antagonista della temporalità regnante in
Ma la realtà è questa. E questi sono anche i
ogni racconto. Sembra insomma che la nar-
colori, le luci, le ombre, gli odori di quello
rativa moderna abbia scavalcato il recinto
che resta della Liguria che amiamo, quella
del racconto tradizionale nel momento in cui
alta sul mare, che si arrampica sulle
ha inteso dare rilievo a quello che è di solito
Marittime, si dispone intorno al Saccarello,
un elemento ausiliare, sfondo: lo spazio, il
in un frenetico saliscendi.
SOMMARIO
paesaggio; col correlato stilistico inevitabile
di far avanzare la descrizione, perlopiù
Questa Liguria l'ho riguardata sabato scorso
ancella della narrazione, a un ruolo di primo
attraverso le parole di Biamonti (non a caso,
piano.
nel libro, sono spesso quelle di un pittore,
Fermare il centro-destra, unire la sinistra di M. T. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3
La letteratura contemporanea si propone
Eugenio): terra che «a ogni curva» regala
Nota sul voto del 13 maggio 2001 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
5
così forme di scrittura in crisi (la lirica, in
«una prospettiva di mare e di montagne».
declino persino nei versi; l'epica ormai
Biamonti la fotografa soprattutto nelle ore di
Le condizioni della libertà e della democrazia di MAURO TORELLI . . . . . . . . . .
scomparsa) dentro il generoso e autorevole
cambiamento e esitazione della luce, all'alba
contenitore del romanzo, affidando alla
(«il cielo, a oriente, s'andava espandendo. La
prosa narrativa una funzione di traino e
valle non usciva ancora dal buio. Ma il paese, a
recupero. Biamonti, con i suoi romanzi sul
nord, su un crinale sottile, era tutto una tastiera.
crinale tra poesia e narrazione, tra descrizio-
Luceva casa per casa. E lì, intorno a loro, sulla
ne e storia, si colloca tra i grandi sperimenta-
rupe di Beragna, la terra si muoveva.
La scuola per la cittadinanza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
tori della prosa novecentesca, tra gli autori
Comparivano ulivi intonati ai muri e muri into-
che l'hanno rianimata e resa possibile anche
nati alle rocce»), a sera, quando si vedono
Appunti per un’iniziativa sulla scuola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
per il nuovo secolo.
«onde di colline, con luci sparse di paesi, tra
Nota sul documento “Appunti per un’iniziativa sulla scuola” . . . . . . . . . . 21
Mi si permetta, per concludere, un'aggiunta,
macchie buie e il cielo chiaro», con tempi per lo
A proposito di paradossi scolastici di GIUSEPPE CHIARANTE . . . . . . . . . . . . . . . . 25
che nasce dalla condivisione con l'amico
più mossi, inquieti: «un ponente allegro tempe-
Biamonti della stessa terra, il Ponente ligure,
stava il mare come un campo di anemoni. Le
la Liguria franco-italiana, protagonista,
onde andavano tutte per il loro verso, mentre gli
Alla scoperta della terra più conosciuta di ALESSANDRO NATTA . . . . . . . . . . . . . 29
come si è visto, anche di questo suo libro.
alberi sulle alture erano scossi in vari modi e il
Il poeta Alfonso Gatto nella Riviera di Ponente di LUIGI SURDICH . . . . . . . . . . 33
C'è una doppia Liguria qui, quella di costa,
siliquastro perdeva i fiori, che si mettevano a vor-
devastata dalla speculazione e dal delitto, e
ticare insieme ai petali di ciliegio».
quella d'altura, insidiata anch'essa dal male,
Lasciatemi dire che guardare la mia terra
ma ancora in bilico, sospesa tra l'abbandono
con le parole di questo libro è stato (effetto
disperato e la promessa di un estremo rifu-
che ci fanno solo le grandi opere) come ren-
gio. Un ligure di Ponente si riconosce intera-
dermi conto di ciò che vi avevo sempre visto
mente in questa geografia dei luoghi e dei
senza accorgermene, senza sapergli dare
valori, nulla c'è in essa di arbitrario e l'arte si
nome.
I sondaggi e la voglia di battersi di LUCIANO DEVESCOVI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
Turismo, risorsa per il nuovo millennio di PIERO DENEGRI . . . . . . . . . . . . . . . . 11
Storie del Ponente di VITTORIO COLETTI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37
limita a fissare e levigare la dura contingenza. Magari, si potrebbero aggiungere, alla
costa, nella stessa rovina, le vie di bassura, i
fondovalle purtroppo percorsi da un traffico
frenetico e odioso.
40 gennaio/aprile 2001
6
1 gennaio/aprile 2001
contrasto all'attimo di speranza, di rimesco-
lascia alla fine i personaggi non molto diver-
lamento e rinnovamento alla fine della
si da come ce li aveva presentati comincian-
seconda guerra mondiale, rivissuto da un
do; che la storia li ha cambiati poco (semmai
ufficiale francese che viene a cercare di mori-
li ha definitivamente fissati nella loro fisio-
re nei paesi che aveva liberato nel '45. La sua
nomia di partenza). Ma questa è la caratteri-
delusione, la sua rinuncia a quelle terre viste
stica di Biamonti, la sua originalità; come
in un momento di sogno attestano che il
succede solo ai grandi scrittori, egli porta al
male ha vinto; che le forze del delitto, della
limite dell'accettabilità la forma romanzo,
follia (ben raffigurate nel romanzo dal conta-
situandola ai confini della narrazione, a
dino matto che espia nella pazzia un antico
pochi ma decisivi passi dalla poesia, dalla
delitto) hanno avuto definitivamente la
prosa poetica. Anche il linguaggio della quo-
meglio, che i sogni sono ormai impossibili.
tidianità, materiale tipicissimo del romanzo
moderno, entra nel libro solo con parsimo-
Come negli altri suoi romanzi, anche in que-
nia e attraverso filtri più convenienti alla liri-
sto Biamonti adotta una scrittura tutta omis-
ca che alla narrativa. I discorsi diretti, inseri-
sioni e baluginii, così colma e rarefatta da
ti in scenografie essenziali, isolati su abissi
sollevare un dubbio sulla sua compatibilità
di silenzi e reticenze, spesso alti e solenni,
col genere romanzo, che pure, come si sa, è
sfidano la legalità narratologica e portano il
ampiamente disponibile a contaminazioni e
libro in vicinanza di forme concorrenti, dal
sconfinamenti. Uno stile tesissimo, scatti di
dialogo filosofico alla lirica.
puro lirismo, predominanza assoluta della
Ma anche qui Biamonti argina la fuoriuscita
descrizione sulla narrazione: parrebbe pro-
dal genere, compensando con innesti di rea-
PAGINE NUOVE DEL PONENTE
prio di essere fuori dal territorio romanze-
lismo, di dialettalità (a volte, con scelta infe-
bimestrale di politica e cultura
sco. Sia chiaro: le pagine di Biamonti non
lice troppo spiegata: «Possiamo andarci anche
ANNO III n. 1/2 - gennaio / aprile 2001
(uscita n. 4)
hanno nulla a che vedere con la prosa d'arte
questa prima, voglio dire questa primavera»), di
e neppure con il poema in prosa, che pure è
concretezza linguistica (i tecnicismi agricoli,
parente meno lontano. Non hanno l'autore-
come questo, di nuovo inutilmente glossato:
ferenzialità, l'interna giustificazione che è
«il passaggio a minor danno, cioè sul confine»).
propria di quei tipi di prosa; trovano il loro
Del resto, la prosa narrativa novecentesca si
senso oltre se stesse, nel sistema compositivo
era già provata a varcare senza smarrirsi i
in cui sono inserite. Le parole la notte è un
confini del romanzo canonico: penso alle
romanzo innanzitutto perché rispetta le
Città invisibili di Calvino o a Staccando l’om-
regole di montaggio proprie del romanzo, in
bra da terra di Daniele Del Giudice, libri che
cui ogni luogo è spiegato, completato, inte-
hanno in comune con quello di Biamonti il
grato da quelli che lo seguono; del romanzo
rilievo concesso al paesaggio. Forse non è
ha il moto insieme progressivo e regressivo,
senza ragione se esperimenti radicali, prove
che fa sempre attendere quello che viene
che hanno spinto il romanzo nella zona
dopo e rivedere alla sua luce quello che è
rossa del pericolo di autodistruzione ma
stato prima. È vero che il movimento narra-
anche di nuova fecondità, si trovino in libri
tivo è minimo; che il racconto di Biamonti
suggestionati dallo spazio, dall'eterno
Direttore responsabile
LUCIANA ZANETTA
Autorizzazione Tribunale
di Imperia n. 3/99
In redazione:
PIERO DENEGRI, FRANCA NATTA,
CARLA NATTERO
Sede:
presso SOMS (g. c.) - via Santa Lucia, 14
18100 Imperia Oneglia
Tel. 0183 293643
Proprietà
ASSOCIAZIONE PER IL RINNOVAMENTO
DELLA SINISTRA - IMPERIA
Impaginazione e stampa
Centro Editoriale Imperiese
Imperia
Direttore politico - Presidente
GIUSEPPE MAURO TORELLI
Copertina
ARMANDO SABATELLA
Questo numero è stato chiuso il 24/04/2001
39 gennaio/aprile 2001
«l’azzurro era di nuovo forte, venato di carminio
cadere nel gorgo del tempo. Per questo, il
dove passava il vento. Giù nel burrone l'ombra
romanzo tradizionale, regno della tempora-
sembrava un flusso di pietra».
lità domata, gli sta stretto e lo aggira dai
Per il resto, vince l'afasia, la rinuncia a parla-
limiti, là dove confina con la poesia, più
re: «Bisognerebbe sempre tacere».
disponibile, persino formalmente, a chiudere
L'esplosione dello spazio, il dilagare del pae-
il tempo nel recinto di uno spazio (linguisti-
saggio sono fin dall'inizio per Biamonti la
co o metaforico). Il male dell'uomo è di «non
forma con cui fare i conti col suo leitmotiv e
essere mai completamente presente», di vivere il
incubo, il tempo, la transitorietà delle cose,
suo tempo in sospeso tra il vortice del passa-
l'incessante cambiamento.
to e l'angoscia del domani. Persino il futuro
Come Calvino, anche Biamonti prova a gio-
ha smesso di essere una speranza, di avere
care con lo spazio quella carta (in lui più esi-
una direzione; nel frenetico agitarsi di uomi-
stenziale e lirica che intellettuale e argomen-
ni e cose non c'è un senso: «la storia si muove
tativa) che il tempo non cessa di scompiglia-
per impulsi così disordinati da parere stanchi».
re. La terra riflette nella sua accidentata
Nello stordimento della luce o nello sbigotti-
superficie la somma contraddittoria dei mil-
mento della notte, i ritmi lenti della terra, la
lenni trascorsi, fissa nella sua immobilità tor-
carnalità solare della donna sono gli unici,
tuosi assemblaggi tettonici, lascia intravede-
precari appigli di poesia e resistenza; vengo-
re il lavoro e la rapina dell'uomo; rende visi-
no da loro le ultime parole di conforto nella
bile l'oscura radice dell'adesso. I personaggi
notte del mondo. Contro di loro muovono le
sono sospesi sul loro passato come su un
forze del male, le contorsioni dell'uomo agi-
baratro; il presente è tormentato dai ricordi,
tato dalle onde del tempo implacabile.
dalle nostalgie, dai rimorsi. Come la Liguria
Questo buio, poi, è storico, come già in
estrema («terra e cielo davano veramente l'idea
Attesa sul mare. È la crisi dell'occidente,
di essere in viaggio»), anche gli uomini sem-
idealmente raffigurata nella Francia di
brano «alle soglie di un altro mondo», prossimi
Mitterand morente, dell'Europa insidiata da
a un nuovo, tragico altrove. Li angustia il
un meticciato subìto di mal grado, accolto
passato, il vissuto gremito di amori e tor-
senza amore, sfruttato avidamente e respin-
menti: «ho sempre lo stesso vizio: gettarmi sul
to senza successo (con tempestività sorpren-
passato, il tempo che risorge, un ricordo che
dente i passanti notturni spaventati e bracca-
entra nel chiarore»; «torna il passato, anima e
ti sono anche curdi). Il tema della mescolan-
corpo, il tempo è greve»; «temo i rimorsi, le cose
za delle razze e dei destini, che sta affasci-
che fanno finta di andarsene, poi tornano e divo-
nando la letteratura contemporanea e
rano il cuore». Tutto viene da lontano, nulla e
inquietando i popoli, non ha lasciato insensi-
nessuno sa dove finirà; ognuno, ogni cosa si
bile Biamonti, scrittore quanto mai europeo,
trascina le proprie radici come una sfilaccia-
multilingue, ultimo cantore di una civiltà
ta ma inestirpabile appendice.
mediterranea che ha nutrito la poesia, dai
Davvero, montalianamente, «giunco» dalle
trovatori a Montale.
radici «viscide» e «non mai svelte», l'uomo di
Non a caso, in Le parole, la notte, il presente
Biamonti si afferra al paesaggio per non
cupo e franante dell'Europa è accostato per
38 gennaio/aprile 2001
Il nostro impegno
Fermare il centro-destra,
unire la sinistra
La veste più sobria di “Pagine Nuove del Ponente” risponde sia ad esigenze di risparmio (sempre
gradite), quanto alla possibilità di snellimento delle procedure di confezionamento della nostra rivista.
Singolarmente ciò coincide con la decisione del Coordinamento dell'Associazione per il
Rinnovamento della Sinistra di Imperia di dotarsi di un sito internet. Il lavoro preparatorio è in fase molto
avanzata e stiamo operando affinché, con l'invio a domicilio di questo numero della rivista, vi pervenga
anche la denominazione del sito.
La scelta è molto impegnativa, in quanto codesto proponimento è accompagnato dalla volontà di
organizzare una redazione idonea a garantire un'ampia gamma di informazioni ed elaborazioni, oltre che
tempestività e continuità nel fornire ai "visitatori" il prodotto.
L'obiettivo costante resta quello di costruire occasioni di dibattito e riflessione politica e culturale,
per favorire crescita e unità a sinistra.
Il 2001 sarà un anno importante per la nostra associazione, che nei quasi tre anni di vita si è estesa
in tutto il Paese. Sarà l'anno dei consuntivi, ma soprattutto dei nuovi proponimenti che permettono
all'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra un salto di qualità nella sua funzione di stimolo unitario
per la sinistra. Con mezzi spartani, ma con tanta volontà di contribuire a questo sforzo collettivo, anche da
codesta realtà territoriale vogliamo partecipare all'impresa.
Innanzitutto invitando i compagni a rinnovare la tessera dell'Associazione per il 2001 e a contattare quelli di sinistra che ancora non aderiscono, affinché vengano a incrementare le nostre forze. Le sessantamila lire che chiediamo, ci permettono la continuità dell'impresa. Il nostro appello organizzativo è, altresì,
verifica politica della validità della nostra impresa.
Riferito dell'Associazione e dei relativi impegni, esiste però un passaggio fondamentale che ci attende e che condizionerà tutte le iniziative future, vale a dire il voto del 13 maggio prossimo.
In questo numero della rivista pubblichiamo una nota della Presidenza nazionale, che si è pronunciata recentemente in merito a questo cruciale appuntamento.
Sappiamo che, a sinistra fondamentalmente, da alcuni anni si manifesta l'astensionismo elettorale,
fenomeno quasi esclusivamente attribuibile in passato a un elettorato con prevalenti connotazioni qualunquistiche e di destra. Oggi non è più così.
Non è questa la sede, né tanto meno vi è il tempo, per disquisire sul fenomeno, che ha un suo radicamento e su cui certamente si dovrà ritornare.
Abbiamo anche coscienza delle divisioni a sinistra e nei suoi vari partiti. L'esistenza di tali divisioni e la necessità di un loro superamento, del resto, sono il movente che ha spinto alla costituzione
dell'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra.
3 gennaio/aprile 2001
Ma ora esiste la necessità di battere il centro-destra, coalizione che nell'ultimo scorcio della campagna
elettorale, ha mostrato sempre più inquietanti caratteristiche, come il plebiscitarismo, il populismo, l'allarmismo,
accenni di totalitarismo, ingredienti quotidiani che le hanno permesso di non disdegnare anche accordi con la
Fiamma di Rauti.
