SETTIMANALE
DI POLITICA
E COSTUME
Autorizzazione del tribunale
di Siracusa n.2/2003
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diretto da Salvo Benanti
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Anno 25
FONDATO NEL 1988
N° 16/2013
Domenica 5 maggio 2013
Rimossa la targa per Cuffaro
Era stata posta l’8 dicembre 2007 per ricordare il governatore che
aveva fatto restaurare l’oratorio della Lacrimazione di via degli Orti
“La latrina la pulisco io, le altre cose fatele
voi”. Così dice ogni mattina che il Signore
manda sulla terra un detenuto rivolto agli
altri tre compagni di cella. Il detenuto si
chiama Totò Cuffaro ed è stato presidente
della Regione Sicilia, gli altri tre che sono
con lui in cella si trovano in carcere per duplice omicidio e per reati connessi con la
droga. Anche in questo microcosmo Cuffaro
è diventato un leader, non politico ma religioso. Oggi sera infatti, alle 20 in punto, i
quattro recitano il rosario ed è stato appunto
l’ex governatore a convincerli che dire questa preghiera è cosa buona e giusta.
Certo se Cuffaro sapesse che a Siracusa, al
Santuario che lui ha tanto amato e sostenuto,
gli hanno dato l’ennesimo bruciante schiaffo,
ci resterebbe male, molto male. La storia è
quella di una targa di bronzo che è stata rimossa. Tutto inizia nei primi mesi del 2007
quando i responsabili del Santuario di Siracusa chiedono al presidente della Regione
pro tempore, Cuffaro appunto, di finanziare
il recupero dell’oratorio della Lacrimazione
di via degli Orti. Cuffaro non se lo fa dire
due volte e trova modo anche di far finanziare anche il recupero della casa del custode
annessa all’oratorio. C’è una determina regionale di 400mila euro che dimostra e certi-
fica il tutto. I responsabili del Santuario sono
commossi da questa ennesima disponibilità
dell’amico Totò e vogliono che si ricordi il
restauro da lui reso possibile con una targa.
Così si mettono in moto per farne una bella,
in marmo, ma lo staff di Cuffaro vuole evitare anche questa spesa al Santuario e provvede autonomamente a farne costruire una in
bronzo. La targa (vedi il testo nella foto) viene sistemata all’interno dell’oratorio della
Lacrimazione. Niente di straordinario, solo
una testimonianza per un uomo e un presidente della Regione da sempre vicinissimo al
Santuario della Madonnina.
Ebbene, il rettore del Santuario, Luca Sara-
ceno, ne ha disposto la rimozione che è
stata subito eseguita. Interpellato ha risposto con segni di insofferenza dicendo
all’incirca che il rettore del Santuario è lui ed
è lui che decide. Vorremmo solo e sommessamente ricordargli che i rettori del Santuario sono stati in passato uomini di chiesa come Musumeci, Rosso, Giardina che non
avrebbero mai fatto un atto di estrema insensibilità e di profonda ingratitudine come
quello invece portato avanti dall’uomo di
chiesa Saraceno.
Il pensiero di Saraceno, lontano dalla caritas,
magari sarà quello che la targa per Cuffaro,
visto che lo stesso è detenuto in carcere, non
era un bel vedere. E’ un pensiero. Niente a
che fare con la caritas cristiana ma sempre
un pensiero. Magari molto diverso da quello
di monsignor Rino Fisichella, presidente
Pontificio Consiglio per la promozione della
nuova Evengeliuzzazione, che ha scritto la
prefazione de “Il candore delle cornacchie”,
il libro del detenuto Totò Cuffaro che partecipa al Premio Strega (foto a lato).
Questi i fatti, lo schiaffo a un Cuffaro impotente, l’ingratitudine della gente del Santuario e del suo giovane rettore e l’insensibilità
anche dell’attuale Vescovo se è vero quello
che ha affermato il rettore sulla rimozione
della targa: “E’ una decisione della Curia”,
ha detto. Cioè del Vescovo.
Il vescovo lo aveva invitato, Papa Francesco lo caccia
Arriverà la parola e l’insegnamento di Papa Francesco all’Arcidiocesi di Siracusa?
C’è da dubitarne considerando la totale
chiusura del Vescovo Salvatore Pappalardo alle segnalazioni che vengono portate alla Sua attenzione. E’ bene non dimenticare il livello di questa Diocesi: alla
festa di Santa Lucia nel dicembre 2011 il
Vescovo di Siracusa aveva invitato come
ospite il cardinale statunitense Francis
Law (a destra del Papa nella foto), dimenticando che lo stesso era stato dimissionato come arcivescovo metropolita di Boston nel dicembre 2002, in seguito allo scandalo dei preti
pedofili, per non aver denunciato pubblicamente i sacerdoti coinvolti.
Uno scandalo esploso con enorme clamore negli Stati Uniti tanto da imporre alla
Santa Sede le necessarie iniziative. Ma di
tutto questo il nostro Vescovo non doveva
essere al corrente per formulare l’invito allo
stesso cardinale per un evento di grande importanza come l’anniversario della Lacrimazione.
A quell’invito seguì un grande scandalo nei
media italiani e stranieri. E’ da aggiungere
che nell’intransigenza anche Papa Francesco
non è stato da meno : visto il Cardinale Law
alla Chiesa di Santa Maggiore, ha chiesto
che fosse allontanato dalla Basilica.
Tanta distrazione in quel caso, ma
“fermissimo” il nostro Arcivescovo Pappalardo nel fare rimuovere nell’oratorio di via
degli Orti (dove avvenne la lacrimazione
della Madonna) il ricordo della data di ristrutturazione dell’oratorio e che il Presidente della Regione di allora si chiamasse
Salvatore Cuffaro.
Il sensibilissimo nostro Vescovo, forse timoroso di incappare in una seconda ripro-
vazione
generale, non ha tollerato che questa scritta
– in quel luogo da molti anni - continuasse
a restarvi, considerando che Cuffaro dimora da 3 anni in un carcere della Repubblica.
Allora la Chiesa ringraziava Cuffaro per l’
impegno costante a favore del Santuario e
del suo completamento. Ma per Cuffaro –
condannato per favoreggiamento alla mafia
– la storia deve essere riscritta. Ma rimuovere quella targa significa semplicemente
Comunale a +3066 TeatroVerga +2947
Non c’è più nessuno, scomparsi ditta e operai. E che cazz
Bono ha fatto un ricorso al Cga per accelerare i tempi
negare la verità : che la Chiesa siracusana deve a Cuffaro tantissimo e che
questo suo comportamento non appartiene alla valutazione discrezionale dei
Vescovi che si succederanno in Diocesi. Appartiene alla storia della Diocesi.
Diversamente ad ogni Vescovo nuovo
competerebbe il riesame di tutti gli atti,
provvedimenti, che citano qualcuno poi
condannato o incappato nel giudizio
degli uomini. Faccio anche notare che il
recentissimo libro di Cuffaro “Il candore delle cornacchie”, entrato a fare parte
dei 24 finalisti del premio Strega (ma
non è nei 12 selezionati), e come diciamo sopra gode della prefazione di
Mons. Rino Fisichella, vescovo e stimatissimo presidente del Pontificio
Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Insomma un prelato importante. E Mons Fisichella non ha
avuto remore nel redigere la prefazione al
libro in cui Cuffaro professa la sua innocenza, ribadisce la sua fede, racconta la vita in
carcere e il rapporto con altri detenuti.. Segno Che la Chiesa sa guardare le vicende
degli uomini con uno sguardo diverso ed un
respiro che non è quello dei tribunali o degli
ecclesiastici pavidi ed in carriera.
Via Crispi +2407
Sprofonda ogni giorno di più, come la nostra Siracusa
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Domenica 5 maggio 2013
Sbarcano i mille di Santi Pane
Prende quota l’opzione del candidato sindaco di “Pronti al
Cambiamento” dopo il bagno di folla all’Open Land. Il programma
L’opzione Santi Pane, candidato sindaco di
Pronti al Cambiamento prende quota. La
“prova di forza” c’è stata all’Open Land, con
una sala stracolma, un migliaio di persone
circa. Niente big e niente politici, solo un
sindaco, quello di Noto Corrado Bonfanti,
che ha evidenziato le similitudini tra "Pronti
al Cambiamento" e la lista civica che l’ha
portato alla vittoria nelle amministrative della sua città.
