N OT I Z I A R I O
T R I M E ST R A L E
D E L L’A S S O C I A Z I O N E
O N CO LO G I CA I TA L I A N A
M U T I L AT I D E L L A V O C E
F o r m a z i o n e d i vo l o n t a r i a t o
per la tutela e la riabilitazione
dei laringectomizzati - ONLUS
( D. L . 4 6 0 d e l 0 4 / 12 / 9 7 )
Poste Italiane s.p.a. - Spediz. in abbon. postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Verona
ANNO XXVII - N° 132 - II TRIMESTRE 2010
EDITORIALE
Il rinnovo delle cariche
CONOSCERE
Il Polesine
SANITÀ
XCVII Congresso
Otorino di Riccione
SANITÀ
IX Convegno
internazionale SVO
€ 0,50 - In caso di mancato recapito restituire
a l l ’ U ff i c i o d i V R C M P, d e t e n t o r e d e l c o n t o , p e r l a
r e s t i t u z i o n e a l m i tt e n t e , p r ev i o p a g a m e n t o r e s i
1 3 2 - I I T R I M E ST R E
2 01 0
Notiziario trimestrale
d e l l ’A s s o c i a z i o n e
Oncologica Italiana
M u t i l a t i d e l l a Vo c e
D i r e tt o r e e d i t o r i a l e
O. Adriano Zanolli
D i r e tt o r e r e s p o n s a b i l e
Giorgio Montolli
Redazione
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n. 1691 del 20/01/2006
w w w. a o i o n l u s . i t
i n fo@ arv m d v. i t
Fe d e r a t a a l l a FAV O-R O M A
Fe d e r a t a F I A L P O-V E R O N A
In copertina:
Rovigo, Piazza Vittorio Emanuele
E D I TO R I A L E
Rinnovo cariche
Un tuffo nella natura
3
4
PRIMO PIANO
9° Convegno Internazionale SVO
5
SA N I T À
Così parlò il Dott. Rizzotto
Come cerchi sull’acqua...
9
9
SA N I T À “ S P E C I A L E P E R V O I ”
L’olfatto e il gusto
Per un messaggio efficace
9
10
I N F O R M AS E Z I O N I
Belluno - Convegno Distrex
Belluno - Educazione alla salute
Padova - Festa di primavera 2010
Treviso - Esperienze a confronto
Treviso - Consigli, non critiche
Treviso - La mia esperienza
Cariche regionali e provinciali
Venezia - Da Cremona un segnale forte
Verona - Invito a Palazzo
Verona - Nuovo Polo chirurgico
Vicenza - Incontri
Pordenone - Per San Marco in Val Colvera
11
11
12
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13
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15
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20
20
21
22
INTERMEZZO
Elogio della lentezza
23
C ONOSCERE
Polesine terra dai confini d’acqua
Adria la porta dell’Adriatico
Bergantino, la fortuna arrivò...
Il datario della memoria
24
25
26
27
LETTURE
Le medicine e le cure di un tempo
Il pesce d’aprile
29
30
HANNO COLLABORATO ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO NUMERO
Gaetano Bragantini, Efrem Carraro, Flavio Casoni, Monica Cielo, Silvio Cuman, S. De
Stefani, Saturnino Frittelli, Maurizio Magnani, Annamaria Marcadella, Luciano Olivo,
Severino Pastore, Giuseppe Rizzotto, Pietro Serraiotto, Giacomo Spinato, Pier Luigi
Tornatore, O. Adriano Zanolli, Giò Zanuso
E D I TO R I A L E
Il rinnovo delle cariche
L’Assemblea Regionale per il triennio giugno 2010
giugno 2013 presso il “Centro Mons. Carraro”
di O. Adriano Zanolli
Verona 12/06/2010
Caro amico, ricordati che:
– Se corri da solo arrivi prima, ma
insieme certamente si può andare
lontano.
– Il buon Volontario sa donare il
proprio tempo agli ammalati, ai
bisognosi di sorrisi e assistenza,
mettendo la propria persona sempre in secondo piano.
– Il Volontario sostenitore attivo è
un patrimonio dell’Associazione;
apri la tua mente ed accetta tutte
le persone che si rendono
disponibili a risolvere i tuoi problemi.
– Se cerchi un valido Volontario lo
troverai senz’altro tra le persone
impegnate, perché chi è libero è
spesso occupato a non far niente.
Con la proiezione sullo schermo
dei quattro punti di cui sopra si è
aperta l’Assemblea Regionale con
il benvenuto a tutti i partecipanti e
col saluto alle varie Autorità, Rappresentanti del mondo Sanitario e
Sociale.
Relazione triennio scaduto: riassumendo l’attività svolta nei punti
più salienti:
– Informatizzazione Sede Regio-
nale e Corsi alle Sezioni con successiva fornitura di programmi e
computer
– Sito Internet
– Corsi continui di aggiornamento
per i Maestri Riabilitatori
– Scuole di formazione presso gli
Ospedali di Cremona e Treviso
– Apertura nuove Convenzioni con
le ULSS
– Corsia preferenziale nei Reparti
ORL per assistenza operati
– Consolidamento Rapporto Regione / Sanità con concessione
straordinaria gratuità ausili
– Campagna prevenzione nelle
Scuole
– Convegni Medici in Veneto
3
PRIMO PIANO
– Marchio “Merita Fiducia” da
parte C.S.V.
– Stampa vari libretti per l’Associato.
Programma 2010/2013
– Ruolo Maestro Riabilitatore - figura centrale dell’Associazione
- Corsi di formazione
– Programma Convegni e scelta
Ospedali
– Rinnovo Convenzioni ULSS per
triennio puntando all’ampliamento
delle attività ed adeguamento contributo
– Valutare possibile Codice Fiscale per Sezioni su progetti territoriali
– Creare Delegati per Rapporti
con:
– C.S.V.
– Regione
– Favo
– AIOM
– LILT
– Osservatorio Regionale 3° Settore
– Coordinamento Comitato Sottovoce
– Responsabile Sito Internet
– Responsabile Progetti
– Responsabile Convenzioni
ULSS
– Responsabile Tesseramento e Libro Soci/Anagrafe
– Responsabile Rete con Associazioni
Inoltre:
– Revisione rimborso spese c/ Regione e Sezione da 1/07 p.v.
– Aggiornare quote Tesseramento
da 1/01/2011
– Definire nuovi criteri di contributo finanziario alle Sezioni tenendo presente:
– Rapporto n° Scuole fonetiche
per Sezione
– Rapporto n° operati per Sezione
– Rapporto n° Tesserati per Sezione
– Valutazione Progetti
– Criterio di Solidarietà
– Verifica lavoro svolto sul Territorio per Sezione
– determinare priorità e finalità
della spesa
Ne è seguita la nomina dei:
Revisori
Probiviri
Ratifica Consiglieri Regionali
eletti nelle Sezioni
Nomina Tesoriere
Nomina V. Presidente Regionale
Nomina Presidente Regionale
Nomina Presidente Onorario
Il tutto è seguito con voto per alzata di mano ed all’unanimità.
L’Assemblea si è chiusa verso le
ore 13 con grande soddisfazione di
tutti i presenti.
N.B. L’elenco delle varie cariche è
pubblicato sul nostro Sito Internet
ed allegato anche all’interno di
Sottovoce.
Il Presidente
Adriano Zanolli
18 Aprile – Un tuffo nella natura
Per ricordare l’incontro Regionale
a Valeggio sul Mincio e al ParcoSigurtà, ho pensato di raccontare
un po’ di storia dei luoghi visitati.
Valeggio sul Mincio è uu grazioso,
fiorente centro che conserva
l’aspetto di borgo urbano-agricolo
d’epoca medioevale, sorto per volere degli Scaligeri, Signori di Verona. Faceva parte del “Serraglio”,
grandiosa fortificazione in difesa
dalle frequenti incursioni dei vicini Mantovani. A testimonianza del
suo passato di roccaforte scaligera,
restano il Castello e le Torri. Ma,
penso, che il vostro interesse sia ri-
4
volto soprattutto al Parco-Giardino
Sicurtà. Questa incantevole oasi
ecologica adagiata su quasi
600.000 mq., circonda una splendida villa settecentesca, in origine
detta “Villa della Quercia” di proprietà dei conti Maffei. Nel 1941
dopo alterne fortune, l’industriale
farmaceutico milanese, Giuseppe
Carlo Sicurtà acquistò l’intera tenuta, lasciando agli eredi il compito di conservare con lo stesso amore per la natura ciò che aveva realizzato. Un luogo unico, ricco di
angoli stupendi, piante secolari,
radure erbose, giardini acquatici
con ninfee, giacinti d’acqua, carpe
e pesci tropicali, fioriture a ritmi
stagionali di ortensie, tulipani, narcisi, rose, piante officinali, aceri
giapponesi rossi, verdi querce, cipressi neri, bossi… Un “Itinerario
degli Incanti” di 7 km. Che si può
visitare incontrando scoiattoli, caprioli, capre, percorrendoli a piedi,
in bicicletta, in golf-kart o salendo
sul trenino. Aperto al pubblico dal
1978 appassiona migliaia di visitatori regagalando l’incantevole
emozione del contatto con una na-
tura incontaminata.
Adriano Zanolli
PRIMO PIANO
IX Convegno internazionale SVO
“SOTTOVOCE” desidera evidenziare come l’evento
sia fondamentale per speranze sempre più concrete
Il convegno è organizzato dalla
Scuola Triveneta Ospedaliera di
Discipline Otorinolaringoiatriche
che in più di dodici anni ha creato
collegamenti scientifici-operativiistituzionali tra le Unità Operative
di Otorinolaringoiatria del Triveneto, le Università e i più importanti centri oncologigi mondiali, in
grado di garantire l’aggiornamento
continuativo. L’evento più rilevante, tra le innumerevoli attività didattiche e fonatorie, è la Conferenza Internazionale in oggetto giunta
alla IXa edizione e organizzata con
cadenza biennale, in collaborazione con il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York e
con la Mayo Clinic (Scottsdale –
Arizona).
La SVO, oltre alla divulgazione
scientifica ha lo scopo di creare un
sinergismo tra i reparti ORL del
Triveneto creando linee guida comuni,nonché di organizzare scambi di cooperazione internazionale
in Kenia e Romania con la fondazione “Bambini in emergenza” di
Mino Damato.
