NAZIONALSOCIALI – BOLLETTINO INTERNO D’INFORMAZIONE ANNO 15° NUMERO 165 [email protected] www.webalice.it/alessandro.mezzano EDITORIALE: L asciando stare tutte le altre questioni come le importazioni di materie prime, manufatti e di energia molto più care, ch e g ra ver eb b ero comunque sia sulle imprese ch e, ind irettamente, su i cittadini, basterebbe pensare a quella dello stratosferico nostro d e b it o p u b b l i c o . Il debito pubblico italiano è di 2.140.763 MILIARDI DI EURO ( dati al secondo trimestre 2014 ) Il debito pubblico italiano è, al contrario dei debiti di altri stati, quasi tutto nelle mani di investitori stranieri. Se si tornasse alla lira si aprirebbero due s ol e possibilità. 1. pagare in lire svalutate il debito contratto in euro dando così una fregatura truffaldina agli investitori esteri che mai più comprerebbero ancora i nostri titoli di Stato. 2. pagare in lire al cambio reale con l’Euro e portando così automaticamente il debito pubblico a valori così enormi da e s s e r e ec on o m i c a m en t e INSOSTENIBILI senza contare che per le successive emissioni si dovrebbe tornare ad interessi del 15%-20% ( come è già avvenuto in Passato ) per convincere gli investitori a comprarli in una moneta svalutata, in affidab ile ed insicura mentre tali interessi graverebbero sul bilancio sta tal e p ort an d on e l a percentuale sul PIL a valori inaccettabili. Queste ci sembrano ragioni l og ich e e con crete p er abbandonare la sicumera MERZO 2015 dell’uscita dall’Euro.. Quanto alla bufala che con le lire potremmo stamparne a volontà, ricordiamo CHE PIÙ MONETA SI STAMPA E PIÙ ESSA PERDE VALORE perché il valore ad una moneta NON la dà chi la stampa, ma chi la riceve in pagamento. Comprare con le lire all’estero significa aumentare l’nflazione come ci insegna l’Argentina che stampando moneta ha raggiunto un tasso di inflazione del 54%!! Se poi c’è chi, fa demagogia senza ragionare solo per cercare di acchiappare i voti degli sprovveduti come stanno facendo sia Salvini che Grillo, ebbene questi sono o degli ignoranti ab issal i o dei disonesti in malafede ed in entrambi i casi non vale la pena di ascoltarne i ragli..!! SOMMARIO 1 Se usciamo dall’euro 2 Abbiamo già dato 3 Saluto Romano 4 Battaglia ideale / 5 Grazia’ Grazie NO! 6 Youkio Mishima o dell’Ideale 7 Alternative alla democrazia 8 Alternative alla democrazia 9 Ricerca e razionalità 10 Analisi di una bufala A NNO X V° NUM E RO 1 65 Quando Bossi, con la complicità di Berlusconi promuoveva il federalismo, noi avevamo espresso i nostri dubbi anche in base all’esperienza del passato in un articolo che oggi sembra una profezia. Leggete e giudicate… “… Il decentramento amministrativo non potrà che portare bene ai cittadini che avr an no un a ma ggi ore possibilità di controllare gli amministratori locali e la spesa dei denari pubblici..!" "....la responsabilizzazione localizzata della gestione della cosa pubblica creerà piano piano una nuova razza di politici che dovranno essere più trasparenti, più onesti e più rispondenti alle esigenze dei Cittadini perché da questi maggiormente controllati.." ".. I governi centrali romani non avranno più la possibilità di sottrarre risorse alle realtà locali.." "... nella nuova organizzazione politica ed amministrativa i poteri centrali corrotti e corruttori avranno minori possibilità di operare e di rubare denaro pubblico per fini privati e politici.." Queste ed altre osservazioni simili, sono quelle che si facevano alcuni decenni fa LA FIAMMA quando si discuteva sulla opportunità di fare o non fare le REGIONI ... e sono le stesse cose che ci vengono dette oggi per promuovere il federalismo Poi si é visto cosa é successo in pratica: Nuovi centri di mangerie e di corruzione Mangiatoie moltiplicate per clientele politiche Ulteriori strutture che hanno replicato il malcostume ed il malgoverno centrali Politicizzazi one spinta e capillare delle risorse e delle imprese locali Ulteriore e scandalistico degrado della (mala) sanità che si è espressa con costi elevati, assistenza negligente e pol iti ci zzazi one del l e carriere. In effetti il fallimento dei progetti e la moltiplicazione dei problemi, delle spese, delle ruberie, della corruzione e del malgoverno...!! Le stesse cose si dicono e si promettono per promuovere l'avvento del Federalismo e lo stesso risultato saremmo costretti a constatare tra pochi anni...!! La lega, alla guida di quel somaro di Bossi e con la complicità di Berlusconi, che pur di avere un ritorno elettorale è disposto a mettere in gioco l’interesse del Paese e dei Cittadini, ripropone quello schema che, un po’ ripulito e restaurato, è lo stesso del decentramento regionale. PAGINA 2 La memoria collettiva