n.118
FEBBRAIO / MARZO 2013
rotopalco
LA GRANDE SCENA
Direttore responsabile
Eduardo Sammartino
Redazione Emilia Romagna Teatro
Chiara Cavedoni, Caterina Guerra, Sara Guerra,
Barbara Regondi, Marisa Tucci
Impaginazione e stampa Edicta
B7731212
Teatro Storchi
Largo Garibaldi, 15 - 41124 Modena
Tel. (059) 2136011 - Fax (059) 234.979
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Iscrizione Tribubale di Modena n. 1158/1993.
DUE MESI DI GRANDE TEATRO IN SCENA
ALLO STORCHI E ALLE PASSIONI
IL RATTO D’EUROPA CONTINUA AD AGGIRARSI
FRENETICO PER LE VIE DI MODENA
stampato su
FEBBRAIO e MARZO 2013
TEATRO STORCHI
9 e 10 febbraio 2013
BULLI & PUPE
di Frank Loesser
adattamento e regia CORRADO ABBATI
StorchiOperetta
TEATRO DELLE PASSIONI
10 marzo 2013
FRANCAMENTE ME NE INFISCHIO
da “Via col vento” di Margaret Mitchell
regia ANTONIO LATELLA
TEATRO DELLE PASSIONI
dal 12 al 24 febbraio 2013
KARAMAZOV
da Fëdor Dostoevskij
adattamento e regia CÉSAR BRIE
TEATRO STORCHI
dal 14 al 17 marzo 2013
LA SERATA A COLONO
di Elsa Morante
con Carlo Cecchi, Antonia Truppo,
Angelica Ippolito
regia MARIO MARTONE
TEATRO STORCHI
dal 14 al 17 febbraio 2013
THE HISTORY BOYS
di Alan Bennet
regia FERDINANDO BRUNI
e ELIO DE CAPITANI
CONVERSANDO DI TEATRO
16 febbraio 2013 ore 17.00
Foyer del Teatro Storchi
Incontro con la Compagnia di
THE HISTORY BOYS
TEATRO DELLE PASSIONI
dal 26 al 28 febbraio 2013
ROSSO
di John Logan
con Ferdinando Bruni e Alejandro Bruni Ocaña
regia FRANCESCO FRONGIA
TEATRO STORCHI
dal 28 febbraio al 3 marzo 2013
R III - RICCARDO TERZO
di William Shakespeare
con Alessandro Gassmann
ideazione scenica e regia
ALESSANDRO GASSMANN
CONVERSANDO DI TEATRO
2 marzo 2013 ore 17.00
Foyer del Teatro Storchi
Incontro con Alessandro Gassmann
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TEATRO DELLE PASSIONI
15 e 16 marzo 2013
IO, VIRGINIE
da “King Kong Girl” di Virginie Despentes
di e con LAURA GIBERTINI
TEATRO DELLE PASSIONI
dal 21 al 23 marzo 2013
LEONILDE
di Sergio Claudio Perroni
con Michela Cescon
regia ROBERTO ANDÒ
TEATRO STORCHI
23 e 24 marzo 2013
IL PIPISTRELLO
di Johann Strauss jr
adattamento e regia CORRADO ABBATI
StorchiOperetta
TEATRO DELLE PASSIONI
dal 4 al 6 aprile 2013
EXIT
di Fausto Paravidino
con Sara Bertelà, Nicola Pannelli
regia FAUSTO PARAVIDINO
bulli & pupe
BULLI
& PUPE
9 FEBBRAIO ORE 21.00
10 FEBBRAIO ORE 15.30
TEATRO STORCHI
libretto Abe Burrows
musiche Frank Loesser
adattamento e regia CORRADO ABBATI
direzione musicale Maria Galantino
coreografie Giada Bardelli
Compagnia Corrado Abbati
InScena
StorchiOperetta
Bulli e Pupe, il celebre, divertente e colorato musical di Broadway, dall'intreccio
perfetto dove tutto funziona grazie al simpatico libretto di Abe Burrows e
alle vivaci e immortali musiche di Frank Loesser, è la nuova produzione
della Compagnia Corrado Abbati. Un nuovo grande spettacolo che vede in
scena un cast di oltre 20 artisti con voci importanti, coloratissimi costumi,
balletti mozzafiato, scene eleganti nel segno di una qualità assodata e
riconosciuta.
Dopo il debutto nell'opera lirica come interprete e aiuto regista, nel 1988
Corrado Abbati, insieme a Stefano Maccarini, fonda la Compagnia di Operette,
di cui è leader e direttore artistico, nonché interprete dei ruoli brillanti.
Bulli e Pupe ha debuttato a Broadway nel 1950 totalizzando ben 1200
repliche (quasi 5 anni ininterrotti) e già nel 1951 ha vinto il premio come
miglior musical. Il successo dello spettacolo teatrale ha ispirato l'omonimo
film di Joseph Mankiewicz interpretato da Marlon Brando e Frank Sinatra che
ha reso questo musical essere famoso in tutto il mondo.
È infatti considerato da molti come il musical perfetto perché vi si ritrova
il classico spirito dei grandi successi di Broadway dove ad una variegata
ambientazione (dalla pittoresca Times Square, alle calde notti nei bar di
Cuba, dalle velate atmosfere dei night-club alla rigida moralità dell'Esercito
della Salvezza) si unisce una musica sempre varia e vivace in un crescendo
dove il ritmo dello spettacolo si fa sempre più incalzante e travolgente.
Elegante, energico, spensierato, comico e romantico Bulli e Pupe ci porta
in un mondo di belle donne e giovani bulli che amano il gioco: due di loro
Sky Masterson e Nathan Detroit, non sanno resistere alla tentazione di fare
o accettare scommesse su qualsiasi cosa. Così, quando una bella ragazza,
appartenente all'Esercito della Salvezza, 'mette su bottega' nel quartiere,
Nathan scommette che Sky non riuscirà a sedurla. Ma tutte le poste in palio
perdono di valore quando Sky si innamora perdutamente.
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KARAMAZOV
TEATRO DELLE PASSIONI
liberamente tratto da “I fratelli Karamazov”
adattamento e regia CÉSAR BRIE
con César Brie, Daniele Cavone Felicioni, Gabriele Ciavarra,
Clelia Cicero, Manuela De Meo, Giacomo Ferraù, Vincenzo Occhionero,
Pietro Traldi, Adalgisa Vavassori
musiche originali Pablo Brie, Pietro Traldi
costumi, assistente alla regia Mia Fabbri
luci Paolo Pollo Rodighiero
pupazzi bambini Tiziano Fario
maestra di musica Paola Sabbatani
direttore tecnico Robert John Resteghini
elettricisti Vincenzo De Angelis, Sergio Taddei
macchinista Andrea Bulgarelli
realizzazione costumi Giada Fornaciari
Emilia Romagna Teatro Fondazione
Storchi Classico 3
Dostoevskij morì due mesi dopo aver finito I fratelli Karamazov, romanzo
dove si confrontano tutti gli aspetti dell’anima umana: la passione e l’istinto
(Dmitrij); la ragione e il dubbio (Ivan); la bontà e la purezza (Aleksej); il
risentimento e la vendetta (Smerdjakov); la cattiveria, il sentimentalismo,
l’egoismo e l’edonismo (Fëdor il padre); la santità (lo Starets). Attraverso
Karamazov ho iniziato ad indagare sul cristianesimo, che sotto le spoglie del
cattolicesimo, è stata la mia fede dell’infanzia. La delusione verso il mondo
cattolico persiste, ma distinguo meglio il dogma dalle idee sul divino. Le
religioni dovrebbero avvicinare gli uomini ad un bene, da praticare senza
ideologie. La lettura di Simone Weil, la filosofa rimasta nascosta dietro le
quinte di quest’opera, mi ha aiutato a districarmi fra i ruoli dello spirito, del
divino e della giustizia. Dostoevskij è stato considerato allo stesso tempo un
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karamazov. foto 1 e 3 di ilaria scarpa
foto centrale di chiara ferrin
12, 14, 15, 16, 21, 22, 23 FEBBRAIO ORE 21.00
17, 24 FEBBRAIO ORE 17.00
13, 19, 20 FEBBRAIO ORE 15.00
karamazov. foto di chiara ferrin
grandissimo artista e un conservatore reazionario. La scorza conservatrice
ha velato alla critica “progressista” l’intellettuale che capì settanta anni prima
l’orrore che celavano le grandi utopie. Dostoevskij anticipa il fallimento dei
miti della salvezza dell’uomo che non hanno alla base l’esercizio della pietà
e dell’amore.
(…) Non dovevamo temere Dostoevskij; i suoi grandi temi dovevamo
affrontarli con il sorriso sulle labbra. La solennità è nemica del teatro. Dire
il vero tramite il bello non bastava. Dovevamo rischiare, andare sulla soglia,
utilizzare ambiguità, crudeltà, rabbia, ironia e contaminazione come risorse
artistiche atte a svelare il male e il dolore.
