CENE
LE
"ÌIIAZZ1KI
'ANTOJNFIIAKCESCO
ìl
lasca.
VOLUME
PRIM©
MILANO
FFR
tìlOVAKKl
I
SITiVESTBl
a i5
ii
l'l'\
VVISO
A
STAMPATORE
DELLO
i
Cene
la
per
ed
diligenza
che
in
le del
Bandello,
scorso
anno
non
,
l'editore
ha
nel
potè
ridursi
prevedute
aveva
iopera
quando
Egli
edizione
quella
dì
e
,
con
anche
sperava
da
Londra,
,
essendo
impressa
questa
e
di
dello
con,
perche
Livorno
chiù/nata
a
seguir
proin
tempo*
formare
poter
non
quando
qualche
copiando
in
,
cosU-etto
per
di
esatta
IS^ovel-
difficoltàche
lentezza)
rori
er-
dop«
compimento
lo hanno
principio
abili
luglio
desiderava
si
sospenderla
a
irgS
che
di
a
scrupo*
poco
delle
mese
delle
gran
abbastanza
del
-che
incontrato
ìiot
^
antecedentL
volume
":ioe
ijuclla sollecitudine
molti
edizioni
in pubblicazione dell' ultimo
il Lasca
detto
incominciatasi
ristampa
nuova
da
le
tutte
elegantissime
rigni più
con
espurgate
,
si trovano
Questa
volta
prima
le
luce
Gr azzini
Francesco
di Anton
rivedute
Iosa
alla
finalmente
JOjscouo
nsih «^
un*
fedelmente
colla
data
^vege\oìxt6kak
Borromeo
dal
nel
de'
l'hanno
cui
Italiani;,
«Serie
ricolma
dal
restò
suaso
per-
gli
meritar
due
quo"
eoi
edizioni
delle
nell'esaminarla
lontana
ben
era
Novellieri
nella
Ma
Lingua.
di
testi
che
di
Gamba
dal
accuralissima
de'
Catalogo
elogi
Bibliog'"aJl
ac^
ereditati
.
Fu
dunque
aucrlr.
edizioni,
di
confrontare
la
procurarsi
necessario
che
correzione
le
si
e
sott'
sempre
continuo
le
tutte
cedenti
pre-
occhio
e
,
colte
une
t^oluta
onde
altre'-,
fare
più
quanto
i
diligentemente
si
ha
potè
doi'uto
riuscire
assai
,
lunga
la
e
quale
del
fra
fatto
.loro
poco,
per
ucrrà
Lasca,
che
vedranno
rendere
aggradimcntot
ad
premessa
si
i
questa
dell'
prefazione
Dalla
fastidiosa.
spera
colti
Novelle
alcune
di
Lettori
ristampa
editoi'e
dite
ine-
stampare
potere
quanto
meritatole
siasi
d^l
DEDICHE
PREMESSE
ALLE
AJSITEGEDENTI
EDIZIONI.
Dedica
ALL*
Cena
Seconda
della
BOUVERYE
INGLESE.
CAVALIERE
ILLUSTRISSIMO
onore
.
SlONOR
ILLUSTRISSIMO
GIOVANNI
J_u
edizione
prima
alla
premessa
che
conversare
io
SIGNORE
ebbi
V.
con
di
conoscere
Illustrissima
S.
per
,
quei giorni nei
nel
Toscana
,
me
le
ed
cortesie
,
degnò
LasLU
di
io
mi
non
i favori
per
alcun
compartirmi
voi. I.
da
lei
viaggio
che
la
nel-
trattenni
che
tempo
il delizioso
si faceva
generosità
si
quali
dì
e
ella
mio
e
da
d'Italia 3
per
sua
merito
,
ed
il
^
a
partico^
II
lare
da
affetto
della
lei dimostrato
Toscana
favella
che
motivi
alla
degna
la
prima
liistrissima
leggiadre Novelle
fìancesco
del
nel
e
ne'
le altre
mancano
mi
ritrovarle
è
dovrebbero
Tre
Autore
nostro
essere
composte
di
divoratore
noi
a
le
tutte
se
la
5
perduta
,
e
alcuni
se
della
ma
cose
si
è
,
usata
a
ste
que-
le Cene
il
po
tem-
ha
non
prima
terza
mandato
tra-
eh' è
,
te
intieramen-
restandoci
amici
miei
viaggi
,
quest' una
non
essendo
seconda
(I)
con
possibile il
stato
.
5
me
abbia
che
,
la
da
colo
se-
xv
spiace
Novelle
mi
non
il
gni
inge-
jTiiei
diligenza io
quanta
per
che
Quel
.
ricercare
dal
Anton-
vìvidi
e
Cristo
vostro
da
,
acquistate
nel
àlacri
fiorissero
Firenze
in
queste
volgarmente
preziosi manoscritti
5
a
S. U-
V.
di
già
detto
più
di
edizione
scritte
de'
uno
(i)
che
indotto
persona
,
Grazzini
che
altri
i
,
consacrare
Lasca,
hanno
mi
dio
stu-
stati
sono
,
possenti
lo
per
co
po-
Italiani
che
,
Egli
dei
nacque
secolo
xvi.
nel
l5o5,
cioè
in
cipio
prin-
Ili
fanno
commissione
mia
per
ricerca
ligente
queste didi
somministrin
nii
non
di
,
più
ciò
Quando
.
il che
avvenga
desidero
mi
temente
arden-
,
fortunato
stimerò
;
,
avrò
poiché
che
de'
il
vozione
de-
umile
memoria
grata
segnalatifavori
suoi
anche
la
e
,
tengo
dedicarle
lei
di
verso
re
dimostra-
la mia
jllustrissima
S.
V.
a
di
occasione
nuova
Gradisca
resto.
quel
gentilezza sua
pregandola a
presento
che
in tale
errori
(juelli
la
ora
per
che
poco
con
,
le
io
condonarmi
tutti
edizione
ella ritroverà
,
che
riflettere
con
V Arte
della
,
fra
Stampa
e
Nazione
facilmente
che
in
stampa
che
la
ella
fare
sarà
per
,
del
può
quella
della
dell'
Storia
,
della
in
e
seria
e
di
lei
la
levarsi
sol-
per
,
Antiquaria
Musica
da
profon-
e
agli studel
segno
Di-
,
altre
tante
,
,
scienze
di questo
ella presta
,
uso
.
conservare
che
applicazione
«i
L'
straniera
della lettura
da
parte
nascente,
quando
,
linguaggio Toscano
in
dj
è
lurca
eiTare
lingua
una
potrà
libretto
purità
si
1
ed
che
arti
acquistano
,
cultura
ornamento
e
,
Felice
.
me
se
,
all'
durevole
avrò
potuto
mo
uo-
putazion
ries-
utile
serie
Cielo
dal
V.
Di
e
dole
pregan-
di
che
dirmi
ella
(i)
.
Illustrissima
S.
il c^
Stambul,
Di
!
felicità
quelle
l'onore
do
mi
Mierita,
modo
qualche
in
di
della
7
Luna
ilhegeb
Umiliss.
Obbligatiss.Sery,^
e
Ibrahim.
Achmet
.
del
L'editore
(I)
parlando
Zanetti
,
ben
cos'i
esprime
potea
;
soltanto
dere
niente
«empietà
far
un
giusto
agevole
quali
per
il hibro
eiitro
tenere
a
questa
libro
a
il dire
un
che
aversi
agevole ad
se
la
dedica
il libro
aver'
delle
vi abbiano
lettera,
se
più
di Turchia
Cavaliere
ri*
dispiacere ai galantuomini,
linguaggio
un
sevi
spar-
di
voglia
per
men
lettore
stampatore
uno
ad
che
e
i
creda
io
quantunque
,
il discreto
si. Vedrà
,
poche empietà
certe
ischerzo
per
dedica
questa
fece la Prefazione
,
rendere
e
di
le
più fanno,
,
da
le
,
poste
ad
chi
:
hparmuire
entro
per
tose
Gi»
,
rolamo
si
itah'ano
Novelliere
vole
ragioneche
Inglese,
abbia
medesimo.
si pò-
reso
e
man»
se
mena
sia
Dedica
all'
signore
illustrissimo
j
signor
l
DAWKINS
GIACOMO
INGLESE
CAVALIERE
un
ssendo
Letterato
delle
ni
a
INovelle
detto
riuscito
me
di
ottenere
la
Fiorentino
di
ec.
SIGNORE^
TLLUSTRlSSirao
.F
lySb.
del
all' edizione
premessa
prima
Antonfrancesco
il Lasca
insieme
"Jon
da
parte
Grazzi-^
1' ultima
,
KoTella
secoli
amatori
della
erano
terza
state
della Toscana
parte
invano
che
,
per
dagli
ricercate
eloquenza,
due
fin
d'al-^
TI
iora
la seconda
che
pubblicata
bul;
in
fare
delle
bella
si
che
contenesse
di
Stam-
alla Repubblica
grata
procurandone
edizione, in
finora
f^
174S
data
cosa
Lettere
corretta
e
colla
Firenze
creduto
ho
[parte nel
cui
una
ciò
tutto
delle
Noyelle
,
del
si
Lasca
è
ritrovato
volendo
E
da-
,
le
è
e
libro
mio
questo
a
ostume
creduto
,
dovermi
fra
che
indirizzare,
come
noolti
i
me
co-
singolarmente
voi
a
protettore,
un
della
ho
lo
quel-
a
ilhistre
vostra
,
Nazione,
la
Italia
nostra
particolarmente
Oltre
di
libro
essendo
?picj
del
stato
destinato
voi
la
di
e
col
il celebre
suo
alla luce
uscita
al
lui
di
Signor
viaggio
delle
gliau-
quale
era
si fosse
mentre
3
a
^
questo
in.
po
docon
faceva
Wood
R.
dell' Asia
ed erede
amico
di
Novelle,
queste
accaduta
morte,
dotto
che
vella
fa-
pregio
sotto
,
ciò
tutto
ritrovato
avvenire
parte
ignor Bouverye
S
in
avete
seconda
la
che
V Italiana
e
voi,
illustri
e
come
lette^-^
,
rarie
dovuto
sarete
iotto
imprese
.questo
per
la
di
sì
famosa
Società
era
,
dono.
mio
gradirlo
e
che
Mi
lusingo che
riceverete
me
,
vostra
autorevole
protezione ;.
vri
giacché
ed
ò
animare
con
studi
buoni
che
la
una
ben
Di
coltivano
o
che
impegno,
insieme
Concittadini
avete
sideratissima
Opera
che
Grecia,
anni
è
fatta
Stuart
a
di
Ruine
prima
le
voi
di
se
in
,
le
del-
avrà
quanto
aspetta
Grecia
e
Per
.
il favore
sarò
me
alle
mezzo
con
spera
,
ottenerle, mediante
gli accordate
Europa
descrizione
che
della
mo
Giaco-
L'
Revett.
la
cinque
amici
Eliopoli
quelle
delia
di
miei
e
de-
intendimento,
,
presto
voi
deve
Palmira,
Ruine
impazienza
di
dai
e
Antichità
corso
JNiccola
e
che
tutta,
nel
.
illustri
stupenda
delle
dottrina
stata
la
i
particolar
altri
con
per
e
te
presentemennel
incredibile
con
diligenza e
ha
riprova
certa
arti
promuovono
o
Nazione
vostra
stenza
assi-
belle
le
che
proteggere
perenne
e
generosa
quelli
tutti
di
costume
vostro
che
simo
contentis-
piii serie
vostre
piegando
imgrandissime imprese
alla lettura
qualche momento
occupazioni
di
questo
motivo
darmi
la
e
,
picciolo
di
libro
pensare
grazia
vostra
vorrete
,
a
me
,
e
per
der
prenaccor-^
valevolissima
vili
protezione
di
resto
,
cui
istantemente
,
facendovi
dovi
pregan-
umilissima
renza
rive-
,
Londra
Di
voi
3
primo
gennajo
i'^S.6.
Illustrissimo Signore ^
ed
Umiliss.
F.
K.
Serv«
01)bligatiss.
B.
P.
R.
Lettera
CORTESI
A'
N.
senza
on
il
vi
si
il
e
rara
che
tra
tissimo
elegan-
un
mosesto
deci-
secolo
divenuta
oggimai
novella
una
salvo
il
,
Boc-
gran
universaluiente
riconosciuto
";accio
del
vero
.
tori
Let-
,
d'
parto
richiedere
nel
E
Cortesi
a
Opera
essere
parca
,
d' incontrare
,
Toscano
per
5
edizione
bel
più
Scrittore
ben
un'
presenta
essere
1790.
fiducia
sicura
gradimento
vostro
dei
LETTORI.
una
5
per
all'edizione
premessa
per
,
padre
dell'
del
arte
novellare
e
de'
maestro
Prosatori
mune
co-
per
,
vi
non
è
,
avventura
per
purità
dotto
abbia
Lasca
nostro
ingenuità
al
al
che
,
elei
tal
IVoveUista
un
e
ed
di
eleganza
di
che
autore
Novelliero
lingua
Italiano
e
tanta
^
stile, l aonde
fatto
ha
scrivendo
usato
proprietà
pari
le
ebbe
il
prefazioni
dire
a
che
5
usò
e
il Lasca
terso
5
e
un
agevole
ma
naturale
^
di
modo
a
scrivere
un
esprimendosi
elegante
tratto
5
con
semplice
vivacità
é
3C
chiarezzoi
con
do
voci
ride
rado
noi
E
bene
di
piano
alla
gioventù
lingua
se
5
scrivere
della
studiosa
avventura
soverchiamente
vizio
Non
dee
reputarsi
men
di
che
mune
alt^oco-
lieri
Novel-
quest' Opera
utilità
grandissima
coloro
per
centi
inde-
antichi
pertanto
.
nostra
e
per
più parte degli
Toscani
possa
si fossero
non
,
alla
non
licenziose
trovate
nello
volgar
Novelle
alcune
mede*
migliore esem-
proporsi
dimesso
e
raw
col
potreiinno
palitamente
e
usan-'
antichità
soggiungere che
autore
mal
non
o
soperchia
.
stile
per
di
e
per
viete
e
simo
jdo
già
'y
al,
essendo
di
età
tura
ma-
,
sì fatti
in
cercano
non
lihri
altra
5
le ricchezze
che
cosa,
favella
il colorito
e
,
sparsevidella
della
vivace
nostra
sione
espres-
.
L' edizioni
questo
tolto
libro
che
nel
breve
tenebre
alle
da
tempo
di
fatte
state
sono
che
fu
,
dell' oblìo
essendosi
,
tutte
rapidamente spacciate
bastanza
ab-
mostrano
,
tenuto
e
in
quale
lo
tengano
Cena
fu
alto
gli eruditi
quella
altra. £i ritrovò
e
,
pregio
che
l' abbiano
La
conda
Se-
.
prima
pubblicossi in
d'
ogni
Firenze
XTl
al
fare
di
temendo
mutazione
cuna
non
,
si
arditamente
troppo
Tenerabile
sulla
mano
noi
per
ponesse
la
antichità
la
Per
.
qual
che
speriamo
cosa
attribuirete
non
,
o
Cortesi
lettori,
in
anco
edizione
questa
della
totalmente
negligenza
a
Prima
della
11
uniforme
se
tografia
l'or-
troverete
non
e
nostra,
Seconda
Cena
pìccolo
lario
vocabo-
.
in
cui
si
dichiarano
le
voci
i
e
5
luoghi
più
difficili
^eir
rato
miglio-
è
Opera
,
e
notabilmente
accresciuto
Godete
.
per
felici,
tanto
delle
nostra
fatiche,
e
vivete
*^
Dedica
A
ECCELLENZA
SUA
CONTE
SIGNOR
JL
BORROMEO^
MARIA
ANTOJXIO
POGGIALI
GAETANO
Salute
l\
signor
di
T^ta
dovuta
1' offerta
che
erudizione
di
genio particolaree
fatto
in
nel
abbondevolmente
ho
di
imo
o
;
lo
questo
ricca
la
che
cura
rag
siete
cui
quale
si
che
di
genere
la
il
o
avete
ponimento,
Com-
lingua
nostra
sopra
per
guardi
adorno,
studio
ri-
a
preso
quella
tutta
con
può maggiore
appunto
nobilissime^
voi
,
quei iNovellatori
si
a
,
pubblicare
me
è
Conte
%
che
meglio
niuno
1795.
del
all'edizione
premessa
di
ogni
è
al-
XIV
tra
di
che
antica
COSI
ciò
il
sarà
de' Novellatori
quale
^e
eh' io
la
nel
esso
sia
non
molto
taggio
van-
alla
arrecare
per
un
dro
qua-
,
della
raccolta
più compita
questo
genere
adorno
di
possa
molte
che
in
,
trovarsi
ovunque
non
,
belle
men
che
notizie
mie
vivamen-
offerendoci
Italiana
letteratura
le
pubblicazione (i). E
può negarsi che
non
vero
zienza;
impa-
tanta
unisco
pure
viziosa
do-
re,
pubblica-
a
con
che
vostra
pregandovi
premure,
sollecitarne
a
la
pronto
desiderato
è
va
pro-
Catalogo ragionato
siete
è
onde
alle altrui
Chiara
componenti
Raccolta
il
moderna.
che
regrine
pe-
illustreranno
non
5
letteraria
r istoria
poco
Italiana
la quale
,
in
questa
parte
è
non
chiara
gran
fatto
.
Di
(I)
due
questo Catalogo
edizioni
di
conte
Notizid
r altra
de
Maria
con
alcune
nel
aggiunte
ed
l8o5
una
nel
fatte
col
lo
tito-
possedutidal
gentiluomo
Borromeo
Novelle
poi
1794
ieri Italiani,
Nove!!
Antan
,
l'una
Bussano,
a
furono
ne
inedite
in
,
col
Novella
titolo
di
Catalogo
dovano
Pa-
8
e
,
ec.
inedita^ similmente
con
in t^.
Fgli
dunque
è
al
sottoponga
mia
usate
onde
ed
mento^
colla
darvene
a
nel
V ho
edizione
di
abbiaj
può
quanto
in
essere
e
pochi
quelli
relativi
essi
è
gesi
3
lavassi
di
-e
al
del
invece
Piccolissimi
sono
fatti
me
lieve
un
(I) Vedi
lin. 4
del
nella
voi.
nostra
II.
no
so-
alla
(i)
di
pag.
leg-
ove
,
cacassi
manifesto
tografia,
or-
maggiore
,
sembrato
nell'
momento
11
primo
di
nora
fi-
pato
stam-
incontrasi
tomo
che
libro
testo.
che
quello
£189 vers.
67
da
gliore
mi-
assai corretta, per
forestiero.
paese
pubblicata
altra
nostro
un
,
dubbio
ogni
è anche
ed
che
Parigi
senza
d'
i cambiamenti
stati
è
è
fedele
più
e
si
5
dalla
tratta
fu
Londra
quale
la
1756
no
me-
non
conto.
io
di
data
modo
puhblico eompati-
il
eccomi
finta
,
qualche
che
sincera
me
illustrata
ed
corretta
Primieramente
prima
da
coli' industrie
in
vostro
sta
que-
,
renderla
meritarmi
il
giudiziovostro
purgato
ristampa
per
ch'io
convenevole
cosa
errore
edizione
perchè
di
mi
stam-
alla
pag.
xri
che
pa
poteva
è
del
quasi
tutto
all' uso
intelligenza
moderno
Né
qui
.
accennare
di
r edizione
originale
sola
della
incera
nuova
,
ridotta
d'
punzione
L'inter.
poi
avendola
confusione
recar
debbo
sciar
trala-
ancora
sultata
con-
avere
Seconda
giore
mag-
per
parimente
e
,
di
Gena
sto
que-
,
dalla
Novelliere
quale
,
corretta
sicura, ho
e
vantaggio.
ristampa
presente
escluse
la
zioni
illustra-
le
di
Parigi,
dell' anonimo
dedicatoria
la
e
quella
in
contenute
la
nel-
luogo
tutte
a
che
qual-
trarre
potuto
altresì- dato
Ho
molto
come
,
de'
Ijichiarazione
non
tore
Edi-
V ocaboli
e
,
luogliipiù difficili,
posta
pochi luoghi
alcuni
in
5
Autoj
e,
scritta
io
in
nostro
che
da
fu
me
in
parte
ca,
tron-
intera, quale fu da
posta
Firenze
il
riformato
idcune
del
cresciuta
ac-
Biscioni
canonico
alle Kime
premessa
,
ed
Vita
Parigina
r ho
ve
Lasca
ho
,
edizione
neir
dal
che
emendata
alla
quanto
e
fine,
in
del
nel
Catalogo
accresciuto
le
osserrazioni
;
blicate
pub-
medesimo,
174^
delle
e
avendovi
5
Opere
corredato
quali
so
es-
jni
del
di
lusingo
XVTT
che
di
grate agli amatori
saranno
simili
studi.
poi nulla
Perchè
lustro
di
,
Salvini,
Antonmaria
alla
nome
Cena
come
;
Cena
Terza
favella
e
,
delle
pure
JNovella
la
riguardanti
Lezioni
da
tratte
nostro
mente
special-
caro
letteratura
nostra
sulla Seconda
del
credute
Annotazioni
alcune
della
corredarla
voluto
ho
finimento
e
no-
potesse accrescerle
ciò che
di
Tella edizione
alla
mancasse
rie
va-
X.
Codice
un
,
di
scritto
le
no3
del
mano
illustrazioni
quali
dal
Apostolo
furono
mi
che
dotto
men
non
Ze-
ministrate
som-
le
genti-
Pellegrini
Maria
Domenico
Fr.
P.
celebre
,
più particolarmenteandrò
come
a
che
luogo.
suo
E
poiché
del
si viene
le notizie
che
non
notizia
chiaro
in
io
,
posso
Lasca
agli amatori
voi,
I.
quel«^
pertanto
sono
che
tutte
al medesimo
può
accennar©^
non
degli scritti
h
spensato
di-
tal proposito
a
d'
mancar
,
discara
di
parola. Ma
recente
5
1' accurato
scrisse
suoi
farne
V ita
sopraccennata
appartengono
agli scritti
dal
una
dalla
Autore
nostro
Biscioni,
ed
do
divisan-
del
esser.
La^
-
XVlIt
sca.
11
de
Lazara
amico
comune
mi
di
avTeitì
Giulio
sig. conte
sig.Cav.
pure
nostra,
erasi
di
come
Novelle
del
ed
cfuelledella
Terza
della
lingua
rallegrainon
che
la
che
il
scritto
che
il
MS.
zione
edi-
nuova
andò
restai
prelodato sig.
,
IVI oreni
mi
domi
lusingan-
stesso,
me
arricchire
avendomi
danno
con
,
guari
non
fosser
smarrite
sono
con
poterne
ma
si
mai
clie
io
Cena
poco
contenente
non
,
nostra
deluso
Domenico
Grazzini
avvisandomi
in
scoperto
autografo
pubblicate ;
di
letteratura
Ab.
sig.
Codice
un
della
fresco
dall' erudito
Firenze
;
Tomitano
,
egli
alcune
dal
saputo
aver
Bernardino
amantissimo
Moreni
Giovanni
ritrovato
invece
,
delle
Novelle
supposte
gloghe
ed
che
altre
un
Tuttavolta
siccome
in
,
,
grande
,
anche
sempre
queste
me
co-
da
di
come
giarsi
pre-
re
Ope-
nelle
,
del
altra
perciò
venissero
li
qua-
mo
medesi-
riposto di
essendo
sarebbe
favella
che
è
Scrittore
ogni
avere
sca,
La-
rammentate
avea
leggiadro
del
Poesie
ritrovamento,
questo
di
inedite
il Biscioni
perdute.
l' E-
conteneva
^
stra
no-
desiderabile
decorosamente
potrà
stile,ognuno
sia
quanto
bellezze
pei'
benché
colto,
che
avendo
idiotismo.
Che
a
dire
la
il
molte
come
in
Crusca,
altre
lingua
lo dimostra
pura,
che
conto
no
han-
ne
vale
medesima,
del
citarono
del
Opere
lario
Vocabo-
Gran
cui
e
sta
quere,
Auto-
nostro
di bel
sorgenti
pure
pre
sem-
qualche
lingua sia
Compilatori
della
della
s' incontra
della
i Maestri
i
e
poi
sufficienza
a
fatto
vi
tratto
sia
parlava in Fii-enze^ e
si
tratto
li
natura-
non
usato
spesso
comunemente
però
verità
per
re
osserva-
di
ricco
spiritosoe
,
stesso
se
scano
parlare To-
.
Oltre
lusingo
alle
che
diligenze letterarie
favorevolmente
accolta
anche
del
dell'
Ritratto
strevolxnente
inciso
Professore
in
talché
è
,
più
bello
che
fino
ad
ora
essere
l'
rispetto al-
tipografica,essendo
esecuzione
aricchita
dovrà
ristampa
questa
mi
,
stata
Autore
ar-
mae^
te
valen-
rame
da
senza
dubbio
sia
stato
il
blicato
pub-
.
Eccovi
dunque, signor
quello
(^ far jaoto
che
ho
Conte
creduto
riguardoa questa
tissimo,
stima-
opportuno
nuova
edi*
XXI
mi
resta
da
cure
ad
ogni
del
Novelle
delle
zione
non
se
se
altra,
E
approvazione.
della
che
professo
vostra
come
e
a
un
sincera
col
resto
vostro
vole
autore-
pregandovi
stima
rispettosa
vi
la
offerta,
tenue
questa
il
possano
e
le
superiore
per
incontrar
non
che
desiderare
a
accoglimento
cortese
onde
renderla
usate
me
Lasca;
re
gradipegno
amicizia
desiderio
che
,
mi
xna
tenghiate
vostra
sempre
grazia.
mai
nella
pregiatissi-
Lettera
all'edizione
premessa
EDITORI
GLI
At
ASSOCIATI
COfìTESr
LORO
E..ccotì
Cortesi
a
della
Esso
-Grazzini
le
detto
l'ultimo-
Cene
T^ oselle.
di
Raccolta
nostra
contiene
.
Associati,
,
TolUine
iSio,
del
Antonfrancesco
di
il Lasca
da
noi
fra
i jNovellieri
ciato
annun-
^
nel
del
ste
secolo
al
La
il dire
basterà
de'
fonti
signor
di
Crusca
me
co-
della
che
qui
colia
siegue,
tosto
Borromeo.
Maria
fatta
è
pura
leggere
siccome
Antonio
Livorno
que»
citate
esse
,
edizione
nostra
di
,
italiana
dedica,
conte
eh'
più limpidi
gentile favella
nella
pregio
della
dagli Accademici
uno
potete
al
Intorno
xvi.
Novelle
furono
e
Manifesto
nostro
suU'
data
sima
accuratis-
Londra
di
,
,
Bancker,
le
1793
in
,
annotazioni
da
8
Salvini
Vivete
.
prese
che
ancora
,
attribuite
comunemente
cui
,
ad
felici
.
Anton
biamo
ab-
no
vengolia
Ma-
CATALOGO
no
detto
mai
di
Achmet
AlV
più stampate.
DelV
si
ove
illustrissimo
cavaliere
del
Stampatore
Divano
Ottomanna
,
Edizione
voi.
un
originale
in
assai
fntte
dubbio
senza
sinora
di
i
Tutti
.
Ilo
avuto
occasion
di
8.
quante
se
mi»
e
rara,
,
gliore
provazi
Ap-
Formidabile
Privilegio dt^lla
e
Con
t
In
Ibrahim
Appresso
laa.
si g.
Inglese.
,
Egira
racconta"-
piacevolissime Novelle
e
Bouverye
St imbuì,
Francesco
Anton
il Lasca
bellissime
Giovanni
Porta
NOVELLE.
y
dieci
non
.
Cena
Seconda
Grazzini
LASCA
BELLE
ADIZIONI
La
GRAZZINI
IL
DETTO
t
B^
FHANCESGO
ANTON
DI
t
PT
O
r
Z
OVE
Z
DELL
r
D
E
DELLE
ne
sou
Bibliografi che
vedere
,
vanno
io
d'ao-
cordo
nel
crederla
di
Firenze
Par
certo
.
che
anoora
Andrea
sia
ne
editore
stato
Bonducci
colto
assai
uomo
l'abate
ingegno
Aàvacissimo
Tuttavia
il
e
piuttosto
bizzarro.
Mazzuchelli
negli
Scrittori
dove
a' Italia
Seconda
Cena
dal
precisi
il
fatto
un
dal
io
al
riporterò
nel
Novelle
che
medesimo
Anton
da
lui
nelle
circa
Borromeo
del
Catalogo
posseduti,
di
Lingua.
le
edizioni
cosi:
e
alla Serie
Il Borromeo
del
Lasca
suo
Anton
del
il
lui
,
Seconda
Cena.
che
sente
pre-
giali
Pogalle
premesso
edizione
lo
Ripetono
nelle
si
de
cre-
stesso
,
note
de' Novellieri
alla Ristampa
Italiani
Bartolommeo
Gamba
delle
de' testi
edizioni
però
Catalogo
Francesco
ambedue
in
la
Slambul^
riporta
Grazzini
,
La
che
e
all' epoca
da
al ir5o.
Maria
note
tore
au-
,
questa
,
fatta
testi
lettera
una
paragrafo quarto
catalogo
dice
de*
Bandini,
in
catalogo.Rispetto
,
può
,
Poggiali
nel
della
termini
Serie
canonico
contemporaneo
egli scrive
nella
lui
non
in
ammesso
Poggiali
Lingua^^' e
alcuna
silenzio
suo
da
opere
menzione
ma
;
distruggere
di
fa
non
,
delle
parla
,
stampate
d'un
e
,
^74^
•
**'^ ^'s
1'
sott' occhio
nelF
Bravetti
che
consideri
chi
aver
può
vero
Egira
raviglia
me-
egli ne
veva
do-
esemplare. Iacopo
citati
per
fatta
nel
,
Testi
di
1743
gira,
mella
già
e
si
pubblicata
nella
anzi
V
cangia
detta
il
simile
del
affatto
in
quasi per
L' Era
che
vi
che
e
iiaa,
è
di
vi
mutata
si
ge,
aggiun-
spiegazione:
detta
Maomettana
,
il
Cristo
lungi
a
conda
Se-
Fi"
1743-
renze
di
la
zione
dell' edi-
quello
a
toltone
modo
1743;
Parigi
,
l'egira laa
era
frontispizio particolare
suo
5
originale
di
del
Gena
Firenze
in
Anche
Parigi
Seconda
edizion
ha
Cena
deli' E-
laa.
di
di
error
anno
di
vece
chela
è
non
dell' edizione
accenna
stata
come
pure
in
ma
pone
dedica
1756
( se
) sbaglia o
stampa
dà
,
poi
ma
;
la
Lingua
la
:
recar
de' Libri
[ridice
gazione
spie-
senza
all'
olgare
\
in
inesattezza
a
proposilo e
1' Era
alcuna
quale
di
fuor
sostituendo
óaa
dal
verun
si fosse
giorno
5
1
6
di
potuta
luglio dell'
quindi l'Egira
corrispondere
altro
Egira
anno
né
dell'Era
eseguir
al
5
comincia
in,
anno
ben
laa
,
1743
Volgare
i' edizione
né
5
in
cui
riusci5
XXTT
di
anteriore
3«ebbe
jrolo alla
più
del
nascita
secoli
più
e
Lasca
non
,
eziandio
ma
,
alla
scoperta
cosi
la
dell'
finzione
della
arte
come
eleganza
Questa
.
Niccolò
indusse
che
né
spirito
fu la
avventura
per
non
,
ragionevolezzané
né
Pagliarini
e
;
vede
ognnn
,
avrebbe
Stampa
sa
cau-
nostro
,
italiano
di
r ha
se
si
Parigi )
lo
che
Egira
abbia
fatto
oltre
recarsi
di
il desiderio
la
gli-diede
Prima
tralasciar
dovesse
1
122
chi
5
per
è più
Parigi rpialil
e
;
Bandini
la Novella
di
la
in
Seconda
Cena
quell'incontro
d' informarlo
non
della
originale
j
cisa
pre-
Vero
è
.
coincide
non
amico
suo
a
e
edizione
deir
data
monti,
consigliandoloa riprodurre
che
sembra
mi
che
Cena
anche
insieme
ora
inedito
Manente,
Maestro
sto
giu-
Firenze
a
Bandini
far stampare
italiano
libro
Roma
iti ,
,
al canonico
manifestò
che
da
egli venuto
E
122.
con
.
essendo
er-
àltrime
non
e
di
Prima
motivo
come
,
Dell'
:
V edizione
dovuta
è
correggere
a
cosi
corretta
verisimile
che
sa
la data
di stampa,
ror
è
cui
(a
la
col
r
ragione
breve
del
ne
^zj,.3
che
nostro
pur
l' anno
d'
1'
de'
una
Egira
Tur-
decina
IT
XXVI
2-28
le
pagine, comprese
colle
cifre
a36
romane
colle
segnate
cifre
òtto, segnate
di
contraffatta
,
similmente
comprese
,
la
e
;
prime
le
priine otto,
arabiche
.
IH.
NovelUero
D^l
Italiano
nezia.
Ve-
In
,
Nel
k
del
quarta
la
e
della
Prima
Seconda
la
sono
prima,
,
Seconda
Cena
mi
e
le ho
precedenti
tratte
la
dal-
di questa
colta
Rac-
le
Zanetti
1' editore
che
convinto
,
No-
tre
te
riscontra-
due
colle
sono
Girolamo
Le
Cena.
Cena
diligentemente
ha
,
spuria,
li
primo
si
legge
volume
Novelle
68
contiene
nel
;
y8
non
e
me
co,
che
frontispizio
è
:
,
N'ovelliero
Del
e
qiiat-
contengono
,
della
,
;
sesta
della
edizioni
si
Lasca
la
e
nona
Y«lle
voimne
terzo
Novelle
te-o
3
'^- 8.
4-
v"l.
Pasquali, 1^54
Giambattista
Presso
le aliano
Primo
Volume
y
Novelle
contenente
fede
prestando piena
zio
e
5
anche
quel
assai
intera
,
e
in
che
male,
quando
ambedue
è
fosse
in
11
Lxxviii.
frontispi»
questo
a
peggio
credette
composta
vece
Borromeo
ne
le edizioni
intendendolo
,
poi
che
di sole
contiene
del
suo
la Raccolta
78
velle
No-
167;
Gata-«
XXIK
riportò fràircamente
la
iogo
IVovelliero
seguenti:
NoQelle
Italiano^
Simili
settantotto.
con
nei
repugnanza
contenente
errori
perchè
,
termini
si
nano
accen-
sem-
non
credij3Ìli
^bfano
.
I\
||4|l.
Prima
La
JSo^/elle di
Alle
ec.
JVo(^ella della
la
e
.
si
quali
Terza
Cena
Seconda
..
aggiunge
che
Cena
una
unitamen.-^-
,
te
colla
si
dà
e
Prima,
ora
luce
alla
Colla
cili. In
Londra
voL
un
autore,
di
-più
Gio.
JSourse
Londra
e
non
di
edizione
rara
e
fu
ne
alcuni
si diedero
si
in
a
in
esegui
editore
già
italiana
Lingua
.
Questa
falsa
è
.
bella
diffìi'
8.
in
data
La
voci
Appresso
.
lySG,
dell*
Vita
delle
volta
prima
.
dichiarazione
colla
la
per
Parigi 5
il Conti
quella
maestro
città
credere
come
,
Niccolò
ma
,
Pagliarini
come
,
d'
paragrafo
celebre
canonico
Poggiali
Nella
»
.
jj
del
Lasca
))
me
io
5J
Cena
lettera
Angel
ritrovai
eh'
l'autore
5
era
dal
seguente
indirizzata
Prefazione
potuto
cjualeconservo
di
,
al
alle Novell*
dire
1' originaledella
perduta
dal
Bandini
Maria
ella avrebbe
,
}^
una
apparisce
co-
Prima
mano
tra' miei
delma»
noscritti
^?
^i qiia ]S[iccolò Pa-
Passando
.
gliarini
^
che
nosciuto
35
che
5J
«
^f
Francia
?9
andava
e
ente
nel
cc-
1747
viaggio
un
Inghilterra
9
la
per
chiese
mi
,
di
lingua Italiana
in
stampare
posi aduncpie
«
1'
per
gliarm
Koma
fare
a
lihro
farlo
per
in
trattato
e
qualche
))
Ianni
avevo
,
la
Gli
Parigi
detta
Cena
inedito
pro-
.
del
Lasca
,
lo
3?
e
»j
Cena
55
stampe
9)
la
consigliaidi
che
unirla
avanti
poco
il Bonducci
Novella
di
alla
di
e
]"Taegtro
alle
data
aveva
;
Seconda
più glidetti
che
Manente
,
unica
^?
ci
della
resta
Terza
onde
Cena
,
sidla
5J
dette
5?
ci
5?
che
Òhe
copia
io
quella
ella
gli feci approntare
nitida
conosce
ec.
e
,
edizione
rara
a
.
Ve
4
e
in
5
n' ha
qualche copia impressa
carta
assai
lina
che
devono
a
ritrovarsi
la
possiede V egregio
,
sig.
Gaetano
conte
ohhligo
per
di
gentilezza
Melzi
L' edizione
dirsi
troppo facilmente
cui
colla
per
così
a
siamo
dine,
gratitu-
nostra
prestata
.
potesse
;
la
mostrar
avercela
sommamente
essere
5
difficili
che
queste
.
copie
in
di
Una
in
altro
solita
non
sua
pare
accurata
come
,
la
decantarono
il
Pog-
XXXI
11 Borromeo
giali e
Seconda
La
citati
ne*
dianzi
Cataloghi
Cena
è
tratta
senza
.
dnhbio
dall' edizione
venmo
dalla
vera
i due
basteranno
e
;
della
Novella
leggiamo
la
con
quanti gli
tutti
udire
per
neir
edizione
di
dove
del
quella
Stambul
fu
,
di
(del i5i2.7
)
nella
nostra
vece
noi
stra
erano
meglio
morti
più
mortifera
a
erano
leggiamo
portati
di
di
spuria
ristampa
a
diecine
se
sotteirarsi
portati
colla
nelle
sicuramente
,
in
,
centina/a;
andavano
morti
la peste
che
di
rigi
Pa-
quella (del iò/\^)
in
uomini
a
gina
pa-
provare
la
pur
se
gU
morivano
stessa
l'edizione
così
hanno:
Alla
5
,
,
tutti
quelli per
bocca
assai
i34^
e
bio
cam-
.
trattasi
i5i27
in
acconciatevi
la
5
del
legge
si
ridere
-per
quando
,
sicché
e
bocca, quelli
ridere
per
noi
,
acconcìatexi
la
e
a8
pag.
sicché
Parigi
orecchi
questi
e
II.
:
non
preambolo
Kel
orecchi
spuria :
quanti gli
udire
vera
questa
e
colla
voi.
li.
e
comprovarlo
a
riscontri.
seguenti
spuria
nella
loro
nelle
bare
nella
vera
carra
poiché
nelle
portatia seppellire
questa
:
cassa*
nella
E
i
^
In
no^
molto
.
l' essere
carra^
i
piut-
XXXfl
nelle
che
tosto
dimostra
hare
mente
evidènte-
^
che
la
sono
il
che
mentre
maggior
porli nella
,
le bare
su
sai
as-
e
ca55a
significanulla
non
o
numero
y
non
gnifica
si-
o
5
il contrario
.
V.
Colla
é
La
Priimi
medesima
di
tiene
ristampa
ha
non
sia
che
ed
essendo
anche
della
corretta
mai
avesse
zion
Parigina
farlo
di
a8
linee
11 Bravetti
.
parlò
VI.
F edi-
saputo
composte
sono
del
come
di
2,7.
i'756 ,
se
me
co-
di
fòsse
1' originale
conosceva
,
della
La
J^ovelle
di
Novella
che
Leidut
sola,e
e
tore
stampa-
solamente
questa
non
lo
avrebbe
pagine
di
bella
Se
l'edizione
una
Forse
Lucca
in
e
cita
fosse
se
le
coni'-
nulla
.
egli non
,
Essa
d' imitare
preteso
quella
in
:
,
e
precedente
questa
renda
men
5
tempo
Lucca.
contenend^ì)
non
,
la
ch«
pregio
m«ndevole
in
eseguita
stata
di-
ec.
8.
in
comunemente
verun
nuovo
Cena,
luogo ^^
voi.
un
,
Seconda
dt
data
stampatore
Si
la
e
copia
Prima
e
Alle
ec.
ci
,
resta
la
Seconda
Cena
*
quali
si
della
aggiunge
Terza
Appresso G,, Van-^det^Bet^ ^79^?
una
Cena
^
^n, 8^
TI
il
precede
che
stesso
carta
dissimula
Jl
azzurra
nel
Catalogo
suo
pur
,
incidenza
chiama
in
lusso
ha
per
che
certo
parlata cosi
ha
nella
nota
al
Poggiali
fastidiosa
,
registrarla
sia
ne
una
servile
ignobile, si
ne
non
di
benché
Quanto
.
5
se
,
poiché
conosceva
edizione
Borromeo
conveniente
né
per
che
però
rati
lette-
dei
.
stimato
la
più
degli esemplari impressicon
trovano
in
:
ristampa
questa
gradimento
nessun
non
ma
che
dice
di
riuscì
5
Parigina
alquanto
è
i-
.
Il Gamba
non
^è quelF
all' edizione
vocabolario
piccolo
copioso
Vita
della
compendio
la
parrebbe quasi
1'
che
La
che
,
veramente
e
che
carta
prima
ri
i^eìcaratte-
voluta
avesse
deprimere onde procacciar
sua
pubblicata tre anni dopo
favore
alla
lo
ne
,
ho
veduto
mai
in
esemplare impresso
nessun
ignobile:
carta
quello
varj altri capitatimi alle
in
carta
,
alla
certamente
edizion
di
JLasta
io
Livorno
vut'
sono
J.
mani
ho
io
,
e
riore
supe-
ordinaria
E
rispettoalla
d'avviso
che
stia
g
e
tutti
sono
carta
.
.rezione,
che
piuttosto fina
azzurra
non
.
l'
delcor-
per
XXXIV
lo
al
meno
pari
in
ritrovato
quella
di
Anzi
d'
è
il
tolta da
anni
ed
è
ad
A
5"
edizione
)?"
nostra
rf
conipagnuzzo
y"
sembra
»
alcun
)
in
mano
scorretta
L*
venuto
)?
servito
"3
re
o
dal
r editor
medesimo
Parigino
Tale
stata
»
sono
in
conservata
state
)5
neir
«
venne
))
quantunque
))
scito
fatte
di
atto
far
alcuna
in
felicemente
di
o
la
è
cui
si
dall' editolezione
E
noi
a
pure
non
sov-
plausibile
correzione
altri
ci fosse
luoghi
è
che
.
presente
di
è
,
le edizioni
tutte
poi
frase
errore
erronea
.
))
di
manoscritto
il
lezione
la
avendo
.
))
,
voleva
Questa
preciso significato
della
90
tener
non
,
pagina
termini.
seguenti
.
vir
ser-
per
la
esser
sempre
che
Poggiali:
( voi. I. pag.
35
pag.
ne'
giunto
ag-
,
copie
del
censure
concepito
5
ed
dopo
alle
Una
.
to
fogliet-
un
^
qual fogliettoviene
433
siccome
vendute
state
risposta alle
di
le
segui-
migliore
volume
ancora
erano
la
1' ho
del
fine
muni
co-
,
alcuni
pubblicato
dovuto
la lezione
parsa
lezioni
in
ho
ne
do
aven-
gli errori
non
luogo
un
mi
che
queste
Tion
se
.
più
in
non
,
essa
tutte
a
altre
le
con
,
ejnendare
rir-
V edi-
5o del Settimo
53
Stauza
5?
maritile
.
Sin
che
dai
uno
5)
sto
53
deva
3j
ziava
j3
vano
"9
teneva
5J
un
5)
uno
33
la
:
foglietto:
sempre
a'
di
litiganti
ed
cheti
i
:
alla
allato
da
E
diciamo
ei
:
di
Novelle
Londra,
ec,
fo/- //.
Banher
in
quando
Presso
8.
Col
par-
campanello
la, Seconda
e
sta-
seggiola
sua
sempre
il
licen-
Proposto
questo,
tiene
Prima
La
e
questo
e
rispon-
compagni
conversazione
una
quali
Propo-
e
chiamava
e
5
VII«
il
parlava
,
campanello.
vie-
ne"
cliiamava
dall' udienza
sempre
detto
Firenze
sempre
sempre
quello
era
,
,
,
in
del
nota
Questo
.
colleghi si
questo
e
la
campanello
magistrati
de'
)3
Bet-
Trinità
il
parlata
ne
Gio.
presso
seguente.
Teneva
55
•»
S.
nel
la
è
Firenze
.
qui
Minucci
5?
da
librajo
ti
in
Trovasi
))
j)
del Mal-
Cantare
.
Cena.
Riccardo
Ritratto
del-
y
V
dal
inciso
autore
celebre
F.
,
Questa
è
edizione
Cena
stimabile
tratte
eseguitasiin
,
per
5
da
un
le
codice
Jacopo
Soraiizo
,
e
no
Livor-
alla Seconda
note
,
èejiator
Rosaspina.
a
penna
credute
del
d'An-
.
XXXVII
Salviiii
Maria
ton
Gena
novella
della
lezioni
da
tratte
della
x.
stolo
Apo-
,
anche
sai-ebbe
E
Zeno
il
se
Poggiali non
di
lettere
mo
uo-
un
a
bibliografoqiialegli
un
delF
fidarsi alla cieca
di
era
a
e
rore
l'er-
fatto
avesse
imperdonabile
veramente
5
bile,
stima-
più
.
rie
va-
Terza
di
manoscritto
un
le
per
pure
come
,
del
edizione
,
che
1756,
conforme
alla Seconda
rispetto
detto
si è
è
essendo
qualche
in
se
non
5
altro
per
coir edizione
bul ;
ditor
Ciò
si sarebbe
e
Parigino
di
Livorno
scontrarl
ri,
di Stamche
accorto
della
servito
era
va
dove,
curiosità
il Gamba
ostante
non
zion
si
avveniva
genuina
tosto
pia,
co-
copia
guasto
o
per
,
si
egli
dubbio
passo
altra
un'
Quando
corretta.
poco
da
cavata
cattiva
una
,
Cena,
e-
spuria.
Tedi*
chiama
accuratissima
F
e
il Borromeo
,
nella
Ristampa
,
ne
fa
in
anche
maggiori
questi
5j
edizione,
il
offerire
"5
dicdtoria
5?
col
.
una
con
il eh.
qiial
onore
ha
^5
Catalogo,
suo
encomj
termini
che
del
,
Pregevolissima
voluto
dottissima
stesso
me
a
lettera
sig. Gaetano
fattomi
ne
parlando-
de-
Poggiali;
ha
aegiunt»
XXXYIII
nuovo
55
che
??
edizione
55
5?
alle
peso
?)
infinite
gli professo
Di
35
le
55
co^te
55
tana
55
Raccolte
Maria
Foggiali
per
55
no
MDCCLXxxxiiT.
55
Regnante
55
Duca
55
Col
S. A.
Oltre
dì
tirare
di
cerulea
Gaf
Livoi-
Compagno
l'an*
dicembre
IO
y
U
f. Gran
Principe
»
autore*
due
esemplari
altro
un
Torino,
ambedue
pergamena
in
Ottimo
ec.
del
presente
Ferdinando
dell'
fece
ne
ìì
R.
questi
a
di
e
stamparsi
e
per
rari
e
della
Masi
Toscana
di
Ritratto
carta
di
Tommaso
no
turchina
carta
editore
soli
due
,
tenniìiatu
"5
dei
uno
Dwromeo
,
fi-
iu
,
libri scelti
di
Anton
opera
in
esem-
cerulea
piare impresso in carta
del quale si legge :
ne
esemplari impressi
altro
un
pure
)5
medesima
questa
.
posseggo
obbligazioni
altro
un
la
per
,
bellissima
in
e
tore
1' edi,
sua
in
propria
Raccolta
.
Vili»
Novelle
di
Raccolta
Lingua
Seconda
dalla
i3io
il
terzo
di
,
ed
Novelle
Italiana
fmo
voi.
un
ultimo
dall'
al
Cena.
Tipografìa
,
Italiani,
è
la
e
Milano
ec.
de* Classici
Egli
Prima
La
in
8.
volume
la
del-
origine
la
del-
i^cc»
XXXIX
Questa
Ira
del
le
tutte
del Testo
editore
manifesto
di
dica
vito
ser-
appariva
varie
.
della
decima
singolare
( esempio
è
iSelle
stampa
ìNovella
delU
lezioni
Cena
di
"error
Novelle
si
dove
anche
cecamente
gevole
pre-
copiandoloquasi
di Livorno
,
sempre
meno
delle
edizioni
L'anonimo
Lasca.
è la
ogni titolo
per
non
Terza
s' io
so
,
negligenza tipografica
mente
vera-
o
,
d' assoluta
imperizia )
piir cambiati
né
delle
linee
la
quindi
riescono
inutili
di
quella
per
di
ristampa
e
del
)
Livorno
due
di
))
di
lui
)5
delle
55
della
•"?"
Terza
)»
noti.
3?
Fr
primo
del
mano
X.
ec.
,
posseduti
è
un'
celebre
Novelle
che
voi. I. pag.
174
Novelle
contenenti
mss.
da
la descrizione
qui
,
Il
fatte
essendo
.
Lasca
))
ni
ma-
,
Poggiali ( Serie
seg.
nelle
chi ha
a
tazioni
le ci-
che
avviene
JMiJano
Riporteremo
fa il
sono
delle pagine; ©
i numeri
e
;
si
non
.
esattissima
copia
Biscioni
canonico
della Seconda
Cena
e
,
Lince
Novella
Gena.
decima
Esso
Fiìiiice
SCO
Gr
la
ha
ed
ultima
in fine
la
Se'-onda
izzhii
detto
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il
della
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d' Anton
Lasca
y
co-
da
''
puìfa
^1
Fiorentino
t»
Gio.
Antonio
me
da
Berti
Maria
esemplare
un
siccome
in
esso
poi
del
,
^5
»
6
p.
,
43
efi2.^edi
Pqnciatichì
renzo
»"
sify.N'iccolò
suo
)"
zìonata
un
^5
Glierardini
con
nipote
dal
lezioni
rie
nel
Berti
m--.
5)
lacero', le quali
V
ma
state
5J
ma
varietà
^5
con
da
:
55
avervi
^5
La
dal
per
ed
io
ho
questo
alcune
che
,
molto
esser
di
pri^
pochisA-'
con
il
copiato
tutto
l'jio
anno
di
note
va-
mio
Maestro
con
,
ec
Manente
,
95
clie
55
ma
)5
marchese
15
derno
55
re
55
punto
quelli
?5
ultimi
compilatori
apparisce
contesto
dell' ultima
le
erano
supplite
di
Lorenzo
tratte
mancanze
poi
colia"
mancanze
me
agaiunto
Novella
le
,
in
diligenza
det
poscia
son
a
Le
canonico
e
;
quale
erano
dì
apparisce
canonico
supìite
e
,
5)
del
rns.
fu
che
presentemente
e
,
,
))
Biscioni
fu
Cena
V ulti-
esser
ritrovata
dal
,
volante
I
ec.
55
)5
ma
))
dal
Alamanni
Andrea
Testi
fra
L' altro Testo
copia
che
accennati
quivi
che
fu
prezioso Codice
un
altre
certe
stessi
in
qua-
scrittusono
ap-
adoprarono
del
gli
Vocabolario
.
è
similmente
tratta
da
Stroziano
la
perita
mano
in
pri-
«|
num.
5^
353
oggi Magiiabecchiaiio,del
in
5
autografo
r
colo
r
contemporaneamente
51
ci pervenne
r
già
)j
quale
r)
supplemento
colla
))
presente
alcuni
XVI.
ultimata
scritto
,
all'
di cui
autore
,
che
la notizia
dopo
la
edizione
nostra
era
aJla
,
in
già
avemmo
ma
;
)?)
determinarono
»
nel
ad
di
animo
fare
un
del
pubblicazione
riguardi ci
onesti
benché
astenercene
,
della
fatto
«stile,
«
almeno
o
se-
bizzarria
in
e
le
verizione
cedano
}j
non
w
Ci
5?
ciò
1^
sante
«
abbia
lingua
Novelle
sembra
in
alle
opportuno
che
contiene
di
cui
ci
contenute
esso
già pubblicate
il riferire
almeno
Codice
interes-
questo
non
di
d' in-
giocondità
e
punto
leggiadria
in
,
è
che
noto
altii
,
favellato
mai
dunque
Comincia
.
lunga prefazione o
una
r"
con
r5
Lasca
cui
con
trasmette
a
lettera
tal
un
dei
Ma-
,
di
«
saccio
r)
Cene
)5
giori
',
55
la
la
maggiore
prefazione
ed
iica
in
e^sa
delle
maj-
mezzane
piccole
ed
curiosa
ignota
questo
delle
e
,
delle
assai
affatto
,
))
è
delie
più grande
breve
m«no
te
la
cioè
5
ti
Novelle
(^alorigna tre
L'
(\ uesta
.
ti
interessaninca-
autore
.
Masaccio
ad
.
inviai-
-XIM
le
55
egli assai
55
le
??
nona
p
quella
5)
la
5"
Cena
5)
mincia
55
dove
55
che
55
Fra
55
nel
55
zione
55
dove
55
canoa
55
erano
55
nelle
55
in
55
gior
55
cassa
55
te
55
è
diffonde
si
del
quale
Novelle
tre
prima
La
della
Favola
di
la
nel-
che
nel
diversa
che
Tosto
:
le
varianti
e
:
nelLx
ed
si
come
diversità
che
che
non
che
Le-
11
per
il
dalla
bara
saggio
delle
vi s' incontrano.
la
racconta
dice
perche
egli
prova
nostra
ms.
.
,
magalla
mol-
Florido
Novella
do,
quale
Brigata
è
andò.-
harf'yneUa
cassa
morti
sia
Questa
i morti
ottimamente,
di
quello
.
una
falsa
una
loro
rtelle
,
numero
?
notahili
nella
se
portati
verità
quella
è
precedente
corregge
sotterrarsi
carra
,
ragionevole della stampa
poco
dice
co-
fornendo
Novella
la
che
che
Amaranta
racconta
proemio
Seconda
proemio
Galateo,
stampato
molte
della
seconda
la
è
nello
ricava
è
,
È
quale
ed
Gena.,
Tessitore
.
55
intitolata
è
Prima
Mariotto
stampa
la
quindi
Seguono
.
.
pò
55
lodi
,
55
55
sulle
Stra'Jino
allo
9v
il
segue
sulla
del-
ragionamento
Novella
medesima
il
,
è
nella
Amaranta
statiipa
da
cui
,
dovea
racco
ntara
si
XL'
57
V
ed
treccio
del
è
tutto
5
j")
sciuta
55
stra
uno
titola:
55
Comincia:
degli
Avveduti
nohile
Composta
è
e
Castod«ngo
è
città
)"
va
j)
di
5?
affatto
55
tissime
che
in
Atomr^
Savona
^
faticosa Liguria.
il soggetto
s'in-
Ste-
principale
.
il
molte
contenga
lia
che
guari
Quantunque
55
Novella
Novella
questa
55
,
V Imbroglia
per
Non
nO"
erp
quarta
una
dell' aspra
5'"
5?
Bartoìommeo
assai
ha
non
,
città
^
Segue
55
adunque
scono-
magnanima
cittadino
55
Fu
:
e
nella
tempo
5.5 (Iran
35
comincia
:
nuova
però
dello
cose
Prefazione
una
ignote
che
varietà
nel
sono
stampato
due
e
le
e
;
Codice
presente
,
Novelle
importanrendono
resto
in
,
5)
modo
qualche
55
santi
55
l'ajuto
55
te
di
lezioni
le
Fiacchi
55
Cena
altre, e
queisto
dello
i^nche
55
nota:
55
del
in
testo
fine
assai
di
Giti,
di
.
chiar.
sig.
della
Seconda
nis.
del
quale
il
buono
Siiiìon
evvi
questo
,
55
medesimo
un
Coìlazìonato
con
migliorare mol-
il
presso
esiste
5oo
interes-
si possono
stampato
,
5)
molto
e
,
ancora
55
nuove
Berti
,
m?.
questa
con
quale fu
e
ab.
uno
già
ul presunta
Niccolò
di
?'
e
yy
detta
?^
Jìfarla
di
fu fatta
Collazione
del
Blsciotù
IX.
i^a
nie
da
di
mese
Gelosia
La
PanclatìchL
Jacopo
Anton
gennujo'f
Cothedia
recitata^
,
in
Firenze, nella
iSòc.
Vanno
il Carnovale
pubblicamente
Firenze
i55i
in
del-
dei
casa
ti,
Giun-
80
5
Edizione
originale
dalla
citata
sca
Cru-
,
il Gamba
secondo
rara
ed
il
secondo
Arezzo
con
febbraio
atti in
X.
di
ed
prosa
di
E'
ristampa
una
qualche piccola
perchè
dai
ha
suppone
il
m
gì'intermedj
.
ristami
r56S
prima
in
in.
8.
_,
salvo
,
ed
fine
è
,
essendo
e
all'ubo
Poggiali
,
farne
Bisogna però
diversi
gì'intermedi
surriferiti,
accomodagli
i5
atto
variazione
piacevole,
per
divisa
della
.
,
è
nuovamente
scorretta
veramente
conto
de'
Firenze, pei Giunti,
ec.
vescovo
Fireuze
ha
ogni
,
^
dicò
la de-
autore
,
medesima
La
L'
commedia
La
alla line
versi
pata
ra
ra-
.
