OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
INDICE
1 individuazione, analisi e valutazione dei rischi in riferimento all’area di cantiere (D.Lgs 81/2008 e
s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera c) ............................................................................................ 3 2 organizzazione, progetto, procedure, misure preventive e protettive (D.Lgs 81/2008 e s.m.i.,
allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera d) ..................................................................................................... 10 2.1 area di cantiere (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera d1)......................... 10 2.2 organizzazione del cantiere (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera
d2) .......................................................................................................................................................................... 18 2.3 lavorazioni (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera d3) ................................... 40 3 prescrizioni operative, misure preventive e protettive ed i dispositivi di protezione individuale (D.Lgs
81/2008, allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera e) ..................................................................................... 51 3.1 identificazione delle interferenze ..................................................................................................................... 51 4 durata prevista dei lavori, delle fasi di lavoro, entità presunta cantiere (D.Lgs 81/2008, allegato XV,
art. 2, comma 2.1.2, lettera i) ............................................................................................................................. 53 4.1 durata dei lavori .................................................................................................................................................. 53 4.2 fasi e sottofasi di lavoro ...................................................................................................................................... 53 4.3 cronoprogramma dei lavori.............................................................................................................................. 54 4.4 ENTITA’ PRESUNTA DEL CANTIERE ESPRESSA IN UOMINI GIORNO ................................................................ 55 5 USO COMUNE DI APPRESTAMENTI, ATTREZZATURE, INFRASTRUTTURE, MEZZI E SERVIZI DI PROTEZIONE
COLLETTIVA DA PARTE DI PIÙ IMPRESE E LAVORATORI AUTONOMI (D.Lgs 81/2008, allegato XV, art. 2,
comma 2.1.2, lettera f) ....................................................................................................................................... 58 6 ELENCO ALLEGATI ................................................................................................................................................ 60 7 FIRME .................................................................................................................................................................... 64 RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
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OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
1 individuazione, analisi e valutazione dei
rischi in riferimento all’area di cantiere (D.Lgs
81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera c)
CARATTERISTICHE AREA DI CANTIERE
Il cantiere si colloca all’interno dei giardini della Reggia di Venaria in contesto
pianeggiante. Le strade di avvicinamento all’area di cantiere risultano agevoli ai mezzi di
medio/grandi dimensioni che si prevede vengano impiegati per i lavori in oggetto.
Le lavorazioni avverranno all’interno di area recintata in parte chiusa al pubblico, in parte
aperta al pubblico. Inoltre, parte dei lavori verranno eseguiti in corrispondenza del
cancello di ingresso pedonale ai giardini (in tal caso i lavori dovranno essere eseguiti per
fasi in modo da garantire sempre il passaggio).
LOGISTICA DI CANTIERE
La logistica di cantiere verrà collocata all’esterno e sarà costituita da baraccamenti ad
uso spogliatoio e wc di cantiere. Vista la breve durata dei lavori (40 giorni), per quanto
riguarda il locale mensa-riposo, la ditta affidataria (qualora non predisponga un
opportuno baraccamento) potrà effettuare una convenzione con un vicino locale. In tal
caso, verrà messo a disposizione dei dipendenti un mezzo dotato di acqua potabile.
L’accesso dei mezzi di cantiere all’area di lavoro, avverrà in corrispondenza del
parcheggio pubblico: si raccomanda la massima prudenza in fase di avvicinamento per
la possibile presenza di pedoni.
Tutte le aree di cantiere dovranno essere recintate e distinte dall’area aperta al pubblico
in maniera tale da evitare qualunque tipo di interferenza.
SCAVI IN GENERE
I lavori prevedono l’esecuzione di scavi per la realizzazione di trincee per la posa delle
tubazioni ai diversi livelli (fognatura, acquedotto, vigili del fuoco, cavidotti. Lo scavo verrà
eseguito all’interno dei giardini della Reggia di Venaria
Area di scavo
L’area di scavo dovrà essere circoscritta, recintata e provvista di idonea segnaletica per
impedire accesso ai non addetti ai lavori. Lo scavo dovrà procedere sempre operando
dall’alto verso il basso e mai al contrario. Duranti tali operazioni prestare particolare
attenzione agli ostacoli presenti nel contorno che al momento della stesura del presente
fascicolo non sono previsti, ma che nel corso dei lavori possono venire a trovarsi (in
particolare con le piantumazioni ed i cavi aerei).
Organizzazione
Prima di avviare le operazioni di scavo, il preposto della ditta affidataria deve procedere
ad una serie di attività preliminari, per le quali innanzitutto occorrerà:
• effettuare un sopralluogo per individuare:
- l’esatta collocazione di tutte le utenze sotterranee del luogo di scavo;
- le condizioni al contorno (edifici, strade, alberi ecc.) che possono determinare
situazioni di rischio;
• valutare l’effettivo rischio specifico riferito a:
- possibili situazioni legate a fattori ambientali ed umani;
- presenza di atmosfere pericolose o presunta mancanza di ossigeno nello scavo;
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OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
-
presenza di canalizzazioni di servizio;
condizioni difficoltose di accesso ed uscita dallo scavo;
• stilare, ove previsto, un apposito progetto per le armature di sostegno;
• programmare un piano di formazione ed informazione per i lavoratori che dovranno
operare all’interno dello scavo(D. Lgs. 81/2008 e s.m.i.)
Raccomandazioni
Per la particolare pericolosità dei lavori di scavo, avere cura di rinnovare le seguenti
importanti raccomandazioni che costituiscono una buona base conoscitiva per prevenire
il verificarsi di eventi dannosi.
• Nessuno può stabilire con assoluta certezza che uno scavo sia sicuro e che non
occorra predisporre nessun tipo di armatura.
• Infortuni mortali o estremamente gravi si possono verificare anche se il lavoratore non è
completamente sommerso dal terreno. Lavoratori seppelliti solo fino alla cinta sono
purtroppo deceduti in conseguenza della forte pressione esercitata sul corpo dal
terreno.
• Gli scavi eseguiti vicino a precedenti scavi sono particolarmente pericolosi in quanto il
terreno possiede scarsa compattezza.
• La presenza di acqua aumenta la possibilità che lo scavo possa franare. L’incremento
della pressione dell’acqua nel terreno può essere il fattore determinante per eventuali
smottamenti delle pareti di scavo.
• L’argilla può essere estremamente pericolosa se asciugata dal sole. Grandi blocchi di
terreno possono franare dalle pareti della trincea dopo essere stati stabili per lunghi
periodi di tempo.
• Le pareti gelate di uno scavo non devono essere considerate come alternative alle
strutture di sostegno.
• Quando necessita, lo scavo dovrebbe essere considerato alla stregua di uno spazio
chiuso in cui controllare e verificare che i lavoratori non siano sottoposti a sostanze
atmosferiche pericolose.
• Le strutture di sostegno degli scavi devono sempre tener conto dei carichi addizionali
determinati dal peso del terreno accumulato ai bordi della trincea, del traffico
veicolare, di altre strutture adiacenti, ecc.
• Le opere di sostegno vanno sempre realizzate secondo gli schemi predisposti dal
responsabile tecnico competente.
• I montanti, pannelli, puntoni utilizzati per le opere di sostegno devono sempre essere
dimensionati in funzione delle condizioni del suolo, della profondità e della larghezza
della trincea, nonché delle condizioni specifiche di carico presenti.
• Porre opportuna segnaletica affinché nessun lavoratore operai in trincea al di fuori
dell’armatura di sostegno.
Fattori ambientali
Prima di iniziare i lavori, il preposto della ditta affidataria dovrà effettuare un’attenta
analisi della zona di scavo al fine di individuare tutte le misure di sicurezza da porre in
essere. Il tecnico dovrà inoltre tenere conto dei diversi fattori ambientali (naturali e/o
antropici) di seguito riportati.
Condizioni meteorologiche
Le caratteristiche di tenuta del terreno possono variare in rapporto alle condizioni
atmosferiche, che modificano il contenuto di acqua e di aria presenti nel terreno stesso.
Le prescrizioni individuate all’interno del piano di sicurezza, variano alla luce dell’effettiva
situazione meteorologica: piogge persistenti, gelo, prolungata siccità, presenza di acqua
nello scavo, ecc.. (i lavori dovranno essere interrotti immediatamente quando le
condizioni dello scavo non sono sicure)
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Ad esempio, in presenza di terreno gelato, non potendo verificare preliminarmente
l’effettiva compattezza del terreno, si devono predisporre comunque le relative misure di
protezione.
Stesse precauzioni vanno prese in presenza di alternanza di cicli di gelo e disgelo, che
influiscono negativamente sulle forze di coesione. Occorre inoltre tenere ben presente
che condizioni climatiche severe (forte umidità, caldo torrido, siccità) incidono
negativamente su tutte le attività svolte dai lavoratori nell’ambito dello scavo, causando
stress psicofisico e pericolosi cali di attenzione.
Scavi in presenza di acque
Vista la probabile presenza di acqua in corrispondenza dello scavo per la presenza di
canali limitrofi, si dovranno adottare precauzioni che variano in funzione della situazione.
Prevedere puntellamento delle pareti di scavo e posa di sbadacchiature contro il pericolo
di franamento per le porzioni di scavo di altezza superiore a 1,5 metri. In caso di presenza
di acqua sul fondo dello scavo, dovranno essere previste delle pompe per allontanare il
più possibile l’acqua dal fondo dello scavo.
Se lo scavo interrompe il naturale drenaggio del terreno, ove possibile, devono essere
predisposte canalizzazioni e/o barriere o altri adeguati mezzi per impedire l’allagamento
dello scavo. Per la captazione preventiva delle acque di falda, che potrebbero invadere
la superficie di splateamento o il fondo di trincee, utilizzare i well points, particolari tipi di
pompe autoadescanti che aspirano acqua dal suolo mediante punte filtranti infisse a
percussione.
In ogni caso, ogni qual volta si ravvisi il rischio di presenza d’acqua, unitamente a difficoltà
di drenaggio a gravità, sarà indispensabile prevedere l’impiego di sistemi di pompaggio
carrellati di adeguata portata, possibilmente azionati da motori diesel.
Scavi in presenza di canalizzazioni di servizio
La presenza di reti di servizio può provocare gravi incidenti, quando si fa uso di utensili o
macchine di scavo.
È necessario che il responsabile tecnico della ditta affidataria ed esecutrice delle opere
sia fornito di planimetrie con tracciati delle reti di servizio per verificarne e controllarne la
corrispondenza tra la situazione esistente e quella progettata nel presente piano.
Pertanto, le operazioni di scavo delle trincee devono essere avviate solo quando si sarà
potuto verificare l’esatta collocazione dei sottoservizi presenti. Nel caso non fosse possibile
stabilire l’esatta posizione delle canalizzazioni, neanche mediante sistemi elettronici di
rilevamento, il lavoro deve essere fatto con cautela e, quando possibile, con scavo
manuale.
Per garantire la salubrità dell’aria nello scavo e la sicurezza dei lavoratori dal rischio
incendio o esplosione, nel corso dei lavori l’impresa dovrà prevedere strumenti di
rilevazione di gas nocivi od esplodenti.
IN CASO DI DANNEGGIAMENTO DI CAVI E/O SOTTOSERVIZI INTERROMPERE
IMMEDIATAMENTE I LAVORI E CONTATTARE L’AZIENDA FORNITRICE DEL SERVIZIO
Rischio caduta detriti
I lavoratori che operano all’interno dello scavo devono essere sempre protetti dalla
possibile caduta di terreno, detriti o frammenti di roccia che si possono staccare dalle
pareti dello scavo stesso. Qualora nel corso dei lavori il CSE si rendesse conto che le
condizioni di sicurezza degli scavi non sono sufficienti, potrà essere richiesta una ulteriore
protezione mediante la predisposizione di barriere protettive sufficienti a fermare e
contenere il materiale (reti di trattenuta, spritz beton o altri sistemi di protezione
equivalente).
Per prevenire la caduta di arnesi e di detriti, occorre che il materiale di scavo e le relative
attrezzature siano collocate almeno ad 1 metro di distanza dal ciglio dello scavo stesso.
Nelle porzioni di scavo di altezza superiore a 2 metri, prevedere transennature a
delimitazione dell’area. Il materiale di scavo deve essere trasportato immediatamente in
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OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
discarica. Ove possibile, il terreno di risulta dovrebbe essere disposto in modo tale da
rappresentare una barriera all’ingresso dell’acqua piovana nello scavo.
I bordi superiori dello scavo devono essere, per quanto possibile, tenuti puliti e sgombri e,
in caso di pioggia, protetti con teli impermeabili atti a evitare gli effetti erosivi dell’acqua
piovana.
LAVORAZIONI RUMOROSE E CON RISCHIO VIBRAZIONI
Per le lavorazioni rumorose si dovrà fare riferimento a quanto riportato nel D.Lgs 81/2008 e
s.m.i.; nel caso specifico si raccomanda:
1. di eseguire tali lavorazioni in orari compatibili in modo da non arrecare eccessivo
disturbo al contorno (es. tra le 10,00 e le 12,30; tra le 15,00 e le 18,30);
2. di prevedere schermature fonoassorbenti in caso di rumore oltre le soglie di legge;
3. gli operai dovranno essere dotati di cuffie antirumore quando necessario;
4. di utilizzare macchine e attrezzature adeguate e mantenute secondo quanto riportato
nel libretto di uso e manutenzione;
Per le lavorazioni con rischio vibrazioni, si dovrà fare riferimento a quanto riportato nel
D.Lgs 81/2008 e s.m.i.; nel caso specifico si raccomanda:
5. di eseguire tali lavorazioni in orari compatibili in modo da non arrecare eccessivo
disturbo al contorno (es. tra le 10,00 e le 12,30; tra le 15,00 e le 18,30);
6. gli operai dovranno fare adeguate pause di lavoro;
7. di utilizzare macchine e attrezzature adeguate e mantenute secondo quanto riportato
nel libretto di uso e manutenzione;
IMPIEGO DI PRODOTTI CHIMICI
I lavori non prevedono l’impiego di prodotti chimici. Tuttavia, le ditte esecutrici, qualora ne
dovessero fare uso dovranno mantenere in cantiere a disposizione dei lavoratori ed in
prossimità della cassetta di pronto soccorso, tutte le schede prodotto dei materiali
impiegati.
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OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
1.1 analisi dei rischi presenti, con riferimento all’area e all’organizzazione
del cantiere, alle lavorazioni e alle loro interferenze (D.Lgs 81/2008 e s.m.i.,
allegato XV, art. 2, comma 2.2.3)
METODOLOGIA DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
DEFINIZIONI
Secondo quanto riportato negli Orientamenti CEE sulla valutazione dei rischi sul lavoro, si
definiscono:
-
pericolo: proprietà o qualità intrinseca di una determinata entità (ad esempio
materiali o attrezzature di lavoro, metodi e pratiche di lavoro) aventi il potenziale
di causare danni;
rischio: probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di danno nelle condizioni di
impegno e/o di esposizione nonché dimensioni possibili del danno stesso
I rischi a cui sono esposti i lavoratori sono di diversa natura; un’importante distinzione è
quella tra rischi infortunistici e rischi igienici.
TIPOLOGIA DI RISCHIO
Rischio infortunistico
Rischio igienistico
CONSEGUENZA
Infortunio
Quando si verifica un infortunio, il danno si manifesta
immediatamente o in un breve tempo, entro la
durata di un turno lavorativo di 8 ore
Malattia professionale
In caso di rischio igienistico, il tempo di esposizione
necessario affinché si manifesti la malattia può
essere molto lungo e comunque risulta superiore alle
8 ore.
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Il processo di valutazione consiste nel quantificare i rischi e, più precisamente, nel valutare
sia la probabilità che un infortunio si verifichi o che una malattia professionale si manifesti,
sia l’entità del danno che ne deriva. Il metodo consiste nella ricerca di indicatori statistici,
serie storiche aziendali e non, atti a fornire indicazioni per la valutazione della probabilità
di accadimento (ad esempio indici di frequenza) e del danno alla persona conseguente
all’evento stesso (ad esempio indici di gravità).
Le linee guida CEE recitano testualmente:
…l’obbiettivo della valutazione dei rischi consiste nel consentire al datore di lavoro di prendere i
provvedimenti che sono effettivamente necessari per salvaguardare la sicurezza e la salute dei
lavoratori. Questi provvedimenti comprendono:
Prevenzione dei rischi professionali
Informazione dei lavoratori
Formazione professionale degli stessi
Organizzazione e mezzi destinati a porre in atto i provvedimenti necessari
La valutazione dei rischi consente di individuare le misure che sono necessarie per la
tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e stabilire quali fra queste risultano
prioritarie.
Per alcune tipologie di rischio esistono criteri di valutazione consolidati, in alcuni casi ripresi
dalle norme tecniche o addirittura dalla legislazione; un esempio è il D.lgs 195/2006 e
successivo D.Lgs 81/2008e sue modifiche e integrazioni, che costituisce un ottimo
riferimento per la valutazione del rischio da esposizione a rumore.
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OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
4 – altamente probabile
3
3
4
5
3 - probabile
2
3
4
4
2 – poco probabile
2
3
3
3
1 - improbabile
1
2
2
3
1 - lieve
2 - grave
3 – di media gravità
4 - elevata
probabilità
Ci sono altre tipologie di rischio, soprattutto di natura infortunistica, per le quali invece non
esiste una metodologia di valutazione specifica. In questi casi i ricorre a metodi soggettivi;
tra i più diffusi vi sono quelli basati su matrici di valutazione, simili a quella indicata di
seguito
MATRICE DEI RISCHI
danno
Nella matrice sono indicate 5 differenti zone caratterizzate da un colore specifico; ognuna
corrisponde ad una diversa valutazione del rischio. A seconda della zona in cui ricade il
rischio che si sta analizzando, è necessario programmare le misure di tutela da adottare
seguendo il criterio riassunto nella seguente tabella:
VALUTAZIONE DEL RISCHIO
PRIORITA’ DELLE MISURE DI TUTELA
5
Condizione di rischio inaccettabile
4
È necessario intervenire immediatamente
3
Si devono adottare con urgenza misure di tutela dei lavoratori
2
È necessario programmare misure di tutela da attivare nel
breve-medio termine per il miglioramento della salute e della
sicurezza dei lavoratori
1
Se devono valutare azioni migliorative in fase di
programmazione
Il metodi si basa sull’assunzione che il rischio possa essere quantificato e quindi collocato
in una delle 5 zone della matrice, attribuendo dei valori numerici ai seguenti parametri:
P = probabilità che l’evento sfavorevole (infortunio o malattia professionale) si verifichi
D = entità del danno
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MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
L’eliminazione e la riduzione del rischio si ottengono mediante l’adozione di misure di
tutela; queste possono essere classificate in:
- Misure di prevenzione: riducono il rischio diminuendo la probabilità che l’evento
sfavorevole si verifichi
- Misure di protezione: riducono il rischio diminuendo l’entità dei danni che derivano
dal verificarsi di un infortunio o dall’esposizione ad un fattore di rischio per la salute.
Le misure di prevenzione sono più efficaci per la riduzione del rischio principalmente
perché intervengono a prescindere dalla volontà o dagli errori del lavoratore esposto a
rischio.
Qualunque sa la tipologia di rischio, il datore di lavoro deve adottare le misure per il
miglioramento della salute e della sicurezza dei lavoratori seguendo una scala gerarchica
di preferibilità che va dagli interventi alla fonte (i più efficaci) fino ad arrivare agli interventi
di protezione individuale.
Nello schema viene indicata questa scala gerarchica e alcuni esempi di misure di tutela
divise per tipologia di intervento.
Sostituire la macchina fonte di rischio
Interventi alla
fonte
Non utilizzare materie prime particolarmente nocive
Effettuare una regolare manutenzione delle macchine
Installare pannelli fonoisolanti/fonoassorbenti
Interventi di
protezione
collettiva
Installare sistemi di aspirazione e ventilazione
Predisporre opportuni parapetti
Interventi di
protezione
individuale
Fornire adeguati dispositivi di protezione individuale
Fornire ai lavoratori cinture di sicurezza
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2 organizzazione, progetto, procedure,
misure preventive e protettive (D.Lgs 81/2008 e s.m.i.,
allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera d)
L’impianto di cantiere deve essere organizzato in funzione delle caratteristiche dell’area
interessata dai lavori e del contesto esterno, nonché della tipologia e dell’entità
dell’opera da realizzare e delle tecniche costruttive previste. Va premesso che essendo la
progettazione dell’opera oggetto dell’appalto, non si può ora entrare nel dettaglio di
come saranno disposti i macchinari ed organizzate le aree di cantiere.
Nella disposizione complessiva dell’impianto di cantiere e nella predisposizione delle aree
di lavorazione, dovranno essere garantite tutte le misure necessarie per garantire la
sicurezza degli addetti ai lavori e per evitare che i lavori coinvolgano persone e cose
estranee alle attività di cantiere. Qualunque variazione in fase di esecuzione rispetto a
quella di progettazione, sarà recepita prima dell’inizio dei lavori dal CSE e/o durante le
periodiche riunioni di coordinamento previste. Tali variazioni verranno verbalizzate e
costituiranno aggiornamento al presente piano di sicurezza e coordinamento.
2.1 area di cantiere (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera d1)
2.1.1
Analisi degli elementi essenziali
Di seguito si riporta l’elenco indicativo e non esauriente degli elementi essenziali ai fini
dell’analisi dei rischi connessi all’area di cantiere, così come riportato nell’allegato XV.2
del D.Lgs 81/2008 e s.m.i. Degli elementi riportati nel citato Decreto, si evidenziano in giallo
solo quelli specifici per il cantiere in oggetto che verranno presi in considerazione nella
redazione del presente fascicolo.
01
02
03
04
05
06
07
08
09
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
Falde
Fossati
Alvei fluviali
Banchine portuali
Alberi
Manufatti interferenti sui quali intervenire
Infrastrutture quali strade, ferrovie, idrovie, aeroporti
Edifici con particolari esigenze di tutela quali scuole, ospedali, case di riposo, abitazioni
Linee aeree e condutture sotterranee di servizi
Altri cantieri o insediamenti produttivi
Viabilità
Rumore
Polveri
Fibre
Fumi
Vapori
Gas
Odori o altri inquinamenti aerodispersi
Caduta di materiali dall’alto
Vibrazioni
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01. falde
ANALISI DEL
RISCHIO
I lavori di scavo potrebbero comportare il rischio di intercettazione di
falde presenti nel sottosuolo.
VALUTAZIONE PROBABILITA’
VALUTAZIONE DANNO
PARTE
INTERESSATA
•
•
POSSIBILI
•
CONSEGUENZE
•
MISURE
PREVENTIVE
•
•
DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
•
•
poco
probabile
grave
2
2
VALUTAZIONE LIVELLO
RISCHIO
3
Tutto il corpo
Annegamento
Franamento terreno e seppellimento
L’intercettazione della falda potrebbe comportare il franamento
della porzione di terreno adiacente o l’allagamento del fondo dello
scavo: in ragione delle condizioni di intercettazione, il preposto della
ditta esecutrice degli scavi dovrà predisporre tutte le adeguate
misure (dalla semplice aspirazione, ai lavori più complessi di
incanalamento della falda) necessarie alla messa in sicurezza dello
scavo.
Prevedere sbadacchiature delle pareti di scavo
In caso di allagamento del fondo dello scavo, allontanarsi e
contattare CSE e Dl per stabilire eventuali misure di sicurezza
integrative e non prevedibili al momento della stesura del progetto.
Delimitazione area e protezione da terzi
Guanti, scarpe, occhiali
05. alberi
ANALISI DEL
RISCHIO
La presenza di alberi all’interno dei giardini potrebbe comportare
qualche rischio soprattutto in fase di esecuzione dello scavo con il mezzo
meccanico
VALUTAZIONE PROBABILITA’
VALUTAZIONE DANNO
PARTE
INTERESSATA
POSSIBILI
CONSEGUENZE
MISURE
PREVENTIVE
poco
probabile
grave
2
2
VALUTAZIONE LIVELLO
RISCHIO
•
Tutto il corpo
•
Contusioni, ferite, ecc.
•
Prestare attenzione alla presenza di alberi e alla loro altezza: i lavori di
scavo con mezzo meccanico in prossimità delle piante devono
essere eseguiti prestando attenzione allo sbraccio del mezzo
Un moviere collocato di fronte al mezzo segnalerà all’addetto dello
scavo le manovra e gli eventuali pericoli che si potrebbero verificare.
•
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11
3
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
•
DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
•
•
In caso di urto con alberi, interrompere i lavori e accertarsi delle
condizioni di stabilità della pianta
Delimitazione dell’area di lavoro
Delimitazione area di lavoro
08. edifici con particolari esigenze di tutela quali scuole, ospedali, case di riposo,
abitazioni, ecc.
ANALISI DEL
RISCHIO
I lavori verranno svolti all’interno di giardini della Reggia di Venaria
VALUTAZIONE PROBABILITA’
VALUTAZIONE DANNO
PARTE
INTERESSATA
•
•
POSSIBILI
•
CONSEGUENZE •
•
•
MISURE
PREVENTIVE
DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
•
•
•
•
poco
probabile
grave
2
2
VALUTAZIONE LIVELLO
RISCHIO
3
Tutto il corpo
Conseguenze da rischio rumore
Conseguenze da rischio vibrazioni
Conseguenze da polveri e fibre
Conseguenze da caduta materiali
Segregazione dell’area di cantiere dall’area mediante posa di
recinzioni continue
Segnalazione del cantiere mediante posa di adeguata cartellonistica
Durante gli scavi bagnare abbondantemente con acqua per
impedire sollevamento di polvere
Delimitazione area e protezione da terzi
Cartellonistica
09. linee aeree o condutture sotterranee di servizi
ANALISI DEL
RISCHIO
I lavori prevedono scavi per la realizzazione di sottoservizi e verranno
svolti all’interno di giardini della Reggia di Venaria
VALUTAZIONE PROBABILITA’
VALUTAZIONE DANNO
PARTE
INTERESSATA
•
•
POSSIBILI
•
CONSEGUENZE
•
•
MISURE
PREVENTIVE
poco
probabile
grave
2
2
VALUTAZIONE LIVELLO
RISCHIO
Tutto il corpo
folgorazione
annegamento
scoppio
prima di procedere con gli scavi, il preposto della ditta esecutrice
dovrà farsi fornire i tracciati dei sottoservizi (se presenti) e segnalarli
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•
•
•
•
DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
•
•
all’addetto sul mezzo
procedere con cautela durante gli scavi e, se necessario, procedere
a mano
in caso di urto di tubazione, interrompere i lavori e contattare
immediatamente l’ente fornitore del servizio per una verifica: a volte il
danno da urto non si riscontra in corrispondenza del punto di
contatto, ma a monte o a valle (soprattutto in corrispondenza di
pozzetti o raccordi)
durante il rinterro, proteggere le tubazioni dal getto diretto della terra
(inoltre, le tubazioni dovranno essere nuovamente segnalate)
le eventuali tesate aeree per l’illuminazione dovranno essere
opportune mante segnalate. In caso contrario dovranno essere
spostate dall’area di lavoro e sbraccio del mezzo escavatore.
