Progettista Per Il Recupero Energetico E Ambientale Del Patrimonio Edilizio Esistente Cod. UM 12.02.2E.012 – UM 12.02.2E.013 – UM 12.02.5M.003
T E C N I C A
1 . Quale delle seguenti affermazioni non è corretta, tenendo conto del criterio cosiddetto “additivo”, in base al quale, ad esempio, mescolando giallo e blu si ottiene il colore verde?
A)
Giallo e viola sono colori complementari
B)
Blu e arancione sono colori complementari
C)
Rosso, verde e blu sono colori primari
D)
Rosso e verde sono colori complementari
E)
Rosso, blu e giallo sono colori primari
2 . Il portale raffigurato nella fig.2 è rappresentato in…
A)
proiezione ortogonale
B)
prospettiva a piano inclinato
C)
spaccato assonometrico
D)
esploso assonometrico
E)
prospettiva a piano verticale
3 . La fig.3 raffigura schematicamente:
A)
Una volta a crociera in proiezione ortogonale e assonometria
B)
Una volta a vela in proiezione ortogonale e assonometria
C)
Una volta a botte in prospettiva e assonometria
D)
Una volta a padiglione in proiezione ortogonale e assonometria
E)
Una volta a botte in proiezione ortogonale e assonometria
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4 . Date le viste frontale e destra del solido in fig.4, qual è la sua corretta rappresentazione tridimensionale?
A)
Rappresentazione A
B)
Rappresentazione C
C)
Rappresentazione B
D)
Rappresentazione D
E)
Nessuna tra quelle proposte
5 . Qual è lo sviluppo dell’oggetto in figura 5?
A)
Sviluppo B
B)
Sviluppo A
C)
Sviluppo D
D)
Sviluppo C
E)
Nessuno tra quelli proposti
6 . 6.Fra le assonometrie militari riportate in figura 6, quale risulta essere coerente con le proiezioni ortogonali?
A)
Assonometria 3
B)
Assonometria 2
C)
Assonometria 5
D)
Assonometria 4
E)
Assonometria 1
7 . Tra le sezioni ottenibili con i piani indicati in pianta nella fig.7, individuare quella rappresentata nell’immagine. (Nella sezione le proiezioni sono effettuate nella direzione e nel verso indicato dalle frecce)
A)
Sezione AA
B)
Sezione BB
C)
Sezione CC
D)
Sezione DD
E)
Sezione EE
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8 . L’immagine di rilievo della fig.8 riportata corrisponde ad un particolare tipo di modello. Quale?
A)
Un modello digitale assonometrico
B)
Un modello plastico
C)
Un modello ligneo
D)
Un modello digitale “a nuvola di punti”
E)
Un modello digitale prospettico “a fil di ferro”
9 . Stabilire la corrispondenza tra le piante in figura 9 e la relativa destinazione d’uso.
A)
1‐Residenza, 2‐Uffici, 3‐Spazi commerciali, 4‐Albergo
B)
1‐Spazi commerciali, 2‐Uffici, 3‐Albergo, 4‐Residenza
C)
1‐Residenza, 2‐Albergo, 3‐Spazi commerciali, 4‐Uffici
D)
1‐Albergo, 2‐Spazi commerciali, 3‐Uffici, 4‐Residenza
E)
1‐Residenza, 2‐Spazi commerciali, 3‐Uffici, 4‐Albergo
10 . Data la planimetria della Carta Territoriale Regionale (CTR) in scala 1:5000 della figura 10, in cui le curve di livello hanno un’equidistanza di 5 metri, indicare quale dislivello intercorre fra i punti A e B.
A)
60 m
B)
48 m
C)
50 m
D)
120 m
E)
24 m
11 . Indicare la corretta associazione tra pianta e rappresentazione assonometrica nella figura 11.
A)
A‐2, B‐1, C‐3
B)
A‐3, B‐2, C‐1
C)
A‐2, B‐3, C‐1
D)
A‐1, B‐2, C‐3
E)
Nessuna corrispondenza possibile
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12 . Dato l’edificio rappresentato in assonometria monometrica nella fig. 12, quale è la corretta direzione della luce che genera l’ombra portata presente nella figura?
A)
Da sinistra verso destra e angolo compreso tra direzione della luce e piano sul quale giace il manufatto < 45°
B)
Da destra verso sinistra e angolo compreso tra direzione della luce e piano sul quale giace il manufatto > 45°
C)
Da sinistra verso destra e angolo compreso tra direzione della luce e piano sul quale giace il manufatto > 45°
D)
Dal basso verso l’alto e angolo compreso tra direzione della luce e piano sul quale giace il manufatto < 45°
E)
Dal basso verso l’alto e angolo compreso tra direzione della luce e piano sul quale giace il manufatto > 45°
13 . Se i solidi nella figura 13 hanno lo stesso ingombro che altra caratteristica hanno in comune tra quelle proposte?
A)
Nessuna caratteristica
B)
Stessa vista frontale
C)
Stessa vista laterale
D)
Tre viste uguali
E)
Stessa vista dall’alto
14 . Date le viste dall’alto in fig. 14 di diverse coperture, tutte caratterizzate da linee di gronda orizzontali, indicare l’unica in cui NON TUTTE le falde hanno la stessa pendenza.
A)
Copertura 2
B)
Copertura 5
C)
Copertura 3
D)
Copertura 1
E)
Copertura 4
15 . Date le piante di un fabbricato e il loro orientamento, associare a ciascun prospetto riportato in basso il corretto orientamento cardinale (riferimento: fig. 15).
A)
1‐Est; 2‐Sud; 3‐Ovest; 4‐Nord
B)
1‐Sud; 2‐Ovest; 3‐Nord; 4‐Est
C)
1‐Nord; 2‐Est; 3‐Sud; 4‐Ovest
D)
1‐Ovest; 2‐Nord; 3‐Est; 4‐Sud
E)
1‐Sud; 2‐Est; 3‐Nord; 4‐Ovest
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16 . Fra le prospettive riportate in basso in figura 16, quale risulta essere coerente con le proiezioni ortogonali?
A)
Prospettiva 4
B)
Prospettiva 1
C)
Prospettiva 2
D)
Prospettiva 3
E)
Prospettiva 5
17 . Dato un cono circolare retto sezionato con un piano “α” inclinato come in figura 17, quale sezione piana si ottiene?
A)
Triangolo
B)
Ellisse
C)
Iperbole
D)
Circonferenza
E)
Parabola
18 . 18. Data la curva policentrica continua rappresentata in figura 18, con centri C’ e C”, dove è situato il punto di flesso?
A)
Sull’allineamento dei punti C’ ‐ C’’
B)
Sull’allineamento dei punti C’’ ‐ B
C)
Sull’allineamento dei punti C’ ‐ B
D)
Sull’allineamento dei punti C’’ ‐ A
E)
Sull’allineamento dei punti A – B
19 . A quale solido appartiene lo sviluppo in figura 19?
A)
Ad un tronco di piramide a base esagonale regolare
B)
Ad un prisma esagonale
C)
Ad un tronco di piramide a base ottagonale
D)
Ad una piramide a base esagonale regolare
E)
Ad un tronco di cono a base esagonale regolare
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20 . In figura 20 è rappresentata la vista dall’alto di un edificio con tetto a padiglione, con linea di gronda orizzontale (ABCD) e pendenza costante; quale sarà il punto più alto del tetto?
A)
Punto A
B)
Punto C
C)
Punto D
D)
Punto E
E)
Punto F
21 . Che tipo di arco è quello rappresentato nella figura 21?
A)
Arco parabolico
B)
Arco a tutto sesto
C)
Arco ellittico
D)
Arco a sesto acuto
E)
Arco ribassato
22 . 22 Che funzione ha l’architettura raffigurata nella figura 22?
A)
Altro
B)
Chiesa
C)
Museo
D)
Teatro
E)
Abitazione
23 . In riferimento alla figura 23, a quale rappresentazione del metro metallico corrisponde la figura A?
A)
Vista Est
B)
Sezione trasversale
C)
Vista Ovest
D)
Sezione longitudinale
E)
Vista Sud
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24 . Associare ciascun prospetto della figura 24 all’orientamento cardinale corretto.
A)
A‐lato Est, B‐lato Ovest, C‐lato Sud, D‐lato Nord
B)
A‐lato Est, B‐lato Ovest, C‐lato Nord, D‐lato Sud
C)
A‐lato Sud, B‐lato Est, C‐lato Nord, D‐lato Ovest
D)
A‐lato Nord, B‐lato Est, C‐lato Ovest, D‐lato Sud
E)
A‐lato Ovest, B‐lato Est, C‐lato Nord, D‐lato Sud
25 . Che tipo di rappresentazione è quella riportata in figura 25?
A)
Una assonometria dal basso verso l’alto
B)
Una proiezione ortogonale
C)
Un esploso assonometrico
D)
Uno schizzo
E)
Una prospettiva a piano inclinato
26 . La figura 26 risulta essere:
A)
una planimetria
B)
un prospetto
C)
una assonometria
D)
una sezione
E)
uno spaccato prospettico
27 . (riferimento figura 27) Data la rappresentazione a curve di livello, quale tra queste è la corretta schematizzazione della sezione A‐A?
A)
2
B)
3
C)
4
D)
1
E)
5
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28 . (riferimento figura 28) Quale affermazione riguardante la sfera non è vera?