Minerbetti
lettera
i55o.
cinque
in
Poggiali
Bernardetto
a
d'
assai
,
5
non
quelli
questi
di
gomenta
d'ar-
tetro,
Così
notturno.
già
fatto
af-
nella
pre-
XT.VT
J^rìzioTie alle
Novelle
G^mba
nel
ma
catalogo delle
,
voi.
r.
tasi
del
La
in
,
Commedia
Spiritata
Bologna
Firenze
Edizione
pasto
Medici
de'
i56o.
j56i
Giunti^
al
Bernardetto
dell'anno
il Carnovale
recita'^
,
in
e
^
magnifico sig.
i
edizioni
80.
pag.
Xf.
il
asserisce
come
,
Firenze^
8.
in
,
originale
anche
rara
sta
que-
,
del
al dire
presso
ap-
ed
Gamba
assai
al
rara
,
dire
del
Poggiali
in
La
prosa
dell'
dedica
Melici
5
molto
in
al
]M.
da
sott' occhio
né
Novelle,
a
si
,
crederla
che
ragione
Firenze.
edizione
questa
a
de'
Raffaello
voi. I. delle
di
atti.
cinque
febbrajo, data
inclinato
la
per
,
divìsa
autore
parlando
80
confessa
avuto
e
26
mente
simil-
è
5
Poggiali nel
11
pag.
del
è
commedia
La
.
ginale
ori-
ba
non
mai
citata
trovata
in
,
verun
Italiana
Biblioteca
dal
che
luogo quella
Giandonati
dell'
si
accresciuta
Haym
fatta
come
nella
accenna
Firenze
in
,
dai
nella
medesimi
Giunti
Serie
de' testi
voi.
,
pei
L
p.
l'anno
di
Lingua
169,
la
originale Quando
.
i.Sòo.
da
E
poi
lui posseduta
mente
assoluta-
dà
un'
edizio-
XLVII
il
da
riferita
vìen
ne
averla
non
veduta
mai
di
piuttosto indizio
di
nel
che
il Giandonati
data
5
che
tivo
mo-
T esistenza
dirsi
E
dedica
e
,
pui^e
ne
forse
pigliando
dalla
pubblicazione
i56o
esser
,
potria
non
,
del
rarità
gran
,
.
caso
isbagliola
dovrebbe
dubbio
in
porne
nostro
qualche BiWiografo
per
la
dal-
non
riferita
avesse
,
come
,
del
quella
le riferisce
poiché
i56i
,
ambedue
?
.XIT.
medesima.
La
i56i
Rampazzetto
Cesco
Venezia^
in
12.
,
,
Fran^
-per
Semplice ristam^pa dell'edizione
cedente
pre-
.
Al
ne
cita
i5b8.
uìL
numero
della
4919
un'
Ma,
ei^idente
altra
edizione
secondo
il
sbaolio
Pineiliana
di
del
Firenze
Poggiali,
dovendosi
se
è
questo
i5òi.
dire
,
voi. J. pag.
Nov.
Lasca.
XII).
Coinedie
8o#
la
cioè
y
Spiritata
la
,
JPinzochera
i
y
la
Btirnardo
Giunti
.
e
parte
Venezia
,
dalla
pi lì
non
appresso
/rateili, 1683,
citata
la
^
Parentadi
recitate
ne
Sibilla
,
,
stampate
Edizione
Strega
la
Gelosia,
in
Crusca
8.
ma
,
non
molto
corretta
.
Gli
stampatori
Fi-
XLTHI
de' Bardi
sig, nidolfo
dicembre
avviso
un
i58i
chi
a
legge
la
in
in
onde
carte
si
può
,
segue
ragionai
proprie Opere.
scritte
il
ha
,
comincia
e
,
di
numerazione
e
anche
stare
scheduna
Cia-
,
atti
cinque
segnatura
nuova
con
mo
pri-
quale
cui
particolarefrontispizio
suo
del
,
le
divise
e
lettera
dopo
;
al M.
ano
queste sei Gotnmedie
di
prosa
dedicar
con
al dedicare
intorno
in
la
Giunti
lippoe Jacopo
da
lendole
Vo-
se
.
be
bisognerebpubblicar di nuovo
aggiungervi l'Arzigogolo, per le pri,
e
e
i56i
5
delle
servirsi
due,
jaie
nella
perchè
del
edizioni
si
presente
i55o
rono
stampa-
mutilate
.
XIV,
La
Gluìti
Strega
Gamba.
XV.
ora
Serie
L'
la
per
Firenze
Sta
Comico
prima
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(ma
Venezia)
nt^l
volume
Fiorentino
doltor
Gio.
Commedia
.
dal
,
in
del
pubblicato
Carlo
tratta
originala.
ms.
1760
fede
p. 25o.
ec.
quarto
,
del
Edizioni
Arzigogolo
12.
sulla
edizione
delle
nardo
Ber-
per
fratelli, iòÓ-2yìn
e
Riporto questa
del
Venezia
»
8
gr.
Teatro
per
ra
ope-
Frighetti
Ne
.
furono
degli esemplari a parte
quali in pergamena
cuno
al-
tirati
de'
,
,
xtix
OPEBE
XVI«
Canzone
Col
VERSI»
137
del
Comento
1545
voi.
un
5
XVW,
Manzani
le
sciagura
per
L'editore
credere,
di
8.
in
del
fosse
siccome
Bibliografi,
che
Ma
nelle
Fiorentina
il contrario
pag.
si è
del
non
Catalogo
vedendo
di
Lingua
si asseriva
aS
e
,
nella
ritrattato
a
,
i' edizione
Capitolo
un
Salsiccia
«a
delle
i
Ha
.
Lasca
j
sullo
ma
stesso
in
vece
140. Nel-
Lasca
vi
stata
omraes-
fra le Rime
d
ha
della
argomento
è
de'
Serie
1.39 e
del
Rime
la Canzon^e
si trova
voi. l,
pag.
tura
avven-
dell' Accademia
,
Testi
le
premesso
per
,
a^
stro
no-
escluse
aveva
Memorie
a
,.
dal
poi
.
e
ne
a
to
componimen-
questo
onde
5
Cene
che
altri
,
edizioni
anzidette
inclinava
Firenzuola
Grazzini
Sirocchiel
nove
Livorno
alcuni
con
egli dice
alle
pei
incomincia
essa
Se
5
voi,
un
,
Firenze
In
medesima.
689
1
,
5
8.
in
La
Mantova
Grappa,
.
cia
Salsic-
delia
lode
in
del
Firenzuola
in
dei
del
Giunti
come
nelle
che
1549?
del
opera
edizioni
le
tutte
come
XVIF.
dre
Tpj.
Con
Stradino.
Fcrenzr,
un
di
i'ol. in
4.
XIX.
La
Di
di
P"
V
tutte
colla
di
e
due
queste
che
credo
non
la
-
op
•
iSS^
5
data,
stessa
stampatore
un
,
J2he
quella
in
nale
l'origi-
sia
Crusca
dalla
è corsivo
3
pel
anche
seconda
distingue dalla
,
sappia qual
citata
è
di
edizioni
rarissime
si
prima
5
si
Al
8.
voi. in
r.ui
tempo
^
,
Nanzani^
medesima^
di
luogo
pr'nihgio
Domenico
per
Lasca
Mostri,
dt
Gueira
La
e
;
del
opera
,
prima,
medesimo
Firenzuola
posteriori
la
è
quella
in
:
in
e
e
rattere
ca-
sta
(Que-
,
Si
l'otondo
nel-
ambedue
trovano
.
l' insigne
La
de'
Guerra
in
XX.
Gigantea
di
nome
senza
renze
un
La
Canti
altri
seguito
,
voi, in
un
nire
ve-
.
la
^i"
Nanea
stampatore
.
i566
^
^
4»
Edizione
diversi
e
Milano.
dovevano
quale
al
,
di
principiod'
il
è
MxDstri
Giocoso
Poema
Trivulzi
Biblioteca
mollo
rara,
Bibliografi
.
Fila
e
vuoisi
ignota
a
eseguila
XII
sola
Guerra
suo
de' Mostri
nome
1 medesimi
voi,
un
5
in
fronte
il
.
XXIf.
177S
ha
in
Poemetti,
13»
Yverdon^
gr.
Pregevole ristampa eseguitasi in
il voL
Forma
.
de'
Poemi
IF. della
renze
Fi-
Raccolta
Comici
Eroico
.
XXIII.
La
y
dice
Questa
voi. I,
p.
è
Poggiali
Lasca
ed
in
la
avventura
per
5
F.
Nov,
che
caso
prima
deve
esista
sere
es-
,
rarità
gran
XXIV".
,
in
Stanze
dispregiodelle
Pel
Firenze.
Dini
^
Sber*
^^74
^^
5
4-
in
XXV.
Le
ivi
medesime
y.
stampatore
rj
A.
,
,
voi.
LI
,
8a
edizione
Tettate,
S.
i548.
Firenze
di
M.
di
Nanea
y
i579)
Bisogna
yy
edizioni
»
veramente
»
scito
j?
mia
»
nuto
"j
di
?)
tata
dire
della
poterle mai
e
,
vederle
celehri
fra
due
accennate
citate
mi
non
mi
in alcun
che
ne
sieno*
operetta
neppure
Se
8.
mi
riu-
è
acquistare
Biblioteche
mano^
le
poiché
,
Raccolta
di
che
in
presente-
rare
di
voL
un
lo stesso-
per
la
per
è
avve-
cataloga
è
fa^ ch'io
capisap-
LUI
soltanto
nella Biblioteca
menzione
»
pia
^5
Italiana
dell' Haym
^5
donati.
Nella
9)
Lasca
55
contra
"j
a
5?
rentino, le quali saranno
5"
simili
»
del
5
a
parte
le
IJ. delle
Rime
leggono
i6
si
i35
pag.
,
fu
che
Bini
voi.
I.
XXVI.
dalla
mo
pitolo della.
ciconsolo
Niccode^
maestro
migliaio
Salsiccia
del
il Ca^
sopra
AlV
Lasca
In
Crusca.
Francesco
e
Firenze.
Per
Manzani
1689
,
se
ne
molto
rara
parlida
Biscionf
che
il
può
Salsiccia
4elle
Rime
saria
a
a
con
colui
80 ; ed
goffo
e
che
trovato
dal
tanta
dubbio
11
te
certamen-
co
canoni-
38 della
pag.
legge nella
pag.
ho
fuorché
rimaner
si
deve
non
esistenza.
sua
della
Ben
quale
la riferisce
non
alla
io
:
nessuno,
;
dell'Autore
edizione
unica
Questa
esser
,
8.
voi. in
un
Af
.
della
Domenico
83»
82.
di
al
Pietra
Fio-
Poggiali^Nov.
a
p.
Lezione
ottave
probabilmente
.
,
del
Accademico
alle surriferite
Lasca
Gian-
egliindirizza
che
sberrettate
Antonio
dal
accresciuta
vita
ne,
precisioalcuno
Capitolo in
Seconda
lode
Parte
incomincia.
senza
torno
in-
sale.
XXVTI.
Rime
Firenze
,
Moucke
Cesco
^?4^
,
8.
coZ
'74^'
^
Tran*
per
,
•^'^' *^
^^'"*
Ritratto
.
edizione
Ottima
rj
si
,
55
"?
35
il
55
za
me
In
correzione
e
illustrazioni
è
evvi
parte
succede
55
ta,
35
Biscioni
tomo
breve
copiosa
e
dal
scritta
canonico
lustrazioni
V
prelodato stampatore
;
35
inoltre
del
35
un
55
dal
lungo
secolo
sinailmente
principio
indice
de'
al
xiii.
il
altre
le
e
il-
del
fatica
quale
dà
ci
secondo
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inediti
Rimatori
forvnava-
ebe
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PoeMarist
Anton
"5
sono
del
Vita
annotazioni
Le
quale
y
.
in
prefazioalla
stampatore
la bella
della
o
,
una
co-
V adornano.
,
dell' erudito
55
eseguita ,
die
principio del primo
prima
ne
le
per
cui
con
F esattez*-
per
,
parte della
una
3)
no
35
manoscritta
copiosa
sua
insiemef
messa
Raccolta
indi-
con
,
35
cibili
w
stesso
35
sta
35
Moùke
35
gnori
Marchesi
quali
ci
35
15
fatiche
avercene
Biscioni
Raccolta
coli' assistenza
e
,
e
fu
di
dello
altri Letterati.
la
dopo
Quedel
morte
acquistata dagli eruditissimi
fratelli
si-
Lucchesini
a'
,
professiamo gratissimi
,
fatto
comodo
alle
occorrenze
per
.
edizione
5j
unirsi
5)
Vocabolario
libri
ai
di
i
pra
55
allora
migliorimiss.
può
,
benché
Crusca
nel
neri
fi
nostra
f)
e
buona
una
poesia
il
de'
di
Sapere
più
dette
liime
supplitia
messi
esemplari
dice
egli stesso
Il Pubblico
volume
di
vendita,
giah già
da
Gamba
poi
in
qualche
esemplare
d'
fatto
con
11*^1 voi.
^77'
deUa
che
:
sura
Cen-
dei
li
qua-
veduto
averne
piacere
ancor
stampare
anni
ragguaglio
I.
dalla
non
,
seguente
om-k
amico.
suo
Rime,
alcuni
furono
ottenere
vedrà
ma
che
della stampa
un
fa
ne
te
diligentemen-
anche
da
voi. I.
1.76
11
per
permissione
nella
Madrigalesse
pag.
a
i versi
mano
ge-
a
si trovano
dimezzati
o
la
che
due
usati
delle
cioè
ec,
mancanza
di
prima
non
Poggiali,
Testi
so-
edizione.
inventore
Madrigaloni.
Cosi
Serie
fu
lingua,
dei
per
,
di
Rime
queste
medesimi
mss.
di
fì
delle
si citino
11 Lasca
))
•
esattissima
,
})
in
sui
formata
5?
uno
fia questa
si
che
Ora
5)
ne
berie,
come
dà
alle
tro
al-
un
posto
dal
si
Pogha
dal
eglistesso,
pag.
,^6
LTI
E'
))
qualche
5)
to
)?
inedite
)j
anche
di
»
Moùke
;
?"
biam
»
che
5)
Rime,
))
sicuri
5)
Egloghe
V
sino
stampare
rm
del
ma
il
finora
avrà
la
da
che
Fra
fonti
luogo
hanno
,
si
,
queste
originalie
bellissime
vili,
credute
sono
ab-
ne
pubblicazione
.
tutte
servire
ragioni
breve
in
luogo
Rime
pubblicati dal
due
sospesa
tratte
smarrite
5
questi
a
ai
fat-
di
quale può
alcune
per
la
ultimi
perdita
»
gliabechiana
53
nonico
tempi
ultimamente
che
e
ti
deploran-
,
,
Biblioteca
nella
scoperte
dall' eruditissimo
che
Moreni
ce
JVIa-
sig.
un'
favorì
ne
ca-
,
le
))
sto
)j
r
))
luogo
»
rasse
5?
farne
data
in
di Firenze
ci è
non
ma
))
chi
E
allora
avesse
non
che
sa
noto,
5
non
smarrimento
a
se
ne
bella
il
dispetto all' Autore
verità
noi
uno
pare
,
spiritoassai
di
qualche libro stampato
o
perchè
procu-
posta
per
quale
era
bizzarro.
già
aver
ago-
altrimenti
.
lo
A
de'
poi
5
edizione
la
Inquisitore per
,
i58o
per
contiene
ms.
.
dell'
approvazioni
stampa
11 detto
copia
esattissima
)"
?)
volume
seguito
furono
jj
buon
I.asca
))
5)
clie abbiamo
,
done
?V
anno
letto
in
manoscritto
;,
LVII
il Lasca
"?
che
5)
smarrimento
??
buendolo
5)
duno
5)
ci
5.5
luogo. Ora
ì3
cenda
55
si dolesse
altamente
di
Egloghe
alla malizia
più
che
a
queste
è
possibiledi
sta;to
non
il
la fac-
andasse
che
indubitato
sembra
noi
a
ma
rintracciarne
comunque
,
attri,
qualche-
di
disgrazia;
vera
5
dello
,
le
dette
Fgloghe
limato
5?
più
55
Autore
della
55
coveranno
53
mure
il
in
versi
lavoro
poesia
di
nel
della
e
buon
migliore
che
speriamo
e
,
55
siano
del
nostro
gli
amatori
italiana
favella
le
grado
il
e
nostre
ri-
pre-
pubblicarle
,
LIBEI
CONTENENTI
XX
Il
M,
dì
LASCA
BEL
OPI^RE
VITI.
Burlesche
DIVERSE
RACCOLTE
E
Primo
delle
Libro
Francesco
.
Opere
di
Berni
Gi(r-
,
della
vannì
del
Casa
del
Varchi
^
ro
Molza
del
del
,
zuola
Ricorretto
Firenze.
poto.
1648
Dolce
e
,
»
5
e
XXIX.
con
Appresso
voL
un
in
//
Mau'*
,
Fìrenr
del
ristami
diligenza
Bernardo
Giunta
y
8.
ammendato
medesimo
5
ricorretto
e
con
somma
diligenza
rìstum*
e
Firenze.
pato
Po/,
un
l552,
Giunti^
i
Appresso
.
3
8.
in
Secondo
Il
XXX.
Burlesche
Opere
del
JBerni
Francesco
M,
di
delie
Libro
,
Molza
M.
di
^
M.
di
tellì
Mattia
luce
per
,
.
1555,
Giunta^
XXXI.
un
Le
accresciute
di
Il
Terzo
tolo
diligenza
con
e
Firenze
pato
Nuovamente
lì
Eredi
voi.
in
del
Berni
del
del
Galileo
del
Firenzuola
del
Franzesi
del
Ruspoli
del
Londra)
lyaS
del
,
del
Lasca
Napoli
4
voi. 3
in
(
colla
.
del
cui
si
del
parole
corretta
che
;
si
più
del
come
del
Quella
accusa
data
dì
i55a
e
1
lia
1
del
ferita
ri-
648
55o
^
è
j
il merito
rissima
ra-
di
le-,imperfezioni di
riducono
delle
è
Libro
Primo
L' edizione
Poggiali
più
esser
e
8.
.
dal
Pozzi
5
Autore
nostro
Bei-tini
,
,
dedica
La
Medici,
,
,
autori
Burle"
,
y
altri
ti-"
per
dell' Aretino
,
dì
ha
,
del
Bronzino
,
Opere
Casa
5
del
Burlesche
che
delle
Libro
Bernardo
8.
volume
un
dì
Opere
stesse
stam-^
somma
.
sche
po"
.
in
sto
autori
diversi
di
e
dell'Are-"
Franzesi,
,
tino
Mar"'
Lodovico
di
Bino
y
ad
una
altre potevano
o
due
offen-
))
bizzarro
55
nome
del
Grazzini
del
Sonetto
Burchiello
il
quale
5
dal Moùke
j)
blicato
5j
le
53
lazioni
del
Rime
nella parte
Lasca
ma
prima
XXXllL
I
rivisti
po
ampliati.
ed
Mantell
del
accio
de'
Lorenzo
la
Con
Medici
insieme
^el
medesimo
Firenze.
poi.
5j
Beoni
i
luce,
in
i568
Giunti
un
,
y
8.
in
seconda
Questa
)5
5j
i
Appresso
magnifico
jnessi
nuovamente
,
niK»-
Compagnia
con
-^
tonio
An-
M.
Di
dal
composta
muti-
di
e
Risoluto.
del
e
,
del-
Poggiali,
e;.
,
in
ripub-
due
terzina
medesimi
Alamanni
fu
prima
con
,
nella
fatto
le unitamente
al I
Giunti,
copo
dei
";
"^liò vi
)"
to
))
in
om
prima
alcuni
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V.
di
Jasì
Sonetti
ben-
Sonet-
lacuna
qualche
siavi
e
qua-
cma
qualche
messo
,
.
XXXI
avuto
dell'Alamanni,
come
sia stato
della
ha
asca
più copiosa
è
Burchiello
»
edizione, della
Gamba
a
.
Carnascialeschi
Canti
col
,
titolo
.
o
Tutti
Canti
Trionfi
,
tempo
de^
Mascherate,
andati
^el
per
magnifico
Medici
quando
,
prima
Carri
,
Carnascialeschi
dal
Vecchio
i
comincìamento
^
par
Lorenzo
egli
infino a
renze
Fi-
ebbero
questa
zia
Fiorenza
Medici
con
di
ze
questi
Comerlia
dici,
e
Cini
d'Austria.
i566
,
,
anche
del
al
Noz'
de
Me"
Giovane
Pettinavi
y
8.
in
degl'intermedj
che
,
dalla
separati
il loro
media,
Com-
frontispizioparticolare
Lasca
.
XXXVI.
e
Carlo
voL
un
5
nella
fiorentine
Prose
stamperia
di
^
S.. A.
IV.
in
divise
Franchi
R.
Pei
Parti
Firenze
Tariinl
dal
17 id
,
1745
Nel
tre
La
figliuolidì
i
Per
e
star
avendo
è
)
nelle
Regina
.
dedicatoria
possono
(T
Francesco,
Firenze
Torrentino
La
l'usa
gl^ Intermedi
recitata
Serenissima
della
Compagni
e
,
Principe Don
Lorenzo
,
origine
con
,
y
S^
renze
Fi-
data
senza
(Francesco
Ambra
Giovambatista
del
di
Canti.
fanuria
na
F
quale egli dichiara
XXXV»
Co
lettera
lunga
sua
5
di
li dedicò
e
Principe
,
nella
,
,
Francesco
D.
iSSg
,
il Lasca
editore
fu
Ne
Torrentino
ec.
8.
voi. in
un
tavole
due
con
,
Lorenzo
per
y
a
i559
presente
nnno
voL
voi.
XV
L
Lettere
IL
in
della
e
due
8.
Parte
IV.
Sonetti
si
gono
leg-
del Lasca»
XLTI
XXXVII.
Poeti
ri
delle
Rime
antichi
scuole
utilissimi.
In
Lancellotto
1760
,
Di
di
si
è
debitori
siamo
leni
voh
fatta
letterato
del
Satirici
«dizione,
sesta
MazzoEssa
.
Sonetti
( nove
Capitoli,
due
)
Burlesche
Canzoni
tre
Pietro
12.
i^ngelo
Burlescbi
tre
e
la
dodici
Lasca
ìndici
bergamasco
5
contiene
UiO
ta,
giudiziosa Raccol-
all' abate
celebre
ed
in
2.
e
già
ad
Appresso
,
bella
questa
cui
annotazioni
Bergamo,
mìglio-^
scelte
moderni,
e
Con
.
cle^
Oneste
due
C
nascialesch
'.anti Car-
,
due
Madrigali
5
e
drigalesse
Ma-
cinque
.
Varie
della
nelle
Volgar
in
ìsici Italiani
ad
uso
trovano
ria
l'accolte; nella Sto-
e
del
Poesia
Burlesche
Opere
si
Poesie
e
libri
altri
in
pure
Prose
sue
del
Crescimbeni
Berni
blicate
pub-
,
Milano
dalla
due
nelle
;
delle
Società
dei
uscite
Clasne
Italia-
Antologie
scuole
;
dalla
desima
me-
,
,
stamperia
nella
;
Memorabili
Lettere
ec.
Raccolta
ec.
delle
ec.
,
Si
tuttora
conservano
Magliabechiana
le quattro
e
nella
Orazioni
nella
inedite
Stroziana
di
alla Croce
renze
Fire,
citate
dal
probabilmente
Venerdì
Le
qualche
in
Santo
cale
Lai-
compagnia
benché
quali,
il
Autore
nostro
siano
scritte
in
.
uno
stile
elaborato
piano
meriterebbero
e
il
dice
,
di
Poggiali
pubblica
veder
,
,
la
pure
poco
luce
sia
per
1'
importanza
,
della
materia,
sia
perla
bontà
della
lingua.
SONETTI
TRE
DI
MADRIGALI
DUE
y.
IL
DETTO
COME
PUBBLICATI
POOGIALl
NCLLA
voU
L
LASCA,
SERIE
DE'
"AETAHO
DA
INEDITI,
j
Lasca
GRAZZINi
FRANCESCO
ANTON
TESTI
DI
LINGUA*
LXVIU
SONETTO
P
che
oi
gli
li.
occhi
sereni
1
e
viso
santo
,
hello
Del
Alessi
mio
saggio
cortese
e
,
lasciar
Tenebroso
Tutti
E
Ninfe
i
e
pioggia
e
Ciel
venti
della
V
il canto.
doglioso
pianto
armi
riprese
Taria
ohimè
e
pensosa
e
Chiamando
,
Alessi
;
manto.
priva
son
mentre
Mi
pur
posi
^4 lessi
talor
lassa
5
piena
che
vo
di
tormento
,
risponde.
non
risonar
morta
tra
alla
fredda
e
viva
Ema
sento
,
le
,
l'iv^
:
,
,
!E
,
accese.
il verde
^
Cieca^
,
lermaro
Terra
luce
sua
paese
lampi
e
all'alma
Frangendo
io
Pastor
il
disdegnoso
Con
Ma
gli augei
insieme
le
Fer
questo
e
I' ond"
.
LXIX
JL
,1 irsi
chiaro
qnel
con
eterna
Alla
tua
Filli
ad
boschi
di
Carche
e
e
con
5
Rime
tomba
del
e
amori
casti
,
,
saggio e
di
le
il
a
fatto
prinio
fior, corone
nella
alme
lor
Poeta
.
palme
omino
fia mai
pag.
onori.
nove
e
devote
nella
santo.
larga pietà
con
man
stampato
Lasca
mille
e
piangendo
fiumi
pianto
amaro
con
mille
di
tua, che
come
s' addolori
Flora
Pastor
onorar
fronde
(*) E'
vanto
suoi
,
dunque
Sorelle
Di
che
5
il fai
Vengan
canto
suave
eterno
a
tutto
te
Adorno
La
e
il mondo
Sospiri
E
ed
Pastori
e
,
Toscana
pur
tuo
lode
Dar
Ma
più T^infe
non
,
Udran
]"fon
TECCHIO.
ohimè
5
STROZZI
BATISTA
GIO.
DI
MOKTE
IK
(^)
m.
SONETTO
a
chiara,
sempre
prima
i5
,
morte
ma
parte
con
del
gara
delle
zioni,
varia-
Bembo.
M
A
D
I G
R
A
fi
L
I.
D
elV
Roman
antico
Vivendo
Quando
morte
Poiché
degno
lieto
beato
e
ria da
e
noi
cieco
nostro
e
"ngrato
casa
e
di
Gonzaga,
,
certo
più profonda
o
,
piaga.
If.
M
entre
mille
con
Amori
dolcemente
scherza
Amore
e
,
Intorno
all'
Coppia
gentil
di
Lieta
s' adorna
degna
,
gemme
e
d' etemi
onori
,
fiori
nuovi
e
,
Di
posa
amorosa
Flora
d'
^
passato
il mondo
aspra
partillo.
havello
d'
nel
mai
ebbe
Più.
,
,
empia
il secol
era
Non
già
ne
se
Talché
più bello
e
Camillo
Giovinetto
3S[on
nuoTo
oro
il
Tago
oguor
si fa
più
vago*
VOCI
E
MODI
DI
USATI
DIRE
DAL
LASCA
-,
NELL'
1
QUALI
NO
K
SOWO
TOCAEOLARIO
ULTIMA
DELLA
EDIZIONE
CRUSCA
O
DEL
VI
SOITO
,
ALTRO
d'oPPORTUNI
SENSO,
O
MANCANO
ESEMPI.
IN
ABB
J\
VI.
Noz\
E
ella
giungi"
Con
femina.
colia
Ta4«
pag.
che
insieme
,
maschio
del
mento
fem.
sost.
ATUBA
BBEACCI
ixxni
L
Cen.
nella fine rimasero
gliene desse
abbrac-
una
ciatura
.
Addlett,
Addiraticcio
Cen,
JSfo^: VT.
IL
( dettoli
Toleva
non
pag..
t5c.
villania
mezza
di
restar
s' usavano
non
glialtri
Ma
7
che
ancora
burlarli
gli
addiraticci
II.
Cen.
la
fornir
a
si potette
Nov.
partita
IX.
cio
addiratic-
....
Cen.
I.
addossoli
e
Vili.
Nov.
Addosso
.
isbonzolarlo
quasi per
conainciò
a
,
i5.
E
e
restava
,
sogli
addos-
così
II.
gridando
di
egli
addosso
gridare.Cen.
addossoli
non
scapigliata
,
-,
a
149. fd
pag.
lasci atosegli
cadere
artatamente
pag,
voltosel
ri-
li dicesse
non
Addossogli
lui,
che
,
sghignuzzo
uno
dei
199.
pag,
contenere
tanto
con
5
cosi
e
n' andarono
se
.
Non
)
,
Germini
e
stro
oroa-
con
e
termini
quei
mostratisi
d' accordo
t
»
,
amici
fu
Adirato
da
.
Nov.
scinta
,
dolersi
.
ALB
JLXxiv
i^LEERETTo.
Albero.
Cen.
di
della
Sosù.
11.
]Sfoi". HI.
in
essere
Porta
Friano
fiorite
e
le
erbetta
minutissima
dolce
alla
alberetto
sedermi
fuori
quali
la
sopra
,
reva
pa-
d' Arno
,
tutte
di
64. Mi
pag.
le rive
su
San
a
dlmìnut.
TUasc»
deva
ve-
verde
il
sotto
e
mo
pri-
ombra
.
Allegrezza
a
Somma,
cielo.
allegrezza
Cen.
.
a-^6.11 Magnifico
lettera degli Otto
aveva
Ili,
dissima
graniV'op.
avendo
pag.
che
egli era
riso
tanto
bello
lieto
e
un'
avesse
avuto
fine
mille
volte,
che
immaginare
cesi
del
VI.
pag.
mangiare
e
Si
veder
e
se
5
di
nuovo
ma
mangiare
il
doppio.
poche
II.
Cen.
a
macca
Cen.
;
Cen.
d'altro,
dispose di
I,
tornar
di"
e
iVbc?»'
sitarla
vi-
a
co
egli potesse colpir se-
prima
come
non
Noo.
mi
III.
IV.
Nof.
egli
100.
pag.
piace
parole bisognarono
j"erciocchòcome
n' ebbe
e
5
macca.
saputo
pagamento
.
la?.
più
.
Senza
MACCA
5
,
cielo
allegrezzaa
A
to
tan-
e
maraviglia
una
burla
sarebbe
si
non
stato
la
che
parendoli
la
avuta
,
5
5
X„
sempre
X,
a
intese
pag.
a
U
più
a66«
svolgerlo
,
d'
avere
P^
AVE
txxvi
recclii
che
arienti
avrebbe
fosse
se
possibile
di
dar
cena
,
al
e
la sera,
caro
,
chiello
Bur-
a
Biondo
.
Atere
senno
cervello
T.
60.
pag.
cervello
fatto
lo
errore
,
e
a
Salvestro
in
vece
perchè
volte
farlo
diede
la
alleòrbzza
a
a
aveva
la
quella della moglie
un'
il
avesse
non
di
seguitò
T,
Cen,
.
avendo
due
la mattina
a
Avere
fa
si
poiché
,
ÀQCr
partito.
Sandra,
partito ,
a
che
La
scandolo
uscire
a
quello
saper
,
JVev.
il
terza,
sua
na
ori-
.
f^e-
cielo,
Allegrezza.
di
BAL
Balatro
Sost.
.
che
ratro
si
,
JI.Nov^
TI.
alcuna
cosa
nel
trova
43.
pag,
da
In,
masc»
vivo
Vocabolario.
Ma
subito
tu
profondo
Becgatella.
catelle
lo
e
beccate
,
e
Cen.
prosperosa
a
beccateUe.
stesso
II»
e
balatro
fem.
che
resti
casche-
infernale
II.
Stare
stare
contentarsi
No(\
facessi
.
Sost.
vale
,
del
ha"
Cen.
tu
se
,
nel
di
vece
a
di
pag.
gagliarda, non
a
Z/ec-
piccole
se
piccole co-
3a.
poteva
Sendo
stare
BTA
BlANCOso.
sì
Non
69.
da
Crusca
le
tosto
uscire
ma
y
II.
Cosi
Nov.
non
Ili,
pag,
.
lui percosse
Tidde
bianco.
l'Alberti
e
Cen.
esempio
recano
Molto
Addìett.
la
spiegano
ixxvit
bianchissime
furono
di
che
quelle
,
bambino
un
acque
biancoso
si
rie-
e
cintino
.
BizzARRET
To
Cen,
Bizzarro
I.
VII,
Nov,
.
Il
quale
di
Sost.
diminuì,
masc
ha
Vocabolario
II,
NoQ,
Vacchereccia
vi
che
videro
giunti
stava
di
uno
Braccio
ha
Sommesso
col
pugno
troduz.
ora
dito
una
alzò
a
6 5»
la
:
.
lunghezza
alzato,
Cen,
per
si folta
che
Vocabolari»
Cominciò
che
un
braccio
del
I. In"
sorte
in
a
poco
,
tutto
per
sommesso.
.
.
pag.
grosso
neve
Buiccio
X.
il
.
spiega
44*
pag,
mettere
e
canta
questi
stringhe
sommesso
y
d'
alle
le punte
,
botteguzza
una
,
,
mettono
sul
In
70.
pag,
di
Botteguccia
.
J.
Ceri.
biz-
e
.
.
Il
malizioso
e
sagace
BoTTEGuzzA
Bottega
i35.
pa^j;.
,
alquanto
zarretto
di
giovant^tto
,
nondimeno
era
fosse
che
ancora
diminiit.
Addìett,
.
Da
E
Bujo
a
mezzo
.
Cena
III.
Nov.
volgendo
per
CAM
ixxriii
quelle
buiccio
gli era
TÒ
quasi correndo
viuzze
fece
percìoccliè
,
che
tanto
egli arri-
,
da
Trinità
s.
jaccio
IL
Vocabolario
.
Euietto
e
ha
Bw
•
CAM
Cam^anetta
fem.
Sost,
.
ài
Di
Campana
quivi
di
non
di
e
tuoni
1'
frati
o
Biblioteca
comunale
di
Candelina
e
ha
Vocabolario
Noi
cena.
col
fem.
Soit.
//
a
della
nis.
Bergamo
.
Candela
messa
a
o
leggiamo Campanella
però
cani-
,
desinare
a
se
,
qualche
e
maria
ave
2,46.
pag.
romore
,
sonare
1
mai
udiva
si
non
chiamare
X.
Nov,
.
venti
panetta
TJI.
Cen.
dìmlnut,
.
diminut.
di
candeletta
.
.
Cen.
IL
JVov.
che
la
intorno
VI.
girava { la
appiccato
1« candeline
ìòà.
pag.
di
cera
A
una
nice
cor-
no
) d' intor-
camera
piìi di
avevano
bianca
tutte
inil-
quauie-
akccese
,
Capeliieraccta
di
rat.
few, poggic-
Sost.
.
Capelliera
chioma.
Cen.
II.
lVor2
,
VI.
pag.
€d
148.
Con
arruffata
che
,
una
ra
necapellieraccia
averebbe
messo
pau-
GAP
a
clie
non
ra,
a
Eodomonte
X,
lie per
uno
che
ITI,
Cen.
in
di
quellidella
testa
ri din
le
che
Nov,
.
,
Ivi
.
.
capode'
vi
Ser-
quale
dava
via
il
o
spalle
di
un
messa
288.
p"ig'
a
.
di
quei caponi
ridevano
c1t«
Maschera
E
su
anch'
rideva
Vocabolario
di
ha
grande
capo
questa
4
Capperucciowe.
di
Capperuccio
che
X,
serve
a
che
e
di
E
lo
Nov2
le
un
con
mento
ceste
III.
poi messogli
al
infine
della
Cen,
capo.
mantellaccio
un
ruccione
il
accrescila
mase.
la parte
e
coprire
a5o.
pag.
Sost,
,
sensi
due
ostinato,
d'uomo
e
,
ne*
voce
car-
egli
,
Jl
ma
Orlando.
masc.
ricordandosi
nesciale
JBeTÌlacqna
,
testa
cbe
par
fin
in
pure
conte
,
5
loro
al
la
286.
pag.
e
Sost.
tutta
al
Cajo
e
Capone.
ricuopre
LXXTX
nette
ma-
cappeno
menaro-
,
via
.
Castigatobia.
Cen.
Il,
Nop,
loro
tra
«ero
castigatoria
Vili.
di
V
amore
e
Cavallotto.
Cen,
1.
iVop.
al
il
ruzzo
Sost.
J.
180.
pag,
Da
Uno
dispo-
si
fatta
uscire
della
masc.
69-
Si
prete
gli dovesse
che
,
sempre
pag.
dame
Punizione;
fem.
Sost.
testa
per
.
Cavallo^
scorzone
C4V
i,xxx
macinare
da
raccolta,
a
e
cavallotto
un
"
vi
da
dire
so
altrui
cavare
Cavatore
che
di
spiriti
che
che
esorcizza
il
e
minori.
ITI.
Cen.
che
brosa,
giovane
fare
dirò
vi
tosto
X.
aperta
aSa.
pag.
maestro
:
se*
Alberti
fata )
e
un
maestro.
nel
ceffo
datoli
di
da
per
,
abbia
de'
arme
pag.
non
i fatti
dato
HI.
Cen,
Nov"
da
cefFatoni
di
Dio,
quello
l'
del-
nemico
ha
maestro
ditesi
no.
.
Verona
Verb.
:
che
me
e
Benvenuto
,
ire
a
citano
VI,
e
,
eeffatone { accresc.
alcuno
eoUo
innanzi
hanno
persona
Nov.
fattosi
,
.
II.
cavatore
Colpo
disse
uno
Cercare
che
e
due
,
CefFatone
di
Vallom-
poc»
da
E
Vocabolario
//
da
egli è spiritatoo
se
Ceffatone
mano
Un
,
lasciate
:
aSfì.
pag.
gagliardo,
e
eccellenza
spiritiper
disse
X,
;
ecclesiastici
venuto
era
^
esorcismi
ordini
iVot».
lui
co-
,
fa gli
degli
terzo
fratacchione
a
ogni fango.
Esorcista
.
,
di
d'
,
col
ma
j
.
quarto
che
cef"
forza
maggior
birri
caso
osservano
nascoste
gli trovando
.
Cellini
att.
iSi.
suoi
di
Cen.
ec.
AspettoUo
e
cer-
lo lasciò
arme
j
CER
Lxxxr
CEnTiFic\ziONE.
Ifl.
Cerfificare. Cen.
le fedi
"vano
ha
Jl
.
la
voce
adduce
,
del
E
Q.'J^-
parole^inostra-
spiega ,
di
Verona
ma
non
ne
esempio*
Cervello
Vedi
.
Avere
Sost.
.
I.
chericotto
della
VII,
Nov.
a
pcir-
ec.
Ghericotto
Cen.
il ceroello
Avere
.
tito
la
L'atto
pag.
Vocabolario
così
e
X.
iVop.
delle loro
certificazione
per
Sost.fem.
i35.
pag.
teneva
ancora
della
sagrestia e
Cherico.
Da
masc.
E
un
fare
a
i
altro
servij^i
chiesa
.
Chiavistellino.
Sost.
diminut.
masc.
.
Chiavistello»
di
E
i3o.
)
ìiiera
di
Cen.
I.
nell' uscio
messo
di
chiavistellino
un
VI.
JVov.
si
pag.
quella ( cafece
in
,
capo
scala
.
Chiocca
chiocca
In
.
tità
In
grande
Così
Cen.
In
abbondanza
,
In
III.
dall' Orafo
f
ma
X.
JVov.
adduce
non
ac)5. E
pag.
roba
avuto
quau"
in
casa
avendo
una
e
ivino,
per
trovato
do
aven-
chiocca
secca,
botticina, che
la
sera
Chiudersi
Lascu
carne
voi. I.
fecero
iju
tempo
vi
era
t
I^arsi
£
e
larono
spil-
di buon
fianco da
un
.
pio
esem-
,
in
-
copia
5
spi(igar Alberti
.
vale
papi.
rtapo-
COL
LXXXTI
lo
di
5
sporsi o
alla
alla
Cen.
JntrodiLz,
che
tre
essi
attendevano
tempo
una
pioggia
I.
colle
e
darsi
a
cominciò
e
sì
neve
pagvoci
folta
tutto
per
che
CoLLERUzzA
Ma
Cen.
II.
Neri
con
mettere
a
di
poco
ora
sommesso.
IX.
Nov.
bene
teneva
il
feiTi.diminut.
Sost.
.
Collera.
suoni
si chiuse
in
braccio
un
co'
,
,
alzò
^^^^"
sorte
per
'.
neve
44*
e
piacere
,
alta
o
di
aoi.
pag,
po'
un
di col-
leruzza
.
Colpire
Colpir
.
le Indurla
il
a
vedere
Cen.
ma
Cen.
alcuno
recare
ancorché
II,
di
amico
5
Giorgio
JSfov.
sua
Sedotto
VI.
i
proprj
pag.
di
194*
messer
rata
innamo-
.
.
li.
Inge^^
l'effetto,
IX.
una
vo
nuo-
.
fare
A^op.
e
custodia
Contaminato
Cen,
macca
segua
gli contamina
in
lasciatagli
di
Tentare^
non
5
Giorgio
pag,
visitarla
a
a
della
Argom:
Filipetri
VI
colpirseco
Per
.
desideri,
Nov.
a
prima
come
non
di
,
^
CoNTAMiNABE
gn arsi
I.
va»
Ottenere
cosa
tornare
egli poteva
se
,
persona
.
dispose a
Si
127.
una
far qualche
intento
proprio
con
^
pag.
i^\.
Lusingato,
Fu
tanto
COT
LXXXIT
tale
Talmente
per
dell' Alamanni
Le
quali
.
la
cita
e
,
Coltivazione
cotal
ama
che
,
1
verno
Contro
ancora
nuli' altro
Sost.
quantità
eerta
sol
Sta
manto
Cotta.
volta
Il
simili.
notte
ma
le
per
in
una
cahina
«/we-
Cen,
esempj.
dei
cotte
e
ha
Verona
ir marito
i56-
suo.
anche
di
senza
pag.
sollecitar
a
di
ciel
'1
cuoca
cotta
Vocabolario
IX.
Nov.
che
una
y
J.
roba
si
del
che
caro
Prendesi
di
spiegazione
sta
più
colpi
fem.
come
,
ai
la
stava
mattoni
e
«Leila calcina.
CuLLAMENTO.
II.
Nov.
e
Sentendo
33.
pag..
il dolce
Cullare.
Da
II.
Cen.
il cullamento
ramniaricliìo
sendoli
coloro
,
d'
meno
a
presso
filar d* embrici
un
la
ed
mano
il Berna
sulla
trovò
^
sua
stese
di,
cavalla
.
Averla
Culo
al
.
Cen.
».
VII.
IVov,
II.
dire
1' uscio
serrò
:
,
al
cui
Modo
E
167»
pag.
5
"àicendo
quIo
tirò
e
basso.
in
via
sto
quetra
sé
1' averai
.
Custodia
..
Essere
in
custodia.
i4-^*Ippolito de'
f anetto
e
Essere
alla
custodia
y
Cen.
7. iVop.
Medici
era
alla custodia
del
TZ/A.
ancora
cardinale*
per
pag.
gio*^
IXXXT
DAN
Danari
impiegati
Cen.
V.
Noe
1.
pubblica fama
la
riccbissimo
pensava
nari
da-
di
tutto
sopra
e
j
,
U
loo.
pag.
.
quale, secondo
essere
non
effettivi,
Danari
secchi.
secclii
.
DiiN
I.
prima
glioso
meravi-
guardata
orina
caldezza
di
,
dendo
sorri-
Salvestro
a
guardata
ri-
e
dentrovi
altro
veggendo
né
5
segno
cbe
più
quella
assai
,
che
I. Nov.
.
.
Vie
59.
pag.
C^n.
dentro
Ivi
TROVI
,
disse.
Deputato.
al
poiché
Ma
quanti all'
determinato
air
Dove
ed
II,
Cen.
.
I.
tutti
nato
Determi,
alla
Introdiiz.
Destinato
y
pag.
Assegnato
Per
il
giovedì ne
deputata
ora
luogo.E
deputata
ora
venne,
si trovarono
II. pag.
Cen.
99,
il Pilucca
vennero
il Monaco
.
D1PUTAT0
Lo
stesso
.
Cen.
1. IVoi, I.
diputata
,
e
pag.
la fante
,
venne
67. Venne
1' orivolo
5
che
che
intanto
avendo
Sandrà
,
vegliando
tanto
fatto
aveva
ciie
stette
j
vogliaec.
Deputato
^
Fora
sogno
il bime
no-
a
colei
DIE
Lxxxvi
DiÈTROGLi.
Vili.
gli altri
e
lui. Cen.
a
S'avviò
146.
pag.
abate
Dietro
frati
I. Nov,
innanzi,
lo
e
diètrogli
.
Dio
Fregare
.
IX.
jgrj. Si
pag.
donanza
ed
Giorgio
messe
volesse
non
Cen.
II,
No9.
chiederle
a
pregarla
a
,
Dio.
per
Dio
per
perche
a
,
scrivere
.
Dopo
Per
Oltre
.
a
?pag.
al
cosi
6. E
di
L
poco
il
rio
sala-
mancia
.
Dormita.
X,
che
dopo
,
buona
una
5
ÌVop.
,
ancora
,
II.
.
famiglio
détte
venuto
era
Cen
.
Sost,
J"a3.
pag,
Beco
Ma
ingozzare quella
fatta
aveva
che
anzi
V
berti
no
in
dormita
moglie
un
ma
,
JN
ei©
en-
stava
non
;
Per
estendersi
Cen,
,
pag.
67. E
poteva
vedere
JiSfov, III.
e
fatto
af-
L'AI~
cita
.
Durare
scarico
Nov,
,
poco.
bassa
voce
che
,
la
con
II.
potendo
non
grugnetto
ha^corne
esempio
Cen.
fem.
forse
5
senza
1' occhio
quanto
intorno
tanto
II,
mio
rava
du-
,
più
la
assai
lietissima
,
esservi
albori
moderno
da
di
sorte
nura
piana
alcu-
5
.
Esempio
all' antico
)
allegato
potersi aggiungere
nel
Vocabolario,.
'
JLXXXVII
ESS
Essere
stodia
Cu-
Fedi
custodia
alla
.
•
r
FAR
Fa.re
II f. ^Sfov.
di
X.
Sendo
andò
alle
già
ora
Bertucce
,
Amadore,
il vino
faceva
dove
ne
se
a6i.
Cen,
.
.
pat^.
desinare,
osteria
Fare
vino
il
cissimo
ami-
già suo
.
Fare
una
....
faceva
quale
si
spesso
di
il marito
la
mattoni
I.
.
.
.
che
mentre
sollecitar
a
della
e
,
,
le
calcina
.
CJie
Loquace
iVop.
VI.
disse
parla
,
pag.
.
dunque
Onde
lei
con
notte
.
Cen,
....
.
Favellante
mclto
uomo
fornace
una
stava
dei
pag,
bellissima
una
buon
un
giaceva
....
cotte
di
moglie
donna
IX.
.
innamorato
Era
i56.
JSfov,
Ì,
l'arte
Esercitar
.
Cen.
fornaciaio
del
il
fornace
namelo
isx^. Do-
la donna
,
che
,
era
favellante
.
Febbre
.
jo
die
tremar
Star
di
colle
paura
febbri ec.
E
.
nasce
Lo
stes--
forse
Lxx
dalla
somiglianza
della
il
FED
XVIII
febbre
è
quale
Cen.
J.
còlle
che
queUo
e
appunto
]Voi\
febbri
di
di
gran
Bi.
e.
effetto
tremito,
E
stavano
qualche
toccar
;
paura
specie di
pò
non
V
tra
una
una
TU.
ha
vi
tennata
ten-
.
Fede
•
fem.
Sost.
.
nianza
in
s'-zj-E
iscritto.
Cen.
le ledi,
mostravano
coloro
ai
loro
TIT.
/ci
in
ragioni
delle loro
a^S.
pag.
E
parole
Fatto
mettere
ri-
commessero
,
le
udite
E
278.
pa^.
veduto
e
5
pai;,
riscontrassero
diligenteinente
fedi.
quelle
X.
Nov.
prigione
che
ministri
le loro
,
certificazione
per
testimc
Attestato
fedi, fecero
grandissimi di maravigliarsi
sembianti
.
Fianco
Sost.
da
papa
Cen.
III.
dall' orafo
vino,
Papi.
il
huon
in
trovato
11
fianco
la
per
carne
che
avendo
E
secca
vi
fecero
sera
Vocabolario
di
il
Alzar
,
fianco
no.
buo-
chiocca
,
e
del
in
e
,
botticina
una
e
235.
pag.
roba
avuto
avendo
casa
X.
ISFov.
fianco
un
assai
Mangiare
Per
,
Fare
masc.
.
di
era
buon
fianco
un
ha
Verona
fianco
rono
spilla-
,
da
da
Alzare
re
Far
,
.
F11.ATTIERA
.
Soit,fem. Cen.
II.
Novi
FIO
Lxxxrx
,
IV.
83.
pag.
tiere
,
pentacoli
si
filatene
Le
scritti i
erano
c'ontriy
Sost.
Ja
tamente.
aper-
fossero
vativi
preser-
diminut.
mas^c.
.
d'' oro
I.
Cen.
IVov.
V,
spendesse
tuttavia
si
godeva
Fiorenza.
Voi.
segretamente
5
di
.
ancorché
fiorinello
qualche
porta"
e
.
moneta
E
legge^
che
,
iiiì.
erano
ove
incantesimi
gV
FioBircELLO
pag.
spiega:
al braccio
inforno
)
si credeva-
E
Fiorino
della
Vocaho-»
e
;
carta,,
una
fi amenti
comrfìT
( gliEbrei
vanla
Filatelìa
ha
Verona
//
ec.
campane
,
di
ìario
caratt*^ri,fllatsigilli,
Aveva
Maddalena.
sua
Flora
Firenze
Per
o
.
I.
Non
LXTX.
pag.
il mondo
Ma
s' addolori
Toscana
pur
e
tutto
con
Fiord"
ro
ama-
,
pianto Sospiri
e
il fai
di
Pastor
saggio
mille
mille
e
,
onori
yotiamo
questa
.
Vocabolari
nostri
FoNFoNE
.
pag.
tener
nuda
Totta,
che
96.
nelle
dai
,
esclusi
per
mas-*
città.
Soft.
E
ancorché
voce
siano
delle
nomi
i
sima
IV.
,
Adorno
santo
-che,
te
quando
braccia
alle Sante
IT. IVov^
Cen.
masr.
vi
la
piace
vostra
Guagnelle
,
potrete
vedo-
è unfon-«
,
FOR
rxL
darvi
da
fone
alla
dentro
di viso
non
per
ed
,
spensierata
.
FoRNiKE
88.
lare.
par-
T.JVov.
IV.
fornendo
le
,
parole
diede
alla
fine
Sojit.
Cen.
la
cosa,
prima
V.
in
Sost.
.
Fosso.
II.
Cen.
sicuro
in
camera
dimìnut.
di
i8i.
pag.
in
pervenne
,
casa
.
VILI.
vigna calatosi
una
Fazio,
ioa.
masc.
Nov.
che
stesso
pag.
5
FossARELLo
Lo
fu al
poiché
il Forziero
mise
sua
I. Wov.
.
..
masc.
.
Forziere.
Novella.
sua
5
FoRziERO
Per
Cen.
Florido
che
Tosto
di
.
fine al parlare, ?c.
Por
pag.
Cessar
PAROLE
LE
un
fessarello
.
Fuor
ha
Cen.
VI.
ehi
ci
è
spada
passarlofuor
e
5
fuori
i"eggolee
;
Lo
Traveggole
piglia
travede.
questa,
con
II.
colui
JSfov.
tremando
così
e
che
Vi.
pag.
tuttavia
venissero
dendo
ve-
,
,
era
chi
altra
un'
per
Tra-
di
dicesi
e
cosa
una
Cen.
5
che
stesso
,
che
veder
.
Fravveggole
Pure
fuore.
vo'
Io
i3i.
pag.
.
Fuor
fuoruye
Fuor
banda
a
.
Il Vocabolario
i. Noi?.
banda
Da
fuori
a
i5o.
giurava
vederlo
,
,
in
guisa
tale
o
che
coloro
si
messero
seco
GOM
ixLii
Gomito
IL
o
Sost.
ayeUo
neir
Cen.
masc.
forse
Potrebbon
43.
pag.
giiiso
.
darti
le
gomita
esempio
metterti
stretta
iuembro
Si
capo.
che
uscita
gli
come
,
il
o
V
per
JSFov.
,
percuoterti qualche
5
nel
qualche
,
stinchi
IL
pone
sto
que-
ha
Gomito
pìural".
nel
Grascia.
vuìe
fem.
Andare
in
fumo.
Cen,
Andare
Il buon
72..
pnff'
Sost.
Padre
,
Lisabettia
rimaneva
non
alla
IL
scia
Gra-
iVor.
sapendo
che
Ili,
se
la
Alessandro
ad
,
la
alla
la
delle
limosina
grascia, ajutava
cosa
X.
Nov.
potendo
che
stava
anderebbe
egli
poteva
grugno.
Cen*
quanto
,
Grucnettc.
II.
lire
trecento
Dtmìnut.
INencio
che
Beco
,
non
ingozzare quella dormita,
fatto
aveva
anzi
Ma
aa3.
pag^
affatto
di
in
no
la
con
grugnetto
moglie
un
poco
,
.
IND
India
voLAMENTo
Cen.
Diavolerìa
II.
.
Guasparri
avendo
adagio
e
e
VI.
^
pag.
pensiero
stregherìe
,
sospettoso
diabolica
,
Nov.
il
,
indiavolamenti
Cosa
.
»e
a
148.
quelli
vejiivA
Ino
IwFOCOLATO
lxltii
Lt)
Addietff
che
stesso
•
Infocato
colati
adirati
e
X,
Nov.
lU,
Cen.
si
villanie
dette
erano
Info-
1179.
pag,
da
,
cani
.
I.
V,
Nov,
iierò
le
tutte
La
io5.
pag.
ingom-
Guglielmo.
di
attivo.
Verbo
Ingrossare
si
corte
state
sostanze
Per
vidare.
Ingra-
84.
E
.
gli rispose :
favellando
ette
io
II.
Noo.
11.
Cen.
r
te
ingrossi
II.
Nov.
Col
mezzo
no
.
in
tappeto
la
mezzo
Insalataio
II.
Cen,
caso.
postolo
^
44*
così
pensiero
aver
quarto
.
pag.
pag.
non
,
In
Cen,
Confiscare.
Per
I.^GOMBERARE.
un
sopra
ec.
camera
d' insalata
Venditore
,
,
Cen.
II.
s'è
dice
di
mazzo
un
due
I.
quel palo
morto
j
un
di
cesti
radici
Intorno
a
.
Nov.
state
!
to
.
Iniòrnogli
II.
eh
:
tolto
ha
egli:
naco
Mo-
nostro
insalatajo:
un
comprare
per
3
lattuga e
a
Il
90.
pag.
accostato
gli domanda
poco
IV.
Nov.
14.
pag.
ed
in
un
Si
quello
tuffò
a
pie
trovò
tratto
Cen,
,
di
colui
,
intòrnogli avviluppato
IntÒììNosi
Intorno
.
a
se.
.
Cen,
III^
IN
tXLlV
X.
Nop,
jaosi
^52.
pag.
r erba
e
In
Col
véce.
6i.
I. pag.
La
poiché
due
5
seguitò
di
5
la
vestro
farlo
il'cervello
a
uscire
la
ricordato
terza
diede
dire
e
la
rq.
ne
dal
in
Cinonio
modo
né
dello
della
S voltura
3
e
a
della
cita
Il
altri
Svolta-
ne
certa
VI.
pag,
scusa
sua
quella foggia
del
piede. L'
esempio
un
e
non
Vocabolario
JSfou.
rottura
del
ìsvoltura
T.
trovò
uscito
cosi
e
,
.
fem.
Cen.
.
vece
in-
dagli
Isvoltura
ne
Agostino
essere
5
e
ha
non
Ser
veruno
Sost,
Slogatura
i33.
Sal-
avverbio
avverbiale
modo
IsvoLTURA.
Verona
rore
er-
orina
sua
,
dì
lo
a
y
ne
grammatici
scan-
fatto
aveva
a
,
mattina
meglio
per
avesse
volte
I. Nov.
Cen,
caso.
quella della moglie. Quest'
a
q
.
avendo
non
5
piedi
terzo
Sandra
partito perchè
dolo
i
sotto
3
intòr-
gli ab^ti
Vide
del
stito
trave-
ginocchio
ha
Alberti
S alvini
.
LAM
Lampanetta
Sost,
.
Làmpana.
Cen.
fece
acconciare
notte
sempre
fem.
III. JSfov. X,
una
slava
pag,
a49*
lampanetta^ che
accesa
.
di
diminut.
^^^
di
e
LEN
LXLT-
Lenzuoluccio
Lenzuolo
Da
Cen,
.
JT.
Ji fecero
^^
lenzuolaccio
hanno
.
che
al
Vocabolario
le
tutte
:
al-'
mancher
pur
,
rebhe
Vt-
Co"l
veste
Stamhul
di
genuina
lenzuoluccio
^^
lunghissima
una
dizione
tre
44'
II. pag'
Nov.
.
.
