NAZIONALSOCIALI – BOLLETTINO INTERNO D’INFORMAZIONE
ANNO 15° NUMERO 165
[email protected]
www.webalice.it/alessandro.mezzano
EDITORIALE:
L
asciando stare tutte le
altre questioni come le
importazioni di materie prime,
manufatti e di energia molto più
care, ch e g ra ver eb b ero
comunque sia sulle imprese
ch e, ind irettamente, su i
cittadini, basterebbe pensare a
quella dello stratosferico nostro
d e b it o
p u b b l i c o .
Il debito pubblico italiano è di
2.140.763 MILIARDI DI EURO
( dati al secondo trimestre
2014 )
Il debito pubblico italiano è, al
contrario dei debiti di altri stati,
quasi tutto nelle mani di
investitori stranieri.
Se si tornasse alla lira si
aprirebbero due
s ol e
possibilità.
1.
pagare in lire svalutate il
debito contratto in euro dando
così una fregatura truffaldina
agli investitori esteri che mai
più comprerebbero ancora i
nostri titoli di Stato.
2.
pagare in lire al cambio
reale con l’Euro e portando
così automaticamente il debito
pubblico a valori così enormi da
e s s e r e ec on o m i c a m en t e
INSOSTENIBILI senza contare
che per le successive emissioni
si dovrebbe tornare ad interessi
del 15%-20% ( come è già
avvenuto in Passato ) per
convincere gli investitori a
comprarli in una moneta
svalutata, in affidab ile ed
insicura mentre tali interessi
graverebbero sul bilancio
sta tal e p ort an d on e l a
percentuale sul PIL a valori
inaccettabili.
Queste ci sembrano ragioni
l og ich e e con crete p er
abbandonare la sicumera
MERZO 2015
dell’uscita dall’Euro..
Quanto alla bufala che con le
lire potremmo stamparne a
volontà, ricordiamo CHE PIÙ
MONETA SI STAMPA E PIÙ
ESSA PERDE VALORE perché
il valore ad una moneta NON la
dà chi la stampa, ma chi la
riceve in pagamento.
Comprare con le lire all’estero
significa aumentare l’nflazione
come ci insegna l’Argentina
che stampando moneta ha
raggiunto un tasso di inflazione
del 54%!!
Se poi c’è chi, fa demagogia
senza ragionare solo per
cercare di acchiappare i voti
degli sprovveduti come stanno
facendo sia Salvini che Grillo,
ebbene questi sono o degli
ignoranti ab issal i o dei
disonesti in malafede ed in
entrambi i casi non vale la pena
di ascoltarne i ragli..!!
SOMMARIO
1 Se usciamo dall’euro
2 Abbiamo già dato
3 Saluto Romano
4 Battaglia ideale /
5 Grazia’ Grazie NO!
6 Youkio Mishima o dell’Ideale
7 Alternative alla democrazia
8 Alternative alla democrazia
9 Ricerca e razionalità
10 Analisi di una bufala
A NNO X V° NUM E RO 1 65
Quando Bossi, con la complicità di Berlusconi promuoveva
il federalismo, noi avevamo espresso i nostri dubbi anche in
base all’esperienza del passato in un articolo che oggi sembra una profezia.
Leggete e giudicate…
“… Il
decentramento
amministrativo non potrà che
portare bene ai cittadini che
avr an no un a ma ggi ore
possibilità di controllare gli
amministratori locali e la
spesa dei denari pubblici..!"
"....la responsabilizzazione
localizzata della gestione della
cosa pubblica creerà piano
piano una nuova razza di
politici che dovranno essere
più trasparenti, più onesti e più
rispondenti alle esigenze dei
Cittadini perché da questi
maggiormente controllati.."
".. I governi centrali romani
non avranno più la possibilità
di sottrarre risorse alle realtà
locali.."
"... nella nuova organizzazione
politica ed amministrativa i
poteri centrali corrotti e
corruttori avranno minori
possibilità di operare e di
rubare denaro pubblico per fini
privati e politici.."
Queste ed altre osservazioni
simili, sono quelle che si
facevano alcuni decenni fa
LA FIAMMA
quando si discuteva sulla
opportunità di fare o non fare
le REGIONI ... e sono le
stesse cose che ci vengono
dette oggi per promuovere il
federalismo
Poi si é visto cosa é successo
in pratica:
Nuovi centri di mangerie e di
corruzione
Mangiatoie moltiplicate per
clientele politiche
Ulteriori strutture che hanno
replicato il malcostume ed il
malgoverno centrali
Politicizzazi one spinta e
capillare delle risorse e delle
imprese locali
Ulteriore e scandalistico
degrado della (mala) sanità
che si è espressa con costi
elevati, assistenza negligente
e pol iti ci zzazi one del l e
carriere.
In effetti il fallimento dei
progetti e la moltiplicazione
dei problemi, delle spese,
delle ruberie, della corruzione
e del malgoverno...!!
Le stesse cose si dicono e si
promettono per promuovere
l'avvento del Federalismo e lo
stesso risultato saremmo
costretti a constatare tra pochi
anni...!!
La lega, alla guida di quel
somaro di Bossi e con la
complicità di Berlusconi, che
pur di avere un ritorno
elettorale è disposto a mettere
in gioco l’interesse del Paese
e dei Cittadini, ripropone
quello schema che, un po’
ripulito e restaurato, è lo
stesso del decentramento
regionale.