E poi lui, il candidato. Santi Pane anche in
quell’occasione ha messo in luce il valore
della progettualità e la necessità di strappare
Siracusa dalle mani dei politicanti di mestiere, che hanno portato la città al degrado. Per
Pane il cambiamento da realizzare deve necessariamente partire da un attento riesame
del bilancio comunale che è "l'espressione
contabile del fallimento delle precedenti amministrazioni e della vecchia politica, fatta di
sprechi, di spese ingiustificate e di assoluta
mancanza di capacità di programmazione".
Per il candidato Sindaco, partendo da una
razionalizzazione delle spese del bilancio, si
possono recuperare importanti somme da
destinare al rilancio del turismo e al sostegno
delle classi meno abbienti e sempre più numerose della nostra città. Insomma non è più
tempo di farsi ingannare dalle solite false
promesse, si devono valorizzare progetti seri, che creino lavoro per tutti e non illusioni.
Per qualità della vita Siracusa è al 91° posto
nella classifica nazionale e questo, grazie a
coloro che ci hanno amministrato; se non
cambi gli uomini, non potrà mai essere cambiamento!
Ma diamo in estrema sintesi uno sguardo al
programma di Pronti al Cambiamento:
Il CAMBIAMENTO, quello VERO, si realizza con uomini NUOVI, onesti e competenti. La lista dei Candidati al Consiglio Comunale è composta da persone totalmente
estranee allo scenario della politica: professionisti, medici, insegnanti, impiegati, imprenditori, commercianti e artigiani che hanno deciso di impegnarsi seriamente per la
città. Il sentimento d’indignazione è profondo e nel
Movimento vi
è la convinzione che i partiti,
nella
società
civile, rappresentano la massima espressione della democrazia. Purtroppo, sia a livello
nazionale sia a
livello locale,
gli uomini che
li rappresentano e ci rappresentano, hanno
dimostrato di non essere all’altezza; per
questa ragione è nata la nostra Lista Civica
PRONTI AL CAMBIAMENTO.
Un progetto che punta esclusivamente al
rilancio della città attraverso la realizzazione di un programma sviluppato in dieci
punti principali già dettagliati sul sito
www.prontialcambiamento.com: Politiche di
bilancio; Politiche di sviluppo
turistico; Valorizzazione
del
patrimonio artistico e culturale;
Mobilità urbana
e trasporti; Viabilità; Politiche
di conservazione
e valorizzazione
ambientale; Politiche sociali e di
sviluppo
delle
pari opportunità;
Politiche giovanili e attività
sportive; Problematiche dei quartieri; Tutela
degli animali.
Le parole chiave del “cambiamento” sono
racchiuse nello slogan della lista civica
“Straordinariamente liberi dai partiti” nel
quale si evidenza la profonda convinzione
che i partiti, ormai lontani dalla Gente comu-
ne e bloccati da logiche di potere e da politicanti di mestiere, non siano più in grado di
dare risposte immediate ai bisogni dei Siracusani.
Se la tua squadra del cuore retrocede per dieci anni consecutivi, hai il dovere di esonerare
la dirigenza, l’allenatore e i giocatori. Se non
lo fai, continuerai a perdere. Questa decisione devono prenderla i Siracusani. Hanno il
diritto di farlo, così come hanno il dovere di
non lamentarsi … se non lo faranno!
Le donne e gli uomini di PRONTI AL
CAMBIAMENTO si propongono alla città
quale unica alternativa agli schieramenti politici e alle false liste civiche che continuano
a stringere fra loro accordi e alleanze, al fine
di mantenere potere, equilibri e controllo
sulla vita della città e dei suoi abitanti.
Gli stessi candidati del movimento, Santi
Pane in testa, ritengono che sia necessario
restituire ai ruoli politici e di amministrazione pubblica quella trasparenza, onestà e spirito di servizio che negli ultimi decenni sono
stati soppiantati da arroganza, ignoranza e
sete di potere.
Siracusa è patrimonio dell’Umanità, è stata
massacrata dall’incompetenza dei vecchi
amministratori e bisogna evitare che ritorni
agli stessi, riciclati sotto mentite liste civiche. Costoro, ancora una volta, scambieranno un ruolo di servizio verso la Città e i cittadini, tramutandolo in un posto di potere e
d’imbrogli per tornaconti personali.
BASTA, assieme a cittadini coraggiosi e orgogliosi è stato assunto un impegno morale e
accettato una sfida impegnativa: restituire
alla Città la dignità e il decoro che merita. E’
possibile farlo attraverso il totale rinnovamento della classe dirigente politica e amministrativa, ascoltando la voce della Gente e
con il lavoro quotidiano di amministratori
NUOVI ONESTI CREDIBILI E COMPETENTI ma soprattutto, con l’amore e la passione dei Siracusani che non credono più alle
favole.
Comunali 2013 e affinità elettive
Scrive Francesco Toscano: Bloccate il turpiloquio che si è impadronito dei
network e non utilizzate più falsi profili per difendere le vostre candidature
Tanti candidati alla poltrona di Sindaco di
Siracusa, se ne contano almeno 9, e tutti di
bocca buona nelle frequentazioni letterarie.
Di certo hanno tutti recentemente letto ed
assimilato a loro uso e consumo “Le affinità
elettive” di W. Goethe. Tutti noi ovviamente
speriamo che l‟attrazione fatale di questa
loro frequentazione non derivi soltanto dalla
paroletta “elettive” inclusa nel titolo, ma
anche se così fosse riscontriamo tanti
spunti nei quali riconosciamo il loro quotidiano agire.
Già nella derivazione del titolo ne troviamo una prima conferma, derivando tale
termine dall'affinità chimica, proprietà degli elementi che descrive la tendenza di
alcuni di essi a legarsi con alcune sostanze
a scapito di altre. Come non riconoscervi
recenti accadimenti e confluenze?
Continuando a scorrere il testo si legge:
“Non esistono principi, ci sono soltanto
avvenimenti; non esistono leggi, ci sono
soltanto circostanze: l'uomo superiore sposa gli avvenimenti e le circostanze per guidarli”; che dà un certo senso al comportamento, pur se ancora non ben chiaro forse
neanche a lui e figuriamoci a noi, del candidato di centro, che più “benestante” degli altri candidati si ritrova con più di una
affinità elettiva perfettamente in linea peraltro con una delle principali caratteristiche della sede nazionale ben nota per gli
ondeggiamenti camaleontici a livello nazionale, regionale e comunale perpetrati
anche durante lo stesso periodo temporale.
Per protezione, mi si consenta il termine,
da uno “sputtanamento” personale c‟è anche chi dichiara che la politica interessa
solo nella misura in cui permetterà o meno
di operare, trovando pertanto la sublimazione dell‟affinità elettiva con se stesso.
Stranamente non si trova invece riscontro
dell‟assimilazione del testo nelle zone
“sinistre” degli schieramenti, ai bei tempi
tenutari della classe intellettuale del paese,
dove anzi, come ogni buona eccezione che
conferma la regola, si annida ormai da
tempo uno stato di dis-affinità umorale ed
elettiva al suo stesso interno.
Dove però tali affinità si manifestano, dove
si inventano con la dote della fantasia che
a noi italiani certo non manca, dove si costruiscono con certosina pazienza, lì proprio lì vorremmo conoscere bene i dettagli
di tale stato ritrovato, su quali programmi
comuni e condivisi si basa, su quali comuni
posizioni verranno condivise le decisioni
che possono mutare la gestione della città;
non si chiede molto ma almeno di sapere
cosa si pensa di fare per il porto turistico,
per la gestione dei rifiuti e dei trasporti,
per esempio.
Ci potremmo anche accontentare solo di
questo, ma esprimetelo con un sì o un no, e
dove è sì, come.
Oltre a questo complesso o semplice quesito,
vorremmo che voi tutti candidati, sia che
siate affini elettivamente o no, rivolgiate un
appello a tutti i vostri sostenitori e probabili
elettori.
Per favore nostro e per dignità vostra bloccate quel turpiloquio che ormai si è impadronito dei network. Vorremmo tutti poter
esprimere le nostre opinioni senza dover
sperare che l‟interlocutore di una schiera
sempre più consistente di grandi politici,
strateghi onnipresenti non abbia a disposizione qualche diavoleria informatica che gli
permetta di impallinarci via video.