Se a ciò accompagniamo la sfrontatezza e il protagonismo crescente di Forza Nuova, formazione dichiaratamente fascista, che ha nella nostra provincia uno dei suoi capisaldi e presenza istituzionale, il quadro assume
contorni più precisi e ammonisce noi tutti sui rischi post-elettorali.
Bloccare il centro-destra, impedirne il trionfo elettorale, sarà comunque positivo, oltre che per il Paese,
anche per il dibattito a sinistra.
Quindi, votare a sinistra e contro il centro-destra è la nostra parola d'ordine.
“Pagine Nuove del Ponente” e l'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra di Imperia si vogliono
prodigare fino in fondo, affinché il 13 maggio possa essere un punto di svolta positivo per i lavoratori e i progressisti italiani.
m. t.
4 gennaio/aprile 2001
Presentiamo una comunicazione svolta in occasione della presentazione del libro
“Le parole la notte” di Francesco Biamonti.
Storie del Ponente
di Vittorio Coletti
L'azione si dà per frammenti e residui in
Grandi opposizioni tramano il libro: il radi-
questo nuovo, suggestivo romanzo di
camento ostinato nella terra e l'irrequietudi-
Francesco Biamonti; molte cose restano
ne delle zone di passo, il qui e l'altrove, il
inspiegate, alluse, velate. Un misterioso feri-
presente e il passato, la realtà e il sogno. Ne
mento di cui è vittima il protagonista,
viene fuori una situazione sospesa, inconclu-
Leonardo; cadaveri di assassinati dai traffi-
sa.
canti di uomini e di droga; rapimenti; pas-
In questo smarrimento i discorsi dei perso-
saggi clandestini e notturni di umanità soffe-
naggi si rarefanno; sono massime deluse, fal-
rente e in fuga. Allo stesso modo, emerge in
lite, più che brani di dialogo: i protagonisti
superficie e subito sprofonda in un buio
parlano tra di loro solo per cenni, sospensio-
misterioso e indicibile (sofferente e torbido)
ni, ellissi. Biamonti, da un lato, lotta con la
la storia che i personaggi si portano addos-
parola per farla aderire al paesaggio e, dal-
so. Spunta da un passato di cui si intravedo-
l'altro, la ricaccia nei silenzi da cui viene.
no solo le pene: affiora dall'oscuro a tratti, a
Intorno ad essa grumi di non detto che
scorci, per il resto rimane sorda, chiusa come
intensificano quel poco che si dice e al
i personaggi stessi, figure essenziali, filifor-
tempo stesso lo rendono incompiuto, stanco,
mi, invisibili per troppo di luce (le donne) o
indicibile. Soltanto la terra ammette la pie-
di ombra (i personaggi maschili), mai affer-
nezza, l'esuberanza del linguaggio, che
rabili in pieno, sempre un po' sfuggenti, reti-
dispiega allora raffinate sequenze di termini
centi e taciturni. Di una storia, anzi della sto-
cromatici e di precisi fitonimi, perizie
ria è portatore soprattutto il vero protagoni-
metaforiche tutte tese a catturare l'affollata
sta di questo come degli altri romanzi di
tavolozza, i minuti concerti, i profumi miste-
Biamonti, il paesaggio, affrontato dallo scrit-
riosi della campagna:
tore in un agone stilistico che comincia subi-
«mostrò gli ulivi, le mimose, la vigna, il nespolo,
to e dura tutto il libro, nel tentativo di affer-
il corbezzolo del ritano, il mandorlo, il calican-
rare i colori, le sensazioni, i ricordi della
to»;
terra, di fermarne la mobilità cosmica, di
«saliva dai dirupi un odore di lentischi, di elicri-
misurarne lo spessore addensato dalle ere
si»;
geologiche e la consunzione provocata dagli
«la terra lì era a zolle chiare, ma verso il ruscello
uomini: paesaggio "senza pace" e dolcissi-
manteneva un solco di tenebra anche in piena
mo. Con un protagonista come questo, tutto
luce. Più in alto, su due terrazze tenere come la
è al tempo stesso concreto e fantastico, reale
cenere, di colore azzurrognolo, le zolle rivoltate
e simbolico, determinato e indeterminato.
sembravano fiorire nei giorni di sereno»;
37 gennaio/aprile 2001
Segnalo solo, a fini di precisione, che il testo
della lettera è tutto dattiloscritto, tranne il
cognome «Gatto», dopo il «Caro compagno», la firma «tuo Sandro» e il post-scriptum che sono scritti a mano.
La seconda lettera, stavolta su carta non
intestata, dattiloscritta, salvo la firma, è la
seguente.
Imperia 17/9/47
Caro Gatto
Risposta immediata, come si conviene a chi onora i
poeti!
D'accordo per la tua conferenza per martedì 30 e
d'accordo pure per il tema.
Vuol dire che invece di essere l'apertura sarà la chiusura del mese della nostra stampa. Mi raccomando
però di non mancare. Qui continua allegramente l'estate, ed io sto sudando per il caldo e per il lavoro.
Nemmeno oggi potrò scriverti a lungo, come desidero.
I compagni tutti ti ricordano sempre con simpatia e
sono lieti di una tua seconda visita, Rovere in testa.
Mia sorella e mio cognato contraccambiano i saluti e
ti ricordano che è sempre a tua disposizione ecc. ecc.
Tanti auguri e saluti da tutti i compagni della
Federazione, da Gilardi, e un forte abbraccio da
Sandro
Facci mandare da Milano-Sera 15 copie del tuo volume.
Alfonso Gatto, Alessandro Natta, la Riviera
di Ponente… Una storia di un'Italia di più di
cinquant'anni fa, un'Italia appena uscita
dalla guerra.
Ma anche una storia su cui tornare a riflettere, per quel senso di fratellanza, solidarietà,
passione politica che la animava.
Ora, oggi che scrivo queste righe, è il 25
aprile del 2001 e a pagina 9 del "Corriere
della Sera" leggo, sotto il titolo Tabucchi: l'antifascismo, un valore da difendere anche oggi
(occhiello: «Lo scrittore su “Micromega”
lancia un appello a Ciampi: è un momento
molto grave e i cittadini non possono essere
indifferenti»), un appassionato e convincente intervento di colui che io ritengo il mag-
gior narratore italiano vivente, Antonio
Tabucchi, che, nel rivolgersi al Presidente
della Repubblica, afferma:
«L'antifascismo… non e un’optional: è un
tratto comune delle democrazie europee del
dopoguerra», così in Francia, come in
Germania, come in Spagna, come in
Portogallo.
E lo sa bene Tabucchi, l'autore di quel
memorabile libro ambientato nella Lisbona
di Salazar del 1938, che è Sostiene Pereira,
quando ancora ricorda come anche in
Portogallo il 25 aprile sia festa nazionale,
essendo il giorno della Festa della
Rivoluzione dei Garofani, cioè della liberazione dal salazarismo.
Associazione per il Rinnovamento della Sinistra
Presidenza 10 aprile 2001 - Roma
Nota sul voto del 13 maggio
I caratteri che sta assumendo la lotta politica con l'approssimarsi delle elezioni - comprese le azioni terroristiche in atto di matrice interna e internazionale - rendono sempre più chiara qual è la posta in gioco nel voto del 13 maggio. Non siamo di
fronte al normale alternarsi tra schieramenti politici, ma a uno scontro nel quale si
contrappongono insieme a diverse concezioni politiche, diverse visioni di società e nel
E in un giorno così, per noi, non si può non
pensare a quanto dobbiamo, perché questo
giorno sia un giorno di festa, la Festa della
Liberazione, ad un uomo come Alessandro
Natta, a un poeta come Alfonso Gatto, di cui
trascrivo, per concludere, la poesia che si
intitola 25 aprile:
La chiusa angoscia delle notti,
il pianto delle mamme annerite sulla neve
accanto ai figli uccisi, l'ululato
nel vento, nelle tenebre, dei lupi
assediati con la propria strage,
la speranza che dentro ci svegliava
oltre l'orrore le parole udite
dalla bocca fermissima dei morti
"liberate l'Italia, Curiel vuole
essere avvolto nella sua bandiera":
tutto quel giorno ruppe nella vita
con la piena del sangue, nell'azzurro
il rosso palpitò come una gola.
E fummo vivi, insorti con il taglio
ridente della bocca, pieni gli occhi
piena la mano nel suo pugno;
il cuore d'improvviso ci apparve
in mezzo al petto.
quale sono messi seriamente in discussione i valori fondanti della nostra convivenza
democratica sanciti dalla Costituzione.
Noi che siamo stati contrari ad un sistema elettorale radicalmente sbagliato e
che siamo stati critici dell'azione dei governi del centrosinistra su molti aspetti, e in
primo luogo sulla decisione di partecipare alla guerra della Nato nel Kosovo, siamo
contemporaneamente persuasi che vi è una differenza reale tra questa destra italiana
e il centro sinistra.
Sentiamo perciò che è nostro compito, nel corso di questa campagna elettorale, contribuire a superare il pur legittimo sentimento di sfiducia maturato in questi
anni in ampi settori dell'elettorato che motiva tendenze all'astensione.
Ribadiamo quindi il nostro invito a votare per la sinistra in modo che sia
possibile a tutti i partiti della sinistra di avere la rappresentanza parlamentare che ad
essi spetta in base ai consensi raccolti, e contemporaneamente in modo da concorrere
alla sconfitta delle destre.
Siamo persuasi che una sconfitta elettorale della destra italiana nelle elezioni
del 13 maggio e dei suoi programmi improntati all'intolleranza, all'egoismo a forme
neorazzistiche e, sul piano economico e sociale, a un liberismo estremo, costituisce la
condizione più favorevole per rilanciare l'azione di rinnovamento e di una unità della
sinistra in cui siamo impegnati da anni.
36 gennaio/aprile 2001
5 gennaio/aprile 2001
DOCUMENTI
Associazione per il Rinnovamento della Sinistra
Assemblea pubblica - Imperia 20 novembre 2000
Le condizioni della libertà
e della democrazia
di Mauro Torelli
Occorre verificare come si manifesta la
democrazia politica in Italia anche attraverso le modalità di approdo alla definizione
delle candidature elettorali nel centro-destra
e nel centro-sinistra. Non è esagerato rimarcare che nella pratica, oltre che nella teoria,
avanza un preoccupante svuotamento della
democrazia politica.
La destra tende al populismo e al "conservatorismo compassionevole", al primato della
carità sui diritti.
In Italia esiste una variante rispetto agli altri
paesi occidentali: il leader della destra è un
ricco e non un professionista politico. La
destra punta a scindere il nesso tra libertà e
democrazia, mentre per la sinistra il nesso è
inscindibile.
S'impone, quindi, la necessità di combattere
il senso comune che la destra cerca di affermare, con sempre maggior successo, che il
mercato è il luogo della libertà.
La destra (e qualche neofita, a suo tempo di
sinistra) insiste nel caricare i ragionamenti
sull'efficienza di significati che, nel concreto,
si traducono in posizioni contrarie ai diritti
di cittadinanza e sociali, in altre parole contro la democrazia.
Come definire altrimenti lo svuotamento di
potere delle assemblee elettive a vantaggio
degli esecutivi, dei leader, delle tecnocrazie?
E ciò risulta tanto più grave in quanto ampi
settori della sinistra, negli ultimi lustri, si
sono fatti paladini di tali posizioni. Le esperienze sulle modalità di determinazione
delle candidature e dei leader delle coalizioni indicano una prassi di snaturamento del
nostro sistema costituzionale. Passi per il
centro-destra, che applica sistemi che sono
gran parte del suo codice genetico, ma
inquieta che anche nel centro-sinistra si
affermino procedure oligarchiche.
La scelta di Rutelli è quanto di più distante
dalle migliori tradizioni democratiche del
centro e della sinistra, ma è indice di subalternità culturale alla destra.
In questi anni all'interno della sinistra si è
verificato un processo divaricante.
L'insufficiente analisi della realtà che cambia
è tra gli impedimenti a una ricomposizione
della sinistra.
Le divergenze riguardano la politica estera,
le questioni economiche, sociali e istituzionali, come contrapposta è anche la visione
su cosa significhi far politica.
Carenze e limiti della sinistra che hanno contribuito a incrementare la disaffezione nel
suo elettorato di riferimento e ciò si è tradotto in astensionismo diffuso.
Tra le cause della permanenza della rottura a
sinistra non va ignorata la mancata discussione programmatica preventiva alla scelta
del candidato leader della coalizione.
La "disinvoltura" procedurale è la naturale
conseguenza di un indirizzo di politica economica incentrata sul primato dell'impresa,
sull'acritica privatizzazione delle attività
produttive e dei servizi. Larga parte della
sinistra moderata è approdata alla convinzione che il lavoro debba essere considerato
come variabile dipendente dall'impresa.
La nostra insoddisfazione per la permanente
divisione a sinistra, tuttavia, non deve far
dimenticare che il centro-destra, oltre a essere fautore della privatizzazione esasperata
6 gennaio/aprile 2001
Un giorno anche Porto Maurizio si lascerà andare nel cielo e nel mare: noi saremo a reggerla con
le nostre mani per offrirla come la città felice agli
abitanti di un nuovo mondo».
Su questi tocchi, su questi incantamenti, su
queste fervide suggestioni è costruito l'impatto di Gatto con l'ambiente ligure del
Ponente. E la prosa, che assorbe immagini,
figurazioni, metafore dal naturale e istintivo
spazio della poesia, riflette l'onda di fascinazione che avvolge lo scrittore nel suo itinerario. Lo avvolge ma non gli impedisce di
tener sveglia anche l'attenzione critica per il
problemi reali, concreti: per le questioni
tutte ancora da risolvere sia sul piano delle
comunicazioni con l'entroterra sia sul piano
del rifornimento idrico, per la crisi del porto
a Savona, per la persistenza della borsa nera,
per i rischi urbanistici cui vede esposta una
città come Sanremo.
E si consideri anche la sua attenta e insieme
ironica riflessione sul nome della città di
Imperia: «È quasi una fortuna che quel nome
“Imperia”, un brutto nome che sa di posticcio e
d'una toponomastica che s'addiceva alle città
fondate con le famose prime pietre da Mussolini,
sia rimasto poco più che un'astratta insegna
amministrativa sotto la quale le due borgate
marinare continuano a vivere ognuna con le proprie tradizioni e con le proprie risorse: aperta,
rumorosa, popolare Oneglia; discreta e raccolta
nel suo panorama Porto Maurizio».
Tappa finale dell'itinerario di Gatto è
Sanremo; o, a essere più precisi, San Romolo;
ed è da un'escursione al Monte Bignone, in
funivia, che egli detta il suo ultimo pezzo.
Ma io mi fermo a Imperia, per ricordare che
a Imperia, a Oneglia, nella «aperta, rumorosa,
popolare Oneglia», Gatto era stato ospite,
durante la sua sosta, di Alessandro Natta.
E al libriccino, che ora raduna le prose di
Gatto, Alessandro Natta ha contribuito con
un'esemplare introduzione, che è insieme
riconoscimento dell'altezza del poeta, testimonianza di affetto, documento storiografico di indubbia importanza per la delineazione del quadro civile e politico in cui si inseriscono queste prose. Ed è, soprattutto, affettuoso e appassionato omaggio al compagno
di militanza politica.
Non c'è traccia, fra le righe del reportage di
Gatto, del suo incontro con Natta; ma,
uscendo dal testo, la memoria di quell'incontro è possibile testimoniarla. Ne fanno fede
due lettere conservate nel "Fondo manoscritti di autori moderni e contemporanei" voluto
e diretto da Maria Corti.
La recentissima pubblicazione del Catalogo
delle lettere ad Alfonso Gatto (1942/’70), a cura
di G. Lavezzi, C. Martignoni, A. Modena, N.
Trotta, con premessa di Graziana Pentich
(Pavia, Università degli Studi di Pavia,
2000), ha fatto menzione di tali due lettere,
che ora qui di seguito trascrivo.
La prima è su carta intestata:
«Partito Comunista Italiano/Federazione di
Imperia/Sede: Piazza Dante
Telefono N. 81-72».
Imperia, 10 Settembre 1947
Al compagno
ALFONSO GATTO
"Unità"
TORINO
Caro compagno Gatto, ho ricevuto la tua lettera ma
non mi è possibile in questo momento rispondere alle
tante e care cose che mi dici. Questa mia non è una
lettera privata, ma, diciamo, di ufficio.
