Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale -70% - CN/RE - Trimestrale del Credito Cooperativo Reggiano Anno 2013
il giornale della banca
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2014
DICEMBRE 2013
La Famiglia e il ruolo
sociale della Banca di
Credito Cooperativo
L’editoriale del Presidente
Carlo Maffei
a pag. 4
CCR News Il giornale della Banca
Periodico trimestrale di informazione reggiano
Autorizzazione del Tribunale
di Reggio Emilia N. 2098/2011
Proprietario/Editore:
Credito Cooperativo Reggiano via Prediera, 2a
S. Giovanni di Q.la – Viano (RE)
Redazione presso la sede di Scandiano
Via Pellegrini, 16 - Scandiano (RE)
Tel 0522 764711 - Fax 0522 859390
[email protected]
Lascia un segno - ONLUS
Direttore responsabile:
Michele Campani
Coordinamento editoriale:
Piergiorgio Munarini
16
Capo redazione:
Giulia Sacchi
Economia
Sommario
Assistenti redazione:
Luca Marconi, Fabrizio Regnani
Fotografie:
James Bragazzi, Virginio Spalanzani,
Paola Morini, Pietro Margini,
Foto Studio Artioli
Progetto grafico e impaginazione:
Partner Comunicazione e Marketing
Stampa:
Grafiche Pioppi – Scandiano (RE)
6
Imprese e mercati
4 Editoriale del Presidente
5 Il nostro impegno per il territorio nonostante la crisi
6 In arrivo il nuovo sistema dei controlli interni
7 Essere soci del Credito Cooperativo Reggiano
Focus on
Riproduzione vietata senza
l’autorizzazione in forma scritta dell’editore.
NUMERO 6 – DICEMBRE 2013
Il personaggio del mese
10 Enrico Ganassi
L’azienda del mese
12 Macelleria Rivi di Casalgrande
10
Attualità
14 Il Decreto del Fare e le nuove imprese a tasso zero
16 Lascia un segno - ONLUS
Arte e cultura
18 Le mille luci di Nemesio Crotti
20 San Genesio e il suo violino
18
Spazio giovani
24 Scuola e Futuro Quale scelta?
25 È LEGOMANIA ...con Riccardo Zangelmi
Area techno
26 CCR è pronto per gli m-payments e presenta la nuova soluzione
M-pos con nuovo terminale iCMP Ingenico
25
Spazio soci
28 Progetto Leonardo
29 Una zucca ..cosi’!
Eventi
32
30 Vola che … ti passa!!!
32 Più … uva per tutti!!!
33 50a Festa della castagna di Marola
34 Alla DEE-JAY TEN di Milano...
CCR Cuor di Leone non poteva mancare!
35 CCR Cuor di Leone.... sempre più “giramondo”!
il giornale della banca
Economia Imprese e mercati
Editoriale
Carlo Maffei
Presidente CCR
Il nostro impegno
per il territorio
oltre la crisi
La Famiglia e il ruolo
sociale della Banca di
Credito Cooperativo
C’è un soggetto che è il vero lievito delle risorse morali della nostra nazione, complessa e contraddittoria, e di un territorio come quello reggiano ricchissimo di testimonianze semplici di coerenza e di tenacia: la Famiglia.
Si tende a pensare che le virtù sociali siano riflesso di quelle personali. In realtà tale
automatismo non esiste. Le virtù sociali poggiano sulle virtù personali che stanno su
un piano superiore. Se considerati individualmente, due genitori possono essere brave
persone, ma non è detto che il clima della loro famiglia sia buono. La famiglia è, dunque, una relazione e non un aggregato di individui che stanno insieme solo per convenzione. Essa è il vero fermento della identità culturale e il sostegno di chi in mille modi
lavora, produce e produrrà valore economico. Il nostro Paese ha bisogno di mettere
di nuovo la famiglia al centro della vita privata e sociale, con un occhio di riguardo ai
giovani che devono essere messi nelle condizioni di progettare per tempo la loro vita
e formare una famiglia, a prescindere dalla forma che essa assumerà. Il problema è
che oggigiorno tante famiglie sono schiacciate dalle difficoltà, vivono male sia la dimensione relazionale che quella pratica, hanno bisogno di ritrovarsi e di riprendere le
energie per non fermarsi ai lati della strada. Le banche mutualistiche come la nostra,
che all’art 2 dello statuto richiamano ai valori dell’insegnamento sociale, hanno la responsabilità di raggiungere le teste e i cuori delle famiglie e mostrare loro la propria
vicinanza responsabile e il proprio vigile sostegno. La nostra Carta dei Valori ci impone
da sempre di essere motore della educazione finanziaria e del risparmio del territorio,
mentre solo oggi e da più parti si riscopre il valore essenziale di questo tipo di formazione come antidoto all’attuale crisi. Infatti, se gli investitori fossero stati maggiormente istruiti sui rischi che correvano acquistando titoli tossici, probabilmente gli effetti
nefasti che oggi continuiamo a subire sarebbero stati molto minori e forse cessati.
Nella sua Caritas in Veritate, Benedetto XVI ci ha ricordato come “l’economia ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento”, richiamando di fatto quell’auto-aiuto
che ha stimolato i primi cooperatori bancari a riboccarsi le maniche e a non attendere
dall’alto le soluzioni ai problemi dei loro territori. Va quindi riconosciuto come una
visione integra, coerente e strumentale del credito e della finanza possa dare un apporto anche in termini di risultati economici e di crescita del territorio. Si tratta di quel
comportamento che Leone Wollemberg, fondatore a Loreggia, vicino a Padova nel 1883
della prima Cassa Rurale Italiana definiva “il valore economico della onestà”.
In questa complicata e faticosa fase storica, il nostro modo di fare banca, la nostra capacità di essere vicini al territorio con ascolto e formazione e il nostro vigile sostegno
sono ingredienti utili alle esigenze delle famiglie e dei giovani. Ma soprattutto il nostro
lavoro quotidiano di banca posseduta come nessun’altra dalle famiglie vere.
A tutti voi, cari soci, alle vostre famiglie e alle vostre imprese consegno il mio augurio
e quello di tutte le donne e uomini del Credito Cooperativo Reggiano per un sereno
S.Natale e un brillante 2014.
Carlo Maffei
Pierluigi
Ganapini
Direttore Generale
Si è concluso un anno, il 2013, caratterizzato da un progressivo peggioramento
della crisi economico finanziaria che ha
determinato una ulteriore riduzione del
PIL nazionale stimata nell’ 1,8%, con una
disoccupazione superiore al 12%. Tutto
questo sta causando un progressivo impoverimento delle famiglie italiane e la
chiusura di numerose piccole imprese
che rappresentano il tessuto economico
dell’Italia e, in particolare modo, del nostro territorio. Per uscire da questa crisi
è necessario che ognuno faccia la propria
parte: se la maggior parte dei cittadini la
sta già facendo occorre che chi ci governa
adotti al più presto quelle riforme oramai
improcrastinabili, quali quella del lavoro e quella fiscale, necessarie affinché le
imprese italiane ricomincino ad investire.
Condizione fondamentale per competere
sui mercati internazionali e a creare nuovi
posti di lavoro. Alcuni segnali di ripresa,
seppur minimi, si stanno manifestando in
alcuni settori come l’alimentare, con riferimento sia alla produzione che alla distribuzione dei prodotti di qualità, l’elettromedicale e il ceramico. Un settore che deve
essere certamente rivalutato e sul quale
occorre investire è quello del turismo, in
tutte le sue forme: siamo l’unico paese al
mondo ad avere, oltre alle bellezze naturali, un patrimonio culturale enorme che
non sempre siamo in grado di valorizzare.
Pur in un contesto così difficile il Credito
Cooperativo Reggiano ha continuato nel
corso del 2013 a sostenere l’economia del
territorio concedendo alle famiglie e alle
imprese nuovo credito per oltre 20 milioni
di euro, continuando nel contempo a sostenere le attività socio culturali rappresentative del nostro territorio.
Questo è stato possibile grazie anche al
rafforzamento della solidità della Banca,
che ad oggi dispone di un capitale sociale
di oltre 28,5 milioni, ed una forte compagine sociale che ha raggiunto i 6.700 soci,
un patrimonio di vigilanza di oltre 40 milioni ed un Tier 1 all’11,60, in aumento di
oltre un punto percentuale rispetto alla
fine dello scorso anno. Questa struttura
patrimoniale, unita alla significativa liquidità di cui disponiamo, pone la nostra
Banca in grado di far fronte all’attuale crisi e di continuare a sostenere anche per il
futuro l’economia del nostro territorio.
