Anno XXI - Numero 1 - Dicembre 2013
Not i z i ar io del l’Ammin ist ra zione C omuna le di Ponte in Va ltel lina
Il futuro degli enti locali: amministratori a confronto
La Politica, quella responsabile e seria interprete dei bisogni dei cittadini e l’attuale, dilagante e generalista
antipolitica. Riorganizzazione degli enti locali, competenze e risorse perché i servizi siano efficienti e di qualità.
Il punto di vista di due amministratori che, da osservatori diversi, hanno una comune visione: si deve e si
può cambiare, ma occorre che il buon senso sia il vero ispiratore di una riforma che ponga sempre al centro il
cittadino e la sua possibilità di scegliere e giudicare chi lo governa. Rispondono il presidente della Provincia di
Sondrio, Massimo Sertori, e il sindaco di Ponte Franco Biscotti.
Riorganizzazione amministrativa degli enti locali
-unioni e fusioni dei comuni, soppressione delle province: questi i temi di grande attualità. Qual è il vostro
pensiero?
MS - Sono favorevole ad un processo di semplificazione e di
riorganizzazione degli enti locali purché questo passaggio
si sviluppi in modo logico e organico. Occorre per tanto, a
mio avviso, procedere facendo le debite distinzioni. Basti
pensare, ad esempio che la Lombardia conta 10.000.000 di
abitanti mentre il Molise ne ha circa 400.000. E’ evidente,
dunque, che vi siano Province necessarie e altre da abolire.
Il medesimo approccio deve valere per i Comuni. In alcu-
ni casi, infatti, la fusione può essere opportuna, ma anche
questo processo deve essere pensato e realizzato partendo
dal presupposto che ai cittadini sia data garanzia di servizi
efficienti.
Come già più volte ribadito, non sono di certo fra quelli
che sostengono che la soluzione ad ogni male sia quella di
abolire Regioni e Province per dare avvio ad una centralizzazione senza ragione d’essere poiché questo non coinciderebbe con una miglior efficienza del sistema paese.
FB – Di sicuro vi è la necessità di rivedere il sistema e la
struttura dei piccoli comuni per migliorare i servizi e per
raggiungere un’efficacia amministrativa che è sempre più
spesso penalizzata dalla mancanza di risorse, di persona-
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Ponte informa
manio idrico, che certamente ha concorso in modo importante alla realizzazione di
quest’azione che coinvolge la
maggior parte degli agricoltori
pontaschi.
le e di competenze specifiche.
Tuttavia, pensando, ad esempio, alla fusione dei comuni di
cui tanto si parla ultimamente,
è indispensabile evidenziare le
criticità di questo processo che
sposta ulteriormente il centro
decisionale dagli amministratori ai funzionari. Tutto ciò non
può che portare conseguenze
negative. Rispetto agli amministratori, infatti, i funzionari
spesso non hanno alcuna conoscenza diretta dei problemi che
vivono i cittadini, limitandosi
dunque ad applicare la norma.
Quali scenari immaginate per
la Provincia di Sondrio?
MS - Partendo dalle aspettative dei
cittadini della nostra provincia, che
recentemente hanno espresso la loro
opinione in un sondaggio*, non ho
dubbi su quale dovrebbe essere il futuro della Provincia di Sondrio. L’80%
degli intervistati, infatti, sono contrari
all’eliminazione della Provincia, anzi
sono convinti che questa dovrebbe
avere una maggior autonomia, potendo utilizzare anche le risorse provenienti dal territorio. Non solo, dal
sondaggio si evince chiaramente che
i cittadini vogliono poter continuare
ad eleggere direttamente chi la governa. Questa è la volontà dei valtellinesi
e dei valchiavennaschi ed è anche la
direzione verso la quale io e l’Amministrazione che presiedo, auspichiamo
di andare.
FB - Spero che al termine di tutte le
discussioni la nostra Provincia possa
continuare ad esistere con la propria
rappresentatività autorevole espressa
direttamente dai cittadini agli amministratori eletti. Nella mia esperienza di Sindaco posso sottolineare,
soprattutto per una realtà montana e
decentrata come la nostra, come sia
fondamentale il ruolo che questo ente
assolve come portavoce delle istanze
locali verso Stato e Regione. La Provincia è il solo ente locale in grado di
fare sintesi rispetto alle richieste provenienti dei territori, presentandole
agli enti superiori in modo efficace, un
compito questo che il singolo comune
non sarebbe in grado di compiere e
portare avanti con la garanzia di risultati effettivi.
Secondo la vostra esperienza in che
modo si concretizza, sotto il profilo
economico, il ruolo della Provincia?
MS - Un esempio emblematico, penso
al caso del trasferimento dei proventi
del Demanio Idrico, attualmente 10
milioni di euro all’anno, destinati ad
aumentare. La forza dell’Istituzione
Provincia, con il suo ruolo politico e
istituzionale, ha consentito l’approvazione di una legge regionale grazie
alla quale Regione Lombardia deve
trasferire annualmente alla Provincia di Sondrio i fondi derivanti dal
Demanio Idrico pagati dalle aziende
produttrici di energia elettrica. Questi nuovi introiti hanno comportato
una serie di effetti positivi a favore del
nostro territorio. Per fare un esempio
che riguarda direttamente anche il
nostro comune, a fronte della fusione
delle tre Cooperative Ortofrutticole in
Melavì, avvenuta la scorsa primavera,
che vede coinvolti oltre un migliaio di
soci, la Provincia ha dato un contributo di 400.000 euro, proprio derivanti
dal trasferimento dei proventi del de-
FB - Su progetti di valenza sovra comunale l’Amministrazione Provinciale, proprio perché
ente territoriale che ha la possibilità di conoscere le reali problematiche delle sue comunità,
sostiene con finanziamenti economici gli interventi meritevoli. Per citare alcuni esempi che
ci riguardano da vicino basti
pensare alla ristrutturazione
della scuola laboratorio per edili che si
appresta a partire, al recente intervento di adeguamento del centro sportivo,
alla viabilità interpoderale realizzata e
sistemata nell’ultimo quinquennio.
Confusione e sfiducia da parte dei
cittadini hanno dato origine ad un
profondo sentimento che porta ad
alimentare un clima sempre più generalista di antipolitica. Quale è il
vostro pensiero a riguardo soprattutto in veste di amministratori?
MS – Resto fortemente convinto del
fatto che il cittadino - elettore debba
avere la possibilità di verificare l’operato dell’eletto. Tanto più gli attori
artefici delle decisioni sono vicini al
cittadino, tanto più l’amministratore
è responsabilizzato. Credo quindi che
per dare o meglio ridare credibilità
alla politica sia fondamentale partire
proprio dal territorio.
FB - La sfiducia nei confronti della
politica in senso lato è comprensibile,
visto lo scenario avvilente degli ultimi
trent’anni in Italia. Tuttavia credo che
il riscatto debba proprio venire dagli
amministratori locali che hanno anche il dovere di coinvolgere i giovani
e stimolare un nuovo interesse verso
i governi locali. Bisogna in definitiva
evidenziare quanto di buono c’è ancora.
* Sondaggio realizzato tra il 21 e il 22 novembre 2013 da Ispo, l’Istituto di Ricerche per gli Studi sulla Pubblica Opinione che fa riferimento a Renato
Mannheimer, su incarico dell’Unione delle Province Lombarde (Upl).
Dicembre 2013
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Osservatorio Giuseppe Piazzi
Siamo giunti al terzo anno di attività
dell’Osservatorio Astronomico Giuseppe Piazzi e le soddisfazioni per il
lavoro svolto in questi primi anni di
rodaggio sono tante e ci consentono
di essere ottimisti per il futuro.