Dott. Giacomo Spinato
Scientific committee
5
SA N I T À
Così parlò il dott. Rizzotto
Introduzione alla Relazione Ufficiale al
XCVII° Congresso Nazionale di Otorinolaringoiatria
Riccione 19-22 Maggio 2010
Questa relazione
si propone di offrire un quadro
aggiornato di
tutti trattamenti
a nostra disposizione necessari
per curare i tumori maligni alla
laringe. La prevalente attenzione
per la chirurgia, che riflette il nostro interesse di tradizione e di
scuola, è in parte bilanciata dai
capitoli dedicati alla chemio-radioterapia, base del trattamento
di conservazione d’organo. Altri
capitoli sono dedicati alla ricerca
di base sul cancro della laringe,
ricerca alla quale non sempre noi
chirurghi “diamo del tu”. Volendo saltare alle conclusioni, mentre nei tumori “early” di dimensioni limitate chirurgia e radioterapia danno risultati oncologicamente equivalenti e rispettosi in
modo analogo della funzione laringea, nei tumori localmente
avanzati radiochemioterapia e
chirurgia sono sempre più spesso
in concorrenza, ognuna valutando i propri pregi e sottolineando i
difetti della “rivale”. Un equivoco diffuso tra le Persone che sono
vittime del cancro della laringe è
che l’unica soluzione chirurgica
valida nelle neoplasie localmente
avanzate sia la laringectomia totale, con le sequele della perdita
della voce e del tracheostoma definitivo, spesso causa di imbarazzo sociale e, a volte anche familiare. Mentre è vero che anche
oggi la laringectomia totale rappresenta, come scelta chirurgica
la soluzione più adeguata in una
certa quota di casi, è anche vero
che la evoluzione della chirurgia
6
laringea ha messo a disposizione
del Paziente e del Chirurgo una
vasta gamma di interventi “parziali”, che demoliscono anche
una gran parte della laringe ma ne
conservano le funzioni fondamentali: fonazione, ventilazione,
protezione delle vie aeree durante
la deglutizione. Alla validazione
dei risultati oncologi e funzionali
di questa chirurgia sono dedicati
numerosi capitoli di questa relazione: si tratta di risultati di studi
retrospettivi, provenienti però da
un settore nel quale la randomizzazione necessaria ad uno studio
prospettico potrebbe creare problemi etici ai Curanti. La chirurgia parziale del cancro laringeo
sfrutta, in un certo senso, la ridondanza delle strutture anatomiche della laringe che possono essere ridotte all’osso ioide, e a solo una metà del cassone cricoideo, con una sola unità cricoaritenoidea funzionante, eppure svolgere ancora in modo efficiente le
funzioni laringee. La chirurgia
parziale della laringe, ha raggiunto una differenziazione tale da
consentire, come abbiamo fatto,
una classificazione che faciliti il
confronto dei risultati tra casistiche di diversa provenienza e semplifichi la definizione dei diversi
tipi di procedure chirurgiche. Un
indirizzo così nuovo e, agli inizi,
rischioso di chirurgia laringea è
sempre basato sulla intelligenza
chirurgica di Pionieri. In Italia,
come si può ricavare dal geniale
capitolo di bibliografia storiografica di Micheli-Pellegrini, il primo a tentare la ricostruzione delle vie aerodigestive dopo la laringectomia totale è stato Italo Serafini (1970 e seguenti), seguito per
le laringectomie sub totali da
Alajmo (1971 e seguenti). Italo
Serafini si innesta nella mia storia personale in un ricordo dei
miei inizi che desidero condividere con i Lettori di questa Relazione. Era l’estate del 1978,
quando, neo laureato e sperso nel
labirinto delle scelte e delle opportunità incontrai quest’uomo
che mi prese per mano. Era Italo
Serafini, che mi iscrisse alla
scuola di Specializzazione in
ORL e mi inserì nel suo reparto,
fino ad affidarmene, ventidue anni dopo, nel 2000, la direzione,
consegnandomi una enorme, difficile a affascinante eredità. In
tutti questi anni ho cercato di non
disperdere il grande patrimonio
delle sue grandi intuizioni, della
sua onestà intellettuale, del suo
attaccamento al lavoro e, in ultima analisi, del suo grande amore
verso il Paziente. Non so se sono
riuscito a rendergliene onore:
l’impegno e la volontà da parte
mia non sono comunque mancati.
Anche questa Relazione Ufficiale
sulle “Attualità in Oncologia Laringea”, affidatemi due anni fa
dalla Società Italiana di Otorinolaringoiatria, può essere considerata anche il giusto premio per
Lui e per il Suo impegno per il
moderno indirizzo di chirurgia
funzionale della laringe, destinato a ridurre il numero delle laringectomie totali. L’evoluzione
della chirurgia funzionale della
laringe, dopo la prima laringectomia totale eseguita da Billroth nel
1873, continua con la prima emilaringectomia, attribuita allo stesso Autore, nel 1878, e, successivamente con l’opera di Glueck,
Soerensen, Hautant, Leroux-Ro-
SA N I T À
bert, Butlin, Seman ecc.
Merita una menzione particolare
J. M. Alonso per aver ideato, giovandosi degli studi anatomici di
Rouviere e sulle immagini radiologiche di Baclesse, e proposto
nel 1939 la laringectomia orizzontale sopraglottica, giustificandola con questaespressione: “Se
quasi sempre, la natura fa si che
un cancro sopraglottico si ferma a
livello della linea che passa al di
sopra del fondo del ventricolo,
perché allora non dare fiducia alla natura e togliere il tumore passando al di sopra di questa linea,
creata da una mano più saggia
della nostra?”. Gli sforzi per evitare la laringectomia totale si
moltiplicano dopo la seconda
guerra mondiale. Negli anni ’60 e
’70 vengono codificate le laringectomie sopracricoidee: da ricordare Majer-Piquet e Labayle,
e i contributi italiani di Alajmo,
Calearo, de Vincentiis, de Campora, Laudario e altri. Serafini
negli anni ’70 andò oltre le sopracricoidee, estendendo l’exeresi
della neoplasia in sede sottoglottica e inventando le tracheo-ioidopessie. Questo tipo di chirurgia
venne abbandonato dopo un decennio per gli scadenti risultati
funzionali. Succo ed io abbiamo
ricodificato questo tipo di intervento negli ultimi anni: le indicazioni, la tecnica chirurgica e la
validità oncologica e funzionale
di questo nuovo tipo di chirurgia
verranno illustrati in questa Relazionne. A partire dagli anni ’80 è
iniziata e si è sempre più sviluppata la microchirurgia transorale
con laser CO2 e sono stati pubblicati sempre più numerosi lavori
con trattamenti di conservazione
d’organo non chirurgici, basati su
protocolli di chemio-radioterapia.
In conseguenza di tutti questi
sforzi il numero di laringectomie
totali è nettamente calato, e questo è un punto di arrivo moltoimportante. Più in generale il punto
d’arrivo del successo di ogni trattamento antineoplastico non è
l’immortalità ma la eliminazione
della malattia curata dalle cause
di morte. Ma se il Chirurgo e
l’Oncologo vedono solo la percentuale di successi oncologici,
la preservazione degli organi e
delle loro funzioni, una discreta o
buona qualità della vita successiva al trattamento, occorre sempre
tenere nella massima considerazione quegli che non guariscono,
la loro vicenda e la qualità della
loro morte. A tale riguardo voglio
qui ricordare la lettera che ho ricevuto da un mio amico, Saverio,
morto qualche mese fa per una
neoplasia orofaringea, quando dice: “In un secondo tempo, ripensando alla mia esperienza non
posso dimenticare di essere ricorso alla gastroctomia endoscopica percutanea, la cosiddetta
PEG, che mi ha permesso di superare certe fasi della malattia e
la nutrizione enterale mi è stata
molto utile ma è una terapia medica incontestabilmente con tutte
le sue complicazioni e disagi e
non credo che un medico possa
pensare il contrario. Per questo
motivo voglio essere io a dare il
mio consenso a una terapia e nel
caso di una legge sacrosanta sulle dichiarazioni anticipate di
trattamento di fine vita l’alimentazione non può essere assolutamente considerata qualcosa di
diverso da una cura medica. Cristo insegna che anche dopo la
morte c’è vita e soprattutto che la
morte è un evento ineludibile di
pace e serenità raggiunta. Questo
mio scritto non vuole essere una
divulgazione pietistica delle mie
disavventure ma una riflessione
su questo argomento che non riguarda solo l’esiguo numero di
casi di pazienti in stato vegetativo ma anche centinaia di migliaia di pazienti affetti da patologia
neoplastica spesso consapevoli
della loro prognosi, perché giustamente informati dai medici cu-
ranti, e tra di loro molti colleghi
medici che potrebbero darvi un
importante contributo con la loro
esperienza.
Un abbraccio”.
Spero che questa relazione, sicuramente incompleta e colma di lacune, senza pretese di sostituirsi a
tutto ciò che, oggi, può essere reperito nelle riviste scientifiche, nei
testi di tecnica chirurgica, di oncologia, di radioterapia, etc., possa
essere fonte di meditazione e di
sprone a tutti i laringologi italiani
affinché il paziente diventi sempre
di più soggetto e protagonista del
nostro impegno. Nel ringraziare la
Società Italiana di ORL e Chirurgia Cervico-Facciale che si è fidata di assegnarmi questo compito,
concludo ringraziando tutti i Colleghi che hanno partecipato alla
realizzazione di questa Relazione
scusandomi con quanti, pur meritevoli, non ho saputo e potuto
coinvolgere. Un grazie di cuore ai
miei collaboratori senza i quali
non sarei riuscito a portare a termine questo lavoro. Grazie a Irma,
che mi ha sopportato in questa avventura fino all’inverosimile e,
agli amici Guido, Luigino, Toni,
Lino, Marco, Primo etc. che mi
hanno costantemente incoraggiato
con la loro serenità e disponibilità.
Dott. Giuseppe Rizzotto
A Irma
e Saverio, testimone
del meraviglioso
incontro
7
SA N I T À
Come cerchi sull’acqua...
L’importanza relazionale della malattia
Il reparto “famiglia”
8
P REMESSA . Si nasce da una relazione e per tutta la nostra esistenza continuiamo a cercare di avere vicino
qualcuno. La ricerca dell’altro risponde ai bisogni di riconoscimento, condivisione, cura. Il naturale
bisogno del bambino di essere rispecchiato e contenuto dalla madre è indispensabile per una sana
crescita psichica. Le “coccole” ricevute da piccoli, infatti, plasmano
la capacità di risposta agli stress e
la vulnerabilità psico-fisica. Purtroppo questo bisogno non è sempre soddisfatto a causa delle carenze o delle mancanze della figura
materna e dell’ambiente familiare.
Il risultato è che alla crescita cronologica, allo sviluppo delle capacità intellettive e alla realizzazione
d’importanti tappe dell’esistenza
(lavoro, famiglia), non corrisponde una maturazione nella relazione
oppure del sentimento o della sessualità. Si creano così personalità
diverse con diversi modi di affrontare il mondo e quindi di “relazionarsi” con gli altri. Per considerare
come il mondo relazionale si allarga, basta pensare alla famiglia: come i cerchi sull’acqua che si allargano quando si getta un sasso nello stagno. Dalla madre, ai genitori,
ai fratelli, ai nonni, agli zii, ai cugini: quante stimolazioni e quante
esperienze relazionali si devono
gestire e memorizzare!... L’inserimento scolastico è un altro passaggio. Gli insegnanti sono sostituti
genitoriali, ma con un bagaglio diverso d’informazioni. I compagni
sono simili ai fratelli, ma con diverse storie e così via. Se consideriamo il percorso professionale-lavorativo ecco altre tre molteplici
dinamiche da considerare. Insomma: il vivere non è altro che un
continuo espandersi relazionale.
Come cerchi sull’acqua...
RELAZIONI E MALATTIA. È soprattutto utile analizzare le relazioni
interpersonali quando subentra
una malattia o una condizione invalidante. L’impedimento fisico
apre la porta al modo personale di
mettersi nella relazione. Il coinvolgimento del sistema attorno alla
persona sofferente si infragilisce
regredendo ai bisogni primari di
relazione che richiamano in causa
la dipendenza. Se facciamo riferimento ai familiari si osserva che il
relazionarsi di ciascun membro
con il malato corrisponde al grado
d’intensità della relazione. Non è
sufficiente la disponibilità pratica,
ognuno risponde rispetto ai propri
bisogni, tipo di riparazione, di
compensazione, di accadimento.
In realtà la persona che si ammala
e i suoi familiari sono espressione
e portatori di un disagio e di un
conflitto, a livello più profondo.
