Tassonomia del genere Mycobacterium Enrico Tortoli Centro Regionale di Riferimento per i Micobatteri Firenze Le pietre miliari della tassonomia • Adamo è autorizzato da Dio a dare un nome a tutti gli esseri viventi (Genesi 2.19) • 4o secolo a.C., Aristotele si cimenta nella differenziazione di piante ed animali • 1o secolo d.C., Plinio il vecchio dedica 4 libri della Naturalis historia alla zoologia, e 8 alla botanica • 18o secolo: Linneo introduce il sistema binomio Pietre miliari nella tassonomia dei micobatteri • • • • • • 1896 Lehmann e Neuemann descrivono: • Il genere Mycobacterium • M. leprae • M. tuberculosis 1899 descrizione di: • M. smegmatis • M. phlei 1901 descrizione di M. avium 1923 descrizione di: • M. paratuberculosis • M. chelonae 1926 descrizione di M. marinum 1938 descrizione di M. fortuitum Pietre miliari nella tassonomia dei micobatteri • 1967 L. Wayne fonda lo IWGMT • Analisi dei caratteri fenotipici • Tassonomia numerica • Studi cooperativi • 1987 lo IWGMT riconosce il valore degli studi basati sull’omologia del DNA • Ceppi con omologia >70% appartengono alla stessa specie • 1990 E. Böttger adotta, per primo, il sequenziamento genico per l’analisi della tassonomia del genere Mycobacterium Classificazione • regno: Bacteria • tipo: Actinobacteria • classe: Actibobacteridae • ordine: Actinomycetales • famiglia: Corynebacteriaceae - genere: Mycobacterium I complessi • • • • M. tuberculosis complex M. avium complex M. terrae complex M. fortuitum complex La tassonomia dei micobatteri • fino agli anni ’80 • basata esclusivamente sui caratteri fenotipici • negli ultimi 15 anni • sempre più basata sui caratteri genotipici Tassonomia basata sul genotipo • Le varie regioni del genoma sono soggette alle mutazioni in maniera diversa • I geni che codificano per funzioni essenziali (house keeping genes) sono poco soggetti alle mutazioni e le rare sostituzioni di nucleotidi sono “conservative” • Nelle regioni non codificanti le mutazioni sono largamente tollerate • A metà strada si collocano le regioni codificanti per funzioni non essenziali e, fra le regioni non codificanti, quelle che vengono trascritte Principali target genetici degli studi tassonomici • • • • • 16S rDNA 23S rDNA hsp65 ITS rpoB Il 16S rRNA • 1.500 pb • altamente conservato • divergenza <6% • singola copia nei micobatteri a crescita lenta; doppia copia in quelli a crescita rapida • 2 regioni ipervariabili • A: elica 10 (inizio posiz. 120) • B : elica 18 (inizio posiz. 430) L’elica 18 del 16S rRNA M. M. M. M. tuberculosis chelonae simiae terrae 5’ 5’ 5’ 5’ CCA GTA GCA GTA TCG GGG GGG TCG ACG ACG ACG GCG AAG AAG AAG AAG GTC CGA CGC CTC CGG AGG AAG CGT GTT TGA TGA GGT CTC CGG CGG TTT TCG TAC TAC CTG GAT CTA CTG CGG TGA CAG CAG GGT CGG AAG AAG GAC TAG AAG AAG GGT GTG GAG AAG AAG C G C AAC TGG AGA AGA AGC L’elica 18 del 16S rRNA M. M. M. M. tuberculosis chelonae simiae terrae 5’ 5’ 5’ 5’ CCA GTA GCA GTA TCG GGG GGG TCG ACG ACG ACG GCG AAG AAG AAG AAG GTC CGA CGC CTC CGG AGG AAG CGT --G ----GGT TTC ----TTT TCT ----CTG CGG ----CGG ATT --T --T GGT GAC GAC GAC GAC GGT GGT GGT GGT AGG ACC ACC AAC TGG TAC TGC TGG AGA AGA AGA AGA AGA AGA AGA AGA AGC