Delimitazione area e protezione da terzi
Cartellonistica
11. rischio viabilità
ANALISI DEL
RISCHIO
I lavori verranno svolti all’interno dei giardini della Reggia di Venaria con
possibile traffico veicolare in prossimità dell’accesso all’area di cantiere
VALUTAZIONE PROBABILITA’
VALUTAZIONE DANNO
PARTE
INTERESSATA
•
•
POSSIBILI
•
CONSEGUENZE
•
•
•
MISURE
PREVENTIVE
•
•
•
•
DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
•
•
probabile
3
grave
2
VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO
Vie respiratorie
Allergie
Malattie all’apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare)
Malattie alle membrane sierose (mesotelioma)
L’ingresso/uscita al cantiere dei mezzi in corrispondenza del
parcheggio pubblico, dovrà avvenire ponendo particolare
attenzione e con mezzo che non supera la velocità di 5 km/h.
All’interno dell’area di cantiere prestare attenzione alle eventuali
macchine del personale addetto alla manutenzione dei giardini:
segregazione delle zone di lavoro mediante recinzioni continue e
posa di adeguata segnaletica di cantiere.
Posa di luci di segnalazione della recinzione di cantiere
È fatto divieto di accumulare materiale e far sostare macchine in
aree esterne a quelle di cantiere e comunque non recintate
Gli addetti di cantiere dovranno porre particolare attenzione agli
spostamenti dalle baracche all’area di lavoro recintata e alle possibili
interferenze con altri mezzi presenti nell’area di lavoro
I lavori in prossimità del cancello di ingresso dovranno essere eseguiti
per fasi, ponendo particolare attenzione al passaggio dei pedoni
Delimitazione area e protezione da terzi
Cartellonistica di cantiere
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
13
3
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
12. rischio rumore
ANALISI DEL
RISCHIO
I lavori verranno svolti all’interno dei giardini della Reggia di Venaria con
rumore di fondo molto limitato
VALUTAZIONE PROBABILITA’
VALUTAZIONE DANNO
PARTE
INTERESSATA
POSSIBILI
CONSEGUENZE
3
grave
2
VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO
3
•
Apparato dell’udito
•
Ipoacusia
•
Al momento della stesura del presente fascicolo non sono previsti
rumori di fondo o rumori provenienti da altre lavorazioni interferenti
con il presente cantiere. Qualora, nel corso dei lavori la situazione
dovesse cambiare, sarà cura del responsabile di cantiere
interrompere i lavori e far adottare a tutte le persone presenti idonei
DPI. Se ciò non fosse possibile, dovranno essere presi degli accordi
con la fonte rumorosa e stabilire orari e turni di lavoro
In caso attività rumorose oltre le soglie di legge, interrompere i lavori,
contattare il CSE e prendere accordi con il responsabile della
sorgente
Delimitazione area e protezione da terzi
Cuffie, tappi
MISURE
PREVENTIVE
•
DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
probabile
•
•
13. rischio polveri
ANALISI DEL
RISCHIO
I lavori, come già descritto nel precedente capitolo 1, prevedono scavi
per la realizzazione di sottoservizi
VALUTAZIONE PROBABILITA’
probabile
3
VALUTAZIONE DANNO
di media
gravità
3
PARTE
INTERESSATA
•
•
•
POSSIBILI
CONSEGUENZE •
•
•
MISURE
PREVENTIVE
•
•
VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO
Apparato respiratorio
Pelle
Allergie
Danni alle vie respiratorie
Le parti oggetto di scavo andranno preventivamente umidificate.
Le ruote dei mezzi in uscita dal cantiere dovranno essere lavate per
impedire di imbrattare la strada pubblica con il conseguente
sollevamento di ulteriore polvere
Il CSE avrà facoltà di prevedere l’impiego di aspiratori nel caso in cui
all’interno degli scavi non vi fosse una sufficiente ventilazione.
Tutte le lavorazioni polverose dovranno essere eseguite mediante
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14
4
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
•
•
DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE •
•
l’utilizzo di opportune maschere dotate di adeguato filtro.
Eseguire le attività polverose in orario di lavoro compreso tra le ore
10.00 e le ore 18.30 dei giorni non festivi.
Delimitazione area e protezione da
terzi
Tute
Maschere, filtri
14. rischio fibre
ANALISI DEL
RISCHIO
I lavori prevedono scavi per la realizzazione
l’allacciamento degli impianti alla rete
VALUTAZIONE PROBABILITA’
VALUTAZIONE DANNO
PARTE
INTERESSATA
•
•
POSSIBILI
•
CONSEGUENZE
•
•
MISURE
PREVENTIVE
DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
•
•
•
•
•
Poco
probabile
grave
2
di
sottoservizi
VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO
2
e
3
Vie respiratorie
Allergie
Malattie all’apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare)
Malattie alle membrane sierose (mesotelioma)
Prima di procedere ai lavori, la ditta applatatrice dovrà attuare tutte
le misure previste dalla normativa vigente in merito alla rilevazione e
alle modalità di rimozione di fibre ritenute pericolose.
In caso di presenza di fibre pericolose, interrompere i lavori e
prendere i contatti con il CSE.
Obbligo di adeguate maschere con filtro per le lavorazioni che
comportano la movimentazione di materiali contenti fibre ritenute
pericolose (fatta eccezione per i materiali in fibro-amianto per i quali
dovrà essere predisposta opportuno piano di rimozione)
Delimitazione area e protezione da terzi
Tute
Maschere, filtri
19. rischio caduta materiali dall’alto
ANALISI DEL
RISCHIO
I lavori prevedono scavi per la realizzazione di sottoservizi e
l’allacciamento degli impianti alla rete a profondità che arrivano fino a 5
metri.
VALUTAZIONE PROBABILITA’
VALUTAZIONE DANNO
PARTE
INTERESSATA
•
probabile
3
grave
2
VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO
corpo
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
15
3
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
•
POSSIBILI
•
CONSEGUENZE
•
•
MISURE
PREVENTIVE
•
•
•
•
DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
•
•
•
•
fratture
ferite
In superficie si dovranno adottare tutte le misure di sicurezza per
impedire la caduta accidentale all’interno dello scavo di
attrezzature, pietre, ecc.: obbligo di elmetto di protezione del capo
per tutti gli addetti che si vengono a trovare nello scavo
La terra di scavo dovrà essere allontanata dal ciglio dello scavo ad
una distanza di sicurezza maggiore di 7,5 metri (misura calcolata in
ragione della profondità dello scavo)
Il ciglio deve essere pulito da materiale e attrezzature: posa di
parapetto con tavola fermapiede quando la profondità di scavo è
maggiore di 2 metri.
Segnalazione del pericolo
Le lavorazioni in superficie di preparazione dei pezzi da posare nello
scavo (es. saldatura o sagomatura tubi, preparazione raccordi,
filettature, ecc.) devono essere eseguite a debita distanza dello
scavo.
Obbligo di protezione dello scavo mediante posa di casseri metallici
o sbadacchiature
Delimitazione area e protezione da terzi
Segnaletica
Parapetti
Sbadacchiature
20. rischio vibrazioni
ANALISI DEL
RISCHIO
Per quanto attiene il ”rischio vibrazioni” al momento si presuppone che le
situazioni che prevedono particolare attenzione siano quelle relative allo
scavo e alla movimentazione della terra. Nel contesto non sono presenti
al momento attuale situazioni o lavorazioni che fanno presupporre tale
rischio
VALUTAZIONE
PROBABILITA’
VALUTAZIONE DANNO
PARTE
INTERESSATA
•
•
•
POSSIBILI
CONSEGUENZE •
•
•
•
MISURE
PREVENTIVE
•
probabile
grave
3
2
VALUTAZIONE LIVELLO
RISCHIO
corpo
dispnea
riduzione acuità visiva
sonnolenza, perdita concentrazione
dolore cervicale e lombare
riduzione capacità fissare immagini
il preposto di cantiere dovrà porre particolare attenzione a tale
problema, in particolare nel corso degli scavi in quanto possibile
causa di crollo delle pareti. Qualora dovessero insorgere attività nel
contorno che comportano tale rischio, fermare i lavori e contattare la
fonte per stabilire eventuali turni di lavoro.
sbadacchiatura degli scavi e posa di parapetto con tavola
fermapiede
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16
3
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
•
•
•
•
•
DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
•
•
•
non essendo possibile determinare a priori l’esatta tipologia dei
macchinari che verranno impiegati si rimanda alla valutazione del
rischio vibrazioni da parte dei vari datori di lavoro (inserita nei singoli
POS) ai sensi del D.Lgs 187/2005 e successivo D.Lgs 81/2008 e s.m.i.
Gli orari di lavoro dovranno essere quelli abitualmente consentiti per
le fasce orarie comprese tra le ore 10.00 e le ore 18.30 dei giorni non
festivi.
Scelta e Utilizzo di macchinari e attrezzature adeguate e mantenute
secondo quanto riportato nel libretto di manutenzione che
producano il minor livello di vibrazioni possibile.
Limitare la durata e l’intensità dell’esposizione così come previsto dal
D,Lgs 187/2005 e successivo D.Lgs 81/2008 e s.m.i.
Nel caso di superamento dei valori limite stabiliti dal D.Lgs 187/2005 e
successivo D.Lgs 81/2008 e s.m.i., il datore di lavoro deve prendere
misure immediate per riportare l’esposizione al di sotto di tale valore,
individuando le cause del superamento, adottando di conseguenza
le misure di prevenzione e protezione per evitare un nuovo
superamento.
Informazione e formazione di tutte le persone esposte a tale rischio
Delimitazione area e protezione da
terzi
Segnaletica
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17
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
2.2 organizzazione del cantiere (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma
2.1.2, lettera d2)
2.2.1
modalita’ da seguire per la recinzione del cantiere, gli accessi e le
segnalazioni (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera a)
Viene di seguito riportato elenco delle attrezzature da utilizzare per il cantiere in questione
così come previsto negli allegati grafici. Le specifiche attrezzature e le modalità di messa
in opera dovranno essere riportate nei singoli POS che la ditta appaltatrice e tutte le ditte
subappaltatrici dovranno predisporre prima di entrare all’interno dell’area di cantiere.
□
□
□
□
□
A: messa in opera di recinzione in lamiera metallica o rete metallica
B: messa in opera di transenne metalliche
C: messa in opera di parapetti
D: cartello di cantiere
E: messa in opera di segnaletica di cantiere
Nel seguito vengono evidenziate le specifiche relative alle singole fasi.
A: RECINZIONE IN LAMIERA METALLICA O RETE METALLICA
Una recinzione realizzata con elementi tubolari, giunti metallici e lamiera ondulata o
grecata di colore scuro o, in alternativa una recinzione in rete metallica su basi in cls e di
altezza fino a 200 cm, dovrà essere messa in opera a segregazione dell’area di cantiere
come riportato negli allegati grafici.
La recinzione dovrà essere messe in opera dalla ditta appaltatrice e dovrà rimanere in
opera per tutto il tempo necessario all’esecuzione e completamento dei lavori. inoltre, la
ditta affidataria dovrà mantenere in ottime condizioni la recinzione e accertarsi
quotidianamente della sua tenuta e perfetta chiusura.
B: TRANSENNE METALLICHE
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
18
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
Transenne metalliche dovranno essere messe in opera a segregazione dell’area di lavoro
o di manovra dei mezzi e/o automezzi. Si segnala che in occasione dello scarico-carico
del materiale in prossimità dell’area di cantiere tutte le operazioni dovranno avvenire
all’interno di area preventivamente segregata mediante transenne.
Le transenne rimarranno in opera tutto il tempo necessario all’esecuzione e
completamento dei lavori.
C: PARAPETTI
Messa in opera di parapetti a norma in corrispondenza di tutti i punti in cui sussiste il
pericolo di caduta dall’alto da altezza superiore a 2 metri. In particolare, vista la
conformazione degli scavi, posa di parapetto a norma per tutta la porzione di scavo a
trincea a profondità maggiore di 2 metri.
Tutti i parapetti dovranno rimanere in opera fino al completamento del lavoro e
comunque fino a quando non sono state ripristinate le condizioni di sicurezza previste per
legge. Per le specifiche tecniche si rimanda ai disposti specifici del D.Lgs 81/2008 e s.m.i..
la ditta affidataria è la responsabile della manutenzione dei parapetti e della loro
efficienza nel tempo.
D: CARTELLO DI CANTIERE
Il cartello di cantiere, conforma alla Circolare del Ministero dei LL.PP. n. 1729/UL del
1/6/1990, dovrà essere collocato in prossimità dell’accesso al cantiere a cura dell’impresa
appaltatrice principale. Qualora il CSE ne ravvisi l’opportunità, un secondo cartello dovrà
essere collocato in posizione atta alla pubblica informazione. L’apposizione del cartello è
obbligatoria ai sensi della normativa vigente. La dimensione del cartello dovrà essere di
100x70 cm.
I contenuti minimi sono così riassunti:
• Oggetto dell’appalto
• Committente
• Permesso di costruire
• Appaltatore
• Importo dei lavori
• Data di consegna dei lavori
• Data di ultimazione dei lavori
• Direttore dei lavori
• Direttore di cantiere
• Capocantiere
• Coordinatore per la sicurezza durante la progettazione
• Coordinatore per la sicurezza durante l’esecuzione
• Lavori affidati in subappalto
• Ditte di impiantistica
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
19
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
F: SEGNALETICA DI CANTIERE
Posa di adeguata cartellonistica conforme al D.Lgs 81/2008 e s.m.i. a segnalazione del
pericolo sia per gli addetti presenti in cantiere, sia per i non addetti (in particolare dei
pedoni in quanto l’intervento insiste anche in area pedonale).
La cartellonistica rimarrà fino al completamento del lavoro e comunque fino a quando
non sono state ripristinate le condizioni di sicurezza previste per legge e dal presente
documento.
La segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro, è normata dal D.Lgs. 81/2008 e
s.m.i. ed ha lo specifico compito di attirare rapidamente l'attenzione su oggetti o situazioni
che possono essere causa di pericolo; sebbene non sostituisca le misure di sicurezza di
volta in volta necessarie nelle situazioni specifiche, assolve nei loro confronti una funzione
complementare. Pertanto in prossimità di ogni area operativa dovrà essere affissa idonea
cartellonistica richiamante la presenza di lavori in corso e di mezzi in movimento, nonché il
divieto di accesso agli estranei.
Di seguito vengono individuati i principali cartelli di sicurezza che dovranno essere
impiegati ed i luoghi dove devono essere affissi.
SEGNALI
UBICAZIONE
Divieto di accesso ai non addetti ai lavori; obbligo d’uso delle
scarpe antinfortunistiche, del casco protettivo e dei guanti;
avvertimento di caduta negli scavi; avvertimento di carichi
sospesi.
Ingresso pedonale e passo carraio
automezzi
Obbligo di indossare i dispositivi di protezione individuale.
Nei luoghi con specifici pericoli
Avvertimento di tensione elettrica pericolosa; divieto di
spegnere con acqua.
In prossimità di quadri elettrici
Divieto di gettare materiali dall’alto; divieto di salire e scendere
dai ponteggi senza l’uso della scala.
Divieto di usare fiamme libere.
Divieto di fumare.
Presso i ponteggi
Nei luoghi con pericolo di incendio:
depositi di bombole, solventi,
vernici,
lubrificanti
Nei luoghi in prossimità di depositi
di materiali infiammabili; nei luoghi
dove si
effettuano saldature
Informazioni sulle norme di sicurezza per gli imbragatori e sul
codice di segnalazione delle manovre per la movimentazione dei
carichi.
Distribuite nel cantiere
Segnalazioni sulla destinazione d’uso dei locali.
Sulle baracche di cantiere
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20
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
SEGNALI
UBICAZIONE
Estratto delle procedure di primo soccorso.
In prossimità della baracca dove è
ubicato il pacchetto o la cassetta di
medicazione
Divieto di pulire e lubrificare le macchine con gli organi in
moto; divieto di effettuare manutenzione sulle macchine
con gli organi in moto; divieto di rimuovere dalle macchine i
dispositivi di protezione e di sicurezza; divieto di avvicinarsi
alle macchine con abiti svolazzanti; informazione sulle
norme di sicurezza d’uso e manutenzione delle macchine.
In prossimità di macchine
Identificazione dei mezzi.
In prossimità dei mezzi di
emergenza: estintori, idranti, ecc.
Indicazione dei numeri utili per l’intervento dei Vigili del Fuoco e
dell’ambulanza.
Presso l’ufficio di cantiere o lo
spogliatoio
Indicazione dei percorsi e delle uscite di emergenza.
Lungo le vie d’esodo
Divieto di trasporto di persone.
Sulle macchine di cantiere
Protezione del capo.
Luoghi con pericolo di caduta di
materiali dall'alto
Pericolo di tagli e proiezione di schegge.
Nei pressi di attrezzature quali
seghe circolari, clipper,
tagliapiastrelle, ecc.
Ogni cartello trasmette un determinato messaggio con la propria forma, il simbolo ed il
colore. Ogni colore ha un preciso significato e consente di recepire con facilità e
chiarezza l'indicazione e la prescrizione comunicata dal segnale.
SEGNALETICA DI SICUREZZA IN CANTIERE
Tipologia
cartello
Informazione trasmessa
Collocazione in
cantiere
Vietato l’ingresso agli estranei
Ingresso di cantiere
Responsabile
installazione e
controlli
capocantiere
Divieto spegnere incendio con acqua
Quadro elettrico
capocantiere
Pericolo alta tensione
Quadro elettrico
capocantiere
Posizionamento estintore
aree operative;
baracche di cantiere;
deposito di materiali
capocantiere
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
21
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
Uscita di sicurezza
In corrispondenza delle
uscite di emergenza
capocantiere
Obbligo di protezione per occhi
uso di macchine e
attrezzature
capocantiere
Obbligo di casco di protezione
In corrispondenza degli
ingressi ed area di
cantiere
capocantiere
Obbligo di imbracatura di sicurezza
alla base del ponteggio
capocantiere
Obbligo di protezione dell’udito
uso di
macchine/attrezzature
capocantiere
Obbligo di calzatura di sicurezza
ingresso di cantiere
capocantiere
COLORE
I COLORI DELLA SICUREZZA
SIGNIFICATO O SCOPO
INDICAZIONI E PRESCRIZIONI
Segnali di divieto
Atteggiamenti pericolosi
Pericolo - Allarme
Alt, arresto, sgombero, dispositivi
di interruzione d’emergenza
Materiali e attrezzature antincendio
Identificazione e ubicazione
Giallo GialloArancio
Segnali di avvertimento
Attenzione, cautela, verifica
Azzurro
Segnali di prescrizione
Comportamento o azione
specifica, obbligo di portare un
mezzo di sicurezza personale
Segnali di salvataggio o di soccorso
Porte, uscite, percorsi, materiali,
postazioni, locali
Situazione di sicurezza
Ritorno alla normalità
Rosso
Verde
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
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OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
DECRETO LEGISLATIVO 81/2008 e s.m.i., ALLEGATO XXV
(prescrizioni generali per i cartelli segnaletici)
La segnaletica riferita ad un oggetto, ad una attività o ad una determinata situazione, fornisce una
indicazione o una prescrizione che, a seconda dei casi, può essere espressa mediante un cartello,
un colore, un segnale luminoso, una comunicazione verbale o un segnale gestuale.
In funzione del tipo di indicazione o prescrizione comunicata, i segnali di sicurezza possono essere
raggruppati nelle seguenti categorie:
-
-
-
segnaletica di divieto: segnali che vietano un comportamento che potrebbe causare un
pericolo; sono di forma rotonda con pittogramma nero su fondo bianco, bordo e banda
(verso il basso da sinistra a destra lungo il simbolo, con inclinazione di 45°) rossi (il rosso deve
coprire almeno il 35% della superficie del cartello)
segnaletica di avvertimento: segnali che avvertono di un rischio o pericolo; sono di forma
triangolare con pittogramma nero su fondo giallo, bordo nero (il giallo deve coprire almeno
il 50% della superficie del cartello)
segnaletica di prescrizione: segnali che prescrivono un determinato comportamento; sono
di forma rotonda con pittogramma bianco su fondo azzurro (l’azzurro deve coprire almeno
il 50% della superficie del cartello)
segnaletica di salvataggio: segnali che forniscono indicazioni relative alle uscite di sicurezza
o ai mezzi di soccorso o di salvataggio; sono di forma quadrata o rettangolare con
pittogramma bianco su fondo verde (il verde deve coprire almeno il 50% della superficie del
cartello)
segnaletica per le attrezzature antincendio: segnali che forniscono indicazioni relative alle
uscite di sicurezza o ai mezzi di salvataggio diversi dai precedenti; sono di forma quadrata o
rettangolare con pittogramma bianco su fondo rosso (il rosso deve coprire almeno il 50%
della superficie del cartello).
I cartelli vanno sistemati tenendo conto di eventuali ostacoli, ad una altezza ed in una posizione
appropriata rispetto all’angolo di visuale, all’ingresso alla zona interessata in caso di rischio generico
avvero nelle immediate adiacenze di un rischio specifico o dell’oggetto che s’intende segnalare e
in un posto ben illuminato e facilmente accessibile e visibile.
Ferme restando le disposizioni del D.Lgs 81/2008 e s.m.i., in caso di cattiva illuminazione naturale sarà
opportuno utilizzare colori fluorescenti, materiali riflettenti o illuminazione artificiale.
Il cartello va rimosso quando non sussiste più la situazione che ne giustificava la presenza.
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
23
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
2.2.2
apprestamenti di cantiere
Viene di seguito riportato elenco delle attrezzature da utilizzare per il cantiere in questione
così come previsto negli allegati grafici. Le specifiche attrezzature e le modalità di messa
in opera dovranno essere riportate nei singoli POS che le ditte appaltatrici dovranno
predisporre prima di entrare all’interno dell’area di cantiere.
□
□
A: messa in opera di sbadacchiature
B: messa in opera di ponteggio metallico o scala
A: MESSA IN OPERA DI SBADACCHIATURE
Messa in opera di sbadacchiature per tutti gli scavi di altezza superiore a 1,5 metri. Vista la
tipologia che si prevede di eseguire per gli scavi (partenza con scavo che segue natural
declivio del terreno) le sbadacchiature dovranno obbligatoriamente essere messe in
opera in corrispondenza della trincea.
Tali apprestamenti dovranno essere messi in opera dalla ditta affidataria e rimanerci fino
al completamento dei lavori. E’ fatto assoluto divieto eseguire lavorazioni all’interno dello
scavo a profondità maggiore di 1,5 metri senza protezioni.
B: PONTEGGIO METALLICO AUTOSOLLEVANTE
Messa in opera di ponteggio metallico tubo-giunto per garantire accesso allo scavo. In
alternativa è possibile mettere in opera una scala, purchè questa sia a norma e
posizionata correttamente (deve sporgere di almeno 1 metro ed essere vincolata per
impedire ribaltamento.
2.2.3
servizi iginico-assistenziali (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma
2.2.2, lettera b)
Per l’esecuzione dei lavori oggetto del presente PSC, è prevista la presenza
contemporanea in cantiere di non più di 11 lavoratori.
Pertanto dovranno essere predisposte delle strutture ricettive (baracche monoblocco o
predisposizione di locali a seconda delle caratteristiche dell’intervento e del suo intorno)
da adibirsi a spogliatoi, servizi igienici, refettorio, commisurate al numero degli addetti ai
lavori.
Tutti i locali dovranno essere:
mantenuti in buone condizioni di igiene e salubrità;
isolati dal terreno (mediante vespaio aerato)
adeguatamente coibentati, illuminati, aerati e riscaldati durante la stagione
fredda;
collegati alla rete di distribuzione dell’energia elettrica, o, in alternativa, a
gruppo elettrogeno dedicato.
Nel caso di utilizzo di monoblocco prefabbricato, questi ultimi non devono avere altezza
netta interna inferiore a m. 2,40, aerazione e illuminazione devono essere sempre
assicurate da serramenti apribili; l’illuminazione naturale, quando necessario, sarà
integrata dall’impianto di illuminazione artificiale (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XIII, art.
5.1).
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
24
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
In corrispondenza del piano di appoggio delle baracche, dovrà essere garantito un
efficiente sistema di drenaggio del terreno, onde evitare ristagni d’acqua piovana.
SPOGLIATOIO
La ditta affidataria collocherà un locale prefabbricato ad uso spogliatoio e lo metterà a
disposizione delle ditte esecutrici. Il locale dovrà essere arredato con armadietti doppi in
ragione di uno per ciascun lavoratore e con panchine. La pulizia è a carico di ciascuna
impresa appaltatrice che utilizza i locali. Visto il periodo di svolgimento dei lavori, non è
previsto il riscaldamento dei locali. La planimetria di cantiere allegata al presente
fascicolo riporta la posizione indicativa dei locali. In fase di riunione preliminare verrà
eventualmente stabilita la collocazione esatta del locale in accordo con il CSE e il
committente.
Si richiamano nel seguito alcuni obblighi del vigente D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XIII:
Art. 1. Spogliatoi e armadi per il vestiario
1. i locali spogliatoi devono disporre di adeguata aerazione, essere illuminati, ben difesi dalle intemperie,
riscaldati durante la stagione fredda, muniti di sedili ed essere mantenuti in buone condizioni di pulizia
2. gli spogliatoi devono essere dotati di attrezzature che consentano a ciascun lavoratore di chiudere a
chiave i propri indumenti durante il tempo di lavoro
3. la superficie dei locali deve essere tale da consentire, una dislocazione delle attrezzature, degli arredi, dei
passaggi e delle vie di uscita rispondenti a criteri di funzionalità e di ergonomia per la tutela e l’igiene dei
lavoratori, e di chiunque acceda legittimamente ai locali stessi.