MAS
Mascht;raccta.
di
Cen.
maschera.
in
la
su
Sost.fem. peggiorai,
della
Tetta
la
del
ma-
.
mal
.
volentieri. Cen.
male
così
in
lo
corpo
Can.
queste
eh' ei
la
su
quasi
,
bara
//
.
male
A
senso
,
47*
pag.
portandolo
questo
Sost.
II.
.
sero
II.
JS^ov.
posarono
in
voglia
.
31alaccio.
male
II.
corpo
ha
Vocabolario
mala
Di
corpo
in
ammorbati
in
una
mondo
Male
E
era
più spaventosa
^
cosa
léip.E
pag,
vi
croce
contraffatta
scheraccia
VI.
II. Nov.
II.
morto
di
2\5.
pag.
ai
parole paura
fosse
non
JVov.
peggiorat.
masc.
Mès-
circostanti
,
qualche
cattivo,
raalaccio
.
JVIeraviglioso
.
di
Ammirato
Attonito*
^
MIC
XXLVI
I.
Cen.
JVoo.
L
meraviglioso
VII,
il
V
Marai-l^liosQ in
data
guar-
I.
Nov,
giunto dove
Mica
dolente
non
meno
Alberti
e
questo
senso
micina
ne
e
che
hanno
il Cesari
chiama
il gatto.
Jl Piloto
Nome
.
,
recano
in
dire
mia
sospirava
e
il
E
gat-
wn
micia
minciò
co-
mi,
succiava
dire
a
72,.
pedante
pedagogo
ritornava
pag.
bene
micia, micia,
:
Ivi.
.
II.
il
laonde
fregolaj
si
cui
con
I. No{".
Cen.
simigliavatroppo
a
cina
Cen.
ma
pri-
,
Micia
tone
orina
.
,
.
esempi
.
,
nipote giaceva
meraviglioso
.
Messer
14 1.
pag.
E
.
die
più
quella
assai
5
riguardata
e
Vie
69.
pag.
e
micia
:
,
,
micia
.
Miniato.
abbia
un
miniato
tutto
parer
altra.
,
Cen.
II.
di stappa
un
uomo
massimamente
5
tutti
il
i
lui*
quale
Essere
di
dicesi
ec*
VII.
Noi\
di
pag.
cenci
con
i^i.
avevan
a
che
cosa
rassomiglianza
grandissima
Stucco
di
miniato.
Tatto
Di
posto
com-
,
che
alla
statura
e
al viso
,
somigliava tutto
vestito
panni
suoi
Cen,
III,
poi
minutamente
miniato
tutto
,
Nov.
il pedante
X,
pag,
reva
pa-
aSj^
NEL
Il
quale
venuto
,
e
,
LXLvii
la lettera
letto
eglidella sua opinione,
somigliasse,anzi fosse
anche
scritto
jaiato lo scritto
fu
,
di Maestro
che
quello
mi-
tutto
Manente.
NEL
Nell'
vale
ultimo
Ultimamente
Alla
,
Noo.
X,pag.
dall' altro
acverhialmente
Posto
.
fine
Cen,
ec.
Nell'ultimo,preso
ayt.
licenza
Maestro
HI,
l'uno
Manente
se
,
n' andò
stare
a
Burchiello.
con
Neil' ultimo
andati
fuori
,
Maestro
E
a^lj.
pag.
dentro
entrò
,
Manente
v^'
.
O"T
Oste;
Cen.
III.
Nov.
dato
se
V oste
Accordar
a
n' andò
X.
262.
pag,
conoscere
,
Maestro
pale
Pagarla.
E
senza
accordato
V
sersi
es-
oste
,
Manente
doloroso
,
quasi stupito che
colui
1' avesse
non
e
rico-
jiosciuto
.
Ostessa
Sott,
.
Padrona,.
Cen.
fem^
III.
Noo.
Lo
X
.
E
voltatosi
Lasca
voi
a
J.
quel
contadinello
g
che
stesso
pag,
a
5 5.
giovane,
PAC
I.XLVIII
disse
ti darò
io
:
domattina
dia
e
ostessa
tu
lettera
in
vo'
e
,
tempo
per
questa
carlino
un
vada
che
Firenze,
a
alla
mano
tua
.
PAC
Paciokza
fem.
Sost.
.
JI,
X.
JVov.
buona
una
l)uon
paciozza
anno
nuovo
lasciato il prete
,
n'andarono.
se
di
fatto
E
aaS.
pag.
Cen,
Pace.
Da
IlL
Cen.
E
con
5
X.
J^ov.
bella
il
Pallata.
alla
buone
Di
e
nel
primo
Sost»
Introduzione
U
persona.
Alberti
Paperowe
Cen.
J.
era
di
questi esempi
nelle
cita
buona
,
tempie
la
esempio*
di
accresc.
masc.
.
4^«
tutta
per
quetto
VI.
Nov.
e
palla
pag-
,
12.^.
pag.
La
aocchiato
cucina
,
5
quel paperone
alla bella
grembo
di
Cena
toccarono
Sost.
.
eh'
Mea
e
Nepo,
a
fem. Colpo
.
Papero
di
lo petto
per
,
addosso
prima
pallate
viso
ciascuno
,
la broda
cita
una
,
tutta
i' Alberti
insieme
scusandosi
paciozza
versando
fecero
2,89.E
-pag.
,
eh'
era
,
prima
si rizzò
grosso
e
bianco
colF insalata
,
in
PES
o
furono
arrivati
da
te
lietamen-
lei ricevuti
,
perlochè
;
disse
E
a
che
e
5
il
era
venuti
nnodo
la
per
rita
Marghedisse
che
a
voi
vi
non
sarebbe
che
casa
egli è
:
,
,
conduri-este
dote
.
monna
sì tardi
le
della
marito
erano
ripigliandole parole
ogni
brevità
con
3. Perlochè
ai
pag.
5
a
Kencio
come
Pippa
Mea
monna
mezza
,
Lo
notte.
Saggiatore
Nov.
I.
otto
fatta
o
Sost.
dieci
va
vangajuole ave-
cita
quest* esempio
Sost.
inferiore della
JSoc.
pancia
IL
rimase
palma
il
sotto
voce
,
e
della
cita
eambio
rile
Cen.
questo
medesimo
alquanto
cacciò
Verona
ha
questa
esempio
si
iVop.
masc.
IL
Membro
Per
pag,
sdilacciandosi
E
71.
pp-
zato
pon-
ta;
la brachet-
,
in^no
al
pisciatojo
.
V
.
in
legge
.
Sost.
I.
rì
gua-
pettiglione come
L'Alberti
Pettignone
.
corto
mano.
di
Pisciatoio.
Di
,
Vocabolario
JVel
.
yS.
,
5
parte
all' ombelico
sotto
pag.
.
La
masc.
.
la
buona
,
Pettiglioni
ma
di
tutti
pesciotti
V Alberti
I.
Ceni
Pesce.
Da
mate.
9. Nelle
pag.
.
Cen,
il
Vedi
.
Pesgiotto.
IL
il Galileo,
anche
adopera
Alberti
PflÈ
ìe Noi^elle
cita
del
Ci
Lasca
non
ma
reca
^
esempio.
Presso
PiiÈssoLTJ
V.
Sergio,
lao.
pag.
parole
con
dava
e
lei. Cen.
a
.
prèssole
sempre
fatti
con
iVbc?.
11.
e
,
le
acconciamente
favore
.
Prete.
al
piii e pia
volte
nella
i35.
Aveva
gli prete
diceva
seco
e
in
questo
messa
Vangelo
e
ticolarmen
par-
VII.
pag,
anch'
che
tanto,
solo
:
Il Lasca
nipote,
suo
non
.
^enso^
I. Nov.
Cen.
giovane
ma
ancor
Pistola
presbiterato
un
,
Chierico
Per
masc.
promosso
ancora
V ha
Sosf.
e-
non
ordinato
era
a
.
QUA
Quadro
mangiarvi
6i.
Ed
Sost.
egli
volle
cena
fatto
in
,
avendo
un
Nov.
moglie
intorno
;
e
piacevole
I.
cenò
,
pag.
con
e
da
giare
man-
al letto
un
suo
comodare
ac-
pagno
com-
faceto
,
sempre
da
benissimo
della
presenza
quadro
uomo
I.
ordinar
fatto
5
,
Cen.
sopra.
Tavola
Per
masc.
.
teggiando
mot-
allégramente
.
cu
RAB
Rabballiktare
nel
Forse
Rahhatuffolare
di
Batuffolo
che
Cen.
dipinte
candele
e
ed
altra
ogni
-via
portaron
i53.^
pag,
cini
i lumi-
tutti
le
il crocifisso
le
,
,
rabballinarono,
cosa
al
rassettarono
e
Ve*
sviluppando
e
il tappeto
y
Crusca,
VI.
spegnendo
sparecchiando
e
5
tele
II. Nov.
.
Spacciatamente
di
voce
e
y
di
senso
.
luogo
loro
.
Restare»
Co/n^e/zfre
cordo,
d'ac-
Rimaner
,
Cen.
che
quel
di
Nov.
far
faccende.
alle
la
ritrovarsi
83. E
pag.
restati
in
sera
Santa
fuori
Il
,
Vocabolario
di
tre
al-
unitamente
n' uscirono
se
molt'
così
,
domenica
Novella
Maria
n'andarono
doverano,
E
restati
79. E
IV.pag.
ragionata
cose
di
IL
.
Verona
in
questo
ha
senso
Rimanere,
RiociUTiKo.
Cen.
sì
tosto
le
Addiett.
IL
Nov.
bianchissime
furono
che
di
,
Jiin
hambino
ITI
biancoso
69.
pag.
acque
quelle si
e
di
diminut..
da
lui
vide
ciuto.
Ric-
Non
cosse
per-
uscire
L'Al^
ricclatino
.
PJG
berti
RlCUAUDO
in
Sosf-.
masc.
L
in
e
fosse
quanto
ciulla
fan-
intendere
al padre
tenerlo
da
Ri»fiAGOLA.RE
Cen,
/.
gatta talvolta
uccello
vede
«i
tener
altri
bocca
in
le
se
guisa
accosta
,
torgliene
L'Alberti
.
medesimo
questo
lo ri-
soffiava nella
e
che
carne
o
,
nuoQOi
colui
E
72.
pag.
rimiagolando
serrava
per
IL
Nov.
la
ha
esempio
Verbo
KiNVENiRE
voce
con
.
attivo.
Far
perare
ricu-
.
i sensi
a39. E
,
.
di
Miagolar
.
che
riguardo
in
gli lasciar pigliarpratiche
non
li.
una
,
,
ri'
Nov,
come
facendo
casa
Tenere
.
guardava
lo
Fo-
Ricciutello.
vece
Cen.
Custodire
E
68.
pag.
in
»
vale
guardo
ha
Verona
di
cdbolario
esempio. Il
medesimo
questo
reca
CITI
III,
Cen,
.
spogliatolo
,
lo trovarono
per
IVov,
vedere
morto
,
,
X,
di
pag.
nirlo
rinve-
dinoccolato
e
il collo
.
RiFisclARE
Pisciar
di
.
1.
Cen.
di
sciarvi
L
pag.
59. Prese
miglior partito
per
gittar via quella ( orina
un'
altra
IVov,
nuovo,
)
e
di
ripi-
volta
.
Riso.
I. ÒVop.
IV.
Partic
pag.
pass.
08. Tosto
Da
che
Ridere,
Cen.
Florido
.
.
.
,
RUS
civ
fkie
diede
alla
Novella
sua
risa
da
mendata
JV,
pag.
fine
della
lodata
ciascuno
Favola,
sua
da
assai
X,
avere
veramente
torta
confezione
che
si
,
bianchi
III. Nor,
pensavano
erbolati
o
tra
al-
rustichevoli
tutte
cose
simile
o
e
,
5
che
il sapore
tolgono
di
fuoi'
al vino
si
,
modo
I
rono
rallegrahanno
Vocabolari
.
JRusticaìe
o
,
marzapane
,
risa,ma
Cen.
Addìstt.
migliacci
o
a
ec.
fl94-I giovani
pag.
JVov.
venne
troppo
non
ciascuno
RUSTiCHEvoLE.
IL
Galatea
che
Tosto
yrf.
Cen.
E
ec.
còm-
e
,
Rustico.
Rusticano
,
,
SAG
'
Sacchettina
fem.
Sost.
.
di Sacchetta
ca,
Ih
Cen»
cassetta
Sacchetta
come
^
Nov.
trovarono
Vili,
diminuti
lo è
di
184
pag.
sacchettina
una
Saci
In
una
dov'
e-
,
xano
dugento
fiorini
d'
.
Salottino
Sost.
.
Salotto.,
Cen.
Sala.
dal
che
frate
in
è
furono
dimlnut.
masc.
diminutivo
111.
un'
oro
iVoP.
esso
X.
pag.
menati
per
ed
anticameretta
3
scrittojoin
un
Salottino
,
pure
245.
la
sua
di
di
Poi
mera
ca-
indi d'uno
SAN
Sànnttrio.
Il,
li.
Noi\
Sost.
s'
da
sannitrio
fuoco
ed
V ebbe
come
accese
,
zolfo
o
5
Cen.
che
Tosto
aTvampò
5
Salnitro.
niasc.
5i.
pag.
così
tocca
cv
stato
tocco
fosse.
Addìett.
Sbigottituccio.
II.
Cfn.
tifo,
LaldomJne
già
cita
questo esempio»
.
Verbo
Sbonzolare
ad
Cen.
I.
attivo.
neUa
intestini
gV
Vili.
Wov.
isbonzolarlo
mente
inerbo
questo
.
tatamente
egliar-
addosso
fu
,
Il
Vocabolario
come
neutro
di
.
ha
Verona
ca'-
coglia
Ed
i49-
pag.
cadere
lasciatosegli
quasi per
Far
.
alcuno
dere
sbi-
mezza
,
gottituccia L'Alberti
donna
ma-
nelle
essere
stava
e
A
72.
pag.
pareva
Malebranche
di
mani
III.
IVov,
Shìgot"
Da
sola»
.
IV.
Nov.
suggèllo scancellaticelo
quello
in
fatto
che
AcconcioUa
con
che
si
non
un
geva
scor-
,
fosse
vi
fretta
II.
.
ica.
pag.
Cen.
Addìett.
SCANCELLATICCIO
impresso
s'usa
come
quasi
,
talvolta. VA
1-
,
hertì
cita
questo
Scarico
esempio
.
Parlando
Addìett.
delV
.
chio
,
di
vale
lente,
Occhio
cioè
nudo
,
Cen,
IL
Nov,
HI.
non
oc^
armata
pag*
67»
SCE
erri
rocchio
Quanto
intorno
mio
scarico
durava
tanto
la
lietissima
di
più
,
pianura
5
albori
dere
ve-
forse
e
,
assai
poteva
esservi
senza
,
alcuna
sorte
.
ScEWPiATEZZA.
Cen.
II.
Sost.
degli uomini
parte
scempiatezza
sftia
fosse
derivato
la
S^. Pure
II. pag.
Nov.
Jem, Scempiezza.
s'
accordava
maggior
dalla
che
pazzia incomparabile
e
il tutto
.
Schizza
lo
i'
più
di
attrae
e
Tojc^o^t.
cC
stagno
o
schizza
aria
rile.
Cen.
fesso
che
di"
Membro
per
JSfov, II. pag.
dello
vi-^
Per
70.
al cominciar
era
quale
,
liquore per
o
operazioni. Figurai,
per
col
ottone
verse
I.
Strumento
masc»
un
sportello
,
come
lo
se
fosse
stato
posta
a
,
messe
schizzatojo.
Scrivere
Farne
1
fatto
le
l* inventario.
o/\.Tutti
Notarle
.
Cen.
V.
Nov.
casse
5
alcuna
,
I.
le
gli usci
si trovando
non
Vale
robe
forzieri
e
,
collo
chiave
,
to
dei
robe
aperti furono
magnani
,
pag.
e
ajule
tutte
scritte
.
ScROGCHiETTo
Sost.
.
di
Scrocchio.
Vale
masc,
Usura
^
ec.
Cen.
II
Nov.
diminut.
Guadagno
IV.
pag.
lecito
il-
89.
SFU
cviii
di
nenr^ici
tre
come
ne
Dio
cioè
bruttissimi
diavoli
di
mazzo
prima
serpi
giunta
in
uno
per
fattomi
una
Alberti
desimo
ha
questa
esempio
IVov.
in
suir
ne
venne
VI.
sima
grandisserpate
jne~
giorno
un
sfuggiascamente
se
alla strada
.
Sost.
che
h
IX.
pag,
lo
Cen.
Ghigno.
Non
199.
si
rivoltoseli
che
contenere
che
stesso
y
gno
Sghi-
Da
masc.
.
potette
con
addiraticcio
tanto
dicesse
li
non
IT.
gnuzzo
Sghi-
uno
,
ec.
,
L' Alberti
cita
Sodo
esempio
questo
Addìett.
Unito
.
Bene
Bene
signifi'ca
y
di
mobile.
Bene
Non
avendo
del
,
guadagno
.
traffare
sero
172.
in
alcmio
del
la
sost.
nome
contrario
I. pag,
sodo
ne
padre
ne
Cen.
sodomia
fi.
Wov.
contraffatto
alla colonna
ed
,
2^2,,
bile
mo-
vivevano.
,
Quel pedagogo
gogna
col
II. JVoo.
Falsare
adulterare.
,
.
stabile,
Cen.
bene
Sodomia
pag.
,
sfuggita.Ceri.
cosi
E
lay.
p*g.
Sghignuzzo
iVoc.
questo
con
Alla
medesima
ora
a
.
Sfuggiascamente.
1.
un
ed
;
cento
^.'oce
con
mano
paura
forse
dettero
mi
spaventosi
e
,
L'
tre
,
,
con"
VII.
mes-
acconcia-
SOG
ronlo
guisa
in
cix
che
sembrava
al
gli occhi
di
innanzi
IL
Noo.
esempio
la
L
voce
e
è
gagliofferla
,
TI
di
ne
nel
Cen.
li,
avendo
1' arte
di
notare
eo.
più
tanto
L*
,
cendo
guente
e
lo
sottile
Alberti
questo
del
spiega
Nel
5
esempio
Machiavelli
to
quan-
la
corsia
; dimodoché
sopracapo
lo sbalordi
luogo
.
,
più
stesso
questo
.
JVel
via
frateglida
profondo.
si dimenava
guidava
breve
berò
Deli-
69.
sopracapo
Non
II.
pag,
,
lo
che
cacciar
i
con
più
1' alito
più
SCiolsClO
.
fiume
ritenere
voler
soggettitudine e
ha
un
Nov.
aver
fem, Sog^C"
pa^.
liberare
e
Sopraccapo
dove
di
tratto
....
fatta
Alberti
h'
fatto
Sost.
.
1.
Cen.
così
Per
si riconoscesse.
.
pedante
ceva
di-
che
accennandolo
SoGGETTITUDlNE
il
una
,
guardasse se
zinne
ed
collo
6
3
Taddeo
a
chette
po-
,
SODOMIA
LA
FALSATO
im
;
d'appigionasi:
lettere
a
vivo
proprio
gli attaccarono
scritta
lontana
di
,
:
più
del
Nel
ha
pracapo
so-
arduo
,
addu-
astruso
,
Lasca
Non
Nel
più
,
:
in
me
e
il
ne
se-
ac-
J
SOS
ex
corgendo
con
fante
una
nel
entrava
,
praccapo
so-
filosofia
della
.
SosPETTiccio.
III.
Gen.
Sost.
jSov.
X.
Firenze
però
se
di
érror
stampa
IVoP.
TV.
93. Dionigi
pag.
coloro
disse
lui
:
di
guardar
sarei
mai
guardate
ha
Verona
di
:
e
Guardare
ec.
II.
sottecchi
occhio
con
quasi
soc
ai
fem.
Sost.
IV.
ISov.
,^
pag.
fianchi
lo
Spada
messoli
mandò
a
,
avvertitolo
avesse
a
Stagionare.
delle
Da
E
lOi,
ed
,
fare
Si
usa
{vivande
e
,
delle
E
ec.
.
Simone
che
sot-
cautamente
Spaduccia
quel
Vocabolario
Vagheggiare
di
e
.
Gian
che
putessi
fiso ? Il
Guardare,
Spaduccja
Cen.
naso
inverso
pure
che
io
così
sottecco
,
spiega
chiuso
il
,
mi
tecco
in
quasi
,
turarsi
5
voi
Cen'.
,
sott' occhi
cosi
sott' occhi.
Guardar
occhi.
collera, veggendo
e
cherebbe
man-
Vocabolari.
ai
L
Se
.
dovei-
e
,
che similmente
leggersisospettuccioy
Sott'
lora
al-
sospetticciodi peste
fosse
non
to
Sospet-
slSo.. Era
pag.
.
in
Da
masc.
medesime
a
e
a
una
casa
ingegnatoli
dire.
passivamente
significail
perfetta
2
cottura.
lando
par-
ridursi
Cen,
STA
X.
No».
ni.
separata
misero
a
tavola
ordinata
e
dove
;
5
Stare
fella
che
si
loro,
certi
aspettare
si
sero
stagionas-
Vedi
Beccatelle
a
una
varj ragionamenti
in
entrarono
in
per
per
tordi
grossi e
pippion
così
E
266.
pog.
stanza
«XI
.
Becca-'
.
.
Stare
tinenza
Vedi
continenze
le
su
con^
.
.
Strafigurato
IT.
Cen.
Addiett.
.
IL
Nov,
rispose il
5
che
egli
frate
fatto
Il
Striscio
ad
assai
paura
Vocabolario
spiega :
e
Sost.
Che
Cen.
IH.
fatto
3
Fare
masc.
i"ale
vi"panda
una
X.
JVoo.
.
,
Fa-
chi
a
di
Verona
ha
mutato
buono
un
pag.
striscio
un
buono
Mangiarne
vani
3.^$.I gioa' tartufi
,
bevuto
di
Fileno
1
.
in
voglia
questo
senso
di
ma
j
Da
Sturare
con-*
,
Turare
Nov.
con
Striscia
vale
anche
,
1.
restò
.
Addiett.
.
travio
volle
chi
,
Vocabolari hanno
Sturato
Cen,
sì brutto
.
.
non
e
to
strafigura-
.
Striscio
e
Berna
averebbe
Trasfiguratoj
figura
sì
era
,
guardato
vesse
ha
45- Egli
pas.
III.
pag.
76.
Fu
Accorto
dunque
.
in
I
SUA
cxìi
Firenze
nobile
benestante
assai
e
Chiaramontesì,
iMeri
certo
un
....
alcuno
quanto
sagace,
allora nella
larìo
to
;
e
di
error
Cena
Voi.
Ninfe
tuo
suave
ha
Lo
dice
si
per
,
nella
Lasca
canto
questi
alV
da
beendo
che
Todi
Verbo
sotto
lo
a
,
registrato
e
Cen.
.
i.
dunque
desco
molle
,
far
buona
per
lo
bere
soverchio
parti
di
e
sopra
rispettoalcuno
senza
hanno
,
dicendo
ha
cotal
un
5
non
di
cie-
,
le
sentono
tersi
po-
antico
neutro
insieme
spesso
per
per
da
Ritrovandosi
89.
e
o
non
.
a
mangiando
avviene
che quando
tosto
ed
unico
\
chiaro
moderno
,
pag.
tali
,
quel
Esempio
.
.
IV.
ohimè
Udran
Sventolare
Nov.
Addiett.
Soave.
,
Pastori
e
che
Tirsi
Lxix.
Vocabolari
chi
Accora
per
nel
e
stesso
Giacopon
5
Sturato
esempio
che
aggiugnere
ra
Vocaho"
I
1. pag.
più
nei
Nel
VII.
SuAVE.
Fra
se
fos-
.
vi
stampa
e
che
uomo
città
recarne
senza
altro
nostra
Verona
dì
sturato
ma
,
sempre
debito
.
per
e
troppo
re,
mangia-
quelle di
sventolare
proverbio o
:
alla
barba
si
bobolo
ri-
di
SUG
SuGTGULL
Suggello
Gli
.
Nov,
///*
Cefi.
X.
Specie
a43.
pag.
di
E
e
così
scritto
Sovatone
Sugu^mtone
ga
così
itolo
he
se
,
poiché
dL
omesso
il
ha
Foggiali
legge
si
di
legr-
ApoT
avrebr
non
qiiesta varia
notare
si
che
credere
Manoscritto
nel
mano-
Bergamo
le edizioni
tutte
si deve
e
;
ancora
Zeno
ci
in
il
di
so
ros-
naresca
alla mari-
panno,
Biblioteca
ma
f
calzoni
medesimo
della
fecero
di suguantone
di
pajo
un
,
d^
gli
5
il
levare
fatto
accennandolo
camiciuola
una
Cen»
panno.
5
vestire
aveva
..
.
così
Medico
non
suggellatura
SuGUANToNE
JSfov. X.
a58.
pag.
lettera, la quale
la
né
soprascritta
ITI.
ferrt.Sigillof.
Sùst.
ATURA
.
porse
né
cxiii
lezione-,
fijsse
•.
ten;
Tenere
Ceni
giustizici.
andò
.ne
a
che
,
uno
L
segno
di
l^usca voUJ^
di
V,
Nov,
che
testa
rispetto*
sera
Giustizia
•
Vale
Cm,
là
iì"^. Se
dentro
,
pag.
quasi
era
Magistrato
Trarsi
in
Amministrare
giustizia.
teneva,.
scoprirsela
I.^ Nov.
*
li.
VIIl^
^i(
UOG
cxiv
i53. E
pag,
Monsignore
a
Cas"are
fece
testa,
al
e
renza
rive-
Magnifico
//
.
di
Verona
ha
del
capo,
del
Vocabolario
•per
di
trattosi
Trarre
del
Capo
pensiero^.ii6.
UGG
Uc"3ELLATOjo
Uccellare
ha
rana
di
ordine
che
in
e
y
andato
Prasconaja
a
vi
erano
ha
la
certo
III.^NoQi
Cen,
.
se
sua
casa
esempi
senza
ain»
n'era
airUccellatojo,che
infino
miglia da
tre
che
Manente
Maestro
spasso
voce
spiega :
con
tordi ;
particolare i
a58.
pag.
Ve»
pigliare alla pania gli ucm
diciamo
X.
di
lo
e
;
salvatiche
piante
per
y
celli
nome
,
Ristretto
Vocaholario
Il
.
.
V Alberti
.
VED
Vedovotta
Cen,
IL
piace
la
5
vostra
No^.
.
IV.
potrete
Sost.
pag.
Cen,
IL
Nov,
Vedo^"a
da
E
quando
nelle
J
vi
braccia
.
Vegnentogcio
te.
95.
nuda
tener
Vedovotta
fem,
.
X,
Addiett.
pag,
aio.
Appariscen"
E perchè
DICHIARAZIONE
DI
VOCABOLI
ALCUNI
E
sparsi
MODI
nella
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presente
DIRE
Opera.
CXIS
A.
BANDIERA
A
FATICA
molto
dir
ordine
seuza
c
caso
,
.
tutt' al
Appena
.
più
j
Robusto
*
Andare
.
Andare
volontà
o
andare
di
"
.
all'in-
Andai'e
China.
alia
contrario
,
Secondare, seguitare
versi
parere
bravo.
valoroso
,
ai
r altrui
all' erta
.
5
Andare
Andare
le Uomo
,
di
Arrecare
va-*
.
.
Recare
arrecarsi
,
E
persona,
,
argento
5
,
difficile
stravagante
Ariento
bene
Andar
Addiett,
.
sa
co-
una
.
wiccheha.
di
Arabico
Riuscire
vanga
a
prosperamente
.
carsi
re-
,
indursi
indurre
.
,
,
Arrabbiarsi,
Arrovellarsi.
zarsi
a
,
.
Aitante
giù
A
.
o
stiz-
rabbiosamente
.
Con
Artatamente
astutamente
grandissimo
AriEWTO.
a
,
samente
ingegno-
.
3
Aspettare
arte
.
gloria
.
Aspettare
con
desiderio
.
^05/.
intento
Fine
,
,
scopo.
cxx
BAB
Babbo
Paclre
dlcesi
e
5
.
da' fanciulli
balbuzienti
ancor
.
Badalucco.
piacevole
'B
1
intertenimento
rastullo,
.
Ai"ABE
Indugiare
.
Balesteata
lo
cbe
spazio
al
percorrere
di
tiro
Vn
.
.
balestra
,
colla
balestra
si
far
può
projetto.
Balioso.
Bobusto
balìa
ha
che
,
,
forza.
BAT"fDOLO
le si
che
matassa
,
e
è
il bandolo
la
del;
e
trovare
le difficoltà
superare
5
Tapo
intorno
attortiglia
figuratamente trovare
il modo
il
Propriamente
.
nel
far
checchessia
,
Battiloro
.
e
lo riduce
Quegli
in lama
Battuto
Si
che
batte
foglia,
per
o
chiamano
l'oro,
dorare
ec«
Battuti
i
.
fratelli
avevano
d'
una
altre
vestiti
di
,
colla
Compagnia
volte
cappa
di
e
dall'
che
uso
,
andare
per
le
capperùccio
de
stra-
tendosi
bat,
disciplina
.
Bazziche.
Bazzecole,
piccolemasserizie,coserelle
bazzicature,
di poco
pregio^
Epifania
Befania..
i Cristiani
lo
edizioni
italiani
è
si
volta:
sola
una
beffa. Nelle
volte
( Firenze
Leida
di
ha
infinite
ha
edi
mentre
). TI Lasca
sìng. femin.
( sost.
Novelliero
suo
presso
-4
Bkfff:
nel
festa nota
,
)
corretto
do'
e
sici
Clasdi
error
come
,
e
beffa
in
stampa,
Bel
GERO.
dicesi
ancbe
Bfone
.
".
«tupido e
Forno
Bel
fusto.
Quegli
che
assai
.
carnevale,
"jbi amato
COSI
Bietta.
guisa
di
.
Toscana.
in
Firenze
in
Osteria
Bertucce
^
giovedì del
ultimo
L'
Berlingaccto
bee
balordo
.
.
mediante
conio
il
,
il movimento
del
fatto
legno,
di
Pezzetto
quale
a
s' impedisce
saliscendo
ciocché
ac,
stando
aprir
la
al
fuori
di
si possa
non
porta.
Bonario,
Semplice,
Brigata^
Compagnia
,
famiglia-
GAG
Caccabaldole
e
,
parole lusinghevoli
.
atti
vezzi
Carezze
.
,
CAC
mitxn
Confessare
Cacto
la
com'
cosa
fanciulli
ella
che
loro
sta
confessar
mal
temperato
5
involato
paura.
debol
ne
complessio-
sanità
a
e
,
d' incomodo
poco
da'
,
Di
.
Dir
tolto
V hanno
per
Cagionevole
vale
modo
:
quando
,
8Ì fa
il cacio
.
cui
a
ogni
disagioè cagione
o
di
male
.
CAGiiEsca.
Star
Stare
mal
con
occhio",
Campanella.
più
di
ferro
fatto
Serve
Calzoni
Bacchetta
Campawuzzo
vale
mano
Canto
Dare
un
.
Fuggirsi
che
PERÙ
serve
del
più
Parlar
canto
.
sottile
,
il
cani-
sempre
.
in pagamento
.
Quella parte
coprire il
Carbone
e
Ostinazione.
cciA
a
sempre
nascosamente
Caparbietà*.
Gap
,
numero
Tener
.
vale
bussare
lunga
.
in
che
,
,
Camato
panuzzo
d' anello
.
nel
Usato
lo
per
chiudere
e
.
vale
arcigno.
per
.
aprire
per
Calze
viso
con
guisa
a
,
anche
vale
cagnesco
Quel cerchio,
s' appicca all' uscio
ed
in
A
misura
capo.
di
della
tte
ve-
Cappuccio.
carboni
vale
.
A
soprabbondanza, soprabbondantemente.
CTA
CKxiv
Da
Ciarpame
ciarpa
.
vale
dare
il coito.
Usare
Cicalamento,
CicALECGio
.
in
^
,
.
tjliiDtana
.
ferire
Correre
Chintana
vili
arnesi
,
ciarlata,
ciarleria.
di
v*5orta
CioppA.
veste
da
tanto
mo
uo-
5
da
quanto
,
donna
.
Dar
CiuBMAEE
dare
ingannare
un'
per
bere,
a
.
ad
intendere
ancora
una
,
cosa
altra.
corbello
Canestro
Cofano
.
di
vale
sottili
:
è fatto
tessute
in-
,
di
schegge
castagno
àeme.
Colezione
CoLizioNK
della
com'
cena
Il
.
,
del
fuor
cibarsi
parcamente
colazione
.
desinare
della
1' asciolvere
è
e
tina
mat-
,
del
la merenda
,
dopo
piuma
,
ripiena
Converso
il
sopra
.
lino
.
Stare
di
e
il
pusigno
letto, ripieno
si
da
giace
letto
.
di panno
bannbace
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Quegli
Stare
a
quale
Coperta
religionenel
Corda
da
Arnese
Coltrone
della
,
«ena^
Coltrice.
di
giorno
che
1' abito,
porta
ed
convento
è
laico
.
,
dirimpetto a
dirittura
?
corda
le
va-
COR
Corda
da
Cor-
lo
Verona
.
due
reca
e
di
Vocabolario
H
valere
Dee
rip^forzata.
ritorta
ha
cxxT
esenapj
di
Benvenuto
,
t:ieUini
.
di
sensale
Mezzano
Cozzone
ca-
,
.
vaUi
.
Lo
GuLTELLA
da
d'arme
Sorte
Coltella
che
Stesso
.
?
ta^^lio.
DA
Da
scaltrito
lun(jue cosa
,
,
Glie
Darbcnene
Dare
della
§è
sua
esperto
ne
Lasciar
la
via
che
all'estremo
Dar
la
volta.
T
passare
.
della
uso
ragione
Picciola
EgH
si
è
regge
Desco
anche
su
molle
una
di
_,
.
mensa
propriamente quella su
.
uscir
Impazzare
.
,
.
.
Dar
e
.
.
Deschetto
5
qua*
daremo
Essere
tratti
a
vita
perder
5
.
i
Atto
riviera.
da
e
bosco
cui
specie
di
o
la
tavo-
si
gia
man-
scanno
piedi.
tre
Tavola
.
servita
di
ini
car-
fredde
.
DssJtRTo
.
Afflitto,
meschino, infelice.
DES
cxxTi
Destatojo
•rivoli
che
,
destare
per
Sveglia
.
.
Terza
Dette.
.
Dire
proviso
.
subito
Immantinente
di
Dici, seconda
del
presente
verbo
na
persoDire
.
Vale
improviso
all' im-
Dire
.
verseggiare all' improviso
5
l'Ammalato
Disfidare
disperatala
Dare
.
Lo
Stimar
che
stesso
dare
disgra-
meno.
5
Di
in
di
dice
Si
sovallo
senza
per
.
.
vale
.
salute
sua
Disgraziare
e
:
,
Sincope
sing. del
Dare.
.
fatto
.
verbo
terito
pre-
Allontanarsi
Dileguarsi
Dii
sing. del
persona
perfetto del
Di
determinato
tempo
a
suona
squilla degli
,
.
e
spesa,
per
lo
che
cosa
più
da
ne
vie-
godersi
brigata
.
Docciare
vale
Si
.
mosse
Donna
Docciando
andar
per
del
corjpo
poi
con
si difilò
:
prestezza.
Matrice^
.
EMB
Un
Embrice
filar d' embrici
,
.
di
tegoleche
stanno
vicine
filf
l'ima all'altra;
FAR
fatta
Vivanda
Farinata.
d'acqua
e
farina
.
Far
Far
ceremonie
.
di
formica
,
Vale
sorbo
al
vero
o
macchione,
,
e
uscire
non
il
di
.
drappo
nella
fatta
Fiorino
Spezie
.
o
vale
di
Aver
pegno
moneta
che
il
Azzolo,
Frutte
di
frate
per
,
dieci
avere
suo
busse
al
dieci
per
.
Fregola.
chetto
sac-
.
tutto
Dar
Forbottare
di
guanciali.
il fiorino
pegno
no
li-
panno
gabbano
cambiavasi
Lasca
aver
i
si mettono
.
del
di
guisa
a
,
Mantello
Feltro
lire
il desiderio
comodo.
suo
a
.
quale
5
lire 3 onde
dergli
rispon-
o
,
Sopraccoperta
Federa
tempo
di
segreto
sortisca
non
Fare
agio
suo
di
vuole,
.
Fare
o
che
maniera
suo
alcun
gli rispondere
non
e
5
cia
fac-
uom
quanto
uno
cavarti
cerchi
qual
bocca
dire
lasciare
cioè
eh'
bussare
per
,
;
Ftar
.
macchia
alla
sodo
Far
convenitoli
picchiare
appetito
intenso.
Batti-
Alberico
.
^
.
FUR
CXXVTTI
da
proverbio pre^o
ture
5
no.
Infer-
Dante
.
•
33.
Furare
in
qualche
cosa
alcuno
Preyenir
mosse.
le
.
GAG
Gagliofferia
clie è
ingiurioso
nome
co
,
manigoldo
poltrone
,
vale
gaglioffo,
galeone
tue
.
de' gangheri
Uscir
.
Mettersi
,
simili
e
Cardine.
Ganghero
di
Astratto
.
collera
in
.
Gammurra
e
GAMURRA
da
Vcste
.
donna
,
di
Strada
Garbo
Firenze
.
.
Vale
Garritola
.
da
:
garrire
.
Gogna
.
pubblico
e
Sgridatala, ripregala
col
dove
Luogo
colle
i malfattori
ferro
in
legano
si
mani
dietro
,
al
collo
:
volgarmente
diceai
Berlina
.
Rallegrarsi giubbilare.
Gongolare
.
GiullerÌa
,
Buffoneria
.
.
GiuNTAxaRE
Giustizia,
cattivo
furbo
Truffatore
.
Far
giudizio
,
,
mala
giustizia
,
.
far
GHT
Ghiribizzoso
Giarde
lo
Beffe
i^at'Ue
e
burle.
e
.
peste
.
Minchiate
Germini.
.
EiiiiagioRecagionata
.
dalla
più
Capriccioso
.
Gavocciolo
per
exxix
di
sorta
giuo^
,
co
le
o
;
carte
stesse
Ghero.n'e.
vesti
si
prende
che
.
si
giuoca
si inette
supplemento 5
o
alcuna
per
Pigliarsiper
mento
Andare
Pezzo
giunta
per
che
con
Gherone
un
alle
e
del
parte
.
cora
an-
sti
re-
Yale
Dio
con
.
Ginepraio.
dove
Luogo
ginepri. Metaforicamente
sien
molti
Intrigo
onde
,
Uscir
di
ginepraio vale
Uscir
d'
intrigo
.
Gio-ifRARE
Vale
ALCUNO.
Perscguì-
tai^lo
.
GiusTincANzA
Fare
.
d'
una
vale
cosa
Goffo.
Farne
giustificanza
prova
Rimaner
.
goffo
vale
Restar-
beffato
.
Grembo
.
al zio vale
chi
appunto
Cadere
Venire
si
il
la
in
cosa^
negozio
in
grembo
mano
di
vorrebbe
.
Grembiule.
Grido.
vi
Losiesso
Lasciare
ha
Lasciare
J^usqu voi. /.
a
che
grido
aUe
Grembiale.
Ne'
.
grida:
.
bolari.,
Voca-
metaf^-
GUA
cxxx
che
semplice
al
,
lasciano
romore
la
da' cacciatori
tolta
ra
il
cane
senza
veduta
aver
fiera
.
àUe
GuAGNELLB
Guagnelle.
Sante
.
die
Giuramento
GuAiRE
vale Pel
guai, dolersi,
Metter
Quasi
.
Vangelo.
Santo
rammaricarsi
.
GuAsTADA
col
vetro
ciuto
corpac-
,
piede 5
5
di
Vaso
.
col
e
collo
stretto
Coprire
altrui
raffa
ca-
:
.
IMB
Imbavagliare
.
il viso
o
conosca
con
un
sia
non
e
il
acciocché
panno
po
ca-
non
,
conosciuto
dicesi
:
che
an-
imbacuccare
.
Mascherato
Vale
Immascherato
•
.
Impanio
Impaccio
.
Impappaficare
viluppo
,
il
Mettersi
.
iìco
che
è
5
drappo
parte
che
si
viso
si
e
,
difendersi
in
pone
,
del
di
arnese
un
dalle
pappai
in
;
di
o
panno
capo
porta
.
e
cuopre
viaggio
j^eì
bufere
.
iMPRorcTiTUDiNE
.
Indettato
£)a
Importunità
tivo.
Convenire
verbo
indettare
.
.
,
con
uno
segretamente.
at
L
cxxxii
W
d'uomo
Si dice
Lavaceci
scimunito
.
t
dappoco
.
Lavoranti
di
lavorano
che
operai
Sono
palco.
in
quegli
nelle botteghe
Firenze
,
lanajuoli
de'
de'
sopra
palchi
o
soffitti
.
d'appigionasi.
Lettere
quella polizza
in
scritte
Lettere
di
gran-
nella
quale
pone
nella
,
isi
legge
appigionasi
5
luoghi
de'
facciata
si
e
,
che
si hanno
da
pigionare
ap-
.
T
LiciARE
.
Lo
Liti
che
stesso
o
.
che
stesso
Ivi
»
.
la luna
Montar
Luna
mettersi
in
,
.
collera
Lisciare
.
MAD
Madonna:
Bella
la
padrona
il
( il )
magnifico
tolto
Vale
madonna.
de'
Lorenzo
Medici,
.
d'
Nome
Malagigi
Male
bella
.
Magnifico
detto
1
stregone
uno
.
Nome
eranche
d'
un
.
nio
demo-
.
dall'Inferno
di
Dante.
,
Manicare
Marangone
Lo
.
.
stesso
che
Mangiare.
Quegli
che
tuffandg^i
MAR
ripescale
anche
detto
il mergo
rangone
ma-
,
anche
acquatico. Dicesi
uccello
tare
imi-
dalF
nell'acqua:
cadute
cose
eglifa
che
cxxxiii
,
del legnaiuolo
il garzone
maragone
o
marangone
.
la porta
Metter
Mazza.
la
Spinger
.
celebre
,
vale
mazza
innanzi
.
Michelangelo
Mighelagnolo
narruoti
I irenze
.
troppa
troppo
cosa
da
Friano
San
a
que
cin-
Luogo
palma.
distante
circa
in
miglia
fuori
) la
( san
Martin
scultore
pittore
Buo-i.
chitetto
ar-
e
,
,
Fiorentino
.
MoGLIAMA
5
Mia
moglie
moglie
tua
,
de'
Moria
MoGLIATA
MoGLIElMAj
.
La
Banchi
peste
.
edizioni
si
3o7.
e
di
error
Boccaccio.
legge de'
nelle
t/e' Bianchi
a8
dal
descritta
1848
Banchi
saprei quale
Non
latin, myrtus
animale
testo
e
,
voi. !1. pag.
dei
due
sia
Si
bevitore
dice
da
,
volatile
detto
,
pianta
.
.
gran
nel
,
5
Moscionb
un
le
tutte
mortella
Mirto
.
:
In
del
stampa
MouTiwA
nota
Vedi
note.
^
per
di
ischerzo
quel piccolissima^
culex
vinarius
.
MOS
fixxxiy
Mostra
dove
sien
si
delle
Quel luogo
.
le
tengono
botteghe
,
mercanzie
perchè
,
vedute
.
Mota
fatta
Terra
liquida
.
di cesi
anche
loja , fango
Mozzicone
che
Ciò
-,
la
le
qua-
.
d'
rimane
una
.
ciosa
mozza
troncata
o
.
Muglio
Lo
propriamente
bestiame
il
è
bovino
che
stesso
.
mugghio
della
suono
si dice
ma
,
del
voce
tre
d'al-
anche
,
bestie
Parlando
dell'
.
Grido
lamentevole
grande
e
vale
uomo
,
.
3NJOT
Saliscendi
Nottola
di
.
usci
serrare
legno
pej?
,
finestre.
e
ONT
Albero
Ontano
latin. Alnus.
noto
,
.
Orafo
d' argento
altresì
Quegli
.
e
d'
lega le gioje
.
Lo
fa
altri
vasellamenti
,
che
stesso
ed
lavorìi
più
anche
,
si dice
isiunemente
Otta
ed
oro
che
orefice
che
co-
.
ora
A
.
gran-*
OTT
d* otta
tempo
per
Magistrato
.
Firentina^
buon'
a
ora
,
della
di
composto
,
Repubblica
giudici,
otto
degli Otto
detto
ciò
otta
.
Otto
per
grande
una
a
5
cxx!s:v
e
»
PAL
di
Lavoro
Palafitta
pali
.
in
de'
terra
riparare all' impeto
per
corso
.
al
pallone
.
inento
pallone
grossa
giovane
Yale
Gio'»
,
.
ai^rivata
non
perfezione del
Veder
Parata.
d'
Conoscere
Pari
il
e
essere
Caffo
uumejro
cresgi-
suo
.
vecchi
la mala
in
nel
vale
parata
pericolo
.
.
di scommet^
iVlaniera
sarà
Parletigo
alcuni
fitto.
Solaro, sof-
latin, anserculus.
:
se
Panca
.
alla
«
.
Oca
Papero
anco
al
Fare
Mantello
o
Libreria.
.
Pancone
per
Gabbano
.
DELLA
Pallone
care
NO
RA
Palco
•©•
del
fiumi
Palano
tere
ficcati
pan
o
i^uel tremore
capo
e
nelle
caffo
.
cbe
hanno
mani
.
PAR
£xxxyi
Pahi^occhiako
parroco
.
PARTlGIAi^rA
Paruta
Di
apparenza
lo
paruta
.
d*
d'arme
Spezie
.
che
stesso
5
dice
Si
proverbialmente
.
la Plasqua in Domenica
succede
fatto
che
Cohii
che
barca:
latin,
si desidera.
le
passa
.
cun
al-
quando
,
secondo
Passeggiere
in
in asWé
.
Pasqua
Aver
^
r
ti
gen-
portitor
.
Paterino
Fretico,
.
Peltro
piombo
del
alla
quale
,
bismuto
antimonio
spiegano
si
e
del
e
dello
aggiunge
1
zinco
di
carta
simili
o
'tro
o
al
appeso
parti
collo,
creduto
era
vivo.
di
pietra,
dove
sieno
applicato ad
o
veleni
e
vale
Per
minutamente
,
Pescare
vano
.
per
.
Posto
segno
per
il
tre
al-
simili
e
,
filo
il
preservativo con-
incantesimi
,
in
l'
del-
figure stravaganti 3
5
malìe
Per
volte
,
caratteri
effigiati
quale
e
Vocabolari
di
5
alle
argento
con
Pezzetto
stagno
volte
.
Pentacolo.
metallo
alle
e
rame,
stagno raffinato
:
di
Composizione
.
.
V appunto
verbialmente
av-
5
tualmente
pun-
.
rare
Ope-
.
Ploconsolo
PES
Goll*
Pesta
sulla
zarsi
la
Cominciar
sua
lita
so-
i%
ia?*lli3tì"e^
Secondar
Piaggiare.
parole l'altrui
fiSC
dolcézza
con
opinione.
le
Sperimentar
Piatire.
in
driz-
E
,
diceria.
di
gnata
se-
.
vale
pesta
Strada
TÌandanti
de'
pedate
dalle
vale
stretta
e
.
cxxxvn
ragioni
sue
giudizio litigare
.
,
che
Moneta
Picciolo
usavasi
renze,
Fi-
a
.
n'andavan
e
Pieno
pieno
Io
pinzo.
e
pienissimo;
5
de?
archi
ponti
Lo
Pinta.
che
stesso
.
Quella
al
stando
monaca
pieno
genere.
gli
poggiano
.
PiisrzoGHERA
da
d'ogni
cui
su
.
quattrino.
die
stesso
dicesi
e
Pilastro
Pila
al
quattro
spinta.
che
abito
porta
secolo
.
,
Colombo
PippioNE
giovane
.
o
,
cione
pic-
.
Pittima
d'a-
Decozione
cAsALirreA
.
róraati
in
vino
prezioso
scaldata
e
,
del
la
,
ratamente
reite-
applicata alla
conforta
cuore
quale
la virtù
gione
re-
ritale.
,
Yilla
Poggio
della
Casa
Medici.
.
PoLLÈzaoi-A
*
Punta
tenera
dei
poi-
PON
€XXXVIII
Ioni
Aspettar
.
significa
Aspettar
un
forza
Far
Ponzare.
poUèzzolaal forame
pregiudizio.
una
del
gli escrementi
mandar
per
corpo
.
Strada
PoRSAMTAMARiA
f nera
di
Firenze.
,
Profenda
Prebenda
.
di
quantità
certa
,
vivanda
.
PRESENTUO3O
Lo
tHOSO
che
stesso
.
Proson-
.
Prosopopea
Arroganza
.
Provano.
seconda
di
Garoso
si
non
che
opinione
sua
,
lascia
sulla
Coli'accento
Addiett.
.
.
,
persuadere ostinato, caparbio
,
,
capone
.
PugiGNARE
.
Mangiare dopo
cena
.
QUA
QuARANTANA
Lo
spazio di
che
stcsso
.
rantena,
Qua-
giorni
quaranta
.
RAG
Raccolta
Macinare
dice
delle
continua
che
mulina,
a
,
che
sufficienza
r acqua
raccolta
a
.
avendo
non
per
sif
acqua
macinare, aspettano
si ranni
,
e
si
raccolga
Eie
cxL
Richiesta
clìiamata
Citazione
.
in
,
Giudizio
.
RisEKTiEsi
.
sonno
Svegliarsi
lasciare
Neutro
Dicesi
il
5
.
Riscuotersi.
clie
tremare
RisCT
da
nasce
improvvisa
Riscattare
OTERE
ricomperare
pass.
.
paura
.
ricuperare,
,
.
Roncola
f
loltello
adunco
uso
per
.
dell'
del
agricoltura
.
Roma
Roma
monti
e
grandi
e
cose
11
Russare
lo
è
che
stesso
vale
e
j
metter
pro-
prometter
.
rumoreggiare
.
tere
promet-
o
.
toma
e
mari
molte
Proferire
toma
e
che
fanno
dormendo
alcuni
.
Il
Ru7zo
.
il
del
ruzzo
in
e
lat. lusus.
ruzzare
re
Cava-
,
vale
capo
I
stare
ar
a
gno
se-
cervello.
S
Saccomanfo.
Tale
P/'ettere
Saccheggiare
dare
il
a
saccomanno
sacco
.
,
Saio^ne
\ estimento
del
bu^to
co*
.
quarti lunghi ,
sagum
.
serve
solo all' uomo
lat,
,
SAN
in
J^anto
prima
volta
che
il parto
dopo
chiesa
che
in
era
uso
indietro
Scalzare
di
dica
uno
di
uso
per
al
più
capo
scrivervi
ri porvi
nel
di
le
cassetta
dra
qua-
pie
per
,
comodamente
e
,
scrittile
.
solenne
Error
nelF
parlare o
operare
Sciamannato
,
negli
usa
negli abiti
soverchia
Scilinguato.
.
scomposto
nelle
atti
parole
,
ziente
balbu-
ha
Pisciare
rotto
il filetto
gnar
ba-
addosso
,
d' orina
che
che
.
negligenza.
(Quegliche non
scilinguagnolo.
Scompisciare.
messo
com-
Balbettante,
.
o
col
cerchi
tu
da
.
e
,
che
che
sopra
entro
Sciatto
che
e
,
Tentare
ciò
alta
ScBRPELLONE.
Colui
gomito
braccio
Specie
.
da
che
mani-
.
Scannello
5
la-
o
le
ha
Sottrarre.
e
che
sapere
che
sino
di
quella parte
discorso
lino
.
rivoltate
jDudata
alla
vanno
panno
Colui
Sbracciato
le
del-
cortinaggie simili.
per
5
si dice
.
J^peciedi
Sargia.
no
5
Entrare
la
donne
d'uva.
sorte
Sa.ncolomba.na
Santo.
cxLi
sia
.
SCO
cxi.li
SconcAlCAusi
grandissimo
Aver
.
d' andar
del
corpo
la
non
,
molo
sti-
poter
ritenere
.
Scoreggia
di
colla
cuojo
quale
5
Scorzone
.
.
si percuote
Specie
di
anche
di
si dice
e
e
d' ambo
Far
,
del
e
L' orina
Segno
da
scotto
uno
assai
Mangiar
prelato
buono.
degli ammalati
.
che
al medico
si mostra
.
Serqua
di
Kumero
dodici
na
dozzi,
.
dicesi
di
pere,
rozza
i sessi
.
e
sima
velenosis-
.
Scotto
;
.
persona
,
vale
altrui
serpe
,
robusta
di
Striscia
sovatto
pani
d'
propriamente
altre
o
di
uova
,
simili.
cose
,
Servigiale
di
Uomo
servizio
o
.
vente
ser-
.
Sgocciolare
il
proverbialesignificaDir
un
sa
in
senso
5
che
o
da
ha
In
earletto
quel
tutto
dire j
e
usasi
anche
,
gliare
scompi-
.
Disordinare
.
in
mettere
confusione
mettere
,
5
sopra
.
StfozzATo
Da
.
gozzo
che
disonesto
Sgominare
sotto
modo
.
scannare
,
.
sgozzare
m^
na
,
tagliar il
SMA
Tino
so
genero-
.
brilla
che
del
Dicesi
Smagliare
CXliii
/
zampilla
e
.
,
Stanza
Soffitta
SojA
mescolata
beffa
di
alquanto
.
d' adulazione
Spezie
.
letto
a
.
.
5
.
allettante
.
5
le
Scaricar
Soma
te
titillan-
Libidiuoso
SoLLucHEEONi
Tale
some
Usare
.
il coito
.
Sopperire
Supplire
.
.
dello
Prefetto
Spedalingo
.
Lo
Spendìo
che
stesso
spesa
.
Spillare
botte
della
Tino
bene
la
nella
piuma
che
stesso
Tale Rimenar
coltrice
Arnese
difende
le
gambe
5
anche
lo
per
.
che
ciato
spiumac-
.
Stiniere
dicesì
spillo
sprimacciare,che
da
il
,
.
Lo
Sprimacciato.
:
lo
per
.
Trarre
eotticina
una
Spedale,'
più
di ferro
cavalieri
ai
:
schiniere
.
Stiva
dicesi
trovar
di
checchessia
far
dell'
il manico
E
.
la stiva
aratro
e
il modo
trovar
per
;
*^
^
.
Stoviglie
si dicono
Generalmente
.
tutti
di
i vasi
cui
ci
di
terra
serA'iamo
o
per
d' altra
materia
,
uso
di
cucina»
STR
cxLiv
Guardare
Stracciasacco
vale
sacco
di
Guardar
straccia---
a
.
mal
occhio
.
,
Lo
Stratta
che
slesso
strappata
.
Strosciare
Homoreggiare
.
del
propriamente
che
romore
dicesi»
e
;
.
l'acqua
fa
cadendo
.
Coli'
Subito.
di
Addiett,
Attrarre
Svolta
Sost.
.
e
dicesi
tacile
persona,
Succiare.
sulla
accento
delle
sé
l'umore.
dove
Luogo
^
adirarsi.
ad
a
prima
svolta,
si
contrade
.
TAV
Tavole
Specie
.
Tarpea.
quattro
giuoco.
JLa
.
Tarpea.
rupe
Primavera
nuovo
.
,
le
del-
una
stagioni
.
Tirar
e
Uoma
di
Tempo
di
su
Dire
alcuno.
impossibili
e
volerle
cole
ridi-
cose
dare
dere
cre-
a
,
5
per
piacere
trarne
Tirchio
.
Avaro
3
o
e
talvolta
utile
.
forse
da
zotico
,
Terchio.
7
abitare
Venir
ORNARE.
in
un
luogo
la
prima
.
ad
.
jpiccolo sentiero
Uragetto
volta
non
fre»
TRA
quentato
min
ed
;
è
cxLv
il
abbreviare
per
cani-
o.
Trambusto
disturbo
Travagjiio sollevazione;,
.
,
.
Trasecolato
da
Maravigliato:
.
secolare
tra-
pirsi
maravigliarsi stu-
oltre modo
,
3
.
Stupido,
Trasognato.
che
quasi
sogni
insensato
y
.
dinotare
semplici per
brigata che
da
inventato
Nome
Tregenda.
alcuna
sone
perlosa
favo-
5
la
vada
attorno
notte
,
accesi
lumi
con
,
Trebbiano
per
lo
si fa
più
è
dolce
di
Spezie
.
ed
;
vin
bianco
,
l'uva di eh* e'
anche
trebbiana
detta
.
Tremare
a
verga
eccessivamente
cosa
mare
Tre-
.
.
Trombettare
alcuna
verga
a
.
Divulgare o
ridicendola
,
per
spargere
tutto
.
VAG
?:
Strada
Vacchereccia.
Vagheggino
.
che
Vaglio
Lusca
Pisciar
voi, 1.
Firenze."
dal
Damerino
,
i damerini
,
di
nel
gheggiare
va-
fanno.
vaglio3
ic
prover-
VAN-
nxLTi
bio
che
il tempo
gittar via
significa
la
e
fatica
,
Vanga
juoLK
Spezie
.
da
di
rete
di
legno
scare
pe-
.
Strumento
Vassoio
.
alquanto
e
5
profondo )
di
uso
per
{
cupo
drangolare
qua-
,
cioè
cavo
con-
trasportar
checchessia
.
Uffizi
da
Legno
.
ViN
.
.