A)
La sfera è una figura simmetrica
B)
Sezionando la sfera con piani si ottengono cerchi ed ellissi
C)
Sulla superficie della sfera sono identificabili meridiani e paralleli
D)
La superficie sferica non è sviluppabile sul piano
E)
La superficie sferica è una superficie di rotazione
29 . In che scala di rappresentazione è il rettangolo AEFG in figura 29?
A)
Scala 1:10
B)
Scala 1:1
C)
Scala 1:5
D)
Scala 1:50
E)
Scala 1:25
30 . Quale parte manca per completare il solido riportato in figura 30, in maniera tale da ottenere un cubo?
A)
5
B)
3
C)
2
D)
1
E)
4
31 . Associare a ciascun prospetto della figura 31 la relativa pianta, tenendo conto delle opportune proiezioni d’ombra.
A)
b‐3; a‐2; c‐1; d‐4
B)
a‐2; b‐4; d‐3; c‐1
C)
b‐4; a‐3; c‐1; d‐2
D)
c‐3; a‐1; b‐2; d‐4
E)
b‐1; a‐2; c‐4; d‐3
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32 . Dato il disegno in prospettiva in figura 32, quante fughe è possibile individuare?
A)
1
B)
2
C)
3
D)
4
E)
0
33 . Dato un piano a ed una retta r perpendicolare ad a, allora:
A)
r è ortogonale a tutte le rette di a
B)
r è perpendicolare soltanto a due rette di a
C)
r è perpendicolare soltanto a una retta di a
D)
r non è perpendicolare ad alcuna retta di a
E)
r è incidente ad ogni retta di a
34 . In riferimento alla figura 34, Indicare qual è il profilo, disegnato sul piano YZ, che per rotazione attorno all’asse Z determina l’oggetto rappresentato in assonometria.
A)
Figura 1
B)
Figura 5
C)
Figura 4
D)
Figura 3
E)
Figura 2
35 . Indicare quale dei solidi visti lateralmente nella figura 35 genera l’ombra rappresentata nella figura in alto. L’ombra è generata da una sorgente luminosa posta all’infinito e orientata secondo la direzione indicata dalla freccia.
A)
Figura 5
B)
Figura 4
C)
Figura 3
D)
Figura 2
E)
Figura 1
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36 . Indicare in quale coppia di scale è rappresentato l’edificio in figura 36
A)
a 1:50 b 1:200
B)
a 1:10 b 1:50
C)
a 1:100 b 1:25
D)
a 1:50 b 1:100
E)
a 1:100 b 1:250
37 . Quale degli oggetti i figura 37 non può corrispondere alla pianta riportata sotto?
A)
5
B)
4
C)
2
D)
3
E)
1
38 . Stabilire la corretta corrispondenza delle sezioni in riferimento alla figura 38
A)
1‐c, 2‐a, 3‐b
B)
1‐c, 2‐b, 3‐a
C)
1‐b, 2‐c, 3‐a
D)
1‐a, 2‐c, 3‐b
E)
1‐b, 2‐a, 3‐c
39 . Stabilire la corrispondenza tra le piante e le destinazioni d’uso in figura 39
A)
1:alloggi unifamiliari, 2:uffici, 3:residenza per anziani, 4:palestra
B)
1:residenza per anziani, 2‐uffici, 3:alloggi unifamiliari, 4:palestra
C)
1:uffici, 2:palestra, 3:alloggi unifamiliari, 4:residenza per anziani
D)
1:uffici, 2:residenza per anziani, 3:alloggi unifamiliari, 4:palestra
E)
1:alloggi unifamiliari, 2:residenza per anziani, 3:uffici, 4:palestra
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40 . Indicare la sequenza dal più alto al più basso dei solidi rappresentati in prospettiva in figura 40.
A)
1 3 4 2
B)
3 4 1 2
C)
4 1 2 3
D)
2 1 4 3
E)
1 4 3 2
41 . Indicare l’abbinamento corretto tra la pianta dell’edificio e i suoi prospetti a, b, c in figura 41.
A)
1‐c, 2‐a, 4‐b
B)
1‐c, 2‐a, 3‐b
C)
1‐a, 2‐b, 3‐c
D)
1‐c, 2‐b, 4‐a
E)
1‐b, 2‐c, 3‐a
42 . Indicare la posizione dell’osservatore ed il periodo della giornata in cui è stata eseguita la foto proposta in figura 42.
A)
Punto 1– pomeridiana
B)
Punto 3 – antimeridiana
C)
Punto 3 – pomeridiana
D)
Punto 2 – antimeridiana
E)
Punto 1 – antimeridiana
43 . in relazione alla figura 43, associare ad ogni pianta di tipologia di scala la corrispondente sezione.
A)
a‐2; b‐5; c‐4; d‐3; e‐1
B)
a‐3; b‐1; c‐4; d‐5; e‐2
C)
a‐1; b‐4; c‐3; d‐5; e‐2
D)
a‐4; b‐2; c‐5; d‐1; e‐3
E)
a‐5; b‐3; c‐1; d‐2, e‐4
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44 . La vista prospettica riportata in figura 44 rappresenta una composizione di solidi su di un piano. A quale distribuzione planimetrica corrisponde?
A)
4
B)
5
C)
3
D)
2
E)
1
45 . Indicare la coppia di proiezioni ortogonali del solido modulare corrispondenti a quelle indicate dalle frecce, in figura 45:
A)
2 – 4
B)
2 – 3
C)
4 – 5
D)
3 – 5
E)
1 – 2
46 . Quale tra gli oggetti riportati in figura 46 in assonometria corrisponde alle tre proiezioni ortogonali proposte?
A)
3
B)
5
C)
4
D)
2
E)
1
47 . In figura 47 viene rappresentato un cosiddetto “spaccato assonometrico” di un edificio a più livelli. A quale delle sezioni qui riportate corrisponde?
A)
4
B)
5
C)
3
D)
2
E)
1
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48 . Se la planimetria in figura 48 “a” è in scala 1:50000, in quale scala è la planimetria “b” che si riferisce ad una parte del territorio sempre nella stessa figura?
A)
b = 1:25000
B)
b = 1:10000
C)
b = 1:5000
D)
b = 1:2500
E)
b = 1:500
49 . La ghisa è:
A)
una lega di ferro e carbonio
B)
una lega di ferro e stagno
C)
una lega di ferro contenente piombo
D)
il ferro dolce temprato
E)
una lega di ferro contenente rame
50 . In che modo l’esperienza influenza i meccanismi della visione?
A)
insegnando a capire l’arte.
B)
permettendo di distinguere il vero dal falso.
C)
consentendo di formulare ipotesi sul significato delle immagini.
D)
in modo negativo.
E)
Nessuna delle precedenti
51 . Dare un ordine ai seguenti elementi della percezione:
A)
selezione.
B)
analisi.
C)
ipotesi.
D)
sintesi.
E)
Nessuna delle precedenti
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52 . Il movimento o la presenza di esseri viventi in un’immagine costituiscono:
A)
elementi che attraggono l’attenzione.
B)
elementi che disturbano la visione.
C)
punti forti dell’immagine.
D)
punti deboli dell’immagine.
E)
Nessuna delle precedenti
53 . Perché è importante conoscere i meccanismi di percezione del destinatario?
A)
per convincerlo.
B)
per attirare la sua attenzione.
C)
per comprendere i messaggi.
D)
per inviare i messaggi.
E)
Nessuna delle precedenti
54 . Nel messaggio pubblicitario il PAY‐OFF rappresenta:
A)
il nome del prodotto.
B)
l’immagine forte che identifica il prodotto.
C)
la frase ad effetto che attira l’attenzione.
D)
la frase di chiusura che sintetizza le caratteristiche del prodotto.
E)
Nessuna delle precedenti
55 . In un’immagine anche molto realistica un artista dipinge:
A)
ciò che vede.
B)
ciò che esiste.
C)
ciò che pensa.
D)
ciò che interessa all’osservatore.
E)
Nessuna delle precedenti
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56 . Il percorso di lettura nella cultura occidentale risulta generalmente:
A)
circolare in senso orario.
B)
rettilineo.
C)
casuale.
D)
circolare in senso antiorario.
E)
Nessuna delle precedenti
57 . Le immagini a doppia isotopia sono:
A)
ingannevoli perché hanno più significati.
B)
irreali perché rappresentano cose inesistenti.
C)
create dalla computer graphic.
D)
rappresentazioni da più punti di vista.
E)
Nessuna delle precedenti
58 . Qual è l’obiettivo dell’emittente nella comunicazione?
A)
comunicare con tutti.
B)
ricevere il messaggio.
C)
modificare i comportamenti del destinatario.
D)
modificare i propri comportamenti
E)
Nessuna delle precedenti
59 . La conoscenza delle convenzioni grafiche è necessaria per:
A)
conoscere l’emittente.
B)
eseguire un bel disegno.
C)
comprendere il messaggio.
D)
apprezzare le opere d’arte.
E)
Nessuna delle precedenti
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60 . la linea è:
A)
la definizione di una superficie.
B)
un’entità senza dimensioni.
C)
un elemento di continuità.
D)
una traccia grafica con sviluppo longitudinale.
E)
Nessuna delle precedenti
61 . Nel disegno a mano libera il tratteggio utilizza linee:
A)
singole e sinuose.
B)
ripetute e di spessore variabile.
C)
che non definiscono una superficie.
D)
solo parallele tra loro.