SERVIZI IGIENICI ASSISTENZIALI
La ditta affidataria metterà a disposizione dei lavoratori e delle ditte esecutrici un
prefabbricato dotato di servizio igienico a smaltimento chimico. La planimetria di
cantiere allegata riporta la posizione indicativa del servizio igienico. In relazione
all’evolversi delle lavorazioni, dovrà essere sempre garantito il funzionamento del servizio
igienico. L’appaltatore principale sarà responsabile della pulizia dello stesso.
Si richiamano nel seguito alcuni obblighi del vigente D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XIII:
Art. 2. Docce
1. I locali docce devono essere riscaldati nella stagione fredda, dotati di acqua calda e fredda e di mezzi
detergenti e per asciugarsi ed essere mantenuti in buone condizioni di pulizia. Il numero minimo delle
docce è di uno ogni 10 lavoratori impeganti nel cantiere
Art. 3. Gabinetti e lavabi
8. I locali che ospitano i lavabi devono essere dotati di acqua corrente, se necessario calda e di mezzi
detergenti e per asciugarsi
9. i servizi igienici devono essere costruiti in modo da salvaguardare la decenza e mantenuti puliti
10. i lavabi devono essere in numero minimo di uno ogni 5 lavoratori e 1 gabinetto ogni 10 lavoratori
impiegati nel cantiere
11. quando per particolari esigenze vengono utilizzati bagni mobili o chimici, questi devono presentare
caratteristiche tali da minimizzare il rischio sanitario per gli utenti
12. in condizioni lavorative con mancanza di spazi sufficienti per l’allestimento dei servizi di cantiere, e in
prossimità di strutture idonee aperte al pubblico, è consentito attivare delle convenzioni con tali
strutture al fine di supplire all’eventuale carenza di servizi in cantiere: copia di tali convenzioni deve
essere tenuta in cantiere ed essere portata a conoscenza dei lavoratori.
MENSA E LOCALE RIPOSO
Vista l’esigua durata dei lavori, ogni ditta esecutrice effettuerà una convenzione con un
vicino locale (bar o ristorante) da adibire a locale mensa-riposo. Ogni ditta, in tal caso,
metterà a disposizione dei propri dipendenti un mezzo dotato di acqua potabile e per
ripararsi in caso di necessità.
I locali dovranno essere dotati di tavoli e sedie in numero adeguato al numero di persone
presenti e di eventuali elettrodomestici a norma. Ogni impresa appaltatrice dovrà
provvedere alle proprie necessità ed a quelle di tutti i subappaltatori e/o lavoratori
autonomi ad essa collegati, in base al numero di operai in servizio in cantiere.
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
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OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
Si richiamano nel seguito alcuni obblighi del vigente D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XIII:
Art. 4. Locali di riposo e di refezione
1. i locali di riposo e di refezione devono essere forniti di sedili e di tavoli, bel illuminati, aerati e riscaldati
nella stagione fredda. Il pavimento e le pareti devono essere mantenute in buone condizioni di pulizia
2. nel caso i pasti vengano consumati in cantiere, i lavoratori devono disporre di attrezzature per scaldare
e conservare le vivande ed eventualmente di attrezzature per preparare i loro pasti in condizioni di
soddisfacente igienicità
3. i lavoratori devono disporre sul cantiere di acqua potabile in quantità sufficiente nei locali occupati,
nonché nelle vicinanze dei posti di lavoro
4. nei locali di riposo e di refezione così come nei locali chiusi di lavoro è vietato fumare
Il locale refettorio può anche svolgere la funzione di luogo di ricovero e riposo, dove gli
addetti possono trovare rifugio durante le intemperie o nei momenti di riposo.
2.2.4
viabilita’ principale di cantiere (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2,
comma 2.2.2, lettera c)
Per quanto attiene la viabilità veicolare l’avvicinamento al cantiere avverrà mediante la
viabilità ordinaria. Si richiama quanto evidenziato in merito al contesto in cui il cantiere
sarà collocato ed in particolare il traffico delle vie circostanti. Inserendosi il cantiere
all’interno dei giardini della Reggia di Venaria, le vie di accesso all’area potrebbero
risultare piuttosto trafficate in alcune ore della giornata e in alcuni periodi dell’anno. Si
ricorda inoltre che per accedere al cantiere con i mezzi si dovrà rispettare
scrupolosamente il codice della strada mantenendo una velocità adeguata alle
condizioni della strada e del contorno (in ogni caso la velocità non potrà superare i 20
Km/h).
L’approvvigionamento del cantiere e lo smaltimento dei rifiuti con mezzi dovrà essere
programmato negli orari a minor impatto con il pubblico visitatore della Reggia.
L’acceso pedonale al cantiere dovrà essere differente da quello dei mezzi e comunque
non interferente e sarà compito dell’assistente di cantiere di rendere il singolo lavoratore
informato sui rischi derivati dalla viabilità pubblica con particolare riferimento ai punti di
attraversamento della strada. Nella planimetria di cantiere allegata sono indicati gli
accessi sia pedonali, sia veicolari.
Per agevolare l’accesso al cantiere da parte dei mezzi pesanti qualora fosse necessario, è
fatto obbligo della presenza di un moviere che segnali le manovre e conduca il mezzo
fino all’area di carico e scarico.
Dal limite del perimetro del cantiere è obbligatorio l’uso dei DPI prescritti e cioè delle
scarpe antinfortunistiche, dei guanti e, quando prescritto dalla tipologia di lavorazione,
dell’elmetto di sicurezza.
Le operazioni di carico e scarico dovranno essere limitate nel tempo, sempre
preventivamente segnalate e dovranno avvenire nelle zone idonee preposte. Si dovranno
utilizzare solo i percorsi di transito indicati e segnalati avendo cura di evitare quelli
interdetti. Per nessun motivo è consentito scaricare macchine, attrezzature e materiali al di
fuori delle aree di cantiere.
L’ingresso al cantiere sarà consentito ai soli possessori di tesserino di riconoscimento, non
prima di aver ottenuto il consenso da parte del committente e del CSE.
L’obbligo di indossare scarpe antinfortunistiche ed elmetto di sicurezza è esteso a tutti
coloro i quali accederanno al cantiere anche a titolo di semplici visitatori.
Tutti i percorsi di cantiere dovranno essere mantenuti liberi da ingombri, illuminati in
relazione alle necessità, segnalati e indipendenti dai percorsi dei mezzi presenti all’interno
del cantiere per impedire sovrapposizioni di qualunque tipo; la vigilanza spetterà al
capocantiere dell’impresa appaltatrice.
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OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
2.2.5
parcheggi
I veicoli ed i mezzi privati, dovranno essere parcheggiati sul suolo pubblico in conformità
alle norme del codice della strada. Vista la presenza del parcheggio esterno ai giardini a
disposizione del pubblico che va in visita alla Reggia ed ai giardini stessi, è presumibile che
i dipendenti delle ditte affidatarie ed esecutrici parcheggino il loro autoveicolo all’interno
di tale area.
I mezzi d’opera per il carico e scarico del materiale sosteranno in prossimità dell’area di
cantiere; i mezzi sosteranno solo per il tempo necessario allo scarico-carico del materiale. I
materiali verranno stoccati all’interno del cantiere in maniera tale da garantire sempre il
passaggio di mezzi e persone e da garantire sempre l’esecuzione dei lavori in sicurezza; il
preposto vigilerà sia sulle possibili interferenze sia con il traffico pedonale presente nei
giardini, sia con quello veicolare presente all’esterno e all’interno (mezzi degli addetti alla
manutenzione della struttura).
2.2.6
impianti di alimentazione e reti principali di elettricita’, acqua, gas ed
energia di qualisiasi tipo (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2,
lettera d)
Gli impianti di cantiere sono dislocati secondo quanto riportato nell’allegato grafico di
cantiere. In ogni caso, l’impresa appaltatrice potrà portare aggiornamenti se ritenuti e
migliorativi della dislocazione progettata dal CSP. Tali aggiornamenti dovranno essere
preventivamente decisi in accordo con il CSE.
Si segnala inoltre la presenza di impianti attivi all’interno dell’area di cantiere a causa
della presenza dell’impianto di illuminazione dei giardini. Prima di procedere con gli scavi,
disattivare l’impianto elettrico esterno.
2.2.7
impianti di illuminazione, di terra e di protezione contro le scariche
atmosferiche (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera e)
L’impianto elettrico e di illuminazione del cantiere, dovrà essere realizzato da impresa
abilitata, risultare conforme alle norme CEI–EN per l’uso in cantiere e certificato (art. 7,
comma1, D.M. 37/2008).
Gli apparecchi di illuminazione trasportabili (es. proiettori su cavalletto) devono essere
conformi alle relative norme di prodotto, avere un grado di protezione almeno IP44,
apposita protezione meccanica della lampada, cavo di alimentazione del tipo per posa
mobile (H07RN-F) e possibilmente con isolamento di classe II (doppio isolamento) come
previsto nell’art. 80, comma 3, D.lgs. 81/08 in connessione con l’art. 81. Le lampade
portatili utilizzate in cantiere devono essere conformi alle relative norme di prodotto (CEI
EN 60598-2-8 e guida CEI 64/17) con le seguenti caratteristiche (art. 80, comma 3, D.lgs.
81/08 in connessione con l’art. 81):
- un grado di protezione almeno IP 44
- impugnatura in materiale isolante
- parti in tensione o che possono andare in tensione completamente protette
- protezione meccanica della lampada
In linea generale, Il dimensionamento dell’impianto di terra per impianti con tensione fino
a 1000V, in conformità alla norma CEI 64-8 eventualmente integrata dalla guida CEI 64-12
considerando una tensione di contatto limite di 25V in corrente alternata o 60V in corrente
continua. Il collegamento a terra di manufatti metallici va eseguito solamente nel caso in
cui questi risultino essere delle masse estranee (resistenza verso terra inferiore a 200Ω).
Generalmente recinzioni, ponteggi, tettoie non sono masse estranee e quindi non devono
essere collegate a terra.
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
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OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
Riepilogando, l’impianto di messa a terra dell’impianto elettrico deve (art. 80, comma 3,
D.lgs. 81/08 in connessione con l’art. 81):
- essere unico e con dispersori interconnessi (CEI 64-8/4)
- collegare a terra tutte le masse metalliche (secondo definizione CEI 64-8) delle
attrezzature e delle macchine
- collegare a terra tutte le masse estranee (definizione CEI 64-8) con resistenza di
terra <200Ω
L’impianto di protezione contro le scariche atmosferiche deve deve (art. 80, comma 3,
D.lgs. 81/08 in connessione con l’art. 84):
- essere realizzato a seguito di un calcolo eseguito secondo le norme CEI EN
62305/1-4 (CEI 81-10); la relazione deve essere prodotta anche in caso di
autoprotezione delle masse metalliche
- impiegare conduttori e dispersori di sezione adeguata;
a titolo esemplificativo CEI EN 62305-3 (CEI 81-10/3)
conduttore di sez. Cu3 50 mm2 con fili Ø 1,7 mm; bandella in acciaio
zincato 90 mm2 con spessore 3 mm
dispersore massiccio (tondo) in acciaio zincato Ø 16 mm; in acciaio
ramato Ø 14 mm con 250 µm di rivestimento rame; dispersore
profilato a croce può avere dimensioni 50x50x3 mm; tondino in
acciaio zincato Ø 10 mm;
- essere interconnesso con quello generale di terra al fine di garantire un sistema
unico equipotenziale
Le baracche in condizioni normali non presentano alcun rischio da fulminazione diretta,
mentre un diagramma semplice e intuitivo sviluppato nelle condizioni più comuni guida
l’installatore nella verifica delle condizioni di rischio da fulminazione diretta per quanto
riguarda i ponteggi.
Copia della dichiarazione di conformità dell’impianto dio terra dovrà essere trasmessa
all’ISPESL e agli altri Enti territoriali competenti ai sensi del DPR 462/01.
2.2.8
consultazione dei rappresentanti per la sicurezza (D.Lgs 81/2008 e s.m.i.,
allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera f)
Prima dell’accettazione del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’art. 100 del
D.Lgs 81/2008 e s.m.i. e delle modifiche significative apportate allo stesso, come stabilito
all’art. 102 del citato decreto, il datore di lavoro di ciascuna impresa esecutrice consulta il
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli fornisce eventuali chiarimenti sul
contenuto del piano. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha facoltà di
formulare proposte al riguardo. Il fascicolo 03 del piano di sicurezza e coordinamento
riporta la modulistica da compilare a cura del rappresentante dei lavoratori di avvenuta
consultazione del presente PSC.
2.2.9
misure per la cooperazione ed il coordinamento delle attivita’ nonche’ la
loro reciproca informazione (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma
2.2.2, lettera g)
Il PSC verrà utilizzato in ambito di coordinamento durante l'esecuzione dei lavori e ne
rappresenterà il documento operativo di riferimento, in particolare:
- sarà messo a disposizione dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza delle
imprese che dovranno prenderne visione prima dell'inizio dei lavori;
- verrà revisionato ed integrato ogni qualvolta, durante l'esecuzione dei lavori, si renda
necessaria la modifica delle indicazioni precedentemente definite;
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OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
-
sarà consegnato, in originale, alla Committenza alla fine dei lavori e rappresenterà la
certificazione del lavoro di coordinamento svolto in cantiere.
Dovrà essere garantita la diffusione e la conoscenza dei contenuti del PSC in cantiere a
tutti coloro che intervengono alla realizzazione dell'opera.
Pertanto, ciascun lavoratore, prima dell'inizio dei lavori, dovrà essere reso edotto dei
contenuti del Piano e, durante i lavori, delle eventuali modifiche e/o integrazioni
apportate al documento in corso d'opera.
Tale attività di informazione dovrà essere condotta dai Datori di lavoro delle imprese
operanti in cantiere, coadiuvati dai Responsabili di cantiere di ciascuna impresa,
attraverso vari sistemi, anche in funzione della "risposta" delle singole categorie di
lavoratori ed in particolare mediante:
- cartelli segnaletici;
- riunioni periodiche indirizzate ai lavoratori che svolgono la stessa lavorazione o che,
pur svolgendo mansioni diverse, si trovano ad operare nella stessa area di cantiere
creando interferenze pericolose;
- sorveglianza continua in cantiere (da parte anche del Direttore tecnico di cantiere e
degli assistenti/preposti) con interventi mirati laddove si riscontrassero, in modo
particolare, deficienze, difficoltà o distrazioni abituali.
Prima dell’ingresso in cantiere, i Datore di Lavoro di ogni impresa, dovrà organizzare delle
riunioni aziendali con il personale che andrà ad impegnare in cantiere, per divulgare i
contenuti del PSC e dei POS.
Gli stessi Datori di Lavoro dovranno garantire una costante attività di sensibilizzazione dei
lavoratori sull’uso dei dispositivi di protezione individuale (casco, guanti, scarpe
antinfortunistiche, otoprotettori, cinture di sicurezza e funi di trattenuta, tute protettive,
mascherine, ecc.), e sul corretto utilizzo delle macchine /attrezzature di cantiere,
ricordando di non rimuovere o modificare i dispositivi o mezzi di protezione come carter,
schermi, ecc. senza averne avuta l’autorizzazione dai propri superiori, e di non compiere
operazioni che possano compromettere la propria ed altrui sicurezza.
Il personale negligente dovrà essere richiamato e punito con l’adozione di adeguati
provvedimenti disciplinari.
Anche i lavoratori autonomi devono essere informati sui rischi presenti in cantiere, sulle
misure di prevenzione e di protezione adottate nell’ambito del cantiere, e devono
conformarsi all'attività di coordinamento prevista in cantiere per l’esecuzione dei lavori in
sicurezza.
Anche se la legge non richiede per il lavoratori autonomi l’obbligo di redazione del POS, il
PSC prevede che ogni impresa che entra a fare parte del ciclo produttivo del cantiere, e
quindi anche i lavoratori autonomi, debba redigere un documento riportante i dati
identificativi della ditta, la descrizione degli interventi cui è chiamata ad operare,
l’individuazione delle macchine, utensili ed attrezzature necessarie per la realizzazione
delle opere, la valutazione dei rischi di lavorazione con l’individuazione delle misure di
sicurezza e delle opere provvisionali da adottare, la dichiarazione di essere sottoposti a
sorveglianza sanitaria, la dichiarazione di eseguire formazione e informazione. Tale
documento deve, inoltre, contenere dichiarazione di avvenuta presa visione ed
accettazione del PSC e del POS dell’impresa principale.
Qualora l’Appaltatore metta a disposizione dei lavoratori autonomi le proprie attrezzature
ed apparecchiature, nonché i propri dispositivi di protezione collettiva, l’onere del rispetto
delle norme di sicurezza resta a carico dell’Appaltatore, ossia tutto ciò che l’Appaltatore
mette a disposizione delle imprese subappaltatrici e dei lavoratori autonomi deve essere
idoneo e conforme alle norme vigenti. Il lavoratore autonomo sarà comunque ritenuto
responsabile delle inosservanze sia in ordine all’uso delle attrezzature di lavoro e dei
dispositivi di protezione (manomissioni, utilizzo non corretto, ecc.), sia in ordine al rispetto
delle disposizioni del PSC e di quelle impartite dal Coordinatore per l'esecuzione dei lavori.
Qualora il lavoratore autonomo svolga la propria mansione impiegando attrezzature di
lavoro proprie, queste dovranno essere idonee e conformi alla normativa vigente in
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
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OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
materia di sicurezza; egli dovrà, altresì, utilizzare i dispositivi di protezione individuale previsti
nei fascicoli d'uso e manutenzione delle macchine, e quelli integrativi richiesti dal PSC e
dal Coordinatore per l'esecuzione dei lavori.
I LAVORATORI AUTONOMI DEVONO, SEMPRE, ADEGUARSI ALLE DISPOSIZIONI DEL PRESENTE
DOCUMENTO ED ALLE PRESCRIZIONI DEL COORDINATORE PER L'ESECUZIONE DEI LAVORI.
Anche i fornitori devono essere considerati come i subappaltatori, in quanto rientranti nel
ciclo produttivo del cantiere. Devono, pertanto, essere informati sui rischi presenti in
cantiere, sulle misure di prevenzione e protezione adottate nell’ambito del cantiere, e
devono conformarsi alle disposizioni del PSC e all'attività di coordinamento del CSE.
Devono, quindi, redigere e consegnare al CSE, il POS riferito alle attività specifiche di
cantiere, e coordinarsi con le imprese presenti in cantiere.
Durante i lavori il Responsabile del cantiere per la sicurezza dovrà periodicamente indire
(la cadenza verrà stabilita in funzione delle lavorazioni in corso e delle problematiche
derivanti dall’ambito di intervento) delle riunioni di coordinamento tra le imprese operanti
in cantiere in modo da garantire una puntuale informazione sui rischi presenti o che
potrebbero insorgere in seguito ad interferenze tra le diverse attività, e definire le misure e
le procedure da adottare per garantire la massima sicurezza possibile.
Alle imprese subappaltatrici ed ai lavoratori autonomi, l’impresa appaltatrice dovrà
trasmettere tutta la documentazione relativa alla sicurezza; le stesse dovranno essere
informate dall’impresa appaltatrice in merito alle decisioni prese durante le riunioni, i
sopralluoghi e le ispezioni di cantiere eseguite dal Coordinatore per l’esecuzione.
Analogamente, le imprese subappaltatrici/subfornitrici ed i lavoratori autonomi dovranno
documentare al Coordinatore per l’esecuzione e al Responsabile del cantiere per la
sicurezza l’adempimento delle eventuali prescrizioni impartite dal CSE, mediante invio di
formale comunicazione.
2.2.10 modalita’ di accesso dei mezzi di fornitura dei materiali (D.Lgs 81/2008 e
s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera h)
I mezzi raggiungeranno l’area di cantiere utilizzando la viabilità ordinaria. Qualora questo
non fosse possibile, l’impresa appaltatrice dovrà organizzare le modalità per raggiungere
l’area di cantiere e comunicarle all’addetto. Vista la tipologia delle lavorazioni, il
rifornimento del materiale in cantiere dovrà avvenire quotidianamente rispettando gli
orari previsti dal centro. Orari di accesso differenti dovranno essere preventivamente
segnalati agli addetti della sicurezza. All’interno dei giardini i mezzi dovranno
scrupolosamente rispettare il codice della strada e mantenere una velocità adeguata
alle condizioni al contorno, senza superare i 20 Km/h.
È comunque è fatto assoluto divieto di accumulo di materiali in aree esterne al cantiere
non preventivamente recintate.
2.2.11 dislocazione degli impianti di cantiere (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art.
2, comma 2.2.2, lettera i)
Gli impianti di cantiere sono dislocati secondo quanto riportato nell’allegato grafico di
cantiere. In ogni caso, l’impresa appaltatrice potrà portare aggiornamenti se ritenuti e
migliorativi della dislocazione progettata dal CSP. Tali aggiornamenti dovranno essere
preventivamente decisi in accordo con il CSE e il committente.
Come già precedentemete segnalto, si ricorda inoltre la possibile presenza di impianti
attivi all’interno dell’area di cantiere. È fatto divieto di utilizzo dell’impianto elettrico
esistente. Il cantiere deve essere dotato di un proprio impianto, indipendente dalla
costruzione, alla quale verranno allacciate tutte le macchine e le attrezzature. L’impresa
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
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OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
installatrice dell’impianto elettrico deve rilasciare al committente, al termine dei lavori, la
dichiarazione di conformità dell’impianto realizzato nel rispetto delle norme di buona
tecnica (art. 7, comma1, DM 37/08). La dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico
e dell’eventuale impianto di protezione contro le scariche atmosferiche, deve essere
completa dei relativi allegati obbligatori (art. 7, commi 1-2, DM 37/08):
- relazione con tipologia dei materiali utilizzati
- schema di impianto
- copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali
- indicazioni delle norme tecniche seguite.
La dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico, contenente gli allegati obbligatori
sull’impianto di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche deve essere trasmessa,
entro 30 gg dalla messa in esercizio dell’impianto, all’I.S.P.E.S.L. ed all’A.S.L. (Unità Operativa
Antinfortunistica) di competenza, ovvero allo Sportello Unico per le Attività Produttive, nei
Comuni in cui è attivo (art. 86, comma 1, D.lgs 81/08 e s.m.i. in connessione con l’art. 2 commi
2 e 3, D.P.R. 22/10/2001 n. 462).
ALLACCIAMENTI E FORNITURA UTENZA
L’impresa appaltatrice dovrà fare richiesta di fornitura dall’Ente erogatore per il cantiere in
oggetto. Il punto di consegna verrà collegato a un quadro principale di cantiere da cui
verranno derivati i sottoquadri e le alimentazioni.
L’impresa principale operante in cantiere dovrà quindi predisporre un quadro elettrico,
opportunamente certificato, al quale attaccare tutte le erogazioni alle apparecchiature
elettriche necessarie per le lavorazioni. La collocazione di tale quadro verrà definita in
sede di riunione preliminare e comunque sempre in accordo con il CSE.
Salvo diversi accordi con le rispettive imprese, sarà la società appaltatrice principale a
stipulare i contratti per le forniture necessarie agli apprestamenti di cantiere, e a
corrispondere i compensi dovuti.
IMPIANTO ELETTRICO DI CANTIERE
L’impianto elettrico di cantiere deve seguire le disposizioni riportate nel precedente
paragrafo “dislocazione degli impianti di cantiere”. Tale impianto dovrà essere realizzato
secondo quando riportato in seguito.
L’impianto elettrico e di illuminazione del cantiere, dovrà essere realizzato da impresa
abilitata, risultare conforme alle norme CEI–EN per l’uso in cantiere e certificato come
prevede la Legge 37/2008. In particolare si richiamano i contenuti della Guida CEI 64-17
Prescrizioni per la sicurezza
Il cantiere è uno dei luoghi più esposti ai pericoli in quanto soggetto a continue movimentazioni e
variazioni e alla presenza di persone non addestrate.
È fatto divieto eseguire lavori su impianti elettrici sotto tensione a meno che le tensioni in
cui si opera sono di sicurezza oppure nel rispetto delle seguenti condizioni (art. 82, comma
1, D.lgs. 81/08 e s.m.i.):
- le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti
nelle norme tecniche;
- per sistemi di categoria 0 e I purché l’esecuzione di lavori su parti in tensione sia
affidata a lavoratori riconosciuti dal datore di lavoro come idonei per tale attività
secondo le indicazioni della pertinente normativa tecnica (CEI 11-27/1)
- per i sistemi di categoria II e III purché i lavori su parti in tensione siano affidati ad
aziende autorizzate, con specifico provvedimento del MLSPS, ad operare sotto
tensione e l’esecuzione sia affidata a lavoratori abilitati dal datore di lavoro ai sensi
della pertinente normativa tecnica (CEI 11-27/1) e riconosciuti idonei per tale
attività.
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
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OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
Quando occorre effettuare lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con
parti attive non protette o che per circostanze particolari si debbano ritenere non
sufficientemente protette, è necessario rispettare almeno una delle seguenti precauzioni:
a) mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la durata dei lavori
b) posizionare ostacoli rigidi che impediscano l’avvicinamento alle parti attive
c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento,
ponteggi ed ogni altra attrezzatura a distanza di sicurezza
La distanza di sicurezza deve essere tale che non possano avvenire contatti diretti o
scariche pericolose per le persone tenendo conto del tipo di lavoro, delle attrezzature
usate e delle tensioni presenti e comunque la distanza di sicurezza non deve essere
inferiore ai limiti di cui all’allegato IX del D.lgs 81/08 e s.m.i. o da specifiche o a quelli
risultanti dall’applicazione delle pertinenti norme tecniche (art. 117, comma 2, D.lgs 81/08
e s.m.i. – allegato IX)
Protezione contro i contatti diretti e indiretti
La protezione contro i contatti diretti viene realizzata mediante isolamento delle parti
attive, o mediante involucri e barriere. La protezione mediante ostacoli è sconsigliata e
può essere usata quando altre misure non possono essere applicate, ma va mantenuta
per periodi di tempo limitati. La protezione mediante distanziamento è applicabile solo
alle linee aeree nude. Nella valutazione della distanza dalle linee aeree, vedi allegato IX
del D.Lgs 81/08 e s.m.i.,, che deve essere di almeno 5 m, vanno considerati anche i mezzi
meccanici manovrabili durante l’uso (es. gru, paranchi, ecc). La protezione contro i
contatti indiretti può essere realizzata con uno qualsiasi dei metodi indicati al cap. 413
della norma CEI 64-8 (interruzione automatica dell’alimentazione, componenti di classe II,
separazione elettrica, etc.) considerando una tensione di contatto limite di 25 V in
corrente alternata e 60 V in corrente continua. Nel caso di impiego della modalità di
protezione per separazione elettrica, ogni presa a spina deve essere alimentata da un
trasformatore singolo o da avvolgimenti separati dello stesso trasformatore. La protezione
combinata contro i contatti diretti e indiretti può essere realizzata mediante il sistema SELV
a una tensione nominale non superiore a 50V in corrente alternata o 120V in corrente
continua proveniente da una sorgente di sicurezza (trasformatori di sicurezza, batterie,
motore generatore o sistemi con caratteristiche analoghe di separazione).