Comunque in caso di malattia, il
bisogno diventa simile a quello del
bambino che deve essere accompagnato verso la vita e rimesso nel
cerchio esterno formato dal sasso
gettato nello stagno. E continuando ad allargare i cerchi relazionali
non possiamo prescindere dal considerare gli operatori sanitari. Si
tratta di un ambito relazionale
complesso perché opera su livelli
diversi. – Emotivo: ansie, paure,
depressione – Contenitivo: vissuti
di morte e di speranze – Cura: terapia clinica e chirurgica – Accadimento: del corpo con medicazione
e pulizia. Resta intuitivo come si
crei un legame tanto più forte
quanto più la malattia si avvicina
alla realtà finale, ma se la relazione
è caratterizzata da reciproca fiducia, stima, autorevolezza, comprensione fino all’amicizia, il rapporto clinico medico-paziente diventa addirittura curativo.
REPARTO “FAMIGLIA”. Se uso la
metafora del reparto come famiglia, non affermo qualcosa di troppo lontano dalla realtà. Il chirurgo
è il nonno, il capofamiglia, il depositario della storia e del sapere più
difficile (non a caso lo si chiama
“Professore”). Il padre è il clinico/diagnosta, colui che segue l’andamento e può cambiare il trattamento terapeutico, l’interlocutore
principale che rassicura oppure
rimprovera. La madre è rappresentata dall’infermiere che si occupa
del nutrimento e della pulizia. A
noi psicologi o psicoterapeuti
(“quando” e “se” ci siamo!) spetterebbe il ruolo dello zio/zia che
spiega e racconta. Attenzione: il
nostro ruolo non è consolatorio;
noi dobbiamo indicare alternative
e far comprendere le scelte. In quest’ottica familiare, è lo stesso
ospedale ad acquistare in “valore
casa”. L’ospedale diventa un contenitore rassicurante rispetto allesterno, in cui non si delega l’individuo a gestire da solo ansie ed incognite. Questa organizzazione,
questo sistema di relazioni, offre
ad ognuno qualcosa da dare o
qualcosa da ricevere. Si tratta di un
sistema in evoluzione, che dà spazio agli apprezzamenti, alle critiche, ma soprattutto ai suggerimenti per farlo progredire. Bisogna ragionare in un’ottica di relazioni
familiari per contribuire al buon
andamento e alla crescita del processo curativo!
Dott.sa Monica Cielo
SA N I T À “ S P E C I A L E P E R V O I ”
L’olfatto e il gusto
olfattiva significa
attenti a quei due ......
per ritrovare la facoltà olfattiva
PREMESSA
La qualità della vita dipende in gran parte dalla funzionalità dei nostri cinque sensi: tatto, vista, udito,
olfatto, gusto. La mancanza o la scarsa efficienza di
una o più d’una di queste “finestre sul mondo” inevitabilmente ne comporta un peggioramento. Con la
laringectomia totale s’ interrompe il flusso aereo attraverso le vie normali (naso e bocca) che vengono
cortocircuitate, compromettendo la funzionalità dell’olfatto.
ALLA RICERCA DELL’OLFATTO PERDUTO.
La prima laringectomia risale al 1873. Ai problemi
connessi alla voce e alla respirazione si concentra la
massima considerazione, ma non si valutano le conseguenze sull’olfatto. Solo nel 1973 (un secolo esatto dalla prima laringectomia!) si prende atto della
stretta relazione tra l’intervento demolitivo e la perdita olfattiva (anosmia). Negli anni ’70 ad imitazione dei sommeliers, viene proposta la tecnica dello
“sbadiglio passivo” (movimento della lingua che
spinge l’aria all’indietro per via orale). Negli anni
’90 viene proposto un sistema chiamato “laringe
bay pass” (un tubo di gomma interposto tra il tracheostoma e la bocca che consente di ripristinare il
flusso aereo per le vie normali). Altre due tecniche
proposte sono: lo “sbadiglio garbato” (si cerca di
ingoiare aria abbassando rapidamente la lingua a
bocca chiusa, creando una piccola depressione a livello della cavità buccale che favorisce un flusso
d’aria attraverso le narici ) e lo “sniffing” (introdurre rapidamente l’aria dal naso, dilatare le narici e
nello stesso tempo deglutire). La radioterapia non ha
alcuna influenza sull’olfatto, in quanto le radiazioni
sono dirette al di sotto del centro olfattivo. Esiste,
invece, un rapporto diretto di causa-effetto tra la
chemioterapia e l’olfatto (iposmia) deteriorato dalle
Ritrovare la capacità
ridare qualità alla vita
sostanze chimiche utilizzate per la terapia. Si è riscontrato che la percezione olfattiva del laringectomizzato che parla con voce esofagea risulta migliore rispetto al laringectomizzato che parla con protesi fonatoria. A partire
dagli anni ’80 si è riscontrato inoltre che
esiste anche una funzione olfattiva che passa per via polmonare
sanguigna e raggiunge
il bulbo olfattivo (vedi
figura). Si può dire,
dunque, che al laringectomizzato non manca in
assoluto l’olfatto.
IL GUSTO.
Il senso del gusto è provocato dalla stimolazione
delle papille gustative che danno la sensazione dei
quattro sapori fondamentali: dolce, acido (aspro),
salato, amaro. A differenza dell’olfatto, i difetti di
trasmissione e di percezione derivati dall’intervento
demolitivo, sono limitati al periodo della chemioterapia. Il gusto è associato alle sensazioni: visive (la nota acquolina),
tattili, caloriche, alla reazione chimica con la saliva ed è strettamente collegato all’olfatto. Tutte queste
sensazioni, integrandosi, costituiscono una “memoria gustativa” che
fa riconoscere un cibo anche ad occhi chiusi. Sulla base di studi specifici si può affermare che appropriate stimolazioni olfattive e trigeminali, assieme ad un buon funzionamento del gusto, ridanno al laringectomizzato una soddisfacente
funzione olfattiva.
CONCLUSIONE. Ritrovare la capacità olfattiva, significa ritrovare una più serena e appagante disposizione verso la vita. Si invita il laringectomizzato ad impegnarsi a riaprire quella “finestra sul mondo” perduta o alterata. Non deve sottovalutare inoltre che
odori e sapori possono essere un archivio di ricordi,
l’eco del proprio passato che riemerge regalando il
dono prezioso delle emozioni.
Sintesi da una relazione del
Dott. M. Magnani
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SA N I T À “ S P E C I A L E P E R V O I ”
Dato l’interesse dei contenuti, propongo una sintesi dell’intervento
del prof. G.F. Garusi all’Assemblea Ordinaria Generale – (A.O.Z.)
Per un messaggio efficace
Chi meglio di voi può dare agli incontri anti fumo e anti alcool nelle
scuole, il contributo più valido?
Chi meglio di voi possiede l’antivirus più adatto per “vaccinare” gli
adolescenti, maschi e femmine,
contro quella dipendenza? Chi meglio di voi ha la forza persuasiva
dell’esempio? Detto questo, vorrei
chiarire quali sono le caratteristiche necessarie per elaborare e trasmettere nel modo più incisivo un
messaggio.
– deve essere “chiaro” e “semplice”
- deve stimolare l’interesse dell’uditorio
– deve essere breve e conciso
– si deve ricordare con facilità.
È fondamentale tener presente che
la comunicazione non è solo verbale, è anche non verbale. Ossia un
messaggio può arrivare anche in
modo non diretto.
Un messaggio più è “pensato” e
“vissuto” da noi e più raggiunge il
massimo livello di efficacia nel
tempo.
Sarebbe auspicabile che assieme,
tutti noi, costruissimo delle “schede di lavoro”, delle “linee guida”
che poi ognuno saprà filtrare attraverso la propria personalità e adat-
tare all’uditorio. Quali sono le cose da non fare e gli errori da evitare?
È un’inchiesta a tutti i lettori di riflettere sulle varie problematiche e
di riferire all’Associazione le proprie esperienze e Consigli.
Quando esiste un deficit della voce
e/o dell’udito, non è da sottovalutare un particolare: guardarsi in
faccia per meglio intendere e farsi
intendere. È importante, inoltre,
come ci presentiamo al giovane
uditorio: da noi deve trasparire attraverso il sorriso, calma, serenità,
concentrazione mentale, convinzione. Anche questi sono messaggi
efficaci.
E non dimentichiamo che anche
dai più piccoli, dai più semplici
possiamo sempre imparare ed arricchire il nostro modo di comunicare.
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I N F O R M AS E Z I O N I - B E L L U N O
Convegno Distrex
“Riabilitazione fonatoria e polmonare per laringectomizzati.
L’innovazione al servizio della salute”
24/04/2010 - Nella Sala Riunioni
dell’Ospedale cittadino, il Dott.
Marin e la Dott.ssa Superchi della
Distrex, hanno gestito l’incontro
alla presenza di molti associati e
con la partecipazione del Primario
Dott. Roberto Bianchini (vedi foto), dell’ex Primario Dott. Angelo
Pradel, dei Dottori Gaetano Pugliese e Giuseppe Longi, della logopedista Dott. ssa Carine da
Gioz, della Capo Sala Ellen Losso,
di una rappresentanza del corpo infermieristico e di Elisa Damiani
Dott.ssa di base e logopedista all’Ospedale di Feltre. L’incontro è
stato molto costruttivo. Sono stati
presentati i vari ausili e spiegata la
manutenzione e relativa applicazione. L’incontro si è chiuso con
un’interessante colazione che ha
permesso a tutti i partecipanti uno
scambio di esperienze molto costruttive.
Saturnino Frittelli
Educazione alla salute tra i banchi di scuola
Associazione Mutilati della Voce
di Belluno ospite alla Media Foscolo Si è tenuto martedì, alla media Foscolo di Sedico, nell’ambito
del progetto “Educazione alla Salute”, l’incontro tra gli studenti
delle classi 2b e 2c e l’Associazione Oncologica Mutilati della Voce
di Belluno col Presidente provinciale Saturnino Frittelli, il Consigliere regionale Diego Fiabane ed
Elio Bernard. All’incontro, organizzato dalle insegnanti Annalisa
Mino e Gabriella Bortolot, a una
quarantina di ragazzi sono state
prospettate le gravi conseguenze
provocate da eccessi alimentari o
alimentazione scorretta, dagli eccessivi sforzi fisici (specialmente
con assenza di allenamento), dalla
droga, dall’alcool e dal fumo. E
proprio su quanti e quali danni il
fumo può provocare all’apparato
fonatorio, specialmente se si inizia
in età adolescenziale, che è stato
posto maggiormente l’accento. Infatti nell’aula magna, mediante
una lavagna luminosa, tra le altre
cose è stata proiettata una serie di
dati allarmanti atti ad illustrare le
conseguenze che derivano
dal fumo. Da segnalare il forte
coinvolgimento degli studenti delle due sezioni (le altre due lo stesso incontro lo avevano avuto in
precedenza) i quali hanno chiesto
informazioni sulle terapie, sugli
interventi chirurgici, sulla riabilitazione e sullo stato d’animo di chi
apprende di essere malato. Al termine dell’incontro, l’assessore
Gualtiero De Pellegrin ha salutato
i presenti, anche a nome dell’amministrazione comunale, com plimentandosi con le insegnanti per
la lodevole iniziativa.
Flavio Casoni
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I N F O R M AS E Z I O N I - PA D OV A
Festa di Primavera 2010
Si è svolta lo scorso 23 maggio in concomitanza con
le elezioni per il rinnovo degli organi provinciali
Quest’anno la nostra Festa di Primavera si è svolta il 23 maggio, il
tempo è stato ottimo, ed una calda
giornata di sole ci ha accompagnato
per tutta la giornata, in concomitanza si sono svolte anche le elezione
per il rinnovo degli organi provinciali dell’associazione.