Per il mese della Stampa Comunista la Federazione di
Imperia avrebbe intenzione di tenere una serata culturale: a tale scopo sarebbe gradita la tua presenza. Ti
chiedo pertanto se mercoledì prossimo, 17 corrente,
puoi venire a Imperia per tenere una conferenza.
Poiché è urgente per noi stabilire il programma, desidererei ricevere il più presto possibile una tua conferma preferibilmente telefonica. È necessario anche che
tu indichi, in caso che accolga l'invito, il tema sul
quale parlerai. Risponderò con maggior calma alla
cara tua e di Graziana.
Ti prego ancora di venire perché anche in noi è rimasto vivissimo il ricordo della tua visita.
Tanti fraterni saluti a te e Graziana da parte dei compagni della federazione e miei
tuo Sandro.
Scusa lo stile "elegante" e cerca di venire. Telefona
comunque perché potremo eventualmente spostare la
data.
35 gennaio/aprile 2001
DOCUMENTI
è però anche il poeta dello sdegno morale,
dell'indignazione civile, dell'impegno politico; come ci dicono e ci comunicano ancora
oggi i versi conclusivi, rivolti ad affermare la
vita e la civiltà contro la morte e la barbarie,
di Per i martiri di Piazzale Loreto:
Io vidi il nuovo giorno che a Loreto
sopra la rossa barricata i morti
saliranno per primi, ancòra in tuta
e col petto discinto, ancòra vivi
di sangue e di ragioni. Ed ogni giorno,
ogni ora eterna brucia a questo fuoco,
ogni alba ha il petto offeso da quel piombo
degli innocenti fulminati al muro.
C'è poi anche un altro volto di Gatto che
affianca quello del poeta: è il Gatto prosatore, il Gatto giornalista, che soprattutto negli
ultimi anni è stato particolarmente oggetto
di attenzione e recupero.
Molte delle sue prose, affidate alle effimere
pagine dei giornali o delle riviste, sono state
raccolte in volumi e volumetti.
E fra le più recenti uscite editoriali ricorderò
i resoconti di Gatto cronista al processo
Fenaroli/Ghiani che molto interessò l’opinione pubblica agli inizi degli anni Sessanta
(Il mistero di via Monaci, Cava dei Tirreni,
Avagliano Editore, 1996) e, ancora, Parole per
un pubblico immaginario e altre prose, a cura di
Cristina Nesi, per le edizioni Via del Vento
di Pistoia (1996), Il pallone rosso di Golia, sempre a cura di Cristina Nesi, per la "Nuova
Corona", diretta da Maria Corti, dell'editore
Bompiani (1997), Salerno nella polvere del
mutamento, a cura di Francesco d'Episcopo
(Napoli, Guida, 2000), L'aria e altre prose, a
cura della benemerita "gattista" Cristina
Nesi (Pistoia, Via del Vento, 2000).
A questo elenco aggiungerò il volumetto che
le Edizioni San Marco dei Giustiniani ha di
recente pubblicato sotto il titolo Alla scoperta
della terra più conosciuta e che contengono le
prose giornalistiche di un attraversamento
della riviera di Ponente da Varazze a
Sanremo apparse sull"'Unità" nell'agosto del
1947. Direttamente implicato nella preparazione di questo volumetto (per il quale ho
scritto una postfazione, intitolandola Una
"guida sentimentale" per la Riviera di Ponente,
a calco del prezioso libretto di Alfonso
Gatto, Guida sentimentale di Milano, curato da
Anna Modena e pubblicato da Scheiwiller
nel 1988), vorrei dire che esso nasce da una
circostanza del tutto d'occasione.
Le Edizioni San Marco dei Giustiniani avevano iniziato la lora attività pubblicando, nel
1976, la plaquette di versi di Alfonso Gatto,
Lapide 1975 ed altre cose.
Per degnamente festeggiare i venticinque
anni di attività editoriale (e, al comtempo,
per degnamente onorare il poeta a venticinque anni dalla sua scomparsa), ho segnalato
all'editore, Giorgio Devoto, la presenza nell'edizione genovese dell"'Unità" di una serie
di prose di Gatto sulla Riviera Ligure.
Dal suggerimento alla realizzazione il passo
è stato breve e rapido: così rapido che il
volumetto è stato edito prima ancora del
canonico 2001 (scadenza dei venticinquennali), ma sul finire del 2000.
Non era, quella di agosto, la prima circostanza in cui, nel 1947, Gatto fosse capitato in
Liguria. Ci era stato alla fine di maggio come
"cronista di colore", al seguito del Giro
d'Italia, passando da Recco, Genova, e poi
lungo la Val Trebbia; e c'era stato poi a luglio
nell'occasione tragica della scomparsa di
oltre quaranta bambini naufragati al largo
dell'isola di Gallinara, per dettare all"'Unità"
di Torino (caporedattore era quello che poi
sarà l'attore Raf Vallone) la tremenda cronaca dell'evento. Più libero e distensivo il viaggio di agosto, che si traduce in undici articoli
dalle varie città toccate, articoli pubblicati
con cadenza quasi quotidiana sull"'Unità": e,
solo per additare il quoziente alto dei servizi
ospitati dal giornale, ricorderò che uno dei
pezzi di Gatto si trova affiancato da una corrispondenza dal Festival della Gioventù a
Praga, e il cronista si chiama Italo Calvino.
In perfetta sintonia con gli spazi, la luce, il
vento, i colori della Liguria, Gatto è per
natura disponibile ad assorbire le offerte di
dolcezza e luminosità che il paesaggio gli
propone, non esitando a dar voce piena ai
suoi incanti: «A vederla dall'alto del Capo Santa
Croce, Alassio è una luce»; «Oneglia è tanto
bella da sporcarsi il viso di fumo», «La città veramente sorrideva. Le mancava la parola. La troverà.
34 gennaio/aprile 2001
dell'economia, ha, in ampia parte di sé, chiare tendenze reazionarie.
Sempre più nel centro-destra emergono tendenze che rifiutano la laicità dello stato,
spingono verso il revisionismo storico che
equipara il nazismo al comunismo, accarezzano le tendenze integraliste sempre più
profonde della Chiesa, postulano un ordine
fondato sulla censura e la repressione.
Tali tendenze hanno avuto percorsi facilitati
anche dal fatto che la sinistra, da alcuni anni,
ha abbassato la guardia e ciò è testimoniato
da atteggiamenti come quello manifestato
da Violante, "comprensivo" verso i combattenti di Salò, o quello di Veltroni secondo il
quale esiste incompatibilità tra democrazia e
comunismo.
È in ogni caso importante che la sinistra
prenda atto del forte ritardo nella riflessione
sui mutamenti socio-economici intervenuti e
sulla necessità di una battaglia culturale e
politica su temi attuali come l'integralismo
religioso, il destino della ricerca biotecnologia, la differenza sessuale.
Occorre prestare attenzione alla presenza di
una novità: la destra, in modo sottile, riesce
a far passare con strumenti democratici
ideologie antidemocratiche (censura sui libri
di testo approvata dal Consiglio regionale
laziale).
Ho ricordato un fatto esemplare, su cui
molto si è dibattuto e che segnala come
Berlusconi oscilli tra la complicità e il contenimento degli aspetti più acuti della destra
che ha assunto posizioni di potere importanti. La democrazia nel nostro Paese è sotto un
pesante attacco. La maggior parte della sinistra non sa coerentemente opporsi a tale
attacco in quanto essa stessa ha introiettato
parte dei virus dell'autoritarismo.
L'oscuramento della prospettiva democratica è determinato da fattori che sono divenuti
senso comune e per rimuovere i quali occorrerà un lavoro duro e di lunga lena.
Vogliamo elencare alcuni fattori ostativi al
pieno rilancio democratico del Paese:
• l'esaltazione del decisionismo, a scapito
delle garanzie del controllo democratico e la
conseguente scelta di spostare la sovranità
verso gli esecutivi, i leader e gli organismi
tecnici, che non devono rispondere alla rappresentanza democratica (authorities, agenzie, ecc.): in sostanza si afferma una sorta di
neofeudalesimo corporativo, a scapito della
sovranità e dei diritti;
• la centralità del conflitto, a livello internazionale, tra il modello democratico e quello
"funzionalista". È insopportabile la situazione di organismi come il Fondo Monetario
(FMI) e l'Organizzazione mondiale per il
Commercio (Two), dotati di enormi poteri
che condizionano il destino di centinaia di
nazioni e miliardi di esseri umani, senza che
su di essi esista un controllo democratico;
• la tendenza della politica a esaurirsi nella
situazione immediata, nel sondaggio. La
politica diventa gestione del quotidiano: si
perde il senso della durata e il rapporto tra
passato e futuro, viene meno l'istanza progettuale. Tutto ciò pesa sul venir meno dell'identità, che è innanzi tutto una lunga sedimentazione storica: è criminale che a sinistra
ci siano dirigenti che hanno tentato di sbarazzarsene, creando incertezze e sbandamento.
Nella sfida alla destra, la sinistra, che ha alle
spalle esperienze importanti e proposte convincenti sulle questioni sociali e redistributive del reddito, deve fornire risposte adeguate anche sulla produzione delle risorse.
L'opera di denuncia della crisi dell'attuale
sviluppo, delle contraddizioni ambientali,
sociali ed economiche che lo sottendono, è
un atto doveroso.
Il fallimento dell'esperienza sovietica, dalla
quale in tempi non sospetti il Pci e la sinistra
italiana avevano preso le distanze, non deve
impedirci di contestare i sostenitori del pensiero unico e dell'intangibilità dell'attuale
organizzazione economica e sociale. È, del
resto, sotto gli occhi di tutti che a livello planetario solo una minoranza gode i benefici
7 gennaio/aprile 2001
DOCUMENTI
di tale struttura economica e che, senza la
sua messa in discussione, esiste il rischio di
una catastrofe generalizzata.
Abbiamo maturato la convinzione dell'esistenza di uno stretto nesso tra una qualità
diversa dello sviluppo e la realizzazione
della libertà per tutti.
Per ottenere tale libertà certamente è indispensabile l'eguaglianza giuridica: ma ciò
non è sufficiente poiché è fondamentale il
rapporto dialettico tra condizione della
democrazia e tipo di sviluppo.
La battaglia per realizzare le condizioni per
il cambiamento si scontra, a sinistra, con una
sorta di mimetismo culturale, particolarmente evidente in chi, in questi anni, ha puntato
su una generica modernizzazione, senza
specificarne la qualità e la direzione di marcia.
In realtà tale mimetismo maschera l'idea che
le società sviluppate sono in sostanza pacificate e non è più praticabile il confronto di
classe.
Quest'impostazione culturale ha portato a
seri cedimenti politici su questioni vitali per
il mondo del lavoro, quali le pensioni, la
sanità, la scuola, le privatizzazioni sfrenate,
la politica internazionale .
Contemporaneamente, si è verificata un'attenuazione della critica laica verso i rischi
della ripresa dell'integralismo cattolico, che
recentemente si è manifestato visceralmente
con le marce leghiste e le posizioni del cardinale Biffi contro l'islamismo e gli islamici.
La sinistra non può continuare nell'inerzia,
ma deve organizzare una sua battaglia culturale. L'intreccio tra integralismo, razzismo
e visione distorta della scienza, è sempre più
caratteristico delle posizioni che la destra
manifesta nella sua iniziativa.
L'attualità del dibattito scientifico, offre alla
sinistra l'opportunità della controffensiva,
chiarendo il discrimine che, su tali questioni,
la separa dalla destra: per la sinistra le conoscenze scientifiche servono per la liberazione
dell'uomo, mentre la destra se ne avvale per
opprimere.
In questo contesto vogliamo accennare a una
pluralità di questioni su cui la sinistra può
impegnarsi per rendere sempre più chiara la
differenziazione rispetto alla destra. Resta
inteso che su ognuna di esse si renderanno
necessari approfondimenti di elaborazione e
presa di coscienza di massa.
La nostra riflessione può partire dal confronto tra il modello privatistico imperante negli
Stati Uniti, che sempre più trova adepti in
Europa e la risposta tradizionale dello stato
sociale (attualmente soggetto a duro attacco), caratteristico dell'organizzazione sociale
nel vecchio continente.
Il sistema europeo non può resistere al tentativo di scardinamento, inevitabile senza una
profonda trasformazione democratica delle
grandi istituzioni internazionali, come non
possiamo organizzare l'economia del nostro
continente senza correggere uno sviluppo
sempre più dipendente da un mercato organizzato in funzione di oligopoli e multinazionali.
L'uso dell'accumulazione e della spesa pubblica può diventare uno strumento nuovo ed
efficace, su cui i lavoratori e la maggior parte
dei cittadini possono contare.
La formazione, la scuola, l'informazione
sono precondizioni fondanti della democrazia, temi sui quali la sinistra italiana ed europea giocherà il suo futuro.
Perché ciò avvenga la sinistra deve cambiare
radicalmente la linea politica seguita negli
anni novanta sulla rappresentanza, valorizzando le posizioni di coloro che nel recente
referendum si sono battuti contro l'eliminazione della quota proporzionale dalla legge
elettorale per il parlamento.
Il tempo è maturo per mettere in discussione
il maggioritario uninominale e per la revisione della legge riguardante la rappresentanza
negli enti locali troppo sbilanciata in favore
degli esecutivi.
Colgo l'occasione anche per ricordare come
il centro-sinistra abbia assunto una posizione sulla legge costituzionale per la modifica
dello stato in senso federale, che porterà, tra
8 gennaio/aprile 2001
Il poeta Alfonso Gatto
nella Riviera di Ponente
di Luigi Surdich
L'otto marzo del 1976 moriva, in un incidente d'auto a Capalbio, il poeta Alfonso Gatto.
Era nato a Salerno nel 1908. Aveva dunque
67 anni. Sono trascorsi, da allora, venticinque anni e la ricorrenza che il calendario
addita rappresenta un inevitabile appuntamento di riflessione, un'occasione di bilancio
su quello che chi è morto ci ha lasciato, su
come è stato considerato, su quale sia,
insomma, la sua presenza oggi.
Nel caso di Gatto, ad una immediata e
impregiudicata considerazione, sembra rendersi evidente una distanza entro la quale
può trovare spazio l'ombra dell'oblio.
Un distacco, una sorta di rimozione per davvero, del tutto inopportuna e priva di motivato fondamento, se si considerano almeno
due aspetti centrali della sua personalità di
poeta.
Il primo è costituito dalla centralità storica
di Gatto, protagonista di due rilevantissime
stagioni della poesia novecentesca, quella
ermetica e quella neorealista. Il secondo è
rappresentato dall’assoluta riconoscibilità,
per ricchezza di immagini, fascino d'inventiva, bellezza di esiti, della sua voce poetica. E
ci sarebbe da aggiungere, a corollario di questi punti fermi, che la spiccata e ben identificabile fisionomia di poeta, Gatto la conquista consentendo che l'oscurità della scrittura
ermetica venga penetrata e sciolta da una
viva accensione dei sensi e dell'immaginativa, e che la referenzialità documentaria o
l'enfasi non priva di oratoria della scrittura
neorealista si nutrano di un pathos autentico
e non retorico. Per dirla, ricavando le espressioni dai titoli di due raccolte di poesie, «la
forza degli occhi» ha invaso anche «la storia
delle vittime» e «la storia delle vittime» non si
ferma a testimonianza, ma diventa sgomento comunicabile oltre la contingenza storica
in virtù della «forza degli occhi».
Il binomio costituito dalla sensibilità percettiva e dall'impegno civile e politico contrassegna l'identità umana e poetica di Gatto,
come molto bene ha còlto un poeta da lui
tanto diverso, Edoardo Sanguineti, che, nello
scrivere una poesia-acrostico dal titolo derivato dal una raccolta di Gatto, Morto ai paesi,
ha messo in evidenza, al secondo e al quarto
verso del componimento, i due aspetti di
tale binomio:
G emiti e canti erano il caldo cuore,
A cque marine nei tuoi occhi chiari:
T remava appena la tua ombra, nel vento,
T ra le rosse bandiere, a Portanova:
O dora l'onda, ancora, di erba e cielo.
Gli occhi azzurri di Gatto erano occhi che
non si spalancavano sul mondo, ma spalancavano il mondo: «A note serena / in occhi limpidi / spalanco la terra» scrive in una delle
poesie, Cielo, della sua prima, giovanile raccolta, Isola, apparsa nel 1932.