Protezioni contro le sovracorrenti, protezione differenziale e coordinamento delle
protezioni
La protezione contro le sovracorrenti può essere realizzata sia con fusibili sia con interruttori
automatici. Non è ammesso l’uso dell’interruttore limitatore dell’ente distributore come
dispositivo di protezione contro le sovracorrenti mentre l’uso di fusibili come protezione
generale è sconsigliata per evitare disservizi prolungati in caso di guasto. Per tenere conto
delle maggiori condizioni di pericolo e della natura dei lavori che vengono eseguiti è
consigliato l’uso dell’interruttore differenziale come protezione addizionale delle persone
contro eventuali contatti diretti.
I dispositivi di protezione devono essere coordinati tra di loro; generalmente i costruttori di
quadri prevedono un coordinamento tra i vari quadri destinati a essere interconnessi, ma
data la varietà di condizioni è richiesta all’installatore una verifica del coordinamento.
Sono esclusi, per quanto riguarda il coordinamento delle protezioni differenziali, i quadri
interconnessi mediante prese a spina.
Luoghi conduttori ristretti
Si considerano luoghi conduttori ristretti quelli limitati essenzialmente da superfici
metalliche o comunque conduttrici. Nei luoghi di lavoro a maggior rischio elettrico (definiti
“luoghi conduttori ristretti”), le attrezzature di lavoro devono essere alimentate a tensione
di sicurezza secondo le indicazioni delle norme tecniche. Gli utensili portatili e gli
apparecchi di misura trasportabili o mobili utilizzati in questi luoghi, devono essere
alimentati a bassissima tensione di sicurezza (SELV) o essere protetti per separazione
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
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OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
elettrica (alimentazione con trasformatore di isolamento) (CEI 64-8/7 art. 706.410.1) (art.
71, comma 3, D.lgs 81/08 – punto 6.2 dell’Allegato VI).
Le lampade portatili utilizzate nei luoghi conduttori ristretti devono essere alimentate da
circuiti a bassissima tensione di sicurezza (SELV) (art. 71, comma 3, D.lgs 81/08 – punto 6.2
dell’Allegato VI).
Sezionamento e comando
I dispositivi di sezionamento devono essere previsti all’origine dell’impianto di cantiere e
all’ingresso di ogni quadro di distribuzione o alimentazione e devono poter essere bloccati
nella posizione di aperto mediante lucchetti, chiavi, o installandoli in involucri chiudibili a
chiave. L’arresto di emergenza deve essere previsto singolarmente per tutte quelle
apparecchiature e macchine che possono causare pericoli in genere, non di natura
elettrica, quali ad esempio possono essere gru, betoniere, sistemi di pompaggio ecc.. Le
macchine, dovendo essere realizzate secondo la direttiva macchine, quando previsto,
vanno equipaggiate con il dispositivo di arresto di emergenza direttamente in fabbrica.
Sui quadri ASC non è quindi richiesta l’installazione del dispositivo di arresto di emergenza.
Quadri di distribuzione
Tutti i quadri elettrici installati in cantiere devono essere conformi alle norme di buona
tecnica (norma CEI 64-8/7 art. 704.511.1). In particolare i quadri elettrici devono essere di
tipo ASC, conformi ai requisiti previsti dalle norme EN 60439-4/CEI 17-13/4 (art. 80, comma
3, D.lgs 81/08 in connessione con l’art. 81). I quadri devono essere dotati di targa
indelebile indicante:
- nome/marchio del costruttore
- numero di identificazione
- riferimento alla norma EN 60439-4 (CEI 17-13/4)
- indicazione di: tensione nominale, frequenza e corrente nominale del quadro;
- grado di protezione
- massa (kG)
Tutti i quadri di cantiere devono essere di tipo ASC, devono essere dotati di prese a spina
interbloccate (tra presa a spina e interruttore) e protette da un interruttore
magnetotermico differenziale con Idn <= 30mA (EN-60439-4 CEI17-13/4).
Un quadro ASC generalmente è composto da una unità di entrata che contiene il
dispositivo di sezionamento e il dispositivo di protezione contro le sovracorrenti
(quest’ultimo può essere omesso se l’alimentazione proviene da un altro quadro) e da un
unità di uscita che contiene i dispositivi di manovra, di protezione contro le sovracorrenti e
contro contatti diretti e indiretti.
In via preliminare si prevede che l'impianto elettrico per la distribuzione della forza motrice
e della illuminazione del cantiere, sia costituito da:
• quadro di distribuzione generale per la forza motrice e illuminazione delle installazioni
di cantiere, con interruttori automatici a protezione delle linee di partenza provvisti di
dispositivo differenziale con taratura della corrente di intervento non superiore a 1 A.
Tale quadro andrà connesso a valle del punto di consegna da parte del ente
erogante. Per la collocazione indicativa vedere allegato n. 01.
I quadri elettrici da utilizzare in un impianto da cantiere devono essere conformi alla
norma EN 60439-4 e avere un grado di protezione minimo di IP44 sia con spine inserite sia
con spine disinserite.
• Dovrà essere previsto un quadro fisso di distribuzione primaria per ciascun piano o
area di cantiere.
• Quadri mobili a cavalletto o installabili a parete per l'alimentazione delle utenze
impiegate sui luoghi di lavoro.
• I quadri dovranno rispondere alle norme CEI specifiche e completi della certificazione
prevista dalle stesse e rilasciata dal costruttore.
• Il grado di protezione di tutti i quadri, compresi quelli di bordo dei macchinari, dovrà
essere pari ad almeno IP44.
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
33
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
•
Gli interruttori posti a protezione delle linee in partenza dei quadri dovranno essere
provvisti delle indicazione delle utenze asservite.
Prese a spina, avvolgicavo e cordoni prolungatori
Le prese a spina devono essere di tipo industriale e conformi alla EN 60309 (CEI 23-12 rif. CEI 64/8 p.to
704.538) (art. 80, comma 3, D.lgs 81/08 in connessione con l’art. 81) e avere un grado di protezione
minimo pari a IP44 o superiore (IP55 / IP67), in relazione alla possibilità di entrare in contatto con i
liquidi (art. 80, comma 3, D.lgs 81/08 in connessione con l’art. 81). È ammesso, per attività di breve
durata quali quelli previsti nel presente documento, l’uso di prese a spina per uso domestico e
similare (CEI 23-5, CEI 23-16, CEI 23-50), installate unicamente per uso temporaneo su utensili elettrici
portatili, in ambienti e per lavorazioni in cui è possibile escludere la presenza di acqua, polveri ed urti
(CEI 64-17). Tutte le prese a spina e gli apparecchi utilizzatori mobili permanentemente connessi, con
corrente nominale fino a 32°, devono risultare protette da interruttori differenziali aventi ldn<30mA
(CEI 64-8/7 art. 704.410.1) (art. 80, comma 3, D.lgs 81/08 in connessione con l’art. 81).
Gli avvolgicavo devono essere conformi alla norma CEI EN 61316 (guida CEI 64-17 art. 8.3) e quindi
avere le caratteristiche minime di seguito elencate (art. 80, comma 3, D.lgs 81/08 in connessione
con l’art. 81):
•
cavo in gomma H07RN-F con sezione adeguata ( 2,5 mm² per 16A, 6 mm² per 32A, 16 mm²
per 63A);
•
incorporare un protettore termico o di corrente che protegga il cavo da surriscaldamenti
dannosi, sia con cavo avvolto, sia con cavo svolto
•
riportare nome e marchio del costruttore, tensione nominale e le massime potenze
prelevabili a cavo avvolto e a cavo svolto (da riportare sull’avvolgicavo).
I cordoni prolungatori devono essere equipaggiati di spina e presa di tipo industriale di opportuno
grado di protezione (IP67) e di cavo in gomma H07RN-F (o equivalente per uso mobile). La
lunghezza dei cavi degli avvolgicavo e dei cordoni prolungatori deve essere tale da limitare la
caduta di tensione entro limiti accettabili; a questo scopo la guida riporta una tabella che riporta la
lunghezza massima consigliata per questi cavi.
cavo
monofase
monofase
trifase
trifase
Lunghezze cavi consigliate
sezione (mm2)
corrente nominale (A)
1,5
10
2,5
16
2,5
16
6
32
lunghezza (m)
20
30
50
60
Inoltre:
• Tutte le attrezzature elettriche dovranno essere conformi alla normativa (CEI).
• La posa dei conduttori dovrà essere effettuata in modo che gli stessi non siano
danneggiati e nel contempo non arrechino intralcio alla normale circolazione.
• I montanti per l'alimentazione dei quadri fissi e quadri di piano, dovranno essere posati
a parete.
• I cavi flessibili, specialmente durante i lavori di impiantistica e di finitura dovranno
essere contrassegnati con cartellini o colorazioni diverse in funzione delle imprese di
appartenenza.
La norma CEI 64-8 richiede tutti i cavi flessibili di tipo H07RN-F, nella Guida 64-17 invece
vengono definiti, in base al tipo di posa, i tipi di cavo adatti all’impiego secondo la tabella
di seguito riportata. Dalla tabella si può vedere che il cavo H07RN-F va utilizzato per posa
mobile, mentre per posa fissa sono adatti diversi tipi di cavo tra cui anche il diffuso N1VVK. Le condizioni di posa previste sono le stesse riportate nella norma CEI 64-8 ma, essendo il
cantiere provvisorio, è bene usare precauzioni in modo da evitare il danneggiamento del
cavo stesso considerando ad esempio:
• la temperature minima di posa e di recupero: 5°C per cavi in PVC
• il raggio minimo di curvatura: 12 volte il diametro del cavo in caso di posa fissa o
secondo la guida CEI 20-40
• abrasioni durante le operazioni di posa e di recupero
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
34
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
•
•
•
posa su funi
posa direttamente interrata: ad al almeno 50 cm
sollecitazione a trazione: limitata a 50 N/mm²
esterno
tipo
tensioni
N07V-K
H07BQ-F
H07RN-F
FG7OR
N1VV-K
450/750
450/750V
450/750V
0,6/1 kV
0,6/1 kV
SI
SI
SI
SI
SI
Posa fissa
Passerelle e
funi
NO
SI
S
SI
SI
interrato
Posa mobile
Tubi
con protezione
protettivi
meccanica
NO
NO
NO
NO
NO
NO
SI
SI
SI
SI
NO
SI
SI
NO
NO
Dimensionamento ed installazione
Il dimensionamento dell'impianto e l’installazione effettuabile in più riprese, e dovrà essere
affidata a ditta specializzata che a lavori ultimati rilascerà la certificazione di conformità ai
sensi del D.Lgs 37/2008
Manutenzione e verifica
L’impresa incaricata della realizzazione dell’impianto elettrico di cantiere, dovrà porre
particolare cura affinché il collegamento tra il quadro elettrico generale di cantiere ed I
quadri di zona, avvenga in modo tale da non ostacolare il passaggio all’interno del
cantiere.
Tutti coloro che si collegano al suddetto impianto dovranno possedere attrezzature e
impianti mobili (sottoquadri, avvolgicavo, etc.) conformi alla normativa vigente.
Gli impianti elettrici dovranno essere messi fuori servizio quando si presume che possano
non venire utilizzati per molto tempo.
In ogni caso l’impianto elettrico dovrà essere messo fuori esercizio al termine della
giornata lavorativa.
Le ante di chiusura dei quadri elettrici dovranno venire mantenute normalmente chiuse.
La manutenzione ordinaria e la verifica di normale routine degli impianti dovrà essere
affidata a elettricista di cantiere, esperto e addestrato. La manutenzione di tipo
straordinario dovrà essere invece affidata alla ditta di cui sopra o altre, aventi le
medesime caratteristiche, che rilasceranno la dichiarazione di conformità in relazione
all'intervento effettuato.
Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinchè le procedure di uso e
manutenzione dei materiali, apparecchiature ed impianti elettrici siano predisposte ed
attuate tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei
manuali d’uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche
di prodotto e di quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche (art. 80, comma 3-bis,
D.lgs 81/08).
Allacciamenti all'impianto elettrico
Le imprese e/o prestatori d'opera che intendono allacciarsi all'impianto elettrico
predisposto dall’Impresa appaltatrice dovranno essere autorizzati da quest'ultima.
L'impianto elettrico a valle del punto di allacciamento sarà a carico dell'impresa o del
prestatore d'opera che deve realizzarlo in completa conformità alle vigenti norme
specifiche e mantenerlo in perfette condizioni di efficienza e sicurezza.
Prima dell’allaccio da contatori di altri cantieri in corso, dovrà essere rilasciata
dall’impresa titolare, il relativo certificato, relativo al quadro elettrico di cantiere.
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
35
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
Macchine, attrezzature e apparecchi elettrici
Le macchine e gli apparecchi elettrici utilizzati in cantiere devono portare l’indicazione
della tensione, dell’intensità e del tipo di corrente e delle altre eventuali caratteristiche
costruttive necessarie per l’uso (art. 70, comma 2, D.lgs 81/08 – allegato V parte II, p.to
5.16.4).
Gli utensili elettrici portatili e gli apparecchi elettrici mobili devono avere un isolamento
supplementare di sicurezza fra le parti interne in tensione e l’involucro metallico (doppio
isolamento) (art. 70, comma 2, D.lgs 81/08 – allegato V parte II, p.to 5.16.4).
Tutte le attrezzature di lavoro devono essere installate in modo da proteggere i lavoratori
dai rischi di natura elettrica ed in particolare dai contatti elettrici diretti ed indiretti con
parti attive sotto tensione (art. 71, comma 3, D.lgs. 81/08 in connessione con il punto 6.1
dell’Allegato VI).
2.2.12 dislocazione delle zone di carico e scarico (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV,
art. 2, comma 2.2.2, lettera l)
Per il cantiere in oggetto sono previste più zone di carico-scarico in relazione alla
necessità di materiale e in relazione al luogo in cui si svolgono le operazioni (es. posa
baracche e materiali cantiere, fornitura piante, ecc). In ogni caso, in occasione delle
riunioni periodiche di cantiere, l’impresa appaltatrice dovrà comunicare eventuali
variazioni della posizione indicata in pianta al CSE. Si ricorda che le aree di carico e
scarico dei materiali dovranno essere opportunamente transennate e dovrà essere
impedito il loro accesso ai non addetti ai lavori. I mezzi per lo scarico ed il carico dei
materiali e delle attrezzature dovranno sostare solo per il tempo necessario all’esecuzione
delle operazioni.
La terra deve essere trasportata e depositata in area opportunamente segnalata e
distanza dallo scavo. Qualora si decida di smaltire in discarica il materiale di scavo, in
occasione del riempimento, la terra deve essere immediatamente gettata nello scavo,
evitando cumuli pericolosi in prossimità del ciglio.
2.2.13 zone di deposito attrezzature e stoccaggio materiali e dei rifiuti (D.Lgs
81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera m)
Per il cantiere in oggetto è previsto l’allestimento di spazi ad uso deposito
(baraccamento) in area preventivamente recintata.
In ogni caso, il rifornimento del materiale necessario dovrà avvenire, quando possibile, in
modo tale da non creare intralcio tra le zone di lavoro e quelle di deposito. L’area di
deposito potrà cambiare collocazione in relazione all’evolversi del cantiere e dovrà essere
sempre preventivamente recintata mediante l’utilizzo di recinzioni continue o di
transenne. È fatto divieto di deposito di materiale sul bordo dello scavo.
Nel seguito vengono riportate indicazioni di carattere generale che devono essere
sempre rispettate:
DEPOSITI VARI
I depositi, sia fissi, sia temporanei, che si dovessero realizzare nel corso dei lavori
dovranno essere realizzati in modo da non intralciare i passaggi di cantiere, da garantire
la stabilità ai materiali stoccati, di facilitare al massimo ed in sicurezza le operazioni di
movimentazione con mezzi meccanici o manuale. Per eventuali depositi interni ai locali
sarà responsabilità del direttore di cantiere verificare l’eventuale idoneità delle strutture a
reggere i carichi previsti; su tutti i solai non potranno essere accatastati carichi distribuiti
per più di 200 daN per ciascun mq di solaio.
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
36
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
DEPOSITI DI MATERIALI RESIDUI
I residui di lavorazione (rifiuti) dovranno essere accumulati, accatastati, stoccati, in modo
da non arrecare danno alle persone e all'ambiente.
La raccolta dovrà essere sistematica ed effettuata con cassoni, contenitori, imballaggi in
genere in modo da mantenere costantemente pulite e sgombre le zone di lavoro e le
aree di cantiere.
Lo smaltimento dovrà avvenire in ottemperanza alle vigenti norme specifiche nazionali e
locali con i conseguenti adempimenti tecnico amministrativi.
Visti i limitati spazi a disposizione, il CSE potrà valutare e prescrive se necessario lo
smaltimento quotidiano dei rifiuti.
ORDINE, PULIZIA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI
Tutti gli appaltatori per il cantiere in oggetto, hanno l’obbligo di mantenere le proprie aree
di lavoro, costantemente pulite e sgombre da macerie e materiali vari, in particolare
lungo il ciglio e sul fondo dello scavo.
Ogni impresa appaltatrice ha l’obbligo di provvedere quotidianamente a mantenere
sempre libere dai materiali di risulta le aree di cantiere e a trasportare tale materiale alla
discarica autorizzata. L’accumulo quotidiano dei rifiuti dovrà avvenire all’interno di aree
opportunamente recintate e comunque sempre prestando molta attenzione a non
interferire con i percorsi di cantiere e le zone di lavoro. I materiali pericolosi, se presenti,
vanno immediatamente smaltiti.
Le imprese dovranno contemplare nel proprio POS la descrizione minuziosa delle modalità
esecutive di tale attività, specificando gli accorgimenti che intendono attuare affinché il
servizio sia sempre efficace, anche nei periodi operativi maggiormente intensi e quindi di
maggior produzione di detriti e macerie.
Il CSE ha la possibilità di verificare i formulari di smaltimento rifiuti delle varie imprese.
Non sarà consentito accumulare anche temporaneamente materiale di risulta all’esterno
dell’area di cantiere.
Qualora i contenuti di questo punto venisse disatteso, il CSE e la DL si riservano la facoltà di
fare effettuare lo sgombero dell’area di cantiere ad imprese esterne, e di ripartire i costi
relativi a tutte le imprese ritenute responsabili, secondo criteri che verranno definiti, volta
per volta, a totale discrezione della DL.
2.2.14 zone di deposito dei materiali con pericolo d’incendio o di esplosione
(D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera n)
Sono costituiti da materiali o sostanze intrinsecamente pericolose e/o che possono creare
in circostanze particolari rischi per le persone e per l'ambiente.
Ad esempio, per il cantiere in oggetto è prevedibile che possano venire impiegate:
• bombole contenenti gas comburenti e/o combustibili;
• solventi.
Il deposito delle suddette sostanze dovrà essere realizzato in conformità alle indicazioni
fornite attraverso le schede di sicurezza o altro, dai fabbricanti e/o dai fornitori, nonché
dalle norme specifiche vigenti. Il personale dovrà essere informato ed istruito sulle
modalità di normale impiego e nei casi di emergenza. Dovrà essere posizionata apposita
segnaletica e un estintore dovrà essere tenuto nelle immediate vicinanze.
2.2.15 dispositivi antincendio
L’impresa appaltatrice che curerà l’allestimento del cantiere dovrà fornire un estintore di
classe E (estintori a CO2) da 6 Kg in vicinanza del quadro elettrico di cantiere (quando
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
37
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
presente) oltre ad un estintore da posizionare a in corrispondenza del sottoquadro di
cantiere (sempre se presente). Ogni estintore dovrà essere evidenziato dalla segnaletica
di sicurezza e mantenuto permanentemente visibile. Un estintore dovrà sempre essere
posizionato accanto al deposito bombole esterno (quando presente) e uno sarà a
disposizione dell’operatore al cannello ossiacetilenico (se previsto).
Nel caso, verranno predisposti altri estintori supplementari così da garantire che tutte le
aree lavorative siano coperte in relazione alla potenzialità di ogni singolo estintore anche
in considerazione di quelli già dislocati nell’unità produttiva.
Il posizionamento ed il numero degli estintori dovrà essere comunicato al CSE.
Verranno forniti anche un numero sufficiente di estintori da utilizzare in vicinanza delle
lavorazioni che producono calore. Gli estintori sono caratterizzati da una sigla
alfanumerica che specifica il tipo di fuoco che sono in grado di combattere. Questi ultimi
sono classificati in cinque classi:
•
•
•
•
•
A - solidi infiammabili (legno, carta, tessuti, ...);
B - liquidi infiammabili;
C - gas infiammabili;
D - metalli (magnesio, alluminio, ...);
E - apparecchi sotto tensione.
Gli estintori in commercio sono a schiuma, ad acqua (solo incendi di classe A), a polvere
e a CO2.
Va considerato che l’azione dell’estintore dura pochi secondi e che, quindi, l’estintore ha
lo scopo di soffocare un principio d’incendio o quello di aprirsi un varco verso la via di
fuga. Gli estintori devono essere sottoposti a regolare manutenzione, con periodicità
almeno semestrale, da parte di ditta specializzata. Ogni 10 anni, invece, gli estintori
devono essere revisionati così previsto nel DM 10/03/98.
Il datore di lavoro deve accertarsi che il proprio personale, incaricato di gestire
l’emergenza, sia correttamente istruito e in caso contrario provvedere all’adeguata
formazione.
2.2.16 presidio sanitario
A cura dell’impresa principale dovrà essere garantito il rispetto di quanto segue:
• Dovrà essere allestito un punto di primo soccorso all’interno del prefabbricato adibito
a locale riposo.
• L’appaltatore e ciascun sub-appaltatore è tenuto a comunicare per iscritto al CSE e
comunque prima dell’inizio dei lavori, il nominativo del proprio addetto al pronto
intervento. In tale comunicazione dovrà essere anche allegato l’attestato che
l’addetto all’emergenza ha frequentato il corso di formazione (tale dichiarazione può
essere contenuta nel POS)
• L’impresa deve garantire la presenza costante in cantiere di almeno una persona
qualificata ad interventi di primo soccorso.
• Nel punto di primo soccorso e comunque all’interno del cantiere in luogo segnalato,
dovrà essere conservata una cassetta con la seguente attrezzatura:
cassetta di Pronto Soccorso (Decreto ministeriale 8/7/2003 n. 388)
La cassetta di pronto soccorso di cui all’allegato 1 del DM 388 dell’8/7/2003, deve
contenere almeno:
• n. 5 paia di guanti sterili monouso in vinile
• n. 1 visiera paraschizzi
• n. 1 flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro
• n. 3 flaconi di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 500 ml
• n. 10 compresse di garza sterile 10x10 in buste singole
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
38
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
n. 2 compresse di garza sterile 18x40 in buste singole
n. 2 teli sterili monouso
n. 2 pinzette sterili da medicazione monouso
n. 1 confezione di rete elastica di misura media
n. 1 confezione di cotone idrofilo da 50 g
n. 2 confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso
n. 2 rotoli di cerotto adesivo altezza cm. 2,5
un paio di forbici
n. 3 lacci emostatici
n. 2 confezioni ghiaccio pronto uso
n. 2 sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari
termometro
apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa
Oltre alla dotazione minima è opportuno avere in cantiere anche:
• n. 1 confezione di acqua ossigenata 10 vol.
• rotoli di benda orlata alti cm 10
• coperta isotermica monouso
• istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del
servizio di emergenza
I materiali usati saranno immediatamente rimpiazzati.
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
39
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
2.3 LAVORAZIONI (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera d3)
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Di seguito si riporta l’elenco dei rischi presenti, con riferimento all’area e alla
organizzazione del cantiere, alle lavorazioni e alle loro interferenze, ad esclusione di quelli
specifici propri dell’attività dell’impresa, così come riportato nell’allegato XV del D.Lgs
81/2008 e s.m.i., punto 2.2.3. Tale elenco è stato inoltre implementato con i rischi che il CSP
ha ritenuto opportuno portare in evidenza.
Dei rischi riportati nel citato Decreto, si evidenziano in giallo solo quelli specifici per il
cantiere in oggetto che verranno presi in considerazione nella redazione del presente
fascicolo.
01
02
03
04
05
06
07
08
09
10
11
12
13
Rischio di investimento da veicoli circolanti nell’area di cantiere
Rischio seppellimento negli scavi
Rischio caduta dall’alto
Rischio di insalubrità dell’aria nei lavori in galleria
Rischio di instabilità delle pareti e della volta nei lavori in galleria
Rischi derivanti da estese demolizioni o manutenzioni
Rischio incendio o esplosione connessi con lavorazioni e materali pericolosi
impiegati in cantiere
Rischi derivanti da sbalzi eccessivi di temperatura
Rischio di elettrocuzione
Rischio rumore
Rischio dall’uso di sostanze chimiche
Rischio vibrazioni
Rischio movimentazione manuale dei carichi
Vengono di seguito verranno presi in esame i rischi che presumibilmente sono trasmessi dal
luogo di lavoro del committente al luogo di lavoro dell’appaltatore delle opere e
viceversa. Per quanto riguarda i rischi specifici legati all’attività del/degli appaltatore/i si
rimanda ai singoli POS delle ditte.
