Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale –
D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004 n.46) art.1, comma 2 e 3, CNS GENOVA – nr. 628 anno 2007
Anno 2013 n. 2 Dicembre
Associazione Nazionale Guida Legislazione Andicappati Trasporti
NOTIZIARIO a cura della SEZIONE TERRITORIALE REGIONE LIGURIA
”Enrico Caprile"
Notizie
in rilievo
Bologna –
IV° Conferenza
Nazionale sulla
disabilità
La nostra Sede resterà chiusa
dal 21 dicembre 2013
al 7 gennaio 2014
SOMMARIO
Pag. 2
Ai Soci
Contrassegno disabili- Pag. 2-3
normativa e agevolazioni
Pag. 3 – 6
IV° Conferenza Nazionale sulla Disabilità
Notizie utili
Pag. 7 - 12
Riceviamo e
pubblichiamo
Pag. 12
Cosa dicono gli
Pag. 13 - 14
esperti
La Pagina del Basso
Pag. 15
Piemonte “Il Portatore
di Handicap”
Indirizzi utili
Il Consiglio Direttivo
Augura a tutti Buone Feste
Pag. 16
PER RINNOVARE LA TESSERA ANGLAT NON E’ MAI TROPPO “PRESTO” !
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1) IN CONTANTI DIRETTAMENTE PRESSO LA NOSTRA SEDE
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TERRITORIALE REGIONE LIGURIA DELL’ANGLAT” - Via Inferiore
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PAGINA 2
AI SOCI
Cari Associati, da questo numero collabora con la nostra rivista il Dott. Alberto
Bruzzone, che è stato nominato nuovo Direttore Responsabile.
Ringraziamo il Dott. Bruzzone per la disponibilità che ha manifestato, accettando di
collaborare con ANGLAT e di seguirci in questa ulteriore avventura.
I nostri ringraziamenti al Direttore uscente, Dott.ssa Ornella D’Alessio.
SEPARAZIONI E AFFIDAMENTO CONDIVISO
Carissimi associati e gentili associate considerato che il mondo contemporaneo si sta evolvendo rapidamente e
con esso anche il concetto stesso di “famiglia ”ritengo sia cosa gradita spiegare e commentare in modo semplice
e schematico parte della disciplina che regola le separazioni dei coniugi; mi riferisco in particolare allo spinoso
tema dell’affidamento dei figli che , salvo casi particolari , si realizza con “ l’affidamento condiviso”.
Non è questa la sede per sollevare critiche e perplessità sui criteri applicativi di questo regime ma debbo
evidenziare che la legge e gli operatori del diritto fanno quello che possono; purtroppo a volte viene a mancare
il necessario buonsenso delle parti; il che rende difficilmente applicabile anche la migliore disciplina che regola
questa delicata materia. In ordine ai casi di deroga al regime dell’affidamento condiviso si rileva che il
legislatore si è limitato ad una regola generale stabilendo che non si applica allorquando ”l’affidamento
condiviso risulti pregiudizievole per l’interesse del minore”.
Pertanto non essendo stati elencati i casi specifici di pregiudizio ci si rimette alla valutazione del Giudice che
deve decidere adottando un provvedimento motivato. La mera conflittualità dei coniugi non può precludere
automaticamente la possibilità di applicazione dell’affidamento condiviso poiché si verificherebbe
un’applicazione meramente residuale posto che alla base di ogni separazione c’è quasi sempre un conflitto dei
coniugi.
Pertanto la giurisprudenza della Suprema Corte ha dichiarato che per derogare al regime dell’affidamento
condiviso è necessario che risulti nei confronti di uno dei genitori una condizione di manifesta carenza o
inidoneità educativa o comunque tale da rendere pregiudizievole per il minore l’affidamento condiviso.
Ricordo che tale regime di affidamento si concretizza nella possibilità dei genitori di prendere decisioni in
ordine all’educazione del minore , al suo percorso scolastico e in generale su tutte le decisioni che influiscono
nella gestione della prole; questo ancorchè il figlio abbia la propria collocazione abitativa presso uno dei
coniugi e solitamente la madre.
Come ho già rimarcato in precedenza occorre anche il buon senso dei genitori che devono collaborare per il
benessere della prole tenendo presente che in ogni caso i figli in misura più o meno marcata subiscono il trauma
della separazione coniugale. Al contrario invece spesso si cade in un turbinio di dispetti e reciproche ripicche
manipolando e strumentalizzando la prole per le proprie rivalse sentimentali.
Il fatto che il numero di separazioni sia cresciuto in maniera esponenziale non deve far cadere nell’errore che i
minori siano ormai assuefatti al problema. Si deve ricordare che il figlio patisce la circostanza di non vedere
più i genitori insieme anche se , a volte , questo è il minore dei mali se rapportato ai continui litigi allorquando
viene meno quella che noi avvocati definiamo la “affectio coniugalis”.
Concludo con due parole sull’obbligo di mantenimento dei figli che riguarda tutti i genitori, non solo quelli
separati o divorziati ma anche quelli sposati o che convivono more uxorio.
La vigente normativa e l’evoluzione giurisprudenziale non fanno venire meno quest’obbligo con il mero
raggiungimento della maggiore età; invero il figlio va mantenuto fino a che non sia in grado di provvedere
autonomamente alle proprie esigenze con una appropriata collocazione nella società. In sostanza dovrebbe
godere di una indipendenza economica ancorchè l’evoluzione giurisprudenziale sia indirizzata verso
l’obbiettivo di evitare una sorta di parassitismo dei figli nei confronti dei genitori.
Infatti soprattutto nel nostro Paese i figli stentano a trovare una propria autonomia sia per l’endemica carenza di
posti di lavoro ma anche per continuare la comoda vita con i genitori spendendo la propria retribuzione
per acquistare tutti gli accessori dettati dalla moda dello sfrenato consumismo alla faccia della crisi del periodo.