Il Presidente
il giornale della banca
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Responsabile
Servizio Controlli Interni
La crisi finanziaria ha fornito importanti conferme sul ruolo centrale che la governance
ed i sistemi dei controlli interni svolgono in
seno agli intermediari finanziari. Carenze
in tale ambito possono infatti mettere a repentaglio la sana e prudente gestione delle
banche e la stabilità del sistema finanziario. Muovendo da questa consapevolezza,
le autorità internazionali impegnate nella
revisione del quadro regolamentare hanno emanato specifiche raccomandazioni in
proposito. Il dibattito internazionale è stato
particolarmente intenso negli ultimi anni;
i documenti redatti dai vari organismi riflettono il diffuso consenso sugli effetti che
eventuali carenze nel sistema dei controlli
degli intermediari finanziari possono determinare sulla loro buona gestione e, conseguentemente, sulla loro stabilità e su quella
del sistema finanziario. In Europa la nuova
direttiva Capital Requirement Directive IV
(CRD4) ha confermato l’impianto vigente,
richiedendo alle banche di dotarsi di processi efficaci per la gestione dei rischi e di
adeguati sistemi di controllo interni, chiarendo che tali processi dovranno essere
onnicomprensivi e proporzionati alla natura, dimensione e complessità delle attività
svolte. La necessità di calare tali principi e
raccomandazioni nel quadro regolamentare nazionale, oltre che di procedere ad una
razionalizzazione delle norme esistenti, ha
indotto la Banca d’Italia alla definizione di
una nuova normativa che mira a rafforzare
la capacità delle banche di gestire i rischi e
di promuoverne la sana e prudente gestione. Le Disposizioni di vigilanza emanate
dalla Banca d’Italia sui controlli interni delle
banche e dei gruppi bancari, recependo tali
orientamenti ed allineandosi alle previsioni
della Direttiva CRD4, mirano a promuovere
il rafforzamento della capacità delle ban-
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Stefano
Vecchi
Essere soci del
Credito Cooperativo
Reggiano
Flash economia
Economia
Mario Mauro
Montecchi
In arrivo il nuovo
sistema dei
controlli interni
Vice Direttore
che di gestire i rischi aziendali. La nuova
disciplina intende inoltre razionalizzare il
quadro normativo preesistente alla luce dei
provvedimenti emanati in materia negli ultimi anni. Peraltro, interventi sul sistema dei
controlli interni comportano anche costi, legati principalmente all’esigenza di dotare le
funzioni di controllo di risorse più numerose
e più qualificate, e di modificare procedure
e processi aziendali. Nel complesso, dagli
studi effettuati, i benefici delle innovazioni
regolamentari parrebbero superare i costi
stimati: un più robusto sistema dei controlli interni sembra senz’altro contribuire alla
sana e prudente gestione delle banche ed
a una più efficace gestione dei rischi. Le
banche potranno beneficiare di un migliore allineamento del risk appetite (obiettivi
di rischio) con la gestione dei rischi, nonché di una maggiore efficienza della stessa. Sia la struttura che il funzionamento in
concreto degli organi incaricati dei controlli
interni dovrebbero registrare benefici sul
piano della completezza, efficienza ed efficacia. La maggiore solidità degli intermediari potrà contribuire a rendere il sistema
più robusto nel suo complesso, con benefici
anche per il sistema economico. Un solido
sistema dei controlli interni rappresenta un
elemento indispensabile per consentire agli
intermediari finanziari il perseguimento di
molteplici finalità: efficacia ed efficienza dei
processi aziendali, adeguato controllo dei
rischi, affidabilità e sicurezza delle informazioni aziendali e delle procedure informatiche, conformità delle operazioni con la legge e la normativa di vigilanza, nonché con le
politiche, i regolamenti e le procedure interne, protezione dalle perdite e, in ultima analisi, salvaguardia del valore delle attività.
Il valore di essere socio
I soci sono il primo patrimonio della BCC essendo, allo stesso tempo, i proprietari dell’azienda (e come tali ne
stabiliscono l’indirizzo strategico), gli amministratori (e come tali sono responsabili della gestione), i primi clienti e
dunque colonna dell’operatività.
Perché diventare socio
Per capire “perché” è bello essere soci della Banca di Credito Cooperativo, dobbiamo fare un passo indietro nel
tempo e conoscerne, anche se a grandi linee, la storia. Il Credito Cooperativo, attraverso le prime Casse Rurali, ha
fatto il suo ingresso in Italia alla fine del 1800 ed ha rappresentato la prima reale opportunità per la gente comune
di utilizzare i servizi finanziari. Per tutto il 1900 il Credito Cooperativo ha permesso a milioni di operai, di piccoli imprenditori – artigiani, agricoltori, professionisti e alle loro famiglie di ricevere fiducia, ottenere il credito e migliorare
la propria condizione di vita, consentendo loro di costruire le proprie aspirazioni, far crescere le comunità locali e
quindi un paese intero. Essere socio della Banca di Credito Cooperativo vuol dire partecipare attivamente, e in prima
persona, al miglioramento della situazione socio-economica della realtà locale in cui viviamo. Il socio rappresenta
la ragione per la quale la Banca di Credito Cooperativo esiste, e lo scopo della Banca di Credito Cooperativo, pur attraverso le regole che comunque devono essere rispettate, è quello di rispondere alle esigenze finanziarie del socio.
La Banca di Credito Cooperativo opera esclusivamente nel territorio della sua gente ed esclusivamente per la sua
gente. Il profitto raggiunto dalla Banca di Credito Cooperativo è lo strumento necessario per progredire e migliorare
i rapporti con la sua gente, non il fine.
Centralità del socio
Il Credito Cooperativo Reggiano punta sulla solidità del rapporto tra banca e socio e sulla reciprocità delle relazioni
tra i soci stessi, fattori che permettono alla nostra banca locale di mantenere rapporti saldi, diretti e trasparenti con
il territorio. Altrettanto importante è sottolineare che la valorizzazione del Socio, quella dei Clienti del Territorio e
del far banca raccogliendo ed impiegando il denaro solo sulle nostre piazze di riferimento, costituiscono un importante strumento strategico e di differenziazione della BCC dal resto del sistema bancario. I soci sono considerati un
particolare canale di comunicazione e di sviluppo: una sorta di promotore della BCC sul territorio di residenza.
I vantaggi di essere socio
Le agevolazioni e i benefici di cui i soci si avvantaggiano sono di natura bancaria ed extrabancaria, non tutti sono
per tale ragione monetizzabili, anche se hanno un indubbio valore anche sul piano economico. Tra i vantaggi riservati ai soci del Credito Cooperativo Reggiano si ricordano, in modo particolare, i seguenti:
• “Conto Socio” con condizioni e servizi gratuiti
• Polizza Responsabilità civile verso terzi gratuita (copertura assicurativa fino a Euro 250.000,00)
• Convenzione Nuova Mutua Sanità (tra i principali benefit: medico d’urgenza e assistenza domiciliare 24 ore su 24;
convenzioni specialistiche ed ospedaliere; nuovi servizi socio-assistenziali e domiciliari)
• Convenzioni per le visite specialistiche e iniziative promozionali mensili presso il CTR di Reggio Emilia
• Finanziamenti salute (spese mediche) a tassi agevolati
• Sconto 50 %: sulle commissioni per l’istruttoria sui mutui
• Sconto 50%: sui viaggi vacanze fino a 4 persone tramite Holiday Shopping Card
• Azzeramento commissioni di ingresso sugli investimenti in fondi (Pac, Pic )
• Invio quadrimestrale magazine CCRNEWS per essere sempre aggiornati sul mondo della banca e sulle
iniziative dedicate ai Soci
NEWS
Dal mese di gennaio 2104, tutti i Soci potranno godere dei benefici di una nuova iniziativa
che li coinvolgerà in maniera bivalente, come promotori e beneficiari di offerte, promozioni e scontistiche loro riservate. Un modo per offrire visibilità alle attività economiche del
Territorio e, al contempo, poter fruire di agevolazioni attraverso gli strumenti che la nostra
Banca mette a loro disposizione. Troverete presto, sul nostro sito internet (www.ccr.bcc.it)
e in Filiale, tutto il materiale per comprendere le grandi potenzialità della nuova campagna
“tagliata su misura” per i nostri Soci.
il giornale della banca
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“Dante entra nella selva oscura”
olio su tela 95x100 cm
Enrico Ganassi
Nel corso degli anni come si è evoluta la vena artistica?
Terminata la scuola ho smesso di dipingere, non avevo più stimoli. A 22 anni mi ammalai, presi una forte bronchite asmatica
che mi costrinse in casa. In quel periodo riuscii ad addomesticare un gheppio. Proprio durante la convalescenza, mi ritrovavo
ad osservarlo, quasi pareva fosse preoccupato per la mia salute. In quei giorni ricominciai a esercitarmi, ricominciando a
ritrarre il mio amico falco e, da allora, non ho ancora smesso di dipingere! Ho lavorato per ventidue anni all’ Ospedale Psichiatrico San Lazzaro: lì ho visto e vissuto in prima persona i gironi infernali. Era una realtà che si può assimilare tranquillamente
all’Inferno dantesco e proprio in quel periodo è nata in me la passione per l’opera, manifestatasi, tuttavia, dal punto di vista
artistico ben più tardi nel tempo. Nel frattempo dipingevo quadri “classici”: paesaggi dei miei luoghi, casolari, rustici, ecc.