La Santa Messa è stata celebrata,
come sempre, dal nostro Don Lorenzo, che ci ospita con rinnovato
affetto ogni anno, con la partecipazione della Corale di San Giacomo
di Monselice, che ha allietato ed impreziosito la cerimonia.
Dopo la Santa Messa il Presidente
Provinciale uscente Cav. Renzo
Goldin ha presentato agli associati i
candidati: Piero Mascotto, Tarcisio
Nalesso, Ida Padovan, Severino Pastore, Dino Piva, Mauro Piva, Gianpaolo Pizzigolotto, Franco Temporin, Giovanni Tosello e, naturalmente lo stesso Presidente Goldin.
Anche questa volta i candidati sono
quasi equamente divisi fra soci ordinari e volontari, a riprova che la sezione padovana è riuscita ad aprirsi
all’esterno e che i nostri volontari
sono sempre pronti a mettere il loro
tempo e le loro energie a disposizione di coloro che ne hanno più bisogno. Anche per sottolineare questo
fatto l’assemblea dei soci, su proposta del consiglio direttivo uscente,
ha voluto nominare socio onorario
il dott. Francesco Lunghi, primario
dell’Ospedale di Monselice, che da
molti anni segue l’associazione ed è
sempre presente, assieme a medici e
paramedici dello staff di ORL, alle
nostre manifestazioni.
È seguito il rinfresco, allestito nel
giardino del Patronato della Parrocchia di Monticelli ed il pranzo sociale, preparato con la cura e la professionalità di un grande chef dalla
12
Sig.ra Marisa e dalle sue preziose
aiutanti. Anche il servizio in tavolo
è stato ineccepibile, assolto, con
grande impegno e gratuitamente,
dai nostri volontari.
Naturalmente non è stata solo
un’occasione di festa, anche se
per noi è necessario fare festa, è
necessario trovarci attorno ad un
tavolo per dire “ci siamo, anche
quest’anno, stiamo bene e abbiamo voglia di dimostarlo assieme
ai nostri cari”.
Durante le pause del pranzo si so-
no svolte le votazioni, il cui esito è
stato comunicato ai soci alla fine
della manifestazione.
Ai nuovi eletti sono andati gli incitamenti per una proficua attività da
parte di tutti i presenti.
Anche quest’anno la festa è pienamente riuscita, grazie all’impegno
di tutti ed a quello straordinario di
alcuni, con la presenza di nuovi
amici e di un nutrito corpo sanitario. Grazie a tutti ed arrivederci.
Severino Pastore
Importante per tutti i lettori
Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto spesso, in occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono portatile, ma gli operatori non sanno chi contattare tra la lista interminabile
dei numeri salvati nella rubrica. Gli operatori hanno lanciato l’idea che
ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in
caso di urgenza sotto uno pseudonimo predefinito. Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (In Case of Emergency). È sotto questo
nome che bisognerebbe segnare il numero della persona che operatori
delle ambulanze, polizia, pompieri o primi soccorritori potrebbero contattare. In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare la
definizione ICE1, ICE2, ICE3, etc. Facile da fare, non costa niente e
può essere molto utile. È una buona idea ed è anche promossa dalle autorità preposte al soccorso.
Severino Pastore
I N F O R M AS E Z I O N I - T R E V I S O
Esperienze a confronto
Il nostro Primario
al Congresso di Riccione
Dal 19 al 22 maggio si è tenuto a
Riccione il XCVII CONGRESSO
NAZIONALE DI OTORINOLARINGOLOGIA, certamente un
evento di massima rilevanza in cui
convergono e si mettono in discussione esperienze vecchie e
nuove. Quest’ anno, la Società Italiana di Otorinolaringologia e
Chirurgia Cervico-Facciale ha nominato Relatore ufficiale il Dott.
Giuseppe Rizzotto, Primario del
reparto ORL dell’Ospedale di Vittorio Veneto.
Si tratta di un importante riconoscimento che premia un veneto,
per meriti eccezionali conseguiti
sul campo, un giusto apprezzamento al dott. Rizzotto e alla sua
equipe per quanto hanno dato e
continuano a dare, nello svolgimento della loro professione. Naturalmente, non è possibile qui
pubblicare la relazione ufficiale:
“ATTUALITÀ IN ONCOLOGIA
LARINGEA” che, oltretutto, sa-
rebbe solo in parte comprensibile
ai non addetti ai lavori. Tuttavia,
vorrei rendervi partecipi dell’Introduzione perché oltre ad essere
accessibile anche a noi, comuni
mortali, è un’ulteriore testimonianza, se fosse necessaria, di
quanto da sempre vado sostenendo
e cioè che per essere “grandi”, è
certamente indispensabile una solida competenza specifica, ma occorrono anche una buona dose di
umanità e un pizzico di umiltà. Vi
invito quindi, alla lettura di “COSÌ
PARLÒ IL DOTT. RIZZOTTO”
(pag.6).
Luigino Gava
Un consiglio vale più di mille critiche
Quando ti chiedi: «Cosa fa l’Associazione per me?», fatti la domanda: «Cosa faccio io per l’Associazione?». È un modo molto semplice e diretto per sapere cosa chiedere e cosa fare per l’Associazione.
L’Associazione è formata da chi
dovrebbe concorrere al buon funzionamento della stessa. Che ci
siano diverse opinioni di fronte ad
un problema che ci riguarda, guai
se ci fosse sempre uniformità di
idee, quello che non è normale è
nel voler aver ragione a tutti i costi non rispettando niente e nessuno. Questo è un atteggiamento
non da volontario attivo in un’Associazione come la nostra. Se io
sbaglio, spero sempre che ci sia
qualcuno che me lo dica, perché
questo mi aiuta e crescere dando
il meglio nell’Associazione.
Quello che non capisco sono le
critiche fini a se stesse, solo per
dire: tu sai solo sbagliare, invece
di dire, io avrei fatto in un’altra
maniera. Non capisco anche il
non voler ascoltare spiegazioni,
non scuse, per un fatto che magari uno non è a conoscenza o può
averlo fatto in perfetta buona fede. Concediamo all’amico che ci
parla, che ci sta a fianco, la possibilità che possa aver sbagliato ma
senza altri scopi se non di fare
qualcosa per l’Associazione. A
mie spese ho imparato a non ar-
rabbiarmi, non portare rancore
anche verso chi mi ha, per ignoranza o mala fede, insultato o deriso. Ognuno dà quello che può
dare e nessuno mai gli chiederà di
più; ci sono tanti fattori che fanno
sì di essere diversi, ma una cosa ci
accomuna, facciamo parte di questa Associazione rispettandola,
amandola come sappiamo fare
noi. Quando ho cominciato a frequentare l’Associazione, mi sembrava molto più semplice fare il
volontario, ma adesso che so cosa
comporta in fatto di tempo, denaro, sentimenti ecc., sono soddisfatto della scelta fatta e spero mi
sia data occasione di farla in avvenire. Quando vado in ospedale a
13
I N F O R M AS E Z I O N I - T R E V I S O
trovare una persona appena operata della stessa mia patologia che
mi saluta, mi fa un sorriso, mi “dice” arrivederci, tutto quello che io
ho fatto finora ha un’altra valenza.
Ha ragione l’Associazione nel voler fare delle nostre sedi punto di
aggregazione sociale in quanto ritengo che la nostra malattia venga
vissuta in prima persona anche dai
nostri famigliari, quelli che ci stanno più vicino specialmente all’inizio del ritorno a casa e che vogliono solo il nostro bene, anche se tal-
volta sembrano rompere. Ritorno a
casa con in cuore la fiducia in me
stesso e negli altri.
Sarò forse idealista ma penso che a
far del bene ci si guadagna sempre.
Efrem Carraro
Il contributo della mia esperienza
Anche quest’anno sono stato ospite del Prof. C. Marchiori, primario
ORL dell’ospedale di Treviso, e
della sua Equipe ad assistere alla
prima giornata del MASTER
TEORICO-PRATICO per la riabilitazione vocale mediante protesi
fonatoria, e a collaborare nella seconda giornata per quanto riguarda
i presidi per i laringectomizzati.
Il Master si è svolto in due giornate 15 e 16 aprile, con la partecipazione di Medici specialisti in Otorinolaringoiatria, Audiologia e Foniatria e di Logopedisti.
Nella mattinata della prima giornata di lavoro, si sono alternati i
vari specialisti dove ognuno di essi svolgeva una relazione su un tema specifico riguardante il carcinoma della laringe. Interventi che
andavano dall’Epidemiologia del
carcinoma, alla laringectomia totale, alla storia della riabilitazione
vocale, alla miotomia, alle protesi
fonatorie e altro ancora, fino ad arrivare a un quadro completo di tutte le problematiche inerenti alla
patologia laringea. Nel pomeriggio è stata proiettata una prima
Sessione video-chirurgica di una
laringectomia totale con posizionamento primario di protesi TE
eseguita dal Prof. Marchiori, e una
seconda sessione video-chirurgica
riguardante il posizionamento secondario di protesi TE eseguita
dalla dott.ssa Da Mosto.
A concludere i lavori della prima
giornata è stato l’intervento del
Rag. A. Zanolli, Presidente dell’Associazione Oncologica Italiana Mutilati della Voce, che ha spiegato gli scopi della nostra Associa-
zione, gli obbiettivi raggiunti e
quelli in programmazione.
Nella mattinata successiva, presso
l’ambulatorio “Protesi Fonatorie”,
ci sono state delle esercitazioni
pratiche riguardanti tecniche di
riabilitazione Logopedica, di varie
tipologie di protesi e metodiche di
sostituzione e di utilizzo della valvola fonatoria e di altri presidi.
Esercitazioni alle quali ho potuto
dare il mio contributo mettendo a
disposizione la mia esperienza di
laringectomizzato.
Di tutto questo ringrazio ancora
una volta il Prof. Marchiori per la
sua gentilezza e umanità.
Senza dimenticare tutto il suo Staff
cominciando dalla dott.ssa Da Mosto. Grazie.
