OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA INDICE 1 individuazione, analisi e valutazione dei rischi in riferimento all’area di cantiere (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera c) ............................................................................................ 3 2 organizzazione, progetto, procedure, misure preventive e protettive (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera d) ..................................................................................................... 10 2.1 area di cantiere (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera d1)......................... 10 2.2 organizzazione del cantiere (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera d2) .......................................................................................................................................................................... 18 2.3 lavorazioni (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera d3) ................................... 40 3 prescrizioni operative, misure preventive e protettive ed i dispositivi di protezione individuale (D.Lgs 81/2008, allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera e) ..................................................................................... 51 3.1 identificazione delle interferenze ..................................................................................................................... 51 4 durata prevista dei lavori, delle fasi di lavoro, entità presunta cantiere (D.Lgs 81/2008, allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera i) ............................................................................................................................. 53 4.1 durata dei lavori .................................................................................................................................................. 53 4.2 fasi e sottofasi di lavoro ...................................................................................................................................... 53 4.3 cronoprogramma dei lavori.............................................................................................................................. 54 4.4 ENTITA’ PRESUNTA DEL CANTIERE ESPRESSA IN UOMINI GIORNO ................................................................ 55 5 USO COMUNE DI APPRESTAMENTI, ATTREZZATURE, INFRASTRUTTURE, MEZZI E SERVIZI DI PROTEZIONE COLLETTIVA DA PARTE DI PIÙ IMPRESE E LAVORATORI AUTONOMI (D.Lgs 81/2008, allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera f) ....................................................................................................................................... 58 6 ELENCO ALLEGATI ................................................................................................................................................ 60 7 FIRME .................................................................................................................................................................... 64 RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 2 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA 1 individuazione, analisi e valutazione dei rischi in riferimento all’area di cantiere (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera c) CARATTERISTICHE AREA DI CANTIERE Il cantiere si colloca all’interno dei giardini della Reggia di Venaria in contesto pianeggiante. Le strade di avvicinamento all’area di cantiere risultano agevoli ai mezzi di medio/grandi dimensioni che si prevede vengano impiegati per i lavori in oggetto. Le lavorazioni avverranno all’interno di area recintata in parte chiusa al pubblico, in parte aperta al pubblico. Inoltre, parte dei lavori verranno eseguiti in corrispondenza del cancello di ingresso pedonale ai giardini (in tal caso i lavori dovranno essere eseguiti per fasi in modo da garantire sempre il passaggio). LOGISTICA DI CANTIERE La logistica di cantiere verrà collocata all’esterno e sarà costituita da baraccamenti ad uso spogliatoio e wc di cantiere. Vista la breve durata dei lavori (40 giorni), per quanto riguarda il locale mensa-riposo, la ditta affidataria (qualora non predisponga un opportuno baraccamento) potrà effettuare una convenzione con un vicino locale. In tal caso, verrà messo a disposizione dei dipendenti un mezzo dotato di acqua potabile. L’accesso dei mezzi di cantiere all’area di lavoro, avverrà in corrispondenza del parcheggio pubblico: si raccomanda la massima prudenza in fase di avvicinamento per la possibile presenza di pedoni. Tutte le aree di cantiere dovranno essere recintate e distinte dall’area aperta al pubblico in maniera tale da evitare qualunque tipo di interferenza. SCAVI IN GENERE I lavori prevedono l’esecuzione di scavi per la realizzazione di trincee per la posa delle tubazioni ai diversi livelli (fognatura, acquedotto, vigili del fuoco, cavidotti. Lo scavo verrà eseguito all’interno dei giardini della Reggia di Venaria Area di scavo L’area di scavo dovrà essere circoscritta, recintata e provvista di idonea segnaletica per impedire accesso ai non addetti ai lavori. Lo scavo dovrà procedere sempre operando dall’alto verso il basso e mai al contrario. Duranti tali operazioni prestare particolare attenzione agli ostacoli presenti nel contorno che al momento della stesura del presente fascicolo non sono previsti, ma che nel corso dei lavori possono venire a trovarsi (in particolare con le piantumazioni ed i cavi aerei). Organizzazione Prima di avviare le operazioni di scavo, il preposto della ditta affidataria deve procedere ad una serie di attività preliminari, per le quali innanzitutto occorrerà: • effettuare un sopralluogo per individuare: - l’esatta collocazione di tutte le utenze sotterranee del luogo di scavo; - le condizioni al contorno (edifici, strade, alberi ecc.) che possono determinare situazioni di rischio; • valutare l’effettivo rischio specifico riferito a: - possibili situazioni legate a fattori ambientali ed umani; - presenza di atmosfere pericolose o presunta mancanza di ossigeno nello scavo; RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 3 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA - presenza di canalizzazioni di servizio; condizioni difficoltose di accesso ed uscita dallo scavo; • stilare, ove previsto, un apposito progetto per le armature di sostegno; • programmare un piano di formazione ed informazione per i lavoratori che dovranno operare all’interno dello scavo(D. Lgs. 81/2008 e s.m.i.) Raccomandazioni Per la particolare pericolosità dei lavori di scavo, avere cura di rinnovare le seguenti importanti raccomandazioni che costituiscono una buona base conoscitiva per prevenire il verificarsi di eventi dannosi. • Nessuno può stabilire con assoluta certezza che uno scavo sia sicuro e che non occorra predisporre nessun tipo di armatura. • Infortuni mortali o estremamente gravi si possono verificare anche se il lavoratore non è completamente sommerso dal terreno. Lavoratori seppelliti solo fino alla cinta sono purtroppo deceduti in conseguenza della forte pressione esercitata sul corpo dal terreno. • Gli scavi eseguiti vicino a precedenti scavi sono particolarmente pericolosi in quanto il terreno possiede scarsa compattezza. • La presenza di acqua aumenta la possibilità che lo scavo possa franare. L’incremento della pressione dell’acqua nel terreno può essere il fattore determinante per eventuali smottamenti delle pareti di scavo. • L’argilla può essere estremamente pericolosa se asciugata dal sole. Grandi blocchi di terreno possono franare dalle pareti della trincea dopo essere stati stabili per lunghi periodi di tempo. • Le pareti gelate di uno scavo non devono essere considerate come alternative alle strutture di sostegno. • Quando necessita, lo scavo dovrebbe essere considerato alla stregua di uno spazio chiuso in cui controllare e verificare che i lavoratori non siano sottoposti a sostanze atmosferiche pericolose. • Le strutture di sostegno degli scavi devono sempre tener conto dei carichi addizionali determinati dal peso del terreno accumulato ai bordi della trincea, del traffico veicolare, di altre strutture adiacenti, ecc. • Le opere di sostegno vanno sempre realizzate secondo gli schemi predisposti dal responsabile tecnico competente. • I montanti, pannelli, puntoni utilizzati per le opere di sostegno devono sempre essere dimensionati in funzione delle condizioni del suolo, della profondità e della larghezza della trincea, nonché delle condizioni specifiche di carico presenti. • Porre opportuna segnaletica affinché nessun lavoratore operai in trincea al di fuori dell’armatura di sostegno. Fattori ambientali Prima di iniziare i lavori, il preposto della ditta affidataria dovrà effettuare un’attenta analisi della zona di scavo al fine di individuare tutte le misure di sicurezza da porre in essere. Il tecnico dovrà inoltre tenere conto dei diversi fattori ambientali (naturali e/o antropici) di seguito riportati. Condizioni meteorologiche Le caratteristiche di tenuta del terreno possono variare in rapporto alle condizioni atmosferiche, che modificano il contenuto di acqua e di aria presenti nel terreno stesso. Le prescrizioni individuate all’interno del piano di sicurezza, variano alla luce dell’effettiva situazione meteorologica: piogge persistenti, gelo, prolungata siccità, presenza di acqua nello scavo, ecc.. (i lavori dovranno essere interrotti immediatamente quando le condizioni dello scavo non sono sicure) RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 4 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA Ad esempio, in presenza di terreno gelato, non potendo verificare preliminarmente l’effettiva compattezza del terreno, si devono predisporre comunque le relative misure di protezione. Stesse precauzioni vanno prese in presenza di alternanza di cicli di gelo e disgelo, che influiscono negativamente sulle forze di coesione. Occorre inoltre tenere ben presente che condizioni climatiche severe (forte umidità, caldo torrido, siccità) incidono negativamente su tutte le attività svolte dai lavoratori nell’ambito dello scavo, causando stress psicofisico e pericolosi cali di attenzione. Scavi in presenza di acque Vista la probabile presenza di acqua in corrispondenza dello scavo per la presenza di canali limitrofi, si dovranno adottare precauzioni che variano in funzione della situazione. Prevedere puntellamento delle pareti di scavo e posa di sbadacchiature contro il pericolo di franamento per le porzioni di scavo di altezza superiore a 1,5 metri. In caso di presenza di acqua sul fondo dello scavo, dovranno essere previste delle pompe per allontanare il più possibile l’acqua dal fondo dello scavo. Se lo scavo interrompe il naturale drenaggio del terreno, ove possibile, devono essere predisposte canalizzazioni e/o barriere o altri adeguati mezzi per impedire l’allagamento dello scavo. Per la captazione preventiva delle acque di falda, che potrebbero invadere la superficie di splateamento o il fondo di trincee, utilizzare i well points, particolari tipi di pompe autoadescanti che aspirano acqua dal suolo mediante punte filtranti infisse a percussione. In ogni caso, ogni qual volta si ravvisi il rischio di presenza d’acqua, unitamente a difficoltà di drenaggio a gravità, sarà indispensabile prevedere l’impiego di sistemi di pompaggio carrellati di adeguata portata, possibilmente azionati da motori diesel. Scavi in presenza di canalizzazioni di servizio La presenza di reti di servizio può provocare gravi incidenti, quando si fa uso di utensili o macchine di scavo. È necessario che il responsabile tecnico della ditta affidataria ed esecutrice delle opere sia fornito di planimetrie con tracciati delle reti di servizio per verificarne e controllarne la corrispondenza tra la situazione esistente e quella progettata nel presente piano. Pertanto, le operazioni di scavo delle trincee devono essere avviate solo quando si sarà potuto verificare l’esatta collocazione dei sottoservizi presenti. Nel caso non fosse possibile stabilire l’esatta posizione delle canalizzazioni, neanche mediante sistemi elettronici di rilevamento, il lavoro deve essere fatto con cautela e, quando possibile, con scavo manuale. Per garantire la salubrità dell’aria nello scavo e la sicurezza dei lavoratori dal rischio incendio o esplosione, nel corso dei lavori l’impresa dovrà prevedere strumenti di rilevazione di gas nocivi od esplodenti. IN CASO DI DANNEGGIAMENTO DI CAVI E/O SOTTOSERVIZI INTERROMPERE IMMEDIATAMENTE I LAVORI E CONTATTARE L’AZIENDA FORNITRICE DEL SERVIZIO Rischio caduta detriti I lavoratori che operano all’interno dello scavo devono essere sempre protetti dalla possibile caduta di terreno, detriti o frammenti di roccia che si possono staccare dalle pareti dello scavo stesso. Qualora nel corso dei lavori il CSE si rendesse conto che le condizioni di sicurezza degli scavi non sono sufficienti, potrà essere richiesta una ulteriore protezione mediante la predisposizione di barriere protettive sufficienti a fermare e contenere il materiale (reti di trattenuta, spritz beton o altri sistemi di protezione equivalente). Per prevenire la caduta di arnesi e di detriti, occorre che il materiale di scavo e le relative attrezzature siano collocate almeno ad 1 metro di distanza dal ciglio dello scavo stesso. Nelle porzioni di scavo di altezza superiore a 2 metri, prevedere transennature a delimitazione dell’area. Il materiale di scavo deve essere trasportato immediatamente in RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 5 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA discarica. Ove possibile, il terreno di risulta dovrebbe essere disposto in modo tale da rappresentare una barriera all’ingresso dell’acqua piovana nello scavo. I bordi superiori dello scavo devono essere, per quanto possibile, tenuti puliti e sgombri e, in caso di pioggia, protetti con teli impermeabili atti a evitare gli effetti erosivi dell’acqua piovana. LAVORAZIONI RUMOROSE E CON RISCHIO VIBRAZIONI Per le lavorazioni rumorose si dovrà fare riferimento a quanto riportato nel D.Lgs 81/2008 e s.m.i.; nel caso specifico si raccomanda: 1. di eseguire tali lavorazioni in orari compatibili in modo da non arrecare eccessivo disturbo al contorno (es. tra le 10,00 e le 12,30; tra le 15,00 e le 18,30); 2. di prevedere schermature fonoassorbenti in caso di rumore oltre le soglie di legge; 3. gli operai dovranno essere dotati di cuffie antirumore quando necessario; 4. di utilizzare macchine e attrezzature adeguate e mantenute secondo quanto riportato nel libretto di uso e manutenzione; Per le lavorazioni con rischio vibrazioni, si dovrà fare riferimento a quanto riportato nel D.Lgs 81/2008 e s.m.i.; nel caso specifico si raccomanda: 5. di eseguire tali lavorazioni in orari compatibili in modo da non arrecare eccessivo disturbo al contorno (es. tra le 10,00 e le 12,30; tra le 15,00 e le 18,30); 6. gli operai dovranno fare adeguate pause di lavoro; 7. di utilizzare macchine e attrezzature adeguate e mantenute secondo quanto riportato nel libretto di uso e manutenzione; IMPIEGO DI PRODOTTI CHIMICI I lavori non prevedono l’impiego di prodotti chimici. Tuttavia, le ditte esecutrici, qualora ne dovessero fare uso dovranno mantenere in cantiere a disposizione dei lavoratori ed in prossimità della cassetta di pronto soccorso, tutte le schede prodotto dei materiali impiegati. RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 6 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA 1.1 analisi dei rischi presenti, con riferimento all’area e all’organizzazione del cantiere, alle lavorazioni e alle loro interferenze (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.3) METODOLOGIA DI VALUTAZIONE DEI RISCHI DEFINIZIONI Secondo quanto riportato negli Orientamenti CEE sulla valutazione dei rischi sul lavoro, si definiscono: - pericolo: proprietà o qualità intrinseca di una determinata entità (ad esempio materiali o attrezzature di lavoro, metodi e pratiche di lavoro) aventi il potenziale di causare danni; rischio: probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di danno nelle condizioni di impegno e/o di esposizione nonché dimensioni possibili del danno stesso I rischi a cui sono esposti i lavoratori sono di diversa natura; un’importante distinzione è quella tra rischi infortunistici e rischi igienici. TIPOLOGIA DI RISCHIO Rischio infortunistico Rischio igienistico CONSEGUENZA Infortunio Quando si verifica un infortunio, il danno si manifesta immediatamente o in un breve tempo, entro la durata di un turno lavorativo di 8 ore Malattia professionale In caso di rischio igienistico, il tempo di esposizione necessario affinché si manifesti la malattia può essere molto lungo e comunque risulta superiore alle 8 ore. VALUTAZIONE DEI RISCHI Il processo di valutazione consiste nel quantificare i rischi e, più precisamente, nel valutare sia la probabilità che un infortunio si verifichi o che una malattia professionale si manifesti, sia l’entità del danno che ne deriva. Il metodo consiste nella ricerca di indicatori statistici, serie storiche aziendali e non, atti a fornire indicazioni per la valutazione della probabilità di accadimento (ad esempio indici di frequenza) e del danno alla persona conseguente all’evento stesso (ad esempio indici di gravità). Le linee guida CEE recitano testualmente: …l’obbiettivo della valutazione dei rischi consiste nel consentire al datore di lavoro di prendere i provvedimenti che sono effettivamente necessari per salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori. Questi provvedimenti comprendono: Prevenzione dei rischi professionali Informazione dei lavoratori Formazione professionale degli stessi Organizzazione e mezzi destinati a porre in atto i provvedimenti necessari La valutazione dei rischi consente di individuare le misure che sono necessarie per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e stabilire quali fra queste risultano prioritarie. Per alcune tipologie di rischio esistono criteri di valutazione consolidati, in alcuni casi ripresi dalle norme tecniche o addirittura dalla legislazione; un esempio è il D.lgs 195/2006 e successivo D.Lgs 81/2008e sue modifiche e integrazioni, che costituisce un ottimo riferimento per la valutazione del rischio da esposizione a rumore. RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 7 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA 4 – altamente probabile 3 3 4 5 3 - probabile 2 3 4 4 2 – poco probabile 2 3 3 3 1 - improbabile 1 2 2 3 1 - lieve 2 - grave 3 – di media gravità 4 - elevata probabilità Ci sono altre tipologie di rischio, soprattutto di natura infortunistica, per le quali invece non esiste una metodologia di valutazione specifica. In questi casi i ricorre a metodi soggettivi; tra i più diffusi vi sono quelli basati su matrici di valutazione, simili a quella indicata di seguito MATRICE DEI RISCHI danno Nella matrice sono indicate 5 differenti zone caratterizzate da un colore specifico; ognuna corrisponde ad una diversa valutazione del rischio. A seconda della zona in cui ricade il rischio che si sta analizzando, è necessario programmare le misure di tutela da adottare seguendo il criterio riassunto nella seguente tabella: VALUTAZIONE DEL RISCHIO PRIORITA’ DELLE MISURE DI TUTELA 5 Condizione di rischio inaccettabile 4 È necessario intervenire immediatamente 3 Si devono adottare con urgenza misure di tutela dei lavoratori 2 È necessario programmare misure di tutela da attivare nel breve-medio termine per il miglioramento della salute e della sicurezza dei lavoratori 1 Se devono valutare azioni migliorative in fase di programmazione Il metodi si basa sull’assunzione che il rischio possa essere quantificato e quindi collocato in una delle 5 zone della matrice, attribuendo dei valori numerici ai seguenti parametri: P = probabilità che l’evento sfavorevole (infortunio o malattia professionale) si verifichi D = entità del danno RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 8 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE L’eliminazione e la riduzione del rischio si ottengono mediante l’adozione di misure di tutela; queste possono essere classificate in: - Misure di prevenzione: riducono il rischio diminuendo la probabilità che l’evento sfavorevole si verifichi - Misure di protezione: riducono il rischio diminuendo l’entità dei danni che derivano dal verificarsi di un infortunio o dall’esposizione ad un fattore di rischio per la salute. Le misure di prevenzione sono più efficaci per la riduzione del rischio principalmente perché intervengono a prescindere dalla volontà o dagli errori del lavoratore esposto a rischio. Qualunque sa la tipologia di rischio, il datore di lavoro deve adottare le misure per il miglioramento della salute e della sicurezza dei lavoratori seguendo una scala gerarchica di preferibilità che va dagli interventi alla fonte (i più efficaci) fino ad arrivare agli interventi di protezione individuale. Nello schema viene indicata questa scala gerarchica e alcuni esempi di misure di tutela divise per tipologia di intervento. Sostituire la macchina fonte di rischio Interventi alla fonte Non utilizzare materie prime particolarmente nocive Effettuare una regolare manutenzione delle macchine Installare pannelli fonoisolanti/fonoassorbenti Interventi di protezione collettiva Installare sistemi di aspirazione e ventilazione Predisporre opportuni parapetti Interventi di protezione individuale Fornire adeguati dispositivi di protezione individuale Fornire ai lavoratori cinture di sicurezza RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 9 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA 2 organizzazione, progetto, procedure, misure preventive e protettive (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera d) L’impianto di cantiere deve essere organizzato in funzione delle caratteristiche dell’area interessata dai lavori e del contesto esterno, nonché della tipologia e dell’entità dell’opera da realizzare e delle tecniche costruttive previste. Va premesso che essendo la progettazione dell’opera oggetto dell’appalto, non si può ora entrare nel dettaglio di come saranno disposti i macchinari ed organizzate le aree di cantiere. Nella disposizione complessiva dell’impianto di cantiere e nella predisposizione delle aree di lavorazione, dovranno essere garantite tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza degli addetti ai lavori e per evitare che i lavori coinvolgano persone e cose estranee alle attività di cantiere. Qualunque variazione in fase di esecuzione rispetto a quella di progettazione, sarà recepita prima dell’inizio dei lavori dal CSE e/o durante le periodiche riunioni di coordinamento previste. Tali variazioni verranno verbalizzate e costituiranno aggiornamento al presente piano di sicurezza e coordinamento. 2.1 area di cantiere (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera d1) 2.1.1 Analisi degli elementi essenziali Di seguito si riporta l’elenco indicativo e non esauriente degli elementi essenziali ai fini dell’analisi dei rischi connessi all’area di cantiere, così come riportato nell’allegato XV.2 del D.Lgs 81/2008 e s.m.i. Degli elementi riportati nel citato Decreto, si evidenziano in giallo solo quelli specifici per il cantiere in oggetto che verranno presi in considerazione nella redazione del presente fascicolo. 