AGG AGC AGC L’elica 10 del 16S rRNA M. M. M. M. M. tuberculosis simiae chelonae terrae smegmatis 5’ 5’ 5’ 5’ 5’ CAC CAC CAC CAC CAC TTC TTC TCT TCT TTT GGG GGG GGG GGG GGG ATA ATA ATA ATA ATA AGC AGC AGC AGC AGC CTG CTG CTG CTG CTG GGA GGA GGA GGA GGA AAC AAC AAC AAC AAC TGG TGG TGG TGG TGG GTC GTC GTC GTC GTC TAA TAA TAA TAA TAA TAC TAC TAC TAC TAC CGG CGG CGG CGG CGA ATA ATA ATA ATA ATA GGA TGA TGA GGA GAC CCA CCA CCA CCG CCT CGG CGG CAC CGC TCT GAT AAC ACT GCT GAT GCA GCA TCA TCA CCG TGT TGT TGG TGG ATG CT TT TG TG GTC L’elica 10 del 16S rRNA M. M. M. M. M. tuberculosis simiae chelonae terrae smegmatis 5’ 5’ 5’ 5’ 5’ CAC CAC CAC CAC CAC TTC TTC TCT TCT TTT GGG GGG GGG GGG GGG ATA ATA ATA ATA ATA AGC AGC AGC AGC AGC CTG CTG CTG CTG CTG GGA GGA GGA GGA GGA AAC AAC AAC AAC AAC TGG TGG TGG TGG TGG GTC GTC GTC GTC GTC TAA TAA TAA TAA TAA TAC TAC TAC TAC TAC CGG CGG CGG CGG CGA ATA ATA ATA ATA ATA GG-A TG-A TG-A GG-A GACC CCA CCA CCA CCG CTT CGG CGG CAC CGC CTG GAT AAC ACT GCT ATC GCA GCA TCA TCA CGA TGT TGT TGG TGG TGG CT TT TG TG TC Filogenesi basata sul 16S rDNA • Micobatteri a crescita lenta • Specie a crescita lenta “classiche” • Specie correlate a M. simiae • Specie correlate a M. terrae • Micobatteri a crescita rapida • Specie a crescita rapida “classiche” • Specie a crescita rapida termotolleranti ITS • Spaziatore interposto fra rDNA 16S e rDNA 23S • Lunghezza compresa fra 270 a 400 pb con variabilità concentrata in un tratto di 220 pb • Molte specie ne hanno più di una copia • A causa dell’elevata variabilità molte specie sono caratterizzate da più di un sequevar nel ITS; i sequevar sono particolarmente numerosi in: • • • • MAC M. fortuitum complex M. gordonae M. kansasii 23S rDNA • 3.115 pb • Tratto variabile lungo 250 pb • Altissimamente conservato, alcune specie (in particolare quelle del MAC) non sono ben differenziabili hsp65 • Gene codificante per la heath shock protein da 65 kDa • Lunghezza 4.400 pb con 2 regioni ipervariabili incluse in un tratto variabile di 420 pb • Variabilità superiore a quella del 16S rDNA • Miglior potere discriminatorio delle specie strettamente correlate rpoB • Gene lungo 3.500 pb codificante per una (la ß) delle 5 subunità della RNA polimerasi, il principale enzima del processo di trascrizione • Altamente conservato ma più variabile del 16S rDNA • Presente in singola copia • Un tratto ipervariabile di 300 pb, include l’hot spot in cui si concentrano le mutazioni associate alla resistenza alla rifampicina • Un secondo tratto ipervariabile di 720 pb è particolarmente idoneo ala differenziazione delle specie micobatteriche a crescita rapida • Ceppi con divergenza >3%: specie differenti • Ceppi con divergenza <2%: singola specie Contenuto di G+C • I micobatteri hanno un contenuto di guanina + citosina (61 - 71 mol%) più alto rispetto agli altri microorganismi • Alcuni generi correlati al genere Mycobacterium hanno un alto contenuto di G+C • L’informazione fornita dal contenuto di G+C ha un significato grossolanamente Analisi filogenetica • Il tipo e la posizione delle mutazioni forniscono importanti informazioni per la filogenesi • Gli alberi filogenetici sono rappresentazioni