‘FU CROCIFISSO, MORI’ E FU SEPOLTO’
MISERICORDIA
PERDONO
ACCOGLIENZA
FESTA
e i falsi devoti
4a di quaresima
10 marzo 2013
ACCOGLIENZA
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo
AMEN
La bontà del Signore sia con tutti voi
E CON IL TUO SPIRITO
Misericordia, perdono, accoglienza, festa: sono atteggiamenti pericolosi per chi detiene il potere e vuole
comandare invece che servire. Gesù ha avuto l’ardire di annunciarli e praticarli ma finisce come ‘un agnello
muto condotto al macello’. Non dimentichiamo che ogni cristiano rischia di essere giudice severo con il
peccatore, e indulgente invece con il peccato, cioè essere gradito all’opinione sbandierata da chi detiene
l’informazione ed quindi essere un ateo devoto.
atto penitenziale
+ Signore, tu comandi di perdonarci prima di venire al tuo altare. Di noi che invece ci
serviamo dell’altare per imporre i nostri criteri di valutazione riguardo coloro che ci
circondano... abbi pietà
SIGNORE PIETA'‘
+ Cristo, tu sulla croce hai invocato il perdono per i tuoi assassini. Di noi che facciamo del
tuo intervento punitivo verso chi ci fa del male un criterio molto importante per credere in
te...
abbi pietà di noi
CRISTO PIETA’
+ Signore, tu hai affidato alla Chiesa il ministero della riconciliazione. Di noi che,
ricorrendo ai vari tecnici della mente umana, cerchiamo di dare la colpa a tutti fuorchè a
noi del male che facciamo e rifiutiamo così il tuo perdono ... abbi pietà
SIGNORE PIETA’
preghiamo
O Dio,
Padre buono
e grande nel perdono,
accogli nell’abbraccio del tuo amore
tutti i figli che ritornano a te
con animo pentito:
ricoprili delle splendide vesti di salvezza,
perchè possano gustare la tua gioia
nella cena pasquale dell’agnello.
Egli è Dio
e vive e regna con te
nell’unità dello Spirito santo
per tutti i secoli dei secoli.
AMEN
MENSA DELLA PAROLA
Una vita nuova inizia; il popolo d’Israele esce dal deserto e abbandona la sua vita errante, prendendo
possesso della terra promessa da Dio. Nel deserto, gli ebrei ricevevano la manna, dono di Dio ogni giorno
rinnovato. Ora il cibo che li alimenta non è più soltanto un dono meraviglioso di Dio, ma è anche frutto del
loro lavoro personale, della loro volontà di rendere feconda la propria terra.
DAL LIBRO DI GIOSUE’ 5, 9-12
In quei giorni il Signore disse a Giosuè: «Oggi ho allontanato da voi l’infamia d’Egitto». Quel luogo si chiamò
Gàlgala fino ad oggi. Si accamparono dunque in Gàlgala gli Israeliti e celebrarono la pasqua al quattordici
del mese, alla sera, nella steppa di Gerico. Il giorno dopo la pasqua mangiarono i prodotti della regione,
azzimi e frumento abbrustolito in quello stesso giorno. La manna cessò il giorno dopo, come essi ebbero
mangiato i prodotti della terra e non ci fu più manna per gli Israeliti; in quell’anno mangiarono i frutti della
terra di Canaan.
Parola di Dio
salmo 33
Inno liturgico che celebra la grandezza e la provvidenza di Dio che guida la storia degli uomini.
IL SIGNORE E’ VICINO A CHI
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
LO CERCA
[3] Io mi glorio nel Signore,
ascoltino gli umili e si rallegrino.
[4]Celebrate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
[5]Ho cercato il Signore e mi ha risposto
e da ogni timore mi ha liberato.
[6]Guardate a lui e sarete raggianti,
non saranno confusi i vostri volti.
[7] Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo libera da tutte le sue angosce.
Cristo ci ha riconciliati col Padre. La sua vita e il suo messaggio significano: grazia, perdono, bontà, pace.
L’umanità, in Cristo, è entrata in una prospettiva tutta nuova, liberata. E tutto questo, Gesù ce lo ha
procurato assumendo la nostra debolezza.
DALLA SECONDA LETTERA DI PAOLO AI CORINZI 5
Fratelli, se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove.
Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero
della riconciliazione. È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro
colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo, come
se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui
che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare
per mezzo di lui giustizia di Dio.
