REGIONE MARCHE
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
Comitato di Sorveglianza
P.O.R. Marche Ob.3 F.S.E. 2000-2006
Verbale della riunione
del 22 giugno 2007
“Hotel Finis Africae”
Senigallia (AN)
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Il giorno 22 giugno 2007, alle ore 9.30, presso “Hotel Finis Africae” – Senigallia (AN), si è riunito
il Comitato di Sorveglianza del POR Marche Ob.3 2000-2006 per trattare il seguente Ordine del
Giorno:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
Approvazione ordine del giorno;
Approvazione verbale del Comitato di sorveglianza del 15 - 16 giugno 2006;
Approvazione Rapporto annuale di esecuzione anno 2006;
Stato di avanzamento finanziario del POR Ob. 3 2000-2006 al 31 marzo 2007;
Presentazione di una Best practice della Provincia di Macerata;
Programmazione 2007-2013:
- Stato del negoziato
- Presentazione POR 2007-2013
- Legami tra POR e PON azioni di sistema
- Sintesi della valutazione ex-ante
7. Premio regionale “Valore lavoro”;
8. Procedure per i nuovi bandi e approvazione dei criteri di selezione;
9. Informativa sulla costituzione del Comitato di sorveglianza 2007-2013;
10. Varie ed eventuali.
Sono presenti i seguenti componenti (con diritto di voto e con voto consultivo):
NOME E COGNOME
ENTE RAPPRESENTATO
Ugo Ascoli
Regione Marche
Presidente Comitato di Sorveglianza – Assessore Conoscenza,
Istruzione, Formazione e Lavoro
Anna Ascani
Commissione Europea
D.G. Occupazione e Affari Sociali
Rosita Caputo
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali UCOFPL Div. VII
(delegato da Danilo Mainardi)
Regione Marche
Dirigente Servizio Istruzione, Formazione e Lavoro – AdG FSE
Provincia di Ancona
Assessore Formazione Prof.le e Lavoro
Mauro Terzoni
Maurizio Quercetti
Maria Grazia Di Biagio
Emidio Mandozzi
Matilde Menicozzi
Provincia di Ancona
Dirigente Formazione Prof.le e Lavoro
Provincia di Ascoli Piceno
Assessore Formazione Prof.le e Lavoro
Provincia di Ascoli Piceno
Dirigente Settore Politiche del Lavoro
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Carla Monachesi
Graziella Gattafoni
Provincia di Macerata
Assessore Formazione Prof.le e Lavoro
Provincia di Macerata
Dirigente Settore Formazione Professionale
Simone Ciattaglia
Provincia di Macerata
Dirigente Settore Formazione Prof.le Politiche del Lavoro
Massimo Galuzzi
Provincia di Pesaro Urbino
Assessore Formazione Prof.le e Lavoro
Augusta Compagnucci
Provincia di Pesaro Urbino
Dirigente Settore Formazione Prof.le Lavoro
Claudio Andreani
Francesca Damiani
Patrizio Francesconi
Provincia di Pesaro-Urbino
Regione Marche
Dirigente P.F. Programmazione Controllo di Gestione e Nucleo
di Valutazione
Regione Marche
Dirigente Servizio Agricoltura, Forestazione e Pesca
(delegato da Cristina Martellini-AdG FEASR)
Regione Marche
Dirigente P.F. Politiche Comunitarie
(delegato da Sergio Bozzi-AdG FESR)
Regione Marche
Dirigente P.F. “Ragioneria e Controllo della Spesa” in qualità di
“Autorità Pagamento Fondi Strutturali”
(delegato da Raffaele Berardinelli)
Regione Marche
Dirigente P.F. “Controlli relativi ai Fondi Comunitari”
(delegato da Paolo Londrillo-Autorità di Audit)
CGIL Marche
Franco Patrignani
CISL Marche
Patrizia Barocci
Lucio Pesetti
Giuseppe Sagripanti
Raffaella Capricci
Renzo Perticaroli
UIL Marche
(delegato da Graziano Fioretti)
Giovanni Istrian
Michela Vian
UGL
Confindustria Marche
Marco Cicogna
Rappresentante ABI ed ANIA
Stefano Pierini
Rappresentante COLDIRETTI –CIA e CONFAGRICOLTURA
Orietta Zitti
Rappresentante III° Settore c/o AGCI
Ilaria Parisi
Tecnostruttura delle regioni per il FSE
Sara Casilio
Tecnostruttura delle regioni per il FSE
1) Approvazione Ordine del giorno
La riunione ha inizio con l’intervento dell’Assessore Ugo Ascoli, presidente del Comitato di
Sorveglianza, il quale, dopo aver brevemente anticipato la proposta di emendamento del complemento
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di programmazione, che verrà poi avanzato dalla Provincia di Pesaro e Urbino, dà per approvato
l’ordine del giorno proposto.
