PRODUZIONI E COPRODUZIONI
Teatro Carignano
14 ottobre - 2 novembre 2014 | Prima nazionale
FALSTAFF
da Enrico IV / Enrico V
di William Shakespeare
traduzione Nadia Fusini
con Giuseppe Battiston, Giovanni Franzoni, Elisabetta Valgoi, Martina Polla, Annamaria Troisi
e cast in via di definizione
adattamento e regia Andrea De Rosa
Fondazione del Teatro Stabile di Torino / E.R.T. Emilia Romagna Teatro Fondazione
Teatro Gobetti
21 ottobre - 16 novembre 2014 | Prima nazionale
CYRANO DE BERGERAC
di Edmond Rostand
con Jurij Ferrini, Ilenia Maccarrone, Raffaele Musella, Fabrizio Careddu, Lorenzo Bartoli,
Andrea Fazzari, Luca Cicolella
e cast in via definizione
regia Jurij Ferrini
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
Teatro Carignano
24 febbraio - 15 marzo 2015 | Prima assoluta
CARMEN
da Prosper Mérimée, Henri Meilhac e Ludovic Halévy
adattamento Enzo Moscato e Mario Martone
musiche Georges Bizet
con Iaia Forte, Roberto De Francesco, Enzo Moscato
e cast in via di definizione
esecuzione dal vivo Orchestra di Piazza Vittorio
regia Mario Martone
direzione musicale Mario Tronco
arrangiamento musicale Mario Tronco e Leandro Piccioni
Fondazione del Teatro Stabile di Torino / Teatro di Roma
Teatro Gobetti | Fuori abbonamento
12 febbraio – 10 maggio 2015 | Prima assoluta
6BIANCA
una storia ideata da Stephen Amidon
scritta da Stephen Amidon, Filippo Losito e Sara Benedetti
coordinamento drammaturgico Marco Ponti
cast in via di definizione
regia Serena Sinigaglia
regista assistente Leonardo Lidi
Fondazione del Teatro Stabile di Torino in collaborazione con Scuola Holden
I PUNTATA: 12 – 15 febbraio II PUNTATA: 26 febbraio – 1 marzo
III PUNTATA: 12 – 15 marzo IV PUNTATA: 9 – 12 aprile
V PUNTATA: 23 – 26 aprile
VI PUNTATA: 7 – 10 maggio
Teatro Gobetti
19 maggio - 7 giugno 2015| Prima assoluta
SANTA IMPRESA
Don Bosco e i santi sociali
progetto di Laura Curino e Compagnia Anagoor
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
Cortile del Museo Egizio | Fuori abbonamento
25 giugno - 19 luglio 2015 | Prima nazionale
ANTONIO E CLEOPATRA
di William Shakespeare e
AKHNATON
di Agatha Christie
con gli attori neodiplomati della Scuola del Teatro Stabile di Torino
(in ordine alfabetico): Matteo Baiardi, Liliana Benini, Vittorio Camarota, Elena Cascino,
Giulio Cavallini, Marta Cortellazzo Wiel, Gloria Cuminetti, Christian Di Filippo, Ilaria Ghiotti,
Alexis Aliosha Massine, Barbara Mattavelli, Camilla Nigro, Arianna Primavera, Luigi Pusceddu,
Gloria Restuccia, Marcello Nicolò Spinetta, Beatrice Vecchione, Isacco Venturini
regia Valter Malosti
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
Progetto EXTO 2015 in collaborazione con Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino
Teatro Carignano | Fuori abbonamento
gennaio - marzo 2015 | Prima nazionale
CENERENTOLA
da Charles Perrault
cast in via di definizione
regia Marco Lorenzi
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
Teatro Carignano
9 - 21 dicembre 2014
RIII - RICCARDO TERZO
di William Shakespeare
traduzione e adattamento Vitaliano Trevisan
con (in ordine di apparizione): Alessandro Gassmann, Manrico Gammarota, Mauro Marino,
Marta Richeldi, Giacomo Rosselli, Marco Cavicchioli, Sabrina Knaflitz, Sergio Meogrossi,
Emanuele Maria Basso e con la partecipazione di Paila Pavese
ideazione scenica e regia Alessandro Gassmann
scene Gianluca Amodio
costumi Mariano Tufano
musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi
light design Marco Palmieri
videografia Marco Schiavoni
Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni” / Fondazione del Teatro Stabile di Torino / Società per
Attori con la partecipazione produttiva di “Lugano InScena”
PRODUZIONI E COPRODUZIONI IN TOURNÉE
FALSTAFF
da Enrico IV / Enrico V
di William Shakespeare
traduzione Nadia Fusini