E)
Nessuna delle precedenti
62 . Nel disegno geometrico i diversi tipi di linea:
A)
conferiscono espressività al disegno.
B)
definiscono le parti vicine e quelle lontane del disegno.
C)
permettono una lettura univoca del disegno.
D)
esprimono la sensibilità e il carattere del disegnatore.
E)
Nessuna delle precedenti
63 . Nel disegno tecnico la linea mista‐fine si usa per:
A)
gli assi di simmetria.
B)
gli spigoli nascosti.
C)
la linea di terra.
D)
le parti mobili dell’oggetto.
E)
Nessuna delle precedenti
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64 . Per organigramma si intende:
A)
schema di organizzazione mentale.
B)
descrizione delle fasi di lavoro.
C)
schema per la rappresentazione di fatti e fenomeni.
D)
tabella per la valutazione del peso specifico.
E)
Nessuna delle precedenti
65 . Lo stereogramma è una rappresentazione grafica:
A)
della musica.
B)
a tre dimensioni.
C)
multidirezionale.
D)
immutabile
E)
Nessuna delle precedenti
66 . Quando ha origine lo sviluppo della prospettiva come rappresentazione geometrica e razionale delle figure nello spazio?
A)
nel rinascimento.
B)
nella cultura egizia.
C)
nell’ottocento.
D)
nel medioevo.
E)
Nessuna delle precedenti
67 . Lo studio delle proiezioni ortogonali si deve a:
A)
Cartesio.
B)
Leon Battista Alberti .
C)
Gaspard Monge.
D)
Isaac Newton.
E)
Nessuna delle precedenti
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68 . Quando si usa in modo efficace il disegno a mano libera?
A)
quando non si dispone di strumenti per il disegno.
B)
per eseguire un disegno preciso e descrittivo.
C)
per rendere in maniera immediata l’espressione grafica del proprio pensiero.
D)
quando il disegno non è quotato.
E)
Nessuna delle precedenti
69 . Che cosa sono le texture?
A)
supporti in tessuto per il disegno.
B)
le strisce di un fumetto famoso.
C)
disegni preparatori per la decorazione dei tessuti.
D)
griglie regolari utilizzate per riempire uniformemente gli spazi.
E)
Nessuna delle precedenti
70 . Rappresentare un oggetto in scala significa:
A)
Realizzare il suo disegno con dimensioni a piacere.
B)
Disegnare l’oggetto con dimensioni variate di un rapporto costante.
C)
Rappresentare l’oggetto sopra una scala.
D)
Completare un disegno con la rappresentazione di una sua parte ingrandita.
E)
Nessuna delle precedenti
71 . Un oggetto si dice disegnato in scala naturale quando:
A)
Le dimensioni del disegno sono più grandi di quelle dell’oggetto.
B)
Il disegno dell’oggetto è realizzato con i suoi colori naturali
C)
Le dimensioni del disegno sono uguali a quelle dell’oggetto.
D)
Le dimensioni del disegno sono più piccole di quelle dell’oggetto.
E)
Nessuna delle precedenti
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72 . Un oggetto si dice disegnato in scala ridotta quando:
A)
Le dimensioni del disegno sono più grandi di quelle dell’oggetto.
B)
Il disegno dell’oggetto è realizzato su un foglio di dimensioni ridotte.
C)
Le dimensioni del disegno sono uguali a quelle dell’oggetto.
D)
Le dimensioni del disegno sono più piccole di quelle dell’oggetto.
E)
Nessuna delle precedenti
73 . Un oggetto si dice disegnato in scala ingrandita quando:
A)
Le dimensioni del disegno sono più grandi di quelle dell’oggetto.
B)
Il disegno dell’oggetto è realizzato su un foglio di dimensioni grandi.
C)
Le dimensioni del disegno sono uguali a quelle dell’oggetto.
D)
Le dimensioni del disegno sono più piccole di quelle dell’oggetto.
E)
Nessuna delle precedenti
74 . Come si indicano le scale numeriche?
A)
Con dei numeri che esprimono un rapporto matematico.
B)
Con un numero scritto vicino ad una scala.
C)
Con un segmento la cui lunghezza determina l’unità di misura adottata.
D)
Con due numeri separati da una virgola.
E)
Nessuna delle precedenti
75 . Come si rappresentano le scale grafiche?
A)
Con dei numeri che esprimono un rapporto matematico.
B)
Con un numero scritto vicino ad una scala.
C)
Con un segmento la cui lunghezza determina l’unità di misura adottata.
D)
Con due numeri separati da una virgola.
E)
Nessuna delle precedenti
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76 . Cos’è la metrologia?
A)
Il libretto di istruzioni per l’uso del metro.
B)
La scienza che si occupa della misura di grandezze fisiche.
C)
Le norme di utilizzo della metropolitana.
D)
L’elenco delle località dei punti vendita di un supermercato.
E)
Nessuna delle precedenti
77 . La misura si dice diretta quando viene:
A)
Rilevata su una dimensione diritta.
B)
Effettuata direttamente sull’oggetto.
C)
Letta immediatamente sullo strumento.
D)
Rilevata con lo strumento e calcolata con operazioni successive di confronto.
E)
Nessuna delle precedenti
78 . La misura si dice indiretta quando:
A)
Rilevata su una dimensione diritta.
B)
Effettuata direttamente sull’oggetto.
C)
Letta immediatamente sullo strumento.
D)
Rilevata con lo strumento e calcolata con operazioni successive di confronto.
E)
Nessuna delle precedenti
79 . Cos’è il Sistema Internazionale di misura?
A)
La tabella dei valori di cambio delle monete.
B)
La tabella delle distanze tra le principali città.
C)
Un complesso di norme con le quali vengono assegnate le unità di misura ad alcune grandezze fondamentali.
D)
L’insieme di norme emanate dall’ONU per le misurazioni.
E)
Nessuna delle precedenti
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80 . Il modulo è un elemento che:
A)
rende ripetitivo il sistema costruttivo.
B)
ripetuto e composto secondo regole definite costituisce un insieme.
C)
determina le regole della figurazione.
D)
permette di ottenere un solo tipo di soluzione.
E)
Nessuna delle precedenti
81 . Il canone è il complesso di regole e proporzioni che:
A)
determina i rapporti tra le singole parti tra loro e con il tutto.
B)
fu messo a punto dai Cretesi.
C)
permette di determinare le misure in scala di un monumento.
D)
costituiscono la base pratica dell’architettura.
E)
Nessuna delle precedenti
82 . L’ordine architettonico è definito da una particolare configurazione decorativa e da:
A)
rapporti definiti tra le parti.
B)
misure fisse predeterminate.
C)
dimensioni gigantesche‐
D)
modalità costruttive immutabili.
E)
Nessuna delle precedenti
83 . La sezione aurea di un segmento è:
A)
la parte che costituisce i due terzi del segmento.
B)
quella sua parte che è media proporzionale tra l’intero segmento e la parte restante.
C)
quella sezione che si ottiene dividendo il segmento in moduli uguali.
D)
la divisione in parti proporzionali crescenti del segmento.
E)
Nessuna delle precedenti
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84 . L’intercolumnio è:
A)
il confronto tra due colonne.
B)
uno stile architettonico arcaico
C)
il sistema costruttivo delle colonne.
D)
la distanza tra due colonne.
E)
Nessuna delle precedenti
85 . Il mattone è da considerarsi:
A)
un canone.
B)
un ordine.
C)
un modulo.
D)
un multiplo.
E)
Nessuna delle precedenti
86 . Si definisce simmetria:
A)
la corrispondenza tra moduli di scala diversa.
B)
la corrispondenza di posizione e di forma tra gli elementi di un insieme.
C)
l’arte di misurare i terreni presso gli Assiri.
D)
una composizione costituita da elementi grafici diversi ma in scala tra loro.
E)
Nessuna delle precedenti
87 . La simmetria radiale è riscontrabile:
A)
in una foglia.
B)
in una conchiglia.
C)
nel volto umano.
D)
in un ingranaggio.
E)
Nessuna delle precedenti
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88 . La simmetria esprime:
A)
improvvisazione e disordine.
B)
fantasia e libertà.
C)
ordine e regolarità.
D)
rigida pianificazione.
E)
Nessuna delle precedenti
89 . Che cos’è il disegno geometrico?
A)
É un disegno che ha l’obiettivo di rappresentare rigorosamente gli elementi della geometria descrittiva.
B)
É un disegno che ha l’obiettivo di mettere in evidenza gli aspetti artistici di un oggetto.
C)
D)
É l’applicazione rigorosa di una serie di regole per evidenziare esclusivamente la forma tridimensionale di un oggetto.
É un sistema di rappresentazione per la visualizzazione di processi logico matematici.
E)
Nessuna delle precedenti
90 . Il disegno geometrico può essere usato per la soluzione di problemi geometrici?
A)
Solo nelle tecnologie artigianali.
B)
No, mai.
C)
Si sempre.
D)
In alcuni casi.