2) Approvazione verbale del Comitato di sorveglianza del 15 - 16 giugno 2006
L’Assessore, in assenza di osservazioni, dà per approvato il verbale dell’ordine del giorno del
Comitato di sorveglianza del 15-16 giugno 2006.
3) Approvazione Rapporto annuale di esecuzione anno 2006
L’Assessore Ugo Ascoli lascia la parola a Floriana Quaglia – Assistenza tecnica POR FSE Marche che illustra nei dettagli, attraverso il supporto di slide, il documento elaborato dall’autorità di gestione
in merito all’attuazione del POR per l’anno 2006.
Floriana Quaglia espone l’analisi del contesto relativo al mercato del lavoro regionale, la valutazione
sull’attuazione del POR, la valutazione sull’efficacia delle azioni e valutazione dell’attuazione
finanziaria. Emergono alcuni punti di criticità del mercato del lavoro regionale, soprattutto con
riguardo ad alcuni indicatori significativi che non risultano essere molto in linea con gli obiettivi
prefissati dalle strategie comunitarie per il 2006 (il tasso di occupazione al 64,4%, inferiore quindi al
valore obiettivo intermedio fissato a livello comunitario dalla Strategia di Lisbona, che era per il 2005
pari al 67%, così come il tasso di occupazione della popolazione adulta, e il tasso di abbandono
scolastico).
I dati esposti nella relazione da Floriana Quaglia rivelano altresì dei risultati interessanti, come ad
esempio l’incremento del numero dei laureati che sono passati da 87.000 del 1999 a 132.000 del 2005,
l’elevato numero di utenti, oltre le 183.000 unità, raggiunti attraverso i Centri per l’Impiego; risultato
questo particolarmente soddisfacente rispetto alle politiche di sostegno realizzate in questi anni sia da
parte della Regione che delle Province.
Quaglia passa poi ad esaminare altri dati di attuazione fisica che se da un lato evidenziano un
avanzamento regolare e soddisfacente del Programma, dall’altro offrono degli input di riflessione circa
la necessità di migliorare la qualità della formazione e più in generale degli interventi di politiche attive
del lavoro, ad esempio con riguardo all’utenza con più basso livello di istruzione/scolarizzazione.
Floriana Quaglia completa la sua esposizione con dati e grafici che riepilogano l’attuazione finanziaria
del POR. Emerge che Regione e Province hanno tutte anticipato delle risorse per consentirne la corretta
attuazione. Tuttavia, a fine programmazione, emerge con chiarezza, il problema connesso ai tempi
necessari per chiudere la rendicontazione dei progetti presentati che non consente di velocizzare in
modo adeguato la spesa. L’importante è che venga effettivamente speso entro il 31/12/2008 quanto
programmato.
Alla fine della presentazione della relazione di Floriana Quaglia si apre la discussione sul punto:
Franco Patrignani: evidenzia l’opportunità di stabilire, sulla base dei dati illustrati, degli indicatori da
assumere come momenti di confronto costante delle attività che vengono poste in essere al fine di
riuscire ad orientare ed ad accompagnare le misure che si vanno a realizzare; rileva, inoltre, che, oltre la
sede del Comitato di Sorveglianza, sarebbe opportuno individuare altre sedi di confronto complessivo
rispetto all’andamento del FSE, tenuto conto della rilevanza che il FSE assume anche per le risorse che
mette in campo; Marco Cicogna: osserva che sarebbe interessante, con riferimento alla parte del
rapporto in cui viene fatta l’analisi sulle tipologie contrattuali, verificare fra qualche tempo non solo le
oscillazioni del contratto di apprendistato dal 2000 al 2005 (che ha registrato, nell’ultimo periodo un
decremento), ma fino al 2006 tenuto conto che quest’ultimo anno potrebbe evidenziare una
oscillazione positiva; Francesca Damiani: esprime apprezzamento per la gestione e l’attuazione del
FSE che sono eccellenti. Poiché la Programmazione assicura anche un’attività di raccordo tra i vari
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fondi, le esperienze del FSE dovrebbero essere diffuse anche per la gestione degli altri fondi europei.
Inoltre, sarebbe utile, con la programmazione 2007-2013, avviare una buona programmazione
territoriale degli interventi.
Il presidente Ugo Ascoli, in risposta agli interventi sollevati, mette in evidenza che il POR 2000-2006
non raggiunge effettivamente ancora alcuni obiettivi, in particolare quello legato al destinatario donna.
Risulta così necessario orientare di più l’azione sulle problematiche dell’occupazione femminile, come
pure sugli over 45, nonché cercare di raggiungere di più le persone con basse credenziali educative.