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 Falde Fossati Alvei fluviali Banchine portuali Alberi Manufatti interferenti sui quali intervenire Infrastrutture quali strade, ferrovie, idrovie, aeroporti Edifici con particolari esigenze di tutela quali scuole, ospedali, case di riposo, abitazioni Linee aeree e condutture sotterranee di servizi Altri cantieri o insediamenti produttivi Viabilità Rumore Polveri Fibre Fumi Vapori Gas Odori o altri inquinamenti aerodispersi Caduta di materiali dall’alto Vibrazioni RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 10 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA 01. falde ANALISI DEL RISCHIO I lavori di scavo potrebbero comportare il rischio di intercettazione di falde presenti nel sottosuolo. VALUTAZIONE PROBABILITA’ VALUTAZIONE DANNO PARTE INTERESSATA • • POSSIBILI • CONSEGUENZE • MISURE PREVENTIVE • • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE • • poco probabile grave 2 2 VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO 3 Tutto il corpo Annegamento Franamento terreno e seppellimento L’intercettazione della falda potrebbe comportare il franamento della porzione di terreno adiacente o l’allagamento del fondo dello scavo: in ragione delle condizioni di intercettazione, il preposto della ditta esecutrice degli scavi dovrà predisporre tutte le adeguate misure (dalla semplice aspirazione, ai lavori più complessi di incanalamento della falda) necessarie alla messa in sicurezza dello scavo. Prevedere sbadacchiature delle pareti di scavo In caso di allagamento del fondo dello scavo, allontanarsi e contattare CSE e Dl per stabilire eventuali misure di sicurezza integrative e non prevedibili al momento della stesura del progetto. Delimitazione area e protezione da terzi Guanti, scarpe, occhiali 05. alberi ANALISI DEL RISCHIO La presenza di alberi all’interno dei giardini potrebbe comportare qualche rischio soprattutto in fase di esecuzione dello scavo con il mezzo meccanico VALUTAZIONE PROBABILITA’ VALUTAZIONE DANNO PARTE INTERESSATA POSSIBILI CONSEGUENZE MISURE PREVENTIVE poco probabile grave 2 2 VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO • Tutto il corpo • Contusioni, ferite, ecc. • Prestare attenzione alla presenza di alberi e alla loro altezza: i lavori di scavo con mezzo meccanico in prossimità delle piante devono essere eseguiti prestando attenzione allo sbraccio del mezzo Un moviere collocato di fronte al mezzo segnalerà all’addetto dello scavo le manovra e gli eventuali pericoli che si potrebbero verificare. • RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 11 3 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE • • In caso di urto con alberi, interrompere i lavori e accertarsi delle condizioni di stabilità della pianta Delimitazione dell’area di lavoro Delimitazione area di lavoro 08. edifici con particolari esigenze di tutela quali scuole, ospedali, case di riposo, abitazioni, ecc. ANALISI DEL RISCHIO I lavori verranno svolti all’interno di giardini della Reggia di Venaria VALUTAZIONE PROBABILITA’ VALUTAZIONE DANNO PARTE INTERESSATA • • POSSIBILI • CONSEGUENZE • • • MISURE PREVENTIVE DISPOSITIVI DI PROTEZIONE • • • • poco probabile grave 2 2 VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO 3 Tutto il corpo Conseguenze da rischio rumore Conseguenze da rischio vibrazioni Conseguenze da polveri e fibre Conseguenze da caduta materiali Segregazione dell’area di cantiere dall’area mediante posa di recinzioni continue Segnalazione del cantiere mediante posa di adeguata cartellonistica Durante gli scavi bagnare abbondantemente con acqua per impedire sollevamento di polvere Delimitazione area e protezione da terzi Cartellonistica 09. linee aeree o condutture sotterranee di servizi ANALISI DEL RISCHIO I lavori prevedono scavi per la realizzazione di sottoservizi e verranno svolti all’interno di giardini della Reggia di Venaria VALUTAZIONE PROBABILITA’ VALUTAZIONE DANNO PARTE INTERESSATA • • POSSIBILI • CONSEGUENZE • • MISURE PREVENTIVE poco probabile grave 2 2 VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO Tutto il corpo folgorazione annegamento scoppio prima di procedere con gli scavi, il preposto della ditta esecutrice dovrà farsi fornire i tracciati dei sottoservizi (se presenti) e segnalarli RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 12 3 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA • • • • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE • • all’addetto sul mezzo procedere con cautela durante gli scavi e, se necessario, procedere a mano in caso di urto di tubazione, interrompere i lavori e contattare immediatamente l’ente fornitore del servizio per una verifica: a volte il danno da urto non si riscontra in corrispondenza del punto di contatto, ma a monte o a valle (soprattutto in corrispondenza di pozzetti o raccordi) durante il rinterro, proteggere le tubazioni dal getto diretto della terra (inoltre, le tubazioni dovranno essere nuovamente segnalate) le eventuali tesate aeree per l’illuminazione dovranno essere opportune mante segnalate. In caso contrario dovranno essere spostate dall’area di lavoro e sbraccio del mezzo escavatore. Delimitazione area e protezione da terzi Cartellonistica 11. rischio viabilità ANALISI DEL RISCHIO I lavori verranno svolti all’interno dei giardini della Reggia di Venaria con possibile traffico veicolare in prossimità dell’accesso all’area di cantiere VALUTAZIONE PROBABILITA’ VALUTAZIONE DANNO PARTE INTERESSATA • • POSSIBILI • CONSEGUENZE • • • MISURE PREVENTIVE • • • • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE • • probabile 3 grave 2 VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO Vie respiratorie Allergie Malattie all’apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) Malattie alle membrane sierose (mesotelioma) L’ingresso/uscita al cantiere dei mezzi in corrispondenza del parcheggio pubblico, dovrà avvenire ponendo particolare attenzione e con mezzo che non supera la velocità di 5 km/h. All’interno dell’area di cantiere prestare attenzione alle eventuali macchine del personale addetto alla manutenzione dei giardini: segregazione delle zone di lavoro mediante recinzioni continue e posa di adeguata segnaletica di cantiere. Posa di luci di segnalazione della recinzione di cantiere È fatto divieto di accumulare materiale e far sostare macchine in aree esterne a quelle di cantiere e comunque non recintate Gli addetti di cantiere dovranno porre particolare attenzione agli spostamenti dalle baracche all’area di lavoro recintata e alle possibili interferenze con altri mezzi presenti nell’area di lavoro I lavori in prossimità del cancello di ingresso dovranno essere eseguiti per fasi, ponendo particolare attenzione al passaggio dei pedoni Delimitazione area e protezione da terzi Cartellonistica di cantiere RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 13 3 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA 12. rischio rumore ANALISI DEL RISCHIO I lavori verranno svolti all’interno dei giardini della Reggia di Venaria con rumore di fondo molto limitato VALUTAZIONE PROBABILITA’ VALUTAZIONE DANNO PARTE INTERESSATA POSSIBILI CONSEGUENZE 3 grave 2 VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO 3 • Apparato dell’udito • Ipoacusia • Al momento della stesura del presente fascicolo non sono previsti rumori di fondo o rumori provenienti da altre lavorazioni interferenti con il presente cantiere. Qualora, nel corso dei lavori la situazione dovesse cambiare, sarà cura del responsabile di cantiere interrompere i lavori e far adottare a tutte le persone presenti idonei DPI. Se ciò non fosse possibile, dovranno essere presi degli accordi con la fonte rumorosa e stabilire orari e turni di lavoro In caso attività rumorose oltre le soglie di legge, interrompere i lavori, contattare il CSE e prendere accordi con il responsabile della sorgente Delimitazione area e protezione da terzi Cuffie, tappi MISURE PREVENTIVE • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE probabile • • 13. rischio polveri ANALISI DEL RISCHIO I lavori, come già descritto nel precedente capitolo 1, prevedono scavi per la realizzazione di sottoservizi VALUTAZIONE PROBABILITA’ probabile 3 VALUTAZIONE DANNO di media gravità 3 PARTE INTERESSATA • • • POSSIBILI CONSEGUENZE • • • MISURE PREVENTIVE • • VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO Apparato respiratorio Pelle Allergie Danni alle vie respiratorie Le parti oggetto di scavo andranno preventivamente umidificate. Le ruote dei mezzi in uscita dal cantiere dovranno essere lavate per impedire di imbrattare la strada pubblica con il conseguente sollevamento di ulteriore polvere Il CSE avrà facoltà di prevedere l’impiego di aspiratori nel caso in cui all’interno degli scavi non vi fosse una sufficiente ventilazione. Tutte le lavorazioni polverose dovranno essere eseguite mediante RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 14 4 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA • • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE • • l’utilizzo di opportune maschere dotate di adeguato filtro. Eseguire le attività polverose in orario di lavoro compreso tra le ore 10.00 e le ore 18.30 dei giorni non festivi. Delimitazione area e protezione da terzi Tute Maschere, filtri 14. rischio fibre ANALISI DEL RISCHIO I lavori prevedono scavi per la realizzazione l’allacciamento degli impianti alla rete VALUTAZIONE PROBABILITA’ VALUTAZIONE DANNO PARTE INTERESSATA • • POSSIBILI • CONSEGUENZE • • MISURE PREVENTIVE DISPOSITIVI DI PROTEZIONE • • • • • Poco probabile grave 2 di sottoservizi VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO 2 e 3 Vie respiratorie Allergie Malattie all’apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) Malattie alle membrane sierose (mesotelioma) Prima di procedere ai lavori, la ditta applatatrice dovrà attuare tutte le misure previste dalla normativa vigente in merito alla rilevazione e alle modalità di rimozione di fibre ritenute pericolose. In caso di presenza di fibre pericolose, interrompere i lavori e prendere i contatti con il CSE. Obbligo di adeguate maschere con filtro per le lavorazioni che comportano la movimentazione di materiali contenti fibre ritenute pericolose (fatta eccezione per i materiali in fibro-amianto per i quali dovrà essere predisposta opportuno piano di rimozione) Delimitazione area e protezione da terzi Tute Maschere, filtri 19. rischio caduta materiali dall’alto ANALISI DEL RISCHIO I lavori prevedono scavi per la realizzazione di sottoservizi e l’allacciamento degli impianti alla rete a profondità che arrivano fino a 5 metri. VALUTAZIONE PROBABILITA’ VALUTAZIONE DANNO PARTE INTERESSATA • probabile 3 grave 2 VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO corpo RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 15 3 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA • POSSIBILI • CONSEGUENZE • • MISURE PREVENTIVE • • • • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE • • • • fratture ferite In superficie si dovranno adottare tutte le misure di sicurezza per impedire la caduta accidentale all’interno dello scavo di attrezzature, pietre, ecc.: obbligo di elmetto di protezione del capo per tutti gli addetti che si vengono a trovare nello scavo La terra di scavo dovrà essere allontanata dal ciglio dello scavo ad una distanza di sicurezza maggiore di 7,5 metri (misura calcolata in ragione della profondità dello scavo) Il ciglio deve essere pulito da materiale e attrezzature: posa di parapetto con tavola fermapiede quando la profondità di scavo è maggiore di 2 metri. Segnalazione del pericolo Le lavorazioni in superficie di preparazione dei pezzi da posare nello scavo (es. saldatura o sagomatura tubi, preparazione raccordi, filettature, ecc.) devono essere eseguite a debita distanza dello scavo. Obbligo di protezione dello scavo mediante posa di casseri metallici o sbadacchiature Delimitazione area e protezione da terzi Segnaletica Parapetti Sbadacchiature 20. rischio vibrazioni ANALISI DEL RISCHIO Per quanto attiene il ”rischio vibrazioni” al momento si presuppone che le situazioni che prevedono particolare attenzione siano quelle relative allo scavo e alla movimentazione della terra. Nel contesto non sono presenti al momento attuale situazioni o lavorazioni che fanno presupporre tale rischio VALUTAZIONE PROBABILITA’ VALUTAZIONE DANNO PARTE INTERESSATA • • • POSSIBILI CONSEGUENZE • • • • MISURE PREVENTIVE • probabile grave 3 2 VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO corpo dispnea riduzione acuità visiva sonnolenza, perdita concentrazione dolore cervicale e lombare riduzione capacità fissare immagini il preposto di cantiere dovrà porre particolare attenzione a tale problema, in particolare nel corso degli scavi in quanto possibile causa di crollo delle pareti. Qualora dovessero insorgere attività nel contorno che comportano tale rischio, fermare i lavori e contattare la fonte per stabilire eventuali turni di lavoro. sbadacchiatura degli scavi e posa di parapetto con tavola fermapiede RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 16 3 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA • • • • • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE • • • non essendo possibile determinare a priori l’esatta tipologia dei macchinari che verranno impiegati si rimanda alla valutazione del rischio vibrazioni da parte dei vari datori di lavoro (inserita nei singoli POS) ai sensi del D.Lgs 187/2005 e successivo D.Lgs 81/2008 e s.m.i. Gli orari di lavoro dovranno essere quelli abitualmente consentiti per le fasce orarie comprese tra le ore 10.00 e le ore 18.30 dei giorni non festivi. Scelta e Utilizzo di macchinari e attrezzature adeguate e mantenute secondo quanto riportato nel libretto di manutenzione che producano il minor livello di vibrazioni possibile. Limitare la durata e l’intensità dell’esposizione così come previsto dal D,Lgs 187/2005 e successivo D.Lgs 81/2008 e s.m.i. Nel caso di superamento dei valori limite stabiliti dal D.Lgs 187/2005 e successivo D.Lgs 81/2008 e s.m.i., il datore di lavoro deve prendere misure immediate per riportare l’esposizione al di sotto di tale valore, individuando le cause del superamento, adottando di conseguenza le misure di prevenzione e protezione per evitare un nuovo superamento. Informazione e formazione di tutte le persone esposte a tale rischio Delimitazione area e protezione da terzi Segnaletica RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 17 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA 2.2 organizzazione del cantiere (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera d2) 2.2.1 modalita’ da seguire per la recinzione del cantiere, gli accessi e le segnalazioni (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera a) Viene di seguito riportato elenco delle attrezzature da utilizzare per il cantiere in questione così come previsto negli allegati grafici. Le specifiche attrezzature e le modalità di messa in opera dovranno essere riportate nei singoli POS che la ditta appaltatrice e tutte le ditte subappaltatrici dovranno predisporre prima di entrare all’interno dell’area di cantiere. □ □ □ □ □ A: messa in opera di recinzione in lamiera metallica o rete metallica B: messa in opera di transenne metalliche C: messa in opera di parapetti D: cartello di cantiere E: messa in opera di segnaletica di cantiere Nel seguito vengono evidenziate le specifiche relative alle singole fasi. A: RECINZIONE IN LAMIERA METALLICA O RETE METALLICA Una recinzione realizzata con elementi tubolari, giunti metallici e lamiera ondulata o grecata di colore scuro o, in alternativa una recinzione in rete metallica su basi in cls e di altezza fino a 200 cm, dovrà essere messa in opera a segregazione dell’area di cantiere come riportato negli allegati grafici. La recinzione dovrà essere messe in opera dalla ditta appaltatrice e dovrà rimanere in opera per tutto il tempo necessario all’esecuzione e completamento dei lavori. inoltre, la ditta affidataria dovrà mantenere in ottime condizioni la recinzione e accertarsi quotidianamente della sua tenuta e perfetta chiusura. B: TRANSENNE METALLICHE RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 18 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA Transenne metalliche dovranno essere messe in opera a segregazione dell’area di lavoro o di manovra dei mezzi e/o automezzi. Si segnala che in occasione dello scarico-carico del materiale in prossimità dell’area di cantiere tutte le operazioni dovranno avvenire all’interno di area preventivamente segregata mediante transenne. Le transenne rimarranno in opera tutto il tempo necessario all’esecuzione e completamento dei lavori. C: PARAPETTI Messa in opera di parapetti a norma in corrispondenza di tutti i punti in cui sussiste il pericolo di caduta dall’alto da altezza superiore a 2 metri. In particolare, vista la conformazione degli scavi, posa di parapetto a norma per tutta la porzione di scavo a trincea a profondità maggiore di 2 metri. Tutti i parapetti dovranno rimanere in opera fino al completamento del lavoro e comunque fino a quando non sono state ripristinate le condizioni di sicurezza previste per legge. Per le specifiche tecniche si rimanda ai disposti specifici del D.Lgs 81/2008 e s.m.i.. la ditta affidataria è la responsabile della manutenzione dei parapetti e della loro efficienza nel tempo. D: CARTELLO DI CANTIERE Il cartello di cantiere, conforma alla Circolare del Ministero dei LL.PP. n. 1729/UL del 1/6/1990, dovrà essere collocato in prossimità dell’accesso al cantiere a cura dell’impresa appaltatrice principale. Qualora il CSE ne ravvisi l’opportunità, un secondo cartello dovrà essere collocato in posizione atta alla pubblica informazione. L’apposizione del cartello è obbligatoria ai sensi della normativa vigente. La dimensione del cartello dovrà essere di 100x70 cm. I contenuti minimi sono così riassunti: • Oggetto dell’appalto • Committente • Permesso di costruire • Appaltatore • Importo dei lavori • Data di consegna dei lavori • Data di ultimazione dei lavori • Direttore dei lavori • Direttore di cantiere • Capocantiere • Coordinatore per la sicurezza durante la progettazione • Coordinatore per la sicurezza durante l’esecuzione • Lavori affidati in subappalto • Ditte di impiantistica RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 19 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA F: SEGNALETICA DI CANTIERE Posa di adeguata cartellonistica conforme al D.Lgs 81/2008 e s.m.i. a segnalazione del pericolo sia per gli addetti presenti in cantiere, sia per i non addetti (in particolare dei pedoni in quanto l’intervento insiste anche in area pedonale). La cartellonistica rimarrà fino al completamento del lavoro e comunque fino a quando non sono state ripristinate le condizioni di sicurezza previste per legge e dal presente documento. La segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro, è normata dal D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. ed ha lo specifico compito di attirare rapidamente l'attenzione su oggetti o situazioni che possono essere causa di pericolo; sebbene non sostituisca le misure di sicurezza di volta in volta necessarie nelle situazioni specifiche, assolve nei loro confronti una funzione complementare. Pertanto in prossimità di ogni area operativa dovrà essere affissa idonea cartellonistica richiamante la presenza di lavori in corso e di mezzi in movimento, nonché il divieto di accesso agli estranei. Di seguito vengono individuati i principali cartelli di sicurezza che dovranno essere impiegati ed i luoghi dove devono essere affissi. SEGNALI UBICAZIONE Divieto di accesso ai non addetti ai lavori; obbligo d’uso delle scarpe antinfortunistiche, del casco protettivo e dei guanti; avvertimento di caduta negli scavi; avvertimento di carichi sospesi. Ingresso pedonale e passo carraio automezzi Obbligo di indossare i dispositivi di protezione individuale. Nei luoghi con specifici pericoli Avvertimento di tensione elettrica pericolosa; divieto di spegnere con acqua. In prossimità di quadri elettrici Divieto di gettare materiali dall’alto; divieto di salire e scendere dai ponteggi senza l’uso della scala. Divieto di usare fiamme libere. Divieto di fumare. Presso i ponteggi Nei luoghi con pericolo di incendio: depositi di bombole, solventi, vernici, lubrificanti Nei luoghi in prossimità di depositi di materiali infiammabili; nei luoghi dove si effettuano saldature Informazioni sulle norme di sicurezza per gli imbragatori e sul codice di segnalazione delle manovre per la movimentazione dei carichi. Distribuite nel cantiere Segnalazioni sulla destinazione d’uso dei locali. Sulle baracche di cantiere RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 20 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA SEGNALI UBICAZIONE Estratto delle procedure di primo soccorso. In prossimità della baracca dove è ubicato il pacchetto o la cassetta di medicazione Divieto di pulire e lubrificare le macchine con gli organi in moto; divieto di effettuare manutenzione sulle macchine con gli organi in moto; divieto di rimuovere dalle macchine i dispositivi di protezione e di sicurezza; divieto di avvicinarsi alle macchine con abiti svolazzanti; informazione sulle norme di sicurezza d’uso e manutenzione delle macchine. In prossimità di macchine Identificazione dei mezzi. In prossimità dei mezzi di emergenza: estintori, idranti, ecc. Indicazione dei numeri utili per l’intervento dei Vigili del Fuoco e dell’ambulanza. Presso l’ufficio di cantiere o lo spogliatoio Indicazione dei percorsi e delle uscite di emergenza. Lungo le vie d’esodo Divieto di trasporto di persone. Sulle macchine di cantiere Protezione del capo. Luoghi con pericolo di caduta di materiali dall'alto Pericolo di tagli e proiezione di schegge. Nei pressi di attrezzature quali seghe circolari, clipper, tagliapiastrelle, ecc. Ogni cartello trasmette un determinato messaggio con la propria forma, il simbolo ed il colore. Ogni colore ha un preciso significato e consente di recepire con facilità e chiarezza l'indicazione e la prescrizione comunicata dal segnale. SEGNALETICA DI SICUREZZA IN CANTIERE Tipologia cartello Informazione trasmessa Collocazione in cantiere Vietato l’ingresso agli estranei Ingresso di cantiere Responsabile installazione e controlli capocantiere Divieto spegnere incendio con acqua Quadro elettrico capocantiere Pericolo alta tensione Quadro elettrico capocantiere Posizionamento estintore aree operative; baracche di cantiere; deposito di materiali capocantiere RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 21 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA Uscita di sicurezza In corrispondenza delle uscite di emergenza capocantiere Obbligo di protezione per occhi uso di macchine e attrezzature capocantiere Obbligo di casco di protezione In corrispondenza degli ingressi ed area di cantiere capocantiere Obbligo di imbracatura di sicurezza alla base del ponteggio capocantiere Obbligo di protezione dell’udito uso di macchine/attrezzature capocantiere Obbligo di calzatura di sicurezza ingresso di cantiere capocantiere COLORE I COLORI DELLA SICUREZZA SIGNIFICATO O SCOPO INDICAZIONI E PRESCRIZIONI Segnali di divieto Atteggiamenti pericolosi Pericolo - Allarme Alt, arresto, sgombero, dispositivi di interruzione d’emergenza Materiali e attrezzature antincendio Identificazione e ubicazione Giallo GialloArancio Segnali di avvertimento Attenzione, cautela, verifica Azzurro Segnali di prescrizione Comportamento o azione specifica, obbligo di portare un mezzo di sicurezza personale Segnali di salvataggio o di soccorso Porte, uscite, percorsi, materiali, postazioni, locali Situazione di sicurezza Ritorno alla normalità Rosso Verde RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 22 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DECRETO LEGISLATIVO 81/2008 e s.m.i., ALLEGATO XXV (prescrizioni generali per i cartelli segnaletici) La segnaletica riferita ad un oggetto, ad una attività o ad una determinata situazione, fornisce una indicazione o una prescrizione che, a seconda dei casi, può essere espressa mediante un cartello, un colore, un segnale luminoso, una comunicazione verbale o un segnale gestuale. In funzione del tipo di indicazione o prescrizione comunicata, i segnali di sicurezza possono essere raggruppati nelle seguenti categorie: - - - segnaletica di divieto: segnali che vietano un comportamento che potrebbe causare un pericolo; sono di forma rotonda con pittogramma nero su fondo bianco, bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra lungo il simbolo, con inclinazione di 45°) rossi (il rosso deve coprire almeno il 35% della superficie del cartello) segnaletica di avvertimento: segnali che avvertono di un rischio o pericolo; sono di forma triangolare con pittogramma nero su fondo giallo, bordo nero (il giallo deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello) segnaletica di prescrizione: segnali che prescrivono un determinato comportamento; sono di forma rotonda con pittogramma bianco su fondo azzurro (l’azzurro deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello) segnaletica di salvataggio: segnali che forniscono indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio; sono di forma quadrata o rettangolare con pittogramma bianco su fondo verde (il verde deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello) segnaletica per le attrezzature antincendio: segnali che forniscono indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di salvataggio diversi dai precedenti; sono di forma quadrata o rettangolare con pittogramma bianco su fondo rosso (il rosso deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello). I cartelli vanno sistemati tenendo conto di eventuali ostacoli, ad una altezza ed in una posizione appropriata rispetto all’angolo di visuale, all’ingresso alla zona interessata in caso di rischio generico avvero nelle immediate adiacenze di un rischio specifico o dell’oggetto che s’intende segnalare e in un posto ben illuminato e facilmente accessibile e visibile. Ferme restando le disposizioni del D.Lgs 81/2008 e s.m.i., in caso di cattiva illuminazione naturale sarà opportuno utilizzare colori fluorescenti, materiali riflettenti o illuminazione artificiale. Il cartello va rimosso quando non sussiste più la situazione che ne giustificava la presenza. RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 23 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA 2.2.2 apprestamenti di cantiere Viene di seguito riportato elenco delle attrezzature da utilizzare per il cantiere in questione così come previsto negli allegati grafici. Le specifiche attrezzature e le modalità di messa in opera dovranno essere riportate nei singoli POS che le ditte appaltatrici dovranno predisporre prima di entrare all’interno dell’area di cantiere. □ □ A: messa in opera di sbadacchiature B: messa in opera di ponteggio metallico o scala A: MESSA IN OPERA DI SBADACCHIATURE Messa in opera di sbadacchiature per tutti gli scavi di altezza superiore a 1,5 metri. Vista la tipologia che si prevede di eseguire per gli scavi (partenza con scavo che segue natural declivio del terreno) le sbadacchiature dovranno obbligatoriamente essere messe in opera in corrispondenza della trincea. Tali apprestamenti dovranno essere messi in opera dalla ditta affidataria e rimanerci fino al completamento dei lavori. E’ fatto assoluto divieto eseguire lavorazioni all’interno dello scavo a profondità maggiore di 1,5 metri senza protezioni. B: PONTEGGIO METALLICO AUTOSOLLEVANTE Messa in opera di ponteggio metallico tubo-giunto per garantire accesso allo scavo. In alternativa è possibile mettere in opera una scala, purchè questa sia a norma e posizionata correttamente (deve sporgere di almeno 1 metro ed essere vincolata per impedire ribaltamento. 