Sala Verdi del Conservatorio – Via Conservatorio, 12 – Milano Lunedì, 11 novembre 2013 – ore 21.00 SERIE «A» 2013/2014 TAIWAN PHILHARMONIC ORCHESTRA Direttore SHAO-CHIA LÜ Violinista VIVIANE HAGNER Soprano MENG-CHUN LIN RICHARD STRAUSS (1864 -1948) Till Eulenspiegel Lustige Streiche, Poema sinfonico op.28 JEAN SIBELIUS (1865- 1957) Concerto per violino in re minore op. 47 Allegro moderato; Adagio di molto; Allegro ma non tanto NAN- CHANG CHIEN (1948) Five Chinese Songs LUDWIG VAN BEETHOVEN Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 (1770 – 1827) Poco sostenuto – Vivace; Allegretto (la minore); Presto (fa maggiore); Allegro con brio si ringrazia TAIWAN PHILHARMONIC (NATIONAL SYMPHONY ORCHESTRA) - Fondata nel 1986, l’NSO è conosciuta anche come Taiwan Philharmonic ed è considerata una delle migliori orchestre della regione asiatica. Dal 2005 è legata artisticamente al National Chiang Kai-Shek Cultural Center, il centro della nazione per le arti e lo spettacolo. Diretta da Shao-Chia Lu - suo quinto direttore musicale dal 2010 - la NSO si è esibita a Vienna, Parigi, Berlino, Singapore, Kuala Lumpur, Sapporo, Tokyo, Yokohama, Hong Kong etc... Collabora con L. Maazel, K.Penderecki, R.Barshai, L.Slatkin, C. Hogwood, O.Caetani, G.Rozhdestvensky e solisti come Midori, V. Repin, H. Hahn, B. Skride, Yo-Yo Ma, G. Capucon, A. Gerhardt, M. Maisky, E. Glennie, M.Grubinger, L. Lortie, Kin-Woo Paik, S.Hough, S.Kovacevich, K.& M. Labèque, S.Meyer, R.Friedrich etc... L’Orchestra ha esteso il suo impegno al teatro e a produzioni di opere, come il lavoro con Lin Hwai-Min, famoso coreografo e fondatore di Taiwan Cloud Gate Dance Theatre, l’artista austriaco digitale Klaus Obermaier e registi d'opera Tobias Richter, Moffatt Oxenbould, e Hans-Peter Lehmann. Oltre al successo delle opere in forma semiscenica Der Ring der Nibelungen ed Elektra, la NSO ha collaborato con teatri d'opera per produzioni come Der Rosenkavalier (Deutsche Oper am Rhein, 2007), Carmen (Royal Opera House Covent Garden, Norwegian National Opera e Opera Australia, 2009) e Madama Butterfly (Opera Australia, 2012) così come la propria produzione di Die Walküre (2013). SHAO-CHIA LÜ - Di Taiwan, ha studiato a Taipei, all'Università dell'Indiana a Bloomington e presso il Collegio di Musica di Vienna. Ha ricevuto tre primi premi in concorsi internazionali di direzione: Besancon, Trento e Amsterdam. Nel 1995 ha iniziato la carriera lirica come Erster Kapellmeister alla Komische Oper di Berlino. É stato direttore ospite presso: Opera Australia e all'Opera Nazionale Inglese, Teatro de la Monnaie di Bruxelles, Teatri d'Opera di Francoforte, Amburgo e Stoccarda, così come Deutsche Oper di Berlino. Nel 1998 a Coblenza è diventato Direttore Musicale Generale sia della Staatsorchester Rheinische Philharmonie che del Teatro. È stato Direttore musicale della Staatsoper Hannover (2001- 2006) con la quale ha eseguito Pelléas et Mélisande per i festival di Vienna ed Edimburgo. Ultimi impegni: Parsifal e Katja Kabanowa a Goteborg, La Fanciulla del West a Stoccarda, Eugene Onegin alla Komische Oper di Berlino, Madama Butterfly e Tosca a Sydney e Melbourne. Parallelamente alla sua attività operistica, Lü è sul podio sinfonico. Ha collaborato con Münchner Philharmoniker, Filarmonica di Oslo, Orchestra Sinfonica di Santa Cecilia, Orchestra della Radio Norvegese e Svedese, Helsinki Philharmonic Orchestra, Royal Liverpool Philharmonic, Bournemouth Symphony Orchestra, Goteborg