Recependo gli spunti degli interventi non c’è dubbio, conclude il presidente, che quando si andranno ad
analizzare gli esiti occupazionali, sarà necessaria una concertazione tra Regione, Parti Sociali e
Province che presti maggiore attenzione alle richieste che vengono dal territorio. Pertanto è auspicabile
che proprio dall’analisi territoriale emergano spunti migliorativi per gli interventi della nuova
Programmazione, a partire dalla qualità della formazione come pure dalle problematiche riguardanti
l’apprendistato professionalizzante.
Non essendoci altre osservazioni, viene approvato all’unanimità il Rapporto annuale di esecuzione
al 31/12/2006.
4) Stato di avanzamento finanziario del POR Ob. 3 2000-2006 al 31 marzo 2007
Floriana Quaglia espone i dati relativi all’attuazione finanziaria del POR Ob. 3 2000-2006 aggiornati
al 31/3/2007, così come richiesto dalla Commissione europea alle Regioni, in occasione dei Comitati di
sorveglianza. Dall’analisi dei dati si ricava che si è in linea con le previsioni di spesa necessarie ad
evitare il disimpegno automatico previsto dal regolamento comunitario.
5) Presentazione di una Best practice della Provincia di Macerata
Consulente della Provincia di Macerata: presenta in modo dettagliato il modello d’impianto
utilizzato dalla Provincia per quanto concerne il fabbisogno di professionalità espresso dal territorio e il
sistema formativo ad esso collegato. Il consulente proferisce che una corretta impostazione degli
interventi formativi richiede che gli obiettivi di occupazione e di crescita delle competenze tecnicospecialistiche siano inquadrati in una attività che diventi una specie di osservatorio del sistema
formativo: da una parte la rilevazione dei fabbisogni con le competenze necessarie allo sviluppo per
programmare l’offerta formativa, dall’altra gli esiti e l’efficacia dei percorsi formativi erogati che a
regime determineranno in modo costante, anch’essi, la nuova offerta formativa.
Il presidente Ugo Ascoli ricorda che nel programma 2006 si è investito circa 900.000 euro, una cifra
non irrilevante, per mettere a punto un sistema regionale di rilevazione dei fabbisogni per tutta
l’economia regionale che consente di poter continuamente aggiornare sia i fabbisogni che il territorio
esprime, sia misurare l’efficacia occupazionale o quella di impatto.
Prezioso il percorso della Provincia di Macerata per il lavoro che andremo a fare, conclude Ascoli, su
tutto il territorio regionale cercando di uniformarne la metodologia, anche con riferimento alla anagrafe
scolastica, tra Regione e Province unitariamente.
Interviene sul punto Rosita Caputo: esprime apprezzamento per il lavoro illustrato da collegare alla
sottolineatura del fatto che il Ministero del lavoro ha riavviato i lavori della prevista cabina di regia
nazionale sui fabbisogni professionali, invitando il Coordinamento delle Regioni a fornire suggerimenti
al tipo di impostazione da dare al lavoro da svolgersi. Michela Vian: interviene per sollecitare
un’integrazione fra i sistemi di monitoraggio delle attività formative, sia a livello regionale che
provinciale, in modo da assicurare un’omogeneità dei sistemi di rilevazione e di misurazione
dell’efficacia delle iniziative svolte almeno a livello regionale. Sarebbe auspicabile che questo tipo di
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rilevazione delle attività formative nel territorio comprendesse non solo le attività finanziate
nell’ambito del FSE e di altre iniziative regionali, ma potesse essere integrato con le iniziative
promosse dalle parti sociali e da tutti gli attori del territorio. Carla Monachesi: auspica un tavolo dove
tutti insieme si possa ragionare rispetto a tutti i fondi disponibili da utilizzare nella formazione. Le
necessità formative emerse a seguito del lavoro fatto dalla Provincia di Macerata mediante l’analisi
cndotta attraverso 2.250 interviste possono essere colmate con il FSE ma anche con tutti gli altri fondi,
compresi quelli interprofessionali che sono disponibili. Rosita Caputo: interviene per puntualizzare
alcuni aspetti. L’accordo Ministero del lavoro-Regioni-Parti sociali siglato il 15 marzo dello scorso
anno, ratificato il 14 settembre dalla Conferenza delle Regioni, è un accordo nel quale si trova
l’impegno dei fondi a favorire la presenza dei fondi stessi, che oggi sono 14, sul territorio creando delle
articolazioni territoriali.