E)
Nessuna delle precedenti
91 . Le dimensioni, in mm, di un foglio di formato A4 sono:
A)
297x420
B)
210x297
C)
420x594
D)
594x841
E)
e) 841x1149
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92 . Le dimensioni, in mm, di un foglio di formato A3 sono:
A)
297x420
B)
210x297
C)
420x594
D)
594x841
E)
e) 841x1149
93 . Le dimensioni, in mm, di un foglio di formato A2 sono:
A)
297x420
B)
210x297
C)
420x594
D)
594x841
E)
e) 841x1149
94 . Le dimensioni, in mm, di un foglio di formato A0 sono:
A)
297x420
B)
210x297
C)
420x594
D)
594x841
E)
e) 841x1149
95 . Le dimensioni, in mm, di un foglio di formato A1 sono:
A)
297x420
B)
210x297
C)
420x594
D)
594x841
E)
e) 841x1149
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96 . La linea continua grossa si usa per indicare:
A)
contorni e spigoli nascosti.
B)
assi e tracce di piani di simmetria.
C)
spigoli fittizi, sezioni tratteggi.
D)
contorni e spigoli in vista.
E)
e) superfici o zone oggetto di prescrizioni particolari.
97 . La linea continua fine si usa per indicare:
A)
contorni e spigoli nascosti.
B)
assi e tracce di piani di simmetria.
C)
spigoli fittizi, sezioni tratteggi.
D)
contorni e spigoli in vista.
E)
e) superfici o zone oggetto di prescrizioni particolari.
98 . La linea a tratti grossa si usa per indicare:
A)
contorni e spigoli nascosti.
B)
assi e tracce di piani di simmetria.
C)
spigoli fittizi, sezioni tratteggi.
D)
contorni e spigoli in vista.
E)
e) superfici o zone oggetto di prescrizioni particolari.
99 . Il legno resiste maggiormente a trazione
A)
Nel verso delle fibre
B)
Nel verso perpendicolare alle fibre
C)
Inclinato
D)
Non resiste a trazione
E)
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100 . La linea mista fine si usa per indicare:
A)
contorni e spigoli nascosti.
B)
assi e tracce di piani di simmetria.
C)
spigoli fittizi, sezioni tratteggi.
D)
contorni e spigoli in vista.
E)
e) superfici o zone oggetto di prescrizioni particolari.
101 . Ricostruire la procedura necessaria a tracciare la perpendicolare ad una retta per un suo punto.
A)
Tracciare un segmento che congiunga P con C.
B)
Tracciare due archi, puntando il compasso con apertura R>R1 nei punti A e B, ottenere un punto C.
C)
Puntare il compasso sul punto P per il quale deve passare la perpendicolare D)
con apertura R1 intersecare la retta in due punti diametrali A e B.
E)
Nessuna sequenza è corretta
102 . Come si traccia una retta s parallela ad una retta r assegnata?
D)
Si tracciano due circonferenze di raggio pari alla distanza tra le due rette. La parallela cercata si ottiene tracciando la tangente comune alle due circonferenze.
Si traccia una retta perpendicolare ad un segmento ed all’estremità libera di questa si traccia la parallela alla retta r assegnata.
Si traccia due rette perpendicolari ad un segmento e congiungendo le estremità libere si traccia la parallela alla retta r assegnata.
Si traccia l’asse di un segmento ed all’estremità libera di questo si traccia la parallela alla retta r assegnata.
E)
Nessuna delle precedenti
A)
B)
C)
103 . Ricostruire la procedura necessaria a suddividere un segmento AB in n parti uguali.
A)
Congiungere l’estremo C dell’ultimo segmento tracciato con B.
B)
Tracciare una retta r inclinata a piacere passante per A.
C)
Tracciare le parallele a CB per tutti gli estremi dei segmenti di AC. D)
Individuare su r, partendo da A, n segmenti consecutivi di lunghezza costante d.
E)
Nessuna delle precedenti
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104 . Ricostruire la procedura necessaria ad ottenere un angolo di 15° di Vertice V.
A)
Puntare il compasso in V e tracciare un arco c1 che intersechi r in un punto A.
B)
Tracciare per il punto V una semiretta r. C)
Congiungere con un segmento C con V. Puntando il compasso in C (intersezione di CV con c1) tracciare un arco di circonferenza c4, sempre di raggio R, che intersechi c2 in un punto E. e congiungere E con V.
Puntando il compasso in A tracciare una circonferenza c2, sempre di raggio R, che intersechi c1 in un punto B.
D)
Puntando il compasso in B tracciare un arco di circonferenza c3, sempre di raggio R, che intersechi c2 in un punto C.
105 . L’ovale è:
E)
A)
una curva policentrica chiusa formata da due archi di circonferenza.
B)
una curva policentrica aperta formata dal luogo dei punti appartenenti ad una circonferenza.
C)
una curva policentrica formata da una semi circonferenza e da un mezzo ovale raccordati.
D)
una curva policentrica aperta formata da archi di circonferenza raccordati.
E)
Nessuna delle precedenti
106 . L’ovolo è:
A)
Una curva policentrica chiusa formata da due archi di circonferenza.
B)
una curva policentrica aperta formata dal luogo dei punti appartenenti ad una circonferenza.
C)
una curva policentrica formata da una semi circonferenza e da un mezzo ovale raccordati.
D)
una curva policentrica aperta formata da archi di circonferenza raccordati.
E)
Nessuna delle precedenti
107 . La spirale è:
A)
una curva policentrica chiusa formata da due archi di circonferenza.
B)
una curva policentrica aperta formata dal luogo dei punti appartenenti ad una circonferenza.
C)
una curva policentrica formata da una semi circonferenza e da un mezzo ovale raccordati.
D)
una curva policentrica aperta formata da archi di circonferenza raccordati.
E)
Nessuna delle precedenti
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108 . L’ellisse è:
A)
una curva ottenuta intersecando la superficie di un cono con un piano obliquo.
B)
una curva ottenuta intersecando la superficie di un cono con un piano perpendicolare all’asse.
C)
una curva ottenuta intersecando la superficie di un cono con un piano parallelo alla generatrice.
D)
una curva ottenuta intersecando la superficie di un cono con un piano parallelo all’asse.
E)
Nessuna delle precedenti
109 . La parabola è:
A)
una curva ottenuta intersecando la superficie di un cono con un piano obliquo.
B)
una curva ottenuta intersecando la superficie di un cono con un piano perpendicolare all’asse.
C)
una curva ottenuta intersecando la superficie di un cono con un piano parallelo alla generatrice.
D)
una curva ottenuta intersecando la superficie di un cono con un piano parallelo all’asse.
E)
Nessuna delle precedenti
110 . La circonferenza è:
A)
una curva ottenuta intersecando la superficie di un cono con un piano obliquo.
B)
una curva ottenuta intersecando la superficie di un cono con un piano perpendicolare all’asse.
C)
una curva ottenuta intersecando la superficie di un cono con un piano parallelo alla generatrice.
D)
una curva ottenuta intersecando la superficie di un cono con un piano parallelo all’asse.
E)
Nessuna delle precedenti
111 . L’iperbole è:
A)
una curva ottenuta intersecando la superficie di un cono con un piano obliquo.
B)
una curva ottenuta intersecando la superficie di un cono con un piano perpendicolare all’asse.
C)
una curva ottenuta intersecando la superficie di un cono con un piano parallelo alla generatrice.
D)
una curva ottenuta intersecando la superficie di un cono con un piano parallelo all’asse.
E)
Nessuna delle precedenti
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112 . Per parabola s’intende:
A)
il luogo di punti la cui somma delle distanze da due punti fissi, detti fuochi, è costante.
B)
il luogo geometrico dei punti equidistanti da un punto fisso, detto fuoco, e da una retta, detta direttrice.
C)
il luogo geometrico dei punti la cui differenza delle distanze da due punti fissi, detti fuochi, è costante ed uguale alla distanza tra i due vertici.
il luogo geometrico dei punti la cui somma delle distanze da due punti fissi, detti fuochi, è costante ed uguale alla distanza tra i due vertici.
Nessuna delle precedenti
D)
E)
113 . Per ellisse s’intende:
A)
il luogo di punti la cui somma delle distanze da due punti fissi, detti fuochi, è costante.
B)
il luogo geometrico dei punti equidistanti da un punto fisso, detto fuoco, e da una retta, detta direttrice.
C)
il luogo geometrico dei punti la cui differenza delle distanze da due punti fissi, detti fuochi, è costante ed uguale alla distanza tra i due vertici.
il luogo geometrico dei punti la cui somma delle distanze da due punti fissi, detti fuochi, è costante ed uguale alla distanza tra i due vertici.
Nessuna delle precedenti
D)
E)
114 . Per iperbole s’intende:
A)
il luogo di punti la cui somma delle distanze da due punti fissi, detti fuochi, è costante.
B)
il luogo geometrico dei punti equidistanti da un punto fisso, detto fuoco, e da una retta, detta direttrice.
C)
il luogo geometrico dei punti la cui differenza delle distanze da due punti fissi, detti fuochi, è costante ed uguale alla distanza tra i due vertici.
il luogo geometrico dei punti la cui somma delle distanze da due punti fissi, detti fuochi, è costante ed uguale alla distanza tra i due vertici.
Nessuna delle precedenti
D)
E)
115 . Per evolvente s’intende:
A)
B)
C)
D)
E)
il luogo geometrico delle posizioni occupate da un punto, appartenente ad una circonferenza, che rotola senza strisciare su una retta.
il luogo geometrico delle posizioni occupate da un punto, appartenente ad una circonferenza, che rotola senza strisciare all’esterno di una circonferenza.
il luogo geometrico delle posizioni occupate da un punto, appartenente ad una circonferenza, che rotola senza strisciare all’interno di una circonferenza.
il luogo geometrico delle posizioni occupate da un punto, appartenente ad una retta, che rotola senza strisciare su una circonferenza.