Verzino
viri
con
acqua
Vitalba
Pianta
la
nota
,
rami
da
e
.
jfieiracqua
Figurai» Il
vale
T uncino
attaccar
Uncino
di ferro
stromento
Cantina,
si custodiscono
Uova
.
priamente
proco
adun-
.
Volta
dove
vite.
.
uno
aguzzo
fighi
carnalmente
è
duce
pro-
strada.
cor
virile 5 ed
Congiungersi
quale
sinriili a' tralci della
Piccola
Uncino
non
,
.
.
membro
pviro
.
Viuzza.
si
guadagno.
certo
un
Vale
PRETTO
i suoi
che
Cariche
,
mescolato
rosso.
.
rendono
e
tingere in
Roma
in
comprano
demonio
finto
di
Nome
Versiero
affogate
bollente.
sotterranea,
stanza
i vini
.
Cotte
.
e
sommerse
VITA
D
I
ANTONFRANCESGO
GRAZZINI
DETTO
IL
LASCA
SCRITTA
ANTOMMARIA
voi»
dottore
BISCIONI
ACCADEMICO
Lasca
JìkL
/•
FIORENTINO»
VITA
LASCA.
DEL
I
JLjA
Famiglia Grazzinì,
castello
dal
sia
di
questo
y
Questo
castello
miglia
lontano
è situalo
pel
qualche reputazione negli
quello
fatto
all'anno
cap.
6
volte
agli
12
XIII.
da
i3o2
anni
8.
cap.
tale, per
un
la
( Rime,
Jo
1^4*
sono
E
Ove
a
de
V avol
Sandro
primi
mio
eh'
,
V antica
nacque
Crazziug
Poeta
nostro
del
^^
quale
patria
ser
cognominato
altre
63
,
suo
me
sicco-
LXXIX.
dice:
mia
,
,
Sinione
Urria»
,
e
secolo
il
;
Sonetto
magione
e
,
cap.
ehbe
4^ )
la
poi
8
di
lil". 5
Grazzìjio,
del
e
nel
del
principio
Staggia
miei
nome
I* P^8*
P*'^*
avendo
la metà
verso
prosapia
nel
espresse
Villani
ne' li' ri
i34i
e
•
di
stato
nominandolo
e
Quivi adunque
cominciamento
egli
1170,
E
ttnipi,
Giovanni
menzione
origine
si.lla strada
mezzo.
antichi
Stag^
venticinque
,
Firenze,
di
l'attraversa
che
Romana,
Valdelsa
nella
da
1'
trasse
nome
città
dalla
delta
altrimenti
4
VITA
Che
in
de*
egli
:
O-^iiiique
per
me
L
Cosa
che
E
ascrita
tina
r iste^so
ser
Grazzino
5
eato
Seme
raraente
Trattato
proprio
e
in
nove
uosli©
D.
jSobilià
eh
quali
stata
IJ'ioren-
squittì»
essendo
i485,
al
suo
ogni
,
Puc(
Notajo )
iu
i,ì
i
trovano
pubiiiicoArchivio
,
di
che
chiara-
incili nel
è
stato
nello
sino
suo
come
questo
ramo
spazio
in
olii ia
mi
il
di
giu-
tempo
Frot-j
cui
nostro
come
io
142*2 al i589,
nipote
dire
di
nobiltà
Jacopo
dei
padre
uel-
e
conterita
ser
ciare
;
iu
a
,
Placido
del
città
in
putata
ri-
quei tempi
i/jdS
ereditario
come
dal
delia
già
iti
\^')^
fu
trala
di
in
Siaggia, coniandone
cioè
de'
nel
carattere
rampollo
eia
civiltà
nostra
nel
:
j
devo
da
la
i524
era
nel
ultimo
noLajo (
talvolta
167 anni,
di
Ne
prova
de* G.azzini
di
della
nuovo
ed
delia
,
di
e
Grazzino
o
si
qual dignità
d* Anlouio
del
attere
la
della
e sustanze
iSotajodi quella Signoria,
suo
di
Autouirancesco.
cai
aLlro^^e*
Kepuoblica,
nostra
principali
Simone
irateilo
padre
,
essendo
nel
9
si muove,
Cittadinanza
XV^. alla
della
,
che
Benedetto
ser
,
anno
suo
pie
all'antichità
sapersi
Secolo
il
delle
ser
da
è
di
i4^i
nel
7
me-
Sonetto
cilalo
quello poi riguarda
dal
stato
nel
stati
del
parte
gran
v'eduto
mai
quanto
Priorato
avanti
cioè
è in
firuiio
al
ho
non
egli
lia
,
nato
io
Per
medesima,
e
fossero
e
veggio dipi/ita.
scolpita
questo
Gasa.
sua
ascendenti
V aliemia
l'occhio
mia
arme
suoi
possessori in
stesso
sog-iangeudo
a
de'
piiucijfiali
e
,
dcsi;ao,
i
luogo
questo
ci:
undisto
que-
piace
ri-
loro
de*
catalogo, ed
il
portarnie
Ser
Giovanni
Ser
Bindo
i465.
Ser
Simone
al
i497'
1453
Ser
serva
di
di
maggiore
Famiglia
questa
Cristofano
di
i
adunque
di
di
e
,
rirono
fio-
e
seguenti:
Michele
Bindo
di
d'Agnolo
al
1426
questo
da
gia
Stag-
i/J23 al i465.
dal
roga
1
Sono
mancarono.
e
precisi tempi
insieme
degli anni, ne*cpialìessi Notaj
notizia
,
Storia
alla
illustrazione
certa
acciocché
Rogiti ;
5
lASCA.
DEt
Grazzino
di
di
d' Antonio
Grazzino
Staggia,
dal
Jacopo Grazzini,
dal
da
Grazzini
dal
i47o
®1
dal
i484
*1
,-
i5i6.
Ser
Tommaso
Ser
Jacopo
Matteo
di
Grazzini,
i523.
d*l
i488
Ser
«I
m
di
Jacopo
da
Staggia ,
1527.
al
Antonio
di
Ser
Antonio
di
dal
i5o8
Ser
Francesco
Bernardo
Staggia,dal i^qS
da
1498.
,
sini,
dal
Di
in detto
come
sopra
di
Archivio.
furono
nel
dal
alla
Repubblica
d*
s' è
Matteo
nostro
;
i435
d'Inghilterra;
e
Antonio
Oltracciò
Ambascerie
mandato
Grazzi-
d'Antonio
,di Bernardino
Graz-
1589.
Tommaso
ser
Notaj
^^
d*
Benedetto
ser
,
Bernardino
i54i"
al
i549
de* Priori
di
di Grazzino
ser
Agnolo
detto
,
due
ser
a' Veneziani,
Simone
di Geuova»
di
e
di
de*
Notajo
,
Matteo
ser
si trovano
non
Comune
poiché
di Bindo
Protocolli
soprannominati
bliche
pub-
impiegati in
Bindo
e
nel
Grazzino
]Sé mancò
d'Agnolo
1448
nel
al
fu
Re
1477
questa Pian-*
6
VITA
d'avere
ta
Cosimo
Segretariode*
un
I.
Francesco
e
di
Matteo
ser
quivi
siccome
si
nel
al
ghdcerra. Ebbe
de'
Romani
Re
eziandio
Canonico
un
della
Metropolitanae questi fu Filippo di
Gio.
,
-fico
il
,
quale
eletto Priore
città
questa
Ma
la
insigne Spedale degl'Innocenti
di
il
(*) ,
la
nobile
virtù.
sola
sola
est
privo l'albero
ben
fregioin
Uno
fu
il suddetto
Antonfrancesco
Dedicatoria
poiché
d'un
come
il
tre
suoi
intendere
che
lo
Curzio
già detto,
sono
fu
il
nostro
nella
carnale
Fregipani; ma
ne
uomo
di
Segretariode'
(*) Sat.
8.
V.
e
chiamano
cugini
anco
tela
paren-
Bernardino
carattere
ao.
che
,
biscugino del prefato
ho
tissimo
distin-
questo
largamente parlando
messer
di
frutti.
singolarissimi
nazioni, che
non
il detto
di
cugino
suo
a
dire
al
,
i^irius,
Bernardino,
messer
d'alcune
coloro
ancora
,
Grazzini
,
forse all'uso
si è
,
unica
de'
Burchiello
dee
splendore, che
:
atque
chiama
del
si
questo
e
chiaro
più
j
fa
prudenza
sua
veramente
Nohilitas
non
Francc-
.
l'uomo
Giovenale
nostra
fu
perciocché
renda
d'In-
destrezza
per
dell'
Vescovo
quello
a
,
andò
ancora
del
compagnia
ed
letterato
e
dirà; i[ quale
in
nardino
Ber-
messer
insigne
i556,
Toscana
di
fa
questi
e
uomo
,
appresso
Arahasciadore
Tovnabuoni,
I.
Granduclii
per
era
lo
figliuosti,
Que-
Antonfrancesco.
insigne
suddetti
,
ed
nostri due
oltre
So-
?l
VITA
Egli
rale*
1620
nel
i"
t
; onde
questa
gio-ventù
ciò
i58/|.Il majrgior
Famiglia
di
Grazzino
di
de' Grazzini
Batista
(
notizie
Francesco
suo
ne
del
cui
alla
nipote
il
venne
Maria,
fatto
.
Da
di
del
de*
ramo
don
Pier
tx;tto
s' è
seguita il
La
cbe
e
madre
della
del
poi
del
E
per
ultimo
di
nostro
n
l-a
Gio.
detto
sud-
no,
Bernardi-
città
della
dell'Abate
Cassinense,
osa
nobilissima
spenta
""] j6
di
persone
fratelli tutti
,
pur
quante
d'al-
e
)
nome
Monaco
Isidoro
Maria
nelle
ramo
debitore
fiatello
per
il
dell'Abate
Grazzini, nobili
vige
ancor
Jacopo lanfrcdini,
presente.
fece
ne
attenenti
un
Lanfredini, Famiglia
quale
se
persone
d'Antonio,
Capitan Domenico,
Simone
figliuolo
altro
gentilezzason
questo
a
Colle; il quale
Bindo
e
distinte
nelle
Grazzino
ser
diramò,
diatamente
imme-
quale
parimente nobili Fiorentini,
,
si mantiene
Gio.
di
si
,
di
stipitedella
la
Francesco
di
22
Guiduccio
di
Staggia;
di
tendo
in-
d'Antonio
qiial'èil primo
da
io
a*
Firenze
Grazzino
ser
za
sen-
.
Matteo
di
mezzo
per
de' Grazzini
anco
il
j
Grazzino
detto
fu
padre
di questa
quale
del
in
natali
Jacopo
di
,
di
i suoi
no
all'an-
splendore £u
chiaro
più
lui
di
della
dell'altero
pero
j
Suo
Grazzino
Famiglia
frutto
e
avergli
intorno
stato
Antonfrancesco
ebbe
i5o3.
Bindo
fiore
nel
essere
suo
Poeta
questo
qui precisamente parlare
Questi
marzo
il
duMio
alcun
di
ed
dell'Imperatore
Generale
traduzione
sua
in Venezia
poi
morì
e
dicendo
si dedi;ce
,
i567,
Sì
carica
Se* Veneziani
dedicata
nel
tiàcqwe
tre,
e
del
lemjollo
agf-io
zio
d'Ora-
Fiorentina
morte
di
di
nati
Teresa
e
;
la
nale
Cardi-
della
desima,
me-
(.lusl'anno
Antonfrancesco
fu
di
Lticrezla
mona
Priorato
fu
33o;
e
città
Di
.
abile,
di
e
Contratti
forse
diffuso
nel
Grazzini;
Neil*
ciò
io
aver
è
non
letto
per
,
stato
memoria
)
,
cioè
di
di
che
di
Conte
del
Piero
de*
Salvini,
Canonico
Salvino
dell' Accademia
detta
alla
io
tro\ato,
tpre
lo
,
forse
chiama
non
uomo,
alla
de' Bardi
,
il chiarissimo
a
Fiorentina
della
parla
bene
se
189
pag.
mia
Accade-
Trito,
Diario
quale,
de* Fasti
Crusca
dtlla
donato
del
morte
della
riguardi
1
slato
eruditissimo
Consolari
asrerirce, fu dopo
informato
tu
d* alcuni
del
ed
sue
f'istinta
titolo di
col
le
per
sua
opera
esser
( l'originale del
Accademia
doTe
ritrovato
come
Crusca
della
medesimo,
dal
•
lissimo
genti-
d'ogni più
certamente
appartenenti
fu
motivo
particolaredel
cose
quella Accademia
già
Famiglia
giusto
,
poi
pò* tropp©
un
( gentiluomo
fatta
2o5.
pag.
a
,
sia
copia
una
frammenti
6
Accademia
Alamanni
Andrea
qualità degno
rare
gabelle de*
dette
senza
favor
Vicesegretariodell*
Marchese
d'Angiolo
genealogico di questa
discorso
ma
mi
eh* io
alcuno
ad
tre
successione:
poi
de* Testamenti
libro
al
,
di
Girolamo,
e
Dianora
ebbe
non
in
nacquero
apparisce alle
matrimonio
questo
Parrà
Bardi,
de*
Francesco
a
nobili
case
Lorenzo
maschi, Simone,
figliuoli
moglie mona
quale, avuta
per
1^8
somma
72C,
da
e
come
»
D
lib.
matrimonio
questo
altri
il
i497
Fiorini
dote
per
considei
mollo
quei tempi
questa
ebl
ed
del
na
q-.alemo-
; la
marzo
de* Contratti
apparisce alle gabelle
pag.
di
a' 5
sposata
famiglia
,
dignità
la
goduto
Repubblica
Fiorentina
della
Lucrezia
ha
che
e
de* Santi
Lorenzo
ser
parimente nobile,
9
IASCA.
DEI
da
lui
) avendo
nostro
Srrit-
isogi.a, rh*fgli
i suoi
natali
t
di
1 0
VITA
bassa
il
condizione', ho
chiaro
iu
mettere
insieme
chiunque
o
quegli,
d'infinite
e
infeUcissima
sua
dove
a
dall' ultima
Ma
,
l'educazione
commessa
eh'
si trovi
ben
può
Zanobi
Grazzini
delle
si
Rimej
sue
dello
a
che
e
sa
bensì
con
Zanobi
nel
i5i2
detta
da
23\
pag.
Si
corché
Speziale, an-
unito
consorto,
fosse
quell'Arte;
a
stesse
dico
io
chi
a
giovane.
matricolato
poiché
vita,
dimostri
ci
,
il Grazzini
sua
all'insegnadel Saracino, oggi
alla Pagha. Ciò si deduce
canto
al
del
alcuni
della
ma
di
va
sta-
Moro,
luoghi
Parte
I.
legge :
E
ifcdrh
s' io
,
Altro
e
che
di questo
suo
,
genitori.
filo della
ch'eglisi
essere
Negri
Fioi-entini
nato
egh s'impiegò nell'esercizio
non
P.
il
vincere
con-
gli fece riempire quella
d'onesti
il
memoria
esser
q-iesto
con
degli Scrittori
condizione
doverosa
cronismi
stravagantissimi ana-
similaiente
ripighando
v'
non
di
falsità
fa
e
menzogna
che
Storia
60
pag.
verità,
questa
d' evidente
fu
ben
giudicata cosa
a
de*
poi
Poponi
Da
che
che
lucignolio pennecchj
.
,
9^
pag.
fare
so
Parte
della
II.
Capitolo
nel
in lode
;
causati
son
mali
tanti
,
Se
Che
Anco
Pazzia
da
non
mi
fanno
Girolamo
,
pesche
,
fichi
spacciare
Amelonghi
iutitolato
Lamento
,
simil
e
frutte ^
i sen^iziali
nel
?
Capitolo
dell' Etrusco
sopra
1»
( cioè
DEL
de* Pazzi
d'Alfonso
tore
t
il
stampato
E
,
della
69
Gelli
perchè
del
queir arti
maggiore,
che
,
poeta
e
Lasciadore
la
stante
per
fece
NapoL,
la
arte
1' udì
stato
poi
fallace
semplici artisti
; il
scala
fatto
esporre
persona
fece
il
erano
Latina
suo
e
e
che
sua
pagnavano
accom-
Matteo
oratore,
Corte
da
ambasciala
cospetto,
i Fiorentini
e
di
am-
di
primo,
concetto
Toscana,
la
nelsem-
quale, andato
poco
la
per
erano
inoltre
quel Re,
avendo
,
ed
la
per
nostra;
Cosi
ma,
pri-
questa
Republjlicaalla
nostra
lingue, Spagnuola,
essere
che
ordinario
non
meravigUare
sua
lui, quando
tre
della
eserrizj
niere
ma-
lunga
gran
l'altro
né
parimente speziale,
storico
due
j nella
facile
città
dell'intelletto.
quegli
Palmieri,
piti
Tuno
co'loro
phci artisti, ma
Lasca
un
andare
dicono
si
qui
né
perchè
mortale
im-
speziale, essendoché
primarie dignità della
seconda,
di maggiormente
in
di
è
sua
t^eggo
asserzione
sua
perciò erano
che
e
ma
calzaiuolo
dello
quella
a
nella
29
pag.
Rime*
sue
il Cinelli
però
questa
l'arte
a
Pesciduovr"
ed
calzaiuolo,
Andò
in
ingannato
alle
:
delle
asserisce:
.
salire
:
Firenze, credendo
poi^ero
semplice speziale
de*
II.
parte
di
Bellezze
esaltarlo, così
un
lode
in
Ginelli
Giovanni
finalm^ente
di
disse
faccende
mie
Capitolo
suo
prefazionealle
è
allorché
lai
stampa*
"o
pag.
a
inferiore
nostro
Speziai che ne dite?
quel da farne le leggende ?
tratto
essendovi
il
presso
queste
pazze
Pesceduo
Del
Fu
sori
ras.
di
inteader
volle
Troppo
)
II
Lasca.
di
ia
be
riconobche
altro
quei tempi»
1 i
VITA
Cos^
fecero
formar
parola
molti,
zini
allo
mio
studio
abbraccia
parere,
di
le
tutte
lyieccaniche,
I
comprendere.
in
?ersi, quanto
del
prosa,
dalle
colle
è
non
gnitiotie imhutus;
vedendovisi
semi
Ch*
delle
egli applicasse
Madrigalessa
Biella
il
ordlnai-io
suo
ta7Ìoni
Si
.
con
intendente
egli
fati
a
legga
delle
rappresentante
fanno
ne
all'
XXIX.
dove
co-
componimenti
piena
nianza,
testimo-
timi
legit-
e
virtù
intellettuali
*
Astrologia apparisce
parimente
le
verso
*1
dove
Buonanni,
lettei'e Greche
canto
della
e
ro
si fa chia-
filosofiche
CXXIX.
il Sonetto
il Trionfo
camente
fran-
,
affetto
e
cuna
sparsi i puri
delle
e
e
poetico
litterarum
in sino
l'invenzione
condurre,
Jere
Vincenzio
messer
Comico
e
nulla
suoi
stro
no-
al Poc-
fede
idiote,
i
si
del
persone
enti'o
morali
siccome
,
da
detto,
per
la testimonianza
Poeta
componimento
etsi
sufficienza
morte
il ben
che
in
fedelmente
prestar
stato
e
umano
tanto
a
che
,
ne
cognizio-
non
,
della
perciocché
ho
come
un
stu"lio
liberali
conferma
,
essere
impresa
soggiunse:
medesimi,
sue
pensando
giisle regole,
commedia,
lo
si dee
non
lui
ne
la
maggiormente
narrazione
la
dicendo
insigne,
vie
e
sito
propo-
1* intelletto
può
Trito
Pertanto
cianti, che
molto
;
di
l' arti
tutte
Graz-
nostro
quale
comprovano
parole
riporteranno dopo
autore.
die
suddetto
vedersi
potrà
il
componimenli
sentimento
mio
questo
suoi
di
e
ciò
di
il
esercizio, attese
;
da
parlato
universalmente
scienze
e
è che
Lelle lettere
delle
cpil luogo
finora
cosa
il detto
è
non
stato
Certa
ostante
non
,
c?e*quali
essendone
,
l^astevolmeute.
altri
a
altri
Latine
per
la
Natura,
dispudosela
piglianmollo
uomo
,
per
avere
mascherala
si vede
se
il
Grazzini
E
tempo.
suo
di Filosofia
sapeva
sé
di
solutaiueute
altri
ybi
Per eh' anch'
Onde
ciò
tutto
che
io che
dietro,
delle
dice,
sopra
gli
Francesco
per
luoghi
detti
e
Anton
il che
fece
poi
iin
la
ad
qui
,
nobiltà
la
e
Io dico
col
di
Fiorentina
,
Umidi
,
più
di
fu
ciUtura-
senza
scienza
del
virtuoso
la
ed
del
quale
ebìjt
i
suoi
iS/^o,e
anni
quarai^t*
di
dopo
in
tamente:
assolu-
Ietterei
che
Negri
Ma
ij
sti
ba-
tanto
iicrittore.
nostro
due
delle
Lasca,
il
natali
quella
si
il
suo
vasse
gio-
cioè,
chiamò
primo
deiU
ciocché
ac-
rinomatissime
Grande
della
eijbe
il
all' universale
operare
principio
a
volte
dagli sbagli degl'imperiti
citià,
questa
in Venezia
ebbe
P.
Vi*
in
egli disse
mentovato
difesa
aver
che
non
di
ristampa
forse altre
e
dove
12,
de* Ibndatori
uno
Accademie
novembre
al
dire
,
adunque, seguitando, che
suo
fu
,
1627,
par-
tauto
i6o3
le
lece
terza
alla
non
francesco Lasca
Grazzini
medesimo
latta
dendo
ve-
,
si tirò
che
posti nella
nel
in
sempre
stampato
o
cieca, colui
autori
nel
l'aciliuen-
del Poccianti
autorità
Barezzi
Babà
delle
leggitori
i
credano
scritto
d'altri,
e
Bar^zzo
per
sono»
piacevoli, aggiunta
Berni
:
,
cauti
non
o
alla
si
hime
qutlie del
een^a
trovano
r addotta
come
Chiarezze
te
acciocché
memorie,
nostre
Baouauiu
letterato
e
questa si rendano
tutto
per
dotto
io
egli ri»
dice
ragiono
cosi
se
,
GXXX.
poi
del
male
per
dotti
altri
pari degli
al
al luedcsituo
stesso
V abbiate
Non
te
Soaetto
nel
l5
IASCA.
DEL
degli
giorno
Crusca,
reale
o
di
che
coniiar
l4
VITA
Allorcliè
ciamepto.
di, nella
si fondò
qi.aleciascuno
determinò
soprannome
non
dell'Accademia
crusca,
i
Umidiy
alzata
farfalla
una
fare
riconosco
scudo,
Idìzzoso
.
al
incerto
dell*
umana
"Umidi,
e
svolazzamento
fantasia
il Lasca
ciò fu
dopo
coni
messa
Giovanni
che
fu
il dì
il
chiamato
fu
sueto
con-
eh' io
vero
Lasca
naturale
è
sta
que-
dolo
pollan-
stile faceto
siccome
pesce,
ritrovare
è
del
suo
pra
so-
ghiri-
e
solilo, si
dell'acque a pigliarele farfalle,che
fuori
loro
è
carattere
xiv.)
con
potuto
Ben
impi-ese
quel
notato
pag.
conforme
,
composizioni allo
sue
finge che
,
ho
motto
allusiva
molto
nelle
fu
simili
tanto
per-
degli
nello
io
ne
alcun
è
conforme
a
insegna j perciocché il
sua
lanci
in
J
Fu
alle Rime
lungo
volante
egli v' aggiunse
di
lo
per
1' Accatltmia
Fotidata
Cancelliere
tratto
gtnnajo,
di
primo
distendere
a
i
torchiati,
y' intervenisse
J
il
e
della
due
ma
degli
ma;
medesi-
mesi
punto
ap-
perche
non
Capitoli (la qual opera
Cosimo
mtsj-er
pel
figura de' ghiriiizzi
sono
cominciamenlo
suo
a
.
reva
pa-
Accademia,
dell'Accademia
ec.
tovato
men-
gli
s'infarinavano.
citalo nella Prefazione
Lasca
una
sere
es-
il
narra
questa
impresa (
o
Capitoli
de
in
Lasche
le
insegna
sua
Libro
nel
se
che
dovevano
^
soprannome
ancora
di
materia
di
siccome
antico
suo
proposito
considerando
la
il
dove
qùal
il
fondazione
nella
allenente
) dicendo,
Trito, che
a
(
quella
a
cosa
soprannomi
molto
Crusca
An-
il Lasca:
mutarsi
pei
prannome
so-
un
il nostro
,
denominarsi
della
di
o
si pose
appartenente
volle
degliUmÌ!»
de* fondatori
all'umidità
tonfrancesco
rAccademìa
pareva
Bartoli
molto
e
a
m
ser
es-
le
ragionevo-
Cancelliere)puillicameii'
l6
VITA
di
ad
se,
novelle
pubbliche
1543,
essendo
simile
fece
che
toccandogli in
detto
nel
immediatamente
privo
ed
di
in
il
tutti
onoii
gli
Ciò
il
dato
ancora
»5
del
Censori
quale egli fu
,
Censori
(
per
il che
fu
poi
^
fors'
dell'Accademia
di
i566
una
intorno
ier
al
insorta
detto
Piertrancesco
vi
non
setta
le
anno
;
pena
resta-sse
nitxlesi-
anco
sue
rilorma
degli
causa
e
iuiino
Er.ino
ritornare.
di cui
posizioni
com-
dei
de' 6
Ara»
a' i5
gli
na
Fiorenti-
nell'Accademia
i546 ,
nuovi
all'esame
nella
per
il di
ma
medesi-
la
sottoporre le
venne
av-
,
i
per
o
privato,
potè
de"'
non
e
creare
per
maio
corresse
in-
voce
d'agosto i546
mese
voler
m,ei^ restò
Aramei
dalla
puL"blicaresi dovevano,
che
giugno i549 )
maggio
quegli
questa
elezionario
non
,
uell' elezione
dopo quej"to tempo,
ma
;
ii
chi
dosi
quest'anno; essen-
in
volta
soppesa
tutto
per
cagione, o
di
alcuna
che
caso
che
leggere,
casso
al Lasca
Magistratiera
nuovi
come
6
dì
dell'Accademia,
cariche
e
avvenne
non
che
il
l'altre
del
fu,
di
ed
pregiudizio della
faceva
maniera
certa
una
ma.
che
passiva;
Fra
si
a
del
leggere,
ricusato
avesse
or*
estrarsi
riforma
una
anno,
re
presta-
settimana^
Covoni.
nella
che
,
novembre
volle
fatte
furono
la
di
non
no
me-
stato
queste
a
9
Piero
lui
sorte,
e
il dì
tratto,
volle
volte
in
da
essendo
due
ed
,
sdegno
e
egli non
almeno
esso
del
e
nausea
Pertanto
il Lasca
stato
settembre
attiva
egli stimava
private lezioni,
o
con
ordinazioni,
chi
ordinazioni
fare,
Lettoiij
i
sorte
contrariato
tal
osservanza.
doversi
cosa
a
una
prese
dovuta
dinato
di
posposto
ne
alcune
la
o
modo
certo
un
alcuna
in
d'essere
pongo,
fu
capo
mes-
Gianabuiiari ; la quale teutò di prò-
lingua Italiana
la
vare
debba,
si
dir
detto
in
opinione, che
sta
perciocché era
cominciò
e
recò
Lasca
al
biasimarla
a
quella lette-
fastidio
incredibile ;
risentitivo
palesemente
M
perseguitarlo.
a
di
co,
satiri-
e
colle
e
Rime
a
82
pag.
e
medesima
la
rabbia
(vedi
la
prima parte
parte,
che
parole
Sonetti
quattro
ultimo
.
alla
Io per
riporteròcerti
pag.
persona
la
Poesia
Ha
d
Per
sempre
JLasca
ito
concepivano
facevano
ne
Burchiellesca
in
alcuno
Canzone
medesimo
(
""v"«
iscoglio
e
fine'',
gli
in
Rime
,
resteranno
/.
secchi
miei
e
2
di
ed
t
al del"
esempio,
del
morte
iSjg,
Umidi
versi;
ricorso;
antecedenti
vista
si
contra
ove
parte
tutti
asciutti;
fato
pre-
ce
egli di-
in
al
av-
l'';ltimo
e
i36)
XjU
sue
nominali,
Aramei;
quale seguìnel
di lui
in
delle
co' suoi
lacerargli
imi
della
ed
,
quale infallililmente
di
mettere
versi
Stradino,
in
mede;
io
con-
per
de' suoi
alcuni
figura,son
detti
dal
fino«.al Sovrano
3ui, che
dove
sotto
cessava
i
Poeta
nostro
seguenti )
ch'eglinon
deduce
componimenti
il
Tersarj,o apertamente o
€d in modo
particolarei
della
jlli
fece
cassazione
questa
speziei cinque Sonetti
to
l'
al-
anco
una
ra
congiucogliscritti;ond'eg'is'acquistòcome
la quale durò
de' suoi compagni medesimi,
lungo
tempo
e
4* Qi^^-
di
alquanto
uomo
che
to
stampa-
in
inutile
ed
vana
o
di
,
Doni
dal
volta
prima
pareva
adunanza,
i-aria
GiambuUari
Stradino, principalfondatore
istesso
e
la
anno
che
,
Caldea
o
regione d'Aram;
medesimo
del
il GcUo
vedasi
Fiorentina
o
dall'Ebrea
parlassenella
si
altra, che
Toscana
o
derisata
esser
17
IaSCA.
DEL
L
a
8
T
VJTA
E
alcun
s.cnza
Faranno
contrasto
Aramei
gli
Dell'Accademia
sicwo
ov"" io
jui già beato,
f
Pappandosi
altri
quegli
e
co'
quali
di
la
del
Capitolo
lui
anima
Seguita
dei
chi
i566
cifra
per
nessuno
interpetrare
E
.
in
quello
che
cacciato
de'
per
;
fondatori,
cui
aibedue
era
in
avere
lui
de'
onta
in
i
stata
S.
composta
quaesti pocxiioltinon
F.
la
ha
puto
sa-
,
questo
dimostrandosi
demici
Acca-
moderni
che
,
staio
era
superato
la
A.
essere
allusivo,
e
viene
sappia
dico, per
giovani
ms.
ne
nell'edizio-
M.
di
eh' io
avevano
quale
lettera
sua
,
suoi
il
Pancialichi
essere
anco
emuli
suoi
Nanea,
una
dall'Accademia
i Nani
già
Dei.
e
della
questo
a' fatti
componimento
paradiso
Lorenzo
si dica
4
in
:
attribuito, ancorché
assolutamente
del
maligno.
in
per
Magliabechi,
Canonico
,
uomini
Poemetto
il
celeberrimo
qual
li.
parte
,
miei
Aramei
fatto
che
crederei
dall'immortal
lui
ha
maraviglia
con
egli componesse
a
I\i
(
onor
dir
gli
sono
Canzone
tua
negli
dell' altrui
facilmente
ul
dire
cigno
pur
,
saper
Rider
Io
fa
canoro
Lasca
y
temer
non
La
di
guisa
a
Tu
essergliapparita
fingendo
le
sione,
occa-
i6)
pag.
E
medesima
la
per
poeticaniente
,
a
Consolato.
il
i^icenda
a
guasto
i
Giganti,
Gigantca;
ti debbono
uno
se
pure
ironie»-
DEL
intendere
mente
apparisce
adesso
la
è
Ed
quali
anni
alli
di
i\
dell'allontanamento
Ma
.
'•ssere
dubhio
senza
Padre
al
lettera,
data
Nel
istette
Stradino,
egli punto
diversi
a
di
tempo
mezzo
ozioso
lavori
Commedie,
sue
La
stimate.
da'
di
fu
sua
da
la
sua
con
i548.
anno
non
poiché
tre
ol-
fuori
mandar
a
dicato
de-
lui
assenza
dagl'intendenti
Gelosia,
la
nell'anno
i56o
nel
e
e
che
molto
sono
giudico
mente
assoluta-
talento?
suo
queste
a55o,
nel
Giunti;
col
ì
,
detto
questa
che
prima
Firenze
in
tata
nel
egli cominciò
,
ddle
fatto
questo
glielo mandò
maggio
mezzo
a
i548;
mia
dall'Accade-
Lasca
de'Mostri,
Guerra
do
secon-
clie si suppongono
,
quell'altroPoemetto
della
suo,
*^^^
del
quelli
a
avvertirsi
i547j
marzo
del
allusivo
soprattutto
da
per
poiché del primo
;
corrispondentia
sono
torie
dedica-
riflessioni
d'aprile del
Firenze
di
pur
loro
proposito è
dedicatorie
alli i5
Firenze
di
tal
a
medesime
delle
altrui
alle
,
si rimette.
data
,
il che
dalle
che
quello
per
I«|
lASCA.
i*ecipata
stam-
seguente
Spiritata parimente
j
un
dopo impressa
anno
Egli applicò eziandio
Rime;
di
del
secolo
;
sempre
nella
tellaccio
Derni
le
quali
la
norma
e
fave
fu
una
e
e
co' Beoni
la
Lorenzo
terza
pure
state
sono
seconda
colla
del
de' Canti
nel
colte
Rac-
del
del
hen
comporre
de'Sonetti
Compagnia
l'anno
i552
suo
saranno
e
magnifico Lorenz
da' Giunti
Torreniinp
ragguardevoli
insigni Poeti
'l modello
la
stampatori.
lesche
quella dell'Opere Bur-
veramente
e
medesimi
tre
d'altri
d'altri, insieme
dici, stampala
da
che
gioco!"aPoesia:
e
volta;
a
da'
del
del
)
chiello
Bur-
IVIau-
de' Me»
la
prima
CarnascialetcLi, stampati
iBSg.
Per
qve"t'i.ìiima
2(J
VITA
incontrò
Raccolta
il Lasca
uu' acertissima
suscitataglicontro
-sarj cioè
de'
,
ore
prefati Aramei,
materie
nuove
cercando
Q.ìando
.
per
fu
dell'
Ottonajo
Paolo
messer
gli
vnde
messe
a
Cosimo,
Duca
che
conforme
Per
allora
in
la
qual
Diacceto
da
a
di
favore
i558
tornò
ne
il
.RuDerto
che
dare
ttsmpo
per
senza
nessuno,
a
avesse
pubblicati
.
nuovo
Giovan
8
176
34e.
del
In
L«ca
a
Voi.
Mattini
I. della
questa
lettera
Parte
egli
di
marza
da
,
volumi
49$
la
quale
IV.
delle
mostra
si
renzo
Lo-
deposito
in
di
del
a
di
non
Consolo
Tutto
l'Accademia.
retta
tista
Ba-
informò
frattanto
appariscee dagli Atti dell' Accademia
da
secondo ?, e più chiaramente
libro
"lel Lasca
cesco
Fran-
era
Segni,
ordine
formazione
in-
per
comandamento
espiesso
con
,
che
num.
al
fossero
,
dare
stampatore
;
quale
la
non
il di
onde
J
suo
si levò
supplica
de'
a
scorretti
per
censori
uno
e
Filippo Pandolfini
di
questi Canti,
«di
detta
rescritto, doversi
Torventioo
ed
si
supplica
una
edizione
co' suoi
Paolo
messer
che
dimanierachè
,
Pisa,
in
la
Covoni,
Celli, Pier
fece
quella
egli
,
Firenze,
parte
dell'Accademia^
al Consolo
di
eduli,
dell'Araldo
rimessa
cosa
Batista
tempo
città
la
era
i Canti
stavano
nel
\
questi
messer
qualche
Aramei,
che
domandava
di
spiacere
di-
o
di
stampa
volte
tutta
detti
seni*
luoghi corretti,
in
erano
remore
consigliato da'
la
alcuni
avver-
fargli affronto
Signoria
più
in
eh'
dire
con
,
andavano
quali
di
della
avera
capriccioancora
su
i
fi'atello, che
suo
stampavano,
de' suoi
alquanti
Araldo
,
opera
terminata
Canti, tra' quali n'erano
zione,
persecu-
sto
que-
medesima,
lettera
una
legge
Prose
a
pag.
Fiorenti-
i'irrJi^ionevolei
USCA.
DEL
ili questo
più
mostrò
di
memoria
alla
essei-vi creduto
ricorso,per
Lasca
gliaveva
procedutocontro
quali il
s'era
Paolo
messer
simili
Filosofia,o
scrive
eglial
che
hii, come
fossero stati Scrittura Sacra
di
cose
Martini
rigidamente
questiCanti
se
con'^eguenza
che
,
era
fatto
libri,da*
Testi di
o
,
tal
(il quale non
: e
copiati
di
in
a' testi de'
che
gli originali)
mai
21
'
Legge
E
.
questo
Corte,
alla
appresso
o
,
per
dal Principe
la grazia
d'essere sentito*
impietrare
Ma
questa
causa
le forti aderenze
per
,
fu
j
come
,
volgarmente si dice, in pochi giornistrozzata, non
dal
che sole tre
settimane
v'essendo corse
primo
fino al
atto
io suppongo,
giorni dovea
un
terminare.
Canii
tagliarei
che
perchè il
intero, e fu sentenziato llnalmenle
anno
; ed
in loro
fatti stampare
dell'Araldo,
luogo apporsi una
fece fare detto
lui creduta
la
al tempo
presente
si vede
parlandosi di questo
tonajo,
n
Lasca
è
scorretta
che
questa
dovessi
far
sentenza?
\
sino
e
creduta
stissima,
giu-
degli Uomini
170; dove
del fatto adesso
pag.
e
»
dà
lùscontrerà
quelladi Paolo dell'Otveramente
quella del detto
manchevole.
e
,
si dice:
sca
La-
con
che
che adesso
Paolo
messer
allora
Notizie
a
dal
fratello, da
fu
sentenza
nelle
francamente
vedrà
ed
Fiorentina
l'edizione del Lasca
»
corretta;
questa
illustri dell'Accademia
narrato,
suo
doversi
edizione,
nuova
Paolo
messer
e
legittima
come
n
ciò
e
deposito;
detto Magistrato fra pochi
Fu ventilata poi questa lite
dell'enunciato
giorno
dopo
opinione
è
palese al
mondo
lo
stata
Egliè dunque
da
»
Ora
spazio
di
cieduta
per
chi
182
vera
l'ingius'
izia di
derebbe
cre-
anni,
,
io
quella
sapersiche io, nell'ac-
22
VITA
comodare,
piuttosioritornare
o
molti
ed
nostra
Riccardiana
in
Carnascialeschi
scritto
nella
lo
l'indice
diversi
e
autori
fra
solo
un
questo
esemplare
da
Giovanni
che
ultimo
ne
pose
in
ve
contiene
Cavalieri
5)
ste
"j
dove
M
priano chantore,
9"
araldo
"i
riveditore,
»
del
Fede
»
do
in
tratta
saranno
l'attestato
scritto
stato
Fede,
del
J il
ché
quale, poi-
notizia
?"•"
porterò
ri-
io
,
ortografia.
di
Romiti
,
,
laus
si viene
Deo
in
ammen
chiaro
esemplare
che
chastello
i548,nel
perciò i
correttissimi.
che
scritto
la
in
Canti
Cosi
è
questa copia collazionata
»
.
di
per
da
di
Da
copia
buona
suoi
ci-
Balista
il
gugiola
Francesco
cintojasenquesta
del
so»
Fede
parte
è
dal-
particolarmente
appunto
me
di
M.
detto
giovanni
me
'1 libro
erano
parte da
giovanni
da
chopiato
che
buona
da
e
rende'
che
tempo,
fatto
palazo
villa,
e
lasciai
n'ebi
non
l'anno
un
le
,
erano,
V Araldo,
Ei-a
ma
il secondo
è
quale
dispregevole
chanzone
quattro
da
no
trentu-
erranti, Notai-i, giuchatori di sassi. Que-
jj
^criwone
v'aggiunsi
Francesco
medesima
colla
qui
tre
non
una
il
se,
per
istampati;
Parche.
delle
del
da
esservene
non
questi,
ta
car-
simo.
stranis-
Cadice
un
anco
Canto
Coro
de' Ganti
f("gliodi
in
ritrovai
per
ritrovai
io
già accomodati,
ciò
con
^
dell'Araldo
al presente
veramente
fattone
e
delle
esemplare
un
carattere
altri
degli
fine,
in
di
d'un
separai:
maniera
Riccardi,
,
ma
fortandomi
(con-
grand' amatore
colonne
a
,
ordinai'ia,
Io
varie
della
mss.
Metropolitana )
nostra
d'opere
fascio
un
jn
della
il
\ita, i
a
vent'anni
a
presso
Gabbriello
l'Abate
Suddecano
son
fatica
questa
a
belle lettere
già
,
morte
preziosi Codici
parte
gran
da
con
j
ché
percioc-
tutta
l'è-
mai
quella deH'Otlonajo;
una
pretta
al
fratello
la
essendo
si riti-ova
e
tasti
tanto
virtuosi
in
di
in
o
della
componimenti
essendovene
Io
credo
altresì
egli
tempo
quella
ad
più
ella
nobili
i
di
di
gloria
venisse
quali
un'antichissima
e
famosa
Da'
seguito J
in
versazione
con-
rati
letteuna
tici
poe-
to
l'accennademia,
Acca-
nuova
della
Toscana,
gareggiare
in
alcune
così
all' indietro
sca
Cru-
fondamenti
lingua
a
po
tem-
dimostrano.
stabili
e
il
suoi
si domandò
ed
o
s'argomenta,
dopo
della
;
tali
campagna
una
più
In
quanti
lo
anni
,
camminando
supposti
renderla
è
ed in
giorno
un
lingue "lel mondo
superarle, conforme
Aramei,
dipoi
gettare
e
j
tutti
fondare
a
.
impiegò
evidenza
pochi
che
di
l'ampliazione
acciocché
che
cioè
Lasca
con
nelle
comporre
ciò facilmente
pensasse
oggetto
,
per
che
molti
detto
passandone.
tutto
,
lodato
sopra
aver
città
in
allegramente
parte
gran
ed
reputazione,
qui^i
amici,
da
passò
dall'Accademia
ione
il poterne
Panciatichiana
Pollini
nostro
de' suoi
ancora
scampati
collazionata
continuamente
versi, il
assenta?
sua
di
in
za
sen-
strettissimo
i volumi
nella
materia
questa
Canti
questi
copia
Panciatichi
esercizj, ed
prosa
La
d'Alessandro
Canonico
del
prestato
quasi impossilnle
presentemente
da'libri
quale
.^ani
sarà
,
fa
ella
que
possiede adun-
tenga
ne
alcun' altra.
ritrovare
di
copia
pochissimi
infortunio
questo
ulizio
Chi
morte.
alcuna
perchè
;
Ta
cattivo
un
predetta alterazione,
conto
me
dopo
avventura
per
da
scort-ezione, ed
caro
suo
piuttosto
mentre
colle
parli
deludere
,
e
a
gli
poggio
sull'ap-
no
d'impostori Scrittori, tentava-
,
sorgente.
col
In
solo
farli
fatti
si
originare da
trova
che
la
r.ASi'A.
DEI.
325
è
da
movi
credi
di
goffe tue
queste
siccome
,
in
ammesso
al
questa
il
Trito
si
fra l'altre
buon
e
,
da
cose
metodo
primo
lui
proposte
Trito
(son parole riportate dal
ci
chiamare
Jucci amo
Ed
sca"
che
,
Dopo
ed
suo
dalle
come
tutte
essendo
amicissimo
nuu
esser
addotte
notizie
cose,
di
ma
for-
che
noi
Cru'
della
questa
sissima
famo-
all'anno
intorno
si deduce.
l' anno
correndo
dell' Accademia
Cavalier
"
darle
più Crusconi
non
certamente
queste
Consolo
)
a
per
compagni
origine
vera
fu
Accademia
i55o
la
,
Accademia
ma
j
ecco
a'
quella
che egli
dare
discorso
nel
disse
,
di
pensando
legge )
qnale
; il
rio
Diasopraccitato
nel
come
manifesto
Salviati
medesimo
(
brigata si
o
fatto
vien
per
tato.
ci-
annotazioni
adunanza
ci
posta
,
dette
in
tale
,
essa
d' Accademia
fece,
ivi
,
del
in
?
fu
Accademia
Crusconi
entrato
nome
dett' anno
in
,
di
testimonianza
del
quale
particolaresignificato
y
subìtochè
Salviati
egli fu
nuova
coloro
poi
domandassero
appena
fatto
di
voce
Paradosso
suo
Cile
dalla
avanti
iSg,
Cruscate
magre
Lionai-do
Cavalier
titolo
pag.
sbigottito
avermi
Jorse
poi
"lal
a
usare
Sonetto
de* Pazzi, il
gnifica,
si-
:
Con
e
ad
nel
disse
il Lasca
poiché
rime
sue
cominciata
era
contr' Alfonso
lui
Tu
)
detto
stato
i555;
al
alle
nell'Annotazioni
come
ponimento
Com-
e
adunanza
detta
in
fatto
Discorso
e
Crusconi,
di
(clicadunanza
Cruscata
Tore
2.5
/
Salviati,
i566"
Fiorentina
a
cui
lipulaziouedi quel \iviuoso
pareva
il
ge
for-
congresso,
1^6
VITA.
che
capvicclosegai'e
per
fondatori
de* suoi
('che
era
jiell'Accadera.la
alcune
a* dì
di
6
Accadem^ia
Censore
Tacissimo
egli
Crusconi
fu
)
S)
to
)"?" voi
to
gio
di
,
sua
metteva
ri-
non
,
vi-
suo
alla
di
zione
perfe-
stabilire
cioè
j
1' immortalità
per
ella
avvenire
imharharire
,
«
tutti
Alla
fu
tal
non
si
ma
latare,
di-
fine
istimando
lor
nella
il
il
Toscana
,
Salviati
mediante
,
compagnia
del
1
582
più
già
ancorché
non
mente
sola-
Diario
conteu-
gran
lor
sì fatto
;
come
sic-
,
,
nella
-
Salviafi
I. del
con
di
gata
bri-
loro
leggendosi
anno,
d' ottobre
que
adun-
vogliamo
Lionardo
Frammento
del
ricevuto
la
lingua
congetturo
questo
Fatte
o
,
fine d' Ottobre
la
,
dover
amici
Cavaliere
principio
brigata
f
alla
condurre
succeduto.
della
maestro
espresso
Trito:
i566
d' introdurre
risoluto
mentovato
sul
del
approvate
continuamente
o
è
ragionevolmente
si trovi
glio;
consi-
studi
in
co* suoi
seguì verso
io
di
fatti
in
il gran
il che
di
6
ni
Adria-
?vigoredel
consueto
vacillare
a
conferenze
volte
dì
maraviglioso splendore am^iiamente
siccome
più
del
coli' età
fondamento
e
solo
con
varie
rientrar
lui
anno
altanttì
favella j onde
non
dovesse
da
proponimento
piano
paterna
avesse
per
Batista
Gio.
co' suoi
ina
ideato
suo
f
procurava
,
ottimo
re
del
punto
spirito;
esercitandolo
della
mento
componi-
suo
prudente
suo
detto
tere
sottomet-
restituito.
però
un
il
quella nno
a
riforma
queste
e
,
del
maggio
Avanzandosi
il
la
messer
Egloghe
sue
qualche
egli accetto
al
date
e
Lasca
dt;lle-»condi/ioni
secondo
giugno iS'ig )
fu
Censori
una
"
da
esentato
consigliatoil
,
giudiziode*
al
stesse
piace
appog-
resistere a'for-
n
colpi :
tnnevoli
25
dì
fondazione
o
che
Zanchini
capaci
la
stante
egli
essere
loro
ardua
sentimento
«
il Lasca
j"
star
»
pur
»
gno,
»
tri
»
avea
»
te
»
renci
ebbe
di
nohil
guisa
a
in
mosse,
deboli
così
ci
»
cuore
»
endemia
»
die
molti
»
che
secondino
«
siderio
n
viati
non
?
che
dea,
E
le
così
nostre
5"
peso
w
stare
che
timidità
gentile
di
infranti^
sì
chiame,
prilli d'
sì
t'
,
autorità
y
trovare,
giusto
,
e
abbiamo
inganni}
de-
Sai'
Zanchino
o
avere
opera
un'Ac
Cai^alìer
il
tu
*l
che
canuti
e
t^ogliein
gloriosa
tu^
parlare
arditamen-
ma
per
si debba
Ah
di
siamo
crederà
nostra
se-
parole agli al-
le
abbiamo
stato
il bramato
altri, di reggere
non
che
ora
che
Adunque
.
che
«
potendo più
ode
freddi
noi
compagni
viati
Sal-
^
c(.me
Tcrrenci
dalla
tanta
suo
parlare,
non
Salviati
,
"j
il
cavallo,
fine
parlare
al
,
?
)
bocca
di
di
desiderio, brevemente,
proroppe
noi
ad
medesimo
finito
Trito
particolare al
gran
così
liberamente
il
parole del
alle
in
persone
cim.entarsi
da
,
aveva
appena
togliendo quasi
e
parendo
ne
compagni
disse
quanto
a
^son
cheto,
,
;
,
Ma
troppo
età
grave
impi'esa
contr'
proposto.
i
e
gi
regolee leg-
le
tutte
con
;
ne
mutazio-
questa
si convengono
,
così
una
istituti
d'
vero,
il Lasca
ed
proposta
farsi
da
,
simili
a
,
al
il Salviati
avendo
perchè
Zanchini
Bernardo
fra
contrasto
dir
a
tamente
cer-
che
positivarisol'izii)ne,qual-
alla
si venisse
primachè
che
il
;
Accadde,
anno.
cademia,
d'Ac-
forma
Crasca
della
stato
essere
brigata prender
deti*
nel
seguì
afi'erma
quale
denominarsi
e
passaggio al
facendosi
poi
nel
loro
la
dover
Hi
e
gennajo,
di
stabilito
»
27
/
tJSCA.
DET
ne
,
il
sotto
a
così
re
crf"
•20
VITA
dono
iì
quest'altrimici compagni.
nel
»
"j
gielo tu
tuo
luce
gra7i
dosi
»
sta
»
altri
»
tornare
j"
ciato
»
gli
»
lontà
5"
chino,
n
taua
M
azioni
rizzato
al
altri
a
anch'
le
dia
s"
prima
«
mento
il Lasca
principio. Così
che
cosa
si
venire
la
nostre
ragioni
mie
d'
ma
compiaccio.
tutti
au-
quanto
,
ne
:
Accademia:
lietamente
e
restati
Or
se
la
d'accordo,
dicoraun
loro, Accademia
che
air
,
creato
ed
esso
il
considerando
il
consenti-
Cru-
della
giorno
coli' efficacia
ragione
,
questo
in
del
grand' opera.
gli altri
,
accademici
Salviati, che
( seguila
si
il Trito
compagnata
ac-
impulso
Avuto
,
ch'eb-
leggi
e
gli
Giovanbatisla
presi
chiamò
stro
no-
dire,
suo
fatte le
Arciconsolo
rioso
glo-
suo
al
V uL imo
diede
principio
primo
del
immortale
adunque
efl'eltodi ti
e
,
fissato
Lode
Accademia
statuti
»
le
questa
fece, fu che
appunto
ecco
dalla
Deli,
ine
,
Lasca,
r
i^oi,
confor-
nelle
considerare
faccia
si
con
^"engo
nascimento.
he
volute
il Zan-
ui
alcuno
palesate
ai'ei^a
Io
:
vo-
»
.
Ed
per
egli disse
a.
tutli
e
della
solo
esser
mutamento
si chiamasse
•)?" sca
d'essere
vedendosi
e
anch'
che
uolete
io
«
mostrando
te-
comin-
Deli,
il
e
la
pregato
e
,
faccia
si
i,
essen-
partirsidagli
più quiete
con
sì
man-
detto,
essi,
negozio;
l'avete
non
«
i^i
da
questo
far
e
volle
,
fu
fine
non
ciglia
luogo,
Salvia!
alla
così
e
sedere, crollando
a
ritenuto
ma
Ordine,
per
del
torita
suo
trattare
a
5"
E
di
scorti
fonderemo
.
ei-a
le
compagni;
uoi
»
donde
inarcando
e
,
j
»
caldissimamente
quest'Accademia
"j
rimanendo
fiamma
,
,
terremo
"j
?ioi dalia
Però
i loro
prannomi
so-
l'infarinato
) che
quest'Ac-
j
Lasca»
DEL
cademla
»
gagliardi iondamenli
alla
qualche cosa
di
»
sogno
j"
di
mandare
j"
di
già
"j
dell'Accademia
»
fatte in
«
però
il mondo
fossero
acciocché
3j
della
dottrina
E
3j
nifesla.
5j
radesse,
«
ria
"j
versimile
5J
no
0)
sia
ciò
fccelo
e
mol
air
fu
universale
materie
non
a
mantenersi
quasi
3j
dubitavano
che
»
trechè
diceudo
:
grata
»
scane
ari itri
gU
non
E
turbava
punto
bramando
fosse tolto di
m.ano
poich' egli
ha
facevano
»
tri
»
poi.Perciocché
3"
cipj volentieri
«
con.ra
giovando
btfle. Ma
accidenti
lleri
,
di
bene
e
^
F Accademia
di
men-
e
eh'
»
in. pochibùjaoko
jglicK'lok
tempo
iser-
spaventò
cosa
al-
f-e*prinocchi
torle
e
alcuna,
dvjiede'
si
da
avvennero
spiantarla,
più conseguire
ogui
non
fini,cioè
lividi
di
Tosure
cen-
nobili
rivolgendo i
»
speranza
,
a*
cercò
di
Firenze,
invidiosa, e
,
di
gracchiamenti
simili
gli turbò
la fortuna
fu
",uesto
i loro
fossero
,
contrasta
Ma
da'loro
inaspettati
era-
dopo
riportate le
»
gli Accademici
"j
dilettar
del
l'imperio delle
,
di
sto-
essi
in
»
la
molti
a
lettere
cizj; perchè sapendo quali
Pa-
E
»
ec.
ma
,
delle
?"
un
Quest' operetta
»
degli avversarj, sog3,iugne:
o"
che
il Lasca,
e
lo pensavano
n
ma-
dialogo, del quale
di
uso
mollo
»
lettere,
cioè
,
ch'eli' abbia
,
noja cagione ; perciocché
meno
allegre;
e
occorre
bastare
soggiunge
o,
non
,
fare, di comporre
che
dovendo
»
che
luce
,
mostrando
vera
cose
piacevolezza appaiisse
il Deti
gl'interlocutori
gran
»
della
e
che
dell' Accademia
natura
elei-se,per
,
non
doppia
perchè
burlesche
bene
in
festevoli
di
E
cose
fosse
si mettessero
prive
la
che
credè
,
bene
esser
stampa.
solo
di Li-
aveva
,
pensò
,
vedute
aveva
saldo
sul
»
pigliarpiede
sul
essendo
,
29
/
suoi
to-
pria-
50
"3
»
j)
VITA
rlpali sostegni
le
in
»
uomo
mesliero
più gloria.E
di
o
nobile,
d'onorati
costumi
scienziato
""
zanamente
»
lettoe,
«
non
»
apportato
»
di
m.incia
la
poco
cademia
»
simo
«
di
bassa
le
e
Firenze
,
Lasca
,
condizione
5"
primo
3"
niva
»
stile
di
quei tempi
dalla
il
,
quale
altro,
era
gran
padre
della
»
zato.
E
così
se
se
ioli, molli
»
per
esser
lo
Poesia,
3)
che
me
alcune
»
Nelle
iì
pa
se
Novelle
commedie
ne
\
fu
cingono
non
di
,
nobi-
cose
par-
burlesca
il
era
lode
ve-
che
era
,
quello
qualche
Fu
intera-
di
Capisi
Ma-
chiamansi
quale
e
aveva
coi^a,
altre
e
stile
in
tutte
qualche
n,me,
fosse
certi, i quah,
pur
Unitissime,
del
sopravan-
vivezze
nella
lasciò
da
,
quantità
prosa,
alcune.
natali
l'avrebJie
Madrigali, e
pictiola attitudine,
non
le
nelle
e
buona
in
suoi
sì puro
e
più lunghi degli all;i,
piacevole. Ancora
graziosis-
piacevolezza dello
e
drigalesse^e qualche Canzone
»
l'Ac-
agguagliassia
dubbio
e
privò
principal sua
ne' concetti
Sonetti
male,
del
tutte
poesia
sì naturale
Lasciò
arrivato.
»
la
e
burlesca
è
felice, non
mente
;
bene
j"
»
nella
nel
azioni,
sue
di
dolcezza^ purità
nessuno
stato
le
se
co-
non
conie
l'iguardii
ma
ma
che
universale
perciocché
»
ij
;
belle
di
giudizio.Ma
i letterali
tu
se
uomo,
fondatamente,
lava
tutti
e
scienziato^
j"
più
mez-/
all' Accademia
bene
nel
e
fino
quella
come
che
sorte
d'avere
così
,
danno
maggior
con
danno
di
e
più
e
le
tutte
fortuna
tanto
per
in
memoria,
gran
contenta
3"
»
primie-
il Zancliini^ che
(era questo
pochi giorni privò l'Accademia
Firenze
d'un
e
,
"»
'1
l'infornato
fu
ro
»
di
erano
togliendoli allora quando più
e
,
alla
adunque
li
co-
cose
sram-
di gran
.