2.2.3 servizi iginico-assistenziali (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera b) Per l’esecuzione dei lavori oggetto del presente PSC, è prevista la presenza contemporanea in cantiere di non più di 11 lavoratori. Pertanto dovranno essere predisposte delle strutture ricettive (baracche monoblocco o predisposizione di locali a seconda delle caratteristiche dell’intervento e del suo intorno) da adibirsi a spogliatoi, servizi igienici, refettorio, commisurate al numero degli addetti ai lavori. Tutti i locali dovranno essere: mantenuti in buone condizioni di igiene e salubrità; isolati dal terreno (mediante vespaio aerato) adeguatamente coibentati, illuminati, aerati e riscaldati durante la stagione fredda; collegati alla rete di distribuzione dell’energia elettrica, o, in alternativa, a gruppo elettrogeno dedicato. Nel caso di utilizzo di monoblocco prefabbricato, questi ultimi non devono avere altezza netta interna inferiore a m. 2,40, aerazione e illuminazione devono essere sempre assicurate da serramenti apribili; l’illuminazione naturale, quando necessario, sarà integrata dall’impianto di illuminazione artificiale (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XIII, art. 5.1). RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 24 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA In corrispondenza del piano di appoggio delle baracche, dovrà essere garantito un efficiente sistema di drenaggio del terreno, onde evitare ristagni d’acqua piovana. SPOGLIATOIO La ditta affidataria collocherà un locale prefabbricato ad uso spogliatoio e lo metterà a disposizione delle ditte esecutrici. Il locale dovrà essere arredato con armadietti doppi in ragione di uno per ciascun lavoratore e con panchine. La pulizia è a carico di ciascuna impresa appaltatrice che utilizza i locali. Visto il periodo di svolgimento dei lavori, non è previsto il riscaldamento dei locali. La planimetria di cantiere allegata al presente fascicolo riporta la posizione indicativa dei locali. In fase di riunione preliminare verrà eventualmente stabilita la collocazione esatta del locale in accordo con il CSE e il committente. Si richiamano nel seguito alcuni obblighi del vigente D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XIII: Art. 1. Spogliatoi e armadi per il vestiario 1. i locali spogliatoi devono disporre di adeguata aerazione, essere illuminati, ben difesi dalle intemperie, riscaldati durante la stagione fredda, muniti di sedili ed essere mantenuti in buone condizioni di pulizia 2. gli spogliatoi devono essere dotati di attrezzature che consentano a ciascun lavoratore di chiudere a chiave i propri indumenti durante il tempo di lavoro 3. la superficie dei locali deve essere tale da consentire, una dislocazione delle attrezzature, degli arredi, dei passaggi e delle vie di uscita rispondenti a criteri di funzionalità e di ergonomia per la tutela e l’igiene dei lavoratori, e di chiunque acceda legittimamente ai locali stessi. SERVIZI IGIENICI ASSISTENZIALI La ditta affidataria metterà a disposizione dei lavoratori e delle ditte esecutrici un prefabbricato dotato di servizio igienico a smaltimento chimico. La planimetria di cantiere allegata riporta la posizione indicativa del servizio igienico. In relazione all’evolversi delle lavorazioni, dovrà essere sempre garantito il funzionamento del servizio igienico. L’appaltatore principale sarà responsabile della pulizia dello stesso. Si richiamano nel seguito alcuni obblighi del vigente D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XIII: Art. 2. Docce 1. I locali docce devono essere riscaldati nella stagione fredda, dotati di acqua calda e fredda e di mezzi detergenti e per asciugarsi ed essere mantenuti in buone condizioni di pulizia. Il numero minimo delle docce è di uno ogni 10 lavoratori impeganti nel cantiere Art. 3. Gabinetti e lavabi 8. I locali che ospitano i lavabi devono essere dotati di acqua corrente, se necessario calda e di mezzi detergenti e per asciugarsi 9. i servizi igienici devono essere costruiti in modo da salvaguardare la decenza e mantenuti puliti 10. i lavabi devono essere in numero minimo di uno ogni 5 lavoratori e 1 gabinetto ogni 10 lavoratori impiegati nel cantiere 11. quando per particolari esigenze vengono utilizzati bagni mobili o chimici, questi devono presentare caratteristiche tali da minimizzare il rischio sanitario per gli utenti 12. in condizioni lavorative con mancanza di spazi sufficienti per l’allestimento dei servizi di cantiere, e in prossimità di strutture idonee aperte al pubblico, è consentito attivare delle convenzioni con tali strutture al fine di supplire all’eventuale carenza di servizi in cantiere: copia di tali convenzioni deve essere tenuta in cantiere ed essere portata a conoscenza dei lavoratori. MENSA E LOCALE RIPOSO Vista l’esigua durata dei lavori, ogni ditta esecutrice effettuerà una convenzione con un vicino locale (bar o ristorante) da adibire a locale mensa-riposo. Ogni ditta, in tal caso, metterà a disposizione dei propri dipendenti un mezzo dotato di acqua potabile e per ripararsi in caso di necessità. I locali dovranno essere dotati di tavoli e sedie in numero adeguato al numero di persone presenti e di eventuali elettrodomestici a norma. Ogni impresa appaltatrice dovrà provvedere alle proprie necessità ed a quelle di tutti i subappaltatori e/o lavoratori autonomi ad essa collegati, in base al numero di operai in servizio in cantiere. RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 25 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA Si richiamano nel seguito alcuni obblighi del vigente D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XIII: Art. 4. Locali di riposo e di refezione 1. i locali di riposo e di refezione devono essere forniti di sedili e di tavoli, bel illuminati, aerati e riscaldati nella stagione fredda. Il pavimento e le pareti devono essere mantenute in buone condizioni di pulizia 2. nel caso i pasti vengano consumati in cantiere, i lavoratori devono disporre di attrezzature per scaldare e conservare le vivande ed eventualmente di attrezzature per preparare i loro pasti in condizioni di soddisfacente igienicità 3. i lavoratori devono disporre sul cantiere di acqua potabile in quantità sufficiente nei locali occupati, nonché nelle vicinanze dei posti di lavoro 4. nei locali di riposo e di refezione così come nei locali chiusi di lavoro è vietato fumare Il locale refettorio può anche svolgere la funzione di luogo di ricovero e riposo, dove gli addetti possono trovare rifugio durante le intemperie o nei momenti di riposo. 2.2.4 viabilita’ principale di cantiere (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera c) Per quanto attiene la viabilità veicolare l’avvicinamento al cantiere avverrà mediante la viabilità ordinaria. Si richiama quanto evidenziato in merito al contesto in cui il cantiere sarà collocato ed in particolare il traffico delle vie circostanti. Inserendosi il cantiere all’interno dei giardini della Reggia di Venaria, le vie di accesso all’area potrebbero risultare piuttosto trafficate in alcune ore della giornata e in alcuni periodi dell’anno. Si ricorda inoltre che per accedere al cantiere con i mezzi si dovrà rispettare scrupolosamente il codice della strada mantenendo una velocità adeguata alle condizioni della strada e del contorno (in ogni caso la velocità non potrà superare i 20 Km/h). L’approvvigionamento del cantiere e lo smaltimento dei rifiuti con mezzi dovrà essere programmato negli orari a minor impatto con il pubblico visitatore della Reggia. L’acceso pedonale al cantiere dovrà essere differente da quello dei mezzi e comunque non interferente e sarà compito dell’assistente di cantiere di rendere il singolo lavoratore informato sui rischi derivati dalla viabilità pubblica con particolare riferimento ai punti di attraversamento della strada. Nella planimetria di cantiere allegata sono indicati gli accessi sia pedonali, sia veicolari. Per agevolare l’accesso al cantiere da parte dei mezzi pesanti qualora fosse necessario, è fatto obbligo della presenza di un moviere che segnali le manovre e conduca il mezzo fino all’area di carico e scarico. Dal limite del perimetro del cantiere è obbligatorio l’uso dei DPI prescritti e cioè delle scarpe antinfortunistiche, dei guanti e, quando prescritto dalla tipologia di lavorazione, dell’elmetto di sicurezza. Le operazioni di carico e scarico dovranno essere limitate nel tempo, sempre preventivamente segnalate e dovranno avvenire nelle zone idonee preposte. Si dovranno utilizzare solo i percorsi di transito indicati e segnalati avendo cura di evitare quelli interdetti. Per nessun motivo è consentito scaricare macchine, attrezzature e materiali al di fuori delle aree di cantiere. L’ingresso al cantiere sarà consentito ai soli possessori di tesserino di riconoscimento, non prima di aver ottenuto il consenso da parte del committente e del CSE. L’obbligo di indossare scarpe antinfortunistiche ed elmetto di sicurezza è esteso a tutti coloro i quali accederanno al cantiere anche a titolo di semplici visitatori. Tutti i percorsi di cantiere dovranno essere mantenuti liberi da ingombri, illuminati in relazione alle necessità, segnalati e indipendenti dai percorsi dei mezzi presenti all’interno del cantiere per impedire sovrapposizioni di qualunque tipo; la vigilanza spetterà al capocantiere dell’impresa appaltatrice. RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 26 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA 2.2.5 parcheggi I veicoli ed i mezzi privati, dovranno essere parcheggiati sul suolo pubblico in conformità alle norme del codice della strada. Vista la presenza del parcheggio esterno ai giardini a disposizione del pubblico che va in visita alla Reggia ed ai giardini stessi, è presumibile che i dipendenti delle ditte affidatarie ed esecutrici parcheggino il loro autoveicolo all’interno di tale area. I mezzi d’opera per il carico e scarico del materiale sosteranno in prossimità dell’area di cantiere; i mezzi sosteranno solo per il tempo necessario allo scarico-carico del materiale. I materiali verranno stoccati all’interno del cantiere in maniera tale da garantire sempre il passaggio di mezzi e persone e da garantire sempre l’esecuzione dei lavori in sicurezza; il preposto vigilerà sia sulle possibili interferenze sia con il traffico pedonale presente nei giardini, sia con quello veicolare presente all’esterno e all’interno (mezzi degli addetti alla manutenzione della struttura). 2.2.6 impianti di alimentazione e reti principali di elettricita’, acqua, gas ed energia di qualisiasi tipo (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera d) Gli impianti di cantiere sono dislocati secondo quanto riportato nell’allegato grafico di cantiere. In ogni caso, l’impresa appaltatrice potrà portare aggiornamenti se ritenuti e migliorativi della dislocazione progettata dal CSP. Tali aggiornamenti dovranno essere preventivamente decisi in accordo con il CSE. Si segnala inoltre la presenza di impianti attivi all’interno dell’area di cantiere a causa della presenza dell’impianto di illuminazione dei giardini. Prima di procedere con gli scavi, disattivare l’impianto elettrico esterno. 2.2.7 impianti di illuminazione, di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera e) L’impianto elettrico e di illuminazione del cantiere, dovrà essere realizzato da impresa abilitata, risultare conforme alle norme CEI–EN per l’uso in cantiere e certificato (art. 7, comma1, D.M. 37/2008). Gli apparecchi di illuminazione trasportabili (es. proiettori su cavalletto) devono essere conformi alle relative norme di prodotto, avere un grado di protezione almeno IP44, apposita protezione meccanica della lampada, cavo di alimentazione del tipo per posa mobile (H07RN-F) e possibilmente con isolamento di classe II (doppio isolamento) come previsto nell’art. 80, comma 3, D.lgs. 81/08 in connessione con l’art. 81. Le lampade portatili utilizzate in cantiere devono essere conformi alle relative norme di prodotto (CEI EN 60598-2-8 e guida CEI 64/17) con le seguenti caratteristiche (art. 80, comma 3, D.lgs. 81/08 in connessione con l’art. 81): - un grado di protezione almeno IP 44 - impugnatura in materiale isolante - parti in tensione o che possono andare in tensione completamente protette - protezione meccanica della lampada In linea generale, Il dimensionamento dell’impianto di terra per impianti con tensione fino a 1000V, in conformità alla norma CEI 64-8 eventualmente integrata dalla guida CEI 64-12 considerando una tensione di contatto limite di 25V in corrente alternata o 60V in corrente continua. Il collegamento a terra di manufatti metallici va eseguito solamente nel caso in cui questi risultino essere delle masse estranee (resistenza verso terra inferiore a 200Ω). Generalmente recinzioni, ponteggi, tettoie non sono masse estranee e quindi non devono essere collegate a terra. RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 27 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA Riepilogando, l’impianto di messa a terra dell’impianto elettrico deve (art. 80, comma 3, D.lgs. 81/08 in connessione con l’art. 81): - essere unico e con dispersori interconnessi (CEI 64-8/4) - collegare a terra tutte le masse metalliche (secondo definizione CEI 64-8) delle attrezzature e delle macchine - collegare a terra tutte le masse estranee (definizione CEI 64-8) con resistenza di terra <200Ω L’impianto di protezione contro le scariche atmosferiche deve deve (art. 80, comma 3, D.lgs. 81/08 in connessione con l’art. 84): - essere realizzato a seguito di un calcolo eseguito secondo le norme CEI EN 62305/1-4 (CEI 81-10); la relazione deve essere prodotta anche in caso di autoprotezione delle masse metalliche - impiegare conduttori e dispersori di sezione adeguata; a titolo esemplificativo CEI EN 62305-3 (CEI 81-10/3) conduttore di sez. Cu3 50 mm2 con fili Ø 1,7 mm; bandella in acciaio zincato 90 mm2 con spessore 3 mm dispersore massiccio (tondo) in acciaio zincato Ø 16 mm; in acciaio ramato Ø 14 mm con 250 µm di rivestimento rame; dispersore profilato a croce può avere dimensioni 50x50x3 mm; tondino in acciaio zincato Ø 10 mm; - essere interconnesso con quello generale di terra al fine di garantire un sistema unico equipotenziale Le baracche in condizioni normali non presentano alcun rischio da fulminazione diretta, mentre un diagramma semplice e intuitivo sviluppato nelle condizioni più comuni guida l’installatore nella verifica delle condizioni di rischio da fulminazione diretta per quanto riguarda i ponteggi. Copia della dichiarazione di conformità dell’impianto dio terra dovrà essere trasmessa all’ISPESL e agli altri Enti territoriali competenti ai sensi del DPR 462/01. 2.2.8 consultazione dei rappresentanti per la sicurezza (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera f) Prima dell’accettazione del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’art. 100 del D.Lgs 81/2008 e s.m.i. e delle modifiche significative apportate allo stesso, come stabilito all’art. 102 del citato decreto, il datore di lavoro di ciascuna impresa esecutrice consulta il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli fornisce eventuali chiarimenti sul contenuto del piano. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha facoltà di formulare proposte al riguardo. Il fascicolo 03 del piano di sicurezza e coordinamento riporta la modulistica da compilare a cura del rappresentante dei lavoratori di avvenuta consultazione del presente PSC. 2.2.9 misure per la cooperazione ed il coordinamento delle attivita’ nonche’ la loro reciproca informazione (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera g) Il PSC verrà utilizzato in ambito di coordinamento durante l'esecuzione dei lavori e ne rappresenterà il documento operativo di riferimento, in particolare: - sarà messo a disposizione dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza delle imprese che dovranno prenderne visione prima dell'inizio dei lavori; - verrà revisionato ed integrato ogni qualvolta, durante l'esecuzione dei lavori, si renda necessaria la modifica delle indicazioni precedentemente definite; RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 28 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA - sarà consegnato, in originale, alla Committenza alla fine dei lavori e rappresenterà la certificazione del lavoro di coordinamento svolto in cantiere. Dovrà essere garantita la diffusione e la conoscenza dei contenuti del PSC in cantiere a tutti coloro che intervengono alla realizzazione dell'opera. Pertanto, ciascun lavoratore, prima dell'inizio dei lavori, dovrà essere reso edotto dei contenuti del Piano e, durante i lavori, delle eventuali modifiche e/o integrazioni apportate al documento in corso d'opera. Tale attività di informazione dovrà essere condotta dai Datori di lavoro delle imprese operanti in cantiere, coadiuvati dai Responsabili di cantiere di ciascuna impresa, attraverso vari sistemi, anche in funzione della "risposta" delle singole categorie di lavoratori ed in particolare mediante: - cartelli segnaletici; - riunioni periodiche indirizzate ai lavoratori che svolgono la stessa lavorazione o che, pur svolgendo mansioni diverse, si trovano ad operare nella stessa area di cantiere creando interferenze pericolose; - sorveglianza continua in cantiere (da parte anche del Direttore tecnico di cantiere e degli assistenti/preposti) con interventi mirati laddove si riscontrassero, in modo particolare, deficienze, difficoltà o distrazioni abituali. Prima dell’ingresso in cantiere, i Datore di Lavoro di ogni impresa, dovrà organizzare delle riunioni aziendali con il personale che andrà ad impegnare in cantiere, per divulgare i contenuti del PSC e dei POS. Gli stessi Datori di Lavoro dovranno garantire una costante attività di sensibilizzazione dei lavoratori sull’uso dei dispositivi di protezione individuale (casco, guanti, scarpe antinfortunistiche, otoprotettori, cinture di sicurezza e funi di trattenuta, tute protettive, mascherine, ecc.), e sul corretto utilizzo delle macchine /attrezzature di cantiere, ricordando di non rimuovere o modificare i dispositivi o mezzi di protezione come carter, schermi, ecc. senza averne avuta l’autorizzazione dai propri superiori, e di non compiere operazioni che possano compromettere la propria ed altrui sicurezza. Il personale negligente dovrà essere richiamato e punito con l’adozione di adeguati provvedimenti disciplinari. Anche i lavoratori autonomi devono essere informati sui rischi presenti in cantiere, sulle misure di prevenzione e di protezione adottate nell’ambito del cantiere, e devono conformarsi all'attività di coordinamento prevista in cantiere per l’esecuzione dei lavori in sicurezza. Anche se la legge non richiede per il lavoratori autonomi l’obbligo di redazione del POS, il PSC prevede che ogni impresa che entra a fare parte del ciclo produttivo del cantiere, e quindi anche i lavoratori autonomi, debba redigere un documento riportante i dati identificativi della ditta, la descrizione degli interventi cui è chiamata ad operare, l’individuazione delle macchine, utensili ed attrezzature necessarie per la realizzazione delle opere, la valutazione dei rischi di lavorazione con l’individuazione delle misure di sicurezza e delle opere provvisionali da adottare, la dichiarazione di essere sottoposti a sorveglianza sanitaria, la dichiarazione di eseguire formazione e informazione. Tale documento deve, inoltre, contenere dichiarazione di avvenuta presa visione ed accettazione del PSC e del POS dell’impresa principale. Qualora l’Appaltatore metta a disposizione dei lavoratori autonomi le proprie attrezzature ed apparecchiature, nonché i propri dispositivi di protezione collettiva, l’onere del rispetto delle norme di sicurezza resta a carico dell’Appaltatore, ossia tutto ciò che l’Appaltatore mette a disposizione delle imprese subappaltatrici e dei lavoratori autonomi deve essere idoneo e conforme alle norme vigenti. Il lavoratore autonomo sarà comunque ritenuto responsabile delle inosservanze sia in ordine all’uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione (manomissioni, utilizzo non corretto, ecc.), sia in ordine al rispetto delle disposizioni del PSC e di quelle impartite dal Coordinatore per l'esecuzione dei lavori. Qualora il lavoratore autonomo svolga la propria mansione impiegando attrezzature di lavoro proprie, queste dovranno essere idonee e conformi alla normativa vigente in RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 29 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA materia di sicurezza; egli dovrà, altresì, utilizzare i dispositivi di protezione individuale previsti nei fascicoli d'uso e manutenzione delle macchine, e quelli integrativi richiesti dal PSC e dal Coordinatore per l'esecuzione dei lavori. I LAVORATORI AUTONOMI DEVONO, SEMPRE, ADEGUARSI ALLE DISPOSIZIONI DEL PRESENTE DOCUMENTO ED ALLE PRESCRIZIONI DEL COORDINATORE PER L'ESECUZIONE DEI LAVORI. Anche i fornitori devono essere considerati come i subappaltatori, in quanto rientranti nel ciclo produttivo del cantiere. Devono, pertanto, essere informati sui rischi presenti in cantiere, sulle misure di prevenzione e protezione adottate nell’ambito del cantiere, e devono conformarsi alle disposizioni del PSC e all'attività di coordinamento del CSE. Devono, quindi, redigere e consegnare al CSE, il POS riferito alle attività specifiche di cantiere, e coordinarsi con le imprese presenti in cantiere. Durante i lavori il Responsabile del cantiere per la sicurezza dovrà periodicamente indire (la cadenza verrà stabilita in funzione delle lavorazioni in corso e delle problematiche derivanti dall’ambito di intervento) delle riunioni di coordinamento tra le imprese operanti in cantiere in modo da garantire una puntuale informazione sui rischi presenti o che potrebbero insorgere in seguito ad interferenze tra le diverse attività, e definire le misure e le procedure da adottare per garantire la massima sicurezza possibile. Alle imprese subappaltatrici ed ai lavoratori autonomi, l’impresa appaltatrice dovrà trasmettere tutta la documentazione relativa alla sicurezza; le stesse dovranno essere informate dall’impresa appaltatrice in merito alle decisioni prese durante le riunioni, i sopralluoghi e le ispezioni di cantiere eseguite dal Coordinatore per l’esecuzione. Analogamente, le imprese subappaltatrici/subfornitrici ed i lavoratori autonomi dovranno documentare al Coordinatore per l’esecuzione e al Responsabile del cantiere per la sicurezza l’adempimento delle eventuali prescrizioni impartite dal CSE, mediante invio di formale comunicazione. 2.2.10 modalita’ di accesso dei mezzi di fornitura dei materiali (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera h) I mezzi raggiungeranno l’area di cantiere utilizzando la viabilità ordinaria. Qualora questo non fosse possibile, l’impresa appaltatrice dovrà organizzare le modalità per raggiungere l’area di cantiere e comunicarle all’addetto. Vista la tipologia delle lavorazioni, il rifornimento del materiale in cantiere dovrà avvenire quotidianamente rispettando gli orari previsti dal centro. Orari di accesso differenti dovranno essere preventivamente segnalati agli addetti della sicurezza. All’interno dei giardini i mezzi dovranno scrupolosamente rispettare il codice della strada e mantenere una velocità adeguata alle condizioni al contorno, senza superare i 20 Km/h. È comunque è fatto assoluto divieto di accumulo di materiali in aree esterne al cantiere non preventivamente recintate. 2.2.11 dislocazione degli impianti di cantiere (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera i) Gli impianti di cantiere sono dislocati secondo quanto riportato nell’allegato grafico di cantiere. In ogni caso, l’impresa appaltatrice potrà portare aggiornamenti se ritenuti e migliorativi della dislocazione progettata dal CSP. Tali aggiornamenti dovranno essere preventivamente decisi in accordo con il CSE e il committente. Come già precedentemete segnalto, si ricorda inoltre la possibile presenza di impianti attivi all’interno dell’area di cantiere. È fatto divieto di utilizzo dell’impianto elettrico esistente. Il cantiere deve essere dotato di un proprio impianto, indipendente dalla costruzione, alla quale verranno allacciate tutte le macchine e le attrezzature. L’impresa RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 30 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA installatrice dell’impianto elettrico deve rilasciare al committente, al termine dei lavori, la dichiarazione di conformità dell’impianto realizzato nel rispetto delle norme di buona tecnica (art. 7, comma1, DM 37/08). La dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico e dell’eventuale impianto di protezione contro le scariche atmosferiche, deve essere completa dei relativi allegati obbligatori (art. 7, commi 1-2, DM 37/08): - relazione con tipologia dei materiali utilizzati - schema di impianto - copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali - indicazioni delle norme tecniche seguite. La dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico, contenente gli allegati obbligatori sull’impianto di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche deve essere trasmessa, entro 30 gg dalla messa in esercizio dell’impianto, all’I.S.P.E.S.L. ed all’A.S.L. (Unità Operativa Antinfortunistica) di competenza, ovvero allo Sportello Unico per le Attività Produttive, nei Comuni in cui è attivo (art. 86, comma 1, D.lgs 81/08 e s.m.i. in connessione con l’art. 2 commi 2 e 3, D.P.R. 22/10/2001 n. 462). ALLACCIAMENTI E FORNITURA UTENZA L’impresa appaltatrice dovrà fare richiesta di fornitura dall’Ente erogatore per il cantiere in oggetto. Il punto di consegna verrà collegato a un quadro principale di cantiere da cui verranno derivati i sottoquadri e le alimentazioni. L’impresa principale operante in cantiere dovrà quindi predisporre un quadro elettrico, opportunamente certificato, al quale attaccare tutte le erogazioni alle apparecchiature elettriche necessarie per le lavorazioni. La collocazione di tale quadro verrà definita in sede di riunione preliminare e comunque sempre in accordo con il CSE. Salvo diversi accordi con le rispettive imprese, sarà la società appaltatrice principale a stipulare i contratti per le forniture necessarie agli apprestamenti di cantiere, e a corrispondere i compensi dovuti. IMPIANTO ELETTRICO DI CANTIERE L’impianto elettrico di cantiere deve seguire le disposizioni riportate nel precedente paragrafo “dislocazione degli impianti di cantiere”. Tale impianto dovrà essere realizzato secondo quando riportato in seguito. L’impianto elettrico e di illuminazione del cantiere, dovrà essere realizzato da impresa abilitata, risultare conforme alle norme CEI–EN per l’uso in cantiere e certificato come prevede la Legge 37/2008. In particolare si richiamano i contenuti della Guida CEI 64-17 Prescrizioni per la sicurezza Il cantiere è uno dei luoghi più esposti ai pericoli in quanto soggetto a continue movimentazioni e variazioni e alla presenza di persone non addestrate. È fatto divieto eseguire lavori su impianti elettrici sotto tensione a meno che le tensioni in cui si opera sono di sicurezza oppure nel rispetto delle seguenti condizioni (art. 82, comma 1, D.lgs. 81/08 e s.m.i.): - le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti nelle norme tecniche; - per sistemi di categoria 0 e I purché l’esecuzione di lavori su parti in tensione sia affidata a lavoratori riconosciuti dal datore di lavoro come idonei per tale attività secondo le indicazioni della pertinente