01. rischio investimento da veicoli circolanti nell’area di cantiere
ANALISI DEL
RISCHIO
I mezzi che circolano in prossimità dell’area di cantiere potrebbero
determinare tale rischio
VALUTAZIONE PROBABILITA’ improbabile
1
VALUTAZIONE DANNO
4
PARTE
INTERESSATA
•
•
POSSIBILI
•
CONSEGUENZE
•
•
MISURE
PREVENTIVE
•
elevata
VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO
corpo
fratture
ferite
contusioni
tutti i mezzi devono circolare ad una velocità massima pari a 5 Km/h
o comunque a passo d’uomo
quando necessario, il preposto dovrà segnalare le manovre dei mezzi
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
40
3
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
•
•
•
DISPOSITIVI DI
•
PROTEZIONE
•
in cantiere
i mezzi dovranno sostare solo per il tempo necessario allo caricoscarico del materiale
i mezzi potranno entrare in cantiere uno alla volta.
Delimitazione area e protezione da terzi
Segnaletica di sicurezza
Ponteggio metallico e parapetti
02. seppellimento negli scavi
ANALISI DEL
RISCHIO
I lavori prevedono la realizzazione di scavi per la messa in opera di nuovi
sottoservizi
VALUTAZIONE PROBABILITA’ improbabile
1
VALUTAZIONE DANNO
4
PARTE
INTERESSATA
•
•
POSSIBILI
•
CONSEGUENZE
•
•
•
MISURE
PREVENTIVE
•
•
DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
•
•
•
elevata
VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO
3
corpo
fratture
ferite
contusioni
i lavori devono prevedere sbadacchiatura leggera per i lavori fino a 3
metri, e sbadacchiatura meccanica per i lavori fino a 5 metri.
Se necessario eseguire lo scavo inclinato seguendo il naturale angolo
di declivio del terreno
Rispettare scrupolosamente le indicazioni riportate nel precedente
capitolo 1 alla voce scavi.
In prossimità del cancello di ingresso del pubblico, per garantire la
sicurezza del pubblico, lo scavo deve essere eseguito per fasi come
riportato nell’allegato garfico
Delimitazione area e protezione da terzi
Segnaletica di sicurezza
sbadacchiature
03. rischio caduta dall’alto
ANALISI DEL
RISCHIO
I lavori in altezza incrementano tale rischio: lo scavo a profondità
maggiore di 2 metri comporta comunque tale rischio.
VALUTAZIONE PROBABILITA’ improbabile
1
VALUTAZIONE DANNO
4
PARTE
INTERESSATA
•
elevata
VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO
corpo
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
41
3
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
•
POSSIBILI
•
CONSEGUENZE
•
•
MISURE
PREVENTIVE
•
DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
•
•
•
fratture
ferite
contusioni
Posizionare parapetti lungo tutto il perimetro dello scavo dove
l’altezza risulta maggiore di 2 metri.
Posizionare ponteggio metallico o scala per accedere all’area di
lavoro.
Delimitazione area e protezione da terzi
Segnaletica di sicurezza
Ponteggio metallico e parapetti
MACCHINE E MEZZI PER IMPEDIRE RISCHIO CADUTA DALL’ALTO
Vengono di seguito riportate alcune tipologie di macchine e di attrezzature utilizzabili per
impedire il rischio di caduta dall’alto. Si precisa che l’elenco non è esaustivo ma solo
indicativo: sarà quindi cura dell’impresa appaltatrice verificare in funzione delle proprie
attrezzature, quelle più idonee alle lavorazioni in appalto.
IMBRACATURE DI
SICUREZZA
IMBRACATURE DI
SICUREZZA
PARAPETTI
07. rischio incendio o esplosione connessi con lavorazioni e materali pericolosi
impiegati in cantiere
ANALISI DEL
RISCHIO
Considerati il tipo di lavorazione e le caratteristiche dell’ambiente
circostante non è da escludere la possibilità rischio incendio. Durante i
lavori verranno effettuate operazioni che implicano il rischio d’incendio.
VALUTAZIONE PROBABILITA’
VALUTAZIONE DANNO
probabile
3
elevata
4
VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
42
4
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
•
corpo
•
POSSIBILI
CONSEGUENZE
ustioni
PARTE
INTERESSATA
MISURE
PREVENTIVE
DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
• vedi capitolo sui dispositivi antincendi
• vedi capitolo sulle procedure di emergenza in caso di incendio
• qualora in corso di esecuzione fosse previsto l’impiego di particolari
sostanze occorrerà darne preventiva comunicazione al CSE che
emanerà le relative prescrizioni anche in relazione ai luoghi di
deposito.
• E’ necessario che gli operatori prima di iniziare le lavorazioni, si
rendano edotti delle norme di prevenzione incendi e di emergenza
che sono in vigore. Particolare sorveglianza verrà messa in atto
durante le operazioni che possano propagare l’incendio ad elementi
circostanti. E’ obbligatorio tenere a portata di mano almeno un
estintore a polvere, sul cui uso tutto il personale del cantiere dovrà
essere edotto per l’impiego corretto. Occorre tenere in cantiere un
altro estintore a polvere in prossimità di ciascun quadro elettrico di
cantiere e in adiacenza di tutte le bombole che eventualmente
dovranno essere impiegate.
• Delimitazione area e protezione da terzi
• estintore
Per meglio individuare il rischio incendio e valutarne il suo livello, si rimanda ai dettami del
D.M. 10/03/98 n. 64, e si riportano alcuni concetti base al riguardo.
Per una corretta valutazione si riportano alcuni concetti di seguito elencati:
1. Sono presenti materiali combustibili e/o infiammabili?
Se la quantità è limitata, la manipolazione e lo stoccaggio avvengono correttamente,
non si rilevano particolari pericoli.
2. Sono presenti sorgenti di innesco?
Valutare se sono presenti fiamme dovute al riscaldamento dei materiali da riscaldamento,
o per la posa dei materiali.
3. Si è proceduto all’identificazione dei lavoratori o di altre persone esposte ai rischi
incendio?
Occorre considerare se alcuni lavoratori possano essere in condizioni di particolare
esposizione al rischio incendio per loro specifiche limitazioni all’udito, alla vista, alla
mobilità, per le caratteristiche tecniche delle lavorazioni a cui sono chiamati, per il luogo
in cui operano, o per il particolare affollamento che si può verificare in cantiere.
4. Quale classificazione di livello di rischio incendio possiamo rilevare?
Si intendono a basso rischio i luoghi di lavoro in cui le sostanze sono a basso tasso di
infiammabilità, e con scarse possibilità di propagazione delle fiamme.
Si intendono a medio rischio i luoghi in cui sono presenti sostanze infiammabili e le
condizioni di dei locali e di esercizio possono favorire lo sviluppo del fuoco, ma con
limitate possibilità di propagazione.
Si intendono ad alto rischio i locali in cui si trovano materiali altamente infiammabili, per le
condizioni dei locali e di esercizio e perché si possono propagare le fiamme velocemente,
oppure in presenza di materiali altamente infiammabili in presenza di fiamme libere o di
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
43
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
forti fonti di calore, oppure dove vengano manipolate sostanze esplosive, oppure in edifici
interamente in legno
Si sottolinea che aree a rischio elevato, vanno anche considerati quelle in cui per motivi di
sovraffollamento, dello stato dei luoghi, o per le limitazioni motorie delle persone presenti,
è resa difficoltosa l’evacuazione in caso d’incendio.
5. C’è adeguatezza delle misure di sicurezza?
Se si opera in luoghi in cui esiste un controllo obbligatorio da parte del comando
provinciale dei vigili del fuoco, si ritiene che le misure adottate in relazione alle prescrizioni
indicate assolvano lo scopo, in tutti gli altri casi si potrà verificarne la congruità seguendo i
criteri riportati nel presente PSC.
6. C’è formazione e informazione antincendio?
Rimandando al D.M. 10/03/98 n° 64 per una più completa ed esaustiva informazione, se
ne riprendono comunque alcuni concetti come: fornire ai lavoratori una adeguata
informazione e formazione sui rischi di incendi, secondo i criteri di cui all’allegato VII del
D.M. di cui sopra, garantire l’efficienza e la corretta distribuzione degli estintori sul cantiere;
assicurarsi che la vie di fuga siano sempre libere e percorribili
09. rischio elettrocuzione
ANALISI DEL
RISCHIO
L’impianto elettrico di cantiere potrebbe determinare un pericolo nelle
aree circostanti. Inoltre i lavori prevedono scavi con possibilità di
intercettare linee elettriche in tensione.
VALUTAZIONE PROBABILITA’
VALUTAZIONE DANNO
•
PARTE
INTERESSATA
•
POSSIBILI
CONSEGUENZE
•
•
•
•
MISURE
PREVENTIVE
•
•
•
DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
•
•
poco
probabile
elevata
2
4
VALUTAZIONE LIVELLO
RISCHIO
corpo
elettrocuzione
I cavi di alimentazione del cantiere devono essere del tipo flessibile
(H07RN-F o equivalenti)
Le tesate provvisorie di cantiere dovranno essere sospese.
Disattivare sempre l’alimentazione ad ogni chiusura del cantiere
Per nessun motivo l’impianto di cantiere deve interferire con quello
presente nei giardini oggetto di intervento.
È fatto assoluto divieto portare parti elettriche anche non in tensione,
fuori dalle aree di cantiere: prestare particolare attenzione, oltre al
marciapiede esterno, anche ai lotti confinanti.
Prestare attenzione in occasione degli scavi: in caso di
danneggiamento dei cavidotti o cavi interrati, interrompere i lavori e
contattare l’ente fornitore del servizio (un piccolo danneggiamento in
un punto, può essere causa di danneggiamento grave in altro, ad
esempio in corrispondenza dei punti di innesto.
Delimitazione area e protezione da
terzi
Segnaletica
Guanti, scarpe
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
44
3
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
10. rischio rumore
ANALISI DEL
RISCHIO
Per quanto attiene il ”rischio rumore” al momento della stesura del
presente piano si presuppone un rischio medio durante gli scavi.
I lavori verranno eseguiti in luogo isolato ed il livello di fondo determinato
dal traffico risulta essere sensibile durante le ore diurne.
VALUTAZIONE PROBABILITA’
VALUTAZIONE DANNO
PARTE
INTERESSATA
POSSIBILI
CONSEGUENZE
grave
2
VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO
3
Apparato dell’udito
•
Ipoacusia
•
non essendo possibile determinare a priori l’esatta tipologia dei
macchinari che verranno impiegati si rimanda alla valutazione del
rischio da parte dei vari datori di lavoro (inserita nei singoli POS) ai
sensi del D.Lgs 81/2008 e s.m.i.
Nel caso di emissioni elevate il CSE potrà disporre l’uso di attrezzature
o di altri metodi di lavoro più silenziosi.
Utilizzo di macchine ed attrezzature in buone condizioni e mantenute
secondo quanto riportato nel libretto d’uso e manutenzione
Se a seguito della valutazione dei rischi risulta che i valori superiori di
azione sono oltrepassati, il datore di lavoro elabora ed applica un
programma di misure tecniche e organizzative volte a ridurre
l'esposizione al rumore.
Gli orari di lavoro dovranno essere quelli abitualmente consentiti e
l’utilizzo degli strumenti a maggior emissione riservata per le fasce
orarie comprese tra le ore 10.00 e le ore 18.30 dei giorni non festivi.
Per il contenimento delle lavorazioni rumorose, utilizzo di schermature,
involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti
Se necessario prevedere un luogo opportunamente isolato in cui
eseguire tutte le lavorazioni rumorose
Rumore
Delimitazione area e protezione da terzi
Cuffie, tappi
pannelli fonoassorbenti
•
•
•
•
•
DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
3
•
•
MISURE
PREVENTIVE
probabile
•
•
•
•
11. rischio dall’uso di sostanze chimiche
ANALISI DEL
RISCHIO
Alcuni materiali impiegati nelle lavorazioni quali collanti, solventi, ecc.
possono produrre reazioni allergiche.
VALUTAZIONE PROBABILITA’
VALUTAZIONE DANNO
poco
probabile
grave
2
2
VALUTAZIONE LIVELLO
RISCHIO
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
45
3
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
PARTE
INTERESSATA
•
•
•
POSSIBILI
CONSEGUENZE •
•
•
MISURE
PREVENTIVE
•
•
•
DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
•
•
•
Apparato respiratorio
Pelle
Reazioni allergiche
Danni alle vie respiratorie
Evitare il contatto diretto con tali sostanze impiegando i prescritti DPI
(secondo quanto definito nelle schede di sicurezza di ciascun
materiale)
I materiali verranno sempre accatastati all’interno del cantiere e non
verranno in alcun modo dispersi nell’ambiente circostante o
accatastati fuori dalle aree prescritte.
Seguire scrupolosamente le indicazioni riguardanti lo stoccaggio
riportate sulle schede tecniche dei diversi prodotti.
Non essendo possibile determinare al momento attuale quali
materiali verranno utilizzati per il cantiere in oggetto, si rimanda alle
schede materiali allegate al POS che ciascuna ditta dovrà produrre.
Delimitazione area e protezione da
terzi
Tute
Maschere, filtri
Guanti
12. rischio movimentazione manuale dei carichi
ANALISI DEL
RISCHIO
La movimentazione di elementi manufatti, macchine e attrezzature, ecc.
rientra nel campo di applicazione dell’art. 168 del D.Lgs 81/2008 e s.m.i. in
quanto tali attività prevedono, anche se solo in parte, la movimentazione
manuale dei carichi che comportano per i lavoratori rischi di patologie
da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari.
Riprendendo quanto riportato nell’art. 167 del D.Lgs 81/2008 e s.m.i. ai fini
del presente titolo, s'intende:
1. movimentazione manuale dei carichi: le operazioni di trasporto o
di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori,
comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare
o spostare un carico, che, per le loro caratteristiche o in
conseguenza
delle
condizioni
ergonomiche
sfavorevoli,
comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in
particolare dorso-lombari;
La prevenzione del rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico,
in particolare dorso lombari, connesse alle attività lavorative di
movimentazione manuale dei carichi dovrà considerare prima di
procedere con i lavori, in modo integrato, il complesso degli elementi di
riferimento e dei fattori individuali di rischio di seguito riportati.
caratteristiche del carico
La movimentazione di manufatti, macchine e attrezzature può costituire
un rischio di patologie di sovraccarico biomeccanico, in particolare
dorso-lombari, nei seguenti casi:
- il carico è troppo pesante;
- è ingombrante e difficile da afferrare
- è in equilibrio instabile o il suo contenuto rischia di spostarsi;
- è collocato in una posizione tale per cui deve essere tenuto o
maneggiato a una certa distanza dal tronco o con una torsione o
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
46
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
-
inclinazione del tronco
può, a motivo della struttura esterna e/o della consistenza,
comportare lesioni per il lavoratore, in particolare in caso di urto
sforzo fisico richiesto
Lo sforzo fisico può presentare rischi di patologie da sovraccarico
biomeccanico, in particolare dorso-lombari nei seguenti casi:
- è eccessivo
- può essere effettuato soltanto con un movimento di torsione del
tronco
- può comportare un movimento brusco del carico
- è compiuto col corpo in posizione instabile
caratteristiche dell’ambiente di lavoro
Le caratteristiche dell’ambiente di lavoro possono aumentare le
possibilità di rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in
particolare dorso-lombari nei seguenti casi:
- lo spazio libero, in particolare verticale, è insufficiente per lo
svolgimento dell’attività richiesta
- il pavimento è ineguale, quindi presenta rischi di inciampo o è
scivoloso
- il posto o l’ambiente di lavoro non consentono al lavoratore la
movimentazione manuale dei carichi ad una altezza di sicurezza
o in buona posizione
- il pavimento o il piano di lavoro presenta dislivelli che implicano la
manipolazione del carico a livelli diversi
- il pavimento o il punto di appoggio sono instabili
- la temperatura, l’umidità o la ventilazione sono inadeguate
esigenze connesse all’attività
L’attività può comportare un di rischio di patologie da sovraccarico
biomeccanico, in particolare dorso-lombari se comporta una delle
seguenti esigenze:
- sforzi fisici che sollecitano in particolare la colonna vertebrale,
troppo frequenti o troppo prolungati
- pause o periodo di recupero fisiologico insufficienti
- distanze troppo grandi di sollevamento, di abbassamento e di
trasporto
- un ritmo imposto da un processo che non può essere modulato
dal lavoratore.
VALUTAZIONE PROBABILITA’
VALUTAZIONE DANNO
PARTE
INTERESSATA
•
•
POSSIBILI
CONSEGUENZE
MISURE
PREVENTIVE
improbabile
1
elevata
4
VALUTAZIONE LIVELLO
RISCHIO
corpo
patologie alle
nervovascolari
strutture
osteoarticolari,
muscolotendinee
e
Per la movimentazione di manufatti, macchine e attrezzature il cui
sollevamento può comportare il rischio di patologie da sovraccarico
biomeccanico, si deve esclusivamente utilizzare personale e/o ditte
qualificate dotate di attrezzature, mezzi ed esperienza adeguati alla
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
47
3
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
pericolosità dell’attività da svolgere.
Si ricorda inoltre che la legge italiana specifica i seguenti valori limite per
quanto riguarda il sollevamento dei pesi:
- 30 kg maschi adulti
- 20 kg femmine adulte
In linea di massima, il trasporto e lo spostamento dei carichi pesanti deve
essere eseguito il più possibile mediante l’ausilio di macchine o mezzi
come ad esempio:
- autogrù: per il sollevamento al piano o l’appoggio a terra
- piattaforma elevatrici: per il trasporto verticale al piano
- transpallet: per il trasporto in verticale
- carrelli elevatori: per il trasporto orizzontale e per il sollevamento
verticale
- carrelli salicale: per il trasporto lungo le scale
- martinetti idraulici, gru idrauliche e sollevatori: per il sollevamento
verticale
- rampe di carico: per il superamento di lievi dislivelli
Tutte le aree di lavoro devono essere preventivamente recintate o
transennate a seconda dei casi e per nessun motivo la proiezione a terra
del carico sollevato deve cadere al di fuori di dette aree.
Prima di procedere allo spostamento dei manufatti, l’addetto ai lavori
dovrà verificare le condizioni al contorno e prendere le adeguate misure
di sicurezza, ad esempio:
- presenza di pavimento galleggiante: utilizzo di attrezzature che
ripartiscono il carico a terra in maniera appropriata da evitare
sfondamento
- presenza di piano sottostante: prevedere puntellamento della
soletta quando necessario
- presenza di intercapedine o garage: prestare attenzione nella
fase di scarico, prevedere puntellamento delle solette e
ripartizione del carico quando necessario
- il carico deve essere trasportato ai piani superiori: verificare la
stabilità di balconi e terrazzi per utilizzo di autogrù, in alternativa
utilizzo di montascale manuali o elettrici
Tutti gli addetti ai lavori devono essere adeguatamente informati e
formati sui rischi relativi alla lavorazione e al cantiere specifico. Inoltre,
tutti gli addetti devono essere dotati di opportuni DPI in relazione alla
tipologia di lavoro da svolgere.
In particolare, si ricorda che tra gli obblighi del datore di lavoro previsti
all’art. 168 e 169 del D.Lgs 81/2008 e s.m.i. risultano:
1. Il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie e ricorre
ai mezzi appropriati, in particolare attrezzature meccaniche, per
evitare la necessità di una movimentazione manuale dei carichi da
parte dei lavoratori.
2. Qualora non sia possibile evitare la movimentazione manuale dei
carichi ad opera dei lavoratori, il datore di lavoro adotta le misure
organizzative necessarie, ricorre ai mezzi appropriati e fornisce ai
lavoratori stessi i mezzi adeguati, allo scopo di ridurre il rischio che
comporta la movimentazione manuale di detti carichi, tenendo
conto dell'allegato XXXIII, ed in particolare:
a) organizza i posti di lavoro in modo che detta movimentazione
assicuri condizioni di sicurezza e salute;
b) valuta, se possibile anche in fase di progettazione, le condizioni di
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
48
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
sicurezza e di salute connesse al lavoro in questione tenendo
conto dell'allegato XXXIII;
c) evita o riduce i rischi, particolarmente di patologie dorso-lombari,
adottando le misure adeguate, tenendo conto in particolare dei
fattori individuali di rischio, delle caratteristiche dell'ambiente di
lavoro e delle esigenze che tale attività comporta, in base
all'allegato XXXIII;
d) sottopone i lavoratori alla sorveglianza sanitaria di cui all'articolo
41, sulla base della valutazione del rischio e dei fattori individuali
di rischio di cui all'allegato XXXIII.
3. Le norme tecniche costituiscono criteri di riferimento per le finalità del
presente articolo e dell'allegato XXXIII, ove applicabili. Negli altri casi
si può fare riferimento alle buone prassi e alle linee guida.
Inoltre, tenendo conto dell'allegato XXXIII, il datore di lavoro:
a. fornisce ai lavoratori le informazioni adeguate relativamente al peso
ed alle altre caratteristiche del carico movimentato o da
movimentare;
b. assicura ad essi la formazione adeguata in relazione ai rischi lavorativi
ed alle modalità di corretta esecuzione delle attività.
c. fornisce ai lavoratori l'addestramento adeguato in merito alle corrette
manovre e procedure da adottare nella movimentazione manuale
dei carichi
DISPOSITIVI DI
PROTEZIONE
•
•
•
•
•
•
Delimitazione area e protezione da terzi
Autogrù
Autocarro con gru
Carrello elevatore
Accessori di sollevamento
Movimentazione manuale dei carichi
MACCHINE E MEZZI PER MOVIMENTAZIONE MANUALE DI CARICHI
Vengono di seguito riportate alcune tipologie di macchine e di attrezzature utilizzabili per il
sollevamento di materiali, macchine o attrezzature. Si precisa che l’elenco non è
esaustivo ma solo indicativo: sarà quindi cura dell’impresa appaltatrice verificare in
funzione delle proprie attrezzature, quelle più idonee alle lavorazioni in appalto.
CARRELLI
GRU IDRAULICHE
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
49
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
SOLLEVATORE
ELETTRICO
PIATTAFORMA AEREA
PIATTAFORMA
ELEVATRICE
RAMPE DI CARICO
SALISCALE
TRANSPALLET
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
50
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
3 prescrizioni operative, misure preventive e
protettive ed i dispositivi di protezione
individuale (D.Lgs 81/2008, allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera e)
3.1 identificazione delle interferenze
3.1.1
Metodologia
Per affrontare le problematiche delle interferenze delle lavorazioni, situazione che più di
ogni altra favorisce il verificarsi di infortuni, viene redatto dal CSP il cronoprogramma dei
lavori, (vedi l’allegato 02 al presente fascicolo), che inserisce in un grafico, i giorni
lavorativi necessari al completamento dei lavori sull’asse delle X (riga orizzontale) e
l’elenco dei lavori, su quello delle Y, (asse verticale).
Nei punti, cioè nei giorni, in cui si ha una sovrapposizione di due o più lavorazioni, si hanno
delle situazioni di rischio particolare, cioè delle interferenze che vanno analizzate e
valutate (vedi tabella di cui al punto 1.5).
Riassumendo, le interferenze che vengono rilevate all’interno del cronolavori e messe in
evidenza sono quelle di tempo (vedi tabella di cui al punto 1.5): nell’analisi e nella
valutazione dei rischi interferenziali, dovranno e verranno analizzate e valutate solo quelle
interferenze che sono anche localizzate nello stesso luogo.
3.1.2
Analisi del cronoprogramma dei lavori
Si è proceduto alla redazione del cronolavori ipotizzando lo sviluppo del cantiere per
categorie d’opera. All’interno di ciascuna categoria vengono in questo capitolo
evidenziate le sovrapposizioni tra le diverse lavorazioni previste nel progetto.
Il capocantiere dovrà curare l’adeguato mantenimento in condizioni di sicurezza dei
percorsi interni e gestire e coordinare l’impiego di attrezzature comuni e coordinare
l’approvvigionamento al cantiere secondo le prescrizioni del presente documento.
3.1.3
prescrizioni di misure preventive e protettive legate all’identificazione dei
rischi derivanti da interferenze
Le interferenze di luogo rilevabili dall’analisi del cronoprogramma degli interventi (allegato
n. 02), sono nel seguito descritte. Il Coordinatore evidenzia in questo paragrafo solo le
effettive sovrapposizioni trascurando i casi in cui lavorazioni differenti si svolgano
contemporaneamente ma in luoghi distinti del cantiere. Per le false interferenze, come
quelle date da aree di cantiere distinte e lontane tra loro, l’assistente di cantiere dovrà
curare le possibili interferenze tra i percorsi di accesso alle diverse zone e fornire eventuali
indicazioni in merito ai percorsi stessi; le false interferenze sono evidenziate in giallo e non
saranno oggetto di analisi successiva.
Sono considerate false interferenze anche quelle riferite a lavorazioni che interessano i
medesimi luoghi ma che sono assimilabili alla medesima tipologia di lavorazione ed è
pertanto presumibile che vengano eseguite dalla medesima squadra.
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
51
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
N.
IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI
DERIVANTI DA POSSIBILE
INTERFERENZA
PRESCRIZIONE DI PREVENZIONE E
PROTEZIONE
DPI PRESCRITTI
1
2
Al momento della stesura del presente fascicolo non sono previste sovrapposizioni di luogo
tra lavorazioni differenti. Tutte le sovrapposizioni individuate all’interno del
cronoprogramma avvengono tra lavorazioni che si svolgono in luoghi differenti. In ogni
caso, qualora nel corso delle lavorazioni emergessero delle sovrapposizioni di luogo tra
lavorazioni differenti, il preposto dovrà in ogni caso individuare delle sottozone in cui far
eseguire le diverse lavorazioni. Tali sottozone possono coincidere, quando possibile, con
spazi diversi o possono essere eseguite temporalmente in momenti differenti. Qualora ciò
non sia possibile, il preposto di cantiere dovrà mettersi in contatto con il CSE con il quale si
stabilirà le misure da adottare in relazione alla interferenza.
L’allegato 03 riporta le schede di lavorazione riferite ai rischi causati dalle interferenze
individuate in questa fase. Per tutti i rischi specifici della lavorazione, si rimanda al POS che
ogni appaltatore deve presentare prima di entrare in cantiere.
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
52
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
4 durata prevista dei lavori, delle fasi di
lavoro, entità presunta cantiere (D.Lgs 81/2008 e s.m.i.,
allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera i)
4.1 durata dei lavori
Il progetto esecutivo delle opere e tutti i documenti d’appalto
compiutamente l’insieme delle opere sopra sinteticamente richiamate.