PAGINA 2
La memoria collettiva é labile
e dopo alcuni decenni la truffa
si può tr a n qui l l ame nte
riproporre, tanto, " la mamma
dei pirla é sempre incinta.."
IL VERO PROBLEMA NON
E' SE AD AMMINISTRARE
SONO I ROMANI O I
LOCALI..
IL VERO PROBLEMA E' SE
CHI AMMINISTRA E' LADRO
O E' ONESTO..
E
Q UE STO
NO N
E'
P R O B L E M A
D I
DECENTRAMENTO, MA DI
CLIM A
MOR ALE
DEL
PAESE......!!!!!!!!
Da allora sono passati alcuni
anni e le cronache politiche e
giudiziarie hanno confermato
le
nostr e
previsioni
con ferman d o qu al e sia
veramente il problema di
questo Paese e cioè quello di
avere una casta politica di
mestieranti corrotti ed incapaci
che si dedicano interamente
alla cura del proprio orticello e
se ne fregano della cosa
pubblica e dei cittadini!
Ci scusiamo per avere
riportato cose già scritte in
passato, ma a volte é salutare
rinfrescarsi la memoria per
non perdere l’attenzione e la
coscienza di quanto siamo
purtroppo nella “palta” sinio al
collo..!
La vera, UNICA soluzione é la
RIVOLUZIONE che ci tolga
DEFININITIVAMENTE dalle
scatole questa casta corrotta!
Allo stesso modo di quando si
ha un arto in putrefazione che
va AMPUTATO..!!
ANNO X V° NUM E RO 1 65
L
a corte di cassazione ha
condannato recentemente
due simpatizzanti di casa
Pound che avevano salutato
con il “Saluto romano”.
I media nazionali plaudono
alla sentenza perché “ non se
ne può più di quasti fascistoidi
che si fanno beffe della
resistenza e della costituzione
ed é ora di porre finalmente un
limite a questo sacrilegio
sociale”
"L'esigenza di tutela delle
istituzioni democratiche non
risulta, infatti, erosa dal
decorso del tempo e frequenti
risultano gli episodi ove sono
riconoscibili
rigurgiti
di
intolleranza ai valori dialettici
della democrazia e al rispetto
dei diritti delle minoranze
etniche o religiose", scrive la
Prima sezione penale della
Suprema Corte nella sentenza
37577
(presidente
Arturo
Cortese, relatore Raffaello
Magi).
Questa la motivazione della
sentenza cha a noi pare
ridicola, ipocrita, speciosa,
pregiudiziale
ed
anche
scarsamente intelligente.
Se quanto affermato nella
motivazione fosse vero e non
un pretesto per condannare
chi esprime una idea diversa e
contraria
all’opinione
dei
giudici della cassazione, allora
il saluto romano non dovrebbe
essere il solo ad essere
proibito e condannato.
Infatti rimane di tutta evidenza
il fatto che “…rigurgiti di
L A FI A M MA
intolleranza ai valori dialettici
della democrazia e al rispetto
dei diritti delle minoranze
etniche o religiose", siano
imputabili anche per esempio
al saluto comunista con il
pugno chiuso che ricorda gli
orrori del comunismo di tutto
l’impero sovietico.
A meno che i giudici della
rispettabile cassazione non
ritengano che Stalin, 100
milioni di morti, i gulag, le
persecuzioni
religiose
a
cristiani ed a ebrei, le
repressioni delle rivolte della
Polonia, dell’Ungheria e della
Cecoslovacchia sotto i cingoli
dei carri armati della Russia
comunista siano una evidente
dimostrazione di “tolleranza ai
valori
dialettici
della
democrazia ed al rispetto delle
minoranze
etniche
e
religiose..”
Forse,
prima
di
dire
stupidaggini i giudici di
cassazione
che
hanno
emesso
questa
sentenza
avrebbero dovuto sentire le
testimonianze
dirette
dei
sopravvissuti agli orrori di
comunismo che ancora saluta
con il pugno chiuso..
Sarebbe tutto da ridere se non
fosse anche tragicamente
incosciente e cinicamente
stupido..!
Ma ogni botte non puo´ che
dare il vino che ha e nella
cantina di questa repubblica,
nata dalla resistenza non si
trova certamente del Brunello
di Montalcino, ma solamente
del vino andato a male e
trasformato in aceto…!
PAGINA 3
Brunetta: Come dicono a
Milano: Picinin, Brut e Cativ..!
Il sindaco di Roma Marino:
Una persona onesta in un
partito locale di ladri ( dicono
al PD ). A chi la vogliono dare
da bere..??
Vauro da “anno uno” A
proposito del terrorismo
j ih ad is t a:”
in ve c e
di
rispondere con la violenza si
deve usare il dialogo”. Da
quale pulpito fasullo..!!
Salvini fonda la Lega del
sud: É come se una faina
aprisse un ospedale per le
galline..
Quando gli on. Razzi,
Scilipoti
e
simili
termineranno il mandato,
riceveranno un vitalizio
pagato con i nostri soldi. E poi
dice che uno si incazza..!!
Civati, ed i “dissidenti” del
PD erano quelli che si
riempivano la bocca della
p arol a “ DE MO C R AZ IA”.
Dim entic ano
che
in
democrazia, si discute, si vota
e la minoranza si ADEGUA
alle
decisioni
della
maggioranza e NON minaccia
scisssioni e voti contrari..