Concludo augurando a tutti voi un meritato periodo di ferie nella speranza che l’economia riprenda il giusto
vigore e si possa nuovamente respirare un po’ di ottimismo auspicando che la classe politica possa , almeno in
parte, tralasciare gli intessi di bottega e si renda conto delle effettive priorità della Nazione.
Avv Riccardo Conterno
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CONTRASSEGNO DISABILI - NORMATIVA E AGEVOLAZIONI
Il contrassegno è strettamente personale (del titolare) ed non è legato ad un veicolo specifico.
Il contrassegno DEVE essere esposto sul parabrezza in maniera visibile SOLO QUANDO IL TITOLARE
E’ A BORDO DEL VEICOLO o NELLE IMMEDIATE VICINANZE DI ESSO (altro uso è di fatto un
ABUSO sanzionabile anche con il sequestro dello stesso contrassegno).
Il veicolo al servizio di una persona disabile titolare del contrassegno disabili NON può essere nè
BLOCCATO né RIMOSSO (art. 354 355 regolamento C.d.S.).
Con esposto il contrassegno disabili, quando il titolare è a bordo del veicolo, si può:
• svolte prferenziali, quando è consentito anche ai taxi (DPR 503/96, art. 11 comma 4). Posteggiare nei
posteggi disabili GENERICI (cioè senza il numero del contrassegno di un altro disabile).
• Accedere nelle zone a traffico limitato – zone a sosta limitata – centri storici – isole pedonali SOLO E’
CONSENTITO ANCHE AI TAXI (bisogna verificare le modalità di accesso quando il controllo è affidato a telecamere o sistemi elettronici.
• Percorrere strade o percorsi o corsie,
• PER GENOVA (e per molti comuni liguri/italiani – da verificare di volta in volta) poter posteggiare
gratuitamente nei posteggi a pagamento (aree azzurre, isole blu, ecc.) delimtati da una segnaletica
orrizontale BLU. A GENOVA SOLO PIAZZA DELLA VITTORIA E’ ESCLUSA DA QUESTO
BENEFICIO (in quanto area gestita da privati).
per ulteriori informazioni, potete rivolgervi a: [email protected] oppure [email protected]
Massimo Tosetti
Tosetti
IV° CONFERENZA NAZIONALE SULLA DISABILITA’
Bologna 12–
12–13 Luglio 2013
(di Claudio Puppo)
Sono già passati in sordina 4 anni, dall’ultima Conferenza Nazionale, che si era svolta nel 2009 a Torino,
quattro anni ….. che come direbbe un vecchio marinaio …. di calma piatta.
La prima nel 1999, che si era svolta a Roma, era stata di altissimo livello, sia per la presenza del Presidente del
Consiglio con tutta la “ciurma” di ministri, viceministri e sottosegretari, sia per gli argomenti trattati. Dopo
quattro anni, nel 2003, ci si è ritrovati a Bari, con la seconda Conferenza, che, anche se era l’anno europeo delle
persone con disabilità, era stata un po’ sottotono. Infatti avevano partecipato solo quattro ministri ed alcuni
sottosegretari.
Dopo Bari, nulla di fatto (e nulla si è mosso anche sul piano d’azione politico in favore delle persone disabili)
fino al 2009, per la terza conferenza nazionale, detta anche la Conferenza dell’On. Eugenia Roccella (che era
Sottosegretario di Stato per il Welfare).
Infatti, eccetto il citato Sottosegretario di Stato, nessun altro politico si era visto, ed il Ministro per il Lavoro
e Welfare, On. Maurizio Sacconi, era apparso in un video pre-registrato, che ha “incassato” i fischi dei
partecipanti. Comunque dal 2003 al 2009 (eccetto pochissime azioni legislative) non è cambiato nulla.
L’unico aspetto positivo del 2009, è stato l’emanazione della legge di recepimento della Convenzione ONU sui
diritti delle persone disabili (sottoscritta nel 2007 a New York dall’allora Ministro per il Welfare, On. Paolo
Ferrero), che ha istituito l’Osservatorio Nazionale sulla Convenzione ONU.
Proprio grazie al lavoro (tante volte sommerso) svolto dai componenti dell’Osservatorio Nazionale sulla
Covenzione ONU per i diritti delle persone disabili, che dal 2009 al Febbraio del 2013 hanno elaborato il
PROGRAMMA D’AZIONE BIENNALE” (si può reperire sul sito:
http://www.lavoro.gov.it/md/AreaSociale/Disabilita/Documents/Programma_azione_ disabilita.pdf),
dove attraverso 140 punti (suddivisi in sette linee di intervento), vengono date le indicazioni specifiche
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che il Governo (sia quello attuale e quelli futuri), dovrà perseguire.
Un aspetto importante è che questo “programma d’azione” diventerà a breve un DPR (Decreto del Presidente
della Repubblica), quindi una normativa, che nella gerarchia delle leggi è “di alto rango”, anche se dobbiamo
registrare, che l’attuale Governo, ha “indicato” un’altra direzione.
Le due giornate, organizzate “in fretta”, si sono svolte presso la Fiera di Bologna, una struttura con alcune
pecche sull’accessibilità (soprattutto per le persone con deficit sensoriale). L’apertura, dei lavori, coordinati
dall’amico giornalista Franco Bomprezzi, dopo i saluti di rito del Sindaco di Bologna, del Presidente della
Provincia di Bologna e del Vice Presidente della Regione Emilia Romagna, è stata affidata alla Vice Ministro,
Maria Cecilia Guerra (vera star della Conferenza).