é labile e dopo alcuni decenni la truffa si può tr a n qui l l ame nte riproporre, tanto, " la mamma dei pirla é sempre incinta.." IL VERO PROBLEMA NON E' SE AD AMMINISTRARE SONO I ROMANI O I LOCALI.. IL VERO PROBLEMA E' SE CHI AMMINISTRA E' LADRO O E' ONESTO.. E Q UE STO NO N E' P R O B L E M A D I DECENTRAMENTO, MA DI CLIM A MOR ALE DEL PAESE......!!!!!!!! Da allora sono passati alcuni anni e le cronache politiche e giudiziarie hanno confermato le nostr e previsioni con ferman d o qu al e sia veramente il problema di questo Paese e cioè quello di avere una casta politica di mestieranti corrotti ed incapaci che si dedicano interamente alla cura del proprio orticello e se ne fregano della cosa pubblica e dei cittadini! Ci scusiamo per avere riportato cose già scritte in passato, ma a volte é salutare rinfrescarsi la memoria per non perdere l’attenzione e la coscienza di quanto siamo purtroppo nella “palta” sinio al collo..! La vera, UNICA soluzione é la RIVOLUZIONE che ci tolga DEFININITIVAMENTE dalle scatole questa casta corrotta! Allo stesso modo di quando si ha un arto in putrefazione che va AMPUTATO..!! ANNO X V° NUM E RO 1 65 L a corte di cassazione ha condannato recentemente due simpatizzanti di casa Pound che avevano salutato con il “Saluto romano”. I media nazionali plaudono alla sentenza perché “ non se ne può più di quasti fascistoidi che si fanno beffe della resistenza e della costituzione ed é ora di porre finalmente un limite a questo sacrilegio sociale” "L'esigenza di tutela delle istituzioni democratiche non risulta, infatti, erosa dal decorso del tempo e frequenti risultano gli episodi ove sono riconoscibili rigurgiti di intolleranza ai valori dialettici della democrazia e al rispetto dei diritti delle minoranze etniche o religiose", scrive la Prima sezione penale della Suprema Corte nella sentenza 37577 (presidente Arturo Cortese, relatore Raffaello Magi). Questa la motivazione della sentenza cha a noi pare ridicola, ipocrita, speciosa, pregiudiziale ed anche scarsamente intelligente. Se quanto affermato nella motivazione fosse vero e non un pretesto per condannare chi esprime una idea diversa e contraria all’opinione dei giudici della cassazione, allora il saluto romano non dovrebbe essere il solo ad essere proibito e condannato. Infatti rimane di tutta evidenza il fatto che “…rigurgiti di L A FI A M MA intolleranza ai valori dialettici della democrazia e al rispetto dei diritti delle minoranze etniche o religiose", siano imputabili anche per esempio al saluto comunista con il pugno chiuso che ricorda gli orrori del comunismo di tutto l’impero sovietico. A meno che i giudici della rispettabile cassazione non ritengano che Stalin, 100 milioni di morti, i gulag, le persecuzioni religiose a cristiani ed a ebrei, le repressioni delle rivolte della Polonia, dell’Ungheria e della Cecoslovacchia sotto i cingoli dei carri armati della Russia comunista siano una evidente dimostrazione di “tolleranza ai valori dialettici della democrazia ed al rispetto delle minoranze etniche e religiose..” Forse, prima di dire stupidaggini i giudici di cassazione che hanno emesso questa sentenza avrebbero dovuto sentire le testimonianze dirette dei sopravvissuti agli orrori di comunismo che ancora saluta con il pugno chiuso.. Sarebbe tutto da ridere se non fosse anche tragicamente incosciente e cinicamente stupido..! Ma ogni botte non puo´ che dare il vino che ha e nella cantina di questa repubblica, nata dalla resistenza non si trova certamente del Brunello di Montalcino, ma solamente del vino andato a male e trasformato in aceto…! PAGINA 3 Brunetta: Come dicono a Milano: Picinin, Brut e Cativ..! Il sindaco di Roma Marino: Una persona onesta in un partito locale di ladri ( dicono al PD ). A chi la vogliono dare da bere..?? Vauro da “anno uno” A proposito del terrorismo j ih ad is t a:” in ve c e di rispondere con la violenza si deve usare il dialogo”. Da quale pulpito fasullo..!! Salvini fonda la Lega del sud: É come se una faina aprisse un ospedale per le galline.. Quando gli on. Razzi, Scilipoti e simili termineranno il mandato, riceveranno un vitalizio pagato con i nostri soldi. E poi dice che uno si incazza..!! Civati, ed i “dissidenti” del PD erano quelli che si riempivano la bocca della p arol a “ DE MO C R AZ IA”. Dim entic ano che in democrazia, si discute, si vota e la minoranza si ADEGUA alle decisioni della maggioranza e NON minaccia scisssioni e voti contrari.. Papa Francesco vuole “riformare” la chiesa. Perché allora non comincia col riformare i cardinali che a Roma vivono nel lusso di attici da 130 mq e li manda a vivere il vangelo in convento?! Mafia di Roma In un Paese in cui la mafia e la politica collaborano da