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116 . Per cicloide s’intende:
A)
B)
C)
D)
E)
il luogo geometrico delle posizioni occupate da un punto, appartenente ad una circonferenza, che rotola senza strisciare su una retta.
il luogo geometrico delle posizioni occupate da un punto, appartenente ad una circonferenza, che rotola senza strisciare all’esterno di una circonferenza.
il luogo geometrico delle posizioni occupate da un punto, appartenente ad una circonferenza, che rotola senza strisciare all’interno di una circonferenza.
il luogo geometrico delle posizioni occupate da un punto, appartenente ad una retta, che rotola senza strisciare su una circonferenza.
Nessuna delle precedenti
117 . Per epicicloide s’intende:
A)
B)
C)
D)
E)
il luogo geometrico delle posizioni occupate da un punto, appartenente ad una circonferenza, che rotola senza strisciare su una retta.
il luogo geometrico delle posizioni occupate da un punto, appartenente ad una circonferenza, che rotola senza strisciare all’esterno di una circonferenza.
il luogo geometrico delle posizioni occupate da un punto, appartenente ad una circonferenza, che rotola senza strisciare all’interno di una circonferenza.
il luogo geometrico delle posizioni occupate da un punto, appartenente ad una retta, che rotola senza strisciare su una circonferenza.
Nessuna delle precedenti
118 . Per ipocicloide s’intende:
A)
B)
C)
D)
E)
il luogo geometrico delle posizioni occupate da un punto, appartenente ad una circonferenza, che rotola senza strisciare su una retta.
il luogo geometrico delle posizioni occupate da un punto, appartenente ad una circonferenza, che rotola senza strisciare all’esterno di una circonferenza.
il luogo geometrico delle posizioni occupate da un punto, appartenente ad una circonferenza, che rotola senza strisciare all’interno di una circonferenza.
il luogo geometrico delle posizioni occupate da un punto, appartenente ad una retta, che rotola senza strisciare su una circonferenza.
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119 . La tecnica della proiezione consente di:
A)
mettere in relazione le dimensioni dell’oggetto con le dimensioni dello spazio in cui è posto.
B)
mettere in relazione gli elementi dell’oggetto, posto nello spazio, con i relativi elementi geometrici.
C)
mettere in relazione le ombre dell’oggetto, posto nello spazio, con i relativi elementi geometrici.
D)
mettere in relazione gli elementi di più oggetti posti nello spazio ed i relativi volumi.
E)
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120 . Nella tecnica della proiezione centrale i punti di rappresentazione del disegno dell’oggetto nel piano vengono ottenuti mediante:
A)
raggi proiettanti provenienti da una sorgente posta ad una distanza infinita dall’oggetto.
B)
raggi proiettanti proveniente da una sorgente posta a 1 metro dall’oggetto.
C)
raggi proiettanti proveniente da una sorgente posta a 10 metri dall’oggetto.
D)
raggi proiettanti proveniente da una sorgente posta in un punto prossimo all’oggetto.
E)
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121 . Nella tecnica della proiezione parallela i punti di rappresentazione del disegno dell’oggetto nel piano vengono ottenuti mediante:
A)
raggi proiettanti proveniente da una sorgente posta ad una distanza infinita dall’oggetto.
B)
raggi proiettanti proveniente da una sorgente posta a 1 metro dall’oggetto.
C)
raggi proiettanti proveniente da una sorgente posta a 10 metri dall’oggetto.
D)
raggi proiettanti proveniente da una sorgente posta in un punto prossimo all’oggetto.
E)
Nessuna delle precedenti
122 . Le proiezioni ortogonali si ottengono con il metodo delle:
A)
proiezioni centrali.
B)
proiezioni parallele.
C)
proiezioni oblique.
D)
proiezioni miste, centrali e parallele.
E)
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123 . Con il metodo delle proiezioni ortogonali normalmente quante viste sono necessarie per rappresentare un oggetto:
A)
3
B)
4
C)
5
D)
6
E)
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124 . Il diedro delle proiezioni, norma UNI 3970, che consente di rappresentare tutte le viste di un oggetto è:
A)
un prisma a base triangolare sulle cui superfici si possono rappresentare tutte le facce di un oggetto.
B)
un prisma a base rettangolare sulle cui superfici si possono rappresentare tutte le facce di un oggetto.
C)
un cubo sulle cui superfici si possono rappresentare tutte le facce di un oggetto.
D)
un prisma a base pentagonale sulle cui superfici si possono rappresentare tutte le facce di un oggetto.
E)
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125 . Il piano verticale (PV) è definito dagli assi:
A)
yz
B)
xy
C)
xyz
D)
xz
E)
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126 . Il piano orizzontale (PO) è definito dagli assi:
A)
yz
B)
xy
C)
xyz
D)
xz
E)
Nessuna delle precedenti
127 . Il piano laterale (PL) è definito dagli assi:
A)
yz
B)
xy
C)
xyz
D)
xz
E)
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128 . Nelle proiezioni ortogonali il metodo americano, di disposizione delle viste, consiste:
A)
nel disporre l’oggetto tra l’osservatore ed il piano del disegno.
B)
nel disporre il piano del disegno tra l’osservatore e l’oggetto.
C)
nell’indicare con delle frecce la direzione di proiezione.
D)
nell’indicare con delle frecce la posizione dell’osservatore, oggetto e piano di disegno.
E)
Nessuna delle precedenti
129 . Nelle proiezioni ortogonali il metodo delle frecce, di disposizione delle viste, consiste:
A)
nel disporre l’oggetto tra l’osservatore ed il piano del disegno.
B)
nel disporre il piano del disegno tra l’osservatore e l’oggetto.
C)
nell’indicare con delle frecce la direzione di proiezione.
D)
nell’indicare con delle frecce la posizione dell’osservatore, oggetto e piano di disegno.
E)
Nessuna delle precedenti
130 . Nelle proiezioni ortogonali il metodo europeo, di disposizione delle viste, consiste nel:
A)
nel disporre l’oggetto tra l’osservatore ed il piano del disegno.
B)
nel disporre il piano del disegno tra l’osservatore e l’oggetto.
C)
nell’indicare con delle frecce la direzione di proiezione.
D)
nell’indicare con delle frecce la posizione dell’osservatore, oggetto e piano di disegno.
E)
Nessuna delle precedenti
131 . Nelle proiezioni ortogonali un punto si rappresenta:
A)
disegnando le rette generate dalle sue intersezioni con i tre piani fondamentali.
B)
unendo le proiezioni dei suoi punti estremi sui tre piani coordinati.
C)
proiettando sui piani coordinati un numero sufficiente di punti dell’oggetto da realizzare.
D)
congiungendo i punti estremi dei segmenti che costituiscono la superficie.
E)
e) determinando la sua traccia sui tre piani fondamentali.
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132 . Nelle proiezioni ortogonali un segmento si rappresenta:
A)
disegnando le rette generate dalle sue intersezioni con i tre piani fondamentali.
B)
unendo le proiezioni dei suoi punti estremi sui tre piani coordinati.
C)
proiettando sui piani coordinati un numero sufficiente di punti dell’oggetto da realizzare.
D)
congiungendo i punti estremi dei segmenti che costituiscono la superficie.
E)
e) determinando la sua traccia sui tre piani fondamentali.
133 . Nelle proiezioni ortogonali un piano si rappresenta:
A)
disegnando le rette generate dalle sue intersezioni con i tre piani fondamentali.
B)
unendo le proiezioni dei suoi punti estremi sui tre piani coordinati.
C)
proiettando sui piani coordinati un numero sufficiente di punti dell’oggetto da realizzare.
D)
congiungendo i punti estremi dei segmenti che costituiscono la superficie.
E)
e) determinando la sua traccia sui tre piani fondamentali.
134 . Nelle proiezioni ortogonali le viste di una superficie si ottengono:
A)
disegnando le rette generate dalle sue intersezioni con i tre piani fondamentali.
B)
unendo le proiezioni dei suoi punti estremi sui tre piani coordinati.
C)
proiettando sui piani coordinati un numero sufficiente di punti dell’oggetto da realizzare.
D)
congiungendo i punti estremi dei segmenti che costituiscono la superficie.
E)
e) determinando la sua traccia sui tre piani fondamentali.
135 . Le proiezioni dei solidi sui piani coordinati si ottengono:
A)
disegnando le rette generate dalle sue intersezioni con i tre piani fondamentali.
B)
unendo le proiezioni dei suoi punti estremi sui tre piani coordinati.
C)
proiettando sui piani coordinati un numero sufficiente di punti dell’oggetto da realizzare.
D)
congiungendo i punti estremi dei segmenti che costituiscono la superficie.
E)
e) determinando la sua traccia sui tre piani fondamentali.
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136 . Un’assonometria è ortogonale quando:
A)
B)
si ottiene con la sorgente dei raggi proiettanti posta all’infinito, rispetto al quadro parallelo ad uno dei piani coordinati.
si ottiene con raggi proiettanti perpendicolari rispetto al quadro parallelo ad uno dei piani coordinati.
D)
si ottiene con la sorgente dei raggi proiettanti posta vicino, rispetto al quadro parallelo ad uno dei piani coordinati.
si ottiene con raggi proiettanti inclinati rispetto al quadro parallelo ad uno dei piani coordinati.