Parola di Dio
Essere onnipotente e accettare che il figlio minore se ne vada da casa, e accoglierlo poi a braccia aperte
quando ritorna; lasciar perdere tutto e andare alla ricerca della pecora smarrita; essere padrone di tutto e
mettersi a servire i propri servi: questo modo divino di comportarsi si chiama ‘misericordia’, virtù che non va
assolutamente d’accordo con chi detiene il potere e con chi pensa di essere a posto.
LODE A TE, O CRISTO, RE D’ETERNA GLORIA
Mi alzerò e andrà da m io padre e gli dirò:
Padre, ho peccato con il Cielo e contro di te.
DAL VANGELO SECONDO LUCA 15
Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i
peccatori e mangia con loro». Allora egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al
padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni,
il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto.
Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e
si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto
saziarsi con carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati
in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò:
Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei
tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse
incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più
degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo,
mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché
questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Il figlio
maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli
domandò che cosa fosse tutto ciò.Il servo gli rispose: E’ tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello
grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui
rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un
capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è
tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è
tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato
ritrovato».
Parola del Signore
professione di fede
Io credo in Dio, Padre,
creatore del mondo.
E’ lui la sorgente di ogni amore.
Egli rivolge su di noi il suo volto
e ci offre la sua pace.
Io credo in Gesù Cristo,
figlio di Dio, figlio di Maria, Salvatore,
venuto nel mondo.
E’ lui il volto di Dio in mezzo agli uomini.
Egli ci ha amato fino alla fine,
fino alla morte di croce.
Ma Dio lo ha risuscitato:
Egli è il Vivente, oggi, con noi.
Io credo nello Spirito Santo,
Spirito di giustizia e di pace.
E’ lui che opera meraviglie nel mondo.
Egli riunisce la Chiesa, popolo di Dio,
e ci dona la forza di annunciare
e di costruire il suo Regno.
AMEN
preghiera dei fedeli
Anche a noi Gesù rivolge l’invito a condividere la gioia del Dio che perdona, diventando
concretamente misericordiosi.
Diciamo:
PADRE, LIBERACI DAL MALE
1. Signore, che hai avuto il coraggio di dire ai tuoi discepoli più cari ‘volete andarvene a
anche voi?’, perdona i nostri autoritarismi, vere prepotenze che manifestiamo quando gli
altri ‘non sono come li vogliamo noi’... preghiamo
2. Signore, che sei al di là di ogni previsione, pronto a inventare una festa ad ogni minimo
segno di conversione, perdona le nostre corte vedute, la meschinità con la quale trattiamo
i nostri fratelli, e invece di accoglierli li giudichiamo... preghiamo
3. Signore, apri gli occhi della nostra mente e del nostro cuore perchè comprendiamo che
la tua misura è di amare senza misura. Tu sai suscitare generosità laddove noi, con
giudizio spietato, abbiamo tagliato ogni possibilità di riabilitazione. Donaci il tuo stile, offrici
la tua misura perchè possiamo essere davvero ‘tuoi figli’... preghiamo
4. Signore, che ci hai insegnato che bisogna vincere il male con il bene, fa’ che veramente
la misericordia, insieme con la povertà liberamente scelta, siano lo stile di vita del nuovo
papa, annunziando così il tuo vangelo di gioia, festa e speranza in questo nostro mondo
colmo di frivolezze, voglia di autoritarismi e di competitività... preghiamo
Te lo chiediamo per Cristo Gesù che accoglieva i peccatori, mangiava con loro, ed è
nostra riconciliazione accanto a te, per tutti i secoli dei secoli. AMEN
MENSA DEL PANE
Signore, ti preghiamo:
tu che sei venuto a rinnovare ogni cosa,
fa’ che questo pane e questo vino
diventino i segni della tua vita
donata per la salvezza del mondo.
Lo chiediamo a te,
che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen
grande preghiera eucaristica
La nostra riconoscenza,o Dio, è grande:
noi possiamo chiamarti Padre e lo sei veramente.
Tutti gli uomini sono tuoi figli
e tu ami ciascuno di loro
come se fosse l’unico.
Tu sei il padre del figlio prodigo
e di quello rimasto fedele.
Lo sbandato e il docile
tu li ami con lo stesso amore!
Tu lasci che si allontani
il figlio che vuol partire
perchè il tuo amore è libertà.
Tu sei pronto ad accogliere
il figlio che torna
perchè il tuo amore è perdono.
Tu non hai mai voluto giudicarci
ma ci prendi così come siamo.
Il nostro inno di lode
è veramente grande.
Per questo con tutto il cuore ti cantiamo:
SANTO SANTO SANTO..
Noi ti benediciamo, Dio onnipotente, Signore del cielo e della terra,
per Gesù Cristo tuo Figlio venuto nel tuo nome:
egli è la mano che tendi ai peccatori,
la parola che ci salva, la via che guida alla pace.