Data presunta d’inizio dei lavori in cantiere
Durata presunta dei lavori (giorni)
aprile 2010
40 giorni
Numero previsto di imprese principali
1
Numero previsto di imprese e lavoratori autonomi in cantiere
3
Numero massimo presunto dei lavoratori
5
Ammontare complessivo dei lavori
descrivono
€ 253.605,46
4.2 fasi e sottofasi di lavoro
Le lavorazioni oggetto del presente piano possono essere suddivise come sotto riportato.
Si segnala che le fasi di lavoro previste sono due, entrambe caratterizzate dalle stesse
lavorazioni.
OPERE
A
ALLESTIMENTO DEL CANTIERE
A-01
Preparazione allestimento area di cantiere
A-02
A-03
A-04
Messa in opera di recinzioni di cantiere
Messa in opera di baraccamenti ad uso spogliatoio e wc chimico
Messa in opera di parapetti
A-05
Messa in opera di armature di sostegno
A-06
Realizzazione dell’impianto elettrico di cantiere a valle del punto di
fornitura dell’Ente Gestore
OPERE
B-01
B-02
B-03
B-04
B-05
B-06
B-07
B-08
B-09
01-B
FOGNATURA NERA
Esecuzione di scavo in trincea con esecuzione a scarpa
Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali
Messa in opera di tubazioni in PVC rigido
Messa in opera di getto di calcestruzzo non strutturale
Allacciamento della fogna alla condotta pubblica
Messa in opera di pozzi di ispezione
Messa in opera di gradini di discesa in acciaio
Messa in opera di chiusino
Rinterro
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
53
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
OPERE
C-01
C-02
C-03
C-04
C-05
C-06
C-07
OPERE
D-01
D-02
D-03
D-04
D-05
D-06
OPERE
E-01
E-02
E-03
E-04
OPERE
F-01
F-02
01-C
ACQUEDOTTO
Esecuzione di getto di cls per realizzazione di camera antistante
sottocentrale
Realizzazione di pozzo perdente con esecuzione di scavo in trincea
Messa in opera di chiusino
Fornitura e posa di tubazione acquedotto
Messa in opera di pozzetti di ispezione
Messa in opera di chiusino
Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri
01-D
RETE ANTINCENDIO
Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali
posa di tubazione rete antincendio
Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri
Getto di cls per protezione dei tubi
Messa in opera di pozzetti antincendio
Messa in opera di idranti
01-E
RETE CAVIDOTTI
Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali
posa di tubazione corrugata per cavidotto
Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri
Messa in opera di pozzetti di ispezione
01-F
SMOBILIZZO DEL CANTIERE
Smobilizzo del cantiere
Pulizie
Il progetto esecutivo delle opere e tutti i documenti d’appalto descrivono
compiutamente l’insieme delle opere sopra sinteticamente richiamate.
Questo elenco verrà utilizzato per redigere il Cronoprogramma dei lavori allegato al
presente fascicolo
4.3 cronoprogramma dei lavori
Nell’allegato 02 viene riportato un cronoprogramma indicativo degli interventi redatto in
funzione delle esigenze tecniche e della sicurezza. La durata presunta complessiva dei
lavori si assume in numero 40 giorni (leggasi quaranta) con inizio lavori previsto per aprile
2010.
Il CSE procederà, nel caso si evidenziasse la necessità al fine di gestire la sicurezza del
cantiere, a redigere un cronolavori dettagliato su base giornaliera da mantenere
aggiornato.
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
54
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
Le lavorazioni previste sono state poste in sequenze logiche al fine di garantire continuità
alle stesse ottimizzando i tempi pur nell’ottica di evitare interferenze di luogo tra lavorazioni
differenti.
E’ pertanto fondamentale che l’impresa principale provveda alla verifica quotidiana del
Cronoprogramma e segnali tempestivamente al CSE le eventuali variazioni in modo che
lo stesso possa coordinare la successione degli interventi.
4.4 ENTITA’ PRESUNTA DEL CANTIERE ESPRESSA IN UOMINI GIORNO
Di seguito viene riportata l’entità presunta del cantiere espressa in uomini/giorno,
calcolata in funzione dell’importo dei lavori, del costo medio di un uomo/giorno e
dell’incidenza della manodopera in relazione al costo.
L’entità del cantiere e la presenza in cantiere di una o più imprese, anche non
contemporanee, definisce l’obbligo o meno, da parte del Committente, di redigere il
piano di Sicurezza e di Coordinamento e di trasmettere la Notifica Preliminare all’ASL e
alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competenti.
4.4.1
Stima degli UOMINI/GIORNO
È indispensabile poter stimare un valore che permetta di valutare la complessità
dell’opera, così come previsto dal D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2,
punto i.
La stima appresso riportata individua il valore uomini/giorni (U/G) relativo all’opera in
oggetto.
VALORE UU/G = 428
Individuazione del rapporto uomini/giorni: si propone una stima che tiene conto del valore
economico riferito all’incidenza della mano d’opera nell’importo complessivo dei lavori.
Stima
Si traccia l’individuazione uomini/giorni attraverso parametri di natura economica.
Per tale ipotesi vengono considerati i seguenti elementi
ELEM.
A
B
C
SPECIFICA DELL’ELEMENTO CONSIDERATO
Costo complessivo dell’opera (presunto), stima dei lavori (o stima del costo
complessivo).
Incidenza presunta in % dei costi della mano d’opera sul costo complessivo
dell’opera (stima del CPL).
Costo medio di un uomo/giorno (per l’occorrenza si prende in considerazione il
costo medio di un operaio come di seguito precisato).
Il costo medio di un uomo/giorno è la media di costo tra l’operaio specializzato, l’operaio
qualificato e l’operaio comune (manovale) considerato dal prezziario Opere pubbliche
della Regione Lombardia, eventualmente aggiornato ai dati dell’indice ISTAT in corso.
Riepilogo:
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
55
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
OPERAIO
Operaio specializzato, carpentiere, muratore, ferraiolo, autista
Operaio qualificato, aiuto carpentiere, aiuto muratore
Manovale specializzato, operaio comune
Valore medio
COSTO ORARIO
€ 28.88
€ 27.18
€ 24.14
€ 26.73
Costo di un uomo/giorno
CALCOLO DI UN UOMO/GIORNO
Ore di lavoro medie previste dal CCNL
Paga oraria media
Costo medio di un uomo/giorno (paga oraria media x 8 ore)
Costo medio di un uomo/giorno arrotondato per eccesso
CALCOLO
n. 8
€ 29.62
€ 236,96
€ 237,00
In via convenzionale, possiamo stabilire che il rapporto U/G è
formula:
Calcolo rapporto U/G =
AxB
C
valore C
dato dalla seguente
= U.G.
Dove:
A = importo dei lavori di una singola categoria d'opera;
B = incidenza media della manodopera rispetto alla categoria cui si riferisce;
C = costo medio giornaliero di un operaio.
Ipotesi calcolo:
variando l’incidenza della manodopera in ragione delle diverse categorie di lavorazioni si
desumono i seguenti dati dal computo metrico estimativo redatto dal progettista
Importo lavori
COSTI PER
CATEGORIA
TIPOLOGIA LAVORI
opere ediizie nuova costruzione
importo lavori per gru, ponteggi e impianto cantiere
opere edilizie restauro e manutenzione
opere edilizie opere in cemento armato
opere edilizie opere prefabbricate in cemento armato
opere idrauliche argini e canalizzazioni
opere idrauliche traverse difese sistemazioni varie
opere igieniche acquedotti (con tubazioni)
opere igieniche acquedotti (senza tubazioni)
opere igieniche fognature
impianti tecnici igienico santari
impianti tecnici elettrici interni
impianti tecnici di riscaldamento tradizionale
impianti tecnici di condizionamento
impianti tecnici di ascensori e montacarichi
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
253.605,46
-
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
56
VALORE
valore A1
valore A2
valore A3
valore A4
valore A5
valore A6
valore A7
valore A8
valore A9
valore A10
valore A11
valore A12
valore A13
valore A14
valore A15
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
Per stimare l’incidenza percentuale della manodopera si è fatto riferimento, per quanto
possibile, alle tabelle di ripartizione approvate con decreto del Ministro dei LL.PP.
dell’11/12/1978 che si richiamano di seguito in estratto per quanto di competenza:
INCIDENZA
MANODOPERA
PER CAT.
TIPOLOGIA LAVORI
opere ediizie nuova costruzione
importo lavori per gru, ponteggi e impianto cantiere
opere edilizie restauro e manutenzione
opere edilizie opere in cemento armato
opere edilizie opere prefabbricate in cemento armato
opere idrauliche argini e canalizzazioni
opere idrauliche traverse difese sistemazioni varie
opere igieniche acquedotti (con tubazioni)
opere igieniche acquedotti (senza tubazioni)
opere igieniche fognature
impianti tecnici igienico santari
impianti tecnici elettrici interni
impianti tecnici di riscaldamento tradizionale
impianti tecnici di condizionamento
impianti tecnici di ascensori e montacarichi
%
%
%
%
%
%
%
%
%
%
%
%
%
%
%
40,00
45,00
55,00
32,00
15,00
20,00
38,00
40,00
46,00
38,00
43,00
45,00
40,00
30,00
55,00
VALORE
valore B1
valore B2
valore B3
valore B4
valore B5
valore B6
valore B7
valore B8
valore B9
valore B10
valore B11
valore B12
valore B13
valore B14
valore B15
Si riporta in seguito il calcolo analitico degli uomini giorno per le lavorazioni previste nel
presente piano di sicurezza e coordinamento.
CALCOLO UOMINI / GIORNO
IMPORTO LAVORI
opere ediizie nuova costruzione
importo lavori per gru, ponteggi e impianto cantiere
opere edilizie restauro e manutenzione
opere edilizie opere in cemento armato
opere edilizie opere prefabbricate in cemento armato
opere idrauliche argini e canalizzazioni
opere idrauliche traverse difese sistemazioni varie
opere igieniche acquedotti (con tubazioni)
opere igieniche acquedotti (senza tubazioni)
opere igieniche fognature
impianti tecnici igienico santari
impianti tecnici elettrici interni
impianti tecnici di riscaldamento tradizionale
impianti tecnici di condizionamento
impianti tecnici di ascensori e montacarichi
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
totale
253.605,46
-
INCIDENZA
[%]
UU/GG
40,00
45,00
55,00
32,00
15,00
20,00
38,00
40,00
46,00
38,00
43,00
45,00
40,00
30,00
55,00
0
0
0
0
0
0
0
428
0
0
0
0
0
0
0
253.605
428
durata dei lavori
40
UU/GG
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
57
11
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
5 USO COMUNE DI APPRESTAMENTI,
ATTREZZATURE, INFRASTRUTTURE, MEZZI E
SERVIZI DI PROTEZIONE COLLETTIVA DA
PARTE DI PIÙ IMPRESE E LAVORATORI
AUTONOMI (D.Lgs 81/2008, allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera f)
Si segnala che per il cantiere in oggetto è prevista la presenza di una ditta appaltatrice,
che dovrà provvedere alle proprie esigenze e a quelle dei propri dipendenti. Tuttavia, non
è da escludere che la ditta appaltatrice dia in subappalto alcune lavorazioni a ditte con
dipendenti o a lavoratori autonomi.
Gli apprestamenti, le attrezzature, le infrastrutture, i mezzi ed i dispositivi di protezione
collettiva necessari per la realizzazione delle opere in progetto potranno essere usate in
comune da parte delle ditte subappaltatrici con la ditta appaltatrice operante in
cantiere a condizione che:
•
-
-
Per le opere provvisionali:
vengano montate da soggetti esperti che abbiano già svolto lavorazioni similari;
vengano montante secondo le indicazioni di progetto e dei sistemi costruttivi della
casa costruttrice;
qualsiasi modifica venga apportata da chi ha realizzato l’opera;
non vengano manomesse e/o rimosse le parti componenti l’opera (es. rimozione
tavole dal piano di calpestio, rimozione parapetti, rimozione tavole fermapiede,
rimozione scale a pioli di accesso ai piani dell’impalcato….);
qualora, per esigenze lavorative, sia necessario rimuovere provvisoriamente un
elemento dell’opera, deve essere prevista, durante la lavorazione interessata, un
sistema alternativo di protezione e, in ogni caso, al termine di tale lavorazione deve
essere immediatamente ripristinata l’opera, per garantire il mantenimento delle
condizioni di sicurezza nei confronti degli altri utilizzatori dell’opera provvisionale.
•
-
Per i dispositivi di protezione collettiva:
non vengano assolutamente rimossi e/o manomessi e/o alterate le caratteristiche.
•
-
Per i mezzi di lavoro:
non è consentito l’utilizzo comune di macchine ed apparecchiature di lavoro da
parte di lavoratori appartenenti a ditte diverse: ciascuna impresa deve arrivare in
cantiere con le proprie macchine ed utensili di lavoro. Eventuali noli a freddo,
dovranno essere autorizzati dal CSE, previo accertamento della qualifica
dell’utilizzatore, dell’avvenuta informazione/formazione e dell’utilizzo dei dispositivi di
protezione individuale previsti;
la manutenzione di dette attrezzature/macchine sarà di esclusiva competenza della
ditta proprietaria, che dovrà mettere a disposizione i manuali d’uso e manutenzione e
dovrà informare/formare gli utilizzatori sul corretto funzionamento dei mezzi e sui relativi
rischi. L’impresa che farà ricorso a noli a freddo, dovrà accertarsi che la ditta
noleggiatrice abbia effettuato sui mezzi interessati le verifiche richieste per legge.
-
•
-
Per i servizi igienico assistenziali e per le baracche di cantiere:
venga verificato che i locali siano dimensionati ed arredati in funzione del numero di
persone che li utilizzeranno (es. superficie, numero di armadietti, numero di lavabi, wc,
docce….). In ogni caso, è preferibile che ciascuna impresa sia almeno dotata di
proprio spogliatoio e di proprio container per il deposito di attrezzature e materiali;
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
58
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
-
venga garantita da parte di tutti gli utilizzatori la pulizia e la funzionalità dei servizi.
L’ELENCO DELLE IMPRESE ESECUTRICI E DEI LAVORATORI AUTONOMI TENUTI AD ATTIVARE
QUANTO SOPRA PREVISTO E’ RIPORTATO AL CAPITOLO 4.4 DEL FASCICOLO 01 DEL PRESENTE
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO. LA CRONOLOGIA DI ATTUAZIONE E LE MODALITA’
DI VERIFICA VERRANNO DI VOLTA IN VOLTA STABILITE CON LE IMPRESE APPALTATRICI E/O
LAVORATORI AUTONOMI PRESENTI IN CANTIERE E RIPORTATE NEI VERBALI DI CANTIERE CHE,
COME PRECEDENTEMENTE DETTO, COSTITUISCONO AGGIORNAMENTO AL PSC.
TUTTE LE IMPRESE DEVONO ESSERE INFORMATE IN MERITO ALL’UTILIZZO IN COMUNE DI
APPRESTAMENTI, ATTREZZATURE, INFRASTRUTTURE, MEZZI E SERVIZI DI PROTEZIONE
COLLETTIVA, IN MODO DA NON COMPROMETTERE IL LORO STATO D’USO ED EFFICIENZA MA
SOPRATTUTO PER EVITARE CHE VENGANO COMPITUTE INCONSAPEVOLMENTE AZIONI
ERRATE E PERICOLOSE TALI DA PREGIUDICARE LA SICUREZZA DEL LUOGO DI LAVORO.
IN OGNI CASO, SI RICHIEDE VENGA RILASCIATA DA PARTE DELLA DITTA INSTALLATRICE,
DICHIARAZIONE, FIRMATA DAL DATORE DI LAVORO, DELLA RISPONDENZA DELL’OPERA ALLE
NORME DI SICUREZA E ALLE REGOLE DELL’ARTE, NONCHE’ AGLI SCHEMI DI MONTAGGIO ED
AI MANUALI D’USO E ISTRUZIONE.
LA DITTA CHE UTILIZZERA’ L’OPERA DOVRA’ RILASCIARE DICHIARAZIONE, FIRMATA DAL
DATORE DI LAVORO, CHE SI IMPEGNERA’ AD UTILIZZARE CORRETTAMENTE L’OPERA SENZA
COMPROMETTERNE LA SUA INTEGRITA’ E FUNZIONALITA’ E QUINDI SENZA COMPIERE
MANOMISSIONI E/O RIMOZIONI ALCUNE.
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
59
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
6 ELENCO ALLEGATI
Numero
DESCRIZIONE
01
Planimetrie di cantiere
02
Cronoprogramma dei lavori
03
Schede di lavorazione
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
60
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
ALLEGATI
01
DESCRIZIONE
Planimetrie di cantiere
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61
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
ALLEGATI
02
DESCRIZIONE
Cronoprogramma lavori
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
62
CRONOPROGRAMMA DEGLI INTERVENTI (GANTT)
ALLESTIMENTO DEL CANTIERE
A
A1
Preparazione allestimento area di cantiere
A2
Messa in opera di recinzioni di cantiere
Messa in opera di baraccamenti ad uso spogliatoio e wc chimico
Messa in opera di parapetti
A3
A4
Messa in opera di armature di sostegno
Realizzazione dell’impianto elettrico di cantiere a valle del punto di
fornitura dell’Ente Gestore
FOGNATURA NERA
B
B1
Esecuzione di scavo in trincea con esecuzione a scarpa
B2
Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali
B3
Messa in opera di tubazioni in PVC rigido
B4
Messa in opera di getto di calcestruzzo non strutturale
B5
Allacciamento della fogna alla condotta pubblica
Messa in opera di pozzi di ispezione
B6
Messa in opera di gradini di discesa in acciaio
B7
Messa in opera di chiusino
B8
Rinterro
ACQUEDOTTO
C
C2
Esecuzione di getto di cls per realizzazione di camera antistante
sottocentrale
Realizzazione di pozzo perdente con esecuzione di scavo in trincea
C3
Messa in opera di chiusino
C4
Fornitura e posa di tubazione acquedotto
C5
Messa in opera di pozzetti di ispezione
C6
Messa in opera di chiusino
C7
Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri
C1
RETE ANTINCENDIO
D
D1
Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali
D2
posa di tubazione rete antincendio
D3
Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri
D4
Getto di cls per protezione dei tubi
D5
Messa in opera di pozzetti antincendio
D6
Messa in opera di idranti
RETE CAVIDOTTI
E
E1
Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali
E2
posa di tubazione corrugata per cavidotto
E3
Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri
E4
Messa in opera di pozzetti di ispezione
SMOBILIZZO CANTIERE
D
D1
Smobilizzo del cantiere
D2
Pulizie
Diagramma di Gantt, Cronoprogramma degli interventi
gg 40
gg 39
gg 38
gg 37
gg 36
gg 35
gg 34
gg 33
gg 32
gg 31
gg 30
gg 29
gg 28
gg 27
gg 26
gg 25
gg 24
gg 23
gg 22
gg 21
gg 20
gg 19
gg 18
gg 17
gg 16
gg 15
gg 14
gg 13
gg 12
gg 11
gg 10
gg 09
gg 08
gg 07
gg 06
gg 05
gg 04
Data
gg 03
/
gg 01
attività
gg 02
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L'AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA REALE
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
ALLEGATI
03
DESCRIZIONE
Schede di lavorazione
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
63
SCHEDE DI LAVORAZIONE
INDICE:
01
– ALLESTIMENTO DEL CANTIERE
02
– LAVORI IMPIANTISTI
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA
NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
SPECIFICHE DELLA LAVORAZIONE (DA CRONOPROGRAMMA)
MAESTRANZE COINVOLTE
01 – ALLESTIMENTO CANTIERE
MACCHINE E UTENSILI UTILIZZATI
OPERE PROVVISIONALI
A-01
Preparazione allestimento area di cantiere
- Operaio comune
Utensili a mano
A-02
Messa in opera di recinzioni di cantiere
- Operaio comune
Utensili a mano
A-03
Messa in opera di baraccamenti ad uso spogliatoio e wc
chimico
- Operaio comune
Utensili a mano
A-04
Messa in opera di parapetti
- Operaio comune
Utensili a mano
Transenne
A-05
Messa in opera di armature di sostegno
- Operaio comune
Utensili a mano
autocarro
Transenne
A-06
Realizzazione dell’impianto elettrico di cantiere a valle del
punto di fornitura dell’Ente Gestore
- Operaio specializzato
Utensili a mano
Transenne
INDIVIDUAZIONE DEI PRINCIPALI RISCHI DI LAVORAZIONE
- Investimento
- Proiezione di trucioli durante l’uso di strumenti elettrici portatili
- Proiezione dell’utensile o di parte di esso
- Bruciature durante l’uso di strumenti elettrici portatili
- Rumore
- Olii minerali e derivati
- Polvere
- Urti , colpi, impatti, compressioni
- Punture, tagli, abrasioni
Transenne
x
x
x
- Caduta a livello
- Elettrocuzione
Transenne
SOGLIA DI ATTENZIONE RICHIESTA
MOLTO
NORMALE
ELEVATA
ELEVATA
- Caduta di materiale in fase di scarico e/o posizionamento
- Schiacciamento per cattiva imbracatura del carico o per errore del gruista
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
MATERIALI E/O SOSTANZE UTILIZZATE
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDISPENSABILI
INDIVIDUALI (DPI)
- guanti
- cinture di sicurezza
- elmetto
- scarpe di sicurezza
- mascherina per la polvere
- otoprotettori
COLLETTIVI (DPC)
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA
NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
autocarro
•
•
•
•
•
•
Rischi
Contatto con mezzi in opera
Investimento
Cadute a livello
Caduta di manufatti durante
la movimentazione
Schiacciamento
Crollo delle cataste
Misure collettive ed individuali
•
•
•
•
Casco
Calzature di sicurezza
Guanti
Indumenti protettivi
01 – ALLESTIMENTO CANTIERE
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
PRIMA DELL'USO:
•
Verificare accuratamente l'efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi in
genere;
•
Verificare l'efficienza delle luci, dei dispositivi di segnalazione acustici e luminosi;
•
Garantire la visibilità del posto di guida;
•
Controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la stabilità del mezzo;
•
Verificare la presenza in cabina di un estintore.
DURANTE L'USO:
•
Segnalare l'operatività del mezzo col girofaro in area di cantiere;
•
Non trasportare persone all'interno del cassone;
•
Adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d'uomo in
prossimità dei posti di lavoro;
•
Richiedere l'aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o
quando la visibilità è incompleta;
•
Non azionare il ribaltabile con il mezzo in posizione inclinata;
•
Non superare la portata massima;
•
Non superare l'ingombro massimo;
•
Posizionare e fissare adeguatamente il carico in modo che risulti ben distribuito e
che non possa subire spostamenti durante il trasporto;
•
Non caricare materiale sfuso oltre l'altezza delle sponde;
•
Assicurarsi della corretta chiusura delle sponde;
•
Durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare;
•
Segnalare tempestivamente eventuali gravi guasti.
DOPO L'USO:
•
Eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego, con
particolare riguardo per pneumatici e freni, segnalando eventuali anomalie;
•
Pulire convenientemente il mezzo curando gli organi di comando.
Bandelle in plastica per
segnalazione aree di
intervento, cavalletti
Cartellonistica di sicurezza
specifica
Cariola per la
movimentazione di
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA
NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
Rischi
Misure collettive ed individuali
01 – ALLESTIMENTO CANTIERE
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
materiali in cantiere
Fasce e funi di trattenuta
con ganci, paletti e
zanche
Autocarro con gru
•
•
•
•
•
•
Urti, colpi, impatti,
compressioni
Punture, tagli, abrasioni
Calore, fiamme
Elettrici (contatto con linee
elettriche aeree)
Cesoiamento, stritolamento
Oli minerali e derivati
•
•
•
•
Casco
Calzature di sicurezza
Guanti
Indumenti protettivi
PRIMA DELL'USO:
•
Verificare accuratamente l'efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi in
genere;
•
Verificare l'efficienza delle luci, dei dispositivi di segnalazione acustici e luminosi;
•
Garantire la visibilità del posto di guida;
•
Controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la stabilità del mezzo;
•
Verificare che nella zona di lavoro non vi siano linee elettriche aeree che
possano interferire con le manovre;
•
Verificare l'integrità dei tubi flessibili e dell'impianto oleodinamico in genere;
•
Ampliare con apposite plance la superficie di appoggio degli stabilizzatori;
•
Verificare l'efficienza della gru, compresa la sicura del gancio;
•
Verificare la presenza in cabina di un estintore.
DURANTE L'USO:
•
Non trasportare persone all'interno del cassone;
•
Adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d'uomo in
prossimità dei posti di lavoro;
•
Non azionare la gru con il mezzo in posizione inclinata;
•
Non superare la portata massima e del mezzo e dell'apparecchio di
sollevamento;
•
Non superare l'ingombro massimo;
•
Posizionare e fissare adeguatamente il carico in modo che risulti ben distribuito e
che non possa subire spostamenti durante il trasporto;
•
Assicurarsi della corretta chiusura delle sponde;
•
Durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare;
•
Segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti o situazioni pericolose;
•
Utilizzare adeguati accessori di sollevamento;
•
Mantenere i comandi puliti da grasso, olio, ecc.;
•
In caso di visibilità insufficiente richiedere l'aiuto di personale per eseguire le
manovre.
DOPO L'USO:
•
Eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego a
motore spento;
•
Posizionare correttamente il braccio telescopico e bloccarlo in posizione di
riposo;
Pulire convenientemente il mezzo;
•
•
Segnalare eventuali guasti.
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA
NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
Equipaggiamento
elettrico delle
macchine e delle
attrezzature
•
Rischi
Elettrici
Misure collettive ed individuali
•
Non espressamente
previsti
01 – ALLESTIMENTO CANTIERE
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
PRIMA DELL'USO:
•
Verificare l'idoneità dell'impianto elettrico di cantiere (dichiarazione di conformità
rilasciata da elettricista abilitato);
•
Verificare l'idoneità della macchina / attrezzatura alla specifica lavorazione (es.
grado di protezione IP in ambiente bagnato);
•
Verificare il corretto collegamento della macchina / attrezzatura alla linea di
alimentazione (cavi, interruttori , quadri, ecc);
•
Verificare l'integrità delle parti elettriche visibili;
•
Verificare che il collegamento elettrico avvenga tramite giunto maschio fisso su
parte stabile della macchina;
•
Verificare la presenza di dispositivi contro il riavviamento della macchina in caso
di interruzione e ripresa dell'alimentazione elettrica.