Nel 2010 sono iniziate le aperture al
pubblico con le serate di divulgazione
a tema astronomico, da subito si è visto un notevole interesse da parte della popolazione, in particolare voglio
rimarcare l’attaccamento e l’interesse
mostrato dai pontaschi che hanno
apprezzato le visite proposte e sono
rimasti afascinati dalle strumentazioni presenti in osservatorio: Giuseppe Piazzi sarebbe orgoglioso dei suoi
concittadini!!
M27 NEBULOSA PLANETARIA MANUBRIO
NELLA COSTELLAZIONE DELLA VOLPETTA
In questi anni si sono pianificati diversi interventi per migliorare la funzionalità e la logistica della struttura,
oltre alla predisposizione di cablaggi
e software per l’automazione delle
strumentazioni è stato realizzato l’indispensabile allacciamento alla rete
internet, che ha comportato una logistica particolare data la collocazione
dell’osservatorio ad una quota elevata,
ben al di sopra dell’abitato. L’intervento è stato possibile grazie alla collaborazione di un abitante della sponda
Orobica che ci ha permesso di montare un ponte radio sulla sua abitazione
e sfruttare la sua rete internet da trasmettere in osservatorio.
E’ stata inoltre installata una stazione
meteo in collaborazione con il centrometeolombardo, con la quale è
possibile monitorare la terrazza della
cupola e raccogliere i dati inerenti le
precipitazioni locali, dati che si riveleranno molto utili per la futura remotizzazione della struttura.
Al momento questa raccolta di informazioni è molto apprezzata dai
pontaschi per organizzare le attività
agricole, in seguito verrà effettuato
uno storico di raccolta dati meteo che
comprenderà una schedatura delle
precipitazioni e delle giornate serene
utile per le osservazioni al telescopio.
Completa l’attività promozionale
dell’osservatorio la realizzazione del
sito web www.osservatoriopiazzi.it
dove è possibile trovare informazioni sull’osservatorio e sull’Astronomo
Piazzi cui è dedicato, visionare le attività proposte annualmente e ricevere
informazioni e chiarimenti a riguardo. Sito da subito molto apprezzato dai valtellinesi per la facilità delle
prenotazioni alle serate di apertura al
pubblico, per gli spazi di dicussione
a tema previsti, le statistiche del sito
danno un continuo innalzamento delle visite alle pagine.
L’idea di realizzare un osservatorio
astronomico a Ponte è iniziata tanti
anni fa, all’indomani delle celebrazioni per il bicentenario della scoperta di
Cerere da parte di Giuseppe Piazzi nel
2001, ed ha comporato impegno, ricerca di finanziamenti, serietà e lavoro
da parte di tutti gli attori che sono stati
coinvolti. Dopo la realizzazione della
struttura si è dovuta affrontare la parte gestionale che, non nascondiamo,
ci preoccupava non poco, in relazione
proprio alla novità della materia. Pos-
M51 GALASSIA A SPIRALE WIRLPHOOL
NELLA COSTELLAZIONE DEI CANI DA CACCIA
M1 NEBULOSA DEL GRANCHIO
NELLA COSTELLAZIONE DEL TORO
siamo ora dire con soddisfazione che
abbiamo lavorato bene, grazie all’associazione astrofili valtellinesi, un
gruppo di lavoro fantastico con cui si
è operato con serenità, professionalità
e tanto entusiasmo.
Per quanto riguarda le attività scientifiche sono stati fatti notevoli passi
avanti in questi anni, con la progettazione di un software per le riprese di
Asteroidi e Neo (asteroidi potenzialmente pericolosi causa la loro orbita
che può intersecarsi con quella del
nostro pianeta). Siamo riusciti ad effettuare più di un centinaio di riprese,
ed avere la conferma della loro veridicità da parte dell’ente superiore MPC
(Minor Planet Center).
Vi invitiamo a consultare queste attività nella sezione “attività scientifiche”
del sito dell’Osservatorio.
Si è lavorato molto anche in campo
della fotografia estetica, sicuramente
materiale che verrà in futuro raccolto
e messo a disposizione degli interessati.
Da parte mia ringrazio di cuore tutti i
volontari e gli appassionati che hanno
contribuito alle attività dell’Osservatorio, in particolare i membri dell’Associazione Astrofili Valtellinesi, e l’Amministrazione Comunale di Ponte in
Valtellina, sempre attenta e disponibile per la realizzazione di progetti e attività di promozione, quali ad esempio
il raduno nazionale di astrofili giunto
anch’esso alla sua terza edizione.
Nell’augurare un felice Anno Nuovo
a tutti i lettori di Ponte informa rinnovo l’invito a visitare l’Osservatorio
Astronomico Giuseppe Piazzi anche
nel 2014!
Il Direttore dell’Osservatorio
Rino Vairetti
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Ponte informa
Festa dei nonni 2013
Domenica 10 novembre abbiamo celebrato, per l’ottavo anno consecutivo, la festa dei nonni, una ricorrenza per festeggiare il ruolo e la figura dei nonni all’interno della nostra vita familiare; una presenza silenziosa ma molto preziosa.
L’Amministrazione Comunale tutti gli anni vuole promuovere questa iniziativa perché è un modo per dire “grazie” ai
nonni che con amore e dedizione sono vicini ai propri nipoti e alle loro famiglie.
La giornata ha avuto inizio con la Santa Messa, seguita dal pranzo offerto dall’Amministrazione Comunale e preparato
con cura da alcuni componenti del Coro Vetta, sempre disponibili e sensibili per questa iniziativa. A loro va il nostro
ringraziamento.
Nel pomeriggio Carino con la sua fisarmonica ha fatto cantare con entusiasmo i nonni presenti, anche a lui un grazie per
la sua disponibilità. La giornata si è conclusa in allegria con l’augurio di rivederci tutti ancora l’anno prossimo.
Borse di studio
L’amministrazione Comunale di Ponte
in Valtellina si congratula con i vincitori
delle Borse di Studio comunali
Silvia Andreossi
e Loris Pedrotti
che hanno superato
l’esame di maturità
Elena Scibona,
Gloria Andreossi,
Alice Marchetti,
Francesca Sertori
e Davide Motti
per i brillanti
risultati
ottenuti nell’anno
scolastico 2012/2013
Dicembre 2013
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Dalla Biblioteca “Libero Della Briotta”
Corsi in Biblioteca
Anche per l’anno 2013/2014 la Biblioteca comunale grazie alla
preziosa collaborazione degli insegnanti Ermanno Moltoni
per quanto concerne il corso di Musicainfasce, di Luisa Anna
Bertoletti e Gregorio Gianatti per quelli di Tedesco, Inglese e
Spagnolo, ha proposto dei corsi che stanno riscuotendo grande
interesse nella cittadinanza.
Dopo aver dato spazio nello scorso numero a Ermanno Moltoni,
che con efficacia ha presentato il metodo di insegnamento da lui
proposto, in questo numero siamo lieti di ospitare gli scritti di
Luisa Anna Bertoletti e Gregorio Gianatti per un breve resoconto
della loro attività.
Wie bestellt man ein Glas Wasser
und ein Stück Apfelstrudel? Alle zum
Deutschkurs!
Imparare una lingua non è soltanto utile,
ma è anche gratificante ed è motivo di
soddisfazione.