Ed era (ed è), la sua poesia, una festa di colori, azzurri, bianchi, gialli, un cromatismo
movimentato dal gioco della luce; e poi aria,
vento, intonaci che odorano di fresco, terrazze, loggiati, stanze aperte al sole e al cielo.
Ma, nell’avvertenza della precarietà e della
labilità, si insinua anche l'ombra, si percepiscono i brividi del freddo, e le stanze si chiudono per diventare emblema di isolamento,
solitudine, assenza:
«La mia stanza ha il vuoto che le lasci. / Non le
manca la sedia, ma il tuo posto. / Non manca il
giradischi, la tua voce / manca e il silenzio dell'averti intorno. // Mancano gli occhi tuoi più dello
specchio» (da “La stanza”, in Poesia d'amore).
Il poeta degli spazi liberi e aperti, il poeta
delle sensazioni e delle emozioni, il poeta
dai sensi sempre pronti a catturare le
impressioni dall'esterno e tradurle in parole
33 gennaio/aprile 2001
DOCUMENTI
PROTEO
FARE E SAPERE
PAGINE NUOVE
DEL PONENTE
Alfonso Gatto racconta
il Ponente Ligure nell’agosto del 1947
ALESSANDRO NATTA
e
LUIGI SURDICH
presentano il libro
ALLA SCOPERTA DELLA TERRA PIÙ CONOSCIUTA
(Edizioni San Marco dei Giustiniani - Genova)
Sabato 16 Dicembre 2000, alle ore 16.30
presso la Sala Varaldo - C.C.I.A.A. (g.c.)
- Viale Matteotti, 48 IMPERIA
32 gennaio/aprile 2001
l'altro, a una moltiplicazione dei luoghi dello
scontro su questioni fondamentali come la
sanità e il lavoro e sarà foriera, se approvata,
di seri guai, a cominciare dal rischio di mettere in discussione i contratti nazionali di
lavoro.
La destra spinge per una sussidiarietà totale,
a favore dell'iniziativa privata, minando l'elemento riequilibratore che è il potere pubblico, costringendo sempre più la politica
verso il localismo.
Come non vedere l'egemonia montante della
destra e la subalternità di gran parte del centro-sinistra!
La sinistra non può continuare ad accettare
che l'agenda politica sia dettata dalla destra.
Una visione federale corretta deve saper
distinguere tra la giusta critica allo statalismo e l'efficace rivalutazione della funzione
statuale in favore delle classi non privilegiate. Gli oltranzisti della sussidiarietà ritengono sempre più necessario un ampio affidamento ai privati della spesa pubblica.
Purtroppo la sinistra moderata ha accettato
questo principio nella fallita bicamerale.
Giova ricordare che questo principio conservatore non è accolto dalla nostra
Costituzione.
La sinistra deve operare per un programma
economico che muti la qualità dello sviluppo e individui nella tassa Tobin, sulle intermediazioni finanziarie, una prima concreta
possibilità di risorse aggiuntive, per poter
seriamente modernizzare il Paese, dove al
primo posto siano il lavoro e i diritti ad esso
inerenti.
In conclusione voglio riferirmi alla delicata
questione dei temi riguardanti l'ordine internazionale. Le divisioni della sinistra sono
profonde. Malgrado ciò, una seria riflessione, che parta dall'esperienza di questi anni,
si impone.
Indico tre questioni sulle quali non è stato
sviluppato un ragionamento complessivo,
che con chiarezza porti a una sintesi a sinistra, superando l'attuale divaricazione e
incertezza:
• 1) l'intervento della Nato in Kosovo. Su
tale questione la nostra Associazione, anche
a livello locale, ha svolto importanti iniziative pubbliche e di riflessione politica. In tali
occasioni abbiamo evidenziato le contraddizioni fondamentali da cui ogni ulteriore
ragionamento non può prescindere. I promotori dell'intervento hanno violato la Carta
dell'Onu, lo Statuto della Nato e la
Costituzione italiana e quindi hanno minato
alla radice il diritto internazionale;
• 2) l'appuntamento di Nizza del prossimo
dicembre, è importante per delineare il futuro dell'Unione europea, ma esiste il rischio
che si affermi l'orientamento di costituzionalizzare solo i diritti di libertà, escludendo i
diritti sociali. Tale operazione, se andrà in
porto senza un'adeguata reazione delle sinistre, potrà facilitare l'operato delle forze che
nel nostro Paese puntano a modificare in
senso reazionario la prima parte della
Costituzione italiana;
• 3) il rapporto tra Stati Uniti e Unione europea è vissuto, anche a sinistra, in modo
subalterno, vale a dire senza prevedere strategicamente una funzione politica complessiva autonoma dell'Europa.
L'auspicato protagonismo dell'Unione
Europea comporterà necessariamente scelte
economiche, finanziarie, militari che determineranno una pluralità di contraddizioni
principalmente con gli Usa.
Ma è una strada obbligata, necessaria, per
creare un maggior equilibrio delle forze a
livello mondiale e per permettere anche
un'Europa "non imperiale" e quindi punto di
riferimento per i popoli esclusi dal benessere
e dal progresso, nella battaglia per l'eguaglianza e la pace. L'impegno su tali problematiche, caratterizzerà permanentemente la
nostra Associazione.
9 gennaio/aprile 2001
I sondaggi e la voglia di battersi
Vale la pena di far campagna elettorale?
Alle ore 24 circa, del 16 aprile 2000,
quando emersero i primi risultati delle regionali, ebbe inizio la campagna elettorale per le
politiche del 2001. Il Polo la cominciò chiedendo lo scioglimento delle Camere e, da settembre, con i megamanifesti ed il resto. L'Ulivo,
con le dimissioni di D'Alema e le mille indecisioni, prima di scegliere un candidato.
I sondaggi non sono tanto una misura
degli orientamenti degli elettori, quanto un
modo di influire sui medesimi. Ogni volta che
sbandiero le mie vittorie nei pronostici, induco
un po' di gente a dirsi: «… beh, se tanti si girano
verso lì, un motivo ci sarà…». Succede, così, che
da circa dieci mesi, la sinistra dia per scontato
un risultato che scontato non dovrebbe essere,
e così facendo produca davvero la propria
sconfitta.
Quel che è peggio, si sente circolare
una specie di teoria "delle due destre", per la
quale, alla fin fine, non cambierebbe molto se
Bianco venisse sostituito da Gasparri, se alla
Pubblica Istruzione andasse il Borghezio, eccetera. La conseguenza, per me, è stata un fatto
imprevedibile: alla mia verde età mi sono
messo a studiare la Costituzione. Non amo la
retorica, ma questo non vuol dire dimenticare
chi sono, da dove vengo: la mia libertà è
garantita da quelle pagine. L'Assemblea
Costituente, che i re e la borghesia liberale avevano sempre rifiutato, fu possibile perché c'era
stata una guerra di popolo, e non solo contro il
fascismo. Ogni riga di quel libro è sangue che
fu versato anche per me. Non varrà, per caso,
la pena, di chiedersi che fine andrà a fare? Non
è consapevolezza diffusa, non in Italia. La piccola borghesia, soprattutto mercantile, ha sempre dimostrato, coi fatti, che la sua
Costituzione sono gli affari (Il “Corriere”
direbbe "il mercato"). Se poi si possono fare
affari anche in democrazia, il brav'uomo non è
ostile alla Costituzione: la immagina roba per
le scuole, o biblioteche. Ma, se si va alla guerra
(e tale è l'immigrazione, secondo molti sedicenti europei, sedicenti cristiani), fa presto a
cambiare registro. Il peggior lato di questa faccenda non è il fascismo residuo, presente nell'elettorato tradizionalmente di destra: per un
Paese con le nostre tradizioni, una destra razzista, che destra si proclami, con un dodici per
cento dei voti, è il meno che ci si possa attendere. Il peggior lato è la negligenza di una sinistra che, per troppi anni, non si è voluta accorgere di quanto fascismo fosse nel fenomeno
leghista. Il socialista, il comunista hanno creduto di muoversi, nelle democrazie occidentali, su un terreno dove certe garanzie fossero
acquisite per sempre, dopo il 1945. Sindacato,
contratti collettivi, fine degli odi etnici, e delle
discriminazioni sui luoghi di lavoro: un rispetto, pur minimo, per il ricordo della Resistenza,
la Costituzione, i diritti sanciti dall'Onu che,
comunque, passò attraverso i decenni dei
governi Dc. Solo l'Msi veniva considerato al di
fuori di questa cornice.
Nulla di tutto questo è patrimonio
della piccola borghesia imprenditoriale, presso
cui germogliò la pianta leghista, e fu evidente
sino dagli anni ‘80. La rivendicazione nordista,
l'ostilità contro il Sud, fu solo una fra le manifestazioni di quella borghesia: questa piccola
borghesia esprime sentimenti precedenti la
Rivoluzione francese. La Repubblica come
conquista collettiva, il dovere di esigere sempre maggior indipendenza per la magistratura,
la Comunità Europea, la cui esistenza non
avrebbe senso se le sue norme si potessero
abolire con i blocchi stradali. Ogni principio,
che credevamo acquisito, viene rimesso in
discussione.
Ultima scoperta, che accomuna leghisti, An ed un aggressivo, rinascente, clericalismo: la guerra di religione, la richiesta di
discriminare gli immigrati sulla base della fede
cattolica (che così diverrebbe un nuovo parametro per un nuovo modo di difendere la
razza, ma soprattutto un modo penetrante per
dire: «La Costituzione non c'è più, e allora le conseguenze, per esempio, nelle assunzioni, per esempio per l'Inail…»). Se tagliano la trave portante,
non mi devo meravigliare se il resto cade da
solo. Dunque, non dovremmo avere dubbi:
vale, vale la pena di battersi contro l'onda sanfedista. Comunque dovesse andare, la storia
del mondo continuerà. Ma, quale storia sarà,
dipende anche da quanti cittadini ci avranno
sentito, da quanti militanti avranno misurato
la nostra voglia di esistere.
LUCIANO DEVESCOVI
10 gennaio/aprile 2001
la cultura, l'intellettualità italiana nella
espressione più alta si schiera a sinistra.
Perché un poeta come Gatto si fa partigiano
e comunista, risoluto e combattivo, e gli
altri, i Quasimodo, i Caproni... e i pittori e i
registi? E perché, nella travagliata vicenda
della Repubblica, così a lungo, sono state
con la sinistra le forze più vive ed alte della
cultura, dell'arte e della scienza?
Non si è trattato certo della forza del denaro,
né della leva del potere, di intimidazione o
paura.
Bisogna dire, con onestà, nella misura in cui
questa preminenza, egemonia vi è stata è per
il fascino e la forza di una grande ideologia
di liberazione e di eguaglianza, e perché noi
- la sinistra siamo stati sempre e decisamente
a sostegno della libertà della ricerca, del
pensiero, della creazione artistica, della
scienza! Noi, non altri, noi contro gli oscurantismi, i bigottismi, le superstizioni, le
censure in ogni campo: arte, scienza, rapporti umani!
Si possono raccontare favole e menzogne
quanto si vuole, ma la verità è che noi eravamo non solo la forza politica determinante,
anche dall'opposizione, per il progresso dei
lavoratori e in generale per lo sviluppo del
Paese, ma anche il punto di riferimento per
tutte le battaglie, per la libertà dell'espressione, per l'arte, per la ricerca scientifica e per i
diritti civili!
E “L'Unità”? Come siamo riusciti a farne un
grande giornale in gara con il “Corriere”,
con “La Stampa”?
Ho ricordato una battuta, attribuita a
Togliatti: «Non dimenticate di mettere le estrazioni del lotto!». E voleva dire: «Cercate di
rispondere alle esigenze popolari, di parlare alla
classe operaia e di sostenerne l'azione e la lotta di
emancipazione e progresso, ma cercate anche di
dare voce alle aspirazioni più vaste e generali di
civiltà, di sapere, di cultura, con la battaglia delle
idee, con le parole dei poeti: dei Gatto e dei Firpo,
dei Quasimodo, dei Caproni e dei Calvino».
Così fu “L'Unità”: una grande palestra, una
scuola di giornalismo, così, e facendo leva e
potendo contare sul sostegno costante,
straordinario della diffusione organizzata,
sottoscrizioni, feste.
Tutto era fondato su una precisa concezione
della politica: c'era un rapporto di coerenza
ben chiaro tra il partito, come una organizzazione di grandi dimensioni, una comunità
di uomini e di donne, partecipi e responsabili, e quel giornale, che era espressione, voce
e guida di quella forza politica.
Tante volte ho pensato, e me lo sono ripetuto
ora, rivivendo questo episodio del ‘47, e il
vigore poetico e la passione politica di Gatto,
e il duro lavoro di quegli anni, per costruire
il partito e far vivere il giornale: «Simul stabunt, simul cadent!» (Reggeranno assieme o
assieme cadranno!).
Certo si può fare politica con altre forme e
con altri strumenti, e con nuove idee.
Anche la poesia, del resto, come tutta l'arte e
perfino le religioni, deve sapersi rinnovare
nel tempo. Ma per questo è indispensabile
sapere da dove si viene e dove si vuol giungere; bisogna avere coscienza di sé e capacità
di proporre idee serie e chiare.
Nessuno, badate, nasce e diventa poeta, sul
serio voglio dire, e grande, né musicista, né
pittore, senza avere alle spalle dei genitori,
voglio dire una cultura, una storia, una tradizione.
È così anche per la politica.
Questo piccolo libro può essere un dono,
dolce per chi ama la poesia, e un dono istruttivo, ammonitore, per chi si trova nel cimento della politica. Ed io vorrei raccomandarlo
a chi si accinge a pubblicare di nuovo un
giornale con il nome “Unità”, a chi vuole
essere di sinistra, oggi, forza di giustizia e di
progresso, contro l'ideologia del far danaro,
la religione del dio danaro e l'immoralità
della ricchezza ostentata come ragione e giustificazione del potere.
Auguri.
31 gennaio/aprile 2001
in cui attese l'ora e l'urlo
della riscossa.
Vi manda la sua bandiera rossa
il cielo d'aprile
le fabbriche difese ad una ad una
la gioia che l'invase
d'essere viva e libera nel mondo.»
Milano vi manda il suo cuore,
compagni.
E batte sull'Europa, questo cuore,
batte sull'Italia: sveglia i morti
sveglia i vivi nel cielo d'Aprile.
Così, questo piccolo libro, si presenta come
un fatto significativo sotto il profilo letterario, ma anche come una sottile testimonianza storico-politica.
Nella prefazione io ho cercato di fare emergere il significato ed il rilievo politico di
quella iniziativa, che non può non apparire
singolare per il momento - agosto 1947 - e
per il giornale ”L'Unità” - organo del Pci.
Dovete convenire con me: era una invenzione non da poco mandare un poeta, tra i
primi e i più noti in quel momento, a riscoprire la bellezza, il fascino della riviera, del
mare, delle colline, dei borghi, a ricordare,
con i problemi della rinascita, la possibilità
intatta della vacanza favolosa, quando ancora eravamo alle prese con le ferite, le angustie, le difficoltà di una guerra - dalle tessere
annonarie al dissesto delle strade e delle ferrovie!
Non era una trovata da poco, collocare in
prima pagina quel reportage - da Savona a
Sanremo, tra il sogno e la realtà - sul giornale dei proletari, dei lavoratori, dei comunisti.
Ed anche il momento, oggi, può suscitare
riflessioni e insegnamenti illuminanti.
Agosto 1947: sono passati poco più di due
anni dalla vittoria sul nazifascismo in
Europa e nel mondo; dalla liberazione
dell'Italia. All'Assemblea Costituente si sta
ancora definendo la nuova Costituzione, ma
già gli angloamericani e i russi sono ai ferri
corti.
In Francia e in Italia la sinistra - socialisti e
comunisti - sono stati esclusi dal governo.
Siamo, dunque, ai prodromi, all'inizio della
divisione dell'Europa, dei blocchi contrapposti, del riarmo, della guerra fredda. E noi
comunisti, e mi ci metto anch'io, già in
prima fila, qui, a Imperia, in Liguria, noi
siamo impegnati a rilanciare e promuovere il
turismo! A batterci a Savona per il porto, ad
Imperia per la derivazione dell'acqua del
Tanaro, a Sanremo per la difesa del Casinò!