Ma soprattutto se, come penso, li conoscete,
vietate loro l‟utilizzo di fake, come usa dire,
o più volgarmente falsi profili per difendervi
e sostenervi: non c‟è niente di più vile e privo di dignità che camuffarsi sotto mentite
spoglie e non farsi guardare negli occhi anche se solo attraverso la migliore foto che
abbiamo di noi stessi.
Francesco Toscano
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Domenica 5 maggio 2013
saggiorobertosaggiorobertosaggiorobertosaggio
Cafiso: L’inciucio non è la regola
Occorre credere che non tutte le persone sono arrembanti e disoneste per
definizione. Un po' di speranza fa la differenza tra fiducia e disperazione
Roberto Cafiso, è davvero una brutta campagna
elettiorale quella in corso per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il Consiglio comunale
La campagna elettorale per il comune impazza e man
mano che di si avvicina al 9 giugno l'imbuto si stringe
e cominciano gli strattoni. Non si rinunzia, almeno per
lo più, a proclamare la propria causa dileggiando l'avversario. E' un vezzo tutto italiano e Siracusa al riguardo non ha nulla da imparare.
Partiti defilati e liste civiche come se piovesse
Le liste civiche sono molte e direi che sono rappresentative dell'umore dei cittadini sfiduciati e stanchi
dell'apparato. In effetti i partiti sembrano defilati sin
ora. A parte il Pd che però al suo interno ha delle lacerazioni endemiche e perciò dovrà compattarsi per votare il suo (o quello della coalizione alla quale aderità )
candidato, i partiti sembrano volersi fare scudo di queste liste indipendenti per posizionarsi adeguatamente.
Sfiducia, intolleranza, astensionismo?
In realtà la sfiducia è grande, così come la diffidenza.
Molte persone guardano con sospetto a questo o a quel
candidato. Vogliono "capire", intuire cosa c'è sotto o
chi ci sta dietro. Come se si trattasse dell'elezione del
presidente Usa e non di amministrare una città allo
sbando. La voglia di disertare il seggio è dichiarata,
ma è la solita sindrome di Ponzio Pilato: delegare e
consegnare la città a chi non avremmo voluto. Che
spesso è l'alibi siracusano per vittimizzarsi e dire che
non c'è nulla da fare.
Roberto, hai accettato di far parte della giunta del
candidato sindaco Reale. Anche per la professione
di psicoterapeuta sei persona prudente…
Si, ho accettato la proposta di "Progetto Siracusa" di
Paolo Ezechia Reale per due motivi. La delega assessoriale è compatibile col mio lavoro che amo troppo e
al quale non potrei rinunziare. La candidatura a sindaco sarebbe stata di ben altro impegno. E poi mi è stata
richiesta e ho visto nel progetto la possibilità di servire la città..Io sono e sarò un tecnico, disponibile a
dialogare con chiunque abbia a cuore l'interesse della
città. Politici inclusi, visto che ho rapporti di amicizia
con quasi tutto lo schieramento istituzionale. Non ho
preclusioni di sorta: se il dio comune è Siracusa poco
importa in quale chiesa si va a pregare. Vogliamo
fare per far crescere questa città. Nessun altro intento.
Anche Progetto Siracusa è nel mirino di chi sostiene altre candidature, l’accusa è di qualche candidato discutibile..
Questa idiosincrasia per tutta la politica la considero
eccessiva. Che in una lista ci siano persone che hanno già fatto politica a Siracusa non vuol dire che la
lista sia un cavallo di Troia ove si celano interessi e
persone da isolre per definizione. Non si tratta di riciclarsi, ma di aderire ad un'idea. I pregiudizi li lasciamo ai giustizialisti di parte. Se poi chi aderisce bluffa
lo isoleremo. E se io stesso sarà poco persuaso degli
intenti a cui credo mi dimetterò il giorno stesso dei
miei dubbi. Non vivo di politica, voglio solo servirla.
Si parla di sacco urbanistico in quel di Tremilia e
di politici collusi..
E' già in giro la storiella delle 100 villette a Belvedere con la variante del Piano regolatore lasciata al
prossimo consiglio comunale.Un albero della cuccagna messo lì per sedurre. Personalmente ho sentito di
tutto. Villette regalate al prossimo sindaco e favori a
tutta la giunta. Davvero chiacchiere che danno il metro della diffidenza al limite della paranoia nella quale è stata costretta la gente dopo lustri di inciuci, accordi sottobanco, malaffare. Occorre credere che non
tutte le persone sono arrembanti e disoneste per definizione. Io credo che un po' di speranza fa la differenza tra fiducia e disperazione.
Vaccinati in una stamberga
Non ha avuto riscontro la denuncia dei genitori sullo stato in
cui versa la struttura dell’Asp. Tanto Zappia è con Crocetta..
Sembra (rumors) che l‟attuale Commissario
dell‟ASP di Siracusa, Dr.
Mario Zappia, si sia politicamente allineato al
Presidente della Regione
Crocetta. Nessuna sorpresa. E‟ la regola in una
sanità pubblica dominata
dalla politica dove a farla
da padrone è soltanto il
più bieco e vomitevole
clientelismo. Avremo,
rassegniamoci, i primari
targati Crocetta, come i
dirigenti sanitari, i dirigenti amministrativi, gli uscieri, gli infermieri, etc. Tutti saranno Crocetta ! Tutti transiteranno (politicamente, elettoralmente,
clientelarmente) in massa da Lombardo a
Crocetta come tutti erano transitati in massa
da Cuffaro a Lombardo, da Miccichè a
Lombardo etc. Questo per dire che la sbandierata “diversità” di Crocetta semplicemente non esiste e che il clientelismo crocettiano sarà della stessa pasta di quello lombardiano con qualche perfidia in più.
Detto questo, la trasmigrazione del Dr.
Zappia da Lombardo a Crocetta non può
significare per Zappia la dimenticanza di
ogni impegno in materia sanitaria, l‟indifferenza rispetto alle tante denunce che gli
vengono inoltrate. Della serie : “nessuno
può farmi più niente tanto sono amico di
Crocetta”.
Questo atteggiamento non era quello dei
precedenti managers dell‟ASP. Abbiamo
denunziato lo stato di profondo abbandono
in cui si trova la struttura sanitaria dell‟ex
Ospedale Psichiatrico, ed in particolare,
della sezione relativa ai bambini sottoposti
ai vaccini antivirali. Dunque, sanità pubblica. Dunque un andirivieni costante di
bambini che devono stare in quella struttura. Bene quei locali e le aree circostanti
sono a livello di una discarica di inerti,
abbandonate, non curate. Anche il reparto
non appare curato e dotato di quel minimo
di efficienza (che è fatta di tante cose come i
macchinari, il personale, il loro comportamento professionale, la perfetta pulizia dei
locali etc etc).
Di fronte a questa denuncia il Dr. Zappia ha
di fatto scrollato le spalle. Se ne è semplicemente disinteressato, come se la vicenda non
lo riguardasse, come se non spettasse proprio ed esclusivamente a lui prendere i provvedimenti necessari anche al solo fine di accertare la fondatezza della denunzia..
Ed invece è sembrato dicesse: sono con Crocetta e posso fottermene.
I genitori dei bambini hanno interessato
tutte le autorità e le strutture sanitarie possibili (invano!) e hanno deciso alla fine di
rivolgersi alla locale Procura della Repubblica con tanto di album fotografico delle
nefandezze igienico sanitarie riscontrate.
Ovviamente la denuncia sarà spedita e portata anche alla Procura presso alla Corte di
Appello di Catania e alla DIA.
Servirà a qualcosa? E‟ quello che ci auguriamo tutti.