decenni per spartirsi il potere era logico che anche nella capitale Roma e maf i a si accoppiassero..! ANNO XVº NUMERO 165 I l condizionamento di massa che le tesi del materialismo hanno operato nell’arco del XX° secolo nel mondo occidentale é così totalizzante che ormai i suoi concetti di base sono radicati profondamente nel “sentire” comune e costituiscono il parametro di confronto della normalità per la quasi totalità della popolazione. Importanza dell’accumulo di denaro e beni patrimoniali, sacralità del lavoro, necessità dell’incremento produttivo Nazionale, positività dell’aumento dei consumi, accettazione della pubblicità come strumento utile e necessario per fare girare bene gli ingranaggi di consumi e produzione, sono tutti principi comunemente accettati da tutte le parti politiche, civili e morali della società moderna! Si discute e si litiga sul come gestire l’organizzazione e su come suddividere i benefici prodotti, ma nessuno mette in dubbio la validità dei postulati, né le interconnessioni che ne scaturiscono. Secondo noi, “vox clamante in deserto”, è invece proprio l’impianto ideologico di base LA FIAMMA che è sbagliato perché innaturale ed antietico. Il denaro è un valore virtuale assimilabile al lavoro: tot denaro = tot oggetti, beni o servizi = tot lavoro per produrli. Come tale, il denaro ha la funzione di MEZZO ed il trasformarlo in FINE ULTIMO è una deformazione innaturale che non serve ai fini della vita dell’uomo (E’ come se uno, anziché fabbricare una zappa per lavorare l’orto che gli serve, volesse fabbricare un’infinità di zappe che non gli servono per il suo orto..). Per il lavoro, vale lo stesso principio : esso è utile e valido fin tanto che è il MEZZO con cui ci si procaccia il necessario ad una vita serena e dignitosa. Se assunto come valore in se, perde il significato originale e diventa un atteggiamento imbecille. Lavorare e lavorare, per lavorare, va bene per gli animali da soma , ma non per l’UOMO. Consumismo e pubblicità sono le conseguenze naturali della sacralizzazione del denaro e del lavoro portati all’estremo ed il loro valore decade automaticamente se i concetti di denaro e lavoro sono desacralizzati. L’uomo è nato per vivere. Vivere vuol dire pensare, agire, provare emozioni e questi devono essere quindi i FINI cui tendere. Denaro e lavoro devono essere i MEZZI per acquisire PAGINA 4 la tranquillità e la serenità per raggiungere quei fini che rimangono comunque l’obiettivo fondamentale dell’Uomo. Nell’attuale società si sono invertite letteralmente le parti ed i mezzi sono diventati i fini capovolgendo le tendenze e gli istinti naturali. La prova sta nel fatto che la frustrazione delle tendenze istintive sta producendo una collettività di individui nevrotici, asociali ed infelici, nonostante l’apparente buon tenore di vita goduto. Una gioventù cui non manca nulla è annoiata, abulica ed alla ricerca di emozioni forti, pericolose, mortali. Una vecchiaia che dovrebbe essere serena, per la certezza della capacità di sostentamento, è spesso oppressa dalla solitudine e dall’abbandono di un mondo che vede in lei solo la inutilità di un’incapacità produttiva anziché la saggezza delle esperienze di tutta una vita. Ed in mezzo, una fascia di umanità affannata a lavorare tanto, per guadagnare tanto, per comprare tanto, cose di cui non ha veramente bisogno, ma che l’imitazione, la pubblicità ed il consumismo gli fanno sembrare indispensabili. E pensare? E vivere un proprio tempo libero? A fornirgli schemi di pensiero e vere e proprie opinioni prefabbricate, ci pensano i mezzi di informazione che, LA FIAMMA ANNO XV° NUMERO 165 guarda caso, sono anche loro nelle mani dei finanzieri del Liberal Capitalismo che certamente forniranno anche questi prodotti “intellettuali” nella logica della promozione dei loro interessi. Diventa invece difficilissimo, quasi impossibile, lo sviluppo di uno schema di pensiero libero, critico, autonomo ed individuale. Anche vivere il “il tempo libero” si compie servendo il consumismo ed il Liberal Capitalismo, usandolo per lo più, per consumare prodotti e servizi che il consumismo produce e propaganda: “Al servizio del capitale 24 ore su 24 (anche il materasso è “imposto”..) = GLI SCHIAVI PERFETTI E TOTALI..!! Anche se ci rendiamo conto di quanto ineguale sarà la lotta e di quanto difficili da raggiungere saranno i traguardi, noi vogliamo continuare a combattere la nostra guerra per l’UOMO, per affermare la supremazia dello spirituale sul materiale, del sangue sull’oro, dei filosofi sui mercanti! Non vogliamo arrenderci a vivere una vita programmata da altri per fini che non sono i nostri! Chi ci vuole schiavi, è il nemico da eliminare! Facciamo si che il nuovo millennio sia