I primi interventi hanno presentato il quadro internazionale della Convenzione e dello “stato dei lavori degli
altri paesi europei”. Infatti nel video messaggio, Daniela Bas (funzionaria presso l’ONU), ci spiega (in inglese)
le azioni dell’Assemblea dell’ONU sul tema della disabilità ed le prossime sessioni per la stesura del
programma ONU 2015 – 2020; Gli interventi di Alfredo Ferrante (Ministero del Welfare) e di Pier Francesco
Zazo (Ministero degli Esteri), hanno spiegato quanto il governo Italiano sta facendo in favore della disabilità, e
sulla collaborazione e coordinazione con le altre nazioni e soprattutto con il Parlamento e Consiglio d’Europa.
Il Dr. Ferrante ha dato foggia della sua conoscenza della lingua inglese riassumendo il video Messaggio
di Daniela Bas.
Gli Interventi di Donata Vivanti (Vice Presidente FID ed EDF – European Disability Forum) e di Tommaso
Daniele (Presidente FID – Forum Italiano della Disabilità, a cui aderisce anche l’ANGLAT) hanno presentato le
azioni che l’Associazionismo delle persone disabili e dei famigliari delle persone disabili sia italiane ed europee
stanno attuando in sinergia sia con l’EDF e con il Consiglio d’Europa, ma soprattutto di un dialogo intenso e
costruttivo nel mondo associativo italiano (per troppo tempo diviso)
L’Intervento di Matilde Leonardi (portavoce e coordinatrice del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio
Nazionale della convenzione ONU) ha spiegato dell’intenso lavoro dell’Osservatorio, attraverso un’analisi di
quanto è stato (poco) attuato dagli ultimi governi in favore della disabilità, della necessità di applicare
totalmente i “dettami” della Convenzione (recepita dallo Stato Italiano), e di “guidare” le azioni del Governo in
questa direzione.
Per questo motivo, il Programma di Azione elaborato dall’Osservatorio, che a breve diventerà un Decreto del
Presidente della Repubblica, quindi una LEGGE, attraverso i 140 punti, traccia una mappa che il governo
attuale (e quelli futuri) deve perseguire nel prossimo biennio, quando, nel 2015 il Governo Italiano dovrà
inviare all’ONU una relazione su quanto è stato fatto e come è stata applicata la convenzione ONU sui diritti
delle persone disabili in Italia.
L’ultimo intervento della mattina è stato affidato all’amica Lorena Rambaudi, Assessore della Regione Liguria e Coordinatrice della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle regioni e Provincie Autonome.
Lorena, da buon politico, non ha parlato della azioni attuate dalla giunta regionale della Liguria (sarebbe stato,
per il mio personale giudizio, una relazione molto negativa), ma ha spiegato della grosse difficoltà che le regioni stano attraversando, e tramite le regioni tutti gli enti locali, ma soprattutto ha evidenziato che in Italia ci sono
regioni molto virtuose e altre che hanno grosse difficoltà a garantire i servizi minimi ai propri cittadini, e questo
NON può essere accettato. Ci vuole che la politica che metta al centro l’uomo, i suoi diritti, tra quali il diritto al
lavoro, all’informazione, all’assistenza, e alla dignità cioè, che si pensi a creare posti di lavoro e non
sull’andamento dell’economia (come purtroppo sta avvenendo da troppo tempo).
Il pomeriggio di venerdì 12 è stato dedicato ai gruppi di lavoro (ben sei gruppi), tutti molto affollati, dove gli
oltre trecento partecipanti alla IV° Conferenza Nazionale, hanno potuto condividere i 140 punti del Piano di Azione elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla convenzione ONU, e proporre delle modifiche migliorative.
La nostra presenza è stata garantita al 4° gruppo di lavoro, chiamato “ promozione e attuazione dei principi di
accessibilità e mobilità”, dove abbiamo presentato un documento composto di oltre 20 punti (tutti riguardanti le
patenti di guida, il contrassegno disabili, il diritto di mobilità, di accessibilità e sul turismo accessibile), l’aspetto
più rilevante, evidenziato da Isabella Menichini (Funzionaria del Comune di Parma – ex Dirigente del Ministero del Welfare) è che le osservazioni presentare dai partecipanti al gruppo di lavoro SONO STATE LE IDENTICHE (con qualche piccola eccezione) che erano state elaborate dallo stesso gruppo di lavoro alla 3° conferenza Nazionale di Tornino nel 2009, cioè che dal 2009 ad oggi, NON era stato fatto nessun passo avanti in tema di
barriere, mobilità e accessibilità.
Sabato 13 Luglio, coordinate dal Dr. Raffaele Tangorra (Direttore Generale per l’inclusione e le politiche
sociali del Ministero omonimo) la sessione plenaria è stata aperta dalla Vice Ministro, Maria Cecilia Guerra,
che ha denunciato un disguido del giorno precedente (un ascensore guasto), e di come i giornali e la stampa
nazionale hanno dato maggiore risalto a questo disguido che all’importanza dei lavori della IV° Conferenza
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Nazionale sulla Disabilità.
I rapporteur dei gruppi di lavoro del pomeriggio precedente hanno presentato le relazioni dei vari tavoli di
lavoro, dove è stato evidenziato:
• Necessità di rivedere le leggi sull’invalidità (118 – 104 – 68) con i parametri dell’ICF, e di mettere a
sistema gli accertamenti (verifiche) sull’invalidità, che fino ad oggi, hanno fatto emergere una
percentuale “quasi nulla” di falsi invalidi;
• Abrogazione dell’articolo 445 del C.d.C (Codice di procedura civile) per i ricorsi sulle visite
d’invalidità / accertamento dello stato di handicap, cioè che si ritorni alle procedure precedenti
all’entrata in vigore di questa norma, e quindi non si debba obbligatoriamente ricorrere alla
magistratura, per potersi vedere riconosciuto la giusta valutazione sulla propria invalidità.