Symphony, Orchestre National de France, SWR di Stoccarda, Rundfunksinfonieorchster Berlino, Staatskapelle di Weimar e Frankfurter Museumsorchester. Nel 2011, Lü ha debuttato con la Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam. In seguito alla sua prima apparizione con la New Japan Philharmonic nel 2012, è stato invitato a Tokyo dalla Metropolitan Symphony Orchestra e dalla NHK Symphony Orchestra nella stagione 2013/14. VIVIANE HAGNER - Ha debuttato a tredici anni a Tel Aviv nel ‘joint concert’ della Israel Philharmonic con i Berliner Philharmoniker e Mehta; ha suonato con Boston Symphony, Cleveland Orchestra, Chicago Symphony Orchestra, New York Philharmonic, Leipzig Gewandhaus, Münchner Philharmoniker, Philharmonia Orchestra di Londra, in collaborazione con Abbado, Ashkenazy, Barenboim, Chailly, Dutoit, Eschenbach, Maazel, Nagano, Zukerman. Ultimi successi: concerti con Tonhalleorchester Zürich e Zinman, Royal Stockholm Philharmonic e Oramo, Bamberger Symphoniker e Nott, Orchestre Symphonique de Montreal e SI RACCOMANDA VIVAMENTE DI SPEGNERE I TELEFONI CELLULARI Si ricorda che è vietato registrare senza l’autorizzazione dell’Artista e dell’organizzazione Nagano. Impegnata nella diffusione della nuova musica e del repertorio dimenticato o da riscoprire, ha presentato opere in prima esecuzione assoluta di Gubaidulina, Hartmann e Lutoslawski. Nel 2002 ha tenuto la prima mondiale del Violin Concerto di Unsuk Chin con Deutsche Sinfonie-Orchester Berlin e Nagano. Del 2006 la prima del nuovo Violin Concerto di Simon Holt con BBC Symphony Orchestra e Nott. Del 2012 è la registrazione live del Violin Concerto “TiefenRausch” di Christian Jost, inciso sotto la direzione del compositore. Tiene regolarmente recitals con la sorella, la pianista Nicole Hagner, e con altri partner al pianoforte. Recital presso Philharmonie di Berlino, Wigmore Hall di Londra, Thèatre du Châtelet a Parigi, Mozarteum di Salisburgo e con Mitsuko Uchida alla Suntory Hall di Tokyo. É ospite regolare dei festival di Salisburgo, Rheingau, Mecklenburg-Vorpommern, Marlboro e Ravinia. Ha fondato il Joachim Quartet Berlin, con la violinista Latica Honda-Rosenberg, il violista Hartmut Rohde e il violoncellista Jens-Peter Maintz. Nella stagione 11-12 debutto con Cleveland Orchestra e Zinman, concerti con Orpheus Chamber Orchestra alla Carnegie Hall di New York, con Pinchas Zukerman e National Arts Centre Orchestra a Ottawa, con BBC Symphony Orchestra e Järvi, con Philharmonia Orchestra di Londra e Salonen alla Royal Festival Hall di Londra, al Festival di Edinburgo e al Beethovenfest Bonn. Tra le incisioni più recenti: Concerti n. 4 e 5 di Vieuxtemps, prima registrazione assoluta del Violin Concerto di Unsuk Chin con Nagano e l’Orchestre Symphonique de Montréal. La prima incisione solistica presenta opere per violino solo di Bartók, Hartmann e Bach. Viviane si dedica ad attività sociali offrendo il suo talento a pubblici di tutte le età, dalla scuola materna ai pensionati per anziani, e tiene numerose masterclass per giovani violinisti. Coinvolta nell’introduzione della musica ai bambini, partecipa al progetto “Rhapsody in School” iniziato dal pianista Lars Vogt e diffuso nei Paesi di lingua tedesca. Vive a Berlino dove dal 2009 insegna violino all’ University of Arts (UdK). Viviane Hagner suona lo Stradivari “Sasserno” del 1717, generosamente affidatole dalla Nippon Music Foundation. MENG-CHUN LIN - Lin è uno dei più attivi soprani