DURANTE L'USO:
•
Tutto il personale non espressamente addetto deve evitare di intervenire su
impianti o parti di impianto sotto tensione;
•
Qualora si presenti una anomalia nell'impianto elettrico è necessario
segnalarla immediatamente al responsabile del cantiere;
•
Il personale non deve compiere, di propria iniziativa, riparazioni o sostituzioni di
parti di impianto elettrico;
•
Disporre con cura i conduttori elettrici, evitando che intralcino i passaggi, che
corrano per terra o che possano comunque essere danneggiati;
•
Non inserire o disinserire macchine o utensili su prese in tensione;
•
Prima di effettuare l'allacciamento verificare che gli interruttori di manovra
della apparecchiatura e quello posto a monte della presa siano "aperti"
(macchina ferma e tolta tensione alla presa);
•
Se la macchina o l'utensile, allacciati e messi in moto, non funzionano o
provocano l'intervento di una protezione elettrica (valvola, interruttore
automatico o differenziale) è necessario che l'addetto provveda ad informare
immediatamente il responsabile del cantiere senza cercare di risolvere il
problema autonomamente.
DOPO L'USO:
•
Lasciare l'attrezzatura in regolari condizioni di funzionamento;
•
In caso di riscontrata anomalia informare immediatamente il responsabile di
cantiere o mettere fuori servizio in maniera permanente la macchina /
attrezzatura.
Utensili a mano
•
•
Urti, colpi, impatti,
compressioni
Punture, tagli, abrasioni
•
•
•
•
Casco
Calzature di sicurezza
Occhiali
Guanti
PRIMA DELL'USO:
•
Controllare che l'utensile non sia deteriorato;
•
Sostituire i manici che presentino incrinature o scheggiature;
•
Verificare il corretto fissaggio del manico;
•
Selezionare il tipo di utensile adeguato all'impiego;
•
Per punte e scalpelli utilizzare idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle
impugnature.
DURANTE L'USO:
•
Impugnare saldamente l'utensile;
•
Assumere una posizione corretta e stabile;
•
Distanziare adeguatamente gli altri lavoratori;
•
Non utilizzare in maniera impropria l'utensile;
•
Non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale
caduta dall'alto;
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA
NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
Rischi
01 – ALLESTIMENTO CANTIERE
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
Misure collettive ed individuali
•
Utilizzare adeguati contenitori per riporre gli utensili di piccola taglia.
DOPO L'USO:
•
Pulire accuratamente l'utensile;
•
Riporre correttamente gli utensili;
•
Controllare lo stato d'uso dell'utensile.
Scale a mano
•
•
•
Cadute dall'alto
Urti, colpi, impatti,
compressioni
Movimentazione manuale
dei carichi
•
•
•
Casco
Calzature di sicurezza
Guanti
CARATTERISTICHE DI SICUREZZA:
•
Le scale a mano devono essere costruite con materiale adatto alle condizioni di
impiego, possono quindi essere in ferro, alluminio o legno, ma devono essere
sufficientemente resistenti ed avere dimensioni appropriate all'uso;
•
Le scale in legno devono avere i pioli incastrati nei montanti che devono essere
trattenuti con tiranti in ferro applicati sotto i due pioli estremi; le scale lunghe più
di 4 m devono avere anche un tirante intermedio;
•
In tutti i casi le scale devono essere provviste di dispositivi antisdrucciolo alle
estremità inferiori dei due montanti e di elementi di trattenuta o di appoggi
antisdrucciolevoli alle estremità superiori.
PRIMA DELL'USO:
•
La scala deve superare di almeno 1 m il piano di accesso, curando la
corrispondenza del piolo con lo stesso (è possibile far proseguire un solo
montante efficacemente fissato);
•
Le scale usate per l'accesso a piani successivi non devono essere poste una in
prosecuzione dell'altra;
•
Le scale poste sul filo esterno di una costruzione od opere provvisionali (ponteggi)
devono essere dotate di corrimano e parapetto;
•
La scala deve distare dalla verticale di appoggio di una misura pari ad 1/4 della
propria lunghezza;
•
È vietata la riparazione dei pioli rotti con listelli di legno chiodati sui montanti;
•
Le scale posizionate su terreno cedevole vanno appoggiate su un'unica tavola di
ripartizione;
•
Il sito dove viene installata la scala deve essere sgombro da eventuali materiali e
lontano dai passaggi.
DURANTE L'USO:
•
Le scale non vincolate devono essere trattenute al piede da altra persona;
•
Durante gli spostamenti laterali nessun lavoratore deve trovarsi sulla scala;
•
Evitare l'uso di scale eccessivamente sporgenti oltre il piano di arrivo;
•
La scala deve essere utilizzata da una sola persona per volta limitando il peso dei
carichi da trasportare;
•
Quando vengono eseguiti lavori in quota, utilizzando scale ad elementi innestati,
una persona deve esercitare da terra una continua vigilanza sulla scala;
•
La salita e la discesa vanno effettuate con il viso rivolto verso la scala.
DOPO L'USO:
•
Controllare periodicamente lo stato di conservazione delle scale provvedendo
alla manutenzione necessaria;
•
Le scale non utilizzate devono essere conservate in un luogo riparato dalle
intemperie e, possibilmente, sospese ad appositi ganci;
Segnalare immediatamente eventuali anomalie riscontrate, in particolare: pioli
•
rotti, gioco fra gli incastri, fessurazioni, carenza dei dispositivi antiscivolo e di
arresto.
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA
NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
Movimentazione
manuale dei carichi
Rischi
01 – ALLESTIMENTO CANTIERE
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
Misure collettive ed individuali
•
•
Calzature di sicurezza
Guanti
ATTIVITÀ INTERESSATE
Tutte le attività che comportano operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad
opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare,
portare o spostare un carico che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle
condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano tra l'altro rischi di lesioni dorso lombari
(per lesioni dorso lombari si intendono le lesioni a carico delle strutture osteomiotendinee e
nervovascolari a livello dorso lombare).
I carichi costituiscono un rischio nei casi in cui ricorrano una o più delle seguenti condizioni
(situazioni che spesso contraddistinguono il settore delle costruzioni edili):
•
Caratteristiche del carico:
•
Troppo pesanti (superiori a 30 Kg);
•
Ingombranti o difficili da afferrare;
•
In equilibrio instabile o con il contenuto che rischia di spostarsi;
•
Collocati in posizione tale per cui devono essere tenuti e maneggiati ad una
certa distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione del tronco.
•
Sforzo fisico richiesto:
•
Eccessivo;
•
Effettuato soltanto con un movimento di torsione del tronco;
•
Comporta un movimento brusco del carico;
•
Compiuto con il corpo in posizione instabile.
•
Caratteristiche dell'ambiente di lavoro:
•
Spazio libero, in particolare verticale, insufficiente per lo svolgimento
dell'attività;
•
Pavimento ineguale, con rischi di inciampo o scivolamento per le scarpe
calzate dal lavoratore;
•
Posto o ambiente di lavoro che non consentono al lavoratore la
movimentazione manuale di carichi ad una altezza di sicurezza o in buona
posizione;
•
Pavimento o piano di lavoro con dislivelli che implicano la movimentazione
del carico a livelli diversi;
•
Pavimento o punto d'appoggio instabili,
•
Temperatura, umidità o circolazione dell'aria inadeguate.
•
Esigenze connesse all'attività:
•
Sforzi fisici che sollecitano in particolare la colonna vertebrale, troppo
frequenti o troppo prolungati;
•
Periodo di riposo fisiologico o di recupero insufficiente;
•
Distanze troppo grandi di sollevamento, di abbassamento o di trasporto;
•
Ritmo imposto da un processo che il lavoratore non può modulare.
•
Fattori individuali di rischio:
Inidoneità fisica al compito da svolgere;
•
•
Indumenti calzature o altri effetti personali inadeguati portati dal lavoratore;
•
Insufficienza o inadeguatezza delle conoscenze o della formazione.
PRIMA DELL'ATTIVITÀ:
•
Le lavorazioni devono essere organizzate al fine di ridurre al minimo la
movimentazione manuale dei carichi anche attraverso l'impiego di idonee
attrezzature meccaniche per il trasporto ed il sollevamento.
DURANTE L'ATTIVITÀ:
•
Per i carichi che non possono essere movimentati meccanicamente occorre
utilizzare strumenti per la movimentazione ausiliata (carriole, carrelli) e ricorrere ad
accorgimenti organizzativi quali la riduzione del peso del carico e dei cicli di
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA
NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
Rischi
01 – ALLESTIMENTO CANTIERE
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
Misure collettive ed individuali
•
sollevamento e la ripartizione del carico tra più addetti;
Tutti gli addetti devono essere informati e formati in particolar modo su: il peso dei
carichi, il centro di gravità o il lato più pesante, le modalità di lavoro corrette ed i
rischi in caso di inosservanza.
DOPO L'ATTIVITÀ:
PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
•
Non espressamente previste.
SORVEGLIANZA SANITARIA
•
•
•
Elettricità
•
Calzature con suola
isolante;
•Guanti isolanti in lattice.
La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per tutti gli addetti;
La periodicità delle visite mediche è stabilita dal medico competente;
La visita medica può essere disposta in funzione ad esempio delle caratteristiche
fisiche del lavoratore anche se l'attività che svolge non lo espone normalmente
ai rischi dovuti alla movimentazione dei carichi.
ATTIVITÀ INTERESSATE
Tutte le attività nelle quali vengono utilizzati, o siano comunque attivi, impianti per la
produzione o distribuzione dell'energia elettrica, a qualunque scopo destinata.
PRIMA DELL'ATTIVITÀ:
•
•
•
•
Verificare che non esistano elementi della rete di distribuzione dell'energia
elettrica che possano costituire pericolo per le lavorazioni e viceversa. Se del
caso, devono essere presi immediati contatti con l'Ente esercente la rete al fine di
individuare e applicare le misure di sicurezza necessarie (es. segnalazioni,
delimitazioni, sbarramenti etc.) prima dell'inizio delle lavorazioni;
Le strutture metalliche dei baraccamenti e delle opere provvisionali, i recipienti e
gli apparecchi metallici di notevoli dimensioni situati all'aperto devono essere
collegati elettricamente a terra in modo da garantire la dispersione delle
scariche atmosferiche, come conseguenza della relazione di calcolo di
probabilità prevista dalla normativa vigente;
Gli impianti elettrici, di messa a terra ed i dispositivi contro le scariche
atmosferiche, quando necessari, devono essere progettati osservando le norme
dei regolamenti di prevenzione e quelle di buona tecnica riconosciute. Gli
impianti sono realizzati, mantenuti e riparati da ditte e/o persone qualificate. La
dichiarazione di conformità degli impianti (con gli allegati), la richiesta di
omologazione dell'impianto di terra e dei dispositivi contro le scariche
atmosferiche sono conservate in cantiere;
Prima dell'utilizzo è necessario effettuare una verifica visiva e strumentale delle
condizioni di idoneità delle diverse parti degli impianti e dei singoli dispositivi di
sicurezza.
DURANTE L'ATTIVITÀ:
•
Tutto il personale non espressamente addetto deve evitare di intervenire su
impianti o parti di impianto sotto tensione;
•
Qualora si presenti una anomalia nell'impianto elettrico è necessario segnalarla
immediatamente al responsabile del cantiere;
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA
NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
Rischi
01 – ALLESTIMENTO CANTIERE
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
Misure collettive ed individuali
•
Il personale non deve compiere, di propria iniziativa, riparazioni o sostituzioni di
parti di impianto elettrico;
Disporre con cura i conduttori elettrici, evitando che intralcino i passaggi, che
corrano per terra o che possano comunque essere danneggiati;
Verificare sempre l'integrità degli isolamenti prima di impiegare conduttori elettrici
per allacciamenti di macchine od utensili;
L'allacciamento al quadro di utensili, macchine, etc., deve avvenire sulle prese a
spina appositamente predisposte;
Non inserire o disinserire macchine o utensili su prese in tensione;
Prima di effettuare l'allacciamento verificare che gli interruttori di manovra della
apparecchiatura e quello posto a monte della presa siano "aperti" (macchina
ferma e tolta tensione alla presa);
Se la macchina o l'utensile, allacciati e messi in moto, non funzionano o
provocano l'intervento di una protezione elettrica (valvola, interruttore
automatico o differenziale) è necessario che l'addetto provveda ad informare
immediatamente il responsabile del cantiere senza cercare di risolvere il
problema autonomamente.
•
•
•
•
•
•
DOPO L'ATTIVITÀ:
PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Il corpo umano al passaggio della corrente si riscalda fortemente: ne risultano
scottature esterne o interne, talvolta gravi o addirittura mortali;
L'elettricità altresì produce frequentemente altri effetti: sul cuore (fibrillazioni); sui
muscoli (crampi la cui intensità può essere tanto elevata da provocare slogature
di articolazioni e rotture di ossa); sul sistema nervoso (paralisi);
Gli effetti sono diversi a seconda della qualità e della quantità dell'energia
elettrica trasmessa;
Nel caso in cui l'infortunato resti in contatto con un conduttore a bassa tensione
non disattivabile che sia facilmente spostabile, è necessario che quest'ultimo
venga allontanato con un supporto in materiale isolante (non con le mani!), ad
es. con una tavola di legno ben asciutta, eseguendo un movimento rapido e
preciso. Se il suolo è bagnato occorre che il soccorritore si isoli anche da terra ad
es. mettendo sotto i piedi una tavola di legno asciutta;
Se non è possibile rimuovere il conduttore è necessario spostare l'infortunato. In
questo caso il soccorritore deve:
Controllare che il suo corpo (piedi compresi) siano isolati da terra (suolo o parti
di costruzioni o di impalcature o di macchinari bagnati o metallici);
Isolare bene le mani anche con mezzi di fortuna (es.: maniche della giacca);
Prendere l'infortunato per gli abiti evitando il contatto con parti umide (es.:
sotto le ascelle), possibilmente con una mano sola;
Allontanare l'infortunato con una manovra rapida e precisa;
Dopo aver provveduto ad isolare l'infortunato è indispensabile ricorrere
d'urgenza al pronto soccorso più vicino.
SORVEGLIANZA SANITARIA
•
Rumore
•
Otoprotettori (cuffie,
tappi o archetti).
Non espressamente prevista.
ATTIVITÀ INTERESSATE
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA
NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
Rischi
01 – ALLESTIMENTO CANTIERE
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
Misure collettive ed individuali
Tutte le attività che comportano per il lavoratore una esposizione personale superiore ad
80 dB.
PRIMA DELL'ATTIVITÀ:
•
•
I rischi derivanti dall'esposizione a rumore devono essere valutati secondo i criteri
stabiliti dal D.Lgs. 81/2008, riferendosi eventualmente, a studi effettuati in materia:
come ad esempio il manuale "Conoscere per prevenire - La valutazione del
rischio derivante dall'esposizione a rumore durante il lavoro nelle attività edili",
redatto dal Comitato Paritetico Territoriale della Provincia di Torino;
I rischi derivanti dall'esposizione a rumore devono essere ridotti al minimo, in
relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, mediante
misure tecniche, organizzative e procedurali concretamente attuabili,
privilegiando gli interventi alla fonte.
DURANTE L'ATTIVITÀ:
•
Nella scelta delle lavorazioni devono essere privilegiati i processi lavorativi meno
rumorosi e le attrezzature silenziose;
•
Le attrezzature da impiegare devono essere idonee alle lavorazioni da effettuare,
correttamente installate, mantenute ed utilizzate;
•
Le sorgenti rumorose devono essere il più possibile separate e distanti dai luoghi di
lavoro;
•
Le zone caratterizzate da elevati livelli di rumorosità devono essere segnalate;
•
Tutto il personale deve essere informato sui rischi derivanti dall'esposizione al
rumore e sulle misure di prevenzione adottate a cui conformarsi (es. funzioni e
modalità di impiego degli otoprotettori);
•
Il personale che risulta esposto ad un livello personale superiore agli 85 dB(A)
deve essere anche formato sull'uso corretto dei DPI, degli utensili e delle
attrezzature;
•
Tutto il personale interessato deve essere fornito di idonei dispositivi di protezione
individuale (otoprotettori);
•
La riduzione ulteriore del rischio può essere ottenuta ricorrendo a misure
organizzative quali la riduzione della durata delle lavorazioni rumorose e
l'introduzione di turni di lavoro.
DOPO L'ATTIVITÀ:
PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
•
Non espressamente previste.
SORVEGLIANZA SANITARIA
•
•
•
La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per tutti gli addetti il cui livello di
esposizione personale è superiore ad 85 dB(A);
Nei casi in cui il livello di esposizione personale è superiore ad 80 dB(A) (compreso
tra 80 e 85), la sorveglianza sanitaria può essere richiesta dallo stesso lavoratore o
risultare opportuna in relazione ai livelli ed alla durata delle esposizioni parziali che
contraddistinguono la valutazione personale complessiva del gruppo omogeneo
di riferimento;
La periodicità delle visite mediche è stabilita dal medico competente (almeno
annuale sopra i 90 dB(A) e biennale sopra gli 85 dB(A)).
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA
NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
Rischi
Vibrazioni
01 – ALLESTIMENTO CANTIERE
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
Misure collettive ed individuali
•
Guanti antivibrazioni.
ATTIVITÀ INTERESSATE
Tutte le attività nelle quali è previsto l'impiego di utensili ad aria compressa o ad asse
vibrante (es. martelli demolitori, fioretti per fori da mine, decespugliatori a zainetto etc.) o
dove l'operatore permanga in contatto con una fonte di vibrazioni (es. macchine
operatrici, casseforme vibranti, etc.).
PRIMA DELL'ATTIVITÀ:
•
•
•
•
•
Valutare se sia possibile effettuare la stessa lavorazione senza ricorrere ad
attrezzature e/o utensili comunque capaci di trasmettere vibrazioni al corpo
dell'operatore;
Ridurre al minimo l'utilizzo di macchine ed attrezzature a rischio;
Gli utensili e le attrezzature vibranti da impiegare dovranno essere scelte tra
quelle meno dannose per l'operatore; le stesse devono essere dotate di soluzioni
tecniche efficaci per la protezione dei lavoratori (es. manici antivibrazioni,
dispositivi di smorzamento, sedili ammortizzanti, etc.) e devono essere installate e
mantenute in stato di perfetta efficienza;
Predisporre i percorsi, per i mezzi semoventi, in modo da limitare i sobbalzi;
Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette
modalità di esecuzione delle attività.
DURANTE L'ATTIVITÀ:
•
Durante l'impiego di utensili vibranti, utilizzare i dispositivi di protezione individuale
(guanti antivibranti) in particolar modo se si è esposti anche al freddo;
•
Assumere posizioni tali da non accentuare gli effetti delle vibrazioni;
•
Percorrere con i mezzi semoventi, a velocità ridotta, le strade predisposte
all'interno del cantiere;
•
Se del caso deve essere analizzata l'opportunità di istituire una rotazione tra gli
addetti.
DOPO L'ATTIVITÀ:
•
Eseguire la regolare manutenzione delle attrezzature, con particolare riguardo a
quelle parti che potrebbero incrementare i livelli di accelerazione (vibrazioni) e ai
dispositivi di smorzamento.
PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
•
In presenza di disturbi riconducibili ad eccessiva esposizione alle vibrazioni con
aumento del rischio di lesioni vascolari, neurologiche e muscolo-scheletriche è
necessario attivare il medico competente per gli accertamenti del caso. Tali
disturbi possono manifestarsi ad esempio:
•
Con dolori al polso e/o alle prime tre dita della mano;
•
Dolori alle articolazioni in genere;
•
Formicolii, torpore e dolore delle ultime falangi (sindrome "del dito morto" o
"dito bianco").
SORVEGLIANZA SANITARIA
•
Trapano
•
Punture, tagli, abrasioni
•
Calzature di sicurezza
Gli utilizzatori di utensili ad aria compressa o ad asse flessibile devono essere
sottoposti a sorveglianza sanitaria preventiva e periodica. La periodicità è
annuale se non diversamente disposto dal medico competente. In tutti gli altri
casi la sorveglianza sanitaria può essere disposta dal medico competente o
prescritta dall'organo di vigilanza.
PRIMA DELL'USO:
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA
NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
•
•
•
Rischi
01 – ALLESTIMENTO CANTIERE
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
Misure collettive ed individuali
Elettrici
Rumore
Polveri, fibre
•
•
•
Maschera per la
protezione delle vie
respiratorie
Otoprotettori
Guanti
•
•
•
•
Verificare che l'utensile sia a doppio isolamento (220V), o alimentato a bassissima
tensione di sicurezza (50V), comunque non collegato elettricamente a terra;
Verificare l'integrità e l'isolamento dei cavi e della spina di alimentazione;
Verificare il funzionamento dell'interruttore;
Controllare il regolare fissaggio della punta.
DURANTE L'USO:
•
Eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata;
•
Interrompere l'alimentazione elettrica durante le pause di lavoro;
•
Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione.
DOPO L'USO:
•
Staccare il collegamento elettrico dell'utensile;
•
Pulire accuratamente l'utensile;
• Segnalare eventuali malfunzionamenti.
Avvitatore elettrico
•
•
Urt i,
c ol p i,
c om pre s s io n i
Elettrici
i mp a t t i,
•
Calzature di sicurezza
• Guanti
PRIMA DELL'USO:
•
Utilizzare solo utensili a doppio isolamento (220 V), o utensili alimentati a
bassissima tensione di sicurezza (50 V), comunque non collegati elettricamente a
terra;
•
Controllare l'integrità dei cavi e della spina d'alimentazione;
•
Verificare la funzionalità dell'utensile;
•
Verificare che l'utensile sia di conformazione adatta.
DURANTE L'USO:
•
Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione;
•
Interrompere l'alimentazione elettrica nelle pause di lavoro;
•
Segnalare eventuali malfunzionamenti.
DOPO L'USO:
• Scollegare elettricamente l'utensile.
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA
NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
SPECIFICHE DELLA LAVORAZIONE (DA CRONOPROGRAMMA)
B-01
Esecuzione di scavo in trincea con esecuzione a scarpa
B-02
Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali
B-03
Messa in opera di tubazioni in PVC rigido
B-04
Messa in opera di getto di calcestruzzo non strutturale
B-05
Allacciamento della fogna alla condotta pubblica
B-06
Messa in opera di pozzi di ispezione
B-07
Messa in opera di gradini di discesa in acciaio
B-08
Messa in opera di chiusino
B-09
Rinterro
C-01
C-02
Esecuzione di getto di cls per realizzazione di camera
antistante sottocentrale
Realizzazione di pozzo perdente con esecuzione di scavo in
trincea
MAESTRANZE COINVOLTE
MACCHINE E UTENSILI UTILIZZATI
02 – LAVORI IMPIANTI
OPERE PROVVISIONALI
- Operaio comune
- operaio specializzato
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
Utensili a mano
escavatore
Utensili a mano
escavatore
Utensili a mano
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
Utensili a mano
escavatore
Utensili a mano
Utensili a mano
Transenne
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
Utensili a mano
Transenne
Recinzioni
Transenne
Recinzioni
Transenne
Recinzioni
Utensili a mano
Transenne
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
- Operaio specializzato
- Operaio comune
- Operaio specializzato
Utensili a mano
escavatore
Utensili a mano
Transenne
Recinzioni
Transenne
Recinzioni
Transenne
Recinzioni
Transenne
Recinzioni
Transenne
Recinzioni
Transenne
Recinzioni
Transenne
Recinzioni
Transenne
Recinzioni
Utensili a mano
betoniera
Utensili a mano
Utensili a mano
Utensili a mano
Utensili a mano
Utensili a mano
Transenne
Transenne
Transenne
Recinzioni
Transenne
Recinzioni
Transenne
Transenne
Recinzioni
Transenne
Recinzioni
Transenne
Transenne
Transenne
Recinzioni
Transenne
Recinzioni
C-03
Messa in opera di chiusino
C-04
Fornitura e posa di tubazione acquedotto
C-05
Messa in opera di pozzetti di ispezione
C-06
Messa in opera di chiusino
C-07
Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri
D-01
Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali
D-02
posa di tubazione rete antincendio
D-03
Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri
D-04
Getto di cls per protezione dei tubi
D-05
Messa in opera di pozzetti antincendio
D-06
Messa in opera di idranti
E-01
Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali
E-02
posa di tubazione corrugata per cavidotto
E-03
Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri
- Operaio comune
Utensili a mano
Transenne
E-04
Messa in opera di pozzetti di ispezione
- Operaio comune
- Operaio specializzato
Utensili a mano
Transenne
Recinzioni
Utensili a mano
Utensili a mano
Utensili a mano
betoniera
Utensili a mano
Utensili a mano
Utensili a mano
escavatore
Utensili a mano
MATERIALI E/O SOSTANZE UTILIZZATE
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA
NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
INDIVIDUAZIONE DEI PRINCIPALI RISCHI DI LAVORAZIONE
SOGLIA DI ATTENZIONE RICHIESTA
MOLTO
NORMALE
ELEVATA
ELEVATA
x
x
- Caduta di materiale in fase di scarico e/o posizionamento
- Schiacciamento per cattiva imbracatura del carico o per errore del gruista
- Investimento
x
- Caduta a livello
- Elettrocuzione
- Proiezione di trucioli durante l’uso di strumenti elettrici portatili
- Proiezione dell’utensile o di parte di esso
- Bruciature durante l’uso di strumenti elettrici portatili
- Rumore
- Olii minerali e derivati
- Polvere
- Urti , colpi, impatti, compressioni
- Punture, tagli, abrasioni
02 – LAVORI IMPIANTI
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDISPENSABILI
INDIVIDUALI (DPI)
- guanti
- cinture di sicurezza
- elmetto
- scarpe di sicurezza
- mascherina per la polvere
- otoprotettori
COLLETTIVI (DPC)
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NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
autocarro
•
•
•
•
•
•
Rischi
Contatto con mezzi in opera
Investimento
Cadute a livello
Caduta di manufatti durante
la movimentazione
Schiacciamento
Crollo delle cataste
Misure collettive ed individuali
•
•
•
•
Casco
Calzature di sicurezza
Guanti
Indumenti protettivi
02 – LAVORI IMPIANTI
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
PRIMA DELL'USO:
•
Verificare accuratamente l'efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi in
genere;
•
Verificare l'efficienza delle luci, dei dispositivi di segnalazione acustici e luminosi;
•
Garantire la visibilità del posto di guida;
•
Controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la stabilità del mezzo;
•
Verificare la presenza in cabina di un estintore.