• Rivedere la legge sulle assunzioni obbligatorie delle persone disabili, in quanto i numeri (20.000
invii su oltre 650.000 iscritti nel biennio 2010 – 2011) ci indicano che la legge vigente non funziona,
e aumentare i controlli e le sanzioni sulle aziende che non stanno assumendo le persone disabili
contravvenendo alle disposizioni di legge.
• Sbloccare le assunzioni delle persone disabili negli enti pubblici (già svincolati dal patto di stabilità,
imposto dal Governo Monti);
• Riconoscimento del DIRITTO di ogni cittadino di poter avere una VITA INDIPENDENTE (anche
nei confronti della famiglia, che è in molti casi l’unica possibilità di vita per le persone con grave
handicap), che si basa su un cambio di cultura e di servizi mirati a garantire questo progetto anche
nei confronti di persone con handicap gravi;
• calcolo dell’ISEE solo del soggetto disabile (e non del nucleo famigliare) e compartecipazione alla
spesa per le prestazioni socio-sanitarie.
• Formazione dei tecnici e professionisti sui temi dell’accessibilità e dell’”universal design”,
attraverso la semplificazione delle procedure ma una puntuale dichiarazione sul rispetto delle norme
e criteri per l’accessibilità;
• Elaborare strumenti operativi sul tema dell’accessibilità e del superamento di tutte le barriere (architettoniche e di movimento nello spazio e di percezione), in particolare in tema di asseverazioni;
• Facilitare le modalità del rinnovo delle patenti di guida speciali, portando la validità come per le
patente normali, per quelle patologie “stabilizzate”;
• Uniformità dei criteri medici, a livello nazionale, per la concessione / rinnovo del CUDE
(Contrassegno Unico Disabili Europeo);
• Riattivazioni di tutte quelle commissioni ministeriali e interministeriali (in particolare quella prevista
dall’art. 119 del C.d.S. e quella per la revisione del DM 236/89 e del DPR 503/96) che non avevano
costi per le casse pubbliche;
• Adozione di tutte quei strumenti tecnologici nell’ambito della vita comune (accessibilità dei siti web,
dei audio / video libri digitali, e dei libri scolastici);
• L’importanza dell’accessibilità per il turismo, dando possibilità di lavoro e business attraverso il turismo per tutti (compreso la ricostituzione della Commissione Ministeriale per il Turismo accessibile)
• Necessità di revisione del nomenclatore tariffario (fermo da oltre 14 anni)
• Precoce percorso diagnostico, per facilitare l’inclusione del bambino nel mondo della scuola,
• Adozione dei criteri dettati dall’ICF (per il mondo della scuola e formazione), garantire la fruizione
di quelle tecnologie per facilitare il percorso scolastico ai ragazzi con handicap o con DSA
(attraverso la comunicazione orale ed i video-audio libri)
• Riconoscimento del LIS (Lingua Italiana dei Segni) nella scuola di ogni ordine e grado;
• Garantire la totale partecipazione degli alunni / studenti disabili a gite e attività extra scolastiche;
• Tirocini dedicati agli insegnati e docenti sull’inclusione scolastica;
• Derogare al patto di stabilità per le spese relative all’educazione ed al diritto allo studio (già prevista
dalla sentenza della Corte costituzionale n° 80/2010)
• Diritto alla vita, tramite il sostegno prenatale e postnatale;
• Prevenire e potenziare azioni per il rischio di esclusione / emarginazione delle persone disabili, in
particolar modo per coloro affetti da handicap psichico / psichiatrico
Dopo le relazioni dei rapporteur, sono intervenuti i referenti per l’handicap del mondo sindacale (per la CGIL
l’amica Nina Daita, per a CISL Pietro Cerrito, per la UIL Carlo Fiordaliso, per l’UGL Giovanni
Scacciavillani) dove hanno presentato la drammaticità delle persone disabili nel mondo del lavoro e
dell’aumento dei cassa-integrati con un forte aumento dei disoccupati disabili
Il punto di vista del mondo dell’Associazionismo Italiano è stato presentato l’amico e collega Giovanni Pagano
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(Presidente Nazionale FAND) e da Pietro Vittorio Barbieri (Presidente FISH), dove hanno presentato la diffi
coltà di trovare un dialogo costruttivo con il Governo (come è già successo con i precedenti Governi), e la quasi
totale inosservanza dei concetti contenuti nella Convenzione ONU.
La voce del Governo è stata affidata alle parole del Sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca,
Marco Rossi Doria, il quale ha indicato una “nuova via” che il mondo politico deve seguire, cioè
attraverso una maggiore partecipazione delle Associazioni rappresentanti le persone disabili e attuare il
documento elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla convenzione ONU. Ha dato molto risalto che il
mondo della scuola ha nell’inclusione delle persone disabili, che il modello italiano sull’inclusione è il
primo in Europa (e non solo), e che non dobbiamo “tornare indietro” per allinearci agli altri stati, ma
dobbiamo continuare su questa strada. Anche l’Introduzione dei BES (Bisogni Educatici Speciali) sono
un altro punto importante sull’inclusione di ragazzi che giungono da altri paesi, con lingue e culture
diverse.
L’intervento del Presidente della Regione Emilia Romagna e Presidente della Conferenza Regioni
e Provincie Autonome, Vasco Errani, ha incendiato la sala, infatti ha denunciato la GRAVE
discriminazione che i cittadini italiani vivono, se risiedono in una regione rispetto ad un’altra
(indicando come la regione Emilia Romagna sia a livelli molto alti rispetto a molti paesi europei), della
necessità di omogeneità e di un maggiore controllo da parte dello stato verso quelle amministrazioni
che hanno una gestione dei “soldi pubblici” troppo “allegra. Errani dice che bisogna superare il patto di
stabilità e di attivare i fondi europei strutturali, vincolandoli ai servizi sociali, alla salute, al lavoro, alla
scuola, all’inclusione della fasce deboli e delle persone disabili, e ogni semestre il Governo deve
controllare l’operato ricordando agli amministratori pubblici che quei soldi (pubblici) non sono loro,
ma sono della collettività, e se un’amministrazione non funziona, si soleva dall’incarico, mettendo
“gente competente”.