E a costruire le sezioni in queste vallate, a
riscoprire e organizzare le feste popolari,
anticipando la Chiesa, all'insegna dell'Unità!
Ecco, vedete, questo viaggio di Gatto e il
resoconto sull'Unità spiegano meglio di
tante indagini e analisi cosa era e cosa voleva diventare il Pci, ed anche il suo giornale.
Voglio ricordare ancora un momento cruciale: quello del maggio 1947, quando De
Gasperi e la Dc rompono il patto della resistenza: quello di un governo di unità fino
alla conclusione dei lavori della Costituente
e alle elezioni del nuovo parlamento.
Avremmo potuto far saltare il tavolo, come
si dice, ma noi non siamo uguali a
Berlusconi! Non abbiamo mandato tutto
all'aria, non abbiamo fatto ostruzionismo,
non abbiamo chiamato a raccolta i partigiani… Il Pci, come nella lotta di liberazione,
dimostrò allora di essere, e di voler essere,
una grande forza nazionale e democratica,
un cardine della nuova Italia e di volere una
democrazia aperta, per il processo di rinascita e di trasformazione del nostro Paese nel
senso del socialismo.
E “L'Unità”, allora in quattro edizioni, voleva essere un grande giornale nazionale e
popolare, di informazione e di cultura, uno
strumento della lotta politica, della gara per
l'egemonia, per la conquista del consenso e
la direzione della Nazione.
Si è polemizzato molto in questi ultimi
tempi su egemonia del marxismo, dei comunisti nella cultura italiana… e come mai questa prevalenza se già nel ‘47/’48 eravamo
esclusi dal potere politico? Ci sarà pure una
ragione per cui, già nella lotta di liberazione,
30 gennaio/aprile 2001
Turismo, risorsa
per il nuovo millennio
di Piero Denegri *
La provincia di Imperia non può
una concorrenza mondiale sempre più
rimanere insensibile al fatto che il turismo,
agguerrita, e con gli italiani che scelgono
sia pure nelle nuove forme e nei nuovi modi,
sempre più, per le proprie vacanze, l'estero
a livello mondiale, continua a crescere e, di
(il 2000 ha fatto segnare un incremento della
conseguenza, considerare tale settore strate-
spesa all'estero del 5%).
gico per lo sviluppo economico delle nostre
In una economia sempre più globa-
città. Nel corso del 2000, gli arrivi mondiali
lizzata, bisogna avere un occhio attento al
si sono incrementati del 7,4%, arrivando in
sistema dei grandi investimenti e delle con-
cifra assoluta a circa 700 milioni di arrivi. Di
centrazioni, ed il settore turistico italiano
questi 403 milioni hanno scelto l'Europa che
sotto questo aspetto si presenta molto debo-
segna un più 6,2% sul precedente anno. La
le. Solo recentemente il capitale finanziario
classifica vede l'Italia quarta dopo Francia,
italiano ha scoperto, almeno per alcune
Stati Uniti e Spagna.
grandi città e catene alberghiere, il turismo
In Italia nel 2000 gli arrivi hanno
come settore in cui investire. Bisogna poi
fatto segnare un più 3,7%, con un 2,1% di
tenere presente che in Italia i tour operator e
italiani e ben 5,9% di stranieri.
le catene alberghiere sono deboli: infatti, non
Complessivamente fatturiamo circa
compaiono ai primi posti delle graduatorie
145.000 miliardi e di questi circa 60.000 sono
internazionali, con il rischio che quel poco di
di valuta estera.
organizzato che abbiamo venga acquistato
In Italia operano 34.000 alberghi,
proprio dai gruppi stranieri.
2300 tra campeggi e villaggi turistici, 19.000
Tutto ciò dimostra, come il nostro
alloggi privati in affitto iscritti al Rec, 6.000
paese, non sia ancora maturo, e quindi non
stabilimenti balneari, 94.000 ristoranti,
preparato adeguatamente ad affrontare la
142.000 bar, 8.400 tra sale da ballo, discote-
sfida dell'offerta turistica che sempre più
che, ritrovi. Un insieme di strutture che,
sarà di dimensione mondiale.
assieme al territorio ed ai suoi valori, con-
Dobbiamo, intanto, avere più consa-
corre a formare il prodotto turistico.
pevolezza della nostra peculiarità turistica,
L'Italia, come abbiamo potuto constatare, è
che è quella di possedere un tessuto ricettivo
una delle prime nazioni turistiche, possiede
soprattutto di piccole e medie imprese,
una propria identità, con una offerta artico-
sovente integrate nel tessuto urbanistico dei
lata… mare, montagna, città d'arte, laghi,
nostri centri storici, dei nostri piccoli paesi o
gastronomia, luoghi di divertimento e
litorali; la Liguria ed il Ponente, in particola-
svago, ecc.. Che però deve fare i conti con
re, ne sono una chiara dimostrazione.
11 gennaio/aprile 2001
§§§
nostra provincia perché non possedevano
almeno sette posti letto. Ora invece si è sco-
Ecco che, a seguito di quanto appena
perto che nella evoluta Inghilterra sono pre-
detto, abbiamo già un primo nodo da scio-
senti e richieste queste formule e che anche
gliere: possedere un tessuto ricettivo di pic-
in Italia si può quindi proporre pernotta-
cole aziende, inserite nel centri storici, a con-
mento e prima colazione in strutture familia-
duzione familiare, è una debolezza, in termi-
ri che non superino le tre camere.
ni di offerta turistica, o può essere un punto
di forza?
È inoltre necessario che gli operatori
turistici si organizzino per sfruttare i vari
Penso che debba essere considerato
sistemi che la tecnologia mette oggi a dispo-
un punto di forza, anche perché diversa-
sizione per poter avviare e sviluppare una
mente, rincorrendo soluzioni di nazioni tipo
moderna politica di marketing sempre più
la Spagna, quindi ipotizzando grandiosi
orientata ai consumatore turistico.
complessi da alcune centinaia di camere cia-
Tutto ciò deve essere fatto, ma biso-
scuno, rischieremmo di compromettere il
gna avere presente che non è sufficiente;
nostro territorio ed i valori che esso ancora
sempre di più si offre turisticamente oggi il
contiene. Dobbiamo cercare l'innovazione,
"territorio", e noi dovremmo essere avvan-
ma con misura compatibile con l'ambiente.
taggiati, ma i frutti non li stiamo raccoglien-
Io penso che, prima di tutto, dobbia-
do. Basta vedere i dati sugli arrivi e sulle
mo avviare progetti mirati per recuperare,
presenze turistiche della nostra provincia,
sia in termini di qualità che di professiona-
che non sono in linea con i dati nazionali,
lità, questo importante patrimonio di azien-
per comprendere quanto sia necessario
de ancora presenti. Ma ancora prima è
ancora lavorare.
necessario lavorare per costruire una cultura
Il territorio ligure può, io dico deve,
turistica; una cultura della accoglienza, una
essere un grande competitivo prodotto turi-
cultura che sappia recuperare i valori delle
stico. La Regione Liguria, ma soprattutto le
tradizioni locali, dai prodotti tipici agli even-
Amministrazioni comunali della nostra pro-
ti culturali e religiosi, ed offrire il nostro ter-
vincia e la Provincia di Imperia debbono
ritorio, la natura del nostro entroterra, ecc,.
investire sul territorio; abbiamo bisogno di
Penso sia necessario lavorare tutti
preservarlo e valorizzarlo. Dobbiamo fare in
con l'obiettivo di far fare un salto di qualità
modo che le nostre città siano scelte dal turi-
alla nostra offerta turistica. Bisogna operare
sta per l'alto livello della qualità della vita
per migliorare servizi e strutture, innovando
riscontrato, così come dobbiamo porci il pro-
il sistema ricettivo, scegliendo la qualità e
blema dell'innovazione delle strutture ricet-
diversificando, almeno in parte, le tipologie
tive, del mantenimento delle stesse e in alcu-
offerte, ad esempio l'agriturismo ed il bed &
ne zone dell'apertura di nuove e moderne.
breakfast.
Purtroppo dobbiamo assistere ad un
Su quest’ultima tipologia, bisogna
fenomeno per cui sono sempre di più oggi le
ricordarsi che, negli anni passati, si sono
case albergo che si trasformano in apparta-
fatte chiudere centinaia di aziende nella
menti o in residence.
12 gennaio/aprile 2001
Iniziativa di “Pagine Nuove del Ponente”
Ci sono tanti modi di descrivere il nostro Ponente ligure che nel corso degli anni si è arricchito il patrimonio di pagine preziose, in prosa e poesia, che ci aiutano a scoprire la terra in cui viviamo, certamente per noi la
più conosciuta, ma che può ancora stupire se guardata con altri occhi, con altre attenzioni, con altre sensibilità
ed emozioni. Alfonso Gatto ha viaggiato da Varazze a Sanremo, ed è salito anche a San Romolo, nell'agosto del
1947, inviato da “L’Unità” per descrivere quello che vedeva, dopo le devastazioni della guerra, uno sguardo particolare, di poeta ed, insieme, di politico militante: una fusione che ha prodotto pagine eccezionali che piace riscoprire oggi, a tanti anni di distsnza.
Il libro è stato presentato da Alessandro Natta, autore della prefazione, da Luigi Surdich, che ha scritto
"Una guida sentimentale per la Riviera di Ponente", che commenta e conclude il testo e dall'editore Devoto, a
Imperia, il 16 dicembre, in anteprima su tanti altri incontri: a Genova, con la presentazione di Edoardo
Sanguineti a Savona, a Sanremo. Ognuna di queste iniziative è stata l'occasione di un accorato rimpianto per
“L'Unità”, che in quel periodo non era in edicola - e non si intravedevano ancora soluzioni a breve termine - di
ammirazione per quel che il giornale era stato, in quegli anni di ricostruzione del Paese e del partito, e di auspicio
per una rapida soluzione delle difficoltà.
Oggi “L'Unità” è tornata in edicola e, a maggior ragione, può essere interessante rileggere le parole e le
raccomandazioni che allora furono espresse, con caldo consenso del pubblico presente.
Presentazione del libro del poeta Alfonso Gatto
Alla scoperta della terra
più conosciuta
di Alessandro Natta
Non intendo far concorrenza al Festival,
anche se di Sanremo e di San Romolo si
parla, e dolcemente, in questo piccolo e
splendido libro di cui Surdich, ora e in un
saggio acuto, finissimo, ha esposto il senso
ed il valore artistico - letterario.
La raccolta degli articoli di Gatto, che nella
estate 1947, sono stati pubblicati sulla prima
pagina dell'Unità, è una idea intelligente,
felice, ed io sono grato a Devoto e a Surdich
che mi hanno coinvolto, anche perché sono
tra i pochi, pochissimi - ritengo - testimoni e
partecipi del viaggio di Gatto nel nostro
Ponente alla scoperta della terra più conosciuta. Si tratta dell'omaggio che rendiamo
ad un bravo poeta, ed anche a un intellettua-
le impegnato, in modo chiaro e deciso nella
politica, impegno che né allora né oggi era
obbligatorio, ma nemmeno disdicevole per
un artista, poeta, pittore, musicista che sia,
ed anzi, a mio modo di vedere, fortemente
raccomandabile anche ora.
E a me piaceva - e continua a piacere, lo confesso - quel poeta che osava mandare nel
dicembre del 1945, al congresso del Pci, quel
messaggio semplice e bello, «Ai compagni
d'Italia»:
Milano vi manda il suo cuore
il vento della pianura, le sue nevi
bianche di tante morti,
di tante case
il lungo inverno
29 gennaio/aprile 2001
riforma scolastica che contribuisca a supera-
parlata e scritta, delle basi della conoscenza
È necessario che questo fenomeno di
Le iniziative, come la Festa di
re la scissione fra dirigenti e diretti, fra
matematica, delle nozioni pratiche e storiche
dismissioni di alberghi vada fermato; per
Primavera, le considero come un momento
governanti e governati; e quindi a dare a
essenziali per un cittadino: che dia insomma
fare ciò dobbiamo riuscire a governare un
di utile confronto, di unione di vari enti, che
tutti - a tutte le donne e a tutti gli uomini - la
le conoscenze di base su cui poi innestare -
mercato immobiliare drogato, che non lascia
certamente però ha bisogno di molti corretti-
cultura e la consapevolezza di uomini liberi,
anche in questo caso senza troppe dispersio-
spazi economici sufficienti al mantenimento
vi ed aggiustamenti: ad esempio, fare siste-
padroni della propria vita e del proprio
ni - sia l'acquisizione degli strumenti lingui-
di strutture alberghiere. Ecco perché penso
ma con i commercianti, con gli albergatori e i
destino. Se si fosse dedicato maggior impe-
stici e informatici ormai indispensabili sia
che le Amministrazioni comunali debbano
ristoratori ecc, ma ritengo che possa essere
gno allo sviluppo di questo punto del pen-
l'accostamento al complesso del patrimonio
intervenire per il mantenimento in vita degli
un percorso giusto per costruire delle inizia-
siero di Gramsci, certamente (lo dico anche
culturale.
alberghi tramite incentivi o agevolazioni
tive di forte coinvolgimento e di interesse
sugli oneri di urbanizzazione che debbono
per il turista.
in senso autocritico) la riflessione sulla scuola sarebbe stata assai più proficua.
Quanto ai livelli superiori, si tratta di porre
essere estremamente contenuti, ad esempio,
in primo piano l'obiettivo di una scuola "di
con l'esenzione dell'Ici per i primi anni e suc-
4)
cultura e per la cultura": che dia a donne e
È chiaro (spero che questo sia emerso netta-
uomini la capacità di fruire e godere dell'in-
mente da quanto sin qui detto) che la critica
finita ricchezza della realtà naturale e del
sopra proposta di una scuola subalterna a
patrimonio culturale.
una ideologia temicistica o produttivistica
In un'epoca in cui ci si avvicina, finalmente,
non vuole in alcun modo essere un cedimen-
all'obiettivo di assicurare a un numero cre-
to al facilismo, allo spontaneismo, all'idea di
scente di persone un tempo via via più
una scuola dove ciascuno fa solo quello che
ampio di non lavoro, è del tutto assurdo
gli pare.
concepire la scuola essenzialmente come una
scuola per il lavoro, anziché come una scuo-
Abbiamo detto: una scuola che formi donne
la che aiuti a fruire in modo qualitativamen-
e uomini liberi e consapevoli (in questo
te ricco, libero, consapevole, di questo tempo
senso formi dei "cittadini").
finalmente liberato.
cessivamente con una quota fortemente
§§§
Uno dei nodi, sui quali continuiamo
a discutere, è relativo al tipo di turismo sul
ridotta.
In provincia di Imperia operano circa
450 alberghi, 30 campeggi e villaggi turistici,
quale bisogna puntare: meglio i gruppi o
l’individuale?
120 stabilimenti balneari, 500 ristoranti, 1000
Certamente l'individuale offre un più
bar e gelaterie. Come si può notare, una rete
alto valore aggiunto, ma è più difficile fargli
molto capillare che concorre a formare con il
arrivare le nostre proposte e rispondere alle
nostro territorio e i suoi valori la nostra pro-
sue esigenze. Per migliorare questo tipo di
posta turistica.
offerta, la strada è quella di puntare sul turi-
In termini di arrivi e presenze, il 2000
fa registrare una sostanziale tenuta. Infatti,
smo degli interessi, sul turismo dei valori,
sul turismo delle città di qualità, vivibili…
abbiamo negli arrivi una diminuzione di italiani rispetto al precedente anno di 6.043
Ma non ci sono libertà e consapevolezza
§§§
senza rigore e disciplina, senza possesso
Naturalmente rimane aperto il problema (il
unità, ed un aumento di arrivi di stranieri
degli strumenti essenziali per capire e acqui-
discorso va cioè approfondito) di come
per 9.355, il totale delle presenze fa segnare
sire cultura, senza assuefazione alle relazioni
caratterizzare l'acquisizione di più elevate
un leggero calo pari a 14.750 unità, che in
sociali e al lavoro.
professionalità e il progredire della cono-
percentuale si traduce in un meno 0,37%.