Papa Francesco vuole
“riformare” la chiesa. Perché
allora non comincia col
riformare i cardinali che a
Roma vivono nel lusso di
attici da 130 mq e li manda a
vivere il vangelo in convento?!
Mafia di Roma In un Paese
in cui la mafia e la politica
collaborano da decenni per
spartirsi il potere era logico
che anche nella capitale
Roma
e
maf i a
si
accoppiassero..!
ANNO XVº NUMERO 165
I
l condizionamento di massa
che le tesi del materialismo
hanno operato nell’arco del
XX°
secolo
nel
mondo
occidentale é così totalizzante
che ormai i suoi concetti di
base
sono
radicati
profondamente nel “sentire”
comune e costituiscono il
parametro di confronto della
normalità per la quasi totalità
della popolazione.
Importanza dell’accumulo di
denaro e beni patrimoniali,
sacralità del lavoro, necessità
dell’incremento
produttivo
Nazionale,
positività
dell’aumento dei consumi,
accettazione della pubblicità
come strumento utile e
necessario per fare girare
bene gli ingranaggi di consumi
e produzione, sono tutti
principi
comunemente
accettati da tutte le parti
politiche, civili e morali della
società moderna!
Si discute e si litiga sul come
gestire l’organizzazione e su
come suddividere i benefici
prodotti, ma nessuno mette in
dubbio la validità dei postulati,
né le interconnessioni che ne
scaturiscono.
Secondo noi, “vox clamante in
deserto”, è invece proprio
l’impianto ideologico di base
LA FIAMMA
che è sbagliato perché
innaturale ed antietico.
Il denaro è un valore virtuale
assimilabile al lavoro: tot
denaro = tot oggetti, beni o
servizi = tot lavoro per
produrli. Come tale, il denaro
ha la funzione di MEZZO ed il
trasformarlo in FINE ULTIMO
è una deformazione innaturale
che non serve ai fini della vita
dell’uomo (E’ come se uno,
anziché fabbricare una zappa
per lavorare l’orto che gli
serve,
volesse
fabbricare
un’infinità di zappe che non gli
servono per il suo orto..).
Per il lavoro, vale lo stesso
principio : esso è utile e valido
fin tanto che è il MEZZO con
cui
ci
si
procaccia
il
necessario ad una vita serena
e dignitosa. Se assunto come
valore in se, perde il
significato originale e diventa
un atteggiamento imbecille.
Lavorare e lavorare, per
lavorare, va bene per gli
animali da soma , ma non per
l’UOMO.
Consumismo e pubblicità sono
le conseguenze naturali della
sacralizzazione del denaro e
del lavoro portati all’estremo
ed il loro valore decade
automaticamente se i concetti
di denaro e lavoro sono
desacralizzati.
L’uomo è nato per vivere.
Vivere vuol dire pensare,
agire, provare emozioni e
questi devono essere quindi i
FINI cui tendere.
Denaro e lavoro devono
essere i MEZZI per acquisire
PAGINA 4
la tranquillità e la serenità per
raggiungere quei fini che
rimangono
comunque
l’obiettivo
fondamentale
dell’Uomo.
Nell’attuale società si sono
invertite letteralmente le parti
ed i mezzi sono diventati i fini
capovolgendo le tendenze e
gli istinti naturali. La prova sta
nel fatto che la frustrazione
delle tendenze istintive sta
producendo una collettività di
individui nevrotici, asociali ed
infelici, nonostante l’apparente
buon tenore di vita goduto.
Una gioventù cui non manca
nulla è annoiata, abulica ed
alla ricerca di emozioni forti,
pericolose, mortali.
Una vecchiaia che dovrebbe
essere serena, per la certezza
della
capacità
di
sostentamento,
è
spesso
oppressa dalla solitudine e
dall’abbandono di un mondo
che vede in lei solo la inutilità
di un’incapacità produttiva
anziché la saggezza delle
esperienze di tutta una vita.
Ed in mezzo, una fascia di
umanità affannata a lavorare
tanto, per guadagnare tanto,
per comprare tanto, cose di
cui
non
ha
veramente
bisogno, ma che l’imitazione,
la pubblicità ed il consumismo
gli
fanno
sembrare
indispensabili.
E pensare? E vivere un
proprio tempo libero?
A fornirgli schemi di pensiero
e vere e proprie opinioni
prefabbricate, ci pensano i
mezzi di informazione che,
LA FIAMMA
ANNO XV° NUMERO 165
guarda caso, sono anche loro
nelle mani dei finanzieri del
Liberal
Capitalismo
che
certamente forniranno anche
questi prodotti “intellettuali”
nella logica della promozione
dei loro interessi. Diventa
invece difficilissimo, quasi
impossibile, lo sviluppo di uno
schema di pensiero libero,
critico,
autonomo
ed
individuale.
Anche vivere il “il tempo
libero” si compie servendo il
consumismo ed il Liberal
Capitalismo, usandolo per lo
più, per consumare prodotti e
servizi che il consumismo
produce e propaganda: “Al
servizio del capitale 24 ore su
24 (anche il materasso è
“imposto”..) = GLI SCHIAVI
PERFETTI E TOTALI..!!