Ho ridotto il romanzo imponendomi di non innamorarmi delle parole. Più
di mille pagine sono state tradotte in 65 pagine di copione. Capitoli interi
sintetizzati in aforismi e raccolti in poche immagini, personaggi secondari
spariti, altri uniti in una sola figura. Trasformare in teatro un oceano di eventi
raccontati. Sintetizzare in brevi frasi lunghissime descrizioni. Credo che lo
spirito del romanzo sia rimasto vivo in questa distillazione. Nella riduzione
drammaturgica mi ha aiutato l’assegnazione dei ruoli agli attori. Non riducevo
soltanto da un romanzo ma scrivevo per qualcuno. La riduzione, quindi, era
anche condotta dagli attori che avrebbero rappresentato i personaggi.
(…) Sin dal primo giorno ci hanno guidato alcune certezze: vestiti appesi sulla
scena, pupazzi di bambini, musica in scena, corde per delimitare lo spazio,
panche ai lati di un teatro spoglio nel quale sparire e dal quale emergere. Luci
semplici. Il tappeto dipinto da Giancarlo Gentilucci è un’orchestra di colori in
cui appaiono le tracce di un vecchio giardino abbandonato. Volevo uno spazio
povero, abitato da attori che fossero in scena anche quando osservavano i
loro compagni dalla soglia.
Chi usciva di scena si sedeva sulle panche ed era spettatore a vista. Gli
attori sono in scena anche quando stanno fuori scena. Il pubblico avrebbe
visto loro mentre osservavano i loro compagni che recitavano. Chi entrava
in scena lo faceva dal teatro non da fuori. La soglia tra il recitare e stare
fuori scena si sbiadiva e questo rasserenava gli attori. Questa stessa soglia
sottile l’abbiamo creata tra l’attore che racconta ed il personaggio che parla
o agisce. Gli attori costantemente dovevano saltare da uno all’altro di questi
ruoli.
I costumi disegnati da Mia Fabbri e realizzati da Giada Fornaciari hanno
completato l’opera drammaturgica e unito due piani: quello degli attori
dichiarati come tali sulla scena e quello dei personaggi riconoscibili da pochi
segni.
Sono i bambini i protagonisti occulti del romanzo. L’infanzia è il luogo dove si
fondano le personalità, è l’allenamento all’inferno di Smerdjakov; è la casa
del padre e l’allenamento all’odio per il padre. E dalla casa del padre come
luogo dell’infanzia si precipita verso uno dei miti dell’uomo: l’uccisione del
padre. È attraverso le sofferenze inflitte ai bambini che Ivan contesta le
fondamenta della fede. È il dolore di una madre per un bambino morto che fa
pronunciare allo Starets disperate parole di consolazione. Un bambino lotta
per salvare l’onore di un padre umiliato e sarà poi questo padre a disperarsi
attorno alla bara del figlioletto morto. I bambini, quando parlano, hanno la
voce delle donne che li muovono e reggono. Lo strazio del dolore infantile
percorre il romanzo e ci riporta al dolore di tutte le guerre, alla solitudine degli
inermi, all’ingiustizia del dolore come misura degli uomini, di cui pagano il
fio gli innocenti. Per questo i bambini sono pupazzi, oggetti inermi sui quali
piove la gelida doccia del sopruso.
César Brie
Suggerimenti di lettura liberamente ispirati agli spettacoli in cartellone a cura della
Biblioteca Delfini di Modena
Cesar Brie, L'Iliade del Teatro de Los Andes, Titivillus 2012
Cesar Brie, Odissea, Teatro de Los Andes,
2010
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17 FEBBRAIO ORE 15.30
15 FEBBRAIO ORE 15.00
TEATRO STORCHI
the history boys. foto di lara peviani
THEDALHISTORY
BOYS
14 AL 16 FEBBRAIO ORE 21.00
di Alan Bennett
traduzione Salvatore Cabras e Maggie Rose
uno spettacolo di FERDINANDO BRUNI e ELIO DE CAPITANI
con Elio De Capitani, Gabriele Calindri, Marco Cacciola, Debora Zuin, Giuseppe
Amato, Marco Bonadei, Angelo Di Genio, Loris Fabiani, Andrea Germani,
Andrea Macchi, Alessandro Rugnone, Vincenzo Zampa
luci Nando Frigerio
Teatridithalia
Storchi Classico 1 2 3 4. Invito a Teatro A B C D
A sei anni di distanza dal debutto inglese, Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
firmano la regia di The History Boys, spettacolo diventato immediatamente
un caso, sia per la risposta entusiasta degli spettatori più giovani sia per il
riscontro positivo della critica che lo ha salutato come uno degli spettacoli più
importanti ed emozionanti firmato dai due registi. Un successo confermato
dai tre premi Ubu vinti nel 2011 (“Miglior spettacolo dell’anno”, “Miglior attrice
non protagonista” per Ida Marinelli sostituita in questa Stagione da Debora
Zuin, “Miglior attore o attrice under 30” per i ragazzi interpreti dello spettacolo)
e dal recente Premio Le Maschere del Teatro Italiano assegnato a Bruni e De
Capitani per la miglior regia.
The History Boys è un testo dello scrittore, drammaturgo e sceneggiatore
inglese Alan Bennett che dal 1968 ha scritto numerosissimi testi per il
teatro, tra i quali La pazzia di Giorgio III, che lui stesso ha sceneggiato per la
trasposizione cinematografica.
The History Boys (pubblicato in Italia da Adelphi con il titolo Gli studenti di
storia) ha vinto tre Olivier Awards e sei Tony Awards, ed è stato portato sullo
schermo nel 2006 dal regista Nicholas Hytner.
Otto studenti, tre professori, un preside: in mano ad Alan Bennett anche
un corso propedeutico per l’ammissione all’università può diventare un
universo polifonico di meravigliosa ricchezza e comicità. Scegliendo come
ambientazione l’Inghilterra degli anni Ottanta, Bennett mette in scena un
mondo semiautobiografico in cui si alternano acrobaticamente simposio e
gag, sociologia e dialogo filosofico. E come molti grandi libri, The History
Boys trabocca di interrogativi: ha senso il concetto di cultura alta? Come si
insegna la storia? Che ruolo ha il caso nelle tragedie della vita? E in che cosa
consiste, esattamente, l’istruzione?
La commedia vede in scena un gruppo di adolescenti all’ultimo anno di
college, impegnati con gli esami di ammissione all’università. Sono ragazzi
molto diversi tra loro ma affiatati: dal leader della classe (il donnaiolo Dakin),
al fragilissimo Posner, innamorato - per nulla segretamente - di lui, fino al
poco convenzionale Scripps, in crisi spirituale.
CONVERSANDO DI TEATRO
FOYER DEL TEATRO Storchi
16 febbraio 2013, ore 17.00
Incontro con la Compagnia
condotto da Giulio Costa
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Ingresso libero
the history boys. foto di lara peviani
Suggerimenti di lettura liberamente ispirati agli spettacoli in cartellone a cura della
Biblioteca Delfini di Modena
Alan Bennet, La pazzia di re Giorgio, Adelphi 1996
Alan Bennet, Gli studenti di scuola, Adelphi
2012
A stimolare la loro curiosità e spingerli verso una conoscenza non
convenzionale sono l’insegnante di inglese Hector, e quella di storia Mrs
Lintott: i due, non curandosi del prestigio, delle tradizioni, dei primati e dei
punteggi scolastici, arriveranno a scontrarsi con il preside.
Scenderà in campo anche un giovane professore, cinico e ambizioso,
incaricato dal preside di dare una “ripulita” allo stile dei ragazzi, renderlo più
brillante, “giornalistico” e più spendibile al “supermercato del sapere”, con
buona pace della ricerca storica e dei dibattiti di metodologia.
Lo spettacolo ci introduce da subito nel mezzo delle lezioni di Hector, dove
domina un clima anticonformista, si citano a memoria poesie di Auden o
Withman, ma anche vecchi film o canzoni (con tanto di accompagnamento al
piano), creando relazioni e connessioni apparentemente senza una precisa
finalità. Ma non saranno questi metodi così poco ortodossi a costringere
il professore alla pensione anticipata (e a condurre verso un finale
inaspettatamente tragico), bensì il suo “vizietto” di palpeggiare gli studenti
più dotati.
«C'è il tema della responsabilità, della trasmissione del sapere e, più che
mai attuale specie oggi in Italia, del ruolo cruciale della scuola. - spiega
Ferdinando Bruni - Bennett mette a confronto due concezioni opposte: quella
della cultura come fattore indispensabile per diventare esseri umani completi,
imparando a leggere la realtà, e quella che invece la concepisce come valore
d'uso da giocarsi nel grande supermercato dello showbusiness».
Quando ho scritto History boys ho pensato a una pièce sulla scuola - racconta
Bennett in un'intervista su Repubblica - legata alle mie vicende dell'inizio
anni Cinquanta. Soltanto alla fine, quando ho visto il testo rappresentato
sulla scena, mi sono reso conto del suo contenuto più profondo, che in
effetti rimanda al problema della verità. Perché racconta di un certo modo di
insegnare la storia, in cui più che i convincimenti e la veridicità dei fatti, conta
la performance del professore e quindi dello studente chiamato a fare scena
con la recita degli esami. Se però avessi voluto cominciare da qui, non avrei
scritto una riga. Io devo cominciare dai personaggi, devo farmi suggerire da
loro certe idee, in base alle quali magari viene fuori, come in questo caso, una
deriva dell'insegnamento della storia.