con Giuseppe Battiston, Giovanni Franzoni, Elisabetta Valgoi, Martina Polla, Annamaria Troisi
e cast in via di definizione
adattamento e regia Andrea De Rosa
Fondazione del Teatro Stabile di Torino / E.R.T. Emilia Romagna Teatro Fondazione
14 ottobre - 2 novembre 2014 | Teatro Carignano | Prima nazionale
5 - 9 novembre 2014 | Teatro Toniolo - Mestre
11 - 16 novembre 2014 | Teatro della Corte - Genova
26 - 30 novembre 2014 | Teatro Storchi - Modena
4 - 7 dicembre 2014 | Arena del Sole - Bologna
9 - 10 dicembre 2014 | Teatro Accademico - Castelfranco Veneto
12 - 13 dicembre 2014 | Teatro Comunale - Vicenza
18 - 21 dicembre 2014 | Teatro delle Muse - Ancona
6 - 11 gennaio 2015 | Teatro alla Pergola - Firenze
CARMEN
da Prosper Mérimée, Henri Meilhac e Ludovic Halévy
adattamento Enzo Moscato e Mario Martone
musiche Georges Bizet
con Iaia Forte, Roberto De Francesco, Enzo Moscato
e cast in via di definizione
esecuzione dal vivo Orchestra di Piazza Vittorio
regia Mario Martone
direzione musicale Mario Tronco
arrangiamento musicale Mario Tronco e Leandro Piccioni
Fondazione del Teatro Stabile di Torino / Teatro di Roma
24 febbraio - 15 marzo 2015 | Teatro Carignano | Prima assoluta
18 marzo - 2 aprile e 8 - 19 aprile 2015 | Teatro Argentina - Roma
21 - 26 aprile 2015 | Teatro della Corte - Genova
28 - 29 aprile 2015 | Teatro Petruzzelli - Bari
5 - 17 maggio 2015 | Teatro Strehler - Piccolo Teatro - Milano
20 - 24 maggio 2015 | Teatro Il Rossetti - Trieste
GL’INNAMORATI
di Carlo Goldoni
con Lorenzo Bartoli, Fabio Bisogni, Marco Lorenzi, Barbara Mazzi,
Maddalena Monti, Raffaele Musella
regia Marco Lorenzi
scene e costumi Gaia Moltedo
musiche originali Davide Arneodo (Marlene Kuntz)
disegno luci Monica Olivieri
Fondazione del Teatro Stabile di Torino/Il Mulino di Amleto
progetto realizzato con il contributo della Città di Torino, della Provincia di Torino
con il sostegno di Sistema Teatro Torino e Provincia
con la collaborazione del Teatro Marenco di Ceva
3 - 4 settembre 2014 | Teatro dell’Alveare - Pechino, Cina
nell’ambito del Beijing Fringe Festival
RIII - RICCARDO TERZO
di William Shakespeare
traduzione e adattamento Vitaliano Trevisan
con (in ordine di apparizione): Alessandro Gassmann, Manrico Gammarota, Mauro Marino,
Marta Richeldi, Giacomo Rosselli, Marco Cavicchioli, Sabrina Knaflitz, Sergio Meogrossi,
Emanuele Maria Basso e con la partecipazione di Paila Pavese
ideazione scenica e regia Alessandro Gassmann
scene Gianluca Amodio
costumi Mariano Tufano
musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi
light design Marco Palmieri
videografia Marco Schiavoni
Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni” / Fondazione del Teatro Stabile di Torino / Società per
Attori con la partecipazione produttiva di “Lugano InScena”
26 - 27 novembre 2014 | Teatro Verdi - Brindisi
28 - 30 novembre 2014 | Teatro Comunale - Barletta
2 - 7 dicembre 2014 | Teatro Donizetti - Bergamo
9 - 21 dicembre 2014 | Teatro Carignano - Torino
7 - 9 gennaio 2015 | Teatro Chiabrera - Savona
10 - 11 gennaio 2015 | Teatro Cagnoni - Vigevano
13 - 14 gennaio 2015 | Teatro Sociale - Como
15 - 16 gennaio 2015 | Teatro Sociale - Pinerolo
17 - 18 gennaio 2015 | Teatro Sociale - Alba
20 - 22 gennaio 2015 | Teatro Nuovo Giovanni da Udine - Udine
23 - 25 gennaio 2015 | Teatro Comunale Giuseppe Verdi - Pordenone
27 - 28 gennaio 2015 | Teatro Ventidio Basso - Ascoli Piceno
29 gennaio – 1 febbraio 2015 | Teatro delle Muse - Ancona
3 febbraio 2015 | Teatro Moderno - Grosseto
6 - 8 febbraio 2015 | Teatro Verdi - Pisa
10 - 11 febbraio 2015 | Teatro Comunale - Vicenza
12 - 15 febbraio 2015 | Teatro Arena del Sole - Bologna
18 - 22 febbraio 2015 | Teatro Massimo - Cagliari
27 febbraio - 1 marzo 2015 | Teatro Traiano - Civitavecchia
Le tournée sono in via di definizione e le date indicate sono suscettibili di variazioni ed integrazioni.