Deve, perciò, preoccupare il fatto che oggi la
scenza e della ricerca scientifica in modo da
Come si può constatare dai dati
pletato e, per certi aspetti, realizzato il siste-
scuola assolva sempre meno ai suoi compiti
contribuire a uno sviluppo che non sia
sopra descritti, la nostra provincia non ha
ma turistico degli interessi; sport, cultura,
più elementari: come dimostra il fatto che
dominato dall’ossessione produttivistica,
fatto segnare, per l'anno appena trascorso (il
alimentazione mediterranea, congressistica,
tornano a crescere fenomeni di analfabeti-
che non distrugga ed anzi sia in equilibrio
2000), un aumento degli arrivi in media con
centri per il benessere, per lo svago, e altro.
smo e semianalfabetismo, sia iniziale sia di
con le risorse del pianeta, che sia indirizzato
i dati nazionali.
ritorno.
a obiettivi di sempre maggiore eguaglianza
Perciò, è fondamentale l'attenzione per i
INFRASTRUTTURE
Il Ponente ha bisogno che sia com-
Su questi problemi siamo ancora
Io sono del parere che abbiamo biso-
troppo indietro, vi sono ancora visioni diver-
fra tutti i popoli e tutti gli individui.
gno di puntare, per la crescita delle presenze
se tra i soggetti che hanno il compito di pro-
primi livelli della formazione: occorre, alla
Ma la scuola può contribuire a questo solo se
turistiche, sulla individuazione di un siste-
grammare, mentre abbiamo bisogno al più
base, una scuola che, con rigore e severità e
comincia - essa - ad essere davvero la sede di
ma di punti forti, i cosiddetti punti di eccel-
presto che il territorio provinciale disponga
senza disperdersi in troppe direzioni, assicu-
formazione di donne e uomini liberi consa-
lenza, che siano vendibili e quindi vincenti
di un sistema di infrastrutture rispondente a
ri un apprendimento corretto della lingua
pevoli, insomma di un’umanità colta.
per la scelta delle nostre località.
queste nuove esigenze.
28 gennaio/aprile 2001
13 gennaio/aprile 2001
Le Amministrazioni comunali deb-
L'aeroporto di Villanova di Albenga
la funzione educativa della scuola. Non sor-
liberazione dal lavoro alienato; oppure risa-
bono fare la loro parte, e considerare priori-
deve trovare le condizioni del proprio svi-
prende, perciò, che possa alla fine accadere
lire alla naturale inclinazione del movimento
tari e strategici interventi di opere nel campo
luppo. Penso che debba inserirsi nella spe-
che, da parte dei settori conservatori del
operaio per la formazione professionale,
dello sport, della cultura, ecc, che possono
cializzazione dei servizi turistici e comple-
mondo cattolico, sempre più frequentemente
intesa come immediato interesse delle classi
essere realizzati solo se vi è una regia pub-
mentari, ma certamente deve divenire un
si rivendichi alla scuola confessionale il
subalterne.
blica.
soggetto attivo che contribuisce a costruire i
merito di avere un'intenzionalità “educativa”
Ma, fermandoci anche solo all'elaborazione
pacchetti turistici del Ponente ligure.
che mancherebbe invece alla scuola pubbli-
dei comunisti italiani, è indubbio, che delle
ca.
due linee presenti nella riflessione di
Voglio citarne alcuni che ritengo fra i
più urgenti: Sanremo per il centro congressi,
Imperia per il polo fieristico polivalente, il
Abbiamo bisogno che il "territorio"
È giusta la critica, formulata in risposta da
Gramsci (che con tanta passione si era sem-
nuovo museo navale e il palazzetto dello
da offrire abbia al suo interno le nostre città,
parte laica, che tale intenzionalità è di chiaro
pre occupato dei problemi della scuola)
sport, Ventimiglia con un centro di servizi
i nostri centri storici, ma questi debbono
segno regressivo, giacché si traduce nella
quella che più è stata sviluppata (sino a indi-
turistici multimediale nell'area dell'autopar-
essere salvaguardati nei propri valori ed
proposta di una scuola monoideologica,
carla come il possibile fondamento di un
co del Roja.
arredi, debbono essere liberati dal traffico
molto spesso con contenuti schiettamente
"nuovo principio educativo") è stato indubbia-
conservatori sul piano sia della cultura sia
mente quella che si concentrava sulla propo-
della moralità e della visione dei diritti della
sta di un più diretto rapporto studio/lavoro
persona.
e sull'assunzione di un "asse scientifico
Ma non sorprende che la scuola confessiona-
tecnologico" come base di una scuola rifor-
le possa sembrare, pur con questi limiti, più
mata.
"formativa" di quanto non sia l'arido tecnici-
Molta minore attenzione è stata invece dedi-
smo o sperimentalismo che in molti casi
cata all'altra linea che pare fosse, in Gramsci,
sembra caratterizzare la scuola di tutti. Se
fortemente presente: ossia alla considerazio-
non ci si rende conto, compiutamente, di
ne che la scuola è stata, sempre, un terreno
questo fatto, anche la sacrosanta battaglia
fondamentale di formazione delle classi diri-
contro il finanziamento della scuola privata
genti e che, per tradizione, tale formazione
finisce col diventare meno efficace e meno
(e la conseguente distinzione tra dirigenti e
convincente.
diretti) da secoli si era fondata, particolar-
Il polo fieristico polivalente deve
veicolare e, dove ciò è oggettivamente pro-
funzionare quale contenitore delle iniziative
blematico, almeno da quello pesante, conte-
nazionali ed internazionali sull'alimentazio-
nendo il traffico di scorrimento.
ne mediterranea, dove l'inserimento del
I nostri centri storici, le nostre città
museo della pasta ne rafforza l'azione di
possono essere loro stesse, con i loro com-
promozione e dove possono trovare colloca-
merci, con i servizi, con un ambiente valoriz-
zione e visibilità le produzioni locali di nic-
zato, il nostro prodotto turistico forte, e
chia, pesto, paté di olive, acciughe e altri
comunque debbono contribuire a formarlo.
prodotti.
Il centro fieristico, oltre a garantire ed
§§§
incentivare le piccole produzioni locali che
potrebbero commercializzare i propri pro-
FORMAZIONE
dotti sotto un unico marchio, è in grado di
mente in Italia, sullo studio del latino e sulla
funzionare da collante per progetti più
Tutto ciò non basta, vi è sempre più
3)
concezione umanistico-classistica.
ambiziosi, che colleghino l'alimentazione
bisogno del capitale umano. Capitale umano
È bene dire con grande chiarezza che la sini-
Di qui la riflessione di Gramsci sulla centra-
mediterranea - olio, pasta, paté di olive,
su cui bisogna continuare ad investire, aven-
stra ha anch'essa non poche responsabilità se
lità del "principio educativo", e dunque sulla
pesto, acciughe - alla città di Imperia, crean-
do presente che la formazione deve essere
nel dibattito sulla crisi della scuola sembra-
necessità, nel passaggio dalla scuola dei
do un più forte e interessante legame con i
soprattutto innovativa. Anche l'università
no oggi avere la meglio le posizioni - subal-
pochi alla scuola dei molti e anzi di tutti, di
centri di produzione.
imperiese deve, per questo aspetto, divenire
terne ed economicistiche - che ho in prece-
non gettare via frettolosamente il vecchio
L'area del parco del Roja va ridise-
un contenitore dove costruire le capacità
denza rapidamente richiamato.
impianto educativo imperniato sul latino,
gnata e deve divenire un centro di promo-
necessarie a far sì che l'offerta turistica trovi,
In che cosa consistono tali responsabilità?
senza averlo prima sostituito con una base
zione e di commercializzazione che utilizza
in tutti i soggetti che operano nel settore, il
Per un discorso compiuto, occorrerebbe risa-
educativa altrettanto forte.
le più moderne tecnologie, per presentare il
proprio valore aggiunto nella qualità.
lire a una tradizione ormai più che secolare,
Il problema, che Gramsci poneva, con questa
territorio con le sue bellezze e i suoi valori
I vari marchi di qualità sono certa-
ossia alla tendenza socialdemocratica a pri-
riflessione, era - in sostanza - che al centro
culturali artistici, architettonici, e naturali
mente utili e bisogna continuare a lavorare
vilegiare nel pensiero di Marx più l'orienta-
del dibattito occorreva porre l'obiettivo
della stessa città di Ventimiglia, del Ponente
anche in questo senso, ma il problema va
mento lavorista e produttivista che la critica
(certo un obiettivo/limite, ma non per que-
e di tutta la Liguria.
affrontato partendo dalla base, ossia dalla
del primato dell'economia e l'obiettivo della
sto da ridurre a mera chiacchiera) di una
14 gennaio/aprile 2001
27 gennaio/aprile 2001
Quando delle occasioni di lavoro si presen-
mo assistendo a un processo, via via più
necessità di costruire prima negli imprendi-
tano, il più delle volte non corrispondono
accelerato, che conduce (come già abbiamo
tori e nei cittadini in generale la cultura del
alla qualifica professionale acquisita.
visto accadere, con risultati generalmente
turismo.
LA LEGGE QUADRO SUL TURISMO
La nuova legge quadro sul turismo
negativi, nella scuola americana) a un confu-
Abbiamo già detto, nella prima parte
di recente approvazione, a mio giudizio, dà
Ecco, dunque, la vera domanda: perché una
so affastellarsi di discipline, introdotte con
di questa relazione, che la rete del ricettivo
un importante contributo al ragionamento
scuola sempre più indirizzata verso un
l'argomento che esse servirebbero ad avvici-
in Italia è a stragrande maggioranza a con-
fin qui svolto. Infatti, con la definizione e
obiettivo distorto (come quello che somma-
nare maggiormente la scuola al lavoro e alla
duzione familiare ed è composta di piccole e
applicazione delle linee guida previste dalla
riamente ho cercato di chiarire) dovrebbe
vita; e che spinge, al tempo stesso, verso una
medie aziende, che - è bene ricordarlo - sono
legge, diventano più chiari il percorso ed il
interessare coloro che la frequentano? Non è
frantumazione e moltiplicazione degli indi-
sempre più in difficoltà a stare sul mercato.
lavoro che bisogna svolgere perché la propo-
certo un caso se là dove vi sono maggiori
rizzi scolastici, che dovrebbero corrisponde-
Questi aspetti e le azioni di cambia-
sta turistica sia sempre più di qualità e con-
possibilità di lavoro (in Italia nel mitico
re (o che si pensa potrebbero corrispondere)
mento che si debbono attuare, necessarie per
seguentemente vincente. La legge di riforma
Nord-Est), proprio in quelle regioni è più
alle molteplici sfaccettature delle richieste
reggere la concorrenza e pensare allo svilup-
contiene elementi e fornisce indicazioni utili
alta la percentuale dei ragazzi che lasciano
del mercato del lavoro, ma che, in pratica,
precocemente la scuola, per dedicarsi a un
hanno soprattutto un effetto disgregante.
po, abbisognano di adeguate risorse finan-
a comprendere, intanto, i nuovi soggetti turi-
lavoro che può forse dare ricchezza, ma non
È particolarmente preoccupante che, all'in-
ziarie.
stici, che non sono più solo gli albergatori,
dà né felicità né vera libertà. Che insomma,
terno di questa logica, l'annosa questione del
non dà un senso alla vita.
riordinamento della scuola secondaria sia
stata risolta riproponendo in modo istituzio-
2)
nalizzato quella distinzione tra scuole di cul-
Ritengo pertanto che il problema che prima
tura e scuole di preparazione professionale
di ogni altro è da discutere, a proposito della
che da tempo appariva superata. Ma anche
scuola, non è quello del riordinamento dei
al livello successivo alla maturità si sta
cicli, o altro tema consimile. La nuova orga-
andando verso un accavallamento tra indi-
nizzazione dei cicli scolastici (e lo stesso si
rizzi di istruzione postsecondaria e corsi
dovrebbe dire per molti altri problemi) può
triennali di laurea universitaria che si con-
anche essere ragionevole: se mai, è criticabile
Queste sono fondamentali, sia per
l'avvio di progetti innovativi, sia per integra-
ma anche i gestori degli stabilimenti balneari, i ristoratori, i bar e i centri di svago.
re le oggettive risorse delle piccole imprese
per metterle nelle condizioni di presentarsi
Un altro punto qualificante della
rinnovate e poter accedere, in modo nuovo e
legge quadro penso sia il riconoscimento
vincente, ai mercati.
dell’autonomia regionale in materia e quindi
il principio del trasferimento alle Regioni di
Certo che parte degli aspetti sopra
tutte le competenze ad esse spettanti,
toccati potrebbero trovare più facile soluzio-
lasciando allo Stato il ruolo di indirizzo e di
ne se l'imprenditore turistico fosse meno
coordinamento, per assicurare una crescita
tendono profili e sbocchi professionali.
individualista e considerasse i vantaggi che
armonica ed equilibrata su tutto il territorio
che essa sia stata decisa e avviata senza pre-
E nella stessa Università, sia nei corsi di lau-
strutture consortili per la promozione e la
nazionale.
liminarmente aver ben chiarito indirizzi,
rea triennali sia nelle lauree specialistiche
commercializzazione possono offrire. Anche
Altro punto rilevante è il riconosci-
orientamenti, programmi. La vera questione
quinquennali, si verifica una proliferazione
perché la peculiarità familiare non deve più
mento del ruolo centrale dell'impresa turisti-
riguarda il tipo di scuola che si vuole, la
di indirizzi che da un lato esaspera un iper-
essere considerata una debolezza, ma può
ca come volano di sviluppo del fenomeno
finalità che essa deve perseguire.
specialismo settoriale che frantuma sempre
divenire, se sapientemente gestita, un ele-
turistico, come soggetto di riferimento per le
di più una visione unitaria del sapere e della
mento di forza. Valori quali il rapporto
politiche di settore e come interfaccia nella
Si dice pressoché da ogni parte (e con parti-
cultura; e che d'altro lato si caratterizza per
umano, la qualità dell'accoglienza, lo scam-
gestione della stessa attività pubblica (vedi
colare insistenza anche da destra) che occor-
una stridente giustapposizione fra corsi di
bio di culture e tradizioni possono essere
Enit).
re una scuola che sia più aperta alle esigenze
impianto più propriamente culturali e spe-
aspetti importanti di una proposta turistica
del nostro tempo, e che perciò dia spazio, sin
cialismi eminentemente pratici, dei quali
diversa, una proposta che privilegi la qua-
dai livelli di base, allo studio dell'inglese e
appare assai difficile individuare il fonda-
lità, che privilegi i valori.
all'insegnamento e alla pratica delle tecnolo-
mento e la valenza culturale.
gie informatiche. È evidente che, in linea di
È in questo processo di crescente subordina-
principio, questa opportunità non può esse-
zione alle domande della produzione e del
e valorizzare i fattori del richiamo turistico
re negata da nessuno. Ma il punto è che stia-
mercato che si va sempre più annebbiando
locale, sia in termini di offerta ricettiva sia di
26 gennaio/aprile 2001
15 gennaio/aprile 2001
Altro aspetto importante, che risponde ad alcune delle esigenze esposte precedentemente, sono i previsti sistemi turistici
§§§
locali, ai quali spetta il compito di progettare
prodotti tipici dell'agricoltura, dell'artigiana-
È evidente che, in un quadro pro-
to locale, nonché del patrimonio culturale,
grammatorio regionale, è fondamentale l'in-
ambientale, storico, artistico e monumentale,
dividuazione di forti, omogenei e qualificati
componendo il tutto in un’offerta omogenea
ambiti locali da parte delle Province, dei
e specifica dell'area. Per tali azioni possono
Comuni e delle Comunità Montane. Ecco
A proposito di paradossi scolastici
utilizzare le risorse previste all'art. 6 fondo
perché è importante avviare gli interventi e
di Giuseppe Chiarante
di cofinanziamento dell'offerta turistica.
le azioni, di cui parlavo, utili a rafforzare sul
È prevista per la prima volta l'intro-
nostro territorio valori come l'alimentazione
duzione di una carta dei diritti del turista,
mediterranea, la convegnistica di livello
che sarà redatta dal Ministero del commer-
internazionale, un sistema museale (museo
cio dell'industria e dell'artigianato in quattro
navale e di archeologia marina, museo della
lingue.
pasta e museo dell'olivo, ecc). Sport come
Anche questo, con il fondo di rota-
Associazione per il Rinnovamento della Sinistra
Firenze 24 e 25 febbraio 2001
1)
chiedendo che essa si modifichi nel senso di
C'è più di un paradosso nell'attuale situazio-
servire di più alla produzione e al lavoro, di
ne della scuola italiana (non solo di quella
formare le professionalità che sono richieste
italiana, del resto), come pure nella discus-
dal mercato, di adeguarsi con maggiore
sione che si viene sviluppando attorno alla
prontezza, nella pratica e nella ideologia che
nuoto, ciclismo e altre discipline devono tro-
sua crisi e ai suoi problemi.
trasmette, agli incessanti mutamenti delle
zione per il prestito e il risparmio turistico,
vare la possibilità di essere praticati sul
Concordo in linea di massima con l'appunto
tecnologie e alle trasformazioni dell'organiz-
finalizzati a erogare prestiti turistici a chi si
nostro territorio. La provincia ha bisogno di
preparato, in proposito, in vista di questa
zazione produttiva? Anche il confuso speri-
trova sotto un certo livello di reddito, a tassi
una precisa identità, ha bisogno di emergere,
riunione. Ma sembra a me che il paradosso
mentalismo, ispirato a un'innovazione senza
agevolati, penso sia un chiaro segnale che
di presentare le proprie peculiarità. Bisogna
principale, quello da cui tanti altri discendo-
progetto, con cui il centro-sinistra ha creduto
finalmente, nel nostro paese, affrontiamo il
che gli enti pubblici tengano conto che la
no, consista nel fatto che, mentre viviamo in
di poter affrontare - particolarmente negli
tema del turismo sotto le varie implicazioni.
nuova normativa ci può tornare utile solo se
una società e in un'epoca in cui diventano
anni del ministero Berlinguer - la questione
sappiamo prepararci al confronto per affron-
sempre più acute le aporie e le contraddizio-
scolastica e universitaria, ha spinto e spinge
tarlo da vincitori.
ni di uno sviluppo dominato dall'ideologia
in questa direzione.