Luciano Olivo
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ORGANIGRAMMA
Cariche elettive
per il triennio 2010-2013
CONSIGLIO DIRETTIVO GENERALE
PRESIDENTE ZANOLLI O. ADRIANO - VERONA
V.PRESIDENTE TORNATORE P.LUIGI - MESTRE
TESORIERE - SEGRETARIO BRAGANTINI GAETANO - VERONA
SEZIONE BELLUNO
PRESIDENTE FRITTELLI SATURNINO - BELLUNO
CONSIGLIERE FIABANE DIEGO - SEDICO
CONSIGLIERE BERNARD ERIO - LIMANA
SEZIONE PADOVA
PRESIDENTE GOLDIN RENZO - MONSELICE
CONSIGLIERE PASTORE SEVERINO - NOVENTA PADOVANA
CONSIGLIERE TOSELLO GIOVANNI - MONSELICE
SEZIONE ROVIGO
PRESIDENTE DE STEFANI SERGIO - ROVIGO
CONSIGLIERE CANDIANI GUIDO - VILLAMARZANA
CONSIGLIERE CIBIN LUIGI - FRASSINELLE POLESINE
SEZIONE TREVISO
PRESIDENTE CARRARO EFREN - MOGLIANO VENETO
CONSIGLIERE COLBERTALDO RENATA - MONTEBELLUNA
CONSIGLIERE BOTTERO MARIO - RESANA
SEZIONE VENEZIA
PRESIDENTE TORNATORE P.LUIGI - MESTRE
CONSIGLIERE BROVEDANI STEFANO - MARTELLAGO
CONSIGLIERE BIANCHINI GIOVANNI - MESTRE
SEZIONE VICENZA
PRESIDENTE SERRAIOTTO PIETRO - BASSANO DEL GRAPPA
CONSIGLIERE MARCADELLA ANNAMARIA - BASSANO DEL GRAPPA
CONSIGLIERE ZAMBOTTI BORTOLO – BASSANO DEL GRAPPA
SEZIONE VERONA
PRESIDENTE SEGALA WALTER - CORREZZO DI GAZZO VERONESE
CONSIGLIERE MEGGIOLARO LUIGI - MINERBE
CONSIGLIERE MORBIOLI GIANCARLO - VILLAFRANCA
COMITATO DI PRESIDENZA
PRESIDENTE ZANOLLI O. ADRIANO
V.PRESIDENTE TORNATORE P.LUIGI
TESORIERE BRAGANTINI GAETANO
SEGRETARIO
PROBIVIRI
EFFETTIVO GOLDIN RENZO
EFFETTIVO BIANCHINI GIOVANNI
EFFETTIVO GIACON GIACOMO
15
ORGANIGRAMMA
SUPPLENTE PELLEGRINELLI ALBERTO
SUPPLENTE RECCHIA RENZO
REVISORI DEI CONTI
EFFETTIVO ROSSIGNOLI DOTT. FRANCO
EFFETTIVO ZANFISI DOTT. GIANNINO
EFFETTIVO MERCANTE RAG. DAVIDE
SUPPLENTE BIZZOTTO RAG. MICHELE
SUPPLENTE DE MARCHI MARIO
CONSIGLI PROVINCIALI
BELLUNO
PRESIDENTE FRITTELLI SATURNINO
V.PRESIDENTE BERNARD ERIO
TESORIERE-SEGRETARIO FIABANE DIEGO
CONSIGLIERE BENATO VITTORINO
CONSIGLIERE VETTOREL MARIA BRUNA
CONSIGLIERE TURRIN MANUELA
CONSIGLIERE DE SIMONI GIACOMO
PROBIVIRO DE SALVADOR LINO
PROBIVIRO DE PELLEGRIN MARISA
PADOVA
PRESIDENTE GOLDIN RENZO
V.PRESIDENTE PASTORE SEVERINO
SEGRETARIO-TESORIERE TOSELLO GIOVANNI
CONSIGLIERE PIVA DINO
CONSIGLIERE PIVA MAURO
CONSIGLIERE PADOVAN IDA
CONSIGLIERE NALESSO TARCISIO
CONSIGLIERE MASCOTTO PIETRO
CONSIGLIERE TEMPORIN FRANCO
CONSIGLIERE PIZZIGOLOTTO GIANPAOLO
ROVIGO
PRESIDENTE DE STEFANI SERGIO
TESORIERE COMETTI ENRICHETTA
SEGRETARIO SINIGAGLIA LUIGI
CONSIGLIERE CIBIN LUIGI
CONSIGLIERE CANDIANI GUIDO
CONSIGLIERE FERRARESI BRUNO
CONSIGLIERE SALVAN GINO
TREVISO
PRESIDENTE CARRARO EFREM
V.PRESIDENTE-TESORIERE-SEGRETARIO OLIVO LUCIANO
CONSIGLIERE COLBERTALDO RENATA
CONSIGLIERE BOTTERO MARIO
CONSIGLIERE MONDIN GIUSEPPE
CONSIGLIERE BAZZOLI CARMELA
CONSIGLIERE PRETE GIOVANNA
REVISORE CODELLO MERCEDES
REVISORE SBROGGIO’ GRAZIELLA
REVISORE VISINTIN BENIAMINO
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ORGANIGRAMMA
PROBIVIRO CODELLO LUIGINA
PROBIVIRO MILANI LUIGI
VENEZIA
PRESIDENTE TORNATORE P.LUIGI
V.PRESIDENTE BROVEDANI STEFANO
SEGRETARIO MAGI GUIDO
TESORIERE BIANCHINI GIOVANNI
CONSIGLIERE FINOTELLO GINO
CONSIGLIERE DE MARCHI MARIO
CONSIGLIERE SABA LUIGINO
REVISORE ARBAN FABIO
REVISORE NORDIO MIRCO
PROBIVIRO MANCIN ANTONINO
PROBIVIRO ORSINI DINO
VERONA
PRESIDENTE SEGALA WALTER
V.PRESIDENTE MORBIOLI GIANCARLO
TESORIERE
SEGRETARIA GRAZIA LUCIANA
CONSIGLIERE BOGONI CARLO
CONSIGLIERE ZANOLLI ADRIANO
CONSIGLIERE RECCHIA RENZO
CONSIGLIERE MELOTTI NEREO
REVISORE CANTARELLI LUCIANO
REVISORE CONVENTO GIUSEPPE
PROBIVIRO COSTA GIUSEPPE
PROBIVIRO CASTAGNINI ALBANA
VICENZA
PRESIDENTE SERRAIOTTO PIETRO
V.PRESIDENTE-TESORIERE MERCANTE DAVIDE
SEGRETARIA ZORZATO OLGA
CONSIGLIERE GASPARINI RAIMONDO
CONSIGLIERE CANDERLE LUIGI
CONSIGLIERE ZAMBOTTI BORTOLO
CONSIGLIERE MARCADELLA ANNAMARIA
CONSIGLIERE VIVIAN SERGIO
REVISORE BIZZOTTO MICHELE
REVISORE CAUCI FULVIA
PROBIVIRO LAGO LUIGI
PROBIVIRO VIVIAN SERGIO
BASSANO DEL GRAPPA
FIDUCIARIO COSTA SAVERIO
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I N F O R M AS E Z I O N I - V E N E Z I A
Esperienze a confronto
Un segnale forte:
la centralità del malato
15-16 Aprile 2010 –
Con i nostri maestri riabilitatori
Stefano Brovegani, Alfredo Peverelli, Luigino Saba ed il volontario Giovanni Bianchini, ho partecipato presso l’Azienda Ospedaliera di Cremona all’ormai
consueto e collaudato corso che
quest’anno trattava la “Gestione
avanzata del recupero comunicativo e dell’assistenza del paziente
laringectomizzato”. La direzione
e l’organizzazione, come sempre
affidata alla profonda, umana
professionalità del dott. Maurizio
Magnani, ha offerto ai moltissimi
laringectomizzati e alle varie figure professionali, preziose conoscenze e fondamentali competenze. Particolare rilievo è stato
dato alle problematiche psicologiche del laringectomizzato che
coinvolgono il nucleo familiare e
la sua rete comunicativa. Non si
sono taciute, né tanto meno sottovalutate, le difficoltà oggettive
che incontra, tra cui: degenze
brevi, frammentazione di competenze assistenziali, essere curato
attraverso protocolli non personalizzati, sentirsi un “numero”.
Da questo corso è arrivato un segnale forte: la centralità del malato, ancor prima della patologia.
Tutte le tematiche di ciascun relatore, sebbene spaziassero a 360°
nel “pianeta laringectomia” avevano come filo conduttore questo
fondamentale principio. Ritengo
rilevare come importante informazione quest’ aspetto del corso.
Troppo spesso, infatti, noi laringectomizzati viviamo con angoscia la nostra situazione, ma la
sensibilità di un medico speciale,
“uno di noi”, sa che al di là e sopra d’ogni pur valida professionalità, ciò che più conta sono
l’empatia medico-paziente e il
sostegno psicologico. A conclusione, come testimonia la foto, il
nostro Presidente Regionale
Adriano Zanolli e il dott. Magnani si sono scambiati un “segno”
di reciproca gratitudine.
11-12-13 Marzo - La campagna
anti fumo, droga ed alcol ha fatto
tappa a Mestre, Scuola Media
“Giulio Cesare”, con una “tre
giorni” dedicata a otto classi di 2a
e 3 a media, con un gratificante
ringraziamento da parte della
Preside. È proseguita il 17 Marzo presso la scuola “N. De Conti”
di Sottomarina con tre ore dedicate a sei classi di 2a media.
18 Aprile 2010 – Ai “registi”,
Presidente Adriano Zanolli e Tesoriere Gaetano Bragantini, va il
più vivo ringraziamento per l’invito al Parco di Sigurtà.
25 Aprile 2010 – La nostra bancarella dei fiori, per la festa di
San Marco, è diventata la “Bancarella del bòcolo”. La tradizione
veneziana, a quanto pare molto
sentita, unita alla bellezza delle
rose in boccio, hanno in breve
tempo esaurito la scorta con grande soddisfazione dei nostri zelanti “fioristi”: i coniugi Finotello e
Magi.
5 Maggio 2010 – “Pronto intervento Associazione”. Ore 13 suona il mio cellulare: un nostro so-
cio mi confida la sua difficoltà
nel respirare. Mi reco subito a casa sua con Guido Magi.
Alle 14 siamo negli ambulatori
ORL presso l’Ospedale dell’Angelo. Lo affidiamo ad uno dei
medici del reparto e dopo circa
un’ora lo riconsegna tutto felice e
pimpante. Aveva un blocco di
muco. Questo episodio dimostra
l’importanza dello spirito associativo.
10 Giugno 2010 – Presso l’Ospedale dell’Angelo si è svolto il
Corso “Ausili Provox – Riabilitazione fonatoria e polmonare per
laringectomizzati“. Il Corso, organizzato e diretto dal Presidente
Regionale A. Zanolli, ha posto
come specifici obiettivi le conoscenze e la cultura degli ausili per
la riabilitazione fonatoria e polmonare e l’aggiornamento sulle
innovazioni tecnologiche, brillantemente illustrate dalla Dott.sa
Claudia Superchi. Il confronto
dialettico tra il Primario Dott.
Bötner e il Presidente Regionale
ha evidenziato una sostanziale
convergenza. Nell’arco di due
ore intense, il Corso ha spaziato
dall’informazione all’addestramento e al dibattito con il pubblico sui temi affrontati.
Pier Luigi Tornatore
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I N F O R M AS E Z I O N I - V E R O N A
Invito a Palazzo
Con il progetto “Non fumarti la vita”
La nostra Associazione fa conoscere le sue finalità
Dal 18 al 25 maggio, promossa
dall’Assessorato Comunale all’Istruzione, si è svolta la VII a
edizione di “Maggioscuola
2010”. Cornice prestigiosa ed
epicentro della manifestazione è
stato il Palazzo della Gran Guardia, gioiello architettonico nella
splendida scenografia di Piazza
Bra’. L’evento ha coinvolto gli
insegnanti e gli alunni delle scuo-
le primarie e secondarie, statali e
paritarie. La nostra Associazione
è stata invitata ad allestire un
punto d’informazione per far conoscere la campagna di prevenzione “NON FUMARTI LA VITA” che
ci ha impegnato in varie scuole
della città e della provincia con
testimonianze, proiezioni di slide
e la distribuzione di un accattivante libretto dal titolo: ”SI POSSONO REALIZZARE I SOGNI?”
Per una settimana il severo Palazzo della Gran Guardia si è animato di colori, di voci festanti di una
moltitudine di scolari, insegnanti,
genitori, nonni; in perfetta organizzazione si sono alternati convegni, conferenze, spettacoli di
musica, teatro e danza e nelle sale espositive si sono potuti ammirare i lavori dei ragazzi. L’Assessore all’Istruzione Alberto Benetti (nella foto con il nostro maestro
riabilitatore Nereo Melotti) ha
sottolineato “come l’evento sia
l’occasione per dare visibilità alle
scuole e far conoscere alla città i
progetti che vengono promossi
per l’educazione e la formazione
dei ragazzi”. Essere stati inseriti
in questa manifestazione è per
noi doppiamente gratificante: il
riconoscimento per l’impegno
nel-l’educare ad un sano stile di
vita e nello stesso tempo far conoscere le finalità della nostra
Associazione.