COPRODUZIONE
Teatro Carignano
14 ottobre - 2 novembre 2014 | Prima nazionale
FALSTAFF
da Enrico IV / Enrico V
di William Shakespeare
traduzione Nadia Fusini
con Giuseppe Battiston, Giovanni Franzoni, Elisabetta Valgoi, Martina Polla, Annamaria Troisi
e cast in via di definizione
adattamento e regia Andrea De Rosa
Fondazione del Teatro Stabile di Torino / E.R.T. Emilia Romagna Teatro Fondazione
«Tutto nel mondo è burla»: così chiosa Falstaff. Millantatore, sbruffone, vorace, vitalista,
furfante, è un personaggio così dirompente da essere ripreso in due drammi di Shakespeare e
diventare protagonista della irriverente commedia lirica di Arrigo Boito musicata da Giuseppe
Verdi. Falstaff ha affascinato i più grandi talenti della scena, come Orson Welles, che riservò per
sé il ruolo di protagonista nella versione teatrale e in quella cinematografica. Per queste ragioni,
e per il piacere di rivedere all’opera la coppia artistica Giuseppe Battiston e Andrea De Rosa,
questo nuovo allestimento si preannuncia come una delle proposte più significative della
stagione 2014/2015. La potente duttilità espressiva di Battiston darà vita alla partitura
drammaturgica di Nadia Fusini, impreziosita dalla regia di De Rosa, attento a moltiplicare
immagini, a toccare sponde semantiche lontane dalla tradizione e a coniugare con grande
perizia la tradizione lirica con quella di prosa.
«Strano e singolare il destino di Sir John Falstaff! - scrive Andrea De Rosa -. Apparso la prima
volta nel dramma storico Enrico IV, questo personaggio riscosse un tale successo che William
Shakespeare dovette farlo rivivere e poi rivivere e poi rivivere ancora, in ben altri quattro testi.
Pare addirittura che la stessa Regina Elisabetta ne avesse gradito così tanto la sagacia da
intervenire, in prima persona, facendosi dare assicurazioni dal Bardo affinché questo
impareggiabile ciccione non fosse accantonato dalla sua produzione.
C’è in Falstaff qualcosa che ci conquista subito: un amore sfrontato per la vita, che si manifesta
soprattutto nella forma dell’amore per la lingua, per le parole, per il motto di spirito, per la
creazione instancabile di metafore e giochi linguistici; un senso pieno delle cose che accadono
qui e ora e che di fronte al suo sguardo sembrano le sole che abbiano un qualche senso; ci sono
nelle sue parole una gioia che non si stanca mai, sempre pronta a rovesciare il male in bene, un
senso dell’amicizia ingenuo e vorrei dire persino infantile, una ostinazione a fare di ogni dolore
uno scherzo, di ogni situazione senza via d’uscita uno sprone a cercare di non lasciarsi
imprigionare. Dopo il felice incontro con Macbeth, ho chiesto a Giuseppe Battiston di calarsi
stavolta nei panni di questo buffone, convinto che ci sia anche qui qualcosa di inaspettato e
imprevedibile da scoprire sotto la maschera solo apparentemente tranquilla che egli sembra
mostrarci».