Le conclusioni, come dovrebbe essere di rito, sono state del Ministro per il Lavoro e delle Politiche
Sociali, Enrico Giovannini, il quale indicando le sue competente precedenti la sua nomina a ministro e
dicendo che non poteva garantire che sarebbe rimasto ministro per il successivo biennio (riferito ai
tempi indicati per l’attuazione del Piano di Azione elaborato dall’Osservatorio Nazionale), ha detto che
attuare tutti i 140 punti non è una cosa facile, ma bisogna calendarizzare un’azione per dare un ordine
di priorità di questi punti, non solo quelli che “non hanno costi”, ma valutare quanto può essere già da
subito attuato. Il Ministro si è impegnato, anche a nome del Governo, di verificare i punti del
Programma d’azione prima di una qualsiasi iniziativa.
Il Ministro ha ringraziato tutti i presenti, in particolare il Vice Ministro, Maria Cecilia Guerra che in
pochissimo tempo è riuscita con i suoi collaboratori (Dr. Tangorra e Ferrante) ad organizzare questa
IV° Conferenza, ringrazia i relatori e tutti i componenti dell’Osservatorio Nazionale per la Convenzione ONU, che hanno tenacemente lavorato, producendo un documento importante come il Piano
d’Azione che è stato presentato e discusso in questo due giorni, e, garantendo (per quanto umanamente
gli è possibile) di essere attivo e presente per le politiche che riguardano il mondo della disabilità, da
appuntamento alla V° Conferenza Nazionale, che dovrà essere organizzata nel 2015, prima che il
Governo invii la relazione all’ONU sull’attuazione in Italia della Convenzione in favore delle persone
disabili.
Un ultimo pensiero di chi vi racconta questa “duegiorni”. Dalla prima conferenza nazionale (molto
importante sia per i contenuti che per la partecipazione del governo), si è sempre “scesi”, verso
l’indifferenza e “lontananza” del mondo politico dal mondo della disabilità. La 3° Conferenza di
Tornino era stata l’apoteosi.
Quella appena conclusa, ha segnato un cambio di rotta, sia per quanto è stato discusso e affrontato, sia
per la presenza di referenti del Governo.
SPERIAMO CHE NON SIA SOLO UNA LEGGERA BREZZA ESTIVA, MA CHE I NOSTRI
DIRITTI RITORNINO AL CENTRO DELLA DISCUSSIONE POLITICA RICORDANDO ANCHE
A QUESTO MONDO.... TROPPO LONTANO.... CHE ANCHE LE PERSONE DISABILI ..... SONO
PRIMA DI TUTTO .... CITTADINI.
Claudio Puppo
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Notizie utili
La Sede di Genova sarà chiusa per le festività
dal 21 Dicembre 2013 al 7 Gennaio 2014
si riaprirà con il seguente orario di ricevimento al pubblico:
Mercoledì 9.30-12.00 e Venerdì 14.30-17.00
Telefono e fax: 010.8361546
Per le urgenze: 347.7790025 – lunedì, martedì e giovedì
dalle ore 14.00 alle ore 18.00
ATTENZIONE!!!
In base a quanto deliberato dal Consiglio Direttivo Nazionale nell’assemblea annuale di marzo
2013, è stata abrogata la norma che istituiva la tassa di € 10,00 per tutti quei soci che non
avevano più rinnovato nel corso degli ultimi due anni e di equiparare la quota minima di
iscrizione/rinnovo dei Soci Sostenitori a quella dei Soci Ordinari cioè da un minimo di €
36,00; è il caso di ricordare che tali Soci non hanno diritto alla scontistica prevista per i Soci
ORDINARI (ossia i portatori di handicap).
L’ufficio AMT che si occupa delle persone disabili (corsie gialle e telepass) si è trasferito in Via Bobbio 250R e riceve da
Lunedì a Venerdì dalle ore 8.00 alle ore 15,30.
GENOVA PARCHEGGI al momento del rinnovo del contrassegno invalidi provvede a comunicarlo direttamente
all’AMT;
Comunque per verificare che sia stato inserito l’aggiornamento si può chiamare dopo circa 20 gg. l’AMT al numero 010
5582020.
Eventualmente per comunicare l’avvenuto rinnovo del contrassegno disabili non è necessario andare di persona,
all’ufficio AMT, ma basta mandare un fax con copia del contrassegno rilasciato, della carta d’identità e del libretto di
circolazione, dell’auto autorizzata al transito sulle corsie gialle, ai numeri fax 010 8313620 o 010 5582680
oppure una e-mail all’indirizzo [email protected]
oppure all’indirizzo [email protected]
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Contrassegno CUDE
Dal numero di Dicembre 2012:
“Siamo a conoscenza (e ne parleremo nel prossimo numero), che la REGIONE LIGURIA sta
lavorando sulla revisione dei criteri medico legali in tema di rilascio/rinnovo del CUDE
(Contrassegno Unico DisabiliEuropeo), nel rispetto del DPR 151 / 2012, e anche sulle novità
in materia di contrassegno disabili (attendiamo le decisioni della regione Liguria).”
Attendiamo di potervi comunicare la notizia (speriamo nel prossimo numero) comunque
appena saremmo al corrente delle decisioni lo inseriremo nel nostro sito:
www.anglatgenova.it
Notizie utili dal Basso Piemonte
Piemonte
Novità per quanto riguarda il nuovo contrassegno europeo!
Il Comune di Novi Ligure ha già a disposizione i nuovi contrassegni europei per i portatori di handicap.
Per la sostituzione ci si può recare presso l'Ufficio Viabilità del Comune nei locali della sede
della Polizia Municipale portando il vecchio contrassegno, il documento d'identità ed una fotografia.