nella scena musicale di Taiwan ed è apparsa regolarmente nei concerti della NSO nelle stagioni dal 2011 al 2013. Il suo repertorio comprende musica da camera di tutte le epoche storiche, compresa la musica contemporanea. Ha vinto numerosi premi e borse di studio, tra cui il Tanglewood Music Center Fellowship, il CCM in Master Class di Barbara Cook a Zankel Hall (New York) e nella Marilyn Horne Foundation Series Master Class nel 2007. Ora è un candidato per la carica di Doctor of Musical Arts presso il College-Conservatory of Music dell'Università di Cincinnati. Lin ha conseguito il Master of Fine Arts di Taipei National University of the Arts e Bachelor of Fine Arts presso la National Taiwan Normal University. Meng-Chun Lin è attualmente docente aggiunto alla ShihChien University, National Taiwan Normal University e Taipei Chengshih Università della Scienza e della Tecnologia, dove insegna canto e musica vocale da camera. RICHARD STRAUSS - Till Eulenspiegels lustige Streiche op. 28 Till Eulenspiegels lustige Streiche è un Poema sinfonico composto tra il 1894 e il 1895. Racconta gli scherzi e le avventure di un personaggio di fantasia molto popolare in Germania, Till Eulenspiegel, un personaggio del folclore del nord della Germania e dei Paesi Bassi. Secondo la tradizione, sarebbe nato a Kneitlinger, nel ducato di Brunswick, intorno al 1300 e sarebbe morto nel 1350 a Mölln. Le storie di Till lo mostrano come un personaggio amante del divertimento, irriverente e sempre pronto a farsi beffe degli altri. Talvolta finge di non capire quanto gli viene detto, per esempio prendendo alla lettera espressioni figurate, per burlarsi del suo interlocutore. Il nome nella sua forma odierna evoca, in tedesco, la civetta (Eulen) e lo "specchio" (Spiegel) e così spesso le immagini che lo raffigurano lo mostrano con in mano una civetta e uno specchio. In realtà, sembra che il nome derivi da una espressione un po' gergale dal significato irriverente di "prendere in giro". Il personaggio di Till Eulenspiegel ispirò diverse opere. Un libro che narrava le sue avventure fu pubblicato nel 1510, anonimo, ma si ritiene sia di Hermann Bote. È scritta in alto tedesco, ma alcuni giochi di parole suggeriscono che si rifaccia a una precedente versione in basso tedesco. Johann Fischart (1545-1589) raccontò le gesta di Till in un’opera in versi. Lo scrittore belga Charles de Coster pubblicò nel 1867 « La légende et les aventures heroïques, joyeuses et glorieuses d’Eulenspiegel et de Lamme Goedzak». De Coster fa di Till un fiammingo, nato a Damme e vissuto nel XVI secolo. Nel suo romanzo, Till compie le sue azioni buffonesche, ma diventa anche un combattente per la libertà della sua terra dalla dominazione spagnola e per la tolleranza religiosa. Lo scrittore tedesco Gerhart Hauptmann scrisse un poema satirico che aveva per protagonista Till, intitolato, appunto, Till Eulenspiegel (1927). Tra le versioni per ragazzi della storia di Till si può ricordare quella illustrata da Lisbeth Zwerger. La composizione di Richard Strauss risale al 1895. I due temi che rappresentano Till, sono interpretati dal corno e dal clarinetto: il tema del primo è una melodia che procede cadenzata fino al suo culmine per poi ricadere e terminare in tre note lunghe e forti, decrescenti in scala; il tema del clarinetto è invece più complesso, come a suggerire un burlone intento a preparare i suoi scherzi. Il tema introduttivo è esposto dal corno, il quale ripete