È^
e
VITA
pulitezza,che
r
in
eloquenza
in
più
manifestano
inclinalo
grado
in
versi;
stimonianza
Trito
del
è
in
questo
per
ve
sostenuto
e
ne
ritrovarvene
di
le
il
si
alcuna
è
in
cosa
morale
o
che
perdute,
che
e
Cavalier
Storia
tempo
V*
Lascatesiitira
Ehhe
;
Poesia,
si
non
Sriiitori
volume
Diceva
egli ancora
ali*
da
medesimo
in
un
lui
.ini
edue
i
e
averle
dato
s«i
di
siccome
ni.ove
scrivendo
nella
pulimento
f i atii
d'eccellente
e
e
maestro,
a
sua
suo
Egloghe
;
e
del
ciò
si^
Madrigalessa XXIX«
e
lingua
vaghezza
,
Pertanto
son
dire
di
generi
nostra
maniere.
clie
improvviso
singolare, espressione efficace,
pensieri;
sano
pas-
nella
,
e-
volte
dove
attesta
dell'
nella
suddetti
per
ali'
già più
e
Fiorentini
intero
era
care
toc-
nimento
compo-
finora
sa
Cinelli
Giovanni
e
un
fattogli esporre
di
Salviati,
degli
nis.
(per
uell' Accademia
dovevano
essere
dall' intendeniis.simo
ritrovarsi
è
non
Ej^lo^^he
particolare)lUell*
sinsifolare,coniechè
lodato
molle
o
è
l'approvazione delle quali egli rif-nti-ò
same
può
ciascuno
j- essendoci
o
Rime
,
Fiorentina,
.
,
sue
certa
afiartò
sono
te»
comporre
delle
cosa
il ritrovarle
anco
per
ed
Sal-
riferita
Len
sacro
ratterizzò
ca-
per
sopra
poco
ticchè
sori
saggio j
tempi,
Raccolta
,
spezie o
questa
riuscito
Nella
tutte
suoi
o
il
Beniiesca
della
sapesse
,
.
di
sono
non
stile
qualsivoglia altro
grave
de'
quivi
eh' e*
,
che
fu
C-ivalier
del
erede
pel primo
e
3
ma
,
^a^serzione
piosamente
co-
Poesia
alla
spezie alla giocosa
in
j
Né
scrisse
ed
viati, pel principalissi/no
piacevolezza
onde
,
ed
secondo
,
alio
prosa
,
Egli possedeva
l'opere sue.
,
ralezza
natu-
novità
dì
okr'
l'
al-
l'accreb'ie
mS-
l'oieresue,
collocate
dagli A^;»
BEL
eade mìci
onde
della
Crusca
essi hanno
tratto
il lor
po'uti
fosse
etHzione,
Rime
pocLi
non
nell'a.no'azioni
Varclii
nelle
della Parte
sua
poche
nuove
vi
1, allorché
Per
uoi
Talché
In
due
ed
^ià
i
incorno
attribuisce
ne
parimente
lui
a
si
nessuno
per
non
soli,
sono
che
una
portino
oa
in
e
uoL
che
/.
iia
iLuire
non
veduti
da
essendo
ene
fi onte
composizione, che
ghe/./a,pai
La
non
galesse
le Madri-
Commenta
a
rag.
l'itivenzione. Ma
anco
di
mezzo
di
Madrigalesse di
Volgar Poesia
att
.
inventore
ciò furono
e
debba
stali
essere
pochissimi,
son
della
per
giostra
Voi. I. de' suoi
Lasca
al
345
pag.
fronde.
fu
egli
Madrigaloni. Delle
Sloria
alla
a
inostra.
e
Latin
e
metro;
Cre-,ciaibeni , nel
il
il
Madrigale,
suo
casta
s'indora
Toscana
spezie di
nuove
mia
Greco
col
Poesia
di
genere
stato
mostra
ne
amò
uolgar
di par
è
egli disse:
terra
nostro
siccome
elogiofece
Annotationi,
leggiadro stìl chiaro
Quanto dal del i^'infonda
Dio, clien
di
bero
avreb-
voci
sono,
quel
in
Prostro
Lo
Raccolta
veridico
e
suddette
l'ultima
succintamente
Lasca,
allo stile del
accennato
la
relare
cor-
per
,
,
n'avrebbero
più
e
non
bellissimo
mpi
es
compilarne
alle niedesimc
Un
accennato.
di
ch«
appor\i,
potuto
;
fuora
venata
imperciocchénon
;
Catalogo degli Autori
nel
prima
se
,
/
Vocabolario
gran
estrarre
S5
IaSCA.
che
parlato
poi
trovali
che
rispeiio
i
forse
quattro
titolo.
quesio
',
comechè
nessuno,
alla
Questi
sua
Maihi.uli
^
3
m,
drigaloni,
quel'a de' Ma-
n'ha
Ira
rj
lune
J*
§4
"^'HA
Si
Madrigalesse'.
i
leggitori
,
rentina
quali
fsTelìa
Rime
ultimo
in
sono
non
\oler
idiotismo
altro
parlare j percioccbè questi ,
di
lingua
nostra
le
sue
iiiegolarmodo
siccome
deono
non
,
fra
trorare
a
o
»
quei
maravigliarsi
quando
,
s'abbatteranno
qualche
avvertire
pratichissimitiella fio-
non
a
,
avventura
per
deono
in
grazie
vezzi
o
tarsi
ripu-
patto
verun
di
dispregiabili
.
Essendosi
dello
e
del
religione,
volendo
io,
da*
suoi
alla
cristiana
Compagnie
sieme
pietà
Rime
alcune
Santa
in
Compagnia
ed
lui
di
a
cui
nella
egli fa
tìi iui
una
in
dire
morte
gran
Orazioni
la
del-
il
suo
San
di
alla
sacre
renzo
Loce
Cronella
suppongo
Bechello; alla quale
del
deg
parte
ar.e
caro
da
li.
suoi
anaci
i
suo
Cacatolo
i
fra
Domenicani
Santo,
( Riiuc,
sono
in"
ha
( la quale
particolareil
nel
che
Compagnia
il titolo
Domenico
San
ascritti,ed
,
Venerdì
alcune
trovandosi
de'Padri
sotto
alcune
nel
quei tempi
erano
sto
Novella,
Palco)
da
Fiesole
di
molto
ad
(
fu
,
convengono
la
per
Chiostro
nel
Maria
dette
in
spesso
li
dedi-o
e
secolaresche
quali
duce
si de-
mora
e
arruolato
era
composte
poggio
principal luogo
,
Egli
i
sacri
e
e
,
colare
parti-
questo
quanto
per
costumi,
Confratei-nite
o
Cecilia sul
di
.
,
pi-aticarespi;ituali esercizj)
a
sue
Lasca
cattolici
e
d'uomini,
adunanze
il
in
Ma
.
Sioria
questa
a
componimenti
d'onesti
uomo
che
cuna
dirsi al-
morì
e
notizie
m.olte
da
po
cor-
quello risguarJa,
per
termine
por
solo
quali'à del
quale egli nacque
ritrovato
dirò
,
le
nella
delle
resterebbe
f
costume,
suo
ormai
avendo
non
Lasca
spiritodel
cosa
la
parlato fin qui
esso
a
no
Stradicomp«jpag.
17)
tASCA
DZL
appena
La
ed
in
farvi
venne
parte
tal
i fratelli di
giorno
immortale
.
il Lasca
L'
Orazioni
1.
Novelle
(i)
l* altra
:
Alamanni
per
che
di
insieme
tutte
mss.
da
Lasca.
tra
to
appres-
colle
dell'
hime
MoùcVe
ritrovata
la
t^ol.
2
e
questa
stampò
soltanto
Perciò
il Biscioni
diciannove
le rimaste»
la
,
fra
le
io
rai
congettudi
questo
questa
i^ita
Firenze
in
S.t^o
non
,
JSoveila
delle
sciuta
ricono-
me
da
,
Cena
Prima
da
a
chese
Mar-
le Novelle
autore
in
Voi. VI.
lui)
si
i
e
Panciatichiauaj
mentovato
essere
quali
antico
più
già
Da
»7^|i quando
il
,
il
ritrovata
dovevano
conosceva
fra
inedite J
Crusca
della
appresso
ed
^
messe
seguenti:
dieci delle
,
nella
è
queste
del
lavoro
^^^
I^rancesco
anco
è
,
trenta
CO
IV.
Cena,
il Vocabolario
vedi
45
tutte
seconda
migliore esemplare
pag.
cielo.
Magliabechiana,1* altra
XI.
intitolate La
che
le
le
per
Stampatore.
il nostro
di
fama
che
credere
sono
lui
Croce
alla
nella
quali sono
2.
di
rimaste
que
adun-
cose
mondo
nel
glori» nel
l'eterna
consu-tì
erano
queste
tutte
piamente
egligoda
Opere
quella
acquistata
obbiamo
'
9
medesime
Per
apparati
essendosi
sono
£echello*
del
centesima
solenni
delle
compagnia
Jarmi
a
55
•
trenta
e
si
era
Terza
della
decima
ed
Novelle
Opere perdute,
per
si
ultima*
,
e
ne
ha
undiei
3S
VITA
Scrittore
in
divise in
,
mia
una
è
essendo
,
scritta
opera
Spiritata
la
solamente
chiana
insieme
che
le
in
del
quante
Lasca
in
»
mezzo
»
del
che
pari di
Terenzio
Voi. Jll. de'
del
che
perchè
»
»
Intermedj
«
e
Sogni;
in
;
ce
o
le
se
nostro
per
da
vertirsi
av-
due
sono
furono
Eloquenza
sua
4j
in
1786
Ilalia-
che
quattro
tane
tol-
medie
Com-
verità
in
te
tut-
Del
gì'Internvedj
.
Nisieli^
non
16
alcune
a
pag.
dubita
merita
Comico
commedia,
pag.
^
leggono
n«
a
dottrina
d'intera
e
Udeno
e
,
è
Monsignor Fontaniui,
Proginnasmi Poetici,
Gelosia
do
Bernar-
Filippo Valori^
Lasca
Tutte
ristampe
versi, essendo
rilievo
mo
medesi-
12.
prime
nelle
eccettuatine
questo
nella
delle
Erra
Commedie
di
in
Ma
8.
in
Spiritata
Venezia
in
in
volta
nel
e
,
Spiritata,V ulive
prosa,
de' Termmi
8
dal Bernabò
la
Magliabe-
la
e
,
in
[\\odella
erano
pregio di queste
asserisce
e
ma
Quest'ulti-
.
prima
Rampazzetto
castrate.
pag.
Gelosia
la
i56i
edizioni
in Roma
stampata
?na
a
8
in
pei ciocche
miglioriJ
dice,
la
t
chera,
Pinzo-
la
nella
ms.
iSSa
nel
prime
luoghi
alcuni
allorché
le
è
stampaiono
Giunti
Fratelli
sempre
le
te
restan-
Gelosia
la
cioè
Arzigogolo
i55i
dal
ramente
ve-
e
da
naturale, facon-
Sibilla,
la
ed
nel
Venezia
in
il
perduto
prosa,
stampata
nel
da' Giunti
pure
poi
e
fu
Giunti
da'
anno
sei
inedita,
Gelosia
La
.
Firenze
quivi
è
V
e
,
/j^a;
.
Strega,
3
sia
accennai
io
pag.
molto
con
V^ll. in
i Parentadi
e
che
danno
gran
Commedie
3.
a
,
leggiadra eloquenza
e
la
un
siccome
Malmantile
al
nota
Cene,
tre
introdusse
a
lao
fermare
d'aflode
per
Covi, Satiri, Streghe, Foilelti
quali
imitazioni
benché
,
,
»
e*lii:iserhe'
non
»
vanzano
novità
di
Raccolta
fuori
data
già
tutte
ultimamente
tre
e
Let(ere
di
sei
e
burlesche
Messer
Curzio
Don
a
Gelosia
della
,
de' Medici;
Cini
,
de' Medici
Granduca
della
In
Principe
di
fretta
fatta
di
Avvi
fiiva
o-»g"
alquanto,
loro
inoltre
a
uno
Girolamo
ed
fatti
scovo
Ve-
lo
Raffael-
Francesco
Don
Francesco
Siena
di
e
poi
Giovanna
Regina
L
Imperado-
Serenissimi
che
lista
Ba-
Gio.
da
di
il Lasca
;
Sposit
Itati
essendo
Intermedj (i quali possono
.-.
„
Messer
a
di
Commedia
medesima
rappresentazione
a
Firenze
MinerLetti
di
a' medesimi
renzo
Lo-
d'altri,
di
Ferdinando
dice
l'Opere
del-
Carnascia'eschi,
,
della
e
ti
seguen-
e
cioè,
Principe
e
e
I. della
e
Commedia
i detti
dal
^i
de' Canti
particolar frontespizio
)
descrizione
pag.
Burchiello
Firenze
separati dalla
stare
Voi.
d'/tltri,a Mese^er
e
Nozze
Toscana
Dedicatoria
nel
Dedicatorie;
Cofanaria,
nelle
in
a
dej:rIntermedi
seguite nel i566,
stampati
ine
,
figliuola già
questa
112,
Spiritata
,
re,
pag.
Bi^rnardetto
recitata
di
d'Austria
a
del
Mosser
a
e
alla
d'Ambra
memorabili
de* Medici
Arezzo;
di
I. della,
Fregipani;
Francesco
,
Voi.
Berni
dc'Sonetii
Scala;
a
nel
Fioren
del
Due
Bulifone
l'infrascritte
sono
nella
Martini
Luca
a
una
che
Rime.
sue
stampate
IV. delle Piose
Parte
quelle
alcune
e
Antonio
da
Raccolta
sua
',
Varchi,
Benedetto
raesser
ad
avanti
gli sopra-
»
comprese
non
poste
son
varietà.
di
e
JX.
Lettere
4.
d'Aristofane, anzi
ai Cori
cedono
»
^7
IaSCA.'
I»EL
,
cavati
Autore
squarcio
,
,.
Auxeloughi,
'
"
'"
.messe
61
„
.
ad
^
quella forma.
ridurgli in
d'altra
semplice
una
jn»-'—
^v/^xipassione
.
a
da
do
aven-
,
Lettera
detto
rispon-
}l Gobbo
da
PìsA
Lato
Arrighi, e
Bello
a
si
squarcio
legge
Commentarj
I» de'
5. Rime
SSl
Poemetto
11
sopra
j
Ì741»
che
quivi
1*
a
Cìganteaj
dato
fuori
3i3
pag.
II.
Voi.
maggior
parte
d*Annota7.ion.i
da
pentissimo Stampatore
in
2.
Egloghe
In
le
tre
I.
Volumi
luogo
seguenti
notizie
sono:
io
ed
d'
Capitolo
suo
di
siccome
in
lode
Crusca
della
che
intitolò
)
quel
Aiccodemo
Capitolo
ciconsolo
«ra
Prose»
spettantia
suo
Comento
dalla
della
della
Salsiccia
Crusca.
Francesco
Manzoni,
Pierfrancesco
Cambi
Il Cavaliere
Lionardo
e
Firenze
in 8.
per
Nota
Mae'
All' Ar*
co
Domeni-
gliele dedica
lo
patore.
Stam-
oaiviu»*,
a
pag.
me
no-
L'Arciconsola
,
la
di
Lasca.
'-'-'.
(\) Vedi
finto
un
Migliajosopra
al
1589
,
Lezione
del
In
un
la
da
cementato
:
Pietra
ebte
iccia
postosi
,
e
e
aggiugnere
cose
Sai
della
leggiadrissimamente
essere
Accademico
il
dorere
giudico
^
Rime
altre
Aut(re.
Il
stro
dili»
nostro
(0
questo
questo
sorte
e
.
XIX.
Novelle
Prefazione
di
,
L'opere perdute
1.
i* altre
Raccol'e,
varie
Moùcke
Francesco
Firenze
in
più stampate:
non
illustrate
ed
corrette
sopraccitatoVoi.
impresse
fuori
date
state
fif«
il quale
suo;
per
del
fla luì
Cresrimlìeni.
del
diverse
sono
sono
della
35.
.,
.
«otto
\i
40
VITA
Doni,
Antonfrancesco
a
Orazio
Lomlardelli,
TJdeno
Nisieli,
III.
Voi.
Prog. 45
Latini
Brunetto
Le
XVIII.
8
a
Fio'rentini
S
nella
e
Mario
Gio.
Storia
ansia
Ili
pag.
173
,
pruneta
3i4"
e
pag.
Poesia
,
70.
no
intor-
Voi.
Part.
II.
Voi.
nel
e
a
,
I.
a
II.
a
,
I.
Par.
Memorie
Casotti, nelle
a
162
pag.
,
168,
nelle
Note
e
dell' Im-
Par.
IL
a
22.
pag.
Salvini,
Antommaria
Tancia
Salvino
Salvini, ne'Fasti
più luoghi.
Il Dottor
Giuseppe Bianchini,
Satira
Italiana
Paolo
a
,
9
pag,
Minacci
ed
e
Monsignor
Giusto
Il
a
pag.
Dottor
4o5
Gio.
Note
Fontanini
,
44o
Andrea
della
al Malmantile
,
in
537
più luoghi
Arcivescovo
dell' edizione
,
Consolari,
nel Trattato
1731
del
cira, nell'Eloquenza Italiana
1736,
e
89.
a
io, nelle
nell'edizione
Racquistato,
Fiera
alla
Buonarruoti.
del
Il Canonico
del
pag.
Scrittori
ne'Comentaij
Volgar
della
Giovambatista
in
di
aSa
pag.
alla
a
,
degli
qsiarta
Crescimbeni
Storia
sua
,
agli
intorno
Fiorentina
,
alla
Pataffio
del
Istoriche
ed
nella
,
ms.
^5
pag.
ms.
Cinelli
Giovanni
a
ne
170.
a
e
,
80.
pag.
i2o"
dell'Accademia
illustri
29,
Comento
nel
a
Fioretti,
letto
Pvog.
pag*
Letterarie
Notizie
Uomini
a
,
Toscani,
Bene
'1. II.
V
Ridolfi,
Francesco
Tonti
n;
cioè
Proginnasmi Poetici,
Ser
de'Marmìj
I.
166.
pag.
e
Parte
nella
,
538,
di
.
d'AnRonia
SSg.
BarotU, nelle A-aaot^"
DEI
iioni
Bertoldino
Bertoldo^
a
:
tASCA
4t
'
Cacasenno,
e
più
in
luoghi.
inventis
renlinis
Manni,
Maria
Domenico
a
Madonna
Stanza
di
Pieri
Laura
del
80
pag.
,
de'
primo
suoi
Trattato
nel
Fio*
De
92.
e
nella
Fiorentina,
Canti
quattro
settima
della
guerra
Siena.
che
Poeti
hanno
al
Monsignor
Messer
Benedetto
Lorenzo
Lasca
Girolamo
Gio.
loro
de'
manicato
componimenti
:
Rossi,
Vescovo
di
PaTÌ%
Varchi,
Srala
.
Niccolò
Martelli.
Bernardo
Canigiani.
Alfonso
de'
Girolamo
Pazzi.
Amelonghi
detto
il
Gobbo
da
Pisa,
,
Tullia
d'
Aragona
.
Madonna
E
Zanna
questo
è
Baitiferra
quanto
m'
negli
occoìtc
Ammannati
.
dire
del
Lasca,
INTRODUZIONE
LA
NOVELLARE
AL
j/4
già gli
uevano
dell' Altissimo
fùone
termine
al
cara
che
dre
condotti.
di
Chiesa
Carlo
e
allentava
e
Galli
Primo
nella
generosa
pò
e
Re
di
gennajo
si
,
*uo
da
Francia
i
e
sco
France;
quando
là
Firenze
di
in
per
carnai
che
giovani
passar
fratello
che
,
bella
e
primi
tempo
una
casa
ricca
de'
di
giorno
un
trovarono
nobile
quattro
Terra
co
anti-
allo
,
allora
,
e
eterna
Marte
di
ciità
bellissima
Ma»
con
fieno
di
di
,
desinare
vaiolosa
-—
Cesare
retti
dunque,
Santa
la
popolo
e
Serenissimo
Beli' ultimo
an-
erano
successore
per
il
stringeva
custoditi
erano
si
tempo
governava
dell' invitto
Imperio
e
Quinto
,
gloria
Nel
Cristo
Terzo
Pagalo
,
il
,
vicario
Piero
incarna-'
Vergine
né
MDXXXX
cinquanta
per
Maria
di
Figl'unl
del
passato
fruttifera
della
anni
e
e
per
festa
do
meno
non
donna
dova
ve-
la
più gentilideltrattenersi
lettere
con
e
per
-
cortesia
in
ite,
ma
tre
sue
pochi pari
a\feva
Toscana
tutta
v'irtii
fornita
teneva
•amera
in
perciocché
-,
musico
era
,
solo
non
Fireri'
,
perfetto
di
l'ai'
oltre
una
e
,
canzonieri
scelti
,
d'
e
ogni
di strumenti
sorte
lodevoli
sapendo
,
più,e
chi
qué giovani
,
chi
tutti
cantare
meno
e
,
sonare.
Ora
ni
attendevano
folta
braccio
ciò
sommesso
il
si uscirono
camera
sonare
,
ed
in
venuti
si diero
a
tendo
la
tutto
i
un
giovani
,
bellissimo
colla
trastullarsi
,
il cantare
e
un
,
sì
neve
per
the
maniera
lasciato
veggendo
tde
di
;
suO'
il tempo
una
alzò
ora
co'
e
,
mettere
a
di
voci
si chiuse
piacere
poco
,
colle
e
sorte
per
in
che
essi
darsi
a
cominciò
e
»
di
che
mentre
cor"
La
neve-,
,
guai
sen
cosa
avvenevole
era
di
padrona
le
qua-
,
manierosa
e
la
casa
le
nel-
cadde
,
di
V animo
fare
piace^'ole;
assalto
un
nipote
sua
che
si trovavano
tutte
,
Le
allora
leggiadre
negia
della
mercatura,
:
quel
e
vicina
in
casa
a
nipote
villa,
E
era
in
disse-,
nobili
:
ufizio
io
e
ho
.
n-gozi
per
l' altri
e
spetti
ri-
meraviglia
a
loro
Roma
ritate
ma-
diversi
seco
graziose
e
quattro
per
,
uno
della
in
e
una
,
tutt'
i mariti
figliastreavevano
della
vicina
cagioni
varie
per
chiamò
figliastre
sue
,
,
belle
due
,
una
e
giovani
altri
agli
e
prestamente
e
donne
?quattro giovani
sua
fratello
al
a
"
e
,
Vi-
quel
pensato^
mie
fanciulle
ne
andiamo
con
tutte
fantesche
le
che
sotto
volta
una
per
,
esse
,
una
rivolgere
vorranno
di
con
,
e
,
toccheran"
ne
,
che
tante
si
finestre
combattono
loro
tra
dissimo
gran-
alle
facciamo
e
ce
tratto^
un
numero
dipoi
e
neve^
ssndo
ma
in
un
,
Essi
terribile.
risponderci;
insieme
andiamo^
ne
giovani
guerra
no
dì
palle
ce
spacciatamente
facciamo
e
,
corte
g uè'
a
noi
,
sul tetto
in
di
della
che
care
mal"
si troveranno
conci
.
il
Piacque
che
si misero
fatto
di
^rispondevano
governi
pie
di
paniera
sbraco'
ne
si
ale
il cortile,
meno
lo
se
strano
caso
viso
in
,
aspettavano
quel
nel
di
buone
viso
,
di
per
giovanii
i
tanto
più
,
il capo
fermi
stavano
pallate
petto
e
per
mal
posato
sua
sac:;nte
di
e
e
la
a
tutta
il
loro
parve
alV
imp
in
su
ov-
non
,
guardavano
nelle
toccarono
e
che
,
quali, quanto
colti
E
,
lo
qua
le
pal-
la
o
tratto
un
a
alzando
subito
e
;
vassojo
suo
meraviglioso.
e
sapendo risolversi,
sicché
a'
sode
giovani
ancora
cominciarono
confusamente
trarre
i
due
e
finestre
dove
combattevano
affacciarono
e
,
alle
vennero
il
vassoi
e
,
il tetto
sopra
fatte
ben
,
fanti
coUe
e
tre
si
quante
indi
e
di
ogni finestra
,
assetto
grandissima
sopra
loro
tra
tutte
a
terrazzo
chetamente
e
;
e
in
paniere empierono
gran
a
sul
prestezza
con
,
suo
,
in
andatesene
parlar
la
\
tempie
persona.
4S
voi
Pur
dolsero
gridando
,
mlnciarono
del
ti
perchè
veniva
gli
che
alcuni
di
loro
e
;
onda"
ne
col"
erano
schifare
it/vesdre
a
chinarsi
tratto
ro
la
E
di
e
,
otto
diece
o
di che
;
festa
se
onde
;
volle
spesse
ead'
,
fatto
quella
,
andarono
ne
i
sciando
tornarono
un
buon
la
dove
camicia.
chi
chi
dalle
ne
se
nel
entrò
a
poiché
essi
potendo
dar
,
se
acceso
e
di
neve
j e
concordia
s
^
letto
mutare
per
furono
pace
a
trovar
e
fu"
infino
rasciutti
dello
di
cheta"
tatti le mani
le donne
e
essere
pensarono
tornatisene
empierono
credendosi
chi
,
così malconci
donne
corti';-
nel
di
impresa
,
si ebbero
si
non
,
sen0
le
e
^
rasciugarsi
attese
,
Ma
vendicarstne
il
donne
troiata
,
mente
tutti quan-
,
,
,
stati
grido
lasciato
camera
quelli che
riscaldati
Iw
^
,
in
farsi scalzare,
alla
a
•
finestre^
mutarsi
a
e
sparite le
subito
,
fuoco
di
le
serrato
corte
lo-
incomparabile
,
giovani reggendo
ne
bastò
molli.
e
finestre serrate
ronvi
m0icata
nella
meravigliosa
acere
p
un
a
guanto
ora
scaldarsi
a
giovani
ti imbrodolati
I
un
,
toccavano
facevano
^
ebbaro
neve
pallate
d"
terzo
un
per
,
venne
av-
sdrucciolando
le donne
la
pai
una
,
dero
co-
e
pitisol'
la
giovani
nel
nello
e
,
V altra
i
ma
;
sconciamente
dacU
si rivolsero
scaramuccia
una
,
facevano
dorme
,
mondo
peggio
col
le
ridendo
e
irsieme
lazzevole
vano
che
veggendo
e
sproV"
+8
insieme.
care
la
:
che
così la padrona fu
E
qual
volentieri
i
cosa
giovani
contentissimi
donne
furono
allegrezza
onestà
cantati
bero
sfacimento
brigata
di
onoratamente
e
sì misero
avendo
e
,
tenf^ndolo
fu domandato
da
egli fosse.
pitibello
il più utile, che
ed
Boccaccio,
que
e
voce
e
;
ma
buona
che
una
ogni
essi
mentre
che
ass
un^
piac'
la
bel-
aveva
d' intorno
dire
volesse
ne
che
voleva
delle
altra
sua
a
altri
disse
che
ri-
donne,
si dovesse
torre
leggendo
diece^ verrebbe
à
gesse
leg-
,
ciascuna
erano
Piacque
mi
,
toccherebbe
uno
vanni
Gio-
Boccadoìo.
loro. Santo
ricusando
parole
e
posto
com-
,
,
quando
giornata;
che
a
le
essere
Messer
leggere fu
nel
qualcuna
egli
prima-,
pigliando
grazia
che
donne
stato
Giovanni
di
cio
il brac-
sogghignò.E peri^hèil giovane
pregato
scelta
fosse mai
di San
un
un
rispose
di
la
camera
quelle
le favole
rispose un'altra
bene,
,
anzi
sodi-
tutta
sotto
colui
quale
queste, disse, sono
:
E
Alla
eh'
dove
;
di
così
di
una
,
il
di
fuoco
arrecato
esii
con
,
,
Novelle
libro
al
,
qué giovani
Cento
sedere
a
che
poi
picciolo
non
altre
grandissima
con
E
ne
dalle
Madrigali
otto
piacere
e
e
ricevuti.
od
sei
dove
sala,
m
più
prestamente
,
Vffnnero
sagliela
mes-
accettarono
donna
colla
e
fatta
la
la
teso
at-
sua
,
fornirsi,
a
che
volta.
sua
proposta
si contendeva
la
di
delle
costei
-,
sì
co-
e
giornate
che
,
t
?
49
^Itri
la
alla
donna
quarta
principaledi
in
andò
camera
così prese
senno
la
loro
!
che
tut^
,
si
ro
e
far
"
necessità
più
che
si
valoro,
pensata
ci ha
dico
,
ragionare
a
condotti
io
qui
mi
perciocchéle
mancheranno
non
forza*
facciate una
benignitàe
ho nella
stasera
sono
^
la
qual
giurando
di
che
e
,
i
cosa
di
zia
gra-
donne^
mie
nella
cortesia
to
fare quel tan-
le
Voi
,
vi
che
cosa
per
comodo
tornasse
udite
il cielo
sarà
mi, dovete
,
ogni
lo'
ella
,
diluvia
altrìmen ti
giovani promettendo
fare
.
Lasca
sputava
di-
festevole
tutta
e
avvedimento
nostro
pregarvi che
seguitando disse.
anzi
il
cora
an-
.
potesse
,
là dove
,
giornata si
,
la
cessero
fa-
essi
piacerà
mi
Per
della
tamente
ordina-
,
non
e
che
so
luogo
maniera
questo fuoco
fidanza
tanta
che
"
tore
servi-
,
voi uomini,
:
voleva
leggiadrefanciulle
voi
chiedervi
ta
loro
suo
Poiché
o
e
per
a
impose
,
dire.
a
gwvani
intorno
al
bella
con
,
,
ella
compagnia
la
tra
,
ne
che
tornatasene
e
vostro
famiglio
tanto,
il
fattosichiamare
e
,
il
e
casa
i
insie
nella
venuto
era
altro, levatasi dal fuoco
dire
senza
quel
il
le
allora
allora
effettouà
ad
mettere
voglia
venne
;
,
fantasia; e
di
la settima
chi
e
altri la sesta,
la terza,
,
che
pensiero
ne
quinta,chi
la
chi voleva
che
e
però
senza
degniate questa
voi. I.
non
come
la
pur,
grazia
partirvi
sera
a
di
di
cenar
ve
pioche
qui
me'
5o
domesticamente
co
cissìmo
tante
sono
voi
Ma
vi
che
intanto
io pensato
favole
ritrovare
possono
ora
,
né
saranno
questo sarà
Boccaccio,
la
belle
tanto
come
,
sua
né
cenare,
ho
passare
al*
do
leggen-
non
,
ancora
anche
né
le
;
quali
se
ns
né
viste
da
se
,
buone
tanto
tanto
ne
dicendone
e
non
non
,
né
che
più sentenziose
né
trovandone
ma
;
del
venga
piaccia
del
seguiti ognuno
noi
ne
e
j
scritte
più,
molti
alloggerebbero asciatamene
più gioconde
né
più belle
t'ornile,che
vi
il tempo
legramente
le
V
quando
,
seguitasse gitia
,
,
te-
pioggia dovrà
la
ella
camere
sete
non
(^rateiloe ami'
mio
Intanto
bene
quando
e
i
terreno
che
insieme-
vostro
fermarsi
col
e
t
ranno
sa-
udite
tanto
,
e
varietà
e
volta
una
per
novità
la
per
contento
gegnose
;
sendo
sofflstiche
astratte
pratichi coi
f ceti
Greci
ma
si
no
e
i
da
di
ingegneranno
verità
noi
,
frati
è
tra
commedie
cantano
non
e
di
scani
To-
o
dover
ai
mancar^
e
alla
monackf
don*
mie
onore
;
e
per
carnevale
per
,
Religiosidi rallegrar
'
fanno
travestiti
le
E
farsi
ora
sema
lecito
loro
dire.
al
suonano
,
:
siete
Latini
solamente
non
materia
qual tempo
;
d'umanità
,
altresì
o
s'
ancora
nel
capricciose.E voi,
,
vi invenzione
la
in-
persone
,
,
dirne
e
,
cere
pia-
poco
delle
lettere
tutti buone
giovani, avèrte
ne
noi
tra
,
,
porgere
qualche utilità non
con
,
e
dovranno
ne
ancora
pallone
recita,
ballano
e
,
non
si disdi'
nel
ce
stirsi da
colle
uomini
feste
le
rappresentare
,
questigiorni ve»
,
di
berrette
velluto
in
te'
,
chiuse
calze
colle
sta
in
gamba
,
da
al
nevole
ce
à
con
il
darci
male
dita
ne
verità
con
voi
sapete
di
altro
quesf
non
,
è
poi
giovedì
vegnenti
sera
similmente
cenate
ciocché
vi
nostre
tre
due
favole
che
avendo
sere
però
e
a
pensare
di
sett'mana
zane
nelV
e
•
nelV
altra
sarà
la
,
picciola
sé
di
tempo
chiedendo
tra
e
mezzana
nelle
sé
guise i
tre
il
uomini
parole
pareva
,
pieno
a
in
alle
non
mezzo
e
gli
che
atti
e
i
e
p".r la
na
i
si
donna
nw
ri^
piacesse agli
potrebbe
fecero
gati
il
fine.
giovani donne,
,
parte
che
,
j
parlare del'a
e
grande
una
perfettissimo
altri
gli
princìpio
parimente
scriverlo
dicendo*
oltre
,
Quanto
mez^
Berlin^
di
sera
di noi
ciascuno
una
,
è
in
dir
,
,
prova
ternano
mero
così
grandi. E
,
una
farà
si dovessero
una
che
,
gaccio
ne
che
pant-bbe
,
quest'ai"
ma
i
a
per"
i
,
mi
due
venire
meco
tempo
una
vo*
questi altri
di
e
ma
,
piccole
saranno
ti
po-
verrà
che
altro
,
le
ne
y
avendo
non
ì
giovedì
è
Stasera
fratello e
mio
scom'c
ce
degniate
^
con
stasera
chi
?
spa-i
novellando
Berlingaccio;
chieggiovi di grazia
e
sarà
noi
a
piacere
ragione riprenderei
come
queW
dunque
disonesto
o
chi
glio
Perchè
fianco.
colla
e
,
letizia
e
ginare
imma-
pure
manifesto
di tutti
per
quanti
la
che
non
segno
che
,
gìom
le
non
x:apes-
in
sera
loto
stessi; laonde
la donna
seguitò
c"?*
,
sì dicendo
le
che
cose
si
qualche
ordine
per
quello
reggessimo
non
ti
o
che
nello
che
la
di
guisa
a
essere
prima
o
sorte
si
togliessero tre
in
scritti
sero
quelli di
che
ella
uomini
che
di
seguitasse
una
si
di
all'ultimo-,
infino
si
toccasse
che
poi
cosi
•
.
i
e
di
e
primo
che
di
e
re
,
(») Nel
due
uomini
il
quel
delta
in
fuoco
al
o
esce
genere
sera
guardare
gli
de-
così
e
»
chi
manosa
ordine
per
donna
si
Traendo
altra
mano
primo
borsa
donne
dell
or
acconciasse
questa
tra
al-
terza
od
a
uomo^
,
per
.
al
nelV
e
j
,
sedere
fos'
una
ultima
o
delle
una
y
per
e
,
^
e
;
quella
deW
or
nelV
dicesse
questa
cavasse
,
o
novella-
disponesse
nella
una
quan^-
^
traesse
fosse
che
e
;
solamente
e
ne
se
al
,
,
tratto
poi
vostri
ci
parrebbe
tutti
che
i nomi
ci
che
ma
mi
E
lo
e
,
donne
noi
donne
una
borse
polizze
polizze fossero
e
noi
voi
o
fortuna
la
o
,
che
che
,
Repubblica.
a
ti
seguiquesti)
Reine
nondimeno
con
per
,
j
re
e
;
paresse
con
tutte
effettone
fatie
voi
a
che
facAno
si
,
lo
son
Re
con
piacendo
,
che
elle
quando
fare
a
fine
che
,
governassimo
ancora
a
necessità
di
pare
pigliano
,
parrebbe
mi
mi
Egli
.
(I)
come
maao»cril|.p
*
la
stessa
vita
o
,
mancava
una
carta
piìi.
intera.
55
oggimaiquestoragionamento
Affi lasciando
che
mi
pio
rivolgo a
,
solo
che
ottimo
Dio
te.
puoi
tutto
e
che
cuore
conceda
che
dopo
non
consolazione.
vola
la
quale,per
y
strarvi
come
e
(i) Quesio
qualche
del
tanto
cosa,
o
ajuto
tuo
lingua
mia
la
E
non
se
così
venendo
a
(I)
e
che
la
alla
loro
a
e
miafa*
tutti voi,
debbono
alquanto
e
me
rac'
lasci'
seguitòdicendo.
peiiodo
\i ha
no
e
lode
tua
a
animo
dare
pititosto
allegrai
questiaU
tutti
festevolie gioconde si
sarà
contare,
vetta
che
,
nostra
a
y
nìuna
cosa
infinitaboa'
,
grazia
tua
dica
diranno
me
pregandoti di"
tua
e
princi"
grandissimo,
e
,
per
y
mi
si dia
sera
,
della
e
di
clemenza
e
tri
e
questa
sai
tutto
votamente
tà
di
novellale
al
prima
,
è
difettoso:
cnore
(gualche
manca
foraù
dì stampat
56
medici
tutti
1
vano
fatta
che
gliene
incresceva
perchè
il dolore
e
che
era
per
si
Ma
Io
donna
qualche
vederla
,
di
io vedrò
mio
dell* obbligo
colei
,
disse
gli
arrecassegli
fosse
di
gennajo.
trrnossene
ch*
egli
a
ebbe
portare
come
raccontare
casa
punto
apmalattia
orina
se
serbasore
e
;
allora
sendo
qual
la
in
là
disse
compare;
quello
molto
cosa
là
l'ultimo
al-
medesima
alla
le
dalle
poi-
moglie
la mattina
e
graziato
rin-
Salvestro,
contento
sera
di lei voleva
bisognava
della
diece
,
al
e
;
,
partì
cenato
il segno
j
mancherò
non
dalle
Della
si
il Maestro,
9
noi
,
donna
dalla
fatta
a
,
quella
che
venire
il segno
meglio
che
e
dendo
rispon-
faremmo
fattosi
e
informatosi
e
,
»
desse
le
pure
le
poterle giovare
teneva
cara
domattina
arrecami
nondimeno
e
potessi
lui
co-
come
medico
Il
riparo
ne
glie-
non
che
pure
io
se
1
e
amava
rimedio.
qualche
diceva
che
,
Salvestro
pregava
,
ordinasse
modo
le
el-
spacciatamen-
,
di
era
benché
che
sbigottisse
mancare.
mogli
;
,
via
passano
,
non
delle
gomito
molto
pacienza
avesse
morte
del
forte
fuor
che
di
della
perct"sse
dolgano
se
che
e
che
compare
ave*
ne
stro
il Mae-
,
le
la
al
,
come
veJuta,
avevano
disse
dolente
;
1'
giustificanza. Perlochè
mala
,
te
CENA.
PRIMA
fece
diece
,
me
co-
te
vegnen-
intendere,
ore
in là.
\
'
xSvsrtA
ticeìla
giovane
che
in
circa
anni
o
di
che
che
orina
le
le
e
fF.cesse
mettesse
la
letto
andatosi
e
;
le
di fare.
solita
orinare
il
nell' orinale;
dormire.
Ma
risentitasi
egli la dimandasse,
lo
sto
,
aveva
che
era
,
rovesciata
ne
andò
dato
aveva
la
o
,
e
non
dove
dalla
volta
ed
,
por
me
co-
gatta
e
tutta
,
V
dolente
orina
,
rimase
il let-
sapendo
topi
se
po-
padrone
ratta
non
da*
quale
giorno,
al
V orina
,
forse
gentemente
dili-
sopra
il
trovato
e
l'orinale,
sospinto
s*
i
gittossi
venutone
dare
per
,
e
,
colei
a
raccoltola
e
j
aveva
che
stette,
tanto
to
fat-
Sandra
che
in
Venne
avendo
1' orivolo
e
fante,
cassa
una
cora
an-
te
acconciamen-
potesse
,
la
di
nulla
se
,
la mise
rasente
colla
lasciò
,
se
la
e
,
acciocché
diputata,
voglia
ella
dò
coman-
,
orinale
era
bisogno,
a
uno
badasse
,
vegliando
tuccio
ciò
a
,
come
l'ora
venne
due
venti-
intorni
romore
al
bisognasse
nome,
di
,
destatojo
un
guardia
,
il
fan-
una
a
acconciolle
e
;
dentro
servire
tanto
stesse
donna
la
camera
in
moglie
che
fa
ne
,
altra
un'
avevano
il
sentito
guardasse
in
essi
col
quelli
tosto
prima
impose
orecchi
in
e
orivolo
guarire,
,
avvertita
e
Salvestro
siche
contenta,
dì
volonterosa
Madonna,
5f
t.
sapendo
che
scusa
e
paurosa
si
piglia»
oS
CENA.
PRIMA
re,
temendo
no,
subito
di
che
Salveslro
anziché
era
,
,
del
aver
non
per
pochetto
un
r orinale.
forse
o
dentro
la
Né
che
guari,
stette
domandandole
Sai
l'orina;
ed
di
quella
por^e
dentro
inteso, in cambio
inferma,
la
Coiai,
gli
sua
messoselo
andò
ne
done
aven-
quel-
vestro
ne
ven-
ella,
d-lla
come
moglie
1' orinale-
pensando altro,
non
ed
mezzo
,
avete
qualche
sua;
pisciandovi, empiè
voglia,
deliberò,
,
remore
mettervi
picchiata»
bizzarro
e
il
sotto
al
volando
tello
man-
co
medi-
,
suo
il
compare;
meraviglioso
ammirato
e
lo il segno,
quale, veggen.
rimase
ne
Sal-
a
,
dicendo
vestro
male
noir
di
costei
:
alcuno.
avess'
letto.
Colui
ella
II
mi
non
la
:
diceva
medico
alcuno
segno
di
autorità
così
muove
in
quella
al
certe
Avicenna
••
compare
ni
ragio-
sue
1' altra
che
tina
mat-
,
voleva
se
malattia
allegando
,
,
e
di
bia
ab-
si
,
disse
rivoltosi
non
v-ggendo
non
che
pure
meschina
,
orina
pare
andò
ne
il
pieno.
rivedere
il segno
Salvestro
alle
La
sera
a
casa
tornato
di
maestro
ordinato
intanto
,
^
il
,
andossene
a
Ma
.
.volo,
e
venuto
,
il tempo,
meraviglia
poca
venne,
,
tutto,
e
Salvestro
e
serva
la
diede
poi
sciato
la-
faccende
alla
cenato
restati,
così
e
sue
non
ne
dormirr
;
scoccato
sima
medecura,
e
l'ori-
,
colei
chiesto
da
KOVEIIA
orinare
ritornò
fra
dormirei
a
sé
moglie
della
medico
il cacio
confessare
via,
desse
gittar via
volta
levatasi
e
;
quella
fece
di
era
bassa
anni
le
viso
di
carni
colorita
uno
dalla
fango
avendo
andò
prima
che
vi
dire
so
da
e
da
medico
;
ineravigUoso,
lei
il
erano
si,
gros-
infuora;
e
le
raccolta
vo^
e
gni
d'o-
Salvestro
l'orinale,
avuto
via
,
^.
un
e
,
altrui
cavare
quale
assai
nel
gittoss'ferofuoco
l'ora,
venutane
netta:
bru-
ma
schizzar
a
,
Cosi
al
che
e
macinare
.
chiesto
che
pareva
da
occhi
lagrimosi
no
testa,
scorzone
cavallotto,
gli
accesa:
che
maniera
lessero
ne
e
sode,
e
pete
sa-
grossa
alquanto
e
fresche
aveva
piuttosto
e
ma
,
compressa
e
voi
come
,
persona,
gnato
dise-
come
,
e
,
,
della
partito
un'altra
ripisciarvi
Casentino
ventidue
ne*
cacciasse
.
,
Ella
facesse
tentennata.
prestamente
cosi
aveva
la
miglior
per
di
e
,
le
non
poi
di
forte
temendo
;
buona
prese
,
di
onde
qualche
risolutasi
Sicché
fosse
non
pentiva
si
e
,
le
o
ella
,
adiratosi,
,
rina
l'o-
portare
scambiata
tratto
so,
addos-
paura
nel
padrone
,
Salvestro
che
poi
l'entrò
ammalata
primo
risentitasi,
,
conosciuta
il
averla
il
si
,
buon'ora
a
e
che
avendola
riposto
pensando
stessa
dubitando
dal
Sandra
la
e
,
59
I.
più
quella orina
sé
che
guai-
So
PRIMA
data
riguardata
e
che
trovi,
di
disse:
fé
che
quant' è
il
matrimonio?
lo
caldezza,
Colui,
burlasse
Ma
tempo.
Io
il medico
rispose
,
disse
il maestro;
si
e
di
dispose
,
l'orina,
che
grati
della
infermità
agevolmente
sì
nai
col
con
io
e
la
il
,
la
ho
ond'io
speranza
rendertela
ritorna
medesimamente
ordinerò
alla
e
lietamente
tu
moglie
aspettail-
vegnente
La
intorno
la
sua
che
cara
egli
donna,
alla
tendere
in-
per
,
sana
cenato
sera
dipoi
e
air
,
sa*
che
quello
ritornar
alquanto
,
TÌposare
la
conosciuto
,
stette
partito
di
Così
,
,
ralle-,
Compare
aver
giorno
.
serva
dere
rive-
prestezza
novella
disio
consorte
lo
to
alquan-
volta
terza
allegro Salvestro,
buona
con
bene,
.
il modo
alla
:,
Sta
,
e
,
ti
buori
pensato
,
Partissi
do
:
domattina
fare
portò
Comare
e
che
segno
debba
di
penso
,
la
disse
stro
mae-
avete
mesi.
ciò
sopra
gli
e
io
di due
volere
il
ridomandandone-
pure
più
essere
raogliata
che
voi
:
tua
per
con
pensando
rispose
,
,
dimmi
usasti
non
den-
Salvestro
a
Compare»
tu
altro
vergendo
nò
,
segno
sorridendo,
,
CENA.
be
eb-
fortandola
con-
il medesimo
commesso
,
usanza
su
avendo
Sandra
.
al
andò
iic
il
Ietto
cervello
a
a
,
perchè
poiché
due
non
volte
avesse
aveva
a
uscire
fatto lo
scandoerrore
,
la
diede
mattina
della
raoglie
al
potette,
pura
la
farlo
di
seguitò
quale
la
ridendo
rivolse
che
conviene
te
a
:
Id
mostri
il coito
lei di
in
male
via
il
che
modo
o
,
congiungersi;
più
quanto
fede
intera
di
Dio
bisogno
procacciar
sanità
veggio
za
caldez-
di
sanarla
per
ti conforto,
questo
di
virla
ser-
giova,
non
Salvestro
.
,
medico
promesse
,
lasciollo
,
col
di
nome
desiderio
grandissimo
e
la
della
salute
ricoverarle
donna
tmarrita
la
.
ordinar
finalmente
benissimo
della
moglie
al
suo
compagno
Ane
la
da
sera;
dato
piacevole
liceiua
cenò
ai
fallo
za
presen-
futto
anquidroj
uomo,
sempre,
egli,
avendo
mangiare,
,
ed
vuoile in
cena,
Ietto accomodare
motteggiando
Alla
usare
,
non
fare
se
al
con
quale
a
par
couie
,
doveva,
Venne
un
e
è
sp^»cciata
prestando
nel
notte,
e
eìln. si:\
aspettando
,
la
il
fare
;
,
sformandoti
meglio,
tosto
che
conto
che
a
gagliardamente
fa
ci
gli
se
SaWe-
qua
soverchio
non
se
,
altra
uè
altro
perciocché
;
medico,
mogliata
,
seco
tosto
,
vien
di
più
solito
,
salute
quella
il
brami
sff
,
tu
Ma
portò.
:
a
vece
quanto
,
disse
e
,
str»)
in
vegf^eiidola ai
chiara
e
la
,
orina
maestro
Salvestro
a
e
terza
sua
il
:
6^
T.
NOVKLIA.
e
torno
incon
faceto,
e
allegramente.
compagno
,
e
alla
62.
che
detto
fante
camera
sua
ridendo
Hì'Q
se
dormire
a
rimasto
si
cominciò
donna
che
di
La
moglie
timida
che
quello
Dio
come
,
meravigliosa
,
attendeva
far
volesse;
lo fece
cominciò
di
fatto
ad
e
d:sse
Yuol
dir
che
?
al.iando
la
voce
potete
non
volete
fare
io
:
volle
.
,
a
la
occida
procaccio
:
tavia
tut-
detto,
conciarsi
ac-
colei
ma
;
dire
,
ohimè
! traditore
ammazzarmi
paclenza
avere
? Colui
,
questo
volete
modo
del
ferma
sta
:
addosso
prese
,
mi
stessa
E
uscito
pure
salirle
per
questo
a
,
sé
diceva
,
guarirti
,
voi
pazzerella
,
di
che
ciò
è
dubitare
non
e
che
e
mai
voi
sareste
rispondendo
,
Salvestro
!
cui
A
.
,
?
questo
cervello
ohimè
:
,
lato,
reggendo
ciò
,
sentendo
stato
re-
dola
stringen-
e
baciarla
a
quasi sbigottita
,
al
coricò
toccandola
abbracciarla
donna
la
e
quale,
,
,
la
pure
il
le
se
,
e
in
burlando
spogliare
a
,
fine
in
,
tuttavia.
meno
andasse
ne
solo
e
,
della
presenza
e
CENA.
PRTMA
ì
da
che
tanto
,
che
malattia
sarà
,
tosto,
la
mezzo
io
volere
senza
affrettarmi
Come!
morte?
mantenerti
cerco
sì
con
Salvestro,
rispose
in
anima
vita
strano
mia
,
dolce
cosi
questa
:
mi
ha
Mingo
fra
è
la
il compar
commesso
ciie
,
gli
altri
al
medicina
sai
medici
s
nostro
egli
quanto
e
male
tuo
però
stro
mae-
sìa
non
dente
intendu-
s
64
PRIMA
SÌ sarebbe
né
la
svegli,ita
al
che
e'ra
già
raddormevitò
si
infiao
dì
levatosi
le
alto;
confadnae
mano
al
tribbiano
e
giò
il
che
in
medico
filo
per
di
;
e
gno;
se-
per
consoluto
rimase
ne
lo
medico,
al
lo
au
(naii-
giorni
otto
ne
raccontò
se
per
,
fatto
dt
letto
q.iale più
mattina
il tnarito
gli
cosa
la
:
la
aveva
lietìssiin«"
onde
parto
voglia
noa
ogni
e
di
pili
addietro
che
di
stata
jsse
e
per
come
,
f
la
e
poscia
portò
,
,
ella
die-
terza.
a
Salvestro
sua
assalto
dormì
e
,
che
non
se
,
quarto
,
stretta,
donna
ancora
il marito
frugandola
rono
CEVA.
e
,
cun^jrtollo
che
seguitasse
sue
faccende,
ed
i
in
avendo
nllegramente
volta
quella
La
malata
ne
andò
dolente
e
poi
paurosa,
medicina
Così
,
molto
ben
lieta
tenervi
più
si uscì
fare
tedio,
a
del
letto
,
fresca
e
e
colorita
,
meno
e
o
più
uon
della
medican-
vita
quattro
in
se
usato
buona
in
cenato,
sicura
e
all'
Salvestro
da
letto,
al
ma
facendole
e
gusto,
bevve
e
,
e
nò
desi-
moglie
,
.
dola
buono
un
sana,
sinare
de-
a
riavutoli
ile
certe
tornò
ne
cara
marito
suo
fine
a
cuocere
da
mangiò
col
se
.sua
la qu
;
sera
.
fatto
c"dla
cappone,
grasso
recato
l'ora
su
lui
,
ebbe
partitosi, poiché egli
da
Salvestro
.
,
per
in
sei
di
quanto
dieci
inai
noa
ni
giortornò
rijjer
fosse
addietro
lo
qua]
stita
riijgraziava Dio
il
di
che
dolce
sì
In
la
veduto
una
salvezza
marito,
Salvestro
a
,
di
non
fu
alla
,
giovarle
avendo
ehe
a
,
e
riso
il bel
colei
nelle
sue
ricette
delle
JL:iJc^ voL
qu
scrisse
douiie*
I.
cKe
,
e
cne
ne
dò
an-
fuori
era
nato;
re
nuoce-
a
,
per
sua
fossero
a
tutte
un
le
da' sedici
5
;
e
ognuno
piacevolezza
che
di
cagione
egli
la
E
quasi
che
come
,
ciò
mente
ordinata-
narrò
stata
auch'
a
occhi.
gli
dt*lla sanità
pezzo
raccontava
gliandosi,
meravi-
che
quasi per
fosse
ticolarment
par-
,
intorno
caso
and
»
del
,
gli
gli capitava
casa
di
i
-
stato
era
segufto
giurao
veramente
un
Sandra
era
quule, stupito
volendo
donna
la
loro
e
,
non
come
pieu
e
il conforto
sera
prima
,
e
la
dolevano
considerava
sé
lieti
ed
loro
che
il
sendo
cena,
fuoco
cotne
risero
il tutto;
.
carnova»
dell'orina
il medico
casa
il
ridendo,
raccontò
pensando,
sanità
dopo
padrona
tanto
aveva
,
scambio
cosa,
pare
com-
le
venutone
al
e
della
ogni
e
suo
rendulo
sera
moglie
Io
che
medico
prospera
,
cianciando
festa
la
la
che
e
avvertenza
morta,
mentre
questo
Silvestro
conte«tissirna,
buona
del
mezzo
le, accadde
di
la
e
Della
.
,
quasi
,
bella
e
iiisietne
conoscimento
vero
con
saaa
,
marito
col
cosa
65
I.
NOVEllA
racolo
mit
e
lattie
ma-
ijtt'
66
PRIMA
a*
fiiio
cinquanta
CENA.
anni
quando
si
non
vasse
tro-
,
altro
rimedio,
disfidate,
state
il
coito
renderle
a
che
e
da'
medici
atto
essere
in
fossero
breve
tissimo
poten-
e
tempo
ad-
sane
.
ducendo
questo
esempio
per
che
nelle
sue
,
gli
cure
intervenuto.
era
intendere
la
che
E
Salvestro
a
fante
sua
fece
che
di
tanto
,
gli
bene
bisogno
cagione
stata
era
simo
grandis-
,
di
aveva
marito
;
che
e
be
potreb-
senza
,
agevolmente
e
moglie
del
da
uno
a
di
per
diede
la
un
Palma
strana
Salvestro,
ricevuto,
figliastro
la
qualche
Onde
benefizio
Martin
San
in
infermità.
pericolosa
ristorarla
incorrere
per
lavoratore
suo
di
giovane
prima
,
barba,
uno
scuriscione
vi
so
dire,
che
,
scosse
ture.
la
polvere,
e
le
ritrovò
le
congiua-
le
Pedagogo
suo
un
che
lieto
colui
poi
se
NOBILE
E
RICCO
GievJNE
VN
torna
ne
di
ni
de
ridere
mollo
cinto
II.
la
la
incurabili
i
e
del
ricetta
giova»
di Ghia»
Novella
medico
volta
vezzosamente
ne
ho
ci abbia
meraviglioso
così
e
5
intervenuto
»
della
alcuna
letizia
fede
j
o
segni
del
dolore
laonde
,
ora
piaccia
cominciò
e
meno
cos\
mente
,
e
che
vi
meno
tutti voi
po"sono
fare
dentro
non
nella
n'aveva
io
venutami
raccontarne
,
io per
tandolo,
deliberata, imi-
sono
che
una
ita* altra
nella
Amerigo
io
a
di fuori
di
ma
pri-
contento
che
pare
i
se
lasciarne
fantasia
mi
e
,
avutone
e
la
per
raccontato
piacere
preso
dire. Veramente
può dire, che
si
tavola
una
sciogliendola
a
prese
,
mine
fem-
lei dover
a
co'i
,
clie Ghiacinto
delle
malattie
Amaranta
seconda
la
parole
or
donne
piacevole
sapendo
ma
toccare
o
le
lodando
alle
;
sia
e
i
.
intorno
me
virile
Lione,
a
restare
potevano
on
niera
ma-
,
il membro
NOVELLA
Ne
con
di
beffa
una
perde
ne
péT Vendicarsi
,
gli fa
,
^
"
n.
NOVELLA
,
credo
faccia
vi
che
ridere
s
e
dicendo.
Ubaldi
,
coma
voi
bene
potete
63
PRIMA
Capere
e
fu ne* tempi
,
in
Firenze;
vivente
lo
andare
lo
il ritornarlo
poteva
Don
la
Io
volesse
talché
non
guardava
al
intendere
in
pratiche
;
,
per
e
conversare
con
o
più
erano
praticare
del
amici
o
dunq^ue voi,
apparar
dagli
tenne
aaoi
.
poteva
undici
padre
ed
per
o
costami
in
che
guente
conse-
al fdQ-
coMveniva
che
iufiao
pre
sem-
buone
Io
per
sate
Pen-
contadini.
questa
che
,
,
o
da
pigliar
compagni
cou
pedagogo
che
cendo
fa-
più
per
e
e
,
fosse
erano
,
i
casa
lasciar
tanto
castellani
:
appresso
in
giovani
del
paura
tutti
gli
virtù;
messer
struggimento
,
delle
mai
pedante
più?
a* vizi
vólti
e
inimici
ciuìletto
i
perciocché
scorretti
mai
il
quanto
non
e
,
e
fanciullo
fanciulla
,
mo
lascia-
voleva
stargli
e
oltre
scuola
che
altro
padre
riguardo
si
portuno
im-
più
quale,
Che
una
come
il
povero
parola,
dietro
lezza
fanciul-
alla
il
aveva
ventura,
,
il
j
gli
non
,
fosse
giammai,
goffo
e
intendere.
menarselo
tenerlo
fosse
favellare
precettore
che
che
che
sua
pedagogo
casa
d'intorno;
non
nella
accompagnarlo
a
accorta
mala
per
ebbe
ignorante
essere
levar
quale
un
ritroso
e
altro
quanto
,
guardia
per
leggiadro
,
il
padre
suo
;
suoi
piacevole giovane,
mai
lo
CEKA
ze
crean-
maniera
lo
a* diciassette
69
'
tr.
uovEtLA
Ma
il
e
fu
dove
t
egli
suoi
puri
erano,
si fece
ei
,
breve
in
attempUo
e
,
eredità
una
per
anni;
ticando
pra-
e
Fiorentini
alcuni
con
zio,
suo
uno
diece
stette
piacere
suo
a
vi
là
andar
grauJiiSÌma
Lione
a
cagionevole
sendo
padre
costretto
che
morendo
dipoi,
nobili
giovani
costumato
e
tili
gen-
so
valoro-
e
,
ed
intendente
in
il
egli
ebbe
le
guisa
che
si
voler
diliberò
odio
gli
consumar
fiorita
al
spasso
senza
mendo
e
,
soggetlitudiue
qualche
si
beffa
avesse
gii
,
che
etade
ajuto
gli
di
sconterebbe
piaceri
.