È risaputo che lo studio delle lingue straniere apre alla
conoscenza dei popoli e delle culture; questa consapevolezza unita alla grande passione per la lingua tedesca mi
ha indotto, in questi ultimi anni, a proporre anche agli
adulti lo studio di questa lingua. L’ho conosciuta su banchi di scuola, l’ho trovata interessante per la sua solida
struttura grammaticale e sintattica, mi sono a lungo dedicata alla lettura di opere letterarie in lingua originale e,
quando, dopo il conseguimento della laurea, ne ho avuto
l’occasione - anche per motivi professionali – ho sperimentato di avere una soddisfacente padronanza lessicale e grammaticale. Per questo, negli ultimi due anni,
grazie anche alla disponibilità della Biblioteca Comunale di Ponte – da sempre attenta a esperimenti culturali
(già da tempo vi si tengono corsi di inglese e spagnolo) – ho proposto dei corsi di livello diverso finalizzati
all’apprendimento di fondamentali strutture di base tali
da assicurare la comprensione di facili comunicazioni e
testi, ma anche l’espressione di richieste di informazioni
nel caso di un viaggio all’estero.
È una soddisfazione vedere persone di età e provenienza
diverse, di preparazione culturale differente, ugualmente
interessata a cimentarsi nell’apprendimento del tedesco!
Come già accennato, è una lingua molto strutturata per
cui sarebbe preferibile poter fare un studio sistematico
attento alle regole, alla sintassi, alla morfologia. La durata dei corsi non consente questo tipo di didattica. Se però
gli interessati ne avessero la volontà, posso assicurare la
mia disponibilità anche in questo senso. D’altra parte ho
anche verificato che un approccio “leggero” sdrammatizza lo studio di una lingua da molti considerata ostica.
Frohe Weihnachten!
Luisa Anna Bertoletti
Non nascondendo tutte le difficoltà legate all’apprendimento,
fare progressi e scoprire di essere in grado di viaggiare all’estero senza problemi, tradurre il testo di una canzone, seguire
la tv o leggere giornali in lingua appaga gli sforzi dello studio.
Per questo motivo da alcuni anni, accanto al mio lavoro di
docente agli alunni di scuola superiore, propongo corsi di lingua inglese e spagnola presso la Biblioteca comunale di Ponte
in Valtellina, il mio paese.
Durante questi “percorsi linguistici” ho cercato di proporre ogni anno idee diverse corrispondenti alle differenziate
esigenze degli utenti: corsi di grammatica base ed avanzata,
approfondimento della lingua inglese e spagnola attraverso i
testi delle canzoni e aforismi in lingua, spagnolo turistico attraverso la presentazione di alcune città, un corso “sperimentale” di globish, versione semplificata dell’inglese che si prefigge di usare solo i termini e le frasi più comuni della lingua.
Le lezioni partono a metà ottobre e proseguono fino a maggio.
Quest’anno i corsi di inglese e spagnolo proposti e tenuti
nell’auditorium della Biblioteca hanno come scopo quello di
sviluppare, attraverso l’uso di video ed esercizi di ascolto, le
diverse competenze linguistiche.
Durante questi corsi si sono creati dei gruppi affiatati e sono
nate anche delle piacevoli amicizie che ci hanno portato a
testare sul campo la conoscenza linguistica attraverso delle
gite della durata di tre giorni a Londra, Madrid, Barcellona,
Valencia e Saragozza.
E’ bello vedere gente di età e motivazioni diverse, provenienti
da differenti zone della provincia incontrarsi e stringere rapporti di amicizia attraverso lo studio di una lingua che genera
ampliamento degli orizzonti, aperture, confronti e cultura.
Gregorio Gianatti
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Ponte informa
Premio Giuseppe Piazzi
Nelle corde di un paese
Il premio Giuseppe Piazzi per l’arte al M° Stefano Grondona
L’idea alla base del riconoscimento era
che fra Ponte in Valtellina e il maestro
chitarrista Stefano Grondona fosse
avvenuto un incontro eccezionale,
particolare, unico, irripetibile. Ben lo
coglie il sindaco Franco Biscotti nella chiusa del suo intervento, quando
scrive: “Già, Ponte in Valtellina che si
è caratterizzato nella storia valtellinese
e valchiavennasca per aver “esportato”
numerosi personaggi illustri… questa
volta vuole celebrare un “forestiero”.
Sarà il segno dei tempi che cambiano,
ma ci va bene così! La fama mondiale
ottenuta da Grondona con la sua attività, merita un giusto riconoscimento
da parte della cittadina ove il musicista
ha eletto la propria residenza. Il legame con il nostro passato lo vogliamo
mantenere attribuendo a Stefano un
premio che si ispira a Giuseppe Piazzi, proprio uno di quei figli di Ponte di
cui tanto andiamo fieri”.
La storia dell’incontro del grande musicista con il borgo montano ebbe inizio nel 1985, quando Natale Petruzio,
degno erede della secolare tradizione
musicale pontasca, con il suo “entusiasmo di giovane chitarrista” invitò
Grondona a suonare a Ponte, e questo
fu solo il felice preludio cui seguirono 15 anni di Masterclass, numerosi
concerti, registrazioni di CD e la stesura, in collaborazione con il liutaio
(pur esso adottato pontasco) Luca
Waldner, del fondamentale volume La
chitarra di liuteria.
Cosicché s’è giunti, la mattina dello
scorso 24 novembre nella sala gremita del Teatro Comunale, al suggello
ufficiale di questo “navigato” rapporto fra Ponte e Grondona, sempre più
arricchito da frequentazioni e amicizie. Ha introdotto Natale Petruzio,
rievocando i momenti salienti di una
eccezionale esperienza musicale che
il Maestro ha saputo donare al paese,
facendogli anche ospitare e promuovere eventi che l’hanno posto al centro della cultura chitarristica mondiale. Poi, accolto da calorosi applausi,
Grondona ha occupato il proscenio e
con la mitica chitarra “Torres 111” ha
eseguito pezzi di Froberger (Tombeau
de monsieur Blancrocher), Scarlatti (Sonata) e Granados (Dedicatoria,
Danza Andalusa, La maya de Goya).
E’ seguito il conferimento del premio
da parte del Sindaco che, indossata la
fascia tricolore, ha consegnato al Maestro un’acquaforte eseguita in unico
esemplare dall’artista tiranese Marilena Garavatti. A Grondona ha poi
rivolto parole d’amicizia il Presidente della Biblioteca comunale Claudio
Franchetti e quindi gli è stato presentato un booklet (libretto simile a quelli acclusi ai CD musicali) prodotto
per l’occasione nel quale, oltre a vari
interventi e alla biografia e discografia dell’artista, è contenuto un saggio
titolato Il suono del gesto, ovvero,
l’interprete romantico. In esso Massimo Mandelli ragiona e si confronta
con l’arte del musicista corredando lo
scritto con una serie di sue fotografie
dove nel ritrarre Grondona mentre discorre di Bach è evidente il rapporto
essenziale del Maestro fra la gestualità
e l’emissione fonica della parola, così
come è il fisico “tastar de corde” che
sovrintende all’emissione sonora della chitarra. Non poteva mancare, per
finire, l’omaggio del Coro Vetta, uno
dei più prestigiosi e concreti simboli
dell’amore pontasco per la musica, che
ha eseguito, da par suo, alcuni canti di
montagna arrangiati da Arturo Benedetti Michelangeli.
Il premio conferito a Stefano Grondona si può allora pensare come una
questione di corde che si sovrappon-
Dicembre 2013
gono: quelle fatte virtuosamente vibrare dal gesto interpretativo del musicista nell’ottima acustica del Teatro
Giuseppe Piazzi e quelle virtuali cui s’è
ispirato Ponte in Valtellina per rendergli onore e che derivano dalla volgarizzazione del detto latino est in meus
cordis, “sta nel mio cuore”, tradotto nel
maccheronico “sta nelle mie corde” nel
senso dell’affetto o della riconoscenza
per una persona apprezzata o amata.