PRODUZIONE
Teatro Gobetti
21 ottobre - 16 novembre 2014 | Prima nazionale
CYRANO DE BERGERAC
di Edmond Rostand
con Jurij Ferrini, Ilenia Maccarrone, Raffaele Musella, Fabrizio Careddu, Lorenzo Bartoli,
Andrea Fazzari, Luca Cicolella
e cast in via definizione
regia Jurij Ferrini
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
Accade qualche volta che il destino di un paese trasformi un elemento della propria cultura, in
una figura quasi mitologica e che questa, nel tempo, diventi un segno inalienabile dell’identità di
una nazione. Così avviene nell’ultimo ventennio del XIX secolo e precisamente verso la fine del
1897, quando una incantevole rivisitazione neoromantica dell’antica fiaba de La Bella e la bestia,
si incarna - tra eroismo individuale e vocazione al sacrificio - nelle imprese di un poeta, soldato,
innamorato ed idealista, scorticato dalla vita, con un naso brutto e grosso: Cyrano de Bergerac.
«Attraverso Cyrano, - scrive Jurij Ferrini - Edmond Rostand si rivolgeva, secondo il ricordo del
figlio Maurice “ad una generazione senza più alcuna fede. I giovani che ascoltavano i colpi inferti
all’animo di Cyrano, e che si consolavano con il suo pennacchio, erano già i condannati del
1914”. Rostand diede loro la forza di morire senza disperarsi. Non potendo impedire che
morissero da martiri, gli diede il coraggio di essere eroi; ed è per questo che Cyrano de
Bergerac è qualcosa di più di una commedia eroica in cinque atti: essa è un vero e proprio inno
romantico al valore. La sera del 28 dicembre 1897, calato il sipario sulla scena finale,
all’incontenibile grido di “Edmond Rostand!”, un pubblico esaltato richiamò per quaranta volte gli
attori sul palco. Alle due del mattino il teatro era ancora gremito di persone che gridavano,
piangevano e applaudivano. Fin dal suo esordio, la storia di Cyrano divenne il simbolo stesso di
una resistenza mai sopita, la pièce di Rostand conobbe una celebrità immediata, destinata a
durare nel tempo. Riportarla sul palco oggi, qui, in Italia, significa premiare con un gesto
d’amore quella resistenza di cui siamo stati capaci… dar valore a tutti i nostri sacrifici
quotidiani». Nella sua carriera di attore e regista Jurij Ferrini ha saputo destreggiarsi tra autori
classici e moderni, spogliando puntualmente dagli orpelli ogni messinscena, per restituire i testi
nelle loro scarna e pungente nudità. La sua cifra stilistica gioca su una recitazione
cinematografica, agile ma incisiva, mentre sotto la sua attenta direzione, gli interpreti si
muovono all’interno di spazi popolati da pochi elementi scenografici insieme funzionali e
simbolici.
COPRODUZIONE
Teatro Carignano
24 febbraio - 15 marzo 2015 | Prima assoluta
CARMEN
da Prosper Mérimée, Henri Meilhac e Ludovic Halévy
adattamento Enzo Moscato e Mario Martone
musiche Georges Bizet
con Iaia Forte, Roberto De Francesco, Enzo Moscato
e cast in via di definizione
esecuzione dal vivo Orchestra di Piazza Vittorio
regia Mario Martone
direzione musicale Mario Tronco
arrangiamento musicale Mario Tronco e Leandro Piccioni
Fondazione del Teatro Stabile di Torino / Teatro di Roma
Abitano entrambi nei pressi di piazza Vittorio a Roma, Mario Martone e Mario Tronco, e da anni
accarezzano l’idea di lavorare insieme. Tutti e due hanno Napoli alle spalle ma sempre ben
presente nei loro pensieri.
Il teatro, e in particolare il teatro d’opera, è sempre apparso loro il terreno di incontro ideale per
spogliarsi dei propri abiti e indossarne altri, dai quali far nascere uno spettacolo nuovo, di teatro
e di musica, di poesia e di ritmo. E così è apparsa Carmen. Vogliono farla con Iaia Forte, amica,
musa, e donna capace di stare al centro di molti incroci, quali saranno quelli della banda mista
di napoletani e di immigrati che popoleranno il palcoscenico. E hanno chiamato Enzo Moscato, la
voce più lirica del teatro italiano del nostro tempo, a riscrivere i testi di questa favola
mediterranea. Moscato, autore, performer-regista anomalo e inconfondibile, si è spesso
misurato con le diverse tradizioni teatrali e musicali, rilette alla luce della più agguerrita e
innovativa cultura europea contemporanea, oltre che della sua personalissima indole
partenopea.