Anche se ci rendiamo conto di
quanto ineguale sarà la lotta e
di
quanto
difficili
da
raggiungere
saranno
i
traguardi,
noi
vogliamo
continuare a combattere la
nostra guerra per l’UOMO, per
affermare la supremazia dello
spirituale sul materiale, del
sangue sull’oro, dei filosofi sui
mercanti!
Non
vogliamo
arrenderci a vivere una vita
programmata da altri per fini
che non sono i nostri! Chi ci
vuole schiavi, è il nemico da
eliminare!
Facciamo si che il nuovo
millennio sia veramente nuovo
e disancori l’Umanità dal
materialismo, sia marxista che
capitalista,
riportandola
a
vivere una dimensione di
pensiero critico, di progresso
spirituale, di superamento dei
propri limiti, come una freccia,
lanciata in direzione del
Superuomo!
I
n questi giorni è di attualità un
argomento che ci stressa su
tutti i canali TV e sui principali
quotidiani.
Sarà la “questione morale” che
attanaglia la casta politica?
Sarà la crisi italiana del lavoro e
dell’economia?
Saranno le riforme da fare o da
non fare per ottemperare agli
impegni sottoscritti con l’Europa?
Sarà il progredire dell’ISIS e
dell’orrore dei suoi massacri?
Sarà
l’esacerbarsi
della
questione tra il sionismo ed i
palestinesi?
Niente di tutto ciò.
Quello che riempie le TV ed i
giornali
e
monopolizza
l’attenzione dei cittadini è la
possibilità che venga concessa la
grazia presidenziale a Fabrizio
Corono che giace in carcere a
scontare anni di pene inflittegli da
vari tribunali.
Da parte dei commentatori e dei
cronisti
si
considera
una
ingiustizia che fabrizio Corona
debba scontare anni di carcere
“solamente” per avere tentato
una estorsione che tra l’altro la
vittima dice di non avare subito..
Ci si dimentica opportunamente
di raccontare quali q quante sono
le condanne subite da fabrizio
Corona e per quali reati.
Li
segnaliamo
qui
agli
smemorati…
 2002 Aggressione ad un
vigile urbano
 2007 “Vallettopoli” estorsione
PAGINA 5
continuata
 2009 Estorsione a Lapo
Elkan e Adriano Coco
 2009 Spaccio di banconote
false in due occasioni
 2008 bancarotta fraudolenta
e frode fiscale
 2010 truffa
 2010 Violazione di domicilio
 2010 Appropriazione indebita
 2009 Oltraggio ad un
magistrato
 2004 Evasione fiscale
 2005 Detenzione illegale di
arma da fuoco
 2013 Estorsione a Treseguez
2013 Dal carcere corruzione di
una guardia carceraria
(
notizie
verificabili
su
Wilkipedia )
Questo curriculum evidenzia la
personalità
e
l’amoralità
dell’individuo per cui ci sembra
che il posto dove debba stare,
senza rompere le scatole, è il
carcere e che la concessione
della grazia presidenziale si
debba riservare a coloro che la
meritano di più..!!
Non
é
possibile
che
si
condizionino
le
decisioni
importanti del presidente della
repubblica
alla
eventuale
capacità mediatica di chi “Fa
personaggio” ed aumenta l’indice
d’ascolto delle TV che ci
ammanniscono soprattutto tanta
spazzatura..!
Con buona pace dei “Buonisti” a
tutti i costi che si fanno
suggestionare ed infinocchiare
dalla propaganda che potrebbe
essere anche interessata, magari
a causa di scheletri negli armadi
di commentatori e giornalisti dei
quali Fabrizio Corona conosce i
misteri e minaccia di rivelare….!!
ANNO XV° NUMERO 165
I
l 25 Novembre 2014 é
ricorso il 34° anniversario
della morte di Yukio Mishima,
lo scrittore, pensatore e capo
politico
e
spirituale
Giapponese che immolò la
sua vita per i suoi ideali
eseguendo il rito del Hara –
Kiri alla presenza del Capo di
Stato Maggiore dell’esercito.
Le recenti esibizioni dello
strapotere USA nel mondo
intero rendono quanto mai
attuale il gesto di Mishima e le
ragioni che lo motivarono.
Causa della suprema protesta
di Mishima fu la prevaricante
presenza
dell’Amerika
in
Giappone dove, insoddisfatta
della vittoria in guerra, stava
annichilendo
cultura,
tradizioni, spiritualità, civiltà e
l’anima stessa della storia
Nipponica.
Non più i templi, non più la
serena armonia di una cultura
che aveva saputo trovare la
sintonia con la vita e la natura,
non più il culto dell’onore, del
rispetto dell’Uomo per le sue
virtù, delle gerarchie intese
coma scala di valori.
Tutto è spazzato via con
rozza, arrogante ignoranza dal
peso del denaro e delle armi.
Ed ecco le Leggi secolari
violate
e
cancellate,
la
Costituzione
mutilata
e
distorta da quello che era lo
LA FIAMMA
spirito della Nazione.
Ecco nascere i nuovi templi e
le confraternite del denaro: la
borsa e le megafabbriche, i
grandi gruppi finanziari e
d’affari che invadono la
politica,
la
corruzione
amministrativa, gli scandali
disonorevoli!
La spada del samurai ed il
saké sono sostituiti dalla
forchetta per gli hamburger e
dalla Coca-Cola, l’unità di
misura di una persona diventa
il denaro e la viscida lebbra
della inciviltà Yankee infetta
ogni aspetto della vita e della
cultura Giapponesi che sono
frutto di secoli di sforzi, di
sviluppo del pensiero e di
evoluzione della spiritualità.