Il personaggio del mese
L’intervista
Enrico, dove nasce la voglia di dipingere?
Nasce già alle elementari. Un giorno disegnai un uccellino per la mia maestra. Il suo
stupore fu tale da spronarmi nel farne altri:
dalla mia matita uscivano variopinti cardellini, fringuelli, verdoni. Da quel giorno
è iniziato il mio percorso. E a dir il vero…
ho sempre preferito il disegno alla matematica!
E il baratro, come nasce?
Un giorno, trovandomi lungo il Tresinaro intento nel dipingere, immerso in un’atmosfera rarefatta, osservando i piumini che
cadevano dai pioppi, notai che l’acqua del fiume non era più limpida e i pesci stessi parevano impazziti. La mente è ritornata
d’un tratto alla mia infanzia, quando l’ acqua pulita e le rondini riempivano i cieli; in quel preciso momento ho realizzato che non
c’erano più e anche l’ acqua non era più pura! Preoccupato e preso dall’ impeto, che contraddistingue il mio carattere un po’
impulsivo, ho tracciato sulla tela questa linea spezzata. La linea rappresenta la mia infanzia, un’infanzia che non ritrovavo più,
poiché interrotta e sporcata dall’inquinamento e dalla mano dell’ uomo che sta distruggendo tutto. Attraverso le mie opere invito
l’uomo a riflettere sulle barbarie che sta compiendo contro il nostro pianeta; stiamo oltrepassando il baratro con la perdita dei
valori fondamentali e ci avviciniamo pericolosamente all’autodistruzione. Ma la speranza e il positivo non manca in ogni mio quadro. Tre sono gli elementi positivi ricorrenti: il sole, il mondo nuovo e il gabbiano che simboleggia la libertà. Per circa vent’anni
anni, questa è stata la mia cifra creativa.
Poi cosa è successo?
Mi sono dedicato alle letture sacre, per capire cosa ci fosse oltre il baratro. Ho scoperto l’Apocalisse, che mi ha permesso di superare il baratro grazie alla Celeste Gerusalemme. Per 7 anni l’ ho letta, riletta, studiata e appresa. Nel 1991 ho esposto la serie
di opere dedicate all’Apocalisse nella sala comunale dell’ isolato San Rocco di Reggio. Una mostra che, col passare del tempo, ha
accolto sempre più visitatori. Tanto che l’sssessore alla cultura Barbati ha prolungato la mostra per il crescente interessamento
della gente.
….un successo enorme!
Sì, un grande successo di pubblico, alimentato anche dall’ interessamento dei media locali, che è stato di tale intensità da
portarmi notorietà anche oltre confine. Sono iniziati ad arrivare inviti per esporre in Svizzera e Ungheria. Tuttavia si è mostrato
ben presto il rovescio della medaglia: la ricerca e gli studi approfonditi sull’Apocalisse mi ha assorbito così tante energie da
riuscire a “prosciugare” il mio entusiasmo artistico per oltre un anno.
Il successo l’ha portata all’ Armageddon?
Quasi...ma proprio come avvenuto per il baratro, la voglia di comprendere e di andare oltre mi hanno permesso di ripartire.
Ho scagliato la mia rabbia su una tela, le macchie di colore hanno dato il via alla nuova corrente creativa: il caos. Rappresento
il mio caos interiore e quello della società.
….all’ inferno e ritorno?
Esatto! Benigni con la Divina Commedia e la sua interpretazione dell’ Inferno mi offre nuove suggestioni!
E qui riemerge l’ esperienza di lavoro all’ Ospedale Psichiatrico San Lazzaro...
Infatti… anche se ancora non sapevo quanto in realtà avrebbe influito sulla mia nuova corrente artistica, ho rappresentato il
cantico dell’Inferno in 38 differenti quadri.
Qual è l’ opera cui è più affezionato?
Sicuramente Dante che entra nella selva oscura, la mia opera più espressiva e sentita. Letteralmente la “selva oscura” è un
bosco; nel mio sentire così raffigurata, poiché simboleggia i pensieri di Dante e le sue più recondite paure.
Qual è il ruolo della famiglia per lei?
Il perno fondamentale della mia vita, anche per la mia personale ricerca artistica.
Cristian
Silvestri
Ci troviamo in compagnia di uno degli artisti più eclettici delle nostre zone, Enrico Ganassi.
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L’ ultimo progetto a cui sta lavorando?
Esporre la Divina Commedia in una prestigiosa città in cui Dante abbia vissuto e offerto il suo contributo.
Quali altri capolavori per il futuro?
Uscito dalle tenebre infernali, dopo quattro anni ho cambiato radicalmente il colore. Ora c’ è una luce nuova che mi attraversa.
Sto seguendo le stelle di Dante “Il ciclo dei sentieri dell’Anima”. Un’anima ritrovata, solare e pura. Dopo essere rimasto immerso
nelle tonalità scure delle sofferenze infernali, ecco arrivare la luce di una nuova ricerca interiore. Sai qual è il mio più grande
desiderio? … lasciare questa vita dipingendo.
il giornale della banca
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L’azienda del mese
Macelleria Rivi Casalgrande
Marco
Landini
L’intervista
Direttore Filiale
di Casalgrande
Claudio, la famiglia Rivi ha dato vita e impulso a una delle più note macellerie
della zona, ci racconti com’è nata quest’avventura…
L’attività è iniziata nel 1928 col nonno Livio, tramandata poi per tre generazioni e
sempre gestita a livello famigliare. La Macelleria Rivi nasce in centro a Casalgrande e si trova in Via Botte al civico 2: è un ampio locale che gestisco con la collaborazione di mia moglie Luisa e di due efficienti dipendenti.
Con l’avvento della tecnologia sono cambiate tante cose... anche nella vendita del
suo prodotto?
Da 41 anni mi confronto e osservo la clientela “da dietro il bancone”; in questi ultimi
anni mi sento di affermare che il modo di vendere carne è cambiato radicalmente.
La gente è più preparata, anche in virtu’ dei nuovi mezzi di comunicazione; la maggiore cultura porta il cliente a essere più esigente e ad avere maggiori riferimenti di
confronto e dialogo sulla materia culinaria…..questo aspetto mi offre nuovi spunti
e stimoli, così come cresce la soddisfazione nel pre e post vendita di prodotti come
i nostri, perché un cliente che torna soddisfatto e ci racconta com’è andata è per
noi motivo di orgoglio. Inoltre, trovo che i tempi moderni, così compressi e concitati
rispetto anche solo a qualche decennio fa, abbiano reso i clienti più predisposti ad
acquistare cibi pronti e già preparati.
Ascoltandola nel racconto della sua esperienza lavorativa e di vita traspare chiaramente l’attaccamento al lavoro e alla famiglia...cos’e’ oggi motivo di soddisfazione?
Sicuramente la soddisfazione è a mille quando la preparazione dei nostri prodotti gastronomici
ha successo e si è riconosciuti anche dalla clientela al di fuori del paese di Casalgrande. Salsiccia e cotechino sono da ottant’anni anni il nostro prodotto di punta. E dalle suggestioni dei viaggi
con mia moglie è nato da qualche tempo un prodotto che sta riscuotendo un buon successo di
pubblico che è la succulenta carne argentina detta “picaña” ...non faccio in tempo a prepararla
che è già venduta!!
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Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di lavorare tutto il giorno con sua moglie al fianco?
Sono 31 anni di matrimonio con Luisa…e non riesco a trovare altro che positività nel lavorare spalla a spalla. E’ stato vincente
il fatto che sin dall’inizio abbiamo ben suddiviso gli incarichi; mia moglie gestisce il confezionamento e il banco dal salume,
mentre io mi occupo del resto. E in negozio c’è anche mio padre, Rivi Remo che, a 82 anni, è ancora in regola e non passa
giorno senza prendere in mano un coltello!
Se le dico crisi…? Ne state risentendo e quali le misure per farvi fronte?
Sicuramente in questo momento si fa più fatica a vendere per mancanza di liquidità. Non posso che ritenermi soddisfatto,
perché negli anni mi sono ritagliato una clientela fidelizzata che viene costantemente in negozio e non mi ha mai abbandonato, riconoscendo la qualità del mio prodotto anche in questo periodo di crisi generalizzata.
Quali sono i principi e i fattori di successo di un’attivita’ come la sua che vanta oltre 80 anni di storia?