per due volte il primo tema di Till. Il tema è poi ripreso dall'orchestra in forma di Rondò e il Finale è caratterizzato da due note suonate all'unisono da tutta l'orchestra, che richiamano il tipico "ta da!". Sussegue il tema del clarinetto (Till che ride fra sé mentre pianifica i suoi scherzi). La musica segue Till che viaggia per le campagne, cavalca attraverso un mercato ribaltando le merci, gioca scherzi ai preti e immancabilmente alle ragazze (il tema dell'amore è suonato dal violino), senza risparmiare gli accademici più seri. Il tema della cavalcata ritorna, con il tema iniziale che, raggiunto il suo climax, muta immediatamente in una triste marcia funebre: Till è stato catturato e condannato all'impiccagione per atti blasfemi. La marcia funebre inizia con il dialogo di un Till impegnato nel disperato compito di cavarsela facendo leva sul senso dell'umorismo del boia, il quale però non lo ascolta e, senza pietà, tira la leva. Il clarinetto in mi bemolle suona il tema iniziale in modo distorto, come a indicare l'agonia di Till, mentre gli archi suonati a pizzico, con cadenza sempre più lenta, evocano il dondolio dell'impiccagione. Alla fine il tema introduttivo ritorna, come per suggerire che Till non può morire; l'opera termina con un ultimo scherzo. La tensione è ottenuta con espedienti timbrici dell'orchestra. JEAN SIBELIUS - Concerto in re minore per violino e orchestra op. 47 Nel periodo della sua formazione Jean Sibelius si era dedicato seriamente allo studio del violino, tanto che intorno ai vent'anni non aveva ancora rinunciato del tutto alla carriera di concertista, presentandosi in pubblico come componente del Quartetto d'archi del Conservatorio di Helsinki. L'abbandono definitivo dell'attività di solista in favore di quella di compositore non cancellò comunque mai la sua predilezione per questo strumento, il solo al quale significativamente dedicasse lavori di genere concertante: una diecina di brevi pagine in tutto, fra le quali spiccano le delicate e classicheggianti Humoresques op. 87 e 89, composte negli anni della prima guerra mondiale, e un unico pezzo di ampio respiro, appunto il Concerto in re minore op. 47. Sibelius lo compose fra il 1903 e il 1904, sforzandosi di sintetizzarvi tutto quanto sapeva in fatto di tecnica violinistica e costellando la partitura di effetti mirabolanti. Il risultato fu quello di scoraggiare tutti gli esecutori interpellati, naturalmente dopo aver escluso l'eventualità di suonarlo lui stesso, essendo ormai fuori esercizio e incapace di sostenere il confronto con una simile ostentazione di difficoltà. Finalmente la sfida fu raccolta dal giovane violinista boemo Victor Novàcek, che tenne a battesimo il lavoro sotto la direzione dell'autore a Helsinki 1'8 febbraio 1904; ma vuoi per l'inesperienza dell'interprete, vuoi per gli squilibri del lavoro, l'accoglienza fu così fredda da spingere Sibelius a ritirare la partitura e a sottoporla a una drastica revisione. Al massiccio sfoltimento delle insidie tecniche riservate al solista, che peraltro rimasero notevoli anche nella stesura definitiva, si accompagnò lo sforzo di snellire il primo tempo e di potenziare la vena lirica e sentimentale, che nella versione originaria era rimasta soverchiata dall'esibizione di virtuosismo. In questa nuova forma alleggerita e addolcita il Concerto in re minore poté finalmente ottenere il successo sperato, anche grazie agli interpreti che si incaricarono di presentarlo in