CerTus by Guido Cianciulli - Copyright ACCA software S.p.A. ANAGRAFICA LAVORO (punto 2.1.2, lettera a, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) CARATTERISTICHE GENERALI DELL'OPERA: Natura dell'Opera: OGGETTO: Opera Edile Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. Importo presunto dei Lavori: Numero imprese in cantiere: Numero massimo di lavoratori: Entità presunta del lavoro: 686´741,68 euro 2 (previsto) 6 (massimo presunto) 1087 uomini/giorno Durata in giorni (presunta): 180 Dati del CANTIERE: Indirizzo Città: Telefono / Fax: Via Crea n. 30 - Corso Allamano n. 120 Grugliasco (TO) 011.3099136 - 011.3095777 011.3094963 - 011.3111311 COMMITTENTI DATI COMMITTENTE: Ragione sociale: Indirizzo: Città: Telefono / Fax: nella Persona di: Nome e Cognome: Qualifica: Indirizzo: Città: Telefono / Fax: Partita IVA: Codice Fiscale: PROVINCIA DI TORINO - Servizio Edilizia Scolastica I Corso Inghilterra n. 7 Torino (TO) 011.8616042 011.8616459 Ing. Massimo VETTORETTI Responsabile Unico del Procedimento Corso Inghilterra n. 7 Torino (TO) 011.8616042 011.8616459 01907990012 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 2 RESPONSABILI (punto 2.1.2, lettera b, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) Progettista: Nome e Cognome: Qualifica: Indirizzo: Città: CAP: Telefono / Fax: Indirizzo e-mail: Partita IVA: Laura GARAVOGLIA Architetto Corso Inghilterra n. 7 Torino (TO) 10138 011.8616182 011.8616456 [email protected] 01907990012 Direttore dei Lavori: Nome e Cognome: DA DEFINIRE Responsabile dei Lavori: Nome e Cognome: Qualifica: Indirizzo: Città: CAP: Telefono / Fax: Indirizzo e-mail: Partita IVA: Massimo VETTORETTI Ingegnere Corso Inghilterra n. 7 Torino (TO) 10138 011.8616042 011.8616456 [email protected] 01907990012 Coordinatore Sicurezza in fase di progettazione: Nome e Cognome: Marco MORO Qualifica: Geometra Indirizzo: Corso Inghilterra n. 7 Città: Torino (TO) CAP: 10138 Telefono / Fax: 011.8616042 011.8616456 Indirizzo e-mail: [email protected] Partita IVA: 01907990012 Coordinatore Sicurezza in fase di esecuzione: Nome e Cognome: DA DEFINIRE Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 3 IMPRESE (punto 2.1.2, lettera b, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 4 DOCUMENTAZIONE Telefoni ed Indirizzi Utili. COMPLESSO SCOLASTICO "BAROCCHIO" Via Crea n. 30 / Corso Allamano n. 120 Carabinieri tel 112 - Comando di Grugliasco - Via Lamarmora n. 96 tel 011.7803814 Soccorso Pubblico di emergenza: tel. 113 Vigili del Fuoco tel. 115 - distaccamento di Grugliasco, Corso Allamano n. 145 tel. 011.705500 Emergenza Sanitaria: tel. 118 Polizia Stradale - distaccamento di Rivoli, Largo Pistoia n. 7 tel. 011.9599611 Polizia Municipale di Grugliasco, Via C.L.N. n. 55 tel. 011.4013900 Presidio Sanitario più vicino OSPEDALE DI RIVOLI Via Rivalta n. 29 tel. 011.95511 Croce rossa: Via Somalia n. 2/A Grugliasco tel. 011.7073819 Centro Antiveleni UNIVERSITA’ DI TORINO Via A.M. Dogliotti n. 39 tel. 011.6637637 SEGNALAZIONE GUASTI: SMAT Acquedotto - Pronto Intervento (n° verde) tel. 800.239111 ENEL Elettricità (n° verde) tel. 800.900800 GAS tel. 800.808055 (n° verde) Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 5 Documentazione generale, impiantistica e di sicurezza DOCUMENTAZIONE Tutte le imprese appaltatrici o subappaltatrici devono essere in possesso e conservare nell’ufficio di cantiere la sottoelencata documentazione man mano che diventi necessaria sia che sia a carico della committenza sia che sia a carico delle ditte appaltatrici. Documentazione generale ed impiantistica I documenti citati devono essere forniti in visione al Coordinatore in fase di Esecuzione dei lavori, rigorosamente prima dell'inizio delle attività lavorative o prima dell'installazione delle attrezzature o impianti a cui tali documenti fanno riferimento. La documentazione sempre aggiornata verrà conservata in cantiere a cura di preposto della ditta prima appaltatrice. generali: - - - ”Elenco delle Presenze in cantiere” con distinti i nominativi, gli incarichi (preposti, addetti, lavoratori, autonomi) numero di telefono cellulare, i corsi di formazione seguiti, l’eventuale abilitazione gli stessi, ottenuta con corsi specifici, a svolgere attività nel Servizio di Gestione dell’Emergenza in cantiere come addetti al Primo Soccorso ed all’Intervento in caso di Incendio a cura dei titolari di ogni singola ditta presente in cantiere “Registro Giornaliero delle Presenze” in cantiere con individuazione dei preposti e addetti, controfirmato per accettazione degli incarichi Verbali di affidamento delle opere provvisionali, attrezzature ed apprestamenti in cantiere Copia della comunicazione inoltrata all'ente gestore o concessionario (AEM, Azienda Trasporti, Ente Acquedotto, Ferrovie, …) ovvero a terzi in relazione all'esecuzione di lavori a distanza ravvicinata (m. 5 per linee elettriche; m. 3 per acquedotti) copia della concessione edilizia o altro titolo equivalente copia dell'iscrizione alla C.C.I.A. o equivalente dell'impresa appaltatrice e delle imprese subappaltatrici impianti: - documenti relativi agli impianti elettrici, di protezione contro le scariche atmosferiche, impianti a pressione: copia della verifica e della denuncia dell’impianto di terra (modello B o A ISPESL) progetto dell'impianto elettrico a firma di professionista abilitato dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico di cantiere alla regola dell'arte ed al progetto, rilasciato dall’installatore relazione di calcolo eseguita da professionista abilitato circa il rischio di fulminazione delle opere provvisionali, e qualora risulti non protetto progetto impianto di protezione da scariche atmosferiche libretto di recipienti in pressione di capacità superiore a l.25 libretto dalla caldaia (se installata) per produzione di acqua calda dichiarazione di conformità dell'impianto gas ed acqua calda di cantiere rilasciato dall’installatore. sicurezza e salute: - - copia della notifica preliminare ai sensi dell’art. 99 del D.Lgs. 81/08 Piani Operativi di Sicurezza in cantiere ai sensi dell'art. 96 del D.Lgs. 81/08 rapporto di valutazione del rischio rumore durante il lavoro redatto ai sensi dell’art. 190 del D.Lgs. 81/08 rapporto di valutazione del rischio agenti chimici ai sensi dell’art 223 D.Lgs 81/08 valutazione dei rischi di incendio e le conseguenti misure di prevenzione e protezione ai sensi del D.M.18 marzo 1998 copia della perizie statiche a firma di professionista abilitato relative alle strutture oggetto di cantieramento (basamenti gru, ponteggi su coperture ecc.) copia dei Libretti di omologazione dei ponti mobili e fissi copia Tavole di progetto e Relazione di calcolo delle opere provvisionali difformi dagli schemi contenuti nei libretti di omologazione ministeriale dei ponteggi, rilievo grafico a firma del capo cantiere delle opere stesse ove conformi agli schemi raccolta delle schede tossicologiche dei materiali impiegati in cantiere da tenere aggiornate registro degli Infortuni vidimato dalle competenti ASL registro vaccinazione antitetanica (L. 292 5 marzo 1963) copia del Libro Matricola aggiornato documento che attesti l'idoneità sanitaria dei lavoratori subordinati alle mansioni svolte Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 6 - dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in merito al rispetto degli obblighi assicurativi e previdenziali previsti dalle leggi, sull’organico medio annuo, distinto per qualifica e che fornisca indicazioni circa i Contratti Collettivi applicati ai lavoratori - Certificato Unico di Regolarità Contributiva (DURC) rispetto a INPS e INAIL rilasciata dagli stessi enti o dalla Cassa Edile - verbali di ispezione degli organi di vigilanza/verbali riunioni di coordinamento Documentazione macchine e attrezzature con indicazione di modalità e tempi di interventi manutentivi. E' fatto divieto di utilizzare nel cantiere macchine, impianti, attrezzature prive dei citati documenti che devono essere forniti in visione al Coordinatore in fase di Esecuzione dei lavori, rigorosamente prima dell'inizio delle attività lavorative o prima dell'installazione delle attrezzature o impianti a cui tali documenti fanno riferimento. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 7 MACCHINE E ATTREZZATURE DOCUMENTAZIONE DI RIFERIMENTO AUTOCARRO Libretto di circolazione AVVITATORE ELETTRICO Libretto di manutenzione d’uso BETONIERA A BICCHIERE MODALITA’, TEMPI DELLA MANUTENZIONE La manutenzione dell’autocarro è affidata a officina specializzata, le manutenzioni con cadenza trimestrale sono annotate in apposito registro La manutenzione della betoniera è affidata a operaio polivalente (meccanico o elettricista); le manutenzioni con cadenza Libretto di manutenzione d’uso semestrale sono annotate in apposito registro CANNELLO AD ARIA CALDA Libretto di manutenzione d’uso CANNELLO PER GUAINA Libretto di manutenzione d’uso CANNELLO PER SALDATURE OSSIACETILENICA Libretto di manutenzione d’uso CESOIA La manutenzione della cesoia è affidata a operaio polivalente (meccanico o Libretto di manutenzione d’uso elettricista); le manutenzioni con cadenza semestrale sono annotate in apposito registro CESOIE ELETTRICHE Libretto di manutenzione d’uso CESOIE PNEUMATICHE Libretto di manutenzione d’uso CLIPPER Libretto di manutenzione d’uso COMPATTATORE A PIANO VIBRANTE Libretto di manutenzione d’uso COMPRESSORE D’ARIA Libretto di manutenzione d’uso ESCAVATORE CON MARTELLO DEMOLITORE Libretto di manutenzione d’uso FLESSIBILE (SMERIGLIATRICE) Libretto di manutenzione d’uso GRUPPO ELETTROGENO Libretto di manutenzione d’uso MARTELLO DEMOLITORE ELETTRICO Libretto di manutenzione d’uso MARTELLO DEMOLITORE PNEUMATICO Libretto di manutenzione d’uso MOTOSEGA Libretto di manutenzione d’uso PIEGAFERRI La manutenzione della piegaferri è affidata a operaio polivalente (meccanico o Libretto di manutenzione d’uso elettricista); le manutenzioni con cadenza semestrale sono annotate in apposito registro PISTOLA PER VERNICIATURA A Libretto di manutenzione d’uso SPRUZZO PISTOLA SPARACHIODI Libretto di manutenzione d’uso PULISCI TAVOLE La manutenzione della puliscitavole è affidata a operaio polivalente Libretto di manutenzione d’uso (meccanico/elettricista), le manutenzioni con cadenza semestrale sono annotate in apposito registro. PUNTELLI METALLICI E IN La manutenzione e verifica dei puntelli Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 8 DESCRIZIONE DEL CONTESTO IN CUI È COLLOCATA L'AREA DEL CANTIERE (punto 2.1.2, lettera a, punto 2, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) L’area del cantiere è ubicata in contesto periferico urbano in area estensiva. Le attività presenti nelle immediate vicinanze, oltre a quella scolastica propria del plesso interessato dai lavori, possono sinterizzarsi come segue: - impianti sportivi scoperti gestiti da terzi che dispongono di accesso autonomo quantunque l’area non sia autonomamente recintata; - attività agricola (prati e seminativi adiacenti il plesso e condotti da terzi). L’area di cantiere che si può adibire allo stoccaggio, carico e scarico dei materiali è collocata all’interno dell’area di proprietà e vi si può accedere mediante cancello carraio. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 9 DESCRIZIONE SINTETICA DELL'OPERA (punto 2.1.2, lettera a, punto 3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) RILIEVO DELLO STATO DEI LUOGHI Il complesso denominato "Barocchio", sorge in Comune di Grugliasco, su area di proprietà provinciale ricompresa tra il corso Allamano, via Crea e strada comunale del Barocchio. Il plesso si compone essenzialmente di quattro corpi di fabbrica elevati ad uno e due piani fuori terra, oltre ad un seminterrato, corrispondenti a tre sedi di Istituti scolastici medio superiori ed un corpo palestre di uso comune e precisamente: il Liceo Scientifico Marie Curie, con accesso da corso Allamano, l'I.T.C. Elio Vittorini e l'I.T.G. C.e A. Castellamonte, con accesso da via Crea, oltre all'edificio ospitante le palestre in uso ai tre Istituti al quale si accede (oltre che pedonalmente dai tre Istituti) attraverso una strada interna al complesso, che si diparte dalla strada comunale del Barocchio. La tipologia costruttiva del complesso di edifici è sinteticamente rappresentata da strutture portanti in c.a., orizzontamenti piani prevalentemente in laterocemento, copertura piana su più livelli, parte pedonabile occasionalmente e parte per sola manutenzione. Il complesso presenta complessivamente le criticità legate all’obsolescenza degli elementi costruttivi e all’usura legata all’attività scolastica: finiture interne ed esterne (calcestruzzo faccia a vista), servizi igienici, impianti elettrici, serramenti interni ed esterni, controsoffitti, guaine bituminose di copertura, ecc... Alcuni elementi presentano particolare criticità, e sono stati evidenziati in modo puntuale all’interno dei verbali dell’Intesa Stato/Regioni-EELL sugli «indirizzi per prevenire e fronteggiare eventuali situazioni di rischio connesse alla vulnerabilità di elementi anche non strutturali negli edifici scolastici. L’analisi conoscitiva preliminare alla progettazione in oggetto ha comportato: a) Studio della documentazione a disposizione (in particolare verbali ed elaborati grafici della suddetta Intesa) e confronto con il personale della Provincia che si occupa della manutenzione del complesso, per venire a conoscenza di criticità particolari. b) Raccolta delle informazioni relative ad appalti eseguiti di recente sul complesso, in corso di realizzazione o di prossima apertura, mediante lo studio della documentazione di progetto ed il confronto con i tecnici che se ne sono occupati. c) Visita dei luoghi, onde aggiornare le indicazioni contenute nei verbali dell’Intesa (in quanto nel frattempo alcuni interventi sono stati eseguiti) e rilevare le informazioni necessarie alla redazione del progetto. d) Nel corso dei sopralluoghi svolti in seguito all’Intesa Istituzionale tra Stato, Regioni ed Enti locali per il rilevamento della vulnerabilità degli edifici scolastici, sono stati evidenziate alcune criticità, di livello più o meno grave, che si possono riassumere in: • INTONACI: infiltrazioni e perdite nei soffitti interni, con distacco di pitture e/o di intonaci; tale problema riguarda sia i bracci delle aule (in particolare legato alla presenza dei pluviali all’interno delle murature interne), sia i locali dislocati attorno ai giardini interni, ed è legato alla conservazione delle capacità impermeabili delle guaine bituminose. Ha provocato la chiusura di alcuni locali. • CONTROSOFFITTI: i sopralluoghi hanno evidenziato la presenza dei controsoffitti in gesso sopra descritti Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 10 all’interno dei corridoi del Vittorini-Castellamonte, la cui sostituzione è già appaltata; la medesima tipologia di controsoffitto è presente nel corpo uffici del Vittorini-Castellamonte. La manica ospitante il Curie è invece interessata da controsoffitti in lana minerale di dimensione 120x60 in tutti i locali ad eccezione dei corridoi, in cui sono presenti controsoffitti in doghe metalliche. Il verbale sottolinea la necessità di verificare i sistemi di pendi natura e di sospensione delle lampade. • PARAPETTI: risultano da adeguare alcuni parapetti interni (scale delle hall) ed esterni. • PLAFONIERE DI ILLUMINAZIONE: in alcune parti sono state sostituite di recente; in generale, risultano obsolete e con fissaggi piuttosto instabili, sia che siano pendinate al soffitto, sia che siano inserite all’interno dei controsoffitti. • SERRAMENTI: tutti i serramenti esterni (a parte quelli sostituiti di recente nelle maniche aule verso Corso Allamano) sono obsoleti e con vetri semplici; i sistemi di apertura sono in alcuni casi non più funzionanti, per cui non sono più in grado di garantire gli standard di areazione stabiliti per legge; i vetri al di sotto del metro sono spesso privi di pellicola antisfondamento. Anche i serramenti interni sono obsoleti e mal funzionanti. • IMPIANTI: gli impianti elettrici sono obsoleti e necessitano di adeguamento; i termosifoni nelle aule non sono ben fissati. • RIVESTIMENTI: il rivestimento a mosaico delle pareti delle aule e dei corridoi presentano numerosi distacchi; i rivestimenti dei bagni sono in alcuni casi interessati da distacchi. b) Sono stati realizzati in periodi recenti o sono in corso di realizzazione alcuni interventi di manutenzione straordinaria: • Realizzazione di sovra copertura in lastre di lamiera metallica al di sopra del blocco palestre lato “Curie”: il medesimo intervento è stato realizzato negli anni scorsi al di sopra del blocco palestre gemello (lato Vittorini-Castellamonte), ma anche sui due blocchi uffici. Tale soluzione architettonica risolve il problema delle infiltrazioni di acqua dalle coperture piane, causate dalla vita ridotta delle guaine bituminose impermeabili. • Sostituzione dei controsoffitti dei corridoi lato Vittorini-Castellamonte: sono controsoffitti realizzati in lastre di gesso fissate sui quattro lati mediante scanalature in cui si inseriscono i profili metallici della sottostruttura; tale tipologia presenta problemi in fase di manutenzione, in quanto i singoli pannelli non sono smontabili indipendentemente. • Risanamento conservativo delle facciate in cls a vista: l’intervento, in fase di completamento, ha riguardato i prospetti verso Corso Allamano (lato ex-Castellamonte), il corpo uffici lato Vittorini-Castellamonte ed alcuni prospetti interni; in passato la medesima operazione è stata eseguita sui prospetti del blocco uffici del Curie. • Sostituzione dei serramenti delle aule (nei cosiddetti “bracci”) sul lato verso Corso Allamano: l’intervento ha riguardato due bracci del Curie e due bracci dell’ex-Castellamonte (il terzo è stato affittato). • Adeguamento di alcune parti dell’impianto elettrico lato Vittorini-Castellamonte: l’intervento comprende il rifacimento dei quadri elettrici di piano (situati all’inizio di ogni braccio), rifacimento delle dorsali principali poste nei corridoi, fino ad alimentare i singoli locali, rifacimento dei quadri elettrici di alcuni laboratori. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 11 • Interventi di adeguamento normativo ai fini della prevenzione incendi: si sono susseguiti alcuni lotti di intervento per adeguare il complesso alla vigente normativa di prevenzione incendi, agendo sulle compartimentazioni, sui percorsi d’esodo, sugli impianti di rivelazione e di estinzione incendi, che non sono ancora stati del tutto completati. c) Analizzando le tavole grafiche allegate ai verbali, visitando i luoghi onde aggiornare le indicazioni in essi contenute (con nuove problematiche emerse nel frattempo o risolte da interventi manutentivi) e tenendo conto delle indicazioni e richieste inoltrate dalle dirigenze scolastiche si può aggiungere che: • I servizi igienici sono in condizioni critiche: il primo braccio dell’ex-Castellamonte è inutilizzato a causa della chiusura dei servizi igienici da parte dell’ASL competente; i bagni a servizio dei locali posti attorno ai giardini interni sono, nella maggior parte dei casi, inutilizzabili; negli altri casi sono comunque obsoleti, anche se ancora funzionanti. • La palestra a servizio del Curie non è raggiungibile dai disabili, a causa di una rampa di scale in discesa (al fondo del corridoio principale) non superabile con mezzi a ruote. • Il complesso è dotato di quattro aule audiovisivi realizzate a gradonata: due sono dal lato ex-Castellamonte e sono inutilizzate da anni; una è dal lato Vittorini ed è stata ristrutturata di recente ed è utilizzata, anche se l’impianto di riscaldamento è obsoleto; la quarta, nella porzione utilizzata dal Curie, è stata recentemente chiusa a causa di infiltrazioni dalla copertura che hanno impregnato il controsoffitto in lana minerale. • I cortili interni non sono accessibili dai mezzi per la manutenzione, rendendo questi spazi esterni non utilizzabili dagli studenti e attualmente in condizioni critiche. CRITERI PROGETTUALI Le analisi visive che hanno portato alla redazione della documentazione finale dell’Intesa hanno stimato in circa 5.000.000,00 (2.000.000 per l’ex-Castellamonte, 1.500.000 per il Vittorini e 1.500.000 per il Curie) gli importi necessari per dare risposta e soluzione alle criticità evidenziate. Tenuto conto che l’importo stanziato per il presente progetto ammonta a 900.000,00 euro (al lordo delle somme a disposizione), corrispondenti a circa 660.000,00 euro netti di lavori, è evidente, pur tenendo conto che gli appalti eseguiti o in corso hanno risposto in parte alle esigenze di manutenzione straordinaria (per un importo complessivo di circa 1.200.000,00 euro, più le somme impiegate per l’adeguamento normativo alla prevenzione incendi), che non è possibile ottemperare a tutte le necessità presenti. Sono pertanto state fatte delle valutazioni di priorità d’intervento. In una prima fase sono state analizzate tutte le criticità e valutati, seppur in fase preliminare, gli interventi necessari alla loro soluzione (si allega tabella sintetica del lavoro svolto). INTERVENTI IN PROGETTO I lavori che si rendono necessari presso l’I.I.S. Vittorini-Castellamonte, sono i seguenti: · Rimozione dei controsoffitti pesanti in gesso e isolante in lana di vetro minerale (classificato secondo la direttiva 67/548/CEE R40 Categoria 3) dai corridoi del braccio aule B, da una porzione del corridoio centrale e dal laboratorio di informatica dell’I.I.S. Castellamonte - piani rialzato e 1°, adottando il principio di massima tutela ed utilizzando la procedura per la rimozione dell’amianto con confinamento statico degli ambienti. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 12 · Messa in sicurezza cautelativa del materiale rimosso in area esterna in attesa di smaltimento in discarica; · Rimozione di controsoffitti in quadrotte di fibre minerali dei locali 57, 58, 59 dell’I.I.S. Vittorini - piano 1°; · Rimozione di controsoffitto in quadrotte metalliche e di parete divisoria del locale deposito adiacente l’aula di topografia dell’I.I.S. Vittorini - piano 1°; · Fornitura e posa di reti metalliche antisfondellamento da tassellare ai travetti in c.a. dei solai del braccio aule B, di una porzione del corridoio centrale e del laboratorio di informatica dell’I.I.S. Castellamonte - piani rialzato e 1°, dei locali 57, 58, 59 dell’I.I.S. Vittorini - piano 1° , del locale deposito adiacente l’aula di topografia dell’I.I.S. Vittorini - piano 1° e dei corridoi delle palestre; · Fornitura e posa di controsoffitto piano per montaggio in appoggio su orditura a vista formante scuretto da mm. 24*8, costituito da pannelli modulari di mm. 600*600 in acciaio zincato, spessore minimo 0.5 mm, con superficie forata da posare nei corridoi dell’I.I.S. Vittorini e Castellamonte; · Fornitura e posa di controsoffitto di contenimento ribassato,realizzato mediante lastre forate in gesso rivestito sp. 12.5 mm certificato per il contenimento del fenomeno dello sfondellamento da posare nell’atrio dell’I.I.S. Vittorini e nei locali adiacenti al primo piano; · Fornitura e posa di controsoffitto modulare in fibra minerale ad alto assorbimento acustico (alfa=0,95), colore bianco, spessore pannnello 19 mm, montato su sottostruttura a vista in alluminio di colore bianco, con pendini a molla da posare nelle aule del primo piano del braccio B del Castellamonte, nei due laboratori di informatica, nel laboratorio linguistico e nei locali n. 12, 49, 50, 56, 57, 58, 59, 60, 66 e deposito; · Ripristino di controsoffitti in cartongesso REI 120 nei depositi del piano seminterrato a seguito di interventi su impianto idrico antincendio; · Ripristino di porzioni di solaio sfondellate mediante la posa di pannelli di rete zincata elettrosaldata diametro 1.80 mm, maglia 25.4*25.4 mm ripiegati ad U fra i travetti e tassellati lateralmente agli stessi con tasselli a percussione in acciaio pieno con penetrazione minima di 40 mm su calcestruzzo non lesionato, fissaggio di pannello di alleggerimento in polistirene, posa di rete metallica nervata portaintonaco tipo Nervometal ricavata di nastro zincato sendzimir fissata sotto i travetti da interporre all'intonaco di finitura; · Applicazione di pellicole di sicurezza sp. 7 mil da applicarsi su vetri sp. 3 mm dei corridoi per ottenere vetrate certificate in classe 1B1; · Rimozione di 2 pareti divisorie situate fra i corridoi del Vittorini e del Castellamonte - piano rialzato e di una parete divisoria situata fra un locale deposito e l’aula di topografia - piano primo; · Chiusura delle griglie di areazione delle aule delle maniche B, C, D, E e delle cassette di derivazione non più necessarie, rinzaffo, intonaco e decorazione a finire; · Rasatura a gesso e colla delle pareti in laterogesso per le parti al di sopra dei controsoffitti ed in corrispondenza delle tessere di mosaico mancanti delle aule delle maniche B, C, D, E; · Pareti divisorie in cartongesso per il sezionamento del corridoio principale del Castellamonte di fronte al braccio B piano rialzato; · Fornitura e posa di angolari paraspigoli metallici nelle aule delle maniche B, C, D, E; · Tinteggiatura dei locali oggetto di intervento per ripristino di intonaco; Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 13 · Fornitura e posa di pellicole di sicurezza sp. 7 mil. da applicarsi sui vetri di sp. 3 mm dei corridoi dell’I.I.S. Vittorini-Castellamonte per ottenere vetrate in classe 1B1; I lavori che si rendono necessari presso l’I.I.S. Curie, sono i seguenti: · Rimozione dei controsoffitti a doghe metalliche, della rete plastica posata a soffitto e della coibentazione costituita da materassino in lana di vetro (classificato secondo la direttiva 67/548/CEE R40 Categoria 3) dai corridoi del Liceo Curie e dall’atrio di accesso - piani rialzato e 1°, adottando il principio di massima tutela ed utilizzando la procedura per la rimozione dell’amianto con confinamento statico degli ambienti; · Messa in sicurezza cautelativa del materiale rimosso in area esterna in attesa di smaltimento in discarica; · Fornitura e posa di reti metalliche antisfondellamento da tassellare ai travetti in c.a. dei solai dei corridoi del Liceo Curie - piani rialzato e 1°; · Fornitura e posa di controsoffitto piano per montaggio in appoggio su orditura a vista formante scuretto da mm. 24*8, costituito da pannelli modulari di mm. 600*600 in acciaio zincato, spessore minimo 0.5 mm, con superficie forata da posare nei corridoi dell’I.I.S. Curie; · Fornitura e posa di controsoffitto di contenimento ribassato,realizzato mediante lastre forate in gesso rivestito sp. 12.5 mm certificato per il contenimento del fenomeno dello sfondellamento da posare nell’atrio dell’I.I.S. Curie al primo piano; · Applicazione di pellicole di sicurezza sp. 7 mil da applicarsi su vetri sp. 3 mm dei corridoi per ottenere vetrate certificate in classe 1B1; · Realizzazione di parapetti metallici in corrispondenza della vetrata situata sulla testata dei 3 bracci aule del Liceo Curie - piano primo. · Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 14 AREA DEL CANTIERE Individuazione, analisi e valutazione dei rischi concreti (punto 2.1.2, lettera c, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) Scelte progettuali ed organizzative, procedure, misure preventive e protettive (punto 2.1.2, lettera d, punto 1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) CARATTERISTICHE AREA DEL CANTIERE (punto 2.2.1, lettera a, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) Per quanto riguarda l’eventuale presenza di sottoservizi si sono svolte accurate ricerche presso gli enti erogatori dei servizi: Gas, Energia Elettrica, Telefonia, Acquedotto. Dalle indagini svolte si è potuto appurare con certezza che non sono presenti nell’area di cantiere nessuno dei suddetti impianti e che pertanto l’area è libera da vincoli di tale natura. Sarà cura dell’impresa appaltatrice, prima dell’inizio dei lavori, eseguire sopralluoghi e rilievi per definire l’esatta posizione di impianti tecnologici e di ostacoli fissi che possono interferire con le attività di cantiere. Gli esiti dei sopralluoghi ed i rilievi dovranno essere comunicati al CSE al fine di concordare eventuali ulteriori procedure e misure di sicurezza oltre a quelle già indicate nel presente P.S.C. FATTORI ESTERNI CHE COMPORTANO RISCHI PER IL CANTIERE (punto 2.2.1, lettera b, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) Premassa Verranno di seguito analizzati e valutati i principali rischi interni ed esterni al cantiere con particolare riferimento ai rischi sempre presenti o di maggior evidenza. Ovviamente nella valutazione è importante il gradiente temporale per identificare i rischi specifici legati alle singole sottofasi e lavorazioni che saranno analizzati e valutati nelle schede specifiche più adatte a comporre il GANTT ed ad individuare i rischi da compresenza e sovrapposizione ovvero le fasi critiche. Ambiente esterno L'area del cantiere è ubicata in contesto periferico urbano. Le attività presenti nelle immediate vicinanze, oltre a quella scolastica propria del plesso interessato dai lavori, possono sintetizzarsi come segue: • impianti sportivi scoperti gestiti da terzi che dispone di accesso autonomo; • attività agricola (prati e seminativi adiacenti il plesso e condotti da terzi). Il progetto dell’opera prevede che nessuna delle lavorazioni vengano svolte all’esterno, pertanto pur esulando dalla trattazione del presente documento e dalla responsabilità degli incaricati alla sicurezza del cantiere, sono qui esposte alcune considerazioni utili all’igiene ed alla sicurezza delle persone che devono raggiungere il cantiere. L’area risulta agevolmente raggiungibile dai mezzi di soccorso in ragione alla vicinanza all’uscita della tangenziale ed alla comodità della via ad alto scorrimento costituita dal Corso Allamano per il raggiungimento dell’Ospedale di Rivoli (distante circa 9 km e ranggiungile in circa 15 minuti di auto) o dei mezzi di soccorso dei VVF (distante circa 1 km e ranggiungile in circa 1 minuto di auto) in caso di interruzioni. Lo stesso si può dire per i mezzi deputati al trasporto delle opere provvisionali e delle attrezzature (baracche, depositi, ecc.). Il cantiere è dotato di un accesso sul Corso Allamano. L’area di cantiere che si può adibire a stoccaggio, carico e scarico dei materiali è collocata all’interno dell’area di proprietà e vi si può accedere mediante cancello carraio e si identifica nel parcheggio prospicente l’edifico Vittorini-Castellamonte. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 15 Ambiente esterno Cantiere I rischi determinati dall'ambiente esterno sull’attività di cantiere sono i seguenti: _ Il transito di mezzi e uomini lungo le strade di accesso al cantiere rappresenta un rischio di interferenza con le attività di cantiere. _ Altro rischio è legato al possibile accesso al cantiere da parte di persone non autorizzate in quanto il cantiere sarà attivo durante gli orari di apertura dell’istituto professionale, con conseguente maggior rischio di interferenze, e sarà alquanto isolato in orari extra lavorativo. _ Le caratteristiche meteorologiche dell’area costituiscono dei pericoli che cambiano con le stagioni, tra questi pioggia, neve, ghiaccio, vento e scariche atmosferiche. MISURE PREVENTIVE Si provveda a dotare gli accessi al cantiere di mezzi segnalazione di presenza degli automezzi quali: specchi rifrangenti, segnali di stop e di precedenza. Gli accessi al cantiere sia carrai che pedonali verranno dotati di serraglio con chiusura a chiave apribili dall’interno e dall’esterno, gli accessi carrai verranno dotati di serraglio con chiusura a chiave o comunque apribile solo dall’interno e saranno arretrati dal filo stradale, come previsto dalla Codice della Strada di una distanza sufficiente a consentire la sosta di mezzi in arrivo ed in partenza senza impegnare la via pubblica ed intralciare il traffico in tal modo i serragli potranno essere mantenuti chiusi Gli accessi al cantiere verranno mantenuti chiusi durante gli orari di lavoro e durante i fuori servizio del cantiere, per accedere verranno predisposti degli appositi campanelli a pulsante collegati a suonerie udibili da distanza collocati in corrispondenza degli accessi pedonali e carrai verranno affisse informazioni sui rischi interni al cantiere le istruzioni agli estranei sulle modalità di accesso al cantiere Saranno esposti segnali di pericolo e di divieto di accesso. Per le ore notturne e diurne con scarsa visibilità, le recinzioni e i cartelli devono essere segnalati mediante lampade e dispositivi rifrangenti. Il rischio di fulminazione o di scariche atmosferiche, sarà ovviato da un impianto di messa a terra indipendente del cantiere che potrà, previo verifica strumentale a cura della ditta prima appaltatrice, essere allacciato all’impianto futuro o a dispersori appositamente installati a terra. Non verranno mai abbandonate attrezzature od utensili elettrici in aree o percorsi accessibili a personale non direttamente responsabili delle attrezzature. Durante la stagione invernale la formazione di neve o ghiaccio potrebbe causare l’improvvisa caduta di elementi su persone interne e/o esterne al cantiere, si provveda quindi a monitorare e a pulire periodicamente le strutture sopraelevate. Il particolare assetto idrogeologico del sito rende indispensabile, adottare alcune misure preventive per affrontare il rischio di allagamento del cantiere, in particolare: _ dovrà essere contenuto l’angolo di pendenza delle eventuali scarpate e non dovranno mai essere realizzate aree di deposito sulla sommità della scarpata, costantemente il preposto della ditta dovrà monitorare le pendici del terrapieno ed eventuali dilavamenti o frane che possano togliere l’appoggio ad opere provvisionali, mezzi, materiali in deposito, o ai fabbricati; _ il rischio di elettrocuzione attraverso gli impianti di cantiere che dovessero trovarsi in immersione, ci fa ritenere utile che la distribuzione degli impianti stessi avvenga per via aeree evitando passaggi a terra od interrati , detta disposizione si prescrive per tutte le aree di cantiere poste a quota terra e decade per quanto avviene sul rilevato; _ i depositi di sostanze dovranno essere realizzati in modo da evitare una facile dispersione in ambiente, in particolare i rifiuti verranno stoccati nell’area apposita che verrà regolarmente sgomberata evitando accumuli non necessari, gli altri materiali che potrebbero disperdersi quali prodotti chimici, oli o combustibili, leganti ecc. non dovranno essere stoccati in cantiere se non nella stretta misura necessaria alle lavorazioni della giornata, oppure dovranno essere stoccati in apposita area di deposito sopraelevata di almeno m 0,80 sul piano di campagna. _ dopo forte vento, prima della ripresa dei lavori, occorrerà verificare lo stato di conservazione di tutte le opere provvisionali allestite ( tettoie di protezione su aree di lavorazione, ecc.), di impianti, attrezzature, ecc. esterne. Occorrerà anche verificare la stabilità dei cartelli di cantiere. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 16 RISCHI CHE LE LAVORAZIONI DI CANTIERE COMPORTANO PER L'AREA CIRCOSTANTE (punto 2.2.1, lettera c, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) Premassa Verranno di seguito analizzati e valutati i principali rischi interni ed esterni al cantiere con particolare riferimento ai rischi sempre presenti o di maggior evidenza. Ovviamente nella valutazione è importante il gradiente temporale per identificare i rischi specifici legati alle singole sottofasi e lavorazioni che saranno analizzati e valutati nelle schede specifiche più adatte a comporre il GANTT ed ad individuare i rischi da compresenza e sovrapposizione ovvero le fasi critiche. Cantiere Ambiente esterno I rischi determinati dalle attività di cantiere sull'ambiente esterno sono i seguenti: _ _ _ _ _ Rischio di caduta di oggetti dall'alto Rischio di dispersione di prodotti chimici pericolosi in ambiente Rischi derivati dal rumore generato dalle attività di cantiere Viabilità esterna al cantiere Dispersione di sostanze inquinanti MISURE PREVENTIVE Il rischio di caduta degli oggetti dall'alto sarà ovviato studiando i percorsi dei carichi tra area di carico, area di stoccaggio ed area di impiego di materiali e attrezzature in modo da evitare che tali movimentazioni avvengano su aree esterne al cantiere; i carichi appesi non dovranno mai rimanere incustoditi. Oltre a quanto disposto nel precedente paragrafo, i depositi di materiali o sostanze inquinanti dovranno essere realizzati su basamento stabile e dotati di vasca di contenimento. Inoltre per agevolare eventuali operazioni di bonifica o di primo intervento, il preposto in cantiere dovrà conservare in apposito raccoglitore tutte le schede di sicurezza dei materiali e saper in ogni momento fornire indicazioni sulle quantità e qualità dei prodotti presenti in cantiere. Periodicamente sarà compito del preposto di cantiere di controllare l’efficacia di tale disposizione. I rischi derivanti dall'esposizione a rumore devono essere ridotti al minimo, in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, mediante misure tecniche, organizzative e procedurali concretamente attuabili, devono essere privilegiati i processi lavorativi meno rumorosi e le attrezzature silenziate; le attrezzature da impiegare devono essere idonee alle lavorazioni da effettuare, correttamente installate, mantenute ed utilizzate, in base alla “valutazione del rumore emesso” che verrà prodotta dalla ditta appaltatrice insieme al POS. In linea di massima macchinari o attrezzature rumorosa dovranno essere collocate in aree il più lontano possibile dalle residenze. Si provvederà a dotare gli accessi al cantiere di mezzi segnalazione di presenza degli automezzi quali: specchi rifrangenti, segnali di stop e precedenza, inoltre come da Nuovo Codice della Strada gli accessi verranno collocati in posizione arretrata rispetto al filo stradale in modo da consentire la soste degli automezzi senza costituire ingombro sulla strada. In situazioni particolari, quali il trasporto degli elementi della gru o manufatti di dimensioni particolari, le manovre verranno guidate con segnalazioni visive da un addetto a terra. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 17 DESCRIZIONE CARATTERISTICHE IDROGEOLOGICHE (punto 2.1.4, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) Stante la tipologia dell'intervento da porre in essere non è stato reputato necessario effettuare un approfondimento delle caratteristriche idrogeologiche dell'area. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 18 ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE Individuazione, analisi e valutazione dei rischi concreti (punto 2.1.2, lettera c, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) Scelte progettuali ed organizzative, procedure, misure preventive e protettive (punto 2.1.2, lettera d, punto 2, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) Contenuti del PSC. PREMESSA Il presente documento tratterà in modo dettagliato il problema della sicurezza in cantiere in fase di realizzazione delle opere relative agli interventi di manutenzione da eseguirsi presso il Complesso Scolastico "Barocchio" di Grugliasco. Secondo le indicazioni delle direttive più recenti in materia, il presente Piano di Sicurezza e Coordinamento focalizzerà la sua attenzione, secondo le articolazioni della vigente normativa, su tutti gli argomenti relativi ai rischi connessi alle opere a farsi e tutte le misure da predisporre per eliminare e/o attenuare tali rischi, rimandando al Piano Operativo di Sicurezza, redatto a cura dalle singole ditte operanti in cantiere, la trattazione delle analisi e disposizioni specifiche delle lavorazioni. Contenuti del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) Punto 2 Allegato XV D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 L'obiettivo del piano è quello di predisporre e garantire per tutta la durata dei lavori nel cantiere un'organizzazione capace di assicurare le migliori condizioni di lavoro a tutela dell'integrità fisica dei lavoratori. Nell'elaborazione del piano sono stati presi in esame l'organizzazione del lavoro che dovrà essere messa in atto, le tecniche di lavorazione da utilizzare per la realizzazione delle opere, le condizioni ambientali nelle quali si dovrà svolgere l'attività lavorativa, i macchinari e le attrezzature da impiegare in cantiere, nonché la stima dei relativi costi, nei limiti della ponderabilità delle scelte che verranno poi proposte dall'impresa appaltatrice prima dell'inizio lavori attraverso la presentazione del Piano Operativo di Sicurezza (Art. 96 D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81) al Responsabile dei lavori ed al Coordinatore per l’Esecuzione. Alla predisposizione del piano di Sicurezza e Coordinamento si è pervenuti nel rispetto ed adempimento dell’Art. 100 D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 Il piano contiene l’individuazione, l’analisi e la valutazione dei rischi, e le conseguenti procedure, gli apprestamenti e le attrezzature atti a garantire, per tutta la durata dei lavori il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori nonché la stima dei relativi costi che non sono soggetti a ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici. Il piano contiene altresì le misure di prevenzione dei rischi risultanti dall’eventuale presenza simultanea o successiva di più imprese o dei lavoratori autonomi ed è redatto anche al fine di prevedere, quando ciò risulti necessario, l’utilizzazione d’impianti comuni quali infrastrutture, mezzi logistici, e di protezione collettiva. Il piano è costituito da una relazione tecnica e da prescrizioni correlate alla complessità dell’opera da realizzare, ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione. In particolare il piano contiene, in relazione alla tipologia del cantiere interessato, i seguenti elementi: a) b) c) d) e) f) g) h) Modalità d’esecuzione delle recinzioni del cantiere, degli eccessi e delle segnalazioni. Protezione e misure di sicurezza contro i possibili rischi provenienti dall’ambiente esterno Servizi igienico-assistenziali. Protezione e misure di sicurezza connesse alla presenza di linee aeree e condutture sotterranee Viabilità principale di cantiere. Impianti di alimentazione e reti principali di elettricità, acqua, gas, ed energia di qualsiasi tipo Impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche. Misure generali di protezione contro il rischio di seppellimento da adottare negli scavi. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 19 i) Misure generali da adottare contro il rischio d’annegamento. l) Misure generali da adottare contro il rischio di caduta dall’alto. m) Misure generali di sicurezza da adottare nel caso d’estese demolizioni o manutenzioni, ove le modalità tecniche d’attuazione siano definite in fase di progetto. n) Misure di sicurezza contro i possibili rischi d’incendio o esplosione connessi con lavorazioni e materiali pericolosi utilizzati in cantiere. o) Disposizioni per dare attuazione a quanto previsto dall’art. 102 D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (consultazione dei rappresentanti per la sicurezza). p) Disposizioni per dare attuazione a quanto previsto dall’art. 92 D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (obblighi del coordinatore per l’esecuzione dei lavori). q) Valutazioni in relazione alla tipologia dei lavori, delle spese prevedibili per l’attuazione dai singoli elementi del piano. r) Misure generali di protezione da adottare contro gli sbalzi eccessivi di temperatura. REGOLAMENTO SUI CONTENUTI MINIMI DEI PIANI DI SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI - Art. 100 comma 1 D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81. Punto 2.1 dell’Allegato XV - (Contenuti minimi). 1. Il PSC è specifico per ogni singolo cantiere temporaneo o mobile e di concreta fattibilità; i suoi contenuti sono il risultato di scelte progettuali ed organizzative conformi alle prescrizioni ed alle misure generali di tutela (Art. 15 D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81). 2. Il PSC contiene almeno i seguenti elementi: a) l'identificazione e la descrizione dell'opera, esplicitata con: 1) 2) 3) l'indirizzo del cantiere; la descrizione del contesto in cui è collocata l'area di cantiere; una descrizione sintetica dell'opera, con particolare riferimento alle scelte progettuali, architettoniche, strutturali e tecnologiche; b) l'individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza, esplicitata con l'indicazione dei nominativi dell'eventuale responsabile dei lavori, del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione ed a cura dello stesso coordinatore per l'esecuzione con l'indicazione, prima dell'inizio dei singoli lavori, dei nominativi dei datori di lavoro delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi; c) una relazione concernente l'individuazione, l'analisi e la valutazione dei rischi concreti, in riferimento all'area ed all'organizzazione del cantiere, alle lavorazioni ed alle loro interferenze; d) le scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive, in riferimento: 1) 2) 3) all'area di cantiere, ai sensi dei punti 2.2.2 e 2.2.4; all'organizzazione dei cantiere, ai sensi dei punti 2.2.2 e 2.2.4; alle lavorazioni, ai sensi dei punti 2.2.3 e 2.2.4; e) le prescrizioni operative, le misure preventive e protettive ed i dispositivi di protezione individuale, in riferimento alle interferenze tra le lavorazioni, ai sensi dei punti 2.3.1, 2.3.2 e 2.3.3.; f) le misure di coordinamento relative all'uso comune da parte di più imprese e lavoratori autonomi, come scelta di pianificazione lavori finalizzata alla sicurezza, di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva, di cui ai punti 2.3.4 e 2.3.5.; g) le modalità organizzative della cooperazione e del coordinamento, nonché della reciproca informazione, fra i datori di lavoro e tra questi ed i lavoratori autonomi; h) l'organizzazione prevista per il servizio dl pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori, nel caso in cui il servizio di gestione delle emergenze è di tipo comune, nonché nel caso di cui all'articolo 104, comma 4 D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81; il PSC contiene anche i riferimenti telefonici delle strutture previste sul territorio al servizio del pronto soccorso e della prevenzione incendi; Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 20 i) la durata prevista delle lavorazioni, delle fasi di lavoro e, quando la complessità dell'opera lo richieda, delle sottofasi di lavoro, che costituiscono il cronoprogramma dei lavori, nonché l'entità presunta del cantiere espressa in uomini-giorno; l) la stima dei costi della sicurezza, ai sensi del punto 4.1. 3. II coordinatore per la progettazione indica nel PSC, ove la particolarità delle lavorazioni lo richieda, il tipo di procedure complementari e di dettaglio al PSC stesso e connesse alle scelte autonome dell'impresa esecutrice, da esplicitare nel POS. 4. Il PSC è corredato da tavole esplicative di progetto, relative agli aspetti della sicurezza, comprendenti almeno una planimetria e, ove la particolarità dell'opera lo richieda, un profilo altimetrico e una breve descrizione delle caratteristiche idrogeologiche del terreno o il rinvio a specifica relazione se già redatta. 5. L'elenco indicativo e non esauriente degli elementi essenziali utili alla definizione dei contenuti del PSC di cui al punto 2.1.2., è riportato nell’Allegato XV.1 Punto 2.2 dell’Allegato XV - (Contenuti minimi del PSC in riferimento all'area di cantiere, all'organizzazione del cantiere, alle lavorazioni). 1. In riferimento all'area di cantiere, il PSC contiene l'analisi degli elementi essenziali di cui all'allegato XV.2, in relazione: a) b) b1) b2) c) alle caratteristiche dell'area di cantiere, con particolare attenzione alla presenza nell’area di cantiere di linee aeree e condutture sotterranee; all'eventuale presenza di fattori esterni che comportano rischi per il cantiere, con particolare attenzione: a lavori stradali e autostradali al fine di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori impiegati nei confronti dei rischi derivanti dal traffico circostante; al rischio di annegamento; agli eventuali rischi che le lavorazioni di cantiere possono comportare per l'area circostante. 2. In riferimento all'organizzazione del cantiere il PSC contiene, in relazione alla tipologia del cantiere, l'analisi dei seguenti elementi: a) le modalità da seguire per la recinzione del cantiere, gli accessi e le segnalazioni; b) i servizi igienico-assistenziali; c) la viabilità principale del cantiere; d) impianti di alimentazione, reti principali di elettricità, acqua, gas e energia di qualsiasi tipo; e) gli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche; f) le disposizioni per dare attuazione a quanto previsto dall’articolo 102; g) le disposizioni per dare attuazione a quanto previsto dall’articolo 92, comma 1, lettera c); h) le eventuali modalità di accesso dei mezzi di fornitura dei materiali; i) la dislocazione degli impianti di cantiere; l) la dislocazione delle zone di carico e scarico; m) le zone di deposito attrezzature e di stoccaggio materiali e dei rifiuti; n) le eventuali zone di deposito dei materiali con pericolo d'incendio o di esplosione. 3. In riferimento alle lavorazioni, il coordinatore per la progettazione suddivide le singole lavorazioni in fasi di lavoro e, quando la complessità dell'opera lo richiede, in sottofasi di lavoro, ed effettua l'analisi dei rischi aggiuntivi, rispetto a quelli specifici propri dell’attività delle imprese esecutrici o dei lavoratori autonomi, connessi in particolare ai seguenti elementi: a) b) c) d) e) f) g) h) al rischio di investimento da veicoli circolanti nell'area di cantiere; al rischio di seppellimento; al rischio di caduta dall’alto; al rischio di insalubrità dall’aria nei lavori in galleria; al rischio di instabilità delle pareti e della volta nei lavori in galleria; ai rischi derivati da estese demolizioni o manutenzioni, ove le modalità tecniche di attuazione siano definite in fase di progetto; ai rischi di incendio o esplosione connessi con lavorazioni e materiali pericolosi utilizzati in cantiere; ai rischi derivati da sbalzi eccessivi di temperatura; Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 21 i) l) m) al rischio di elettrocuzione; al rischio rumore; al rischio dall'uso di sostanze chimiche. 4. Per ogni elemento dell'analisi di cui ai punti 2.2.1, 2.2.2, 2.2.3., il PSC contiene: a) b) le scelte progettuali ed organizzative, le procedure, le misure preventive e protettive richieste per eliminare o ridurre al minimo i rischi di lavoro; ove necessario, vanno prodotte tavole e disegni tecnici esplicativi; le misure di coordinamento atte a realizzare quanto previsto alla lettera a). Punto 2.3 dell’Allegato XV - (Contenuti minimi del PSC in riferimento alle interferenze tra le lavorazioni ed al loro coordinamento). 1. Il coordinatore per la progettazione effettua l'analisi delle interferenze fra le lavorazioni, anche quando sono dovute alle lavorazioni di una stessa impresa esecutrice: o alla presenza di lavoratori autonomi, e predispone il cronoprogramma dei lavori. Per le opere rientranti nel campo di applicazione D.Lgs. n. 163 del 12 aprile 2006 e successive modifiche, il cronoprogramma dei lavori ai sensi del presente regolamento, prende esclusivamente in considerazione le problematiche inerenti gli aspetti della sicurezza ed è redatto ad integrazione del cronoprogramma delle lavorazioni previsto dall'articolo 42 del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554. 2. In riferimento alle interferenze tra le lavorazioni, il PSC contiene le prescrizioni operative per lo sfasamento spaziale o temporale delle lavorazioni interferenti e le modalità di verifica del rispetto di tali prescrizioni; nel caso in cui permangono rischi di interferenza, indica le misure preventive e protettive ed i dispositivi di protezione individuale, atti a ridurre al minimo tali rischi. 3. Durante i periodi di maggior rischio dovuto ad interferenze di lavoro, il coordinatore per l'esecuzione verifica periodicamente, previa consultazione della direzione dei lavori, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi interessati, la compatibilità della relativa parte di PSC con l'andamento dei lavori, aggiornando il piano ed in particolare il cronoprogramma dei lavori, se necessario. 4. Le misure di coordinamento relative all'uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva, sono definite analizzando il loro uso comune da parte di più imprese e lavoratori autonomi. Modalità di gestione e revisione del PSC. Modalità di gestione e revisione del Piano In cantiere devono essere assicurate, tramite opportune azioni di coordinamento, l'applicazione delle disposizioni contenute nel PSC e delle relative procedure di lavoro, nonché quanto contenuto nel POS. Prima dell'inizio dei lavori si effettuerà una prima riunione di coordinamento al fine di verificare il programma lavori ed eventuali osservazioni al PSC. In questa sede verrà anche analizzato il POS alla presenza del Responsabile del Servizio d’Emergenza dell’impresa prima appaltatrice e degli R.S.P.P. delle ditte chiamate al subappalto, in questa sede sarà organizzato il servizio di Gestione dell'Emergenza alla presenza del Coordinatore in fase d’Esecuzione. Le successive riunioni di coordinamento saranno concordate durante l'esecuzione dei lavori o in caso di imprevisti e tutte le volte che il C.p.E. lo riterrà opportuno (la convocazione della riunione potrà essere comunicata via fax o mezzo posta). I datori di lavoro ed i lavoratori autonomi devono cooperare e coordinare le attività e la loro reciproca informazione al fine di garantire l'efficacia delle misure di prevenzione e protezione, ferma restando l'azione di informazione reciproca dei rischi svolta dal PSC accettato e gestito dai singoli datori di lavoro e lavoratori autonomi. A tal fine in presenza di più imprese e lavoratori autonomi si costituirà una struttura permanente di coordinamento di cantiere che riunisce periodicamente i rappresentanti delle singole imprese. Tale struttura è organizzata e gestita direttamente dal "Coordinatore per l'Esecuzione dei lavori". Gestione del Piano Il piano di sicurezza e coordinamento è parte integrante del contratto per l’esecuzione dell’opera oggetto dell’appalto. L’impresa aggiudicatrice provvederà affinché tutte le imprese esecutrici ed i lavoratori autonomi che interverranno in cantiere ricevano copia del piano di sicurezza e coordinamento. L’impresa aggiudicataria, prima dell’inizio dei lavori, dovrà consegnare al coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, copia del Piano Operativo di Sicurezza (POS), relativo alle attività di realizzazione dell’opera acquisite in fase d’appalto. Di conseguenza, il Coordinatore della Sicurezza integrerà il Progetto Sicurezza, dandone riscontro scritto al Committente, al Direttore dei Lavori ed alle imprese che dovranno operare in cantiere. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 22 L’impresa aggiudicataria dovrà attestare la consegna del piano di sicurezza e coordinamento alle altre imprese esecutrici, ai lavoratori autonomi ed ai fornitori consegnando copia dei moduli opportunamente compilati al Coordinatore per l’Esecuzione. Coordinamento delle imprese e dei lavoratori autonomi L’impresa aggiudicataria, nel caso in cui faccia ricorso al lavoro di altre imprese esecutrici o lavoratori autonomi, provvederà al coordinamento delle stesse secondo quanto previsto dal piano di sicurezza e coordinamento. Nell’ambito di questo coordinamento, sarà compito dell’impresa aggiudicataria trasmettere alle imprese esecutrici e fornitrici la documentazione della sicurezza, incluse tutte le decisioni prese durante le riunioni per la sicurezza ed i sopralluoghi e le ispezioni in cantiere eseguite dal coordinatore per l’esecuzione. Le imprese esecutrici dovranno documentare al coordinatore per l’esecuzione ed al responsabile dell’impresa aggiudicataria, l’adempimento delle eventuali prescrizioni emanate mediante l’invio di formale comunicazione. Riunioni di coordinamento Riunione preliminare Preliminarmente all’inizio dei lavori sarà effettuata una riunione presieduta dal Coordinatore per la Sicurezza; a questa riunione parteciperanno obbligatoriamente tutti i responsabili di cantiere delle ditte esecutrici e tutti i lavoratori autonomi nonché le eventuali ditte fornitrici coinvolte in attività di cantiere. Durante la riunione preliminare, il Coordinatore della Sicurezza in fase di esecuzione illustrerà le caratteristiche principali del piano di sicurezza e coordinamento ai soggetti cui sono stati attribuiti gli incarichi e le competenze all’interno del cantiere. Nell’ambito della riunione dovranno essere formalmente comunicati i nominativi dei responsabili in cantiere delle imprese esecutrici dei responsabili/addetti del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (eventuali) delle varie imprese presenti in cantiere e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (se presenti). Riunioni periodiche Periodicamente durante l’esecuzione dei lavori saranno effettuate delle riunioni con modalità simili a quella preliminare. Durante la riunione in relazione allo stato di avanzamento dei lavori si valuteranno i problemi inerenti la sicurezza ed il coordinamento delle attività che si dovranno svolgere in cantiere e le interferenze tra le attività lavorative. Al termine dell’incontro sarà redatto un verbale da sottoscrivere da parte di tutti i partecipanti. La cadenza di queste riunioni sarà coerente con le esigenze di sicurezza del cantiere. Il Coordinatore della Sicurezza, anche in relazione all’andamento dei lavori, ha facoltà di convocare riunioni straordinarie e/o di variare la frequenza delle riunioni periodiche. Invariabilità dei prezzi In ottemperanza dell’art. 100 D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 tutti i costi relativi a variazioni di opere provvisionali, delle realizzazioni specifiche, delle procedure particolari e dei d.p.i. successive all’aggiudicazione dell’appalto non sono imputabili al Committente se necessari in termini di legge per l’esecuzione delle lavorazioni previste. Nello specifico, gli apprestamenti di sicurezza necessari per le fasi lavorative (ponteggi, passerelle, parapetti, ecc.) devono essere conformi alla normativa vigente e non possono rappresentare pretesa di riconoscimento di costi aggiuntivi. Consultazione Nel corso di un’apposita riunione, alla presenza dei responsabili di tutte le imprese presenti in cantiere e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, dovranno essere esaminati e discussi alcuni importanti punti: a) i rischi connessi all’esecuzione dei lavori e le corrispondenti misure di sicurezza, da adottare singolarmente o collettivamente, per far fronte a tali rischi; b) la discussione del piano di sicurezza e coordinamento di cantiere, integrato con il piano operativo di sicurezza dell’impresa aggiudicataria e delle altre imprese esecutrici e le eventuali osservazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; c) gli obblighi e le responsabilità in merito all’applicazione pratica dei provvedimenti di sicurezza da adottare; d) la definizione delle modalità per l’espletamento dei compiti dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; e) l’informazione, la formazione e la sensibilizzazione dei lavoratori riguardo l’uso dei mezzi personali di protezione; f) la programmazione delle riunioni periodiche di sicurezza. Istruzioni per gli addetti. - Il coordinamento tra i datori di lavoro, compresi i lavoratori autonomi, la reciproca informazione e l’interazione con le attività che avvengono sul luogo, all'interno o in prossimità del cantiere, è obbligatoria in tutti i casi. Tale obbligo ricade, in via primaria, sui datori di lavoro. - Di ogni riunione, a discrezione del Coordinatore per l'Esecuzione dei lavori, potrà essere compilato un apposito Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 23 - verbale, a carattere ufficiale, controfirmato dalle parti. Il Piano Operativo di Sicurezza ed i suoi aggiornamenti verranno redatti prima dell'inizio dei lavori con la collaborazione del Rappresentante dei Lavoratori; saranno quindi sottoposti ad approvazione del Coordinatore in fase di Esecuzione entro 30 gg. dall'appalto o dall'affidamento dei lavori. Il piano approvato verrà trasmesso o messo in visione delle altre imprese e dei lavoratori autonomi operanti in cantiere. Responsabilità, obblighi e mansioni. RESPONSABILITA’, OBBLIGHI E MANSIONI Committente IL COMMITTENTE, NELLA PERSONA DEL RESPONABILE DI PROCEDIMENTO E' IL SOGGETTO PER CONTO DEL QUALE VIENE REALIZZATA L'OPERA, AVRA' LE MANSIONI E GLI OBBLIGHI DERIVANTI DALLE SEGUENTI COMPETENZE: − − − − − − − − − − − − Rapporti con gli Enti che interagiscono per la realizzazione dell'opera e responsabile per le obbligazioni che da tali rapporti insorgono; Rapporti con la struttura di progettazione delle opere e degli interventi; Designazione del Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione; Redazione del bando di gara per la realizzazione dell'opera che deve far esplicito riferimento all'obbligo di osservanza del Piano di Sicurezza in visione presso la stazione appaltante. Valutazione del piano di sicurezza che deve contenere il rispetto delle misure di cui all'art.15 D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81; Sottoscrizione dei contratti di appalto e forniture; Verifica della documentazione di rito sulla validità tecnica-economica delle imprese appaltatrici e la sussistenza dei requisiti attinenti la normativa sugli appalti; Nomina del direttore dei lavori; Nomina del collaudatore in corso d’opera ai sensi della L.R. n. 9/83; Nomina il collaudatore statico ai sensi della L.1086/71; Nomina del Coordinatore della sicurezza in fase di realizzazione dell'opera; Notifica preliminare ad ASL ed Ispettorato del Lavoro competenti per territorio; Datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti DATORI DI LAVORO,DIRIGENTI E PREPOSTI DEVONO,OGNUNO PER LA PARTE CHE COMPETE: - attuare le norme di sicurezza; - rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui sono esposti e portare a loro conoscenza le norme essenziali di prevenzione, mediante affissione negli ambienti di lavoro, di estratti delle norme di prevenzione o, quando non è possibile l'affissione, con altri mezzi; - disporre ed esigere che i lavoratori osservino le norme di sicurezza ed usino i mezzi di protezione messi a loro disposizione. - provvede alla formazione e designa gli addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell’emergenza . Il datore dovrà riportare nel POS, la valutazione dei rischi di incendio e conseguenti misure di prevenzione e protezione redatta secondo quanto previsto nel DM. 10 marzo 1998, ed in base a questa dovrà nominare i lavoratori in possesso di attestato di formazione, designati alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione emergenze. All'ingresso del cantiere, o nei luoghi in cui i lavoratori si riuniscono, è bene esporre cartelli che richiamino la loro attenzione sui rischi connessi con il lavoro ed in generale ciò che essi devono o non devono fare. I datori di lavoro dovranno in ogni momento mantenere aggiornata la documentazione di cantiere particolarmente per ciò che attiene la sicurezza, dovranno dare informazione scritta preventiva dei mutamenti del personale che opera in cantiere al Responsabile dei Lavori, aggiornare il Libro Matricola e fare la suddetta formazione ed informazione al nuovo personale. L’RSPP della ditta dovrà sottoscrivere copia del Documento di Sicurezza, redatto ai sensi del D.Lgs. 9/04/08, n. 81. Fin dalla richiesta di partecipazione alla Gara di Appalto/richiesta di offerta, le ditte hanno l'obbligo di segnalare l'eventuale presenza di ditte subappaltatrici o di lavoratori autonomi che avessero intenzione di essere chiamate a partecipare allo svolgimento delle opere. Anche le ditte subappaltatrici ed i lavoratori autonomi dovranno fornire a loro volta i succitati documenti. Il piano di sicurezza realizzato è stato elaborato nel completo rispetto di quanto prescritto dalla legislazione tecnica vigente in materia e tenendo conto delle norme di buona tecnica. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 24 Sono tenute al rispetto del presente piano di sicurezza anche le ditte degli impianti elettrici, di montaggi e smontaggi attrezzature e quante e quali altre partecipino alla realizzazione delle opere. L'impresa edile prima appaltatrice, avrà il compito di coordinare tutte le attività. Tutte le imprese dovranno sottoporre al Responsabile dei Lavori il proprio Documento di sicurezza e Analisi dei Rischi, ai sensi del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81: Art. 95 Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81: · il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di soddisfacente salubrità; · la scelta dell'ubicazione dei posti di lavoro tenendo conto delle condizioni di accesso a tali posti, definendo vie o zone di spostamento o di circolazione; · le condizioni di movimentazione dei vari materiali e carichi; · la manutenzione, il controllo prima dell'entrata in servizio ed il controllo periodico degli impianti e dei dispositivi al fine di eliminare i difetti che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori; · la delimitazione e l'allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari materiali , in particolare quando si tratta di materie e di sostanze pericolose; · l'adeguamento, in funzione dell'evoluzione del cantiere, della durata effettiva da attribuire ai vari tipi di lavoro o fasi di lavoro; · la cooperazione tra datori di lavoro e lavoratori autonomi; · le interazioni con le attività che avvengono sul luogo, all'interno od in prossimità del cantiere; Art. 96 Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81: · adottano le misure conformi alle prescrizioni di cui all'allegato XIII; · predispongono l’accesso e la recinzione del cantiere con modalità chiaramente visibili e individuabili; · curano la disposizione o l’accatastamento di materiali o attrezzature in modo da evitarne il crollo o il ribaltamento; · curano la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche che possono compromettere la loro sicurezza e la loro salute; · curano le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se del caso, coordinamento con il committente o il responsabile dei lavori; · curano che lo stoccaggio e l'evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente; · redigono il Piano Operativo di Sicurezza di cui all’art. 89, comma 1, lettera h, D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81. PREPOSTI DI CANTIERE SARANNO: _Il Responsabile del Servizio di Prevenzione Protezione del Cantiere (RSPPC) _ Responsabile del Servizio di Emergenza (RSE). Raggruppamenti di Imprese Nel caso del raggruppamento di imprese, anche se fosse individuato un “unico referente” che si rapporta al coordinatore o al committente, tale “referente” non può sostituire i datori di lavoro delle imprese esecutrici ai fini degli assolvimenti degli obblighi derivanti dal D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e dalla normativa prevenzionistica in genere. Il “referente” infatti nei rapporti con le varie figure previste dal D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, con gli RSL, con i medici competenti e con i dipendenti delle varie imprese, non ha in sé i poteri propri del datore di lavoro e quindi non è in grado di svolgerne i compiti. L'ampliamento dei poteri del referente del raggruppamento di imprese può essere accettato salvo che tali poteri siano trasferiti prima che il raggruppamento di imprese si proponga per l'esecuzione dell'opera, siano trasferiti “in toto” (dispositivi, economici ..) e senza successive ingerenze da parte del datore di lavoro cedente. In pratica si ricade quindi nel concetto di “delega di poteri” per cui il raggruppamento d'impresa diviene un'unica impresa ed il referente, l'unico “datore di lavoro”. Imprese e lavoratori subordinati L'intervento nell'esecuzione dei lavori di almeno un'altra impresa esecutrice comporta gli obblighi di cui art. 90 del D.Lgs 81/08, sempre che ricorrano i presupposti previsti dalla norma stessa. Nel caso in cui ciò non avvenga si ricorda che trova comunque applicazione l'art. 26 del D.Lgs 81/08. Il datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori all'interno dell'azienda, ovvero dell'unità produttiva, ad imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi: a) verifica, anche attraverso l'iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato, l'idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare in appalto o contratto d'opera; Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 25 b) fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell'ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività. Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento. Tale obbligo non si estende ai rischi specifici propri dell'attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. Lavoratori dipendenti LA NORMA DI PREVENZIONE INFORTUNI IMPEGNA ANCHE LA RESPONSABILITA' DEI LAVORATORI. AL FINE DI REALIZZARE NELL'AMBIENTE LAVORATIVO LE PREVISTE CONDIZIONI DI SICUREZZA, SEGUE IL DOVERE DI: - OSSERVARE, oltre alle norme di sicurezza, le misure disposte dal datore di lavoro ai fini della sicurezza individuale e collettiva; - USARE con cura i dispositivi di sicurezza e gli altri mezzi di protezione predisposti o forniti dal datore di lavoro; - SEGNALARE immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o ai preposti la deficienza dei dispositivi e dei mezzi di sicurezza e di protezione, nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui venissero a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza e nell'ambito delle loro competenze e possibilità, per eliminare o ridurre dette deficienze o pericoli; - NON RIMUOVERE, di propria iniziativa, operazioni o manovre che non siano di loro competenza e che possano compromettere la sicurezza propria o di altre persone. Nei cantieri capita spesso che il lavoratore, per molteplici motivi (uso temporaneo di materiali per piccoli lavori, ecc.) faccia uso di tavole già collocate a protezione di aperture nei vani ascensore, di buche, senza che poi provveda alla loro ricollocazione. Non è superfluo ricordare che per l'inosservanza delle citate disposizioni, la legge prevede sanzioni a carico dei lavoratori. A questo punto si ritiene utile ricordare che al capo cantiere ed al preposto (appositamente incaricati) compete la responsabilità di vigilare sui lavoratori e sull'osservanza delle norme di sicurezza. Peraltro e obbligo del lavoratore attenersi a quanto impartito a lui dal datore di lavoro in materia di sicurezza I lavoratori designati alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione emergenze non potranno esimersi senza fondati motivi dall’incarico affidatogli e dovranno seguire apposito corso di formazione. Lavoratori autonomi La definizione dell’art. 89 D.Lgs 81/08 è chiara: è lavoratore autonomo la “persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell'opera senza vincolo di subordinazione”. Si fa presente quindi che anche il datore di lavoro che opera in cantiere è da considerarsi lavoratore autonomo limitatamente alla propria prestazione lavorativa svolta, per tutta la durata del cantiere, senza la collaborazione di alcuno. Tale figura assumerà anche la funzione di datore di lavoro nel momento in cui opererà, anche per un unico evento, con la collaborazione di altri. In tal caso sarà naturalmente tenuto, prima della esecuzione di qualsiasi lavoro, alla redazione del POS, che dovrà essere sottoposto alla preventiva approvazione da parte del CE. Ai fini dell'applicazione del D.Lgs 81/08 sono da considerare lavoratori autonomi non soltanto gli artigiani senza soci o dipendenti, ma anche (e unicamente per le specifiche prestazioni rese operando da soli) i datori di lavoro e i soci datori di lavoro delle società di persone che prestano individualmente attività lavorativa per conto della società stessa. E' da rilevare inoltre che la definizione di lavoratore autonomo data dal decreto in questione sembra escludere le attività professionali di servizio di cui all'art. 2222 C.C. in quanto non concorrono alla “diretta” realizzazione dell’opera, come sembra evincersi dagli obblighi imposti dall'art. 94, il quale prevede che tale attività sia esercitata in cantiere. Da quanto sopra esposto si ritiene che nel momento in cui più lavoratori autonomi si raggruppano organizzandosi per meglio concorrere all'esecuzione dell'opera, si sia di fatto costituita una società i cui soci lavoratori perdono la propria autonomia, dovendo sottostare all'organizzazione societaria di cui ognuno di essi è diventato imprenditore, a norma dell'art. 2082 C.C. Nel contempo, essendo essi equiparati ai lavoratori subordinati, trovano applicazione fra l'altro le norme contenute nel D.Lgs. 81/08. In sostanza il tipo di società che si viene a costituire appare equivalente a quella in nome collettivo i cui soci, non avendo conferito deleghe di rappresentanza, si assumono personalmente la responsabilità delle violazioni di legge eventualmente commesse anche in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, essendo ciascuno di essi il datore di lavoro degli altri soci. Per quanto attiene l'applicazione del D.Lgs 81/08 al caso in esame ed in particolare alle necessità che debbano essere nominati dal committente il coordinatore in fase di progettazione e successivamente di esecuzione dell'opera, si ritiene che tale obbligo sussista nel momento in cui in cantiere si prevede che opereranno, anche non contemporaneamente, più società di fatto ovvero imprese. Nel caso in cui poi i lavori venissero eseguiti da un'unica società di fatto costituita da lavoratori autonomi, questi dovranno attenersi al disposto dell'art. 96 del D.Lgs 81/08 e, tra l'altro, redigeranno il piano operativo di sicurezza. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 26 Riguardo al lavoratore autonomo “puro” (che non sia cioè anche datore di lavoro) si ritiene che egli debba essere in grado di svolgere autonomamente il proprio lavoro, con la piena libertà di decisione sulle modalità con cui operare nell'ambito però delle indicazioni: − contenute nel PSC e nel POS dell'impresa per la quale eventualmente opera come subappaltatore, fornitore in opera o noleggiatore a caldo; − fornite dal coordinatore per l'esecuzione o dal datore di lavoro dell'impresa; − utilizzando attrezzature di lavoro e DPI secondo quanto previsto dal D.Lgs 81/08 e svolgendo la lavorazione senza “l'aiuto” di nessuno. In realtà sono ben pochi i lavori eseguibili da una sola persona. E' invece frequente il caso in cui, dietro una facciata di formale pluralità di “lavoratori autonomi”, si celi un'effettiva situazione di rapporti di subordinazione fra chi da ordini e chi li esegue, fra anziani e giovani, fra esperti ed “apprendisti”, fra padri e figli, ecc. Nei casi suddetti si instaurano di fatto situazioni anomale, che i coordinatori di sicurezza per l'esecuzione dell'opera dovranno “rifiutare” e che gli operatori di vigilanza dovranno perseguire. Per quanto su esposto, in ragione all’alto livello di sovrapposizione delle attività e della complessità delle opere non si prevede la possibilità d’impiego di lavoratori autonomi in cantiere, se non in misura assolutamente marginale. LE NORME DI PREVENZIONE INFORTUNI IMPEGNA ANCHE LA RESPONSABILITA’ DEI LAVORATORI AUTONOMI AL FINE DI REALIZZARE NELL'AMBIENTE LAVORATIVO LE PREVISTE CONDIZIONI DI SICUREZZA, SEGUE IL DOVERE DI: - OSSERVARE, oltre alle norme di sicurezza, le misure disposte dal datore di lavoro ai fini della sicurezza individuale e collettiva; Peraltro e obbligo del lavoratore attenersi a quanto impartito a lui dal Coordinatore per la Sicurezza, seguire le informazioni ricevute sulle modalità d'uso ed i rischi delle lavorazioni cui sono addetti. - USARE con cura i dispositivi di sicurezza e gli altri mezzi di protezione predisposti o forniti dal datore di lavoro. - SEGNALARE immediatamente alla Stazione Appaltante, nella persona del dirigente o dei preposti la deficienza dei dispositivi e dei mezzi di sicurezza e di protezione, nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui venissero a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza e nell'ambito delle loro competenze e possibilità, per eliminare o ridurre dette deficienze o pericoli. - NON RIMUOVERE, di propria iniziativa, operazioni o manovre che non siano di loro competenza e che possano compromettere la sicurezza propria o di altre persone. Nei cantieri capita spesso che il lavoratore, per molteplici motivi (uso temporaneo di materiali per piccoli lavori, ecc.) faccia uso di tavole già collocate a protezione di aperture nei vani ascensore, di buche, senza che poi provveda alla loro ricollocazione. Non è superfluo ricordare che per l'inosservanza delle citate disposizioni, la legge prevede sanzioni a carico dei lavoratori. Progettista LE NORME DI PREVENZIONE INFORTUNI IMPEGNA IL PROGETTISTA AL FINE DI REALIZZARE NELL'AMBIENTE LAVORATIVO LE PREVISTE CONDIZIONI DI SICUREZZA Avrà le mansioni e gli obblighi derivanti dalle seguente attività di competenza: − Rapporti con il committente e con gli Enti che interagiscono per la realizzazione dell’opera. − Redazione della progettazione esecutiva architettonica. − Redazione della progettazione esecutiva strutturale. − Redazione della progettazione esecutiva impiantistica; − Redazione degli elaborati di contabilità ed elaborati di cui alla L. 216. − Collaborazione stretta con il coordinatore della sicurezza nella fase di progettazione e redazione del piano di sicurezza. − Riferisce e spiega alla Direzione dei Lavori i contenuti di tutti gli atti progettuali. Direzione Lavori LE NORME DI PREVENZIONE INFORTUNI IMPEGNA LA RESPONSABILITA' DEL DIRETTORE DEI LAVORI AL FINE DI REALIZZARE NELL'AMBIENTE LAVORATIVO LE PREVISTE CONDIZIONI DI SICUREZZA Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 27 Avrà le mansioni e gli obblighi derivanti dalle seguente attività di competenza: − rapporti con il committente e con gli Enti che interagiscono per la realizzazione dell’opera; − rapporti con il Progettista, con il Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione, con il Coordinatore della sicurezza in fase di realizzazione, con il collaudatore in corso d’opera, con il direttore di cantiere, con l’impresa appaltatrice dei lavori; − responsabile della rispondenza delle opere realizzate a quelle progettate; − responsabile della esecuzione tecnica delle opere; − modifica o fa modificare dal progettista qualora necessario e nei casi consentiti dalla normativa le soluzioni progettuali adottate; − unitamente al costruttore produce la denuncia delle opere in c.a. all’ufficio del Genio Civile; − unitamente al progettista delle strutture prima del deposito all’ufficio del Genio Civile firma la relazione sui materiali da costruzione; − predispone i verbali dei provini sui materiali ; − elabora la Relazione a Struttura Ultimata; − assiste il collaudatore in corso d’opera nelle operazioni di rito; − tiene i libri contabili e predispone gli atti di contabilità per gli stati di avanzamento lavori; − predispone gli atti di contabilità finale; _ assiste i collaudatori per il collaudo tecnico-amministrativo. Coordinatore per la Progettazione Avrà le mansioni e gli obblighi (art. 91 D.Lgs 81/08) derivanti dalle seguenti attività di competenza: − Redige il piano di sicurezza nel rispetto della normativa ed è responsabile dei contenuti e delle prescrizioni in esso previste. − Predispone il fascicolo contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione degli infortuni. Coordinatore per l'Esecuzione Avrà le mansioni e gli obblighi (art. 92 D.Lgs 81/08) derivanti dalle seguenti attività di competenza: − Assicurerà l’applicazione delle disposizioni di cui all’art.100 e all’art.101 del D.Lgs. 81/08. − Verificherà l'idoneità del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento di cui all'art.100, assicurandone la coerenza con quest'ultimo, e adeguare il piano di sicurezza e coordinamento e il fascicolo di cui all'art.91, comma 1, lettera b), in relazione all'evoluzione dei lavori e alle eventuali modifiche intervenute valutando le proposte delle imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di sicurezza; − Organizzerà tra i datori di lavoro e tra gli RSPP la cooperazione e il coordinamento delle attività di sicurezza; − Segnalerà al committente o al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati le inosservanze alle disposizioni, degli artt. 94,95, e 96 del D.Lgs. 81/08. − Potrà proporre in caso di inadempienze la sospensione dei lavori e l’allontanamento delle imprese subappaltatrici o dei lavoratori autonomi che non rispettano le normative di sicurezza; − Verificherà lo stato delle attrezzature dei macchinari adoperati; − Verificherà la natura e la qualità dei materiali; _ Parteciperà alle riunioni con i datori di lavoro e con i rappresentanti degli operai; − Modificherà nel caso le procedure quando se ne ravviseranno le opportunità; − Sorveglierà e coordinerà il rispetto del presente piano e delle misure di sicurezza in fase di realizzazione delle opere. Addetti in cantiere Avrà le mansioni e gli obblighi derivanti dai seguenti incarichi: _“Addetto alla Prevenzione e protezione Incendi” (Servizio di Emergenza) _“Addetto al Primo Soccorso” (Servizio di Emergenza) _“Addetto all’evacuazione” (Servizio di Emergenza) _”Addetto degli Accessi in Cantiere” _”Addetto alla sorveglianza, controllo e revisione delle Opere Provvisionali (funi gru, reti di sicurezza)” _”Addetto alla Gestione dei Rifiuti ed Inquinanti in Cantiere” Gli incarichi specifici verranno assegnati dai diversi datori di lavoro ognuno per le proprie competenze in sintonia con gli RSPP delle diverse ditte, e dal datore di lavoro della ditta prima appaltatrice o comunque responsabile dei sevizi comuni in sintonia con il RSPPC. Gli addetti verranno appositamente formati ed informati dai singoli datori di lavoro in sintonia con i protocolli elaborati in coordinamento con il SPP di Cantiere. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 28 Individuazione dei rischi standard. Individuazione dei rischi standard e misure di sicurezza generali In questa sezione riprenderemo in considerazione singolarmente i diversi rischi che generalmente si possono riscontrare nel contesto lavorativo a cui corrispondono le principali misure tecniche di prevenzione, con l’intento di utilizzare questo nuovo punto di vista del problema sicurezza in cantiere, per aiutare a sviluppare le specifiche dei piani e la informazione degli addetti, lavoratori ed autonomi. RISCHIO Interferenze Rischio Incendio ed Esplosione Calore - Fiamme - Esplosione Illuminazione Microclima Eventi atmosferici Immersioni Elettrocuzione Radiazioni non ionizzanti Rumore Vibrazioni Urti - Colpi - Impatti - Compressioni Punture - Tagli - Abrasioni Cesoiamento - Stritolamento Investimento Movimentazione manuale dei carichi Caduta dall'alto Scivolamenti - Cadute a livello Caduta oggetti dall’alto Getti - Schizzi Fumi - Nebbie - Gas - Vapori Catrame - Fumo Polveri - Fibre Olii minerali e derivati Allergeni Infezioni da microrganismi Rischi agenti chimici Interferenze. INTERFERENZE ATTIVITÀ INTERESSATE Tutte le attività nelle quali vi sia la presenza simultanea di più attività e di più imprese o lavoratori autonomi determini il rischio di sovrapposizione di situazioni e rischi che presi singolarmente sono irrilevanti o adeguatamente valutati. Il rischio maggiore in tal senso e dato dalla possibilità dell'impresa di scegliere un cantieramento per aree di intervento successive che comporta il sovrapporsi nel tempo di lavorazioni diverse. MISURE DA ATTUARSI Il rischio deve essere abbattuto utilizzando lo strumento delle riunioni di coordinamento che avranno cadenza settimanale e che vedranno presenti il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione delle varie ditte che saranno presenti, i lavoratori autonomi ed eventualmente la Direzione Lavori. In relazione alla tipologia di lavori previsti non si prevede una presenza consistente di lavoratori autonomi. Infatti anche se questi venissero così identificati non si può, vista la complessità dell’opera, che prefigurare un rapporto di lavoro subordinato o comunque coordinato con le altre imprese. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 29 INTERFERENZE VIABILITA’ Interferenze con la viabilità esterna Le situazioni di particolare interferenza con la viabilità ordinaria potranno verificarsi principalmente in corrispondenza dell’ingresso carrabili carrabile su Via Crea. Interferenze con la viabilità interna Uno dei rischi maggiori è quello di investimento, che interessa i pedoni (maestranze, fruitori della scuola, ecc.) in presenza dei veicoli (mezzi di cantiere e mezzi privati) in transito nell’area cortile dove è prevista l’istallazione del cantiere. Al fine di evitare tale pericolo, si dovranno osservare alcune principali misure di sicurezza: le aree di lavorazione saranno recintate e dotate di segnaletica di divieto e di pericolo; - i mezzi di cantiere dovranno essere dotati di segnalatori ottici ed acustici che si inseriscano automaticamente con l’innesto della retromarcia; - gli autisti dei mezzi di cantiere dovranno essere coadiuvati nelle manovre da personale a terra; - le operazioni di carico/scarico di materiali, attrezzature, ecc. dagli autocarri dovranno essere eseguiti esclusivamente nelle aree indicate; - le zone di carico/scarico dovranno essere sempre segnalate con bandelle, cavalletti/transenne e cartellonistica di sicurezza; - dovrà essere vietato il transito e la sosta dei veicoli dei residenti nelle vicinanze delle aree di lavorazione. Tutte le vie di transito non dovranno essere ingombrate da materiali che possano ostacolare la normale circolazione. I materiali, sia quelli da impiegare che quelli provenienti dalle lavorazioni dovranno essere depositati nelle apposite aree (in particolare nella zona destinata al cantiere fisso e all’interno delle recinzioni dei singoli settori di intervento). Rischio incendio, espolosione, calore e fiamme. RISCHIO INCENDIO ED ESPLOSIONE PRESCRIZIONI IN MATERIA DI PREVENZIONE INCENDI In considerazione della specificità delle lavorazioni eseguite deve essere valutato rischio di incendio in cantiere, anche ad opera dei singoli datori di lavoro ai sensi del DM 10 marzo 1998. A seguito della specifica valutazione dovranno essere riportati nel POS i risultati dell’analisi di rischio, le misure preventive e le indicazioni operative, nonché gli apprestamenti necessari ed i dispositivi di protezione individuale previsti. Per quanto attiene ai rischi aggiuntivi derivanti dalle fasi critiche il presente documento ha valutato e riportato le dotazioni ed i dispositivi aggiuntivi previsti per prevenire le suddette criticità. Attenzione particolare deve essere posta nel realizzare e mantenere le vie di fuga e le vie di accesso per i mezzi di soccorso per le ditte operanti in cantiere, queste devono garantire un rapida e sicura evacuazione dai locali, in particolare si prevedano la realizzazione di percorsi chiari ed il più possibile diretti che raggiungano un luogo sicuro all’esterno. Si è rilevato che nelle lavorazioni il fattore di rischio di incendio è minimo in quanto non è previsto l'impiego né lo stoccaggio di materiali particolarmente pericolosi in prossimità di fonti di innesco o di personale, saranno in ogni caso presenti n°1 estintori a schiuma in prossimità di ogni deposito di infiammabili, incendiabili e rifiuti; del loro impiego verranno incaricati i preposti che dovranno essere nei pressi delle lavorazioni: quando le lavorazioni presentino particolari rischi a causa dell'utilizzo di fiamme libere, corpi riscaldati, apparecchi che possono produrre scintille ovvero apparecchi elettrici il preposto incaricato dovrà sospendere le altre sue lavorazioni e dovrà sorvegliare le operazioni, pronto ad intervenire in caso di pericolo. Le fasi in cui il rischio di incendio diventa rilevante sono: _ deposito vernici e solventi infiammabili da collocarsi in area protetta e dedicata in quantità inferiore allo 0,5 mc.; _ deposito bombole per saldatura ossiacetilenica o a gas di guaine ed impianti non potrà essere realizzato all’interno dei locali ma dovrà essere predisposta un area adatta e esterna al raggio di influenza delle gru (riportata nelle tavole di cantiere); _ depositi di materiali combustibili come impalcati per opre provvisionali, banchinaggi e casserature, e tamponamenti interni in legno; _ depositi di involucri per imballaggio di materiali e macchinari da installare in cantiere; _ posa guaine in particolare sulle coperture. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 30 MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI PRIMA DELL'ATTIVITA': in fase di pianificazione del cantiere è necessario effettuare un’analisi del rischio di incendio. Devono essere individuate le concentrazioni di prodotti infiammabili e le possibili cause di accensione e deve essere preparato un piano generale di prevenzione coordinato tra le ditte in cantiere al fine di rendere minimo il rischio di incendio. le aree e gli ambienti nei quali esiste il rischio di incendio o di esplosione devono essere chiaramente delimitati ed identificabili e corredati della idonea segnaletica (es.: divieto di fumare e di usare fiamme libere) tutto il personale presente, gli addetti alla lavorazione e gli incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, di evacuazione e di pronto soccorso devono essere informati, formati ed addestrati rispettivamente sulla esistenza dell’area a rischio e sulle norme di evacuazione in prossimità di depositi di sostanze infiammabili, combustibili o esplosive verranno installati estintori specifici a seconda del tipo di incendio sviluppabile quotidianamente verranno incaricati agli addetti della Squadra di Emergenza interna a cura del RSPPC o del Responsabile del Servizio di Emergenza (RSE), e verranno a loro affidate le aree di intervento ed i dispositivi di spegnimento, verranno inoltre concordate e ricordate le procedure di intervento e di evacuazione il Servizio di Emergenza verificherà quotidianamente l’efficienza e la presenza dei mezzi di estinzione, e la fruibilità delle vie di fuga DURANTE L'ATTIVITA': la scelta delle attrezzature elettriche, meccaniche o comunque capaci di costituire una fonte di ignizione, da utilizzare per le lavorazioni negli ambiti precedentemente descritti, deve essere effettuata in maniera da risultare compatibile con l’ambiente nel quale si opera Le stesse devono essere correttamente impiegate e mantenute in conformità alle indicazioni del fabbricante nelle lavorazioni dove è previsto l’impiego di fiamme libere o di altre sorgenti di ignizione è necessario allontanare e/o separare e/o proteggere le strutture, i materiali e le sostanze infiammabili poste nelle vicinanze deve essere prevista e resa possibile l'evacuazione dei lavoratori; le vie di esodo dovranno comunque essere indicate mediante apposita segnaletica di sicurezza e dovranno essere previsti e mantenuti in buone condizioni idonei sistemi di allarme per avvisare tutti gli addetti in tutte le lavorazioni a rischio di incendio è indispensabile tenere a portata di mano mezzi di estinzione adeguati (secchiello di sabbia, estintore a polvere, etc.) tutti gli addetti devono indossare i DPI idonei alla lavorazione (calzature di sicurezza con suola termica, guanti, indumenti protettivi, maschera per la protezione del volto) I rischio di incendio diventa concreto quando oltre alle cause di innesco sono presenti alti carichi di incendio; il rischio dovuto alla presenza di vernici e solventi verrà eliminato costituendo depositi esclusivamente esterni e ad uso esclusivo lontani da fonti di innesco DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE calzature di sicurezza guanti abbigliamento protettivo elmetto maschera per la protezione del volto dispositivi di protezione per le squadre di emergenza (autorespiratori, abbigliamento ignifugo…) PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA in caso di ustione e bruciature ricorrere immediatamente al più vicino Pronto Soccorso; nell’attesa si deve scoprire la parte ustionata tagliando i vestiti, purché non siano rimasti attaccati alla pelle, e versare acqua sull’ustione. Avvolgere successivamente le ustioni con teli o garze pulite evitando di bucare le bolle e di utilizzare olii. Coprire successivamente l'infortunato sdraiato in posizione antishock (vedi manuale "Il primo soccorso nel cantiere edile") per tutti i lavoratori deve essere realizzato un programma di informazione per l’evacuazione e la lotta antincendio. Qualora se ne riscontri la necessità si devono prevedere piani ed esercitazioni di evacuazione. Queste ultime devono includere l’attivazione del sistema di emergenza e l’evacuazione di tutte le persone dalla loro area di lavoro all’esterno o ad un punto centrale di evacuazione se del caso deve essere prevista una squadra interna di soccorso antincendio, costituita da lavoratori specialmente addestrati, che operi eventualmente anche in coordinamento con i servizi pubblici di soccorso. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 31 CALORE - FIAMME Nei lavori effettuati in presenza di materiali, sostanze o prodotti infiammabili, esplosivi o combustibili, devono essere adottate le misure atte ad impedire i rischi conseguenti. In particolare: _ le attrezzature e gli impianti devono essere di tipo idoneo all'ambiente in cui si deve operare; _ le macchine, i motori e le fonti di calore eventualmente preesistenti negli ambienti devono essere tenute inattive; gli impianti elettrici preesistenti devono essere messi fuori tensione; _ non devono essere contemporaneamente eseguiti altri lavori suscettibili di innescare esplosioni od incendi, né introdotte fiamme libere o corpi caldi; _ gli addetti devono portare calzature ed indumenti che non consentano l'accumulo di cariche elettrostatiche o la produzione di scintille e devono astenersi dal fumare; _ nelle immediate vicinanze devono essere predisposti estintori idonei per la classe di incendio prevedibile; _ all'ingresso degli ambienti o alla periferie delle zone interessate dai lavori devono essere poste scritte e segnali ricordanti il pericolo. _ Nei lavori a caldo con bitumi, catrami, asfalto e simili devono essere adottate misure contro i rischi di: traboccamento delle masse calde dagli apparecchi di riscaldamento e dai recipienti per il trasporto; _ incendio; _ ustione. Durante le operazioni di taglio e saldatura deve essere impedita la diffusione di particelle di metallo incandescente al fine di evitare ustioni e focolai di incendio. Gli addetti devono fare uso degli idonei dispositivi di protezione individuali. Illuminazione, microclima, eventi etosferici ed immersioni. ILLUMINAZIONE ATTIVITA INTERESSATE Lavori invernali o serali all’interno dei locali MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI PRIMA DELL’ATTIVITA’: • in tutti i luoghi di lavoro, di sosta e di passaggio occorre assicurasi che esista un adeguato livello di illuminazione, naturale o artificiale, diffuso e/o localizzato, proporzionato alla situazione ambientale e alla lavorazione da eseguire • le aree di azione delle macchine operatrici, dei mezzi di trasporto, di sollevamento e delle operazioni manuali, i campi di lettura e di osservazione degli organi e degli strumenti di controllo, di misura o di indicatori in genere e ogni altro luogo o elemento o segnalazione che presenti un particolare rischio o richieda una particolare attenzione, devono essere illuminati in maniera adeguata alla situazione operativa • se fosse il caso deve essere disposta un sistema di illuminazione sussidiaria e/o di emergenza da attivare in caso di necessità • nella organizzazione del lavoro occorre tener conto delle fonti di luminosità, artificiali e non, anche in funzione delle possibili condizioni ambientali al fine di evitare abbagliamenti o disturbi visivi • le superfici vetrate illuminanti ed i mezzi di illuminazione artificiale devono essere tenuti costantemente in buone condizioni di pulizia ed efficienza. MICROCLIMA ATTIVITA INTERESSATE Tutte le attività che comportano per il lavoratore una permanenza in ambienti interni o esterni con parametri climatici (temperatura, umidità, ventilazione, etc.) non confortevoli dovute alle escursioni termiche stagionali invernali ed estive Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 32 MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI • i lavoratori devono indossare un abbigliamento adeguato all’attività e alle caratteristiche dell'ambiente di lavoro, qualora non sia possibile intervenire diversamente sui parametri climatici • gli orari di esposizione dei lavoratori al clima rigido dovranno essere adeguatamente ridotti ed intervallati da pause i locali riscaldati in numero e frequenza che dovranno essere valutati ed espressi nel documento di valutazione delle ditte • il cantiere sarà dotato di baracche riscaldate per consentire il ricovero ed il riposo del personale, queste saranno anche dotate di apparecchiature per scaldare cibi e bevande DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE • abbigliamento protettivo • guanti • copricapo PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA • le attività che si svolgono in condizioni climatiche avverse senza la necessaria protezione possono dare origine sia a broncopneumopatie, soprattutto nei casi di brusche variazioni delle stesse, che del classico colpo di calore in caso di intensa attività fisica durante la stagione estiva • per soccorrere l'infortunato privo di coscienza colpito dal colpo di calore occorre: • slacciare gli indumenti al collo, al torace, alla vita • disporlo in posizione di sicurezza (disteso sul fianco a testa bassa con un ginocchio piegato per assicurarne la stabilità), mantenendolo coperto in un luogo asciutto e aerato • in presenza di sintomi di congelamento è necessario avvolgere in panni di lana la parte del corpo interessata, evitando di sfregarla, e rivolgersi al più vicino Pronto Soccorso EVENTI ATMOSFERICI ATTIVITA INTERESSATE Tutte le attività svolte all’aperto MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI PRIMA DELL'ATTIVITA': • Ιl Datore di Lavoro e l’RSPPC sarà tenuto ad effettuare la formazione e l’informazione del Preposto ed eventualmente degli Addetti a rilevare, gestire, ed operare in riferimento al pericolo vento • Per ciò che attiene la formazione di accumuli di neve o ghiaccio sui ponti e sulle attrezzature del cantiere è necessario che gli addetti provvedano a mantenere sgomberi dette opere provvisionali • Il rischio di elettrocuzione dovuta al tranciamento o lesione di cavi sommersi durante l’eventuale inondazione del cantiere viene ovviata realizzando un’impianto di cantiere aereo per tutte le aree al di sotto o al livello del piano di campagna. • Il rischio di dispersione di sostanze inquinanti nell’ambiente durante l’inondazione del cantiere verrà ovviata localizzando delle apposite aree di cantiere dedicate allo stoccaggio di detti materiali, i depositi saranno dotati di vasca di contenimento e saranno collocati lungo le pendici del terrapieno ad un’altezza pari almeno a 80 cm dal piano di campagna. DURANTE L'ATTIVITA': • Il preposto o gli addetti a monitorare il vento dovranno verificare il funzionamento dell’attrezzatura prima delle lavorazioni che prevedono l’utilizzo di mezzi di sollevamento, controllando le velocità massime previste nei libretti delle apparecchiature di sollevamento ed alle istruzioni contenute nei manuali e nei piani di prefabbricazione dell’opera. • Il preposto o gli addetti a monitorare il vento dovranno tener conto dell’aggravamento del pericolo in caso di raffiche che posso accentuare o rendere irregolare il movimento oscillatorio dei carichi, in tal caso dovranno essere comunque interrotte le lavorazioni che prevedono la movimentazione di carichi sospesi. Solo il Preposto Responsabile di cantiere potrà dichiarare il cessato allarme e far riprendere le lavorazioni. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 33 • Il SPP individuerà le modalità operative per intervenire sospendendo le lavorazioni e ne informerà preposto o gli addetti. Provvederà inoltre a nominare i suddetti incaricati previo formazione ed informazione specifica. • Durante la rimozione degli accumuli di neve o ghiaccio dalle opere provvisionali dovranno assicurarsi con cinture ove sia il rischio di caduta o scivolamento, durante dette operazioni dovrà verificarsi a cura del preposto e degli addetti in prima persona che non transiti nessuno in corrispondenza dell’area di caduta del materiale sorvegliando e segnalando con segnali di divieto di transito le aree stesse. • Il preposto in caso di inondazione del cantiere provvederà a staccare immediatamente la fornitura di corrente all’impianto elettrico di cantiere azionando il sezionatore generale sul Quadro Generale di Cantiere. • Provvedere a cura del preposto e di addetti appositamente formati a controllare periodicamente che le vasche di contenimento dei depositi di inquinanti siano prive di materiale, provvedere a coprire detti materiali con teli ben fissati che portino l’acqua meteorica fuori dalle vasche stesse. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE • gli addetti ad interventi su in condizioni climatiche avverse devono utilizzare se del caso: stivali in gomma, abbigliamento impermeabile e termicamente isolante, guanti impermeabili ed isolanti contro il gelo. IMMERSIONI Qualora non sia possibile evitare il ristagno dell'acqua sul piano del posto di lavoro, o nelle piste di cantiere le attività devono essere sospese quando l'altezza dell'acqua superi i 50 cm. In tali casi possono essere effettuati solo lavori di emergenza, unicamente intesi ad allontanare l'acqua o ad evitare danni all'opera in costruzione. Detti lavori devono essere affidati a lavoratori esperti ed eseguiti sotto la sorveglianza dell'assistente. I lavoratori devono essere forniti di idonei DPI (indumenti e calzature impermeabili). In tutti i casi dovrà essere sezionato il Quadro Generale di Cantiere prima di intervenire. Elettrocuzione e radiazioni non ionizzanti. ELETTROCUZIONE ATTIVITÀ INTERESSATE Tutte le attività nelle quali vengono utilizzati, o siano comunque attivi, impianti per la produzione o distribuzione dell'energia elettrica, a qualunque scopo destinata. Le fasi in cui il rischio di elettrocuzione diventa rilevante sono: _ le fasi di compresenza di più ditte nelle stesse aree di lavoro che possa determinare l’utilizzo di impianti di cantiere in comune; _ le scariche atmosferiche sulle opere provvisionali; _ la immersione nelle acque superficiali di impianti elettrici che potrebbero essere lesionati a causa di passaggio mezzi e cedimenti del terreno; MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI PRIMA DELL'ATTIVITA': • verificare che non esistano elementi della rete di distribuzione dell'energia elettrica che possano costituire pericolo per le lavorazioni e viceversa. Se del caso, devono essere presi immediati contatti con l'Ente esercente la rete al fine di individuare e applicare le misure di sicurezza necessarie (es. segnalazioni, delimitazioni, sbarramenti etc.) prima dell'inizio delle lavorazioni; • le strutture metalliche dei baraccamenti e delle opere provvisionali, i recipienti e gli apparecchi metallici di notevoli dimensioni situati all'aperto devono essere collegati elettricamente a terra in modo da garantire la dispersione delle scariche atmosferiche, come conseguenza della relazione di calcolo di probabilità prevista dalla normativa vigente; • gli impianti elettrici, di messa a terra ed i dispositivi contro le scariche atmosferiche, quando necessari, devono essere progettati osservando le norme dei regolamenti di prevenzione e quelle di buona tecnica riconosciute. Gli impianti sono realizzati, mantenuti e riparati da ditte e/o persone qualificate. La dichiarazione di conformità degli impianti (con gli allegati), la richiesta di omologazione dell'impianto di terra e dei dispositivi contro le scariche atmosferiche sono conservate in cantiere; Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 34 • prima dell'utilizzo è necessario effettuare una verifica visiva e strumentale delle condizioni di idoneità delle diverse parti degli impianti e dei singoli dispositivi di sicurezza; • al fine di evitare inconvenienti dovuti all’interferenza tra i lavoratori operanti in cantiere è importante che il Responsabile Tecnico ed il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione partecipino alle riunioni di coordinamento in modo da pianificare: l'avvicendarsi delle ditte e dei lavoratori autonomi operanti, e le modifiche dell'impianto elettrico di cantiere; • al fine garantire una maggior autonomia e quindi efficienza delle ditte operanti si prescrive: _ che la ditta appaltatrice doti il cantiere di un Quadro Elettrico Generale che verrà collocato in luogo facilmente raggiungibile presso l’accesso principale del cantiere; la ditta stessa nominerà (con incarico scritto) un preposto con il compito di dare corrente all'impianto all'apertura quotidiana del cantiere e toglierla alla chiusura dello stesso; _ che la ditta stesa doti il cantiere di un Quadro Elettrico Derivato che verrà collocato in luogo baricentrico rispetto alle aree di lavoro; _ che le ditte subappaltanti si dotino di proprio Quadro Elettrico Derivato regolarmente allacciato all’impianto di terra comune collegato con prelievo di tensione dal Quadro Elettrico Generale Derivato; le ditte stesse nomineranno (con incarico scritto) un preposto con il compito di dare corrente al proprio impianto all'apertura quotidiana del cantiere e toglierla alla chiusura dello stesso (l’addetto verrà formato sulle procedure e verrà informato che prima di togliere o dare corrente deve accertarsi della presenza di alcuno in cantiere); _ un segnale specifico sui quadri avvertirà che è vietato intervenire sui quadri a personale non autorizzato; DURANTE L'ATTIVITA': • tutto il personale non espressamente addetto deve evitare di intervenire su impianti o parti di impianto sotto tensione; • qualora si presenti una anomalia nell'impianto elettrico è necessario segnalarla immediatamente al responsabile del cantiere; • il personale non deve compiere, di propria iniziativa, riparazioni o sostituzioni di parti di impianto elettrico; • disporre con cura i conduttori elettrici, evitando che intralcino i passaggi, che corrano per terra o che possano comunque essere danneggiati; • verificare sempre l'integrità degli isolamenti prima di impiegare conduttori elettrici per allacciamenti di macchine od utensili; • l'allacciamento al quadro di utensili, macchine, etc., deve avvenire sulle prese a spina appositamente predisposte; • non è consentito l'uso di cavi di prolunga e di adattatori delle prese di corrente; • non inserire o disinserire macchine o utensili su prese in tensione; • al fine di evitare che la sovrapposizione di diversi operatori determini l'accatastarsi sulle impalcature di cavi ed utensili accrescendo il rischio di scoordinamento tra i lavoratori, in particolare se di ditte diverse, è importante che: _ ogni operatore provveda a conservare in modo ordinato e raccolto la caveria e gli utensili presso la postazione di lavoro; _ ogni operatore informi gli altri operatori in prossimità del suo operato ed eviti di abbandonare incustoditi gli apparecchi elettrici in particolare se non scollegati dal Quadro di Servizio; • prima di effettuare l'allacciamento verificare che gli interruttori di manovra della apparecchiatura e quello posto a monte della presa siano aperti (macchina ferma e tolta tensione alla presa); • se la macchina o l'utensile, allacciati e messi in moto, non funzionano o provocano l'intervento di una protezione elettrica (valvola, interruttore automatico o differenziale) è necessario che l'addetto provveda ad informare immediatamente il responsabile del cantiere senza cercare di risolvere il problema autonomamente. DOPO L'ATTIVITA': • è importante che gli operatori ritirino l'utensileria in luogo protetto alle intemperie ed al rischio di intralcio per terzi; dovranno inoltre controllare il buono stato della attrezzatura al fine di evitare che altri operatori possano successivamente utilizzare gli apparecchi che comportino pericolo. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE • gli addetti ad interventi su impianti in tensione devono utilizzare se del caso: calzature con suola isolante e guanti isolanti in lattice. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 35 PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA • il corpo umano al passaggio della corrente si riscalda fortemente: ne risultano scottature esterne o interne, talvolta gravi o addirittura mortali; • l'elettricità altresì produce frequentemente altri effetti: sul cuore (fibrillazioni); sui muscoli (crampi la cui intensità può essere tanto elevata da provocare slogature di articolazioni e rotture di ossa); sul sistema nervoso (paralisi); • gli effetti sono diversi a seconda della qualità e della quantità dell’energia elettrica trasmessa; • nel caso in cui l’infortunato resti in contatto con un conduttore a bassa tensione non disattivabile che sia facilmente spostabile, è necessario che quest’ultimo venga allontanato con un supporto in materiale isolante (non con le mani!), ad es. con una tavola di legno ben asciutta, eseguendo un movimento rapido e preciso. Se il suolo è bagnato occorre che il soccorritore si isoli anche da terra ad es. mettendo sotto i piedi una tavola di legno asciutta; • se non è possibile rimuovere il conduttore è necessario spostare l’infortunato. In questo caso il soccorritore deve: • controllare che il suo corpo (piedi compresi) siano isolati da terra (suolo o parti di costruzioni o di impalcature o di macchinari bagnati o metallici); • isolare bene le mani anche con mezzi di fortuna (es.: maniche della giacca); • prendere l'infortunato per gli abiti evitando il contatto con parti umide (es.: sotto le ascelle), possibilmente con una mano sola; • allontanare l'infortunato con una manovra rapida e precisa; • dopo aver provveduto ad isolare l’infortunato è indispensabile ricorrere d’urgenza al pronto soccorso più vicino, mettendo nel contempo in pratica quanto indicato al riguardo nel Manuale del Primo Soccorso nel Cantiere Edile. RADIAZIONI NON IONIZZANTI I posti di lavoro in cui si effettuano lavori di saldatura, taglio termico e altre attività che comportano l'emissione di radiazioni e/o calore devono essere opportunamente protetti, delimitati e segnalati. I lavoratori presenti nelle aree di lavoro devono essere informati sui rischi in modo tale da evitare l'esposizione accidentale alle radiazioni suddette. Gli addetti devono essere adeguatamente informati/formati, utilizzare i DPI. idonei ed essere sottoposti a sorveglianza sanitaria. Rumore, vibrazioni, urti, colpi, impatti, compressioni, punture, tagli ed abrasioni. RUMORE Il D.Lgs.81/2008 - Titolo VIII Capo III e s.m.i. sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche” definisce gli obblighi riguardanti la valutazione del rischio, la riduzione dello stesso, l´informazione e la formazione ed il controllo sanitario e prevede che il datore di lavoro valuti i livelli di vibrazioni meccaniche a cui i lavoratori sono, o possono essere, esposti. Il livello di esposizione alle vibrazioni meccaniche può essere valutato mediante l’osservazione delle condizioni di lavoro specifiche e il riferimento ad appropriate informazioni sulla probabile entità delle vibrazioni per le attrezzature o tipi di attrezzature in particolari condizioni di uso, incluse le informazioni fornite in materia dal costruttore delle attrezzature. Ai fini della valutazione dei rischi di cui al Capo III, il datore di lavoro tiene conto dei seguenti elementi: a) il livello, il tipo e la durata dell'esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a vibrazioni intermittenti o a urti ripetuti; b) i valori limite di esposizione e i valori d'azione; c) gli eventuali effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio; d) gli eventuali effetti indiretti sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche e l'ambiente di lavoro o altre attrezzature; e) le informazioni fornite dal costruttore dell'attrezzatura di lavoro; f) l'esistenza di attrezzature alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione alle vibrazioni meccaniche; g) il prolungamento del periodo di esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero al di là delle ore lavorative, in locali di cui è responsabile; h) condizioni di lavoro particolari, come le basse temperature; Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 36 i) informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica. In base alla valutazione dei rischi di cui al Capo III, quando sono superati i valori d’azione, il datore di lavoro elabora e applica un programma di misure tecniche o organizzative, volte a ridurre al minimo l'esposizione e i rischi che ne conseguono, considerando in particolare quanto segue: a) altri metodi di lavoro che richiedono una minore esposizione a vibrazioni meccaniche; b) la scelta di attrezzature di lavoro adeguate concepite nel rispetto dei principi ergonomici e che producono, tenuto conto del lavoro da svolgere, il minor livello possibile di vibrazioni; c) la fornitura di attrezzature accessorie per ridurre i rischi di lesioni provocate dalle vibrazioni, quali sedili che attenuano efficacemente le vibrazioni trasmesse al corpo intero e maniglie o guanti che attenuano la vibrazione trasmessa al sistema mano-braccio; d) adeguati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul luogo di lavoro; e) la progettazione e l'organizzazione dei luoghi e dei posti di lavoro; f) l'adeguata informazione e formazione dei lavoratori sull’uso corretto e sicuro delle attrezzature di lavoro, in modo da ridurre al minimo la loro esposizione a vibrazioni meccaniche; g) la limitazione della durata e dell'intensità dell'esposizione; h) l’organizzazione di orari di lavoro appropriati, con adeguati periodi di riposo; i) la fornitura, ai lavoratori esposti, di indumenti per la protezione dal freddo e dall'umidità. Se, nonostante le misure adottate , il valore limite di esposizione è stato superato, il datore di lavoro prende misure immediate per riportare l'esposizione al di sotto di tale valore, individua le cause del superamento e adatta di conseguenza le misure di protezione e prevenzione per evitare un nuovo superamento. Le attività interessate sono tutte quelle attività nelle quali è previsto l’impiego di utensili ad aria compressa o ad asse vibrante (es. martelli demolitori, ecc.) o dove l’operatore permanga in contatto con una fonte di vibrazione (es. macchine operatrici, ecc.). Nel caso specifico delle attività previste nel cantiere in oggetto, le principali lavorazioni soggette a rischio derivante da esposizione a vibrazioni riguardano l’uso di utensili portatili (trapani, tassellatori, demolitori elettrici, ecc.). ATTIVITÀ INTERESSATE Tutte le attività che comportano per il lavoratore una esposizione personale superiore ad 80 dB(A). Sono particolarmente da considerarsi in questo documento il rischi derivanti da fasi complesse di lavoro o critiche che richiedono di integrare i DPI e le procedure previste nei singoli POS con dotazioni aggiuntive dovuta alla compresenza o vicinanza di più attività diverse. Per la valutazione di seguito riportata si è proceduto estrapolando i Valori di Esposizione in presenza di Utensili, Attrezzature e Macchinari, riportati nello studio del Comitato Paritetico Territoriale - Torino e riconosciuto dal Min. del Lavoro e Prev. Soc. Al fine di prevenire i rischi da compresenza di attività diverse si sono riportati i valori massimi rilevati, su tutto lo spettro di frequenze (Hz), su campione ampio di rilevamenti; in tal modo si mettono in evidenza i rischi aggiuntivi che i Datori di Lavoro dovranno affrontare in ragione della compresenza di altre attività con emissione di rumore inquinante. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI • i rischi derivanti dall'esposizione a rumore devono essere valutati riferendosi eventualmente, per il settore delle costruzioni edili, alle analisi riportate in lavori di misurazione e monitoraggio effettuati su grande scala da organi paritetici o enti pubblici riconosciuti ed autorizzati - La valutazione del rischio derivante dall'esposizione a rumore durante il lavoro nelle attività edili verrà svolta ad opera del R.S.P.P.; • i rischi derivanti dall'esposizione a rumore devono essere ridotti al minimo, in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, mediante misure tecniche, organizzative e procedurali concretamente attuabili, privilegiando gli interventi alla fonte; • i rischi derivanti dall'esposizione a rumore per effetto di lavorazioni complesse o critiche sono evidenziati nel presente Piano di Sicurezza e Coordinamento e nelle tavole allegate e comportano la adozione di DPI e procedure aggiuntive, pertanto e necessario che gli RSPP delle diverse ditte e i lavoratori autonomi partecipino alle riunioni di coordinamento al fine di individuare ed aggiornare, con l’evolversi del Crono programma e delle aree di intervento con, i mezzi specifici necessari. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 37 DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE • gli addetti esposti al rischio rumore devono utilizzare semplicemente otoprotettori per esposizioni fino ad 80 dB(A) oltre a tale soglia dovranno essere sottoposti a visita medica specialistica periodica secondo il protocollo previsto dal medico competente, il POS dovrà riportare la valutazione specifica ed i DPI previsti e forniti al personale. VIBRAZIONI ATTIVITA’ INTERESSATE Tutte le attività nelle quali è previsto l'impiego di utensili ad asse vibrante o ad aria compressa (es. martelli perforatori, vibratori per c.a., etc.) o dove l'operatore permanga in contatto con una fonte di vibrazioni (es. casseforme vibranti, macchine operatrici, etc.). MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI PRIMA DELL'ATTIVITA': • valutare se sia possibile effettuare la stessa lavorazione senza ricorrere ad attrezzature e/o utensili comunque capaci di trasmettere vibrazioni al corpo dell'operatore; • gli utensili e le attrezzature vibranti da impiegare dovranno essere scelte tra quelle meno dannose per l'operatore; le stesse devono essere dotate di tutte le soluzioni tecniche più efficaci per la protezione dei lavoratori (es. manici antivibrazioni, dispositivi di smorzamento, etc.) e devono essere installate e mantenute in stato di perfetta efficienza; • tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività e sottoposti a sorveglianza sanitaria. Se del caso deve essere analizzata l'opportunità di istituire una rotazione tra gli addetti. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE • guanti imbottiti. PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA • il rischio principale per i lavoratori che utilizzano utensili ad aria compressa o ad asse flessibile é quello dei danni articolari e delle nevralgie croniche. In alcuni casi, all'aumentare delle frequenze, possono riscontrarsi distonie neurovegetative e danni circolatori. SORVEGLIANZA SANITARIA • specifica, obbligatoria per tutti i lavoratori interessati, con periodicità annuale se non diversamente disposto dal medico competente. URTI - COLPI - IMPATTI - COMPRESSIONI Le attività che richiedono sforzi fisici violenti e/o repentini devono essere eliminate o ridotte anche attraverso l'impiego di attrezzature idonee alla mansione. Gli utensili, gli attrezzi e gli apparecchi per l'impiego manuale devono essere tenuti in buono stato di conservazione ed efficienza e quando non utilizzati devono essere tenuti in condizioni di equilibrio stabile (es. riposti in contenitori o assicurati al corpo dell'addetto) e non devono ingombrare posti di passaggio o di lavoro. I depositi di materiali in cataste, pile e mucchi devono essere organizzati in modo da evitare crolli o cedimenti e permettere una sicura e agevole movimentazione e non ostacolare la normale viabilità. Gli arredi e le attrezzature dei locali comunque adibiti a posti di lavoro, devono essere disposti in modo da garantire la normale circolazione delle persone. PUNTURE - TAGLI - ABRASIONI Deve essere evitato il contatto del corpo dell'operatore con elementi taglienti o pungenti o comunque capaci di procurare lesioni. Tutti gli organi lavoratori delle apparecchiature devono essere protetti contro i contatti accidentali. Dove non sia possibile eliminare il pericolo o non siano sufficienti le protezioni collettive (delimitazione delle aree a rischio), devono essere impiegati i DPI idonei alla mansione (calzature di sicurezza, guanti, grembiuli di protezioni, schermi, occhiali, etc.). Cesoiamento, stritolamento ed investimento. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 38 CESOIAMENTO - STRITOLAMENTO Il cesoiamento e lo stritolamento di persone tra parti mobili di macchine e parti fisse delle medesime o di opere, strutture provvisionali o altro, deve essere impedito limitando con mezzi materiali il percorso delle parti mobili o segregando stabilmente la zona pericolosa. Qualora ciò non risulti possibile deve essere installata una segnaletica appropriata e devono essere osservate opportune distanze di rispetto; ove del caso devono essere disposti comandi di arresto di emergenza in corrispondenza dei punti di potenziale pericolo. INVESTIMENTO ATTIVITA' INTERESSATE Allestimento ed utilizzo delle vie di circolazione interna al cantiere. ATTREZZATURA Mezzi di trasporto. RISCHI EVIDENZIATI DALL'ANALISI DEI PERICOLI E DELLE SITUAZIONI PERICOLOSE DURANTE IL LAVORO Investimento degli operai che transitano lungo i percorsi degli automezzi (specie in retromarcia); cedimento del fondo stradale con possibilità di ribaltamento dell'automezzo e conseguente pericolo per l'autista e per gli operai nelle vicinanze dell'automezzo stesso; caduta di materiale trasportato dagli autocarri sugli operai. MISURE LEGISLATIVE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI Durante i lavori deve essere assicurata nei cantieri la viabilità delle persone e dei veicoli. Le rampe di accesso degli scavi di splateamento o sbancamento devono avere una carreggiata, solida, atta a resistere al transito dei mezzi di trasporto di cui è previsti l'impiego, ed una pendenza adeguata alle possibilità dei mezzi stessi. La larghezza deve essere tale da consentire un franco di almeno cm 70 oltre la sagoma d'ingombro del veicolo. Qualora nei tratti lunghi il franco venga limitato ad un solo lato, devono essere realizzate piazzuole o nicchie di rifugio ad intervalli non superiori a m 20 lungo l'altro lato. I viottoli e le scale con gradini ricavati nel terreno devono essere provvisti di parapetto nei tratti prospicienti il vuoto quando il dislivello superi i due metri. Le alzate dei gradini ricavati nel terreno friabile devono essere sostenute, ove occorra, con tavole e paletti robusti. Alle vie d'accesso ed ai punti pericolosi non proteggibili devono essere adottate le disposizioni necessarie per evitare la caduta di masse dal terreno a monte dei posti di lavoro. Il transito sotto ponti sospesi, ponti a sbalzo, scale aeree e simili deve essere impedito con barriere o protetto con l'adozione di misure o cautele adeguate. MISURE TECNICHE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Non eseguire gli accessi al cantiere in prossimità degli accessi di altri cantieri o di altre attività pericolose limitrofe. E' preferibile eseguire accessi separati per i pedoni e gli automezzi. All'interno del cantiere la circolazione degli automezzi e delle macchine semoventi deve essere regolata con norme il più possibile simili a quelle della circolazione sulle strade pubbliche e la velocità deve essere limitata a seconda delle caratteristiche e condizioni dei percorsi e dei mezzi. Studiare i percorsi interni, sia degli automezzi che dei pedoni e di conseguenza imporre il limite massimo di velocità degli automezzi in cantiere (è consigliata la velocità massima di 20 Km/h). I macchinari e gli impianti costituenti posti fissi di lavoro o comunque usati per brevissimi periodi, siano predisposti ed installati in punti che non costituiscano, poi con la crescita del cantiere, intralcio alla libera circolazione di mezzi e uomini. In particolare, i mezzi meccanici di trasporto (camion, muletti, ecc.) devono circolare lungo tracciati ben designati e muniti di adeguata segnaletica i cui cartelli collocati opportunamente richiamino l'attenzione dei lavoratori e dei pedoni e dovranno essere chiaramente distinti dai percorsi pedonali. L’accesso al cantiere avverrà dal passo carraio di Corso Allamano. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 39 Movimentazione manuale dei carichi. MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI ATTIVITÀ INTERESSATE Tutte le attività che comportano operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano tra l'altro rischi di lesioni dorso lombari (per lesioni dorso lombari si intendono le lesioni a carico delle strutture osteomiotendinee e nerveovascolari a livello dorso lombare). I carichi costituiscono un rischio nei casi in cui ricorrano una o più delle seguenti condizioni (situazioni che spesso contraddistinguono il settore delle costruzioni edili): • caratteristiche del carico • troppo pesanti (superiori a 30 Kg.) • ingombranti o difficili da afferrare • in equilibrio instabile o con il contenuto che rischia di spostarsi • collocati in posizione tale per cui devono essere tenuti e maneggiati ad una certa distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione del tronco • sforzo fisico richiesto • eccessivo • effettuato soltanto con un movimento di torsione del tronco • comporta un movimento brusco del carico; • compiuto con il corpo in posizione instabile; • caratteristiche dell'ambiente di lavoro • spazio libero, in particolare verticale, insufficiente per lo svolgimento dell’attività; • pavimento ineguale, con rischi di inciampo o scivolamento per le scarpe calzate dal lavoratore; • posto o ambiente di lavoro che non consentono al lavoratore la movimentazione manuale di carichi ad una altezza di sicurezza o in buona posizione; • pavimento o piano di lavoro con dislivelli che implicano la movimentazione del carico a livelli diversi; • pavimento o punto d'appoggio instabile; • temperatura, umidità o circolazione dell'aria inadeguate; • esigenze connesse all'attività • sforzi fisici che sollecitano in particolare la colonna vertebrale, troppo frequenti o troppo prolungati; • periodo di riposo fisiologico o di recupero insufficiente; • distanze troppo grandi di sollevamento, di abbassamento o di trasporto; • ritmo imposto da un processo che il lavoratore non può modulare; • fattori individuali di rischio • inidoneità fisica al compito da svolgere; • indumenti calzature o altri effetti personali inadeguati portati dal lavoratore; • insufficienza o inadeguatezza delle conoscenze o della formazione. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI PRIMA DELL'ATTIVITA: • le lavorazioni devono essere organizzate al fine di ridurre al minimo la movimentazione manuale dei carichi anche attraverso l’impiego di idonee attrezzature meccaniche per il trasporto ed il sollevamento. DURANTE L'ATTIVITA': Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 40 • per i carichi che non possono essere movimentati meccanicamente occorre utilizzare strumenti per la movimentazione ausiliata (carriole, carrelli) e ricorrere ad accorgimenti organizzativi quali la riduzione del peso del carico e dei cicli di sollevamento e la ripartizione del carico tra più addetti; • tutti gli addetti devono essere informati e formati in particolar modo su: il peso dei carichi, il centro di gravita o il lato più pesante, le modalità di lavoro corrette ed i rischi in caso di inosservanza (cfr. opuscolo Conoscere per Prevenire - La Movimentazione Manuale dei Carichi nel Cantiere Edile). DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE • guanti • calzature di sicurezza Caduta dall'alto, scivolamenti, cadute a livello e seppellimento CADUTA DALL'ALTO ATTIVITA INTERESSATE • Nei lavori che sono eseguiti ad un’altezza superiore ai metri due MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI Devono essere adottate, seguendo lo sviluppo dei lavori in elevazione, adeguate impalcature o ponteggi od idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose. Le aperture verso il vuoto devono protette con parapetti adeguati o con ripiani in legno da ponte. PRIMA DELL'ATTIVITA': • tutte le lavorazioni devono essere precedute da una valutazione tesa ad evitare il rischi di caduta dall'alto DURANTE L'ATTIVITA': • è indispensabile sincerarsi dell’efficienza delle opere provvisionali utilizzate, qualora si operasse in assenza di ponti fissi o su cavalletti, è indispensabile indossare la cintura di sicurezza ed assicurarla alla fune di sicurezza. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE • guanti • calzature • cintura di sicurezza SCIVOLAMENTI - CADUTE A LIVELLO I percorsi per la movimentazione dei carichi ed il dislocamento dei depositi devono essere scelti in modo da evitare quanto più possibile le interferenze con zone in cui si trovano persone. I pavimenti degli ambienti e luoghi di lavoro devono avere caratteristiche ed essere mantenuti in modo da evitare il rischio di scivolamento e inciampo. I percorsi pedonali interni ai luoghi di lavoro devono sempre essere mantenuti sgombri da attrezzature, materiali o altro, capaci di ostacolare il cammino degli operatori. Tutti gli addetti devono indossare calzature idonee in relazione all'attività svolta. Per ogni postazione di lavoro è necessario individuare la via di fuga più vicina. Deve altresì provvedersi per il sicuro accesso ai posti di lavoro. Le vie d'accesso ai luoghi di lavoro e quelle corrispondenti ai percorsi interni devono essere illuminate secondo le necessità diurne e notturne. SEPPELLIMENTO NEGLI SCAVI In ogni attività di scavo da eseguirsi nel cantiere (a sezione obbligata, di sbancamento, manuali) dovranno rispettarsi le seguenti indicazioni generali: a) profilare le pareti dello scavo secondo l'angolo di natural declivio; b) evitare tassativamente di costituire depositi sul ciglio degli scavi; c) qualora ciò si rivelasse indispensabile, provvedere a puntellare adeguatamente il fronte dello scavo; d) per scavi a sezione obbligata di profondità superiore a 1,5 m., posizionare adeguate sbadacchiature, sporgenti almeno 30 cm. al di sopra il ciglio dello scavo. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 41 Caduta oggetti dall'alto, getti, schizzi, fumi, nebbie, gas, vapori. CADUTA OGGETTI DALL’ALTO ATTIVITÀ INTERESSATE Tutte le attività nelle quali si prevede la movimentazione, deposito o lavorazioni di carichi su quote diverse. In particolare lavorazioni su piani di ponte differenti, e movimentazione tramite gru od autogrù. MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI PRIMA DELL'ATTIVITA: • Verificare che i percorsi delle persone al disotto dei carichi e proteggerli con percorsi protetti. • Verificare che il carico venga correttamente legato ed assicurato con ganci e funi commisurate a i carichi ed agli ingombri, per tutti i prefabbricati che andranno posati su piano inclinato vengano questi precedentemente posati su piano di pre-tiro della medesima inclinazione realizzato a piè d’opera in corrispondenza delle aree di scarico degli automezzi. DURANTE L'ATTIVITA': • Nell’uso dei ponteggi si avrà cura di evitare la sovrapposizione sulla stessa verticale di lavorazioni che si svolgono a piani diversi. • Nelle aree dov’è previsto l’impiego di reti di trattenuta e necessario che venga interdetto il passaggio e lo stazionamento di persone al disotto mentre vengono effettuate lavorazioni ai piani superiori in quanto non esistono protezioni dalla caduta di oggetti dall’alto o da lato. GETTI - SCHIZZI Nei lavori a freddo e a caldo, eseguiti a mano o con apparecchi, con materiali, sostanze e prodotti che danno luogo a getti e schizzi dannosi per la salute devono essere adottati provvedimenti atti ad impedirne la propagazione nell'ambiente di lavoro, circoscrivendo la zona di intervento. Gli addetti devono indossare adeguati indumenti di lavoro e utilizzare i DPI necessari. FUMI - NEBBIE - GAS - VAPORI Nei lavori a freddo o a caldo, eseguiti a mano o con apparecchi, con materiali, sostanze e prodotti che possono dar luogo, da soli o in combinazione, a sviluppo di gas, vapori, nebbie, aerosol e simili, dannosi alla salute, devono essere adottati provvedimenti atti a impedire che la concentrazione di inquinanti nell'aria superi il valore massimo tollerato indicato nelle norme vigenti. La diminuzione della concentrazione può anche essere ottenuta con mezzi di ventilazione generale o con mezzi di aspirazione localizzata seguita da abbattimento. In ambienti confinati deve essere effettuato il controllo del tenore di ossigeno, procedendo all'insufflamento di aria pura secondo le necessità riscontrate o utilizzando i DPI adeguati all'agente. Deve comunque essere organizzato il rapido deflusso del personale per i casi di emergenza. Qualora sia accertata o sia da temere la presenza o la possibilità di produzione di gas tossici o asfissianti o la irrespirabilità dell'aria ambiente e non sia possibile assicurare una efficace aerazione ed una completa bonifica, gli addetti ai lavori devono essere provvisti di idonei respiratori dotati di sufficiente autonomia. Deve inoltre sempre essere garantito il continuo collegamento con persone all'esterno in grado di intervenire prontamente nei casi di emergenza. Catrame, fumo, polveri, fibre, olii minerali e derivati. CATRAME - FUMO Nei lavori a caldo con bitumi, catrami, asfalto e simili devono essere adottate misure contro i rischi di: traboccamento delle masse calde dagli apparecchi di riscaldamento e dai recipienti per il trasporto; incendio; ustione; diffusione di vapori pericolosi o nocivi. I trasportatori, i vagli, le tramogge, gli scarichi dei forni di essiccamento del pietrisco devono essere costruiti o protetti in modo da evitare la produzione e la diffusione di polveri e vapori oltre i limiti ammessi. L'aria uscente dall'apparecchiatura deve essere guidata in modo da evitare che investa posti di lavoro. Gli addetti allo spargimento manuale devono fare uso di occhiali o schemi facciali, guanti, scarpe e indumenti di protezione. Tutti gli addetti devono comunque utilizzare i DPI per la protezione delle vie respiratorie ed essere Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 42 sottoposti a sorveglianza sanitaria. POLVERI - FIBRE Nelle lavorazioni che prevedono l'impiego di materiali in grana minuta o in polvere oppure fibrosi e nei lavori che comportano l'emissione di polveri o fibre dei materiali lavorati, la produzione e/o la diffusione delle stesse deve essere ridotta al minimo utilizzando tecniche e attrezzature idonee. Le polveri e le fibre captate e quelle depositatesi, se dannose, devono essere sollecitamente raccolte ed eliminate con i mezzi e gli accorgimenti richiesti dalla loro natura. Qualora la quantità di polveri o fibre presenti superi i limiti tollerati e comunque nelle operazioni di raccolta ed allontanamento di quantità importanti delle stesse, devono essere forniti ed utilizzati indumenti di lavoro e DPI idonei alle attività ed eventualmente, ove richiesto, il personale interessato deve essere sottoposto a sorveglianza sanitaria. OLII MINERALI E DERIVATI Nelle attività che richiedono l'impiego di olii minerali o derivati (es. stesura del disarmante sulle casseforme, attività di manutenzione attrezzature e impianti) devono essere attivate le misure necessarie per impedire il contatto diretto degli stessi con la pelle dell'operatore. Occorre altresì impedire la formazione di aerosoli durante le fasi di lavorazione utilizzando attrezzature idonee. Gli addetti devono costantemente indossare indumenti protettivi, utilizzare i DPI ed essere sottoposti a sorveglianza sanitaria. Cancerogeno e mutageno - Fibre di lane minerali Durante la fase di rimozione di una porzione di controsoffitti si è verificato che al di sopra dei medesimi è presente un materssasino di lana minerale per la cui rimozione, stante la tiplogia dimensione delle fibre A SCOPO CAUTELATIVO verrà adottata la medesima procedura prevista per la bonifica dell'amianto. Fascia di appartenenza. Rischio alto per la salute. Prescrizioni Organizzative: Fibre di lana minerale: misure tecniche e organizzative. In tutte le attività lavorative che possono comportare un'esposizione ad amianto devono seguirsi le seguenti indicazioni: a) l'esposizione dei lavoratori alla polvere contenente fibre di lana minerale deve essere ridotta al minimo; b) limitare al minimo il numero di lavoratori esposti; c) utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie con fattore di protezione operativo adeguato alla concentrazione di amianto nell’aria; d) l'utilizzo dei DPI deve essere intervallato da periodo di riposo adeguati all'impegno fisico richiesto dal lavoro; e) organizzare il processo di lavoro in modo tale da evitare di produrre fibre di lana minerale o, se ciò non è possibile, da evitare emissione di fibre di lana minerale nell'aria; f) sottoporre i locali e le attrezzature a regolare pulizia e manutenzione; g) i materiali contenenti fibre di lana minerale devono essere stoccati e trasportati in appositi imballaggi chiusi su cui sarà apposta una etichettatura indicantene il contenuto. Fibre di lana minerale: misure igieniche. Il datore di lavoro adotta le misure appropriate affinché: a) i luoghi in cui si svolgono tali attività siano chiaramente delimitati e contrassegnati da appositi cartelli, accessibili esclusivamente ai lavoratori addetti alle lavorazioni e viga il divieto di fumare; b) siano predisposte aree speciali che consentano ai lavoratori di mangiare e bere senza rischio di contaminazione da fibre di lana minerale; c) siano messi a disposizione dei lavoratori adeguati indumenti di lavoro o adeguati dispositivi di protezione individuale; d) gli indumenti di lavoro o protettivi non possano uscire al di fuori dell'impresa se non in contenitori chiusi al fine di essere trasportati in lavanderie attrezzate o smaltiti secondo le vigenti normative; e) gli indumenti di lavoro o protettivi siano riposti in un luogo separato da quello destinato agli abiti civili; f) i lavoratori possano disporre di impianti sanitari adeguati, provvisti di docce, in caso di operazioni in ambienti polverosi; g) l'equipaggiamento protettivo sia custodito in locali a tale scopo destinati e controllato e pulito dopo ogni utilizzazione e siano prese misure per riparare o sostituire l'equipaggiamento difettoso prima di ogni utilizzazione. Fibre di lane minerali: monitoraggio ambienti di lavoro. Al fine di garantire il rispetto del valore limite il datore di lavoro effettua periodicamente la misurazione della concentrazione di fibre di amianto nell'aria del luogo di lavoro. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 43 SMONTAGGIO DELLA CONTROSOFFITTATURA - raggiungimento della quota di lavoro mediante l'utilizzo di trabattello marchiato CE e omologato a norma di legge - smontaggio degli staffaggi e sostegni senza il danneggiamento dei pannelli separazione dal pannello in gesso dal materassino che verrà confezionato in bigbags omologati UNI 13H3Y dotati di liner interno. Il pannello in gesso verrà posizionato su pallets opportunamente confezionato con doppio te lo in polietilene dello spessore di 0.20 mm sigillato con nastro adesivo ad alta aderenza ed etichettati a norma il materiale verrà stoccato provvisoriamente in area delimitata e interdetta fino al responso analitico. Al termine delle attività verrà effettuata un'aspirazione dell'area interessata mediante l'utilizzo di aspiratore per polveri a filtro assoluto. Anche in questo caso, il materiale verrà confezionato in appositi big-bags omologati UNI 13H3Y dotati di liner interno. B. FORNITURA AI LAVORATORI DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Gli addetti saranno dotati di tute monouso in TYWEK con il cappuccio, tali tute saranno sostituite ad ogni interruzione lavorativa ed ogni qualvolta sarà necessario (strappate, usurate, ecc.). Le tute una volta dismesse saranno ricollocate nel sacchetto di confezionamento originario e smaltite come rifiuto. Si allega scheda tecnica delle tute. Gli addetti saranno dotati di maschere semifacciali filtranti P3 e guanti protettivi del tipo PELLE-CROSTA in modo da evitarne la lacerazione, nonché occhiali con lente trasparente. Si precisa che i guanti e le maschere utilizzate verranno, una volta dismessi, insaccati insieme alle tute. • Tute TYWEK • Maschere con filtri P3 • Guanti pelle crosta • Occhiali protettivi • Calzature di sicurezza • Elmetto protettivo C. VERIFICA DELL' ASSENZA DI RISCHI SUL LUOGO DI LAVORO AL TERMINE DELLE ATTIVITA' PREVISTE Per una prima decontaminazione del personale verrà utilizzato un aspiratore a filtro assoluto. MODALITA' DISOSTITUZIONE FILTRO ASSOLUTO Attenendosi a quanto descritto nel DM 06/09/94, nel eventualità di dover sostituire il filtro assoluto dell' aspiratore, poichè non è possibile eseguire detta operazione nel aria di lavoro, la stessa sarà effettuata nell 'D.D.D. con le seguenti modalità. Lo smontaggio del filtro assoluto esausto dell' aspiratore,avverrà nel locale Spogliatoio Indumenti Sporchi. All'interno dell'U.D.D. opereranno tre distinte squadre di lavoratori. La prima provvederà all'introduzione dei sacchi necessari per il ricovero dei filtri da smaltire nell'D.D.D., eseguirà le operazioni di smontaggio del filtro, e introdurrà il filtro nel primo sacco, lo introdurrà nel locale doccia, la seconda eseguirà il lavaggio e il secondo insaccamento la terza presente nel locale pulito provvederà all' allontanamento dei sacchi. In questo caso gli operatori, tranne quelli addetti all'ultima fase di allontanamento,saranno muniti di mezzi di protezione e seguiranno le misure di decontaminazione per uscire dall'area di lavoro. L'imballaggio sarà effettuato cercando di evitarne la rottura accidentale, i filtri saranno trasportati con doppio sacco, un primo contenitore sarà un sacco di almeno 150 micron di spessore ed un secondo che sarà un sacco di 200 micron. Il doppio contenitore sarà utilizzato in quanto il primo sacco sarà inevitabilmente contaminato. D. MISURE PER LA PROTEZIONE E LA DECONTAMINAZIONE DEL PERSONALE Prima del posizionamento dell'U.D.D. sarà effettuata una scrupolosa pulizia della zona rimovendo eventuali materiali presenti. Si precisa che l'Unità di Decontaminazione sarà alimentata con una tensione di 220 V, prelevata dal quadro elettrico di cantiere, al fine di garantire l'illuminazione, il riscaldamento e il collegamento del boiler elettrico. L'acqua derivante dallo scarico della doccia dell'U.D.D. sarà convogliata da adeguata pompa verso lo scarico fognario (tombino) previa filtrazione della stessa con filtro assoluto. La fornitura dell'acqua per la doccia sarà garantita dall'allacciamento alla rete di distribuzione dell' acqua potabile da un punto di prelievo esistente nell'area. IL CONTAINER È COSÌACCESSORIATO: UN LOCALE SPOGLIATOIO SPORCO dove il lavoratore potrà togliere la tuta, 1 guanti, lasciandoli nell'apposito contenitore posto all'interno dello stesso. UN LOCALE DOCCIA dove l'operatore potrà lavarsi completamente nudo con la mascherina. UN LOCALE SPOGLIATOIO PULITO Per consentire al lavoratore di lasciare il cantiere con i propri indumenti puliti precedentemente collocati in apposito armadietto. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 44 PROCEDURE DIDECONTAMINAZIONE DEL PERSONALE USCITA DALLA ZONA DI LAVORO Ciascun lavoratore dovrà ogni volta che lascia la zona di lavoro: - Togliere la contaminazione più evidente dagli indumenti prima di lasciare l'area di lavoro, mediante un aspiratore a filtro assoluto; Proseguire verso la zona dell' equipaggiamento, adempiere alle seguenti procedure; - Togliere gli tutti indumenti eccetto la mascherina monouso; - Indossando il respiratore e nudi, entrare nel locale doccia; - Pulire l'esterno della mascherina con acqua e sapone riporlo nel contenitore predisposto per tale uso; - Dopo aver fatto la doccia ed essersi asciugato, il lavoratore proseguirà verso il locale spogliatoio pulito dove indosserà gli abiti per l'esterno alla fine della giornata di lavoro, oppure tute pulite prima di mangiare, fumare, bere o rientrare nella zona di lavoro. E. ADEGUATE MISURE PER LA PROTEZIONE DEI TERZI Verrà installata idonea segnaletica di Area interdetta ai terzi INFORMAZIONE A PERSONE NON DIRETTAMENTE INTERESSATE AI LAVORI DI RIMOZIONE Durante l'esecuzione dei lavori di rimozione e fino al completamento degli stessi, l'area di bonifica non sarà frequentato da alcun soggetto estraneo ai lavori. Sarà individuato dall’impresa un responsabile presente in cantiere affinchè verifichi la chiusura di porte e finestre degli edifici scolastici adiacenti l'area di cantiere. INDIVIDUAZIONE E DELIMITAZIONE AREA DI CANTIERE E AREA DI STOCCAGGIO PROVVISORIO RIFIUTI Chiusura del perimetro delle aree interessate ai lavori di bonifica e apposizione di idonea segnaletica. L'area di stoccaggio rifiuti sarà delimitata con opportuna cartellonistica di segnalazione ed avvertimento. Dovrà essere garantito il controllo giornaliero della delimitazione di cantiere e dell'area di stoccaggio provvisorio. MESSA IN SICUREZZA DEL MATERIALE RIMOSSO I materiali rimossi saranno insaccati in appositi big bags omologati UNI 13H3Y dotati di liner interno e trasportati in area di stoccaggio dedicata. Tutti i lavoratori addetti alle operazioni di rimozione e movimentazione dei sacchi, saranno dotati di idoneo elmetto protettivo. Durante la movimentazione dei carichi, le zone in cui saranno movimentati i mezzi d'opera saranno segnalate e delimitate. I sacchi già sigillati, saranno trasportati nella zona di stoccaggio provvisorio, depositati, ed etichettati. I big bags contenenti il rifiuto saranno inviati allo smaltimento dopo responso analitico. Allergeni, infezioni da microrganismi, agenti chimici. ALLERGENI Tra le sostanze utilizzate in edilizia, alcune sono capaci di azioni allergizzanti (riniti, congiuntiviti, dermatiti allergiche da contatto). I fattori favorenti l'azione allergizzante sono: brusche variazioni di temperatura, azione disidratante e lipolitica dei solventi e dei leganti, presenza di sostanze vasoattive. La sorveglianza sanitaria va attivata in presenza di sintomi sospetti anche in considerazione dei fattori personali di predisposizione a contrarre questi tipi di affezione. In tutti i casi occorre evitare il contatto diretto di parti del corpo con materiali resinosi, polverulenti, liquidi, aerosoli e con prodotti chimici in genere, utilizzando indumenti da lavoro e DPI appropriati (guanti, maschere, occhiali etc.). INFEZIONI DA MICRORGANISMI Prima dell'inizio dei lavori di bonifica deve essere eseguito un esame della zona e devono essere assunte informazioni per accertare la natura e l'entità dei rischi presenti nell'ambiente e l'esistenza di eventuali malattie endemiche. Sulla base dei dati particolari rilevati e di quelli generali per lavori di bonifica, deve essere approntato un programma tecnico-sanitario con la determinazione delle misure da adottare in ordine di priorità per la sicurezza e l'igiene degli addetti nei posti di lavoro e nelle installazioni igienico assistenziali, da divulgare nell'ambito delle attività di informazione e formazione. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 45 Quando si fa uso di mezzi chimici per l'eliminazione di insetti o altro, si devono seguire le indicazioni dei produttori. L'applicazione deve essere effettuata solamente da persone ben istruite e protette. La zona trattata deve essere segnalata con le indicazioni di pericolo e di divieto di accesso fino alla scadenza del periodo di tempo indicato. Gli addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria e devono utilizzare indumenti protettivi e DPI appropriati. RISCHI AGENTI CHIMICI ATTIVITÀ INTERESSATE Tutte le attività nelle quali si prevede l'utilizzo di sostanze pericolose, tossiche, nocive o irritanti (in particolare posa di guaine e linoleum a caldo, uso solventi per vernici etc.). MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI PRIMA DELL'ATTIVITÀ': • tutte le lavorazioni devono essere precedute da una valutazione tesa ad evitare l'impiego di sostanze chimiche nocive e a sostituire ciò che è nocivo con ciò che non lo è o lo è meno; • prima dell'impiego della specifica sostanza occorre consultare l'etichettatura e le istruzioni per l'uso al fine di applicare le misure di sicurezza più opportune (il significato dei simboli, le frasi di rischio ed i consigli di prudenza sono di seguito riportati); • la quantità dell'agente chimico da impiegare deve essere ridotta al minimo richiesto dalla lavorazione; • tutti i lavoratori addetti o comunque presenti devono essere adeguatamente informati e formati sulle modalità di deposito e di impiego delle sostanze, sui rischi per la salute connessi, sulle attività di prevenzione da porre in essere e sulle procedure anche di pronto soccorso da adottare in caso di emergenza. DURANTE L'ATTIVITÀ': • è fatto assoluto divieto di fumare, mangiare o bere sul posto di lavoro; • è indispensabile indossare l'equipaggiamento idoneo (guanti, calzature, maschere per la protezione delle vie respiratorie, tute etc.) da adottarsi in funzioni degli specifici agenti chimici presenti; DOPO L'ATTIVITA': • tutti gli esposti devono seguire una scrupolosa igiene personale che deve comprendere anche il lavaggio delle mani, dei guanti, delle calzature e degli altri indumenti indossati; • deve essere prestata una particolare attenzione alle modalità di smaltimento degli eventuali residui della lavorazione (es. contenitori usati); DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE: • guanti • calzature • occhiali protettivi • maschere per la protezione delle vie respiratorie • abbigliamento protettivo PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA • al verificarsi di situazioni di allergie, intossicazioni e affezioni riconducibili all'utilizzo di agenti chimici è necessario condurre l'interessato al più vicino centro di Pronto Soccorso. SORVEGLIANZA SANITARIA • sono sottoposti a sorveglianza sanitaria, previo parere del medico competente, tutti i soggetti che utilizzano o che si possono trovare a contatto con agenti chimici considerati pericolosi in conformità alle indicazioni contenute nell’etichetta delle sostanze impiegate. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 46 Procedure da seguire in caso di condizioni atmosferiche avverse. Ad eccezione di talune lavorazioni specifiche, come quelle che si svolgono in sotterraneo o nei cassoni ad aria compressa o nell'industria cinematografica cui è dedicata apposita normativa vigente, in tutte le altre dovranno valutarsi di volta in volta le condizioni climatiche che vi si stabiliscono. Il microclima dei luoghi di lavoro dovrà essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto sia dei metodi di lavoro applicati che degli sforzi fisici imposti ai lavoratori. I posti di lavoro in cui si effettuano lavori di saldatura, taglio termico e, più in generale, tutte quelle attività che comportano l'emissione di calore dovranno essere opportunamente protetti, delimitati e segnalati. Nel caso di lavorazioni che si svolgono in ambienti confinati o dei locali destinati al ricovero dei lavoratori (mense, servizi igienici, spogliatoi, ecc.), dovranno prevedersi impianti opportunamente dimensionati per il ricambio dell'aria. Quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l'ambiente (come nelle lavorazioni che si svolgono all'aperto), si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione. In caso di forte pioggia e/o di persistenza della stessa. · Sospendere le lavorazioni in esecuzioni ad eccezione di interventi di messa in sicurezza di impianti macchine attrezzature o opere provvisionali. Ricoverare le maestranze negli appositi locali e/o servizi di cantiere. · · Prima della ripresa dei lavori procedere a : a) verificare se presenti la consistenza delle pareti degli scavi. b) Verificare la conformità delle opere provvisionali. c) Controllare che i collegamenti elettrici siano attivi ed efficaci. d) Controllare che le macchine e le attrezzature non abbiano subito danni. · La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in sicurezza del cantiere. In caso si forte vento. · Sospendere le lavorazioni in esecuzioni ad eccezione di interventi di messa in sicurezza di impianti macchine attrezzature o opere provvisionali. · Ricoverare le maestranze negli appositi locali e/o servizi di cantiere. · Prima della ripresa dei lavori procedere a : e) verificare la consistenza delle armature e puntelli degli scavi, f) controllare la conformità degli apparecchi di sollevamento, g) controllare la regolarità di ponteggi, parapetti, impalcature e opere provvisionali in genere. · La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in sicurezza del cantiere. In caso di neve. · Sospendere le lavorazioni in esecuzioni ad eccezione di interventi di messa in sicurezza di impianti macchine attrezzature o opere provvisionali. Ricoverare le maestranze negli appositi locali di ricovero e/o servizi di cantiere. · · Prima della ripresa dei lavori procedere a : h) verificare la portata delle strutture coperte dalla neve, se del caso, sgombrare le strutture dalla presenza della neve; i) verificare se presenti la consistenza delle pareti degli scavi; j) verificare la conformità delle opere provvisionali; k) controllare che i collegamenti elettrici siano attivi ed efficaci; l) controllare che le macchine e le attrezzature non abbiano subito danni; m) Verificare la presenza di acque in locali seminterrati. · La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in sicurezza del cantiere. In caso di gelo. · Sospendere le lavorazioni in esecuzione. · Prima della ripresa dei lavori procedere a: n) verificare gli eventuali danni provocati dal gelo alle strutture, macchine e opere provvisionali; o) verificare se presenti la consistenza delle pareti degli scavi; p) verificare la conformità delle opere provvisionali; q) controllare che i collegamenti elettrici siano attivi ed efficaci; r) controllare che le macchine e le attrezzature non abbiano subito danni; s) verificare la presenza di lastre di ghiaccio in locali seminterrati. · La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in sicurezza del cantiere. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 47 In caso di forte nebbia. · All’occorrenza sospendere le lavorazioni in esecuzione. · Sospendere l’attività dei mezzi di sollevamento (gru e autogrù) in caso di scarsa visibilità. · Sospendere, in caso di scarsa visibilità, l’eventuale attività dei mezzi di movimento terra, stradali ed autocarri. La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in sicurezza del cantiere. In caso di freddo con temperature sotto zero e/o particolarmente rigida. · All’occorrenza sospendere le lavorazioni in esecuzione. · Ricoverare le maestranze negli appositi locali di ricovero e/o servizi di cantiere. · La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in sicurezza del cantiere. In caso di forte caldo con temperatura oltre 35 gradi. · All’occorrenza sospendere le lavorazioni in esecuzione. · Riprendere le lavorazioni a seguito del raggiungimento di una temperatura accettabile. · La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in sicurezza del cantiere. · Misure generali di pronto soccorso. Prescrizioni minime di carattere generale per i luoghi di lavoro sui cantieri - pronto soccorso. Spetta al datore di lavoro garantire, anche coordinandosi con il SPP di Cantiere, che in ogni momento possa essere attuato un pronto soccorso, con personale che abbia la formazione adeguata. Devono essere adottate misure per assicurare l'evacuazione per cure mediche dei lavoratori vittime di incidenti o di un malessere improvviso. Quando le dimensioni del cantiere o i tipi di attività lo richiedano, vanno previsti uno o più locali destinati al pronto soccorso. I locali destinati al pronto soccorso devono essere dotati di impianti e di attrezzature di pronto soccorso indispensabili ed essere facilmente accessibili con barelle. Essi devono essere oggetto di una segnaletica conforme alle norme nazionali che traspongono la direttiva 77/576/CEE. Attrezzature di pronto soccorso devono essere disponibili altresì in tutti i luoghi in cui lo richiedano le condizioni di lavoro. Esse devono essere oggetto di una segnaletica appropriata e devono essere facilmente accessibili. Una segnaletica chiaramente visibile deve indicare l'indirizzo e il numero di telefono del servizio locale di emergenza. Presidi sanitari La posizione urbana del cantiere favorisce il collegamento dello stesso con strutture di pronto soccorso e ospedaliere della città di Rivoli. Il Presidio Ospedaliero di Rivoli, con servizio di pronto soccorso utilizzando anche ambulanze proprie, può essere raggiunto in un tempo stimato attorno ai 15 minuti in condizioni standard di traffico . Pur considerando la disponibilità di strutture ospedaliere, sarà necessario che in cantiere siano presenti pacchetti di medicazione conformi almeno a quanto disposto dal DM 28 maggio 1958, e di addetti preparati allo svolgimento delle prime attività di emergenza sanitaria. Considerati i progressi che nel campo della medicina sono stati fatti negli ultimi 40 anni - si suggerisce all’impresa di integrare i contenuti minimi delle cassette di medicazione anche con medicinali e ritrovati di concezione più moderna; tutto ciò con l’ausilio del medico competente che indicherà anche quale sarà il luogo più opportuno da utilizzare per le piccole medicazioni. I pacchetti di medicazione saranno collocati almeno presso le seguenti zone: - uffici; - infermeria; Si rammenta inoltre (visto anche il diffuso uso di telefoni cellulari) di esporre i numeri telefonici per le chiamate di intervento esterno, nei punti strategici e di maggiore frequentazione del cantiere, quali: Cantieri lontani dai posti pubblici di pronto soccorso occupanti fino a 50 dipendenti o cantieri ovunque ubicati con oltre 50 dipendenti Vi è l’obbligo di tenuta della cassetta di medicazione i contenente i seguenti PRESIDI: - un tubetto di sapone in polvere; Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 48 - una bottiglia da gr 500 di alcool denaturato; una boccetta da gr 100 di acqua ossigenata ovvero cinque dosi di sostanze per la preparazione estemporanea, con ciascuna dose, di gr 20 d'acqua ossigenata a 12 volumi; cinque dosi, per un litro ciascuna, di ipoclorito di calcio stabilizzato per la preparazione di liquido Carrell-Dakin; un astuccio contenente gr 15 di preparato antibiotico-sulfamidico stabilizzato in polvere; un preparato antiustione; due fialette da cc 2 di ammoniaca; due fialette di canfora; due di sparteina; due di caffeina; due di morfina; due di adrenalina; tre fialette di un preparato emostatico; due rotoli di cerotto adesivo da m l x cm 5; quattro bende di garza idrofila da m 5 x cm 5, due da m 5 x cm 7 e due da m 5 x cm 12; cinque buste da 25 compresse e 10 buste da 5 compresse di garza idrofila sterilizzata da cm 10x10; cinque pacchetti da gr 50 di cotone idrofilo; quattro tele di garza idrofila da m 1 x m 1; sei spille di sicurezza; un paio di forbici rette, due pinze di medicazione, un bisturi retto; un laccio emostatico di gomma; due siringhe per iniezioni da cc 2 e da cc 10 con 10 aghi di numerazione diversa; un ebollitore per sterilizzare i ferri e le siringhe e gli altri presidi chirurgici; un fornellino o una lampada ad alcool; una bacinella di metallo smaltato o di materia plastica disinfettabile; due paia di diversa forma e lunghezza di stecche, per fratture; istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del medico. ISTRUZIONI PER L'USO DEI MATERIALI CONTENUTI NEL PACCHETTO DI MEDICAZIONE Il materiale di medicazione deve sempre essere adoperato in modo da toccarlo il meno possibile con le dita. Servirsi delle pinze per prendere ed usare la garza nel lavaggio e nella disinfezione delle ferite. Servirsi delle forbici per tagliare bende, garza, cerotto, ecc. Prima dell'uso, disinfettare i suddetti strumenti mediante l'ebollizione, o almeno, in caso di urgenza, ripassandoli accuratamente con un batuffolo di cotone idrofilo imbevuto di alcool. Disinfettare sempre, mediante l'ebollizione, prima dell'uso, la siringa e gli aghi per le iniezioni. L'uso delle fialette per iniezioni, contenute nella cassetta, è riservato al medico, ovvero può essere fatto soltanto dietro una indicazione e sotto la sua responsabilità, salvo il caso di assoluta irreperibilità del sanitario Lavarsi bene le mani con acqua e sapone prima di toccare qualunque ferita o il materiale di medicazione; in caso di mancanza di acqua pulirsi le mani con un batuffolo di cotone idrofilo imbevuto di alcool. Istruzioni agli addetti del Servizio di Primo Soccorso Lavare la ferita con acqua pura e sapone, servendosi della garza per allontanare il terriccio, la polvere, le schegge, ecc.; in mancanza di acqua, lavare la pelle intorno alla ferita con un batuffolo di cotone idrofilo imbevuto di alcool. Lasciare uscire dalla ferita alcune gocce di sangue ed asciugare con garza sterile. Trattare la ferita con acqua ossigenata oppure con liquido di Carrell-Dakin, servendosi della garza. Asciugare la ferita con garza e applicarvi un poco di iodio ovvero di polvere antibiotico-sulfamidica; coprire con garza, appoggiare sopra la garza uno strato di cotone idrofilo; lasciare con una benda di garza, da fermare alla fine con uno spillo e con un pezzetto di cerotto, ovvero, nel caso di piccola ferita, fissare la medicazione con striscioline di cerotto. Se dalla ferita esce molto sangue, chiedere l'intervento del medico e, in attesa, comprimere la ferita con garza e cotone idrofilo. Se la perdita di sangue non si arresta e la ferita si trova in un arto, in attesa che l'infortunato riceva le cure del medico, applicare il laccio emostatico, secondo i casi, a monte della ferita e o a valle di essa, o in ambedue le sedi, fino a conseguire l'arresto dell'emorragia. Quando la sede della ferita non consenta l'uso del laccio emostatico, ed in ogni caso di emorragia grave, praticare una o più iniezioni intramuscolari del preparato emostatico. In caso di ferita agli occhi, lavare la lesione soltanto con acqua, coprirla con garza sterile e cotone idrofilo, fissare la medicazione con una benda ovvero con striscioline di cerotto. In caso di punture di insetti o morsi di animali ritenuti velenosi, spremere la ferita e applicarvi sopra un pò di ammoniaca, salvo che non si tratti di lesioni interessanti gli occhi. Se la persona è stata morsa da un rettile, o se versa in stato di malessere, richiedere subito l'intervento del medico. In caso di scottature, se queste sono provocate da calore e si presentano con arrossamento della pelle oppure con qualche flittena (bolla), applicare con delicatezza sulla lesione un pò del preparato antiustione, coprire con garza sterile e fissare la medicazione con una benda ovvero con striscioline di cerotto. Quando le ustioni siano provocate da sostanze chimiche (acidi o alcali), prima di applicare il preparato, lavare Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 49 prolungatamente con acqua. Se si tratta, invece, di ustioni estese o profonde, limitarsi a coprire con garza sterile e richiedere le cure del medico, in attesa del quale, se le condizioni generali del soggetto appaiono gravi, si potrà sostenerlo con iniezioni di canfora e di caffeina. Provvedere al trasporto sollecito del paziente in luogo di cura. In caso di frattura, di lussazione, di distorsione o anche di grave contusione, chiedere l'intervento del medico e, in attesa, adagiare l'infortunato in modo da fare riposare bene la parte offesa, ed evitare movimenti bruschi. Qualora sia assolutamente necessario il trasporto dell'infortunato, immobilizzare la parte lesa mediante bendaggio convenientemente imbottito con cotone idrofilo. In caso di frattura o di sospetta frattura di un arto, immobilizzare questo con stecche di forma e grandezza adatte, convenientemente imbottite con cotone idrofilo e mantenute aderenti mediante fasciatura. Se la sede della fasciatura presenta anche ferite, con o senza sporgenza di frammenti ossei, disinfettare la lesione con liquido di Carrell-Dakin o con acqua ossigenata, coprirlo con garza sterile e immobilizzare la parte così come si trova, senza toccare o spostare i frammenti. Trasportare, quindi, con ogni cautela, il ferito al luogo di cura. In caso di malore improvviso, chiedere l'intervento del medico, e in attesa, liberare il colpito da ogni impedimento (cravatta, colletto, cintura, ecc.) e portarlo con cautela in luogo aereato. In caso di asfissia da cause meccaniche o tossiche (soffocamento da corpi estranei, da strangolamento, da seppellimento, da gas, ecc.) o da folgorazione per corrente elettrica, ove non sia possibile ottenere l'intervento immediato del medico o provvedere al trasporto sollecito dell'infortunato in un vicino luogo di cura, portare detto infortunato in luogo aereato, e praticargli immediatamente ed a lungo la respirazione artificiale, insieme anche ad iniezioni di canfora e di caffeina. In caso di insolazione, chiedere l'intervento del medico e, in attesa, portare l'infortunato in luogo fresco e ventilato, dopo averlo liberato da ogni impedimento (cravatta, colletto, cintura, ecc.); tenere la testa sollevata se il viso è fortemente arrossato, e allo stesso livello del tronco se il viso è, invece, pallido; raffreddargli il corpo con impacchi freddi sul viso, sulla testa e sul petto; non somministrare bevande alcooliche; praticare la respirazione artifìciale se il respiro è assente o irregolare. In caso di assideramento chiedere l'intervento del medico, e in attesa, trasportare il colpito in luogo riparato dal freddo ma non riscaldato; svestirlo, tagliando o scucendo gli abiti onde evitare di piegare le membra eventualmente irrigidite; frizionare le parti assiderate con panni bagnati in acqua fredda, finche non abbiano ripreso aspetto e consistenza normali, porlo al caldo e somministrargli bevande calde ed eccitanti: caffè, tè, ecc. Istruzioni di primo soccorso alle maestranze Alle maestranze in presenza di infortunio devono essere impartite le seguenti disposizioni: - - - - Proteggere il ferito, non spostarlo ed allontanare gli altri lavoratori. Sgomberare immediatamente le vie di transito da eventuali ostacoli per i soccorsi. Contattare subito il responsabile di cantiere o uno dei preposti, per l'intervento del pronto soccorso. Lavarsi bene le mani con acqua e sapone prima di toccare qualunque ferita o il materiale di medicazione; in caso di mancanza di acqua, pulirsi le mani con un batuffolo di cotone idrofilo imbevuto di alcool. Lavare la ferita con acqua pura e sapone, servendosi della garza per allontanare il terriccio, la polvere, le schegge, ecc.; in mancanza di acqua, lavare la pelle intorno alla ferita con un batuffolo di cotone idrofilo imbevuto di alcool. Lasciare uscire dalla ferita alcune gocce di sangue ed asciugare con la garza. Applicare sulla ferita un poco di alcool iodato; coprire con garza appoggiare sopra la garza uno strato di cotone idrofilo; fasciare con una benda di garza, da fissare alla fine con una spilla o con un pezzetto di cerotto. Se si tratta di piccola ferita, in luogo della fasciatura, fissare la medicazione mediante striscioline di cerotto. Se dalla ferita esce molto sangue, comprimerla con garza e cotone idrofilo, in attesa che l'infortunato riceva le cure del medico. Se la perdita di sangue non si arresta e la ferita si trova in un arto, in attesa del medico, legare l'arto, secondo i casi, a monte o a valle della ferita, o in ambedue le sedi, mediante una fascia di garza, una cinghia, una striscia di tela, ecc.. sino a conseguire l'arresto dell'emorragia. Nel caso di ferita agli occhi, lavare la lesione soltanto con acqua, coprirla con garza sterile e cotone idrofilo e fissare la medicazione con una benda ovvero con striscioline di cerotto. In caso di punture di insetti o morsi di animali ritenuti velenosi, spremere la ferita e applicarvi sopra un po' di ammoniaca, salvo che non si tratti di lesioni interessanti gli occhi. Se la persona è stata morsa da un rettile, o se versa in stato di malessere, richiedere subito l'intervento del medico. In caso di scottature, applicare con delicatezza sulla lesione un po' di preparato anti-ustione, coprire con garza e fasciare non strettamente. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 50 Apprestamenti di cantiere. Caratteristiche dei lavori, localizzazione degli impianti, viabilità Si è effettuata una disamina tecnica preventiva sulla situazione dell'area rispetto a: attraversamenti di linee elettriche aeree o di cavi sotterranei, fognature, acquedotti (dovranno prendersi accordi con le società ed aziende esercenti le reti al fine di mettere in atto le misure di sicurezza necessarie prima di dare inizio ai lavori). Al fine di ridurre le sovrapposizioni delle varie fasi di lavorazione nonché la compresenza di squadre e/o di maestranze diverse, si è cercato di zonizzare le fasi stesse in modo da eliminare e ridurre al minimo le interferenze e le sovrapposizioni in particolare con le attività preesistenti. Delimitazione dell'area Al fine di identificare nel modo più chiaro l'area dei lavori è necessario recintare il cantiere lungo tutto il suo perimetro negli spazi esterni. La recinzione impedisce l'accesso agli estranei e segnala in modo inequivocabile la zona dei lavori. Deve essere costituita con delimitazioni robuste e durature corredate da richiami di divieto e pericolo. La necessità della perimetrazione viene richiamata anche dai regolamenti edilizi locali. Per quanto attiene il cantieramento all’interno dei locali dovranno disporsi, sbarramenti, protezioni, segnalazioni e avvisi devono essere mantenuti in buone condizioni e resi ben visibili, in particolare per delimitare le aree di cantiere ove si produrranno polveri sarà necessario predisporre sbarramenti a tutta altezza. Gli accessi al cantiere sia carrai che pedonali verranno dotati di serraglio con chiusura a chiave apribili dall’interno e dall’esterno, gli accessi carrai verranno dotati di serraglio con chiusura a chiave o comunque apribile solo dall’interno e saranno arretrati dal filo stradale, come previsto dalla Codice della Strada di una distanza sufficiente a consentire la sosta di mezzi in arrivo ed in partenza senza impegnare la via pubblica ed intralciare il traffico in tal modo i serragli potranno essere mantenuti chiusi Gli accessi al cantiere verranno mantenuti chiusi durante gli orari di lavoro e durante i fuori servizio del cantiere, per accedere verranno predisposti degli appositi campanelli a pulsante collegati a suonerie udibili da distanza collocati in corrispondenza degli accessi pedonali e carrai verranno affisse informazioni sui rischi interni al cantiere le istruzioni agli estranei sulle modalità di accesso al cantiere - sulla porzione verso Corso Allamano verrà realizzata una recinzione in rete estrusa in polietilene ad alta densità HDPE, non facilmente scavalcabile e di altezza non inferiore a mt 3,00. Saranno esposti segnali di pericolo e di divieto di accesso. Per le ore notturne e diurne con scarsa visibilità, le recinzioni e i cartelli devono essere segnalati mediante lampade e dispositivi rifrangenti. Pubblicità L'obbligo dell'esibizione del cartello di cantiere è determinato essenzialmente da norma di carattere urbanistico. Deve essere collocato in sito ben visibile e contenere tutte le indicazioni necessarie a qualificare il cantiere. Cartello e sistema di sostegno devono essere realizzati con materiali di adeguata resistenza e aspetto decoroso. Anche nella legge n. 47/85 si richiama la necessità dell'apposizione del cartello di cantiere, facendo obbligo agli istituti di controllo di segnalare le inottemperanze sia riguardo le caratteristiche dell'opera che dei soggetti interessati. Il cartello di cantiere verrà esposto in corrispondenza dell'accesso carraio e dovrà contenere informazioni in merito al sito, al progettista, alla stazione appaltante, le ditte appaltatrici, alla proprietà, alla direzione lavori, l'identificazione del Responsabile dei lavori, il coordinatore per la progettazione ed il coordinatore per l'esecuzione. Cartellonistica e segnaletica informativa La segnaletica di sicurezza ha la funzione di richiamare, in modo rapido e chiaro, l'attenzione su particolari condizioni che possono rappresentare situazioni di pericolo per la sicurezza e l'incolumità dei lavoratori presenti in cantiere. La segnaletica di sicurezza, che deve essere impiegata esclusivamente per le indicazioni che hanno rapporto con la sicurezza, non sostituisce in alcun caso le necessarie misure di protezione, ma le integra. Affinché la segnaletica di sicurezza sia efficace, è necessario che vi sia un’estesa e ripetuta informazione rivolta in modo chiaro a tutti coloro che per il verificarsi di varie situazioni si trovino a doverla utilizzare. La segnaletica per la sicurezza può essere suddivisa in: a) segnaletica permanente per indicare: - un'interdizione Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 51 - un avvertimento - un obbligo - gli equipaggiamenti e i dispositivi di salvataggio e di soccorso - le attrezzature antincendio - la presenza di ostacoli, recipienti e tubazioni - i rischi di urti e di cadute - le vie di circolazione b) segnaletica occasionale per indicare - gli eventi pericolosi - la richiesta di intervento di determinate persone ( vigili del fuoco, medici...) - l'evacuazione di emergenza - le istruzioni ai lavoratori che eseguono manovre c) Inoltre si possono utilizzare diverse combinazioni di segnali: - LUMINOSO e ACUSTICO (negli ambienti rumorosi) - LUMINOSO e COMUNICAZIONE VERBALE - GESTUALE e VERBALE (nel corso di manovre pericolose) Per le attività che si svolgono all'interno dei locali si apporrà sulle porte di accesso il cartello "LAVORI IN CORSO - VIETATO L'ACCESSO AI NON ADDETTI AI LAVORI - DENOMINAZIONE DELLA DITTA" segnaletica di sicurezza. Il personale dell'impresa deve attenersi scrupolosamente alle segnalazioni di pericolo, di obbligo, di divieto e alle norme di comportamento degli appositi cartelli segnaletici. La segnaletica non sostituisce l'informazione e la formazione che deve essere sempre esplicata al lavoratore a cura del datore di lavoro. La segnaletica potrà essere integrata da comunicazioni concordate con la committente circa le lavorazioni che potrebbero arrecare disagi ai residenti. TIPOLOGIA - Cartelli di avvertimento: segnalano un pericolo, sono di forma triangolare, con fondo giallo e bordo e simbolo nero. Possono essere completati con scritte esplicative Cartelli di divieto: sono di forma rotonda, con disegna nero su fondo bianco con bordo e banda rossa. Vietano determinate azioni. Possono essere integrati da scritte. Cartelli di prescrizione; prescrivono comportamenti, uso dei DPI, abbigliamento ecc. sono di colore azzurro, forma rotonda con simbolo bianco. Possono essere integrati da scritte Cartelli di salvataggio: di forma quadrata o rettangolare, fondo verde e simbolo bianco. Cartelli di attrezzature antincendio: di forma quadrata o rettangolare, fondo rosso e simbolo bianco DISLOCAZIONE DEI CARTELLI La dislocazione ovviamente dipende dal messaggio da trasmettere. Vengono riportati alcuni esempi: - All'ingresso del cantiere 1. cartello indicante il divieto d'ingresso ai non addetti ai lavori 2. cartello con divieto di avvicinarsi ai mezzi d'opera 3. cartello indicante l'uso dei dispositivi di protezione (casco, tute ecc.) 4. anagrafica di cantiere Sull'accesso carraio: 1. cartello di pericolo generico con l'indicazione di procedere adagio 2. cartello indicante la velocità massima in cantiere di 20 km/h 3. cartello dei carichi sospesi (da posizionarsi inoltre in vicinanza della gru, dei monta- carichi ecc.) Sui mezzi di trasporto: 1. cartello di divieto di trasporto di persone Dove esiste uno specifico rischio: 1. cartello di divieto di fumare ed usare fiamme libere in tutti i luoghi in cui può esservi pericolo di incendio ed esplosione 2. cartello di divieto di eseguire pulizia e lubrificazione su organi in movimento 3. cartello di divieto ad eseguire riparazioni su macchine in movimento Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 52 4. cartello di divieto di avvicinarsi alle macchine utensili con vestiti svolazzanti 5. cartello di divieto di rimozione delle protezioni delle macchine e utensili Dov'è possibile accedere agli impianti elettrici: 1. cartello indicante la tensione in esercizio 2. cartello indicante la presenza di cavi elettrici 3. cartello indicante la presenza di cavi elettrici aerei Presso gli apparecchi di sollevamento: 1. cartello indicante la portata massima dell'apparecchio 2. cartello indicante le norme di sicurezza per gli imbragatori 3. cartello indicante il codice di segnalazione per la manovra della gru Presso i ponteggi: 1. cartello indicante il pericolo di caduta dall'alto 2. cartello indicante il divieto di gettare materiali dai ponteggi 3. cartello indicante il divieto di salire o scendere dai ponteggi senza l'utilizzo delle apposite scale 4. cartello indicante il divieto di utilizzo di scale in cattivo stato di conservazione Presso le strutture igienico assistenziali: 1. cartello indicante la potabilità o meno dell'acqua 2. cartello indicante la cassetta del pronto soccorso 3. cartello riportante le norme d'igiene da seguire Presso i mezzi antincendio: 1. cartello indicante la posizione di estintori 2. cartello indicante le norme di comportamento in caso d'incendio All'ingresso delle attività presenti nel balconi: 1. divieto di affaccio degli utenti dai balconi e dalle finestre durante le fasi di lavoro Il cantiere verrà dotato di specifiche segnalazioni riguardanti il divieto di accesso al cantiere. La segnaletica interna al cantiere, oltre a tutte le normali segnalazioni previste dalla normativa, dovrà segnalare la collocazione degli estintori e le vie di fuga in caso di emergenza e quanto riportato nelle tavole di cantiere. Inoltre dovrà essere approntato il “Cartello Addetti della Squadra di Emergenza”(anche su supporto riscrivibile). Questo sarà aggiornato quotidianamente a cura del Responsabile della Squadra di Emergenza (RSE), e sarà esposto all’esterno dell’ufficio di cantiere presso l’ingresso principale. Sul cartello verranno riportati quotidianamente i nominativi degli addetti e dei preposti della Squadra di Emergenza, la ditta di appartenenza, le mansioni (Primo Soccorso, Prevenzione Incendi, Evacuazione), se possibile n° di telefono cellulare, data di compilazione e ovvero di attuazione, firma dell’RSE. Infine all’ingresso del cantiere verrà affisso un cartello “AVVISO AGLI ESTRANEI” (su supporto rigido e impermeabile) che dovrà contenere le procedure da adottare per l’ingresso in cantiere di estranei non formati o informati, i rischi generici che sono presenti in cantiere ed i DPI specifici che devono essere utilizzati in cantiere. Le persone estranee, ovvero le persone non formate, potrebbero non essere a conoscenza del significato delle simbologie contenute nella segnaletica pertanto e utile che gli ideogrammi vengano accompagnati da descrizioni scritte, in oltre detto cartello riporterà l’elenco dei Numeri Utili (fac simile di quello allegato al presente documento). Dovranno in oltre essere esposti al Centro di Emergenza i seguenti elaborati: _ _ copia della Notifica Preliminare all'A.S.L. competente; copia dell'elenco dei numeri utili. Emissioni inquinanti · qualunque emissione provenga dal cantiere nei confronti dell'ambiente esterno dovrà essere valutata al fine di limitarne gli effetti negativi. Nei riguardi delle emissioni di rumore si ricorda la necessità del rispetto alla vigente normativa, relativo appunto ai limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno, con riguardo alle attività cosiddette temporanee quali sono, a pieno diritto, i cantieri edili. Nel caso di riscontrato o prevedibile superamento dei valori diurni e notturni massimi ammissibili, è fatta concessione di richiedere deroga al Sindaco. Questi, sentito l'organo tecnico competente dell'ASL, concede tale deroga, assodato che tutto quanto necessario all'abbattimento delle emissioni sia stato messo in opera e, se il caso, condizionando le attività disturbanti in momenti ed orari prestabiliti. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 53 Nel caso vengano utilizzate in cantiere apparecchiature la cui rumorosità superi il livello consentito sarà compito della ditta prima esecutrice fare richiesta di deroga al Comune di competenza. Possibili emissioni di sostanze e materiali inquinanti possono avvenire presso le aree di stoccaggio dei prodotti con dette caratteristiche, in seguito a rottura dei contenitori, dispersione durante i travasi, spandimanto a seguito di inondazioni del cantiere, o nelle aree di stoccaggio dei rifiuti, per detto motivo queste aree vengono collocate a livello +0,80 mt dal piano di campagna, e saranno situate su basamenti rigidi e dotati di vasca di contenimento Non sono previste altre emissioni inquinanti. Gli “Addetti al controllo delle opere provvisionali ed apprestamenti di cantiere” sarà tenuto a verificare le eventuali fuori uscite dei prodotti entro le vasche di contenimento, e sarà tenuto a pulirle con le procedure indicate dal RSPP. Gestione dei rifiuti del cantiere Attività produttive che comportano presenza dei rifiuti sono (vedasi tabella allegata): Dovranno essere conservati in cantiere il Formulario ed il Registro di Carico e Scarico a cura del Responsabile Tecnico di cantiere Si ricorda che la quantità massima dei rifiuti che possono essere stoccati è di 20 mc di macerie per un massimo di 3 mesi. Nel POS dovrà essere indicato il responsabile della gestione dei rifiuti in cantiere che sarà preferibilmente il Capo Cantiere Rifiuti domestico/urbani prodotti dai servizi igienico assistenziali (vedasi tabella allegata): Accesso al cantiere La dislocazione degli accessi al cantiere è per forza di cose vincolata alla viabilità esterna ed alla percorribilità interna. Comporta esigenze, oltre che di recinzione, di personale addetto al controllo ed alla vigilanza. Le vie di accesso al cantiere richiedono un'indagine preliminare che permetta la giusta scelta dei mezzi da usare per il trasporto dei materiali necessari alla costruzione o di quelli di risulta in ragione dello stato della viabilità esterna e delle esigenze di cantiere. All’esterno del cantiere in corrispondenza degli accessi carrai verranno posti specchi e segnali di pericolo indicanti l’uscita di automezzi. L’accesso di materiali ed attrezzature al cantiere avverrà dal passo carraio prospicente il Corso Allamano. Gli accessi al cantiere saranno distinti e dedicati sia al traffico pedonale sia a quello veicolare, saranno dotati di campanello con suoneria e verranno regolamentati e controllati da appositi addetti L’accesso alle aree di cantiere verranno stabiliti con il procedere del cantiere e delle eventuali urbanizzazioni che verranno realizzate sulla viabilità circostante. Modalità di accesso al cantiere: Dovrà essere garantito il miglior controllo sulla accessibilità al cantiere in modo da impedire l'accesso a persone non autorizzate e tutelare l'accesso di quelle autorizzate. Verrà regolamentato l’accesso al cantiere previo preavviso al preposto: 1) sarà interdetto l'accesso ai non addetti 2) un cartello istruirà gli estranei che dovessero accedere al cantiere sulle procedure da seguire per essere autorizzati all'accesso, in particolare questi saranno tenuti a segnalare la loro intenzione ad entrare nell'area di cantiere, il preposto arresterà i lavori che possano costituire pericolo, avviserà i lavoratori della compresenza di estranei, aprirà il serraglio disposto all'accesso all'area fornirà i D.P.I. necessari, istruirà sui rischi e sull'utilizzo dei D.P.I. ed accompagnerà i visitatori. ACCESSO VEICOLARE AL CANTIERE: Un cartello istruirà gli estranei sulle procedure da seguire per essere autorizzati all'accesso, in particolare questi saranno tenuti a segnalare la loro intenzione ad entrare nell'area di cantiere mediante apposito avvisatore acustico collocato in corrispondenza degli accessi al cantiere. L'ingresso in area di cantiere di esterni verrà regolamentato dagli “Addetti per il controllo dell’accessibilità e viabilità in cantiere” incaricato dall'impresa con mandato al RSPPC. L’addetto all’accesso sospenderà le mansioni che sta svolgendo, avviserà del suo allontanarsi i lavoratori coinvolti nelle sue attività ordinarie, segnalerà a tutti i lavoratori della compresenza di estranei, raggiungerà l’ingresso, aprirà il serraglio chiuso con chiave, si informerà su necessità ed intenzioni del sopraggiunto, accompagnerà l'estraneo con segnalazioni anche visive informandolo preventivamente dei pericoli alle aree di carico-scarico. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 54 La verrà affidato verrà seguito dallo stesso addetto affidato ad altro addetto al tiro dei carichi. Qualora li sopraggiunto non avesse provveduto a regolarizzare la sua posizione segnalando la sua presenza al Preposto di cantiere e firmando il registro di presenza, verrà invitato a parcheggiare il mezzo in area dedicata e verrà accompagnato presso l’ufficio di cantiere per essere registrato. Quindi verrà accompagnato o indirizzato sul posto di lavoro. Solo allora l’addetto sarà sollevato dal suo incarico e potrà tornare alle mansioni ordinarie. Il preposto dovrà assicurarsi che se il conduttore dovesse scendere dal mezzo segua la procedura contenuta nel punto Accesso Pedonale al cantiere ACCESSO PEDONALE AL CANTIERE: Un cartello istruirà gli estranei sulle procedure da seguire per essere autorizzati all'accesso, in particolare questi saranno tenuti a segnalare la loro intenzione ad entrare nell'area di cantiere mediante apposito avvisatore acustico collocato in corrispondenza degli accessi al cantiere. L'ingresso in area di cantiere di esterni verrà regolamentato da preposto incaricato dall'impresa. Qualora il preposto fosse lontano dall’ufficio di cantiere lascerà incarico ad un Addetto per il controllo dell’accessibilità e viabilità in cantiere” questo al suono del campanello di accesso sospenderà le mansioni che sta svolgendo avviserà del suo allontanarsi i lavoratori coinvolti nelle sue attività ordinarie, segnalerà a tutti i lavoratori della compresenza di estranei, raggiungerà l’ingresso, aprirà il serraglio chiuso con chiave, si informerà su necessità ed intenzioni del sopraggiunto, informerà l’estraneo dei pericoli e delle procedure di sicurezza, verificherà che l’estraneo sia dotato dei necessari DPI, qualora fossero insufficienti fornirà e farà indossare all’estraneo i DPI appositamente conservati in cantiere per la visita di estranei, accompagnerà costantemente l'estraneo finché non l’abbia affidato al Preposto di Cantiere il quale ne annoterà la presenza, seguirà personalmente l’estraneo o lo affiderà ad altro addetto, in modo che lo stesso venga sempre informato dei rischi e pericoli presenti in cantiere, e venga eventualmente sorvegliato nelle azioni. L’estraneo in questo modo sarà sempre affidato alla responsabilità di qualcuno. Percorsi interni, rampe e viottoli Le varie zone in cui si articola un cantiere e in modo particolare le zone di lavoro, impianti, depositi, uffici non devono interferire fra loro ed essere collegate mediante itinerari il più possibile lineari. Le vie di transito vanno mantenute curate e non devono essere ingombrate da materiali che ostacolano la normale circolazione. Le piste di cantiere devono seguire linee di minima pendenza e privilegiare l’andamento della futura via che attraversa in diagonale il lotto Qualora si renda necessaria la realizzazione di scarpate, le medesime non dovranno superare l’angolo di sicurezza per il cedimento del terreno, calcolato anche in ragione di eventuali eventi meteorologici, inoltre non dovranno mai essere realizzati depositi di materiali o parcheggiati mezzi sulla sommità di dette scarpate con il pericolo di ribaltamento o franamento di detti materiali. Uffici Gli uffici verranno posizionati nell’area adibita a baraccamento, in prossimità dell’accesso carraio di Corso Allamano al fine di poter favorire maggiormente al controllo delle persone e dei veicoli che entrano nella zona di cantiere. Individuazione del centro di emergenza e punti di raccolta Il Centro di Gestione dell’Emergenza è individuato nell’ufficio di cantiere presso l’ingresso principale, lo stesso fungerà inoltre da Punto di Raccolta del personale al fine di semplificare gli interventi delle squadre esterne e procedere alla verifica che tutti i lavoratori siano presenti ed in salvo. Depositi di materiali · la individuazione dei depositi è subordinata ai percorsi, alla eventuale pericolosità dei materiali (combustibili, gas compressi, vernici...), ai problemi di stabilità (non predisporre, ad esempio, depositi di materiali sul ciglio degli scavi ed accatastamenti eccessivi in altezza); · il deposito di materiale in cataste, pile, mucchi va sempre effettuato in modo razionale e tale da evitare crolli o cedimenti pericolosi; · è opportuno allestire i depositi di materiali - così come le eventuali lavorazioni - che possono costituire pericolo in zone appartate del cantiere e delimitate in modo conveniente. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 55 Considerata la natura dell'opera, particolare riguardo dovrà essere prestato nella disposizione dei depositi, in particolare: potranno realizzarsi depositi momentanei in aree non di intralcio ponendo attenzione all’aumento del carico di incendio che dovrà essere valutato preventivamente dalla ditta esecutrice con il POS; in ogni caso si preveda di collocare almeno n° 2 estintori a mano per piano nelle aree di intervento. Non è prevista la realizzazione di depositi di infiammabili all’interno dei locali dove sarà trasferita solo la quantità di prodotto utile alla lavorazione giornaliera. Qualora il deposito risulti necessario, previo l’autorizzazione del Coordinatore e previo la costruzione di un ricovero munito di serraglio, l’eventuale deposito potrà essere costruito in luogo a cielo aperto. Sarà pertanto cura del datore di lavoro affidare ed informare il Servizio di Prevenzione Incendi interno all’impresa delle mansioni a lui attribuite nello specifico cantiere. Servizi igienico - assistenziali · l'entità dei servizi varia a seconda dei casi (dimensioni del cantiere, numero degli addetti contemporaneamente impiegati). Inoltre, è in diretta dipendenza al soddisfacimento delle esigenze igieniche ed alla necessità di realizzare quelle condizioni di benessere e dignità personale indispensabili per ogni lavoratore, · poiché l'attività edile rientra pienamente fra quelle che il legislatore considera esposte a materie insudicianti o in ambienti polverosi, qualunque sia il numero degli addetti, i servizi igienico-assistenziali (docce, lavabi, gabinetti, spogliatoi, refettorio, locale di riposo, camera di medicazione, eventuali dormitori) sono indispensabili. Essi debbono essere ricavati in baracche opportunamente coibentate, illuminate, aerate, riscaldate durante la stagione fredda e comunque previste e costruite per questo uso. L'impresa dovrà garantire i servizi stessi collocando baraccamenti adeguati nelle aree di cantiere lontano dalle aree di maggior lavoro e vicino accesso carraio di Corso Allamano. L'uso di caravans o roulottes, prendendo in considerazione la maggior parte dei modelli in commercio, comporta oggettivamente rilevanti limitazioni in termini di volumi, spazi e fruibilità di servizi, proprio perché tali mezzi sono pensati e progettati per altre esigenze. Il loro impiego non si ritiene pertanto accettabile, se non in situazioni temporanee particolari quali ad esempio ad inizio cantiere per un periodo massimo di 15 giorni, prima dell'installazione dei servizi di cantiere veri e propri; Ove invece si intendesse utilizzare caravan o "motor homes" di dimensioni e prestazioni rispondenti ai requisiti previsti per i locali dei servizi igienico - assistenziali di cantiere di cui ai punti precedenti e collegati alle reti di servizio pubblico, nulla osta al loro impiego. Non è corretto infatti presumere che la loro "mobilità" possa avere rilevanza in materia, sarà semplicemente compito del coordinatore di esecuzione e del personale di vigilanza accertare il permanere nel tempo della loro disponibilità ai lavoratori. Acqua Deve essere messa a disposizione dei lavoratori in quantità sufficiente, tanto per uso potabile che per lavarsi. Per la provvista, la conservazione, la distribuzione ed il consumo devono osservarsi le norme igieniche atte ad evitarne l'inquinamento e ad impedire la diffusione delle malattie. L'acqua da bere, quindi, deve essere distribuita in recipienti chiusi o bicchieri di carta onde evitare che qualcuno accosti la bocca se la distribuzione dovesse avvenire tramite tubazioni o rubinetti. L'allacciamento all'acqua avverrà dalla rete interna dell'Isituto Scolastico Docce e lavabi · docce sufficienti ed appropriate devono essere messe a disposizione dei lavoratori per potersi lavare appena terminato l'orario di lavoro. Docce, lavabi e spogliatoi devono comunque comunicare facilmente fra loro. I locali devono avere dimensioni sufficienti per permettere a ciascun lavoratore di rivestirsi senza impacci e in condizioni appropriate di igiene; · docce e lavabi vanno dotati di acqua corrente calda e fredda, di mezzi detergenti e per asciugarsi. Le prime devono essere individuali e riscaldate nella stagione fredda. Per quanto riguarda il numero dei lavabi, un criterio orientativo è di 1 ogni 5 dipendenti occupati per turno, · le docce e i lavabi verranno posizionati nell’area adibita a baraccamento, in prossimità dell’accesso carraio di Corso Allamano. Gabinetti · i lavoratori devono disporre in prossimità dei posti di lavoro, dei locali di riposo, di locali speciali dotati di un numero sufficiente di gabinetti e di lavabi, con acqua corrente, calda se necessario, dotati di mezzi detergenti e per asciugarsi. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 56 · almeno una latrina è sempre d'obbligo. In linea di massima, attenendosi alle indicazioni della ingegneria sanitaria, ne va predisposta una ogni 30 persone occupate per turno in ogni caso in ragione delle dimensioni del cantiere dovranno essere approntati, a distanze adeguate soprattutto a pieno regime di funzionamento del cantiere stesso . L'impresa dovrà garantire i servizi collocando baraccamenti adeguati nelle aree di cantiere (vedi tavola allegata). Spogliatoio · locali appositamente destinati a spogliatoi devono essere messi a disposizione dei lavoratori. Devono essere convenientemente arredati, avere una capacità sufficiente, essere possibilmente vicini al luogo di lavoro, aerati, illuminati, ben difesi dalle intemperie, riscaldati durante la stagione fredda e muniti di sedili; · devono, inoltre, essere attrezzati con armadietti a due settori interni chiudibili a chiave: una parte destinata agli indumenti da lavoro, l'altra per quelli privati; · gli spogliatoi verranno posizionati nell’area adibita a baraccamento, in prossimità dell’accesso carraio di Corso Allamano. L'impresa dovrà garantire i servizi collocando baraccamenti adeguati nelle aree di cantiere provvisti di riscaldamento. L'impresa potrà ovviare all'onere di predisponendo il locale spogliatoio utilizzando locali interni al futuro istituto a patto che questi garantiscano condizioni igieniche e microclimatiche e illuminamento adeguate e dignitose nel caso necessario tali opere saranno realizzate a carico della ditta. Locali refettorio- mensa, locali ricovero-riposo · deve essere predisposto un refettorio, composto da uno o più ambienti a seconda delle necessità, arredato con sedili e tavoli. Andrà illuminato, aerato e riscaldato nella stagione fredda. Il pavimento non deve essere polveroso e le pareti imbiancate; · deve essere previsto il mezzo per conservare in adatti posti fissi le vivande dei lavoratori, per riscaldarle e per lavare recipienti e stoviglie; · è vietato l'uso di vino, birra ed altre bevande alcoliche salvo l'assunzione di modiche quantità di vino e birra in refettorio durante l'orario dei pasti; · il locale refettorio può anche svolgere la funzione di luogo di ricovero e riposo, dove gli addetti possono trovare rifugio durante le intemperie o nei momenti di riposo. Se il locale ricovero è distinto dal refettorio, deve essere illuminato, aerato, ammobiliato con tavolo e sedili con schienale e riscaldato nella stagione fredda. Nei locali di riposo si devono adottare misure adeguate per la protezione dei non fumatori contro gli inconvenienti del fumo, · il refettorio e il locale ricovero verranno posizionati nell’area adibita a baraccamento, in prossimità dell’accesso carraio di Corso Allamano. Dormitori Non è prevista l’installazione di dormitori presso il cantiere in ragione del fatto che l’area turistica offre diverse e più salubri alternative con l’alloggiamento dei lavoratori in strutture esterne al cantiere. Presidi sanitari - Camera di medicazione Qualora il cantiere sia lontano dai posti pubblici permanenti di pronto soccorso è da prevedersi una “camera di medicazione”. Essa risulta obbligatoria qualora le attività presentino rischi di scoppio, asfissia, infezione o avvelenamento e quando l'impresa occupi più di 50 addetti soggetti all'obbligo delle visite mediche preventive e periodiche. Negli altri casi è sufficiente tenere la cassetta del pronto soccorso se nel cantiere sono occupati più di 50 addetti; in quelli di modesta entità basta il pacchetto di medicazione. Cassetta e pacchetto di medicazione devono contenere quanto indicato e previsto dalla norma e ripreso in seguito. Pulizia Le installazioni e gli arredi destinati ai refettori, agli spogliatoi, ai bagni, alle latrine, ai dormitori ed in genere ai servizi di igiene e di benessere per i lavoratori devono essere mantenuti in stato di scrupolosa manutenzione e pulizia a cura del datore di lavoro. A loro volta, i lavoratori devono usare con cura e proprietà i locali, le installazioni, gli impianti e gli arredi destinati ai servizi. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 57 Attività produttive che comportano presenza dei rifiuti sono: Altro Legno e imballaggi Laterizi, lapidei, terra Materiali sintetici Polipropilene/ Membrana bituminosa Ferro e Metalli Carta/Cotone Piombo/Rame/Zinco Amianto Tipo di rifiuti PVC/PCB/IPA/HPL Attività che producono rifiuti Installazioni provvisionali e cantieramento Approvvigionamento dei materiali Lavorazioni di scavo Opere di carpenteria in c.a. e lavoraz. ferro Opere murarie Tamponamenti interni ed esterni non murari Impermeabilizzazione e isolamenti Impianti interni ed esterni Opere di finitura, verniciature, ecc. Rifiuti domestico/urbani prodotti dai servizi igienico assistenziali. Sì Rifiuti prodotti dal locale Refettorio e/o mensa. Rifiuti prodotti dal locale spogliatoio. Rifiuti prodotti dalla pulizia dei servizi e baracche. Rifiuti prodotti dalla presenza dell’ufficio in cantiere. Rifiuti prodotti dai locali bagno e WC collegati alla rete pubblica Rifiuti prodotti dai locali WC non collegati alla rete pubblica Rifiuti prodotti dalla presenza di aree di magazzino o deposito di sostanze No Misure tecniche per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti Deve essere indicata una procedura interna per la gestione dei rifiuti Deve essere indicata una procedura interna per la gestione dei rifiuti Deve essere indicata una procedura interna per la gestione dei rifiuti Deve essere indicata una procedura interna per la gestione dei rifiuti Si prevede l’allacciamento alle reti pubbliche Deve essere indicata una procedura interna per la gestione del rifiuto, o essere affidata a ditta esterna specializzata Deve essere indicata una procedura interna per la gestione dei rifiuti Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 58 Allacciamenti ai sottoservizi. Per l'esecuzione delle pere in oggetto non sono previsti allacciamenti ai sottoservizi. Impianti: elettrico, idrico, di terra e protezione contro le scariche atmosferiche. Premessa Nel cantiere sarà necessaria la presenza di alcuni tipi di impianti, essenziali per il funzionamento del cantiere stesso. A tal riguardo andranno eseguiti secondo la corretta regola dell'arte e nel rispetto delle leggi vigenti: _ l'impianto elettrico per l'alimentazione delle macchine e/o attrezzature presenti in cantiere, _ l'impianto idrico, _ l'impianto di messa a terra, _ l'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche. Impianto elettrico. L'impianto elettrico del cantiere, sarà realizzato nel pieno rispetto della Legge 1° marzo 1968, n. 186, che prevede: Art. 1 Tutti i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere realizzati e costruiti a regola d'arte. Art. 2 I materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici realizzati secondo le norme del comitato elettrotecnico italiano si considerano costruiti a regola d'arte. (omissis). Le principali norme CEI considerate sono: _ _ _ _ _ _ CEI 64-8/1/2/3/4/5/6/7 - Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata ed a 1500 V in corrente continua; CEI 64-12 - Guida per l'esecuzione dell'impianto di terra negli edifici per uso residenziale e terziario; CEI 17-13/1/2 - Apparecchiature di protezione e manovra per bassa tensione (Quadri BT). CEI 70-1 - Gradi di protezione degli involucri; CEI 23-12 - Prese a spina per usi industriali; CEI 81-1 - Protezione di strutture contro i fulmini. Ulteriori normative considerate per la progettazione dell'impianto elettrico sono: _ _ _ D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81; DM 22 gennaio 2008 n. 37; DM 519/93 - Regolamento recante autorizzazione all'ISPESL ad esercitare attività omologativa di primo o nuovo impianto per la messa a terra e la protezione contro le scariche atmosferiche. Tutti gli impianti elettrici di cantiere, pur se modesti, saranno realizzati dopo opportuna progettazione e programmazione sull'ubicazione dei quadri di distribuzione effettuata in funzione della posizione prevista per le macchine utilizzatrici. L'installazione degli impianti elettrici e la preventiva scelta di tutti i componenti (conduttori, interruttori, quadri, prese, ecc.) sarà effettuata tenendo conto della necessità di prevenire i pericoli derivanti da contatti accidentali con gli elementi sotto tensione ed i rischi di incendio e di scoppio derivanti da eventuali anormalità che si verificano nell'esercizio. L'installatore dell'impianto sarà tenuto al rilascio della dichiarazione di conformità corredata degli allegati obbligatori. Ai fini della sicurezza ogni macchina alimentata elettricamente sarà collegata elettricamente a terra a protezione contro i contatti indiretti (parti metalliche normalmente non in tensione ma che possono essere messe in tensione a seguito di guasti di isolamento). Saranno esclusi dalla necessità del collegamento a terra gli apparecchi elettrici portatili di classe II in quanto costruiti con isolamento doppio o rinforzato; tali apparecchi sono quelli contraddistinti con il simbolo del doppio quadrato inserito sulla targa caratteristica. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 59 In particolare nella realizzazione dell'impianto elettrico del cantiere saranno osservate le seguenti condizioni minime: _ saranno installati sui quadri interruttori differenziali così da ottenere il coordinamento tra il valore della resistenza di terra ed i dispositivi di protezione dell'impianto elettrico; nella scelta dei differenziali sarà tenuta presente la necessità di selettività dell'impianto in modo che, in caso di guasto, non venga a mancare energia a tutto il cantiere, ma solo alla zona interessata dal guasto; _ saranno utilizzate esclusivamente spine e relative prese per usi industriali montate sui quadri elettrici del cantiere; _ le derivazioni a spina per l'alimentazione di macchine ed apparecchi di potenza superiore a 1000 Watt saranno provviste a monte della presa di interruttore per permettere l'inserimento ed il disinserimento della spina a circuito aperto e del tipo interbloccato; _ i luoghi bagnati o molto umidi ( interrati e seminterrati, ecc.) e nei locali a contatto o entro grandi masse metalliche, tutti gli utensili e le lampade elettriche portatili saranno alimentate, rispettivamente, a tensione non superiore a 50 ed a 25 Volt verso terra; Sarà installato un quadro di zona per l'alimentazione delle varie utenze nell'area lavorativa specifica del cantiere. La distribuzione dei conduttori ovvero dei cavi elettrici seguirà particolari condizioni di installazione, in particolare: _ non devono essere del tipo volante per evitare pericoli di tranciamento; _ devono avere sezione e lunghezza adeguata in rapporto alle correnti da trasmettere alle utenze, in rapporto alle possibili correnti di sovraccarico e di corto circuito, in rapporto ai dispositivi di protezione installati ed in rapporto alle cadute di tensione ammissibili; _ devono essere dotati di isolamento tra le fasi e verso terra lungo tutto il percorso in rapporto alle condizioni ambientali; _ devono essere protetti contro il danneggiamento con opportune coperture metalliche quando transitano in posizioni di passaggio di mezzi pesanti; _ devono essere di tipo autoestinguente la fiamma in caso di incendio. Per ogni presa sarà evidenziato quale utenza essa alimenta (mediante targhetta adesiva) e quali sono disponibili per le varie necessità. Ad ogni tensione corrisponderà un preciso colore di individuazione, e precisamente: _ rosso per 380 V _ blu per 220 V _ viola per 20÷25 V _ bianco per 40÷50 V Il personale di cantiere dovrà solo preoccuparsi eventualmente della manutenzione, mentre qualsiasi opera di realizzazione di impianti, parti di essi, allacci qualsiasi anche di urgente necessità dovrà essere realizzata da personale specializzato di società regolarmente abilitata, all’esecuzione e dotata di responsabile tecnico iscritto ed in possesso di titolo abilitante; tutto ciò sarà attestato dal certificato della Camera di Commercio. La norma CEI 64-8, definisce la persona addestrata come persona avente conoscenze tecniche o esperienza o che ha ricevuto istruzioni specifiche sufficienti a permetterle di prevenire i pericoli dall'elettricità in relazione a determinate operazioni condotte in condizioni specificate. Saranno installati dei dispositivi di protezione, automatici e differenziali, la cui funzione sarà quella di garantire: a) Sicurezza contro l'incendio derivato da cause elettriche (corto circuiti). b) Sicurezza contro i contatti diretti con le parti in tensione. c) Sicurezza contro i contatti indiretti in caso di guasti verso terra, ovvero dispersioni. L’impianto di cantiere sarà per sommi capi realizzato come segue: 1) la fornitura verrà condotta fino al Quadro generale di cantiere in linea aerea per quanto possibile in relazione al transito dei carichi; 2) il Quadro sarà sezionato con differenziale di protezione e questo alimenterà linee distinte e protette da magneto-termici diferenziali 3) le linee in uscita dal Quadro Generale saranno almeno di n° 3 tipi: 1° tipo linea ai Quadro Derivati Generali 2° tipo linea a baracche ed uffici 3° linea di servizio perimetrale o notturna (per i campanelli degli ingressi e le illuminazioni notturne) 4) le linee in uscita dai Quadro Derivati di Generale saranno almeno di n° 2 tipi: 1° tipo linea a prese interbloccate 380V 2° tipo linea a prese interbloccate 220V Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 60 Il numero ed il dimensionamento di linee e protezioni dovrà essere progettato e calcolato da professionista abilitato e dovrà essere aggiornato in caso di modifica degli impianti. La modifica dell’impianto di cantiere a seguito dell’evolversi dell’opera dovrà sempre e comunque prevedere di non creare interferenze e sovrapposizioni di linee tra diverse aree di lavoro, non saranno ammessi attacchi ai Quadri Generali Derivati con prese multiple soprattutto per imprese diverse. Ogni ditta sarà tenuta ad installare il proprio Sottoquadro al Quadro Generale Derivato sotto ala sua diretta responsabilità ed affidando al gestione dello stesso a proprio “Preposto od Addetto per la Gestione degli Impianti e Quadri Elettrici”, il Quadro Generale di Cantiere verrà gestito dal “Preposto od Addetto per la Gestione degli Impianti e Quadri Elettrici” della ditta prima appaltatrice sotto la propria responsabilità. Impianto idrico. Deve essere messa a disposizione dei lavoratori in quantità sufficiente, tanto per uso potabile che per lavarsi. Per la provvista, la conservazione, la distribuzione ed il consumo devono osservarsi le norme igieniche atte ad evitarne l'inquinamento e ad impedire la diffusione delle malattie. L'acqua da bere, quindi, deve essere distribuita in recipienti chiusi o bicchieri di carta onde evitare che qualcuno accosti la bocca se la distribuzione dovesse avvenire tramite tubazioni o rubinetti. Vista la particolare natura dei lavori, l’alimentazione idrica per l’attività di cantiere, verrà realizzata dall’impresa con allacciamento alla rete interna esistente dell'Edificio Scolastico. L’impianto dovrà essere oggetto di adeguata manutenzione periodica, volta al mantenimento del livello di sicurezza e alla sostituzione di tutti i componenti eventualmente deteriorati. Impianto di messa a terra e di protezione contro le scariche atmosferiche. Appena ultimati i lavori di movimento terra, dovrà iniziarsi la realizzazione dell'impianto di messa a terra per il cantiere, che dovrà essere unico. L'impianto di terra dovrà essere realizzato in modo da garantire la protezione contro i contatti indiretti: a tale scopo si costruirà l'impianto coordinandolo con le protezioni attive presenti (interruttori e/o dispositivi differenziali) realizzando, in questo modo, il sistema in grado di offrire il maggior grado di sicurezza possibile. L'impianto di messa a terra, inoltre, dovrà essere realizzato ad anello chiuso, per conservare l'equipotenzialità delle masse, anche in caso di taglio accidentale di un conduttore di terra. Qualora sul cantiere si renda necessario la presenza anche di un impianto di protezione dalle scariche atmosferiche, allora l'impianto di messa a terra dovrà, oltre ad essere unico per l'intero cantiere, anche essere collegato al dispersore delle scariche atmosferiche. Nel distinguere quelle che sono le strutture metalliche del cantiere che necessitano di essere collegate all'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche da quelle cosiddette autoprotette, ci si dovrà riferire ad un apposito calcolo di verifica. Le principali norme CEI considerate sono: - CEI 64-8/1/2/3/4/5/6/7 - Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata ed a 1500 V in corrente continua; - CEI 64-12 - Guida per l'esecuzione dell'impianto di terra negli edifici per uso residenziale e terziario; - CEI 17-13/1/2 - Apparecchiature di protezione e manovra per bassa tensione (Quadri BT). - CEI 70-1 - Gradi di protezione degli involucri; - CEI 23-12 - Prese a spina per usi industriali; - CEI 81-1 - Protezione di strutture contro i fulmini. Ulteriori normative considerate per la progettazione dell'impianto elettrico sono: - D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81; - DM 22 gennaio 2008 n. 37; - DM 519/93 - Regolamento recante autorizzazione all'ISPESL ad esercitare attività omologativa di primo o nuovo impianto per la messa a terra e la protezione contro le scariche atmosferiche. Tutte le masse metalliche che si trovano all'interno del cantiere, saranno collegate all'impianto di terra principale, ed in particolare: - l'armadio e/o le parti metalliche dei quadri elettrici; - le strutture metalliche che possono essere messe in tensione in caso di guasti; - il ponteggio metallico almeno ogni 25 m lineari - le gru, stazioni di betonaggio Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 61 Gli elementi principali che costituiscono l'impianto di terra sono: a) dispersori; b) il conduttore di terra; la sua sezione rispetterà le dimensioni minime: - 50 mm2 per conduttori di ferro o acciaio zincato (tondini, piattine), - 35 mm2 per conduttori di rame. c) i conduttori di protezione; d) le giunzioni. La protezione da cariche atmosferiche dovrà essere garantita facendo verificare a professionista abilitato, a cura e spese della ditta appaltatrice, il rischio di eventi atmosferici qualora da calcolo il cantiere e relative opere ed attrezzature non risultassero protette la ditta dovrà provvedere a realizzare apposito impianto di protezione certificato su progetto di professionista abilitato. Sarà utilizzato in cantiere un impianto di terra nel pieno rispetto delle norme CEI 64-8 (impianti elettrici utilizzatori) e CEI 81-1 (protezione di strutture contro i fulmini) avente le seguenti caratteristiche: _ l'impianto sarà verificato, e mantenuto in perfetta efficienza nel tempo tramite controlli di personale qualificato; _ le correnti di guasto e di dispersione saranno sopportate senza danni. Gli impianti di messa a terra ed i dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche saranno denunciati alla sede ISPESL competente per territorio per gli opportuni controlli da effettuare in cantiere da parte di loro tecnici. L’impianto di terra dovrà proteggere tutti gli apprestamenti, baracche, attrezzature e macchinari con rischio elettrico, dovrà essere disposto e progettato prima dell’inizio delle attività esposte a rischio e potrà essere in parte o totalmente in comune con il futuro impianto di terra dell’opera. Linee aeree I conduttori delle linee portate da pali (aeree) possono, soggetti al contatto con parti di macchine (funi metalliche e tiranti, bracci di gru a torre, autogrù, gru per autocarro, bracci distributori di calcestruzzo) o con oggetti lunghi e metallici (ferri per cemento, tubi, travi, ecc.), provocare scariche con conseguenze gravi e perfino mortali. Per impedire il contatto sia da sotto, sia da sopra e sia dai lati, secondo i casi, si ricorrerà a schermi isolanti in legname verticali, sbarramenti, portali, ecc., applicati alla distanza minima, dalla linea da proteggere. Tale distanza dipende dal valore della tensione nella linea stessa e sarà, comunque, necessaria per costringere le macchine ingombranti ed a braccio a restare al di sotto dell'area di transito stabilita. In ogni caso si preveda di distribuire gli impianti senza prevedere passaggi aerei in corrispondenza di aree di transito di carichi. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 62 LAVORAZIONI e loro INTERFERENZE Individuazione, analisi e valutazione dei rischi concreti (punto 2.1.2, lettera c, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) Scelte progettuali ed organizzative, procedure, misure preventive e protettive (punto 2.1.2, lettera d, punto 3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) ALLESTIMENTO DEL CANTIERE La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi: Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere Realizzazione della viabilità del cantiere Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere Realizzazione di impianto elettrico del cantiere Scavo di pulizia generale dell’area del cantiere Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi (fase) Allestimento di depositi per materiali e attrezzature, zone scoperte per lo stoccaggio dei materiali e zone per l'istallazione di impianti fissi di cantiere. Macchine utilizzate: 1) 2) Autocarro; Autogrù. Lavoratori impegnati: 1) Addetto all'allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Addetto all'allestimento delle zone del cantiere per lo stoccaggio di materiali, di deposito di materiali e delle attrezzatura e per l'istallazione di impianti fissi quali betoniera, silos, banco dei ferraioli, ecc.. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto all'allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti ai lavoratori adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) occhiali di sicurezza. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) b) Caduta di materiale dall'alto o a livello; Rumore; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) c) d) e) f) g) h) Andatoie e Passerelle; Attrezzi manuali; Ponteggio mobile o trabattello; Scala doppia; Scala semplice; Sega circolare; Smerigliatrice angolare (flessibile); Trapano elettrico; Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Scivolamenti, cadute a livello. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 63 Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere (fase) Allestimento di servizi igienico-sanitari in strutture prefabbricate appositamente approntate. Macchine utilizzate: 1) 2) Autocarro; Autogrù. Lavoratori impegnati: 1) Addetto all'allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Addetto all'allestimento di servizi igienico-sanitari costituiti da locali, direttamente ricavati nell'edificio oggetto dell'intervento, in edifici attigui, o in strutture prefabbricate appositamente approntate, nei quali le maestranze possono usufruire di refettori, dormitori, servizi igienici, locali per riposare, per lavarsi, per il ricambio dei vestiti. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto all'allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti ai lavoratori adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) occhiali di sicurezza. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) b) Caduta di materiale dall'alto o a livello; Rumore; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) c) d) e) f) g) h) Andatoie e Passerelle; Attrezzi manuali; Ponteggio mobile o trabattello; Scala doppia; Scala semplice; Sega circolare; Smerigliatrice angolare (flessibile); Trapano elettrico; Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Scivolamenti, cadute a livello. Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere (fase) Realizzazione della recinzione di cantiere, al fine di impedire l'accesso involontario dei non addetti ai lavori, e degli accessi al cantiere, per mezzi e lavoratori. Macchine utilizzate: 1) Dumper. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere; Addetto alla realizzazione della recinzione, al fine di impedire l'accesso involontario dei non addetti ai lavori, e degli accessi al cantiere, per mezzi e lavoratori. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto alla realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a tenuta; d) mascherina antipolvere; e) indumenti ad alta visibilità; f) calzature di sicurezza con suola imperforabile. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Rumore; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) c) d) e) f) Andatoie e Passerelle; Attrezzi manuali; Scala semplice; Sega circolare; Smerigliatrice angolare (flessibile); Trapano elettrico; Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Scivolamenti, cadute a livello. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 64 Realizzazione della viabilità del cantiere (fase) Realizzazione della viabilità di cantiere destinata a persone e veicoli e posa in opera di appropriata segnaletica. Macchine utilizzate: 1) 2) Autocarro; Pala meccanica. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla realizzazione della viabilità di cantiere; Addetto alla realizzazione della viabilità di cantiere destinata a persone e veicoli preferibilmente mediante percorsi separati. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto alla realizzazione della viabilità di cantiere; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a tenuta; d) mascherina antipolvere; e) indumenti ad alta visibilità; f) calzature di sicurezza con suola imperforabile. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Rumore; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) Andatoie e Passerelle; Attrezzi manuali; Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni. Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere (fase) Realizzazione dell'impianto di messa a terra del cantiere. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere; Elettricista addetto alla realizzazione dell'impianto di messa a terra del cantiere ed all'individuazione e collegamento ad esso di tutte le masse metalliche che ne necessitano. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti dielettrici; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) cinture di sicurezza. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) b) c) Elettrocuzione; Vibrazioni; Rumore; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) c) Attrezzi manuali; Scala semplice; Trapano elettrico; Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre. Realizzazione di impianto elettrico del cantiere (fase) Realizzazione dell'impianto elettrico del cantiere mediante la posa in opera quadri, interruttori di protezione, cavi, prese e spine. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere; Elettricista addetto alla realizzazione dell'impianto elettrico del cantiere, per l'alimentazione di tutte le apparecchiature elettriche, mediante la posa in opera quadri, interruttori di protezione, cavi, prese e spine. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti dielettrici; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) cinture di sicurezza. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 65 Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) b) c) Elettrocuzione; Vibrazioni; Rumore; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) c) d) e) Attrezzi manuali; Ponteggio mobile o trabattello; Scala doppia; Scala semplice; Trapano elettrico; Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre. Scavo di pulizia generale dell’area del cantiere (fase) Scavo di pulizia generale dell'area di cantiere eseguito con mezzi meccanici. Macchine utilizzate: 1) 2) Autocarro; Pala meccanica. Lavoratori impegnati: 1) Addetto allo scavo di pulizia generale dell'area di cantiere; Addetto allo scavo di pulizia generale dell'area di cantiere. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto allo scavo di pulizia generale dell'area di cantiere; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; e) mascherina antipolvere; f) otoprotettori. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) M.M.C. (sollevamento e trasporto); Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Attrezzi manuali; Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni. RIMOZIONI La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi: Rimozione di controsoffittature Rimozione di impianti Rimozione di serramenti interni Rimozione di controsoffittature (fase) Rimozione di controsoffittature. Durante la fase lavorativa si prevede il trasporto del materiale di risulta, la cernita e l'accatastamento dei materiali eventualmente recuperabili. SMONTAGGIO DELLA CONTROSOFFITTATURA - raggiungimento della quota di lavoro mediante l'utilizzo di trabattello marchiato CE e omologato a norma di legge - smontaggio degli staffaggi e sostegni senza il danneggiamento dei pannelli separazione dal pannello in gesso dal materassino che verrà confezionato in bigbags omologati UNI 13H3Y dotati di liner interno. Il pannello in gesso verrà posizionato su pallets opportunamente confezionato con doppio te lo in polietilene dello spessore di 0.20 mm sigillato con nastro adesivo ad alta aderenza ed etichettati a norma il materiale verrà stoccato provvisoriamente in area delimitata e interdetta fino al responso analitico. Al termine delle attività verrà effettuata un'aspirazione dell'area interessata mediante l'utilizzo di aspiratore per polveri a filtro assoluto. Anche in questo caso, il materiale verrà confezionato in appositi big-bags omologati UNI 13H3Y dotati di liner interno. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 66 B. FORNITURA AI LAVORATORI DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE Gli addetti saranno dotati di tute monouso in TYWEK con il cappuccio, tali tute saranno sostituite ad ogni interruzione lavorativa ed ogni qualvolta sarà necessario (strappate, usurate, ecc.). Le tute una volta dismesse saranno ricollocate nel sacchetto di confezionamento originario e smaltite come rifiuto. Si allega scheda tecnica delle tute. Gli addetti saranno dotati di maschere semifacciali filtranti P3 e guanti protettivi del tipo PELLE-CROSTA in modo da evitarne la lacerazione, nonché occhiali con lente trasparente. Si precisa che i guanti e le maschere utilizzate verranno, una volta dismessi, insaccati insieme alle tute. • Tute TYWEK • Maschere con filtri P3 • Guanti pelle crosta • Occhiali protettivi • Calzature di sicurezza • Elmetto protettivo C. VERIFICA DELL' ASSENZA DI RISCHI SUL LUOGO DI LAVORO AL TERMINE DELLE ATTIVITA' PREVISTE Per una prima decontaminazione del personale verrà utilizzato un aspiratore a filtro assoluto. MODALITA' DISOSTITUZIONE FILTRO ASSOLUTO Attenendosi a quanto descritto nel DM 06/09/94, nel eventualità di dover sostituire il filtro assoluto dell' aspiratore, poichè non è possibile eseguire detta operazione nel aria di lavoro, la stessa sarà effettuata nell 'D.D.D. con le seguenti modalità. Lo smontaggio del filtro assoluto esausto dell' aspiratore,avverrà nel locale Spogliatoio Indumenti Sporchi. All'interno dell'U.D.D. opereranno tre distinte squadre di lavoratori. La prima provvederà all'introduzione dei sacchi necessari per il ricovero dei filtri da smaltire nell'D.D.D., eseguirà le operazioni di smontaggio del filtro, e introdurrà il filtro nel primo sacco, lo introdurrà nel locale doccia, la seconda eseguirà il lavaggio e il secondo insaccamento la terza presente nel locale pulito provvederà all' allontanamento dei sacchi. In questo caso gli operatori, tranne quelli addetti all'ultima fase di allontanamento,saranno muniti di mezzi di protezione e seguiranno le misure di decontaminazione per uscire dall'area di lavoro. L'imballaggio sarà effettuato cercando di evitarne la rottura accidentale, i filtri saranno trasportati con doppio sacco, un primo contenitore sarà un sacco di almeno 150 micron di spessore ed un secondo che sarà un sacco di 200 micron. Il doppio contenitore sarà utilizzato in quanto il primo sacco sarà inevitabilmente contaminato. D. MISURE PER LA PROTEZIONE E LA DECONTAMINAZIONE DEL PERSONALE Prima del posizionamento dell'U.D.D. sarà effettuata una scrupolosa pulizia della zona rimovendo eventuali materiali presenti. Si precisa che l'Unità di Decontaminazione sarà alimentata con una tensione di 220 V, prelevata dal quadro elettrico di cantiere, al fine di garantire l'illuminazione, il riscaldamento e il collegamento del boiler elettrico. L'acqua derivante dallo scarico della doccia dell'U.D.D. sarà convogliata da adeguata pompa verso lo scarico fognario (tombino) previa filtrazione della stessa con filtro assoluto. La fornitura dell'acqua per la doccia sarà garantita dall'allacciamento alla rete di distribuzione dell' acqua potabile da un punto di prelievo esistente nell'area. IL CONTAINER È COSÌACCESSORIATO: UN LOCALE SPOGLIATOIO SPORCO dove il lavoratore potrà togliere la tuta, 1 guanti, lasciandoli nell'apposito contenitore posto all'interno dello stesso. UN LOCALE DOCCIA dove l'operatore potrà lavarsi completamente nudo con la mascherina. UN LOCALE SPOGLIATOIO PULITO Per consentire al lavoratore di lasciare il cantiere con i propri indumenti puliti precedentemente collocati in apposito armadietto. PROCEDURE DIDECONTAMINAZIONE DEL PERSONALE USCITA DALLA ZONA DILAVORO Ciascun lavoratore dovrà ogni volta che lascia la zona di lavoro: - Togliere la contaminazione più evidente dagli indumenti prima di lasciare l'area di lavoro, mediante un aspiratore a filtro assoluto; Proseguire verso la zona dell' equipaggiamento, adempiere alle seguenti procedure; - Togliere gli tutti indumenti eccetto la mascherina monouso; - Indossando il respiratore e nudi, entrare nel locale doccia; - Pulire l'esterno della mascherina con acqua e sapone riporlo nel contenitore predisposto per tale uso; Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 67 - Dopo aver fatto la doccia ed essersi asciugato, il lavoratore proseguirà verso il locale spogliatoio pulito dove indosserà gli abiti per l'esterno alla fine della giornata di lavoro, oppure tute pulite prima di mangiare, fumare, bere o rientrare nella zona di lavoro. E. ADEGUATE MISURE PER LA PROTEZIONE DEI TERZI Verrà installata idonea segnaletica di Area interdetta ai terzi INFORMAZIONE A PERSONE NON DIRETTAMENTE INTERESSATE AI LAVORI DI RIMOZIONE Durante l'esecuzione dei lavori di rimozione e fino al completamento degli stessi, l'area di bonifica non sarà frequentato da alcun soggetto estraneo ai lavori. Sarà individuato dall’impresa un responsabile presente in cantiere affinchè verifichi la chiusura di porte e finestre degli edifici scolastici adiacenti l'area di cantiere. INDIVIDUAZIONE E DELIMITAZIONE AREA DI CANTIERE E AREA DI STOCCAGGIO PROVVISORIO RIFIUTI Chiusura del perimetro delle aree interessate ai lavori di bonifica e apposizione di idonea segnaletica. L'area di stoccaggio rifiuti sarà delimitata con opportuna cartellonistica di segnalazione ed avvertimento. Dovrà essere garantito il controllo giornaliero della delimitazione di cantiere e dell'area di stoccaggio provvisorio. MESSA IN SICUREZZA DEL MATERIALE RIMOSSO I materiali rimossi saranno insaccati in appositi big bags omologati UNI 13H3Y dotati di liner interno e trasportati in area di stoccaggio dedicata. Tutti i lavoratori addetti alle operazioni di rimozione e movimentazione dei sacchi, saranno dotati di idoneo elmetto protettivo. Durante la movimentazione dei carichi, le zone in cui saranno movimentati i mezzi d'opera saranno segnalate e delimitate. I sacchi già sigillati, saranno trasportati nella zona di stoccaggio provvisorio, depositati, ed etichettati. I big bags contenenti il rifiuto saranno inviati allo smaltimento dopo responso analitico. Misure Preventive e Protettive specifiche della Lavorazione: 1) segnale: Vietato fumare o usare fiamme libere; 2) segnale: Divieto di accesso alle persone non autorizzate; 3) segnale: Protezione obbligatoria delle vie respiratorie; 4) segnale: Protezione obbligatoria del corpo; 5) segnale: Guanti di protezione obbligatoria; 6) segnale: Calzature di sicurezza obbligatorie; 7) segnale: Caduta materiali; 8) segnale: Alto rischio; 9) segnale: Tensione elettrica; Macchine utilizzate: 1) Autocarro. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni; Addetto alla rimozione di controsoffittatura, intonaci e rivestimenti interni, con l'ausilio dei attrezzi manuali e meccanici, eseguita mediante l'utilizzo del martello demolitore elettrico e attrezzi manuali. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 68 b) Difesa dalle polveri: lavorazioni in ambienti confinati; Prescrizioni Organizzative: Aerazione dei luoghi di lavoro chiusi. Nei luoghi di lavoro chiusi è necessario far sì che, tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente, da ottenersi anche mediante impianti di aerazione forzata. Polvere: lavorazioni in ambienti piccoli. Qualora risulti necessario eseguire lavorazioni che comportino produzione di polveri (come taglio, smerigliatura, ecc.) in ambienti piccoli, si dovrà predisporre adeguata aspirazione nella zona di taglio, evitando attrezzi ad alta velocità di taglio. Nel caso che tali condizioni non possano essere soddisfatte, dovranno essere fornite maschere a filtro appropriate. Sistemi di aspirazione delle polveri. Ove non sia possibile sostituire il materiale di lavoro polveroso, si devono adottare procedimenti lavorativi in apparecchi chiusi ovvero muniti di sistemi di aspirazione e di raccolta delle polveri, atti ad impedirne la dispersione. L'aspirazione deve essere effettuata, per quanto è possibile, immediatamente vicino al luogo di produzione delle polveri. Prescrizioni Esecutive: Polvere: lavorazioni in ambienti piccoli. In ambienti piccoli e poco ventilati vanno evitate lavorazioni che comportino la produzione di polveri come taglio, smerigliatura ecc.. Qualora tali operazioni risultino necessarie bisognerà eseguirle in ambienti aperti e ventilati, o predisporre adeguata aspirazione nella zona di taglio, evitando attrezzi ad alta velocità di taglio. Nel caso che tali condizioni non possano essere soddisfatte, è obbligatorio l'uso di maschere a filtro appropriate. Riferimenti Normativi: Circolare Ministero della Sanità 25 novembre 1991 n.23. c) Protezione da "Amianto": misure di prevenzione e protezione; Prescrizioni Organizzative: Amianto: misure tecniche e organizzative. In tutte le attività lavorative che possono comportare un'esposizione ad amianto devono seguirsi le seguenti indicazioni: a) l'esposizione dei lavoratori alla polvere contenente amianto deve essere ridotta al minimo e, in ogni caso, al di sotto del valore limite di 0,1 fibre per centimetro cubo di aria; b) limitare al minimo il numero di lavoratori esposti; c) utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie con fattore di protezione operativo adeguato alla concentrazione di amianto nell'aria; d) l'utilizzo dei DPI deve essere intervallato da periodo di riposo adeguati all'impegno fisico richiesto dal lavoro; e) organizzare il processo di lavoro in modo tale da evitare di produrre polvere di amianto o, se ciò non è possibile, da evitare emissione di polvere di amianto nell'aria; f) sottoporre i locali e le attrezzature a regolare pulizia e manutenzione; g) i materiali contenenti amianto devono essere stoccati e trasportati in appositi imballaggi chiusi su cui sarà apposta una etichettatura indicantene il contenuto. Amianto: misure igieniche. Il datore di lavoro adotta le misure appropriate affinché: a) i luoghi in cui si svolgono tali attività siano chiaramente delimitati e contrassegnati da appositi cartelli, accessibili esclusivamente ai lavoratori addetti alle lavorazioni e viga il divieto di fumare; b) siano predisposte aree speciali che consentano ai lavoratori di mangiare e bere senza rischio di contaminazione da polvere di amianto; c) siano messi a disposizione dei lavoratori adeguati indumenti di lavoro o adeguati dispositivi di protezione individuale; d) gli indumenti di lavoro o protettivi non possano uscire al di fuori dell'impresa se non in contenitori chiusi al fine di essere trasportati in lavanderie attrezzate o smaltiti secondo le vigenti normative; e) gli indumenti di lavoro o protettivi siano riposti in un luogo separato da quello destinato agli abiti civili; f) i lavoratori possano disporre di impianti sanitari adeguati, provvisti di docce, in caso di operazioni in ambienti polverosi; g) l'equipaggiamento protettivo sia custodito in locali a tale scopo destinati e controllato e pulito dopo ogni utilizzazione e siano prese misure per riparare o sostituire l'equipaggiamento difettoso prima di ogni utilizzazione. Amianto: monitoraggio ambienti di lavoro. Al fine di garantire il rispetto del valore limite il datore di lavoro effettua periodicamente la misurazione della concentrazione di fibre di amianto nell'aria del luogo di lavoro. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art. 251; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art. 252; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art. 253; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art. 255. d) Canc. e mut.: misure tecniche, organizzative e procedurali; Prescrizioni Organizzative: Al fine di evitare ogni esposizione ad agenti cancerogeni e/o mutageni devono essere adottate le seguenti misure: a) i metodi e le procedure di lavoro devono essere progettate in maniera adeguata, ovvero in modo che nelle varie operazioni lavorative sono impiegati quantitativi di agenti cancerogeni o mutageni non superiori alle necessità della lavorazione; b) i metodi e le procedure di lavoro devono essere progettate in maniera adeguata, ovvero in modo che nelle varie operazioni lavorative gli agenti cancerogeni e mutageni in attesa di impiego, in forma fisica tale da causare rischio di introduzione, non sono accumulati sul luogo di lavoro in quantità superiori alle necessità della lavorazione stessa; c) il numero di lavoratori presenti durante l'attività specifica, o che possono essere esposti ad agenti cancerogeni o mutageni, deve essere quello minimo in funzione della necessità della lavorazione; d) le lavorazioni che possono esporre ad agenti cancerogeni o mutageni devono essere effettuate in aree predeterminate, isolate e accessibili soltanto dai lavoratori che debbano recarvisi per motivi connessi alla loro mansione o con la loro funzione; e) le lavorazioni che possono esporre ad agenti cancerogeni o mutageni effettuate in aree predeterminate devono essere indicate con adeguati segnali di avvertimento e di sicurezza; f) le lavorazioni che possono esporre ad agenti cancerogeni o mutageni, per cui sono previsti mezzi per evitarne o limitarne la dispersione nell'aria, devono essere soggette a misurazioni per la verifica dell'efficacia delle misure adottate e per individuare precocemente le esposizioni anomale causate da un evento non prevedibile o da un incidente, con metodi di campionatura e di misurazione conformi alle indicazioni dell'allegato XLI del D.Lgs. 81/2008; g) i locali, le attrezzature e gli impianti destinati o utilizzati in lavorazioni che possono esporre ad Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 69 agenti cancerogeni o mutageni devono essere regolarmente e sistematicamente puliti; h) l'attivita lavorativa specifica deve essere progettata e organizzata in modo da garantire con metodi di lavoro appropriati la gestione della conservazione, della manipolazione del trasporto sul luogo di lavoro di agenti cancerogeni o mutageni; i) l'attivita lavorativa specifica deve essere progettata e organizzata in modo da garantire con metodi di lavoro appropriati la gestione della raccolta e l'immagazzinamento degli scarti e dei residui delle lavorazioni conteneti agenti cancerogeni o mutageni; l) i contenitori per la raccolta e l'immagazzinamento degli scarti e dei residui delle lavorazioni contenenti agenti cancerogeni o mutageni devono essere a chiusura ermetica e etichettati in modo chiaro, netto e visibile. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art. 237. e) Canc. e mut.: misure igieniche; Prescrizioni Organizzative: Devono essere assicurate le seguenti misure igieniche: a) i lavoratori devono disporre di servizi igienici appropriati ed adeguati; b) i lavoratori devono avere in dotazione idonei indumenti protettivi da riporre in posti separati dagli abiti civili; c) i dispositivi di protezione individuali devono essere custoditi in luoghi ben determinati e controllati e ben puliti dopo ogni utilizzazione; d) nelle lavorazioni, che possono esporre ad agenti cancerogeni o mutageni effettuate in aree predeterminate, devono essere indicati con adeguati segnali di avvertimento e di sicurezza i divieti di fumo, di assunzione di bevande o cibi, di utilizzare pipette a bocca e applicare cosmetici. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Art. 238. f) Demolizioni: prevenzioni a "Inalazione polveri, fibre"; Prescrizioni Organizzative: Durante i lavori di demolizione si deve provvedere a ridurre il sollevamento della polvere, irrorando con acqua le murature ed i materiali di risulta e curando che lo stoccaggio e l'evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 96; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 153. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) b) c) d) e) f) g) Inalazione polveri, fibre; Punture, tagli, abrasioni; Caduta dall'alto; Rumore; Vibrazioni; Cancerogeno e mutageno; M.M.C. (sollevamento e trasporto); Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) c) d) e) f) g) h) Ponteggio mobile o trabattello; Ponte su cavalletti; Scala semplice; Argano a bandiera; Carriola; Attrezzi manuali; Avvitatore elettrico; Smerigliatrice angolare (flessibile); Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Scivolamenti, cadute a livello; Punture, tagli, abrasioni; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre. Rimozione di impianti (fase) Rimozione di impianti di distribuzione interni. Durante la fase lavorativa si prevede il trasporto del materiale di risulta, la cernita e l'accatastamento dei materiali eventualmente recuperabili. Misure Preventive e Protettive specifiche della Lavorazione: 1) segnale: Vietato fumare o usare fiamme libere; 2) segnale: Divieto di accesso alle persone non autorizzate; 3) segnale: Impianti elettrici; Impianti elettrici sotto tensione 4) segnale: 5) segnale: Vietato accesso; Vietato l'accesso ai non addetti ai lavori Tensione elettrica; Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 70 6) segnale: Pericolo caduta; Macchine utilizzate: 1) Autocarro. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla rimozione di impianti; Addetto alla rimozione di impianti interni come reti di distribuzione di impianti idro sanitari, canali di scarico per lo smaltimento delle acque nere e bianche, tubazioni e terminali dell' impianto di riscaldamento, condutture impianto elettrico, eseguita mediante l'utilizzo di attrezzi manuali. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto alla rimozione di impianti; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) b) c) d) e) f) Vibrazioni; Rumore; Elettrocuzione; Scivolamenti, cadute a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) c) d) e) f) g) h) Ponteggio mobile o trabattello; Scala semplice; Argano a bandiera; Carriola; Attrezzi manuali; Smerigliatrice angolare (flessibile); Martello demolitore elettrico; Trapano elettrico; Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre. Rimozione di serramenti interni (fase) Rimozione di alcune pareti mobili interne (tramezzo di separazione fra Vittorini e Castellamonte e parete di divisione tra aula di topografia e deposito). Durante la fase lavorativa si prevede il trasporto del materiale di risulta, la cernita e l'accatastamento dei materiali eventualmente recuperabili. Macchine utilizzate: 1) Autocarro. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla rimozione di serramenti interni; Addetto alla rimozione di serramenti interni compresi gli elementi di fissaggio alla struttura portante, eseguita mediante l'utilizzo di attrezzi manuali. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto alla rimozione di serramenti interni; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) occhiali protettivi; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina antipolvere. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) b) c) M.M.C. (sollevamento e trasporto); Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) c) d) Ponteggio mobile o trabattello; Scala semplice; Attrezzi manuali; Smerigliatrice angolare (flessibile); Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 71 e) f) Avvitatore elettrico; Trapano elettrico; Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre. CONSOLIDAMENTI STRUTTURALI La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi: Applicazione di rete antisfondellamento per consolidamento solaio Applicazione di rete antisfondellamento per consolidamento solaio (fase) Applicazione di rete antisfondellamento zincata elettrosaldata diametro 1.8 mm, maglia 25.4*25.4 mm, estesa sotto i solai con sovrapposizione minima 10 cm, ancorata con tasselli a percussione in acciaio pieno, corpo cilindrico ed estremità conica da 8 mm di diametro, l=135 mm, con rondelle di diametro maggiore di 40 mm, in ragione di un tassello massimo ogni 90 cm, su ciascun travetto ad interasse 50 cm. Lavoratori impegnati: 1) Addetto all'applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento solaio; Addetto all'applicazione rete elettrosaldata e realizzazione delle adeguate ammorsature per il consolidamento di un solaio in legno. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto all'applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento solaio; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a tenuta; d) mascherina antipolvere; e) stivali di sicurezza. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Caduta dall'alto; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) c) d) e) f) g) Ponteggio mobile o trabattello; Scala doppia; Attrezzi manuali; Troncatrice; Trapano elettrico; Avvitatore elettrico; Sega circolare portatile (flessibile); Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Cesoiamenti, stritolamenti; Punture, tagli, abrasioni; Inalazione polveri, fibre; Ustioni; Elettrocuzione. OPERE INTERNE La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi: Ripristino di porzioni di solaio sfondellate Realizzazione di divisori interni Formazione intonaci interni Realizzazione di controsoffitti Tinteggiatura di superfici interne Posa di ringhiere e parapetti Posa di pellicole di sicurezza Ripristino di porzioni di solaio sfondellate (fase) Ripristino di porzioni di solaio sfondellate consistente nella: rimozione dei pannelli in lamiera, fornitura e posa di pannello in polistirene espanso sp. 14 cm di riempimento dell'incavo della pignatta, posa di rete zincata elettrosaldata diametro 1.80 mm, maglia 25.4*25.4 mm ripiegata ad U fra i travetti e tassellata lateralmente agli stessi con tasselli a percussione in acciaio pieno con penetrazione minima di 40 mm su calcestruzzo non lesionato,fissaggio di pannello di alleggerimento in polistirene sp. 6 cm, posa di rete metallica nervata portaintonaco tipo Nervometal ricavata di nastro zincato sendzimir fissata sotto i travetti da interporre all'intonaco di finitura per ripristinare la finitura e planiarità del soffitto mediante raccordo con l'esistente. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 72 Lavoratori impegnati: 1) Addetto all'applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento solaio; Addetto all'applicazione rete elettrosaldata e realizzazione delle adeguate ammorsature per il consolidamento di un solaio in legno. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto all'applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento solaio; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali a tenuta; d) mascherina antipolvere; e) stivali di sicurezza. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Caduta dall'alto; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) c) d) e) f) g) Ponteggio mobile o trabattello; Scala doppia; Attrezzi manuali; Troncatrice; Trapano elettrico; Avvitatore elettrico; Sega circolare portatile (flessibile); Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Cesoiamenti, stritolamenti; Punture, tagli, abrasioni; Inalazione polveri, fibre; Ustioni; Elettrocuzione. Realizzazione di divisori interni (fase) Realizzazione di pareti divisorie interne. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla realizzazione di divisori interni; Addetto alla realizzazione di pareti divisorie interne in mattoni forati e malta cementizia. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto alla realizzazione di divisori interni; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti, al lavoratore, adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile e puntale d'acciaio; e) otoprotettori. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) b) c) Chimico; M.M.C. (sollevamento e trasporto); Rumore; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) c) d) e) f) g) Ponteggio mobile o trabattello; Scala semplice; Attrezzi manuali; Betoniera a bicchiere; Carriola; Clipper (sega circolare per laterizio); Taglierina elettrica; Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni; Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Getti, schizzi; Inalazione polveri, fibre. Formazione intonaci interni (fase) Formazione di intonacatura interna su superfici sia verticali che orizzontali, realizzata a mano. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali); Addetto alla formazione di intonacatura interna su superfici sia verticali che orizzontali, realizzata a mano. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali); Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) maschera respiratoria a filtri; e) occhiali. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 73 Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) b) c) Rumore; Chimico; M.M.C. (elevata frequenza); Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) c) d) e) f) Ponteggio mobile o trabattello; Scala semplice; Attrezzi manuali; Betoniera a bicchiere; Impastatrice; Carriola; Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni; Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Getti, schizzi; Inalazione polveri, fibre. Realizzazione di controsoffitti (fase) Nel dettaglio il presente intervento consiste nalla fornitura e posa delle seguenti tipologie di controsoffitti: - controsoffitto piano per montaggio in appoggio su orditura a vista formante scuretto da mm. 24*8, costituito da pannelli modulari di mm. 600*600 in acciaio zincato, spessore minimo 0.5 mm, con superficie forata. I pannelli saranno preverniciati in colore bianco (Ral 9003) o silver (Ral 9006) e sull'estradosso dei pannelli sarà termoincollato foglio assorbente di tessuto non tessuto nero certificato A2s2d0. Orditura di sostegno in acciaio zincato rivestito in acciaio preverniciato come il pannello, sezione T rovescio, base 24 mm, seminascosta ed incassata. Sospensione ogni 100*120 cm mediante pendini rigidi ancorati ai travetti in c.a. del solaio; -controsoffitto modulare in fibra minerale ad alto assorbimento acustico (alfa=0,95), colore bianco, spessore pannnello 19 mm, montato su sottostruttura a vista in alluminio di colore bianco, con pendini a molla. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla realizzazione di contropareti e controsoffitti; Addetto alla realizzazione di pareti, contropareti e/o controsoffitti in cartongesso, in metallo, ecc.. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto alla realizzazione di contropareti e controsoffitti; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti, al lavoratore, adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) occhiali protettivi; d) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile e puntale d'acciaio; e) otoprotettori. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) Rumore; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) c) d) e) f) g) Ponteggio mobile o trabattello; Scala semplice; Attrezzi manuali; Taglierina elettrica; Trapano elettrico; Avvitatore elettrico; Smerigliatrice angolare (flessibile); Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre. Tinteggiatura di superfici interne (fase) Tinteggiatura di superfici pareti e/o soffitti interni, previo preparazione di dette superfici eseguita a mano, con attrezzi meccanici o con l'ausilio di solventi chimici (sverniciatori). Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla tinteggiatura di superfici interne; Addetto alla tinteggiatura di superfici pareti e/o soffitti interni, eseguita a mano con rullo o pennello. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto alla tinteggiatura di superfici interne; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina con filtro antipolvere; e) indumenti protettivi (tute); f) cintura di sicurezza. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 74 Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) b) c) Chimico; M.M.C. (elevata frequenza); Rumore; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) c) Ponteggio mobile o trabattello; Scala semplice; Attrezzi manuali; Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni. Posa di ringhiere e parapetti (fase) Posa di ringhiere e parapetti in ferro. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla posa di ringhiere e parapetti; Addetto alla posa di ringhiere e parapetti in ferro. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto alla posa di ringhiere e parapetti; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) casco; c) calzature di sicurezza con suola antiscivolo ed imperforabile; d) occhiali; e) otoprotettori. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) b) c) d) Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; R.O.A. (operazioni di saldatura); Rumore; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) c) d) e) Ponteggio mobile o trabattello; Attrezzi manuali; Saldatrice elettrica; Smerigliatrice angolare (flessibile); Trapano elettrico; Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni; Elettrocuzione; Inalazione fumi, gas, vapori; Incendi, esplosioni; Inalazione polveri, fibre. Posa di pellicole di sicurezza (fase) Posa di pellicole di sicurezza. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla posa di pellicole di sicurezza; Addetto alla posa di pellicole di sicurezza, serramenti esterni con o senza taglio termico, ecc. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto alla posa di pellicole di sicurezza; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti; b) occhiali protettivi; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) mascherina antipolvere. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) b) c) Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Rumore; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) Attrezzi manuali; Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 75 IMPIANTI La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi: Realizzazione di impianto elettrico interno Realizzazione di impianto elettrico interno (fase) Realizzazione dell'impianto elettrico a partire dal quadro di alloggio o di zona, consistente nella posa in opera di canalette, cassette di derivazione, morsetti e relativi accessori, punti luce, prese, quadri di protezione e comando, impianto di messa a terra. Lavoratori impegnati: 1) Addetto alla realizzazione di impianto elettrico interno; Addetto alla realizzazione dell'impianto elettrico a partire dal quadro di alloggio o di zona, consistente nella posa in opera di canalette in p.v.c. sotto traccia flessibili ed autoestinguenti, conduttori flessibili di rame con isolamento in p.v.c. non propagante l'incendio, cassette di derivazione, morsetti e relativi accessori, punti luce, prese, quadri di protezione (magnetotermi differenziali, "salvavita", ecc.) e comando, impianto di messa a terra. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto alla realizzazione di impianto elettrico interno; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti al lavoratore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) guanti isolanti; b) occhiali protettivi; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo. Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) b) c) d) e) Vibrazioni; Rumore; Elettrocuzione; Punture, tagli, abrasioni; Scivolamenti, cadute a livello; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) c) d) e) f) g) Ponteggio mobile o trabattello; Scala semplice; Attrezzi manuali; Scanalatrice per muri ed intonaci; Trapano elettrico; Avvitatore elettrico; Smerigliatrice angolare (flessibile); Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre. SMOBILIZZO DEL CANTIERE La Lavorazione è suddivisa nelle seguenti Fasi e Sottofasi: Smobilizzo del cantiere Smobilizzo del cantiere (fase) Smobilizzo del cantiere realizzato attraverso lo smontaggio delle postazioni di lavoro fisse, di tutti gli impianti di cantiere, delle opere provvisionali e di protezione e della recinzione posta in opera all'insediamento del cantiere stesso. Macchine utilizzate: 1) 2) Autocarro; Autogrù. Lavoratori impegnati: 1) Addetto allo smobilizzo del cantiere; Addetto allo smobilizzo del cantiere realizzato attraverso lo smontaggio delle postazioni di lavoro fisse, di tutti gli impianti di cantiere, delle opere provvisionali e di protezione, della recinzione posta in opera all'insediamento del cantiere stesso ed il caricamento di tutte le attrezzature, macchine e materiali eventualmente presenti, su autocarri per l'allontanamento. Misure Preventive e Protettive, aggiuntive a quelle riportate nell'apposito successivo capitolo: a) DPI: addetto allo smobilizzo del cantiere; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti ai lavoratori adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) guanti; c) calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo e imperforabile; d) occhiali di sicurezza. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 76 Rischi a cui è esposto il lavoratore: a) b) Caduta di materiale dall'alto o a livello; Rumore; Attrezzi utilizzati dal lavoratore: a) b) c) d) e) f) Scala doppia; Scala semplice; Attrezzi manuali; Avvitatore elettrico; Smerigliatrice angolare (flessibile); Trapano elettrico; Rischi generati dall'uso degli attrezzi: Caduta dall'alto; Cesoiamenti, stritolamenti; Urti, colpi, impatti, compressioni; Punture, tagli, abrasioni; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 77 RISCHI individuati nelle Lavorazioni e relative MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE. Elenco dei rischi: 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Cancerogeno e mutageno; Chimico; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; M.M.C. (elevata frequenza); M.M.C. (sollevamento e trasporto); Punture, tagli, abrasioni; R.O.A. (operazioni di saldatura); Rumore; Scivolamenti, cadute a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Vibrazioni. RISCHIO: "Caduta dall'alto" Descrizione del Rischio: Lesioni a causa di cadute dall'alto per perdita di stabilità dell'equilibrio dei lavoratori, in assenza di adeguate misure di prevenzione, da un piano di lavoro ad un altro posto a quota inferiore. MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE: a) Nelle lavorazioni: Applicazione di rete antisfondellamento per consolidamento solaio; Ripristino di porzioni di solaio sfondellate; Posa di ringhiere e parapetti; Posa di pellicole di sicurezza; Prescrizioni Esecutive: Nei lavori in quota, ogni qualvolta non siano attuabili le misure di prevenzione e protezione collettiva, si devono utilizzare dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto. In particolare sono da prendere in considerazione specifici sistemi di sicurezza che consentono una maggior mobilità del lavoratore quali: avvolgitori/svolgitori automatici di fune di trattenuta; sistema a guida fissa e ancoraggio scorrevole, altri sistemi analoghi. RISCHIO: "Caduta di materiale dall'alto o a livello" Descrizione del Rischio: Lesioni causate dall'investimento di masse cadute dall'alto, durante le operazioni di trasporto di materiali o per caduta degli stessi da opere provvisionali, o a livello, a seguito di demolizioni mediante esplosivo o a spinta da parte di materiali frantumati proiettati a distanza. MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE: a) Nelle lavorazioni: Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Posa di ringhiere e parapetti; Posa di pellicole di sicurezza; Smobilizzo del cantiere; Prescrizioni Esecutive: Gli addetti all'imbracatura devono seguire le seguenti indicazioni: a) verificare che il carico sia stato imbracato correttamente; b) accompagnare inizialmente il carico fuori dalla zona di interferenza con attrezzature, ostacoli o materiali eventualmente presenti; c) allontanarsi dalla traiettoria del carico durante la fase di sollevamento; d) non sostare in attesa sotto la traiettoria del carico; e) avvicinarsi al carico in arrivo per pilotarlo fuori dalla zona di interferenza con eventuali ostacoli presenti; f) accertarsi della stabilità del carico prima di sgancioarlo; g) accompagnare il gancio fuori dalla zona impegnata da attrezzature o materiali durante la manovra di richiamo. RISCHIO: Cancerogeno e mutageno Descrizione del Rischio: Attività in cui sono impiegati agenti cancerogeni e/o mutageni, o se ne prevede l'utilizzo, in ogni tipo di procedimento, compresi la produzione, la manipolazione, l'immagazzinamento, il trasporto o l'eliminazione e il trattamento dei rifiuti, o che risultino dall'attività lavorativa. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 78 MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE: a) Nelle lavorazioni: Rimozione di controsoffittature; Misure tecniche e organizzative: Misure tecniche, organizzative e procedurali. Al fine di evitare ogni esposizione ad agenti cancerogeni e/o mutageni devono essere adottate le seguenti misure: a) i metodi e le procedure di lavoro devono essere progettate in maniera adeguata, ovvero in modo che nelle varie operazioni lavorative siano impiegati quantitativi di agenti cancerogeni o mutageni non superiori alle necessità della lavorazione; b) i metodi e le procedure di lavoro devono essere progettate in maniera adeguata, ovvero in modo che nelle varie operazioni lavorative gli agenti cancerogeni e mutageni in attesa di impiego, in forma fisica tale da causare rischio di introduzione, non siano accumulati sul luogo di lavoro in quantità superiori alle necessità della lavorazione stessa; c) il numero di lavoratori presenti durante l'attività specifica, o che possono essere esposti ad agenti cancerogeni o mutageni, deve essere quello minimo in funzione della necessità della lavorazione; d) le lavorazioni che possono esporre ad agenti cancerogeni o mutageni devono essere effettuate in aree predeterminate, isolate e accessibili soltanto dai lavoratori che devono recarsi per motivi connessi alla loro mansione o con la loro funzione; e) le lavorazioni che possono esporre ad agenti cancerogeni o mutageni effettuate in aree predeterminate devono essere indicate con adeguati segnali di avvertimento e di sicurezza; f) le lavorazioni che possono esporre ad agenti cancerogeni o mutageni, per cui sono previsti mezzi per evitarne o limitarne la dispersione nell'aria, devono essere soggette a misurazioni per la verifica dell'efficacia delle misure adottate e per individuare precocemente le esposizioni anomale causate da un evento non prevedibile o da un incidente, con metodi di campionatura e di misurazione conformi alle indicazioni dell'allegato XLI del D.Lgs. 81/2008; g) i locali, le attrezzature e gli impianti destinati o utilizzati in lavorazioni che possono esporre ad agenti cancerogeni o mutageni devono essere regolarmente e sistematicamente puliti; h) l'attività lavorativa specifica deve essere progettata e organizzata in modo da garantire con metodi di lavoro appropriati la gestione della conservazione, della manipolazione del trasporto sul luogo di lavoro di agenti cancerogeni o mutageni; i) l'attività lavorativa specifica deve essere progettata e organizzata in modo da garantire con metodi di lavoro appropriati la gestione della raccolta e l'immagazzinamento degli scarti e dei residui delle lavorazioni contenenti agenti cancerogeni o mutageni; j) i contenitori per la raccolta e l'immagazzinamento degli scarti e dei residui delle lavorazioni contenenti agenti cancerogeni o mutageni devono essere a chiusura ermetica e etichettati in modo chiaro, netto e visibile. Misure igieniche. Devono essere assicurate le seguenti misure igieniche: a) i lavoratori devono disporre di servizi sanitari adeguati, provvisti di docce con acqua calda e fredda, nonché, di lavaggi oculari e antisettici per la pelle; b) i lavoratori devono avere in dotazione idonei indumenti protettivi, o altri indumenti, che devono essere riposti in posti separati dagli abiti civili; c) i dispositivi di protezione individuali devono essere custoditi in luoghi ben determinati e devono essere controllati, disinfettati e ben puliti dopo ogni utilizzazione; d) nelle lavorazioni, che possono esporre ad agenti biologici, devono essere indicati con adeguati segnali di avvertimento e di sicurezza i divieti di fumo, di assunzione di bevande o cibi, di utilizzare pipette a bocca e applicare cosmetici. RISCHIO: Chimico Descrizione del Rischio: Attività in cui sono impiegati agenti chimici, o se ne prevede l'utilizzo, in ogni tipo di procedimento, compresi la produzione, la manipolazione, l'immagazzinamento, il trasporto o l'eliminazione e il trattamento dei rifiuti, o che risultino da tale attività lavorativa. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico. MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE: a) Nelle lavorazioni: Realizzazione di divisori interni; Formazione intonaci interni; Tinteggiatura di superfici interne; Misure tecniche e organizzative: Misure generali. A seguito di valutazione dei rischi, al fine di eliminare o, comunque ridurre al minimo, i rischi derivanti da agenti chimici pericolosi, devono essere adottate adeguate misure generali di protezione e prevenzione: a) la progettazione e l'organizzazione dei sistemi di lavorazione sul luogo di lavoro deve essere effettuata nel rispetto delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori; b) le attrezzature di lavoro fornite devono essere idonee per l'attività specifica e mantenute adeguatamente; c) il numero di lavoratori presenti durante l'attività specifica deve essere quello minimo in funzione della necessità della lavorazione; d) la durata e l'intensità dell’esposizione ad agenti chimici pericolosi deve essere ridotta al minimo; e) devono essere fornite indicazioni in merito alle misure igieniche da rispettare per il mantenimento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori; f) le quantità di agenti presenti sul posto di lavoro, devono essere ridotte al minimo, in funzione delle necessità di lavorazione; g) devono essere adottati metodi di lavoro appropriati comprese le disposizioni che garantiscono la sicurezza nella manipolazione, nell'immagazzinamento e nel trasporto sul luogo di lavoro di agenti chimici pericolosi e dei rifiuti che contengono detti agenti. RISCHIO: "Elettrocuzione" Descrizione del Rischio: Elettrocuzione per contatto diretto o indiretto con parti dell'impianto elettrico in tensione o folgorazione dovuta a caduta di fulmini in prossimità del lavoratore. MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE: a) Nelle lavorazioni: Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere; Realizzazione di impianto elettrico del cantiere; Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 79 Prescrizioni Organizzative: I lavori su impianti o apparecchiature elettriche devono essere effettuati solo da imprese singole o associate (elettricisti) abilitate che dovranno rilasciare, prima della messa in esercizio dell'impianto, la "dichiarazione di conformità". Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 82; D.M. 22 gennaio 2008 n.37. RISCHIO: "Inalazione polveri, fibre" Descrizione del Rischio: Lesioni all'apparato respiratorio ed in generale alla salute del lavoratore derivanti dall'esposizione per l'impiego diretto di materiali in grana minuta, in polvere o in fibrosi e/o derivanti da lavorazioni o operazioni che ne comportano l'emissione. RISCHIO: M.M.C. (elevata frequenza) Descrizione del Rischio: Attività comportante movimentazione manuale di carichi leggeri mediante movimenti ripetitivi ad elevata frequenza degli arti superiori (mani, polsi, braccia, spalle). Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico. MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE: a) Nelle lavorazioni: Formazione intonaci interni; Tinteggiatura di superfici interne; Misure tecniche e organizzative: Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: i compiti dovranno essere tali da evitare prolungate sequenze di movimenti ripetitivi degli arti superiori (spalle, braccia, polsi e mani). RISCHIO: M.M.C. (sollevamento e trasporto) Descrizione del Rischio: Attività comportante movimentazione manuale di carichi con operazioni di trasporto o sostegno comprese le azioni di sollevare e deporre i carichi. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico. MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE: a) Nelle lavorazioni: Scavo di pulizia generale dell’area del cantiere; Rimozione di controsoffittature; Rimozione di serramenti interni; Realizzazione di divisori interni; Misure tecniche e organizzative: Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a) l'ambiente di lavoro (temperatura, umidità e ventilazione) deve presentare condizioni microclimatiche adeguate; b) gli spazi dedicati alla movimentazione devono essere adeguati; c) il sollevamento dei carichi deve essere eseguito sempre con due mani e da una sola persona; d) il carico da sollevare non deve essere estremamente freddo, caldo o contaminato; e) le altre attività di movimentazione manuale devono essere minimali; f) deve esserci adeguata frizione tra piedi e pavimento; g) i gesti di sollevamento devono essere eseguiti in modo non brusco. RISCHIO: "Punture, tagli, abrasioni" Descrizione del Rischio: Lesioni per punture, tagli, abrasioni di parte del corpo per contatto accidentale dell'operatore con elementi taglienti o pungenti o comunque capaci di procurare lesioni. RISCHIO: R.O.A. (operazioni di saldatura) Descrizione del Rischio: Attività di saldatura comportante un rischio di esposizione a Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) nel campo dei raggi ultravioletti, infrarossi e radiazioni visibili. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, dispositivi di protezione individuale, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico. MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE: a) Nelle lavorazioni: Posa di ringhiere e parapetti; Misure tecniche e organizzative: Misure tecniche, organizzative e procedurali. Al fine di ridurre l'esposizione a radiazioni ottiche artificiali devono essere adottate le seguenti misure: a) durante le operazioni di saldatura devono essere adottati metodi di lavoro che comportano una minore esposizione alle radiazioni ottiche; b) devono essere applicate adeguate misure tecniche per ridurre l’emissione delle radiazioni ottiche, incluso, quando necessario, l’uso di dispositivi di sicurezza, schermatura o analoghi meccanismi di protezione della salute; c) devono essere predisposti opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature per le operazioni Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 80 di saldatura, dei luoghi di lavoro e delle postazioni di lavoro; d) i luoghi e le postazioni di lavoro devono essere progettati al fine di ridurre le esposizione alle radiazioni ottiche prodotte dalle operazioni di saldatura; e) la durata delle operazioni di saldatura deve essere ridotta al minimo possibile; f) i lavoratori devono avere la disponibilità di adeguati dispositivi di protezione individuale dalle radiazioni ottiche prodotte durante le operazioni di saldatura; g) i lavoratori devono avere la disponibilità delle istruzioni del fabbricante delle attrezzature utilizzate nelle operazioni di saldatura; h) le aree in cui si effettuano operazioni di saldatura devono essere indicate con un’apposita segnaletica e l’accesso alle stesse deve essere limitato. RISCHIO: Rumore Descrizione del Rischio: Attività con esposizione dei lavoratori a rumore. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, dispositivi di protezione individuale, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico. MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE: a) Nelle lavorazioni: Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere; Realizzazione della viabilità del cantiere; Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere; Realizzazione di impianto elettrico del cantiere; Rimozione di controsoffittature; Rimozione di impianti; Realizzazione di divisori interni; Posa di ringhiere e parapetti; Realizzazione di impianto elettrico interno; Smobilizzo del cantiere; Fascia di appartenenza. Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)". Misure tecniche e organizzative: b) Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile; c) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi di riposo; d) adozione di opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; e) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro al fine di ridurre l'esposizione al rumore dei lavoratori; f) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti; g) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; h) locali di riposo messi a disposizione ai lavoratori con rumorosità ridotta a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo. Segnalazione e delimitazione dell'ambiente di lavoro. I luoghi di lavoro devono avere i seguenti requisiti: a) indicazione, con appositi segnali, dei luoghi di lavoro dove i lavoratori sono esposti ad un rumore al di sopra dei valori superiori di azione; b) ove ciò è tecnicamente possibile e giustificato dal rischio, delimitazione e accesso limitato delle aree, dove i lavoratori sono esposti ad un rumore al di sopra dei valori superiori di azione. Nelle lavorazioni: Formazione intonaci interni; Realizzazione di controsoffitti; Tinteggiatura di superfici interne; Fascia di appartenenza. Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)". Misure tecniche e organizzative: c) Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile; c) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi di riposo; d) adozione di opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; e) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro al fine di ridurre l'esposizione al rumore dei lavoratori; f) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti; g) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; h) locali di riposo messi a disposizione ai lavoratori con rumorosità ridotta a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo. Nelle lavorazioni: Posa di pellicole di sicurezza; Fascia di appartenenza. Il livello di esposizione è "Compreso tra i valori inferiori e superiori di azione: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)". Misure tecniche e organizzative: Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile; c) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi di riposo; d) adozione di opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 81 macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; e) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro al fine di ridurre l'esposizione al rumore dei lavoratori; f) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti; g) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; h) locali di riposo messi a disposizione ai lavoratori con rumorosità ridotta a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo. RISCHIO: "Scivolamenti, cadute a livello" Descrizione del Rischio: Lesioni a causa di scivolamenti e cadute sul piano di lavoro, provocati da presenza di grasso o sporco sui punti di appiglio e/o da cattive condizioni del posto di lavoro o della viabilità pedonale e/o dalla cattiva luminosità degli ambienti di lavoro. RISCHIO: "Urti, colpi, impatti, compressioni" Descrizione del Rischio: Lesioni per colpi, impatti, compressioni a tutto il corpo o alle mani per contatto con utensili, attrezzi o apparecchi di tipo manuale o a seguito di urti con oggetti di qualsiasi tipo presenti nel cantiere. RISCHIO: Vibrazioni Descrizione del Rischio: Attività con esposizione dei lavoratori a vibrazioni. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico. MISURE PREVENTIVE e PROTETTIVE: a) Nelle lavorazioni: Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere; Realizzazione di impianto elettrico del cantiere; Rimozione di controsoffittature; Rimozione di impianti; Realizzazione di impianto elettrico interno; Fascia di appartenenza. Mano-Braccio (HAV): "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²"; Corpo Intero (WBV): "Non presente". Misure tecniche e organizzative: Misure generali. I rischi, derivanti dall'esposizione dei lavoratori a vibrazioni, devono essere eliminati alla fonte o ridotti al minimo. Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a) i metodi di lavoro adottati devono essere quelli che richiedono la minore esposizione a vibrazioni meccaniche; b) la durata e l'intensità dell'esposizione a vibrazioni meccaniche deve essere opportunamente limitata al minimo necessario per le esigenze della lavorazione; c) l'orario di lavoro deve essere organizzato in maniera appropriata al tipo di lavoro da svolgere; d) devono essere previsti adeguati periodi di riposo in funzione del tipo di lavoro da svolgere. Attrezzature di lavoro. Le attrezzature di lavoro impiegate devono: a) essere adeguate al lavoro da svolgere; b) essere concepite nel rispetto dei principi ergonomici; c) produrre il minor livello possibile di vibrazioni, tenuto conto del lavoro da svolgere; d) essere soggette ad adeguati programmi di manutenzione. Dispositivi di protezione individuale: Indumenti per la protezione dal freddo e dall'umidità, guanti che attenuano la vibrazione trasmessa al sistema mano-braccio, maniglie che attenuano la vibrazione trasmessa al sistema mano-braccio. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 82 ATTREZZATURE utilizzate nelle Lavorazioni Elenco degli attrezzi: 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) 17) 18) 19) 20) 21) Andatoie e Passerelle; Argano a bandiera; Attrezzi manuali; Avvitatore elettrico; Betoniera a bicchiere; Carriola; Clipper (sega circolare per laterizio); Impastatrice; Martello demolitore elettrico; Ponte su cavalletti; Ponteggio mobile o trabattello; Saldatrice elettrica; Scala doppia; Scala semplice; Scanalatrice per muri ed intonaci; Sega circolare; Sega circolare portatile (flessibile); Smerigliatrice angolare (flessibile); Taglierina elettrica; Trapano elettrico; Troncatrice. Andatoie e Passerelle Le andatoie e le passerelle sono opere provvisionali predisposte per consentire il collegamento di posti di lavoro collocati a quote differenti o separati da vuoti, come nel caso di scavi in trincea o ponteggi. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Andatoie e Passerelle: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Istruzioni per gli addetti: 1) verificare la stabilità e la completezza delle passerelle o andatoie, con particolare riguardo alle tavole che compongono il piano di calpestio ed ai parapetti; 2) verificare la completezza e l'efficacia della protezione verso il vuoto (parapetto con arresto al piede); 3) non sovraccaricare passerelle o andatoie con carichi eccessivi; 4) verificare di non dover movimentare manualmente carichi superiori a quelli consentiti; 5) segnalare al responsabile del cantiere eventuali non rispondenze a quanto indicato. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 130. 2) DPI: utilizzatore andatoie e passarelle; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) calzature di sicurezza; b) guanti; c) indumenti protettivi. Argano a bandiera L'argano è un apparecchio di sollevamento utilizzato prevalentemente nei cantieri urbani di recupero e piccola ristrutturazione per il sollevamento al piano di lavoro dei materiali e degli attrezzi. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) 3) 4) Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 83 1) Argano a bandiera: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) verificare la presenza dei parapetti completi sul perimetro del posto di manovra; 2) verificare la presenza degli staffoni e della tavola fermapiede da 30 cm nella parte frontale dell'elevatore; 3) verificare l'integrità della struttura portante l'argano; 4) con ancoraggio: verificare l'efficienza del puntone di fissaggio; 5) verificare l'efficienza della sicura del gancio e dei morsetti fermafune con redancia; 6) verificare l'integrità delle parti elettriche visibili; 7) verificare l'efficienza dell'interruttore di linea presso l'elevatore; 8) verificare la funzionalità della pulsantiera; 9) verificare l'efficienza del fine corsa superiore e del freno per la discesa del carico; 10) transennare a terra l'area di tiro. Durante l'uso: 1) mantenere abbassati gli staffoni; 2) usare la cintura di sicurezza in momentanea assenza degli staffoni; 3) usare i contenitori adatti al materiale da sollevare; 4) verificare la corretta imbracatura dei carichi e la perfetta chiusura della sicura del gancio; 5) non utilizzare la fune dell'elevatore per imbracare carichi; 6) segnalare eventuali guasti; 7) per l'operatore a terra: non sostare sotto il carico. Dopo l'uso: 1) scollegare elettricamente l'elevatore; 2) ritrarre l'elevatore all'interno del solaio. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore argano a bandiera; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) guanti; d) indumenti protettivi; e) attrezzatura anticaduta. Attrezzi manuali Gli attrezzi manuali, presenti in tutte le fasi lavorative, sono sostanzialmente costituiti da una parte destinata all'impugnatura ed un'altra, variamente conformata, alla specifica funzione svolta. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Attrezzi manuali: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) controllare che l'utensile non sia deteriorato; 2) sostituire i manici che presentino incrinature o scheggiature; 3) verificare il corretto fissaggio del manico; 4) selezionare il tipo di utensile adeguato all'impiego; 5) per punte e scalpelli utilizzare idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle impugnature. Durante l'uso: 1) impugnare saldamente l'utensile; 2) assumere una posizione corretta e stabile; 3) distanziare adeguatamente gli altri lavoratori; 4) non utilizzare in maniera impropria l'utensile; 5) non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta dall'alto; 6) utilizzare adeguati contenitori per riporre gli utensili di piccola taglia. Dopo l'uso: 1) pulire accuratamente l'utensile; 2) riporre correttamente gli utensili; 3) controllare lo stato d'uso dell'utensile. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore attrezzi manuali; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) occhiali; d) guanti. Avvitatore elettrico L'avvitatore elettrico è un utensile elettrico di uso comune nel cantiere edile. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) Elettrocuzione; Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Avvitatore elettrico: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) utilizzare solo utensili a doppio isolamento (220 V), o utensili alimentati a bassissima tensione di sicurezza (50 V), comunque non collegati elettricamente a terra; 2) controllare l'integrità dei cavi e della spina d'alimentazione; 3) verificare la funzionalità dell'utensile; 4) verificare che l'utensile sia di conformazione adatta. Durante l'uso: 1) non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione; 2) interrompere l'alimentazione elettrica nelle pause di lavoro; 3) segnalare eventuali malfunzionamenti. Dopo l'uso: 1) scollegare elettricamente l'utensile. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 84 2) DPI: utilizzatore avvitatore elettrico; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) calzature di sicurezza; b) guanti. Betoniera a bicchiere La betoniera a bicchiere è un'attrezzatura destinata al confezionamento di malta. Solitamente viene utilizzata per il confezionamento di malta per murature ed intonaci e per la produzione di piccole quantità di calcestruzzi. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) 3) 4) 5) 6) Caduta di materiale dall'alto o a livello; Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Getti, schizzi; Inalazione polveri, fibre; Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Betoniera a bicchiere: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) verificare la presenza ed efficienza delle protezioni: al bicchiere, alla corona, agli organi di trasmissione, agli organi di manovra; 2) verificare l'efficienza dei dispositivi di arresto di emergenza; 3) verificare la presenza e l'efficienza della protezione sovrastante il posto di manovra (tettoia); 4) verificare l'integrità dei collegamenti elettrici e di messa a terra per la parte visibile ed il corretto funzionamento degli interruttori e dispositivi elettrici di alimentazione e manovra. Durante l'uso: 1) e' vietato manomettere le protezioni; 2) e' vietato eseguire operazioni di lubrificazione, pulizia, manutenzione o riparazione sugli organi in movimento; 3) nelle betoniere a caricamento automatico accertarsi del fermo macchina prima di eseguire interventi sui sistemi di caricamento o nei pressi di questi; 4) nelle betoniere a caricamento manuale le operazioni di carico non devono comportare la movimentazione di carichi troppo pesanti e/o in condizioni disagiate. Pertanto è necessario utilizzare le opportune attrezzature manuali quali pale o secchie. Dopo l'uso: 1) assicurarsi di aver tolto tensione ai singoli comandi ed all'interruttore generale di alimentazione al quadro; 2) lasciare sempre la macchina in perfetta efficienza, curandone la pulizia alla fine dell'uso e l'eventuale lubrificazione; 3) ricontrollare la presenza e l'efficienza di tutti i dispositivi di protezione (in quanto alla ripresa del lavoro la macchina potrebbe essere riutilizzata da altra persona). Riferimenti Normativi: Circolare Ministero del Lavoro n.103/80; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore betoniera a bicchiere; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) occhiali; d) maschere; e) otoprotettori; f) guanti; g) indumenti protettivi. Carriola La carriola è un'attrezzatura di cantiere per la movimentazione manuale di materiali. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Carriola: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) controllare che la carriola non sia deteriorata. Durante l'uso: 1) impugnare saldamente la carriola; 2) assumere una posizione corretta e stabile; 3) utilizzare la carriola spingendola, evitando di trascinarla; 4) non utilizzare in maniera impropria la carriola. Dopo l'uso: 1) pulire accuratamente la carirola; 2) controllare lo stato d'uso della carirola. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore carriola; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) guanti; d) indumenti protettivi. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 85 Clipper (sega circolare per laterizio) La sega circolare per il laterizio (clipper) è un utensile elettrico per il taglio di laterizi e similari. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Clipper (sega circolare per laterizio): misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) controllare che l'utensile non sia deteriorato; 2) sostituire i manici che presentino incrinature o scheggiature; 3) verificare il corretto fissaggio del manico; 4) selezionare il tipo di utensile adeguato all'impiego; 5) per punte e scalpelli utilizzare idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle impugnature. Durante l'uso: 1) impugnare saldamente l'utensile; 2) assumere una posizione corretta e stabile; 3) distanziare adeguatamente gli altri lavoratori; 4) non utilizzare in maniera impropria l'utensile; 5) non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta dall'alto; 6) utilizzare adeguati contenitori per riporre gli utensili di piccola taglia. Dopo l'uso: 1) pulire accuratamente l'utensile; 2) riporre correttamente gli utensili; 3) controllare lo stato d'uso dell'utensile. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore clipper (sega circolare per laterizio); Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) occhiali; d) guanti. Impastatrice L'impastatrice è un'attrezzatura da cantiere destinata alla preparazione a ciclo continuo di malta. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) 3) 4) Caduta di materiale dall'alto o a livello; Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Impastatrice: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) verificare l'integrità delle parti elettriche; 2) verificare la presenza delle protezioni agli organi di trasmissione (pulegge, cinghie); 3) verificare l'efficienza dell'interruttore di comando e del pulsante di emergenza; 4) verificare l'efficienza della griglia di protezione dell'organo lavoratore e del dispositivo di blocco del moto per il sollevamento accidentale della stessa; 5) verificare la presenza della tettoia di protezione del posto di lavoro (dove necessario). Durante l'uso: 1) non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione; 2) non manomettere il dispositivo di blocco delle griglie; 3) non rimuovere il carter di protezione della puleggia. Dopo l 'uso: 1) scollegare elettricamente la macchina; 2) eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego della macchina a motore fermo; 3) curare la pulizia della macchina; 4) segnalare eventuali guasti. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore impastatrice; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) otoprotettori; d) maschere; e) guanti; f) indumenti protettivi. Martello demolitore elettrico Il martello demolitore è un'attrezzatura la cui utilizzazione risulta necessaria ogni qualvolta si presenti l'esigenza di un elevato numero di colpi ed una battuta potente. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 86 Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) 3) Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Martello demolitore elettrico: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) verificare che l'utensile sia del tipo a doppio isolamento (220 V), o alimentato a bassissima tensione di sicurezza (50V), comunque non collegato a terra; 2) verificare l'integrità del cavo e della spina di alimentazione; 3) verificare il funzionamento dell'interruttore; 4) segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato; 5) utilizzare la punta adeguata al materiale da demolire. Durante l'uso: 1) impugnare saldamente l'utensile con le due mani tramite le apposite maniglie; 2) eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata; 3) non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione; 4) staccare il collegamento elettrico durante le pause di lavoro. Dopo l'uso: 1) scollegare elettricamente l'utensile; 2) controllare l'integrità del cavo d'alimentazione; 3) pulire l'utensile; 4) segnalare eventuali malfunzionamenti. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore martello demolitore elettrico; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) occhiali; d) maschera; e) otoprotettori; f) guanti antivibrazioni; g) indumenti protettivi. Ponte su cavalletti Il ponte su cavalletti è un'opera provvisionale costituita da un impalcato di assi in legno sostenuto da cavalletti. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) Scivolamenti, cadute a livello; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Ponte su cavalletti: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Istruzioni per gli addetti: 1) verificare la planarità del ponte. Se il caso, spessorare con zeppe in legno e non con mattoni o blocchi di cemento; 2) verificare le condizioni generali del ponte, con particolare riguardo all'integrità dei cavalletti ed alla completezza del piano di lavoro; all'integrità, al blocco ed all'accostamento delle tavole; 3) non modificare la corretta composizione del ponte rimuovendo cavalletti o tavole né utilizzare le componenti - specie i cavalletti se metallici - in modo improprio; 4) non sovraccaricare il ponte con carichi non previsti o eccessivi ma caricarli con i soli materiali ed attrezzi necessari per la lavorazione in corso; 5) segnalare al responsabile del cantiere eventuali non rispondenze o mancanza delle attrezzature per poter operare come indicato. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 124; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 139; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato 18, Punto 2.2.2.. 2) DPI: utilizzatore ponte su cavalletti; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) guanti. Ponteggio mobile o trabattello Il ponteggio mobile su ruote o trabattello è un'opera provvisionale utilizzata per eseguire lavori di ingegneria civile, quali nuove costruzioni o ristrutturazioni e manutenzioni, ad altezze superiori ai 2 metri ma che non comportino grande impegno temporale. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) 3) Caduta dall'alto; Caduta di materiale dall'alto o a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Ponteggio mobile o trabattello: misure preventive e protettive; Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 87 Prescrizioni Esecutive: Istruzioni per gli addetti: 1) verificare che il ponte su ruote sia realmente tale e non rientri nel regime imposto dalla autorizzazione ministeriale; 2) rispettare con scrupolo le prescrizioni e le indicazioni fornite dal costruttore; 3) verificare il buon stato di elementi, incastri, collegamenti; 4) montare il ponte in tutte le parti, con tutte le componenti; 5) accertare la perfetta planarità e verticalità della struttura e, se il caso, ripartire il carico del ponte sul terreno con tavoloni; 6) verificare l'efficacia del blocco ruote; 7) usare i ripiani in dotazione e non impalcati di fortuna; 8) predisporre sempre sotto il piano di lavoro un regolare sottoponte a non più di m 2,50; 9) verificare che non si trovino linee elettriche aeree a distanza inferiore alle distanze di sicurezza consentite (tali distanze di sicurezza variano in base alla tensione della linea elettrica in questione, e sono: mt 3, per tensioni fino a 1 kV, mt 3.5, per tensioni pari a 10 kV e pari a 15 kV, mt 5, per tensioni pari a 132 kV e mt 7, per tensioni pari a 220 kV e pari a 380 kV); 10) non installare sul ponte apparecchi di sollevamento; 11) non effettuare spostamenti con persone sopra. Riferimenti Normativi: D.M. 22 maggio 1992 n.466; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Titolo IV, Capo II, Sezione VI. 2) DPI: utilizzatore ponteggio mobile o trabattello; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) guanti. Saldatrice elettrica La saldatrice elettrica è un utensile ad arco o a resistenza per l'effettuazione di saldature elettriche. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) 3) Elettrocuzione; Inalazione fumi, gas, vapori; Incendi, esplosioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Saldatrice elettrica: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) verificare l'integrità dei cavi e della spina di alimentazione; 2) verificare l'integrità della pinza portaelettrodo; 3) non effettuare operazioni di saldatura in presenza di materiali infiammabili; 4) in caso di lavorazione in ambienti confinati, predisporre un adeguato sistema di aspirazione fumi e/o di ventilazione. Durante l'uso: 1) non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione; 2) allontanare il personale non addetto alle operazioni di saldatura; 3) nelle pause di lavoro interrompere l'alimentazione elettrica. Dopo l'uso: 1) staccare il collegamento elettrico della macchina; 2) segnalare eventuali malfunzionamenti. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore saldatrice elettrica; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) maschere per saldatore; d) guanti; e) grembiule da saldatore; f) indumenti protettivi. Scala doppia La scala doppia è adoperata per superare dislivelli o effettuare operazioni di carattere temporaneo a quote non altrimenti raggiungibili. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) 3) Caduta dall'alto; Cesoiamenti, stritolamenti; Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Scala doppia: misure preventive e protettive; Prescrizioni Organizzative: Caratteristiche di sicurezza: 1) le scale doppie devono essere costruite con materiale adatto alle condizioni di impiego, possono quindi essere in ferro, alluminio o legno, ma devono essere sufficientemente resistenti ed avere dimensioni appropriate all'uso; 2) le scale in legno devono avere i pioli incastrati nei montanti che devono essere trattenuti con tiranti in ferro applicati sotto i due pioli estremi; le scale lunghe più di 4 m devono avere anche un tirante intermedio; 3) le scale doppie non devono superare l'altezza di 5 m; 4) le scale doppie devono essere provviste di catena o dispositivo analogo che impedisca l'apertura della scala oltre il limite prestabilito di sicurezza. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 88 Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) e' vietata la riparazione dei pioli rotti con listelli di legno chiodati sui montanti; 2) le scale devono essere utilizzate solo su terreno stabile e in piano; 3) il sito dove viene installata la scala deve essere sgombro da eventuali materiali e lontano dai passaggi. Durante l'uso: 1) durante gli spostamenti laterali nessun lavoratore deve trovarsi sulla scala; 2) la scala deve essere utilizzata da una sola persona per volta limitando il peso dei carichi da trasportare; 3) la salita e la discesa vanno effettuate con il viso rivolto verso la scala. Dopo l'uso: 1) controllare periodicamente lo stato di conservazione delle scale provvedendo alla manutenzione necessaria; 2) le scale non utilizzate devono essere conservate in un luogo riparato dalle intemperie e, possibilmente, sospese ad appositi ganci; 3) segnalare immediatamente eventuali anomalie riscontrate, in particolare: pioli rotti, gioco fra gli incastri, fessurazioni, carenza dei dispositivi di arresto. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 113. 2) DPI: utilizzatore scala doppia; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) guanti. Scala semplice La scala semplice è adoperata per superare dislivelli o effettuare operazioni di carattere temporaneo a quote non altrimenti raggiungibili. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) Caduta dall'alto; Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Scala semplice: misure preventive e protettive; Prescrizioni Organizzative: Caratteristiche di sicurezza: 1) le scale a mano devono essere costruite con materiale adatto alle condizioni di impiego, possono quindi essere in ferro, alluminio o legno, ma devono essere sufficientemente resistenti ed avere dimensioni appropriate all'uso; 2) le scale in legno devono avere i pioli incastrati nei montanti che devono essere trattenuti con tiranti in ferro applicati sotto i due pioli estremi; le scale lunghe più di 4 m devono avere anche un tirante intermedio; 3) in tutti i casi le scale devono essere provviste di dispositivi antisdrucciolo alle estremità inferiori dei due montanti e di elementi di trattenuta o di appoggi antisdrucciolevoli alle estremità superiori. Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) la scala deve sporgere a sufficienza oltre il piano di accesso (è consigliabile che tale sporgenza sia di almeno 1 m), curando la corrispondenza del piolo con lo stesso (è possibile far proseguire un solo montante efficacemente fissato); 2) le scale usate per l'accesso a piani successivi non devono essere poste una in prosecuzione dell'altra; 3) le scale poste sul filo esterno di una costruzione od opere provvisionali (ponteggi) devono essere dotate di corrimano e parapetto; 4) la scala deve distare dalla verticale di appoggio di una misura pari ad 1/4 della propria lunghezza; 5) è vietata la riparazione dei pioli rotti con listelli di legno chiodati sui montanti; 6) le scale posizionate su terreno cedevole vanno appoggiate su un'unica tavola di ripartizione; 7) il sito dove viene installata la scala deve essere sgombro da eventuali materiali e lontano dai passaggi. Durante l'uso: 1) le scale non vincolate devono essere trattenute al piede da altra persona; 2) durante gli spostamenti laterali nessun lavoratore deve trovarsi sulla scala; 3) evitare l'uso di scale eccessivamente sporgenti oltre il piano di arrivo; 4) la scala deve essere utilizzata da una sola persona per volta limitando il peso dei carichi da trasportare; 5) quando vengono eseguiti lavori in quota, utilizzando scale ad elementi innestati, una persona deve esercitare da terra una continua vigilanza sulla scala; 6) la salita e la discesa vanno effettuate con il viso rivolto verso la scala. Dopo l'uso: 1) controllare periodicamente lo stato di conservazione delle scale provvedendo alla manutenzione necessaria; 2) le scale non utilizzate devono essere conservate in un luogo riparato dalle intemperie e, possibilmente, sospese ad appositi ganci; 3) segnalare immediatamente eventuali anomalie riscontrate, in particolare: pioli rotti, gioco fra gli incastri, fessurazioni, carenza dei dispositivi antiscivolo e di arresto. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Art. 113. 2) DPI: utilizzatore scala semplice; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) guanti. Scanalatrice per muri ed intonaci La scanalatrice per muri ed intonaci è un utensile utilizzato per la realizzazione di impianti sotto traccia. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 89 1) 2) 3) Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Punture, tagli, abrasioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Scanalatrice per muri ed intonaci: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) verificare che l'utensile sia del tipo a doppio isolamento (220V); 2) verificare la presenza del carter di protezione; 3) verificare l'integrità del cavo e delle spine di alimentazione; 4) controllare il regolare fissaggio della fresa o dei dischi; 5) segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato. Durante l'uso: 1) eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata; 2) non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione; 3) evitare turni di lavoro prolungati e continui; 4) interrompere l'alimentazione elettrica durante le pause di lavoro. Dopo l'uso: 1) staccare il collegamento elettrico dell'utensile; 2) controllare l'integrità del cavo e della spina; 3) pulire l'utensile; 4) segnalare eventuali malfunzionamenti. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore scanalatrice per muri ed intonaci; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) occhiali; d) maschera; e) otoprotettori; f) guanti antivibrazioni; g) indumenti protettivi. Sega circolare La sega circolare, quasi sempre presente nei cantieri, viene utilizzata per il taglio del legname da carpenteria e/o per quello usato nelle diverse lavorazioni. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) 3) 4) 5) Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Punture, tagli, abrasioni; Scivolamenti, cadute a livello; Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Sega circolare: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) verificare la presenza ed efficienza della cuffia di protezione registrabile o a caduta libera sul banco di lavoro in modo tale che risulti libera la sola parte attiva del disco necessaria per effettuare la lavorazione; 2) verificare la presenza ed efficienza del coltello divisore in acciaio posto dietro la lama e registrato a non più di 3 mm. dalla dentatura del disco (il suo scopo è quello di tenere aperto il taglio, quando si taglia legname per lungo, al fine di evitare il possibile rifiuto del pezzo o l'eccessivo attrito delle parti tagliate contro le facciate del disco); 3) verificare la presenza e l'efficienza degli schermi ai due lati del disco nella parte sottostante il banco di lavoro, in modo tale che sia evitato il contatto di tale parte di lama per azioni accidentali (come ad esempio potrebbe accadere durante l'azionamento dell'interruttore di manovra); 4) verificare la presenza ed efficienza degli spingitoi di legno per aiutarsi nel taglio di piccoli pezzi (se ben conformati ed utilizzati evitano di portare le mani troppo vicino al disco o comunque sulla sua traiettoria); 5) verificare la stabilità della macchina (le vibrazioni eccessive possono provocare lo sbandamento del pezzo in lavorazione o delle mani che trattengono il pezzo); 6) verificare la pulizia dell'area circostante la macchina, in particolare di quella corrispondente al posto di lavoro (eventuale materiale depositato può provocare inciampi o scivolamenti); 7) verificare la pulizia della superficie del banco di lavoro (eventuale materiale depositato può costituire intralcio durante l'uso e distrarre l'addetto dall'operazione di taglio); 8) verificare l'integrità dei collegamenti elettrici e di terra dei fusibili e delle coperture delle parti sotto tensione (scatole morsettiere - interruttori); 9) verificare il buon funzionamento dell'interruttore di manovra; 10) verificare la disposizione del cavo di alimentazione (non deve intralciare le manovre, non deve essere soggetto ad urti o danneggiamenti con il materiale lavorato o da lavorare, non deve intralciare i passaggi). Durante l'uso: 1) registrare la cuffia di protezione in modo tale che l'imbocco venga a sfiorare il pezzo in lavorazione o verificare che sia libera di alzarsi al passaggio del pezzo in lavorazione e di abbassarsi sul banco di lavoro, per quelle basculanti; 2) per tagli di piccoli pezzi e, comunque, per quei tagli in cui le mani si verrebbero a trovare in prossimità del disco o sulla sua traiettoria, è indispensabile utilizzare spingitoi; 3) non distrarsi durante il taglio del pezzo; 4) normalmente la cuffia di protezione è anche un idoneo dispositivo atto a trattenere le schegge; 5) usare gli occhiali, se nella lavorazione specifica la cuffia di protezione risultasse insufficiente a trattenere le schegge. Dopo l'uso: 1) la macchina potrebbe venire utilizzata da altra persona, quindi deve essere lasciata in perfetta efficienza; 2) lasciare il banco di lavoro libero da materiali; 3) lasciare la zona circostante pulita con particolare riferimento a quella corrispondente al posto di lavoro; 4) verificare l'efficienza delle protezioni; 5) segnalare le eventuali anomalie al responsabile del cantiere. Riferimenti Normativi: Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 90 D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore sega circolare; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) occhiali; d) otoprotettori; e) guanti. Smerigliatrice angolare (flessibile) La smerigliatrice angolare, più conosciuta come mola a disco o flessibile o flex, è un utensile portatile che reca un disco ruotante la cui funzione è quella di tagliare, smussare, lisciare superfici. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) 3) Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Punture, tagli, abrasioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Smerigliatrice angolare (flessibile): misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) verificare che l'utensile sia a doppio isolamento (220 V); 2) controllare che il disco sia idoneo al lavoro da eseguire; 3) controllare il fissaggio del disco; 4) verificare l'integrità delle protezioni del disco e del cavo di alimentazione; 5) verificare il funzionamento dell'interruttore. Durante l'uso: 1) impugnare saldamente l'utensile per le due maniglie; 2) eseguire il lavoro in posizione stabile; 3) non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione; 4) non manomettere la protezione del disco; 5) interrompere l'alimentazione elettrica durante le pause di lavoro; 6) verificare l'integrità del cavo e della spina di alimentazione. Dopo l'uso: 1) staccare il collegamento elettrico dell'utensile; 2) controllare l'integrità del disco e del cavo di alimentazione; 3) pulire l'utensile; 4) segnalare eventuali malfunzionamenti. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore smerigliatrice angolare (flessibile); Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) occhiali; d) maschera; e) otoprotettori; f) guanti antivibrazioni; g) indumenti protettivi. Taglierina elettrica La taglierina elettrica è un elettroutensile per il taglio di taglio di laterizi o piastrelle di ceramica. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) Punture, tagli, abrasioni; Urti, colpi, impatti, compressioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Taglierina elettrica: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) controllare che l'utensile non sia deteriorato; 2) sostituire i manici che presentino incrinature o scheggiature; 3) verificare il corretto fissaggio del manico; 4) selezionare il tipo di utensile adeguato all'impiego; 5) per punte e scalpelli utilizzare idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle impugnature. Durante l'uso: 1) impugnare saldamente l'utensile; 2) assumere una posizione corretta e stabile; 3) distanziare adeguatamente gli altri lavoratori; 4) non utilizzare in maniera impropria l'utensile; 5) non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta dall'alto; 6) utilizzare adeguati contenitori per riporre gli utensili di piccola taglia. Dopo l'uso: 1) pulire accuratamente l'utensile; 2) riporre correttamente gli utensili; 3) controllare lo stato d'uso dell'utensile. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore taglierina elettrica; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) occhiali; d) guanti. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 91 Trapano elettrico Il trapano è un utensile di uso comune adoperato per praticare fori sia in strutture murarie che in qualsiasi materiale. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) 3) Elettrocuzione; Inalazione polveri, fibre; Punture, tagli, abrasioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Trapano elettrico: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) verificare che l'utensile sia a doppio isolamento (220V), o alimentato a bassissima tensione di sicurezza (50V), comunque non collegato elettricamente a terra; 2) verificare l'integrità e l'isolamento dei cavi e della spina di alimentazione; 3) verificare il funzionamento dell'interruttore; 4) controllare il regolare fissaggio della punta. Durante l'uso: 1) eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata; 2) interrompere l'alimentazione elettrica durante le pause di lavoro; 3) non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione. Dopo l'uso: 1) staccare il collegamento elettrico dell'utensile; 2) pulire accuratamente l'utensile; 3) segnalare eventuali malfunzionamenti. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore trapano elettrico; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) calzature di sicurezza; b) maschera; c) otoprotettori; d) guanti. Troncatrice La troncatrice è un'attrezzatura a motore per il taglio di qualsiasi tipo di materiale da costruzione, dal calcestruzzo ai tondini d'acciaio per armatura, ecc. Rischi generati dall'uso dell'Attrezzo: 1) 2) 3) Cesoiamenti, stritolamenti; Inalazione polveri, fibre; Ustioni; Misure Preventive e Protettive relative all'Attrezzo: 1) Troncatrice: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) Accertati del corretto fissaggio della fresa o dei dischi; 2) Assicurati dell'efficienza della protezione per le mani; 3) Accertati del buon stato e della corretta disposizione delle protezioni dagli organi di trasmissione; 4) Assicurati del buon funzionamento dei dispositivi di avviamento ed arresto: in particolare accertati del buon funzionamento del dispositivo di avviamento "a uomo presente"; 5) Assicurati dell'integrità della spina e del cavo di alimentazione; 6) Accertati che l'utensile sia a doppio isolamento (220V), o alimentato a bassissima tensione di sicurezza (50V), comunque non collegato elettricamente a terra; 7) Provvedi a delimitare la zona di lavoro, impedendo a chiunque il transito o la sosta; 8) Provvedi a segnalare la zona esposta a livello di rumorosità elevato; 9) Assicurati dell'assenza di impianti in tensione nell'area di lavoro; 10) Assicurati che il cavo di alimentazione non arrechi intralcio durante la lavorazione; 11) Accertati della buona ventilazione dell'area di lavoro nel caso di attrezzo alimentato con motore endotermico. Durante l'uso: 1) Durante le pause di lavoro, ricordati di interrompere l'alimentazione elettrica o spegnere l'attrezzo (nel caso di alimentazione con motore endotermico); 2) Accertati di utilizzare frese o dischi idonei alla lavorazione; 3) Evita assolutamente di manomettere le protezioni; 4) Assumi una posizione stabile e ben equilibrata prima di procedere nel lavoro; 5) Evita assolutamente di effettuare operazioni di pulizia con gli organi in movimento; 6) Durante i rifornimenti, spegni il motore, evita di fumare ed accertati dell'assenza di fiamme libere in adiacenza della macchina (nel caso di alimentazione con motore endotermico); 7) Informa tempestivamente il preposto e/o il datore di lavoro, di malfunzionamenti o pericoli che dovessero evidenziarsi durante il lavoro. Dopo l'uso: 1) Assicurati di aver interrotto il collegamento elettrico o spento la macchina (nel caso di alimentazione con motore endotermico); 2) Effettua tutte le operazioni di revisione e manutenzione dell'attrezzo secondo quanto indicato nel libretto e sempre dopo esserti accertato che la macchina sia spenta e non riavviabile da terzi accidentalmente. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 3; D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato 6. 2) DPI: utilizzatore troncatrice; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'utilizzatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) copricapo; b) calzature di sicurezza; c) visiera; d) otoprotettori; e) guanti; f) indumenti protettivi (tute). Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 92 MACCHINE utilizzate nelle Lavorazioni Elenco delle macchine: 1) 2) 3) Autocarro; Autogrù; Pala meccanica. Autocarro L'autocarro è un mezzo d'opera utilizzato per il trasporto di mezzi, materiali da costruzione, materiali di risulta ecc. Rischi generati dall'uso della Macchina: 1) 2) 3) 4) 5) 6) Cesoiamenti, stritolamenti; Getti, schizzi; Inalazione polveri, fibre; Incendi, esplosioni; Investimento, ribaltamento; Rumore; Attività con esposizione dei lavoratori a rumore. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, dispositivi di protezione individuale, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico. Misure Preventive e Protettive relative al rischio: Misure tecniche e organizzative: 7) 8) Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile; c) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi di riposo; d) adozione di opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; e) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro al fine di ridurre l'esposizione al rumore dei lavoratori; f) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti; g) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; h) locali di riposo messi a disposizione ai lavoratori con rumorosità ridotta a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo. Urti, colpi, impatti, compressioni; Vibrazioni; Attività con esposizione dei lavoratori a vibrazioni. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico. Misure Preventive e Protettive relative al rischio: Misure tecniche e organizzative: Misure generali. I rischi, derivanti dall'esposizione dei lavoratori a vibrazioni, devono essere eliminati alla fonte o ridotti al minimo. Misure Preventive e Protettive relative alla Macchina: 1) Autocarro: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) verificare accuratamente l'efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi in genere; 2) verificare l'efficienza delle luci, dei dispositivi di segnalazione acustici e luminosi; 3) garantire la visibilità del posto di guida; 4) controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la stabilità del mezzo; 5) verificare la presenza in cabina di un estintore. Durante l'uso: 1) segnalare l'operatività del mezzo col girofaro in area di cantiere; 2) non trasportare persone all'interno del cassone; 3) adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d'uomo in prossimità dei posti di lavoro; 4) richiedere l'aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o quando la visibilità è incompleta; 5) non azionare il ribaltabile con il mezzo in posizione inclinata; 6) non superare la portata massima; 7) non superare l'ingombro massimo; 8) posizionare e fissare adeguatamente il carico in modo che risulti ben distribuito e che non possa subire spostamenti durante il trasporto; 9) non caricare materiale sfuso oltre l'altezza delle sponde; 10) assicurarsi della corretta chiusura delle sponde; 11) durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare; 12) segnalare tempestivamente eventuali gravi guasti. Dopo l'uso: 1) eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego, con particolare riguardo per pneumatici e freni, segnalando eventuali anomalie; 2) pulire convenientemente il mezzo curando gli organi di comando. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 93 2) DPI: operatore autocarro; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'operatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) guanti; d) indumenti protettivi. Autogrù L'autogrù è un mezzo d'opera dotato di braccio allungabile per la movimentazione, il sollevamento e il posizionamento di materiali, di componenti di macchine, di attrezzature, di parti d'opera ecc. Rischi generati dall'uso della Macchina: 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) Cesoiamenti, stritolamenti; Elettrocuzione; Getti, schizzi; Incendi, esplosioni; Investimento, ribaltamento; Punture, tagli, abrasioni; Rumore; Attività con esposizione dei lavoratori a rumore. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, dispositivi di protezione individuale, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico. Misure Preventive e Protettive relative al rischio: Misure tecniche e organizzative: 8) 9) Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile; c) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi di riposo; d) adozione di opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; e) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro al fine di ridurre l'esposizione al rumore dei lavoratori; f) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti; g) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; h) locali di riposo messi a disposizione ai lavoratori con rumorosità ridotta a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo. Urti, colpi, impatti, compressioni; Vibrazioni; Attività con esposizione dei lavoratori a vibrazioni. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico. Misure Preventive e Protettive relative al rischio: Misure tecniche e organizzative: Misure generali. I rischi, derivanti dall'esposizione dei lavoratori a vibrazioni, devono essere eliminati alla fonte o ridotti al minimo. Misure Preventive e Protettive relative alla Macchina: 1) Autogrù: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) verificare che nella zona di lavoro non vi siano linee elettriche aeree che possano interferire con le manovre; 2) controllare i percorsi e le aree di manovra, approntando gli eventuali rafforzamenti; 3) verificare l'efficienza dei comandi; 4) ampliare con apposite plance la superficie di appoggio degli stabilizzatori; 5) verificare che la macchina sia posizionata in modo da lasciare lo spazio sufficiente per il passaggio pedonale o delimitare la zona d'intervento; 6) verificare la presenza in cabina di un estintore. Durante l'uso: 1) segnalare l'operatività del mezzo col girofaro; 2) preavvisare l'inizio delle manovre con apposita segnalazione acustica; 3) attenersi alle segnalazioni per procedere con le manovre; 4) evitare, nella movimentazione del carico, posti di lavoro e/o di passaggio; 5) eseguire le operazioni di sollevamento e scarico con le funi in posizione verticale; 6) illuminare a sufficienza le zone per il lavoro notturno; 7) segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti o situazioni pericolose; 8) non compiere su organi in movimento operazioni di manutenzione; 9) mantenere i comandi puliti da grasso e olio; 10) eseguire il rifornimento di carburante a motore spento e non fumare. Dopo l'uso: 1) non lasciare nessun carico sospeso; 2) posizionare correttamente la macchina raccogliendo il braccio telescopico ed azionando il freno di stazionamento; 3) eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego della macchina a motori spenti; 4) nelle operazioni di manutenzione attenersi alle indicazioni del libretto della macchina. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 94 2) DPI: operatore autogrù; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'operatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) otoprotettori; d) guanti; e) indumenti protettivi. Pala meccanica La pala meccanica è una macchina operatrice, dotata di una benna mobile, utilizzata per operazioni di scavo, carico, sollevamento, trasporto e scarico di terra o altri materiali incoerenti. Rischi generati dall'uso della Macchina: 1) 2) 3) 4) 5) Cesoiamenti, stritolamenti; Inalazione polveri, fibre; Incendi, esplosioni; Investimento, ribaltamento; Rumore; Attività con esposizione dei lavoratori a rumore. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, dispositivi di protezione individuale, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico. Misure Preventive e Protettive relative al rischio: Misure tecniche e organizzative: 6) 7) Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a) adozione di metodi di lavoro che implicano una minore esposizione al rumore; b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro da svolgere, che emettano il minor rumore possibile; c) riduzione del rumore mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazione e della durata e dell’intensità dell’esposizione e l’adozione di orari di lavoro appropriati, con sufficienti periodi di riposo; d) adozione di opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature e macchine di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; e) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro al fine di ridurre l'esposizione al rumore dei lavoratori; f) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore trasmesso per via aerea, quali schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti; g) adozione di misure tecniche per il contenimento del rumore strutturale, quali sistemi di smorzamento o di isolamento; h) locali di riposo messi a disposizione ai lavoratori con rumorosità ridotta a un livello compatibile con il loro scopo e le loro condizioni di utilizzo. Segnalazione e delimitazione dell'ambiente di lavoro. I luoghi di lavoro devono avere i seguenti requisiti: a) indicazione, con appositi segnali, dei luoghi di lavoro dove i lavoratori sono esposti ad un rumore al di sopra dei valori superiori di azione; b) ove ciò è tecnicamente possibile e giustificato dal rischio, delimitazione e accesso limitato delle aree, dove i lavoratori sono esposti ad un rumore al di sopra dei valori superiori di azione. Scivolamenti, cadute a livello; Vibrazioni; Attività con esposizione dei lavoratori a vibrazioni. Per tutti i dettagli inerenti l'analisi del rischio (schede di valutazione, ecc) si rimanda al documento di valutazione specifico. Misure Preventive e Protettive relative al rischio: Misure tecniche e organizzative: Misure generali. I rischi, derivanti dall'esposizione dei lavoratori a vibrazioni, devono essere eliminati alla fonte o ridotti al minimo. Organizzazione del lavoro. Le attività lavorative devono essere organizzate tenuto conto delle seguenti indicazioni: a) i metodi di lavoro adottati devono essere quelli che richiedono la minore esposizione a vibrazioni meccaniche; b) la durata e l'intensità dell'esposizione a vibrazioni meccaniche deve essere opportunamente limitata al minimo necessario per le esigenze della lavorazione; c) l'orario di lavoro deve essere organizzato in maniera appropriata al tipo di lavoro da svolgere; d) devono essere previsti adeguati periodi di riposo in funzione del tipo di lavoro da svolgere. Attrezzature di lavoro. Le attrezzature di lavoro impiegate devono: a) essere adeguate al lavoro da svolgere; b) essere concepite nel rispetto dei principi ergonomici; c) produrre il minor livello possibile di vibrazioni, tenuto conto del lavoro da svolgere; d) essere soggette ad adeguati programmi di manutenzione. Dispositivi di protezione individuale: Indumenti per la protezione dal freddo e dall'umidità, dispositivi di smorzamento che attenuano la vibrazione trasmessa al corpo intero (piedi o parte seduta del lavoratore), sedili ammortizzanti che attenuano la vibrazione trasmessa al corpo intero (parte seduta del lavoratore). Misure Preventive e Protettive relative alla Macchina: 1) Pala meccanica: misure preventive e protettive; Prescrizioni Esecutive: Prima dell'uso: 1) garantire la visibilità del posto di manovra (mezzi con cabina); 2) verificare l'efficienza dei gruppi ottici per le lavorazioni in mancanza di illuminazione; 3) controllare l'efficienza dei comandi; 4) verificare che l'avvisatore acustico, il segnalatore di retromarcia ed il girofaro siano regolarmente funzionanti; 5) controllare la chiusura degli sportelli del vano Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 95 motore; 6) verificare l'integrità dei tubi flessibili e dell'impianto oleodinamico in genere; 7) controllare i percorsi e le aree di lavoro verificando le condizioni di stabilità per il mezzo; 8) verificare la presenza di una efficace protezione del posto di manovra contro i rischi da ribaltamento (rollbar o robusta cabina). Durante l'uso: 1) segnalare l'operatività del mezzo col girofaro; 2) non ammettere a bordo della macchina altre persone; 3) non utilizzare la benna per sollevare o trasportare persone; 4) trasportare il carico con la benna abbassata; 5) non caricare materiale sfuso sporgente dalla benna; 6) adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere ed in prossimità dei posti di lavoro transitare a passo d'uomo; 7) mantenere sgombro e pulito il posto di guida; 8) durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare; 9) segnalare eventuali gravi anomalie. Dopo l'uso: 1) posizionare correttamente la macchina, abbassando la benna a terra e azionando il freno di stazionamento; 2) pulire gli organi di comando da grasso e olio; 3) pulire convenientemente il mezzo; 4) eseguire le operazioni di revisione e manutenzione seguendo le indicazioni del libretto e segnalando eventuali guasti. Riferimenti Normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Titolo III, Capo 1; D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81, Allegato 6. 