Alan Bennett
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ROSSO
DAL 26 AL 28 FEBBRAIO ORE 21.00
rosso. foto di luca piva
TEATRO DELLE PASSIONI
di John Logan
traduzione Matteo Colombo
regia, scene e costumi FRANCESCO FRONGIA
con Ferdinando Bruni e Alejandro Bruni Ocaña
luci Nando Frigerio
Teatro dell’Elfo
Modena ospita una produzione del Teatro dell’Elfo di Milano diretta da
Francesco Frongia e interpretata da Ferdinando Bruni, che qui offre una prova
d’attore a 360 gradi, in cui il gesto pittorico e quello teatrale si completano
e confondono. Questo lavoro riprende i temi centrali delle ultime produzioni
dell’Elfo: lo scontro tra generazioni, la ricerca di un linguaggio comune,
l’esigenza di trasmettere l’esperienza umana e artistica.
Il testo, inedito in Italia, negli Stati Uniti è stato un caso e si è aggiudicato
prestigiosi premi: l'autore, sconosciuto sui palcoscenici italiani, è noto
come sceneggiatore di molti capolavori cinematografici di Scorsese, Tim
Burton, Spielberg. La pièce è ispirata alla biografia del pittore americano
Mark Rothko, maestro dell’espressionismo astratto, che alla fine degli anni
Cinquanta ottenne la più ricca commissione della storia dell’arte moderna.
Puntando i riflettori proprio su quel periodo, Rosso mette in scena lo scontro
tra generazioni di artisti: tra Rothko, un uomo maturo che fa i conti con se
stesso, e Ken, giovane allievo alla ricerca di un "padre". John Logan dipinge
il ritratto di un uomo ambizioso, egocentrico e vulnerabile, uno dei più grandi
artisti-filosofi del '900, per il quale "la pittura è quasi interamente pensiero.
Metter il colore sulla tela corrisponde al dieci per cento del lavoro - sostiene
- il resto è attesa".
Pittura ed estetica, etica e spiritualità, istinto e percezione, apollineo e
dionisiaco, arte effimera o necessaria, quadri come merci e prodotti: tutti
temi importanti che l'autore non teme di portare in scena, fino a farli diventare
materia teatrale drammatica e struggente.
Ogni volta, in questi quadri, che sembrano fatti di niente, ossia di solo colore,
scopro qualcosa di nuovo, si scopre quello che c’è dietro il colore, a dargli
senso, drammaticità, insomma poesia.
Michelangelo Antonioni
Un vuoto a cui è stata data una direzione.
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J.P. Sartre
Suggerimenti di lettura liberamente ispirati agli spettacoli in cartellone a cura della
Biblioteca Delfini di Modena
Martin Scorsese, The aviator, 01 Distribution (dvd)
Riccardo Venturi, Rothko, Giunti 2007
riccardo III
R IIIDAL-28RICCARDO
TERZO
FEBBRAIO AL 2 MARZO ORE 21.00
3 MARZO ORE 15.30
TEATRO STORCHI
di William Shakespeare
traduzione e adattamento Vitaliano Trevisan
ideazione scenica e regia ALESSANDRO GASSMANN
con (in o. a.) Alessandro Gassmann, Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Manrico
Gammarota, Emanuele Maria Basso, Sabrina Knaflitz, Marco Cavicchioli,
Marta Richeldi, Sergio Meogrossi
e con la partecipazione di Paila Pavese
scene Gianluca Amodio
costumi Mariano Tufano
musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi
videografia Marco Schiavoni
Teatro Stabile del Veneto, Fondazione Teatro Stabile di Torino, Società per Attori
con la partecipazione produttiva di LuganoInScena
Storchi Classico 1 2 3 4. Invito a Teatro A B C D
alessandro gassmann
Suggerimenti di lettura liberamente ispirati agli spettacoli in cartellone a cura della
Biblioteca Delfini di Modena
Elisabetta Sala, L'enigma di Shakespeare:
cortigiano o dissidente?, Ares 2011
Vitaliano Trevisan, Una notte in Tunisia:
tragicommedia, Einaudi 2011
Alessandro Gassmann si confronta con uno degli eroi tragici tratteggiati dalla
drammaturgia shakespeariana nella duplice veste di regista e interprete.
La decisione di affrontare, per la prima volta anche da regista, un capolavoro di
William Shakespeare non è disgiunta dal felice incontro artistico con Vitaliano
Trevisan. Ho sempre avuto nei riguardi del Bardo, forse per l’incombenza
di gigantesche ombre familiari, un certo distacco, un approccio timoroso; le
messe in scena dei suoi capolavori, lo confesso, non sono mai riuscite a
coinvolgermi del tutto, forse per la difficile sintonia con un linguaggio così
complesso e articolato ma anche, in molte traduzioni, oscuro e arcaico. Un
“ostacolo” che mi ha sempre impedito di immaginare una messa in scena
in grado di restituire l'immensa componente poetica ed emozionale e allo
stesso tempo di innervare di asprezza contemporanea il cuore pulsante ed
immortale dell’opera shakespeariana attraverso il registro comunicativo a me
più congeniale, ovvero quello della modernità e dell'immediatezza.
La lettura di un adattamento di un testo “minore” di Goldoni curato da
Trevisan, sorprendentemente moderno e originale ma al tempo stesso
accurato e rispettoso dell'autore, ha fatto scattare in me l'idea che quel tipo
di approccio potesse essere non solo possibile ma altrettanto efficace nei
riguardi dell’opera di Shakespeare che da anni sognavo di rappresentare:
Riccardo III. I primi incontri con Trevisan e i successivi scambi di opinione non
hanno fatto altro che confermare questa prima impressione; ci siamo trovati
concordi nell'idea di trasmettere i molteplici significati di questo capolavoro
attraverso una struttura lessicale diretta e priva di filtri, che liberasse l’opera
da ragnatele linguistiche e ne restituisse tutta la complessità, la forza, la
bellezza e la sua straordinaria attualità.
Il “nostro” Riccardo, col suo violento furore, la sua feroce brama di potere,
la sua follia omicida, la sua “diversità” dovrà colpire al cuore, emozionare e
coinvolgere il pubblico di oggi (mi auguro in gran parte formato da giovani),
trasportandolo in un viaggio affascinante e tragico, attraverso le pieghe
oscure dell'inconscio e nelle “deformità” congenite dell’animo umano.
Alessandro Gassmann
CONVERSANDO DI TEATRO
FOYER DEL TEATRO Storchi
2 marzo 2013, ore 17.00
Incontro con Alessandro Gassmann
condotto da Giulio Costa
Ingresso libero
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FRANCAMENTE ME NE INFISCHIO
1 TWINS - 2 ATLANTA - 3 BLACK - 4 MATCH - 5 TARA
TEATRO DELLE PASSIONI
5 movimenti liberamente ispirati a “Via col Vento” di Margaret Mitchell
drammaturgia Linda Dalisi, Federico Bellini, Antonio Latella
regia ANTONIO LATELLA
con Caterina Carpio, Candida Nieri, Valentina Vacca
scene e costumi Marco Di Napoli, Graziella Pepe
musiche Franco Visioli
luci Simone De Angelis
movimenti Francesco Manetti
organizzazione e produzione Brunella Giolivo
distribuzione e comunicazione Michele Mele
realizzazione costumi Cinzia Virguti
assistente alla regia Francesca Giolivo
Stabile/Mobile Compagnia Antonio Latella
in collaborazione con Emilia Romagna Teatro/VIE Scena Contemporanea Festival
Il progetto Francamente me ne infischio di Antonio Latella è formato da cinque
movimenti: i primi due avevano debuttato a VIE Festival nell’ottobre 2011, gli
altri avrebbero dovuto debuttare a VIE Festival nel maggio 2012, ma il debutto
è stato annullato a causa del sisma di quei giorni. Sarà quindi il Teatro delle
Passioni ad ospitare l’allestimento completo del lavoro, liberamente ispirato
al romanzo Via col vento di Margaret Mitchell.
Twins. Che cos’è il sogno americano? Un’utopia realizzata o soltanto
un’industria che produce un continuo intrattenimento? Attraverso il mito di
Rossella O’Hara entriamo nei grandi archetipi del Novecento americano,
sogni, illusioni che dagli Stati Uniti arrivano fino a noi. Twins diventa così
una sorta di prologo dell’intero lavoro, un punto di vista sull’America che
ha esso stesso le caratteristiche del sogno. (…) lo spettacolo si muove in
quell’immaginario pop di cui i nostri stessi sogni si nutrono, il grande sogno
americano che ha bisogno, per la sua conservazione, anche della realtà della
guerra. Federico Bellini
10
francamente me ne infischio. foto di brunella giolivo
10 MARZO A PARTIRE DALLE ORE 15.00 (TWINS ORE 15.00, ATLANTA ORE 16.50, BLACK ORE
18.20, MATCH ORE 20.00, TARA ORE 22.00)
francamente me ne infischio. foto di brunella giolivo
Atlanta. Rossella si guarda allo specchio e ci trova dentro Atlanta: città
gemella che, come lei, spacca la corteccia del tempo in cui è nata e si
proietta in un nuovo tempo; entrambe elaborano i tanti lutti ignorando le
verità del sentimento e affidandosi alle sole forze del denaro, del progresso
e della crescita. Si disegna un gioco speculare di identificazione tra Atlanta
e Rossella, fino a una riflessione sulla perdita, sullo squarcio tra verità e
desiderio, e su come il sogno di ricchezza e successo possa rendere soli.