Del resto, dove Stefano Grondona ha
praticato la sua arte interpretativa ha
sempre lasciato il segno: in Giappone,
in cui al seguito di numerose tournée
è stato istituito un premio a suo nome
ed è nato un fans club a lui dedicato,
a Barcellona dove gli è stata conferita
la prestigiosa Croce di San Giorgio, la
massima onorificenza catalana, e infine, appunto, a Ponte Valtellina, dove
Stefano, che è nato a Genova, vissuto
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a Roma, insegnante a Vicenza e che è
perennemente disperso fra i suoi molteplici impegni artistici, ha trovato il
suo luogo dell’anima, il luogo dove
tornare; la rustica dimora in cui, al
cospetto della scenografia orobica baciata dal sole, egli lascia vagare i propri pensieri e la propria sensibilità di
uomo/artista.
mcmf
Il libro, un prezioso compagno
già dai primi mesi di vita
Il linguaggio è un elemento fondamentale per l’essere
umano, si potrebbe quasi dire una funzione vitale.
Affermati studi scientifici hanno dimostrato che il
bambino inzia a sentire ed apprendere il linguaggio
quando è ancora nella pancia della mamma. Per questo
motivo è ritenuto importantissimo iniziare da subito a
parlare con i neonati, senza preoccuparsi di instaurare
un dialogo vero e proprio, ma anche come spontaneo
gesto di affetto.
Anche per motivi fisiologici (soprattutto per quanto
riguarda lo sviluppo del cervello) i primi anni di vita
vanno visti come un arco temporale preziosissimo per
sviluppare le abilità linguistiche, ed è per questo che è
fondamentale iniziare a leggere ai bambini molto presto.
Il momento della lettura ad alta voce rappresenta inoltre
un’opportunità di arricchire la relazione tra bambino e
genitori, innescando così un circolo virtuoso di reciproco
rafforzamento tra l’aspetto cognitivo e quello affettivo.
È con questa consapevolezza che la Biblioteca Comunale
“Libero Della Briotta” aderisce al progetto nazionale “Nati per Leggere”
(maggiori informazioni al sito www.natiperleggere.it) regalando ad ogni
nuovo nato nel Comune di Ponte in Valtellina “Guarda che faccia”, un
libro piccolo, robusto e colorato, pensato apposta per i bambini di pochi mesi, che permette loro di familarizzare piacevolmente con l’oggettolibro, nella speranza che essi crescendo continuino a sfogliare e leggere
libri. Infatti assieme al libro “Guarda che faccia” viene consegnato un
vademecum per i genitori (realizzato dalla Provincia di Sondrio) in cui
è suggerito un percorso di letture da fare assieme fino alla soglia dell’ingresso nel mondo della scuola, attraverso varie tipologie di libri che tra
l’altro possono essere presi in prestito gratuitamente in biblioteca.
Invito quindi genitori, nonni, zii e tutti coloro che accudiscono neonati e
bambini a recarsi in biblioteca per cogliere al meglio questa opportunità.
Il bibliotecario Michele Bartolini
Per qualunque informazione ricordiamo
che la Biblioteca Comunale è in Piazza
Libero Della Briotta, tra la chiesa di
Sant’Ignazio e la scuola media.
La biblioteca è aperta il martedì, venerdì
e sabato dalle 14 alle 18;
il mercoledì e giovedì dalle 9 alle 12,30.
Telefono: 0342 489017
[email protected].
so.it - Facebook: Biblioteca Ponte.
www.biblioponte.eu
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Ponte informa
Dalla Biblioteca “Libero Della Briotta”
Enrico Guicciardi …una storia
Si sono concluse con la presentazione del volume Enrico Guiccardi …una storia le celebrazioni per il 200° della nascita di Enrico Guicciardi.
Sabato 4 maggio 2013 al termine delle manifestazioni di Ponte in Fiore, in un
Teatro comunale gremito è stato presentato il volume che chiude le celebrazioni
inaugurate il 12 maggio 2012, culminate con una settimana di manifestazioni
tenutesi dal 3 all’ 11 novembre, di cui abbiamo dato ampio risalto nel numero
del dicembre 2012.
Il volume curato con grande competenza e passione
da Marco Azzola Guicciardi, Maria Lorenza Bertoletti e Augusta Corbellini, traccia - grazie ai documenti depositati presso l’archivio di famiglia - la vita
avventurosa e intensa di Enrico Guicciardi dalla nascita il 6 novembre 1812, alla morte avvenuta a Ponte
il 1° luglio 1895.
Come per i volumi pubblicati in passato, anche per
questo, la Biblioteca comunale in accordo con il
Comitato per le celebrazioni, ha ritenuto di dare la
possibilità ai cittadini di Ponte che lo desiderano di
ricevere una copia in omaggio.
Chi fosse interessato ad averla deve compilare il modulo qui riportato, quindi recarsi in Biblioteca nei
normali orari di apertura: (martedì, venerdì e sabato dalle 14 alle 18, mercoledì e giovedì dalle 9 alle
12,30). Il Bibliotecario sig Bartolini sarà ben lieto di
consegnare la copia e di presentare le novità librarie
e i molteplici servizi offerti dalla nostra Biblioteca
Comunale.
Il presidente
Claudio Franchetti
Il sottoscritto
...........................................................................................................................................................................................................................................................................................................
Residente a Ponte in Valtellina in via ........................................................................................................................................................................................ n°..........
e-mail ...........................................................................................................................................................................................................................................................................................
Ritira la propria copia del volume
Enrico Guicciardi ...una storia
Ponte in Valtellina li …………..................................………........Firma …………......................................................................………........
NORME PER LA RACCOLTA DEI RIFIUTI
Ponte centro - Casacce - Carolo - Sazzo
RACCOLTA DEL VETRO “PORTA A PORTA”
La raccolta viene effettuata ogni 21 giorni, il giovedì evidenziato con il disegno di una bottiglia sul calendario. La raccolta del vetro
“porta a porta” avviene unicamente con gli appositi mastelli URBA 35 che consentono un adeguato riempimento da parte degli
utenti. Per motivi di sicurezza non verranno ritirati vetri raccolti in altri tipi di contenitori.
La dimensione del contenitore è adatta per la raccolta del vetro di scarto di una famiglia media nell’arco di tre settimane, in caso di
maggiori necessità degli utenti o di rottura del mastello, sarà possibile ritirare un secondo contenitore in municipio, a pagamento.
La nuova raccolta del vetro porta a porta ha consentito di eliminare dal centro storico e dalle frazioni di Casacce, Carolo e Sazzo le
campane del vetro con un conseguente miglioramento del servizio e del decoro urbano.
Sarà sempre possibile per i cittadini portare il vetro presso la piazzola ecologia in località Chiurasca il giovedì dalle ore 8,00 alle 10,00
e il sabato dalle ore 8,00 alle 12,00.
Per gli esercizi pubblici, bar e ristoranti, la raccolta del vetro “porta a porta” non è prevista, dovranno continuare a consegnarlo
presso la piazzola ecologica in località Chiurasca negli orari di apertura sottoindicati.