Storia malinconicamente contemporanea, Carmen è una tragedia che quotidianamente si ripete
nel mondo, un fenomeno che oggi si definisce con la parola “femminicidio”, ma che in passato in
Italia veniva annoverato come “delitto passionale”. Partendo dalla fonte letteraria e dal libretto
del capolavoro di Bizet, nelle mani di Martone l’opera approda verso temi contemporanei,
affidandosi al talento, ai volti e alla teatralità innata dei musicisti dell’Orchestra di Piazza
Vittorio, un ensemble noto a livello internazionale, voce profonda ed autentica di un comune
sentire musicale che riunisce artisti, culture e tradizioni, memorie, sonorità antiche e nuove,
strumenti sconosciuti, melodie universali. Il loro lavoro esalterà le zone della partitura di forte
ispirazione popolare: l’arrangiamento di Tronco e Leandro Piccioni metterà a nudo la
composizione, rendendola il più semplice possibile per capire dove si nasconde il centro
dell’emozione.
PRODUZIONE
Teatro Gobetti | Fuori abbonamento
12 febbraio – 10 maggio 2015 | Prima assoluta
6BIANCA
una storia ideata da Stephen Amidon
scritta da Stephen Amidon, Filippo Losito e Sara Benedetti
coordinamento drammaturgico Marco Ponti
cast in via di definizione
regia Serena Sinigaglia
regista assistente Leonardo Lidi
Fondazione del Teatro Stabile di Torino in collaborazione con Scuola Holden
I PUNTATA: 12 – 15 febbraio II PUNTATA: 26 febbraio – 1 marzo
III PUNTATA: 12 – 15 marzo IV PUNTATA: 9 – 12 aprile
V PUNTATA: 23 – 26 aprile
VI PUNTATA: 7 – 10 maggio
Dai fumetti di Flash Gordon alle opere di Andy Warhol, da Love Boat a Carosello, passando per i
videogames e arrivando fino a Breaking Bad, l'industria della serialità, tra sublime e faceto, ci
accompagna da più di un secolo. La sua diffusione ed evoluzione, soprattutto negli ultimi
decenni, è andata oltre ogni più rosea aspettativa, permettendo ad autori e registi di
approfondire di volta in volta questo o quell'aspetto della storia o del carattere dei personaggi
che la popolano; di fatto, oggi la serialità è una sorta di arte parallela a tutte le altre ed ha
cresciuto ben più di una generazione. Anche in teatro esistono dei precedenti su questo fronte –
l’esperienza di Bizzarra di Rafael Spregelburd, nata nel contesto estremo della crisi economica
argentina del 2001, è ben nota a tutti – ma nessun teatro stabile, fino ad oggi, ha mai deciso di
cimentarsi in questo campo, impegnando la propria forza produttiva in una sfida così complessa
ed ambiziosa, ma anche affascinante ed innovativa.
Un testo originale, sei puntate, contenuti cross-mediali, la regia di Serena Sinigaglia e un cast di
qualità sono gli elementi che comporranno questa nuova esperienza, sulla quale speriamo che il
pubblico abbia voglia di scommettere insieme a noi. Fin dalle sue prime battute, il progetto ha
avuto come partner la Scuola Holden, alla quale è stata affidata la curatela della parte autoriale
e la composizione di una writers room che seguirà la produzione per tutta la sua durata.
La squadra di scrittori sarà guidata da Stephen Amidon, grande architetto di storie ed autore de
Il capitale umano, dal regista e sceneggiatore Marco Ponti e da due giovani autori parte del
corpo docente della Scuola, Filippo Losito e Sara Benedetti. A completare questo primo nucleo di
lavoro, che si amplierà nei prossimi mesi, ci sarà anche il giovanissimo Leonardo Lidi, diplomato
alla Scuola per Attori del Teatro Stabile.
La storia, ambientata a Torino, affronterà gli oscuri legami che si celano nelle famiglie, sullo
sfondo di una società dove la corruzione scorre sotto una superficie sempre brillante, e la
vergogna dei compromessi che accettiamo per avere successo. 6Bianca parlerà della lotta per il
potere - in amore, in famiglia, nelle amicizie, negli affari, nel ricordo e nel crimine - e lo farà
partendo dal coraggio di una giovane donna, che combatte contro i suoi demoni privati e
pubblici e contro le bugie che si nascondono dietro una vita dorata.
PRODUZIONE
Teatro Gobetti
19 maggio - 7 giugno 2015| Prima assoluta
SANTA IMPRESA
Don Bosco e i santi sociali
progetto di Laura Curino e Compagnia Anagoor
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
A duecento anni dalla nascita di Don Bosco, Laura Curino, insieme alla Compagnia Anagoor,
narra l’intelligenza e lo spirito di quegli uomini straordinari riuniti comunemente sotto la
definizione di “santi sociali”, che a Torino si presero cura delle necessità, dei dolori e delle ferite
del popolo e soprattutto dei giovani dell’Italia appena nata.