Il nuovo assetto normativo risponde,
come avevo già accennato precedentemente,
Il momento è oggi estremamente
di una crescita indefinita della produzione
all'esigenza di considerare il territorio come
favorevole: molta parte della provincia è
materiale (uno sviluppo che crea, contempo-
Ma in questo modo, proprio mentre si molti-
valore turistico.
entrata nelle misure dell'obiettivo 2 della
raneamente, abissi di ricchezza e di miseria,
plicano, nel bene e nel male, le agenzie for-
Infatti, sono previsti ruoli specifici ed
direttiva europea, altre zone sono nel Prusst
che non riesce a risolvere neppure i proble-
mative, la scuola smarrisce, sul terreno suo
interventi delle Regioni, ma anche delle
(il Piano Riqualificazione Urbana e Sviluppo
mi elementari di tutta l'umanità, ma al
proprio, senso e finalità e si priva di una
Province, dei Comuni e delle Comunità
Sostenibile Territorio), la legge 488 oggi
tempo stesso già va dissipando e distrug-
reale capacità educativa. Questa scuola non
Montane, nello sviluppo turistico locale, e
finanzia interventi sia nel commercio che nel
gendo le risorse del pianeta e forse le condi-
serve (e neppure le si chiede che serva) a for-
una più oculata politica di assegnazione dei
turismo. Dobbiamo saper cogliere l’occasio-
zioni stesse della vita), in questo medesimo
mare donne e uomini liberi e consapevoli,
fondi e delle risorse finanziarie a favore
ne e considerare seriamente la possibilità
momento rimane largamente diffusa e, anzi,
che sappiano godere in tutta la sua ricchez-
degli interventi, considerati strategici per lo
concreta di realizzare moltissimi progetti e
si va ulteriormente diffondendo l'illusione
za, e a un livello qualitativamente alto, di
sviluppo del territorio.
creare le condizioni dello sviluppo.
che si possa dare risposta alla crisi della
quel più ampio tempo di non lavoro che già
scuola, subordinandola, sempre di più, pro-
oggi è, o sarebbe, possibile. Al tempo stesso
prio a questa ideologia produttivistica da cui
essa non serve, nemmeno, a creare vera pro-
si dovrebbe, invece, cercare una razionale
fessionalità e nuovo lavoro.
via d'uscita.
Le analisi e le statistiche dimostrano che la
In base alla legge quadro, la finalità è
Sperando di aver fornito un contri-
quella di favorire lo sviluppo del settore eco-
buto di riflessione su questi problemi, termi-
nomico attraverso la realizzazione di pro-
no con il rivolgere un invito a tutti gli ammi-
grammi, che ciascuna regione attuerà in
nistratori e agli imprenditori, perché faccia-
piena autonomia.
no tutto il possibile affinché questa occasione non vada sprecata.
§§§
* Segretario provinciale della Confesercenti
16 gennaio/aprile 2001
tanto invocata formazione professionale
Che cosa infatti significa - se non spingere
(tanto invocata, perché si pensa che possa
nel senso di accentuare tale subordinazione -
essere il surrogato di una carente politica del
la parossistica insistenza con cui si propone
lavoro) in effetti generalmente non produce
di innovare e rendere più moderna la scuola,
né cultura né occupazione.
25 gennaio/aprile 2001
DOCUMENTI
DOCUMENTI
• Ci sono carichi di impegno frontale, con
Convegno Nazionale
Firenze 24 e 25 febbraio 2001
ELEZIONI RSU SCUOLA
gruppi di alunni, deliberati nel POF (Piano
- DICEMBRE 2000 -
dell'Offerta Formativa di Istituto): progetti
teatro, progetti lettura, progetti computer,
Una scuola per la cittadinanza - Confronto a sinistra
710
17391
111
2519
3
1
2,25
0,95
30
Appunti per un’iniziativa sulla scuola
138
25
17,98
23
0
0,60
158
67
48,30
394
1
0,17
30
32
4,67
1
0,91
812
76
10,98
1910
148
20,25
67
56,29
3521
52
7,80
1356
177
24,48
4257
224
31,65
Associazione per il Rinnovamento della Sinistra
mento anticipato", che si sta delineando, è
pericoloso per gli effetti sui gruppi-classe: la
526
42
29,91
za alle superiori nel 2007. ll sistema "a scorri-
In questo comparto della rivista, dedicato ai temi inerenti la scuola, pubblichiamo anche una tabella che
riassume i risultati delle elezioni, tenutesi nel dicembre dello scorso anno, delle RSU negli istituti scolastici della
Liguria e partitamene delle singole province.
Oltre al compito doveroso di informazione, ci auguriamo che la sintesi elettorale possa stimolare una
riflessione sul sindacato operante nella scuola e le problematiche aperte.
seggi
sulla questione dell'onda anomala di affluen-
L'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra, insieme al comitato di Firenze "Per la scuola della
Repubblica", ha organizzato un convegno nazionale, che si è tenuto a Firenze il 24 e 25 febbraio scorso, sul tema
"Una scuola per la cittadinanza. Confronto a sinistra".
Presentiamo alcuni documenti preparatori particolarmente interessanti, che riteniamo siano un ottimo
ausilio per sviluppare il dibattito sulla riforma della scuola:
• 1 ) documento nazionale "Appunti per un'iniziativa sulla scuola";
• 2 documento redatto dal gruppo di lavoro dell'Associazione di Imperia (coordinatrice Franca Natta);
• 3) nota di Giuseppe Chiarante "A proposito di paradossi scolastici".
%
Abbiamo voluto aggiungere una riflessione
IM
inutili gabbie burocratiche).
1418
degli enti locali, con l'attenzione ad evitare
5
ti, attingendo, ad esempio, alla normativa
6,27
tiva! È urgente definire procedure trasparen-
17
decisioni di ampliamento dell'offerta forma-
15,64
che dovranno pure essere consultati per
5505
dei docenti e gli stessi studenti e genitori,
seggi Liguria
tante di rapporto tra il dirigente, il Collegio
%
richi aggiuntivi, si giocherà un ruolo impor-
%
nessuno che, su questa questione degli inca-
21
petenze interne da valorizzare (non sfugge a
20,88
"esperti" sul territorio, quando ci sono com-
seggi
progetti museo… Non è necessario cercare
2738
96
344
23
6,92
262
66
18,34
367
41
13,01
624
18
6,17
610
68
19,26
779
128
36,26
Per il momento ci fermiamo a queste annota-
seggi
senza traumi per i ragazzi e le famiglie?
%
assunzioni di docenti a tempo determinato,
SP
aggiuntivi. Non è meglio affrontare la spesa
della doppia frequenza per alcuni anni, con
3153
117
567
15
71
19
29
5
3,50
1523
25
10
9,56
943
33
13,40
dovrebbero comunque sostenere corsi
22,79
gerebbero i problemi dei "fortunati", che
22,27
Agli effetti nel gruppo di coetanei si aggiun-
28,45
come una attestazione ai "primi della classe").
seggi
(è impossibile evitare che la scelta sia vista
%
be un clima competitivo, anche fra i genitori
SV
ricerca dei ragazzi più preparati instaurereb-
1169
1648
622
SNALS
GILDA
COBAS
24 gennaio/aprile 2001
8981
555
UIL
Imperia, 21 febbraio 2001
tot.
1730
CISL
successivi approfondimenti.
UGL
3257
che torneremo su ognuna delle questioni con
CGIL
nella lettura del documento, ma è probabile
GE
zioni sui punti che ci sono stati proposti
1.
Nella scuola italiana stiamo assistendo a un
paradosso. Abbandonata a se stessa per tutti
gli anni Ottanta e Novanta, solo con i governi di centro-sinistra essa è ritornata al centro
delle attenzioni del mondo politico e dell'opinione pubblica.
Tuttavia, l'azione riformatrice che ne è seguita, invece che produrre consenso, ha introdotto confusione e turbamento. Invece che
neutralizzare gli attacchi provenienti dai
diversi settori interessati a costruire le condizioni per il finanziamento pubblico della
scuola privata, li ha resi più virulenti.
Da parte dei responsabili di governo del
centro-sinistra si è attribuita questa situazione alle resistenze conservatrici al cambiamento provenienti dal mondo della scuola.
Non c'è dubbio che resistenze di questo tipo
ci siano state e ci siano. Ma ricondurre prevalentemente a questo dato la causa delle
difficoltà incontrate dal processo riformatore
è segno di miopia.
La verità è che, per la scuola come per tanti
altri campi, i responsabili dei governi di centro-sinistra (in particolare nella fase della
presidenza di Massimo D'Alema) hanno
pensato che si sarebbe riusciti a fare fronte ai
cambiamenti intervenuti nella società italiana, accettando nella sostanza i paradigmi del
liberismo e cercando di mitigarne gli effetti
con correttivi di carattere equitativo.
Per quel che riguarda il tema dell'istruzione
e della formazione, non bisogna dimenticare
che il primo tentativo di introdurre il "buono
scuola" per le famiglie, perché potesse essere
17 gennaio/aprile 2001
DOCUMENTI
speso indifferentemente nella scuola pubblica e in quella privata, oggi cavallo di battaglia di Formigoni e delle regioni governate
dal Polo, è stato fatto nella "rossa" Emilia
Romagna, con un provvedimento che si è
esposto, tra l'altro, a obiezioni di incostituzionalità.
In questa situazione la scuola è diventata
uno dei principali campi dove la divaricazione politico-programmatica a sinistra - in
particolare tra Rifondazione e i Ds - è tra le
più forti. E, data l'importanza che l'istruzione ha in una qualsiasi prospettiva di riforma
della società, ciò rischia di costituire uno dei
maggiori ostacoli alla ricomposizione dei
rapporti a sinistra che riteniamo essenziale.
2.
Per superare questo stato di cose, è necessario uscire dal confronto sterile tra le posizioni, che finora, a sinistra, sono maturate sulla
scuola, e cercare di ritrovare le ragioni di un
filo comune, riportando la riflessione alla
radice dei problemi. E, come sempre dovrebbe accadere nell'elaborazione politica della
sinistra, questo diventa possibile, quando si
compie un esame rigoroso dei processi reali
e dei rapporti di forza presenti nella società
e li si misura con le finalità che dovrebbero
animare un progetto riformatore.
Ora, per quel che riguarda la scuola e i caratteri della sua riforma, è necessario prendere
atto che le condizioni complessive entro le
quali si è affermato il primato della scuola
statale in Italia - sia quelle che si possono far
risalire alla riforma Gentile che quelle che
hanno reso possibile l'attuazione dei principi
sanciti dalla Costituzione - sono totalmente
cambiate.
Questa può sembrare una valutazione ovvia,
ma, per quel che riguarda il ruolo della
scuola pubblica nel nostro paese, non se ne
sono tratte le conseguenze necessarie.
È indubbio, tuttavia, che l'istruzione, la formazione e l'informazione vengono veicolate
da molteplici agenzie formative, in una
situazione che non ha riscontri nel passato.
DOCUMENTI
Da questo punto di vista, la scuola è passata
da una condizione di quasi monopolio per
gli scolarizzati (per quelli che non andavano
a scuola supplivano la Chiesa e i partiti di
massa) a una nella quale essa tende a essere
uno dei veicoli dei processi formativi, e non
sempre quello principale. Televisione, parrocchie, tifoserie, centri sociali, volontariato,
ecc. diventano, per i giovani, canali molteplici e spesso contradditori di un processo formativo che sfugge al controllo e alla capacità
di influenza della scuola. D'altro canto, sul
versante della formazione alla professione e
della preparazione per l'accesso al lavoro, di
fronte a un cambiamento dei sistemi di
incontro domanda/offerta di lavoro affidata,
sempre dalla nuova legge sul collocamento,
alla mediazione di soggetti privati e a un
diverso dinamismo del sistema delle imprese, è molto difficile che la scuola (e la scuola
pubblica, in particolare) mantenga funzioni
e prerogative esercitate, nel bene e nel male,
nel passato. Il diffondersi delle tecnologie
informatiche e dell'accesso a internet non
potrà che introdurre una forte accelerazione
in queste tendenze già in atto. Si moltiplicaranno all'infinito gli agenti formativi e informativi. La "rete" tenderà a cancellare le
gerarchie residue, mettendo a dura prova le
capacità di discernimento critico.
3.
Tutto ciò significa che la scuola pubblica è
destinata a un ineluttabile e inarrestabile
declino?
Come vedremo oltre, una sinistra che dovesse accedere all'idea anche solo di un inevitabile ridimensionamento del ruolo della scuola pubblica verrebbe meno alla sua funzione,
non solamente rispetto alla politica scolastica, ma rispetto al processo di costruzione di
una democrazia rinnovata.