✔ RACCOLTA RIFIUTI SOLIDI URBANI - SACCO NERO
Si effettua una volta alla settimana ogni lunedì (controllare il calendario in caso di festività)
✔ RACCOLTA RIFIUTI INGOMBRANTI
Si effettua il 1° sabato di ogni mese (controllare il calendario in caso di festività)
✔ RACCOLTA DIFFERENZIATA I rifiuti riciclabili devono essere puliti e/o sciacquati
CARTA:
PLASTICA:
VETRO:
PILE:
FARMACI:
La raccolta si effettua ogni 15 giorni, il giovedì evidenziato in giallo sul calendario
La raccolta si effettua ogni 15 giorni, il giovedì evidenziato in azzurro sul calendario
La raccolta si effettua ogni 21 giorni, il giovedì evidenziato con una bottiglia
sul calendario
Gli appositi contenitori si trovano in via Roma (piazza del mercato), in via Ginnasio, in via Cavour e in via Fiorenza, possono essere introdotte pile esauste
L’apposito contenitore si trova all’ingresso dell’ambulatorio medico, presso il municipio di Ponte in Valtellina, possono essere introdotti tutti i farmaci scaduti
PIAZZOLA ECOLOGICA IN LOCALITÀ CHIURASCA
Orari di apertura: giovedì ore 8,00 - 10,00 - sabato ore 8,00 - 12,00
(Si invitano gli utenti a controllare il calendario: in caso di festività anche la piazzola ecologica in loc. Chiurasca sarà chiusa)
POSSONO ESSERE CONFERITI:
✔ I rifiuti oggetto della raccolta differenziata (carta - plastica - lattine - vetro), escluse pile e farmaci,
✔ RIFIUTI FERROSI ✔ RIFIUTI INGOMBRANTI ✔ BATTERIE ESAUSTE DI AUTOMOBILI
✔ FRIGORIFERI, TV, VIDEO, COMPUTER, STAMPANTI, LAMPADE NÈON, TONER
✔ SECCHI E LATTE DI VERNICE VUOTI (preventivamente svuotati anche da eventuali residui secchi)
✔ LEGNO: mobili (senza parti metalliche), cassette per frutta, bancali e pallet, serramenti (senza vetri e maniglie)
✔ SANITARI wc, lavandini e bidet (senza rubinetteria) (per i quali è previsto un costo di smaltimento per ogni elemento pari a 5 euro) piatti, stoviglie e tazzine in ceramica.
SFALCI VERDI (sfalci, erba e foglie non allo stato putrescibile privi di rami con diametro superiore a 3 cm. ripuliti da
terra, sassi ecc.). La raccolta è prevista dal 6 aprile al 30 novembre, ogni quindici giorni, il sabato evidenziato con un
rettangolo verde sul calendario dalle 15,00 alle 17,00.
Raccomandiamo agli utenti di NON recarsi alla piazzola nei suddetti orari pomeridiani con altri tipi di rifiuti che non
potranno essere ritirati il sabato pomeriggio.
NON POSSONO ESSERE CONFERITI: Materiali provenienti da demolizioni o di cantiere. Potature di piante e
siepi, rami di diametro superiore a 3 cm, legname, pneumatici usati.
Per agevolare le operazioni di scarico ed evitare attese e perdite di tempo si invitano gli utenti
della piazzola ecologica a separare preventivamente le diverse tipologie di rifiuti.
COMUNE DI PONTE IN VALTELLINA
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Martedì
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GENNAIO
Capodanno
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Epifania
sacco nero
sacco azzurro
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sacco giallo
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sacco azzurro
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Venerdì
FEBBRAIO
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sacco nero
sacco azzurro
sacco nero
sacco giallo
sacco nero
sacco azzurro
sacco nero
sacco giallo
sacco giallo
APRILE
sacco azzurro
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sacco nero
sacco giallo
sacco nero
sacco azzurro
Pasqua
Lunedì dell’Angelo
sacco nero
sacco giallo
Ann. Liberazione
sacco nero
DATE RACCOLTA
SACCO NERO
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SACCO GIALLO - CARTA
MAGGIO
Festa del Lavoro
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sacco nero
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sacco nero
sacco azzurro
sacco nero
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sacco nero
sacco azzurro
sacco nero
sacco giallo
sacco nero
GIUGNO
DATE RACCOLTA
SACCO AZZURRO - PLASTICA
Festa della Repubblica
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sacco giallo
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sacco nero
sacco azzurro
sacco nero
sacco giallo
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sacco azzurro
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DATE RACCOLTA
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Apertura della piazzola in località Chiurasca dalle ore 15,00 alle ore 17,00 per il conferimento degli SFALCI VERDI
RACCOLTA RIFIUTI ANNO 2014
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Domenica
OTTOBRE
sacco azzurro
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sacco nero
sacco giallo
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sacco nero
sacco giallo
sacco nero
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DATE RACCOLTA
SACCO NERO
DATE RACCOLTA
SACCO GIALLO CARTA
racc.ingombranti
sacco nero
sacco azzurro
sacco nero
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Assunzione
sacco nero
sacco azzurro
sacco nero
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NOVEMBRE
Ognissanti
sacco nero
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sacco nero
sacco azzurro
sacco nero
sacco giallo
sacco nero
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Martedì
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Domenica
Lunedì
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Mercoledì
Giovedì
Venerdì
Sabato
Domenica
Lunedì
Martedì
Mercoledì
DATE RACCOLTA
SACCO AZZURRO PLASTICA
SETTEMBRE
sacco nero
sacco azzurro
racc.ingombranti
sacco nero
sacco giallo
sacco nero
sacco azzurro
sacco nero
sacco giallo
sacco nero
DICEMBRE
sacco nero
sacco giallo
racc.ingombranti
Immacolata Concezione
sacco nero
sacco azzurro
sacco nero
sacco giallo
sacco nero
sacco azzurro
Natale
Santo Stefano
piazzola loc. Chiurasca chiusa
sacco nero
DATE RACCOLTA
VETRO
Apertura della piazzola in località Chiurasca dalle ore 15,00 alle ore 17,00 per il conferimento degli SFALCI VERDI
12
Ponte informa
Dicembre 2013
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Protezione Civile
E’ stato un altro anno di intenso lavoro per il gruppo di volontari di protezione civile di Ponte in Valtellina. Numerosi gli interventi di manutenzione
messi in campo sul territorio in collaborazione con
l’Amministrazione Comunale, le uscite per esercitazioni e per attività di sostegno a manifestazioni di
carattere sovra comunale.
Ai volontari, al Capogruppo A.N.A. Giacomo Beltramini, al Coordinatore Ido Moltoni, va un sentito
ringraziamento da parte dell’Amministrazione Comunale per l’attività svolta e per l’attaccamento al
territorio.
Nella foto l’intervento di pulizia e manutenzione dell’alveo Buttigiana.
Un giovane servizio
per l’anziano moderno…
Ha aperto a maggio, dopo gli ultimi interventi di ristrutturazione al piano terra il “Centro Diurno per Anziani” della Casa di Riposo Costante
Patrizi. E’ aperto dal lunedì al sabato dalle ore 8,30 alle ore 19,30.
Per informazioni è possibile rivolgersi presso gli uffici della Casa di Riposo in Piazza Luini n.5, telefono 0342.482240
Ramaglie e
teleriscaldamento
Si informa che in località Madonna di Campagna si potranno conferire a partire dal 10
gennaio 2014 ramaglie e potature da avviare al teleriscaldamento.
Si raccomanda di controllare
che il materiale non contenga
ceppi, radici, fili di ferro ecc. e
che il diametro delle ramaglie
non sia superiore ai 3 cm.
Il mancato rispetto delle presenti prescrizioni comporterà
la sospensione del servizio.
L’area rimarrà aperta fino al 21
marzo 2014.
Adeguamento Scuola per Edili
La presenza della scuola per edili, oggi gestita dal Centro di Formazione Professionale di Sondrio, fa parte
della storia del nostro paese.
Attualmente i corsi pratici dell’intero ciclo si svolgono
all’interno del capannone situato nei pressi del centro
scolastico comunale. La struttura realizzata a fine anni
’70 necessita ora di importanti interventi di manutenzione che verranno eseguiti per una spesa complessiva
di 180.000 euro. L’intervento, finanziato grazie al contributo dell’Amministrazione Provinciale, prenderà il
via nei prossimi mesi e consentirà il rifacimento della
copertura, il restyling esterno con la sostituzione degli
infissi e l’ampliamento del piazzale di accesso e contestualmente permetterà di adeguare alla normativa sulla sicurezza gli ingressi dei locali destinati alla mensa
situati al piano terra dell’edificio convitto.