«Don Bosco, Cottolengo, Cafasso, Faà di Bruno, Giulia di Barolo e poi ancora Don Orione,
Allamano, Frassati, Domenico Savio e tantissimi altri. Nessuna regione come il Piemonte ha
avuto tra il 1811, l’anno in cui nasce San Giuseppe Cafasso, e il 1888, l’anno in cui muore Don
Bosco, una così alta concentrazione di vite straordinarie che hanno scelto i poveri e per loro si
sono impegnati in imprese che hanno lasciato un segno nelle loro vite e nella città: convitti per i
giovani, ospedali per i malati, scuole e cortili per i ragazzi. Di alcuni di essi qualcuno ricorda
anche la storia, almeno dei più noti, e basta attraversare la città per incontrare le loro opere
sociali. Opere grandiose, costruite di pari passo alla costruzione dell’Unità d’Italia ed alla
trasformazione di Torino in grande città industriale.
L’ingegno creativo della città genera idee destinate a diventare grandi imprese economiche.
La moda, il cinema, le automobili. E genera anche sfruttamento, ingiustizia, malattia,
abbandono. Siamo abituati a pensare che proprio in contrasto ed opposizione a questo stato di
cose i santi sociali trovarono il loro ruolo ed il fulcro della loro attività. Forse non è soltanto così.
Il vento rinnovatore del Risorgimento spira sugli uni e sugli altri. La modernizzazione di scienza
e tecnica, diritto e stampa, costituirono le basi del cambiamento in tutti i settori della vita
torinese. E hanno dato luogo a quel particolarissimo spirito di impresa che pur mortificato da
anni di monocultura industriale e dalla crisi economica continua ad animare le energie della
città.
Facile il cinismo, facile l’agiografia: quella di raccontare il “bene” è sempre impresa ardua. Ma
ogni impresa lo è. Raccontare le vite degli uomini è un’impresa altrettanto ardua. Raccontare la
vita di un santo lo è ancora di più. L’immagine di Don Bosco è impressa nella mente di
moltissimi di noi, che si siano frequentati gli oratori o meno. Ma chi è stato l’uomo dietro l’icona?
E com’è possibile oggi ricostruirne il volto?
C’è sempre un’immensa sproporzione tra la fissità di un volto che si è cristallizzato
nell’immaginario collettivo e la mobilità inafferrabile di una vita vera. Veri o romanzati che
siano, contaminati o meno dal potere poetico della memoria, torna anche nei sogni il vento di un
secolo visionario e il senso romantico della sproporzione tra l’individuo e l’orizzonte, il singolo di
fronte all’impresa che giganteggia. Una sorta di vocazione alla missione immensa».
Laura Curino, Simone Derai
PRODUZIONE
Cortile del Museo Egizio | Fuori abbonamento
25 giugno - 19 luglio 2015 | Prima nazionale
ANTONIO E CLEOPATRA
di William Shakespeare e
AKHNATON
di Agatha Christie
con gli attori neodiplomati della Scuola del Teatro Stabile di Torino
(in ordine alfabetico): Matteo Baiardi, Liliana Benini, Vittorio Camarota, Elena Cascino,
Giulio Cavallini, Marta Cortellazzo Wiel, Gloria Cuminetti, Christian Di Filippo, Ilaria Ghiotti,
Alexis Aliosha Massine, Barbara Mattavelli, Camilla Nigro, Arianna Primavera, Luigi Pusceddu,
Gloria Restuccia, Marcello Nicolò Spinetta, Beatrice Vecchione, Isacco Venturini
regia Valter Malosti
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
Progetto EXTO 2015 in collaborazione con Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino
Gli attori neodiplomati della Scuola del Teatro Stabile faranno il loro debutto professionale
nell’estate 2015 in un progetto speciale pensato e realizzato dalla Fondazione del Teatro Stabile
di Torino e dal Museo Egizio in occasione di Expo Milano 2015 - Nutrire il Pianeta, Energia per la
Vita: si tratta di un dittico inedito d’ispirazione egiziana - Antonio e Cleopatra di William
Shakespeare e in prima assoluta un testo di Agatha Christie mai rappresentato, Akhnaton messi in scena da Valter Malosti nel rinnovato cortile del Museo.