Ugo Ascoli: cogliendo l’importanza dei rilievi presentati, informa il Comitato che in merito ai fondi
interprofessionali nell’ambito nazionale e regionale e sui dati richiesti, si organizzerà un seminario
regionale per fare il punto sull’azione dei fondi nel territorio, per incrociare i sentieri e i percorsi dei
fondi con i sentieri e i percorsi del Fse, in modo tale da non creare sovrapposizioni.
L’idea è di creare un tavolo regionale permanente di rapporto fra il Fse, i fondi statali e i fondi
interprofessionali, in modo da garantire continuamente l’immagine e la percezione concreta di quello
che si sta facendo.
Si dialogherà con tutti i fondi che operano nelle Marche anche se non hanno la sezione regionale, si
cercherà il massimo della concertazione e della cooperazione con tutti i fondi, senza alcuno escluso
Maurilio Cestarelli: interviene per illustrare una buona prassi che non è compresa nell’ordine del
giorno: la stessa buona parassi verrà presentata in altra occasione, in maniera più esaustiva. La
Provincia di Ascoli Piceno ha effettuato un’indagine sugli esiti occupazionali dei corsi di qualifica e di
specializzazione conclusi dal 1° gennaio 2003 al 31 dicembre 2005: l’indagine è stata svolta attraverso
un questionario rivolto ad inoccupati e disoccupati.
Ugo Ascoli: il dato fornito dalla Provincia di Macerata e quello suggerito dalla Provincia di Ascoli
segnala che, mediamente intorno al 65%, con qualche differenza, le persone che svolgono attività di
formazione nella regione con il Fse, a un anno di distanza hanno trovato occupazione.Il Fse è quindi
una risorsa importante, che migliora la possibilità di trovare lavoro e non ne possiamo fare a meno.
Rimane confermato anche un dato di cui si era a conoscenza: l’ingresso delle persone nel mercato del
lavoro oggi avviene prevalentemente con contratti a tempo determinato. Il dato preoccupante non è
tanto l’ingresso nel mercato del lavoro ma ciò che i sociologi chiamano “la trappola della vita” e cioè
se a 30 o 35 anni sono ancora a tempo determinato. E’ preoccupante se a distanza di diversi anni questa
forma di occupazione, precaria o a tempo determinato, permane.
6) Programmazione 2007-2013
6a) Stato del negoziato
6b) Presentazione POR 2007-2013
6c) Legami tra POR e PON azioni di sistema
6d) Sintesi della valutazione ex-ante
6a) Stato del negoziato: Mauro Terzoni illustra lo stato del negoziato diretto all’adozione, da parte
della Commissione europea, del POR Marche FSE 2007-2013. Rileva, in particolare, che a seguito
della approvazione del programma da parte del Consiglio regionale, lo stesso è stato trasmesso alla
Commissione europea la quale ha formulato alcune osservazioni delle quali alcune riguardano i POR
di tutte le Regioni e Province autonome, altre sono riferite al POR Marche. Le osservazioni della
Commissione sono condivisibili e quindi si stanno approntando le opportune modifiche per poi
procedere ad un nuovo invio alla Commissione; l’obiettivo è quello di poter avere l’adozione definitiva
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del POR nel prossimo autunno. Anna Ascani: I programmi rivisti dovrebbero essere trasmessi alla
Commissione entro i primi giorni del mese di luglio. Successivamente sarà avviata la consultazione con
le 25 Direzioni generali della Commissione e con i diversi Servizi interni della DG Occupazione.
Trascorsi 30 giorni, se non perverranno osservazioni da parte delle varie Direzioni Generali, il
programma viene trasmesso all’unità di coordinamento del FSE che verifica la conformità del
programma con i regolamenti generali e con il regolamento FSE. In termini di tempi, se non
avverranno interruzioni, dopo quattro mesi il programma sarà approvato. Nel frattempo le attività
possono essere comunque avviate, tenuto conto che le spese sono ammissibili a far data dal 1° gennaio
2007, salvo l’approvazione dei criteri di selezione che saranno proposti anche nella data odierna e che
saranno ratificati dal Comitato di Sorveglianza del POR FSE 2007-2013. Rosita Caputo: il Ministero
del lavoro, quale capofila del FSE, nella fase di definizione dei programmi operativi, ha svolto un ruolo
di supporto, di rappresentanza e di accompagnamento alle Regioni nella definizione di questioni
comuni ed anche per agevolare l’interlocuzione formale, ma soprattutto informale, con la Commissione
europea. E’ stata condivisa la necessità di costituire un tavolo permanente Ministero del lavoroRegioni, con il coinvolgimento delle parti sociali, per poter condividere aspetti comuni e coerenti con
le strategie nazionali, comunitarie e con i regolamenti. E’ stato ampiamente discusso il capitolo
“attuazione” dei programmi operativi, comune a tutti i programmi; sono stati definiti un set di
indicatori comuni per gli obiettivi specifici; è stato anche deciso che ciascun programma operativo
avesse un asse dedicato alla transnazionalità ed alla interregionalità. Quanto ai programmi operativi
nazionali, il Ministero del lavoro è titolare di un Programma operativo in Obiettivo 1 “Governance e
assistenza tecnica”, uno in Ob. 2 “PON Azioni di sistema”. Il programma operativo in Ob. 2 prevede
cinque assi, cioè adattabilità, occupabilità, capitale umano, transnazionalità e assistenza tecnica. Il