Gaetano Bragantini
VERONA: INAUGURAZIONE NUOVO POLO CHIRURGICO
Ho apprezzato particolarmente
l’invito dell’Azienda Ospedaliera
Integrata di Verona a partecipare
all’importante evento quale prova tangibile che la nostra Asso-
20
ciazione si è guadagnata una visibilità concreta nel panorama associativo collegato al mondo della Sanità. L’incontro, aperto dal
Direttore Generale AOUI Sandro
Caffi, è proseguito con i saluti di
benvenuto del Rettore dell’Università degli Studi di Verona
Alessandro Mazzucco, del Sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio Aldo Brancher, del
Presidente dell’Organo di indirizzo AOUI e del Primo Cittadino di
Verona Flavio Tosi. L’intervento
del Ministro della Salute, on. Ferruccio Fazio, ha toccato un tema
nevralgico: “Sanità e Università”. Con la visita al nuovo Polo
Chirurgico dell’Ospedale Civile
Maggiore di Borgo Trento, si è
concluso un incontro che autorizza a sperare che le premesse positive diventino promesse realizzate.
Adriano Zanolli
I N F O R M AS E Z I O N I - V I C E N Z A
Incontri
Dalle scuole alle piazze
per manifestare solidarietà
Il 20 marzo scorso, come comunicato, c’è stata da parte della nostra sezione di Vicenza, la presentazione del libro “NON FUMARTI LA VITA”. Tutto si è
svolto come da programma, e
grande è stata la nostra soddisfazione avendo ricevuto una ricompensa per tutte le nostre fatiche e
sacrifici.
Un particolare grazie alle Personalità, alle Autorità civili, politiche e religiose, agli Insegnanti,
agli Alunni e agli Amici che sono
intervenuti in massa. La nostra
Associazione si è fatta conoscere
sotto una forma di volontariato
che fa molto onore ai laringectomizzati e ai loro collaboratori.
Nel mese di maggio, e precisamente domenica 9, la nostra Associazione è stata presente a Bassano del Grappa, alla GIORNATA DELLA SOLIDARIETÀ, denominata dall’Assessore ai servizi e alla persona: “TRACCE”,
cioè Momenti di Incontro per lasciare una traccia.
Nelle tre principali piazze della
città, sono stati allestiti spazi
no che, né le distruzioni, né le
guerre, né il cattivo gusto degli
uomini riescono ancora a tramutare”. Un’accurata visita ai monumenti della città e quindi, proseguimento per Lignano: grandioso pranzo di pesce che ha soddisfatto anche i palati più sofisticati.
Dopo, una bella camminata “digestiva” a PORTOGRUARO.
Chiunque metta piede nella città
del Lemene, si stupisce. Vengono
in mente i mille centri storici di
altrettante città italiane che parlano del passato, che vivono un
presente a misura d’uomo, con i
caffè dove ancora ci si può sedeespositivi curati dalle Associazioni (più di cinquanta!), per farsi
conoscere e far conoscere le attività che esse svolgono nei settori
della solidarietà, dell’animazione, della tutela della salute, dell’accoglienza e di ogni altro intervento sociale. Noi, scambiandoci i turni tra i vari soci, siamo
stati presenti dal mattino fino alle
sette di sera, quando si è chiusa la
manifestazione, relazionando la
cittadinanza presente, numerosa e
attenta, e distribuendo mailing,
penne, biglietti, libri. È il caso di
dire: “stanchi ma felici”.
Nel mese di giugno abbiamo concretizzato la gita, a suo tempo
prevista, a Treviso con visita guidata alla Città, paragonata spesso
alla vicina Venezia per i numerosi rivi che la solcano e che le conferiscono scorci di rara suggestione. Un suo illustre cittadino,
Giovanni Comisso, la definì “una
gentilissima struttura medioevale
in un gioco bizzarro con le chiare
acque dei fiumi che l’attraversa-
re, con le OSTERIE dove ci si incontra davanti ad un buon bicchiere di vino, con la tradizionale passeggiata lungo il LISTON .
Abbiamo visitato IL DUOMO
dove, in una sala adiacente, si
può ammirare la copia a grandezza naturale della SACRA SINDONE. Al rientro, una doverosa
sosta ad una Cantina Sociale,
(siamo pur sempre alpini) e quindi un sereno ritorno alle nostre dimore ha chiuso questa indimenticabile giornata.
Pietro Serraiotto
21
I N F O R M AS E Z I O N I - P O R D E N O N E
Per San Marco Festa in Val Colvera
Il paesaggio friulano, splendida cornice
per questa ricorrenza
Don Luigi Peroso, scomparso da
qualche anno, aveva ben compreso l’importanza di riunire le persone laringectomizzate con familiari ed amici, per rinsaldare il
sentimento di amicizia, gioire per
la buona salute che ci fa ritrovare
e per onorare San Marco, protettore di Pordenone, con la Santa
Messa. I primi incontri, ricordo, si
svolgevano a Pordenone, ma dal
2007 sono diventati itineranti.
Quest’anno è stato il turno di Poffabro.
Cos’è che rende magico un evento come questo? Secondo me sono le persone che vi partecipano,
se poi, si aggiungono un sole
splendente e la bellezza del paesaggio, beh, allora la magia è
completa.
A sette chilometri da Maniago in
direzione nord, dopo la galleria
del “bus del Colvera” si apre questa piccola interessante valle. La
gente di questi tipici luoghi montani (Frisanco, Poffabro, Casasola
e Andreis) ha saputo riscoprire
tradizioni e valori, peraltro mai
sopiti, e conservare un modo di
vivere a misura d’uomo. Hanno
voluto conservare anche l’architettura semplice del passato: case
con base in muratura di sassi tagliati a vivo e ballatoi in legno ai
piani superiori, anche perché erano i materiali a portata di mano.
Essenziale, schietto e austero è
22
questo lo stile che si mescola con
armonia alla natura circostante.
Ma torniamo al 25 Aprile. L’appuntamento era per le 9,30 nella
piazza antistante la chiesa Parrocchiale di San Nicolò Vescovo di
Poffabro. C’erano gli amici di
Monfalcone, Trieste, Udine con i
familiari e amici del vicino Veneto. La partecipazione
del dott. Doriano Politi e del personale in rappresentanza della
S.C. ORL dell’Ospedale S. Maria
degli Angeli di Pordenone, delle
logopediste di Pordenone e delle
città citate, ci dà enorme gioia e ci
fa sentire importanti. Durante la
funzione religiosa sono stati suggestivi i canti della Corale e parti-
colarmente toccante è stata
l’omelia di Don Gino Bravo che
ha ricordato il profondo significato della parabola del “Buon Pastore”.
La mattinata è proseguita con la
visita (gratuita) alla mostra di arti
e mestieri che rientra nelle attività
turistico-culturali. Dopo l’incontro conviviale ci siamo concessi
una passeggiata in paese. Immodestamente mi sento di dire che è
stata una magnifica occasione di
incontro che ho gustato appieno.
Per la prossima festività di San
Marco l’appuntamento è a Trieste.
Silvio Cuman
INTERMEZZO
Elogio della lentezza
Da Pavia il saggio invito
a prendersela con calma
(G.Z.) Tra le molte “GIORNATE” dedicate a fatti più o meno
importanti, è senza dubbio particolare la “GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA”
che si è svolta il 15 marzo 2010 a
Pavia. Tutto è iniziato quattro anni fa proprio a Pavia, dove un
gruppetto di convinti sostenitori
del vivere “slow” (lento) ha lan-
ciato la campagna mondiale onlus: “L’arte di vivere con lentezza”.
NO a: passi veloci, sorpassi a zigzag, inchiodate al semaforo rosso, “cellulari-protesi” all’orecchio, sovrapposizione d’impegni,
trasmissioni TV con risse…. SI a:
un caffè sorseggiato seduti al bar,
per un giorno il cellulare spento e
l’orologio lasciato a casa, un sano
ozio senza rimorsi, riflettere,
mettere ordine in qualche casset-
Fu l l M e t a l
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to, dedicare tempo a se stessi,
scalare una marcia al ritmo quotidiano… L’ideatore di questa iniziativa “a misura d’uomo” è un
ex manager d’alto livello che ad
un certo punto si è detto: «Voglio
scendere!». E ha dato una svolta
alla sua vita. All’insegna di “lento è bello”, mette in pratica due
fondamentali principi: “Il tempo
più che libero deve essere liberato” e “Il tempo non va visto come
una scadenza, va goduto”.
Provare per credere!
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CONOSCERE
Il Polesine
Una terra dai confini d’acqua
un millenario intreccio di tradizioni
Il Polesine, lembo orientale della pianura Padana, nel
Medio Evo è stato teatro di continue, aspre contese tra
gli Estensi di Ferrara, gli Scaligeri di Verona, i Gonzaga di Mantova, i Carraresi di Padova e la Repubblica
di San Marco che alla fine prevalse su tutti. Una terra
di confine e nello stesso tempo dai confini non ben definiti, fino a quando il dominio degli Austriaci stabilì
che i suoi confini fossero quelli delineati dalla natura:
il Po e l’Adige. Una storia millenaria intessuta di usi,
costumi, dialetti, fa della terra polesana una terra che
offre una varietà ed un intreccio di tradizioni riconoscibili anche sul piano gastronomico. Echi architettonici lombardi ed emiliani convivono nel notevole patrimonio artistico delle numerose ville signorili e dei
palazzi d’epoca, nelle chiese, nei monasteri, come anche nelle costruzioni rurali. Una terra dove anche il
rapporto tra l’uomo e l’elemento acqua è un intreccio
di amore e timore. Acqua amica da amare: un tempo,
per i trasporti e i costruttori di barche, per la forza motrice che alimentava i mulini e come fonte di alimentazione; oggi, dai naturalisti per le suggestioni dei riflessi della natura sul fiume, le improvvise bianche
spiaggette, le lussureggianti golene, regno incontra-
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stato di falchi pellegrini, falchi pescatori, garzette, fenicotteri. Acqua nemica da temere: per il suo tragico
irrompere fin dai tempi più remoti con devastanti straripamenti ed alluvioni. La tenace opera dell’uomo ha
plasmato il paesaggio palesano, in particolare dal primo Seicento con la grandiosa opera idraulica del taglio di Porto Viro, il canale artificiale lungo sette Km.
che ha deviato le acque del Po. Nel Settecento sono
nate le Valli da pesca, ancor oggi rilevante patrimonio
economico per la produzione di pesce pregiato (spigole, orate, anguille, cefali). La compenetrazione terra-acqua rende il Polesine un paesaggio anfibio tutt’altro che statico ma in continuo divenire, movimentato con armoniosa discontinuità dall’alternarsi di canali, coltivazioni, centri urbani, cantieri navali, vegetazioni spontanee, pioppeti, testimonianze storico artistiche, parchi acquatici, borgate di pescatori, idrovie. Tra il mare e i Polesani esiste da sempre una sfida. Entrambi non ammettono di perdere: il mare con
la forza cieca della natura, i Polesani con la forza atavica della sopravvivenza.
S. De Stefani
CONOSCERE
Adria
La porta dell’Adriatico
dove cultura fa rima con natura
Quando il Mare Adriatico si chiamava “Golfo Ionio”
e il Po si chiamava Eridano, Adria si chiamava Atria.