E
rimasii
la
d£
tratto
in
tanto
tristamente
i
fresca
più
sua
piacere
fargli
di
nel!/ animo
certi
a
o
uno
frateglida
cosi
gagJiofferia, manprima
ricordar
cadde
sate
divi-
volendo
che
un
rilevata
a
ché
poi-
,
liberare
e
che
e
quanto
fatto
avesse
Ma
innanzi
pedante
considerando
aveva,
più
il
via
cacciar
dietro.
bene,
stavano
tornarsene
mai,
accouce
cose
,
collo
,
che
bello
menava
sue
il
ve
do-
Firenze
a
più
pedagogo
fratellini
Lione
fatt«
.
quaggiuso
tornarsene
suoi
in
e
Ma
mercatura
,
trovò
due
nella
morendogli
forzato
fu
divenne
spirito,
aveva
esperto
mentre
queste
padre
che
que'
come
e
;
suo*
gran
quel
onde
per
,
lui.
E
seco
compagni
che
di
sando
pen-
fargliene
una
parte
pre
sem-
e
amici
,
degli
fare
,
avuti
intende-
7*
fbtMk
facendosi
vano
,
nel
menò
il
seco
caro
allora
de' Pitti
Amerigo
e
.
sorte
per
palagio
Lauro,
Cfe»A
dalla
sendovi
pedagogo
invitato, vi
che
l' ebbe
poiché
•ojumedia
essi
ebbero
fornita
fu
di
cenato
precettore
partirono
la
«lavano
recitarsi
nel
quartieri
a
di
San
Amerigo
che
le
compagno
il
,
del
alle
mond)
Io
e
per
iello
posta
vista
ie€8
messe
di
il
che
fesso
uà
sportello
,
disse
come
il
e
colle
fantastico
che
noi
e
cosi
cominciar
fosse
stato
me
insie-
domattina
ai
era
gli
ve
masserizie
rammaricarsi;
se
al
ritroso,
più
acciocché
che
al
padrone
è
sapere,
voglio
tutto
di
che
questi
,
puoi
tu
gliene scompisciamo,
detto,
di
ridendo
più fastidioso
abbia
sul
in
botteguz-
una
,
botteghino
coma
pisciamo dentro,
e
stringhe 5 dirimpetto
questo
.
poi egli
ed
,
Di
egli
Giovanni;
uno
fermatosi
vecchietto,
arabico
dove
casa,
giunti
stava
punte
.
sero
pre-
»
vi
•[uale Amerigo
si
vecchio
Porsantamaria
per
la
compagno
andarsene
Vacchereccia
videro,
suo
il peate
ver.^o
per
di
uomo
un
via,
mettono
un
con
in
e
,
passando
canto
£a
e
che
e
,
,
COSI
to
mol-
.
Ma
col
del
compagnia
stato
,
dia
Comme-
una
fatto
a
,
lo
pisciare
schizzatolo
,
5imigliante
e
.
dopo
Sicché
,
lui
o
forse
il
voltosi
fece
la
compagno
Amerigo
,
1^
CENA.
PRIMA
essere
vere
gli
disse
disgrazia
fare
mi
come
hammelo
e
ohimè
:
modo
di
voglia
tanta
van»"
Amerigo
.
bene
troppo
de
il
ridere
micia,
ella
mia
micina
gli
lasciasse
pian piano
trafiggevagì
sospirava,
in
se
come
ligiatolela
pochette
un
,
e
tener
ne
che
,
coda
soffiava
altri
nella
in
vede
se
le
accosta
Così
avete
,
stando
Amerigo
il
e
tirava
,
fecero
,
sé
a
lando
rimiago-
che
volta
tal-
gatta
uccello
o
caf-
torgliene
per
.
sentito
come
mostrando
il compagno
avergli compassione
avuta
avesse
precettore,
e
zione
affe-
quella
guisa
,
micia;
micia,
parte
,
re
tira-
succiava
con
1'
a
stretta
una
••
bocca
se
sentiva
riserrava
lo
colui
e
si
in
e
;
micia,
tiravalo
e
pedagogo
e
laon*
tentava,
,
adire
;
,
dava
grembo
,
e
il
e
in
va
simiglia-
micia
Piloto
quella guisa propio,
in
G
iene;
non
vano
pote-
non
tanto
gli
,
fitto
tra-
ave-
fregola
:
cosa
il
ritornava
e
in
dire
in
e
quella
miagolando
così
,
e
j
io
:
il Piloto
a
Come
.
che
gattone
cominciò
pedante
e
lascia
,
un
taccata
at-
il compagno
e
parlare, perciocché
è
consigliatemi
,
qualche
si
morso
Io
non
ohimè,
,
gatta, ini
una
:
hoccxa
do
piangen-
ajuto
,
membro,
per
e
,
deserto
sono
al
,
misericordia
Amerigo
io
che
sé
quasi
,
o
in
preso
,
il naturale
teneva
:
so
che
gatta
una
,
non
so
che
c^n-
/
IT.
NOVELLA
oo
st"^lo uscir
di
volta
alla
stettero
non
secondo
If
per
Io
che
farsi
;
nelle
davano
toccarne
da
parsi
che
ciò
Diogene
forza
per
e
,
detto
luccio,
guasto
;
ohimè
io
piangendo
a
che
,
il trentamila
avendo
parecchie
giunse quasi
dolente
diserto
quanto
e
sassate
mala-
scorticato
in
esso
mano,
si cacciò
che
diavoli
delle
mai
di
;
mostrò
guaito il membro
«
dicendo
tasse
poravute
e
buone
,
rendo
cor-
Io
ne
Amerigo.
poteva
e
va:
gola gli usci-
,
all' otta
con
strappò
quel
a
con
di
dissima
gran-
piuolo
,
pareva
paja
una
uomini
dolorosissimamente,
fuggire
quella noja»
il
della
morto,
son
,
per
d*isvilup-
o
fieramente
ma
giori
mag-
lo ponesse
dato
e
gli
gridato quanto
e
da
di bocca
cavò
le
gli
e
,
pedagogo,
che
persona,
piantava
sapeva
distesa
,
e
gire
fug-
attaccato
e
strigarsi
volesse;
alla
strc«tta
che
di
ma
,
a
non
il
testa
quello impaccio
andas^ene
fatto
fianchi
onde
nella
deliberò
terra,
di
a
ne'
e
mondo,
una
è
,
truevano
tirare
dato
ci
fichi
ni
ma-
T amico
e
preso
di
cor
schiene
del
sassate
non
rimasto
coloro
e
Jierono
,
da
uncino
che
dire
si
pedante
le
a
Amerigo
.
a
l'ordine,
.
in
costoro
Apo-
avendo
pieno
,
coniinciavano
e
;
Bor^o Santo
di
cauto
quattro
ino
frombole
di
suo
sai
d'in
onde
;
7^
'
A
a
sa
ca-
cui,
tutto
coUe.
in
lagrime
stato
gii
su
tra*
m«zzo
gatta
mi
e
coloro
che
che
tardi,
se
ondò,
mostrò
la
solenne
il
vedere
di
sì
male
,
sciagura
Uraccurataggioe
fosse
o
o
la
il poco
dove
,
ebbero
il
male
.
Ma
,
acciocché
avesse
non
in
di
capo
inavvertenza
sapere
gogo
pedanon
giorno
scolari
ne
insieme
gH
casa,
a
degli
madre
fece
Onde
alcun
per
,
se
giudicandolo
,
e
;
narratone
e
nondimeno
tornare
brutta
giorni
gli
importanza.
di
il
venuto
spedale
;
tutti
;
già
guaire
quale
allo
nersi
te-
era
gaglioffo,
,
quivi
e
il
;
compassione
ardire
consolarlo
rac-
volta
gli
di
,
suo
ridere
rimase
padrona
pochi
un
piccola
il
lasciando
Ietto,
restava
cagione
e
grandissima
avendo
al
giorno
medici
cose
pure
perchè
spendere
meravigliare
si
e
rene.
queste
qualche
al
era
non
e
non
:
sforzavano
Ma
non
infino
a
modo
Stefano
compagno
pedante
potendo
che
il
,
per
,
cio
con-
domandare;
andarono
egli
perchè
e
delle
e
ed
.
ne
fece
se
,
,
ridere
non
precettore
a
il
si
seppero
non
la
fianchi
da
è
non
,
di
de'
che
mentre
di
forza
per
Santo
,
meglio
re»
maladetta
lapidato
gioja Amerigo
raccontava,
il
trarlo
fu
bene
Quanta
cos\
quella
è
,
molto
avessero
di
non
egli
,
arebbono
che
peggio
dolevasi
denti
mi
ohimè
:
bisognò
,
non
occhi
o
de'
la
medi-
ei
fosse
o
quel
che
poco
gli
restato
fu
iufr^dicìando
,
di
guarì
corto
,
la
tiglioue, come
fu
volle,
orinar
t)ttone
grande
fatto
cuffia
volendo
dalla
de'
pagatolo
e
cosa
il
casa
trovandosi
di
padrone)
stare
non
del
romito
al
del
tutto
cosa
seco
a
al
la
volte
a
più
materia
da
secolo
,
ridere*.
fu
reva
pa-
berò
delifecesi
e
V orribil
dui
di
caso
détte
più
,
della
qua!
rendogli
pa-
miglior
domandare,
arebbe
in
*
compagno
avuto
avesse
non
mille
gli
meravigliosa festa,
raccontandola
di
quella
il terzo
che
,
qual
naturale,
ragguagliato;
beffa
saputo
di
,
Lione,
fece
stesso
che
mille
più
pienamente
che
fine,
senza
via
la
Per
fuor
pedagogo seguì
andato
n'era
e
suo
subito
quale prima
Amerigo
sacco.
che
dopo
di
pedante, sbigottito,
esser
fa
,
facendogli
e
Amerigo.
( della
Ma
dicendogli
,
ordinato
aveva
come
si
toro.
padroni
i
cacciato
,
di
capo
,
di
leggieri arebbe
di
villania
se
borsa
una
discepoli
suoi
e
;
cannellino
casa
a
mano
rimase
gran
il pet-
sotto
un
che
ogni
a
grandissima
conto
che
gli
ritornarsene
madre
una
se
necessario
to
fat-
cosa
,
della
palma
sterminata,
e
la
rimase
ma
campar
se
qial
.
,
che
salvo
;
La
tagliar via
vita
la
ferita,
cenda
quellafac-
di
era
bisogno,
,
,
volle
della
malignità
la
pure
,
7^
tr.
NOVEttA
mille
di
luoghi
mille
,
volt?
^5
JRTMA
coiy
SCHEGGIA
fa
,
beffa
una
manierachè
dove
Neri
a
Chiaramontesì
sconosciuto
e
ritorna
non
mal,
NOVELLA
iJ^e
'e la
la
favola
brigata
tiJer
meno
misero
di Ghiacinto
pedante
avesse
messo
La
Novella
d "po
fronte
nella
memoria
si
contiene
stette
dunqu?
astuti
e
un
assai
quanto
nella
fatto
dove
una
uno
a
però gli
e
Neri
dello
tempo
del
che
Pilucca,
ceti
fa-
grandissimi
di
maestri
,
trui
al-
betFare
nobile
Chiaramontesi
,
altro
città;
sturato
ma
,
nostra
beffa
fatta
al
amici
benestante
alcuno
nare
tor-
,
e
gran
certo
disse.
n* ha
ma
Firenze
e
e
,
,
sedeva
agli altri,
Monaco
compagni
perlo-
;
.
in
del
Scheggia,
furon(j
farne
meglio
tanto
Fu
e
di
solito
era
del
Amerigo
doun.i
me
,
che
che
quasi ridendo,
e
fece
incresceva
,
similmente
ridere
iiollri
mazza
la
rdccontata
una
vecchio.
fatto
Amaranta
po' troppa
che
allegra
di
parte
non
%e
parendogli
,
,
con
si
aveva
qualcuno
a
un
Florido
chè
di
pure
.
di
III.
qaestn
,
del fi-
e
,
dsperato
Firenze,
dffl Monaco
ajuto
,
Iucca
LO
CENA-
uomo,
e
non
che
fu
e
fosse
mai
sagace
allora
persona
,
'
niuna
che
beffe
beue
si
spesso
d'
ricco
aveva
fatto
mai
potesse
della
mille
giarde
qual
cosa
controgli
in
così,
ritrovandosi
Cavaliere
a
l(iro
di
Neri
oro
cu
;
fuoco
cortigiana
o
le
iu
ora
( che
tigniti
varie
e
)
:
cosi
Jti
ecc
la
perciocché
collo
inchiostro
mani
e
di
lo
ai
pajo
arme
fino
quale
sen^a
dirle
Scheggia
allora,
guanti
dàlie
a
bianca
in
voi,
bottega
stava
andate
e
una
eoa
di
allora
e
Ceccherina
in
sol
canto
mente
sola-
questo
pa^*
spose
Ri-
alcuna
.
disse
tutt"
roncola
ma.
i
altro
cosa
,
sei
tu
,.
jo
famosa
una
con
e
di
gnese
Bolo-
Pellegrina
o
il viso
disse
,
scudo
uno
come
,
infra
avendo
qae* tempi
vestilo
leccio
cica-
a
ragionato
cose
casa
iu
era
ed
verno,
Scheggia
va
e
del
sera
una
sopraddetto
buon
uà
ir
molte
allo
muli»
stesso
seco
j
sopratutto
,
nel
che
di vendicarseue
seriipre
,
del
era
di
sen^a
,
Scheggia
1' altre
intorno
gli
Sproa
.
tra
camera
casa
a' suoi
e
;
natte
e
io
e
,
E
Cavaliere
fatto
era
scontentissimo
nava
lor
veair
in
,
onorevole
e
,
*
detti
soprad-
tre
cena
a
e
Tornaqtu'nci
assai
oro
desinare
a
Mario
co'
trovava
fòir
volta
qualche
e
•»
di
,
compagai
jnesser
dilettasse
si
lai
altrui
giostrare
e
anzi
di
più
,
^
in.
NOVELLA
«
ecc^ne
di
armato
in
ia-
spalla
merciajo
di
;
Vacche-
il
^7^
PRIMA
dove
recria
i
e
ricchi
ridendo
grazia
S;)n
.
rispose
,
che
vi
voglio
io
:
dà
che
lo
quelle
a
rite
volerle
a
una
Io
Allora
dalla
nuovi
vengano
si
Scheggia
borsa
al
qui
Cavaliere
mani
allegro
V
arete
o-
da
fare
a
sendone
che
armati
e^U
era
vecchio
.
lo
va
,
In
Medici,
Scheggia,
Pilucca
da
dovessero,
parte
Cavaliere
«tava
,
quaitì
fu
disse
avviògli
e
che
iuriiito
"
ciocché
per-
a
renzo
Lo-
renze
Fi-
governava
Neri
si
il M
chiamato
,
,
Cavaliere,
pagai
con
che
mentre
que^rto
cominciò
grandissiuiudì
amico
de'
nirlo
scher-
,
il
casa
cento
caro
i' armadura
vestire
in
lame
poi
poter
piacere
suo
ajutarsi
allora
arebbero
a
più
aveva
per
,
uccellarlo
e
subito
diece
altro
un
lo
che
cavargli della
di
pensando
,
fiorini,
due
che
il
voi
in pe^^no
,
Neri,
col
che
scudi
vostri.
siansi
pera
fornito
:
nari
i da-
due
eccogli
,
re
fa-
pur
pure
cavò
disse»
e
Lascia
pezzi.
a
Neri,
seguitò
me,
.
,
tagliare
tutte
di
minacciando
bravata
gran
sone
per-
adirato,
,
facci
qua
gia
Scheg-
mostrundovi
saranno
Di
pur
,
ì
tutti
Firenze.
Neri
contento
udite
ma
di
giovani
rispose
,
scudi
,
più
quasi
radunavano
,
primi
gli
si
CENA.
loro
naco
quel
fuori;
e
vedere
armar
d' assettarci
arma-
il
e
che
far
cianciando
appunto
colui
,
che
80
PRIMA
quel merciajo
grado
ute
e
linguaccia
Firenze:
la
ai
le
giovani
ili il Monaco
qu
le
e
Maria
di
riso
Novella
non
quale
alla
che
voi
traditori,
voi
»iete
Goioro
delle
la
e
ebbero
di
fatto,
chi
nella
scose
che
e
si
:
trambusto
Lo
Scheggia
alia
era
che
,
seconda,
la
parole
ria,
l'ae
paura;
chi
si
na-
,
rico/erò
chi
garriva
un
sempre
chi
ron-
per
fondaco
sotto
gridava,
,
chi
roncola
ahi
:
per
delle
grido
fuggì nel
il desc»
,
va
venuta
la
sa
gui-
la
grandissima
una
mostra,
sotto
inalberò
lo
veder
per
tutti
nella
gridando
e
subita
per
,
minacciose^
j
entiò
,
,
armi
nella
;
spinta gran"
armato
morti,
per
to
condot-
era
sportello,
inteso
da
stava
meraviglia
una
così
avete
quale
Ceccherino
lo
egli
Il
che
s'
dato
giunta
.
vista
di
ti,
onora-
,
,
deiitro
furio"amente
Neri.
senza
spalancato
e
e
anche
vedeva
bottega
prima
a
dissima,
ctjla
lo
chiunque
già.
sempre
nobili
partitosi
,
«
aveva
di
pazzie
co
di-
vi
non
raccontava
il Cavalier
casa
Santa
di
di
traditora
più
ciò
tutto
roga
ar-
e^iappoco;
leccatore,
e
con
meraviglie
da
la
aveva
piena
bottega
egli
essere
ignorante
pappatore
noaditneao
Io
p.-r
,
prosuutuoso,
,
una
,
CENA.
chi
"i
le pan*
chi
nacciava
mi-
raccomanda»
,
il
maggiore
gli
subito
era
del
venuto
che
Jo
mondo.
dietro-
vide
vi-
NOVEltA
alla
cino
di
arte
zio,
suo
di
riputalo
e
corresse
tosto
Portarossa
in
che
si
trovava
in
male.
voleva
lo
Scheggia,
tosto,
venite
disse
sei
fine
che
di
quo*
si
pigli
conduca
che
da
uomo
dì
niuno
in
gli
chiamati
sei
più giovani
e
di
l'uni
andò
e
di
battendo
t^eccheriuo,
quindi
poco
trovò
Neri,
aveva-
njaia
via
,.
e
stavano
palco,
legato
tre
favelli
tornerà
ri,
troppo
ne
be-
subito-,
e
due
con
alla
lontan-a
condotto
colle
essendo
divettini, de*
e
più gagliardi,
ciie
j
tro
quat-
bujo
non
Scheggia;
via
ne
tosto
••
,
battilani
tra
,
ro,
ve-
cervello.
credette
dello
parole
Il
tu?
al
stando
al
bene
così
,
alle
non
di
e
,
,
burlato
esser
che
,
lavoranti
gli parendo
non
non
chiamate
leghisi
agevolmente
,
mi
ma
vostri
e
egli
soggiunse
e
dove
giorni
Colui
Agnolo
che
via;
casa;
a
quattro
iti
con
e
grandissimo
rispose: ohimè,
o
ed
sé
armato
acciocché
,
ohimè,
eiaio
mer-
di
uscito
,
gran
figliuoli
nipote,
Ceccherin
di
tutto
mano
qtialche
avendo
che
disse
gli
,
roncola
facesse
cittadin
e
e
i
era
,
impazzato
una
vecchio,
bottega
Chiara-
Agnolo
credito
buon
Neri
dove
lana
uomo
,
o
in
volando
a
,
faceva
montesi
si
mosse
,
dove
a
si
,
andò
ne
e
corsa
Ceccherino
di
bottéga
81
ITI.
febbri
paja
bottega
;
coloro
di
non
dove
per
toc-
"2
PRTMA
car
qualche
fra
sé
CEKA..
faceva
loro
che
si
intorno
guardando
sempre
potesse
far
loro
Quando
il zio
assai
a
addosso
roncola,
alla
mio
E
ì
coloro
a
gittatelo in
tosto
,
Coloro
addosso
braccia
le
per
in
egli
presolo
e
j
ebbe
non
r alito
traditori
voi
che
le
dar
a
di
crollo
e
;
le
di
alta
voce
son
buona
sorte
tasse
e
udendolo
,
minacciare
che
e
poter
fate
potette
,
le
braccia
poteva
non
pur
lo
ve
comodarono
ac-
,
avendolo
egli
non
-su
da
in
guisa
quella
,
aveva
ne
se
Scheggia,
besteuimiaro
raccor
che
:
scala
legato
acciocché
Lo
sero
disteche
gli legarono
,
terra.
a
,
lo
pazzo
una
,
chi
gambe
,
fatica
non
trovato
subito
collo
lo
stamente
pre-
,
maniera,
sopra
aveva
1' ammattonato
ad
essi
far,
tu
legatelo
e
per
su
,
gambe
vuoi
ine
toglietegli l'ar-
,
rangolare
la
su
menati
voi
per
in
io
,
e
chi
agio
in
che
,
»
gridando
e
i
,
di
mano
terra
chi
e
tempo
un
di
gli scagliò
gli scagliarono
se
.
la
che
su
:
,
,
.
avendolo
se
,
forte:
sta
disse
voltosi
seco
voce
mes.^agli
e
;
gridò:
nipote
danno
,
conosciuto
fatto
dove
poco
e
,
fuori
al
cola,
ron-
corre,
dentro
entrato
uno
quella
con
paura
e
disdetto
sarebbe
,
Bevilacqua, girando
ma
gongolando
tagliata
una
,
squartamento
Nerr,
E
tentennata.
parte
vi
di
gittosi
reca-
guaire
una
alle-
,
85
'
TIT.
KOVEttA.
fatta
sì
grezza
che
egli
che
erano
,
genti,
Le
pelle.
sentendo
il pazzo
Io
e
presso
parole
voi
natura
peggio
da
que'
dalla
cappa
lo
fecero
dire
e
i
chiamati
il
Scheggia
partì
la
i
infino
voce
.
medici
Erasi
per
compagni
Cavaliere,
bisogno
fu
intanto
sparso
Fireu/.e,
lieti
al
così
se
madre,
ne
ed
ella
cipale
prinegli
come
mattina
niente
non
dipoi
e
secondo
che
lo
del-
consiglio
per
e
to
anda-
;
to
governarsi
couchiuso,
tutto
portare
,
:
gitta-
camera
alla
dare
scala
era
lega
così
gli
non
fece
la
in
la
e
ricevuto
,
,
vedranno
fu
il
faceva
cosa
mettere
dispostisi per
,
gli
lo
nacciare,
mi-
,
correndo
il letto
di
pigliar
ne
,
il Monaco
sopra
era
sopra
tro
den-
nò
lavoranti,
e
quale piangendo
il zio
e
fatto
,
ragguagliato d'ogni
e
e
simo
superbis-
,
gridare
,
,
,
gesti
rodeva
si
accorgendo
ne
garzoni
dove
casa
se
di
Agnolo
.
suoi
togli una
a
bizzarro,
e
non
suo
co'
dunque
Neri
se
restando
non
e
incresceva
ne
chiaramente
,
;
dandolo
riguar-
e
j
gato
le-
era
.
Pensate
di
stesi
nasco-
e
gli
avanti
tutti
a
,
dimostravano
colie
che
si facevano
,
da
fuggite
veggendo
e
,
nella
capiva
non
dopo
ognuno
di
e
andarono
questo
Io
fatto
Scheggia
a
quale ordinataii.enle
si
trovar
tutto
e
il
il
84
PRIMA
CE.VA.
n' ebbe
che
raccontarono
successo
,
e
gioja
grandissima
quattro
senza
,
colui
avere
perchè
si stettero
sonate
ore
E
.
allegrezza
già
seco
d' intorno
a
che
la
testa
dunque
letto
legato
solamente
buona
stette
certo
come
in
condotto
quel
le
ma-
,
stinieri
egli
nondimeno
la
e
j
scorso
di-
stesso
seco
molto
cosa
bene
fu
,
dello
termine,
da
anzi
madre
su
,
opera
per
il
pazzo
benissimo
cheto
ripensato
e
in
bujo
Telmo
cavato
pezza
al
e
fosse
coperto
e
,
solo
come
,
Neri,
accarlo
,
.
Restato
quel
cena
rompesse
,
loro
^rano
Scheggia
dal
e
zio
Firenze
tutto
era
dalla
e
tenuto
per
così
fatto
,
pazzo
da
onde
j
fu
dispiacere
arebbe
qualche
di
pien
male
gran
sete;
lo
per
nella
aveva
madre
la
da
mangiare-
non
La
ili circa
che
elle
lo
sentire
mattina
,
venne
che
serva,
da
dormire
bere;
ma
lame
e
a
dalla
egli
di
ne
chiamare
gli portassero
potette
larsi,
arrovel-
sempxemai
sembiante
fecero
e
infiao
quanto
resta.va
non
la
or
e
dalla
fatto
altri
dimorato
gridando
che
ad
o
senza
assaltato
gola,
or
di
senio
fu
notte,
mezza
Gos\
.
rabbia
sé
a
fosse
egli
se
,
o
,
e
che
soprapprcso
libero
stato
dolore
tanto
.
poi
il ùo
a
due
ore
di
in, compagina
giorno,
di
o
ctu
la
aperto
in
né
il
dal
non
dormito
che
egli era
di
le
di
cosa
lo
Scheggia
e
in
punto
legare
chiarirvi
volete
che
vedrete
,
come
Io
fattolo
e
andate
Tornaquinci
ha
egli
la
tenere
poi soggiunse
e
affatto,
de*
il Cavaliere
e
;
tutta
,
tradito
matto
per
affermando
punto
aveva
loro
narrò
ordinatamente
capo,
ci^
fattosi
e
;
e
gli
e
dicesse
che
incominciò
egli
egli volesse,
Agnolo
.
risposto
corte^mente
parole,
cento
Onde
ragioni
sae
cargli
repli-
senza
,
ascoltarlo
la
appresso
e
contenti
fossero
che
uno
alzando
salutò,
gli
altro,
da
te
sor-
come
quali,
de'
venuta
umanamente
udire
mansueto,
tornato
alla
:
gli pregò
che
di
indebolito
era
,
agnellino
altri
mangiato
né
avere
del
disagio
dal
quale
,
nò
,
di
sera
,
lasciato;
bevuto
testa,
la
dove
Neri
trovarono
gridare
tanto
me
lu-
un
,
,
avevaa?5
lo
madre
la
E
città.
della
primi
i
avendo
camera
mano
di
e
,
,
allora
niedici,
due
Marco
San
di
frate
cugino
fratel
SUO
O-J
HI.
NOVfel-LA
s
in
costi
casa
vicino
nostro
,
i due
ancora
voi
se
snudi
in
diposito.
11
zio
e
saviamente
,
giudicarono
i medici
dir
e
che
assai
per
favellare
udendolo
sì
,
certificarsi
così
egli
bene
chi
bene
dicesse
fesse
meglio.
le
sue
ragioni
la verità,
lo
,
scendosi
cono-
Scheggia. Pur,
Agnolo,
il frate
e
%6
MIMA
di
uno
que' medici,
trovarono
esser
detto
aveva
la
sera
risa
di
e
disse
più
ne
i
e
loro
il
zio
si
scioltolo
ritornati
vergognava
la
tutta
broda
al
contro
si
quale
grandissima.
fece
addosso
Neri
dolente
un
,
ringraziati
fte
licenziati
e
da
letto
La
già
cosa
che
medici
si
ella
come
il
infino
per
era
intendere
tutto
e
sapeva
per
seguita
fuoco
;
e
fe-
si
in
tre
ze
Firene
;
Magnifico
che
loro
un
monte
,
volle
Scheggia,
il
ne
poi
pendo
risache
,
mamente
massi-
e
di
nate
basto-
,
per
egli
gni
compa-
tutto
,
Scheggia
che
dar
di
nel
disperazione
tanta
egli
andò
ne
del
lo
eh*
appunto
orecchi
tentato
vendicarsene
considerando
do
mo-
bisogno.
de'
per
venne
allo
,
se
ogni particolarità j
Neri,
fu
agli
mandato
quale,
egli
di
fatto
e
bocca
per
,
,
andò
,
di collera
e
coloro
aveva
n
,
,
sì
,
Scheggia
fuor
,
de'
e
;
colazione
riposare
a
perdono
gran
tutti
mangiare
buona
una
mano
,
portare
ebbe
sua
sdegno
,
accendere
tosto
di
allo
di
accese
te
stan-
uno
chiestoli
e
versava
rio
Macenato
in
e
j
disarmatolo
e
Neri
le 'maggiori
,
,
che
messer
fatto
Sicché
Cavaliere,
compagni,
avevano
mondo.
al
quello
tutto
Scheggia
seco,
del
andatisene
vero
j
Io
come
CENA.
ne
quella
aveva
via.
Ma
fatte
tanta
poi
a
88
rniMA
JI.4N
NETTO
VELLA
gli fa
sé
TORRE
la
conoscere
accorte
con
,
d'
insolenza
la
trafiggendo
CExNA.
sua
parole
prosuntaoso
un
arroganza
NOVELLA
r"
che
osto
IV.
Florido
fornendo
le
parole
,
diede
alla
fine
da
che
donne
Galatea
conviene
giovani
colla
ora
prendendo
una
ve
ma
non
Novella
occasiona
dalle
a
me
vi
trattener-
due
anch'
racconterò
ne
Vezzose
posciachè
mia
giadra
leg-
con
,
disse.
,
la
bel-
men
piacevole
e
dette
sopradio
d*
una
,
beffa,
altro
accorto
E
quegli
che
che
empiere
a
professione
i
la
,
il ventre
re
fa-
dello
,
parte
ad
,
e
che
de' vini
e
bocconi
maggior
per
tavernieri,
i
attendono
non
d'intendersi
buoni
risa,
dove'
dicendo.
pappatori,
finalmente
,
sapere
i
e
prosuntuoso
un
soggiunse
beoni,
I
parole
avvertito
e
suo.
errore
che
accadde
non
ma,
pri-
seconda,
la
che
villana
meno
e
la
rigida, quanto
tanto
,
dila
commen-
non
seguitando,
virtuosi
e
e
,
cortese
favella,
risa
Novella,
sua
ciascuno,
vaga
,
libera
e
,
altri.
e
e
,
voi
come
souo
e
di
non
e
tro
al-
fanno
di
noscere
co-
dovete
trop-
vita
buona
po
il
tutto
e
così
questi
t:Uti
capo
dell*
tali
spesso
che
quando
lo
soverchio
di
sopra
e
di
barba
falliti
e
anno
aver
vandosi
tro-
dunque
desco
a
il
pegno
molle
di
sotto
si
chi
ha
non
per
parti
to
rispet-
senza
hanno
sentono
un
,
dicendo
ribobolo,
o
le
per
viene
av-
,
tosto
mangiare,
e
o
cera
lo troppo
per
,
far buona
a
,
quelle
proverbio
alla
rovinati
Romaj
,
sventolare
alcuno
di
Tarpea
insieme
bere
per
rebbero
consume-
,
lire. Ritrovandosi
mangiando
e
la
stando
,
diece
beendo
taverne
,
per
fiorino
le
su
quasi
in
perciocché
;
si dice
come
soa
cotal
in
giorno
,
poveri
e
8^
fV.
NOVELLA
sempre
sendo
debito
tissimi
cer-
,
di
^Itri
nella
ivi
città
i
quali
,
in
ora
,
znente
che
il
i
che
da
par
facendo
,
ingombravano
la
che
in
ora
loro.
e
e
ognuno
seUimai^a
,
sua
che
piere
em-
preziose
vande
vi-
mente
onorata-
appunta
erano
la
nare
ragiod'
stessero
Ed
casa
allegra-
sollecitudine
non
mati
costu-
,
insieme
vini
che
e
cenare
,
o
né
giovani
ricchi
e
altro
d' ottimi
però
non
dico
vi
alcuni
ritrovarsi
cura
loro,
fossero.
spesso
un
per
corpo
e
tanti
usavano
per
,
nobili
,
casa
più
,
intorno
già furono
compagnia
di
nessuno
proposito
questo
a
nostra
una
uno
che
ancora,
Onde
in
offendere
non
z
cena,
a
tutta
clascmiQ
9©
jrima.
la
toccava
cema.
volta
sua
contìnovavano
di
di
e
;
poi
in
mano
ripigliando,
,
mano
,
che
la
faceva
cena
menare
chi
conveniva
andar
la
amico
di
da
sorte
il
di
il
voleva
se
,
solo
faceva
si
può
la
maggior
mondo,
al
eglino
si
aver
era
A
lo
noja
esser
trovava
che
a
che
né
,
E
to
debi-
un
fatto,
mo
ani-
né
che
volta
ogni
faceva
insieme
una
,
di
del
odio,
non
suo
fastidio
cava
arre-
dimodoché
lo
e
capo.
egli figliuoio di
questo
gran
coloroj
tutti in
il mal
non
come
e
egli ringraziava
averne
troppo
di
debito
aver
avere
fare.
diceva
contento
senia
mai
mo
uo-
tenet
né
,
non
che
lunga lunga
orecchi
venuto
e
;
che
,
mano
il
e
;
li
debo-
più
sempre
maggior
ritrovavano
debito,
agli
il
volerne
filastroccola
i
,
né
di
mai
che
felici
uomini
dolcezza
si
sere
es-
prosuntuosó
aveva
in
che
né
che
,
rinvitato
e
dispetto
per
non
trovare
Dio
colui
e
e
gli
senza
rappresentarsi
non
campanuz.zo
mai
altro
di
più ignorante
i
sendo
giovane
un
stato
ragionamenti
mondo
del
altri
,
Firenze,
sciocchi
e
che
nominato,
altro
mai
era
giovane
accadde
ter
po-
agli
:
invitato
stato
colai
a
solamente
bene
soli. Ora
nessuno
lasciava
per
veniva
tutti, Dionigi
poi
non
gli
volta
prima
lecito
era
,
e
avevano
Nondimeno
gran
cittadino
egli
ptti
per
"
«
quegli tempi
In
di
assai
bottoni
niill3
datogli
volte
intendendo
reputato
traverso
a
badava
di
vista
innanzi
pure
che
nella
fine
lui
da
venisse
tutti
stavano
re-
aspettando
che
discrezione,
la
levasse
si
vergognandosi
,
non
o
,
dere
inten-
onde
;
mille
non
malcontenti,
e
ché
ben-
e
,
egli
ma
,
dolorosi
va
ardi-
scoperta,
j
la
tirare
a
iiiuno
,
sputato
avessero
facendo
o
alla
aluuaa
dirgli cosa
^1
IV.
NOVELLA
loro
,
d* intorno.
Ora
che
giovane
un
toccando
che
avvenne
si
la
netto
Gian-
chiamare
faceva
Torre
avveduto
molto
colui
dinanzi
quel
che
dei
uno
mostrògli
Così
fra
E
intorno
sé
levarsi
pensato
volesse
ciò
a
Io
che
l'ora
porsi
senza
tavola
a
essere
una
il
vajide
dire
e
i
all'
come
loro
cicalerié.
ordine,
di
i
se
tutti
j
e
fece
Giannetto,
dar
giovani
in
sul
usanza
,
fosse
to
sta-
arrogantemente
ragionamenti,
Ma
egli
.
Dionigi,
,
,
aveva
quasi
,
il buon
invitato
stato
padrone
a
cena,
giungere
eccoti
prosopopea
rompendo
sue
della
a
e
luogo diputato
,
il tutto
ajutar lo volesse,
fare
a
e
,
che
pregò
ciò
al
suoi
compagni
,
venutane
ragunatisi
le
fare
di
prova
,
conferitogli
con
far
modo.
ogni
a
tanto
trovato
e
di
pensiero
faceto,
e
,
seco
a
,
della
fece
volta
entrò
sendo
in
,
su
le vi-
l'acq^naallema/lii
92
e
PS!M\
il
Dionigi
primo
si
dentro
di
recossi
d'
uà
di
callo
sendo
Egli
state.
delle
una
a
belle
che
in
fossero,
tavola
postisi,
tratto
tolto
in
entrare
in
fetta,
che
mai
né
dirizzato
in
la pesta
su
l'occhio
dato
al
turarsi
bella
il
;
sent'io
r
onde
ì
odore
Mercato
I
avevano
uno
giammai
un
carnajo
in
dire
il
egli
e
ne
:
più
i
quali
che
di
,
odore
a
nigi
Dio-
mezzo
puzzo
che
corrotto,
sa
non
j
a
tanto
disgrazio,
sto
tri-
là dietro
,
vecchio.
compagni
altro
:
to
Giannet-
cominciò
messo
a
to
appun-
quando
,
avere
s'era
e
j
colui
prese
gli
a
non
fece
Rispose l'altro,
sentisse
dei
,
si
posta
così
e
naso
bevuto
e
troppo
non
compagno,
,
poponi,
favellando
debito
avuto
avere
mano
i
già
beatitudine
la
su
lunga,
mano
cominciò
grado,
a
Firenze
assai
,
andavano
si
di
va
ave-
te
coltiva-
in
e
una
colui
come
ed
e
pure
altri
colmo
cero,
mangiando
e
avendone
Dionigi,
non
nera
gli
poi
bel
chio
sover-
nel
composte
Toscana,
tutta
essendo
un
ben
il
allora
molto
era
,
barbe
Ed
sempre
freschezza
alquanto
appunto
,
ma
Ja
una
a
spirava
acciocché
ar-
,
quello gli temperasse
della
e
appunto
,
venticello
soave
maasa
,
donde
giardino
un
a
pose
dirimpetto
,
porta
CENA.
:
meravigliandosi
che
,
non
tendo
sen-
soliti fossero
-
stava,
guarclandòsiTua
nò
1" altro,
come
rati
smemo-
dove"se
fine
che
attendendo
95
IV.
NOVELLA
la
avere
,
cosa
quando Dionigi
;
coloro
cJie
io
mai
adiraste
ne
io
direi
puzzo
che
il
tutto
era
lascivetto
rispetto
vi
poiché
testa
barba
è
vuol
dire
;
le
quentano
e
che
di
hanno
Q
da
danno
se'^gQ
aiia
,
e
a
e
pessimi
o
a}uto
da
e;
paté
fine- delle
:
e
che
vi
si
che
tre-
e
trovano
i
mangiare
a
sì
sog-
e
*
co-
e
,
intendereteio,
color
e
to:
Giannet-
seguito
j e
,
piìi
disonesti
cosnimi
,
della
alcuno,
di
alto,
anzi,
forza
me,
da-
aver
non
dunque
reverenza,
riguardo
basso
alle
pure:
tutti
:
bere
con
colui
prol'u nato
tanto
e
,
sporchi,
dì
questo
rispose Dionigi,
disse
a
di
corp.)
dirò
quella
taverne
uomini
non
dì,
ia
gni
compa-
cofiie.
,
tutto
,
piace, io
continovamente
sono
sul
in
snello
di,
buoni
cagione
Soggiunse
e
ve
zia
licen-
con
Dionigi
Ascoltatemi,
?
colui
gìutise
la
Perchè?
corrottamente.
voi
che
altri
questi
e
alcuno.
sarei
:
,
gioruo
polito, rispose:
chi
oc-
guardate
mi
Giannetto
Allora
.
voi
credessi
veramente
,
tanto
che
non
di
nondimeno
disse
lui
,
rispose
,
sott*
cosi
e
,
putessi
Se
fiso ?
così
inverso
pure
collera, vergendo
in
quasi
il naso,
turarsi
guarJar
,
a
tavola,
1 sciare
mente
vituperosa-
rutti
quali quasj
dare
an-
e
alle
sempre
co-
dir
(^4
PK1MA
cono
alla
:
barba
debito
voi
di
secondo
dunque,
chi
ha
non
parole
le
mai
né
CW.SA*
debito.
vostre,
avendo
non
credo
avutone
Ora
veramente
,
che
solo
siate
voi
Firenze
in
avendo
così
e
,
folta
tanto
bella
e
barba,
vi
bestemmie
barba
giungono,
che
rutto
la
e
di
vi
non
,
tutte
vengono
si
e
vi
è
pelo
reciticcio
di
e
coloro
e
nella
,
che
ella
stare
merda
che
del
più
bene,
benefizio
nostre
nostro
cene
debito.
fu
che
vi
da
tavola
ognuno
ridere, cheto
avendo
fatto
cappa
i
ute
in
un
,
andò
tavola
c.n
le
i
o
raso
,
a
che
collera
e
role
pa-
ta
briga-
ebbe
var
le-
a
d'
più
occhi,
Dionigi,
uno
veggenun
pareva
la rabbia
per
veggeiido parimente
e
cheto
levò
si
da
tavola
,
capo
senza
e
i
per
alle
più
alla
si
dagli
perla
risponder parola
risa
reste
fa-
poi
delle cui
fine
che
uno
star
poteva
non
s
Alla
lacrime
massimamente
la
veniste
sfibbiarsi
e
le
giù
e
non
si
e
;
e
ritrovar
le
d'
più
,
orso,
voi
to
tan-
vi
naso
vi
suo
gliate
meravi-
prima,
abbondarono
tanto
il
voi
non
già
con
vennero
a
,
se
j
di
onor
il
non
vi
non
turarci
nostro
per
veramente
do
Sicché
appresso.
ra
manie-
pute
,
può
vostra
abbia
non
onde
;
rose
vitupe-
di
appiccano
coreggia
sua
le
dir
cestone
un
come
nulla
Dio,
insalate
a
persona
sendo
non
*
e
i
tanto
ancor
fu
e
so
pregnoso
sde-
,
ve-
lo sde-
$6
JRtMA
GUGLIELMO
in
CEI*A
GRIMALDI
orafo
Fazio
quale
di
somma
si
fatto
vaisene
e
,
fatto
e
'
oriento
senibiante
con
di
t" ma
;
,
i
ammazza
pi
e
Pisa
vita
ed
e
ella
dopo
alla
fin®
,
sé
glie
mo-
stessa.
Galatea
tacque
favola,
corta
sua
lodata
,
da
tutti
piaciuta,
ma
che
L».andro
,
girat) gli
lieta
e
ha
mi
voi
voi
rimirato:
capitò
andava
aJla
mia
altrui
ftono
dal
male,
della
casa
che
ed
degli
,
inleiiri
contento
con
faccia
una
col
io
che
)
o
contro
,
avvenimenti
primieramente
delle
dad-
dolina
,
sfortunati
jale
q
notando
che
amata
sua
se
dis-
il cielo
1' ebbe
chi
mentre
qualsivoglia cagione
voglia
poiché
fiato
nome
atteso
la
fanciulle,
giovani,
( forse
chiamate,
dolcemeMe
cortesi
innamorati
voluto
,
e
,
dovero
altra
intorno
occhi
brigati
,
a
in
V.
si
tosto
della
altro
aver
gelosia delia
per
la
figliuolie
N,
per
a^
Fìuncia;
venduto
NOVELLA
veunta
in
e"so
averlo
perde
acculato
Sì
glossa
,
ricchissimo
on
una
alchimista,
anche
al
-,
segretamente,
,
finge, perchè egliera
muore
tuba
sotterratolo
e
corre
,
quivi
e
,
maliziosamente
durati
fnrito
notte,
Una
Fazio
casa
.
mie
fedej.
Novelle
»»
doloroso
un
compassionevoi
e
delle
degno
fiero
udire
97
V.
NOVSIIA
caso
farvi
lagrime,
vostre
spaveatevole
e
mente
vera-
e
,
altro
quanto
,
forse,
egli
Roma
in
di
o
né
io
neUe
umili
peradrioe
di
e
cominciò
sé
con
prestare
di
deuari
fosse
non
né
una
im-
de*
figliuoli
ascoltatemi
dunque
5
.
nelle
Pisano
storie
camente
anti-
come
,
ad abitare
Genova
ancora
di
danjri,
usura
diventò
tempo,
cresceud
'^daguare.lutanto
i
e
in
da
e
j
parti;
anni,
casetta
una
"gli insieme
in
breve
,
veccuio
in spazio
fece, sempre
la
a
gnando
guada-
arte
poco
si
a
cominciò
perseverando
ricclussuno
che
le
veatidae
quale
spandendo
Guglielmo
per
vivendo,
nella
ricco
Pisa
tolto
sottilmente
asseti
-tempo
d*
cagione
marito
nacque:
molti
a
perbi
su-
il furore
tetti
,
quale, giovine
e
ne*
principessa, disperata
del
dicendo
non
che
come
per
e
ella
uè
confinato
'pigione,
"
che
morte
stessa
Grimaldi,
,
,
venne
il
i doriti
reina
né
Leggesi
appunto
vedrete
così
alberga;
sanguinosa
e
fu
e
:
case
sotto
e
ancora
,
e
racconterò
progenie
,
ancora
femmina
alla
così
pure
,
E
.
in Grecia
né
di
persone
basse
e
palagi
tragico
a
io
ve
accadesse
non
stirpe
regale
come
giaiijmai
,
quantunque
né
intervenisse
che
più
o
voglia
coi
di gua-
lro/aud.;ai
cja
98
PBIMA
CEKA.
parecchie mig:ìiajadi
mutato
casa
e
,
solo;
guardava
,
;
da
era
con
mal
voluto
Ora
menando
in
sendo
o
la
sentitosi
j
cominciò
a
gìk
e
là
molle
tutto
Fazio
veduto
risplendere
quella
orafo;
di
ma
poco
tempo
quale
alla
dietro
ariento
delle
parte
gran
fare,
fino
E
.
fuoco,
del
piombo
questa
sera
attendeva
e
fuoco
acceso
,
stava
,
trò
en-
un
dato
s'era
consumato
cando
cer-
,
del
peltro*
un
,
a
tanto
aperto
sostanze
sue
e
,
in
uscio
quale
,
In
belestrata,
gran
un
,
di
tempo
i
uno
nella
casa
all' alchimia
aveva
lo
poverel-
,
dentro
in
il
d'una
più
corso
le
pugna-
fuggire.
a
appunto
colto
o
il
rovinosamente
piovere
egli
avendo
e
si ruppe
stiinte
narsene
tor-
pezzo
un
onde
,
quello
nel
,
di
mise
si
ferito
certi
buon
un
cadde
ac-
con
sua,
ferito
manca
poppa
,
che
casa
notte
e
egli
Pisa.
malevoglienza
per
) affrontato
sopra
die
egli
,
(
cambio
di
mo
uo-
Guglielmo,
vita
di
che
un
tutta
,
fuor
za
diligen-
maniera
avendo
sera
cenato
fu
,
campato
questa
una
amici
bujo
scudo
da
sona
per-
loro,
posto
odiato
e
a
mirabile
aveva
di
stato
fidando
non
,
mai
aveva
tuttavia
con
vita
a
poi
e
uno
morte
che
suoi
casa
amore
arebbe
non
denari
in
cotanto
e
non
,
masserizia
per
suoi
questi
e
fiorini
fonderti;
dissimo
grane
per
V.
NOVELLA
sendo
caldo
lo
di
allora
99
'
,
fatto
di
volse
si
colui
conosciutolo
e
;
di
calpestìo
il
sentito
sì che
aperto,
scio
l'u-
teneva
state
,
bito
su-
,
,
disse
gli
quest*otta
a
Ohimè,
rispose
assaltato
stato
perchè
,
tutto
Io
stomaco
petto,
e
uscito
non
egli fosse,
talché
gli
sfibbiar-
a
e
chiamar
a
essergli venuto
sentendo
che
qualmuovere
la ferita
trovatogli poi
e
la
per
,
malignità,
sangue,
ebbe
come
egli
veramente,
era
vicinanza
che
certo
per
mortoj
incontanente
sbigottitocorse
la
,
all'uscio
ritrovandosi
per
,
in
sorte
con
o
poi
solo
casa
due
suoi
in
circa
j
nati
a
sentendo
andata
per
un
nAedicma,
per
di
corpo
stava
fortemente
veggendosi
non
che
,
la
perciocché
figliolinimaschi
,
padre
suo
e
si mise
quella
di
fu
vita
meraviglioso
,
quasi
chiamar
per
cadere
nollo
,
posarsi
il
,
questa
sollevare
a
Ma
battergli polso
nel
nò
.
pensando
,
siìnimenlo.
uè
di
modo,
e
,
Guglielmo
sono
chi
da
parole
queste
di
fuor
io
so
?
strano
,
veggendolo
,
pauroso
né
ferito
medesima
cosa
una
Fazio
e
male:
il passar
ed
sedere
a
Guglielmo,
il dire
e
:
tempaccio
e
qui
,
questo
a
e
voi
fate
che
Guglielmo
:
cinque
era
morire.
per
strade
dubitando
e
un
di
a
ni
an-
casa
,
pio\ere
le
moglie
non
Ma
tonare,
nio
testimoessere
lOO
PRIMA
si restò;
udito,
CENA.
in
mutato
e
1' uscio
serrò
la
e
prima
cosa
vedere
por
quattro
ciarpame
di
le
da
i
e
casse
via
quegli
e
,
Laonde
sagacissimo
e
perché
non
arrechi
gli
buona
,
qual
è per**
non
che
anzi
mia
per
il cielo
rovina
si
che
ni
oltreché
uno
questa
casa
stanze
solo
,
dovette
,
e
dato
,
colui
che
zi
an-
coperto
della
è
gli
attorno,
al
rinchiuso
più riposte
Guglielmo
vada
,
sta
,
,
notte
mezza
io
chetamente
e
Egli,
"
ora
,
neUe
in
mia
casa
piove
fa
danari,
deh
or
dunque
vieterà
i suoi
in
cosa
valicata
dorme
mi
tutti
qui
ognuno
sono
Chi
sorte
già
che
certo
son
to
astu-
disse:
chiavi
queste
con
dove
?
prenda
non
io
che
bellissimo
un
stesso
seco
e
pensando,
e
fare
se.
,
nata
sona
sua,
vo
costui
casa
la
vita
alla
colpo
di
colui
di
danari
di
tutto
il
;
^jensava
,
come
era,
stanze
fama
discorrendo
mente,
re
apri-
Guglielmo
appresso
ciò
sopra
nella
gli venne
avere
zo
maz-
.
casa
sopra
e
gran
le
tutte
pubblicci
ricchissimo,
secchi
a
la
molto
dovere
avvisò
dipoi
di
,
essere
si
e
;
tra
e
un
,
e
forzieri
secondo
quale
valore
quali
,
le
danari
,
,
r uscio
dentro
di moneta
pochissimo
chiavi
di colui
scarsella
era
lire
casa,
,
v'
come
trovovvi
di
la
aperse
posito,
pro-
in
tornossene
e
,
tratto
un
casa.
che
ha
gli
ebb^
,
e
Io
rito
fe»
NOVrLtA
via
fuggir
veduto
ara
entrare
di
e
in
mandato
fosse
mi
r abbia
morto
peggio
la
è
io
e
in
un
via
e
;
Guglielmo
due
r
di
e
in
,
ed
non
stizia
Giu-
potrei
io
fune
e
se
for-
in
fine
,
?
la fortuna
tentar
volta
una
tolto
in
d'
il
quale aperta
primo
,
se
indi
chiavi
do,
pioven-
volo
alla
maggiori,
andò
in
alla
di
casa
lontana
fece
mise
si
,
le
ne
so
addos-
le
mano,
arrivò
dere
ve-
,
sempre,
ora
troppo
non
feltro
capo
in
e
di affanni.
uscire
buon
un
balenando
poco
,
la
sia
trò
po-
ajuta gli audaci,
quelle chiavi,
uscio
io
dunque
a
lanterna
una
e
farò
cappello
tonando
in
che
potessi
gran
seno
mi
della
ministri
io
,
detto,
questo
che
come
intantochè
risolversi
si dice
quale
,
,
Che
ancora.
meglio
se
E
? e
qualche strappatella di
toccarne
verità
che
sicura
questi
e
se
,
poscia
martoro
rigidissimi
sono
egli
al
l' ha
ce
penserà
e
mi
Chi
giustificarmi?
ferito,
stessa
,
posto
e
preso
si
rubarlo
1' animo.
che
anche
sa
la
cosa
con
pensare
chi
e
forse
per
mai
capitato qua
j
questa
re
tace-
so
Doraenedio
bene
creduto?
mancato
sia
di
io
mai
morto?
mio
per
dicendo
sia
guisa
questa
io
se
ragionar
potrà
,
noi lo
ragione
e
:
non
Grimaldi
Guglielmo
entro
fatto
chi
niente
uomo
di
e
qua
questo
,
e
nascondersi,
e
lOl
V.
e
con
aperse
camera
volta
;
di
102
PRIMA
grandissimo
cassone
eu
che
vò,
due
egli
Io
forzieri, i
l'uno
trovò
,
valuta
neir
:
di
pieni
dorerie,
dei
quali
cucita
che
,
scritto
era
diceva
conti.
Onde
Fazio
forse
3E
le
che
fossero
state
trovato
chiavi
za
e
,
aveva
veduto
succedette
il peggiore
dal cielo
,
casa
persona
venire,
qual
al
rispetto
ancora
era
tuttavia
,
baleni
con
sen*
la
;
non
piovendo
prima
sua,
mutossi
gagliardo
cosa
mise
tutto
,
e
da
in
quanto
con
e
tuoni.
la
Fazio
in
,
le
col-
casa
abitazione,
sua
quell*anno
poteva
ne
grandissimi
%e
tutto
forziere
quel
agevolmente
di
che
e
il
di
usci
con
alla
,
stato
al
rassettata
racconcio
ne
se
e
tornossene
stato
gti
tempo
gli
non
riconosciute.
cosa
e
,
cintola,
a
essere
cosa
lonteroso
vo-
e
do
temen-
gioje
tempo
riserrato
e
le
e
altra
ogni
scudi
,
come
capo
pra
so-
,
dorerie
stare
suo
forzieretto
quel
qualche
a
lasciando
luogo
solo
prese
mila
allegro
,
,
chetti
sac-
za
poliz-
una
tre
:
,
sima
grandis-
traboccanti
oro
,
ben
di
,
ognuno
d'oro
anella
quattro
erano
d'
vide
aperti,
come
perle
e
altro
ducati
prtf*
vi
fatica
gran
gioje
e
dentro
e
con
di
pieno
chiavi
tante
e
,
aperse;
quali
maniglie
catene
e
CENJL.
della
i
e
,
poiché
il forziero
perchè
persona
,
fu
al
in
ra
came-
curo
si-
egli era
aìtan-
prese
subilo
l04
piazza
in
andò
nulla
le
CENA.
PKIMA.
faccende
poi,
quel giorno
non
comparendo
faccende
le
che
Quegli
che
da
indi
là
Per
la
qual
la
forza
si fosse.
dai
che
se
fos-
non
ministri
suoi
Guglielmo
re
apri-
dentro
gli usci,
in
luogo
casse
chiave
collo
,
aperti furono,
delle
cassetta
che
furono
,
buona
tutte
dorerie
portati
guardia;
prestamente
e
andarono
e
,
cosi
si
non
dei
^juto
le
robe
ed
Corte
,
rimase
bandi
la
vando
trognani
ma-
scritte,
fuori
in
alla
che
testimoni
forzieri,
e
varono
tro-
di
suo;
ve
do-
;
cosa
di
presenza
,
le
ogni
,
ri-
si
non
entrar
al
:
che
quel
né
,
che
alcuna
a
insi-
,
meravigliatisi
dalla
to
cena-
per
Corte,
ed
venuto.
inter-
relazione
dubitando
ordinatamente
tutti
fosse
quali
,
l* uscio
gendosi
regle finestre
e
,
stato
cosa
a
vera
,
sapeva
£ece
morto
eccetto
,
dove
Guglielmo
casa
per
si
,
reggendo
in
partì
non
cominciò
davano,
ne
si
né
avesse
coi
,
loro
in
gli
suoi
aveva,
ghi
luo-
gli usci
non
amici
ultimamente
fatto
male
nei
dubitare,
a
casa
gionare
ra-
Il terzo
Guglielmo
e
per
sentì
non
si
se
luoghi
il secondo.
né
sua
qualche
,
quale
gente,
della
serrati
nei
ordinati,
la
tra
mormorare
da
del
•
né
per
no
Guglielmo
ordinati
udire
per
,
di
dicesse
si
Banchi
in
e
e
casa.
severissimi
i libri
posti
E
per
NOVEtLA.