Di Antonio e Cleopatra di Shakespeare rimane impressa nella memoria soprattutto l’immagine,
ai confini con il kitsch e amplificata dal cinema, della coppia Richard Burton, Liz Taylor. Ma
l’opera, scritta in versi che sono tra i più alti ed evocativi di tutta la produzione shakespeariana,
è molto lontana da toni tronfi e retorici. Si assiste ad una profonda e a volte crepuscolare
indagine sul potere e sulla trasformazione di un mondo che, come l’amore di Cleopatra, ha
bisogno di un nuovo cielo e di una nuova terra per essere misurato e dunque compreso. E non è
un caso che su quest’opera aleggi per più di uno studioso l’ombra del grande filosofo Giordano
Bruno, e che il Novecento abbia particolarmente apprezzato il disincanto shakespeariano, che
mescola tragico, comico e grottesco.
Agatha Christie aveva sposato in prime nozze un notissimo archeologo, Max Mallowan, e lo
aveva accompagnato in importanti campagne di scavo, ricavandone significative suggestioni
letterarie. Akhnaton è un dramma ambientato nell’antico Egitto e ruota intorno alla figura del
sovrano idealista, ossessionato dalla poesia e dalla bellezza, pacifista e autore del tentativo di
diffusione del culto monoteistico del dio Aton, il dio Sole. Nel testo grande spazio trova anche la
figura della Grande Sposa Reale: Nefertiti. Lo scontro con la casta sacerdotale, fautrice
dell’antico culto del dio Amon, e gli intrighi della corte condurranno alla drammatica
dissoluzione, in un finale eschileo, della sua utopia.
In occasione delle recite, il Museo Egizio offrirà l’opportunità agli spettatori di scoprire i
personaggi messi in scena attraverso un percorso dedicato tra reperti, documenti e
testimonianze.
PRODUZIONE
Teatro Carignano | Fuori abbonamento
gennaio - marzo 2015 | Prima nazionale
CENERENTOLA
da Charles Perrault
cast in via di definizione
regia Marco Lorenzi
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
«Cenerentola è la fiaba più popolare al mondo.
Ne esistono 345 varianti diverse in 345 diverse culture.
Ma una cosa è certa, come scrive il professor Andrew Lang “un popolo senza abiti e senza
scarpe non avrebbe mai potuto inventare Cenerentola”.
Partendo da questo ho immaginato al centro della nostra storia un grande armadio. Un armadio
da cui usciranno piogge di scarpe e vestiti - ovvero il simbolo di questa storia - ma anche
sorellastre, matrigne, principi, fatine improvvisate, castelli e case. Un armadio che custodirà la
musica della nostra storia, ma che conterrà anche tutti i rapporti e i nodi che la attraversano.
Perché in questa fiaba non ci sono draghi da sconfiggere, streghe da bruciare nel forno o giganti
da raggirare. In questa storia c’è una famiglia, c’è una madre-matrigna e ci sono tre sorelle, c’è
l’invidia e la gelosia, la competizione e l’umiliazione, la sopraffazione e l’ingiustizia. Ma ci sono
anche la speranza e il riscatto grazie ad un incontro speciale con una persona speciale. Perché
quello che sembra raccontarci questa fiaba è che se ci sforziamo di cercare bene, abbiamo
sempre la possibilità di trovare un principe che sa guardare oltre la cenere che ci copre.