Di fronte a questo e di fronte
alla insensibilità del suo
governo,
complice
del
degrado morale del Giappone,
Mishima si ribella, lancia il suo
grido di guerra alla barbarie, di
dolore per la sua Patria e di
preghiera ai suoi connazionali
affinché si risveglino e tornino
nell’antico
alveo
della
tradizione
e
si
uccide
ritualmente per dare un
significato preciso alla sua
morte!
Il suo seme non ha dato molti
frutti, ma non è stato inutile.
Piano, molto lentamente, si fa
strada
nel
mondo
la
consapevolezza che l’Amerika
è ricca, ma non civile, potente,
ma non grande, moderna, ma
non evoluta.
I popoli stanno prendendo
consapevolezza che il
PAGINA 6
Capitalismo, il Consumismo
che ne è figlio ed il
Materialismo che ne è padre,
non danno le risposte che
l’umanità va cercando da
sempre, ma anzi annebbiano il
campo ed allontanano i
traguardi essenziali.
Cresce, in ogni angolo della
terra, l’insofferenza per la
politica egemonica degli USA
e la ribellione morale alle loro
pretese di portare la guerra
nelle aree di loro interesse
strategico od economico con
ipocriti alibi.
Si tengano pure il loro marcio
mondo!
Noi
dobbiamo
svincolarci
assolutamente dal loro fetido
abbraccio e riappropriarci
della nostra civiltà, della
nostra
superiore
cultura,
creando un’Europa libera da
soggezioni politiche, militari ed
economiche.
Mishima ci ricordi che non la
vittoria è importante, ma la
scelta delle ragioni della
battaglia.
La scelta giusta è già una
VITTORIA…!!
ANNO XV° NUMERO 165
I
n un articolo precedente
avevamo espresso la nostra
convinzione anti democratica e
dimostrato come la democrazia
diretta
sia
un’utopia
che
comunque sarebbe foriera di mal
governo in funzione del fatto che
a
decidere
sarebbero
le
maggioranze che, per legge di
natura, sono le meno qualificate
stante che in natura la Qualità è
sempre
inversamente
proporzionale alla quantità.
Avevamo anche dimostrato come
la democrazia indiretta o per
delega si risolva in una truffa a
danno dei Cittadini e diventi in
pratica
una
furbocrazia
o
comunque una oligarchia di
gruppi di interessi privati che non
coincidono ed anzi spesso
confliggono con gli interessi dei
Cittadini e del Paese.
Ora tenteremo di proporre un
sistema
alternativo
alla
democrazia che abbia la capacità
di ovviarne i difetti e che sia in
grado di coniugare efficienza ed
equità sociale.
L’alternativa da noi proposta è lo
Stato Organico che si basa su
due
concetti
base:
Corporativismo e socializzazione.
Corporativismo:
Le
corporazioni
sono
associazioni
che
riuniscono
gruppi di Cittadini che hanno in
comune gli stessi interessi nel
campo
del lavoro, della
produzione, della creatività e
della finanza, siano essi
LA FIAMMA
imprenditori che lavoratori.
All’interno di uno Stato, le varie
corporazioni assumono il valore
di elementi costitutivi della
società civile e politica nel senso
più ampio dei termini e sono
controllate dallo Stato per quanto
riguarda il loro apporto di diritti e
di doveri verso la comunità
nazionale, mentre esse stesse si
auto regolano per quanto attiene
ai diritti e doveri reciproci.
Una Magistratura del lavoro
risolve e dirime tutte le eventuali
vertenze tra imprese e lavoratori,
siano esse di natura economica
che normativa mentre lo Stato,
come già detto controlla che il
tutto si svolga nell’ambito degli
interessi del Paese.
Tutto questo elimina dalla
scena la lotta di classe che è
sempre solamente un rapporto di
forza e mai di equità e che non
ha più ragione di essere nello
Stato corporativo dove i rapporti
sono regolati tra le parti con la
mediazione dello Stato e dove
questi rapporti non sono più
regolati dalla forza, ma dalla
legge!
Una Camera delle corporazioni
partecipa alla emanazione delle
leggi dello Stato per quanto
riguarda le materie che le
riguardano ( e quindi anche per il
lavoro e la produzione ) dando un
apporto di competenza specifica,
di esperienza e professionale che
non si trova mai nei parlamenti
tradizionali
della
tradizione
democratica dove un politico può
fare indifferentemente il ministro
della sanità, del lavoro, degli
esteri o della sanità, senza avere
alcuna competenza specifica
delle materie di cui si deve
occupare.
PAGINA 7
A differenza poi dei partiti politici
che finiscono sempre di essere
anche loro delle corporazioni, ma
di interessi diversi da quelli
dichiarati e quindi in senso
degenere e tesi comunque a
soddisfare ambizioni economiche
private o di casta, le corporazioni
così come le intendiamo come
organi costitutivi dello Stato
Corporativo sono un elemento di
equilibrio e di equità sociali e
concorrono
allo
sviluppo
armonico della vita civile e della
Nazione.
Socializzazione:
La Socializzazione è il punto di
arrivo dello stato corporativo in
cui le corporazioni sono uno
strumento di transizione per
portare lo Stato da una posizione
liberalcapitalista ad una, appunto,
di Socializzazione.