Ma i rischi di un tale declino non saranno
esorcizzati, collocando la scuola pubblica nel
solco di un'innovazione senza progetto,
praticata all'insegna di uno sfrenato sperimentalismo, come hanno fatto i governi di
18 gennaio/aprile 2001
pur nella consapevolezza che questa scelta
fessione docente con stipendi adeguati. Più
riduce il numero di argomenti da trattare in
delicato è il problema della diversificazione
ogni disciplina (processo di semplificazione)
delle retribuzioni. Le esperienze del concor-
e non abbiamo timore a sostenere questa
sone, che era stato ipotizzato dal ministro
posizione di fronte ai colleghi che si ramma-
Berlinguer, ci ha resi tutti più prudenti, ma
ricano per ogni contenuto del programma
sarebbe un errore non affrontare la questione
"che una volta si faceva ed ora non si fa più".
della differenziazione delle retribuzioni, per
Sono questioni che vanno affrontate con col-
timori di reazioni negative nella categoria. I
leghi dei diversi ordini di scuola, perché ciò
processi di decentramento hanno affidato
che è preferibile ad una età è diverso da ciò
agli istituti scolastici nuove competenze e, di
che serve in altri momenti.
conseguenza, nuovi carichi di lavoro, che si
Definire un'idea del percorso globale, dalla
aggiungono a quelli tradizionali.
scuola materna in poi, è l'unico modo per
Il concetto di "carichi di lavoro" non crea irri-
ragionare con insegnanti, genitori e studenti,
gidimenti e rifiuti nei docenti, come è acca-
alla luce di quadri di riferimento che possa-
duto con altri tentativi di trovare indicatori
no semplificare ed unificare le scelte specifi-
di qualità nella professione. È vero che si
che per ogni livello di età.
tratta solo di una parte della questione, ma
Prendiamo, ad esempio, l'insegnamento
può essere prudente procedere in questo
della storia, fondamentale per la formazione
senso, nella fase di avvio dell'autonomia.
alla cittadinanza: pensiamo che una sempli-
Individuare i carichi di lavoro, per docenti
ficazione dei percorsi, evitando di ripetere
che non abbiano alcuna forma di distacco
tutta la storia per tre volte, lasci più spazio
dall'insegnamento frontale, è una questione
per sviluppare competenze operative (impa-
di trasparenza e di democrazia nelle scelte di
rare ad imparare, imparare ad usare le fonti,
Collegi dei docenti. Non tutto può essere
sperimentare metodi di ricerca…) e non
contrattato a livello locale, sono indispensa-
temiamo una ulteriore caduta di cultura,
bili indicatori da contrattare razionalmente.
purché il curricolo sia impostato in senso
multiculturale, superando l'etnocentrismo
Abbiamo messo a fuoco alcune indicazioni.
dei testi fino ad ora utilizzati e purché si
• Ci sono carichi di lavoro differenziati per
ritorni, a diverse età, ad operare "sulla linea
discipline, soprattutto nella scuola superio-
del tempo", lavorando per problemi.
re, a cui si potrebbe dare risposta attraverso
All'insegnamento della storia, assunto come
una quantificazione oraria forfettaria (ad
esempio emblematico di costruzione di un
esempio, per la correzione di compiti).
curricolo globale, dalla materna alle superio-
• Ci sono carichi di lavoro di progettazione:
ri, pensiamo di dedicare un’iniziativa di stu-
la scuola dell'autonomia è basata su progetti
dio, da organizzare come associazione.
locali, qualcuno deve pur predisporli per
sottoporli all'approvazione del Collegio dei
Ultima questione, presa in esame nel docu-
docenti. È un prodotto dell'intelligenza da
mento che abbiamo utilizzato come guida
riconoscere.
per la prima fase di impegno del gruppo di
• Ci sono carichi di lavoro di gestione della
lavoro, è la questione dei docenti. Tutti con-
scuola, indispensabili nell'autonomia degli
cordiamo sull'urgenza di valorizzare la pro-
istituti.
23 gennaio/aprile 2001
DOCUMENTI
DOCUMENTI
moltiplicarsi delle offerte formative, pubbli-
4 e 5)
che e private, del territorio.
La questione del pluralismo nella scuola
pubblica, in contrasto con la tendenza alla
3)
separazione (per censo, per religione, per
La risposta non può essere solo di tipo "edu-
etnia…), è un punto forte per l'aggregazione
cativo": educare all'esercizio della cittadinan-
di consensi: i docenti sanno che la coeduca-
za nella società multiculturale è un valore
zione delle diversità è palestra di democra-
prezioso intorno al quale possiamo certa-
zia. Sulla questione dei libri di testo sono
mente ottenere consensi nel mondo della
stati offesi nella loro capacità di valutazione
scuola, ma è sempre pericoloso separare i
critica e sono sensibili alla difesa della
valori dalle conoscenze.
libertà didattica.
Il diritto alla conoscenza è fondamentale nell'esercizio della cittadinanza; c'è un deficit
6)
democratico crescente quando si verifica
Per sottoporre ad analisi critica le riforme, i
l'appropriazione di un numero crescente di
nuovi programmi, i processi di decentra-
conoscenze da parte di "specialisti".
mento delle scelte, le proposte di amplia-
Sui saperi, oltre che sui valori, si ridefinisce
mento dell'offerta formativa da discutere nei
il ruolo della scuola nei confronti delle altre
Collegi dei docenti, occorre aver precisato le
fonti di formazione-informazione.
finalità ed i principi educativi (giustamente
È diffusa, nei docenti e nell'opinione pubbli-
individuati nel documento nei valori-chiave
ca, la sensazione che il processo di riforma
della Costituzione), ma anche per i saperi
conduca ad un ulteriore abbassamento dei
bisogna definire un'idea-guida, un principio
livelli di cultura. La sfida da affrontare è
educativo e precisare l'ipotesi di curricolo
quella di studiare strategie efficaci perché
che abbiamo in mente, dai servizi all'infan-
questo non accada. O, comunque, per cerca-
zia fino al termine degli studi ed ai sistemi
re di agire in controtendenza. È un obiettivo
di formazione permanente.
su cui, forse, è ancora possibile ricompattare
Siamo d'accordo che oggi sia urgente, a par-
il consenso dei docenti più impegnati, come
tire dalla scuola elementare, un processo di
è accaduto nel passato. È urgente, però indi-
insegnamento-apprendimento per problemi,
viduare le sedi di confronto con gli studenti,
centrato su argomenti unificanti per supera-
i docenti ed i genitori. Nel passato abbiamo
re la tradizionale divisione del sapere in
avuto i movimenti di cooperazione educati-
discipline e per cogliere i concetti chiave che
va e le associazioni dei genitori democratici,
sono a volte disciplinari, a volte trans e
oggi possiamo sfruttare le reti delle tecnolo-
multi disciplinari, e non pensiamo che que-
gia informatica, ma resta prioritario l'obietti-
sto approccio riduca ulteriormente i livelli di
vo di creare luoghi di discussione e ricerca.
cultura.
Le sedi locali dell'Associazione per il
Siamo convinti che compito della scuola sia
Rinnovamento della Sinistra potrebbero
coniugare sapere e saper fare, conoscenze e
offrire occasioni di confronto di opinioni, nel
competenze, all'interno di quadri generali di
momento "caldo" dell'entrata in vigore della
riferimento (processi di "scaffalatura mentale"
riforma dei cicli e dei nuovi programmi, o di
in cui inserire, collegare, comprendere le
altre scelte che il futuro governo vorrà fare.
informazioni che arrivano dalle altre fonti),
22 gennaio/aprile 2001
centrosinistra, o al contrario attestandosi
nella difesa di un ruolo funzionale a un'epoca ormai conclusa. Il problema che ha di
fronte la sinistra è quello di una forte rilegittimazione del ruolo della scuola pubblica
statale, di un'azione che ponga, dinnanzi
agli occhi della maggioranza dell'opinione
pubblica e del paese, la scuola statale all'altezza dei cambiamenti intervenuti nella
società contemporanea.
Ciò sarà possibile se la sinistra saprà indicare, per la scuola pubblica, una nuova finalità generale e un principio educativo in
grado di realizzarla.
Del resto, se guardiamo anche per sommi
capi, alla storia della scuola italiana vediamo
che proprio una finalità chiara (formare da
un lato le élites dirigenti, e dall'altro su una
scala gerarchica nettamente inferiore preparare all'accesso alle professioni) e un coerente assetto istituzionale di tipo duale (mediaavviamento; licei-istituti tecnici/scuole professionali) hanno fatto la forza della riforma
Gentile.
E ancora una finalità generale, che era quella
della democratizzazione e dell'introduzione
di criteri di eguaglianza nell'assetto disegnato da Gentile (elevamento dell'obbligo a 13
anni; scuola media unica; liberalizzazione
degli accessi all'università), ha dato un rinnovato impulso al ruolo della scuola statale
tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta.
Ora una nuova legittimazione del ruolo
della scuola pubblica in Italia sarà possibile
se diventa chiaro che il suo compito principale diventa quello di educare all'esercizio
della cittadinanza. A questo fine debbono
essere piegati i programmi e gli assetti organizzativi. Per questa ragione risulta povera
di contenuti la parola d'ordine della destra
di una scuola fondata sull'informatica e l'apprendimento dell'inglese (ma perché non lo
spagnolo che con l'inglese è la lingua più
diffusa nel mondo?).
Non si tratta di sottovalutare l'importanza di
un programma di "rialfabettizzazione" qual
è la diffusione delle tecnologie informatiche
e della conoscenza delle lingue. Ma trattandosi appunto di un programma di nuova
alfabetizzazione, essa non può risolvere il
compito della scuola e tantomeno quello
della scuola pubblica. Sarebbe come, ragionando in termini tradizionali, noi facessimo
regredire l'obbligo scolastico alla scuola elementare. Nel tipo di scuola appunto nella
quale si apprendeva soprattutto a leggere e
scrivere.
Simili giudizi non nascondono alcuna diffidenza verso la diffusione delle nuove tecnologie nella scuola, che anzi deve essere promossa e accelerata.
L'educazione a distanza attraverso gli strumenti audivisivi e la rete è, ad esempio, uno
dei mezzi principali per impostare un efficace programma di educazione permanente e
ricorrente. L'uso di internet nella scuola, per
consentire di accedere a fonti di informazione senza precedenti a fini anche dell'apprendimento delle singole discipline, diventa un
esercizio indispensabile per acquisire quelle
abilità di discernimento e di selezione dell'enorme flusso di dati essenziale per non essere travolti dalla messe di informazioni che la
rete contiene.
4.
Porre come finalità della scuola pubblica l'educazione alla cittadinanza è tuttavia un
obiettivo arduo. Di questo bisogna averne
consapevolezza. E forse in questa difficoltà
sta anche la ragione per cui a sinistra stenta
ad affermarsi una simile impostazione.
La difficoltà principale sta nel fatto che, in
rapporto ai processi di globalizzazione e di
costruzione di entità sovranazionali (nel
nostro caso il processo di integrazione europea), lo stesso principio della cittadinanza e
le modalità del suo esercizio sono poste a
dura prova.
Ma proprio queste difficoltà ci dicono che, o
la scuola pubblica si colloca nel solco di questo grande processo di rifondazione delle
basi della democrazia, oppure essa stenterà
a ritrovare un suo ruolo.
19 gennaio/aprile 2001
DOCUMENTI
Fare della cittadinanza la finalità della scuola pubblica significa altresì confermare che le
sue radici si fondano su quei principi repubblicani che caratterizzano la prima parte
della nostra costituzione.
Significa, in concreto, educazione al pluralismo culturale, ai nuovi principi di uguaglianza, che debbono caratterizzare la
società multietnica in formazione, al riconoscimento e alla relazione con l'altro, in presenza di differenze etniche, religiose, culturali, al senso della storia, che va affrontata
non come una fonte di "verità", ma come
scuola di formazione di un autonomo giudizio critico.
5.
La campagna sui libri di testo, promossa dai
giovani di An e fatta propria dal presidente
della Regione Lazio, seppure rozza e sommaria nel modo in cui è stata condotta, ha
costituito di recente l'attacco più insidioso al
ruolo della scuola pubblica nel nostro paese,
perché ha tentato di metter in discussione la
legittimità del modo di trasmissione del
sapere storico, fondato appunto sulla libertà
d'insegnamento e sul vaglio critico delle
fonti.
Che la scuola pubblica statale debba affrontare un problema di legittimazione, appare
anche dal fatto che l'attacco, che ad essa
viene condotto dalla destra, avviene sul terreno della rivendicazione della legittimità di
scuole a base confessionale o etnica, la cui
scelta viene lasciata all'orientamento delle
famiglie.
Questa impostazione, che si va facendo strada, costituisce uno snaturamento e un'involuzione dello stesso principio di parità tra
scuola pubblica e scuola privata.
È l'esatto contrario dell'idea di una scuola, la
cui finalità sia la formazione alla cittadinanza.
Si è aperta sul futuro della scuola italiana
una battaglia, che investe i principi e i valori
a cui la sinistra non si può sottrarre.
DOCUMENTI
6.
Alla luce di una finalità generale e di un
principio educativo da assegnare a una
scuola pubblica riformata, che qui abbiamo
ravvisato nell'educazione alla cittadinanza,
la sinistra deve sottoporre a verifica anche
alcune delle principali innovazioni che si
sono prodotte in questi anni.
Ad esempio, non appare indolore il compromesso raggiunto per l'elevamento dell'obbligo (fino a 15 anni obbligo scolastico; da 15 a
18 obbligo formativo), giacché in questo
modo - con la equivalenza tra istruzione e
formazione al lavoro - si permette un'invasione della formazione fatta da privati nella
fascia dell'obbligo, che significa un cedimento sul ruolo della scuola pubblica nell'espletamento dell'obbligo, che mi sembra ben più
grave del finanziamento alle scuole private,
su cui si è giustamente tanto polemizzato.
La realizzazione dell'autonomia scolastica,
resa necessaria per ragioni di efficacia, aderenza alle condizioni locali, flessibilità e
assunzione di responsabilità, rischia di essere improntata a un'idea di efficienza mutuata da modelli di competitività aziendale,
estranei a una scuola la cui finalità dovrebbe
essere l'educazione alla cittadinanza.
Altro punto critico è quello relativo alla professione docente. Venuto meno il compromesso dello Stato con i docenti, fondato
sullo scambio tra basse retribuzioni/qualità
delle prestazioni professionali richieste, si è
posto con forza il problema del livello delle
retribuzioni del personale insegnante e, in
connessione, quello di una riforma della
professione che preveda o meno una progressione di carriera e, quindi, una differenziazione retributiva. Anche per questa questione sarà difficile uscire dalla confusione
attuale e dal circolo vizioso, che si può innescare tra aspettative e risultati, se essa non
viene riesaminata a partire dalla finalità
generale da assegnare a una moderna scuola
pubblica e al ruolo che al suo interno deve
assumere la funzione docente.
Roma 15 gennaio 2001
20 gennaio/aprile 2001
Nella sede imperiese dell'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra si è costituito un gruppo di studio
sulla questione “scuola”, che ha preso in esame il documento del 15 gennaio 2001, "Appunti per una iniziativa
sulla scuola", e ha ritenuto utile contribuire al dibattito con alcune annotazioni e proposte, in occasione del convegno nazionale, che si terrà a Firenze il 24/25 febbraio sul tema "Una scuola per la cittadinanza: confronto a
sinistra". Per comodità di esposizione e per facilitare il confronto di opinioni le riportiamo seguendo lo schema
proposto nel documento.
Associazione per il Rinnovamento della Sinistra di Imperia
Note sul documento
“Appunti per un’iniziativa sulla scuola”
redatto dall’Ars nazionale il 15/1/2001
1)
disagio scolastico e lotta all'emarginazione e
Non c'è dubbio che oggi e nei prossimi anni
agli abbandoni precoci dello studio, scuola
intorno alle questioni della scuola si gio-
laica e pluralistica, coeducazione di tutti, al
cherà una partita difficile, dagli esiti incerti.
di là di qualsiasi diversità di intelligenza,
Lo stato di "confusione e turbamento", pro-
sesso, censo, etnia, cultura, religione.
vocato dall'azione riformatrice nella scuola e
È evidente che ogni questione va rivista alla
fuori dalla scuola, può essere denunciato, da
luce dei mutamenti socio-culturali, ma, se
destra e da sinistra, per ragioni diverse, ma
perdiamo la continuità con le nostre aspira-
l'unica operazione seria e credibile è quella
zioni del passato, siamo noi stessi responsa-
di contrapporre alla confusione idee chiare
bili dello stato di confusione e turbamento.
su cui accettare il confronto.
Il percorso, avviato dal ministro Berlinguer e
2)
completato dal ministro De Mauro, è andato
La questione dei saperi e delle competenze
avanti con un sistema “a puzzle", attraverso
affrontata al secondo punto è il nodo centra-
una serie di tasselli in cui non era facile,
le del confronto. La pluralità delle fonti di
negli anni scorsi, individuare il disegno uni-
informazione e di formazione rimette in crisi
tario. Tra questi tasselli, sono presenti
la funzione della scuola. È già accaduto negli
idee-proposte-aspirazioni storiche dei
anni Settanta, quando la diffusione dei mass
docenti di sinistra, accanto ad altri tasselli
media (in particolare, la televisione) creò il
che contengono scelte di compromesso.
fenomeno dei descolarizzatori. Allora, intor-
L'analisi di tutto il percorso, e di quello che
no al capezzale della scuola malata si riunì il
sta per cominciare, deve essere condotta
mondo pedagogico internazionale (confe-
senza perdere la memoria storica delle
renza di Ginevra) e la risposta fu quella di
nostre battaglie: durata dell'obbligo, unità
una ridefinizione del ruolo della scuola.
della scuola di base, continuità del percorso,
Oggi siamo di fronte allo stesso problema,
valorizzazione della scuola per l'infanzia,
reso più acuto dal diffondersi delle tecnolo-
riforma delle superiori, prevenzione del
gie informatiche, dall'accesso a internet e dal
21 gennaio/aprile 2001
Scarica

gennaio/aprile 2001 - Associazione per il Rinnovamento della Sinistra