veramente nuovo e disancori l’Umanità dal materialismo, sia marxista che capitalista, riportandola a vivere una dimensione di pensiero critico, di progresso spirituale, di superamento dei propri limiti, come una freccia, lanciata in direzione del Superuomo! I n questi giorni è di attualità un argomento che ci stressa su tutti i canali TV e sui principali quotidiani. Sarà la “questione morale” che attanaglia la casta politica? Sarà la crisi italiana del lavoro e dell’economia? Saranno le riforme da fare o da non fare per ottemperare agli impegni sottoscritti con l’Europa? Sarà il progredire dell’ISIS e dell’orrore dei suoi massacri? Sarà l’esacerbarsi della questione tra il sionismo ed i palestinesi? Niente di tutto ciò. Quello che riempie le TV ed i giornali e monopolizza l’attenzione dei cittadini è la possibilità che venga concessa la grazia presidenziale a Fabrizio Corono che giace in carcere a scontare anni di pene inflittegli da vari tribunali. Da parte dei commentatori e dei cronisti si considera una ingiustizia che fabrizio Corona debba scontare anni di carcere “solamente” per avere tentato una estorsione che tra l’altro la vittima dice di non avare subito.. Ci si dimentica opportunamente di raccontare quali q quante sono le condanne subite da fabrizio Corona e per quali reati. Li segnaliamo qui agli smemorati… 2002 Aggressione ad un vigile urbano 2007 “Vallettopoli” estorsione PAGINA 5 continuata 2009 Estorsione a Lapo Elkan e Adriano Coco 2009 Spaccio di banconote false in due occasioni 2008 bancarotta fraudolenta e frode fiscale 2010 truffa 2010 Violazione di domicilio 2010 Appropriazione indebita 2009 Oltraggio ad un magistrato 2004 Evasione fiscale 2005 Detenzione illegale di arma da fuoco 2013 Estorsione a Treseguez 2013 Dal carcere corruzione di una guardia carceraria ( notizie verificabili su Wilkipedia ) Questo curriculum evidenzia la personalità e l’amoralità dell’individuo per cui ci sembra che il posto dove debba stare, senza rompere le scatole, è il carcere e che la concessione della grazia presidenziale si debba riservare a coloro che la meritano di più..!! Non é possibile che si condizionino le decisioni importanti del presidente della repubblica alla eventuale capacità mediatica di chi “Fa personaggio” ed aumenta l’indice d’ascolto delle TV che ci ammanniscono soprattutto tanta spazzatura..! Con buona pace dei “Buonisti” a tutti i costi che si fanno suggestionare ed infinocchiare dalla propaganda che potrebbe essere anche interessata, magari a causa di scheletri negli armadi di commentatori e giornalisti dei quali Fabrizio Corona conosce i misteri e minaccia di rivelare….!! ANNO XV° NUMERO 165 I l 25 Novembre 2014 é ricorso il 34° anniversario della morte di Yukio Mishima, lo scrittore, pensatore e capo politico e spirituale Giapponese che immolò la sua vita per i suoi ideali eseguendo il rito del Hara – Kiri alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’esercito. Le recenti esibizioni dello strapotere USA nel mondo intero rendono quanto mai attuale il gesto di Mishima e le ragioni che lo motivarono. Causa della suprema protesta di Mishima fu la prevaricante presenza dell’Amerika in Giappone dove, insoddisfatta della vittoria in guerra, stava annichilendo cultura, tradizioni, spiritualità, civiltà e l’anima stessa della storia Nipponica. Non più i templi, non più la serena armonia di una cultura che aveva saputo trovare la sintonia con la vita e la natura, non più il culto dell’onore, del rispetto dell’Uomo per le sue virtù, delle gerarchie intese coma scala di valori. Tutto è spazzato via con rozza, arrogante ignoranza dal peso del denaro e delle armi. Ed ecco le Leggi secolari violate e cancellate, la Costituzione mutilata e distorta da quello che era lo LA FIAMMA spirito della Nazione. Ecco nascere i nuovi templi e le confraternite del denaro: la borsa e le megafabbriche, i grandi gruppi finanziari e d’affari che invadono la politica, la corruzione amministrativa, gli scandali disonorevoli! La spada del samurai ed il saké sono sostituiti dalla forchetta per gli hamburger e dalla Coca-Cola, l’unità di misura di una persona diventa il denaro e la viscida lebbra della inciviltà Yankee infetta ogni aspetto della vita e della cultura Giapponesi che sono frutto di secoli di sforzi, di sviluppo del pensiero e di evoluzione della spiritualità. Di fronte a questo e di fronte alla insensibilità del suo governo, complice del degrado morale del Giappone, Mishima si ribella, lancia il suo grido di guerra alla barbarie, di dolore per la sua Patria e di preghiera ai suoi connazionali affinché si risveglino e tornino nell’antico alveo della tradizione e si uccide ritualmente per dare un significato preciso