E)
Nessuna delle precedenti
C)
137 . Un’assonometria è obliqua quando:
A)
B)
si ottiene con la sorgente dei raggi proiettanti posta all’infinito, rispetto al quadro parallelo ad uno dei piani coordinati.
si ottiene con raggi proiettanti perpendicolari rispetto al quadro parallelo ad uno dei piani coordinati.
D)
si ottiene con la sorgente dei raggi proiettanti posta vicino, rispetto al quadro parallelo ad uno dei piani coordinati.
si ottiene con raggi proiettanti inclinati rispetto al quadro parallelo ad uno dei piani coordinati.
E)
Nessuna delle precedenti
C)
138 . Un’assonometria ortogonale è dimetrica quando:
A)
il piano assonometrico è inclinato rispetto ai piani coordinati con due angoli scelti a piacere dal disegnatore.
B)
D)
il piano assonometrico è inclinato approssimativamente dello stesso angolo, rispetto a due piani coordinati e di un angolo diverso rispetto al terzo.
il piano assonometrico è inclinato rispetto ai piani coordinati in modo che gli assi x,y,z formino tra loro angoli di 120°.
il piano assonometrico è inclinato rispetto ai piani coordinati con angoli tutti diversi.
E)
Nessuna delle precedenti
C)
139 . Un’assonometria ortogonale è trimetrica quando:
A)
il piano assonometrico è inclinato rispetto ai piani coordinati con due angoli scelti a piacere dal disegnatore.
B)
D)
il piano assonometrico è inclinato approssimativamente dello stesso angolo, rispetto a due piani coordinati e di un angolo diverso rispetto al terzo.
il piano assonometrico è inclinato rispetto ai piani coordinati in modo che gli assi x,y,z formino tra loro angoli di 120°.
il piano assonometrico è inclinato rispetto ai piani coordinati con angoli tutti diversi.
E)
Nessuna delle precedenti
C)
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140 . Un’assonometria ortogonale è isometrica quando:
A)
il piano assonometrico è inclinato rispetto ai piani coordinati con due angoli scelti a piacere dal disegnatore.
B)
D)
il piano assonometrico è inclinato approssimativamente dello stesso angolo, rispetto a due piani coordinati e di un angolo diverso rispetto al terzo.
il piano assonometrico è inclinato rispetto ai piani coordinati in modo che gli assi x,y,z formino tra loro angoli di 120°.
il piano assonometrico è inclinato rispetto ai piani coordinati con angoli tutti diversi.
E)
Nessuna delle precedenti
C)
141 . Un’assonometria obliqua è cavaliera isometrica quando:
A)
B)
C)
D)
E)
il piano assonometrico è disposto parallelo al piano coordinato pv, per cui x e z risultano ortogonali e y inclinato rispetto ad essi di 135°; le dimensioni non subiscono riduzione.
il piano assonometrico è disposto parallelo al piano coordinato pl, per cui y e z risultano ortogonali; le dimensioni di x vengono ridotte a ½.
il piano assonometrico è disposto parallelo al piano coordinato po, per cui x e y risultano ortogonali; le dimensioni di z vengono ridotte a 2/3.
il piano assonometrico è disposto parallelo al piano coordinato pv, per cui x e z risultano ortogonali e y inclinato rispetto ad essi; le dimensioni di y vengono ridotte in funzione dell’angolo che forma con x.
Nessuna delle precedenti
142 . Un’assonometria obliqua è cavaliera dimetrica quando:
A)
B)
C)
D)
E)
il piano assonometrico è disposto parallelo al piano coordinato pv, per cui x e z risultano ortogonali e y inclinato rispetto ad essi di 135°; le dimensioni non subiscono riduzione.
il piano assonometrico è disposto parallelo al piano coordinato pl, per cui y e z risultano ortogonali; le dimensioni di x vengono ridotte a ½.
il piano assonometrico è disposto parallelo al piano coordinato po, per cui x e y risultano ortogonali; le dimensioni di z vengono ridotte a 2/3.
il piano assonometrico è disposto parallelo al piano coordinato pv, per cui x e z risultano ortogonali e y inclinato rispetto ad essi; le dimensioni di y vengono ridotte in funzione dell’angolo che forma con x.
Nessuna delle precedenti
143 . Un’assonometria obliqua è cavaliera planometrica quando:
A)
B)
C)
D)
E)
il piano assonometrico è disposto parallelo al piano coordinato pv, per cui x e z risultano ortogonali e y inclinato rispetto ad essi di 135°; le dimensioni non subiscono riduzione.
il piano assonometrico è disposto parallelo al piano coordinato pl, per cui y e z risultano ortogonali; le dimensioni di x vengono ridotte a ½.
il piano assonometrico è disposto parallelo al piano coordinato po, per cui x e y risultano ortogonali; le dimensioni di z vengono ridotte a 2/3.
il piano assonometrico è disposto parallelo al piano coordinato pv, per cui x e z risultano ortogonali e y inclinato rispetto ad essi; le dimensioni di y vengono ridotte in funzione dell’angolo che forma con x.
Nessuna delle precedenti
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144 . Cosa s’intende per disegno della sezione di un solido?
A)
La rappresentazione grafica di un solido tagliato con una lama secondo direzioni ben definite.
B)
La rappresentazione grafica della figura comune tra la superficie immaginaria di taglio e il solido.
C)
D)
La rappresentazione grafica delle parti interne più significative, di un solido tagliato con una superficie immaginaria che lo attraversa.
La rappresentazione grafica di un solido cilindrico tagliato con una superficie immaginaria diametrale.
E)
Nessuna delle precedenti
145 . Quando è necessario disegnare la sezione di un solido?
A)
Sempre.
B)
Quando la richiede il committente.
C)
Quando si vogliono evidenziare gli elementi contenuti all’interno del solido.
D)
Quando la vista sul piano verticale non è sufficientemente chiara.
E)
Nessuna delle precedenti
146 . Come sono denominati i piani utilizzati per effettuare le sezioni?
A)
Piani di sezione.
B)
Piani correnti.
C)
Piani taglianti.
D)
Piani inclinati.
E)
Nessuna delle precedenti
147 . Le tracce dei piani utilizzati per effettuare le sezioni vengono indicate?
A)
Linea mista fine.
B)
Con linea a tratti.
C)
Con linea continua.
D)
Con linea mista grossa.
E)
Nessuna delle precedenti
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148 . Come si determinano le dimensioni vere di una superficie di una sezione?
A)
Misurandole con il righello sul disegno.
B)
Ribaltandola sul piano orizzontale e misurandola.
C)
Ribaltandola sul piano verticale e misurandola.
D)
Ribaltandola sul piano di sezione e misurandola.
E)
Nessuna delle precedenti
149 . Che cosa s’intende per sviluppo di un solido?
A)
La riproduzione grafica ottenuta con processo fotografico.
B)
La rappresentazione sul piano di tutte le superfici che lo compongono.
C)
La sua immagine speculare.
D)
Il passaggio tra la rappresentazione tridimensionale e quella nel piano.
E)
Nessuna delle precedenti
150 . Quali sono i solidi perfettamente sviluppabili?
A)
Tutti i solidi.
B)
Quelli che hanno superfici laterali sferiche.
C)
Quelli che hanno superfici laterali piane, cilindriche e coniche.
D)
Quelli che hanno superfici laterali toriche.
E)
Nessuna delle precedenti
151 . Ricostruire la procedura necessaria a determinare la linea d’intersezione tra due solidi.
A)
Unire con segmenti o curve i punti significativi dell’intersezione dei due solidi.
B)
Individuare, con le proiezioni ortogonali, alcuni punti significativi dell’intersezione di due solidi.
C)
Ripassare gli spigoli del solido complessivo.
D)
Tracciare con linea sottile i due solidi intersecati come se fossero singoli.
E)
Nessuna delle precedenti
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152 . Come si chiama il punto situato sul piano d’orizzonte PO, che rappresenta la posizione dell’occhio dell’osservatore?
A)
Quadro prospettico Q.
B)
Piano di terra T.
C)
Linea di terra LT.
D)
Punto di vista PV.
E)
e) Piano d’orizzonte PO.
153 . Come si chiama il piano su cui bisogna poggiare l’oggetto da rappresentare in prospettiva?
A)
Quadro prospettico Q.
B)
Piano di terra T.
C)
Linea di terra LT.
D)
Punto di vista PV.
E)
e) Piano d’orizzonte PO.
154 . Come si chiama il piano su cui si forma l’immagine prospettica?
A)
Quadro prospettico Q.
B)
Piano di terra T.
C)
Linea di terra LT.
D)
Punto di vista PV.
E)
e) Piano d’orizzonte PO.
155 . Come si chiama la proiezione del punto di vista PV sul piano di terra T
A)
Linea d’orizzonte LO.
B)
Punto di stazione PS
C)
Punto principale PP
D)
Punto di distanza PD
E)
e) Distanza h
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156 . Qual è il nome della linea ottenuta mediante l’intersezione tra il piano PO e il quadro prospettico?
A)
Linea d’orizzonte LO.
B)
Punto di stazione PS
C)
Punto principale PP
D)
Punto di distanza PD
E)
e) Distanza h
157 . Come si chiama la proiezione del punto di vista PV sul piano quadro prospettico Q?
A)
Linea d’orizzonte LO.