Qui lo sguardo su Rossella si tinge di nero, come un abito chiaro immerso in
un catino di inchiostro e destinato a un lutto. “Non basta essere se stessi, in
America” – dice Rossella – non basta la festa con tutte le sue decorazioni e
le sue musiche, la cosa importante è dominare, essere la regina della pista,
avere tutto e tutti, e dare l’illusione a ogni spasimante che crolla, che è bello
così, che è giusto così, che è onorevole così. (…) Linda Dalisi
Black. Black è un concerto a tre voci, dove si fronteggiano gli archetipi
di culture da sempre in contrasto. Rossella incarna un’America violenta,
brutale, che usa lo sfruttamento e l’oppressione come armi indispensabili
per la propria avanzata; un Paese che sceglie di non avere più memoria,
di cancellare la Storia relegandola a fastidioso rumore di fondo. Assistiamo
così ad uno scontro ideale tra la nuova razza padrona e i suoi fantasmi,
nel nome della sottomissione; la voce dei nativi indiani e quella dei neri, di
cui Mammy qui si fa ambasciatrice, divengono l’eco di una rivendicazione di
dignità umana che ancora oggi, per pigrizia o convenienza, fingiamo di non
sentire. (…) Tre voci, tre sfumature nere, tre forme di buio in cui sparire per la
rinascita. Al centro Rossella armata, con i calli alle mani e gli occhi infuocati
di chi per rompere uno schema finisce per rompersi. Ma la sua corsa non ha
mai fine. Federico Bellini e Linda Dalisi
Match. Tre gentiluomini si incontrano in un uno spazio senza tempo. Sono
Frank, il secondo marito di Rossella, Ashley, la sua perenne ossessione, e
Rhett, lo scaltro seduttore con cui si è sposata per la terza volta. Ognuno di
loro ha cercato di prendere parte alla vita di lei, secondo le proprie capacità
e possibilità; ritrovandosi per ricordarla, ingaggiano uno scontro dove la
pretesa di averla amata e capita più di ogni altro soccombe all’evidenza
della propria, personale, inadeguatezza. L’assenza di Rossella diviene, così,
la metafora di una perdita, la scomparsa di un vecchio mondo dai codici
accettati e condivisi di cui ora, per sopravvivere, è necessario superare il
lutto, anche a costo di rinunciare a se stessi. Federico Bellini
Tara Tara è la sola cosa che conta, la sola per cui valga la pena lottare, dice
Geraldo O’Hara, e non sa che la terra di cui parla, la piantagione, la casa,
sono molto molto di più. Tara è il ritorno alle origini, è qualcosa che più ti ci
avvicini e più si allontana nel tempo, andando a ritroso. Tara è la Rossella
che si identifica nei suoi tre figli da lei stessa bistrattati e li guarda con la
feroce pietà che solo un vecchio stanco di secoli può avere. Ognuno di quei
figli è una Rossella che gioca in giardino, un frammento di lei, un frammento
della sua corsa, del suo domani sempre invocato e mai raggiunto, del suo
legame materno spezzato, del suo inventarsi uomo per lottare tra gli uomini.
(…) Linda Dalisi
Suggerimenti di lettura liberamente ispirati agli spettacoli in cartellone a cura della
Biblioteca Delfini di Modena
Elisabetta Chicco Vitzizzai, A tavola con
Scarlett O'Hara: le ricette di Via col vento,
Il leone verde 2008
Margaret Mitchell, Via col vento, Rizzoli
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elsa morante
17 MARZO ORE 15.30
TEATRO STORCHI
Storchi Classico 1 2 3 4
carlo cecchi
di Elsa Morante
regia MARIO MARTONE
con Carlo Cecchi, Antonia Truppo, Angelica Ippolito
e con (in o. a.) Giovanni Calcagno, Salvatore Caruso, Vincenzo Ferrera,
Dario Iubatti, Giovanni Ludeno, Rino Marino, Paolo Musio,
Totò Onnis, Franco Ravera
musiche Nicola Piovani
fondale Sergio Tramonti
costumi Ursula Patzak
suono Hubert Westkemper
luci Pasquale Mari
Fondazione del Teatro Stabile di Torino, Associazione Teatro di Roma,
Teatro Stabile delle Marche
mario martone. foto di marco ghidelli
LA SERATA
A COLONO
DAL 14 AL 16 MARZO ORE 21.00
Carlo Cecchi e Mario Martone tornano al lavoro insieme per uno straordinario
progetto teatrale, La serata a Colono, che Carmelo Bene definì “il capolavoro di
Elsa Morante”. A trentacinque anni dalla sua pubblicazione l’opera viene messa
in scena da Martone, e ne è protagonista Carlo Cecchi, amico strettissimo della
Morante e curatore, insieme a Cesare Garboli, dei due volumi della collana
Meridiani di Mondadori che raccolgono le opere della Morante, di cui ricorre
quest’anno il centenario della nascita. Oltre che un omaggio a Elsa Morante, la
messinscena di questo testo costituisce anche una vera e propria sfida, attesa
da decenni dal teatro italiano.
La religione del Sole (dio della luce, della bellezza, della profezia e della peste,
chiamato già fra gli altri suoi nomi innumerevoli anche Apollo, o Febo) determina,
coi suoi responsi inquietanti, dapprima Laio, re di Tebe, a sopprimere il proprio
figlio Edipo appena nato; e, in seguito, lo stesso giovane Edipo a fuggire dalla
famiglia putativa che per caso lo aveva sottratto (bambino ignoto e inconsapevole)
al sacrificio paterno. Ma, com’è noto, la fuga non serve a salvare Edipo dal suo
destino: che lo vuole parricida, incestuoso, e re della città dalle sette porte.
Finché un giorno, riconoscendo nella peste che devasta la città il segno della
propria colpa e della maledizione solare, Edipo si acceca con uno spillone della
madremoglie suicida; e si condanna alla mendicità e all’esilio, trascinandosi dove
capita, accompagnato dalla figlia Antigone. L’ultima sua stazione predestinata,
dove trova una fine e una sepoltura, è Colono, luogo consacrato alle Furie figlie
della Notte (dette anche le Eumenidi, cioè le Benigne).
Questo l’antefatto di La serata a Colono, l’unica opera per il teatro di Elsa
Morante, ispirata all’Edipo a Colono di Sofocle: pubblicata ne Il mondo salvato
dai ragazzini, non è mai stata rappresentata. Carlo Cecchi ha vissuto accanto
alla scrittrice il percorso dei diversi desideri di messa in scena di questo
testo da parte di Eduardo De Filippo, Carmelo Bene, Vittorio Gassman, e ha
immaginato di realizzarla egli stesso. Con Carlo abbiamo lavorato più volte
insieme, e più volte abbiamo parlato de La serata a Colono: l’amore per questo
testo ci spinge oggi a lavorare allo spettacolo. In parte la compagnia proviene
dal gruppo di lavoro di Cecchi e in parte è formata da persone che hanno
lavorato con me, Nicola Piovani, Sergio Tramonti e Angelica Ippolito hanno
vissuto con Cecchi e con la Morante la straordinaria stagione del Granteatro:
nell’incontro tra generazioni diverse rivive lo spirito di un gruppo.
Mario Martone
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Suggerimenti di lettura liberamente ispirati agli spettacoli in cartellone a cura della
Biblioteca Delfini di Modena
Goffredo Fofi e Adriano Sofri, Festa per
Elsa, Sellerio 2011
Mario Martone, Chiaroscuri: scritti tra
cinema e teatro, Bompiani 2004
io, virginie - foto di dante cavicchioli
io, virginie. foto di morena orsini
IO,
VIRGINIE
15 E 16 MARZO ORE 21.00
TEATRO DELLE PASSIONI
liberamente ispirato al testo "King Kong Girl" di Virginie Despentes
ideazione, coreografia, regia e costumi LAURA GIBERTINI
video e assistente tecnico Morena Orsini
consulenza artistica Federica Rocchi
live-electronics-synth analogico Davide Fasulo
chitarre Marcella Menozzi
residenza creativa presso DOM, la Cupola del Pilastro di Bologna
Io, Virginie è un omaggio alla figura della scrittrice Virginie Despentes. Nata nel 1969
a Nancy, la scrittrice ha vissuto un’adolescenza ai margini, tra una lunga militanza
punk e la prostituzione. Nel 1993 ha pubblicato “Scopami”, romanzo-scandalo per
la durezza e la scabrosità dei temi trattati, e nel 2000 ne ha co-diretto la versione
cinematografica insieme alla regista Coralie Trinh Thi. A questo sono seguiti i
romanzi “Teen spirit”, “Bye bye Blondie” e “King Kong Girl”.
Ed è proprio a quest’ultimo libro che si ispira lo spettacolo di Laura Gibertini: il
testo è estremamente rabbioso, crudo e duro, e vi sono raccontate le esperienze
dell’autrice in quella che si potrebbe definire una sorta di autobiografia: si passa
quindi con estrema naturalezza dall’asprezza dell’invettiva alla tenerezza dei ricordi
dell’autrice, dalla sua esperienza di ex prostituta a quella di donna stuprata. Come
ha scritto Josyane Savigneau su Le Monde: “King Kong Girl è un manifesto e una
dichiarazione di guerra… Eppure c’è un’incredibile ventata di aria fresca in questa
veemente affermazione di libertà per le donne, per gli uomini e per tutti gli altri”.