La qualità del prodotto che si unisce al piacere di aprire la bottega tutti i giorni. Da non dimenticare poi la passione, l’impegno
e l’attenzione ai particolari sia nel negozio che verso i miei collaboratori: li voglio vedere col sorriso. Ricordo sempre loro:
“non conta quanto ci impiegate nello svolgere un compito, ciò che conta è che lo facciate bene, al vostro meglio”. Eppoi come
non dire che siamo una macelleria che lavora per e con il territorio. Proprio come voi…una macelleria e una banca… a km
zero!
Quali sono i progetti futuri della famiglia Rivi?
Visto il momento di incertezza, per il momento l’obiettivo cui miriamo con determinazione è quello di continuare a mantenere un alto livello qualitativo del prodotto e una clientela altamente fidelizzata.
C’e’ qualcosa che rimpiange o che avrebbe voluto fare nella sua bottega?
Tribolare meno per gestire l’attività…! Ma questo rimpianto scompare, se penso a quanto di bello siamo riusciti a costruire
insieme con la mia famiglia!
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Il Decreto del Fare
e le nuove imprese
a tasso zero
Gian Paolo
Brigati
Continua anche sulle pagine del nostro
magazine la collaborazione col nostro
Socio Rag. Gian Paolo Brigati che in questa occasione ci illustrerà le peculiarità del Decreto
del Fare applicato alle start-up d’impresa.
CSA Centro Servizi
Aziendali Rubiera
Addio sostegno all’Autoimprenditorialità. Al
suo posto arriverà una nuova agevolazione,
denominata «Nuove Imprese a tasso zero».
La buona notizia è che sarà per giovani e
donne di tutta Italia; la cattiva è che non
ci saranno più contributi a fondo perduto,
ma solo finanziamenti a tasso agevolato.
Il nuovo Decreto del Fare ha modificato, a
favore dei giovani che operano investimenti, i contributi a fondo perduto, che vengono
cosi eliminati, ma ha istituito finanziamenti
a tasso agevolato. Il nuovo Decreto prevede
nuovi incentivi alle imprese che investono.
La nuova agevolazione si chiama “Nuove
imprese a tasso zero”, dedicata ai giovani e
alla popolazione femminile italiana. Il nuovo
testo del Decreto segna l’abolizione dell’incentivo gestito da Invitalia. Il Decreto del
Fare Bis comprende: l’autoimpiego e relative misure agevolanti per il lavoro autonomo come ditta individuale per investimenti
massimi di 25.823 euro, per micro-impresa
come società di individui, per investimenti
non oltre i 129.144 euro, e franchising per
ditta individuale o società, stipulati con Franchisor accreditati. La nuova agevolazione
è valida per l’intero territorio nazionale,
precedentemente invece l’autoimprenditorialità era ristretta al Mezzogiorno e ad altre
poche zone rilevate con la Carta degli aiuti
di stato a finalità regionale del 2007/13 e dal
Decreto del Ministero del Lavoro risalente
al 14 marzo 1995. A tutti i beneficiari verranno concessi mutui agevolati per gli investimenti, a tasso zero, da restituire in un
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Dolci auguri
per le vostre feste!
Non mancate di venirci a trovare in filiale per ritirare un dolce dono
da parte nostra, che già avete avuto modo di apprezzare nella sua
artigianale bontà lo scorso anno, con l’augurio che possiate trascorrere delle giornate serene assieme alle persone a voi care.
Buone feste!
lasso di tempo massimo di otto anni, sino a
un massimale del 75% della spesa ammessa a finanziamento. Questi mutui, recita il
Decreto: “potranno essere assistiti dalle
garanzie previste dal codice civile e da privilegio speciale, acquisibili nell’ambito degli
investimenti da realizzare”. L’agevolazione
modificata era rivolta esclusivamente a imprese composte da soci e da giovani di età
compresa tra i 18 e i 35 anni, atte alla creazione di nuove società o per l’ampliamento
di società già esistenti. L’incentivo “Nuove
imprese a tasso zero”, è invece stato pensato per le nuove attività ed ha maggiore definizione. Sono ammesse le imprese con non
più di sei mesi di vita alla data di presentazione della domanda di sostegno e a piccole
dimensioni, societarie ma non cooperative,
e composta, in maggioranza assoluta e di
quote partecipazione, da individui tra 18 e
35 anni, e come già detto da donne. Vengono
accettati inoltre finanziamenti di maggiore
importo a favore di: produzione di beni artigianali e industriali, forniture di servizi a favore delle imprese appartenenti a qualsiasi
settore, ad esempio dei beni culturali, del
turismo, della manutenzione di opere civili
e industriali, nell’innovazione tecnologica
e nella tutela ambientale. Sono invece categoricamente escluse dall’agevolazione la
pesca, la produzione di prodotti agricoli e il
comparto carbonifero.
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Lascia un segno - ONLUS
Intervista con Paolo Trevisi, presidente dell’associazione “Lascia un segno-Onlus” di Casalgrande
Qual è lo scopo della vostra associazione?
L’associazione “Lascia un Segno-onlus” ha cercato, da dieci anni a questa parte, di sensibilizzare ed informare la cittadinanza con incontri pubblici, con studenti, pubblicando libri, dvd,
organizzando mostre fotografiche, eventi teatrali e concerti.
La collaborazione con le scuole, in particolare con quelle del comune di Casalgrande, è sempre stata alla base della formazione offerta per consentire l’approfondimento delle problematiche legate allo sviluppo sostenibile ed alla solidarietà tra i popoli.
Avete in corso collaborazioni con Enti ed Istituzioni reggiane?
Ricordiamo che l’assessorato all’associazionismo, sport e volontariato del Comune di
Casalgrande ha attivato una collaborazione
con il Centro Missionario Diocesano di Reggio
Emilia al fine di offrire ai giovani di Casalgrande un’opportunità di incontro con persone,
culture e luoghi diversi. Si è proposto pertanto un periodo da trascorrere nelle missioni in
Brasile-stato di Bahia. E’ stata fatta questa
scelta in quanto il comune di Casalgrande ha
firmato, da oltre 15 anni, un patto di amicizia
con la città di Utinga (stato di Bahia in Brasile).
In Brasile, sono stati costruiti in questi anni una scuola materna, una scuola media, un centro
di recupero per ragazzi di strada con il progetto “Nao sei mas quero!”, un centro per anziani;
ultimamente si stanno dando risposte in merito al grave problema dell’acqua potabile soprattutto per gli abitanti delle campagne. Ad oggi sono state costruite quasi 500 cisterne per la
raccolta di acqua piovana dai tetti delle case per fini alimentari.
Per valorizzare al meglio l’esperienza in Brasile, diventa indispensabile prepararsi partecipando attivamente e costantemente alla formazione che si svilupperà dalla primavera all’estate di
ogni anno, con incontri per lo studio della lingua portoghese, cenni sulle missioni e sui progetti
dove saranno ospiti nonché storia ed attualità del Brasile. La responsabilità del gruppo sarà
affidata ad una persona del Centro Missionario che accompagnerà e guiderà i partecipanti.
Che cos’è il “progetto cisterne”?
La diocesi di Ruy Barbosa, situata nella parte centro-orientale dello stato di Bahia in Brasile, fa
parte dell’area chiamata “semiarido nordestino” ed ha un’estensione di 25.269 chilometri quadrati (come l’Emilia Romagna). Il clima della
regione è caratterizzato dalla grande irregolarità delle precipitazioni e normalmente ogni
anno, per oltre sei mesi, non vi sono piogge
significative. La costruzione di cisterne familiari per raccogliere l’acqua piovana dal tetto
delle case, a scopi alimentari, è la soluzione
più adatta a questa realtà: infatti, l’escavazione di pozzi non sempre è resa possibile dalla
conformazione granitica del terreno e le falde
acquifere del sottosuolo, inoltre, sono spesso
salate.
Molte famiglie delle zone di campagna, nei
mesi di secco, rimangono senza acqua. Le
persone e gli animali attingono alle stesse riserve costituite in tempo di pioggia, in buche scavate nel suolo a cielo aperto. L’acqua di queste ultime è molto sporca e provoca malattie anche
mortali, in modo particolare ai bambini e agli anziani. Esistono vaste riserve d’acqua nelle
grandi proprietà, ma la popolazione non può accedervi. Chi vuole avere acqua deve impiegare
16
anche mezza giornata di cammino per raggiungere sorgenti che sono spesso di pessima qualità. Le cisterne per
raccogliere l’acqua piovana sono destinate alle famiglie più povere delle comunità e laddove il problema della siccità
è più grande. Nelle comunità che beneficeranno di questo progetto saranno realizzati incontri formativi ed informativi: per garantire acqua sufficiente e di buona qualità nei 6/9 mesi in cui normalmente non piove, per garantire alle
comunità rurali della diocesi una maggiore autonomia dai ricatti politici, per arginare l’esodo dalla campagna verso
le grandi capitali (soprattutto in questo momento di recessione, vogliamo aiutare le famiglie a costruire cisterne della
capacità di 15/20.000 litri ciascuna per raccogliere l’acqua piovana dai tetti delle case a scopi alimentari ad un costo
unitario di circa 300,00 euro).