Per maggiori informazioni si può contattare l'ufficio stesso al numero 0143/2188.
Alessandra Vergante
Riceviamo e Pubblichiamo
Riportiamo di seguito una mail ricevuta dalla moglie di un Socio in merito alle ulteriori visite
e/o analisi richieste per il rinnovo patente presso la C.M.L. Patenti dell’ASL 3 Genovese.
Ci siamo recati dal medico per la compilazione dei certificati e qui c’è stata la prima sorpresa: il medico ha
prescritto una serie di esami poiché mio marito, come penso gran parte dei sessantenni, soffre di piccoli disturbi
(rialzo della glicemia, peraltro ben controllato con l’assunzione di una pastiglia e occasionale rialzo della
pressione idem come sopra: pastiglietta e via). Ho pensato: bene così coglie l’occasione per fare un po’ di
controlli più approfonditi! ERRORE!!!
Pur essendo obbligati a fare gli esami a pagamento (ed anche qui ci sarebbe da dire… ma lasciamo perdere,
l’anno prossimo potremo chiedere il rimborso) siamo costretti a sottostare agli appuntamenti della ASL.
Questo mi sembra veramente troppo: non vedo perché non possa essere considerato valido un esame effettuato
presso una struttura convenzionata (se la sanità non si fida… perché rilascia la convenzione?). Succo del
discorso mi sono ritrovata a prenotare alcuni esami a Bolzaneto per il mese di Agosto! Ho chiesto di poter
effettuare tutti gli esami nello stesso ambulatorio per ovvi motivi pratici, ma mi hanno detto che era
impossibile. A questo punto spero solo che possa essere consegnato il foglio provvisorio con scadenza così
lontana! Tutto ciò perché mio marito ha subito l’amputazione traumatica di una gamba, non vedo come questo
possa influire sulla sua capacità di guida! D’altra parte io che ho subito una lesione alla colonna vertebrale con
paraplegia incompleta, non ho alcuna patente speciale, anche se ho più volte ripetuto, durante le visite per il
rinnovo, di avere una parziale insensibilità all’arto inferiore sinistro. Sinceramente sono veramente stupita di
fronte a questi regolamenti, che, oltretutto, non mi sembrano aiutare minimamente i disabili.
FATEVI SENTIRE COME ASSOCIAZIONE!
Scusate lo sfogo.
Se hai dei quesiti che possono interessare i Soci per problemi inerenti la disabilità, scrivi alla
Nostra nuova rubrica “l’Avvocato risponde” e ti verrà risposto direttamente
dal Presidente Avv. Riccardo Conterno.
I quesiti di particolare interesse saranno pubblicati sul giornalino in una prossima uscita.
Caro Socio ti invito a segnalarci un indirizzo e_mail tuo o di una persona di tua fiducia per
poter comunicare con te più velocemente.
Mandaci la tua e_mail al nostro indirizzo: [email protected]
PAGINA 13
Cosa dicono gli esperti
SCADENZA REALE DELL’OPZIONE DONNA
(Dr. Andrea Zerbo)
Andrea Zerbo:
Zerbo laureato in Scienze Politiche all’Università di Genova , Segretario Provinciale UIL-DEP (Dipendenti Enti Pubblici);
Segretario Regionale e componente la Direzione Nazionale UIL-DEP ; funzionario INPS come responsabile dell’Ufficio Malattia,
Maternità, Handicap, Cure termali, Assistenza TBC, contenzioso, visite mediche di controllo; in pensione dal 1° Dicembre
2008, dal 1° Febbraio 2010 collabora col Secolo XIX tramite la rubrica “Previdenza facile” che esce ogni venerdì.
Attenzione : la Legge 243/2004 (Così detta opzione donna), a seguito della Circolare INPS n. 53 del 16 marzo
2011 e della Circolare n. 37 del 2012, è stata gravata dalle “Finestre mobili” della Legge Sacconi (12 mesi per i
lavoratori dipendenti, 18 mesi per gli autonomi) e “dall'aumento dell'aspettativa di vita” introdotto dalla Legge
122/2010 (3 mesi alla data di oggi).
Per quanto sopra esposto, la data di maturazione dei requisiti non è più il 31-12-2015 (Prevista dalla Legge
243/2004), ma togliendo 12 mesi per le finestre mobili (legge 183/2010), e 3 mesi per l'aumento dell'aspettativa
di vita (Legge 122/2010) la data di scadenza è il 30 Settembre 2014, per le lavoratrici dipendenti, mentre per le
lavoratrici autonome la data di scadenza è il 31 Marzo 2014.
Con l'occasione si ricorda che, ai fini del raggiungimento dei 35 anni di contributi, sono utili i contributi
obbligatori, da riscatto, da ricongiunzione, volontari e figurativi con esclusione dei contributi accreditati per
malattia o disoccupazione.
Genova 23 Ottobre 2013
Dr. Andrea Zerbo
ASSISTENZA PRESTATA NEI CONFRONTI DI UN FAMILIARE DISABILE E
LAVORATORE.
LAVORATORE
(Dr. Andrea Zerbo)
La Circolare INPS n. 100/2012, al comma 6, specifica che, di norma, la fruizione dei permessi in argomento da
parte del dipendente che presta assistenza nei confronti di un familiare lavoratore e disabile coincide con
l'assenza del disabile dal posto di lavoro.
Tuttavia, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con l'interpello n. 30/ 2010, considerata la ratio della
norma ispirata all'assistenza, all'integrazione sociale e alla tutela dei diritti delle persone disabili, ha stabilito che
il diritto alla fruizione dei benefici in argomento da parte del dipendente che assiste il familiare disabile non può
essere escluso a priori nei casi in cui lo stesso disabile svolga nel medesimo periodo attività lavorativa.