Dedicato a Virginie, dedicato a tutti quelli che non sanno adeguarsi…
Suggerimenti di lettura liberamente ispirati agli spettacoli in cartellone a cura della
Biblioteca Delfini di Modena
Virginie Despentes, King Kong girl,
Einaudi 2007
Virginie Despentes, Teen spirit,
Arcanafiction 2003
Io, Virginie
Essere vista tutta intera,
lasciando scorrere vergogne e timori
alle strade di un vecchio cammino.
Nuove gambe, nuovo corpo, nuova me.
Nel gioco di dirsi ciò che siamo,
il desiderio di tutti…
Ci vorrebbero tutti a casa quando i muri cedono e le crepe aprono
La libertà del respiro.
E io respiro, con te
affannosamente donna
affannosamente uomo.”
Laura Gibertini
13
leonilde
LEONILDE
STORIA ECCEZIONALE DI UNA DONNA NORMALE
DAL 21 AL 23 MARZO ORE 21.00
TEATRO DELLE PASSIONI
di Sergio Claudio Perroni
tratto dall’omonimo testo edito da Bompiani
regia ROBERTO ANDÒ
con Michela Cescon
scene e costumi Giovanni Carluccio
musiche Marco Betta
luci Franco Buzzanca
Teatro Stabile di Catania
Sono cresciuta in fretta, io. Neanche il tempo di essere ragazza, ed ero già
donna. Cresciuta in fretta, troppo in fretta. “Come tutte le belle figliole”, diceva
mio padre. Ma in realtà la bellezza non c’entrava. C’entrava la fame. La fame fa
crescere in fretta. Belli e brutti, figliole e figlioli. Se non li ammazza prima.
Si apre così Leonilde, il monologo di Sergio Claudio Perroni su Nilde Iotti,
una donna la cui vita testimonia gran parte della storia dell’Italia moderna.
Qui Nilde Iotti è Michela Cescon che regala al pubblico un’intensa e profonda
interpretazione. Michela Cescon è nota al grande pubblico sia in ambito teatrale
che cinematografico, per il quale è stata recentemente insignita del David di
Donatello per Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana.
Eletta parlamentare a 26 anni, membro della “Commissione dei 75” che diede
vita alla Costituzione, prima donna a ricoprire la carica di Presidente della
Camera: con la vita di Nilde Iotti ripercorriamo le tappe cruciali del Novecento e
i temi fondanti della nostra contemporaneità, dal Fascismo alla Seconda Guerra
Mondiale, dalla Resistenza alla nascita della Repubblica, dalla Costituzione alla
conquista dei diritti delle donne.
Ma Leonilde è soprattutto la storia di una donna determinata e tenace, per quasi
vent’anni compagna “scomoda” di Palmiro Togliatti; una grande donna italiana
che, in un’Italia non ancora pronta per accettare la sua relazione con un uomo
sposato, antepone i sentimenti alla ragione e difende coraggiosamente il valore
delle proprie scelte.
Con prosa ritmata e incalzante, l’autore costruisce un lungo monologo in
cui pubblico e privato, slancio lirico e rigore documentaristico, invenzione
drammaturgica e verità storica si fondono dando vita a un racconto che è al
tempo stesso ritratto di una grande figura italiana e affresco della nostra patria,
con i drammi, le conquiste e le contraddizioni dell’Italia del secolo scorso.
Sottolinea Perroni: «Una vita densa di passioni non solo politiche, di intrighi,
rinunce, conquiste e sentimenti, strettamente intrecciata, e a volte perfettamente
coincidente, con i drammi, le conquiste e le contraddizioni dell’Italia di quegli
anni. La vita, insomma, di chi l’abbia intrecciata a un ruolo e non riesca sempre
a distinguere quale dei due sia funzione dell’altro». E ancora: «Mi ha sempre
affascinato la tempra drammaturgica di Nilde Iotti, l’agguerrita soavità con cui, tra
la fine del fascismo e la morte di Togliatti, questa “regina plebea” seppe reagire
alle invidie e alle insidie di una corte che non le perdonava i tanti successi, primo
fra tutti quello di essere amata dal capo del Pci. Tenace, incrollabile e “sempre
da sola”, Leonilde rispose colpo su colpo con altri successi ancora, per sé e per
il proprio popolo, fino all’incoronazione in Montecitorio.»
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Suggerimenti di lettura liberamente ispirati agli spettacoli in cartellone a cura della
Biblioteca Delfini di Modena
Roberto Andò, Moni Ovadia, Shylock:
prove di sopravvivenza (per ebrei e non),
Einaudi 2010
Roberto Andò, Il trono vuoto, Bompiani
2012
il pipistrello
IL PIPISTRELLO
23 MARZO ORE 21.00
24 MARZO ORE 15.30
TEATRO STORCHI
di Johann Strauss
direzione musicale Marco Fiornini
coreografie Giada Bardelli
adattamento e regia CORRADO ABBATI
Compagnia Corrado Abbati
InScena
StorchiOperetta
Il Pipistrello è, con La Vedova Allegra, l’operetta più rappresentata al
mondo: Il Pipistrello incarna lo spirito stesso del genere operetta fondendo
intimamente il valzer alla commedia divertente che lo sostiene. Le gioiose
malie, i colori, gli accenti festosi del re del valzer ancora oggi seducono tutta
Europa. Operetta ricchissima di smagliante melodia, che si annuncia fin dalla
famosa ouverture, Il Pipistrello diverte e ammalia come una festa mascherata
dove ognuno è un altro, dove tutto si confonde in un crescendo di situazioni
comiche sino allo scioglimento finale.
Gabriel von Eisenstein, ricco gentiluomo di campagna, è stato condannato,
per diffamazione, a qualche giorno di prigione. È ormai pronto per recarsi
in carcere quando il suo amico dottor Falke gli porta un invito per la festa
che il principe Orlofsky darà la sera stessa. Eisenstein non ha dubbi: prima
la festa e poi a costituirsi. Rosalinde, sua moglie, rimasta sola, riceve la
visita del suo spasimante Alfred che però viene scambiato per il padrone
di casa e quindi portato in carcere al suo posto. Ma questo non sarà l'unico
scambio di persona, poiché la festa a casa Orlofsky sarà ricca di qui prò
quo preparati ad arte dal dottor Falke, che vuole così vendicarsi di una burla
fattagli da Eisenstein quando lo lasciò in strada a passare la notte solo,
ubriaco e vestito da Pipistrello. Alla festa arrivano così Adele, la cameriera
di Eisenstein, il direttore delle carceri, convinto di avere messo in galera
Eisenstein e naturalmente Rosalinde, la moglie di Eisenstein. Quest'ultimo
sotto falso nome e Rosalinde, mascherata da contessa ungherese, si
incontrano. Lui non la riconosce e comincia a corteggiarla donandole
anche un bellissimo orologio. Ebbri e felici tutti bevono e cantano. All'alba
Eisenstein va a costituirsi, ma in prigione il buffo carceriere lo informa che
c'è già un Eisenstein in galera. Eisenstein cerca di capire e quando apprende
della "visita" di Alfred a sua moglie si infuria, ma Rosalinde ha buon gioco
mostrandogli l'orologio donato da lui alla presunta contessa ungherese. Alla
fine dunque si farà pace e non resterà che riderci sopra.
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TEATRO DELLE PASSIONI
exit. foto di mario d’angelo
EXIT
DAL 4 AL 6 APRILE ORE 21.00
testo e regia FAUSTO PARAVIDINO
con Sara Bertelà, Nicola Pannelli
e con Angelica Leo, Davide Lorino
scene Laura Benzi
costumi Sandra Cardini
Teatro Stabile di Bolzano
Fausto Paravidino, giovane regista e autore, vincitore del Premio Tondelli con
Due fratelli, uno dei suoi primi lavori, firma la regia di Exit, commedia delicata
e divertente sulla crisi di una coppia che nella finzione scenica è interpretata
da Sara Bertelà e Nicola Pannelli.
Così Paravidino descrive la sua nuova commedia: “Alcune coincidenze
portano al nord. Stavo vedendo uno spettacolo di Jon Fosse, il titolo è E
la notte canta, Jon Fosse è uno scrittore norvegese che mi piace molto e
non mi assomiglia per niente, mi piace molto da tanto tempo, la sua pièce
incominciava benissimo. Io copio spesso, così, per cominciare, poi vado
avanti come mi viene. Quella volta era Jon Fosse. Sono tornato a casa e
ho cominciato nello stesso modo: c’è un uomo che legge, una donna che lo
guarda e che dopo un po’ gli chiede cosa legge o qualcosa del genere. Si
scopre che sono una coppia e che c’è qualcosa che non va. Da lì in poi è
tutto diverso. È andata che ho cercato di aiutare questa coppia a capire cosa
c’era che non andava ed è una cosa che non è mai facile da capire. C’entrano
un sacco di cose: la politica, i figli, il non averli, il sesso, la gelosia, nel loro
caso persino una storia di calzini. Mi sono divertito a conversare con loro. Il
primo atto è così: loro un po’ si parlano e un po’ parlano al pubblico (che al
momento di scrivere ero solo io). Poi c’è un altro atto tutto diverso. La loro
storia non funziona più e allora quei due cercano se stessi fuori di casa, così
facciamo la conoscenza con altri due personaggi. Terzo atto: resa dei conti.