E il progetto “dancar à vida”?
“Dancar à vida” è un progetto educativo che si rivolge ad oltre un centinaio di ragazzi a rischio di abbandono scolastico e di esodo verso la città. Una prima struttura, sita ad Ipirà, è stata inaugurata da don Marco Ferrari nel 2004, la
seconda nel 2007 ad Ipirazino. In questi centri lavorano diversi educatori e personale locale stipendiato.
La collaborazione con Utinga, dove vive Enzo Bertani originario di Salvaterra, in che cosa si caratterizza?
Il progetto “Nao sei mas quero” è nato il 4 gennaio 2000 per aiutare soprattutto bambini e adolescenti di famiglie
povere con problemi di alimentazione. Attualmente i giovani che frequentano il progetto sono 120 ed hanno l’obbligo
di frequentare la scuola. Il personale stipendiato è composto da due educatori e una cuoca più un volontario e sei
giovani responsabili scelti fra i giovani stessi.
Le attività pratiche svolte durante l’anno sono: falegnameria, taglio e cucito, artigianato con riciclaggio di giornali,
serigrafia, laboratorio di informatica, scuola agricola. I giovani sono divisi in tre gruppi e ogni due o tre mesi cambiano attività.
Attualmente il progetto vive grazie ai contributi del Comune di Casalgrande, della parrocchia Santa Teresa di Scandiano, della parrocchia Madonna del Lavoro di Casalgrande e dell’associazione “Lascia un Segno” di Casalgrande.
L’obiettivo del progetto non è la produzione, ma l’apprendimento di attività pratiche e valori che un giorno potranno
essere utili nella loro vita. Vivendo e lavorando insieme crescerà in loro amicizia e solidarietà per affrontare con più
facilità le difficoltà della vita.
Quali sono i vostri attuali referenti in Brasile?
Don Marco Ferrari, nato a Sassuolo (MO) vive dal 2003 ad Ipirà (250 chilometri da Salvador)
Don Riccardo Mioni, nato a Correggio (RE) vive ed opera presso la parrocchia di Utinga
Enzo Bertani, nato a Casalgrande (RE) vive e presta la sua attività di missionario laico ad Utinga
Suor Candida Binotto, nata a Treviso (TV) vive ed opera a Salvador
IBAN
IT-63 J/08095/66240/000060110883
il giornale della banca
17
Le mille luci di Nemesio Crotti
Pittore, scrittore e storico della Resistenza
Reggiana ci racconta le sue verità.
Roberta
Ferrari
Vice Direttore
Filiale di Scandiano
L’intervista
Nemesio Crotti, scandianese nato il 9 marzo del 1925. Un irriducibile idealista, un sognatore
innamorato della vita, un artista autodidatta che inizia la sua carriera di pittore nel 1969 nella
splendida Sardegna, in un momento della sua vita estremamente difficoltoso, dopo tragici combattimenti da militante partigiano iniziati all’eta’ di 18 anni.
Crotti grande artista, grande uomo e grande sognatore…ci racconti la sua vita.
Ho combattuto come partigiano, antifascista fino ai tempi della caduta di Mussolini, ho rischiato la vita
diverse volte, affrontando situazioni difficoltose. Iniziai a combattere a soli 18 anni e fui messo a dura
prova. Nel ’54 iniziai a lavorare con mio padre nell’impresa di costruzioni “Sacea”, che mi mandò a
seguire importanti cantieri in Sardegna. Da quel momento la mia vita ebbe una svolta importante. Nel
‘60 fondai la “S.A.C.C.E.S.” cooperativa sarda bianca, su suggerimento di Antonio Segni e Francesco
Cossiga, grazie ai quali entrai nel Partito Democratico pur rimanendo comunista negli ideali perseguiti.
Dopo anni di fiorente attività, una serie di accadimenti contrastanti e dolorosi presero il sopravvento su
di me e sulla mia arte, spingendomi in una buia disperazione.
Crotti, come ha scoperto questa passione per la pittura, che le ha
permesso di conquistare molti riconoscimenti tra i quali il 1° Premio
alla Biennale di Venezia?
Proprio in Sardegna, in un momento di grande disperazione, incontrai
una giovane studiosa di Sassari Mimmina Fresu che mi incoraggiò a iniziare questa mia carriera artistica. Un importante contributo alla mia
novizia carriera fu dato dal professor Anfossi e Liliana Canu, che mi introdussero nell’ambiente artistico. La mia tecnica cambiò molto rispetto ai primi anni, si arricchì di spunti e suggestioni nuove, fino ad ottenere
un risultato che potrei definire armonico e, al contempo, impetuoso.
Qual è la componente che prevale in lei: partigiano, pittore o scrittore?
Nella sofferenza sono stato indotto a dedicarmi con passione alla pittura, le cui suggestioni mi hanno
portato a cimentarmi nella scrittura, creando sempre nuove contaminazioni tra i generi. Ma trovo che
tutte e tre le componenti facciano parte dell’uomo combattivo che sono e abbiano contribuito in medesima parte a creare il mio percorso artistico.
Come mai nelle sue opere non compare mai l’essere umano, ma principalmente paesaggi e nature
morte?
Vuoi la verita’? Non amo l’essere umano… mi ha profondamente deluso.
Crotti, nonostante questa vita travagliata e combattiva, è arrivato a festeggiare 60 anni di matrimonio
con Vittoria. Ci dica, in una parola, cosa rappresenta e cosa ha rappresentato sua moglie per lei.
Vittoria è “il pilastro della mia vita”. In termini calcistici io sono l’attaccante. Ma lei…ricopre tutti gli altri
ruoli. Una donna che mi è sempre stata a fianco anche nei momenti più duri, che mi ha sempre difeso a
denti stretti, senza mai perdere la speranza, con coraggio e dedizione.
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il giornale della banca
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San Genesio e il suo violino
Una festa secolare abbandonata da pochi anni
Nel 1653 Pellegrina Pazzi (nata Bertolini), moglie del nobile capitano Alfonso Pazzi, fece costruire a proprie spese un piccolo oratorio
con un altare dedicato a San Genesio in località Piana del Prato.
Nello stesso luogo, i parrocchiani di S. Giovanni Querciola decisero
di far costruire la nuova chiesa. A dirigere i lavori fu incaricato il
mastro edile Francesco Franzini di Ca’ Mazzoni. Nel 1673 si posero
gli altari del Rosario e di San Genesio; nel triennio 1679/’81 si portano a compimento le volte per opera di Francesco Peroni di Lugano. Era consuetudine, durante la costruzione di oratori o Chiese,
celebrare riti sacri solenni e dare inizio alla sagra del paese. Sicuramente, la sagra di S. Genesio iniziò in quegli anni. Ma chi era
questo Santo? Due santi omonimi furono martirizzati il 25 agosto.
Un Genesio stenografo (Notarius) morto e sepolto ad Arles, in Francia. Il santo venerato a S. Giovanni Querciola è senza dubbio un itaSocio CCR
liano fatto decapitare dall’imperatore Diocleziano il 25 agosto 303 e
sepolto sotto l’altare di S. Lorenzo nella chiesa di S. Sabina a Roma. San Genesio era un artista,
un mimo, un attore, e suonava deliziosamente il violino. Nell’altare fatto costruire da Pellegrina
Pazzi si può ammirare un bel giovane che mostra tra le mani il suo violino. S. Genesio fu patrono
di varie attività: nel 1902, nella canonica di S. Giovanni, venne fondata una banca, “La Cassa rurale di San Genesio”, il cui Presidente era Don Primo Maseroli, ed il Direttore Don Elia Bonini.
Nel 1961 il C.S.I. di Reggio Emilia organizzò tornei di calcetto che portavano il nome del Santo.
Attraverso la memoria degli anziani del paese abbiamo cercato di rievocare gli avvenimenti degli
anni 1920/50, quando la sagra era ancora molto sentita. Tranne il dissenziente “Belo”, che aveva
confessato al prete di non avere più l’anima perché i fascisti gliel’avevano fatta rigurgitare con
dosi massicce di olio di ricino, tutti i paesani erano molto religiosi e partecipavano ai riti solenni.
Venivano a celebrare le messe molti sacerdoti anche dalle chiese vicine, aiutati dai confratelli,
capi-famiglia, vestiti con una cotta bianca e una mantellina rossa, portando grossi ceri in mano.
Davanti al sagrato della chiesa si radunavano i mercanti. La Merope, in un grosso cestone ovale,
aveva ogni genere di mercanzia. Bertuchin aveva un cavallo, alcune gabbie e andava urlando:
Piergiorgio
Munarini
La vecchia abitazione di Peppino e Teresina Carani
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Altare di San Genesio
La bancarella di dolciumi della “Disola”
“Spose, l’onesto non chiede soldi, per un pollo o un po’ di uova vi regala dei bei
peperoni colorati”. Bachi “Panaro” esponeva le angurie. Se il tassello di prova era
rosso: “Brucia lo banco!”, se il campione era “sbiavido”, erano angurie americane
da basso prezzo. I coniugi Nani, Giulato e la Disulina arrivavano da Casina con un
carretto trainato da un cane per offrire caramelle di pomo e rotolini di liquirizia.