2) DPI: operatore pala meccanica; Prescrizioni Organizzative: Devono essere forniti all'operatore adeguati dispositivi di protezione individuale: a) casco; b) calzature di sicurezza; c) otoprotettori; d) guanti; e) indumenti protettivi. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 96 EMISSIONE SONORA ATTREZZATURE E MACCHINE (art 190, D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) ATTREZZATURA Emissione Sonora dB(A) Lavorazioni Argano a bandiera Rimozione di controsoffittature; Rimozione di impianti. 79.2 Avvitatore elettrico Rimozione di controsoffittature; Rimozione di serramenti interni; Applicazione di rete antisfondellamento per consolidamento solaio; Ripristino di porzioni di solaio sfondellate; Realizzazione di controsoffitti; Realizzazione di impianto elettrico interno; Smobilizzo del cantiere. 75.4 Betoniera a bicchiere Realizzazione di divisori interni; Formazione intonaci interni. 80.5 Clipper (sega circolare per laterizio) Realizzazione di divisori interni. 89.9 Impastatrice Formazione intonaci interni. 79.8 Martello demolitore elettrico Rimozione di impianti. 95.3 Saldatrice elettrica Posa di ringhiere e parapetti. 71.2 Scanalatrice per muri ed intonaci Realizzazione di impianto elettrico interno. 98.0 Sega circolare portatile (flessibile) Applicazione di rete antisfondellamento per consolidamento solaio; Ripristino di porzioni di solaio sfondellate. 89.9 Sega circolare Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere. 89.9 Smerigliatrice angolare (flessibile) Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere; Rimozione di controsoffittature; Rimozione di impianti; Rimozione di serramenti interni; Realizzazione di controsoffitti; Posa di ringhiere e parapetti; Realizzazione di impianto elettrico interno; Smobilizzo del cantiere. 97.7 Taglierina elettrica Realizzazione di divisori interni; Realizzazione di controsoffitti. 89.9 Trapano elettrico Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere; Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere; Realizzazione di impianto elettrico del cantiere; Rimozione di impianti; Rimozione di serramenti interni; Applicazione di rete antisfondellamento per consolidamento solaio; Ripristino di porzioni di solaio sfondellate; Realizzazione di controsoffitti; Posa di ringhiere e parapetti; Realizzazione di impianto elettrico interno; Smobilizzo del cantiere. 90.6 Applicazione di rete antisfondellamento per consolidamento solaio; Ripristino di porzioni di solaio sfondellate. 94.8 Troncatrice MACCHINA Autocarro Emissione Sonora dB(A) Lavorazioni Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Realizzazione della viabilità del cantiere; Scavo di pulizia generale dell’area del cantiere; Rimozione di controsoffittature; Rimozione di impianti; Rimozione di serramenti interni; Smobilizzo del cantiere. 77.9 Autogrù Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Smobilizzo del cantiere. 81.6 Dumper Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere. 86.0 Pala meccanica Realizzazione della viabilità del cantiere; Scavo di pulizia generale dell’area del cantiere. 84.6 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 97 COORDINAMENTO DELLE LAVORAZIONI E FASI Sono presenti Lavorazioni o Fasi interferenti, che sono compatibili, senza bisogno di una prescrizione. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 98 COORDINAMENTO PER USO COMUNE DI APPRESTAMENTI, ATTREZZATURE, INFRASTRUTTURE, MEZZI E SERVIZI DI PROTEZIONE COLLETTIVA (punto 2.1.2, lettera f, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) Affidamento delle opere provvisionali, attrezzature, impianti ed apprestamenti in cantiere. Le opere provvisionali, gli impianti, gli apprestamenti e le attrezzature verranno realizzate a cura della ditta appaltatrice e verranno consegnate ed affidate (con verbale scritto) alle singole ditte operanti in cantiere sotto la loro diretta responsabilità, limitatamente alle aree e periodi di impiego. Quando fossero più ditte ad utilizzare contemporaneamente alcune opere provvisionali (ponteggi, parapetti, castelli ecc.), apprestamenti (protezioni, aree di carico, impianti elettrici ecc.), attrezzature (gru, mezzi d’opera ecc.), l’affidamento avverrà in modo congiunto ognuno per le proprie competenze. Una volta eseguite le lavorazioni affidate in un area di cantiere, la ditta detentrice riconsegnerà in perfetto ordine le opere, gli apprestamenti e le attrezzature alla ditta affidante o a ditta subentrante, la quale sarà tenuta a verificare le condizioni di quanto affidato ed animare nuovo verbale di affidamento. I “Verbali di affidamento delle opere provvisionali, impianti, attrezzature ed apprestamenti in cantiere” dovranno essere conservati in cantiere e ne risponderà il SPP del cantiere nella persona del RSPPC o suo incaricato, e conterranno: _ _ _ _ _ l’identificativo delle ditte affidanti ed affidatarie; l’elenco delle opere provvisionali, attrezzature ed apprestamenti in cantiere in affidamento; richiameranno le istruzioni sul mantenimento; la data di affidamento e di riconsegna; le firme dei responsabili delle ditte. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 99 MODALITA' ORGANIZZATIVE DELLA COOPERAZIONE, DEL COORDINAMENTO E DELLA RECIPROCA INFORMAZIONE TRA LE IMPRESE/LAVORATORI AUTONOMI (punto 2.1.2, lettera g, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) Compiti dei SPP delle ditte in cantiere Ogni il datore di lavoro di ogni singola ditta dovrà, attraverso il PSC, i POS delle altre ditte e poi attraverso il proprio Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP), individuare e valutare i rischi e le misure per la sicurezza e la salubrità delle aree di lavoro, elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive ed i sistemi di controllo su tali misure. Provvederà ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività della ditta, a verificare la formazione ed l’informazione dei preposti, degli addetti e dei lavoratori della ditta, o ad essa subordinati, circa i rischi e le misure di prevenzione e protezione da adottare. Inoltre il datore di lavoro sorveglierà attraverso il SPP e gli addetti appositamente designati, formati ed informati lo stato dei luoghi di cantiere, gli apprestamenti comuni e delle singole aree di lavoro in cui la ditta è impegnata in modo da garantire l’osservanza dei Piani di Sicurezza e la sicurezza in generale per i propri lavoratori e per i terzi. In particolare: PRIMA DELL’ATTIVITA’: _ _ verificherà lo stato degli apprestamenti del cantiere (baracche, servizi, impianto elettrico di cantiere generale, ecc.), delle opere provvisionali (ponteggi, reti, parapetti, ecc), e delle misure protettive collettive o individuali previste dal POS e dal PSC, chiederà chiarimenti e garanzie circa la sicurezza delle opere provvisionali e degli apprestamenti installati agli esecutori delle stesse o alle ditte precedentemente o ancora operanti quando il cantiere sia già avviato, è sottinteso che ciò vale anche per le ditte che prestano opera a cantiere già iniziato. Le opere provvisionali verranno affidate in forma scritta, anche consociativa, alle ditte subentranti o che operino contemporaneamente man mano che queste utilizzino dette opere, quando il cantiere sia già avviato. Dal momento dell’affidamento delle opere, le ditte stesse diverranno responsabili del mantenimento in stato buono e sicuro delle opere stesse. Oltre alla delimitazione delle aree per le lavorazioni dovranno essere predisposti dei percorsi per l’introduzione in cantiere del materiale e dei percorsi di fuga agevoli, in modo tale che gli addetti al cantiere abbiano percorsi il più possibile separati. DURANTE L’ATTIVITA’: sarà tenuto attraverso preposti ed addetti appositamente incaricati a verificare ed a segnalare immediatamente al datore di lavoro, ed al coordinatore durante le riunioni di coordinamento eventuali degradamenti, manomissioni od anomalie delle opere provvisionali, e degli apprestamenti collettivi dalla stessa utilizzati, in caso di grave pericolo verranno immediatamente sospese le lavorazioni e verrà chiamata la ditta responsabile delle opere provvisionali affinché provveda al ripristino delle condizioni di sicurezza. In nessun caso le ditte operanti sono autorizzate a rimuovere protezioni o a modificare approntamenti di protezione collettiva, anche se per effettuare operazioni non pericolose per i lavoratori della ditta stessa, senza averlo comunicato preventivamente al Preposto di Cantiere ed aver provveduto a realizzare e segnalare delle protezioni equivalenti. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 100 DOPO L’ATTIVITA’: le ditte prima di abbandonare l’area di lavoro dovranno assicurarsi di riconsegnare i luoghi puliti e completi di tutte le protezioni trovate prima dell’intervento, comunque previste dal piano di sicurezza o individuate durante le riunioni di coordinamento, la ditta non sarà sollevata dalle proprie responsabilità circa i luoghi di cantiere finché non otterrà un verbale controfirmato dalla ditta prima appaltatrice di riconsegna dei luoghi di cantiere in condizione di pulizia e sicurezza, solo allora le opere provvisionali e le attrezzature torneranno sotto la responsabilità della ditta prima appaltatrice o subentrante. Il coordinatore avrà facoltà di richiedere la visione o copia dei suddetti verbali di affidamento delle opere provvisionali Il SPP nella persona del Datore di Lavoro, incaricherà i preposti e gli addetti appositamente formati ed informati ad effettuare il controllo quotidiano sulle opere provvisionali e sulla segnaletica associata al loro utilizzo, proprie della ditta e comuni quando vengano da questa utilizzate o quando vengano assegnate dal SPP del cantiere . La presenza dei preposti e degli addetti dovrà essere garantita quotidianamente, l’incarico verrà reso informa scritta a cura del datore di lavoro e sarà controfirmato dagli incaricati: esso conterrà il nominativo, le mansioni affidate, le istruzioni per lo svolgimento delle mansioni e per il coordinamento con le altre ditte. Inoltre il datore di lavoro consegnerà preventivamente al Coordinatore in Fase di Esecuzione (CFE), ed in copia al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione del Cantiere (RSPPC) che provvederà a raccogliere e conservare al Preposto incaricato in cantiere, “l’Elenco delle Presenze in cantiere” con distinti i nominativi, gli incarichi (preposti, addetti, lavoratori) numero di telefono cellulare, i corsi di formazione seguiti, l’eventuale abilitazione gli stessi, ottenuta con corsi specifici, a svolgere attività nel Servizio di Gestione dell’Emergenza in cantiere come addetti al Primo Soccorso, all’Intervento in caso di Incendio e di evacuazione. Coordinamento e Cooperazione dei SPP in cantiere Presumendo che il cantieramento, le opere provvisionali, la viabilità in cantiere, in sostanza che l’organizzazione generale del cantiere sia gestita dalla ditta prima appaltatrice, si configura a nostro giudizio una responsabilità primaria e generale della ditta prima appaltatrice circa la Prevenzione e Protezione coordinata in cantiere, come fosse un’attività ospite delle varie ditte operanti nel cantiere; pertanto la struttura “ossea” il Servizio di Prevenzione e Protezione del Cantiere quale servizio coordinato di tutte le ditte operanti non può che essere individuato in quello della ditta prima appaltatrice o comunque organizzatrice del cantiere. Qualora la ditta prima appaltatrice durante una fase dei lavori (es. durante gli scavi) non preveda la presenza in cantiere di un numero sufficiente di lavoratori alla proprie dipendenze formato per svolgere le funzioni di Addetto della Squadra di Emergenza, saranno le altre ditte operanti chiamate a fornire attrezzature e personale appositamente formato ed informato in ragione del numero di persone da ognuna portato in cantiere, dei rischi dalle stesse ditte introdotti in cantiere o dei rischi cui il personale stesso è esposto Qualora l’appalto venga assunto da un raggruppamento di imprese, anche se fosse individuato un "unico referente" che si rapporta al coordinatore o al committente, tale "referente" non può sostituire i datori di lavoro delle imprese esecutrici ai fini degli assolvimenti degli obblighi della normativa prevenzionistica in genere. Il "referente" infatti nei rapporti con le varie figure previste dal D.Lgs 81/08, con gli RSL, con i medici competenti e con i dipendenti delle varie imprese, non ha in sé i poteri propri del datore di lavoro e quindi non è in grado di svolgerne i compiti. L'ampliamento dei poteri del referente del raggruppamento di imprese può essere accettato salvo che tali poteri siano trasferiti prima che il raggruppamento di imprese si proponga per l'esecuzione dell'opera, siano trasferiti "in toto" (dispositivi, economici ..) e senza successive ingerenze da parte del datore di lavoro cedente. In pratica si ricade quindi nel concetto di "delega di poteri" per Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 101 cui il raggruppamento d'impresa diviene un'unica impresa ed il referente, l'unico "datore di lavoro". Per tanto sarà sempre garantita dal SPP di cantiere, la partecipazione dei datori di lavoro alla organizzazione e del cantiere stesso, i quanto ultimi responsabili e detentori dei mezzi per mettere in atto le misure di prevenzione e protezione. Allo stesso modo dovrà essere garantita la partecipazione e l’informazione degli RLS o RLST. Il Servizio di Prevenzione Protezione del Cantiere sarà costituito da: Organizzazione del cantiere Servizio di Prevenzione e Protezione del Cantiere DATORI DI LAVORO RESPONSABILI DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DEL CANTIERE ADDETTO CONTROLLO DELL'ACCESSIBILITÀ E VIABILITA’ IN CANTIERE ADDETTO CONTROLLO OPERE PROVVISIONALI, APPRESTAMENTI DI CANTIERE E FUNI ADDETTO PER LA GESTIONE DEL IMPIANTO E QUADRI ELETTRICI ADDETTO ALLA GESTIONE DEI RIFIUTI ED INQUINANTI IN CANTIERE ADDETTO PER IL PRIMO SOCCORSO ADDETTO PER IL PREVENZIONE E PROTEZIONE INCENDI ADDETTO PER L’EVACUAZIONE ADDETTI PER L’EVACUAZIONE Ogni singolo datore di lavoro sarà tenuto a provvedere al realizzazione, controllo e manutenzione delle opere provvisionali, dei dispositivi di protezione e degli apprestamenti installati dalla ditta stessa per lavorazione esclusive, od di carattere collettivo, utilizzate dalla ditta in affidamento per eseguire le lavorazioni ma di uso comune con altre ditte e lavoratori. In ragione di ciò i datori, anche attraverso il SPP di cantiere, dovranno: _ provvedere a informare e formare tutti il lavoratori circa l’impiego e la buona tenuta di tutte le attrezzature, degli apprestamenti di cantiere dei dispositivi di protezione collettiva ed individuali utilizzati, _ nominare degli addetti appositamente formati e del informati per il controllo delle opere provvisionali, e delle attrezzature sia di utilizzo esclusivo della ditta che di uso collettivo. Compiti dei SPP delle ditte in cantiere Ogni il datore di lavoro di ogni singola ditta dovrà, attraverso il PSC, i POS delle altre ditte e poi attraverso il proprio Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP), individuare e valutare i rischi e le misure per la sicurezza e la salubrità delle aree di lavoro, elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive ed i sistemi di controllo su tali misure. Provvederà ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività della ditta, a verificare la formazione ed l’informazione dei preposti, degli addetti e dei lavoratori della ditta, o ad essa subordinati, circa i rischi e le misure di prevenzione e protezione da adottare. Inoltre il datore di lavoro sorveglierà attraverso il SPP e gli addetti appositamente designati, formati ed informati lo stato dei luoghi di cantiere, gli apprestamenti comuni e delle singole aree di lavoro in cui la ditta è impegnata in modo da garantire l’osservanza dei Piani di Sicurezza e la sicurezza in generale per i propri lavoratori e per i terzi. In particolare: PRIMA DELL’ATTIVITA’: _ _ verificherà lo stato degli apprestamenti del cantiere (baracche, servizi, impianto elettrico di cantiere generale, ecc.), delle opere provvisionali (ponteggi, reti, parapetti, ecc), e delle misure protettive collettive o individuali previste dal POS e dal PSC, chiederà chiarimenti e garanzie circa la sicurezza delle opere provvisionali e degli apprestamenti installati agli esecutori delle stesse o alle ditte precedentemente o ancora operanti quando il cantiere sia già avviato, è sottinteso che ciò vale anche per le ditte che Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 102 prestano opera a cantiere già iniziato. Le opere provvisionali verranno affidate in forma scritta, anche consociativa, alle ditte subentranti o che operino contemporaneamente man mano che queste utilizzino dette opere, quando il cantiere sia già avviato. Dal momento dell’affidamento delle opere, le ditte stesse diverranno responsabili del mantenimento in stato buono e sicuro delle opere stesse. Oltre alla delimitazione delle aree per le lavorazioni dovranno essere predisposti dei percorsi per l’introduzione in cantiere del materiale e dei percorsi di fuga agevoli, in modo tale che gli addetti al cantiere abbiano percorsi il più possibile separati. DURANTE L’ATTIVITA’: sarà tenuto attraverso preposti ed addetti appositamente incaricati a verificare ed a segnalare immediatamente al datore di lavoro, ed al coordinatore durante le riunioni di coordinamento eventuali degradamenti, manomissioni od anomalie delle opere provvisionali, e degli apprestamenti collettivi dalla stessa utilizzati, in caso di grave pericolo verranno immediatamente sospese le lavorazioni e verrà chiamata la ditta responsabile delle opere provvisionali affinché provveda al ripristino delle condizioni di sicurezza. In nessun caso le ditte operanti sono autorizzate a rimuovere protezioni o a modificare approntamenti di protezione collettiva, anche se per effettuare operazioni non pericolose per i lavoratori della ditta stessa, senza averlo comunicato preventivamente al Preposto di Cantiere ed aver provveduto a realizzare e segnalare delle protezioni equivalenti. DOPO L’ATTIVITA’: le ditte prima di abbandonare l’area di lavoro dovranno assicurarsi di riconsegnare i luoghi puliti e completi di tutte le protezioni trovate prima dell’intervento, comunque previste dal piano di sicurezza o individuate durante le riunioni di coordinamento, la ditta non sarà sollevata dalle proprie responsabilità circa i luoghi di cantiere finché non otterrà un verbale controfirmato dalla ditta prima appaltatrice di riconsegna dei luoghi di cantiere in condizione di pulizia e sicurezza, solo allora le opere provvisionali e le attrezzature torneranno sotto la responsabilità della ditta prima appaltatrice o subentrante. Il coordinatore avrà facoltà di richiedere la visione o copia dei suddetti verbali di affidamento delle opere provvisionali Il SPP nella persona del Datore di Lavoro, incaricherà i preposti e gli addetti appositamente formati ed informati ad effettuare il controllo quotidiano sulle opere provvisionali e sulla segnaletica associata al loro utilizzo, proprie della ditta e comuni quando vengano da questa utilizzate o quando vengano assegnate dal SPP del cantiere . La presenza dei preposti e degli addetti dovrà essere garantita quotidianamente, l’incarico verrà reso informa scritta a cura del datore di lavoro e sarà controfirmato dagli incaricati: esso conterrà il nominativo, le mansioni affidate, le istruzioni per lo svolgimento delle mansioni e per il coordinamento con le altre ditte. Inoltre il datore di lavoro consegnerà preventivamente al Coordinatore in Fase di Esecuzione (CFE), ed in copia al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione del Cantiere (RSPPC) che provvederà a raccogliere e conservare al Preposto incaricato in cantiere, “l’Elenco delle Presenze in cantiere” con distinti i nominativi, gli incarichi (preposti, addetti, lavoratori) numero di telefono cellulare, i corsi di formazione seguiti, l’eventuale abilitazione gli stessi, ottenuta con corsi specifici, a svolgere attività nel Servizio di Gestione dell’Emergenza in cantiere come addetti al Primo Soccorso, all’Intervento in caso di Incendio e di evacuazione. Coordinamento e Cooperazione dei SPP in cantiere Presumendo che il cantieramento, le opere provvisionali, la viabilità in cantiere, in sostanza che l’organizzazione generale del cantiere sia gestita dalla ditta prima appaltatrice, si configura a nostro giudizio una responsabilità primaria e generale della ditta prima appaltatrice circa la Prevenzione e Protezione coordinata in cantiere, come fosse un’attività ospite delle varie ditte operanti nel cantiere; pertanto la struttura “ossea” il Servizio di Prevenzione e Protezione del Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 103 Cantiere quale servizio coordinato di tutte le ditte operanti non può che essere individuato in quello della ditta prima appaltatrice o comunque organizzatrice del cantiere. Qualora la ditta prima appaltatrice durante una fase dei lavori (es. durante gli scavi) non preveda la presenza in cantiere di un numero sufficiente di lavoratori alla proprie dipendenze formato per svolgere le funzioni di Addetto della Squadra di Emergenza, saranno le altre ditte operanti chiamate a fornire attrezzature e personale appositamente formato ed informato in ragione del numero di persone da ognuna portato in cantiere, dei rischi dalle stesse ditte introdotti in cantiere o dei rischi cui il personale stesso è esposto Qualora l’appalto venga assunto da un raggruppamento di imprese, anche se fosse individuato un "unico referente" che si rapporta al coordinatore o al committente, tale "referente" non può sostituire i datori di lavoro delle imprese esecutrici ai fini degli assolvimenti degli obblighi della normativa prevenzionistica in genere. Il "referente" infatti nei rapporti con le varie figure previste dal D.Lgs 81/08, con gli RSL, con i medici competenti e con i dipendenti delle varie imprese, non ha in sé i poteri propri del datore di lavoro e quindi non è in grado di svolgerne i compiti. L'ampliamento dei poteri del referente del raggruppamento di imprese può essere accettato salvo che tali poteri siano trasferiti prima che il raggruppamento di imprese si proponga per l'esecuzione dell'opera, siano trasferiti "in toto" (dispositivi, economici ..) e senza successive ingerenze da parte del datore di lavoro cedente. In pratica si ricade quindi nel concetto di "delega di poteri" per cui il raggruppamento d'impresa diviene un'unica impresa ed il referente, l'unico "datore di lavoro". Per tanto sarà sempre garantita dal SPP di cantiere, la partecipazione dei datori di lavoro alla organizzazione e del cantiere stesso, i quanto ultimi responsabili e detentori dei mezzi per mettere in atto le misure di prevenzione e protezione. Allo stesso modo dovrà essere garantita la partecipazione e l’informazione degli RLS o RLST. Il Servizio di Prevenzione Protezione del Cantiere sarà costituito da: Organizzazione del cantiere Servizio di Prevenzione e Protezione del Cantiere DATORI DI LAVORO RESPONSABILI DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DEL CANTIERE ADDETTO CONTROLLO DELL'ACCESSIBILITÀ E VIABILITA’ IN CANTIERE ADDETTO CONTROLLO OPERE PROVVISIONALI, APPRESTAMENTI DI CANTIERE E FUNI ADDETTO PER LA GESTIONE DEL IMPIANTO E QUADRI ELETTRICI ADDETTO ALLA GESTIONE DEI RIFIUTI ED INQUINANTI IN CANTIERE ADDETTO PER IL PRIMO SOCCORSO ADDETTO PER IL PREVENZIONE E PROTEZIONE INCENDI ADDETTO PER L’EVACUAZIONE ADDETTI PER L’EVACUAZIONE Ogni singolo datore di lavoro sarà tenuto a provvedere al realizzazione, controllo e manutenzione delle opere provvisionali, dei dispositivi di protezione e degli apprestamenti installati dalla ditta stessa per lavorazione esclusive, od di carattere collettivo, utilizzate dalla ditta in affidamento per eseguire le lavorazioni ma di uso comune con altre ditte e lavoratori. In ragione di ciò i datori, anche attraverso il SPP di cantiere, dovranno: _ provvedere a informare e formare tutti il lavoratori circa l’impiego e la buona tenuta di tutte le attrezzature, degli apprestamenti di cantiere dei dispositivi di protezione collettiva ed individuali utilizzati, _ nominare degli addetti appositamente formati e del informati per il controllo delle opere provvisionali, e delle attrezzature sia di utilizzo esclusivo della ditta che di uso collettivo. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 104 Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione del Cantiere (RSPPC): Il Responsabile del Servizio di Prevenzione Protezione del Cantiere (RSPPC) sarà il Responsabile del Servizio di Prevenzione Protezione della ditta prima appaltatrice, questo collaborando con il coordinatore in fase di Esecuzione, con i datori di lavoro e con gli RSPP di tutte le ditte, in sintonia con il PSC ed i POS, individuerà e disporrà procedure e misure generali di sicurezza del cantiere, organizzerà il servizio reclutando gli addetti formati con corsi specifici oltre che della ditta prima appaltatrice, anche tra il personale appropriatamente formato delle altre ditte operanti in cantiere al fine di garantire una copertura efficace durante tutte le fasi del cantiere, e garantirà la partecipazione e la consultazione nelle fasi organizzative degli RLS delle singole ditte. Il responsabile coadiuvato dagli altri componenti del SPP di Cantiere e coordinato dal CFE: _ _ _ _ _ _ _ _ predisporrà la formazione e l’informazione degli addetti ai servizi comuni dal cantiere; individuerà ed organizzerà gli addetti al SPPC ed della SGE; raccoglierà e terrà presso il cantiere ”Elenco delle Presenze in cantiere” fornito dai datori di lavoro di ogni singola ditta presente in cantiere con distinti i nominativi, gli incarichi (preposti, addetti, lavoratori, autonomi) numero di telefono cellulare, i corsi di formazione seguiti, l’eventuale abilitazione gli stessi, ottenuta con corsi specifici, a svolgere attività nel Servizio di Gestione dell’Emergenza in cantiere come addetti al Primo Soccorso ed all’Intervento in caso di Incendio, a cura dei titolari; raccoglierà e terrà presso il cantiere copia delle visure camerali e abilitazione aggiornati a tre mesi degli automoni in cantiere; predisporrà ed aggiornerà (o farà aggiornare dal Preposto di cantiere) il “Registro Giornaliero delle Presenze” in cantiere con individuazione dei preposti ed addetti e controfirmato per accettazione degli incarichi; predisporrà ed organizzerà un servizio collettivo di controllo e manutenzione delle opere provvisionali, attrezzature e dispositivi di protezione (verifica della recinzione di cantiere, ghiaccio sulle gru e linee elettriche aeree, estintori ecc.); individuerà ed organizzerà gli addetti all’accessibilità in cantiere; predisporrà ed attiverà le procedure per la sospensione delle attività in presenza di eventi atmosferici e di vento (sarà coadiuvato dal Preposto di cantiere). In relazione al controllo e la manutenzione delle opere provvisionali, delle attrezzature e dei dispositivi di protezione, il Responsabile coadiuvato dagli altri componenti del SPP di Cantiere e coordinato dal CFE, avvalendosi anche degli addetti appositamente formati: _ controllerà e farà controllare lo stato delle recinzioni di cantiere, dei parapetti e protezioni verso il vuoto; _ pulizia delle baracche, apprestamenti ed aree di cantiere; _ presenza della segnaletica; _ pulizia da neve e ghiaccio di gru, ponteggi, linee elettriche aeree; _ verifica e controllo funi gru, tiranti, fasce e ganci utilizzati, in particolare verifica dello stato e della conformità alle tipologie e carichi previsti nei manuali e piani di prefabbricazione consegnati dalle ditte fornitrici di prefabbricati; _ stato e protezione degli impianti elettrici di cantiere (potenza, allarmi sonori, segnalazione vento). L’RSPPC o Preposto in cantiere, sarà tenuto predisporre, far compilare quotidianamente e tenere in cantiere un “Registro Giornaliero delle presenze” in cui ogni mattina prima dell’ingresso in cantiere ogni Preposto ed Addetto incaricato indicherà la propria presenza per iscritto annotando il nome della ditta di appartenenza, il nominativo, le mansioni svolte per conto della propria ditta e quelle svolte all’interno della Squadra di Emergenza su attribuzione dell’RSPPC stesso o del RSE. La documentazione verrà conservata a cura del RSPPC o suo incaricato presso l’ufficio di cantiere. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 105 In fine il RSPPC, o suo incaricato, predisporrà quotidianamente un “Cartello Addetti della Squadra di Emergenza” affisso all’esterno dell’ufficio di cantiere, riportante il nominativo e gli incarichi degli addetti alla “Squadra di Emergenza” la data di compilazione. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 106 ORGANIZZAZIONE SERVIZIO DI PRONTO SOCCORSO, ANTINCENDIO ED EVACUAZIONE DEI LAVORATORI (punto 2.1.2, lettera h, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) GESTIONE DELL'EMERGENZA IN CANTIERE Scopo della presente sezione del documento della sicurezza è quello di individuare la struttura organizzativa e le procedure operative per gestire situazioni di emergenza in cantiere che possono costituire pericolo per le persone e per le cose, con il preciso scopo di coordinare il servizio di gestione dell’emergenza che potrà essere costituito anche da personale, proveniente da ditte operanti in cantiere diverse dalla prima appaltatrice, formato con corsi specifici. Per la stesura della presente sezione si è fatto riferimento alla L.C. del Ministero dell'Interno n. P 1564/4146 del 29/9/1995. La presente sezione a valore indicativo per stimolare e coordinare l’organizzazione unitaria della Gestione dell’Emergenza SGE in cantiere, si rimanda all’attività degli RSPP il compito di strutturare, dettagliare procedure e mansioni, organizzare e rendere operativo il Servizio di Gestione dell’Emergenza. Organizzazione del Servizio di Emergenza Il Servizio di Gestione dell’Emergenza in cantiere è costituito da: SERVIZIO DI EMERGENZA 1 DATORI DI LAVORO 2 RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DEL CANTIERE 3 RESP. SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DELLE SINGOLE DITTE IN CANTIERE 4 RESPONSABILE DEL SERVIZIO EMERGENZA DEL CATIERE 5 ADDETTI PER IL PRIMO SOCCORSO 6 ADDETTI PER IL PREVENZIONE E PROTEZIONE INCENDI 7 ADDETTI PER L’EVACUAZIONE E SOSPENSIONE ATTIVITA’ PER EVENTI METEORLOGICI Il Servizio di Gestione dell’Emergenza, coordinato dal Coordinatore in fase di Esecuzione, ha il compito di: _ _ _ _ _ rilevare e valutare rischi, misure e procedure di intervento esposte nei piani di sicurezza, integrare e rendere operative le disposizioni in merito alla gestione dell’emergenza; individuare, far formare, organizzare e gestire il personale addetto alla Squadra di Emergenza e il personale rimanente; attivare e gestire gli interventi durante le emergenze; garantire la partecipazione e la consultazione nelle fasi organizzative dei datori di lavoro, degli RLS ed RLST delle singole ditte. Il numero degli addetti andrà commisurato ai rischi e numero di persone presenti in cantiere nelle varie fasi di lavoro, con un minimo di n° 2 addetti più il Responsabile della Squadra di Emergenza, la tabella di seguito riportata un valore indicativo della presenza minima richiesta di addetti in relazione alla fasi ed aree di lavoro, essa va integrata con le valutazioni e fatte in situ dal Servizio di Gestione dell’Emergenza il quale dovrà garantire le presenze minime ed integrarle a seconda dello slittamento o sovrapposizione delle fasi sia per tempo che per area di intervento. Si intende che la mansione di Addetto all’Evacuazione potrà essere affidata a personale formato con corsi interni; il numero e la dislocazione degli addetti dovrà essere decisa durante lo svolgimento del cantiere in modo da garantire l’efficacia del Piano di Emergenza. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 107 Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione di Cantiere, coordina l'intervento della Squadra di Emergenza Interna, individuando e designando gli addetti del servizio e concordando con gli altri RSPP le mansioni specifiche, la formazione e le informazioni da trasmettere agli addetti. Gli Addetti all’Evacuazione potranno essere individuati tra gli addetti chiamati a prestare servizio per l’intervento in caso di Incendio o tra gli Addetti al primo soccorso, comunque in numero tale da garantire l’operatività degli uni e degli altri in caso di intervento COMPITI E MANSIONI DEGLI ADDETTI E PREPOSTI DEL SERVIZIO DI EMERGENZA Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione del Cantiere L’RSPPC coordinandosi con gli RSPP delle diverse ditte, sotto la supervisione del CFE, garantendo la partecipazione e la consultazione nelle fasi organizzative degli RLS delle singole ditte, individuerà gli addetti della Squadra di Emergenza, verificherà le abilitazioni a svolgere le mansioni di addetto del Servizio, richiedendo e conservando in cantiere copia dell’attestato di frequenza ai corsi per il Primo Soccorso e per la Prevenzione e Protezione dagli Incendi. Il Responsabile alla luce delle valutazioni contenute nei Piani di Sicurezza, e coadiuvato dal Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione, predisporrà le misure necessarie ad intervenire in cantiere, effettuerà la formazione e l’informazione del personale ed illustrerà modalità di intervento e compiti di tutti gli addetti durante la gestione dell’Emergenza Ogni RSPP di ogni singola ditta fornirà “l’Elenco dei Preposti ed Addetti” di cantiere controfirmato dal RLS Responsabile della Squadra di Emergenza del cantiere Alle dirette dipendenze del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione del Cantiere, vi è il Responsabile del Squadra di Emergenza (RSE), il quale organizza ed è responsabile delle azioni della Squadra di Emergenza interna. L’RSPPC ed i datori di lavoro in fase organizzativa e l’RSE in fase operativa, coadiuvati dal CFE, dovranno individuare il personale e le mansioni della Squadra di Emergenza, in ragione della dislocazione delle aree di intervento e delle fonti di pericolo avendo cura di distribuire la presenza del personale in modo omogeneo ed efficace su tutto il cantiere, dovranno accertarsi dell’efficienza dei mezzi di intervento ed affidarne individualmente la responsabilità e l’impiego agli addetti della Squadra di Emergenza, dovranno provvedere all’informazione degli addetti sulle procedure operative e sulle mansioni affidate, specifiche e coordinate. L’RSE sarà incaricato di: _ _ _ _ conservare ”l’Elenco dei Preposti ed Addetti di cantiere” fornito dalle singole ditte, di compilare ed aggiornare quotidianamente un “Registro Giornaliero Preposti” in cui ogni mattina prima dell’ingresso in cantiere ogni preposto incaricato apporrà la firma come accettazione dell’incarico; ricorderà in quella sede le mansioni attribuite e le procedure da adottare, affiderà i mezzi e le aree di intervento, ed i DPI specifici, a tutti i componenti della Squadra di Emergenza; compilerà ed aggiornerà il “Cartello Addetti della Squadra di Emergenza” affisso all’esterno dell’ufficio di cantiere, riportante il nominativo e gli incarichi degli addetti alla “Squadra di Emergenza” e la data di compilazione. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 108 STATO DI EMERGENZA Nel caso di emergenza di tipo 3 è responsabile fino all’arrivo delle squadre di soccorso esterne, al loro arrivo collabora per la buona riuscita dell’intervento) Inoltre il Responsabile del Servizio di Emergenza esplica le seguenti mansioni: _ assume la diretta direzione delle operazioni operative; _ decide le particolari strategie di intervento; _ in caso di assenza del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, dispone l’intervento dei soccorsi esterni; _ organizza i primi soccorsi delle persone infortunate; _ verifica la presenza delle persone presenti o mancanti presso il Luogo di Raccolta; _ riceve i soccorsi esterni fornendo indicazioni chiare ed aggiornate sulle aree interessate, sula natura e sulla gravità dall’incidente, sulla presenza di persone in aree di pericolo, sulle misure adottate, coordina l’intervento con le squadre esterne; _ comunica al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione l’evoluzione dell’evento incidentale. Addetti della squadra di emergenza del cantiere Gli addetti della squadra di emergenza sono: _ _ _ Addetti al Primo Soccorso (formati con corso specifico da ente abilitato). Addetti al Intervento in caso di Incendio (rischio “basso” durante le lavorazioni all’aperto e “medio” durante le lavorazioni al chiuso formati con corso specifico riconosciuto dai VVFF). Addetti all’Evacuazione (formati direttamente dagli RSPP ed informati dal RSE). Gli addetti verranno incaricati quotidianamente dal RSE, e controfirmeranno il “Registro Giornaliero Preposti” per accettazione dell’incarico. Informano l’RSE di eventuali anomalie sui dispositivi e mezzi presi in consegna per gli interventi. Chiederanno informazioni ed aggiornamenti sulle procedure di intervento in relazione alle mutate condizioni del cantiere e conseguenti nuovi rischi individuati in cantiere in ragione delle valutazioni rilevate sui Piani di Sicurezza ed in fase di coordinamento STATO DI EMERGENZA La Squadra di Emergenza Interna attuerà le seguenti procedure (eventualmente integrate ed aggiornate dal RSE): _ il personale si dovrà mettere immediatamente a disposizione del Responsabile della Squadra di Emergenza Interna e del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione; _ azionare immediatamente le attrezzature previste dalle specifiche procedure (idranti, estintori, ecc.); _ istruisce tutto il personale all’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuali, delle vie di esodo, delle uscite di emergenza ecc.; _ controllare la fruibilità delle uscite di emergenza e dei relativi luoghi sicuri costantemente; _ provvedere a facilitare l’accesso dei mezzi di soccorso provvedendo, durante il sopraggiungere dei mezzi, a far sgomberare gli accessi e le vie interne al cantiere dagli altri mezzi presenti o parcheggiati, al sopraggiungere dei mezzi di soccorso ricevendo gli stessi all’accesso al cantiere fornendo indicazioni chiare e dettagliate sull’area, tipo e gravità dell’incidente, il nominativo ed individuazione del RSE, e segnalando la via di accesso al luogo dell’incidente. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 109 Individuazione del centro di emergenza Il Centro di Gestione dell’Emergenza è individuato nell’ufficio di cantiere presso l’ingresso principale, lo stesso fungerà inoltre da Punto di Raccolta del personale al fine di semplificare gli interventi delle squadre esterne e procedere alla verifica che tutti i lavoratori siano presenti ed in salvo. Definizione di emergenza Ai sensi delle vigenti disposizioni normative si definisce emergenza qualunque scostamento dalle normali condizioni operative, tale da determinare situazioni potenziali di danno alle persone o alle cose. Gli stati di emergenza possono essere classificati in 3 categorie in funzione della gravità degli stessi: Emergenza di tipo 1: stati di emergenza che possono essere controllati dalla persona o dalle persone che li individuano; Emergenza di tipo 2: stati di emergenza controllabili soltanto dall’intervento della squadra di emergenza, senza l’intervento di strutture di soccorso esterni; Emergenza di tipo 3: stati di emergenza controllabili soltanto con l’intervento della squadra di emergenza interna con il coinvolgimento degli enti di soccorso esterni (Vigili del Fuoco, Ambulanze). Tutti gli stati di emergenza devono essere registrati, a cura del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, in un apposito modulo. Procedura per richiesta di intervento di soccorso esterno da parte di enti pubblici preposti, da concordare preventivamente a cura del RSPPC con il locale Comando Provinciale dei VV.F.F. Dati da comunicare ai vigili del fuoco 1 Nome dell’impresa del cantiere richiedente 2 Indirizzo preciso del cantiere richiedente (quella accessibile dai mezzi di intervento) 3 Telefono del cantiere richiedente (o di un telefono cellulare) 4 Tipo di incendio piccolo - medio - grande 5 Presenza di persone in pericolo sì - no - dubbio 6 Locale o zona interessata all’incendio 7 Materiale che brucia 8 Nome di chi sta chiamando 9 Farsi dire il nome di chi risponde 10 Notare l’ora esatta della chiamata 11 Predisporre tutto l’occorrente per l’ingresso dei mezzi di soccorso in cantiere da concordare preventivamente a cura del RSPPC con la Azienda Sanitaria Locale. Dati da comunicare ai Pronto Soccorso 1 Nome dell’impresa del cantiere richiedente 2 Indirizzo preciso del cantiere richiedente (quella accessibile dai mezzi di intervento) 3 Telefono del cantiere richiedente (o di un telefono cellulare) 4 Presenza di persone infortunate n° di persone coinvolte e tipo di infortuni occorsi 5 Tipo di infortunio piccolo - medio - grande 6 Sintomi rilevati dell’infortunato (perdita di coscienza, arresto cardiaco, attività respiratoria, Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 110 7 8 9 10 11 pulsazioni, ecc.) Comunicazione delle prime cure apportate Nome di chi sta chiamando Farsi dire il nome di chi risponde Notare l’ora esatta della chiamata Predisporre tutto l’occorrente per l’ingresso dei mezzi di soccorso in cantiere Attivazione dello stato di emergenza Alle dirette dipendenze del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, vi è il Responsabile della Squadra di Emergenza interna, il quale organizza ed è responsabile delle azioni della Squadra di Emergenza Interna, (nel caso di emergenza di tipo 3 è responsabile fino all’arrivo delle squadre di soccorso esterne, al loro arrivo collabora per la buona riuscita dell’intervento) PRIMA DEL ATTIVITA’: L’RSPPC mediante riunioni di coordinamento con gli RSPP delle diverse ditte (dovrà essere garantita la partecipazione e la consultazione nelle fasi organizzative degli RLS delle singole ditte), sotto la supervisione del CFE, individuerà gli addetti della Squadra di Emergenza, predisporrà la misure e l’informazione agli addetti ed al RSE, assegnerà a ciascuno i mezzi e le aree di intervento; l’RSE terrà e farà aggiornare e contro firmate il registro quotidiano degli addetti in cantiere e compilerà e pubblicherà il cartello con la lista degli addetti DURANTE DEL ATTIVITA’: Chiunque venga a conoscenza, per qualunque motivo, di un evento incidentale, di qualunque natura, deve darne immediatamente notizia al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione oppure al Responsabile della Squadra di Emergenza Interna o in loro assenza a qualunque componente della Squadra di Emergenza Interna che sarà costituita da personale della dell’impresa nelle modalità concordate in Riunione di Coordinamento e prima di ogni giornata lavorativa. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione o in sua assenza il Responsabile della Squadra di Emergenza Interna, rintraccia immediatamente i componenti della Squadra di Emergenza Interna informandoli in merito alla natura dell’evento negativo e ai dispositivi di protezione da adottare. DOPO L’ATTIVITA’: Ogni addetto o preposto per le proprie competenze verificherà lo stato dei mezzi e dispositivi di intervento, informerà il SPP della necessità di eventuali riparazioni o sostituzioni degli stessi. In caso di infortunio sul lavoro il Direttore di Cantiere darà immediata comunicazione all'Ufficio del Personale dell'impresa precisando il luogo, l'ora, e le cause dello stesso, nonché i nominativi degli eventuali testimoni all'evento. I lavoratori sono tenuti a segnalare subito gli infortuni comprese le lesioni di piccola entità. Il Direttore di Cantiere provvederà ad emettere in doppia copia la richiesta di visita medica (evidenziando il codice fiscale dell'Azienda), disporrà affinché siano immediatamente prestati i soccorsi d'urgenza e, se necessario, accompagnerà l'infortunato all'ambulatorio INAIL o al più vicino Pronto Soccorso. Qualora l'infortunio determini una inabilità temporanea al lavoro superiore a giorni tre il Servizio del Personale provvederà a trasmettere, entro 48 ore dalla data dell'infortunio, una nota ai soggetti seguenti: a) al Commissariato di PS o, in mancanza, al Sindaco competente per territorio la denuncia di infortunio sul lavoro debitamente compilata; b) alla sede INAIL competente denuncia di infortunio evidenziando il codice fiscale dell'Azienda. Le denuncie saranno corredate di una copia del certificato medico che sarà stato rilasciato dai sanitari dell'ambulatorio INAIL o del Pronto Soccorso. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 111 In caso di infortunio mortale o previsto tale, la denuncia di infortunio sul lavoro dovrà essere subito trasmessa al competente Commissariato di PS, in alterativa ai Carabinieri o al Sindaco del Comune nella cui circoscrizione si è verificato l'infortunio. L'ufficio del personale dietro informazione del Direttore di Cantiere darà comunicazione telegrafica alla sede INAIL competente, entro 24 ore, facendo quindi seguire tempestivamente l'invio della denuncia di infortunio Si provvederà quindi alla trascrizione dell'infortunio sul Registro degli Infortuni seguendo attentamente la numerazione progressiva (il numero deve poi essere quello della denuncia INAIL). Il Registro degli Infortuni deve essere tenuto a disposizione dei funzionari degli organismi pubblici di controllo, sul luogo di lavoro. Al termine dello stato di inabilità temporanea al lavoro, l'Ufficio del Personale dovrà: a) ricevere la certificazione medica attestante l'avvenuta guarigione; b) rilasciare benestare alla ripresa del lavoro. Il Responsabile di cantiere annoterà sul Registro degli Infortuni la data di rientro del lavoratore infortunato ed il numero di giorni di assenza complessivamente effettuati. Fine dell'emergenza Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione o su sua delega il Responsabile della Squadra di Emergenza Interna comunica a mezzo di un segnale convenuto il cessare dell’emergenza e quindi la ripresa delle normali attività lavorative. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 112 CONCLUSIONI GENERALI Al presente Piano di Sicurezza e Coordinamento sono allegati i seguenti elaborati, da considerarsi parte integrante del Piano stesso: Tavola ZD_002 - Diagramma di Gantt (Cronoprogramma dei lavori); Tavola ZD_003 - Stima analitica dei costi della sicurezza. Tavola ZD_004 - Elenco prezzi. Tavola ZD_005 - Analisi nuovi prezzi unitari. Tavola ZD_006 - Fascicolo con le caratteristiche dell'opera. Si allegano, altresì: - tavole esplicative di progetto; - fascicolo della manutenzione (per la prevenzione e protezione dei rischi). Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 113 INDICE Anagrafica Lavoro Committenti Responsabili Imprese e lavoratori autonomi Documentazione Descrizione del contesto in cui si trova l'area del cantiere Descrizione sintetica dell'opera Area del cantiere Caratteristiche area del cantiere Fattori esterni che comportano rischi per il cantiere Rischi che le lavorazioni di cantiere comportano per l'area circostante Descrizione caratteristiche idrogeologiche Organizzazione del cantiere Segnaletica Lavorazioni e loro interferenze • Allestimento del cantiere • Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi • Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere • Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere • Realizzazione della viabilità del cantiere • Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere • Realizzazione di impianto elettrico del cantiere • Scavo di pulizia generale dell’area del cantiere • Rimozioni • Rimozione di controsoffittature • Rimozione di impianti • Rimozione di serramenti interni • Consolidamenti strutturali • Applicazione di rete antisfondellamento per consolidamento solaio • Opere interne • Ripristino di porzioni di solaio sfondellate • Realizzazione di divisori interni • Formazione intonaci interni • Realizzazione di controsoffitti • Tinteggiatura di superfici interne • Posa di ringhiere e parapetti • Posa di pellicole di sicurezza • Impianti • Realizzazione di impianto elettrico interno • Smobilizzo del cantiere • Smobilizzo del cantiere Rischi individuati nelle lavorazioni e relative misure preventive e protettive. Attrezzature utilizzate nelle lavorazioni Macchine utilizzate nelle lavorazioni Emissione sonora attrezzature e macchine Coordinamento delle lavorazioni e fasi pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. pag. 3 4 5 6 7 8 12 13 18 18 18 20 22 23 70 71 71 71 71 72 72 73 73 74 74 74 78 79 80 80 80 80 81 81 82 82 83 83 83 84 84 84 86 92 104 109 110 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 114 Coordinamento utilizzo parti comuni Modalità della cooperazione fra le imprese Organizzazione emergenze Conclusioni generali pag. pag. pag. pag. 111 112 119 125 Firma _____________________ Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 115 ALLEGATO “B” Comune di Grugliasco Provincia di TO ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI (Allegato XV e art. 100 del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i - D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106) OGGETTO: Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. COMMITTENTE: PROVINCIA DI TORINO - Servizio Edilizia Scolastica I CANTIERE: Via Crea n. 30 - Corso Allamano n. 120, Grugliasco (TO) Torino, 30/04/2013 IL COORDINATORE DELLA SICUREZZA (Geometra MORO Marco) _____________________________________ per presa visione IL COMMITTENTE (Responsabile Unico del Procedimento VETTORETTI Ing. Massimo) _____________________________________ Geometra MORO Marco Corso Inghilterra n. 7 10138 Torino (TO) 011.8616042 - 011.8616456 [email protected] Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 1 CerTus by Guido Cianciulli - Copyright ACCA software S.p.A. ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI La valutazione dei rischi è stata effettuata in conformità alla normativa italiana vigente: D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, "Attuazione dell'art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro". Testo coordinato con: D.L. 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla L. 2 agosto 2008, n. 129; D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2008, n. 133; D.L. 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla L. 27 febbraio 2009, n. 14; L. 18 giugno 2009, n. 69; L. 7 luglio 2009, n. 88; D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106; D.L. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla L. 26 febbraio 2010, n. 25; D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010, n. 122; L. 4 giugno 2010, n. 96. Individuazione dei criteri seguiti per la valutazione Per ogni lavoratore vengono individuati i relativi pericoli connessi con le lavorazioni stesse, le attrezzature impiegate e le eventuali sostanze utilizzate. I rischi sono stati analizzati in riferimento ai pericoli correlati alle diverse attività, alla gravità del danno, alla probabilità di accadimento ed alle norme di legge e di buona tecnica. La stima del rischio, necessaria per definire le priorità negli interventi correttivi, è stata effettuata tenendo conto di: 1. Entità del danno [E], funzione del numero di persone coinvolte e delle conseguenze sulle persone in base a eventuali conoscenze statistiche o a previsioni ipotizzabili. Il valore numerico riportato nelle valutazioni è il seguente: [E1]=1 (lieve); [E2]=2 (serio); [E3]=3 (grave); [E4]=4 (gravissimo); Probabilità di accadimento [P], funzione delle condizioni di sicurezza legate principalmente a valutazioni sullo stato di 2. fatto tecnico. Il valore numerico riportato nelle valutazioni è il seguente: [P1]=1 (bassissima); [P2]=2 (bassa); [P3]=3 (media); [P4]=4 (alta). Il valore numerico della valutazione del rischio riportato nelle valutazioni è dato dal prodotto dell’Entità del danno [E] per la Probabilità di accadimento [P] e può assumere valori compresi da 1 a 16. ESITO DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI Probabilità per entità del danno Entità del Danno Sigla Attività LF LF LV AT RS RS AT RS RS AT RS RS RS AT RS RS RS AT - LAVORAZIONI E FASI ALLESTIMENTO DEL CANTIERE Allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi (fase) Addetto all'allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi Andatoie e Passerelle Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Ponteggio mobile o trabattello Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Scala doppia Caduta dall'alto Cesoiamenti, stritolamenti Urti, colpi, impatti, compressioni Scala semplice Probabilità E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 2 Entità del Danno Sigla Attività RS RS AT RS RS RS RS RS AT RS RS RS AT RS RS RS RS Caduta dall'alto Urti, colpi, impatti, compressioni Sega circolare Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Scivolamenti, cadute a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Smerigliatrice angolare (flessibile) Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Trapano elettrico Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Caduta di materiale dall'alto o a livello Rumore per "Operaio comune polivalente" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".] Autocarro Cesoiamenti, stritolamenti Getti, schizzi Inalazione polveri, fibre Incendi, esplosioni Investimento, ribaltamento Urti, colpi, impatti, compressioni Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".] Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"] Autogrù Cesoiamenti, stritolamenti Getti, schizzi Elettrocuzione Incendi, esplosioni Investimento, ribaltamento Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Rumore per "Operatore autogrù" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".] Vibrazioni per "Operatore autogrù" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"] Allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere (fase) Addetto all'allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere Andatoie e Passerelle Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Ponteggio mobile o trabattello Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Scala doppia Caduta dall'alto Cesoiamenti, stritolamenti Urti, colpi, impatti, compressioni Scala semplice Caduta dall'alto Urti, colpi, impatti, compressioni Sega circolare Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Scivolamenti, cadute a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Smerigliatrice angolare (flessibile) Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Trapano elettrico RM MA RS RS RS RS RS RS RM VB MA RS RS RS RS RS RS RS RM VB LF LV AT RS RS AT RS RS AT RS RS RS AT RS RS RS AT RS RS AT RS RS RS RS RS AT RS RS RS AT Probabilità E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 E1 E1 E1 E1 * * * * * P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = 1 1 1 1 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 E1 E1 E3 * * * * P1 P1 P1 P2 = = = = 1 1 1 6 E3 * P3 = 9 E2 E2 E1 E3 E3 E2 * * * * * * P1 P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = = 2 2 1 3 3 2 E1 * P1 = 1 E2 * P1 = 2 E2 E1 E3 E3 E3 E1 E2 * * * * * * * P1 P2 P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = = = 2 2 3 3 3 1 2 E1 * P1 = 1 E2 * P1 = 2 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 E1 E1 E1 E1 * * * * * P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = 1 1 1 1 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 3 Entità del Danno Sigla Attività RS RS RS RS Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Caduta di materiale dall'alto o a livello Rumore per "Operaio comune polivalente" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".] Autocarro Cesoiamenti, stritolamenti Getti, schizzi Inalazione polveri, fibre Incendi, esplosioni Investimento, ribaltamento Urti, colpi, impatti, compressioni Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".] Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"] Autogrù Cesoiamenti, stritolamenti Getti, schizzi Elettrocuzione Incendi, esplosioni Investimento, ribaltamento Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Rumore per "Operatore autogrù" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".] Vibrazioni per "Operatore autogrù" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"] Realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere (fase) Addetto alla realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere Andatoie e Passerelle Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Scala semplice Caduta dall'alto Urti, colpi, impatti, compressioni Sega circolare Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Scivolamenti, cadute a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Smerigliatrice angolare (flessibile) Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Trapano elettrico Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Rumore per "Operaio comune polivalente" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".] Dumper Cesoiamenti, stritolamenti Inalazione polveri, fibre Incendi, esplosioni Investimento, ribaltamento Rumore per "Operatore dumper" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".] Vibrazioni per "Operatore dumper" [HAV "Non presente", WBV "Compreso tra 0,5 e 1 m/s²"] Realizzazione della viabilità del cantiere (fase) Addetto alla realizzazione della viabilità di cantiere Andatoie e Passerelle Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni RM MA RS RS RS RS RS RS RM VB MA RS RS RS RS RS RS RS RM VB LF LV AT RS RS AT RS RS AT RS RS AT RS RS RS RS RS AT RS RS RS AT RS RS RS RM MA RS RS RS RS RM VB LF LV AT RS RS AT RS RS Probabilità E1 E1 E1 E3 * * * * P1 P1 P1 P2 = = = = 1 1 1 6 E3 * P3 = 9 E2 E2 E1 E3 E3 E2 * * * * * * P1 P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = = 2 2 1 3 3 2 E1 * P1 = 1 E2 * P1 = 2 E2 E1 E3 E3 E3 E1 E2 * * * * * * * P1 P2 P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = = = 2 2 3 3 3 1 2 E1 * P1 = 1 E2 * P1 = 2 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 E1 E1 E1 E1 * * * * * P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = 1 1 1 1 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E3 * P3 = 9 E2 E1 E3 E3 * * * * P1 P1 P1 P1 = = = = 2 1 3 3 E3 * P3 = 9 E2 * P3 = 6 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 4 Sigla RM MA RS RS RS RS RS RS RM VB MA RS RS RS RS RS RM VB LF LV AT RS RS AT RS RS AT RS RS RS RS VB RM LF LV AT RS RS AT RS RS RS AT RS RS RS AT RS RS AT RS RS RS RS VB RM LF LV AT RS RS MC1 Entità del Danno Attività Probabilità Rumore per "Operaio comune polivalente" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".] Autocarro Cesoiamenti, stritolamenti Getti, schizzi Inalazione polveri, fibre Incendi, esplosioni Investimento, ribaltamento Urti, colpi, impatti, compressioni Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".] Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"] Pala meccanica Cesoiamenti, stritolamenti Inalazione polveri, fibre Incendi, esplosioni Investimento, ribaltamento Scivolamenti, cadute a livello Rumore per "Operatore pala meccanica" [Il livello di esposizione è "Compreso tra i valori inferiori e superiori di azione: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)".] Vibrazioni per "Operatore pala meccanica" [HAV "Non presente", WBV "Compreso tra 0,5 e 1 m/s²"] Realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere (fase) Addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Scala semplice Caduta dall'alto Urti, colpi, impatti, compressioni Trapano elettrico Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Elettrocuzione Vibrazioni per "Elettricista (ciclo completo)" [HAV "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²", WBV "Non presente"] Rumore per "Elettricista (ciclo completo)" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".] Realizzazione di impianto elettrico del cantiere (fase) Addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Ponteggio mobile o trabattello Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Scala doppia Caduta dall'alto Cesoiamenti, stritolamenti Urti, colpi, impatti, compressioni Scala semplice Caduta dall'alto Urti, colpi, impatti, compressioni Trapano elettrico Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Elettrocuzione Vibrazioni per "Elettricista (ciclo completo)" [HAV "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²", WBV "Non presente"] Rumore per "Elettricista (ciclo completo)" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".] Scavo di pulizia generale dell’area del cantiere (fase) Addetto allo scavo di pulizia generale dell'area di cantiere Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni M.M.C. (sollevamento e trasporto) [Le azioni di sollevamento e trasporto dei carichi sono E3 * P3 = 9 E2 E2 E1 E3 E3 E2 * * * * * * P1 P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = = 2 2 1 3 3 2 E1 * P1 = 1 E2 * P1 = 2 E2 E1 E3 E3 E1 * * * * * P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = 2 1 3 3 1 E2 * P2 = 4 E2 * P3 = 6 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 E1 E1 E3 * * * * P1 P1 P1 P3 = = = = 1 1 1 9 E2 * P3 = 6 E3 * P3 = 9 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 E1 E1 E3 * * * * P1 P1 P1 P3 = = = = 1 1 1 9 E2 * P3 = 6 E3 * P3 = 9 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 5 Sigla MA RS RS RS RS RS RS RM VB MA RS RS RS RS RS RM VB LF LF LV AT RS RS RS AT RS AT RS RS AT RS RS RS RS AT RS RS AT RS RS AT RS RS AT RS RS RS RS RS RS RS RM VB CM MC1 MA RS RS RS RS RS RS RM Entità del Danno Attività Probabilità accettabili.] Autocarro Cesoiamenti, stritolamenti Getti, schizzi Inalazione polveri, fibre Incendi, esplosioni Investimento, ribaltamento Urti, colpi, impatti, compressioni Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".] Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"] Pala meccanica Cesoiamenti, stritolamenti Inalazione polveri, fibre Incendi, esplosioni Investimento, ribaltamento Scivolamenti, cadute a livello Rumore per "Operatore pala meccanica" [Il livello di esposizione è "Compreso tra i valori inferiori e superiori di azione: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)".] Vibrazioni per "Operatore pala meccanica" [HAV "Non presente", WBV "Compreso tra 0,5 e 1 m/s²"] RIMOZIONI Rimozione di controsoffittature (fase) Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni Ponteggio mobile o trabattello Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Ponte su cavalletti Scivolamenti, cadute a livello Scala semplice Caduta dall'alto Urti, colpi, impatti, compressioni Argano a bandiera Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Carriola Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Avvitatore elettrico Elettrocuzione Urti, colpi, impatti, compressioni Smerigliatrice angolare (flessibile) Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Caduta dall'alto Inalazione polveri, fibre Rumore per "Operaio comune polivalente (demolizioni)" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".] Vibrazioni per "Operaio comune polivalente (demolizioni)" [HAV "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²", WBV "Non presente"] Cancerogeno e mutageno [Rischio alto per la salute.] M.M.C. (sollevamento e trasporto) [Le azioni di sollevamento e trasporto dei carichi sono accettabili.] Autocarro Cesoiamenti, stritolamenti Getti, schizzi Inalazione polveri, fibre Incendi, esplosioni Investimento, ribaltamento Urti, colpi, impatti, compressioni Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: E2 E2 E1 E3 E3 E2 * * * * * * P1 P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = = 2 2 1 3 3 2 E1 * P1 = 1 E2 * P1 = 2 E2 E1 E3 E3 E1 * * * * * P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = 2 1 3 3 1 E2 * P2 = 4 E2 * P3 = 6 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 E1 E1 E1 * * * * P1 P1 P1 P1 = = = = 1 1 1 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 E1 E1 E1 E1 E1 E1 * * * * * * * P1 P1 P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = = = 1 1 1 1 1 1 1 E3 * P3 = 9 E3 * P3 = 9 E4 * P4 = 16 E1 * P1 = 1 E2 E2 E1 E3 E3 E2 E1 * * * * * * * P1 P1 P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = = = 2 2 1 3 3 2 1 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 6 Sigla VB LF LV AT RS RS RS AT RS RS AT RS RS RS RS AT RS RS AT RS RS AT RS RS RS AT RS RS RS AT RS RS RS VB RM RS RS RS RS MA RS RS RS RS RS RS RM VB LF LV AT RS RS RS AT RS RS AT RS RS AT RS RS RS AT RS Entità del Danno Attività Probabilità 80 dB(A) e 135 dB(C)".] Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"] Rimozione di impianti (fase) Addetto alla rimozione di impianti Ponteggio mobile o trabattello Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Scala semplice Caduta dall'alto Urti, colpi, impatti, compressioni Argano a bandiera Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Carriola Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Smerigliatrice angolare (flessibile) Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Martello demolitore elettrico Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Urti, colpi, impatti, compressioni Trapano elettrico Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Vibrazioni per "Operaio comune polivalente (demolizioni)" [HAV "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²", WBV "Non presente"] Rumore per "Operaio comune polivalente" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".] Elettrocuzione Scivolamenti, cadute a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Punture, tagli, abrasioni Autocarro Cesoiamenti, stritolamenti Getti, schizzi Inalazione polveri, fibre Incendi, esplosioni Investimento, ribaltamento Urti, colpi, impatti, compressioni Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".] Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"] Rimozione di serramenti interni (fase) Addetto alla rimozione di serramenti interni Ponteggio mobile o trabattello Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Scala semplice Caduta dall'alto Urti, colpi, impatti, compressioni Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Smerigliatrice angolare (flessibile) Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Avvitatore elettrico Elettrocuzione E2 * P1 = 2 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 E1 E1 E1 * * * * P1 P1 P1 P1 = = = = 1 1 1 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E3 * P3 = 9 E3 * P3 = 9 E1 E1 E1 E1 * * * * P1 P1 P1 P1 = = = = 1 1 1 1 E2 E2 E1 E3 E3 E2 * * * * * * P1 P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = = 2 2 1 3 3 2 E1 * P1 = 1 E2 * P1 = 2 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 7 Sigla RS AT RS RS RS MC1 RS RS MA RS RS RS RS RS RS RM VB LF LF LV AT RS RS RS AT RS RS RS AT RS RS AT RS RS RS AT RS RS RS AT RS RS AT RS RS RS RS LF LF LV AT RS RS RS AT RS RS RS AT RS RS AT RS RS RS AT RS RS Entità del Danno Attività Probabilità Urti, colpi, impatti, compressioni Trapano elettrico Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni M.M.C. (sollevamento e trasporto) [Le azioni di sollevamento e trasporto dei carichi sono accettabili.] Urti, colpi, impatti, compressioni Punture, tagli, abrasioni Autocarro Cesoiamenti, stritolamenti Getti, schizzi Inalazione polveri, fibre Incendi, esplosioni Investimento, ribaltamento Urti, colpi, impatti, compressioni Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".] Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"] CONSOLIDAMENTI STRUTTURALI Applicazione di rete antisfondellamento per consolidamento solaio (fase) Addetto all'applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento solaio Ponteggio mobile o trabattello Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Scala doppia Caduta dall'alto Cesoiamenti, stritolamenti Urti, colpi, impatti, compressioni Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Troncatrice Cesoiamenti, stritolamenti Inalazione polveri, fibre Ustioni Trapano elettrico Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Avvitatore elettrico Elettrocuzione Urti, colpi, impatti, compressioni Sega circolare portatile (flessibile) Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Caduta dall'alto OPERE INTERNE Ripristino di porzioni di solaio sfondellate (fase) Addetto all'applicazione di rete elettrosaldata per consolidamento solaio Ponteggio mobile o trabattello Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Scala doppia Caduta dall'alto Cesoiamenti, stritolamenti Urti, colpi, impatti, compressioni Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Troncatrice Cesoiamenti, stritolamenti Inalazione polveri, fibre Ustioni Trapano elettrico Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E2 E2 E1 E3 E3 E2 * * * * * * P1 P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = = 2 2 1 3 3 2 E1 * P1 = 1 E2 * P1 = 2 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 E1 E1 E4 * * * * P1 P1 P1 P3 = = = = 1 1 1 12 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 8 Entità del Danno Sigla Attività RS AT RS RS AT RS RS RS RS LF LV AT RS RS RS AT RS RS AT RS RS AT RS RS RS RS RS RS AT RS RS AT RS RS AT RS RS CH Punture, tagli, abrasioni Avvitatore elettrico Elettrocuzione Urti, colpi, impatti, compressioni Sega circolare portatile (flessibile) Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Caduta dall'alto Realizzazione di divisori interni (fase) Addetto alla realizzazione di divisori interni Ponteggio mobile o trabattello Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Scala semplice Caduta dall'alto Urti, colpi, impatti, compressioni Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Betoniera a bicchiere Caduta di materiale dall'alto o a livello Cesoiamenti, stritolamenti Elettrocuzione Getti, schizzi Inalazione polveri, fibre Urti, colpi, impatti, compressioni Carriola Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Clipper (sega circolare per laterizio) Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Taglierina elettrica Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Chimico [Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute".] M.M.C. (sollevamento e trasporto) [Le azioni di sollevamento e trasporto dei carichi sono accettabili.] Rumore per "Operaio comune (murature)" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".] Formazione intonaci interni (fase) Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali) Ponteggio mobile o trabattello Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Scala semplice Caduta dall'alto Urti, colpi, impatti, compressioni Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Betoniera a bicchiere Caduta di materiale dall'alto o a livello Cesoiamenti, stritolamenti Elettrocuzione Getti, schizzi Inalazione polveri, fibre Urti, colpi, impatti, compressioni Impastatrice Caduta di materiale dall'alto o a livello Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Urti, colpi, impatti, compressioni Carriola Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Rumore per "Riquadratore (intonaci tradizionali)" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori MC1 RM LF LV AT RS RS RS AT RS RS AT RS RS AT RS RS RS RS RS RS AT RS RS RS RS AT RS RS RM Probabilità E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 E1 E1 E4 * * * * P1 P1 P1 P3 = = = = 1 1 1 12 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 E1 E1 E1 E1 E1 * * * * * * P1 P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = = 1 1 1 1 1 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E3 * P3 = 9 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 E1 E1 E1 E1 E1 * * * * * * P1 P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = = 1 1 1 1 1 1 E1 E1 E1 E1 * * * * P1 P1 P1 P1 = = = = 1 1 1 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 9 Sigla CH MC3 LF LV AT RS RS RS AT RS RS AT RS RS AT RS RS AT RS RS RS AT RS RS AT RS RS RS RM LF LV AT RS RS RS AT RS RS AT RS RS CH MC3 RM LF LV AT RS RS RS AT RS RS AT RS RS RS AT RS RS RS AT RS RS RS RS RS Entità del Danno Attività Probabilità inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".] Chimico [Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute".] M.M.C. (elevata frequenza) [Il livello di rischio globale per i lavoratori è accettabile.] Realizzazione di controsoffitti (fase) Addetto alla realizzazione di contropareti e controsoffitti Ponteggio mobile o trabattello Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Scala semplice Caduta dall'alto Urti, colpi, impatti, compressioni Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Taglierina elettrica Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Trapano elettrico Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Avvitatore elettrico Elettrocuzione Urti, colpi, impatti, compressioni Smerigliatrice angolare (flessibile) Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Rumore per "Decoratore" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".] Tinteggiatura di superfici interne (fase) Addetto alla tinteggiatura di superfici interne Ponteggio mobile o trabattello Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Scala semplice Caduta dall'alto Urti, colpi, impatti, compressioni Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Chimico [Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute".] M.M.C. (elevata frequenza) [Il livello di rischio globale per i lavoratori è accettabile.] Rumore per "Decoratore" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".] Posa di ringhiere e parapetti (fase) Addetto alla posa di ringhiere e parapetti Ponteggio mobile o trabattello Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Saldatrice elettrica Elettrocuzione Inalazione fumi, gas, vapori Incendi, esplosioni Smerigliatrice angolare (flessibile) Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Trapano elettrico Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 E1 E1 E1 * * * * P1 P1 P1 P1 = = = = 1 1 1 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 E1 E1 E3 E3 * * * * * P1 P1 P1 P3 P3 = = = = = 1 1 1 9 9 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 10 Entità del Danno Sigla Attività ROA R.O.A. per "Saldatura ad elettrodi rivestiti" [Rischio alto per la salute.] Rumore per "Fabbro" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".] Posa di pellicole di sicurezza (fase) Addetto alla posa di pellicole di sicurezza Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Rumore per "Serramentista" [Il livello di esposizione è "Compreso tra i valori inferiori e superiori di azione: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)".] IMPIANTI Realizzazione di impianto elettrico interno (fase) Addetto alla realizzazione di impianto elettrico interno Ponteggio mobile o trabattello Caduta dall'alto Caduta di materiale dall'alto o a livello Urti, colpi, impatti, compressioni Scala semplice Caduta dall'alto Urti, colpi, impatti, compressioni Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Scanalatrice per muri ed intonaci Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Trapano elettrico Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Avvitatore elettrico Elettrocuzione Urti, colpi, impatti, compressioni Smerigliatrice angolare (flessibile) Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Vibrazioni per "Elettricista (ciclo completo)" [HAV "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²", WBV "Non presente"] Rumore per "Elettricista (ciclo completo)" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".] Elettrocuzione Punture, tagli, abrasioni Scivolamenti, cadute a livello SMOBILIZZO DEL CANTIERE Smobilizzo del cantiere (fase) Addetto allo smobilizzo del cantiere Scala doppia Caduta dall'alto Cesoiamenti, stritolamenti Urti, colpi, impatti, compressioni Scala semplice Caduta dall'alto Urti, colpi, impatti, compressioni Attrezzi manuali Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Avvitatore elettrico Elettrocuzione Urti, colpi, impatti, compressioni Smerigliatrice angolare (flessibile) Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre Punture, tagli, abrasioni Trapano elettrico Elettrocuzione Inalazione polveri, fibre RM LF LV AT RS RS RS RS RM LF LF LV AT RS RS RS AT RS RS AT RS RS AT RS RS RS AT RS RS RS AT RS RS AT RS RS RS VB RM RS RS RS LF LF LV AT RS RS RS AT RS RS AT RS RS AT RS RS AT RS RS RS AT RS RS Probabilità E4 * P4 = 16 E3 * P3 = 9 E1 E1 E4 E3 * * * * P1 P1 P3 P2 = = = = 1 1 12 6 E2 * P2 = 4 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E2 * P3 = 6 E3 * P3 = 9 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 E1 * P1 = 1 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 11 Entità del Danno Sigla Attività RS RS Punture, tagli, abrasioni Caduta di materiale dall'alto o a livello Rumore per "Operaio comune polivalente" [Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)".] Autocarro Cesoiamenti, stritolamenti Getti, schizzi Inalazione polveri, fibre Incendi, esplosioni Investimento, ribaltamento Urti, colpi, impatti, compressioni Rumore per "Operatore autocarro" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".] Vibrazioni per "Operatore autocarro" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"] Autogrù Cesoiamenti, stritolamenti Getti, schizzi Elettrocuzione Incendi, esplosioni Investimento, ribaltamento Punture, tagli, abrasioni Urti, colpi, impatti, compressioni Rumore per "Operatore autogrù" [Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)".] Vibrazioni per "Operatore autogrù" [HAV "Non presente", WBV "Inferiore a 0,5 m/s²"] RM MA RS RS RS RS RS RS RM VB MA RS RS RS RS RS RS RS RM VB Probabilità E1 * P1 = 1 E3 * P2 = 6 E3 * P3 = 9 E2 E2 E1 E3 E3 E2 * * * * * * P1 P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = = 2 2 1 3 3 2 E1 * P1 = 1 E2 * P1 = 2 E2 E1 E3 E3 E3 E1 E2 * * * * * * * P1 P2 P1 P1 P1 P1 P1 = = = = = = = 2 2 3 3 3 1 2 E1 * P1 = 1 E2 * P1 = 2 LEGENDA: [CA] = Caratteristiche area del Cantiere; [FE] = Fattori esterni che comportano rischi per il Cantiere; [RT] = Rischi che le lavorazioni di cantiere comportano per l'area circostante; [OR] = Organizzazione del Cantiere; [LF] = Lavorazione; [MA] = Macchina; [LV] = Lavoratore; [AT] = Attrezzo; [RS] = Rischio; [RM] = Rischio rumore; [VB] = Rischio vibrazioni; [CH] = Rischio chimico; [MC1] = Rischio M.M.C.(sollevamento e trasporto); [MC2] = Rischio M.M.C.(spinta e traino); [MC3] = Rischio M.M.C.(elevata frequenza); [ROA] = Rischio R.O.A.(operazioni di saldatura); [CM] = Rischio cancerogeno e mutageno; [BIO] = Rischio biologico; [PR] = Prevenzione; [IC] = Coordinamento; [SG] = Segnaletica; [CG] = Coordinamento delle Lavorazioni e Fasi; [UO] = Ulteriori osservazioni; [E1] = Entità Danno Lieve; [E2] = Entità Danno Serio; [E3] = Entità Danno Grave; [E4] = Entità Danno Gravissimo; [P1] = Probabilità Bassissima; [P2] = Probabilità Bassa; [P3] = Probabilità Media; [P4] = Probabilità Alta. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 12 ANALISI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO RUMORE Premessa La valutazione del rumore, riportata di seguito, è stata eseguita considerando in particolare : 1. il livello, il tipo e la durata dell’esposizione, ivi compresa l’eventuale esposizione a rumore impulsivo; 2. i valori limite di esposizione ed i valori, superiori ed inferiori, di azione di cui all’art. 189 del D.Lgs. del 9 aprile 2008, n. 81; 3. gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rumore e quelli derivanti da eventuali interazioni tra rumore e sostanze ototossiche connesse con l’attività svolta e tra rumore e vibrazioni; 4. gli effetti indiretti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni fra rumore e segnali di avvertimento o altri suoni che vanno osservati al fine di ridurre il rischio di infortuni;le informazioni sull’emissione di rumore fornite dai costruttori di attrezzature e macchinari in conformità alle vigenti disposizioni in materia e l’eventuale esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre l’emissione di rumore; 5. l’eventuale prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre all’orario di lavoro normale; 6. le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria e dalla letteratura scientifica disponibile; 7. la disponibilità di DPI con adeguate caratteristiche di attenuazione; 8. la normativa tecnica nazionale UNI 9432 e UNI 458. Qualora i dati indicati nelle schede di valutazione, riportate nella relazione, hanno origine da Banca Dati [B], la valutazione relativa a quella scheda ha carattere preventivo, cosi come previsto dall'art. 190 del D.Lgs. del 9 aprile 2008, n. 81. Descrizione dell'ambiente e dei metodi di lavoro Sono state acquisite tutte le informazioni atte a fornire un quadro completo ed obiettivo delle attività pertinenti al lavoratore, in particolare si è indagato su: 1. i cicli tecnologici, le modalità di esecuzione del lavoro, i mezzi e i materiali usati; 2. la variabilità delle lavorazioni; 3. le caratteristiche del rumore; 4. le condizioni acustiche intorno alla postazione di misura, compresa la presenza di eventuali segnali di avvertimento e/o allarme; 5. i parametri microclimatici più significativi (temperatura, umidità, pressione, velocità dell’aria, ecc.) se possono influenzare i valori misurati e il corretto funzionamento degli strumenti utilizzati; 6. le postazioni di lavoro occupate e i tempi di permanenza nelle stesse; 7. le eventuali pause o periodi di riposo e le relative postazioni o ambienti dove sono fruite; 8. l’eventuale presenza di gruppi di lavoratori acusticamente omogenei. Posizioni di misura, modalità e durata delle misurazioni Sia che i dati relativi ai livelli equivalenti e di picco provengano da misurazione in opera [A] o da banca dati [B], per la posizione di misura, modalità e durata delle misurazioni sono state rispettate le regole della normativa tecnica: 1. Per posizioni lavorative per le quali la posizione della testa non è univocamente definita, nel caso di una postazione di lavoro occupata successivamente da più lavoratori, l’altezza del microfono è individuata secondo le disposizioni della normativa tecnica: per persone in piedi: 1,55 m ± 0,075 m dal piano di calpestio su cui poggia la persona; per persone sedute: 0,80 m ± 0,05 m sopra il centro del sedile, con le regolazioni orizzontale e verticale della sedia scelte quanto più possibile prossime a quelle medie. Per misurazioni eseguite in presenza del lavoratore, il microfono è posizionato all’altezza dell’orecchio che percepisce il più elevato dei livelli sonori continui equivalenti ponderati A, ad una distanza da 0,10 m a 0,40 m dall’entrata del canale uditivo esterno dell’orecchio stesso. Il microfono è orientato nella stessa direzione dello sguardo del lavoratore durante l’esecuzione dell’attività. Qualora non sia impossibile rispettare tali indicazioni riguardo al posizionamento e all’orientamento, il microfono è posizionato e orientato in modo tale da fornire la migliore approssimazione dell’esposizione al rumore del lavoratore, avendo cura di riportare le condizioni di posizionamento nella relazione tecnica. 2. Nel caso di utilizzo del misuratore personale di esposizione, il microfono è posizionato almeno 0,04 m al di sopra della spalla, ad una distanza di almeno 0,1 m dall’ingresso del canale uditivo esterno. 3. Per ogni singolo rilievo è scelto un tempo di misura congruo alle caratteristiche del rumore misurato: stazionario, ciclico, fluttuante o impulsivo. Strumentazione utilizzata Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 13 Tutta la strumentazione usata (fonometro, filtri, calibratore) soddisfa i requisiti della classe 1 in conformità alla CEI EN in vigore .La strumentazione utilizzata per l’effettuazione delle misure è stata controllata da laboratorio di taratura autorizzato dal SIT (Servizio di Taratura in Italia). I dati relativi alla strumentazione utilizzata per le misurazioni in opera [A] si allegano alla presente relazione, i dati relativi alla strumentazione utilizzata dal CPT di Torino [B] sono i seguenti: 1. analizzatore Real Time Bruel & Kjaer mod. 2143 (analisi in frequenza delle registrazioni su nastro magnetico); 2. registratore Marantz CP 230; 3. n. 1 fonometro integratore Bruel & Kjaer mod. 2230 matricola 1624440; 4. n. 2 fonometri integratori Bruel & Kjaer mod. 2221 matricola 1644549 e matricola 1644550; 5. n. 3 microfoni omnidirezionali Bruel & Kjaer: - mod. 4155 matricola 1643684 da 1/2" calibrato presso il laboratorio I.E.C. il 14.1.1992 (certificato n. 92011M); - mod. 4155 matricola 1640487 da 1/2" calibrato presso il laboratorio I.E.C. il 14.1.1992 (certificato n. 92012M); - mod. 4155 matricola 1640486 da 1/2" calibrato presso il laboratorio I.E.C. il 14.1.1992 (certificato n. 92015M); 6. n. 1 calibratore di suono Bruel & Kjaer mod. 4230 matricola 1234383 calibrato presso il laboratorio I.E.C. il 4.3.1992 (certificato n. 92024C). Per l’aggiornamento delle misure (anni 1999-2000) sono stati utilizzati: 1. n. 1 fonometro integratore Bruel & Kjaer modello 2231 matricola 1674527 calibrato presso il laboratorio I.E.C. il 6.7.1999 (certificato 99/264/F); 2. n. 1 microfono omnidirezionale Bruel & Kjaer modello 4155 matricola 1675521 calibrato presso il laboratorio I.E.C. il 6.7.1999 (certificato 99/264/F); 3. n. 1 calibratore di suono Bruel & Kjaer mod. 4230 matricola 1670857 calibrato presso il laboratorio I.E.C. il 7.7.1999 (certificato 99/265/C). Il funzionamento degli strumenti è stato controllato prima e dopo ogni ciclo di misura con il calibratore Bruel & Kjaer tipo 4230 citato in precedenza. La strumentazione utilizzata per l’effettuazione delle misure è stata controllata dal laboratorio I.E.C. di taratura autorizzato con il n. 54/E dal SIT (Servizio di Taratura in Italia) che ha rilasciato i certificati di taratura sopra riportati. Calcolo dei livelli di esposizione I modelli di calcolo adottati per stimare i livelli di esposizione giornaliera o settimanale di ciascun lavoratore, l'attenuazione e adeguatezza dei dispositivi sono i modelli riportati nella normativa tecnica nazionale UNI 9432 e UNI 458. In particolare ai fini del calcolo dell’esposizione personale al rumore è stata utilizzata la seguente espressione che impiega le percentuali di tempo dedicato alle attività, anziché il tempo espresso in ore/minuti: dove: LEX LAeq, i Pi è il livello di esposizione personale in dB(A); è il livello di esposizione media equivalente Leq in dB(A) prodotto dall’i-esima attività comprensivo delle incertezze; è la percentuale di tempo dedicata all’attività i-esima Ai fini della verifica del rispetto del valore limite 87 dB(A) per il calcolo dell’esposizione personale effettiva al rumore l’espressione utilizzata è analoga alla precedente dove, però, si è utilizzato al posto di livello di esposizione media equivalente il livello di esposizione media equivalente effettivo che tiene conto dell’attenuazione del DPI scelto. I metodi utilizzati per il calcolo del LAeq, i effettivo e del ppeak effettivo a livello dell’orecchio quando si indossa il protettore auricolare , a seconda dei dati disponibili sono quelli previsti dalla norma UNI 458: 1. Metodo in Banda d'Ottava 2. Metodo HML 3. Metodo di controllo HML 4. Metodo SNR 5. Metodo per rumori impulsivi La verifica di efficacia dei dispositivi di protezione individuale dell’udito, applicando sempre le indicazioni fornite dalla UNI EN 458, è stata fatta confrontando LAeq, i effettivo e del ppeak effettivo con quelli desumibili dalle seguenti tabella. Rumori non impulsivi Livello effettivo all’orecchio LAeq Stima della protezione Maggiore di Lact Insufficiente Tra Lact e Lact - 5 Accettabile Tra Lact - 5 e Lact - 10 Buona Tra Lact - 10 e Lact - 15 Accettabile Minore di Lact - 15 Troppo alta (iperprotezione) Rumori non impulsivi "Controllo HML" * Livello effettivo all’orecchio LAeq Stima della protezione Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 14 Maggiore di Lact Insufficiente Tra Lact e Lact - 15 Accettabile/Buona Minore di Lact - 15 Troppo alta (iperprotezione) Rumori impulsivi Livello effettivo all’orecchio LAeq e ppeak Stima della protezione LAeq o ppeak maggiore di Lact DPI-u non adeguato LAeq e ppeak minori di Lact DPI-u adeguato Il livello di azione Lact, secondo le indicazioni della UNI EN 458, corrisponde al valore d’azione oltre il quale c’è l’obbligo di utilizzo dei DPI dell’udito. (*) Nel caso il valore di attenuazione del DPI usato per la verifica è quello relativo al rumore ad alta frequenza (Valore H) la stima della protezione vuol verificare se questa è "insufficiente" (LAeq maggiore di Lact) o se la protezione "può essere accettabile" (LAeq minore di Lact) a condizione di maggiori informazioni sul rumore che si sta valutando. ESITO DELLA VALUTAZIONE Di seguito sono riportati i lavoratori impiegati in lavorazioni e attività comportanti esposizione al rumore. Per ogni mansione è indicata la fascia di appartenenza al rischio rumore. Lavoratori e Macchine Mansione 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) 17) 18) 19) 20) Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali) Addetto alla posa di pellicole di sicurezza Addetto alla posa di ringhiere e parapetti Addetto alla realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere Addetto alla realizzazione della viabilità di cantiere Addetto alla realizzazione di contropareti e controsoffitti Addetto alla realizzazione di divisori interni Addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere Addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere Addetto alla realizzazione di impianto elettrico interno Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni Addetto alla rimozione di impianti Addetto alla tinteggiatura di superfici interne Addetto all'allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi Addetto all'allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere Addetto allo smobilizzo del cantiere Autocarro Autogrù Dumper Pala meccanica ESITO DELLA VALUTAZIONE "Minore dei valori: 80 dB(A) e 135 dB(C)" "Compreso tra i valori: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)" "Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)" "Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)" "Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)" "Minore dei valori: 80 dB(A) e 135 dB(C)" "Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)" "Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)" "Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)" "Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)" "Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)" "Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)" "Minore dei valori: 80 dB(A) e 135 dB(C)" "Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)" "Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)" "Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)" "Minore dei valori: 80 dB(A) e 135 dB(C)" "Minore dei valori: 80 dB(A) e 135 dB(C)" "Maggiore dei valori: 85 dB(A) e 137 dB(C)" "Compreso tra i valori: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)" SCHEDE DI VALUTAZIONE Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 15 Le schede di rischio che seguono riportano l'esito della valutazione per ogni mansione e, cosi come disposto dalla normativa tecnica di riferimento UNI 9432, i seguenti dati: i tempi di esposizione per ciascuna attività (attrezzatura) svolta da ciascun lavoratore, come forniti dal datore di lavoro 1. previa consultazione con i lavoratori o con i loro rappresentanti per la sicurezza; 2. i livelli sonori continui equivalenti ponderati A per ciascuna attività (attrezzatura) compresivi di incertezze 3. i livelli sonori di picco ponderati C per ciascuna attività (attrezzatura); 4. i rumori impulsivi; 5. la fonte dei dati (se misurati [A] o da Banca Dati [B]; 6. il tipo di DPI-u da utilizzare. 7. livelli sonori continui equivalenti ponderati A effettivi per ciascuna attività (attrezzatura) svolta da ciascun lavoratore; 8. livelli sonori di picco ponderati C effettivi per ciascuna attività (attrezzatura) svolta da ciascun lavoratore; 9. efficacia dei dispositivi di protezione auricolare. 10. livello di esposizione giornaliera o settimanale o livello di esposizione a attività con esposizione al rumore molto variabile (art. 191); 11. livello di esposizione effettivi giornaliera o settimanale o livello di esposizione effettivo a attività con esposizione molto variabile (art. 191) Tabella di correlazione Mansione - Scheda di valutazione Mansione Scheda di valutazione SCHEDA N.1 - Rumore per "Riquadratore (intonaci Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali) tradizionali)" Addetto alla posa di pellicole di sicurezza SCHEDA N.2 - Rumore per "Serramentista" Addetto alla posa di ringhiere e parapetti SCHEDA N.3 - Rumore per "Fabbro" SCHEDA N.4 - Rumore per "Operaio comune Addetto alla realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere polivalente" SCHEDA N.4 - Rumore per "Operaio comune Addetto alla realizzazione della viabilità di cantiere polivalente" Addetto alla realizzazione di contropareti e controsoffitti SCHEDA N.5 - Rumore per "Decoratore" SCHEDA N.6 - Rumore per "Operaio comune Addetto alla realizzazione di divisori interni (murature)" SCHEDA N.7 - Rumore per "Elettricista (ciclo Addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere completo)" SCHEDA N.7 - Rumore per "Elettricista (ciclo Addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere completo)" SCHEDA N.7 - Rumore per "Elettricista (ciclo Addetto alla realizzazione di impianto elettrico interno completo)" SCHEDA N.8 - Rumore per "Operaio comune Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni polivalente (demolizioni)" SCHEDA N.4 - Rumore per "Operaio comune Addetto alla rimozione di impianti polivalente" Addetto alla tinteggiatura di superfici interne SCHEDA N.9 - Rumore per "Decoratore" Addetto all'allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli SCHEDA N.4 - Rumore per "Operaio comune impianti fissi polivalente" SCHEDA N.4 - Rumore per "Operaio comune Addetto all'allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere polivalente" SCHEDA N.4 - Rumore per "Operaio comune Addetto allo smobilizzo del cantiere polivalente" Autocarro SCHEDA N.10 - Rumore per "Operatore autocarro" Autogrù SCHEDA N.11 - Rumore per "Operatore autogrù" Dumper SCHEDA N.12 - Rumore per "Operatore dumper" SCHEDA N.13 - Rumore per "Operatore pala Pala meccanica meccanica" SCHEDA N.1 - Rumore per "Riquadratore (intonaci tradizionali)" Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 35 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni). Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 16 Tipo di esposizione: Settimanale Attività T[%] LA,eq dB(A) Imp. LA,eq eff. dB(A) Ppeak dB(C) Orig. Ppeak eff. dB(C) Dispositivo di protezione Banda d'ottava APV Efficacia DPI-u 125 250 500 1k 2k 4k L M H SNR - - - - - - - - - - 8k 1) Formazione intonaci (A26) 95.0 75.0 NO 75.0 0.0 [B] 0.0 - - - - - - - - - - - - 2) Fisiologico e pause tecniche (A315) 5.0 64.0 NO 64.0 0.0 [B] 0.0 LEX 75.0 LEX(effettivo) 75.0 - - Fascia di appartenenza: Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)". Mansioni: Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali). SCHEDA N.2 - Rumore per "Serramentista" Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 89 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Ristrutturazioni). Tipo di esposizione: Settimanale Attività T[%] LA,eq dB(A) Imp. LA,eq eff. dB(A) Ppeak dB(C) Orig. Ppeak eff. dB(C) Dispositivo di protezione Banda d'ottava APV Efficacia DPI-u 125 250 500 1k 2k 4k L M H SNR - 15.0 - - - - - - - - 8k 1) Posa serramenti (A73) 95.0 83.0 NO 71.8 100.0 [B] 100.0 Accettabile/Buona Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75] - - - - - - - - - - - 2) Fisiologico e pause tecniche (A315) 5.0 64.0 NO 64.0 100.0 [A] 100.0 LEX 83.0 LEX(effettivo) 72.0 - - Fascia di appartenenza: Il livello di esposizione è "Compreso tra i valori inferiori e superiori di azione: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)". Mansioni: Addetto alla posa di pellicole di sicurezza. SCHEDA N.3 - Rumore per "Fabbro" Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 90 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Ristrutturazioni). Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 17 Tipo di esposizione: Settimanale Attività T[%] LA,eq dB(A) Imp. LA,eq eff. dB(A) Ppeak dB(C) Orig. Ppeak eff. dB(C) Dispositivo di protezione Banda d'ottava APV Efficacia DPI-u 125 250 500 1k 2k 4k L M H SNR - 15.0 - - - - - - - - 8k 1) Posa ringhiere (generico) (A74) 95.0 89.0 NO 77.8 100.0 [B] 100.0 Accettabile/Buona Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75] - - - - - - - - - - - 2) Fisiologico e pause tecniche (A315) 5.0 64.0 NO 64.0 100.0 [A] 100.0 LEX 89.0 LEX(effettivo) 78.0 - - - Fascia di appartenenza: Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)". Mansioni: Addetto alla posa di ringhiere e parapetti. SCHEDA N.4 - Rumore per "Operaio comune polivalente" Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 49 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni). Tipo di esposizione: Settimanale Attività T[%] LA,eq dB(A) Imp. LA,eq eff. dB(A) Ppeak dB(C) Orig. Ppeak eff. dB(C) Dispositivo di protezione Banda d'ottava APV Efficacia DPI-u 125 250 500 1k 2k - - - - - 4k L M H SNR - - - - - - 25.0 - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 8k 1) Confezione malta (B143) 10.0 80.0 NO 80.0 100.0 [A] 100.0 - - - 2) Assistenza impiantisti (utilizzo scanalatrice) (B580) 15.0 97.0 NO 78.3 100.0 [B] 100.0 Accettabile/Buona Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75] - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 3) Assistenza murature (A21) 30.0 79.0 NO 79.0 100.0 [A] 100.0 - - 4) Assistenza intonaci tradizionali (A26) 30.0 75.0 NO 75.0 100.0 [A] 100.0 - - 5) Pulizia cantiere (A315) 10.0 64.0 NO 64.0 100.0 [A] 100.0 - - 6) Fisiologico e pause tecniche (A315) 5.0 64.0 NO 64.0 100.0 [A] 100.0 LEX 90.0 LEX(effettivo) 78.0 - - Fascia di appartenenza: Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)". Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 18 Tipo di esposizione: Settimanale Attività T[%] LA,eq dB(A) Imp. LA,eq eff. dB(A) Ppeak dB(C) Orig. Ppeak eff. dB(C) Dispositivo di protezione Banda d'ottava APV Efficacia DPI-u 125 250 500 1k 2k 4k 8k L M H SNR Mansioni: Addetto alla realizzazione della recinzione e degli accessi al cantiere; Addetto alla realizzazione della viabilità di cantiere; Addetto alla rimozione di impianti; Addetto all'allestimento di depositi, zone per lo stoccaggio dei materiali e per gli impianti fissi; Addetto all'allestimento di servizi igienico-assistenziali del cantiere; Addetto allo smobilizzo del cantiere. SCHEDA N.5 - Rumore per "Decoratore" Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 127 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Manutenzioni). Tipo di esposizione: Settimanale Attività T[%] LA,eq dB(A) Ppeak dB(C) Imp. LA,eq eff. dB(A) Orig. Ppeak eff. dB(C) Dispositivo di protezione Banda d'ottava APV Efficacia DPI-u 125 250 500 1k 2k - - - - - - - - - - 4k L M H SNR - - - - - - - - - - - - - - - 8k 1) Stuccatura e carteggiatura di facciate (A93) 40.0 80.0 NO 80.0 0.0 [A] 0.0 - - 2) Tinteggiature (A94) 55.0 74.0 NO 74.0 0.0 [A] 0.0 - - 3) Fisiologico e pause tecniche (A315) 5.0 64.0 NO 0.0 [A] 64.0 0.0 LEX 78.0 LEX(effettivo) 78.0 - - - - - - - Fascia di appartenenza: Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)". Mansioni: Addetto alla realizzazione di contropareti e controsoffitti. SCHEDA N.6 - Rumore per "Operaio comune (murature)" Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 43 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni). Tipo di esposizione: Settimanale Attività T[%] LA,eq dB(A) Imp. LA,eq eff. dB(A) Ppeak dB(C) Orig. Ppeak eff. dB(C) Dispositivo di protezione Banda d'ottava APV Efficacia DPI-u 125 250 500 1k 2k - - - - - - - - - - 4k L M H SNR - - - - - - - - - - 8k 1) Confezione malta (B143) 25.0 80.0 NO 80.0 100.0 [A] 100.0 - - 2) Movimentazione materiale (A21) 40.0 79.0 NO 79.0 100.0 [A] 100.0 - - Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 19 Tipo di esposizione: Settimanale Attività T[%] LA,eq dB(A) Imp. LA,eq eff. dB(A) Ppeak dB(C) Orig. Ppeak eff. dB(C) Dispositivo di protezione Banda d'ottava APV Efficacia DPI-u 125 250 500 1k 2k 4k L M H SNR - 35.0 - - - - - - - - - - - - - 8k 3) Utilizzo sega circolare per laterizi (B595) 8.0 100.0 NO 73.8 100.0 [B] 100.0 Accettabile/Buona Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75] - - - - - - - - - - - - - - - - 4) Pulizia cantiere (A315) 22.0 64.0 NO 64.0 100.0 [A] 100.0 - - 5) Fisiologico e pause tecniche (A315) 5.0 64.0 NO 64.0 100.0 [A] 100.0 LEX 90.0 LEX(effettivo) 78.0 - - Fascia di appartenenza: Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)". Mansioni: Addetto alla realizzazione di divisori interni. SCHEDA N.7 - Rumore per "Elettricista (ciclo completo)" Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 94 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Ristrutturazioni). Tipo di esposizione: Settimanale Attività T[%] LA,eq dB(A) Imp. LA,eq eff. dB(A) Ppeak dB(C) Orig. Ppeak eff. dB(C) Dispositivo di protezione Banda d'ottava APV Efficacia DPI-u 125 250 500 1k 2k 4k L M H SNR - 25.0 - - - - 15.0 - - - - - - - - - - - - - - - - - - 8k 1) Utilizzo scanalatrice elettrica (B581) 15.0 97.0 NO 78.3 100.0 [B] 100.0 Accettabile/Buona Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75] - - - - - - 2) Scanalature con attrezzi manuali (A60) 15.0 87.0 NO 75.8 100.0 [B] 100.0 Accettabile/Buona Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75] - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 3) Movimentazione e posa tubazioni (A61) 25.0 80.0 NO 80.0 100.0 [A] 100.0 - - 4) Posa cavi, interruttori e prese (A315) 40.0 64.0 NO 64.0 100.0 [A] 100.0 - - 5) Fisiologico e pause tecniche (A315) 5.0 64.0 NO 64.0 100.0 [A] 100.0 LEX 90.0 LEX(effettivo) 77.0 - - Fascia di appartenenza: Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)". Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 20 Tipo di esposizione: Settimanale Attività T[%] LA,eq dB(A) Imp. LA,eq eff. dB(A) Ppeak dB(C) Orig. Ppeak eff. dB(C) Dispositivo di protezione Banda d'ottava APV Efficacia DPI-u 125 250 500 1k 2k 4k L 8k M H SNR Mansioni: Addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere; Addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere; Addetto alla realizzazione di impianto elettrico interno. SCHEDA N.8 - Rumore per "Operaio comune polivalente (demolizioni)" Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 279 del C.P.T. Torino (Demolizioni - Demolizioni manuali). Tipo di esposizione: Settimanale Attività T[%] LA,eq dB(A) Imp. LA,eq eff. dB(A) Ppeak dB(C) Orig. Ppeak eff. dB(C) Dispositivo di protezione Banda d'ottava APV Efficacia DPI-u 125 250 500 1k 2k 4k L M H SNR - 35.0 - - - - 25.0 - - - - 15.0 - - - - - - - - 8k 1) Demolizioni con martello demolitore e compressore (B385) 30.0 101.0 NO 74.8 100.0 [B] 100.0 Accettabile/Buona Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75] - - - - - - 2) Demolizioni con attrezzi manuali (A201) 30.0 88.0 NO 69.3 100.0 [B] 100.0 Accettabile/Buona Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75] - - - - - - 3) Movimentazione materiale e scarico macerie (A203) 30.0 83.0 NO 71.8 100.0 [B] 100.0 Accettabile/Buona Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75] - - - - - - - - - - - 4) Fisiologico e pause tecniche (A315) 10.0 64.0 NO 64.0 100.0 [A] 100.0 LEX 97.0 LEX(effettivo) 73.0 - - Fascia di appartenenza: Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)". Mansioni: Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni. SCHEDA N.9 - Rumore per "Decoratore" Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 127 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Manutenzioni). Tipo di esposizione: Settimanale Attività T[%] LA,eq dB(A) Imp. LA,eq eff. dB(A) Ppeak dB(C) Orig. Ppeak eff. dB(C) Dispositivo di protezione Banda d'ottava APV Efficacia DPI-u 125 250 500 1k 2k - - - - - 4k 8k L M H SNR - - - - 1) Stuccatura e carteggiatura di facciate (A93) 40.0 80.0 NO 80.0 0.0 [B] 0.0 - - - Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 21 Tipo di esposizione: Settimanale Attività T[%] LA,eq dB(A) Imp. LA,eq eff. dB(A) Ppeak dB(C) Orig. Ppeak eff. dB(C) Dispositivo di protezione Banda d'ottava APV Efficacia DPI-u 125 250 500 1k 2k 4k L M H SNR - - - - - - - - - - 8k 2) Tinteggiature (A94) 55.0 74.0 NO 74.0 0.0 [B] 0.0 - - - - - - - - - - - - 3) Fisiologico e pause tecniche (A315) 5.0 64.0 NO 64.0 0.0 [B] 0.0 LEX 78.0 LEX(effettivo) 78.0 - - Fascia di appartenenza: Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)". Mansioni: Addetto alla tinteggiatura di superfici interne. SCHEDA N.10 - Rumore per "Operatore autocarro" Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 24 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni). Tipo di esposizione: Settimanale Attività T[%] LA,eq dB(A) Imp. LA,eq eff. dB(A) Ppeak dB(C) Orig. Ppeak eff. dB(C) Dispositivo di protezione Banda d'ottava APV Efficacia DPI-u 125 250 500 1k 2k - - - - - - - - - - - - - - - 4k L M H SNR - - - - - - - - - - - - - - - 8k 1) Utilizzo autocarro (B36) 85.0 78.0 NO 78.0 0.0 [B] 0.0 - - 2) Manutenzione e pause tecniche (A315) 10.0 64.0 NO 64.0 0.0 [B] 0.0 - - 3) Fisiologico (A315) 5.0 64.0 NO 64.0 0.0 [B] 0.0 LEX 78.0 LEX(effettivo) 78.0 - - Fascia di appartenenza: Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)". Mansioni: Autocarro. SCHEDA N.11 - Rumore per "Operatore autogrù" Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 26 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni). Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 22 Tipo di esposizione: Settimanale Attività T[%] LA,eq dB(A) Imp. LA,eq eff. dB(A) Ppeak dB(C) Orig. Ppeak eff. dB(C) Dispositivo di protezione Banda d'ottava APV Efficacia DPI-u 125 250 500 1k 2k 4k L M H SNR - - - - - - - - - - - - - - - 8k 1) Movimentazione carichi (B90) 75.0 81.0 NO 81.0 0.0 [B] 0.0 - - - - - - - - - - - - - - - - - 2) Manutenzione e pause tecniche (A315) 20.0 64.0 NO 64.0 0.0 [B] 0.0 - - 3) Fisiologico (A315) 5.0 64.0 NO 64.0 0.0 [B] 0.0 LEX 80.0 LEX(effettivo) 80.0 - - Fascia di appartenenza: Il livello di esposizione è "Minore dei valori inferiori di azione: 80 dB(A) e 135 dB(C)". Mansioni: Autogrù. SCHEDA N.12 - Rumore per "Operatore dumper" Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 27 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni). Tipo di esposizione: Settimanale Attività T[%] LA,eq dB(A) Imp. LA,eq eff. dB(A) Ppeak dB(C) Orig. Ppeak eff. dB(C) Dispositivo di protezione Banda d'ottava APV Efficacia DPI-u 125 250 500 1k 2k 4k L M H SNR - 12.0 - - - - - - - - - - - - - 8k 1) Utilizzo dumper (B194) 85.0 88.0 NO 79.0 100.0 [B] 100.0 Accettabile/Buona Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75] - - - - - - - - - - - - - - - - 2) Manutenzione e pause tecniche (A315) 10.0 64.0 NO 64.0 100.0 [B] 100.0 - - 3) Fisiologico (A315) 5.0 64.0 NO 64.0 100.0 [B] 100.0 LEX 88.0 LEX(effettivo) 79.0 - - Fascia di appartenenza: Il livello di esposizione è "Maggiore dei valori superiori di azione: 85 dB(A) e 137 dB(C)". Mansioni: Dumper. SCHEDA N.13 - Rumore per "Operatore pala meccanica" Analisi dei livelli di esposizione al rumore con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 22 del C.P.T. Torino (Costruzioni Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 23 edili in genere - Nuove costruzioni). Tipo di esposizione: Settimanale Attività T[%] LA,eq dB(A) Imp. LA,eq eff. dB(A) Ppeak dB(C) Orig. Ppeak eff. dB(C) Dispositivo di protezione Banda d'ottava APV Efficacia DPI-u 125 250 500 1k 2k 4k L M H SNR - 12.0 - - - - - - - - - - - - - 8k 1) Utilizzo pala (B446) 85.0 84.0 NO 75.0 100.0 [B] 100.0 Accettabile/Buona Generico (cuffie o inserti). [Beta: 0.75] - - - - - - - - - - - - - - - - 2) Manutenzione e pause tecniche (A315) 10.0 64.0 NO 64.0 100.0 [B] 100.0 - - 3) Fisiologico (A315) 5.0 64.0 NO 64.0 100.0 [B] 100.0 LEX 84.0 LEX(effettivo) 75.0 - - Fascia di appartenenza: Il livello di esposizione è "Compreso tra i valori inferiori e superiori di azione: 80/85 dB(A) e 135/137 dB(C)". Mansioni: Pala meccanica. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 24 ANALISI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO VIBRAZIONI Premessa La valutazione e, quando necessario, la misura dei livelli di vibrazioni è stata effettuata in base alle disposizioni di cui all'allegato XXXV, parte A, del D.Lgs. 81/2008, per vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio (HAV), e in base alle disposizioni di cui all'allegato XXXV, parte B, del D.Lgs. 81/2008, per le vibrazioni trasmesse al corpo intero (WBV). La valutazione è stata effettuata prendendo in considerazione in particolare: a) il livello, il tipo e la durata dell'esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a vibrazioni intermittenti o a urti ripetuti; b) i valori limite di esposizione e i valori d’azione; c) gli eventuali effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio con particolare riferimento alle donne in gravidanza e ai minori; d) gli eventuali effetti indiretti sulla sicurezza e salute dei lavoratori risultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche, il rumore e l’ambiente di lavoro o altre attrezzature; e) le informazioni fornite dal costruttore dell'attrezzatura di lavoro; f) l’esistenza di attrezzature alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione alle vibrazioni meccaniche; g) il prolungamento del periodo di esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero al di là delle ore lavorative in locali di cui è responsabile il datore di lavoro; h) le condizioni di lavoro particolari, come le basse temperature, il bagnato, l’elevata umidità o il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e del rachide; i) le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica. Individuazione dei criteri seguiti per la valutazione La valutazione dell'esposizione al rischio vibrazioni è stata effettuata tenendo in considerazione le caratteristiche delle attività lavorative svolte, coerentemente a quanto indicato nelle “Linee guida per la valutazione del rischio vibrazioni negli ambienti di lavoro” elaborate dall'ISPESL. Il procedimento seguito può essere sintetizzato come segue: 1) individuazione dei lavoratori esposti al rischio; 2) individuazione dei tempi di esposizione; 3) individuazione delle singole macchine o attrezzature utilizzate; 4) individuazione, in relazione alle macchine ed attrezzature utilizzate, del livello di esposizione; 5) determinazione del livello di esposizione giornaliero normalizzato al periodo di riferimento di 8 ore. Individuazione dei lavoratori esposti al rischio L’individuazione dei lavoratori esposti al rischio vibrazioni discende dalla conoscenza delle mansioni espletate dal singolo lavoratore, o meglio dall'individuazione degli utensili manuali, di macchinari condotti a mano o da macchinari mobili utilizzati nelle attività lavorative. E’ noto che lavorazioni in cui si impugnino utensili vibranti o materiali sottoposti a vibrazioni o impatti possono indurre un insieme di disturbi neurologici e circolatori digitali e lesioni osteoarticolari a carico degli arti superiori, così come attività lavorative svolte a bordi di mezzi di trasporto o di movimentazione espongono il corpo a vibrazioni o impatti, che possono risultare nocivi per i soggetti esposti. Individuazione dei tempi di esposizione Il tempo di esposizione al rischio vibrazioni dipende, per ciascun lavoratore, dalle effettive situazioni di lavoro. Ovviamente il tempo di effettiva esposizione alle vibrazioni dannose è inferiore a quello dedicato alla lavorazione e ciò per effetto dei periodi di funzionamento a vuoto o a carico ridotto o per altri motivi tecnici, tra cui anche l'adozione di dispositivi di protezione individuale. Si è stimato, in relazione alle metodologie di lavoro adottate e all'utilizzo dei dispositivi di protezione individuali, il coefficiente di riduzione specifico. Individuazione delle singole macchine o attrezzature utilizzate La “Direttiva Macchine” obbliga i costruttori a progettare e costruire le attrezzature di lavoro in modo tale che i rischi dovuti alle vibrazioni trasmesse dalla macchina siano ridotti al livello minimo, tenuto conto del progresso tecnico e della disponibilità di mezzi atti a ridurre le vibrazioni, in particolare alla fonte. Inoltre, prescrive che le istruzioni per l'uso contengano anche le seguenti indicazioni: a) il valore quadratico medio ponderato, in frequenza, dell'accelerazione cui sono esposte le membra superiori quando superi 2,5 m/s2; se tale livello è inferiore o pari a 2,5 m/s2, occorre indicarlo; b) il valore quadratico medio ponderato, in frequenza, dell'accelerazione cui è esposto il corpo (piedi o parte seduta) quando superi 0,5 m/ s2; se tale livello é inferiore o pari a 0,5 m/s2, occorre indicarlo. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 25 Individuazione del livello di esposizione durante l'utilizzo Per determinare il valore di accelerazione necessario per la valutazione del rischio, conformemente alle disposizioni dell'art. 202, comma 2, del D.Lgs. del 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., si è fatto riferimento alla Banca Dati dell'ISPESL e/o alle informazioni fornite dai produttori, utilizzando i dati secondo le modalità nel seguito descritte. [A] - Valore misurato attrezzatura in BDV ISPESL. Per la macchina o l'utensile considerato sono disponibili, in Banca Dati Vibrazioni dell'ISPESL, i valori di vibrazione misurati in condizioni d'uso rapportabili a quelle operative. Sono stati assunti i valori riportati in Banca Dati Vibrazioni dell'ISPESL. [B] - Valore del fabbricante opportunamente corretto Per la macchina o l'utensile considerato sono disponibili i valori di vibrazione dichiarati dal fabbricante. Salva la programmazione di successive misure di controllo in opera, è stato assunto quale valore di vibrazione, quello indicato dal fabbricante, maggiorato del fattore di correzione definito in Banca Dati Vibrazione dell'ISPESL, per le attrezzature che comportano vibrazioni mano-braccio, o da un coefficiente che tenga conto dell'età della macchina, del livello di manutenzione e delle condizioni di utilizzo, per le attrezzature che comportano vibrazioni al corpo intero. [C] - Valore di attrezzatura similare in BDV ISPESL Per la macchina o l'utensile considerato, non sono disponibili dati specifici ma sono disponibili i valori di vibrazioni misurati di attrezzature similari (stessa categoria, stessa potenza). Salva la programmazione di successive misure di controllo in opera, è stato assunto quale valore base di vibrazione quello misurato di una attrezzatura similare (stessa categoria, stessa potenza) maggiorato di un coefficiente al fine di tener conto dell'età della macchina, del livello di manutenzione e delle condizioni di utilizzo. [D] - Valore di attrezzatura peggiore in BDV ISPESL Per la macchina o l'utensile considerato, non sono disponibili dati specifici ne dati per attrezzature similari (stessa categoria, stessa potenza), ma sono disponibili i valori di vibrazioni misurati per attrezzature della stessa tipologia. Salva la programmazione di successive misure di controllo in opera, è stato assunto quale valore base di vibrazione quello peggiore (misurato) di una attrezzatura dello stesso genere maggiorato di un coefficiente al fine di tener conto dell'età della macchina, del livello di manutenzione e delle condizioni di utilizzo. Per determinare il valore di accelerazione necessario per la valutazione del rischio, in assenza di valori di riferimento certi, si è proceduto come segue: [E] - Valore tipico dell’attrezzatura (solo PSC) Nella redazione del Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC) vige l’obbligo di valutare i rischi specifici delle lavorazioni, anche se non sono ancora noti le macchine e gli utensili utilizzati dall’impresa esecutrice e, quindi, i relativi valori di vibrazioni. In questo caso viene assunto, come valore base di vibrazione, quello più comune per la tipologia di attrezzatura utilizzata in fase di esecuzione. Determinazione del livello di esposizione giornaliero normalizzato al periodo di riferimento di otto ore Vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio. La valutazione del livello di esposizione alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio si basa principalmente sulla determinazione del valore di esposizione giornaliera normalizzato ad 8 ore di lavoro, A(8) (m/s2), calcolato sulla base della radice quadrata della somma dei quadrati (A(w)sum) dei valori quadratici medi delle accelerazioni ponderate in frequenza, determinati sui tre assi ortogonali x, y, z, in accordo con quanto prescritto dallo standard ISO 5349-1: 2001. L'espressione matematica per il calcolo di A(8) è di seguito riportata. dove: in cui T% la durata percentuale giornaliera di esposizione a vibrazioni espresso in percentuale e awx, awy e awz i valori r.m.s. dell'accelerazione ponderata in frequenza (in m/s2) lungo gli assi x, y e z (ISO 5349-1: 2001). Nel caso in cui il lavoratore sia esposto a differenti valori di vibrazioni, come nel caso di impiego di più utensili vibranti nell’arco della giornata lavorativa, o nel caso dell’impiego di uno stesso macchinario in differenti condizioni operative, l’esposizione quotidiana a vibrazioni A(8), in m/s2, sarà ottenuta mediante l’espressione: dove: Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 26 A(8)i è il parziale relativo all’operazione i-esima, ovvero: in cui i valori di T%i e A(w)sum,i sono rispettivamente il tempo di esposizione percentuale e il valore di A(w)sum relativi alla operazione i-esima. Vibrazioni trasmesse al corpo intero. La valutazione del livello di esposizione alle vibrazioni trasmesse al corpo intero si basa principalmente sulla determinazione del valore di esposizione giornaliera normalizzato ad 8 ore di lavoro, A(8) (m/s2), calcolato sulla base del maggiore dei valori numerici dei valori quadratici medi delle accelerazioni ponderate in frequenza, determinati sui tre assi ortogonali: secondo la formula di seguito riportata: in cui T% la durata percentuale giornaliera di esposizione a vibrazioni espresso in percentuale e A(w)max il valore massimo tra 1,40awx, 1,40awy e awz i valori r.m.s. dell’accelerazione ponderata in frequenza (in m/s2) lungo gli assi x, y e z (ISO 2631-1: 1997). Nel caso in cui il lavoratore sia esposto a differenti valori di vibrazioni, come nel caso di impiego di più macchinari nell’arco della giornata lavorativa, o nel caso dell’impiego di uno stesso macchinario in differenti condizioni operative, l’esposizione quotidiana a vibrazioni A(8), in m/s2, sarà ottenuta mediante l’espressione: dove: A(8)i è il parziale relativo all’operazione i-esima, ovvero: in cui i valori di T%i a A(w)max,i sono rispettivamente il tempo di esposizione percentuale e il valore di A(w)max relativi alla operazione i-esima. ESITO DELLA VALUTAZIONE Di seguito è riportato l'elenco delle mansioni addette ad attività lavorative che espongono a vibrazioni e il relativo esito della valutazione del rischio suddiviso in relazione al corpo intero (WBV) e al sistema mano braccio (HAV). Lavoratori e Macchine Mansione 1) Addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere 2) Addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere 3) Addetto alla realizzazione di impianto elettrico interno 4) Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni 5) Addetto alla rimozione di impianti 6) Autocarro 7) Autogrù 8) Dumper 9) Pala meccanica ESITO DELLA VALUTAZIONE Mano-braccio (HAV) Corpo intero (WBV) "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²" "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²" "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²" "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²" "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²" "Non presente" "Non presente" "Non presente" "Non presente" "Non presente" "Non presente" "Non presente" "Non presente" "Non presente" "Inferiore a 0,5 m/s²" "Inferiore a 0,5 m/s²" "Compreso tra 0,5 e 1 m/s²" "Compreso tra 0,5 e 1 m/s²" SCHEDE DI VALUTAZIONE Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 27 Le schede di rischio che seguono riportano l'esito della valutazione eseguita per singola mansione addetta all'attività lavorativa con l’individuazione delle macchine o utensili adoperati e la fascia di appartenenza. Tabella di correlazione Mansione - Scheda di valutazione Mansione Scheda di valutazione Addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere Addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere Addetto alla realizzazione di impianto elettrico interno Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni Addetto alla rimozione di impianti Autocarro Autogrù Dumper Pala meccanica SCHEDA N.1 - Vibrazioni per completo)" SCHEDA N.1 - Vibrazioni per completo)" SCHEDA N.1 - Vibrazioni per completo)" SCHEDA N.2 - Vibrazioni per polivalente (demolizioni)" SCHEDA N.2 - Vibrazioni per polivalente (demolizioni)" SCHEDA N.3 - Vibrazioni per SCHEDA N.4 - Vibrazioni per SCHEDA N.5 - Vibrazioni per SCHEDA N.6 - Vibrazioni per meccanica" "Elettricista (ciclo "Elettricista (ciclo "Elettricista (ciclo "Operaio comune "Operaio comune "Operatore "Operatore "Operatore "Operatore autocarro" autogrù" dumper" pala SCHEDA N.1 - Vibrazioni per "Elettricista (ciclo completo)" Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 94 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Ristrutturazioni): a) utilizzo scanalatrice per 15%. Macchina o Utensile utilizzato Tempo lavorazione Coefficiente di correzione [%] Tempo di esposizione Livello di esposizione [%] 1) Scanalatrice (generica) 15.0 0.8 HAV - Esposizione A(8) Origine dato Tipo 2 [m/s ] 12.0 7.2 [E] - Valore tipico attrezzatura (solo PSC) 12.00 HAV 2.501 Fascia di appartenenza: Mano-Braccio (HAV) = "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²" Corpo Intero (WBV) = "Non presente" Mansioni: Addetto alla realizzazione di impianto di messa a terra del cantiere; Addetto alla realizzazione di impianto elettrico di cantiere; Addetto alla realizzazione di impianto elettrico interno. SCHEDA N.2 - Vibrazioni per "Operaio comune polivalente (demolizioni)" Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 279 del C.P.T. Torino (Demolizioni - Demolizioni manuali): a) demolizioni con martello demolitore pneumatico per 10%. Macchina o Utensile utilizzato Tempo lavorazione Coefficiente di correzione [%] Tempo di esposizione Livello di esposizione [%] [m/s2] 1) Martello demolitore pneumatico (generico) 10.0 0.8 8.0 HAV - Esposizione A(8) 8.00 Origine dato 17.7 [E] - Valore tipico attrezzatura (solo PSC) Tipo HAV 4.998 Fascia di appartenenza: Mano-Braccio (HAV) = "Compreso tra 2,5 e 5,0 m/s²" Corpo Intero (WBV) = "Non presente" Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 28 Macchina o Utensile utilizzato Tempo lavorazione Coefficiente di correzione [%] Tempo di esposizione Livello di esposizione [%] [m/s2] Origine dato Tipo Mansioni: Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni; Addetto alla rimozione di impianti. SCHEDA N.3 - Vibrazioni per "Operatore autocarro" Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 24 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni): a) utilizzo autocarro per 60%. Macchina o Utensile utilizzato Tempo lavorazione Coefficiente di correzione [%] 1) Autocarro (generico) 60.0 Tempo di esposizione Livello di esposizione [%] [m/s2] 0.8 WBV - Esposizione A(8) 48.0 48.00 Origine dato 0.5 [E] - Valore tipico attrezzatura (solo PSC) Tipo WBV 0.374 Fascia di appartenenza: Mano-Braccio (HAV) = "Non presente" Corpo Intero (WBV) = "Inferiore a 0,5 m/s²" Mansioni: Autocarro. SCHEDA N.4 - Vibrazioni per "Operatore autogrù" Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 26 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni): a) movimentazione carichi per 50%; b) spostamenti per 25%. Macchina o Utensile utilizzato Tempo lavorazione Coefficiente di correzione [%] 1) Autogrù (generica) 75.0 WBV - Esposizione A(8) Tempo di esposizione Livello di esposizione [%] [m/s2] 0.8 60.0 60.00 Origine dato 0.5 [E] - Valore tipico attrezzatura (solo PSC) Tipo WBV 0.372 Fascia di appartenenza: Mano-Braccio (HAV) = "Non presente" Corpo Intero (WBV) = "Inferiore a 0,5 m/s²" Mansioni: Autogrù. SCHEDA N.5 - Vibrazioni per "Operatore dumper" Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 27 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni): a) utilizzo dumper per 60%. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 29 Macchina o Utensile utilizzato Tempo lavorazione Coefficiente di correzione [%] 1) Dumper (generico) 60.0 Tempo di esposizione Livello di esposizione [%] [m/s2] 0.8 WBV - Esposizione A(8) 48.0 48.00 Origine dato 0.7 [E] - Valore tipico attrezzatura (solo PSC) Tipo WBV 0.506 Fascia di appartenenza: Mano-Braccio (HAV) = "Non presente" Corpo Intero (WBV) = "Compreso tra 0,5 e 1 m/s²" Mansioni: Dumper. SCHEDA N.6 - Vibrazioni per "Operatore pala meccanica" Analisi delle attività e dei tempi di esposizione con riferimento alla Scheda di Gruppo Omogeneo n. 22 del C.P.T. Torino (Costruzioni edili in genere - Nuove costruzioni): a) utilizzo pala meccanica (cingolata, gommata) per 60%. Macchina o Utensile utilizzato Tempo lavorazione Coefficiente di correzione [%] 1) Pala meccanica (generica) 60.0 0.8 WBV - Esposizione A(8) Tempo di esposizione Livello di esposizione [%] [m/s2] 48.0 48.00 Origine dato 0.7 [E] - Valore tipico attrezzatura (solo PSC) Tipo WBV 0.506 Fascia di appartenenza: Mano-Braccio (HAV) = "Non presente" Corpo Intero (WBV) = "Compreso tra 0,5 e 1 m/s²" Mansioni: Pala meccanica. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 30 ANALISI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO DOVUTO AD AZIONI DI SOLLEVAMENTO E TRASPORTO Premessa La valutazione dei rischi derivanti da azioni di sollevamento e trasporto riportata di seguito è stata eseguita secondo le disposizioni del D.Lgs. del 9 aprile 2008, n.81 e la normativa tecnica ISO 11228-1, ed in particolare considerando 1. la fascia di età e sesso di gruppi omogenei lavoratori; 2. le condizioni di movimentazione; 3. il carico sollevato, la frequenza di sollevamento, la posizione delle mani, la distanza di sollevamento, la presa, la distanza di trasporto; 4. i valori del carico, raccomandati per il sollevamento e il trasporto; 5. gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori; 6. le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria e dalla letteratura scientifica disponibile; 7. l'informazione e formazione dei lavoratori. Valutazione del rischio Sulla base di considerazioni legate alla mansione svolta, previa consultazione del datore di lavoro e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sono stati individuati i gruppi omogenei di lavoratori corrispondenti ai gruppi di lavoratori che svolgono la medesima attività nell'ambito del processo produttivo dall'azienda. Quindi si è proceduto, a secondo del gruppo, alla valutazione del rischio. La valutazione delle azioni del sollevamento e del trasporto, ovvero la movimentazione di un oggetto dalla sua posizione iniziale verso l’alto, senza ausilio meccanico, e il trasporto orizzontale di un oggetto tenuto sollevato dalla sola forza dell’uomo si basa su un modello costituito da cinque step successivi: 1. step 1 valutazione del peso effettivamente sollevato rispetto alla massa di riferimento; 2. step 2 valutazione dell’azione in relazione alla frequenza raccomandata in funzione della massa sollevata; 3. step 3 valutazione dell’azione in relazione ai fattori ergonomici (per esempio, la distanza orizzontale, l’altezza di sollevamento, l’angolo di asimmetria ecc.); 4. step 4 valutazione dell’azione in relazione alla massa cumulativa giornaliera (ovvero il prodotto tra il peso trasportato e la frequenza del trasporto); 5. step 5 valutazione concernente la massa cumulativa e la distanza del trasporto in piano. I cinque passaggi sono illustrati con lo schema di flusso rappresentato nello schema 1. In ogni step sono desunti o calcolati valori limite di riferimento (per esempio, il peso limite). Se le valutazione concernente il singolo step porta ha una conclusione positiva, ovvero il valore limite di riferimento è rispettato, si passa a quello successivo. Qualora, invece, la valutazione porti a una conclusione negativa, è necessario adottare azioni di miglioramento per riportare il rischio a condizioni accettabili. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 31 Valutazione della massa di riferimento in base al genere mrif Nel primo step si confronta il peso effettivo dell’oggetto sollevato con la massa di riferimento mrif, che è desunta dalla tabella presente nell’Allegato C alla norma ISO 11228-1. La massa di riferimento si differenzia a seconda del genere (maschio o femmina), in linea con quanto previsto dall’art. 28, D.Lgs. n. 81/2008, il quale ha stabilito che la valutazione dei rischi deve comprendere anche i rischi particolari, tra i quali quelli connessi alle differenze di genere. La massa di riferimento è individuata, a seconda del genere che caratterizza il gruppo omogeneo, al fine di garantire la protezione di almeno il 90% della popolazione lavorativa. La massa di riferimento costituisce il peso limite in condizioni ergonomiche ideali e che, qualora le azioni di sollevamento non siano occasionali. Valutazione della massa di riferimento in base alla frequenza mrif Nel secondo step si procede a confrontare il peso effettivamente sollevato con la frequenza di movimentazione f (atti/minuto); in base alla durata giornaliera della movimentazione, solo breve e media durata, si ricava il peso limite raccomandato, in funzione della frequenza, in base al grafico di cui alla figura 2 della norma ISO 11228-1. Valutazione della massa in relazione ai fattori ergonomici mlim. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 32 Nel terzo step si confronta la massa movimentata, m, con il peso limite raccomandato che deve essere calcolato tenendo in considerazione i parametri che caratterizzano la tipologia di sollevamento e, in particolare: 1. la massa dell’oggetto m; 2. la distanza orizzontale di presa del carico, h, misurata dalla linea congiungente i malleoli interni al punto di mezzo tra la presa delle mani proiettata a terra; il fattore altezza, v, ovvero l’altezza da terra del punto di presa del carico; 3. 4. la distanza verticale di sollevamento, d; 5. la frequenza delle azioni di sollevamento, f; 6. la durata delle azioni di sollevamento, t; 7. l’angolo di asimmetria (torsione del busto), α; 8. la qualità della presa dell’oggetto, c. Il peso limite raccomandato è calcolato, sia all’origine che alla della movimentazione sulla base di una formula proposta nell’Allegato A.7 alla ISO 11228-1: dove: mrif hM dM vM fM αM cM è la massa di riferimento in base al genere. è il fattore riduttivo che tiene conto della distanza orizzontale di presa del carico, h; è il fattore riduttivo che tiene conto della distanza verticale di sollevamento, d; è il fattore riduttivo che tiene conto dell’altezza da terra del punto di presa del carico; è il fattore riduttivo che tiene della frequenza delle azioni di sollevamento, f; è il fattore riduttivo che tiene conto dell’ l’angolo di asimmetria (torsione del busto), α; è il fattore riduttivo che tiene della qualità della presa dell’oggetto, c. Valutazione della massa cumulativa su lungo periodo mlim. ( giornaliera) Nel quarto step si confronta la massa cumulativa mcum giornaliera, ovvero il prodotto tra il peso trasportato e la frequenza di trasporto per le otto ore lavorativa, con la massa raccomandata mlim. giornaliera che è pari a 10000 kg in caso di solo sollevamento o trasporto inferiore ai 20 m, o 6000 kg in caso di trasporto superiore o uguale ai 20 m. Valutazione della massa cumulativa trasportata su lungo, medio e breve periodo mlim. ( giornaliera), mlim. (orario) e mlim. (minuto) In caso di trasporto su distanza hc uguale o maggiore di 1 m, nel quinto step si confronta la di massa cumulativa mcum sul breve, medio e lungo periodo (giornaliera, oraria e al minuto) con la massa raccomandata mlim. desunta dalla la tabella 1 della norma ISO 11228-1. ESITO DELLA VALUTAZIONE Sulla base di considerazioni legate alla mansione svolta, previa consultazione del datore di lavoro e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sono stati individuati gruppi omogenei di lavoratori, univocamente identificati attraverso le SCHEDE DI VALUTAZIONE riportate nel successivo capitolo. Di seguito è riportato l'elenco delle mansioni e il relativo esito della valutazione al rischio dovuto alle azioni di sollevamento e trasporto. Lavoratori e Macchine Mansione 1) Addetto alla realizzazione di divisori interni 2) Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni 3) Addetto alla rimozione di serramenti interni 4) Addetto allo scavo di pulizia generale dell'area di cantiere ESITO DELLA VALUTAZIONE Forze di sollevamento e trasporto accettabili. Forze di sollevamento e trasporto accettabili. Forze di sollevamento e trasporto accettabili. Forze di sollevamento e trasporto accettabili. SCHEDE DI VALUTAZIONE Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 33 Le schede di rischio che seguono, ognuna di esse rappresentativa di un gruppo omogeneo, riportano l'esito della valutazione per ogni mansione. Le eventuali disposizioni relative alla sorveglianza sanitaria, all’informazione e formazione, all'utilizzo di dispositivi di protezione individuale e alle misure tecniche e organizzative sono riportate nel documento della sicurezza di cui il presente è un allegato. Tabella di correlazione Mansione - Scheda di valutazione Mansione Addetto Addetto Addetto Addetto Scheda di valutazione alla realizzazione di divisori interni alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni alla rimozione di serramenti interni allo scavo di pulizia generale dell'area di cantiere SCHEDA SCHEDA SCHEDA SCHEDA N.1 N.1 N.1 N.1 SCHEDA N.1 Attività comportante movimentazione manuale di carichi con operazioni di trasporto o sostegno comprese le azioni di sollevare e deporre i carichi. Esito della valutazione dei compiti giornalieri Carico movimentato (giornaliero) Carico movimentato Condizioni Carico movimentato (orario) Carico movimentato (minuto) m mlim mcum mlim mcum mlim mcum mlim [kg] [kg] [kg/giorno] [kg/giorno] [kg/ora] [kg/ora] [kg/minuto] [kg/minuto] 1) Compito Specifiche 10.00 13.74 1200.00 10000.00 300.00 7200.00 5.00 120.00 Fascia di appartenenza: Le azioni di sollevamento e trasporto dei carichi sono accettabili. Mansioni: Addetto alla realizzazione di divisori interni; Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni; Addetto alla rimozione di serramenti interni; Addetto allo scavo di pulizia generale dell'area di cantiere. Descrizione del genere del gruppo di lavoratori Fascia di età Adulta Sesso Maschio mrif [kg] 25.00 Compito giornaliero Posizione Carico del carico m [kg] Distanza verticale e di trasporto Posizione delle mani Durata e frequenza h v Ang. d hc t f [m] [m] [gradi] [m] [m] [%] [n/min] 1.00 <=1 Presa c Fattori riduttivi FM HM VM DM Ang.M CM 1) Compito Inizio Fine 10.00 0.25 0.50 30 0.25 1.50 0 50 0.5 buona 0.81 1.00 0.93 0.87 0.90 1.00 0.81 1.00 0.78 0.87 1.00 1.00 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 34 ANALISI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO DOVUTO ALLA MOVIMENTAZIONE DI CARICHI LEGGERI AD ALTA FREQUENZA Premessa La valutazione dei rischi derivanti dalla movimentazione di carichi leggeri ad alta frequenza riportata di seguito è stata eseguita secondo le disposizioni del D.Lgs. del 9 aprile 2008, n. 81 e la normativa tecnica ISO 11228-3, ed in particolare considerando: 1. gruppi omogenei lavoratori; 2. le condizioni di movimentazione: le forze applicate nella movimentazione e quelle raccomandate, la frequenza di movimentazione, la posizione delle mani, i periodi di riposo; 3. le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria e dalla letteratura scientifica disponibile; 4. l'informazione e formazione dei lavoratori. Valutazione del rischio Sulla base di considerazioni legate alla mansione svolta, previa consultazione del datore di lavoro e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sono stati individuati i gruppi omogenei di lavoratori corrispondenti ai gruppi di lavoratori che svolgono la medesima attività nell'ambito del processo produttivo dell'azienda. Quindi si è proceduto, a secondo del gruppo, alla valutazione del rischio. La stima del rischio, si basa su un metodo, proposto dalla ISO 11228-3 all'allegato B, costituito da una check-list di controllo che verifica, per step successivi, la presenza o meno di una serie di fattori di rischio. La valutazione del rischio quindi si conclude valutando se la presenza dei fattori di rischio è caratterizzata da condizioni inaccettabili, accettabili o accettabile con prescrizioni collocando così il rischio in tre rispettive zone di rischio: 1. Rischio inaccettabile: ZONA ROSSA 2. Rischio accettabile: ZONA VERDE 3. Rischio accettabile con azioni correttive: ZONA GIALLA Verifica dei fattori di rischio mediante la check-list di controllo In questa fase si procede a verificare la presenza o meno di alcuni fattori di rischio che sono causa di pericolo per la salute dei lavoratori, al tal fine si utilizza la check-list di controllo cosi come riportata all'allegato B della ISO 11228-3: Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 35 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 36 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 37 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 38 ESITO DELLA VALUTAZIONE Sulla base di considerazioni legate alla mansione svolta, previa consultazione del datore di lavoro e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sono stati individuati gruppi omogenei di lavoratori, univocamente identificati attraverso le SCHEDE DI VALUTAZIONE riportate nel successivo capitolo. Di seguito è riportato l'elenco delle mansioni e il relativo esito della valutazione al rischio dovuto alla movimentazione di carichi leggeri ad alta frequenza. Lavoratori e Macchine Mansione ESITO DELLA VALUTAZIONE 1) Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali) 2) Addetto alla tinteggiatura di superfici interne Rischio per i lavoratori accettabile. Rischio per i lavoratori accettabile. SCHEDE DI VALUTAZIONE Le schede di rischio che seguono, ognuna di esse rappresentativa di un gruppo omogeneo, riportano l'esito della valutazione per ogni mansione. Le eventuali disposizioni relative alla sorveglianza sanitaria, all’informazione e formazione, all'utilizzo di dispositivi di protezione individuale e alle misure tecniche e organizzative sono riportate nel documento della sicurezza di cui il presente è un allegato. Tabella di correlazione Mansione - Scheda di valutazione Mansione Scheda di valutazione Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali) Addetto alla tinteggiatura di superfici interne SCHEDA N.1 SCHEDA N.1 SCHEDA N.1 Attività comportante movimentazione manuale di carichi leggeri mediante movimenti ripetitivi ad elevata frequenza degli arti superiori (mani, polsi, braccia, spalle). Step di valutazione - fattori di rischio individuati Zona di rischio Durata e frequenza dei movimenti ripetitivi Verde Valutazione globale rischio Verde Fascia di appartenenza: Il livello di rischio globale per i lavoratori è accettabile. Mansioni: Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali); Addetto alla tinteggiatura di superfici interne. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 39 ANALISI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO Premessa In alternativa alla misurazione dell'agente chimico è possibile, e largamente praticato, l'uso di sistemi di valutazione del rischio basati su relazioni matematiche denominati algoritmi di valutazione "semplificata". In particolare, il modello di valutazione del rischio adottato è una procedura di analisi che consente di effettuare la valutazione del rischio tramite una assegnazione di un punteggio (peso) ai vari fattori che intervengono nella determinazione del rischio (pericolosità, quantità, durata dell'esposizione presenza di misure preventive) ne determinano l'importanza assoluta o reciproca sul risultato valutativo finale. Il Rischio R, individuato secondo il modello, quindi, è in accordo con l'art. 223, comma 1 del D.Lgs. 81/2008, che prevede la valutazione dei rischi considerando in particolare i seguenti elementi degli agenti chimici: a) le loro proprietà pericolose; b) le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal responsabile dell'immissione sul mercato tramite la relativa scheda di sicurezza predisposta ai sensi dei decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65, e successive modifiche; c) il livello, il tipo e la durata dell'esposizione; d) le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di tali agenti, compresa la quantità degli stessi; e) i valori limite di esposizione professionale o i valori limite biologici; f) gli effetti delle misure preventive e protettive adottate o da adottare; g) se disponibili, le conclusioni tratte da eventuali azioni di sorveglianza sanitaria già intraprese. Si precisa, che i modelli di valutazione semplificata, come l'algoritmo di seguito proposto, sono da considerarsi strumenti di particolare utilità nella valutazione del rischio -in quanto rende affrontabile il percorso di valutazione ai Datori di Lavoro- per la classificazione delle proprie aziende al di sopra o al di sotto della soglia di: "Rischio irrilevante per la salute". Se, però, a seguito della valutazione è superata la soglia predetta si rende necessaria l'adozione delle misure degli artt. 225, 226, 229 e 230 del D.Lgs. 81/2008 tra cui la misurazione degli agenti chimici. Valutazione del rischio (Rchim) Il Rischio (Rchim) per le valutazioni del Fattore di rischio derivante dall'esposizione ad agenti chimici pericolosi è determinato dal prodotto del Pericolo (Pchim) e l'Esposizione (E), come si evince dalla seguente formula: (1) Il valore dell'indice di Pericolosità (Pchim) è determinato principalmente dall'analisi delle informazioni sulla salute e sicurezza fornite dal produttore della sostanza o preparato chimico, e nello specifico dall'analisi delle Frasi R in esse contenute. L'esposizione (E) che rappresenta il livello di esposizione dei soggetti nella specifica attività lavorativa è calcolato separatamente per Esposizioni inalatoria (Ein) o per via cutanea (Ecu) e dipende principalmente dalla quantità in uso e dagli effetti delle misure di prevenzione e protezione già adottate. Inoltre, il modello di valutazione proposto si specializza in funzione della sorgente del rischio di esposizione ad agenti chimici pericolosi, ovvero a seconda se l'esposizione è dovuta dalla lavorazione o presenza di sostanze o preparati pericolosi, ovvero, dall'esposizione ad agenti chimici che si sviluppano da un'attività lavorativa (ad esempio: saldatura, stampaggio di materiali plastici, ecc.). Nel modello il Rischio (Rchim) è calcolato separatamente per esposizioni inalatorie e per esposizioni cutanee: (1a) (1b) E nel caso di presenza contemporanea, il Rischio (Rchim) è determinato mediante la seguente formula: (2) Gli intervalli di variazione di Rchim per esposizioni inalatorie e cutanee sono i seguenti: (3) (4) Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 40 Ne consegue che il valore di rischio chimico Rchim può essere il seguente: (5) Ne consegue la seguente gamma di esposizioni: Rischio Rchim < 0,1 0,1 ≤ Rchim < 15 15 ≤ Rchim < 21 21 ≤ Rchim < 40 40 ≤ Rchim < 80 Rchim > 80 Fascia di esposizione Esito della valutazione Rischio inesistente per la salute Rischio sicuramente "Irrilevante per la salute" Rischio "Irrilevante per la salute" Rischio superiore a "Irrilevante per la salute" Rischio rilevante per la salute Rischio alto per la salute Pericolosità (Pchim) Indipendentemente dalla sorgente di rischio, sia essa una sostanza o preparato chimico impiegato o una attività lavorativa, l'indice di Pericolosità di un agente chimico (Pchim) è attribuito in funzione della classificazione delle sostanze e dei preparati pericolosi stabilita dalla normativa italiana vigente. I fattori di rischio di un agente chimico, o più in generale di una sostanza o preparato chimico, sono segnalati in frasi tipo, denominate Frasi R riportate nell'etichettatura di pericolo e nella scheda informativa in materia di sicurezza fornita dal produttore stesso. L'indice di pericolosità (Pchim) è naturalmente assegnato solo per le frasi R che comportano un rischio per la salute dei lavoratori in caso di esposizione ad agenti chimici pericolosi. La metodologia NON è applicabile alle sostanze o ai preparati chimici pericolosi classificati o classificabili come pericolosi per la sicurezza (R1, R2, R3, R4, R5, R6, R7, R8, R9, R10, R11, R12, R13, R14, R15, R16, R17, R18, R19, R30, R44, R14/R15, R15/29), pericolosi per l'ambiente (R50, R51, R52, R53, R54, R55, R56, R57, R58, R59, R50/R53, R51/R53, R52/R53) o per le sostanze o preparati chimici classificabili o classificati come cancerogeni o mutageni (R45, R46, R47, R49). Inoltre, è attribuito un punteggio anche per le sostanze e i preparati non classificati come pericolosi, ma che nel processo di lavorazione si trasformano o si decompongono emettendo tipicamente agenti chimici pericolosi (ad esempio nelle operazioni di saldatura, ecc.). Il massimo punteggio attribuibile ad un agente chimico è pari a 10 (sostanza o preparato sicuramente pericoloso) ed il minimo è pari a 1 (sostanza o preparato non classificato o non classificabile come pericoloso). Esposizione per via inalatoria (Ein,sost) da sostanza o preparato L'indice di Esposizione per via inalatoria di una sostanza o preparato chimico (Ein,sost) è determinato come prodotto tra l'indice di esposizione potenziale (Ep), agli agenti chimici contenuti nelle sostanze o preparati chimici impiegati, e il fattore di distanza (fd), indicativo della distanza dei lavoratori dalla sorgente di rischio. (6) L'Esposizione potenziale (Ep) è una funzione a cinque variabili, risolta mediante un sistema a matrici di progressive. L'indice risultante può assumere valori compresi tra 1 e 10, a seconda del livello di esposizione determinato mediante la matrice predetta. Livello di esposizione A. Basso B. Moderato C. Rilevante D. Alto Esposizione potenziale (Ep) 1 3 7 10 Il Fattore di distanza (Fd) è un coefficiente riduttore dell'indice di esposizione potenziale (Ep) che tiene conto della distanza del lavoratore dalla sorgente di rischio. I valori che può assumere sono compresi tra fd = 1,00 (distanza inferiore ad un metro) a fd = 0,10 (distanza maggiore o uguale a 10 metri). Distanza dalla sorgente di rischio chimico A. Inferiore ad 1 m B. Da 1 m a inferiore a 3 m C. Da 3 m a inferiore a 5 m D. Da 5 m a inferiore a 10 m E. Maggiore o uguale a 10 m Fattore di distanza (Fd) 1,00 0,75 0,50 0,25 0,10 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 41 Determinazione dell'indice di Esposizione potenziale (Ep) L'indice di Esposizione potenziale (Ep) è determinato risolvendo un sistema di quattro matrici progressive che utilizzano come dati di ingresso le seguenti cinque variabili: Proprietà chimico fisiche Quantitativi presenti Tipologia d'uso Tipologia di controllo Tempo d'esposizione Le prime due variabili, "Proprietà chimico fisiche" delle sostanze e dei preparati chimici impiegati (stato solido, nebbia, polvere fine, liquido a diversa volatilità o stato gassoso) e dei "Quantitativi presenti" nei luoghi di lavoro, sono degli indicatori di "propensione" dei prodotti impiegati a rilasciare agenti chimici aerodispersi. Le ultime tre variabili, "Tipologia d'uso" (sistema chiuso, inclusione in matrice, uso controllato o uso dispersivo), "Tipologia di controllo" (contenimento completo, aspirazione localizzata, segregazione, separazione, ventilazione generale, manipolazione diretta) e "Tempo d'esposizione", sono invece degli indicatori di "compensazione", ovvero, che limitano la presenza di agenti aerodispersi. Matrice di presenza potenziale La prima matrice è una funzione delle variabili "Proprietà chimico-fisiche" e "Quantitativi presenti" dei prodotti chimici impiegati e restituisce un indicatore (crescente) della presenza potenziale di agenti chimici aerodispersi su quattro livelli. 1. Bassa 2. Moderata 3. Rilevante 4. Alta I valori della variabile "Proprietà chimico fisiche" sono ordinati in ordine crescente relativamente alla possibilità della sostanza di rendersi disponibile nell'aria, in funzione della volatilità del liquido e della ipotizzabile o conosciuta granulometria delle polveri. La variabile "Quantità presente" è una stima della quantità di prodotto chimico presente e destinato, con qualunque modalità, all'uso nell'ambiente di lavoro. Quantitativi presenti Proprietà chimico fisiche A. B. C. D. E. F. G. Stato solido Nebbia Liquido a bassa volatilità Polvere fine Liquido a media volatilità Liquido ad alta volatilità Stato gassoso A. Inferiore di 0,1 kg 1. Bassa 1. Bassa 1. Bassa 1. Bassa 1. Bassa 1. Bassa 2.Moderata B. Da 0,1 kg a inferiore di 1 kg 1. Bassa 1. Bassa 2. Moderata 3. Rilevante 3. Rilevante 3. Rilevante 3. Rilevante C. Da 1 kg a inferiore di 10 kg 1. Bassa 1. Bassa 3. Rilevante 3. Rilevante 3. Rilevante 3. Rilevante 4. Alta Matrice di presenza potenziale D. E. Da 10 kg a Maggiore o inferiore di 100 kg uguale di 100 kg 2. Moderata 2. Moderata 2. Moderata 2. Moderata 3. Rilevante 4. Alta 4. Alta 4. Alta 4. Alta 4. Alta 4. Alta 4. Alta 4. Alta 4. Alta Matrice di presenza effettiva La seconda matrice è una funzione dell'indicatore precedentemente determinato, "Presenza potenziale", e della variabile "Tipologia d'uso" dei prodotti chimici impiegati e restituisce un indicatore (crescente) della presenza effettiva di agenti chimici aerodispersi su tre livelli. 1. Bassa 2. Media 3. Alta I valori della variabile "Tipologia d'uso" sono ordinati in maniera decrescente relativamente alla possibilità di dispersione in aria di agenti chimici durante la lavorazione. Tipologia d'uso Livello di Presenza potenziale 1. Bassa 2. Moderata 3. Rilevante 4. Alta Matrice di presenza effettiva D. A. B. C. Sistema chiuso Inclusione in matrice Uso controllato Uso dispersivo 1. Bassa 1. Bassa 1. Bassa 2. Media 1. Bassa 2. Media 2. Media 3. Alta 1. Bassa 2. Media 3. Alta 3. Alta 2. Media 3. Alta 3. Alta 3. Alta Matrice di presenza controllata La terza matrice è una funzione dell'indicatore precedentemente determinato, "Presenza effettiva", e della variabile "Tipologia di controllo" dei prodotti chimici impiegati e restituisce un indicatore (crescente) su tre livelli della presenza controllata, ovvero, della presenza di agenti chimici aerodispersi a valle del processo di controllo della lavorazione. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 42 1. Bassa 2. Media 3. Alta I valori della variabile "Tipologia di controllo" sono ordinati in maniera decrescente relativamente alla possibilità di dispersione in aria di agenti chimici durante la lavorazione. Tipologia di controllo Livello di Presenza effettiva 1. Bassa 2. Media 3. Alta A. Contenimento completo 1. Bassa 1. Bassa 1. Bassa B. Aspirazione localizzata 1. Bassa 2. Media 2. Media Matrice di presenza controllata D. E. Ventilazione Manipolazione generale diretta 2. Media 2. Media 3. Alta 3. Alta 3. Alta 3. Alta C. Segregazione Separazione 1. Bassa 2. Media 3. Alta Matrice di esposizione potenziale La quarta è ultima matrice è una funzione dell'indicatore precedentemente determinato, "Presenza controllata", e della variabile "Tempo di esposizione" ai prodotti chimici impiegati e restituisce un indicatore (crescente) su quattro livelli della esposizione potenziale dei lavoratori, ovvero, di intensità di esposizione indipendente dalla distanza dalla sorgente di rischio chimico. 1. Bassa 2. Moderata 3. Rilevante 4. Alta La variabile "Tempo di esposizione" è una stima della massima esposizione temporale del lavoratore alla sorgente di rischio su base giornaliera, indipendentemente dalla frequenza d'uso del prodotto su basi temporali più ampie. Tempo d'esposizione Livello di Presenza controllata 1. Bassa 2. Media 3. Alta A. Inferiore a 15 min 1. Bassa 1. Bassa 2. Moderata B. Da 15 min a inferiore a 2 ore 1. Bassa 2. Moderata 3. Rilevante C. Da 2 ore a inferiore di 4 ore 2. Moderata 3. Rilevante 4. Alta Matrice di esposizione potenziale D. E. Da 4 ore a Maggiore o inferiore a 6 ore uguale a 6 ore 2. Moderata 3. Rilevante 3. Rilevante 4. Alta 4. Alta 4. Alta Esposizione per via inalatoria (Ein,lav) da attività lavorativa L'indice di Esposizione per via inalatoria di un agente chimico derivante da un'attività lavorativa (Ein,lav) è una funzione di tre variabili, risolta mediante un sistema a matrici di progressive. L'indice risultante può assumere valori compresi tra 1 e 10, a seconda del livello di esposizione determinato mediante la matrice predetta. Livello di esposizione A. Basso B. Moderato C. Rilevante D. Alto Esposizione (Ein,lav) 1 3 7 10 Il sistema di matrici adottato è una versione modificata del sistema precedentemente analizzato al fine di tener conto della peculiarità dell'esposizione ad agenti chimici durante le lavorazioni e i dati di ingresso sono le seguenti tre variabili: Quantitativi presenti Tipologia di controllo Tempo d'esposizione Matrice di presenza controllata La matrice di presenza controllata tiene conto della variabile "Quantitativi presenti" dei prodotti chimici e impiegati e della variabile "Tipologia di controllo" degli stessi e restituisce un indicatore (crescente) della presenza effettiva di agenti chimici aerodispersi su tre livelli. 1. Bassa 2. Media 3. Alta Tipologia di controllo Quantitativi presenti A. Contenimento completo B. Aspirazione controllata Matrice di presenza controllata C. D. Segregazione Ventilazione Separazione generale Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 43 1. 2. 3. Inferiore a 10 kg Da 10 kg a inferiore a 100 kg Maggiore o uguale a 100 kg 1. Bassa 1. Bassa 1. Bassa 1. Bassa 2. Media 2. Media 1. Bassa 2. Media 3. Alta 2. Media 3. Alta 3. Alta Matrice di esposizione inalatoria La matrice di esposizione è una funzione dell'indicatore precedentemente determinato, "Presenza controllata", e della variabile "Tempo di esposizione" ai fumi prodotti dalla lavorazione e restituisce un indicatore (crescente) su quattro livelli della esposizione per inalazione. 1. Bassa 2. Moderata 3. Rilevante 4. Alta La variabile "Tempo di esposizione" è una stima della massima esposizione temporale del lavoratore alla sorgente di rischio su base giornaliera. Tempo d'esposizione Livello di Presenza controllata 1. Bassa 2. Media 3. Alta A. Inferiore a 15 min 1. Bassa 1. Bassa 2. Moderata B. Da 15 min a inferiore a 2 ore 1. Bassa 2. Moderata 3. Rilevante C. Da 2 ore a inferiore di 4 ore 2. Moderata 3. Rilevante 4. Alta Matrice di esposizione inalatoria D. E. Da 4 ore a Maggiore o inferiore a 6 ore uguale a 6 ore 2. Moderata 3. Rilevante 3. Rilevante 4. Alta 4. Alta 4. Alta Esposizione per via cutanea (Ecu) L'indice di Esposizione per via cutanea di un agente chimico (Ecu) è una funzione di due variabili, "Tipologia d'uso" e "Livello di contatto", ed è determinato mediante la seguente matrice di esposizione. Livello di contatto Tipologia d'uso 1. Sistema chiuso 2. Inclusione in matrice 3. Uso controllato 3. Uso dispersivo A. Nessun contatto 1. Bassa 1. Bassa 1. Bassa 1. Bassa B. Contatto accidentale 1. Bassa 2. Moderata 2. Moderata 3. Rilevante Matrice di esposizione cutanea C. D. Contatto discontinuo Contatto esteso 2. Moderata 3. Rilevante 2. Moderata 3. Rilevante 3. Rilevante 4. Alta 3. Rilevante 4. Alta L'indice risultante può assumere valori compresi tra 1 e 10, a seconda del livello di esposizione determinato mediante la matrice predetta. Livello di esposizione A. Basso B. Moderato C. Rilevante D. Alto Esposizione cutanea (Ecu) 1 3 7 10 ESITO DELLA VALUTAZIONE Di seguito è riportato l'elenco delle mansioni addette ad attività lavorative che espongono ad agenti chimici e il relativo esito della valutazione del rischio. Lavoratori e Macchine Mansione 1) Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali) 2) Addetto alla realizzazione di divisori interni 3) Addetto alla tinteggiatura di superfici interne ESITO DELLA VALUTAZIONE Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute". Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute". Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute". Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 44 SCHEDE DI VALUTAZIONE Le schede di rischio che seguono riportano l'esito della valutazione eseguita. Tabella di correlazione Mansione - Scheda di valutazione Mansione Scheda di valutazione Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali) Addetto alla realizzazione di divisori interni Addetto alla tinteggiatura di superfici interne SCHEDA N.1 SCHEDA N.1 SCHEDA N.1 SCHEDA N.1 Attività in cui sono impiegati agenti chimici, o se ne prevede l'utilizzo, in ogni tipo di procedimento, compresi la produzione, la manipolazione, l'immagazzinamento, il trasporto o l'eliminazione e il trattamento dei rifiuti, o che risultino da tale attività lavorativa. Sorgente di rischio Pericolosità della sorgente Esposizione inalatoria Rischio inalatorio Esposizione cutanea Rischio cutaneo Rischio chimico [Pchim] [Echim,in] [Rchim,in] [Echim,cu] [Rchim,cu] [Rchim] 1) Sostanza utilizzata 1.00 3.00 3.00 3.00 3.00 4.24 Fascia di appartenenza: Rischio sicuramente: "Irrilevante per la salute". Mansioni: Addetto alla formazione intonaci interni (tradizionali); Addetto alla realizzazione di divisori interni; Addetto alla tinteggiatura di superfici interne. Dettaglio delle sorgenti di rischio: 1) Sostanza utilizzata Pericolosità(PChim): R ---. Sostanze e preparati non classificati pericolosi e non contenenti nessuna sostanza pericolosa = 1.00. Esposizione per via inalatoria(Echim,in): - Proprietà chimico fisiche: Polvere fine; - Quantitativi presenti: Da 1 Kg a inferiore di 10 Kg; - Tipologia d'uso: Uso controllato; - Tipologia di controllo: Ventilazione generale; - Tempo d'esposizione: Inferiore di 15 min; - Distanza dalla sorgente: Inferiore ad 1 m. Esposizione per via cutanea(Echim,cu): - Livello di contatto: Contatto accidentale; - Tipologia d'uso: Uso controllato. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 45 ANALISI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI (OPERAZIONI DI SALDATURA) Premessa Secondo l'art. 216 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, nell'ambito della valutazione dei rischi il "datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura e/o calcola i livelli delle radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori". Essendo le misure strumentali generalmente costose sia in termini economici che di tempo, è da preferire, quando possibile, la valutazione dei rischi che non richieda misurazioni. Nel caso delle operazioni di saldatura è noto che, per qualsiasi tipologia di saldatura (arco elettrico, gas, ossitaglio ecc) e per qualsiasi tipo di supporto, i tempi per i quali si raggiunge una sovraesposizione per il lavoratore addetto risultano essere dell'ordine dei secondi. Pur essendo il rischio estremamente elevato, l'effettuazione delle misure e la determinazione esatta dei tempi di esposizione è del tutto superflua per i lavoratori. Pertanto, al fine di proteggere i lavoratori dai rischi che possono provocare danni agli occhi e al viso, non essendo possibile in alcun modo provvedere a eliminare o ridurre le radiazioni ottiche emesse durante le operazioni di saldatura si è provveduto ad adottare i dispositivi di protezione degli occhi e del viso più efficaci per contrastare i tipi di rischio presenti. Tecniche di saldatura La saldatura è un processo utilizzato per unire due parti metalliche riscaldate localmente, che costituiscono il metallo base, con o senza aggiunta di altro metallo che rappresenta il metallo d’apporto, fuso tra i lembi da unire. La saldatura si dice eterogena quando viene fuso il solo materiale d’apporto, che necessariamente deve avere un punto di fusione inferiore e quindi una composizione diversa da quella dei pezzi da saldare; è il caso della brasatura in tutte le sue varianti. La saldatura autogena prevede invece la fusione sia del metallo base che di quello d’apporto, che quindi devono avere simile composizione, o la fusione dei soli lembi da saldare accostati mediante pressione; si tratta delle ben note saldature a gas o ad arco elettrico. Saldobrasatura Nella saldo-brasatura i pezzi di metallo da saldare non partecipano attivamente fondendo al processo da saldatura; l’unione dei pezzi metallici si realizza unicamente per la fusione del metallo d’apporto che viene colato tra i lembi da saldare. Per questo motivo il metallo d’apporto ha un punto di fusione inferiore e quindi composizione diversa rispetto al metallo base. E’ necessario avere evidentemente una zona di sovrapposizione abbastanza ampia poiché la resistenza meccanica del materiale d’apporto è molto bassa. La lega generalmente utilizzata è un ottone (lega rame-zinco), addizionata con silicio o nichel, con punto di fusione attorno ai 900°C. Le modalità esecutive sono simili a quelle della saldatura autogena (fiamma ossiacetilenica); sono tipiche della brasatura la differenza fra metallo base e metallo d’apporto nonché la loro unione che avviene per bagnatura che consiste nello spandersi di un liquido (metallo d’apporto fuso) su una superficie solida (metallo base). Brasatura La brasatura è effettuata disponendo il metallo base in modo che fra le parti da unire resti uno spazio tale da permettere il riempimento del giunto ed ottenere un’unione per bagnatura e capillarità. A seconda del minore o maggiore punto di fusione del metallo d’apporto, la brasatura si distingue in dolce e forte. La brasatura dolce utilizza materiali d’apporto con temperatura di fusione < 450°C; i materiali d’apporto tipici sono leghe stagno/piombo. L’adesione che si verifica è piuttosto debole ed il giunto non è particolarmente resistente. Gli impieghi tipici riguardano elettronica, scatolame ecc. La brasatura forte utilizza materiali d’apporto con temperatura di fusione > 450°C; i materiali d’apporto tipici sono leghe rame/zinco, argento/rame. L’adesione che si verifica è maggiore ed il giunto è più resistente della brasatura dolce. Saldatura a gas Alcune tecniche di saldatura utilizzano la combustione di un gas per fondere un metallo. I gas utilizzati possono essere miscele di ossigeno con idrogeno o metano, propano oppure acetilene. Saldatura a fiamma ossiacetilenica La più diffusa tra le saldature a gas utilizza una miscela di ossigeno ed acetilene, contenuti in bombole separate, che alimentano contemporaneamente una torcia, ed escono dall’ugello terminale dove tale miscela viene accesa. Tale miscela è quella che sviluppa la maggior quantità di calore infatti la temperatura massima raggiungibile è dell’ordine dei 3000 °C e può essere quindi utilizzata anche per la saldatura degli acciai. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 46 Saldatura ossidrica E’ generata da una fiamma ottenuta dalla combustione dell’ossigeno con l’idrogeno. La temperatura della fiamma (2500°C) è sostanzialmente più bassa di quella di una fiamma ossiacetilenica e di conseguenza tale procedimento viene impiegato per la saldatura di metalli a basso punto di fusione, ad esempio alluminio, piombo e magnesio. Saldatura elettrica Il calore necessario per la fusione del metallo è prodotto da un arco elettrico che si instaura tra l’elettrodo e i pezzi del metallo da saldare, raggiungendo temperature variabili tra 4000-6000 °C. Saldatura ad arco con elettrodo fusibile (MMA) L’arco elettrico scocca tra l’elettrodo, che è costituito da una bacchetta metallica rigida di lunghezza tra i 30 e 40 cm, e il giunto da saldare. L’elettrodo fonde costituendo il materiale d’apporto; il materiale di rivestimento dell'elettrodo, invece, fondendo crea un’area protettiva che circonda il bagno di saldatura (saldatura con elettrodo rivestito). L’operazione impegna quindi un solo arto permettendo all’altro di impugnare il dispositivo di protezione individuale (schermo facciale) o altro utensile. Saldatura ad arco con protezione di gas con elettrodo fusibile (MIG/MAG) In questo caso l’elettrodo fusibile è un filo continuo non rivestito, erogato da una pistola mediante apposito sistema di trascinamento al quale viene imposta una velocità regolare tale da compensare la fusione del filo stesso e quindi mantenere costante la lunghezza dell’arco; contemporaneamente, viene fornito un gas protettivo che fuoriesce dalla pistola insieme al filo (elettrodo) metallico. I gas impiegati, in genere inerti, sono argon o elio (MIG: Metal Inert Gas), che possono essere miscelati con CO2 dando origine ad un composto attivo che ha la capacità, ad esempio nella saldatura di alcuni acciai, di aumentare la penetrazione e la velocità di saldatura, oltre ad essere più economico (MAG: Metal Active Gas). Saldatura ad arco con protezione di gas con elettrodo non fusibile (TIG) L’arco elettrico scocca tra un elettrodo di tungsteno, che non si consuma durante la saldatura, e il pezzo da saldare (TIG: Tungsten Inert Gas). L’area di saldatura viene protetta da un flusso di gas inerte (argon e elio) in modo da evitare il contatto tra il metallo fuso e l’aria. La saldatura può essere effettuata semplicemente fondendo il metallo base, senza metallo d’apporto, il quale se necessario viene aggiunto separatamente sotto forma di bacchetta. In questo caso l’operazione impegna entrambi gli arti per impugnare elettrodo e bacchetta. Saldatura al plasma È simile alla TIG con la differenza che l’elettrodo di tungsteno pieno è inserito in una torcia, creando così un vano che racchiude l’arco elettrico e dove viene iniettato il gas inerte. Innescando l’arco elettrico su questa colonna di gas si causa la sua parziale ionizzazione e, costringendo l’arco all’interno dell’orifizio, si ha un forte aumento della parte ionizzata trasformando il gas in plasma. Il risultato finale è una temperatura dell’arco più elevata (fino a 10000 °C) a fronte di una sorgente di calore più piccola. Si tratta di una tecnica prevalentemente automatica, utilizzata anche per piccoli spessori. Criteri di scelta dei DPI Per i rischi per gli occhi e il viso da radiazioni riscontrabili in ambiente di lavoro, le norme tecniche di riferimento sono quelle di seguito riportate: UNI EN 166:2004 "Protezione personale dagli occhi - Specifiche" UNI EN 167:2003 "Protezione personale degli occhi - Metodi di prova ottici" UNI EN 168:2003 "Protezione personale degli occhi - Metodi di prova non ottici" UNI EN 169:2003 "Protezione personale degli occhi - Filtri per saldatura e tecniche connesse - Requisiti di trasmissione e utilizzazioni raccomandate" UNI EN 170:2003 "Protezione personale degli occhi - Filtri ultravioletti - Requisiti di trasmissione e utilizzazioni raccomandate" UNI EN 171:2003 "Protezione personale degli occhi - Filtri infrarossi - Requisiti di trasmissione e utilizzazioni raccomandate" UNI EN 172:2003 "Protezione personale degli occhi - Filtri solari per uso industriale" UNI EN 175:1999 "Protezione personale degli occhi – Equipaggiamenti di protezione degli occhi e del viso durante la saldatura e i procedimenti connessi" UNI EN 207:2004 "Protezione personale degli occhi - Filtri e protettori dell'occhio contro radiazioni laser (protettori dell’occhio per laser)" UNI EN 208:2004 "Protezione personale degli occhi - Protettori dell'occhio per i lavori di regolazione sui laser e sistemi laser (protettori dell’occhio per regolazione laser)" UNI EN 379:2004 "Protezione personale degli occhi – Filtri automatici per saldatura" UNI 10912:2000 "Dispositivi di protezione individuale - Guida per la selezione, l'uso e la manutenzione dei dispositivi di protezione degli occhi e del viso per attività lavorative." Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 47 In particolare, i dispositivi di protezione utilizzati nelle operazioni di saldatura sono schermi (ripari facciali) e maschere (entrambi rispondenti a specifici requisiti di adattabilità, sicurezza ed ergonomicità), con filtri a graduazione singola, a numero di scala doppio o commutabile (quest’ultimo per es. a cristalli liquidi). I filtri per i processi di saldatura devono fornire protezione sia da raggi ultravioletti che infrarossi che da radiazioni visibili. Il numero di scala dei filtri destinati a proteggere i lavoratori dall’esposizione alle radiazioni durante le operazioni di saldatura e tecniche simili è formato solo dal numero di graduazione corrispondente al filtro (manca il numero di codice, che invece è presente invece negli altri filtri per le radiazioni ottiche artificiali). In funzione del fattore di trasmissione dei filtri, la norma UNI EN 169 prevede 19 numeri di graduazione. Per individuare il corretto numero di scala dei filtri, è necessario considerare prioritariamente: per la saldatura a gas, saldo-brasatura e ossitaglio: la portata di gas ai cannelli; per la saldatura ad arco, il taglio ad arco e al plasma jet: l’intensità della corrente. Ulteriori fattori da tenere in considerazione sono: la distanza dell’operatore rispetto all’arco o alla fiamma; se l’operatore è molto vicino può essere necessario una graduazione maggiore; l’illuminazione locale dell’ambiente di lavoro; le caratteristiche individuali. Tra la saldatura a gas e quella ad arco vi sono, inoltre, differenti livelli di esposizione al calore: con la prima si raggiungono temperature della fiamma che vanno dai 2500 °C ai 3000 °C circa, mentre con la seconda si va dai 3000 °C ai 6000 °C fino ai 10.000 °C tipici della saldatura al plasma. Per aiutare la scelta del livello protettivo, la norma tecnica riporta alcune indicazioni sul numero di scala da utilizzarsi e di seguito riportate. Esse si basano su condizioni medie di lavoro dove la distanza dell’occhio del saldatore dal metallo fuso è di circa 50 cm e l’illuminazione media dell’ambiente di lavoro è di circa 100 lux. Tanto è maggiore il numero di scala tanto superiore è il livello di protezione dalle radiazioni che si formano durante le operazioni di saldatura e tecniche connesse. Saldatura a gas Saldatura a gas e saldo-brasatura Numeri di scala per saldatura a gas e saldo-brasatura Portata di acetilene in litri all'ora [q] Lavoro Saldatura a gas e saldo-brasatura q <= 70 70 < q <= 200 200 < q <= 800 q > 800 4 5 6 7 Fonte: Linee guida ISPESL Ossitaglio Numeri di scala per l'ossitaglio Portata di ossigeno in litri all'ora [q] Lavoro 900 <= q < 2000 2000 < q <= 4000 4000 < q <= 8000 5 6 7 Ossitaglio Fonte: Linee guida ISPESL Saldatura ad arco Saldatura ad arco - Processo "Elettrodi rivestiti" 1,5 6 10 15 30 8 Fonte: Linee guida ISPESL 40 60 70 9 Numeri di scala per saldatura ad arco - processo: "Elettrodi rivestiti" Corrente [A] 100 125 150 175 200 225 250 300 350 400 450 500 600 10 11 12 13 14 Saldatura ad arco - Processo "MAG" 1,5 6 10 15 30 8 Fonte: Linee guida ISPESL 40 60 Numeri di scala per saldatura ad arco - processo: "MAG" Corrente [A] 70 100 125 150 175 200 225 250 300 350 400 450 500 600 9 10 11 12 13 14 Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 48 Saldatura ad arco - Processo "TIG" 1,5 6 10 15 30 --8 Fonte: Linee guida ISPESL 40 60 70 9 Numeri di scala per saldatura ad arco - processo: "TIG" Corrente [A] 100 125 150 175 200 225 250 300 350 400 450 500 600 10 11 12 13 --- Saldatura ad arco - Processo "MIG con metalli pesanti" 1,5 6 10 15 30 --Fonte: Linee guida ISPESL 40 60 Numeri di scala per saldatura ad arco - processo: "MIG con metalli pesanti" Corrente [A] 70 100 125 150 175 200 225 250 300 350 400 450 500 600 9 10 11 12 13 14 --- Saldatura ad arco - Processo "MIG con leghe leggere" 1,5 6 10 15 30 40 --- 60 Numeri di scala per saldatura ad arco - processo: "MIG con leghe leggere" Corrente [A] 70 100 125 150 175 200 225 250 300 350 400 450 500 600 10 11 12 13 14 --- Fonte: Linee guida ISPESL Taglio ad arco Saldatura ad arco - Processo "Taglio aria-arco" 1,5 6 10 15 30 40 60 10 70 Numeri di scala per saldatura ad arco - processo: "Taglio aria-arco" Corrente [A] 100 125 150 175 200 225 250 300 350 400 450 500 600 11 12 13 14 15 Fonte: Linee guida ISPESL Saldatura ad arco - Processo "Taglio plasma-jet" 1,5 6 10 15 30 --Fonte: Linee guida ISPESL 40 60 70 Numeri di scala per saldatura ad arco - processo: "Taglio plasma-jet" Corrente [A] 100 125 150 175 200 225 250 300 350 400 450 500 600 9 10 11 12 13 --- Saldatura ad arco - Processo "Taglio ad arco al microplasma" 1,5 6 10 15 30 4 5 6 Fonte: Linee guida ISPESL Numeri di scala per saldatura ad arco - processo: "Saldatura ad arco al microplasma" Corrente [A] 40 60 70 100 125 150 175 200 225 250 300 350 400 450 500 600 7 8 9 10 11 12 --- Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 49 ESITO DELLA VALUTAZIONE Di seguito è riportato l'elenco delle mansioni addette ad attività lavorative che espongono a radiazioni ottiche artificiali durante le operazioni di saldatura e il relativo esito della valutazione del rischio. Lavoratori e Macchine Mansione ESITO DELLA VALUTAZIONE 1) Addetto alla posa di ringhiere e parapetti Rischio alto per la salute. SCHEDE DI VALUTAZIONE Le schede di rischio che seguono riportano l'esito della valutazione eseguita. Tabella di correlazione Mansione - Scheda di valutazione Mansione Scheda di valutazione SCHEDA N.1 - R.O.A. per "Saldatura ad elettrodi rivestiti" Addetto alla posa di ringhiere e parapetti SCHEDA N.1 - R.O.A. per "Saldatura ad elettrodi rivestiti" Attività di saldatura comportante un rischio di esposizione a Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) nel campo dei raggi ultravioletti, infrarossi e radiazioni visibili. Sorgente di rischio Tipo Portata di acetilene Portata di ossigeno Corrente Numero di scala [l/h] [l/h] [A] [Filtro] - - inferiore a 60 A 8 1) Saldatura [Elettrodi rivestiti] Saldatura ad arco Fascia di appartenenza: Rischio alto per la salute. Mansioni: Addetto alla posa di ringhiere e parapetti. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 50 ANALISI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO CANCEROGENO E MUTAGENO Premessa In alternativa alla misurazione degli agenti cancerogeni e mutageni è possibile, e largamente praticato, l'uso di sistemi di valutazione del rischio basati su relazioni matematiche denominati algoritmi di valutazione "semplificata". La valutazione attraverso stime qualitative, come il modello di seguito proposto, sono da considerarsi strumenti di particolare utilità per la determinazione della dimensione possibile dell’esposizione; di particolare rilievo può essere l’applicazione di queste stime in sede preventiva prima dell’inizio delle lavorazioni nella sistemazioni dei posti di lavoro. Occorre ribadire che i modelli qualitativi non permettono una valutazione dell’esposizione secondo i criteri previsti dal D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 ma sono una prima semplice valutazione che si può opportunamente collocare fra la fase della identificazione dei pericoli e la fase della misura dell'agente (unica possibilità prevista dalla normativa), modelli di questo tipo si possono poi applicare in sede preventiva quando non è ancora possibile effettuare misurazioni. Diversi autori riportano un modello semplificato che permette, attraverso una semplice raccolta d’informazioni e lo sviluppo di alcune ipotesi, di formulare delle stime qualitative delle esposizioni per via inalatoria e per via cutanea. Evidenza di cancerogenicità e mutagenicità Ogni sorgente di rischio cancerogena o mutagena è identificata in conformità alla normativa italiana vigente: - D.Lgs 3 febbraio 1997, n. 52; - D.Lgs. 14 marzo 2003, n. 65. Agente cancerogeno • • • una sostanza che risponde ai criteri relativi alla classificazione quali categorie cancerogene 1 o 2, stabiliti ai sensi del D.L. 3 febbraio 1997, n. 52, e successive modificazioni; un preparato contenente una o più sostanze di cui al punto precedente, quando la concentrazione di una o più delle singole sostanze risponde ai requisiti relativi ai limiti di concentrazione per la classificazione di un preparato nelle categorie cancerogene 1 o 2 in base ai criteri stabiliti dai DD.LLgs 3 febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65 e successive modificazioni; una sostanza, un preparato o un processo di cui all’ALLEGATO XLII del D.Lgs. 81/2008, nonché una sostanza od un preparato emessi durante un processo previsto dall’ALLEGATO XLII del D.Lgs. 81/2008. Secondo i criteri ufficiali dell'Unione Europea, recepiti nel nostro ordinamento legislativo, le sostanze cancerogene sono suddivise ed etichettate come da tabelle allegate. Categoria Canc. Cat. 1 Canc. Cat. 2 Canc. Cat. 3 Categoria Canc. Cat. 1 Canc. Cat. 2 Canc. Cat. 3 Descrizione Sostanze note per gli effetti cancerogeni sull’uomo. Esistono prove sufficienti per stabilire un nesso causale tra l’esposizione dell’uomo alla sostanza e lo sviluppo di tumori. Sostanze che dovrebbero considerarsi cancerogene per l’uomo. Esistono elementi sufficienti per ritenere verosimile che l’esposizione dell’uomo alla sostanza possa provocare lo sviluppo di tumori, in generale sulla base di: • adeguati studi a lungo termine effettuati sugli animali; • altre informazioni specifiche. Sostanze da considerare con sospetto per i possibili effetti cancerogeni sull’uomo per le quali tuttavia le informazioni disponibili non sono sufficienti per procedere ad una valutazione soddisfacente. Esistono alcune prove ottenute da adeguati studi sugli animali. Tabella 1 - Classificazione delle Sostanze Cancerogene Simboli e indicazioni di pericolo Frasi di Rischio R 45 (Può provocare il cancro) T (Tossico) R 49 (Può provocare il cancro per inalazione) R 45 (Può provocare il cancro) T (Tossico) R 49 (Può provocare il cancro per inalazione) Xn (Nocivo) R 40 (Possibilità di effetti cancerogeni - prove insufficienti) Tabella 2 - Simbologia e frasi di rischio Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 51 Agente cancerogeno • • una sostanza che risponde ai criteri relativi alla classificazione nelle categorie mutagene 1 o 2, stabiliti dal Decreto Legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e successive modificazioni; un preparato contenente una o più sostanze di cui al punto 1), quando la concentrazione di una o più delle singole sostanze risponde ai requisiti relativi ai limiti di concentrazione per la classificazione di un preparato nelle categorie mutagene 1 o 2 in base ai criteri stabiliti dai Decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65 e successive modificazioni. Analogamente agli agenti cancerogeni, le sostanze mutagene sono suddivise ed etichettate come da tabelle allegate. Categoria Canc. Mut. 1 Canc. Mut. 2 Canc. Mut. 3 Categoria Canc. Mut. 1 Canc. Mut. 2 Canc. Mut. 3 Descrizione Sostanze note per essere mutagene nell’uomo. Esiste evidenza sufficiente per stabilire un’associazione causale tra esposizione umana ad una sostanza e danno genetico trasmissibile. Sostanze che dovrebbero essere considerate come se fossero mutagene per l’uomo. Esistono elementi sufficienti per ritenere verosimile che l’esposizione dell’uomo alla sostanza possa risultare nello sviluppo di danno genetico trasmissibile, in generale sulla base di: • adeguati studi a lungo termine effettuati sugli animali; • altre informazioni specifiche. Sostanze che causano preoccupazione per l’uomo per i possibili effetti mutageni. Esiste evidenza da studi di mutagenesi appropriati, ma questa è insufficiente per porre la sostanza in Categoria 2. Tabella 3 - Classificazione delle Sostanze Mutagene Simboli e indicazioni di pericolo Frasi di Rischio T (Tossico) R 46 (Può provocare alterazioni genetiche ereditarie) T (Tossico) R 46 (Può provocare alterazioni genetiche ereditarie) Xn (Nocivo) R 68 (Possibilità di effetti irreversibili) Tabella 4 - Simbologia e frasi di rischio Banca dati agenti cancerogeni e mutageni Le evidenze di cancerogenicità sono reperite dalla Banca Dati Cancerogeni (BDC), consultabile sul sito internet www.iss.it, è predisposta e aggiornata dal Reparto Valutazione del Pericolo di Sostanze Chimiche del Centro Nazionale Sostanze Chimiche dell’Istituto Superiore di Sanità, con il supporto del Settore I - Informatica del Servizio informatico, documentazione, biblioteca ed attività editoriali e di esperti interni ed esterni all'ISS. Esposizione per via inalatoria (Ein) L'indice di Esposizione per via inalatoria di una sostanza o preparato classificato come cancerogeno o mutageno è determinato attraverso un sistema di matrici di successiva e concatenata applicazione. Il modello permette di graduare la valutazione in scale a tre livelli: bassa (esposizione), media (esposizione), alta (esposizione). Indice di esposizione inalatoria (Ein) 1. Esito della valutazione Bassa (esposizione inalatoria) Rischio basso per la salute 2. Media (esposizione inalatoria) Rischio medio per la salute 3. Alta (esposizione inalatoria) Rischio alto per la salute Step 1 - Indice di disponibilità in aria (D) L'indice di disponibilità (D) fornisce una valutazione della disponibilità della sostanza in aria in funzione delle sue "Proprietà chimico-fisiche" e della "Tipologia d’uso". Proprietà chimico-fisiche Vengono individuati quattro livelli, in ordine crescente relativamente alla possibilità della sostanza di rendersi disponibile in aria, in funzione della tensione di vapore e della ipotizzabile e conosciuta granulometria delle polveri: • Stato solido • Nebbia • Liquido a bassa volatilità • Polvere fine • Liquido a media volatilità • Liquido ad alta volatilità • Stato gassoso Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 52 Tipologia d'uso Vengono individuati quattro livelli, sempre in ordine crescente relativamente alla possibilità di dispersione in aria, della tipologia d’uso della sostanza, che identificano la sorgente della esposizione. • • Uso in sistema chiuso La sostanza è usata e/o conservata in reattori o contenitori a tenuta stagna e trasferita da un contenitore all’altro attraverso tubazioni stagne. Questa categoria non può essere applicata a situazioni in cui, in una qualsiasi sezione del processo produttivo, possono aversi rilasci nell’ambiente. • • Uso in inclusione in matrice La sostanza viene incorporata in materiali o prodotti da cui è impedita o limitata la dispersione nell’ambiente. Questa categoria include l’uso di materiali in pellet, la dispersione di solidi in acqua e in genere l’inglobamento della sostanza in matrici che tendono a trattenerla. • • Uso controllato e non dispersivo Questa categoria include le lavorazioni in cui sono coinvolti solo limitati gruppi di lavoratori, adeguatamente formati, e in cui sono disponibili sistemi di controllo adeguati a controllare e contenere l’esposizione. • • Uso con dispersione significativa Questa categoria include lavorazioni ed attività che possono comportare un’esposizione sostanzialmente incontrollata non solo degli addetti, ma anche di altri lavoratori ed eventualmente della popolazione in generale. Possono essere classificati in questa categoria processi come l’irrorazione di pesticidi, l’uso di vernici ed altre analoghe attività. Indice di disponibilità in aria (D) Le due variabili inserite nella matrice seguente permettono di graduare la “disponibilità in aria” secondo tre gradi di giudizio: bassa disponibilità, media disponibilità, alta disponibilità. Tipologia d'uso Proprietà chimico-fisiche A. Stato solido A. B. C. D. Sistema chiuso Inclusione in matrice Uso controllato Uso dispersivo 1. Bassa 1. Bassa 1. Bassa 2. Media B. Nebbia 1. Bassa 1. Bassa 1. Bassa 2. Media C. Liquido a bassa volatilità 1. Bassa 2. Media 2. Media 4. Alta D. Polvere fine 1. Bassa 2. Media 3. Alta 4. Alta E. Liquido a media volatilità 1. Bassa 3. Alta 3. Alta 4. Alta F. Liquido ad alta volatilità 1. Bassa 3. Alta 3. Alta 4. Alta G. Stato gassoso 2. Media 3. Alta 4. Alta 4. Alta Matrice 1 - Matrice di disponibilità in aria Indice di disponibilità in aria (D) 1. Bassa (disponibilità in aria) 2. Media (disponibilità in aria) 3. Alta (disponibilità in aria) Step 2 - Indice di esposizione (E) L’indice di esposizione E viene individuato inserendo in matrice il valore dell’indice di disponibilità in aria (D), precedentemente determinato, con la variabile “tipologia di controllo”. Tale indice permette di esprimere, su tre livelli di giudizio, basso, medio, alto, una valutazione dell’esposizione ipotizzata per i lavoratori tenuto conto delle misure tecniche, organizzative e procedurali esistenti o previste. Tipologia di controllo Vengono individuate, per grandi categorie, le misure che possono essere previste per evitare che il lavoratore sia esposto alla sostanza, l’ordine è decrescente per efficacia di controllo. • • Contenimento completo Corrisponde ad una situazione a ciclo chiuso. Dovrebbe, almeno teoricamente rendere trascurabile l’esposizione, ove si escluda il caso di anomalie, incidenti, errori. • • Aspirazione localizzata E’ prevista una aspirazione locale degli scarichi e delle emissioni. Questo sistema rimuove il contaminante alla sua sorgente di rilascio impedendone la dispersione nelle aree con presenza umana, dove potrebbe essere inalato. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 53 • • Segregazione / Separazione Il lavoratore è separato dalla sorgente di rilascio da un appropriato spazio di sicurezza, o vi sono adeguati intervalli di tempo fra la presenza del contaminante nell’ambiente e la presenza del personale stesso. • • Ventilazione generale (Diluizione) La diluizione del contaminante si ottiene con una ventilazione meccanica o naturale. Questo metodo è applicabile nei casi in cui esso consenta di minimizzare l’esposizione e renderla trascurabile. Richiede generalmente un adeguato monitoraggio continuativo. • • Manipolazione diretta In questo caso il lavoratore opera a diretto contatto con il materiale pericoloso utilizzando i dispositivi di protezione individuali. Si può assumere che in queste condizioni le esposizioni possano essere anche relativamente elevate. Tipologia di controllo A. B. C. D. E. Indice di disponibilità Contenimento completo Aspirazione localizzata Segregazione / Separazione Ventilazione generale Manipolazione diretta 2. Media 2. Media 1. Bassa disponibilità 1. Bassa 1. Bassa 1. Bassa 2. Media disponibilità 1. Bassa 2. Media 2. Media 3. Alta 3. Alta 3. Alta disponibilità 1. Bassa 2. Media 3. Alta 3. Alta 3. Alta Matrice 2 - Matrice di esposizione Indice di esposizione (E) 1. Bassa (esposizione) 2. Media (esposizione) 3. Alta (esposizione) Step 3 - Intensità dell'esposizione (I) La matrice per poter esprimere il giudizio di intensità dell’esposizione (I) è costruita attraverso l’indice di esposizione (E) e la variabile "tempo di esposizione". L’indice I permette di esprimere, ai tre consueti livelli di giudizio, una valutazione che tiene conto dei tempi di esposizione all’agente cancerogeno e mutageno. Tempo di esposizione Vengono individuati cinque intervalli per definire il tempo di esposizione alla sostanza. • < 15 minuti • tra 15 minuti e 2 ore • tra le 2 ore e le 4 ore • tra le 4 e le 6 ore • 6 ore A. Tempo d'esposizione B. C. D. Inferiore a 15 Da 15 min a Da 2 ore a Da 4 ore a min inferiore a 2 ore inferiore a 4 ore inferiore a 6 ore Indice di esposizione E. Maggiore o uguale a 6 ore 1. Bassa esposizione 1. Bassa 1. Bassa 2. Media 2. Media 2. Media 2. Media esposizione 1. Bassa 2. Media 2. Media 4. Alta 4. Alta 3. Alta esposizione 2. Media 2. Media 4. Alta 4. Alta 4. Alta Matrice 3 - Matrice di intensità dell'esposizione Indice di intensità di esposizione (I) 1. Bassa (intensità) 2. Media (intensità) 3. Alta (intensità) Esposizione per via cutanea (Ecu) L'indice di Esposizione per via cutanea di un agente cancerogeno o mutageno (Ecu) è una funzione di due variabili, "Tipologia d'uso" e "Livello di contatto", ed è determinato mediante la seguente matrice di esposizione. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 54 Livello di contatto I livelli di contatto dermico sono individuati con una scala di quattro gradi in ordine crescente. • nessun contatto • contatto accidentale (non più di un evento al giorno dovuto a spruzzi e rilasci occasionali); • contatto discontinuo (da due a dieci eventi al giorno dovuti alle caratteristiche proprie del processo); • contatto esteso (il numero di eventi giornalieri è superiore a dieci). Il modello associa, ad ognuno dei gradi individuati del livello di contatto dermico e delle tipologie d’uso, dei livelli di esposizione dermica. In particolare per la tipologia d'uso "Sistema chiuso" non è necessario continuare con l'analisi. 1. Molto basso ( 0.0 mg/cm2/giorno ) Per le tipologie d’uso, "uso non dispersivo" e "inclusione in matrice" il grado di esposizione dermica può essere così definito: 1. Molto basso ( 0.0 mg/cm2/giorno ) 2. Basso ( 0.0 ÷ 0.1 mg/cm2/giorno ) 3. Medio ( 0.1 ÷ 1.0 mg/cm2/giorno ) 4. Alto ( 1.0 ÷ 5.0 mg/cm2/giorno ) Per le tipologie d’uso, "uso dispersivo" il grado di esposizione dermica può essere così definito: 2. Basso ( 0.0 ÷ 0.1 mg/cm2/giorno ) 3. Medio ( 0.1 ÷ 1.0 mg/cm2/giorno ) 4. Alto ( 1.0 ÷ 5.0 mg/cm2/giorno ) 5. Molto alto ( 5.0 ÷ 15.0 mg/cm2/giorno ) I valori indicati non tengono conto dei dispositivi di protezione individuale e l’esposizione si riferisce all’unità di superficie esposta. Il modello può essere utilizzato per realizzare una scala relativa delle esposizioni dermiche di tipo qualitativo. A. B. C. D. Sistema chiuso Inclusione in matrice Uso controllato Uso dispersivo Tipologia d'uso Livello di contatto dermico A. Nessun contatto 1. Molto Basso 1. Molto Basso 1. Molto Basso 1. Molto Basso B. Contatto accidentale 1. Molto Basso 2. Basso 2. Basso 3. Medio C. Contatto discontinuo 1. Molto Basso 3. Medio 3. Medio 4. Alto D. Contatto esteso 1. Molto Basso 4. Alto 4. Alto 5. Molto Alto Indice di esposizione cutanea (Ecu) 1. Molto bassa (esposizione cutanea) 2. Bassa (esposizione cutanea) 3. Media (esposizione cutanea) 4. Alta (esposizione cutanea) 5. Molto Alta (esposizione cutanea) Esito della valutazione Rischio irrilevante per la salute Rischio basso per la salute Rischio medio per la salute Rischio rilevante per la salute Rischio alto per la salute ESITO DELLA VALUTAZIONE Di seguito è riportato l'elenco delle mansioni addette ad attività lavorative che espongono ad agenti cancerogeni e mutageni e il relativo esito della valutazione del rischio. Lavoratori e Macchine Mansione 1) Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni ESITO DELLA VALUTAZIONE Rischio alto per la salute. Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 55 SCHEDE DI VALUTAZIONE Le schede di rischio che seguono riportano l'esito della valutazione eseguita. Tabella di correlazione Mansione - Scheda di valutazione Mansione Scheda di valutazione Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni SCHEDA N.1 SCHEDA N.1 Attività in cui sono impiegati agenti cancerogeni e/o mutageni, o se ne prevede l'utilizzo, in ogni tipo di procedimento, compresi la produzione, la manipolazione, l'immagazzinamento, il trasporto o l'eliminazione e il trattamento dei rifiuti, o che risultino dall'attività lavorativa. Sorgente di rischio Evidenza di cancerogenicità Evidenza di mutagenicità Esposizione inalatoria Esposizione cutanea Rischio inalatorio Rischio cutaneo [Cat.Canc.] [Cat.Mut.] [Ein] [Ecu] [Rin] [Rcu] Categoria 3 Alta Medio Alta Medio 1) Sostanza utilizzata Categoria 3 Fascia di appartenenza: Rischio alto per la salute. Mansioni: Addetto alla rimozione di controsoffittature, intonaci e rivestimenti interni. Dettaglio delle sorgenti di rischio: 1) Sostanza utilizzata Frasi di rischio: R 40 (Possibilità di effetti cancerogeni - prove insufficienti); R 68 (Possibilità di effetti irreversibili). Esposizione per via inalatoria(Ein): - Proprietà chimico fisiche: Nebbia; - Tipologia d'uso: Uso dispersivo; - Tipologia di controllo: Ventilazione generale; - Tempo d'esposizione: Da 4 ore a inferiore a 6 ore. Esposizione per via cutanea(Ecu): - Livello di contatto: Contatto accidentale; - Tipologia d'uso: Uso dispersivo. Torino, 30/04/2013 Firma _________________________________ Complesso Scolastico Barocchio, Grugliasco (TO). Interventi di manutenzione. - Pag. 56