Di fatto viene superata la disposizione contenuta al paragrafo 2.1 della Circolare n. 45/2011.
Il Ministero ha altresì chiarito che, nell'ipotesi sopra indicata, è rimessa al datore di lavoro la valutazione della
situazione che il richiedente di volta in volta andrà a rappresentare.
Nel rispetto dei criteri indicati, pertanto, qualora il dipendente intenda fruire del beneficio nelle giornate in cui
l'assistito presta attività lavorativa, il dirigente responsabile valuterà, di volta in volta, la concedibilità del
congedo, in relazione alle necessità rappresentate a giustificazione dell'assenza, anche con riferimento alle
esigenze della vita quotidiana del disabile per le quali non sia strettamente necessaria la sua presenza fisica.
In detta valutazione si dovrà tener conto della circostanza che le su menzionate necessità non possano essere
adeguatamente soddisfatte al di fuori dell'orario di lavoro ordinario del dipendente che presta assistenza.
La sussistenza delle predette esigenze sarà attestata dall'interessato mediante dichiarazione di responsabilità resa
ai sensi dell'art. 47 del D.P.R. 445/2000.
Nulla invece è innovato nelle ipotesi in cui i permessi siano fruiti per prestare assistenza ad un familiare disabile
lavoratore nelle giornate in cui lo stesso sia assente dal posto di lavoro a titolo, ad esempio, di permesso ex lege
n.104/1992, malattia, ferie, aspettativa, ecc., nelle quali pertanto la predetta valutazione non è richiesta ed il
dipendente che assiste non deve produrre alcuna giustificazione dell'assenza.
circolare100del2012
Dr. Andrea Zerbo
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CONSEGUIMENTO PATENTE SPECIALE PER LA GUIDA DI MOTOCICLI
(Ing.Claudio De Vincenzi)
Claudio De Vincenzi:
Vincenzi funzionario Ingegnere presso l'Ufficio della Motorizzazione Civile di Genova; componente della
Commissione Medica Locale di Genova e di La Spezia.
Le patenti speciali per la guida di motocicli per minorazione invalidanti agli arti, sono le stesse delle
corrispondenti categorie A1, A2 e A.
La patente di categoria A1 (anche speciale) è conseguibile all'età di 16 anni e abilita alla guida di motocicli di
cilindrata massima di 125 cc, potenza massima 11 kw e con rapporto peso/potenza non superiore a 0,1 kw/kg.
La patente categoria A2 (anche speciale) è conseguibile all'età di 18 anni e abilita alla guida di motocicli di
potenza non superiore a 35 kw e con rapporto peso potenza non superiore a 0,2 kw/kg.
La patente di categoria A (anche speciale) è conseguibile all'età di 24 anni (oppure all'età di 20 anni a
condizione di essere titolare di patente A2 da almeno 2 anni) abilita alla guida di tutti i motocicli.
Il primo passo per conseguire la patente speciale per la guida di motocicli è quello di sostenere la visita presso
l'apposita Commissione Medica Locale che dovrà valutare l'efficienza degli arti in riferimento alla stabilità e
alla sterzabilità del motociclo e all'azionamento dei relativi comandi.
STABILITA' DEL MOTOCICLO: gli arti inferiori ancorchè protesizzati o ortesizzati devono essere affidabili
ai fini della stabilità del motociclo (l'efficienza delle eventuali protesi ed ortesi deve essere certificata dal
costruttore specificatamente per la guida di motocicli).
Per la funzionalità del ginocchio la CML deve verificare una capacità di flesso-estensione attiva da 90° a 180°;
per l'anca occorre riuscire a mantenere l'atteggiamento ortomorfico del bacino in posizione eretta sull'arto (o
sugli arti) interessato/i.
STERZABILITA' DEL MOTOCICLO: la sterzabilità deve essere assicurata mediante il movimento del
manubrio con entrambi gli arti superiori anche se uno di essi è protesizzato, ortesizzato o parzialmente limitato
funzionalmente.
In ogni caso deve essere conservata la naturale articolarità scapolo-omerale; nel caso di perdita anatomica del
braccio, il gomito ( artificiale) deve avere capacità flesso-estensione da 90° a 180°;
la mano (artificiale) deve manovrare autonomamente il manubrio. Nel caso di limitazione funzionale relativo al
complesso polso-mano (ancorchè non idoneo all'azionamento dei comandi) lo stesso dovrà conservare la
capacità di presa del manubrio ( eventualmente con il supporto di specifica ortesi).
AZIONAMENTO DEI COMANDI: sia per gli arti inferiori che per gli arti superiori i comandi di serie posti in
corrispondenza dell'arto invalido devono essere spostati in corrispondenza di quelli validi o sostituiti con
dispositivi automatici.
Per sostenere la prova pratica occorre un motociclo (eventualmente modificato) che deve rispettare oltre i limiti
abilitativi di ciascuna categoria di patente, certe caratteristiche tecniche:
CATEGORIA A1: cilindrata di almeno 115 cc e che raggiunga la velocità di almeno 90 km/h;
CATEGORIA A2: cilindrata di almeno 395 cc e con potenza di almeno 20 kw;
CATEGORIA A: cilindrata di almeno 595 cc e con potenza di almeno 40 kw:
La prova pratica si articola in diverse fasi e prevede prima dell'esame del comportamento nel traffico diverse
manovre in apposito circuito: prova di equilibrio a velocità ridotta (slalom), passaggio in corridoio stretto,
superamento di ostacolo e prova di frenata a diverse velocità.
Durante l'esecuzione della prova pratica i candidati, a tutela della loro incolumità, devono indossare: casco
integrale, guanti, giacca con protezione dei gomiti e delle spalle, scarpe chiuse, pantaloni lunghi e protezioni
delle ginocchia.