B)
Punto di stazione PS
C)
Punto principale PP
D)
Punto di distanza PD
E)
e) Distanza h
158 . Si ha una prospettiva razionale quando...
A)
l’oggetto da rappresentare è parallelo al quadro prospettico.
B)
l’oggetto da rappresentare si trova in una posizione qualsiasi rispetto al quadro prospettico.
C)
solo quando l’oggetto da rappresentare è un solido sferico parallelo al quadro prospettico.
D)
l’oggetto da rappresentare è parallelo al piano di terra e inclinato rispetto al quadro prospettico.
E)
Nessuna delle precedenti
159 . Si ha una prospettiva accidentale quando...
A)
l’oggetto da rappresentare è parallelo al quadro prospettico.
B)
l’oggetto da rappresentare si trova in una posizione qualsiasi rispetto al quadro prospettico.
C)
solo quando l’oggetto da rappresentare è un solido sferico parallelo al quadro prospettico.
D)
l’oggetto da rappresentare è parallelo al piano di terra e inclinato rispetto al quadro prospettico.
E)
Nessuna delle precedenti
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160 . Si ha una prospettiva frontale quando...
A)
l’oggetto da rappresentare è parallelo al quadro prospettico.
B)
l’oggetto da rappresentare si trova in una posizione qualsiasi rispetto al quadro prospettico.
C)
solo quando l’oggetto da rappresentare è un solido sferico parallelo al quadro prospettico.
D)
l’oggetto da rappresentare è parallelo al piano di terra e inclinato rispetto al quadro prospettico.
E)
Nessuna delle precedenti
161 . Ricostruire la fase preparatoria necessaria a rappresentare la prospettiva di un punto, con il metodo dei punti di distanza.
A)
Disegnare il punto P.
B)
Individuare un punto P' come intersezione di una linea passante per P e perpendicolare alla LT.
C)
Disegnare una linea di terra LT.
D)
e) Segnare il punto di vista PV e riportare PP su LT. f) Individuare il punto P" come intersezione di una linea passante per P e formante un angolo di 45° con LT. E condurre per PV la parallela a P"P sino a intercettare PD su LT. Fase di costruzione sul quadro prospettico.
Con i dati del punto 24 ricostruire la fase di costruzione da eseguire sul quadro prospettico per rappresentare la 162 . prospettiva di un punto, con il metodo dei punti di distanza.
E)
A)
Tracciare la linea di terra LT e la linea d'orizzonte LO (ad h da LT).
B)
Riportare P' e P" su LT.
C)
Riportare sulla LO il punto principale PP e il punto di distanza PD.
D)
Congiungere P" con PD e P' con PP; la loro intersezione determina la prospettiva P, del punto P. E)
Nessuna delle precedenti
163 . Per ombra propria s’intende:
A)
la parte non illuminata di un oggetto colpito da un raggio luminoso.
B)
l’ombra proiettata su uno schermo quando la sorgente è interposta tra lo schermo e l’oggetto.
C)
l’ombra proiettata su uno schermo da un oggetto interposto tra lo schermo e la sorgente luminosa puntiforme.
D)
l’ombra proiettata su uno schermo dalla linea separatrice d’ombra di un oggetto interposto tra lo schermo e una sorgente luminosa posta all’infinito.
Nessuna delle precedenti
E)
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164 . Per ombra riportata s’intende:
A)
la parte non illuminata di un oggetto colpito da un raggio luminoso.
B)
l’ombra proiettata su uno schermo quando la sorgente è interposta tra lo schermo e l’oggetto.
C)
l’ombra proiettata su uno schermo da un oggetto interposto tra lo schermo e la sorgente luminosa puntiforme.
D)
l’ombra proiettata su uno schermo dalla linea separatrice d’ombra di un oggetto interposto tra lo schermo e una sorgente luminosa posta all’infinito.
Nessuna delle precedenti
E)
165 . La linea separatrice d’ombra è la linea che separa una zona d’ombra da una luminosa.
A)
VERO
B)
FALSO
C)
la linea separatrice d'ombra non esiste nel disegno tecnico
D)
dipende dal disegno
E)
Nessuna delle precedenti
166 . Le ombre proiettate da un oggetto colpito da un raggio luminoso giacciono:
A)
solo su un piano verticale.
B)
solo su un piano orizzontale.
C)
su un piano verticale ed un piano verticale.
D)
su un piano verticale, un piano orizzontale o su entrambi.
E)
Nessuna delle precedenti
167 . In assonometria l’ombra di un punto giace sul piano orizzontale quando:
A)
B)
C)
D)
E)
il raggio luminoso passante per il punto e la sua proiezione sul piano orizzontale s’incontrano nel piano orizzontale.
il raggio luminoso passante per il punto e la sua proiezione sul piano orizzontale s’incontrano nel piano verticale.
il raggio luminoso passante per il punto e la sua proiezione sul piano orizzontale s’incontrano dietro il piano verticale.
il raggio luminoso passante per il punto e la sua proiezione sul piano orizzontale s’incontrano ad un’altezza h dal piano orizzontale.
Nessuna delle precedenti
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168 . In assonometria l’ombra di un punto giace sul piano verticale quando:
A)
B)
C)
D)
E)
il raggio luminoso passante per il punto e la sua proiezione sul piano orizzontale s’incontrano nel piano orizzontale.
il raggio luminoso passante per il punto e la sua proiezione sul piano orizzontale s’incontrano nel piano verticale.
il raggio luminoso passante per il punto e la sua proiezione sul piano orizzontale s’incontrano dietro il piano verticale.
il raggio luminoso passante per il punto e la sua proiezione sul piano orizzontale s’incontrano ad un’altezza h dal piano orizzontale.
Nessuna delle precedenti
169 . Per la determinazione delle ombre di un oggetto, in assonometria, si suppone che la sorgente luminosa: A)
sia posta all’infinito e il raggio sia diretto secondo la diagonale di un quadrato.
B)
sia posta vicino all’oggetto e il raggio sia diretto secondo la diagonale di un quadrato. C)
sia posta all’infinito e il raggio sia diretto secondo la diagonale di un cubo.
D)
sia posta vicino all’oggetto e il raggio sia diretto secondo la diagonale di un cubo.
E)
Nessuna delle precedenti
170 . In proiezioni ortogonali l’ombra di un punto giace sul piano verticale quando:
A)
B)
C)
D)
E)
il raggio luminoso passante per il punto e la sua proiezione sul piano orizzontale s’incontrano nel piano verticale.
il raggio luminoso passante per il punto e la sua proiezione sul piano orizzontale s’incontrano dietro il piano verticale.
il raggio luminoso passante per il punto e la sua proiezione sul piano orizzontale s’incontrano nel piano orizzontale.
il raggio luminoso passante per il punto e la sua proiezione sul piano orizzontale s’incontrano ad un’altezza h dal piano orizzontale.
Nessuna delle precedenti
171 . Per la determinazione delle ombre di un oggetto, in proiezioni ortogonali, si suppone che la sorgente luminosa: A)
sia posta vicino all’oggetto e il raggio sia diretto secondo la diagonale di un cubo.
B)
sia posta vicino all’oggetto e il raggio sia diretto secondo la diagonale di un quadrato. C)
sia posta all’infinito e il raggio sia diretto secondo la diagonale di un cubo. D)
sia posta all’infinito e il raggio sia diretto secondo la diagonale di un quadrato.
E)
Nessuna delle precedenti
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172 . L’illuminamento di un punto appartenente alla superficie di un corpo è proporzionale...
A)
al quadrato della distanza del punto dalla sorgente luminosa
B)
alla forma del punto.
C)
all’inclinazione della superficie rispetto alla direzione del raggio.
D)
all’intensità della sorgente luminosa.
E)
Nessuna delle precedenti
173 . Una delle regole semplificate della tecnica dei chiaroscuri prevede che tutti i punti di una superficie piana sono considerati equidistanti dalla sorgente.
A)
VERO
B)
FALSO
C)
il chiaro‐scuro non è rappresentabile in disegno
D)
non è possibile applicare alcuna regtola semplificata
E)
Nessuna delle precedenti
174 . Una delle regole semplificate della tecnica dei chiaroscuri prevede che i punti di una superficie cilindrica sono più luminosi quando la perpendicolare alla superficie si allontana alla direzione del raggio luminoso.
A)
VERO
B)
FALSO
C)
il chiaro‐scuro non è rappresentabile in disegno
D)
non è possibile applicare alcuna regtola semplificata
E)
Nessuna delle precedenti
175 . Una delle regole semplificate della tecnica dei chiaroscuri prevede che le diverse intensità di illuminazione per le superfici più chiare si indicano con tratteggi tanto più densi quanto maggiore è l’illuminamento.
A)
VERO
B)
FALSO
C)
il chiaro‐scuro non è rappresentabile in disegno
D)
non è possibile applicare alcuna regtola semplificata
E)
Nessuna delle precedenti
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176 . Una delle regole semplificate della tecnica dei chiaroscuri prevede che le ombre proprie o riportate sono delimitate con linea separatrice d’ombra ed evidenziate con linee più fitte.