Tutti ci siamo allontanati da te,
ma tu stesso, o Dio nostro Padre,
ti sei fatto vicino ad ogni uomo;
con il sacrificio del tuo Cristo, consegnato alla morte per noi,
ci riconduci al tuo amore,
perchè anche noi ci doniamo ai nostri fratelli.
Per questo sacrificio di riconciliazione ti preghiamo
di santificare con l’effusione dello Spirito Santo
questi doni che la chiesa ti offre,
obbediente al comando del tuo Figlio.
Egli, venuta l’ora di dare la vita per la nostra liberazione,
mentre cenava, prese il pane nelle sue mani,
ti rese grazie con la preghiera di benedizione,
lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
Prendete e mangiatene tutti:
questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi.
Allo stesso modo, in quell’ultima sera,
egli prese il calice e magnificando la tua misericordia
lo diede ai suoi discepoli e disse:
Prendete e bevetene tutti:
questo è il calice del mio Sangue
per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati.
Fate questo in memoria di me.
Mistero della fede
Tu ci hai redento
con la tua croce e la tua resurrezione.
Salvaci, o Salvatore del mondo!
Celebrando il memoriale
della morte e resurrezione del tuo Figlio,
noi ti offriamo, o Padre, il sacrificio di riconciliazione,
che egli stesso ci ha lasciato come pegno del suo amore
e che tu stesso hai posto nelle nostre mani.
Accetta anche noi, Padre santo,
insieme con l’offerta del tuo Cristo,
e nella partecipazione a questo convito eucaristico
donaci il tuo Spirito, perchè sia tolto ogni ostacolo
sulla via della concordia,
e la chiesa risplenda in mezzo agli uomini
come segno di unità e strumento della tua pace.
Lo Spirito, che è vincolo di carità,
ci custodisca in comunione con il nostro Vescovo,
il collegio episcopale,
i presbiteri, i diaconi e tutto il popolo cristiano.
Accogli nel tuo regno i nostri fratelli,
che si sono addormentati nel Signore,
e tutti i defunti dei quali tu solo
hai conosciuto la fede.
Tu che ci hai convocati intorno alla tua mensa,
raccogli in unità perfetta gli uomini
di ogni stirpe e di ogni lingua,
insieme con la Vergine Maria, con gli apostoli
e tutti i santi nel convito della Gerusalemme nuova,
per godere in eterno la pienezza della pace.
Per Cristo con Cristo e in Cristo,
a te, Dio Padre onnipotente,
nell’unità dello Spirito Santo,
ogni onore e gloria
per tutti secoli dei secoli.
Amen.
Il mio Dio non è un Dio duro, impenetrabile,
insensibile, stoico, impassibile.
Il mio Dio è fragile.
Il mio Dio fu un uomo del suo tempo.
Vestiva come tutti, parlava il dialetto
della sua terra, lavorava con le sue mani,
gridava come i profeti.
Il mio Dio fu debole con i deboli
e superbo con i superbi.
Morì giovane perché era sincero.
Lo uccisero perché lo tradiva la verità
che era nei suoi occhi.
Ma il mio Dio morì senza odiare.
Morì scusando che è più che perdonare.
Il mio Dio è fragile.
Il mio Dio ruppe con la vecchia morale del dente per dente,
della vendetta meschina per inaugurare la frontiera
di un amore e di una violenza totalmente nuova.
Il mio Dio gettato nel solco,
schiacciato contro la terra,
tradito, abbandonato, incompreso,
continuò ad amare.
Per questo il mio Dio vinse la morte
E comparve con un frutto nuovo tra le mani:
la resurrezione.
Per questo noi siamo tutti
sulla via della resurrezione: gli uomini e le cose.
E’ difficile il mio Dio abbandonato da Dio.
Il mio Dio che deve morire per trionfare
Il mio Dio che fa di un ladro e criminale
il primo santo canonizzato della sua Chiesa.
E’ difficile il mio Dio fragile
per quelli che continuano a sognare un Dio
che non somigli agli uomini.
preghiamo
Dopo aver riascoltato la parabola
ti confessiamo, Signore,
di non vederci chiaro:
non sappiamo
se il nostro comportamento
è del figlio minore o del figlio maggiore.
Una cosa però rimane certa:
il tuo ruolo di padre misericordioso.
Questa sicurezza del tuo amore
ci renda entusiasti
ad aprire la casa
e fare festa per ogni rapporto nuovo
che abbiamo instaurato con un fratello.
A te la lode, o Signore,
vivente nei secoli dei secoli.
Amen
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