Per questo al tempo della nostra Cenerentola tutto è praticamente come oggi… anzi… il tempo
della nostra storia è oggi!». Marco Lorenzi
COPRODUZIONE
Teatro Carignano
9 - 21 dicembre 2014
RIII - RICCARDO TERZO
di William Shakespeare
traduzione e adattamento Vitaliano Trevisan
con (in ordine di apparizione): Alessandro Gassmann, Manrico Gammarota, Mauro Marino,
Marta Richeldi, Giacomo Rosselli, Marco Cavicchioli, Sabrina Knaflitz, Sergio Meogrossi,
Emanuele Maria Basso e con la partecipazione di Paila Pavese
ideazione scenica e regia Alessandro Gassmann
scene Gianluca Amodio
costumi Mariano Tufano
musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi
light design Marco Palmieri
videografia Marco Schiavoni
Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni” / Fondazione del Teatro Stabile di Torino / Società per
Attori con la partecipazione produttiva di “Lugano InScena”
Risultato del felice incontro artistico tra Alessandro Gassmann e Vitaliano Trevisan, RIII Riccardo Terzo affascina e irretisce il pubblico con la sua feroce brama di potere e la follia
omicida. Attore, stratega, opportunista, Riccardo è un implacabile affabulatore e la sua parola si
fa azione immediata; personaggio assoluto, da tragedia greca, mostra con forza tutto il genio
contemporaneo del Bardo. Gassmann, regista e interprete dello spettacolo, scrive nelle note di
regia: «La decisione di affrontare, per la prima volta anche da regista, un capolavoro di William
Shakespeare non è disgiunta dal felice incontro artistico con Vitaliano Trevisan. Ho sempre
avuto nei riguardi del Bardo, forse per l’incombenza di gigantesche ombre familiari, un certo
distacco, un approccio timoroso; le messe in scena dei suoi capolavori, lo confesso, non sono
mai riuscite a coinvolgermi del tutto, forse per la difficile sintonia con un linguaggio così
complesso e articolato ma anche, in molte traduzioni, oscuro e arcaico. La lettura di un
adattamento di un testo “minore” di Goldoni curato da Trevisan, sorprendentemente moderno e
originale, ma al tempo stesso accurato e rispettoso dell’autore, ha fatto scattare in me l’idea che
quel tipo di approccio potesse essere non solo possibile ma altrettanto efficace nei riguardi
dell’opera di Shakespeare che da anni sognavo di rappresentare: Riccardo III. Il “nostro”
Riccardo, col suo violento furore, la sua feroce brama di potere, la sua follia omicida, la sua
“diversità” dovrà colpire al cuore, emozionare e coinvolgere il pubblico di oggi, trasportandolo in
un viaggio affascinante e tragico, attraverso le pieghe oscure dell’inconscio e nelle “deformità”
congenite dell’animo umano».
COPRODUZIONE
In tournée in Cina
Lo spettacolo andrà in scena al Teatro dell’Alveare di Pechino, il 3 e il 4 settembre 2014,
nell’ambito del Beijing Fringe Festival
GL’INNAMORATI
di Carlo Goldoni
con Lorenzo Bartoli, Fabio Bisogni, Marco Lorenzi, Barbara Mazzi,
Maddalena Monti, Raffaele Musella
regia Marco Lorenzi
scene e costumi Gaia Moltedo
musiche originali Davide Arneodo (Marlene Kuntz)
disegno luci Monica Olivieri
Fondazione del Teatro Stabile di Torino/Il Mulino di Amleto
progetto realizzato con il contributo della Città di Torino, della Provincia di Torino
con il sostegno di Sistema Teatro Torino e Provincia
con la collaborazione del Teatro Marenco di Ceva
Una commedia che parla di giovani e di sentimenti incontra una delle compagnie emergenti del
teatro italiano: Gl’Innamorati di Carlo Goldoni, nell’allestimento de Il Mulino di Amleto, si svolge
in un impianto semplice ma non elementare, fedele alla tradizione ma attuale, in grado di
restituire la modernità della parola goldoniana dove la risata non è mai fine a se stessa ma è
sempre accompagnata da un amaro retrogusto di desolazione.
Marco Lorenzi firma uno spettacolo che ha il grande pregio di risultare empatico per il pubblico,
a qualunque età: schermaglie amorose, gelosia, vendetta, languidi sguardi, paroline dolci.
Insieme a questo giovane ma notevole gruppo di artisti - che nasce nel 2009 da un gruppo di
giovani attori diplomati presso la Scuola del Teatro Stabile di Torino - l’esperto Nello Mascia. «La
storia de Gl’Innamorati - scrive Marco Lorenzi - si svolge per intero in un luogo solo, chiuso, un
po’ claustrofobico e un po’ decadente che Goldoni chiama “la stanza commune di una casa
piuttosto strana”. Lo sguardo di Goldoni entra in questa casa con tenerezza e umanità e ci
regala l’affresco stupendo di una società in piena crisi economica e di valori. Nessuno dei
personaggi sembra accorgersi del baratro verso il quale il mondo al di fuori di quella stanza sta
correndo. In tutto questo, l’amore tormentato e immaturo di Eugenia e Fulgenzio rappresenta la
speranza, la vitalità e la possibilità che, nonostante tutto, un futuro sia possibile. Per questo ho
scelto di mettere al centro del nostro allestimento non solo i due innamorati, ma anche lo spazio
dove dovranno lottare (soprattutto contro se stessi) per costruire tutta questa “Grande
Bellezza”!».
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