Ing. Claudio De vincenzi
(L'articolo è scritto in forma personale, senza alcun
coinvolgimento dell'Amministrazione da cui l'autore dipende)
PAGINA 15
ANGLAT NEWS
È una pubblicazione
della Sezione
Territoriale
Regione Liguria
dell’Anglat
“Enrico Caprile”
Registrazione presso
il Tribunale di Genova
DIRETTORE
RESPONSABILE
Alberto Bruzzone
REDAZIONE
“ANGLAT NEWS”
Consiglio Direttivo
Presidente
Avv. Riccardo Conterno
Hanno collaborato
a questo numero:
Giuseppina Casalino
Riccardo Conterno
Claudio Puppo
Massimo Tosetti
Alessandra Vergante
Gli Esperti
Ing. Claudio De Vincenzi
Dottor Andrea Zerbo
La Redazione del
Giornalino Sociale
“ANGLAT NEWS”
sarebbe ben lieta
di poter avere la
collaborazione da
parte dei Soci sia
con articoli di
interesse comune
sia con l’apertura di
una pagina:
“L’angolo della posta”
Qualunque tipo di
informazione su
convenzioni locali
sono ottenibili
PAGINA 16in sede
telefonando
La Pagina del Basso Piemonte
Il Portatore di Handicap
Ci sarà una ragione per cui ci definiscono “portatori di handicap”.
Se si analizzano queste tre parole si dà al loro significato quello che in effetti spiega la
grammatica italiana: persone con un handicap.
Però noi disabili sappiamo bene che la parola “portatori” per noi ha racchiuso in sé il
suo significato più pieno, sappiamo bene che noi questo handicap ce lo portiamo
appunto sulle spalle da una vita o ci è piombato addosso nel corso di essa.
Non tutti i giorni sono uguali, un giorno sei in piena forma, un altro meno, magari per
un problema che ti impedisce di muoverti come vorresti ed è così che stai a casa dal
lavoro, devi rimandare gli impegni presi, le promesse fatte ai figli che non possono
essere mantenute e cose simili.
Poi però stringiamo i denti e non ci lasciamo abbattere perché ci adeguiamo alla
situazione, affrontiamo tutto questo con uno spirito di adattamento che si rinnova di
giorno in giorno.
Noi che ci conformiamo a tutto, a scalini che ci bloccano, a mezzi che limitano la
nostra autonomia, a edifici pubblici non a norma, a persone che occupano ingiustamente
i posti auto a noi dedicati magari per caricare la spesa senza affaticarsi, fregandosene
delle persone a cui invece quel posteggio servirebbe proprio in quanto per esempio
disabili in carrozzella e con meno possibilità di trovare un altro posteggio adatto alle
proprie esigenze.
Tutto nella nostra vita quotidiana ci rammenta, anche se noi cerchiamo di dimenticarlo,
di quell'handicap che ci portiamo sulle spalle.
Anche la cosa più banale come potrebbe essere quella di recarsi dal medico di famiglia
per una ricetta potrebbe diventare un problema; quanti studi medici sono a piano terra o
sono privi di barriere architettoniche o con ascensori troppo stretti per potervi
accedere?
Solo qualche mese fa, dovendomi recare ad una manifestazione presso l'Unipol Arena
di Bologna, consultando il relativo sito su internet per verificare dove erano posizionati
i posteggi disabili e come funzionava l'accesso al parcheggio, ho trovato solo poche
righe che lo accennavano e nemmeno troppo chiare, che invitavano a contattare
l'organizzatore degli eventi.
Ci tengo comunque a precisare che una volta arrivata lì ho trovato un gran numero di
stalli che erano stati riservati appositamente per i disabili, ma l'informazione sul sito
non era stata esaudiente.
Al contrario di ciò, ed esclusivamente per fare un paragone della differenza di approccio
all'argomento, in un sito da me visitato casualmente per una gita scolastica di mia figlia
relativo allo Zoo di San Diego negli Stati Uniti, ci sono dodici , e dico dodici, pagine
con tutte le modalità di accesso per persone con handicap. Pagine con spiegazioni e
chiarimenti per poter aiutare il disabile a svolgere in questo luogo una visita serena e
non improvvisata come succede in alcuni luoghi da noi in Italia.
Come al solito alla fine della mia chiacchierata invito sempre chiunque avesse da
raccontarci qualche sua esperienza positiva o negativa ad inviarci una mail o passare a
trovarci presso la nostra Sede.
Ed ora qualche informazione “di servizio”.
Ricordo che per chi risiede in Piemonte l'esenzione del bollo auto e tutte le modifiche
ad esso relative, devono essere richieste tramite l'invio di un modulo che si scarica dal
sito della Regione Piemonte www.regione.piemonte.it ; bisogna andare sulla voce
“tributi” e poi cliccare su “tassa automobilistica”; seguire le indicazioni indicate sul
modulo per l'invio dello stesso e della documentazione da allegare in base alle
casistiche che interessano.
Per quanto riguarda invece la Commissione Medica Locale di Alessandria per il
rinnovo o la richiesta patenti di guida bisogna chiamare per avere informazioni
solamente il lunedì, martedì, mercoledì, venerdì dalle ore 14,00 alle ore 15,00 il
numero di telefono 0131/307523.
Per prenotare visite bisogna presentarsi di persona il martedì, giovedì, venerdì dalle 8,00
alle 13,00 presso la sede di via Paccinotti 38 ad Alessandria dall'entrata principale
dell'Istituto Patria.
Comunque gli orari sopra detti potrebbero essere cambiati in qualsiasi momento a
discrezione della Commissione, quindi consiglio sempre di telefonare prima di recarsi
sul posto.
Arrivederci al prossimo articolo e buona estate a tutti.
Alessandra Vergante
PAGINA 16
Anglat Sezione Territoriale Regione Liguria “Enrico Caprile”
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Il Presidente Avv. Riccardo CONTERNO riceve i Soci su appuntamento
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