normativa tecnica (CEI 11-27/1) - per i sistemi di categoria II e III purché i lavori su parti in tensione siano affidati ad aziende autorizzate, con specifico provvedimento del MLSPS, ad operare sotto tensione e l’esecuzione sia affidata a lavoratori abilitati dal datore di lavoro ai sensi della pertinente normativa tecnica (CEI 11-27/1) e riconosciuti idonei per tale attività. RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 31 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA Quando occorre effettuare lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, è necessario rispettare almeno una delle seguenti precauzioni: a) mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la durata dei lavori b) posizionare ostacoli rigidi che impediscano l’avvicinamento alle parti attive c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento, ponteggi ed ogni altra attrezzatura a distanza di sicurezza La distanza di sicurezza deve essere tale che non possano avvenire contatti diretti o scariche pericolose per le persone tenendo conto del tipo di lavoro, delle attrezzature usate e delle tensioni presenti e comunque la distanza di sicurezza non deve essere inferiore ai limiti di cui all’allegato IX del D.lgs 81/08 e s.m.i. o da specifiche o a quelli risultanti dall’applicazione delle pertinenti norme tecniche (art. 117, comma 2, D.lgs 81/08 e s.m.i. – allegato IX) Protezione contro i contatti diretti e indiretti La protezione contro i contatti diretti viene realizzata mediante isolamento delle parti attive, o mediante involucri e barriere. La protezione mediante ostacoli è sconsigliata e può essere usata quando altre misure non possono essere applicate, ma va mantenuta per periodi di tempo limitati. La protezione mediante distanziamento è applicabile solo alle linee aeree nude. Nella valutazione della distanza dalle linee aeree, vedi allegato IX del D.Lgs 81/08 e s.m.i.,, che deve essere di almeno 5 m, vanno considerati anche i mezzi meccanici manovrabili durante l’uso (es. gru, paranchi, ecc). La protezione contro i contatti indiretti può essere realizzata con uno qualsiasi dei metodi indicati al cap. 413 della norma CEI 64-8 (interruzione automatica dell’alimentazione, componenti di classe II, separazione elettrica, etc.) considerando una tensione di contatto limite di 25 V in corrente alternata e 60 V in corrente continua. Nel caso di impiego della modalità di protezione per separazione elettrica, ogni presa a spina deve essere alimentata da un trasformatore singolo o da avvolgimenti separati dello stesso trasformatore. La protezione combinata contro i contatti diretti e indiretti può essere realizzata mediante il sistema SELV a una tensione nominale non superiore a 50V in corrente alternata o 120V in corrente continua proveniente da una sorgente di sicurezza (trasformatori di sicurezza, batterie, motore generatore o sistemi con caratteristiche analoghe di separazione). Protezioni contro le sovracorrenti, protezione differenziale e coordinamento delle protezioni La protezione contro le sovracorrenti può essere realizzata sia con fusibili sia con interruttori automatici. Non è ammesso l’uso dell’interruttore limitatore dell’ente distributore come dispositivo di protezione contro le sovracorrenti mentre l’uso di fusibili come protezione generale è sconsigliata per evitare disservizi prolungati in caso di guasto. Per tenere conto delle maggiori condizioni di pericolo e della natura dei lavori che vengono eseguiti è consigliato l’uso dell’interruttore differenziale come protezione addizionale delle persone contro eventuali contatti diretti. I dispositivi di protezione devono essere coordinati tra di loro; generalmente i costruttori di quadri prevedono un coordinamento tra i vari quadri destinati a essere interconnessi, ma data la varietà di condizioni è richiesta all’installatore una verifica del coordinamento. Sono esclusi, per quanto riguarda il coordinamento delle protezioni differenziali, i quadri interconnessi mediante prese a spina. Luoghi conduttori ristretti Si considerano luoghi conduttori ristretti quelli limitati essenzialmente da superfici metalliche o comunque conduttrici. Nei luoghi di lavoro a maggior rischio elettrico (definiti “luoghi conduttori ristretti”), le attrezzature di lavoro devono essere alimentate a tensione di sicurezza secondo le indicazioni delle norme tecniche. Gli utensili portatili e gli apparecchi di misura trasportabili o mobili utilizzati in questi luoghi, devono essere alimentati a bassissima tensione di sicurezza (SELV) o essere protetti per separazione RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 32 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA elettrica (alimentazione con trasformatore di isolamento) (CEI 64-8/7 art. 706.410.1) (art. 71, comma 3, D.lgs 81/08 – punto 6.2 dell’Allegato VI). Le lampade portatili utilizzate nei luoghi conduttori ristretti devono essere alimentate da circuiti a bassissima tensione di sicurezza (SELV) (art. 71, comma 3, D.lgs 81/08 – punto 6.2 dell’Allegato VI). Sezionamento e comando I dispositivi di sezionamento devono essere previsti all’origine dell’impianto di cantiere e all’ingresso di ogni quadro di distribuzione o alimentazione e devono poter essere bloccati nella posizione di aperto mediante lucchetti, chiavi, o installandoli in involucri chiudibili a chiave. L’arresto di emergenza deve essere previsto singolarmente per tutte quelle apparecchiature e macchine che possono causare pericoli in genere, non di natura elettrica, quali ad esempio possono essere gru, betoniere, sistemi di pompaggio ecc.. Le macchine, dovendo essere realizzate secondo la direttiva macchine, quando previsto, vanno equipaggiate con il dispositivo di arresto di emergenza direttamente in fabbrica. Sui quadri ASC non è quindi richiesta l’installazione del dispositivo di arresto di emergenza. Quadri di distribuzione Tutti i quadri elettrici installati in cantiere devono essere conformi alle norme di buona tecnica (norma CEI 64-8/7 art. 704.511.1). In particolare i quadri elettrici devono essere di tipo ASC, conformi ai requisiti previsti dalle norme EN 60439-4/CEI 17-13/4 (art. 80, comma 3, D.lgs 81/08 in connessione con l’art. 81). I quadri devono essere dotati di targa indelebile indicante: - nome/marchio del costruttore - numero di identificazione - riferimento alla norma EN 60439-4 (CEI 17-13/4) - indicazione di: tensione nominale, frequenza e corrente nominale del quadro; - grado di protezione - massa (kG) Tutti i quadri di cantiere devono essere di tipo ASC, devono essere dotati di prese a spina interbloccate (tra presa a spina e interruttore) e protette da un interruttore magnetotermico differenziale con Idn <= 30mA (EN-60439-4 CEI17-13/4). Un quadro ASC generalmente è composto da una unità di entrata che contiene il dispositivo di sezionamento e il dispositivo di protezione contro le sovracorrenti (quest’ultimo può essere omesso se l’alimentazione proviene da un altro quadro) e da un unità di uscita che contiene i dispositivi di manovra, di protezione contro le sovracorrenti e contro contatti diretti e indiretti. In via preliminare si prevede che l'impianto elettrico per la distribuzione della forza motrice e della illuminazione del cantiere, sia costituito da: • quadro di distribuzione generale per la forza motrice e illuminazione delle installazioni di cantiere, con interruttori automatici a protezione delle linee di partenza provvisti di dispositivo differenziale con taratura della corrente di intervento non superiore a 1 A. Tale quadro andrà connesso a valle del punto di consegna da parte del ente erogante. Per la collocazione indicativa vedere allegato n. 01. I quadri elettrici da utilizzare in un impianto da cantiere devono essere conformi alla norma EN 60439-4 e avere un grado di protezione minimo di IP44 sia con spine inserite sia con spine disinserite. • Dovrà essere previsto un quadro fisso di distribuzione primaria per ciascun piano o area di cantiere. • Quadri mobili a cavalletto o installabili a parete per l'alimentazione delle utenze impiegate sui luoghi di lavoro. • I quadri dovranno rispondere alle norme CEI specifiche e completi della certificazione prevista dalle stesse e rilasciata dal costruttore. • Il grado di protezione di tutti i quadri, compresi quelli di bordo dei macchinari, dovrà essere pari ad almeno IP44. RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 33 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA • Gli interruttori posti a protezione delle linee in partenza dei quadri dovranno essere provvisti delle indicazione delle utenze asservite. Prese a spina, avvolgicavo e cordoni prolungatori Le prese a spina devono essere di tipo industriale e conformi alla EN 60309 (CEI 23-12 rif. CEI 64/8 p.to 704.538) (art. 80, comma 3, D.lgs 81/08 in connessione con l’art. 81) e avere un grado di protezione minimo pari a IP44 o superiore (IP55 / IP67), in relazione alla possibilità di entrare in contatto con i liquidi (art. 80, comma 3, D.lgs 81/08 in connessione con l’art. 81). È ammesso, per attività di breve durata quali quelli previsti nel presente documento, l’uso di prese a spina per uso domestico e similare (CEI 23-5, CEI 23-16, CEI 23-50), installate unicamente per uso temporaneo su utensili elettrici portatili, in ambienti e per lavorazioni in cui è possibile escludere la presenza di acqua, polveri ed urti (CEI 64-17). Tutte le prese a spina e gli apparecchi utilizzatori mobili permanentemente connessi, con corrente nominale fino a 32°, devono risultare protette da interruttori differenziali aventi ldn<30mA (CEI 64-8/7 art. 704.410.1) (art. 80, comma 3, D.lgs 81/08 in connessione con l’art. 81). Gli avvolgicavo devono essere conformi alla norma CEI EN 61316 (guida CEI 64-17 art. 8.3) e quindi avere le caratteristiche minime di seguito elencate (art. 80, comma 3, D.lgs 81/08 in connessione con l’art. 81): • cavo in gomma H07RN-F con sezione adeguata ( 2,5 mm² per 16A, 6 mm² per 32A, 16 mm² per 63A); • incorporare un protettore termico o di corrente che protegga il cavo da surriscaldamenti dannosi, sia con cavo avvolto, sia con cavo svolto • riportare nome e marchio del costruttore, tensione nominale e le massime potenze prelevabili a cavo avvolto e a cavo svolto (da riportare sull’avvolgicavo). I cordoni prolungatori devono essere equipaggiati di spina e presa di tipo industriale di opportuno grado di protezione (IP67) e di cavo in gomma H07RN-F (o equivalente per uso mobile). La lunghezza dei cavi degli avvolgicavo e dei cordoni prolungatori deve essere tale da limitare la caduta di tensione entro limiti accettabili; a questo scopo la guida riporta una tabella che riporta la lunghezza massima consigliata per questi cavi. cavo monofase monofase trifase trifase Lunghezze cavi consigliate sezione (mm2) corrente nominale (A) 1,5 10 2,5 16 2,5 16 6 32 lunghezza (m) 20 30 50 60 Inoltre: • Tutte le attrezzature elettriche dovranno essere conformi alla normativa (CEI). • La posa dei conduttori dovrà essere effettuata in modo che gli stessi non siano danneggiati e nel contempo non arrechino intralcio alla normale circolazione. • I montanti per l'alimentazione dei quadri fissi e quadri di piano, dovranno essere posati a parete. • I cavi flessibili, specialmente durante i lavori di impiantistica e di finitura dovranno essere contrassegnati con cartellini o colorazioni diverse in funzione delle imprese di appartenenza. La norma CEI 64-8 richiede tutti i cavi flessibili di tipo H07RN-F, nella Guida 64-17 invece vengono definiti, in base al tipo di posa, i tipi di cavo adatti all’impiego secondo la tabella di seguito riportata. Dalla tabella si può vedere che il cavo H07RN-F va utilizzato per posa mobile, mentre per posa fissa sono adatti diversi tipi di cavo tra cui anche il diffuso N1VVK. Le condizioni di posa previste sono le stesse riportate nella norma CEI 64-8 ma, essendo il cantiere provvisorio, è bene usare precauzioni in modo da evitare il danneggiamento del cavo stesso considerando ad esempio: • la temperature minima di posa e di recupero: 5°C per cavi in PVC • il raggio minimo di curvatura: 12 volte il diametro del cavo in caso di posa fissa o secondo la guida CEI 20-40 • abrasioni durante le operazioni di posa e di recupero RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 34 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA • • • posa su funi posa direttamente interrata: ad al almeno 50 cm sollecitazione a trazione: limitata a 50 N/mm² esterno tipo tensioni N07V-K H07BQ-F H07RN-F FG7OR N1VV-K 450/750 450/750V 450/750V 0,6/1 kV 0,6/1 kV SI SI SI SI SI Posa fissa Passerelle e funi NO SI S SI SI interrato Posa mobile Tubi con protezione protettivi meccanica NO NO NO NO NO NO SI SI SI SI NO SI SI NO NO Dimensionamento ed installazione Il dimensionamento dell'impianto e l’installazione effettuabile in più riprese, e dovrà essere affidata a ditta specializzata che a lavori ultimati rilascerà la certificazione di conformità ai sensi del D.Lgs 37/2008 Manutenzione e verifica L’impresa incaricata della realizzazione dell’impianto elettrico di cantiere, dovrà porre particolare cura affinché il collegamento tra il quadro elettrico generale di cantiere ed I quadri di zona, avvenga in modo tale da non ostacolare il passaggio all’interno del cantiere. Tutti coloro che si collegano al suddetto impianto dovranno possedere attrezzature e impianti mobili (sottoquadri, avvolgicavo, etc.) conformi alla normativa vigente. Gli impianti elettrici dovranno essere messi fuori servizio quando si presume che possano non venire utilizzati per molto tempo. In ogni caso l’impianto elettrico dovrà essere messo fuori esercizio al termine della giornata lavorativa. Le ante di chiusura dei quadri elettrici dovranno venire mantenute normalmente chiuse. La manutenzione ordinaria e la verifica di normale routine degli impianti dovrà essere affidata a elettricista di cantiere, esperto e addestrato. La manutenzione di tipo straordinario dovrà essere invece affidata alla ditta di cui sopra o altre, aventi le medesime caratteristiche, che rilasceranno la dichiarazione di conformità in relazione all'intervento effettuato. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinchè le procedure di uso e manutenzione dei materiali, apparecchiature ed impianti elettrici siano predisposte ed attuate tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d’uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche (art. 80, comma 3-bis, D.lgs 81/08). Allacciamenti all'impianto elettrico Le imprese e/o prestatori d'opera che intendono allacciarsi all'impianto elettrico predisposto dall’Impresa appaltatrice dovranno essere autorizzati da quest'ultima. L'impianto elettrico a valle del punto di allacciamento sarà a carico dell'impresa o del prestatore d'opera che deve realizzarlo in completa conformità alle vigenti norme specifiche e mantenerlo in perfette condizioni di efficienza e sicurezza. Prima dell’allaccio da contatori di altri cantieri in corso, dovrà essere rilasciata dall’impresa titolare, il relativo certificato, relativo al quadro elettrico di cantiere. RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 35 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA Macchine, attrezzature e apparecchi elettrici Le macchine e gli apparecchi elettrici utilizzati in cantiere devono portare l’indicazione della tensione, dell’intensità e del tipo di corrente e delle altre eventuali caratteristiche costruttive necessarie per l’uso (art. 70, comma 2, D.lgs 81/08 – allegato V parte II, p.to 5.16.4). Gli utensili elettrici portatili e gli apparecchi elettrici mobili devono avere un isolamento supplementare di sicurezza fra le parti interne in tensione e l’involucro metallico (doppio isolamento) (art. 70, comma 2, D.lgs 81/08 – allegato V parte II, p.to 5.16.4). Tutte le attrezzature di lavoro devono essere installate in modo da proteggere i lavoratori dai rischi di natura elettrica ed in particolare dai contatti elettrici diretti ed indiretti con parti attive sotto tensione (art. 71, comma 3, D.lgs. 81/08 in connessione con il punto 6.1 dell’Allegato VI). 2.2.12 dislocazione delle zone di carico e scarico (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera l) Per il cantiere in oggetto sono previste più zone di carico-scarico in relazione alla necessità di materiale e in relazione al luogo in cui si svolgono le operazioni (es. posa baracche e materiali cantiere, fornitura piante, ecc). In ogni caso, in occasione delle riunioni periodiche di cantiere, l’impresa appaltatrice dovrà comunicare eventuali variazioni della posizione indicata in pianta al CSE. Si ricorda che le aree di carico e scarico dei materiali dovranno essere opportunamente transennate e dovrà essere impedito il loro accesso ai non addetti ai lavori. I mezzi per lo scarico ed il carico dei materiali e delle attrezzature dovranno sostare solo per il tempo necessario all’esecuzione delle operazioni. La terra deve essere trasportata e depositata in area opportunamente segnalata e distanza dallo scavo. Qualora si decida di smaltire in discarica il materiale di scavo, in occasione del riempimento, la terra deve essere immediatamente gettata nello scavo, evitando cumuli pericolosi in prossimità del ciglio. 2.2.13 zone di deposito attrezzature e stoccaggio materiali e dei rifiuti (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera m) Per il cantiere in oggetto è previsto l’allestimento di spazi ad uso deposito (baraccamento) in area preventivamente recintata. In ogni caso, il rifornimento del materiale necessario dovrà avvenire, quando possibile, in modo tale da non creare intralcio tra le zone di lavoro e quelle di deposito. L’area di deposito potrà cambiare collocazione in relazione all’evolversi del cantiere e dovrà essere sempre preventivamente recintata mediante l’utilizzo di recinzioni continue o di transenne. È fatto divieto di deposito di materiale sul bordo dello scavo. Nel seguito vengono riportate indicazioni di carattere generale che devono essere sempre rispettate: DEPOSITI VARI I depositi, sia fissi, sia temporanei, che si dovessero realizzare nel corso dei lavori dovranno essere realizzati in modo da non intralciare i passaggi di cantiere, da garantire la stabilità ai materiali stoccati, di facilitare al massimo ed in sicurezza le operazioni di movimentazione con mezzi meccanici o manuale. Per eventuali depositi interni ai locali sarà responsabilità del direttore di cantiere verificare l’eventuale idoneità delle strutture a reggere i carichi previsti; su tutti i solai non potranno essere accatastati carichi distribuiti per più di 200 daN per ciascun mq di solaio. RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 36 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DEPOSITI DI MATERIALI RESIDUI I residui di lavorazione (rifiuti) dovranno essere accumulati, accatastati, stoccati, in modo da non arrecare danno alle persone e all'ambiente. La raccolta dovrà essere sistematica ed effettuata con cassoni, contenitori, imballaggi in genere in modo da mantenere costantemente pulite e sgombre le zone di lavoro e le aree di cantiere. Lo smaltimento dovrà avvenire in ottemperanza alle vigenti norme specifiche nazionali e locali con i conseguenti adempimenti tecnico amministrativi. Visti i limitati spazi a disposizione, il CSE potrà valutare e prescrive se necessario lo smaltimento quotidiano dei rifiuti. ORDINE, PULIZIA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI Tutti gli appaltatori per il cantiere in oggetto, hanno l’obbligo di mantenere le proprie aree di lavoro, costantemente pulite e sgombre da macerie e materiali vari, in particolare lungo il ciglio e sul fondo dello scavo. Ogni impresa appaltatrice ha l’obbligo di provvedere quotidianamente a mantenere sempre libere dai materiali di risulta le aree di cantiere e a trasportare tale materiale alla discarica autorizzata. L’accumulo quotidiano dei rifiuti dovrà avvenire all’interno di aree opportunamente recintate e comunque sempre prestando molta attenzione a non interferire con i percorsi di cantiere e le zone di lavoro. I materiali pericolosi, se presenti, vanno immediatamente smaltiti. Le imprese dovranno contemplare nel proprio POS la descrizione minuziosa delle modalità esecutive di tale attività, specificando gli accorgimenti che intendono attuare affinché il servizio sia sempre efficace, anche nei periodi operativi maggiormente intensi e quindi di maggior produzione di detriti e macerie. Il CSE ha la possibilità di verificare i formulari di smaltimento rifiuti delle varie imprese. Non sarà consentito accumulare anche temporaneamente materiale di risulta all’esterno dell’area di cantiere. Qualora i contenuti di questo punto venisse disatteso, il CSE e la DL si riservano la facoltà di fare effettuare lo sgombero dell’area di cantiere ad imprese esterne, e di ripartire i costi relativi a tutte le imprese ritenute responsabili, secondo criteri che verranno definiti, volta per volta, a totale discrezione della DL. 2.2.14 zone di deposito dei materiali con pericolo d’incendio o di esplosione (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.2.2, lettera n) Sono costituiti da materiali o sostanze intrinsecamente pericolose e/o che possono creare in circostanze particolari rischi per le persone e per l'ambiente. Ad esempio, per il cantiere in oggetto è prevedibile che possano venire impiegate: • bombole contenenti gas comburenti e/o combustibili; • solventi. Il deposito delle suddette sostanze dovrà essere realizzato in conformità alle indicazioni fornite attraverso le schede di sicurezza o altro, dai fabbricanti e/o dai fornitori, nonché dalle norme specifiche vigenti. Il personale dovrà essere informato ed istruito sulle modalità di normale impiego e nei casi di emergenza. Dovrà essere posizionata apposita segnaletica e un estintore dovrà essere tenuto nelle immediate vicinanze. 2.2.15 dispositivi antincendio L’impresa appaltatrice che curerà l’allestimento del cantiere dovrà fornire un estintore di classe E (estintori a CO2) da 6 Kg in vicinanza del quadro elettrico di cantiere (quando RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 37 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA presente) oltre ad un estintore da posizionare a in corrispondenza del sottoquadro di cantiere (sempre se presente). Ogni estintore dovrà essere evidenziato dalla segnaletica di sicurezza e mantenuto permanentemente visibile. Un estintore dovrà sempre essere posizionato accanto al deposito bombole esterno (quando presente) e uno sarà a disposizione dell’operatore al cannello ossiacetilenico (se previsto). Nel caso, verranno predisposti altri estintori supplementari così da garantire che tutte le aree lavorative siano coperte in relazione alla potenzialità di ogni singolo estintore anche in considerazione di quelli già dislocati nell’unità produttiva. Il posizionamento ed il numero degli estintori dovrà essere comunicato al CSE. Verranno forniti anche un numero sufficiente di estintori da utilizzare in vicinanza delle lavorazioni che producono calore. Gli estintori sono caratterizzati da una sigla alfanumerica che specifica il tipo di fuoco che sono in grado di combattere. Questi ultimi sono classificati in cinque classi: • • • • • A - solidi infiammabili (legno, carta, tessuti, ...); B - liquidi infiammabili; C - gas infiammabili; D - metalli (magnesio, alluminio, ...); E - apparecchi sotto tensione. Gli estintori in commercio sono a schiuma, ad acqua (solo incendi di classe A), a polvere e a CO2. Va considerato che l’azione dell’estintore dura pochi secondi e che, quindi, l’estintore ha lo scopo di soffocare un principio d’incendio o quello di aprirsi un varco verso la via di fuga. Gli estintori devono essere sottoposti a regolare manutenzione, con periodicità almeno semestrale, da parte di ditta specializzata. Ogni 10 anni, invece, gli estintori devono essere revisionati così previsto nel DM 10/03/98. Il datore di lavoro deve accertarsi che il proprio personale, incaricato di gestire l’emergenza, sia correttamente istruito e in caso contrario provvedere all’adeguata formazione. 2.2.16 presidio sanitario A cura dell’impresa principale dovrà essere garantito il rispetto di quanto segue: • Dovrà essere allestito un punto di primo soccorso all’interno del prefabbricato adibito a locale riposo. • L’appaltatore e ciascun sub-appaltatore è tenuto a comunicare per iscritto al CSE e comunque prima dell’inizio dei lavori, il nominativo del proprio addetto al pronto intervento. In tale comunicazione dovrà essere anche allegato l’attestato che l’addetto all’emergenza ha frequentato il corso di formazione (tale dichiarazione può essere contenuta nel POS) • L’impresa deve garantire la presenza costante in cantiere di almeno una persona qualificata ad interventi di primo soccorso. • Nel punto di primo soccorso e comunque all’interno del cantiere in luogo segnalato, dovrà essere conservata una cassetta con la seguente attrezzatura: cassetta di Pronto Soccorso (Decreto ministeriale 8/7/2003 n. 388) La cassetta di pronto soccorso di cui all’allegato 1 del DM 388 dell’8/7/2003, deve contenere almeno: • n. 5 paia di guanti sterili monouso in vinile • n. 1 visiera paraschizzi • n. 1 flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro • n. 3 flaconi di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 500 ml • n. 10 compresse di garza sterile 10x10 in buste singole RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 38 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA • • • • • • • • • • • • • n. 2 compresse di garza sterile 18x40 in buste singole n. 2 teli sterili monouso n. 2 pinzette sterili da medicazione monouso n. 1 confezione di rete elastica di misura media n. 1 confezione di cotone idrofilo da 50 g n. 2 confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso n. 2 rotoli di cerotto adesivo altezza cm. 2,5 un paio di forbici n. 3 lacci emostatici n. 2 confezioni ghiaccio pronto uso n. 2 sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari termometro apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa Oltre alla dotazione minima è opportuno avere in cantiere anche: • n. 1 confezione di acqua ossigenata 10 vol. • rotoli di benda orlata alti cm 10 • coperta isotermica monouso • istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di emergenza I materiali usati saranno immediatamente rimpiazzati. RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 39 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA 2.3 LAVORAZIONI (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera d3) VALUTAZIONE DEI RISCHI Di seguito si riporta l’elenco dei rischi presenti, con riferimento all’area e alla organizzazione del cantiere, alle lavorazioni e alle loro interferenze, ad esclusione di quelli specifici propri dell’attività dell’impresa, così come riportato nell’allegato XV del D.Lgs 81/2008 e s.m.i., punto 2.2.3. Tale elenco è stato inoltre implementato con i rischi che il CSP ha ritenuto opportuno portare in evidenza. Dei rischi riportati nel citato Decreto, si evidenziano in giallo solo quelli specifici per il cantiere in oggetto che verranno presi in considerazione nella redazione del presente fascicolo. 