prima esecuzione a Berlino nel 1905, il violinista Karl Halir e sul podio niente meno che Richard Strauss. Da allora al Concerto non sarebbero più mancati il favore del pubblico e l'attenzione dei maggiori violinisti, nonostante le ricorrenti riserve sollevate in sede critica sulla debolezza della sua struttura, sulla sua eccessiva inclinazione sentimentale, sull'anacronismo linguistico di una partitura ostinatamente e un po' nostalgicamente rivolta al passato, incapace di inserirsi in quel processo di rinnovamento della forma concertistica che di lì a poco, per strade diverse, avrebbero intrapreso Prokof'ev e Šostakovič, Bartók e Stravinskij, Berg e Schönberg. Il Concerto di Sibelius guarda dunque soprattutto ai grandi modelli ottocenteschi, a Mendelssohn, Brahms e Bruch per l'accentuata inclinazione lirica, a Dvoràk e a Cajkovskij per il carattere rapsodico dell'invenzione e per il virtuosismo della parte solistica. In questo senso si è soliti inscriverlo nella fase giovanile della carriera di Sibelius, quella dei Poemi sinfonici e delle due prime Sinfonie, fase ancora condizionata dal romanticismo tedesco e anteriore alla svolta classicheggiante inaugurata nel 1907 dalla Terza Sinfonia. La suggestione di certe inflessioni popolaresche e soprattutto il colore paesaggistico evocato dagli interventi dell'orchestra sopravanzano di gran lunga l'impegno formale della costruzione architettonica. Nonostante il riferimento alle tradizionali strutture classiche (una forma-sonata con due temi per l'Allegro iniziale, una forma tripartita di canzone per il tenero Adagio centrale, un rondò per l'Allegro finale), il fascino del lavoro va dunque ricercato principalmente nel languore appassionato di un melodizzare tipicamente nordico e negli effetti suggeriti dalla elaboratissima scrittura violinistica, specialmente quando vi sia impegnato un interprete di grandi risorse tecniche, in grado di sfruttarne tutti gli inviti spettacolari. Può essere utile riportare a mo' di epigrafe quanto scrisse un grande contemporaneo di Sibelius, Ferruccio Busoni, in occasione del suo cinquantesimo compleanno: "Sibelius si sviluppò velocemente e con sicurezza sul terreno dell'arte popolare finnica, un terreno che egli non abbandonò mai - se non per un periodo passeggero, in cui un'ondata cajkovskiana lo condusse in una via traversa. Ma superò questo influsso per tornare, purificato e più maturo, al terreno suo proprio e affermarvisi d'allora in poi. Sibelius si potrebbe chiamare uno Schubert finnico. La melodia del suo Paese gli scorre dal cuore nella penna. Maestro della tecnica strumentale, egli domina forma e orchestra con naturalezza. E come persona sa avvincere e conquistarsi gli amici: è altrettanto intelligente che originale”. NAN-CHANG CHIEN - Five Chinese Songs per soprano orchestra «I Five Chinese Songs sono stati scritti durante il mio quarto anno al Conservatorio di Monaco, nel 1977. Prima avevo composto The Orphan, The East Door, il Quartetto per archi Flowing Stream e il Trio con pianoforte Neun Hand - und Fuss Stuecke, brani eseguiti presso l’Associazione dei compositori di Monaco. I cinque pezzi sono derivati dal libro dei canti; Grieving, Longhorned Grasshoppers, Magpie’s Nest, Logging e Star, per soprano e orchestra. Ling-Chang Du ne diede una prima esecuzione alla fine del semestre nella sala del Conservatorio di Salisburgo, con grande successo di pubblico. Il mio insegnante di composizione, Wilhelm Killmayer raccomandò