Resa dei conti non nel senso di vendette, nel senso drammaturgico, i conti
devono tornare, quel che s’è seminato si deve raccogliere, se c’è un fucile in
scena prima della fine sparerà… quelle cose lì. Qui fucili non ce n’è, ci sono
i calzini, ci sono un sacco di gelati, c’è la politica, il vino, Woody Allen, l’Iraq,
i figli, il non averne…”
Suggerimenti di lettura liberamente ispirati agli spettacoli in cartellone a cura della
Biblioteca Delfini di Modena
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Fausto Paravidino, Teatro, Ubulibri 2002
Fausto Paravidino, Texas, Medusa Video
2006 (dvd)
Gli spettacoli nei teatri di Emilia Romagna Teatro Fondazione
TEATRO DADA’
Castelfranco Emilia (MO)
13 febbraio 2013
SERVO DI SCENA
di Ronald Harwood
con Franco Branciaroli
16 marzo 2013
DONNE ALL’OPERA… Concerto lirico
Paola Cigna, soprano e Daniela Pini,
mezzosoprano
con l’Ensemble dell'Orchestra Alighieri
di Ravenna
CINEMA Teatro W. Mac Mazzieri
Pavullo nel Frignano (MO)
14 febbraio 2013
LA FONDAZIONE
regia Valerio Binasco
con Ivano Marescotti
28 febbraio 2013
TENCO A TEMPO DI TANGO
di Carlo Lucarelli
con Adolfo Margiotta e Mascia Foschi
musiche originali e arrangiamenti
di Alessandro Nidi
7 marzo 2013
LA BELLE JOYEUSE
con Anna Bonaiuto
TEATRO FABBRI - Vignola (MO)
fuori abbonamento
14 febbraio 2013
BULLI & PUPE
Compagnia Corrado Abbati
19 e 20 febbraio 2013
LA GOVERNANTE
di Vitaliano Brancati
con Pippo Pattavina,
Giovanna Di Rauso, Max Malatesta
26 febbraio 2013
OSCURA IMMENSITÀ
tratto dal romanzo L’oscura immensità della
morte di Massimo Carlotto
regia Alessandro Gassman
con Giulio Scarpati, Claudio Casadio
10 marzo 2013
OBLIVION SHOW 2.0: IL SUSSIDIARIO
regia Gioele Dix
26 marzo 2013
ALICE NEL PAESE DELLE
MERAVIGLIE
coreografia, regia e scenografia
Francesco Nappa
con Compagnia Aterballetto
TEATRO 29 - Mirandola (MO)
fuori abbonamento
7 febbraio 2013
IFIGENIA IN AULIDE
di Euripide
regia Marco Plini
fuori abbonamento
16 febbraio 2013
TERRA NATIA in concerto
21 febbraio 2013
LA GOVERNANTE
7 marzo 2013
BULLI & PUPE
TEATRO BONCI - Cesena
1 febbraio 2013
ORA NON HAI PIÙ PAURA
Teatro Valdoca
5 e 6 febbraio 2013
IFIGENIA IN AULIDE
dal 7 al 10 febbraio 2013
MACBETH
di William Shakespeare
con Giuseppe Battiston
16 febbraio 2013
BULLI & PUPE
17 febbraio 2013
ORCHESTRA DEL TEATRO OLIMPICO
DI VICENZA e ANDREA BACCHETTI
23 febbraio 2013
OPEN
uno spettacolo diretto e coreografato
da Daniel Ezralow
2 marzo 2013
ANNIE WHITEHEAD GROUP SARAHJANE MORRIS e CRISTINA DONÀ
Soupsongs: tributo a Robert Wyatt
dal 7 al 10 marzo 2013
LA MODESTIA
regia Luca Ronconi
con Francesca Ciocchetti, Maria Paiato,
Paolo Pierobon, Fausto Russo Alesi
dall’8 al 10 marzo 2013
TEATRO AURORA
DI SAN GIORGIO TOPO
Aidoru
12 e 13 marzo 2013
LEONILDE Storia eccezionale
di una donna normale
con Michela Cescon
16 marzo 2013
OMAGGIO A BIRGIT CULLBERG
con alcuni ballerini
del Teatro alla Scala di Milano
coreografie Birgit Cullberg
17 marzo 2013
BENEDETTO LUPO pianoforte solo
Dal 21 al 24 marzo 2013
IL VENTAGLIO di Carlo Goldoni
adattamento e regia Damiano Michieletto
26 e 27 marzo 2013
LA TORRE D’AVORIO
di Ronald Harwood
con Luca Zingaretti, Massimo de Francovich
PUBBLICO - Il Teatro di
Casalecchio di Reno (BO)
8 - 9 febbraio 2013
IFIGENIA IN AULIDE
20 e 21 febbraio 2013
LA VEDUTA DI DELFT
di e con François Kahn
2 - 3 marzo 2013
UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO
di Tennessee Williams
regia di Antonio Latella
con Laura Marinoni, Vinicio Marchioni,
Elisabetta Valgoi
11 e 12 marzo 2013
ORA NON HAI PIÙ PAURA
Teatro Valdoca
21 - 22 marzo 2013
ROSSO
di John Logan e con Ferdinando Bruni
e Alejandro Bruni Ocaña
27 marzo 2013
LEONILDE Storia eccezionale di una
donna normale
TEATRO GONZAGA “ILVA LIGABUE”
Bagnolo in Piano (RE)
9 febbraio 2013
LA FONDAZIONE
TEATRO ASIOLI - Correggio (RE)
5 e 6 febbraio 2013
MACBETH
20 - 27 febbraio 2013
TEATRO DA MANGIARE?
Teatro delle Ariette
6 marzo 2013
UN AMORE DI SWANN
di Marcel Prouste
con Sandro Lombardi,
Elena Ghiaurov, Iaia Forte
12 marzo 2013
LA SERATA A COLONO
di Elsa Morante
regia Mario Martone
con Carlo Cecchi
19 e 20 marzo 2013
NON TUTTO È RISOLTO
di e con Franca Valeri
23 marzo 2013
MADE IN ITALY 8.0 danza
8 aprile 2013
CLÔTURE DE L'AMOUR
con Luca Lazzareschi, Anna Della Rosa
20 aprile 2013
PALMIRO SIMONINI pianoforte
30 aprile e 1 maggio 2013
LA TORRE D’AVORIO
di Ronald Harwood,
con Luca Zingaretti, Massimo De Francovich
15 giugno 2013
fuori abbonamento
MADE IN ITALY 9.0 danza
TEATRO DELLA REGINA - Cattolica (RN)
5 febbraio 2013
L’ARCA
L’Arsenal à musique
19 febbraio 2013
OSCURA IMMENSITÀ
27 febbraio 2013
UN AMORE DI SWANN
5 marzo 2013
OPEN
22 marzo 2013
IL SOSIA DI LUI
di e con Paolo Cevoli
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Il progetto “Il ratto d’Europa”, che a ottobre si è presentato alla città di Modena, continua a
coinvolgere le realtà del territorio più varie con numerosi appuntamenti incentrati sul tema
dell’identità europea, in un fitto programma di attività e laboratori che porterà allo spettacolo
dal 9 al 19 maggio al Teatro Storchi. A seguire una breve anteprima di alcune delle attività dei
mesi di febbraio e marzo:
FEBBRAIO
Il Centro Musica La Tenda, struttura gestita
dall'Assessorato alle Politiche giovanili del
Comune di Modena in Viale Molza angolo Viale
Monte Kosica, dedica all'Europa la programmazione del mese di febbraio, con proiezioni di
film, presentazioni di libri e serate di musica dal
vivo.
Per informazioni:
La Tenda: 059/214435 - Uffici: 059/2034810
[email protected]
http://www.latendamodena.it
La Biblioteca Delfini ospita il ciclo di dieci incontri Il giro d’Europa in ottanta giorni: i racconti delle esperienze di vita e lavoro all’estero
degli ospiti ci faranno viaggiare in dieci diverse città europee, sostenuti dalla lettura di
alcuni estratti di narrativa che descrivono le
città stesse. Fra gli ospiti citiamo i registi Elio
De Capitani, César Brie, Theodoros Terzopoulos, l’attrice Simona Marchini, il pittore Davide
Benati e il giornalista de Il Fatto Quotidiano
Stefano Feltri. Gli appuntamenti si svolgeranno (sempre alla Biblioteca Delfini alle ore
17):giovedì 14 e venerdì 22 febbraio; venerdì 1,
sabato 9, sabato 16 e sabato 23 marzo; sabato
6, 13, e 20 aprile; sabato 4 maggio.
Per informazioni:
Biblioteca Delfini, Corso Canalgrande 103: tel.
059 203 2940; consulenza.delfini@comune.
modena.it - Sito:www.comune.modena.it/biblioteche/delfini/index.php
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MARZO
La Fondazione Collegio San Carlo, via San Carlo
5, a Modena, propone un ciclo di conferenze dal
titolo “Una riflessione sull'identità europea attraverso la sua storia culturale e religiosa”. Articolato in cinque appuntamenti, tra marzo e aprile
2013 - il ciclo di conferenze si propone di riflettere,
in una traiettoria di lungo periodo, sulla costituzione culturale dell’idea di Europa, rinvenendone
alcune tra le principali tracce storiche, religiose
e iconografiche.