A)
VERO
B)
FALSO
C)
il chiaro‐scuro non è rappresentabile in disegno
D)
non è possibile applicare alcuna regtola semplificata
E)
Nessuna delle precedenti
177 . Il rame si trova in natura:
A)
Solo sotto forma di composti
B)
Solo come metallo puro
C)
Come metallo allo stato liquido o in soluzione
D)
Puro oppure sotto forma di composti
E)
Nessuna delle precedenti
178 . Il bronzo è una lega:
A)
rame ‐ stagno
B)
rame ‐ zinco
C)
rame ‐ alluminio
D)
rame ‐ magnesio
E)
Nessuna delle precedenti
179 . L’alluminio si trova in natura:
A)
principalmente come ossido (bauxite)
B)
solo come metallo puro misto a sali minerali
C)
come metallo allo stato liquido o in soluzione
D)
soltanto come metallo puro sotto forma di pepite
E)
Nessuna delle precedenti
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180 . Le leghe di alluminio: A)
si ottengono a temperature molto elevate
B)
sono dette leggere perché hanno massa volumica bassa
C)
hanno resistenza meccanica paragonabile a quella dell’acciaio
D)
sono dette pesanti perché hanno massa volumica elevata
E)
Nessuna delle precedenti
181 . Il legno è un materiale:
A)
presente in naturale sotto forma di minerali, soprattutto ossidi di legno.
B)
ricavato dai tronchi degli alberi ed è caratterizzato buon rapporto resistenza peso C)
diffusamente utilizzato in ambienti con pericolo di incendio perché non è combustibile
D)
che sostituisce, generalmente l’acciaio, per le sue ottime caratteristiche di resistenza meccanica
E)
Nessuna delle precedenti
182 . I truciolati sono:
A)
pannelli costituiti da scaglie di legno sfibrate e impastate con resine sintetiche
B)
sottili pannelli incollati l’uno sull’altro, sotto pressione, con le fibre incrociate.
C)
D)
costituiti da due pannelli esterni e da un’anima in listelli di legno. listelli e pannelli sono sistemati in modo che le loro fibre siano incrociate
ottenuti da un impasto di schegge di legno, segatura e resine sintetiche
E)
e) tavole di modesto spessore incollate con le fibre incrociate
183 . I paniforti sono:
A)
pannelli costituiti da scaglie di legno sfibrate e impastate con resine sintetiche
B)
sottili pannelli incollati l’uno sull’altro, sotto pressione, con le fibre incrociate.
C)
D)
costituiti da due pannelli esterni e da un’anima in listelli di legno. listelli e pannelli sono sistemati in modo che le loro fibre siano incrociate
ottenuti da un impasto di schegge di legno, segatura e resine sintetiche
E)
e) tavole di modesto spessore incollate con le fibre incrociate
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184 . Le fibre di legno sono:
A)
pannelli costituiti da scaglie di legno sfibrate e impastate con resine sintetiche
B)
sottili pannelli incollati l’uno sull’altro, sotto pressione, con le fibre incrociate.
C)
D)
costituiti da due pannelli esterni e da un’anima in listelli di legno. listelli e pannelli sono sistemati in modo che le loro fibre siano incrociate
ottenuti da un impasto di schegge di legno, segatura e resine sintetiche
E)
e) tavole di modesto spessore incollate con le fibre incrociate
185 . I compensati sono:
A)
pannelli costituiti da scaglie di legno sfibrate e impastate con resine sintetiche
B)
sottili pannelli incollati l’uno sull’altro, sotto pressione, con le fibre incrociate.
C)
D)
costituiti da due pannelli esterni e da un’anima in listelli di legno. listelli e pannelli sono sistemati in modo che le loro fibre siano incrociate
ottenuti da un impasto di schegge di legno, segatura e resine sintetiche
E)
e) tavole di modesto spessore incollate con le fibre incrociate
186 . Le matterie plastiche sono:
A)
prodotti ottenuti per riduzione di minerali metallici a temperatura molto elevata
B)
sono materiali che trasformano ad una temperatura prossima a quella dello zero assoluto
C)
prodotti artificiali a struttura macromolecolare
D)
materiali caratterizzati da alto allungamento e rapido ritorno
E)
Nessuna delle precedenti
187 . Le resine sono:
A)
prodotti ottenuti per riduzione di minerali metallici a temperatura molto elevata
B)
sono materiali che trasformano ad una temperatura prossima a quella dello zero assoluto
C)
sostanze costituite da molecole grandi composti essenzialmente da carbonio ed idrogeno
D)
materiali caratterizzati da alto allungamento e rapido ritorno
E)
Nessuna delle precedenti
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188 . I materiali termoplastiche sono:
A)
durante il processo di lavorazione la struttura chimica si modifica e per questo il processo è ripetibile
B)
materie plastiche che indurendo si trasformano in una massa insolubile ed infusibile
C)
durante il processo di lavorazione la struttura chimica non si modifica e per questo il processo è ripetibile
D)
materie plastiche che indurendo si trasformano in una massa solubile e fusibile
E)
Nessuna delle precedenti
189 . I materiali termoindurenti sono:
A)
durante il processo di lavorazione la struttura chimica si modifica e per questo il processo è ripetibile
B)
materie plastiche che indurendo si trasformano in una massa insolubile ed infusibile
C)
durante il processo di lavorazione la struttura chimica non si modifica e per questo il processo è ripetibile
D)
materie plastiche che indurendo si trasformano in una massa solubile e fusibile
E)
Nessuna delle precedenti
190 . Le gomme sono:
A)
prodotti ottenuti per riduzione di minerali metallici a temperatura molto elevata
B)
sono materiali che trasformano ad una temperatura prossima a quella dello zero assoluto
C)
sostanze costituite da molecole grandi composti essenzialmente da carbonio ed idrogeno
D)
prodotti artificiali a struttura macromolecolare
E)
e) materiali caratterizzati da alto allungamento e rapido ritorno
191 . I materiali compositi sono:
A)
materiali che trasformano ad una temperatura prossima a quella dello zero assoluto
B)
C)
materiali caratterizzati da una struttura non compatta costituita da due o più sostanze separate con caratteristiche differenti
sostanze costituite da molecole grandi composti essenzialmente da carbonio ed idrogeno
D)
prodotti artificiali a struttura macromolecolare
E)
e) materiali caratterizzati da alto allungamento e rapido ritorno
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192 . I materiali conduttori:
A)
si magnetizzano in presenza di un campo magnetico
B)
offrono una bassa resistenza al passaggio della corrente elettrica
C)
non si magnetizzano in presenza di un campo magnetico
D)
offrono una elevatissima resistenza al passaggio della corrente elettrica
E)
Nessuna delle precedenti
193 . I materiali isolanti o dielettrici:
A)
si magnetizzano in presenza di un campo magnetico
B)
offrono una bassa resistenza al passaggio della corrente elettrica
C)
non si magnetizzano in presenza di un campo magnetico
D)
offrono una elevatissima resistenza al passaggio della corrente elettrica
E)
Nessuna delle precedenti
194 . I materiali ferromagnetici:
A)
si magnetizzano in presenza di un campo magnetico
B)
offrono una bassa resistenza al passaggio della corrente elettrica
C)
non si magnetizzano in presenza di un campo magnetico
D)
offrono una elevatissima resistenza al passaggio della corrente elettrica
E)
Nessuna delle precedenti
195 . I materiali diamagnetici:
A)
si magnetizzano in presenza di un campo magnetico
B)
offrono una bassa resistenza al passaggio della corrente elettrica
C)
non si magnetizzano in presenza di un campo magnetico
D)
offrono una elevatissima resistenza al passaggio della corrente elettrica
E)
Nessuna delle precedenti
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196 . Il marmo:
A)
è’ una sostanza minerale artificiale costituita da una miscela di argilla, roccia e gesso
B)
e’ una roccia metamorfica caratterizzata da colori e venature di alto valore commerciale ed estetico
C)
e’ un impasto di cemento con acqua, sabbia e ghiaia
D)
e’ un prodotto ottenuto per cottura di un impasto di acqua con argilla e sabbia
E)
Nessuna delle precedenti
197 . I laterizio:
A)
è’ una sostanza minerale artificiale costituita da una miscela di argilla, roccia e gesso
B)
e’ una roccia metamorfica caratterizzata da colori e venature di alto valore commerciale ed estetico
C)
e’ un impasto di cemento con acqua, sabbia e ghiaia
D)
e’ un prodotto ottenuto per cottura di un impasto di acqua con argilla e sabbia
E)
Nessuna delle precedenti
198 . Il cemento:
A)
è’ una sostanza minerale artificiale costituita da una miscela di argilla, roccia e gesso
B)
e’ una roccia metamorfica caratterizzata da colori e venature di alto valore commerciale ed estetico
C)
e’ un impasto di cemento con acqua, sabbia e ghiaia
D)
e’ un prodotto ottenuto per cottura di un impasto di acqua con argilla e sabbia
E)
Nessuna delle precedenti
199 . Il calcestruzzo.
A)
è’ una sostanza minerale artificiale costituita da una miscela di argilla, roccia e gesso
B)
e’ una roccia metamorfica caratterizzata da colori e venature di alto valore commerciale ed estetico
C)
e’ un impasto di cemento con acqua, sabbia e ghiaia
D)
e’ un prodotto ottenuto per cottura di un impasto di acqua con argilla e sabbia
E)
Nessuna delle precedenti
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200 . La fig. 33 mostra la lampada Melancolía di Santa&Cole (2005) che propone la geometria di un poliedro. Quale delle 5 figure numerate costituisce il corretto sviluppo geometrico del paralume della lampada?
A)
Figura 2
B)
Figura 5
C)
Figura 4
D)
Figura 3
E)
Figura 1
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