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 Rischio di investimento da veicoli circolanti nell’area di cantiere Rischio seppellimento negli scavi Rischio caduta dall’alto Rischio di insalubrità dell’aria nei lavori in galleria Rischio di instabilità delle pareti e della volta nei lavori in galleria Rischi derivanti da estese demolizioni o manutenzioni Rischio incendio o esplosione connessi con lavorazioni e materali pericolosi impiegati in cantiere Rischi derivanti da sbalzi eccessivi di temperatura Rischio di elettrocuzione Rischio rumore Rischio dall’uso di sostanze chimiche Rischio vibrazioni Rischio movimentazione manuale dei carichi Vengono di seguito verranno presi in esame i rischi che presumibilmente sono trasmessi dal luogo di lavoro del committente al luogo di lavoro dell’appaltatore delle opere e viceversa. Per quanto riguarda i rischi specifici legati all’attività del/degli appaltatore/i si rimanda ai singoli POS delle ditte. 01. rischio investimento da veicoli circolanti nell’area di cantiere ANALISI DEL RISCHIO I mezzi che circolano in prossimità dell’area di cantiere potrebbero determinare tale rischio VALUTAZIONE PROBABILITA’ improbabile 1 VALUTAZIONE DANNO 4 PARTE INTERESSATA • • POSSIBILI • CONSEGUENZE • • MISURE PREVENTIVE • elevata VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO corpo fratture ferite contusioni tutti i mezzi devono circolare ad una velocità massima pari a 5 Km/h o comunque a passo d’uomo quando necessario, il preposto dovrà segnalare le manovre dei mezzi RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 40 3 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA • • • DISPOSITIVI DI • PROTEZIONE • in cantiere i mezzi dovranno sostare solo per il tempo necessario allo caricoscarico del materiale i mezzi potranno entrare in cantiere uno alla volta. Delimitazione area e protezione da terzi Segnaletica di sicurezza Ponteggio metallico e parapetti 02. seppellimento negli scavi ANALISI DEL RISCHIO I lavori prevedono la realizzazione di scavi per la messa in opera di nuovi sottoservizi VALUTAZIONE PROBABILITA’ improbabile 1 VALUTAZIONE DANNO 4 PARTE INTERESSATA • • POSSIBILI • CONSEGUENZE • • • MISURE PREVENTIVE • • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE • • • elevata VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO 3 corpo fratture ferite contusioni i lavori devono prevedere sbadacchiatura leggera per i lavori fino a 3 metri, e sbadacchiatura meccanica per i lavori fino a 5 metri. Se necessario eseguire lo scavo inclinato seguendo il naturale angolo di declivio del terreno Rispettare scrupolosamente le indicazioni riportate nel precedente capitolo 1 alla voce scavi. In prossimità del cancello di ingresso del pubblico, per garantire la sicurezza del pubblico, lo scavo deve essere eseguito per fasi come riportato nell’allegato garfico Delimitazione area e protezione da terzi Segnaletica di sicurezza sbadacchiature 03. rischio caduta dall’alto ANALISI DEL RISCHIO I lavori in altezza incrementano tale rischio: lo scavo a profondità maggiore di 2 metri comporta comunque tale rischio. VALUTAZIONE PROBABILITA’ improbabile 1 VALUTAZIONE DANNO 4 PARTE INTERESSATA • elevata VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO corpo RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 41 3 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA • POSSIBILI • CONSEGUENZE • • MISURE PREVENTIVE • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE • • • fratture ferite contusioni Posizionare parapetti lungo tutto il perimetro dello scavo dove l’altezza risulta maggiore di 2 metri. Posizionare ponteggio metallico o scala per accedere all’area di lavoro. Delimitazione area e protezione da terzi Segnaletica di sicurezza Ponteggio metallico e parapetti MACCHINE E MEZZI PER IMPEDIRE RISCHIO CADUTA DALL’ALTO Vengono di seguito riportate alcune tipologie di macchine e di attrezzature utilizzabili per impedire il rischio di caduta dall’alto. Si precisa che l’elenco non è esaustivo ma solo indicativo: sarà quindi cura dell’impresa appaltatrice verificare in funzione delle proprie attrezzature, quelle più idonee alle lavorazioni in appalto. IMBRACATURE DI SICUREZZA IMBRACATURE DI SICUREZZA PARAPETTI 07. rischio incendio o esplosione connessi con lavorazioni e materali pericolosi impiegati in cantiere ANALISI DEL RISCHIO Considerati il tipo di lavorazione e le caratteristiche dell’ambiente circostante non è da escludere la possibilità rischio incendio. Durante i lavori verranno effettuate operazioni che implicano il rischio d’incendio. VALUTAZIONE PROBABILITA’ VALUTAZIONE DANNO probabile 3 elevata 4 VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 42 4 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA • corpo • POSSIBILI CONSEGUENZE ustioni PARTE INTERESSATA MISURE PREVENTIVE DISPOSITIVI DI PROTEZIONE • vedi capitolo sui dispositivi antincendi • vedi capitolo sulle procedure di emergenza in caso di incendio • qualora in corso di esecuzione fosse previsto l’impiego di particolari sostanze occorrerà darne preventiva comunicazione al CSE che emanerà le relative prescrizioni anche in relazione ai luoghi di deposito. • E’ necessario che gli operatori prima di iniziare le lavorazioni, si rendano edotti delle norme di prevenzione incendi e di emergenza che sono in vigore. Particolare sorveglianza verrà messa in atto durante le operazioni che possano propagare l’incendio ad elementi circostanti. E’ obbligatorio tenere a portata di mano almeno un estintore a polvere, sul cui uso tutto il personale del cantiere dovrà essere edotto per l’impiego corretto. Occorre tenere in cantiere un altro estintore a polvere in prossimità di ciascun quadro elettrico di cantiere e in adiacenza di tutte le bombole che eventualmente dovranno essere impiegate. • Delimitazione area e protezione da terzi • estintore Per meglio individuare il rischio incendio e valutarne il suo livello, si rimanda ai dettami del D.M. 10/03/98 n. 64, e si riportano alcuni concetti base al riguardo. Per una corretta valutazione si riportano alcuni concetti di seguito elencati: 1. Sono presenti materiali combustibili e/o infiammabili? Se la quantità è limitata, la manipolazione e lo stoccaggio avvengono correttamente, non si rilevano particolari pericoli. 2. Sono presenti sorgenti di innesco? Valutare se sono presenti fiamme dovute al riscaldamento dei materiali da riscaldamento, o per la posa dei materiali. 3. Si è proceduto all’identificazione dei lavoratori o di altre persone esposte ai rischi incendio? Occorre considerare se alcuni lavoratori possano essere in condizioni di particolare esposizione al rischio incendio per loro specifiche limitazioni all’udito, alla vista, alla mobilità, per le caratteristiche tecniche delle lavorazioni a cui sono chiamati, per il luogo in cui operano, o per il particolare affollamento che si può verificare in cantiere. 4. Quale classificazione di livello di rischio incendio possiamo rilevare? Si intendono a basso rischio i luoghi di lavoro in cui le sostanze sono a basso tasso di infiammabilità, e con scarse possibilità di propagazione delle fiamme. Si intendono a medio rischio i luoghi in cui sono presenti sostanze infiammabili e le condizioni di dei locali e di esercizio possono favorire lo sviluppo del fuoco, ma con limitate possibilità di propagazione. Si intendono ad alto rischio i locali in cui si trovano materiali altamente infiammabili, per le condizioni dei locali e di esercizio e perché si possono propagare le fiamme velocemente, oppure in presenza di materiali altamente infiammabili in presenza di fiamme libere o di RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 43 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA forti fonti di calore, oppure dove vengano manipolate sostanze esplosive, oppure in edifici interamente in legno Si sottolinea che aree a rischio elevato, vanno anche considerati quelle in cui per motivi di sovraffollamento, dello stato dei luoghi, o per le limitazioni motorie delle persone presenti, è resa difficoltosa l’evacuazione in caso d’incendio. 5. C’è adeguatezza delle misure di sicurezza? Se si opera in luoghi in cui esiste un controllo obbligatorio da parte del comando provinciale dei vigili del fuoco, si ritiene che le misure adottate in relazione alle prescrizioni indicate assolvano lo scopo, in tutti gli altri casi si potrà verificarne la congruità seguendo i criteri riportati nel presente PSC. 6. C’è formazione e informazione antincendio? Rimandando al D.M. 10/03/98 n° 64 per una più completa ed esaustiva informazione, se ne riprendono comunque alcuni concetti come: fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui rischi di incendi, secondo i criteri di cui all’allegato VII del D.M. di cui sopra, garantire l’efficienza e la corretta distribuzione degli estintori sul cantiere; assicurarsi che la vie di fuga siano sempre libere e percorribili 09. rischio elettrocuzione ANALISI DEL RISCHIO L’impianto elettrico di cantiere potrebbe determinare un pericolo nelle aree circostanti. Inoltre i lavori prevedono scavi con possibilità di intercettare linee elettriche in tensione. VALUTAZIONE PROBABILITA’ VALUTAZIONE DANNO • PARTE INTERESSATA • POSSIBILI CONSEGUENZE • • • • MISURE PREVENTIVE • • • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE • • poco probabile elevata 2 4 VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO corpo elettrocuzione I cavi di alimentazione del cantiere devono essere del tipo flessibile (H07RN-F o equivalenti) Le tesate provvisorie di cantiere dovranno essere sospese. Disattivare sempre l’alimentazione ad ogni chiusura del cantiere Per nessun motivo l’impianto di cantiere deve interferire con quello presente nei giardini oggetto di intervento. È fatto assoluto divieto portare parti elettriche anche non in tensione, fuori dalle aree di cantiere: prestare particolare attenzione, oltre al marciapiede esterno, anche ai lotti confinanti. Prestare attenzione in occasione degli scavi: in caso di danneggiamento dei cavidotti o cavi interrati, interrompere i lavori e contattare l’ente fornitore del servizio (un piccolo danneggiamento in un punto, può essere causa di danneggiamento grave in altro, ad esempio in corrispondenza dei punti di innesto. Delimitazione area e protezione da terzi Segnaletica Guanti, scarpe RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 44 3 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA 10. rischio rumore ANALISI DEL RISCHIO Per quanto attiene il ”rischio rumore” al momento della stesura del presente piano si presuppone un rischio medio durante gli scavi. I lavori verranno eseguiti in luogo isolato ed il livello di fondo determinato dal traffico risulta essere sensibile durante le ore diurne. VALUTAZIONE PROBABILITA’ VALUTAZIONE DANNO PARTE INTERESSATA POSSIBILI CONSEGUENZE grave 2 VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO 3 Apparato dell’udito • Ipoacusia • non essendo possibile determinare a priori l’esatta tipologia dei macchinari che verranno impiegati si rimanda alla valutazione del rischio da parte dei vari datori di lavoro (inserita nei singoli POS) ai sensi del D.Lgs 81/2008 e s.m.i. Nel caso di emissioni elevate il CSE potrà disporre l’uso di attrezzature o di altri metodi di lavoro più silenziosi. Utilizzo di macchine ed attrezzature in buone condizioni e mantenute secondo quanto riportato nel libretto d’uso e manutenzione Se a seguito della valutazione dei rischi risulta che i valori superiori di azione sono oltrepassati, il datore di lavoro elabora ed applica un programma di misure tecniche e organizzative volte a ridurre l'esposizione al rumore. Gli orari di lavoro dovranno essere quelli abitualmente consentiti e l’utilizzo degli strumenti a maggior emissione riservata per le fasce orarie comprese tra le ore 10.00 e le ore 18.30 dei giorni non festivi. Per il contenimento delle lavorazioni rumorose, utilizzo di schermature, involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti Se necessario prevedere un luogo opportunamente isolato in cui eseguire tutte le lavorazioni rumorose Rumore Delimitazione area e protezione da terzi Cuffie, tappi pannelli fonoassorbenti • • • • • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE 3 • • MISURE PREVENTIVE probabile • • • • 11. rischio dall’uso di sostanze chimiche ANALISI DEL RISCHIO Alcuni materiali impiegati nelle lavorazioni quali collanti, solventi, ecc. possono produrre reazioni allergiche. VALUTAZIONE PROBABILITA’ VALUTAZIONE DANNO poco probabile grave 2 2 VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 45 3 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA PARTE INTERESSATA • • • POSSIBILI CONSEGUENZE • • • MISURE PREVENTIVE • • • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE • • • Apparato respiratorio Pelle Reazioni allergiche Danni alle vie respiratorie Evitare il contatto diretto con tali sostanze impiegando i prescritti DPI (secondo quanto definito nelle schede di sicurezza di ciascun materiale) I materiali verranno sempre accatastati all’interno del cantiere e non verranno in alcun modo dispersi nell’ambiente circostante o accatastati fuori dalle aree prescritte. Seguire scrupolosamente le indicazioni riguardanti lo stoccaggio riportate sulle schede tecniche dei diversi prodotti. Non essendo possibile determinare al momento attuale quali materiali verranno utilizzati per il cantiere in oggetto, si rimanda alle schede materiali allegate al POS che ciascuna ditta dovrà produrre. Delimitazione area e protezione da terzi Tute Maschere, filtri Guanti 12. rischio movimentazione manuale dei carichi ANALISI DEL RISCHIO La movimentazione di elementi manufatti, macchine e attrezzature, ecc. rientra nel campo di applicazione dell’art. 168 del D.Lgs 81/2008 e s.m.i. in quanto tali attività prevedono, anche se solo in parte, la movimentazione manuale dei carichi che comportano per i lavoratori rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari. Riprendendo quanto riportato nell’art. 167 del D.Lgs 81/2008 e s.m.i. ai fini del presente titolo, s'intende: 1. movimentazione manuale dei carichi: le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico, che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari; La prevenzione del rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso lombari, connesse alle attività lavorative di movimentazione manuale dei carichi dovrà considerare prima di procedere con i lavori, in modo integrato, il complesso degli elementi di riferimento e dei fattori individuali di rischio di seguito riportati. caratteristiche del carico La movimentazione di manufatti, macchine e attrezzature può costituire un rischio di patologie di sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari, nei seguenti casi: - il carico è troppo pesante; - è ingombrante e difficile da afferrare - è in equilibrio instabile o il suo contenuto rischia di spostarsi; - è collocato in una posizione tale per cui deve essere tenuto o maneggiato a una certa distanza dal tronco o con una torsione o RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 46 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA - inclinazione del tronco può, a motivo della struttura esterna e/o della consistenza, comportare lesioni per il lavoratore, in particolare in caso di urto sforzo fisico richiesto Lo sforzo fisico può presentare rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari nei seguenti casi: - è eccessivo - può essere effettuato soltanto con un movimento di torsione del tronco - può comportare un movimento brusco del carico - è compiuto col corpo in posizione instabile caratteristiche dell’ambiente di lavoro Le caratteristiche dell’ambiente di lavoro possono aumentare le possibilità di rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari nei seguenti casi: - lo spazio libero, in particolare verticale, è insufficiente per lo svolgimento dell’attività richiesta - il pavimento è ineguale, quindi presenta rischi di inciampo o è scivoloso - il posto o l’ambiente di lavoro non consentono al lavoratore la movimentazione manuale dei carichi ad una altezza di sicurezza o in buona posizione - il pavimento o il piano di lavoro presenta dislivelli che implicano la manipolazione del carico a livelli diversi - il pavimento o il punto di appoggio sono instabili - la temperatura, l’umidità o la ventilazione sono inadeguate esigenze connesse all’attività L’attività può comportare un di rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari se comporta una delle seguenti esigenze: - sforzi fisici che sollecitano in particolare la colonna vertebrale, troppo frequenti o troppo prolungati - pause o periodo di recupero fisiologico insufficienti - distanze troppo grandi di sollevamento, di abbassamento e di trasporto - un ritmo imposto da un processo che non può essere modulato dal lavoratore. VALUTAZIONE PROBABILITA’ VALUTAZIONE DANNO PARTE INTERESSATA • • POSSIBILI CONSEGUENZE MISURE PREVENTIVE improbabile 1 elevata 4 VALUTAZIONE LIVELLO RISCHIO corpo patologie alle nervovascolari strutture osteoarticolari, muscolotendinee e Per la movimentazione di manufatti, macchine e attrezzature il cui sollevamento può comportare il rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, si deve esclusivamente utilizzare personale e/o ditte qualificate dotate di attrezzature, mezzi ed esperienza adeguati alla RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 47 3 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA pericolosità dell’attività da svolgere. Si ricorda inoltre che la legge italiana specifica i seguenti valori limite per quanto riguarda il sollevamento dei pesi: - 30 kg maschi adulti - 20 kg femmine adulte In linea di massima, il trasporto e lo spostamento dei carichi pesanti deve essere eseguito il più possibile mediante l’ausilio di macchine o mezzi come ad esempio: - autogrù: per il sollevamento al piano o l’appoggio a terra - piattaforma elevatrici: per il trasporto verticale al piano - transpallet: per il trasporto in verticale - carrelli elevatori: per il trasporto orizzontale e per il sollevamento verticale - carrelli salicale: per il trasporto lungo le scale - martinetti idraulici, gru idrauliche e sollevatori: per il sollevamento verticale - rampe di carico: per il superamento di lievi dislivelli Tutte le aree di lavoro devono essere preventivamente recintate o transennate a seconda dei casi e per nessun motivo la proiezione a terra del carico sollevato deve cadere al di fuori di dette aree. Prima di procedere allo spostamento dei manufatti, l’addetto ai lavori dovrà verificare le condizioni al contorno e prendere le adeguate misure di sicurezza, ad esempio: - presenza di pavimento galleggiante: utilizzo di attrezzature che ripartiscono il carico a terra in maniera appropriata da evitare sfondamento - presenza di piano sottostante: prevedere puntellamento della soletta quando necessario - presenza di intercapedine o garage: prestare attenzione nella fase di scarico, prevedere puntellamento delle solette e ripartizione del carico quando necessario - il carico deve essere trasportato ai piani superiori: verificare la stabilità di balconi e terrazzi per utilizzo di autogrù, in alternativa utilizzo di montascale manuali o elettrici Tutti gli addetti ai lavori devono essere adeguatamente informati e formati sui rischi relativi alla lavorazione e al cantiere specifico. Inoltre, tutti gli addetti devono essere dotati di opportuni DPI in relazione alla tipologia di lavoro da svolgere. In particolare, si ricorda che tra gli obblighi del datore di lavoro previsti all’art. 168 e 169 del D.Lgs 81/2008 e s.m.i. risultano: 1. Il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie e ricorre ai mezzi appropriati, in particolare attrezzature meccaniche, per evitare la necessità di una movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori. 2. Qualora non sia possibile evitare la movimentazione manuale dei carichi ad opera dei lavoratori, il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie, ricorre ai mezzi appropriati e fornisce ai lavoratori stessi i mezzi adeguati, allo scopo di ridurre il rischio che comporta la movimentazione manuale di detti carichi, tenendo conto dell'allegato XXXIII, ed in particolare: a) organizza i posti di lavoro in modo che detta movimentazione assicuri condizioni di sicurezza e salute; b) valuta, se possibile anche in fase di progettazione, le condizioni di RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 48 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA sicurezza e di salute connesse al lavoro in questione tenendo conto dell'allegato XXXIII; c) evita o riduce i rischi, particolarmente di patologie dorso-lombari, adottando le misure adeguate, tenendo conto in particolare dei fattori individuali di rischio, delle caratteristiche dell'ambiente di lavoro e delle esigenze che tale attività comporta, in base all'allegato XXXIII; d) sottopone i lavoratori alla sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41, sulla base della valutazione del rischio e dei fattori individuali di rischio di cui all'allegato XXXIII. 3. Le norme tecniche costituiscono criteri di riferimento per le finalità del presente articolo e dell'allegato XXXIII, ove applicabili. Negli altri casi si può fare riferimento alle buone prassi e alle linee guida. Inoltre, tenendo conto dell'allegato XXXIII, il datore di lavoro: a. fornisce ai lavoratori le informazioni adeguate relativamente al peso ed alle altre caratteristiche del carico movimentato o da movimentare; b. assicura ad essi la formazione adeguata in relazione ai rischi lavorativi ed alle modalità di corretta esecuzione delle attività. c. fornisce ai lavoratori l'addestramento adeguato in merito alle corrette manovre e procedure da adottare nella movimentazione manuale dei carichi DISPOSITIVI DI PROTEZIONE • • • • • • Delimitazione area e protezione da terzi Autogrù Autocarro con gru Carrello elevatore Accessori di sollevamento Movimentazione manuale dei carichi MACCHINE E MEZZI PER MOVIMENTAZIONE MANUALE DI CARICHI Vengono di seguito riportate alcune tipologie di macchine e di attrezzature utilizzabili per il sollevamento di materiali, macchine o attrezzature. Si precisa che l’elenco non è esaustivo ma solo indicativo: sarà quindi cura dell’impresa appaltatrice verificare in funzione delle proprie attrezzature, quelle più idonee alle lavorazioni in appalto. CARRELLI GRU IDRAULICHE RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 49 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA SOLLEVATORE ELETTRICO PIATTAFORMA AEREA PIATTAFORMA ELEVATRICE RAMPE DI CARICO SALISCALE TRANSPALLET RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 50 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA 3 prescrizioni operative, misure preventive e protettive ed i dispositivi di protezione individuale (D.Lgs 81/2008, allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera e) 3.1 identificazione delle interferenze 3.1.1 Metodologia Per affrontare le problematiche delle interferenze delle lavorazioni, situazione che più di ogni altra favorisce il verificarsi di infortuni, viene redatto dal CSP il cronoprogramma dei lavori, (vedi l’allegato 02 al presente fascicolo), che inserisce in un grafico, i giorni lavorativi necessari al completamento dei lavori sull’asse delle X (riga orizzontale) e l’elenco dei lavori, su quello delle Y, (asse verticale). Nei punti, cioè nei giorni, in cui si ha una sovrapposizione di due o più lavorazioni, si hanno delle situazioni di rischio particolare, cioè delle interferenze che vanno analizzate e valutate (vedi tabella di cui al punto 1.5). Riassumendo, le interferenze che vengono rilevate all’interno del cronolavori e messe in evidenza sono quelle di tempo (vedi tabella di cui al punto 1.5): nell’analisi e nella valutazione dei rischi interferenziali, dovranno e verranno analizzate e valutate solo quelle interferenze che sono anche localizzate nello stesso luogo. 3.1.2 Analisi del cronoprogramma dei lavori Si è proceduto alla redazione del cronolavori ipotizzando lo sviluppo del cantiere per categorie d’opera. All’interno di ciascuna categoria vengono in questo capitolo evidenziate le sovrapposizioni tra le diverse lavorazioni previste nel progetto. Il capocantiere dovrà curare l’adeguato mantenimento in condizioni di sicurezza dei percorsi interni e gestire e coordinare l’impiego di attrezzature comuni e coordinare l’approvvigionamento al cantiere secondo le prescrizioni del presente documento. 