Davanti al bar di Peppino, Romeo Giangolini si esibiva in evoluzioni acrobatiche
con la sua Mecles. Con quella moto era entrato, primo militare italiano, ad Addis
Abeba nel 1936. San Giovanni era il centro più popoloso del comune di Viano. Nella
settimana della sagra, con l’arrivo di parenti e conoscenti, il numero triplicava. Il
macellaio Munarini di Casina faceva girare un bue grasso nelle borgate. Naturalmente si dovevano sacrificare anche numerose giovenche per accontentare tanti
affamati. Teresina Carani e la signora Zaira facevano cappelletti buonissimi, più
piccoli dell’ombelico di Venere. La maestra pasticciera Elena e la figlia Oriella sfornavano i famosi “biscioni”, dolci preparati tuttora con le ricette antiche. C’era un dilemma religioso: ai parrocchiani piacevano la musica e il ballo. A Ca’ de
Pazzi, davanti al bar di Licinio, era stato allestito un veglione, gli orchestrali dei fratelli Lumetti di Migliara. Il violinista
Elfo, magro e con lunghi capelli, andava a esercitarsi all’interno del cimitero. Per la Chiesa il ballo era peccato, perché
comprendeva l’abbraccio tra un uomo e una donna. Il santo prete aveva imposto ai parrocchiani di tenersi lontani dal
locale almeno 1,5 km. Non obbedendo a tal precetto, i parrocchiani, fu previsto un altro veglione alla Prediera con l’aggiunta di un “calcinculo”. E quando la signora Berenice volle che le sue nozze fossero allietate dal suono di un violino, si
dovette trovare un sacerdote non locale. Il santo prete, amato dai parrocchiani per le sue opere di carità, molto ligio ai
precetti della Chiesa, era preoccupato e dispiaciuto per il comportamento dei fedeli. Alcune consorelle erano convinte
che la responsabilità fosse di San Genesio e del suo violino. Una consorella molto pia aveva quindi proposto di cancellare
l’immagine del violino dalle mani del santo. Prevalse però il buon senso. Purtroppo, ad oggi, la sagra non esiste più,
poiché mancano i sacerdoti per le funzioni solenni e i paesani faticano, coi ritmi frenetici della vita attuale, a trovare il
tempo da dedicargli. Il santo sacerdote cofondatore della Casa della Carità, con la penitenza, l’umiltà e la povertà, aveva
puntato al massimo della santità. Gli è stata intestata una via ed è sepolto nella chiesa del paese, sotto un altare vicino
a San Genesio ed è venerato come un santo. I ricordi sono bellissimi, indimenticabili. San Genesio continua ad essere
presente e a sostenere tanti giovani e non giovani che amano l’arte, la pittura, la musica e la professano con impegno e
con merito. San Genesio può essere fiero e ostentare orgoglioso, sull’altare, il suo violino.
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È LEGOMANIA ...con
Riccardo Zangelmi
Francesca
Bonamassa
L’intervista
Front office
filiale di Rivalta
Il 29 ottobre si è tenuta presso l’aula magna dell’Istituto scandianese Piero Gobetti un’iniziativa organizzata per presentare
peculiarità e riflessioni legate all’attività
scolastica annuale, raccontando il rapporto tra la scuola e il territorio, anche in
relazione alle prospettive future degli studenti. Tra i relatori presenti, oltre al sindaco di Scandiano Alessio Mammi, il nostro
presidente Carlo Maffei, che ha ricordato
24
il ruolo formativo peculiare dell’Istituto
per il nostro territorio e lo stretto legame
che si è venuto a creare con noi attraverso la promozione di stages e incontri informativi capaci di offrire una esperienza
concreta e una visione reale sul mondo
del lavoro. Obiettivi, questi, che saranno
rinforzati nel 2014 con una serie di iniziative formative ad hoc per gli studenti.
Spazio giovani
Scuola e Futuro
Quale scelta?
Riccardo Zangelmi, classe 1981, nasce a Montecchio, ma da sempre vive a Reggio Emilia.
E proprio qui, alla tenera età di 6 anni, è incominciata la sua passione per i Lego. Era solo
un gioco e mai avrebbe immaginato che questo hobby infantile lo avrebbe un giorno introdotto nel mondo dell’arte. Ebbene sì, perché Riccardo, con la sua esposizione a Palazzo
Magnani insieme alle opere di Escher, si è fatto notare da importanti personaggi di fama
internazionale che operano nel campo dell’arte. Tanto che, recentemente, il quotidiano
inglese Daily Mail ha parlato di lui e della sua creazione ispirata ad un quadro di Escher.
Cosa rappresenta questa creazione e quanto tempo hai impiegato a
realizzarla?
La creazione, in esposizione all’interno della mostra “L’enigma Escher”,
è una reinterpretazione del quadro intitolato “Relativity”, realizzata con
9.000 pezzi Lego. Tra tutti i quadri ho scelto questo perché mi ha ispirato. L’idea di rappresentare un mondo impossibile, dalle mille direzioni
e sfaccettature, mi è sembrato intrigante fin da subito. Ma ancor più
coinvolgente è l’organizzazione di Workshop Lego per i bambini, tenuti
sempre nell’ambito della mostra. Ho impiegato circa 15 giorni per realizzare la mia opera.
Come è nata la tua passione per i Lego?
La mia passione per i Lego è nata quando ero un bambino, per gioco.
Crescendo mi sono poi dedicato ad altri interessi, come la chitarra. Circa quattro anni fa, recandomi in un noto negozio di giocattoli, alla ricerca di un regalo per i miei nipoti, sono uscito con una scatola di Lego…
Da qui è rinata la mia passione. Amo creare personaggi capaci di raccontare una storia con un sotteso significato metaforico. Creo questi
personaggi facendo un utilizzo inusuale dei pezzi che Lego mi mette
a disposizione. Coltivo la mia passione principalmente nel weekend e
alla sera, perché gran parte della mia giornata è impegnata dalla mia
principale occupazione.
Quali sono le tue ambizioni e i tuoi progetti per il futuro?
Innanzitutto mi piacerebbe essere accreditato come Lego Certified Professional. Ne esistono solo dodici in tutto il mondo e tra l’altro la zona
dell’Europa meridionale è al momento scoperta. Questa certificazione
mi darebbe l’opportunità di collaborare direttamente con il quartier generale Lego in Danimarca, permettendo di costruire e ideare direttamente per
l’azienda, che comunque mi ha già contattato mostrandomi il suo interesse per un’eventuale collaborazione. Per quanto riguarda i progetti in cantiere, sono in fase di organizzazione del primo evento Lego a Reggio Emilia, che si terrà l’8 e il 9
febbraio. Sarà motivo di grande soddisfazione, per me, vedere
realizzata questa manifestazione nella mia città. Infine,
ho presentato un progetto per la prossima edizione
della “Fotografia Europea”. L’idea è quella di creare una sinergia tra la fotografia e le opere
di Lego, nel rispetto del tema dell’evento
“Vedere. Uno sguardo infinito”.
Vediamo se sarò capace di stupirvi...
il giornale della banca
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Area
Il nuovo terminale iCMP, unitamente alle
applicazioni per apparati Apple ed Android,
scaricabili su smartphone o tablet, e ad
un’infrastruttura software di BackOffice a
supporto delle operazioni del sistema, è una
soluzione completa di mobile acceptance (macceptance) in grado di trasformare qualsiasi
dispositivo portatile (smartphone o tablet) in
un sistema sicuro di accettazione del pagamento elettronico. Il nuovo terminale iCMP
concentra in un dispositivo di dimensioni e
peso estremamente ridotti tutta la tecnologia hardware e software di un terminale
POS di ultima generazione. Il collegamento
allo smartphone avviene tramite Bluetooth:
iCMP è la soluzione sicura e compatibile ai
requisiti dei circuiti nazionali ed internazionali per accettare i pagamenti in mobilità
con tutti gli strumenti elettronici, siano essi
carte o telefoni NFC. Il software presente
sull’iCMP implementa la cifratura end-toend con la banca, evitando che dati sensibili
delle carte risiedano sullo smartphone. La
sicurezza del nuovo iCMP è garantita dalle
certificazioni PCI-PTS ed EMV Livello 1 e Livello 2; il terminale, inoltre, è conforme allo
standard italiano CB2 (Consorzio Bancomat)
per l’accettazione delle carte PagoBancomat. La soluzione Ingenico, consente di accettare carte sia di credito che di debito (e
anche contactless/Nfc), sia con PIN che con
firma: è una delle prime soluzioni compatibili con gli standard europei e la prima cer-
tificata circuito bancomat e pagobancomat.