alla sua morte! Il suo seme non ha dato molti frutti, ma non è stato inutile. Piano, molto lentamente, si fa strada nel mondo la consapevolezza che l’Amerika è ricca, ma non civile, potente, ma non grande, moderna, ma non evoluta. I popoli stanno prendendo consapevolezza che il PAGINA 6 Capitalismo, il Consumismo che ne è figlio ed il Materialismo che ne è padre, non danno le risposte che l’umanità va cercando da sempre, ma anzi annebbiano il campo ed allontanano i traguardi essenziali. Cresce, in ogni angolo della terra, l’insofferenza per la politica egemonica degli USA e la ribellione morale alle loro pretese di portare la guerra nelle aree di loro interesse strategico od economico con ipocriti alibi. Si tengano pure il loro marcio mondo! Noi dobbiamo svincolarci assolutamente dal loro fetido abbraccio e riappropriarci della nostra civiltà, della nostra superiore cultura, creando un’Europa libera da soggezioni politiche, militari ed economiche. Mishima ci ricordi che non la vittoria è importante, ma la scelta delle ragioni della battaglia. La scelta giusta è già una VITTORIA…!! ANNO XV° NUMERO 165 I n un articolo precedente avevamo espresso la nostra convinzione anti democratica e dimostrato come la democrazia diretta sia un’utopia che comunque sarebbe foriera di mal governo in funzione del fatto che a decidere sarebbero le maggioranze che, per legge di natura, sono le meno qualificate stante che in natura la Qualità è sempre inversamente proporzionale alla quantità. Avevamo anche dimostrato come la democrazia indiretta o per delega si risolva in una truffa a danno dei Cittadini e diventi in pratica una furbocrazia o comunque una oligarchia di gruppi di interessi privati che non coincidono ed anzi spesso confliggono con gli interessi dei Cittadini e del Paese. Ora tenteremo di proporre un sistema alternativo alla democrazia che abbia la capacità di ovviarne i difetti e che sia in grado di coniugare efficienza ed equità sociale. L’alternativa da noi proposta è lo Stato Organico che si basa su due concetti base: Corporativismo e socializzazione. Corporativismo: Le corporazioni sono associazioni che riuniscono gruppi di Cittadini che hanno in comune gli stessi interessi nel campo del lavoro, della produzione, della creatività e della finanza, siano essi LA FIAMMA imprenditori che lavoratori. All’interno di uno Stato, le varie corporazioni assumono il valore di elementi costitutivi della società civile e politica nel senso più ampio dei termini e sono controllate dallo Stato per quanto riguarda il loro apporto di diritti e di doveri verso la comunità nazionale, mentre esse stesse si auto regolano per quanto attiene ai diritti e doveri reciproci. Una Magistratura del lavoro risolve e dirime tutte le eventuali vertenze tra imprese e lavoratori, siano esse di natura economica che normativa mentre lo Stato, come già detto controlla che il tutto si svolga nell’ambito degli interessi del Paese. Tutto questo elimina dalla scena la lotta di classe che è sempre solamente un rapporto di forza e mai di equità e che non ha più ragione di essere nello Stato corporativo dove i rapporti sono regolati tra le parti con la mediazione dello Stato e dove questi rapporti non sono più regolati dalla forza, ma dalla legge! Una Camera delle corporazioni partecipa alla emanazione delle leggi dello Stato per quanto riguarda le materie che le riguardano ( e quindi anche per il lavoro e la produzione ) dando un apporto di competenza specifica, di esperienza e professionale che non si trova mai nei parlamenti tradizionali della tradizione democratica dove un politico può fare indifferentemente il ministro della sanità, del lavoro, degli esteri o della sanità, senza avere alcuna competenza specifica delle materie di cui si deve occupare. PAGINA 7 A differenza poi dei partiti politici che finiscono sempre di essere anche loro delle corporazioni, ma di interessi diversi da quelli dichiarati e quindi in senso degenere e tesi comunque a soddisfare ambizioni economiche private o di casta, le corporazioni così come le intendiamo come organi costitutivi dello Stato Corporativo sono un elemento di equilibrio e di equità sociali e concorrono allo sviluppo armonico della vita civile e della Nazione. Socializzazione: La Socializzazione è il punto di arrivo dello stato corporativo in cui le corporazioni sono uno strumento di transizione per portare lo Stato da una posizione liberalcapitalista ad una, appunto, di Socializzazione. La socializzazione è la sintesi ultima di un processo che porta i Cittadini di uno Stato alla partecipazione attiva al suo governo incominciando dal settore dell’impresa e del lavoro. Il lavoratore e l’imprenditore non sono più elementi in