grafiche del cammino dell’evoluzione • Diversi algoritmi • Neighbor joining, Maximum likelihood, . . . • Bootstrap: analisi della robustezza dell’albero • Diverse rappresentazioni grafiche • Fenogrammma, cladogramma, curvogramma, . . . Analisi filogenetica • Il tipo e la posizione delle mutazioni forniscono importanti informazioni per la filogenesi • Gli alberi filogenetici sono rappresentazioni grafiche del cammino dell’evoluzione • Diversi algoritmi • Neighbor joining, Maximum likelihood, . . . • Bootstrap: analisi della robustezza dell’albero • Diverse rappresentazioni grafiche • Fenogrammma, cladogramma, curvogramma, . . . Analisi filogenetica • Il tipo e la posizione delle mutazioni forniscono importanti informazioni per la filogenesi • Gli alberi filogenetici sono rappresentazioni grafiche del cammino dell’evoluzione • Diversi algoritmi • Neighbor joining, Maximum likelihood, . . . • Bootstrap: analisi della robustezza dell’albero • Diverse rappresentazioni grafiche • Fenogrammma, cladogramma, curvogramma, . . . Analisi filogenetica • Il tipo e la posizione delle mutazioni forniscono importanti informazioni per la filogenesi • Gli alberi filogenetici sono rappresentazioni grafiche del cammino dell’evoluzione • Diversi algoritmi • Neighbor joining, Maximum likelihood, . . . • Bootstrap: analisi della robustezza dell’albero • Diverse rappresentazioni grafiche • Fenogrammma, cladogramma, curvogramma, . . . Discrepanze emergenti dall’analisi filogenetica di regioni diverse • Correlazioni in base al 16S rDNA • Complesso M. fortuitum, M. peregrinum • Complesso M. chelonae, M. abscessus • Complesso M. smegmatis • Correlazioni in base al rpoB • Complesso M. fortuitum, M. peregrinum • Complesso M. chelonae, M. abscessus • Complesso M. mucogenicum • Complesso M. mageritense • Complesso M. smegmatis • Complesso M. wolinskyi Una proposta interessante • L’analisi filogenetica di vari geni combinati in un’unica sequenza ne aumenta il potere discriminatorio • Geni sparsi qua e là nel genoma forniscono un’immagine più fedele dell’evoluzione dell’intero cromosoma • PROBLEMA: non esiste un database Evoluzione dei micobatteri a crescita lenta a crescita lenta, correlati a M. terrae a crescita lenta, correlati a M. simiae a crescita rapida, termotolleranti a crescita rapida I caratteri fenotipici • Caratteri biochimici • Caratteri colturali • • • • Velocità di crescita Pigmento Temperature di crescita Analisi dei lipidi di parete • Sensibilità agli antibiotici Principali caratteri tassonomici • Ruolo centrale del genotipo (sequenziamento e/o omologia DNADNA) • Criteri fenotipici di esclusione • Velocità di crescita • Pigmento • Temperature di crescita • Composizione lipidica della parete Gennaio 2009: il genere Mycobacterium • 133 specie ufficialmente riconosciute • 7 specie, ben caratterizzate, ma non ufficialmente riconosciute • Specie a crescita rapida 53% • Specie a crescita lenta 47% • Specie non cromogene 51% • Specie scotocromogene 46% • Specie fotocromogene 3% • Specie patogene 61% • Specie isolate esclusivamente dall’ambiente 17% • Specie isolate dall’uomo ma non patogene 16% • Specie isolate esclusivamente da animali 6%