,
Ma
ogni
cosa
ne
vedesse
la
alcuni
sotterrati
avesse
strano
j
molti
e
voluti
buona
in
,
dove
moglie
di
ne
di
qualche
gli
luogo
gli
non
se
aves-
a
che
dei
Guglielmo
fatto
fu la
Fazio
ventura
la
del-
rovina,
sendosi
addormentata,
.
aveva
mo
in ani-
la
sua
e
dette
coi
moglie
aveva
stato
figliuoli.Ora
più
sendo
non
cosi
sarebbe
il contrario
e
la
di
cose
viveva,
casa
e
,
il
le
nondimeno
mondo
del
andare
ndo
simo
chetis-
stato
era
lietissimo
quale
ragionando
avere
vegge
tornato
pezza
di fare,
sua;
e
meglio,
cosa
mentre
questo
figliuoli;alla
detto
che
appalesare.
sempre
in
fosse
si
,
Corte
la
ri.
dana-
egli
,
Fazio
bene
che
te
sta-
trovato
in
,
meraviglia
altri
e
;
nascosi
o
sostanze
che
essi
per
parenti
i
gran
si fosse
con
cizia
inimi-
Pisani
le
tutte
facendosi
Dio
Io
chi
,
si pensavano
con
quivi
venuti
non
che
maniera
coi
,
che
tempo
un
i Genovesi
allora
ingomberò
ognuno
di
;
vivo.
o
per
sendo
non
sarebbero
vi
si
andato
che
grandissima
Guglielmo
E
di
mesi,
dissimo
gran-
morto
o
niente
avendo
non
Corte
pur
mai
guerra
che
di
invano
tre
e
,
lo
fu
seppe
a
capo
e
notificasse
premio
,
se
non
Io
chi
a
in
promettendo
notizia
averne
Io5
V.
già
voce
parecchi pani d'arlento,
la
sa
cose
non
fuori
e
di
If)6
"riMa
andare
volere
uomini,
te
s'era
via
farne
martello
;
tutto
ne
in
facesse
e
gli amici
lo
quivi
,
quella
Pisa
da
che
tanto
dire
nave
Raugea,
volta
di
Il
lui
che
lo arien-
gli
impegnato
che
,
egli tornasse
che
già
e
pattuito
era
allora
partiva
un
ta
cinquan-
vivere
per
,
,
cassero
man-
cinquanta
e
moglie
si
ognuno
che
fiorini
,
alla
lasciarne
a
a
il saggio
farne
volta
ogni
a
,
bisognavano
ne
va;
rileva-
andare
di
condursi
cento
quel
niente
Ma
fingendo
e
scendo
riu-
arebbe
altrimenti
;
per
a
come
non
non
sapendo questa
poveretto
scisse
riu-
,
,
suo
che
,
spesa.
voleva
denari
pra
so-
buono
se
dove
;
disposto
ottimo
era
suo
suoi
dicendo
in
cosi
retto
,
si pensavano
non
e
mai
,
e
;
potrebbe
era
ché
percioc-
parenti
il paragone
prova
Fazio
,
i
voi-»
gì t tato
aveva
e
due
spesa,
sconsigliavano
quivi
né
modo
la
gli
de-
parte
aveva
,
dell^
;
già
ed
vano
non
come
che
che
saggio
,
disagio
colui
il
vender
Parigi
maggior
e
tutta
Francia
in
la
il tempo
lo
ne
a
to
di
come
fatica,
a
al
ridevano
affaticato
la
va.
vendergli
a
si
qilal cosa
ce
gnava
disefino
in-
do
lascian,
con
per
una
alla
Marsilia.
che
sentendo
cominciò
donna
la
a
,
far
roraore
e
a
^[iinqaejo^marito
pianger
x»io
seco
mi
,
dicendogli
,
lascerete
voi
so*
i
la
bambini
dae
Con
qael
i
acciocché
modo
questo
a
consumando
lOJ
V.
ROVELLA
che
poco
?
ci
figliuolied
vostri
e
è
drete
an-
to
resta-
ci
io
mo-
,
chi
e
la
ve
far
r
le
era
e
diceva
Francia
venderete
mai
tornar
più
che
ducati
voi
ma
;
,
ve
e
faceva
che
né
piangere
che
l'amava
occhi
stessi
pietà
di
dietro
lei
la
e
compassione
fattosi
,
vedere
la
,
Onde
menò
le
narrò
vita
che
nello
in
camera
presola
,
cosa,
di Guglielmo
scrittojò
quei sacchetti
la,
so-
ogni
,
tutti
giorno
un
,
e
gli
tanta
venne
,
;
zio
Fa-
a
quanto
cara
a' casi
5
altro
mai
notte
chiamatola
intorno
capo
particolarmente
mano
accattando
rallegrarla e consolarla,
da
misera
.
propria
ci
,
né
e
mangiare,
per
converrà
teneva
e
,
Io
questi cinquanta
ne
giorno
crome
non
per
,
no
buo-
e
qui
andate
rammaricarsi
e
che
modo
questi figlioliniandare
con
non
fino
e
ne
,
me!
fino
è
medesimo
lasciate
mi
,
ariento
logori
e
confortarla
ella, rispondendogli
quel
in
e
,
tendeva
at-
alla tornata,
baono
egli
sarà
così
a
! Fazio
a
bene
cotesto
se
pure:
attendevate
e
Ma
mo
stava-
quanto
:
lavorare
a
tanto
meraviglia.
una
in
voi
consolarla
a
prometteva
,
quando
dell' orafo
arte
pure
e
capo
per
meglio,
noi
lo
mise
l'alchimia,
sia
maladetto
che
fame?
di
jamo
e
la
per
le
fece
x^iKìpieni
«li
loS
PRIMA
CEVa
.
d'
ducati
raccontar
col
pensiero,
letizia
soverchia
diletto
sposo
quale
mostrandole
,
le
di
fare
che
alla
,
il che
igU
licenza
la
vita
ordinato
r altra
fatto
mattina
forte
e
nuova
vi
con
un
nel
mise
una
serrame
fondo
r
altro
intervenire
in
glie)
e
di
pani
ariento
e
della
di
meslura
vivo
alla
,
dodici
sopra
donna
di
E
.
lui
e
parenti
Pisa
tutta
e
accorto
e
che
ancora,
,
ingegnoso
la
,
altri
dietro
di
,
certi
per
doppio
e
che
lo
gliardo
ga-
que'
chetti
sac-
che
tessero
po-
sua
mo«
di
quei
peltro
di
e
la
fece
durre
con-
voglia
del
cero
suo-
materia:
contro
nave
dfgli
piombo
d' allra
e
cassa
quattordici
o
che
il tutto,
alla
guardia
,
li
buona
i casi
per
,
;
.
di
tre
,
( lasciato
voleva
Pippa
sua
fare
e
questo
con
,
in-
donna,
potesse
colla
ogni
felicissima
alla
,
di parole
che
quello
ordinar
che
il
sopra
poi
sua
tosto
perla
lungo giro
sommamente
più
pure
baciando
e
allegramente,
tornasse
Fazio
volte
disse
tornata
piacendo
diede
le
e
,
teata
mille
tacere
,
che
non
,
potrebbe
con
come
bisognava
tendava
avesse
abbracciando
il
j
gliasse
meravi-
si
non
,
si
come
,
allegrezza
parole
con
immaginare
coija
quale
.
quanta
e
,
La
oro
di
lutti
gli amici,
fingeva
si
lo
di
gergli
pian-
burlava
e
rideva
di-
conoscevano
addietro
,
si pen»
N0VRL14
egli
che
savaiio
dell* alchimia
La
dato
si
facendo
le
al
partì
dì
vista
attendeva
arrivò
in
tò
uscitosi
dove
colla
vetturali
e
delle
unn
a
annoverati
prime
e
Fazio
cassa
cambio
banche
seco
vi
che
fossero
al
fare
alla
una
;
l' altra
fece
ne
se
Pisa
per
il
de' Gualandi
Pisa
,
La
qual
.
prima
e
avvisandola
ariento
ricco
moglie
amici
di
e
di
Fazio;
molti
corto
lettera
padre,
suo
a
e
la
i
Pippa
quili
nollo
colie
Lione
,
una
lettvire
sue
i^ave
e
duto
ven-
si
tutti
,
di
andonne
Buscaiaa,
a
Marsilia
carica
;
di
e
ravigliavano
me-
tandosi
aspet,
parti
indi
grano,
renti
pa-
molto
non
si
pagamento
gere
leg-
altri
credevano
dopo
a
fece
,
l'opposito. Fazio,
me
co-
tornare
poi agli
e
,
avere
,
suo
due
ne
ragio-
banco
alla
scrisse
rimasto
era
stato
»
lettera
una
dò
an-
sacchetti
ai suoi
mano
e
j
dove
,
e
gif
ne
se
Lione;
a
vernare
go-
debito
tempo
dell' alchimia
deaari,
de* Laufranchi
;
tenta
con-
,
i suoi
di
lettere
mise
,
Pippa,
casa,
notte
sua
insieme
alquanti giorni
al
que* pani
nave
la
una
,
tutti
ch'era
mal
restata
nave
,
coi
maladizione
vento,
provveder
a
.
di
pazzato
im-
e
viaggio. La
suo
figliuoli La
mare
al
vele
essere
Marsilia
a
quella
in
le
,
i
volta
.
nave,
prospero,
la
dato
avesse
molti,
come
,
109
V.
di
sopra
salito^
fio
si
JRIMA.
condusse
CENA
Livorno
a
e
,
la
prima
cosa
ne
andò
e
pieno
figliuoli
i
e
se
,
abbracciava
egli
coir
1' ariento
la
per
di
ajuto
Dio
di
quivi
a
visitar
di
,
mila
strada
Banchi
gli
furono
casa
finissimo
rimessi
oro
la
che
veggendo
fece
poderetto
delle
di
Pisa
scudi
di
Ufizi
in
'n
un
su
maniera
che
abita/ido
la
Comperò
.
a
Roma,
fo ndaco
egii
casa
a
stava
nuova
che
vano
sazia-
oggimai
la
diece
per
mila
per
come
un
aveva
sua
minciarla
co-
e
riscosse
fossero
due
deva
cre-
il
ma
bellissi-
quattro
e
ancora
,
dei'
dosi
ritrovan-
suo,
una
sua
e
si
uscito
,
migliori
tare
por-
piacere
prima
e
alla
fece
valersene
di
;
nove
do
festa, lodan-
poi comperò
e
.,
dirimpetto
casa
fosse
spendere
a
Pisa
pensiero
,
denza
cre-
.
par
tutta
ragone
pa-
Lanfran-
non
farli
da
dell' alchimia
ricchezza
dai
e
virtù
sua
ricchissimo,
Fazio,
suo
di
e
di
gli
se
quali
i
,
ogni
annoverati
e
amici
a
e
e
meraviglia
con
degli
che
sendo
lettere
tutti
e
;
estremamente
,
colle
accarezzarlo
di
che
ricco
da' Gualandi
d'
ducati
e
che
dicendo
tornato
era
riuscito
in
parenti
grezza
d' alle-
e
,
andatoseni
e
a
glie
mo-
ognuno
,
chi
la
E
,
suo
;
Pisa.
a
gicja
baciava
e
scontrava
.
nel
sessioni
postado
con-
due
mila
ne
pose
cento
;
di
principe,Q
preso
due
"iti,
PRIMA
contino
E
vando
la
donna
della
di
lo
a
lei
amore
alla
e
bonissima
cosa
madre
di
dato
buon
tempo
fiorinello
qualche
la
ancoraché
e
j
Ma
che
che
la
di
strane
cani.
e
crescendogli
il
dando
far
litigi e
in
in
noja
egli più
andando
soleva
i
il
,
colla
some
rabbia
salita
più
i
per
talché
stare
-donna.
sua
per
Onde
di
in
le
quella
grida
Fjl/Xo,
in
a
non
le
scaricar
in
colei
per
i
nolle
prima
come
era
casa
stava
perchè
,
lo
pa
trop-
sdegno
si poteva
rimbrotti
della
garjritola confortatola»
,
,
mano
moglie
giorno
e
romore,
mano
e
da
provvedere
notte,
gelosia
dò
man-
villania
colla
e
Maddalena,
la
Fazio
le
ne
a
guerra
la
che
grandissimo
più
desiderio
te
procedet-
una
ominciò
sempre
disordinato
sempre
e
villanamente
robe
loro
e
sconce
giorno
loro
le fece
le
di
più
un
detto
Fazio
vernarsi
go-
Maddalena
colle
avendo
loro
casa
a
colla
fuori,
che
Di
godeva
avvedesse;
ne
ebbe
,
Dio,
con
si
se
poi
ma
,
desinare
andato
era
e
spendesse
cautamente
non
prima
e
dopo
e
;
parole
vecchia
colla
tanto
Pippa
marito
col
con
.
,
di
tuttavia
potettono
non
sua
piacere
segretamente
,
Maddalena
sua
la fede
darsi
a
,
Fazio
a
maritarla
tosto
attendeva
dote
giorno
avendo
e
i
in
sapula
senza
pur
giorno
,
cresceva
CEN^A.
più
•
volte
minacoiatola
ceatissimo
la
fece
dove
la
nò
altro
che
tenta,
piangere
marito
della
disoavista
e
vi
venire
5
e
dalla
qual
Della
.
mal
e
mai
con*
giorno
né
disleal
sospirare,d"il
vecchia
della
e
essendo
doleud*Jsi
già passato
tornando
ta
odia-
un
mese
facendo
né
colla
voler
uoa
re
torna-
iraitullandjsi
inuaiiiorata
sua
di
segno
Fazio
e
,
,
Ed
rammaricandosi.
e
,
,
diletto
incomparabile
II
che
furore
collera
e
,
spoM"
al
dispose
gast?^^
Lasca
rabbia
di
.ero
denari
vHèiduto
ii"
voi. /.
aveva
;
le
m
lugrato
taata
doune
disperaca
ne
le
il
accusare
dall' alcaimia
a
Francia
in
,
riuscir
ciie
modo*
di
doìeute
che
deliberò
e
fuor
,
contro
accese
danno
i
tonali di
le. ito
Pippa
uuiuiia^
gu"tdaguati
non
l'ai
gioyaL
immensa
,
aveva
1
si
suo
pensando
che
la
sapendo
ogai guisa
sopra
61
eoa
e
con
il tempo.
consumava
lo
dava
ba-
,
fdnciulla
e
im-.
allegrissimo
faceta
non
che
notte,
,
dolorosa
sì
co-
villa
testa
voglie
sue
restò
Pìppa
suo
madre
la
moglie
le
cavarsi
in
la
e
sazievol
e
al
e
,
essergli rotto
senza
,
cosa
lei
andò
ne
se
,
Maddalena
sua
a
di
furore
al
amore
portuna
giovando»
niente
e
,
luogo
dar
per
Il3
V.
valli
NO
,
,
e
uoa
poteva,,
manto»
ma
bato
ru-
Gjgliel.uo Grimaldi,
liuto
i| icsto
s^oso
ai
movto
e
^
p.)ri.«re del,
le
aioendo»
uemicne
1I4
1»R1MA
E
femmine.
si mise
di
compagnia
se
xe
andò
che
di
città
al
balìa,
del
che
così
dal
di
da
come
lui
co»
guardia
intendere
fece
,
teneva,
Otto
gli
furodentro
sera
Giustizia
nostra
quale
marito
quasi
era
torre
senza
e
portati
,
,
nella
me
sola
Magistrato,
uno
ordine,
.
ne
infuriata/
pensare,
a
serve
,
a
altro
senza
allora
•allora
CENA.
i casi
tutti
1'
e
stati
erano
,
dicendo
raccontati
che
andassero
vedere
a
,
,
che
Guglielnio
vecchia
casa
loro
disegnò
e
;
la
del-
volta
nella
sotterrato
era
il
luogo
punto
ap-
.
Magistrato
II
la
donna
non
tamente
al
la
fecero
aveva
andar
la
colla
che
non
lo
se
ed
presero
innanzi
al
condussero
al
infino
di
nulla
mina
.
stette
la
e
;
e
voleva
fecero
vista
mi
venire
in
egli gridò
sta
i
e
a
lei
ad
alta
rivQlto
zio
Fa-
ed
in
malinconoso
alla
«sa-
coloro
Ma
.
moglie,
alla
dicendo
voce
disse
,
Pisa
venuto
confessare
la
che
furiosamente
quale
dipoi,
innanzi
stessa
notte
,
,
gli
co«»
essere
giacendo
giorno
Il
in
,
Bargello,
del
aspettava
,
prigione
co*.ì
amorosa
sua
segrer
,
detto;
,
potesse
esser
trovarono
e
,
famiglia
nere
rite-
tratto
mandarono
Guglielmo
Pippa
,
eh'
e
j
prestezza
morto
letto
nel
verità
con
e
quanto
me
la
esser
primo
pensando
,
€
il
fece
:
cui
bea
,
:
il troppo
amo»-
KOVBttA
ti
re
che
io
al
Magistrato
cosi
come
Ma
coloro
rivoltosi
spaventandolo
gli
,
che
dissero
che
ferito
stato
i suoi
danari
allora
gli
alla
fermamente
ammazzato
e
riuscito;
era
da
come
,
dierono
che
martiri
da
che
innanzi
lui
ogni
cosa
come
,
ior
a
solo
mes-
gli
tanti
e
si
,
,
infino»
per
,
piacque
ro
partisse-
.
Per
che
lo
che
r altra
diede
il
mattina
Magistrato
sentenza
cerchie
facendole
giori
mag-
,
Pisa,
per
Fazio
incorporarono.
chiunque
in
\ide
villa
a
dove
fu
,
Maddalena
Pisa
La
lo
Pippa
verso
estate
loro
sendo
la
stata
bella
la
se
rono
manda-
fuori
e
credendosi
,
e
,
licenziata,
ma
dei
in
tornarono
ne
povere
j
di
possessione
ognuno
,
Madonna
sagrato,
indugio
senza
madre
casetta
cavato
grandissimo
cacciato
la
,
casa
e
i beni
,
in
sotterrare
pigliare
e
alla
;
finalmente
tutti
stupore
e
e
Guglielmo
E
fecero
meraviglia
poderi
attanagliato
subitamente
e
;
quella volta,
con
la
fosse
vivo
squartato
di
fé-'
gli
,
confessare
cero
di
lui
rubargli
incrudeliti,
e
tanti
tortura
no
teneva-
per
,
godersegli
e
minacciandolo
e
maliziosamente
Guglielmo
,
e
raccontò.
seguito,
era
;
il caso^
tutto
,
veramente
sempre
condotto
qui
ha
,
poscia
,
fosse
m'
portai
Ìl5
V.
sconsolate
se
nò
tor-
prima
come
di
ne
gran
*.
,
lunga
ffl6'
ne
fRTMA.
ingannata
rimase
i servidori
se
Corte
dolorosa
tardi
del
accorta
intanto
la
meno
non
la
che
fida
moglie
che
a
jBtandole
fame,
la
qual
lasciatola
ed
air
chie
deputata
in
maggiori,
palciietto a
sé
e
dipoi
posta
la
di
presenza
insieme
fatto
piazza
fatto
il
.dei rei
«
condotto
,
dal
,
malvagi
cer*»
popolo
e
fu
fu
pre
sem-
squartato
il
sopra
disteso
uomini
stette
*
in
»
a
;
a
me:desimo
che
,
giorno
un
sopra
manigoldo
,
dei
le
Pisa
tutta
iufe*
lo
carro
bestemmiando
ridotto
acconcio
1* avanzo
mattina»
,
iaiqua moglie
tutto
un
per
,
palchetto
tutto
,
marito!
l'altra
sopra
ed
piangendo
e
Venne
rebbe
mor-
fatto
suo
povero
malcontenta
cosa
Fizio
licissimo
ai
protesi
avendo
,
devano
ripren-
rigidameiite,
crudele
avevano.
ora
tutti la
figliuoli insieme
così
per;
parenti
,
suoi
coi
della
alcuni
e
andati
erano
tradimento
inumano
per
padre
proverbiavano
che
di
il
Ed
.
visitarla
e
ingratitudine
iniqua
stava
re-
mista,
deli' alchi-
astuzia
scellerata
sparse
do
biasiman-
meraviglia,
di
pieno
e
si
g
ognuno
,
attonito
casa
dolendosi
e
talché
Pisa
tutta
par
eoa
vota
sua
j
glia
fami-
onde
;
novella
La
errore.
suo
cacciati
piangendo
,
dalla
fuori
nella
mort'^,
a
entrò
ne
stati
essere
fantesche
le
perchè
,
fi^lioiinitrovò
i
e
della
essi,
CENA.
quivi
esempio
La
Pippa
più
quanto
marito
del
era
da
uno
piazza
in
e
,
le
coi
la
davHno
figiiuo'i
e
fingendo
s(*pra
e
piangere
il
mina
! ella
e
da
avendosi
i
viso
del
ia
che
ella
chinare,
lo
sventurato
fjono-
la
far
si vole-"
piangendo
scala
suo
quello
pessima
eh' ella ha
,
procacciatosi.
l'ugna
nel
viso,
pi'Uigendo
marito
fece
dicendo:
babbo
i
e
e
i
abbracciate
}
salì,
no
d'intor-
era
sposo,
dicendo:
ora
pre
sem-
d' abbracciare
,
ni
no
intor-
trovò
crudelissima
presa,
tuttavia
morto
ed
;
palchetto
chi
era
palchetto
stessa
fitto
vi
simavano
biadare
an-
,
piange
sé
capelli,
via
il
r,
la
del
appiè
quello
morto
aspramente
genti
lasciavano
e
persone
sapendo
non
verso
quelle poche
quelle poche
tra
se
in
conoscendola,
pochissime
,
sone
per-
figliolettipresone
piangendo,
,
piazza
far
che
,
riprendevano
così
arrivata
va,
mano
riscontravano,
E
stessa
delle
parte
suoi
,
.
scesse
coi
il cammino
e
sé
quel
avendo
maggior
ogni
preso
la
;
la
da
del
,
pigliarsi la penitenza;
pensato
,
gelosia
t^
dispose
si
desinare,
a
*
priva
,
,
rabbia
sua
roba,
quando
voleva,
novelle
dolorosa
possa
peccato
arKJabbiata
che
la
della
e
commesso
ed
si
per
,
tristissime
le
avuto
,
essere
trovandosi
irjl
V,
NOVEttA
La
fem".
luto,
vo-
Pippa',
stracciatosi
il
baciando
teneri
e
figlioli^
baciate
quali, piangendo,
tut#
II
3
JRTMA,
popolo lacrimar
il
to
da
madre
in
bene
un
dei
arrotato
lo
e
facevano
tratto
un
di
fatto
in
vipera
fece
in
fatica
addosso
che
tosto
la
,
al
te
furiosamen-
; e
mise
della
il
gola
scannatasi
e
;
,
cadde
marito
morto
lassù
i
subito
Pisa
semplici
si
si
le
talché
agnelli.
vedere
in
genti
così
uno
due
con
loro
feriti,
empiamente
morti,
insanguinati,
traversati
,
giacevano
Micena
e
,
lalla infelice
e
il
belli
sfortunata
correva-»^
ribilissimo
or-
e
biondi
e
la
figlio-
l'altro
Tebe
ceda
,
vella
no-
padre
sopra
Ceda
Atene
ta
tut-
crudelissimamente
e
l'uno
.
e
1«
per
spaventoso
dove
così
e
,
,
a
e
crudele
piangendo
,
madre
remore
la
tratto
un
i
sgozzati
altissime,
spettacolo
madre
Il
;
e
disperata
tratti
levarono
sparse
per
corsero,
,
grida
là
la
davano
che
di
i
gridando
e
intorno
quivi
erano
,
guisa
Argo
tasi
vol-
si
fratellini
trovarono
lini
all' altro
canna
che
persone
miseri
no
che
nella
tutto
reggendo,
due
rabbiosa
.
Le
ciò
più
e
accorse
figliuolie
ai
morta
ne
l'uno
go»
cosi
,
coltello
tìnto
se
rivoltasi
sé
seno
nella
,
a
crii*
del
coltello,
attimo
,
brigata
la
percosse
;
un
,
il medesimo
fuori
pungente
e
scannò
Ma
.
,
,
percossa
/
cavato
questa
figliuoli in
la
CENA
e
Troja
Fisa»
I
at-
Siracusa
e
Koma
pianti, i
t2*
IL
MIMA
PRETE
le
DA
un
la
Mea
nato
a
casa
il papero
ai
ire
i
e
za
,
.
goffaggine
faceta
,
focosi
sdegni,
parole
ingiuriose
gelosia
gelosa
,
disperato ed
•zione,
ed
begli
il dolore
giù
colorite
le
guancie
piangere
ancora
biasimando
Sjring^a che
,
la
letizia
d' ira
,
biosa
rab,
crudele
inven-
,
giovani
e
il dilicato
si potevano
loro
.Né
seno
tenere,
doveva
,
in
tirato
bagnato
femmina
cere
dispia-
volta
questa
lagrime,
il
fine,
inumano
seguitar
o
to,
conten-
lamenti
rabbia
malvagia
il
ed
accenti
feroci
vaghe
ed
piacevole
non
avevano
delle
occhi
,
goffa scempiez-
non
angosciosi
,
motti
arguti
non
,
la
non
ri-
pronte
non
,
invenzione,
fine
«travagante
lina
parole
audaci
non
non
è por»
,
rifarla
o
,
scempia
non
piedi
loroso
do^
VI.
avvedimenti
accorti
«postCx,
ingan'
.
Racconciarla
on
lei
capponi
suoi
dai'»
inganna
e
da
è
NOVELLA
R
voler
carnalmente
potendo
non
Col
EMA
ritornando,
,
perdendo
e
,
tato
poi
.
A
conosca
,
di
:
;
FELICE
SAN
papero
CENT*
;
dai
bondanza
able
di
molto
quando
rasciug^atisi
gli occTii,
voi
e
altri
fine
a
bontà
Per
le
vi
d'assenzio
le
buone
v' ha
vi
tanto
dato
quale
detto
che
conforto
e
dolce
un
to
conten-
e
la
vi
fa*
mia
ridente
tutta
to
quan-
e
lieta,
porga
j
la
soavemente
riso
e
sciolse
lingua
.
Come
dovete
voi
nel
mai
sempre
villa
sapere
per
Chiesa, invitano
lor
Io
per
tra
r altre,
lui
chiamati
ser
che
volta
una
vi
,
poco
la
la
indi
Messa
i
tutti
i
festa,
stata
preti
è la festa
avventura
preti
cini;
vi-
loro
del Portico,
i
tutti
tra
i
ofiziava
a
;
che
,
che
il pret«
concorsero
Agostino
Ema
che
avendo
è
usanza
,
contado
nostro
quando
,
mentre
sarà
con
,
a
sente
pre-
maniiico-
e
gioja
speranza
allegrezza
maggiore
un
h"j
io
Id
della
della
doglia
accresceranno
ancora
voli,
rendo
mi
memoria
,
E
io
,
più questa
.
no
accresco-
Novelle
nella
i
belle
e
infinito
dunque
tornerete
sia
perciocché
;
cose
in
passate
scolare
me-
amaritudine
dolcezza
cagione
se
sera
fu
stato
ro
zucche-
tanto
e
la
per
insieme,
,
alia
ne
don-
è
non
a
d'aloè
la
questa
che
mezzo
bellez,za
di
e
•
Celta
in
che
contrarj, posti
così
Pietose
,
conosciuta
meglio
nia
che
alquanto
,
,
di
certamente
proposito
mele
e
favellare.
,
di
fuor
a
così
prese
I2f
VI.
ROVBllA
lontano
.
preti
quali
San
Il
da
vi
lice
Fe-
quale
grande solennemente
,
si
Ii2b
?R1MJl
vide
cantava
giovine
intorno,
la
per
che
fantasìa,
mirarla
a
le
Messe
se
fecero
i
andarono
preti
uscendo
di
sul
8UO
mattina
la
vide
poi
in
la
Chiesa
in
la
the
compagnia
in
al
stava
il
altre
di
lei
«[uali
che
più
in
che
voleva,
che
che
non
ricordare.
•er
ne
io
Agostino
a
so
ogni
che
Gran
e
fra
sé
,
tu
ci hcii
a
se
pre-
tutta
piacevole
che
la
del
"
cagione
capo
di
,
ma
se
la
t
va
ave-
,
non
e
pur
tirgli
sen-
ne
fece
caricargliemedesimo
seco
lasciar
preti;
coi
piacere,
dispose
dicend
modo
lo
esser
meraviglia
,
qual
ne;
condizio-
mal
ior
far
la
sua
fosse
il
Per
.
si
della
,
odio
fa^
vicine
,
e
ne
se
si
muratore,
un
Chiesa
eccetto
compagna,
per
in
quale
"re
della
quale gli rispose
buona
stino
Ago-
veduto
donne
motteggi
a
il prete
domandar
a
dell*
e
chiamato
cosa
è
fresco
di
moglie
così
e
ser
che
giovane
aveva
Mea,
chiamar
titesi
par-
ventura
,
cava
nite
for-
e
la strada
su
buona
per
sedersi
uscio
tina.
mat-
Chiesa
di
vespro
fuori
così
diporto,
1' Ufizio
,
,
via
la
desinare
a
sul
In
.
fuor
altro,
attese
detto
esser
andava
gli
ad
le persone,
tutte
ne
livi
,
,
,
ella
poco
che
poi
una
risposto
vagheggiarla,
e
Avvenne
fu
gli
perchè
e
;
Chiesa
domandato
e
fosse,
quindi popolana
molto
nella
manierosa;
e
ella
che
t
sorte
per
,
bella
CEVA
jpoUe
,
«
vor.
glia
tu
no
o
benché
riguardava
la
tanto
cresceva
questo
mentre
ca«
gli levò,
se
di Ion4
ma
{
che
sottecchi
non
,
la
più
qunnto
e
più gli
avesse
d' intorno
pure
fatto;
suo
pareva
non
prete,
per
malvolentieri,
tano
ella
perchè
conoscerlo
di
gione
E
.
,
laS
VI.'
NéVELtA
mirava^
di
il disiderio
derla
posse-
.
In
di
e
la
poi
in
mai
ne
che
Compieta,
Chiesa
la
che
tanto
il
venne
Mea
fornito
Festa,
gli
con
e
tornossene
faceva
preti,
Felice
San
a
altro
altri
pensare
modo
che
,
ed
il
samente
gros-
dove
Ema,
•
licenza,
prese
a
che
mai
Ufizà
colezione
fatto
Agostino,
ser
entrò
non
gli
,
la
VespróH
alla
noa
namorata
in-
sua
dovesse
tener
i
,
per
poterle
per
prete
venire
conosciuto
È
riuscire
lunedì
in
ì
le
su
era
dovergli agevolmente
contentare
per
,
da
via
una
di
cercare
nell' animo
cadde
gli
,
lei
perchè egli
.
maliziosetto
e
poscia
suoi
attenti
da
fosse
non
e
,
tentare
un
che
,
agli
scaltro
di
favellare
desiderj
venturi'
suoi
j
ed
travestitosi
ora
,
a
guisa
,
di
di
con
un
cuffia
una
paglia
villano,
in
testa
,
.
in
papero
casa
joco
collo
,
,
e
per
di sopra
sparpagliatosi
bianca
e
preso
se
al Portico
ne
venne
j
e
si
nascosamente
tragetti
cappelletto
un
beJlo
un
e
preso
la barba
alla
grasso
partì di
strada,
la yia fjp'
124
JRIMA
Firenze,
SO
iTióiidosi
vide
la
Ja
insali
se
le
alla
se
tgui
Mea
in
dirin. petto
sen:plice ; perchè
fijo
così
quel
vendeva
si
favellante.
d' accordo
eh'
quel
alla
si
r uscio
in
eh
si
colui
mise
e
il prete
vide
alla
si
non
Mea
può
che
e
parendole
fornito
che
su
e
reno,
udite
voi
donna
ma-
gliene
al
gli
la donna
desse
cotal
tempo
ebbero
,
e
,
voi
fine
fosse
un
vedete
all'oste;
se
,
nella
e
il papero
innanzi
levò
negare
;
ella
,
tei
:
che
lo portava
io
vostre
cose
in
serrò
e
,
papero
bello,
co,
bian-
culi' insalata
dentro
si
disse
questo
e
aoc^
e
grosso
»
che
^
saremo
cucina^
rizzò
,
,
e
era
rispose
e
casa,
era
,
prima
serrato
:
Mea,
fare,
buona
,
tura
che
donna
potrebbe
di
paperone
r u.-^cio. Come
delle
il prete
,
beila
grembo
voi
si
,
era
,
a
se
traccio,
rispose
le
entrianio
Mea
hianco
questo
.
La
in
in
aveva
disse
così
dt-mandò
lo
,
Questo
Agostino:
chiato
veduto
vende
dunque
ct^ffimino,
,
,
Donanjelo
nettare
e
il
la Mea
egli
Non
.
lontano
guardandola
,
rin.irarla,
che
papero
di
sedersi
afireittindo
fei*
adagio,
che
lauto
1' uscio
su
al
adagio
pr.sfco
omle
ta,
fermò
gonzo
ser
veniva
ne
a
CEXA.
darete
mi
lo
ambeduoi
disse
a
sieme
in-
abbraccia;
e
così
solJucherone
se
pure
rimasero
una
suo
si
sciuto
cre-
cacciò
sotto;
la
colui
la
danza,
:
tu
te
NovKiiA
Il
mio.
è
F
andare
puoi
ne
tua
a
mal
che
ancora
doveva
io
che
posta
rispose
prete
guadagnato
avete
Ii5
n.
no
:
da
r
voi
stato
di
poiché
me,
uomo
da
voi
ed
sullo
fece
la
io
da
bocca
di
voi
avete
sete
sopra
donna
,
mi
trovando,
cavalcato
stato
essere
,
Mea
»tando
e
,
lo
quel-
perciocché
,
avuto
nol-
voi
no
,
?
aver
il papero
,
ridere
disse
e
io
i
che
di
volentieri
ballata
,
in
sul
voi
papero
vi
del
voi
le
cosa
e
ti
ribtldone
i
e
Vitti
nianoi
seconda
di
fatto
Mona
:
con
volta,
Dio.
mj.
burla,
d
da
è
ora
gati
pa-
beae,
sì
il
se
domandarne;
che
ff-mmiua
di
piacer
1' iint
volevagtie
prete
lo
ne
questa
se
vis.*, disse
tirchio?
E
d
allora
infioo
non
ti debbe
con
ir
guadagnato
mài
villan
st
appunto
semo
m
un
voletcj
qiesti
altra
per
qualche
,
di
che
,
egli
e
,
qjest
sirana
tu,
trovato
tirò
,
perchè
recatoselo
ver^^ogui
lo
giustamente
Mea,
parve
donna
voi
se
,
prima
a
voltatasegli
av^r
qj
di
e
e
la
Ag astino
alla
volta,
arete
riso,
era
disse
lo
se
,
pan;
La
papero.
fornito
glio
me-
ancora,
,
ser
bisogua
quella
e
mani
e
,
un'altra
«conta
che
le
giovane
che
sì
riuscito
era
morbido
e
addosso;
ancor
sotto
sendo
persona
pose
1"
Sere
paruta,
delia
grande
il
perchè
e
;
ho
ti
,
inreso
La.
.
teneva
noa
^
pensi
i
p
)
le
:
tu
rio
?
dallo
pare
strap-
forte
i
12;6
PRIMA
accontatosi
e
Cena.
ali uacio
Jo
aperse,
,
fuggirsene,
,
a
se,
che
iiou
cominciò
e
colei
gli parò
se
dirgli villctnia,
a
nanzi
in-
colui
e
ri^ponderle.
In
della
sua
Mea
sentendogli
«
spinta all'uscio,
una
gendo
la
inani
moglie
d'sse
,
domine
hai
cui,
che
tu
Agostino,
ser
che
io
soldi
casa
me
,
menti
gola
la
per
modo
ottimo
col
,
dare
pur
io
venti
rispose
trenta
,
andare
egli
sione
i
:
paperi
mal'
in
caffo
hai
lei
di
4I marito
Cosa
,
tu
diceiidvj
non
e
paura
? Vadasene
njeaiyiio gli dia
,
io
Mea
il
te
:
la
Per
.
soggiunse la
a
an
Me*
E
.
scialo
la,
a
mai
tendole
pa-
qual
Mea
diresti
mal'
e
patti
t' abbiano
col
Tu
.
voleva
ne
i
tu
qui
fallo
,
verreste
che
j
suo
deh
d^sse
re-
ella
la
:
!
donna
diciotto
prete
ora
bene
dab-
tanto
facemmo
il
subito
uomo
ora
ricoprire
cosi
e
,
dico
via:
dar
a
stguitò
marito
villano?
di
e
soggiunse
,
ì che
questa
,
vorrebbe
ne
Mea
rispose
con
nella
alle
cotesto
papero
d'accordo
Stamnr'O
in
questo
veg-
,
sappiate,
mcrcdtai
e
i
tu
altro,
,
trenta
casa
dato
,
contadino
con
disse:
e
in
gridi
fare
aspettare
senza
quistiouare
quel
dia^^ol
fuori
il maritq
quivi
entrò
con
che
:
che
appunto
giunse
usanza
,
A
accadde
questo
à' ogni
ed
VoTeVa
e
i
pari
?
conclu*
re
manca-
che
Do-
che
cgl*
128
PRIMA
giasnamente
ne
e
,
pianamente
camminando
condusse
Portico
Mea
avvisò
la
accennoUo
e
che
dalla
finestra
ventura
s*
che
un
dovesse
;
nascosolo
e
aperse
e
postosi
al
.
Mea
ta
vendetrise
portdrvi
il
ancora
se
vostro
che
e
pure
gli
voi
passa
meravigliata
sono
tornarmi
a
casa
la
pjrta
l'altra
il
e
,
volta
molto
buon
Ser
e
la
pr^-soio per
a
busso
,
.a
ma
io
penato
Ag
""tino
Mea
di
mafio
su
nuto,
ve-
che
abbi
tu
gui-
ben
anno,
che
allegrissinjo;
donna
La
.
vedere.
a
a
questi capponi
e
col
drento
ta
giun-
venuto
sou
,
sii
venne,
ne
priina
a
io
:
vorrete
tu
se
la
sceso
già cotuparito,
era
disse
gli rispose:
lui
sicché
;
lo
quel-
disse
volt.*,
paperi
,
gnando
*n
amante
suo
un
esso
prete
e
,
come
.
levossi
e
casa
con
e
dirimpetto
la
salutò
serrò
alla
pez?:o5eco,
nella
11
1' uscio
e
in
suo
guardata,
a
e
in
aveva
stato
era
far
scala,
tanto
anio)o
capponi
,
allora
mi
ai
e
mano
,
per
e
,
tratto
un
lui
,
era
colla
cosi
buona
ella
papero
lui
da
che
ed
la
del-
casa
per
dispostasi
q-jal cosa
ve^g^endo
,
vide
dello
bene
troppo
Per
al
e
,
dalla
;
si
appoco
,
finestra
subito
COQobbelo
si
alla
appunto
sorte
Firenze
appoco
la
passando
la
per
verso
quindi
e
;
strada
in
cosi
,
al
sua
alla
venne
Galluzzo
del
via
se
CENA.
in
trò
en-
fatto
i\oa.
,
canie""
Io
fa
menò
buona
postisi
così
scusa
sua
p^r
dove
;
il prete
,
dire.
a
prese
che
donna
sedere
a
Egli
che
volta
1* altra
è vero,
ci
io
,
fui,
vatica
mi
voi
esso
con
fallo
dovesse
vi
io
sopravveniva
senza
un
«om'
COSI
Io
per
buono
spediente
salute
mia.
debito
mio
ed
i
ho
Ma
ora
eccovi
capponi
saranno
che
Io
bo
dei
de'
cacio,
le
fare
perch'io
a-mici
stagioni
^
cosa
una
vi verrò
via
tutta-
e
e
,
do
quan-
delle
pippioni
capretti j
lastre
pol-
,
sempremai,
e
colie
visitare
a
il
piene*
man
Rise
la
Mea
rispose
e
,
credo
che
quello
mai
sciatto
vedi,
ma
più alla
di
mi
Ui
dimanieraehè
E
a
vostri
siamo
quando
.
secondo
per
il paperoj
tratto
anche
la
e
,
aUra
del
tornato
innanzi
assai
parvri
vostro
son
noi
arrecherò
,
mi
,
disegnato
un*
,
,
1' onor
per
:
vi
che
meglio
esser
doveva
esser
,
feci
eh'
pensando
marito
vostro
il papero
lasciava
ma
;
colui
se
ma
,
alcuno
sal-
alla
poco
quasi villanamente,
e
non
portai
io
detto,
questo
mio
marito
facesti
t' arei
ella
"i fosfiti
rappacificata
Lasca
vai
/.
*
otta
i
sale.
capponi,
volentieri, pensando
:
or
j
ora
e
messegìi
io
ciò
o
j
luna,
senza
«
noa
tornasse
la
inanica-to
le lasciò
dicendo
ci
io
quella
a
il papero
prese
:
montare
il pFete
,
vita
sua
che
?^rmadio
dicendo
'a
che
che
uno
ta.
7 50
PJllMA
Ma
voi
in
quella
.
fatto
non
che
so
CENA.
ella
che
tornava
,
battere
sentirono
cenno
lui
a
,
l'uscio
rovinosamente;
perciocché
uscendo
d' aguato,
aperto
piano
di
e
,
potere;
trovandosi,
fuori
lo
per
la
che
tirata
e
aveva
la
che
io
quasi piangendo:
é
questo
crudele
e
volta
a
questa
che
uomo
disse
Agostino
ser
guai
,
vedesse
meco
di
la
tirar
in
e
;
corda
vistellino
neil'
si
fece
in
in
nella
mera
ca-
chia-
un
dicendo
scala,
intendesse
vista
la
quella
di
ti
se
me,
e
fece
di
capo
colui
acciocché
E
.
tosto
entra
te
a
uscio
,
forte
mondo
spinse il prete
e
messo
e
rato
più dispe-
nel
tratto
un
,
,
,
,
che
camera
:
sé
ohimè,
il
sia
nestra
fi-
a
morta:
fratello,
mio
un
alla
fattasi
son
più
a
prestamente
,
disse
pian
l'uscio
picchiava
donna,
testa
colui,
sia
ben
:
,
venuto
Colui,
.
alta
voce
giunta
fossi
e
trovata
mille
miglia
femmina
,
che
ardisce
disonore
?
ammazzar
e
di
dove
lontano
fare
te
gridando, diceva:
Dove
traditore
alla
egli
e
.
pur
io
che
gia
malva-
è
,
del
tuo
nostra
casa
che
ribalda
amante
tanto
io
glio
vo-
,
,
lui?
t' ho
io
pensavi
tu
con
mila
cento
per
che
,
quel
è
Vedi
che
tratto
questo
tu
e
:
.
rispose
così
minacciante
tello
fra-
carissimo
il mio
volte
ammaestrato,
mal
la
sii
mille
per
La
Mea,
piangendo
mitericurdia;
fratel mio
,
ho
non
10
in
fu
qual
la
venirsi
per
piangendo
neir
calcio
che
dato
colui
disse
vo' veder
un
,
do
gridanci
chi
è
e
,
fuori
spada.
questa
con
V
stette
non
uscio
Il prete
le
udite
e
tuttavia
si
banda,
venti
colui
alla
di
ma
,
scunciossi
e
tanta
come
gambe,
tanto
dalla
che
sorte,
la
fu
paura
Tolioi
e
carponi
che
casa
un
più
che
si
ne
d'una
.Come
pie
riusciva
nocchio
gi-
malamente
tra
balestrata
coloro
détte
un
ruppe
si
reggendo
andò
non
pure
egli
,
non
se
si
ma
banda
eh' ei
paloj
un
;
alta forse
casa
mancò
poco
sopra
di
finestra,
una
e
,
dato
è
passarsi
dietro
infilzato
terra,
vite,
che
vigna
una
rimanesse
cheto
da
ci
,
«opra
Pure
sentir
gittò
braccia
che
dir
a
,
parendogli
le
stemmiando
be-
colui
e
,
parole
in
Mea
la
po
fingevano trop-
,
a
egli
che
,
dimenar
sentito
no
Agosti-
,
camera,
io
tuttavia:
perciocché
fine
della
uscio
Io
per
ser
paura
j
nella
fuor
passarlo
tanta
minacciandola,
apri qua
:
su
a
venne
vato
ca-
aveva
sbuffando
e
meno
ma
;
sendo
E
io.
ben
raccomandandosi,
e
e
bene
,
arrotavala
e
cosa
subito
un
bene
,
,
soffiando
ammattonato,
Per
hai
Sì
.
Galluzzo,
del
spada
la
fuori
101
,
del Pode6tà
famiglio
casa
lo troverò
io
colui
seguitò
in
persona
?'
VI.
KOVEIlA
.
stette
in
vite
si
sentirono
su
e
scostò
di-
il
tSà
del
remore
Ta
ed
;
salto,
subito
oltre,
più
risa
maggiori
sene
vedere
a
Tano
buoni
tiellti
quoja
sia
-inondo
certo
4a
M""a
che
Agostino
strada
ohe
tanto
il
chiamato
e
a
casa
in
miulo
-qtiaimodo
Jo
aiìodo
«geiia-
pose
oasa
a
,
IpreJe
cagione
-lo
voler
lo
altrimenti
saa
mom
Agostino
io
condotto
condusse
disse
all^
faale
«
;
mai
mente
e
tesse
met-
tender
in-
quell'otta,
a
incresceridogliene
e
a
mugnajo,
Il
,
;
il qua-
datoseli
mulo
qaivi
come
per
alla
;
e
,
un
si
che
,
vicino
portasse-
si -fosse
-yragò.,
Sec
,
loroso
do,
macinava
voce
senza
,
-
avventura,
per
e
sopra
Io
ne
jweravigliandosi
la
t:hs
pregò
,
,
bassa
con
«conoscere
amico
suo
donne
stette
che
mugnajo
d'Ema,
5)escaja
quanto
earponi
nascoso
e
nel
cosa
adoperò
tanto
sera
passare
è
alle
,
vide
essersi
contenti,
e
-carpon
,
alla
e-
capiva
non
non
,
alla
infino
eh'
Giapponi,
massimamente
tremante
condus^
andaron-
e
carboni-
piaccia
e
ser
i
e
ognuno
tan-to
vendetta,
-e
mondo,
di
,
misero
del
l'allegrezza, parendole
misura
che
cascarono
e
tioH
ambedue
ma
grassi;
per
a
E
*e
fine
,
il papero
e
vendicata
Je
la
veduto
e
came-
,
nelle
li
fa
aperscmo
dentro
entrati
cercarono
la
CENA.'
WnMA
aHa
sopra
uà
fuor
di
il
come
a
per-
-m^dic
vr.
vavm-Zk
trovò
poi
a
certa
quella
dello
scusa
sua
travestito
foggia
l55
'
uscito
essere
della
così
e
rot-*
.
del
tura
de;
ginocchio
che
n'ebbe
settimane
assai
al
e
e
del
isvollura
della
parecchie
mugnajo
e^
parecchie^
e
re
crede-
fece
ancora
pi
,
certa
tempo
non
la
stette
sì
sarebbe
Agostino,
mari
invenzione;
sua
saputa
già
la
to
disse
,
per
via
cosa,
che
vecchio,
più
se
volte
e
favola»
sepoe
la
^
che
non
la
morto
,
di
si
non
mai,
molto
di
talché
Mea
raccontava
e
ser
e
il
104
CEKA*
PRIMA
PRETE
PIETRO
cherico
un
SIENA
DA
è
da
la
vita.
Fiorentino
beffato in
lui
,
guisa
che
egli vi
,
mette
NOVELLA
xVveva
volte
Vlf.
Siringfa còlla
arrossire
ridere
e
Novella
sua
fatto
le donne
e
loro
a
ai
e
racconsolato
1' animo
male
fatto
più
alcuno:
Io
ben
Ma
a
gli
Fileno,
lui
stava
do
saltan-
solamente
il papero
,
sentendola
già
il dover
dire
toccare
messovi,
i
e
tacere»
a
ragionare
donne
e
voi
cosi
colla
favola
mia
da
Fiorentino
un
di
cercava
pitasse
troppo
si dee
non
In
non
fu
non
,
Siena,
città
o
,
ha
quale
diletta
si
male
di
da
è
non
che
ancora
s'altri \o
so
,
gionevol
il
ta
fat-
ne
ca«
frode
far
,
lamentar
Prato
beffa
una
perciò
e
voglio
,
chi
perchè
;
io
,
Sanese;
un
lui,
beffare
increscerne
sentire
a
dolce
Leggiadre
giovani
farvi
.
sapendo
Con
incominciò.
generosi
capponi
e
,
favella
to
fat-
,
,
che
cuore
rebbe
a
si fosse
non
,
il
addolcito
e
^
lo prete
messer
se
,
giovani
piii
te
parimen-
e
,
e
beffare
vuole
mentre
,
gran
priore nella
già
Pieve
se
di
; e
disse.
Toscana
bellissimo
pure
tempo
nganna
ra-
castello
,
,
un
messer
Mico
principalei
da
il qua-
t'S6'
PRfWA
se
Ognuno
alla
tanta
la
una
2ÀO
che
mento
dormiva
gli
tempo
solo
j»artitosi tutto
eomincia-
dar
camera
se
Chiesa
e
che
ianciulletta
il
in
spalla
dove
sei
per
tola
cava-
e
"
la
prese
,
venivano
allora
all' aitar
legò
suoi
le
una
ore^
avello
dietro
portatola
e
ì
lo
ricoperto
e
,
giorno
velenosi
funghi
mangiato
fuori
in
morta
era
,
tura
sepol-
una
aperse
sotterrata
stata
era
avere
.
venne
ne
,
lo
"
intendeva
fare
,.
dove
di
del
quella
a
,
in
chetamente
di
solo-
perciocché
(
parve
di
sletfer,
allato
che
quello
a
dorn:"ire
a
aspettando
posta
camera
)
andato
fu
ne
CEN*.
de
gran-
fusui delle
pane
cam-
,
la
,
quella
egli
i
la
prima
di
.le
j
e
del
che
riuscir
chiostro,
onde
al
dare
nel
appunta
nella
quivi, e
passar
rasea-
doveva
aspettando qaello
.
volte
là
se
diputata
solito,
trovato
accea-
senza
ne
a^dò
aveva
il
ed
,
perciocch* egli
,
mille
bujo
di
Torà
lume
altrimenti
al
,.
intanto
levatosi
e
tino
mattu-
dovesse.
ne
Fiorentino,
pratico,
nascose
,
Vennene
dere
partì
si
il Fiorentino
di
percuotere
a
,
segno
il
,
si
fatto
cosi
doveva
venivano
gli
morta
poco
che
appunto
sonata,
quella
l'uscio
dare
per
congeguolla
piedi
testa
sonare,
e
a
,
di
fune
artificjalla
li vi
che
campana
Fiorentino
j
con
le
v'
era
pale
cam-
sicurameute
^
E
di
iiapo
quella più
lutino
di
di
in
sul
dar
nel
e
,
gli
colei
capo
guai
la
su
dicendo:
dissimo,
mando
Piero
Prete
udite
le
s* indovinò
effetto
to
strida
la
laonde
i
la
serrò
potendo
trovandola
chiusa
maggior
camera
sua
li
fu
Fiorentino,
principale
di
e
fatto
se
il
,
la
per
ne
più
alla
e
Chiesa
alla
riusciva
il
cavatone
fuori
lume
quell'etano.Si
di
che
cacciò
sé,
giua-J
chiuso
volta
in
su
tentoni
della
la
chiavistello,
che
,
di
,
si
morto;
che
bel
dente
ri-
tornò
ne
trovatolo
e
,
usci
se
aves-,
tutto
,
fuor
mezzo
ali* uscio
cader
correr
ed
ij
dormire-
a
spaventato
per
ciocché
ac-
,
,
fatto
i
»
ritornarsene
questo
e
i
d'allegrezza pieno
e
se
paura
.
ava-
entrato
più sospettasse
,
tre-^
meraviglia
era
essa
per
sciato
la-
e
;
avere
a
colui
gran-»
sentitolo
e
cosa
la
per
fuggire
a
,
contento
onde
porta
non
se
diede
,
pia
tem-
campana,
,
,
correre
ajutatemi
si
pie/»
per. la
muglio
un
deUa
la fune
gridando
e
mise
i
istiancio
per
spalla;
Cristo,
furia
con
dare
ca«
matr
ingiuso,
mari.ca
il Fiorentino
cosa
allo
a
al
sonava
strisciarongli giù
in
sinistra
che
,
stratta
vennero
e
,
piglio
,
grossa
la
di
dòtte
egli giunse
come
1-3^
Vii.
NOVEILA
per
sorte
luna,
che
fermatosi,
porta
piazza
i
e
l'aperse»
la notte
era
fosse
non
a
stato
veggei%
l5S
taiMA
dosi
dietro,
persona
fra
e
sé
avvolta
che
stato
era
che
r
uscio,
da
nella
e
;
essergli
che
che
,
datosi
p"ji ricor-
e
v
lasciatosi
gli
fatto
le
del-
dovere
questo
intervenuto
volendosene
aperto,
te
fortemen-
avesse
fine conchiuse
sa
co-
gli era
se
dubitare
a
non
varamente
lui. Sicché
lui
prese
Piero
prete
sue
e
to,
alquan-
pensare,
"1 collo
tempie
serrato,
a
quella
stata
essere
fra le
rassicurò
si
cominciò
stesso
potesse
CENA.
per
di
opera
tolse
accertare
un
,
di
moccolo
seco
mento,
accesolo
e
;
in
così
della
alle
lunghe
che
perla
in
ella
aveva
qua]
cosa
che
con
ancora
Collo
e
,
assai
testa
e
a
di
subito
landa
ghir-
una
egli
i*«bbe
suo
un
avello
era
a
gli
Piero.
cadde
bellissimo
ri-
per
cheto,
sempre
prete
mise
Ma
nella
per
ché
poite
men-
beachè
tratto
,
malagevole
lasciato
poi
aperto,
fare
ri;
fio-
la
se
,
al
quel piacere
poter
fune
diversi
fatica
gran
dar
jCh'egli
alla
spiccatola dilig"3ntemen-
starsi
e
lei
co-
conohbela
,
in
dando
guar-
e
;
,
,
di
Sagra-
ciondolare
bionde
e
del
chiome
e
;
condussela
sotterrarvela
non
le
grossa
va
porta-
all'altare
vide
per
ne
)»pre
lampana
cagnesco,
campana
se
dietro
legata
e
trecce
te,
alla
andò
ne
se
morta
che
candela,
la
e
molto
morta,
assai
destra
pericoloso;
uscendo
e
e
fuori,
gagliardo
,
vi
quipertanto
salì per
ch'egli
fece,
indi
e
andatosene
alla
a
chiavistello
;
addosso
se
,
la
di
;
venne
pian piano
prete
Piero
in
facesse
che
tanto
posto
e
;
in
mise
si
terra
,
lo
e
quello
udire
per
,
colui
morta
,
giunse
V uscio
canto
a
riserrò
,
postosi quella
dopo
leggermente
morta
che
aveva
la
grande
porta
e
ne
camera
orecchi
serrato
,
e
alla
Fu»
aperse
e
colui
to;
tet-
un
sopra
chiostro,
che
.Chiesa
delia
scio
nel
scese
muro
un
l59
•'
vrr;
NOVELLA
senti
mente.
forte-
russare
,
Di
più
lo
per
fu oltre
che
da
lo
per
della
caldo
sendo
onde
voler
tentare
gli nacque
nella
quella
camera
in
ciò
agguato
un
nel
cuore
sì
a
pose
e
della
di
disiderio
che
ripresa
e
al
a
to,
ietto
can-
si
lontano
udire
lei
co-
te
chetamen-
giacere
poco
vedere
per
finestra
accostatosi
e
quindi
e
,
Piero
e
grave
far
sul
letto
,
la
la
posta
quanto
se
podi
seguisse.
Prete
in
gli
morta
partissi;
e
così
pian piano
,
,
bella
nuovo
più innanzi;
,
entrò
,
a
allora
le braccia
su
e
ma
socchiuso
,
state;
in
Piero
prete
grande,
camera
contento,
1' uscio
trovato
aver
lasciato
stato
misura
a
mano
del
non
dì
ben
in
per
lo
disagio
profondissimo
si
risentì,
desto
sul
viso
e
ancora
entrato,
era
sonno
;
rivoltatosi
,
di colei
pose
s
e
pure
per
ia
lo
appunto
trovatolo
J40
PRRIA
morbido
freddo
e
subito
sé
a
in
aperse
videi
fatto
si
correre
pur
in
verone
terreno
al
e
di
uscì
camera
di
dileguarsi
infransesi
fu
la
che
la
nel
cadere
che
testa
serva
egli
:
che
in
il
quella scala,
di
di
Io
per
scendeva
che
in
egli
od
in
tutta
Piero
che
in
quella
nonica
Ca-
famiglio
vestito
e
trovarono
a
di
restava
non
vere,
muo-
gridava
il
mezzo
lati
tre
potersi
terra,
imo
braccio,
un
due
aveva
da
tombolò
Priore
chi
prete
e
gendo,
fug-
giunse
senza
intronava
corsero,
camicia
mente
subita-
restando
,
la
gli
camicia
che
in
e
sicché
i
disteso
tanto
;
gittò
si ruppe
fianco
laggiù
modo,
ta
venu-
stante
non
la
tutta
,
un
spezzò
e
fretta
,
si
si
in
scala
una
fosse
,
e
sommo,
ed
:
che
quel
uno
gridando,
tanta
e
;
letto;
sempre
capo
in
ta
mor-
,
egli
,
del
terra
a
che
poura
quella
e
colei
non
di paura
e
memoria
istrangolarlo
per
tanta
venne
di
dubitando
aveva,
meraviglia
nella
tirÒ»
la
marmo,
gli occhi,
tornatogli
e
quivi
di
tratto
un
che
più
pieno
e
,
CENA^
e
chi
in
pie
di
guaire
e
rammaricarsi.