antitesi ed avversari sociali, ma diventano collaboratori nella conduzione dell’azienda trasformando la lotta di classe in sinergia perché, dati i presupposti di condivisione degli utili e delle responsabilità, vengono spazzati via i motivi di contrasto che sono sostituiti da interessi e scopi comuni. Il lavoratore cessa di essere oggetto del lavoro, ma diventa uno dei soggetti di esso con un vantaggio che non è meramente economico, ma che assume il valore morale di dignità. di partecipazione, di corresponsabilità partecipando alla gestione aziendale. Insomma, invece di avere la ANNO XV° NUMERO 165 Insomma, invece di avere la risultante algebrica di due entità di valore opposto si ha la somma di due entità positive ed il risultato diventa assolutamente più valido! Nella socializzazione delle imprese ( primo passo per la socializzazione dello Stato) la proprietà dell’azienda è suddivisa tra imprenditore in quanto tale e lavoratori in quanto tali il che significa che tali diritti di proprietà hanno il loro limite nella funzione esercitata ed i lavoratori non possono né vendere, né dare in eredità questo titolo di proprietà che è tale solo e fintanto che il lavoratore lavora nell’azienda. Inoltre, nell’azienda socializzata, le parti sono tenute ad agire nell’interesse superiore dello Stato e quindi della comunità Nazionale e di questo obiettivo si fa carico il controllo dello Stato Organico ( un esempio, benché parziale di tale concetto lo si ha già per esempio in Germania dove le ditte con un determinato numero dipendenti come Bayer o BASF danno ai propri lavoratori circa un terzo della proprietà delle aziende ) Immaginate la conduzione dei rinnovi contrattuali o le decisioni sulle delocalizzazioni in una siffatta situazione … Tale concetto di socializzazione può essere in seguito esteso ai rapporti dei Cittadini con le istituzioni in un processo di vera cooperazione dove però lo Stato etico è l’arbitro imparziale e decisivo delle soluzioni finali che devono sempre tenere conto dell’interesse Nazionale. E’ l’idea dello Stato Organico e cioè di quella forma di Stato che non è pura entità amministrativa, ma un’organizzazione sociale totalizzante in cui, come accade nella famiglia che della società è la cellula primaria, ogni cittadino ha una sua identità ed una sua funzione sociale in quanto membro della comunità e la comunità ha la sua identità e la LA FIAMMA sua funzione solamente in quanto aggregazione e sommatoria dei suoi cittadini con i valori della tradizione, della cultura e della solidarietà! Uno Stato in cui i Cittadini non operano solamente per il proprio interesse personale, ma sono le componenti di uno sforzo collettivo per il progresso dell’intera comunità. Per chi volesse approfondire tali concetti, rimandiamo a “Lo stato organico” di Rutilio Sermonti ed a “Perché non sono democratico” di Nicola Cospito. Come ulteriore organizzazione dello Stato corporativo e sociale vorremmo aggiungere una selezione meritocratica che provveda affinché i soggetti cui sarà richiesto di partecipare alle decisioni della vita pubblica siano persone informate e capaci. Si potrebbero istituire nelle scuole dei corsi obbligatori di educazione civica nei quali si spiegasse ai futuri cittadini quali sono le istituzioni dello Stato, quali i loro compiti e le funzioni, quali siano i diritti ed i doveri dei cittadini verso lo Stato e dello Stato verso i Cittadini, quali siano le principali leggi che regolano l’amministrazione della cosa pubblica sia a livello locale che a livello nazionale. .Avremmo così una classe di cittadini coscienti e preparati a dare il loro fattivo contributo alla gestione dello Stato corporativo e sociale anziché una massa amorfa di persone che ignorano i principi basilari delle regole della vita sociale. Mussolini disse:” L’ignoranza esclude dalla partecipazione” e questo non è un concetto di selezione elitario quanto una legge di natura perché l’esclusione non deriva da una discriminazione contro qualcuno, ma deriva dalla incapacità di quel qualcuno di capire e di partecipare con cognizione di causa e quindi con virtuosa operatività sociale! PAGINA 8 Il superamento dei suddetti corsi costituirebbe titolo essenziale per potere partecipare alla carriera politica attiva come rappresentante delle corporazioni. Tanto per contestare subito le consuete ritrite e banali osservazioni dei democratici che sostengono non vi sia altra alternativa alla democrazia se non la dittatura vogliamo precisare che la storia ci insegna come la dittatura non sia mai stata, né possa essere, una stabile forma di governo in quanto essa ha bisogno di particolari condizioni storiche e di uomini di grande carisma, condizioni queste che non possono