il mio lavoro nel 1978 per una serie di concerti che celebravano il cinquantesimo anniversario della serie Neue Musik; fu lui stesso a dirigere i Münchener Philharmoniker in un concerto trasmesso in diretta dalla sala della Radio Bavarese, che venne inviato anche alle altre radio europee. Quella sera, il 29 aprile, segnò l’apice della mia carriera durante il mio soggiorno in Germania, dove completai gli studi nello stesso anno per tornare poi a Taiwan. La composizione venne insignita del Jhongshan Art and Literature Prize nel 1978». LUDWIG VAN BEETHOVEN - Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 La Settima Sinfonia nasce tra l'autunno 1811 e il giugno 1812, contemporaneamente all'Ottava e alle musiche di scena per Le rovine d'Atene. La prima esecuzione pubblica, sotto la direzione di Beethoven, fu organizzata l'8 dicembre 1813 nella sala dell'Università di Vienna in una serata a beneficio dei soldati austriaci e bavaresi feriti nella battaglia di Hanau: l'accoglienza fu entusiastica (come pure per la Vittoria di Wellington dello stesso Beethoven), in particolare in virtù del secondo movimento, l'Allegretto, di cui venne subito chiesta la ripetizione. Già i contemporanei, anche i più spregiudicati come C. M. von Weber, avvertirono nell'opera una componente estrosa, una originalità spinta ai limiti del lecito; su questa linea si pone anche la celebre definizione di Wagner di «apoteosi della danza» e di «musica delle sfere a misura d'uomo». In effetti, mai il ritmo strutturale, come elemento basilare dell'invenzione, aveva conosciuto una così straripante efficacia; come sempre, però, nella produzione centrale di Beethoven l'energia scatenante è in equilibrio con il dominio formale, spinto qui a miracoli di controllo e maestria combinatoria. Considerando la natura particolare delle sinfonie Ottava e Nona, si può dire che con la Settima Beethoven chiude un capitolo nella storia della sinfonia, esaurendo tutto il potenziale linguistico e comunicativo evidenziato dalle ultime Sinfonie di Haydn e Mozart circa venti anni prima. Alcuni spunti hanno una definizione così originale da non consentire altri sfruttamenti: così il collegamento fra il Poco sostenuto introduttivo e il Vivace (attraverso la ripetizione quasi iperbolica di una sola nota), la costanza del ritmo puntato nel Vivace, l'essenzialità del profilo ritmico dell'Allegretto (una nota lunga e due brevi), l'entusiasmo dello Scherzo (compreso il marziale Trio ripetuto due volte come nella Quarta Sinfonia) e del Finale (Allegro con brio), testimoni di quella «onnipotenza bacchica» messa in luce da Wagner e rimasta tale anche per il gusto moderno. CONCERTI STORICI * 28 novembre 2013 ore 18.00 – Sala del Grechetto - Biblioteca Sormani Luigi Inzaghi e GianMario Benzing presentano “Giuseppe Verdi e Milano” (ed. Meravigli). Partecipa il Quintetto Hermes * gradita conferma: mail [email protected] - tel. 02 29408039 Gli «AMICI DELLE SERATE MUSICALI» propongono… * Festival cinematografico“ETERNE ARMONIE: Fryderyck Chopin al Cinema” Palazzo Morando - Via Sant’Andrea, 6 - ore 19.30 14 nov. “Angoscia” 28 nov. conferenza-spettacolo “IL RESPIRO DELLE NOTE” a cura di e con LUCA SCARLINI * 12 novembre ore 19.45 Società del Giardino – Via San Paolo, 10 Cena di gala con musica e sorprese. Suonerà il Pianista Roberto Cappello * per ciascun evento è gradita conferma: mail [email protected] - tel. 02 29408039 PROSSIMI CONCERTI Lunedì 18 novembre 2013 – ore 21.00 (Sala Verdi del Conservatorio – Via Conservatorio, 12 – MI) (Valido per: Serie A+F; Serie A; Combinata 1; Serie Orfeo 1; Ciclo A1) Pianista ANGELA HEWITT J. S. BACH L’Arte della Fuga BWV 1080 Biglietti: Intero € 15,00 – Ridotto € 10,00 Venerdì 22 novembre 2013 – ore 21.00 (Sala Verdi del Conservatorio – Via Conservatorio, 12 – Milano) (CONCERTO FUORI ABBONAMENTO) Violinista GIDON KREMER – Pianista MARTHA ARGERICH M. WEINBERG Sonata n. 3 op. 126 per violino solo; Sonata n. 5 op.53 per violino e pianoforte L. v. BEETHOVEN Sonata in sol maggiore op. 30; Sonata in sol maggiore op. 96 Biglietti I Settore: Intero € 35,00 – Ridotto € 30,00 Biglietti II Settore: Intero € 25,00 – Ridotto € 20,00 Lunedì 25 novembre 2013 – ore 21.00 (Sala Verdi del Conservatorio – Via Conservatorio, 12 – MI) (Valido per: Serie A+F; Serie A; Combinata 2; Serie Orfeo 2; Ciclo A2) Pianista EDUARD KUNZ Programma da definire Biglietti: Intero € 15,00 – Ridotto € 10,00 INFORMIAMO CHE ALLA BIGLIETTERIA SERALE DEL CONSERVATORIO SONO DISPONIBILI, PER IL PUBBLICO DI “SERATE MUSICALI”, I BUONI SOSTA PER IL PARCHEGGIO DI VIA MASCAGNI A € 5,00 CON VALIDITÀ DI 3 ORE (20.00 - 24.00). ASSOCIAZIONE «AMICI DELLE SERATE MUSICALI» Presidente Onorario ICALI» Hans Fazzari *** Soci Fondatori Carla Biancardi Franco Cesa Bianchi Giuseppe Ferreri Emilia Lodigiani Enrico Lodigiani Luisa Longhi Stefania Montani Gianfelice Rocca Luca Valtolina Amici Giovanni Astrua Testori Maria Enrica Bonatti Luigi Bordoni - Centromarca Roberto Fedi Ugo Friedmann Jacopo Gardella Camilla Guarneri Miriam Lanzani Thierry le Tourneur d’Ison Lucia Lodigiani Maria Giovanna Lodigiani Mario Lodigiani Paolo Lodigiani Maria Candida Morosini Rainera e Mario Morpurgo Gian Battista Origoni Della Croce Giovanna e Antonio Riva Elisabetta Riva Giovanni Rossi Alessandro Silva Maria Luisa Sotgiu Marco Valtolina Beatrice Wehrlin Amici Benemeriti Fondazione Rocca Ulla Gass Soci Giorgio Babanicas Denise Banaudi Mimma Bianchi Elisabetta Biancardi Claudio Bombonato Valeria Bonfante Giancarlo Cason Piero De Martini Fabio De Michele Maya Eisner Donatella Fava Carlo e Anna Ferrari Maria Teresa Fontana Bianca e Roberto Gabei Matilde Garelli Giuseppe Gislon Maria Clotilde Gislon Fernanda Giulini Yasunory Gunji Ferruccio Hurle Vincenzo Jorio Giuliana e Vittorio Leoni Giuseppe Lipari Eva Malchiodi Giuseppina Maternini Luisa Migliavacca Guya Mina Lucia ed Enrico Morbelli Luisa Consuelo Motolese Lilli Nardella Maria Vittoria Negri Mirella Pallotti Ede Palmieri Stefano Pessina Francesca Peterlongo Giovanni Peterlongo Giuseppe Pezzoli Gian Pietro Pini Raffaella Quadri Giustiniana Schweinberger Paola e Angelo Sganzerla Marilena Signorini Maria Luisa Sotgiu Adelia Torti Vivere l’Arte Graziella Villa Giuseppe Volonterio «SERATE MUSICALI» AMICI STORICI Diana Bracco Giuseppe Barbiano di Belgiojoso Ugo Carnevali Fedele Confalonieri Roberto Formigoni Gaetano Galeone Fernanda Giulini Famiglia Giulini Bianca Hoepli Gianni Letta Emilia Lodigiani Mario Lodigiani Famiglia Lodigiani Roberto Mazzotta Arnoldo Mosca Mondadori Cristina Muti Paolo Pillitteri Fulvio Pravadelli Quirino Principe Gianfelice Rocca Carlo e Rosanna Sangalli **** Banca Popolare di Milano Camera di Commercio di Milano Fondazione Cariplo Fondazione Rocca Mediaset Publitalia Studio Legale De Zigno **** † Shura Cherkassky † Peter Ustinov † Tino Buazzelli † Giuseppe Lodigiani † Carlo Maria Badini † Leonardo Mondadori † Giovanni Spadolini † Carlo Zecchi