La socializzazione è la sintesi
ultima di un processo che porta i
Cittadini di uno Stato alla
partecipazione attiva al suo
governo
incominciando
dal
settore dell’impresa e del lavoro.
Il lavoratore e l’imprenditore non
sono più elementi in antitesi ed
avversari sociali, ma diventano
collaboratori nella conduzione
dell’azienda trasformando la lotta
di classe in sinergia perché, dati i
presupposti di condivisione degli
utili e delle responsabilità,
vengono spazzati via i motivi di
contrasto che sono sostituiti da
interessi e scopi comuni.
Il lavoratore cessa di essere
oggetto del lavoro, ma diventa
uno dei soggetti di esso con un
vantaggio che non è meramente
economico, ma che assume il
valore morale di dignità. di
partecipazione,
di
corresponsabilità
partecipando
alla gestione aziendale.
Insomma, invece di avere la
ANNO XV° NUMERO 165
Insomma, invece di avere la
risultante algebrica di due entità di
valore opposto si ha la somma di
due entità positive ed il risultato
diventa assolutamente più valido!
Nella
socializzazione
delle
imprese ( primo passo per la
socializzazione dello Stato) la
proprietà dell’azienda è suddivisa
tra imprenditore in quanto tale e
lavoratori in quanto tali il che
significa che tali diritti di proprietà
hanno il loro limite nella funzione
esercitata ed i lavoratori non
possono né vendere, né dare in
eredità questo titolo di proprietà
che è tale solo e fintanto che il
lavoratore lavora nell’azienda.
Inoltre, nell’azienda socializzata,
le parti sono tenute ad agire
nell’interesse superiore dello Stato
e quindi della comunità Nazionale
e di questo obiettivo si fa carico il
controllo dello Stato Organico ( un
esempio, benché parziale di tale
concetto lo si ha già per esempio
in Germania dove le ditte con un
determinato numero dipendenti
come Bayer o BASF danno ai
propri lavoratori circa un terzo
della proprietà delle aziende )
Immaginate la conduzione dei
rinnovi contrattuali o le decisioni
sulle delocalizzazioni in una
siffatta situazione …
Tale concetto di socializzazione
può essere in seguito esteso ai
rapporti dei Cittadini con le
istituzioni in un processo di vera
cooperazione dove però lo Stato
etico è l’arbitro imparziale e
decisivo delle soluzioni finali che
devono sempre tenere conto
dell’interesse Nazionale.
E’ l’idea dello Stato Organico e
cioè di quella forma di Stato che
non è pura entità amministrativa,
ma un’organizzazione sociale
totalizzante in cui, come accade
nella famiglia che della società è
la cellula primaria, ogni cittadino
ha una sua identità ed una sua
funzione
sociale
in
quanto
membro della comunità e la
comunità ha la sua identità e la
LA FIAMMA
sua funzione solamente in quanto
aggregazione e sommatoria dei
suoi cittadini con i valori della
tradizione, della cultura e della
solidarietà!
Uno Stato in cui i Cittadini non
operano solamente per il proprio
interesse personale, ma sono le
componenti di uno sforzo collettivo
per
il
progresso
dell’intera
comunità.
Per chi volesse approfondire tali
concetti, rimandiamo a “Lo stato
organico” di Rutilio Sermonti ed a
“Perché non sono democratico” di
Nicola Cospito.
Come ulteriore organizzazione
dello Stato corporativo e sociale
vorremmo
aggiungere
una
selezione
meritocratica
che
provveda affinché i soggetti cui
sarà richiesto di partecipare alle
decisioni della vita pubblica siano
persone informate e capaci.
Si potrebbero istituire nelle scuole
dei corsi obbligatori di educazione
civica nei quali si spiegasse ai
futuri cittadini quali sono le
istituzioni dello Stato, quali i loro
compiti e le funzioni, quali siano i
diritti ed i doveri dei cittadini verso
lo Stato e dello Stato verso i
Cittadini, quali siano le principali
leggi
che
regolano
l’amministrazione
della
cosa
pubblica sia a livello locale che a
livello nazionale.
.Avremmo così una classe di
cittadini coscienti e preparati a
dare il loro fattivo contributo alla
gestione dello Stato corporativo e
sociale anziché una massa
amorfa di persone che ignorano i
principi basilari delle regole della
vita sociale.
Mussolini
disse:”
L’ignoranza
esclude dalla partecipazione” e
questo non è un concetto di
selezione elitario quanto una
legge
di
natura
perché
l’esclusione non deriva da una
discriminazione contro qualcuno,
ma deriva dalla incapacità di quel
qualcuno di capire e di partecipare
con cognizione di causa e quindi
con virtuosa operatività sociale!
PAGINA 8
Il superamento dei suddetti corsi
costituirebbe titolo essenziale per
potere partecipare alla carriera
politica
attiva
come
rappresentante delle corporazioni.
Tanto per contestare subito le
consuete
ritrite
e
banali
osservazioni dei democratici che
sostengono non vi sia altra
alternativa alla democrazia se non
la dittatura vogliamo precisare che
la storia ci insegna come la
dittatura non sia mai stata, né
possa essere, una stabile forma di
governo in quanto essa ha
bisogno di particolari condizioni
storiche e di uomini di grande
carisma, condizioni queste che
non possono essere programmate
né essere programmatiche, ma
che
sono
esclusivamente
contingenti ed irripetibili.