essere programmate né essere programmatiche, ma che sono esclusivamente contingenti ed irripetibili. Inoltre, anche una superficiale analisi delle dittature degli ultimi anni dimostrano che esse non nascono da una ideologia specifica, ma hanno le loro radici in ideologie a volte tra di loro antitetiche ed a volte nate dal una concezione politica assolutamente democratica come per esempio le decine di dittature comuniste! L’ideologia della dittatura in se è una corbelleria insostenibile degna di cervelli che ragionano solo in modo superficiale! Quanto alla nostra diffidenza ed alla nostra totale critica alla democrazia, a chi ci contesta di essere dei visionari e dei “parvenues” intellettuali rispondiamo che in questo siamo in buona compagnia, da Platone ( lettera VII° e La repubblica ) a Tommaso Moro (“Utopia”) a Tommaso Campanella (“ La città del sole” ) ed in parte anche nel pensiero filosofico di Fichte ( la dottrina dello Stato ) e Hegel ( lineamenti di filosofia del diritto ) e giù sino ad Evola ( Gli uomini e le rovine ) e pertanto respingiamo i soliti luoghi comuni ignoranti ed invitiamo a ragionare nel merito ..!! ANNO XV° NUMERO 165 I n una vecchia intervista al Corriere della Sera, il ministro degli Esteri Dini dichiarava che in Europa: ” l’Italia rischia sulla competitività e sta perdendo quote di mercato”. Da allora non é cambiato quasi nulla e la nostra competitivitá sui mercati mondiali é ancora diminuita mentre gli ultimi dati dell’ISTAT certificano l’aumento della soglia di poverà che oggi riguarda milioni di famiglie. La CONFINDUSTRIA ha fatto sapere che non ci sono soldi per i prossimi contratti sindacali perché servono a riacquistare in parte la competitività perduta. Come sempre, si dice una piccola parte della verità, quella che fa comodo, per spiegare una situazione negativa, sfuggendo alle responsabilità che si hanno in proposito. La competitività non si ottiene solamente con i bassi salari. Per ottenerla così non servono imprenditori e governanti intelligenti, bastano padroni delle ferriere miopi ed imbecilli…! I salari, le spese sociali ed in parte anche le tasse dei Paesi Europei che sono più competitivi di noi non sono più bassi dei nostri. La vera, grande differenza tra noi e loro sta negli investimenti pubblici e privati, incoraggiati questi ultimi da una mirata detassazione, nella ricerca LA FIAMMA tecnologica per produrre brevetti avanzati anziché doverli comprare ad alto prezzo come fa l’Italia oppure dovere restare nell’ambito di produzioni obsolete che i Paesi emergenti offrono a prezzi per noi impossibili. Sta in intelligenti politiche energetiche e dei trasporti che riducono le relative spese, che in Italia costituiscono una significativa percentuale dei costi industriali generali. Un esempio per tutti: l’Italia che ha circa 7.500 chilometri di coste in un mare tranquillo come il Mediterraneo, pratica pochissimo il trasporto per cabotaggio marittimo e poco quello ferroviario che sono di gran lunga i più economici, ma privilegia il trasporto su ruote che è molto più caro e che inoltre è il più inquinante! In Francia ed in Germania non ci sono molte coste e l’oceano non è tranquillo, ma si sono scavati canali navigabili che sono largamente sfruttati, assieme ai fiumi, per tutti i trasporti industriali con una massiccia riduzione dei costi che sono da 1/20 ad 1/40 di quelli su ruota. I porti fluviali di Colonia e di Ludwigshafen sono paragonabili, per movimentazione merci, a quelli di Trieste e di Livorno. Una riprova sull’arretratezza della nostra tecnologia si ricava confrontando la tipologia delle nostra produzione industriale con quella dei Paesi del nord Europa. In questi Paesi si fanno produzioni di alto contenuto tecnologico e, conseguentemente, di alto valore aggiunto mentre in Italia sono ancora quantitativamente importanti produzioni di basso ed PAGINA 9 obsoleto contenuto tecnologico e quindi di basso valore aggiunto come, per esempio, l’industria conciaria e quella tessile che sono ormai caratteristiche del terzo mondo, ma che da noi sono praticate con costi da primo mondo. Quello che il governo e la CONFINDUSTRIA non dicono è che l’Italia è mancata sulla ricerca tecnologica e sulle politiche energetiche e dei trasporti a causa dei governi dilapidatori, quelli di tangentopoli e dei due milioni e mezzo di miliardi di debiti accumulati, quelli di quando si pensava solo a spendere, rubare e comprare voti per mantenere il potere anziché investire. Questo non si può dire perché i politici in circolazione oggi sono ancora gli stessi di allora od i loro eredi corresponsabili di quei misfatti! Ma quali probabilità abbiamo di riuscire ad affrontare in modo organico e strutturale questi