M-pos è indirizzata ai liberi professionisti, ai
consulenti, ai venditori a domicilio e a quegli
esercenti che non sono incentivati ad usare
un POS tradizionale o per il ridotto numero di
transazioni di pagamento o per l’importo limitato delle operazioni che eseguono. Dal 1°
gennaio 2014 inoltre i professionisti devono
adeguarsi alle nuove disposizioni previste dal
Decreto Crescita 2.0, D.L. n. 179/2012, che
reca l’obbligo di dotarsi di POS. Dall’inizio del
nuovo anno, infatti, tutti i soggetti esercenti
l’attività di vendita di prodotti e di prestazioni
di servizi, anche professionali, saranno obbligati ad accettare pagamenti tramite carte di
debito, come i bancomat. La disposizione va
a combinarsi con quella, contenuta nel D.L.
n. 201/2011, che ha vietato i pagamenti in denaro contante tra soggetti diversi in un’unica soluzione di importo superiore o uguale a
mille euro. L’obbligo del POS per i professionisti, nell’intento del Legislatore, segna una
ulteriore spinta alla diffusione dell’utilizzo
degli strumenti elettronici di pagamento,
quale metodo per il contrasto all’uso del denaro contante, e dunque all’evasione fiscale.
“La soluzione proposta dal Credito Cooperativo Reggiano tramite il proprio partner tecnologico Synergia include tutte le funzionalità
e i componenti hardware e software richiesti
da un sistema di mobile pos, afferma Davide Meglioli, Responsabile Organizzazione e
Sistemi informativi del Credito Cooperativo
Reggiano. Questi sistemi modificano alcuni
aspetti tradizionali dei POS, promuovendo la
semplicità di creazione e la diffusione di una
nuova tipologia di esercente (installazione
automatica del POS, integrazione delle tecnologie disponibili sugli smartphone come la
geolocalizzazione, la connettività a larga banda, il touch-screen, etc.) garantendo la piena
conformità ai requisiti di sicurezza dei circuiti
di pagamento. Infine la dematerializzazione
e l’archivio elettronico delle ricevute in apposito portale web sicuro, consente di ridurre
l’impatto sull’ambiente così come la firma
elettronica su tablet da alcuni mesi presente presso tutti gli sportelli del nostro Istituto
(Progetto Paperless ndr)”.
Bancomat e
versamenti
automatici
Davide
Meglioli
Responsabile
Servizio Organizzazione
Grazie ai nuovi sportelli bancomat è possibile effettuare, in tempo reale e in sicurezza,
versamenti di contanti e/o assegni evitando i
tempi di attesa allo sportello ma, ancora più
importante, potendo usufruire della banca, indipendentemente dal suo orario di apertura,
accedendo all’area “self service” anche in orario di chiusura, 7 giorni su 7, semplicemente
utilizzando la carta.
I versamenti automatici avvengono, come per
il prelievo, in modo molto semplice: basta inserire le banconote e gli assegni nell’apposita
fessura. Al termine delle operazioni viene rilasciata una ricevuta.
I nuovi sportelli vanno ad integrare il servizio di
Internet banking dando così la possibilità alla
clientela di accedere a molti servizi di sportello
24 ore su 24.
techno
CCR è pronto per gli
m-payments e presenta la
nuova soluzione M-pos con
nuovo terminale iCMP Ingenico
PRELIEVO CONTANTE
VERSAMENTO
CONTANTE E ASSEGNI
RICARICA “TASCA” E
RICARICHE TELEFONICHE
SALDO E
MOVIMENTI DI CONTO
Davide Meglioli
Responsabile Servizio Organizzazione
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il giornale della banca
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soci
Una zucca... cosi’!
Un’ esperienza lavorativa emozionante
e allo stesso tempo altamente formativa
La passione del signor Eugenio
Il progetto che sto seguendo, finanziato dalla Comunità Europea e organizzato
in tutte le sue parti dalla Provincia di Reggio Emilia e facente capo al Programma Leonardo Da Vinci, mi consente di soggiornare e lavorare per 14 settimane
in Spagna e precisamente nella città di San Sebastian. Dopo i primi quindici
giorni di corso di perfezionanmento della lingua spagnola sono stata indirizSocia CCR
zata a svolgere un tirocinio formativo presso il museo San Telmo, situato nel
centro di San Sebastian. Le mansioni affidatemi mi consentono di utilizzare quanto appreso
durante il mio percorso universitario e durante gli stage svolti presso studi di architettura emiliani e di vedere modi di lavorare e di progettare diversi da quelli italiani. Il riconoscimento di
questa esperienza sarà formalizzato da un attestato in lingua spagnola che in seguito verrà poi
tradotto in lingua italiana ed emanato dal partner estero a cui era stata affidata dalla Provincia
di Reggio Emilia la determinazione e la scelta dei diversi tipi di stage. Penso che una esperienza lavorativa all’estero sia emozionante e allo stesso tempo altamente formativa e che possa
rappresentare un prezioso aiuto nella ricerca di un lavoro al rientro in Italia.
Debora
Bellei
Luciano Bedeschi e
il Torrione
soci
Progetto Leonardo
Il signor Eugenio Giovanni Francia è nostro
Socio da tantissimi anni. Ora in pensione, si
diletta a seguire le sue passioni, prima fra
tutte la coltivazione di piante e alberi da
frutto. Nel suo continuo creare e sperimentare sempre qualcosa di nuovo e
stupefacente, ci ha lasciato tutti senza
fiato una mattina di ottobre, quando,
“parcheggiando” il suo trattore sul
piazzale adiacente alla nostra filiale
di Scandiano, ci ha portato in dono
una poderosa zucca di 55 kg! ...la cui
“mamma” ne pesa addirittura 460!
Grazie Eugenio, un gesto che non
poteva passare inosservato e che ha
destato simpatia e stupore anche tra i
passanti. A quando una bella tortellata
da gustare insieme?!
L’intervista
Luciano Bedeschi nasce a Casalgrande nel 1951. Da molti anni
affianca all’attivita’ di commerciante la passione per la fotografia che lo vede impegnato in qualità di presidente del Circolo
Fotografico “Il Torrione”.
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Signor Bedeschi come nasce la sua passione?
Ero ancora un bambino quando mi ritrovai a vedere uno spezzone di pellicola fotografica e mi rimasero ben impresse le immagini di posti mai visti; è scattata allora
la voglia di rappresentare per immagini quello che i miei occhi vedevano per poterlo condividere con
quanti si imbattevano sul mio percorso e diventare un bel motivo di discussione.
Da anni è presidente del GFT, come nasce quest’associazione?
Il GFT, che vanta un trentennio di presenza sul territorio di Casalgrande, nasce proprio per il motivo
della ricerca e condivisione delle immagini prodotte ed accoglie grandi appassionati di fotografia che
hanno saputo cogliere i vari cambiamenti sociali e fatto scelte innovative come pochi altri circoli fotografici possono vantare.
Come nasce il progetto “199a”?
Il progetto “199a” ideato da Roberto Margini e sostenuto dal GFT, dava anno per anno la possibilita’
ad un professionista di fare una ricerca fotografica sul territorio comunale di Casalgrande, con relativa
mostra nell’ambito della fiera paesana e stampa di un catalogo che veniva inviato su scala mondiale,
ai maggiori promotori, archivisti e cultori delle arti visive. Progetto che ha contribuito alla divulgazione
della fotografia italiana al di fuori dei confini nazionali, producendo di fatti un patrimonio fotografico per
la nostra comunità unico nel suo genere.
Quale motivo vi ha spinto a ripresentare il progetto “a vent’anni dal 199a”?
“A vent’anni dal 199a” è stato riproposto dai soci GFT che hanno fotografato ed immortalato i paesaggi
e volti della Casalgrande attuale cogliendo il cambiamento che da realtà rurale è diventata centro del
distretto ceramico ed al contempo verificare il grado di esperienza nel lungo periodo per chi aveva
partecipato al primo progetto, ma anche essere oggetto di riflessione su chi è entrato successivamente a far parte del gruppo. Grazie alla collaborazione di Silvano Bicocchi, docente DAC e direttore del
Dipartimento Cultura FIAT che ne ha curato la scelta e l’impaginazione, è come se le fotografie fossero
state scattate da un solo autore, di fatto mostrando un’immagine dell’attualità Casalgrandese coi cambiamenti degli ultimi vent’anni.
Colgo l’occasione per ringraziare l’intero circolo che si è mobilitato promuovendo, sostenendo il laboratorio, scattato le immagini, chi ha sostenuto il progetto (Comune di Casalgrande, Ceramica Casalgrande Padana spa e Credito Cooperativo Reggiano) ed il prof. Massimo Mussini ordinario di Storia
dell’arte moderna presso Università di Parma che già a suo tempo aveva seguito e collaborato col
progetto originario.
il giornale della banca
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Vola che…
ti passa!!!