Inoltre, anche una superficiale
analisi delle dittature degli ultimi
anni dimostrano che esse non
nascono
da
una
ideologia
specifica, ma hanno le loro radici
in ideologie a volte tra di loro
antitetiche ed a volte nate dal una
concezione politica assolutamente
democratica come per esempio le
decine di dittature comuniste!
L’ideologia della dittatura in se è
una
corbelleria
insostenibile
degna di cervelli che ragionano
solo in modo superficiale!
Quanto alla nostra diffidenza ed
alla nostra totale critica alla
democrazia, a chi ci contesta di
essere dei visionari e dei
“parvenues”
intellettuali
rispondiamo che in questo siamo
in buona compagnia, da Platone
( lettera VII° e La repubblica ) a
Tommaso Moro (“Utopia”) a
Tommaso Campanella (“ La città
del sole” ) ed in parte anche nel
pensiero filosofico di Fichte ( la
dottrina dello Stato ) e Hegel
( lineamenti di filosofia del diritto )
e giù sino ad Evola ( Gli uomini e
le rovine ) e pertanto respingiamo
i soliti luoghi comuni ignoranti ed
invitiamo a ragionare nel merito ..!!
ANNO XV° NUMERO 165
I
n una vecchia intervista al
Corriere della Sera, il ministro
degli Esteri Dini dichiarava che in
Europa: ” l’Italia rischia sulla
competitività e sta perdendo
quote di mercato”.
Da allora non é cambiato quasi
nulla e la nostra competitivitá sui
mercati mondiali é ancora
diminuita mentre gli ultimi dati
dell’ISTAT certificano l’aumento
della soglia di poverà che oggi
riguarda milioni di famiglie.
La CONFINDUSTRIA ha fatto
sapere che non ci sono soldi per i
prossimi
contratti
sindacali
perché servono a riacquistare in
parte la competitività perduta.
Come sempre, si dice una
piccola parte della verità, quella
che fa comodo, per spiegare una
situazione negativa, sfuggendo
alle responsabilità che si hanno
in proposito.
La competitività non si ottiene
solamente con i bassi salari.
Per ottenerla così non servono
imprenditori
e
governanti
intelligenti, bastano padroni delle
ferriere miopi ed imbecilli…!
I salari, le spese sociali ed in
parte anche le tasse dei Paesi
Europei che sono più competitivi
di noi non sono più bassi dei
nostri.
La vera, grande differenza tra noi
e loro sta negli investimenti
pubblici e privati, incoraggiati
questi ultimi da una mirata
detassazione, nella ricerca
LA FIAMMA
tecnologica per produrre brevetti
avanzati
anziché
doverli
comprare ad alto prezzo come fa
l’Italia oppure dovere restare
nell’ambito di produzioni obsolete
che i Paesi emergenti offrono a
prezzi per noi impossibili.
Sta in intelligenti
politiche
energetiche e dei trasporti che
riducono le relative spese, che in
Italia
costituiscono
una
significativa percentuale dei costi
industriali generali.
Un esempio per tutti: l’Italia che
ha circa 7.500 chilometri di coste
in un mare tranquillo come il
Mediterraneo, pratica pochissimo
il trasporto per cabotaggio
marittimo
e
poco
quello
ferroviario che sono di gran lunga
i più economici, ma privilegia il
trasporto su ruote che è molto più
caro e che inoltre è il più
inquinante!
In Francia ed in Germania non ci
sono molte coste e l’oceano non
è tranquillo, ma si sono scavati
canali
navigabili che sono
largamente sfruttati, assieme ai
fiumi, per tutti i trasporti industriali
con una massiccia riduzione dei
costi che sono da 1/20 ad 1/40 di
quelli su ruota.
I porti fluviali di Colonia e di
Ludwigshafen sono paragonabili,
per movimentazione merci, a
quelli di Trieste e di Livorno.
Una riprova sull’arretratezza della
nostra tecnologia si ricava
confrontando la tipologia delle
nostra produzione industriale con
quella dei Paesi del nord Europa.
In questi Paesi si fanno
produzioni di alto contenuto
tecnologico
e,
conseguentemente, di alto valore
aggiunto mentre in Italia sono
ancora
quantitativamente
importanti produzioni di basso ed
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obsoleto contenuto tecnologico e
quindi di basso valore aggiunto
come, per esempio, l’industria
conciaria e quella tessile che
sono ormai caratteristiche del
terzo mondo, ma che da noi sono
praticate con costi da primo
mondo.
Quello che il governo e la
CONFINDUSTRIA non dicono è
che l’Italia è mancata sulla
ricerca tecnologica e sulle
politiche energetiche e dei
trasporti a causa dei governi
dilapidatori, quelli di tangentopoli
e dei due milioni e mezzo di
miliardi di debiti accumulati, quelli
di quando si pensava solo a
spendere, rubare e comprare voti
per mantenere il potere anziché
investire.
Questo non si può dire perché i
politici in circolazione oggi sono
ancora gli stessi di allora od i loro
eredi corresponsabili di quei
misfatti!
Ma quali probabilità abbiamo di
riuscire ad affrontare in modo
organico e strutturale questi
nostri problemi di fondo per
trovare una soluzione efficace se
la nostra classe politica rimane la
stessa che ha procurato questi
guai con la sua negligenza, la
sua disonestà intellettuale, la sua
inadeguatezza?