nostri problemi di fondo per trovare una soluzione efficace se la nostra classe politica rimane la stessa che ha procurato questi guai con la sua negligenza, la sua disonestà intellettuale, la sua inadeguatezza? Si deve cambiare! E’ ora di rottamare i vecchi cialtroni che ci hanno governato e che nessuna operazione di “maquillage” trasformistico potrà mai far diventare corretti amministratori della cosa pubblica. E’ necessaria una rivoluzione globale che faccia piazza pulita di una classe politica che né l’onta degli scandali, né la marginalissima opera di alcuni LA FIAMMA ANNO XV° NUMERO 165 tribunali (Tangentopoli ha toccato a macchia di leopardo solo alcune zone d’Italia mentre la corruzio ne era organizzata o mo gene ame nte a live llo Nazionale..!) sono riuscite a togliere dalla circolazione. Una classe politica che anzi, una volta decantato il polverone roboante, ma tutto sommato innocuo di tangentopoli, ha rialzato la testa con spavalda arroganza riproponendo non solo gli stessi uomini mimetizzati ancorché sempre corrotti e complici di corrotti, ma, in alcuni casi, addirittura gli stessi partiti che furono i protagonisti del sacco d’Italia! E’ altresì necessario purgare la magistratura dai molti magistrati che in ossequio alla vita tranquilla ed alla carriera sicura si sono comportati (e si comportano) come le tre scimmiette “non vedo, non sento, non parlo”. E mentre la casta politica tenta, a scopo intimidatorio, di fare passare la “responsabilità dei giudici” ( anche quando non causata da dolo, ma da errore ) sarebbe più utile e giusta una norma che punisse quei procuratori che non prestano sufficiente attenzione ai fenomeni di corruzione della politca e della pubblica amministrazione! E’ necessario dare nuove regole e ridare fiducia ai Cittadini, ai funzionari ed ai magistrati che ancora posseggono una coscienza ed il senso dello Stato! Per questo dobbiamo lottare per realizzare uno Stato Nazionalpopolare, per questo non ci dobbiamo arrendere anche quando la lotta sembra troppo ardua o quando ci sentiamo stanchi ed inadeguati. Le cause non si scelgono per la facilità della vittoria, ma perché sono giuste! D a quarantacinque anni la sinistra Italiana risponde ad ogni critica sulle carenze della sua politica sociale citando a suo credito lo “Statuto dei lavoratori” istituito il 20 Maggio 1970 e lo presenta come la panacea sociale, la rivoluzione delle normative sul lavoro, la quintessenza del progresso dei lavoratori. Siamo andati perciò ad analizzare nel merito questa Legge ed il risultato è stato, come temevamo, deludente quanto ai concreti contenuti ed ai reali vantaggi che essa ha portato ai lavoratori. Tutti, o quasi tutti gli articoli della Legge sono di natura normativa degli aspetti organizzativi e formali del mondo del lavoro, con larga parte dedicata a consolidare il potere e l’importanza dei sindacati ed, in definitiva senza mutare sostanzialmente i rapporti di forza tra l’imprenditore ed i lavoratori dei quali si affermano diritti formali e non sostanziali. E’ un fatto che su 60 pagine della legge, solo 13 sono dedicate direttamente ai lavoratori e ben 47 ai sindacati… Per esempio si accentuano alcuni diritti, come la non influenza sull’assunzione delle opinioni politiche del lavoratore, già presenti nel codice civile e nella Costituzione e che quindi sono meri ed inutili ripetizioni. PAGINA 10 Oppure il diritto di controllo dell’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali che era previsto addirittura dal Contratto Collettivo Nazionale Corporativo Operai del 05-03-41! Comunque nulla a che vedere con l’importanza e la carica rivoluzionaria delle norme emanate nel Ventennio Fascista come, per un esempio incompleto, le 40 ore settimanali, lo straordinario, la tutela del lavoro minorile, il libretto di lavoro, gli assegni famigliari, la cassa Mutua, le pensioni dell’INPS, l’INAIL, la tutela del posto di lavoro durante la gravidanza, l’apprendistato, per non parlare della Socializzazione e della cogestione delle aziende. Questa sinistra ha dimostrato la sua incapacità a tutelare gli interessi dei lavoratori sia come espressione sindacale che, negli ultimi anni, come forza di governo ed ha dimostrato nei fatti che le sue promesse sono velleitarie e superficiali e non sono supportate dalla volontà e dalla capacità di concretizzazione. In buona sostanza, si può concludere una cosa fondamentale e cioè che dal 1922 al 1945 è diminuito il potere concreto del padronato ed aumentato quello dei lavoratori, mentre negli anni successivi è stato un rincorrersi di aumenti salariali fagocitati dall’inflazione, ma è aumentato il potere del padronato e diminuito quello dei lavoratori. Tutto il resto sono chiacchiere!