L’intento è quello di superare l’attuale consuetudine di un’analisi strettamente economica o
tecnico-politica, per tentare di recuperare le dimensioni più propriamente culturali e filosofiche
dell’idea di Europa e per giungere ad analizzare
il contributo attuale delle diverse tradizioni religiose allo sviluppo del dialogo interreligioso ed
ecumenico inteso come forma di composizione
delle differenze storico-culturali.
Di seguito il calendario delle conferenze di marzo: martedì 5 marzo 2013, ore 17.30. “Immagini
di Europa. Tra mito classico e rappresentazioni
moderne”. Cristina Acidini Luchinat Soprintendente - Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per
il Polo Museale della città di Firenze
martedì 19 marzo 2013, ore 17.30. “L’Europa
degli altri. La sfida del pluralismo religioso”.
Stefano Allievi, Professore di Sociologia - Università di Padova
martedì 26 marzo 2013, ore 17.30. “Lotte per
il riconoscimento. I diritti collettivi nell’Europa
multiculturale”.
Luca Baccelli Professore di Filosofia del diritto Università di Camerino
Il Museo della Figurina, a Palazzo Santa Margherita in Corso Canalgrande 103, inaugura l’8
marzo una mostra sul tema “fiabe europee”.
Tra le numerose tematiche trattate dalle figurine, infatti, anche a quella delle fiabe è dedicato
ampio spazio: orchi, streghe, fate e principi hanno stimolato la fantasia dei disegnatori e sono
riprodotti, oltre che in figurina, su sigarette e
trade card, bolli chiudilettera, calendarietti da
barbiere.
Lo studio di tali materiali permette non solo di
documentare ampiamente le fiabe più note, ma
anche un confronto tra le varie versioni, frutto
di diverse trascrizioni e interpretazioni o riflesso di culture differenti. Nonostante le fiabe
vengano oggi considerate principalmente un
intrattenimento per bambini, esse venivano apprezzate anche dagli adulti, che le raccontavano
davanti al focolare o durante lo svolgimento di
lavori manuali. Per informazioni: 059 2033090;
[email protected]. Sito: www.museodellafigurina.it
I ragazzi dell’Istituto Superiore d’Arte A. Venturi, coordinati dalla Prof.ssa Battilani, stanno
realizzando per il Museo della Figurina e per
Il ratto d’Europa un video sul tema del cibo
delle fiabe che sarà inserito nel percorso della mostra.
Si respira aria d’Europa quest’anno anche al
Cantiere delle Arti. L’affiatato team di cantanti,
attori e strumentisti che partecipano ai percorsi
formativi di ERT, CUBEC Accademia di Belcanto
Mirella Freni e Accademia dell’Orchestra Mozart
si cimenteranno quest’anno in uno spettacolo
mozartiano per la regia di Claudio Longhi.
Dal 23 al 25 marzo nel salone teatrale della
Fondazione San Carlo Il Ratto dialogherà con la
celeberrima trilogia di capolavori creata dal duo
Mozart-Da Ponte, uno dei capisaldi della nostra
cultura musicale e teatrale.
Continuano poi i laboratori guidati dagli attori
della compagnia del Ratto in circa venti delle realtà coinvolte - dalle scuole medie e superiori ai
gruppi di anziani, passando per associazioni, enti
e istituzioni - per coinvolgere nell’elaborazione
della drammaturgia tutti i modenesi, attraverso
incontri di lettura e scrittura sui temi dello spettacolo.
Alle attività presentate brevemente qui sopra si
aggiungeranno altri appuntamenti ancora in via
di definizione con la partecipazione di altri collaboratori tra i numerosi partner del Ratto. Per
informazioni e aggiornamenti: ERT Fondazione
- tel. 059 2136046; [email protected];
www.facebook.com/ratto.
deuropa; twitter.com/ilRattodEuropa
19
TEATRO PER LE FAMIGLIE
TEATRO STORCHI - MODENA
Teatro Ermanno Fabbri di Vignola - 10 febbraio ore 16
Teatro Storchi di Modena - 24 febbraio ore 16
Teatro Ermanno Fabbri di Vignola - 24 febbraio ore 16
Teatro Storchi di Modena - 10 marzo ore 16
PIGIAMI
C’ERA DUE VOLTE - IL BRUTTO ANATROCCOLO
Teatro d’attore
Dai 3 anni
Teatro d’attore, oggetti, computer graphic in video proiezione
Dai 4 anni
Nella solitudine della sera, nella sua stanza da letto, un adulto scopre il piacere di
ridiventare bambino: gioca con le sue scarpe, i pantaloni, le calze e viaggia “facendo
finta che” ora questi siano un vecchio, una sorella, un fratello, una montagna, due
animali. Ad un certo punto nella stanza giunge uno sconosciuto, forse un amico. I
due, prima con cautela, poi sempre più affiatati, entrano l’uno nel gioco dell’altro:
curiosità, reciproche crudeltà e tenerezza si alternano in una girandola che sa di
nuova amicizia. Un ever green del teatro per l’infanzia che, con rara freschezza e un
linguaggio sempre attuale, invita a non perdere mai la voglia di sognare.
Giallo Mare Minimal Teatro rilegge Il brutto anatroccolo facendo interagire tecniche
teatrali come la narrazione e l’uso di oggetti con l’utilizzo della grafica computeristica videoproiettata per evocare personaggi, luoghi, vicende. La fiaba viene così riletta non riducendo il testo originale, bensì ampliandolo: la favola dell’anatroccolo,
come una matrioska, ne dà vita ad un’altra, un suo ampliamento intitolato Nero
e Narcisa, dove i protagonisti devono vedersela con un branco di candidi cigni
capaci solo di rimirarsi continuamente nello specchio.
di Nino D’Introna, Graziano Melano e Giacomo Ravicchio
regia Nino D’Introna e Giacomo Ravicchio
con Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci
Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus
autore e regia Renzo Boldrini
con Renzo Boldrini
operatori multimediali Ines Cattabriga e Lucia Paolini
Giallo Mare Minimal Teatro
Per gli spettacoli al Teatro Storchi: Informazioni: Ufficio Teatro Ragazzi 059.2136055 - [email protected]
Prenotazioni: Biglietteria telefonica 059-2136021 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13)
In collaborazione con
Per gli spettacoli al Teatro Fabbri di Vignola: Informazioni e prenotazioni: Teatro Ermanno Fabbri Vignola
059.9120911/059.9120901 [email protected]
3 febbraio ore 17
Teatro 29 - Mirandola
CIRCUS COLOMBAZZI
24 marzo ore 17
LA LETTERA
testi e regia Daniele Dainelli e Giovanni Ferma
con Daniele Dainelli, Giovanni Ferma, Boris Betzov
Fratelli di Taglia
ideazione Nullo Facchini e Paolo Nani
regia Nullo Facchini - con Paolo Nani
Bags Entertainment
Circo
Per tutti
Clownerie
Dai 5 anni
Una singolare famiglia di saltimbanchi, con i loro costumoni
a righe, baffoni, il naso e le
guance arrossate da una buona dose di lambrusco, si prodigano in Flic-Flac, verticali in
equilibrio sulla bicicletta, salti
mortali ed evoluzioni di ogni
genere per stupire e divertire il
pubblico. Virtuosismi e parodie
convivono in questa famiglia
che sembra uscita da un carrozzone di attori girovaghi o da
un film di Fellini, per offrire al pubblico la tradizione del teatro popolare, dalla
magia della Commedia dell'Arte a quella del clown fino all'archetipo del buffone.
Un uomo entra in scena, si siede
a un tavolo, beve un sorso di vino
che però sputa, chissà perchè, contempla la foto della nonna e scrive
una lettera. La imbusta, la affranca
e sta per uscire quando gli viene
il dubbio che nella penna non ci
sia inchiostro. Controlla e constata
che non ha scritto niente. Deluso,
esce. Tutto qui. La storia si ripete
15 volte in altrettante varianti:
All'indietro, con sorprese, volgare,
senza mani, horror, cinema muto, circo… Paolo Nani, solo sul palco con un tavolo
e una valigia di oggetti, dà vita a 15 micro-storie, con un meccanismo talmente
perfetto e divertente da far ridere il pubblico per tutta la durata dello spettacolo.
Per informazioni e prenotazioni: Teatro 29 - via 29 maggio, Mirandola, tel: 320-9380791 - Mail: [email protected]
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TEATRO STORCHI / TEATRO DELLE PASSIONI Modena STAGIONE 2012/2013
DOVE OTTENERE INFORMAZIONI E ACQUISTARE
ABBONAMENTI E BIGLIETTI
Biglietteria telefonica - tel. 059/2136021
Orari: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13
Biglietteria Teatro Storchi
Largo Garibaldi, 15 - Modena
Orari: martedì ore 10.00/14.00 e 16.30/19.00, dal mercoledì al venerdì ore 10.00/14.00, sabato ore 10.00/13.00 e
16.30/19.00
La biglietteria del Teatro delle Passioni sarà aperta solo
in concomitanza con gli spettacoli programmati e aprirà
un’ora e mezzo prima dell’inizio della rappresentazione
Informazioni e vendita on-line:
www.emiliaromagnateatro.com
Vivaticket
Punti vendita Vivaticket, l’elenco completo è consultabile
sul sito alla pagina http://www.vivaticket.it/canali_vendita.
php
Call center Vivaticket 899.666.805 (per chi chiama
dall’estero - from outside Italy: +39.041.2719035); Call
center 89.24.24
Servizio a carattere sociale - Informativo di Seat Pagine
Gialle. Costo da fisso € 0,026 al secondo più € 0,36 alla
risposta (IVA incl.). Costo da mobile in funzione del gestore. Info e costi www.892424.it.