14
Ponte informa
IV novembre
Celebrata anche quest’anno la festa
dell’Unità Nazionale e delle Forze
Armate alla presenza di due reduci
del Secondo conflitto mondiale alla
cerimonia di Ponte e uno a quella
di Sazzo (sono ancora quattro gli
iscritti alla locale sezione). Nel suo
discorso il Sindaco, oltre ad aver
ricordato il sacrificio dei caduti di
tutte le guerre, ha invitato a riflettere sull’emergenza dei clandestini
che raggiungono le coste del nostro paese con motivazioni diverse
rispetto a quelle di alcuni anni fa,
non esclusivamente alla ricerca di
lavoro ma spesso solo in transito
verso altri paesi, in fuga da guerre
che imperversano nei loro luoghi
di origine.
Popolazione di
Ponte in Valtellina
al 30 novembre 2013
Popolazione residente all’01.01.2013
2340
Popolazione residente al 30.11.2013
2356
Nati19
Morti25
Differenza fra nati e morti
-6
Immigrati72
Emigrati50
Differenza fra immigrati ed emigrati
+22
Incremento o decremento
+16
Matrimoni4
PONTE INFORMA
Notiziario dell’Amministrazione Comunale di Ponte in Valtellina
Direzione e Redazione: Municipio di Ponte in Valtellina, Via Roma, 12
Editore: Comune di Ponte in Valtellina, Via Roma, 12
[email protected]
Grafica e Stampa: Tipografia Bettini via Spagna, 3 - Sondrio
Direttore Responsabile: Augusto Fanchi (iscr. 6656/04)
Autorizzazione del Tribunale di Sondrio n. 251 del 19.10.1994
Dicembre 2013
15
Nuovo campo sportivo Ginnasio
Domenica 1 settembre 2013 è stato inaugurato il nuovo campo
sportivo in erba sintetica, con annesso campetto polivalente,
denominato “Ginnasio”. L’opera di riqualificazione dell’intera area,
voluta per consentire ai giovani di disporre di una struttura moderna
ed adeguata, è stata realizzata con l’importante sostegno economico
della Comunità Montana Valtellina di Sondrio e della Provincia di
Sondrio per circa 350.000 euro.
Su campi d’erba azzurra, baciati dalla luna…
memorie e malinconie, rotolanti dietro un pallone da calcio
I scéspet non ci sono più.
Indugio con lo sguardo sul nuovo
campo da gioco in erba sintetica: un
bigliardo (lo si calpesta con cautela,
per il timore, quasi, di rovinarne la superficie).
I scéspet erano il nostro terrore; ne
era disseminata buona parte del terreno di gioco, eccezion fatta per le due
aree, allora deserti sassosi complici
della rovina dei nostri gomiti e delle
nostre ginocchia. Se tentavi uno stop,
c’era subito lui, il scéspet, a sporcarti
l’impatto della palla con il terreno; se
tentavi un passaggio ‘a filo d’erba’ (ma
quale filo d’erba?) era frequente e inevitabile che ne incocciassi tutta una
serie, pronta a deviare la traiettoria del
tuo passaggio, consegnandoti a una
figura meschina quando finivi con il
favorire un avversario.
I germi della nostra “Pontese”, parlo
di quella che mi contò fra gli atleti,
era nata inconsapevolmente sui prati
del Rombello dove la mia squadra di
signorini (i più con le scarpe da ginnastica ai piedi, le mitiche “Superga”)
si confrontava con quella atleticamente e fisicamente più dotata capitanata
dal Giorgio ‘Calimero’, il più efficace
ambidestro, non solo di queglianni
(1952/1953?). Mai ci riuscì di vincerli, quelli della ‘Chiesa in dentro’, anche
perché fra loro giocava, da terzino, il
temutissimo Bési, due carri armati ai
piedi, in grado di dissuadére dal contatto anche i più agguerriti e capaci
degli avversari.
Un poco cresciuti, iniziammo a giocare sul terreno del ‘Campo sportivo
comunale’, quello ora rimesso a nuovo; lo si utilizzava prevalentemente ‘di
traverso’, tre contro tre, quattro contro
quattro, secondo il numero dei ragazzi presenti: alla squadra più debole
era concesso il soprannumero di una
schiappa (a volte ebbi l’onore di figurare fra queste, pur di poter dare due
calci). Si giocava per ore, nel tardo pomeriggio e le partite finivano sempre
con punteggi a due cifre: mi ricordo
un 38 a 32, roba da Guinness dei primati.
Esordii, nel 1954, in “Gesa in int –
Gesa ‘n fö”: poco più che tredicenne,
mi misero in squadra probabilmente
come riempitivo, impossibilitati al-
16
Ponte informa
trimenti a ‘raggiungere il numero legale’ per comporre una squadra di 11
elementi. Ci sognai per giorni: ma il
mio sogno durò lo spazio di una decina di secondi. Questa, m’immagino,
la radiocronaca dell’evento: “Calcio
d’inizio, palla dal Giorgio Calimero
al Giorgio Picceni; il Giorgio Picceni,
scarpe in tela Superga n. 37, stoppa la
palla, alza un attimo lo sguardo per
valutare a chi passarla, e…tackk!! Un
panzer della ‘Chiesa in fuori’ gli appioppa un pestone, massacrandogli il
piede destro: fine della festa”; e senza il
contentino di un’ammonizione.
Su quel campo ho vinto tanto, perso di
più; mi sono arrabbiato e disperato, a
volte sopra le righe, e parecchio gioito.
Compagni e allenatori (maestri,anche,
di vita: il Siro, in particolare) mi hanno insegnato a preferire, all’egoismo
del dribbling, la generosità di un
passaggio smarcante, per favorire un
compagno messo nella condizione
migliore per ‘segnare’.
Usavamo palloni di cuoio a dodici
spicchi, con la stringatura che imbrigliava all’interno la camera d’aria, gonfiata grazie a un tubetto e una valvola
collegati a una pompa da bicicletta:
una sfera, per modo di dire, dai rimbalzi imprevedibili; che s’inzuppava
d’acqua, a triplicarne il peso, quando
si giocava sotto la pioggia (per quanto
accuratamente ‘untata’ con la sùngia
che ci aveva regalato il ‘Cesarin’); e
c’era da raccomandarsi alla Madonna
GESA IN INT
(per chi ci credeva) che non ti arrivasse un cross: e se ciò, malauguratamente, accadeva, non ti potevi sottrarre
all’impatto, se non volevi passare per
timoroso, riportandone tuttavia sulla fronte gli esiti nefasti, una specie
di marchio inciso in profondità sulla
pelle; lì per lì, un dolore indicibile, attenuato tuttavia dalla possibilità di poter esibire orgogliosamente, nei giorni
successivi, quelle ‘stimmate sportive’
quasi fossero una medaglia al valore.
Quei ‘vecchietti’, che hanno calcato il
terreno del ‘Comunale’, nati fra il 1933
e il 1960, gli ‘enta’ e gli ‘anta’– me compreso - sono stati invitati a una rentrée
nostalgica dall’Ermanno, per ricordare i tempi andati e sfidarsi ai calci di
rigore (s’era azzardata, inizialmente, la
proposta di disputare una mini partita, convenendo poi, pragmaticamente,
che non ne fosse proprio il caso, adducendo come alibi di tale decisione
la mancanza, in loco, di un adeguato
‘pronto soccorso’ con annesse sale di
rianimazione).
Invito, nella versione “calci di rigore”,
invece,sùbito simpaticamente accettato.