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Domenica 5 maggio 2013
Opinioni
e repliche
Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci
legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su
quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo che le repliche siano stringate, o comunque
compatibili con la necessità di dare visibilità a tutti.
cittadinisulwebcittadinisulwebcitt
Torniamo alla ragione. Subito nuovi dirigenti
Basta insulti e rancori,
(e uno statuto)
lavoriamo per crescere per il Pd siracusano
Ho deciso di non scrivere con impeto sull'episodio sconcertante accaduto a Roma davanti Palazzo Chigi. Ho voluto meditare e
cercare, a mente serena, di fare un' analisi
più obbiettiva possibile. Credo che quell'uomo non sia "pazzo"ma sia
un "disperato"oltre ogni
limite. Il gesto è un attentato allo Stato e quindi ad
ognuno di noi. Ma quanti
"disperati"oltre ogni limite
ci sono in Italia? Credo
milioni ma ovviamente
non tutti decidono, grazie
a Dio, di comprare una
pistola al mercato nero e
scaricare, contro dei politici o contro dei servitori dello Stato in divisa,
l'intero caricatore. Devo
dire che il clima di istigazione delle masse non è
da sottovalutare, sono
convinto che questo possa
indurre, soggetti già predisposti e fuori controllo, ad attuare gesti eclatanti che in condizioni politiche più serene, non avrebbero
forse visto mai la luce. Il Governo appena
nato, mi auguro di cuore, possa lavorare,
giorno di giorno, per dare RISPOSTE chiare
e forti alla gente che ne ha troppo bisogno.
Credo che la ricetta debba prevedere un calo immediato della pressione fiscale (meno
tasse), sgravi del 100% per i nuovi assunti e
gli esodati, moralizzazione della politica, eliminazione dell'IMU sulla prima casa che deve
diventare bene impignorabile e riforma di
Equitalia. Necessario è il cambio della legge
elettorale ed introduzione
delle preferenze e del doppio
turno alla francese con elezione diretta del Capo dello
Stato. Ancora, eliminazione
del bicameralismo perfetto e
riduzione dei parlamentari.
Mi piacerebbe, per finire, un
sistema di finanziamento per
i partiti di tipo misto, ovvero
una parte pubblica (come è
adesso) a garanzia di tutti e
una gran parte privata (come
è negli U.S.A.). Questo governo, può avere il merito di
riuscire dove gli altri hanno
fallito e di chiudere una stagione, durata 20 anni, di
"guerra tra bande"e far ritornare l'Italia un Paese "normale", dove i partiti
si possono pure scontrare ma sugli ideali, sulle proposte ma MAI sugli uomini e sull'interesse collettivo che per tutti, nessuno escluso,
DEVE rimanere il bene pubblico dei cittadini.
Peppe Germano
Riceviamo e pubblichiamo:
All’indomani della votazione del Presidente della Repubblica e con la fiducia al Governo Letta, abbiamo assistito ad una profonda spaccatura tra il Partito Democratico
e parte del suo elettorato. Questa frattura è
stata dovuta ad una classe dirigente che
non ha saputo confrontarsi con gli elettori e
con le nuove leve del partito elette grazie
alle primarie.
La situazione del coordinamento provinciale non differisce da queste logiche. Non è
più accettabile che pochi componenti si
riuniscano e decidano le sorti di un grande
Partito come il PD o come
spesso accade, che si arrivi ad
un confronto sulle scelte fuori
tempo massimo. Ritengo fondamentale che vi siano delle
regole che individuino i momenti di dialogo, ampie modalità di confronto in seno agli
iscritti al PD, la formazione
della volontà della assemblea
e la scelta di soggetti che poi
rappresentino l’assemblea. Il
rinnovamento della classe dirigente del partito deve avvenire attraverso regole certe, il
PD siracusano necessita di
uno statuto che disciplini la
vita democratica di questo partito in città e in
provincia. Ben vengano le nuove generazioni
con visioni moderne, abbiamo bisogno di un
partito vivo, che faccia della dialettica la sua
linfa vitale, che si scrolli di dosso le dinamiche del passato. La politica è l’arte del possibile, in politica spesso si riesce a creare armonia dal conflitto. Credo sia doveroso aprire un
confronto e comprendere come e con chi si
può dar vita ad una nuova stagione del Partito
Democratico nella nostra provincia.
Sofia Amoddio
Deputato Pd
Vitadacani “Sbolognati” tanti poveri randagi
Giorno dopo giorno si acquista la consapevolezza che in
determinati settori della P.A. vi sono dipendenti pubblici che
non hanno minimamente il senso del dovere richiesto per il
lavoro che dovrebbero svolgere e non conoscono i principi
che dovrebbero guidare il loro operato. L'art. 2 del D.M. 2811-2000 "Codice di comportamento dei dipendenti delle
Pubbliche Amministrazioni" recita: " Il dipendente conforma la sua condotta al dovere costituzionale di servire esclusivamente la Nazione con disciplina ed onore e di rispettare i
princìpi di buon andamento e imparzialità dell'amministrazione. Nell'espletamento dei propri compiti, il dipendente
assicura il rispetto della legge e persegue esclusivamente
l'interesse pubblico; ispira le proprie decisioni ed i propri
comportamenti alla cura dell'interesse pubblico che gli è affidato." Evidentemente a questi principi SPESSO si sottraggono i veterinari dell'Azienda Pubblica Sanitaria Veterinaria di
Siracusa quando alla preventiva richiesta di informazioni e
poi di documentazione (libretto sanitario) e microchip di
cani portati via dal canile di Melilli, in maniera del tutto anomala, da rappresentanti di associazioni del Nord Italia, rispondondo CON SPREZZANTE SUPPONENZA E ARROGANZA : "faccia formale richiesta e dopo valuteremo se
avrà diritto ad avere i microchip dei cani". Si appellano anche ad un presunto diritto sulla privacy che non è applicabile a poveri randagi dei quali invece si dovrebbere pretendere
sempre la tracciabilità e la massima trasparenza. Lo stesso
atteggiamento di assoluta indisponibilità verso i cittadini viene tenuto dalla funzionaria del Comune di Siracusa responsabile del settore randagismo. Ancora più grave se il dipendente pubblico non rispetta qusto principio sancito sempre
nel suddetto Decreto Miniseriale:" Il dipendente mantiene
una posizione di indipendenza, al fine di evitare di prendere
decisioni o svolgere attività inerenti alle sue mansioni in situazioni, anche solo apparenti, di conflitto di interessi." Questi "signori" dell'ASP , della Polizia Municipale e delle Amministrazioni Comunali locali possono tentare, anche un
milione di volte, di fare allontanare i cittadini dalle Istituzioni, fargli buttare la spugna per non poter più difendere i Diritti degli Animali, possono tentare di umiliare quei cittadini
che ignari i di questa loro arroganza si recano nei loro uffici
per avere le risposte alle loro legittime istanze e che loro come Dipendenti Pubblici DEVONO DARE. NON CI RIUSCIRANNO AD ALLONTANARE I CITTADINI DALLE
ISTITUZIONI! Chi oggi si piega per il dolore della fine dei
nostri randagi "sbolognati" al nord e dei quali si sono perse
le tracce, domani si rialzera' piu' forte di prima e chiedera'
giustizia per tutti i cani partiti dal sud e dei quali non si hanno notizie certe!
Elena Caligiore
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Domenica 5 maggio 2013
Sarò il sindaco-cittadino
Edy Bandiera candidato di una coalizione trasversale
spiega le sue scelte. Tasse locali? Voglio eliminare la Serit
Edy Bandiera, inizia l’avventura?
Più volte in questi mesi la mia candidatura a Sindaco è stata sollecitata, ma ho sempre ritenuto che senza un quadro politico trasversale,
non sarei stato in grado di lavorare bene per migliorare la qualità di
vita dei miei concittadini.
Sembravi titubante, cosa ti ha fatto decidere, qual è stata la scintilla?
Non posso sottacere che la recente formazione del governo, frutto di
intese ampie, ha contribuito molto affinchè la mia candidatura a sindaco vedesse la luce. E credo che il mio ruolo di garanzia nella qualità
di presidente del Consiglio Comunale, abbia dato forte impulso alla
mia candidatura. Conosco bene la macchina amministrativa, so dove e
come potere intervenire per risparmiare risorse in modo da dare ossigeno all’attuale bilancio comunale; la mia conoscenza delle risorse
umane del Comune mi può portare ad attuare politiche di razionalizzazione delle risorse interne, in modo da valorizzarle.
La prima cosa da aggiustare? Il primo servizio da migliorare?
Ci sono servizi che potrebbero essere internalizzati; tra questi la riscossione diretta dei tributi da parte del comune, in modo tale che i
siracusani non abbiano più a che fare con SERIT. Le maggiori entrate
che andremmo a produrre con questo sistema, verrebbero impegnate
integralmente per aiutare le famiglie siracusane a basso reddito. E’
vero che di soldi ce ne sono sempre meno, ma è altrettanto vero che
un’amministrazione “forte” avrebbe la possibilità di interloquire sia
con il governo Regionale che con quello nazionale, per recuperare
quelle risorse che servono per ridare dignità e splendore alla città e
che da troppi anni non arrivano più.