Posta al centro di un reticolo fitto di canali tra Ravenna e Aquileia, era uno dei più importanti crocevia del
commercio in particolare dell’ambra che importava
dal nord ed esportava. Abitata in origine dagli antichi
Veneti, nel VI° secolo a.C. fu conquistata dai Greci,
passando in seguito sotto varie dominazioni. Nel II°
secolo a.C. passò sotto Roma di cui divenne un fiorentissimo Municipio. A causa del naturale, progressivo interramento dell’Adige e del Po che la distanziarono dal mare, Adria perdette con il tempo ogni importanza. Dopo ulteriori dominazioni e un incendio
che la distrusse (1482), si sottomise spontaneamente
alla Serenissima Repubblica. Riedificata, risorse ritornando all’antica fertilità grazie alle grandiose opere di bonifica promosse dal Governo Veneziano (Porto Viro). Un figlio illustre di Adria, prodigio culturale
del Cinquecento, è stato Luigi Grotto detto “il cieco di
Adria”. La sua capacità di sconvolgere il pubblico con
le trame delle sue tragedie gli costò una condanna per
eresia, ma gli diede anche una fama così vasta da influenzare addirittura il grande William Shakespeare.
Adria offre al visitatore interessanti aspetti artistici di
architettura religiosa nella CATTEDRALE e nella chiesa
di SANTA MARIA ASSUNTA. Percorrendo CORSO VITTORIO EMANUELE, la via principale della città, si trovano
i negozi più importanti e alcuni palazzi storici fra cui
PALAZZO TASSONI, sede del Municipio. Lungo la rivie-
PIAZZA GARIBALDI
ra del Canal Bianco si innalza l’ottocentesco PALAZZO
CASELLATI; oltre il fiume sorge il grande TEATRO COMUNALE con alle spalle il colorito quartiere CANNAREGIO, testimonianza dell’influsso veneziano. Il MUSEO
ARCHEOLOGICO NAZIONALE Conserva notevoli ritrovamenti (vasi, anfore, coppe, oreficeria) d’epoca romana pre cristiana. Testimonia la sua attenzione per la
cultura con l’esistenza di un CONSERVATORIO MUSICALE con sede nella VILLA MECENATI. Completamente
inondata nel 1951, Adria si è risollevata con forza,
orientando la sua economia verso l’entroterra, il turismo “verde” dell’ospitalità con ostelli e agriturismi,
nel turismo “d’acqua” con escursioni in barca e in battello e in quello culturale delle ville nobiliari. Per ritornare ad essere un crocevia del Nordest, punta sugli
800.000 metri quadrati della nuova zona industriale di
Ca’ Bianca. Su Adria aleggia da tempo il progetto di
un Polo energetico, ma continua a difendere il suo
ruolo di unico angolo della Regione alle spalle della
costa, in cui la dimensione naturale convive con quella urbana.
S. De Stefani
25
CONOSCERE
Bergantino
La fortuna arrivò
con un giro di giostra
C’era una volta e c’è anche adesso, un luogo affacciato su un grande, lungo fiume dove fiorisce “l’industria dei sogni”. Non è l’inizio di una favola: quel
luogo esiste, è in provincia di Rovigo e si chiama
Bergantino. Secondo un’ipotesi deve il nome al brigantino, una piccola barca che solcava il Po trasportando delle arnie; all’alba le api uscivano e tornavano al tramonto con il loro prezioso bottino di polline, da cui poi traevano il miele. (Tuttora nella zona
di Bergantino si produce un ottimo miele). Secondo
un’altra ipotesi, il nome deriva da una tribù di Celti
piuttosto turbolenti, soprannominati “Brigantii”.
C’è una terza ipotesi: Bergantino, da un’espresssione dei Greci antichi, significa “palude fiorita”. Non
racconto le innumerevoli, drammatiche vicissitudini (compresa un’epidemia di colera) che i Bergantinesi hanno subito nel corso dei secoli. Fin quando fu
possibile si dedicarono al lavoro dei campi, ma
quando la miseria fu estrema tentarono la via dell’emigrazione. Capirono ben presto che la fortuna
poteva essere più vicina di quanto pensavano. Decisero di cercarla proprio lì, nella terra dov’erano nati, a Bergantino. E “inventarono” lo spettacolo itinerante. Da contadini diventarono “giostrari” (giostrai) e viaggiarono di paese in paese portando svago e divertimento. Sorsero così i primi laboratori artigianali di giostre, destinate alle fiere, straordinari
palcoscenici di varia umanità. Con le loro giostre
coloratissime si unirono a ombrellai, stagnari, arrotini, imbonitori, questuanti, guitti, saltimbanchi,
acrobati, artisti girovaghi, tutti ugualmente spinti
dalla fame che, come si dice, “aguzza l’ingegno”.
Attualmente il territorio di Bergantino e dei paesi limitrofi, riconosciuto dalla Regione Veneto come
“Distretto della giostra”, è all’avanguardia nella
progettazione e produzione delle macchine più sofisticate per Luna Park sia mobili che stabili, con una
produzione che al 90% è esportata nei mercati mondiali. In un’ala del settecentesco Palazzo Strozzi è
allestito il “Museo della giostra e dello spettacolo
popolare itinerante”. Inaugurato nel 1999, è un Museo unico nel suo genere in Italia. Nell’interessante
percorso museale si può ammirare una giostra per
bambini di fine ’800 e documentarsi sulle origini
dello spettacolo viaggiante di Bergantino.
S. De Stefani
26
CONOSCERE
Il datario della memoria
Sottovoce ripercorre alcune date significative di Aprile,
Maggio, Giugno del passato recente e remoto
2 APRILE 2005 – Si spegne Papa Giovanni Paolo II°. La gente lo chiama semplicemente con affetto Papa Wojtyla. Riconosce in Lui, non solo il capo della Chiesa,
ma l’uomo fra gli uomini.
4 APRILE 1968 – Assassinato a Menphis
il pastore nero americano Martin Luther
King, leader del movimento ”non violento” per l’uguaglianza razziale negli
Stati Uniti. Premio Nobel per la pace
nel 1964.
6 APRILE 1912 – Muore Giovanni Pascoli, uno dei
più grandi poeti del 1800. Insigne professore all’Università di Bologna, illustre latinista e studioso di Dante, ha
pervaso le sue bellissime poesie di
struggente disincanto.
2 APRILE 2009 – Ore 3.32’: un violento sisma devasta L’Aquila e l’intera sua provincia. Il drammatico
bilancio è di 308 morti, 1600 feriti, di cui 20 gravissimi e circa 65000 sfollati.
10 APRILE 2010 – Ostensione fino al 23 maggio nel
Duomo di Torino della Sacra Sindone,
la reliquia più emozionante e dalla storia più travagliata (vari trasferimenti,
almeno tre incendi e continue verifiche).
11 APRILE 1978 – È approvata dal Parlamento, dopo
un lungo e contrastato iter iniziato nel 1973, la legge 194 che, stabilendo certe regole, dà alla donna la
possibilità di abortire. La validità della legge è confermata con un referendum nel maggio del 1981.
15 APRILE 1452 – Nasce a Vinci (Fi) Leonardo, genio assoluto. Pittore, scultore, anatomista, fisico, matematico, ingegnere idraulico e militare, precursore di invenzioni, studioso di ottica,
geologia, chimica e per diletto, suonatore di lira, scrittore di novelle,
indovinelli, aforismi. Uno per tutti: «’No si volta
chi a stella è fisso.»
15 APRILE 2010 – Dopo una breve sosta un vulcano
islandese espande sull’Europa una densa nube di cenere. Voli nel caos anche in Italia.
19 APRILE 2005 – Il Cardinale Joseph Ratzinger sale al soglio pontificio con il nome di Papa Benedetto XVI. Così, con la forza della semplicità, Bene-
detto XVI si è presentato al mondo:
«Un umile lavoratore nella vigna di
Dio».
20 APRILE 2010 – Nel golfo del Messico, Louisiana, lo sversamento di greggio a 1500 metri di profondità provoca una marea
nera di 70.000 km2. Il disastro ecologico è incalcolabile.
21 APRILE 753 A.C. – Secondo una leggenda Romolo fonda Roma sul colle Palatino.
25 APRILE 1874 – Nasce a Bologna lo scienziato Guglielmo
Marconi, inventore a soli 21 anni
della telegrafia senza fili. A 27
anni riesce a trasmettere segnali
attraverso l’Atlantico dalla Cornovaglia all’isola di
Terranova (Canada). Tenace sperimentatore, ottiene
eccezionali risultati tecnici e scientifici. Premio Nobel nel 1909.
25 APRILE 1912 – A Venezia, giorno del Santo Patrono della città, un volo di 2000 colombi festeggia
il ricostruito Campanile di Piazza San Marco (“el
paron de casa”) crollato dieci anni prima, senza arrecare alcun danno.
25 APRILE 1945 – I Tedeschi sono annientati, l’Italia libera esulta. Ogni 25 Aprile ricorda l’evento con
la “Festa della Liberazione”.
1 MAGGIO 1886 – Preceduta dalle manifestazioni
operaie di New York, si scatena a Chicago una violenta rivolta per il diritto ad un orario lavorativo
giornaliero di otto ore. La polizia spara provocando
molte vittime. La ricorrenza dell’evento, denominata “Festa del lavoro” in Italia è ufficializzata dal
1891.
1 MAGGIO 1947 – La banda di Salvatore Giuliano
spara su una folla di contadini che celebrano a Portella delle Ginestre (Sicilia) la “Festa del Lavoro”:
11 morti e 56 feriti.
4 MAGGIO 1949 – L’aereo che riporta da Lisbona la
squadra di calcio del Torino, si schianta contro le
colline di Superga (To).
5 MAGGIO 1821 – Muore, sembra
avvelenato, in esilio nell’isola di
Sant’Elena, Napoleone Bonaparte. Imperatore dei Francesi, re e
console a vita d’Italia, genio militare, illuminato statista, nonché
27
LETTURE
avido di gloria, privo di qualsiasi scrupolo e affondatore della Serenissima Repubblica.
5 MAGGIO 1860 –
Garibaldi con 1089 volontari dei “Cacciatori
delle Alpi”, salpa da
Quarto (Ge) per la storica
impresa della liberazione
del Regno delle Due Sicilie. (“Spedizione dei Mille”)
6 MAGGIO 1265 – Nasce a Firenze il sommo poeta
Dante Alighieri, autore dell’immortale ”Divina Commedia” e di rime
d’amore. Condannato a morte per le
sue idee politiche, è costretto all’esilio. Vaga tra le Signorie di Milano,
Verona, Padova, Treviso, Ravenna
dove muore colpito da febbre malarica.
6 MAGGIO 1976 – Ore 21,06: un sisma di intensità
pari al 10° grado della scala Mercalli, avvertito in
tutto il Nord Italia, devasta il Friuli ed in particolare
la zona nord di Udine, con scosse che si ripetono
l’11 e il 15 settembre. Il tragico bilancio è di 989
morti e oltre 45.000 senza tetto. L’esemplare, attenta gestione dei fondi permette la ricostruzione di interi paesi nell’arco di un decennio.
9 MAGGIO 1978 – Ritrovato.
nel bagagliaio di una Renault
4 rossa, il corpo dello statista
Aldo Moro rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo.
10 MAGGIO 2006 – Giorgio Napolitano eletto Presidente della Repubblica Italiana.
12 MAGGIO 1917 – A Fatima (Portogallo), appare
per la prima volta la Vergine Maria a tre pastorelli.
12 MAGGIO 1980 – Crivellato di colpi dalle Brigate
Rosse, muore a Mestre il Vice Questore Aggiunto
Alfredo Albanese.
13 MAGGIO 1981 – Attentato a Giovanni Paolo II°.
15 MAGGIO 1910 – Prima partita della Nazionale di
calcio: Italia – Francia, 6-2.