programma è finalizzato a migliorare le performances e le azioni regionali; mira a costruire in maniera
condivisa un sistema nazionale su determinati argomenti sensibili, molto importanti, che sono oggetto
anche di riforma, per creare un sistema nazionale, pur tenendo conto delle specificità territoriali. I più
importanti temi sono: la sicurezza sul lavoro intesa anche come lotta al precariato, al lavoro irregolare;
il ruolo dei servizi per l’impiego; il coordinamento e la coerenza delle esigenze formative delle persone
con le esigenze del sistema produttivo. Nell’ambito del capitale umano, i temi importanti – sui quali si
è già lavorato anche in questa programmazione e che debbono essere finalizzati in maniera più forte e
più sistemica nella programmazione – sono: l’accreditamento, l’apprendistato, la certificazione delle
competenze, la creazione di standard formativi professionali. In tutto questo le Regioni avranno, come
enti territoriali, un ruolo determinante nel senso che tutto quello che viene condiviso a livello nazionale
deve trovare riscontro anche a livello regionale, se l’intento è quello di creare un sistema nazionale
comune, tenendo poi conto, nello specifico, delle caratteristiche territoriali. Franco Patrignani:
interviene per rilevare che, nella fase della concertazione, come organizzazioni sindacali si è espressa
più volte l’esigenza di avere una programmazione comune a tutti i fondi europei che agiscono nel
territorio. E’ stata tenuta la stessa posizione sui diversi tavoli: il POR del FESR, il POR del FSE, quello
dello sviluppo rurale, il FSR. Sarebbe interessante capire se la stessa sensibilità esiste a livello della
programmazione, sia a livello europeo che nazionale. Anna Ascani: del coordinamento dei fondi si
parla già nel regolamento generale dei fondi strutturali quindi il coordinamento è una delle indicazioni
dell’UE. E’ ovvio che è necessaria l’integrazione tra i vari fondi strutturali: questa fase del negoziato
che prevede la consultazione delle varie Direzioni generali è la dimostrazione di come questo
coordinamento deve essere garantito. Inoltre, all’interno della struttura del programma operativo si
ritrova un capitolo destinato al quadro generale di coerenza strategica, cioè la coerenza fra gli
orientamenti strategici comunitari, il quadro strategico nazionale, le politiche nazionali e regionali;
anche all’interno delle modalità di attuazione del programma operativo si ritrova un capitolo dedicato
alle modalità di coordinamento fra i vari fondi che possono essere non solo fondi europei (i fondi
strutturali), ma anche fondi nazionali. Una delle attività previste nell’asse “adattabilità”, ad esempio, è
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quella legata alla coerenza della formazione continua con i fondi interprofessionali: quindi è chiara
l’intenzione di tutti di fare un’attività di coordinamento e non una sovrapposizione degli interventi
senza che l’uno e l’altro si parlino. Sara Casillo: rileva che anche lo spirito della costruzione del quadro
strategico nazionale è stato proprio quello di tenere insieme, in un'ottica unitaria, la politica nazionale
aggiuntiva con la politica cofinanziata dai fondi strutturali e proprio in questo spirito è stato costruito in
ciascuna regione un documento strategico unitario, che rappresenta il documento cornice all’interno del
quale si muovono i programmi operativi del FESR, del FSE ed il piano di sviluppo rurale. Un altro
elemento da aggiungere è la specificità dell’integrazione rispetto a quello dell’utilizzo tecnico della
flessibilità. Sarà necessario tenere presente uno spirito unitario e di finalizzazione allo sviluppo del
territorio, tenendo conto che la flessibilità è solo uno degli strumenti che potranno essere utilizzati in
questa programmazione che si caratterizza per un livello strategico molto più elevato di quella
precedente e per la possibilità che ciascuna autorità di gestione ha di immaginare gli strumenti più
adatti per fare questa programmazione integrata. Rosita Caputo: le colleghe della Commissione e di
Tecnostruttura sono state molto chiare. E’ tanto forte l’esigenza di integrazione e di coordinamento,
non solo perché si avverte come necessità, ma anche perché viene richiesta dai regolamenti. Quindi
questa integrazione viene imposta a livello generale tra fondi, tipologie di finanziamento e scende
anche nel particolare fino ad arrivare ai singoli temi ed argomenti da portare a sistema in maniera
comune e condivisa. Francesca Damiani: a completamento dell’informazione, sottolinea che, a livello
regionale, si sta predisponendo il documento unitario di programmazione regionale previsto dal
capitolo VI del quadro strategico nazionale. Si tratta di un documento che va oltre il documento
strategico regionale e sintetizzerà tutti gli strumenti di programmazione settennale 2007-2013,
aggiungendo la programmazione del FAS. E’ stato costituito un gruppo di lavoro interno: l’intento è di
arrivare ad approvare il documento entro l’anno. Il lavoro ricognitorio è già partito, si attingerà a tutte
le esperienze di programmazione dei POR; verrà inserita anche la programmazione degli interventi
finanziati a livello di Stato: ciò consentirà di programmare il FAS in modo complementare.