So che avete pronto un programma ampio. Semplifichiamo per
chi legge, di cosa ha bisogno subito Siracusa?
La città ha bisogno di una vera e propria scossa sul tema dello sviluppo. E’ questo non può che essere legato al turismo, all’agricoltura,
all’agroalimentare al mare e alla pesca. Ogni programmazione di
ogni singolo settore del comune, non deve essere una cosa a se, ma
deve interagire con gli altri settori della pubblica amministrazione.
Non può esserci sviluppo se non pensiamo alla formazione degli
addetti ai vari settori. Si è parlato di formazione nell’ambito del turismo o del mare, per poi vedere sia l’Istituto Nautico che l’Istituto
Alberghiero, allocati in strutture non idonee alla corretta formazione dei ragazzi. Sappiamo che la Provincia sarà gestita dal consorzio
dei Comuni e ritengo che su questi temi, il sindaco di Siracusa possa avere il giusto ruolo propositivo.
La zona industriale?
Penso che la città si debba appropriare del ruolo di forte interlocutore con la zona industriale. Da troppo tempo, ormai, la presenza del
petrolchimico rappresenta la triste equazione: meno benefici e più
inquinamento e malattie. Dobbiamo pretendere che si mettano in
moto veri e seri meccanismi di compensazione. Lo stesso per la
grande distribuzione organizzata, che non vedrà nascere mai più
nuove strutture in città. Ritengo che la GDO ( Grande Distribuzione
Organizzata ) vada fortemente indirizzata ( e un sindaco ha tutto il
potere per farlo ) ad avviare rapporti con le organizzazione che raccolgono i nostri produttori agricoli, in questo modo i grandi superstore si tramuterebbero da strutture che drenano risorse ad opportunità di rilancio del tessuto economico cittadino.
Sintetizza la tua visione di sindaco?
La mia è l’idea di un sindaco “cittadino”; un sindaco che sta nel palazzo quando è necessario, ma che soprattutto vive direttamente la
città, sta sulla strada, fra la gente, con i negozianti, con una forte
propensione all’ascolto.
Giuseppe Cassia:
Restano macerie.
Come succede
dopo una guerra..
Giuseppe Cassia, perchè hai deciso di
scendere in campo con Ezechia Paolo Reale e quali sono i tuoi obiettivi?
Ho deciso di scendere in campo perché non
si può rimanere tutta la vita a lamentarsi dicendo di essere meglio di chi governa senza
provare a dimostrarlo. Forse avere le mani
pulite ma tenerle in tasca è più dannoso che
averle sporche. Arriva un momento in cui
non si può e non si deve temere di fare brutte
figure, di rimetterci una parte della propria
vita, se ciò serve a dare seguito concreto alle
proprie convinzioni, ai propri ideali. Se tutti
rimanessimo inoperosi non cambierebbe mai
niente. Quindi ho deciso di andare e ho deciso di farlo con Ezechia Paolo Reale perché
è il candidato che offre più garanzie, innanzitutto morali, di competenza e di concretezza e poi perché, in fondo, la pensa come me.
E cioè?
Nel senso che Reale come me avverte l'esigenza, la necessità che va ripensata la città
ripensando il modo di fare politica. Mi ha
confessato ad esempio che gli alleati non
hanno chiesto niente ed egli non ha promesso niente, mi ha comunicato che se non sarò
eletto non avrò niente ed io non gli ho chiesto niente. La nuova politica non può che
essere questo, nessuna vecchia logica, nessun accordo di sotto-governo, nessun inciucio, nessun favore. Proprio da questo dobbiamo affrancarci, dal concetto di favore. Il favore reso all'amico presuppone la sopraffazione di un diritto altrui e quindi della collettività ed alla fine violenta il circuito produttivo ed impoverisce tutti, anche quello che
riceve il favore perché vivrà in un contesto
che non è meritocratico, che non produce,
che non ha speranza. Dobbiamo capire, tutti,
che la vecchia politica ha lasciato una città in
macerie, dobbiamo rimboccarci le maniche e
riscostruire, come dopo una guerra ...
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Domenica 5 maggio 2013
Il
ministro
può
dare
buoni
consigli
Carlo Trigilia può suggerire scelte al governatore Crocetta ma è fortemente in
dubbio che il vanagliorioso li accetti. In arrivo gli inutili convegni e le 1000
conferenze stampa inconcludenti che Ivan Lo Bello organizzerà per lui
CARLO TRIGILIA nato nel 1951 a Siracusa, professore ordinario di sociologia economica alla Facoltà di Scienze Politiche
dell’Università di Firenze è stato nominato Ministro per la Coesione Territoriale del
Governo Letta..
Oltre alle università di Palermo e Trento, ha
insegnato anche alla Harvard University.
Collabora con Il Sole 24 Ore ed è socio
del Consiglio Italiano per le Scienze Sociali (CSS). E’ stato direttore ed è membro del
comitato editoriale della rivista Stato e Mercato e fa parte della Fondazione Italianieuropei.
Entra come espressione del PD..
Il professor Trigilia ha studiato lo sviluppo
territoriale in Italia con ricerche sulle regioni
di piccola impresa della Terza Italia e del
Mezzogiorno.
Più di recente si è occupato del tema dello
sviluppo locale e dei distretti high-tech in
Europa e delle reti sociali nei processi di innovazione. Numerose le pubblicazioni. Tra
queste il saggio uscito nel 2012 'Non c'è
Nord senza Sud' (ed. Il Mulino) in cui sostiene che la crescita dell'Italia si decide nel
Mezzogiorno e che il Paese non avrà uno
sviluppo solido se nel Mezzogiorno non si
avvierà una crescita capace di autosostenersi.
La nomina di Trigilia a Ministro è certamente legata all’ambiente universitario e
politico di Firenze (Renzi?), non certamente a Siracusa e al PD di Siracusa o
siciliano o a suoi esponenti locali o regionali. Per la verità si è parlato di lui nel
2008 come possibile candidato sindaco
della città per il centrosinistra, spinto, credo, da Roberto De Benedictis. Poi ha collaborato con la Camera di Commercio locale
(Lo Bello).
Sarà utile alla Sicilia e a Siracusa? Non lo
so. Subentra al Ministro Barca in un settore di grande importanza come l’utilizzo dei
fondi strutturali che la Sicilia di Lombardo
ha ignorato, perso, poco utilizzato, male
utilizzato. Ma in questo il Ministro può fare
molto poco, può dare consigli come li dava
Barca. Ma la testa di Lombardo era quella
che conosciamo : megalomane, irresponsabile, incapace. Non credo che Crocetta sia
diverso, anzi. Speriamo che Trigilia dia
qualche buona indicazione al gruppo dirigente di Siracusa. Oltre – ovviamente – alle
mille(inconcludenti) conferenze stampa che
il presidente della Camera di Commercio
Ivan Lo Bello ineluttabilmente organizzerà
per lui.
Novità per i lavoratori Novamusa? Nessuna, solo post
Stefano Gugliotta scrive a Mariarita Sgarlata: Sono
trascorsi ben 16 giorni da quel 4 aprile quando hai rassicurato i ragazzi di Novamusa e de I Luoghi dell'Arcadia
che avresti convocato entro una settimana ( ma noi ti
abbiamo concesso anche 10 giorni) le OO.SS. per trovare le soluzioni ad un problema che ha creato il buon Rosario Crocetta (che non doveva fare macelleria sociale) .
Hai pure inserito nel tuo profilo Fb una tua dichiarazione a commento dell'articolo comparso sulla stampa dove
si sospendevano le lotte sindacali (vedi foto allegata); ad
oggi non abbiamo nessuna notizia, anzi una notizia c'è
(fonte Repubblica di Palermo): “Nell'ambito della finanziaria saranno assunti 160 persone, sulle quali la Servizi
ausiliari Sicilia potrà contare per servizi nel campo della
sanità e dei beni culturali non coperti dal suo stuolo di
1.970 dipendenti, "nei limiti delle risorse disponibili ". Il
dipartimento ai Beni culturali ha chiesto l'invio di un
centinaio di persone per coprire i posti scoperti di biglietteria in musei e siti archeologici. "Stiamo facendo
un monitoraggio. I lavoratori della Sas sono tutti impegnati. Potremmo inviare il personale da attingere da
questo bacino", dice il presidente della Sas, l'avvocato
Giuseppe Di Stefano.”. Quali sono i tuoi commenti a
riguardo ?? Quando ci convocherai per risolvere questo
problema che ha messo 40 famiglie nella più tetra disperazione ?? Ritieni che 40 famiglie assisteranno inermi alla loro
sostituzione nei loro posti di lavoro con altri lavoratori ?