E i “rigori” li abbiamo calciati davvero,
la sera di San Maurizio, su un campo
da sogno.
Alcun giorni prima si era addirittura
tentato un allenamento, per ri-prendere confidenza con l’oggetto che, se
un tempo (quanto lontano!) trattavi
accarezzandolo anche con una certa
maestria, ora sembrava ribellarsi ai
tocchi dei piedi e prendere traiettorie
che sfuggivano alle tue intenzioni. Ci
siamo cimentati in una decina di tentativi: ma già un problema era centrare
la porta e farvi giungere il pallone superando undici lunghissimi metri (ma
non saranno stati di più?).Avvertendo,
dopo il quarto, quinto tentativo, strani
affaticamenti alle gambe, evidenti presagi di strappi muscolari.
In pochi sono mancati a questo appuntamento pre-gara, perché era diffusa, per quanto discretamente celata,
la curiosità di mettersi alla prova, di
misurarsi preventivamente con le difficoltà e, quindi, contenere al minimo
il rischio (tuttavia pressoché certo) di
fare una brutta figura, solleticati da
quel minimo d’orgoglio e di narcisismo che alberga in ognuno di noi.
Chi in tuta, chi azzardando addirittura
calzoncini che lasciavano intravedere
porzioni modeste di gambe bianchissime e muscoli non più scolpiti; e che
nascondevano (trattenevano, sarebbe
dir meglio) a fatica pancette prominenti; capelli bianchi, quando c’erano;
visi solcati da rughe: tracce palesi di
ormai venerabili età sportive. Senza
dire di sommessi parlottii, allusivi di
recenti operazioni all’anca, di protesi
alle ginocchia, di fasce elastiche, pancere...
Ci è si guardati e riguardati nel trattare
Dicembre 2013
il pallone, ci si è conosciuti o ri-conosciuti, impegnati nel produrre il meglio di sé, ma impediti - nel fare - da
una goffaggine che trovava nel fisico,
appesantito o mortificato da qualche
acciacco e non più uso ai nuovi ‘sforzi’,
un ostacolo - invece che uno strumento - per rispondere ai comandi di cervelli dai riflessi ormai rallentati.
Poi, la sera della gara. Organizzata alla
grande, numeroso e caldo il pubblico presente. Indossata la divisa negli
spogliatoi, ove ognuno di noi si liberava dai vestiti (con fare circospetto,
trattenuti da quel certo pudore che ci
ricordava una lontana ‘prima volta’),
calzate le scarpe da gara (?) si è entrati
in campo, imitando una cerimonia da
‘Coppa dei Campioni’, ciascuno di noi
accompagnato da un ragazzino, pure
in divisa, calciatore delle squadre giovanili della Pontese.
Ci siamo schierati a metà campo, con
i dirigenti e gli allenatori che ci hanno séguito negli anni; il pubblico ci ha
sommerso di applausi, ci hanno fotografato, parecchio (e ho durato non
poca fatica a trattenere il respiro per
cercar di apparire meno pesante di
quanto lo sia realmente: sforzo rivelatosi vano, come ho potuto poi constatare nel verificarne il risultato dalle
fotografie).
Quindi la gara: al fischio di un arbitro
‘vero’ i calciatori delle due squadre, a
chiamata, alternandosi, hanno battuto
ciascuno due calci di rigore, sottoli-
GESA I FÖ
neati dagli applausi dei tifosi di parte
e dai fischi degli avversari. Noi della
Gesa ‘n fö abbiamo perso, per poco,
pur essendo stati in vantaggio, ad un
certo punto della gara. Una resa tutto
sommato dignitosa alla mia prestazione meglio non accennare (la ruggine
ha inciso oltre il lecito); di quella di altri, parecchi, merita invece sottolineare l’ancor eccellente trattamento della
palla, la precisione nel tiro, la freddezza nell’eseguirlo e una certabuona
dose di intelligente autoironia.
Alla fine, per fare le cose in grande, ci
hanno anche premiato: a noi, “arrivati secondi”, è toccato un medaglione
d’argento che ora fa bella mostra nel
mio studio, guardato con invidia da
mio nipote che vorrebbe appropriarsene (Matteo pensa che sia stata attribuita anche la medaglia di bronzo, al
terzo classificato; non ho voluto approfondire la faccenda segnalandogli
che s’era giocato solo in due, per non
perdere quel tantino di stima che, con
quell’argento mi ero ‘faticosamente’
meritato).
Come poteva finire la serata se non
con una pizzoccherata? Così è stato,
infatti. E nel progredire della cena,
complici la bontà delle pietanze e il
vino non lesinato, ci si infervorava a
parlare di sfortuna, di pali sfiorati,
di saette all’incrocio, palombelle alla
‘maledetta’. Cose che avevamo visto
solo noi, già pronti a impostare le trame di nuove leggende che, in seguito,
17
avremmo ripreso aggiungendo o togliendo ai fatti reali quelli che la fantasia, nelle varie circostanze, ci avrebbe
suggerito.
Era tardi quando ci siamo salutati
lanciandoci promesse per la gara che
avremmo dovuto disputare l’anno
prossimo. Salendo in macchina m’è
caduto di tasca il portafoglio e ne è
uscita la carta d’identità. Nel raccattarla si è aperta, ne ho dato un’occhiata all’interno, e mi sono rivisto in una
fotografia datata…
Approfittando della luce di cortesia
mi sono guardato nello specchietto
retrovisore; e vi ho colto l’attimo di un
sorriso lieve di malinconia. Già, l’anno
prossimo…
Alla lista dei ricordi, cui dovremo
sempre più aggrapparci con l’avanzare
degli anni, si aggiunge ora questa particolarissima serata; una serata per ricordarsi e, soprattutto, per ricordare i
compagni e amici della cui presenza il
destino ha voluto privarci anzitempo,
dei quali evito la singola citazione per
non incorrere nel rischio di dimenticarne.
Ora, vicino a questo vellutato prato
verde, se socchiudo gli occhi, mi pare
di ‘ri-vederli’, quei compagni, giocare
‘in notturna’ su lontani campi dall’erba
intensa d’azzurro, baciati dal chiarore
della luna…
In partite ove è sconosciuto il sapore
della sconfitta.
gpg
18
Ponte informa
Dall’Associazione Amici Anziani
Vent’anni di attività
Era un pomeriggio del mese di
maggio del 1993 quando i sette soci
fondatori sottoscrissero presso lo studio del notaio Cederna, in Sondrio,
l’atto costitutivo dell’ Associazione
Amici Anziani di Ponte in Valtellina.
Questi 20 anni sono stati, per l’intera
società, ricchi di innumerevoli cambiamenti in ogni settore, di miglioramenti, ma forse anche di qualche passo indietro.
Ci troviamo tutti con venti anni in
più: di dolori, di gioie, di soddisfazioni, di traguardi raggiunti, di delusioni,
di esperienze... di vita.
Nel corso del ventennio molti soci ci
hanno lasciato, chi per vecchiaia, chi
prematuramente: li ricordiamo con
nostalgia ed affetto. Spesso ritornano
alla memoria aneddoti, frasi, battute
scambiate, sfogliando l’album delle
fotografie scattate in occasione di gite,
pranzi, incontri, vacanze: rivediamo tanti amici sorridenti e in buona
salute. Riaffiorano allora tenerezza,
commozione e rimpianto. Quando
dall’elenco si deve depennare d’ufficio
il nominativo di qualche socio, è un
momento triste e toccante.
L’Associazione prosegue, oggi
come ieri, la propria attività, nel naturale susseguirsi degli avvenimenti.