Ugo Ascoli: l’obiettivo del coordinamento degli strumenti programmatori è un obiettivo cruciale per la
vita della Regione come di tutte le Regioni: quindi saranno accettate ulteriori stimolazioni su questo
versante.
6b) Presentazione POR 2007-2013: a questo punto il Mauro Terzoni illustra le caratteristiche del
Por 2007/2013 mettendo innanzitutto in evidenza che la struttura di un programma operativo si
compone di tre parti: una analisi del contesto per vedere la situazione economica e sociale del territorio
regionale; una analisi swot, che mette in evidenza le criticità, i punti di debolezza e di forza sia del
territorio ma anche dei risultati raggiunti nella precedente programmazione per poi arrivare a definire la
strategia.
Considerando che tutti i Por hanno un obiettivo generale, l’obiettivo scelto dalla Regione Marche, per il
programma 2007/2013, è quello di incrementare la qualità del lavoro.
Avendo la Regione Marche dei tassi di disoccupazione fisiologici, quindi socialmente accettabili, ha
rivolto la sua attenzione soprattutto sulla buona occupazione, quindi qualità del lavoro che significa in
primis tutela della salute e sicurezza del lavoro, ma anche il perseguimento dell’obiettivo sfidante di
questa programmazione: una attenzione particolare alle fasce deboli del mercato del lavoro, la
promozione dell’integrazione sociale, la riduzione delle differenze di genere, impedire ogni forma di
discriminazione del mercato del lavoro e contrastare la precarietà del lavoro.
Rispetto alla programmazione 2000-2006 la struttura si presenta in Assi e Obiettivi specifici, gli Assi
del Por sono 6, c’è una new entry, che è quella della transnazionalità e interregionalità.
Dal raffronto tra vecchia e nuova programmazione emerge che sono state più che raddoppiate le risorse
dell’asse 3 relativo all’inclusione sociale; il che significa forte attenzione verso le categorie
svantaggiate, verso le fasce deboli del mercato di lavoro.
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6c) Legami tra POR e PON azioni di sistema: si conta di sviluppare nei primi due Assi, quello
relativo all’adattabilità e quello relativo all’occupabilità, le azioni principali in materia di
complementarietà e flessibilità tra i due fondi strutturali principali, il Fse e il Fesr.
Va migliorato il sistema della formazione, che significa porre in atto nuove tipologie di bandi, nuove
modalità di accesso ai finanziamenti, introduzione delle procedure di appalto per l’attività formativa.
Infine si ritiene opportuno recuperare alcune azioni di sistema importanti, quali il Libretto Formativo, il
Catalogo Unico Regionale, riguardante sia la formazione continua, sia la formazione professionale.
6d) Sintesi della valutazione ex-ante: il presidente dà poi la parola alla rappresentante Mara Morici
della Svim Spa che illustra il Rapporto di Valutazione ex-ante così come definito dal regolamento CE
1083 del 2006 e che ha l’obiettivo di ottimizzare l’attribuzione delle risorse di bilancio nell’ambito del
nuovo Programma Operativo, di migliorare la qualità della programmazione stessa e di effettuare
considerazioni sulla capacità del programma di ottenere gli effetti previsti, in modo che tali
considerazioni potranno essere utilizzate nel corso della realizzazione del Por, per garantire l’efficacia
del programma stesso.
Premesso tutto questo e dopo l’analisi di ogni asse, Morici rileva la rispondenza del POR con gli
orientamenti strategici comunitari e con il quadro strategico nazionale.
Un elevato livello di coerenza si registra tra il POR e le priorità indicate quali il miglioramento e la
valorizzazione delle risorse umane, la promozione - valorizzazione - diffusione della ricerca,
l’inclusione sociale, i servizi per la qualità della vita, l’attrattività territoriale, la competitività dei
sistemi produttivi.