Mariarita Sgarlata risponde a Stefano Gugliotta. Sono
molto dispiaciuta dal tono rivendicativo delle tue parole.
Quando, il mio primo giorno da assessore, ho trovato il
gruppo della Novamusa e de I luoghi dell'Arcadia a colloquio con il direttore generale e i due deputati Bruno Mar-
ziano e Marika Cirone Di Marco nella sala riunione dell'Assessorato, mi è sembrato giusto
fermarmi e condividere i vostri problemi, sebbene la mia presenza non fosse prevista. In queste due settimane ho ascoltato le proteste di altre categorie: i 97 restauratori che, 13 anni fa,
hanno vinto un concorso e non sono stati mai
assunti; gli archeologi che aspettano di avere la
qualifica per la quale hanno vinto un concorso;
i catalogatori, i precari e i rappresentanti di
quella generazione (i laureati con competenze
straordinarie) che ormai sono costretti a emigrare non come cervelli in fuga ma come manodopera nei pub o ristoranti inglesi. I vostri come i
loro problemi mi stanno a cuore e sono la ragione per cui mi sono impegnata in politica. Ma
non si può pensare che in due settimane io possa risolvere problemi che un'intera classe politica di diversa appartenenza, in questi anni, ha
determinato, alimentando politiche clientelari e
illusorie. I tempi di attesa della decisione sul
ricorso al Tar sono sicuramente snervanti ma
solo dopo si potrà capire quale direzione prendere.
Risultato pratico ad oggi per i lavoratori di Novamusa? Un
nulla di fatto. Naturalmente. Anzi, a ben leggere quello che
scrive la Sgarlata c’è proprio di che essere preoccupati, altro che ottimismo.
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Domenica 5 maggio 2013
Comunali: 10 candidati sindaco
Il trio Reale-Ortisi-Garozzo deve fare i conti con la candidatura di Edy
Bandiera, ma si aspettano ancora gli ultimi botti prima del 9 maggio
Aggiorniamo il numero dei candidati sindaci
pronti alle elezioni amministrative 2013:
PDL-Destra - UDC – CD : CANDIDATO
SINDACO : EDY BANDIERA
CENTROSINISTRA : CANDIDATO SINDACO: GIANCARLO GAROZZO
M5S : CANDIDATO SINDACO : MARCO
ORTISI
CANDIDATO SINDACO: PAOLO REALE
CANDIDATO SINDACO: GIANNI
BRIANTE
VERDI : CANDIDATO SINDACO: GIUSEPPE PATTI
CANDIDATO SINDACO : FABRIZIO
ARDITA
CANDIDATO SINDACO PUCCI LA
TORRE
CANDIDATO SINDACO : SANTI PANE
CANDIDATO SINDACO : FRANCO
GRECO
La novità rilevante di questa settimana è l’intesa UDC-PDL-Destra- Centro Democratico
su Edy Bandiera Sindaco. Per la verità si è
parlato di una coalizione UDC-Centro Demo-
cratico con alcune
liste civiche ma
senza il PDL che
candiderebbe Romeo. Ma fonti
ben informate dicono che nella
coalizione approderà anche il
PDL. Alla faccia
del centrosinistra
e di Crocetta, oltre naturalmente
che di Garozzo
( Foti).
Questa la dichiarazione (una delle
tante) di Bandiera
dove la rottura
con il centrosinistra di Garozzo sembra
confermata : «Se l‟apertura mostrata nei
miei confronti da Centro democratico - dice Bandiera - rispecchia la volontà dell‟intero partito potrei anche offrire la mia disponibilità per palazzo Vermexio. E offrire
un‟occasione per aggregare altre forze po-
litiche e movimenti al fine di realizzare e concretizzare un progetto
politico finalizzato
al rilancio della
città e a migliorarne gli standard
di vivibilità ed i
servizi offerti ai
cittadini». Con
queste parole
Bandiera pone
definitivamente la
parola fine ad ipotesi di ”alleanza”
con le forze di
centrosinistra, da
Pd a Sel e per ultimo anche Il Megafono che si sono ritrovate
attorno alla candidatura a sindaco di Giancarlo Garozzo. E che erano pronte ad offrire la vice sindacatura allo stesso Bandiera.
Un’offerta che aveva lasciato spazi alla riflessione ma senza troppa convinzione, e
che alla luce del passo avanti fatto da Cen-
tro democratico, sembra definitivamente
bocciata.
Se questa coalizione venisse confermata si
tratterebbe di una coalizione forte in gara per
portare Bandiera al ballottaggio.
Fortemente indebolita a questo punto è la
coalizione di centro sinistra con Garozzo sindaco che –in realtà- conterebbe sull’impegno
del PD (?), di Garozzo Sindaco (2 liste) e
della lista Crocetta
I CANDIDATI SINDACI SONO ANCORA
10. Si parlava di Ardita e di Briante come
prossimi a confluire in una più ampia coalizione. Ardita potrebbe essere attirato dalla
coalizione di Bandiera. Ma in atto non è così. I loro manifesti campeggiano sui muri
della città smentendo tutte le illazioni.
Nel PD - all’apparenza- l’ambiente sembra
si sia ricompattato dopo le primarie.(vedi
anche le dichiarazioni di Bruno Marziano ai
Fatti). Insomma i bersaniani hanno rinunciato al ricorso sull’esito delle e confermano la
loro fedeltà al PD e al candidato indicato
nelle primarie.
Basta documenti Lo sport muore Il futuro diverso
di associazioni
anonime di fatto
A Siracusa c'è una confraternita che si picca di fare contro
informazione. Si fa chiamare Energie Nuove e fa interventi
mirati. Il titolo sarebbe l'ambientalismo. Di fatto si cura di tre o
quattro cose al massimo, tutto il
resto non fa ambientalismo, almeno non che loro interessi. Il 25
aprile scorso è stato la giornata
della Liberazione e sarebbe giusto
liberarsi di queste associazioni
anonime che parlano di persone e
di cose senza mai metterci la faccia, senza mai firmare un intervento. Una sconcezza che va
eliminata e combattuta. Nel nostro piccolo non pubblicheremo più nessuna nota priva di firmatario, sarebbe giusto che
lo facessero tutti gli organi di stampa, non si può dare spazio
agli anonimi che denunciano associazioni e imprese i cui
titolari sono invece noti a tutti. E’ un fatto non democratico e
una mancanza di assunzione di responsabilità che dovrebbe
far riflettere sulla sostanziale differenza fra quello che queste
associazioni anonime di fatto predicano e quello che invece
fanno.
Ho appreso con grande dispiacere che l'Ortiga di pallanuoto ha perduto lo spareggio con il Nervi, valido
per non retrocedere in A/2,
perdiamo a Siracusa un altro pezzo di sport importante, l'Ortigia è una grande
società e saprà rialzare la
testa e tornare nella massima divisione.
Una piccola riflessione però la vorrei fare insieme a
tutti i candidati a Sindaco
ed al Consiglio Comunale, lo sport a Siracusa è al collasso,
i costi delle strutture sono troppo esosi, non esistono più
contributi, le aziende sono in crisi e le sponsorizzazioni
sono sempre più esigue, serve un piano per lo sport, per far
rinascere lo sport a Siracusa, per permettere ai nostri giovani di vivere l'adrenalina e le emozioni che trasmettono gli
eventi sportivi, è un momento difficile, ma si deve alzare la
testa, se non ci sono investimenti sulla città, come possono
esserci dagli imprenditori investimenti sullo sport?
Peppe Vinci
Riceviamo e pubblichiamo:
E’ concreta e sempre più vicina, la possibilità di togliere la
gestione della nostra città ai consueti blocchi di potere e restituirla finalmente a tutti noi cittadini.