3.1.3 prescrizioni di misure preventive e protettive legate all’identificazione dei rischi derivanti da interferenze Le interferenze di luogo rilevabili dall’analisi del cronoprogramma degli interventi (allegato n. 02), sono nel seguito descritte. Il Coordinatore evidenzia in questo paragrafo solo le effettive sovrapposizioni trascurando i casi in cui lavorazioni differenti si svolgano contemporaneamente ma in luoghi distinti del cantiere. Per le false interferenze, come quelle date da aree di cantiere distinte e lontane tra loro, l’assistente di cantiere dovrà curare le possibili interferenze tra i percorsi di accesso alle diverse zone e fornire eventuali indicazioni in merito ai percorsi stessi; le false interferenze sono evidenziate in giallo e non saranno oggetto di analisi successiva. Sono considerate false interferenze anche quelle riferite a lavorazioni che interessano i medesimi luoghi ma che sono assimilabili alla medesima tipologia di lavorazione ed è pertanto presumibile che vengano eseguite dalla medesima squadra. RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 51 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA N. IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI DERIVANTI DA POSSIBILE INTERFERENZA PRESCRIZIONE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DPI PRESCRITTI 1 2 Al momento della stesura del presente fascicolo non sono previste sovrapposizioni di luogo tra lavorazioni differenti. Tutte le sovrapposizioni individuate all’interno del cronoprogramma avvengono tra lavorazioni che si svolgono in luoghi differenti. In ogni caso, qualora nel corso delle lavorazioni emergessero delle sovrapposizioni di luogo tra lavorazioni differenti, il preposto dovrà in ogni caso individuare delle sottozone in cui far eseguire le diverse lavorazioni. Tali sottozone possono coincidere, quando possibile, con spazi diversi o possono essere eseguite temporalmente in momenti differenti. Qualora ciò non sia possibile, il preposto di cantiere dovrà mettersi in contatto con il CSE con il quale si stabilirà le misure da adottare in relazione alla interferenza. L’allegato 03 riporta le schede di lavorazione riferite ai rischi causati dalle interferenze individuate in questa fase. Per tutti i rischi specifici della lavorazione, si rimanda al POS che ogni appaltatore deve presentare prima di entrare in cantiere. RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 52 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA 4 durata prevista dei lavori, delle fasi di lavoro, entità presunta cantiere (D.Lgs 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera i) 4.1 durata dei lavori Il progetto esecutivo delle opere e tutti i documenti d’appalto compiutamente l’insieme delle opere sopra sinteticamente richiamate. Data presunta d’inizio dei lavori in cantiere Durata presunta dei lavori (giorni) aprile 2010 40 giorni Numero previsto di imprese principali 1 Numero previsto di imprese e lavoratori autonomi in cantiere 3 Numero massimo presunto dei lavoratori 5 Ammontare complessivo dei lavori descrivono € 253.605,46 4.2 fasi e sottofasi di lavoro Le lavorazioni oggetto del presente piano possono essere suddivise come sotto riportato. Si segnala che le fasi di lavoro previste sono due, entrambe caratterizzate dalle stesse lavorazioni. OPERE A ALLESTIMENTO DEL CANTIERE A-01 Preparazione allestimento area di cantiere A-02 A-03 A-04 Messa in opera di recinzioni di cantiere Messa in opera di baraccamenti ad uso spogliatoio e wc chimico Messa in opera di parapetti A-05 Messa in opera di armature di sostegno A-06 Realizzazione dell’impianto elettrico di cantiere a valle del punto di fornitura dell’Ente Gestore OPERE B-01 B-02 B-03 B-04 B-05 B-06 B-07 B-08 B-09 01-B FOGNATURA NERA Esecuzione di scavo in trincea con esecuzione a scarpa Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali Messa in opera di tubazioni in PVC rigido Messa in opera di getto di calcestruzzo non strutturale Allacciamento della fogna alla condotta pubblica Messa in opera di pozzi di ispezione Messa in opera di gradini di discesa in acciaio Messa in opera di chiusino Rinterro RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 53 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA OPERE C-01 C-02 C-03 C-04 C-05 C-06 C-07 OPERE D-01 D-02 D-03 D-04 D-05 D-06 OPERE E-01 E-02 E-03 E-04 OPERE F-01 F-02 01-C ACQUEDOTTO Esecuzione di getto di cls per realizzazione di camera antistante sottocentrale Realizzazione di pozzo perdente con esecuzione di scavo in trincea Messa in opera di chiusino Fornitura e posa di tubazione acquedotto Messa in opera di pozzetti di ispezione Messa in opera di chiusino Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri 01-D RETE ANTINCENDIO Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali posa di tubazione rete antincendio Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri Getto di cls per protezione dei tubi Messa in opera di pozzetti antincendio Messa in opera di idranti 01-E RETE CAVIDOTTI Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali posa di tubazione corrugata per cavidotto Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri Messa in opera di pozzetti di ispezione 01-F SMOBILIZZO DEL CANTIERE Smobilizzo del cantiere Pulizie Il progetto esecutivo delle opere e tutti i documenti d’appalto descrivono compiutamente l’insieme delle opere sopra sinteticamente richiamate. Questo elenco verrà utilizzato per redigere il Cronoprogramma dei lavori allegato al presente fascicolo 4.3 cronoprogramma dei lavori Nell’allegato 02 viene riportato un cronoprogramma indicativo degli interventi redatto in funzione delle esigenze tecniche e della sicurezza. La durata presunta complessiva dei lavori si assume in numero 40 giorni (leggasi quaranta) con inizio lavori previsto per aprile 2010. Il CSE procederà, nel caso si evidenziasse la necessità al fine di gestire la sicurezza del cantiere, a redigere un cronolavori dettagliato su base giornaliera da mantenere aggiornato. RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 54 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA Le lavorazioni previste sono state poste in sequenze logiche al fine di garantire continuità alle stesse ottimizzando i tempi pur nell’ottica di evitare interferenze di luogo tra lavorazioni differenti. E’ pertanto fondamentale che l’impresa principale provveda alla verifica quotidiana del Cronoprogramma e segnali tempestivamente al CSE le eventuali variazioni in modo che lo stesso possa coordinare la successione degli interventi. 4.4 ENTITA’ PRESUNTA DEL CANTIERE ESPRESSA IN UOMINI GIORNO Di seguito viene riportata l’entità presunta del cantiere espressa in uomini/giorno, calcolata in funzione dell’importo dei lavori, del costo medio di un uomo/giorno e dell’incidenza della manodopera in relazione al costo. L’entità del cantiere e la presenza in cantiere di una o più imprese, anche non contemporanee, definisce l’obbligo o meno, da parte del Committente, di redigere il piano di Sicurezza e di Coordinamento e di trasmettere la Notifica Preliminare all’ASL e alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competenti. 4.4.1 Stima degli UOMINI/GIORNO È indispensabile poter stimare un valore che permetta di valutare la complessità dell’opera, così come previsto dal D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, punto i. La stima appresso riportata individua il valore uomini/giorni (U/G) relativo all’opera in oggetto. VALORE UU/G = 428 Individuazione del rapporto uomini/giorni: si propone una stima che tiene conto del valore economico riferito all’incidenza della mano d’opera nell’importo complessivo dei lavori. Stima Si traccia l’individuazione uomini/giorni attraverso parametri di natura economica. Per tale ipotesi vengono considerati i seguenti elementi ELEM. A B C SPECIFICA DELL’ELEMENTO CONSIDERATO Costo complessivo dell’opera (presunto), stima dei lavori (o stima del costo complessivo). Incidenza presunta in % dei costi della mano d’opera sul costo complessivo dell’opera (stima del CPL). Costo medio di un uomo/giorno (per l’occorrenza si prende in considerazione il costo medio di un operaio come di seguito precisato). Il costo medio di un uomo/giorno è la media di costo tra l’operaio specializzato, l’operaio qualificato e l’operaio comune (manovale) considerato dal prezziario Opere pubbliche della Regione Lombardia, eventualmente aggiornato ai dati dell’indice ISTAT in corso. Riepilogo: RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 55 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA OPERAIO Operaio specializzato, carpentiere, muratore, ferraiolo, autista Operaio qualificato, aiuto carpentiere, aiuto muratore Manovale specializzato, operaio comune Valore medio COSTO ORARIO € 28.88 € 27.18 € 24.14 € 26.73 Costo di un uomo/giorno CALCOLO DI UN UOMO/GIORNO Ore di lavoro medie previste dal CCNL Paga oraria media Costo medio di un uomo/giorno (paga oraria media x 8 ore) Costo medio di un uomo/giorno arrotondato per eccesso CALCOLO n. 8 € 29.62 € 236,96 € 237,00 In via convenzionale, possiamo stabilire che il rapporto U/G è formula: Calcolo rapporto U/G = AxB C valore C dato dalla seguente = U.G. Dove: A = importo dei lavori di una singola categoria d'opera; B = incidenza media della manodopera rispetto alla categoria cui si riferisce; C = costo medio giornaliero di un operaio. Ipotesi calcolo: variando l’incidenza della manodopera in ragione delle diverse categorie di lavorazioni si desumono i seguenti dati dal computo metrico estimativo redatto dal progettista Importo lavori COSTI PER CATEGORIA TIPOLOGIA LAVORI opere ediizie nuova costruzione importo lavori per gru, ponteggi e impianto cantiere opere edilizie restauro e manutenzione opere edilizie opere in cemento armato opere edilizie opere prefabbricate in cemento armato opere idrauliche argini e canalizzazioni opere idrauliche traverse difese sistemazioni varie opere igieniche acquedotti (con tubazioni) opere igieniche acquedotti (senza tubazioni) opere igieniche fognature impianti tecnici igienico santari impianti tecnici elettrici interni impianti tecnici di riscaldamento tradizionale impianti tecnici di condizionamento impianti tecnici di ascensori e montacarichi € € € € € € € € € € € € € € € 253.605,46 - RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 56 VALORE valore A1 valore A2 valore A3 valore A4 valore A5 valore A6 valore A7 valore A8 valore A9 valore A10 valore A11 valore A12 valore A13 valore A14 valore A15 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA Per stimare l’incidenza percentuale della manodopera si è fatto riferimento, per quanto possibile, alle tabelle di ripartizione approvate con decreto del Ministro dei LL.PP. dell’11/12/1978 che si richiamano di seguito in estratto per quanto di competenza: INCIDENZA MANODOPERA PER CAT. TIPOLOGIA LAVORI opere ediizie nuova costruzione importo lavori per gru, ponteggi e impianto cantiere opere edilizie restauro e manutenzione opere edilizie opere in cemento armato opere edilizie opere prefabbricate in cemento armato opere idrauliche argini e canalizzazioni opere idrauliche traverse difese sistemazioni varie opere igieniche acquedotti (con tubazioni) opere igieniche acquedotti (senza tubazioni) opere igieniche fognature impianti tecnici igienico santari impianti tecnici elettrici interni impianti tecnici di riscaldamento tradizionale impianti tecnici di condizionamento impianti tecnici di ascensori e montacarichi % % % % % % % % % % % % % % % 40,00 45,00 55,00 32,00 15,00 20,00 38,00 40,00 46,00 38,00 43,00 45,00 40,00 30,00 55,00 VALORE valore B1 valore B2 valore B3 valore B4 valore B5 valore B6 valore B7 valore B8 valore B9 valore B10 valore B11 valore B12 valore B13 valore B14 valore B15 Si riporta in seguito il calcolo analitico degli uomini giorno per le lavorazioni previste nel presente piano di sicurezza e coordinamento. CALCOLO UOMINI / GIORNO IMPORTO LAVORI opere ediizie nuova costruzione importo lavori per gru, ponteggi e impianto cantiere opere edilizie restauro e manutenzione opere edilizie opere in cemento armato opere edilizie opere prefabbricate in cemento armato opere idrauliche argini e canalizzazioni opere idrauliche traverse difese sistemazioni varie opere igieniche acquedotti (con tubazioni) opere igieniche acquedotti (senza tubazioni) opere igieniche fognature impianti tecnici igienico santari impianti tecnici elettrici interni impianti tecnici di riscaldamento tradizionale impianti tecnici di condizionamento impianti tecnici di ascensori e montacarichi € € € € € € € € € € € € € € € totale 253.605,46 - INCIDENZA [%] UU/GG 40,00 45,00 55,00 32,00 15,00 20,00 38,00 40,00 46,00 38,00 43,00 45,00 40,00 30,00 55,00 0 0 0 0 0 0 0 428 0 0 0 0 0 0 0 253.605 428 durata dei lavori 40 UU/GG RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 57 11 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA 5 USO COMUNE DI APPRESTAMENTI, ATTREZZATURE, INFRASTRUTTURE, MEZZI E SERVIZI DI PROTEZIONE COLLETTIVA DA PARTE DI PIÙ IMPRESE E LAVORATORI AUTONOMI (D.Lgs 81/2008, allegato XV, art. 2, comma 2.1.2, lettera f) Si segnala che per il cantiere in oggetto è prevista la presenza di una ditta appaltatrice, che dovrà provvedere alle proprie esigenze e a quelle dei propri dipendenti. Tuttavia, non è da escludere che la ditta appaltatrice dia in subappalto alcune lavorazioni a ditte con dipendenti o a lavoratori autonomi. Gli apprestamenti, le attrezzature, le infrastrutture, i mezzi ed i dispositivi di protezione collettiva necessari per la realizzazione delle opere in progetto potranno essere usate in comune da parte delle ditte subappaltatrici con la ditta appaltatrice operante in cantiere a condizione che: • - - Per le opere provvisionali: vengano montate da soggetti esperti che abbiano già svolto lavorazioni similari; vengano montante secondo le indicazioni di progetto e dei sistemi costruttivi della casa costruttrice; qualsiasi modifica venga apportata da chi ha realizzato l’opera; non vengano manomesse e/o rimosse le parti componenti l’opera (es. rimozione tavole dal piano di calpestio, rimozione parapetti, rimozione tavole fermapiede, rimozione scale a pioli di accesso ai piani dell’impalcato….); qualora, per esigenze lavorative, sia necessario rimuovere provvisoriamente un elemento dell’opera, deve essere prevista, durante la lavorazione interessata, un sistema alternativo di protezione e, in ogni caso, al termine di tale lavorazione deve essere immediatamente ripristinata l’opera, per garantire il mantenimento delle condizioni di sicurezza nei confronti degli altri utilizzatori dell’opera provvisionale. • - Per i dispositivi di protezione collettiva: non vengano assolutamente rimossi e/o manomessi e/o alterate le caratteristiche. • - Per i mezzi di lavoro: non è consentito l’utilizzo comune di macchine ed apparecchiature di lavoro da parte di lavoratori appartenenti a ditte diverse: ciascuna impresa deve arrivare in cantiere con le proprie macchine ed utensili di lavoro. Eventuali noli a freddo, dovranno essere autorizzati dal CSE, previo accertamento della qualifica dell’utilizzatore, dell’avvenuta informazione/formazione e dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale previsti; la manutenzione di dette attrezzature/macchine sarà di esclusiva competenza della ditta proprietaria, che dovrà mettere a disposizione i manuali d’uso e manutenzione e dovrà informare/formare gli utilizzatori sul corretto funzionamento dei mezzi e sui relativi rischi. L’impresa che farà ricorso a noli a freddo, dovrà accertarsi che la ditta noleggiatrice abbia effettuato sui mezzi interessati le verifiche richieste per legge. - • - Per i servizi igienico assistenziali e per le baracche di cantiere: venga verificato che i locali siano dimensionati ed arredati in funzione del numero di persone che li utilizzeranno (es. superficie, numero di armadietti, numero di lavabi, wc, docce….). In ogni caso, è preferibile che ciascuna impresa sia almeno dotata di proprio spogliatoio e di proprio container per il deposito di attrezzature e materiali; RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 58 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA - venga garantita da parte di tutti gli utilizzatori la pulizia e la funzionalità dei servizi. L’ELENCO DELLE IMPRESE ESECUTRICI E DEI LAVORATORI AUTONOMI TENUTI AD ATTIVARE QUANTO SOPRA PREVISTO E’ RIPORTATO AL CAPITOLO 4.4 DEL FASCICOLO 01 DEL PRESENTE PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO. LA CRONOLOGIA DI ATTUAZIONE E LE MODALITA’ DI VERIFICA VERRANNO DI VOLTA IN VOLTA STABILITE CON LE IMPRESE APPALTATRICI E/O LAVORATORI AUTONOMI PRESENTI IN CANTIERE E RIPORTATE NEI VERBALI DI CANTIERE CHE, COME PRECEDENTEMENTE DETTO, COSTITUISCONO AGGIORNAMENTO AL PSC. TUTTE LE IMPRESE DEVONO ESSERE INFORMATE IN MERITO ALL’UTILIZZO IN COMUNE DI APPRESTAMENTI, ATTREZZATURE, INFRASTRUTTURE, MEZZI E SERVIZI DI PROTEZIONE COLLETTIVA, IN MODO DA NON COMPROMETTERE IL LORO STATO D’USO ED EFFICIENZA MA SOPRATTUTO PER EVITARE CHE VENGANO COMPITUTE INCONSAPEVOLMENTE AZIONI ERRATE E PERICOLOSE TALI DA PREGIUDICARE LA SICUREZZA DEL LUOGO DI LAVORO. IN OGNI CASO, SI RICHIEDE VENGA RILASCIATA DA PARTE DELLA DITTA INSTALLATRICE, DICHIARAZIONE, FIRMATA DAL DATORE DI LAVORO, DELLA RISPONDENZA DELL’OPERA ALLE NORME DI SICUREZA E ALLE REGOLE DELL’ARTE, NONCHE’ AGLI SCHEMI DI MONTAGGIO ED AI MANUALI D’USO E ISTRUZIONE. LA DITTA CHE UTILIZZERA’ L’OPERA DOVRA’ RILASCIARE DICHIARAZIONE, FIRMATA DAL DATORE DI LAVORO, CHE SI IMPEGNERA’ AD UTILIZZARE CORRETTAMENTE L’OPERA SENZA COMPROMETTERNE LA SUA INTEGRITA’ E FUNZIONALITA’ E QUINDI SENZA COMPIERE MANOMISSIONI E/O RIMOZIONI ALCUNE. RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 59 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA 6 ELENCO ALLEGATI Numero DESCRIZIONE 01 Planimetrie di cantiere 02 Cronoprogramma dei lavori 03 Schede di lavorazione RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 60 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA ALLEGATI 01 DESCRIZIONE Planimetrie di cantiere RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 61 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA ALLEGATI 02 DESCRIZIONE Cronoprogramma lavori RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 62 CRONOPROGRAMMA DEGLI INTERVENTI (GANTT) ALLESTIMENTO DEL CANTIERE A A1 Preparazione allestimento area di cantiere A2 Messa in opera di recinzioni di cantiere Messa in opera di baraccamenti ad uso spogliatoio e wc chimico Messa in opera di parapetti A3 A4 Messa in opera di armature di sostegno Realizzazione dell’impianto elettrico di cantiere a valle del punto di fornitura dell’Ente Gestore FOGNATURA NERA B B1 Esecuzione di scavo in trincea con esecuzione a scarpa B2 Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali B3 Messa in opera di tubazioni in PVC rigido B4 Messa in opera di getto di calcestruzzo non strutturale B5 Allacciamento della fogna alla condotta pubblica Messa in opera di pozzi di ispezione B6 Messa in opera di gradini di discesa in acciaio B7 Messa in opera di chiusino B8 Rinterro ACQUEDOTTO C C2 Esecuzione di getto di cls per realizzazione di camera antistante sottocentrale Realizzazione di pozzo perdente con esecuzione di scavo in trincea C3 Messa in opera di chiusino C4 Fornitura e posa di tubazione acquedotto C5 Messa in opera di pozzetti di ispezione C6 Messa in opera di chiusino C7 Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri C1 RETE ANTINCENDIO D D1 Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali D2 posa di tubazione rete antincendio D3 Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri D4 Getto di cls per protezione dei tubi D5 Messa in opera di pozzetti antincendio D6 Messa in opera di idranti RETE CAVIDOTTI E E1 Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali E2 posa di tubazione corrugata per cavidotto E3 Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri E4 Messa in opera di pozzetti di ispezione SMOBILIZZO CANTIERE D D1 Smobilizzo del cantiere D2 Pulizie Diagramma di Gantt, Cronoprogramma degli interventi gg 40 gg 39 gg 38 gg 37 gg 36 gg 35 gg 34 gg 33 gg 32 gg 31 gg 30 gg 29 gg 28 gg 27 gg 26 gg 25 gg 24 gg 23 gg 22 gg 21 gg 20 gg 19 gg 18 gg 17 gg 16 gg 15 gg 14 gg 13 gg 12 gg 11 gg 10 gg 09 gg 08 gg 07 gg 06 gg 05 gg 04 Data gg 03 / gg 01 attività gg 02 OPERE INFRASTRUTTURALI PER L'AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA REALE OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA ALLEGATI 03 DESCRIZIONE Schede di lavorazione RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 63 SCHEDE DI LAVORAZIONE INDICE: 01 – ALLESTIMENTO DEL CANTIERE 02 – LAVORI IMPIANTISTI OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA SPECIFICHE DELLA LAVORAZIONE (DA CRONOPROGRAMMA) MAESTRANZE COINVOLTE 01 – ALLESTIMENTO CANTIERE MACCHINE E UTENSILI UTILIZZATI OPERE PROVVISIONALI A-01 Preparazione allestimento area di cantiere - Operaio comune Utensili a mano A-02 Messa in opera di recinzioni di cantiere - Operaio comune Utensili a mano A-03 Messa in opera di baraccamenti ad uso spogliatoio e wc chimico - Operaio comune Utensili a mano A-04 Messa in opera di parapetti - Operaio comune Utensili a mano Transenne A-05 Messa in opera di armature di sostegno - Operaio comune Utensili a mano autocarro Transenne A-06 Realizzazione dell’impianto elettrico di cantiere a valle del punto di fornitura dell’Ente Gestore - Operaio specializzato Utensili a mano Transenne INDIVIDUAZIONE DEI PRINCIPALI RISCHI DI LAVORAZIONE - Investimento - Proiezione di trucioli durante l’uso di strumenti elettrici portatili - Proiezione dell’utensile o di parte di esso - Bruciature durante l’uso di strumenti elettrici portatili - Rumore - Olii minerali e derivati - Polvere - Urti , colpi, impatti, compressioni - Punture, tagli, abrasioni Transenne x x x - Caduta a livello - Elettrocuzione Transenne SOGLIA DI ATTENZIONE RICHIESTA MOLTO NORMALE ELEVATA ELEVATA - Caduta di materiale in fase di scarico e/o posizionamento - Schiacciamento per cattiva imbracatura del carico o per errore del gruista x x x x x x x x x x MATERIALI E/O SOSTANZE UTILIZZATE DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDISPENSABILI INDIVIDUALI (DPI) - guanti - cinture di sicurezza - elmetto - scarpe di sicurezza - mascherina per la polvere - otoprotettori COLLETTIVI (DPC) OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze autocarro • • • • • • Rischi Contatto con mezzi in opera Investimento Cadute a livello Caduta di manufatti durante la movimentazione Schiacciamento Crollo delle cataste Misure collettive ed individuali • • • • Casco Calzature di sicurezza Guanti Indumenti protettivi 01 – ALLESTIMENTO CANTIERE PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti PRIMA DELL'USO: • Verificare accuratamente l'efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi in genere; • Verificare l'efficienza delle luci, dei dispositivi di segnalazione acustici e luminosi; • Garantire la visibilità del posto di guida; • Controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la stabilità del mezzo; • Verificare la presenza in cabina di un estintore. DURANTE L'USO: • Segnalare l'operatività del mezzo col girofaro in area di cantiere; • Non trasportare persone all'interno del cassone; • Adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d'uomo in prossimità dei posti di lavoro; • Richiedere l'aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o quando la visibilità è incompleta; • Non azionare il ribaltabile con il mezzo in posizione inclinata; • Non superare la portata massima; • Non superare l'ingombro massimo; • Posizionare e fissare adeguatamente il carico in modo che risulti ben distribuito e che non possa subire spostamenti durante il trasporto; • Non caricare materiale sfuso oltre l'altezza delle sponde; • Assicurarsi della corretta chiusura delle sponde; • Durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare; • Segnalare tempestivamente eventuali gravi guasti. DOPO L'USO: • Eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego, con particolare riguardo per pneumatici e freni, segnalando eventuali anomalie; • Pulire convenientemente il mezzo curando gli organi di comando. Bandelle in plastica per segnalazione aree di intervento, cavalletti Cartellonistica di sicurezza specifica Cariola per la movimentazione di OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze Rischi Misure collettive ed individuali 01 – ALLESTIMENTO CANTIERE PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti materiali in cantiere Fasce e funi di trattenuta con ganci, paletti e zanche Autocarro con gru • • • • • • Urti, colpi, impatti, compressioni Punture, tagli, abrasioni Calore, fiamme Elettrici (contatto con linee elettriche aeree) Cesoiamento, stritolamento Oli minerali e derivati • • • • Casco Calzature di sicurezza Guanti Indumenti protettivi PRIMA DELL'USO: • Verificare accuratamente l'efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi in genere; • Verificare l'efficienza delle luci, dei dispositivi di segnalazione acustici e luminosi; • Garantire la visibilità del posto di guida; • Controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la stabilità del mezzo; • Verificare che nella zona di lavoro non vi siano linee elettriche aeree che possano interferire con le manovre; • Verificare l'integrità dei tubi flessibili e dell'impianto oleodinamico in genere; • Ampliare con apposite plance la superficie di appoggio degli stabilizzatori; • Verificare l'efficienza della gru, compresa la sicura del gancio; • Verificare la presenza in cabina di un estintore. DURANTE L'USO: • Non trasportare persone all'interno del cassone; • Adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d'uomo in prossimità dei posti di lavoro; • Non azionare la gru con il mezzo in posizione inclinata; • Non superare la portata massima e del mezzo e dell'apparecchio di sollevamento; • Non superare l'ingombro massimo; • Posizionare e fissare adeguatamente il carico in modo che risulti ben distribuito e che non possa subire spostamenti durante il trasporto; • Assicurarsi della corretta chiusura delle sponde; • Durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare; • Segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti o situazioni pericolose; • Utilizzare adeguati accessori di sollevamento; • Mantenere i comandi puliti da grasso, olio, ecc.; • In caso di visibilità insufficiente richiedere l'aiuto di personale per eseguire le manovre. DOPO L'USO: • Eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego a motore spento; • Posizionare correttamente il braccio telescopico e bloccarlo in posizione di riposo; Pulire convenientemente il mezzo; • • Segnalare eventuali guasti. OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze Equipaggiamento elettrico delle macchine e delle attrezzature • Rischi Elettrici Misure collettive ed individuali • Non espressamente previsti 01 – ALLESTIMENTO CANTIERE PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti PRIMA DELL'USO: • Verificare l'idoneità dell'impianto elettrico di cantiere (dichiarazione di conformità rilasciata da elettricista abilitato); • Verificare