7) Premio regionale “Valore Lavoro”
Il presidente Ascoli informa il Comitato dell’avvio a breve di una iniziativa finalizzata a favorire
l’obiettivo di fare buona impresa attraverso l’istituzione di un Premio Regionale per la buona
imprenditoria marchigiana che si chiamerà “Valore Lavoro”.
Saranno assegnati premi (riconoscimenti istituzionali) nel corso della “Giornata delle Marche”, intorno
al 10 dicembre, alle imprese che risulteranno di migliore performance complessiva.
E’ un premio che viene assegnato con risorse Fse quindi una iniziativa di –valore-, una particolare
capacità di coniugare imprenditoria con occupazione, innovazione con risorse umane, con qualità del
lavoro che significa rapporti di lavoro, contratto, regolarità del rapporto, sicurezza del lavoro, capacità
di rispettare le persone, capacità di essere coerenti rispetto alle proprie aspettative e usare le persone nel
modo più equo e di pari opportunità possibile.
Il presidente invita il Comitato a prendere visione della brochure esplicativa del Premio.
8) Procedure per i nuovi bandi e approvazione dei criteri di selezione
Il presidente dà la parola a Floriana Quaglia la quale propone che, salvo disposizioni diverse da parte
delle vigenti normative, per tutte le valutazioni da effettuare nella programmazione 2007-2013, i criteri
di selezione da adottare siano tre: qualità, efficacia, economicità.
I progetti di qualsiasi tipologia verranno così valutati tenendo conto della qualità del progetto, della
efficacia potenziale dello stesso e dell’economicità.
Sulla base di un documento presentato al Comitato, Floriana Quaglia invita i presenti ad esprimersi sul
tipo di criteri proposti e poi sui pesi da assegnare loro. Appena approvato il documento che definisce
criteri e pesi, sarà possibile per l’autorità di gestione, insieme agli organismi intermedi, alle parti sociali
e alla concertazione, definire gli indicatori da utilizzare per misurare il contributo che i singoli progetti
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possono fornire al raggiungimento dei criteri stabiliti dal Comitato di sorveglianza, per poi definire le
modalità di assegnazione dei punteggi agli indicatori individuati.
Si apre così un dibattito sui pesi da assegnare agli indicatori, con particolare riguardo al peso
dell’efficacia potenziale per le attività formative e per la creazione d’impresa.
L’assessore Monachesi propone di aggiungere ai criteri di selezione uno schema di valutazione in cui
si dica che: “La selezione dei progetti dovrà comunque essere effettuata utilizzando i criteri della
qualità, dell’efficacia potenziale e dell’economicità dei pesi evidenziati nello schema “1” e tutti gli
altri progetti che potranno essere messi in cantiere, devono avere uno schema di criteri di punteggio e
pesi, qualità della proposta, efficacia potenziale, economicità, con 40 di peso per la qualità della
proposta, 40 per l’efficacia e 20 per l’economicità. Questo ci può permettere di applicare questi criteri
ad altri interventi che non sono qui compresi”.
Interviene Stefano Pierini, rappresentante della Coldiretti, Cia e Confagricoltura, che si chiede come si
possa determinare la qualità di un progetto quando le figure professionali che sono a supporto del
progetto devono essere comprese nel discorso economicità.
A questo proposito ritiene opportuno differenziare le attività formative con procedure di appalto dove
vi sono attività di grosse risorse finanziarie, ma nel punto 3 dove vi sono le attività formative minori, il
discorso dell’economicità deve essere abbassato, in quanto sono risorse umane interne od esterne che
devono essere formate, accreditate, alimentate, così come è scritto anche sul POR.
Pierini propone quindi un peso di 30 per l’efficacia potenziale, ma ritiene che il peso di 20 per
l’economicità possa scendere a 15 così da far rimanere la prevalenza della qualità della proposta a 55.
Il presidente del Comitato registra l’istanza e dà la parola al rappresentante della Cisl Patrignani che
esprime perplessità sul criterio dell’economicità perché il suo utilizzo potrebbe agevolare gli Enti di
formazione che applicano contratti di lavoro che tutelano meno i formatori.
Il Dirigente del Servizio Istruzione, Formazione e Lavoro, Mauro Terzoni, chiarisce e rassicura
Patrignani sul criterio dell’economicità che avvantaggia quelle strutture che utilizzano dipendenti e
collaboratori interni rispetto a chi si avvale del progettista o del collaboratore esterno, perché
comunque i costi degli interni sono di norma più bassi di quelli di un professionista esterno.