Mentre i vertici dei partiti stanno chiusi nelle loro stanze a
stringere accordi che credono utili a mantenere il loro potere
personale, la gente nelle strade e nelle piazze fa capire che
quei modi, e coloro che li usano, appartengono ad un passato
che non merita attenzione. A pochissimi giorni dal termine
finale per la presentazione delle candidature e delle liste voglio ancora una volta rivolgermi, con franchezza e forza, a
tutti quei movimenti e gruppi che condividono la necessità di
ottenere un profondo rinnovamento dei modi di amministrare i beni comuni, ma hanno sinora percorso sentieri solitari.
Oggi non è il tempo della testimonianza, ma quello del risultato. E per ottenerlo è necessario creare una coalizione sempre più forte, composta da forze diverse, che perseguano valori ed obiettivi anche non identici tra loro, ma certamente omogenei. Non perdiamo un’occasione, forse irripetibile, di svolgere tutti noi un ruolo diretto, positivo e concreto
per la nostra città. Ottenere con le nostre scelte, soprattutto
se difficili, un diverso futuro, libero e consapevole, per Siracusa sarà così possibile sin dal 10 giugno.
Ezechia Paolo Reale con Progetto Siracusa, Siracusa Democratica, Siracusa Protagonista con Vinciullo e
Lista Mangiafico
Come facciamo a galleggiare?
Lo stato di intossicazione è veramente grave. E‟ necessario non mollare la terapia di
disintossicazione --- Pazienza! Oggi facciamo un po‟ di aerosol con „Zio Willie fiale
monodose‟ ---- "Tutto il mondo è un palcoscenico. E tutti gli uomini e tutte le donne
non sono che attori, con le loro entrate, le
loro uscite... E ciascuno nella vita recita
varie parti, i suoi atti essendo sette età. Prima il bambino, che vagisce e sbava in braccio alla nutrice. Poi il piagnucolante scolaro, con la sua cartella, il viso fresco e mattutino, che striscia con passo di lumaca
verso la deprecata scuola. Poi l'innamorato, sospiroso come una fornace con la sua
melanconica ballata a gloria delle ciglia
della sua bella. Poi il soldato, facile alla
bestemmia straniera e baffuto come un leopardo, puntiglioso sull'onore, pronto e violento alla lite, sempre in cerca di una gloria vana
fin sulla bocca del cannone. Poi il giudice, con la sua rotonda pancia
sazia di un buon cappone, sguardo severo, barba ben tagliata, pieno
di sagge massime e di luoghi comuni, e così recita la sua parte. La
sesta età lo muta nel magro e squallido Pantalone, con le sue pantofole, gli occhiali sul naso e la borsa al fianco; e le calze della gioven-
tù, ben conservate, sono troppo larghe per le
sue gambe ischeletrite, e la sua voce, un tempo robusta, ora sibila e geme. La scena finale,
l'ultima di questa strana e avventurosa storia
è la seconda infanzia e il totale oblio, senza
più denti, senza vista, senza gusto, senza più
niente"----- A quale parte di questo monologo
corrisponde la personalità
„rivoluzionaria‟ (sic) del Presidente Crocetta!
Boh !!! Forse soltanto alle prime due frasi !!!
Chissà !!! In Sicilia il Presidente della Regione procede a colpi di teatro un giorno si e
l‟altro pure !!!L‟Italia è nelle mani di un
„comico‟ che riesce a fare votare il suo Movimento ad oltre 8 milioni di elettori; di un pluri
-indagato (recentemente condannato) che ha
guidato il nostro Paese per troppi anni portandolo alle soglie del fallimento totale; dei Perdenti Demenziali
(PD) che non riescono a formare un governo perché ‘pur arrivando
primi, non hanno vinto le elezioni” e di un Presidente della Repubblica che non sa più che conigli tirare fuori dal suo cilindro. ----- La
meraviglia è data dal fatto che ancora oggi galleggiamo !!! Fino a
quando ?
Domenico Di Stefano
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Domenica 5 maggio 2013
contromano
L’immensa fatica della politica onesta
Non vorrei essere nei vostri panni, miei amati concittadini che
fra poco dovete andare a scegliervi un sindaco per la nostra
bella città…
(… a dire il vero non vorrei essere nemmeno nei miei panni
che fra poco devo contribuire alla
scelta del sindaco di questo borgo
dai colli dispari in cui il duro destino di emigrante mi ha portato…)
…e quindi ho pensato, visto che il
direttore mi sta scartavetrando i
cabasisi che questa settimana c‟è il
primo maggio e il tipografo è un
lavoratore e quindi fa festa e quindi
bisogna consegnare i pezzi prima e
siccome invece io non sono un lavoratore ma un viandante, ma che
dico viandante, un automobilista di
passaggio, ma che dico automobilista di passaggio, uno con fare sospetto, ma che dico con fare sospetto, uno quasi disoccupato e insomma devo scrivere ora… e quindi
avevo pensato di fare una delle mie
solite tirate a cozzo di cane sullo
schifo che è la politica siracusana,
sui candidati, sul nuovo che avanza
e su quello che è avanzato come lo
yogurt scaduto.
Poi però mi detto (che io mi parlo
spesso, e sovente mi rispondo anche da solo), come diceva Guccini
“compagni il gioco si fa peso e tetro” e mi sono interrogato sulla
fatica della politica.
Che a mandare tutti a cagare è
esercizio facile, giustificabile e tuttavia alla fine un po‟ coglione. Soprattutto in tempi di elezioni, che durante i mandati di governo locale e nazionale, l‟opportunità, il bisogno, perfino il dovere, della denuncia è sacrosanto, ma in una democrazia, seppur decadente come la
Siracusa è da anni in emergenza economica e
in crisi, sotto il profilo della solidarietà sociale di cui si avverte la necessità, ogni giorno
di più. Chi amministra l’ente locale non riesce più a nascondere che c’è poco da sperare
in una possibile ripresa. In campagna elettorale i candidati che concorrono a occupare un
posto nelle istituzioni dovrebbero astenersi
dal promettere qualsiasi cosa ai propri elettori, per mancanza di assoluta possibilità di realizzazione. L’unica promessa che un candidato può fare, è quella che non si comporterà
come i suoi predecessori in Consiglio comunale. E se il candidato è uno di quelli che ambisce a essere rieletto dovrebbe far voto che
cambierà il modo di approcciarsi alla carica.
Fino a oggi, al Comune si assiste a una serie
di vergognose manovre e manovrine che non
riescono a far passare in aula provvedimenti
di natura obbligata, diretti allo sviluppo economico. In aula non c’è mai il numero legale,
il consiglio comunale salta da una convocazione all’altra, eppure, la necessità di votare
esisterebbe. Colpevole è il sospetto che il vicino di banco possa avere un interesse verso
l’argomento da trattare, specialmente se si
parla di 500 villette da costruire in cooperativa e in zone divenute pregiate. Un giro colossale che spaventa molti che vogliono tenersi
lontani dai sospetti di partecipare ad intrallazzi sulla scia del passato. Come sarà il governo
locale eletto a giugno? E’ un’incognita per
tutti. Dopo la fiducia accordata a Enrico Letta, diventa un obbligo intellettuale chiedersi
se qualcosa di simile sarà mai un prodotto
politico da importare a Siracusa dalla Roma
una volta ladrona. Il governo di
“pacificazione nazionale”, come l’ha chiamato il capogruppo del Pdl Brunetta, o di “unità
nazionale” come l’hanno definito altri, potrà
mai essere esportato al di fuori del Parlamento di Roma? Partiti che per 20 anni si sono
battuti uno contro l’altro armati, oggi decidono assieme le sorti dell’Italia dopo avere
sotterrato le asce di guerra. Incredibilmente,
nostra, dopo che ti sei indignato, schifiato, vomitato tutto,
hai la possibilità di cambiare…
(apro una parentesi. Io lo so che voi siete malopensanti e
state malo pensando: vabbè strummer vai alla quagliata,
ora ci dici che alla fine della fine
qualcuno si deve pur votare e ci proponi il tuo candidato a sindaco che
dirai è il meno peggio, che bisogna
avere fiducia, che bisogna guardare
le facce e le persone e impegnarsi per
il rinnovamento e la ripulitura della
politica. Io lo so che voi state malopensando questo - o forse siete dal
barbiere e non avete trovato il giornale con le signorine scosciate e state
leggendo senza pensare – e comunque vi sorprenderò con effetti normali
e vedrete che il pezzo non finirà così)
… e lo so che questo soffietto sulla
possibilità di cambiare che ti offre la
democrazia col voto è pure lui un po‟
stantio.