Circa quaranta persone, nel mese
di maggio, hanno partecipato alla gita
a St. Moritz: andata da Tirano con il
trenino del Bernina, su un vagone ri-
servato, ritorno in pullman, attraverso
il passo del Maloia e la Valchiavenna.
Nel gruppo, alcuni che in gioventù
avevano lavorato, come stagionali, in
Canton Ticino: i loro commenti e ricordi hanno arricchito le puntuali e
preziose spiegazioni della nostra guida Rossana.
“Ricordi quando, all’andata, a Poschiavo, ci fermavano per i controlli medici... non ci guardavano tanto quando
ritornavamo!”
“Oggi non abbiamo le valigie!”
Quante emozioni quando, in pullman,
si è attraversata l’Engadina!
Valerio si è commosso nel rivedere
il paese in cui aveva lavorato come
muratore; Camilla ha indicato il maggengo, tra i boschi, ricordando la sua
esperienza di cameriera nel ristorante che si raggiungeva attraverso
una mulattiera; Anna ha raccontato
l’espediente al quale ricorreva Maurilio quando, la sera, usciva con due
signorine e, come mezzo di trasporto,
si serviva della lambretta. Il severo codice svizzero proibiva, anche allora, di
salire in tre su una moto...il “nostro” si
atteneva scrupolosamente alle norme,
ripetendo il percorso più volte.
Nei quattro giorni di fine agosto, tradizionalmente dedicati alla
gita clou, una quarantina di soci e
simpatizzanti ha visitato la Provenza, Regione che affonda i piedi nel
Mediterraneo e la testa tra le Alpi,
ricca di suggestioni, di colori e di sapori elegantemente fusi. Nizza, Aix
en Provence, Avignone, Nimes e Arles si sono presentate in tutto il loro
splendore, fatto di aspetti contrastanti
e di un fascino particolare, risultato
dell’armonica commistione degli stili
che si sono succeduti nel tempo. Particolare ammirazione ha suscitato ad
Avignone la visita all’austero Palazzo
dei Papi, grandioso esempio di architettura gotica.
La sede, in piazza Luini, è aperta il
martedì e il giovedì pomeriggio dalle
14:30 alle 17:30.
Ci si incontra per trascorrere in serenità e in compagnia alcune ore di
svago, di diversivo alla routine quotidiana. Alcuni soci hanno cominciato
a seguire, nella palestra della Casa di
Riposo (g.c.), le lezioni di ginnastica
dolce tenute da una fisioterapista; è altresì iniziata la frequenza settimanale
alle terme di Bormio.
Si ricorda che ci si può iscrivere all’Associazione, a partire dai 55 anni: nel
corso del 2013 è stato registrato un discreto numero di nuove adesioni, ci si
augura possano ancora crescere.
Un sentito ringraziamento, per la generosa offerta elargita, va al gruppo di
ragazzi che ha utilizzato la sede per la
propria serata di festa estiva.
Il 15 dicembre, presso il ristorante “da
Nello” si è tenuto in allegria e convivialità il pranzo durante il quale i presenti si sono scambiati gli auguri di un
lieto Natale e di un sereno Anno Nuovo, che l’Associazione estende a tutti i
Pontaschi.
Dicembre 2013
19
Dall’Associazione PonteColombia
Chocolate Curt: noi e gli altri
Calendario festivo delle vacanze natalizie a Ponte in Valtellina: il 24 Dicembre Messa di Mezzanotte, il 25 festa in
famiglia con il pranzo dai parenti, e il
26? Il 26 alle ore 14.00, come ormai
da tradizione, c’è Chocolate Curt, con
PonteColombia.
Quando una manifestazione giunge
all’ottava edizione come Chocolate
Curt, incontrando sempre il favore dei
partecipanti, significa che ha qualcosa
di speciale e che ha saputo entrare a
far parte degli appuntamenti che contano della comunità.
La formula collaudata è stata la stessa:
acquisto della tazza e assaggio di cinque diversi gusti di cioccolata in cinque corti storiche del paese.
Avere successo non significa però che
sia possibile adagiarsi sugli allori: ecco
perché anche quest’anno non sono
mancati gli innesti di novità.
PonteColombia da quest’anno ha
puntato tutto sul rendere la propria
attività ancora più equa
e solidale e sostenibile.
L’associazione, anche in
occasione della annuale
vendita di arance, aveva infatti acquistato gli
agrumi da Sos Rosarno,
una cooperativa che garantisce adeguate condizioni di lavoro e una
congrua remunerazione
ai contadini. Lo schema
si è ripetuto in qualche
modo con Chocolate
Curt. Quest’anno le tazze sono state acquistate
infatti dal Commercio
equosolidale, rafforzando
anche i legami tra PonteColombia e Mondo Altro.
Se questo da una parte
ha fatto diminuire, come
ammettono gli organizzatori, il guadagno netto
da mettere a disposizione
dell’iniziativa sostenuta annualmente, dall’altro ha offerto la garanzia di non aver
alimentato sfruttamento ma anzi di
aver collaborato alla buona riuscita di
progetti delle cooperative produttrici.
Se a ciò si aggiunge la consuetudine di
usare basi di cacao equo e la sempre
importantissima collaborazione del
Consorzio Tutela Bitto e Casera, che
anche nel 2013 ha offerto il latte, si
avrà ancora più del solito la sensazione di bere una cioccolata “buona tre
volte”.
Ai partner tradizionali se ne è aggiunto uno nuovo, con Punto Ponte, che
ha proposto sciatt al cioccolato equo
fondente, il cui ricavato è andato al
progetto sostenuto da PonteColombia.
Come già per la vendita di agrumi,
anche per le cioccolate il tema era il
sostegno al trasporto scolastico e alla
mensa degli alunni della scuola di
Chapa, nel comune di Sotarà, Cauca.
Con il tempo l’obiettivo è di renderlo
totalmente autosufficien-
te, o comunque meno bisognoso di
sostegno continuo. Ecco perché parte
del ricavato non va a coprire le spese vive ma viene investito nella parte agricola della scuola (che è un po’
equivalente al nostro perito agrario)
per far sì in primo luogo che la dieta
possa essere varia e integrata con nutrienti autoprodotti, secondariamente
per portare verdura, carne e piccoli
animali da allevamento (conigli, porcellini d’india e pollame) nelle case
delle famiglie dei ragazzi. Un’opera
altamente educativa, perché incoraggia anche gli alunni ad essere i primi
responsabili degli animali.
Interessante anche il contenuto culturale.
Il tema portante, che l’Associazione ha cercato di illustrare nelle corti
del paese è quello delle migrazioni. I
valtellinesi sono stati (e in parte, tristemente, stanno tornado ad essere)
un popolo di migranti per secoli.
Già dal XVI secolo i pontaschi
erano partiti per le città, mantenendo a volte stretti legami con
il paese d’origine. L’emigrazione
di massa, quella dei contadini,
è però un fenomeno del primo
novecento, fino agli anni ’50 e ha
visto centinaia di giovani partire
con la speranza di un futuro migliore verso la Svizzera, l’America, l’Australia. PonteColombia
ha provato a tracciare un parallelo tra questa emigrazione e l’immigrazione che negli
ultimissimi decenni ha invece
riguardato la nostra regione,
trasformatasi, in meno di un
secolo, da una parte del mondo “povero” ad una regione
ricca. Testi e immagini hanno
valorizzato questo rapporto,
in cui il concetto di “noi” e
“gli altri” si sono scambiati e
si sono sovrapposti. Un modo diverso per poter
riflettere e conoscere temi di
attualità tra un sorso di cioccolata calda e un altro.
L’Amministrazione Comunale
di Ponte in Valtellina
augura a tutti
Buon Anno Nuovo
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Dicembre 2013 - Comune di Ponte in Valtellina