Anche per quanto riguarda il rapporto di lavoro tra dipendente a tempo indeterminato e co.co.co., le
ultime norme, contenute nella Finanziaria 2007, che hanno incrementato il costo del lavoro dei
collaboratori, attenuano il rischio paventato da Patrignani. E’ questa una operazione volta a rendere il
sistema più congruo ed efficiente, eliminando alcuni sprechi di risorse e tutto questo non perché si
vuole risparmiare come Amministrazione ma per investire più risorse sul territorio, garantendo più
interventi formativi a parità di risorse. Interviene Michela Vian per sottolineare che l’efficacia
potenziale dovrebbe essere il primo indicatore: poiché il Comitato di Sorveglianza è un tavolo
strategico, dobbiamo assicurare che vengono finanziati progetti che siano utili al territorio. Carla
Monachesi: esorta a lavorare bene razionalizzando le risorse e dando gli incarichi di docenza e di
coordinamento alle persone che sono professionalmente capaci di farlo.
A questo punto, considerati i vari interventi, il presidente Ugo Ascoli invita il Comitato ad approvare il
documento sui criteri di valutazione proposto con le seguenti modifiche:
1) con riguardo alle Attività di servizio affidate attraverso le procedure d’appalto:
- il criterio della “Qualità della proposta”, avrà peso 50 anziché 30 (come risultava nel documento, a
causa di un errore di stampa);
- il peso della “Efficacia potenziale” rimane 30, come pure quello della “Economicità” a 20;
2) per le attività formative i pesi del documento risultano così modificati:
- Qualità della proposta: 50
- Efficacia potenziale: 30
- Economicità: 20
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A tal proposito il Presidente evidenzia che dalla discussione è emerso che la qualità delle attività
formative sarà valutata attraverso indicatori che tengano conto, tra gli altri, della qualità del
progetto didattico e della docenza, dell’adeguatezza delle attrezzature previste e della modalità di
gestione dei corsi.
3) in merito alla creazione d’impresa, i pesi dei criteri risultano, rispetto al documento, così modificati:
- Qualità della proposta: 50
- Efficacia potenziale: 50.
Il Presidente, infine, conferma la necessità di concentrare maggiormente l’attenzione di tutti sulla
misurabilità dei criteri discussi, la correlazione fra qualità ed efficacia, la necessità che i progetti che si
porteranno avanti abbiano poi una loro ricaduta positiva sui territori.
Il Comitato approva all’unanimità.
9) Informativa sulla costituzione del Comitato di sorveglianza 2007-2013
Il Presidente considera esaurito l’argomento perché già affrontato da Mauro Terzoni durante l’esame
del punto 6b, in occasione del quale è stato evidenziato che, non appena sarà approvato il POR 20072013, verrà nominato il nuovo Comitato di sorveglianza relativo alla nuova Programmazione.
Tale nuovo Comitato sarà rappresentato, oltre che dagli enti ed associazioni che attualmente lo
compongono, anche da altre nuove Autorità, quali ad esempio l’Autorità di certificazione, quella di
Audit, il Ministero dello Sviluppo Economico, l’Autorità di gestione del Fondo della pesca e quella del
Fondo di sviluppo agricolo regionale (FEASR).
10) Varie ed eventuali
Prende la parola l’assessore alla formazione professionale e lavoro della Provincia di Pesaro e Urbino,
Massimo Galuzzi, che propone di apportare delle modifiche al Complemento di Programmazione del
POR 2000/2006:
1) sostituire, per quanto riguarda la misura C2, la formula che si riferisce al percorso formativo di
giovani in condizioni di disagio e giovani immigrati, con la formula: “attività formative anche
individualizzate, di supporto e di accompagnamento, per sostenere la permanenza dei giovani
all’interno dei percorsi formativi”;
2) per la misura E1 Massimo Galuzzi propone di modificare la formulazione dell’azione
includendo: “attività formative anche individualizzate, di supporto e di accompagnamento per
sostenere la permanenza di giovani donne all’interno dei percorsi formativi”.
Tutto questo dà modo di rispondere al problema che si è aperto con le normative sull’obbligo di
istruzione e, conclude Galuzzi, ci permette di recuperare la possibilità di far rimanere i ragazzi, in parte,
nel percorso formativo.
Il presidente Ugo Ascoli propone di approvare l’emendamento di Galuzzi che permetterà di soddisfare
le pressioni e le richieste delle famiglie e degli enti per affrontare quello che si chiamava obbligo
formativo. Sarà questo un arricchimento che si avrà a disposizione per combattere la dispersione
scolastica e garantire ai giovani un adeguato percorso per un loro migliore inserimento nel mercato del
lavoro.
A questo punto, approvato all’unanimità l’emendamento al Complemento di Programmazione
presentato dall’Assessore Galuzzi, il presidente conclude i lavori, ringrazia i partecipanti e toglie la
seduta.
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Approvazione verbale Comitato di Sorveglianza