Sono sessant‟anni che votiamo e non
mi pare che i risultati siano stati sempre brillanti. Cambiare abbiamo
cambiato alcune volte. Ma in peggio.
Tuttavia io li ammiro in una certa
misura ed in un certo modo questi che
si candidano, ci assuntumano i social
network con i loro buoni propositi e
con i loro fac-simili digitali e poi si
beccano una vagonata di insulti da
tutti.
Che prima era diverso. Quando ti trovavi il fac simile sotto il tergicristallo
della macchina, quasi sempre mormoravi un vaffanculo sottovoce e la cosa finiva lì. Ora è diverso. Ti trovi il facsimile su feisbuk e allora il vaffaculo al
candidato glielo puoi dire davvero, che lui forse se lo legge
pure, che se lo leggono i suoi amici e soprattutto te lo leggi
tu e ti arricrii tutto. Perché, anche se sei un pastorello del
presepio, alla fine un parente, un amico, uno che ti appoggia
di cui parlar male si trova sempre, perché se, discendiamo
tutti da Adamo, alla fine siamo tutti nipoti di zio Caino e di
nonna Eva che, come dire, era una che si lasciava tentare
dal serpente il quale, come rilevava argutamente la musa
Rettore, in realtà non era “un serpente, ma un pensiero frequente che diventa indecente”.
E quindi me li guardo con una certa compassione questi
candidati che si espongono al pubblico insulto esponendo le
loro idee sulle magnifiche sorti e progressive della nostra
bella Siracusa. Oggi ho visto una, che non so chi sia, di una
di queste liste civiche che-vogliono-cambiare-tutto-mentregli-altri-non-vogliono-cambiare-niente, che è stata vituperata, se ho capito bene, perché la madre è una che polemizza
su feisbuk, poi è intervenuto il marito di un‟altra che si è
offeso perché gli avevano vituperato la moglie che, mi pare
ma non sono certo, dev‟essere grillina o qualcosa del genere. Insomma la solita merda nel ventilatore da cui non si salva nessuno. O meglio fino a ieri si salvano appunto i grillini
che azionavano il ventilatore, ma ora hanno scoperto che il
ventilatore funziona come quei telefonini che puoi farti anche la foto da solo e la merda, e che merda, la stanno beccando anche loro in considerevole quantità.
Ebbene in questo simpatico clima di concordia cittadina io
vorrei fare un elogio a quelli che ci mettono la faccia, penso
che ce ne saranno anche di onesti, seri, in buona fede, mossi
dalle migliori, a volte ingenue, intenzioni. In molti non capiscono una mazza di politica e ancora meno di amministrazione e sarebbero un disastro se eletti, ma alla fine meglio
loro che le ultime generazioni fra cui spesso abbiamo trovato avventurieri, ignoranti come capre (che poi „sta cosa che
le povere capre sono ignoranti…e che? I pettirossi sono colti?) obbedienti come robot ai boss mediocri che la storia ci
ha dato e tesi solo ad acchiappare qualcosa.
Meglio queste facce pulite, diventate subito sporche per il
ventilatore di cui sopra, che provano a loro spese l‟immensa
fatica della politica onesta.
Hasta lo serpente siempre
Joe Strummer
Anche a Siracusa
scoppierà la pace?
anche l’avvelenata di Guccini (Rosy Bindi)
ha votato a favore, mugugnando, del governo voluto da Napolitano e dal cavaliere
Berlusconi. E’ finita veramente l’epoca degli attacchi personali e politici, dei veti incrociati su tutto in nome dell’odio incontrollato? Ci chiediamo se mai il Pdl siracusano – il nostro è solo un esercizio mentale
– andrà al governo della cosa pubblica locale insieme al Pd? Detto questo, immaginiamo che molti diranno che, in passato,
grazie alla politica inciucista fatta di simpatie personali tra Bruno Marziano e Titti
Bufardeci, sottobanco e non tanto, una fattispecie di governo della pace politica è
stato realizzato, durando addirittura 9 anni
di fila. Ma, non è questo che intendiamo,
tornando alla domanda iniziale, la nostra
curiosità politica è rivolta a capire se sarà
possibile che Pdl e Pd realizzino, da qui a
non molto tempo, alleanze nelle amministrazioni locali. In poche parole: Il Comune
di Siracusa ospiterà mai una maggioranza
con il partito della Prestigiacomo e quello
del Pd a guida multipla e incerta? Teoricamente, oggi, è qualcosa di realizzabile certamente, anche se fino a ieri il solo pensarlo ed esternarlo avrebbe portato dritti in
una struttura sanitaria con tanto di camicia
di forza. Questa campagna elettorale che
porterà al Vermexio un nuovo sindaco e un
rinnovato consiglio comunale servirà pro-
www.ifattidelladomenica.it
babilmente a testare il terreno delle larghe
intese… “extraparlamentari”. Il primo test
dovrebbe essere quello che da lunedì ha
visto la nascita della coalizione del Pdl della Prestigiacomo, del Centro Democratico e
dell’Udc di Edy Bandiera e Pippo Sorbello. Una sorta di alleanza di Centro-sinistradestra. Manca il Pd per essere un governo
di Unità locale, sol perché le primarie hanno imposto un candidato scelto dal basso e
non dalle segreterie di partito. Senza le Primarie del 7 febbraio sarebbe stato molto
probabile immaginare anche il Pd nella
coalizione che sostiene Edy Bandiera, con
tanto di benedizione dei leader nazionali di
questi tre partiti che, alla Regione Sicilia,
sono già a sostegno del governo Crocetta.
Anche senza i crismi dell’ufficialità, una
parte del Megafono del governatore Crocetta, quella rappresentata dal deputato regionale Coltraro, è schierata a sostegno
del candidato del Pdl, CD, Udc. Però, è il
caso di sottolinearlo, l’assessore regionale,
Mariarita Sgarlata, ha schierato la lista
del Megafono con il candidato a sindaco
del Pd, Giancarlo Garozzo. Nessuno è in
grado di prevedere chi vincerà la competizione elettorale del 9 e 10 giugno. In ogni
caso ci sentiamo di anticipare, per quel che
si può rilevare vivendo la città, che chiunque sarà a capo della prossima amministrazione comunale non avrà vita facile, l’aula
non sarà dalla sua parte perché i consiglieri
che la comporranno saranno quasi tutti senza vincoli di partito. Non è neanche prevedibile che possa avvenire il classico merca-
tino delle vacche e le conseguenti transumanze che, negli anni, abbiamo visto nel
palazzo del Senato di piazza Duomo. In ogni
caso, in aula ci saranno i consiglieri del Movimento 5 Stelle pronti alla denuncia e ad
attivare la gogna pubblica per quei consiglieri pronti al traccheggio che ci sono stati e
ci saranno ancora. Consiglieri che stanno
cercando ospitalità dentro liste civiche e in
coalizioni, solamente per avere la possibilità
d'essere eletti. E’ una corsa all’essere eletti
in ogni modo, comunque e ovunque, però
molti trattano già il loro cambio di casacca
agli ordini del “leader” di turno, trafficano in
politica prima ancora di essere legittimati a
farlo, in faccia al cambiamento annunciato
solo di facciata. Insomma siamo al rituale “
levati tu che mi ci metto io”, i cittadini lo
sanno e decideranno come la loro coscienza
civica suggerirà loro. Per quel che si coglie
per le strade di Siracusa, sembra proprio che
non ci sia grande voglia di cambiamento,
non si spiegherebbe altrimenti l’elevato numero di partecipanti alla campagna elettorale che ha elevato all’onore del voto diretto
(come quello del sindaco) dei presidenti dei
consigli di quartieri: un non senso della politica che ha soppresso l’Ente provincia regionale. Chiunque sarà eletto sindaco di Siracusa rischia di trovarsi davanti al solito muro
che non gli permetterà di raggiungere la soglia della governabilità. Ecco perché la campagna elettorale dovrebbe lasciare spazio al
dialogo futuro con l’avversario di oggi. Nessuno che voglia amare sul serio la Città, può
continuare a pensare di poterlo fare per interessi che non appartengono alla collettività.
E per far questo sarà forse necessario che i
nemici si mettano insieme per larghe intese
anche dalle nostre parti, purchè si tratti di
intese alla luce del sole e partecipate dalla
gente, per evitare il sospetto che gli accordi
mirino a raschiare il fondo del barile.
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