Si deve cambiare!
E’ ora di rottamare i vecchi
cialtroni che ci hanno governato
e che nessuna operazione di
“maquillage” trasformistico potrà
mai
far
diventare
corretti
amministratori
della
cosa
pubblica.
E’ necessaria una rivoluzione
globale che faccia piazza pulita di
una classe politica che né l’onta
degli
scandali,
né
la
marginalissima opera di alcuni
LA FIAMMA
ANNO XV° NUMERO 165
tribunali (Tangentopoli ha toccato
a macchia di leopardo solo
alcune zone d’Italia mentre la
corruzio ne era organizzata
o mo gene ame nte a live llo
Nazionale..!) sono riuscite a
togliere dalla circolazione.
Una classe politica che anzi, una
volta decantato il polverone
roboante, ma tutto sommato
innocuo di tangentopoli, ha
rialzato la testa con spavalda
arroganza riproponendo non solo
gli stessi uomini mimetizzati
ancorché sempre corrotti e
complici di corrotti, ma, in alcuni
casi, addirittura gli stessi partiti
che furono i protagonisti del
sacco d’Italia!
E’ altresì necessario purgare la
magistratura dai molti magistrati
che in ossequio alla vita
tranquilla ed alla carriera sicura si
sono
comportati
(e
si
comportano)
come
le
tre
scimmiette “non vedo, non sento,
non parlo”.
E mentre la casta politica tenta, a
scopo intimidatorio, di fare
passare la “responsabilità dei
giudici” ( anche quando non
causata da dolo, ma da errore )
sarebbe più utile e giusta una
norma
che
punisse
quei
procuratori che non prestano
sufficiente attenzione ai fenomeni
di corruzione della politca e della
pubblica amministrazione!
E’ necessario dare nuove regole
e ridare fiducia ai Cittadini, ai
funzionari ed ai magistrati che
ancora
posseggono
una
coscienza ed il senso dello Stato!
Per questo dobbiamo lottare per
realizzare
uno
Stato
Nazionalpopolare, per questo
non ci dobbiamo arrendere
anche quando la lotta sembra
troppo ardua o quando ci
sentiamo stanchi ed inadeguati.
Le cause non si scelgono per la
facilità della vittoria, ma perché
sono giuste!
D
a quarantacinque anni la
sinistra Italiana risponde ad
ogni critica sulle carenze della
sua politica sociale citando a suo
credito lo “Statuto dei lavoratori”
istituito il 20 Maggio 1970 e lo
presenta come la panacea
sociale, la rivoluzione delle
normative
sul
lavoro,
la
quintessenza del progresso dei
lavoratori.
Siamo
andati
perciò
ad
analizzare nel merito questa
Legge ed il risultato è stato,
come
temevamo,
deludente
quanto ai concreti contenuti ed ai
reali vantaggi che essa ha
portato ai lavoratori.
Tutti, o quasi tutti gli articoli della
Legge sono di natura normativa
degli aspetti organizzativi e
formali del mondo del lavoro, con
larga
parte
dedicata
a
consolidare
il
potere
e
l’importanza dei sindacati ed, in
definitiva
senza
mutare
sostanzialmente i rapporti di
forza tra l’imprenditore ed i
lavoratori dei quali si affermano
diritti formali e non sostanziali.
E’ un fatto che su 60 pagine della
legge, solo 13 sono dedicate
direttamente ai lavoratori e ben
47 ai sindacati…
Per esempio si accentuano
alcuni diritti, come la non
influenza sull’assunzione delle
opinioni politiche del lavoratore,
già presenti nel codice civile e
nella Costituzione e che quindi
sono meri ed inutili ripetizioni.
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Oppure il diritto di controllo
dell’applicazione delle norme per
la prevenzione degli infortuni e
delle malattie professionali che
era previsto addirittura dal
Contratto Collettivo Nazionale
Corporativo Operai del 05-03-41!
Comunque nulla a che vedere
con l’importanza e la carica
rivoluzionaria
delle
norme
emanate nel Ventennio Fascista
come,
per
un
esempio
incompleto,
le
40
ore
settimanali, lo straordinario, la
tutela del lavoro minorile, il
libretto di lavoro, gli assegni
famigliari, la cassa Mutua, le
pensioni dell’INPS, l’INAIL, la
tutela del posto di lavoro
durante
la
gravidanza,
l’apprendistato,
per
non
parlare della Socializzazione e
della cogestione delle aziende.
Questa sinistra ha dimostrato la
sua incapacità a tutelare gli
interessi dei lavoratori sia come
espressione sindacale che, negli
ultimi anni, come forza di
governo ed ha dimostrato nei fatti
che le sue promesse sono
velleitarie e superficiali e non
sono supportate dalla volontà e
dalla
capacità
di
concretizzazione.
In buona sostanza, si può
concludere
una
cosa
fondamentale e cioè che dal
1922 al 1945 è diminuito il potere
concreto del padronato ed
aumentato quello dei lavoratori,
mentre negli anni successivi è
stato un rincorrersi di aumenti
salariali fagocitati dall’inflazione,
ma è aumentato il potere del
padronato e diminuito quello dei
lavoratori.
Tutto il resto sono chiacchiere!
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La Fiamma - Marzo 2015