizio critico. 5. La campagna sui libri di testo, promossa dai giovani di An e fatta propria dal presidente della Regione Lazio, seppure rozza e sommaria nel modo in cui è stata condotta, ha costituito di recente l'attacco più insidioso al ruolo della scuola pubblica nel nostro paese, perché ha tentato di metter in discussione la legittimità del modo di trasmissione del sapere storico, fondato appunto sulla libertà d'insegnamento e sul vaglio critico delle fonti. Che la scuola pubblica statale debba affrontare un problema di legittimazione, appare anche dal fatto che l'attacco, che ad essa viene condotto dalla destra, avviene sul terreno della rivendicazione della legittimità di scuole a base confessionale o etnica, la cui scelta viene lasciata all'orientamento delle famiglie. Questa impostazione, che si va facendo strada, costituisce uno snaturamento e un'involuzione dello stesso principio di parità tra scuola pubblica e scuola privata. È l'esatto contrario dell'idea di una scuola, la cui finalità sia la formazione alla cittadinanza. Si è aperta sul futuro della scuola italiana una battaglia, che investe i principi e i valori a cui la sinistra non si può sottrarre. DOCUMENTI 6. Alla luce di una finalità generale e di un principio educativo da assegnare a una scuola pubblica riformata, che qui abbiamo ravvisato nell'educazione alla cittadinanza, la sinistra deve sottoporre a verifica anche alcune delle principali innovazioni che si sono prodotte in questi anni. Ad esempio, non appare indolore il compromesso raggiunto per l'elevamento dell'obbligo (fino a 15 anni obbligo scolastico; da 15 a 18 obbligo formativo), giacché in questo modo - con la equivalenza tra istruzione e formazione al lavoro - si permette un'invasione della formazione fatta da privati nella fascia dell'obbligo, che significa un cedimento sul ruolo della scuola pubblica nell'espletamento dell'obbligo, che mi sembra ben più grave del finanziamento alle scuole private, su cui si è giustamente tanto polemizzato. La realizzazione dell'autonomia scolastica, resa necessaria per ragioni di efficacia, aderenza alle condizioni locali, flessibilità e assunzione di responsabilità, rischia di essere improntata a un'idea di efficienza mutuata da modelli di competitività aziendale, estranei a una scuola la cui finalità dovrebbe essere l'educazione alla cittadinanza. Altro punto critico è quello relativo alla professione docente. Venuto meno il compromesso dello Stato con i docenti, fondato sullo scambio tra basse retribuzioni/qualità delle prestazioni professionali richieste, si è posto con forza il problema del livello delle retribuzioni del personale insegnante e, in connessione, quello di una riforma della professione che preveda o meno una progressione di carriera e, quindi, una differenziazione retributiva. Anche per questa questione sarà difficile uscire dalla confusione attuale e dal circolo vizioso, che si può innescare tra aspettative e risultati, se essa non viene riesaminata a partire dalla finalità generale da assegnare a una moderna scuola pubblica e al ruolo che al suo interno deve assumere la funzione docente. Roma 15 gennaio 2001 20 gennaio/aprile 2001 Nella sede imperiese dell'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra si è costituito un gruppo di studio sulla questione “scuola”, che ha preso in esame il documento del 15 gennaio 2001, "Appunti per una iniziativa sulla scuola", e ha ritenuto utile contribuire al dibattito con alcune annotazioni e proposte, in occasione del convegno nazionale, che si terrà a Firenze il 24/25 febbraio sul tema "Una scuola per la cittadinanza: confronto a sinistra". Per comodità di esposizione e per facilitare il confronto di opinioni le riportiamo seguendo lo schema proposto nel documento. Associazione per il Rinnovamento della Sinistra di Imperia Note sul documento “Appunti per un’iniziativa sulla scuola” redatto dall’Ars nazionale il 15/1/2001 1) disagio scolastico e lotta all'emarginazione e Non c'è dubbio che oggi e nei prossimi anni agli abbandoni precoci dello studio, scuola intorno alle questioni della scuola si gio- laica e pluralistica, coeducazione di tutti, al cherà una partita difficile, dagli esiti incerti. di là di qualsiasi diversità di intelligenza, Lo stato di "confusione e turbamento", pro- sesso, censo, etnia, cultura, religione. vocato dall'azione riformatrice nella scuola e È evidente che ogni questione va rivista alla fuori dalla scuola, può essere denunciato, da luce dei mutamenti socio-culturali, ma, se destra e da sinistra, per ragioni diverse, ma perdiamo la continuità con le nostre aspira- l'unica operazione seria e credibile è quella zioni del passato, siamo noi stessi responsa- di contrapporre alla confusione idee chiare bili dello stato di confusione e turbamento. su cui accettare il confronto. Il percorso, avviato dal ministro Berlinguer e 2) completato dal ministro De Mauro, è andato La questione dei saperi e delle competenze avanti con un sistema “a puzzle", attraverso affrontata al secondo punto è il nodo centra- una serie di tasselli in cui non era facile, le del confronto. La pluralità delle fonti di negli anni scorsi, individuare il disegno uni- informazione e di formazione rimette in crisi tario. Tra questi tasselli, sono presenti la funzione della scuola. È già accaduto negli idee-proposte-aspirazioni storiche dei anni Settanta, quando la diffusione dei mass docenti di sinistra, accanto ad altri tasselli media (in particolare, la televisione) creò il che contengono scelte di compromesso. fenomeno dei descolarizzatori. Allora, intor- L'analisi di tutto il percorso, e di quello che no al capezzale della scuola malata si riunì il sta per cominciare, deve essere condotta mondo pedagogico internazionale (confe- senza perdere la memoria storica delle renza di Ginevra) e la risposta fu quella di nostre battaglie: durata dell'obbligo, unità una ridefinizione del ruolo della scuola. della scuola di base, continuità del percorso, Oggi siamo di fronte allo stesso problema, valorizzazione della scuola per l'infanzia, reso più acuto dal diffondersi delle tecnolo- riforma delle superiori, prevenzione del gie informatiche, dall'accesso a internet e dal 21 gennaio/aprile 2001