l'idoneità della macchina / attrezzatura alla specifica lavorazione (es. grado di protezione IP in ambiente bagnato); • Verificare il corretto collegamento della macchina / attrezzatura alla linea di alimentazione (cavi, interruttori , quadri, ecc); • Verificare l'integrità delle parti elettriche visibili; • Verificare che il collegamento elettrico avvenga tramite giunto maschio fisso su parte stabile della macchina; • Verificare la presenza di dispositivi contro il riavviamento della macchina in caso di interruzione e ripresa dell'alimentazione elettrica. DURANTE L'USO: • Tutto il personale non espressamente addetto deve evitare di intervenire su impianti o parti di impianto sotto tensione; • Qualora si presenti una anomalia nell'impianto elettrico è necessario segnalarla immediatamente al responsabile del cantiere; • Il personale non deve compiere, di propria iniziativa, riparazioni o sostituzioni di parti di impianto elettrico; • Disporre con cura i conduttori elettrici, evitando che intralcino i passaggi, che corrano per terra o che possano comunque essere danneggiati; • Non inserire o disinserire macchine o utensili su prese in tensione; • Prima di effettuare l'allacciamento verificare che gli interruttori di manovra della apparecchiatura e quello posto a monte della presa siano "aperti" (macchina ferma e tolta tensione alla presa); • Se la macchina o l'utensile, allacciati e messi in moto, non funzionano o provocano l'intervento di una protezione elettrica (valvola, interruttore automatico o differenziale) è necessario che l'addetto provveda ad informare immediatamente il responsabile del cantiere senza cercare di risolvere il problema autonomamente. DOPO L'USO: • Lasciare l'attrezzatura in regolari condizioni di funzionamento; • In caso di riscontrata anomalia informare immediatamente il responsabile di cantiere o mettere fuori servizio in maniera permanente la macchina / attrezzatura. Utensili a mano • • Urti, colpi, impatti, compressioni Punture, tagli, abrasioni • • • • Casco Calzature di sicurezza Occhiali Guanti PRIMA DELL'USO: • Controllare che l'utensile non sia deteriorato; • Sostituire i manici che presentino incrinature o scheggiature; • Verificare il corretto fissaggio del manico; • Selezionare il tipo di utensile adeguato all'impiego; • Per punte e scalpelli utilizzare idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle impugnature. DURANTE L'USO: • Impugnare saldamente l'utensile; • Assumere una posizione corretta e stabile; • Distanziare adeguatamente gli altri lavoratori; • Non utilizzare in maniera impropria l'utensile; • Non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta dall'alto; OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze Rischi 01 – ALLESTIMENTO CANTIERE PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti Misure collettive ed individuali • Utilizzare adeguati contenitori per riporre gli utensili di piccola taglia. DOPO L'USO: • Pulire accuratamente l'utensile; • Riporre correttamente gli utensili; • Controllare lo stato d'uso dell'utensile. Scale a mano • • • Cadute dall'alto Urti, colpi, impatti, compressioni Movimentazione manuale dei carichi • • • Casco Calzature di sicurezza Guanti CARATTERISTICHE DI SICUREZZA: • Le scale a mano devono essere costruite con materiale adatto alle condizioni di impiego, possono quindi essere in ferro, alluminio o legno, ma devono essere sufficientemente resistenti ed avere dimensioni appropriate all'uso; • Le scale in legno devono avere i pioli incastrati nei montanti che devono essere trattenuti con tiranti in ferro applicati sotto i due pioli estremi; le scale lunghe più di 4 m devono avere anche un tirante intermedio; • In tutti i casi le scale devono essere provviste di dispositivi antisdrucciolo alle estremità inferiori dei due montanti e di elementi di trattenuta o di appoggi antisdrucciolevoli alle estremità superiori. PRIMA DELL'USO: • La scala deve superare di almeno 1 m il piano di accesso, curando la corrispondenza del piolo con lo stesso (è possibile far proseguire un solo montante efficacemente fissato); • Le scale usate per l'accesso a piani successivi non devono essere poste una in prosecuzione dell'altra; • Le scale poste sul filo esterno di una costruzione od opere provvisionali (ponteggi) devono essere dotate di corrimano e parapetto; • La scala deve distare dalla verticale di appoggio di una misura pari ad 1/4 della propria lunghezza; • È vietata la riparazione dei pioli rotti con listelli di legno chiodati sui montanti; • Le scale posizionate su terreno cedevole vanno appoggiate su un'unica tavola di ripartizione; • Il sito dove viene installata la scala deve essere sgombro da eventuali materiali e lontano dai passaggi. DURANTE L'USO: • Le scale non vincolate devono essere trattenute al piede da altra persona; • Durante gli spostamenti laterali nessun lavoratore deve trovarsi sulla scala; • Evitare l'uso di scale eccessivamente sporgenti oltre il piano di arrivo; • La scala deve essere utilizzata da una sola persona per volta limitando il peso dei carichi da trasportare; • Quando vengono eseguiti lavori in quota, utilizzando scale ad elementi innestati, una persona deve esercitare da terra una continua vigilanza sulla scala; • La salita e la discesa vanno effettuate con il viso rivolto verso la scala. DOPO L'USO: • Controllare periodicamente lo stato di conservazione delle scale provvedendo alla manutenzione necessaria; • Le scale non utilizzate devono essere conservate in un luogo riparato dalle intemperie e, possibilmente, sospese ad appositi ganci; Segnalare immediatamente eventuali anomalie riscontrate, in particolare: pioli • rotti, gioco fra gli incastri, fessurazioni, carenza dei dispositivi antiscivolo e di arresto. OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze Movimentazione manuale dei carichi Rischi 01 – ALLESTIMENTO CANTIERE PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti Misure collettive ed individuali • • Calzature di sicurezza Guanti ATTIVITÀ INTERESSATE Tutte le attività che comportano operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano tra l'altro rischi di lesioni dorso lombari (per lesioni dorso lombari si intendono le lesioni a carico delle strutture osteomiotendinee e nervovascolari a livello dorso lombare). I carichi costituiscono un rischio nei casi in cui ricorrano una o più delle seguenti condizioni (situazioni che spesso contraddistinguono il settore delle costruzioni edili): • Caratteristiche del carico: • Troppo pesanti (superiori a 30 Kg); • Ingombranti o difficili da afferrare; • In equilibrio instabile o con il contenuto che rischia di spostarsi; • Collocati in posizione tale per cui devono essere tenuti e maneggiati ad una certa distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione del tronco. • Sforzo fisico richiesto: • Eccessivo; • Effettuato soltanto con un movimento di torsione del tronco; • Comporta un movimento brusco del carico; • Compiuto con il corpo in posizione instabile. • Caratteristiche dell'ambiente di lavoro: • Spazio libero, in particolare verticale, insufficiente per lo svolgimento dell'attività; • Pavimento ineguale, con rischi di inciampo o scivolamento per le scarpe calzate dal lavoratore; • Posto o ambiente di lavoro che non consentono al lavoratore la movimentazione manuale di carichi ad una altezza di sicurezza o in buona posizione; • Pavimento o piano di lavoro con dislivelli che implicano la movimentazione del carico a livelli diversi; • Pavimento o punto d'appoggio instabili, • Temperatura, umidità o circolazione dell'aria inadeguate. • Esigenze connesse all'attività: • Sforzi fisici che sollecitano in particolare la colonna vertebrale, troppo frequenti o troppo prolungati; • Periodo di riposo fisiologico o di recupero insufficiente; • Distanze troppo grandi di sollevamento, di abbassamento o di trasporto; • Ritmo imposto da un processo che il lavoratore non può modulare. • Fattori individuali di rischio: Inidoneità fisica al compito da svolgere; • • Indumenti calzature o altri effetti personali inadeguati portati dal lavoratore; • Insufficienza o inadeguatezza delle conoscenze o della formazione. PRIMA DELL'ATTIVITÀ: • Le lavorazioni devono essere organizzate al fine di ridurre al minimo la movimentazione manuale dei carichi anche attraverso l'impiego di idonee attrezzature meccaniche per il trasporto ed il sollevamento. DURANTE L'ATTIVITÀ: • Per i carichi che non possono essere movimentati meccanicamente occorre utilizzare strumenti per la movimentazione ausiliata (carriole, carrelli) e ricorrere ad accorgimenti organizzativi quali la riduzione del peso del carico e dei cicli di OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze Rischi 01 – ALLESTIMENTO CANTIERE PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti Misure collettive ed individuali • sollevamento e la ripartizione del carico tra più addetti; Tutti gli addetti devono essere informati e formati in particolar modo su: il peso dei carichi, il centro di gravità o il lato più pesante, le modalità di lavoro corrette ed i rischi in caso di inosservanza. DOPO L'ATTIVITÀ: PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA • Non espressamente previste. SORVEGLIANZA SANITARIA • • • Elettricità • Calzature con suola isolante; •Guanti isolanti in lattice. La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per tutti gli addetti; La periodicità delle visite mediche è stabilita dal medico competente; La visita medica può essere disposta in funzione ad esempio delle caratteristiche fisiche del lavoratore anche se l'attività che svolge non lo espone normalmente ai rischi dovuti alla movimentazione dei carichi. ATTIVITÀ INTERESSATE Tutte le attività nelle quali vengono utilizzati, o siano comunque attivi, impianti per la produzione o distribuzione dell'energia elettrica, a qualunque scopo destinata. PRIMA DELL'ATTIVITÀ: • • • • Verificare che non esistano elementi della rete di distribuzione dell'energia elettrica che possano costituire pericolo per le lavorazioni e viceversa. Se del caso, devono essere presi immediati contatti con l'Ente esercente la rete al fine di individuare e applicare le misure di sicurezza necessarie (es. segnalazioni, delimitazioni, sbarramenti etc.) prima dell'inizio delle lavorazioni; Le strutture metalliche dei baraccamenti e delle opere provvisionali, i recipienti e gli apparecchi metallici di notevoli dimensioni situati all'aperto devono essere collegati elettricamente a terra in modo da garantire la dispersione delle scariche atmosferiche, come conseguenza della relazione di calcolo di probabilità prevista dalla normativa vigente; Gli impianti elettrici, di messa a terra ed i dispositivi contro le scariche atmosferiche, quando necessari, devono essere progettati osservando le norme dei regolamenti di prevenzione e quelle di buona tecnica riconosciute. Gli impianti sono realizzati, mantenuti e riparati da ditte e/o persone qualificate. La dichiarazione di conformità degli impianti (con gli allegati), la richiesta di omologazione dell'impianto di terra e dei dispositivi contro le scariche atmosferiche sono conservate in cantiere; Prima dell'utilizzo è necessario effettuare una verifica visiva e strumentale delle condizioni di idoneità delle diverse parti degli impianti e dei singoli dispositivi di sicurezza. DURANTE L'ATTIVITÀ: • Tutto il personale non espressamente addetto deve evitare di intervenire su impianti o parti di impianto sotto tensione; • Qualora si presenti una anomalia nell'impianto elettrico è necessario segnalarla immediatamente al responsabile del cantiere; OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze Rischi 01 – ALLESTIMENTO CANTIERE PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti Misure collettive ed individuali • Il personale non deve compiere, di propria iniziativa, riparazioni o sostituzioni di parti di impianto elettrico; Disporre con cura i conduttori elettrici, evitando che intralcino i passaggi, che corrano per terra o che possano comunque essere danneggiati; Verificare sempre l'integrità degli isolamenti prima di impiegare conduttori elettrici per allacciamenti di macchine od utensili; L'allacciamento al quadro di utensili, macchine, etc., deve avvenire sulle prese a spina appositamente predisposte; Non inserire o disinserire macchine o utensili su prese in tensione; Prima di effettuare l'allacciamento verificare che gli interruttori di manovra della apparecchiatura e quello posto a monte della presa siano "aperti" (macchina ferma e tolta tensione alla presa); Se la macchina o l'utensile, allacciati e messi in moto, non funzionano o provocano l'intervento di una protezione elettrica (valvola, interruttore automatico o differenziale) è necessario che l'addetto provveda ad informare immediatamente il responsabile del cantiere senza cercare di risolvere il problema autonomamente. • • • • • • DOPO L'ATTIVITÀ: PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA • • • • • • • • • • Il corpo umano al passaggio della corrente si riscalda fortemente: ne risultano scottature esterne o interne, talvolta gravi o addirittura mortali; L'elettricità altresì produce frequentemente altri effetti: sul cuore (fibrillazioni); sui muscoli (crampi la cui intensità può essere tanto elevata da provocare slogature di articolazioni e rotture di ossa); sul sistema nervoso (paralisi); Gli effetti sono diversi a seconda della qualità e della quantità dell'energia elettrica trasmessa; Nel caso in cui l'infortunato resti in contatto con un conduttore a bassa tensione non disattivabile che sia facilmente spostabile, è necessario che quest'ultimo venga allontanato con un supporto in materiale isolante (non con le mani!), ad es. con una tavola di legno ben asciutta, eseguendo un movimento rapido e preciso. Se il suolo è bagnato occorre che il soccorritore si isoli anche da terra ad es. mettendo sotto i piedi una tavola di legno asciutta; Se non è possibile rimuovere il conduttore è necessario spostare l'infortunato. In questo caso il soccorritore deve: Controllare che il suo corpo (piedi compresi) siano isolati da terra (suolo o parti di costruzioni o di impalcature o di macchinari bagnati o metallici); Isolare bene le mani anche con mezzi di fortuna (es.: maniche della giacca); Prendere l'infortunato per gli abiti evitando il contatto con parti umide (es.: sotto le ascelle), possibilmente con una mano sola; Allontanare l'infortunato con una manovra rapida e precisa; Dopo aver provveduto ad isolare l'infortunato è indispensabile ricorrere d'urgenza al pronto soccorso più vicino. SORVEGLIANZA SANITARIA • Rumore • Otoprotettori (cuffie, tappi o archetti). Non espressamente prevista. ATTIVITÀ INTERESSATE OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze Rischi 01 – ALLESTIMENTO CANTIERE PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti Misure collettive ed individuali Tutte le attività che comportano per il lavoratore una esposizione personale superiore ad 80 dB. PRIMA DELL'ATTIVITÀ: • • I rischi derivanti dall'esposizione a rumore devono essere valutati secondo i criteri stabiliti dal D.Lgs. 81/2008, riferendosi eventualmente, a studi effettuati in materia: come ad esempio il manuale "Conoscere per prevenire - La valutazione del rischio derivante dall'esposizione a rumore durante il lavoro nelle attività edili", redatto dal Comitato Paritetico Territoriale della Provincia di Torino; I rischi derivanti dall'esposizione a rumore devono essere ridotti al minimo, in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, mediante misure tecniche, organizzative e procedurali concretamente attuabili, privilegiando gli interventi alla fonte. DURANTE L'ATTIVITÀ: • Nella scelta delle lavorazioni devono essere privilegiati i processi lavorativi meno rumorosi e le attrezzature silenziose; • Le attrezzature da impiegare devono essere idonee alle lavorazioni da effettuare, correttamente installate, mantenute ed utilizzate; • Le sorgenti rumorose devono essere il più possibile separate e distanti dai luoghi di lavoro; • Le zone caratterizzate da elevati livelli di rumorosità devono essere segnalate; • Tutto il personale deve essere informato sui rischi derivanti dall'esposizione al rumore e sulle misure di prevenzione adottate a cui conformarsi (es. funzioni e modalità di impiego degli otoprotettori); • Il personale che risulta esposto ad un livello personale superiore agli 85 dB(A) deve essere anche formato sull'uso corretto dei DPI, degli utensili e delle attrezzature; • Tutto il personale interessato deve essere fornito di idonei dispositivi di protezione individuale (otoprotettori); • La riduzione ulteriore del rischio può essere ottenuta ricorrendo a misure organizzative quali la riduzione della durata delle lavorazioni rumorose e l'introduzione di turni di lavoro. DOPO L'ATTIVITÀ: PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA • Non espressamente previste. SORVEGLIANZA SANITARIA • • • La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per tutti gli addetti il cui livello di esposizione personale è superiore ad 85 dB(A); Nei casi in cui il livello di esposizione personale è superiore ad 80 dB(A) (compreso tra 80 e 85), la sorveglianza sanitaria può essere richiesta dallo stesso lavoratore o risultare opportuna in relazione ai livelli ed alla durata delle esposizioni parziali che contraddistinguono la valutazione personale complessiva del gruppo omogeneo di riferimento; La periodicità delle visite mediche è stabilita dal medico competente (almeno annuale sopra i 90 dB(A) e biennale sopra gli 85 dB(A)). OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze Rischi Vibrazioni 01 – ALLESTIMENTO CANTIERE PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti Misure collettive ed individuali • Guanti antivibrazioni. ATTIVITÀ INTERESSATE Tutte le attività nelle quali è previsto l'impiego di utensili ad aria compressa o ad asse vibrante (es. martelli demolitori, fioretti per fori da mine, decespugliatori a zainetto etc.) o dove l'operatore permanga in contatto con una fonte di vibrazioni (es. macchine operatrici, casseforme vibranti, etc.). PRIMA DELL'ATTIVITÀ: • • • • • Valutare se sia possibile effettuare la stessa lavorazione senza ricorrere ad attrezzature e/o utensili comunque capaci di trasmettere vibrazioni al corpo dell'operatore; Ridurre al minimo l'utilizzo di macchine ed attrezzature a rischio; Gli utensili e le attrezzature vibranti da impiegare dovranno essere scelte tra quelle meno dannose per l'operatore; le stesse devono essere dotate di soluzioni tecniche efficaci per la protezione dei lavoratori (es. manici antivibrazioni, dispositivi di smorzamento, sedili ammortizzanti, etc.) e devono essere installate e mantenute in stato di perfetta efficienza; Predisporre i percorsi, per i mezzi semoventi, in modo da limitare i sobbalzi; Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività. DURANTE L'ATTIVITÀ: • Durante l'impiego di utensili vibranti, utilizzare i dispositivi di protezione individuale (guanti antivibranti) in particolar modo se si è esposti anche al freddo; • Assumere posizioni tali da non accentuare gli effetti delle vibrazioni; • Percorrere con i mezzi semoventi, a velocità ridotta, le strade predisposte all'interno del cantiere; • Se del caso deve essere analizzata l'opportunità di istituire una rotazione tra gli addetti. DOPO L'ATTIVITÀ: • Eseguire la regolare manutenzione delle attrezzature, con particolare riguardo a quelle parti che potrebbero incrementare i livelli di accelerazione (vibrazioni) e ai dispositivi di smorzamento. PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA • In presenza di disturbi riconducibili ad eccessiva esposizione alle vibrazioni con aumento del rischio di lesioni vascolari, neurologiche e muscolo-scheletriche è necessario attivare il medico competente per gli accertamenti del caso. Tali disturbi possono manifestarsi ad esempio: • Con dolori al polso e/o alle prime tre dita della mano; • Dolori alle articolazioni in genere; • Formicolii, torpore e dolore delle ultime falangi (sindrome "del dito morto" o "dito bianco"). SORVEGLIANZA SANITARIA • Trapano • Punture, tagli, abrasioni • Calzature di sicurezza Gli utilizzatori di utensili ad aria compressa o ad asse flessibile devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria preventiva e periodica. La periodicità è annuale se non diversamente disposto dal medico competente. In tutti gli altri casi la sorveglianza sanitaria può essere disposta dal medico competente o prescritta dall'organo di vigilanza. PRIMA DELL'USO: OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze • • • Rischi 01 – ALLESTIMENTO CANTIERE PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti Misure collettive ed individuali Elettrici Rumore Polveri, fibre • • • Maschera per la protezione delle vie respiratorie Otoprotettori Guanti • • • • Verificare che l'utensile sia a doppio isolamento (220V), o alimentato a bassissima tensione di sicurezza (50V), comunque non collegato elettricamente a terra; Verificare l'integrità e l'isolamento dei cavi e della spina di alimentazione; Verificare il funzionamento dell'interruttore; Controllare il regolare fissaggio della punta. DURANTE L'USO: • Eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata; • Interrompere l'alimentazione elettrica durante le pause di lavoro; • Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione. DOPO L'USO: • Staccare il collegamento elettrico dell'utensile; • Pulire accuratamente l'utensile; • Segnalare eventuali malfunzionamenti. Avvitatore elettrico • • Urt i, c ol p i, c om pre s s io n i Elettrici i mp a t t i, • Calzature di sicurezza • Guanti PRIMA DELL'USO: • Utilizzare solo utensili a doppio isolamento (220 V), o utensili alimentati a bassissima tensione di sicurezza (50 V), comunque non collegati elettricamente a terra; • Controllare l'integrità dei cavi e della spina d'alimentazione; • Verificare la funzionalità dell'utensile; • Verificare che l'utensile sia di conformazione adatta. DURANTE L'USO: • Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione; • Interrompere l'alimentazione elettrica nelle pause di lavoro; • Segnalare eventuali malfunzionamenti. DOPO L'USO: • Scollegare elettricamente l'utensile. OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA SPECIFICHE DELLA LAVORAZIONE (DA CRONOPROGRAMMA) B-01 Esecuzione di scavo in trincea con esecuzione a scarpa B-02 Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali B-03 Messa in opera di tubazioni in PVC rigido B-04 Messa in opera di getto di calcestruzzo non strutturale B-05 Allacciamento della fogna alla condotta pubblica B-06 Messa in opera di pozzi di ispezione B-07 Messa in opera di gradini di discesa in acciaio B-08 Messa in opera di chiusino B-09 Rinterro C-01 C-02 Esecuzione di getto di cls per realizzazione di camera antistante sottocentrale Realizzazione di pozzo perdente con esecuzione di scavo in trincea MAESTRANZE COINVOLTE MACCHINE E UTENSILI UTILIZZATI 02 – LAVORI IMPIANTI OPERE PROVVISIONALI - Operaio comune - operaio specializzato - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune Utensili a mano escavatore Utensili a mano escavatore Utensili a mano - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune Utensili a mano escavatore Utensili a mano Utensili a mano Transenne - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune Utensili a mano Transenne Recinzioni Transenne Recinzioni Transenne Recinzioni Utensili a mano Transenne - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune - Operaio specializzato - Operaio comune - Operaio specializzato Utensili a mano escavatore Utensili a mano Transenne Recinzioni Transenne Recinzioni Transenne Recinzioni Transenne Recinzioni Transenne Recinzioni Transenne Recinzioni Transenne Recinzioni Transenne Recinzioni Utensili a mano betoniera Utensili a mano Utensili a mano Utensili a mano Utensili a mano Utensili a mano Transenne Transenne Transenne Recinzioni Transenne Recinzioni Transenne Transenne Recinzioni Transenne Recinzioni Transenne Transenne Transenne Recinzioni Transenne Recinzioni C-03 Messa in opera di chiusino C-04 Fornitura e posa di tubazione acquedotto C-05 Messa in opera di pozzetti di ispezione C-06 Messa in opera di chiusino C-07 Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri D-01 Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali D-02 posa di tubazione rete antincendio D-03 Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri D-04 Getto di cls per protezione dei tubi D-05 Messa in opera di pozzetti antincendio D-06 Messa in opera di idranti E-01 Esecuzione di scavo in trincea con pareti verticali E-02 posa di tubazione corrugata per cavidotto E-03 Messa in opera di nastri di segnalazione durante rinterri - Operaio comune Utensili a mano Transenne E-04 Messa in opera di pozzetti di ispezione - Operaio comune - Operaio specializzato Utensili a mano Transenne Recinzioni Utensili a mano Utensili a mano Utensili a mano betoniera Utensili a mano Utensili a mano Utensili a mano escavatore Utensili a mano MATERIALI E/O SOSTANZE UTILIZZATE OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA INDIVIDUAZIONE DEI PRINCIPALI RISCHI DI LAVORAZIONE SOGLIA DI ATTENZIONE RICHIESTA MOLTO NORMALE ELEVATA ELEVATA x x - Caduta di materiale in fase di scarico e/o posizionamento - Schiacciamento per cattiva imbracatura del carico o per errore del gruista - Investimento x - Caduta a livello - Elettrocuzione - Proiezione di trucioli durante l’uso di strumenti elettrici portatili - Proiezione dell’utensile o di parte di esso - Bruciature durante l’uso di strumenti elettrici portatili - Rumore - Olii minerali e derivati - Polvere - Urti , colpi, impatti, compressioni - Punture, tagli, abrasioni 02 – LAVORI IMPIANTI x x x x x x x x x x DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDISPENSABILI INDIVIDUALI (DPI) - guanti - cinture di sicurezza - elmetto - scarpe di sicurezza - mascherina per la polvere - otoprotettori COLLETTIVI (DPC) OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze autocarro • • • • • • Rischi Contatto con mezzi in opera Investimento Cadute a livello Caduta di manufatti durante la movimentazione Schiacciamento Crollo delle cataste Misure collettive ed individuali • • • • Casco Calzature di sicurezza Guanti Indumenti protettivi 02 – LAVORI IMPIANTI PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti PRIMA DELL'USO: • Verificare accuratamente l'efficienza dei dispositivi frenanti e di tutti i comandi in genere; • Verificare l'efficienza delle luci, dei dispositivi di segnalazione acustici e luminosi; • Garantire la visibilità del posto di guida; • Controllare che i percorsi in cantiere siano adeguati per la stabilità del mezzo; • Verificare la presenza in cabina di un estintore. DURANTE L'USO: • Segnalare l'operatività del mezzo col girofaro in area di cantiere; • Non trasportare persone all'interno del cassone; • Adeguare la velocità ai limiti stabiliti in cantiere e transitare a passo d'uomo in prossimità dei posti di lavoro; • Richiedere l'aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o quando la visibilità è incompleta; • Non azionare il ribaltabile con il mezzo in posizione inclinata; • Non superare la portata massima; • Non superare l'ingombro massimo; • Posizionare e fissare adeguatamente il carico in modo che risulti ben distribuito e che non possa subire spostamenti durante il trasporto; • Non caricare materiale sfuso oltre l'altezza delle sponde; • Assicurarsi della corretta chiusura delle sponde; • Durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare; • Segnalare tempestivamente eventuali gravi guasti. DOPO L'USO: • Eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego, con particolare riguardo per pneumatici e freni, segnalando eventuali anomalie; • Pulire convenientemente il mezzo curando gli organi di comando. Bandelle in plastica per segnalazione aree di intervento, cavalletti Cartellonistica di sicurezza specifica Cariola per la OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze Rischi Misure collettive ed individuali 02 – LAVORI IMPIANTI PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti movimentazione di materiali in cantiere Fasce e funi di trattenuta con ganci, paletti e zanche Parapetti CARATTERISTICHE DI SICUREZZA • Devono essere allestiti con buon materiale e a regola d'arte, risultare idonei allo scopo, ed essere conservati in efficienza per l'intera durata del lavoro; • Il parapetto regolare può essere costituito da: • Un corrente superiore, collocato all'altezza minima di m 1 dal piano di calpestio, e da una tavola fermapiede, aderente al piano di camminamento, di altezza variabile, ma tale da non lasciare uno spazio vuoto, fra sé e il mancorrente superiore, maggiore di cm 60; • Un corrente superiore, collocato all'altezza minima di m 1 dal piano di calpestio, e da una tavola fermapiede, aderente al piano di camminamento, di altezza variabile, ma tale da non lasciare uno spazio vuoto, fra sé e il mancorrente superiore, maggiore di cm 60. MISURE DI PREVENZIONE • Vanno previste per evitare la caduta nel vuoto di persone e materiale; • Sia i correnti che la tavola fermapiede devono essere applicati dalla parte interna dei montanti o degli appoggi sia quando fanno parte dell'impalcato di un ponteggio che in qualunque altro caso; • Piani, piazzole, castelli di tiro e attrezzature varie possono presentare parapetti realizzati con caratteristiche geometriche e dimensionali diverse; • Il parapetto con fermapiede va anche applicato sul lato corto, terminale, dell'impalcato, procedendo alla cosiddetta "intestatura" del ponte; • Il parapetto con fermapiede va previsto sul lato del ponteggio verso la costruzione quando il distacco da essa superi i cm 20 e non sia possibile realizzare un piano di calpestio esterno, poggiante su traversi a sbalzo, verso l'opera stessa; • Il parapetto con fermapiede va previsto ai bordi delle solette che siano a più di m 2 di altezza; • Il parapetto con fermapiede va previsto ai bordi degli scavi che siano a più di m 2 di altezza; • Il parapetto con fermapiede va previsto nei tratti prospicienti il vuoto di viottoli e scale con gradini ricavate nel terreno o nella roccia quando si superino i m 2 di dislivello; • È considerata equivalente al parapetto qualsiasi altra protezione - quale muro, parete piena, ringhiera, lastra, grigliato, balaustrata e simili - in grado di garantire prestazioni di sicurezza contro la caduta verso i lati aperti non inferiori a quelle richieste per un parapetto normale. ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI • Verificare la presenza del parapetto di protezione dove necessario; • Verificare la stabilità, la completezza e gli aspetti dimensionali del parapetto di protezione, con particolare riguardo alla consistenza strutturale ed al corretto fissaggio, ottenuto in modo da poter resistere alle sollecitazioni nell'insieme ed in ogni sua parte, tenuto conto delle condizioni ambientali e della sua specifica funzione; • Non modificare né, tanto meno, eliminare un parapetto; • Segnalare al responsabile del cantiere eventuali non rispondenze a quanto indicato OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze Utensili a mano • • Rischi Urti, colpi, impatti, compressioni Punture, tagli, abrasioni 02 – LAVORI IMPIANTI PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti Misure collettive ed individuali • • • • Casco Calzature di sicurezza Occhiali Guanti PRIMA DELL'USO: • Controllare che l'utensile non sia deteriorato; • Sostituire i manici che presentino incrinature o scheggiature; • Verificare il corretto fissaggio del manico; • Selezionare il tipo di utensile adeguato all'impiego; • Per punte e scalpelli utilizzare idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle impugnature. DURANTE L'USO: • Impugnare saldamente l'utensile; • Assumere una posizione corretta e stabile; • Distanziare adeguatamente gli altri lavoratori; • Non utilizzare in maniera impropria l'utensile; • Non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta dall'alto; • Utilizzare adeguati contenitori per riporre gli utensili di piccola taglia. DOPO L'USO: • Pulire accuratamente l'utensile; • Riporre correttamente gli utensili; • Controllare lo stato d'uso dell'utensile. Accessori di sollevamento • • • urti, colpi, impatti, compressioni punture, tagli, abrasioni caduta materiale dall'alto • • • Casco Calzature di sicurezza Guanti PRIMA DELL'USO: • Verificare l'idoneità dell'accessorio in funzione del tipo di carico, dei punti di presa, del dispositivo di aggancio e delle condizioni atmosferiche; • Verificare la portata dell'accessorio sulla relativa tabella in base all'eventuale configurazione dell'imbracatura; • Verificare l'esistenza della marcatura; • Verificare l'integrità dell'accessorio. DURANTE L'USO: • Mantenere il controllo diretto o indiretto dell'operazione di aggancio o sgancio del carico; • Utilizzare appositi contenitori per i materiali minuti curando di non riempirli totalmente; • Nell'utilizzare giochi di catene o funi curare che il carico non subisca danneggiamenti tali da provocare cadute di materiale; • Utilizzare il forcone solo se il pallet è sufficientemente robusto ed esistono sistemi adeguati di contenimento della eventuale caduta di materiale; • Accompagnare l'accessorio di sollevamento fuori dalla portata di agganci accidentali. DOPO L'USO: • Verificare l'integrità dell'accessorio segnalando eventuali danneggiamenti. Flessibile • • • • • Punture, tagli, abrasioni Vibrazioni Elettrici Rumore Polveri, fibre • • • • • • Casco Calzature di sicurezza Occhiali Maschera per la protezione delle vie respiratorie Otoprotettori Guanti antivibrazioni PRIMA DELL'USO: • Verificare che l'utensile sia a doppio isolamento (220 V); • Controllare che il disco sia idoneo al lavoro da eseguire; • Controllare il fissaggio del disco; • Verificare l'integrità delle protezioni del disco e del cavo di alimentazione; • Verificare il funzionamento dell'interruttore. DURANTE L'USO: OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze Rischi 02 – LAVORI IMPIANTI PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti Misure collettive ed individuali • Indumenti protettivi • • • • • • Impugnare saldamente l'utensile per le due maniglie; Eseguire il lavoro in posizione stabile; Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione; Non manomettere la protezione del disco; Interrompere l'alimentazione elettrica durante le pause di lavoro; Verificare l'integrità del cavo e della spina di alimentazione. DOPO L'USO: • Staccare il collegamento elettrico dell'utensile; • Controllare l'integrità del disco e del cavo di alimentazione; • Pulire l'utensile; • Segnalare eventuali malfunzionamenti. Trapano elettrico • • • • Punture, tagli, abrasioni Elettrici Rumore Polveri, fibre • • • • Calzature di sicurezza Maschera per la protezione delle vie respiratorie Otoprotettori Guanti PRIMA DELL'USO: • Verificare che l'utensile sia a doppio isolamento (220V), o alimentato a bassissima tensione di sicurezza (50V), comunque non collegato elettricamente a terra; • Verificare l'integrità e l'isolamento dei cavi e della spina di alimentazione; • Verificare il funzionamento dell'interruttore; • Controllare il regolare fissaggio della punta. DURANTE L'USO: • Eseguire il lavoro in condizioni di stabilità adeguata; • Interrompere l'alimentazione elettrica durante le pause di lavoro; • Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione. DOPO L'USO: • Staccare il collegamento elettrico dell'utensile; • Pulire accuratamente l'utensile; • Segnalare eventuali malfunzionamenti. Avvitatore elettrico • • Calzature di sicurezza Guanti • • Calzature di sicurezza Guanti PRIMA DELL'USO: • Utilizzare solo utensili a doppio isolamento (220 V), o utensili alimentati a bassissima tensione di sicurezza (50 V), comunque non collegati elettricamente a terra; • Controllare l'integrità dei cavi e della spina d'alimentazione; • Verificare la funzionalità dell'utensile; • Verificare che l'utensile sia di conformazione adatta. DURANTE L'USO: • Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione; • Interrompere l'alimentazione elettrica nelle pause di lavoro; • Segnalare eventuali malfunzionamenti. DOPO L'USO: • Scollegare elettricamente l'utensile. escavatore • • • • • • Vibrazioni Scivolamenti, cadute a livello Calore, fiamme Elettrici (contatto con linee elettriche aeree) Rumore Cesoiamento, stritolamento • • • Calzature di sicurezza Guanti Indumenti protettivi PRIMA DELL'USO: • Verificare che nella zona di lavoro non vi siano linee elettriche che possano interferire con le manovre; • Controllare i percorsi e le aree di lavoro approntando gli eventuali rafforzamenti; • Controllare l'efficienza dei comandi; • Verificare l'efficienza dei gruppi ottici per le lavorazioni in mancanza di illuminazione; OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze • Rischi 02 – LAVORI IMPIANTI PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti Misure collettive ed individuali (ribaltamento) Oli minerali e derivati • • • • • Verificare che l'avvisatore acustico e il girofaro siano regolarmente funzionanti; Controllare la chiusura di tutti gli sportelli del vano motore; Garantire la visibilità del posto di manovra; Verificare l'integrità dei tubi flessibili e dell'impianto oleodinamico in genere; Verificare la presenza di una efficace protezione del posto di manovra contro i rischi da ribaltamento (rollbar o robusta cabina). DURANTE L'USO: • Segnalare l'operatività del mezzo col girofaro; • Chiudere gli sportelli della cabina; • Usare gli stabilizzatori, ove presenti; • Non ammettere a bordo della macchina altre persone; • Nelle fasi di inattività tenere a distanza di sicurezza il braccio dai lavoratori; • Per le interruzioni momentanee di lavoro, prima di scendere dal mezzo, azionare il dispositivo di blocco dei comandi; • Mantenere sgombra e pulita la cabina; • Richiedere l'aiuto di personale a terra per eseguire le manovre in spazi ristretti o quando la visibilità è incompleta; • Durante i rifornimenti di carburante spegnere il motore e non fumare; • Segnalare tempestivamente eventuali gravi anomalie. DOPO L'USO: • Pulire gli organi di comando da grasso, olio, etc.; • Posizionare correttamente la macchina, abbassando la benna a terra, inserendo il blocco comandi ed azionando il freno di stazionamento; • Eseguire le operazioni di revisione e manutenzione seguendo le indicazioni del libretto e segnalando eventuali guasti. betoniera • • • • • • • • • Urti, colpi, impatti, compressioni (ribaltamento) Elettrici Rumore Cesoiamento, stritolamento Caduta materiale dall'alto Movimentazione manuale dei carichi Polveri, fibre Getti, schizzi Allergeni • • • • • • • Casco Calzature di sicurezza Occhiali Maschera per la protezione delle vie respiratorie Otoprotettori Guanti Indumenti protettivi PRIMA DELL'USO: • Verificare la presenza ed efficienza delle protezioni: al bicchiere, alla corona, agli organi di trasmissione, agli organi di manovra; • Verificare l'efficienza dei dispositivi di arresto di emergenza; • Verificare la presenza e l'efficienza della protezione sovrastante il posto di manovra (tettoia); • Verificare l'integrità dei collegamenti elettrici e di messa a terra per la parte visibile ed il corretto funzionamento degli interruttori e dispositivi elettrici di alimentazione e manovra. DURANTE L'USO: • È vietato manomettere le protezioni; • È vietato eseguire operazioni di lubrificazione, pulizia, manutenzione o riparazione sugli organi in movimento; • Nelle betoniere a caricamento automatico accertarsi del fermo macchina prima di eseguire interventi sui sistemi di caricamento o nei pressi di questi; • Nelle betoniere a caricamento manuale le operazioni di carico non devono comportare la movimentazione di carichi troppo pesanti e/o in condizioni disagiate. Pertanto è necessario utilizzare le opportune attrezzature manuali quali pale o secchie. DOPO L'USO: • Assicurarsi di aver tolto tensione ai singoli comandi ed all'interruttore generale di alimentazione al quadro; • Lasciare sempre la macchina in perfetta efficienza, curandone la pulizia alla fine OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze Rischi 02 – LAVORI IMPIANTI PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti Misure collettive ed individuali • Movimentazione manuale dei carichi • • Calzature di sicurezza Guanti dell'uso e l'eventuale lubrificazione; Ricontrollare la presenza e l'efficienza di tutti i dispositivi di protezione (in quanto alla ripresa del lavoro la macchina potrebbe essere riutilizzata da altra persona). ATTIVITÀ INTERESSATE Tutte le attività che comportano operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano tra l'altro rischi di lesioni dorso lombari (per lesioni dorso lombari si intendono le lesioni a carico delle strutture osteomiotendinee e nervovascolari a livello dorso lombare). I carichi costituiscono un rischio nei casi in cui ricorrano una o più delle seguenti condizioni (situazioni che spesso contraddistinguono il settore delle costruzioni edili): • Caratteristiche del carico: • Troppo pesanti (superiori a 30 Kg); • Ingombranti o difficili da afferrare; • In equilibrio instabile o con il contenuto che rischia di spostarsi; • Collocati in posizione tale per cui devono essere tenuti e maneggiati ad una certa distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione del tronco. • Sforzo fisico richiesto: • Eccessivo; • Effettuato soltanto con un movimento di torsione del tronco; • Comporta un movimento brusco del carico; • Compiuto con il corpo in posizione instabile. • Caratteristiche dell'ambiente di lavoro: • Spazio libero, in particolare verticale, insufficiente per lo svolgimento dell'attività; • Pavimento ineguale, con rischi di inciampo o scivolamento per le scarpe calzate dal lavoratore; • Posto o ambiente di lavoro che non consentono al lavoratore la movimentazione manuale di carichi ad una altezza di sicurezza o in buona posizione; • Pavimento o piano di lavoro con dislivelli che implicano la movimentazione del carico a livelli diversi; • Pavimento o punto d'appoggio instabili, • Temperatura, umidità o circolazione dell'aria inadeguate. • Esigenze connesse all'attività: • Sforzi fisici che sollecitano in particolare la colonna vertebrale, troppo frequenti o troppo prolungati; • Periodo di riposo fisiologico o di recupero insufficiente; • Distanze troppo grandi di sollevamento, di abbassamento o di trasporto; • Ritmo imposto da un processo che il lavoratore non può modulare. • Fattori individuali di rischio: • Inidoneità fisica al compito da svolgere; • Indumenti calzature o altri effetti personali inadeguati portati dal lavoratore; • Insufficienza o inadeguatezza delle conoscenze o della formazione. PRIMA DELL'ATTIVITÀ: • Le lavorazioni devono essere organizzate al fine di ridurre al minimo la movimentazione manuale dei carichi anche attraverso l'impiego di idonee attrezzature meccaniche per il trasporto ed il sollevamento. OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze Rischi 02 – LAVORI IMPIANTI PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti Misure collettive ed individuali DURANTE L'ATTIVITÀ: • Per i carichi che non possono essere movimentati meccanicamente occorre utilizzare strumenti per la movimentazione ausiliata (carriole, carrelli) e ricorrere ad accorgimenti organizzativi quali la riduzione del peso del carico e dei cicli di sollevamento e la ripartizione del carico tra più addetti; • Tutti gli addetti devono essere informati e formati in particolar modo su: il peso dei carichi, il centro di gravità o il lato più pesante, le modalità di lavoro corrette ed i rischi in caso di inosservanza. DOPO L'ATTIVITÀ: PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA • Non espressamente previste. SORVEGLIANZA SANITARIA • • • Rumore • Otoprotettori (cuffie, tappi o archetti). La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per tutti gli addetti; La periodicità delle visite mediche è stabilita dal medico competente; La visita medica può essere disposta in funzione ad esempio delle caratteristiche fisiche del lavoratore anche se l'attività che svolge non lo espone normalmente ai rischi dovuti alla movimentazione dei carichi. ATTIVITÀ INTERESSATE Tutte le attività che comportano per il lavoratore una esposizione personale superiore ad 80 dB. PRIMA DELL'ATTIVITÀ: • • I rischi derivanti dall'esposizione a rumore devono essere valutati secondo i criteri stabiliti dal D.Lgs. 81/2008, riferendosi eventualmente, a studi effettuati in materia: come ad esempio il manuale "Conoscere per prevenire - La valutazione del rischio derivante dall'esposizione a rumore durante il lavoro nelle attività edili", redatto dal Comitato Paritetico Territoriale della Provincia di Torino; I rischi derivanti dall'esposizione a rumore devono essere ridotti al minimo, in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, mediante misure tecniche, organizzative e procedurali concretamente attuabili, privilegiando gli interventi alla fonte. DURANTE L'ATTIVITÀ: • Nella scelta delle lavorazioni devono essere privilegiati i processi lavorativi meno rumorosi e le attrezzature silenziose; • Le attrezzature da impiegare devono essere idonee alle lavorazioni da effettuare, correttamente installate, mantenute ed utilizzate; • Le sorgenti rumorose devono essere il più possibile separate e distanti dai luoghi di lavoro; • Le zone caratterizzate da elevati livelli di rumorosità devono essere segnalate; • Tutto il personale deve essere informato sui rischi derivanti dall'esposizione al rumore e sulle misure di prevenzione adottate a cui conformarsi (es. funzioni e modalità di impiego degli otoprotettori); • Il personale che risulta esposto ad un livello personale superiore agli 85 dB(A) deve essere anche formato sull'uso corretto dei DPI, degli utensili e delle OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze Rischi 02 – LAVORI IMPIANTI PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti Misure collettive ed individuali • • attrezzature; Tutto il personale interessato deve essere fornito di idonei dispositivi di protezione individuale (otoprotettori); La riduzione ulteriore del rischio può essere ottenuta ricorrendo a misure organizzative quali la riduzione della durata delle lavorazioni rumorose e l'introduzione di turni di lavoro. DOPO L'ATTIVITÀ: PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA • Non espressamente previste. SORVEGLIANZA SANITARIA • • • Vibrazioni • Guanti antivibrazioni. La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per tutti gli addetti il cui livello di esposizione personale è superiore ad 85 dB(A); Nei casi in cui il livello di esposizione personale è superiore ad 80 dB(A) (compreso tra 80 e 85), la sorveglianza sanitaria può essere richiesta dallo stesso lavoratore o risultare opportuna in relazione ai livelli ed alla durata delle esposizioni parziali che contraddistinguono la valutazione personale complessiva del gruppo omogeneo di riferimento; La periodicità delle visite mediche è stabilita dal medico competente (almeno annuale sopra i 90 dB(A) e biennale sopra gli 85 dB(A)). ATTIVITÀ INTERESSATE Tutte le attività nelle quali è previsto l'impiego di utensili ad aria compressa o ad asse vibrante (es. martelli demolitori, fioretti per fori da mine, decespugliatori a zainetto etc.) o dove l'operatore permanga in contatto con una fonte di vibrazioni (es. macchine operatrici, casseforme vibranti, etc.). PRIMA DELL'ATTIVITÀ: • • • • • Valutare se sia possibile effettuare la stessa lavorazione senza ricorrere ad attrezzature e/o utensili comunque capaci di trasmettere vibrazioni al corpo dell'operatore; Ridurre al minimo l'utilizzo di macchine ed attrezzature a rischio; Gli utensili e le attrezzature vibranti da impiegare dovranno essere scelte tra quelle meno dannose per l'operatore; le stesse devono essere dotate di soluzioni tecniche efficaci per la protezione dei lavoratori (es. manici antivibrazioni, dispositivi di smorzamento, sedili ammortizzanti, etc.) e devono essere installate e mantenute in stato di perfetta efficienza; Predisporre i percorsi, per i mezzi semoventi, in modo da limitare i sobbalzi; Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività. DURANTE L'ATTIVITÀ: • Durante l'impiego di utensili vibranti, utilizzare i dispositivi di protezione individuale (guanti antivibranti) in particolar modo se si è esposti anche al freddo; • Assumere posizioni tali da non accentuare gli effetti delle vibrazioni; • Percorrere con i mezzi semoventi, a velocità ridotta, le strade predisposte OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze Rischi 02 – LAVORI IMPIANTI PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti Misure collettive ed individuali • all'interno del cantiere; Se del caso deve essere analizzata l'opportunità di istituire una rotazione tra gli addetti. DOPO L'ATTIVITÀ: • Eseguire la regolare manutenzione delle attrezzature, con particolare riguardo a quelle parti che potrebbero incrementare i livelli di accelerazione (vibrazioni) e ai dispositivi di smorzamento. PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA • In presenza di disturbi riconducibili ad eccessiva esposizione alle vibrazioni con aumento del rischio di lesioni vascolari, neurologiche e muscolo-scheletriche è necessario attivare il medico competente per gli accertamenti del caso. Tali disturbi possono manifestarsi ad esempio: • Con dolori al polso e/o alle prime tre dita della mano; • Dolori alle articolazioni in genere; • Formicolii, torpore e dolore delle ultime falangi (sindrome "del dito morto" o "dito bianco"). SORVEGLIANZA SANITARIA • Saldatrice elettrica • • • • • Calore, fiamme Elettrici Radiazioni (non ionizzanti) Fumi Gas, vapori • • • • • • Casco Calzature di sicurezza Maschera per saldatore Guanti Grembiule da saldatore Indumenti protettivi Gli utilizzatori di utensili ad aria compressa o ad asse flessibile devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria preventiva e periodica. La periodicità è annuale se non diversamente disposto dal medico competente. In tutti gli altri casi la sorveglianza sanitaria può essere disposta dal medico competente o prescritta dall'organo di vigilanza. PRIMA DELL'USO: • Verificare l'integrità dei cavi e della spina di alimentazione; • Verificare l'integrità della pinza portaelettrodo; • Non effettuare operazioni di saldatura in presenza di materiali infiammabili; • In caso di lavorazione in ambienti confinati, predisporre un adeguato sistema di aspirazione fumi e/o di ventilazione. DURANTE L'USO: • Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione; • Allontanare il personale non addetto alle operazioni di saldatura; • Nelle pause di lavoro interrompere l'alimentazione elettrica. DOPO L'USO: • Staccare il collegamento elettrico della macchina; • Segnalare eventuali malfunzionamenti. Cannello aria calda • • • Calore, fiamme Elettrici Gas, vapori • • Calzature di sicurezza Guanti PRIMA DELL'USO: • Allontanare il materiale infiammabile; • Verificare che l'utensile sia del tipo a doppio isolamento (220V); • Controllare l'integrità e l'isolamento dei cavi e della spina di alimentazione; • Verificare il funzionamento dell'interruttore. DURANTE L'USO: • Appoggiare l'utensile caldo sull'apposito sostegno termoresistente; OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA VALUTAZIONE DEI RISCHI Macchine, attrezzature utilizzate Interferenze Rischi 02 – LAVORI IMPIANTI PREVENZIONE Istruzioni per gli addetti Misure collettive ed individuali • • Non intralciare i passaggi con il cavo di alimentazione; Nelle pause di lavoro interrompere l'alimentazione elettrica. DOPO L'USO: • Scollegare elettricamente l'utensile; • Far raffreddare il cannello sull'apposito sostegno termoresistente. OPERE INFRASTRUTTURALI PER L’AREA SPETTACOLI SITA NEI GIARDINI DELLA REGGIA 7 FIRME IL PRESENTE DOCUMENTO E’ STATO REDATTO DA: Il Coordinatore per la progettazione ing. Filippo RONSISVALLE ....................................... (firma) IL PRESENTE DOCUMENTO È STATO VISIONATO DA: Il committente/responsabile dei lavori ing. Francesco PERNICE ....................................... (firma) Il Coordinatore per l’esecuzione ing. Filippo RONSISVALLE ....................................... (firma) per l’impresa appaltatrice (nome cognome) ....................................... (firma) Il responsabile dei lavoratori della sicurezza (nome cognome) ....................................... (firma) Torino, febbraio 2010 RELAZIONE TECNICA – ORGANIZZAIZONE CANTIERE – PRESCRIZIONI OPERATIVE – FASI LAVORAZIONE 64