In
questo
ogni
cosa
Corsi
al
andatosene
iweate
la
avendo
mentre,
veduto,
tutti
come
s'era
remore,
in
e
camera
«aorta,
§
il Fiorentina
uscito
di
casa
d'agguato;
di colui,
prese
la
di
per
via
erano
e
presta-
là,
senza
avello, «racconciolle
suo
in
,
tutto
sx3rvitore
domandando
mal
sangue
che
già
ogni
in
la
che
il
gridando
altro
si
il capo
il Fiorentino
nare
so-
a
medico
un
Prato.
,
Intanto
fortandolo
con-
e
lo
voleva
(jual cosa
dire
altrove
che
portassero
tosi
riposa-
e
;
te
pre-
de' forestieri
narrò
,
tutta
^ch'
non
la
a
prese
lo
ne
per
camera
trovato
era
famigli©^
,
luogo
cagione
i6tara£utfi^
ed
per
camera
,
braccia;
a
alquansto in
ioro
veggendolo
,
portare
io
in
maricarsi;
ram-
cominciato
aveva
fosse
a
e
chiamare
mandollo
e
la
nul,
il viso
tutto
che
e
Piero
il Priore
di
che
venne
caduto
dolersi
a
che
,
Piero
li
prete
famiglio
sempre
fare
Ma
dal
Messa
dal
e
,
fece
migliore
fante
rizzare
fosse
così
e
,
il
dalla
,
,
a
dolente
,
lo
concio,
ceva
gia-
nipote
,
attendeva
per
il
to.
al-
di
meno
fece
cagione.
stato
rispondendo,
tì
dove
dò
an-
ne
era
,
perchè
,
già
non
mai
se
e
;
che
lo
da
ghirlan-
pareva
,
poiché
3
ajutato
fosse
non
mossa
percosso,
meraviglioso
ne
stata
giunto
Mico
Messer
che
fosse
1' Avemaria
sonare
a
che
sorte
la
infuiu
per
nel
risotterrò
,
quindi
di
che
di
testa
colei
e
,
d'altrui,
né
loro
da
uè
Chiesa
ia
corse
ne
se
vedalo
stnto
«ssere
T^t
VTT,
NOVEltA
ora
del
al
male,
suo
capezzale.
là
anim/"£o
trovandovi
,
uè
e
lo
quel-
Laonde
corse
fanciulla
pvemor-
142»
"R1MA
né
ta,
giù
alcuno
segno
sognato
né
persona
perchè
,
alle
Intanto
tutto
parnto
e
che
fra
sonno
vederla
aveva
sognato.
fallo
e
delle
gli
pareva
da
via
fu
tanto
il medico
di
fuori
maninconoso
^ipoi
che
dirne
il
egli
e
far
vero
dilib^rò
in
presenza
paura
che
zio
prete
e*l
cherico
fu
mera
ca-
tutti
si
operato
fossero
,
il
quale,
allegrissimo,
Ma
increscesse.
che
per
,
male
gran
,
della
quello
aveva
cosa
che
,
e
,
per
lo
quelil
pregando
contenti
appalesò. Quivi
perdonare,
sapeva
;
atf^tto
tutto
prappreso
so-
Comparse
medicato
intervenuto,
che
lasciata,
fare.
,
era
che
meraviglia
e
troppo
chiarirsi
gliaudosi (Ciascuno
sua
aver
dentro
aveva
di
Io
per
nella
gliene
Piero
di
e
Fiorentino
e
al Fiorentino
gliene
che
coi
non
sperandos
di,
sbigottito, non
molto
che
mostrava
Colui
,
duolo
né
in
sentirla,
e
trovandovi
non
che
si dire,
che
gli
che
si fece
indubitatamente
cotale
to
vedu-
e
,
meraviglia
colei
e
;
cuni
al-
,
maggior
;
più
la
per
percosse
portare
ve
caso
veramente
senza
duolo
il
affermavano
il
era
non
suo
i
doveva
compariti
erano
,
era
stata
ch'egli
letto
sentito
e
;
fosse
viva.
grida
preti vicini
il
nel
né
morta
dire
con
,
aver
vi
ch'ella
tornò
ne
se
CENA.
di
lergli
vo-
lueravi»
rispose il "FiorenÙAO di:;
544
ÙENA.
tUTOA
che
tfmase
lorohissinio
Mica.
messer
a
chi
lasciare,
nossene
anche
il
la
fosse
fu
a
anch'
Firenze
si
in
in
processoci
volte
partirsi;
non
*
«i
sarebbe
e
tosene
venu-
di
cherico
per
poi
dove
;
più
raccontò
per
che
,
no
Fiorenti-
Il
Maggiore
Piero
storia
come
persone
acconciò
tempo
questa
altrimenti
«apece
Sau
tor-
e
,
delle
egli
più
iermo
,
sagrestìa
avendo
ammaliato.
stato
do'
e
Drioiia,
per
parte
costretto
moclo
non
la
tenendo
maggior
nipote
E
rinunziò
Siena,
a
di
fuor
scontento
di
mille
perciocché
novella
,
mai
potuta
ri-
visita
Firenze
per
,
Lorenzo
San
ve
lo
ignoranza
sua
per
libreria di Michel
la
figure e
Tassm
Vili.
è da
della
favola,
brigata
aneli'
belle
io
quando Lidia,
;
altre
fare
senza
,
Novella
mia
quale
che
credo
non
ridere
vi
delle
meno
Non
beffa
una
sono
voglio
,
la
raccontare,
abbia
narrate
seguitò.
e
anni
che
per
,
Firenze
passò
a
mentre
Roma,
Ippolito
,
il
Cortona
,
te
frate
che
giovanetto
alla
e
quale
la
governava
stando
Abate
uno
allogg
ato
Lombardo,
dell'Ordine
de' Medici
custodia
in
nome
città.
in
Ora
Santa
del
di
a
che
voU
I.
dava
an-
Badia,
di
ancora
era
di
Cardiuale
Ole.nen-
Papa
Ab., te,
questo
Triatta
un
,
Lasca
né
piacere
a
;
molti
ancora
le
paro-
vi
donne
,
,
nella
tra
il subito
modo
di
Fiorentino
veniva
gli
:
ragionava
si
fuor
lodando
sua
,
dietro
disse
molto
qiale
della
strigatosi
,
accorgifiìento del
che
considerare.
Fileno
già
aceva
far
do'
;
fa legar per pazzo.
Questa
la
Agnolo
presunzioneil
e
NOVELLA
X
vedere
per
,
,
le
passando
Badia
di
delV Ordine
ABATE
UNO
145
Vili.
VOVEllA
IO
gior-
1^6
PRIiMA
gì: allrì
tra
no,
vedere
nella
le
20
due
con
dei
.
di
Michel
suoi
frati
di
nuova
e
detta
di
le chiavi
teneva
ne
Io
detto
era
soprannome
allora
lavorava
che
che
di Michel
il
valent'
le
star
a
la
deila
chi
figi/re,
elle
il
mostrare
sagrestia
dove
breria,
li-
cui
A
.
di
inrendere
che
Agno-
palco
contento
uomo
ad
dagli
e
;
sarai
si
co-
giovane
spacciatamente
venne
disse:
questo
che
,
,
Priore
dove
sagrestia
la
un
ministro
la
del-
altri
il Tasso,
,
per
partitosi
andò-,
ne
perchè
chiamare
fece
serrata
era
Chiesa,
se
a
Loren-
e
;
due
con
là
Regola accompagnato,
andare
San
Agnolo
,
il Priore
ài
voglia
venne
,
sagrestia
figure
"
CENA.
a
la
e
ria
libreno
han-
come
e
e
sono,
che
a
fatte.
fine
Il
Tasso
innanzi
,
trogli ;
lo
e
che
tanto
dove
che
risposto
,
Abate
in
sagrestia
il venerando
frati
altri
gli
e
viò
s'av-
volentieri,
diè-
dusse
gli con-
nuova
dimandò
Padre
di
,
molte
delle
cose
quali
,
détte
notizia.
lo
Così
il
tutte
Tasso
veduto
avendo
Abate
gli
,
e
considerato
ben
a
un
suo
sono
non
che
elle
si
può
fossero
ogni
cosa
compagno
se
vcii
giudicare;
:
e
non
sou
agio
suo
certo
figure
io
ma
altrimenli
lui
per
buone
,
guisa,
a
e
riuscite
mi
,
che
ste
que-
per
quel
pensava
che
in
altra
stcisoro
a
se
dis,
gran
pezza
a
che
quello
io
in
terra
le
figure
che
in
sono
che
dovettero
Il
qualche scarpellino.
di
colui
parole,
quantunque
gli
e
onore
,
Io
giudicò
Al
tutto
,
e
;
ne
,
da
Io
per
Alla
lui
udendo
ognuno
gli
di
di
fine,
che
libreria
la
domandò
passando
il Tasso
1' Abate
fosse
ch'ella
ed
architettore;
alla
da
fé
di
....
allora
in
si
non
,
voi
lettere
la
tenere
così
sete
sagre
ntir
si
stato
era
disse
Jl
i
fu
lo
sta
quenon
ma
al
Tasso
collera
ogni
disse
e
alcuna
parte
.
n'
dispiace,
mi
sa
Chiepo
tem-
gli
rispose
la
nostro
per
dere
riche
vinse
,
potette
se
e
Bologna
e
i
andare
quanto
chi
e
il Tasso
non
agguagliarla
San
fatta,
abate
lo
perché
Chiesa
è
si ritea«
per
,
i
in
è intesa
non
poi
pur
:
,
cosa
iuolo
broda-
quivi partitisiper
,
lo
verendo
Re-
meglio.
vedere
era
del
e
,
altri
da
le
rispondergli
fina
sua
o
se
recas-
solenne
un
,
Noddo,
Tasso,
subito
tentato
né
queste
Messere
del
quella
di
gramatica
né
desse
Peppoli
di
mano
che
vero
appresso
di
essere
Dio
conti
i
casa
che
uno
Di
plebe.
niente
perderebbero
non
a
la
però
è
non
dice
come
,
Vedi
immaginava.
m'
Agnolo
Michel
questo
I47
vm.
KovEiiA
,
che
dicesse
non
intendente
come
architettura,
voi
per
e
sete
certo
dotto
nella
che
:
dre
Pale
neltura
scul-
voi
ÌI48
*BTMA
dovete
logia
io
un
essere
Il
.
frate
Ì
CEKA
baccelliere
gran
montone
in
inlese
non
Dio
grazia
,
essi
poiché
,
saliti
Chiesa
la
maestro
pur
ragionando
in
i Chiostri
su
dove
alla
saliva
misero
di
era
il Tasso
la
cupola
disse
oh'
è
dove
simile
miracolosa
è
tutto
detto
ho
io
jna
che
fede
assai
,
Il
un
tuo,
e
fatta
Tasso
tratto
rotto
di
e
con
non
ne
da
freno
rabbia
di
Ahi
con
il
gione
ra-
mondo
sopra
Onde
lo
.
dicendogli»
altii
Fiorentini;
persone
degne
Norcia
volle
breria
lifama
lanterna
più
e
,
.
vennegli
e
tanta
pacienza
di
bella
più
è
artifizio
maggiore
tanta
o^nì
egli
rispose
di
cupola
ciocché
per-
nella
tanta
pari
voi
dire
solo,
tutto
senza
e
inteso
la
intentamente
è
la
ma
quasi sdegnato,
Abate,
a
?
ferma»
meraviglia.
in
voi
trovate
gio
ada-
che
ha
non
e
all' Abate
occhi
,
,
edifizio
uno
Padre
il Tasso
salendo
saliti
già
una
,
Abate
Tasso
cupola
questa
:
r Universo
?
che
di
erano
si
quale
,
pose
col
restato
e
,
in
si
,
;
lo
Io
per
j
scala
la
mezzo
rispose
gli
rivarono
ar-
legname
la
per
così
e
:
di
sopra,
di
dopo
volti
i frati
sì
frati,
vennero
rimirarla
per
su
;
,
inverso
a
libreria
i
adagio
scaletta
una
innanzi
r ultimo
a
era
cosi
e
,
usciti
furono
,
tosi
disse:
e
,
son
che
Te®*
e
stizza,
di
rive*
lo
messer
renza
Abate
alta
ad
voce
che
maniera
di
gli
tombolar
tutta
tro
indie-
allo
tirolio
e
,
fianchi
nei
prese
,
gridando
1^49
virr.
NovEtiA
fece
,
ed
scala;
quella
frate
questo
di
terra
alcuni
e
di
dir
lo
fuori
usciron
allo
,
che
Abate
di
lo
entro
e
,
lo
egli
e
portato
da
anzi
al
.
la
tutta
che
in
persona
in
terra
presolo
furia
a
e
là
di
camera
una
tica
fa-
graa
a
,
;
mente
presta-
quegli ajutato,
frate
poteva
non
Cosi
inteso
,
portarono
quivi,
fosse
funi,
piedi
si
,
che
suoi
di
e
,
,
legarono
peso
colui
intronava
che
funi;
delle
e
,
i
dimenar
romore
una
ajuto
lavoranti
e
modo
I
in
stringeva
e
pajo
braccia
bujo
lavoravano
subito
chiedere
parola
i
un
di
cosa
addosso
serrava
avendogli
in
che
iato
gridando
poteva
le
qual
,
parte
sorte
la
Per
a
,
restava
in
gittare
,
,
il Tasso
videro
non
e
al
quivi
vuoisi
e
che
qua,
.
garzoni
re
grida-
a
correte
correte,
chiostri
questi
isbonzo-
per
,
impazzato
è
suoi
stanza
quasi
cominciò
addossogli
ajuto ajato,
=
fu
,
così
e
;
lasciato-
artatamente
addosso
segli cadere
larlo
egli
e
serrato,
al
erano
corsi
al
disteso
lasciarono.
dello
compagni
;
occupati
e
in
perchè
guardar
giungere
in
egli
la
Abate
già
erano
libreria,
sul fatto,
ma
dentro
,
non
arrivarono
e
tero
potetapf
l50
»*IMA
che
punto
coloro
dolorosi
mandavano
la
cagione,
Tasso
si
che
tenerlo
chiostro
sarebbe
legato
fatto
e
si
non
che
e
,
più
,
in
ritornasse
certe
persone
che
quivi
rammaricavano
si
aveva
acci""cchè
uscito
era
gridando,
pur
erano
di
te
più agevolmen-
e
frati
I
;
a
terra
a
lo
perch* egli
sé
gangheri.
dei
bujo
tosto
,
fuori
more
al
cui
A
presto
bene
suo
per
tato
por-
mento
giura-
stato
gittato
mettere
svagando
Abate.
con
fosse
non
,
quel
dove
,
egli
se
il loro
j
addo-
e
affermava
rispondendo
che
perchè,
legato
cos'i
via
menavano
fortemente,
gridando
avessero
il
lo
legato
,
onde
CENTA.
con
al
corse
ro-
il
chiedevano
e
,
loro
Il
Abate.
dato
intanto
Tasso
canto
un
,
in
pagamento
dove
camera
'1 Tribolo
quello
e
altri
che
che
venato
lo
messer
con
tutti
,
gli
e
gni
compa-
ordine
gli era
frate
fece
to
il Pilo-
trovato
per
,
tosene
anda-
e
;
amici
suoi
loro
contò
bere
a
dove
chiassolino,
nel
e
il frate
serrato
era
della
chiave
colla
via
fuggi
,
tutto
inter-:
dalle
smascellar
risa.
Lo
di
modo
che
egli
non
egli
era
,
niostrovi
sopra
cagione
,
o
sì
era
poteva
lai
nel
trovandosi
colà
doloroso
Abate,
fuor
e
di
sapendo
non
sé
u^
altro,
per
che
stesso
,
bene,
discernere
ancora
pure
,
o
se
se
egli dor-v
1^2f
FRIMA
accònciolo
e
in
Santa
tare
a
fece
mai
come
fu
poi
il
;
che
che
ui
a
cosa,
che
facesse
la
per
:
di
e
Otto
qua!
fu
d'
fatto
il
e
,
la
il
dv)
r
il Tasso,
dove
da
amico
ta
di
poiché
e
cosa
il
e
fcisogna
che
gello
barstato
senio
ebbe
poi
aver
1' altra
Amerigo,
d* agguato,
parte;
mandò
«
che
a
,
va
biasimache
venisse
Za
si dice,
il che
dire
ai
rispetto.
dicendo:
ella
come
tavola
a
difendeva,
così
sieme
in-
cenato
dire
ad
aveva
suo
nascoso.
molto
con
già
palazzo,
fu
ancora
Tasso,
risapen-
Miniato,
San
,
lo
intendere
uscisse
ni
ma-
sendo
Cardinale,
religiosis'
s"rà
messer
da
Monsignore
il
Magnifico
non
del
in
ragionando,
cosa
minacciava
foresiieri
Ma
del
Magnìfico
questa
cario
Vi-
gli
de-
il che
;
d'andarsene
favorito
sera,
al
fosse
ispe diente,
Amerigo
messer
e
e
nelle
come
mondo
per
sonata,
col
e
del
prese
Avrtmaria
se
cor-
,
ladro
maggior
il quale
strana
famiglia
cercandolo
,
te
sor-
commessione
,
in opera
per
;
Tasso
per
tutta
messo
vento
Con-
fé intendere
avere
cosa
e
molto
parve
,
la
nel
infuriato
stava,
cui
a
Ma
il Generale
essere
non
rammaricarsi,
e
grande,
il fatto
come
la via
per
che.
il rammarico
Cardinale
brutta
quale
di
lo fece pori
ne
guaire
aveva
abbattè
inteso
al
Trinità
co
,
cataletto,
un
altro
si
vi
CENA.
al
do
uden-
Tasso,
via, che
e
KOVELLA
allora
quivi
mi
dato
Magnifico
dicendo
così
alla
innanzi
di
di
assassino
ma
,
il
raccontò
fattosi
da
non
come
era
fu
sforzato
sguardo
se
narrano
in
lo
parole
acconce
altro
più
per
il Tasso
che
gliene
non
,
dubitate
e
che
sia
che
la
egli
verità
,
giammai,
direbbe
,
e
il
collo
che
che
fatta
avesse
la
con
è
puro
Cupola
e
sano
,
j
io
se
peva
erom-
ne
non
voi
se
uomo
intelletto
,
fosse
più
la
bel-
disegno
che
'a
di Norcia
maggior
e
;
spacciato;
matto
giudicate
allora
e
pazzo,
,
punto,
gli rispose
de' buoni
dissi
vi
testò
come
anda-
e
egli si gittava giuso
presto,
era
,
di
legare,
Lujo,
egli è
capriccio
un
prese
che
terra
a
facesti
al
la
frati
atFermano
e
Monsignore
vi dico
e
fiero
un
i suoi
:
lo
serrarlo
,
con
tiratiti
tu
chiave.
io
lo
tu
che
e
scorno
colla
stitene
grafia
il Cardinale
pur
,
quella scala,
e
:
modo
ohe
tutto
seguito appunto
che
disse
e
,
un
dice
Abate
voltò
gli
uno
,
ridere
a
avete
capo,
,
tante
te
fra-
come
tanta
con
vostra,
voi
preso,
E
caso
venu-^,
certo
un
Io che
per
,
stesso
con
io' sia
strada.
ordinatamente
con
son
Signoria
quello che
che
commissione
poscia
e
,
io
:
,
oggi intervenuto;
è
tosto
lìece riverenza
tista
,
giustificarmi
per
al
e
favellare
Monsignor
,
di
quale
,
Monsignore
a
prese
II
favellare.
trattosi
e
comparse,
a
to
di
tempo
era
l59
VMI.
l54
fRTMA
di
nostra
Santa
Maria
allora
rispose
,
parola
CENA.
sola
Fiore.
del
Magnifico
jl
egli
te
Certamenche
i
meritava
sta
que-
per
,
canapi
non
,
che
le
credo
il
funi:
che
me
per
sia
affatto
Tasso
ha
quel
anche
pigliar
a
all'
cena,
briga
a
lavorare
a
me;
e
infino
valente
era
del
a
al
lasciassero
Il
casa.
dinale
Car-
conoscendo
uomo
,
mandò
Magnifico
intender
staffieri
duoi
da
e
accompagnare
che
far
domattina
e
usanza
dendo,
ri-
quasi
,
vattene
suo
per
,
la
voler
mani
do-
e
voltosi
,
il
tanto
per
Vicario
Tasso
tornati
tempo
fece
al
e
j
disse:
lo
e
zo
paz-
causa
sua
al
innanzi
procuratore
lasciane
la
che
non
;
e
,
essere
per
frate,
difender
a
ragioni,
spiritato
,
Vo*
mille
Vicario
il
stare
prestamente
,
al
e
Tasso.
che
Capitano
frati
I
a
non
do
aven-
,
potuto
lo
meglio
ad
intendere
avuti
l'altro
avere
si
tacquero,
in
guarito,
oltre
fune
era
per
dierono
lo
avere
stato
finato
con-
qual
cosa
,
galea
sommamente
Abate
Tasso,
di
tratti
quattro
allo
e
il
come
udienza,
giorno
per
gli
se
ne
due
anni
piacque;
andò
e
al
:
ivi
suo
la
a
pochi
viaggio.
ili
glor-
di
•
•
,
della
fuori
si gran
valore
fu
Abate
IX,
Novella
sua
dell' arroganza
o
della
e
io
dire.
voglio
favola
anch'*
donne
Ornate
egli,
di ridere
scambio
di
o
xnesser
del
cosi
amorosi
e
,
se
pre-
giovani,
farvi
colla
mia
,
raccontandovi
meravigliare
che
ra
ridendo
ridevano,
a
tutti
resoluzione
piacevole
,
Tasso
clie
mentre
,
dell' ignoranza
lo
,
morire.
per
della
egli
che
paura
NOVELLA
fina
per
y
,
,
ne
giorno
ha
GiusUza
alla
porta
nullo
di
cosa
innanzi
passando
MJLF.SPINI
MRÀifCÀZiO
15-5
IX.
NOVELLA
ebbe
giovane
un
Fiorentini
una
,
de'
innamorato,
che
mentre
pau-.
notte
una
stri
no-
va
torna-
,
dalla
al
ciao
dama
sua
nei
persona
Francesco
del
suoi
tempi
lificato, di saldo
lissimo
-un
giudizio
che
alcuno
,
,
gran
proamizia)
fu
soggiunse.
e
il
Bianco,
quale
veramente
,
qaa^
soprattutto
ma
quegli
era
altro
vi^
che
bel-,
va,
sape-
raccontare
uà
.
intervenuto
caso
(e
quale egli
;
uomo
ragionatore
meglio
la
per
la
perderne
Giovan
fu
:
magnifica
memoria
,
suleva
buona
spesso
do
aven-
presenza
voce
tra
gli
e
ottima
altri suoi
l55
JRtM\
bellissimi
ragionamenti
Firenze
zio
fu
il
quale
giovani
di
moglie
faceva
quale
che
sollecit
calcina
tare
lo
della
contrada
,
Onde
la
due
sera
se
innanzi
Rovezzano
la
alla
Giustizia,
alia
,
e
lo
per
apriva
,
che
e
a
se
porta
se
quindi
e
alla
ogni
ne
otta
appostare-
le
se
ne
sente
ra-
ta
por-
rando
ti-
mura
andava,
si
quelli tempi
entrava
se
ne
a
riposare
in
ze
Firen-
rasa
sua,
,
andava
persona
in
,
col
poi
alla
lungo
Croce
che
sportello
di
e
;
veniva
ne
ve
na-
amico,
fatto
passeggiere
d' Arno
riva
tina
mat-
la
passava
avendosi
il
la
e
della
,
giorno
,
di
sospet-*
sportello
,
benissimo
narsi
gover-
a
usciva
ne
e
pf-rchè
E
vicino
Io
per
Niccolò
ore
!
amore
alcuno
né
mattoni
saputo
aveva
la
stava
de'
cotte
suo
giaceva
marito
il
bene
il
sposo
San
a
pagar
spesso
si
Brancazio
,
a
Niccolò,
San
uomo
le
così
:
avesse
porta
Ricorbo-
a
a
che
«re
guidare
e
né
stava
fornace
mentre
,
a
della
che
il detto
lei
esso
notte
innamorato
era
porta
una
gior
mag-
.
accadeva
con
buon
un
della
come
avviene,
della
Branca-
,
donna,
fuori
chiomato
sì
in
come
narrare,
giovane
bellissima
una
ciò
un
;
dei
liy poco
il
già
Malespini
parte
di
CEVA.
del
mondo
non
a
l'arebbe
mai
tuto
po-
accadde
Ora
gli
,
nave
parve
udire
dire
come
fermatosi
gli
gli
girò
,
parve
una
senio
che
le
verso
quelle
tre
ciondolare
stando
fra
in
perciocché
farsi
,
innanzi
meno
lume
giorno
di
luna
se
quelle
in
quel
a
due
non
va
sape-
scala.
Per
animoso
e
di
sé
vile,
che
onde
la
io
via
ditasiieate,
oia
le
pratello.
za
sen-
p
ueva
io
cosi
E
a
e
la
del-
che
era
,
di
riti
spi-
diavoli,
fra
pusillanimo
di
questa
sospettare,
questo
forche
parve
cima
betfe
di
chiarisca
gli
e
y
in
e
un
e
detto,
camminando
tratto,
e
e
sa,
co-
mere
te-
sela
prear-
,
in
ma
;
voce
fatto
abbia
là giunse
e
vere
egli
era
vana?
verso
eo
pio
cosa
sarò
sempre
cose
dimenarsi
s'
mi
fosca
sommessa
d'incanti
non
poi
o
il
ora
scorger
con
qual
dunque
un'ombra
sul
che
malìe,
disse:
:
sempre
,
,
dire
certo
un
bene
udì
volta
un'
1' aria
e
,
d impiccati
guisa
senJo
ombre
mentre
un'altra
vedere
fossero
e
quattro
o
,
non
,
che
forche
,
che
cesse
di-
lo
per
;
punto
ap-
,
sopra
che
e
minando
cam-
voce
eo
pio
occhi
uomini
direste,
Sì
via
:
Arno
dirimpetto
,
,
lungo
e
,
,
forche
alle
innamorata
sua
,
la
avendo
passato
ta
vol-
una
,
dalla
egli
tornando
come
che
le altre
tra
,
,
veder
l5^
IX.
NOVEII"
salì
ia
558
PRIMA
in
Era
quel
quale,
disgrazia
usata,
quivi
intorno
colto
d'
e
la
la
;
notte
me
co,
deJla
vicino
città,
alla
pitata
ca-
e
Giustizia
,
forse
diece
,
fossero
se
sendo
que' campi,
per
agosto
come
trovandosi
fuor
era
spesso
mese
la Biliorsa
chiamava
si
mina
fem-
una
,
per
aveva
Firenze
in
tempo
che
pazza
CENA.
dodici
e
zucche
uomini
stati
del
allora
le
j
aveva
,
condotte
una
a
avendole
E
no.
il
tratto
un
lunghi
al
gambi
le
e
bellissimo.
E
salito
si
aspetta
la
e
fermò,
che
io
si
lasciò
,
fretta
cominciò
destra
a
la
vece
e
,
scender
sentito
il
fu
a
stimandola
preso,
o
tratto
un
,
la
versiera,
forze
,
a
;
di
scala,
una
;
e
per
mano,
leggiera
udito
e
la
,
della
forse
e
cos^
mancarono
e
in
ra
ter-
te
furiosamen-
il diavolo
gii
fermandosegli
zucca
sì
tanta
che
te
zucca
scender
da
un
aspetta,
Brancazio
colpo
colei
la
do
mo-
Bran-
piuta
anche
la
gatta.
veggendo
e
,
le
cadere
ceva
fa-
fare
colui:
a
impiccherò
una
conte
vci'o
gridando
le
quando
,
dare
più.
quel
a
parendole
,
ma
confc^rta-
volte
lasciava
appunto
voleva
do
facen-
quanto
tre
o
a
e
;
,
che
quei
e
,
dondolare,
appiccate
era
le impiccava
due
legno,
forche
delle
coi
potuto,
dare
cazio
Loja
colte
aveva
giuoco
scala
tirandole,
su
una
a
della
pie
a
fatta
ra
pau-
daddorlo
subi-
agghiucciaudq-
l6*
TRiMK
di
cendosi
là
do
quelle
venuto
,
prete,
ben
guardare
medico
che
disse:
in
corpo
lo
fece
caldissima
stanza
con
,
aceto
e
lo
tanto
spruzzò
lo
fece
pariasi.e,
a
si
proposito
fu
parecchie
un
Voluto
ixientie
talché
cavargli
i
nel
e
mondo
e
e
,
capello,
p
r
né
medicina.
egli visse,
egli
il
parecchie
e
fosse
guarito
uè
fattolo
pareva
in
nou
padre
Ma
peggio
gli
ri
la
più
prima
:
che
addosio
chi
lo
avesse
che
ancora,
già
es"?ero
i"tr4ua
sa
ca-
ciato
sbuc-
tutto
rimase
pelo,
uà
a
niedicar-
e
restò
gli
mondo
portare
settimane,
nou
egli
eh'
qual
sangue,
guarire
venuto,
rin-
rispondeva
non
sapeva
nalmente
fi-
che
,
innanzi
,.che
tre
con
qj ale,
Il
un'ora
non
bisogno
,
lo
e
,
Sicché
fosse.
di
una
ti,
argomen-
stropicciollo
e
di
più
e
suoi
rinvenire.
più
stette
in
,
altri
e
ia
fredda
acqua
malvagia
con
settare
as-
portare
messolo
quivi
e
;
ca,
man-
fattolo
E
v^ivo.
ancor
stufa
una
a
fretta
in
,
Firenze
onde
;
la poppa
sotto
cataletto
uno
molto
e
,
caldo
è
letto
sul
venuto
era
gliare
pi-
chiesa
fece,
del
parte
vi
costui
iu
lo
tutto
ogni
alquanto
fatto
alla
e
,
messolo
,
trovatolo
persone
,
spogliar
in
molte
da
figliuolo
portare
del
COrren*
quale piangendo,
del
Tempio
intanto,
Era
padre
il
il corpo
uno
zucche.
suo
accompagnato;
del
CENA.
e
mai
contraf-
j
fatta
veduta
che
lo
ora
a
hanno
che
,
che
solamente
in
liorsa
quelle
sul
onde
arebbe
il mondo
tutto
che
non
fosse stato
che
egli
vide
incantatore,
,
e
fatti convertire
I,
,
tornò
sole
a
,
e
a
Bi-
la
spiccare
quindi agevolmente
Brancazio
della
cavato
che
la paura.
per
sera
za
paz-
pelatina $
accadde
il Diavolo
stregone
poi quegli uomini,
voi
cosa
uomo,
quella spezie
fu veduta
la
ta
sta-
interviene
come
del
,
trovato
Lasca
la
tramontrir
zucche
mai
si chiama
gli
che
non
se
addietro
stato
,
malfranzese
questo
Io
per
riconosciuto
avesse
E
mai
sarebbe
nou
e
1
coJoro
di
e
fosse
che
cosa,
l6l
IXi
NOVEtlA
non
testa
quel
veramente
qualche negromante
o
che
in
maliardo
gli
non
parevano
zucche.
U
,
avesse
cati,
impic-
l6%
fRIMA
vecchio
JNASTAGio
SER
diventa
della
accortasi
te
di
opera
suoi
che
modo
,
con
ella
per
lo
poi
disgrazia
amante
suo
al
marito
sposo
xVvendo
piaciuta,
molto
donne,
dalle
gli
tutti
a
donne
incorni
giammai
in
ma
sé
,
sendo
avendo
novellare
a
nciòj
favola
ce
vo-
con
che
abbia
,
,
parte
state
,
alcuna
le
do
favellan-
cosi
me
gentilissi-
dunque,
graziosi giovani
e
giovani
sola,
che
.
buono
dai
,
Che
dire
,
tutto
assai
lodata
e
restava
sonora
e
glia
pi-
la
Novel-
sua
,
dolce
,
.
la
fornito
Cinlia,
altri
attenti
X.
g;ìk Silvano
,
quale
aman»
agli
NOVELLA
e
suo
viene
accaduta
per
alcuna
la
j
un
,
e
i
moglie giovane
sdegnata
,
cagione
senzo
,
geloso
ciò
di
CENA»
io
potrò
in
pure
non
bello
di
contare
rac-
da
raccontate
o
voi
di
to
tan-
,
belle
e
tanto
buone
?
gliendomi
scio-
Nondimeno
,
dall'
obbligo
m'
mio
,
ingegnerò
di
il
soddisfarvi
che
modo
io
donna
male
cercando
mente
Nella
ed
potrò
io
il
dimostrandovi
saprò,
quel
di
che
più
buona
una
l65
X.
NOVEllA
fece
che
egli
glio
me-
che
in
il
morire
andò
si
rito
ma-
pazza-^
.
medesimamente
città
nostra
fu
,
ha
non
tempo
gran
dalla
Anastagio
ser
piccolo
Firenze
,
gli Strozzi,
casa
Pieve
guadagnare,
Tecchio
stette
e
dipoi
al
Costui
di
deliberò
ebbe
dote
,
tor
moglie
per
ventura
nobile
in
le
quante
e
n'era
diventato
di
cercare
nello
che
regolare
fanciulla
La
il
e
di
fanciulla
vane
gio-
,
da
era
lui
,
di
tutte
chiedere
n'era
Sere
del
uomo
cura
teneva
e
inva-
che
maniera,
più geloso
sollecitudine
più
guardarla,
in
il
si curando
non
sapeva
di
innamoratone
gliito
e
ella
quasi
e
lasciare
contentata
perciocché
domandare;
,
che
cose
a
,
quale
letto,
nel
che
fuora
la
;
,
chi
a
una
bella
e
E
Podestà
ricco;
tempo
.
in
si matricolò
del
palagio
,
in
venne
crescendo
avendo
non
si chiamò
pedagogo
per
col
venne
affatto
.
e
cominciato
e
;
notajo che
un
,
egli
do
mon-
in
bea
acquistare clientoli,
e
contratti.
cho
Fiammetta
poco
tempo
va
si chiama-
,
si
accorse
,
mente
e
della
in
paura
del
marito
della
j
perversa
laonde,
e
164
PRIMA
ella
perchè
si
,
in
pose
che
in
di
cuore
.
gentil sangue,
sdegnò
si
generoso
di
era
CEKA
guisa
di animo
e
tale
che
fargli quello, per
altrimenti
arebbe
non
fare
accortasi
E
che
di
vicino
slato
studio,
a
lieto
viso
fuor
di
della
modo
qual
le
che
avvenne
da
passava
la
lui
fargli
allegro
più
so
spes-
miglior
1'
1' altro
un
ninna
ardente
più
con
insieme
acciocché
non
se
guardia
:
di
stesso;
in
teneva
la
la
che
Giulio
che
la
venire
ad
le
il
ed
ne,
fi-
facesse
la
da
suo
sé
stro
mae-
il medico
nome
aveva
altro
guardava
Fiammetta
così
varsi
ritro-
vecchia,
non
giorno
egli poi
notte
di
fante
una
casa,
il
che
,
potevano
ne
di
cagione
il Sere
che
non
vano
desidera-
cosa
voglia
ma
i
per
capo,
Così
,
,
a
ra
ce-
s* innamorò
,
amando
o
va-
,
a
casa
sempre
di
era
anni
il Medico
cosa
facendogli
ella
ed
dove
grazioso
e
suo
,
,
,
i
Parigi
cominciò
stranamente
i
sato
pen-
trentacinque
leggiadro
,
gheggiav^a
di
uomo
assai
circa
in
da
tornato
poco
,
gione
ca-
Medico
un
.
tal
mai
,
di
ella
,
»
,
vivevano
Pure
e
la
giovane,
colei
come
i cintolini
gnevano
via
scontenti
pienissimamente
sì
.
che
di
deliberò
le stritrovar
,
modo
fantasia
ai
uno
suoi
nuovo
piaceri
e
la
nel-
venutole
,
accorgimento
per
es-
NOVHLLA
ser
Medico,
Col
suo
ne
Io
lui
fece
insieme
restati
sul
in
notte
di
io
ohimè,
muojo!
del
fuor
letto
mìo,
ajutatemi
per
dolere
scaldandole
non
nulla
che
strida
,
! oh
ve
sercesa
ac-
di
restava
non
che
si
vi
occhi
si
che
lagrimando
ella
non
andare
lo
misera
:
dolce,
mio
faceva
e
vedesser
! io
caro
mai
amor
gli
disse
morisse
;
alla
fate
di
,
più
pazzi
Anastagio
,
dubitando
e
,
fra
e
Dio
tosto
!
diliberò
mano,
darle
per
donna
A
.
,
ohimè,
rina
pove-
ajutatemi,
Ser
tenerezza
lo
duo-
scoppio
i
.
lo,
cavo-
nel
,
pel medico
conforto
rinforzare
mio
la
di
veggendo
farsi,
dire
con
prego;
per
che
budella.
le
foglie
e
lei
e
marito
scoppio,
Io
le
lucerna
gonfiar
e
marito
ajutatemi,
per
saltò
dicendo
più
giovava,
nelle
:
di
amor
subito
con
panni
sapevano
me
di
là
il corpo
,
che
Io
»
,
Coloro
io
:
muojo
chiamato
e
;
rammaricarsi
di
e
sentiva
e
dire
a
,
guaire
che
e
,
colei
confortar
na
femmi-
io
di
desiosi
,
camicia
in
i e
una
buona
gridare
a
prestamente
corsero
,
a
la
marito
Anastagio
! Ser
Dio
accorto
,
fortemente
o
esso-
volevano,
far
sonno
con
lettere
quanto
Anastagio!
s^r
di
via
primo
cominciò
oh
trastullarsi
e
per
,
l65
X.
,'marito
qualche
cui
mio
dico
tosto
,
ella
buono,
che
,
spose
ri-
voi
€06
»XIMA
sarete
non
che
io
andar
voglio
Giulio
la
che
io
Il
in
si
picchiare
modo
fa
dire
cotaJ
;
camera,
dipoi
costei,
Telenosa
Medico
in
colei
e
conibrtolla
sì
molto
la
parsero
com-
disperava.
prima
a
bene
al
cicatola
bran-
e
se:
dis-
marito,
qualche
mangiato
veramente
che
tratto
un
dove
ha
troppo
del
donna
travaglia
.volete,
speziale
io
che
se
delle
Stelle
ordinerò
vi
e
al
rimedio
appropriatissimo
,
rispose
io
.
il Sere
che
Non
otta
a
io
al
e
Questa
è
ed
io.
Ora
e
guardate
:
il
disse
dubitate
.
,
le ordinerò
e
ve^
sa
co-
poca
intanto
una
,
casalinga,
per
perfetissimo
soggiunse
e
,
sia
Maestro
madre
della
mal
la
campar
,
,
leno
che
bisogna
allo
andare
lattovaro
uno
voi
A
.
cosa
corpo
,
la
to;
da-
,
voltatosi
ella
o
o
ci è
senza
dal
che
tòccola
tutto,
per
I
.
che
e
risposto
salutolla
e
ohimè
te
prestamen-
ajuto
a
guitò
se,
,
posta
Maestro
giunta;
viene
stette
non
sapete
indugiate:
non
qualche
gli
,
in
Il
egli
Ben
.
,
stro
mae-
per
,
partì subitamente,
alla
stava
il canto
non
se
notajo
ma
volto
spacciatamenle
,
Fiammetta,
darmi
a
più
vicino
nostro
se
soggiun-
,
far
qui
muojo,
dubitate
.
per
,
.
Non
tempo
a
il Sere
CEWA
farengliene
disse
uscianne
,
ser
queste
tima
pitserve
-Aejiastagroj
sì
•lÓS
PRIMA
Vangelisti
quattro
tissero
dirle
a
CENA.
replicò loro
e
;
adagio
niente,
partissero per
intere
e
noli'
prima
avver-.
che
e
,
se
che
si
non
avessero
fornite.
Le
serve
spiacevole
ancora
che
pensare
altro
e
ella
che
in
giovane
Ma
.corona.
della
elle
ora
colla
il
ebbero
grida
1'
sua
fuor
pie
lasciato
da
parte
il
la
e
,
i rammarichìi
e
"
uno
V altro
e
vi
stimar
innanzi
prese-
potete
stando
perciocché
i
volta,
ognuna
Giulio,
le
reva
padare
per
nella
gì' incanti
e
na
padro-
Ana-
ser
che
ed
j
là
se
fos-
,
pezza
egli
Speziale sbrigato,
mise
e
,
di
colla
immenso
parte.
e
in
meraviglioso
Ma
parendo
mezzo
la
trovar
lo
messer
Fiammetta
chintana,
loro
otta
,
glie
mo-
co
Mediaveva
piacere
con
dell'una
na
buo-
una
in
tempo
che
bellissima
volte
stette
giammai
maniera
sua
tre
tanto
pensò
non
viva;
corso
,
Fiesolana
via
in
dallo
e
tetto
che
l'agio,
stagio
tra
andò
leggiermente
che
,
ebbonne
che
ne
insieme
;quel piacere
grò
se
femmina
Jjuona
voce,
ogni
maestro
r acqua
e
ad
alta
;
senza
,
la
a
sul
loro
guarire
fosse
tosto
camera,
vino
tuttavia
vecchia
la
bratti,
la
stimandosi
gridando
che
fermamente
paresse
,
,
e
credettero
Io
se
e
o
dell'ai*
che
le
serve
o
che
il
la
donna
acconciò
Nnajo
si
Medico
il
di
leggere
in
T
corone,
della
quasi
tetto
,
vecchia
prima
termine
fosse
letto
d' in sul
tornando
otta
in
la
camera
per
padrona;
in
ma
a
veduto
dico
il Me-
cheta
e
dubitando
che
ella
volle
Maestro
dal
tosto
far
gridando
ritenuta
che
tacesse
la
Madonna
e
si
che
quell'altra,
elle
se
ed
in
piedi
di
fornito
prestamente
n'
tratto
un
affannato
col
in
cui
donna
moglie
Giulio
maesiro
tosto
sta
come
una
mera
ca-
dire
;
egli
disse
e
ti
fanpari
com-
furioso
di
questa
perla,
chiava
pic-
onde
tutto
di
le
to
drit-
delle
temendo
passata
in
levò
,
la
lei
una
canjera
lattovaro
dor-
e
Anastagio
ser
aperto
che
,
di
si
sì,
quale d%
al
,
fu
di
che
appunto
r uscio
dettole
entrata
era
risposto
esse
,
già
ma
;
dimandato
poi
avevano
,
corone,
di
E
riposava.
se
fos-
non
guarita
era
,
xnendo
brava
sem-
romore
e
,
lei
e
che
,
,
che
vedere
,
dormire
fu
la
entrò
borbottare,
terra
ferma
giacere
morta
le
,
ginocchioni
nel
dire
l'altra
e
do
quan-
di
avendo
volta
un*
a
fingendo
scartafacci;
suoi
fornito
una
dormisse
ginocchioni,
certi
fantesche
le
ella
se
si
,
pose
su
dovessero,
tornar
come
,
ed
16-9
X.
NOVBLLA.
:
e
vare
tro-
non
vita.
la
perla
A
vostra
i^razia
170
di
PRIMA
è
Dio
guarita;
medicine
di
s\
che
e
raccontògli
:
avendo
non
come
CIKA.
ci
non
altro
è
gno
biso-
più
il
tutto
e
,
rimedio
fu
forzato
,
agi' incanti
ricorrere
Colei
.
fingendo
intanto
,
allegra
tutta
fossa,
la
prima
la
Per
di
al
non
solito
d'oro
di
tali
dico
il Me-
medicamenti
pigliar denari,
e
re
da-
pur
ma
;
stava
re-
il Medi^
voleva
do
te
mol-
pò
tolse
da
a
casa
loro
,
andossene
nv":"glie fattone
colla
Sere
che
licenza,
ultimamente
non
e
ringraziamenti
e
lio.
Giu-
maestro
a
Domeneddio
fiorino
un
mai
Dome-
,
rispondendo
era
dalla
messer
letizia
di
conto
Anastagio
ser
di
pieno
fate
a
costì
cosa
ringraziare
offerte
Il
dopo
e
,
Maestro
,
andare
sua.
le
ve
ser-
,
al
La
lietissimi
letto,
mattina
avendo
Proconsolo
,
alle
,
lo
per
che
re
importanza
lasciando
pò
i
%
riposare
travaglio
bisogno
vestitosi
si
misero
faccenda
certe
per
d'
mani
»
se»
dis-
marito
Fiammetta
vostra
grazie
qual
tutto
e
,
al
volta
dolcissimo,
rendetene
e
neddio
co
mio
riavuto
avere
svegliarsi
,
marito
o
ridente,
e
di
della
a
che
egli
si levò
,
la
donna
spacciatameate
j
la
quale
,
ne
aveva
tem«5
per
notte
passata
grandissimo
al
Anastagio
ser
cause
dormire.
dovesse
per andar
,
va
pensaava«
via
^
HOVEtlA.
la
scender
nello
171
X.
scala
volle
come
la
,
primo
,
tombolò
la
fuori
in
dal
inciampando
disavventura
tutta
dove,
le altre
tra
che
sorte
Fiammetta;
in
che
che
il
egli
sanguinoso
e
mandarono
e
Firenze
;
i medici
tanto
e
spacciata,
che
ve
Fiammetta;
stesso
era
la
sì
la
primi
che
con
tornaro
gli ri-
appunto
che
bene
Io
facesser
ver
fecero
di
mostrava
cosa
non
confessa-,
cordoglio
quanto
che
e
,
molto
cosso
per-
,
poco.
che, prima
i
rottura
per
qual
marito
quali
lo
,
i
polsi
vi*
to
il let-
fredda
acqua
che
dolore
quanto
al
i
;
domandate
Non
e
ne
così
sopra^
,
dicendo
la
Sere,
spiriti
smarriti
tentatogli
e
,
levarono
,
i
sa
gui-
in
cerusici
con
giunsero
dutolo
pena
due
guinoso
san-
corse
portarono
,
per
gli
va,
il
gli stropicciarono
aceto
re,
tutta
,
prestamente
e
,
dove
varono
tro-
fermamente
piangendo
e
;
lo
sinistro,
pensarono
morto
grande
cinanza
di
si
sì
co-
tutt©
e
,
che
e
,
giuso,
orecchio
esse
romore
,
allo
fosse
romore
stramazzato
terra
di
lo
Per
meno.
al
,•
tempia
una
andatene
e
allato
tale
venne
amendue
corsero
serve
la
si
egli
,
battè
percosse,
glione
sca-
quanta
,
le
sua
,
dava
ìa
averne
più noja
faceva
acconcio»!
face--
deU'
il
e
male
apima
«
lya
CEKA.
JRIMA
poi
fece
che
testamento
lo
legittimamente
ogni
suoi
i
crede
la
ed
colle
volesse
sdimenlicatosi
di
sé
racconsolar
la
vaie
solo
ella
mai
grazia;
una
ogni
al
le
nascesse,
ponesse
ella
;
la
perde
e
di
ogni
sempre,
di
onàQ
il
lui.
La
Sere
al
la
notte
La
medesima
Fiammetta
con
suo
moglie
del
( fatto
padre
eh'
,
si
maritand
ri-
ché
accioc,
,
lungo
do
piangen-
gli
sole
metteva
pro-
forte
,
la
vella
fa-
morì.
grandissimo
era
che
che
doversi
tramontar
,
la
el-
morte
che
peggiorando
,
sera
la
maschio
largamente
cosa
o
o
;
Anastagio
nome
cagione
avesse
ricordare
tempo
Innocenti
figliuol
primo
,
era,
dopo
e
agi*
cosa
che
domanda-
e
,
lasciasse
fortare
con-
a
,
si rimaritasse
non
ri
fuo-
dicendole
questo
e
per
,
Anastagio,
ser
pregava
,
dentro
forzato
era
le
egli
mandar
che
lei. E
ricca
amore
che
insieme
,
rimaneva
lo
piangendo
,
cotal
fece
carico
e
lietissima
che
ti
tut-
la
obbligo
lagrime
l'anima:
e
immobili
cosa
pareva
,
di
e
apertamente
qual
Fiammetta
beramen
li-
,
incomparabile
Della
gli occhi
lasciò
moglie
senza
e
ed
ardentissimo
portava.
alla
mostrarle
per
,
redassero
mobili
principale
Jiiuno
parenti
,
cosa
beni
avendo
non
e
,
venuto
doglio
cor-
a
ve-
derla
l'altro
fratelli)
coi
e
173
X.
HOVKILA
ce
onoratissimamente
te
vecchia,
stata
era
salario
al
oltre
détte
seppellire ;
eh'
alla
e
buona
£""•
fan»
in
tempo
gran
una
lo
giorno
,
casa,
mancia
e
,
mandonnela
quella giovane
:
sendo
ricca
restata
dispose
,
di
anzi
il
davanti
pr
ro
d'
)ve
il
pratica:
ogni
per
to
nella
che
più
modo
tempo
ed
avere
luogo
marito
contenti
in
figliuoli;
fece
non
tutta
che
troppo
nozze
;
rchè
nome
che
la
al
ebbe
brigata
sfortunato
più che
contristare,
voluto
tan*
;
quello
in
potette
ìeì^
poi
onde
insieme
vissero
chissimi
ric-
,
la
e
osservò
por
lo
le
in
Fiammetta
poi
fede
la
questo
primo
suo
in
sempre
,
Fornito
che
di
meno
crescendo
e
pe
,
sima
strettis-
non
si
godendo
,
tempo
e
che
nelle
teneva
conchiusero
si
aven-^
cavalie-
desiderava
fine
onesto
lungo
quale,
rispetto
occhi
franco
e
lui segretamente
esso
con
,
valoroso
amore
e
dosi
ricordan-
trovatolo
e
,
la
el-
padre
e
gli
Giulio
maestro
suo
del
voglia
rimaritarsi;
sempre
,
do
di
i suoi,
tutti
la
contro
,
Ed
si
trovando-
giovine
e
,
,
maritò.
a
al
schio
figliuolo ma-
Anastagio.
Ciatia
aveva
la
fatto
ridere
del
Notajo
arebbero
,
grandissima
se
,
accidente
non
Novella,-
sua
compassione
gli
aven-
,
ce
fe-
t74
««ÌMA
nondimeno
dogli
alla
vi
femmina
ajuto
di
colui,
prima
di
ben
e
i
le
può
me
Ma
ne
le
più
lodata
che
gli
che
da
andarono
nelle
da,
aggracenare
l'otta.
la
servidori,
i
lume*}
il
di
stuaie
Amaranta
con
nella
,
nelle
e
camera
dopo
molto
non
,
altro
posero
di
fuori,
d'ottime
furono;
uno
tutti
prima
ma
sala
Sì
di
mensa,
vivande
dove,
,
alla
e
poiché
un
tavola
,
che
dato
un
buon
dentro
,
a
sua
,
la
e
reno
ter-
dove
j
quando
e
quanti
preso
donne
le
la
su
apparecchiata.
mani,
si
in
quando
comparsero
trovarono
alle
altre
fare
ciascuno
chiamati
accendere
donne
a
venuto
latto
e
,
e
lo
per
se
fu
e
sta
que-
alquanto
per
fine
cose,
di
andare
oggìmai
,
fantesche
favole
che
a
le
tutte
che
e
collo
Poiché
possa
viene
ranta
Ama-
soavemente
alle
prestamente,
assai
dire.
,
sa
pare
sendone
giovani
e
vuole
gli
pensata;
dover
a
dicendo.
,
possiamo,
sua
a
chi
torni
Piacque
Medico
parole
così
,
che
e
attribuirono
buon
finimento
sera,
tempo
quel
le
che
dato
avemo
altri
più
favellare,
a
al
e
ripigliando
prese
lode
.
restando
,
noi
molte
,
sagace
non
CEKA.
e
l'acqua
caldo,
i
giovani
quale splendidamente
di
preziosi
essi
ragionatosi
vini
ebbero
alquanto
serviti
cenato
sopra
legrament
al-
le
INDICE
dello
,/^i'viso
ÌDeàica
Stampatore.
prima
alla
premessa
della
edizione
Cena.
Seconda
Dedica
VOLUME.
QUESTO
IN
CONTENUTE
COSE
t"BLLK
all' edizione
premessa
di
Parigi
de.l
1756.
Xettera
del
V
.
Livorno
di
all' edizione
premessa
1793.
Dedica
»
dì Milano
all' edizione
premessa
de'
e
due
come
Testi
modi
quali
non
del
inediti
Poggiali nella
dal
Lingua,
dire
dal
nell'ultima
sono
della
Crusca
senso,
o
hiarazione
,
Vita
di alcuni
sparsi
ntlla
dell' Autore
Lasca
voi.
I.
Lasca
del
edizione
o
vi
i
;
in aU
sono
d'opportuni
esempi,
francano
ixv
»
usati
^
dire
xxiii
medesimo^
Madrigali
di
di
Vocabolario
Die
l'
del-
Opere
»"
pubblicati
e
delle
.
Sonetti
Serie
edizioni
dille
Autore
tro
XXII
V
Cat'dogo
Voci
xm
del
1810.
Tre
-^
»
1790.
del
ni
Firenze
di
edizione
alV
premessa
Dedica
i
pag,
Vocaboli
e
modi
presente Opera.
v
di
»
»
.
12
lxxi
ex
vii
I
tyS
INDICE
.
PRIMA
'Introduzione
J^ovEiLA
CENA.
Novellare,
al
,
sana
e
;
usando
per
gliporta
commessione
della
del
glie
mo-
faa-
medico
,
guarisce;
,
che
strua
della
queUa
il matrimonio
seco
alla
V orina
maestro
ammalata
ti
creden^
^
portare al
dosi
Bis domini
Salvestro
I.
bisogno
,
dà
aveva
ne
e
,
marito.
v
^'ovEiLA
giovane ricco
Un
II.
vendicarsi
suo
un
con
di
beffali
una
edago^o
p
maniera
che
virile
il membro
a
i
gli fa
,
colui
poi
lieto
e
per--
ne
na
tor-
ne
se
Lione.
»
Monaco
Scheggia
Lo
HI.
NovEtLA
del
e
Pilucca
,
ajuto
Sj
dei
beffa
una
a
sperato
di-
manierachè
di
Chiaramontesi
Neri
coli'
,
fa
55
nobile, per
e
,
de
43
pag.
,
si
sconosciuto
e
dove
ritorna
non
di
parte
mai
chio.
vec-
non
se
,
,
te
Uren-
V
KovEitA
Giannetto
rV.
ddlji
parole trafiggendola
presuntuoso,
,
V.
NovELtA
ferito
,
e
gli fa
libera
sé
Guglielmo
corre
in
casa
Torre
corte
ac-
d
insolenza
la
conoscere
e
con
Fazio
un
roganza
ar-
sua
altri.
Grimaldi
»
notte,
una
orafo
g
76
e
qui-
8S
17-9
INDICE.
si
n
muore
ruba
mente
e
al
;
una
anche
e
,
vassene
di
P isa ricchissimo
in
gelosia della
vlta^
ed
moglie
elUi
in
torna
dopo
,
i
ammazza
col
//
prete da
darle
xtoler
e
un
ire
Ema^
a
conosce
nalmente
car-
,
Mea
di
tornando
ri-
poi
inganna
la
è
ingannato-^ e perden*
da
il papero
potendo
Felice
San
papero
lei
,
do
e
i
ai
capponi
suoi
:
,
doloroso
nort
,
,
piedi
è
portato
^
a
casa.
»
NovELtA
VII.
Pietro
Prete
da
Siena
beffare
vuole
da
lui
la
mette
Novella
,
Lorenzo
di
ìanza
Fiorentino
,
in
guisa
che
egli vi
,
vita.
»
Uno
passando
per
Michel
e
per
beffato
Vili.
Badia
chierico
un
pazzo,
dell' Ordine
Abate
iZ^
di
visita
Firenze
per
San
,
vedere
le
Agnolo
presunzione
120
tre
men-
,
è
96
pag.
VI.
NovKiiLA
la
figliuolie
stessa,
se
per
perde
accusato
,
cia
Fran-
poi,
e
\
to
fat-
to
vendu-
averlo
t
chè
per-
,
d'aver
esso
con
ducatiy
finge
,
alchimista,
fatto sembiante
e
i
di
segretamente
egli era
maliziosa'
somma
grossa
sotterratolo
ariento
Fazio
quale
;
figure
dove
,
il Tasso
y
e
per
lo
la
sua
ria
libre-
igno-
fa legare
»^
1^
%ob
INDtCE.
IX.
NovEtiA
Brancazìo
innanzi
do
sì
lore,
ha,
gran
fluori
di
giorno
Giustizia,
alla
Malespini,
che
paura
della
di
cosa
per
passan*
porta
nullo
egli
va-
fu
ne
morire.
NovEitA
^^^
P^g*
X.
Sev
ULTIMA.
E
cagione
senza
per
,
diventa
alcuna
vecchio,
AnasUiglo
del'
geloso
,
la
moglie
ccrtasi
giovane
la
;
sdegnata
,
con
un
ciò
di
quale
ac'
te
amani-
suo
,
di
opera
modo
che
ella
viene
agli
,
attenti
al
suoi;
marito
piglia
,
iposo»
e
per
poi
disgrazia
lo
amante
accaduta
per
suo
»
162V