Il servizio è attivo e accessibile 365 giorni l’anno, 24 ore su 24,
su tutto il territorio nazionale
ABBONAMENTI IN VENDITA TUTTO L’ANNO
PASSIONI
Come funziona
Si sceglie la data di rappresentazione e la poltrona per 6 o
10 spettacoli su tutto il cartellone del Teatro delle Passioni. L’abbonamento è nominativo (non può essere utilizzato
da più persone per lo stesso spettacolo).
Quanto costa
6 spettacoli intero € 60,00
ridotto giovani/anziani/gruppi € 45,00
10 spettacoli intero € 85,00
ridotto giovani/anziani/gruppi € 65,00
Come posso acquistarlo
Vedi alla voce “Acquistare un abbonamento con scelta
degli spettacoli”
Adatto a chi
È interessato alla scena contemporanea; apprezza l’ambiente informale; vuole garantirsi un posto prenotato per
gli spettacoli di interesse.
CARNET 7
Come funziona
Dà diritto a 7 entrate a scelta su tutto il cartellone del
Teatro Storchi e del Teatro delle Passioni, compresa
l’operetta. Il titolare sceglie gli spettacoli, il numero dei
posti per ogni spettacolo e la data di rappresentazione.
Non è nominativo, può quindi essere utilizzato da più
persone per lo stesso spettacolo.
Quanto costa
Platea Balconata e Palco
*intero € 135,00
giovani/anziani/gruppi € 105,00
Prima e Seconda Galleria intero € 90,00
giovani/anziani € 65,00
* Per ogni ingresso scelto al Teatro delle Passioni gli abbonati in platea avranno diritto a un biglietto omaggio per
un accompagnatore.
Come posso acquistarlo
Vedi alla voce “Acquistare un abbonamento con scelta
degli spettacoli”
Adatto a chi
Non sa mai quando riuscirà ad andare a teatro, ma non
vuole rischiare di perdersi gli spettacoli più interessanti;
è interessato solo a qualche titolo; non sa quanti amici si
porterà dietro ogni volta; vuole poter scegliere tra Storchi
e Passioni senza vincoli
CARTA TEATRO
Come funziona
È una carta a scalare che contiene 12 “crediti”, utilizzabile
in entrambi i teatri per tutti gli spettacoli (esclusi l’operetta, gli spettacoli fuori abbonamento e La domenica non si
va a scuola).
Verranno scalati 2 crediti per ogni entrata al Teatro Storchi e 1 credito per ogni entrata al Teatro delle Passioni.
La tessera è nominativa e non può essere ceduta né rimborsata. Non può essere utilizzata da più persone per lo
stesso spettacolo.
Quanto costa
Prezzo unico
intero € 96,00
per qualsiasi posto* ridotto Gruppi € 84,00
ridotto giovani/anziani € 60,00
* posti in base alla disponibilità al momento della prenotazione
Come posso acquistarlo
Vedi alla voce “Acquistare un abbonamento con scelta
degli spettacoli”
Adatto a chi
Vuole risparmiare, è interessato a più titoli tra Storchi e
Passioni, non vuole vincoli di giorni e orari.
ABBONAMENTI RISERVATI A: GIOVANI FINO A 20 ANNI, POSSESSORI
DELLA STUDENT CARD RILASCIATA DALL’UNIVERSITÀ DI MODENA E
REGGIO EMILIA, TITOLARI DI CARTA DOC
QUATTRO CARD
Come funziona
Si sceglie la data di rappresentazione e la poltrona per
4 spettacoli su tutto il cartellone del Teatro Storchi e del
Teatro delle Passioni (esclusi gli spettacoli di operetta, i
fuori abbonamento e la rassegna La domenica non si va
a scuola). L’abbonamento è nominativo e non può essere
ceduto né rimborsato. Non è possibile utilizzarlo più volte
per lo stesso spettacolo.
Quanto costa
Prezzo unico Intero € 40,00
per qualsiasi posto* Titolari Student Card € 25,00
* posti in base alla disponibilità al momento della prenotazione
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Come posso acquistarlo
Vedi alla voce “Acquistare un abbonamento con scelta
degli spettacoli”
ACQUISTARE UN ABBONAMENTO CON SCELTA DEGLI SPETTACOLI
(Passioni, Carnet7, CartaTeatro, QuattroCard)
Gli abbonamenti possono essere acquistati presso le biglietterie del teatro, per scegliere gli spettacoli, i posti e
le date si potrà telefonare anche in seguito. Si avrà così
il proprio posto prenotato. I posti prenotati dovranno poi
essere confermati telefonicamente (qualora non si ritiri direttamente il biglietto) entro il giorno precedente la rappresentazione scelta.
RIDUZIONI
Abbonamento o biglietto ridotto per:
•
•
gruppi di almeno 10 persone (cral aziendali, gruppi di amici-conoscenti, ecc.). Per accedere alle
riduzioni e per maggiori informazioni contattare:
[email protected],
tel.
059/2136030
giovani fino a 29 anni, anziani oltre i 60 anni, dipendenti Tetra Pak, Associati e dipendenti CNA,
associati Amici dei Teatri Modenesi.
Sconto del 10% sul prezzo del biglietto intero per:
•
Associati CGIL, CISL, FAI, AbitCoop, ARCI, Soci
Coop, Amici della Musica di Modena, Abbonati
Teatro Comunale di Modena, Titolari My Card
Sconto del 30% sul prezzo del biglietto intero per:
Tutti gli abbonati dei Teatri di Emilia Romagna Teatro
Fondazione (Teatro Storchi e Passioni di Modena, Teatro
29 Mirandola, Teatro Asioli Correggio, Teatro della Regina Cattolica, Teatro Mac Mazzieri Pavullo, Teatro Dadà
Castelfranco Emilia, Pubblico il Teatro di Casalecchio di
Reno, Teatro Gonzaga - Ilva Ligabue Bagnolo in Piano,
Teatro Ermanno Fabbri Vignola, Teatro Bonci Cesena)
Per informazioni e prenotazioni rivolgersi alla biglietteria
del proprio teatro.
Last Minute: solo on line il giorno di spettacolo 50% di
riduzione sul prezzo intero
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BIGLIETTI
I biglietti prenotati dovranno essere ritirati direttamente in
biglietteria o pagati tramite c/c postale e carta di credito
(con le modalità indicate all’atto della prenotazione) entro
i 10 giorni successivi la data di prenotazione stessa, in
caso contrario verranno annullati. Nel caso di prenotazioni
effettuate nei 20 giorni antecedenti la rappresentazione, il
ritiro dovrà avvenire entro il giorno successivo.
TEATRO STORCHI
Platea balconata e palco I e II galleria intero € 25,00 ridotto 10% € 22,50
ridotto € 19,00
ridotto 30% € 17,50
intero € 15,00 ridotto 10% € 13,50
ridotto € 12,00
ridotto 30% € 10,50
POMERIDIANE GIORNI FERIALI PREZZO SPECIALE:
posto unico € 11,00
TEATRO DELLE PASSIONI
Intero € 11,00
ridotto 10% € 10,00
ridotto € 8,00
ridotto 30% € 7,50
POMERIDIANE GIORNI FERIALI PREZZO SPECIALE:
posto unico € 8,00
FRANCAMENTE ME NE INFISCHIO (maratona)
1 movimento int. € 15,00 ridotto 10% € 13.50 ridotto Giov/
Anz. € 11,00 ridotto 30% € 10.50
3 movimenti prezzo unico € 24,00
5 movimenti prezzo unico € 30,00
BIGLIETTI OPERETTA
Platea Balconata e Palco
intero € 25,00
ridotto Comitati Anziani € 21,00
ridotto under 14 € 12,00
Prima e Seconda Galleria
intero € 17,00
ridotto Comitati Anziani € 13,00
ridotto under 14 € 8,00
Diritto di prevendita 8% con arrotondamento a € 0,50
In caso di dimenticanza/smarrimento del biglietto o
dell’abbonamento verrà emesso un biglietto sostitutivo
al costo di € 2,00
Gli stampati non stanno mai al loro posto.
Stanno al posto dei prodotti, dei marchi e degli obiettivi aziendali.
ESCI DALLA SOLITA ROUTINE!
LA FOTOLITO 0522.966349
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FATTI di STAMPA
Come dire fatti di carta, inchiostro, passione per un mestiere
che ha fatto “re” il pensiero umano.
Fatti che parlano chiaro, di imprese e dei loro marchi.
Fatti compiuti, che sono storie, esperienze, a volte sogni.
Comunque sia, i fatti di stampa non sono mai soltanto parole.
42025 Cavriago (RE)
Via C. A. Dalla Chiesa, 4
Tel. 0522.577745
e-mail:KPHQ"DGTVCPKITCſECKV
42024 Castelnovo di Sotto (RE)
Via L. Spallanzani 9
Tel. 0522.682123
e-mail:[email protected]
www.graphicpartners.eu
42028 Poviglio (RE)
Via Romana 42
Tel. 0522.966349
e-mail:[email protected]
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