16 MAGGIO 2010 – Festa dell’Assunzione (“Festa
della Sensa”). La ricorrenza rievoca la prima
festa (con data incerta:
999 o 1167) per proclamare il predominio di
Venezia sui mari con il
rito dello “Sposalizio del mare”. Il Doge gettava in
laguna dal Bucintoro un anello nuziale pronunciando la frase: «Noi ti sposiamo in segno di vero perpetuo dominio».
20 MAGGIO 1970 – Entra in vigore lo Statuto dei lavoratori.
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23 MAGGIO 1992 – ore 17.58
“Strage di Capaci”. Nell’attentato muore il magistrato antimafia Giovanni Falcone, la
moglie e tre agenti di scorta.
24 MAGGIO 1915 – “Il Piave mormorava calmo e
placido al passaggio dei primi fanti...”. Con la dichiarazione di guerra all’Austria - Ungheria, inizia
la prima Guerra Mondiale.
26 MAGGIO 1887 – Nasce a Pietrelcina (Benevento), Francesco Forgione, monaco cappuccino con il nome di Padre Pio. Protagonista di fenomeni paranormali
(stigmate, chiaroveggenza, profezia)
richiama al convento di San Giovanni
Rotondo (Foggia) migliaia di fedeli. La
sua figura suscita continue polemiche
tra fede incondizionata e scetticismo. Là dove c’era
un piccolo centro sconosciuto sorgono uno dei più
importanti Santuari, un efficiente ospedale e un fiorente complesso turistico. Proclamato Santo da Papa Giovanni Paolo II° nel 2002.
2-18-21 GIUGNO 1946 – Nell’arco di
queste date l’Italia con un Referendum
(2 giugno) da Monarchia diventa Repubblica (18 giugno) e forma il suo
primo Governo (22 giugno).
10 GIUGNO 1940 – Per l’Italia inizia la Seconda
Guerra Mondiale.
20 G IUGNO 1858 – Nasce a Lucca
Giacomo Puccini, il compositore
“moderno” più amato e conosciuto.
Con le sue inconfondibili e fluenti
melodie ha saputo interpretare l’amore al femminile. Tra le sue bellissime
opere ricordiamo: Manon Lescaut, La Boheme, Madama Butterfly, Tosca, Turandot.
26 GIUGNO 1945 – A San Francisco si costituisce
l’ONU, l’organizzazione delle Nazioni Unite con lo
scopo principale di mantenere la pace e la sicurezza
nel mondo. Entra in vigore nell’ottobre dello stesso
anno. L’Italia ne fa parte dal 1955.
27 GIUGNO 2003 – Entra in vigore la patente a punti.
29 GIUGNO 1798 – Nasce a Recanati
Giacomo Leopardi, massimo poeta e
letterato. Per sfuggire al clima oppressivo familiare, si dedica allo studio così intensamente da compromettere la salute. Nella vana ricerca
di un amore corrisposto, sprofonda
in un sofferto pessimismo che gli ispira versi immortali.
a cura di Giò Zanuso
LETTURE
La medicina e le cure di un tempo
Quando i “rimedi” nascevano dal buon senso.
E funzionavano
Un tempo, almeno fino agli anni sessanta del Novecento, le famiglie erano molto numerose: sotto lo
stesso tetto, soprattutto nelle grandi case di campagna, convivevano molte generazioni, nonni, genitori, figli, zii e nipoti. C’era modo così di apprendere
dai più anziani, che erano rispettati proprio perché
erano custodi di un sapere provato da una lunga
esperienza, veri insegnamenti, sia per vivere bene
che per curarsi nel migliore dei modi, senza rivolgersi al “signor dottore”. Il medico condotto o “dottore della Mutua” veniva chiamato solo dalle famiglie che potevano pagarlo o nei casi davvero gravi.
E così ci è dato, ancor oggi, di scoprire con nostra
meraviglia che i nostri nonni sbagliavano davvero
di poco: magari non sapevano niente di medicina,
ma le modalità di intervento erano efficaci, tanto efficaci che molte oggi sono consigliate e riconosciute dalla medicina e molte piante ed erbe officinali
trovano posto nella moderna farmacopea. La gente
del tempo si raccontava anche con dei proverbi tramandati per via orale, ma che erano spesso veri insegnamenti!
“El male non domanda permesso, el vien a cari e el
va via a once”.
“ A ogni malora, sempre erba, dentro e fora”.
“ Erba, dieta e sevizial i cava fora da ogni mal”.
“Quando el poareto magna la galina, o el xe malà
el poareto o xe malà la galina”.
“Spurgo de pele, salute de buele”.
Questi detti nascevano da pratiche confermate nel
tempo ed erano espressione di gente semplice, ma
saggia e prudente. Le condizioni di vita non erano
facili: in una società molto legata ai ritmi delle stagioni, più duro da passare era sicuramente l’inverno, perché più facilmente si pativa il freddo e la fame. Ma nelle famiglie di un tempo c’era posto per
tutti. I bambini in età prescolare non avevano bisogno dell’asilo nido o della scuola materna: c’era
sempre qualcuno che badava a loro.
Anche gli anziani venivano accuditi in casa, pure se
subentrava l’infarto o la malattia. In molte situazioni si era portati ad accettare il male e la morte con
rassegnazione e fede, come eventi che toccavano
naturalmente l’essere umano. Si nasceva e si moriva
in casa, assistiti dai propri cari, tra levatrici e preti.
Le prime cure che si prestavano nascevano da pratiche semplici, effettuate in casa, tramandate dagli
anziani e sicure nei loro effetti benefici. Si sapeva
che alcune cose andavano bene sempre: somministrare “olio di semi di ricino”
quando non si stava bene in
senso generale, disinfettare o
lavare
c o n
“acqua
e sale”
in caso
di ferita
o
di
gonfiori a seguito di piccoli traumi, bere
“olio di fegato di merluzzo” quando si era magri,
stanchi o fiacchi. Nei casi più gravi si ricorreva alla
fede e si chiedeva la guarigione di un familiare o di
un figlio facendo un voto, soprattutto per i bambini
a S. Antonio. In caso di guarigione i piccoli, maschi
e femmine venivano vestiti con un saio per un certo
periodo, in segno di ringraziamento. E che dire,
quando c’era bisogno di un’iniezione? Non c’erano
siringhe usa e getta e disinfettanti. La preparazione
della siringa era un vero e proprio rito. La persona
preposta a ciò, prendeva per prima
cosa un tegamino, lo riempiva d’acqua e v’immergeva una siringa di
vetro e l’ago, dopo averli avvolti in
una pezzuola di stoffa bianca e pulita. Faceva bollire il tutto sopra la
stufa per cinque o più minuti, quindi, sotto gli occhi mesti dell’ammalato, preparava l’iniezione con
grande imporanza e poi… zac! Tutte cose che al giorno d’oggi sembrano superate e alquanto approssimative. Certamente il progresso ha
fatto passi da gigante (ringraziamo Iddio!) e con
grande passione le persone si sono aggiornate; ma
chi è che quando arriva il raffreddore, prima di ingoiare antibiotici, sulfamidici o quant’altro, non
pensa che la prima cura sia quella di stare a letto al
calduccio e bere un bicchiere di latte caldo, magari
misto a grappa e miele, come suggerivano i nostri
nonni?
Annamaria Marcadella
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LETTURE
Il pesce d’aprile
Alla ricerca delle origini
della tradizione più burlona
Dare certezza storica alle molte ipotesi sull’origine del
“pesce d’Aprile” non è facile ma hanno il pregio di creare un alone di mistero attorno a questa tradizione, condita a volte con un pizzico di cinismo. La sua origine affonda in epoche remotissime. Un’ipotesi accreditata tra
gli storici la fa risalire al 154 a.C., quando il 1°Aprile segnava la festa per l’inizio dell’anno. Più tardi la Chiesa
spostò l’inizio dell’anno al 1° Gennaio. I pagani che non
si adeguavano alla nuova data, erano derisi e scherniti.
C’è l’ipotesi che l’usanza provenga dalle prime uscite in
barca al ritorno della primavera. I pescatori che rientravano in porto a reti vuote, erano beffeggiati con scherzi
e lezzi. Un’altra congettura abbastanza diffusa si rifà al
rito pagano di propiziare gli influssi benefici degli dei al
ritorno della primavera, con doni, sacrifici e feste in cui
era permessa la massima libertà di burle e buffonerie.
Un’altra ipotesi sul primo “pesce d’Aprile” della storia
ci porta nell’antico Egitto, verso il 40 a.C. Cleopatra, la
“faraona” (inteso come regina) sciupamaschi, sfidò ad
una gara di pesca l’amante di turno, il triunviro romano
Marco Antonio. Deciso a tutto pur di non perdere, Marco Antonio incaricò un servo di attaccare all’amo una
preda così grossa da assicurargli la vittoria. Cleopatra,
che notoriamente di uomini se ne intendeva, fiutò l’inganno e a sua volta incaricò un servo di sostituire la
grossa preda con un grosso pesce finto in pelle di coccodrillo. Questa ipotesi quasi sicuramente non è reale, ma
è senz’altro la più accattivante. Un’altra congettura ci
porta alla Francia del 1500 e alla strana usanza, allora in
voga, detta “poisson d’Avril” (pesce d’Aprile), di consegnare il 1° Aprile pacchi regalo vuoti. Qualunque sia
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l’origine di questa tradizione, alla base c’è sempre lo
scherzo, la burla più o meno innocente. La storia è punteggiata di “pesci d’Aprile”; alcuni hanno lasciato il segno nella memoria popolare. Ricordiamone alcuni di
casa nostra. Nel 1967 a Firenze un volantino di una fantomatica URFA (Ufficio Recupero Felini Abbandonati!!!) annuncia che tutti i gatti devono essere banditi dalla città. Nel 1969 ad Ascoli Piceno un giornale pubblica
che l’Ufficio delle Imposte ha deciso di detrarre nella
dichiarazione dei redditi il 45% delle multe pagate durante l’anno. Nel 1970 il 1° Aprile durante una trasmissione televisiva avvisano che è il primo esperimento di
trasmissione televisiva agli “odori”. Nel 1999 a Bari si
distribuiscono dei volantini con un accorato messaggio:
«Adotta una mignotta». Nel 2008 viene reclamizzata
per il 1° Aprile l’apertura delle selezioni per ”aspiranti
astronauti” desiderosi di abitare su Marte. Da segnalare
che in tutti i casi le adesioni non sono mancate. Lo
scherzo più riuscito e famoso è targato USA ed è del celebre regista Orson Welles. Nel 1938 interrompe la trasmissione radiofonica “La guerra dei due mondi” per
dare la notizia dello sbarco dei marziani. La suggestione
mediatica è enorme: centralini radiofonici, delle stazioni di polizia e dei giornali incandescenti, gente terrorizzata con maschere antigas, molti in fuga precipitosa e
molti affermano d’averli visti. Chi abbocca all’amo del
pesce d’Aprile, è a suo modo un sognatore. L’aforisma
di Oscar Wilde: «La società perdona spesso al delinquente, non perdona mai al sognatore» non si addice all’ingenuo del 1° Aprile. A lui siamo grati di regalarci un
tenero sorriso.
Giò Zanuso
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BASSANO DEL GRAPPA 0424.524213; BELLUNO 0437.941960; CASTELFRANCOVENETO 0423.722112; CITTADELLA
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0422717639; PADOVA 049.8751896; PORTOGRUARO 0421.274756; ROVIGO 0425.411161; SAN BONIFACIO
045.7611583; SCHIO 0445.526475; S. DONÀ DI PIAVE 0421.53819; SCORZÉ 041.446400;THIENE 0445.362567;TREVISO
0422.541713; VERONA 045.8621080; VICENZA 0444.966035; VITTORIO VENETO 0438.940676
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