DURANTE L'USO:
•
Segnalare l'operatività del mezzo col girofaro in area di cantiere;
•
Non trasportare persone all'interno del cassone;
•
Adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d'uomo in
prossimità dei posti di lavoro;
•
Richiedere l'aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o
quando la visibilità è incompleta;
•
Non azionare il ribaltabile con il mezzo in posizione inclinata;
•
Non superare la portata massima;
•
Non superare l'ingombro massimo;
•
Posizionare e fissare adeguatamente il carico in modo che risulti ben distribuito e
che non possa subire spostamenti durante il trasporto;
•
Non caricare materiale sfuso oltre l'altezza delle sponde;
•
Assicurarsi della corretta chiusura delle sponde;
•
Durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare;
•
Segnalare tempestivamente eventuali gravi guasti.
DOPO L'USO:
•
Eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego, con
particolare riguardo per pneumatici e freni, segnalando eventuali anomalie;
•
Pulire convenientemente il mezzo curando gli organi di comando.
Bandelle in plastica per
segnalazione aree di
intervento, cavalletti
Cartellonistica di sicurezza
specifica
Cariola per la
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NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
Rischi
Misure collettive ed individuali
02 – LAVORI IMPIANTI
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
movimentazione di
materiali in cantiere
Fasce e funi di trattenuta
con ganci, paletti e
zanche
Parapetti
CARATTERISTICHE DI SICUREZZA
•
Devono essere allestiti con buon materiale e a regola d'arte, risultare idonei allo
scopo, ed essere conservati in efficienza per l'intera durata del lavoro;
•
Il parapetto regolare può essere costituito da:
•
Un corrente superiore, collocato all'altezza minima di m 1 dal piano di
calpestio, e da una tavola fermapiede, aderente al piano di camminamento,
di altezza variabile, ma tale da non lasciare uno spazio vuoto, fra sé e il
mancorrente superiore, maggiore di cm 60;
•
Un corrente superiore, collocato all'altezza minima di m 1 dal piano di
calpestio, e da una tavola fermapiede, aderente al piano di camminamento,
di altezza variabile, ma tale da non lasciare uno spazio vuoto, fra sé e il
mancorrente superiore, maggiore di cm 60.
MISURE DI PREVENZIONE
•
Vanno previste per evitare la caduta nel vuoto di persone e materiale;
•
Sia i correnti che la tavola fermapiede devono essere applicati dalla parte
interna dei montanti o degli appoggi sia quando fanno parte dell'impalcato di
un ponteggio che in qualunque altro caso;
•
Piani, piazzole, castelli di tiro e attrezzature varie possono presentare parapetti
realizzati con caratteristiche geometriche e dimensionali diverse;
•
Il parapetto con fermapiede va anche applicato sul lato corto, terminale,
dell'impalcato, procedendo alla cosiddetta "intestatura" del ponte;
•
Il parapetto con fermapiede va previsto sul lato del ponteggio verso la
costruzione quando il distacco da essa superi i cm 20 e non sia possibile realizzare
un piano di calpestio esterno, poggiante su traversi a sbalzo, verso l'opera stessa;
•
Il parapetto con fermapiede va previsto ai bordi delle solette che siano a più di
m 2 di altezza;
•
Il parapetto con fermapiede va previsto ai bordi degli scavi che siano a più di m
2 di altezza;
•
Il parapetto con fermapiede va previsto nei tratti prospicienti il vuoto di viottoli e
scale con gradini ricavate nel terreno o nella roccia quando si superino i m 2 di
dislivello;
•
È considerata equivalente al parapetto qualsiasi altra protezione - quale muro,
parete piena, ringhiera, lastra, grigliato, balaustrata e simili - in grado di garantire
prestazioni di sicurezza contro la caduta verso i lati aperti non inferiori a quelle
richieste per un parapetto normale.
ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI
•
Verificare la presenza del parapetto di protezione dove necessario;
•
Verificare la stabilità, la completezza e gli aspetti dimensionali del parapetto di
protezione, con particolare riguardo alla consistenza strutturale ed al corretto
fissaggio, ottenuto in modo da poter resistere alle sollecitazioni nell'insieme ed in
ogni sua parte, tenuto conto delle condizioni ambientali e della sua specifica
funzione;
•
Non modificare né, tanto meno, eliminare un parapetto;
•
Segnalare al responsabile del cantiere eventuali non rispondenze a quanto
indicato
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VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
Utensili a mano
•
•
Rischi
Urti, colpi, impatti,
compressioni
Punture, tagli, abrasioni
02 – LAVORI IMPIANTI
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
Misure collettive ed individuali
•
•
•
•
Casco
Calzature di sicurezza
Occhiali
Guanti
PRIMA DELL'USO:
•
Controllare che l'utensile non sia deteriorato;
•
Sostituire i manici che presentino incrinature o scheggiature;
•
Verificare il corretto fissaggio del manico;
•
Selezionare il tipo di utensile adeguato all'impiego;
•
Per punte e scalpelli utilizzare idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle
impugnature.
DURANTE L'USO:
•
Impugnare saldamente l'utensile;
•
Assumere una posizione corretta e stabile;
•
Distanziare adeguatamente gli altri lavoratori;
•
Non utilizzare in maniera impropria l'utensile;
•
Non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale
caduta dall'alto;
•
Utilizzare adeguati contenitori per riporre gli utensili di piccola taglia.
DOPO L'USO:
•
Pulire accuratamente l'utensile;
•
Riporre correttamente gli utensili;
•
Controllare lo stato d'uso dell'utensile.
Accessori di
sollevamento
•
•
•
urti, colpi, impatti,
compressioni
punture, tagli, abrasioni
caduta materiale dall'alto
•
•
•
Casco
Calzature di sicurezza
Guanti
PRIMA DELL'USO:
•
Verificare l'idoneità dell'accessorio in funzione del tipo di carico, dei punti di
presa, del dispositivo di aggancio e delle condizioni atmosferiche;
•
Verificare la portata dell'accessorio sulla relativa tabella in base all'eventuale
configurazione dell'imbracatura;
•
Verificare l'esistenza della marcatura;
•
Verificare l'integrità dell'accessorio.
DURANTE L'USO:
•
Mantenere il controllo diretto o indiretto dell'operazione di aggancio o sgancio
del carico;
•
Utilizzare appositi contenitori per i materiali minuti curando di non riempirli
totalmente;
•
Nell'utilizzare giochi di catene o funi curare che il carico non subisca
danneggiamenti tali da provocare cadute di materiale;
•
Utilizzare il forcone solo se il pallet è sufficientemente robusto ed esistono sistemi
adeguati di contenimento della eventuale caduta di materiale;
•
Accompagnare l'accessorio di sollevamento fuori dalla portata di agganci
accidentali.
DOPO L'USO:
•
Verificare l'integrità dell'accessorio segnalando eventuali danneggiamenti.
Flessibile
•
•
•
•
•
Punture, tagli, abrasioni
Vibrazioni
Elettrici
Rumore
Polveri, fibre
•
•
•
•
•
•
Casco
Calzature di sicurezza
Occhiali
Maschera per la
protezione delle vie
respiratorie
Otoprotettori
Guanti antivibrazioni
PRIMA DELL'USO:
•
Verificare che l'utensile sia a doppio isolamento (220 V);
•
Controllare che il disco sia idoneo al lavoro da eseguire;
•
Controllare il fissaggio del disco;
•
Verificare l'integrità delle protezioni del disco e del cavo di alimentazione;
•
Verificare il funzionamento dell'interruttore.
DURANTE L'USO:
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NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
Rischi
02 – LAVORI IMPIANTI
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
Misure collettive ed individuali
•
Indumenti protettivi
•
•
•
•
•
•
Impugnare saldamente l'utensile per le due maniglie;
Eseguire il lavoro in posizione stabile;
Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione;
Non manomettere la protezione del disco;
Interrompere l'alimentazione elettrica durante le pause di lavoro;
Verificare l'integrità del cavo e della spina di alimentazione.
DOPO L'USO:
•
Staccare il collegamento elettrico dell'utensile;
•
Controllare l'integrità del disco e del cavo di alimentazione;
•
Pulire l'utensile;
•
Segnalare eventuali malfunzionamenti.
Trapano elettrico
•
•
•
•
Punture, tagli, abrasioni
Elettrici
Rumore
Polveri, fibre
•
•
•
•
Calzature di sicurezza
Maschera per la
protezione delle vie
respiratorie
Otoprotettori
Guanti
PRIMA DELL'USO:
•
Verificare che l'utensile sia a doppio isolamento (220V), o alimentato a bassissima
tensione di sicurezza (50V), comunque non collegato elettricamente a terra;
•
Verificare l'integrità e l'isolamento dei cavi e della spina di alimentazione;
•
Verificare il funzionamento dell'interruttore;
•
Controllare il regolare fissaggio della punta.
DURANTE L'USO:
•
Eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata;
•
Interrompere l'alimentazione elettrica durante le pause di lavoro;
•
Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione.
DOPO L'USO:
•
Staccare il collegamento elettrico dell'utensile;
•
Pulire accuratamente l'utensile;
•
Segnalare eventuali malfunzionamenti.
Avvitatore elettrico
•
•
Calzature di sicurezza
Guanti
•
•
Calzature di sicurezza
Guanti
PRIMA DELL'USO:
•
Utilizzare solo utensili a doppio isolamento (220 V), o utensili alimentati a
bassissima tensione di sicurezza (50 V), comunque non collegati elettricamente a
terra;
•
Controllare l'integrità dei cavi e della spina d'alimentazione;
•
Verificare la funzionalità dell'utensile;
•
Verificare che l'utensile sia di conformazione adatta.
DURANTE L'USO:
•
Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione;
•
Interrompere l'alimentazione elettrica nelle pause di lavoro;
•
Segnalare eventuali malfunzionamenti.
DOPO L'USO:
•
Scollegare elettricamente l'utensile.
escavatore
•
•
•
•
•
•
Vibrazioni
Scivolamenti, cadute a livello
Calore, fiamme
Elettrici (contatto con linee
elettriche aeree)
Rumore
Cesoiamento, stritolamento
•
•
•
Calzature di sicurezza
Guanti
Indumenti protettivi
PRIMA DELL'USO:
•
Verificare che nella zona di lavoro non vi siano linee elettriche che possano
interferire con le manovre;
•
Controllare i percorsi e le aree di lavoro approntando gli eventuali rafforzamenti;
•
Controllare l'efficienza dei comandi;
•
Verificare l'efficienza dei gruppi ottici per le lavorazioni in mancanza di
illuminazione;
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NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
•
Rischi
02 – LAVORI IMPIANTI
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
Misure collettive ed individuali
(ribaltamento)
Oli minerali e derivati
•
•
•
•
•
Verificare che l'avvisatore acustico e il girofaro siano regolarmente funzionanti;
Controllare la chiusura di tutti gli sportelli del vano motore;
Garantire la visibilità del posto di manovra;
Verificare l'integrità dei tubi flessibili e dell'impianto oleodinamico in genere;
Verificare la presenza di una efficace protezione del posto di manovra contro i
rischi da ribaltamento (rollbar o robusta cabina).
DURANTE L'USO:
•
Segnalare l'operatività del mezzo col girofaro;
•
Chiudere gli sportelli della cabina;
•
Usare gli stabilizzatori, ove presenti;
•
Non ammettere a bordo della macchina altre persone;
•
Nelle fasi di inattività tenere a distanza di sicurezza il braccio dai lavoratori;
•
Per le interruzioni momentanee di lavoro, prima di scendere dal mezzo, azionare il
dispositivo di blocco dei comandi;
•
Mantenere sgombra e pulita la cabina;
•
Richiedere l'aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o
quando la visibilità è incompleta;
•
Durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare;
•
Segnalare tempestivamente eventuali gravi anomalie.
DOPO L'USO:
•
Pulire gli organi di comando da grasso, olio, etc.;
•
Posizionare correttamente la macchina, abbassando la benna a terra, inserendo
il blocco comandi ed azionando il freno di stazionamento;
•
Eseguire le operazioni di revisione e manutenzione seguendo le indicazioni del
libretto e segnalando eventuali guasti.
betoniera
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Urti, colpi, impatti,
compressioni (ribaltamento)
Elettrici
Rumore
Cesoiamento, stritolamento
Caduta materiale dall'alto
Movimentazione manuale
dei carichi
Polveri, fibre
Getti, schizzi
Allergeni
•
•
•
•
•
•
•
Casco
Calzature di sicurezza
Occhiali
Maschera per la
protezione delle vie
respiratorie
Otoprotettori
Guanti
Indumenti protettivi
PRIMA DELL'USO:
•
Verificare la presenza ed efficienza delle protezioni: al bicchiere, alla corona, agli
organi di trasmissione, agli organi di manovra;
•
Verificare l'efficienza dei dispositivi di arresto di emergenza;
•
Verificare la presenza e l'efficienza della protezione sovrastante il posto di
manovra (tettoia);
•
Verificare l'integrità dei collegamenti elettrici e di messa a terra per la parte
visibile ed il corretto funzionamento degli interruttori e dispositivi elettrici di
alimentazione e manovra.
DURANTE L'USO:
•
È vietato manomettere le protezioni;
•
È vietato eseguire operazioni di lubrificazione, pulizia, manutenzione o riparazione
sugli organi in movimento;
•
Nelle betoniere a caricamento automatico accertarsi del fermo macchina prima
di eseguire interventi sui sistemi di caricamento o nei pressi di questi;
•
Nelle betoniere a caricamento manuale le operazioni di carico non devono
comportare la movimentazione di carichi troppo pesanti e/o in condizioni
disagiate. Pertanto è necessario utilizzare le opportune attrezzature manuali quali
pale o secchie.
DOPO L'USO:
•
Assicurarsi di aver tolto tensione ai singoli comandi ed all'interruttore generale di
alimentazione al quadro;
•
Lasciare sempre la macchina in perfetta efficienza, curandone la pulizia alla fine
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NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
Rischi
02 – LAVORI IMPIANTI
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
Misure collettive ed individuali
•
Movimentazione
manuale dei carichi
•
•
Calzature di sicurezza
Guanti
dell'uso e l'eventuale lubrificazione;
Ricontrollare la presenza e l'efficienza di tutti i dispositivi di protezione (in quanto
alla ripresa del lavoro la macchina potrebbe essere riutilizzata da altra persona).
ATTIVITÀ INTERESSATE
Tutte le attività che comportano operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad
opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare,
portare o spostare un carico che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle
condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano tra l'altro rischi di lesioni dorso lombari
(per lesioni dorso lombari si intendono le lesioni a carico delle strutture osteomiotendinee e
nervovascolari a livello dorso lombare).
I carichi costituiscono un rischio nei casi in cui ricorrano una o più delle seguenti condizioni
(situazioni che spesso contraddistinguono il settore delle costruzioni edili):
•
Caratteristiche del carico:
•
Troppo pesanti (superiori a 30 Kg);
•
Ingombranti o difficili da afferrare;
•
In equilibrio instabile o con il contenuto che rischia di spostarsi;
•
Collocati in posizione tale per cui devono essere tenuti e maneggiati ad una
certa distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione del tronco.
•
Sforzo fisico richiesto:
•
Eccessivo;
•
Effettuato soltanto con un movimento di torsione del tronco;
•
Comporta un movimento brusco del carico;
•
Compiuto con il corpo in posizione instabile.
•
Caratteristiche dell'ambiente di lavoro:
•
Spazio libero, in particolare verticale, insufficiente per lo svolgimento
dell'attività;
•
Pavimento ineguale, con rischi di inciampo o scivolamento per le scarpe
calzate dal lavoratore;
•
Posto o ambiente di lavoro che non consentono al lavoratore la
movimentazione manuale di carichi ad una altezza di sicurezza o in buona
posizione;
•
Pavimento o piano di lavoro con dislivelli che implicano la movimentazione
del carico a livelli diversi;
•
Pavimento o punto d'appoggio instabili,
•
Temperatura, umidità o circolazione dell'aria inadeguate.
•
Esigenze connesse all'attività:
•
Sforzi fisici che sollecitano in particolare la colonna vertebrale, troppo
frequenti o troppo prolungati;
•
Periodo di riposo fisiologico o di recupero insufficiente;
•
Distanze troppo grandi di sollevamento, di abbassamento o di trasporto;
•
Ritmo imposto da un processo che il lavoratore non può modulare.
•
Fattori individuali di rischio:
•
Inidoneità fisica al compito da svolgere;
•
Indumenti calzature o altri effetti personali inadeguati portati dal lavoratore;
•
Insufficienza o inadeguatezza delle conoscenze o della formazione.
PRIMA DELL'ATTIVITÀ:
•
Le lavorazioni devono essere organizzate al fine di ridurre al minimo la
movimentazione manuale dei carichi anche attraverso l'impiego di idonee
attrezzature meccaniche per il trasporto ed il sollevamento.
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NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
Rischi
02 – LAVORI IMPIANTI
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
Misure collettive ed individuali
DURANTE L'ATTIVITÀ:
•
Per i carichi che non possono essere movimentati meccanicamente occorre
utilizzare strumenti per la movimentazione ausiliata (carriole, carrelli) e ricorrere ad
accorgimenti organizzativi quali la riduzione del peso del carico e dei cicli di
sollevamento e la ripartizione del carico tra più addetti;
•
Tutti gli addetti devono essere informati e formati in particolar modo su: il peso dei
carichi, il centro di gravità o il lato più pesante, le modalità di lavoro corrette ed i
rischi in caso di inosservanza.
DOPO L'ATTIVITÀ:
PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
•
Non espressamente previste.
SORVEGLIANZA SANITARIA
•
•
•
Rumore
•
Otoprotettori (cuffie,
tappi o archetti).
La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per tutti gli addetti;
La periodicità delle visite mediche è stabilita dal medico competente;
La visita medica può essere disposta in funzione ad esempio delle caratteristiche
fisiche del lavoratore anche se l'attività che svolge non lo espone normalmente
ai rischi dovuti alla movimentazione dei carichi.
ATTIVITÀ INTERESSATE
Tutte le attività che comportano per il lavoratore una esposizione personale superiore ad
80 dB.
PRIMA DELL'ATTIVITÀ:
•
•
I rischi derivanti dall'esposizione a rumore devono essere valutati secondo i criteri
stabiliti dal D.Lgs. 81/2008, riferendosi eventualmente, a studi effettuati in materia:
come ad esempio il manuale "Conoscere per prevenire - La valutazione del
rischio derivante dall'esposizione a rumore durante il lavoro nelle attività edili",
redatto dal Comitato Paritetico Territoriale della Provincia di Torino;
I rischi derivanti dall'esposizione a rumore devono essere ridotti al minimo, in
relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, mediante
misure tecniche, organizzative e procedurali concretamente attuabili,
privilegiando gli interventi alla fonte.
DURANTE L'ATTIVITÀ:
•
Nella scelta delle lavorazioni devono essere privilegiati i processi lavorativi meno
rumorosi e le attrezzature silenziose;
•
Le attrezzature da impiegare devono essere idonee alle lavorazioni da effettuare,
correttamente installate, mantenute ed utilizzate;
•
Le sorgenti rumorose devono essere il più possibile separate e distanti dai luoghi di
lavoro;
•
Le zone caratterizzate da elevati livelli di rumorosità devono essere segnalate;
•
Tutto il personale deve essere informato sui rischi derivanti dall'esposizione al
rumore e sulle misure di prevenzione adottate a cui conformarsi (es. funzioni e
modalità di impiego degli otoprotettori);
•
Il personale che risulta esposto ad un livello personale superiore agli 85 dB(A)
deve essere anche formato sull'uso corretto dei DPI, degli utensili e delle
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VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
Rischi
02 – LAVORI IMPIANTI
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
Misure collettive ed individuali
•
•
attrezzature;
Tutto il personale interessato deve essere fornito di idonei dispositivi di protezione
individuale (otoprotettori);
La riduzione ulteriore del rischio può essere ottenuta ricorrendo a misure
organizzative quali la riduzione della durata delle lavorazioni rumorose e
l'introduzione di turni di lavoro.
DOPO L'ATTIVITÀ:
PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
•
Non espressamente previste.
SORVEGLIANZA SANITARIA
•
•
•
Vibrazioni
•
Guanti antivibrazioni.
La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per tutti gli addetti il cui livello di
esposizione personale è superiore ad 85 dB(A);
Nei casi in cui il livello di esposizione personale è superiore ad 80 dB(A) (compreso
tra 80 e 85), la sorveglianza sanitaria può essere richiesta dallo stesso lavoratore o
risultare opportuna in relazione ai livelli ed alla durata delle esposizioni parziali che
contraddistinguono la valutazione personale complessiva del gruppo omogeneo
di riferimento;
La periodicità delle visite mediche è stabilita dal medico competente (almeno
annuale sopra i 90 dB(A) e biennale sopra gli 85 dB(A)).
ATTIVITÀ INTERESSATE
Tutte le attività nelle quali è previsto l'impiego di utensili ad aria compressa o ad asse
vibrante (es. martelli demolitori, fioretti per fori da mine, decespugliatori a zainetto etc.) o
dove l'operatore permanga in contatto con una fonte di vibrazioni (es. macchine
operatrici, casseforme vibranti, etc.).
PRIMA DELL'ATTIVITÀ:
•
•
•
•
•
Valutare se sia possibile effettuare la stessa lavorazione senza ricorrere ad
attrezzature e/o utensili comunque capaci di trasmettere vibrazioni al corpo
dell'operatore;
Ridurre al minimo l'utilizzo di macchine ed attrezzature a rischio;
Gli utensili e le attrezzature vibranti da impiegare dovranno essere scelte tra
quelle meno dannose per l'operatore; le stesse devono essere dotate di soluzioni
tecniche efficaci per la protezione dei lavoratori (es. manici antivibrazioni,
dispositivi di smorzamento, sedili ammortizzanti, etc.) e devono essere installate e
mantenute in stato di perfetta efficienza;
Predisporre i percorsi, per i mezzi semoventi, in modo da limitare i sobbalzi;
Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette
modalità di esecuzione delle attività.
DURANTE L'ATTIVITÀ:
•
Durante l'impiego di utensili vibranti, utilizzare i dispositivi di protezione individuale
(guanti antivibranti) in particolar modo se si è esposti anche al freddo;
•
Assumere posizioni tali da non accentuare gli effetti delle vibrazioni;
•
Percorrere con i mezzi semoventi, a velocità ridotta, le strade predisposte
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NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
Rischi
02 – LAVORI IMPIANTI
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
Misure collettive ed individuali
•
all'interno del cantiere;
Se del caso deve essere analizzata l'opportunità di istituire una rotazione tra gli
addetti.
DOPO L'ATTIVITÀ:
•
Eseguire la regolare manutenzione delle attrezzature, con particolare riguardo a
quelle parti che potrebbero incrementare i livelli di accelerazione (vibrazioni) e ai
dispositivi di smorzamento.
PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA
•
In presenza di disturbi riconducibili ad eccessiva esposizione alle vibrazioni con
aumento del rischio di lesioni vascolari, neurologiche e muscolo-scheletriche è
necessario attivare il medico competente per gli accertamenti del caso. Tali
disturbi possono manifestarsi ad esempio:
•
Con dolori al polso e/o alle prime tre dita della mano;
•
Dolori alle articolazioni in genere;
•
Formicolii, torpore e dolore delle ultime falangi (sindrome "del dito morto" o
"dito bianco").
SORVEGLIANZA SANITARIA
•
Saldatrice elettrica
•
•
•
•
•
Calore, fiamme
Elettrici
Radiazioni (non ionizzanti)
Fumi
Gas, vapori
•
•
•
•
•
•
Casco
Calzature di sicurezza
Maschera per saldatore
Guanti
Grembiule da saldatore
Indumenti protettivi
Gli utilizzatori di utensili ad aria compressa o ad asse flessibile devono essere
sottoposti a sorveglianza sanitaria preventiva e periodica. La periodicità è
annuale se non diversamente disposto dal medico competente. In tutti gli altri
casi la sorveglianza sanitaria può essere disposta dal medico competente o
prescritta dall'organo di vigilanza.
PRIMA DELL'USO:
•
Verificare l'integrità dei cavi e della spina di alimentazione;
•
Verificare l'integrità della pinza portaelettrodo;
•
Non effettuare operazioni di saldatura in presenza di materiali infiammabili;
•
In caso di lavorazione in ambienti confinati, predisporre un adeguato sistema di
aspirazione fumi e/o di ventilazione.
DURANTE L'USO:
•
Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione;
•
Allontanare il personale non addetto alle operazioni di saldatura;
•
Nelle pause di lavoro interrompere l'alimentazione elettrica.
DOPO L'USO:
•
Staccare il collegamento elettrico della macchina;
•
Segnalare eventuali malfunzionamenti.
Cannello aria calda
•
•
•
Calore, fiamme
Elettrici
Gas, vapori
•
•
Calzature di sicurezza
Guanti
PRIMA DELL'USO:
•
Allontanare il materiale infiammabile;
•
Verificare che l'utensile sia del tipo a doppio isolamento (220V);
•
Controllare l'integrità e l'isolamento dei cavi e della spina di alimentazione;
•
Verificare il funzionamento dell'interruttore.
DURANTE L'USO:
•
Appoggiare l'utensile caldo sull'apposito sostegno termoresistente;
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA
NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
VALUTAZIONE DEI RISCHI
Macchine, attrezzature utilizzate
Interferenze
Rischi
02 – LAVORI IMPIANTI
PREVENZIONE
Istruzioni per gli addetti
Misure collettive ed individuali
•
•
Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione;
Nelle pause di lavoro interrompere l'alimentazione elettrica.
DOPO L'USO:
•
Scollegare elettricamente l'utensile;
• Far raffreddare il cannello sull'apposito sostegno termoresistente.
OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA
7 FIRME
IL PRESENTE DOCUMENTO E’ STATO REDATTO DA:
Il Coordinatore per la progettazione
ing. Filippo RONSISVALLE
.......................................
(firma)
IL PRESENTE DOCUMENTO È STATO VISIONATO DA:
Il committente/responsabile dei lavori
ing. Francesco PERNICE
.......................................
(firma)
Il Coordinatore per l’esecuzione
ing. Filippo RONSISVALLE
.......................................
(firma)
per l’impresa appaltatrice
(nome cognome)
.......................................
(firma)
Il responsabile dei lavoratori della sicurezza
(nome cognome)
.......................................
(firma)
Torino, febbraio 2010
RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE
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G 06 PSC Fascicolo 02