Fabrizio
Regnani
Hai mai visto un leone … volare?
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una sfida
all’ultima
buca
Francesca
Basile
Back office
Filiale di Reggio Est
Se la tua risposta è “No”, beh, allora sicuramente ti sei perso il “41° Raduno Federazione C.A.P. (Costruttori di Aeromobili Amatoriali e Storici)” svoltosi sabato 7 e domenica
8 settembre ‘13 presso il mitico e storico
Campovolo di Reggio Emilia.
Durante la manifestazione non solo era
possibile ammirare e toccare con mano cimeli che hanno fatto la storia, ma soprattutto sfruttare i fantastici voli promozionali
e sfrecciare, come impavidi aviatori, sui cieli
della nostra amatissima città tricolore. Per
la gioia dei numerosi piccini accorsi, era
presente anche la nostra mascotte “CCR
Cuor di Leone” che, colta da una ineguagliabile voglia di leggerezza, si è lanciata tra
le nuvole con tanto di cuffie e microfono, lasciandosi accarezzare dal vento la criniera
sbarazzina ora più che mai spettinata…
CCR GOLF CUP:
Addetta allo sportello
Filiale di Reggio Est
Ovviamente all’evento, patrocinato dalla
Provincia di Reggio Emilia, dal Coni (Comitato Provinciale di Reggio Emilia) e dal
Comune di Reggio Emilia, in collaborazione con Aeroporto di Reggio Emilia, Avis
Comunale Reggio Emilia, Aero Club Reggio Emilia, Top Gun (Scuola di Volo Reggio
Emilia), non poteva mancare tra i platinum
partner il Credito Cooperativo Reggiano
che, come sempre, ha colto ancora una
volta l’occasione per essere vicino alla
comunità e distribuire i suoi immancabili
gadget.
Per l’occasione, presenti Paolo Carobbi (vice responsabile) e Fabrizio Regnani
(addetto back-office) in “missione aviaria” direttamente dalla nostra filiale di Via
Emilia Ospizio a Reggio Emilia.
Nel suggestivo panorama del Golf Club di San Bartolomeo,
domenica 8 settembre 2013, si è svolta una competizione che
ha visto come protagonisti non solo gli appassionati di questo
sport, ma anche i colori del Credito Cooperativo Reggiano... Tanto
che la gara stessa è stata intitolata “CCR GOLF CUP”.
Numerosi i partecipanti all’evento, a dimostrazione del fatto che, a differenza di altri sport che
richiedono abilità e predisposizione fisica, il golf può essere praticato da chiunque ne abbia voglia... Certo un po’ di mira e precisione occorrono, ma tutti, grandi e piccini possono cimentarsi
in questa divertente attività, che offre la possibilità di stare all’aria aperta e passare qualche ora
nel verde in compagnia, sfidando gli avversari a “suon di buche”.
Il Golf Club di San Bartolomeo è un vero paradiso e offre la possibilità di trascorrere ore piacevoli
non solo agli amanti dello sport ma anche a chi cerca un po’ di svago e relax senza allontanarsi
troppo da casa.
...E allora che aspettate? Armatevi di calma e pazienza (andare in buca non è poi così semplice),
in attesa della prossima gara che ci vedrà protagonisti: i vincitori potreste essere voi!
il giornale della banca
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Più… uva per tutti!!!
La volpe e l’uva è una delle più celebri favole attribuite a Esopo. I riferimenti
alla favola nel linguaggio comune assumono quasi le caratteristiche del proverbio. Il testo latino di Fedro recita: ”Fame coacta vulpes alta in vinea uvam
adpetebat, summis saliens viribus. Quam tangere ut non potuit, discedens
ait: nondum matura es; nolo acerbam sumere”. Traduzione: “Spinta dalla
fame, una volpe tenta di raggiungere un grappolo d’uva, ma ogni sforzo è
vano. Constatando di non poterla raggiungere, esclama: tanto è ancora acerba!” Volpe o leone che sia, lo sappiamo, l’uva è buona davvero, anzi, “am piés
dimondi!!”, se poi è nostrana e reggiana, ancora di più …. Grappoli bianchi,
Back office
grappoli neri, sembran quasi petali di margherita da sfogliare ad uno ad uno,
Filiale di Reggio Est
lasciando al palato il tempo ed il piacere di deliziarsi di codesto succo e prelibato nettare, elisir di lunga vita che ancora ai giorni nostri continua ad essere uno dei simboli del nostro passato, presente,
futuro ed ovviamente anche del nostro territorio.
a
Inaugurata giovedì 12 settembre, la 44 edizione
della “Festa dell’uva” di Castellarano ha visto il
clou nelle sue giornate conclusive di sabato 14
e domenica 15 nelle quali, nella suggestiva cornice di Piazza XX Luglio, non poteva mancare la
tanto amata “postazione gonfiabile” marchiata
Credito Cooperativo Reggiano che, grazie anche
alla sua intramontabile ed instancabile mascotte
“CCR Cuor di Leone”, ha regalato ai più piccini
spensierati momenti di gioco e di felicità. A difeDirettore
sa della “fortezza”, ovviamente capeggiava MarFiliale di Casalgrande
co Landini (rinomato gran circense e domatore di leoni), allora responsabile
della filiale di Casalgrande, che ha saputo, come sempre e con lo stile che lo contraddistingue,
rendere omaggio ai numerosi soci, clienti e cittadini di Castellarano accorsi a questa imperdibile manifestazione. Gran presenza tra il pubblico, di certo non si poteva non notare il “gran visir” Carlo Maffei che, assieme al nuovo team del Consiglio di Amministrazione, da inizio anno
ha saputo mantenere salde le redini di questa nostra amata famiglia chiamata Credito Cooperativo Reggiano. Doveroso un sentito ringraziamento al sindaco del
comune di Castellarano (Dott. Gian Luca Rivi), al presidente
della Pro Loco di Castellarano (Dott.
Luca Magnani) e a tutti i loro collaboratori che, come sempre, hanno
contribuito a rendere l’evento una
festa, una festa per tutti! E allora,
tutti a sbirciare on-line le foto ed i
video salienti dell’evento targato
CCR, ovviamente sul ns. sito www.
ccr.bcc.it oppure sulla ns. pagina
di Facebook www.facebook.com/
CreditoCooperativoReggiano.
Fabrizio
Regnani
Marco
Landini
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50 Festa della castagna
di Marola
a
Luca
Marconi
Operatore di sportello
Filiale di Reggio Ovest
Sole, storia, tradizione e buona cucina.
Questi gli ingredienti che hanno reso ancor
più speciale una splendida domenica di festa in quel di Marola… con anche un pizzico di CCR ad insaporire il tutto! Domenica
13 ottobre eravamo infatti presenti con la
nostra casetta e la nostra carica di enera
gia alla 50 Festa della Castagna di Marola,
appuntamento ormai storico e apprezzatissimo da tutti gli abitanti della nostra provincia, accompagnato come ogni anno da
castagnaccio, tortellini, vin brulè, polenta…
e ovviamente castagne! La nostra mascotte
“a grandezza naturale” CCR Cuor di Leone
ha emozionato e divertito i tanti bambini
che hanno avuto la fortuna di partecipare
alla festa con i propri
genitori.
Non sono mancati neppure lo sport, con il
raduno di mountain bike, e la storia, con il
corteo di rievocazione matildica e i bravissimi “Sbandieratori Matildici della contrada
di Monticelli”.
Grande successo quindi anche quest’anno,
grazie ad un menù ricco e appetitoso per
tutti: appuntamento all’anno prossimo!
La Squadra CCR col Sindaco di Scandiano, Alessio Mammi
il giornale della banca
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Alla DEE-JAY TEN di Milano...
CCR Cuor di Leone
non poteva mancare!
Grazie alle dolcissime maratonete Anita e Francesca,
che ci hanno inviato questa splendida foto!
CCR Cuor di Leone....
sempre più “giramondo”!
Abbiamo realizzato un collage delle più
belle immagini ricevute dagli Amici di CCR
che hanno viaggiato per l’Italia e l’Europa
con la nostra simpatica mascotte.
Le prossime saranno le vostre?
Una piccola fan... di CCR
Cuor di Leone
Ringraziamo la
piccola Giada
e la bellissima mamma
Sandra!
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Speditele all’indirizzo: [email protected]
Le più belle saranno premiate con un simpatico
e utile gadget della banca e pubblicate sulla nostra rivista.
il giornale della banca
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Oltre 6.600 Soci lo confermano:
la nostra Banca è differente!
Porta un nuovo amico
anche tu!
Siamo nati qui, parliamo la stessa lingua e condividiamo ogni giorno gli stessi interessi.
Siamo autentici, onesti e diretti…proprio come ci vedi. Proprio come te.
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